Source: http://docplayer.it/59511972-Banca-di-ripatransone-credito-cooperativo-soc-coop.html
Timestamp: 2018-06-24 00:10:38+00:00

Document:
Banca di Ripatransone-Credito Cooperativo- Soc. Coop. - PDF
Download "Banca di Ripatransone-Credito Cooperativo- Soc. Coop."
1 Banca di Ripatransone-Credito Cooperativo- Soc. Coop. Sede Sociale in C.V.Emanuele II N Ripatransone (AP) iscritta all Albo delle Banche al n all Albo delle Società Cooperative al n. A155893, al Reg. delle Imprese di Ascoli Piceno, Codice Fiscale e Partita IVA Politica di gestione dei conflitti di interesse versione 1.0 Approvata con delibera del Consiglio di Amministrazione del 03 Marzo 2008
2 INDICE PREMESSA RIFERIMENTI NORMATIVI CONTENUTI DEL DOCUMENTO RELAZIONI CON ALTRE NORME E DOCUMENTI RICHIAMO AL CRITERIO DI PROPORZIONALITÀ MAPPATURA DELLE TIPOLOGIE DEI CONFLITTI DI INTERESSE GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE INFORMATIVA SUI CONFLITTI DI INTERESSE IL REGISTRO DEI CONFLITTI DI INTERESSE AGGIORNAMENTO DELLA CONFLICT POLICY ALLEGATI Versione 1.0 del pag. 2 di 20
3 PREMESSA La Markets in Financial Instruments Directive è la Direttiva n. 39 approvata dal Parlamento europeo nel 2004 (di seguito MiFID ) che, dal 1 novembre 2007 ha introdotto nei mercati dell Unione Europea le nuove regole per la negoziazione degli strumenti finanziari. Tale Direttiva ha preso spunto dalle mancanze insite nelle normative preesistenti (basate sulla Direttiva n. 93/22/CE, Investment Servicer Directive ISD) e si è resa necessaria al fine di introdurre disposizioni in grado di sostenere le innovazioni e l evoluzione dei mercati senza ostacolare il perseguimento degli obiettivi di tutela dell investitore, di tutela dell integrità del mercato e di promozione di mercati trasparenti ed efficienti. Tra le varie disposizioni la MiFID riconosce che a causa dell intensificarsi delle attività degli intermediari, le situazioni di conflitto di interesse sono fisiologiche e che è impossibile eliminarle a priori. Gli intermediari, pertanto, sono tenuti ad adottare una politica aziendale (conflict policy) per individuare le disposizioni organizzative e amministrative efficaci al fine di evitare che i conflitti di interesse identificati possano incidere negativamente sugli interessi dei clienti, tenendo conto della propria dimensione, organizzazione e della complessità dell attività svolta (c.d. criterio di proporzionalità). La Banca, persegue il massimo contenimento degli stessi, ove tali misure risultassero insufficienti a neutralizzare completamente alcune ipotesi di conflitto, la Banca ha stabilito gli elementi essenziali da rappresentare nelle avvertenze da fornire ai propri clienti. Versione 1.0 del pag. 3 di 20
4 1. RIFERIMENTI NORMATIVI Il presente documento, denominato Politica di gestione dei conflitti di interesse o Conflict Policy (di seguito anche Politica o Policy), approvato quale allegato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 03/03/2008 (di seguito Banca), descrive la politica di gestione dei conflitti di interesse adottata dalla Banca di Ripatransone-Credito Cooperativo Soc.Coop.(di seguito Banca) in ottemperanza e nel rispetto della disciplina di riferimento contenuta nella Direttiva 2004/39/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari (di seguito MiFID dall acronimo inglese Markets in Financial Instruments Directive), nella Direttiva 2006/73/Ce o Direttiva di Livello 2 (di seguito Direttiva L2), nel Testo Unico della Finanza D.Lgs. 58/98 e successive modificazioni (di seguito Tuf), nel Regolamento emanato congiuntamente da Banca d Italia e Consob in data 29/10/07 (di seguito Regolamento Congiungo), nel Regolamento Intermediari adottato da Consob con delibera n /07 (di seguito Regolamento Intermediari). La MiFID innova in modo significativo l approccio della disciplina sui conflitti di interesse rispetto a quanto previsto dalla normativa preesistente. In particolare, la nuova disciplina riconosce l impossibilità di procedere con l eliminazione dei conflitti di interesse a causa dell intensificarsi delle attività degli intermediari, i quali, invece, sono chiamati ad adottare misure idonee ad evitare che tali conflitti ledano gli interessi dei clienti. Il focus della normativa è, dunque, incentrato sull organizzazione interna, come presidio prevalente e comunque necessario per assicurare la gestione dei conflitti di interesse. L art. 21 della L2 stabilisce un set di criteri minimali in base ai quali gli intermediari debbono individuare i conflitti di interesse connessi allo svolgimento della propria attività. In particolare, tali criteri si articolano su tre livelli: 1 potenzialità del pregiudizio: l intermediario deve, infatti, verificare al momento della prestazione di servizi di investimento o accessori o di una combinazione di essi se possono emergere conflitti di interesse potenzialmente pregiudizievoli per i clienti; 2 perimetro della verifica: il comma 1 dell art. 21 richiede espressamente di prendere in esame non solo l intermediario in sé considerato, ma anche il relativo Gruppo di appartenenza, tenuto conto della struttura del gruppo medesimo e delle attività svolte dalle altre società che lo compongono 1 ; 3 tipologie di conflitto di interesse, alle quali ricondurre le specifiche fattispecie riscontrate in sede di mappatura dei conflitti. L obiettivo principale della disciplina MiFID in tema di conflitti di interessi è assicurare che gli intermediari adottino ogni misura ragionevole per evitare che detti conflitti ledano gli interessi della clientela. A tal proposito, nell art. 22 della L2 è prescritto agli intermediari di elaborare in forma scritta la 1 La Banca ai sensi dell art. 11 del TUF non appartiene ad alcun Gruppo Versione 1.0 del pag. 4 di 20
5 politica di gestione dei conflitti di interesse adeguata alle dimensioni, all organizzazione delle medesime (si veda il capitolo Richiamo ai criteri di proporzionalità), nonché alla natura e complessità delle attività dalle stesse svolte e di applicarla in via continuativa. La politica di gestione deve, in primo luogo, consentire di individuare, con riferimento ai servizi e alle attività di investimento e ai servizi accessori prestati, le circostanze che generano o potrebbero generare un conflitto di interesse che possa ledere gravemente gli interessi di uno o più clienti. In secondo luogo, la politica di gestione deve dare conto delle procedure e misure da adottare per gestire, nell ambito dei conflitti individuati, quelli in grado di ledere gravemente gli interessi dei clienti. In relazione a quanto sopra esposto, l art. 22 della L2 fornisce alcune indicazioni circa le misure e procedure da prendere in considerazione nel definire la politica di gestione. Trattasi di soluzioni dirette a garantire che i soggetti impegnati nello svolgimento delle attività, che danno luogo a conflitti di interessi, operino con un grado di indipendenza appropriato per le dimensioni e le attività dell intermediario e il grado di rischio per i clienti. Secondo quando disposto dall art. 18, comma 2 della MiFID, quando le disposizioni organizzative o amministrative, adottate dall intermediario per gestire i conflitti di interesse, non sono sufficienti per assicurare, con ragionevole certezza, che il rischio di nuocere agli interessi dei clienti sia evitato, l intermediario deve informare chiaramente i clienti, prima di agire per loro conto, della natura generale e/o delle fonti di tali conflitti di interesse. Pertanto, il documento di Conflict Policy oltre a descrivere la generalità dei presidi, di tipo organizzativo ed amministrativo, adottati dalla Banca al fine di gestire i conflitti di interesse, dovrà dare evidenza delle casistiche in cui i conflitti non sono dirimibili e per le quali la Banca, in base a quanto richiesto dal comma 4 dell art. 22, fornisce adeguata informativa nei confronti dei clienti. Alla luce di quanto detto, l informativa sui conflitti di interesse diviene una misura residuale ed aggiuntiva rispetto ai presidi interni che non esenta l intermediario dall obbligo di dotarsi delle strutture organizzative ed amministrative necessarie ad evitare che i conflitti di interesse incidano negativamente sugli interessi dei loro clienti. Ai sensi dell art. 30, comma 1, lett. h) della L2, gli intermediari devono rendere noti ai propri clienti i capisaldi della propria politica di gestione tramite: - la consegna di apposito documento ai clienti al dettaglio o potenziali clienti al dettaglio, che descriva in forma sintetica la strategia seguita per i conflitti di interesse conformemente all art. 22; - la messa a disposizione di maggiori dettagli ai clienti che ne facciano apposita richiesta. Secondo quanto disposto dall art. 23 della L2, gli intermediari devono tenere ed aggiornare regolarmente un registro nel quale riportare i tipi di servizi di investimento o accessori o di attività di investimento svolti dall intermediario (o per suo conto), per i quali sia sorto, o nel caso di un attività in corso, possa sorgere un conflitto di interessi, che rischia di ledere gravemente gli interessi dei clienti. Versione 1.0 del pag. 5 di 20
6 Scopo di tale registro è recare la casistica anche su base storica dei servizi e delle attività che possono originare conflitti di interesse. Infine, nessun rilievo assume ai fini della individuazione delle misure adeguate per gestire i conflitti di interesse la natura dei clienti i cui interessi possono risultare pregiudicati dai conflitti medesimi: l obbligo dell intermediario di adottare ogni misura ragionevole per individuare e gestire i conflitti di interessi risulta, infatti, parimenti applicabile nei riguardi della generalità dei clienti, siano essi controparti qualificate, clienti professionali o clienti al dettaglio. A tal proposito, l art. 24 della MiFID non elenca, tra gli articoli esentati dall applicazione delle regole di condotta nei confronti delle controparti qualificate, l art. 18, comma 2, della MiFID. La classificazione attribuita alla clientela incide tuttavia sulla informativa che ad essi dovrebbe essere fornita. Infatti, ai sensi dell art. 22, comma 4 della L2, tale informativa deve essere sufficientemente dettagliata, considerata la natura del cliente, per consentire una decisione informata sul servizio di investimento o accessorio, tenuto conto del contesto in cui sorge il conflitto. Versione 1.0 del pag. 6 di 20
7 2. CONTENUTI DEL DOCUMENTO La MiFID dispone che gli intermediari devono elaborare, applicare e mantenere una politica aziendale di gestione dei conflitti di interesse adeguata alle dimensioni e all organizzazione dell intermediario e alla natura, alle dimensioni e alla complessità dell attività svolta (c.d. criterio di proporzionalità). Alla luce di quanto esposto, il presente documento espone la politica aziendale cui la Banca di Ripatransone-Credito Coop.-Soc.Coop.(di seguito la Banca ) si attiene al fine di perseguire il massimo contenimento delle situazioni che generano conflitti di interesse, anche tenendo conto del suddetto criterio di proporzionalità. La Banca, in considerazione del fatto che dalla propria attività possono fisiologicamente derivare conflitti di interesse con la clientela, persegue il massimo contenimento degli stessi; qualora tali misure risultassero insufficienti a neutralizzare completamente alcune ipotesi di conflitto, la Banca ha stabilito gli elementi essenziali da rappresentare nelle avvertenze da fornire ai propri clienti. Ciascuna procedura o regola di condotta, con particolare riferimento ai conflitti di interesse, relativa alla erogazione di servizi di investimento o gestione patrimoniale viene adottata nel rispetto dei principi e delle regole fissati dal legislatore comunitario e nazionale. Le fattispecie di conflitti di interesse prese in esame nel presente documento non contemplano quei casi che realizzano di per se illeciti. Il presente documento si articola nelle seguenti sezioni: descrizione delle relazioni con altre norme e documenti; sintesi dei riferimenti normativi; mappatura delle tipologie di conflitti di interesse rilevanti per la Banca; gestione dei conflitti di interesse evidenziati; informativa (disclosure) dei conflitti di interesse cosiddetti residuali. descrizione delle modalità di tenuta del registro dei conflitti di interessi che sorgono in concreto nel corso dell operatività della Banca; descrizione delle regole di aggiornamento della Policy; Allegato 1 mappatura dei potenziali conflitti; Allegato 2 elenco aggiornato dei soggetti rilevanti. Versione 1.0 del pag. 7 di 20
8 3. RELAZIONI CON ALTRE NORME E DOCUMENTI Le linee guida contenute nella presente Policy integrano le regole di comportamento che il personale è tenuto ad osservare in virtù delle normative (di legge e di regolamento) vigenti, dei contratti di lavoro e delle procedure interne. Le indicazioni in oggetto unitamente a quelle contenute nella Policy sulla Strategia di Esecuzione e Trasmissione degli ordini, nella Policy di Classificazione della Clientela e nella Policy sugli Incentivi, definiscono i principi e gli indirizzi operativi cui informare la prestazione dei servizi d investimento. Le disposizioni definite nei suddetti documenti devono: - considerarsi prevalenti nel caso in cui anche una sola delle indicazioni ivi contenute dovesse entrare in conflitto con disposizioni previste nelle procedure o nei regolamenti interni; - ritenersi comunque un riferimento adeguato ad impostare sempre una corretta condotta operativa nell erogazione dei servizi d investimento, anche in assenza di puntuali procedure interne e mansionari. Al fine di assicurare presso tutti gli interessati alla prestazione dei servizi di investimento una capillare diffusione e conoscenza dei principi e degli indirizzi adottati dalla Banca, i documenti in questione vengono recepiti ed ufficializzati nei modi d uso mediante pubblicazione di ordine di servizio. Versione 1.0 del pag. 8 di 20
9 4. INFORMATIVA ALLA CLIENTELA La sintesi della presente Politica è recepita, ai sensi dell art. 29 c. 1 lett. i) del Regolamento Intermediari nel documento Informativa precontrattuale, che la Banca fornisce al cliente in tempo utile prima della stipula del contratto quadro ai sensi dell art. 34 c. 2 del Regolamento Intermediari e di conseguenza in tempo utile prima della prestazione dei servizi di investimento o accessori ai sensi dell art. 34 c. 3 del Regolamento Intermediari. Tale documento di sintesi viene fornito al cliente al dettaglio o potenziale cliente al dettaglio, affinché lo stesso possa effettuare delle valutazioni autonome sulla base della politica seguita dalla Banca in materia di conflitti di interesse (art. 29, lett. i e art. 34, c 3, Regolamento Intermediari). Precisamente, il documento Informativa precontrattuale viene sottoscritto,nel suo complesso, dal cliente all atto della stipula o rinnovo del contratto quadro per la prestazione dei servizi di investimento oppure, per la clientela esistente al 1 novembre 2007, al primo contatto utile o, in mancanza, non oltre il 30 giugno Inoltre, ogniqualvolta il cliente lo richieda, la Banca dovrà fornire maggiori dettagli circa la propria politica in materia di gestione dei conflitti di interesse su un supporto duraturo o telematico, nel rispetto delle condizioni poste dall art. 36 c.2 del Regolamento Intermediari. A tal fine la Politica di gestione dei conflitti di interesse è disponibile per la clientela presso ogni sportello. Versione 1.0 del pag. 9 di 20
10 5. RICHIAMO AL CRITERIO DI PROPORZIONALITÀ Il Regolamento congiunto Banca d Italia-Consob, richiamando le regole MiFID, dispone che gli intermediari, nel valutare l ottemperanza ai requisiti organizzativi, possano fare specifico riferimento alla natura, alla dimensione, e alla complessità dell attività svolta, con particolare attenzione alla natura e alla varietà dei servizi di investimento prestati. Tale disposizione rappresenta un applicazione diretta del criterio di proporzionalità, in base al quale intermediari di dimensioni ridotte possono derogare al principio di completa separatezza organizzativa fra le funzioni deputate allo svolgimento delle diverse attività di verifica, di controllo e di internal audit, nonché fra queste e le funzioni di business, in quanto tale impianto comporterebbe costi eccessivi. Vi è un riscontro a tali disposizioni anche in materia di conflitti di interesse. Ai sensi dell art. 25 del regolamento congiunto Banca d Italia-Consob, ai fini dell attuazione di un efficace politica di gestione, orientata a limitare i rischi attinenti alle potenziali conflittualità che possono sorgere in corso di svolgimento di operazioni finanziarie, la Banca formula provvedimenti in base alle proprie dimensioni e alla propria organizzazione, nonché alla natura, alle dimensioni e alla complessità della propria attività. In particolare, misure di gestione dei conflitti, volte a stabilire barriere informative tra le diverse funzioni aziendali preposte allo svolgimento dei servizi finanziari e orientate verso una separatezza funzionale tra unità organizzative, sono poco realizzabili negli intermediari di limitate dimensioni. L attuazione di tali procedure comporterebbe oneri organizzativi non proporzionati alle dimensioni dell intermediario e ai vantaggi ottenuti dalla prestazione del servizio di investimento. Pertanto, le banche di piccole dimensioni possono adottare procedure alternative in grado di contrastare i rischi associati ai conflitti di interesse rilevati: in tal senso assumono rilevanza significativa soluzioni volte all eliminazione di legami diretti delle retribuzioni dei soggetti rilevanti addetti allo svolgimento di attività tra loro in conflitto. In ultima istanza, qualora non sia possibile individuare idonee misure organizzative ovvero le soluzioni amministrative adottate non vengano giudicate sufficienti a eliminare il rischio di nuocere agli interessi della clientela, la Banca deve fornire adeguata informativa secondo quanto stabilito dalla normativa (si veda il capitolo 8 Informativa sui conflitti di interesse). La Banca deroga al principio di completa separatezza organizzativa tra le unità aziendali preposte allo svolgimento delle diverse attività di investimento, in considerazione di profili quantitativi connessi alle contenute dimensioni aziendali proprie delle Banche di Credito Cooperativo sia in termini di attività bancaria complessiva che in materia di servizi di investimento. Allo stesso tempo, profili qualitativi interni individuabili, quantomeno, nell adozione di un codice di comportamento per gli addetti ai servizi di investimento nonché nell esistenza di un efficace presidio da parte del Sistema dei Controlli Interni giustificano tale deroga di completa separatezza organizzativa in favore di una più confacente semplificazione. Versione 1.0 del pag. 10 di 20
11 6. MAPPATURA DELLE TIPOLOGIE DEI CONFLITTI DI INTERESSE Nella presente Policy e nell annesso Allegato 1 la Banca ha individuato i potenziali conflitti di interesse che possono sorgere nello svolgimento dei servizi e attività di investimento. Ai fini della rilevazione dei conflitti di interesse potenziali, sono state identificate tutte le ipotesi in cui l interesse dell investitore potrebbe risultare sacrificato dalla Banca per il perseguimento di una finalità diversa ed ulteriore rispetto al servizio prestato, legato ad un interesse economicamente apprezzabile e concreto, con il potenziale conseguimento di un vantaggio diretto o indiretto da parte della Banca. Nella individuazione della sussistenza di un determinato conflitto di interesse, sono stati considerati i seguenti requisiti, ritenuti essenziali al fine della corretta classificazione dello stesso: il carattere potenziale del conflitto, che deve pertanto essere apprezzabile ex ante. A tal fine, eventuali riflessioni effettuate ex post, circa il manifestarsi di un conflitto, non dovranno essere prese in considerazione; l esistenza di una possibile subordinazione dell interesse del cliente rispetto a quello della Banca e/o a quello di un altro cliente; la sussistenza di una finalità, diversa e ulteriore rispetto a quella propria dell operazione posta in essere, perseguita dalla Banca al fine di trarne una propria utilità. Inoltre, ai fini della corretta e completa mappatura dei conflitti di interesse, che possono insorgere nella prestazione dei servizi e che possono danneggiare gli interessi di un cliente, la Banca considera, quale criterio minimo, se a seguito della prestazione di servizi, essa, un soggetto rilevante o un soggetto avente con essa un legame di controllo, diretto o indiretto: a) realizzino un guadagno finanziario o evitino una perdita finanziaria, a spese del cliente; b) siano portatori di un interesse nel risultato del servizio prestato al cliente, distinto da quello del cliente medesimo; c) abbiano un incentivo a privilegiare gli interessi di clienti diversi da quello a cui il servizio è prestato; d) svolgano la medesima attività del cliente; e) ricevano o possano ricevere da una persona diversa dal cliente, in relazione con il servizio prestato al cliente, un incentivo sotto forma di denaro, di beni o di servizi, diverso dalle commissioni o dalle competenze normalmente percepite per tale servizio. Più specificatamente la disciplina degli incentivi viene elaborata dalla Banca mediante adozione di apposita Policy. Versione 1.0 del pag. 11 di 20
12 I soggetti rilevanti secondo la definizione fornita dal Regolamento congiunto (articolo 2, lettere p) e v), sono i soggetti appartenenti ad una delle seguenti categorie: - i componenti degli organi aziendali, soci che in funzione dell entità della partecipazione detenuta possono trovarsi in una situazione di conflitto di interessi, dirigenti o promotori finanziari della Banca; - dipendenti dell intermediario, nonché ogni altra persona fisica i cui servizi siano a disposizione e sotto il controllo della Banca e che partecipino alla prestazione di servizi di investimento e all esercizio di attività di investimento da parte della medesima; - persone fisiche che partecipino direttamente alla prestazione di servizi alla Banca sulla base di un accordo di esternalizzazione avente per oggetto la prestazione di servizi di investimento e l esercizio di attività di investimento da parte del medesimo intermediario; La Banca individua nell allegato 2 alla presente Policy, quali soggetti rilevanti le seguenti figure: - i componenti del Consiglio di Amministrazione - i componenti del Collegio Sindacale - i componenti della Direzione Generale - i dipendenti che sono nominativamente autorizzati dal Consiglio di Amministrazione alla prestazione delle attività e servizi di investimento ed accessori. Nella mappatura operata la Banca tiene conto del Sistema di appartenenza, cioè del Sistema del Credito Cooperativo, della struttura del medesimo e delle attività svolte. La Banca individua i possibili conflitti che sorgono nello svolgimento della propria attività attraverso l analisi congiunta dei seguenti parametri: - tipologia di servizio di investimento prestato; - tipologia di strumento finanziario oggetto del servizio; - unità organizzativa cui è attribuito il compito di erogare il servizio di investimento oggetto di analisi, secondo quanto previsto dalla documentazione aziendale; - modalità operative di erogazione del servizio di investimento; - Regolamento della Struttura Organizzativo Funzionale I servizi e attività di investimento ed i servizi accessori considerati nel perimetro di analisi sono i seguenti: - Ricezione e trasmissione di ordini; - Negoziazione per conto proprio ed esecuzione per conto dei clienti; Versione 1.0 del pag. 12 di 20
13 - Collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente; - Servizio di consulenza in materia di investimenti; La Banca valuta che potrebbero verificarsi potenziali conflitti di interesse ogni qualvolta i servizi di investimento prestati alla clientela si riferiscano a strumenti finanziari emessi da soggetti nei confronti dei quali la Banca presenta interessi di diversa natura e precisamente: - interesse a sviluppare affari o rapporti commerciali; ed in via residuale: - interresse a variare la propria posizione creditizia; - interesse ad acquisire informazioni confidenziali. Ne deriva la necessità di considerare l insorgere di potenziali conflitti di interesse per tutte le emissioni di strumenti finanziari: - di fornitori strategici della Banca; - di società con cui la Banca ha interesse a sviluppare rapporti di affari; e in via residuale: - delle imprese cui sono prestati i servizi di consulenza in materia di struttura finanziaria ed assistenza all emissione ed al collocamento; - delle imprese affidate, purché l affidamento loro concesso risulti rilevante; Con riferimento ai soggetti affidati dalla Banca, si ha un finanziamento rilevante quando il rapporto tra linee di credito accordate dalla Banca al gruppo economico di tale soggetto e il patrimonio di vigilanza della Banca stessa, superi il valore soglia del 3%. Versione 1.0 del pag. 13 di 20
14 7. GESTIONE DEI CONFLITTI DI INTERESSE Nel presente capitolo vengono illustrate le misure organizzative e/o normative adottate dalla Banca per la gestione dei conflitti suscettibili di arrecare un pregiudizio al cliente. A tal fine non rileva la classificazione della clientela. In particolare, al fine di individuare le più appropriate azioni da intraprendere per gestire i conflitti di interesse rilevati per i servizi di investimento erogati, la Banca ha considerato i seguenti fattori: la rilevanza del rischio di ledere gli interessi della clientela, il costo aziendale delle soluzioni organizzative definite, la dimensione e la complessità dell attività svolta dall Istituto. Pertanto, le soluzioni organizzative individuate sono volte a garantire che i soggetti rilevanti, impegnati in attività confliggenti, svolgano dette attività con un grado di indipendenza appropriato rispetto alle dimensioni ed alla rilevanza del rischio che gli interessi del cliente siano danneggiati. Le misure di gestione dei conflitti di interesse individuate possono essere ricondotte alle seguenti fattispecie: - soluzioni organizzative volte ad impedire o controllare lo scambio di informazioni tra i soggetti rilevanti; - soluzioni organizzative volte a garantire una vigilanza separata dei soggetti rilevanti; - procedure organizzative, informatiche e istruzioni operative per assicurare il corretto svolgimento dei servizi di investimento, nel rispetto dell interesse del cliente. Tali procedure, in particolare, disciplinano le modalità di offerta dei servizi di investimento e la gestione del rapporto con il cliente (Regolamento e Manuale Operativo Finanza Retail e Regolamento Finanza); - procedure per la gestione delle informazioni privilegiate al fine di evitare comportamenti illeciti, in linea con la vigente normativa in tema di abusi di mercato; - procedure per l esecuzione degli ordini che garantiscono al cliente il rispetto di precise regole, vietando ogni discrezionalità nella fase di esecuzione delle disposizioni impartite dallo stesso. La materia è oggetto di specifica trattazione nel documento relativo alla Strategia di esecuzione e trasmissione degli ordini, alla quale si rimanda per ogni dettaglio; - un apposita normativa interna che regolamenta le operazioni effettuate su strumenti finanziari a titolo personale da parte dei soggetti rilevanti improntata al rispetto dei principi di correttezza (Codice di comportamento); - la definizione di un sistema incentivante per il personale basato su una pluralità di elementi di valutazione e volto alla eliminazione di ogni legame diretto tra la retribuzione dei soggetti rilevanti Versione 1.0 del pag. 14 di 20
15 che esercitano in modo prevalente attività idonee a generare tra loro situazioni di potenziale conflitto di interesse; - misure volte ad eliminare o limitare l esercizio di influenze indebite sul modo in cui un soggetto rilevante svolge un servizio di investimento; - l adozione di misure volte ad assicurare a tutti i soggetti che potrebbero trovarsi in situazioni di conflitto d interesse, la conoscenza delle procedure preordinate al corretto esercizio delle proprie funzioni. - misure volte ad impedire o controllare la partecipazione simultanea o consecutiva di un soggetto rilevante a servizi distinti, quando ciò possa nuocere alla gestione corretta dei conflitti di interesse (misure elaborate alla luce delle dimensioni della Banca e della relativa onerosità). I conflitti di interesse sopra individuati sono stati gestiti dalla Banca attraverso: l adozione di un efficace modello operativo; una chiara e trasparente definizione dei compiti e delle responsabilità; l adozione di procedure interne e punti di controllo; la disposizione di mirate regole di condotta. La Banca fornisce una descrizione delle diverse procedure che intende intraprendere al fine di limitare il rischio associato ad azioni in conflitto con gli interessi della clientela. Si rinvia al dettaglio fornito nell Allegato 1 Mappatura dei conflitti di interesse, nel quale sono evidenziati i conflitti e le politiche di gestione adottate al fine di contrastare le diverse fattispecie di conflitti di interesse. Versione 1.0 del pag. 15 di 20
16 8. INFORMATIVA SUI CONFLITTI DI INTERESSE Nel paragrafo sono riepilogate le tipologie di conflitti di interesse per le quali la Banca ravvede la necessità di darne adeguata informativa alla clientela in quanto non è stato possibile individuare idonee misure organizzative, oppure le soluzioni organizzative e/o amministrative adottate non vengono giudicate sufficienti a eliminare il rischio di nuocere agli interessi della clientela al fine di consentirgli di prendere una decisione informata sul servizio di investimento e in modo che possa effettuare delle valutazioni autonome sulla base della politica seguita dalla Banca in materia, tenuto conto del contesto in cui sorge il conflitto. L informativa alla clientela è assicurata mediante la consegna della sintesi della presente policy, nella quale sono dettagliati i conflitti di interesse ritenuti non sufficientemente presidiati. Detto documento fa parte dell Informativa precontrattuale la cui consegna è preliminare alla prestazione dei servizi di investimento, quindi prima che si origini un conflitto di interesse. Inoltre, la Banca potrà, contestualmente alla richiesta di ogni operazione che genera un conflitto di interessi, consegnare una informativa specifica (disclosure) resa in forma scritta su supporto cartaceo. Tale informativa non costituirà una autorizzazione a procedere, bensì una comunicazione preventiva di cui il cliente deve tenere conto per decidere consapevolmente. Le tipologie di conflitto per le quali la Banca definisce di darne adeguata informativa alla clientela, come già evidenziato all allegato 1 Mappatura dei conflitti di interesse sono le seguenti: 1. servizio di negoziazione in conto proprio, in abbinamento o meno con il servizio di consulenza, aventi ad oggetto: strumenti e prodotti finanziari emessi dalla Banca (prestiti obbligazionari propri); strumenti e prodotti finanziari emessi da soggetti con i quali la Banca ha rapporti di fornitura, di partecipazione o altri rapporti d affari o imprese da lei affidate per importi rilevanti (es. società del Movimento Cooperativo); talune tipologie di titoli obbligazionari (es. titoli non quotati o illiquidi esclusi titoli di propria emissione). 2. servizio di collocamento/distribuzione, in abbinamento o meno con il servizio di consulenza, aventi ad oggetto: strumenti e prodotti finanziari emessi dalla Banca (prestiti obbligazionari propri e certificati di deposito); prodotti e strumenti finanziari, comprese quote di OICR, servizi di investimento e prodotti finanziari a contenuto assicurativo (quali polizze di ramo III e V) per i quali la Banca percepisce utilità da un soggetto diverso dal cliente (per i dettagli si rinvia al documento di sintesi sulla policy relativa agli incentivi); Versione 1.0 del pag. 16 di 20
17 strumenti e prodotti finanziari emessi da soggetti con i quali la Banca ha rapporti di fornitura, di partecipazione o altri rapporti d affari (es.società del Movimento Cooperativo e altre società Prodotto); strumenti e prodotti finanziari emessi da soggetti ai quali la Banca ha accordato un finanziamento rilevante; Con riferimento al servizio di collocamento/distribuzione di prodotti finanziari propri (prestiti obbligazionari e certificati di deposito), si evidenzia che l attività viene svolta nell ambito della raccolta del risparmio oggetto tipico dell attività bancaria, rappresentandone una quota significativa. Nel caso nuove tipologie di operatività, non esaminate in questo documento, evidenziassero conflitti di interesse che è necessario rendere noti al cliente, la Banca preliminarmente all erogazione del servizio di investimento, nelle more dell aggiornamento della policy sul conflitto, predisporrà una informativa specifica nella quale verrà descritto in forma sintetica il conflitto che l operazione genera (diclosure). Per queste eventualità la Banca acquisirà di volta in volta una firma del cliente per presa visione. Versione 1.0 del pag. 17 di 20
18 9. IL REGISTRO DEI CONFLITTI DI INTERESSE L art. 26 del Regolamento congiunto (art. 23 della L2), dispone che gli intermediari istituiscano e aggiornino regolarmente un registro nel quale vengano riportati i tipi di servizi di investimento svolti dall intermediario, per i quali sia sorto, o, nel caso di un servizio o di un attività in corso, possa sorgere un conflitto di interesse che rischia di ledere gravemente gli interessi di uno o più clienti. La Banca ha istituito un registro nel quale rilevare, su base continuativa, le singole fattispecie di conflitto di interesse che in concreto sorgono nel corso dell erogazione dei determinati servizi di investimento e per le quali si ravvede la necessità di darne informativa alla clientela. Il registro costituisce l archivio storico di tutti i conflitti di interesse, connessi all erogazione dei singoli servizi di investimento, emersi a partire dalla sua istituzione. Il Registro dei conflitti viene tenuto dall incaricato del controllo di conformità chiamato a svolgere le incombenze di cui all art. 16 del Regolamento congiunto emanato dalla Banca d Italia e dalla Consob, così come individuato con delibera consiliare del 26/10/2007. La corretta gestione del registro dei conflitti presuppone efficaci procedure di comunicazione tra detta Funzione di compliance MiFID, che avrà dunque il compito di amministrare il registro, e le unità organizzative aziendali preposte all erogazione dei servizi, o in possesso di informazioni privilegiate, che potrebbero dar luogo a situazioni di conflitto lesive degli interessi dei clienti, affinché possa essere aggiornato con tempestività. Versione 1.0 del pag. 18 di 20
19 10. AGGIORNAMENTO DELLA CONFLICT POLICY Al fine di garantire un efficace gestione dei conflitti, la Banca ha definito alcune regole volte a garantire che la Politica di gestione dei conflitti di interesse sia nel tempo aggiornata al variare delle fattispecie di conflitto di interesse rilevate ovvero di circostanze in grado di inficiare l efficacia delle misure adottate per evitare il pregiudizio ai clienti. La Banca ha deciso di sottoporre a verifica l intero contenuto della politica medesima e il connesso documento di sintesi per la clientela, con cadenza almeno annuale oppure, ogni qualvolta si verifichi un cambiamento rilevante nell operatività o nelle tipologie di servizi di investimento erogati che generano o potenzialmente sono in grado di generare conflitti di interesse. Versione 1.0 del pag. 19 di 20
20 ALLEGATI 1. Mappatura dei conflitti di interesse 2. Elenco dei soggetti rilevanti Versione 1.0 del pag. 20 di 20

References: art. 21
 art. 21
 art. 22
 art. 11
 art. 22
 art. 18
 art. 22
 art. 30
 art. 22
 art. 23
 art. 24
 art. 18
 art. 22
 art. 29
 art. 34
 art. 34
 art. 34
 art. 36
 art. 25
 art. 26
 art. 16