Source: http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:2011;69&pr=idx,0;artic,1;articparziale,0
Timestamp: 2019-03-22 17:29:36+00:00

Document:
a) alla definizione dell’ambito territoriale ottimale di livello regionale per il servizio idrico integrato;
b) alla nuova allocazione delle funzioni già attribuite alle soppresse autorità d’ambito territoriale ottimale di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale);
c) al riordino della disciplina regionale del servizio idrico integrato e di quella concernente la tutela della risorsa idrica;
d) al riordino della disciplina regionale del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani;
e) alla definizione della disciplina transitoria per garantire la continuità del sistema.
- Norme in materia di servizio idrico integrato
- Disposizioni per l’organizzazione del servizio idrico integrato
- Individuazione dell’ambito territoriale ottimale per il servizio idrico integrato
1. Ai fini della gestione del servizio idrico integrato è istituito l’ambito territoriale ottimale comprendente l’intera circoscrizione territoriale regionale, con esclusione dei territori dei Comuni di Marradi, Firenzuola e Palazzuolo sul Senio.
2. Per l’organizzazione coordinata del servizio idrico integrato, la Giunta regionale può stipulare accordi con le regioni limitrofe, che, previa intesa con l’autorità idrica toscana di cui all’articolo 3, e sentiti i comuni interessati, possono comprendere la costituzione di ambiti territoriali interregionali, qualora tali ambiti risultino funzionali all’organizzazione più efficiente, efficace ed economica del servizio.
3. Nei casi di cui al comma 2, la modifica alla delimitazione territoriale dell’ambito territoriale ottimale unico è disposta con deliberazione del Consiglio regionale.
1. E’ istituita l’autorità idrica toscana, ente rappresentativo di tutti i comuni appartenenti all’ambito territoriale ottimale di cui all’articolo 2, di seguito denominata autorità idrica.
2. L’autorità idrica ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotata di autonomia organizzativa, amministrativa, e contabile.
3. L’autorità idrica è dotata di un proprio patrimonio costituito da:
c) le acquisizioni dirette effettuate dall’autorità idrica con mezzi propri.
1. A decorrere dal 1° gennaio 2012, le funzioni già esercitate, secondo la normativa statale e regionale, dalle autorità di ambito territoriale ottimale di cui all’ articolo 148 del d.lgs. 152/2006 sono trasferite, per l’intero ambito territoriale ottimale di cui all’articolo 2 della presente legge, ai comuni, che le esercitano obbligatoriamente tramite l’autorità idrica istituita ai sensi dell’articolo 3.
2. Ai fini di cui al comma 1, l’autorità idrica svolge le funzioni di programmazione, organizzazione e controllo sull’attività di gestione del servizio idrico integrato, nel rispetto delle determinazioni dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), di seguito definita Autorità nazionale, di cui all’articolo 21, comma 19, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (30)
- Funzioni in materia di bonifica di siti contaminati(13)
Articolo inserito con l.r. 20 gennaio 2015, n. 8, art. 1.
1. Nell’ambito delle aree di cui all’articolo 36 bis, commi 2 e 3, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, la Regione può avvalersi, ai sensi dell’articolo 44 della legge regionale 13 luglio 2007 n. 38 (Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro), dell’Autorità idrica toscana per la progettazione e l’affidamento degli interventi di bonifica da effettuare mediante depurazione delle acque di falda, nonché per il monitoraggio sull’attuazione degli stessi, anche al fine di consentire l’utilizzazione, previi eventuali necessari interventi di adeguamento, degli impianti di trattamento delle acque reflue già esistenti.
2. I progetti di cui al comma 1 sono approvati dalla Regione.
3. Ai fini di cui al comma 1, la Regione stipula specifici accordi con l’Autorità idrica e gli altri soggetti interessati.
- Ordinamento dell’autorità idrica
1. Fatto salvo quanto previsto dalla presente legge, all’autorità idrica si applicano le disposizioni di cui al titolo IV della parte I e quelle di cui ai titoli I, II, III, IV, V, VI e VII della parte II del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali).
- Organi dell’autorità idrica
a bis) il consiglio direttivo; (31)
Lettera aggiunta con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 3.
- Funzioni dell’assemblea (34)
Articolo così sostituito con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 5.
1. Il direttore generale è l’organo di amministrazione dell’autorità idrica ed è nominato dall’assemblea, d’intesa con il Presidente della Giunta regionale, nell’ambito di una rosa di tre candidati, individuati, ad esito di procedura comparativa pubblica, (35)
Parole aggiunte con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 6.
tra soggetti in possesso di idonea laurea magistrale, o equivalente, e di alta professionalità e comprovata esperienza manageriale almeno quinquennale nel settore dei servizi pubblici locali o con documentata esperienza almeno quinquennale di direzione amministrativa, tecnica o gestionale in strutture pubbliche o private nel settore dei servizi pubblici locali.
3. Il rapporto di lavoro del direttore generale è disciplinato con contratto di diritto privato di durata di cinque anni (36)
Parole così sostituite con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 6.
. Il direttore generale percepisce un trattamento economico determinato dall’assemblea con riferimento ai parametri relativi alle figure apicali della dirigenza pubblica locale.
4. L'incarico di direttore generale ha carattere di esclusività e, per i dipendenti pubblici, è subordinato al collocamento in aspettativa senza assegni o fuori ruolo. Il periodo di aspettativa è utile ai fini del trattamento di quiescenza e di previdenza ed i relativi oneri contributivi sono a carico del bilancio dell'autorità.
5. Alla nomina del direttore generale si applicano le cause di esclusione ed incompatibilità definite dagli articoli 10, 11 e 12, (5)
Parole così sostituite con l.r. 18 giugno 2012, n. 29, art. 141.
della legge regionale 8 febbraio 2008, n. 5 (Norme in materia di nomine e designazioni e di rinnovo degli organi amministrativi di competenza della Regione).
6. Il contratto disciplina la revoca dall’incarico, nonché la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro anche con riferimento a cause imputabili alla responsabilità dello stesso direttore generale.
7. L’incarico di direttore generale è revocato dall’assemblea nei casi previsti dal contratto di lavoro o in caso di grave violazione degli indirizzi impartiti dall’assemblea medesima ai sensi dell’articolo 8, con le seguenti modalità:
- Funzioni del direttore generale (37)
Articolo così sostituito con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 7.
c) al controllo sull'attività del soggetto gestore del servizio ed all'applicazione delle sanzioni e delle penali contrattuali previste in caso di inadempienza del gestore medesimo, nonché all'esercizio dei poteri sostitutivi di cui all'articolo 152, comma 2, del d.lgs. 152/2006;
1. Il consiglio direttivo è composto da tredici membri, nominati dall'assemblea tra i suoi componenti, garantendo la rappresentanza di almeno un comune di cui all’articolo 13, comma 5, e di almeno due membri per ciascuna conferenza territoriale. (38)
Comma così sostituito con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 8.
Comma abrogato con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 8.
3. Il consiglio direttivo delibera validamente con la presenza, in prima convocazione, di otto membri ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto del presidente. In seconda convocazione, il consiglio direttivo delibera validamente con il voto della maggioranza dei presenti. (40)
Funzioni del consiglio direttivo (41)
Articolo inserito con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 9.
1. Il consiglio direttivo, sulla base delle proposte presentate dalle conferenze territoriali di cui all’articolo 13 e nel rispetto degli indirizzi generali formulati dall’assemblea:
a) provvede alla definizione della proposta tariffaria e all’aggiornamento degli atti da trasmettere all’Autorità nazionale, ai fini della sua approvazione;
b) approva gli aggiornamenti della convenzione e del relativo disciplinare conseguenti all’approvazione della proposta tariffaria o comunque necessari a recepire le determinazioni dell’Autorità nazionale;
c) approva il regolamento d’utenza e la carta della qualità del servizio che il gestore è tenuto ad adottare nonché le relative modifiche.
2. Il consiglio direttivo provvede altresì:
a) ad esprimere un parere preventivo sugli atti da sottoporre all’attenzione dell’assemblea;
b) alla verifica della coerenza dell'attività del direttore generale rispetto agli indirizzi formulati dall'assemblea, informandone l'assemblea stessa;
c) alla definizione, nel rispetto degli indirizzi generali formulati dall’assemblea, della componente tariffaria relativa agli interventi strategici di cui all’articolo 25, da sottoporre all’approvazione dell’Autorità nazionale.
1. L’assemblea nomina il revisore unico dei conti ed il suo supplente fra i soggetti iscritti nel registro dei revisori contabili, secondo la disciplina prevista dal d.lgs. 267/2000 (42)
Parole così sostituite con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 10.
3. Al revisore spetta un'indennità annua determinata dall’assemblea, nel rispetto di quanto previsto dall’ articolo 241 del d.lgs 267/2000 , facendo riferimento, per quanto riguarda la classe demografica, al comune dell’ambito con il maggior numero di abitanti.
- Funzioni delle conferenze territoriali della Toscana (45)
Articolo così sostituito con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 12.
a) individuare i comuni che partecipano all'assemblea dell'autorità idrica nel rispetto di quanto stabilito all’articolo 13;
b) formulare proposte al consiglio direttivo conformi agli indirizzi generali dell’assemblea per:
1) la definizione della proposta tariffaria e l’aggiornamento degli atti da trasmettere all’Autorità nazionale;
2) gli aggiornamenti della convenzione e del relativo disciplinare conseguenti all’approvazione della proposta tariffaria o comunque necessari a recepire le determinazioni dell’Autorità nazionale;
3) l’approvazione del regolamento d'utenza e della carta della qualità del servizio che il gestore è tenuto ad adottare, nonché le relative modifiche;
4) formulare proposte per il miglioramento dell'organizzazione del servizio.
2. Il consiglio direttivo può non accogliere, o accogliere solo parzialmente, le proposte di cui al comma 1, lettera b), nel caso in cui esse non risultino conformi agli eventuali indirizzi forniti dall'assemblea o alla normativa vigente, assegnando un congruo termine alla conferenza territoriale per riformulare la proposta. Decorso inutilmente tale termine o in caso di reiterazione della proposta, il consiglio direttivo, con espressa motivazione, delibera autonomamente.
3. Qualora le conferenze territoriali non provvedano a formulare le proposte di cui al comma 1, lettera b), il consiglio direttivo assegna loro un congruo termine, decorso il quale delibera autonomamente.
- Funzionamento delle conferenze territoriali della Toscana
1. Le deliberazioni di ciascuna conferenza territoriale sono valide, in prima convocazione, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei sindaci, o loro delegati, che la compongono, a condizione che gli stessi rappresentino almeno i due terzi della popolazione residente nell’ambito territoriale di riferimento. In seconda convocazione le conferenze territoriali deliberano a maggioranza dei presenti.
2. La conferenza è presieduta dal sindaco o da suo delegato, (46)
Parole aggiunte con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 13.
del comune con il maggior numero di abitanti tra quelli ricadenti nell’ambito territoriale di riferimento, che provvede alla sua convocazione.
3. I sindaci o i loro delegati che partecipano alle riunioni delle conferenze non percepiscono alcuna indennità.
- Controllo dei comuni
1. Il piano di ambito, con particolare riferimento all’individuazione dell’ordine di priorità degli interventi, nonché gli atti concernenti la determinazione della tariffa sono sottoposti a riesame su richiesta di venti comuni, formulata con istanza debitamente motivata.
2. L’assemblea o il consiglio direttivo nel caso di cui all’articolo 11 bis, comma 1, lettera a) (47)
Parole aggiunte con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 14.
si pronuncia entro trenta giorni.
3. I comuni possono formulare osservazioni all’autorità idrica sulla base degli elementi forniti dalla relazione di cui all’articolo 24.
- Articolazione organizzativa dell’autorità idrica
1. Per lo svolgimento delle proprie attività tecniche ed operative, l'autorità idrica è dotata di una struttura centrale di livello regionale, articolata in strutture periferiche che operano con riferimento agli ambiti territoriali delle conferenze di cui all’articolo 13.
2. Ai fini del comma 1, l’autorità idrica è dotata di un proprio ruolo organico a cui si applica lo stato giuridico ed il trattamento economico dei contratti collettivi nazionali di lavoro che trovano applicazione per i dipendenti degli enti locali.
3. L’autorità idrica, nel rispetto di quanto previsto dalla presente legge, si dota del regolamento di cui all’articolo 10, comma 2, lettera b) (48)
Parole così sostituite con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 15.
- Gestore del servizio idrico integrato
1. Per garantire che la gestione unitaria risponda a criteri di efficienza ed efficacia, alla scadenza delle concessioni in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, il servizio idrico è affidato ad un unico soggetto gestore; negli atti per l’affidamento del servizio, l’autorità idrica indica tempi e modalità del rimborso al gestore uscente degli investimenti non ancora ammortizzati.
2. I rapporti tra l’autorità idrica ed il soggetto gestore del servizio sono regolati da apposita convenzione e relativo disciplinare approvati sulla base dello schema tipo adottato dall’Autorità nazionale (49)
Parole così sostituite con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 16.
- Piano di ambito (50)
Articolo così sostituito con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 17.
1. Il piano di ambito è approvato dall'autorità idrica nel rispetto di quanto previsto all'articolo 149 del d.lgs. 152/2006 e delle determinazioni dell’Autorità nazionale e contiene altresì misure per l'ottimizzazione della rete di adduzione e distribuzione del servizio idrico integrato.
2. Sulla base delle priorità indicate nel documento operativo regionale di cui all’articolo 25, comma 2, il piano di ambito è aggiornato mediante la rimodulazione del programma degli interventi e dell’articolazione tariffaria, da sottoporre all’approvazione dell’Autorità nazionale.
3. Il piano di ambito è attuato attraverso la rimodulazione periodica del programma degli interventi in sede di aggiornamento della tariffa.
- Piano operativo di emergenza per la crisi idropotabile (51)
Articolo così sostituito con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 18.
3. L'autorità idrica, a seguito dell'insorgere di situazioni di criticità idropotabile, dispone l'immediata attivazione del piano operativo di cui al comma 1 per l'area interessata ed il conseguente adeguamento del piano di ambito al fine di dare copertura finanziaria agli interventi da attuare, che ne diventano parte integrante. Nel caso in cui sia dichiarato lo stato di emergenza ai sensi della legge regionale 5 giugno 2012, n. 24 (Norme per la gestione delle crisi idriche e idropotabili. Modifiche alla l.r. 69/2011 ed alla l.r. 91/1998), l'autorità idrica, ove non abbia già provveduto, procede all'adeguamento entro il termine massimo di dieci giorni dalla dichiarazione.
- Misure per la riduzione delle perdite della rete di adduzione e distribuzione del servizio idrico integrato
1. L’autorità idrica provvede nell'ambito dei propri strumenti di programmazione, e tenuto conto di quanto stabilito nel regolamento di cui all' articolo 146, comma 3, del d.lgs. 152/2006 , a definire la percentuale annua di investimenti destinata ad interventi finalizzati alla ricerca, riduzione ed effettiva valutazione delle perdite della rete di adduzione e distribuzione.
2. La percentuale di cui al comma 1, è definita in rapporto all'estensione della rete ed in riferimento a criteri di efficienza gestionale e salvaguardia ambientale con l'obiettivo dell'effettiva riduzione delle perdite almeno fino ai limiti stabiliti dal sopracitato d.p.c.m. 4 marzo 1996.
- Approvazione dei progetti degli interventi e individuazione dell'autorità espropriante
1. I progetti definitivi degli interventi di cui all’articolo 10, comma 1, lettera d), sono approvati dall’autorità idrica secondo quanto disciplinato dall’articolo 158 bis del d.lgs. 152/2006 (52)
Parole così sostituite con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 19.
2. Abrogato. (53)
Comma abrogato con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 19.
3. L’autorità idrica costituisce autorità espropriante per la realizzazione degli interventi di cui al presente articolo.
4. Per l'esercizio dei poteri espropriativi di cui al comma 3, l’autorità idrica può avvalersi dell'ufficio per le espropriazioni costituito presso altro ente locale,(21)
Parole così sostituite con l.r. 24 febbraio 2016, n. 15, art. 46.
secondo quanto previsto all'articolo 6, comma 3, della l.r. 30/2005 . L'autorità idrica può delegare, in tutto o in parte, i propri poteri espropriativi al gestore del servizio idrico integrato, nell’ambito della convenzione di affidamento del servizio i cui estremi sono specificati in ogni atto del procedimento espropriativo.
2. Secondo quanto previsto all’ articolo 152 del d.lgs. 152/2006 , nell'ipotesi di inadempienze del gestore agli obblighi che derivano dalla legge o dalla convenzione, nonché in caso di mancata attuazione degli interventi previsti nel piano di ambito, l’autorità idrica interviene tempestivamente per garantire l'adempimento da parte del gestore, esercitando tutti i poteri ad essa conferiti dalle disposizioni di legge e dalla convenzione.
3. Perdurando l’inadempienza del gestore, e ferma restando l’applicazione delle sanzioni e penali contrattuali, nonché la risoluzione del contratto, l’autorità idrica, previa diffida, può sostituirsi al gestore provvedendo a far eseguire a terzi le opere, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di appalti pubblici.
- Relazione annuale (54)
Articolo così sostituito con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 20.
1. Entro il 30 settembre di ogni anno, il direttore generale provvede alla predisposizione di una relazione annuale, con i contenuti di cui al comma 2, da presentare all'assemblea che ne prende atto. La relazione, dopo la presentazione all’assemblea, è trasmessa ai consigli e alle giunte della Regione e dei comuni, nonché al comitato regionale per la qualità del servizio di cui all'articolo 47 ed all'osservatorio regionale per il servizio idrico integrato e di gestione integrata dei rifiuti urbani di cui all'articolo 49.
2. La relazione illustra:
d) i principali aspetti economici, patrimoniali e finanziari delle gestioni e i livelli e le strutture tariffarie applicati.
- Individuazione degli interventi strategici (55)
Articolo così sostituito con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 21.
1. Al fine di assicurare la gestione sostenibile delle risorse idriche, in coerenza con le previsioni del piano di tutela delle acque di cui all’articolo 121 del d.lgs. 152/2006 e con il piano di gestione delle acque di cui alla direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque, la Regione individua, nell’ambito del piano ambientale ed energetico regionale (PAER) di cui alla legge regionale 19 marzo 2007, n. 14 (Istituzione del piano ambientale ed energetico regionale), gli interventi strategici di interesse regionale, compresi quelli già previsti nel piano di ambito e nel piano operativo di emergenza per la crisi idropotabile.
3) al soddisfacimento dei bisogni dell’utenza.
Fondo per il finanziamento degli interventi strategici (56)
Articolo inserito con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 22.
1. Per il finanziamento degli interventi, delle opere e delle infrastrutture individuate nel documento operativo di cui all’articolo 25, comma 2, l'autorità idrica istituisce un apposito fondo, alimentato nel rispetto della metodologia tariffaria vigente fissata dall’Autorità nazionale. (63)
Comma così sostituito con l.r. 1 ottobre 2018, n. 53, art. 7.
2. Nel fondo di cui al comma 1 confluiscono anche eventuali contributi a fondo perduto, erogati da enti pubblici in conformità alla normativa comunitaria in materia di aiuti di stato.
3. Le modalità di accesso e di gestione del fondo di cui al comma 1 sono definite nell’ambito dell’accordo quadro stipulato ai sensi dell’articolo 57 bis.
- Disposizioni per la riduzione e l’ottimizzazione dei consumi di acqua erogata a terzi dal gestore del servizio idrico integrato
2. La Giunta regionale emana un regolamento finalizzato all’adozione, da parte degli utenti del servizio idrico integrato, di comportamenti miranti al conseguimento di obiettivi di risparmio e di tutela della risorsa destinata al consumo umano.
3. Il regolamento di cui al presente articolo definisce altresì:
a) i criteri per la costituzione di riserve di acqua da parte di privati, per usi domestici diversi da quello destinato al consumo umano;
b) abrogata(11)
Lettera abrogata con l.r. 9 agosto 2013, n. 47, art. 98.
5. Le funzioni di vigilanza e controllo sul rispetto degli obblighi e divieti contenuti nel regolamento di cui al presente articolo, nonché l’applicazione delle sanzioni amministrative e l’introito dei relativi proventi, spettano all’autorità idrica.
6. Per l’esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo di cui al comma 5, l’autorità idrica si avvale degli organi di vigilanza comunale e provinciale. Può altresì avvalersi del personale del gestore del servizio idrico integrato, espressamente incaricato e munito di apposito documento di riconoscimento rilasciato dallo stesso gestore, che è tenuto a comunicare all’autorità idrica i nominativi dei dipendenti incaricati del controllo.
7. Restano ferme le competenze dei soggetti cui sono attribuiti i poteri di accertamento e contestazione di illeciti amministrativi in base alle vigenti leggi.
- Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano erogate a terzi mediante impianto di pubblico acquedotto(62)
1. In attuazione dell’articolo 94, commi 1 e 5, del d.lgs. n. 152/2006 , e nel rispetto di quanto previsto nello stesso articolo, la Giunta regionale, stabilisce con regolamento le norme tecniche per individuare le aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano sulla base dei criteri idrogeologici, temporali o geometrici, da applicare in relazione:
2. Il regolamento disciplina altresì:
a) i tempi e le modalità di presentazione della proposta di perimetrazione delle aree di salvaguardia da parte dell’autorità idrica;
b) la struttura e le attività all’interno delle zone di rispetto, in attuazione dell’ articolo 94, comma 5, del d.lgs. 152/2006 .
3. Sulla base delle disposizioni del regolamento di cui al presente articolo e della proposta dell’autorità idrica sono individuate, con deliberazione della Giunta regionale, le perimetrazioni delle aree di salvaguardia distinte in zone di tutela assoluta e zone di rispetto. Le aree di salvaguardia integrano il quadro conoscitivo del piano di tutela delle acque di cui all’articolo 121 del d.lgs. 152/2006 e del piano di indirizzo territoriale di cui all’articolo 10 della legge regionale 10 novembre 2014, n. 65 (Norme per il governo del territorio). (57)
Comma così sostituito con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 23.
1. Fermo restando quanto previsto all’articolo 49, oltre ai dati ed alle informazioni acquisite dall’osservatorio, l’autorità idrica e i gestori mettono a disposizione delle strutture regionali competenti ogni altro dato e informazione richiesta.
- Disposizioni finali e di prima applicazione (60)
Rubrica così sostituita con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 26.
2. Nella l.r. 25/1998 le parole “piano industriale” e “piani industriali”, sono sostituite, rispettivamente, dalle seguenti: “piano di ambito” e “piani di ambito”.
3. Le disposizioni di cui all’articolo 30, comma 2, della l.r. 61/2007 , di cui all’articolo 81, comma 2, della legge regionale 29 dicembre 2010 n. 65 (Legge finanziaria per l'anno 2011) e di cui alla legge regionale 2 agosto 2011, n. 37 (Disposizioni sul commissariamento di cui all'articolo 81 della legge regionale 20 dicembre 2010, n. 65 “Legge finanziaria per l'anno 2011”), si applicano alle autorità servizio rifiuti di cui all’articolo 31 della presente legge.
4. Per sopravvenute esigenze straordinarie ed al fine di assicurare la massima efficacia nella gestione dei rifiuti, i piani straordinari, già approvati ai sensi dell’articolo 27 della l.r. 61/2007 , possono essere modificati con la procedura di cui allo stesso articolo 27, previa acquisizione del parere favorevole della Giunta regionale ed a condizione che non prevedano nuove o diverse localizzazioni.
Interventi ed opere strategici sovrambito. Coordinamento delle gestioni esistenti (61)
Articolo inserito con l.r. 21 febbraio 2018, n. 10, art. 27.
a) i criteri di individuazione del soggetto attuatore degli interventi e di gestione delle relative opere ed infrastrutture, in conformità a quanto previsto dall’articolo 156, comma 1, del d.lgs. 152/2006;
- Modifiche legislative e abrogazioni
- Modifiche all’articolo 2 della l.r. 25/1998
1. La lettera c) del comma 1 dell’articolo 2 della l.r. 25/1998 è sostituita dalla seguente:
“c) autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani: l’autorità di cui all’articolo 31 della legge regionale 28 dicembre 2011, n. 69.(Istituzione della autorità idrica toscana e delle autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Modifiche alle leggi regionali 25/1998, 61/2007, 20/2006, 30/2005, 91/1998, 35/2011 e 14/2007).
- Modifiche all’articolo 6 ter della l.r. 25/1998
1. Al comma 4 dell’articolo 6 ter della l.r. 25/1998 le parole:
“o l’ente che assumerà le relative funzioni”
- Modifiche all’articolo 8 bis della l.r. 25/1998
1. Al comma 3 dell’articolo 8 bis della l.r. 25/1998 le parole:
“o l’ente che assumerà le relative
funzioni”
1. Dopo la lettera g) del comma 1 dell’articolo 9 della l.r. 25/1998 è inserita la seguente:
“g bis) la definizione dei livelli minimi di qualità del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani;”.
- Modifiche all’articolo 11 della l.r. 25/1998
1. Alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 11 della l.r. 25/1998 le parole:
“all’articolo 24”
“all’articolo 30 della l.r. 69/2011”
- Modifiche all’articolo 12 della l.r. 25/1998
1. Al comma 1 dell’articolo 12 della l.r. 25/1998 le parole:
“di cui all'articolo 24, comma 1”
“di cui all’articolo 30 della l.r 69/2011”
- Modifiche all’articolo 22 della l.r. 25/1998
1. Al comma 4 dell’articolo 22 della l.r. 25/1998 le parole:
“di cui all’articolo 24” sono sostituite dalle seguenti: “di cui all’articolo 30 della l.r 69/2011”.
2. Al comma 5 dell’articolo 22 della l.r. 25/1998 la parola:
“di ambito”.
- Modifiche alla rubrica del titolo VI della l.r. 25/1998
1. La rubrica del titolo VI della l.r. 25/1998 è sostituita dalla seguente:
“Disposizioni per la programmazione di ambito nonché per l’attribuzione dei finanziamenti.”.
- Modifiche all’articolo 23 bis della l.r. 25/1998
1. Al comma 1 dell’articolo 23 bis della l.r. 25/1998 le parole:
“o non si sia provveduto, entro i termini previsti dalla presente legge, alla costituzione della comunità d’ambito”
“o non si sia provveduto, entro il termine previsto dall’articolo 51 della l.r. 69./2011 alla costituzione degli organi dell’autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani.”
- Modifiche all’articolo 30 bis della l.r. 25/1998
1. Al comma 3 dell’articolo 30 bis della l.r. 25/1998, le parole:
“che hanno provveduto alla costituzione delle comunità d’ambito , e”
- Modifiche all’articolo 31 della l.r. 25/1998
1. Al comma 6 dell’articolo 31 della l.r. 25/1998, le parole:
“ove costituite”
- Modifiche all’articolo 4 della l.r. 30/2005
1. La rubrica dell’articolo 4 della l.r. 30/2005 è sostituita dalla seguente:
“Opere di bonifica realizzate dai consorzi e di edilizia residenziale pubblica. Opere e interventi previsti dal piano di ambito per il servizio idrico integrato”.
2. Dopo il comma 2 dell’articolo 4 della l.r. 30/2005 è inserito il seguente:
“2 bis. L’autorità idrica toscana di cui all’articolo 3 della legge regionale.28 dicembre 2011, n. .69.(Istituzione della autorità idrica toscana e delle autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti
urbani. Modifiche alle leggi regionali 25/1998, 61/2007, 20/2006, 30/2005, 91/1998, 35/2011 e 14/2007), costituisce autorità espropriante per la realizzazione delle opere e degli interventi previsti nel piano di ambito.”.
- Modifiche all’ articolo 12 della l.r. 91/1998
1. Dopo il comma 1 ter dell’articolo 12 della legge regionale 11 dicembre 1998, n. 91 (Norme per la difesa del suolo), è aggiunto il seguente:
“1 quater. La Giunta regionale approva con deliberazione linee guida contenenti indirizzi per l’ottimale gestione delle risorse idriche con particolare riferimento alla razionalizzazione degli approvvigionamenti in relazione alla effettiva disponibilità della risorsa.”.
- Modifiche all’articolo 2 della l.r. 35/2011
“b bis) previste nel piano di ambito di cui all’articolo 19 della legge regionale.28.dicembre 2011, n. 69.(Istituzione della autorità idrica toscana e delle autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Modifiche alle leggi regionali 25/1998, 61/2007, 20/2006, 30/2005, 91/1998, 35/2011 e 14/2007), e definite strategiche di interesse regionale nell’ambito del piano ambientale ed energetico regionale (PAER) di cui alla legge regionale 19 marzo 2007, n. 14 (Istituzione del piano ambientale ed energetico regionale).”.
2. Dopo la lettera b bis), del comma 1 dell’articolo 2 della l.r. 35/2011, è inserita la seguente:
“b ter) previste nei piani di ambito di cui all’articolo 27 della legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 (Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati)”.
1. Dopo la lettera d) del comma 2 dell’articolo 3 della legge regionale 19 marzo 2007, n. 14 (Istituzione del piano ambientale ed energetico regionale) è aggiunta la seguente:
“d bis) all’articolo 25 della legge regionale 28 dicembre 2011, n. 69.(Istituzione della autorità idrica toscana e delle autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Modifiche alle leggi regionali 25/1998, 61/2007, 20/2006, 30/2005, 91/1998, 35/2011 e 14/2007).”.
- Modifiche all’articolo 27 della l.r. 61/2007
1. Al comma 4 dell’articolo 27 della l.r. 61/2007 le parole:
“piani industriali”
“piani di ambito”.
- Modifiche all’articolo 31 della l.r. 61/2007
1. Il comma 2 dell’articolo 31 della l.r. 61/2007, è sostituito dal seguente:
“2. I piani di ambito di cui all’articolo 27 della l.r. 25/1998 hanno i contenuti di cui all'articolo 203, comma 3, del d.lgs. 152/2006.”.
a) legge regionale 4 aprile 1997, n. 26 (Norme di indirizzo per l’organizzazione del servizio idrico integrato in attuazione degli articoli 11 e 12 della legge 5 gennaio 1994, n. 36 );
b) legge regionale 21 luglio 1995 n. 81 (Norme di attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36 “Disposizioni in materia di risorse idriche”);
c) articolo 7 della legge regionale 31 maggio 2006, n. 20 (Norme per la tutela delle acque dall’inquinamento);
d) articoli 23, 24 e 26 della legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 (Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati).
e) comma 3 dell’articolo 21 quater della legge regionale 31 maggio 2006, n. 20 (Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento).
- Disposizioni finanziarie e entrata in vigore
1. Le risorse per la concessione dei contributi di cui all’articolo 25, comma 1 lettera c), sono definite, a partire dall’esercizio 2012, in coerenza con gli stanziamenti di bilancio, con il PAER di cui alla l.r. 14/2007 .
2. Gli oneri di cui alla presente legge, derivanti dalla costituzione e dal funzionamento dell'osservatorio di cui all'articolo 49, sono stimati in euro 3.000,00 per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017 e sono finanziati, senza nuove o maggiori spese, mediante gli stanziamenti di cui alla unità previsionale di base (UPB) 432 “Azioni di sistema per la tutela dell'ambiente – Spese correnti” del bilancio di previsione 2015 e pluriennale 2015 – 2017. (17)
Comma così sostituito con l.r. 20 gennaio 2015, n. 8, art. 5.
1. La presente legge entra in vigore il giorno stesso della data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana.
– Assegnazione dei comuni alle diverse conferenze territoriali (10)
Si veda la deliberazione del Consiglio regionale 11 giugno 2013, n. 59.
Conferenza Territoriale n. 1 - Toscana Nord
Conferenza Territoriale n. 2 Basso Valdarno
Conferenza Territoriale n. 3 Medio Valdarno
Conferenza Territoriale n. 4 Alto Valdarno
Conferenza Territoriale n. 5 Toscana Costa
Conferenza Territoriale n. 6 Ombrone

References: articolo 148
 art. 1
 art. 3
 art. 5
 art. 6
 art. 6
 art. 141
 art. 7
 art. 8
 art. 8
 art. 9
 art. 10
 articolo 241
 art. 12
 art. 13
 art. 14
 art. 15
 art. 16
 art. 17
 art. 18
 articolo 146
 art. 19
 art. 19
 art. 46
 articolo 152
 art. 20
 art. 21
 art. 22
 art. 7
 art. 98
 articolo 94
 art. 23
 art. 26
 articolo 27
 art. 27
 articolo 12
 articolo 7
 art. 5