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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 9/07/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Marco Petrachi in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 9 luglio 2015
Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Giovedì 09 luglio 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Mafalani c. Croazia 32325/13 3 Il ricorrente, Amir Mafalani è un detenuto Croato, arrestato per concorso in omicidio di un giornalista nel 2010 e omicidio per mezzo di autobomba di un'altro cittadino nel 2008. Il signor Mafalani sostiene di esser stato picchiato durante il suo arresto nel suo appartamento e durante l'interrogatorio da parte della polizia. La sua denuncia delle violenze contro ignoti è stata respinta nel 2014 ed ora il ricorrente invoca davanti la corte l'articolo 3 CEDU (divieto di trattamenti inumani o degradanti) lamentando i maltrattamenti subiti e l'assenza di un'indagine efficace in tal senso. Articolo 3
Tolmachev c. Estonia 73748/13 3 Kirill Tolmachev è un cittadino estone e il suo caso riguarda il rifiuto da parte dei giudici nazionali di esaminare il suo ricorso contro una multa (di 80€) alla presenza solo del il suo avvocato. Anche l'appello contro la decisione di non esaminare il caso è stato respinto nel maggio 2013. Il ricorrente lamenta la violazione del suo diritto alla difesa tramite il suo legale rappresentante, ai sensi dell'articolo 6 §§ 1 e 3 (c) CEDU (diritto ad un equo processo e il diritto all'assistenza legale di propria scelta). Articolo 6 Violazione dell'articolo 6 + 6-3-c - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
R.K. c. Francia 61264/11 3 R.K. È un cittadino russo sospettato di aver preso parte a degli attentati in Cecenia compiuti dai suoi cugini e perciò arrestato ed interrogato con metodi implicanti l'uso della violenza e della costrizione, una prima volta nel 2003 ed una seconda nel 2004. Dopo aver lasciato la Cecenia il signor R.K. Richiede asilo in Francia ma la sua richiesta viene respinta prima dall'Ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apolidi (OFPRA) e poi dal Prefetto di Bas-Rhin. Il 5 ottobre 2011 la Corte EDU a norma dell'articolo 39 ha vietato all'allontanamento del ricorrente per tutta la durata del procedimento dinanzi ad essa. Invocando l'articolo 3 CEDU (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti) il ricorrente sostiene che il ritorno nella Federazione Russa lo esporrebbe al rischio di trattamenti contrari alle disposizioni di tale articolo. Articolo 3
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Espulsione) (Condizionale) (Russia)
Khoury c. Germania 8824/09
42836/12 3 Boutros Yaacoub El Khoury è un cittadino Libanese arrestato in Portogallo ed estradato in Germania nel settembre 2006 con l'accusa di traffico di stupefacenti e falsificazione di documenti; a causa dell'alto rischio di fuga la sua detenzione preventiva è stata estesa a più riprese e le sue richieste di revoca del mandato di arresto respinte. Condannato nel 2009 a sei anni di reclusione il signor El Khoury ha presentato ricorso presso la corte costituzionale federale ma anche questo non ha avuto l'esito sperato. Invocando l'articolo 5 § 3 CEDU (diritto alla libertà e alla sicurezza / diritto a un processo entro un termine ragionevole o di essere messo in libertà durante attesa), il signor El Khoury lamenta il fatto che la durata della sua detenzione preventiva è stata eccessiva; lamenta inoltre, ai sensi dell'articolo 6 § 1 CEDU (diritto ad un equo processo entro un termine ragionevole), l'articolo 6 §§ 1 e 3 (d) (diritto ad un equo processo e il diritto di ottenere la convocazione e l'esame dei testimoni), che la durata del procedimento penale contro di lui era irragionevole e che il procedimento è stato sleale e né lui né il suo avvocato hanno avuto l'opportunità di interrogare il testimone principale contro di lui in nessuna fase del procedimento. Articolo 5
Nessuna violazione dell'articolo 6 + 6-3-d - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
“Home of Macedonian Civilisation” c. Grecia 1295/10 2 I ricorrenti sono un'associazione chiamata “Home of Macedonian Civilisation” e sette cittadini greci che rappresentano l'associazione. Il caso riguarda il rifiuto da parte delle autorità di riconoscere ufficialmente l'associazione che ha lo scopo primario quello di promuovere e sviluppare la civiltà macedone e le sue tradizioni. In un precedente giudizio instaurato nel 1990 In quella sentenza, la Corte ha riscontrato una violazione dell'articolo 11 della Convenzione sui motivi del rifiuto di registrare l'associazione. Nel 2003 due dei ricorrenti hanno deciso di ristabilire l'associazione ma il sodalizio davanti al tribunale di Florina si è concluso con un diniego dovuto ad esigenze di ordine pubblico; anche il ricorso in Cassazione è stato respinto. Basandosi in particolare sugli articoli 11 CEDU (libertà di riunione e di associazione) e 46 CEDU (vincolante forza ed esecuzione delle sentenze), i ricorrenti lamentano il rigetto della loro domanda di registrazione. Articolo 11
Articolo 46 resto irricevibile
Martzaklis e altri c. Grecia 20378/13 2 I ricorrenti sono 13 cittadini greci, tutti sieropositivi con un tasso di invalidità oltre il 65%, detenuti nel reparto psichiatrico del carcere di Korydallos. I ricorrenti lamentano le condizione della loro detenzione segnalando: il sovraffollamento, la non conformità dei servizi igenici, il basso valore nutrizionale degli alimenti, l'assenza di un medico specialista in malattie infettive, il rischio di infezione, la ghettizzazione rispetto agli altri detenuti e il lavaggio inadeguato dei loro indumenti. Nonostante una denuncia al consiglio dell'ospedale i ricorrenti non hanno avuto risposta alle loro lamentele e quindi invocano davanti la Corte EDU l'articolo 3 della Convenzione (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti), preso da solo o in combinato disposto con l'articolo 14 CEDU (divieto di discriminazione), lamentano delle loro condizioni di detenzione nell'ospedale Aghios Pavlos nella prigione di Korydallos, la loro "ghettizzazione "in un'ala separata della struttura ospedaliera e il fallimento delle autorità di esaminare se tali condizioni siano compatibili con il loro stato di salute; l'articolo 3, preso isolatamente o in combinato disposto con l'articolo 13 CEDU (diritto ad un ricorso effettivo), lamentando la mancanza di accesso a un ricorso interno efficace che consenta loro di lamentarsi delle loro condizioni di detenzione e il loro trattamento medico nell'ospedale della prigione; ancora l'articolo 3 CEDU, in combinato disposto con l'articolo 14, lamentando il trattamento discriminatorio tra i detenuti sieropositivi condannati da una decisione giudiziaria e le persone positive all'HIV in custodia cautelare. Articolo 3
Articolo 14 resto irricevibile
Trattamento inumani)
Violazione dell'articolo 3 + 14 - Proibizione della tortura (articolo 3 - degradanti trattamento
Trattamento inumani) (Articolo 14 - Divieto di discriminazione
discriminazione)
Croazia Estonia Francia Grecia Liechtenstein Tutte le sentenze	2015-07-09
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References: Articolo 3
 Articolo 6
 Articolo 3
 § 3
 § 1
 Articolo 5
 Articolo 11

Articolo 46
 Articolo 3

Articolo 14