Source: http://www.comune.villaguardia.co.it/comune/statuto/statuto1.html
Timestamp: 2013-05-26 05:31:45+00:00

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TITOLO I Principi Generali ART. 1 Autonomia Statutaria 1. Il Comune di Villa Guardia rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo. a) E’ un ente autonomo locale con rappresentatività generale secondo i principi della Costituzione e nel rispetto delle leggi della Repubblica italiana e dell’Unione Europea; b) E’ un ente democratico che si basa sui principi della pace, della solidarietà e della giustizia sociale; c) Si riconosce nel sistema di Stato unitario di tipo federativo e solidale, basato sul principio dell’autonomia degli enti locali; d) Considerata la realtà territoriale e sociale in cui si colloca, rivendica per sé, così come riconosce per gli altri comuni, uno specifico ruolo nella gestione delle risorse economiche locali, compreso il gettito fiscale, nonché nell’organizzazione dei servizi pubblici o di pubblico interesse; ciò nel rispetto del principio della sussidiarietà, secondo cui la responsabilità pubblica compete all’autorità territorialmente e funzionalmente più vicina ai cittadini; e) Valorizza ogni forma di collaborazione con gli altri enti locali; f) Realizza, con i poteri e gli istituti del presente statuto, l’a utogoverno della comunità. ART.2 Finalità 1. Il Comune promuove lo sviluppo e il progresso civile, sociale, economico e culturale della comunità di Villa Guardia, ispirandosi ai valori e agli obiettivi della Costituzione.
2. Il Comune ricerca la collaborazione e la cooperazione di altri soggetti pubblici e privati e promuove la partecipazione dei singoli cittadini, delle associazioni e delle forze sociali ed economiche all’attività amministrativa . 3. In particolare il Comune ispira la sua azione alle seguenti finalità:
a) rimozione di tutti gli ostacoli che impediscono l’effettivo sviluppo della persona umana e la pari dignità degli individui; b) promozione di una cultura di pace, cooperazione internazionale e integrazione razziale anche attraverso interventi diretti o indiretti di aiuto e sostegno ad altre comunità in situazioni di povertà e disagio ;
In accordo con tali finalità, il Comune: a) non accetta sul proprio territorio la presenza di imprese o aziende che producono beni direttamente utilizzabili per finalità contrarie a quelle a cui il Comune si ispira; b) favorisce il formarsi tra i cittadini della capacità di distinguere tra beni prodotti nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente e dei principi etici, da quelli prodotti in modo difforme, al fine di preferire la commercializzazione dei primi. ART. 3 Territorio e sede comunale 1. Il Comune confina con i Comuni di Montano Lucino, Luisago, Cassina Rizzardi, Lurate Caccivio, Gironico. Eventuali modifiche di confine potranno essere deliberate dal Consiglio Comunale secondo le procedure di legge. 2. Il Palazzo Civico è sede comunale; 3. Le adunanze degli organi collegiali si svolgono normalmente nella sede comunale; esse possono tenersi in luoghi diversi in caso di necessità o quando particolari esigenze lo richiedano. ART. 4 Stemma e gonfalone 1. Il comune negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di Comune di Villa Guardia. 2. Il comune ha un proprio stemma e gonfalone 3. Nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze, e ogni qualvolta sia necessario rendere ufficiale la partecipazione dell’ente a una particolare iniziativa, il Sindaco può disporre che venga esibito il gonfalone con lo stemma del comune. 4. La giunta può autorizzare l’uso e la riproduzione dello stemma del comune per fini non istituzionali soltanto ove sussista un pubblico interesse. TITOLO II Ordinamento strutturale CAPO I Organi e loro attribuzioni ART. 5 Organi 1. Sono organi del comune il consiglio comunale, il sindaco e la giunta comunale e le rispettive competenze sono stabilite dalla legge e dal presente statuto. 2. Il consiglio comunale è organo di indirizzo e di controllo politico e amministrativo. 3. Il sindaco è responsabile dell’amministrazione ed il legale rappresentante del comune; egli esercita inoltre le funzioni di Ufficiale di Governo secondo le leggi dello stato. 4. La giunta collabora col sindaco nella gestione amministrativa del comune e svolge attività propositive e di impulso nei confronti del consiglio. ART. 6 Deliberazioni degli organi collegiali 1. Le deliberazioni degli organi collegiali sono assunte, di regola, con votazione palese; sono da assumere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone, quando venga esercitata una facoltà discrezionale fondata sull’apprezzamento delle qualità soggettive di una persona o sulla valutazione dell’azione da questi svolta. 2. L’istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazione avvengono attraverso i responsabili degli uffici; la verbalizzazione degli atti e delle sedute del consiglio e della giunta è curata dal segretario comunale, secondo le modalità e i termini stabiliti dal regolamento per il funzionamento del consiglio. 3. Il segretario comunale non partecipa alle sedute quando si trova in stato di incompatibilità: in tal caso è sostituito in via temporanea dal componente del consiglio o della giunta nominato dal presidente, ovvero dal vicesegretario, se nominato. 4. I verbali delle sedute sono firmati dal presidente e dal segretario. ART. 7 Consiglio Comunale - Poteri generali 1. Il consiglio comunale è dotato di autonomia organizzativa e funzionale e, nel rappresentare l’intera comunità, delibera l’indirizzo politico – amministrativo ed esercita il controllo sulla sua applicazione. La presidenza del consiglio comunale è attribuita al sindaco. 2. L’elezione, la durata in carica, la composizione e lo scioglimento del consiglio comunale sono regolati dalla legge. 3. Il consiglio comunale esercita le potestà e le competenze stabilite dalla legge e dallo statuto e svolge le proprie attribuzioni conformandosi ai principi, alle modalità e alle procedure stabiliti nel presente statuto e nelle norme regolamentari. 4. Il consiglio comunale definisce gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti, aziende e istituzioni e provvede alla nomina degli stessi nei casi previsti dalla legge. 5. Il consiglio comunale conforma l’azione complessiva dell’ente ai principi di pubblicità, trasparenza al fine di assicurare imparzialità e corretta gestione amministrativa. 6. Gli atti fondamentali del consiglio devono contenere l’individuazione degli obiettivi da raggiungere, le risorse da impiegare e gli strumenti necessari. ART. 8 Consiglio Comunale - Poteri Statutari Il Consiglio Comunale 1. Stabilisce i criteri per la definizione delle graduatorie e di assegnazione degli alloggi di proprietà comunale nonchè i relativi canoni di affitto. 2. Stabilisce i criteri per l’espletamento delle gare d’appalto entro i limiti di pubblicità e trasparenza nel rispetto dei principi di legge. 3. Stabilisce i criteri per la determinazione delle tariffe dei servizi comunali. 4. Stabilisce i criteri di compatibilità tra le zone del territorio comunale e le attività commerciali e imprenditoriali. ART. 9 Sessioni e convocazione 1. L’attività del consiglio comunale si svolge in sessione ordinaria e straordinaria. 2. Ai fini della convocazione, sono considerate ordinarie le sedute nelle quali vengono iscritte le proposte di deliberazioni inerenti all’approvazione delle linee programmatiche del mandato, del bilancio di previsione e del rendiconto della gestione.
3. Le sessioni ordinarie devono essere convocate almeno cinque giorni prima del giorno stabilito; quelle straordinarie almeno tre. In caso d’eccezionale urgenza, la convocazione può avvenire con un anticipo di almeno 24 ore. 4. La convocazione del consiglio e l’ordine del giorno degli argomenti da trattare è effettuata dal sindaco di sua iniziativa o sua richiesta di almeno un quinto dei consiglieri; in tal caso la convocazione deve avvenire entro 20 giorni e devono essere inseriti all’ordine del giorno gli argomenti proposti, purché di competenza consiliare. 5. La convocazione è effettuata tramite avvisi scritti contenenti le questioni da trattare, da consegnarsi a ciascun consigliere nel domicilio eletto nel territorio del comune; la consegna deve risultare da dichiarazione del messo comunale ovvero da altra modalità che consenta il riscontro dell’avvenuto ricevimento (fax). L’Avviso scritto può prevedere anche una seconda convocazione, da tenersi almeno 24 ore dopo la prima. 6. L’integrazione dell’ordine del giorno con altri argomenti da trattarsi in aggiunta a quelli per cui è stata già effettuata la convocazione è sottoposta alle medesime condizioni di cui al comma precedente e può essere effettuata almeno 24 ore prima del giorno in cui è stata convocata la seduta. 7. L’elenco degli argomenti da trattare deve essere affisso all’albo pretorio almeno entro il giorno precedente a quello stabilito per la prima adunanza e deve essere adeguatamente pubblicizzato in modo da consentire la più ampia partecipazione dei cittadini. 8. La documentazione relativa alle pratiche da trattare deve essere messa a disposizione dei consiglieri comunali almeno quattro giorni prima della seduta nel caso di sessioni ordinarie, almeno due giorni prima nel caso di sessioni straordinarie e almeno 12 ore prima nel caso di eccezionale urgenza. 9. Le sedute del consiglio comunale sono pubbliche, salvi i casi previsti dal regolamento consiliare che ne disciplina il funzionamento. 10. La prima convocazione del consiglio comunale subito dopo le elezioni per il suo rinnovo viene indetto dal sindaco entro dieci giorni dalla proclamazione degli eletti e la riunione deve tenersi entro dieci giorni dalla convocazione. 11. In caso di impedimento permanente, decadenza, rimozione, decesso del sindaco si procede allo scioglimento del consiglio comunale; il consiglio e la giunta rimangono in carica fino alla data delle elezioni e le funzioni del sindaco sono svolte dal vicesindaco. ART. 10 Linee programmatiche di mandato 1. Entro il termine di 120 giorni, decorrenti dalla data del suo avvenuto insediamento, sono presentate, da parte del sindaco, sentita la giunta, le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare durante il mandato politico–amministrativo. 2. Ciascun consigliere comunale può intervenire nella definizione delle linee programmatiche, proponendo integrazioni, adeguamenti o modifiche, mediante presentazione di appositi emendamenti, con le modalità indicate dal regolamento del consiglio comunale. 3. Con cadenza almeno annuale, il consiglio provvede, in sessione straordinaria, a verificare l’attuazione di tali linee da parte del sindaco e dei rispettivi assessori, entro il 30 settembre di ogni anno. E’ facoltà del consiglio provvedere a integrare, nel corso della durata del mandato, con adeguamenti strutturali e/o modifiche, le linee programmatiche, sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero emergere in ambito locale. 4. Al termine del mandato politico – amministrativo, il sindaco presenta all’o rgano consiliare il documento di rendicontazione dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche. ART. 11 Commissioni 1. Il consiglio comunale potrà istituire, con apposita deliberazione, commissioni permanenti, temporanee o speciali per fini di studio, di indagine, di inchiesta, di controllo. Dette commissioni sono composte da consiglieri comunali, con criterio di rappresentanza proporzionale. Per quanto riguarda le commissioni aventi funzioni di controllo e di garanzia, la presidenza è attribuita ai consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione. 2. Il funzionamento, la composizione, i poteri, l’oggetto e la durata delle commissioni verranno disciplinate con apposito regolamento. 3. La delibera di istituzione dovrà essere adottata a maggioranza assoluta dei componenti del consiglio. 4. Possono altresì essere costituite commissioni di lavoro secondo le modalità previste dal regolamento. Di queste ultime possono far parte anche cittadini non consiglieri comunali. ART. 12 Consiglieri 1. Lo stato giuridico, le dimissioni e la sostituzione dei consiglieri sono regolati dalla legge; essi rappresentano l’intera comunità alla quale costantemente rispondono. 2. Le funzioni di consigliere anziano sono esercitate dal consigliere che, nell’elezione a tale carica, ha ottenuto il maggior numero di preferenze. A parità di voti sono esercitate dal più anziano di età. 3. I consiglieri comunali che non intervengono alle sessioni per tre volte consecutive senza giustificato motivo sono dichiarati decaduti con deliberazione del consiglio comunale. A tale riguardo, il sindaco, a seguito dell’avvenuto accertamento dell’assenza maturata da parte del consigliere interessato, provvede con comunicazione scritta, ai sensi dell’art. 7 della legge 7 agosto 1990 n. 241, a comunicargli l’a vvio del procedimento amministrativo. Il consigliere ha facoltà di far valere le cause giustificative delle assenze, nonché a fornire al sindaco eventuali documenti probatori, entro il termine indicato nella comunicazione scritta, che comunque non può essere inferiore a giorni 20, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto quest’ultimo termine, il consiglio esamina e infine delibera, tenuto adeguatamente conto delle cause giustificative presentate da parte del consigliere interessato. ART. 13 Diritti e doveri dei consiglieri 1. I consiglieri hanno diritto di presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni e proposte di deliberazione. 2. Le modalità e le forme di esercizio del diritto di iniziativa e di controllo dei consiglieri comunali sono disciplinati dal regolamento del consiglio comunale. 3. I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del comune nonché dalle aziende, istituzioni o enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni utili all’espletamento del proprio mandato. Essi nei limiti e con le forme stabilite dal regolamento, hanno diritto di visionare gli atti e i documenti, anche preparatori e di conoscere ogni altro atto utilizzato ai fini dell’attività amministrativa e sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge. Inoltre essi hanno diritto a ottenere, da parte del sindaco un’adeguata e preventiva informazione sulle questioni sottoposte all’o rgano, anche attraverso l’attività della conferenza dei capigruppo, di cui al successivo art. 14 del presente statuto. 4. Ciascun consigliere è tenuto a eleggere un domicilio nel territorio comunale presso il quale verranno recapitati gli avvisi di convocazione del consiglio e ogni altra comunicazione ufficiale. 5. Per assicurare la massima trasparenza, ogni consigliere deve comunicare annualmente i redditi posseduti entro il 30 giugno di ogni anno.
ART. 14 Gruppi consiliari 1. I consiglieri possono costituirsi in gruppi, secondo quanto previsto nel regolamento del consiglio comunale e ne danno comunicazione al sindaco e al segretario comunale unitamente all’indicazione del nome del capogruppo. Qualora non si eserciti tale facoltà o nelle more della designazione, i gruppi sono individuati nelle liste che si sono presentate alle elezioni e i relativi capigruppo nei consiglieri presentatisi come candidati sindaco. 2. I consiglieri comunali possono costituire gruppi non corrispondenti alle liste elettorali nei quali sono stati eletti purché tali gruppi risultino composti da almeno 3 membri. 3. E’ istituita, presso il comune di Villa Guardia, la conferenza dei capigruppo., finalizzata a rispondere alle finalità generali indicate dall’art. 12, comma 3, del presente statuto, nonché dall’art. 39, comma 4, del Decreto Legislativo 18.08.2000, n.267. La disciplina, il funzionamento e le specifiche attribuzioni sono contenute nel regolamento del consiglio comunale. 4. I capigruppo consiliari sono domiciliati presso l’impiegato addetto all’ufficio protocollo del comune. 5. Ai capigruppo consiliari è consentito ottenere, gratuitamente, una copia della documentazione inerente gli atti relativi ad argomenti di competenza consiliare.
6. Le modalità di rilascio o di consultazione nonché il costo di riproduzione degli altri atti comunali non inerenti l’attività consiliare, sono determinati dai regolamenti. ART. 15 Sindaco 1. Il sindaco è eletto direttamente dai cittadini secondo le modalità stabilite nella legge che disciplina altresì i casi di ineleggibilità, di incompatibilità, lo stato giuridico e le cause di cessazione della carica. 2. Egli rappresenta il comune ed è l’o rgano responsabile dell’amministrazione, sovrintende alle verifiche di risultato connesse al funzionamento dei servizi comunali, impartisce direttive al segretario comunale, al direttore, se nominato, e ai responsabili degli uffici in ordine agli indirizzi amministrativi e gestionali, nonché sull’esecuzione degli atti. 3. Il sindaco esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi, dallo statuto, dai regolamenti e sovrintende all’espletamento delle funzioni statali o regionali attribuite al comune. Egli ha inoltre competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo sull’attività degli assessori e delle strutture gestionali ed esecutive. 4. Il sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio, provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del comune presso enti, aziende e istituzioni. 5. Il sindaco è inoltre competente, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale, a coordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, previo accordo con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, degli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, considerando i bisogni delle diverse fasce di popolazione interessate, con particolare riguardo alle esigenze delle persone che lavorano. 6. Al sindaco, oltre alle competenze di legge, sono assegnate dal presente statuto e dai regolamenti attribuzioni quale organo di amministrazione, di vigilanza e poteri di autorganizzazione delle competenze connesse all’ufficio. 7. Al sindaco compete la responsabilità dell’ordine pubblico. ART. 16 Attribuzioni di amministrazione 1. Il sindaco ha la rappresentanza generale dell’ente, può delegare le sue funzioni o parte di esse ai singoli assessori o consiglieri ed è l’organo responsabile dell’amministrazione del comune. In particolare il sindaco: a) dirige e coordina l’attività politica e amministrativa del comune nonché l’attività della giunta e dei singoli assessori; b) promuove e assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge, c) convoca i comizi per i referendum previsti dall’art.8 del Decreto Legislativo 18.08.2000, n.267; d) adotta le ordinanze contingibili e urgenti previste dalla legge; e) nomina il segretario comunale, scegliendolo nell’apposito albo; f) conferisce e revoca al segretario comunale, se lo ritiene opportuno e previa deliberazione della giunta comunale, le funzioni di direttore generale; g) nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna, in base a esigenze effettive e verificabili e ne determina le indennità, sentita la giunta, per i rispettivi incarichi. ART. 17 Attribuzioni di vigilanza 1. Il sindaco nell’esercizio delle sue funzioni di vigilanza acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi le informazioni e gli atti, anche riservati, e può disporre l’acquisizione di atti, documenti e informazioni presso le aziende speciali, le istituzioni e le società per azioni, appartenenti all’ente, tramite i rappresentanti legali delle stesse, informandone il consiglio comunale. 2. Egli compie gli atti conservativi dei diritti del comune e promuove, direttamente o avvalendosi del segretario comunale o del direttore se nominato, le indagini e le verifiche amministrative sull’intera attività del comune. 3. Il sindaco promuove e assume iniziative atte ad assicurare che gli uffici, servizi, aziende speciali, istituzioni e società appartenenti al comune, svolgano le loro attività secondo gli obiettivi indicati dal consiglio e in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla giunta. ART. 18 Attribuzioni di organizzazione 1. Il sindaco nell’esercizio delle sue funzioni di organizzazione: a) stabilisce gli argomenti all’ordine del giorno delle sedute del consiglio comunale, ne dispone la convocazione e lo presiede. Provvede alla convocazione quando la richiesta è formulata da un quinto dei consiglieri; b) esercita i poteri di polizia nelle adunanze consiliari e negli organismi pubblici di partecipazione popolare dal sindaco presieduti, nei limiti previsti dalle leggi; c) propone argomenti da trattare in giunta, ne dispone la convocazione e la presiede; d) riceve le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al consiglio in quanto di competenza consiliare. ART. 19 Vicesindaco 1. Il vicesindaco, nominato dal sindaco, è l’assessore che ha la delega generale per l’esercizio di tutte le funzioni del sindaco, in caso di assenza o impedimento di quest’u ltimo. 2. Il conferimento delle deleghe rilasciate agli assessori o consiglieri, deve essere comunicato al consiglio e agli organi previsti dalla legge, nonché pubblicato all’albo pretorio. ART. 20 Mozioni di sfiducia 1. Il voto del consiglio comunale contrario a una proposta del sindaco o della giunta non ne comporta le dimissioni. 2. Il sindaco e la giunta cessano dalla carica nel caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del consiglio. 3. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco, e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre 30 dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del consiglio e alla nomina di un commissario, ai sensi delle leggi vigenti. ART. 21 Dimissioni e impedimento permanente del sindaco 1. Le dimissioni comunque presentate dal sindaco al consiglio diventano irrevocabili decorsi 20 giorni dalla loro presentazione. Trascorso tale termine, si procede allo scioglimento del consiglio, con contestuale nomina di un commissario. 2. L’impedimento permanente del sindaco viene accertato da una commissione di 3 persone eletta dal consiglio comunale e composta da soggetti estranei al consiglio, di chiara fama, nominati in relazione allo specifico motivo dell’impedimento 3. La procedura per la verifica dell’impedimento viene attivata dal vicesindaco o, in mancanza, dall’assessore più anziano di età che vi provvede di intesa con i gruppi consiliari. 4. La commissione nel termine di 30 giorni dalla nomina relaziona al consiglio sulle ragioni dell’impedimento. 5. Il consiglio si pronuncia sulla relazione in seduta pubblica, salvo sua diversa determinazione, entro trenta giorni dalla presentazione. Statuto Statuto di Villa Guardia - [468 KB]

References: ART. 1
 ART.2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 10
 ART. 11
 ART. 12
 ART. 13
 art. 14

ART. 14
 ART. 15
 ART. 16
 ART. 17
 ART. 18
 ART. 19
 ART. 20
e contrario
 ART. 21