Source: http://www.penalecontemporaneo.it/d/3548-la-confisca-nella-annunciata-proposta-governativa-di-riforma-della-corruzione
Timestamp: 2017-01-19 00:19:11+00:00

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1. Secondo una prassi non nuova ma discutibile (quantomeno agli occhi del giurista), l'annuncio della riforma non è stato accompagnato dal testo delle disposizioni; ogni commento, compreso quello di Ferrarella, qui segnalato, non può pertanto oggi che basarsi sul testo del comunicato stampa del Consiglio dei Ministri (n. 41 del 12.12.2014), da noi pubblicato per estratto nei giorni scorsi, e sul video della conferenza stampa del Presidente del Consiglio Renzi e del Ministro della Giustizia Orlano, disponibile sul sito del Governo (clicca qui per accedervi). Orbene, a proposito della confisca si legge - nel comunicato stampa -: "la normativa migliora il già efficace strumento della cosiddetta confisca allargata, prevedendo che il provvedimento conservi efficacia anche quando nei successivi gradi di impugnazione sia sopravvenuta una causa estintiva del reato oggetto di accertamento". Sembrerebbe che il Governo, mettendo mano all'art. 12 sexies d.l. n. 306/1992 (ad oggi - si noti - già applicabile rispetto ai reati di corruzione) intenda proporre l'introduzione di una nuova ipotesi di 'confisca senza condanna', onde evitare in particolare che la morte del processo per prescrizione del reato comporti l'impunità del corrotto, consentendogli di conservare l'indebito vantaggio patrimoniale frutto del mercimonio della cosa pubblica (in giurisprudenza, nel senso che la confisca ex art. 12 sexies cit. non può essere applicata in caso di prescrizione del reato, "ostandovi il tenore letterale della disposizione, che postula una sentenza di condanna o di "patteggiamento" e non il mero proscioglimento per estinzione del reato" v. Cass. Sez. II, 4 marzo 2010, n. 12325, Dragone, rv. 247012. Contra, tuttavia, Cass. Sez. II, 25 maggio 2010, n. 32273, Pastore, rv. 248409).
Sul punto, senza avventurarci in prematuri commenti, ci limitiamo a ricordare al lettore quel che più volte è stato ricordato in alcuni contributi apparsi sulla nostra Rivista - tra l'altro, in un editoriale del prof. Francesco Viganò ("Confisca urbanistica e prescrizione: a Strasburgo il re è nudo), pubblicato nel giugno di quest'anno: nella misura in cui si ritenga - come ci sembra (nonostante un contrario orientamento della Cassazione) - che la confisca in esame abbia natura di sanzione penale, la sua applicazione in assenza di una condanna, cioè dell'accertamento della colpevolezza del reo, contrasta con la presunzione di innocenza ex art. 6 § 2 CEDU. 2. Sempre a proposito della confisca - ma questa volta nel video della conferenza stampa - il Presidente Renzi afferma: "Viene resa più semplice la confisca, e questo riguarda anche gli eredi. Quindi io faccio qualcosa di male, poi sfortunatamente mi accade qualcosa di male... e viene confermato che ho rubato...i miei eredi sono corresponsabili nel senso patrimoniale del termine, la confisca può andare anche agli eredi". Il Ministro Orlando aggiunge poi che il Governo intende seguire la via dell'aggressione alla ricchezza illecita, che ha riscosso notevole successo nel contrasto alle organizzazioni mafiose.
L'articolo di Luigi Ferrarella si sofferma proprio su quest'ultimo profilo dell'annunciata riforma in tema di confisca, evidenziandone la problematicità - ancora una volta - in rapporto a una fondamentale garanzia del diritto penale: il carattere personale della responsabilità (art. 27, co. 1 Cost.). Non a caso, come esattamente ricorda Ferrarella, la confisca dei beni estesa agli eredi era già nota e controversa nel diritto romano; e contro la confisca che fa patire al familiare innocente la pena del reo - Ferrarella ricorda anche questo - si espresse Cesare Beccaria (Dei delitti e delle pene, § XVII). Si comprende allora la diffidenza che il penalista contemporaneo avverte, istintivamente, per la confisca estesa agli eredi del reo, della quale si parla in questi giorni. a) Nella misura in cui la disposizione alla quale pensa il Governo avesse natura penale - nella sostanza, al di là dell'etichetta formale (secondo i noti parametri della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo) - la sua compatibilità con le fondamentali garanzie che assistono le pene e la responsabilità penale sarebbe a dir poco dubbia, per contrasto con il predetto principio di personalità della responsabilità penale (qualora, si intende, la confisca fosse prevista in relazione a eredi che risultino 'terzi estranei al reato', cioè non correi) nonché, a ben vedere, con le garanzie difensive proprie del procedimento di irrogazione delle pene.

References: Cass. 
 art. 12
 sentenza 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 art. 6
 § 2