Source: http://gennaro-de-natale.blogspot.it/2010/06/
Timestamp: 2017-04-24 17:01:21+00:00

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Avv. Gennaro De Natale - Salerno: giugno 2010
TRIBUNALE DI SALERNOComparsa di costituzione e rispostaPer il Sig. Pinco Pallino, nato a Salerno il 14/07/1958, cf: PNC PLL 61L28 H703J, rapp.to e difeso dall'avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto;Contro la Sig.ra Letizia Lavinia, rapp.ta e difesa dall'avv. Ludmilla Giorgilla.Si ritiene noto e, per brevità, non si ripete il contenuto del ricorso notificato al resistente in data 24/09/2004.Con il presente atto il Sig. Pinco Pallino si costituisce in giudizio e contesta integralmente quanto esposto dalla ricorrente.In particolare, il resistente, contrariamente a quanto riferisce la Sig.ra Letizia Lavinia, si è sempre preso cura dei bisogni della propria famiglia affrontando quotidianamente tutte le spese necessarie per il mantenimento e l'istruzione dei suoi due figli Alexander e Spartacus.Vero è, tuttavia, che da qualche tempo è venuta meno la comunione spirituale dei coniugi e pertanto, non essendo più possibile la prosecuzione della convivenza, il Sig. Pinco Pallino non si oppone alla richiesta avanzata dal coniuge di pervenire ad una separazione consensuale.Tanto premesso, il Sig. Pinco Pallino, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,c h i e d eche l'Ill.mo Sig. Presidente del Tribunale, previo esperimento del tentativo di conciliazione tra i coniugi, voglia:1) Pronunciare la separazione dei coniugi Pinco Pallino e Letizia Lavinia con addebito di responsabilità alla moglie ex art. 151 cc., e per l'effetto autorizzare gli stessi a vivere separati;2) Disporre l'affidamento del figlio minore Spartacus in favore del padre, Sig. Pinco Pallino;3) Disporre a carico del marito l'obbligo di versare un importo mensile per il mantenimento della moglie e del figlio minore Ivan nella misura che l'Ill.mo giudicante vorrà determinare, tenuto conto dell'attuale stato di disoccupazione del Sig. Pinco Pallino nonché del fatto che il figlio Alexander, già maggiorenne ed occupato, è in grado di poter collaborare attivamente alle spese di gestione della famiglia;4) Disporre l'assegnazione dell'appartamento condotto in locazione, sito in S. Pancrazio Martire (Sa), alla Via Franceschiello n. 18, alla Sig.ra Ludmilla Giorgilla. Resta inteso che il Sig. Pinco Pallino, nel minor tempo possibile, trasferirà altrove la propria residenza ed i propri effetti personali.Riserve e salvezze illimitate.Salerno, 15 Novembre 2012Avv. Gennaro De Natale
6/25/2010 11:55:00 PM
6/24/2010 09:15:00 PM
Spett.leWind Telecomunicazioni SpAVia C. G. Viola, 4800148 R O M ASpett.leTelecom Italia SpAPiazza degli Affari, 220123 M I L A N OSpett.Autorità Garante della Concorrenza e del MercatoPiazza G. Verdi, 6/A00198 R O M A06.8582.12.56.Spett.Autorità per le Garanzie nelle ComunicazioniVia Isonzo, 21/B00198 R O M A06.696.449.26Spett.Autorità per le Garanzie nelle ComunicazioniCentro Direzionale – Isola B580143 N A P O L I081.750.76.16Spett.Garante per la Protezione dei Dati PersonaliPiazza di Monte Ciborio, 12100186 R O M A06.696.777.85Oggetto: N. Tel. 089/123456 – Codice cliente 123456789In nome e per conto della Sig.ra Anita Garibaldi, che mi ha conferito espresso incarico ed elettivamente domiciliata presso il mio studio, Vi comunico quanto segue.Nel mese di febbraio c.a., la Wind Telecomunicazioni SpA ha attivato arbitrariamente i propri servizi sulla linea telefonica della mia assistita, senza nessuna richiesta da parte di quest’ultima, chiedendo contestualmente la disattivazione dei servizi Telecom.Inoltre, dal mese di maggio c.a. ad oggi, la mia cliente riceve periodicamente fatture, nonché solleciti di pagamento, da parte della suddetta società.La mia assistita non ha mai sottoscritto nessun abbonamento ai servizi telefonici offerti dalla Wind, né ha mai contattato il relativo call center.La Wind Telecomunicazioni, pertanto, ha posto in essere una pratica commerciale aggressiva e scorretta ai sensi dell’art. 57 D. Lgs. 206/2005, in quanto ha attivato un servizio sulla linea della Sig.ra Garibaldi senza avere ottenuto il consenso, né esplicito né implicito da parte di essa; ciò ha comportato la disattivazione di tutti i servizi da parte di Telecom Italia sulla suddetta utenza; infine, la conseguente riattivazione della precedente linea telefonica Telecom comporterà l’esborso di una somma a titolo di riallaccio: spesa che non sarebbe stata addebitata se la Wind non avesse attivato abusivamente la propria linea.Il comportamento della Wind è stato posto in essere secondo modalità contrarie alla diligenza professionale ed idonee ad escludere la libertà di scelta o di comportamento del consumatore.Inoltre, come se non bastasse, a fronte di una richiesta della Sig.ra Garibaldi di disattivazione del servizio, la Wind ha risposto che le richieste di disdetta vanno indirizzate ad un altro indirizzo (!!!).Infine, La Wind ha trattato illecitamente e senza consenso i dati personali della Sig.ra Garibaldi.Con la presente, pertanto, da valere a tutti gli effetti e conseguenze di legge, invito la Wind a disattivare qualsiasi servizio illegittimamente attivato sulla utenza telefonica della mia assistita, con riserva di chiedere la ripetizione delle spese indebitamente sostenute, presenti e future.Chiedo, infine, agli altri destinatari della presente, di adottare i provvedimenti e le sanzioni opportune, anche al fine di evitare il ripetersi dell’accaduto nei confronti di altri utenti.In mancanza di un riscontro in tempi brevi, sarò costretto ad adire la competente Autorità Giudiziaria per le statuizioni del caso, con aggravio di spese a Vs. carico esclusivo.Preciso, inoltre, stante la compiuta elezione di domicilio, che qualsiasi comunicazione e/o offerta risarcitoria dovrà essere indirizzata presso il mio studio. Qualsiasi comunicazione inviata ad un domicilio diverso sarà considerata tamquam non esset.Cordiali saluti.Avv. Gennaro De Natale
ILL.MO SIG. PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI SALERNOIstanza di riabilitazione ex art. 17 L. 108/96Il Sig. Diego De La Vega, nato a Salerno il 18/07/1959, Codice Fiscale DGD LVG 61H18 H703H, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto;p r e m e s s o- Che l’istante in data 13/03/2002 ha subito un protesto su cambiale di £. 2.500.000;- Che, nei giorni successivi, l’istante ha provveduto al pagamento del suddetto titolo, comprese le spese di protesto ed ogni altro onere connesso; tanto premesso, l’istante, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,c h i e d eChe l’Ill.mo Sig. Presidente del Tribunale di Salerno voglia pronunciare la sua riabilitazione ai sensi dell’art. 17 della Legge 108/96.L’istante, inoltre, dichiara sotto la propria responsabilità di non avere ulteriori protesti alla data odierna.Si Allega:1) Visura protesti rilasciata dalla Camera di Commercio in data 16/06/2006;2) Cambiale del 20/11/2001 con scadenza 10/03/2002 di £. 2.500.000, protestata dal Notaio Alessandro Meridio in Pontecagnano (SA) in data 13/03/2002;3) Quietanza liberatoria del creditore, Sig. Giorgio Ciccio;4) Copia patente del creditore, Sig. Giorgio Ciccio.Salerno, 19 giugno 2006Giorgio CiccioAvv. Gennaro De Natale
6/16/2010 01:25:00 PM
GIUDICE DI PACE DI SALERNOAtto di citazioneIl Sig. Pinco Pallo, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il quale elett.te domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto, espone quanto segue.A) L’istante, in data 16/11/2005, acquistava, presso l'esercizio commerciale Europips SpA, sito in Salerno alla via Panuozzo, alcuni beni mobili per un importo pari ad euro 438,00, come da contratto allegato.B) L'istante era intenzionato a pagare tali beni in contanti, ma veniva gentilmente invitato da un commesso ad aderire alla promozione che consentiva il rimborso del prezzo in comode rate mensili a partire dal mese di ottobre 2006, ossia a distanza di un anno dall’acquisto e ad un tasso d’interesse molto conveniente. All'interno dei locali commerciali, infatti, si trovavano alcuni cartelli pubblicitari che reclamizzavano tale promozione su tutti gli acquisti a partire da un certo valore.C) L'istante, quindi, sottoscriveva un contratto di finanziamento, con la Spartacus Banca SpA, in base al quale avrebbe dovuto rimborsare l'importo di euro 514,20 ripartito in 6 rate mensili da euro 85,70, come descritto sul frontespizio del contratto.D) Tuttavia, come è rilevabile dalle copie delle ricevute attestanti i pagamenti effettivi, l'istante ha pagato in totale la somma di euro 540,50, ossia euro 26,30 in più rispetto a quanto stabilito sul frontespizio del contratto.Il contratto sottoscritto dall’istante è affetto da parziale nullità o annullabilità in quanto la convenuta, in violazione delle norme sulla trasparenza, informazione, correttezza, buona fede ed equità, ha illegittimamente addebitato all’istante spese non concordate per un totale di euro 26,30, ed il loro addebito è, quindi, illegittimo per i motivi che seguono.1) Nella pratica commerciale in oggetto, vi sono rilevanti omissioni informative in merito alla natura ed alle caratteristiche dei finanziamenti offerti nella fase pubblicitaria ed in quella di conclusione del contratto.I messaggi pubblicitari riconducibili alla campagna commerciale oggetto del presente giudizio e le informazioni contenute sul prospetto del contratto sono idonei a creare nei destinatari l’idea che il finanziamento non comporti altri oneri e spese oltre a quelle reclamizzate, in quanto omettono di informare il consumatore (che viene attratto dall’offerta finanziaria così proposta), della esistenza di ulteriori costi a titolo di bollo contratto, spese e/c cl, bollo e/c cl, spese incasso rata, indennità di anticipazione, saldo profitti e perdite.Tali costi rappresentano spese vive e non vengono calcolate (come invece dovrebbe avvenire) nel TAEG che, come detto, rappresenta l’indice del costo totale effettivo del credito a carico del consumatore.A tal fine, si ricorda che l’art. 123 D. LGS. 1/9/93 n. 385 (TU leggi bancarie) impone che in ogni pubblicità di operazioni di credito al consumo debba essere chiaramente indicato il costo complessivo del credito, affinché il consumatore possa disporre di informazioni attendibili sul costo effettivo del credito stesso e omogenee tra le diverse offerte presenti sul mercato e, al contempo, possa raffrontare la convenienza delle diverse offerte di credito.La conoscenza di tali limitazioni è idonea a modificare la percezione del potenziale acquirente in merito all’esatto contenuto della pubblicità e, quindi, in grado di mitigare fortemente il tenore enfatico delle comunicazioni pubblicitarie.Infatti, il consumatore è posto nella condizione di conoscere le condizioni contrattuali soltanto nel momento in cui effettivamente riceve il finanziamento, ossia dopo aver rilasciato i propri dati all’addetto per l’inserimento al computer, in quanto tale sistema di compilazione non consente di procedere ad una stampa preventiva del modulo contrattuale utilizzato e, in ogni caso, di conoscere il contenuto del documento di sintesi e delle condizioni generali, prima della effettiva compilazione.La stampa del modulo contrattuale avviene soltanto se e quando il sistema telematico concede all’operatore l’autorizzazione all’erogazione del credito: in quel momento il contratto viene stampato e viene sottoposto al consumatore per la sottoscrizione, in un clima dominato dalla fretta, dalla confusione e dalla pressione psicologica determinata dalla fila di persone che devono compiere (anch’esse in fretta) la stessa operazione.Soltanto dopo la sottoscrizione viene consegnata al cliente la copia del contratto.Del resto, le clausole che il consumatore è chiamato a sottoscrivere, dopo la compilazione informatica del contratto su modulo prestampato, ingenerano confusione in quanto le indicazioni presenti sul frontespizio del contratto sono riportate in forma sintetica, scarsamente esplicativa, con numerosi richiami a clausole contrattuali sul retro del documento non sottoscritto, e con caratteri illeggibili.Tutto ciò non consente di percepire in forma immediata la natura, le caratteristiche ed i costi del finanziamento oggetto del contratto.A conferma di tale ambiguità depone la circostanza che al finanziamento in esame sono stati applicati altri oneri economici non espressamente menzionati nel contratto (bollo contratto, spese e/c cl, bollo e/c cl, spese incasso rata, indennità di anticipazione, saldo profitti e perdite).Tutte queste voci hanno fatto lievitare il costo del finanziamento di 27,39 euro.Con specifico riferimento alla FASE DI ACQUISIZIONE DEL CONSENSO, la pratica in oggetto configura una fattispecie aggressiva in violazione degli articoli 24 e 25, lettera a), del Codice del Consumo.La pratica commerciale contestata, infatti, in considerazione della natura della condotta, del luogo e dei tempi che caratterizzano la fase di conclusione del contratto, comporta un indebito condizionamento che appare idoneo a limitare notevolmente la capacità del consumatore di prendere una decisione consapevole e, pertanto, idoneo ad indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.L’indebito condizionamento del consumatore discende, innanzitutto, dalla natura della pratica consistente nella apertura di una linea di credito il cui primo utilizzo coincide con l’acquisto del bene prescelto dal consumatore senza che questi ne sia pienamente consapevole.Quanto ai TEMPI DI CONCLUSIONE DEL CONTRATTO, va evidenziato che il consumatore è posto nella condizione di conoscere le condizioni contrattuali a lui applicate, e le condizioni del finanziamento erogato, soltanto in una fase successiva all’acquisizione, da parte del dipendente addetto, dei dati identificativi del consumatore e alla stampa del modulo già personalizzato, in una fase addirittura successiva alla sottoscrizione del contratto.Quanto al LUOGO IN CUI È AVVENUTA LA SOTTOSCRIZIONE DEL CONTRATTO, giova rilevare che il contratto di finanziamento viene stipulato direttamente nel punto vendita, nell’ambito di un contesto ambientale che, in considerazione dell’ampiezza e dell’affollamento del centro commerciale e della sollecitudine con cui, in tali luoghi, si conducono gli acquisti, induce il consumatore (che riceve il modulo contrattuale proprio al momento della sottoscrizione) a non soffermarsi nella lettura delle condizioni generali di contratto o comunque a non richiedere ulteriori informazioni che consentano di chiarire la natura del contratto e le caratteristiche del servizio, in quanto psicologicamente pressato sia dalla fila di persone che attende di poter compiere la stessa operazione, che dalla fretta dell’operatore che deve stipulare il maggior numero possibile di contratti.La pratica commerciale descritta è, pertanto, per un verso, INGANNEVOLE, in violazione degli artt. 21 e 22 del Codice del Consumo, in quanto è caratterizzata da informazioni veicolate con modalità inadeguate o da omissioni informative, poste in essere in tutte le fasi di formazione del consenso all’acquisto: la fase promozionale, quella precontrattuale e quella di conclusione del contratto; per altro verso, aggressiva in violazione del combinato disposto degli articoli 24 e 25, lettera a), del Codice del Consumo, in quanto le modalità di conclusione del contratto non sono tali da garantire una univoca acquisizione del consenso del consumatore alla apertura di una linea di credito e al suo contestuale utilizzo per il finanziamento di un prodotto.La situazione descritta è idonea a determinare un indebito condizionamento che limita notevolmente la capacità del consumatore di prendere una decisione consapevole e, pertanto, idonea ad indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.D’altronde, la Spartacus è gia stata sanzionata numerose volte dall’AGCM proprio per aver posto in essere gli illegittimi comportamenti descritti in narrativa (V. Provv. n. 19621/2009 AGCM; Provv. n. 17126/2007 AGCM; Provv. n. 18165/2008 AGCM; Provv. 20385/2009 AGCM; Provv. n. 20771/2010 AGCM; Provv. n. 20557/2009 AGCM).Anche l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), ai sensi dell’articolo 27, comma 6, del Decreto Legislativo n. 206/05, ha ritenuto, per quanto di sua competenza, che le pratiche commerciali in esame, per come sono congegnate, risultano scorrette ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 del Decreto Legislativo n. 206/05, sulla base delle seguenti considerazioni:– riguardo alle caratteristiche del servizio offerto il settore finanziario si caratterizza per la forte asimmetria informativa esistente tra gli operatori economici ed i consumatori in ragione della complessità della materia in questione e della sporadicità del ricorso alla fruizione dei servizi complessivamente offerti da una società finanziaria;– il TAEG, ossia l’indice del costo totale effettivo del credito a carico del consumatore, assolve, nell'economia complessiva della disciplina del credito al consumo, una funzione essenziale, e la stessa normativa di settore, in particolare l'art. 123 del Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia”, impone che in ogni pubblicità di operazioni di credito al consumo debba essere chiaramente indicato il costo complessivo del credito affinché il consumatore possa disporre di informazioni attendibili sul costo effettivo del credito stesso e omogenee tra le diverse offerte presenti sul mercato e, al contempo, possa raffrontare la convenienza delle diverse offerte di credito;– nel caso di specie, il contratto, nel riportare le indicazioni relative al TAEG, non indica tutti gli elementi da cui ricavare gli esatti costi del finanziamento: in specie, nell'ammontare del TAEG non sono in alcun modo ricompresi i costi specifici del finanziamento, quali ad esempio le spese di tenuta conto e di bollo e le spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate mediante bollettini di conto corrente postale o addebito su c/c bancario stabilite dal creditore;– inoltre, lo stato di bisogno dei soggetti che si rivolgono ad una società finanziaria per ottenere in tempi brevi un finanziamento può comportare la disponibilità a soggiacere a condizioni diverse e più onerose rispetto a quelle offerte e rese particolarmente allettanti dalla scelta di esempi corrispondenti a costi del credito particolarmente bassi o comunque inferiori alla media (V. Provv. n. 19621/2009 AGCM; Provv. n. 17126/2007 AGCM; Provv. n. 18165/2008 AGCM; Provv. 20385/2009 AGCM; Provv. n. 20771/2010 AGCM; Provv. n. 20557/2009 AGCM).Sulla scorta delle precedenti considerazioni, l’istante ha diritto alla restituzione delle somme indebitamente corrisposte a titolo di Bollo contratto, Spese E/C CL, Bollo E/C CL, Spese Incasso Rata, Indennità di Anticipazione (?), Saldo Profitti e Perdite, per un importo pari ad euro 27,39, ovvero, in subordine, alla minore somma di euro 12,77, risultante dallo scomputo della spesa sostenuta a titolo di Bollo Contratto (euro 14,62). Tanto premesso, l’istante, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,c i t aSpartacus Banca SpA, in persona del lrpt, con sede in via Alessandro Pascoli n. 27 – 55555 – FIRENZE, a comparire dinanzi al Giudice di Pace di Salerno, all’udienza del giorno 10 febbraio 1985, locali soliti, ore di rito col prosieguo, per sentir così provvedere:1) Dichiarare priva di titolo, per i motivi di cui in narrativa, la pretesa della convenuta al pagamento integrale delle spese descritte in narrativa;2) Condannare la convenuta almeno alla restituzione della somma di euro 27,39, ovvero, in subordine, alla minor somma pari ad euro 12,77;3) Condannare la convenuta al pagamento delle spese, diritti ed onorari del presente giudizio, con attribuzione al sottoscritto procuratore anticipante.Ai sensi e per gli effetti di cui alla L. 488/99 e succ. mod., l’istante dichiara espressamente di contenere la domanda entro il limite complessivo di euro 1.032,00.In via istruttoria, si chiede ammettersi prova per testi sui capi A) e B) che qui si abbiano per ripetuti e trascritti, preceduto dalle parole “Vero che”, con riserva di indicare i testi alla udienza ex art. 320 cpc, nonché interrogatorio formale del LRPT della convenuta sugli stessi capi.Riserve e salvezze illimitate.Si allegano i seguenti documenti:1) Copia Contratto n. 111111111 del 16/11/2005;2) Copia Fattura Europips SpA;3) Copia bollettini ccp attestanti i pagamenti;4) Copia rendiconto di sintesi del 11/05/2007.Salerno, 16 giugno 2010Avv. Gennaro De NataleRELAZIONE DI NOTIFICASalerno,Ad istanza come in atto:Io sottoscritto Ufficiale Giudiziario, addetto all'Ufficio Notifiche della Corte d’Appello di Salerno, ho notificato e dato copia dell’atto che precede a:Spartacus Banca SpA, in persona del lrpt, con sede in via Giovanni Manzoni n. 48 – 55465 – FIRENZE Pubblicato da
6/16/2010 01:10:00 PM
VED. MEMORIA DI REPLICA EX ART. 190 CPC Pubblicato da
6/10/2010 08:44:00 PM
ATTO DI CITAZIONE PER LESIONI
Il Sig. Ciuffo Ciccillo, nato a Guantanamela il 5/05/1955, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elettivamente domicilia in virtù di procura a margine del presente atto,
1) Che il giorno XX/XX/XXXX alle ore 4,30 circa, in Guantanamela (SA), alla Via Pistacchio, il Sig. Ciuffo Ciccillo cadeva a terra sotto il peso di una panchina in ferro alla quale si era appoggiato: la panchina, infatti, non era fissata al suolo e tale circostanza non era né segnalata né visibile;
2) Che, a causa della caduta, l’istante riportava lesioni refertate dal personale medico dell’Ospedale di Mercato S. Severino (SA);
- Che la responsabilità del sinistro è ascrivibile a colpa esclusiva del Comune di Guantanamela, il quale non ha tenuto il comportamento diligente richiesto in relazione alle condizioni del bene di sua proprietà e posto sotto la sua custodia, avendo omesso di verificare se la panchina versasse in condizioni tali da non recare nocumento agli utenti ed altresì di effettuare i necessari lavori di manutenzione in ottemperanza a precisi obblighi di legge;
- Che, in data AA/AA/AA, veniva formulata, nei confronti del Comune di Guantanamela, richiesta di risarcimento danni;
- Che il Comune di Guantanamela trasmetteva la suddetta richiesta alla Compagnia AAFGHGK, che al momento del sinistro copriva il Comune per la RC;
- Che i danni patiti dal Sig. Ciuffo, in base a quanto risulta da valutazione medico-legale del Dott. Napoleone Bonaparte dell’Azienda Ospedaliera S. Giovanni di Dio e Ruggi d‘Aragona di Salerno, ammontano ad euro 4.096,98, così determinati:
Invalidità del x% (soggetto di 44 anni) = euro *****
Inabilità assoluta 10 gg. = euro ****
Inabilità parziale 10 gg. al 50% = euro *****
Inabilità parziale minima 20 gg. al 25% = euro *****
Danno Morale = euro ******
Spese mediche = euro ******;
- Che, non essendo stato possibile comporre bonariamente la vertenza, si rende necessario adire le vie legali; tanto premesso, il Sig. Ciuffo Ciccillo, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,
il Comune di Guantanamela, in persona del Sindaco lrpt, dom.to per la carica in Guantanamela alla Piazza Municipio n. 1, a comparire dinanzi al Tribunale di Salerno all’udienza del giorno 25 Giugno 2007, locali soliti, ore di rito col prosieguo, per sentir così provvedere:
1) Dichiarare la responsabilità esclusiva del Comune di Guantanamela, in persona del Sindaco lrpt, nel sinistro per cui è causa;
2) Condannare il convenuto a risarcimento, in favore dell’istante, della somma di euro ********, oltre interessi e rivalutazione monetaria come per legge;
3) Condannare il convenuto al pagamento delle spese, diritti ed onorari del presente giudizio con attribuzione al sottoscritto procuratore antistatario.
Con riserva di precisare e modificare le conclusioni ex art. 183 cpc, si invita il convenuto a costituirsi nel termine di almeno 20 giorni prima della suddetta udienza ai sensi e nelle forme stabilite dall’art. 166 cpc, con avvertenza che, in difetto, sarà dichiarata la sua contumacia e che, in tal caso, l’emananda sentenza sarà considerata come emessa in legittimo contraddittorio, e che la costituzione fuori del termine comporterà le decadenze di cui all’art. 167 cpc, per cui non potrà proporre domande riconvenzionali, chiamare terzi in causa, indicare mezzi di prova o produrre documenti.
In via istruttoria, chiede ammettersi prova testimoniale sulle circostanze di cui ai nn. 1) e 2) del presente atto che qui si abbiano per integralmente trascritti, preceduti dalle parole “Vero che”, e si indicano a testi i Sigg.ri 1) Gallo Pollastro, dom.to in ___________; 2) Verde Giuseppe, dom.to in _____________. Si depositano i seguenti documenti:
1) Comunicazione del 4/8/2006;
2) Nota del Comune di Guantanamela del 11/8/2006;
3) Referto del PS dell’Ospedale di Mercato S. Severino del ________;
11) Documentazione attestante spese mediche sostenute.
Al fine del versamento del contributo unificato, ai sensi e per gli effetti di cui alla L. 488/99, si dichiara che il valore della controversia è pari ad euro ********.
Si dichiara di voler ricevere gli avvisi e le comunicazioni di cui agli artt. 133, 134, 176 e 183 cpc a mezzo fax al n. 089/282192, oppure all’indirizzo di posta elettronica g.denatale@ordavvsa.it.
Salerno, 22 Gennaio 2007
Comune di Guantanamela, in persona del Sindaco lrpt, dom.to per la carica in Guantanamela (SA) alla Piazza Municipio n. 1 Pubblicato da
ATTO DI CITAZIONE CONTRO POSTE ITALIANE
GIUDICE DI PACE DI SALERNO Atto di citazione L’avv. Gennaro De Natale, in giudizio ex art. 86 cpc, con studio in Salerno alla via Ogliara, n. 36 Premesso - che l’istante ha ricevuto ha ricevuto incarico dal Sig. Ovidio Tiziano di agire in giudizio nei confronti della ____________, per ottenere la restituzione di somme non dovute; - che la causa era di valore inferiore ad € 1.032.,00, quindi esente da spese, soprattutto in ordine a quella di notifica, anche per la citazione dei testimoni e, conseguentemente, sia sulla busta contenente l’atto, che sull’avviso di ricevimento, era stata apposta, a cura dell’Ufficiale Giudiziario, ben visibile, la dicitura “ATTO ESENTE”; - che da qualche tempo, l’avviso di ricevimento di avvenuta notifica ritorna al mittente con la dicitura “emessa CAD, € 3,40” o “emessa CAN, € 2,80, a cura dell’Ufficio Postale del destinatario dell’atto, laddove CAD è acronimo di Comunicazione di Avvenuto Deposito, mentre CAN, Comunicazione di Avvenuta Notifica; - che per ritirare tale avviso di ricevimento,l’istante ha dovuto pagare la somma di € 2,80; - che tale comportamento delle Poste Italiane S.p.A. è assolutamente illegittimo, in quanto in contrasto con l’art. 8, comma 7, legge n. 890 del 20/11/1982 e successive modificazioni, laddove è previsto che “i costi derivanti dalla spedizione della raccomandata e del relativo avviso di ricevimento di cui al secondo comma dell’art. 18 della legge 20 novembre 1982, n. 890, e successive modificazioni, sono posti a carico del mittente indicato nell’avviso di ricevimento stesso, secondo le previsioni tariffarie vigenti, fatti salvi i casi di esenzione delle spese di notifica previsti dalle leggi vigenti”; - che la Circolare delle Poste Italiane S.p.A. del 22/06/1999, prot. N. 16780 prevede che, per gli atti esenti, l’avviso inerente alla seconda racc.ta dovrà comunque essere restituito alla parte che richiesto la notifica, ma le spese di tale invio non devono essere poste a carico di detto destinatario (con il sistema della tassa a carico) bensì a carico dell’Erario, con addebito sul conto con pagamento differito intestato all’Ufficio NEP, che ha provveduto all’inoltro della prima raccomandata; - che sempre secondo la predetta Circolare, tutti gli Uffici NEP provvedono ad apporre sulle buste verdi, concernenti tali atti esenti, un timbro recante la dicitura “ATTO ESENTE”, di guisa che l’operatore postale, che accetterà la racc.ta comunicazione di avvenuto deposito, predisposta dal portalettere per gli atti non potuti recapitare, non dovrà provvedere alla tassazione del relativo avviso di ricevimento, bensì provvederà a farne copia, che tasserà con segnatasse o impronta Hasler per l’importo dovuto e trasmetterà con mod. 77 all’Ufficio Postale che ha accentato l’atto originario, per l’addebito delle relative tasse sul conto differito intestato all’Ufficio NEP mittente; - che il comma 2 –quater dell’art. 36 l. 28 febbraio 2008, n. 31, che ha convertito con modifiche il decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248 (cd. Decreto mille proroghe) ha aggiunto dopo il quinto comma dell’art. 7 della l. 28 novembre 1982, il seguente: “Se il piego non viene consegnato personalmente al destinatario dell’atto l’agente postale dà notizia al destinatario medesimo dell’avvenuta notificazione dell’atto a mezzo raccomandata (cosiddetta CAN), ed ha abrogato i commi 3 e4 del predetto art. 7; - che anche questo secondo tipo di racc.ta segue la disciplina dettata per la CAD; - che l’istante, in qualità di difensore antistatario, ha pagato € 2,80 per il ritiro della CAD (non dovuto) alla Poste Italiane S.P.A., per poter ritirare l’avviso di ricevimento relativo all’atto giudiziario esente n. 6110/AGP,che si deposita in copia. Tanto premesso l’istante cita Poste Italiane S.p.A., in persona LRPT con sede legale in Roma – Viale Europa n. 190, invitandola a comparire innanzi al Giudice di Pace di Salerno all’udienza del 30 maggio 2009, locali soliti, ora di rito col prosieguo, per sentir così provvedere: 1) dichiarare illegittimo il pagamento preteso dalla società convenuta per la causale di cui in premessa; 2) per l’effetto, condannare Poste Italiane S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t. al pagamento in favore dell’attore della somma indebitamente percepita, così come indicata nella premessa del presente atto, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria. Ai sensi e per gli effetti di cui alla L. 488/99 e succ. mod. , l’istante dichiara di contenere la domanda entro il limite complessivo di € 1.032,00. Con riserva di precisare e modificare le conclusioni ex art. 319 cpc, si invita la convenuta a costituirsi in giudizio, con avvertenza che, in difetto , sarà dichiarata la sua contumacia e che, in tal caso, l’emananda sentenza sarà considerata come emessa in legittimo contraddittorio, e che la costituzione fuori del termine comporterà la decadenza di cui all’art. 167 cpc, per cui non potrà proporre domanda riconvenzionali, chiamare i terzi in causa, indicar mezzi di prova o produrre documenti. In via istruttoria, si chiede ammettersi prova testi con riserva di indicare testi e circostanze all’udienza ex art. 320 cpc, in base al comportamento che terrà la convenuta. Si allegano Copia dell’avviso di ricevimento dell’atto giudiziario Salerno, 12 Marzo 2009 avv. Gennaro de Natale RELAZIONE DI NOTIFICA Salerno, Ad istanza come in atto: Io sottoscritto Ufficiale Giudiziario, addetto all'Ufficio Notifiche della Corte d'Appello di Salerno, ho notificato e dato copia dell'atto che precede a: Poste Italiane S.p.A. – in persona del lrpt – con sede legale in Viale Europa, 190 – 00144 Roma Comparsa conclusionale Per: *********, rappresentata e difesa dall’avv. Gennaro De Natale; Contro: Poste Italiane SpA. * * * * * * * * * * * * * La domanda è fondata e merita accoglimento per i seguenti motivi. 1) L’attore, nel riportarsi a tutto quanto dedotto, eccepito e prodotto, rileva che l’amministrazione della giustizia ha richiesto un parere all’Avvocatura Generale dello Stato che, con nota n. 25247 del 24/9/2008, ha risposto che nel caso di notifiche a persone giuridiche, ed in particolare alle società di capitali, vige il principio dell’immedesimazione organica in virtù del quale la consegna degli atti eseguita a mani di uno dei soggetti elencati dall’art. 145 cpc esaurisce le formalità volute dalla legge. Pertanto l’emissione della C.A.N. non deve essere eseguita quando l’atto giudiziario risulti indirizzato a persona giuridica e la relativa consegna dell’atto sia stata fatta nelle mani di persona diversa dal legale rappresentante. 2) Quanto alla eccezione di prescrizione del diritto sollevata da parte convenuta, vi è da precisare che alla situazione in esame non può applicarsi la fattispecie prevista dall’art. 2951 cc: tale norma, infatti, stabilisce che si prescrivono in un anno i diritti relativi al contratto di trasporto (il diritto alla spedizione ed il diritto al corrispettivo), mentre nel presente giudizio si verte in materia di ripetizione di indebito ex art. 2033 cc. L'azione di ripetizione dell'indebito oggettivo di cui all'art. 2033 cc è un'azione soggetta al termine di prescrizione decennale; tale principio è stato anche ribadito dalla giurisprudenza nei seguenti termini: In materia di somme indebitamente corrisposte, l’atto di recupero costituisce ripetizione di indebito oggettivo, come tale sottoposto a prescrizione decennale ex art. 2946 cc (TAR Toscana, 26/04/2005, n. 1874). La prescrizione stabilita dall’art. 2951, pertanto, cc non è applicabile al caso in esame; qui, infatti, non si verte sui diritti derivanti dal contratto di trasporto, ma si verte in materia di prestazione non dovuta, si chiede la restituzione di una somma che, in base alle leggi vigenti in materia ed illustrate nella documentazione allegata in atti, non doveva essere corrisposta, trattandosi di materia esente da spese. Tutt’altro impugnato, l’istante, come in atti rapp.to, difeso e dom.to, c o n c l u d e affinché l’Ill.mo Giudicante voglia così decidere: 1) Accogliere la domanda proposta e, per l’effetto, condannare la convenuta alla restituzione, in favore dell’attore, della somma di euro 2,80 per le causali dedotte in narrativa; 2) Condannare la convenuta al pagamento delle spese di giudizio, con attribuzione al sottoscritto procuratore anticipante. Salerno, SBLOCCHIAMO LA LEGGE PINTO
6/06/2010 08:27:00 PM
c.a.d.,
ATTO DI NOMINA DI ARBITRO
ATTO DI NOMINA DI ARBITROIl Sig. Marcello Tizio, rapp.to e difeso dall'avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di procura a margine del presente atto;p r e m e s s o- Che l'istante è titolare di n. 2 Polizze Assicurative -Ramo Infortuni- n.ri 123456789 - 987654321; accese presso la BANCA di Pollena Trocchia, C.so Vittorio Emanuele n.172. - Che, in data 02/03/2003, l'istante rimaneva vittima di un infortunio a causa del quale riportava gravi lesioni con conseguente notevole riduzione della efficienza psico-fisica, come risulta da documentazione medica;- Che, conformemente a quanto stabilito nelle condizioni generali di polizza, l'istante denunciava l'evento alla Compagnia Assicuratrice chiedendo il risarcimento dei danni subiti;- Che, con racc.ta del 3/3/2004, l'istante rinnovava la suddetta richiesta senza ottenere alcunché, per cui necessita ricorrere alla presente procedura;- Che a tanto intende provvedere il Sig. Marcello Tizio nella qualità di cui sopra non essendo addivenuto a tutt'oggi ad una soluzione bonaria della vertenza. Tutto ciò premesso, il Sig. Marcello Tizio, come in atti rapp.to, difeso e dom.ton o m i n aquale proprio arbitro il Dott. Leonida, con studio in Salerno alla via S. Crispino, presso l'Azienda Ospedaliera S. Pancrazio, Dipartimento di Medicina Legale e delle Assicurazioni, e, nel contempo, con il presente atto, invita e diffidala TRIS Ass.ni SpA, in persona del legale rappresentante pt, con sede in (20122) Milano, al C.so Turchia n. 23, a compiere la propria elezione di arbitro a norma dell'art. 810 cpc.Si precisa che il presente atto vale anche come costituzione in mora.Salerno, 18 Maggio 2004Avv. Gennaro De NataleRELAZIONE DI NOTIFICASalerno,Ad istanza come in atto:Io sottoscritto Ufficiale Giudiziario, addetto all'Ufficio Notifiche della Corte d’Appello di Salerno, ho notificato e dato copia dell’atto che precede a:TRIS Ass.ni SpA, in persona del legale rappresentante pt, con sede in (20122) Milano, al C.so Turchia n. 23,
6/05/2010 08:32:00 PM
DENUNCIA COMPORTAMENTI AGGRESSIVI DELLE IMPRESE
ECR SpA
Via di Città, 43
0577.30.43.78
Garante per la Protezione dei Dati Personali Piazza di Monte Ciborio, 121
In nome e per conto della Sig.ra Vispa Teresa, che mi ha conferito incarico, ed elettivamente domiciliata presso il mio studio, comunico quanto segue. In data 14/4/2010, alle ore 15,00 circa, una incaricata della ECR SpA ha telefonato (tramite cellulare n. 346/5819xxx) alla Sig.ra Vispa Teresa, dom.ta in Quarrata (PT) alla via Tresoldi n. 62, e, non trovandola in casa, ha riferito al marito, Sig. Pinco Pallino, che dovevano provvedere immediatamente al pagamento di un presunto debito nei confronti della Fastweb, altrimenti sarebbe stato richiesto in tempi brevi il fermo amministrativo dell’auto. Orbene, il comportamento della ECR SpA e dei suoi dipendenti è illegittimo per i seguenti motivi. 1) La comunicazione telefonica della incaricata ECR SpA è stata congegnata in maniera subdola, tale da indurre il destinatario a credere che in breve tempo sarebbe stato attivato un procedimento coattivo di esazione del debito. Si precisa che la ECR non è in possesso di nessun titolo esecutivo, né giudiziale né stragiudiziale, e non ha neanche attivato la procedura di conciliazione prevista per le controversie in materia di telecomunicazioni. Il comportamento posto in essere da ECR risulta oltremodo grave, scorretto e sleale, poiché essa ha prospettato al consumatore un gravissimo pregiudizio come conseguenza dell’inadempimento. Le modalità utilizzate per reclamare il pagamento dell’importo contestato pregiudicano il diritto dei consumatori alla correttezza ed equità nei rapporti negoziali. Infatti, tali società di recupero crediti non possono assolutamente ottenere il fermo amministrativo dei veicoli di proprietà del debitore. Tali prassi, ormai generalizzate, si basano sull’abuso della buona fede da parte dei consumatori e/o debitori. 2) I suddetti comportamenti sono stati considerati invasivi e lesivi della dignità personale da un provvedimento del 30/11/2005 del Garante per la Privacy, che ha definito illecite le sollecitazioni di pagamento rivolte a persone diverse dal debitore, anche se conviventi. Per tutto quanto sopra esposto, si chiede alle Autorità destinatarie della presente, anche e soprattutto in considerazione della situazione di carattere generale, in grado di coinvolgere un gran numero di consumatori, di adottare i provvedimenti opportuni, sanzionando gli autori dei summenzionati comportamenti. Si diffida, infine, la ECR SpA dal reiterare simili condotte, con avvertimento che, in caso di recidiva, si adirà la competente Autorità Giudiziaria per le statuizioni del caso. Cordiali saluti
Via Ogliara, 36
84135 - Salerno Tel/Fax 089.28.21.92 - Cell. 338.28.35.380 email: gedenata@libero.it
6/02/2010 01:02:00 PM

References: art. 151
 art. 17
 art. 320
 ART. 190
 art. 183
 sentenza 
 art. 86
 art. 7
 art. 319
 sentenza 
 art. 320
 art. 2033
 art. 2946