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Cassazione penale. Fermato senza patente offre soldi all’agente di polizia. Assolto
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Posted on 22 gennaio 2016 by Avv. Giuseppe Tripodi
Fermato senza patente offre soldi all’agente di polizia. Assolto
Suprema Corte di Cassazione VI Sezione Penale Sentenza 4 novembre 2015 – 19 gennaio 2016, n. 1935 – Presidente Agrò – Relatore Di Salvo
Anche le Sezioni unite (Sez. U. 2- 4-1998, Kremi), pur esprimendosi nel senso che integra il reato di cui all’art. 73 DPR 309/90 la cessione a terzi di sostanza stupefacente contenente un principio attivo così modesto da escluderne l’efficacia drogante, in quanto i beni oggetto della tutela penale, individuabili in quelli della salute pubblica, della sicurezza e dell’ordine pubblico,sono messi in pericolo anche dallo spaccio di dosi contenenti un principio attivo al di sotto della soglia drogante, si sono richiamate al principio, affermato dalla giurisprudenza costituzionale, secondo il quale, ove la singola condotta sia assolutamente inidonea a porre in pericolo i beni giuridici tutelati, viene meno la riconducibilità della fattispecie concreta a quella astratta. Le indispensabili connotazioni di offensività di quest’ultima, implicano, infatti, di riflesso, la necessità che anche in concreto l’offensività sia ravvisabile, almeno in grado minimo, nella singola condotta dell’agente. In difetto di ciò, la fattispecie verrebbe a refluire nella figura dei reato impossibile.In questa prospettiva si collocano anche varie pronunce della Corte di cassazione,ad esempio,in materia di reati di falso (Cfr., ex plurimis, Cass. 4-11-1993, Buraccini, che ha statuito che la falsità non è punibile quando si riveli in concreto inidonea a ledere l’interesse tutelato dalla genuinità del documento, vale a dire quando non abbia la capacità di conseguire uno scopo antigiuridico ed appaia dei tutto irrilevante ai fini del significato dell’atto e dei suo valore probatorio; Cass., 13-11-1997, Gargiulo, secondo la quale non è punibile, per inidoneità dell’azione a produrre l’evento dannoso, la falsità che si riveli in concreto insuscettibile di produrre una lesione dell’interesse tutelato); o di alimenti (cfr., ad esempio, Cass. 12-3-1998, Piazza, secondo cui, una volta che la USL abbia rilasciato il parere favorevole , essendo già stata accertata la sussistenza dei prescritti requisiti igienico-sanitari, l’esercizio dell’attività dopo tale parere non configura una reale violazione dell’art. 2 I. 283/62, dal momento che il difetto del provvedimento formale di abilitazione, ormai dovuto , non configura alcuna offesa all’interesse tutelato dalla norma).
A quest’ordine di idee possono essere ricondotte anche svariate pronunce di questa Corte in materia di sostanze stupefacenti (cfr., ex plurimis, Cass. 1- 2 -1989, Bellinger, secondo la quale, per la sussistenza del reato, occorre che il materiale oggetto della condotta abbia percentuali di tetraidrocannabinolo sufficienti a rendere effettivamente psicoattivo il contenuto della sostanza; conf. Cass. 2-10­1989, Biscardi, nonché Cass. 1-10-1993, El Mehirsi).
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