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1 Rev. 0 LUGLIO 2008 GALSI S.p.A. Milano, Italia Gasdotto Algeria - Sardegna - Italia Studio di Impatto Ambientale (GALSI) Centrale di Compressione di Olbia (Sezione Vb) Quadro di Riferimento Progettuale Tutti i diritti, traduzione inclusa, sono riservati. Nessuna parte di questo documento può essere divulgata a terzi, per scopi diversi da quelli originali, senza il permesso scritto della D'Appolonia.2 INDICE Pagina ELENCO DELLE TABELLE IV ELENCO DELLE FIGURE V 1 INTRODUZIONE 1 2 ANALISI DELLE ALTERNATIVE E CARATTERISTICHE GENERALI DELLA CENTRALE ALTERNATIVE DI LOCALIZZAZIONE DELLA CENTRALE DESCRIZIONE GENERALE DELLA CENTRALE SCELTE PROGETTUALI E APPLICAZIONE DELLE MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI Sistemi di Contenimento delle Emissioni di Inquinanti in Atmosfera Ottimizzazione del Progetto Architettonico Sistemi per la Prevenzione della Contaminazione del Terreno Altri Accorgimenti Progettuali 7 3 VINCOLI E CONDIZIONAMENTI LEGGI NORMALIZZAZIONI Recipienti in Pressione Tubazioni Impianti Strumentali Impianti Elettrici e Zone Pericolose Impianti Antincendio Civile/Strutturale VINCOLI E CONDIZIONAMENTI DALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE 12 4 CARATTERISTICHE DEL PROGETTO DELLA CENTRALE CONFIGURAZIONE GENERALE DELL IMPIANTO PRINCIPALI COMPONENTI DELL IMPIANTO Sistema di Compressione Impianto di Alimentazione, Produzione e Distribuzione di Energia Elettrica Sistema Generazione Elettrica di Emergenza Trappole di Lancio e Ricevimento PIG SISTEMI AUSILIARI Sfiati e Blow Down Sistema di Filtrazione Gas Sistema Gas Combustibile Sistema Aria Compressa Sistema Raccolta Acque Reflue Industriali Sistema Drenaggi Sistema Acqua Antincendio Sistema Gas Inerte Sistema di stoccaggio, carico e scarico olio turbogruppi Sistema Antincendio OPERE CIVILI Preparazione dell Area 21 Galsi S.p.A. - Milano Pag. i3 INDICE (Continuazione) Pagina Opere di Palificazione Fabbricati e Cabinati Reti di Raccolta Acque Reflue Opere Ausiliarie SISTEMA DI AUTOMAZIONE Sistema Blocchi e Sicurezze Interfaccia Operatore e Consolle Sistema Allertamento Acustico Rete di Comunicazione Sistema di Telelettura Sistema Telefonico Strumentazione in Campo Valvole di Blocco, Regolazione e Sicurezza 26 5 TEMPI E FASI DEL PROGETTO SVILUPPO DELL INGEGNERIA COSTRUZIONE DELLA CENTRALE COMMISSIONING ED AVVIAMENTO DELLA CENTRALE 28 6 INTERAZIONI CON L AMBIENTE EMISSIONI IN ATMOSFERA Fase di realizzazione Fase di esercizio EMISSIONI SONORE Fase di Realizzazione Fase di Esercizio PRELIEVI IDRICI Fase di Realizzazione Fase di Esercizio SCARICHI IDRICI Fase di Realizzazione Fase di Esercizio PRODUZIONE DI RIFIUTI Fase di Realizzazione Fase di Esercizio UTILIZZO DI MATERIE PRIME E RISORSE NATURALI Fase di Realizzazione Fase di Esercizio TRAFFICO MEZZI Fase di Realizzazione Fase di Esercizio ILLUMINAZIONE DELL AREA 36 Galsi S.p.A. - Milano Pag. ii4 INDICE (Continuazione) Pagina 6.9 SINTESI DELLE RELAZIONI TRA PROGETTO E AMBIENTE Azioni Progettuali Fattori di Impatto 37 7 PROVVEDIMENTI PROGETTUALI PER LA MITIGAZIONE DELL IMPATTO DELL INTERVENTO MISURE DI OTTIMIZZAZIONE BONIFICA E RIPRISTINO AMBIENTALE A FINE ESERCIZIO 39 8 SISTEMI DI MONITORAGGIO 41 9 ASPETTI DI SICUREZZA DELL IMPIANTO CRITERI GENERALI DI SICUREZZA Disposizione Planimetrica (Layout) Vie di Fuga e Aree Sicure Rilasci Incidentali di Sostanze CLASSIFICAZIONE AREE PERICOLOSE SISTEMA ANTINCENDIO SISTEMI DI SEGNALAZIONE, COMUNICAZIONE E ALLARME PROTEZIONE PERSONALE 45 RIFERIMENTI FIGURE APPENDICE A: ELENCO APPARECCHIATURE Galsi S.p.A. - Milano Pag. iii5 Tabella No. ELENCO DELLE TABELLE Pagina Tabella 4.1: Caratteristiche delle Turbine e dei Compressori 14 Tabella 6.1: Emissioni in Atmosfera da Sorgenti Continue 30 Tabella 6.2: Emissioni in Atmosfera da Sorgenti di Emergenza 30 Tabella 6.3: Emissioni sonore in fase di esercizio 31 Tabella 6.4: Prelievi Idrici in fase di esercizio 32 Tabella 6.5: Scarichi Idrici in fase di esercizio 33 Tabella 6.6: Rifiuti prodotti in fase di esercizio 33 Tabella 6.7: Utilizzo materie prime e risorse naturali in fase di esercizio 34 Tabella 6.8: Mezzi di Cantiere 35 Tabella 6.9: Traffico di Mezzi in Fase di Realizzazione 35 Galsi S.p.A. - Milano Pag. iv6 ELENCO DELLE FIGURE Figura No. Figura 2.1 Figura 2.2 Figura 2.3 Figura 4.1 Figura 5.1 Figura 6.1 Figura 6.2 Figura 6.3 Alternative di Localizzazione della Centrale Layout di Centrale Planimetrie e Sezioni dei Fabbricati Schema di Flusso Semplificato dell Unità di Compressione Cronoprogramma delle Fasi di Costruzione della Centrale Flussi in Ingresso e in Uscita dalla Centrale Localizzazione dei Punti di Emissione in Atmosfera Localizzazione delle Principali Sorgenti di Emissione Sonora Galsi S.p.A. - Milano Pag. v7 RAPPORTO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE (SEZIONE Vb) QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE CENTRALE DI COMPRESSIONE DI OLBIA GASDOTTO ALGERIA SARDEGNA ITALIA (GALSI) 1 INTRODUZIONE Il presente Quadro di Riferimento Progettuale del SIA fornisce la descrizione degli elementi progettuali e le soluzioni adottate (con particolare riferimento alle migliori tecniche disponibili a costi non eccessivi) nonché i rilasci nell ambiente e le interazioni del progetto con l ambiente e il territorio. Inoltre riporta una descrizione delle principali alternative considerate e le motivazioni che hanno condotto al loro abbandono; infine, descrive le misure previste per il monitoraggio. Il documento si articola come segue: il Capitolo 2 descrive: il sito di localizzazione della Centrale (e le alternative localizzative), le caratteristiche generali della Centrale di Compressione, le scelte progettuali in applicazione delle migliori tecniche disponibili; il Capitolo 3 riporta i vincoli e i condizionamenti che hanno portato alle scelte progettuali; nel Capitolo 4 sono riportati le principali caratteristiche progettuali della Centrale di Compressione; nel Capitolo 5 è descritta la tempistica prevista per la realizzazione delle opere; nel Capitolo 6 viene presentata l analisi delle azioni progettuali e la definizione dei fattori di impatto, con riferimento alle fasi di costruzione e di esercizio; il Capitolo 7 descrive i provvedimenti progettuali e gestionali volti al contenimento degli impatti; il Capitolo 8 descrive il sistema di monitoraggio proposto per la Centrale; il Capitolo 9 descrive i principali aspetti di sicurezza connessi alla gestione dell impianto. Il rapporto fornisce, secondo quanto richiesto dalla normativa in materia di VIA: una descrizione del progetto e delle soluzioni adottate sulla base degli studi preliminari effettuati; l inquadramento dell opera nel territorio a livello locale ed a livello di area vasta interessata; le ragioni che hanno guidato la definizione del progetto le motivazioni tecniche delle scelte progettuali ed i provvedimenti adottati per migliorare il suo inserimento nell ambiente. D'APPOLONIA S.p.A. Via San Nazaro, Genova, Italia Telefono Fax Web Site:8 Le informazioni e i dati progettuali riportati nel presente documento fanno riferimento agli Elaborati di Progetto e ai relativi allegati predisposti da GALSI (GALSI, 2008). Galsi S.p.A. - Milano Pag. 29 2 ANALISI DELLE ALTERNATIVE E CARATTERISTICHE GENERALI DELLA CENTRALE Nel presente Capitolo vengono trattati i seguenti aspetti: localizzazione della Centrale; descrizione generale del sistema; scelte progettuali in applicazione alle migliori tecniche disponibili. Si evidenzia che nel presente Capitolo sono descritte le alternative di localizzazione della Centrale di Compressione che fanno riferimento all approdo di progetto del metanodotto (Comune di Olbia, Località Saline Vecchie). Per quanto riguarda le alternative di localizzazione della Centrale relative ad altri tracciati del metanodotto che sono stati considerati durante lo sviluppo del progetto, si rimanda a quanto descritto nel Volume Introduttivo (Volume I). 2.1 ALTERNATIVE DI LOCALIZZAZIONE DELLA CENTRALE La Centrale di Compressione sarà ubicata nell area dedicata sita nella parte meridionale del territorio del Comune di Olbia ad una distanza di circa 800 m dal confine con il Comune di Loiri Porto San Paolo. La scelta localizzativa della Centrale di Compressione è stata oggetto di approfondite valutazioni; definito il punto di spiaggiamento in Località Le Saline sono state prese in considerazione tre ipotesi localizzative (si veda la Figura 2.1). Alternativa 1 Il sito proposto come Alternativa 1 è ubicato in prossimità della Discarica Spirito Santo di Olbia, ad Est della strada di accesso a servizio della Discarica. Tale sito interessa la zona collinare tra Monte Freare e Monte Spirito Santo, caratterizzata da terreni morfologicamente irregolari con quote varianti fra i 20 m s.l.m. e i 45 m s.l.m. Il sito si presenta poco visibile dalle principali vie di comunicazione (S.S. No. 125 e S.S. No. 131d) e dalle aree turistiche ubicate lungo la costa nord-orientale. Alternativa 2 Il sito proposto come Alternativa 2 è ubicato nella piana del Rio della Castagna, caratterizzata da terreni destinati a coltivazioni agricole e pascolo. L area in oggetto è costituita da terreni completamente pianeggianti, caratterizzati da una quota di circa 16 m s.l.m.; non saranno quindi necessari sbancamenti o riempimenti di rilievo per la realizzazione della Centrale. L area ricade parzialmente nella zona di servitù di un elettrodotto A.T. esistente. In considerazione della morfologia pianeggiante dell area, anche se il sito è a circa 2 km dalla Strada Statale No. 125 Orientale Sarda e a circa 2.5 km dalla Strada Statale No.131d, la Centrale sarà visibile dalla zona costiera, ma rimarrà comunque nascosta alla vista della città di Olbia (periferia sud-orientale). Galsi S.p.A. - Milano Pag. 310 Alternativa 3 Il sito proposto come Alternativa 3 è ubicato in un area pianeggiante a circa 120 m di distanza Ovest dal corso d acqua Rio della Castagna e a circa 800 m di distanza Est dal Rio Nannuri ad una quota di circa 19 m s.l.m.. L area è attualmente interessata da una zona ad uso prevalentemente agricolo (colture specializzare e arboree). Localizzazione Prescelta L analisi comparativa tra le tre alternative ha portato a scegliere il sito indicato come Alternativa 3. Analogamente agli altri siti, tale area risulta classificato come area agricola dal Piano di Fabbricazione del Comune di Olbia, tuttavia risulta preferibile in quanto: non ricade all interno della Bellezza Panoramica (ex D.Lgs 42/04 sottoposta a vincolo istituido dal DM 10 Gennaio 1968 Costa della Gallura di Olbia ). è localizzata ad una distanza maggiore dalla costa e pertanto consente una buona mitigazione visiva dalle aree di pregio turistico; non necessita di lavori di scavo e sbancamento per rendere disponibile una superficie di estensione sufficiente per ospitare tutti gli impianti (lavori richiesti per il sito Alternativa 2 ); risulta più lontano dalle aree costiere sottoposte a tutela ambientale rispetto ai siti Alternativa 1 e Alternativa DESCRIZIONE GENERALE DELLA CENTRALE La Centrale, che si estenderà su di un area di circa 190,000 m 2 (di cui 150,000 m 2 occupata dagli impianti), sarà collegata in aspirazione ad una condotta a terra DN 1200 (48 ) proveniente da Porto Botte, ed in mandata alla condotta DN 800 (32 ) in direzione di Piombino. La Centrale sarà essenzialmente costituita da: due unità di compressione con una potenza assorbita di 20 MW cadauna (di cui una in marcia ed una di riserva), azionate da due turbine a gas della potenza termica di 72 MW ciascuna (di cui una in marcia ed una di riserva); un sistema di filtrazione gas; le tubazioni di centrale; un sistema di sfiato (torcia) per la centrale e per le unità di compressione; il sistema gas combustibile; un aerorefrigerante per raffreddare il gas in uscita per ogni treno di compressione. La centrale sarà dotata di un sistema per il controllo, la regolazione, la protezione e la supervisione della centrale stessa. Al sistema di controllo di centrale sono connessi quelli di controllo di ciascuna unità di compressione, installata all interno di cabinati insonorizzati per assicurarne la protezione dagli agenti atmosferici e ridurre il rumore. Sono previsti inoltre i seguenti edifici principali: Galsi S.p.A. - Milano Pag. 411 casa di guardia; fabbricato per uffici; sala controllo; struttura per l antincendio; cabina elettrica per generatore d emergenza ed un fabbricato dedicato alle attività di manutenzione. È prevista una rete stradale interna per collegare l accesso alla centrale con i fabbricati e le aree impianti. Vi saranno camminamenti pavimentati per accedere alle zone di manutenzione ed alle aree di manovra della Centrale. Il layout di Centrale (mostrato in Figura 2.2) è stato studiato al fine di contemperare le necessità di assicurare un elevato standard di sicurezza e di contenere le superfici occupate. In Figura 2.3 sono riportate le planimetrie, prospetti e sezioni dei principali edifici. 2.3 SCELTE PROGETTUALI E APPLICAZIONE DELLE MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI Sistemi di Contenimento delle Emissioni di Inquinanti in Atmosfera I principali inquinanti emessi dal sistema di combustione di una turbina a gas sono il monossido di carbonio (CO) e gli ossidi di azoto (monossido, NO, e biossido, NO 2 ), genericamente indicati come NOx. La formazione del monossido di carbonio è riconducibile all incompleta ossidazione del carbonio presente nel combustibile e può essere minimizzata aumentando la temperatura di combustione ed il tempo di permanenza del combustibile in camera di combustione. Nelle moderne turbine a gas l aspetto critico, responsabile della formazione di NOx, è rappresentato dalla formazione dell NO termico. Esiste infatti una stretta correlazione fra le condizioni stechiometriche, la temperatura della fiamma e la formazione di NO. Il meccanismo di formazione dell NO, infatti, dipende esponenzialmente dalla temperatura della fiamma e linearmente dal tempo di residenza della miscela aria-combustibile ad una data temperatura; in particolare vengono riscontrate apprezzabili quantità di NO a temperature della fiamma superiori a 1,700 K. In una normale fiamma a diffusione, cioè non premiscelata, vi sono zone in cui la miscela è molto magra, altre in cui la miscela risulta molto ricca ed infine casi in cui la miscela si presenta in condizioni stechiometriche o quasi. In queste ultime zone, ove la temperatura raggiunge i 2,300 K, l NO viene generato in elevate quantità. In passato, le camere di combustione delle turbine a gas erano progettate in modo da combinare una zona primaria di combustione quasi stechiometrica con una zona secondaria di combustione in forte eccesso d aria per completare la combustione. Questa tecnica permetteva una grande stabilità di combustione su un ampio campo di funzionamento ma anche una forte produzione di NOx. Per contro, grazie all elevata temperatura ed al lungo tempo di residenza, il processo limitava la formazione di CO. Per la riduzione della produzione di NOx è necessario modificare questo meccanismo di combustione in modo da eliminare la produzione di NO termico. Ciò viene fatto riducendo Galsi S.p.A. - Milano Pag. 512 la temperatura della fiamma e riducendo il tempo di residenza in camera di combustione. I metodi disponibili per ridurre le emissioni in atmosfera da impianti a turbina a gas sono: iniezione di acqua o di vapore in camera di combustione del turbogas con conseguente riduzione della temperatura del bruciatore; premiscelazione del combustibile con aria, in forte eccesso, ma in una composizione ancora combustibile. Per far ciò occorre garantire che la fiamma sia resa molto omogenea in modo da non compromettere la stabilità del processo e che il tempo di residenza sia adeguato al fine di ottenere una combustione completa con bassa formazione di CO. Nel caso della Centrale di Olbia, per consentire la riduzione dei picchi di temperatura, si è scelto di adottare la tecnologia dei bruciatori a bassa produzione di NOx a secco, DLN (Dry- Low-NOx). Il principio di funzionamento dei bruciatori DLN o a premiscelazione consiste nell ottenere una miscela molto omogenea di combustibile e aria, quest ultima dosata in forte eccesso rispetto alle proporzioni stechiometriche in modo da ottenere una miscela povera. Ciò avviene in una camera di pre-miscelamento (premix), interamente dedicata alla miscelazione dei due componenti, prima che avvenga la reazione di combustione. In questo modo vengono ridotte la temperatura di combustione ed i picchi di temperatura nella fiamma, abbattendo drasticamente la formazione di NO. Per migliorare i rendimenti del processo occorre utilizzare alcuni accorgimenti all interno della camera di pre-miscelazione: mantenere la miscela il più possibile omogenea nello spazio più ridotto possibile; impedire l autoaccensione della miscela; impedire la formazione di ritorni di fiamma. Questi risultati vengono generalmente ottenuti con un adeguato progetto delle geometrie della camera di combustione; ciò comporta tuttavia un ristretto campo di funzionamento della turbina a gas in regime pre-mix. Per ampliare il regime di funzionamento della turbina viene ridotto il numero di bruciatori in funzione della riduzione del carico. Per poter estendere il regime di funzionamento sono stati sviluppati dei bruciatori che funzionano in regime pre-mix sino ad un certo carico, al di sotto del quale funzionano a diffusione (bruciatori ibridi). Bisogna tuttavia considerare che una diminuzione spinta della concentrazione degli NOx comporta un aumento della concentrazione del CO emesso. Infatti, il monossido di carbonio è, a tutti gli effetti, un incombusto dovuto alla incompleta ossidazione del carbonio favorita da temperature relativamente più basse e da ridotti tempi di residenza in zona di combustione. Come già accennato la formazione degli ossidi di azoto è favorita da alta temperatura e da breve permanenza nel combustore. Dunque allo stato attuale della tecnologia è necessario ricercare un compromesso tra la riduzione delle emissioni di NOx e di CO. Nel caso della Centrale di Olbia questo sistema, generalmente adottato nelle moderne turbine a gas, permette di garantire emissioni di NOx pari a 50 mg/nm 3 e di CO pari a 50 mg/nm 3 riferiti a gas secchi con contenuto di ossigeno del 15%. Galsi S.p.A. - Milano Pag. 613 2.3.2 Ottimizzazione del Progetto Architettonico L aspetto estetico e l inserimento della Centrale nel contesto ambientale locale sarà particolarmente curato; la scelta dei colori e delle caratteristiche architettoniche delle parti in vista saranno realizzate in modo che possano inserirsi armonicamente nel contesto paesaggistico del sito, compatibilmente con i vincoli stabiliti dalla normativa di sicurezza e con le esigenze d efficienza e funzionalità dell impianto Sistemi per la Prevenzione della Contaminazione del Terreno Le apparecchiature contenenti oli di lubrificazione e/o gli additivi chimici verranno posti in locali chiusi. Le acque di lavaggio della turbina a gas e gli eventuali sversamenti accidentali di oli verranno raccolti in apposite vasche di accumulo per poi essere scaricati a mezzo di botti spurgo e smaltiti in impianti autorizzati secondo quanto previsto dalla normativa vigente. I serbatoi contenenti prodotti potenzialmente contaminanti installati nella Centrale saranno dotati di appositi bacini di contenimento dimensionati per la capacità massima, al fine di evitare che la rottura accidentale di un serbatoio possa contaminare il terreno. Sono previsti controlli periodici dello stato di conservazione dei bacini e delle vasche e formazione del personale al fine di prevenire tale rischio. Il rischio di contaminazione del terreno da parte della Centrale risulterà quindi estremamente limitato sia per le basse quantità utilizzate sia per le misure preventive adottate Altri Accorgimenti Progettuali Oltre a quanto sopra descritto, si è provveduto a: prevedere l installazione di macchine dell ultima generazione disponibile sul mercato, caratterizzate da performances ambientali di alto livello; prevedere l insonorizzazione degli equipment più rumorosi, mediante capottaggio e/o inserimento in box insonorizzati; definire circuiti separati per il sistemi/reti di drenaggio delle: acque reflue civili (a fossa settica), acque di dilavamento provenienti da superfici potenzialmente inquinate (destinate allo smaltimento come rifiuto speciale), acque di dilavamento provenienti dalle coperture degli edifici (disperse nel suolo). Galsi S.p.A. - Milano Pag. 714 3 VINCOLI E CONDIZIONAMENTI 3.1 LEGGI Gli interventi che si andranno a realizzare sono stati progettati nel rispetto di tutte le norme e i regolamenti esistenti; in particolare ci si è attenuti alla seguente vigente legislazione. Gli atti legislativi di riferimento per l opera in esame sono i seguenti: DM 17 Aprile 2008, Regola Tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e degli impianti di trasporto del gas naturale con densità non superiore a 0.8; DM 24 Novembre Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione, l'accumulo e l'utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0.8; Legge del 10 Maggio 1976 No Norme per la tutela delle acque dall inquinamento; DPR del 24 Maggio 1988 No Attivazione delle direttive CEE in materia di qualità dell aria (emissioni gassose in atmosfera); DM del 16 Febbraio 1982 (Ministero degli Interni). Modificazioni del DM del 27 Settembre 1965, concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi; DPR del 29 Luglio 1982 No Approvazione del regolamento concernente l espletamento dei servizi di prevenzione e di vigilanza antincendio; Circolare del 1 Dicembre 1982 No. 53 (Ministero degli Interni). Servizi di prevenzione incendi in materia di rischi di incendi rilevanti. Indicazioni applicative; Legge No. 66 del 4 Marzo 1982 e norme integrative dell ordinamento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; DM del 16 Novembre 1983 (Ministero degli Interni). Elenco della attività, nel campo di rischi d incendi rilevanti, all esame degli ispettori regionali e interregionali; Legge del 7 Dicembre 1984 No Nullaosta provvisorio per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi; DPR 27 Aprile 1955 No. 547 relativo alle Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro; DPCM del 1 Marzo 1991 Limiti massimi di esposizione al rumore negli impianti abitativi e nell ambiente esterno ; D.Lgs 15 Agosto 1991, No Attuazione delle direttive No. 80/1197/CEE, 82/605/CEE, 83/477/CEE, 86/188/CEE e 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell art. 7 della Legge 30 Luglio 1990, No. 212; DPR del 19 Marzo 1956 No Norme generali per l igiene del lavoro; Galsi S.p.A. - Milano Pag. 815 Legge 1 Marzo 1968 No. 186 relativa al riconoscimento delle Norme CEI quali norme di buona tecnica; DPR 21 Luglio 1982 No. 675 relativo al recepimento della direttiva CEE/79/196 sui metodi di protezione che si applicano al materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in "atmosfera esplosiva"; Legge 18 Ottobre 1977 No. 791 sull'attuazione della direttiva CEE/73/23 relativa al materiale elettrico destinato ad essere impegnato entro certi limiti di tensione; Direttiva 2006/95/CE Materiale elettrico utilizzato per tensioni fino a 1000Vca e1500vcc; Decreto Legislativo 19 Settembre 1994 n. 626 Attuazione delle Direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 89/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro; Decreto Legislativo 19 Marzo 1996 No. 242 Modifiche ed integrazione al D.Lgs 9 settembre 1994 No. 626 recante attuazione di direttive Comunitarie riguardanti il miglioramento delle sicurezze e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro; Direttiva 2006/42/CE ex 98/37/CE Direttiva Macchine; DPR 24 Luglio 1996 No. 459 Regolamento per l attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE, concernenti il ravvicinamento della legislazione degli Stati Membri relative alle macchine; Direttiva 2004/108/CE ex 89/336/CE compatibilità elettromagnetica; DM 10 Marzo 1998 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro; DPR 547/55 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro; L. 52/96 recepimento della Direttiva Europea n 94/9/CE (Atex); L. 150/89 (Direttiva europea n 82/130) Norme transitorie per la costruzione e vendita del materiale elettrico destinato ad essere utilizzato in atmosfera esplosiva; DPR 727/82 (Direttiva europea n 79/196/CE) Materiali per i quali si applicano taluni sistemi di protezione; DPR 126/98 Regolamento recante norma per l attuazione della Direttiva 94/9/C (Atex) in materia di apparecchi e sistemi di protezione destinati destinati ad essere utilizzati in atmosfera parzialmente esplosiva (obbligo, a partire dal 1 Luglio 2003, di marcatura CE anche su detto materiale); DM 1 Marzo 1983 Designazione dell organismo italiano autorizzato a rilasciare i certificati per il materiale elettrico antideflagrante ed elenco degli altri organismi CEE autorizzati; DPR 462/01 Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi contro le scariche atmosferiche, dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e impianti elettrici pericolosi; Galsi S.p.A. - Milano Pag. 916 D.Lgs 233/03 Attuazione della Direttiva europea 99/92/CE e altre concernenti il miglioramento della sicurezza e salute dei lavoratori durante il lavoro; Decreto Presidente Repubblica 6 Giugno 2001 No. 380 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia ; Legge 5 Novembre 1971 No "Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica"; Legge 2 Febbraio 1974 No. 64 Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche ; DM 11 Marzo 1988 Istruzioni riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione. 3.2 NORMALIZZAZIONI La progettazione e la costruzione dell impianto saranno eseguite in conformità alle seguenti normative tecniche: Recipienti in Pressione Le norme di riferimento per la realizzazione/installazione di recipienti in pressione sono: ISPESL/PED; API 520/521; ASTM, UNI (per i materiali) Tubazioni Le norme di riferimento per le tubazioni sono: ANSI B 31.3; Standards e norme NACE; API Std; ASTM, UNI (per i materiali) Impianti Strumentali Le norme di riferimento per gli impianti strumentali sono: API Std; UNI Std; ISA Std; ATEX 94/9/CE. Galsi S.p.A. - Milano Pag. 1017 3.2.4 Impianti Elettrici e Zone Pericolose Le norme di riferimento per la realizzazione/installazione di impianti elettrici e quelle relativi alle zone pericolose sono: CEI-EN (CENELEC) Norme Europee Armonizzate; Norma CEI 91-10/1-4; Protezione delle strutture contro i fulmini; CEI (CEI ) costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas- parte 10: classificazione dei luoghi pericolosi; CEI costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas - impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas ; CEI Costruzione elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas Parte 17: Verifica e manutenzione degli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas; CEI III edizione costruzione elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas: guida all applicazione della norma CEI EN (CEI 31-30) - classificazione dei luoghi pericolosi; CEI 31.35/A III edizione costruzione elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas guida all applicazione della norma CEI EN (CEI 31-30) - classificazione dei luoghi pericolosi esempi applicativi; Norma CEI 64-8; Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata ed a 1500 V in corrente continua; CEI 11-1 Impianti di produzione, trasporto e distribuzione energia elettrica; CEI Impianti di produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica - Linee in cavo; CEI da 3-14 a 3-26 Segni grafici per schemi; CEI 17-13/1 Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri B.T.); CEI cat. 3c Prove sui cavi non propaganti l incendio; CEI Prove sui cavi sottoposti al fuoco (non propaganti la fiamma); CEI Prove sui gas emessi durante la combustione; CEI Cavi isolati in gomma non propagante l incendio e a bassissima emissione di fumi Impianti Antincendio Le norme di riferimento per gli impianti antincendio sono: NFPA National Fire Protection Association; Galsi S.p.A. - Milano Pag. 1118 UNI EN 5 Componenti dei sistemi di rivelazione e segnalazione manuale d incendio; UNI EN 9795 Sistemi fissi automatici di rivelazione e segnalazione manuale d incendio; UNI EN 3 Estintori di incendio portatili; UNI/VVF 9492 Estintori carrellati antincendio Civile/Strutturale Le norme di riferimento nel settore dell ingegneria civile/strutturale sono: Decreto Ministeriale 14 Settembre 2005 Norme tecniche per le costruzioni Testo Unico e successive integrazioni/modificazioni (NTC 2008); Ordinanza Presidente Consiglio dei Ministri 23 Marzo 2003 No e successive modifiche "Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica"; UNI EN Calcestruzzo - Specificazione, prestazione, produzione e conformità ; UNI "Calcestruzzo Istruzioni complementari per l applicazione della UNI EN 201-1". 3.3 VINCOLI E CONDIZIONAMENTI DALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE I vincoli derivanti dalle indicazioni degli strumenti della pianificazione territoriale sono riportati nel Quadro di Riferimento Programmatico a cui si rimanda. Galsi S.p.A. - Milano Pag. 1219 4 CARATTERISTICHE DEL PROGETTO DELLA CENTRALE Nel presente capitolo vengono descritte le caratteristiche dell opera a progetto, con riferimento a quanto indicato negli Elaborati di Progetto (GALSI, 2008). La progettazione esecutiva dell opera, prevista come prima fase nel processo di realizzazione dell opera, sarà eseguita nel rispetto della normativa nazionale vigente. In aggiunta saranno assunte come linee guida di progettazione i principali standard nazionali ed internazionali. 4.1 CONFIGURAZIONE GENERALE DELL IMPIANTO La Centrale sarà collegata in aspirazione ad una condotta a terra DN 1200 (48 ) proveniente da Porto Botte, ed in mandata alla condotta DN 800 (32 ) in direzione di Piombino. La Centrale sarà costituita essenzialmente da due unità di compressione con una potenza assorbita di 20 MW cadauna (di cui una in marcia ed una di riserva), un sistema di filtrazione gas, le tubazioni di centrale, un sistema di sfiato (torcia) per la centrale e per le unità di compressione ed il sistema gas combustibile. Per ogni treno di compressione verrà inoltre installato un aerorefrigerante, costituito da un numero di sezioni di scambio termico dimensionate in modo tale da raffreddare il gas in uscita ed un sistema di refrigerazione olio di lubrificazione costituito da un aerorefrigerante in tre sezioni.. La Centrale sarà fornita di un sistema per il controllo, la regolazione, la protezione e la supervisione della centrale stessa. Al sistema di controllo di centrale sono connessi quelli di controllo di ciascuna unità di compressione, installata all interno di cabinati insonorizzati per assicurarne la protezione dagli agenti atmosferici e ridurre il rumore. Sono previsti inoltre i seguenti edifici principali: casa di guardia, fabbricato per uffici, sala controllo, struttura per l antincendio, cabina elettrica per generatore d emergenza ed un fabbricato dedicato alle attività di manutenzione. É prevista una rete stradale interna per collegare l accesso alla centrale con i fabbricati e le aree impianti. Vi saranno camminamenti pavimentati per accedere alle zone di manutenzione ed alle aree di manovra della Centrale. La Centrale di Compressione si estenderà su di un area di circa 190,000 m 2 (di cui 150,000 m 2 occupata dagli impianti) suddivisibili nelle seguenti aree: area impianti; area fabbricati; strade, pavimentazioni e aree verdi. 4.2 PRINCIPALI COMPONENTI DELL IMPIANTO Sistema di Compressione Il sistema di compressione sarà composto di 2 unità uguali fra di loro di cui una in marcia ed una di riserva; ciascuna di esse consisterà in un compressore centrifugo monostadio, con una Galsi S.p.A. - Milano Pag. 1320 potenza assorbita di 20 MW, che sarà azionato da turbina a gas per una potenza disponibile di 26 MW ISO. Sulla linea di aspirazione del compressore è previsto un KO drum, che ha il compito di abbattere eventuali trascinamenti di liquidi che risultassero dannosi per il buon funzionamento del compressore. Sulla linea di mandata di ciascun compressore è previsto un aerorefrigerante, con il compito di ridurre la temperatura del gas dovuta alla compressione ad un valore accettabile per la trasmissione dello stesso nella condotta verso Piombino. Fra la mandata del compressore (dopo l aerorefrigerante) e l aspirazione (a monte del KO drum), è prevista una linea di riciclo completa di una valvola di regolazione definita antipompaggio, che permette di assicurare al compressore la minima portata accettabile per un funzionamento stabile e senza problemi meccanici. In Figura 4.1 è illustrato lo schema di flusso semplificato relativo all unità di compressione; in Appendice A è riportato l elenco delle apparecchiature principali presenti in centrale. Le caratteristiche delle turbine e dei compressori installati sono riassunte Tabella 4.1. Tabella 4.1: Caratteristiche delle Turbine e dei Compressori Caratteristiche delle Turbine Potenza Termica 72 MW t Potenza meccanica condizioni ISO 26 MW Altezza del camino 15 m Temperatura di emissione 500 C Efficienza termica % 36 Consumo di gas combustibile 1.32 kg/s Portata dei fumi di scarico (secchi, 15% di O2) 85 kg/s Caratteristiche dei Compressori Portata 742,000 kg/h Pressione di aspirazione 68.4 barg Temperatura di aspirazione 22 C Pressione di mandata Temperatura di mandata 80 C Temperatura dopo il refrigerante 50 C Potenza assorbita 20 MW Le concentrazioni di inquinanti nei fumi di emissione provenienti dai camini delle turbine sono riconducibili esclusivamente agli ossidi di azoto e al monossido di carbonio. Ciascun turbocompressore sarà dotato di un doppio sistema di lubrificazione: uno per il generatore di gas ed uno che accomuna la turbina di potenza, il moltiplicatore di giri ed il compressore. L olio verrà refrigerato mediante aerorefrigeranti Impianto di Alimentazione, Produzione e Distribuzione di Energia Elettrica Generalità La centrale sarà alimentata da una linea elettrica esterna in MT che farà capo ad un apposita cabina che conterrà un quadro MT; da quest ultimo saranno derivati due trasformatori MT/BT per il sistema di distribuzione. Galsi S.p.A. - Milano Pag. 14 Vedere altro
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 ART. 29
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