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Timestamp: 2018-10-15 19:14:45+00:00

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La canapa e la legge svizzera sugli stupefacenti (LStup / 1a parte) – ASAC-VSHF
Coltivare e vendere della canapa in vista di consumarla non è in Svizzera, al contrario di quanto previsto all’estero, un infrazione alla legge sugli stupefacenti (LStup) in quanto essa tratta solo di stupefacenti e di nient’altro. Ordunque, la canapa non è un stupefacente, ma piuttosto una droga. Droghe e stupefacenti vengono giuridicamente interpretati come due cose ben distinte.
Cosa sono droga e stupefacenti ai sensi della legge LStup viene spiegato qui di seguito.
La LStup essendo una legge che controlla la fabbricazione ed il commercio di specialità farmaceutiche (medicamenti), qualche precisione sulla terminologia utilizzata nella LStup s’impone per la buona comprensione della legge. In quanto legge sui rimedi medicali (raccolta sistematica delle leggi federali, RS 812.121) la LStup fa uso di terminologie farmaceutiche e medicali della legislazione federale inerente alla salute (RS 81); questa terminologia è d’obbligo, se si vuole veramente capire i sensi e il vero scopo della LStup, evitando così errori di giudizio.
Che cos’è la “canapa“? Una “materia grezza” (di canapa), una “produzione” (o estratto), un “stupefacente” ai sensi della LStup e cos’è una “droga“?
Una “droga” (dall’Olandese ‘droog’ = secco) è un medicamento naturale non soggetto a prescrizione medica, elaborato partendo da fiori, da piante o da radici seccate. L’anice, la camomilla, la canapa, il dragoncello, la menta, il tiglio per esempio sono delle droghe. Le droghe le più spesso usate si trovano sulla lista ufficiale delle droghe (lista E) dell’ufficio intercantonale di controllo dei medicinali (UICM) e vengono definite come segue: “Lénitivo ad azione benefica sulla salute, potendo essere venduto da tutti”. Il “Chènevis” (=il seme di canapa) è ugualmente una droga ; anche la canapa (vedi la definizione sopramenzionata) era menzionata nella lista E, ma ne venne illegalmente scartata negli anni 70 dopo l’intervento dell’Ufficio federale della Sanità pubblica (UFSP). La produzione e il consumo di droghe, semi di canapa e canapa sono libere e la legge non impone nessuna restrizione; ognuno può dunque, in Svizzera, detenere delle droghe e farne uso a volontà. Le droghe ufficiali sono però maggiormente elaborate e vendute in drogherie.
Una droga non è un stupefacente, un stupefacente non è una droga!
Un stupefacente ai sensi della LStup (articoli 1, 8, 19, 19a, 19b) è obbligatoriamente il risultato di una manipolazione, un prodotto, che è una specialità farmaceutica ossia una sostanza o una preparazione galenica (dal medico romano Galus= pronto al consumo). Le piante, le radici, i fiori seccati, la canapa, non sono per esempio dei prodotti galenici. La canapa non è una sostanza galenica, il suo consumo non rientra quindi nei quadri della LStup.
NB: il termine ‘droga’ viene soventemente utilizzato al posto dell’unico termine in rapporto con la LStup, quello di ‘stupefacente’. Il giurista consciensoso eviterà quest’errore in quanto il termine ‘droga’ non esiste nella LStup (eccezione fatta: dal 1998 nell’art. 8 della LStup).
“La canapa indiana, chanvre, Hanfkraut” ai sensi della LStup (articolo 1, alinea 2, lettera a, cifra 4 LStup) è la materia grezza che viene utilizzata dai farmacisti e dai droghieri per la produzione di estratti di canapa ad uso medicale. La LStup in quanto legge federale sulle specialità farmaceutiche trae la definizione della canapa da un altro testo della legislazione federale sulla salute, dalla farmacopea, anch’essa legge federale (RS 812.21). La canapa vi viene definita come segue: “Herba cannabis (canapa, chanvre, Hanfkraut)“: “sommità fiorifere e fruttifere seccate della pianta femmina” (Farmacopea Helvetica, Editio Quinta, n° 429). La definizione federale è d’uso obbligatorio per la lettura della LStup in materia di canapa. Il termine “canapa” non include, come menziona erroneamente il Tribunale Federale (sentenza del Tribunale Federale, ATF, del 16.11.1994, non pubblicata), l’integralità della pianta, bensì unicamente le sommità fiorifere. L’integralità della pianta si chiama giuridicamente “pianta di canapa”‘ (Hanfkrautplanze) (“Definizioni”, articolo 1, alinea 1, lettera c, Convenzione unica del 1961 ; RS 1970, pagina 807).
La canapa è una pianta medicinale. Una droga medicinale è una materia prima vegetale (fiori, piante, radici) destinata alla produzione di specialità medicinali – così come la canapa in vista di produrne dell’estratto o della tintura (vedi art.1, al.2, let.a LStup, titolo marginale [materie prime]), preparazioni iscritte sulla lista A UICM, ritirata illegalmente nel luglio 1998 su intervento dell’UFSP. È dunque soltanto nella sua qualità di droga medicinale, che la canapa viene menzionata nella LStup e messa così sotto controllo statale. “Il papavero e la canapa sono stati aggiunti al gruppo A, [materie grezze] che riguarda le droghe” (messaggio del Consiglio Federale e dell’Assemblea federale, FF 1951, pagina 854, ad (nuovo) articolo 2 LStup).
Essendo legalmente (Lista E, UICM) un medicamento naturale non sottoposto a prescrizione medica e venduto liberamente in tutti i commerci, una droga non potrebbe essere contemporaneamente un stupefacente, legalmente parlando. Gli stupefacenti sono delle specialità mediche vendute nelle farmacie, generalmente sotto prescrizione medica. Sono delle preparazioni e delle sostanze che creano dipendenza e che sono iscritte nella lista degli stupefacenti (LStup articolo 3, AS 812.121.1). Le droghe (fiori, erbe e radici) sono commercializzabili in drogheria e sono iscritte nella lista E delle droghe dell’UICM. Giuridicamente e farmacologicamente parlando, il consumo di canapa è un consumo di droghe e non di stupefacenti, per cui non condannabile ai sensi della LStup, la quale riguarda solo gli stupefacenti.
Una “materia grezza” nel senso generale del termine è una materia, che non è destinata o non adeguata all’immediato consumo, ma che deve essere ancora trasformata in un prodotto finito consumabile (vedi anche l’art. 4 dell’ordinanza sulle sostanze ecologicamente pericolose, RS 814.013 : “Le materie grezze sono delle sostanze naturali, le sostanze sono dei prodotti finiti”). Questa definizione economica delle materie prime è applicabile alla LStup in quanto quest’ultima è una legge sul commercio (di stupefacenti). La canapa “materia grezza” ai sensi della legge (sotto titolo marginale dell’art. 1, al. 2, lettera a della LStup) non è tutta la canapa nel suo insieme, bensì unicamente e specificatamente la canapa coltivata o utilizzata con scopo di produrne un estratto, una tintura, una preparazione di resina (alias ‘haschisch’) oppure dell’olio di resina (confronto: i frutti sono materie prime per la produzione di alcool. I frutti da tavola invece non sono considerati come materie prime in quanto viene consumata direttamente senza nessuna produzione o lavorazione particolare). In effetti il consumo viene giuridicamente considerato come una distruzione.
Se la canapa non è materia grezza per la produzione d’estratto, di tintura, ecc., bensì materia grezza per la produzione di altri prodotti (tè, alimenti) non viene considerata come merce controllata ed ancora meno dalla LStup (visto che le mele non sono materia grezza per la produzione d’alcool, non sono né controllate, né vietate).
La canapa diventa materia grezza alla sola condizione, che venga coltivata od utilizzata con scopo di produrne illecitamente dei stupefacenti (art. 8 e 9 della LStup) (i frutti sono proibiti solo se vengono utilizzati illecitamente per la produzione di alcool). Ecco perché nella “lista delle sostanza proibite” (LStup-UFSP, appendice d; RS 812.121.2) non è la canapa in quanto tale, bensì “il cannabis (canapa) in previsione della preparazione di stupefacenti”, che vi viene menzionato. Una produzione viene considerata illecita quando viene fatta a scopo non medicale. Il corpo medico (medici, dentisti, farmacisti) è autorizzato ad utilizzare estratti, tinture, ecc. di canapa. La produzione di canapa, che vi è destinata, viene considerata come lecita (art. 9 LStup, sezione 2, professioni medicali).
Rimane interessante il consulto della versione italiana dell’articolo 1 della LStup, la quale parla di “canapa indiana” (art. 1 legge federale sugli stupefacenti). Il testo italiano riflette bene il fatto, che è esplicitamente la canapa indiana ad essere la materia grezza, che i farmacisti e droghieri usano per estrarne delle sostanze o elaborazioni di preparazioni terapeutiche e non la canapa indigena sativa (sativa, latino = semi, contadino), la quale non ha che un effetto debolmente tonico. Però all’articolo 8, alinea 1, lettera d della LStup, sono tutti i tipi di canapa (Futura 77, Fedora 19, Felina 34, ecc., sativa e indica – ATF del 16 novembre 1994, non pubblicato), che vengono colpiti dalla LStup dal momento che la loro coltivazione viene fatta in previsione di produrne estratti, tinture, ecc., perché diventano di fatto una ‘materia grezza’ (idem articolo 19, cifra 1, alinea 1 e 2 ss. LStup)(qualsiasi coltivazione di frutta in vista di produrne alcool viene colpita dalla legge).
La “produzione” ai sensi della LStup vuol dire estratto di canapa (vedi articolo 8 LStup): “la canapa in previsione di estrarne (“canapa per estrarne” “zur Gewinnung”) dei stupefacenti”: “S’intende con estrazione, l’operazione con la quale viene separato un stupefacente dalla sostanza o dal composto di cui ne fa parte”, (art. 1 della Convenzione del 26 giugno 1936, Foglio Federale FF 1952, pagina 570): “La Convenzione unica rimpiazza tutte le altre convenzioni sugli stupefacenti, (…) la Convenzione del 1936 rimane pertanto ancora oggi in vigore” (messaggio del Consiglio federale all’Assemblea federale, 20 marzo 1968; FF 1968, pagina 825).
Finché non c’è estrazione, ossia finché non risulta essere un prodotto finito, non esiste produzione ai sensi della LStup. L’ottenimento di un leggero effetto tonico o sonnolente non è una “produzione” (“estratto”) in quanto quest’ultimo essendo immateriale, non è né sostanza, né preparazione e non è il risultato di un estrazione.
NB: la produzione deve essere commerciale nel scopo di essere venduta, in quanto la LStup non riguarda l’uso privato ma unicamente il commercio e la vendita di sostanze e di preparazioni medicinali (titolo della sezione 1, capitolo 2 LStup).
In effetti la LStup, al contrario della legge sugli alimenti, è una legge che regola il commercio e la vendita di merci destinate a terzi. La legge sugli alimenti non è applicabile alla produzione ed al consumo privato, ancora meno se questa produzione viene destinata ad un automedicazione (l’automedicazione è un diritto fondamentale sopra legale, che deriva dal diritto all’integrità corporale, art. 10, cifra 2 della nuova Costituzione federale).
Questo viene dedotto ugualmente dalla genesi della legge e da decisioni del Tribunale federale:
“È un diritto della Confederazione di legiferare sul commercio di stupefacenti” (…) l’articolo 69 della Costituzione federale può essere utilizzato come base di redazione per una legge federale sul commercio di stupefacenti”. (messaggio del Consiglio federale all’Assemblea federale, FF 1924, n° 65, pagina 286ss.).
“Si vuole colpire il mercato illegale, il mercato nero” (bollettino stenografico dell’Assemblea federale, 1951, pagina 627).
“Il caso di persone che si occupano del commercio viene trattato minuziosamente dal articolo 19 della LStup”. (bollettino stenografico dell’Assemblea federale, 1974, pagina 1435) e “solo il commercio viene punito” (consigliere federale Hürlimann, 1974, pagina 1458).
“Le varie forme di commercio di cannabis sonno sottoposte alla legge sugli stupefacenti” (ATF 124 IV 44 E2b + 120 IV 256 E2a + 95 IV 179 E1). (al contrario : le forme non commerciali non sono sottoposte alla LStup)
La volontà del legislatore è chiaramente stabilita:
Se nessuna produzione di estratto, di tintura, ecc. è prevista, non vi è controllo dello Stato: “non è previsto il controllo della coltivazione di canapa in quanto tale, né l’utilizzo della canapa a dei fini non in rapporto con la produzione di stupefacenti” (messaggio del Consiglio federale a l’Assemblea federale del 9 aprile 1951 – FF 1951, pagina 867). Da qui la costatazione che qualsiasi altro utilizzo di canapa non in rapporto con la produzione d’estratti, tinture, ecc. – quale il suo consumo sotto forma di tè – è libero.
Il termine “produzione” ai sensi della LStup – che in se è una legge sul commercio – deve essere interpretato nel senso commerciale ossia che per la produzione di una sostanza o di una preparazione è necessario disporre di un minimo di materia prima. Non si può pertanto produrre stupefacenti partendo da una sigaretta di canapa. Qualche grammo di canapa non bastano per la produzione d’estratti, di tinture, ecc. (qualche albicocca non bastano alla produzione dell’abricotine).
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References: articolo 1
 art.1
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 19
 articolo 8
 art. 10
 articolo 19