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Timestamp: 2019-04-22 14:01:56+00:00

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Interdittiva antimafia sopravvenuta: revoca dell’aggiudicazione e recesso dal contratto
22 Luglio 2016 | di Valeria Zallocco
La sentenza afferma che nelle ipotesi di urgenza ovvero di superamento dei termini previsti per il rilascio dell’informativa da parte del Prefetto, in cui alla stazione appaltante è consentito stipulare il contratto di appalto anche in assenza di informativa antimafia, il rapporto contrattuale deve intendersi sottoposto a condizione risolutiva. Pertanto, l’informativa antimafia ricevuta durante l’esecuzione del contratto non costituisce una “sopravvenienza” impeditiva dell’ulteriore esecuzione del contratto stipulato, ma accerta una incapacità “originaria” del privato ad essere parte contrattuale dell’Amministrazione, con la conseguenza che sulla revoca del provvedimento di affidamento dell’appalto ovvero sul recesso dal contratto, la giurisdizione è devoluta al giudice amministrativo e si applica il rito speciale di cui agli artt. 120 e ss. c.p.a.
La sentenza di patteggiamento comporta l’esclusione dalla gara anche quando non è ancora irrevocabile
La sentenza afferma che la condanna per uno dei reati di cui all’art. 38, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 risultante da una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (art. 444 c.p.p.) costituisce causa ostativa alla partecipazione alle procedure di affidamento di contratti pubblici, anche quando la sentenza non sia ancora divenuta irrevocabile.
La sufficiente determinatezza dell’avvalimento di attestazione SOA
21 Luglio 2016 | di Maria Stella Bonomi
Affinché un contratto di avvalimento avente ad oggetto l’attestazione SOA possa dirsi sufficiente determinato, è necessario non solo il “prestito” del suddetto requisito, ma anche di tutto ciò che è connesso e conseguenziale alla spendita dello stesso.
Diritto al subentro nel contratto in forza di una sentenza passata in giudicato e sopravvenuta interdittiva antimafia
Nel caso in cui vi sia un giudicato che abbia riconosciuto il diritto del ricorrente al subentro nel contratto, la sopravvenuta informativa antimafia interviene in un contratto ormai “in corso” con la conseguenza che ogni eventuale annullamento è illegittimo qualora non sia preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.
Sussistenza della giurisdizione amministrativa nella fase intercorrente tra l'aggiudicazione definitiva e la stipulazione del contratto
20 Luglio 2016 | di Federica Moschella
Spetta al Giudice Amministrativo conoscere delle controversie riguardanti la legittimità di atti e condotte serbati dalla stazione appaltante nella fase intercorrente tra l'aggiudicazione definitiva e la stipula del contratto. Infatti, ove oggetto di ricorso siano atti della stazione appaltante concernenti prescrizioni funzionali a conferire efficacia all’aggiudicazione definitiva, la relativa controversia appartiene alla giurisdizione amministrativa, non riguardando una vicenda attinente all’esecuzione del contratto; d’altra parte, come sancito dall'art. 11, comma 7, del d.lgs. n. 163 del 2006 (ma lo stesso deve ritenersi valere sotto l’attuale vigenza del d.lgs. n. 50 del 2016), è esclusa l'idoneità dell'atto di aggiudicazione ad instaurare una relazione negoziale tra stazione appaltante e privato aggiudicatario, la quale sorge solo per effetto della stipulazione del contratto.
La dichiarazione circa il possesso dei requisiti generali deve essere riferita a tutti i soggetti con potere di rappresentanza
È incompleta la dichiarazione sui requisiti generali di cui all’art. 38 d.lgs. n. 163 del 2006, laddove venga omessa l’indicazione dei soggetti capaci di impegnare la volontà dell’ente: pur ammettendosi in astratto che la dichiarazione circa il possesso dei requisiti generali possa essere sottoscritta anche da uno solo degli amministratori, la stessa deve comunque essere riferita a tutti i soggetti muniti del potere di rappresentanza. Pertanto, non trattandosi di rimediare ad una semplice irregolarità, tale omissione non è superabile con il soccorso istruttorio.
Circa l’ammissibilità della motivazione tacita del provvedimento di ammissione alla gara
19 Luglio 2016 | di Carlo M. Tanzarella
L’art. 38, primo comma, lett. f ) del d.lgs. n. 163 del 2006 deve essere interpretato nel senso che uno specifico obbligo motivazionale incombe alla stazione appaltante solo per l’ipotesi in cui gli errori professionali commessi dal concorrente siano ritenuti tali da impedire la partecipazione alla gara, tanto più allorché l’amministrazione abbia puntualmente esaminato, nel contraddittorio con l’operatore, i contenuti delle annotazioni contenute nel casellario informatico e le circostanze ad esse sottese ritenendole, seppur implicitamente, non ostative dell’ammissione alla procedura comparativa
Sull’omogeneità delle valutazioni espresse dalla commissione giudicatrice
In una gara governata dal criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, è possibile che i membri della commissione giudicatrice esprimano, ciascuno individualmente e nell’esercizio della discrezionalità ad ognuno di essi riservata, valutazioni tra loro omogenee. Ciò non costituisce, di per sé, un elemento sintomatico dell’illegittimità dell’operato della commissione, in assenza di altri elementi che possano far dubitare della riferibilità individuale dell’attività valutativa, specie allorché, nel caso concreto, i criteri di valutazione prestabiliti siano molto dettagliati e favoriscano pertanto l’elaborazione di un metro valutativo omogeneo.
Nuovo Codice dei Contratti pubblici aggiornato al decreto legge n. 56 del 2017, introdotto dalla l. di conversione 21 giugno 2017, n. 96
Il testo del nuovo Codice dei contratti pubblici (approvato con d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) aggiornato al decreto legge n. 56 del 2017, introdotto dalla l. di conversione 21 giugno 2017, n. 96
Ricorso principale-ricorso incidentale: i principi della Plenaria n. 9 del 2014 valgono anche per il ricorrente incidentale
18 Luglio 2016 | di Carmine Nuzzo
Il TAR fa applicazione dei principi dettati dall’Adunanza Plenaria n. 9 del 2014 per affermare la necessità di esaminare prioritariamente il ricorso principale pur a fronte di un ricorso incidentale escludente. Ciò che rileva è l’attinenza del vizio alla fase procedimentale prioritaria. Il giudice deve utilizzare il criterio dell’ordine logico rito-merito ma seguendo la scansione procedimentale. Nelle procedure ristrette, a fronte di ricorsi reciprocamente escludenti, va esaminato per primo il ricorso principale quando si contesti la legittimità dell’ammissione dell’aggiudicatario già nella prima fase di prequalifica.

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