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CAP. 6 LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA - PDF
CAP. 6 LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA
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1 CAP. 6 LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA SCHEMA DEL CAPITOLO 1. La procreazione 1.1. Introduzione 1.2. Fecondazione intra-corporea 1.3. Fecondazione extra-corporea (FIVET) Come avviene Problematiche Problematiche etiche Problematiche fisiche 1.4. Conclusione 2. La Legge 40/ L importanza 2.2. Esame della Legge 2.3. Conclusione 3. Il futuro della Legge 40/ La procreazione 1.1. INTRODUZIONE Il beato Giovanni XXIII nell enciclica Mater e Magistra sosteneva che la trasmissione della vita umana fu affidata dalla natura ad un atto personale e cosciente e, come tale, soggetto alle leggi di Dio, immutabili e inviolabili 1. E il beato Giovanni Paolo II ribadì: La fecondità è il frutto e il segno dell amore coniugale, la testimonianza viva della piena donazione reciproca degli sposi 2. Questo atto è l intima unione d amore degli sposi che donandosi totalmente si aprono alla vita diventando pro-creatori, chiamati ad agire in sintonia con il progetto divino. Pertanto, l azione procreativa insita nella sessualità umana, non ammette interferenze di estranei nel rapporto della coppia perché rendono l atto incompleto, spersonalizzato e disumanizzato. L atto della coppia coinvolge la totalità dell essere dei coniugi, cioè il cuore, il corpo, la psiche e lo spirito in una reciproca donazione mostrando così l altissima dignità della persona del figlio. Dunque, per la dottrina cattolica, la responsabilità procreativa si esprime come inscindibile unità dei due significati dell atto coniugale: quello unitivo e quello procreativo. Ma oggi il rapporto tra sessualità e procreazione, tra dimensione fisica, psichica ed affettiva e il dono totale e reciproco degli sposi, sono a volte annullati dall intervento della tecnica medica che permette la procreazione umana fuori dal suo processo naturale di amore mediante la fecondazione artificiale intra-corporea ed extra-corporea spesso mossa dal dramma della sterilità che fa apparire ad alcune famiglie la loro unione incompiuta, oppure dall errata mentalità del diritto al figlio. Varie sono le tecniche. 1 GIOVANNI XXIII, Mater e Magistra, n GIOVANNI PAOLO II, Familiaris consortio, n
2 * Per la fecondazione intra-corporea : - Inseminazione Artificiale (IA) che può essere: intracervicale, intraperitoneale, intratubarica, intrauterina; - Gamete Intra Fallopian Trasfert (GIFT) cioè la fecondazione artificiale omologa con trasferimento dei gameti (G.I.F.T.). * Per la fecondazione extra-corporea : - Fecondazione in vitro e embryo-transfer (F.I.V.E.T); - Iniezione dello spermatozoo dentro l ovocita (I.C.S.A.). Lo scindere la dimensione unitiva da quella procreativa rende inaccettabile la fecondazione extra-corporea, mentre è permessa quella intra-corporea ma a determinate condizioni: il mezzo tecnico deve risultare non sostitutivo dell atto coniugale, ma si deve configurare come una facilitazione ed un aiuto affinché esso raggiunga il suo scopo naturale FECONDAZIONE INTRA-CORPOREA La fecondazione avviene nelle vie genitali femminili, dopo aver introdotto artificialmente nel canale cervicale della donna il seme maschile. E omologa, quando si avvale del seme del coniuge; è eterologa quando il seme è di donatore esterno alla coppia. La fecondazione intra-corporea omologa, è la pratica meno problematica a livello etico e giuridico, essendoci perfetta identità fra genitori genetici e genitori giuridico-sociali. Il bioeticista, cardinale E. Sgreccia, invita ad utilizzarla con cautela, e soprattutto deve trattarsi di un aiuto terapeutico e integrativo a far sì che l atto coniugale, in sé completo in tutte le sue componenti (fisiche, psichiche, spirituali), possa aver effetto procreativo 4. Dunque, il mezzo tecnico, non deve risultare sostitutivo dell atto coniugale ma solamente facilitativo. Nella modalità eterologa è presente un terzo soggetto: il donatore del seme o la donatrice dell ovulo; ciò implica problemi a livello etico e giuridico. Questa presenza costituisce una violazione dell unità coniugale ed un alterazione del rapporto figlio-genitori (la madre è tale in tutti i sensi, il padre unicamente a livello legale e educativo) con probabili ripercussioni anche nella famiglia. Osservava lo psichiatra e sessuologo W. Pasini: Per le donne il rischio ricorrente è quello di sentirsi deluse dal proprio patner che viene squalificato dalla maggior potenza del donatore, o anche di sentire inconsciamente di tradite il patner coltivando così al tempo stesso sentimenti di aggressività e di colpa nei suoi confronti. Non meno difficile è la situazione dell uomo, per il quale l accettazione della tecnica eterologa da donatore, suppone la definitiva accettazione della propria sterilità 5 Anche a livello giuridico si pongono degli interrogativi. - Quale sarà il rapporto dei nati rispetto al donatore? - Quali vincoli si pongono sull'anonimato di questo? In Inghilterra, alcune madri, sollecitarono cospicui risarcimenti per il trasferimento di difetti genetici dal donatore al figlio. 3 CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Donum vitae, II, B, 6. 4 E. SGRECCIA, Manuale di bioetica, Vol. I, Vita e Pensiero, Milano 1996, pg W. PASINI, Valutazione critica degli aspetti psicologici dell inseminazione artificiale eterologa, in Sessuologia, 1978, p g
3 Per il Magistero della Chiesa l inseminazione artificiale eterologa lede i diritti del figlio, lo priva della relazione filiale con le sue origini parentali e può ostacolare la maturazione della sua identità personale FECONDAZIONE EXTRA-CORPOREA (FIVET) IL METODO Nella fecondazione extra-corporea, comunemente denominata in vitro con trasferimento dell'embrione, l'incontro tra l'ovulo femminile e lo spermatozoo maschile è provocato all'esterno dell apparato genitale femminile. L embrione è poi introdotto nel corpo della donna. La prima bambina nata con questa tecnica fu Louise Brown nel PROBLEMATICHE La fecondazione extra-corporea, metodica molto onerosa per la donna sia a livello di sforzi che di costi, si scontra con speranze e illusioni e pone problematiche etiche e fisiche. I risultati sono carenti: il prelievo ovicitario ha circa il 95% di riuscita; la fecondazione degli ovuli è tra il 65% e l 80%; ma solo il 15%-20% giunge al termine della gravidanza PROBLEMATICHE ETICHE - Separazione dell atto unitivo da quello procreativo. Afferma la Donum vitae: L origine di una persona umana è in realtà il risultato di una donazione. Il concepito dovrà essere il frutto dell amore dei suoi genitori: non può essere voluto né concepito come il prodotto di un intervento di tecniche mediche e biologiche: ciò equivarrebbe a ridurlo a diventare l oggetto di una tecnologia scientifica. Nessuno può sottoporre la venuta al mondo di un bambino a delle condizioni di efficienza tecnica valutabili secondo parametri di controllo e di dominio 7. Di conseguenza: la procreazione è privata dal punto di vista morale della sua perfezione propria quando non è voluta come il frutto dell atto coniugale, cioè del gesto specifico dell unione degli sposi 8. - Molteplice perdite (cioè morte) di embrioni che giunge anche al 90% di quelli trasferiti nella donna. Questi non sono aborti spontanei, ossia subiti ma volontari. Sostiene la Donum vitae: E già stato ricordato come, nelle circostanze in cui è abitualmente praticata, la FIVET implichi la distruzione di esseri umani, fatto questo che è contro la dottrina già richiamata sulla illiceità dell aborto 9. - Parti gemellari plurimi nel 46% delle gravidanze. Di fronte alla gravidanza multipla, l'équipe medica domanda se si vuole procedere alla riduzione delle camere o alla riduzione embrionale. Di cosa si tratta? Della soppressione volontaria degli embrioni indesiderati che si sono annidati. Spesso questa viene praticata introducendo con un ago del cloruro di sodio negli embrioni indesiderati: l'iniezione di questa soluzione salina ne provoca la morte Donum vitae, op. cit., II Donum vitae, op. cit., II. 4 B. 8 Donum vitae, op. cit., II. 4 B. Questi concetti sono presenti oltre che nella Familiaris consortio di Giovanni Paolo II, nella Costituzione Gaudium et spes del Concilio Vaticano II, n. 51 e nella enciclica Humanae Vitae di Paolo VI, n Donum vitae, op. cit., n G. CARBONE, La fecondazione extracorporea: tecniche, valutazioni e disciplina giuridica, Studio Domenicano, Bologna 2005, pg
4 - L atto procreativo che si trasforma in processo tecnologico. - Alte percentuali d'insuccessi. Anche oggi 5 donne su 6 falliscono l'obiettivo essendo il successo della fecondazione extra-corporea basato unicamente su ripetuti tentativi. - Elevati costi degli interventi che solitamente vanno ripetuti più volte PROBLEMATICHE FISICHE - Rischio presente e futuro per la donna. Scrisse il professore C. Flamigni, uno dei fautori della fecondazione extra-corporea: L'intera procedura impone uno sforzo fisico non indifferente, sottoponendo l'organismo a stimoli ormonali non fisiologici, a mini-interventi chirurgici (il prelievo degli ovociti) e almeno a un analgesia profonda o a un anestesia 11. Nel futuro, inoltre, la donna potrebbe soffrire alcune patologie: gestosi, placente previe, malformazioni fetali, gravidanze extrauterine, lesioni vascolari, iperstimolazione ovarica. - Incognita per i bambini. Nascendo solitamente prematuri, questi neonati richiedono cure intensive prolungate. Rischiano maggiormente la paralisi celebrale (+ 3,7%) e ritardi nello sviluppo mentale (+ 4%). Ad esempio, i ricercatori del Telethon Istitute For Child Health Research della Western Australia University, pubblicarono nel 2006 i risultati di alcuni studi che indicavano un aumento del 25% dei difetti in questi bambini. Vari scienziati, inoltre, temono la comparsa d'anomalie tardive e malattie degenerative riguardanti il sistema nervoso e i muscoli. Due testimonianze: il professor J. Winston, padre scientifico della prima bambina concepita in provetta, l 11 settembre 2003 ad un convegno, a Manchester, asserì che alcune tecniche di fecondazione artificiale dovrebbero essere più approfonditamente studiate, poiché potrebbero causare problemi di salute a lungo termine nei bambini nati dalla fecondazione in vitro. D. Sicard, Presidente del Comitato di Bioetica Francese, sostenne in un intervista pubblicata da Figarò, il 16 novembre 2004: Da un lato si fa ricorso a tecniche estremamente complesse e sofisticate ( ) dall altro, sempre più nati da queste tecniche di procreazione medicalmente assistita nascono fortemente prematuri e sono portatori di severi handicap CONCLUSIONE Alle coppie consigliamo di non lasciarsi ingannare quando mostrano madri serene con in braccio figli nati dalla provetta, o indicano centri che dispensano la felicità. Non scordiamo la sofferenza delle donne che hanno ottenuto esiti negativi, ma soprattutto, non dimentichiamo le centinaia di embrioni uccisi. I diritti di questi piccoli esseri umani precedano ogni nostro desiderio. 11 C. FLAMIGNI, Il libro della procreazione, Mondatori, Milano 1998, pg
5 2. Legge 40/ L IMPORTANZA La Legge n. 40 del 19 febbraio 2004: Norme in materia di Procreazione Medicalmente Assistita, frutto di convergenze trasversali, fu varata dal Parlamento italiano per regolamentare la procreazione medicalmente assistita che era priva di normative e costituisce il risultato di un lungo e travagliato cammino legislativo. Non è il meglio nei confronti dell inizio della vita ma il male minore, avendo colmato un pericoloso vuoto legislativo che rese l Italia per lungo tempo il far-west della provetta. Resta sottinteso che per il cristiano perdurano i principi enunciati dall Istruzione Domun Vitae: La legge civile non potrà accordare la sua garanzia a quelle tecniche di procreazione artificiale che sottraggono, a beneficio di terze persone (medici, biologi, poteri economici e governativi), ciò che costituisce un diritto inerente alla relazione fra gli sposi ( ). La legislazione dovrà proibire inoltre, in forza del sostegno che è dovuto alla famiglia, le banche di embrioni, l inseminazione post morte e la maternità sostitutiva 12. La normativa fu accompagnata da polemiche che continuano nel tempo, e alcuni tentano di smantellarla per via giudiziaria ritenendola una normativa proibizionista, talvolta anche a causa di informazioni non corrispondenti agli articoli della legge; per questo la esaminiamo ESAME DELLA LEGGE - Articolo 1: Finalità. Enuncia i tre criteri fondanti seguiti dal legislatore: *la limitazione dell uso delle nuove tecniche ai casi di sterilità e di infertilità; *la valutazione del concepito come soggetto titolare di diritti; *il carattere sussidiario delle tecniche in rapporto ad altri metodi terapeutici idonei a rimuovere le cause di sterilità o di infertilità. Dall articolo 1 risulta anche che la legge reputa l embrione un essere umano con gli stessi diritti di ogni persona. - Articolo 2: Interventi contro la sterilità e la infertilità. L articolo tratta la prevenzione della sterilità e dell infertilità a livello sanitario, sociale ed economico. - Articolo 3: Modifica alla legge 29 luglio 1975, n Si aumento le attribuzioni di responsabilità ai consultori familiari. - Articolo 4: Accesso alle tecniche. Sono elencati gli accertamenti medici da compiersi per appurare la sterilità e l infertilità che dovrà essere certificata medicalmente. Si evidenzia, inoltre, l unitarietà delle figure genitoriali e il divieto alla procreazione medicalmente assistita eterologa. - Articolo 5: Requisiti soggettivi. Le condizioni per accedere alla procreazione medicalmente assistita sono: *la richiesta della coppia coniugata o convivente, *entrambi maggiorenni, *di sesso diverso, *di età potenzialmente fertile, 12 Donum vitae, op. cit, n
6 *viventi. E proibita la procreazione ai singoli, agli omosessuali, alle cosiddette mamme-nonne. E impossibile ricorrervi nel post-mortem. E esclusa la maternità surrogata, cioè il fatto che una donna sostenga la gravidanza su commissione di un'altra impossibilitata a compierla, fermo restando l impegno di consegnarle il neonato. - Articolo 6: Consenso informato. Per permettere alla coppia la maturazione di una volontà consapevole, questa dovrà essere adeguatamente informata sugli effetti medici e psicologici e sui costi. Inseguito, dovrà firmare un Consenso informato, irrevocabile dopo il concepimento. - Articolo 7: Linee guida: natura, finalità e limiti. - Articolo 8: Stato giuridico del nato. Il nato possiede lo stato di figlio legittimo. - Articolo 9: Divieto di disconoscimento della paternità e dell anonimato della madre. - Articolo 10: Strutture autorizzate. La procedura sarà effettuata unicamente in strutture autorizzate dalle Regioni. - Articolo 11: Registro. Presso l Istituto Superiore di Sanità sarà istituito un registro nazionale delle strutture autorizzate all applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, degli embrioni formati e dei nati a seguito dell applicazione delle tecniche medesime. - Articolo 12: Divieti generali e sanzioni. Sono previste sanzioni amministrative, civili e penali rapportate alla gravità delle violazioni delle disposizioni di legge. - Articolo 13: Sperimentazione sugli embrioni. Sono tutelati i diritti dell'embrione vietando la sperimentazione sulle cellule staminali e la clonazione. Anche la diagnosi preimpianto dovrà porsi come obiettivo lo sviluppo e la salute, cioè l ulteriore benessere dell embrione. - Articolo 14: Limiti all applicazione delle tecniche sugli embrioni. Per tutelare la vita umana è proibita: *la soppressione degli embrioni, *la crioconservazione, *la riduzione embrionaria di gravidanza plurima, *la produzione per ogni trattamento di oltre tre embrioni che dovranno essere immediatamente trasferiti nella donna. - Articolo 15: Relazione in Parlamento. L Istituto Superiore di Sanità predisporrà ogni anno una relazione per il Parlamento. - Articolo 16: Obiezione di coscienza. Il personale sanitario potrà avvalersi dell obiezione di coscienza. - Articolo 17: Disposizioni transitorie. Nel 2005, alcune forze politiche capitanate dai Radicali, tentarono di ampliare la legge ricorrendo al referendum per ottenere quattro modifiche: - Eliminare il limite d'accesso unicamente alle coppie sterili e il vincolo dei tre embrioni da trasferire nella donna. - Autorizzare la ricerca sugli embrioni e, di conseguenza, sulle cellule staminali embrionali. - Abrogare l'articolo 1 che stabilisce i diritti dell'embrione. - Acconsentire la procreazione medicalmente assistita eterologa. 77
7 I referendum, si svolsero il giugno 2005, ma fallirono miseramente per l'astensione del 74,5 % degli elettori CONCLUSIONE I massmedia, discutendo sulla Legge 40, solitamente evidenziano gli aspetti da loro ritenuti negativi, travisando il significato della normativa e occultando i dati positivi forniti dal Ministero della Salute. Ad esempio, mentre nel 2005 solo 1 donna su 10 riusciva ad avere il figlio, oggi questa percentuale è scesa ad 1 donna su 6. Nel 2008 le gravidanze si sono incrementate dell 11% giungendo a e nel 2009 sono nati bambini. Un altro dato rilevante è il calo delle gravidanze plurime (-22,3%). La legge è efficace ma la strage degli embrioni non si arresta. Secondo i dati sopra riportati, ammettendo che i Centri abbiano ottemperato all articolo 13, nel 2008 e 2009 furono impiantati circa embrioni, ma nacquero unicamente bambini; embrioni furono distrutti. Per questo, non possiamo definirla una buona legge, ma unicamente il male minore. 3. Il futuro della Legge 40/2004 La cocente sconfitta del 2005 da molti fu digerita male, così si avviarono una serie di ricorsi ai tribunali, ai Tar e alla Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo. Inoltre, l 11 aprile 2008, calpestando la volontà popolare, il Ministro della Sanità L. Turco, firmò nuove Linee Guida che autorizzavano, tra l altro, i soggetti sieropositivi ad usufruire di questa tecnica. Ma il caso più preoccupante è la sentenza della Corte Europea per i diritti umani di Strasburgo a favore di Walter Pavan e Rosetta Costa. Esaminiamo il caso. A Walter Pavan (37 anni) e Rosetta Costa (35 anni), due coniugi romani, nel 2006 nacque una bambina affetta da fibrosi cistica (o mucoviscidosi), una grave malattia genetica, a volte mortale. I due genitori, dopo essersi sottoposti allo screning genetico, apprendono di essere entrambi portatori sani del gene difettoso all origine della patologia della figlia. Nel 2010 la signora Rosetta è nuovamente gravida, dalla diagnosi pre-natale apprende che il feto è anch esso affetto dalla patologia della prima figlia, perciò abortì. Dopo questa seconda negativa esperienza, la coppia romana, pretende di usufruire della procreazione medicalmente assistita per poter sottoporre gli embrioni alla diagnosi genetica pre-impianto. Il Tribunale di Roma negò l autorizzazione; i due coniugi si rivolsero alla Corte Europea per i diritti umani di Strasburgo, argomentando che la legge 40/2004 violava alcuni articoli della Convenzione dei Diritti Umani. In particolare, l articolo 8 (rispetto della vita famigliare e privata) dovendo seguire la comune prassi del concepimento naturale e poi eventualmente abortire e l articolo 14 (divieto di discriminazione) in quanto la legge prevedeva il ricorso alla procreazione medicalmente assistita unicamente alle coppie sterili o affette da malattie sessualmente trasmissibili. Sul primo punto, nel settembre 2012, la Corte di Strasburgo accolse il ricorso dei due coniugi condannando l Italia a un risarcimento di euri, mentre ricusò la seconda accusa. 78
8 Quali motivazioni hanno indotto i giudici di Strasburgo a sentenziare che la legge 40/2004 violi la Convenzione dei Diritti Umani? Si legge nel comunicato emesso dalla Corte: (i giudici) hanno ritenuto che il desiderio dei ricorrenti di rivolgersi alla procreazione assistita e alla diagnosi genetica pre-impianto per avere un figlio non affetto da fibrosi cistica sia una forma della loro vita privata e famigliare. Inoltre, il comunicato, parla anche di incoerenza della legge 40/2004; è vietata la diagnosi genetica pre-impianto ma la legge 194/1978 ( Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza ) autorizza l aborto di feti che mostrano sintomi della malattia. Per molti bioeticisti e giuristi non esiste nessuna incoerenza essendo le due leggi assai diverse tra loro. La 194/1978 riguarda specificatamente la pratica dell aborto e consente l aborto terapeutico per salvaguardare la salute della madre, anche se in moltissimi casi è la salute del feto e non quella della madre a determinare l aborto come dimostra l ampio crollo delle nascite di bambini affetti da sindrome di Down. Mentre la legge 40/2004 acconsente a chi è infertile di avere figli, indipendentemente dal loro stato di salute. Di conseguenza, esiste una profonda differenza tra diagnosi pre-prenatale e diagnosi pre-impianto, che non dovrebbe provocare la morte dell embrione anche se gravato da malformazioni. E questa la conclusione della Corte: (la posizione italiana) lascia ai ricorrenti una sola possibilità che comporta ansia e sofferenza: avviare una gravidanza e porvi termine se i test prenatali mostrano che il feto è malato. Il governo italiano ricorse alla Grande Chambre, essendo il verdetto non definitivo. Ma nel marzo 2013, la Grande Chambre, confermò la sentenza precedente. Cosa accadrà ora? Nulla, perché la sentenza si applicherà unicamente al singolo caso della coppia in oggetto. Abbiamo affermato che dopo la cocente sconfitta dei promotori dei referendum del giugno 2005 iniziò una vera e propria guerra alle Legge 40. Ecco alcuni casi. -Luglio 2005: il Tribunale di Cagliari sollevò una questione di legittimità costituzionale sull articolo 13 della legge 40/2004 sollecitato da una coppia portatrice sana di betatalassemia che chiese di sottoporsi alla diagnosi genetica pre-impianto, ma la Corte di Cassazione nel novembre del 2006 dichiarò la manifesta inammissibilità 13. Nel settembre 2007 il Tribunale di Cagliari ci riprovò trovando l appoggio del TAR del Lazio che annullò per eccesso di potere le linee guida per l applicazione della legge 14. Il percorso seguito dal Tribunale di Cagliari fu un evidente atto di eugenismo, infatti le probabilità di partorire un figlio affetto da talassemia sono del 50%; inoltre, oggi, anche i portatori di questa patologia conducono un accettabile qualità di vita. Inoltre, la tecnica della diagnosi genetica pre-impianto provoca effetti collaterali, ostacola lo sviluppo degli embrioni ed elimina, a volte, anche quelli sani. -Luglio 2008: il Tribunale di Firenze si interrogò sulla legittimità della limitazione a solo tre degli embrioni da inserire nella donna, perciò di ampliare il numero come pure la 13 Cfr.: CORTE DI CASSAZIONE, Ordinanza n. 369/ Cfr.: TAR DEL LAZIO, Sentenza n. 398/08. 79
9 possibilità di crioconservazione degli stessi. La Consulta di Stato dichiarò incostituzionale una parte del comma 2 dell articolo 14; di conseguenza abrogò il limite della produzione di embrioni e il divieto di crioconservazione 15. -Gennaio 2010: il Tribunale di Salerno autorizzò la diagnosi genetica pre-impianto ad una coppia fertile portatrice sana di fibrosi cistica per evitare il rischio della nascita un altro figlio malato. Da notare che da genitori portatori di fibrosi cistica il 25% dei bambini ha probabilità di nascere malato, il 50% di nascere sano ma portatore e il 25% di nascere sano e non portatore. -Aprile Una coppia di Milano, affetta da azoospermia completa, ha chiesto di poter accedere alla fecondazione eterologa nonostante il divieto. Secondo i giudici del Tribunale civile di Milano questo divieto si pone in contrasto con alcuni principi costituzionali, tra cui il diritto all autodeterminazione della coppia, il principio di eguaglianza tra le coppie e il diritto alla salute. 15 Cfr. : CONSULTA DI STATO, Sentenza 151/

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 Articolo 16
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