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Timestamp: 2020-05-27 23:09:24+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23314 del 05/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23314 del 05/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 05/10/2017, (ud. 10/05/2017, dep.05/10/2017), n. 23314
sul ricorso 10214/2016 proposto da:
TERMOTECNICA INDUSTRIALE S.R.L. – C.F. (OMISSIS), in persona
CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato LUIGI DE LISIO;
avverso la sentenza n. 1058/2015 della CORTE D’APPELLO di SALERNO,
che la Corte d’appello di Salerno, con sentenza del 30 settembre 2015, decidendo su reclamo ex lege n. 92 del 2012, confermò la decisione del giudice di primo grado che aveva dichiarato inammissibile per intervenuta decadenza il ricorso proposto da P.S. avverso il licenziamento intimatogli da Termotecnica Industriale s.r.l., confermando, altresì, la statuizione di compensazione delle spese di lite;
che avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione Termotecnica Industriale s.r.l. sulla base di un unico motivo, illustrato mediante memorie;
che il P. non ha svolto attività difensiva;
che con l’unico motivo di ricorso viene dedotta violazione degli artt. 91 e 92,132 c.p.c. e art. 118 disp. att. c.p.c., censurandosi la decisione per avere, in assenza dei presupposti di legge e con motivazione apparente, confermato la statuizione di compensazione delle spese del giudizio;
che il motivo è privo di fondamento, poichè la Corte territoriale, nel ritenere giustificata la compensazione delle spese per ragioni “essenzialmente legate alla novità e opinabilità, quoad tempus, delle questioni trattate…”, ha interpretato correttamente la locuzione “gravi ed eccezionali ragioni” di cui all’art. 92 c.p.c. (nel testo risultante a seguito della novella del 2009 n. 69, applicabile alla fattispecie in esame ratione temporis), da intendere quale nozione necessariamente elastica, cui è riconducibile “la novità della questione che la rilevata novità e opinabilità delle questioni trova riscontro nel tenore delle decisioni emesse nel giudizio, come riportate nel ricorso, da cui risulta che a determinare la soccombenza fu essenzialmente la decadenza dall’azione di impugnativa del licenziamento pronunciata in sede di prima applicazione della L. n. 92 del 2012, art. 1, comma 42, in ragione della ritenuta ininfluenza, rispetto al termine decadenziale, della proposizione avverso il medesimo recesso del ricorso in via d’urgenza, quest’ultimo non più richiedente l’instaurazione del giudizio di merito, stante l’autonomia del procedimento cautelare sancita dalla richiamata novella del 2009 n. 69;
che le svolte argomentazioni inducono a ritenere infondata anche la censura inerente alla denunciata carenza motivazionale;
che in base alle svolte argomentazioni, non condivise le conclusioni di cui alla proposta, il ricorso deve essere rigettato, senza adozione di alcun provvedimento in punto di regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità, in assenza di espletamento di attività difensiva ad opera dell’intimato.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 118
 art. 1