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Timestamp: 2019-10-14 11:52:13+00:00

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Patrocinio a spese dello Stato e istanza di liquidazione dopo la chiusura del giudizio di merito.
Patrocinio a spese dello Stato – Art. 83 comma III-bis TU Spese Giustizia – Finalità sollecitatoria – Fondamento.
Tribunale Mantova, 22 Settembre 2016. Est. Pagliuca. Cassazione civile, sez. II, 09 September 2019, n. 22448.
Avvocato: doveri di sollecitazione, dissuasione ed informazione del cliente e onere di fornire la prova della condotta mantenuta.
Nell'adempimento dell'incarico professionale conferitogli, l'obbligo di diligenza da osservare ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 1176, comma 2, e 2236 c.c. impone all'avvocato di assolvere, sia all'atto del conferimento del mandato che nel corso dello svolgimento del rapporto, (anche) ai doveri di sollecitazione, dissuasione ed informazione del cliente, essendo tenuto a rappresentare a quest'ultimo tutte le questioni di fatto e di diritto, comunque insorgenti, ostative al raggiungimento del risultato, o comunque produttive del rischio di effetti dannosi; di richiedergli gli elementi necessari o utili in suo possesso; di sconsigliarlo dall'intraprendere o proseguire un giudizio dall'esito probabilmente sfavorevole. A tal fine incombe su di lui l'onere di fornire la prova della condotta mantenuta, insufficiente al riguardo, dovendo ritenersi il rilascio da parte del cliente delle procure necessarie all'esercizio dello "jus postulandi", attesa la relativa inidoneità ad obiettivamente ed univocamente deporre per la compiuta informazione in ordine a tutte le circostanze indispensabili per l'assunzione da parte del cliente di una decisione pienamente consapevole sull'opportunità o meno d'iniziare un processo o intervenire in giudizio. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che, senza una plausibile spiegazione alternativa, aveva ritenuto l'avvocato esente da responsabilità, sebbene nel seguire i profili penalistici del protesto per tre cambiali subito dal proprio cliente, non gli avesse segnalato la necessità di richiederne la cancellazione, neppure informandolo sull'opportunità di intraprendere iniziative in ambito civile e in ogni caso, di rivolgersi ad un avvocato civilista, ove si fosse reputato non professionalmente capace in tale ambito). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 July 2019, n. 19520.
Liquidazione compenso dell’avvocato e procedura ex art. 702 bis c.p.c..
L'introduzione, ad opera del convenuto, d’una domanda ulteriore (riconvenzionale, di compensazione, di accertamento con efficacia di giudicato di un rapporto pregiudicante) rispetto a quella originaria (liquidazione compenso giudiziale civile) e la sua esorbitanza dal rito di cui all'art. 14 non comporta che, ai sensi dell'art. 702-ter c.p.c., comma 4, si debba dar corso alla trattazione di detta domanda con il rito sommario congiuntamente a quella ex art. 14, qualora si ponga anche un problema di spostamento della competenza per ragioni di connessione (da risolversi ai sensi delle disposizioni degli artt. 34, 35 e 36 c.p.c.) e, se è stata adita la corte di appello, il problema della soggezione della domanda del cliente alla competenza di un giudice di primo grado, che ne impone la rimessione ad esso. (Daniel Polo Pardise) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 18 July 2019.
Modalità di adempimento dell’obbligo informativo dell’avvocato sull’entità del compenso.
Inadempimento da parte dell’avvocato all’obbligo di informare il cliente sui costi dell’incarico – Sue conseguenze – Onere probatorio relativo.
E’ evidente peraltro che tale condotta omissiva giustifica anche l’eccezione di inadempimento a fronte della richiesta di compenso da parte del professionista. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 17 July 2019.
Sul valore del parere della commissione parcelle dell’Ordine nei giudizi a cognizione piena.
Il parere della Commissione parcelle dell’Ordine degli architetti in relazione alla congruità del compenso richiesto dal professionista non è vincolante e in sede di opposizione a decreto ingiuntivo l’architetto dovrà provare l’effettiva esecuzione delle prestazioni. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 08 July 2019.
Tariffe minime obbligatorie.
Inadempimento di uno Stato – Servizi nel mercato interno – Direttiva 2006/123/CE – Articolo 15 – Articolo 49 TFUE – Libertà di stabilimento – Onorari degli architetti e degli ingegneri per le prestazioni di progettazione – Tariffe minime e massime.
La Repubblica federale di Germania, avendo mantenuto tariffe obbligatorie per i servizi di progettazione degli architetti e degli ingegneri, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’articolo 15, paragrafo 1, paragrafo 2, lettera g), e paragrafo 3, della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 04 July 2019, n. .
L'obbligo di astensione non opera in un nuovo e distinto procedimento, ancorché riguardante le stesse parti e pur se implicante la risoluzione di identiche questioni.
L'obbligo di astensione sancito dall'art. 51, comma 1, n. 4, c.p.c. si impone solo al giudice che abbia conosciuto della stessa causa come magistrato in altro grado, posto che la norma è volta ad assicurare la necessaria alterità del giudice chiamato a decidere, in sede di impugnazione, sulla medesima "res iudicanda" in un unico processo; ne consegue che l'obbligo non può essere inteso nel senso di operare in un nuovo e distinto procedimento, ancorché riguardante le stesse parti e pur se implicante la risoluzione di identiche questioni. (Nella specie, la S.C. ha escluso la ricorrenza di un caso di astensione obbligatoria con riferimento al giudice istruttore di un giudizio di divisione, il quale sia era in precedenza pronunziato in un giudizio penale a carico di una delle parti parte, peraltro in relazione al delitto di lesioni volontarie in danno dell'altra parte). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 05 June 2019, n. 15268.
Il commercialista ha l’obbligo di completa informazione del cliente.
Professione di commercialista – Rapporto con il cliente – Obbligo d’informazione.
Il commercialista, quale che sia l’oggetto specifico della sua prestazione, ha l’obbligo di completa informazione del cliente, e dunque ha l’obbligo di prospettargli sia le soluzioni praticabili che, tra quelle dal cliente eventualmente desiderate, anche quelle non praticabili o non convenienti, cosi da porlo nelle condizioni di scegliere secondo il migliore interesse. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 27 May 2019, n. 14387.
Il giudice che liquida il compenso dell’avvocato non può fare riferimento a criteri integrativi e adeguatori rispetto a quanto previsto dall’art. 82 DPR 115 del 2002.
Avvocato – Liquidazione giudiziale di onorari e spese – Criteri del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 82 – Riferimento a criteri integrativi e adeguatori – Esclusione
Avvocato – Complessità del dibattimento – Omessa indicazione della complessità dei fatti e delle questioni giuridiche trattate.
I criteri cui l’autorità giudiziaria ha l’obbligo di attenersi nella liquidazione degli onorari e delle spese ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 82 devono ritenersi esaustivi per cui il giudice non può fare riferimento a criteri integrativi e adeguatori non essendo operante il D.M. n. 127 del 2004, sia per l’espresso divieto di detto art. 82 sia perché già la norma contempla la natura dell’impegno professionale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Il dibattimento svoltosi a carico di cinque imputati e alla presenza di diciotto parti civili protrattosi per oltre trenta udienze non è di per sé indicativo del particolare impegno del difensore che ometta di indicare la complessità dei fatti e delle questioni giuridiche trattate. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 08 May 2019, n. 12092.
Cinque imputati, diciotto parti civili ed oltre trenta udienze non sono di per sé indicativi del particolare impegno del difensore.
Responsabilità professionale del commercialista.
Cliente/Contribuente – Domanda risarcitoria diretta nei confronti dell’Assicurazione – Inammissibilità.
Il contribuente, omettendo di rispondere ai quesiti posti dall’Ufficio ed astenendosi dall’inoltrare la documentazione richiesta, pone in essere un fattore causale esclusivo dell’accertamento induttivo cui è correlato l’esborso sostenuto dall’attore ed il relativo pregiudizio patrimoniale lamentato. (Agostino Parisi) (riproduzione riservata) Tribunale Potenza, 06 May 2019.
Irragionevole durata di processo civile concluso innanzi alla Corte di Cassazione.
In tema di equa riparazione da irragionevole durata di un processo civile conclusosi innanzi alla Corte di cassazione con una decisione di rigetto del ricorso o di inammissibilità o di decisione nel merito, ai fini della decorrenza del termine di cui all'art. 4 della l. n. 89 del 2001 - il cui "dies a quo" è segnato dalla definitività del provvedimento conclusivo del procedimento nell'ambito del quale si assume verificata la violazione - occorre avere riguardo alla data di deposito della decisione della Corte, quale momento che determina il passaggio in giudicato della sentenza, a ciò non ostando la pendenza del termine per la revocazione ex art. 391 bis c.p.c. (massima ufficiale) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 03 May 2019, n. 11737.
Escluso il riconoscimento dei diritti di procuratore per qualsiasi giudizio di cassazione.
Il d.m. di approvazione della tariffa forense, avendo natura di fonte regolamentare così come desumibile dalla legge 7 novembre 1957, n. 1051, di attribuzione della competenza al Consiglio Nazionale Forense, deve essere interpretato alla luce dei parametri e all'interno dei limiti stabiliti dalla legge 13 giugno 1942, n. 794, che escludono il riconoscimento dei diritti di procuratore per qualsiasi giudizio di cassazione compreso il regolamento di competenza, nonostante l'istanza possa essere proposta anche da un avvocato non iscritto nell'albo speciale dei cassazionisti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 April 2019, n. 10492.
Danno non patrimoniale per violazione del diritto alla ragionevole durata del processo.
Ragionevole durata del processo - Danno non patrimoniale - Presunzione - Prova contraria - Ammissibilità - Valutazione discrezionale sottratta al sindacato di legittimità - Fattispecie.
In tema di equa riparazione, la presunzione del danno non patrimoniale conseguente all'accertata violazione del diritto alla ragionevole durata del processo, di cui all'art. 6 della CEDU, può essere superata qualora il giudice ravvisi nel caso concreto la ricorrenza di peculiari circostanze attinenti al giudizio presupposto, idonee a escludere la configurabilità di qualsivoglia patimento o stress ricollegabili all'irragionevole protrarsi del giudizio, trattandosi di valutazione discrezionale, sottratta al sindacato di legittimità se sorretta da adeguata motivazione. (In applicazione del predetto principio, la S.C. ha cassato la sentenza della corte d'appello che aveva riconosciuto presuntivamente il danno non patrimoniale conseguente all'accertata irragionevole durata di un processo amministrativo, omettendo di considerare che il ricorrente, che aveva impugnato il giudizio di non ammissione all'esame di maturità, ma che era stato ammesso in via cautelare a sostenerlo, lo aveva poi superato conseguendo il relativo diploma, il che aveva determinato l'improcedibilità del ricorso per carenza di interesse). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 09 April 2019, n. 9919.
Anche l’insegnante è punito se usa il cellulare durante la lezione.
Rapporto di lavoro – Pubblico impiego – Docente – Utilizzo del telefono cellulare durante le lezioni – Illecito disciplinare – Sussiste.
L’uso del cellulare durante lo svolgimento delle lezioni scolastiche non appare conforme e coerente con la funzione educativa e costituisce infrazione disciplinare anche per il personale docente.
[Nella fattispecie, al docente veniva comminata la sanzione della sospensione dal servizio per un giorno.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Milano, 03 April 2019.

References: Art. 83
 sentenza 
 art. 702
 art. 14
 Articolo 15
 Articolo 49
 art. 82
 art. 82
 art. 82
 art. 391
 sentenza