Source: http://www.sti-consulenze.it/cartella-sanitaria-e-cessazione-del-rapporto-di-lavoro/
Timestamp: 2019-12-16 13:47:04+00:00

Document:
Cartella sanitaria e cessazione del rapporto di lavoro | S.T.I.
Cartella sanitaria e cessazione del rapporto di lavoro
;”Per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, la normativa prevede l’istituzione di una cartella sanitaria, ovvero di un sistema documentale di raccolta di tutti i dati sanitari che il medico competente, in occasione delle visite, ha archiviato nel processo finalizzato alla verifica dell’idoneità dei lavoratori allo svolgimento della mansione loro assegnata.
Una delle modifiche introdotte alla materia dal D.Lgs. 81/2008 riguarda l’obbligo della consegna, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, di copia della cartella sanitaria e di rischio. Questa previsione normativa, è stata inserita per far sì che la cartella raccolga la storia intera del lavoratore dal punto di vista sanitario e permetta al medico in fase di visita preventiva, di dover ripartire da zero.
I riferimenti normativi riguardante questo obbligo prevedono:
1) il datore di lavoro deve istituire una procedura che preveda la comunicazione al medico competente di tutte le cessazioni dei rapporti di lavoro;
2) il medico competente deve attrezzarsi per fare in modo che, al momento della cessazione del rapporto, possa effettuare una copia della cartella e consegnarla al lavoratore.
La verifica da parte del datore di lavoro circa l’adempimento dell’obbligo di consegna della cartella può avvenire, ad esempio, in occasione della riunione periodica mediante intervista del medico stesso e del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.”
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44 pensieri su “Cartella sanitaria e cessazione del rapporto di lavoro”
Elisa 12/04/2017 alle 00:31
Vorrei sapere in merito alla copia della cartella sanitaria di rischio alla cessazione, se essa riguarda la cartella in sé e per se con tutto ció che il medico competente ha annotato sopra o anche i suoi vari allegati, compresa documentazione prodotta dallo stesso dipendente.
admin 12/04/2017 alle 04:09
La cartella sanitaria è composta da tutti i documenti in essa contenuta a prescindere dall’origine. L’obiettivo è permettere ai medici competenti delle aziende che assumono un lavoratore, di poter visionare la storia sanitaria del lavoratore ed esprimere un giudizio fondato circa l’idoneità o meno dello stesso lavoratore di poter svolgere una determinata mansione.
ALESSANDRA ZAGNI 26/07/2017 alle 09:21
BUONGIORNO, chiedo questa informazione.
Per quei dipendenti sottoposti a sorveglianza specifica relativa alla saldatura, in caso di dimissioni la comunicazione delle stesse deve essere fatta anche all’ USL ?
Fabio Rosito 26/07/2017 alle 14:22
No, nessuna comunicazione è necessaria in caso di dimissione. Solo nel caso di esposizione a cancerogeni, è previsto l’invio della cartella all’INAIL (ex ISPESL).
Ho inteso correttamente la Sua domanda?
pietro 06/08/2017 alle 11:37
buon giorno sono stato licenziato il 21-06 2017 e il 5 agosto 2017 mi e arrivata una raccomandata dal’azienda dove mi intima alla visita medica da fare il 30-08-2017… oltretutto a pavia …io abito a chivasso (to) e svogevo la mia mansione lavorativa a volpiano(to) nel trasporto di carburanti….. sono obbligato a farla? se si devo andare a pavia a mie spese? grazie …
admin 07/08/2017 alle 11:07
essendo stato esposto ad agenti chimici cancerogeni e un rischio chimico sicuramente non irrilevante, si applica la visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia, è previsto che la visita medica non abbia alcun onere per il lavoratore in base all’art. 15 comma 2 D.Lgs. 81/2008:
“2. Le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori.”.
Quanto sopra, è stato ribadito dall’Interpello 14/2016 del 25 ottobre 2016.
Il fatto che Lei non sia più in forza all’azienda fa sì che la visita medica non possa più essere fatta in quanto deve svolgersi in orario di lavoro.
Spero di averLe risposto e Le facciamo i nostri migliori auguri di trovare la più presto un posto di lavoro.
Mirko 08/11/2017 alle 20:22
Volevo chiederle se le risulta che la consegna della copia di questo documento alla cessazione del rapporto di lavoro debba essere fatta dietro pagamento di una cifra da parte del lavoratore, oppure se è gratuita.
admin 09/11/2017 alle 13:15
la consegna deve avvenire gratuitamente in accordo con quanto previsto all’articolo 15 comma 2 del D.Lgs. 81/2008:
2. Le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso
Paolo 19/12/2018 alle 10:15
Salve, il mio ex datore di lavoro mi ha contattato per andare a ritirare la cartella medica.
Non vorrei dover prendere dei permessi per andarla a ritirare, ho chiesto se me la potevano spedire e han risposto di no, perché serve la mia firma.
Davvero non possono spedirmela? Se non la ritiro cosa rischio?
Ing. Fabio Rosito Autore articolo 19/12/2018 alle 17:00
consideri che la consegna di copia della cartella è un obbligo a carico del medico competente, quindi, se dovesse decidere di non ritirarle, non ci sarebbero rischi per Lei.
Può richiedere la consegna con raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure mediante corriere in modo che si possa certificare la consegna.
Ricordo sempre che, in base all’articolo 15 comma 2, la sicurezza non deve avere alcun onere per i lavoratori, comprese le spese di trasferimento per andare a ritirare copia della cartella.
Giuliano 30/11/2017 alle 14:51
Buongiorno ho dato le dimissioni e la azienda mi ha fatto sapere che devo andare a fare la visita obbligatoria dal loro medico x fine rapporto di lavoro. L ambulatorio è a 25 km e devo andare con il mio mezzo. Le ore impegnate x viaggio e visita vengono retribuite dall azienda ? Grazie.
admin 20/12/2017 alle 06:10
La visita medica deve essere fatta in orario di lavoro e sebza alcun onere per il lavoratore. Quindi, le ore di trasferimento, a meno che il CCNL applicato non prevedano diversamente, devono essere retribuite così come qualsiasi onere sostenuto dal lavoratore per la visita.
Salvatore 13/12/2017 alle 19:00
Buon giorno vorrei sapere se al momento della visita per pensione, il medico competente può far firmare al dipendente uno stampato che non farà ricorso!
La ringrazio(dipendente pubblico azienda sanitaria)
admin 20/12/2017 alle 06:09
Ritengo che non sia possibile impedire ad una persona di poter “utilizzare” un diritto sancito da una norma. Penso, però, che un avvocato possa darle una risposta più esaustiva.
Adil 21/12/2017 alle 01:28
Boungiorno. Scusate ho avuto à maggio un infortunio solo Che l’inail non mi ha accettato infortunio ho un appuntamento con la medicina lavoro mi servirebbe copia visita Di idoneita lavorativa à chi devo rivolgermi adesso visto Che il contratto e finito à giugno. Grazie
admin 21/12/2017 alle 07:22
l’idoneità sanitaria viene consegnata all’azienda e al lavoratore. Prevedibilmente, il medico competente della Sua precedente azienda ne avrà copia. Le ricordo che, essendo terminato il contratto, ha diritto di ricevere copia di tutta la documentazione sanitaria tra cui il contenuto della cartella sanitaria e le relative idoneità.
Giulia 13/03/2018 alle 13:52
Buonasera, ho lavorato per tre mesi presso un’ azienda Ospedaliera con contratto a tempo determinato, ora a distanza di mesi ho vinto un concorso pubblico e mi si richiede la cartella sanitaria di provenienza. L’azienda presso cui ho lavorato in precedenza mi risponde che la copia della suddetta cartella non posso averla in quanto non sto andando in pensione. Come posso procedere? È la verità? Grazie..
admin 14/03/2018 alle 05:41
Buongiorno, come ha potuto leggere nell’articolo, si tratta di obblighi di legge sanciti dalla normativa, quindi, in caso l’azienda non provveda, ci sono due possibilità:
1) contattare il medico competente precedente per avere copia della cartella;
2) denunciare all’ASL competente per territorio il rifiuto dell’azienda a fornire copia della cartella.
Fede 13/07/2018 alle 14:55
il dipendente può richiedere copia della cartella clinica senza essere licenziato, ossia durante il periodo lavorativo?
admin 13/07/2018 alle 15:27
Sì, in base all’articolo 25 comma 1 lettera h
Spesso, i medici allegano in busta chiusa copia dell’idoneità e dei risultati delle visite specialistiche
Fabrizio 18/08/2018 alle 21:37
se l’azienda dove si è prestato servizio non avesse fatto svolgere le visite mediche ogni anno, contravvenendo gli obblghi di legge, qual’è l’organo competetnte per il controllo? Inoltre se a distanza di un anno dalla cessazione di lavoro il dipendente, sotto richiesta non avesse ancora ricevuto la copia della documentazione sanitaria, cosa dovrebbe fare?
Ing. Fabio Rosito Autore articolo 19/08/2018 alle 04:36
1) il soggetto incaricato dei controlli in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, ad eccezione dell’antincendio, è l’ASL competente per territorio. Potrà fare esposto direttamente a loro, tanto non avrà neanche remore per possibili ritorsioni non essendo più un loro lavoratore;
2) la sanzione per la mancata consegna della cartella sanitaria è verso il medico competente ed è pari a “arresto fino a un mese o ammenda da 223,36 a 893,46 euro”. Nel caso in cui fosse stato il datore di lavoro a non avvertire il medico della cessazione del rapporto, la sanzione a carico del atore di lavoro sarebbe pari a “sanzione amministrativa pecuniaria da 558,41 a 2.010,28 euro”.
Lina 01/12/2018 alle 10:39
Vi chiedo gentilmente alcune informazioni relative alla visita medica di fine rapporto lavorativo.
L’azienda interessata al quesito è uno studio d’ingegneria per opere civili e industriali, con organico costituito da videoterminalisti e tecnici che rivestono ruolo di direttori lavori e coordinatori sicurezza in ambienti interni ed esterni, presidiati e non, punti vendita carburanti, compresa attività di supervisione e vigilanza durante lavori in serbatoi interrati (con divieto d’ingresso per i tecnici nell’ambiente confinato) e cantieri di manutenzione impianti distribuzione gas naturale (comprese le cabine di regolazione e misura).
Attualmente l’azienda, in caso di dimissioni del lavoratore, qualora le condizioni di salute psico-fisiche facciano presupporre una possibile malattia professionale, provvede a richiedere una visita medica alla conclusione del rapporto di lavoro.
-Può l’azienda, a tutela sua e del lavoratore, stabilire come regola interna la visita medica a fine rapporto lavorativo, sempre, nonostante non rientri nella casistica in cui la legge ne prevede l’obbligo (specificando che vale per tutti coloro che sono stati esposti a rischi di malattia professionale, es. ernia del disco…o altro connesso con le mansioni)?
-Può includere tale procedura nel contratto d’assunzione?
-Il medico Competente dell’azienda in questione può alla consegna della cartella sanitaria del lavoratore uscente, chiudere la cartella con la visita di fine rapporto?
Ing. Fabio Rosito Autore articolo 01/12/2018 alle 12:41
l’articolo 41 comma 2 lettera e prevede che la visita medica alla cessazione del rapporto sia possibile solo “nei casi previsti dalla normativa vigente”.
Pertanto, non si ritiene che questa sia attivabile a discrezione del medico competente o, peggio ancora, del datore di lavoro, ma solo nei casi in cui questa sia espressamente richiamata dalla normativa:
– esposizione ad agenti chimici art. 229 comma 2 lettera c;
– esposizione ad amianto art. 259 comma 2.
La visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro è volta a valutare la situazione del lavoratore rispetto all’esposizione ai singoli agenti e, contestualmente, fornire ai lavoratori informazioni circa i controlli a cui sottoporsi anche dopo la cessazione dell’esposizione.
Per quanto concerne il caso specifico, ritengo che la sorveglianza sanitaria sia indirizzata sui rischi legati all’uso di attrezzature munite di videoterminali. In questi casi, i rischi indagati sono:
1) stato della vista nei confronti dell’affaticamento visivo. Gli effetti sulla vista dell’utilizzo delle attrezzature munite di videoterminali, anche detta astenopia, scompaiono una volta cessata l’esposizione al rischio. Pertanto, la visita di fine rapporto non determinerebbe una tutela particolare;
2) condizioni legate alla postura (rachide) e del sovraccarico biomeccanico degli arti superiori: nel caso dei videoterminalisti, a questo rischio è generalmente associata solo un’anamnesi e non visite specialistiche o strumentali tranne che in casi di sospetta patologia. Stanti le condizioni sopra descritte, al visita di fine rapporto, non determinerebbe una tutela maggiore per il datore di lavoro.
Concludendo, nei casi proposti, è opinione dello scrivente, che non sia applicabile la visita medica di fine rapporto. Tuttavia, si rimanda al giudizio del medico in merito, tenendo conto dei risultati della valutazione dei rischi.
Tina 06/12/2018 alle 12:26
Buon giorno, so o andata via il 30/11/2018,mi hanno mandata una raccomandata per una visita di fine rapporto. Posso rifiutarmi se non sono rimborsata o sono obbligata a farla?
Ing. Fabio Rosito Autore articolo 07/12/2018 alle 16:46
sottoporsi alla visita medica è un obbligo del lavoratore, il cui rifiuto è sanzionabile in base all’articolo 20 del D.Lgs. 81/2008.
Poichè la sicurezza non deve presentare oneri finanziari per il lavoratore e deve essere svolta in orario di lavoro, le ore di trasferimento, la durata della visita e qualsiasi spesa Lei dovesse sostenere per effettuare la visita le dovranno essere pagate.
In caso questo non avvenisse, potrà fare denuncia alle autorità competenti quali l’ASL competente per territorio.
La rimando alla lettura dell’Interpello 14 del 25/10/2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che richiama proprio i succitati principi.
Giuseppe Cervi 11/02/2019 alle 15:18
ho dato da poco le dimissioni (con il dovuto preavviso), la visita medica d’idoneità scadrà in questi giorni, quindi per oltre 2 mesi dovrei lavorare senza idoneità. Il datore di lavoro non mi ha ancora comunicato nulla. A chi mi posso rivolgere? Sono obbligati a farmi fare la visita benchè io sia dimissionario?
Ing. Fabio Rosito Autore articolo 11/02/2019 alle 16:16
il rispetto delle scadenze delle visite mediche è imposto dall’articolo 18 comma 1 lettera g del D.Lgs. 81/2008, che prevede:
Il mancato rispetto della prescrizione di cui sopra, prevede una sanziona pari a ammenda da 2.233,65 a 4.467,30 euro.
L’ente incaricato del controllo delle prescrizioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori è l’ASL.
Alessandra 15/02/2019 alle 08:14
Salve, non riesco a recuperare bonariamente la mia cartella sanitaria… il mio ex datore di lavoro si fa sempre negare. Ne avrei bisogno per fare una domanda di invalidità/malattia professionale.
Non conosco il nome del medico competente e non so come rintracciarlo… a chi potrei rivolgermi? L’azienda è stata chiusa e il commercialista dice di non conoscere il nome del medico competente. È possibile? Cosa posso fare?
Ing. Fabio Rosito Autore articolo 15/02/2019 alle 10:48
nelle condizioni descritte ritengo che l’unica possibilità sia di fare denuncia all’ASL competente per territorio.
Maria 10/04/2019 alle 20:36
Vorrei chiedere una informazione. In caso di decesso (avvenuto fuori dall’ambito lavorativo) i familiari più prossimi al defunto es. La moglie potrebbe richiedere al datore di lavoro del marito defunto copia della cartella clinica di rischio? E il datore di lavoro è obbligato a consegnarla? Grazie per la risposta
Ing. Fabio Rosito Autore articolo 11/04/2019 alle 02:34
Il D.Lgs. 81/08 non prevede questo obbligo, quindi penso dipenda molto dalla disponibilità dell’azienda. Rimane da capire le implicazioni in materia di privacy. Consiglierei di contattare un legale per quanto concerne una cosa del genere.
Consideri che si tratta di cartella sanitaria e non clinica. La sostanziale differenza è che la cartella sanitaria riporta solo anamnesi e valutazioni strumentali legate al rischio lavorativi. Ad esempio, nel caso di un videoterminalista, la documentazione sarà prettamente legata alla vista.
Mi dispiace non poterle essere di maggiore aiuto.
Maria 11/04/2019 alle 04:59
La ringrazio per l’informazione. Purtroppo per il tipo di lavoro che svolgeva mio marito non so cosa poteva essere obbligatorio che facesse. Lui lavorava sia in ufficio come videoterminalista che fuori con trasferte in Italia ma soprattutto all’estero in paesi oltreoceano come India, Cina, Malesia, Vietnam, e in Europa come Polonia, Romania etc. O paesi Arabi presso clienti del tipo acciaierie dove seguiva direttamente in acciaieria il lavoro inerente al tipo di prodotto che vendeva e testava sul posto . Io a parte il casco, gli occhiali di plastica le scarpe e una tuta guanti non gli ho mai sentito dire che facesse altro. Per questo volevo sapere se l’azienda fosse tenuta a dover far fare specifiche visite mediche o addirittura vaccini considerando i posti dove andava ed anche frequentemente. Grazie per la risposta.
Ing. Fabio Rosito Autore articolo 11/04/2019 alle 05:03
A comandare è il protocollo sanitario redatto dal medico competente in base alla valutazione dei rischi lavorativi.
Potrebbe provare a chiedere all’azienda copia della cartella sanitaria e se gliela danno bene, altrimenti valutare con un legale se ci sono margini.
Però non troverà molte informazioni all’interno in quanto sono visite esclusivamente finalizzate alla verifica delle condizioni di salute correlate al lavoro e non possono diventare degli screening come succede invece in caso di ricovero ospedaliero.
Admin 29/06/2019 alle 17:09
Mi sono da poco licenziato santo il dovuto preavviso,prima di abbandonare definitivamente il mio posto di lavoro ho più volte fatto richiesta di ottenere la mia cartella medica e i corsi della sicurezza fatti presso l’azienda ma senza alcuna risposta positiva da parte dell’azienda.
Ora a distanza di alcune settimane il nuovo lavoro dove sono stato assunto mi richiede la cartella medica di provenienza cioè del precedente lavoro ma contattando azienda mi danno sempre risposte negative.
Arrivato a questo punto cosa posso fare?
Ing. Fabio Rosito Autore articolo 30/06/2019 alle 06:17
il medico competente è tenuto alla consegna della copia della cartella in virtù dell’articolo 25 comma 1 lettera e. Consiglierei di inviare una richiesta direttamente a lui che è il soggetto obbligato. In caso di mancata risposta potrà fare un esposto all’ASL oppure fare denuncia ai carabinieri, essendo una comportamento con rilevanza penale.
Per quanto riguarda gli attestati, il tema è decisamente più complesso e articolato. Il D.Lgs. 81/2008 non ha previsto l’obbligo della consegna degli attestati in quanto era previsto il libretto formativo del cittadino che, però, non è mi stato attivato. Alcuni utilizzano le prescrizioni in materia di privacy che prevedono che una persona abbia diritto di ricevere copia, su richiesta, di tutti i documenti riportanti i suoi dati. Forse, visto che il guadagno non è Suo ma dell’azienda per cui andrà a lavorare, dovrebbe chiedere a loro di insistere, eventualmente per vie legali, alla consegna della documentazione.
Detto questo, il costo di tutto questo potrebbe essere molto superiore al costo di farLe frequentare nuovamente i corsi di formazione.
Chiara Montaguti 23/07/2019 alle 08:02
mio marito terminerà il rapporto di lavoro in azienda a fine agosto.
L’azienda a voce ha manifestato l’intenzione di effettuare un rinnovo del contratto di altri 6 mesi, ma tuttavia ha fissato la visita medica di cessazione rapporto qualche giorno prima la scadenza di questo primo contratto.
La visita medica di cessazione è obbligatoria anche se ci sarà un rinnovo di contratto?
Ing. Fabio Rosito Autore articolo 23/07/2019 alle 08:07
la visita alla cessazione del rapporto di lavoro è legata al fatto che cessa una determinata esposizione al rischio e, quindi, il medico competente vuole verificare lo stato di salute prima della fine del rapporto e, contestualmente, dare indicazioni su eventuali analisi da effettuare anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro in quanto alcuni prodotti chimici potrebbero mostrare i loro effetti anche dopo il periodo di esposizione.
Detto questo, ritengo superflua la visita di fine rapporto qualora sia già previsto il rinnovo. Tuttavia, è obbligo del lavoratore sottoporsi ai controlli sanitari. Se ritiene che siano illeciti, può fare esposto all’ASL competente per territorio, ma solo dopo il rinnovo del contratto.
admin 02/09/2019 alle 14:47
Le chiedo scusa per il ritardo nella risposta, ma non era arrivata la notifica di un nuovo commento.
Per quanto concerne la Sua domanda, la visita medica è alla cessazione del rapporto di lavoro. In caso di rinnovo, non è prevista.
Tania 31/07/2019 alle 21:29
Ho fatto da poco tutte le visite mediche per l’azienda in cui lavoro. Volevo sapere se posso richiedere una copia dei risultati al mio datore di lavoro o potrò visionarli solo alla cessazione del rapporto di lavoro?
Alessandro 03/12/2019 alle 17:52
Salve, mi sono licenziato a Dicembre 2018. Adesso in seguito a malattia professionale l’Inail mi chiede la cartella sanitaria delle visite mediche fatte in azienda. Premetto che non vorrei contattare il mio ex datore di lavoro. A chi posso rivolgermi? Grazie!
Ing. Fabio Rosito Autore articolo 03/12/2019 alle 17:55
Se al tempo non Le hanno consegnato la cartella sanitaria, può provare a contattare il medico competente. Solo che le cartelle sanitarie dei lavoratori cessati sono custodite dal datore di lavoro
Alessandro 06/12/2019 alle 13:11
Licenziato a Dicembre 2018 non mi è stata consegnata la cartella sanitaria. Hanno infranto la legge? E, se affermativo, chi ne risponde il medico o il datore di lavoro? Grazie!
Ing. Fabio Rosito Autore articolo 11/12/2019 alle 04:33
come avrà letto nell’articolo, l’obbligo di consegna della copia della cartella sanitaria è in carico al medico. Pertanto, se vuole recuperarla, deve chiederlo a lui come, se vuole segnalare il mancato rispetto dell’obbligo, la denuncia andrà fatta nei confronti del medico.
Questi, se non ha ricevuto notizia della cessazione, a sua volta, potrà denunciare il mancato rispetto degli obblighi di comunicazione.

References: articolo 19
 articolo 19
 articolo 01
 art. 229
 art. 259
 articolo 07
 articolo 11
 articolo 15
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 30
 articolo 23
 articolo 03
 articolo 11