Source: http://www.altalex.com/index.php?idnot=53550
Timestamp: 2013-05-21 04:26:53+00:00

Document:
Attivit� giornalistica, qualificazione, trattamento economico, contratto collettivo
Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 29.08.2011 n� 17723 � qualificabile come giornalistica l�attivit� svolta dalla lavoratrice che, nel redigere e dare lettura del notiziario radiofonico di una emittente locale, non si era limitata a leggere testi predisposti da altri, ma aveva provveduto alla elaborazione personale delle notizie raccolte generalmente attraverso siti internet o agenzie di stampa e trasmesse radiofonicamente. In caso di svolgimento di lavoro giornalistico da parte di soggetto non iscritto al relativo albo professionale, di conseguenza, il contratto di lavoro deve ritenersi nullo per violazione di norme imperative, senza tuttavia che si verta in ipotesi di nullit� del suo oggetto o della causa, con la conseguenza che, in forza dell'art. 2126 c.c., il lavoratore avr� diritto al trattamento economico per l'attivit� espletata, con l'applicazione della disciplina collettiva nella sua interezza, e cio� del trattamento sia economico che normativo previsto per le corrispondenti prestazioni del giornalista professionista. (*) Riferimenti normativi: artt. 2126 e 2575 c.c.; art. 1, legge n. 633/1941.(1) In senso conforme alla massima si veda, ex plurimis, Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza n. 21591/2008, Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza 7.09.2006, n. 19231, Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza n. 3399/2006, Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza n. 7020/2000 e Cass. Civ., sez. lavoro, sentenza n. 1157/98. (Fonte: Massimario.it - 32/2011. Cfr. nota di Maria Spataro e nota su Altalex Mese - Schede di Giurisprudenza)
attivit� giornalistica /
trattamento economico /
contratto collettivo /
SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Sentenza 28 aprile � 29 agosto 2011, n. 17723(Presidente Roselli � Relatore Filabozzi) Svolgimento del processo La Corte di Appello di Napoli ha respinto l'appello proposto dalla Publikappa srl avverso la sentenza del Tribunale della medesima citt�, che aveva riconosciuto che tra la C. e la societ� era intercorso un rapporto di lavoro di natura giornalistica, condannando la Publikappa alla corresponsione in favore della lavoratrice del trattamento economico corrispondente a quello previsto dalla disciplina collettiva per la qualifica di redattore. A tale conclusione la Corte territoriale � pervenuta ritenendo che la lavoratrice, nel redigere e dare lettura del notiziario radiofonico di una emittente locale, non si era limitata a leggere testi predisposti da altri, ma aveva provveduto alla elaborazione personale delle notizie raccolte generalmente attraverso siti internet o agenzie di stampa e trasmesse radiofonicamente. A tanto conseguiva, per il periodo in cui il rapporto aveva avuto esecuzione, in difetto di iscrizione all'albo professionale, l'applicabilit� del contratto di lavoro giornalistico come parametro di riferimento per la determinazione della giusta retribuzione, e cos� - in base all'attivit� svolta in concreto dalla lavoratrice - l'applicazione, quale parametro, del trattamento previsto per i giornalisti redattori.Avverso tale sentenza ricorre per cassazione la Publikappa srl affidandosi a tre motivi di ricorso.L'intimata non ha svolto attivit� difensiva.La societ� ha depositato memoria ai sensi dell'art. 378 c.p.c. Motivi della decisione 1.- Con il primo motivo si deduce la violazione degli artt. 2575 c.c. e 1 legge n. 633 del 1941 con riguardo all'affermata qualificazione come giornalistica dell'attivit� svolta dall'intimata, contestando il risultato della valutazione delle prove fatta dalla Corte territoriale, per quanto riguarda in particolare la valutazione delle dichiarazioni rese da un teste originariamente indicato dalla societ�, e chiedendo a questa Corte di stabilire se "l'attivit� consistente nella mera ripetizione di notizie conosciute attraverso la lettura dei comunicati Ansa e del Televideo costituente il contenuto della prestazione di un soggetto dipendente da societ� concessionaria operante nel settore della radiocomunicazione ed autorizzata alla prosecuzione dell'esercizio dell'attivit� di radiodiffusione privata sonora a carattere commerciale in ambito locale... sia qualificabile come giornalistica".2.- Con il secondo motivo si lamenta l'insufficienza della motivazione con riferimento alla sussistenza della qualifica di giornalista rivestita dall'intimata - cos� come affermata dalla Corte d'appello sulla base della deposizione testimoniale sopra indicata - evidenziando che, alla luce della suddetta testimonianza, la Corte territoriale avrebbe dovuto ritenere che le mansioni svolte dalla lavoratrice si collocavano in un ambito del tutto estraneo a quello proprio del lavoro giornalistico.3.- Con il terzo motivo si lamenta l'insufficienza della motivazione con riferimento alla statuizione concernente l'applicabilit� del contratto di lavoro giornalistico come parametro di riferimento per la determinazione delle retribuzioni spettanti alla lavoratrice secondo il disposto dell'art. 2126 c.c., nonch� violazione dell'art. 2099 c.c. e falsa applicazione dell'art. 36 Cost., richiamando alcune pronunce della S.C. secondo cui l'equiparazione del contratto nullo a quello valido, ex art. 2126 c.c., non comporta l'automatica applicazione della disciplina del secondo al primo, neppure sotto l'aspetto retribuivo, essendo compito del giudice determinare la giusta retribuzione, ex artt. 2099 c.c. e 36 Cost., valutando la qualit� e quantit� del lavoro prestato ed eventualmente tenendo presente il parametro per un contratto validamente concluso o altri criteri ritenuti pi� consoni alla fattispecie. Il motivo si conclude con la richiesta a questa Corte di stabilire se "nella indagine postuma alla conclusione del rapporto in ordine alla individuazione di un parametro retributivo diverso da quello convenuto tra le parti... non sussistendo cio� ab initio un vincolo contrattuale che impone il trattamento di miglior favore invocato dal ricorrente, deve... o meno il giudice considerare il parametro pi� rispondente allo specifico settore ed alla prestazione che riguarda, anche se convenuto nel corso del rapporto medesimo".4.- I primi due motivi, che possono essere esaminati congiuntamente in quanto connessi, sono infondati.Va premesso che, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, costituisce attivit� giornalistica la prestazione di lavoro intellettuale, nella sfera dell'espressione originale o di critica rielaborazione del pensiero, la quale, utilizzando il mezzo di diffusione scritto, verbale o visivo, � diretta a comunicare ad una massa differenziata di utenti idee, convinzioni o nozioni attinenti ai campi pi� diversi della vita spirituale, sociale, politica, economica, scientifica, culturale, ovvero notizie raccolte ed elaborate con obiettivit�, anche se non disgiunta da valutazione critica (cfr. ex plurimis Cass. n. 18550/2005, Cass. n. 18516/2005, Cass. n. 14832/2005). Si � puntualizzato (Cass. n. 4840/96, Cass. n. 1827/95) che per attivit� giornalistica (presupposta, ma non definita dalla l. 3 febbraio 1963, n. 69, sull'ordinamento della professione di giornalista) deve intendersi la prestazione di lavoro intellettuale volta alla raccolta, al commento e all'elaborazione di notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale attraverso gli organi di informazione: il giornalista si pone come pertanto come mediatore intellettuale tra il fatto e la sua diffusione, nel senso che la sua funzione � quella di acquisire la conoscenza dell'evento, valutarne la rilevanza in funzione della cerchia dei destinatali dell'informazione e confezionare quindi il messaggio con apporto soggettivo e inventivo; al fine dell'individuazione dell'attivit� giornalistica assumono poi rilievo la continuit� o la periodicit� del servizio, del programma o della testata, nel cui ambito il lavoro � utilizzato, nonch� l'inserimento continuativo nell'organizzazione dell'impresa (Cass. n. 7372/96, nonch�, da ultimo, Cass. n. 23625/2010).Non si � discostata da tali principi la Corte territoriale con l'affermazione che nell'attivit� svolta dalla C. erano rinvenibili tutti i tratti caratteristici dell'attivit� giornalistica, ed in particolare quelli della raccolta, della valutazione e della elaborazione della notizia, che, come risultava dalle deposizioni di tutti i testi escussi in primo grado, ivi compreso quello indicato dalla societ�, si evidenziavano nella raccolta, da parte della lavoratrice, delle notizie pubblicate dai notiziari Ansa o dal Televideo, nella scelta di quelle ritenute a suo giudizio pi� importanti, nella possibilit� di apportarvi alcune modifiche e nella lettura che del testo cos� confezionato veniva data nel corso della trasmissione radiofonica. Le contrarie affermazioni della societ� ricorrente, secondo cui dalla deposizione testimoniale richiamata dalla Corte territoriale si evincerebbe che l'attivit� svolta dalla C. consisteva essenzialmente nella "mera ripetizione di notizie conosciute attraverso la lettura dei comunicati Ansa e del Televideo", non tengono conto anzitutto del fatto che la Corte d'appello ha fatto riferimento alla deposizione del teste sopra indicato per rilevare che la stessa non era affatto in contrasto con le altre risultanze istruttorie e, per diversi aspetti, confortava anzi l'assunto della lavoratrice circa la natura dell'attivit� da essa svolta, offrendo ulteriori spunti di conferma delle dichiarazioni rese da tutti gli altri testimoni, dichiarazioni che la Corte territoriale ha ritenuto comunque "pienamente valide" ai fini dell'accertamento delle mansioni concretamente svolte dalla lavoratrice. Escluso quindi che la Corte di merito abbia fondato la propria decisione sui soli elementi risultanti dalla deposizione del teste che era stato originariamente indicato dalla societ�, va rilevato che le affermazioni della ricorrente si risolvono nella contestazione diretta (inammissibile in questa sede) del giudizio di merito, giudizio che risulta motivato in modo sufficiente e logico con riferimento, come gi� detto, alla sostanziale univocit� delle risultanze istruttorie ed alla loro idoneit� a dimostrare i fatti posti a fondamento della domanda, per quanto riguarda in particolare l'esistenza nel caso concreto degli elementi che caratterizzano la prestazione di lavoro giornalistico. Entrambi i motivi devono essere pertanto respinti.5.- Parimenti infondato � il terzo motivo di ricorso.Questa Corte ha ripetutamente affermato che, in caso di svolgimento di lavoro giornalistico da parte di soggetto non iscritto al relativo albo professionale, il contratto di lavoro deve ritenersi nullo per violazione di norme imperative, senza tuttavia che si verta in ipotesi di nullit� del suo oggetto o della causa, con la conseguenza che, in forza dell'art. 2126 c.c., il lavoratore avr� diritto al trattamento economico per l'attivit� espletata, con l'applicazione della disciplina collettiva nella sua interezza, e cio� del trattamento sia economico che normativo previsto per le corrispondenti prestazioni del giornalista professionista (cfr. ex plurimis Cass. n. 21591/2008, Cass. n. 19231/2006, Cass. n. 3399/2006, Cass. n. 7020/2000, Cass. n. 1157/98).Nella fattispecie in esame, la Corte territoriale ha ritenuto congruo, in relazione alle mansioni effettivamente svolte dalla C., il trattamento economico previsto per la qualifica di redattore, osservando che, nel concreto atteggiarsi del rapporto, cos� come risultava dagli elementi acquisiti al processo, l'attivit� della lavoratrice si era dispiegata come esattamente corrispondente a quella che caratterizzava tale figura professionale.Si tratta, anche sotto questo aspetto, di una valutazione di fatto, devoluta al giudice del merito, non censurabile nel giudizio di cassazione in quanto comunque assistita da motivazione sufficiente e non contraddittoria con riferimento, secondo quanto gi� esposto, alla ritenuta univocit� delle risultanze istruttorie ed alla loro idoneit� a provare i fatti costitutivi del diritto rivendicato dalla lavoratrice, e quindi lo svolgimento di un'attivit� corrispondente a quella del redattore; per il che non rileva che la C. abbia conseguito l'iscrizione nel registro dei praticanti giornalisti nell'anno 2002, n� che la stessa dovesse seguire le direttive dell'editore, trattandosi, quanto all'ultimo punto, di circostanza che conferma soltanto l'inserimento della lavoratrice nell'organizzazione aziendale e l'esistenza, peraltro non contestata, del vincolo della subordinazione. Quanto alla censura relativa alla statuizione con cui � stata negata la possibilit� di assumere come parametro di riferimento il trattamento economico previsto da una diversa contrattazione collettiva (specificamente, quella indicata come convenzione c.d. "Corallo"), ed all'assunto secondo cui tale diversa disciplina collettiva non sarebbe stata adeguatamente esaminata dal giudice d'appello, va rilevato che si tratta di censure espresse in modo del tutto generico, senza riportare il contenuto delle disposizioni contrattuali di cui si invoca l'applicazione (con violazione del principio di autosufficienza del ricorso per cassazione), e cos� di censure che rimangono confinate ad una mera contrapposizione rispetto alla valutazione di merito operata dalla Corte d'appello e non possono certamente ritenersi idonee a radicare un deducibile vizio di motivazione di quest'ultima.6.- Il ricorso va dunque rigettato con la conferma della sentenza impugnata, dovendosi ritenere assorbite, in quanto sinora detto, tutte le censure non espressamente esaminate.7.- Considerato che l'intimata non ha svolto attivit� difensiva, non deve provvedersi in ordine alle spese del presente giudizio di legittimit�. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso; nulla per le spese.
Del lavoro nell'impresa (Codice civile , Libro V, Titolo II, agg. al 30.01.2013)
Dei diritti sulle opere dell'ingegno e sulle invenzioni industriali (Codice civile , Libro V, Titolo IX, agg. al 04.07.2012)
Definizione di attivit� giornalistica (Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 29.08.2011 n� 17723 (Paolo Pandimiglio) )
Giornale radio con raccolta di news online? E' lavoro giornalistico (Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 29.08.2011 n� 17723 (Maria Spataro) )
E' redattore soltanto il giornalista professionista (Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 07.09.2006 n� 19231 (Franco Abruzzo) )
(Cassazione penale , SS.UU., sentenza 03.02.1995 n� 1827 )
Legge sul diritto d'autore (Legge 22.04.1941 n� 633 , G.U. 16.07.1941 )
Studio legale associato Avv. Silvia Squarzoni e Avv. Marcella Mantovanistudio legale a Ferrara specializzato in diritto civile, contrattualistica, recupero crediti, famiglia, lavoro, infortunistica stradale. Disponibile per domiciliazioni

References: sentenza 
 art. 1
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2126
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza