Source: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2019/03/24/una-sentenza-inimmaginnabile/
Timestamp: 2019-07-24 06:42:05+00:00

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Una sentenza inimmaginabile | il ricciocorno schiattoso
Ho già presentato numerose denunce e querele ma nulla è cambiato. Il suo atteggiamento violento e prevaricatore non si ferma davanti a niente. Non so più cosa fare, temo per la mia incolumità. Non mi rimane altro che continuare a denunciare nella speranza che qualcuno mi ascolti.
Per lo Stato, la vita di Marianna Manduca non poteva essere salvata, nonostante le 12 denunce fatte dalla donna contro il marito. La spiegazione di questa sentenza è puramente corporativa. I magistrati non si discutono e non sbagliano mai.
Nella ricerca comportamentale che ho condotto negli ultimi 20 anni, ho scoperto uno schema disturbante: se le persone di solito acquisiscono potere attraverso tratti e azioni che promuovono gli interessi degli altri, come l’empatia, la collaborazione, l’apertura, l’equità e la condivisione, quando cominciano a sentirsi potenti o godono di una posizione di privilegio, quelle qualità cominciano a svanire. I potenti sono più propensi di altre persone a comportarsi modo maleducato, egoista e non etico. Lord Acton, storico e politico del XIX secolo, lo aveva capito: il potere tende a corrompere.
Io chiamo questo fenomeno “il paradosso del potere”, e l’ho studiato in numerosi contesti: colleges, il senato degli Stati Uniti, squadre sportive, e una varietà di altri luoghi di lavoro. In ognuno di essi ho osservato che le persone si innalzano sulla base delle loro buone qualità, ma il loro comportamento peggiora mano a mano che progredisce la loro scalata al potere.
Nel mio ultimo post commentavo una serie inquietante di pronunce degli organi giurisdizionali.
A distanza di pochissimo tempo da quel post, si conquista la prime pagine una sentenza della Corte d’appello di Messina, che ha ribaltato la decisione dei giudici di primo grado non riconoscendo alcun nesso di causa ed effetto tra la “colpevole inerzia” dei magistrati della Procura in relazione ai fatti denunciati da Marianna Manduca e la sua uccisione.
Quello che i giudici ci dicono è che, se è vero che azioni come una perquisizione e il sequestro del coltello con il quale Saverio Nolfo aveva minacciato la donna erano azioni necessarie e doverose, esse non avrebbero potuto comunque impedire l’omicidio. A nulla sarebbe servito interrogare Nolfo, che era deciso nel portare a termine il suo piano criminale al punto che nessun tentativo da parte delle autorità di farlo sentire controllato avrebbe potuto distoglierlo dal metterlo in atto.
In parole povere, ci rendono noto, questi magistrati, che tra le loro competenze rientra anche la capacità di predire tutti i futuri possibili: essi sanno con certezza che nessun intervento fra quelli previsti dalla legge in questi casi avrebbe potuto salvare la vita di Marianna Manduca.
Marianna Manduca era destinata alla morte.
Alla luce di questa certezza, a chi si è espresso appare ingiusto condannare coloro che non si sono presi il disturbo di tentare di impedirlo.
Non è neanche la prima volta che una condotta omissiva delle istituzioni viene considerata irrilevante al fine di attribuire ai soggetti che non hanno agito la responsabilità della morte di chi che da tempo denunciava di essere vittima di violenza; a tale proposito consiglio a tutti la rilettura della sentenza di Cassazione nel caso Federico Barakat, nella quale una frase sembra ricalcare questa di cui si parla oggi: “di fronte alla accurata premeditazione dell’omicidio non vi era alcuna concreta possibilità di evitare l’evento”. E’ vero che quel giorno Federico Barakat non avrebbe dovuto rimanere solo con il suo assassino, ma anche non fosse stato solo, sarebbe ugualmente morto.
Deve essere meraviglioso, potersi svegliare alla mattina con la coscienza libera da ogni rimorso, da ogni rimpianto, sostenuti dalla consapevolezza di sapere con certezza cosa sarebbe accaduto se qualcuno, in un preciso momento, avesse preso una decisione diversa da quella che ha determinato gli eventi, ignari di quell’angoscia che attanaglia noi comuni mortali quando la vita ci pone davanti ad un bivio.
Non so se quello di cui siamo testimoni sia il delirio di gente davvero convinta di possedere poteri sovrannaturali o piuttosto mero esercizio del potere da parte di persone che ritengono di meritarsi l’impunità a fronte delle gravi responsabilità che il ruolo che si sono guadagnati assegna loro; e se la concedono, l’impunità, senza neanche consultarci in proposito.
Di certo so soltanto che a noi, che siamo sotto la tutela di questi individui, una simile condotta non può che terrorizzare.
La forza legale non proteggeva in alcun conto l’uomo tranquillo, inoffensivo e che non avesse altri mezzi di far paura altrui – scriveva Manzoni di un Italia di tanto tempo fa – l’impunità era organizzata, e aveva radici che le grida non toccavano o non potevano raggiungere.
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7 risposte a Una sentenza inimmaginabile
E’ stata la presidenza del consiglio di questo governo o del precedente a sporgere ricorso?
Ormai l’unica via d’uscita per le donne vittime di violenza è approfittare delle facilitazioni sull’acquisto di armi e delle nuove leggi sulla legittima difesa, comprarsi una pistola e usarla alla prima occasione. Io lo farei se mi trovassi in una situazione del genere. Non è rimasta nessun’altra possibilità.
Ormai l’unica via d’uscita per le donne vittime di violenza è approfittare delle facilitazioni per l’acquisto di armi e della nuova legge sulla legittima difesa, comprarsi una pistola e usarla alla prima occasione. Io lo farei se mi trovassi in una situazione del genere. Non ci lasciano altra scelta.
Devastating, necessary article. A voice raised in the silence around this woman and those who loved her. The Manzoni citation frames the accusation perfectly.
su questi temi, sono d’accordo con te, ricciocorno
è una vergogna che queste sentenze siano sempre contro le donne
29 marzo 2019 alle 18:41
il termine “individui” dovresti riservarlo ai tuoi nemici, non a chi, a costo di sacrifici, cerca di amministrare la giustizia. Cara signora, vorrei ricordati che in Italia 26 magistrati che facevano lo stesso lavoro di quelli che attacchi con questo livore, ci hanno rimesso la pelle. Tra mafia e terrorismo. Ti faccio notare che questa statistica non esiste in Europa ma è tipica della Colombia.
Giusto per capire che tipo di rischio corrono, un po’ tutti, in un lavoro che spesso e volentieri
è svolto da donne (perciò non dovresti essere così aggressiva e tranchant quando giudichi un
pezzo dello Stato). Detto questo, poichè non lo spieghi e non hai letto la sentenza civile di una
corte siciliana, in un primo grado si era detto che era ravvisabile una responsabilità civilistica
per il fatto che il PM e credo anche il GIP non avevano disposto provvedimenti adeguati per
fermare il marito che perseguitava la moglie ed era stato denunciato per un coltello. Questa decisione, che poneva a carico dello Stato italiano l’obbligo di risarcire il danno, è stata riformata.
Il diritto non è una scienza e non è una palla di vetro.
Inoltre la decisione è rimessa alla Cassazione e nel caso, alla corte EDU.
Loro non sono dei maghi indovini.
E’ chiaro che una persona che maltratta va sottoposta ad una misura cautelare, ma l’unica
misura adeguata sarebbe il carcere: anche gli arresti domiciliari possono essere violati, è
sufficiente uscire di casa ed attuare un proposito criminoso. E’ poi evidente che purtroppo ci sono
molti mezzi per sopprimere una persona (ad esempio, investirla). In situazioni di questo genere
di solito la polizia sequestra un fucile da caccia se legalmente detenuto (è il caso di un cacciatore).
Nulla esclude però che una persona possa detenere nascosta in campagna altra arma
clandestina e con esso attuare l’omicidio, della quale non vi è alcuna notizia nè da parte della polizia nè ovviamente da parte del PM. E’ quindi evidente che vi è un ampio ventaglio di
possibilità rispetto alle quali i giudici, che sono uomini esperti e preparati (di solito, se
sanno fare il loro mestiere), evidentemente non hanno virtù divinatorie.
Una persona che minaccia con un coltello un vicino di casa manifesta una certa pericolosità
ma la pena è sempre quella prevista per il reato di minaccia e il processo è a piede libero.
Questo mi serve per dire che non è possibile mettere in custodia cautelare in carcere (unica
misura realmente adeguata) tutti gli indagati e gli imputati. Ci vorrebbero decine di grandi e nuove
carceri. Questo naturalmente NON significa lasciare le persone prive di protezione (è quello
che dice spesso Salvini, al quale voi date sempre una immensa ciambella di salvataggio
con la sua politica securitaria e fascista. Vi sta sfruttando!).
Significa che se è stata fatta una denuncia (e non
erano dodici, ma qualcuna in meno) è dovere del giudice vagliarla ed intervenire nel
modo più efficace. In un altro caso, a fronte di una denuncia del sabato, con misura emessa
immediatamente e mai eseguita, visto che il tale era scappato, per poi aggredire la ex,
nonostante la massima celerità, nonostante l’emissione della misura, ad onta delle ricerche, non si è riusciti ad
impedire l’aggressione di una donna davanti al supermercato mediante uso del fuoco.
Vogliamo dare una colpa anche per il fatto che la persona si era resa irreperibile ?
credo che comunque vi sia un metodo più corretto di contestare chi amministra la giustizia,
senza arrivare al dileggio ed al disprezzo, che ricorda tanto un Berlusconi coi suoi
giudici “tarati geneticamente” o un Bossi con le “cartucce per ciascun giudice”.
Vedi tu signora se vuoi distinguerti da questi due esempi molto deteriori, ma con largo seguito.
O quantomeno se devi contestare, puoi farlo ma senza definire stupide le persone,
perchè stupide non sono, avendo una qualifica e una esperienza che è riconosciuta
29 marzo 2019 alle 18:56
“Cara signora, vorrei ricordati che in Italia 26 magistrati che facevano lo stesso lavoro di quelli che attacchi con questo livore, ci hanno rimesso la pelle. Tra mafia e terrorismo.” Quindi? Non c’è alcun nesso fra questo dato e ciò che scrivo qui. La mafia uccide una gran quantità di persone, che fanno i lavori più disparati, e questo non esonera dalle critiche qualunque persona faccia i medesimi lavori delle vittime.
Se devi contestare, non scrivere stupidaggini.

References: sentenza 
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