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Timestamp: 2020-04-02 04:39:08+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19151 del 28/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19151 del 28/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 28/09/2016, (ud. 27/06/2016, dep. 28/09/2016), n.19151
sul ricorso 15071-2015 proposto da:
CARISMA SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata presso la CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE,
rappresentata e difesa dall’avvocato GIUSEPPE MATONTI giusta procura
avverso da sentenza n. 9998/09/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI SEZIONE DISTACCATA di SALERNO del 09/07/2014,
La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., osserva quanto segale.
1. Con il primo motivo di ricorso si deduce “Violazione art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5). Motivazione errata – Illogica e contraddittorietà, per avere la C.T.R. ritenuto appellato il recupero dell’IVA (OMISSIS), quando invece l’Ufficio aveva limitato l’appello al rilievo concernente l’indeducibilità di costi relativi a “perdite su cambi derivati” ai fini delle II.DD., e per aver fatto riferimento all’inconferente art. 102 TUIR, piuttosto che all’art. 109 applicabile nel caso di specie.
2. Il secondo censura invece la “Violazione e falsa applicazione di legge D.P.R. n. 917 del 1996, art. 109, comma 5 e D.P.R. n. 917 del 1986, art. 112, – Violazione art. 360 c.p.c., comma 3. Falsa applicazione delle norme di diritto”, per avere il giudice d’appello richiamato erroneamente, “a fondamento del proprio convincimento l’art. 102”, mentre in realtà “le operazioni fuori bilancio sono disciplinate dal legislatore fiscale al D.P.R. n. 917 del 1986, art. 112”, in base al cui comma 6 si sarebbe dovuta riconoscere l’inerenza dei costi relativi alle perdite su cambi generate dagli strumenti finanziari (derivati) stipulati dalla società, operante “prevalentemente all’estero”, per prevenire il “rischio di oscillazione del tasso di cambio Euro/Dollaro”.
3. Entrambi i motivi presentano plurimi profili di inammissibilità.
4. Il primo, oltre a non essere corrispondente all’attuale paradigma del vizio motivazionale disciplinato dall’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), applicabile regione temporis alla fattispecie in esame, fa impropriamente leva su banali errori redazionali della sentenza impugnata assolutamente ininfluenti ai fini della decisione, correttamente incentrata sulla deducibilità di costi ai fini delle imposte dirette e sul disposto dell’art. 112 TUIR, solo formalmente digitato come “102”.
5. Il secondo, oltre a risentire della medesima inadeguatezza sopra illustrata, contiene censure in termini di “omessa motivazione” ed “omissione di pronuncia sul merito del contendere” (v. pag. 13 del ricorso) impropriamente veicolati dal tipo di vizio contestato – da proporre semmai ai sensi del successivo art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4), – e comunque affronta specifici aspetti attinenti alla valutazione del materiale probatorio acquisito (specie con riguardo alla esistenza di altri contratti derivati, che però avevano generato non perdite ma utili sui cambi; natura dell’attività svolta, consistente nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di articoli in pelle, conceria e raffineria di pellami nel distretto delle pelli di (OMISSIS)), il cui esame, che risulta già effettuato dai giudici di merito, esula dall’ambito del giudizio di legittimità.
6. In sostanza, quanto contestato come pretesa violazione di legge sembra piuttosto integrare una contestazione sul merito della decisione, in contrasto con il granitico orientamento di questa Corte secondo il quale nemmeno il controllo di adeguatezza e logicità del giudizio di fatto – prima consentito dall’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), nella versione precedentemente in vigore – potrebbe mai sostanziarsi nella revisione del ragionamento decisorio, altrimenti risolvendosi in una vera e propria riformulazione del giudizio di fatto, incompatibile con la funzione assegnata dall’ordinamento al giudizio di legittimità (cfr., ex plurimis, Cass. nn. 959, 961 e 14233 del 2015), spettando in via esclusiva al giudice di merito la selezione degli elementi del suo convincimento (cfr. Cass. n. 26860 del 2014, n. 962 del 2015).

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 102
 art. 109
 art. 112
 art. 360
 art. 112
 sentenza 
 art. 360
 Cass. 
 Cass.