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OSSERVATORIO ENTI LOCALI Giugno PDF
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1 OSSERVATORIO ENTI LOCALI Giugno 2015 PATRIMONIO P.A. a cura di Mara Oliverio Consiglieri Delegati CNDCEC Marcello Marchetti Giovanni Gerardo Parente
2 Sommario: 1. Brevi riferimenti normativi 2. Gli inventari degli enti locali 3. Patrimonio immobiliare e partecipazioni detenuti dalle Amministrazioni Pubbliche 1. Brevi riferimenti normativi Il patrimonio, secondo una generale accezione, è costituito dal complesso dei rapporti attivi e passivi facenti capo ad un determinato soggetto o organismo. Il patrimonio pubblico non fa eccezione essendo costituito dal complesso di beni e rapporti giuridici, attivi e passivi, di pertinenza di ciascun ente (art. 230 T.U.E.L.). Il patrimonio pubblico deve essere analizzato sotto l aspetto soggettivo ed oggettivo. Dal punto di vista soggettivo il patrimonio riguarda i diversi enti pubblici proprietari e in alcuni casi privati a cui sono delegate funzioni pubbliche. Mentre sotto l aspetto oggettivo il patrimonio è costituito da immobili di varia tipologia e qualità oltre che da titoli, azioni, concessioni ecc La commissione Rodotà, nominata nel 2007 per redigere un Disegno di Legge delega in materia di beni pubblici, nel distinguere i beni in comuni, privati e pubblici suddivide questi ultimi in beni ad appartenenza pubblica necessaria, beni pubblici sociali e beni pubblici fruttiferi. Dalla lettura del codice civile invece i beni pubblici si possono distinguere in: Beni demaniali (arrt. 822 e 824 Codice civile) che hanno nella loro natura la destinazione all uso pubblico. Essendo res extra commercium si tratta di beni che mancano di un valore di mercato (demanio necessario e demanio legale). Beni patrimoniali (art. 826 C.C.) soggetti alle norme dettate a tutela della proprietà pur restando soggetti al regime giuridico degli enti pubblici. Potendo essere oggetto di scambio hanno un valore di mercato (indisponibile e disponibile) Il Patrimonio dell ente locale è dunque l insieme: dei beni (immobili, mobili, attrezzature, crediti, denaro) che vengono utilizzati, consumati e trasformati per l erogazione dei servizi e per il soddisfacimento dei bisogni della collettività; degli impegni assunti verso terzi (debiti, mutui, prestiti obbligazionari) e che possono gravare sul patrimonio. 2 14
3 La gestione del Patrimonio dell ente è evidenziata dal Conto Patrimoniale che, ai sensi dell'art. 230 del D.Lgs 267/2000, riassume la consistenza del patrimonio al termine dell esercizio. Lo stato patrimoniale rappresenta dunque i risultati della gestione patrimoniale ed è predisposto nel rispetto del principio contabile generale n. 17 e dei principi applicati della contabilità economico-patrimoniale di cui agli allegati n. 1 e n. 4/3 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (comma 1, art. 230 del tuel). Gli enti locali includono nello stato patrimoniale i beni del demanio, con specifica distinzione, ferme restando le caratteristiche proprie, in relazione alle disposizioni del codice civile (comma 3, art. 230 del tuel). A livello centrale il Ministero del Tesoro, nell ambito del progetto «Patrimonio della PA», ha avviato, dal 15 maggio al 31 luglio 2015, la rilevazione del patrimonio della Pa per il Le amministrazioni pubbliche dovranno inserire le informazioni su fabbricati e terreni detenuti nella banca dati "Immobili" del «Portale Tesoro» che costituisce da alcuni anni l'anagrafe unica degli asset pubblici. La comunicazione annuale e obbligatoria è stata avviata per individuare le componenti dell'attivo (immobili, società partecipate, concessioni) di tutte le amministrazioni pubbliche anche ai fini - prospettici - della redazione del rendiconto patrimoniale a valori di mercato. Si ritiene, infatti, che una gestione efficiente del patrimonio pubblico possa costituire il punto di partenza per il risanamento dei conti pubblici. Parlando di Pubbliche amministrazione è facile avere contezza della gestione delle passività mentre le informazioni reperibili circa le componenti attive sono ben poche. La rilevazione del patrimonio attraverso appositi inventari assume rilievo nella valutazione dei costi di gestione e dei redditi dei vari beni, allo scopo di influire sull eventuale gestione e sul controllo della destinazione degli stessi alle finalità assegnate dalla legge dagli organi deliberativi ma anche per verificare la responsabilità dei pubblici operatori in ordine all adempimento dei doveri connessi alla gestione patrimoniale. Il Dipartimento del Tesoro per giungere ad una puntuale conoscenza del patrimonio pubblico ha scelto un approccio bottom-up con una rilevazione condotta presso ogni singola Amministrazione prendendo come unità di rilevazione il singolo bene e la singola quota di partecipazione detenuta in una società/ente. L Amministrazione dichiarante deve pertanto comunicare i beni immobili di cui è proprietaria 3 14
4 e, con riferimento al 31 dicembre dell anno di riferimento della rilevazione, le partecipazioni detenute: in via diretta ed in via indiretta, tramite altra società o ente partecipati direttamente dall Amministrazione stessa. La ricognizione del patrimonio pubblico attivo è stata avviata con l art. 2, comma 222 della Legge 191 del 2009 che ha previsto, ai periodi undicesimo e dodicesimo, l obbligo per le Amministrazioni di comunicare annualmente al Dipartimento del Tesoro i dati relativi ai beni immobili di proprietà pubblica al fine di consentire la redazione del Rendiconto patrimoniale delle Amministrazioni Pubbliche a valori di mercato e, al periodo quattordicesimo, la possibilità di estendere, con Decreto del Ministro dell Economia e delle Finanze (Mef), l obbligo di comunicazione ad altre componenti dell attivo. In attuazione di quanto previsto con Decreto il Mef ha esteso la rilevazione alle concessioni ed alle partecipazioni. Alla luce della citata normativa è stata avviata la rilevazione del Patrimonio detenuto dalle Amministrazioni Pubbliche. Sono tenute all obbligo di comunicazione le Amministrazioni comprese nel cosiddetto Settore S13, elenco aggiornato dall Istat per la redazione del conto economico consolidato, con l esclusione degli Enti privati di gestione di forme di previdenza e assistenza obbligatorie. Sono tenute alla comunicazione anche le amministrazioni individuate dall articolo 1, comma 2, del Decreto Legislativo del 30 marzo 2001 n La norma prevede la segnalazione alla Corte dei Conti delle Amministrazioni che non adempiano alla comunicazione dei dati. Le amministrazioni incluse nell ambito della rilevazione inviano, con cadenza annuale, i dati relativi alle componenti dell attivo oggetto di rilevazione (beni immobili, concessioni, partecipazioni). Il D.L. n. 98/20011 convertito con L. 111/2011 ha previsto l individuazione di un responsabile della comunicazione dei dati. Il D.L. n. 90/2014 convertito con Legge 11 agosto 2014 ha previsto l unificazione delle rilevazioni delle partecipazioni ed enti partecipati in un unica banca dati (quella del dipartimento del tesoro). Le modalità attuative per acquisire tali informazioni sono contenute nel Decreto Interministeriale del 25 gennaio 2015 pubblicato in G.U. n. 57 del 10 marzo A titolo indicativo, include l ACI (Automobile Club d Italia), le ASP (Aziende di Servizi alla Persona, già IPAB - Istituti di Pubblica Assistenza e Beneficienza), gli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari anche trasformati in Ater, Aler, Acer o comunque denominati). 4 14
5 2. Gli inventari degli enti locali Il complesso delle operazioni di ricerca, interpretazione, rilevazione, classificazione, descrizione e valutazione degli elementi costituenti il patrimonio dell ente avviene con l inventariazione. La predisposizione degli inventari rappresenta la fase preliminare alla introduzione della contabilità economica negli enti locali. Senza inventari aggiornati non è possibile determinare il valore degli ammortamenti e delle rimanenze. Ciascun valore incluso nel conto del patrimonio dovrà essere dimostrato ai fini informativi, di conciliazione e controllo da analitiche scritture descrittive ed estimative 2. L inventario deve essere costantemente aggiornato e chiuso al termine dell esercizio conciliando, per le immobilizzazioni materiali il dato fisico con quello contabile. I crediti inesigibili e quelli di dubbia esigibilità, stralciati del conto del bilancio, devono essere elencati nell inventario al valore originario. Per il patrimonio finanziario (crediti, disponibilità liquide, debiti, opere da realizzare, costi esercizi futuri), il conto del bilancio e suoi allegati, costituiscono, di fatto, il relativo inventario. Per i beni mobili non inventariabili, (e quindi non capitalizzabili) come definiti dal regolamento di contabilità, l ente deve porre in essere le rilevazioni disposte dal regolamento stesso. L inventariazione comprende diverse fasi così distinte: 1. Ricognizione o individuazione (Identificazione dei beni di proprietà dell ente e ricerca dei documenti comprovanti la proprietà); 2. Classificazione (classi (es. edifici, automezzi), categorie (es. demanio necessario) e sottocategorie (es. ulteriore dettaglio informativo)); 3. Descrizione (dati identificativi la quantità, la qualità e la qualifica degli elementi patrimoniali); 2 Principio contabile n. 3 dell Osservatorio sulla finanza e contabilità degli enti locali. 5 14
6 4. Valutazione (valorizzazione del bene tenendo conto della normativa di riferimento. La corretta attribuzione del valore inventariale del bene garantisce la significatività del conto del patrimonio). L aggiornamento degli inventari, secondo il dettato normativo (comma 7, art. 230 del tuel) deve avvenire obbligatoriamente annualmente. Le tipologie di inventari: Inventario dei beni immobili di uso pubblico per natura; Inventario dei beni immobili di uso pubblico per destinazione; Inventario dei beni immobili patrimoniali disponibili; Inventario dei beni mobili di uso pubblico; Inventario dei beni mobili patrimoniali; Inventario dei Crediti; Inventario dei debiti e di altre passività; Inventario di tutti i titoli e atti che si riferiscono al patrimonio e alla sua amministrazione; Riepilogo generale degli interventi. La scheda degli inventari dei beni mobili deve contenere: codice d inventario; classe/categoria/sottocategoria; descrizione del bene; caratteristiche tecniche e dimensionali; collocazione; consegnatario; valutazione inventariale; stato di conservazione; titolo di acquisizione; matricola. 6 14
7 In ogni ente pubblico centrale o periferico vengono individuati gli agenti che ricevono in consegna i beni mobili dello Stato (denominati consegnatari) i quali, in relazione alle modalità di gestione e di rendicontazione ed alle consequenziali responsabilità, assumono la veste, rispettivamente, di agenti amministrativi per debito di vigilanza e di agenti contabili per debito di custodia. Il consegnatario può inoltre affidare i beni (o una parte di essi) a sub consegnatari. I beni mobili in ambienti comuni sono affidati all economo, al provveditore o ad altro agente. L attività del consegnatario viene rappresentata nel conto giudiziale accompagnato dai seguenti documenti: provvedimento di legittimazione del contabile alla gestione; lista per tipologie di beni; copia degli inventari tenuti dagli agenti contabili; documentazione giustificativa della gestione; verbali di passaggio di gestione; verifiche e discarichi amministrativi; eventuali altri documenti richiesti dalla Corte dei Conti. La ricognizione degli immobili, cioè la loro primaria identificazione ed elencazione, anche di larga massima, va verificarsi gradualmente e va giustificata, fin dove sarà possibile, con i relativi atti notarili. Possiamo distinguere: A Scheda Fabbricati, B Scheda Terreni Agricoli e strade comunali; C Scheda Aree Edificabili; D Sezione Giuridica (uguale per tutte le schede). A Scheda Fabbricati Indicazione del Comune, del numero di scheda e di inventario. Foto dell immobile; Dati generali: ubicazione, tipologia (edilizia residenziale, terziaria, ecc.), posizione (centrale, semicentrale ecc.), uso attuale (uffici, scuole, abitazioni); 7 14
8 Dati catastali: foglio, particella, subalterno, categoria e classe, consistenza, rendita catastale; Dati descrittivi dell immobile: se trattasi di edificio intero riportare il numero dei piani fuori terra ed entro terra; la superficie coperta e scoperta dell immobile; la superficie coperta (commerciale) dei singoli piani e quella complessiva; lo stato conservativo dell immobile (ottimo, buono, normale, cattivo, pessimo). Se trattasi di porzione di edificio, riportare il piano, le superfici di aree ad uso esclusivo, lo stato conservativo; Dati economici: superficie commerciale, valore unitario a mq, valore canone di affitto se il bene è sotto locazione attiva o passiva). B Scheda Terreni Agricoli e strade comunali Indicazione del Comune, del numero di scheda e di inventario; Foto dell immobile: estratto di mappa del catasto terreni o aerofotogrammetria; Dati generali: ubicazione, tipologia (terreno agricolo, strada asfaltata o a fondo naturale, ecc.); Dati catastali: foglio, particella, categoria e classe, consistenza, reddito dominicale e agrario; Dati descrittivi dell immobile: breve descrizione del terreno e della sua natura e delle colture in atto; presenza di fabbricati rurali e il loro stato conservativo; Dati economici: superficie, valore unitario, valore complessivo, valore locativo annuo (valore del canone di affitto se il bene è sotto locazione attiva o passiva). C Scheda Aree Edificabili Indicazione del Comune, del numero di scheda e di inventario; Foto dell immobile: aerofotogrammetria; Dati generali: ubicazione (via o contrada), tipologia (terreno roccioso, acquitrinoso ecc.); Dati descrittivi dell immobile: breve descrizione del terreno, della sua natura e delle colture in atto; presenza di fabbricati rurali e loro stato conservativo; Dati catastali: foglio, particella, categoria e classe, consistenza, reddito dominicale e agrario; 8 14
9 Dati cartografici: estratto di mappa del catasto terreni, estratto di PRG o di altro strumento urbanistico; Dati di PRG: zona, sottozona, piano convenzionato, descrizione, parametri d intervento, altro; Dati economici: superficie, valore unitario, valore complessivo; D Sezione Giuridica (uguale per tutte le schede) Estremi dell atto di provenienza del bene o titolo del possesso (se il bene è tenuto in affitto o in altra forma di godimento gratuito o oneroso); Dati di iscrizione nel registro patrimoniale 3 ; Canoni percepiti o pagati a terzi. Ante D.lgs. n.77/95 la norma richiedeva la valutazione solamente dei beni patrimoniali senza peraltro stabilire previsti criteri di valutazione, mentre per i beni demaniali la relativa natura di res-extra-commercium imponeva la sola descrizione degli stessi. Con l art. 230 (ex-art. 72 D.lgs. n. 77/1995), comma 4, il legislatore ha fissato i criteri di valutazione dei beni del demanio e del patrimonio. In particolare gli enti locali valutano i beni del demanio e del patrimonio, comprensivi delle relative manutenzioni straordinarie, secondo le modalità previste dal principio applicato della contabilità economicopatrimoniale di cui all allegato n. 4/3 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modificazioni.. È importante parlare della valorizzazione degli immobili in quanto l ente si trova in una situazione di difficoltà ad avere contezza e conoscenza dettagliata delle singole componenti che costituiscono il patrimonio e quindi difficoltà a mapparne lo status complessivo. Da ciò ne deriva una impossibilità oggettiva di attuare una gestione economicamente efficiente. Il Piano di valorizzazione immobiliare è il risultato di un articolato processo di definizione di obiettivi ed azioni in grado di contemperare aspetti ed esigenze di natura economica, gestionale e di interesse pubblico. Con l aiuto delle apposite schede tecniche si può definire il portafoglio di immobili distinguibile in sottoinsiemi: 3 I registri patrimoniali vanno redatti in modo sintetico e devono contenere i dati tecnico-contabili del bene. Dovranno essere vidimati dal sindaco ogni anno e, in ogni caso, seguono le norme della contabilità generale degli Enti Locali. 9 14
10 Immobili immediatamente dismissibili con vendita diretta; Aree libere; Immobili ad uso abitativo di proprietà dell ente; Immobili ad uso diverso dall abitativo siti fuori dai confini dell ente la cui proprietà non è riconducibile all ente; Immobili residenziali occupati. Con il processo di ricognizione e due diligence interna occorre valutare quali sono le possibili alternative strategiche di valorizzazione del portafoglio immobiliare (cessione diretta, Joint venture immobiliare, fondo immobiliare, società di investimento immobiliare quotata). L alternativa strategicamente più idonea dipenderà dalle specifiche caratteristiche del portafoglio individuato e dalle esigenze dell ente. 3. Patrimonio immobiliare e partecipazioni detenuti dalle Amministrazioni Pubbliche La gestione efficiente del patrimonio pubblico, da realizzarsi con la collaborazione e la condivisione di obiettivi e principi tra tutte le Amministrazioni, può svolgere un ruolo importante per il contenimento del deficit e la riduzione del debito pubblico, contribuendo, in definitiva, alla crescita economica del Paese. Nell ambito del progetto Patrimonio della PA il Dipartimento del Tesoro ha redatto un analisi sui dati dei beni immobili dichiarati e le partecipazioni detenute dalle Amministrazioni Pubbliche nel Dal censimento del Mef risultano oltre beni appartenenti al patrimonio immobiliare pubblico, di cui comunicati dall Agenzia del Demanio tra quelli gestiti per conto dello Stato, tuttavia tale informazione non può considerarsi esaustiva in quanto molte amministrazioni non hanno provveduto a comunicare i propri dati
11 Beni immobili dichiarati nel Portale del Dipartimento del Tesoro. AMMINISTRAZIONI Dati comunicati MACRO-CATEGORIA Nel perimetro Adempimenti Unità immobiliari Terreni Totale Totale Amministrazioni pubbliche Beni in gestione per conto dello Stato Totale Amministrazioni pubbliche di cui: Dati analizzati Amm.ni centrali Amm.ni Locali Enti nazionali pubblici di previdenza e assistenza Amm.ni NON S Gli enti locali risultano essere le amministrazioni con il maggior numero di unità immobiliari, in particolare i comuni i cui beni contano il 69% del totale comunicato
12 Unità Immobiliari dichiarate nel Portale del Dipartimento del Tesoro per tipologia di amministrazione TIPOLOGIA AMMINISTRAZIONE Unità Immobiliare Amministrazioni centrali % Presidenza Consiglio dei Ministri e Ministeri % Organi costituzionali e di rilievo costituzionale % Agenzie Fiscali % Altre Amministrazioni centrali % Amministrazioni Locali % Regioni % Province % Comuni % Unioni di Comuni % Consorzi % Enti servizio sanitario % Università % Altre % Enti nazionali assistenza e previdenza % Amministrazioni Non S % Per quanto riguarda le società sono quelle censite mentre le partecipazioni da parte delle Pubbliche amministrazione individuate risultano
13 Partecipazioni e società partecipate per tipologia di Amministrazione TIPOLOGIA AMMINISTRAZIONE Società partecipate (1) Partecipazioni Dirette Indirette Totale (2) Amministrazioni centrali Presidenza Consiglio dei Ministri e Ministeri Agenzie Fiscali Altre Amministrazioni centrali Amministrazioni Locali Regioni Province Comuni Unioni di Comuni Consorzi Enti servizio sanitario Università Altre Enti nazionali assistenza e previdenza Amministrazioni Non S TOTALE (1) La somma del numero di società partecipate dalle diverse tipologie di Amministrazioni può non coincidere con il numero delle società partecipate dai rispettivi aggregati e, a sua volta, la somma delle società partecipate dagli aggregati può non coincidere con il numero complessivo di società partecipate dalle Amministrazioni Pubbliche. Se una stessa società è partecipata da due Amministrazioni appartenenti a tipologie differenti viene contata tra le partecipate di ciascuna di essi ma entra una sola volta nel calcolo delle partecipate del relativo aggregato. (2) Le partecipazioni totali non corrispondono alla somma tra partecipazioni dirette ed indirette in quanto i casi in cui l Amministrazione partecipa ad una società sia in via diretta che in via indiretta sono inclusi una sola volta nel calcolo delle partecipazioni totali
14 Le Amministrazioni Locali detengono complessivamente partecipazioni su società di cui dirette. In base a quanto dichiarato dalle amministrazioni pubbliche risulta che, in riferimento alla natura giuridica, le unità immobiliari detenute dalle amministrazioni centrali sono per il 55% circa demaniale, per il 35 % appartengono al patrimonio indisponibile e per il 10% al patrimonio disponibile. Per le Amministrazioni Locali, sulle unità immobiliari dichiarate, il 5% circa appartiene al demanio, il 58% al patrimonio indisponibile e il 37% al patrimonio disponibile. Unità immobiliari distinte per natura giuridica Enti nazionali di Amm. Amm.ni % % previdenza centrali Locali ed % Altre % assistenza Demanio % % % Patrimonio indisponibile % % % % Patrimonio disponibile % % % % Amm. centrali Amm. Locali enti nazionali di previdenza ed assistenza Altre demaniali patrimonio indisponibile patrimonio disponibile 14 14

References: art. 230
 art. 230
 art. 2
 articolo 1
 art. 230
 art. 230