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INTRODUZIONE ALLA FIRMA DIGITALE DEI NOTAI ITALIANI - PDF
INTRODUZIONE ALLA FIRMA DIGITALE DEI NOTAI ITALIANI
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1 INTRODUZIONE ALLA FIRMA DIGITALE DEI NOTAI ITALIANI Consiglio Nazionale del Notariato
3 SOMMARIO Introduzione di Enrico Santangelo pag. 5 L evoluzione della politica informatica del notariato di Paolo Piccoli pag. 9 L esperienza diretta di Enrico Maccarone pag. 13 Il contesto normativo * pag. 19 Certificazione di firme elettroniche e pubblica funzione di Michele Nastri pag. 26 Il Manuale Operativo, la sua funzione e struttura, responsabilità del certificatore di Sabrina Chibbaro pag. 36 Revoca e sospensione della firma digitale di Marco Dolzani pag. 41 L utilizzo del sistema di Ugo Bechini pag. 49 La marcatura temporale di Raimondo Zagami pag. 55 L impatto della PKI sulla organizzazione degli studi di Egidio Lorenzi pag. 63 I nuovi linguaggi di markup e l organizzazione degli studi notarili di Gea Arcella pag. 67 La conservazione dei documenti informatici * pag. 74 Le prospettive di future applicazioni * pag. 78 * le sezioni non firmate sono state predisposte congiuntamente dal Gruppo di lavoro 3
5 INTRODUZIONE di Enrico Santangelo Ebbene ci siamo. I Notai italiani hanno la firma digitale a norma. L'avventura, iniziata nei primi mesi del 1999, si conclude in questi giorni, e grande è la soddisfazione di chi scrive e dell'intero gruppo che ha reso possibile la sua realizzazione. E' doveroso, però, che, prima di dare pratica applicazione a questo rivoluzionario strumento, ciascuno di noi conosca non solo come ci si è arrivati, ma anche i punti salienti del quadro normativo, delle possibilità di utilizzazione presenti e future, nonché dei principi basilari anche di natura tecnica. Si è partiti da un principio che il Legislatore italiano ha scelto nel momento in cui, per la prima volta, si è occupato della firma digitale. La firma digitale a norma sostituisce in tutto e per tutto la firma autografa. Il principio, nella sua semplicità, direi quasi banalità, è però di difficilissima applicazione in quanto il modello cui ci si è ispirati non poteva che essere il modello americano (il più avanzato se non l'unico esistente al mondo), ma tale modello, però, è stato creato ed è ampiamente utilizzato, per il cosiddetto commercio elettronico. Orbene ciò che è valido e funziona perfettamente per il commercio elettronico, non è altrettanto valido allorquando deve essere applicato nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Mentre, infatti, nel commercio elettronico la firma digitale viene utilizzata per una singola operazione e quindi ha vita brevissima e non necessita di conservazione, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, i documenti sottoscritti con firma digitale si devono poter consultare per un lunghissimo periodo ed in ogni momento deve essere possibile la verifica dei poteri di colui che quel documento ha sottoscritto. E proprio i poteri del sottoscrittore sono stati la problematica più difficile da risolvere. Se poi quei poteri sono legati alla funzione notarile, i 5
6 problemi si moltiplicano, perché la nostra funzione, proprio perché funzione pubblica, è certificabile esclusivamente dal Presidente del Consiglio Notarile del Distretto cui il Notaio appartiene. E' quindi indispensabile che colui che voglia verificare la veridicità della firma digitale apposta da un Notaio, debba poter verificare non solo l'autenticità di quella firma, ma anche che al momento dell'apposizione colui che l'ha apposta era "Notaio". Risolvere questo problema è apparso subito il punto focale. Il Gruppo di lavoro della Commissione Informatica del Consiglio Nazionale del Notariato, coordinato dal collega Michele NASTRI con la indispensabile collaborazione dei consulenti professori Antonino MAZZEO e Nicola MAZZOCCA, elaborò, nell'ormai lontana estate del 1999, una soluzione che fu comunicata, attraverso i canali ufficiali, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, all'a.i.p.a., ai Ministeri dell'industria, della Giustizia e delle Finanze, nonché ad INFOCAMERE. Tale soluzione prevedeva l'adozione del cosiddetto "certificato di attributo". In poche parole l'idea era questa: ciascun Notaio si sarebbe rivolto ad uno qualsiasi dei certificatori ufficiali iscritti all'a.i.p.a. il quale avrebbe certificato l'identità del Notaio e la veridicità della firma, mentre la funzione sarebbe stata certificata dal Consiglio Nazionale del Notariato attraverso un collegamento con tutti i Consigli Notarili d Italia. Tale soluzione, certamente la più adeguata e la più logica dal punto di vista teorico, è risultata, però, impraticabile per vari ordini di motivi che in questa sede non è il caso di esaminare. Basti dire, però, che in nessuna parte del mondo si è avuta un'applicazione pratica sufficientemente soddisfacente del cosiddetto "certificato di attributo". Andava quindi ricercata un'altra soluzione di più facile ed effettiva applicazione ed esecuzione. Aderendo all'associazione "ASSOCERTIFICATORI" (che riunisce la maggior parte dei certificatori iscritti all'a.i.p.a. ed il cui statuto consente la partecipazione degli ordini professionali), il Consiglio Nazionale del Notariato ha potuto far sentire la propria voce e studiare, proprio con i diretti interessati, la soluzione più idonea. 6
7 Ebbene proprio lo studio della fattispecie ha convinto la Commissione Informatica che l'unica soluzione praticabile e assolutamente certa (e la legislazione che man mano si è sviluppata ne è la dimostrazione), fosse quella di fare assumere la qualifica di certificatore al Consiglio Nazionale del Notariato. E' stata una decisione sofferta ma che il Consiglio ha assunto all'unanimità, senza esitazioni, nella consapevolezza che i tempi, non solo erano maturi, ma indifferibili e che il Notariato non doveva essere a rimorchio di nessuno, ma anzi doveva essere all'avanguardia nell'attuazione di questa "rivoluzione". Presa la decisione bisognava attuarla. E questa fase è stata forse la più difficile. Predisporre il Manuale Operativo, prevedere tutte le ipotesi (e tralascio tutto il resto), è stata un'attività particolarmente faticosa ed impegnativa. E' quindi giusto che un ringraziamento vada a tutti i componenti il Gruppo di lavoro "firma digitale" composto oltre che dagli indicati coordinatore e consulenti, dai colleghi Gea ARCELLA, Ugo BECHINI, Sabrina CHIBBARO, Marco DOLZANI, Egidio LORENZI, Enrico MACCARONE, Raimondo ZAGAMI. Un particolare ringraziamento, infine, deve essere rivolto all'equipe della NOTARTEL ed in particolare agli Ingg. Guglielmo IACONO, Pasquale STARACE e Luigi D'ARDIA che sono i veri realizzatori del progetto. Infine l'ultima difficoltà: la gara. Complessa sia nella scelta del tipo, sia nella materiale esecuzione. Ma anche essa è andata a buon fine ed il partner vincitore (la B.N.L. MULTISERVIZI S.p.A.) è il certificatore che in outsourcing affiancherà il Consiglio Nazionale del Notariato nella materiale esecuzione del progetto. Ho iniziato questo mio intervento con la frase "ebbene ci siamo". Ci siamo perché abbiamo lo strumento, ma sono assolutamente consapevole che questo è solo l'inizio, oserei dire il più semplice. Adesso bisogna applicare la firma digitale. E questa, forse, è la parte più difficile. 7
9 L EVOLUZIONE DELLA POLITICA INFORMATICA DEL NOTARIATO di Paolo Piccoli Mi si chiede di scrivere sull argomento in occasione del Congresso di Milano, sia come delegato del Presidente per i rapporti, nel settore, con le Istituzioni, sia come detentore di una certa memoria storica, avendo avuto la responsabilità del Settore Informatico prima di Enrico Santangelo. Il titolo assegnatomi potrebbe suonare un po pretenzioso, se non si valuta che in realtà, negli ultimi cinque o sei anni molti sono stati i cambiamenti. Non tutti i possibili obiettivi sono stati affrontati e raggiunti (essendo inevitabili scelte tra diverse priorità), ma certo se un collega ritornasse oggi da una lunga assenza, rimarrebbe colpito dalle trasformazioni avvenute in così pochi anni, meno avvertibili in chi quotidianamente le ha viste delinearsi a poco a poco. Non sarà inutile dunque ripercorrere un po di storia recente per avere un idea complessiva dell impegno del Consiglio Nazionale nel settore. La consiliatura aveva visto inizialmente la Commissione Informatica fortemente impegnata nella riflessione sulla fattibilità di un programma di gestione dello studio notarile. Il dibattito, durato circa un anno di lavoro, affiancato da serrati confronti tecnici, si concluse con la decisione negativa del Consiglio Nazionale, motivata sia dalla eterogeneità delle esigenze dei singoli notai, sia dalla impossibilità di organizzare una efficiente rete di assistenza. Si era nel contempo avviata, per iniziativa precipua del Consigliere Vincenzo Ciancico, una trasmissione di dati via etere mediante il sistema Televideo della RAI, che ebbe il pregio di evidenziare, sia pure con i limiti tecnici del mezzo (unidirezionalità, scarsità di dati trasmissibili, necessità di trasmettere in una 9
10 finestra di tempo prefissata, difficoltà di ricezione), l intuizione positiva di un invio di dati a distanza in forma non cartacea. Ma il punto di svolta fu costituito dal Congresso di Stresa, nell autunno del Tra le mozioni, ne fu presentata una (primi firmatari Santangelo e Nastri) che impegnava il Consiglio Nazionale a realizzare una rete intranet sfruttando la tecnologia internet che, si noti, a quel tempo era ancora lontana dall essere considerata parte integrante della nostra vita quotidiana. Quell intuizione felice segnò l evoluzione della politica del Consiglio Nazionale nel settore, rendendolo protagonista attivo della rivoluzione che si annunciava anche nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. La Commissione Informatica, fino ad allora presieduta da Andrea Pastore, che lasciò l incarico a causa dei suoi impegni parlamentari, venne affidata il 13 dicembre 1996 a chi scrive. La sera stessa, con la collaborazione di Guido Roveda, fu inviato - utilizzando la mailing list Sigillo, nata da un idea lungimirante di Enrico Maccarone - il primo numero di CNN Notizie, che dai primi timidi passi nelle informazioni di dottrina e giurisprudenza, che via via ha sostituito tutta la comunicazione cartacea prodotta dal Consiglio Nazionale (comprese le mitiche schede di Strumenti curate da Enrico Marmocchi e Carlo Bordieri) ed è divenuto strumento di trasparenza sempre più prezioso con la pubblicazione dei resoconti delle sedute degli organi istituzionali e degli incontri di categoria. L obiettivo cui puntò la maggior parte del lavoro (continuando ovviamente ad occuparsi di rapporti con le case di software, di alfabetizzazione, di rapporti con i ministeri per le questioni correnti) fu la realizzazione di quella che sarebbe diventata le Rete Unitaria del Notariato, nome scelto per collegarci idealmente alla futura Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione, sia perché l acronimo RUN ha, in inglese, un significato legato alla velocità. Dopo un complesso dibattito in Consiglio Nazionale, conclusosi con due soli voti di margine, nel quale fu determinante 10
11 la convinzione, tra gli altri, di Giancarlo Laurini, Paolo Pedrazzoli, Mario Miccoli, Gennaro Mariconda, Vincenzo Ciancico, Gianfranco Condò, Alberto Fornari, costituimmo Notartel S.p.A.. Nei primi mesi, oltre ad affrontare difficili scelte tecniche e rilevanti problemi economico-organizzativi, si dovette superare un certo scetticismo per un impresa che non sembrava avere immediate ricadute e la mia personale responsabilità dovette munirsi di tenacia, fiducia e convinzione del tutto particolari. La scommessa fu vinta grazie al lavoro dei componenti della Commissione informatica, all assistenza tecnica dei consulenti Proff. Antonino Mazzeo e Nicola Mazzocca ed all impegno del personale di Notartel, allora meno numeroso delle dita di una mano. Nella consiliatura il rafforzamento tecnologico fu posto tra i tre obiettivi principali, accanto alla formazione culturale ed ai rapporti internazionali. Il testimone del settore fu raccolto da Enrico Santangelo. Il suo lavoro e l impegno di tutti i collaboratori hanno consentito non solo di raggiungere, entro i primi tre anni di attività di Notartel, l equilibrio di bilancio nonostante gli ingenti investimenti effettuati, ma ancor più straordinari risultati nel riempire di contenuti la Rete stessa, in un incessante e a tratti snervante confronto con le istituzioni e la Pubblica Amministrazione. Che cosa oggi la Rete Unitaria consenta è noto a tutti: servizi di base della rete (internet, posta elettronica, consultazione delle anche da internet, archiviazione automatica dei contenuti della lista Sigillo, firewall di protezione da intrusioni), servizi di consultazione (Banca Dati Notarile con motore di ricerca e ricerca tramite thesaurus, Notarlex, Poligrafico dello Stato, Giuffrè, CED della Cassazione), servizi di visura e spedizione telematica adempimenti (Catasto, Conservatorie online e offline, Modello Unico, Registro Imprese, verifica banca dati protesti e interdetti, ACI, pubblicazione convocazione Assemblee in Gazzetta Ufficiale), monitoraggio rete e servizi, help desk. Tutto questo a costi tanto contenuti quanto inimmaginabili al momento in cui muovemmo i primi passi. 11
12 Ma ciò di cui il Notariato deve andare orgoglioso (al di là del conseguimento dei molti e sempre più efficaci servizi per lo svolgimento della professione), è la determinazione con cui si è dotato per primo in Italia di uno strumento unitario che ci ha consentito di rafforzare rapporti importanti con la Pubblica Amministrazione, che a sua volta, a grandi passi, procedeva all informatizzazione ed alla progressiva sostituzione del cartaceo con il telematico. In tempi di grandi mutazioni, l essere pronti, anche sul piano tecnologico, agli appuntamenti decisivi, sarà determinante per una professione, come la nostra, che fa della preparazione giuridico-fiscale di eccellenza e della pubblica funzione la propria forza; forza che deve esprimersi anche nel saper padroneggiare i nuovi strumenti tecnologici destinati a governare la tenuta dei registri della pubblicità immobiliare e societaria, alla cui certezza e completezza è destinata una buona parte della nostra attività. E in questo quadro di riferimento che va sottolineato come la scelta del Consiglio Nazionale del Notariato di diventare Certificatore dei notai italiani (constatata l impossibilità di perseguire la via del certificato di attributo) ponga le premesse per l utilizzo a norma della firma digitale e dell intervento diretto sui data base della Pubblica Amministrazione, via via che le norme civilistiche lo consentiranno. Un punto di arrivo e di ripartenza allo stesso tempo, che, come è agevole vedere, costituisce un elemento di rafforzamento anche sul piano politico generale del notariato e una conferma della sua veste di protagonista e di garante nel processo di modernizzazione del paese. Un obiettivo per il quale si è lavorato con determinazione e flessibilità, nella consapevolezza che tutte le realizzazioni fin qui compiute non costituivano che una accumulazione di capitale umano e tecnologico in preparazione del vero salto di qualità che la Rete Unitaria consente: il passaggio storico da fruitori telematici a fornitori di dati; da garanti mediati a garanti immediati. Non è lontano il giorno in cui il cliente uscirà dallo studio con la nota di trascrizione ad acquisto concluso; e sarà un giorno importante. 12
13 L ESPERIENZA DIRETTA di Enrico Maccarone Non è facile raccontare la propria esperienza nel campo dell informatica notarile senza essere condizionati dal modo col quale tale esperienza è stata vissuta, facendo a meno di cadere nel mondo dei ricordi e dei sentimenti. Ancora più difficile se si considera a posteriori quanto il proprio operato abbia influito (non dipende da me determinare in quale percentuale) sull operare sia proprio sia altrui, sull essere notai moderni al passo con le nuove tecnologie e soprattutto padroni di esse. I miei primi contatti col mondo dell informatica risalgono alla seconda metà degli anni 70: a quell epoca vennero immessi sul mercato alcuni home computers (Sinclair Zx, Commodore 64, Atari) che, pur essendo dotati di capacità elaborativa oggi risibile, erano tra loro accomunati dalla possibilità di produrre suoni musicali. Per un appassionato musicista come me divenne imperativo impararne l uso e la programmazione. Questo il punto di partenza. Nel 1995 il Consiglio Nazionale del Notariato affidò al consigliere Andrea Pastore la guida di una Commissione per la informatizzazione degli studi notarili. Fu sufficiente dare uno sguardo all esterno del notariato per capire, al termine di poche ma intense riunioni, che se qualcosa doveva farsi per la categoria non era tanto la realizzazione di un programma di supporto per gli studi notarili quanto l immediata realizzazione di una rete del notariato. Occorreva navigare in alto. Si era agli inizi del 1996 e subito si cominciò a vivere il primo cambiamento: Andrea Pastore venne eletto Senatore, lasciando a Paolo Piccoli la guida della Commissione Informatica. Altri colleghi vennero chiamati a condividere l esperienza della Commissione; per avvenimenti del tutto fortuiti io venni 13
14 chiamato a rappresentare il Notariato (e subito dopo, con me, Mario Miccoli) presso l Autorità per l Informatica; alcune amministrazioni (Finanze e Giustizia in particolare) iniziarono a vedere nel Notariato un interlocutore attento, preparato e pressoché insostituibile. Gli anni dal 1996 al 1998 (sembra storia lontana, ma è solo ieri!) furono caratterizzati da una frenetica attività diretta alla creazione della rete del notariato, all acculturamento informatico della categoria ed al miglioramento dei rapporti con la Pubblica Amministrazione, con al centro quasi sempre - i temi del documento informatico e dell interscambio documentale. Non ho vissuto l esperienza del Registro delle Imprese, ma i colleghi che hanno partecipato alla redazione delle relative norme regolamentari raccontano di una esperienza ben diversa rispetto a quella vissuta dai componenti della Commissione Informatica: in quel caso il notariato venne sentito, mentre dal 1996 in poi abbiamo sempre partecipato. Sul piano internazionale rivestono particolare importanza i lavori della Commissione Informatica della UINL (all epoca presieduta da Mario Miccoli), tendenti a stabilire una normativa internazionalmente valida ed un quadro giuridico univoco sul tema del documento informatico e della firma digitale; analoga importanza, ma da risvolti più politici, deve riconoscersi al lavoro fatto da Giancarlo Laurini durante la sua presidenza della CNUE (lavori rivelatisi di importanza fondamentale per la redazione di alcuni passi della direttiva comunitaria sulle firme elettroniche). Non è un caso se all interno del trattato internazionale (Lisbona/Vienna 2000) sull interscambio documentale tra gli uffici di stato civile dei paesi aderenti alla CIEC (circa 20 paesi dell area mediterranea) l istituzione notarile di modello italiano viene vista come l unico certificatore capace di garantire la validità ed autenticità delle informazioni scambiate. Ed è certo merito delle nostre commissioni internazionali il fondamentale contributo che ancora oggi viene fornito alle emergenti democrazie dell est europeo sui temi di nostra competenza, e non solo. 14
15 Ma torniamo al 1996: nascevano il sito web del Notariato e le prime mailing-lists; prendeva corpo l istanza di creare una rete del notariato (oggetto di specifica comunicazione al Convegno di Stresa, firmata da Enrico Santangelo); si facevano i primi passi a braccio della Pubblica Amministrazione. L avvenuta costituzione, e soprattutto il buon funzionamento, della Commissione Informatica del C.N.N. convinsero l allora Direttore Generale Imposte Indirette del Ministero Finanze, Ing. Carlo Vaccari, e con lui i suoi più diretti collaboratori Ing. Antonio De Santis e Dott. Aldo De Luca, che era giunto il momento di creare insieme una nuova forma di dialogo, tesa allo sveltimento delle procedure, alla eliminazione dell accesso fisico alle Conservatorie ed agli uffici del Catasto, alla eliminazione ultimo traguardo - della nota di trascrizione. In un settore ben ristretto, si cominciava a vedere il nucleo di quello che adeguatamente ampliato e adattato a più recenti realtà oggi costituisce il piano internazionale sullo sviluppo dello E-Goverment. Analoghe iniziative vennero intraprese in quel periodo con rappresentanti del Ministero della Giustizia: col Presidente Genghini, per la consultazione della Banca dati esistente presso il CED della Cassazione; con la Dott.ssa Floretta Rolleri, per l interscambio documentale tra gli studi notarili e le cancellerie dei Tribunali. Ma tutto ciò necessitava, e necessita, di garanzie. Non può scambiarsi telematicamente alcun dato o documento se non se ne garantisce l autenticità, l integrità, la non ripudiabilità. In altre parole: firma digitale. Se questa esigenza era sentita dalle poche persone che componevano quei gruppi ristretti, basta nulla per immaginare quanta importanza vi si dava, al contrario, da parte dell Autorità per l Informatica nella P.A. (AIPA), i cui sforzi erano in quel momento tesi alla realizzazione della RUPA-Rete Unitaria della P.A. E fu proprio merito dell allora Capo di Gabinetto dell AIPA, Avv. Francesco Cocco, l avere intuito quanta collaborazione e competenza il notariato avrebbe potuto offrire all Autorità: una collaborazione che ancora oggi continua, pur se tra mille difficoltà politiche ed oggettive. 15
16 A mezzo dell Avv. Cocco, l AIPA lanciò una sfida, raccolta da me e Mario Miccoli: scrivere in tempi brevissimi un testo di legge sul documento informatico. Ci riuscimmo: il testo venne consegnato all AIPA a fine luglio 1996 ed i suoi esiti sono storia nota a tutti. Gratificante e per noi molto importante è il fatto che il nucleo civilistico di quel testo, pur fra tanti sconvolgimenti e rimaneggiamenti, costituisce ancora oggi il nucleo centrale della normativa italiana in materia. La partecipazione alle diverse commissioni costituite presso l AIPA (Firma digitale e documento informatico; Archiviazione ottica dei documenti; siti Internet della P.A.; Carta di identità elettronica; etc..) ha insegnato e reso evidenti tante cose, prima sfuggite o comunque non attentamente valutate. Prima fra tutte una lezione comportamentale : mai guardare al Notariato come unico portatore della verità. L esigenza di terzietà tipica della nostra professione porta alcuni di noi a guardare con disgustato distacco ed a volte con superiorità tutto ciò che in tema di certezza ed autenticità non è di provenienza notarile: atteggiamento ideale, questo, per uccidere una funzione ed una professione facendo i killer di se stessi. Altro insegnamento avuto è che nulla può farsi ed ottenersi se non collaborando con i portatori di interessi anche contrapposti ai nostri: valga per tutti il lunghissimo braccio di ferro fatto in AIPA con gli esponenti dell ABI sul tema delle responsabilità del certificatore e del titolare di un certificato di firma. E opportuno sottolineare infine un dato che ritengo di importanza fondamentale, quasi lapalissiana, e che nelle vicende parlamentari ha costituito a volte motivo di salvaguardia della normativa sul documento informatico: non puoi regolare una materia se non ne conosci almeno i principi fondamentali. Dal che la necessità di una collaborazione sempre più stretta col mondo scientifico ed universitario, per la giusta definizione dei confini tra certezza giuridica e certezza strumentale o scientifica : il metodo ideale in questo senso è proprio quello fin qui seguito sia in AIPA sia dal C.N.N., e cioè far sedere sempre allo stesso tavolo tecnici e giuristi. Alla lunga ci si capisce, si dialoga, si costruisce. 16
17 Sicuramente molto si è costruito fino ad oggi, ma siamo ancora alle fondamenta e tanto deve ancora farsi, mai isolandosi e credendo sempre più in un notariato al servizio della società e del cittadino, capace di dialogare affermando la propria professionalità e competenza, ma mai assumendo atteggiamenti di superiorità o supponenza. 17
19 IL CONTESTO NORMATIVO Le norme che in Italia disciplinano la firma digitale o firma elettronica sono fondamentalmente contenute nel D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), che ha incorporato, tra le altre, in modo quasi letterale, le disposizioni del precedente ed oggi abrogato D.P.R. 10 novembre 1997, n. 513 (Regolamento recante criteri e modalità per la formazione, l archiviazione e la trasmissione di documenti con strumenti informatici e telematici, a norma dell articolo 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59). I suddetti provvedimenti trovano la loro base giuridica nell art. 15 comma 2 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed agli enti locali per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa, c.d. legge Bassanini-uno), la prima norma che nell'ordinamento italiano ha affermato in termini ampi e generali, sia dal punto di vista oggettivo che soggettivo, il principio della piena validità e rilevanza della documentazione informatica, delegando il governo ad emanare specifici regolamenti per disciplinare i criteri e le modalità di applicazione. Le disposizioni di carattere tecnico relative all infrastruttura di certificazione sono state poi emanate col D.P.C.M. 8 febbraio 1999 (Regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici ai sensi dell art. 3, comma 1, del Decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513), sulla base di specifica delega prevista dal D.P.R. n. 513/1997 (art. 3) ed ancora oggi vigente, nonostante ne fosse prescritto l adeguamento almeno biennale. Tra gli altri provvedimenti tecnici si segnalano, in particolare, la Circolare AIPA 19 giugno 2000, n. 24 (Art. 16, 19
20 comma 1, dell allegato tecnico al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 febbraio Linee guida per l'interoperabilità tra i certificatori iscritti nell elenco pubblico di cui all articolo 8, comma 3, del Decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513), che stabilisce un formato comune dei certificati al fine di consentire il loro reciproco riconoscimento tra tutti i certificatori; la deliberazione AIPA 23 novembre 2000, n. 51 (Regole tecniche in materia di formazione e conservazione di documenti informatici delle pubbliche amministrazioni ai sensi dell'art. 18, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513); nonché la circolare AIPA 8 febbraio 2002, n. 39 (Art. 14, comma 2, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 febbraio 1999: codici identificativi idonei per la verifica del valore della chiave pubblica della coppia di chiavi del Presidente dell'autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione), che pubblicata in Gazzetta Ufficiale indica le chiavi pubbliche di vertice per una verifica completa della cosiddetta catena di certificazione. Ponendosi sul piano dell ordinamento della Comunità Europea, al fine dell armonizzazione delle normative nazionali in materia, occorre tenere conto della direttiva 13 dicembre 1999, n. 1999/93/CE relativa ad un quadro comunitario per le firme elettroniche. La direttiva segue l emanazione del primo regolamento (D.P.R. n. 513/1997) ed ha, quindi, richiesto l adeguamento dell ordinamento italiano in materia (poi trasfuso come si è detto nel D.P.R. n. 445/2000) sotto alcuni importanti profili. La normativa italiana è stata fin dall inizio pensata con l obiettivo dell introduzione della sottoscrizione elettronica nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e, quindi, ha disciplinato un tipo di documento informatico dotato delle massime garanzie di sicurezza al fine di una sua piena equiparazione giuridica al documento cartaceo; diversamente, la prospettiva della direttiva europea è più ampia, rivolta anche ad applicazioni che richiedono minori garanzie giuridiche (ad es. il commercio elettronico su grande scala) e, quindi, prevede, oltre a firme avanzate anche firme non avanzate, al limite dotate di una scarsa o nulla sicurezza e garanzia. 20
21 La direttiva comunitaria è stata recepita nell ordinamento italiano con il D.lgs. 23 gennaio 2002, n. 10 (Attuazione della direttiva 1999/93/CE relativa ad un quadro comunitario per le firme elettroniche) che, strutturandosi in parte come provvedimento autonomo ed in parte come modificativo del D.P.R. n. 445/2000, ha introdotto la categoria della firma elettronica ed ha previsto un regime più liberale per lo svolgimento dell attività di certificazione, senza peraltro eliminare la figura della firma digitale, la cui efficacia probatoria viene peraltro espressa in termini differenti. A parte ciò, l impianto normativo precedente rimane ancora vigente e, pertanto, per operare il coordinamento tra le disposizioni del D.P.R. n. 445/2000 e quelle recate dal decreto di recepimento della direttiva, è prevista l emanazione di un regolamento ai sensi dell art. 17 comma 2 della legge n. 400/1988, entro trenta giorni dall entrata in vigore del decreto di recepimento della direttiva (cioè entro l 1 aprile 2002). Tale decreto dovrà, inoltre, fissare i requisiti necessari per lo svolgimento dell attività di certificatore, sostituendo così le regole tecniche contenute nel D.P.C.M. 8 febbraio 1999 ancora vigente. ELENCO DELLE DISPOSIZIONI RILEVANTI Firma digitale - Firme elettroniche Art. 15, comma 2, legge 15 marzo 1997, n Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa (G.U. 17 marzo 1997, n. 63 suppl. ord.) D.P.R. 10 novembre 1997, n Regolamento recante criteri e modalità per la formazione, l'archiviazione e la trasmissione di documenti con strumenti informatici e telematici, a norma dell'articolo 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59 (G.U. 13 marzo 1998, n. 60) D.P.C.M. 8 febbraio Regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti 21
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References: articolo 15
 art. 15
 art. 3
 articolo 8
 art. 17
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