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Timestamp: 2017-09-21 22:52:58+00:00

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Pubblicato: 29 August 2017
Pubblicato: 22 August 2017
Condominio e amministratore, un binomio che, al momento della cessazione del rapporto tra le parti, può portare a contenziosi giudiziari. La sentenza della Cassazione 20137/2017 (relatore Antonio Scarpa) ha affrontato il caso originato da una citazione condominiale nei confronti dell’ex amministratore per ottenerne il pagamento degli importi non restituiti al momento del passaggio di consegne al nuovo amministratore.
Con il comunicato stampa n. 131, pubblicato nella tarda serata di oggi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze annuncia l’imminente firma di un D.P.C.M. che prorogherà addirittura al 31.10.2017 il termine per l’invio delle dichiarazioni dei sostituti d’imposta per il 2016. Dal momento che le due scadenze sono collegate, la proroga, una volta terminato il percorso normativo con la pubblicazione del D.P.C.M., interesserà anche l’invio delle C.U. relative a professionisti ed appaltatori in quanto non interessati alla dichiarazione precompilata.
Pubblicato: 08 July 2017
Pubblicato: 18 June 2017
Pubblicato: 15 June 2017
È imprescindibile l'esame della contabilità dello stabile, nell'accertamento di un'eventuale responsabilità dell'amministratore di condomino. È quanto deciso dal Tribunale di Milano, con la sentenza del 21 marzo 2017 , che ha revocato il decreto ingiuntivo con il quale era stato contestato a un amministratore il prelievo ingiustificato di somme dal conto corrente condominiale. Per controllare l'esistenza di un credito a carico dell'amministratore verso i condomini, infatti, è necessario verificare la corrispondenza tra “le somme corrisposte dai condomini e i debiti del condominio verso i fornitori”.
Ai sensi dell'art. 1134 cc, il condomino non ha diritto al rimborso delle somme anticipate per la gestione delle parti comuni senza autorizzazione dell'amministratore o dell'assemblea, salvo che si tratti di spesa urgente. L'attuale - ma anche la precedente - formulazione della norma, con riferimento alle somme anticipate dal condomino per conto della collettività, ne prevede il rimborso solo in presenza dell'urgenza della spesa, fatta salva l'eventuale autorizzazione dell'amministratore ovvero dell'assemblea.
Pubblicato: 02 June 2017
L'amministratore deve comunicare i dati dei condòmini morosi ai creditori insoddisfatti altrimenti, se non ottempera, rischia di pagare una "penale" per ogni mese di ritardo. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma (Giudice relatore Bertuzzi) con un'ordinanza del 1° febbraio 2017 (qui sotto allegata). Il Tribunale capitolino ha combinato l'art. 63 delle disposizioni di attuazione al Codice civile con l'istituto introdotto dall'art. 614-bis c.p.c. a partire dalla novella del 2009. Secondo tale norma, il giudice, con il provvedimento di condanna all'adempimento di obblighi diversi dal pagamento di somme di denaro, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dall'obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento.
Pubblicato: 20 April 2017
Niente panico. In questi giorni (la disponibilità online sul sito delle Entrate è dal 18 aprile) i contribuenti stano verificando il loro modello 730 o Redditi (ex Unico): le differenze tra quanto indicato nella dichiarazione «precompilata» e quanto realmente risulta dai documenti in possesso del contribuente non deve spaventare, perché la dichiarazione può essere tranquillamente modificata. A essere preoccupati sono soprattutto i condòmini: quest’anno, infatti, debuttano nella precompilata i dati inviati dagli amministratori condominiali entro il 7 marzo scorso sulle spese detraibili per lavori di recupero edilizio e risparmio energetico. Data la difficoltà di reperire i dati dei singoli condòmini, in molti casi le comunicazioni si sono rivelate inesatte e /o incomplete (ma non ci saranno sanzioni per gli amministratori se non hanno indicato importi errati per eccesso).
L'art. 1129, comma 11, del codice civile (come novellato dalla legge numero 220 del 2012) dispone che «la revoca dell'amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall'assemblea…».
Ciò vuol dire che i condomini possono sempre decidere di revocare l'amministratore nominato, anche a prescindere dalla sussistenza di una giusta causa o di un giustificato motivo alla base dell'interruzione del rapporto. A tal fine è necessario che la revoca sia indicata nell'ordine del giorno in sede di convocazione dell'assemblea e che questa deliberi in tal senso con lo stesso quorum previsto per la nomina dell'amministratore (ovverosia quello di cui all'art. 1136, comma 4, c.c.) oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio.
Pubblicato: 22 March 2017
Pubblicato: 17 March 2017
Pubblicato: 07 March 2017
Può dire addio al proprio compenso l'amministratore disordinato. L'assenza di un registro della contabilità condominiale, con la consequenziale impossibilità di ricostruire entrate e uscite, impedisce di far valere le proprie ragioni in giudizio ai fini dell'accertamento dell'ammontare dei compensi. Così ha deciso la Cassazione (nella sentenza n. 3892/2017, qui sotto allegata), rigettando il ricorso di un amministratore che aveva trascinato in giudizio un condominio per sentirlo condannare al pagamento dei propri compensi.
Pubblicato: 21 February 2017
Pubblicato: 18 February 2017
All'atto di cessazione del proprio incarico, l'amministratore di condominio è sempre tenuto a riconsegnare i documenti e la cassa e ciò anche se la sua revoca è irrituale. Lo ha chiarito non molto tempo fa la Corte di cassazione che, con sentenza numero 38660/2016 (qui sotto allegata), ha confermato la condanna per appropriazione indebita di un amministratore di condominio, il quale, anche dopo essere stato revocato, aveva trattenuto 2.050 euro e tutti i libri contabili e la documentazione amministrativa dei quali era in possesso. Per tentare di farla franca, l'amministratore aveva provato a fare leva sul fatto che l'assemblea condominiale durante la quale si era provveduto a sollevarlo dal suo incarico nei confronti del condominio era stata convocata senza il rispetto delle ordinarie modalità con le quali provvedervi.
Pubblicato: 13 February 2017
Pubblicato: 11 February 2017
Secondo la proposta di legge, i lavori dovranno partire entro cinque anni dalla costituzione del fondo. Cenni sul Fondo cassa condominiale. La disciplina vigente, dopo la riforma introdotta dalla legge 220/2012, prevede espressamente la costituzione di un fondo cassa obbligatorio. Infatti l'art. 1135, comma 1, n. 4, cod. civ. dispone che rappresenta un'attribuzione dell'assemblea quella di provvedere alle opere di manutenzione straordinaria e alle innovazioni, costituendo obbligatoriamente un fondo speciale di importo pari all'ammontare dei lavori; e se i lavori devono essere eseguiti in base a un contratto che ne prevede il pagamento graduale in funzione del loro progressivo stato di avanzamento, il fondo può essere costituito in relazione ai singoli pagamenti dovuti.
Pubblicato: 07 February 2017
Il portiere licenziato deve lasciare l'alloggio. Il custode dello stabile, infatti, ha in godimento l'uso dell'alloggio quale prestazione accessoria al rapporto di lavoro, e non in virtù di un autonomo rapporto di locazione. Per cui, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, lo stesso deve liberarlo. È quanto affermato dalla sezione lavoro del Tribunale di Milano (giudice Mariani), con una recente sentenza (qui sotto allegata), dando ragione ad un condominio che chiedeva la condanna al rilascio dell'immobile da parte dell'ex portinaio.
Pubblicato: 05 February 2017
In materia di ripartizione delle spese condominiali il codice civile stabilisce che per "la conservazione e per il godimento delle cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione all'uso che ciascuno può farne" (art. 1123, c. 2, cod. civ.). Ciò significa che più si utilizza una cosa comune, più si è tenuti a contribuire alle spese di manutenzione rispetto ai condomini che ne usufruiscono di meno. Ne è esempio l'utilizzo dell'ascensore da parte di chi abita nei piani più alti dell'edificio.
Pubblicato: 31 January 2017
Pubblicato: 24 January 2017
Per come si evince dall'art. 1130 c.c., l'amministratore è l'organo di gestione e rappresentanza del condominio, vale a dire quella figura professionale che, in virtù di un contratto di mandato, si obbliga a compiere uno o più atti giuridici nell'interesse del condominio. Con la formulazione del nuovo art. 71 disp. att. Cc, il legislatore ha stabilito che per ricoprire siffatto incarico occorrono dei requisiti che, se pur minimi, risultano comunque indispensabili, tanto è vero che:
Pubblicato: 18 January 2017
Pubblicato: 13 January 2017
Come è noto l'amministratore di condominio, nei limiti delle attribuzioni conferite dall'art. 1130 ovvero dal regolamento di condominio o, ancora, dall'assemblea, ha la rappresentanza del condominio e può agire in giudizio sia contro i condòmini sia contro i terzi. Lo stesso, in determinati casi, in particolare quando deve agire a difesa dei beni di proprietà comune, può procedere o resistere in giudizio anche senza preventiva autorizzazione assembleare, tuttavia, deve successivamente ottenere la ratifica del suo operato da parte dell'assemblea. Tanto è vero che, in assenza di regolare autorizzazione o di ratifica, l'amministratore risulterebbe privo di legittimazione ad agire, o a resistere, in giudizio, con la conseguenza che la stessa si tradurrebbe nella mancanza della titolarità del rapporto giuridico fatto valere in giudizio, per inesistenza dello stesso o per essere di pertinenza di un terzo (cfr.: Cass. civ., 22/04/2009, n. 9558).
Pubblicato: 12 January 2017
Pubblicato: 09 January 2017
Se la delibera condominiale non rispetta gli accordi raggiunti in sede di mediazione, essa non può per ciò solo considerarsi invalida, neppure astrattamente.A detta del Tribunale di Genova, tale circostanza è semmai idonea a concretare un inadempimento contrattuale, da contestare in maniera differente che mediante impugnazione della delibera.Con la sentenza numero 3769/2016 qui sotto allegata, il giudice del capoluogo ligure ha così rigettato l'impugnazione presentata da tre condomini avverso la delibera condominiale con la quale erano stati disposti dei lavori straordinari senza tener conto delle procedure operative appositamente concordate in sede di mediazione stragiudiziale.
In linea generale, le spese necessarie per la conservazione e il godimento delle parti comuni dell'edificio, nonché quelle per la prestazione dei servizi devono essere sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione (art. 1123, I co., Cc). Da ciò si desume che, anche le spese necessarie al recupero delle quote condominiali in danno dei condòmini morosi - si pensi ad esempio a quelle relative alla prestazione professionale dell'avvocato ovvero al contributo unificato e alle marche da bollo necessarie per avviare la procedura giudiziaria - devono essere ripartite in via provvisoria tra tutti i condomini, in relazione ai rispettivi millesimi di proprietà.
Pubblicato: 05 January 2017
Quando è possibile rivedere le tabelle millesimali di riparto delle spese condominiali? Per la Cassazione non certo quando un locale condominiale ha subito delle infiltrazioni di acqua dal sottosuolo. Con la sentenza numero 19797/2016 depositata il 4 ottobre (qui sotto allegata) la Corte ha infatti rigettato il ricorso proposto da un condomino che lamentava che, proprio a causa di infiltrazioni d'acqua, un magazzino di sua proprietà era divenuto inutilizzabile secondo la sua destinazione catastale, chiedendo quindi la revisione delle tabelle.
Pubblicato: 29 December 2016
Dal 01.01.2017 gli amministratori di condominio hanno l'obbligo ad effettuare i pagamenti in favore degli appaltatori esclusivamente tramite bonifici, assegni o comunque ogni altro mezzo con addebito diretto sul conto corrente del condominio.
Pubblicato: 15 December 2016
Pubblicato: 07 December 2016

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 art. 71
 Cass. 
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