Source: http://www.avvocatoabologna.it/avvocati-bologna-divorzio/marito-moglie-divorzio-separazione-bologna-divorzio-bologna-divorzio-breve-bologna-divorzio-bologna-miglior-avvocato-divorzista-bologna-migliori-avvocati-divorzisti-bologna-elenco-avvocati-divorzis.html
Timestamp: 2017-10-20 14:20:10+00:00

Document:
MaRIto MoGliE DiVorZio SEpaRAzione BoLoGNA DiVORzio BoLoGna ?DivoRzIo BreVe BoLoGna ?ChiamA SubiTO Il ricorso è comunque infondato perchè la decisione della Corte di appello è motivata sul rilievo della circostanza per cui l'incremento delle spese derivanti dal trasferimento di entrambi i figli nella sede universitaria di Urbino è compensato dalla sia pur saltuaria capacità reddituale degli stessi figli, i quali hanno dimostrato di poter avere, percependo borse di studio universitarie, idonee ad abbattere i costi di permanenza nella sede universitaria, e svolgendo attività lavorative, estive e/o collaterali allo studio, tali da incrementare le loro disponibilità finanziarie, di non gravare stabilmente e esclusivamente sui contributi economici dei genitori. E' anche estranea alla ratio decidendi e al contenuto della decisione impugnata l'affermazione della ricorrente per cui la Corte di appello non ha chiarito se abbia voluto revocare o ridurre il contributo dello Z. al mantenimento dei figli.
MaRIto MoGliE DiVorZio SEpaRAzione BoLoGNA DiVORzio BoLoGna ?DivoRzIo BreVe BoLoGna ?ChiamA SubiTO Il ricorso è comunque infondato perchè la decisione della Corte di appello è motivata sul rilievo della circostanza per cui l’incremento delle spese derivanti dal trasferimento di entrambi i figli nella sede universitaria di Urbino è compensato dalla sia pur saltuaria capacità reddituale degli stessi figli, i quali hanno dimostrato di poter avere, percependo borse di studio universitarie, idonee ad abbattere i costi di permanenza nella sede universitaria, e svolgendo attività lavorative, estive e/o collaterali allo studio, tali da incrementare le loro disponibilità finanziarie, di non gravare stabilmente e esclusivamente sui contributi economici dei genitori. E’ anche estranea alla ratio decidendi e al contenuto della decisione impugnata l’affermazione della ricorrente per cui la Corte di appello non ha chiarito se abbia voluto revocare o ridurre il contributo dello Z. al mantenimento dei figli.
MaRIto MoGliE DiVorZio SEpaRAzione BoLoGNA DiVORzio BoLoGna ?DivoRzIo BreVe BoLoGna ?ChiamA SubiTO
Il ricorso è comunque infondato perchè la decisione della Corte di appello è motivata sul rilievo della circostanza per cui l’incremento delle spese derivanti dal trasferimento di entrambi i figli nella sede universitaria di Urbino è compensato dalla sia pur saltuaria capacità reddituale degli stessi figli, i quali hanno dimostrato di poter avere, percependo borse di studio universitarie, idonee ad abbattere i costi di permanenza nella sede universitaria, e svolgendo attività lavorative, estive e/o collaterali allo studio, tali da incrementare le loro disponibilità finanziarie, di non gravare stabilmente e esclusivamente sui contributi economici dei genitori. E’ anche estranea alla ratio decidendi e al contenuto della decisione impugnata l’affermazione della ricorrente per cui la Corte di appello non ha chiarito se abbia voluto revocare o ridurre il contributo dello Z. al mantenimento dei figli.
C.C., elettivamente domiciliata in Roma, viale Bruno Buozzi 107, presso lo studio dell’avv. Del Prato Enrico che, unitamente all’avv. Angelini Silvana, la rappresenta e difende per procura speciale in calce al ricorso e dichiara di voler ricevere le comunicazioni relative al processo presso la p.e.c. (OMISSIS) e il fax n. (OMISSIS);
Z.G., elettivamente domiciliato in Roma, corso del Rinascimento 11, presso lo studio dell’avv. Labbate Amina (studio legale Pellegrino), rappresentata e difesa, per procura speciale in calce al controricorso, dall’avv. Sarno Valentina che dichiara di voler ricevere le comunicazioni relative al processo presso p.e.c.:
(OMISSIS) e (OMISSIS) e il fax n. (OMISSIS);
avverso il Decreto n. 256 del 2013 della Corte di appello di Lecce, emesso l’11 dicembre 2012 e depositato il 22 dicembre 2012, n. R.G. 479/12.
Rilevato che in data 28 luglio 2015 è stata depositata relazione ex art. 380 bis c.p.c., che qui si riporta:
Con ricorso della L. n. 898 del 1970, ex art. 9, C. C. ha chiesto al Tribunale di Lecce la modifica delle condizioni economiche della sentenza dichiarativa della cessazione degli effetti civili del matrimonio con Z.G. per quanto riguarda il contributo al mantenimento dei figli. Ha dedotto che, in seguito all’iscrizione del figlio P. all’Università di Urbino, non era più in condizione, con il proprio reddito e con il contributo mensile di 650 euro corrisposto dallo Z., di fare fronte alle esigenze dei figli, anche in considerazione del fatto che l’ex coniuge si era rifiutato di concorrere al 50% delle spese straordinarie sostenute per i figli rendendo inutiliter data la disposizione della sentenza dichiarativa della cessazione degli effetti civili del matrimonio circa l’obbligo dello Z. di corrispondere il 50% delle spese straordinarie da concordare.
Si è costituito Z.G. eccependo l’inammissibilità e chiedendo il rigetto del ricorso.
Il Tribunale ha respinto il ricorso e la Corte di appello di Lecce con Decreto dell’11 dicembre 2012 ha respinto il reclamo rilevando che “la modifica richiesta dalla C., in ordine alla partecipazione dell’ex coniuge ad ulteriori e specifiche spese straordinarie, non risulta giustificata dalle mutate esigenze dei figli I. e P., entrambi maggiorenni, posto che l’incremento delle spese per il loro mantenimento (determinato in particolare dalla sopravvenuta iscrizione anche di P. alla Università di Urbino, già frequentata dalla sorella I.) risulta sostanzialmente compensato dal reddito prodotto da I. nonché dalla borsa di studio percepita da P.; difatti dalla documentazione prodotta dal resistente risulta che la figlia I. ha svolto attività lavorativa, a tempo determinato, sin dal 5 agosto 2005, percependo nel 2010 un trattamento retributivo complessivo di 5.444,00 Euro (come si evince dal relativo estratto conto previdenziale), mentre P. risulta vincitore di ima borsa, di studio, il cui importo, per l’anno universitario 2011/2012, è stato di Euro 2.910,44 (prospetti ERSU Orbino prodotti in primo grado dallo Z.); pertanto rispetto alla situazione che ha determinato la precedente formulazione consensuale delle condizioni di divorzio, relative al mantenimento dei figli, non è sopravvenuta alcuna nuova circostanza idonea a giustificare la modifica richiesta dalla reclamante”.
Avverso il predetto decreto ricorre ex art. 111 Cost., la C. deducendo i seguenti motivi di ricorso: a) violazione e falsa applicazione della L. n. 898 del 1970, artt. 6 e 9, degli artt. 147 e 148 c.c., dell’art. 737 c.p.c., nonché omesso esame di fatti decisivi per avere la Corte ritenuti insussistenti i giustificati motivi necessari per la revisione della misura del contributo; per avere ai fini della valutazione circa la sussistenza delle condizioni per la revisione del contributo dovuto dal genitore con cui il figlio non convive, tenuto conto, non della capacità patrimoniale dei genitori, bensì del reddito dell’altro figlio, per di più prodotto in un periodo anteriore a quello di maturazione delle nuove spese ed insussistente al tempo della pronuncia; per avere solo apparentemente motivato la decisione; b) violazione dell’art. c.p.c., nonché dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4, per avere la Corte fondato la decisione su di un fatto risultato attualmente inesistente.
5. Il ricorso è inammissibile perchè oltre a prospettare delle violazioni di legge astratte dal contesto della decisione è inteso a un riesame nel merito della decisione che è precluso nel giudizio di legittimità. Il ricorso è comunque infondato perchè la decisione della Corte di appello è motivata sul rilievo della circostanza per cui l’incremento delle spese derivanti dal trasferimento di entrambi i figli nella sede universitaria di Urbino è compensato dalla sia pur saltuaria capacità reddituale degli stessi figli, i quali hanno dimostrato di poter avere, percependo borse di studio universitarie, idonee ad abbattere i costi di permanenza nella sede universitaria, e svolgendo attività lavorative, estive e/o collaterali allo studio, tali da incrementare le loro disponibilità finanziarie, di non gravare stabilmente e esclusivamente sui contributi economici dei genitori. E’ anche estranea alla ratio decidendi e al contenuto della decisione impugnata l’affermazione della ricorrente per cui la Corte di appello non ha chiarito se abbia voluto revocare o ridurre il contributo dello Z. al mantenimento dei figli.
ritenuto che, nonostante la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, sussistono le condizioni di legge per la compensazione delle spese. Infatti, a tal fine, oltre alla fondatezza della richiesta di parte ricorrente, relativa alla precisazione del contenuto confermativo della decisione impugnata circa la permanenza del contributo a carico dello Z., viene in rilievo la natura e la peculiarità della controversia che evidenzia una strenua conflittualità rispetto a una tematica, qual’è il sostegno economico al compimento degli studi universitari dei figli, che ben potrebbe trovare una risoluzione più adeguata e utile al superiore interesse dei figli in sede di composizione amichevole del conflitto fra i genitori.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Compensa le spese del giudizio di cassazione. Dispone che in caso di diffusione del presente provvedimento siano omesse le generalità e gli altri dati identificativi a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13 comma 1 quater, da atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dell’art. 13, comma 1 bis, dello stesso art. 13.
Cosi deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 27 ottobre 2015.
By Sergio Armaroli| 2017-05-27T18:09:58+00:00	aprile 17th, 2017|avvocati Bologna divorzio|0 Comments
VIOLAZIONE OBBLIGHI ASSISTENZA FAMIGLIARE PENALE BOLOGNA CESENA FORLI RAVENNA
SEPARAZIONE MARITO MOGLIE BOLOGNA ASSEGNO FIGLI CASA assegno divorzile
assegno divorzile AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA
AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA ESTORSIONE Marito verso la sussistenza dell’elemento materiale del reato, cosi’ come le finalita’ della condotta contestata, proprio dall’analisi puntuale dei fatti, correttamente inquadrandoli, pero’, nell’abituale condotta di vita del (OMISSIS) e nel contesto abituale dei rapporti familiari dello stesso. Si tratta di una valutazione degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, che e’ riservata in via esclusiva al giudice di merito, senza che, nel difetto di illogicita’ evidenti, possa integrare il vizio di legittimita’ la mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente piu’ adeguata, valutazione delle risultanze processuali (Sez. U., n. 6402 del 30/4/1997, rv. 207944; Sez. 4, n. 4842 del 02/12/2003, Rv. 229369).
ASSEGNO DIVORZIO BOLOGNA FORLI CESENA RAVENNA AVVOCATO ESPERTO

References: art. 380
 art. 9
 sentenza 
 sentenza 
 art. 111
 art. 52
 art. 13
 art. 13