Source: https://www.marzorati.org/legge-5-febbraio-1992-n-911992-sulla-cittadinanza-ed-i-decreti-presidente-della-repubblica-n-5721993-e-n-3621994/
Timestamp: 2020-06-07 01:09:13+00:00

Document:
Legge 5 Febbraio 1992 n. 91/1992 sulla cittadinanza ed i Decreti Presidente della Repubblica N. 572/1993 e N. 362/1994 | Studio Legale Marzorati
Legge 5 Febbraio 1992 n. 91/1992 sulla cittadinanza ed i Decreti Presidente della Repubblica N. 572/1993 e N. 362/1994
In questa pagina sono riportati la legge n.91/1992
ed i DPR N. 572/1993 e N. 362/1994
recanti i regolamenti di attuazione
LEGGE 5 FEBBRAIO 1992, N. 91/1992.
1. E’ cittadino per nascita:
b) chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai figli i quali la paternità o maternità non può essere dichiarata, purchè sia stato riconosciuto giudizialmente il loro diritto al mantenimento o agli alimenti.
3. Qualora l’adozione sia revocata per atto dell’adottato, questi perde la cittadinanza italiano, sempre che sia in possesso di altra cittadinanza o la riacquisti.
4. Negli altri casi di revoca l’adottato conserva la cittadinanza italiana. Tuttavia, qualora la revoca intervenga durante la maggiore età dell’adottato, lo stesso, se in possesso di altra cittadinanza o se la riacquisti, dovrà comunque rinunciare alla cittadinanza italiana entro un anno dalla revoca stessa.
4. L’acquisto della cittadinanza è sospeso fino a comunicazione della sentenza definitiva, se sia stata promossa azione penale per uno dei delitti di cui al comma 1, lettera a) e lettera b), primo periodo, nonchè per il tempo in cui è pendente il procedimento di riconoscimento della sentenza straniera, di cui al medesimo comma 1, lettera b), secondo periodo.
1. Ai sensi dell’articolo 5, la cittadinanza si acquista con decreto del Ministro dell’interno, a istanza dell’interessato, presentata al sindaco del comune di residenza (ora al Prefetto, ex art. 1 DPR 362/94, sottoriportato)o alla competente autorità consolare.
2. Si applicano le disposizioni di cui all’art. 3 della legge 12 gennaio 1991, n. 13.
1. Con decreto motivato, il Ministero dell’interno respinge l’istanza di cui all’art. 7 ove sussistono le cause ostative previste nell’articolo 6. Ove si tratti di ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica, il decreto è emanato su conforme parere del Consiglio di Stato.
L’istanza respinta può essere riproposta dopo cinque anni dall’emanazione del provvedimento.
1. La cittadinanza italiana può essere concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministero dell’interno:
1. Il cittadino che possiede, acquista o riacquista una cittadinanza straniera conserva quella italiana, ma può ad essa rinunciare qualora risieda o stabilisca la residenza all’estero.
1. Il cittadino italiano perde la cittadinanza se, avendo accettato un impiego pubblico od una carica pubblica da uno Stato o ente pubblico estero o da un ente internazionale cui non partecipi l’Italia, ovvero prestando servizio miliare per uno Stato estero, non ottempera, nel termine fissato, all’intimazione che il Governo italiano può rivolgergli di abbandonare l’impiego, la carica o il servizio militare.
2. Il cittadino italiano che, durante lo stato di guerra con uno Stato estero, non abbia accettato o non abbia abbandonato un impiego pubblico od una carica pubblica, od abbia prestato servizio militare per tale Stato sena esservi obbligato, ovvero ne abbia acquistato volontariamente la cittadinanza, perde la cittadinanza italiana al momento della cessazione dello stato di guerra.
b) se, assumendo o avendo assunto un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all’esteso, dichiara di volerla riacquistare;
2. Non è ammesso il riacquisto della cittadinanza a favore di chi l’abbia perduta in applicazione dell’articolo 3, comma 3, nonchè dell’articolo 12, comma 2.
3. Nei casi indicati al comma 1, lettera c), d) ed e), il riacquisto della cittadinanza non ha effetto se viene inibito con decreto del Ministero dell’interno, per gravi e comprovati motivi e su conforme parere del Consiglio di Stato. Tale inibizione può intervenire entro il termine di un anno dal verificarsi delle condizioni stabilite.
2. Lo straniero riconosciuto rifugiato dallo Stato italiano secondo le condizioni stabilite dalla legge o dalle convenzioni internazionali è equiparato all’apolide ai fini dell’applicazione della presente legge, con esclusione degli obblighi inerenti al servizio militare.
2. Resta fermo quanto disposto dall’articolo 219 della legge 19 maggio 1975, n. 151.
1. Le persone già residenti nei territori che sono appartenuti alla monarchia austro-ungarica ed emigrate all’estero prima del 16 luglio 1920 ed i loro discendenti in linea retta sono equiparati, ai fini e per gli effetti dell’articolo 9, comma 1, lettera a), agli stranieri di origine italiana o nati nel territorio della Repubblica.
1. Restano salve le disposizioni della legge 9 gennaio 1956, n. 27, sulla trascrizione nei registri dello stato civile dei provvedimenti di riconoscimento delle opzioni per la cittadinanza italiana, effettuate ai sensi dell’articolo 19 del Trattato di pace tra le potenze alleate ed associate e l’Italia, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947.
1. Per coloro i quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano già perduto la cittadinanza italiana ai sensi dell’articolo 8 della legge 13 giugno 1912, n. 555, cessa ogni obbligo militare.
1. Le dichiarazioni per l’acquisto, la conservazione, il riacquisto e la rinuncia alla cittadinanza e la prestazione del giuramento previste dalla presente legge sono rese all’ufficiale dello stato civile del comune dove il dichiarante risiede o intende stabilire la propria residenza, ovvero, in caso di residenza all’estero, davanti all’autorità diplomatica o consolare del luogo di residenza.
2. Le dichiarazioni di cui al comma 1, nonchè gli atti o i provvedimenti attinenti alla perdita, alla conservazione e al riacquisto della cittadinanza italiana vengono trascritti nei registri di cittadinanza e di essi viene effettuata annotazione a margine dell’atto di nascita.
1. Le disposizioni necessarie per l’esecuzione della presente legge sono emanate, entro un anno dalla sua entrata in vigore, con decreto del Presidente della Repubblica, udito il parere del Consiglio di Stato previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri degli affari esteri e dell’interno, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia.
1. Sono abrogati la legge 13 giugno 1912, n. 555, la legge 31 gennaio 1926, n. 108, il regio decreto-legge 1 dicembre 1934, n. 1997, convertito dalla legge 4 aprile 1935, n. 517, l’articolo 143-ter del codice civile, la legge 21 aprile 1983, n. 123, l’articolo 39 della legge 4 maggio 1983, n. 184, la legge 15 maggio 1986, n. 180, e ogni altra disposizione incompatibile con la presente legge.
2. E’ soppresso l’obbligo dell’opzione di cui all’articolo 5, comma secondo, della legge 21 aprile 1983, n. 123, e all’articolo 1, comma 1, della legge 15 maggio 1986, n. 180.
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DELLA LEGGE 5 FEBBRAIO 1992, N. 91, RECANTE NUOVE NORME SULLA CITTADINANZA. (DPR 572/1993)
1. NEL PRESENTE REGOLAMENTO LA LEGGE 5 FEBBRAIO 1992, N. 91, E’ INDICATA CON LA DENOMINAZIONE “LEGGE”.
2. AI FINI DELL’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA:
A) SI CONSIDERA LEGALMENTE RESIDENTE NEL TERRITORIO DELLO STATO CHI VI RISIEDE AVENDO SODDISFATTO LE CONDIZIONI E GLI ADEMPIMENTI PREVISTI DALLE NORME IN MATERIA D’INGRESSO E DI SOGGIORNO DEGLI STRANIERI IN ITALIA E DA QUELLE IN MATERIA D’ISCRIZIONE ANAGRAFICA;
B) SI CONSIDERA CHE ABBIA PRESTATO EFFETTIVAMENTE SERVIZIO MILITARE CHI ABBIA COMPIUTO LA FERMA DI LEVA NELLE FORZE ARMATE ITALIANE O LA PRESTAZIONE DI UN SERVIZIO EQUIPARATO A QUELLO MILITARE, A CONDIZIONE CHE QUESTE SIANO INTERAMENTE RESE, SALVO CHE IL MANCATO COMPLETAMENTO DIPENDA DA SOPRAVVENUTE CAUSE DI FORZA MAGGIORE RICONOSCIUTE DALLE AUTORITA’ COMPETENTI;
C) SALVI I CASI NEI QUALI LA LEGGE RICHIEDE SPECIFICAMENTE L’ESISTENZA DI UN RAPPORTO DI PUBBLICO IMPIEGO, SI CONSIDERA CHA ABBIA PRESTATO SERVIZIO ALLE DIPENDENZE DELLO STATO CHI SIA STATO PARTE DI UN RAPPORTO DI LAVORO DIPENDENTE CON RETRIBUZIONE A CARICO DEL BILANCIO DELLO STATO.
1. IL FIGLIO, NATO IN ITALIA DA GENITORI STRANIERI, NON ACQUISTA LA CITTADINANZA ITALIANA PER NASCITA AI SENSI DELL’ART. 1, COMMA 1, LETTERA B), DELLA LEGGE, QUALORA L’ORDINAMENTO DEL PAESE DI ORIGINE DEI GENITORI PREVEDA LA TRASMISSIONE DELLA CITTADINANZA AL FIGLIO NATO ALL’ESTERO, EVENTUALMENTE ANCHE SUBORDINANDOLA AD UNA DICHIARAZIONE DI VOLONTA’ DA PARTE DEI GENITORI O LEGALI RAPPRESENTANTI DEL MINORE, OVVERO ALL’ADEMPIMENTO DI FORMALITA’ AMMINISTRATIVE DA PARTE DEGLI STESSI.
DICHIARAZIONE DI VOLONTA’
1. LA DICHIARAZIONE DI VOLONTA’ RIVOLTA ALL’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA DI CUI ALL’ART. 2, COMMA 2, DELLA LEGGE DEVE ESSERE CORREDATA DELLA SEGUENTE DOCUMENTAZIONE:
B) ATTO DI RICONOSCIMENTO O COPIA AUTENTICA DELLA SENTENZA CON CUI VIENE DICHIARATA LA PATERNITA’ O MATERNITA’, OVVERO COPIA AUTENTICA DELLA SENTENZA CHE DICHIARA EFFICACE IN ITALIA LA PRONUNCIA DEL GIUDICE STRANIERO, OVVERO COPIA AUTENTICA DELLA SENTENZA CON CUI VIENE RICONOSCIUTO IL DIRITTO AL MANTENIMENTO O AGLI ALIMENTI;
2. LA DICHIARAZIONE DI VOLONTA’ DI CUI ALL’ART. 4, COMMA 1, LETTERE B) E C), DELLA LEGGE DEVE ESSERE CORREDATA DELLA SEGUENTE DOCUMENTAZIONE:
3. AI FINI DELL’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA AI SENSI DELL’ART. 4, COMMA 1, LETTERA C), DELLA LEGGE L’INTERESSATO DEVE AVER RISIEDUTO LEGALMENTE IN ITALIA SENZA INTERRUZIONI NELL’ULTIMO BIENNIO ANTECEDENTE IL CONSEGUIMENTO DELLA MAGGIORE ETA’ E SINO ALLA DATA DELLA DICHIARAZIONE DI VOLONTA’.
4. LA DICHIARAZIONE DI VOLONTA’ DI CUI ALL’ART. 4, COMMA 2, DELLA LEGGE DEVE ESSERE CORREDATA DELLA SEGUENTE DOCUMENTAZIONE:
ISTANZE PER L’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA
1. L’ISTANZA PRODOTTA AI SENSI DELL’ART. 7 DELLA LEGGE DALLO STRANIERO O APOLIDE, CONIUGATO CON CITTADINO ITALIANO, DEVE ESSERE CORREDATA, OLTRE CHE DAI DOCUMENTI NECESSARI A DIMOSTRARE CHE EGLI SI TROVA NELLE CONDIZIONI PREVISTE DALL’ART. 5 DELLA STESSA LEGGE, ANCHE DEI SEGUENTI ALTRI DOCUMENTI:
B) ESTRATTO PER RIASSUNTO DAI REGISTRI DI MATRIMONIO RILASCIATO DAL COMUNE ITALIANO PRESSO IL QUALE E’ STATO ISCRITTO O TRASCRITTO L’ATTO;
2. L’ISTANZA DI CUI AL COMMA 1 DEVE ESSERE TRASMESSA AL MINISTERO DELL’INTERNO ENTRO TRENTA GIORNI DALLA DATA DELLA PRESENTAZIONE.
3. L’ISTANZA PRODOTTA AI SENSI DELL’ART. 9 DELLA LEGGE DALLO STRANIERO O APOLIDE CHE VUOLE OTTENERE LA CITTADINANZA DEVE ESSERE PRESENTATA, PER IL TRAMITE DEL PREFETTO DELLA PROVINCIA DI RESIDENZA, AL MINISTERO DELL’INTERNO E CORREDATA, OLTRE CHE DEI DOCUMENTI NECESSARI A DIMOSTRARE CHE EGLI SI TROVA IN UNA DELLE CONDIZIONI PREVISTE DAL DETTO ARTICOLO, DEI SEGUENTI ALTRI:
4. L’ISTANZA DI CUI AL COMMA 3 DEVE ESSERE TRASMESSA AL MINISTERO DELL’INTERNO ENTRO TRENTA GIORNI DALLA DATA DELLA PRESENTAZIONE.
5. E’ FACOLTA’ DEL MINISTERO DELL’INTERNO DI RICHIEDERE, A SECONDA DEI CASI, ALTRI DOCUMENTI.
6. QUANDO LA LEGGE PRESCINDE DAL REQUISITO DELLA RESIDENZA ATTUALE IN ITALIA, LA DOMANDA ED I DOCUMENTI DEVONO ESSERE PRESENTATI DALLO STRANIERO O APOLIDE RICHIEDENTE LA CITTADINANZA ALL’AUTORITA’ DIPLOMATICA O CONSOLARE ITALIANA COMPETENTE IN RELAZIONE ALLA LOCALITA’ STRANIERA DI RESIDENZA, CHE LI TRASMETTE ENTRO TRENTA GIORNI AL MINISTERO DELL’INTERNO.
7. LE CONDIZIONI PREVISTE PER LA PROPOSIZIONE DELL’ISTANZA DI CUI ALL’ART. 9 DELLA LEGGE DEVONO PERMANERE SINO ALLA PRESTAZIONE DEL GIURAMENTO DI CUI ALL’ART. 10 DELLA LEGGE.
1. L’AUTORITA’ COMPETENTE A RESPINGERE CON PROPRIO PROVVEDIMENTO MOTIVATO L’ISTANZA PRODOTTA AI SENSI DELL’ART. 9 E’ IL MINISTRO DELL’INTERNO.
2. L’ISTANZA DI CUI AL COMMA 1 PUO’ ESSERE RIPROPOSTA DOPO UN ANNO DALL’EMANAZIONE DEL PROVVEDIMENTO STESSO.
1. AI FINI DELL’APPLICAZIONE DEL COMMA 4 DELL’ART. 6 DELLA LEGGE, IL PROCEDIMENTO DI RICONOSCIMENTO DELLA SENTENZA STRANIERA DI CONDANNA SI CONSIDERA PENDENTE CON LA FORMALE RICHIESTA DA PARTE DEL MINISTERO DELL’INTERNO AL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI PER L’AVVIO DELLA PROCEDURA NECESSARIA AD OTTENERE COPIA DELLA SENTENZA STESSA.
1. LA NOTIFICA DEL DECRETO DI CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA DEVE ESSERE EFFETTUATA DALL’AUTORITA’ COMPETENTE AI SENSI DELL’ART. 23 DELLA LEGGE ENTRO NOVANTA GIORNI DALLA RICEZIONE DEL DECRETO MEDESIMO.
2. IL GIURAMENTO DI CUI ALL’ART. 10 DELLA LEGGE DEVE ESSERE PRESTATO ENTRO SEI MESI DALLA NOTIFICA ALL’INTESTATARIO DEL DECRETO DI CUI AGLI ARTICOLI 7 E 9 DELLA LEGGE.
3. IL GIURAMENTO DI CUI AL COMMA 2 DEVE ESSERE PRESTATO, IN ITALIA, DINANZI ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE DEL COMUNE DI RESIDENZA E, ALL’ESTERO, DINANZI ALL’AUTORITA’ DIPLOMATICA O CONSOLARE ITALIANA COMPETENTE PER LA LOCALITA’ STRANIERA DI RESIDENZA, LA QUALE RILASCIA ALL’INTERESSATO COPIA DEL VERBALE DI GIURAMENTO E TRASMETTE COPIA DI QUESTO E DEL DECRETO DI CONCESSIONE ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE DEL COMUNE DELLA REPUBBLICA COMPETENTE SECONDO LE NORME DELL’ORDINAMENTO DELLO STATO CIVILE.
4. L’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE DINANZI AL QUALE E’ STATO PRESTATO IL GIURAMENTO, O AL QUALE E’ STATA TRASMESSA COPIA DEL VERBALE DI CUI AL COMMA 3, PROVVEDE PER LA TRASCRIZIONE E L’ANNOTAZIONE DEL DECRETO NEGLI ATTI DELLO STATO CIVILE E NE DA’ IMMEDIATA NOTIZIA AL MINISTERO DELL’INTERNO.
5. TRASCORSI SEI MESI DALLA DATA DELLA NOTIFICA DEL DECRETO, L’INTERESSATO NON E’ AMMESSO A PRESTARE GIURAMENTO SE NON DIMOSTRI, CON LA PRODUZIONE DI NUOVI DOCUMENTI AL MINISTERO DELL’INTERNO, LA PERMANENZA DEI REQUISITI IN BASE AI QUALI GLI FU ACCORDATA LA CITTADINANZA.
6. IL GIURAMENTO DEVE ESSERE PRECEDUTO DAL PAGAMENTO DELLA TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA E DELL’IMPOSTA DI BOLLO ASSOLTA A NORMA DELLE VIGENTI DISPOSIZIONI IN MATERIA.
1. ALL’ESTERO, LA RINUNCIA ALLA CITTADINANZA DEVE FARSI DINANZI ALL’AUTORITA’ DIPLOMATICA O CONSOLARE ITALIANA COMPETENTE PER IL LUOGO DOVE IL RINUNZIANTE RISIEDE. QUESTA LA ISCRIVE IN APPOSITO REGISTRO E NE RIMETTE IMMEDIATAMENTE COPIA AL MINISTERO DELL’INTERNO ED AL COMUNE COMPETENTE, SECONDO LE NORME DELL’ORDINAMENTO DELLO STATO CIVILE PER LA TRASCRIZIONE E L’ANNOTAZIONE A MARGINE DELL’ATTO DI NASCITA.
2. IN ITALIA, LA RINUNCIA ALLA CITTADINANZA ITALIANA DEVE ESSERE FATTA DINANZI ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE DEL COMUNE DI RESIDENZA.
1. L’INTIMAZIONE DI CUI ALL’ART. 12, COMMA 1, DELLA LEGGE E’ FATTA CON DECRETO DEL MINISTRO DELL’INTERNO ED HA EFFETTO DAL GIORNO DELLA NOTIFICAZIONE ALL’INTERESSATO.
2. PERDE LA CITTADINANZA, DAL GIORNO SUCCESSIVO AL TERMINE FISSATO DAL DECRETO DI INTIMAZIONE, CHI NON HA ABBANDONATO, ENTRO IL TERMINE MEDESIMO, L’IMPIEGO O LA CARICA ACCETTATI DA UNO STATO, DA UN ENTE PUBBLICO ESTERO O DA UN ENTE INTERNAZIONALE, OVVERO IL SERVIZIO MILITARE PER UNO STATO ESTERO.
1. AGLI EFFETTI DELL’ART. 13, COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE LA PROVA DI AVER ABBANDONATO L’IMPIEGO O LA CARICA ACCETTATI DA UNO STATO, DA UN ENTE PUBBLICO ESTERO O DA UN ENTE INTERNAZIONALE, NONCHE’ IL SERVIZIO MILITARE PER UNO STATO ESTERO DEVE ESSERE DATA AL MINISTERO DELL’INTERNO.
2. IL DECRETO DI INIBIZIONE CHE IMPEDISCE IL VERIFICARSI DEL RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA NONOSTANTE L’ADEMPIMENTO DELLE CONDIZIONI STABILITE DAL COMMA 1, LETTERE C), D) ED E), DELL’ART. 13 DELLA LEGGE VIENE TRASMESSO AL COMPETENTE UFFICIALE DELLO STATO CIVILE PER LA TRASCRIZIONE E L’ANNOTAZIONE A MARGINE DELL’ATTO DI NASCITA.
3. AI FINI DELL’APPLICAZIONE DELL’ART. 13, COMMA 3, DELLA LEGGE IL SINDACO E’ TENUTO A DARE COMUNICAZIONE AL PREFETTO DELLA PROVINCIA, NEL CUI TERRITORIO E’ COMPRESO IL COMUNE, DELLE GENERALITA’ DEGLI EX CONNAZIONALI ISCRITTI NELL’ANAGRAFE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE, ENTRO TRENTA GIORNI DALLA LORO ISCRIZIONE.
1. AI FINI DELL’APPLICAZIONE DELL’ART. 14 DELLA LEGGE L’ACQUISTO DELLA CITTADINANZA, DA PARTE DEI FIGLI MINORI DI CHI ACQUISTA O RIACQUISTA LA CITTADINANZA ITALIANA, SI VERIFICA SE ESSI CONVIVONO CON IL GENITORE ALLA DATA IN CUI QUEST’ULTIMO ACQUISTA O RIACQUISTA LA CITTADINANZA.
DECORRENZA DELL’ACQUISTO E DEL RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA
1. IN APPLICAZIONE DELL’ART. 15 DELLA LEGGE, L’ACQUISTO OD IL RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA, DI CUI AGLI ARTICOLI 4, COMMA 1, LETTERA A), E 13, COMMA 1, LETTERA A), DELLA LEGGE, DECORRONO DAL GIORNO SUCCESSIVO A QUELLO DEL CONGEDAMENTO.
1. LE DICHIARAZIONI PER L’ELEZIONE, L’ACQUISTO, IL RIACQUISTO E LA RINUNCIA ALLA CITTADINANZA DEVONO ESSERE CORREDATE, OLTRE CHE DELLA DOCUMENTAZIONE RISPETTIVAMENTE INDICATA NEGLI ARTICOLI 3, 8 E 10, ANCHE DI EVENTUALI ALTRI DOCUMENTI NECESSARI A DIMOSTRARE CHE IL DICHIARANTE SI TROVA NELLE CONDIZIONI PREVISTE DALLA LEGGE.
2. QUALORA LE DICHIARAZIONI DI CUI AL COMMA 1 NON SIANO CORREDATE DELLA DOCUMENTAZIONE PRESCRITTA, NEL RICEVERLE L’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE O L’AUTORITA’ DIPLOMATICA O CONSOLARE COMPETENTE INVITA L’INTERESSATO A PRODURRE DETTA DOCUMENTAZIONE.
4. AI FINI DELL’APPLICAZIONE DELL’ART. 23, COMMA 1, DELLA LEGGE, LE DICHIARAZIONI DI CUI AL COMMA 1 E LA PRESTAZIONE DEL GIURAMENTO DI CUI ALL’ART. 10 DELLA LEGGE DEVONO, IN ITALIA, ESSERE RESE DINANZI ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE DEL COMUNE DOVE L’INTERESSATO RISIEDE O INTENDE STABILIRE LA RESIDENZA, OVE QUESTA SIA STATA INDICATA E NON ANCORA DEFINITA LA RELATIVA PROCEDURA.
1. L’AUTORITA’ COMPETENTE AD APPLICARE LA SANZIONE AMMINISTRATIVA DI CUI ALL’ART. 24 DELLA LEGGE E’, PER IL CITTADINO ITALIANO RESIDENTE IN ITALIA, IL PREFETTO DELLA PROVINCIA NEL CUI TERRITORIO E’ COMPRESO IL COMUNE DI RESIDENZA E, PER IL CITTADINO ITALIANO RESIDENTE ALL’ESTERO, IL PREFETTO DELLA PROVINCIA NEL CUI TERRITORIO E’ COMPRESO IL COMUNE NEI CUI REGISTRI DEVE ESSERE TRASCRITTA, AI SENSI DELL’ORDINAMENTO DELLO STATO CIVILE, LA DICHIARAZIONE PREVISTA DAL MEDESIMO ART. 24 DELLA LEGGE.
1. L’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE CHE HA ISCRITTO LA DICHIARAZIONE DELL’INTERESSATO, VOLTA ALL’ACQUISTO, ALLA PERDITA, AL RIACQUISTO O AL MANCATO RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA, TRASMETTE COPIA DELLA DICHIARAZIONE MEDESIMA E DELLA DOCUMENTAZIONE CHE LA CORREDA ALL’AUTORITA’ COMPETENTE AD ACCERTARE LA SUSSISTENZA DELLE CONDIZIONI CHE LA LEGGE STABILISCE PER IL PRODURSI DEGLI EFFETTI ANZIDETTI.
2. L’AUTORITA’ COMPETENTE, AI SENSI DEL COMMA 1, E’ IL SINDACO DEL COMUNE IN CUI LA DICHIARAZIONE E’ STATA ISCRITTA, NELLE IPOTESI PREVISTE DAGLI ARTICOLI 2, COMMI 2 E 3; 3, COMMA 4; 4, COMMA 1, LETTERA C); 4, COMMA 2; 11; 13, COMMA 1, LETTERE C) E D); 14 E 17 DELLA LEGGE.
3. QUANDO LA DICHIARAZIONE, CON LA DOCUMENTAZIONE CHE LA CORREDA, E’ STATA RICEVUTA DALL’AUTORITA’ DIPLOMATICA O CONSOLARE, E’ QUESTA COMPETENTE, NELLE IPOTESI PREVISTE NEL COMMA 2, AD OPERARE L’ACCERTAMENTO DELLA SUSSISTENZA DELLE CONDIZIONI STABILITE DALLA LEGGE.
4. IN OGNI ALTRA IPOTESI, DIVERSA DA QUELLE MENZIONATE NEL COMMA 2, IN CUI PURE SIA PREVISTA UNA DICHIARAZIONE DELL’INTERESSATO, COMPETENTE ALL’ACCERTAMENTO E’ IL MINISTERO DELL’INTERNO, AL QUALE L’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE O L’AUTORITA’ DIPLOMATICA O CONSOLARE TRASMETTONO COPIA DELLA DICHIARAZIONE RICEVUTA DALL’INTERESSATO E DELLA DOCUMENTAZIONE DA QUESTI PRODOTTA.
5. L’AUTORITA’ DIPLOMATICA O CONSOLARE, NEI CASI IN CUI PROVVEDE DIRETTAMENTE ALL’ACCERTAMENTO, TRASMETTE ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE INDIVIDUATO AI SENSI DELL’ART. 63, SECONDO COMMA, DEL REGIO DECRETO 9 LUGLIO 1939, N. 1238, COPIA DELLA DICHIARAZIONE RICEVUTA E COMUNICAZIONE DELL’ESITO DELL’ACCERTAMENTO. IL SINDACO, NEI CASI DI SUA COMPETENZA, TRASMETTE ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE COMUNICAZIONE DELL’ESITO DELL’ACCERTAMENTO. ANALOGAMENTE PROVVEDE IL MINISTERO DELL’INTERNO NEI RIGUARDI DELL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE CHE GLI HA INVIATO GLI ATTI; QUANDO QUESTI GLI SONO PERVENUTI DALL’AUTORITA’ DIPLOMATICA O CONSOLARE, TRASMETTE ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE INDIVIDUATO AI SENSI DEL CITATO ART. 63, ANCHE COPIA DELLA DICHIARAZIONE DELL’INTERESSATO.
6. L’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE PROVVEDE PER LA TRASCRIZIONE DELLA DICHIARAZIONE NEI REGISTRI DI CITTADINANZA QUANDO ESSA NON SIA STATA A LUI RESA. PROVVEDE ALTRESI’ PER LA TRASCRIZIONE NEI MEDESIMI REGISTRI DELLA COMUNICAZIONE RICEVUTA CIRCA L’ESITO DELL’ACCERTAMENTO E PER L’ANNOTAZIONE NELL’ATTO DI NASCITA DELL’INTERESSATO DELLA DICHIARAZIONE GIA’ ISCRITTA O TRASCRITTA E DELLA COMUNICAZIONE ANZIDETTA.
7. LA TRASMISSIONE DEGLI ATTI E DELLE COMUNICAZIONI INDICATI NEL PRESENTE ARTICOLO DEVE ESSERE EFFETTUATA SENZA INDUGIO. L’ACCERTAMENTO CIRCA LA SUSSISTENZA DELLE CONDIZIONI STABILITE DALLA LEGGE PER L’ACQUISTO, LA PERDITA, IL RIACQUISTO, IL MANCATO RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA DEVE ESSERE COMPIUTO DALL’AUTORITA’ COMPETENTE ENTRO CENTOVENTI GIORNI DALLA RICEZIONE DEGLI ATTI.
8. AD ESCLUSIONE DELLE IPOTESI PREVISTE DALL’ART. 1 DELLA LEGGE E DI QUELLE IN CUI SIA RICHIESTA UNA DICHIARAZIONE DELL’INTERESSATO, IL SINDACO, SULLA BASE DELLE RISULTANZE DELLO STATO CIVILE ED ANAGRAFICHE, EMETTE ATTESTAZIONE DELL’ACQUISTO, DALLA PERDITA O DEL RIACQUISTO DELLA CITTADINANZA DA PERSONE RESIDENTI NEL COMUNE O ISCRITTE ALL’AIRE DEL COMUNE E LA TRASMETTE, AI FINI DELLA TRASCRIZIONE NEI REGISTRI DI CITTADINANZA E DELL’ANNOTAZIONE NELL’ATTO DI NASCITA, ALL’UFFICIALE DELLO STATO CIVILE.
9. LA CERTIFICAZIONE DI CITTADINANZA E’ RILASCIATA, SULLA BASE DELLE RISULTANZE DELLO STATO CIVILE ED ANAGRAFICHE, IN ITALIA DAL SINDACO DEL COMUNE DI RESIDENZA DEGLI INTERESSATI E ALL’ESTERO DALL’AUTORITA’ DIPLOMATICA O CONSOLARE COMPETENTE PER TERRITORIO. NON POSSONO ESSERE RILASCIATI CERTIFICATI O DOCUMENTI CHE ABBIANO PER PRESUPPOSTO L’ESSERSI PRODOTTO UNO DEGLI EFFETTI PREVISTI DALLA LEGGE SENZA CHE SIA STATA PREVIAMENTE ACCERTATA DALL’AUTORITA’ COMPETENTE LA SUSSISTENZA DI TUTTE LE CONDIZIONI STABILITE PERCHE’ TALE EFFETTO SI SIA PRODOTTO.
CERTIFICAZIONE DELLA CONDIZIONE D’APOLIDIA
1. IL MINISTERO DELL’INTERNO PUO’ CERTIFICARE LA CONDIZIONE DI APOLIDIA, SU ISTANZA DELL’INTERESSATO CORREDATA DELLA SEGUENTE DOCUMENTAZIONE:
2. E’ FACOLTA’ DEL MINISTERO DELL’INTERNO DI RICHIEDERE, A SECONDA DEI CASI, ALTRI DOCUMENTI.
1. LE DICHIARAZIONI DI RINUNCIA AL RIACQUISTO DI CUI ALL’ART. 13, COMMA 1, LETTERA D), DELLA LEGGE POSSONO ESSERE RESE ALLA COMPETENTE AUTORITA’ ENTRO SEI MESI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE REGOLAMENTO QUALORA EFFETTUATE DA COLORO I QUALI, NON AVENDO ANCORA RIACQUISTATO LA CITTADINANZA SECONDO LE DISPOSIZIONI DI CUI ALL’ART. 9, PRIMO COMMA, N. 3, DELL’ABROGATA LEGGE 13 GIUGNO 1912, N. 555, ABBIANO MATURATO O MATURINO NEL TERMINE PREDETTO IL PERIODO DI RESIDENZA PREVISTO DAL CITATO ART. 13, COMMA 1, LETTERA D).
1. E’ ABROGATO IL REGIO DECRETO 2 AGOSTO 1912, N. 949, DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE REGOLAMENTO.
REGOLAMENTO RECANTE DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI DI ACQUISTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA (DPR 362/94).
1. L’ISTANZA PER L’ACQUISTO O LA CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA, DI CUI ALL’ARTICOLO 7 ED ALL’ARTICOLO 9 DELLA LEGGE 5 FEBBRAIO 1992, N. 91, SI PRESENTA AL PREFETTO COMPETENTE PER TERRITORIO IN RELAZIONE ALLA RESIDENZA DELL’ISTANTE, OVVERO, QUALORA NE RICORRANO I PRESUPPOSTI, ALL’AUTORITA’ CONSOLARE.
E) CERTIFICATO PENALE DELL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA ITALIANA;
4. AI FINI DELLA CONCESSIONE, DI CUI ALL’ARTICOLO 9 DELLA LEGGE 5 FEBBRAIO 1992, N. 91, IL MINISTRO DELL’INTERNO E’ AUTORIZZATO AD EMANARE, CON PROPRIO DECRETO, DISPOSIZIONI CONCERNENTI L’ALLEGAZIONE DI ULTERIORI DOCUMENTI.
1. L’AUTORITA’ CHE HA RICEVUTO L’ISTANZA DI CUI ALL’ARTICOLO 1 NE TRASMETTE IN OGNI CASO IMMEDIATAMENTE COPIA AL MINISTERO DELL’INTERNO, ED ENTRO TRENTA GIORNI DALLA PRESENTAZIONE, SALVO IL CASO PREVISTO DAL COMMA 2, INOLTRA AL MINISTERO STESSO LA RELATIVA DOCUMENTAZIONE CON LE PROPRIE OSSERVAZIONI.
2. NEL CASO DI INCOMPLETEZZA O IRREGOLARITA’ DELLA DOMANDA O DELLA RELATIVA DOCUMENTAZIONE, ENTRO TRENTA GIORNI L’AUTORITA’ INVITA IL RICHIEDENTE AD INTEGRARLA E REGOLARIZZARLA, DANDO LE OPPORTUNE INDICAZIONI ED I TERMINI DEL PROCEDIMENTO RESTANO INTERROTTI FINO ALL’ADEMPIMENTO.
3. UNA VOLTA CHE L’INTERESSATO ABBIA ADEMPIUTO A QUANTO RICHIESTO, L’AUTORITA’ PROCEDE A NORMA DEL COMMA 1, SECONDA PARTE. QUALORA L’ADEMPIMENTO RISULTI INSUFFICIENTE, O LA NUOVA DOCUMENTAZIONE PRODOTTA SIA A SUA VOLTA IRREGOLARE, L’AUTORITA’ DICHIARA INAMMISSIBILE L’ISTANZA, CON PROVVEDIMENTO MOTIVATO, DANDONE COMUNICAZIONE ALL’INTERESSATO ED AL MINISTERO.
1. PER QUANTO PREVISTO DAGLI ARTICOLI 2 E 4 DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1990, N. 241, IL TERMINE PER LA DEFINIZIONE DEI PROCEDIMENTI DI CUI AL PRESENTE REGOLAMENTO E’ DI SETTECENTOTRENTA GIORNI DALLA DATA DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA.
1. AI FINI PREVISTI DALL’ARTICOLO 7 DEL REGOLAMENTO EMANATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 OTTOBRE 1993, N. 572, IL DECRETO DEL MINISTRO E’ IMMEDIATAMENTE TRASMESSO ALL’AUTORITA’ CHE HA RICEVUTO LA DOMANDA. QUEST’ULTIMA NE CURA LA NOTIFICA ALL’INTERESSATO, ENTRO I SUCCESSIVI QUINDICI GIORNI.
1. IL MINISTRO DELL’INTERNO, ENTRO QUINDICI GIORNI DALL’ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE REGOLAMENTO, PROVVEDE ALLA MODIFICA DEL DECRETO MINISTERIALE 2 FEBBRAIO 1993, N. 284, DI ATTUAZIONE DEGLI ARTICOLI 2 E 4 DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1990, N. 241, INDICANDO I TERMINI PREVISTI DAL PRESENTE REGOLAMENTO. 2. RESTA SALVA LA FACOLTA’ DEL MINISTRO, AI SENSI DELL’ARTICOLO 2 DELLA LEGGE 7 AGOSTO 1990, N. 241, DI STABILIRE ULTERIORI RIDUZIONI DEI TERMINI. ARTICOLO 6
1. IL MINISTRO DELL’INTERNO VERIFICA PERIODICAMENTE LA FUNZIONALITA’, LA TRASPARENZA E LA SPEDITEZZA DEI PROCEDIMENTI DISCIPLINATI DAL PRESENTE REGOLAMENTO E ADOTTA TUTTE LE MISURE DI PROPRIA COMPETENZA PER L’ADEGUAMENTO DELLA RELATIVA DISCIPLINA AI PRINCIPI ED ALLE DISPOSIZIONI DELLE LEGGI 7 AGOSTO 1990, N. 241, E 24 DICEMBRE 1993, N. 537, E DEL PRESENTE REGOLAMENTO.
1. DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE REGOLAMENTO, PER I PROCEDIMENTI GIA’ IN CORSO, INIZIANO A DECORRERE I TERMINI PREVISTI DAL REGOLAMENTO STESSO, PURCHE’ PIU’ FAVOREVOLI PER L’INTERESSATO RISPETTO A QUELLI INDICATI DALLE NORME PREVIGENTI.
1. AI SENSI DELL’ARTICOLO 2, COMMA 8, DELLA LEGGE 24 DICEMBRE 1993, N. 537, A DECORRERE DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE REGOLAMENTO SONO ABROGATE, LIMITATAMENTE ALLE PARTI MODIFICATE CON IL PRESENTE REGOLAMENTO, LE SEGUENTI NORME: L’ARTICOLO 7, COMMA 1, DELLA LEGGE 5 FEBBRAIO 1992, N. 91, E GLI ARTICOLI 4, 7, 14, COMMI 1, 2 E 4 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 OTTOBRE 1993, N. 572.
https://www.marzorati.org/wp-content/uploads/2020/02/logo-nuevo-high.png 0 0 MrzOrgUserAdmin https://www.marzorati.org/wp-content/uploads/2020/02/logo-nuevo-high.png MrzOrgUserAdmin2016-07-27 15:23:492016-07-27 15:23:49Legge 5 Febbraio 1992 n. 91/1992 sulla cittadinanza ed i Decreti Presidente della Repubblica N. 572/1993 e N. 362/1994

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 ART. 24
 ART. 63
 ART. 13
 ARTICOLO 6