Source: https://www.comune.gaiarine.tv.it/home/Comune/Statuto-Comunale.html
Timestamp: 2019-09-15 09:38:06+00:00

Document:
Comune di Gaiarine - Statuto Comunale
Il nuovo Statuto del Comune di Gaiarine è stato approvato con deliberazione Consiglio Comunale n. 39 del 23.07.2009 e pubblicato all’Albo Pretorio il 4.08.2009
Gaiarine è Comune appartenente alla Regione Veneto, alla Provincia di Treviso, al Mandamento di Conegliano. Fa parte della Marca Trevigiana e del bacino dell’Alto Livenza.
La teoria più accreditata sull'origine del nome 'Gaiarine' è quella che lo fa derivare da 'Glarae ager' (mucchio di ghiaia) o da 'Gaium gedium' (bosco ceduo).
Dal “Treviso Medioevale” di Angelo Marchesan si rileva che nel 1314 la “Regula Gaglarinis” o (Gajerinis) era soggetta a Treviso, apparteneva al Quartiere di Riva con le Regole Capitis plebis di Francenica, di Campoagraolo, di Albina e di Campomolino e costituiva la “plebs de Francenigo”.
Più tardi appartenne alle terre del Comitato Inferiore di Ceneda ed in seguito alla Patria del Friuli fino alla caduta della Repubblica Veneta.
Dopo i preliminari di Leoben (1797) e dopo l’attuazione della nuova divisione distrettuale, il territorio di Conegliano comprese sotto di sé anche il Comune di Gaiarine con le frazioni e borgate allora dipendenti (Campomolino, Albina, Calderaio, Francenigo, Restegiuzza e Mocenigo).
Gaiarine era Comune di notevole importanza tanto che dalla Grande Illustrazione del Lombardo Veneto del Semenzi, si rileva che nel 1861 Conegliano e Gaiarine erano classificati quali Comuni di seconda classe, mentre gli altri undici del Distretto erano assegnati alla terza.
Il più antico documento relativo a Gaiarine è quello reso noto dal Verci nella sua “Storia della Marca Trevigiana”, secondo il quale il 20 Dicembre 1295 Gherardo Da Camino, Signore di Treviso, acquistò da Garsendolo da Prata e da Varnerio Biondo da Ragonea, vastissime tenute ed una “mota” (o Castello fortificato) adorna di porticati sorretti da arcate nella Villa di Gaiarine.
Lo stemma di Gaiarine, in sintonia con l’origine storica del Comune è costituito dalla ghiaia nella parte inferiore del campo, essendo il territorio composto da terreno di riporto ghiaioso-cretaceo, dalle due querce che ricordano il bosco ceduo che esisteva fino al 1880 e dalla “Torre” che rappresenta il “castello fortificato” acquistato da Gherardo Da Camino.
TITOLO I - PRINCIPI FONDAMENTALI E PROGRAMMATICI
1. La comunità di Gaiarine è comune autonomo, dotato di autonomia statutaria, normativa, organizzativa ed amministrativa, nell’ambito dei principi fissati dalle leggi generali della Repubblica, che ne determinano le funzioni e dalle norme del presente statuto.
c) la tutela dei diritti delle persone diversamente abili, per le finalità di cui alla L. 5 febbraio 1992 n. 104, mediante adeguati interventi volti a garantire il rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e autonomia della persona diversamente abile, favorire l’integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la sua partecipazione alla vita della collettività;
d) valorizzazione delle attività culturali, delle tradizioni locali e del tempo libero, favorendo le collaborazioni con le istituzioni o formazioni sociali, che si prefiggono il raggiungimento dei medesimi valori;
e) promozione delle condizioni per rendere effettivi i diritti di tutti i cittadini;
f) promozione dei valori e della cultura della pace e della vita;
g) scambio culturale e socio-economico con altre realtà locali e con altre comunità;
h) promozione dello sviluppo economico, valorizzazione dei sistemi produttivi, promozione della ricerca applicata nell’ambito della propria competenza e nel rispetto della salute, sicurezza pubblica e tutela dell’ambiente.
5. Il comune, nell’esercizio della potestà regolamentare, attua i principi dello statuto dei diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio 2000, n. 212.
1. Il comune di Gaiarine comprende la parte della superficie del territorio nazionale delimitata con il piano topografico di cui all’articolo 9 della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, approvato dall’Istituto centrale di statistica.
2. Il territorio di cui al comma 1 comprende le frazioni di:
a) Gaiarine, capoluogo, nella quale è istituita la sede del comune e degli organi istituzionali;
b) frazione di Francenigo;
c) frazione di Albina;
d) frazione di Campomolino.
2 Lo stemma, approvato con Regio Decreto è costituito dalla rappresentazione di “D’azzurro alla torre d’oro, aperta e murata di nero, merlata di quattro alla ghibellina fondata su una campagna ghiaiosa d’argento ed accostata ai due lati da un albero al naturale, nodrito sulla campagna. Lo scudo sarà fregiato da ornamenti di comune”.
3 Il gonfalone, approvato con il predetto decreto di Vittorio Emanuele III – Re d’Italia – in data 10 Giugno 1929 è costituito da: drappo di colore azzurro della forma prescritta, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma con la iscrizione centrata in argento: “Comune di Gaiarine”.
4 Il sigillo, di forma circolare, al centro riporta lo stemma del comune ed in corona la dicitura: “Comune di Gaiarine – Provincia di Treviso”.
5 La raffigurazione dello stemma deve essere stampata su tutta la carta da lettere destinata alla corrispondenza esterna, nonché su tutti gli atti e documenti rilasciati dal Comune.
6 Il Comune fa uso del gonfalone nelle cerimonie ufficiali. Il sindaco può disporre l’esibizione del gonfalone nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze ed ogni qual volta sia necessario rendere ufficiale la partecipazione del Comune ad una iniziativa.
7 L’uso dello stemma, del gonfalone e del sigillo è riservato esclusivamente all’amministrazione comunale. E’ fatto in ogni caso divieto di utilizzare o riprodurre i predetti simboli ufficiali per fini commerciali o politici.
8 La giunta può autorizzare l’uso e la riproduzione dello stemma del comune per fini non istituzionali, soltanto ove sussista un pubblico interesse.
RAPPORTI CON REGIONE, PROVINCIA ED ALTRI ENTI
1. Il comune, nell’ambito della propria autonomia ed in un rapporto di pari dignità con gli altri enti pubblici territoriali, coopera con la regione e la provincia e concorre alla formazione di tutti gli strumenti programmatici sovraccomunali che interessano il proprio territorio e lo sviluppo civile, sociale ed economico della propria comunità.
2. Il comune opera con la provincia in modo coordinato e con interventi complementari, pur nel rispetto della dimensione degli interessi comunali e provinciali, al fine di soddisfare gli interessi sovraccomunali della popolazione per le attività e nelle forme previste dalla legge.
3. Il comune collabora inoltre con altri comuni ed enti interessati per una coordinata formazione dei piani e dei programmi comunali e per la gestione associata di uno o più servizi pubblici.
1 Il comune è titolare di funzioni proprie. Esercita altresì le funzioni attribuite o delegate da leggi statali o regionali, secondo il principio di sussidiarietà. Concorre alla determinazione degli obiettivi contenuti nei piani e nei programmi dello Stato, della regione e della provincia e promuove, per quanto di propria competenza, la loro specificazione ed attuazione.
2 Il comune esercita tutte le funzioni idonee a soddisfare gli interessi, i bisogni e le esigenze della comunità, con l’obiettivo di raggiungere e consolidare, con il metodo della programmazione, quei valori che consentono una migliore qualità della vita, nel rispetto delle leggi statali e regionali.
3 Il comune può svolgere le proprie funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali.
4 Il comune può assumere iniziative di carattere extracomunale solo se di carattere umanitario.
5 In particolare esercita le funzioni indicate nei successivi articoli.
1 Il comune esercita le funzioni relative all’assistenza sociale, alla tutela del diritto alla salute, all’istruzione pubblica e privata, allo sviluppo culturale, alla conservazione ed alla valorizzazione degli usi e costumi locali e delle proprie tradizioni storiche e culturali, allo sviluppo delle attività sportive e ricreative, all’agevolazione ed al potenziamento dell’associazionismo e del volontariato che non siano attribuite dalla legge ad altri enti.
2 Ai fini di un maggior coinvolgimento di enti, associazioni e del volontariato le funzioni di cui al comma 1 possono essere affidate ai medesimi e alle cooperative regolarmente costituite.
1 Spetta al comune:
TITOLO II - ORGANI DEL COMUNE
1 Sono organi di governo del comune: il consiglio comunale, la giunta comunale ed il sindaco.
1. L’elezione, la durata in carica, la composizione e lo scioglimento del consiglio comunale sono regolati dalla legge.
2. Le cause di incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità alla carica di consigliere comunale sono stabilite dalla legge.
1 Il consiglio comunale:
b) assicura e garantisce lo sviluppo positivo dei rapporti e la cooperazione con i soggetti pubblici e privati e con gli istituti di partecipazione attraverso opportune iniziative ed azioni di collegamento, di consultazione e di coordinamento,
c) definisce gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti, aziende e istituzioni e provvede direttamente alla nomina dei predetti rappresentanti, quando ciò sia ad esso espressamente riservato dalla legge. Tali indirizzi sono definiti entro un termine che consenta al sindaco di provvedere alle suddette nomine e designazioni: ossia entro 45 giorni dall’insediamento ovvero entro i termini di scadenza del precedente incarico.
d) può esprimere indirizzi nei confronti dei propri rappresentanti in enti, aziende, istituzioni, società di capitali, secondo i programmi generali di politica amministrativa del comune.
2 Il consiglio comunale non può delegare l’esercizio delle proprie attribuzioni.
1. Il sindaco neo eletto dispone la convocazione della prima seduta del consiglio comunale entro il termine di dieci giorni dalla proclamazione degli eletti, con avvisi da consegnarsi almeno cinque giorni prima della seduta, che comunque deve avvenire entro dieci giorni dalla convocazione. In caso di inosservanza dell’obbligo di convocazione, provvede in via sostitutiva il prefetto.
c) alla comunicazione da parte del sindaco della composizione della nuova giunta comunale e dell’assessore incaricato a svolgere le funzioni di vice sindaco;
d) all’elezione della commissione elettorale comunale.
3 Tale seduta, presieduta dal sindaco, è pubblica e la votazione palese. Ad essa possono partecipare i consiglieri comunali delle cui cause ostative si discute.
4 Per la validità della seduta e della deliberazione relative alla convalida degli eletti si applicano le norme previste dal regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.
5 L’iscrizione all’ordine del giorno della convalida degli eletti comprende anche l’eventuale surrogazione degli ineleggibili e l’avvio del procedimento per la decadenza degli incompatibili.
1. Entro 60 giorni dalla data delle elezioni, il sindaco presenta al consiglio comunale un documento contenente le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato.
2. A tal fine il documento, sottoscritto dal sindaco e dagli assessori, viene depositato nell’ufficio di segreteria almeno 10 giorni prima della seduta consiliare prevista per la sua presentazione. Di tale deposito viene data comunicazione scritta ai capigruppo consiliari.
3. Il documento programmatico viene presentato al consiglio comunale senza essere oggetto di votazione.
4. Il consiglio comunale provvede alla verifica dell’attuazione delle linee medesime, nel mese di settembre di ciascun anno, contestualmente alla ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi, prevista dall’articolo 193, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267.
1 Le sedute del consiglio comunale sono presiedute, secondo le norme del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, dal sindaco, in sua assenza dal vice sindaco ed in assenza di quest’ultimo, dal consigliere anziano.
1 I consiglieri comunali hanno il dovere di partecipare alle sedute del consiglio comunale e delle commissioni di cui fanno parte.
2 I consiglieri comunali che, senza giustificato motivo non intervengono a tre sedute consiliari consecutive, sono dichiarati decaduti.
3 La decadenza è dichiarata dal consiglio comunale.
4 Qualora si verifichi l’ipotesi di cui al comma 2, il sindaco, d’ufficio o su istanza di un qualsiasi consigliere o di qualunque elettore del comune, avvia, entro 15 giorni dalla richiesta, la procedura di decadenza. A tal fine rivolge invito al consigliere interessato a presentare, nel termine di 15 giorni dalla notifica di avvio del procedimento, le proprie giustificazioni.
5 Il consiglio comunale, nei successivi 30 giorni, si pronuncia e, nel caso in cui non ritenga accoglibili le giustificazioni o in caso di inerzia dello stesso consigliere, dichiara la decadenza, procedendo contestualmente alla surrogazione.
6 La deliberazione con cui viene esaminata e, se del caso, dichiarata la decadenza deve essere adottata a maggioranza assoluta dei consiglieri presenti. Alla discussione e votazione può partecipare il consigliere della cui decadenza si debba deliberare.
7 I consiglieri comunali sono tenuti ad eleggere un domicilio nel territorio comunale.
8 I consiglieri comunali sono tenuti al segreto d’ufficio.
1 I consiglieri comunali:
a) esercitano il diritto di iniziativa deliberativa per tutti gli atti di competenza del consiglio comunale;
b) possono formulare interrogazioni, mozioni ed istanze di sindacato ispettivo;
f) hanno diritto a percepire un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni;
g) l’esercizio dei diritti di cui al comma 1 è disciplinato dal regolamento di funzionamento del consiglio comunale.
2 Il comune, nella tutela dei propri diritti ed interessi, assicura l’assistenza in sede processuale ai consiglieri comunali, agli assessori ed al sindaco che si trovino implicati, in conseguenza di fatti ed atti connessi all’espletamento delle loro funzioni, in procedimenti di responsabilità civile e penale, in ogni stato e grado del giudizio, purché non ci sia conflitto di interesse con il comune.
1. Le dimissioni dalla carica di consigliere, indirizzate al consiglio, devono essere presentate personalmente ed assunte immediatamente al protocollo dell’ente nell’ordine temporale di presentazione. Le dimissioni non presentate personalmente devono essere autenticate ed inoltrate al protocollo per il tramite di persona delegata con atto autenticato in data non anteriore a cinque giorni. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci. Il consiglio comunale, entro e non oltre dieci giorni, procede alla surroga dei consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l’ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo. Non si fa luogo alla surroga qualora, ricorrendone i presupposti, si debba procedere allo scioglimento del consiglio a norma dell’art. 141 T.U. 267/2000.
3. Nel caso di sospensione di un consigliere comunale, adottata ai sensi dell’articolo 59 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il consiglio comunale, nella prima adunanza successiva alla notifica del provvedimento di sospensione, procede alla temporanea sostituzione, affidando la supplenza per l’esercizio delle funzioni di consigliere comunale al candidato della stessa lista che ha riportato, dopo gli eletti, il maggior numero di voti. La supplenza ha termine con la cessazione della sospensione. Qualora sopravvenga la decadenza, si fa luogo alla surrogazione con la medesima persona.
2. Qualora il consigliere anziano sia assente o rifiuti di presiedere l’assemblea, la presidenza è assunta dal consigliere che nella graduatoria di anzianità, determinata secondo i criteri di cui al comma precedente, occupa il posto immediatamente successivo.
2. Il Consigliere comunale che si distacchi dal gruppo in cui è stato eletto e non aderisca ad altri gruppi acquisisce le prerogative spettanti ad un gruppo consiliare. Qualora due o più consiglieri comunali vengano a trovarsi nella predetta condizione, essi possono costituire un gruppo misto che nomina al suo interno il capogruppo.
b) per le altre liste, nel candidato sindaco non eletto.
CAPO III - COMMISSIONI
2. Le commissioni, permanenti o temporanee, sono disciplinate nei poteri, nell’organizzazione e nelle forme di pubblicità dei lavori da apposito regolamento.
2. Qualora vengano istituite commissioni aventi finalità di controllo e di garanzia, la presidenza delle stesse è attribuita ai consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione.
3. Il regolamento stabilisce la composizione delle commissioni di cui al comma 1 secondo criteri di rappresentanza proporzionale, i poteri ad esse attribuiti, gli strumenti per operare e il termine per la conclusione dei lavori.
2. Le materie di competenza, la composizione, le attribuzioni, le norme relative alla nomina ed al funzionamento delle commissioni sono stabilite da apposito regolamento.
3. Le Commissioni possono invitare ai propri lavori rappresentanti di organismi associativi e delle forze sociali, politiche ed economiche per l’esame di specifici argomenti.
4. Le Commissioni sono tenute a sentire il sindaco e gli assessori ogni qual volta questi lo richiedano.
4. Compie, comunque, gli atti rientranti nelle funzioni degli organi di governo che non siano riservati dalla legge al consiglio e che non ricadano nelle competenze del sindaco previste dalle leggi o dal presente statuto.
b) da un numero di assessori nel limite massimo previsto dalla legge, fra cui un vice sindaco.
3. Gli assessori possono essere nominati anche tra i cittadini non facenti parte del consiglio comunale, in possesso dei requisiti di compatibilità e di eleggibilità alla carica di consigliere comunale. Tali assessori non possono ricoprire la carica di vice sindaco. Possono partecipare alle sedute del consiglio comunale e intervenire nella discussione, ma non hanno diritto di voto.
ANZIANITA’ DEGLI ASSESSORI
1. L’anzianità degli assessori è determinata dall’ordine in cui è comunicata dal sindaco al consiglio comunale.
5. L’approvazione della mozione di sfiducia comporta lo scioglimento del consiglio comunale e la nomina di un commissario ai sensi delle leggi vigenti.
CESSAZIONE DI SINGOLI ASSESSORI
CAPO V - SINDACO
1. Il sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione comunale ed esercita funzioni di rappresentanza, di presidenza e di sovraintendenza.
a) nomina e revoca i componenti la giunta comunale, con facoltà di assegnare a ciascuno di
essi la cura di uno o più settori particolari dell’amministrazione;
c) nomina i responsabili dei servizi e degli uffici, attribuisce e definisce gli eventuali incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna secondo le modalità e i criteri previsti dal presente statuto e dai regolamenti comunali;
g) convoca i comizi per i referendum;
j) coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell’ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti;
k) nomina il segretario comunale, scegliendolo tra gli iscritti nell’apposito Albo dei segretari comunali e provinciali e può revocarlo, previa deliberazione di giunta, per violazione dei doveri d’ufficio;
l) può conferire al segretario comunale le funzioni di direttore generale;
m) può attribuire al segretario comunale quelle funzioni che ritenga utili ai fini dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa, nel rispetto delle procedure e dei limiti previsti dalla normativa statale e contrattuale;
e) risponde, entro trenta giorni dal loro ricevimento, alle interrogazioni ed alle istanze di sindacato ispettivo presentate dai consiglieri comunali e provvede, in caso di richiesta, a farle inserire all’ordine del giorno della prima seduta utile del consiglio comunale;
ATTRIBUZIONI PER LE FUNZIONI STATALI
1 Il vice sindaco sostituisce il sindaco in caso di assenza, sospensione o impedimento temporaneo all’esercizio delle funzioni.
2 Il medesimo sostituisce il sindaco fino alla elezione del nuovo sindaco in caso di scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del medesimo.
3 In caso di contemporanea assenza del sindaco e del vicesindaco, spetta all’assessore anziano svolgere le funzioni di capo dell’amministrazione e di ufficiale del governo.
1 Le dimissioni del sindaco diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di venti giorni dalla presentazione al consiglio, determinano lo scioglimento del consiglio comunale e la contestuale nomina di un commissario.
2 Il segretario comunale dà comunicazione al prefetto della presentazione delle dimissioni al consiglio.
TITOLO III - ASSETTO ORGANIZZATIVO
1. L’organizzazione degli uffici e dei servizi si attua secondo criteri di autonomia, funzionalità ed economicità di gestione e secondo principi di professionalità e responsabilità.
2. Il consiglio comunale può approvare convenzioni con altri comuni per la gestione consortile dell’ufficio del segretario comunale.
3 Quando non risulta stipulata la convenzione di cui ai commi precedenti, le funzioni di direttore generale possono essere conferite dal sindaco al segretario comunale.
2. Il Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi stabilisce i limiti, i criteri e le modalità con cui possono essere stipulati, al di fuori della dotazione organica, solo in assenza di professionalità analoghe presenti all’interno dell’ente, anche contratti a tempo determinato di dirigenti, alte specializzazioni o funzionari dell’area direttiva, fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire.
2. Ai servizi pubblici si applica il capo 3 del D. lgs.30.07.1999 n.286, relativo alla qualità dei servizi pubblici locali e carte dei servizi;
3. Le norme in materia di servizi pubblici sono dettate dalla legge.
TITOLO V - FORME ASSOCIATIVE E DI COOPERAZIONE FRA ENTI
5. Le convenzioni di cui al presente articolo possono prevedere anche la costituzione di uffici comuni che operano con personale distaccato dagli enti partecipanti, ai quali affidare l’esercizio delle funzioni pubbliche in luogo degli enti partecipanti all’accordo, ovvero la delega di funzioni da parte degli enti partecipanti all’accordo a favore di uno di essi.
1. Il consiglio comunale, per la gestione associata di uno o più servizi o per l’esercizio associato di funzioni, può deliberare la costituzione o la partecipazione a un consorzio con altri enti pubblici, approvando, a maggioranza assoluta dei suoi componenti:
5. Tra gli stessi enti locali non può essere costituito più di un consorzio.
Il consiglio comunale può costituire l’Unione di Comuni.
5. Nel caso che l’accordo di programma sia promosso da altro soggetto pubblico che ha competenza primaria nella realizzazione delle opere, degli interventi e dei programmi, ove sussista un interesse del comune a partecipare alla loro realizzazione, il sindaco partecipa all’accordo in relazione alle competenze e all’interesse, diretto od indiretto, della sua comunità alle opere, agli interventi ed ai programmi da realizzare.
1. Il comune garantisce l’effettiva partecipazione democratica di tutti i cittadini all’attività politica, amministrativa, economica e sociale della comunità.
3. Il comune promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell’Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.
VALORIZZAZIONE DELL’ASSOCIAZIONISMO E DEL VOLONTARIATO
b) l’accesso alle strutture e servizi comunali ed agli atti amministrativi;
2. Il comune può concedere alle associazioni, in relazione alle risorse disponibili, concreti aiuti organizzativi, strumentali e finanziari per il perseguimento di finalità considerate di rilevante interesse per la comunità, con le modalità e nelle forme predeterminate.
2. Il sindaco dà risposta scritta entro sessanta giorni dal loro ricevimento.
3. Le istanze, petizioni e proposte vanno presentate all’ufficio protocollo e consegnate al segretario comunale, il quale provvede all’inoltro delle stesse accompagnandole da una relazione.
4. Secondo la loro rilevanza e fondatezza, e qualora le questioni sollevate siano di rilevante interesse e gravità possono essere inserite all’ordine del giorno del primo consiglio comunale convocato dopo la scadenza del termine di cui al primo comma.
1. L’iniziativa popolare per la formazione di provvedimenti amministrativi di interesse generale, di competenza del consiglio comunale, si esercita mediante la presentazione di proposte redatte in uno schema di deliberazione corredato da una relazione.
3. Sono escluse dall’esercizio del diritto d’iniziativa le seguenti materie:
4 Le firme dei proponenti devono essere autenticate a norma della legge elettorale.
5 Il comune agevola le procedure e fornisce gli strumenti per l’esercizio del diritto di iniziativa.
PROCEDURA PER L’APPROVAZIONE DELLA PROPOSTA DI INIZIATIVA
2. Scaduto il termine di cui al comma 1, la proposta viene iscritta di diritto all’ordine del giorno della prima seduta utile del consiglio comunale.
1. Il diritto di partecipazione al procedimento amministrativo è regolato dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, secondo le modalità previste dal regolamento comunale in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso agli atti, alle informazioni e ai documenti amministrativi.
g) lo stato giuridico del personale;
h) le dotazioni organiche.
a) dal consiglio comunale con provvedimento adottato dai due terzi dei componenti assegnati;
3. L’esito referendario non può impegnare direttamente l’Amministrazione, la quale ha comunque sempre il dovere di valutare le ragioni di pubblico interesse e le connesse implicazioni economico finanziarie in ordine alla eventuale adozione o revoca di atti, non potendosi trasferire e riassorbire nella espressione della volontà popolare, la discrezionalità e la responsabilità connesse alle funzioni proprie ed esclusive dell’amministrazione pubblica.
1. Per le proposte referendarie la raccolta delle firme, autenticate nelle forme di legge, deve avvenire entro 3 mesi dalla presentazione della richiesta al segretario comunale da parte del comitato promotore.
2. Le norme per l’attuazione del referendum, in particolare i requisiti di ammissibilità, i tempi, le condizioni di accoglimento, le modalità operative ed organizzative sono stabilite in apposito regolamento comunale.
1. Prima dell’approvazione o dell’adozione di importanti atti amministrativi, il sindaco può promuovere forme di consultazione della popolazione che possono consistere in assemblee pubbliche, di utenti, di categoria o in indagini statistiche dandone comunicazione in conferenza dei capigruppo.
2. Presso apposito ufficio comunale debbono essere tenute a disposizione dei cittadini le raccolte del bollettino ufficiale della regione, nonché lo statuto e i regolamenti comunali.
1. Tutti i cittadini, singoli od associati, hanno diritto di prendere visione degli atti e dei provvedimenti adottati dagli organi del comune o dagli enti e aziende dipendenti, secondo le modalità stabilite da apposito regolamento che disciplina anche il rilascio di copie previo pagamento dei soli costi, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto temporaneo e motivata dichiarazione del sindaco che ne vieti l’esibizione conformemente a quanto previsto dal regolamento in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi e delle imprese.
2. La giunta comunale, in base all’ordine emanato dal giudice di integrazione del contraddittorio, provvede alla costituzione del comune nel giudizio. In caso di soccombenza, le spese sono a carico di chi ha promosso l’azione o il ricorso, salvo che il comune costituendosi abbia aderito alle azioni e ai ricorsi promossi dall’elettore.
TITOLO VII - DIFENSORE CIVICO
1. Al fine di garantire l’imparzialità, e il buon andamento dell’amministrazione, il consiglio comunale può nominare, con la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, il difensore civico.
2 Il difensore civico resta in carica per la durata del consiglio comunale che lo ha eletto ed è rieleggibile per un ulteriore mandato.
3 E’ compito del difensore civico esaminare, su istanza dei cittadini interessati o di propria iniziativa, situazioni di abuso, disfunzione, carenza e ritardo dell’amministrazione comunale nei confronti dei cittadini e proporre al sindaco e agli organi competenti i provvedimenti atti a prevenire o rimuovere situazioni di danno a carico dei cittadini stessi.
4 E’ dovere del sindaco e degli altri organi fornire al difensore civico motivate risposte di rispettiva competenza.
5 Il difensore civico deve essere preferibilmente cittadino elettore del comune, avere titolo di studio di scuola media superiore, adeguata esperienza amministrativa e notoria stima pubblica, nonché possedere i requisiti di eleggibilità e di compatibilità alla carica di consigliere comunale.
6 Non possono ricoprire la carica di difensore civico:
a) i membri del Parlamento nazionale ed europeo;
b) gli assessori e i consiglieri comunali, provinciali e regionali;
c) gli amministratori di ente o azienda dipendente del comune;
d) i ministri del culto;
e) chi, esercitando attività professionale, abbia rapporti con l’Amministrazione Comunale;
f) chi abbia ascendenti, discendenti o parenti ed affini fino al 4° grado con Amministratori, Segretario o dipendenti del Comune.
7 In caso di perdita dei prescritti requisiti, la decadenza è pronunciata dal Consiglio Comunale, d’ufficio o su istanza di qualunque elettore del Comune, ove l’interessato non faccia cessare la causa di incompatibilità entro il termine di 20 giorni dalla contestazione.
8 Il difensore civico può essere revocato, per gravi motivi connessi all’esercizio delle sue funzioni, con la medesima maggioranza prevista per la sua nomina, su proposta di un quinto dei Consiglieri comunali assegnati al Comune.
9 Per gli adempimenti di sua competenza, il difensore civico svolge la necessaria istruttoria, con pieno accesso agli uffici e agli atti, senza che possa essergli opposto il segreto d’ufficio, sente i cittadini, gli amministratori e i funzionari interessati, può chiedere di essere ascoltato dalla giunta, dal consiglio, dalle commissioni consiliari, dagli altri organismi comunali. Trasmette al consiglio una relazione annuale sull’azione svolta, anche con opportuni suggerimenti per il miglioramento dell’azione amministrativa, partecipa alla seduta consiliare dedicata all’oggetto con facoltà di parola. Tiene collegamenti con ogni altro ufficio, assistendo il cittadino, ricevendo e trasmettendo gli atti.
10 Al difensore civico sono forniti sede e strumenti adatti. Il consiglio comunale può stabilire una indennità di carica mensile onnicomprensiva.
11 Il consiglio comunale può deliberare l’istituzione del difensore civico in convenzione con altri comuni. In tal caso, la convenzione disciplina l’elezione, le prerogative ed i mezzi del difensore civico, nonché i suoi rapporti con i consigli comunali dei comuni convenzionati.
TITOLO VIII - FINANZA E CONTABILITA’
2. L’iniziativa per l’adozione o la modifica dei regolamenti spetta alla giunta comunale, a ciascun consigliere comunale, ai cittadini iscritti nelle liste elettorali del comune, ai sensi dell’articolo 56 dello statuto.
1. Lo statuto ò deliberato dal Consiglio Comunale con il voto favorevole dei 2/3 dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la convocazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro 30 giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
2. Le disposizioni di cui al precedente comma si applicano anche alle modifiche statutarie.
3. La proposta di deliberazione di abrogazione totale dello statuto è accompagnata dalla proposta di deliberazione di uno statuto in sostituzione di quello precedente.
1. Lo statuto, intervenuta l’esecutività della delibera di approvazione, è pubblicato nel bollettino ufficiale della regione, è affisso all’albo pretorio del comune per trenta giorni consecutivi e inviato al Ministero dell’interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti.
Art.3 Simboli ufficiali e loro utilizzo
Art.4 Albo pretorio
Art.5 Rapporti con regione, provincia e altri enti
Art.6 Funzioni
Art.7 Sviluppo sociale
Art.8 Assetto ed utilizzo del territorio
Art.11 Elezione, composizione e durata del consiglio comunale
Art.12 Funzioni
Art.13 Attribuzioni
Art.14 Prima seduta del consiglio comunale
Art.15 Documento programmatico di mandato
Art.16 Funzionamento del consiglio comunale
Art.17 Presidenza del consiglio comunale
Art.18 I consiglieri comunali
Art.19 Doveri dei consiglieri comunali
Art.20 Diritti dei consiglieri comunali
Art.21 Dimissioni, sospensione, decadenza e surroga dei consiglieri comunali
Art.22 Consigliere anziano
Art.23 Gruppi consiliari e conferenza dei capi gruppo
Art.24 Commissioni consiliari
Art.25 Commissioni d’indagine
Art.26 Commissioni comunali
Art.27 La giunta comunale
Art.28 Composizione e presidenza
Art.29 Anzianità degli assessori
Art.30 Durata in carica
Art.31 Sfiducia
Art.32 Cessazione di singoli assessori
Art.33 Funzionamento
Art.34 Il sindaco
Art.35 Attribuzioni di amministrazione
Art.36 Attribuzioni di vigilanza
Art.37 Attribuzioni di organizzazione
Art.38 Attribuzioni per le funzioni statali
Art.39 Funzioni sostitutive
Art.40 Dimissioni del sindaco
Art.41 Principi e criteri direttivi
Art.42 Segretario comunale
Art.43 Funzioni del segretario comunale
Art.44 Direttore Generale
Art.45 Responsabili dei servizi
Art.46 Incarichi esterni
Art.47 Servizi pubblici
Art.48 Principi di cooperazione
Art.49 Convenzioni
Art.50 Consorzi
Art.51 Unione di comuni
Art.53 Organismi e forme associative di partecipazione
Art.54 Valorizzazione dell’associazionismo e del volontariato
Art.55 Istanze, petizioni e proposte
Art.56 Diritto di iniziativa
Art.57 Procedura per l’approvazione della proposta di iniziativa
Art.58 Diritto di intervento nel procedimento
Art.59 Referendum
Art.60 Effetti del referendum
Art.61 Disciplina del referendum
Art.62 Consultazione su atti fondamentali
Art.63 Pubblicità degli atti
Art.64 Diritto di accesso e di informazione
Art.65 Azione popolare
Art.66 Difensore civico
Art.67 Ordinamento finanziario e contabile
Art.68 Controllo di gestione
Art.69 Ambito di applicazione e procedimento di formazione dei regolamenti
Art.70 Revisione dello statuto
Art.71 Entrata in vigore

References: Art.3

Art.4

Art.5

Art.6

Art.7

Art.8

Art.11

Art.12

Art.13

Art.14

Art.15

Art.16

Art.17

Art.18

Art.19

Art.20

Art.21

Art.22

Art.23

Art.24

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Art.26

Art.27

Art.28

Art.29

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Art.57

Art.58

Art.59

Art.60

Art.61

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Art.64

Art.65

Art.66

Art.67

Art.68

Art.69

Art.70

Art.71