Source: https://milite.jimdo.com/documenti-storiografici/italia/l-eccidio-di-sant-anna-di-stazzema/
Timestamp: 2017-09-26 07:25:10+00:00

Document:
L'ECCIDIO DI SANT'ANNA DI STAZZEMA - Milite - Uno sguardo nel passato per capire il presente
VAI ALL'APPROFONDIMENTO DELL'ARMADIO DELLA VERGOGNA------>>>>>>>>
Il procedimento penale N. 89/02 RGNR e ss, “ SOMMER + ALTRI”, meglio noto come “ Processo sull’Eccidio di S.Anna di Stazzema” ha origini assai lontane.
E’ il 1946, quando la Procura Generale Militare del Regno d’Italia (Ufficio procedimenti contro criminali di guerra tedeschi per crimini di guerra) presso la cui sede di Roma erano state fatte confluire tutte le denunce avanzate per i crimini di guerra perpetrati tra il 1943 ed il 1945, in attesa di trasferirli presso gli Uffici giudiziari territorialmente competenti, decide di iscrivere un fascicolo per i fatti accaduti a S.Anna di Stazzema:
· contro” ignoti soldati tedeschi delle SS“;
· per i reati “ di violenza ed omicidio per incendio”;
· parti lese : Salvatori Ada, Bertelli Amida , Ghilardini Maria Sole ed altri.
Sempre la Procura Generale Militare di Roma procede inoltre all’iscrizione a noti :
v a carico di : WERTMANN, JANSEN, RECHTER ed altri;
· per il reato di “ violenza in omicidio”;
v a carico di LEIBSLE, SASSE, MUELLER, MAYAR, GRIN, CREMEN, ZILLER ed altri;
· per reato di “ violenza con omicidio con strage art.185 c.p.m.g. , incendio e distruzione ex art.187 c.p.m.g.”
· parti lese : Bertelli Dina ed altri.
In questo fascicolo risultano raccolti inoltre atti di indagini svolte da una Commissione d’inchiesta americana ( la War Crime Commission). Tali atti consistono in :
- quattro testimonianze rese da persone informate sui fatti, raccolte , a Livorno , tra il 15 ed il 16 settembre 1944 ed altre tre , a Valdicastello , l’8 ottobre 1944 ;
- un racconto sul massacro di S.Anna .
Si noti che tutto quanto il contenuto del fascicolo di S.Anna qui riportato e’ stato scoperto soltanto nel 1994, a seguito del ritrovamento di un armadio nascosto in un sottoscala di Palazzo Cesi , a Roma, sede del Tribunale supremo militare, e contenente ben 695 fascicoli relativi a crimini di guerra nazifascisti.
Tra il 1946 ed il 1947 l’Autorità giudiziaria militare prosegue nelle investigazioni:
- concedendo delega al Commissariato di P.S. di Viareggio ( al Vice Commissario di P.S. Vito Majorca);
- acquisendo atti di procedimenti in corso per quei fatti, avanti ad altre Autorità giudiziarie , specie la Corte d’Assise straordinaria di Lucca.
Negli anni ’50 però le attività investigative di ricerca di ulteriori responsabili si interrompono.
Nel 1960 poi la Procura Generale militare adotta per il fascicolo di S.Anna, come per molti altri fascicoli, un provvedimento alquanto anomalo per la procedura penale, con il quale viene disposta la cd. “ Archiviazione provvisoria”.
Tale provvedimento, in data 14 gennaio 1960, porta la firma del Procuratore Generale Militare Dott. Enrico Santacroce.
In realtà i fascicoli relativi a stragi nazifasciste perpetrate tra il 1943 ed il 1945 erano ben più di mille. Il giornalista Franco Giustolisi parla di un registro contenente il riferimento a 2274 fascicoli contenuti nel cosiddetto “Armadio della Vergogna”.
È bene precisare infatti che l’armadio non conteneva soltanto i 695 fascicoli rinvenuti nel 1994; infatti , è certo che tra il 1965 ed il 1968 da quell’armadio uscirono ben 1300 fascicoli trasmessi alle Procure territorialmente competenti.
Cosa avevano di diverso tra di loro i 1300 fascicoli inviati alle Procure ed i 695 fascicoli rinvenuti dopo ben 50 anni?
Semplice. I fascicoli che furono inviati, riguardavano procedimenti “ contro ignoti” o comunque supportati da prove irrilevanti; onde per cui, una volta arrivati alle Procure competenti sarebbero stati naturalmente archiviati.
Invece i 695 fascicoli occultati riportavano i fatti accaduti, i nomi delle parti lese , i nomi dei criminali, atti d’investigazione : insomma tutto quanto è necessario e rilevante , ai fini processuali , per celebrare un processo.
E per il massacro di S.Anna, il processo che si sta svolgendo a La Spezia , non è il primo poiché:
- Tra il 28 maggio ed il 26 giugno 1947 fu celebrato, a Padova , da una Corte militare inglese, il Processo contro il Generale Max Simon, Comandante della XVI Panzergrenadierdivision SS.
L’eccidio di S.Anna era uno dei sei capi d’imputazione attribuiti a Simon. Per tale crimine, come per tutti gli altri, il Comandante Simon fu riconosciuto colpevole, in quanto responsabile per gli atti compiuti dai vari battaglioni e compagnie sottoposti al suo comando.
Con sentenza emessa il 26.6.1947 Simon fu condannato a morte per fucilazione.
La condanna non fu mai resa esecutiva , in quanto , provvidenzialmente per Simon, subito dopo la sua condanna fu emesso un Ordine d’Armata inglese , il n. 81/1945, il quale, al § 12 , stabiliva che una volta emessa dalla Corte Marziale inglese una sentenza, questa doveva essere confermata dal Segretario di Stato o da un Ufficiale di grado non inferiore a quello di Maggiore, designato dal Segretario stesso, cui veniva attribuito il potere di rimettere, mitigare o commutare la sentenza. Così , dopo che , il 5 novembre 1947, la sentenza di condanna fu confermata, il caso di Simon , fu sottoposto al Segretario di Stato inglese che , in una minuta, esordiva pressappoco così “… Ammetto di aver letto il rapporto e di aver qualche dubbio sulle argomentazioni che riguardano le responsabilità di Simon. Tutto sommato preferisco concedergli il beneficio del dubbio…”.
Il 20 gennaio 1948 la condanna a morte fu commutata in ergastolo dal Segretario di Stato per la guerra; poi , il 3 febbraio 1950 la condanna scese a 21 anni di reclusione, infine “ the earliest release “, il 7 maggio 1959.
L’Eccidio di S.Anna fu capo d’imputazione anche nel processo, celebrato nel 1951presso il Tribunale Militare di Bologna, da Corte militare Italiana contro il Maggiore Walter Reder, Comandante del 16° Gruppo Esplorante SS . A differenza degli altri capi d’accusa a lui imputati ( come ad es. Marzabotto, Bardine - S.Terenzo), per il massacro di S.Anna, Reder fu assolto per “ insufficienza di prove” con sentenza emessa il 31 ottobre 1951.
Seguirono una serie di ricorsi interposti dal Reder al Tribunale Supremo Militare , tutti rigettati ; poi in data 14 luglio 1980, il Tribunale Militare di Bari, con ordinanza, disponeva la liberazione condizionale del condannato ed infine con ordinanza del 24.10.1985, il Tribunale Militare di La Spezia dichiarava estinta la pena all’ergastolo inflitta al Reder dalla sentenza del 1951.
Il 6 novembre 1995 vengono finalmente trasmessi alla Procura di La Spezia , gli atti relativi all’Eccidio di S.Anna.
Inizialmente vengono iscritti procedimenti n 284/95, 334/95, 149/96 e 301/96 a carico di “ ignoti”.
Quindi , in quegli anni vengono riaperte le indagini che hanno condotto, nel 2002 all’iscrizione del presente procedimento n. 89/02R.G.N.R.
Da queste indagini sono poi scaturite ulteriori indagini da parte delle autorità giudiziarie della Repubblica federale di Germania.
- Tribunale Militare di La Spezia: Procedimento n. 89/02 e ss . Eccidio di S.Anna di Stazzema.
È il 10 ottobre 2003 , quando il Pm, Dott. Marco De Paolis, presenta richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di :
- BRUSS WERNER;
- RAUCH GEORG;
- SCHENDEL HEINRICH;
- SCH&#336;ENEMBERG ALFRED;
- SOMMER GERHARD;
- SONNTAG HEINRICH.
Viene contestato loro il reato di “CONCORSO IN VIOLENZA CON OMICIDIO CONTRO PRIVATI NEMICI PLURIAGGRAVATA CONTINUATA”.
Ø Il 2 dicembre 2003 viene celebrata la prima udienza preliminare, innanzi al G.U.P , Dott. Roberto Rivello.
Ammesse le costituzioni di Parte Civile, le Difese eccepivano preliminarmente il difetto di giurisdizione del Tribunale militare , sostenendo che ai sensi dell’art. 13 e 185 C.p.m.g., gli appartenenti alle forze armate tedesche non potevano essere qualificati, all’epoca dei fatti, come militari “ nemici”, ed in subordine rilevando la violazione dell’art.103, ultimo comma, della Costituzione. Entrambe le eccezioni sono state disattese dal Giudice con ordinanza motivata in udienza preliminare.
Ø A fronte dell’intervenuto deposito di ulteriori atti suppletivi d’indagine da parte della Pubblica Accusa, su richiesta delle Difese, tenuto conto della pronuncia della Corte Costituzionale operata con sentenza interpretativa di rigetto n. 16 del 3 febbraio 1994, è stato concesso termine alle difese per prendere più compiuta visione dei nuovi atti d’indagine, a garanzia dell’effettività del contraddittorio;
Ø Il 12 gennaio 2004, veniva ammessa l’ulteriore costituzione di parte civile da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri ( autorizzazione a firma On.le Gianni Letta). Venivano inoltre acquisiti agli atti elementi probatori di natura documentale prodotti dalla Difesa di Rauch quali:
- decisione del Tribunale di epurazione del 3 giugno 1947
- decisione di ente assicurativo tedesco in data 30 settembre 1948, con allegate traduzioni in italiano,
Ø Sempre all’udienza del 12 gennaio 2004 , il G.U.P. provvedeva quindi con :
- Decreto che dispone il giudizio nei confronti di :
- SOMMER – SONNTAG – SCHOENEMBERG.
- Sentenza di non luogo a procedere nei confronti di :
- RAUCH e BRUSS.
Per l’imputato SCHENDEL , invece, ritenendo il Giudice l’incompletezza delle prove relative all’arrivo di questa SS, in Italia, nell’anno 1944, disponeva l’acquisizione di prove più consistenti circa la presenza di Schendel a S.Anna , nell’agosto del 1944.
Per tale motivo il G.U.P. disponeva la separazione del procedimento a carico di Schendel , ai sensi dell’art.18 C.P.P.
Ø Il 10 maggio 2004, quindi :
- mentre , ai sensi dell’art. 17 C.P.P. , si procedeva alla riunione tra il processo a carico di SOMMER, SONNTAG E SCHOENEMBERG con quello a carico di CONCINA, GROPLER E RICHTER;
- all’esito della discussione , relativamente alla posizione di SCHENDEL, il Pm concludeva con la richiesta di rinvio a giudizio , mentre la difesa Schendel, concludeva con richiesta di sentenza di non luogo a procedere.
( nei confronti di BRUSS, RAUCH e SCHENDEL, è stato fatto ricorso presso la Corte d’appello militare di Roma che in data 15 marzo 2005 ha autorizzato il rinvio a giudizio anche di questi ultimi tre ex SS. All’udienza del 17 maggio 2005 è stata accolta la richiesta avanzata dal PM, circa la riunione di quest’ultimo procedimento ai precedenti : attualmente gli imputati per il crimine di guerra perpetrato a S.Anna sono 10).
Ø In data 20 aprile 2004, si apriva la fase dibattimentale , con una serie di atti introduttivi alla fase dibattimentale.
La Corte è composta dai Dott. :
- Francesco Ufilugelli ( Presidente);
- Enrico Lussu;
- G.M. Enrico Zanone.
- Pubblico Ministero : Dott. MARCO DE PAOLIS ed il Sostituto Dr. GRILLO
Per l’occasione sono presenti parecchi superstiti e parenti delle vittime che nonostante fossero soltanto persone offese da reato , non costituitesi parte civile nel processo, che hanno mostrato alla Corte il muro umano della Memoria che non vuol dimenticare.
Si susseguono tutta una serie di udienze ( 29- 30 giugno ; 14 luglio) :
Ø il 6 ottobre 2004 , a seguito di rinvio a giudizio immediato , richiesto a suo tempo ( 22.06.04) dal PM e disposto dal G.I.P. Dott.ssa Simoncelli, nei confronti di LUDWIG GÖRING, in udienza si procedeva all’ulteriore riunione del procedimento SOMMER + 5 al procedimento N. 135/04 R.G.N.R. a carico di L. Göring .
A differenza di tutti gli altri imputati Göring, caporalmaggiore della 6^ Compagnia del II Battaglione , 35° Regg. , XVI Div.SS, non solo ha ammesso di essere stato a S.Anna il 12 agosto 1944, ma di aver contribuito alla materiale realizzazione del crimine. Göring , ha ammesso che quel giorno , a S.Anna , attorno alle ore 10.00 del mattino , in località presumibilmente Coletti ( frazione in cui fu uccisa Anna Pardini) uccideva tra le 15 e le 25 donne , sparando con una mitragliatrice tipo “ MG”, appositamente collocata in un punto prestabilito.
Ø Alle successive udienze del 12 – 13 ottobre , quelle del 3-4-9-10-11 novembre ha inizio una lunga serie di deposizioni:
- Inizia il Ten. Col. Roberto D’Elia , coordinatore del “ pool” investigativo cd. “ altoatesino” composto, inizialmente, oltre che dal Ten. Col. , anche dal Brigadiere Franz Stuppner e dal Vice brigadiere Sandro Romano. Solo tre elementi per un lavoro d’investigazione immane, lunghi interrogatori in Germania, consultazioni presso i vari archivi , sia militari che di Stato, di Berlino, Friburgo, Coblenza. Ultimamente si sono aggiunti altri elementi tra cui il vice brigadiere Alessandro Tripodi.
Ø Le dichiarazioni del Col. D’Elia si sono concentrate su un’attenta analisi dello stato dei luoghi oltre che su una specifica ricostruzione della dinamica del massacro, e della strategia utilizzata quel giorno dai militari tedeschi .
Ø A conforto delle sue conclusioni si sono aggiunte le dichiarazione rese da un esperto di strategia militare tedesca durante la II GM. Il Dott. Alessandro Politi , analista strategico, autore del saggio “ Le dottrine tedesche di controguerriglia “,ha definito la strategia utilizzata a S.Anna come “ variante di battuta circolare” , che in gergo strategico sta per accerchiamento simultaneo e attacco sistematico della zona da epurare : le Compagnie disposte sulle cime delle montagne di S.Anna , scendevano concentricamente , uccidendo qualsiasi cosa avessero incontrato. Questo tipo di strategia secondo il teste veniva utilizzata quando erano presenti sul luogo soltanto dei civili , quindi , le compagini militari tedesche non hanno trovato alcun ostacolo costituito da forze militari avversarie, Considerati anche la brevità dei tempi con cui una operazione così impegnativa fu eseguita entrambi gli esperti concordano nel affermare che l’eccidio di S.Anna fu un’azione pianificata nei minimi dettagli, che prevedeva l’attacco ad una zona priva di qualsiasi difesa.
Ø Di grande importanza, ai fini della celebrazione di questo processo, è stata l’accurata perizia svolta dal Prof. Carlo Gentile dell’Università di Colonia il quale dopo un’attenta analisi della documentazione rinvenuta negli archivi tedeschi ha concluso che :
- il Battaglione che ha ucciso a S.Anna era il II BTG. 35° Regg, XVI Div.SS, anche noto come “ Battaglione Galler ”;
- ha identificato, in maniera scientifica,gli appartenenti a quel battaglione, dando finalmente un nome, un volto alle SS di S.Anna;
Ø Ulteriore perizia è stata quella del Prof. Paolo Pezzino dell’Università di Pisa, il quale è stato incaricato di rispondere ad una serie di quesiti afferenti soprattutto le possibili cause dell’eccidio . A tale proposito il Pezzino ha ipotizzato:
- il mancato sfollamento del paese ;
- la vendetta di alcune famiglie di fascisti;
- una strategia terroristica voluta ed adottata dalle truppe tedesche in ritirata. Quest’ultima pare la più accreditata.
Ø Alle deposizioni dei periti e degli esperti , hanno fatto seguito le commoventi testimonianze dei superstiti.
Il PM, per questo processo aveva presentato una lista di testimoni che prevedeva all’incirca una trentina di testimoni tedeschi. Al processo se ne sono presentati soltanto due : Wilhelm Heidbuchel , la cui testimonianza , a parte il fatto di essere durata all’incirca cinque ore , è stata pressoché inconsistente e Adolf Beckert , che invece , anche se le sue dichiarazioni processualmente non sono state particolarmente determinanti, ha reso un omaggio a S.Anna, donandole la memoria di un episodio sconosciuto ai superstiti, poiché privo di testimoni : i fatti della Piazza della Chiesa. Ha rivissuto in aula il momento in cui a quelle 150 persone, prelevate dalle loro case e riunite sulla piazza della Chiesa vennero dati 15 minuti di tempo per dichiarare dove erano nascosti gli uomini . Quindici minuti di silenziosa agonia in cui D. I. Lazzeri discusse animatamente con l’Ufficiale SS presente sulla Piazza, il quale si preparava ad eseguire l’ordine di massacrare ricevuto da una comunicazione inviatagli via radio. Scaduto il termine quelle 150 persone , tra cui parecchi bambini di pochi anni, con estrema dignità seppero morire : conosciuta la loro condanna , in silenzio si inginocchiarono e cominciarono a pregare mentre venivano falciati dalle raffiche di mitra.
Ø All’udienza del 17 maggio 2005 , a seguito di decreto che dispone il giudizio pronunciato nel giudizio di impugnazione presso la Corte d’Appello Militare di Roma, prendeva avvio la trattazione del processo a carico di BRUSS WERNER, RAUCH GEORG e SCHENDEL HEINRICH e su concorde accordi tra le parti veniva disposta la riunione di questo al processo presente n. 89/02 .
Ø Con l’udienza del 09.06.2005 avevano inizio le precisazioni delle conclusioni delle parti. Iniziava la propria requisitoria il Pm De Paolis che chiedeva , per tutti e dieci gli imputati , la condanna all’ergastolo e il risarcimento dei danni per i reati a loro ascritti;
Ø Nella successiva udienza del 14 giugno 2005 rassegnavano le proprie conclusioni tutte le parti civili costituitesi. Si procedeva inoltre con le richieste delle difese. Prendeva per primo la parola la difesa di SONNTAG, che chiedeva l’assoluzione del medesimo per non aver commesso il fatto.
Ø L’udienza del 16 giugno 2005 vedeva rassegnate le conclusioni delle difese GOERING, BRUSS, RICHTER E SCHENDEL . Mentre la difesa Goering, avendo il proprio assistito confessato di aver commesso il fatto, chiedeva per il proprio assistito , l’assoluzione , trattandosi di persona non punibile per aver agito in stato di necessità, tutti gli altri chiedevano assoluzione con formula piena. La difesa CONCINA,al termine delle proprie conclusioni chiedeva l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato.
Ø All’udienza del 21 giugno 2005 concludevano le difese di GROPLER , RAUCH, SCHOENBERG, SOMMER che chiedevano per i propri patrocinati l’assoluzione per non aver commesso il fatto.
Il processo terminava dunque mercoledì 22 giugno 2005.
L’udienza prendeva avvio con le repliche del PM De Paolis , cui seguivano le repliche di tutte le parti civili e delle difese. Intorno alle ore 13.30 il Presidente del Collegio , dichiarava chiuso il dibattimento.
Alle ore 19.38, in una affollatissima sala delle udienze, il Tribunale militare di La Spezia condannava tutti gli imputati alla pena dell’ergastolo.
Quello stesso giorno, Enrico Pieri, superstite della strage e attuale Presidente dell’Associazione “ S.Anna di Stazzema – 12 agosto 1944”, consegnava nelle mani dell’Avv. GABRIELE HEINECKE, avvocato appartenente all’Associazione “DISTOMO“ di Amburgo, Associazione composta da intellettuali che si pone come scopo il perseguimento di una Giustizia contro i crimini di guerra compiuti durante la seconda guerra mondiale dal nazionalsocialismo, la procura legale per avviare e sollecitare , presso la Procura di Stoccarda , l’avvio di un procedimento penale contro i responsabili dell’eccidio di S.Anna anche in Germania.
La Procura di Stoccarda, nonostante , prima dell’esito del processo di La Spezia , avesse confermato ai superstiti , un avvio di procedimento penale , anche in Germania, subito dopo la sentenza di La Spezia, tutto oggi, novembre 2005, temporeggia e proroga l’inizio di un processo tedesco, avanzando le più disparate giustificazioni tra le quali , ad esempioi, il fatto che gli imputati siano ormai troppo anziani per subire un processo.
Il Procuratore tedesco dovrebbe sapere che i crimini di guerra , soprattutto gli omicidi contro la popolazione civile inerme, sono delitti imprescrittibili e come tali prescindono dall’età dei presunti colpevoli !
In questo mese di novembre 2005 intanto, sette dei 10 condannati all’ergastolo , in primo grado, si sono costituiti per procedere all’impugnazione della sentenza di giugno, presso la Corte d’Appello Militare di Roma.
Le SS che si sono costituite, sono : CONCINA, SONNTAG, GROPLER, SCHOENEMBERG, RICHTER, SOMMER e RAUCH.
SENTENZA DEL PROCEDIMENTO PENALE NEI CONFRONTI DEI RESPONSABILI DELLA STRAGE
Pagine da Sentenza_Stazzema 1^ parte.pdf
Pagine da Sentenza_Stazzema 2^ parte.pdf
STRAGE DI SANT'ANNA DI STAZZEMA, NIENTE PROCESSO PER GLI EX GERARCHI DELLE SS
La Germania sbatte di nuovo contro un muro l’armadio della vergogna. La Procura di Stoccarda, dopo un’inchiesta di 10 anni, ha deciso che gli otto ex membri delle SS sospettati di aver preso parte al massacro di Sant’Anna di Stazzema dove il 12 agosto 1944 morirono 560 persone, 116 dei quali ragazzi e bambini: il più piccolo aveva 20 giorni. Secondo la magistratura tedesca non ci sono prove che ciascun imputato abbia partecipato alla strage, tra le pagine più infami dell’occupazione nazista in Italia. Il processo agli otto ex componenti ancora vivi della 16esima divisione corazzata “Reichsfuehrer SS” (il grado più alto tra le Schutz Staffeln e tra i reparti, se possibile, più sanguinari) si era invece concluso con condanne all’ergastolo in Italia. La decisione dei giudici tedeschi ha provocato lo sdegno – oltre che l’incredulità – dei sopravvissuti, del sindaco di Stazzema, di molti esponenti del centrosinistra.
In realtà in quel periodo la zona di Stazzema era definita “bianca”: cioè accoglieva sfollati. Ecco perché c’erano più persone rispetto al solito. I tedeschi stavano risalendo l’Italia, dopo che gli Alleati erano riusciti a sfondare la linea Gustav, tra il basso Lazio e l’Abruzzo. Ma secondo quasi tutte le fonti storiche i partigiani avevano già abbandonato l’area senza aver mai messo in piedi azioni militari significative contro le truppe naziste. Eppure all’alba del 12 agosto 1944 tre reparti di SS salirono a Sant’Anna. Un quarto chiuse ogni via di fuga a valle. Alle sette il paese era circondato, la popolazione in trappola: Sant’Anna era ormai destinata a rimanere una frazione senza . I tedeschi ci erano arrivati grazie ai fascisti che ancora erano rimasti al fianco dei soldati del Reich. Gli uomini del paese fuggirono nei boschi per non farsi deportare. Rimasero gli anziani, le donne e i bambini. Erano inermi e erano sicuri che i nazisti non avrebbero avuto ragione per provocare quell’inferno che di lì a poco si sarebbe scatenato.
Le truppe con la croce uncinata agirono in poco più di tre ore. Secondo il tribunale militare di La Spezia non fu una rappresaglia: non fu un atto di guerra. Fu un atto di terrorismo. Un’azione premeditata e curata nel dettaglio. L”obiettivo era terrorizzare i civili, i paesi vicini e i partigiani. Un avvertimento. Un avvertimento che costò la vita a 560 donne, vecchi e bambini disarmati e che non avevano mai reagito alla divisione Reichsfuhrer. Cinquecentosessanta vite trucidate a colpi di mitra e bombe a mano e poi fatte sparire nel nulla, perché bruciate in un incendio appiccato dagli stessi tedeschi. Per i reparti SS, d’altronde, non era la prima volta: avevano appena ucciso, alcune settimane prima, 68 civili a Forno (in provincia di Massa) anche grazie a uomini della X Mas. Poi la scia di sangue era proseguita in altri paesi della zona tra le province di Massa Carrara e Lucca: uccisero oltre 340 persone armati di mitragliette, ma anche mediante impiccagione e perfino con dei lanciafiamme. Per i reparti SS, però, quella di Sant’Anna non fu l’ultima tappa del loro percorso di terrore e morte: ancora decine di vittime. E il massacro di Marzabotto doveva ancora venire.

References: art.185
 art.187
 sentenza 
 § 12
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

SENTENZA