Source: https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2018-0439_IT.html
Timestamp: 2020-05-25 15:47:00+00:00

Document:
RELAZIONE sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del Protocollo n. 3 sullo Statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea
Ciclo del documento : A8-0439/2018
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sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del Protocollo n. 3 sullo Statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea
Relatore: Tiemo Wölken
– vista la richiesta presentata dalla Corte di giustizia al Parlamento e al Consiglio nella sua versione rivista (02360/2018),
– visti l'articolo 256, paragrafo 1, e l'articolo 281, secondo comma del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nonché l'articolo 106 bis, paragrafo 1 del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata (C8-0132/2018),
– visto l'articolo 294, paragrafi 3 e 15, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
– visto il parere della Commissione europea (COM(2018)0534),
– visti gli articoli 48 e 59 del suo regolamento,
– visti la relazione della commissione giuridica e il parere della commissione per gli affari costituzionali (A8-0439/2018),
2. incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia nonché ai parlamenti nazionali.
Progetto di regolamento
Progetto della Corte di giustizia
(4) Peraltro, dall'esame condotto dalla Corte e dal Tribunale si evince che numerose impugnazioni sono proposte in cause che hanno già beneficiato di un duplice esame, da parte di un'autorità amministrativa indipendente in un primo tempo, e poi da parte del Tribunale, e che molte di queste impugnazioni sono respinte dalla Corte a causa della loro evidente infondatezza, o per irricevibilità manifesta. Al fine di consentire alla Corte di concentrarsi sulle cause che meritano tutta la sua attenzione, occorre, nell'interesse di una buona amministrazione della giustizia, introdurre, per le impugnazioni relative a siffatte cause, un procedimento preventivo di ammissione. Pertanto, spetterebbe alla parte che contesta una decisione del Tribunale in dette cause convincere preventivamente la Corte dell'importanza delle questioni sollevate con la sua impugnazione per l'unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell'Unione.
(4) Peraltro, dall'esame condotto dalla Corte e dal Tribunale si evince che numerose impugnazioni sono proposte in cause che hanno già beneficiato di un duplice esame, da parte di un'autorità amministrativa indipendente in un primo tempo, come l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale, l'Ufficio comunitario delle varietà vegetali, l'Agenzia europea per le sostanze chimiche, l'Agenzia europea per la sicurezza aerea, e poi da parte del Tribunale. Molte di queste impugnazioni che si riferiscono a cause nelle quali un'autorità amministrativa indipendente è già stata adita prima del ricorso dinanzi al Tribunale sono respinte dalla Corte a causa della loro evidente infondatezza, o per irricevibilità manifesta. Al fine di consentire alla Corte di concentrarsi sulle cause che meritano tutta la sua attenzione, occorre, nell'interesse di una buona amministrazione della giustizia, introdurre, per le impugnazioni relative a siffatte cause, un procedimento preventivo di ammissione. Pertanto, spetterebbe alla parte che contesta una decisione del Tribunale in dette cause convincere preventivamente la Corte dell'importanza delle questioni sollevate con la sua impugnazione per l'unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell'Unione.
(5) Alla luce dell'aumento costante del numero di cause promosse dinanzi alla Corte, e conformemente ai termini della lettera del Presidente della Corte di giustizia dell'Unione europea, del 13 luglio 2018, occorre, nella presente fase, accordare la priorità all'istituzione del suddetto procedimento preventivo di ammissione delle impugnazioni. L'esame della parte della domanda della Corte di giustizia del 26 marzo 2018 relativa al trasferimento parziale dei ricorsi per inadempimento al Tribunale dovrebbe essere effettuato in una fase successiva, posteriore alla presentazione, nel dicembre 2020, della relazione sul funzionamento del Tribunale prevista dall'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento 2015/2422 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015.
(5) Alla luce dell'aumento costante del numero di cause promosse dinanzi alla Corte, e conformemente ai termini della lettera del Presidente della Corte di giustizia dell'Unione europea, del 13 luglio 2018, occorre, nella presente fase, accordare la priorità all'istituzione del suddetto procedimento preventivo di ammissione delle impugnazioni. L'esame della parte della domanda della Corte di giustizia del 26 marzo 2018 relativa al trasferimento parziale dei ricorsi per inadempimento al Tribunale dovrebbe essere effettuato in una fase successiva, posteriore alla presentazione, nel dicembre 2020, della relazione sul funzionamento del Tribunale, in particolare sull'efficienza del Tribunale, l'efficacia e la necessità di un incremento del numero dei giudici a 56, prevista dall'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento 2015/2422 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, ove si dovrebbe valutare altresì il conseguimento dell'equilibrio di genere all'interno del Tribunale. Per conseguire tale obiettivo, è opportuno organizzare i rinnovi parziali del Tribunale in modo tale da portare progressivamente i governi degli Stati membri a proporre due giudici in occasione del medesimo rinnovo parziale, allo scopo di privilegiare pertanto, nel rispetto delle condizioni e delle procedure previste dai trattati, la scelta di una donna e di un uomo.
Articolo 1 – comma 1 – punto -1 bis (nuovo)
Protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
-1 bis) L'articolo 8 è sostituito dal seguente:
Le disposizioni degli articoli da 2 a 7 sono applicabili agli avvocati generali mutatis mutandis."
Articolo 58 bis – comma 1
L'esame delle impugnazioni proposte contro le decisioni del Tribunale aventi ad oggetto una decisione di una commissione di ricorso dell'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale, dell'Ufficio comunitario delle varietà vegetali, dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche o dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea è subordinato alla loro ammissione preventiva da parte della Corte di giustizia.
Quando un organo amministrativo indipendente, i cui membri non sono legati a istruzioni all'atto dell'adozione delle loro decisioni, deve essere adito prima che un ricorso possa essere proposto dinanzi al Tribunale, l'esame delle impugnazioni proposte contro le decisioni del Tribunale è subordinato alla loro ammissione preventiva da parte della Corte di giustizia.
Articolo 58 bis – comma 3
La decisione relativa all'ammissione dell'impugnazione è motivata e pubblicata.
La decisione relativa all'ammissione o meno dell'impugnazione è sufficientemente motivata e pubblicata.
Il corretto funzionamento della Corte di giustizia è essenziale affinché i cittadini dell'Unione beneficino di un'adeguata tutela giuridica. La riforma del sistema giudiziario dell’Unione europea, adottata nel dicembre 2015, deve essere concepita nel miglior modo possibile e le competenze tra Tribunale e Corte di giustizia devono essere ripartite in modo da consentire ai cittadini di avere accesso alla giustizia in modo tempestivo ed efficace. La proposta della Corte di giustizia recante modifica del protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea ottempera in linea di principio a questa finalità.
Gli adattamenti terminologici alla riforma di Lisbona sono opportuni.
Va altresì salutato con favore il trasferimento di competenze sui ricorsi di annullamento collegati alla mancata esecuzione adeguata di una sentenza della Corte di giustizia a titolo dell'articolo 260, paragrafo 2 o 3 TFUE.
L'istituzione di un meccanismo di ammissione preventiva da parte della Corte di giustizia per determinate categorie di impugnazioni va sostanzialmente accolta con favore. Non è tuttavia opportuno elencare i singoli organi amministrativi indipendenti. Al contrario, si dovrebbe adottare un approccio astratto e generico al fine di rendere tale disposizione sostenibile in futuro. Inoltre, occorre chiarire nel testo che la presente decisione deve essere motivata e pubblicata non solo in caso di ammissione, ma anche in caso di rifiuto.
L'attesa dell'adozione della relazione sul funzionamento del Tribunale nel dicembre 2020 risulta opportuna per quanto riguarda la possibilità di trasferire al Tribunale la competenza a statuire, in primo grado, su determinate categorie di ricorsi per inadempimento. La relazione si inserirà sul solco del completamento della terza fase della riforma del sistema giudiziario dell'Unione europea (settembre 2019), con l'esame, in particolare, dell'efficienza del Tribunale nonché della necessità e dell'efficacia di un aumento a 56 del numero dei giudici. In tale contesto occorrerà prendere in considerazione anche il successo nel conseguimento dell'equilibrio di genere all'interno del Tribunale. Nel caso del trasferimento di competenze in materia di procedure d'inadempimento, occorre tener conto del fatto che si tratta dell'arma più forte a disposizione della Commissione nei confronti degli Stati membri in caso di mancato rispetto del diritto dell'Unione. Sono necessarie per un efficace recepimento. Occorre garantire che, nel caso di un trasferimento di competenza al Tribunale, non vi sia alcuna estensione dei tempi complessivi del procedimento. Occorre inoltre considerare se tale trasferimento sia adeguato, in considerazione del numero relativamente ridotto di procedimenti d'inadempimento rispetto al numero totale di procedimenti pendenti. A tale proposito, sorge in particolare la questione dell'idoneità a conseguire l'obiettivo di un cambiamento strutturale.
PARERE della commissione per gli affari costituzionali (29.11.2018)
sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
Relatore per parere: Morten Messerschmidt
Il relatore concorda con i principali obiettivi della proposta, segnatamente con il conferimento alla Corte di giustizia della competenza esclusiva a statuire sui ricorsi di annullamento connessi alla mancata esecuzione adeguata di una sentenza pronunciata dalla stessa Corte a norma dell'articolo 260, paragrafo 2 o 3, TFUE. Il relatore ritiene tuttavia che
la proposta potrebbe essere integrata con la possibilità per i giudici di pubblicare pareri separati, compresi pareri dissenzienti, e propone emendamenti ai pertinenti articoli dello statuto della Corte. La prassi dei pareri separati è comune alla maggior parte degli Stati membri ed è generalmente consentita nei tribunali internazionali, quali la Corte internazionale di giustizia e la Corte europea dei diritti dell'uomo. La possibilità dei pareri separati migliorerebbe la qualità delle sentenze della Corte, specialmente nei casi in cui la motivazione della Corte potrebbe rivelarsi difficile da seguire proprio perché il collegio ha dovuto incorporare opinioni parzialmente divergenti per raggiungere un compromesso tra i giudici. I pareri individuali potrebbero indurre la maggioranza a trattare esplicitamente i punti di vista della minoranza e a contestare la validità delle loro argomentazioni giuridiche, mantenendo al contempo separate le opinioni discordanti, e garantendo così una sentenza più esplicita, coerente, comprensibile e, in ultima analisi, autorevole e convincente. I pareri separati potrebbero anticipare successivi sviluppi della giurisprudenza della Corte. Potrebbero anche migliorare il dialogo giudiziario con i giudici nazionali, che avrebbero a disposizione sentenze meglio motivate, nelle quali si tiene conto in modo esplicito e completo di tutti i diversi pareri giuridici, in particolare di quelli del giudice del rinvio. L'espressione di pareri individuali non sarebbe in alcun modo obbligatoria e i giudici rimarrebbero liberi di decidere se pubblicare o meno un parere separato. È evidente che preferire la trasparenza alla segretezza non può che contribuire al processo di democratizzazione dell'Unione europea.
La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione giuridica, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:
-1) L'articolo 2 è sostituito dal seguente:
Ogni giudice, prima di assumere le proprie funzioni, deve, davanti alla Corte di giustizia riunita in seduta pubblica, prestare giuramento di esercitare tali funzioni in piena imparzialità e secondo coscienza e di nulla divulgare del segreto delle deliberazioni.
Ogni giudice, prima di assumere le proprie funzioni, deve, davanti alla Corte di giustizia riunita in seduta pubblica, prestare giuramento di esercitare tali funzioni in piena imparzialità e secondo coscienza e, fatto salvo l'articolo 36, secondo comma, di nulla divulgare del segreto delle deliberazioni."
Articolo 1 – punto -1 bis (nuovo)
Le disposizioni degli articoli da 2 a 7 sono applicabili, mutatis mutandis, agli avvocati generali."
Articolo 1 – punto -1 ter (nuovo)
-1 ter) L'articolo 35 è sostituito dal seguente:
"Articolo 35
Le deliberazioni della Corte di giustizia sono e restano segrete.
Fatto salvo l'articolo 36, secondo comma, le deliberazioni della Corte di giustizia sono e restano segrete."
Gli articoli 2, 8, 35, 36 e 47 dello statuto, quali modificati dal presente regolamento, sono applicabili alle cause di cui la Corte di giustizia o il Tribunale sono investiti dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento.
Progetto di modifica del Protocollo n. 3 sullo Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2019 Avvertenza legale - Informativa sulla privacy

References: Articolo 1

Articolo 58

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 sentenza 
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Articolo 1

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