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Pagamento corrispettivo per cessione ramo di azienda - Avvocato Angelo Cocozza. Studio Legale Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Pagamento corrispettivo per cessione ramo di azienda
Pubblicato: 07 Gennaio 2016 | Scritto da avv. Angelo Cocozza | | | Visite: 2358
Sentenza n. 3202/2015 pubbl. il 28/09/2015 RG n. 701300/2010
Il Giudice Unico del Tribunale di S. Maria C.V., I sezione Civile, dott.ssa Maria Carolina De Falco ha pronunciato la seguente
nella causa iscritta al numero 701300 del Ruolo Generale degli affari civili ordinari contenziosi dell'anno 2010 avente da oggetto: restituzione somme
I. S di M C & C. snc, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa giusto mandato del ricorso introduttivo, dall’Avv.to P. R. del Foro di Pescara unitamente e disgiuntamente all’Avv.to Angelo Cocozza e con quest’ultimo elettivamente domiciliata presso il suo studio in Santa Maria C.V. al Corso Garibaldi n.98
s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa in virtù di procura in calce della copia notificata del ricorso e decreto di fissazione udienza dall’Avv.to A. V. e con questi domiciliata presso il suo studio in Caserta al …. n. ….
All’udienza del 02.04.15, le parti concludevano come da verbale riportandosi agli atti introduttivi e successive integrazioni, ed all’esito il GU assumeva la causa in decisione assegnando alle stesse termini di giorni 60 +20 per il deposito delle comparse conclusionali e memorie di replica.
Con ricorso ex art. 702 bis c.p.c. depositato in data 28.10.10 presso la ex sezione distaccata di Caserta, la soc. A. I. S. di M. C. & Co., premesso di aver stipulato in data 12.10.07 presso il Notaio D. atto di cessione di ramo di azienda registrato in Santa Maria C.V. in data 15.10.07 a mezzo del quale acquistava dalla S. s.r.l. il ramo di azienda relativo all’agenzia di scommesse sportive esercitato dalla cedente con concessione n. 3332 nel Comune de L’Aquila, Via P…. n. 28, ove si pattuiva che “tutti gli effetti giuridici, contabili fiscali, nonché il possesso e quant’altro necessario alla corretta gestione dell’agenzia rimarranno a carico della cedente sino alla data di effetto del presente atto e cioè fino al 15.10.07”( art. 2 ) e che “la cedente si impegna a tenere indenne la cessionaria da ogni pretesa dell’ente concedente (AAMS) o di terzi relativamente alle obbligazioni sorte fino al subentro” (art. 7), riferiva che con missiva del 23.02.09 la AAMS – Ministero delle Finanze le contestava il mancato versamento dei ratei relativi al 2007 per complessivi euro 30.830,00 di cui euro 10.938,42 per imposta unica dell’anno 2007, ed euro 19.891,58 per rata minimi garantiti scaduta il 30.10.07, e che aveva ricevuto il rifiuto da parte della S. s.r.l. di riconoscere che quelle somme erano escluse dall’accordo di cessione (in cui pure venivano considerati alcuni debiti AAMS ma relativi ad altre annualità).
Avendo versato sotto forma di compensazione del corrispettivo previsto nella scrittura privata del 10.02.10 con firme autenticate dal Notaio R. M. di A. (LU) conclusa con Snai s.p.a. la cifra di euro 20.202,44 riferibile proprio a parte delle somme richieste dall’AAMS per il periodo ancora di competenza della S. s.r.l., chiedeva con il rito sommario di cognizione - in assenza di alcuna necessaria attività istruttoria – che il Tribunale condannasse quest’ultima a rimborsarla della complessiva somma di euro 20.202,44 ( pari alla cifra riferibile al periodo fino al 15.10.07).
Si costituiva in giudizio la S. s.r.l., in primis eccependo la nullità del ricorso per genericità del suo contenuto e mancata indicazione dell’istituto giuridico su cui parte ricorrente aveva fondato la sua pretesa, e nel merito escludendo che la convenzione di cessione di ramo di azienda comprendesse anche le voci di credito AAMS oggetto della contesa, ritenendo anzi che la somma di euro 99.457,00 corrispondente ai propri debiti AAMS già fosse stata contemplata quale prezzo della cessione essendo stata sottratta alla cifra di euro 260.000,00.
In ogni caso, non risultava che la ricorrente avesse provveduto a versare l’esborso di cui richiedeva la restituzione, come pure non era comprensibile l’esatto ammontare della somma se solo si osservava che nel medesimo atto veniva richiesta prima la cifra di circa 30.000,00 euro e poi quella di quasi 20.000,00.
Chiedeva, per tutte le ragioni esposte, il rigetto del ricorso ed in rito il mutamento dello stesso ex art. 702 ter c.p.c.
Alla prima udienza, scambiate note illustrative tra le parti, il GU mutava il rito assegnando alle parti i termini ex art. 183 VI co. c.p.c., nei quali la parte attrice articolava mezzi istruttori orali che venivano ammessi dal GOT in sostituzione del Giudice (precedente titolare del ruolo) con ordinanza poi revocata da quest’ultimo che, ritenuta la causa matura per la decisione, fissava l’udienza di precisazione delle conclusioni che si teneva – a seguito dell’assegnazione di parte del contenzioso pendente presso il ruolo della Dott.ssa Dello Stritto in Caserta alla scrivente – in data 02.04.15.
A quell’udienza le parti rassegnavano le proprie conclusioni a verbale, ed all’esito il GU assegnava la causa in decisione con termini di giorni 60+20 per il deposito di comparse conclusionali e memorie di replica.
La domanda formulata nell’interesse della S. A. I. S. snc è fondata e merita accoglimento nei limiti della motivazione che segue.
Invero, dalla lettura dell’atto di cessione autenticato dal Notaio D. in data 12.10.07 e registrato in Santa Maria C.V. in data 15.10.07, si evince che nell’ambito dal corrispettivo previsto per la cessione del ramo di azienda concernente le scommesse sportive relative alla concessione n. 3332 pari ad euro 140.000,00 per avviamento ed euro 120.000,00 per beni mobili ed attrezzature qualità attività, veniva sottratta la cifra di euro 99.457,90 pari a “debiti determinati costituiti da debiti per minimi garantiti relativi agli anni 2000-2002-2002” meglio specificati nell’allegato “C” e rateizzati, tanto che il corrispettivo netto ( art. 3) era calcolato in euro 160.542,10 pari alla somma algebrica di tutte le voci.
Nell’allegato “C” non erano comprese voci relative all’annualità 2007 richieste invece nella missiva dell’AAMS del 23.02.09 oggetto dell’odierna contestazione.
Le parti, inoltre, concordavano che per tutto quanto non compreso nell’elenco quali “debiti per imposta unica relativi a scommesse sportive raccolte ed accettate …fino alla data di effetto del trasferimento del ramo di azienda”, “debiti verso AAMS per biglietti rimborsabili prescritti relativi alle scommesse sportive, per biglietti vincenti prescritti relativi a scommesse, per quote di prelievo relative alle scommesse , per servizi telematici, telefonici e logistici ….maturati alla data di effetto del trasferimento del ramo di azienda” sarebbe rimasto a carico della cedente.
Il principio viene ribadito nell’art. 2.6 dove si afferma che “tutti gli effetti giuridici, contabili e fiscali nonché il possesso e quanto altro necessario alla corretta gestione dell’agenzia rimarranno in carico alla cedente fino alla data di effetto del presente contratto e quindi il 15.10.07”, ed ancora con maggiore chiarezza con espresso riferimento ai debiti verso AAMS nell’art. 7, laddove si precisa che “la cedente si impegna a tenere indenne la cessionaria da ogni pretesa dell’ente concedente AAMS o di terzi relativamente a tali obbligazioni sorte fino al subentro”.
E ciò nel rispetto della disciplina generale della cessione di azienda ove ex art. 2560 c.c. “l’alienante non è liberato dai debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori viabbiano acconsentito”, al pari dell’acquirente (co. 2 norma citata), salvi i diversi accordi nei rapporti tra le parti come nel caso della scrittura or ora esaminata.
Orbene, dalla piana lettura contrattuale non è chi non veda come le pretese contenute nella missiva del 23.02.09 aventi ad oggetto euro 10.938,42 per imposta unica stato anno 2007, ed euro 3.281,53 per sanzioni amministrative, oltre euro 3.979,49 per rate minimi garantiti prescritti vincenti per l’anno 2007, oltre euro 397,95 per sanzioni amministrative, nonché euro 1.882,23 ritardato pagamento per canone di concessione per il secondo semestre 2007, oltre alla penale per il ritardo di euro 188,29, per complessivi euro 20.667,46 (cifra corrispondente all’intero periodo fino al 31.10.07 contenuta nelle note illustrative autorizzate in prima udienza), e correttamente ridotte ad euro 20.202,44 (pretese riferibili alla data del trasferimento, ovvero al 15.10.07), spettavano in capo alla cedente.
Né può affermarsi come fa parte resistente che non vi è prova in atti dell’effettivo pagamento della somma da parte della ricorrente/attrice alla AAMS, ai fini dell’accoglimento della domanda di restituzione, visto l’esborso sotto forma di compensazione effettuato dalla stessa in favore della SNAI s.p.a. all’atto della cessione del ramo di azienda concernente la medesima concessione n. 3332 del 10.02.07, in cui all’art. 3 (corrispettivo) si dà atto che dalla somma complessiva relativa al valore del ramo di azienda ( euro 241.000,00) veniva sottratta la somma di euro 91.000,00 pari ai debiti contenuti nell’allegato “C” , quali debiti verso AAMS per biglietti rimborsabili e vincenti prescritti e per quote di raccolta maturati al trasferimento del ramo di azienda.
Né pervero, parte convenuta ha dimostrato che le somme oggetto del giudizio non fossero ricomprese nella compensazione perché incluse nell’allegato “D”.
La domanda di restituzione della somma di euro 20.202,44 formulata nell’interesse dell’attrice va, dunque accolta con conseguente condanna al versamento della stessa da parte della convenuta.
Ad essa saranno applicati gli interessi legali dalla prima messa in mora risultante in atti risalente al 05.10.09.
Le spese di lite, parametrate al suo valore nonché alla non complessa attività processuale svolta, seguono la soccombenza secondo la liquidazione operata in dispositivo.
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, I sezione Civile, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando nella causa promossa come in narrativa, ogni contraria istanza ed eccezione disattesa, così provvede:
Accoglie la domanda formulata nell’interesse di S. A. I. S. snc di M. C. & Co., in persona del legale rappresentante e per l’effetto condanna la S. s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t. alla restituzione in suo favore della somma di euro 20.202,44 oltre interessi codicistici dalla messa in mora (05.10.09);
Condanna altresì la S. s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., al pagamento in favore dell’attrice a titolo di spese legali della somma di euro 130,00 per spese vive, nonché euro 2.156,66 per compensi professionali, oltre Iva, Cpa e rimborso forfetario come per legge;
Santa Maria C.V., 25.09.15
Dott.ssa Maria Carolina De Falco

References: Sentenza 
 art. 702
 art. 2
 art. 702
 art. 183
 art. 3
 art. 2560