Source: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52003DC0358:IT:NOT
Timestamp: 2014-03-09 17:11:05+00:00

Document:
Relazione della Commissione sull'attuazione della direttiva 96/34/Ce del Consiglio, del 3 giugno 1996, concernente l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES
/* COM/2003/0358 def. */
del documento: 19/06/2003
dell'invio: 19/06/2003; trasmesso al Consiglio
/ Protezione dei lavoratori
2. CAMPO D'APPLICAZIONE - SETTORE PUBBLICO E SETTORE PRIVATO
3. ETÀ DEL BAMBINO (COMPRESE VARIANTI IN RELAZIONE AI FIGLI ADOTTATI)
4. LUNGHEZZA DEL CONGEDO PARENTALE E MODALITÀ DI FRUIZIONE (A TEMPO PIENO O A TEMPO PARZIALE, PER UN PERIODO CONTINUATIVO O FRAZIONATO)
5. CARATTERE INDIVIDUALE DEL DIRITTO E TRASFERIBILITÀ TRA I GENITORI
6. CONDIZIONI/FORMALITÀ
7. RESTRIZIONI E PICCOLE IMPRESE
8. TUTELA DAL LICENZIAMENTO E DIRITTO AL RIENTRO
9. DIRITTI E STATUS DEL LAVORATORE IN CONGEDO PARENTALE
10. ASSENZA DAL LAVORO PER CAUSE DI FORZA MAGGIORE
Il 3 giugno 1996 il Consiglio ha adottato la direttiva 96/34/CE sul congedo parentale (Direttiva 96/34/CE del Consiglio, del 3 giugno 1996, concernente l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES, Gazzetta ufficiale L 145 del 19.6.1996, pagg. 4-9, modificata dalla direttiva 97/75/CE, GU L 10 del 16.1.1998, pag. 24) che ha attuato il primo accordo concluso dalle parti sociali a norma del protocollo sulla politica sociale.
La presente relazione si basa sulle informazioni trasmesse alla Commissione a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, della direttiva, che prevede che gli Stati membri informino la Commissione in merito alle disposizioni nazionali di attuazione, siano esse rappresentate da disposizioni legislative o da contratti collettivi. La Commissione ha inoltre inviato agli Stati membri un breve questionario sul congedo parentale, le cui risposte hanno integrato le informazioni precedentemente trasmesse dagli Stati membri. La Commissione ha altresì consultato le parti sociali e la rete di esperti giuridici indipendenti in materia di parità tra donne e uomini. È opportuno segnalare che le informazioni inviate alla Commissione variano notevolmente in termini di contenuto e di dettaglio. Il contenuto della presente relazione è aggiornato a novembre 2002.
Le disposizioni dell'accordo quadro sul congedo parentale allegato alla direttiva e da essa attuato si applicano a tutti i lavoratori, del settore privato e di quello pubblico, di ambo i sessi, aventi un contratto o un rapporto di lavoro definito dalla legge, da contratti collettivi o dalle prassi vigenti in ciascuno Stato membro (clausola 1, paragrafo 2). È chiaro che le disposizioni si applicano ai dipendenti del settore pubblico.
La Commissione, ritenendo che l'esclusione applicabile ai lavoratori marittimi in Grecia sia contraria alla direttiva, ha avviato una procedura di infrazione. Ora la Grecia intende estendere il congedo parentale ai lavoratori marittimi e ai giudici.
La clausola 2, paragrafo 1, dell'accordo quadro sul congedo parentale stabilisce il diritto dei lavoratori al congedo parentale per la nascita o l'adozione di un bambino affinché possano averne cura per un periodo minimo di tre mesi fino a una età non superiore a 8 anni determinato dagli Stati membri e/o dalle parte sociali. Tutti gli Stati membri prevedono il congedo parentale sia per i figli naturali sia per quelli adottati.
A seguito della procedura di infrazione avviata dalla Commissione:
* l'Irlanda ha soppresso la disposizione normativa in base alla quale il congedo parentale era fruibile soltanto se il bambino era nato dopo il 3 giugno 1996;
* il Regno Unito ha soppresso la disposizione normativa in base alla quale il congedo parentale non era fruibile se il bambino sera nato prima del 15 dicembre 1999.
* Analogamente in Lussemburgo il congedo parentale è disponibile soltanto per i genitori di bambini nati dopo il 31 dicembre 1998 o, nel caso di bambini adottati, soltanto se la procedura di adozione è stata avviata presso il tribunale competente dopo tale data. La Commissione ha avviato una procedura di infrazione contro il Lussemburgo.
* In Germania il congedo parentale è disponibile soltanto per i bambini nati dopo il 31 dicembre 1991, ma ormai questa disposizione è priva di ripercussioni pratiche.
La clausola 2, paragrafo 1, dell'accordo quadro sul congedo parentale stabilisce che il congedo parentale ha una durata minima di tre mesi. La clausola 2, paragrafo 3, lettera a), prevede che gli Stati membri e/o le parti sociali possono stabilire che il congedo parentale sia accordato a tempo pieno, a tempo parziale, in modo frammentato o nella forma di un credito di tempo.
In Lussemburgo, in caso di gravidanza o di adozione durante un periodo di un congedo parentale, il congedo termina e subentra il congedo di maternità o di adozione. La Commissione ritiene che ciò sia contrario alla direttiva ed ha avviato una procedura di infrazione.
La clausola 2, paragrafo 1, dell'accordo quadro sul congedo parentale attribuisce ai lavoratori di ambo i sessi il diritto individuale al congedo parentale. La clausola 2, paragrafo 2, dell'accordo quadro sul congedo parentale stabilisce che, per promuovere la parità di opportunità e di trattamento tra gli uomini e le donne e per incoraggiare i padri ad assumere uguali responsabilità familiari, il diritto al congedo parentale dovrebbe, in linea di principio, essere garantito in forma non trasferibile.
In tutti gli Stati membri, il diritto al congedo parentale è individuale e in linea di principio non trasferibile, conformemente a quanto prescritto dalla direttiva.
Inoltre nel Regno Unito la legislazione prevede un trasferimento del congedo parentale in circostanze che la legislazione può precisare, ma che finora non sono state determinate.
In Germania ciascun genitore ha diritto a un congedo della durata di tre anni, fino al compimento del terzo anno di età del bambino. I genitori che decidono di fruire di un congedo parentale a tempo pieno in modo che un genitore fruisca dell'intero periodo e l'altro lavori nel corso dell'intero periodo possono farlo. Tuttavia se i genitori decidono di fruire del congedo a tempo parziale, entrambi devono fruirne in modo da utilizzare tutto il congedo cui hanno diritto. Pertanto il congedo parentale a tempo pieno è in effetti trasferibile. I genitori non perdono alcun congedo se la madre utilizza lei stessa tutto il congedo.
Informazioni particolareggiate in merito all'Austria
I padri di bambini nati prima del 31.12.1999 avevano un accesso subordinato al congedo parentale (diritto derivato) e ad essi si applicano disposizioni specifiche fondate sul genere.
Mentre sia le madri sia i padri dovevano
* vivere nello stesso nucleo familiare del minore e
* prendersi cura del minore in via esclusiva
secondo quanto previsto dal sistema della sicurezza sociale [1], le disposizioni di diritto del lavoro prevedevano esplicitamente queste stesse condizioni per i padri che volessero fruire del congedo parentale, ma non per le madri.
[1] Cfr. articoli 26 e 26a della Arbeitslosenversicherungsgesetz 1977, così come modificata dalla Bundesgesetz del 30 aprile 1996, BGBl 201
Il padre ha diritto al congedo parentale solo in due casi:
* se la madre ha diritto a congedo parentale in occasione della maternità sulla base delle disposizioni di legge austriache [2],
[2] Articolo 2, paragrafo 1, punto 1, della Eltern-Karenzurlaubsgesetz così come modificata dalla BGBl 1995/434 e dalla BGBl 1 1997/61.
* oppure se la madre non ha diritto al congedo parentale, ma la sua caratteristica di lavoratrice (indipendente) le impedisce di prendersi cura del figlio [3].
[3] Articolo 2, paragrafo 1, punto 2, della Eltern-Karenzurlaubsgesetz così come modificata dalla BGBl 1995/434 e dalla BGBl 1 1997/61.
Disposizioni che si applicano ai genitori di bambini nati tra l'1.1.2000 e il 31.12.2001 se vogliono usufruire del congedo parentale concesso dal datore di lavoro:
sia la madre sia il padre devono:
* vivere nello stesso nucleo familiare
* prendersi cura del figlio come occupazione principale;
tuttavia solo per il padre è prevista esplicitamente un'ulteriore condizione:
* la madre non deve fruire contemporaneamente di un congedo parentale
* oppure la madre non ha diritto ad alcun congedo parentale [4].
[4] Articolo 2, paragrafo 1, Eltern-Karenzurlaubsgesetz così come modificata dalla BGBl 1999/153.
Sebbene si possa affermare che:
* il padre ha ora pienamente diritto al congedo parentale come diritto individuale,
* gli emendamenti del 1999 alla legge sul congedo parentale hanno determinato un approccio più rispondente alla direttiva in quanto la legislazione austriaca ha migliorato l'accesso al congedo a tempo parziale per i genitori affidatari e in caso di adozione,
* possono esistere ragioni obiettive per operare una differenziazione tra i padri e le padri,
è opportuno rilevare che esistono ancora disposizioni specifiche che si applicano solo ai padri e altre che potrebbero scoraggiare la fruizione del congedo parentale da parte dei padri.
I padri sono tenuti a comunicare se:
* non vivono nello stesso nucleo familiare del minore
* o se non si prendono cura del figlio come occupazione principale.
In tal caso il congedo parentale può terminare anticipatamente e il datore di lavoro ha il diritto di esigere la ripresa immediata del lavoro da parte del lavoratore [5] (disposizioni analoghe si applicano al settore privato [6]).
[5] Articolo 3, paragrafo 5 l.c.
[6] Articolo 10, paragrafo 3, della Eltern-Karenzurlaubsgesetz, in precedenza articolo 10 paragrafo 4, della Elternkarenzurlaubsgesetz così come modificata dalla BGBl 1999/153, che si applica ai dipendenti pubblici, agli insegnanti di scuole agrarie e agli agenti contrattuali. Il congedo parentale viene trasformato in congedo non retribuito "normale" salvo nel caso in cui il datore di lavoro imponga la ripresa immediata del lavoro da parte del dipendente.
È in relazione al punto 5 (retribuzione) che si possono trovare disposizioni che più nettamente scoraggiano la fruizione del congedo parentale da parte dei padri.
Tuttavia in pratica i genitori giovani non comprendono il motivo per cui non possano usufruire contemporaneamente del congedo parentale, soprattutto subito dopo la nascita del bambino. Inoltre i padri dovrebbero avere il diritto di accedere al congedo parentale subito dopo la nascita del bambino [7].
[7] Articolo 2, paragrafo 2, della EKUG.
La clausola 2, paragrafo 3, dell'accordo quadro sul congedo parentale stabilisce che le condizioni di accesso e le modalità di applicazione del congedo parentale sono definite dalla legge e/o dai contratti collettivi negli Stati membri, nel rispetto delle prescrizioni minime dell'accordo. Gli Stati membri e/o le parti sociali possono subordinare il diritto al congedo parentale a una determinata anzianità lavorativa e/o aziendale che non può superare un anno, adeguare le condizioni di accesso e le modalità di applicazione del congedo parentale alle circostanze particolari proprie dell'adozione e fissare termini di preavviso.
In molti casi le disposizioni del Regno Unito rappresentano condizioni minime che si applicano solo qualora i datori di lavoro e i dipendenti non concordino tra loro modalità proprie per la fruizione del congedo parentale, mediante accordi integrativi aziendali, contratti collettivi o accordi ad personam. Una volta conclusi, questi accordi si applicano purché garantiscano condizioni almeno equivalenti a quelle minime di riferimento (fall-back) previste dalla legislazione.
La clausola 2, paragrafo 3, lettere e) e f), consente ai datori di lavoro di rinviare la concessione del congedo parentale per giustificati motivi e autorizza accordi particolari intesi a soddisfare le esigenze operative e organizzate delle piccole imprese (conformemente alla raccomandazione 96/280/CE della Commissione, del 3 aprile 1996, sulle PMI).
Pochi Stati membri si sono avvalsi di queste disposizioni. Diversi Stati prescrivono un accordo tra il datore di lavoro e il lavoratore per quanto concerne le modalità pratiche del congedo, come ad esempio i tempi, l'orario ridotto, ecc. (ad esempio Danimarca).
La clausola 2, paragrafo 4, dell'accordo quadro sul congedo parentale stabilisce che, onde assicurare che i lavoratori possano esercitare il diritto al congedo parentale, gli Stati membri e/o le parti sociali prendono le misure necessarie per proteggere i lavoratori dal licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione del congedo parentale, secondo la legge, i contratti collettivi o le prassi nazionali. La clausola 2, paragrafo 5, stabilisce che, al termine del congedo parentale, il lavoratore ha diritto di ritornare allo stesso posto di lavoro o, qualora ciò non sia possibile, ad un lavoro equivalente o analogo che corrisponde al suo contratto o al suo rapporto di lavoro.
La clausola 2, paragrafo 6, dell'accordo quadro sul congedo parentale stabilisce che i diritti acquisiti o in via di acquisizione alla data di inizio del congedo parentale restano immutati fino alla fine del congedo parentale. Al termine del congedo parentale tali diritti si applicano con le eventuali modifiche derivanti dalla legge, dai contratti collettivi o dalle prassi nazionali. La clausola 2, paragrafo 7, stabilisce che gli Stati membri e/o le parti sociali definiscono le modalità del contratto o del rapporto di lavoro per il periodo del congedo parentale. La clausola 2, paragrafo 8, prevede che tutte le questioni di previdenza e di assistenza sociale debbano essere esaminate e determinate dagli Stati membri secondo la legge nazionale, tenendo conto dell'importanza della continuità dei diritti alle prestazioni di previdenza e assistenza sociale per i diversi rischi, in particolare dei diritti dell'assistenza sanitaria.
Paese // Osservazioni
Austria // Settore privato
In assenza di diverso accordo il periodo del congedo parentale non viene computato ai fini dei diritti che sono subordinati alla durata del servizio (diritti di anzianità). Tuttavia al massimo dieci mesi del primo congedo parentale nell'ambito di un rapporto di lavoro verranno presi in considerazione per determinare i termini di preavviso, la durata delle prestazioni di malattia e ai fini dell'anzianità per la durata del congedo annuale (ferie).
Un numero crescente di contratti collettivi del settore privato considerano il congedo parentale ai fini del diritto all'indennità di licenziamento (il periodo massimo considerato è di ventidue mesi secondo i contratti collettivi dei metalmeccanici). Costituisce tuttavia un'eccezione il contratto collettivo che prevede una progressione salariale automatica durante il congedo parentale.
I diritti alle prestazioni di previdenza e assistenza sociale, in particolare i diritti all'assistenza sanitaria, restano immutati. Regime pensionistico: a norma dell'articolo 227a della legge sulla sicurezza sociale (Allgemeines Sozialversicherungsgesetz) i periodi per la cura di fatto dei figli o per la cura dei figli come attività principale (in Austria) sono computati come periodi figurativi ai fini del diritto a pensione, per un massimo di 48 mesi.
// Settore pubblico:
Non sono possibili accordi non conformi ai principi stabiliti dalla Mutterschutzgesetz (a differenza di quanto avviene nel settore privato). In linea di massima lo status del funzionario non muta durante il congedo parentale (il rapporto tra il funzionario e lo stato si conclude formalmente con la morte del funzionario). Si applica la disposizione che prevede il computo di un periodo di dieci mesi ai fini dei diritti di anzianità. Il periodo di congedo parentale, salvo che la legislazione federale non preveda diversamente, non viene computato ai fini di qualsivoglia diritto subordinato alla durata del servizio (diritti di anzianità). D'altro canto il congedo parentale non ritarda la progressione automatica. I diritti alle prestazioni di previdenza e assistenza sociale, in particolare i diritti all'assistenza sanitaria, restano immutati. Il congedo parentale viene computato ai fini della pensione; il lavoratore non è tenuto a versare contributi e oneri aggiuntivi. Il congedo aggiuntivo (in totale 10 anni al massimo) blocca la progressione ma deve essere computato come periodo di servizio. Agenti contrattuali: l'intero congedo parentale è computato ai fini dei diritti di anzianità. Il congedo aggiuntivo per la cura di un figlio viene computato nella misura del 5%. Settore privato e settore pubblico: il fatto di lavorare durante il congedo parentale in misura ridotta al di sotto di una certa soglia non pregiudica le prestazioni parentali presso lo stesso o un diverso datore di lavoro. Questo tipo di lavoro viene considerato come un contratto di lavoro parallelo; la mancata presentazione al lavoro non costituisce un inadempimento del contratto di lavoro (al lavoratore è consentito di "mantenere i contatti" con l'impresa, secondo il disegno del legislatore). A questa forma di lavoro, prevista per gli agenti contrattuali del settore pubblico, non hanno accesso alcuni gruppi di dipendenti pubblici.
Diritto all'informazione: nel corso del congedo parentale il datore di lavoro dovrebbe continuare a informare il lavoratore in merito a sviluppi importanti per l'impresa, soprattutto per quanto concerne lo stato d'insolvenza, la formazione e i cambiamenti organizzativi (lex imperfecta).
Belgio // Nel settore privato il contratto di lavoro resta in vigore anche se la sua esecuzione è sospesa. I diritti acquisiti rimangono quali condizioni essenziali del posto di lavoro nel quale il lavoratore deve essere reintegrato. L'acquisizione di nuovi diritti, in particolare per quanto concerne la retribuzione, è una materia in larga misura coperta dai contratti collettivi. Il congedo parentale non dà diritto a nessuna indennità previdenziale e comporta un'interruzione nella copertura della previdenza sociale n solo per il regime "convenuto dalle parti sociali".
Nel settore pubblico il congedo parentale è assimilato a un periodo di servizio, ma per i lavoratori a contratto non vi è una copertura previdenziale b solo per il regime "senza remunerazione".
Danimarca // Il congedo parentale viene computato come un periodo di servizio ai fini del calcolo dell'anzianità, ma non a fini pensionistici.
Finlandia // Il contratto di lavoro prosegue, anche se la retribuzione non viene corrisposta. Il congedo parentale viene computato ai fini del congedo annuale e come periodo di assicurazione ai fini del calcolo delle prestazioni pensionistiche (l'applicazione al settore privato è però incerta a seguito della pronuncia del tribunale delle assicurazioni del dicembre 2001).
Francia // Il congedo parentale viene computato (al 50%) per i diritti connessi all'anzianità. Per il calcolo dei diritti pensionistici, il congedo viene computato come periodo di contribuzione. Tutti i benefici acquisiti prima dell'inizio del congedo sono conservati. Al termine del congedo parentale il lavoratore ha di nuovo pieno diritto alle prestazioni di malattia, maternità, invalidità e a quelle previste in caso di decesso.
Germania // Il contratto di lavoro continua a sussistere durante il congedo parentale, anche se non vigono gli obblighi di prestare attività lavorativa e di corrispondere una retribuzione. Il congedo parentale è computato ai fini dell'assicurazione malattia e a fini pensionistici senza il versamento di contributi, ma non viene computato ai fini del calcolo dei periodi che danno diritto a prestazioni di disoccupazione. Ogni mese trascorso in congedo parentale riduce di un dodicesimo il diritto del lavoratore al congedo annuale.
Grecia // Il congedo parentale vale di norma a tutti gli effetti come un periodo di occupazione, anche per il calcolo del congedo annuale e dell'indennità di licenziamento. Il lavoratore deve versare per intero i contributi previdenziali (i propri e quelli a carico del datore di lavoro) qualora intenda conservare la copertura previdenziale e assistenziale durante il congedo parentale. Tuttavia non è chiaro in che misura il congedo parentale valga come periodo di servizio e quale sia la copertura sanitaria durante il congedo per i dipendenti pubblici.
Irlanda // Il lavoratore in congedo parentale è considerato ancora occupato presso il datore di lavoro e mantiene i diritti legati al lavoro, tranne il diritto alla retribuzione, alle prestazioni pensionistiche o l'obbligo di versare i contributi. Non vi è soluzione di continuità tra il congedo e il precedente periodo di occupazione. Un lavoratore in congedo può essere considerato come se fosse in servizio ai fini di futuri diritti a prestazioni sociali. Il tempo trascorso in congedo parentale non modifica il diritto al congedo annuale spettante per legge e il diritto alle festività nazionali.
Italia // Il contratto di lavoro resta in vigore anche se la sua esecuzione è sospesa. Il congedo parentale è computato ai fini dei diritti connessi all'anzianità (ma non ai fini della corresponsione della tredicesima mensilità). Esso viene computato integralmente ai fini dei contributi previdenziali fino al compimento del terzo anno di età del bambino e per un massimo di sei mesi. Il lavoratore continua a beneficiare della copertura del servizio sanitario nazionale.
Lussemburgo // Il lavoratore conserva tutti i benefici acquisiti prima dell'inizio del congedo. Il congedo parentale è computato ai fini del calcolo dei diritti connessi all'anzianità, è considerato quale periodo di stage ai fini dell'assicurazione sociale e conferisce al lavoratore il diritto di fruire integralmente dell'indennità di disoccupazione. Il congedo parentale non conferisce tuttavia alcun diritto al congedo annuale. Durante il congedo parentale il contratto di lavoro è sospeso.
Paesi Bassi // Il rapporto di lavoro prosegue, ma mancano disposizioni specifiche a tutela dei diritti acquisiti. È tuttavia la legislazione generale in materia di lavoro a tutelare i diritti acquisiti.
Portogallo // Sospensione dei diritti, degli obblighi e delle garanzie delle parti nel rapporto di lavoro per quanto concerne la prestazione dell'attività lavorativa e la corresponsione della retribuzione. Il congedo è tuttavia computato, ad esempio, ai fini dei diritti connessi all'anzianità lavorativa e aziendale e alla promozione. Il congedo viene computato ai fini delle pensioni di invalidità e vecchiaia e non incide negativamente sul diritto all'assistenza sanitaria.
Spagna // Il congedo parentale è computato ai fini della durata del servizio e, per quanto riguarda unicamente il settore pubblico, ai fini della promozione. I diritti acquisiti o in via di acquisizione sono riconosciuti in relazione al congedo per cura dei figli. Durante il congedo parentale il contratto è sospeso e gli obblighi del lavoratore di prestare attività lavorativa e del datore di lavoro di corrispondere la retribuzione sono annullati. Vi sono disposizioni che consentono al lavoratore di mantenere la copertura previdenziale e assistenziale durante i periodi di congedo consacrati alla cura di un figlio in tenera età.
Svezia // Il lavoratore che chieda di esercitare o eserciti il proprio diritto al congedo non è tenuto ad accettare indennità lavorative ridotte o condizioni di lavoro meno favorevoli rispetto a quanto imposto dal congedo né alcun altro trasferimento diverso da quello che può normalmente verificarsi nel contesto del rapporto di lavoro e che è imposto dal congedo.
Il contratto di lavoro prosegue durante il congedo parentale. Il congedo è computato ai fini della durata del servizio.
Regno Unito // Il contratto di lavoro rimane in vigore durante il periodo di congedo parentale, anche se continuano ad applicarsi soltanto determinati termini e condizioni relativi alla risoluzione del rapporto di lavoro, al licenziamento e alle procedure disciplinari e di conciliazione. I diritti di anzianità e pensione acquisiti prima dell'inizio del congedo sono mantenuti. Ritornando al lavoro il genitore beneficia degli eventuali miglioramenti intervenuti in relazione ad altri termini e condizioni (anche in materia di retribuzione).
La clausola 3, paragrafo 1, dell'accordo quadro sul congedo parentale stabilisce che gli Stati membri e/o le parti sociali prendono le misure necessarie per autorizzare i lavoratori ad assentarsi dal lavoro, secondo la legge, i contratti collettivi e/o le prassi nazionali, per causa di forza maggiore derivante da ragioni familiari urgenti dovute a malattie o infortuni che rendono indispensabile la presenza immediata del lavoratore. Gli Stati membri e/o le parti sociali possono precisare le condizioni di accesso e le modalità di applicazione della clausola 3, paragrafo 2, e limitare tale diritto ad una durata determinata per anno e/o per evento.
Osservazioni relative alla Danimarca
La legislazione danese sul congedo parentale, appena approvata, non prevede disposizioni di legge per dare attuazione alla clausola di forza maggiore contenuta nella direttiva sul congedo parentale. Pertanto la Danimarca continua a non adempiere all'obbligo di dare corretta attuazione alla clausola di forza maggiore per motivi di famiglia.
Osservazioni relative alla Germania
In Germania nel 95% dei casi sono ancora le madri a fruire del congedo parentale. Il motivo principale di ciò risiede nel fatto che il congedo è molto lungo ed è in pratica totalmente trasferibile tra i genitori se la modalità di fruizione non è a tempo parziale. Il congedo parentale a tempo parziale è limitato e non risulta ancora molto ben accetto. Non esiste un'idonea integrazione del reddito per coloro che usufruiscono del congedo parentale: a tutt'oggi l'"Erziehungsgeld" equivale al massimo a 900 marchi. La maggior parte delle famiglie non ha pertanto altra scelta che quella di optare per il congedo parentale del coniuge con il salario più basso.
Osservazioni relative all'Austria
Per i lavoratori del settore privato non esistono disposizioni flessibili come quelle previste per i dipendenti pubblici. Se i figli del lavoratore (nel settore privato) sono malati e i genitori devono occuparsene per un periodo di oltre due settimane l'anno, i genitori devono avvalersi per questo delle ferie cui hanno diritto.
D'altra parte, in pratica i lavoratori dipendono in larga misura da fattori informali (relazioni personali con il datore di lavoro, "clima" generale nell'azienda) qualora vogliano usufruire di disposizioni relativamente migliori ad essi applicabili.
ELENCO DELLE MISURE DI ATTUAZIONE
2. Bekendgørelse N°48 af 26 januar 1998( Order N°48 of 26 January 1998on training, sabbatical and child care leave.
3. Nel settore privato: Agreement between the Danish Federation of the Trade Unions (LO) and the Danish Employer's Confederation (DA), dated 3 June 1999, on implementation of Parental Leave Directive
4. Nel settore pubblico: Agreement between the Finance Ministry and the central organisations and the Finance Ministry circular, dated 17 March 1997
5. Nel settore del trasporto marittimo è stato presentato un progetto di legge per dare attuazione alla clausola 3 della direttiva. Bill amending the Seafarers Act of 13 October 1999
2. Gesetz über die Gewährung von Erziehungsgeld und Erziehungsurlaub (Bundeserziehungsgeldgesetz - BErzGG), in der Fassung der Bekanntmachung vom 31/01/1994 (BGBl. I S. 180), zuletzt geändert durch Gesetz vom 24/03/1997 ref: Bundesgesetzblatt Teil I vom 24/03/1997 Seite 594
1. Law n° 1483/1984 of 5 October 1984, FEK A numéro 153 of 08/10/1984 [NB: considerato che la legge 2639/1998 ha modificato soltanto l'articolo 5(1) della 1483/1984, se ne deduce che restano in vigore le altre disposizioni della legge 1483].
Nota - Non è chiaro a chi sia oggi applicabile il decreto n. 193/1988. Probabilmente si applica: a) alle persone alle dipendenze dello stato, di persone giuridiche di diritto pubblico e degli enti pubblici territoriali con un contratto a tempo determinato; b) ai dipendenti pubblici di enti pubblici territoriali.
Osservazione: il ministero del Lavoro non è competente per i dipendenti pubblici e il personale delle persone giuridiche di diritto pubblico, che in Grecia rappresentano una percentuale notevole dei lavoratori. Pertanto abbiamo un quadro solo parziale della situazione in Grecia in quanto non viene citata la legislazione specifica che si applica a questi lavoratori. La medesima osservazione vale per tutte le informazioni in materia di lavoro e sicurezza sociale in Grecia.
1. Legge 8 marzo 2000 n. 53 - Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città
2. D. Lgs. 26 marzo 2001 n. 151 - Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53
Länder (settore pubblico)
3. Gesetz vom 20. Dezember 1971 über das Dienstrecht der Beamten und Vertragsbediensteten der Gemeinden (Gemeindebedienstetengesetz 1971), LBGl Bgld 1971/13 idF LGBl Bgld 1996/54
Oberösterreich (Austria superiore)
Gazzetta ufficiale L 145 del 19.6.1996, pagg. 4-9
DIRETTIVA 96/34/CE DEL CONSIGLIO, del 3 giugno 1996, concernente l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES
2. Gli Stati membri possono fruire di un periodo supplementare non superiore ad un anno, ove sia necessario in considerazione di difficoltà particolari o dell'attuazione tramite contratto collettivo. Essi devono informare immediatamente la Commissione di tali circostanze.
6. considerando che le misure volte a conciliare la vita professionale familiare dovrebbero promuovere l'introduzione di nuovi modi flessibili di organizzazione del lavoro e dell'orario, più adattati ai bisogni della società in via di mutamento, e rispondenti sia alle esigenze delle imprese che di quelle dei lavoratori;
e) definire le circostanze in cui il datore di lavoro, previa la consultazione conforme alla legge, ai contratti collettivi e alle prassi nazionali, è autorizzato a rinviare la concessione del congedo parentale per giustificati motivi attinenti al funzionamento dell'impresa (ad esempio allorché il lavoro è di natura stagionale, o se non è possibile trovare un sostituto durante il periodo di preavviso, o se una quota significativa della manodopera domanda il congedo parentale allo stesso tempo, o allorché una funzione particolare rivesta importanza strategica). Qualsiasi difficoltà derivante dall'applicazione di questa clausola deve essere risolta secondo la legge, i contratti collettivi e le prassi nazionali;
4. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla decisione del Consiglio entro due anni dall'adozione della decisione ovvero si accertano che le parti sociali [8] attuino le disposizioni necessarie mediante accordi prima della fine di tale periodo. Gli Stati membri possono, ove ciò sia necessario in considerazione di difficoltà particolari o dell'attuazione mediante contratto collettivo, disporre al massimo di un anno supplementare per conformarsi alla decisione.
[8] A norma dell'articolo 2, paragrafo 4 dell'accordo sulla politica sociale.
Fritz VERZETNITSCH Presidente della CES Emilio GABAGLIO Segretario generale CES Bld Emile Jacqmain 155 B-1210 Bruxelles
Antonio Castellano AUYANET Presidente del CEEP Roger GOURVÈS Segretario generale CEEP Rue de la Charité 15 B-1040 Bruxelles
François PERIGOT Presidente dell'UNICE Zygmunt TYSZKIEWICZ Segretario generale UNICE Rue Joseph II 40 B-1040 Bruxelles In alto

References: Articolo 2
 Articolo 2
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 10
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 Articolo 2