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Mamme Domani | Primo ok italiano alla diagnosi preimpianto in una coppia fertile
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Scritto da Alessandra Rebecchi	 Giovedì 14 Gennaio 2010 08:46
Il giudice Antonio Scarpa, in carica al Tribunale di Salerno, ha autorizzato una coppia portatrice di una grave malattia ereditaria ad effettuare la diagnosi genetica preimpianto: questa sentenza di fatto va contro le disposizioni della controversa Legge 40 emessa nel 2004.
La coppia fertile è portatrice dell'Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1 (SMA1), che causa la paralisi e atrofia di tutta la muscolatura scheletrica e costituisce la più diffusa causa genetica di morte nei bambini nel primo anno di vita, procurandone il decesso per asfissia.
Prima di tale sentenza i coniugi avevano provato a ricorrere alla PMA, ma tale possibilità era stata negata loro in quanto tale protocollo è consentito solo ai casi di sterilità e infertilità.
Il giudice ha motivato la sua sentenza comparando il diritto a procreare a quello alla salute dei soggetti coinvolti, che però hanno un rischio concreto di generare figli affetti da gravi malattie, geneticamente trasmissibili. L'unica via per poter scongiurare questo pericolo per cui si rivela essere la procreazione medicalmente assistita, e in specifico la diagnosi genetica preimpianto: la legalità della sentenza avverrebbe grazie a una lettura "costituzionale" dell'articolo 13 della Legge 40/2004.
La coppia, prima di ricorrere alla Giustizia Italiana ha dovuto affrontare ben quattro lutti: nel 2003 la loro bimba di appena sette mesi e in seguito altri tre. Hanno avuto la grazia di procreare un solo figlio sano nel 2005. Ora dopo la sentenza del giudice Scarpa, potranno tornare a combattere per avere la possibilità di dare un fratellino sano al loro unico bimbo.
Quella che potrebbe essere una sentenza "della speranza" per tantissime coppie portatrici sane di malattie genetiche, per il sottosegretario alla Salute Eugenio Roccella invece è una violazione del diritto alla salute in quanto permette il massacro degli embrioni, che vengono sacrificati in un numero molto alto per poter selezionarne solo uno: ciò porterebbe a un principio di eugenetica e allo sminuire il valore della vita dei disabili.
Roccella conclude che la magistratura si è intromessa in un campo che non le appartiene, e facendo ciò ha contraddetto una legge, invece che applicarla: se gli italiani vorranno una legge sull'eugenetica la si deve creare in Parlamento e non in tribunale.

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