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Timestamp: 2019-05-22 18:00:15+00:00

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Guida con il cellulare: eccezioni
> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Ottobre 2017
Quando lo smartphone alla guida è giustificato dalle esigenze o dalla qualifica del conducente.
La guida con l’uso del cellulare non è solo una delle principali cause di incidenti (cui, se si collega l’investimento di un pedone, potrebbero scattare i reati di lesioni o di omicidio stradale), ma anche di contravvenzioni. Secondo i dati, nella prima metà dell’anno in corso le sanzioni sono aumentate di ben il 18,1% rispetto all’anno precedente. Le multe per guida con il cellulare hanno già raggiunto l’esponenziale numero di 32.373. «Ogni giorno sulle nostre strade perdono la vita 9 persone: 3 morti su 4 sono causati dalla distrazione alla guida» recita uno spot dell’Aci #MollaStoTelefono. Ecco perché in caso di guida con il cellulare, le eccezioni sono davvero poche. Sul tema è di recente intervenuta la Cassazione con una importante precisazione [1]. Vediamo di che si tratta e quando è consentito guidare con lo smartphone in mano.
Non è facile dimostrare lo stato di necessità che consente di guidare col cellulare
Il codice della strada [2] impone il divieto di guidare mentre si parla al cellulare (leggi: Guida con cellulare: cosa rischio?). Attenzione al senso della norma: non è vietato guidare mentre si intrattiene una conversazione al telefonino, ma è vietato guidare con il telefonino in mano. Sicché l’uso del vivavoce non è di per sé sufficiente ad escludere la multa se lo smartphone resta in mano al conducente (ne abbiamo già parlato in Multa col viva voce legittima?); in questi casi è necessario che l’apparecchio sia fissato, ad esempio, sulla plancia comandi o si trovi posato su qualche altro supporto dell’auto.
Anche la guida con tutti e due gli auricolari nelle orecchie è vietata. Se si legge bene la norma, questa consente l’uso delle cuffiette solo a condizione che il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie. Il che significa che almeno un padiglione auricolare deve essere libero e comunque il volume della conversazione non può essere particolarmente elevato (lo stesso dicasi per chi usa il telefonino per ascoltare la musica).
Vediamo ora in quali casi è possibile guidare con il cellulare. Il codice della strada – dicevamo in apertura – prevede delle eccezioni per i conducenti dei veicoli delle Forze armate, dei Corpi di Polizia, di Polizia di Stato, Guardia di finanza, Corpo di Polizia penitenziaria, Corpo nazionale dei vigili del fuoco e Corpi dei vigili del fuoco delle province autonome di Trento e Bolzano, Croce rossa italiana, Corpo forestale dello Stato e delle regioni a statuto speciale, Protezione civile nazionale. Si presume che tali autorità utilizzino il cellulare solo per ragioni di servizio a cui il legislatore ha riconosciuto prevalenza; questo però non toglie che, qualora l’uso del telefonino dovesse essere determinato da altre ragioni (ludiche o familiari) esso sarebbe illegittimo anche nei confronti di tali soggetti.
Un tempo la norma prevedeva anche un’eccezione per gli automezzi utilizzati per il trasporto in conto terzi; oggi questa eccezione è stata eliminata.
È inoltre possibile applicare alle sanzioni amministrative le cause di giustificazione previste dal codice penale. Con la conseguenza che, in caso di guida con il cellulare per uno stato di necessità la multa è annullabile. Non basta, però, che la situazione di necessità sia riferita dal conducente; questi deve essere anche in grado di dimostrarla. E, per legge, si può avere uno stato di necessità solo se c’è:
un pericolo imminente: in pratica l’azione illecita (la guida col cellulare, in questo caso) deve essere stata determinata dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo di un danno grave alla persona;
il pericolo non deve essere stato volontariamente causato dall’agente;
il pericolo non deve essere evitabile attraverso altre condotte: non ci deve cioè essere, per il trasgressore, la possibilità di compiere un’azione alternativa lecita;
in ogni caso la condotta illecita (che viene scusata) deve essere sempre proporzionata al pericolo al quale si reagisce.
Non bisogna farsi fregare dai fatti. Riferire che si aveva il telefono per uno stato di necessità è incompatibile con la chiamata in arrivo, ma è più facile da dimostrare in caso di telefonata in uscita. È più convincente, ad esempio, l’automobilista che affermi di aver impugnato il telefono per comunicare ai parenti un grave malore proprio o di un familiare, piuttosto che colui che adduca di aver risposto a una chiamata con cui lo si informava di un malore altrui (come poteva sapere, già dallo squillo, il contenuto della telefonata?).
In ogni caso, la giurisprudenza è però poco restia ad accettare motivazioni che riguardino il precario stato di salute del conducente (è il caso di chi chiami al cellulare il medico, mentre guida, perché si sente male o per avvisare un familiare che si sta per fare ricoverare in ospedale). Una situazione di malessere fisico e di urgenza poco si conciliano con la guida e, tantomeno, con il cellulare in mano.
[1] Cass. ord. n. 24919/17 del 20.10.2017.
[2] Art. 173 codice strada: Uso di lenti o di determinati apparecchi durante la guida.
1.- Il titolare di patente di guida, al quale in sede di rilascio o rinnovo della patente stessa sia stato prescritto di integrare le proprie deficienze organiche e minorazioni anatomiche o funzionali per mezzo di lenti o di determinati apparecchi, ha l’obbligo di usarli durante la guida.
2.- È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani).
3.- Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 323.
3-bis. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 160 a euro 646. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, ordinanza 12 settembre – 20 ottobre 2017, n. 24919
1 Il Tribunale di Roma con la sentenza 15.7.2013 ha rigettato l’appello proposto da Euro Travel 2004 s.r.l. contro la decisione di primo grado (Giudice di Pace di Roma n. 47324/2012) che aveva a sua volta respinto l’opposizione della società contro il verbale di accertamento notificatole il 13.10.2010 da Roma Capitale per la violazione all’art. 173 del c.d.s.(uso di un telefono cellulare da parte del conducente di un veicolo della società).
2 Per giungere a tale soluzione il Tribunale, per quanto ancora interessa, ha rilevato che la società, benché esercente anche l’attività di trasporto di persone in conto terzi, non aveva fornito alcun elemento idoneo a dimostrare lo svolgimento di tale attività al momento dell’infrazione.
3 Avverso tale decisione ha proposto ricorso la Euro Travel 2004 sulla base di un unico motivo, a cui resiste Roma Capitale con controricorso.
4 Con l’unico motivo la ricorrente deduce violazione dell’art. 173, comma 2, c.d.s. nel testo applicabile ratione temporis, osservando che ai fini dell’applicazione della deroga legislativa (esclusione del divieto di uso di apparecchi telefonici durante la marcia “ai conducenti dei veicoli adibiti al trasporto di persone in conto terzi”) occorre riferirsi esclusivamente al mezzo, e non al riscontro in concreto dello svolgimento di tale attività; pertanto, a dire della ricorrente, sarebbe stato sufficiente, per escludere la violazione, che il veicolo fosse munito delle corrispondenti caratteristiche tecniche, circostanza sussistente nel caso di specie, come documentato sia dalla visura camerale (nella parte relativa all’oggetto sociale) che dalla carta di circolazione (ove era riportato “Autobus per trasporto di persone-uso terzi da noleggio con conducente”).
5 Il motivo è manifestamente infondato.
A norma dell’articolo 173 comma 2 del codice della strada (versione applicabile ratione temporis) “è vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia, nonché per i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di persone in conto terzi”.
Come appare evidente dalla lettura della citata norma, le eccezioni al divieto di utilizzo di apparecchi telefonici sono previste, a tutela di finalità di sicurezza dello Stato, di ordine pubblico e incolumità pubblica e privata, indistintamente per i conducenti dei veicoli delle Forze Armate, dei Corpi di polizia degli altri Corpi indicati nella disposizione ivi richiamata (Croce Rossa, Vigili del Fuoco, ecc.), per una presunzione assoluta di utilizzo di tali dispositivi da parte dei conducenti per ragioni di servizio, ragioni che il legislatore ha ritenuto evidentemente prevalenti.
La stessa norma, poi, tutelando anche altre finalità di pubblico interesse, consente l’utilizzo anche ai conducenti di veicoli “adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di persone in conto terzi”.
La particolare formula che il legislatore ha adoperato per individuare i veicoli esentati nel secondo caso (“adibiti”, cioè destinati, utilizzati, adattati a un certo uso), lascia intendere una volontà di subordinare l’esenzione ad un accertamento in concreto dell’utilizzo del veicolo perché questo non viene più individuato semplicemente in ragione dell’ente di appartenenza, ma in ragione del suo utilizzo.
Da ciò consegue che spetta al conducente (o al proprietario) dimostrare che il veicolo, al momento del controllo, era utilizzato per una delle finalità previste dalla norma (nel caso di specie, trasporto di persone in conto terzi), non essendo sufficienti le mere risultanze documentali, quali le annotazioni sui documenti di circolazione o quelle relative all’oggetto della società proprietaria del mezzo, essendo ben possibile che il conducente di un veicolo formalmente autorizzato al trasporto in conto terzi, possa adibirlo ad un uso diverso (e nel caso di specie dalla sentenza impugnata risulta che il veicolo era immatricolato oltre che il trasporto in conto terzi, anche per il trasporto in conto proprio e per il noleggio).
Orbene, non risultando dimostrato che al momento del controllo il veicolo era adibito a trasporto in conto terzi, la sentenza non merita censura e il ricorso va pertanto respinto con addebito di spese a carico della parte soccombente.
Considerato che il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi dell’art. 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato-Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto il comma 1 – quater all’art. 13 del testo unico di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – della sussistenza dell’obbligo di versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.
la Corte rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese del presente grado di giudizio che liquida in Euro 700,00 di cui Euro 200,00 per esborsi.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1 – quater, del D.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall’art.1, comma 17, della legge n. 228 del 2012, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 -bis dello stesso art. 13.
29/10/2017 @ 12:21
Salve, mi rivolgo a voi per una domanda a cui non sono riuscito a rispondere. Per quanto ho capito è vietato utilizzare il cellulare alla guida tenendolo con la mano. E’ altresì vietato utilizzarlo anche se fissato alla vettura attraverso qualche supporto? Si può utilizzare il computer di bordo dell’auto mentre si guida? Nel caso le risposte alle due domande fossero discordi, qual’è la ragione?

References: Cass. 
 Art. 173
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13