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Capitolo 7 L applicazione dell ISPM-15 in Italia - PDF
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Fortunato Mosca
1 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO 143 Capitolo 7 L applicazione dell ISPM-15 in Italia2 144 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO 7.1 Inquadramento legislativo L Unione Europea ha dato applicazione allo standard ISPM- 15 della FAO con la pubblicazione della Direttiva 2004/102/ CE. L Italia ha recepito tale Direttiva con il Decreto dell 11 gennaio 2005 del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 80 del 7 aprile L inizio dell applicazione dello standard in Italia per gli imballaggi in legno destinati ai Paesi Extra UE e, quindi, l autorizzazione alla produzione a Marchio IPPC/FAO per le aziende italiane ha seguito un iter lungo e complesso che si può riassumere con i seguenti provvedimenti: Direttiva 2004/102/CE della Commissione del 5 ottobre 2004 che modifica gli allegati II, III, IV e V della Direttiva 2000/29/CE del Consiglio concernente le misure di protezione contro l introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali e ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità Decreto dell 11 gennaio 2005 del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Modifica degli allegati al decreto ministeriale 31 gennaio 1996 concernente misure di protezione contro l introduzione e la diffusione nel territorio della Repubblica italiana di organismi nocivi ai vegetali e ai prodotti vegetali: recepimento della Direttiva della Commissione n. 2004/70/CE del 28 aprile 2004 e della Direttiva n. 2004/102/CE del 5 ottobre 2004, che modificano la Direttiva n. 2000/29/CE del Consiglio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 80 del 7 aprile 2005 Nota transitoria del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF) n del 24 Giugno 2004 che ha conferito ai Servizi Fitosanitari regionali la funzione di controllo e di rilascio delle autorizzazioni per le aziende che intendevano produrre imballaggi a Marchio IPPC/FAO. Durante la fase transitoria, le singole Regioni hanno provveduto, ognuna con le proprie regolamentazioni e procedure interne, al rilascio delle autorizzazioni alle aziende che richiedevano l autorizzazione a produrre e/o trattare imballaggi secondo l ISPM-15 Decreto del 2 luglio 2004 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Definizione dei requisiti necessari al riconoscimento di soggetti gestori, per l utilizzo di un Marchio specifico da apporre sugli imballaggi in legno, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 295 del 17 dicembre 2004, che ha stabilito i requisiti necessari al riconoscimento dei soggetti gestori abilitati all utilizzo di un Marchio specifico da apporre sugli imballaggi in legno Decreto del 13 luglio 2005 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Riconoscimento del Consorzio Servizi Legno-Sughero quale Soggetto gestore per l utilizzo del marchio IPPC/FAO da apporre sugli imballaggi in legno, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 175 del 29 luglio 2005, che ha riconosciuto, a seguito di domanda presentata secondo le modalità previste dal Decreto del 2 luglio 2004, il Consorzio Servizi Legno-Sughero come soggetto gestore per l utilizzo del marchio IPPC/FAO da apporre sugli imballaggi in legno. Lo stesso decreto ha approvato il Regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK (1 edizione marzo 2005) ed ha riconosciuto il Marchio stesso. A partire dalla data di pubblicazione del citato decreto, è cessata di fatto la fase transitoria assolta dalle Regioni per il tramite dei Servizi fitosanitari Decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, recante attuazione della direttiva 2002/89/CE, concernente le misure di protezione contro l introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità, a norma dell articolo 33 della legge 4 giugno 2010, n. 96 Prot del 16 febbraio 2006 del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, avente per oggetto nota tecnica per l attuazione del sistema nazionale di controllo e vigilanza dell uso del marchio IPPC/FAO per gli imballaggi in legno Decreto 4 marzo 2011 Modifica del Decreto Ministeriale 2 luglio 2004, relativo alla definizione dei requisiti necessari al riconoscimento di soggetti gestori per l utilizzo di un marchio specifico da apporre sugli imballaggi di legno del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 giugno Il De-3 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO 145 creto aggiorna l inquadramento legislativo a seguito della revisione dell ISPM-15 del 2009 Decreto legislativo 9 aprile 2012 n. 84 Modifiche ed integrazioni al Decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, recante attuazione della direttiva 2002/89/CE, concernente le misure di protezione contro l introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità, a norma dell articolo 33 della legge 4 giugno 2010, n. 96. Uno dei risultati strategici ottenuti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con l introduzione di un soggetto gestore del marchio IPPC/FAO è stato di applicare a livello nazionale in modo uniforme le linee guida descritte nello Standard ISPM-15. Il Regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK e le sue successive revisioni sono stati riconosciuti dal Decreto 13 luglio 2005 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e sono a tutti gli effetti la base tecnica e normativa per l applicazione dell ISPM-15 in Italia. Il Consorzio provvede ad effettuare tutte le modifiche al regolamento richieste dal Servizio fitosanitario nazionale entro 30 giorni dalla richiesta e successivamente i consorziati hanno l obbligo di uniformarsi in 60 giorni dalla comunicazione del soggetto gestore. In seguito alla profonda revisione dell ISPM-15 del 2009 è stato necessario aggiornare e rivedere una parte sostanziale del regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK. Con la nota n del 15 dicembre 2010, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha comunicato l approvazione delle ultime modifiche al regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK. Il nuovo regolamento è operativo a tutti gli effetti dal 16 marzo Tale regolamento, oltre a includere tutti i nuovi requisiti descritti nella revisione dello standard ISPM-15 di aprile 2009, comporta anche l introduzione di almeno altre due figure professionali (cioè due diverse tipologie di imprese): Lo stesso Decreto ministeriale evidenzia che è facoltà dei Servizi fitosanitari o del Consorzio Servizi Legno-Sughero, di concerto con il Servizio fitosanitario nazionale, procedere a modifiche, revisioni o integrazioni dei requisiti del Regolamento stesso. Riparatore di imballaggi usati che recupera gli imballaggi usati a marchio IPPC/FAO, li seleziona secondo lo standard ISPM-15, eventualmente li ripara e li rimette sul mercato tracciandoli Commerciante all ingrosso di semilavorati, ovvero quel soggetto che commercializza materiale da imballaggio in legno semilavorato trattato in conformità all ISPM-15.4 146 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO NORMATIVA IN MATERIA FITOSANITARIA MISURE DI PROTEZIONE CONTRO L INTRODUZIONE NELLA COMUNITÀ DI ORGANISMI NOCIVI Decreto legislativo 9 aprile 2012 n. 84 Modifiche ed integrazioni al Decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, recante attuazione della direttiva 2002/89/CE, concernente le misure di protezione contro l introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità, a norma dell articolo 33 della legge 4 giugno 2010, n. 96 Normativa in materia fitosanitaria misure di protezione contro l introduzione nella Comunità di organismi nocivi Al di là delle prescrizioni regolamentari relative per lo più allo standard ISPM-15, per i vari consociati al Consorzio Servizi Legno-Sughero, e per la titolarità della licenza all utilizzo del Marchio Fitosanitario Volontario FITOK, sono disposizioni normative che si impongono indistintamente a tutti i soggetti misure contro l introduzione e la diffusione nel territorio della Repubblica italiana di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali. La normativa di riferimento è il D.Lgs. 214 del 19 agosto del 2005 e successive modifiche, che ha recepito le direttive 2000/29/CE del 8 maggio del 2000 e 2002/89/CE del 28 novembre 2002, in materia di misure di protezione contro l introduzione di organismi nocivi per i vegetali o per i prodotti vegetali. Detta normativa oltre a stabilire le regole generali del regime fitosanitario nazionale, definisce le misure fitosanitarie per impedire l introduzione e la diffusione degli organismi nocivi. Comprende anche i criteri e le modalità d effettuazione dei previsti controlli fitosanitari per tutti i vegetali e relativi prodotti, che presentano rischio. È altresì opportuno segnalare come le disposizioni normative possono trovare applicazione anche con riferimento al settore degli imballaggi, e la loro conoscenza ed osservanza si impongono dunque a tutti gli operatori di settore. Difatti, per quanto espressamente previsto sulla base dell art. 3 del D. Lgs. 214/2005, il legname è espressamente oggetto della normativa, anche quando serve per la casseratura, compartimentazione o la confezione di materiale di imballaggio effettivamente utilizzato nel trasporto di oggetti di qualsiasi natura. Al proposito i Servizi Fitosanitari Regionali possono effettuare ogni necessario controllo, in fase di importazione, sia in sede doganale che capillarmente sul territorio, anche sul legname che costituisce imballaggio utilizzato nel trasporto di oggetti di qualsiasi natura, al fine di verificare in concreto la presenza di eventuali organismi nocivi, essendone difatti il legname un potenziale veicolo. Va tenuto presente come gli ispettori fitosanitari regionali, conformemente a quanto prescritto sulla base dell art. 34, comma 2, del D. Lgs. 214/2005 sono funzionari pubblici, tecnicamente qualificati, e come tali sono muniti dei necessari poteri per svolgere ogni necessaria verifica o controllo che siano ritenuti opportuni, avendo dunque titolo per accedere anche presso le varie aziende del settore degli imballaggi. Le sanzioni che possono essere erogate a seguito dei controlli degli ispettori fitosanitari, nel caso di accertate irregolarità o mancate conformità al rispetto della normativa di cui sopra, sono sanzioni di natura amministrativa, fatto salvo che il fatto accertato non costituisca reato, e prevedono oltre ad eventuali sospensioni delle attività autorizzate, un minimo ed un massimo edittale per ogni singola violazione accertata. La concreta determinazione della sanzione sarà modulata a seconda della gravità della violazione contestata (come espressamente dispone l art. 54 del D. Lgs. 214/2005).5 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO 147 È opportuno in particolare evidenziare le modifiche introdotte nell articolo art. 19 comma 1, del D. Lgs 214 il quale prevede che: I soggetti sotto elencati per svolgere la loro attività devono essere in possesso di apposita autorizzazione rilasciata dai Servizi fitosanitari competenti per l ubicazione dei centri aziendali a) Produttori di piante b) Commercianti all ingrosso di piante. c) Importatori d) Produttori, centri di raccolta. e) Produttori e i commercianti al ingrosso di legname. f) Produttori e i commercianti di micelio fungino g) Coloro che applicano il marchio di cui all ISPM 15 della FAO - Comma 10. Chiunque in possesso dell autorizzazione di cui all art. 19 non ottempera agli obblighi di cui all art. 21, comma 1 lettera h), i) ed l) è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100,00 ad 600,00 Il Consorzio Servizi Legno-Sughero ed i Servizi Fitosanitari, ciascuno nel rispetto dei propri mandati istituzionali e statutari, in considerazione delle finalità comuni nell ambito dell attività di tutela contro la diffusione degli organismi nocivi, collaborano fattivamente attraverso un mutuo scambio di informazioni per la segnalazione di tutti casi di non conformità ed in particolare che possano costituire e rappresentare un rischio fitosanitario, al fine di porre in essere ogni più opportuno ed adeguato intervento. È fondamentale evidenziare che la revisione del D.lgs 214 introduce finalmente anche gli aspetti relativi all I- SPM-15 nelle tematiche inerenti la normativa nazionale in materia fitosanitaria. h) Significative sono altresì le novità introdotte in merito alle sanzioni, l art. 54 del decreto modificato infatti prevede: - Comma 4. Chiunque esercita attività di produzione... in assenza dell autorizzazione prescritta nell art. 19 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.500,00 ad ,00 - Comma 9. Chiunque in possesso dell autorizzazione di cui all art. 19 non consente l accesso.. ai soggetti incaricati dei controlli di cui all art. 21, comma 1 lettera g) è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.500,00 ad ,006 Da quasi 15 anni Rilegno, il consorzio che fa parte del sistema Conai garantisce che cassette rotte, pallet inutilizzabili, imballaggi industriali e altri rifiuti di imballaggi di legno prendano la via del recupero. Nel 2011 oltre 1 milione 800mila tonnellate di rifiuti legnosi (quasi il 60% dell immesso al consumo) è stato avviato a recupero, trasformandosi in rinnovata materia prima: pannello per l industria del mobile, pasta cellulosica per cartiere, materiale per l industria edile, fertilizzante, e anche trasformato in energia elettrica o termica. Perché il legno ha mille vite.7 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO ISPM-15 ed imprese italiane dell imballaggio di legno I soggetti coinvolti dallo standard sono (elenco non esaustivo): Segherie produttrici di semilavorati per imballaggi di legno Commercianti di semilavorati per imballaggi di legno Produttori di pallet nuovi Riparatori di pallet (che operavano tramite eliminazione del marchio IPPC/FAO precedente, effettuavano un nuovo trattamento e procedevano a mettere il proprio Marchio IPPC/FAO) Imballaggi industriali Imballaggi ortofrutticoli (il cantonale supera i 6 millimetri di spessore e quindi anche questa tipologia di prodotto deve adeguarsi allo standard in caso di export extra UE) Produttori di bobine Produttori di cassette per enologia Imprese utilizzatrici con reparto di autoproduzione di imballaggi di legno Imprese di fumigazione (fino a marzo 2010) In linea generale, le operazioni relative al trattamento fitosanitario dei materiali da imballaggio in legno sono state inizialmente distinte nei tre principali sistemi aziendali di seguito descritti: 1 Impresa che produce materiale da imballaggio in legno (semilavorato o finito) ed effettua con proprie strutture il trattamento termico. Rientrano in questa categoria ad esempio, i produttori di pallet, i riparatori che ritrattano i pallet usati, le segherie o i commercianti di legno con proprio impianto di trattamento termico. Nel regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK questi operatori sono definiti soggetti autorizzati 7.1, cioè operatori della filiera che eseguono il trattamento termico su materiale da imballaggio in legno semilavorato, semifinito e finito 2 Impresa che produce materiale da imballaggio in legno e affida il trattamento termico a soggetti che eseguono trattamenti conto terzi. Per esempio, un impresa produttrice di pallet che fa trattare il prodotto da altra impresa munita di impianto di trattamento termico. Nel regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK questi operatori non sono coinvolti direttamente, ma tramite i soggetti autorizzati 7.1 che operano il trattamento fitosanitario per conto terzi e rimangono unici responsabili del trattamento anche se eseguito su materiale da imballaggio in legno non di proprietà 3 Impresa che produce imballaggi in legno utilizzando materia prima già trattata. Per esempio, un produttore di imballaggi industriali in legno o un produttore di pallet che acquistano materiale già trattato in conformità all ISPM-15 e lo assemblano nel proprio stabilimento assumendosi la responsabilità fitosanitaria dell imballaggio a Marchio IPPC/ FAO. In questo caso, ad eccezione di quando il magazzino sia totalmente costituito da legname conforme all ISPM-15, sarà necessario garantire la separazione fisica del materiale trattato da quello non trattato Nel regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK questi operatori sono definiti soggetti autorizzati 7.2, cioè operatori della filiera che, utilizzando materiale da imballaggio di legno semilavorato o semifinito già trattato, producono imballaggi in legno semifinito o finito conforme all ISPM-15. Nell ambito del soggetto autorizzato 7.2 sono individuate due tipologie operative: Soggetto autorizzato 7.2a, che possiede in magazzino esclusivamente materiale da imballaggio in legno trattato in conformità all ISPM-15 Soggetto autorizzato 7.2b, che possiede in magazzino sia materiale da imballaggio in legno trattato in conformità all ISPM-15 sia materiale da imballaggio in legno non trattato. Il trattamento di fumigazione con bromuro di Metile in Europa, Italia compresa, non è più consentito dal marzo Prima di questa data il regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK prevedeva la figura dell impresa che effettua con proprie strutture il trattamento di fumi-8 150 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO gazione, i Soggetti Autorizzati 7.3, cioè operatori della filiera che eseguono il trattamento di fumigazione su materiale da imballaggio di legno semilavorato, semifinito o finito categoria che potrebbe tornare operativa qualora la CPM approvi altri trattamenti di Fumigazione in esame. A seguito della revisione 2009 dell ISPM-15 e con la pubblicazione del nuovo Regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK nel marzo 2011 sono state introdotti due nuovi soggetti autorizzati: Il soggetto autorizzato 7.2 RP che effettua la selezione e/o riparazione di imballaggi di legno marchiati IPPC/FAO Il Soggetto autorizzato 7.4, che commercializza materiale da imballaggio in legno semilavorato trattato in conformità all ISPM-15 senza effettuare alcun tipo di operazione sui singoli colli o imballaggi finiti prodotti e/o trattati da soggetti terzi autorizzati. Impresa che effettua la sola commercializzazione di imballaggi usati a marchio IPPC/FAO, senza effettuare le operazioni di riparazione e/o rilavorazione (azienda che raccoglie e/o riceve e/o seleziona e/o riutilizza e/o distribuisce imballaggi in legno usati) Impresa che fornisce il servizio di stivaggio o caricatori (carica container o navi o altri mezzi di trasporto), acquistando materiale da imballaggio di legno semilavorato e/o semifinito trattato secondo lo standard ISPM-15 e ne completa la lavorazione con il servizio di imballaggio, ai fini della spedizione di prodotti di terzi. Da ultimo, con la recente pubblicazione del Decreto 4 marzo 2011 da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che prevede che Gli operatori che concorrono alla predisposizione, costruzione, distribuzione, importazione, commercializzazione e fornitura di imballaggi in legno, nuovi e usati, recanti il marchio IPPC/FAO sono tenuti ad aderire ad uno dei soggetti gestori, si è completato il quadro di tutti i soggetti coinvolti nello schema italiano di certificazione ISPM- 15, con l aggiunta a tutti gli effetti dei seguenti soggetti: Impresa che effettua la sola commercializzazione di imballaggi finiti nuovi a marchio IPPC/FAO, prodotti e/o trattati da soggetti terzi autorizzati sia italiani che stranieri9 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO 151 CERTIFICATO CON RINNOVI ANNUALI PER LE IMPRESE ITALIANE CHE UTILIZZANO IL MARCHIO IPPC/FAO-FITOK10 152 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO CERTIFICATO INIZIALE PER LE IMPRESE ITALIANE CHE UTILIZZANO IL MARCHIO IPPC/FAO-FITOK11 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO 15312 154 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO Approfondimento 5 Differenze riscontrabili fra il Regolamento per l Utilizzo del Marchio Fitosanitario Volontario FITOK dell anno 2005 e il Regolamento dell anno 2011 Il nuovo regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK, operativo dal 16 marzo 2011, oltre ad approntare tutte le modifiche e integrazioni previste dalla revisione del 2009 dello standard ISPM-15 ha un impostazione e un formato del tutto nuovi. Il documento è stato realizzato con l intento di agevolare le diverse tipologie di soggetti coinvolti, risulta essere più snello rispetto alla precedente versione (del marzo 2005), tuttavia è semplice e rigoroso per quanto concerne gli obblighi richiesti dalla normativa comunitaria e dallo standard internazionale ISPM-15 (dell aprile 2009). Il nuovo ISPM-15 del 2009 è composto da una parte generale con valenza normativa e pratica, rivolta a tutti i soggetti autorizzati, e da cinque specifiche tecniche che sottolineano gli aspetti procedurali per i diversi soggetti autorizzati. La parte generale descrive i requisiti di base destinati a tutti i soggetti autorizzati riguardanti l ISPM-15, come: l impiego di legname scortecciato; il ricorso a trattamenti fitosanitari approvati a livello internazionale; la tipologia dei marchi IPPC/FAO e la loro modalità di applicazione; l elenco dei prodotti esonerati dall ISPM-15; le modalità di gestione del pagliolo e l obbligo di marcatura del pagliolo stesso; le definizioni degli imballaggi usati e le modalità di gestione degli imballaggi riutilizzati, riparati e rilavorati. Le specifiche tecniche descrivono i requisiti minimi che devono essere rispettati dai vari soggetti, così come individuati dalla norma italiana. Di seguito il dettaglio delle principali modifiche apportate. Per i soggetti 7.1: 1) Sonda SIT: non vi è più l obbligo di taratura annuale, ma triennale 2) Sonde di processo: vengono fornite indicazioni tecniche per individuare quelle che misurano in modo corretto (ndr: attenzione alle sonde non isolate!) 3) Ricerca e Sviluppo: sono previste possibilità future di modificare e/o migliorare le procedure di trattamento termico in caso di comprovati risultati scientifici ad opera di centri di ricerca qualificati Per i soggetti 7.2: 1) Procedure di accettazione del materiale semilavorato e semifinito in ingresso: introduzione di procedure standardizzate anche per il materiale proveniente da Stato estero, ovvero obbligo di richiedere, verificare e conservare copia firmata e timbrata in originale del PdT Protocollo di Trattamento (leggasi grafico dei 30 ) o documento analogo (non sono ammesse fotocopie e/o fax). Obbligo di controllo dell apposizione e verifica di conformità del marchio IPPC/FAO - o altro sistema di identificazione (etichette) su tutti i semilavorati I soggetti 7.3 non sono più contemplati nel Regolamento stesso. Le novità principali riguardano i soggetti che, fino ad ora, non erano stati contemplati dal Regolamento, ovvero i riparatori di imballaggi usati e i commercianti di semilavorati. I requisiti applicabili ai soggetti che riutilizzano ed eventualmente riparano il materiale d imballaggio di legno usato trattato in conformità all ISPM-15 sono descritti nella Specifica Tecnica E del Regolamento per l Utilizzo del Marchio Fitosanitario Volontario FITOK, completamente nuova. Il soggetto che effettua la riparazione è equiparato al soggetto autorizzato 7.2 e viene identificato come soggetto Autorizzato 7.2 RP, in quanto deve gestire allo stesso modo il materiale già trattato in conformità all ISPM-15 che utilizza nelle riparazioni, mentre la Specifica Tecnica E evidenzia i requisiti di selezione e riparazione. Per i soggetti 7.4 i requisiti applicabili sono descritti nella Specifica Tecnica D. Si tratta di rispettare una serie di adempimenti che sono già stati sperimentati da alcune aziende di commercianti, i quali hanno scelto di conformarsi volontariamente ad essi già dal 2005, ancor prima della loro ratifica all interno del nuovo regolamento: 1) Commercializzazione dei semilavorati: le procedure indicate nella Specifica Tecnica D consistono nella ratifica del Ministero di un sistema già implementato dalle aziende che13 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO 155 commercializzano materia prima trattata 2) Adeguamento al nuovo Regolamento: assegnazione di un nuovo codice fitosanitario per i soli commercianti di semilavorato già autorizzati FITOK 3) Procedure di accettazione: del materiale semilavorato e semifinito in ingresso equivalente all introduzione di procedure standardizzate anche per il materiale proveniente da uno Stato Estero, ovvero l obbligo di richiedere, verificare e conservare copia firmata e timbrata in originale del PdT Protocollo di Trattamento (leggi grafico dei 30 ) o documento analogo 4) Obbligo di controllo e apposizione del marchio IPPC/FAO - o altro sistema di identificazione (etichette) su tutti i semilavorati 5) Check list di sistema e di prodotto: nuove e diverse nei contenuti e nella forma.14 15 Impianto SECAL per l essiccazione e il trattamento tosanitario ISPM15 FAO Capacità netta di trattamento ISPM15: 4410 pallets 80x120 sovrapposti Capacità netta di essiccazione: 250 m 3 /ciclo16 158 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO 7.3 Modifiche dell applicazione dell ISPM-15 introdotte dal Decreto ministeriale del 4 marzo 2011 Ai cambiamenti legati alla revisione dell ISPM-15 occorre aggiungere quelli introdotti dal nuovo Decreto 4 marzo 2011 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 giugno 2011 Modifica del Decreto ministeriale 2 luglio 2004, relativo alla definizione dei requisiti necessari al riconoscimento di soggetti gestori per l utilizzo di un marchio specifico da apporre sugli imballaggi di legno. Bisogna tenere presente che, se da una parte tocca all IPPC, tramite la revisione degli standard fitosanitari, dettare i requisiti minimi da applicare, dall altra sono i singoli Stati che devono recepire nella propria legislazione gli ambiti di applicazione degli standard. Il Decreto ministeriale introduce un concetto fondamentale sulle corresponsabilità di chi, nella filiera degli imballaggi di legno, viene a gestire imballaggi a marchio IPPC/FAO sia nuovi che usati. Esso infatti evidenzia che tutti gli operatori devono evitare che ci siano immissioni d imballaggi a marchio IPPC/FAO non conformi sul mercato e che questi possano essere utilizzati, anche in buona fede, dagli utilizzatori e successivamente, incorrere in blocco delle merci presso i porti stranieri. Nello stesso tempo per le aziende che non vogliono aderire, il Decreto prevede che queste possano da una parte non adempiere alle diverse prescrizioni fitosanitarie, ma per fare ciò debbano smarchiare tutti gli imballaggi a Marchio IPPC/FAO. Tale operazione è fondamentale per evitare l immissione di imballaggi a marchio IPPC/FAO non conformi allo standard ISPM-15. Si pensi per esempio alla riparazione di imballaggi a Marchio IPPC/FAO con materiale non conforme (per esempio non trattato) a cui viene lasciato il Marchio IPPC/FAO già presente: si tratta a tutti gli effetti di un imballaggio a Marchio IPPC/FAO non conforme all ISPM-15. Il Decreto del 4 marzo 2011 è fondamentale per coinvolgere tutti i soggetti legati all I- SPM-15 e tracciare così tutta la filiera dell imballaggio di legno, per dare il massimo della sicurezza al sistema ISPM-15 italiano e garantire la sicurezza dell esportazione dei prodotti Made in Italy a livello internazionale. Inoltre il Decreto rafforza lo stesso schema di certificazione legato all ISPM-15 e lo rende più forte davanti ad eventuali contrasti fitosanitari fra Stati. Le principali modifiche riguardano le figure professionali (cioè le tipologie di imprese) coinvolte obbligatoriamente nella filiera degli imballaggi di legno come: Impresa che commercializza materia prima (semilavorati trattati secondo lo standard ISPM-15) trattata da soggetti terzi autorizzati sia italiani che esteri Impresa che effettua la sola commercializzazione di imballaggi finiti a marchio IPPC/FAO, prodotti e/o trattati da soggetti terzi autorizzati sia italiani che stranieri Impresa che raccoglie e/o riceve e/o seleziona e/o ripara e/o riutilizza e/o rilavora e/o distribuisce imballaggi in legno usati (generalmente pallet). Si occupa della gestione dei pallet non più riparabili, può inoltre assicurare servizi complementari, inclusa la gestione del flusso logistico e può avere o meno strutture per il trattamento fitosanitario Impresa che fornisce il servizio di stivaggio o caricatori (carica container, navi o altri mezzi di trasporto), acquistando materiale da imballaggio di legno semilavorato e/o semifinito trattato secondo lo standard ISPM-15 e ne completa la lavorazione con il servizio di imballaggio, ai fini della spedizione di prodotti di terzi Di notevole importanza è l articolo 3 del Decreto ministeriale dove si specifica che: Gli operatori che concorrono alla predisposizione, costruzione, distribuzione, importazione, commercializzazione e fornitura di imballaggi in legno, nuovi e usati, recanti il marchio IPPC/FAO sono tenuti ad aderire ad uno dei soggetti gestori Gli operatori che concorrono alla predisposizione, costruzione, distribuzione, importazione, commercializzazione e fornitura di imballaggi in legno, nuovi e usati, recanti il marchio IPPC/FAO che non intendono aderire ad uno dei soggetti gestori di cui al primo comma sono tenuti alla cancellazione del marchio IPPC/FAO tramite la fresatura o verniciatura da ogni singolo imballaggio presente nelle proprie aree di lavorazione.17 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO 159 Occorre anche sottolineare che il suddetto Decreto mette in evidenzia che è vietato a tutti gli effetti comprare tavole marchiate singolarmente IPPC/FAO e, senza alcuna autorizzazione da parte del soggetto gestore (e in modo ancora più grave senza alcuna formazione specifica fitosanitaria), predisporre e costruire imballaggi in legno a marchio IPPC/FAO. Tale obbligo è fondamentale per evitare l immissione di imballaggi a marchio IPPC/FAO non conformi allo standard ISPM-15 prodotti da imprese che non hanno le dovute conoscenze fitosanitarie né padronanza con le corrette procedure tecniche dello standard stesso. Di conseguenza tutte le imprese che predispongono e costruiscono imballaggi di legno a marchio IPPC/FAO devono aderire al Soggetto Gestore. Inoltre il Decreto evidenzia che I soggetti gestori devono essere in grado di controllare e coordinare le figure professionali coinvolte nella filiera degli imballaggi di legno loro aderenti, comprese quelle che raccolgono, ricevono, selezionano, riparano, riutilizzano, rilavorano e distribuiscono imballaggi in legno nuovi o usati, recanti il marchio IPPC/FAO; nonché quelle che si occupano di stivaggio e che effettuano i trattamenti fitosanitari previsti dallo standard ISPM-15. Il soggetto gestore è obbligato per legge ad attivare il controllo ed il coordinamento delle nuove figure professionali coinvolte ed a inserire nel proprio regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK le procedure per la gestione di tutti i soggetti di nuova introduzione. Queste figure professionali vengono ben identificate e, soprattutto, coinvolte a tutti gli effetti nel sistema di certificazione ISPM-15 italiano, essendo state inserite immediatamente nel Regolamento per l utilizzo fitosanitario volontario FITOK. Esse sono pertanto tenute ad applicare la regolamentazione prevista dalla normativa ISPM stessa. In estrema sintesi, il quadro per le differenti tipologie di aziende è il seguente: Azienda che commercializza materia prima: tale figura professionale è stata inserita con l introduzione dei soggetti autorizzati 7.4 nel nuovo Regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK Azienda che effettua la sola commercializzazione di imballaggi nuovi finiti a marchio IPPC/FAO: tale figura professionale dovrà essere gestita con le stesse procedure dei soggetti autorizzati 7.4 con semplificazioni dovute alla gestione di Marchi IPPC/FAO di altre imprese. I requisiti tecnici e operativi specifici applicabili a questi soggetti prevedono l iscrizione ad un apposito Elenco dei commercianti autorizzati Azienda che ripara imballaggi usati a Marchio IPPC/FAO (impresa che raccoglie e/o riceve e/o seleziona e/o ripara e/o riutilizza e/o rilavora e/o distribuisce imballaggi in legno usati): tale figura professionale è stata inserita con l introduzione dei soggetti autorizzati 7.2 RP nel nuovo Regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK Azienda che riceve e seleziona imballaggi usati a Marchio IPPC/FAO (impresa che raccoglie e/o riceve e/o seleziona e/o riutilizza e/o distribuisce imballaggi in legno usati): tale figura professionale è stata inserita con l introduzione sulle corretta cernita in conformità all ISPM-15 saranno gestite e imprese che effettuano solo l attività di selezione; i requisiti tecnici e operativi specifici applicabili ai soggetti che effettuano esclusivamente la selezione degli imballaggi usati a Marchio IPPC/ FAO, prevedono l iscrizione ad un apposito elenco dei selezionatori autorizzati Azienda che fornisce il servizio di stivaggio ( caricatori ): queste imprese dovranno applicare a tutti gli effetti le procedure previste dal Regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK come soggetti autorizzati 7.2. Un altra importante novità introdotta dal Decreto ministeriale è quella relativa alla formazione per le imprese con gravi carenze fitosanitarie: i soggetti gestori ufficialmente riconosciuti prevedono nel proprio Regolamento l obbligo di formazione annuale del responsabile fitosanitario delle imprese che durante i controlli e le ispezioni di cui al comma precedente, siano state oggetto di non conformità primarie. Il Consorzio Servizi Legno-Sughero ha inserito tale articolo nel proprio regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK.18 160 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO Approfondimento 6 Metodi di verifica dei trattamenti HT ConLegno ha avviato una collaborazione con il CRA-ABP di Firenze (Centro di ricerca per l Agrobiologia e la Pedologia del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura), per mettere a punto una procedura di controllo sul materiale da imballaggio in legno, trattato secondo lo standard ISPM n. 15 a 56 gradi C per 30 minuti, al fine di verificare l eventuale presenza di nematodi e di conseguenza l efficacia del trattamento FITOSANITARIO ISPM-15 sul materiale utilizzato per realizzare imballaggi a marchio IPPC FAO. CRA - ABP Il CRA - ABP studia le gestione dei suoli degradati, la difesa degli agroecosistemi e degli ecosistemi forestali dai danni provocati da insetti, acari, nematodi ed animali superiori, con particolare attenzione ai metodi di lotta integrata e biologica, alla diminuzione dell impatto ambientale, all uso ed alla salvaguardia delle specie utili per le produzioni agroalimentari. La sezione specializzata in Nematologia è il riferimento nazionale per il MIPAAF nell ambito dei controlli obbligatori sul nematode del legno di pino Bursaphelenchus xylophilus. Il laboratorio e in grado di stabilire, attraverso l analisi del legno di conifera prelevato dai soggetti autorizzati all uso del Marchio IPPC - FAO - FITOK italiani, se il trattamento FITOSANITARIO ISPM-15 del materiale e stato efficace, valutando la presenza di nematodi sensibili ai parametri di trattamento termico (HT), previsti dallo standard ISPM n. 15. Il legno fresco di conifera, ospita spesso numerose popolazioni di nematodi e tra queste e possibile trovare organismi fitoparassiti considerati nocivi da quarantena. Tra i vari nematodi che popolano abitualmente il legno fresco di conifera ve ne sono diversi che sono sensibili al trattamento HT dello standard ISPM-15 della FAO, nello stesso modo in cui lo è il temuto nematode del legno di pino Bursaphelenchus xylophilus. Se nel legno trattato HT vengono rilevate specie affini al Bursaphelenchus xylophilus per la resistenza al calore, non necessariamente considerate organismi nocivi da quarantena, è chiaro e direttamente dimostrabile che il trattamento eseguito, non è stato efficace ed il materiale non è conforme ai requisiti previsti dallo standard ISPM-15. NIR Lo standard ISPM-15 della FAO prevede che tutti gli imballaggi in legno devono essere sottoposti a sterilizzazione termica che permetta di raggiungere al cuore del legno la temperatura minima di 56 C e di mantenerla per almeno 30 minuti. Attraverso l utilizzo della spettroscopia nel vicino infrarosso (NIR), IVALSA/CNR (Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree) in collaborazione con il Consorzio Servizi Legno Sughero (Conlegno) ha realizzato un progetto di ricerca mirato a verificare se un materiale in legno è stato trattato correttamente secondo quanto previsto dalla norma ISPM-15. Il metodo NIR permette di valutare in modo veloce ed economico la composizione chimica della superficie del materiale, misurando come la luce infrarossa non visibile viene assorbita da particolari molecole. I trattamenti a basse temperature, inducono alcuni cambiamenti chimici del legno, tuttavia allo stato attuale non esistono procedure per verificare se il trattamento di sterilizzazione termica è stato effettivamente eseguito. Le analisi della composizione degli elementi costitutivi della parete cellulare (lignina, cellulosa ed emicellulose) in seguito ai trattamenti termici con basse temperature, non hanno finora evidenziato importanti cambiamenti dei costituenti principali del legno. Tuttavia è stato osservato che gli estrattivi (acidi grassi e resine) e gli zuccheri cominciano a migrare verso la superficie e lentamente inizia una riorganizzazione molecolare dei polimeri del legno (Lambertz et al. 2010). Sulla base di tali presupposti, sono stati analizzati gli spettri utilizzati per la stima della temperatura di trattamento lungo lo spessore del provino. Le analisi dei dati hanno consentito di valutare le differenze tra gli spettri emessi dal legno sottoposto a trattamento termico, rispetto a quello non trattato. Come risultato del progetto è stato quindi sviluppato un nuovo metodo per la verifica e la validazione dell avvenuto trattamento di sterilizzazione termica. Attualmente il metodo è in fase di analisi per la richiesta del relativo brevetto, ma occorrono ulteriori studi e ricerche per una sua applicazione a livello industriale. Bibliografia Lambertz G., Welling J, 2010, Changes in extractives of Scots pine after ISPM15 Heat treatment and their effect on fungal discoloration. In 11th international IUFRO wood drying Conference Proceedings, Skelleftea January 2010.19 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO Imballaggi usati e ISPM-15 in Italia Lo standard del 2002/2003 non aveva definito in alcun modo i requisiti e le procedure per gli imballaggi di legno usati. In pratica prima del 2009 non sussistevano le condizioni per l utilizzo in sicurezza fitosanitaria degli imballaggi usati a marchio IPPC/FAO, sia per l assenza totale di regole e definizioni, sia per la mancata attribuzione delle responsabilità. In questo contesto, caratterizzato da una carenza era assai probabile imbattersi in contestazioni internazionali. Per questo motivo il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con il Prot del 16 febbraio 2006 nota tecnica per l attuazione del sistema nazionale di controllo e vigilanza dell uso del marchio IPPC/FAO per gli imballaggi in legno indicava al soggetto gestore la seguente modalità di azione: Tutti gli imballaggi usati, movimentati dalle imprese di riparazione e commercio di imballaggi usati, devono subire la cancellazione del marchio precedente, devono essere sottoposti a nuovo trattamento e rimarchiati in conformità all ISPM-15. In quel contesto di vuoto normativo a livello internazionale, il Ministero ha scelto di adottare un sistema di garanzia per gli imballaggi di legno trattati e prodotti in Italia utilizzati per l esportazione. Una posizione diversa da quella descritta, sul tema degli imballaggi usati, non poteva essere presa prima del nuovo standard del 2009, in quanto non sussistevano requisiti e procedure sufficientemente valide, supportate dalla norma stessa. Per questo la posizione di precauzione, ovvero di massima garanzia scelta inizialmente dal Ministero, resta encomiabile. Grazie alla revisione del 2009, per la prima volta dal 2002, lo standard introduce il concetto che se un imballaggio di legno usato a Marchio IPPC/FAO è integro e non ha subito alterazioni di altra natura non deve essere sottoposto a nuovo trattamento ISPM-15 e, in sintesi, responsabilizza le NPPO ad occuparsi, nei propri schemi di certificazione, degli imballaggi di legno usati sulla base dei principi esplicitati nell ISPM-15 del Nel caso di un imballaggio di legno riparato, invece, deve essere garantito che: 1) gli elementi utilizzati per la sostituzione siano rappresentati esclusivamente da legname sottoposto a trattamento termico HT (o esente da ISPM-15 come ad esempio l OSB o il pannello truciolare) 2) se per le riparazioni si utilizza legname trattato, ogni componente aggiunto deve essere marchiato singolarmente e conformemente al marchio IPPC/FAO. Questo pone subito alcune criticità dovute ad esempio alla presenza di imballaggi di legno con più marchi di soggetti autorizzati diversi. Questa situazione può comportare problemi in merito all origine dell imballaggio stesso e in caso di contestazioni, nell attribuzione delle responsabilità. Tali criticità sono peraltro evidenziate anche all interno dello stesso standard. Tra le raccomandazioni che la norma fornisce alle NPPO dei Paesi in cui il materiale da imballaggio in legno viene riparato, c è appunto quella di limitare il numero di marchi diversi che possono comparire sulle singole unità di materiale da imballaggio in legno. Tale indicazione è stata accolta dall Italia, nel recepimento della revisione dello standard, con l introduzione del limite di intervento ad un solo riparatore autorizzato ai sensi dell ISPM-15 (è quindi ammessa la presenza del marchio del produttore dell imballaggio di legno e del marchio del riparatore che interviene nella riparazione conforme all ISPM-15). In questo contesto, il Decreto ministeriale del 4 marzo 2011 ha apportato modifiche riguardo le figure professionali coinvolte nella filiera degli imballaggi di legno, tra cui è compresa l impresa che raccoglie e/o riceve e/o seleziona e/o ripara e/o riutilizza e/o rilavora e/o distribuisce imballaggi in legno usati (generalmente pallet). Tale figura viene identificata a tutti gli effetti nel sistema di certificazione ISPM-15 italiano ed è stata inserita nel Regolamento per l utilizzo del Marchio fitosanitario volontario FITOK e, quindi, è tenuta ad applicare la regolamentazione prevista dalla normativa ISPM-15. Di notevole importanza è l identificazione delle imprese del settore degli imballaggi usati che sono coinvolte nella corretta20 162 PALLET ED IMBALLAGGI DI LEGNO. ISPM-15: LO STANDARD IPPC/FAO PER LE MISURE FITOSANITARIE SUGLI IMBALLAGGI DI LEGNO DIAGRAMMA DI FLUSSI AZIONI ISPM-15 PER IMBALLAGGI USATI Vedere altro
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 art. 19
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