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Timestamp: 2016-07-25 21:59:34+00:00

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Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 13-February-2014 n. 225	DURC e poteri istruttori del giudice amministrativo: in virtù della natura certificatoria e del valore fidefacente del contenuto del DURC, il giudice amministrativo non può liberamente apprezzare fatti e circostanze che sarebbero indice di irregolarità contributiva anche se astrattamente desumibili dal DURC. Il DURC infatti, ha natura di dichiarazione di scienza e si colloca tra gli atti aventi carattere meramente dichiarativo dei dati in possesso dell'ente previdenziale, assistiti da pubblica fede con valore di prova sino a querela di falso. Gli errori e le inesattezze contenute in detto documento, afferendo a diritti soggettivi, possono essere corretti soltanto da giudice ordinario o all'esito della proposizione della querela di falso, o all'esito di un giudizio in materia di previdenza ed assistenza obbligatoria (CdS, sez. V, sentenza 26 marzo 2014, n. 1570). Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 10-March-2013 n. 1351	Il nuovo esercizio del potere discrezionale da parte della pubblica Amministrazione con un nuovo provvedimento incidente sullo stesso bene della vita perseguito con un precedente ricorso giurisdizionale proposto avverso un provvedimento di diniego, non può conformarsi al giudicato formatosi con la sentenza emanata all'esito del predetto giudizio. (Cds, sez. III, sentenza 10 aprile 2014, n. 1743, di conferma della sentenza epigrafata di rigetto del ricorso proposto avverso un diniego di emersione di lavoro irregolare reiterato dalla Prefettura in esecuzione di una precedente sentenza di rigetto di ricorso proposto avverso precedente diniego). Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 20-February-2013 n. 257	CdS, sez. V, sentenza 16 aprile 2014, n. 1923 di riforma della sentenza in epigrafe:nelle procedure di affidamento di lavori, la possibilità per le imprese di proporre variazioni migliorative dell'offerta tecnica incontra il limite intrinseco nel divieto di alterare i caratteri essenziali, i cosiddetti requisiti minimi della prestazione oggetto del contratto, in maniera da non modificare i profili strutturali, qualitativi, prestazioni o funzionali dell'opera, come definiti nel progetto posto a base di gara, pena la lesione della "par condicio" dei concorrenti alla gara e lo stesso interesse della stazione appaltante al conseguimento delle funzionalità conseguite con il progetto.
Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 01-September-2013 n. 3	Il Consiglio di Stato sez. IV, sentenza 18 aprile 2014, n. 2001/2014 riforma la sentenza epigrafata e spiega che la ritipizzazione di zone bianche derivanti dalla sopravvenuta inefficacia delle previsioni vincolistiche poste con piani particolareggiati, non può avvenire mediante variante al piano attuativo, bensì soltanto con la previsione di un nuovo piano attuativo o con la variante al PRG: sussiste, pertanto, l'interesse strumentale all'impugnazione della mera variante al piano particolareggiato inidonea a imporre vincoli di inedificabilità, da parte di proprietari destinatari di detti vincoli, i quali censurino il procedimento di approvazione della variante in discussione (nella specie non culminato con la consultazione della Regione, come previsto dall'art. 13 della l.r. 5671980).	Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 10-October-2011 n. 1505	CdS, Sez. VI, sentenza 10 aprile 2014, n. 1723, di conferma della sentenza in epigrafe: la circolare ministeriale che non abbia un contenuto meramente interpretativo non può essere disapplicata nel giudizio amministrativo intendendola come atto generale presupposto a quelli applicativi oggetto diretto di impugnazione, bensì va impugnata, con l'effetto che se detta impugnazione risulta già proposta dagli stessi ricorrenti con separato giudizio (nella specie dinanzi al Tar del Lazio) il ricorso va dichiarato inammissibile per violazione del principio del ne bis in idem. Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 24-November-2011 n. 1801	Il privato, il quale ottenga la condanna del Comune alla ritipizzazione di un'area di sua proprietà, non può compulsare l'attività amministrativa secondo la tempistica e nel senso da lui voluti, dovendo rispettare, invece, per un verso, la tempistica dei procedimenti di ritipizzazione che spesso possono richiedere la procedura di cui all'art. 16 della l. r. 56/1980 e per l'altro le eventuali scelte dell'amministrazione di reiterazione degli stessi vincoli scaduti, purché si tratti di scelte motivate in ordine alla loro attualità. (CdS, sez. IV, sentenza 16 aprile 2014, n. 5988, di rigetto del ricorso di esecuzione di giudicato della sentenza CdS, 5088/2012). Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 01-October-2014 n. 23	Il termine di impugnazione dei provvedimenti comunali che incidano direttamente nella sfera giuridica di determinati soggetti non decorre dalla data di pubblicazione del provvedimento stesso nell'albo pretorio, bensì da quella della sua notificazione o comunicazione o da quella di effettiva e piena conoscenza dell'atto (CdS, sez. V, sentenza 30 aprile 2014, n. 2256 di rigetto dell'eccezione di tardività del ricorso di primo grado).
Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 26-June-2013 n. 1025	La sentenza epigrafata supera anche il vaglio di merito del Consiglio di Stato, che conferma l'orientamento già espresso in fase cautelare: la mancata dichiarazione di equivalenza dell'offerta tecnica prevista dall'art. 68 del d. lgs. 21 aprile 2006, n. 163 comporta l'automaticità dell'esclusione dalla gara della concorrente. Tanto la terza sezione del Consiglio di Stato, sentenza 22 aprile 2014, n. 2239 deduce dall'interpretazione del comma 4 dell'art. 68 del d. lgs. 163/2006 secondo cui, in caso di difformità del prodotto offerto rispetto alle specifiche di riferimento contenute nel bando di gara, la società partecipante ha l'onere di dimostrare e provare l'equivalenza del prodotto all'offerta tecnica, con correlativo obbligo della stazione appaltante di procedere alla valutazione dell'offerta, obbligo, che, evidentemente viene meno in caso di mancata allegazione della dichiarazione di equivalenza. Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 28-February-2012 n. 453	CdS, sentenza 20 maggio 2104, n. 2591 di conferma di quella in epigrafe. E' principio acclarato dalla consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato (sent. 735/2013 e 2529/2013) che dal 25 giugno 2008 i tetti di spesa in materia di prestazioni sanitarie erogate dagli ospedali privati equiparati a quelli pubblici sono inderogabili: ne consegue che è legittima la scelta della regione Puglia di non retribuire le prestazioni sanitarie erogate oltre detti tettie relative agli anni 2009 e 2010, anche se l'attività da parte dell'ente privato è stata effettuata in assenza di contratto per ritardo da parte della regione nella pianificazione della spesasanitaria e nella conseguente stipula delle convenzioni Per un verso, infatti, alla regione è affidato il compito di garantire con l'attività autoritaria e vincolante il contenimento della spesa sanitaria, e per l'altra il privato che abbia erogato prestazioni nell'anno in assenza di contratto, era già a conoscenza del tetto fissato per l'anno precedente, tetto che, tenuto conto del generale contenimento della spesa attuato dalla Regione, non avrebbe potuto essere incrementato. Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 06-May-2013 n. 903	La censura relativa alla scelta del primo giudice di valutare preliminarmente il ricorso incidentale c.d. paralizzante deve essere formulata con un espresso motivo di impugnazione, non potendo, in difetto di ciò avere ingresso nell'appello le contestazioni mosse in tal senso soltanto con le memorie difensive, dichiarate, pertanto inammissibili. (CdS, sez. V, sentenza 27 maggio 2014, n. 2753 di conferma della sentenza in epigrafe).
Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 20-August-2012 n. 1590	In tema di computo dell'indennità dovuta al privato a titolo di ristoro per l'acquisizione sanante effettuata dalla p.A. ai sensi dell' art. 42 bis del DPR 327/2001, il Consiglio di Stato (sez. IV, sentenza 29 maggio 2014, n. 2779) ha confermato la sentenza in epigrafe, secondo cui il maggior danno previsto a titolo di occupazione illegittima dal terzo comma della norma richiamata, non è dovuto se l'indennità risarcitoria è stata quantificata sul valore venale del fondo agricolo piuttosto che sul valore agricolo medio sempre inferiore al primo, parametro utilizzabile in tutti i casi di quantificazione dell'indennità di espropriazione per fondi non edificabili.
Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Bari , sez. Sentenza 04-November-2014 n. 482	Comunichiamo che la consultazione del nuovo sito istituzionale www.giustiziaamministrativa.it non permette, per il momento, l’accesso ai giudizi pendenti dinanzi al Consiglio di Stato relativi alle impugnazioni del Tar Puglia Bari dei provvedimenti massimati e pubblicati nel sito. In attesa dell’accreditamento che renderà nuovamente possibile detto accesso, l’aggiornamento della sezione Osservatorio Consiglio di Stato è sospeso.

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 art. 42
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