Source: http://www.laprevidenza.it/notizie/responsabilita-professionale/struttra-sanitaria-responsabile-dell-evento-dannoso-se-non-dimostra-l-assenza-dell-inadempimento-o-l-irrilevanza-dello-stesso-cassazione-civile-terza-sezione-sentenza-13102017-n-24073-avv-valter-marchetti
Timestamp: 2019-05-24 13:00:00+00:00

Document:
Struttra sanitaria responsabile dell'evento dannoso se non dimostra l'assenza dell'inadempimento o l'irrilevanza dello stesso - La Previdenza - Quotidiano di informazione giuridica - Banca Dati Giuridica
Struttra sanitaria responsabile dell'evento dannoso se non dimostra l'assenza dell'inadempimento o l'irrilevanza dello stesso
Cassazione Civile, Terza Sezione, sentenza 13.10.2017 n. 24073 - Avv. Valter Marchetti
In riforma della decisione del giudice di primo grado, la Corte d'appello di Reggio Calabria ha accertato la responsabilità per inadempimento contrattuale di una Azienda Ospedaliera e la responsabilità da " contatto sociale" del medico chirurgo dipendente della detta Azienda Ospedaliera.
Si trattava, nella fattispecie, di una operazione chirurgica di asportazione totale di un rene cui era stata sottoposta la paziente su consiglio del sanitario che aveva diagnosticato una neoplasia sulla base della presenza di una estesa neoformazione evidenziata dalla indagine ecografica confermata dal risultato Tac- addome; il medico però, ometteva di approfondire l'indagine diagnostica mediante l'esecuzione di un esame bioptico estemporaneo, essendo risultato affetto l'organo asportato ( come messo in evidenza al successivo esame istologico) da una patologia infettiva ( pielonefrite xantogranuolomatosa con ampia area emorragica) che avrebbe richiesto una nefrectomia soltanto parziale anziché l'intercorsa asportazione totale dell'organo.
LA DIFESA DELL'AZIENDA OSPEDALIERA
L'Azienda Ospedaliera tendeva ad escludere la sussistenza, nella fattispecie de qua, della responsabilità contrattuale dell'ente, facendo una errata trasposizione del criterio del " più probabile che non " ­ che opera sul terreno della causalità materiale, sul diverso piano dell'accertamento della imputabilità.
La struttura sanitaria, in particolare, ha dedotto che " le risultanze della c.t.u. medico-legale non consentivano di pervenire ad accertare la incidenza eziologica della omessa diagnosi sulla successiva asportazione totale del rene, in quanto l'ausiliario aveva ritenuto che la esecuzione dell'esame bioptico estemporaneo non avrebbe consentito con certezza di pervenire ad una corretta diagnosi, essendo comunque estremamente difficoltoso distinguere la infezione del carcinoma ".
LA MANCATA ATTUAZIONE DELLA CONDOTTA SANITARIA DOVUTA: IMPUTABILITA' DEL MEDICO
Precisa la Cassazione che la difficoltà che, secondo quanto affermato dal Ctu, il medico incontra nella interpretazione del dato biologico ( difficoltà propria dell'indagine diagnostica cui è chiamato il medico) ai fini della individuazione della particolare patologia infettiva, ricade nell'ambito di quella che è la verifica dell'elemento soggettivo del reato; nella fattispecie occorre invece soffermarsi sull'elemento oggettivo del reato che precede quello soggettivo. Nel caso in esame, si deve evidenziare che l'esame bioptico estemporaneo è prescritto dal protocollo operatorio chirurgico: in caso di mancata attuazione del detto esame bioptico, la sussistenza della relazione eziologica non può che essere ipoteticamente dedotta alla stregua di un criterio di prevedibilità oggettiva ( desumibile da regole statistiche o leggi scientifiche), verificando se il comportamento sanitario omesso poteva o meno ritenersi idoneo ­ in quanto causalmente efficiente ­ ad impedire l'evento dannoso.
A conferma di quanto appena affermato, i Giudici della Cassazione ricordano che deve escludersi dalla serie causale l'omissione di quella condotta che non sarebbe riuscita in alcun modo ad evitare l'evento ( Cassazione Sezioni Unite n 576 del 11/01/2008).
ONERI PROBATORI DEL PAZIENTE DANNEGGIATO
Il paziente che ha subito il danno, ribadisce la Cassazione, deve limitarsi a provare l'esistenza del contratto ( o il contatto sociale) e l'insorgenza o l'aggravamento della patologia ed allegare l'inadempimento del sanitario, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato. Così è accaduto nella fattispecie che ci riguarda.
ONERI PROBATORI DELLA STRUTTURA SANITARIA E DEL MEDICO
L'Azienda Ospedaliera ed il medico, sotto il profilo probatorio, devono invece dimostrare che il lamentato ed allegato inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante.
Secondo i Giudici della Cassazione, la Corte d'appello ha correttamente affermato che " la difficoltà di pervenire comunque ad una diagnosi differenziale non vale ad escludere la astratta idoneità della indagine non effettuata " ad individuare la corretta patologia, e quindi ad impedire l'erronea asportazione totale del rene: è rimasto quindi accertato che l'esame bioptico era richiesto come necessario proprio per confermare od escludere la neoplasia ed evidenziare eventuali patologie diverse
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CHIARINI Maria Margherita - Presidente - Dott. TRAVAGLINO Giacomo - Consigliere - Dott. OLIVIERI Stefano - rel. Consigliere - Dott. CIRILLO Francesco Maria - Consigliere - Dott. POSITANO Gabriele - Consigliere - ha pronunciato la seguente:
sul ricorso 11723-2014 proposto da: AZIENDA OSPEDALIERA BIANCHI MELACRINO MORELLI DI REGGIO CALABRIA in persona del legale rappresentante, Direttore generale pro-tempore, considerata domiciliata ex lege in ROMA, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall'avvocato CARLO MALARA giusta procura a margine del ricorso; - ricorrente - contro I.G., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE G. MAZZINI, 6, presso lo studio dell'avvocato PASQUALE SCRIVO, che la rappresenta e difende giusta procura a margine del controricorso; M.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CICERONE 49, presso lo studio dell'avvocato SVEVA BERNARDINI, rappresentato e difeso dall'avvocato ARMANDO ATTINA' unitamente all'avvocato SALVATORE ATTINA' giusta procura in calce al controricorso; - controricorrenti - avverso la sentenza n. 372/2013 della CORTE D'APPELLO di REGGIO CALABRIA, depositata il 10/10/2013; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 16/12/2016 dal Consigliere Dott. STEFANO OLIVIERI; udito l'Avvocato GIUSEPPE FEMIA; udito l'Avvocato PASQUALE SCRIVO; udito l'Avvocato FABRIZIO DE' MARSI per delega; udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. SOLDI ANNA MARIA che ha concluso per l'accoglimento del 1 motivo di ricorso.
In riforma della decisione di prime cure la Corte d'appello di Reggio Calabria, con sentenza 11.10.2013 n. 372, ha accertato la responsabilità per inadempimento contrattuale dell'Azienda Ospedaliera "Bianchi-Melacrini-Morelli" di Reggio Calabria e la responsabilità da "contatto sociale" del medico chirurgo M.R., dipendente dell'Azienda predetta, in relazione alla esecuzione della operazione di asportazione totale di un rene, cui era stata sottoposta I.G. su consiglio del sanitario il quale aveva diagnosticato una neoplasia in base alla presenza di una estesa neoformazione evidenziata dalla indagine ecografica, confermata dal risultato della TAC all'addome, omettendo tuttavia di approfondire la indagine diagnostica mediante esecuzione di esame bioptico estemporaneo, essendo risultato affetto l'organo asportato, al successivo esame istologico, da una patologia infettiva (pielonefrite xantogranulomatosa con ampia area emorragica) che avrebbe richiesto una nefrectomia soltanto parziale in luogo della asportazione totale dell'organo. La sentenza è stata impugnata per cassazione dall'Azienda ospedaliera con due motivi.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17 dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis. Così deciso in Roma, il 16 dicembre 2016.
LaPrevidenza.it, 30/10/2017

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 1
 art. 13