Source: http://www.sicurezzaonline.it/homep/infcro/infcro2009/infcro200909/infcro20090925.htm
Timestamp: 2016-10-27 14:41:06+00:00

Document:
Sicurezzaonline.it - Info-crono-archivio - 25 Settembre 2009
Se, invece, siete gia' abbonati cliccate qui ed inserite la Vostra UserID e Password 25/09/2009
La prevenzione incendi e la sicurezza del lavoro negli stabilimenti industriali di tipo complesso e ad elevato rischio incendio
Alla luce di alcune recenti sentenze della Corte di Cassazione, il presente contributo mette in rilievo le competenze del Ministero dell�Interno in materia di prevenzione incendi negli stabilimenti industriali di tipo complesso e ad elevato rischio incendio che, in relazione alla detenzione o impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti, sono soggetti al controllo dei Vigili del Fuoco essendo incluse nell�elenco allegato al decreto del Ministro dell�interno 16-2-1982 [1] e/o indicate nelle tabelle A e B approvate con il D.P.R. 26 maggio 1959, n. 689 [2].
In tali attivit�, inoltre, debbono essere applicate le norme del nuovo TUSL (D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, come modificato e corretto dal D.Lgs. 3-8-2009, n. 106).
1) Premessa In materia di prevenzione incendi e sicurezza nei luoghi di lavoro, la Suprema Corte, con sentenza n. 4123 del 28 gennaio 2009, ha confermato la condanna di T. (Titolare delle deleghe in materia di sicurezza e igiene del lavoro) al quale era stato contestato di �� avere colposamente dato causa all�incendio, per avere omesso di individuare le misure di prevenzione e di protezione da adottare contro il rischio incendio e di non avere segnalato la necessit� di interventi costosi per fronteggiare l�imminente rischio di incendio�. In materia di prevenzione incendi, la Corte di Cassazione (sentenza n. 16313 del 17/4/2009) ha precisato che esiste continuit� normativa tra la fattispecie prevista dall�art. 37 dell�abrogato D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 [3] e quella contemplata dall�art. 46 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 [4] come modificato e corretto dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 [5], in quanto per entrambi i decreti legislativi, opera la previsione, in tema di lavorazioni pericolose, che ritiene sufficiente per l�assoggettamento al controllo dei Vigili del Fuoco, che nell�azienda, attivit� o lavorazione, si detengano o si impieghino prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti.
La sentenza della corte di cassazione, Sez. III, n. 16313 del 17/4/2009. Il Tribunale di Belluno condannava il legale rappresentante della Soc. X per avere installato in un�area aziendale un impianto di distribuzione carburanti per uso privato senza avere richiesto la preventiva visita di collaudo ai Vigili del Fuoco.
Riteneva il Tribunale che l�azienda rientrasse tra quelle tenute a sottoporre a visita di collaudo l�impianto de quo ai sensi degli artt. 36 e 37 del D.P.R. n. 547/1955 [3] e della tabella A allegata al decreto presidenziale 26 maggio 1959, n. 689 [2].
Proponeva ricorso per cassazione l�indagato denunciando violazione di legge sulla ritenuta configurabilit� del reato in quanto le tabelle A e B del D.P.R. n. 689/1959 elencano tipologie di attivit� imprenditoriali tra cui non � compresa quella svolta dalla Soc. X, sicch� l�apertura di un distributore di carburanti all�interno dell�azienda era un fatto non previsto dalla legge come reato.
La Suprema Corte, nel rigettare il ricorso, forniva le seguenti motivazioni:
Con l�entrata in vigore del decreto legislativo n. 81/2008 il sopraindicato decreto � stato abrogato ma la fattispecie criminosa � oggi prevista dall�art. 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, richiamato dall�art. 46 del D.Lgs. n. 81/2008, per ribadire la sua perdurante vigenza anche a seguito dell�abrogazione del decreto n. 547/1955.
3) La prevenzione incendi nel D.Lgs.. n. 139/2006 Il decreto legislativo n. 139 dell�8 marzo 2006 [6], operando nella logica della semplificazione e delegificazione, riordina ed aggiorna le disposizioni vigenti, con particolare riferimento alla prevenzione incendi, al soccorso pubblico e alla difesa civile. La prevenzione incendi � la � funzione di preminente interesse pubblico diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumit� delle persone e di tutela dei beni e dell�ambiente attraverso la promozione, lo studio, la predisposizione e la sperimentazione di norme, misure, provvedimenti, accorgimenti e modi di azione intesi ad evitare l�insorgenza di un incendio o a limitarne le conseguenze. Ferma restando la competenza di altre amministrazioni, enti ed organismi, la prevenzione incendi si esplica in ogni ambito caratterizzato dell�esposizione al rischio di incendio e, in ragione della sua rilevanza interdisciplinare, anche nei settori della sicurezza nei luoghi di lavoro, del controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, dell�energia, della protezione da radiazioni ionizzanti, dei prodotti da costruzione� (art.13). La prevenzione incendi � affidata alla competenza esclusiva del Ministero dell�interno, che esercita le relative attivit� attraverso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile; essa comprende numerose attivit�: tra queste sono di preminente importanza la formazione e l�addestramento, indirizzate sia al personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, sia all�esterno (art.14). Tali competenze sono state affermate in alcuni pareri del Consiglio di Stato resi in occasione dell�adozione di norme regolamentari (cfr. in particolare Consiglio di Stato � Sezione consultiva per gli atti normativi- parere n. 177/04 del 26/1/2004 e parere n. 3068/03 del 9/9/2003), in cui � stato ritenuto che la potest� regolamentare del Ministero dell�Interno risponde alla rigorosa necessit� di adottare una disciplina uniforme sull�intero territorio nazionale ed � riconducibile ad esigenze di carattere unitario dello Stato, avuto riguardo alla elevata connotazione di rischio che caratterizza i sistemi e le attivit� contemplate nell�area normativa della prevenzione incendi. ......
OSSERVAZIONI METODOLOGICHE IN MATERIA DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO CORRELATOLo stress lavoro correlato costituisce uno degli elementi che pi� spesso vengono citati quale fattore di rischio in grado di provocare una pi� o meno marcata compromissione di quello stato di �benessere psicofisico� del lavoratore che la O.M.S., e pi� in particolare la C.E, identificano come obiettivo finale dell�azione di prevenzione anche istituzionale. Con il termine di stress lavorativo, o meglio ancora di stress, si intende (NIOSH '99) un insieme di reazioni fisiche e emotive dannose che si manifesta quando le richieste imposte dal lavoro non sono commisurate alle capacit�, risorse o esigenze del lavoratore. Lo stress connesso al lavoro pu� influire negativamente sulle condizioni di salute e provocare persino infortuni�. Molte sono le teorie intorno alla genesi del di stress e diverse sono le interpretazioni del fenomeno, da una parte lo stress (strain) � visto come un fenomeno strettamente fisiologico che segue il modello della reazione d�allarme, (Seyle 1936 - Sindrome di Adattamento Generale); reazione conseguente ad uno stimolo esterno di particolare intensit� e che mette in moto una serie di meccanismi che vedono coinvolti il sistema nervoso, il sistema endocrino, il sistema immunitario e di conseguenza tutto l�organismo, attraverso modifiche biologiche in parte anche documentabili. Da qui il termine di �eustress� per indicare quella (reazione) condizione positiva che consente di far fronte a particolari richieste del contesto (sprint agonistico, salita in corsa su un tram, preparazione di un esame, lutto improvviso, controllo della collera..) ed eventualmente a produrre le migliori performances e quello di �distress� per definire una condizione di discrepanza tra richieste del contesto e risorse individuali; condizione che pu� condurre ad un pi� o meno rapido depuaperamento delle capacit� dell�individuo, determinando conseguenti manifestazioni negative, acuto o croniche. Nodo oscuro, ma fondamentale, della dinamica dello stress resta comunque la incontenibile variabilit� del profilo individuale, inteso in senso fisico, psicologico, emozionale, culturale, di esperienza e cos� via: cosa che spiega pienamente la diversa risposta, anche biologica, dell�individuo a fronte di medesimi stimoli di contesto.
Dall�altra parte esiste anche una visione dello stress lavoro correlato che, pur partendo dagli stessi presupposti fisiopatologici, ne fornisce una interpretazione pi� e fortemente ...... continua >>
Autore: Dott. Giorgio Miscetti
U.O.C. Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro
ASL2 � Perugia
miscetti@libero.it
Fonte: ACTAS
La decisione dell'Autorit�. Una societ� aveva monitorato per nove mesi un suo dipendente attraverso un software Open Source, in violazione tra l'altro dello Statuto dei lavoratori di CARMINE SAVIANO
Era stato monitorato per nove mesi dalla propria azienda mentre navigava su internet. E non solo. Tutti i dati erano stati copiati, salvati e conservati. Pagine viste, numero di connessioni effettuate e tempo trascorso su ogni sito. Tutto, poi, era stato raccolto in una sorta di dossier utilizzato dall'azienda per prendere provvedimenti disciplinari. Oggi il
Garante della privacy ha vietato alla Italian Gasket - l'azienda colpevole - e a tutte le altre questa procedura. continua >>
�Light�: accendi la luce sulla scienza. E sulla sicurezza
Un �lampione antistupro� ideato da una studentessa: � una delle tante invenzioni di ricercatori e di studenti che verranno presentate durante l�evento Light, organizzato dall�Irpps-Cnr nell�ambito della �Notte dei ricercatori�, il 25 settembre al Planetario di Roma Un lampione antistupro, alimentato da un pannello fotovoltaico e dotato di telecamera per sorvegliare parchi e siti privi di collegamenti alla rete elettrica e telefonica. � una delle invenzioni degli studenti dell�Istituto tecnico industriale statale-Itis �Galileo Galilei� di Roma che saranno presentate all�evento �Light-Accendi la luce sulla scienza�, organizzato a Roma dall�Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle ricerche nell�ambito della �Notte dei ricercatori�. �Light� che quest�anno � dedicato a Terra, Fuoco, Aria e Acqua, � una festa all�insegna della condivisione fra pubblico e ricercatori di curiosit� e novit� scientifiche e l�occasione per promuovere la costruzione di una nuova immagine degli scienziati, pi� vicina alla realt� quotidiana.
La kermesse si terr� il prossimo 25 settembre a Roma al Planetario e Museo Astronomico, (piazza G. Agnelli, n. 10, zona Eur; ingresso gratuito) dalle 15.00 alle 02.00. Una presentazione dell�evento si terr� la mattina del 24, settembre alle ore 12.00, presso la sede del Cnr (Piazzale Aldo Moro, 7). Per le scolaresche, la mattina del 25, saranno aperte varie location: Museo Pigorini con l�attivit� �Antropologi per un giorno�; il Centro Interscolastico per le Scienze, uno spazio polifunzionale dedicato all�educazione scientifica, dotato di laboratori, aule multimediali e collezioni museali. Per le famiglie con bambini piccoli, l�evento si svolger� la sera del 25, dalle ore 19.30 ad Explora il Museo dei Bambini di Roma che dispenser�, con l�aiuto del Cnr, la �Matematica in gocce� (Il programma su www.eventolight.it). Light fa parte del POF (Piano offerta formativa) della provincia di Roma.
Al Planetario gli studenti mostreranno le loro �tecnologie� grazie alla �Vetrina delle invenzioni� curata dall�Assessorato Scuola, Formazione e Politiche per il Lavoro della Regione Lazio. Tra queste, il Solar Video Survaillance, il lampione �anti�stupro�, nato dall�idea di una studentessa nell�anno scolastico 2008/09 all�Itis Galilei. L�apparecchiatura consiste in un palo di 2,50 m. sormontato da un pannello fotovoltaico e corredato da una batteria che alimenta una lampada a led luminoso e una videocamera capace di trasmettere ad una centrale di vigilanza via GSM, ponte radio ecc. le riprese.
Nella �Vetrina delle Invenzioni� saranno esposti anche robot realizzati da altri Istituti tecnici, che si cimenteranno in una partita di calcio con una palla a raggi infrarossi all�interno di una pista-labirinto. Al Planetario, ad attendere il pubblico ci saranno anche i �Banconi della Scienza� del Cnr, realizzati anche grazie al sostegno del Ministro della Giovent�. Il �Magic Mirror� per realizzare la scarpa virtuale, i dispositivi per ricavare elettricit� dal succo d�arancia, il cyber-poliziotto, le pellicole flessibili che sostituiscono le lampadine, acquari e poster per spiegare la vita nel sistema palustre-lagunare, sistemi per monitorare le rotte dei tonni, il kit �Green magic� per i �piccoli� biologi, ed altre attrazioni. Tra queste ricordiamo le applicazioni della chimica verde presenti al bancone del PON - Ricerca e competitivit� 2009/2013. Numerosi spettacoli musicali, artistici, sportivi e teatrali, realizzati anche grazie al sostegno della Provincia di Roma, si succederanno durante la notte.
Il pubblico potr� cimentarsi in animazioni digitali interattive per entrare nell�affascinante mondo delle nanotecnologie grazie a BIMORE, progetto esposto dalla Rappresentanza europea in Italia che ha lo scopo di studiare la fotosintesi naturale con metodi avanzati.
Infine, al Planetario sar� presentato un allestimento promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunit� sulle difficolt� delle donne a �farsi strada� nel mondo della ricerca: un tunnel di ingresso con il soffitto di cristallo.
Che cosa: �Light: accendi la luce sulla scienza� nell�ambito della �Notte dei ricercatori�
Chi: Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr Dove: Roma, presso il Planetario,
piazza G. Agnelli, 10 - ingresso gratuito
Quando: 25 settembre, dalle 15.00 alle 02.00 del giorno successivo
Informazioni per la stampa: Rossella Palomba, Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr, tel. 06/492724229, cell. 339/1245041, e mail: r.palomba@irpps.cnr.it;
Adele Menniti, Irpps - Cnr, 06/492724230, cell. 349/6208653, e mail:
a.menniti@irpps.cnr.it
Ufficio Stampa Cnr: Silvia Mattoni, tel. 06.49933194, e-mail: silvia.mattoni@cnr.it; Cecilia Migali, tel. 06.49933216, e-mail: cecilia.migali@cnr.it
Capo Ufficio Stampa Cnr: Marco Ferrazzoli, tel. 3332796719, e-mail: marco.ferrazzoli@cnr.it Fonte: CNR
Legge 15-7-2009, n. 94 art. 2, comma 19 lettere a) e b): Inserimento di una nuova causa di esclusione (art. 38, comma 1, lettera m ter del d. lgs. n. 163/2006) relativa a tentativi di infiltrazione mafiosa negli appalti
FONTE ANCE N.1182
Scarica modello-di-dichiarazione-sostitutiva.pdf Scarica legge-15-luglio-2009-n-94-art-2-comma-19.pdf Fonte:ANCE Agrigento
CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI -
D.LGS. 163/06 - MODIFICHE ALL�ART. 38 APPORTATE DALLA LEGGE N. 94 DEL 2009 - NUOVA CAUSA DI ESCLUSIONE DAI PUBBLICI APPALTI
Sul supplemento ordinario n. 128 alla G.U. 170 del 24-7-2008 � stata pubblicata la legge 15 luglio 2009, n. 94, �Disposizioni in materia di sicurezza pubblica�.
Il comma 19 dell�articolo 2 ha introdotto una nuova causa di esclusione dai pubblici appalti. Viene infatti prevista l�esclusione dalla partecipazione agli appalti di lavori pubblici per quelle imprese i cui legali rappresentanti o direttori tecnici abbiano sub�to un tentativo di estorsione da parte della criminalit� organizzata e �non risultino aver denunciato i fatti all�autorit�
giudi�ziaria�.
Pertanto in occasione della partecipazione alle gare, il cui bando sia pubblicato a partire dal 8 agosto 2009, � necessario aggiungere alla dichiarazione relativa alle cause di esclusione previste dall�art. 38 del Decreto Legislativo n. 163/2006 anche la seguente:
�m-ter) di cui alla precedente lettera b) che, anche in assenza nei loro confronti di un procedimento per l�applicazione di una misura di prevenzione o di una causa ostativa ivi previste, pur essendo stati vittime dei reati previsti e puniti dagli articoli 317 e 629 del codice penale aggravati ai sensi dell�articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, non risultino aver denunciato i fatti all�autorit� giudi�ziaria, salvo che ricorrano i casi previsti dall�articolo 4, primo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689. La circostanza di cui al primo periodo deve emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei confronti dell�imputato nei tre anni antecedenti alla pubblicazione del bando e deve essere comunicata, unitamente alle generalit� del soggetto che ha omesso la predetta denuncia, dal procuratore della Repubblica procedente all�
Autorit� di cui all�articolo 6, la quale cura la pubblicazione della comunicazione sul sito dell�Osservatorio�.
Si ricorda che il testo integrale del D.Lgs. n. 163/2006 coordinato con le modifiche intervenute �
pubblicato sul sito del Collegio CostruttorI all�indirizzo internet www.ancebrescia.it, nella rubrica �Lavori pubblici�.
D.LGS. 163/2006 - MODIFICHE APPORTATE DALLA LEGGE N. 102 DEL 2009 ALLE PROCEDURE
DI PRESENTAZIONE E VALUTAZIONE DELLE GIUSTIFICAZIONI A CORREDO DELL�OFFERTA Sul supplemento ordinario n. 140 alla Gazzetta ufficiale n. 179 del 4 agosto 2009, � stata pubblicata la legge 3 agosto 2009 n. 102 �Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1� luglio 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi,
nonch� proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali�.
Si ritiene opportuno sottolineare come l�articolo 4-quater, che riguarda �misure per la semplificazione in materia di contratti pubblici�, tratti solo di modifiche al Codice degli appalti pubblici, di cui si riepilogano succintamente i principali aspetti che riguardano unicamente la procedura di presentazione delle giustificazioni a corredo dell�offerta e della loro valutazione da parte della stazione appaltante.
Fonte: Collegio Costruttori Edili di Brescia
Nelle gare di appalto di lavori pubblici, l`obbligo del possesso del requisito della qualita` non e` determinato dall`importo dell`appalto stesso ma da quello dei lavori che ciascun concorrente intenda assumere
Nella sentenza del TAR Sicilia Palermo sez. III 2-9-2009 n. 1461 (in allegato), viene riproposta l`interpretazione dell`Autorita` di vigilanza sui contratti pubblici resa piu` volte (*) e confermata, anche con specifico riferimento ai raggruppamenti temporanei d`impresa, in forza del parere per la soluzione delle controversie n. 125/2007.
In tale parere l`Autorita` esprime l`avviso che l`obbligo di dimostrare il possesso del requisito di qualita` sussiste soltanto quando l`importo dei lavori che il concorrente intende assumere richieda una classifica di qualificazione per la quale il possesso della certificazione UNI EN ISO 9001:2000 sia gia` divenuto obbligatorio, secondo la cadenza temporale disciplinata, in rapporto alle classifiche, dall`articolo 4 e dall`allegato B del D.P.R. n. 34/2000. Cio` poiche`, come gia` chiarito nella determinazione n. 29/2002, il possesso del sistema di qualita` non e` requisito connesso all`importo dell`appalto, bensi` e` un requisito di classifica SOA
Per quanto attiene al possesso del requisito di qualita` nelle associazioni temporanee di imprese - atteso che la ratio della normativa in materia e` proprio quella di agevolare la partecipazione alle gare delle imprese di piccole dimensioni, onde evitare restrizioni del mercato degli appalti di lavori pubblici - il consentire la partecipazione ad un appalto, per il quale viene richiesta ad esempio la classifica III (fino a euro 1.032.913) anche ad imprese riunite in possesso di classifica I (fino a euro 258.228) e II (fino a euro 516.457) non risulta alterare la par condicio tra i concorrenti che partecipano alla gara in forma singola e in forma associata.
Ne consegue che le imprese riunite di cui al citato esempio, qualora con le iscrizioni da ciascuna possedute coprano l`importo dell`appalto, possono essere ammesse alla gara, anche se prive del requisito di qualita` non prescritto nelle suddette classifiche.
Diversamente argomentando, le imprese qualificate nelle classifiche I e II, che non abbiano acquisito il requisito della qualita`, non potrebbero mai associarsi per eseguire lavorazioni di importo superiore alla classifica II, vanificando cosi` l`istituto dell`associazione temporanea di imprese.
(*) deliberazioni n. 182/2003; n. 241/2003; n. 27/2004; parere per la soluzione delle controversie n. 220/2008.
Fonte ANCE n.1165
Scarica sentenza-tar-sicilia_-qualita.pdf Fonte: ANCE Agrigento
Edizione straordinaria per le piccole e medie imprese (14-9-09)
Chi dice che l�attuale crisi economica procura solo problemi alle PMI? Essa offre anche nuove possibilit�, in particolare nel settore energetico.
Fonte: Ufficio Federale dell'Energia (Svizzera)
sentenza della settimana - SOSPENSIONE PER I MANAGER CHE MOBBIZZANO - Il Tribunale ha affrontato sia il tema della legittimita' o non dei procedimenti disciplinari riconducibili all'indagato, di cui ha rimarcato l'inconferenza valutativa con il conforto di questa Corte regolatrice (l'ordinanza richiama la Decisione Cass. Sez ..... secondo cui la condotta vessatoria integrante mobbing non � esclusa dalla formale legittimita' delle .....
Corte di Cassazione -
Sezione Lavoro - Sentenza del 18-5-2009, n. 11417
Con sentenza in data 8.4/6.5.2005 la Corte di appello di Firenze confermava la sentenza del Tribunale di Lucca del 15.10.2002 che aveva rigettato la domanda proposta da (�) ai fini del riconoscimento dell�indennizzabilit� dell�infortunio sul lavoro occorsogli il 21.7.2000 e dell�adozione di ogni pronuncia accessoria e conseguente.
Osservava in sintesi la corte territoriale che la situazione di grave rischio in cui era venuto a trovare il (�) e che aveva causato l�infortunio era stata determinata da una sua scelta volontaria e per nulla necessitata, non avendo lo stesso alcun ragionevole motivo per seguire il tragitto prescelto (che in altre occasioni il lavoratore aveva cercato di imboccare, venendo �fermato in tempo� da altro dipendente, che lo aveva dissuaso dal percorrerlo, in quanto scosceso e con una curva in forte pendenza), anzich� la via ordinaria, seguita in occasione di precedenti trasporti. Sicch� nella fattispecie ricorreva l�ipotesi del rischio elettivo, escludente, come noto, l�indennizzabilit� dell�infortunio.
Per la cassazione della sentenza propone ricorso (�) con due motivi.
Resiste con controricorso l�INAIL.
Con il primo motivo, svolto ai sensi dell�art. 360 n. 5 cpc, il ricorrente lamenta che i giudici di merito hanno erroneamente ritenuto di ravvisare nei fatti per cui � processo la fattispecie del rischio elettivo, essendosi l�infortunio verificato lungo l�unica strada nell�occasione percorribile, in quanto il percorso normalmente seguito era ostruito da diversi veicoli parcheggiati nel piazzale antistante la cantina mentre il viottolo imboccato era libero e, comunque, costituiva uno dei percorsi alternativi per uscire dall�azienda.
Con il secondo motivo, svolto ai sensi dell�art. 360 n. 3 cpc, il ricorrente prospetta che la corte toscana non ha tenuto conto dei precedenti giurisprudenziali specifici sulla questione di diritto prospettata e che la sentenza di prime cure, comunque, non aveva fatto alcuna menzione del rischio elettivo, avendo rigettato la domanda per asserito svolgimento di un�attivit� funzionale ad un suo esclusivo interesse.
Il primo motivo � fondato.
Costituisce orientamento interpretativo acquisito di questa Suprema Corte che il rischio elettivo, quale limite all�indennizzabilit� degli infortuni sul lavoro, � ravvisabile, per richiamare una definizione sintetica ricorrente, solo in presenza di un comportamento abnorme, volontario ed arbitrario del lavoratore, tale da condurlo ad affrontare rischi diversi da quelli inerenti alla normale attivit� lavorativa, pur latamente intesa, e tale da determinare una causa interruttiva di ogni nesso fra lavoro, rischio ed evento secondo l�apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito (cfr. ad es. Cass. n. 15047/2007; Cass. N. 15312/2001; Cass. N. 8269/1997; Cass. N. 6088/1995).
Pi� in particolare, per configurare il rischio elettivo secondo la definizione descritta, viene richiesto a) che il lavoratore ponga in essere un atto non solo volontario, ma anche abnorme, nel senso di arbitrario ed estraneo alle finalit� produttive; b) che il comportamento del lavoratore sia motivato da impulsi meramente personali, quali non possono qualificarsi le iniziative, pur inconfrue ed anche contrarie alle direttive del datore di lavoro, ma motivate da finalit� produttive; c) che l�evento conseguente all�azione del lavoratore non abbia alcun nesso di derivazione con l�attivit� lavorativa.
Nel concorso di tali situazioni, che qualificano in termini di abnormit� la causa iniziale della serie produttiva dell�evento infortunistico, il rischio elettivo si distingue, quindi, dall�atto colpevole del lavoratore, e cio� dall�atto volontario posto in essere con imprudenza, negligenza o imperizia, ma che, motivato, comunque, da finalit� produttive, non vale ad interrompere il nesso fra l�infortunio e l�attivit� lavorativa e non ne esclude, pertanto, la indennizzabilit�.
A tale indirizzo interpretativo non si � attenuta la decisione impugnata, la quale ha omesso di considerare che l�infortunio si � realizzato a fronte di un comportamento del lavoratore che, sebbene imprudente, era, comunque, ricollegabile alle finalit� aziendali, essendo l�infortunio avvenuto nell�espletamento dell�attivit� lavorativa ed in conseguenza di una scelta (quale quella di percorrere, fra i due sentieri di accesso all�azienda, quello pi� scosceso), che, sebbene non necessit�, ed anzi evitabile, non risultava del tutto estranea alle finalit� lavorative e non corrispondeva solo ad esigenze meramente personali.
In accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata � assorbito col secondo motivo � va cassata e rinviata a contiguo giudice territoriale, il quale, nel decidere la domanda proposta, si atterr� al principio di diritto indicato e provveder� anche in ordine alle spese.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla corte di appello di Bologna anche per le spese
FIOM: nota sulle modifiche e le integrazioni apportate dal DLgs 106/2009 al DLgs 81/08, e indicazioni operative per i Rls Pubblichiamo il
contributo elaborato dalla FIOM, comprensivo delle prime indicazioni per i Rls, dopo l'approvazione del Decreto correttivo al Testo Unico.
R,U,P, e Responsabile lavori
Obbligo di valutazione di tutti i carchi?
Elezione del RLS in societ� SNC con soli soci
DUVRI e condomini
Non-Ionizing Radiation Non-ionizing radiation is described as a series of energy waves composed of oscillating electric and magnetic fields traveling at the speed of light. Non-ionizing radiation includes the spectrum of ultraviolet (UV), visible light, infrared (IR), microwave (MW), radio frequency (RF), and extremely low frequency (ELF). Lasers commonly operate in the UV, visible, and IR frequencies. Non-ionizing radiation is found in a wide range of occupational settings and can pose a considerable health risk to potentially exposed workers if not properly controlled. continua >>
Risparmio energetico in edilizia- Attestato di certificazione energetica
[326 Kb] 6826_1_1206_7450_Attestato_di_certificazione_energetica.pdf
Fonte: Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della Provincia di Modena
Costruire Benessere -(14-28/6/2009) - esperimento del Cubo di Ghiaccio Ora anche il video riepilogativo dell'evento ... vieni a vedere il fantastico risultato ottenuto.
[79 Kb] materiale chiusura evento
[76 Kb] materiale pre chiusura evento
[495 Kb] l\_informazione
[303 Kb] gazzetta
Lotta ai paradisi: nell'Archivio anche i dati delle filiali estere
Nuove istruzioni agli uffici per l'utilizzo delle informazioni utili alle indagini finanziarie contro l'evasione
Anche le filiali estere delle banche e degli altri intermediari finanziari italiani, al pari di quelle residenti, devono trasmettere all'Archivio dei rapporti finanziari i dati relativi alle operazioni effettuate dai loro clienti. Si allarga il raggio d'azione delle indagini di contrasto alle attivit� estere nascoste al fisco.
Con la circolare n. 42/E del 24 settembre, l'agenzia delle Entrate fornisce nuove istruzioni agli uffici per l'utilizzo dei dati contenuti nell'Archivio, in modo da rendere tale strumento ancor pi� efficace nell'individuazione di attivit� detenute all'estero in violazione delle norme sul "monitoraggio fiscale", cio� senza darne comunicazione attraverso il quadro RW del modello Unico. continua >> Il destino dei paradisi fiscali e le nuove strategie antievasione
Al tema � dedicato il convegno dell'agenzia delle Entrate e della GdF che si terr� a Roma il 29 settembre
Risoluzione n. 251 del 24/09/09
Modalit� di riallineamento delle divergenze derivanti dall�eliminazione di ammortamenti, di rettifiche di valore e di fondi di accantonamento per i soggetti IAS adopter - Articolo 15, comma 7, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 - pdf
DETRAZIONE 55% - ELIMINAZIONE DELL�ATTESTATO
DI QUALIFICAZIONE ENERGETICA PER IMPIANTI DOTATI DI CALDAIE A CONDENSAZIONE (Legge 23 luglio 2009, n.99) Per poter beneficiare della detrazione del 55% (art.1, commi 20-24, della Legge 24 dicembre 2007, n.244) viene meno l�obbligo, da parte del contribuente, di acquisire l�attestato di qualificazione energetica, relativamente agli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione.
Questo quanto disposto dall�art.31, comma 1, della Legge 23 luglio 2009, n.99, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 31 luglio 2009, ed entrata in vigore il 15 agosto.
In particolare, l�art.31[1] ha stabilito che, a partire dal 15 agosto 2009, anche per la sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione (cos� come per l�installazione di pannelli solari e per la sostituzione delle finestre e degli infissi in singole unit� immobiliari), tra gli adempimenti cui � tenuto il contribuente, non � pi� necessaria l�acquisizione dell�attestato di qualificazione energetica.
Tenuto conto delle suddette novit� legislative, i soggetti interessati al beneficio,
a partire dal 15 agosto 2009, relativamente agli interventi di sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione, si ritiene siano tenuti ad acquisire la seguente documentazione:
A.asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell�intervento ai
requisiti richiesti (artt. 6-9 del D.M. 19 febbraio 2007);
B.scheda informativa relativa agli interventi realizzati contenente i dati elencati nello schema di cui all�Allegato E del Decreto 19 febbraio 2007.
In attesa di conferma e di ulteriori chiarimenti da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, e dell�Agenzia delle Entrate, sugli effetti delle modifiche normative intervenute, l�ENEA ritiene che �coloro che hanno ultimato i lavori prima del 15/8 siano tenuti a presentare sia l�allegato A che l�allegato E, mentre coloro che completeranno i lavori a partire dal 15/8 siano soggetti a compilare e ad inviare all�Enea il solo allegato E attraverso il sito di invio http://finanziaria2009.acs.enea.it.
Qualora questo non sia ancora strutturato in modo da permettere l�invio del solo allegato E o della documentazione che eventualmente dovesse essere richiesta dal Ministero, si ritiene che sia consentito l�invio tramite raccomandata semplice esclusivamente per i soggetti che possono avvalersi della nuova normativa relativa al comma 347�[2].
[1] Legge 23 luglio 2009, n. 99
Pubblicata nella Gazz. Uff. 31 luglio 2009, n. 176, S.O.
Disposizioni per lo sviluppo e l�internazionalizzazione delle imprese,
nonch� in materia di energia.
(Semplificazione di procedure)
1. All�articolo 1, comma 24, lettera c), della legge 24 dicembre 2007, n. 244, le parole: �e al comma 346 del medesimo articolo 1� sono sostituite dalle seguenti: �e ai commi 346 e 347 del medesimo articolo 1�.
[2] http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/faq.pdf
DETRAZIONE DEL 55% - BENEFICIO AMMESSO ANCHE PER GLI IMMOBILI DICHIARATI INAGIBILI DOTATI
DI IMPIANTO TERMICO (Risoluzione Ministeriale n.215/E del 12 agosto 2009) Riprendendo i chiarimenti gi� forniti nella Circolare Ministeriale n.36/E del 31 maggio 2007, l�Agenzia delle Entrate ribadisce che l�immobile oggetto dell�intervento pu� appartenere a qualsiasi categoria catastale,
purch� esistente.
Essendo questa la condizione preliminare per ammettere al beneficio le spese sostenute per ogni tipologia di lavori, la nozione di �edificio esistente� � stata chiarita dalla C.M. 36/E/2007.
Infatti, fermo restando che il beneficio si applica ai fabbricati appartenenti
ad ogni categoria catastale (compresi i fabbricati rurali), l�edificio si considera esistente se risulti iscritto in catasto, oppure qualora ne sia stata fatta richiesta di accatastamento, e se risulti effettuato il pagamento dell�ICI, ove dovuta.
L�applicazione del beneficio non viene
meno anche se l�edificio sia classificato nella categoria F2 come �unit�
collabente� (cio� in parte o in tutto inabitabile), trattandosi comunque di edificio esistente[1].
Secondo l�Agenzia delle Entrate, infatti, anche un fabbricato considerato
ed iscritto in catasto nella categoria F2 pu� essere considerato come �edificio esistente, trattandosi di un manufatto gi� costruito e individuato catastalmente, seppure non suscettibile di produrre reddito�.
Per ciascun intervento oggetto dell�agevolazione, l�Agenzia delle Entrate ha precisato, altres� che, al fine di poter fruire della detrazione d�imposta, gli edifici devono essere dotati di un impianto termico gi� esistente.
Per verificare se l�edificio � dotato o meno di un impianto termico, l�Agenzia delle Entrate specifica che, ai fini della verifica, bisogna fare riferimento alle disposizioni tecniche, riportate nell�Allegato A, al punto 14, del D.
Lgs. n.311 del 29 dicembre 2006[2]. In conclusione, la detrazione del 55% dalle imposte sui redditi viene riconosciuta anche nel caso in cui il fabbricato, oggetto dell�intervento di riqualificazione energetica, � classificato come unit�
collabente a seguito di un evento sismico, fermo restando la presenza, all�interno del fabbricato oggetto dell�intervento, di un sistema di riscaldamento, avente la qualifica di �impianto termico�. ------------------
[1] Cfr., a tal proposito, la C.M. 36/E/2007, che fornisce la nozione di �edificio esistente�.
D.Lgs. 29-12-2006 n. 311.
ed integrative al D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell�edilizia.
14. impianto termico � un impianto tecnologico destinato alla climatizzazione estiva
ed invernale degli ambienti con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore
nonch� gli organi di regolazione e di controllo; sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi per il riscaldamento localizzato ad energia radiante, scaldacqua unifamiliari; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unit� immobiliare � maggiore o uguale a 15 kW.
DETRAZIONE DEL 36% - SPESE PER ONERI AMMINISTRATIVI (Risoluzione Ministeriale n.229 del 18 agosto 2009) Ai fini della detrazione IRPEF del 36%, anche la TOSAP rientra tra le spese agevolabili, poich� inclusa tra quelle sostenute per oneri amministrativi, direttamente collegate all�esecuzione dei lavori, nonostante il pagamento non
venga effettuato tramite bonifico.
Questo quanto chiarito dalla Risoluzione Ministeriale n.229 del 18 agosto 2009.
In particolare, in risposta ad un quesito, l�Amministrazione finanziaria ha ammesso le spese sostenute per oneri amministrativi, tra cui il pagamento della tassa per l�occupazione del suolo pubblico (TOSAP), all�interno della voce �altri costi strettamente inerenti la realizzazione degli interventi e gli adempimenti posti dal regolamento di attuazione delle disposizioni in materia�, dichiarati agevolabili nella Circolare Ministeriale n.57/E del 24 febbraio 1998 e ribadita nella Circolare Ministeriale n.121/E dell�11 maggio 1998.
Infine, l�Agenzia delle Entrate chiarisce che, nonostante il pagamento della suddetta tassa
venga effettuato tramite conto corrente e non con bonifico, si pu� accedere ugualmente alla detrazione del 36%.
In merito, nelle istruzioni del modello di dichiarazione Unico Persone Fisiche, si precisa che,
in relazione alle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per i pagamenti effettuati a favore delle pubbliche amministrazioni non � richiesta la modalit� del bonifico, trattandosi di versamenti effettuati con modalit� obbligate.
alle altre notizie di venerdi' 25.09.2009 (Riservate agli abbonati) >>
vedere anche tutte le altre notizie di venerdi' 25 settembre 2009 e scaricare i documenti allegati?Le
altre notizie del 25.09.2009 sulla sicurezza alimentare (Riservate agli abbonati): Informazione aziendale - Pneumatica e molto altro ancora

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 sentenza 

sentenza 
 Cass. 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 Articolo 15
 articolo 1
 articolo 1