Source: http://relevancy.bger.ch/php/clir/http/index.php?lang=fr&zoom=&type=show_document&highlight_docid=atf%3A%2F%2F92-I-246%3Afr
Timestamp: 2016-10-22 05:24:39+00:00

Document:
92 I 246 42. Estratto della sentenza 8 giugno 1966 nella causa eredi Realini contro FFS.
Art. 19 lettre a LEx. Le seul fait que l'expropri� refuse une proposition transactionnelle de l'expropriant ne peut �tre consid�r� comme une manoeuvre dilatoire, entach�e de mauvaise foi. Il serait contraire au syst�me de la loi de priver l'expropri� d'une partie de la valeur qu'a son fonds au moment de la d�cision de la Commission f�d�rale d'estimation pour le seul motif qu'il n'a pas accept� des propositions transactionnelles ant�rieures. Consid�rants � partir de page 247
Secondo un principio giurisprudenziale recentemente stabilito, la data determinante per la fissazione dell'indennit� di esproprio � quella del giudizio della Commissione federale di stima (RU 89 I 343 e segg.).
Nella fattispecie, le esproprianti vorrebbero per� che l'indennit� sia stabilita sulla base del valore che il fondo espropriato aveva precedentemente, nel 1963, all'epoca cio� in cui esse hanno fatto all'espropriata una ragionevole proposta transattiva. Secondo le esproprianti l'espropriata, rifiutando la proposta, avrebbe perduto il diritto di prevalersi degli aumenti di valore posteriori ad essa. Il rifiuto dell'espropriata dovrebbe infatti essere considerato come un atto di speculazione tendente a un ingiustificato prolungamento della procedura, e suscettibile pertanto di simile sanzione. Esse si riferiscono, a questo riguardo, ad un brano della sentenza RU 89 I 343 (e pi� precisamente al consid. 5 lett. e a p. 351), ove � contenuta una allusione a tale quesito, senza che peraltro esso sia stato risolto.
L'opinione delle esproprianti non pu� per� essere condivisa in concreto. L'espropriato, che viene costretto a cedere il suo bene attraverso l'espropriazione, non commette un atto sleale se rifiuta offerte transattive per rimettersi al giudizio dell'autorit� competente, reso nelle forme della procedura. � ci� anche qualora le sue pretese si rivelassero eccessive, una volta la procedura terminata. La riserva formulata nella sentenza suesposta ha certo una ragione d'essere nel caso possibile in cui una parte si � sforzata di guadagnare tempo con manovre dilatorie contrarie alla buona fede. Ma nulla di simile � stato addotto in concreto a carico dell'espropriata. Da s� solo, il fatto di rifiutare un'offerta transattiva formulata con la riserva di tutti i diritti - ci� che deve valere per entrambe le parti - non pu� considerarsi una manovra di tal genere. La legge favorisce il ricorso alla procedura d'espropriazione da parte dell'espropriato, a tal punto che, di regola, anche le spese dei suoi ricorsi infondati proposti davanti al Tribunale federale non sono messe a suo carico (art. 116 LEspr.). Sarebbe contrario al sistema legale privare l'espropriato d'una parte del valore che il fondo ha alla data determinante della decisione, per il solo motivo ch'egli non ha accettato offerte transattive anteriori. L'adozione di un simile criterio sarebbe per di pi� di natura tale da creare BGE 92 I 246 S. 248la confusione e l'incertezza e obbligherebbe le Commissioni federali di stima a scegliere per le loro valutazioni date determinanti diverse a seconda che ci sia stata o no una offerta transattiva. Tale soluzione comporterebbe una insicurezza giuridica e annullerebbe il beneficio risultante dalla sentenza sopra citata.
Di conseguenza, non potendosi affermare che l'espropriata ha adottato in mala fede manovre dilatorie, al fine di ritardare il giudizio della Commissione per trarne un indebito profitto, � determinante, in concreto, il valore del fondo alla data in cui la Commissione lo ha stimato.

References: sentenza 

Art. 19
 sentenza 
 sentenza 
e contrario
 sentenza