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Timestamp: 2018-02-21 07:33:12+00:00

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﻿Corte di Giustizia CE-UE SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione) del 21 dicembre 2016 - causa C‑201/15 - in linea di principio uno Stato membro di opporsi, in talune circostanze, a licenziamenti collettivi - Studio Cerbone
Corte di Giustizia CE-UE SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione) del 21 dicembre 2016 – causa C‑201/15 – in linea di principio uno Stato membro di opporsi, in talune circostanze, a licenziamenti collettivi
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Corte di Giustizia CE-UE SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione) del 21 dicembre 2016 – causa C‑201/15
15 Con lettere del 26 marzo e del 1° aprile 2013, la AGET Iraklis ha invitato l’Enosi Ergazomenon Tsimenton Chalkidas (sindacato rappresentativo dei lavoratori della fabbrica di Chalkida; in prosieguo: il «sindacato») ad incontri che si sarebbero tenuti, rispettivamente, il 29 marzo e il 4 aprile 2013, per la comunicazione di informazioni sui motivi che avevano condotto all’adozione del summenzionato piano e sulle modalità dei licenziamenti prospettati nonché per la consultazione in merito alle possibilità di evitare o ridurre tali licenziamenti e le loro conseguenze negative.
La direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi, deve essere interpretata nel senso che essa non osta, in linea di principio, ad una normativa nazionale, come quella controversa nel procedimento principale, in forza della quale un datore di lavoro, in mancanza di accordo con i rappresentanti dei lavoratori su un piano di licenziamento collettivo, può procedere al suddetto licenziamento solo se l’autorità pubblica nazionale competente alla quale tale piano deve essere notificato non adotta, nel termine previsto dalla summenzionata normativa e in esito all’esame del fascicolo e ad una valutazione delle condizioni del mercato del lavoro, della situazione dell’impresa nonché dell’interesse dell’economia nazionale, una decisione motivata con la quale è negata l’autorizzazione a realizzare, in tutto o in parte, i licenziamenti prospettati. Diverso è tuttavia il caso qualora risulti – circostanza che spetta, eventualmente, al giudice del rinvio verificare – che, alla luce dei tre criteri di valutazione ai quali tale normativa fa riferimento e dell’applicazione concreta che ne dà la suddetta autorità pubblica, sotto il controllo delle autorità giurisdizionali competenti, la summenzionata normativa ha la conseguenza di privare le disposizioni della direttiva 98/59 del loro effetto utile.L’articolo 49 TFUE deve essere interpretato nel senso che esso osta, in una situazione come quella oggetto del procedimento principale, ad una normativa nazionale come quella descritta nella prima frase del primo comma del presente punto.L’eventuale esistenza, in uno Stato membro, di un contesto caratterizzato da una crisi economica acuta e da un tasso di disoccupazione particolarmente elevato non è atta ad incidere sulle risposte contenute al punto 1 del presente dispositivo.
CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 17 novembre 2016, n. C-216/15 – Lavoro tramite agenzia interinale – Ambito di applicazione – Nozione di “lavoratore” – Nozione di “attività economica”
CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 24 novembre 2016, n. C-454/15 – Politica sociale – Direttiva 2008/94/CE – Articolo 8 – Tutela dei lavoratori subordinati in caso d’insolvenza del loro datore di lavoro
Licenziamenti collettivi: lo Stato può opporsi entro determinati limiti

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
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 Sentenza 
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 Articolo 8