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Timestamp: 2018-09-20 14:59:37+00:00

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CONCORRENZA | Diritto Civile Contemporaneo
Archivi categoria: CONCORRENZA
Tali caratteristiche sarebbero valse ad escludere il carattere abusivo di una simile forma di trasporto. Dunque, secondo le parti resistenti, il rapporto che si instaurava fra i passeggeri e gli autisti attraverso l’applicazione UberPop, sul piano giuridico avrebbe dovuto essere qualificato come un contratto atipico, espressione del principio di autonomia negoziale di cui all’art. 1322 c.c.. Conseguentemente, non trattandosi di un servizio di trasporto pubblico, non si profilava alcuna violazione di norme pubblicistiche.
Con Ordinanza datata 25 maggio 2015, depositata in data 26 maggio 2015, il Giudice Designato del Tribunale di Milano Dott. Claudio Marangoni in parziale accoglimento del ricorso cautelare, accertata la concorrenza sleale posta in essere ai sensi dell’art. 2598 n. 3 c.c. dalle parti resistenti, inibiva in via cautelare ed urgente alle medesime l’utilizzazione sul territorio nazionale dell’app denominata UberPop e, comunque, la prestazione di un servizio – comunque denominato e con qualsiasi mezzo promosso e diffuso – che organizzasse, diffondesse e promuovesse da parte di soggetti privi di autorizzazione amministrativa e/o di licenza un trasporto terzi dietro corrispettivo su richiesta del trasportato, in modo non continuativo o periodico, su itinerari e secondo orari stabiliti di volta in volta;
Le società UBER proponevano reclamo avverso la predetta Ordinanza, ai sensi dell’art. 669 terdecies c.p.c.,
Con Ordinanza collegiale datata 02 luglio 2015, il Collegio della Sezione Specializzata Impresa “A” del Tribunale di Milano rigettava il reclamo proposto dalle società UBER
Questo articolo è stato pubblicato in CONCORRENZA, IMPRESA E SOCIETA' il 29 marzo 2017 da diritto civile contemporaneo.
La Corte di giustizia sull’esecuzione di un contratto nullo perchè in contrasto con il divieto di aiuti di Stato e la “disapplicazione” di una sentenza passata in giudicato che conferma la validità del contratto
Questo articolo è stato pubblicato in CONCORRENZA, DIRITTO PRIVATO EUROPEO, NULLITA' il 14 novembre 2015 da diritto civile contemporaneo.
La funzionalizzazione del principio dell’onere della prova nella prospettiva dell’illecito antitrust
Questo articolo è stato pubblicato in CONCORRENZA, IMPRESA E SOCIETA', PROVE, TUTELA DEI DIRITTI il 4 agosto 2015 da diritto civile contemporaneo.
La Cassazione su risarcimento del danno da condotta anticoncorrenziale e onere della prova
Secondo Cass. 4 giugno 2015 n. 11564, Rel. Lamorgese, la tutela effettiva del diritto al risarcimento del danno da condotta anticoncorrenziale postula, in considerazione dell’asimmetria informativa esistente tra le parti in tali ambiti nell’accesso alla prova, relativa a fatti complessi di natura economica, che il giudice non può applicare meccanicamente il principio dell’onere della prova ma deve interpretare estensivamente le condizioni stabilite dal codice di procedura civile (nella specie, in tema di esibizione di documenti, richiesta di informazioni e di consulenza tecnica di ufficio), per l’esercizio dei poteri, anche officiosi, d’indagine, fermo il rispetto del principio del contraddittorio.
Questo articolo è stato pubblicato in CONCORRENZA, IMPRESA E SOCIETA', PROVE, TUTELA DEI DIRITTI il 24 giugno 2015 da diritto civile contemporaneo.
Inibito l’uso sul territorio nazionale della “app” UBER POP: il Tribunale di Milano accoglie il ricorso cautelare dei taxisti
Con ordinanza 25 maggio 2015 il Trib. Milano, Giud. Marangoni, accogliendo il ricorso ex art. 700 c.p.c., ritiene che la mancata soggezione degli autisti UBER POP ai costi del servizio Taxi consente l’applicazione di tariffe minori a quelle del servizio pubblico e non praticabili dal tassista.
Conseguentemente, ritenendo la sussistenza di un comportamento lesivo dei principi della correttezza professionale e idoneo ad uno sviamento della clientela indebito (art. 2598 n. 3 c.c.), il Tribunale inibisce l’uso sul territorio nazionale dell’app UBER POP, e comunque la prestazione di un servizio che organizzi diffonda e promuova da parte di soggetti privi di autorizzazione amministrativa e di licenza un trasporto terzi dietro corrispettivo.
Questo articolo è stato pubblicato in CONCORRENZA il 30 maggio 2015 da diritto civile contemporaneo.
La Corte di appello di Messina sull’annullabilità ex art. 1394 c.c. del contratto concluso dalla banca in conflitto di interessi
La Corte di Appello di Messina con sentenza 14 marzo 2014, Pres. Zumbo, Rel. Patania, si pronuncia su una controversia, relativa ad un piano finanziario denominato “4you”, in primo grado decisa da Tribunale Patti 22 settembre 2007, che aveva rigettato la domanda di nullità del contratto, nonché quella risarcitoria, dichiarandone al contempo l’annullamento per conflitto d’interessi, e condannando la banca alla restituzione delle somme versate dall’attore.
Questo articolo è stato pubblicato in CONCORRENZA, CONTRATTO IN GENERALE, IMPRESA E SOCIETA', SINGOLI CONTRATTI, TUF il 9 novembre 2014 da diritto civile contemporaneo.
Per la Cassazione il contratto stipulato in stand allestiti all’interno di fiere non può ritenersi concluso fuori dai locali commerciali
Cass. 28 ottobre 2014 22863, Rel. Lanzillo ha stabilito che In materia di contratti negoziati fuori dai locali commerciali, l’art. 1, comma 1, lett. c), del d.lgs. 15 gennaio 1992, n. 50 va interpretato in coerenza con le finalità della direttiva comunitaria di cui è attuazione (ossia di evitare negoziazioni che possano cogliere di sorpresa il consumatore), sicché non rientrano fra i contratti e le note d’ordine sottoscritti in “area pubblica o aperta al pubblico” quelli sottoscritti in “stand” allestiti all’interno di fiere o saloni di esposizione.
Questo articolo è stato pubblicato in CONCORRENZA, CONSUMATORE, DIRITTO PRIVATO EUROPEO, SINGOLI CONTRATTI il 3 novembre 2014 da diritto civile contemporaneo.
Da Düsseldorf a Lussemburgo e ritorno: “Towards Horizontal Effect For the Free Movement of Goods?”
Anno I, numero III, ottobre /dicembre 2014
A seguito di rinvio pregiudiziale deciso da CGUE 12 luglio 2012 C-171/11, Fra.bo/DVGW, che ammette, per la prima volta, l’efficacia orizzontale, e cioè nei rapporti privatistici, del principio della libera circolazione delle merci, già affermata dalla giurisprudenza europea per le altre libertà fondamentali di circolazione (CGUE 12 luglio 2012 C-171/11, Fra.bo/DVGW, in European Review of Contract Law, 2013, 186, con commento di Harm SHEPEL; nonché, H. van HARTEN, T. NAUTA, Towards Horizontal Direct Effect For the Free Movement of Goods. Comment on Fra.Bo., in European Law Review, 2013, 677; SHUIBHNE, The Coherence of EU Free Movement Law. Consitutional Responsibility and the Court of Justice, Oxford, 2013), con sentenza 14 agosto 2013 i giudici di seconda istanza di Düsseldorf hanno applicato il citato principio di diritto nel giudizio a quo.
In sostanza, la libertà di circolazione delle merci avrebbe come destinatari non solo gli stati membri, ma anche i soggetti privati, le cui condotte sarebbero dunque sindacabili dal giudice alla stregua delle misure degli Stati membri.
Sin qui si era soltanto ammesso l’effetto verticale, e cioè la possibilità di sindacare la misura statale lesiva della libertà di circolazione, e comunque, quanto alle condotte private (ad es. distruzione di prodotti agricoli importati da altro stato membro, blocco delle strade da parte degli autotrasportatori) si era ritenuto che solo lo Stato potesse essere chiamato a rispondere per non aver impedito la condotta del soggetto privato.
Questo articolo è stato pubblicato in CONCORRENZA, DIRITTO PRIVATO EUROPEO, IMPRESA E SOCIETA' il 3 novembre 2014 da diritto civile contemporaneo.

References: sentenza 
 Cass. 
 art. 700
 art. 1394
 sentenza 

Cass. 
 CGUE 
 sentenza