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Timestamp: 2017-08-18 04:51:22+00:00

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9788849532913
La normativa penale a tutela dell’ambiente non ha dato, sinora, buona prova di effettività. Essa si è incentrata per gran parte su un modello meramente prevenzionistico, al cui interno l’interesse protetto non è stato individuato in un bene afferrabile, bensì in mere rationes. Occorre invece circoscrivere il concetto di ambiente penalmente rilevante, in una visione antropocentrica costituzionalmente orientata alla protezione concreta delle singole matrici di species. Quanto alle tecniche di tutela, la ricerca tende a dimostrare l’impraticabilità del modello del pericolo astratto/presunto, ritenendolo in contrasto non solo col principio di offensività, ma anche con quelli di proporzione e di presunzione d’innocenza. Si propone, perciò, l’adeguamento delle fattispecie attraverso un’interpretazione metatestuale costituzionalmente orientata, secondo un modello ‘bifronte’ che da un lato preservi le prerogative della pubblica amministrazione e, dall’altro, consenta al giudice l’accertamento in concreto quantomeno del pericolo mediante, semmai, delle presunzioni semplici, senza alcuna inversione dell’onere probatorio. Tale ‘arricchimento’ per via interpretativa si ritiene essere conforme alle più accreditate tecniche ermeneutiche ed essendo di natura ‘endogena’ sembra sottrarsi alla violazione del principio di legalità, facendo propendere, tra più opzioni interpretative plausibili, verso quella più favorevole. Preso atto della verosimile ineffettività e simbolicità anche della recente riforma che ha introdotto nel codice penale nuovi delitti contro l’ambiente, il delineato modello potrebbe essere utilizzato anche in prospettiva de lege ferenda.
Mario Caterini insegna Diritto penale nel Corso di laurea in Giurisprudenza dell’Università della Calabria. Ha pubblicato, tra l’altro: Reviviscenza normativa e legalità penale, 2003; Reato impossibile e offensività, 2004 (monografia); Il dolo eventuale e l’errore su norma extrapenale nei reati di falso ideologico, 2007; Il reato eccessivo, 2008 (monografia); Sezioni unite versus offensività?, 2010; Lo strabismo deeticizzante del legislatore penale economico, 2011; La proporzione nella dosimetria della pena, 2012; L’interpretazione favorevole come limite all’arbitrio giudiziale, 2012; L’ambiente ‘penalizzato’, 2013; La legalità penal-mediatica, 2014; Criminal Risk, Media Representation and Role of the Criminal Law Culture, 2015; El ‘propio bien’ y el ‘propio mal’: perfiles de derecho penal, 2015; Dalla presunta innocenza dell’imputato alla presunta efficienza del sistema penale, 2015; Libertas erroris damno proprio, 2015; Il diritto penale del nemico presunto, 2015; Presunzione di elementi della fattispecie versus presunzione di non colpevolezza, 2016; Legalidad y ofensividad en los delitos económicos, 2016; La criminalización de lo diferente, 2016; In dubio interpretatio pro reo, 2017; The presumption of innocence in Europe: developments in substantive criminal law, 2017; Delitos contra el medio ambiente y principios penales, 2017 (monografia). Ha curato, insieme a Marcello Gallo, il volume Persona, pena, processo (2012), e insieme a Raúl Zaffaroni, il volume La sovranità mediatica. Una riflessione tra etica, diritto ed economia (2014).
La tutela dell’ambiente: bene giuridico e modelli d’incriminazione
1. L’ambiente: ampiezza del concetto vs funzione ‘critica’ del bene giuridico
2. Verso il ridimensionamento in chiave penalistica dell’idea polisemica di ambiente
3. L’antropocentrismo nella prospettiva della tutela concreta delle singole componenti ambientali
4. I possibili paradigmi di reato ambientale. L’insufficienza delle fattispecie di danno
5. Il reato di pericolo astratto come modello paradigmatico del diritto penale dell’ambiente
6. Alcune ragioni a sostegno della tecnica d’incriminazione fondata quantomeno sul pericolo concreto
7. La tutela delle funzioni come beni in sé o come beni strumentali. Osservazioni critiche
8. La classificazione delle tipologie di incriminazione prevenzionistica proprie del diritto ambientale
9.1 L’assenza di autorizzazione
9.2 La violazione di obblighi di comunicazione
9.3 La violazione di prescrizioni impartite dalla pubblica amministrazione e il modello squisitamente ingiunzionale
9.4 Il superamento delle soglie di punibilità
10 La graduazione delle tecniche d’incriminazione in ragione della diversa lontananza dall’offesa all’ambiente
10.1 La gamma di pregnanza dei modelli d’incriminazione a scalare dalla precauzione all’offesa
L’offesa all’ambiente tra astrazione e realtà
1. Intuizione, ragionevolezza e realtà nella valutazione empirica della capacità offensiva di una condotta
2. La tipicità apparente delle condotte inoffensive
3. L’offensività in astratto e in concreto secondo la Corte costituzionale
4. L’offesa come elemento implicito della fattispecie ricavabile dalla singola disposizione incriminatrice
5. La codificazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto
5.1 I riflessi sul principio di offensività e sulla teoria del bene giuridico
5.2 La giurisprudenza di legittimità sulla compatibilità della tenuità del fatto con la tutela di funzioni amministrative e con le soglie di punibilità
5.3 Il problema della configurabilità di fattispecie astratte incompatibili con la tenuità dell’offesa
5.4 Il labile confine tra tenuità dell’offesa e inoffensività
6. Il pericolo concreto e attuale di danno alle risorse ambientali, urbanistiche o paesaggistiche di cui al nuovo art. 318 bis del Testo unico dell’ambiente
7. L’offesa come elemento necessario della fattispecie ricavabile mediante un’interpretazione sistematica metatestuale
Proporzione delle sanzioni e presunzioni di offesa nel diritto penale dell’ambiente
1. Dalla utopica proporzione verticale infra delicta alla ideale proporzione orizzontale inter delicta
2. Ragionevolezza e proporzionalità della pena nell’ottica della Corte costituzionale e del diritto eurounitario
3. L’ermeneutica orientata alla proporzione tra fatto e pena
4. Una possibile riequilibratura interpretativa in base alla dosimetria sanzionatoria di un settore paradigmatico del diritto penale dell’ambiente
5. L’inversione dell’onere della prova del pericolo
6. Presunzione d’innocenza vs inversione dell’onere della prova: premesse sulla valenza sostanziale del principio
7. Le implicazioni della presunzione d’innocenza in rapporto al pericolo astratto: qualche esperienza comparata
8. La ragionevolezza delle presunzioni e l’inversione dell’onere probatorio nel sistema europeo: i confini dettati dalla presunzione d’innocenza
9. Le frizioni tra la presunzione dell’offesa e la presunzione d’innocenza
10. Il principio dell’in dubio pro reo e le incertezze nell’accertamento dell’offesa
11. La presunzione semplice come criterio di accertamento del pericolo concreto
Il modello ‘bifronte’ come paradigma di tutela penale dell’ambiente tra legalità e creatività ermeneutica
1. Il modello d’incriminazione ‘bifronte’ e il suo rifiuto da parte del ‘diritto vivente’
2. Vi è conciliabilità tra l’accertamento dell’offesa nei reati di pericolo astratto/presunto e il principio di legalità?
3. La legalità penale tra garanzia ed efficienza. La direzione ermeneutica univoca come presidio di certezza del diritto
3.1 La direzione ermeneutica favorevole come assolvimento della funzione garantista della legalità penale
4. L’analogia come criterio ordinario d’interpretazione e i limiti deontologici dettati dal favor rei
5. Duplex interpretatio e logicità dell’opzione ermeneutica più favorevole. Il principio dell’in dubio interpretatio pro reo
6. L’interpretazione conforme a Costituzione e il requisito della concreta offensività nei reati di pericolo astratto/presunto
Un epilogo de lege lata e un prologo de lege ferenda
1. Recapitulatio: l’ancoraggio alle scienze empiriche e il riscontro in concreto dell’id quod plerumque accidit
2. Gli indirizzi europei verso un modello parzialmente sanzionatorio di reato ambientale concretamente offensivo
3. La inadeguata attuazione del modello europeo di reato ambientale: il D.lgs. 7 luglio 2011, n. 121, e i nuovi artt. 727 bis e 733 bis c.p.
3.1 L’ispirazione europea del nuovo Titolo VI bis del codice penale: più ombre che luci
3.2 Le nuove fattispecie d’inquinamento e di disastro ambientale, di danno e di pericolo concreto, come archetipi di indeterminatezza
3.3 I nuovi eco-reati come paradigma di ineffettività, oppure come modello ‘flessibile’ che si presta ad una illegittima iper-tutela giudiziale
4. Uno sguardo de iure condendo

References: de lege ferenda
In dubio
 art. 318
in dubio
in dubio
de lege lata
de lege ferenda