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Timestamp: 2020-07-11 04:54:33+00:00

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Posté le: Mer Juil 03, 2019 10:56 pm Sujet du message: [I] Libro 4 - In medio stat Virtus
Costituzione Apostolica «La Virtù sta nel mezzo».
Articolo 1: La Giustizia della Chiesa è amministrata dalla Congregazione della Santa Inquisizione, Dicastero Romano amministrato da due Cardinali Cancellieri chiamati rispettivamente Grande Inquisitore Maggiore e Grande Inquisitore.
Articolo 2: La Giustizia della Chiesa è un componente generale della giustizia dei regni e quindi risponde ai suoi imperativi morali, [« La Carta dei Giudici »], tenendo tuttavia conto del suo posto e della sua missione.
Articolo 3: La Giustizia della Chiesa è competente in tutte le violazioni del Dogma, delle dottrine e del Diritto Canonico della Chiesa Aristotelica, Universale e Romana. Essa si pronuncia sull’ortodossia degli atti che è chiamata a giudicare.
Articolo 4: La competenza della Giustizia della Chiesa si estende fin dove porta l’ombra di Aristotele e può essere esercitata sull'insieme delle parrocchie delle Terre conosciute.
Articolo 6: Nell'articolazione delle fonti del diritto, la Giustizia della Chiesa attinge le sue fonti, nel seguente ordine, e ogni fonte citata prevale sulla successiva:
- Dogma Aristotelico,
- Dottrine,
- Diritto Canonico,
- Accordi, trattati o concordati convalidati dalle autorità competenti della Chiesa,
- Costume giurisprudenziale,
- Usi.
Giurisdizioni e competenza
Articolo 7: La Giustizia della Chiesa comprende una Giustizia Ordinaria e una Giustizia d'Eccezione, detta anche « Straordinaria ».
- L’Ufficialità Arcivescovile o Nazionale,
- La Penitenzieria Apostolica,
- Il Tribunale dell'Inquisizione,
- Il Tribunale della Rota Romana,
- Il Tribunale della Segnatura Apostolica,
- Il Tribunale Pontificio.
Articolo 9: La Giustizia Ordinaria è resa in prima istanza, per i fedeli, dall'Ufficialità Arcivescovile o Nazionale; per i chierici, dalla Penitenzieria Apostolica. La Giustizia Ordinaria è resa in seconda istanza per i fedeli e i chierici dalla Rota Romana.
Articolo 10: La Giustizia d'Eccezione è resa in prima istanza dal Tribunale dell'Inquisizione e in seconda istanza dal Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica.
Articolo 11: I Cardinali, quali che siano la loro natura o il loro status, dipendono esclusivamente, per la Giustizia Ordinaria e in prima e unica istanza, dal Tribunale Pontificio; per la Giustizia d'Eccezione, in prima e unica istanza, dal Tribunale Supremo della Segnatura Apostolica.
Dato a Roma, sulla reverenda tomba di San Tito, il quindicesimo giorno del mese di maggio, il mercoledì, dell'anno di grazia MCDLXVII, il primo del Nostro Pontificato.
Posté le: Mer Juil 03, 2019 11:31 pm Sujet du message:
Constitution Apostolique « La Virtù sta nel mezzo ».
Parte II: Della Gisutizia Ordinaria
La Giustizia Ordinaria è una delle due componenti della Giustizia della Chiesa. Ad Essa competono i casi, i delitti e le infrazioni amministrative, canoniche e disciplinari. La Giustizia Ordinaria è resa da quattro Tribunali differenti secondo la natura e l’imputazione della persona incriminata. Quindi, la Giustizia Ordinaria è resa, in prima istanza, per il fedele, dall'Ufficialità Arcivescovile o Nazionale, e per i clerici dalla Penitenzieria Apostolica. La Giustizia Ordinaria è resa, in seconda istanza, per i fedeli e i clerici dalla Rota Romana (Can 4-I-9). La Giustizia Ordinaria è resa, per i Cardinali, in unica istanza dal Tribunale Pontificiio (Can 4-I-11).
Sezione A: Delle Ufficialità Arcivescovili e Nazionali
Articolo 1: Esiste un'Ufficialità Arcivescovile per ogni provincia ecclesiastica. L'istituzioine dell'Ufficialità dipende dal potere discrezionale dell'Arcivescovo Metropolitano nonostante qualsiasi concordato o accordo particolare convalidato dalla Curia.
Articolo 2: Esiste un'Ufficialità Nazionale per ogni zona linguistica. L'istituzioine dell'Ufficialità dipende dalla discrezionalità della Curia. Essa supplisce ad ogni mancanza delle Ufficialità Arcivescovili della zona linguistica.
Articolo 3: Le Ufficialità Arcivescovili sono composte:
- dall'Arcivescovo Metropolitano della provincia ecclesiastica;
- da un Procuratore Arcivescovile. Il Procuratore può essere sostituito da un prelato della provincia se le circostanze lo esigono, in particolare se è parte del processo.
Articolo 3.1: La presidenza dell'Ufficialità Arcivescovile è assicurata dall'Arcivescovo Metropolitano della provincia ecclesiastica. Se l'Arcivescovo Metropolitano è parte del processo, la causa deve essere rinviata davanti all'Ufficialità Nazionale.
Articolo 3.2: Il Procuratore Arcivescovile è nominato a vita dall'Arcivescovo Metropolitano della provincia ecclesiastica da cui dipende l'Ufficialità con l'avallo della Congregazione della Santa Inquisizione. Può essere revocato da un Cardinale Inquisitore, su richiesta circostanziata del Presidente dell'Ufficialità o direttamente da un Cardinale Inquisitore o dai Cardinali Grandi Inquisitori per delle ragioni adeguate.
Articolo 3.2.1: Per essere nominato Procuratore Arcivescovile, è necessario almeno essere titolari di una licenza di giustizia ordinaria riconosciuta.
Articolo 3.3: Nel caso in cui l'Ufficialità Arcivescovile non potesse riunirsi al completo, è compito del Presidente o rinviare la questione davanti all'Ufficialità Nazionale o, nel caso di assenza del Procuratore Arciepiscopale, fare incaricare un Procuratore Generale Ecclesiastico o un Missus Inquisitionis che agisca come tale, dalla Congregazione della Santa Inquisizione, affinché lo sostituisca.
Articolo 3.3.1: Se un'Ufficialità Arcivescovile è temporaneamente incapace di esercitare le proprie funzioni, essa può essere dichiarata inattiva dal Cardinale Inquisitore o dal Prefetto dell'Inquisizione competente per la zona linguistica. Ogni caso di sua competenza è in seguito trasferito all'Ufficialità Nazionale competente.
Articolo 4: Le Ufficialità Nazionali sono composte:
- dal Cardinale Inquisitore o dal Prefetto dell'Inquisizione competente per la zona linguistica;
- da un Procuratore Nazionale. Il Procuratore può essere sostituito da un prelato della zona linguistica se le circostanze lo esigono, in particolare se è parte del processo.
Articolo 4.1: La presidenza dell'Ufficialità Nazionale è assicurata dal Cardinale Inquisitore o dal Prefetto dell'Inquisizione competenti per la zona linguistica. Se sono indisponibili o se sono parte del processo, la presidenza è assicurata da un altro Cardinale della zona linguistica.
Articolo 4.2: Il Procuratore Nazionale è nominato a vita dal Cardinale Inquisitore competente per la zona linguisitica o, in mancanza, dai Cardinali Grandi Inquisitori. Può essere revocato da un Cardinale Inquisitore o dai Cardinali Grandi Inquisitori per delle motivazioni adeguate.
Articolo 4.2.1: Per essere nominato Procuratore Nazionale è necessario almeno essere titolari di una licenza di giustizia ordinaria riconosciuta.
Articolo 4.3: In assenza di un'Ufficialità Nazionale per la zona linguistica, o se l'Ufficialità Nazionale è temporaneamente incapace di esercitare le proprie funzioni, ogni caso rientrante nella zona linguistica è immediatamente sottoposto al giudizio della Rota Romana.
Articolo 5: Il Vidame competente per la provincia ecclesiastica nella quale risiedono gli accusati è incaricato di vegliare sull'applicazione della pena, salvo disposizioni contrarie della sentenza.
Articolo 6: L'Ufficialità Arcivescovile è competente per gli atti commessi nelle parrocchie della provincia ecclesiastica sulla quale questa ha autorità, o da parrocchiani residenti nella detta provincia. In caso di controversia, la Congregazione della Santa Inquisizione attribuisce la procedura al tribunale più adatto.
Articolo 7: L’Ufficialità Nazionale è competente per gli atti commessi nelle parrocchie della zona linguistica sulla quale questa ha autorità, o da parrocchiani residenti nella detta zona linguistica, purché l'Ufficialità Arcivescovile competente sia incapace di trattare il caso o sia dichiarata inattiva.
Articolo 8: Ogni denuncia o richiesta presso l'Ufficialità dev'essere depositata nelle le mani del Procuratore competente o nei suoi uffici.
Articolo 9: Il deferimento all'Ufficialità è assicurato dal Procuratore competente, che può adire l'Ufficialità per conto proprio,su mandato di un responsabile della Congregazione della Santa Inquisizione, del Concistoro Pontificio, o su richiesta di un fedele.
Articolo 10: Un Concistoro Pontificio può, in accordo con i Cardinali Grandi Inquisitori, promulgare delle regole specifiche alle Ufficialità Nazionali della sua zona geodogmatica unicamente per i di dissoluzioni di matrimoni e nei limiti fissati dal Diritto Canonico.
Seczione B: Della Penitenzieria Apostolica
Articolo 1: La Penitenzieria Apostolica è il tribunale ecclesiastico di prima istanza competente nel giudicare i chierici della Chiesa Aristotelica e Romana. Essa dipenda dalla Congregazione della Santa Inquisizione.
Articolo 2: Gli appelli avverso le sentenze della Penitenzieria Apostolica vengono discussi dalla Rota Romana.
Articolo 3: Il Tribunale della Penitenzieria Apostolica è composto:
- da un giudice, detto « Penitenziere »;
- dal Commissionarioche sostiene l’accusa.
Articolo 4: La presidenza del Tribunale della Penitenzieria Apostolica è assicurata da un Penitenziere, nominato e revocato dai Cardinali Grandi Inquisitori. Se il Penitenziere è parte del processo o in caso di ostacolo linguistico, è ricusato e rimpiazzato da un altro Penitenziere o, in mancanza, da uno dei Cardinali Grandi Inquisitori.
Articolo 5: I Penitenzieri deliberano nei casi che sono loro assegnati e e sono incaricati, insieme al Commissionario, della tenuta degli archivi e dell’inoltro delle copie alla Congregazione della Santa Inquisizione, così come al Concistoro Pontificio interessato. Sono nominati dai Cardinali Grandi Inquisitori su eventuale proposta del Gran Penitenziere. Formano il Collegio dei Giudici Penitenzieri, dei quali il primus inter pares[/] è detto Gran Penitenziere. Sono ricusati e rimpiazzati se sono parte del processo.
[i]N.B.: I Cardinali Grandi Inquisitori nominano tanti Penitenzieri, in seno al Collegio dei Giudici Penitenzieri, quanti essi ne ritengono necessari al buon funzionamento della Penitenzieria Apostolica. Tuttavia, un numero minimo di due Penitenzieri è indispensabile alla buona tenuta del Tribunale della Penitenzieria Apostolica.
Articolo 5.1: Per essere nominati Penitenzieri, è necessario almeno essere titolari di una licenza di giustizia ordinaria riconosciuta.
Articolo 6: Il Commissionario è nominato a vita dal Gran Penitenziere e revocato per delle ragioni adeguate. Egli sostiene l’accusa sulla base delle prove e delle testimonianze che gli sono state fornite a carico del chierico incriminato.
Articolo 6.1: Per essere nominati Commissionario, è necessario almeno essere titolari di una licenza di giustizia ordinaria riconosciuta.
Articolo 7: La Penitenzieria Apostolica è competente per gli atti delittuosi o illeciti commessi nelle Diocesi dell’Aristotelismo dai chierici della Chiesa.
Articoli 8: Ogni denuncia o richiesta presso la Penitenzieria Apostolica deve essere depositata nell'ufficio del Commissionario della Penitenzieria Apostolica.
Articolo 9: Il deferimento alla Penitenzieria Apostolica è assicurato dal Commissionario incaricato del fascicolo; egli può deferire al Tribunale su mandato di un responsabile della Santa Inquisizione, del Concistoro Pontificio o di un Cardinale o su richiesta di un fedele.
Sezione C: Della Rota Romana
Articolo 1: La Rota Romana è il tribunale ecclesiastico di seconda e ultima istanza per le Ufficialità e la Penitenzieria Apostolica. Essa è dunque competente nel giudizio dei fedeli e dei chierici della Chiesa Aristotelica e Romana. Essa dipende dalla Congregazione della Santa Inquisizione.
Articolo 2: Il Tribunale della Rota Romana è composto:
- da due giudici, detti « Uditori », tra i quali il Decano del Tribunale della Rota Romana;
- dal Relatore che sostiene l’accusa
Articolo 3: La presidenza della Rota Romana è assicurata dal Decano della Rota Romana, nominato e revocato dai Cardinali Grandi Inquisitori. Se il Decano è parte del processo o in caso di ostacolo linguistico, egli è ricusato e sostituito dal Primo Uditore o, in mancanza, da uno dei Cardinali Grandi Inquisitori.
N.B.: Il Primo Uditore è il primus inter pares del Collegio degli Uditori nominato dai Cardinali Grandi Inquisitori. Ha le funzioni di Vice Decano della Rota Romana e sopperisce alle eventuali assenze del Decano.
Articolo 4: Gli Uditori assistono il Presidente del Tribunale, deliberano con lui e sono incaricati, insieme al Relatore, della tenuta degli archivi e dell’inoltro delle copie alla Congregazione della Santa Inuisizione, così come al Concistoro Pontificio interessato. Gli Uditori sono nominati dai Grandi Inquisitori su eventuale proposta del Decano della Rota Romana. Essi formano il Collegio degli Uditori. Se uno degli Uditori è parte del processo, è ricusato e sostituito da un altro.
N.B.: I Cardinali Grandi Inquisitori nominano tanti Uditori in seno al Collegio degli Uditori, quanti essi ne ritengono necessari al buon funzionamento della Rota Romana. Tuttavia, considerando che un Uditore assiste sistematicamente il Decano della Rota Romana nella tenuta di un tribunale, un numero minimo di due Uditori è indispensabile alla buona tenuta del Tribunale della Rota Romana.
Articolo 5: Il Relatore è nominato a vita dal Decano della Rota Romana e da lui revocato.Egli è necessariamente un sacerdote. Sostiene l’accusa sulla base delle prove e delle testimonianze che gli sono state fornite a carico del fedele o del chierico incriminato.
Articolo 6: La Rota Romana possiede una competenza universale. Essa prende cognizione in seconda istanza dei casi giudicati in prima istanza dalle Ufficialità e dalla Penitenzeria Apostolica.
Articolo 6.1: La Rota Romana prende cognizione in prima e unica istanza per i casi che le vengono sottoposti in assenza di una Ufficialità Nazionale.
Articolo 7: La Rota Romana ha il diritto di confermare, modificare o annullare le sentenze pronunciate per i casi giudicati in prima istanza dalle Ufficialità e dalla Penitenzeria Apostolica.
Articolo 8: Ogni richiesta di appello presso il Tribunale della Rota Romana deve essere depositato nell'ufficio principale della Rota Romana.
Articolo 9: Il deferimento al Tribunale della Rota Romana è assicurato dal Decano del Tribunale o da un Uditore incaricato del caso.
Articolo 10: La conferma del giudizio e della sentenza pronunciati in prima istanza comporta un’ulteriore pena lasciata alla discrezione degli Uditori del Tribunale.
Sezione D: Del Tribunale Pontificio
Articolo 1: Il Tribunale Pontificio è il tribunale ecclesiastico di prima ed unica istanza per i casi che coinvolgono, in qualità d’imputato, uno o più cardinali. Esso dipende dalla Congregazione della Santa Inquisizione.
Articolo 2: Il Tribunale Pontificio è normalmente presieduto dal Sommo Pontefice, assistito da quattro Cardinali scelti fra loro pari.
Articolo 2.1: Se il presidente designato non è disponibile oppure è parte del processo, è ricusato e rimpiazzato, in successione, dal Decano del Sacro Collegio, dal Sottodecano del Sacro Collegio, dal Grand'Inquisitore Maggiore o dal Grand'Inquisitore.
Articolo 3: L'istruzione del processo è assicurata da uno dei membri del Tribunale Pontificio, designato a tal fine dal Presidente. Questo Cardinale Istruttore riunisce le prove, interroga le parti e i testimoni, raccoglie le confessioni.
Articolo 4: L'accusa è sostenuta in modo collegiale dal Tribunale Pontificio. Esso ascolta, a porte chiuse, l’arringa della difesa..
Articolo 5: L’intero fascicolo istruttorio deve essere comunicato alla difesa allorquando essa ne faccia richiesta.
Articolo 6: Le sentenze sono rese, previa deliberazione, dal Sommo Pontefice, o dal presidente designato. Le deliberazioni sono sottoposte al principio della maggioranza.
Articolo 7: Le sentenze del Tribunale Pontificio non sono suscettibili d’appello. Solo il Papa può sospendere, annullare o modificare le sentenze, del tutto o in parte.
Articolo 8: Il deferimento al Tribunale Pontificio è assicurato dal Sommo Pontefice o dalla richiesta congiunta di almeno tre Cardinali, provenienti da due zone geodogmatiche distinte.
Dato a Roma, sulla tomba venerata di San Tito, il quindicesimo giorno del mese di maggio, il mercoledì, dell'anno di grazia MCDLXVII, il primo del Nostro Pontificato.
Posté le: Mer Juil 03, 2019 11:34 pm Sujet du message:
Posté le: Mer Juil 03, 2019 11:37 pm Sujet du message:
Parte IV: Della Procedura
Posté le: Mer Juil 03, 2019 11:39 pm Sujet du message:
Parte V: Delle Pene e delle penitenze

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 6

Articolo 7

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Articolo 10

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