Source: http://www.comune.moneglia.ge.it/it/servizi_al_cittadino/informazioni_sui_servizi_demografici.html
Timestamp: 2020-06-02 14:28:50+00:00

Document:
Ti trovi in: Home	⁄ Servizi al cittadino	⁄ Informazioni sui Servizi Demografici
Ultima modifica effettuata il 24/07/2017
Di seguito le schede informative per ogni tipologia di servizio:
ANNULLAMENTO ISCRIZIONE ANAGRAFICA E CAMBIO INDIRIZZO
L’ufficiale d’anagrafe provvede all’annullamento di registrazioni anagrafiche effettuate, qualora, entro 45 giorni dalla ricezione delle dichiarazioni rese dagli interessati, accerti o verifichi l’assenza della dimora abituale all’indirizzo dichiarato. Le norme in materia di anagrafe prevedono infatti che:
1. L’ufficiale d’anagrafe è tenuto a registrare, entro 2 giorni dalla ricezione, le seguenti dichiarazioni anagrafiche
(art. 5 comma 3, DL 5/2012):
- Trasferimento di residenza da altro comune o dall’estero ovvero di trasferimento di residenza all’estero;
- Costituzione di nuova famiglia o di nuova convivenza, ovvero mutamenti intervenuti nella composizione della famiglia o della convivenza;
2. L’ufficiale d’anagrafe dispone accertamenti per verificare le dichiarazioni ricevute; in caso di accertamenti negativi o di verificata assenza dei requisiti, provvede al ripristino della posizione anagrafica precedente, ovvero alla cancellazione degli interessati (in caso di iscrizione anagrafica) o alla loro nuova registrazione nell’abitazione precedente (in caso di dichiarazione di cambio di abitazione), dalla data di ricezione delle loro dichiarazioni anagrafiche (art. 18-bis, DPR 223/1989).
3. In caso di dichiarazioni non corrispondenti al vero, i dichiaranti decadono (art. 75, DPR 445/2000) dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base delle dichiarazioni non veritiere ed incorrono (art. 76, DPR 445/2000) nelle conseguenze previste dal codice penale. Infatti, se nel corso degli accertamenti svolti entro 45 giorni dalla ricezione delle dichiarazioni rese, emergono discordanze con queste ultime, l’ufficiale d’anagrafe segnala quanto emerso alla competente autorità di pubblica sicurezza (art. 5, comma 4, DL 5/2012).
Modalità dell’accertamento anagrafico
Una volta ricevute le dichiarazioni anagrafiche, l’ufficiale d’anagrafe ha 45 giorni di tempo per accertarne la veridicità. Se dagli accertamenti emergono incongruità con le dichiarazioni rese, l’ufficiale d’anagrafe invia alle persone interessate il cd. “preavviso di rigetto”, ossia la comunicazione di motivi che ostano all’accoglimento dell’iscrizione anagrafica (art. 10-bis della legge 241/1990), con cui si assegnano 10 giorni di tempo per presentare osservazioni scritte, eventualmente corredate da documenti.
La comunicazione del preavviso di rigetto interrompe i termini del procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di 10 giorni di cui sopra.
Dell’eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni é data ragione nella motivazione del provvedimento finale.
Ufficio anagrafe del Comune di Moneglia, Corso Libero Longhi n. 25 - 16030 – Moneglia (GE)
Tel. 0185/490856 Fax: 0185/490842
Email: anagrafe@comune.moneglia.ge.it
DPR 30/07/2012 N. 154 (in vigore dal 25.9.2012). Regolamento di attuazione dell’articolo 5 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, in materia di variazioni anagrafiche.
Legge 07/08/1990 n. 241. Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministratvi.
DPR 30/05/1989 N. 223. Regolamento anagrafico della popolazione residente.
Legge 24/12/1954 n. 1228. Ordinamento delle anagrafi della popolazione residente.
ATTESTAZIONE DI ISCRIZIONE ANAGRAFICA CITTADINO DELL'UNIONE EUROPEA
Si tratta dell’attestazione che prova:
Il cittadino comunitario deve possedere i requisiti prescritti dal D.lgs. n. 30 del 2007 per ottenere, in caso di soggiorno in Italia per un periodo superiore a 3 mesi, l’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente.
L’interessato deve presentare la documentazione attestante il possesso dei requisiti richiesti dal D.Lgs. n.. 30 del 2007 per i cittadini comunitari che soggiornano in Italia per un periodo superiore a 3 mesi.
Produrre n. 2 marche da bollo da Euro 16,00 : una per la richiesta, una per l’attestazione (circolare Ministero n. 54 del 2007)
L’attestazione vale a tempo indeterminato, ma non è idonea ad escludere che il cittadino comunitario abbia nel frattempo perduto il diritto di soggiorno a causa della sopravvenuta perdita dei requisiti prescritti dal D.Lgs. n. 30 del 2007.
Circolare ministero dell’interno n. 45 del 08/08/2007
D.Lgs. 06/02/2007 n. 30 relativo al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.
D.lgs. 25/07/1998 n. 286. Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizioni dello straniero.
SCELTA DEL PRENOME - CAMBIAMENTO DEL COGNOME
Il cittadino che ha avuto attribuito alla nascita prima del 30/03/2001 (data di inizio operatività del Nuovo Regolamento di Stato Civile) un nome composto da più elementi, anche se separati tra loro, può presentare istanza all’Ufficiale di Stato Civile dle Comune in cui è nato, dichiarando come devono essere riportati gli elementi del proprio nome negli estratti per riassunto e nei certificati rilasciati dagli Ufficiali di Stato civile e di Anagrafe.
Tale istanza deve essere presentata o inviata unitamente a copia fotostatica del proprio documento di identità;
per il minore, può essere presentata da chi esercita la potestà genitoriale.
all’annotazione nell’atto di nascita e comunica quanto dovuto al Comune di residenza per le successive variazioni anagrafiche;
ai cittadini stranieri;
alle persone nate dal 30/03/2001 per le quali potrà essere rivolta l’istanza di combiamento del nome al Prefetto territorialmente competente in relazione al luogo di residenza.
La richiesta di cambiare il cognome o di aggiungere altro cognome al proprio, per motivi diversi dal fatto che si tratti di un cognome ridicolo o vergognoso o rilevante l’origine naturale, va rivolta al Ministero dell’Interno per il tramite del Prefetto della Provincia del luogo di residenza
Ufficio Stato civile del Comune di Moneglia, Corso Libero Longhi n. 25 - 16030 – Moneglia (GE)
* Art. 36 D.P.R. N. 396 del 03/11/2000
* Circolari Ministero dell’Interno
I cittadini stranieri extracomunitari hanno l’obbligo di rinnovare all’Ufficiale di anagrafe la dichiarazione di residenza nel Comune.
Vi devono procedere entro 60 giorni dal rinnovo del titolo di soggiorno (permesso di soggiorno o carta di soggiorno) il quale va allegato alla dichiarazione.
* Dimora abituale nel Comune.
* Regolare soggiorno nel territorio italiano.
Documenti da presentare o allegare:
* Passaporto o carta di identità
* permesso di soggiorno o carta di soggiorno rinnovati per tutte le persone alle quali si riferisce la dichiarazione.
Per accedere all’Ufficio anagrafe e consultarne direttamente gli atti, le persone sopra indicate debbono presentare:
* Apposita richiesta, proveniente dall’ufficio o dal comando di appartenenza, con l’indicazione dei nominativi degli incaricati;
* Documento di riconoscimento
L’interessato deve adempiere al rinnovo della dichiarazione di dimora abituale entro 60 giorni da rinnovo del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno.
“Gli stranieri iscritti in anagrafe hanno l’obbligo di rinnovare all’Ufficiale di anagrafe la dichiarazione di dimora abituale nel comune, entro 60 giorni dal rinnovo del permesso di soggiorno, corredata dal permesso medesimo. Per gli stranieri muniti da carta di soggiorno, il rinnovo della dichiarazione di dimora abiutale è effettuato entro 60 giorni dal rinnovo della carta di soggiorno. L’Ufficiale di anagrafe aggiornerà la scheda anagrafica dello straniero., dandone comunicazione al questore”
(art. 7 comma 3 DPR n. 223 del 1989).
“La cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente viene effettuata … c) per i cittadini stranieri… per effetto del mancato rinnovo della dichiarazione di cui all’art. 7, comma 3, trascorsi 6 mesi dalla scadenza del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno, previo avviso da parte dell’ufficio, con invito a provvedere nei successivi 30 giorni” (DPR n. 223 del 1989 art. 11 comma1 lettera C)
* Legge 15/07/2009. Disposizioni in materia di sicurezza pubblica.
* Circolare min. interno N. 19 DEL 07/08/2009. Legge 15 Luglio 2009 n. 94
* DPR 31/08/1999 N. 394
* Dlgs. 25/07/1998 n. 286. Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero.
* Leggge 24/12/1954 n. 1228. Ordinamento delle anagrafi della popolazione residente.
ATTESTAZIONE DEL DIRITTO DI SOGGIORNO PERMANENTE PER I CITTADINI DELL'U.E.
ATTESTAZIONE DEL DIRITTO DI SOGGIORNO PERMANENTE PER I CITTADINI DELL’UONIONE EUROPEA.
* Essere residente nel Comune
* Essere cittadino di uno degli Stati dell’Unione Europea
* Avere soggiornato legalmente ed in via continuativa (salvo quanto previsto dall’articolo 14 comma 3 del Dlgs. N. 30 del 2007)
- per cinque anni nel territorio nazionale, ovvero
- per i periodi più brevi stabiliti dall’art. 15 del D.Lgs. n. 30 del 2007:
- lavoratore subordinato o autonomo che, nel momento in cui cessa l’attività ha raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia, nonché il lavoratore subordinato che cessa di svolgere la propria attività a seguito di pensionamento anticipato, qualora abbia svolto in Italia la propria attività negli ultimi dodici mesi e vi abbia soggiornatoin via continuativa per oltre tre anni.
Se il lavoratore non ha diritto alla pensione di vecchiaia, la condizione relativa all’età è considerata soddisfatta alraggiungimento dei 60 anni.
- Il lavoratore subordinato o autonomo che ha soggiornato in modo continuativo nello Stato per oltre due anni ecessa di lavorare a causa di una sopravvenuta incapacità lavorativa permanente. Nel caso in cui l’incapacità sia statacausata da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale che dà all’interessato il diritto ad una prestazione interamente o parzialmente a carico di un’istituzione dello Stato, non si applica alcuna condizione relativa alla durata del soggiorno.
- Il lavoratore subordinato o autonomo che, dopo tre anni d’attività e di soggiorno continuativi nello Stato, eserciti un’attività subordinata o autonoma in un altro stato membro, pur continuando a risiedere nel territorio dello Stato, permandendo le condizioni previste per l’iscrizione anagrafica.
* Passaporto o carta di identità;
* Certificato di residenza storico o autocertificazione comprovante la presenza nel territorio italiano da più di cinque anni
* Eventuale documentazione atta a provare le sopradescritte particolari condizioni di cui all’art. 15 del D.Lgs. n. 30 del 2007
* compilare e sottoscrivere l’istanza, corredandola della necessaria documentazione;
* Produrre n. 2 marche da bollo da Euro 16,00 per l’attestazione e la relativa domanda (circolare Min. interno n. 54 del 2007)
* Circolare ministero dell’interno n. 45 del 08/08/2007
* Circolare Min. interno n. 19 del 06/04/2007
* D.Lgs. 06/02/2007 n. 30 relativo al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.
* D.lgs. 25/07/1998 n. 286. Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulle condizioni dello straniero.
* DPR 30/05/1989 n. 223. Regolamento anagrafico della popolazione residente
CORSO LIBERO LONGHI 25 - C.A.P 16030
IVA.00167870997 - C.F.00401180104
Centralino Tel. 0185.490811 – fax 0185.491335
www.comune.moneglia.ge.it – mailto: info@comune.moneglia.ge.it
(ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. n. 30/2007
All'Ufficiale d'Anagrafe del Comune di Moneglia
Il sottoscritto .....................................................................................................................................................
nato a ................................................................................................. il .........................................................
 in qualità di cittadino dell'Unione europea di nazionalità .................................................................................
familiare del cittadino comunitario sig. .............................................................................................................
 iscritto nell'anagrafe della popolazione residente di questo Comune
in via ................................................................................................... n .........................................................
 contestualmente alla domanda di iscrizione nell'anagrafe della popolazione residente di questo Comune,
presentata in data ...................... per provenienza dal Comune di ..................................................................
CHIEDE IL RILASCIO DELL'ATTESTAZIONE DI SOGGIORNO PERMANENTE
A tal fine, in conformità alle disposizioni dell'art. 14 del D. Lgs. n. 30/2007, dichiara:
a) di aver soggiornato legalmente ed in via continuativa per cinque anni nel territorio nazionale italiano, come dimostra il possesso ininterrotto di un titolo di soggiorno rilasciato dall'autorità competente;
b) di non essere stato assente dal territorio nazionale per periodi superiori a quelli indicati dall'art. 14 commi 3 e 4 del D. Lgs. n. 30/2007;
Pertanto, ai sensi e per gli effetti dell'art. 47 del D.P.R. n. 445/2000, dichiara la sussistenza delle condizioni di regolarità del soggiorno previste dal D. Lgs. n. 30/2007.
A tal fine, si allega:
 permesso/carta di soggiorno rilasciato dalla Questura di ...............................................................................in data ........................................ fino al .......................................................................................................... attestato di regolare soggiorno rilasciato dal Comune di ................................................................................ in data ........................................
Il/La sottoscritto/a ............................................................................................................................................. ,
ai sensi dell'art. 13 del D. Lgs. n. 196/2003, è informato/a che i dati sopra riportati sono prescritti dalle disposizioni vigenti ai fini del procedimento per il quale sono richiesti e verranno utilizzati esclusivamente per tale scopo.
Moneglia..................................... Firma .........................................................................................................................
ATTO DI NASCITA – NOME DEL NEONATO – NASCITA ALL’ESTERO
- presso il centro di nascita (ospedale, casa di cura) entro 3 giorni dalla data del parto;
- oppure presso il Comune di residenza dei genitori (nel caso in cui i genitori risiedano in comuni diversi, ci si può rivolgere indifferentemente al Comune di residenza del padre o della madre) entro 10 giorni dalla data del parto;
- o ancora presso il Comune in cui è situato il centro di nascita (ospedale, casa di cura) entro 10 giorni dalla data del parto.
Se il termine utile per dichiarare la nascita cade in giorno festivo, il termine è prorogato al primo giorno feriale successivo.
All’Ufficio di stato civile del Comune di Moneglia possono essere presentate denuncie di nascita di bambini nati a Moneglia oppure nati in altro Comune, purchè uno dei genitori sia residente in Moneglia.
Qualora la denuncia non sia resa entro 10 giorni dalla data del parto, occorre giustificare, anche verbalmente, il ritardo.
L’atto di nascita viene registrato nella Parte 1 Serie B dei registri di nascita (anziché nella Parte 1 Serie A, come per le nascite dichiarate nel termine prescritto) e viene inviata comunicazione al Procuratore della Repubblica territorialmente competente.
Occorre rivolgersi all’Ufficio di Stato civile, portando con sè:
* un documento di riconoscimento valido;
* l’attestazione di nascita rilasciata dalla struttura sanitaria.
Per i figli legittimi (nati da persone unite in matrimonio valido agli effetti civili) la denuncia di nascita deve essere fatta
dal padre o dalla madre o da un loro procuratore speciale o da altra persona che ha assistito al parto.
Per i figli naturali (nati da persone non unite fra loro da vincolo matrimoniale), la denuncia deve essere fatta:
* dalla sola madre che intende riconoscere il figlio;
* dal padre e dalla madre congiuntamente, se intendono riconoscere entrambi il figlio.
Se il riconoscimento paterno è successivo a quello materno (e se nel frattempo i genitori non si sono sposati) per il cambio di cognome è competente il Tribunale dei minorenni.
N.B. Il figlio naturale può essere riconosciuto dai propri genitori, anche se già uniti in matrimonio con altra persona al tempo del concepimento. La denuncia di nascita è resa senza la presenza di testimoni.
Per i figli naturali non riconosciuti (nati da persone non unite fra loro da vincolo matrimoniale che non intendono riconoscerli come propri), la denuncia deve essere fatta dal medico, dall’ostetrica o da altra persona che ha assistito al parto.
Quando la denuncia di nascita viene fatta presso il centro di nascita, I genitori che siano residenti in Comuni diversi devono specificare a quale Comune intendano che sia trasmessa (di residenza del padre o della madre), per la trascrizione in quei registri dello Stato civile (nella parte II Serie B).
In assenza di indicazioni, la direzione sanitaria provvede ad inviare l’attestazione dell’avvenuta nascita al Comune di residenza della madre.
Per quanto riguarda la scelta del NOME è bene ricordare che (art. 34 e 35 DPR n. 396/2000):
- è vietato imporre al bambino lo stesso nome del padre vivente, di un fratello o di una sorella viventi, nomi indicanti località, nomi ridicoli o vergognosi o contrari all’ordine pubblico;
- i nomi stranieri che sono imposti ai bambini aventi la cittadinanza italiana devono essere espressi in lettere dell’alfabeto italiano, con la estensione alle lettere: J, K, X, W e, dove possibile, anche con i segni diacritici propri dell’alfabeto della lingua di origine del nome;
- se il dichiarante intende dare al bambino un nome in violazione di queste prescrizioni, l’Ufficiale di Stato civile lo avverte del divieto, e, se il dichiarante persiste nella sua determinazione, riceve la dichiarazione, forma l’atto di nascita e, informandone il dichiarante, ne dà immediatamente notizia al Procuratore della Repubblica ai fini della rettificazione;
- il NOME imposto al bambino deve corrispondere al sesso e può essere composto da uno o da più elementi onomastici, anche separati, non superiori a tre (ad esempio: Laura oppure Laura Maria, oppure Laura Maria Anna). In quest’ultimo caso, tutti gli elementi del nome dovranno essere riportati negli estratti e nei certificati rilasciati dall’Uffiicale dello Stato civile e dall’Uffiicale di anagrafe;
- è possibile attribuire ad un maschietto il nome Maria, purchè il primo elemento del nome corrisponda inequivocabilmente al sesso del bambino.
- è possibile attribuire il nome Andrea ad una bambina (Vedi: sentenza Cassazione n.20385 del 21/11/2012)
- il bambino nato in Italia da genitori entrambi stranieri, prende il cognome indicato dal genitore, secondo quanto
prescrive la legge del proprio stato di appartenenza.
- il bambino nato in Italia da genitori che siano uno/a italiano/a e l’altro/a straniero/a, riconosciuto da entrambi, acquista la cittadinanza italiana e assume il cognome paterno.
CITTADINO ITALIANO NATO ALL’ESTERO
 atto di nascita (in originale o copia conforme all’originale) emesso dall’Ufficio di Stato Civile del Paese estero, debitamente legalizzato e tradotto
 dichiarazione sostitutiva comprovante la cittadinanza italiana di almeno uno dei genitori (se non iscritto nello schedario consolare).
* Art. 30 D.P.R. N. 396 del 03/11/2000
Art. 34 e 35 DPR n. 396/2000
Sentenza Cassazione n.20385 del 21/11/2012
Convenzione dell’Aja del 05/10/1961 ratificata con Legge 20/12/1966 n. 1253
Convenzione di Vienna dell’8/09/1976
Convenzione di Bruxelles del 25/05/1987 relaiva alla soppressione della legalizzazione di atti negli Stati membri delle
Comunità Europee, ratificata con Legge 24/04/1990 n. 106
* morte (compresa la morte presunta giudizialmente dichiarata).
* emigrazione presso altro comune o all’estero
* irreperibilità al censimento o accertata
* per gli stranieri: per mancato rinnovo della dichiarazione di dimora abituale.
Chiunque può fornire all’Ufficio anagrafe notizie relative alla cessata dimora abituale di persone facenti parte della propria o di altra famiglia anagrafica residente nel Comune.
Per segnalare un caso di irreperibilità o di trasferimento di dimora abituale, l’interessato può rendere specifica
dichiarazione esibendo o allegando fotocopia di un valido documento.
La funzione dell’anagrafe è essenzialmente quella di rilevare la presenza stabile di soggetti sul territorio comunale, desumibile, oltre dalla res facti, anche da altri elementi di valutazione, quale l’esercizio di un’attività lavorativa o la locazione di un immobile, le consuetudini di vita e lo svolgimento delle relazioni sociali. Pertanto, in presenza di tali situazioni, si configura un diritto/dovere del cittadino di richiedere l’iscrizione anagrafica.
L’assenza temporanea dal Comune di dimora abituale (perché il residente si trova all’estero o in altra città per motivi di lavoro, o per altre cause di contingenti di durata limitata) non produce effetti sul riconoscimento della residenza.
Conseguenze della cancellazione dall’anagrafe
La cancellazione per irreperibilità comporta: la perdita del diritto al voto; l’impossibilità di ottenere la certificazione anagrafica e i documenti di riconoscimento; la mancanza di rapporto con il territorio comunale.
Non si può cancellare per irreperibilità una persona quando se ne conosce il luogo di attuale dimora.
* Legge 24/12/1954 n. 1228. Ordinamento delle anagrafi della popolazione residente.
 Attribuita per nascita
 Riconosciuta (il riconoscimento è disciplinato dalla Circolare del Ministero dell’Interno K.28.1 dell’8.4.1991)
nasce in territorio italiano. Solo nei seguenti casi:
figli di ignoti
figli di apolidi (senza alcuna cittadinanza). In questo caso sono i genitori a dover dimostrare il loro status di apolidi.
figli di stranieri che non seguono la cittadinanza dei genitori per la legge dello stato di appartenenza, secondo quanto
previsto dall'art. 2 del DPR 572/93.
a. il minorenne straniero riconosciuto da padre o da madre di cittadinanza italiana acquista la cittadinanza italiana fin
dalla nascita, sempre che a quella data il genitore fosse italiano. L’acquisto per effetto del riconoscimento è un
automatismo che viene attestato dal Sindaco
il minorenne straniero adottato da padre o da madre di cittadinanza italiana, acquista la cittadinanza italiana con la trascrizione del provvedimento di adozione nei registri di stato civile del comune.
Acquisto a seguito di dichiarazione (o elezione)
Figlio naturale, maggiorenne, riconosciuto da padre o madre italiani. La dichiarazione di riconoscimento non determina l’acquisto della cittadinanza a meno che non si accompagni o sia eseguita, entro un anno dalla data in cui è stata resa dal genitore italiano, da un’ulteriore dichiarazione del riconosciuto che esprime la volontà di diventare cittadino italiano. La dichiarazione per l’acquisto della cittadinanza italiana è resa all’Ufficiale di Stato Civile del comune di residenza, oppure all’autorità consolare italiana all’estero.
Per ottenere la cittadinanza italiana per riconoscimento di filiazione di maggiorenne è necessario presentare, all’Ufficio di cittadinanza del Comune:
ricevuta di versamento del contributo di Euro 200;
Straniero nato in Italia che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, può chiedere di ottenere la cittadinanza nel periodo che va tra il 18° ed il 19° anno di età (art. 4 comma 2). Per residenza legale s’intende il possesso di regolare titolo di soggiorno ed iscrizione all’anagrafe. Con la circolare n. 22/07 del 7 novembre 2007 il Ministero dell’Intero ha precisato che l’iscrizione tardiva del minore
all’anagrafe non sarà pregiudizievole ai fini dell’acquisizione della cittadinanza italiana, qualora sia comunque documentata l’effettiva presenza del minore nel territorio nel periodo antecedente la regolarizzazione anagrafica quali ad esempio: attestati di vaccinazione, certificati medici; certificati di frequenza scolastica etc.…
A tal fine occorre inoltrare apposita dichiarazione di volontà finalizzata all’ottenimento della cittadinanza italiana, all’Ufficiale di Stato civile del Comune di residenza munito di documento d’identità e allegando:
- atto di nascita, - certificato di residenza ; - qualsiasi documentazione ufficiale utile a dimostrare la permanenza in Italia senza interruzioni di residenza legale.
A seguito della verifica dell’idoneità (controllo dei requisiti richiesti e della documentazione presentata), si dovrà versare un contributo di Euro 200 sul c.c. 809020 intestato al Ministero dell’Interno, da comprovare presentando la ricevuta di versamento ed il procedimento si concluderà con il Giuramento sulla Costituzione della Repubblica Italiana reso all’Ufficiale di Stato civile sulla base della seguente formula “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato”.
Al momento dell’adozione del decreto di concessione della cittadinanza non deve essere intervenuto scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civile del matrimonio e non deve sussistere la separazione personale dei coniugi.
La cittadinanza viene conferita, su richiesta dell’interessato, con Decreto del Ministro dell’Interno che diventa efficace solo dopo il giuramento, dinanzi all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza o davanti all’autorità diplomatico consolare. L’interessato diventa cittadino italiano il giorno dopo aver prestato giuramento.
Trascorsi i termini sopra evidenziati dalla data di matrimonio l’interessato può inoltrare domanda al Ministero dell’Interno
– tramite la Prefettura territorialmente competente - per l’acquisto della cittadinanza italiana.
La domanda è redatta sugli apposti modelli in distribuzione presso la Prefettura (all’estero presso i Consolati), e presentata al Prefetto competente in relazione al luogo di residenza dell’interessato, oppure all’autorità consolare in caso di residenza all’estero.
1) Vedere sito della Prefettura di Genova
2) Al Comune di residenza per prestare giuramento:
* decreto di concessione della cittadinanza;
* passaporto in corso di validità;
* titolo di soggiorno;
* atto di nascita legalizzato e tradotto a norma di legge
La legge individua categorie di persone straniere che possono richiedere la concessione della cittadinanza italiana. A tali
persone sono richiesti, inoltre, periodi di residenza legale sul territorio italiano di diversa durata. La residenza è legale
quando lo straniero è in possesso di titolo di soggiorno valido ed è iscritto in anagrafe.
c) Straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano o figlio legittimo maggiorenne di straniero naturalizzato 5 anni dall’adozione o dall’acquisto della
cittadinanza del genitore naturalizzato italiano
f) Straniero che abbia reso eminenti servizi all’Italia o se vi è un eccezionale interesse dello Stato
h) Straniero che ha prestato servizio alle dipendenze dello stato anche all’estero 5 anni di servizio non si richiede residenza
i) Straniero affiliato da cittadino prima della L.184/1983 7 anni dopo l’affiliazione
L’interessato deve inoltrare domanda al Ministero dell’Interno per il tramite della Prefettura di Genova.
La domanda è redatta sugli appositi modelli in distribuzione presso la Prefettura (all’estero presso i Consolati), e presentata al Prefetto competente in relazione al luogo di residenza dell’interessato, oppure all’autorità consolare in caso di residenza all’estero.
cittadinanza italiana, in quanto discendenti di cittadino italiano. L’ordinamento italiano, infatti, applica, prevalentemente, un criterio attributivo della cittadinanza ( cd. Iure sanguinis), in base al quale è cittadino italiano il figlio di genitori italiani. E’ questo un automatismo che si verifica al momento della formazione dell’atto di nascita: è italiano iure sanguinis il figlio, se il padre o la madre o entrambi risultano essere cittadini italiani, ovunque sia avvenuta la nascita;
La competenza ad effettuare il riconoscimento della cittadinanza italiana è, in Italia, del Sindaco del Comune dove l’interessato ha stabilito la residenza. Si ricorda che il riconoscimento della cittadinanza italiana in oggetto, può essere effettuato anche dalla rappresentanza consolare italiana competente, in relazione alla località straniera di residenza dei soggetti rivendicanti la titolarità della cittadinanza italiana. In questo caso l’istanza dovrà essere indirizzata al console italiano competente.
Iscrizione in anagrafe. L’interessato al riconoscimento deve richiedere innanzitutto l’iscrizione nell’anagrafe del comune di effettiva dimora. L’iscrizione in anagrafe segue le modalità previste per l’iscrizione in anagrafe degli stranieri. Quindi a tal fine è richiesta l’esibizione del passaporto e del permesso di soggiorno, oppure in sostituzione del permesso di soggiorno, una copia della dichiarazione di presenza resa innanzi al Questore. E’ necessaria, altresì, l’esibizione degli atti che consentono l’acquisto della cittadinanza italiana “Jure sanguinis” sotto elencati, debitamente tradotti e legalizzati.
N.B.: per i soggiorni di breve durata (inferiore ai tre mesi) non è richiesto il permesso di soggiorno, ma è necessaria una dichiarazione di presenza, secondo le seguenti modalità:
- gli stranieri che non provengono da Paesi di Area Schengen, formulano la dichiarazione di presenza
all’autorità di frontiera al momento dell’ingresso in Italia;
- gli stranieri che provengono dai Paesi di Area Schengen dichiarano la loro presenza al Questore, entro 8 giorni dall’ingresso. La ricevuta di tale dichiarazione costituisce titolo utile ai fini dell’iscrizione anagrafica di coloro che intendono avviare in Italia la procedura di riconoscimento della cittadinanza Jus sanguinis, in quanto essa è l’adempimento che consente agli stranieri di soggiornare regolarmente in Italia per un periodo di tre mesi o per il minor periodo eventualmente stabilito nel visto di ingresso.
Una volta iscritto all’anagrafe lo straniero presenta domanda di riconoscimento della cittadinanza Jure sanguinis al Sindaco.
- atti di nascita tradotti e legalizzati, di tutti i suoi discendenti in linea retta, compreso quello del richiedente:
b) Avo italiano emigra in Brasile nel 1920; nel 1921 nasce un figlio il quale è cittadino italiano in quanto nato da padre italiano e cittadino brasiliano poichè nato sul suolo brasiliano. Se il padre, successivamente a questa data acquista la cittadinanza brasiliana perde automaticamente quella italiana. Il figlio non acquista la cittadinanza brasiliana che già possiede per nascita, e non perde la cittadinanza italiana. Il procedimento può pertanto continuare.
N.B: in attesa che pervenga il certificato attestante la mancata rinuncia alla cittadinanza italiana, si può procedere alla iscrizione anagrafica del soggetto richiedente.
Chiusura procedimento. Una volta effettuato l’accertamento sul possesso dei requisiti il funzionario incaricato dal Sindaco, chiuderà il procedimento attestando il possesso della cittadinanza italiana e predisporrà la trascrizione degli atti di stato civile riguardanti la persona alla quale è stata iconosciuta la cittadinanza italiana.
Esempio:donna italiana, in quanto nata da padre cittadino italiano, nata nel 1920, genera un figlio in data 30.12.1947;
questa donna non può trasmettere al figlio la cittadinanza italiana da lei posseduta. Se la nascita del figlio avviene invece in data successiva al 01.01.1948 tale trasmissione potrà avvenire.
I figli minori per effetto del riconoscimento del possesso della cittadinanza italiana del genitore, acquisiscono dalla nascita la cittadinanza italiana senza necessità di procedimenti aggiuntivi. Il fatto che il figlio sia presente o meno sul territorio italiano, è irrilevante: una volta trascritto l’atto di nascita su richiesta del genitore, se residente si iscriverà in Anagrafe, se residente all’estero si predisporrà un’iscrizione Aire.
D.P.R. 12/10/1993 n. 572
Circolare ministeriale K28/1 del 1991
CONVENZIONI INTERNAZIONALI RIGUARDANTI LO STATO CIVILE
Per atto straniero si intende l’atto redatto e compilato all’estero da autorità straniere, anche se in lingua italiana, che per
poter essere usato in Italia richiede la legalizzazione o l’apostille.
B.: non è “straniero” sotto questo profilo, l’atto redatto da consolati o ambasciate italiane all’estero, anche se le parti
sono straniere. Se redatto in lingua straniera, l’atto straniero deve essere accompagnato dalla “traduzione”
Più precisamente, l’obbligo di legalizzazione per l’atto straniero è attualmente previsto dall’art. 33 del T.U. 28 dicembre
2000 n. 445 (in materia di documentazione amministrativa).
^ da autorità straniere: sono legalizzati dalle autorità diplomatiche o consolari italiane nello stato di formazione del
^ dalle nostre rappresentanze diplomatiche o consolari: non devono essere legalizzati. I nostri consoli possono
ricevere atti: tra italiani; tra italiani e stranieri: ovvero anche solo tra stranieri, se destinati all’uso in Italia. Peraltro, se
redatti in lingua straniera devono essere accompagnati da una traduzione in lingua italiana, certificata conforme al testo
Gli atti formati dalla Autorità consolare straniera in Italia sono legalizzati dalla Prefettura competente per territorio.
N.B. La legalizzazione non è necessaria quando il Paese da cui proviene l’atto straniero ha aderito alla Convenzione
dell’Aja del 1961 sulle “Apostille”, o ha aderito alla Convenzione di Bruxelles del 1987 (Belgio, Danimarca, Francia,
Irlanda ed Italia).
Se l’atto è rilasciato da un’autorità estera (rappresentanza diplomatica o consolare estera) in Italia, deve essere
legalizzato dalla Prefettura (per delega del Ministero degli Affari Esteri) nella cui circoscrizione si trova l’autorità estera
Se gli atti “stranieri” sono redatti in lingua straniera (eccettuati quelli redatti su modelli plurilingue previsti da Convenzioni
internazionali), devono essere accompagnati dalla traduzione in Italiano.
La TRADUZIONE in lingua italiana dell’atto straniero, deve essere certificata conforme al testo straniero (recare, cioè, il
timbro “per traduzione conforme”):
- da un traduttore ufficiale (art. 33 D.P.R. n. 445/2000), presente nell’elenco dei traduttori ufficiali, disponibile presso la
Cancelleria del Tribunale, la cui firma viene poi legalizzata dall’Ufficio consolare.
Traduttore può essere anche il notaio italiano che conosce la lingua straniera.
**ACCORDO FIRMATO A BERNA IL 16 NOVEMBRE 1966 (ITALIA, SVIZZERA)
E’ stata ratificata dall’italia con legge 18 marzo 1968 n. 474 ed è entrata in vigore il primo ottobre 1968.
L’articolo 1 prevede il rilascio degli atti elencati agli articoli 2 e 3 (certificato, estratto e copia integrale di nascita,
matrimonio e morte, certificato di residenza, cittadinanza, stato libero, assenso al matrimonio, certificato di eseguita
pubblicazione matrimoniale e nulla osta al matrimonio, certificato di stato di famiglia, copia dell’atto di riconoscimento di
figlio naturale) senza alcuna forma di legalizzazione, purchè datati e muniti di timbro dell’ufficio e della firma
dell’ufficiale di stato civile.
Per la comunicazione di nascita, matrimonio e morte debbono essere utilizzati i moduli conformi a quelli adottati dalla
Commissione Internazionale di Stato Civile (CIEC), allegati alla convenzione.
L’art. 4 obbliga i due stati a darsi comunicazione reciproca degli eventi di stato civile almeno ogni mese, con modulo
allegato alla convenzione attraverso il consolato competente. L’art. 8 indica i documenti da presentare per le
** CONVENZIONE FIRMATA A LONDRA IL 07/06/1968 (Italia, Austria, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Irlanda,
Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Moldavia, Norvegia, Paesi Bassi, comprese le Antille olandesi ed Aruba,
Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia).
L’Italia l’ha ratificata con la legge 28 gennaio 1971 n.222 ed è entrata in vigore il 19/01/1972.
Tale convenzione prevede la soppressione della legalizzazione della firma (da parte della Prefettura competente)
degli atti redatti dagli agenti diplomatici o consolari di uno stato contraente che si trovano sul territorio di un altro stato
** CONVENZIONE FIRMATA A VIENNA L’8 SETTEMBRE 1976 (Italia, Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Croazia,
Estonia, Francia, Germania, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia,
Portogallo, Serbia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia)
L’Italia ha aderito con la legge 21 dicembre 1978 n. 870, ed è entrata in vigore il 30 luglio 1983.
Tale convenzione prevede il rilascio di estratti di atti di stato civile in formato plurilingue (e pertanto esenti da
legalizzazione e da traduzione) secondo i moduli allegati alla convenzione stessa.
Il rilascio è permesso solo ai soggetti che hanno titolo per ottenere le copie integrali.
** CONVENZIONE FIRMATA AD ATENE IL 15 SETTEMBRE 1977 (Italia, Austria, Lussemburgo, Paesi Bassi,
Polonia, Portogallo, Spagna, Turchia).
L’Italia l’ha approvata con propria legge 5 maggio 1981 n. 386 ed è entrata in vigore il primo marzo 1982.
Tale convenzione stabilisce l’esenzione dalla legalizzazione o formalità equivalente (purchè siano datati e muniti di
firma, o timbro dell’autorità che li ha rilasciati), di tutti gli atti e documenti che riguardano lo stato civile, la capacità o la
situazione familiare delle persone fisiche, la loro nazionalità, il loro domicilio o la loro residenza (articolo 2) e tutti gli atti
e documenti necessari per la celebrazione del matrimonio o per la formazione di un atto di stato civile.
** CONVENZIONE DELL’AJA del 05/10/1961
Nei paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 05/10/1961 relativa all’abolizione della legalizzazione di
atti pubblici stranieri, la necessità di legalizzare gli atti e i documenti rilasciati da autorità straniere è sostituita da un’altra
formalità: l’apposizione della “postilla” (o apostille) . Pertanto, una persona proveniente da un paese che ha aderito a
questa convenzione non ha bisogno di recarsi presso la rappresentanza consolare e chiedere la legalizzazione, ma può
recarsi presso la competente Autorità interna designata da ciascuno Stato – e indicata per ciascun paese nell’atto di
adesione alla Convenzione stessa (normalmente si tratta del Ministero degli Esteri) – per ottenere l’apposizione
dell’apostille sul documento. Così perfezionato, il documento viene riconosciuto in Italia.
Sono esenti da legalizzazione a condizione che rechino l'"APOSTILLE" gli atti e i documenti rilasciati dagli Stati
aderenti alla Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961:
Albania, Andorra, Antigua e Barbuda, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan, Bahamas, Barbados,
Bielorussia, Belgio, Belize, Bosnia-Erzegovina, Botswana, Brunei-Darussalam, Bulgaria, Capo Verde, Cina (Hong Kong),
Cina (Macao), Cipro, Colombia, Costa Rica, Croazia, Corea del Sud, Danimarca, Dominica, Ecuador, El Salvador,
Estonia, Federazione Russa, Fiji, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Grenada,
Honduras, India, Irlanda, Islanda, Isole Cook, Isole Marshall, Israele, Italia, Kazakhstan, Kirghizistan, Lesotho, Lettonia,
Liberia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malawi, Malta, Mauritius, Messico, Moldova, Monaco,
Mongolia, Montenegro, Namibia, Nuova Zelanda, Niue, Norvegia, Oman, Panama, Paesi Bassi, Perù, Polonia,
Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Domenicana, Romania, Saint Kitts and Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent and
the Grenadines, Samoa, San Marino, Sao Tome e Principe, Serbia, Seychelles, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Sud
Africa, Suriname, Svezia, Svizzera, Swaziland, Tonga, Trinidad e Tobago, Turchia, Ucraine, Ungheria, USA, Vanuatu,
L’ “apostille” si applica solo ai documenti prodotti all’estero nei paesi aderenti alla suddetta Convenzione, mentre per i
documenti eventualmente rilasciati in Italia dall’autorità consolare degli stessi Paesi è necessario procedere alla
legalizzazione presso la Prefettura.
**CONVENZIONE DI BRUXELLES del 25/05/1987
Ai sensi della Convenzione di Bruxelles del 25 maggio 1987, ratificata dall'Italia con Legge n.106 del 24 aprile 1990, è
stata soppressa (fra Belgio Danimarca, Francia, Irlanda, Italia) ogni forma di legalizzazione o qualsiasi altra formalità
equivalente o analoga, anche nel caso in cui gli atti debbano essere esibiti alla rappresentanze consolari di Belgio,
Danimarca, Francia, Irlanda e Italia operanti sul territorio di uno Stato che non ha ratificato la predetta Convenzione.
Per gli altri Stati comunitari, pur aderenti alla Convenzione di Bruxelles, resta fermo il regime di legalizzazione,
consolare o per Apostille, qualora aderiscano alla Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961.
** CONVENZIONE DI MONACO 05/09/1980
Ai sensi della Convenzione di Monaco del 05/09/1980 ratificata dall’Italia, al fine della celebrazione del matrimonio in
Italia di persone straniere (o di persone italiane all’estero) è necessario acquisire (in sostituzione del cd. “nulla osta” ex
art. 116 c.c.) il “certificato di capacità matrimoniale”.
I Paesi aderenti alla Convenzione di Monaco sono i seguenti: Austria, Belgio, Italia, Germania, Grecia, Lussemburgo,
Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Turchia.
I certificati rilasciati in base a tale Convenzione sono esenti da legalizzazione o da qualsiasi formalità equivalente nel
territorio di ciascuno Stato parte.
Il certificato viene rilasciato dall’Ufficio di Stato civile del Comune di residenza dei nubendi. Nel caso di residenza
all’estero il certificato è rilasciato dal Consolato competente (per gli Stato non aderenti alla Convenzione è necessario il
rilascio del cd. “Nulla osta”).
- Convenzioni sopra richiamate
- Artt. 30 – 31- 33 D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445
- Art. 116 c.c.
Per coloro che si sono trasferiti dall’Italia all’estero, l’iscrizione in AIRE comporta la contestuale cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente.
L’iscrizione all’AIRE è di norma effettuata a seguito della dichiarazione, resa dall’interessato, all’ufficio consolare competente per il territorio di residenza, attraverso la compilazione di un apposito modello. Tale modello viene trasmesso dall’Ufficio consolare al Comune italiano di ultima residenza dell’interessato oppure, in caso di nascita e residenza continuativa all’estero del cittadino, al Comune di ultima residenza della madre, del padre o dei suoi antenati.
La dichiarazione deve essere accompagnata dai relativi documenti (atto di nascita e attestazione consolare del possesso della cittadinanza).
Qualora il cittadino residente all’estero non ottemperi a quanto sopra, l’Ufficio consolare competente provvede, d’ufficio all’iscrizione nello schedario dei cittadini residenti nella propria circoscrizione in base ai dati in possesso del consolato medesimo (art. 6, L. 470/1988).
· I cittadini che intendono trasferire la propria residenza da un comune italiano all’estero per un periodo superiore ad un anno
· I cittadini italiani nati e residenti fuori dal territorio nazionale, il cui atto di nascita sia trascritto in Italia e la cui cittadinanza italiana sia accertata dal competente ufficio consolare di residenza.
· Le persone che acquisiscono la cittadinanza italiana all’estero, continuando a risiedervi.
N. B. Sono iscritti all’AIRE d’ufficio gli elettori residenti all’estero che, su loro richiesta, ottengono l’iscrizione nelle liste elettorali del comune in quanto nati nel comune medesimo (articolo 11, DPR n. 223 del 1967).
Il cittadino che risiede (ossia dimora abitualmente) all’estero è tenuto a rendere la relativa dichiarazione all’ufficio consolare della circoscrizione di immigrazione o di nuova abitazione, nei termini previsti dall’art. 6 della legge 27.10.1988, n. 470, ossia:
· entro novanta giorni dall’immigrazione, se trasferito all’estero da un comune italiano;
· entro un anno dall’8.11.1988 (data di entrata in vigore della legge 470/1988), se già residente all’estero da tale
· entro 90 giorni dal cambio di residenza o abitazione.
La dichiarazione deve specificare i componenti della famiglia di cittadinanza italiana ai quali la dichiarazione stessa si
riferisce ed è accompagnata da documentazione comprovante la residenza nella circoscrizione consolare.
La decorrenza dell’iscrizione varia a seconda che la richiesta di scrizione venga presentata presso l’Anagrafe o presso il Consolato del paese estero di nuova residenza.
Se avviene presso l’Ufficio Anagrafe, l’iscrizione decorre dalla data di presentazione, a condizione che l’interessato si rechi, entro 90 giorni presso il Consolato/Ambasciata competente per territorio, a dichiarare l’avvenuto espatrio. Il Consolato/Ambasciata trasmetterà all’Anagrafe il relativo modello di iscrizione che consentirà all’Ufficiale di anagrafe di perfezionare l’iscrizione.
Se l’iscrizione avviene direttamente presso il Consolato/Ambasciata del paese estero di nuova residenza, l’iscrizione decorre dalla data di ricevimento del modello consolare da parte del Comune di iscrizione AIRE.
In caso di trasferimento all’estero l’iscrizione AIRE è effettuata nel Comune di ultima residenza e comporta la cancellazione dall’Anagrafe della popolazione residente di quel Comune.
In caso di nascita e residenza continuativa all’estero, l’iscrizione è effettuata nel comune di ultima residenza della madre, del padre o dei suoi antenati o nel comune di iscrizione AIRE del coniuge attraverso il quale è stata acquisita la cittadinanza.
E’ possibile iscriversi o trasferirsi nell’AIRE del Comune di nascita, anziché in quello di ultima residenza, qualora l’interessato abbia richiesto ed ottenuto dal Sindaco del Comune, per il tramite dell’Autorità Consolare, di essere iscritto nelle liste elettorali del Comune stesso (art.6 legge n. 15/1992).
E’ possibile, inoltre, il trasferimento dall’ AIRE di un Comune all’AIRE di un altro Comune, su nuova domanda dell’interessato, a condizione che nel Comune ove si richiede l’iscrizione vi siano membri del nucleo famigliare già iscritti in AIRE o in A.P.R..
Al riguardo come specificato nella Circolare del Ministero dell’Interno MIACEL n. 5/93, “Il nucleo familiare è composto dai coniugi, con esclusione del coniuge legalmente ed effettivamente separato, e dai figli ed equiparati, ai sensi dell’art. 38 del DPR 26 aprile 1957 n. 818, di età inferiore a 18 anni compiuti ovvero, senza limiti di età, qualora si trovino, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, e nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto a pensione ai superstiti”.
La decorrenza giuridica del trasferimento da AIRE ad altra AIRE segue le stesse regole della richiesta di iscrizione per trasferimento della residenza all’estero.
Per gli indirizzi/recapiti delle rappresentanze diplomatiche o consolari all’estero consultare il sito del Ministero degli
Esteri: http://www.esteri.it/ selezionando il paese di interesse.
Cancellazioni dall’AIRE
La cancellazione del cittadino dall’AIRE è effettuata nei seguenti casi:
- iscrizione in anagrafe italiana a seguito di rimpatrio;
- irreperibilità presunta salvo prova contraria: trascorsi 100 anni dalla nascita, per irreperibilità a due censimenti
consecutivi, per inesistenza dell’indirizzo estero, quando per due elezioni consecutive sia tornata indietro la cartolina –
avviso elettorale (Legge n. 104 del 27/05/2002).
· DL 25.6.2008, n. 112, convertito in legge 6.8.2008, n. 133. Articolo 83, comma 16.
· Circolare del Ministero dell’Interno MIACEL n. 5/93,
· Circolare Min. interno n. 34 del 25.6.2007. Disciplina sul rilascio e rinnovo della carta d’identità, da parte degli
Uffici consolari, a favore dei cittadini italiani residenti all’estero ed iscritti al registro AIRE, ai sensi dell’art. 1,
comma 1319 della Legge n. 206 del 27.12.2006
· Art. 6 della legge n. 15/1992
· DPR 6.9.1989, n. 323. Regolamento per l’esecuzione della legge 27 ottobre 1988, n. 470 sull’anagrafe e sul
censimento degli italiani all’estero.
· DPR 30.5.1989, n. 223. Regolamento anagrafico della popolazione residente..
· Legge 27.10.1988, n. 470. Anagrafe e censimento degli Italiani all’estero.
· DPR 20.3.1967, n. 223. Approvazione del testo unico delle leggi per la disciplina dell'elettorato attivo e per la
tenuta e la revisione delle liste elettorali. Articolo 11.
· DPR 26 aprile 1957 n. 818
LEGALIZZAZIONE DI ATTI IN LINGUA STRANIERA
Per un atto straniero si intende l’atto redatto e compilato all’estero da Autorità straniere, anche se in lingua italiana, che
per essere usato in Italia richiede la legalizzazione o l’apostille. Non è straniero, sotto questo profilo, l’atto redatto da
consolati o ambasciate italiane all’estero, anche se le parti sono straniere. Se redatto in lingua straniera, l’atto straniero
deve essere anche accompagnato dalla sua traduzione.
Per poter essere fatti valere in Italia, gli atti e i documenti rilasciati da autorità straniere devono essere legalizzati dalle
rappresentanze diplomatico-consolari italiane all’estero.
Tali atti e documenti, eccetto quelli redatti su modelli plurilingue previsti da Convenzioni internazionali, devono inoltre
essere tradotti in italiano.
^ Legalizzazione
Per legalizzazione si intende l’attestazione ufficiale della qualità di legale rappresentante di chi ha firmato il documento e
della autenticità della firma apposta.
Per i documenti rilasciati in Italia dall’Autorità consolare straniera, la firma va legalizzata presso la Prefettura
Per procedere alla legalizzazione il richiedente dovrà presentarsi, previo appuntamento, presso l’Ufficio consolare
munito dell’atto (in originale) da legalizzare.
^ Traduzione
Tali atti e documenti, eccetto quelli redatti su modelli plurilingue previsti dalle Convenzioni internazionali, devono essere
tradotti in italiano. Le traduzioni devono recare il timbro “per traduzione conforme”. Nei paesi dove esiste la figura
giudirica del traduttore ufficiale, la conformità può essere attestata dal traduttore stesso, la cui firma viene poi legalizzata
dall’Ufficio consolare. Nei paesi nei quali tale figura non è prevista dall’ordinamento locale, occorrerà necessariamente
fare ricorso alla certificazione di conformità apposta dall’Ufficio consolare.
Al fine di ottenere il certificato di conformità della traduzione il richiedente dovrà presentarsi, previo appuntamento,
presso l’Ufficio consolare munito del documento originale in lingua straniera e della traduzione.
^ Apostille
Nei paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 05/10/1961 relativa all’abolizione della legalizzazione di atti
pubblici stranieri, la necessità di legalizzare gli atti e i documenti rilasciati da autorità straniere è sostituita da un’altra
questa convenzione non ha bisogno di recarsi presso la rappresentanza consolare e chedere la legalizzazione, ma può
I figli di cittadini italiani, anche se nati all’estero ed eventualmente in possesso di un’altra cittadinanza, sono cittadini
Per richiedere la trascrizione di una nascita, il connazionale può rivolgersi alla Rappresentanza diplomatica o consolare
competente per il luogo dove si è verificato l’evento, munito dei seguenti documenti:
 atto di nascita (in originale o copia conforme all’originale) emesso dall’Ufficio di Stato Civile del Paese estero,
debitamente legalizzato e tradotto
 dichiarazione sostitutiva comprovante la cittadinanza italiana di almeno uno dei genitori (se non iscritto nello
schedario consolare).
In alternativa il connazionale potrà presentare l’atto, debitamente legalizzato e tradotto, direttamente al Comune italiano
di appartenenza (vedi art. 12, comma 11, DPR 396/2000).
Gli atti rilasciati dai Paesi che hanno aderito alla Convenzione di Vienna dell’8 settembre 1976, che prevede il rilascio di
un modulo plurilingue, sono esenti da legalizzazione e da traduzione. Tali Paesi sono: Austria, Belgio, Bosnia e
Erzegovina, Croazia, Estonia, Francia, Germania, Italia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Moldova, Montenegro,
Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Serbia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Turchia.
Per le sole nubende sia italiane che straniere (matrimoni successivi al primo).
L’art. 89 C.C. prevede che siano trascorsi 300 giorni dalla data del decesso del precedente coniuge o dalla data dello
scioglimento, nullità, cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio. In caso contrario per contrarre nuove
nozze è richiesta dispensa dal Tribunale civile, esclusi i casi in cui la sentenza di scioglimento, nullità, cessazione effetti
civili sia pronunciata ai sensi dell’art. 3 n. 2 lett. B-F, legge 01/12/1970 n. 898 ( in tal caso è sufficiente fotocopia della
Minori di anni 18 e stranieri
Il matrimonio di aminori di anni 16 è vietato dalla legge
Occorre copia autentica del Tribunale civile che concede dispensa esclusivamente per i casi contempalti nell’art. 87 c.c
(lo zio e la nipote, la zia e il nipote, gli affini in linea retta – qualora l’affinità derivi da matrimonio dichiarato nullo, gli
affini in linea collaterale in secondo grado).
Ufficio di Stato civile del Comune di Moneglia, Corso Libero Longhi n. 25 - 16030 – Moneglia (GE)
Codice civile. Titolo VI
MATRIMONIO DI CITTADINI ITALIANI ALL'ESTERO
Matrimonio di cittadini italiani all’estero
A) I Cittadini italiani che intendono sposarsi presso un Consolato italiano (casi previsti dall’art.12 del d. Lgs. 71/2011) devono eseguire la seguente procedura:
presentare l’“istanza di celebrazione del matrimonio consolare”. E’ un documento che deve essere sottoscritto da entrambi i nubendi e presentato di persona all’ufficio consolare, oppure inviato per posta, fax o email con allegata la fotocopia dei documenti di identità.
Ci sono alcuni casi in cui l’istanza potrebbe essere rifiutata (D. Lgs. 71/2011 - la celebrazione del matrimonio consolare può essere rifiutata quando vi si oppongano le leggi locali o quando le parti non risiedano nella circoscrizione). Se, al contrario, l’Ufficio consolare accoglie l’ istanza (in quanto ne ricorrano i requisiti previsti dalla normativa) si può procedere alla richiesta delle pubblicazioni.
In Italia la celebrazione del matrimonio deve essere preceduta dalle pubblicazioni eseguite a cura di un ufficiale dello stato civile. Le pubblicazioni hanno sei mesi di validità. E’ possibile quindi sposarsi a partire dal 4° giorno ed entro il 180° giorno successivo alla pubblicazione.
Se i nubendi non possono presentarsi di persona a richiedere le pubblicazioni, è possibile incaricare una terza persona utilizzando una procura speciale redatta su carta semplice e munita della copia dei documenti di identità in corso di validità. Nel caso in cui i nubendi non siano cittadini dell’Unione Europea e non sono siano residenti in Italia, la firma dovrà essere autenticata.
^^ Se sono entrambi cittadini italiani e hanno la residenza all’estero, dovranno richiedere le pubblicazioni di matrimonio presso la Rappresentanza diplomatica o consolare dove sarà celebrato il matrimonio. Se i nubendi risiedono in due circoscrizioni consolari diverse, le pubblicazioni vanno effettuate presso entrambe le Rappresentanze diplomatiche o consolari.
^^ Se il nubendo (italiano o straniero) ha la residenza in Italia mentre l’altro cittadino straniero ha la residenza all’estero, si possono richiedere le pubblicazioni di matrimonio:
- al Comune di residenza in Italia. In tale caso il Comune rilascerà la delega (Art. 109 del codice civile) per la celebrazione del matrimonio presso la Rappresentanza diplomatica o consolare all’estero;
- oppure alla Rappresentanza diplomatica o consolare all’estero che a sua volta le richiederà al Comune di residenza in Italia. Le pubblicazioni verranno pertanto effettuate in entrambi i luoghi di residenza.
^^ Se i nubendi sono entrambi residenti in Italia, dovranno richiedere le pubblicazioni di matrimonio al Comune di residenza, dove verranno effettuate. Se risiedono in due Comuni differenti le pubblicazioni verranno effettuate in entrambi i Comuni. Il Comune rilascerà la delega ex art. 109 del Codice Civile per la celebrazione del matrimonio presso la Rappresentanza diplomatica o consolare.
B) Cittadini italiani che si sposano all’estero
In alcuni casi l’Autorità estera richiede una certificazione attestante la capacità matrimoniale oppure un nulla osta.
Gli Stati che hanno aderito alla Convenzione di Monaco del 05 settembre 1980 e che richiedono il “certificato di capacità matrimoniale” sono i seguenti: Austria, Belgio, Italia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Turchia. Il certificato viene rilasciato
dall’Ufficio di Stato civile del Comune di residenza ed è esente da legalizzazione. Nel caso di residenza all’estero il certificato è rilasciato dal Consolato competente. Per gli altri Stati si parla di nulla-osta.
La richiesta dei documenti di cui sopra dovrà essere presentata alla Rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel Paese estero dove risiedono i nubendi, compilando una dichiarazione sostitutiva di certificazione. Detta dichiarazione deve contenere tutte le informazioni necessarie per il rilascio del certificato richiesto, unitamente ad un documento d’identità valido. La Rappresentanza, effettuati i dovuti accertamenti ed acquisiti d’ufficio i documenti previsti dalla legge e quelli che riterrà necessari per provare l’inesistenza di impedimenti, rilascerà il documento richiesto.
Se la residenza dei nubendi è in Italia, la competenza è del Comune.
La trascrizione dell’atto di matrimonio L’atto di matrimonio in originale rilasciato dall’Ufficio dello Stato Civile estero, debitamente legalizzato e tradotto, dovrà essere rimesso, a cura degli interessati, alla Rappresentanza consolare che ne curerà la trasmissione in Italia ai fini della trascrizione nei registri di stato civile del Comune competente. In alternativa, l’atto può essere presentato, debitamente legalizzato e tradotto, direttamente al Comune italiano di appartenenza (vedi art. 12, comma 11, DPR 396/2000).
C) cittadini italiani residenti all’estero che intendono sposarsi in Italia
I cittadini italiani residenti all’estero che desiderano sposarsi in Italia devono richiedere le pubblicazioni di matrimonio alla Rappresentanza diplomatica o consolare italiana dove risultano iscritti. La Rappresentanza consolare, una volta eseguite le pubblicazioni, delega alla celebrazione il Comune italiano che i nubendi hanno indicato (art. 109 del codice civile).
La documentazione da presentare per richiedere le pubblicazioni:
Per richiedere le pubblicazioni di matrimonio i nubendi devono presentarsi di persona presso l’Ufficio consolare muniti di un documento di identità valido (art. 51, comma 1, del DPR 396/2000 - richiesta di pubblicazione).
Se sono impossibilitati a presentarsi di persona a richiedere le pubblicazioni, i nubendi possono comunque incaricare una terza persona utilizzando una procura speciale redatta su carta semplice e
munita della copia dei documenti di identità in corso di validità.
D) cittadini stranieri che intendono sposarsi in Italia.
I cittadini stranieri che si sposano in Italia devono presentare obbligatoriamente il nulla osta al matrimonio (ex art.116 Codice civile) debitamente legalizzato e tradotto in italiano o il “certificato di capacità matrimoniale” rilasciato dalle competenti autorità del Paese di cui sono cittadini al momento della richiesta delle pubblicazioni.
Se si tratta di cittadini di uno Stato non appartenente all’Unione Europea e non sono residenti in Italia, oltre al nulla osta, deve essere presentata anche la restante documentazione comprovante i requisiti richiesti dall’art.51 DPR 396/2000 trattandosi di atti formati all’estero non registrati in Italia o presso un’autorità consolare italiana.
Gli Stati che hanno aderito alla Convenzione di Monaco del 5 settembre 1980 e che rilasciano il “certificato di capacità matrimoniale” sono i seguenti: Austria, Belgio, Italia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Moldavia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Turchia. I certificati rilasciati in
base a tale Convenzione sono esenti dalla legalizzazione o da qualsiasi formalità equivalente nel territorio di ciascuno Stato parte. Per gli altri Stati si parla di nulla-osta.
Parimenti i nubendi, nelle ipotesi previste dall’art 52 DPR 396/2000, devono presentare copia del provvedimento di autorizzazione al matrimonio concessa dal tribunale, in presenza di un impedimento al momento della richiesta delle pubblicazioni.
Tel. 0185/490856 Fax: 0185/490842 Email: anagrafe@comune.moneglia.ge.it
* DPR n. 396/2000
* Convenzioni internazionali di riferimento
^ documento di identità valido
- delega rilasciata dall’Ufficiale di Stato civile che ha effettuato le pubblicazioni se entrambi gli sposi NON SONO RESIDENTI nel Comune.
^ Passaporto valido
^ Nulla Osta al matrimonio rilasciato dal Consolato o Ambasciata del proprio Stato in Italia contenente chiarimenti
specificati: cognome e nome, luogo e data di nascita, paternità e maternità, residenza, cittadinanza e stato civile
La firma apposta sul Nulla Osta dev’essere legalizzata presso la Prefettura di competenza, eccetto per i Paesi aderenti
alla convenzione dell’Aja (del 05/10/1961)
^ Per i cittadini dei Paesi aderenti alla Convenzione di Monaco (del 05/09/1980): certificato di capacità matrimoniale.
A pubblicazione avvenuta occorre procedere alla prenotazione del matrimonio tramite apposita scheda che verrà fornita
dall’Ufficio di Stato civile che darà, anche, le informazioni necessarie per la disponibilità delle sale, dei giorni ed orari.
Nella scheda i nubendi dovranno indicare il regime patrimoniale scelto.
Il giorno del matrimonio sposi e testimoni dovranno presentarsi muniti di documento di identità.
Nell’atto di matrimonio è indicato anche il regime patrimoniale scelto. A scelta effettuata lo stesso non sarà più modificabile se non con apposito atto notarile.
Il completamento dell’atto di matrimonio e l’aggiornamento dello stesso nella banca dati del Comune per le successive
certificazioni, è a cura dell’Ufficio di stato civile del Comune di Moneglia.
Il matrimonio può essere celebrato non prima di 4 giorni e non dopo 180 giorni dal compimento (affissione) delle
pubblicazioni di matrimonio. Il giorno e l’orario vanno comunque concordati con congruo anticipo con l’Ufficio di Stato civile.
 Circolare Min. interno n. 6/13 del 15.2.2013. Nuova procedura relativa al rilascio della documentazione
necessaria ai cittadini britannici, residenti nel Regno Unito, che intendono contrarre matrimonio in Italia.
 Circolare Min. interno n. 5493 del 23.8.2010. Cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale coniugati, con
cittadini italiani e dell’Unione europea, in seguito a matrimonio celebrato in altro Stato.
 Circolare min. interno n. 19 del 7.8.2009. Legge 15 luglio 2009, n. 94, recante “Disposizioni in materia di
sicurezza pubblica”. Indicazioni in materia di anagrafe e di stato civile.
 Legge 15.7.2009, n. 94. Disposizioni in materia di sicurezza pubblica..
 Circolare Min. interno prot. n. 200706193-15100/397 del 7.6.2007. Celebrazione matrimonio in luogo diverso
 Circolare Min. interno n. 2 del 26.3.2001. DPR 3.11.2000, n. 396, recante: Regolamento per la revisione e la
semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’art. 2, comma 12, della legge 15.5.1997, n. 127.
 DPR 3.11.2000, n. 396. Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a
norma dell’articolo 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127.
 Legge 31.5.1995, n. 218. Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato.
 DPR 5.1.1967, n. 200. Disposizioni sulle funzioni e sui poteri consolari.
 RD n. 262 del 16.3.1942. Codice civile. Titolo VI.
 RD 9.7.1939, n. 1238. Ordinamento dello stato civile.
^ richiesta di pubblicazione del Parroco o del Ministro di culto competente
^ richiesta del Parroco o Ministro del culto
specificati: cognome e nome, luogo e data di nascita, paternità e maternità, residenza, cittadinanza e stato civile.
^ Per i cittadini dei Paesi aderenti alla Convenzione di Monaco (del 05/09/1980), certificato di capacità matrimoniale.
Il matrimonio può essere celebrato non prima di 4 giorni e non dopo 180 giorni dal compimento (affissione) delle pubblicazioni civili di matrimonio.
Trascorsi i termini di legge della pubblicazione (8 giorni + 4) verrà rilasciato apposito nulla – osta da presentare al Parroco o al Ministro di culto.
L’atto di matrimonio, dopo la celebrazione, verrà trasmesso dal Parroco o dal diverso Ministro di Culto, all’Ufficio di Stato civile del Comune di Moneglia che provvederà alla trascrizione dello stesso e all’inserimento nella banca dati del Comune per le successive certificazioni.
 Circolare Min. interno n. 2 del 17.1.2011. Modulistica del matrimonio concordatario e annotazione della scelta del regime patrimoniale dei coniugi.
La pubblicazione di matrimonio consiste nell’affissione in uno spazio apposito sul sito web del Comune di un atto contenente le generalità dei futuri sposi.
Viene fatta a cura dell’Ufficiale di Stato Civile ed ha la funzione di rendere noto il proposito di contrarre nozze per mettere in grado gli interessati di presentare eventuali opposizioni.
E’ inoltre il procedimento con il quale l’Ufficiale dello Stato civile accerta l’insussistenza di impedimenti alla celebrazione del matrimonio.
La pubblicazione deve essere richiesta da entrambi gli sposi o da persona che ne ha avuto l’incarico munita di procura speciale, all’Ufficiale di Stato civile del Comune di residenza di uno di essi, ove verranno rese le dichiarazioni prescritte e firmato l’apposito verbale. In base all’Ordinamento di Stato civile, per le pubblicazioni non occorrono più i testimoni ma solo la presenza dei futuri sposi.
Accertata l’inesistenza degli impedimenti mediante l’acquisizione d’ufficio della documentazione necessaria presso i comuni di nascita e di residenza, l’Ufficiale dello Stato Civile provvede all’affissione chiedendone l’esecuzione anche al Comune di residenza dell’altro sposo diverso da quello di Moneglia.
Le pubblicazioni devono rimanere esposte nei comuni di residenza per almeno otto giorni interi e consecutivi e, trascorsi tre giorni successivi senza che sia stata fatta alcuna opposizione, l’Ufficiale dello Stato Civile può procedere alla celebrazione del matrimonio o rilasciare il nulla osta al Parroco o ad altro ministro di culto o la delega per celebrare il matrimonio civile in altro Comune.
Se entrambi gli sposi sono stranieri e non sono residenti in Italia, non occorrono le pubblicazioni di matrimonio (occorre il nulla osta alla celebrazione del matrimonio rilasciato dalla propria ambasciata o consolato debitamente tradotto in lingua italiana e legalizzato presso la Prefettura).
Per i cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’A.I.R.E la richiesta di procedere alle pubblicazioni civili in Moneglia, viene formulata dal Consolato Italiano territorialmente competente dello Stato estero di residenza del/i nubendo/i.
- Almeno uno dei nubendi, capaci secondo la legge di contrarre matrimonio e di stato libero, deve essere iscritto all’A.P.R. (Anagrafe della Popolazione Residente) o nell’A.I.R.E. (Anagrafe dei cittadini italiani Residenti all’Estero) del Comune.
- aver compiuto il 18° anno d’età per entrambi; tale età può essere abbassata a 16 anni con decreto del Tribunale a condizione che il giudice abbia accertato la maturità psichica del minore e ricorrano gravi motivi (decreto di ammissione al matrimonio del Tribunale per i minorenni).
- La sanità mentale per cui l’interdetto per infermità di mente non può contrarre matrimonio.
- la libertà di “status” cioè la mancanza di un vincolo derivante da precedente matrimonio che abbia effetti civili.
- l’inesistenza di rapporti di parentela o di affinità, affiliazione o adozione tra gli sposi.
- il matrimonio è vietato tra chi è stato condannato per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro.
La donna deve attendere almeno 300 giorni dallo scioglimento o annullamento o cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio. Non dovrà attendere tale termine se:
* il matrimonio sia stato dichiarato nullo per impotenza di uno dei coniugi;
* quando il matrimonio non è stato consumato.
a) se vedova o con precedente matrimonio annullato: deve produrre decreto di ammissione al matrimonio del tribunale;
b) in caso di precedente matrimonio cessato o sciolto a seguito di sentenza di divorzio:deve produrre fotocopia della
sentenza per stabilire la necessità del decreto di cui al precedente punto
- Una marca da bollo da Euro 16,00 per l’atto di pubblicazione.
Se uno degli sposi è residente in altro Comune, occorrono due marche da bollo da Euro 16,00 cadauna che vengono
entrambe apposte sull’atto di pubblicazione affisso all’Albo Pretorio del Comune al quale ci si è rivolti per le
pubblicazioni. L’Ufficiale di Stato civile formula la richiesta di procedere alle pubblicazioni al Comune dell’altro sposo,
attestando che l’onere tributario è stato interamente assolto.
Nessuna contribuzione è richiesta per pubblicazioni effettuate su richiesta di un Consolato italiano all’estero.
Per il matrimonio da celebrare con rito cattolico futuri sposi devono produrre richiesta di pubblicazioni da parte del Parroco.
N.B. Se i nubenti sono impossibilitati a presentarsi di persona per richiedere le pubblicazioni, possono incaricare una
terza persona utilizzando una procura speciale redatta su carta semplice e munita della copia dei vostri documenti di
identità che, naturalmente, devono essere validi.
Nel caso di nubendi non cittadini dell’Unione Europea e non residenti in Italia, la firma sulla procura dovrà essere autenticata.
* Per i culti acattolici ammessi dallo Stato italiano, occorre produrre la richiesta del Ministro di Culto con l’attestazione
della nomina da parte del Ministero degli Interni Italiano, escluso alcuni culti, per i quali è necessario chiedere informazioni più dettagliate.
* La donna in stato libero da meno di 300 giorni (vedova o matrimonio annullato o divorziata) necessita dell’autorizzazione del Tribunale con certificazione della Corte di Appello;
* Per i richiedenti che siano parenti, affini tra loro (zio/a, nipote, cognato/a etc.) art. 87 c.c., occorre il decreto del Tribunale di autorizzazione al matrimonio, con certificazione della Corte di Appello.
N.B. Il cittadino residente in Italia, che deve sposarsi all’estero in un Paese dove gli viene richiesto il certificato di capacità matrimoniale e il certificato di eseguite pubblicazioni, deve eseguire le pubblicazioni in Italia.
* Se uno degli sposi è cittadino straniero, deve produrre il nulla osta rilasciato competente autorità straniera, tradotto e
* Per il minore di anni 18 (che abbia compiuto 16 anni) è necessario il decreto di ammissione al matrimonio rilasciato dal Tribunale per i Minorenni.
* Gli sposi che intendano contrarre matrimonio civile in un Comune diverso devono compilare una specifica richiesta in tal senso all’atto delle pubblicazioni. Una volta eseguite le pubblicazioni, l’Ufficiale di stato civile rilascerà loro la delega per il Comune prescelto.
Le pubblicazioni decadono trascorsi 180 giorni dal loro perfezionamento (12° giorno dall’affissione). In tal caso, per poter contrarre matrimonio, occorre chiedere nuovamente all’Ufficiale di Stato civile di istruire il procedimento.
* Artt. 93 – 101 Codice Civile
* Art. 50 e ss. DPR N. 396 del 03/11/2000
Pubblicazioni per gli stranieri
- Nulla osta al matrimonio (art. 116 c.c.) rilasciato:
- dall’Autorità di Rappresentanza dello Stato di appartenenza in Italia (Consolato o Ambasciata). La firma del Console o
dell’Ambasciatore deve essere legalizzata in Prefettura per gli Stati che non hanno aderito alle Convenzioni che ne
prevedono l’esenzione; al riguardo, sono esenti dalla legalizzazione della firma del Console o dell’Ambasciatore i
seguenti stati: Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Gran
Bretagna, Grecia, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Macedonia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo,
Repubblica Ceca, Repubblica Moldova, Romania, Serbia-Montenegro, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia
(Convenzione di Londra del 07/06/1968);
- dall’Autorità competente dello Stato di appartenenza, nel caso che la normativa dello Stato estero lo permetta
(accertarsi della competenza contattando il Consolato o l’Ambasciata in Italia).
I documenti rilasciati all’estero devono essere tradotti in lingua italiana e legalizzati dall’Autorità italiana nello stesso
Stato esterno (Consolato o cancelleria consolare dell’Ambasciata d’Italia) o legalizzati con apostille ( per i Paesi aderenti
alla Conv. Dell’Aja del 1961).
Il “nulla osta” (art. 116 c.c.) deve indicare:
- che non vi sono impedimenti al matrimonio secondo le leggi dello Stato di appartenenza;
- cognome, nome, data e luogo di nascita;
- generalità dei genitori;
- residenza (se il cittadino è iscritto all’Anagrafe di un Comune italiano va indicato detto Comune come residenza; se
invece il cittadino non è iscritto in alcuna Anagrafe italiana, va indicato il Comune estero di residenza);
- stato civile (celibe, vedovo, o divorziato);
- per la donna divorziata, vedova o con matrimonio nullo, occorre, inoltre, la data di scioglimento del matrimonio (se tale
data non è indicata nel nulla osta, occorre copia della sentenza di divorzio legalizzata e tradotta).
** Qualora nel nulla-osta non fossero indicate le generalità dei genitori è necessario l’atto di nascita che può essere
- nel Paese di nascita legalizzato dall’Autorità consolare italiana all’estero e tradotto;
- dal Consolato competente per lo Stato estero in Italia;
- su modello internazionale plurilingue, esente da legalizzazione o da altra formalità equivalente e da traduzione, purchè
lo Stato abbia aderito alla Convenzione Internazionale (Convenzione di Vienna 08/09/1976).
** Se i nubendi sono entrambi stranieri, non residenti né domiciliati in Italia, anziché richiedere le pubblicazioni di
matrimonio, dovranno sottoscrivere un verbale nel quale dichiarano che non esistono fra di loro impedimenti di
parentela, affinità, adozione o affiliazione, né altri impedimenti ai sensi degli artt. 85, 86, 87 e 88 del Codice Civile. Il
verbale viene sottoscritto, previo appuntamento con l’Ufficio dello Stato civile, presentando i documenti necessari
(passaporto, nulla – osta al matrimonio o certificazione sostitutiva del nulla-osta prevista da apposite
convenzioni/accordi tra Stati).
N.B. I Cittadini dei seguenti paesi devono presentare:
Il cittadino di Austria, Germania, Repubblica Moldova e Svizzera deve produrre il certificato di capacità matrimoniale,
rilasciato dall’Ufficio dello Stato Civile del Comune di residenza nello Stato di origine (esente da legalizzazione);
Il cittadino del Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna e Turchia deve produrre il certificato di capacità
matrimoniale (informarsi presso il rispettivo Consolato sull’Autorità competente al rilascio);
Il cittadino della Norvegia deve produrre il nulla osta rilasciato dal Comune di residenza in Norvegia, legalizzato con
apostille (Conv. Dell’Aja), se tradotto in Norvegia la firma del traduttore deve essere legalizzata con Apostille prevista
dalla Convenzione dell’Aja.
Il cittadino della Polonia deve produrre nulla osta rilasciato dal Comune di residenza in Polonia, esente da
legalizzazione. Se tradotto in Polonia, la firma del traduttore deve essere legalizzata con Apostille.
- dichiarazione giurata davanti al Console degli Stati Uniti d’America in Italia, la cui firma deve essere legalizzata dalla
- atto di notorietà (deve indicare che il cittadino può contrarre matrimonio in base alla legge dello Stato di appartenenza)
con due testimoni, redatto davanti all’Autorità italiana competente (cancelleria del Tribunale; Notaio; Autorità consolare
italiana all’estero).
I cittadini italiani che contraggono matrimonio all’estero non sono soggetti alle pubblicazioni di matrimonio, a meno che
le stesse non siano richieste dalla legislazione straniera.
In alcuni casi l’Autorità estera richiede una certificazione attestante la capacità matrimoniale (Convenzione di Monaco
del 05/09/1980) oppure il c.d. “nulla osta” (art. 116 c.c.)
Gli stati che hanno aderito alla Convenzione di Monaco del 05/09/1980 che richiedono il “certificato di capacità
matrimoniale” sono: Austria, Belgio, Italia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera,
La richiesta dei documenti di cui sopra deve essere presentata alla Rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel
Paese estero dove i nubendi risiedono compilando una dichirazione sostitutiva di certificazione. E’ un documento che
deve contenere tutte le informazioni necessarie per il rilascio del certificato richiesto, unitamente ad un documento di
Se i nubendi risiedono in Italia, la competenza al rilascio dei sopra citati documenti, è del Comune di residenza.
 Codice Civile art. 116
 Legge n. 1195 del 13.10.1965 - "Scambio di note tra l'Italia e gli Stati Uniti d'America relativo ai matrimoni
celebrati in Italia da cittadini degli Stati Uniti d' America"
 Legge n. 218 del 30.5.1995 - "Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato" art. 27
 Convenzione dell’Aja 5 Ottobre 1961; Convenzione di Monaco del 05/09/1980; Convenzione di Vienna
08709/1976; Convenzione di Londra 07/06/1968
QUIETANZE LIBERATORIE CON FIRMA AUTENTICATA
Il D.L. 13 maggio 2011 convertito in legge 12 luglio 2011 n. 106, ha inserito il comma 3 bis all’art. 8 della legge 15 dicembre 1990 n. 386.
Pertanto, ai sensi di tale norma, l’autenticazione della sottoscrizione della quietanza libertoria del pagamento dell’assegno emesso senza provvista dopo la scadenza del termine di presentazione, può essere effettuata anche dal funzionario incaricato dal Sindaco, ex art- 21 comma 2 D.P.R. 445/2000.
In precedenza l’autentica era di competenza esclusiva dei notai.
L’autentica è rilasciata gratuitamente, tranne il pagamento del diritto di segreteria di Euro 0,52 ed è soggetta al pagamento dell’imposta di bollo di Euro 16,00
* Art. 8 legge 15 dicembre 1990 n. 386 e s.m.i.
RICONOSCIMENTO PRENATALE
I genitori naturali, prima della nascita del figlio, possono riconoscerlo. Si tratta di un atto facoltativo previsto dal Codice Civile.
^ REQUISITI
Può essere effettuato dal padre e dalla madre congiuntamente, oppure dalla sola madre e, successivamente dal padre,con il consenso della madre.
Il riconoscimento non può essere fatto da genitori che non abbiano compiuto il sedicesimo anno di età.
^ DOCUMENTAZIONE necessaria
Se la madre è nubile o divorziata, serve:
a) la presenza di chi effettua il riconoscimento, con il proprio documento di identità valido;
b) un certificato del medico curante che attesti:
- le generalità complete della gestante (cognome, nome, data e luogo di nascita)
- settimana o mese di gravidanza.
Se la madre è separata legalmente, deve produrre copia conforme della separazione consensuale o gudiziale rilasciata dal Tribunale.
Per poter effettuare il pre-riconoscimento occorre che siano trascorsi 300 giorni dalla data dell’omologazione o dalla
pronuncia della separazione giudiziale oppure dalla data della comparizione dei coniugi davanti al Giudice, quando gli
stessi siano stati autorizzati a vivere separatamente nelle more del giudizio.
Questa prassi si segue anche nella separazione di fatto.
N.B. Riconoscimento prenatale effettuato da cittadini stranieri
Dopo la nascita, anche uno soltanto dei genitori potrà presentarsi presso l’Ufficio dello Stato civile con l’attestazione di
nascita e la copia conforme dell’atto di riconoscimento prenatale, al fine di rendere la denuncia di nascita.
Se il riconoscimento prenatale viene effettuato da cittadini stranieri, occorre il nulla osta al pre-riconoscimento rilasciato dalla propria Ambasciata.
ATTESTAZIONE DEL DIRITTO DI SOGGIORNO PERMANENTE PER I CITTADINI DELL’UNIONE EUROPEA.
- lavoratore subordinato o autonomo che, nel momento in cui cessa l’attività ha raggiunto l’età prevista per la
pensione di vecchiaia, nonché il lavoratore subordinato che cessa di svolgere la propria attività a seguito di
pensionamento anticipato, qualora abbia svolto in Italia la propria attività negli ultimi dodici mesi e vi abbia soggiornato in via continuativa per oltre tre anni.
- Il lavoratore subordinato o autonomo che ha soggiornato in modo continuativo nello Stato per oltre due anni e
cessa di lavorare a causa di una sopravvenuta incapacità lavorativa permanente. Nel caso in cui l’incapacità sia stata
causata da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale che dà all’interessato il diritto ad una prestazione
interamente o parzialmente a carico di un’istituzione dello Stato, non si applica alcuna condizione relativa alla durata del soggiorno.
- Il lavoratore subordinato o autonomo che, dopo tre anni d’attività e di soggiorno continuativi nello Stato,
eserciti un’attività subordinata o autonoma in un altro stato membro, pur continuando a risiedere nel territorio dello
Stato, permandendo le condizioni previste per l’iscrizione anagrafica.
* D.Lgs. 06/02/2007 n. 30 relativo al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare
* D.lgs. 25/07/1998 n. 286. Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla
condizioni dello straniero.
a) di aver soggiornato legalmente ed in via continuativa per cinque anni nel territorio nazionale
italiano, come dimostra il possesso ininterrotto di un titolo di soggiorno rilasciato dall'autorità competente;
b) di non essere stato assente dal territorio nazionale per periodi superiori a quelli indicati dall'art. 14
commi 3 e 4 del D. Lgs. n. 30/2007;
Pertanto, ai sensi e per gli effetti dell'art. 47 del D.P.R. n. 445/2000, dichiara la sussistenza delle condizioni
di regolarità del soggiorno previste dal D. Lgs. n. 30/2007.
 permesso/carta di soggiorno rilasciato dalla Questura di ...............................................................................
in data ........................................ fino al ..........................................................................................................
 attestato di regolare soggiorno rilasciato dal Comune di ................................................................................
in data ........................................
ai sensi dell'art. 13 del D. Lgs. n. 196/2003, è informato/a che i dati sopra riportati sono prescritti dalle
disposizioni vigenti ai fini del procedimento per il quale sono richiesti e verranno utilizzati esclusivamente per tale scopo.
A chi viene rilasciata.
La carta di identità viene rilasciata, senza limiti di età, ai cittadini residenti nel Comune ed ai cittadini
italiani residenti all’estero ed iscritti nell’A.I.R.E. (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) delComune al momento della richiesta.
La carta di identità può essere rilaciata anche a cittadini non residenti nel Comune specificando il motivo della richiesta. In questo caso i tempi possono essere più lunghi, perché occorre acquisire il nulla osta del Comune di residenza dell’interessato.
I cittadini stranieri residenti nel Comune possono ottenere la carta d’identità con valore esclusivamente di documento di riconoscimento, non valida per l’espatrio.
Carta di identità per minori di età
La carta di identità viene rilasciata a tutti i cittadini, senza limiti di età, a seguito dell’entrata in vigore del Decreto-legge 13 maggio 2011 n. 70 , recante “Prime disposizioni urgenti per l’economia” che consente il rilascio della carta di identità ai minori.
In particolare, il comma 5 dell’articolo 10, del citato Decreto Legge, ha modificato l’art. 3 del T.U.L.P.S., di cui al Regio-Decreto 18 giugno 1931 n. 773, recante la disciplina di tale documento. Alla luce delle nuove disposizioni, è soppresso il limite minimo di età per il rilascio della carta di identità, precedentemente fissato in anni quindici, ed è stabilita una validità temporale di tale documento, diversa a seconda dell’età del minore.
In particolare, è previsto che la carta d’identità rilasciata:
- ai minori di anni tre, abbia una validità di tre anni;
- ai minori di età compresa tra i tre ed i diciotto anni, abbia una validità di cinque anni.
Con riguardo all’applicazione di tale disposizione, si richiama il contenuto della circolare n. 7 del 19 aprile 1993, con la quale è stato chiarito che al fine del rilascio ai minori della carta d’identità valida per l’espatrio, è necessario l’assenso dei genitori o di chi ne fa le veci, oltre che la dichiarazione di assenza
di motivi ostativi all’espatrio, ai sensi dell’art. 1 del D.P.R. n. 649/1974.
Pertanto, in tali ipotesi dovrà essere acquisito il suddetto assenso, che potrà anche essere trasmesso dagli interessati con le modalità di cui all’art. 38 comma 3, del D.P.R. n. 445/2000. In mancanza
dell’atto di assenso occorre l’autorizzazione del Giudice Tutelare.
La carta di identità dovrà riportare la firma del titolare che abbia già compiuto i dodici anni,
analogamente al passaporto, fermo restando che tale firma sarà omessa in tutti i casi di impossibilità a sottoscrivere.
Le nuove disposizioni prevedono, inoltre, che per il minore di anni quattordici, l’uso della carta d’identità
ai fini dell’espatrio sia subordianto alla condizione che il minore viaggi in compagnia di uno dei genitori o di chi ne fa le veci, o che venga menzionato – su una dichiarazione rilasciata da chi può dare l’assenso o l’autorizzazione, convalidata dalla Questura o dalle Autorità consolari – il nome della persona, dell’Ente o della compagnia di trasporto a cui il minore medesimo è affidato, analogamente a quanto previsto per il passaporto.
Al riguardo, al fine di semplificare l’applicazione di tale disposizione in sede di controllo alla frontiera, si suggerisce l’opportunità di munirsi di documentazione idonea a comprovare la titolarità della potestà sul minore (es. certificato di nascita con indicazione della paternità e maternità).
Carta di identità per maggiori di età
L’art. 31 del D.L. n. 112/2008, recante “disposizioni urgenti per lo sviluppo economico e la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, ha previsto che la carta di identità benefici di una validità temporale corrispondente a 10 anni.
Tale durata trova applicazione anche per le carte di identità in corso di validità alla data di entrata in vigore della legge in questione (26 Giugno 2008).
Chi rilascia la carta di identità Occorre rivolgersi all’Ufficio anagrafe del Comune sito in C.so Libero Longhi n. 25 (Tel. 0185/490856).
- n. 3 fotografie formato tessera recenti e uguali fra loro, in bianco e nero o a colori, su sfondo chiaro, che riproducano il volto a mezzo busto e a capo scoperto, non di profilo e con gli occhi
comunque visibili;
- documento di riconoscimento in corso di validità; in mancanza, occorre la compresenza di duetestimoni maggiorenni provvisti di documenti di riconoscimento in corso di validità e non parenti dell’interessato, che dichiarino, sotto la loro personale responsabilità, di conoscerlo.
Per gli stranieri è necessario esibire il permesso di soggiorno e il passaporto.
Nel caso di rinnovo è sufficiente presentare il documento scaduto.
Il rilascio della carta di identità è soggetto al pagamento di diritti fissi pari a:
- Euro 5,42 nel caso di rilascio o rinnovo;
- Euro 10,84 nel caso di furto, smarrimento o deterioramento
- ART. 3 R.D. 18/06/1931 N. 773;
- ARTT. 288 – 294 R.D. 06/03/1940 N. 635;
- ART. 11 D.P.R. 30/12/1965 N. 1656;
- L. N.. 1185/1967;
- L. N.127/1997;
- circolare ministeriale n. 24380 n. 300/c/21229/21.62.5/IV DEL 13/04/1999;
- D.L. 13/05/2011 N. 70;
- D.L. N. 112/2008 , art. 31.
Dal Lunedi al Sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.00.
Il Ministero degli Esteri informa che la normativa sui viaggi all’estero dei minori varia in funzione delle
disposizioni nazionali. Si consiglia, pertanto, di assumere informazioni aggiornate presso le
Ambasciate o i Consolati del paese straniero di destinazione, accreditati in Italia o presso la locale
L’Ufficio anagrafe provvede al rilascio dei seguenti certificati: esistenza in vita, residenza, risultanza di nascita, stato di famiglia, stato libero, vedovanza, cittadinanza (solo per i cittadini italiani), legalizzazione di foto, certificati contestuali, certificato storico di residenza, certificato storico di famiglia, certificato anagrafico di nascita con fotografica per i minori di anni 15, certificati AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). I certificati possono essere richiesti solo con riferimento a persone residenti nel Comune (o che lo sono state nel caso di certificati storici).
Il rilascio dei certificati anagrafici avviene su richiesta dell’interessato, di un suo familiare (o di chi ne abbia la necessità).
Il certificato di “stato di famiglia per uso assegni familiari” può essere richiesto dall’interessato, da un suo familiare ed eventualmente anche da terza persona con delega scritta dell’interessato (o del suo familiare).
Ci sono due casi in cui non si può effettuare la delega a terzi:
- per l’autentica di foto, in quanto il cittadino deve farla personalmente;
- per il tesserino di identità per i minori di anni 15, perchè il minore deve presentarsi obbligatoriamente accompagnato da un familiare maggiorenne.
Dal 1 Gennaio 2012 – a seguito dell’entrata in vigore della legge n. 183 del 12 Novembre 2011 – i
certificati rilasciati dalla Pubblica Amministrazione sono utilizzabili esclusivamente nei rapporti
tra privati e devono recare, a pena di nullità, la dicitura: “Il presente certificato non può essere
prodotto agli organi della Pubblica Amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”.
Pertanto, le Pubbliche Amministrazioni e gli altri soggetti incaricati di pubblici servizi, NON
possono più chiedere al cittadino atti o certificati concernienti stati, qualità personali che siano
attestati in documenti già in loro possesso o che comunque esse stesse siano tenute a certificare.
I soggetti suddetti sono quindi tenuti ad accettare la dichiarazione sostitutiva di certificazione ed a
procedere, nel caso, a verificarne la veridicità presso l’Ente competente.
La citata legge n. 183 del 12/11/2011 ha, altresì, abrogato il comma 2 dell’art. 41 del D.P.R. n.
445/2000 e, pertanto, il termine di validità dei certificati amministrativi è di 6 mesi dalla data del rilascio.
I certificati vengono emessi in bollo del valore vigente (i casi di esenzione dal bollo sono previsti dal D.P.R. n. 642 del 26/10/1972 tabella B).
E’ inoltre possibile richiedere certificati per posta inviando:
- la richiesta con l’elenco dei certificati che si desidera ricevere;
- una busta pre-affrancata per la spedizione dei certificati, con l’indicazione dell’indirizzo;
- se il certificato è in bollo allegare la marca da bollo di Euro 14,62 + Euro 1,02 in moneta per diritti di segreteria e rimborso stampati;
- se il certificato è in carta semplice occorre allegare la somma di Euro 0,76 in moneta per diritti di segreteria e rimborso stampati, con la dichiarazione della norma che consente il rilascio in esenzione di imposta.
Ufficio anagrafe: Comune di Moneglia, C.so Libero Longhi n. 25. Tel. 0185/490856.
e-mail: anagrafe@comune.moneglia.ge.it; anagrafe2@comune.moneglia.ge.it.
Aperto al pubblico dal Lunedi’ al Sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.00
ELENCHI NOMINATIVI DI CITTADINI (ANAGRAFE) – RILASCIO
Rilascio di elenchi di nominativi tratti dall’anagrafe dei residenti, quali elenchi di capifamiglia con indirizzi e simili.
Possono rivolgere una motivata richiesta di rilascio di elenchi solo i soggetti di seguito elencati per esclusivo uso di pubblica utilità (DPR n. 223 del 1989, articolo 34):
* le amministrazioni pubbliche
* i privati che operano in regime di concessione con l’ente pubblico in quanto svolgono un’attività che rientra nella sfera d’azione dell’ente concedente
* i privati gestori di pubblici servizi per lo svolgimento dell’attività connessa all’esercizio dei poteri pubblici trasferiti.
Questa garanzia opera anche nei confronti del comune, il quale può utilizzare anch’esso i dati anagrafici che detiene solo
per usi di pubblica utilità, anche in caso di comunicazione istituzionale (Dlgs. N. 196 del 2003 art. 177).
I dati richiesti devono essere necessari, pertinenti e non eccedenti le finalità istituzionali del richiedente.
Gli elenchi NON possono essere utilizzati per la propaganda elettorale o per pubbliche relazioni di carattere personale.
Compatibilmente con le apparecchiature in uso, possono essere rilasciati dati anagrafici, resi anonimi ed aggregati per fini statistici e di ricerca.
I limiti che riguardano il rilascio di elenchi degli iscritti all’anagrafe si estendono anche alle informazioni contenute nell’Aire.
1) gli elenchi anagrafici saranno rilasciati nel pieno rispetto dell’art. 34 DPR 223/89 solo alle pubbliche amministrazioni ed
ai gestori di servizi pubblici valutando preliminarmente la motivazione che deve sempre esplicitata nella richiesta.
2) Le liste elettarali saranno rilasciate nel pieno rispetto dell’art. 51 D.P.R. n. 223/1967: applicazione della disciplina in
materia di elettorato attivo e passivo, studio, ricerca statistica, scientifica e storica, o carattere soico-assistenziale o per il
perseguimento di un interesse collettivo o diffuso. Conseguentemente potranno le liste essere rilasciate ai partiti o gruppi
politici, ai soggetti che perseguono fini di studio e ricerca (università, istituti demoscopici, ecc.) ed anche ad enti,
associazioni e soggetti privati valutando, di volta in volta, il motivo della richiesta che deve esesre attinente allo scopo
(oggetto sociale) del richiedente.
Adempimento e costi a carico dell’interessato
- Formulare la richiesta compilando il modulo allegato alla presente in ogni sua parte, sottoscriverla ed inoltrarla all’Ufficio
anagrafe del Comune di Moneglia;
- Rimborsare, prima della consegna, i costi eventualmente sostenuti dal Comune per raccogliere, ordinare e consegnare i dati;
- Trattare i dati esclusivamente nei modi e per le finalità pubbliche dichiarate nella domanda;
- Custodire i dati in modo scrupoloso, adottando ogni accorgimento utile alla loro sicurezza;
- Astenersi:
* dall’eseguire copie di riserva dei dati, nemmeno parziali
* dal divulgare, commercializzare, comunicare i dati a chicchessia.
- Distruggere o restituire l’elenco al Comune al termine del periodo di trattamento.

References: Art. 36
 art. 11
 sentenza 
 Art. 30

Art. 34

Sentenza 

art. 116
 Art. 116
 Articolo 83
 Art. 6
 Articolo 11
 art. 12
 sentenza 
 art. 109
 art. 12
 art.116
 sentenza 

sentenza 
 art. 87
 Art. 50
 sentenza 
 art. 116
 art. 27
 Art. 8
 ART. 3
 ART. 11
 art. 31
 articolo 34
 art. 177