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TAR CALABRIA, Reggio Calabria, Sez. 1^, 24/08/2019, Sentenza n.513 - AmbienteDiritto.it
TAR CALABRIA, Reggio Calabria, Sez. 1^, 24/08/2019, Sentenza n.513
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Diritto urbanistico - edilizia, Procedimento amministrativo, Pubblica amministrazione Numero: 513 | Data di udienza: 26 Giugno 2019
DIRITTO URBANISTICO – EDILIZIA – Ordinanza di demolizione (Art. 31 D.P.R. 380/2001) – PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO – Irrilevanza dell’omessa comunicazione dell’avvio del procedimento (Art.21 octies, comma 2, L.n. 241/1990) – PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Limiti della tutela dell’affidamento del privato – Decorso di un notevole lasso di tempo dalla commissione dell’abuso edilizio – Obbligo di motivazione del Comune sulla prolungata inerzia – Rilevanza delle modeste dimensioni del manufatto oggetto dell’abuso e la necessaria valutazione dei contrapposti interessi (pubblici e privati). Massime a cura dell’Avv. Leo Stilo
Data di udienza: 26 Giugno 2019
Presidente: DE COL
Estensore: CRISCENTI
TAR CALABRIA, Reggio Calabria, Sez. 1^, 24/08/2019 (Ud. 26/06/2019), Sentenza n.513
Massime a cura dell’Avv. Leo Stilo
DIRITTO URBANISTICO – EDILIZIA – PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO – Art.21 octies, comma 2, L.n. 241/1990 e Ordinanza di demolizione: l’irrilevanza dell’omessa comunicazione di avvio del procedimento.
In caso di ordinanza di demolizione come un atto di natura vincolata, l’eventuale omessa comunicazione dell’avvio del relativo procedimento non produce effetti vizianti sull’atto sanzionatorio emanato ex art. 31 D.P.R. 380/2001. Secondo la giurisprudenza maggioritaria, l’ordinanza di demolizione costituisce un atto di natura vincolata, con la conseguenza che l’eventuale omessa comunicazione dell’avvio del relativo procedimento non produce effetti vizianti sull’atto sanzionatorio emanato ex art. 31 D.P.R. 380/2001: “L’esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisce attività vincolata della PA con la conseguenza che i relativi provvedimenti -tra cui l’ordinanza di demolizione- costituiscono atti vincolati per la cui adozione non è necessario l’invio della comunicazione di avvio del procedimento, non essendovi spazio per momenti partecipativi del destinatario dell’atto” (TAR Campania, Napoli, Sez. IV, 9.6.15 n. 3119). Pertanto, in virtù dell’art.21 octies, comma 2, L.n. 241/1990, l’omessa comunicazione ex art. 7 L.n. 241/1990 non determina l’annullabilità del provvedimento: “Per effetto della dequotazione introdotta dall’art. 21 octies L. 241/1990, nei procedimenti preordinati all’emanazione di ordinanze di demolizione di opere edilizie abusive, l’asserita violazione dell’obbligo di comunicazione dell’avvio dell’iter procedimentale non produce l’annullamento del provvedimento, specie quando emerga che il contenuto dell’ordinanza conclusiva del procedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello che è stato in concreto adottato” (TAR Lecce sez. II, 14.3.19 n.441; Cons. St. Sez. VI, 12.8.16 n.3620). Nel caso concreto, se anche tale comunicazione fosse intervenuta, l’apporto partecipativo del ricorrente non sarebbe stato decisivo, quanto meno nei termini dallo stesso prospettati con la censura in esame”.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Rapporto tra l’ordine di demolizione e la tutela dell’affidamento del privato : aspetti esemplificativi del “carattere incolpevole”.
In materia di rapporto tra l’ordine di demolizione e la tutela dell’affidamento del privato, il decorso anche di un lungo tempo non è idoneo a far perdere il potere dell’amministrazione di provvedere in quanto, se così fosse, si realizzerebbe una sorta di sanatoria “extra ordinem”, non potendo la distanza temporale tra l’abuso e la sua repressione giustificare la formazione di un legittimo affidamento anche nell’ipotesi in cui l’attuale proprietaria dell’immobile non sia responsabile dell’abuso (cfr. Cons.St. sez. II, 24.6.19 n.4315). Tuttavia, l’ordinamento tutela l’affidamento di chi versa in una situazione antigiuridica soltanto laddove esso presenti un carattere incolpevole (…) (sentenza n. 9 del 2017 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato). Sicché, si possono individuare alcuni degli elementi sintomatici del predetto carattere incolpevole nell’ipotesi in cui il privato, il quale abbia correttamente ed in senso compiuto reso nota la propria posizione all’Amministrazione, venga indotto da un provvedimento della stessa Amministrazione a ritenere come legittimo il suo operato (TAR Napoli, con sentenze n. 5473 del 20.11.2017, n. 184 del 10.1.2018, n. 685 del 31.1.2018, n. 1273 del 26.2.2018 e n. 1493 del 8.3.2018); o in caso di risalenza nel tempo dell’abuso contestato, l’affidamento ingeneratosi in conseguenza del rilascio del titolo edilizio del locale integrano, complessivamente considerati, altrettanti parametri oggettivi di riferimento da valutare (Consiglio di Stato con la sentenza n. 3372 del 4/6/2018). L’incolpevole affidamento del privato è caratterizzato, nel caso in esame, dalla piena conoscenza dello stato dei luoghi da parte della P.A. e dall’implicita attività di controllo dalla stessa effettuato in merito alla regolarità edilizia ed urbanistica del manufatto.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – DIRITTO URBANISTICO – EDILIZIA – PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO – Il decorso di un notevole lasso di tempo dalla commissione dell’abuso edilizio determina l’obbligo di motivazione del Comune sulla prolungata inerzia.
Nel caso sia decorso un notevole lasso di tempo dalla commissione dell’abuso edilizio, l’Amministrazione è tenuta a specificare la sussistenza dell’interesse pubblico all’eliminazione dell’opera realizzata o, addirittura, a indicare le ragioni della sua prolungata inerzia, atteso che si sarebbe ingenerato un affidamento in capo al privato, solo in caso di situazioni assolutamente eccezionali nelle quali risulti evidente la sproporzione tra il sacrificio imposto al privato e l’interesse pubblico al ripristino della legalità violata(cfr.TAR Napoli sez. VII, 3.5.18 n.2972). Nella specie, il Comune “per superare le smagliature della contraddittoria azione amministrativa posta in essere, avrebbe dovuto ricorrere ad una adeguata motivazione su quello che era il concreto ed attuale l’interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi, comparandolo con l’interesse oppositivo del privato a conservare l’integrità dell’assetto edilizio minacciato”.
DIRITTO URBANISTICO – EDILIZIA – L’ordine di demolizione di un manufatto di modeste dimensioni: l’assenza di un pregiudizio all’interesse pubblico urbanistico.
E’ illegittimo, il provvedimento con il quale un Comune ordina la rimessione in pristino dello stato dei luoghi, in relazione a un abuso edilizio (accertato 54 anni dopo la realizzazione) nel caso in cui lo stesso si traduca in una modifica di lieve entità, con sostanziale assenza di un pregiudizio all’interesse pubblico urbanistico e, pertanto, in mancanza di “ offensività” per l’interesse pubblico tutelato. Ciò che viene a mancare è proprio l’esistenza di un abuso rilevante, tale da giustificare l’irrogazione della sanzione edilizia” (cfr. Cons. St. sez. VI 28.5.18 n. 2237). Nella fattispecie, si trattava di un manufatto di modeste dimensioni ricadente in un cortile di proprietà esclusiva della ricorrente, intercluso alla pubblica via e destinato a vano cucina.
Pres. DE COL, Rel. CRISCENTI – ACCOGLIE
Pubblicato il 24/08/2019 N. 00513/2019
REG.PROV.COLL. N. 00509/2018 REG.RIC.
Comune di Reggio Calabria, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Palma Spataro, con domicilio eletto in Reggio Calabria, via S. Anna II Tr. Palazzo Ce. Dir. presso l’Avvocatura Civica;
-Violazione e falsa applicazione degli artt. 7 e 8 della L. 241/1990 per omessa comunicazione dell’avvio del procedimento relativamente al provvedimento di ingiunzione impugnato.
-Illegittimità del provvedimento per contraddittorietà degli atti; violazione dell’art. 32 comma 37 della L. 326/2003, del principio del legittimo affidamento, nonché sull’errata applicazione del D.P.R. 380/2001.
4. In data 16.11.18 si è costituito in giudizio il Comune di Reggio Calabria, il quale, dopo aver riassunto i fatti, resisteva alle pretese avversarie, ponendo in rilievo che:

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Art.21
 art. 31
 art. 31
 art. 7
 sentenza