Source: http://ciufer.it/2017/07/istanza-presso-lunione-europea-su-sicurezza-ferroviaria/
Timestamp: 2017-12-16 16:35:23+00:00

Document:
Istanza presso l’Unione Europea su sicurezza ferroviaria | CIUFER
Posted by Domenico Gattuso | 7 Lug 2017 | Documenti primari, Sicurezza ferroviaria
ISTANZA PRESSO L’UNIONE EUROPEA
CONTRO IL MANCATO RISPETTO DELLE DIRETTIVE A TUTELA DELLA SICUREZZA DELL’ESERCIZIO DEL TRASPORTO FERROVIARIO E DEGLI UTENTI NONCHÉ DELLA SALUTE DEI LAVORATORI
La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, relativamente alla dignità umana, alla sicurezza e all’ambiente, sancisce:
Articolo 1 – Dignità umana. La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.
Articolo 3 – Diritto all’integrità della persona. Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.
Articolo 6 – Diritto alla libertà e alla sicurezza. Ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza.
Articolo 31 – Condizioni di lavoro giuste ed eque. Ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose.
Articolo 37 – Tutela dell’ambiente. Un livello elevato di tutela dell’ambiente e il miglioramento della sua qualità devono essere integrati nelle politiche dell’Unione e garantiti conformemente al principio dello sviluppo sostenibile.
Infatti, lo stesso regolamento, al punto 4 indica che: “Gli obiettivi principali definiti nel Libro bianco della Commissione del 12 settembre 2001, «La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte», consistono nel garantire servizi di trasporto passeggeri sicuri, efficaci e di qualità grazie a una concorrenza regolamentata, che assicuri anche la trasparenza e l’efficienza dei servizi di trasporto pubblico di passeggeri, tenendo conto, in particolare, dei fattori sociali, ambientali e di sviluppo regionale, o nell’offrire condizioni tariffarie specifiche a talune categorie di viaggiatori, ad esempio i pensionati, …(omissis)”.
“L’orario e la composizione dei treni nonché l’orario o il numero delle corse degli altri mezzi di trasporto sono stabiliti in relazione alle esigenze del traffico, in modo che il servizio sia adeguato alla normale affluenza di viaggiatori e alla richiesta di trasporto delle merci, tenuto conto delle caratteristiche tecniche degli impianti, del materiale mobile e delle necessità dell’esercizio con particolare riguardo alla sicurezza.
3) l’individuazione di un organismo nazionale preposto alla sicurezza e di un organismo investigativo incaricato di effettuare indagini sugli incidenti e sugli inconvenienti ferroviari;
4) l’assegnazione dei compiti e delle competenze ai suddetti organismi e la ripartizione delle responsabilità fra i soggetti interessati.
Art.6 – Compiti dell’agenzia. 2. L’Agenzia è incaricata di svolgere i seguenti compiti:
a) definire il quadro normativo in materia di sicurezza, proponendone il necessario riordino, ed emanare anche su proposta dei Gestori delle infrastrutture e delle Imprese ferroviarie, le norme tecniche e gli standard di sicurezza e vigilare sulla loro applicazione;
Art. 10 – Metodi ed obiettivi comuni di sicurezza: 1. L’Agenzia apporta tutte le necessarie modifiche agli standard ed alle norme di sicurezza alla luce dell’adozione dei CSM e delle loro revisioni da parte dalla Commissione europea, ed al fine di attuare almeno i CST e tutti i CST riveduti adottati dalla Commissione europea, secondo i calendari di attuazione ad essi acclusi.
Art. 12.3 – L’Agenzia notifica le modifiche di cui al comma precedente alla Commissione.
l)norme nazionali di sicurezza: tutte le norme e standard nazionali contenenti obblighiin materia di sicurezza ferroviaria, applicabili ad uno o più gestori dell’infrastruttura ed a più di una impresa ferroviaria;
n) disposizioni di esercizio: disposizioni che regolamentano la sicurezza ferroviaria in applicazione delle norme nazionali di sicurezza riferite ad ogni singola rete infrastrutturale.
Tanto per citare l’ultima in ordine di tempo, varrà la pena di segnalare la deroga di Trenitalia (dicembre 2014) ad una sua Deif 4.5 del 08.03.2013 con cui impone al proprio personale di accompagnamento di operare in violazione delle norme nazionali ANSF (che prevedono l’immediato invio in officina di vetture con porte guaste) permettendo che un vagone con entrambe le porte guaste sullo stesso lato possa comunque essere utilizzato per due giorni per il trasporto di viaggiatori.
A fronte di tale comportamento l’ANSF non ha ritenuto di dover eccepire alcunché, lasciando troppa libertà alle Imprese Ferroviarie di scriversi le norme da sole, nonostante l’incarico conferitogli dallo Stato Italiano sia chiaramente espresso nell’art.5 del già citato decreto 162/2007 che indica:
Art.5- Principi che regolano l’attività dell’Agenzia.
L’Agenzia provvede affinché la responsabilità del funzionamento sicuro del sistema ferroviario e del controllo dei rischi che ne derivano incombasui gestori dell’infrastruttura e sulle imprese ferroviarie, obbligandoli a mettere in atto le necessarie misure di controllo del rischio, ove appropriato cooperando reciprocamente, ad applicare le norme e gli standard di sicurezza nazionali e ad istituire i Sistemi di gestione della sicurezza.
Art. 13. Sistemi di gestione della sicurezza
I gestori dell’infrastruttura e le imprese ferroviarie elaborano i propri sistemi di gestione della sicurezza al fine di garantire che il sistema ferroviariopossa attuare almeno i CST, sia conforme alle norme di sicurezza nazionali,nonché ai requisiti di sicurezza contenuti nelle STI e che siano applicati gli elementi pertinenti dei CSM.
Il sistema di gestione della sicurezza definito in dettaglio in allegato III, tenendo conto delle dimensioni e della tipologia di attività svolta, garantisce il controllo di tutti i rischi connessi all’attività dei gestori dell’infrastruttura o delle imprese ferroviarie, compresa la manutenzione, i servizi, la fornitura del materiale e il ricorso ad imprese appaltatrici. Fatte salve le vigenti norme in materia di responsabilità, il sistema di gestione della sicurezza tiene parimenti conto, ove appropriato e ragionevole, dei rischi generati dalle attività di terzi.
In materia di assistenza in caso di problemi si registra quasi sempre un totale disinteresse da parte dei singoli operatori, i quali spesso, anziché collaborare tra loro, si limitano a deresponsabilizzarsi scaricando sull’altro le responsabilità di eventuali criticità. In caso di ritardi, le informazioni a chi viaggia non vengono date tempestivamente e chiaramente, in caso di soppressioni non si mettono a disposizione dei viaggiatori i mezzi sostitutivi. Ricordiamo, ad esempio, quanto accaduto sulla linea regionale da Roma per Bracciano nel mese di febbraio 2012 per pochi centimetri di neve: 25 ore, due mezzi e tanta paura per percorrere 37 km. La descrizione prodotta (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/05/roma-bracciano-sotto-neve-oredue-mezzi-tanta-paura-percorrere/189248/ dal giornale Ilfattoquotidiano.it riferisce di una totale mancanza di assistenza sia da parte dell’IF che da parte del gestore dell’Infrastruttura, scrivendo “L’odissea dei 700 pendolari che venerdì hanno cercato di recarsi nei paesi a nord di Roma partendo in treno dalla capitale: convoglio bloccato in piena campagna sotto la tormenta, mezzi sostitutivi inadeguati, promesse non mantenute e tanta disorganizzazione”. Su tale aspetto, lo stesso articolo 13 del decreto è invece chiarissimo:
Il sistema di gestione della sicurezza di ogni gestore dell’infrastruttura tiene conto degli effetti delle attività svolte sulla rete dalle varie imprese ferroviarie e provvede affinché tutte le imprese ferroviarie possano operare nel rispetto delle STI e delle norme nazionali di sicurezza e delle condizioni stabilite dai rispettivi certificati di sicurezza. Tale sistema, inoltre, è concepito in modo tale da garantire il coordinamento delle procedure di emergenza del gestore dell’infrastruttura con quelle di tutte le imprese ferroviarie che operano sulla sua infrastruttura.
Art. 6 – Le aziende esercenti ferrovie devono essere provviste dei mezzi necessari per assicurare l’espletamento del servizio e per eseguire l’ordinaria manutenzione dei veicoli, della propria sede, degli impianti e delle apparecchiature.
Art. 7 – Le ferrovie e le loro dipendenze devono essere mantenute in buono stato di efficienza per la sicura circolazione dei treni e veicoli, in rapporto alle condizioni di esercizio, e provviste del personale necessario a garantire la sicurezza e la regolarità del servizio.
In relazione alla presenza di personale di scorta, si segnala che tutte le imprese affidano la sicurezza dei trasportati in relazione al numero dei vagoni e non a quello dei viaggiatori come sarebbe logico, fatto derivante da accordi siglati con le organizzazioni sindacali. L’art.14 della legge 210/1985, esclude però, per ciò che concerne gli aspetti legati alla sicurezza, la possibilità di regolamentarli attraverso accordi coi sindacati. Dice infatti:
“I regolamenti di cui al comma precedente non possono derogare alla contrattazione collettiva. Rientrano invece nella esclusiva sfera regolamentare i seguenti oggetti:
Su tale questione finalizzata a garantire l’assistenza e la sicurezza dei trasportati, anche il punto 4.28 dell’allegato B decreto ANSF 4/2012 – Regolamento per la circolazione ferroviaria – stabilisce:
Non meno grave appare il fatto che l’ANSF non imponga, nell’interesse dei lavoratori e della stessa utenza, un sistema di condotta dei treni che permetta al guidatore che venisse colto da malore di essere soccorso tempestivamente anche quando il treno si trovasse in tratti di linea difficili o impossibili da raggiungere dai mezzi di soccorso. La mancanza di tempestive contromisure e/o di altro personale presente a bordo in grado di condurre il treno fino al primo punto utile per i soccorsi pregiudica sia la sicurezza del macchinista che quella di tutti i presenti a bordo del treno.
A fronte di questo grave e preoccupante scenario, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria non risponde, come previsto dalla legge italiana (articolo 5.11 del Decreto Legislativo 162/2007), alle segnalazioni prodotte dal Comitato Nazionale Utenti delle Ferrovie Regionali (CIUFER) pur se fatte ai sensi del regolamento 352/2009/CE, ed il governo nazionale alle interrogazioni parlamentari poste sui temi sopraddetti, l’ultima delle quali è stata prodotta, il 29.11.2014, dal deputato De Lorenzis, leggibile qui
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=28442&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27
TUTTO CIÒ PREMESSO, VISTA LA CARTA DEI DIRITTI DELL’UOMO SOTTOSCRITTA DALLA COMUNITÀ EUROPEA, AL FINE DI TUTELARE IL DIRITTO ALLA MOBILITÀ, ALLA LIBERTÀ, AL LAVORO, ALLA SALUTE, AL REDDITO, ALLA DIGNITÀ DEI SUOI CITTADINI, NONCHÉ AD UN AMBIENTE PIÙ SANO,
CHIEDIAMO ALL’UNIONE EUROPEA
DI INTERVENIRE AFFINCHÉ L’ITALIA OTTEMPERI AGLI OBBLIGHI DERIVANTI DALLA SUA APPARTENENZA ALL’UNIONE, PREVISTI DAL REGOLAMENTO SU CITATO E CON PIENO RISPETTO DELLE SPECIFICHE DIRETTIVE A TUTELA DELLA SICUREZZA DELL’ESERCIZIO E DEGLI UTENTI NONCHÉ DELLA SALUTE DEI LAVORATORI.
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References: Articolo 1

Articolo 3

Articolo 6

Articolo 31

Articolo 37

Art.6

Art. 10

Art. 12

Art.5

Art. 13
 articolo 13

Art. 6

Art. 7