Source: http://docplayer.it/69334726-Comune-di-cavallino-treporti-provincia-di-venezia-statuto-comunale.html
Timestamp: 2018-01-21 11:33:01+00:00

Document:
Comune di Cavallino Treporti (Provincia di Venezia) Statuto Comunale - PDF
Comune di Cavallino Treporti (Provincia di Venezia) Statuto Comunale
Download "Comune di Cavallino Treporti (Provincia di Venezia) Statuto Comunale"
Feliciano Lolli
1 Comune di Cavallino Treporti (Provincia di Venezia) Statuto Comunale Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 07 del Modificato con delibera di Consiglio Comunale n. 51 del
16 TITOLO III PARTECIPAZIONE POPOLARE Art. 30 Riconoscimento, valorizzazione e promozione della partecipazione popolare Il Comune di Cavallino-Treporti riconosce e valorizza le libere forme di associazione fra cittadini e promuove organismi e istituti di partecipazione popolare all Amministrazione locale Art. 31 Titolarità dei diritti di partecipazione 1. I diritti di partecipazione attribuiti a norma dello statuto, quando non sia diversamente stabilito, spettano a chi, avendo compiuto i sedici anni: a) abbia la residenza nel comune; b) eserciti sul territorio comunale la propria attività prevalente di lavoro o di studio; c) eserciti sul territorio comunale la propria attività prevalente di lavoro o di studio, anche se privo della cittadinanza italiana. 2. I diritti di partecipazione possono essere esercitati da persone singole o in forma associata. Art. 32 Diritto di informazione 1. Il comune riconosce nell'informazione, disciplinata nel suo esercizio dalle leggi e dai regolamenti, la condizione essenziale per assicurare la partecipazione dei cittadini alla vita sociale e politica e la piena conoscenza dei loro diritti in relazione ai procedimenti amministrativi. 2. A tale scopo il consiglio comunale adotta un regolamento contenente la disciplina di esercizio dei diritti di informazione, di partecipazione al procedimento amministrativo, di accesso ai documenti amministrativi e di proposta e svolgimento dei referendum. 3. Al fine di garantire la trasparenza, l'amministrazione appresta i mezzi informativi necessari, ivi compreso internet e promuove e favorisce ogni iniziativa per rendere pubblica e conosciuta l'attività propria, e degli enti e aziende dipendenti. 4. Allo scopo l Amministrazione assicura, anche attraverso la costituzione di apposito ufficio, l'accesso agli atti nei limiti stabiliti dalle leggi e con le modalità previste dai regolamenti. Art. 33 Valorizzazione delle libere forme associative e del volontariato 1. Il comune valorizza le libere forme associative della popolazione, promovendone il concorso attivo all'esercizio delle proprie funzioni e favorendo l'utilizzo delle sedi, delle strutture e dei servizi pubblici. 2. Il comune favorisce e sostiene l'apporto fondamentale delle organizzazioni di volontariato per il conseguimento delle finalità pubbliche, sviluppando l'integrazione di attività nell'erogazione dei servizi e privilegiando le iniziative che consentono più elevati livelli di socialità, solidarietà, crescita civile con prioritaria attenzione a quelle che hanno sede nel territorio comunale. 3. La programmazione dei servizi pubblici, in conformità a quanto previsto dal precedente comma 2, tiene conto delle organizzazioni di volontariato che operano negli specifici ambiti, prevedendo, per esse, condizioni di priorità in caso di ricorso a convenzioni.
17 4. Il comune mette a disposizione di associazioni, comitati o altri organismi privati strutture, beni strumentali contributi e servizi secondo criteri e modalità predeterminati dal consiglio comunale nell apposito regolamento. Art. 34 Albo delle associazioni riconosciute Le associazioni, operanti nel territorio comunale e che abbiano depositato presso la segreteria del Comune il proprio atto costitutivo e statuto, hanno diritto di essere iscritte in apposito albo, da aggiornarsi annualmente, con le modalità previste dal Regolamento. Art. 35 Consulte 1. Le consulte costituiscono organismi di partecipazione ove sono rappresentate libere associazioni, organizzazioni di volontariato, enti, istituzioni, categorie professionali, organizzazioni sindacali di categoria fasce o gruppi di persone titolari dei diritti di partecipazione di cui al precedente art Le consulte sono istituite con delibera del Consiglio Comunale che ne specifica le materie di competenza, il numero dei componenti e le modalità di funzionamento 3 E fatta salva l adozione di apposite norme regolamentari aventi valenza generale per tutte le diverse Consulte che si andranno a costituire. 4. Le consulte esercitano funzioni consultive e di proposta su specifici ambiti dell'attività dell'amministrazione nei confronti della giunta e del consiglio, in particolare nella fase di predisposizione dei provvedimenti che attengono le materie di competenza su temi quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: i problemi dell economia e del lavoro, le attività sociali, i tempi e la qualità della vita, l ambiente, la scuola e l istruzione, lo sport, il turismo. 5. Le consulte, oltre che per iniziativa del Consiglio, sono istituite anche su richiesta di almeno 5 associazioni iscritte all albo. Art. 36 Istanze, Petizioni, Proposte di delibera 1. I titolari dei diritti di partecipazione di cui all art. 31 in forma singola o associata, possono rivolgere all Amministrazione Comunale istanze, petizioni e proposte di iniziativa popolare 2. Le istanze in quanto richieste di informazioni in ordine a specifici problemi oggetto dell attività dell amministrazione possono essere rivolte al Sindaco o al Dirigente Comunale per materie nelle quali esercitano competenze a rilevanza esterna. 3. Entro trenta giorni dalla ricezione dell istanza il Sindaco, ovvero un assessore delegato, o il Dirigente rispondono all istanza. 4. Le petizioni, quale strumento per sottoporre all attenzione dell Amministrazione specifici problemi e/o avanzare possibili soluzioni, devono essere rivolte al Sindaco o al Consiglio Comunale su richiesta del numero di Titolari dei diritti di partecipazione previsto dal Regolamento. 5. Entro 45 giorni dalla ricezione della petizione l organo interpellato risponderà alla petizione. 6. Le proposte di deliberazione di iniziativa popolare sono proposte formulate dai titolari dei diritti di partecipazione di cui all art. 31 su materia di competenza del Consiglio Comunale, purchè corrispondenti ai requisiti formali richiesti. La verifica dei requisiti e sostanziali della proposta è devoluta al Segretario Generale. Successivamente i promotori devono raccogliere, a corredo della proposta, il numero di firme di Titolari dei diritti di partecipazione previsto dal Regolamento.
18 7.. Con apposito regolamento sono ulteriormente disciplinate le istanze e le petizioni di cui al primo comma ed individuate le condizioni di ammissibilità della proposta, le modalità con cui i proponenti possono avvalersi della collaborazione degli uffici comunali, le modalità ed i termini per l'istruttoria. La proposta deve essere esaminata dall'organo competente nei termini di regolamento, anche eventualmente integrata o modificata, corredata dai prescritti pareri ed attestazioni. 8.. Il comune favorisce, anche attraverso la messa a disposizione di propri spazi e strumenti, l'espressione da parte dei cittadini di opinioni su decisioni, atti e attività dell'amministrazione. Art. 37 Referendum consultivo e propositivo 1. Il referendum comunale consultivo e propositivo è un atto di democrazia diretta e deve riguardare questioni interessanti la comunità locale di competenza dell Amministrazione Comunale. 2. Il referendum può essere proposto dal Consiglio Comunale con deliberazione approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, o per iniziativa popolare, su richiesta di almeno il 5% dei titolari dei diritti di partecipazione di cui al precedente art La richiesta di referendum può riguardare gli argomenti di competenza esclusiva del Consiglio Comunale ad eccezione dei seguenti: - Atti di elezione, nomina, designazione e decadenza; - Personale del Comune e delle aziende; - Bilanci, tributi e finanza; - Materie nelle quali siano già stati adottati provvedimenti con conseguenti impegni finanziari o rapporti contrattuali con terzi; - Pareri richiesti da disposizioni di legge; - Tutela dei diritti delle minoranze. 4. Entro trenta giorni dalla presentazione, della proposta deve essere acquisito il giudizio di ammissibilità da parte del Segretario Generale che può avvalersi dell assistenza di ulteriori due esperti da lui individuati. 5. Il quesito referendario è approvato se ha raggiunto la maggioranza dei voti validamente espressi 6. Le modalità di attuazione sono determinate con apposito regolamento adottato dal Consiglio Comunale Art 38 Referendum abrogativo 1. Su richiesta del 10% degli elettori residenti il Sindaco indice referendum per l abrogazione, totale o parziale, di norme regolamentari emanate dal Comune o per revocare atti amministrativi a contenuto generale. 2. Non è ammesso il referendum abrogativo per: - - Atti di elezione, nomina designazione; - Personale del Comune e delle Aziende; - Bilanci, tributi e finanza; - Materie nelle quali siano già stati adottati provvedimenti con conseguenti impegni finanziari o rapporti contrattuali con terzi; - Pareri richiesti da disposizioni di legge; - Tutela dei diritti delle minoranze; - I piani territoriali ed urbanistici generali e attuativi, i programmi per la loro attuazione e relative variazioni. 3. Hanno diritto a partecipare al referendum abrogativo i cittadini iscritti alle liste elettorali del comune.
19 4. Entro trenta giorni dalla presentazione, della proposta deve essere acquisito il giudizio di ammissibilità da parte del Segretario Generale che può avvalersi dell assistenza di ulteriori due esperti da lui individuati. 5. Il referendum abrogativo è approvato con la maggioranza dei voti validamente espressi. 6. Le modalità di attuazione sono determinate con apposito regolamento adottato dal Consiglio Comunale. Art. 39 Cittadinanza onoraria 1. Il consiglio comunale, con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati, può concedere la cittadinanza onoraria a persone che abbiano acquisito alti meriti nei vari campi del sapere, dell'arte, della convivenza e della solidarietà umana. Art. 40 Albo Pretorio - A B R O G A T O -
COMUNE DI JESOLO PROVINCIA DI VENEZIA R E G O L A M E N T O SULLA PARTECIPAZIONE POPOLARE Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 43 del 15/05/2008 INDICE TITOLO I Principi generali Art. 1 Oggetto
REGIONE MARCHE 1 ASSEMBLEA LEGISLATIVA proposta di legge n. 83 a iniziativa della Giunta regionale presentata in data 26 agosto 2016 ISTITUZIONE DI UN NUOVO COMUNE MEDIANTE FUSIONE DEI COMUNI DI MONTEMAGGIORE
VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE n. 34 del 03/03/2016 OGGETTO: PATROCINIO NON ONEROSO ALLA CROCE BIANCA SEZIONE DI BRUGHERIO PER LO SVOLGIMENTO DI UN INCONTRO SUL TEMA AVVELENAMENTI CASALINGHI
REGOLAMENTO DEL COMITATO DEI SINDACI Del Distretto 2 dell ASL 5
COMITATO DEI SINDACI CITTÀ DI RIVOLI, ROSTA, VILLARBASSE, ALPIGNANO E VAL DELLA TORRE DISTRETTO 2 dell A.S.L. 5 - REGIONE PIEMONTE REGOLAMENTO DEL COMITATO DEI SINDACI Del Distretto 2 dell ASL 5 Approvato
GLI ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE IN ALCUNI DEI NUOVI STATUTI REGIONALI. Istruttoria pubblica, consultazione e partecipazione. St.
GLI ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE IN ALCUNI DEI NUOVI STATUTI REGIONALI Istruttoria pubblica, consultazione e partecipazione St. Emilia-Romagna Art. 17 Istruttoria pubblica 1. Nei procedimenti riguardanti
SCHEMA DI TESTO UNICO IN MATERIA DI ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI
SCHEMA DI TESTO UNICO IN MATERIA DI ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI (Roma, 27 aprile 2000) PARTE I ORDINAMENTO ISTITUZIONALE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Oggetto 1. Il presente testo unico contiene
Comuni di Beinasco, Bruino, Orbassano, Piossasco, Rivalta di Torino, Volvera REGOLAMENTO DEL COMITATO DEI SINDACI DEL DISTRETTO 3 DELL ASL 5
COMITATO DEI SINDACI CITTÀ DI COLLEGNO E GRUGLIASCO DISTRETTO 1 dell A.S.L. 5 - REGIONE PIEMONTE Comuni di Beinasco, Bruino, Orbassano, Piossasco, Rivalta di Torino, Volvera REGOLAMENTO DEL COMITATO DEI
REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEL REFERENDUM CONSULTIVO
COMUNE DI CONSELICE Provincia di Ravenna REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEL REFERENDUM CONSULTIVO Approvato con delibera di C.C. n. 11 del 25/3/2014 In vigore dal 25/3/2014 INDICE Art. 1 Finalità
PROVINCIA DI BERGAMO. LEGGE 56/2014 Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni.
PROVINCIA DI BERGAMO LEGGE 56/2014 Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni. Gli organi della Provincia (art. 1 co. 54 - art. 1 L. 56/2014) Il Presidente
REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DEI REFERENDUM
COMUNE DI GRANOZZO CON MONTICELLO REGOLAMENTO PER LO SVOLGIMENTO DEI REFERENDUM Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 16 in data 30 maggio 1994 Ripubblicato in data 18-07-1994 fino all
DISCIPLINARE DEI COMITATI DI QUARTIERE
Allegato alla delibera di G.C. n. 485 del 16.09.2014 DISCIPLINARE DEI COMITATI DI QUARTIERE Pag. 1 di 6 ARTICOLO 1 1. Il comitato di quartiere promuove, uniformandosi al principio di sussidiarietà, la
Regolamento per la disciplina del Referendum di iniziativa popolare
Regolamento per la disciplina del Referendum di iniziativa popolare TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Articolo 1 - OGGETTO E FINALITÀ Il presente regolamento disciplina le modalità per l'ammissione e lo svolgimento
REGOLAMENTO DEL PROCESSO PARTECIPATIVO
REGOLAMENTO DEL PROCESSO PARTECIPATIVO INDICE ARTICOLO 1 - PRINCIPI E FINALITÀ...2 ARTICOLO 2 - DEFINIZIONE DEL PROCESSO PARTECIPATIVO E AMBITO DI APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO SUL PROCESSO PARTECIPATIVO...2

References: Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 Art. 36
 art. 31
 art. 31
 Art. 37
 Art. 39
 Art. 40
 Art. 1
 Art. 17
 Articolo 1
 Art. 1
 art. 1
 ARTICOLO 1
 Articolo 1
 ARTICOLO 1
 ARTICOLO 2