Source: http://engineering-online.eu/FORMAZ%20ARG%20STAMPA%20RELIGIONE%20TAR%20VESCOVI.htm
Timestamp: 2018-11-15 10:21:02+00:00

Document:
"Ingiusto discriminare l'insegnamento cattolico"
Prof di religione e scrutini, la Gelmini annuncia il ricorso
I vescovi dopo la sentenza del Tar: "La decisione dei giudici danneggia la laicità dello stato"
Il ministro: "Ingiusto discriminare l'insegnamento cattolico"
Prof di religione e scrutini,
la Gelmini annuncia il ricorso
L'ora di religione in un liceo artistico
MILANO - L'annuncio arriva nel pomeriggio: "Ho deciso di ricorrere al Consiglio di Stato". Maria Stella Gelmini promette battaglia contro la sentenza del Tar sull'ora di religione. Secondo il ministro dell'Istruzione, "in Italia vi è piena libertà di scegliere se frequentare o meno l'insegnamento della religione. Non si comprende perché qualcuno voglia limitare questa libertà. È ingiusto discriminare la religione cattolica". Il ministro spiega in una nota che "la religione cattolica esprime un patrimonio di storia, di valori e di tradizioni talmente importante che la sua unicità deve essere riconosciuta e tutelata. Una unicità che la scuola, pur nel rispetto di tutte le altre religioni, ha il dovere di riconoscere e valorizzare".
LA CEI - La decisione della Gelmini arriva dopo la sentenza del tribunale amministrativo del Lazio, secondo il quale i crediti scolastici aggiuntivi concessi a chi segue le lezioni di religione sono illegittimi e i docenti di religione, non avendo diritto a concorrere con il proprio insegnamento alla formazione del voto finale, non possono partecipare a pieno titolo agli scrutini. Una sentenza duramente criticata dalla Cei. I vescovi parlano di "decisione vergognosa"e "pretestuosa". Per monsignor Diego Coletti, presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l'Università, la decisione dei giudici è "povera di motivazioni" e "danneggia la laicità dello stato". E lo stesso presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica afferma poi che il ricorso della Gelmini è "utile" e "giusto". Il ministro, per la Coletti, ha fatto ciò che "era utile dal punto di vista istituzionale, non spettava infatti alla Chiesa prendere un decisione del genere, essendo stata contestata una scelta del ministero". Il ricorso è dunque "una cosa giusta", secondo il rappresentante della Cei, e riguarda "un problema che dovrebbe stare a cuore a tutti" e sul quale si dovrebbe "poter serenamente discutere".
AVVENIRE E OSSERVATORE - Prende posizione anche Avvenire. "La decisione del Tar laziale ha già suscitato la legittima protesta dei docenti, per l'evidente tentativo, già per altro portato avanti anche nel recente passato, di emarginare l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche italiane", scrive il quotidiano cattolico. Per il giornale della Cei, siamo davanti a "un tentativo alquanto maldestro. La sentenza del Tar, infatti, arriva dopo la conclusione dei lavori della commissione paritetica Ministero dell'Istruzione-Cei, che ha deciso all'unanimità di passare dalla votazione con gli 'aggettivi' (sufficiente, buono...) ai voti numerici. Quando la decisione sarà avallata dal Consiglio di Stato, anche il voto di religione - sottolinea il quotidiano cattolico - farà media e il problema dei crediti sarà quindi superato una volta per tutte". Anche secondo l'Osservatore romano, "questa sentenza discrimina di fatto sei milioni di studenti che hanno scelto l'insegnamento della religione come materia scolastica e tutti quei docenti che, dopo aver superato un concorso, si trovano ora a essere considerati professori di serie b".
REAZIONI - La sentenza continua dunque ad alimentare polemiche. Dal canto loro, le chiese evangeliche e i Valdesi esprimono viva soddisfazione per la decisione del Tar. Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, afferma che "da cattolico, rispettoso della Chiesa e dei suoi comandamenti, non posso che condividere la decisione del Tar del Lazio in quanto in uno Stato laico tutti i cittadini, cattolici e non cattolici, hanno uguali diritti. Non ci può essere una discriminazione nel profitto scolastico su base religiosa. L'ingiustificata disparità di trattamento vìola Costituzione e diritti dell'uomo". Stesso parere da parte di Marco Rizzo, dei Comunisti-Sinistra Popolare: "Finalmente si riconosce agli studenti il diritto a essere esaminati da docenti scelti con pubblici concorsi e non dal giudizio insindacabile delle curie vescovili". "Il Tar del Lazio ha ragione, la Cei ha torto: abolire l'ora di religione" afferma Franco Grillini, presidente di Gaynet. Dall'altra parte non mancano le critiche alla sentenza, giudizi negativi che arrivano in particolare modo dal Pdl. "Siamo di fronte ad una deriva anticattolica che non ha precedenti nella storia e nella tradizione del nostro paese" ha detto in una nota il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. "La Gelmini dia mandato e impugni subito quella incivile sentenza" è la richiesta che viene dal deputato dell'Udc Luca Volontè.
L'ANM - Ma non è piaciuta all'Anm la presa di posizione della Cei contro la sentenza del Tar. Per il numero uno del sindacato dell toghe Luca Palamara "è legittimo che i provvedimenti giudiziari possano essere criticati e noi non possiamo che ribadirlo, purché - sottolinea - le critiche siano espresse nel rispetto di chi emette i provvedimenti. Colpiscono, nel giudizio espresso da monsignor Diego Coletti, quelle critiche che suonano solo come affermazioni generiche nei confronti di tutta la magistratura, e questa è una cosa che sentiamo molto".

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