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Cenni storici. Codice della strada. Introduzione. Il veicolo. Procedure operative. Merci pericolose - PDF
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1 La normativa per l emergenza in sicurezza Cenni storici Codice della strada Norme civili e sull assicurazione Tecniche di guida per la sicurezza in emergenza Introduzione Il veicolo Comportamento alla guida Procedure operative Merci pericolose2 3 BARBARA ZANIERI LA NORMATIVA PER L EMERGENZA IN SICUREZZA 34 5 CENNI STORICI La Lex Julia Municipalis, emanata da Giulio Cesare nel 45 a.c., conteneva già alcune norme sulla circolazione stradale come quelle che vietavano nelle ore diurne l accesso alla città da parte dei carri, ad eccezione di quelli che trasportavano materiali per la costruzione di edifici pubblici e di templi. Per questo tale legge è considerata l antesignana del moderno codice della strada. Più recentemente la materia ha trovato una propria regolamentazione nella Legge sulle opere pubbliche, 20 Marzo 1865 n. 2248, all. F e nel relativo regolamento, il R.D. n 4697 emanato nel 1868, che conteneva norme in materia di circolazione dei veicoli a trazione animale e dei pedoni e che ha costituito il primo regolamento di polizia stradale. Alle nuove problematiche insorte con l apparire del velocipede ha tentato di far fronte il R.D. emanato nel dicembre del La vera rivoluzione in materia di circolazione stradale è, però, legata al veicolo a motore. La diffusione di tele mezzo è andata di pari passo alle necessità di (frequente) adeguamento normativo; basti pensare che in trent anni si è messo mano per ben cinque volte alla disciplina sulla circolazione stradale (R.D. 416/1901; R.D. 24/1905, L. 739/1912, R.D. 3043/23, R.D. 1740/1933). Il codice della strada del 1933 è considerato la prima codificazione completa in materia, trattando in modo esaustivo di tutte le componenti della circolazione stradale: strada, veicolo, uomo. Nel 1959 fu emanato il D.P.R. 393, ovvero il codice della strada che è rimasto in essere fino all attuale D.lgs 30 aprile 1992 n. 285, entrato in vigore il 1 gennaio Il Nuovo Codice Della Strada (così è definito il D.lgs 285/92) si compone di oltre 240 articoli divisi in 7 titoli: disposizioni generali (artt. 1-12), della costruzione e tutela delle strade (artt ), dei veicoli (artt ), guida dei veicoli e conduzione degli animali (artt ), norme di comportamento (artt ), degli illeciti e delle relative sanzioni (artt ), disposizioni finali e transitorie (artt ). Dal 1992 il codice della strada ha subito molte modifiche. Alcune norme, come quelle sulla guida in stato di ebbrezza o sotto l effetto di stupefacenti, vengono periodicamente ritoccate nello sforzo di arginare comportamenti pericolosi che si diffondono a macchia d olio e che divengono, purtroppo, costante argomento di cronaca. La più recente (e forse la più corposa) modifica è stata apportata dalla L.120/2010 che ha interessato più di 70 articoli del codice della strada oltre ad alcune disposizioni esterne allo stesso, anch esse inerenti alla circolazione stradale. La stesura del presente manuale viene rivista subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della citata legge, entrata in vigore il 13 agosto 2010 (salvo alcune 56 norme già in vigore dal ). Peraltro, molte disposizioni della recente legge necessitano, ai fini della loro applicazione, di decreti o regolamenti attuativi ed è evidente che fino all adozione degli stessi non sarà possibile avere un quadro completo della disciplina né fornire precise indicazioni sul comportamento da tenere. Si riportano di seguito alcuni articoli del codice della strada relativi alle caratteristiche dei veicoli, alla guida e alle norme di comportamento ritenuti di interesse per coloro che conducono veicoli adibiti all emergenza. Prima di addentrarci nell esame della normativa pare opportuno rammentare che il codice della strada contiene oltre a violazioni punite con sanzioni amministrative (tali ad es. la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro, la sospensione o la revoca della patente, il fermo del veicolo, il ritiro della carta di circolazione ecc..) anche reati, vale a dire illeciti puniti con sanzioni penali (arresto, reclusione, ammenda, multa). Laddove la violazione costituisca reato l autore dell illecito risponde personalmente di quanto commesso: la responsabilità penale è personale. Se per la trasgressione è invece prevista una sanzione amministrativa pecuniaria (ovvero che consiste nel pagamento di una somma di denaro) il proprietario (o altri soggetti espressamente previsti tra cui l usufruttuario, l'utilizzatore a titolo di locazione finanziaria ecc), è di norma (se non prova che la cosa è stata utilizzata contro la sua volontà) obbligato in solido con l autore della violazione vale a dire il conducente. Ciò significa che il conducente in qualità di autore della violazione è sempre chiamato a rispondere di quanto commesso; con lui gli altri soggetti che hanno un legame con il veicolo. È bene, però, rimarcare che tale principio, di regola, non opera per le sanzioni amministrative diverse dalla sanzione amministrativa pecuniaria: a titolo di esempio basti pensare all ipotesi del ritiro/sospensione della patente che grava interamente sul conducente del veicolo. Quindi, visto che il conducente (anche ai fini del codice della strada) è sempre considerato responsabile della circolazione e della guida del veicolo, è suo onere verificare l efficienza del mezzo oltre che il rispetto delle prescrizioni imposte. 67 CODICE DELLA STRADA Art. 1 CdS - Principi generali 1. La sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato. 2. La circolazione dei veicoli, dei pedoni e degli animali sulle strade è regolata dalle norme del presente codice e dai provvedimenti emanati in applicazione di esse, nel rispetto delle normative internazionali e comunitarie in materia. Le norme e i provvedimenti attuativi si ispirano al principio della sicurezza stradale, perseguendo gli obiettivi: di ridurre i costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare; di migliorare il livello di qualità della vita dei cittadini anche attraverso una razionale utilizzazione del territorio; di migliorare la fluidità della circolazione. 3. Al fine di ridurre il numero e gli effetti degli incidenti stradali ed in relazione agli obiettivi ed agli indirizzi della Commissione europea, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti definisce il Piano nazionale per la sicurezza stradale. Art. 140 CdS - Principio informatore della circolazione 1. Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale. La sicurezza stradale rappresenta il principio ispiratore delle norme sulla circolazione stradale oltre che obiettivo primario perseguito dallo Stato. Detto principio, espresso nel primo articolo del codice della strada, è richiamato nell art. 140 (che apre il IV titolo dedicato alle norme di comportamento) che afferma l obbligo per gli utenti della strada di tenere un comportamento tale da non costituire pericolo o intralcio alla circolazione anche quando non esista una specifica norma di comportamento da rispettare o quando il rispetto di una norma esistente non risulti sufficiente. Nella realtà può, infatti, accadere che l osservanza delle norme espressamente previste nel codice della strada non sia di per se sufficiente ad evitare situazioni di pericolo o incidenti stradali. 78 Ecco lo scopo dell art. 140: integrare le altre norme del codice imponendo al conducente l obbligo di tenere un comportamento che consenta di tutelare la sicurezza stradale anche se il caso concreto è privo di una specifica disciplina. Art. 12 CdS - Espletamento dei servizi di polizia stradale 1. L espletamento dei servizi di polizia stradale previsti dal presente codice spetta: a) in via principale alla specialità Polizia Stradale della Polizia di Stato; b) alla Polizia di Stato; c) all Arma dei carabinieri; d) al Corpo della guardia di finanza; d-bis) ai Corpi e ai servizi di polizia provinciale, nell ambito del territorio di competenza e) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale, nell ambito del territorio di competenza; f) ai funzionari del Ministero dell interno addetti al servizio di Polizia stradale; f-bis) al Corpo di Polizia Penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato, in relazione ai compiti di istituto. 2. L espletamento dei servizi di cui all art. 11, comma 1, lettere a) e b), spetta anche ai rimanenti ufficiali e agenti di polizia giudiziaria indicati nell art. 57, commi 1 e 2, del codice di procedura penale. 5. I soggetti indicati nel presente articolo, eccetto quelli di cui al comma 3bis, quando non siano in uniforme, per espletare i propri compiti di polizia stradale devono fare uso di apposito segnale distintivo, conforme al modello stabilito nel regolamento. Art. 24 (Regolamento) Segnale distintivo e norme d uso. Intimazione dell alt. 1. Il segnale distintivo, che i soggetti che espletano i servizi di polizia stradale usano quando non sono in uni- 89 forme, ai sensi dell articolo 12, comma 5, del codice, è conforme al modello stabilito nella figura I.2 e rispondente alle seguenti caratteristiche: a) disco metallico o di materiale sintetico del diametro di 15 cm, in materiale rifrangente su entrambe le facce, avente la parte centrale di colore rosso di 10 cm di diametro e la rimanente corona circolare di colore bianco di 2,5 cm di larghezza; b) al centro del disco lo stemma della Repubblica Italiana di colore nero; c) indicazione dell amministrazione di appartenenza dell agente,. 2. Il segnale distintivo è usato esclusivamente per intimare l ALT agli utenti della strada in movimento e, in situazioni di emergenza, per le segnalazioni manuali dirette a regolare il traffico. L uso del segnale distintivo fuori dai casi consentiti è perseguibile anche disciplinarmente dall amministrazione da cui dipendono i soggetti di cui al comma Gli organi di polizia stradale di cui all articolo 12 del codice, quando non sono in uniforme, per l intimazione dell ALT a coloro che circolano sulle aree soggette alla disciplina del codice della strada esibiscono in modo chiaramente visibile, il segnale distintivo di cui al comma 1 Il segnale distintivo di cui si parla, comunemente chiamato paletta, è uno strumento di pertinenza esclusiva dei soggetti citati all art. 12 C.d.S. Art. 15. Atti vietati. 1. Su tutte le strade e loro pertinenze è vietato: a) danneggiare in qualsiasi modo le opere, le piantagioni e gli impianti che ad esse appartengono, alterarne la forma ed invadere od occupare la piattaforma e le pertinenze o creare comunque stati di pericolo per la circolazione; b) danneggiare, spostare, rimuovere o imbrattare la segnaletica stradale ed ogni altro manufatto ad essa attinente; f) depositare rifiuti o materie di qualsiasi specie, insudiciare e imbrattare comunque la strada e le sue pertinenze; f-bis) insozzare la strada o le sue pertinenze gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento; 910 g) apportare o spargere fango o detriti anche a mezzo delle ruote dei veicoli provenienti da accessi e diramazioni; h) scaricare, senza regolare concessione, nei fossi e nelle cunette materiali o cose di qualsiasi genere o incanalare in essi acque di qualunque natura; i) gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa. 2. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lettere a), b) e g), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da ( ) 3. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lettere c), d), e), f), h) ed i), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma (...) 3-bis) Chiunque viola il divieto di cui al comma 1 lettera f-bis) è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria ( ) 4. Dalle violazioni di cui ai commi 2 e 3 e 3 bis consegue la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della violazione stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese,( ). Il disposto di cui al comma 1 lettera f ) a vieta di depositare rifiuti o materiale di qualsiasi genere sulla strada. Calata nell attività di soccorso sanitario la norma impone di non lasciare i refusi delle operazioni, circostanza che oltre a costituire una violazione al codice della strada non rende certo una buona immagine dell associazione. Art. 54. Autoveicoli 1. Gli autoveicoli sono veicoli a motore con almeno quattro ruote, esclusi i motoveicoli, e si distinguono in: a) autovetture: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente; f) autoveicoli per trasporti specifici: veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni, caratterizzati dall'essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo; g) autoveicoli per uso speciale: veicoli caratterizzati dall'essere muniti permanentemente di speciali attrezzature e destinati prevalentemente al trasporto proprio. Su tali veicoli è consentito il trasporto del personale e dei materiali connessi col ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse alla destinazione d'uso delle attrezzature stesse; 1011 Art Regolamento di Attuazione - Autoveicoli per trasporti specifici ed autoveicoli per uso speciale 2. Sono classificati, ai sensi dell'articolo 54, comma 2, del Codice, per uso speciale i seguenti autoveicoli: ( ) m) autoambulanze; Le norme sopra riportate classificano le ambulanze quale autoveicolo per uso speciale. Sulle stesse, stando a quanto indicato dall art. 54 CdS è consentito il trasporto del personale e dei materiali connessi col ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse alla destinazione d'uso delle attrezzature stesse. Art. 72 CdS - Dispositivi di equipaggiamento dei veicoli a motore e loro rimorchi 1. I ciclomotori, i motoveicoli e gli autoveicoli devono essere equipaggiati con: a) dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione; b) dispositivi silenziatori e di scarico se hanno il motore termico; c) dispositivi di segnalazione acustica; d) dispositivi retrovisori; e) pneumatici o sistemi equivalenti. 2. Gli autoveicoli e i motoveicoli di massa a vuoto superiore a 0,35 t. devono essere muniti del dispositivo per la retromarcia. Gli autoveicoli devono altresì essere equipaggiati con: a) dispositivi di ritenuta e dispositivi di protezione, se trattasi di veicoli predisposti fin dall'origine con gli specifici punti di attacco, aventi le caratteristiche indicate, per ciascuna categoria di veicoli, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti; b) segnale mobile di pericolo di cui all'articolo 162; c) contachilometri avente le caratteristiche stabilite nel regolamento. omissis 8. I dispositivi di cui ai commi precedenti sono soggetti ad omologazione da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Dipartimento per i trasporti terrestri, secondo modalità stabilite con decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (..) 9. Nei decreti di cui al comma 8 sono altresì stabilite, per i dispositivi indicati nei precedenti commi, le prescrizioni tecniche relative al numero, alle caratteristiche 1112 costruttive e funzionali e di montaggio, le caratteristiche del contrassegno che indica la conformità dei dispositivi alle norme del presente articolo ed a quelle attuative e le modalità dell'apposizione. 10. Qualora le norme di cui al comma 9 si riferiscano a dispositivi oggetto di direttive comunitarie, le prescrizioni tecniche sono quelle contenute nelle predette direttive 11. L'omologazione rilasciata da uno Stato estero per uno dei dispositivi di cui sopra può essere riconosciuta valida in Italia a condizione di reciprocità e fatti salvi gli accordi internazionali. 12. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può essere reso obbligatorio il rispetto di tabelle e norme di unificazione aventi carattere definitivo ed attinenti alle caratteristiche costruttive, funzionali e di montaggio dei dispositivi di cui al presente articolo. 13. Chiunque circola con uno dei veicoli citati nel presente articolo in cui alcuno dei dispositivi ivi prescritti manchi o non sia conforme alle disposizioni stabilite nei previsti provvedimenti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da ( ). Art. 78 CdS - Modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione e aggiornamento della carta di circolazione. 1. I veicoli a motore ed i loro rimorchi devono essere sottoposti a visita e prova presso i competenti uffici della Direzione generale della M.C.T.C. quando siano apportate una o più modifiche alle caratteristiche costruttive o funzionali, ovvero ai dispositivi d'equipaggiamento indicati negli articoli 71 e 72, oppure sia stato sostituito o modificato il telaio ( ) 2. Nel regolamento sono stabiliti le caratteristiche costruttive e funzionali, nonché i dispositivi di equipaggiamento che possono essere modificati solo previa presentazione della documentazione prescritta dal regolamento medesimo. Sono stabilite, altresì, le modalità per gli accertamenti e l'aggiornamento della carta di circolazione. 3. Chiunque circola con un veicolo al quale siano state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione, oppure con il telaio modificato e che non risulti abbia sostenuto, con esito favorevole, le prescritte visita e prova, ovvero circola con un veicolo al quale sia stato sostituito il telaio in tutto o in parte e che non risulti abbia sostenuto con esito favorevole le prescritte visita e prova, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da ( ) 1213 4. Le violazioni suddette importano la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione ( ). I dispositivi di cui all art. 72 (compresi quelli di segnalazione visiva, di illuminazione e di segnalazione acustica) devono risultare conformi alle prescrizioni per essi specificamente previste e sono soggetti ad omologazione. La sostituzione o modifica di detti dispositivi (sia in fase di allestimento che successivamente), implica la necessità di sottoporre il veicolo a visita e prova presso i competenti uffici della Motorizzazione Civile (ora Direzione Trasporti Terrestri). L inosservanza di tale obbligo comporta, oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, il ritiro della carta di circolazione del veicolo. Pertanto: lampeggianti e sirene, devono essere omologati e corrispondere alle caratteristiche per essi previste; la manomissione dei dispositivi omologati determina la necessità di sottoporre il veicolo a visita e prova. La regola sopra vista vale, come detto, anche per gli altri dispositivi. Al riguardo si ricorda anche che installare luci blu (o di altro colore non ammesso dal codice della strada) in sostituzione (o in aggiunta) dei dispositivi di illuminazione omologati (come precisato, tra gli altri dal Ministero dell Interno - Dipartimento di Pubblica sicurezza, con nota prot REP 121A - 1) costituisce violazione alle disposizioni sopra indicate e comporta l applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria e ritiro della carta della circolazione per l invio alla MTCT, per una revisione straordinaria al fine di verificare se le luci abusivamente installate siano state rimosse e ciò anche laddove dette luci non siano utilizzate. Con specifico riferimento ai dispositivi di segnalazione visiva e acustica installati sui mezzi adibiti al soccorso sanitario va precisato che l omologazione dei dispositivi luminosi, lampeggianti o girofari, che nella tabella dell omologazione sono identificati come luci speciali per veicoli prioritari, fa riferimento ad un regolamento internazionale (UNECE 65) recepito dall Italia, e quindi, il dispositivo in questione necessita del contrassegno indicante una E maiuscola, (oltre ad altri dati obbligatori come nell esempio qui sotto), racchiusa in un cerchio. La sirena invece, non essendoci al momento né regolamenti internazionali, né direttive europee specifiche, deve rispondere a disposizioni nazionali (vedi Decreto Ministeriale del 17 ottobre 1980 pubblicato su G.U. n 310 del 12 novembre 1980). Entrambi i dispositivi, inoltre, devono aver superato le previste prove di compatibilità elettromagnetica (regolamento UNECE 10 o Direttiva 2006/96/CE). In quest ultimo caso il marchio di omologazione è costituito da una e minuscola posta dentro un rettangolo e corredata da altre indicazioni similmente alla marcatura UNECE. La corretta interpretazione delle marcature di omologazione, tuttavia, è un argomento complesso che necessita di ben maggiori dettagli. 1314 Esempio di omologazione UNECE in base al regolamento UNECE 65: Esempio di omologazione Italiana: E KSP 1588 La marcatura CE che appare sulla quasi totalità dei prodotti in commercio indica la rispondenza di un prodotto ai requisiti essenziali delle direttive europee applicabili a quel prodotto, ma non vuol dire ovviamente- che quel prodotto sia idoneo per la circolazione stradale (basti pensare ad esempio ai giocattoli che, rispondendo a specifiche direttive comunitarie presentano la marcatura CE). Per quanto riguarda il settore automotive, questo, rispondendo a direttive CE particolari, specifiche del settore, NON adotta la marcatura CE ma i corrispondenti marchi di omologazione ne garantiscono la rispondenza alle direttive di riferimento. Art. 79 CdS - Efficienza dei veicoli a motore 1.I veicoli a motore ( ) durante la circolazione devono esser tenuti in condizioni di massima efficienza, comunque tale da garantire la sicurezza (.) 2. Nel regolamento sono stabilite le prescrizioni tecniche relative alle caratteristiche funzionali ed a quelle dei dispositivi particolarmente per quanto riguarda i pneumatici la frenatura, dispositivi di segnalazione visiva e illuminazione. 4. Chiunque circola. con i dispositivi di cui all art. 72 non funzionanti o non regolarmente installati, ovvero circola con i dispositivi di cui all'articolo 80, comma 1, del presente codice e all'articolo 238 del regolamento non funzionanti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento... ( ). I dispositivi devono corrispondere alle caratteristiche prescritte per legge e devono essere tenuti in condizione di efficienza e funzionalità. La verifica dell efficienza del veicolo si esegue mediante controlli a vista e controlli strumentali. Sono considerate semplici operazioni di verifica eseguibili anche da parte 1415 del conducente i controlli circa l integrità dei pneumatici (assenza di tagli), dei vetri (assenza di rotture o lesioni), il controllo sul livello dell olio, sul funzionamento dei dispositivi di illuminazione, sulla pressione dei pneumatici ecc. La circolazione con dispositivi di equipaggiamento non regolarmente installati o non funzionanti (es. lampadine fulminate, pneumatici con tagli o lesioni profonde o con spessore inferiore al minimo consentito, sistemi di frenatura inefficienti, dispositivo di segnalazione acustica inefficiente, retrovisori rotti, vetri che presentano rotture ecc.) è soggetta a sanzione amministrativa pecuniaria. Art. 80 CdS - Revisioni. 1. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce, con propri decreti, i criteri, i tempi e le modalità per l'effettuazione della revisione generale o parziale delle categorie di veicoli a motore e dei loro rimorchi, al fine di accertare che sussistano in essi le condizioni di sicurezza per la circolazione e di silenziosità e che i veicoli stessi non producano emanazioni inquinanti superiori ai limiti prescritti;. 3. Per le autovetture, per gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t e per gli autoveicoli per trasporto promiscuo la revisione deve essere disposta entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni, nel rispetto delle specifiche decorrenze previste dalle direttive comunitarie vigenti in materia. 4. Per i veicoli destinati al trasporto di persone con numero di posti superiore a nove compreso quello del conducente, per gli autoveicoli destinati ai trasporti di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, per i rimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, per i taxi, per le autoambulanze, per i veicoli adibiti a noleggio con conducente e per i veicoli atipici la revisione deve essere disposta annualmente, salvo che siano stati già sottoposti nell'anno in corso a visita e prova ai sensi dei commi 5 e Gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, anche su segnalazione degli organi di polizia stradale di cui all'art. 12, qualora sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti di sicurezza, rumorosità ed inquinamento prescritti, possono ordinare in qualsiasi momento la revisione di singoli veicoli. 6. I decreti contenenti la disciplina relativa alla revisione limitata al controllo dell'inquinamento acustico ed atmosferico sono emanati sentito il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio. 1516 7. In caso di incidente stradale nel quale i veicoli a motore o rimorchi abbiano subìto gravi danni in conseguenza dei quali possono sorgere dubbi sulle condizioni di sicurezza per la circolazione, gli organi di polizia stradale di cui all'art. 12, commi 1 e 2, intervenuti per i rilievi, sono tenuti a darne notizia al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri per la adozione del provvedimento di revisione singola. 14. Ad esclusione dei casi previsti dall articolo 176 comma 18, chiunque circola con un veicolo che non sia stato presentato alla prescritta revisione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ( ). Tale sanzione è raddoppiabile in caso di revisione omessa per più di una volta in relazione alle cadenze previste dalle disposizioni vigenti. L'organo accertatore annota sul documento di circolazione che il veicolo e' sospeso dalla circolazione fino all'effettuazione della revisione. E' consentita la circolazione del veicolo al solo fine di recarsi presso uno dei soggetti ( ) ovvero presso il competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, ( ) per la prescritta revisione. Al di fuori di tali ipotesi, nel caso in cui si circoli con un veicolo sospeso dalla circolazione in attesa dell'esito della revisione, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da ( ). All'accertamento della violazione di cui al periodo precedente consegue la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per novanta giorni, (.). In caso di reiterazione delle violazioni, si applica la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo ( ) 17. Chiunque produce agli organi competenti attestazione di revisione falsa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma ( ).. Da tale violazione discende la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione, ( ). La revisione è un controllo tecnico cui sono sottoposti la maggior parte dei veicoli. La periodicità del controllo dipende dalla categoria cui appartiene il veicolo. Per le ambulanze l art. 80 prescrive espressamente la revisione annuale. E, invece, prevista la revisione periodica (ovvero la prima entro 4 anni dall immatricolazione e le successive ogni 2 anni), per i mezzi immatricolati ad uso speciale. Per quanto riguarda le automediche, stando all art. 80, sembrerebbe sufficiente la revisione periodica trattandosi di veicoli ad uso speciale per i quali non è prevista una verifica più frequente rispetto a quanto prescritto in via generale. Non manca però chi, accomunando le automediche alle ambulanze, vorrebbe la re- 1617 visione eseguita annualmente. Nel dubbio, considerato anche l uso cui il veicolo è destinato è senz altro da condividere la scelta di chi sottopone il veicolo ad una più frequente verifica tecnica (revisione annuale). In caso di sinistro, la conduzione di un veicolo non in regola con la revisione, potrebbe determinare l esclusione della copertura assicurativa o innescare il meccanismo della rivalsa da parte della Compagnia assicuratrice nei confronti di chi ha causato il danno e/o nei confronti del proprietario del mezzo. Art 115 CdS - Requisiti per la guida dei veicoli e la conduzione di animali. 1. Chi guida veicoli o conduce animali deve essere idoneo per requisiti fisici e psichici e aver compiuto: d) anni diciotto per guidare: 1) ciclomotori, motoveicoli; autovetture e autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose; autoveicoli per uso speciale, con o senza rimorchio; macchine agricole diverse da quelle indicate alla lettera c), ovvero che trasportino altre persone oltre al conducente; macchine operatrici; 2) autocarri, autoveicoli per trasporti specifici, autotreni, autoarticolati, adibiti al trasporto di cose la cui massa complessiva a pieno carico non superi 7,5 t; 3) i veicoli di cui al punto 2) la cui massa complessiva a pieno carico, compresa la massa dei rimorchi o dei semirimorchi, superi 7,5 t, purché munito di un certificato di abilitazione professionale rilasciato dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri; e) anni ventuno per guidare: i veicoli di cui al punto 3) della lettera d), quando il conducente non sia munito del certificato di abilitazione professionale; motocarrozzette ed autovetture in servizio di piazza o di noleggio con conducente; autobus, autocarri, autotreni, autosnodati, adibiti al trasporto di persone, nonché i mezzi adibiti ai servizi di emergenza. 2. Chi guida veicoli a motore non può aver superato: a) anni sessantacinque per guidare autotreni ed autoarticolati la cui massa complessiva a pieno carico sia superiore a 20 t. Tale limite può essere elevato anno per anno fino a sessantotto anni qualora il conducente consegua uno specifico attestato sui requisiti fisici e psichici a seguito di visita medica specialistica annuale ( ( ), 1718 b) anni sessanta per guidare autobus, autocarri, autotreni, autoarticolati, autosnodati, adibiti al trasporto di persone. Tale limite può essere elevato, anno per anno, fino a sessantotto anni qualora il conducente consegua uno specifico attestato sui requisiti fisici e psichici a seguito di visita medica specialistica annuale (..), secondo le modalità stabilite nel regolamento. 2-bis.Fatto salvo quanto previsto dal comma 2, chi ha superato ottanta anni puo' continuare a condurre ciclomotori e veicoli per i quali e' richiesta la patente delle categorie A, B, C ed E, qualora consegua uno specifico attestato rilasciato dalla commissione medica locale di cui al comma 4 dell'articolo 119, a seguito di visita medica specialistica biennale, con oneri a carico del richiedente, rivolta ad accertare la persistenza dei requisiti fisici e psichici prescritti. 3. Chiunque guida veicoli. e non si trovi nelle condizioni richieste dal presente articolo è soggetto, salvo quanto disposto nei successivi commi, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da ( ). Qualora trattasi di motoveicoli e autoveicoli di cui al comma 1, lettera e), è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da ( ). 5. Chiunque, avendo la materiale disponibilità di veicoli.., ne affida o ne consente la condotta a persone che non si trovino nelle condizioni richieste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da (.) 6. Le violazioni alle disposizioni che precedono, quando commesse con veicoli a motore, importano la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per giorni trenta ( ) Per condurre veicoli occorre essere idoneo per requisiti fisici e psichici. L idoneità fisica consiste nell assenza di alterazioni anatomiche o funzionali che possono influire sull attitudine del conducente a far fronte a situazioni che richiedono prontezza di riflessi e agilità nei movimenti. L idoneità psichica consiste nell assenza di alterazioni che incidono sulla capacità di valutate correttamente ciò che ci circonda (tali, ad esempio, l infermità mentale, l uso o abuso di determinate sostanze ecc.). Le situazioni considerate dall art. 115 possono anche essere a carattere temporaneo (si pensi, solo per fare un esempio, a chi ha un arto ingessato, ed è, quindi, da considerare temporaneamente inidoneo alla guida). Condurre un veicolo in stato di inidoneità fisica o psichica comporta l applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro (che è raddoppiata in caso di guida di un veicolo adibito a servizi di emergenza) ed il fermo del veicolo per 30 giorni. 1819 Una sanzione amministrativa pecuniaria sarà applicata anche a chi, avendo la disponibilità del veicolo, ne consente o affida la guida a conducente non idoneo per requisiti fisici e psichici. Non rientra nella previsione dell art. 115 il malore improvviso e non prevedibile da parte del conducente; in tal caso, quindi, non verranno applicate le sanzioni amministrative citate. Oltre ai requisiti sopra visti, l art. 115 condiziona la guida del veicolo al raggiungimento di una certa età che viene diversificata in relazione alla categoria o alla destinazione del veicolo preso in considerazione. Per quanto riguarda i veicoli adibiti a servizi di emergenza tra i quali rientrano senza dubbio anche le ambulanze è prescritto il compimento dei 21 anni. Con L. 120/2010 è stato introdotto il comma 2 bis relativo al limite massimo di età per condurre i veicoli diversi da quelli riportati nelle lettere a e b del comma 2. In base alla nuova previsione coloro che hanno superato 80 anni possono condurre veicoli per i quali è richiesta la patente A, B, C, D, solo se in possesso di uno specifico attestato rilasciato dalla commissione medica locale a seguito di visita medica biennale. Considerata la mancanza di una specificazione dei veicoli di cui al comma 2 bis e il fatto che per la conduzione dell autoambulanza è richiesto al possesso della patente di categoria B se ne può dedurre che superati gli 80 anni anche per condurre l ambulanza occorrerà essere in possesso dello specifico attestato citato. Secondo quanto disposto dalla l. 120/2010, le modalità di attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 2 bis saranno stabilite con decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti da adottare entro 4 mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa. Disattendere quanto previsto dall art. 115 CdS, in caso di sinistro, potrebbe comportare l esclusione della copertura assicurativa o innescare il meccanismo della rivalsa da parte della Compagnia assicuratrice nei confronti di chi ha causato il danno e/o nei confronti del proprietario del mezzo. Art. 116 CdS - Patente, certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e autoveicoli e certificato di idoneità alla guida di ciclomotori 1. Non si possono guidare autoveicoli e motoveicoli senza aver conseguito la patente di guida rilasciata dal competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri. 3. La patente di guida, conforme al modello comunitario, si distingue nelle seguenti 1920 categorie ed abilita alla guida dei veicoli indicati per le rispettive categorie: A - Motoveicoli di massa complessiva sino a 1,3 t; B - Motoveicoli, esclusi i motocicli, autoveicoli di massa complessiva non superiore a 3,5 t e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto, anche se trainanti un rimorchio leggero ovvero un rimorchio che non ecceda la massa a vuoto del veicolo trainante e non comporti una massa complessiva totale a pieno carico per i due veicoli superiore a 3,5 t; C - Autoveicoli, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, anche se trainanti un rimorchio leggero, esclusi quelli per la cui guida è richiesta la patente della categoria D; D - Autobus ed altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, anche se trainanti un rimorchio leggero; E - Autoveicoli per la cui guida è richiesta la patente delle categorie B, C e D, per ciascuna delle quali il conducente sia abilitato, quando trainano un rimorchio che non rientra in quelli indicati per ciascuna delle precedenti categorie; autoarticolati destinati al trasporto di persone e autosnodati, purché il conducente sia abilitato alla guida di autoveicoli per i quali è richiesta la patente della categoria D; altri autoarticolati, purché il conducente sia abilitato alla guida degli autoveicoli per i quali è richiesta la patente della categoria C. 4. I rimorchi leggeri sono quelli di massa complessiva a pieno carico fino a 0,75 t. 5. I mutilati ed i minorati fisici, anche se affetti da più minorazioni, possono ottenere la patente speciale delle categorie A, B, C e D anche se alla guida di veicoli trainanti un rimorchio leggero. Le suddette patenti possono essere limitate alla guida di veicoli di particolari tipi e caratteristiche, nonché con determinate prescrizioni in relazione all'esito degli accertamenti di cui all'art. 119, comma 4. Le limitazioni devono essere riportate sulla patente e devono precisare quale protesi sia prescritta, ove ricorra, e/o quale tipo di adattamento sia richiesto sul veicolo. Essi non possono guidare i veicoli in servizio di piazza o di noleggio con conducente per trasporto di persone o in servizio di linea, le autoambulanze, nonché i veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose. Fanno eccezione le autovetture, i tricicli ed i quadricicli in servizio di piazza o di noleggio con conducente per il trasporto di persone, qualora ricorrano le condizioni per il rilascio del certificato di abilitazione professionale ai conducenti muniti della patente di guida di categoria B, C e D speciale, di cui al comma 8-bis. 8. I titolari di patente di categoria A, B e C, per guidare tricicli, quadricicli ed autovetture in servizio di noleggio con conducente e taxi, i titolari di patente di categoria C e 20 Vedere altro
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