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Timestamp: 2020-04-08 14:24:47+00:00

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Debito Bancario 9 marzo 2020 Pignoramento Nessun commento
Il pignoramento è la procedura con la quale si inizia un’espropriazione forzata in un procedimento di recupero del credito, un vincolo giuridico in relazione al valore di scambio dei beni, ma non alla loro fruizione, così come descritto nell’Art. 492 c.p.c. al comma 1 :
La procedura di pignoramento è finalizzata al vincolo di determinati beni del debitore al soddisfacimento del diritto di rimborso del creditore procedente e di eventuali altri creditori che dovessero intervenire successivamente nel processo esecutivo.
Si tratta di un’esecuzione forzata disciplinata dal codice di procedura civile Art. 491, 80/2005 3 51/2006 e, in quanto tale, è finalizzata ad ottenere un risultato equivalente a quello che si perverrebbe in caso di adempimento spontaneo del debitore, a mezzo della sottrazione coattiva di beni in suo possesso al fine di trasformarli in denaro da destinare alla soddisfazione dei creditori.
Esistono tre forme di pignoramento :
Cos’è la procedura di pignoramento verso terzi?
Notifica del pignoramento immobiliare
Cosa succede se viene effettuato il pagamento dopo la notifica del pignoramento?
La procedura di pignoramento verso terzi è una delle tre forme di pignoramento previste dal codice di procedura civile e disciplinate dall’Art.543 c.p.c. e prevede l’aggressione ai beni che non sono direttamente in possesso del debitore e si divide in :
Non tutti i crediti del debitore verso il terzo possono essere pignorati, ad esempio sono intoccabili i crediti alimentari (tranne che per le cause di alimenti) e i crediti aventi come oggetto sussidi di grazia o sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri o dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza.
La riforma di cui al D.L. n°83/2015 ha introdotto nuovi limiti relativi alle procedure di pignoramento delle somme relative al rapporto di lavoro o di impiego, nonché la concessione di rate più lunghe per la conversione del pignoramento.
Qualsiasi procedura di pignoramento, che sia verso terzi o in altra forma, deve necessariamente seguire un iter ben preciso affinché giuridicamente si possa vantarne la validità ; se avete contratto problemi con le banche, con le finanziarie o verso altri creditori, sappiate che tali procedure richiedono un grande impiego temporale ed economico e qualsiasi Avvocato prima di intentare una procedura di pignoramento, consiglierà al proprio assistito altre vie più snelle per il recupero del credito, anche e soprattutto in forma bonaria.
Nel caso di pignoramento verso terzi va precisato che l’Art. 543 del c.p.c. contempla due distinte ipotesi :
Il fac-simile dell’atto di pignoramento è il medesimo per ogni procedura, andrà semplicemente modificato e adattato a seconda della strada che, con il vostro Legale, deciderete di percorrere.
Una delle forme di pignoramento verso terzi è l’aggressione del conto corrente, il cui procedimento differisce se si tratta di creditore privato o dell’Agenzia Entrate Riscossione (ex Agenzia delle Entrate).
Nel caso in cui il creditore fosse un privato, la procedura da seguire è la seguente :
Il creditore invia al debitore un titolo esecutivo, ovvero un provvedimento del giudice attestante il credito con condanna del pagamento al debitore ;
Entro e non oltre 10 giorni dall’invio del titolo esecutivo il creditore deve notificare al debitore l’atto di precetto, un’intimazione a pagare il debito con l’aggravio di spese e interessi ;
Entro i 90 giorni successivi alla notifica del precetto il creditore può avviare il pignoramento effettivo.
Ma quanto tempo passa dal precetto al pignoramento vero e proprio?
L’Art.481 c.p.c. dispone che :
Diventa quindi fondamentale rispettare le suddette tempistiche, pena l’annullamento della procedura di pignoramento.
Il creditore può quindi notificare il pignoramento all’istituto bancario del debitore al quale verrà inviata copia del documento ; tale invio impedirà al debitore di intaccare la somma pignorata dal conto corrente, disponendone il blocco immediato. Tuttavia il creditore potrà entrare in possesso di tale somma solo dopo la sentenza definitiva del Giudice.
E’ da precisare che non verrà bloccato l’intero ammontare presente sul conto corrente, ma solo la parte prevista al soddisfacimento del creditore per il saldo di quanto dovuto più la metà a copertura delle spese sostenute per la procedura di pignoramento.
Il Sig.Bianchi vanta verso il Sig.Rossi un credito di 10mila euro, per il rientro del quale avvia una procedura di pignoramento del conto corrente ;
Il Sig.Rossi ha 50mila euro sul proprio conto ;
Il Sig.Bianchi potrà richiedere il pignoramento di 15mila euro sul conto corrente del Sig. Rossi.
Nel caso in cui il debito contratto sia nei confronti di Agenzia Entrate Riscossione la procedura di pignoramento è decisamente più snella : L’Agenzia, infatti, è tenuta ad inviare semplicemente la cartella di pagamento alla Banca del debitore, in quanto tale documento costituisce di per sé un titolo esecutivo ed atto di precetto, unitamente all’atto di pignoramento per l’imposta del blocco del conto corrente.
Se mentre nel caso di creditore privato costui dovrà attendere la sentenza del Giudice per entrare in possesso del denaro, regole diverse disciplinano la posizione creditoria dell’Agenzia delle Entrate Riscossione anche in merito all’erogazione del credito ; in questo caso, infatti, non è necessaria alcuna udienza e l’atto di pignoramento vale già come ordine alla banca di liquidare quanto dovuto.
Se entro 60 giorni dalla notifica dell’atto alla banca, il debitore non salderà la propria obbligazione, il denaro verrà accreditato all’Agenzia.
Come per le altre procedure di pignoramento, anche quello immobiliare inizia con l’invio del titolo esecutivo e la notifica dell’atto di precetto e, anche qui, si hanno 90 giorni per dare inizio al pignoramento.
La notifica dell’atto di precetto viene consegnata direttamente al debitore dall’Ufficiale giudiziario, incaricato dall’Agente di riscossione per conto dei creditori e dovrà contenere :
Richiesta dell’iscrizione della propria residenza presso la sede del Giudice per l’invio delle notifiche. Diversamente tali notifiche verranno depositate in cancelleria ;
I beni e i diritti immobiliari da pignorare ;
Gli estremi richiesti dal codice civile per l’individuazione dell’immobile in fase di pignoramento, come previsto dall’Art.2826 c.c. ;
Ingiunzione dell’Art.492 effettuata dall’Ufficiale giudiziario e sottoscritta dal creditore con l’obbligo di astensione a disporre dei beni oggetto del pignoramento ;
Informazioni relative alle procedure da seguire per evitare il pignoramento ;
Informazioni relative alla possibilità di avvalersi degli organismi di composizione della crisi per risolvere la propria situazione di sovraindebitamento, al fine di raggiungere un accordo extragiudiziale con i creditori.
Ai sensi del nuovo art. 557 c.p.c . modificato DL 132/2014 convertito nella legge 162 del 10.11.2014 :
“Eseguita l’ultima notificazione,l’ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore l’atto di pignoramento e la nota di trascrizione restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari… il creditore pignorante deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi del titolo esecutivo, del precetto, del pignoramento e della nota di trascrizione entro 15 gg dalla consegna , da parte dell’ufficiale giudiziario, dell’atto di pignoramento”
Nel 2019, con la riforma dell’esecuzione forzata, sono entrate in vigore diverse novità in merito al pignoramento immobiliare 2020, tra cui :
La vendita dell’immobile pignorato e l’assegnazione dei beni può ora essere richiesta entro 45 giorni rispetto ai 90 precedenti ;
Nell’atto di precetto è obbligatorio indicare che il debitore può avvalersi degli organismi di composizione della crisi per risolvere la propria situazione di sovraindebitamento, al fine di raggiungere un accordo extragiudiziale con i creditori ;
Nel portale delle vendite del Ministero della Giustizia dovranno essere pubblicizzati i beni pignorati messi in vendita e le spese saranno sostenute dal creditore. In assenza di tale pubblicità il procedimento è estinto ;
Al terzo tentativo di vendita non andato a buon fine il Giudice può decidere di interrompere la procedura esecutiva.
Nel pignoramento immobiliare ed in quello presso terzi, l’esecuzione inizia con la consegna della richiesta di pignoramento all’ufficiale giudiziario.
Se è vero che in questo periodo storico gli italiani in stato di sovraindebitamento e precarietà finanziaria sono in aumento, è altresì vero che gli istituti di credito sono forse messi peggio dei debitori stessi.
Il rapporto è strettamente correlato, in quanto, se i primi non pagano, i secondi non incassano, entrando in un vortice senza via di scampo.
Per questo e altri motivi non sempre, nonostante l’avvio di pratiche finalizzate al recupero crediti, le banche e gli istituti di credito in generale, vogliono procedere con i pignoramenti, procedure che spesso portano a ritrovarsi con beni invenduti, immobili bloccati e tasche vuote, avendo affrontato anche le spese del procedimento.
Ecco perché si cerca di trovare soluzioni bonarie o strade alternative per rientrare anche solo parzialmente del proprio credito.
Ma quando il debitore riesce a pagare quanto dovuto dopo aver ricevuto la notifica del pignoramento, cosa può accadere?
La Legge, a tal proposito, si esprime chiaramente : se il debitore paga quanto dovuto entro i termini stabiliti, il creditore non avrà più nulla da pretendere e il procedimento verrà chiuso definitivamente.
Ovviamente bisognerà seguire un preciso iter anche per chiudere, avvalendosi di un Legale e discuterne con il Giudice che si è occupato della procedura del pignoramento.
Mentre riguardo gli interessi maturati tra la notifica del pignoramento e l’effettivo pagamento, la Cassazione Sez. 3 del 3 marzo 2015, n. 4228 si è così espressa :
[1] Esecuzione Forzata – Pagamento da parte del debitore – Credito residuo c.d. bagatellare – Interesse ad agire – Insussistenza – (Cost., art. 24; cod. proc. civ., art. 88, 100; disp. att. cod. proc. civ., art. 164 bis)
[1] Costituisce abuso del diritto l’inizio dell’azione esecutiva nel caso in cui il debitore abbia pagato l’importo intimato dal creditore nell’atto di precetto e il credito residuo riguarda soltanto accessori di importo bagatellare.

References: Art. 491
 sentenza 
 sentenza 
 art. 557
 art. 24
 art. 88
 art. 164