Source: http://legislazionetecnica.it/4414645/prd/punto-della-giurisprudenza/ingiunzione-pagamento-inottemperanza-allordine-demolizione
Timestamp: 2018-09-18 21:41:44+00:00

Document:
Ingiunzione di pagamento per inottemperanza all'ordine di demolizione | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR1484
4414645 4793433
QUADRO NORMATIVO SULL’INOTTEMPERANZA ALL’ORDINE DI DEMOLIZIONE
Ai sensi dell’art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380 (Testo unico dell’edilizia, c.d. “TUE”):
- accertata l'esecuzione di interventi in assenza di permesso, in totale difformit&agrav
4414645 4793434
LA SANZIONE PECUNIARIA PER L’INADEMPIMENTO ALLA DEMOLIZIONE
4414645 4793435
Genesi ed entrata in vigore della sanzione pecuniaria
La sanzione pecuniaria di cui all’art. 31, D.P.R. 380/2001, comma 4-bis, è stata introd
4414645 4793436
Sulla natura punitiva della sanzione
La ratio della sanzione, secondo un orientamento della giurisprudenza, sarebbe meramente punitiva in quanto erogata
4414645 4793437
Sulla natura ripristinatoria della sanzione
Secondo un differente filone giurisprudenziale, la sanzione in esame assumerebbe natura ripristinatoria in quanto introdotta in sede di conversione del
4414645 4793438
GIURISDIZIONE SULLE SANZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA EDILIZIA
A causa della natura controversa dell’istituto in analisi, negli anni si è formato un ampio contrasto in giur
4414645 4793439
Sulla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo
Secondo un primo orientamento rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’
4414645 4793440
Sulla giurisdizione del giudice ordinario per le sanzioni pecuniarie
Altro orientamento, valorizzando l’eccezionalità della giurisdizione del giudice amministrativo sui diritti, propende per la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario in ordine alle sanzioni di natura pecuniaria di cui al punto 3) del precedente elenco, a prescindere dalla funzione da esse svolta in concreto, per la ragione che si tratterebbe comunque di provvedimenti incidenti sul diritto alla integr
4414645 4793441
Riconoscimento della giurisdizione in capo al giudice amministrativo
Ad oggi il contrasto interpretativo sulla giurisdizione è stato risolto in favore del giudice amministrativo per en
4414645 4793442
Termini per presentare ricorso avverso l’ingiunzione di pagamento
Il destinatario dell’ingiunzione di pagamento ha 30 giorni, decorrenti dalla data di notifica del provvedimento, per
4414645 4793443
Presupposti di legittimità delle ingiunzioni di pagamento
4414645 4793444
Data di realizzazione dell’inadempimento
Come evidenziato dalla giurisprudenza, in materia di sanzioni amministrative trova applicazione il principio di stretta legalità di cui all'art. 1, L. 24/11/1981 n. 689, comma 2, in base al quale "le leggi che prevedono sanzioni amministrative si applicano soltanto nei casi e per i tempi in esse considerati".
Si è in proposito già evidenziato come la sanzione pecuniaria di cui all’art. 31, D.P.R. 380/2001, comma 4-bis, si applica anche alle ingiunzioni di demolizione notificate in data antecedente l’entrata in vigore della
4414645 4793445
Insuscettibilità di interpretazione analogica
La disposizione pone una riserva di legge analoga a quella contemplata nell'
4414645 4793446
Necessaria legittimità dell’ordine di demolizione
L’ingiunzione di pagamento, rappresentando l’atto consequenziale rispetto all’accertata inottemperanza dell’ordine di demolizione, produce i suoi effetti solamente qualora la legittimità dell’ordine di demolizione risulti consolidata.
4414645 4793447
Ingiunzione di pagamento ed immobili sottoposti a sequestro penale
La misura sanzionatoria di cui all’art. 31, D.P.R. 380/2001, comma 4-bis, esige l’ascrivibilità dell’inottemperanza all’ordine di demolizione alla colpa del destinatario dell’ingiunzione rimasta ineseguita.
Orbene, non può ravvisarsi alcun profilo di rimproverabilità nei confronti del destinatario che
4414645 4793449
Qualora si ritenga prevalente l’orientamento giurisprudenziale che accorda natura punitiva alla sanzione in esame, si applicano i principi generali dettati dall'art. 28, L. 24/11/1981 n. 689, quali la irretroattività della sanzione e la prescrizione quinquennale.
Nel medesimo ordine di idee, le pretese della P.A. si prescrivono nel termine “breve” di cinque anni, fatta eccezione per i casi in cui la sussistenza del credito non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato o attraverso decreto ingiuntivo.
Sent. C. Stato 07/05/2018, n. 2700
Edilizia ed urbanistica - Immobile sottoposto a sequestro penale - Condotta del destinatario dell'ordine demolitorio - Demolizione legittima del cespite qualora il giudice penale vi acconsenta.
La circostanza per cui un dato immobile sia sottoposto a sequestro penale non impedisce in assoluto che esso sia demolito; il destinatario dell’ordine di demolizione deve provare di essersi diligentemente attivato in tal senso, richiedendo al giudice penale di pronunciarsi al riguardo.
Edilizia e urbanistica - Preesistenza di sequestro penale - Ordine di demolizione - Nullità dell'ordine di demolizione e relativi provvedimenti sanzionatori irrogati in pendenza di sequestro penale.
L'ordine di demolizione di un immobile colpito da un sequestro penale dovrebbe essere ritenuto affetto dal vizio di nullità (e con esso le sanzioni irrogate sulla base del medesimo), ai sensi dell'art.21-septies L. 07/08/1990, n. 241, indipendentemente dalla condotta attiva o passiva tenuta dall’autore dell’abuso rispetto al sequestro stesso; non risulta censurabile l'inottemperanza all’ordine di demolizione a causa della oggettiva impossibilità giuridica di procedervi in quanto, l'esecuzione dell'ingiunzione demolitoria in pendenza di sequestro penale, sarebbe potenzialmente idonea ad integrare la fattispecie di reato di cui all'art. 334 Codice penale.
Edilizia e urbanistica - Art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 4-bis - Natura ripristinatoria della sanzione - Anticipazione dei costi per la demolizione degli abusi edilizi - Fattispecie.
I proventi derivanti dalle sanzioni irrogate ai sensi dell'art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 4-bis, sono destinati esclusivamente all'amministrazione comunale per permettere il ripristino delle opere abusive, così evitando l'anticipo delle relative spese ed un'eventuale rivalsa infruttuosa nei confronti del responsabile dell'abuso in caso di insolvenza del medesimo; da ciò deriva la natura tipicamente ripristinatoria e non punitiva della sanzione. (Nel caso di specie, al ricorrente, destinatario di ingiunzione di pagamento ex art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 4-bis, è stata negata la possibilità di usufruire dell’istituto della riduzione dell’importo ingiunto di cui all’art. 16, L. 24/11/1981, n. 689, poiché, ad avviso del Collegio, la sanzione in questione, introdotta in sede di conversione del D.L. 12/09/2014, n. 133, convertito con modificazioni dalla L. 11/11/2014, n.164, avrebbe l’esclusivo scopo di tenere economicamente indenne l'amministrazione comunale dalle spese di ripristino conseguenti alle ordinanze di demolizione non eseguite. La natura ripristinatoria -non già punitiva- della sanzione esclude che la stessa possa essere assoggettata a riduzione ex art. 16, L. 24/11/1981, n. 689.)
Edilizia e urbanistica - Art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 4-bis - Sanzione pecuniaria - Carattere permanente dell'abuso edilizio - Computo della prescrizione dalla cessazione della permanenza dell'abuso edilizio.
Il dies a quo per il computo della prescrizione della sanzione pecuniaria irrogata ai sensi dell'art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 4-bis, inizia a decorrere esclusivamente dalla cessazione della permanenza dell'abuso edilizio, ovvero a seguito dell'avvenuta demolizione degli illeciti contestati e relativo ripristino dello stato dei luoghi.
L’accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione di demolizione prevede la stesura di un verbale di verifica dello stato dei luoghi da parte della Polizia municipale. Detto verbale ha valore di atto endoprocedimentale, strumentale alle successive determinazioni dell’ente locale, ma poiché alla Polizia municipale non è attribuita competenza all’adozione di atti di amministrazione, esso avrà efficacia meramente dichiarativa delle operazioni effettuate, mentre perché si costituiscano gli effetti conseguenti all’inottemperanza all’ingiunzione di demolizione previsti dall’art. 31 del D.P.R. 380/2001 (immissione dell’ente nel possesso dell’immobile e relativa trascrizione nei registri immobiliari), occorre che la competente autorità amministrativa faccia proprio l’esito delle predette operazioni attraverso un formale atto di accertamento ai sensi dell’art. 31 del D.P.R. 380/2001, comma 4, oppure attraverso la sottoscrizione del verbale anche dal Responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune (ovverosia da un organo investito di funzioni di amministrazione attiva e che, eventualmente, in precedenza aveva anche sottoscritto l'ordinanza di demolizione di cui si era verificata l'ottemperanza), se presente anch'esso all'accertamento. Ne consegue la non autonoma impugnabilità di detto verbale della Polizia municipale, non essendo dal suo annullamento ritraibile alcuna utilità effettiva, stante la sua non lesività rispetto all’interesse vantato dal ricorrente al mantenimento della titolarità dell’immobile attinto dai contestati interventi edilizi abusivi.
Edilizia e urbanistica - Art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 4-bis - Condizioni di efficacia - Sospensione del provvedimento sanzionatorio - Ordine di demolizione presupposto sub iudice - Art. 295 Cod. proc. civ. - Necessaria previa definizione del ricorso proposto per accertare la legittimità della sanzione demolitoria.
Ai sensi dell’art. 295 Codice di procedura civile (estensibile al processo amministrativo, in forza del rinvio di cui all’art. 79 D.Leg.vo 02/07/2010, n. 104), il giudice è tenuto a sospendere il processo ogni qualvolta sia pendente una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa. Sulla base di tale circostanza, il giudice amministrativo ha accordato la sospensione del provvedimento sanzionatorio emesso ai sensi dell’art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 4-bis, fino alla data della definizione del ricorso incardinato per statuire la legittimità dell’ordine di demolizione presupposto.
Edilizia e urbanistica - Art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 4-bis - Sanzione pecuniaria - Natura ripristinatoria - Sostenibilità dei costi per la demolizione delle opere abusive.
La sanzione di cui all'art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 4-bis, è stata introdotta in sede di conversione del D.L. 12/09/2014, n. 133, convertito dalla L. 11/11/2014, n. 164, allo scopo di tenere economicamente indenne l'Amministrazione comunale dalle spese di ripristino conseguenti alle ordinanze di demolizione non eseguite; da tale assunto deriva la natura ripristinatoria della sanzione in quanto diretta a fornire alla p.a. la provvista per procedere al ripristino dei luoghi senza necessità di anticipare le relative somme.
Il comportamento sanzionato dall’art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 4-bis, è il medesimo cui fa riferimento il precedente comma 3 dell’art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, relativo ai presupposti per l’acquisizione al patrimonio comunale, ovvero la mancata ottemperanza all’ingiunzione di demolizione nel termine di 90 giorni dalla sua notifica previo accertamento della relativa inottemperanza. La sanzione di cui all’art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 4-bis, consegue ipso iure all’accertata inottemperanza all’ingiunzione di demolizione nel termine legale di 90 giorni, a nulla rilevando la data di realizzazione delle opere abusive, né la data di adozione della sanzione demolitoria
1. Edilizia e immobili - Ordine di demolizione - Immobile - Sequestro penale - Vizio di nullità - Elemento essenziale dell'atto. 2. Edilizia e immobili - Ordine di demolizione - Sequestro penale - Misure sanzionatorie di cui all'art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, commi 3 e 4-bis - Illegittimità derivata.
1. L’ordine di demolizione di un immobile colpito da un sequestro penale dovrebbe essere ritenuto affetto dal vizio di nullità, ai sensi dell’art. 21-septies L. n. 241 del 1990 (in relazione agli artt. 1346 e 1418 Cod. civ.), e, quindi, radicalmente inefficace, per l’assenza di un elemento essenziale dell’atto, tale dovendo intendersi la possibilità giuridica dell’oggetto del comando. In altri termini, l’ingiunzione che impone un obbligo di facere inesigibile, in quanto rivolto alla demolizione di un immobile che è stato sottratto alla disponibilità del destinatario del comando (il quale, se eseguisse l’ordinanza, commetterebbe il reato di cui all’art. 334 Cod. pen.), difetta di una condizione costituiva dell’ordine, e cioè, l’imposizione di un dovere eseguibile.
2. Le misure sanzionatorie contemplate dall'art. 31,commi 3 e 4-bis, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, per la loro valida applicazione esigono l'ascrivibilità dell'inottemperanza alla colpa del destinatario dell'ingiunzione di demolizione rimasta ineseguita. Pertanto, non v'è alcun profilo di rimproverabilità nella condotta inerte del destinatario dell'ordine di demolizione al quale resta preclusa l'esecuzione della sanzione demolitoria a causa di un altro provvedimento giudiziario (sequestro penale) che gli ha sottratto la disponibilità materiale e giuridica del bene. Oltremodo, in difetto di un'espressa previsione di legge in tal senso, non può esigersi che il cittadino impieghi risorse economiche e tempo per ottenere la restituzione di un bene di sua proprietà ai soli fini della sua distruzione.
A prescindere dalle dimensioni dell’abuso realizzato, in caso di accertata inottemperanza nei termini di legge all'ordine di demolizione legittimamente impartito dalla P.A. per opere abusive ricadenti nelle tipologie vincolistiche indicate dall’art. 27, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 2, l’amministrazione comunale è tenuta ad applicare tassativamente la sanzione di Euro 20.000,00, ai sensi e per gli effetti dell’art. 31, D.P.R. 06/06/2001, n. 380, comma 4-bis.
Sanzioni amministrative - Scadenza del termine - Opposizione - Impugnazione - Prescrizione quinquennale - Prescrizione decennale - Art. 2953 Cod. civ. - Titolo avente efficacia di giudicato - Termine prescrizionale decennale solo per titoli giudiziali definitivi.
La scadenza del termine perentorio per opporsi od impugnare sanzioni amministrative pecuniarie non determina la conversione del termine prescrizionale breve, ove previsto, in quello ordinario decennale. Il termine prescrizionale ordinario si applica, ex art. 2953 Cod. civ., solo ove intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo (sentenza o decreto ingiuntivo).
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, recante misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive.
La legge entra in vigore dal 12/10/2014.

References: sentenza 
 Art. 31
 art. 31
 art. 16
 Art. 31
 Art. 31
 Art. 295
 Art. 31
 Art. 2953
 art. 2953