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Timestamp: 2019-05-23 23:11:43+00:00

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Gil Botulino News 30 Aprile 2003
Mercoledì 30 - Aprile 2003
Ieri pomeriggio, alle 17, la Commissione elettorale circondariale di Catanzaro (presidente: Pietro Lisi, membri: Gino Rotella, Domenico Aiello, Giacinto Cavaliere, Luigi Mazzacua) si è riunita per esaminare l'atto di significazione presentato dalla lista "Arcobaleno". La lista Arcobaleno, che era stata ricusata a causa della mancanza di una riga nella dichiarazione dei candidati a consigliere, ha presentato alla Commissione, un certificato cumulativo con l'attestazione richiesta e un promemoria, con una recentissima sentenza del Consiglio di stato - molto più recente di quella presa in considerazione dalla Commissione - che, secondo i legali dell'Arcobaleno, avrebbe dovuto far pendere la bilancia per la riammissione della lista alla competizione elettorale.
La Commissione ha, invece, deliberato la irricevibilità dell'atto di significazione, perciò rimane in lizza soltanto la lista "Cinque stelle per Badolato", ma la coalizione Arcobaleno andrà avanti nella sua lotta civile e presenterà ricorso al TAR. Si prevede che non si avranno notizie prima del 7 maggio.
Sotto avete il testo del comunicato diramato dalla coalizione civica "Arcobaleno" nella tarda serata di ieri e il testo del verbale della Commissione elettorale.
ESAME DELL'ATTO DI SIGNIFICAZIONE, IL COMUNICATO DELL'ARCOBALENO
La decisione della Commissione elettorale ha dato un'interpretazione a dir poco restrittiva della problematica in esame e la scelta finale sconcerta per una serie di ragioni. Anzitutto ha praticamente deciso di non entrare nel merito del ricorso che abbiamo presentato. Non si capisce a cosa serve riunirsi per esaminare le proteste di chi si ritiene danneggiato da una decisione se non si vuole nemmeno esaminare il ricorso. In secondo luogo la Commissione ha deciso volutamente di usare una stessa fonte giurisdizionale (Il Consiglio di Stato) per ratificare una scelta talmente discutibile con una sentenza del 1996 decidendo di trascurare una sentenza del 2002. In essa si precisa difatti che gli errori nella presentazione della documentazione possono essere sanati se provocati da errore fortuito, forza maggiore, errore scusabile. Peraltro se l'oggetto del contendere sta nella necessità di integrazione di documentazione, essa può verificarsi a patto che non dilazioni i tempi del procedimento elettorale con apposita istruttoria.
La nostra azione ha sanato il tutto con una dichiarazione cumulativa fatta senza bloccare il procedimento elettorale. La Commissione non ha rigettato le nostre obiezioni. Non le ha neppure contestate. Semplicemente non le ha volute esaminare. Sembra che la cosa non sia degna di attenzioni, che un intero paese possa trovarsi nella situazione in esame per la volontà di non sanare una situazione basata su un errore più che correggibile. Un paese in cui il quorum non verrà mai raggiunto in un clima ancora teso e difficile.
Dunque la Commissione ha deciso di non decidere, di non affrontare il nostro ricorso perché altrimenti si sarebbe dovuta contraddire essendo evidente che non era al corrente della sentenza del C.S. n. 510 del 6/8/2002, avendone utilizzata una, dello stesso organo, ma "vecchia" di ben sei anni. Inoltre la Commissione ha deciso di non correggersi stabilendo di non poter tornare sui suoi passi, affermando che ciò esula dalle sue competenze.
Una decisione che costringe la coalizione civica "Arcobaleno" a rivolgersi urgentemente al TAR, vista la pervicacia nel non voler dare applicazione al principio democratico per cui le commissioni elettorali, nel dubbio, debbono favorire la più ampia partecipazione possibile delle liste elettorali.
Esistono decine di sentenze che permettono correzioni agli errori di presentazione su certificati elettorali e contrassegni. Noi veniamo penalizzati, invece, per la mancanza fortuita di un rigo. Un errore a cui abbiamo già provveduto, in tempi rapidissimi e nel pieno rispetto di una giurisprudenza evidentemente ignota alla Commissione elettorale circondariale di Catanzaro.
30 aprile 2003 - La coalizione civica "Arcobaleno"
Badolato. La commissione elettorale non torna indietro e lascia cadere il ricorso contro l'esclusione
UN FULMINE SULL'ARCOBALENO
I candidati sul piede di guerra, pronti a presentare ricorso al Tar
BADOLATO - Cronaca di una giornata vissuta al cardiopalma nella comunità badolatese in attesa di un responso da parte della commissione elettorale sull'esito del ricorso inoltrato avverso la ricusazione della lista "Arcobaleno". Una giornata che per i rivali della lista "Cinquestelle" capeggiata dall'ex sindaco Gerardo Mannello, non si è conclusa certo nel migliore dei modi dal momento che la competente commissione circondariale ha ritenuto di non poter tornare indietro sulla propria decisione. Una giornata lunga iniziata alle 15.00, quando la lista di Andrea Menniti non disposta a cedere le armi ha divulgato un comunicato in cui ha confermato «l'assoluta volontà di continuare la battaglia per offrire ai cittadini badolatesi la possibilità di scegliere tra due distinte liste nella prossima tornata amministrativa del 25 maggio».
«Riteniamo - era scritto nella nota - che il provvedimento di esclusione della commissione elettorale circondariale sia stato completamente sanato senza interrompere il procedimento elettorale, grazie alla dichiarazione autenticata con cui tutti i nostri candidati hanno mostrato di essere in regola secondo quanto disposto dall'art.58 del TU 267/2000. La mancata menzione di questo articolo, anzi di questo rigo, costituisce il motivo di esclusione della nostra lista. Un errore assolutamente non sostanziale, fortuito, sanabile (e sanato) e su cui rivendichiamo anche una forte base legale grazie ad importanti pronunciamenti del Consiglio di Stato».
«Siamo convinti - affermavano ancora gli esponenti dell'Arcobaleno - che la Commissione abbia compiuto invece una scelta decisamente restrittiva che penalizza l'intera collettività badolatese e non tiene conto di sentenze rilevanti e di azioni da noi intraprese in maniera immediata proprio per non inficiare o rallentare i tempi del procedimento elettorale. Il danno in questione è evidente per tutti, specie in una realtà come quella badolatese dove il raggiungimento del quorum per la validità delle elezioni sarà praticamente impossibile per qualsiasi singola lista. Un danno che speriamo di poter sanare e che vogliamo emerga con forza in tutte le sedi deputate al giudizio su tale vertenza. Il procedimento elettorale non è ancora avviato e potrebbe vederci riammessi; riteniamo che esistono le basi legali per tali provvedimenti. Diversamente continueremo con tutti i passaggi cui saremo obbligati da eventi contrari ed ingiusti come nell'attuale situazione».
Così scrivevano i rappresentanti della lista Arcobaleno, che nel pomeriggio (capeggiati da Nicola Criniti, già capogruppo di minoranza nell'ultimo consiglio comunale di Badolato e fra gli artefici della caduta di Mannello) sono partiti alla volta di Catanzaro per apprendere il responso.
Un responso che è giunto intorno alle 18.00 quando la commissione ha reso noto di non poter tornare indietro sulla propria decisione e, in sostanza, di non accogliere il ricorso dell'Arcobaleno. Una scelta che ha causato perplessità, per quanto non sia giunta del tutto inattesa, e rispetto alla quale i rappresentanti politici hanno ceracto subito una via alternativa. Immediato è stato il ricorso ad un legale che, forse oggi stesso, presenterà ricorso al Tar affinché la lista Arcobaleno possa tornare in corsa in tempo utile.
f.g., Il Quotidiano, 30/4/2003
Richiesta di archiviazione rigettata per 5 persone. Udienza a novembre
CONCORSO COMUNALE SOSPETTO, IL "CASO" NON È ANCORA CHIUSO
BADOLATO - Compariranno davanti al giudice per l'udienza preliminare il prossimo 7 novembre le cinque persone coinvolte a vario titolo in un'inchiesta su presunte irregolarità che avrebbero caratterizzato lo svolgimento del concorso per tecnico comunale a Badolato.
Lo ha deciso il giudice Massimo Forciniti rigettando la richiesta di archiviazione del caso avanzata dal pubblico ministero.
Lo stesso Forciniti ha stabilito, pertanto, che Vincenzo Prenestini, Massimo Nisticò, Domenico Arena, Antonio Criniti e Francesco Larocca dovranno essere giudicati nel prossimo mese di novembre, quando saranno chiamati a rispondere delle accuse mosse a loro carico da Mario Gallelli.
Proprio quest'ultimo, in veste di candidato al concorso per la copertura di un posto di geometra nel Comune di Badolato, aveva gettato l'ombra di pesanti sospetti sul concorso stesso, presentando (tramite l'ausilio dell'avvocato Alfredo Gualtieri) un apposito ricorso al Tribunale amministrativo regionale affinché valutasse la legittimità delle procedure seguite nell'espletamento del bando che aveva portato alla nomina di un vincitore nella persona di Francesco Larocca.
Il Tar, dal canto suo, aveva accolto tale sollecitazione e, nel marzo 2001, aveva emesso una sentenza di annullamento della determina dirigenziale con cui l'amministrazione badolatese dichiarava il vincitore del concorso incriminato, ritenendo fondate le ragioni di Gallelli che aveva sostenuto come nella formazione della graduatoria non fossero stati presi in esame alcuni titoli preferenziali.
Una decisione che era stata pesantemente contestata dal Comune del piccolo centro il quale, a sua volta, si era appellato al Consiglio di Stato affinché ribaltasse la sentenza del Tar.
La partita, tuttavia, non era finita lì e aveva continuato ad essere giocata contemporaneamente su più tavoli dal momento che la Procura del capoluogo aveva aperto un'inchiesta per ravvisare le eventuali responsabilità penali di quanti erano stati coinvolti nella vicenda.
A partire dal segretario comunale Vincenzo Prenestini, passando per il responsabile dell'area finanziaria del Comune Antonio Criniti, e ancora Massimo Nisticò, Domenico Arena, per finire a quel Francesco Larocca che era risultato vincitore del concorso finito nel mirino degli inquirenti. Proprio da loro, al termine delle indagini preliminari, era arrivata però una brusca frenata con la richiesta di archiviazione avanzata al gip Massimo Forciniti.
Sollecitazione che il giudice ha ritenuto di non accogliere, decidendo di portare avanti il procedimento e fissando la data in cui dovrà svolgersi l'udienza preliminare: ovvero il prossimo 7 novembre nell'aula al quarto piano del nuovo palazzo di giustizia del capoluogo.
c.s.. Il Quotidinao, 30/4/2003
Badolato, la giovane donna è deceduta per un infarto e non a causa di un incidente domestico
I FUNERALI DELL'INSEGNANTE ROSA LUCIA
Con un commosso e prolungato applauso, la comunità di Badolato ha dato l'ultimo saluto all'insegnante trentottenne Rosa Lucia Agosto, morta per un infarto fulminante mentre si trovava nella propria abitazione di Badolato Marina. Non è stato dunque un incidente come si pensava in un primo momento ma una causa naturale. L'improvviso malore della giovane si era verificato mentre si trovava in bagno, caduta sul pavimento non si è più ripresa. La figlia, preoccupata, ha chiesto aiuto, ma l'intervento del dott. Nicola Lentini, con l'ausilio della Croce Rossa di Badolato, che le ha praticato il messaggio cardiaco non è servito a ridare la vita alla giovane madre.
Prima dell'intervento del dott. Lentini, erano state allertate le autoambulanze del 118 di Isca e Soverato che malauguratamente erano impegnate in altri soccorsi. Dopo l'accaduto tra l'opinione pubblica si sono levate numerose voci di protesta.
tratto da: Franco Laganà, Il Domani, 30/4/2003
La lista civica ricusata si prepara a una durissima battaglia per essere riammessa il lizza
BADOLATO, LA SFIDA DELL'ARCOBALENO
«La coalizione civica "Arcobaleno" conferma lassoluta volontà di continuare la sua battaglia per offrire ai cittadini badolatesi la possibilità di scegliere tra due distinte liste nella prossima tornata amministrativa del 25 maggio».
È quanto si legge in un documento della lista, reperibile on-line sul sito www.gilbotulino.it.
«Riteniamo -prosegue- che il provvedimento di esclusione della commissione elettorale circondariale sia stato completamente sanato senza interrompere il procedimento elettorale, grazie alla dichiarazione autenticata con cui tutti i nostri candidati hanno mostrato di essere in regola secondo quanto disposto dallart.58 del TU 267/2000. La mancata menzione di questo articolo, anzi di questo rigo, costituisce il motivo di esclusione della nostra lista. Un errore assolutamente non sostanziale, fortuito, sanabile (e sanato) e su cui rivendichiamo anche una forte base legale grazie ad importanti pronunciamenti del Consiglio di Stato sulla cui base, ove la Commissione circondariale non recedesse dalla sua decisione originaria, faremo un rapidissimo ricorso al TAR Calabria. La legge è informata al principio democratico per cui le controversie in materia debbano essere decise privilegiando la partecipazione più ampia possibile delle liste che desiderano competere alla tornata elettorale. Siamo convinti che la Commissione abbia compiuto invece una scelta decisamente restrittiva che penalizza lintera collettività badolatese e non tiene conto di sentenze rilevanti e di azioni da noi intraprese in maniera immediata proprio per non inficiare o rallentare i tempi del procedimento elettorale. Il danno in questione è evidente per tutti, specie in una realtà come quella badolatese dove il raggiungimento del quorum per la validità delle elezioni sarà praticamente impossibile per qualsiasi singola lista. Un danno che speriamo di poter sanare e che vogliamo emerga con forza in tutte le sedi deputate al giudizio su tale vertenza. Il procedimento elettorale non è ancora avviato e potrebbe vederci riammessi; riteniamo che esistono le basi legali per tali provvedimenti. Diversamente continueremo con tutti i passaggi cui saremo obbligati da eventi contrari ed ingiusti come nellattuale situazione».
Il Domani mercoledì 30 aprile 2003
ESAME DELL'ATTO DI SIGNIFICAZIONE, IL VERBALE DELLA COMMISSIONE ELETTORALE
Commissione elettorale circondariale di Catanzaro
Verbale n. 31 in data 29.04.2003; Oggetto: Comune di Badolato, esame atto di significazione
L'anno duemilatre il giorno ventinove del mesi di aprile alle ore 17.00 presso l'Ufficio Elettorale del Comune di Catanzaro si è riunita la Commissione elettorale circondariale di Catanzaro. Sono presenti i signori: Pietro Lisi, presidente; Gino Rotella, Domenico Aiello, Giacinto Cavaliere, Luigi Mazzacua. Assiste con le funzioni di Segretario della Commissione, il Sig. Gaetano De Vita;
Il Presidente, constatato che i presenti sono in numero legale per deliberare, dichiara aperta l'adunanza.
La Commissione Circondariale, presa visione dell'atto di significazione pervenuto al protocollo n. 16 del 28/4/2003; Ritenuto che, ai sensi della vigente normativa (artt. 30, 32, 33 T.U. n. 570/60), esula dalle proprie competenze funzionali ogni determinazione in merito alle motivazioni addotte nel suddetto gravame, in quanto afferenti problematiche già decise con provvedimento formale n. 29 del 26/4/2003; Ritenuto, inoltre, che per ogni provvedimento emesso da questa Commissione esiste apposita tutela giurisdizionale; Ribadito, infine, il tenore del precedente provvedimento adottato (anche alla luce della specifica e puntuale giurisprudenza relativa al medesimo caso in esame, C.S. sez. V n.574/1996);
Delibera La irricevibilità dell'atto di significazione di cui in motivazione.
Sotto accusa la commissione per il concorso di istruttore di area tecnica svoltosi negli anni scorsi
BADOLATO, RAFFICA DI RINVII A GIUDIZIO
Il Gup presso il tribunale di Catanzaro, Massimo Forciniti (cancelliere Anna Gravina), ha disposto il rinvio a giudizio per i membri della commissione del concorso, per tecnico comunale, svoltosi negli anni scorsi a Badolato. Si tratta di Vincenzo Prenestini, Massimo Nisticò, Domenico Arena e Antonio Criniti. Rinvio a giudizio anche per Francesco Larocca, vincitore del concorso. Falso e abuso d'ufficio i reati contestati. La vicenda era già stata oggetto di un ricorso al Tar, presentato da Mario Carmelo Gallelli, che aveva chiesto al giudice amministrativo di riformulare la graduatoria scaturita dal concorso pubblico per la copertura di un posto di istruttore di area tecnica "ex sesta qualifica funzionale". E a Gallelli venne, in effetti, riconosciuto dal Tar il titolo di preferenza previsto dall'articolo 5/5/b del Dpr 9/5/1994, n. 487 (lodevole servizio nell'amministrazione pubblica). Con sentenza del 15 marzo 2002, n. 617, la seconda sezione del tribunale amministrativo regionale della Calabria, emanava, peraltro, un'altra sentenza per fare eseguire la precedente, con la quale era stata annullata la determina dirigenziale n. 104 del 27/7/2001 di approvazione dei verbali di concorso. La decisione era stata appellata e il Consiglio di Stato aveva respinto la domanda incidentale di sospensione.
Il Domani, 30/4/2003

References: sentenza 
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