Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2008&numero=62
Timestamp: 2020-02-27 08:28:13+00:00

Document:
Sentenza 62/2008 (ECLI:IT:COST:2008:62)
Udienza Pubblica del 15/01/2008; Decisione del 10/03/2008
Norme impugnate: Artt. 3, lett. w), n. 1; 5, c. 1°, lett. b); 7, c. 1°, lett. b); 19, c. 3°, lett. b); 20 e 24 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 26/05/2006, n. 4.
Massime: 32193 32194 32195 32196 32197 32198 32199 32200 32201
Atti decisi: ric. 94/2006
Massima n. 32193 Massima successiva
Ambiente - Norme della Provincia di Bolzano - Gestione dei rifiuti e tutela del suolo - Trasporti di rifiuti speciali che non eccedano i 30 chilogrammi o i 30 litri al giorno, effettuati dai produttori - Difetto del requisito della occasionalità e saltuarietà - Censura prospettata per la prima volta nella memoria depositata in prossimità dell'udienza - Inammissibilità.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 19, comma 3, lettera b), della legge della Provincia di Bolzano 26 maggio 2006, n. 4, non possono essere prese in considerazione le censure formulate nella memoria depositata in prossimità dell'udienza pubblica, in quanto siffatta memoria è destinata esclusivamente ad illustrare e chiarire le ragioni svolte nell'atto introduttivo, non essendo possibile con essa dedurne di nuove.
legge provincia Bolzano 26/05/2006 n. 4 art. 19 co. 3
Massima n. 32194 Massima successiva Massima precedente
Ambiente - Norme della Provincia di Bolzano in tema di gestione dei rifiuti e tutela del suolo - Ricorso del Governo - Sopravvenuta modificazione delle disposizioni censurate lasciandone sostanzialmente immutato il contenuto precettivo - Trasferimento delle questioni alle nuove norme.
Poiché successivamente alla proposizione del ricorso, tre delle norme censurate - artt. 7, comma 1, lettera b), 19, comma 3, lettera b), 20, comma 2, della legge della Provincia di Bolzano 26 maggio 2006, n. 4 - sono state modificate, rispettivamente, dai commi 1, 2 e 3 dall'art. 9 della legge della Provincia di Bolzano 18 ottobre 2006, n. 11, si impone, in forza del principio di effettività della tutela delle parti nei giudizi in via di azione, il trasferimento delle questioni alle nuove norme, le quali lasciano sostanzialmente immutato il contenuto precettivo di quelle oggetto di censura.
legge provincia Bolzano 26/05/2006 n. 4 art. 7 co. 1
legge provincia Bolzano 26/05/2006 n. 4 art. 20 co. 2
legge provincia Bolzano 18/10/2006 n. 11 art. 9 co. 1
legge provincia Bolzano 18/10/2006 n. 11 art. 9 co. 2
legge provincia Bolzano 18/10/2006 n. 11 art. 9 co. 3
Massima n. 32195 Massima successiva Massima precedente
Ambiente - Norme della Provincia di Bolzano - Gestione dei rifiuti e tutela del suolo - Classificazione come «materia prima secondaria» dei rottami ferrosi e non ferrosi derivanti da operazioni di recupero rispondenti a determinate specifiche nazionali ed internazionali - Esenzione dalla normativa sui rifiuti a condizione che il detentore non se ne disfi, non abbia l'intenzione o non abbia l'obbligo di disfarsene - Ricorso del Governo - Denunciato contrasto con la normativa comunitaria - Carente motivazione delle censure - Inammissibilità della questione.
E' inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 1, lettera w), numero 1, e 5, comma 1, lettera b), della legge della Provincia di Bolzano 26 maggio 2006, n. 4, dal momento che il ricorrente non ha sufficientemente motivato la censura, omettendo, in particolare, di specificare le ragioni per le quali le due norme - la prima riguardante i «rottami ferrosi e non ferrosi derivanti da operazioni di recupero (...)», la seconda concernente «i materiali, le sostanze e gli oggetti che, senza necessità di operazioni di trasformazione, già presentino le caratteristiche delle materie prime secondarie» - siano «da esaminare in coordinamento tra loro».
legge provincia Bolzano 26/05/2006 n. 4 art. 3 co. 1
legge provincia Bolzano 26/05/2006 n. 4 art. 5 co. 1
Massima n. 32196 Massima successiva Massima precedente
Ambiente - Norme della Provincia di Bolzano in tema di gestione dei rifiuti e tutela del suolo - Ricorso del Governo - Eccepita inammissibilità per insufficiente individuazione dei parametri di giudizio e per carente motivazione - Reiezione.
Le eccezioni di inammissibilità sollevate con riferimento alle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 7, comma 1, lettera b), 19, comma 3, lettera b), 20, comma 2, della legge della Provincia di Bolzano 26 maggio 2006, n. 4, come modificati dall'art. 9, commi 1, 2 e 3, della legge della Provincia di Bolzano 18 ottobre 2006, n. 11, e dell'art. 24, commi 1 e 2, della legge della Provincia di Bolzano 26 maggio 2006, n. 4 vanno respinte, in quanto nel ricorso i parametri del giudizio sono identificati in modo sufficientemente chiaro e le censure, seppur succintamente, sono argomentate in riferimento a ciascuno di essi.
legge provincia Bolzano 26/05/2006 n. 4 art. 24 co. 1
legge provincia Bolzano 26/05/2006 n. 4 art. 24 co. 2
statuto regione Trentino Alto Adige art. 9 numero 10
Massima n. 32197 Massima successiva Massima precedente
Ambiente - Norme della Provincia di Bolzano - Gestione dei rifiuti e tutela del suolo - Terre e rocce da scavo e residui della lavorazione della pietra non contaminati, destinati all'effettivo utilizzo per reinterri, riempimenti, rilevati e macinati - Esenzione dalla normativa sui rifiuti - Ricorso del Governo - Eccepita inammissibilità per carenza di interesse - Reiezione.
Sussiste l'interesse del ricorrente Presidente del Consiglio dei Ministri all'impugnazione dell'art. 7, comma 1, lettera b), della legge della Provincia di Bolzano 26 maggio 2004, n. 4, concernente l'esenzione dal regime dei rifiuti di terre e rocce da scavo, nonché di residui della lavorazione della pietra non contaminati, poiché, indipendentemente dalla sostituzione del testo dell'art. 186 del d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152 ad opera dell'art. 2, comma 23, del decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, il parametro addotto inerisce non già alla violazione della competenza statale, ma all'inosservanza dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario, i quali si impongono anche alle Province autonome.
Massima n. 32198 Massima successiva Massima precedente
Ambiente - Norme della Provincia di Bolzano - Gestione dei rifiuti e tutela del suolo - Trasporti di rifiuti speciali che non eccedano i 30 chilogrammi o i 30 litri al giorno, effettuati dai produttori - Esenzione dalla disciplina del formulario di identificazione dei rifiuti, senza distinguere tra rifiuti pericolosi e non pericolosi - Ricorso del Governo - Imputazione delle norme denunciate alla competenza legislativa provinciale in materia di igiene e sanità - Violazione dello 'standard' di tutela uniforme in materia ambientale posto dallo Stato, che non consente la detta esenzione per i rifiuti pericolosi - Illegittimità costituzionale.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 19, comma 3, lettera b), della legge della Provincia di Bolzano 26 maggio 2004, n. 4. Premesso che la disciplina statale dei rifiuti, collocandosi nell'ambito della "tutela dell'ambiente e dell'ecosistema" (di competenza esclusiva statale ai sensi dell'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost.), costituisce, anche in attuazione degli obblighi comunitari, uno standard di tutela uniforme in materia ambientale e si impone sull'intero territorio nazionale, venendo a funzionare come un limite alla disciplina che le Regioni e le Province autonome dettano in altre materie di loro competenza, con la conseguenza che esse non possono in alcun modo derogare o peggiorare il livello di tutela ambientale stabilito dallo Stato, la disposizione censurata, la quale introduce un'esenzione per i rifiuti pericolosi dall'obbligo del formulario di identificazione, si pone in contrasto con l'art. 193 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e viola quindi i limiti posti dagli artt. 9, numero 10, 4 e 5 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 alla potestà legislativa provinciale in materia di igiene e sanità.
- V. sentenze nn. 407/2002, 62/2005, 247/2006, 12/2007, 378/2007, 380/2007.
decreto legislativo 03/04/2006 n. false art. 193 co. 4
Massima n. 32199 Massima successiva Massima precedente
Ambiente - Norme della Provincia di Bolzano - Gestione dei rifiuti e tutela del suolo - Iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali - Possibilità che la Giunta preveda, in deroga alla disciplina statale, discipline semplificate o l'esenzione dall'obbligo di iscrizione - Ricorso del Governo - Imputazione delle norme denunciate alla competenza legislativa provinciale in materia di igiene e sanità - Violazione della competenza statale ad adottare, nell'osservanza della pertinente normativa comunitaria, norme e condizioni per l'esonero ovvero a prevedere procedure semplificate per l'iscrizione - Illegittimità costituzionale.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 20, comma 2, della legge della Provincia di Bolzano 26 maggio 2004, n. 4. Essa, infatti, in violazione dei limiti posti dagli artt. 9, numero 10, 4 e 5 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige) alla potestà legislativa provinciale in materia di "igiene e sanità", ammette deroghe alla disciplina contenuta nell'art. 212, comma 5, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, nel testo modificato dall'art. 2, comma 30, del d.lgs. 16 gennaio 2008, n. 4, concernente l'iscrizione nell'Albo nazionale gestori ambientali (struttura unitaria posta a presidio dell'affidabilità delle singole imprese aspiranti ad esercitare attività nel settore dei rifiuti), la cui disciplina attiene necessariamente alla competenza esclusiva statale nell'ambito della "tutela dell'ambiente e dell'ecosistema" (art. 117, comma 2, lettera s), Cost.), nell'osservanza della pertinente normativa comunitaria.
decreto legislativo 03/04/2006 n. false art. 212 co. 5
decreto legislativo 16/01/2008 n. false art. 2 co. 30
Massima n. 32200 Massima successiva Massima precedente
Ambiente - Norme della Provincia di Bolzano - Gestione dei rifiuti e tutela del suolo - Autorizzazione e messa in esercizio degli impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti - Esercizio provvisorio a seguito della semplice domanda in attesa dell'accertamento della regolarità dell'impianto e del rilascio dell'autorizzazione - Ricorso del Governo - Imputazione delle norme denunciate alla competenza legislativa provinciale in materia di igiene e sanità - Indebito intervento riduttivo sulla disciplina uniforme stabilita dal legislatore statale in conformità alle pertinenti direttive comunitarie - Illegittimità costituzionale.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 24, commi 1 e 2, della legge della Provincia di Bolzano 26 maggio 2004, n. 4. Tale disposizione, in violazione dei limiti posti dagli artt. 9, numero 10, 4 e 5 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige) alla potestà legislativa provinciale in materia di "igiene e sanità", consentendo la messa in esercizio di un impianto di smaltimento o recupero di rifiuti prima che la sua regolarità sia valutata, interviene in senso riduttivo sulla disciplina uniforme stabilita dal legislatore statale nella materia ambientale in ordine all'autorizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti (l'art. 208 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, pure nel testo modificato dall'art. 2, comma 29-ter, del d.lgs. 16 gennaio 2008, n. 4, disciplina l'autorizzazione unica per i nuovi impianti senza prevedere alcuna forma di autorizzazione tacita, neppure provvisoria, e ciò in ottemperanza alle prescrizioni delle pertinenti direttive comunitarie, configurando queste ultime un sistema di autorizzazioni previe), disciplina cui «la legislazione regionale deve attenersi, proprio in considerazione dei valori della salute e dell'ambiente che si intendono tutelare in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale».
- V. sentenze nn. 173/1998, 194/1993, 307/1992.
decreto legislativo 16/01/2008 n. false art. 2 co. 29
Massima n. 32201 Massima precedente
Ambiente - Norme della Provincia di Bolzano - Gestione dei rifiuti e tutela del suolo - Terre e rocce da scavo e residui della lavorazione della pietra non contaminati, destinati all'effettivo utilizzo per reinterri, riempimenti, rilevati e macinati - Esenzione dalla normativa sui rifiuti - Ricorso del Governo - Sottrazione degli indicati residui alla nozione di rifiuto posta dalla pertinente direttiva comunitaria, costituente norma interposta - Illegittimità costituzionale.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 7, comma 1, lettera b), della Provincia di Bolzano 26 maggio 2004, n. 4. Tale disposizione, sottraendo alla nozione di rifiuto taluni residui che, invece, corrispondono alla definizione sancita dall'art. 1, lettera a), della direttiva 2006/12/CE (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti), si pone in contrasto con la direttiva medesima, la quale funge da norma interposta atta ad integrare il parametro per la valutazione di conformità della normativa regionale all'ordinamento comunitario, in base all'art. 117, primo comma, della Costituzione.
direttiva CE 05/04/2006 n. false art. 1 co. 1
SENTENZA N. 62 ANNO 2008
udito nell'udienza pubblica del 15 gennaio 2008 il Giudice relatore Giuseppe Tesauro;
1. – Con ricorso notificato il 9-18 agosto 2006, depositato in cancelleria il 10 agosto, il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso questioni di legittimità costituzionale degli artt. 19, comma 3, lettera b), 20 e 24, commi 1 e 2, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 26 maggio 2006, n. 4 (La gestione dei rifiuti e la tutela del suolo), in riferimento all'art. 9, numero 10, del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), nonché questioni di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 1, lettera w), numero 1), 5, comma 1, lettera b), e 7, comma 1, lettera b), della medesima legge, in riferimento all'art. 117, primo comma, della Costituzione.
A sostegno delle censure, il ricorrente richiama alcune sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee, secondo cui, in base ai principi di precauzione e dell'azione preventiva, la nozione di rifiuto non può essere interpretata in senso restrittivo e, dunque, la natura di residuo di produzione di una sostanza può essere esclusa solo allorquando il suo riutilizzo non sia solo eventuale, ma certo, senza trasformazione preliminare e nel corso del processo di produzione (Corte di giustizia, sentenza 15 giugno 2000, cause riunite C-418/97 e C-419/97, ARCO Chemie Nederland Ltd.; sentenza 18 aprile 2002, causa C‑9/00, Palin Granit Oy; sentenza 11 novembre 2004, causa C-457/02, Niselli).
Infine, l'art. 7, comma 1, lettera b), della legge provinciale, secondo la resistente, è compatibile con i principi affermati nella materia dal giudice comunitario (Corte di giustizia, sentenza 18 aprile 2002, causa C‑9/00, Palin Granit Oy; sentenza 11 novembre 2004, causa C-457/02, Niselli), in quanto, per un verso, ammettendo alle esclusioni solo i terreni non contaminati, impone che la determinazione della contaminazione avvenga in maniera preventiva, non già a destinazione; per altro verso, stabilisce modalità che garantiscono un riutilizzo effettivo, dunque certo e non solo eventuale, dei residui.
1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso questioni di legittimità costituzionale degli artt. 19, comma 3, lettera b), 20 e 24, commi 1 e 2, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 26 maggio 2006, n. 4 (La gestione dei rifiuti e la tutela del suolo), in riferimento all'art. 9, numero 10, del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), nonché questioni di legittimità costituzionale degli artt. 3, comma 1, lettera w), numero 1, 5, comma 1, lettera b), e 7, comma 1, lettera b), della medesima legge, in riferimento all'art. 117, primo comma, della Costituzione.
Invero, alla luce dei principi espressi nella materia dalla Corte di giustizia – da ultimo ribaditi nella sentenza 18 dicembre 2007, in relazione all'esclusione delle terre e delle rocce da scavo destinate all'effettivo riutilizzo per reinterri, riempimenti, rilevati e macinati dall'ambito di applicazione della disciplina nazionale sui rifiuti, ad opera dell'art. 10 della legge 23 marzo 2001, n. 93 (Disposizioni in campo ambientale) e dell'art. 1, commi 17 e 19, della legge 21 dicembre 2001, n. 443, recante «Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive» (Corte di giustizia, sentenza 18 dicembre 2007, in causa C‑194/05, Commissione c. Repubblica italiana) – deve ritenersi che la norma denunciata si ponga in contrasto con la direttiva 2006/12/CE.
Tenuto conto dell'obbligo di interpretare in modo ampio la nozione di rifiuto, la possibilità di considerare un bene, un materiale o una materia prima derivante da un processo di estrazione o di fabbricazione che non è principalmente destinato a produrlo, un sottoprodotto di cui il detentore non intende disfarsi, deve essere limitata alle situazioni in cui il riutilizzo non è semplicemente eventuale, bensì certo, non richiede una trasformazione preliminare e interviene nel corso del processo di produzione o di utilizzazione (Corte di giustizia, sentenza 11 novembre 2004, causa C-457/02, Niselli; sentenza 11 settembre 2003, causa C-114/01, Avesta Polarit Chrome; sentenza 18 aprile 2002, causa C‑9/00, Palin Granit Oy).
Al riguardo la Corte di giustizia ha precisato che la modalità di utilizzo di una sostanza non è determinante per qualificare o meno quest'ultima come rifiuto, poiché la relativa nozione non esclude le sostanze e gli oggetti suscettibili di riutilizzazione economica. Il sistema di sorveglianza e di gestione istituito dalla direttiva sui rifiuti intende, infatti, riferirsi a tutti gli oggetti e le sostanze di cui il proprietario si disfa, anche se essi hanno un valore commerciale e sono raccolti a titolo commerciale a fini di riciclo, di recupero o di riutilizzo (Corte di giustizia, sentenza 18 dicembre 2007, in causa C‑194/05, Commissione c. Repubblica italiana; sentenza 18 aprile 2002, causa C‑9/00, Palin Granit Oy; sentenza 25 giugno 1997, cause riunite C‑304/94, C‑330/94, C‑342/94 e C‑224/95, Tombesi).

References: art. 19
 art. 7
 art. 20
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 3
 art. 5
 art. 24
 art. 24
 art. 9
 art. 193
 art. 212
 art. 2
 art. 2
 art. 1

SENTENZA 
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