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Timestamp: 2019-10-22 14:49:38+00:00

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Corte di Cassazione, Sezione L civile Sentenza 17 giugno 2009, n. 14048 Data udienza 12 febbraio 2009 Integrale Pubblico impiego - Pubblico impiego privatizzato - Retribuzione - Compenso aggiuntivo per le festività civili coincidenti con la domenica - Spettanza - Esclusione - "Ratio"
Sentenza 17 giugno 2009, n. 14048
Data udienza 12 febbraio 2009
sul ricorso 5060/2006 proposto da:
MINISTERO DELLA DIFESA, in persona del Ministro pro tempore, domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;
DA. GI. , CA. GI. , RO. GI. , elettivamente domiciliate in ROMA, VIA DELLA MERCEDE 52, presso lo studio dell'avvocato MENGHINI Mario, che li rappresenta e difende unitamente all'avvocato CARAPELLE ROBERTO giusta delega a margine del controricorso;
avverso la sentenza n. 1594/2005 della CORTE D'APPELLO di TORINO, depositata il 08/11/2005 R.G.N. 220/05;
udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del 12/02/2009 dal Consigliere Dott. FILIPPO CURCURUTO;
La Corte d'Appello di Torino, confermando la decisione del primo giudice, ha riconosciuto a Da.Gi. e agli altri attuali intimati, dipendenti del Ministero della Difesa, il pagamento della quota giornaliera di retribuzione in relazione ai giorni 25 aprile 1999, 2 giugno 2002, 25 aprile 2004, giornate di festivita' nazionali cadute di domenica, ritenendo applicabile la Legge 27 maggio 1949, n. 260, articolo 5, come modificato dalla Legge 31 marzo 1954, n. 90 e dalla Legge 5 marzo 1977, n. 54, che riconosce ai dipendenti dello Stato, degli enti pubblici e dei privati datori di lavoro, nel caso in cui la festivita' ricorra nel giorno di domenica, oltre alla normale retribuzione giornaliera, comprensiva di ogni elemento accessorio,un'ulteriore retribuzione corrispondente all'aliquota giornaliera.
Il Ministero della Difesa chiede la cassazione di questa sentenza sulla base di due motivi. Le parti intimate resistono con controricorso, illustrato anche da memoria.
Con il primo motivo di ricorso l'Amministrazione chiede la cassazione della sentenza invocando lo jus superveniens costituito dalla Legge 23 dicembre 2005, n. 266, che nell'articolo 3, comma 224, ha stabilito, con disposizione di interpretazione autentica, che "fra le disposizioni riconosciute inapplicabili dal Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165, articolo 69, comma 1, secondo periodo, a seguito della stipulazione dei contratti collettivi del quadriennio 1994/1997, e' ricompreso la Legge 27 maggio 1949, n. 260, articolo 5, comma 3, come sostituito dalla Legge 31 marzo 1954, n. 90, articolo 1, in materia di retribuzione nelle festivita' civili nazionali ricadenti di domenica. E' fatta salva l'esecuzione di giudicati formatisi alla data di entrata in vigore della presente legge".
Con il secondo motivo di ricorso e' denunziata violazione o falsa applicazione della Legge 27 maggio 1949, n. 260, articolo 5.
L'amministrazione ricorrente sostiene, in via subordinata, che, contrariamente all'avviso del giudice d'appello, la maggiorazione per il periodo festivo in ipotesi di non coincidenza con il riposo domenicale spetterebbe solo qualora il dipendente avesse effettivamente prestato lavoro nel giorno di festa nazionale".
Contrariamente a quanto sostenuto dalle contro ricorrenti, e come invece ritenuto anche in recenti sentenze di questa Corte, la disposizione sopra menzionata, invocata dall'amministrazione, mirando a risolvere dubbi interpretativi sull'ambito della inefficacia determinata dalla stipulazione della seconda tornata di contratti collettivi in materia di lavoro con le pubbliche amministrazioni e' qualificabile come norma di interpretazione autentica, come del resto fatto palese dalla specifica disposizione di salvezza dei giudicati formatisi anteriormente alla sua entrata in vigore, e si applica pertanto anche nella presente fattispecie (in argomento, v., fra le altre, Cass. 2008/4667).
D'altra parte, i dubbi di legittimita' costituzionale, prospettati dalla parte contro ricorrente, nei confronti della riferita interpretazione sono gia' stati esaminati e ritenuti privi di fondamento da Corte Cost. 16 maggio 2008, n. 146.
La sentenza impugnata non e' conforme allo jus superveniens sopra indicato, in base al quale la domanda delle parti qui intimate e' da valutare come priva di fondamento.
In conclusione, va accolto il primo motivo di ricorso, con assorbimento del secondo. La sentenza impugnata va cassata e non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto va rigettata la domanda proposta dalle parti ora intimate. Le ragioni della decisione rendono opportuna la compensazione delle spese dell'intero processo.
Accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta la domanda; compensa le spese dell'intero processo.

References: Sentenza 

Sentenza 
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 articolo 5
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 articolo 69
 articolo 5
 articolo 1
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 Cass. 
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