Source: https://www.aeranti.it/legge-15-marzo-1997-n59-qdelega-al-governo-per-il-conferimento-di-funzioni-e-compiti-alle-regioni-ed-enti-locali-per-la-riforma-della-pubblica-amministrazione-e-per-la-semplificazione-amministrativaq/
Timestamp: 2019-12-08 10:18:47+00:00

Document:
Legge 15 marzo 1997, n.59 "Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa" - Aeranti
Home » Normativa » Normativa in materia di procedimento amministrativo e sanzioni amministrative » Legge 15 marzo 1997, n.59 “Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa”
Ripubblicazione del testo della legge 15 marzo 1997, n.59, recante: “Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa”, corredato delle relative note.
(Legge pubblicata nel supplemento ordinario n.56/L alla Gazzetta Ufficiale – serie generale – n.63 del 17 marzo 1997)
1. Il Governo è delegato ad emanare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi volti a conferire alle regioni e agli enti locali, ai sensi degli articoli 5, 118 e 128 della Costituzione, funzioni e compiti amministrativi nel rispetto dei principi e dei criteri direttivi contenuti nella presente legge. Ai fini della presente legge, per “conferimento” si intende trasferimento, delega o attribuzione di funzioni e compiti e per “enti locali” si intendono le province, i comuni, le comunità montane e gli altri enti locali.
2. Sono conferite alle regioni e agli enti locali, nell’osservanza del principio di sussidiarietà di cui all’articolo 4, comma 3, lettera a), della presente legge, anche ai sensi dell’articolo 3 della legge 8 giugno 1990, n.142, tutte le funzioni e i compiti amministrativi relativi alla cura degli interessi e alla promozione dello sviluppo delle rispettive comunità, nonché tutte le funzioni e i compiti amministrativi localizzabili nei rispettivi territori in atto esercitati da qualunque organo o amministrazione dello Stato, centrali o periferici, ovvero tramite enti o altri soggetti pubblici.
a) individuati tassativamente le funzioni e i compiti da mantenere in capo alle amministrazioni statali, ai sensi e nei limiti di cui all’articolo 1;
b) indicati, nell’ambito di ciascuna materia, le funzioni e i compiti da conferire alle regioni anche ai fini di cui all’articolo 3 della legge 8 giugno 1990, n.142, e osservando il principio di sussidiarietà di cui all’articolo 4, comma 3, lettera a), della presente legge, o da conferire agli enti locali territoriali o funzionali ai sensi degli articoli 128 e 118, primo comma, della Costituzione, nonché i criteri di conseguente e contestuale attribuzione e ripartizione tra le regioni, e tra queste e gli enti locali, dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative; il conferimento avviene gradualmente ed entro il periodo massimo di tre anni, assicurando l’effettivo esercizio delle funzioni conferite;
d) soppresse, trasformate o accorpate le strutture centrali e periferiche interessate al conferimento di funzioni e compiti con le modalità e nei termini di cui all’articolo 7, comma 3, salvaguardando l’integrità di ciascuna regione e l’accesso delle comunità locali alle strutture sovraregionali;
2. Gli altri compiti e funzioni di cui all’articolo 1, comma 2, della presente legge, vengono conferiti a regioni, province, comuni ed altri enti locali con decreti legislativi di cui all’articolo 1.
3. I conferimenti di funzioni di cui ai commi 1 e 2 avvengono nell’osservanza dei seguenti principi fondamentali:
a) il principio di sussidiarietà, con l’attribuzione della generalità, dei compiti e delle funzioni amministrative ai comuni, alle province e alle comunità montane, secondo le rispettive dimensioni territoriali, associative e organizzative, con l’esclusione delle sole funzioni incompatibili con le dimensioni medesime, attribuendo le responsabilità pubbliche anche al fine di favorire l’assolvimento di funzioni e di compiti di rilevanza sociale da parte delle famiglie, associazioni e comunità, alla autorità territorialmente e funzionalmente più vicina ai cittadini interessati;
l) il principio di autonomia organizzativa e regolamentare e di responsabilità degli enti locali nell’esercizio delle funzioni e dei compiti amministrativi ad essi conferiti.
a) delegare alle regioni i compiti di programmazione e amministrazione in materia di servizi pubblici di trasporto di interesse regionale e locale; attribuire alle regioni il compito di definire, d’intesa con gli enti locali, il livello dei servizi minimi qualitativamente e quantitativamente sufficienti a soddisfare la domanda di mobilità dei cittadini, servizi i cui costi sono a carico dei bilanci regionali, prevedendo che i costi dei servizi ulteriori rispetto a quelli minimi siano a carico degli enti locali che ne programmino l’esercizio; prevedere che l’attuazione delle deleghe e l’attribuzione delle relative risorse alle regioni siano precedute da appositi accordi di programma tra il Ministro dei trasporti e della navigazione e le regioni medesime, semprechè gli stessi accordi siano perfezionati entro il 30 giugno 1999;
b) prevedere che le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle rispettive competenze, regolino l’esercizio dei servizi con qualsiasi modalità effettuati e in qualsiasi forma affidati, sia in concessione che nei modi di cui agli articoli 22 e 25 della legge 8 giugno 1990, n.142, mediante contratti di servizio pubblico, che rispettino gli articoli 2 e 3 del regolamento (CEE) n.1191/69 ed il regolamento (CEE) n.1893/91, che abbiano caratteristiche di certezza finanziaria e copertura di bilancio e che garantiscano entro il 1° gennaio 2000 il conseguimento di un rapporto di almeno 0,35 tra ricavi da traffico e costi operativi, al netto dei costi di infrastruttura previa applicazione della direttiva 91/440/CEE del Consiglio del 29 luglio 1991 ai trasporti ferroviari di interesse regionale e locale; definire le modalità per incentivare il superamento degli assetti monopolistici nella gestione dei servizi di trasporto urbano e extraurbano e per introdurre regole di concorrenzialità nel periodico affidamento dei servizi; definire le modalità di subentro delle regioni entro il 1° gennaio 2000 con propri autonomi contratti di servizio regionale al contratto di servizio pubblico tra Stato e Ferrovie dello Stato Spa per servizi di interesse locale e regionale;
c) ridefinire, riordinare e razionalizzare, sulla base dei principi criteri di cui al comma 3 del presente articolo, al comma 1 dell’articolo 12 e agli articoli 14, 17 e 20, comma 5, per quanto possibile individuando momenti decisionali unitari, la disciplina relativa alle attività economiche ed industriali, in particolare per quanto riguarda il sostegno e lo sviluppo delle imprese operanti nell’industria, nel commercio, nell’artigianato, nel comparto agroindustriale e nei servizi alla produzione; per quanto riguarda le politiche regionali, strutturali e di coesione della Unione europea, ivi compresi gli interventi nelle aree depresse del territorio nazionale, la ricerca applicata, l’innovazione tecnologica, la promozione della internazionalizzazione della competitività delle imprese nel mercato globale e la promozione della razionalizzazione della rete commerciale anche in relazione all’obiettivo del contenimento dei prezzi e dell’efficienza della distribuzione; per quanto riguarda la cooperazione nei settori produttivi e il sostegno dell’occupazione; per quanto riguarda le attività relative alla realizzazione, all’ampliamento, alla ristrutturazione e riconversione degli impianti industriali, all’avvio degli impianti medesimi e alla creazione, ristrutturazione e valorizzazione di aree industriali ecologicamente attrezzate, con particolare riguardo alle dotazioni ed impianti di tutela dell’ambiente, della sicurezza e della salute pubblica.
5. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 3 della legge 8 giugno 1990, n.142, e del principio di sussidiarietà di cui al comma 3, lettera a), del presente articolo, ciascuna regione adotta, entro sei mesi dall’emanazione di ciascun decreto legislativo, la legge di puntuale individuazione delle funzioni trasferite o delegate agli enti locali e di quelle mantenute in capo alla regione stessa. Qualora la regione non provveda entro il termine indicato, il Governo è delegato ad emanare, entro i successivi novanta giorni, sentite le regioni inadempienti, uno o più decreti legislativi di ripartizione di funzioni tra regione ed enti locali le cui disposizioni si applicano fino alla data di entrata in vigore della legge regionale.
1. E’ istituita una Commissione parlamentare, composta da venti senatori e venti deputati, nominati rispettivamente dai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, su designazione dei gruppi parlamentari.
2. Sugli schemi dei provvedimenti di cui al comma 1 è acquisito il parere della Commissione di cui all’articolo 5, della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e delle Conferenze Stato-Città e autonomie locali allargata ai rappresentanti delle comunità montane. Sugli schemi, inoltre, sono sentiti gli organismi rappresentativi degli enti locali funzionali ed è assicurata la consultazione delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. I pareri devono essere espressi entro trenta giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine i decreti possono comunque essere emanati.
3. Al riordino delle strutture di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), si provvede, con le modalità e i criteri di cui al comma 4-bis dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, introdotto dall’articolo 13, comma 1, della presente legge, entro novanta giorni dalla adozione di ciascun decreto di attuazione di cui al comma 1, del presente articolo. Per i regolamenti di riordino, il parere del Consiglio di Stato è richiesto entro cinquantacinque giorni ed è reso entro trenta giorni dalla richiesta. In ogni caso, trascorso inutilmente il termine di novanta giorni, il regolamento è adottato su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri. In sede di prima emanazione gli schemi di regolamento sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perché su di essi sia espresso il parere della Commissione di cui all’articolo 5, entro trenta giorni dalla data della loro trasmissione. Decorso tale termine i regolamenti possono essere comunque emanati.
1. Gli atti di indirizzo e coordinamento delle funzioni amministrative regionali, gli atti di coordinamento tecnico, nonché le direttive relative all’esercizio delle funzioni delegate, sono adottati previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, o con la singola regione interessata.
a) l’articolo 3 della legge 22 luglio 1975, n. 382;
b) l’articolo 4, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, il primo comma del medesimo articolo limitatamente alle parole da: “nonché la funzione di indirizzo” fino a: “n. 382” e alle parole “e con la Comunità economica europea”, nonché il terzo comma del medesimo articolo, limitatamente alle parole: “impartisce direttive per l’esercizio delle funzioni amministrative delegate alle regioni, che sono tenute ad osservarle, ed”;
c) l’articolo 2, comma 3, lettera d), della legge 23 agosto 1988, n. 400, limitatamente alle parole: “gli atti di indirizzo e coordinamento dell’attività amministrativa delle regioni e, nel rispetto delle disposizioni statutarie, delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano”;
d) l’articolo 13, comma 1, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, limitatamente alle parole: “anche per quanto concerne le funzioni statali di indirizzo e coordinamento”;
e) l’articolo 1, comma 1, lettera h), della legge 12 gennaio 1991, n. 13.
1. Il Governo è delegato ad emanare, entro cinque mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo volto a definire ed ampliare le attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, unificandola, per le materie e i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-Città e autonomie locali. Nell’emanazione del decreto legislativo il Governo si atterrà ai seguenti principi e criteri direttivi:
b) semplificazione delle procedure di raccordo tra Stato e regioni attraverso la concentrazione in capo alla Conferenza di tutte le attribuzioni relative ai rapporti tra Stato e regioni anche attraverso la soppressione di comitati, commissioni e organi omologhi all’interno delle amministrazioni pubbliche;
c) specificazione delle materie per le quali è obbligatoria l’intesa e della disciplina per i casi di dissenso;
2. Dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, i pareri richiesti dalla presente legge alla Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e alla Conferenza Stato-Città e autonomie locali sono espressi dalla Conferenza unificata.
1. Disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi di cui all’articolo 1 possono essere adottate, con il rispetto dei medesimi criteri e principi direttivi e con le stesse procedure, entro un anno dalla data della loro entrata in vigore.
a) razionalizzare l’ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri, anche attraverso il riordino, la soppressione e la fusione di Ministeri, nonché di amministrazioni centrali anche ad ordinamento autonome;
b) riordinare gli enti pubblici nazionali operanti in settori diversi dalla assistenza e previdenza, nonché gli enti privati, controllati direttamente o indirettamente dallo Stato, che operano, anche all’estero, nella promozione e nel sostegno pubblico al sistema produttivo nazionale;
c) riordinare e potenziare i meccanismi e gli strumenti di monitoraggio e di valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell’attività svolta dalle amministrazioni pubbliche;
4. Anche al fine di conformare le disposizioni del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, alle disposizioni della presente legge e di coordinarle con i decreti legislativi emanati ai sensi del presente capo, ulteriori disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, possono essere emanate entro il 31 dicembre 1997. A tal fine il Governo, in sede di adozione dei decreti legislativi, si attiene ai principi contenuti negli articoli 97 e 98 della Costituzione, ai criteri direttivi di cui all’articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, a partire dal principio della separazione tra compiti e responsabilità di direzione politica e compiti di direzione delle amministrazioni, nonché, ad integrazione, sostituzione o modifica degli stessi ai seguenti principi e criteri direttivi:
d) prevedere che i decreti legislativi e la contrattazione possano distinguere la disciplina relativa ai dirigenti da quella concernente le specifiche tipologie professionali, fatto salvo quanto previsto per la dirigenza del ruolo sanitario di cui all’articolo 15 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, e stabiliscano altresì una distinta disciplina per gli altri dipendenti pubblici che svolgano qualificate attività professionali, implicanti le iscrizioni ad albi, oppure tecnico-scientifiche e di ricerca;
f) prevedere che, prima della definitiva sottoscrizione del contratto collettivo, la quantificazione dei costi contrattuali sia dall’ARAN sottoposta, limitatamente alla certificazione delle compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio di cui all’articolo 1-bis della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, alla Corte dei conti, che può richiedere elementi istruttori e di valutazione ad un nucleo di tre esperti, designati, per ciascuna certificazione contrattuale, con provvedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro del Tesoro; prevedere che la Corte dei conti si pronunci entro il termine di quindici giorni, decorso il quale la certificazione si intende effettuata; prevedere che la certificazione e il testo dell’accordo siano trasmessi al comitato di settore e, nel caso di amministrazioni statali, al Governo; prevedere che, decorsi quindici giorni dalla trasmissione senza rilievi, il presidente del consiglio direttivo dell’ARAN abbia mandato di sottoscrivere il contratto collettivo il quale produce effetti dalla sottoscrizione definitiva; prevedere che, in ogni caso, tutte le procedure necessarie per consentire all’ARAN la sottoscrizione definitiva debbano essere completate entro il termine di quaranta giorni dalla data di sottoscrizione iniziale dell’ipotesi di accordo;
g) devolvere, entro il 30 giugno 1998, al giudice ordinario, tenuto conto di quanto previsto dalla lettera a), tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ancorché concernenti in via incidentale atti amministrativi presupposti, ai fini della disapplicazione, prevedendo: misure organizzative e processuali anche di carattere generale atte a prevenire disfunzioni dovute al sovraccarico del contenzioso; procedure stragiudiziali di conciliazione e arbitrato; infine, la contestuale estensione della giurisdizione del giudice amminstrativo alle controversie aventi ad oggetto diritti patrimoniali consequenziali, ivi comprese quelle relative al risarcimento del danno, in materia edilizia, urbanistica e di servizi pubblici, prevedendo altresì un regime processuale transitorio per i procedimenti pendenti;
h) prevedere procedure di consultazione delle organizzazioni sindacali firmatarie dei contratti collettivi dei relativi comparti prima dell’adozione degli atti interni di organizzazione aventi riflessi sul rapporto di lavoro;
i) prevedere la definizione da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica di un codice di comportamento dei dipendenti della pubblica amministrazione e le modalità di raccordo con la disciplina contrattuale delle sanzioni disciplinari, nonché l’adozione di codici di comportamento da parte delle singole amministrazioni pubbliche; prevedere la costituzione da parte delle singole amministrazioni di organismi di controllo e consulenza sull’applicazione dei codici e le modalità di raccordo degli organismi stessi con il Dipartimento della funzione pubblica.
1. Nell’attuazione della delega di cui alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 11 il Governo si atterrà, oltreché ai principi generali desumibili dalla legge 23 agosto 1988, n. 400, dalla legge 7 agosto 1990, n.241, e dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) assicurare il collegamento funzionale e operativo dalla Presidenza del Consiglio dei ministri con le amministrazioni interessate e potenziare, ai sensi dell’articolo 95 della Costituzione, le autonome funzioni di impulso, indirizzo e coordinamento del Presidente del Consiglio dei ministri, con eliminazione, riallocazione e trasferimento delle funzioni e delle risorse concernenti compiti operativi o gestionali in determinati settori, anche in relazione al conferimento di funzioni di cui agli articoli 3 e seguenti;
c) garantire al personale inquadrato ai sensi dell’articolo 38 della legge 23 agosto 1988, n. 400, il diritto di opzione tra il permanere nei ruoli della Presidenza del Consiglio dei ministri e il transitare nei ruoli dell’amministrazione cui saranno trasferite le competenze;
d) trasferire alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per l’eventuale affidamento alla responsabilità dei Ministri senza portafoglio, anche funzioni attribuite a questi ultimi direttamente dalla legge;
e) garantire alla Presidenza del Consiglio dei ministri autonomia organizzativa, regolamentare e finanziaria nell’ambito dello stanziamento previsto ed approvato con le leggi finanziaria e di bilancio dell’anno in corso;
f) procedere alla razionalizzazione e redistribuzione delle competenze tra i Ministeri, tenuto conto delle esigenze derivanti dall’appartenenza dello Stato all’Unione europea, dei conferimenti di cui agli articoli 3 e seguenti e dei principi e dei criteri direttivi indicati dall’articolo 4 e dal presente articolo, in ogni caso riducendone il numero, anche con decorrenza differita all’inizio della nuova legislatura;
g) eliminare le duplicazioni organizzative e funzionali, sia all’interno di ciascuna amministrazione, sia fra di esse, sia tra organi amministrativi e organi tecnici, con eventuale trasferimento, riallocazione o unificazione delle funzioni e degli uffici esistenti, e ridisegnare le strutture di primo livello, anche mediante istituzione di dipartimenti o di amministrazioni ad ordinamento autonomo risultanti dalla aggregazione di uffici di diverse amministrazioni, sulla base di criteri di omogeneità, di complementarietà e di organicità;
i) procedere, d’intesa con le regioni interessate, all’articolazione delle attività decentrate e dei servizi pubblici, in qualunque forma essi siano gestiti o sottoposti al controllo dell’amministrazione centrale dello Stato, in modo che, se organizzati a livello sovraregionale, ne sia assicurata la fruibilità alle comunità, considerate unitariamente dal punto di vista regionale. Qualora esigenze organizzative o il rispetto di standard dimensionali impongano l’accorpamento di funzioni amministrative statali con riferimento a dimensioni sovraregionali, deve essere comunque fatta salva l’unità di ciascuna regione;
l) riordinare le residue strutture periferiche dei Ministeri, dislocate presso ciascuna provincia, in modo da realizzare l’accorpamento e la concentrazione, sotto il profilo funzionale, organizzativo e logistico, di tutte quelle presso le quali i cittadini effettuano operazioni o pratiche di versamento di debiti o di riscossione di crediti a favore o a carico dell’Erario dello Stato;
m) istituire, anche in parallelo all’evolversi della struttura del bilancio dello Stato ed alla attuazione dell’articolo 14 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, un più razionale collegamento tra gestione finanziaria ed azione amministrativa, organizzando le strutture per funzioni omogenee e per centri di imputazione delle responsabilità;
n) rivedere, senza aggravi di spesa e, per il personale disciplinato da contratti collettivi nazionali di lavoro, fino ad una specifica disciplina contrattuale, il trattamento economico accessorio degli addetti ad uffici di diretta collaborazione dei Ministri, prevedendo, a fronte delle responsabilità e degli obblighi di reperibilità e disponibilità ad orari disagevoli, un unico emolumento, sostitutivo delle ore di lavoro straordinario autorizzabili in via aggiuntiva e dei compensi di incentivazione o similari;
o) diversificare le funzioni di staff e di linee, e fornire criteri generali e principi uniformi per la disciplina degli uffici posti alle dirette dipendenze del Ministro, in funzione di supporto e di raccordo tra organo di direzione politica e amministrazione e delle necessità di impedire, agli uffici di diretta collaborazione con il Ministro, lo svolgimento di attività amministrative rientranti nelle competenze dei dirigenti ministeriali;
p) garantire la speditezza dell’azione amministrativa e il superamento della frammentazione delle procedure, anche attraverso opportune modalità e idonei strumenti di coordinamento tra uffici, anche istituendo i centri interservizi, sia all’interno di ciascuna amministrazione, sia fra le diverse amministrazioni; razionalizzare gli organi collegiali esistenti anche mediante soppressione, accorpamento e riduzione del numero dei componenti;
q)istituire servizi centrali per la cura delle funzioni di controllo interno, che dispongano di adeguati servizi di supporto ed operino in collegamento con gli uffici di statistica istituiti ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, prevedendo interventi sostitutivi nei confronti delle singole amministrazioni che non provvedano alla istituzione dei servizi di controllo interno entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo;
s) realizzare gli eventuali processi di mobilità ricorrendo, in via prioritaria, ad accordi di mobilità su base territoriale, ai sensi dell’articolo 35, comma 8, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, prevedendo anche per tutte le amministrazioni centrali interessate dai processi di trasferimento di cui all’articolo 1 della presente legge, nonché di razionalizzazione, riordino e fusione di cui all’articolo11, comma 1, lettera a), procedure finalizzate alla riqualificazione professionale per il personale di tutte le qualifiche e i livelli per la copertura dei posti disponibili a seguito della definizione delle piante organiche e con le modalità previste dall’articolo 3, commi 205 e 206, della legge 28 dicembre 1995, n.549, fermo restando che le singole amministrazioni provvedono alla copertura degli oneri finanziari attraverso i risparmi di gestione sui propri capitoli di bilancio;
t) prevedere che i processi di riordinamento e razionalizzazione sopra indicati siano accompagnati da adeguati processi formativi che ne agevolino l’attuazione, all’uopo conferendo apposite attribuzioni alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; prevedere che, a tal fine, il contingente di personale indicato nel regolamento recante disposizioni per l’organizzazione ed il funzionamento della Scuola superiore sia considerato aggiuntivo rispetto ai contingenti di cui alle tabelle A e B allegate alla legge 23 agosto 1988, n.400; prevedere che il 50 per cento del contingente medesimo sia riservato al personale in posizione di comando e di fuori ruolo; prevedere che le amministrazioni, se la richiesta di comando è motivata da attività svolte dalla Scuola superiore nel loro interesse, debbano dar corso alla richiesta.
3. Il personale di ruolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, comunque in servizio da almeno un anno alla data di entrata in vigore della presente legge presso altre amministrazioni pubbliche, enti pubblici non economici ed autorità indipendenti, è, a domanda, inquadrato nei ruoli delle amministrazioni, autorità ed enti pubblici presso i quali presta servizio, ove occorra in soprannumero; le dotazioni organiche di cui alle tabelle A, B e C allegate alla legge 23 agosto 1988, n.400, sono corrispondentemente ridotte.
1. All’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.400, e successive modificazioni, è aggiunto il seguente comma: “4-bis. L’organizzazione e la disciplina degli uffici dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente d’intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri e con il Ministro del tesoro, nel rispetto dei princìpi posti dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, e successive modificazioni, con i contenuti e con l’osservanza dei criteri che seguono:
b) individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante diversificazione tra strutture con funzioni finali e con funzioni strumentali è loro organizzazione per funzioni omogenee e secondo criteri di flessibilità eliminando le duplicazioni funzionali;
2. Gli schemi di regolamento di cui al comma 4-bis dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.400, introdotto dal comma 1 del presente articolo, sono trasmessi alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica perché su di essi sia espresso il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia entro trenta giorni dalla data della loro trasmissione. Decorso il termine senza che i pareri siano stati espressi, il Governo adotta comunque i regolamenti.
3. I regolamenti di cui al comma 4-bis dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n.400, introdotto dal comma 1 del presente articolo, sostituiscono, per i soli Ministeri, i decreti di cui all’articolo 6, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, come sostituito dall’articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1993, n.546, fermo restando il comma 4 del predetto articolo 6. I regolamenti già emanati o adottati restano in vigore fino alla emanazione dei regolamenti di cui al citato articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n.44, introdotto dal comma 1 del presente articolo.
1. Nell’attuazione della delega di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 11, il Governo perseguirà l’obiettivo di una complessiva riduzione dei costi amministrativi e si atterrà, oltreché ai princìpi generali desumibili dalla legge 7 agosto 1990, n.241, e successive modificazioni, dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, e successive modificazioni, dall’articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n.20, ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) fusione o soppressione di enti con finalità omologhe o complementari, trasformazione di enti per i quali l’autonomia non sia necessaria o funzionalmente utile in ufficio dello Stato o di altra amministrazione pubblica, ovvero in struttura di università, con il consenso della medesima, ovvero liquidazione degli enti inutili; per i casi di cui alla presente lettera il Governo è tenuto a presentare contestuale piano di utilizzo del personale ai sensi dell’articolo 12, comma 1, lettera s), in carico ai suddetti enti;
b) trasformazione in associazioni o in persone giuridiche di diritto privato degli enti che non svolgono funzioni o servizi di rilevante interesse pubblico nonché di altri enti per il cui funzionamento non è necessaria la personalità di diritto pubblico; trasformazione in ente pubblico economico o in società di diritto privato di enti ad alto indice di autonomia finanziaria; per i casi di cui alla presente lettera il Governo è tenuto a presentare contestuale piano di utilizzo del personale ai sensi dell’articolo 12, comma 1, lettera s), in carico ai suddetti enti;
e) contenimento delle spese di funzionamento, anche attraverso ricorso obbligatorio a forme di comune utilizzo di contraenti ovvero di organi, in analogia a quanto previsto dall’articolo 20, comma 7, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, e successive modificazioni;
f) programmazione atta a favorire la mobilità e l’ottimale utilizzo delle strutture impiantistiche.
1. Al fine della realizzazione della rete unitaria delle pubbliche amministrazioni, l’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione è incaricata, per soddisfare esigenze di coordinamento, qualificata competenza e indipendenza di giudizio, di stipulare, nel rispetto delle vigenti norme in materia di scelta del contraente, uno o più contratti-quadro con cui i prestatori dei servizi e delle forniture relativi al trasporto dei dati e all’interoperabilità si impegnano a contrarre con le singole amministrazioni alle condizioni ivi stabilite. Le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n.39, in relazione alle proprie esigenze, sono tenute a stipulare gli atti esecutivi dei predetti contratti-quadro. Gli atti esecutivi non sono soggetti al parere dell’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione e, ove previsto, del Consiglio di Stato. Le amministrazioni non ricomprese tra quelle di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n.39, hanno facoltà di stipulare gli atti esecutivi di cui al presente comma.
2. Gli atti, dati e documenti formati dalla pubblica amministrazione e dai privati con strumenti informatici o telematici, i contratti stipulati nelle medesime forme, nonché la loro archiviazione e trasmissione con strumenti informatici, sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge. I criteri e le modalità di applicazione del presente comma sono stabiliti, per la pubblica amministrazione e per i privati, con specifici regolamenti da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.400. Gli schemi dei regolamenti sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica per l’acquisizione del parere delle competenti Commissioni.
1. Il Comitato scientifico di cui all’articolo 2, comma 3, della legge 24 dicembre 1993, n.537, individua, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sulla base dei criteri stabiliti con decreto del Ministro per la funzione pubblica previa ricognizione delle attività già espletate ivi comprese quelle relative a progetti in corso, i progetti più strettamente finalizzati alla modernizzazione delle pubbliche amministrazioni, all’efficacia e all’efficienza dei servizi pubblici nel quadro di una ottimizzazione e razionalizzazione dell’utilizzazione delle risorse finanziarie. Il Comitato procede altresì alla verifica di congruità dei costi di attuazione dei progetti selezionati ed alla eventuale riduzione della spesa autorizzata.
2. Ai progetti selezionati e verificati ai sensi del comma 1 si applicano le procedure di cui all’articolo 2, commi 1, 2, 3 e 6, della legge 24 dicembre 1993, n.537, e al decreto del Presidente della Repubblica 19 aprile 1994, n.303. I progetti non selezionati o per i quali non sia stata accettata la rideterminazione dei costi non possono avere ulteriore esecuzione. Con decreto del Ministro per la funzione pubblica è dichiarata la revoca dell’approvazione dei predetti progetti ed è determinato il rimborso delle spese per le attività già svolte e per i costi sostenuti relativamente ad essi.
3. Le somme recuperate ai sensi del presente articolo affluiscono allo stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato e sono riassegnate con decreto del Ministro del tesoro ai capitoli 2557, 2560 e 2543 dello stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri per la realizzazione di nuovi progetti per l’attuazione dei processi di riforma della pubblica amministrazione previsti dalla presente legge, secondo le procedure di cui all’articolo 2, commi 1, 2, 3 e 6, della legge 24 dicembre 1993, n.537, e al decreto del Presidente della Repubblica 19 aprile 1994, n.303, nonché per attività di studio e ricerca per l’elaborazione di schemi normativi necessari per la predisposizione dei provvedimenti attuativi di cui alla presente legge, svolta anche in forma collegiale.
1. Nell’attuazione della delega di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 11 del Governo si atterrà, oltreché ai princìpi generali desumibili dalla legge 7 agosto 1990, n.241, e successive modificazioni, dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, e successive modificazioni, dall’articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n.20, ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
b) prevedere e istituire sistemi per la valutazione, sulla base di parametri oggettivi, dei risultati dell’attività amministrativa e dei servizi pubblici favorendo ulteriormente l’adozione di carte dei servizi e assicurando in ogni caso sanzioni per la loro violazione e di altri strumenti per la tutela dei diritti dell’utente e per la sua partecipazione, anche in forme associate, alla definizione delle carte dei servizi ed alla valutazione dei risultati;
d) collegare l’esito dell’attività di valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati alla allocazione annuale delle risorse;
e) costituire presso la Presidenza del Consiglio dei ministri una banca dati sull’attività di valutazione, collegata con tutte le amministrazioni attraverso i sistemi di cui alla lettera a) ed il sistema informatico del Ministero del tesoro – Ragioneria generale dello Stato e accessibile al pubblico, con modalità da definire con regolamento da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.400.
b) riordino, secondo criteri di programmazione, degli enti operanti nel settore, della loro struttura, del loro funzionamento e delle procedure di assunzione del personale, nell’intento di evitare duplicazioni per i medesimi obiettivi, di promuovere e di collegare realtà operative di eccellenza, di assicurare il massimo livello di flessibilità, di autonomia e di efficienza, nonché una più agevole stipula di intese, accordi di programma e consorzi;
c) ridefinire la disciplina e lo snellimento delle procedure per il sostegno della ricerca scientifica, tecnologica e spaziale e per la promozione del trasferimento e della diffusione della tecnologia nell’industria, in particolare piccola e media, individuando un momento decisionale unitario al fine di evitare, anche con il riordino degli organi consultivi esistenti, sovrapposizioni di interventi da parte delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, riordinando gli enti operanti nel settore secondo criteri di programmazione e di valutazione, in aggiunta a quelli previsti dall’articolo 14 della presente legge, favorendo inoltre la mobilità del personale e prevedendo anche forme di partecipazione dello Stato ad organismi costituiti dalle organizzazioni imprenditoriali e dagli enti di settore o di convenzionamento con essi;
d) previsione di organismi, strumenti e procedure per la valutazione dei risultati dell’attività di ricerca e dell’impatto dell’innovazione tecnologica sulla vita economica e sociale;
g) adozione di misure che valorizzino la professionalità e l’autonomia dei ricercatori e ne favoriscano la mobilità interna ed esterna tra enti di ricerca, università, scuola e imprese.
2. In sede di prima attuazione e ai fini dell’adeguamento alla vigente normativa comunitaria in materia, il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica è autorizzato ad aggiornare, con propri decreti, i limiti, le forme e le modalità di intervento e di finanziamento previsti dalle disposizioni di cui al n.41 dell’allegato1, previsto dall’articolo 20, comma 8, della presente legge, ferma restando l’applicazione dell’articolo 11, secondo comma, della legge 17 febbraio 1982, n.46, ai programmi di ricerca finanziati a totale carico dello Stato.
1. Il Governo, entro il 31 gennaio di ogni anno, presenta al Parlamento un disegno di legge per la delegificazione di norme concernenti procedimenti amministrativi, anche coinvolgenti amministrazioni centrali, locali o autonome, indicando i criteri per l’esercizio della potestà regolamentare nonché i procedimenti oggetto della disciplina, salvo quanto previsto alla lettera a) del comma 5. In allegato al disegno di legge è presentata una relazione sullo stato di attuazione della semplificazione dei procedimenti amministrativi.
d) riduzione del numero di procedimenti amministrativi e accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla medesima attività, anche riunendo in una unica fonte regolamentare, ove ciò corrisponda ad esigenze di semplificazione e conoscibilità normativa, disposizioni provenienti da fonti di rango diverso, ovvero che pretendono particolari procedure, fermo restando l’obbligo di porre in essere le procedure stesse;
e) semplificazione e accelerazione delle procedure di spesa e contabili, anche mediante adozione ed estensione alle fasi di integrazione dell’efficacia degli atti, di disposizioni analoghe a quelle di cui all’articolo 51, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, e successive modificazioni;
f) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti amministrativi di funzioni anche decisionali, che non richiedano, in ragione della loro specificità, l’esercizio in forma collegiale, e sostituzione degli organi collegiali con conferenze di servizi o con interventi, nei relativi procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi;
h) previsione, per i casi di mancato rispetto del termine del procedimento, di mancata o ritardata adozione del provvedimento, di ritardato o incompleto assolvimento degli obblighi e delle prestazioni da parte della pubblica amministrazione, di forme di indennizzo automatico e forfettario a favore dei soggetti richiedenti il provvedimento; contestuale individuazione delle modalità di pagamento e degli uffici che assolvono all’obbligo di corrispondere l’indennizzo, assicurando la massima pubblicità e conoscenza da parte del pubblico delle misure adottate e la massima celerità nella corresponsione dell’indennizzo stesso.
7. Le regioni a statuto ordinario regolano le materie disciplinate dai commi da 1 a 6 nel rispetto dei principi desumibili dalle disposizioni in essi contenute, che costituiscono principi generali dell’ordinamento giuridico. Tali disposizioni operano direttamente nei riguardi delle regioni fino a quando esse non avranno legiferato in materia. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano provvedono ad adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme fondamentali contenute nella legge medesima.
8. In sede di prima attuazione della presente legge e nel rispetto dei principi, criteri e modalità di cui al presente articolo, quali norme generali regolatrici, sono emanati appositi regolamenti ai sensi e per gli effetti dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, per disciplinare i procedimenti di cui all’allegato 1 alla presente legge, nonché le seguenti materie:
d) procedure per il conseguimento del titolo di dottore di ricerca, di cui all’articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e procedimento di approvazione degli atti dei concorsi per ricercatore in deroga all’articolo 5, comma 9, della legge 24 dicembre 1993, n. 537;
9. I regolamenti di cui al comma 8, lettera a), b) e c), sono emanati previo parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia.
11. Con il disegno di legge di cui al comma 1, il Governo propone annualmente al Parlamento le norme di delega ovvero di delegificazione necessarie alla compilazione di testi unici legislativi o regolamentari, con particolare riferimento alle materie interessate dalla attuazione della presente legge. In sede di prima attuazione della presente legge, il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di sei mesi decorrenti dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui all’articolo 4, norme per la delegificazione delle materie di cui all’articolo 4, comma 4, lettera c), non coperte da riserva assoluta di legge, nonché testi unici delle leggi che disciplinano i settori di cui al medesimo articolo 4, comma 4, lettera c), anche attraverso le necessarie modifiche, integrazioni o abrogazioni di norme, secondo i criteri previsti dagli articoli 14 e 17 e dal presente articolo.
1. L’autonomia delle istituzioni scolastiche e degli istituti educativi si inserisce nel processo di realizzazione della autonomia e della riorganizzazione dell’intero sistema formativo. Ai fini della realizzazione della autonomia delle istituzioni scolastiche le funzioni dall’Amministrazione centrale e periferica della pubblica istruzione in materia di gestione del servizio di istruzione, fermi restando i livelli unitari e nazionali di fruizione del diritto allo studio nonché gli elementi comuni all’intero sistema scolastico pubblico in materia di gestione e programmazione definiti dallo Stato, sono progressivamente attribuite alle istituzioni scolastiche, attuando a tal fine anche l’estensione ai circoli didattici, alle scuole medie, alle scuole e agli istituti di istruzione secondaria, della personalità giuridica degli istituti tecnici e professionali e degli istituti d’arte ed ampliando l’autonomia per tutte le tipologie degli istituti di istruzione, anche in deroga alle norme vigenti in materia di contabilità delle Stato. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli istituti educativi, tenuto conto delle loro specificità ordinamentali.
2. Ai fini di quanto previsto nel comma 1, si provvede con uno o più regolamenti da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.400, nel termine di nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sulla base dei criteri generali e princìpi direttivi contenuti nei commi 3, 4, 5, 7, 8, 9, 10 e 11 del presente articolo. Sugli schemi di regolamento è acquisito, anche contemporaneamente al parere del Consiglio di Stato, il parere delle competenti Commissioni parlamentari. Decorsi sessanta giorni dalla richiesta di parere alle Commissioni, i regolamenti possono essere comunque emanati. Con i regolamenti predetti sono dettate disposizioni per armonizzare le norme di cui all’articolo 355 del testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, con quelle della presente legge.
4. La personalità giuridica e l’autonomia sono attribuite alle istituzioni scolastiche di cui al comma 1 a mano a mano che raggiungono i requisiti dimensionali di cui al comma 3 attraverso piano di dimensionamento della rete scolastica e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2000 contestualmente alla gestione di tutte le funzioni amministrative che per loro natura possono essere esercitate dalle istituzioni autonome. In ogni caso il passaggio al nuovo regime di autonomia sarà accompagnato da apposite iniziative di formazione del personale, da una analisi delle realtà territoriali, sociali ed economiche delle singole istituzioni scolastiche per l’adozione dei conseguenti interventi perequativi e sarà realizzato secondo criteri di gradualità che valorizzino le capacità di iniziativa delle istituzioni stesse.
7. Le istituzioni scolastiche che abbiano conseguito personalità giuridica e autonomia ai sensi del comma 1 e le istituzioni scolastiche già dotate di personalità e autonomia, previa realizzazione anche per queste ultime delle operazioni di dimensionamento di cui al comma 4, hanno autonomia organizzativa e didattica, nel rispetto degli obiettivi del sistema nazionale di istruzione degli standard di livello nazionale.
9. L’autonomia didattica è finalizzata al perseguimento degli obiettivi generali del sistema nazionale di istruzione, nel rispetto della libertà di insegnamento, della libertà di scelta educativa da parte delle famiglie e del diritto ad apprendere. Essa si sostanzia nella scelta libera e programmata di metodologie, strumenti, organizzazione e tempi di insegnamento, da adottare nel rispetto della possibile pluralità di opzioni metodologiche, e in ogni iniziativa che sia espressione di libertà progettuale, compresa l’eventuale offerta di insegnamenti opzionali, facoltativi o aggiuntivi e nel rispetto delle esigenze formative degli studenti. A tal fine, sulla base di quanto disposto dall’articolo 1, comma 71, della legge 23 dicembre 1996, n.662, sono definiti criteri per la determinazione degli organici funzionali di istituto, fermi restando il monte annuale orario complessivo previsto per ciascun curriculum e quello previsto per ciascuna delle discipline ed attività indicate come fondamentali di ciascun tipo o indirizzo di studi e l’obbligo di adottare procedure e strumenti di verifica e valutazione della produttività scolastica e del raggiungimento degli obiettivi.
10. Nell’esercizio dell’autonomia organizzativa e didattica le istituzioni scolastiche realizzano, sia singolarmente che in forme consorziate, ampliamenti dell’offerta formativa che prevedano anche percorsi formativi per gli adulti, iniziative di prevenzione dell’abbandono e della dispersione scolastica, iniziative di utilizzazione delle strutture e delle tecnologie anche in orari extrascolastici e a fini di raccordo con il mondo del lavoro, iniziative di partecipazione a programmi nazionali, regionali o comunitari e nell’ambito di accordi tra le regioni e l’amministrazione scolastica, percorsi integrati tra diversi sistemi formativi. Le istituzioni scolastiche autonome hanno anche autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo nei limiti del proficuo esercizio dell’autonomia didattica e organizzativa. Gli istituti regionali di ricerca, sperimentazione e aggiornamento educativi, il Centro europeo dell’educazione, la Biblioteca di documentazione pedagogica e le scuole ed istituti a carattere atipico di cui alla parte I, titolo II, capo III, del testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, sono riformati come enti finalizzati al supporto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche autonome.
11. Con regolamento adottato ai sensi del comma 2, sono altresì attribuite la personalità giuridica e l’autonomia alle Accademie di belle arti, agli Istituti superiori per le industrie artistiche, ai Conservatori di musica, alle Accademie nazionali di arte drammatica e di danza, secondo i principi contenuti nei commi 8, 9 e 10 e con gli adattamenti resi necessari dalle specificità proprie di tali istituzioni.
13. Con effetto dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di cui ai commi 2 e 11 sono abrogate le disposizioni vigenti con esse incompatibili, la cui ricognizione è affidata ai regolamenti stessi. Il Governo è delegato ad aggiornare e coordinare, entro un anno dalla data di entrata in vigore delle predette disposizioni regolamentari, le norme del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, apportando tutte le conseguenti e necessarie modifiche.
14. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro del tesoro, sono emanate le istruzioni generali per l’autonoma allocazione delle risorse, per la formazione dei bilanci, per la gestione delle risorse ivi iscritte e per la scelta dell’affidamento dei servizi di tesoreria o di cassa, nonché per le modalità del riscontro delle gestioni delle istituzioni scolastiche, anche in attuazione dei princìpi contenuti nei regolamenti di cui al comma 2. E’ abrogato il comma 9 dell’articolo 4 della legge 24 dicembre 1993, n.537.
15. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo è delegato ad emanare un decreto legislativo di riforma degli organi collegiali della pubblica istruzione di livello nazionale e periferico che tenga conto della specificità del settore scolastico, valorizzando l’autonomo apporto delle diverse componenti e delle minoranze linguistiche riconosciute, nonché delle specifiche professionalità e competenze, nel rispetto dei seguenti criteri:
a) armonizzazione della composizione, dell’organizzazione e delle funzioni dei nuovi organi con le competenze dell’amministrazione centrale e periferica come ridefinita a norma degli articoli 12 e 13 nonché con quelle delle istituzioni scolastiche autonome;
b) razionalizzazione degli organi a norma dell’articolo 12, comma 1, lettera p);
c) eliminazione delle duplicazioni organizzate e funzionali, secondo quanto previsto dall’articolo 12, comma 1, lettera g);
d) valorizzazione del collegamento con le comunità locali a norma dell’articolo 12, comma 1, lettera i);
e) attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 59 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, e successive modificazioni, nella salvaguardia del principio della libertà di insegnamento.
16. Nel rispetto del principio della libertà di insegnamento e in connessione con l’individuazione di nuove figure professionali del personale docente, ferma restando l’unicità della funzione, ai capi d’istituto è conferita la qualifica dirigenziale contestualmente all’acquisto della personalità giuridica e dell’autonomia da parte delle singole istituzioni scolastiche. I contenuti e le specificità della qualifica dirigenziale sono individuati con decreto legislativo integrativo delle disposizioni del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, e successive modificazioni, da emanare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sulla base dei seguenti criteri:
a) l’affidamento, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, di autonomi compiti di direzione, di coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, di gestione di risorse finanziarie e strumentali, con connesse responsabilità in ordine ai risultati;
b) il raccordo tra i compiti previsti dalla lettera a) e l’organizzazione e le attribuzioni dell’amministrazione scolastica periferica, come ridefinite ai sensi dell’articolo 13, comma 1;
c) la revisione del sistema di reclutamento, riservato al personale docente con adeguata anzianità di servizio, in armonia con le modalità previste dall’articolo 28 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29;
d) l’attribuzione della dirigenza ai capi d’istituto attualmente in servizio, assegnati ad una istituzione scolastica autonoma, che frequentino un apposito corso di formazione.
1. Sono trasferite alle regioni le funzioni amministrative dello Stato in materia di ricerca e utilizzazione delle acque minerali e termali e la vigilanza sulle attività relative.
Di conseguenza le partecipazioni azionarie o le attività, i beni, il personale, i patrimoni, i marchi e le pertinenze delle aziende termali, già inquadrate nel soppresso Ente autonomo gestione aziende termali (EA-GAT) e del Centro ittico tarantino-campano spa sono trasferiti a titolo gratuito alle regioni e alle province autonome nel cui territorio sono ubicati gli stabilimenti termali in base ai piani di rilancio di cui al comma 2.
4. Nel caso in cui le regioni o le province autonome territorialmente interessate non presentino alcun progetto entro il termine indicato al comma 2, il Ministro del tesoro, anche in deroga alle vigenti norme di legge e di regolamento sulla contabilità dello Stato, determina i criteri per le cessioni, volti a favorire la valorizzazione delle finalità istituzionali, terapeutiche e curative delle aziende interessate, tenuto conto dell’importanza delle stesse per l’economia generale, nonché per gli interessi turistici.
(previsto dall’articolo 20, comma 8)
1. Procedimento per il versamento di somme all’entrata e la riassegnazione ai capitoli di spesa del bilancio dello Stato (con particolare riferimento ai finanziamenti dell’Unione europea):
regio decreto 18 novembre 1923, n.2440, articolo 55, e successive modificazioni;
legge 5 agosto 1978, n.468, articolo 17;
legge 16 aprile 1987, n.183, articolo 6;
regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1988, n.568, articoli 7 e 10;
legge 19 febbraio 1992, n.142, articolo 74;
legge 23 dicembre 1993, n.559, articolo 25, sostitutivo dell’articolo 5 della citata legge n.468 del 1978;
legge 28 dicembre 1995, n.551, articolo 24, comma 19.
legge 24 aprile 1941, n.392, e successive modificazioni;
legge 25 giugno 1956, n.702;
legge 15 febbraio 1957, n.26, e successive modificazioni.
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, articolo 7, comma 6 e successive modificazioni;
legge 24 dicembre 1993, n.537, articolo 3, comma 27.
4. Procedimenti per l’erogazione delle spese per missioni e lavoro straordinario del personale dello Stato:
testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n.1124, art. 178.
7. Procedimento per la connessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio:
9. Procedimento di concessione per l’approvigionamento di acqua pubblica da corpo idrico superficiale naturale o artificiale, o da acque sotterranee riconosciute pubbliche:
12. Procedura per la acquisizione di beni e servizi di informatica:
legge 24 dicembre 1993, n. 537, articolo 6, modificato dalla legge 23 dicembre 1994, n. 274, articolo 44;
13. Procedimento di sgombero d’ufficio di occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo:
articoli 54 e 55 del codice civile della navigazione.
14. Procedimento di provenienza degli incendi:
legge 7 dicembre 1984, 818, e successive modificazioni.
15. Procedimento in materia di collaudi degli impianti da parte dell’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL):
16. Procedimento per la disciplina degli albi dei beneficiari di provvidenza di natura economica:
17. Procedimenti di riconoscimento di persone giuridiche private, di approvazione delle modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto, di autorizzazione all’acquisto di beni immobili, all’accettazione di atti di liberalità da parte di associazioni o fondazioni, nonché di donazioni o lasciti a favore di enti:
19. Procedimento per l’erogazione e per la rendicontazione della spesa da parte dei funzionari delegati operanti presso le rappresentanze all’estero:
20. Procedimento di autorizzazione al lavoro per i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea:
23. Procedimento di riconoscimento di infermità, concessione di equo indennizzo, pensione privilegiata ordinaria ( modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 349):
24. Procedimenti di approvazione e rilascio pareri da parte dei Ministeri vigilanti delle delibere assunte dagli organi collegiali degli enti pubblici non economici in materia di approvazione dei bilanci, di programmazione dell’impiego dei fondi disponibili, di modifica dei regolamenti di erogazione delle prestazioni istituzionali, di modifica della struttura amministrativa della dotazione di personale:
legge 30 aprile 1969, n. 513, e successive modificazioni;
27. Procedimento per la nomina e decadenza dei capi dei dipartimenti e degli uffici della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché dei consiglieri ed esperti e per il conferimento di incarichi di consulenza:
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 marzo 1994, pubblicato nel Supplemento ordinario n. 65 della Gazzetta Ufficiale n. 95 del 26 aprile 1994, recante riorganizzazione nell’ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri dei dipartimenti e degli uffici del segretario generale.
28. Procedimento per la liquidazione dei supplementi di pensione e per la ricostruzione delle pensioni di competenza dell’assicurazione generale obbligatoria:
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, articolo 19, sostitutivo dell’articolo 4 della legge 12 agosto 1962, n. 1338;
29. Procedimento di accertamento di infrazione alle norme sull’esercizio del commercio su aree pubbliche da parte di cittadini extracomunitari:
33. Procedimenti per la gestione dell’itinerario scolastico degli alunni e per lo svolgimento degli esami di idoneità con esclusione degli esami di maturità e di diploma finale:
testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, dall’articolo 143 all’articolo 150; dall’articolo 176 all’articolo 187; dall’articolo 192 all’articolo 199.
35. Procedimento in materia di cessazione dal servizio e trattamento di quiescenza del personale della scuola:
37. Istruttoria per la valutazione di incendi rilevanti connessi a determinate attività industriali:
40. Procedimento per l’assegnazione del contributo alla Lega italiana contro i tumori e al Centro internazionale di ricerche per il cancro a Lione:
legge 28 dicembre 1995, n. 549, articolo 1, comma 40 (Tab. A-Amministrazione 17 -Ministero della sanità).
41. Procedimenti per l’ammissione alle agevolazioni e agli aiuti concessi alle imprese per le spese di ricerca e le innovazioni tecnologiche, per l’erogazione dei relativi finanziamenti, con determinazione di forme, modalità e limiti dei medesimi finanziamenti e della proprietà dei risultati, nonché per incentivare la ricerca, l’innovazione e la relativa formazione nelle diverse aree del Paese:
legge 1º marzo 1986, n. 64;
decreto-legge 23 settembre 1994, n.547, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 1994, n. 644;
decreto-legge 31 gennaio 1995, n.26, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1995, n.95;
decreto-legge 8 febbraio 1995, n.32, convertito dalla legge 7 aprile 1995, n.104;
decreto-legge 23 giugno 1995, n.244, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n.341;
decreto legislativo 3 aprile 1993, n.96;
decreto-legge 17 giugno 1996, n.321, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n.421;
decreto-legge 23 ottobre 1996, n.548, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 1996, n.641.
42. Procedure relative all’incentivazione, all’ampliamento, alla ristrutturazione e riconversione degli impianti industriali:
legge 12 agosto 1977, n.675;
decreto-legge 20 maggio 1993, n.149, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.237;
decreto-legge 10 giugno 1994, n.357, convertito, con modificazioni dalla legge 8 agosto 1994, n.489;
decreto-legge 20 giugno 1994, n. 396, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1994, n.481.
legge 17 agosto 1942, n.1150, e successive modificazioni;
legge 5 novembre 1971, n.1086, e successive modificazioni;
legge 28 gennaio 1977, n.10, e successive modificazioni;
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.616;
decreto-legge 27 giugno 1985, n.312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n.431;
legge 8 luglio 1986, n.349;
legge 9 gennaio 1991, n.10;
legge 26 ottobre 1995, n.447.
legge 30 aprile 1962, n.283;
decreto legislativo 25 gennaio 1992, n.107.
legge 5 gennaio 1994, n.36.
decreto del Presidente della Repubblica 3 agosto 1968, n.1255;
decreto legislativo 17 marzo 1995, n.194.
decreto legislativo 29 maggio 1991, n.178;
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.541.
regio-decreto 27 luglio 1934, n.1265 recante testo unico delle leggi sanitarie (articolo 189);
decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1986, n.128.
49. Procedimento per la richiesta di escavazione di pozzi e per la concessione di utilizzo d’acqua per uso industriale:
regio-decreto 11 dicembre 1933, n.1775, e successive modificazioni.
50. Procedimento per l’esecuzione di opere interne nei fabbricati ad uso impresa:
legge 28 febbraio 1985, n.47, articolo 26;
decreto-legge 27 giugno 1985, n.312, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n.431.
legge 16 aprile 1987, n.183;
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.236;
legge 18 maggio 1989, n.183;
decreto-legge 23 giugno 1995, n.244, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n.341.
legge 1° marzo 1986, n.64;
decreto-legge 22 ottobre 1992, n.415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n.488.
54. Procedimenti relativi ad interventi a favore dell’imprenditoria femminile:
legge 25 febbraio 1992, n.215;
legge 27 febbraio 1985, n.49.
56. Procedimenti per l’assicurazione ed il finanziamento del credito all’esportazione:
legge 24 maggio 1977, n.227.
57. Procedimenti per il risanamento dell’industria siderurgica:
legge 31 maggio 1984, n.193.
58. Procedimenti a favore dell’industria bellica:
legge 24 dicembre 1985, n.808;
decreto-legge 20 maggio 1993, n.149, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.237, articolo 6.
legge 10 ottobre 1975, n.517.
60. Procedimenti relativi agli interventi a favore dei centri commerciali all’ingrosso e dei mercati agro-alimentari:
61. Procedimenti relativi agli interventi a favore dell’imprenditoria giovanile:
decreto-legge 31 gennaio 1995, n.26, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1995, n.95.
decreto-legge 25 marzo 1993, n.78, convertito dalla legge 20 maggio 1993, n.156.
63. Procedimenti per la concessione di contributi per la realizzazione di progetti-pilota nel settore agro-alimentare in Paesi non appartenenti all’Unione europea:
legge 20 ottobre 1990, n.304, articolo 2.
64. Procedimenti per la concessione di finanziamenti a tasso agevolato per la partecipazione a gare internazionali in Paesi non appartenenti all’Unione europea:
legge 20 ottobre 1990, n.304, articolo 3.
decreto-legge 28 maggio 1981, n.251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n.394.
legge 29 ottobre 1954, n.1083.
67. Procedimenti sull’assicurazione e il finanziamento dei crediti inerenti all’esportazione di merci e servizi nonché alla cooperazione economica e finanziaria in campo internazionale:
legge 26 febbraio 1987, n.49.
legge 21 febbraio 1989, n.83.
71. Procedimenti di concessione di contributi alle camere di commercio italiane all’estero:
legge 1° luglio 1970, n.518, e successive modificazioni.
72. Procedimenti di concessione di contributi per l’incremento della collaborazione con i Paesi dell’Europa centrale ed orientale:
legge 26 febbraio 1992, n.212.
73. Procedimenti sulla promozione alla partecipazione a società ed imprese miste all’estero:
legge 24 aprile 1990, n.100;
legge 9 gennaio 1991, n.19, articolo 2.
74. Procedimenti per l’iscrizione all’albo nazionale degli autotrasportatori e per l’applicazione delle tariffe sull’autotrasporto delle merci:
legge 6 giugno 1974, n.298;
decreto del Presidente della Repubblica 3 gennaio 1976, n.32;
decreto del Presidente della Repubblica 9 gennaio 1978, n.56.
legge 10 ottobre 1975, n.517;
decreto-legge 26 gennaio 1987, n.9, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 marzo 1987, n.121.
articoli 5-21 del regolamento di esecuzione del codice della navigazione, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n.328;
decreto-legge 5 ottobre 1993, n.400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n.494;
legge 28 gennaio 1994, n.84;
decreto-legge 21 ottobre 1996, n.535, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n.647.
testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n.773;
regolamento di esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n.635;
legge 1° marzo 1975, n.44;
legge 17 maggio 1983, n.217.
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.616.
legge 2 maggio 1976, n.160.
legge 23 dicembre 1956, n.1526;
legge 16 giugno 1960, n.623.
legge 11 aprile 1974, n.138.
decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1965, n.162;
legge 12 ottobre 1982, n.753.
decreto del Presidente della Repubblica 12 luglio 1963, n.930;
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633.
regio decreto 25 novembre 1909, n.762;
regio decreto 6 novembre 1930, n.1643;
regio decreto 27 novembre 1933, n.1604;
decreto-legge 18 aprile 1950, n.142, convertito dalla legge 16 giugno 1950, n.331;
legge 28 marzo 1968, n.415;
decreto legislativo 27 novembre 1992, n.464.
legge 31 maggio 1965, n.575;
legge 19 marzo 1990, n.55.
87. Procedimento di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica che utilizzano fonti convenzionali (gruppi elettrogeni):
legge 9 gennaio 1991, n.9.
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.502.
89. Procedimento per l’iscrizione unica ai fini previdenziali ed assistenziali (sportelli polifunzionali):
legge 30 dicembre 1991, n.412, e successive modificazioni.
decreto-legge 30 ottobre 1984, n.726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n.863;
legge 23 luglio 1991, n.223;
decreto-legge 16 maggio 1994, n.299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n.451.
decreto-legge 20 maggio 1993, n.148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.236.
92. Procedimento per la presentazione di ricorsi avverso l’applicazione delle tariffe dei premi assicurativi per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali:
testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n.1124.
93. Procedimento per l’applicazione di sanzioni nei confronti delle aziende che occupano lavoratori pensionati, per mancata osservanza del divieto di cumulo fra pensione ed attività lavorativa subordinata:
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n.488;
legge 24 novembre 1981, n.689;
decreto-legge 30 dicembre 1987, n.536, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n.48;
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.503.
94. Procedimento per l’iscrizione, variazione e cancellazione delle imprese e delle società commerciali:
legge 11 giugno 1971, n.426;
decreto-legge 15 gennaio 1993, n.6, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 marzo 1993, n.63;
legge 12 agosto 1993, n.310.
legge 10 gennaio 1935, n.112;
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.547;
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n.1124;
legge 30 aprile 1969, n.153;
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.605;
legge 11 gennaio 1979, n.12;
decreto legislativo 19 settembre 1994, n.626;
decreto-legge 1° ottobre 1996, n.510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n.608.
96. Procedure relative alla composizione e al funzionamento delle commissioni provinciali per l’artigianato e all’iscrizione, modificazione e cancellazione all’Albo delle imprese artigiane:
legge 8 agosto 1985, n.443;
decreto-legge 15 gennaio 1993, n.6, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 marzo 1993, n.63.
97. Procedimento per la denuncia di inizio di attività e per la domanda di iscrizione all’Albo delle imprese artigiane od al Registro delle imprese per le attività di installazione, di ampliamento e di trasformazione degli impianti;
legge 5 marzo 1990, n.46, e successive modificazioni;
decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n.392.
98. Procedimenti per la denuncia di inizio di attività ai fini dell’iscrizione nel Registro delle imprese di quelle esercenti attività di autoriparazione e per la domanda di iscrizione all’Albo delle imprese artigiane od al Registro delle imprese;
legge 5 febbraio 1992, n.122, e successive modificazioni;
decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n.387.
99. Procedimenti per il rilascio di autorizzazioni, licenze, nulla osta, permessi comunali per attivare esercizi industriali o artigiani, fabbriche, magazzini, officine, laboratori destinati alla produzione ed alla vendita di prodotti e merci od all’esercizio di qualsiasi commercio, arte, industria o mestiere:
regio decreto 12 febbraio 1911, n.297;
regio decreto 4 febbraio 1915, n.148;
regio decreto 27 luglio 1934, n.1265;
legge 29 novembre 1952, n.2388, e successive modificazioni;
legge 5 novembre 1971, n.1086;
legge 28 febbraio 1985, n.47.
100. Procedimenti di denuncia nominativa all’INAIL degli assicurati:
decreto-legge 9 ottobre 1989, n.338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n.389;
101. Procedimenti di riconoscimento dell’invalidità civile:
legge 15 ottobre 1990, n.295.
102. Procedimenti per l’aggiudicazione di appalti pubblici di servizi:
decreto del Presidente della Repubblica, 18 dicembre 1979, n.696;
decreto legislativo 17 marzo 1995, n.157.
103. Procedimenti per l’affidamento di appalti pubblici di forniture:
decreto del Presidente della Repubblica 18 dicembre 1979, n.696;
decreto legislativo 24 luglio 1992, n.358.
legge 10 maggio 1976, n.319.
legge 17 agosto 1942, n.1150 (articolo 31) e successive modificazioni;
legge 28 gennaio 1977, n.10 (articolo 4);
decreto-legge 23 gennaio 1982, n.9, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1982, n.94;
decreto-legge 5 ottobre 1993, n.398, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n.493 (articolo 4) e successive modificazioni.
106. Procedimenti per l’aggiudicazione di appalti di lavori pubblici:
regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 18 dicembre 1979, n.696, e successive modificazioni;
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 gennaio 1991, n.55;
decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.406;
legge 11 febbraio 1994, n.109, e successive modificazioni;
decreto-legge 3 aprile 1995, n.101, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 giugno 1995, n.216.
107. Procedimenti per l’iscrizione all’Albo nazionale dei costruttori:
legge 10 febbraio 1962, n.57, e successive modificazioni;
legge 8 agosto 1977, n.584, e successive modificazioni;
legge 19 marzo 1990, n.55;
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 gennaio 1991, n.55.
testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n.773, e relativo regolamento di esecuzione approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n.635, con successive modificazioni.
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.203;
decreto del Presidente della Repubblica 25 luglio 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.175 del 27 luglio 1991.
110. Procedimenti per l’autorizzazione all’immissione di nuove sostanze farmaceutiche e specialità medicinali già in uso all’estero e per l’inclusione nel prontuario farmaceutico nazionale:
decreto legislativo 19 maggio 1991, n.178, e successive modificazioni.
111.Procedure per la verifica e il controllo di nuovi sistemi e protocolli terapeutici sperimentali:
legge 7 agosto 1973, n.519, e successive modificazioni;
decreto legislativo 30 giugno 1993, n.267;
decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n.754.
112. Procedimenti riguardanti l’erogazione dei fondi destinati alla formazione professionale e allo sviluppo:
legge 21 dicembre 1978, n.845, e successive modificazioni;
legge 14 febbraio 1987, n.40, e successive modificazioni;
legge 16 aprile 1987, n.183, e successive modificazioni;
decreto-legge 17 settembre 1988, n.408, convertito dalla legge 12 novembre 1988, n.492;
decreto-legge 20 maggio 1993, n.148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.236, e successive modificazioni;
legge 28 dicembre 1995, n.549, articolo 1.

References: articolo 6
 articolo 17
 articolo 4
 articolo 55
 articolo 17
 articolo 6
 articolo 74
 articolo 25
 articolo 24
 articolo 7
 articolo 3
 art. 178
 articolo 6
 articolo 44
 articolo 19
 articolo 1
 articolo 26
 articolo 6
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 2
 articolo 1