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Timestamp: 2019-11-14 12:35:19+00:00

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8 Giugno 2018 // Nessun commento »
se c’è una cosa su cui sono d’accordo tutte le elites di tutti i paesi, è che sulla creazione della moneta, i cittadini meno sanno e meglio è. Poi è fuori discussione non non possono decidere nulla sull’argomento.
Invece in Svizzera il 10 giugno 2018 sarà il popolo a votare, dopo aver discusso ed essersi informato, su chi deve avere il diritto di stampare moneta.
Questo grazie allo strumento di democrazia diretta chiamato Iniziativa, che noi in Italia chiamiamo referendum propositivo. Il testo delle iniziative svizzere è scritto da cittadini fuori dal parlamento, vengono raccolte le firme previste e dopo una discussione in Parlamento, se non viene approvato, viene posto al voto di tutti i cittadini. Vero è che storicamente i cittadini svizzeri sono molto restii ad approvare le iniziative, solo 1 su 10 è stata approvata in passato. Ma il fatto di essere messa al voto, crea informazione e consapevolezza sul tema e spesso dopo qualche anno vengono comunque approvate leggi che vanno in direzione di quanto richiesto dai cittadini.
Qui un interessante articolo, che riporto integralmente:
Nel più totale silenzio dei media nazionali, impegnati a spargere fumo e polemiche sul nascente Governo Lega- M5S, si voterà domenica 10 giugno in Svizzera un referendum popolare per far si che i franchi svizzeri possano essere creati solo ed esclusivamente dalla Banca Centrale Svizzera.
Si tratta di un evento eccezionale, poiché per la prima volta nel mondo un popolo è chiamato a votare un sostanziale cambiamento dell’attuale sistema di creazione del denaro.
Oggi infatti, in Svizzera come anche in Italia, in Europa e nel mondo, la moneta viene creata solo per una piccolissima parte dallo Stato (sono le monete metalliche che rappresentano appena lo 0,3% del totale in circolazione) e un’altra piccola parte dalla Banca Centrale (sono le banconote che costituiscono circa il 7% del totale), mentre il restante più del 90% del denaro viene creato dalle banche commerciali mediante i prestiti.
Le principali conseguenze di un sistema così strutturato in Italia sono che:
Se le banche smettessero di fare prestiti la moneta scomparirebbe dal sistema economico reale;
Su tutta la moneta in circolazione la comunità paga interessi che ad oggi sono pari al 12% del PIL.
Per renderci conto di quanto sia fallimentare un sistema di creazione monetario come quello attuale, basta considerare il fatto che l’Italia, nonostante abbia realizzato Avanzi primari di bilancio dal 1990 ad oggi di circa 750 miliardi di euro, ha visto il proprio debito pubblico crescere senza sosta a causa degli interessi pagati sullo stesso, che dal 1980 ammontano ad oltre 3.500 miliardi ( ben più del debito pubblico che è oggi di 2.300 miliardi).
L’unica soluzione per interrompere questa follia, attraverso la quale vi è un costante e crescente trasferimento di ricchezza nelle mani di pochi privilegiati (rentier li chiamava Keynes) a discapito della comunità intera, è quello di far si che la moneta venga creata solo dallo Stato, unico titolare della Sovranità Monetaria.
L’iniziativa Moneta intera fa sì che tutto il denaro, monete metalliche, banconote o moneta scritturale elettronica, sia sempre costituito da franchi svizzeri sicuri perché emessi non più da soggetti privati, ma dalla Banca Nazionale Svizzera. Già nel 1891 il Popolo elvetico decise di attribuire alla sola Banca nazionale il diritto di emettere banconote. L’iniziativa Moneta intera estende ora questa soluzione collaudata alla moneta bancaria, oggi predominante, facendone «contante elettronico. L’utile derivante dall’emissione di moneta da parte della BNS tornerà ovviamente allo Stato e dunque andrà a vantaggio della collettività.
Alle banche commerciali resterà la possibilità di concedere prestiti e regolare i conti dei clienti, ma non potranno più creare moneta attraverso il meccanismo del prestito.
Si tratta di una rivoluzione epocale, che va oltre le solite diatribe di casa nostra, euro-si od euro-no; è una visione della società radicalmente differente in cui si afferma che è la moneta al servizio della comunità e non il contrario come purtroppo avviene oggi.
Moneta Intera in Svizzera, come anche Moneta Positiva in Italia, sono membri dell’International Movement for Monetary Reform che vanta associazioni simili in n.28 paesi al mondo. https://internationalmoneyreform.org/
Speriamo che presto, anche in Italia attraverso la campagna Moneta Positiva, si possa avviare a più livelli un discorso serio e rigoroso, al fine di giungere ad un radicale cambiamento del sistema di creazione della moneta, concorrendo a realizzare un mondo più giusto e solidale.
Ma la moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito.
Associazione Moneta Positiva
Postato in democrazia svizzera, referendum
22 Giugno 2016 // 12 Commenti »
Ass. Monica Maisani - Sindaco Mauro Smeraldi
il 21 giugno 2016, solstizio d’estate, con una sala del Consiglio Comunale gremita di cittadini, è stato approvato il nuovo Statuto Comunale. Un lungo applauso dei presenti ha coronato un percorso partecipato durato più di 6 mesi.
Il nuovo Statuto Comunale, fortemente voluto dall’amministrazione della lista civica del sindaco Mauro Smeraldi, grazie all’impegno dell’assessore alla cultura e democrazia Monica Maisani (con il grande aiuto della responsabile ufficio partecipazione Dott.ssa Elisa Quartieri e del Segretario Comunale Dott. Giovanni Sapienza e della Dirigente Dott.ssa Elisabetta Pesci), ha introdotto strumenti di partecipazione e di democrazia diretta fortemente innovativi.
Vignola è diventata così non solo la capitale della democrazia diretta e partecipata in Italia, ma nell’intero mondo. Sembra un’esagerazione, ma non c’è in questo momento una sola città Svizzera, Bavarese, Europea, Brasiliana, Neozelandese o Statunitense che abbia così tanti e così vari strumenti tutti insieme. C’è chi si distingue per uno strumento, chi per un altro. Chi ne mette insieme alcuni. Vignola ha saputo prendere il meglio che c’era nel mondo e fonderlo insieme.
Ecco la lista degli strumenti inseriti, che suscitano così tanto il mio entusiasmo e a seguire l’intero Statuto Comunale:
- petizione elettronica su uno spazio web del comune. Risposta obbligata del sindaco entro 60 giorni.
- la parola al cittadino - primo comune in Italia e nel mondo - (serata partecipativa in cui tutti i cittadini possono proporre, discutere, votare – le 3 proposte più votate vanno in consiglio comunale nella prima seduta utile);
- la giornata della democrazia - primo comune in Italia e nel mondo – (un’intera giornata dedicata alla partecipazione di cittadini autoconvocati e scelti ad estrazione nelle liste elettorali su temi cittadini il cui esito è poi portato nelle commissioni del consiglio comunale direttamente dai cittadini – qui per capire meglio cos’è);
- scelta partecipata – primo comune in Italia e nel mondo – (un nuovo percorso partecipato qui spiegato in dettaglio che permette, se i cittadini ne hanno il desiderio e le energie di attivare il bilancio partecipato, ma non solo. Il percorso può riguardare qualsiasi argomento di competenza comunale e la sua ampliezza è decisa dai cittadini stessi – se l’amministrazione non approva quanto proposto dai cittadini con questo percorso, essi possono, raccogliendo metà firme di quelle necessarie per i referendum, attivare una votazione popolare vincolante sulla proposta da loro formulata);
- consiglio comunale aperto con proposte dei cittadini votate dai consiglieri – primo comune in Italia - (dove i cittadini possono partecipare e dove anche le loro proposte possono essere messe al voto dei consiglieri)
- iniziativa popolare a voto consiliare con discussione entro 3 mesi;
- iniziativa popolare a voto popolare – primo comune in Italia – questo è il modello della iniziativa svizzera. La proposta dei cittadini, dopo la raccolta di firme va in consiglio comunale. Questo lo discute in tempi precisi e se non lo accetta, si va al voto popolare. Senza quorum.
- possibilità di controproposta consiliare – primo comune in Italia. Quando i cittadini creano un quesito, se non viene accettato dagli amministratori, essi possono formulare una controproposta. I cittadini alla fine sono chiamati a votare la proposta originale dei cittadini, la controproposta o il mantenimento dello status quo.
- quorum zero su tutti gli strumenti referendari e tutti hanno esito vincolante.
- gli amministratori non possono disattendere i risultati del referendum per tutta la durata del loro mandato elettorale.
- referendum confermativo senza quorum vincolante – prima volta in Italia. Questo è lo strumento più utilizzato dai cittadini in Svizzara. Quando un atto amministrativo è votato dagli amministratori, prima che entri in vigore i cittadini possono raccogliere 1000 firme e chiedere il voto di tutti i cittadini. Esso entra in vigore solo se la maggioranza vota SI.
- referendum abrogativo senza quorum.
Qui il nuovo Statuto Comunale del Comune di Vignola approvato il 21-06-2016.
STATUTO COMPLETO pdf
Qui la presentazione del percorso partecipato che ha portato al nuovo statuto.
UNO STATUTO A MISURA DI CITTADINO PRESENTAZIONE pdf
Ora devono essere approvati i regolamenti attuativi. L’assessore Monica Maisani mi ha detto che il loro obiettivo è di approvarli entro dicembre 2016.
Da oggi i cittadini italiani che sognano una piena democrazia possono dire: “Vogliamo gli stessi strumenti che hanno introdotto a Vignola”.
Questo il sito del comune di Vignola dedicato alla partecipazione:
E dal regolamento attuativo sono sicuro usciranno altri interessanti sviluppi nella raccolta firme innovativa rispetto a quella attuale, nella modalità di voto (elettronico, postale) ed in altri aspetti ancora.
Edit del 29-06-2016
Questa è la presentazione sugli strumenti di democrazia diretta e partecipazione che mi ha inviato l’assessora Monica Maisani.
Questo è il comunicato stampa mandato da Roberto Brambilla:
Buon pomeriggio! E’ con grande gioia che ti invio questo comunicato. Dopo tanti anni di impegno per la democrazia diretta finalmente un caso esemplare a Vignola. Ti invito a fare il possibile per farlo conoscere perché non ci sono più alibi per le amministrazioni! Se hai un profilo Facebook vai qui e condividi più che puoi.
La democrazia diretta è uno strumento potente per riavvicinare i cittadini alla gestione della cosa pubblica: diffondiamola!
Sul sito www.listacivicaitaliana.org trovi anche l’intervista esclusiva all’Assessora alla partecipazione Monica Maisani e al Sindaco di Vignola Mauro Smeraldi.
L’amministrazione comunale di Vignola con il nuovo statuto scrive una pagina storica per la democrazia italiana. E il PD…si oppone!
Il 21 giugno a Vignola (Modena) – comune di 25.250 abitanti amministrato dalle tre Liste civiche Vignola Cambia, Vignola per Tutti e Città di Vignola – il consiglio comunale ha approvato il nuovo statuto che dà ai cittadini avanzatissimi strumenti di democrazia diretta per esercitare a livello comunale la “sovranità”.
In questo modo il comune di Vignola diventa la punta più avanzata nel settore della democrazia diretta in Italia e probabilmente in Europa.
Sul sito di Lista Civica Italiana www.listacivicaitaliana.org si può:
leggere l’intervista esclusiva al sindaco Mauro Smeraldi e alla Assessora alla partecipazione Monica Maisani
scaricare le presentazioni relative al percorso che ha portato allo Statuto e i contenuti dello statuto
Per contattare l’amministrazione comunale rivolgersi a
segreteriasindaco@comune.vignola.mo.it
Qui l’intervista realizzata da Roberto Brambilla all’assessora Monica Maisani e sindaco Mauro Smeraldi
Intervista esclusiva agli amministratori che si trova qui:
http://www.listacivicaitaliana.org/2016/06/23/democrazia-diretta-lamministrazione-comunale-di-vignola-con-il-nuovo-statuto-scrive-una-pagina-storica-per-la-democrazia-italiana/
Ieri sera a Vignola (Modena) – comune di 25.250 abitanti amministrato dalle tre Liste civiche (vere!) Vignola Cambia, Vignola per Tutti e Città di Vignola – il consiglio comunale ha approvato il nuovo statuto che dà ai cittadini ottimi strumenti di democrazia diretta per esercitare a livello comunale la “sovranità” citata dall’articolo 1 della nostra Costituzione. In questo modo il comune di Vignola diventa la punta più avanzata nel settore della democrazia diretta in Italia e probabilmente in Europa.
Si tratta del frutto di un seme gettato ben 7 anni fa con l’incontro del 18 ottobre 2009 a Milano con Paolo Michelotto – uno dei più attivi promotori della democrazia diretta in Italia – organizzato da Dario Rinco per le liste civiche e e gli attivisti provenienti da tutta Italia.
Chiediamo a Monica Maisani, Assessora alla democrazia e alla partecipazione, di spiegarci i dettagli di questa rivoluzionaria iniziativa.
Quali strumenti di democrazia diretta prevede lo statuto?
Il nuovo Statuto prevede numerosi istituti, alcuni estremamente innovativi come La parola al cittadino, La giornata della Democrazia e la Scelta Partecipata, altri già presenti in alcuni Statuti comunali, ma non tutti assieme, come le diverse tipologie di Referendum (confermativo, consultivo e abrogativo), l’iniziativa popolare a voto popolare e l’iniziativa popolare a voto consiliare. Sono presenti anche le istanze e le petizioni, per queste ultime abbiamo previsto la petizione elettronica e l’opportunità di presentarle anche da parte dei non residenti che studino o lavorino in città e dei sedicenni. Per dare un’idea, nel vecchio Statuto le norme che si riferivano agli istituti di partecipazione erano 4, nel nuovo Statuto sono 18.
Siete riusciti ad abbassare il quorum che di solito viene tenuto alto dalle amministrazioni?
Tutti i referendum sono senza quorum.
Quante firme occorrono per far indire i referendum?
Occorrono mille firme, pari a circa il 6% degli aventi diritto al voto.
Come è stato l’iter che ha preceduto l’approvazione da parte del consiglio comunale di ieri sera?
A seguito della Giornata della democrazia organizzata dalla nostra Amministrazione il 1 marzo 2015, in cui sono state presentate e discusse dai cittadini delle proposte di modifica dello Statuto comunale, come il quorum zero, la partecipazione informata e il voto elettronico, abbiamo costituito un tavolo tecnico che ha elaborato una bozza secondo le indicazioni emerse nella giornata del 1 marzo e secondo quelle presenti nelle linee programmatiche della nuova Amministrazione. A dicembre 2015 – conformemente alla legge regionale 3 sulla partecipazione – abbiamo attivato un percorso partecipato che ha coinvolto la prima commissione consiliare e un tavolo di negoziazione costituito da 20 membri, cittadini e rappresentanti di enti e associazioni, e che ha lavorato parallelamente sulla bozza di nuovo Statuto. Il 16 giugno 2016 in una riunione plenaria la Commissione e il Tavolo di negoziazione hanno condiviso un Documento di proposta partecipata che è stato presentato in Consiglio il 21 giugno.
Come hanno votato le forze all’opposizione e come hanno motivato il loro voto?
La Consigliera del Movimento Cinquestelle ha votato a favore del nuovo Statuto, avendo tra l’altro partecipato attivamente ai lavori della Commissione e all’organizzazione di una serata pubblica di approfondimento con l’Amministrazione di Parma che ha uno Statuto simile al nostro, il Pd ha votato contro il nuovo Statuto motivando la sua scelta con la contrarietà di principio alla democrazia diretta e in particolare agli istituti che abbiamo inserito in quanto potrebbero avere un impatto negativo sull’amministrazione, rallentandone e bloccandone, in alcuni casi, l’attività.
Come sono stati coinvolti i cittadini?
Come ho già detto, li abbiamo coinvolti attraverso un percorso partecipato e, cioè, abbiamo scritto insieme le norme del nuovo Statuto. Inoltre, abbiamo organizzato tre serate di informazione e approfondimento. Abbiamo, sin dall’inizio del percorso, pubblicato tutti i materiali di lavoro, compresi i verbali delle sedute, sul blog Partecipattiva.
Chiediamo infine il commento del Sindaco di Vignola Mauro Smeraldi.
Perché le Liste civiche “Vignola Cambia, Vignola per tutti e Città di Vignola credono nella democrazia diretta? Ci sono partiti “nascosti” nella lista?
L’unione delle nostre liste è nata intorno ad un programma che mette al centro la partecipazione. Nel momento in cui il nostro progetto politico è nato ogni appartenenza partitica è esplicitamente rimasta fuori. Che i cittadini abbiano vissuto un processo di allontanamento dalla vita politica è una realtà (ce lo dicono anche le percentuali sempre più basse di coloro che si recano al voto) e il nostro obiettivo è quello di ridare fiducia e strumenti concreti per tornare a vivere la cosa pubblica.
Pensa che questi nuovi strumenti possano aiutare a far crescere il senso civico dei cittadini?
Questi strumenti sono i canali attraverso i quali i cittadini potranno esercitare la loro partecipazione, non sono un risultato quanto piuttosto un mezzo. Ciò che è particolarmente significativo è che tali strumenti sono nati attraverso un percorso partecipato, percorso che ha coinvolto direttamente i cittadini nella sua stesura. Questo dimostra che già il senso civico è in fase di crescita e sviluppo nella comunità.
Questi strumenti di democrazia diretta potrebbero ritorcersi contro l’amministrazione?
E’ un fatto che dove si sono messi in atto strumenti di democrazia diretta avanzati le cose funzionano: le amministrazioni diventano più attente già prima di avviare un percorso decisionale e i cittadini si sentono parte delle scelte, tendendo quindi a collaborare (certo talvolta anche con modifiche sostanziali e cambi di direzione) anziché necessariamente a contrapporsi in uno sterile confronto che finisce solo per ledere maggiormente i rapporti. Inoltre gli strumenti di democrazia diretta richiedono comunque organizzazione e responsabilità per essere portati avanti. Non è possibile per individui o piccoli gruppi isolati, che magari agiscono proprio con l’intento di bloccare la macchina decisionale, portare avanti in modo deliberato questi tentativi. Quando si raggiungono i numeri che fanno scattare questi strumenti vuole dire che ci troviamo davanti all’espressione di una porzione importante della popolazione, che sarebbe sotto ogni profilo sbagliato non tenere in considerazione. Recentemente anche uno studio di Gallup ha fatto emergere come i cittadini che hanno a disposizione strumenti partecipativi diretti sono anche cittadini più felici.
Cosa consiglia ai suoi colleghi sindaci italiani?
Il mio consiglio non può essere altro che quello di intraprendere percorsi analoghi, coinvolgendo da subito i loro concittadini, che, lo ricordo, sono una risorsa, non un problema per chi amministra. Gli amministratori non devono poi sentirsi soli in questo percorso. Per noi è stato ad esempio fondamentale il contributo apportato da Paolo Michelotto, così come il confronto coni il Professor Andrea Morrone, Docente della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna. Anche la Regione Emilia Romagna per noi è stata una risorsa importante.
Il comune di Vignola sarà disponibile a esportare questa esperienza in altri comuni?
Beh, non è che possiamo invadere altri comuni con la nostra polizia municipale per “esportare la democrazia”, non sarebbe di certo una scelta partecipata, no? Di certo saremo felici di condividere la nostra esperienza con chiunque voglia approfondire il percorso che abbiamo fatto. Il Comune di Vignola ha tratto enorme vantaggio dal conoscere e approfondire le esperienze portate avanti in altre realtà grazie alla disponibilità di altri amministratori e animatori di percorsi analoghi. Siamo certamente disponibili oggi a fare lo stesso per gli altri.
Questo l’articolo scritto per il giornale online bilingue del SudTirol “Il Salto” da Thomas Benedikter
http://www.salto.bz/article/28062016/italiens-neue-hauptstadt-der-buergerbeteiligung
Neue Satzung für Vignola
Italiens neue “Hauptstadt der Bürgerbeteiligung”
Außerhalb der Emilia-Romagna ist diese bei Modena gelegene Kleinstadt kaum bekannt, doch wird sie es werden, denn seit 21. Juni setzt Vignola neue Maßstäbe für Demokratie
Von Thomas Benedikter 28.6.2016
Es gibt Gemeinden, die jährlich einen Bürgerhaushalt betreiben, andere haben sich bessere Regelungen für Volksabstimmungen gegeben, andere haben ein gutes Wahlrecht. Vignola hat aus den Verfahren repräsentativer, deliberativer und direkter Demokratie eine nahezu optimale Kombination geschaffen und setzt neue Maßstäbe für die Bürgerbeteiligung. Vignola folgt damit im Wesentlichen den Empfehlungen von Paolo Michelotto und POLITiS in der Publikation „Die Gemeindepolitik mitgestalten“. Die neue Satzung (Satzung der Gemeinde Vignola pdf) ist am 21. Juni mit den Stimmen der Mehrheit aus Bürgerliste und M5S gegen die Stimmen der Opposition aus PD und Rechtsparteien verabschiedet worden. Ein großer Erfolg der Reformer mit BM Smeraldi an der Spitze in dieser schmucken Stadt.
Was im Einzelnen wird die Demokratie in Vignola so offen für die Mitbestimmung von unten machen? Hier nur das Wichtigste:
Für elektronische Petitionen, die von allen Interessierten unterzeichnet werden können, wird auf der Internetseite der Gemeinde eine eigene Rubrik geschaffen. Der Bürgermeister muss binnen 60 Tagen antworten.
Das „Wort den Bürgern“: eine neue Form von Bürgerversammlung, bei der über Bürgervorschläge diskutiert und abgestimmt wird (Hier eine kurze Erläuterung).
Der Tag der Demokratie: Vignola widmet künftig mindestens einen Tag alle zwei Jahre der Bürgerbeteiligung mit einer Art Bürgerrat (vgl. Vorarlberg). Die Ergebnisse werden direkt dem Gemeinderat zur Beschlussfassung zugeleitet.
Die „scelta partecipata“ wird eingeführt: eine Art Bürgergutachten in Form eines längeren Beteiligungsverfahrens an einem bestimmten Vorhaben der Gemeinde, eingeleitet durch ein Promotorenkomitee, begleitet durch die Gemeinde. Wenn die Gemeinde den Bürgervorschlag nicht annimmt, kann mit diesem Bürgervorschlag eine Volksinitiative eingeleitet werden (hier eine kurze Erläuterung).
Der „Offene Gemeinderat“: Bürger können bei Sitzungen des Gemeinderats ihre Vorschläge einbringen und selbst das Wort ergreifen. Der Gemeinderat kann noch bei derselben Sitzung darüber entscheiden.
Volksbegehren: zielt auf eine Entscheidung des Gemeinderats binnen drei Monaten.
Volksinitiative: der Bürgervorschlag mit einer geringen Mindestzahl an Unterschriften wird vom Gemeinderat diskutiert. Wird er abgelehnt, kommt es automatisch zur Volksabstimmung ohne Quorum. Der Gemeinderat kann einen Gegenvorschlag zur Abstimmung bringen.
Null-Quorum bei allen Volksabstimmungen.
Die Volksabstimmungen haben bindende Wirkung. Die Gemeinde darf für die verbleibende Zeit der Amtsperiode diese Abstimmungsergebnisse nicht mehr verändern.
Bestätigendes Referendum auf alle Beschlüsse des Gemeinderats. Wenn die Bürger 1000 Unterschriften sammeln, kann nach der Verabschiedung eines Beschlusses durch den Gemeinderat das Referendum ergriffen werden. Vignola ist die erste Gemeinde, die dieses Instrument für alle Verordnungen einführt (in Trentino-Südtirol gibt es das bestätigende Referendum seit 2015 für Satzungsänderungen).
Das abschaffende (abrogative) Referendum ohne Quorum
Wie die treibenden Kräfte dieser Reform, Stadträtin Monica Maisani und Bürgermeister Smeraldi, versichern, sollen die Durchführungsordnungen zur neuen Satzung der Gemeinde Vignola bis zum Jahresende stehen und weitere Innovationen bringen. Vorbildlich ist nicht nur das Resultat, vorbildlich war auch der ganze partizipative Prozess, der zu dieser Reform geführt hat (www.partecipattiva.it). In Südtirol werden in Sachen Bürgerbeteiligung immer wieder Mals und Kurtatsch zitiert. Vignola geht weit darüber hinaus und macht klar, wie wenig insgesamt die Südtiroler Gemeinden den von der Gemeindeautonomie gebotenen Spielraum an Bürgerbeteiligung nutzen (vgl. auch das POLITiS-Dossier Nr.5/2015). Es wird auch klar, dass ein wohlmeinender Bürgermeister allein nicht ausreicht, wenn er von Parteien abhängt, die bei der Bürgerbeteiligung auf der Bremse stehen, wie in Meran 2015 geschehen. Vignola zeigt auf, wie es anders geht. Bürgerinitiativen für mehr direkte Beteiligung haben jetzt einen klaren Bezugspunkt in Italien: eine Satzung wie Vignola.
Postato in bilancio partecipativo, consultazione, democrazia diretta, la giornata della democrazia, parola ai cittadini, partecipazione, quorum, referendum, scelta partecipata
il 4 maggio 2016 a Vignola (MO) oltre che di Scelta Partecipata avevo parlato anche del Referendum Finanziario, su esplicito invito del sindaco di Vignola, Mauro Smeraldi, molto interessato a questo strumento. Alla fine, comunque, almeno per il momento, non è stato introdotto nel nuovo statuto comunale di Vignola approvato il 21 Giugno 2016.
Comunque riporto qui il testo presentato quella sera, per chi fosse interessato.
La maggior parte dei Cantoni svizzeri ha il referendum finanziario facoltativo. Più della metà dei Cantoni ha il referendum finanziario obbligatorio.
Rapporto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale
Iniziativa parlamentare – Introduzione di un referendum finanziario
https://www.admin.ch/opc/it/federal-gazette/2007/7565.pdf
…In effetti, diverse analisi dell’impatto del referendum finanziario nei Cantoni e nei
Comuni forniscono prove empiriche dell’effetto di contenimento della spesa pubbli-
ca di questo strumento. L’analisi di un insieme di dati cantonali (relativi al periodo
1986–1997) e di dati comunali (del 1990 relativi a 134 comuni) ha consentito agli
economisti Lars P. Feld e Gebhard Kirchgässner di constatare che un referendum
finanziario obbligatorio ha per effetto la riduzione sia delle spese sia delle entrate.
Secondo la loro indagine, nei Cantoni che hanno istituito un referendum finanziario
obbligatorio, spese ed entrate pubbliche pro capite sono ampiamente inferiori
(rispettivamente del 7 % e dell’11 %) a quelle degli altri Cantoni. Nei Comuni i
risultati sono ancor più impressionanti, dove vige il referendum finanziario obbliga-
torio le spese e le entrate pubbliche pro capite sono inferiori di circa il 20 per cento
rispetto a quelle degli altri Comuni…
Contenimento spesa pubblica:
riduzione spese e entrate fino al 20% in meno degli altri cantoni dove non c’è questo strumento
Come funziona il Referendum Finanziario Obbligatorio?
Il Referendum Finanziario Obbligatorio prevede che ogni spesa straordinaria superiore ad una certa soglia debba essere approvata dai Cittadini. È previsto questo tipo di strumento anche per spese importanti che impegnano un Comune per molti anni a seguire.
Come funziona il Referendum Finanziario Facoltativo?
Prevede che ogni spesa tra due soglie limite, possa essere soggetta a Referendum Finanziario Facoltativo se i Cittadini raccolgono una percentuale delle firme dell’elettorato.
Esempio Referendum facoltativo del Canton Ticino
Costituzione Canton Ticino – Svizzera (337.000 abitanti)
Aprile 2016 (1 FRS = 0,909 Euro)
https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/20012210/index.html
Art. 42 Referendum facoltativo
Sottostanno al voto popolare se richiesto nei quarantacinque giorni dalla pubblicazione nel Foglio ufficiale da almeno settemila cittadini aventi diritto di voto oppure da un quinto dei Comuni:
a) le leggi e i decreti legislativi di carattere obbligatorio generale;
b) gli atti che comportano una spesa unica superiore a fr.1 000 000.- o una spesa annua superiore a
fr. 250 000.- per almeno quattro anni;
c) gli atti di adesione a una convenzione di diritto pubblico di carattere legislativo.
Esempio Cantone Friburgo
a.la revisione parziale o totale della Costituzione;
b.gli atti del Gran Consiglio che comportino una nuova spesa netta superiore all’1 per cento del totale delle spese dell’ultimo conto di Stato approvato dal Gran Consiglio.
16000 aventi diritto di voto possono chiedere una votazione popolare su:
a.leggi;
b.atti del Gran Consiglio che comportino una nuova spesa netta superiore all’1/4 per cento del totale delle uscite dell’ultimo conto di Stato approvato dal Gran Consiglio o che vertono su crediti di studio d’importanza regionale o cantonale.
2Il termine per la raccolta delle firme è di 90 giorni.
Esempio comune di Poschiavo (Cantone Grigioni – Svizzera) 3500 abitanti
http://www.poschiavo.ch/images/comune_poschiavo/leggi_regolamenti_ordinanze/Costituzione/Costituzione%20del%20Comune%20politico%20di%20Poschiavo%2011.10.pdf
Art. 13 Referendum obbligatorio
Le seguenti questioni comunali sottostanno obbligatoriamente al voto del Popolo:
a) l’emanazione e la modifica di disposizioni costituzionali e leggi;
b) gli affari, che nel caso singolo generano nuove uscite una tantum superiori a fr. 700′000.–;
c) gli affari, che nel caso singolo generano nuove uscite annuali ricorrenti superiori a fr. 70′000.–;
d) la costituzione di fideiussioni e partecipazioni, nonché la concessione di mutui che nel caso singolo superano fr. 700′000.-;
e) gli affari riguardanti l’acquisto, la vendita, la permuta e la costituzione in pegno di proprietà fondiarie, nonché la costituzione e la cancellazione di diritti reali limitati, se la portata finanziaria della decisione supera fr. 700′000.–;
f) il rilascio e la modifica sostanziale di concessioni di sfruttamento idrico, la costituzione di altri speciali diritti di con godimento e l’esercizio del diritto di riversione ai sensi della legislazione sul diritto delle acque;
g) le decisioni della Giunta comunale concernenti le questioni di principio conformemente all’art. 17;
h) gli oggetti che la Giunta comunale vuole porre in votazione con decisione a maggioranza;
i) la decisione sulla creazione di una corporazione comunale o regionale o sulla relativa adesione;
j) la decisione relativa all’aggregazione con altri Comuni.
Art. 14 Referendum facoltativo
1. Su richiesta di almeno 150 aventi diritto di voto sottostanno al voto del Popolo:
a) il consuntivo, il preventivo e la determinazione del tasso fiscale;
b) gli affari, che nel caso singolo generano nuove uscite una tantum superiori a fr. 400’000.– e fino a fr. 700′000.–;
c) gli affari, che nel caso singolo generano nuove uscite annuali ricorrenti superiori a fr. 40′000.– e fino a fr. 70′000.–;
d) la costituzione di fideiussioni e partecipazioni, nonché la concessione di mutui nel caso singolo superiori a fr. 400′000.– e fino a fr. 700′000.–;
e) gli affari riguardanti l’acquisto, la vendita, la permuta e la costituzione in pegno di proprietà fondiarie, nonché la costituzione e la cancellazione di diritti reali limitati, se la portata finanziaria della decisione risulta superiore a fr. 400′000.–, tuttavia non supera fr. 700′000.–; oppure se l’affare riguarda l’acquisto, la vendita, la permuta e la costituzione in pegno di proprietà fondiarie nonché la costituzione di diritti di superficie di durata superiore a 30 anni di fondi edificabili con una superficie superiore ai 1′000 m2, rispettivamente di fondi non edificabili con una superficie superiore ai 3′000 m2;
f) le decisioni della Giunta comunale su crediti suppletivi se e nella misura in cui in questo modo una voce nel preventivo viene superata di oltre il 20%, tuttavia almeno oltre fr. 150′000.–.
g) le decisioni della Giunta comunale su crediti aggiuntivi se un credito d’impegno viene superato di oltre il 20%, tuttavia almeno oltre fr. 150′000.– .
Art. 15. Procedura per il referendum facoltativo
1. Dopo l’approvazione da parte della Giunta comunale, tutte le decisioni devono essere pubblicate sull’organo di pubblicazione ufficiale del Comune. Il preventivo e il consuntivo devono essere esposti presso la Cancelleria comunale con pubblicazione dell’esposizione sull’organo di pubblicazione ufficiale del Comune.
2. Il termine per il referendum è di 30 giorni dalla pubblicazione.
Nella domanda di votazione concernente il preventivo e il tasso fiscale dev’essere indicato quali voci vanno modificate con l’indicazione di massima di come ciò dovrebbe avvenire. Il referendum sul preventivo non è ammesso per posizioni dovute all’applicazione di disposizioni legali obbligatorie in vigore.
3. La votazione, di regola, deve avvenire entro due mesi dalla scadenza del termine di referendum. La Giunta comunale formula un preavviso agli aventi diritto di voto.
D. Votazioni su varianti e votazioni consultive
Art. 16. Votazione su varianti
1. La Giunta comunale può proporre una variante a un progetto sottoposto a referendum obbligatorio o facoltativo.
2. Se ha luogo una votazione popolare, agli aventi diritto di voto, oltre al progetto principale, deve essere sottoposta anche la variante. Quest’ultima decade se non ha luogo una votazione popolare.
Proposta di testo di Referendum Finanziario da inserire nello Statuto comune Vignola:
Art. xx Referendum finanziario facoltativo
Vengono sottoposti al voto popolare se richiesto nei quarantacinque giorni dalla pubblicazione da almeno 500 cittadini aventi diritto di voto, gli atti che comportano una spesa unica superiore a Euro XX o una spesa annua superiore a Euro YY per almeno quattro anni.
Art. yy Referendum finanziario obbligatorio
Vengono sottoposti al voto popolare gli atti che comportano una spesa unica superiore a Euro XXX o una spesa annua superiore a Euro YYY per almeno quattro anni.
Qui la presentazione in formato pdf e ppt sugli argomenti: Parola ai Cittadini – Scelta partecipata – Referendum Finanziario
presentazione vignola (MO) 04-05-16 pdf
presentazione vignola (MO) 04-05-16 ppt
Articolo di Attac Italia sul percorso della democrazia diretta a Vignola(MO)
16 Febbraio 2016 // Nessun commento »
riporto un articolo apparso su Attac Italia, scritto da Monica Maisani Ass. alla Democrazia e Partecipazione di Vignola (MO)
DA VIGNOLA (MO)
di Attac Vignola
Alle elezioni locali del 2014, per la prima volta in sessant’anni, i cittadini vignolesi sono “diventati Sindaco” scegliendo di essere governati da una coalizione civica.
Uno dei punti di forza della proposta politica risultata vincente è costituito dalla previsione di una serie di azioni volte all’ampliamento degli spazi di democrazia e di partecipazione dei cittadini alle decisioni che li riguardano, per ovviare al problema della crescente sfiducia nei rappresentanti eletti e al conseguente disinteresse per la vita politica. D’altra parte, l’allontanamento, in nome della governabilità, dei centri decisionali dai bisogni e dalla vita dei cittadini è una realtà constatabile sia a livello nazionale sia internazionale e il tema del “deficit democratico” si impone con urgenza, in termini critici, anche nel dibattito politico sulla legge elettorale e, ancor di più, sul progetto di revisione della Costituzione approvato in Parlamento.
In questo primo anno e mezzo abbiamo dimostrato che, almeno a livello locale, si può “resistere” andando controcorrente. Abbiamo già sperimentato il metodo di ascolto e decisione collettiva denominato “La parola ai cittadini” in occasione dell’approvazione del bilancio; abbiamo svolto diversi Consigli Comunali aperti, avviato e concluso percorsi partecipati con i cittadini sulla destinazione culturale di un edificio storico della città e sulla mobilità intorno alle scuole medie.
Un aspetto importante del processo di allargamento degli spazi di confronto, proposta e decisione pubblica è rappresentato inoltre dalla revisione dello Statuto Comunale e del Regolamento sugli istituti di partecipazione. Durante la “Giornata della democrazia” svoltasi il 1° marzo 2015, i cittadini si sono impegnati a portare le loro idee per cambiare la qualità della vita democratica di Vignola, proponendo modifiche alle norme vigenti, come l’eliminazione del quorum dai referendum, una maggiore informazione e il riconoscimento del principio della partecipazione e del diritto alla gestione condivisa dei beni comuni.
Sulla base delle proposte emerse, un Gruppo di lavoro tecnico ha elaborato in questi ultimi mesi una proposta di modifica dello Statuto che ora passerà all’esame del Tavolo di negoziazione, organismo costituito secondo la Legge regionale sulla partecipazione, composto dai cittadini e dalle associazioni nonché da rappresentanti dell’amministrazione; allo stesso tempo, la proposta verrà discussa dalla Commissione consiliare.
Nella bozza in esame vi sono diverse novità e l’introduzione di nuovi strumenti quali: referendum confermativo e propositivo, “La parola al cittadino”, la “Giornata della democrazia”, istruttoria pubblica, bilancio partecipativo, petizione elettronica. Novità che, se approvate, faranno di Vignola la capitale della Democrazia. Gli articoli dedicati agli strumenti di democrazia diretta deliberativa e partecipativa passeranno infatti da 4 a 18.
Alla fine del percorso, che prevede anche diversi incontri pubblici di formazione e informazione su esperienze simili, il Tavolo di negoziazione presenterà un “Documento di proposta partecipata” di modifica dello Statuto che dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale, presumibilmente in primavera.
Un paio di esempi direttamente dalla bozza di statuto in esame:
ART. 13 CONSIGLIO COMUNALE APERTO
3. Durante le sedute aperte possono essere approvate, mozioni, ordini del giorno e deliberazioni… Il voto spetta ai soli consiglieri comunali. Prima delle votazioni dei consiglieri sullo stesso documento si può mettere al voto il parere dei cittadini presenti (parere consultivo).
ART. 17 REFERENDUM CONFERMATIVO
2. É sospesa l’entrata in vigore di una deliberazione del consiglio comunale.
http://www.italia.attac.org/joom-attac/granello-di-sabbia/365-articoli-del-granello-di-sabbia/10295-da-modena-e-bologna-riprendiamoci-i-comuni
Postato in democrazia diretta, referendum
19 Dicembre 2014 // 2 Commenti »
Postato in democrazia diretta, parola ai cittadini, referendum
Sesto S.Giovanni (MI): un esempio di tenacia di cittadini che chiedono quorum zero e più democrazia
17 Dicembre 2014 // Nessun commento »
a volte sembra una lotta invincibile contro un muro di gomma, ma Vicenza, Parma, Cavallino (VE), e vari comuni in giro per l’Italia dimostrano che la tenacia, la perseveranza e la pazienza alla fine riescono ad ottenere risultati significativi nell’estensione degli strumenti di democrazia diretta.
Dario Rinco e l’ass. Più Democrazia a Sesto San Giovanni (MI) da anni stanno cercando di introdurre il quorum zero e referendum propositivi e abrogativi nella loro città, hanno raccolto firme per le iniziative popolari, raccolto firme per i referendum, ma poichè non ci sono i regolamenti aggiornati, questi strumenti vengono bloccati, non discussi e non votati dai cittadini. Riporto qui il testo della petizione che hanno lanciato da pochi giorni per chiedere al sindaco di dare risposte. Io ho già firmato. Chi lo vuol fare, sotto al testo, c’è il link.
Provvedete alla modifica/integrazione dello Statuto comunale come chiede dal novembre 2011 l’ Associazione “Più Democrazia a Sesto S.Giovanni”
L’Associazione Più democrazia a Sesto San Giovanni chiede da quella data (e sono passati ben tre anni!!!) la modifica dello Statuto comunale per permettere ai cittadini di partecipare più attivamente alle scelte riguardanti la propria città. Ecco le richieste quorum zero, l’abbassamento al 2% degli aventi diritto al voto del numero di firme necessario per indire un referendum, inserimento del referendum propositivo, invio alle famiglie dell’opuscolo informativo sul tema del referendum, accorpamento delle consultazioni referendarie ad elezioni diverse dalle amministrative comunali.
E’ stata presentata una petizione nel novembre 2011 e un’iniziativa popolare nel gennaio 2013 per estendere i diritti referendari previsti nello Statuto di Sesto S.G. che sono state praticamente ignorate dall’amministrazione conunale.
Il 24 ottobre 2014 é scaduto il termine entro il quale l’amministrazione di Sesto S.G. avrebbe dovuto rispondere al Difensore civico della Lombardia per dire i motivi che impediscono la riforma dello statuto comunale. Il Difensore civico della Lombardia ha inviato il giorno 26 novembre 2014, un nuovo sollecito al Sindaco di Sesto S.G.
Pur avendo cavalcato in campagna elettorale il tema della “PARTECIPAZIONE POPOLARE” l’amministrazione di Sesto S.G. resta sorda a concedere più diritti ai cittadini che vengono così coinvolti solo ogni 5 anni qaundo, in occasione delle elezioni, viene richiesta loro la “delega per amministrare la città“.
Petizione avviata da Più democrazia a Sesto S.Giovanni
Comitato referendario “Raccolta differenziata”
Comitato referendario “Più partecipazione”
sostenuta da Lista Civica italiana
Qui vuole vedere la petizione integrale e firmarla, può andare qui:
https://www.change.org/p/dott-ssa-monica-chitto-sindaco-di-sesto-s-g-provvedete-alla-modifica-integrazione-dello-statuto-comunale-come-chiede-dal-novembre-2011-l-associazione-pi%C3%B9-democrazia-a-sesto-s-giovanni
Postato in democrazia dal basso in Italia, democrazia dei cittadini, democrazia diretta, quorum, referendum
Come fare per ottenere gli strumenti di democrazia diretta nei comuni. Proposta per cambiare il TUEL D.L. 267
10 Dicembre 2014 // Nessun commento »
la democrazia diretta progredisce quasi sempre grazie alle spinte dal basso dei cittadini, ma a volte anche grazie a provvedimenti dall’alto di rappresentanti “lungimiranti”.
C’è un modo per introdurre in un solo atto migliori strumenti di democrazia diretta in tutti i comuni italiani (esclusi quelli delle regioni a statuto speciale che dipendono dalle leggi regionali), cambiare alcuni articoli del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali il D.L. 267.
Questa legge nazionale riguarda moltissimi aspetti dei comuni italiani.
Alcune cose sono proibite. Ad esempio la Revoca degli Eletti non è possibile finchè è vigente questa legge, così come qualsiasi referendum su Statuto comunale o sue modifiche.
Ecco le modifiche che farei a questa legge. Spero che qualche rappresentante lungimirante la faccia sua e la porti in Parlamento. Poi lì a volte accadono miracoli (vedi la recente legge regionale del Trentino con cui sono stati introdotti strumenti migliori di democrazia a livello locale).
1. per introdurre il referendum obbligatorio sullo statuto e la possibilità per i cittadini di indire un referendum per cambiare lo statuto o una parte di esso (come in Svizzera).
Situazione attuale: Articolo 6
4. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione e’ ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto e’ approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.
5. Dopo l’espletamento, del controllo da parte del competente. organo regionale, lo statuto e’ pubblicato nel bollettino ufficiale della regione, affisso all’albo pretorio dell’ente per trenta giorni consecutivi ed inviato al Ministero dell’interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti. Lo statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all’albo pretorio dell’ente.
Proposta modifica: Articolo 6
4. Gli statuti sono deliberati dai rispettivi consigli con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione e’ ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto e’ approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Lo statuto entra in vigore solo se ottiene anche l’approvazione della maggioranza dei votanti nel successivo referendum obbligatorio sullo statuto, indetto entro 1 mese dall’approvazione in consiglio comunale. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche alle modifiche statutarie. I cittadini possono proporre modifiche totali o parziali allo statuto tramite referendum propositivo senza quorum.
2. per introdurre i referendum propositivi, abrogativi e confermativi vincolanti senza quorum, con obbligo abbinamento votazioni nazionali ed europee e introduzione libretto informativo e voto postale, elettronico e via internet (come in Svizzera, ma anche nel comune di Malles (BZ).
Situazione attuale: Articolo 8
1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.
2. Nel procedimento relativo, all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita’ stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.
Proposta modifica: Articolo 8
3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche’ procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi’, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame entro 2 mesi. Possono essere, altresi’, previsti referendum propositivi, abrogativi, confermativi degli atti amministrativi, sulle modifiche totali o parziali allo statuto, con valore vincolante per l’amministrazione senza quorum di partecipazione su richiesta di un adeguato numero di cittadini, sempre inferiore al 5% degli aventi diritto. Queste consultazioni sono effettuate con modalità miste per via postale, con voto elettronico, via internet e nel seggio elettorale. I cittadini in occasione dei referendum riceveranno a casa un libretto informativo, dove saranno esposte le tesi dei proponenti e quelle dell’amministrazione o del comitato che si oppone, con parità di spazio.
4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale senza esclusioni e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali, ma quando in presenza di votazioni regionali, nazionali, europee nello stesso periodo, vengono effettuate nella stessa giornata e con gli stessi orari.
2. per introdurre la revoca degli eletti (come in Svizzera e in California).
Situazione attuale: Articolo 46
Elezione del sindaco e del presidente della provincia – Nomina della giunta
2. Il sindaco e il presidente della provincia nominano i componenti della giunta, tra cui un vicesindaco e un vicepresidente, e ne danno comunicazione al consiglio nella prima seduta successiva alla elezione.
4. Il sindaco e il presidente della provincia possono revocare uno o piu’ assessori, dandone motivata comunicazione al consiglio.
Proposta modifica: Articolo 46
5. I cittadini possono indire un referendum revocatorio senza quorum nei confronti del sindaco e della sua giunta, raccogliendo fino al 10% di firme degli aventi diritto. In caso di esito positivo di questa consultazione, il sindaco e la giunta e il consiglio comunale decadono dalle loro funzioni e vengono indette nel più breve tempo possibile nuove elezioni.
Edit 16-12-14:
L’amico Dario Rinco mi ha mancato questo interessante commento, utile per migliorare questa proposta:
leggo sempre con interesse gli articoli del tuo sito e vorrei farti meditare su quello che hai scritto.
Mi riferisco a questo passaggio:
http://www.paolomichelotto.it/blog/2014/12/10/come-fare-per-ottenere-gli-strumenti-di-democrazia-diretta-nei-comuni-proposta-per-cambiare-il-tuel-d-l-267/
devono essere, altresi’, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame entro 2 mesi
Purtoppo anche se il DLGS 267/2000 venisse modificato come sopra citato, si presenterebbe sempre il problema dell’eventuale mancata risposta da parte dell’amministrazione comunale.
Come da noi sperimentato, purtroppo, nei casi in cui l’amministrazione facesse spallucce delle varie petizioni, istanze e referendum depositati neppure il prefetto ha potere coercitivo nei confronti dell’amministrazione inadempiente.
Diverso sarebbe se fosse prevista una sanzione a carico del Sindaco per mancata risposta (magari arrivando a ipotizzare anche il commissariamento del Comune).
Per i casi nei quali non venisse data risposta di ammissibilità dei quesiti referendari entro x giorni, si potrebbe ipotizzare il silenzio assenso in modo che il comitato referendario possa iniziare la raccolta firme in caso di non risposta alla richiesta di valutazione del quesito referendario.
Per scoprire meglio tutte le inadempienze di Sesto S.G. ti segnalo questo:
http://piudemocraziasestosg.wordpress.com/2014/10/27/28102014-a-sesto-s-g-e-possibile-esercitare-la-partecipazione-popolare/
Postato in democrazia diretta, quorum, referendum, revoca degli eletti, voto elettronico, voto postale
Il portavoce Riccardo Fraccaro (M5S) spiega in Commissione Parlamento perchè togliere il quorum dai referendum
con grande piacere riporto l’articolo apparso sul sito www.riccardofraccaro.it . Il portavoce Riccardo Fraccaro (M5S) ha spiegato in Commissione Affari istituzionali della Camera il suo emendamento in cui chiede di togliere il quorum dai referendum.La democrazia diretta continua a bussare in parlamento. I cittadini verranno ascoltati?
Dal blog www.riccardofraccaro.it
L’abolizione del quorum è il primo passo indispensabile per consentire ai cittadini di concorrere attivamente al processo decisionale democratico. Con l’abolizione del quorum si avrebbe il sicuro effetto di vedere sbocciare la democrazia diretta accanto a quella rappresentativa determinando l’indispensabile evoluzione verso la democrazia integrale. Il 5 dicembre sono intervenuto in commissione affari costituzionali per illustrare un mio emendamento alla proposta di legge di riforma istituzionale per l’eliminazione del quorum di partecipazione nei referendum. Nell’intervento ho illustrato come l’emendamento sia stato il frutto della proposta dell’iniziativa popolare «Quorum zero, più democrazia»presentata in Parlamento da 50 mila elettori ed ho rilevato le ragioni a sostegno dell’azzeramento del quorum, la cui azione è giustificata dal fatto che i cittadini che si disinteressano dei contenuti delle proposte referendarie e che non si recano ad esprimere il proprio voto condizionano l’esito dei referendum. Ho articolato le 13 ragioni per le quali il quorum è un evidente snaturamento dell’istituto referendario ispirandomi alla sintesi di Paolo Michelotto sulla pubblicazione “Vivere meglio con più democrazia”.
1. I sostenitori del No vincono facilmente
2. I sostenitori del Sì partono già svantaggiati
3. Bastone tra le ruote della democrazia
4. Meno dibattito e meno informazione
5. Premio a chi non partecipa
6. Non c’è più il segreto del voto
7. Allontanamento delle persone dal voto
8. Se il quorum valesse anche nelle elezioni, molte sarebbero state invalidate
9. La Costituzione permette referendum locali senza quorum
10. I cittadini non vogliono il quorum
11. Distruzione della fiducia dei cittadini nello strumento del referendum
12. Potere sproporzionato di piccoli partiti
13. Evoluzione verso una piena democrazia
In Trentino Alto Adige nuova legge regionale che ottiene nuovi strumenti di democrazia diretta a livello comunale
8 Dicembre 2014 // 1 Commento »
nei giorni scorsi il Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige ha approvato una legge regionale che prevede che tutti i comuni della regione abbiano nuovi strumenti di democrazia diretta e migliorano quelli esistenti (abbassando il quorum – abbassando il numero di firme, che saranno raccolte in 180 giorni invece che 90 – inviando l’opuscolo informativo). Tutto questo grazie alla proposta dei 2 consiglieri del M5S (Filippo Degasperi e Paul Koellensperger) e dei vari esperti che li hanno aiutati (Thomas Benedikter, Alex Marini, Stefano Longano) che hanno convinto i colleghi ad appoggiarli su questo tema. Ma ora come scrive Stefano Longano “.. che sappiano che ora questo è il minimo sindacale, e che se vogliono parlare di partecipazione, devono concretamente proporre qualcosa di più. Come per esempio rendere vincolanti i referendum propositivi, dare a qualunque cittadino la possibilità di autenticare le firme, e infine avere il coraggio di togliere totalmente il quorum.”
Comunque ad esempio a Trento e a Rovereto, il quorum dovrà essere abbassato al 25% e ci sarà il referendum confermativo statutale con quorum 0% e raccolta firme che dura 180 giorni (6 mesi) invece che 90 giorni. Ottimo passo avanti. La democrazia diretta si ottiene passo dopo passo e ogni tanto c’è qualche passetto in avanti che viene dal basso (il quorum abbassato a Trento e a Rovereto negli anni scorsi grazie ad iniziative popolari) i referendum a Rovereto e a Bolzano, l’azione di Iniziativa Più Democrazia nel Trentino e di Iniziativa Più Democrazia in Alto Adige, l’azione di Stephan Lausch e di Thomas Benediker e di molti altri, e qualche passo che viene dal livello superiore.
I comuni della regione sono 333. Ora avranno 1 anno per adeguare lo Statuto alla nuova legge. Mi auguro che qualche comune sia ancora più coraggioso e vada oltre queste prescrizioni minime, imitando per esmpio quanto fatto dal comune di Malles (BZ). Molto dipenderà dai nuovi eletti della primavera prossima e dalla spinta dei cittadini.
Nei prossimi giorni la legge verrá pubblicata sul BUR. Per essere compresa fino in fondo però bisognerebbe leggerla nel testo unico che verrá predisposto ipoteticamente dopo l’accorpamento in un’unica norma nei prossimi mesi.
Ecco il post scritto da Alex Marini che appare sul portale www.trentino5stelle.it/
Durante gli odierni lavori del Consiglio regionale, dopo l’approvazione a maggioranza dell’aula di entrambi gli ordini del giorno dei portavoce Degasperi e Koellensperger, l’impegno del M5S si è concentrato sul cercare di infondere nuovo senso a quello che dovrebbe essere il “governo del popolo”.
Il ddl 17 (“Disposizioni in materia di enti locali”) ha portato al voto in aula anche aspetti essenziali di regolamentazione degli strumenti di democrazia diretta a livello comunale. Le proposte uscite dalla maggioranza erano insufficienti e relegavano i cittadini al solito ruolo di elettori coinvolti al massimo una volta ogni cinque anni. Per questi motivi il M5S doveva sfruttare l’opportunità di migliorare questo disegno di legge anche a costo di procedere con un serrato ostruzionismo. La maggioranza, di fronte al merito dei emendamenti, ha accettato di dialogare con noi e, coinvolgendo altre forze politiche, siamo riusciti a ottenere un consenso trasversale sulla rilevanza dei temi affrontati dalle nostre proposte. Gli emendamenti condivisi e sottoscritti porteranno all’introduzione nell’ordinamento regionale dei comuni:
la possibilità di richiedere un referendum confermativo senza quorum per le modifiche allo statuto comunale;
l’abbassamento dal 10 al 5% della soglia massima di firme necessarie per richiedere un referendum popolare nei comuni maggiori di 20mila abitanti;
l’estensione a 180 dei giorni del tempo a disposizione per raccogliere le firme per richiedere un referendum popolare e per permettere un dibattito ampio ed informato;
l’introduzione di un limite massimo del quorum di partecipazione fissato al 30% per i piccoli comuni e al 25% per comuni con popolazione maggiore di 5mila abitanti;
l’obbligo di invio di un opuscolo informativo da parte dell’amministrazione comunale agli aventi diritto al voto per spiegare adeguatamente il tema oggetto di referendum, redatto da una commissione neutra;
Non è stata una trattativa semplice, ma grazie al coinvolgimento di tutti siamo riusciti a modificare, migliorandolo, la status quo. Si poteva fare di più e meglio, ma siamo comunque soddisfatti: da oggi i cittadini della nostra regione hanno a disposizione nuovi e concreti strumenti di partecipazione politica.
Postato in democrazia diretta, democrazia diretta trentino, quorum, referendum
Parma Quorum Zero: approvato il nuovo Statuto!
6 Novembre 2014 // 5 Commenti »
Qui il link alla pagina del Sindaco Pizzarotti che annuncia il voto:
https://www.facebook.com/f.pizzarotti
oggi 6 novembre 2014, il comune di Parma, capoluogo di provincia con circa 200.000 abitanti, amministrazione del M5S, è diventato uno dei pochi comuni italiani a quorum zero.
Infatti questa sera è stato approvato in via definitiva dal Consiglio Comunale il nuovo Statuto Comunale, che ha al suo interno molte delle richieste formulate con un percorso partecipativo dai cittadini di Parma e culminate in “La Giornata della Democrazia” del 20 settembre 2013. Tra queste richieste anche il referendum propositivo e abrogativo con quorum zero.
Questo il testo del nuovo Statuto Comunale che è stato approvato questa sera:
Nuovo Statuto Comunale di Parma.pdf
Qui sotto la parte riguardante i referendum.
Da notare che è stato introdotto il referendum propositivo e abrogativo, entrambi con quorum zero. Possono andare a votare anche gli stranieri e per il consultivo e propositivo l’età dei votanti è stata abbassata a 16 anni. Sono richieste 10.000 firme, ossia circa il 5% degli elettori. È stata esclusa la concomitanza con il voto comunale, ma ciò significa che è possibile la concomitanza al voto regionale, nazionale ed europeo. Il comitato dei garanti, ossia quelle persone che decidono se un quesito è referendabile, è scelto al di fuori dei partiti, ossia, il Presidente del Consiglio, un esperto proposto dall’università e uno dall’ordine degli avvocati. Purtroppo non è stato introdotto un vero referendum propositivo, perchè l’esito non è vincolante, ma il Consiglio Comunale può votare anche in maniera difforme da quanto richiesto dal voto dei cittadini. Spero che in fase di scrittura del Regolamento, venga introdotto questo vincolo. Invece il referendum abrogativo con quorum zero ha validità dal giorno successivo alla proclamazione dei risultati.
Quindi ottimo lavoro, in fase di scrittura del Regolamento, occorrerà migliorare i punti deboli riguardanti il referendum propositivo.
Art. 59 – Referendum
1. L’istituto referendario è volto ad agevolare il rapporto tra i cittadini e gli organi elettivi.
2. Il referendum consultivo e quello propositivo sono indetti su richiesta di almeno cinquemila cittadini residenti che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età, mentre il referendum abrogativo è indetto su richiesta di almeno diecimila cittadini residenti che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età. Il referendum consultivo, inoltre, è indetto anche su determinazione del Consiglio Comunale adottata con il voto favorevole di almeno due terzi dei componenti assegnati.
3. Nel referendum consultivo ed in quello propositivo esercitano il diritto di voto i residenti nel territorio comunale che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età. A tal fine, il Comune assicura la tenuta di una speciale lista elettorale. Nel referendum abrogativo invece esercitano il diritto di voto i residenti nel territorio comunale che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età.
4. I referendum possono essere richiesti su tutte le materie sulle quali il Consiglio Comunale ha competenza deliberativa, fatta eccezione per:
b) attività vincolata di esecuzione di norme statali, regionali, o statutarie e di convenzioni in essere;
5. Ciascun referendum deve avere per oggetto un solo quesito che deve essere formulato con brevità e chiarezza ed in modo univoco.
6. Il referendum avente ad oggetto lo stesso quesito non può essere ripetuto nell’arco della durata in carica del medesimo Consiglio Comunale e, comunque, nell’arco di un triennio dallo svolgimento di una precedente consultazione.
7. I referendum non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali comunali.
Art. 60 – Richiesta di referendum
1. La proposta referendaria deve essere presentata da un comitato promotore, costituito con atto pubblico o scrittura privata autenticata, e composto da almeno cinquanta cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune. La proposta, prima della raccolta delle firme, che deve avvenire nel tempo massimo di novanta giorni dalla data di deposito della proposta referendaria presso la struttura competente, è sottoposta al giudizio di ammissibilità da parte della Commissione dei Garanti per i referendum.
2. Tale Commissione è formata dal Segretario Comunale, o suo delegato, con funzioni di Presidente, da un iscritto all’Ordine degli Avvocati di Parma e da un membro dell’Università degli Studi di Parma competenti in materie giuridiche, nonché da due dirigenti dell’Ente. A tal fine, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati ed il Rettore dell’Università forniranno al Segretario Generale ciascuno un’ampia rosa di nominativi fra i quali saranno sorteggiati, con le modalità previste nel regolamento, gli altri due componenti. Per l’esercizio dell’attività svolta ai componenti della Commissione non spetta alcun compenso.
3. Le decisioni sono assunte con la presenza di tutti i componenti della Commissione e le funzioni di segretario della Commissione sono svolte da un funzionario comunale nominato dal Segretario Generale.
Art. 61 – Indizione referendum
1. Il referendum è indetto dal Sindaco e deve svolgersi entro sei mesi dalla data di ammissibilità della proposta, con l’eccezione prevista dal terzo comma successivo.
2. In caso di pluralità di referendum, il Sindaco è tenuto a fissare una unica data di svolgimento.
3. Nessuna tornata referendaria può essere indetta nell’anno di normale scadenza di mandato amministrativo del Consiglio. I referendum che avrebbero dovuto svolgersi in tale anno sono differiti all’anno successivo.
4. Il referendum già indetto si intende automaticamente sospeso in caso di sopravvenuto scioglimento del Consiglio Comunale.
5. Il Sindaco/il Commissario procede alla revoca del referendum già indetto qualora il quesito referendario non sia più proponibile per la sopravvenuta promulgazione di una legge che disciplini ex novo la materia, oppure il Consiglio Comunale abbia deliberato sul quesito oggetto del referendum nel senso dei proponenti lo stesso.
Art. 62 – Effetti del referendum
1. Nel caso di referendum consultivo e propositivo il Sindaco è tenuto a sottoporre al Consiglio Comunale, entro sessanta giorni dalla proclamazione del risultato, la deliberazione sull’oggetto del quesito sottoposto al referendum. La deliberazione terrà conto della partecipazione alla consultazione e dell’esito della stessa. Il Consiglio Comunale è comunque tenuto a motivare le ragioni della deliberazione di cui sopra. Quando sullo stesso oggetto del referendum esistano proposte di deliberazione, interrogazioni o altre istanze di sindacato ispettivo, mozioni, ordini del giorno presentati da Consiglieri ovvero istanze e petizioni, si fa luogo ad un unico dibattito consiliare.
2. Nel caso di referendum abrogativo gli effetti dell’atto deliberativo si intendono cessati a partire dal giorno successivo alla proclamazione del risultato positivo. L’Organo che ha adottato il provvedimento abrogato provvede, entro quindici giorni, a disciplinare e sanare rapporti e situazioni giuridiche o di fatto, eventualmente sospesi, nel rispetto della volontà popolare espressa.
3. La proposta sottoposta a referendum è valida se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi indipendentemente dal numero degli aventi diritto al voto.
Postato in democrazia diretta, la giornata della democrazia, quorum, referendum
Comune di Parma si discute Nuovo Statuto con Quorum Zero e referendum propositivo e abrogativo
28 Ottobre 2014 // Nessun commento »
oggi alle 15 si comincia la discussione del nuovo Statuto Comunale, che accoglie molte delle idee emerse durante “La Giornata della Democrazia” che si è tenuta il 20 settembre 2013.
Tra queste il Quorum Zero e l’introduzione dei Referendum Abrogativi e Propositivi.
http://www.comune.parma.it/comune/news/Convocazione-Consiglio-Comunale-20.aspx
Poi nei prossimi giorni metterò il link alla discussione registrata.
Malles (BZ): un voto referendario innovativo
17 Settembre 2014 // 2 Commenti »
ricevo da Thomas Benedikter e volentieri pubblico un approfondimento sul referendum con voto postale che si è tenuto a Mals/Malles (BZ) a fine agosto 2014 per una durata di 2 settimane.
Malles: un voto referendario innovativo
Il Comune di Malles (Val Venosta, Alto Adige) nelle ultime due settimane di agosto ha vissuto un nuovo tipo di referendum, sia nel quesito sia nel metodo. Per la prima volta gli elettori di un comune di questa provincia si sono potuti esprimere sull’uso dei pesticidi nell’agricoltura, specie nelle piantagioni di meli, accogliendo con grande maggioranza (75,68%) la proposta dei promotori, cioè quella di introdurre un regime più severo per l’utilizzo degli anticrittogamici sul territorio di Malles.
E per la prima volta i cittadini di un comune sudtirolese si sono avvallati del voto postale, cioè potevano votare in un arco di due settimane servendosi dell’apposita scheda e busta di votazione recapitata da parte dell’ufficio elettorale. Questo metodo, già assodato in vari altri paesi, non solo ha consentito ai cittadini di occuparsi tranquillamente del voto a casa, dopo la lettura dell’opuscolo di informazione inviato dal Comune, ma in pratica ha consentito a più persone di votare, tant’è vero che la partecipazione ha sfiorato il 70%.
Le innovazioni di questa tornata referendaria di Malles non si fermano qui, ma vanno menzionate, oltre il voto postale, altre sei:
Le votazioni referendarie a Malles, secondo lo statuto, sono tutte a effetto vincolante, cioè l’amministrazione è obbligata ad applicare la decisione dei cittadini. In altri comuni della provincia tuttora si continua a svolgere referendum “consultivi” non vincolanti.
Il Comune di Malles ai suoi cittadini ha riconosciuto entrambi i diritti referendari principali: l’iniziativa popolare e il referendum confermativo. L’iniziativa per votare su una proposta promossa dai cittadini, il referendum confermativo per decidere sull’entrata in vigore di una delibera presa o dalla Giunta o dal Consiglio comunale.
Il quorum di partecipazione è stato ridotto al 20%, soglia piuttosto innocua che non si presta ad eventuali campagne di boicottaggio.
Le firme per un’iniziativa popolare possono essere raccolte liberamente, cioè non devono essere autenticate da un ufficiale pubblico o da un rappresentante politico, basta invece la delega da parte del sindaco di un semplice cittadino.
Tutti gli aventi diritto al voto referendario (inclusi i 16enni) assieme ai documenti di voto hanno ricevuto l’opuscolo ufficiale di votazione, in cui sono spiegati il quesito, le informazioni utili e il vademecum della votazione. Inoltre sia i promotori (www.hollawint.com) sia gli oppositori del divieto dell’impiego di pesticidi (federazione degli agricoltori convenzionali) hanno avuto due pagine per illustrare le proprie ragioni. La redazione di questo opuscolo è stata curata dalla Commissione per lo svolgimento dei referendum.
Infine il Consiglio comunale avrebbe anche avuto la possibilità di portare a votazione una sua controproposta. Se l’avesse fatto, i cittadini avrebbero potuto scegliere fra due proposte alternative.
Tutto sommato Malles con il suo giovane sindaco Ulrich Veith (SVP) si presenta come un comune aperto ad un nuovo tipo di partecipazione dei cittadini che considera un buon regolamento dei referendum comunali come condizione essenziale per far funzionare la democrazia diretta.
Per approfondire lo statuto comunale di Malles:
http://www.gemeinde.mals.bz.it/system/web/verordnung.aspx?sprache=3&bezirkonr=0&detailonr=222613427&menuonr=218885883
oppure http://www.comune.malles.bz.it
Postato in bolzano, referendum, voto postale
Referendum Popolare vincolante a Malles (BZ) con voto postale, per maggiori 16 anni, si vota per 2 settimane, quorum 20%
3 Settembre 2014 // 3 Commenti »
grazie alla segnalazione dell’amico Emanuele Sarto, riporto sul blog la bella notizia di questo Referendum Popolare che si tiene a Mals / Malles (BZ) (5000 abitanti) in questi giorni. La bella notizia è:
- il tema del referendum “divieto di prodotti fitosanitari fito sintetici” importantissimo in quelle zone a forte vocazione alla frutticultura (mele albicocche, fragole, frutti di bosco).
- il fatto che votano i maggiori di 16 anni
- il fatto che votano per posta e questo segna un precedente storico per l’Italia. Molte amministrazioni mi avevano detto che dopo aver sentito esperti e prefetti avevano stabilito che ciò non era possibile. Ma se l’ha fatto il comune di Mals, allora è possibile in tutti i comuni Italiani. Invito quindi questi amministratori a prendere visione del regolamento di Mals /Malles oppure a telefonare agli amminstratori di quel comune per capire come fare.
scarica qui lo Statuto Comune Malles (769)
scarica qui il Regolamento Referendum Popolare Comune Malles (777)
- il fatto che si vota per 15 giorni, dal 22 agosto al 5 settembre 2014. Anche questo un precedente in Italia.
- il fatto che il quorum è del 20%, purtroppo ancora presente, ma molto basso, rispetto alla situazione normale dell’Italia dove il quorum nei comuni è del 50%. Questo significa alta probabilità di successo del referendum.
- il fatto che il referendum è vincolante. Ossia è un referendum propositivo.
- il fatto che a tutte le famiglie è stato mandato l’opuscolo informativo con chiare spiegazioni su come votare e le ragioni del SI e del NO.
scarica qui l’Opuscolo Informativo Referendum Popolare Malles 2014 (821)
Insomma un bell’esempio da studiare e replicare il prima possibile nel resto d’Italia. (Magari portando il quorum zero, queste le ragioni).
Mals / Malles (BZ) dista 10 km dalla Svizzera… e il suo sindaco ha lavorato parecchi anni in Svizzera e conosce bene gli strumenti di democrazia diretta lì usati…
Postato in bolzano, democrazia diretta, esempi virtuosi, quorum, referendum, voto postale
16 Luglio 2014 // 5 Commenti »
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Intervista sulla democrazia diretta al candidato m5s presidente provincia di Trento – Filippo De Gasperi
24 Ottobre 2013 // Nessun commento »
ecco una video intervista di 14 minuti sui temi della democrazia diretta, che ho fatto al candidato del m5s per la carica di Presidente della Provincia di Trento.
Pochi altri candidati sicuramente parlano come lui sui referendum, sullo stipendio, sulla revoca degli eletti, sul quorum.
Postato in democrazia diretta, quorum, referendum, revoca degli eletti
Referendum obbligatori, confermativi, confermativi con controprogetto, abrogativi, di parti del comune, propositivi: cosa sono e come introdurli bene nello Statuto del Comune
11 Settembre 2013 // Nessun commento »
In Svizzera, che è il paese con più antica pratica degli strumenti di democrazia diretta, dalla metà del 1800, esistono sostanzialmente due tipi di strumenti: l’iniziativa a voto popolare, di cui ho già parlato e il referendum, inteso come strumento di veto a decisioni prese dai rappresentanti, PRIMA che esse divengano effettive. In Italia esiste il referendum abrogativo per cassare una scelta presa magari 10 – 20 anni prima. In Svizzera invece esiste il referendum opzionale (chiamato anche confermativo) con cui i cittadini possono dire SI oppure NO a un provvedimento elaborato dai rappresentanti, PRIMA che esso entri in vigore. In questo senso il referendum opzionale (confermativo) è molto più forte del referendum abrogativo italiano. Se la legge è osteggiata dalla popolazione e rifiutata con un referendum, essa non entra neppure in vigore. Nella Costituzione del Cantone Zurigo esiste la forma ancora più evoluta di Referendum Confermativo con Controproposta formulata dai cittadini, che nello stesso giorno della votazione, possono bocciare il testo dei loro rappresentanti e approvarne uno alternativo. Inoltre esiste il Referendum Obbligatorio per una varietà di tematiche importanti, come ad esempio per approvare ogni cambiamento della Costituzione Cantonale. Mentre in Italia questo è proibito dal comma 4 dell’art 6 del Tuel (Testo Unico Enti Locali) che dice:
Quindi in realtà i cittadini non possono fare referendum per proporre lo statuto o il cambiamento di qualche articolo dello statuto. Rimane da valutare e le opinioni sono divergenti, se questo comma impedisce che i cittadini facciano un referendum confermativo sui cambiamenti dello Statuto, dopo l’approvazione del Consiglio Comunale.
In alcuni cantoni svizzeri esiste anche il Referendum sul Bilancio e quelli Finanziari che possono essere obbligatori o facoltativi. Nello Statuto del Comune di Villa Lagarina (TN) esiste il Referendum Frazionale, che interessa una parte del comune e richiede firme e votazioni solo di quella parte.
Esiste in parecchi stati americani tra cui la California, il Referendum Propositivo, che lì viene chiamato Iniziativa, ma diversamente dalla Iniziativa svizzera, quella californiana non passa attraverso l’organo legislativo, perchè va direttamente e in tempi rapidi al voto popolare.
Visto che gran parte di questi strumenti mancano nell’esperienza italiana, e che ciascuno ha dei pregi e caratteristiche peculiari, nulla ci vieta di pensare di adottare i più importanti tra quelli citati, in quanto espressione della parte migliore dell’esperienza democratica di vari paesi, maturata in decine e centinaia di anni.
Ecco come si potrebbero scrivere gli articoli su tutti questi tipi di referendum da inserire negli Statuti Comunali delle città italiane, alcuni basati sulla Legge di Iniziativa Popolare “Quorum Zero e Più Democrazia”.
Statuto Comunale – Articolo XXX
È sospesa l’entrata in vigore di un atto amministrativo, quando lo richieda, entro 10 giorni dall’avvenuta approvazione, un comitato composto da 11 cittadini sostenuto dalle firme di almeno lo 0,2% degli elettori. In seguito alla richiesta di sospensione è indetto il referendum confermativo se, entro tre mesi dall’avvenuta approvazione in Consiglio Comunale dell’atto amministrativo, tale richiesta viene sostenuta dalle firme di almeno il 2% degli elettori. La proposta di atto amministrativo sottoposta a referendum confermativo entra comunque in vigore se la richiesta di referendum confermativo non raccoglie il numero minimo di firme in sostegno.
L’atto amministrativo entra in vigore quando la maggioranza dei voti validamente espressi nel referendum confermativo si esprime a favore.
Il regolamento determina le modalità di attuazione del referendum confermativo.
Se il referendum confermativo dà esito sfavorevole all’atto amministrativo, esso viene abrogato e non può più essere ripresentato prima di 5 anni.
Gli atti amministrativi sottoposti a voto popolare entrano in vigore il giorno dopo l’esito favorevole del referendum.
Il Consiglio Comunale non può modificare o eludere l’esito del voto popolare, per tutta la durata del suo mandato.
Si procede obbligatoriamente a referendum confermativo per ogni modifica dello Statuto Comunale.
Referendum confermativo con controprogetto popolare
Il comitato promotore del referendum confermativo può presentare un controprogetto elaborato entro 30 giorni dalla pubblicazione ufficiale del testo osteggiato.
Il Comitato dei Garanti si pronuncia sull’ammissibilità del controprogetto.
La proposta del Consiglio Comunale e la controproposta del comitato referendario sono sottoposte al voto popolare.
Gli elettori possono votare a favore della proposta del Consiglio Comunale o della controproposta del comitato referendario, oppure contro entrambe per mantenere lo status quo.
Nel caso che la proposta e la controproposta raccolgano insieme la maggioranza dei voti, viene approvata l’opzione delle due che ha ottenuto più voti.
È indetto referendum popolare propositivo per deliberare in tutto od in parte un nuovo atto amministrativo oppure per deliberare la modifica di un analogo provvedimento vigente, quando lo richiedono il 3% degli elettori.
In caso di esito positivo, il Consiglio Comunale è tenuto a dare attuazione all’esito del referendum entro 90 giorni dallo spoglio delle schede. Il Consiglio Comunale non può modificare o derogare il risultato del referendum propositivo prima che siano trascorsi 10 anni dalla sua entrata in vigore. Il risultato del referendum propositivo è modificabile o derogabile da un altro referendum in qualsiasi momento.
È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di un atto amministrativo quando lo richiedano almeno il 2% degli elettori.
Il regolamento determina le modalità di attuazione del referendum.
Referendum e iniziative riguardanti parti del Comune
Il Comitato dei Garanti su richiesta del Comitato Referendario decide se un quesito di una iniziativa o di un referendum affronta problemi di interesse generale, ma di rilevanza peculiare delle singole parti del Comune. Se il Comitato dei Garanti decide di effettuare la votazione popolare in parte del Comune, la raccolta firme e la votazione finale coinvolgono solamente i cittadini residenti.
La raccolta delle firme a sostegno delle richieste di referendum e delle iniziative popolari, possono avvenire su supporto sia cartaceo che elettronico-informatico.
Alla certificazione delle firme in forma cartacea sono abilitati, sull’intero territorio nazionale, anche i cittadini che ne fanno richiesta scritta agli uffici preposti dei Comuni. Essi esercitano una funzione pubblica e sono quindi soggetti alle norme, doveri e responsabilità penali valide per l’esercizio di dette funzioni.
Il regolamento attuativo definirà le forme più funzionali ed economiche per consentire le votazioni popolari.
Applicabilità degli strumenti di democrazia diretta
Gli strumenti di democrazia diretta sono applicabili a tutte le materie di competenza del Consiglio Comunale e non possono in alcun caso confliggere né con le disposizioni inderogabili del diritto internazionale, né con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, né con il dettato della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, né con il catalogo dei diritti fondamentali contenuto nei Trattati dell’Unione Europea.
Ciascuna iniziativo o referendum deve rispettare il principio dell’unità della forma e della materia.
Viene assicurata la corretta informazione riguardo le proposte referendarie ed iniziative popolari tramite un apposito libretto informativo disponibile entro 3 settimane dalla data del voto. In esso vengono descritti per capitoli: il problema in breve, gli argomenti redatti dal comitato promotore e gli argomenti redatti dalle parti che si oppongono. Tale libretto viene inviato, a cura dell’amministrazione, ad ogni elettore in forma cartacea e/o elettronica, e pubblicizzato opportumente sui media locali.
Diritto al voto referendario e delle iniziative popolari
Hanno diritto a partecipare ai referendum e alle iniziative popolari i cittadini iscritti nelle liste elettorali; i cittadini che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età; gli apolidi e gli stranieri domiciliati nel territorio comunale, che abbiano pure compiuto il sedicesimo anno di età.
Voto postale e tramite nuovi media
L’amministrazione comunale si impegna a studiare, sperimentare ed implementare quando possibile, nuovi metodi di votazione, tra cui quello postale, informatico e con altri mezzi di comunicazione esistenti.
Scrutatori volontari
L’amministrazione comunale al fine di ottimizzare le risorse di cui dispone, si avvale quando possibile, di scrutatori volontari non retribuiti per le votazioni popolari.
Abbinamento referendum comunali a votazioni nazionali ed europee
I referendum e le iniziative a voto popolare sono abbinate quando possibile alle votazioni nazionali ed europee. In questo caso i seggi dei referendum comunali ed iniziative a voto popolare, sono aperti per la stessa durata delle votazioni nazionali ed europee.
Iniziativa a voto popolare: cos’è, come funziona e come introdurla negli statuti comunali
10 Settembre 2013 // Nessun commento »
Iniziativa popolare a voto consiliare e a voto popolare
Il termine “iniziativa” ha nei Comuni italiani il significato di una proposta di atto amministrativo formulata da un comitato di cittadini, che raccoglie il sostegno di una determinata percentuale (dallo 0,5% all’1% a volte di più) di elettori e che viene depositata in Consiglio Comunale perchè sia lì discussa, generalmente senza tempi massimi previsti per la sua discussione e senza vincoli di una sua accettazione.
In Svizzera invece si intende per “Iniziativa” una proposta formulata dai cittadini, sostenuta dai cittadini, che passa per l’organo legislativo e che se non viene accettata va al voto popolare. In Svizzera l’organo legislativo ha diritto in questo caso di fare una controproposta, negli USA invece l’iniziativa va direttamente al voto. È chiaro che lo strumento “Iniziativa” usato in Svizzera e negli USA è molto più forte di quello usato in Italia. Nel Cantone Zurigo esiste anche l’iniziativa individuale, una proposta di un singolo cittadino, che diventa una iniziativa effettiva se sostenuta da un certo numero di Consiglieri. Il gruppo di studio che nel 2011-2012 aveva creato il testo della Legge di Iniziativa Popolare Quorum Zero e Più Democrazia (depositata in Parlamento con 52000 firme il 24 agosto 2012 e finora non discussa) aveva pensato di mantenere lo strumento con il significato italiano e quello con il significato svizzero semplicemente scrivendo nella sua definizione chi avrebbe dovuto votarlo. Così sono nati:
Iniziativa popolare a voto popolare
Nel caso degli Statuti Comunali possono assumere questa forma:
Statuto Comunale art. XXX
I cittadini possono esercitare l’iniziativa degli atti amministrativi mediante la proposta di atto amministrativo di iniziativa popolare a voto consiliare.
I promotori di una iniziativa popolare a voto consiliare devono costituirsi in comitato composto da almeno 11 cittadini elettori.
Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una iniziativa popolare a voto consiliare deve essere almeno pari allo 0,5% del numero degli elettori del Comune. Il tempo per la raccolta di firme è di massimo 180 giorni.
La discussione può avere un tempo massimo di 3 mesi dalla data di presentazione delle firme alla Segreteria Generale.
In mancanza di voto consiliare la iniziativa sarà sottoposta a voto popolare, previa dichiarazione di ammissibilità da parte del Comitato dei Garanti.
Statuto Comunale art. YYY
I promotori di una iniziativa popolare a voto popolare devono costituirsi in comitato composto da almeno 11 cittadini elettori.
Il numero di firme da raccogliere a sostegno di una legge di iniziativa popolare a voto popolare deve essere almeno pari all’1% del numero degli elettori del Comune. Il tempo per la raccolta di firme è di massimo 180 giorni.
Il testo della proposta di iniziativa popolare a voto popolare deve essere consegnato alla Segreteria Generale.
Una iniziativa popolare a voto popolare, in seguito alla raccolta delle firme valide nei tempi prescritti, viene discussa nel primo Consiglio Comunale utile.
Il Consiglio Comunale può prendere in esame la proposta di iniziativa popolare a voto popolare ed ha il diritto di proporre al comitato di iniziativa popolare a voto popolare emendamenti, nel rispetto dello spirito originario della proposta di atto amministrativo, che possono essere accettati o rifiutati dal comitato stesso.
In caso che il Consiglio Comunale approvi l’atto amministrativo con gli eventuali emendamenti accettati dal comitato non si procede al voto popolare.
Il Consiglio Comunale può elaborare una controproposta di atto amministrativo.
La proposta popolare e la controproposta consiliare sono sottoposte al voto popolare.
Se l’atto amministrativo non è stato approvato dal Consiglio Comunale entro 12 mesi dalla presentazione al Segretario Comunale, la iniziativa popolare e l’eventuale controproposta consiliare, devono essere sottoposte a voto popolare, previa dichiarazione di ammissibilità da parte del Comitato dei Garanti, in una data da fissarsi non prima di 14 e non oltre 18 mesi dalla presentazione alla Segreteria Generale.
Se esiste una controproposta consiliare, gli elettori potranno votare a favore della iniziativa popolare o a favore della controproposta consiliare, oppure contro entrambe per mantenere lo status quo.
Il Consiglio Comunale non può modificare la iniziativa popolare a voto popolare approvata dai cittadini, per tutta la durata del suo mandato.
Esempio di come viene trattato il diritto di iniziativa nella Costituzione del Cantone Zurigo (Svizzera) (continua…)
Berceto (PR) scrutatori volontari per referendum comunali: spesa di 200 euro
17 Agosto 2013 // 2 Commenti »
a Berceto in provincia di Parma di 2200 abitanti, hanno speso 200 euro per effettuare 2 votazioni referendarie. I 200 euro sono stati destinati alla stampa delle schede. I scrutatori invece erano volontari e non hanno avuto costi per la comunità e con l’abbinamento alle elezioni nazionali di febbraio 2013 si sono usati gli stessi edifici in locali diversi.
Con un po’ di buon senso i referendum non hanno quasi avuto costi. Si usa lo stesso metodo in Svizzera. Altro modo per risparmiare sui costi dei referendum è l’uso del voto postale, del voto via internet e il raggruppamento dei vari referendum in un’unica giornata dell’anno. Ma ne parlerò in altri post. Ecco qui invece qualche approfondimento in più su quanto avvenuto a Berceto.
da Il Mattino di Parma
A Berceto, unico Comune in Provincia di Parma, nelle giornale del 24 e 25 febbraio, oltre che per le elezioni politiche si votano anche due quesiti referendari quali:
1) Vuoi che il servizio idrico integrato sia lasciato a Montagna 2000 o altro Ente sovracomunale?
2) Vuoi aderire all’Unione dei Comuni?
Due referendum consultivi indetti dal Consiglio Comunale nella seduta del 28 dicembre.
Per poter votare i referendum, come del resto per le elezioni politiche serve essere iscritto alle liste elettorali del Comune di Berceto e avere la tessera elettorale.
E’ un diritto votare sia per le elezioni politiche che per i referendum come del resto è possibile votare solo per le elezioni politiche o solo per i referendum.
I seggi per i referendum, pur essendo negli stessi locali dove si svolgono le elezioni politiche (Edificio scolastico di Berceto e Ghiare) sono allestiti in aule diverse e hanno una propria organizzazione di scrutatori.
Lo spoglio è previsto per lunedì 25 febbraio subito dopo la chiusura delle urne e pertanto i risultati dei referendum saranno conosciuti nella serata di lunedì.
Sempre lunedì 25 febbraio, alle ore 15, presso lo studio del notaio Fontanabona (Via Bassa dei Magnani n. 7), scade il termine per sottoscrivere, da parte di chi ha interessi affettivi nel Comune di Berceto, o proprietà, o vi trascorre le vacanze, la petizione per non aderire all’Unione dei Comuni.
IL PARERE DEL SINDACO – Da Luigi Lucchi:
“Le persone, i cittadini, votano volentieri. Hanno piacere d’esprimere la propria opinione su argomenti che possono influenzare, non poco, la loro vita e la loro economia. Sono soddisfatto che il Consiglio Comunale abbia deciso ti tenere questi referendum consultivi. Oltre a sapere come la pensano i cittadini su argomenti che non può decidere, credo, un Sindaco da solo, s’è verificato un altro fatto positivo dovuto alla volontà delle persone di dare importanza al loro voto e quindi d’informarsi. Non un voto superficiale e per simpatia ma un voto convinto che ha richiesto il desiderio di conoscere le cose. Indipendentemente dal risultato del voto, che il Consiglio Comunale è impegnato, nella seduta del 4 marzo, di fare proprio, vedendo l’entusiasmo degli elettori per il referendum, credo sia un’esperienza da ripetere nell’eventualità si presentino argomenti altrettanto importanti e complessi. In Svizzera, del resto, governano attraverso i referendum e non credo che il governo Svizzero possa essere tacciato di ritardi e indecisionismo. In questi anni da Sindaco ho tentato e sempre tenterò di trasformare il Comune in una Comunità. In una Comunità, come in una famiglia, le decisioni importanti, si prendono insieme. Ritengo di poter sottolineare che in un momento in cui tutti paiano temere il voto dei cittadini visto che i Parlamentari sono nominati e non eletti, i Presidenti delle Province non saranno piu’ eletti dai cittadini e neppure l’Unione dei Comuni sarà espressione del voto, Berceto va controcorrente. Spesso essere controcorrente vuol dire essere nel giusto. Certamente interpretiamo, meglio di altri, lo spirito della Costituzione e il suo rispetto. Una curiosita’: la democrazia non ha costi. Gli scrutatori sono tutti volontari sia a Berceto che Ghiare. Il referendum è costato al Comune 200 euro per stampare le schede.”
Postato in democrazia diretta, esempi virtuosi, referendum

References: Art. 42

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

ART. 13

ART. 17
 Articolo 6
 Articolo 6
 Articolo 8
 Articolo 8
 Articolo 46
 Articolo 46

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62