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Timestamp: 2019-03-19 23:11:19+00:00

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Art. 315 - 342 Libro I Codice Civile Vicolo Italia
Codice Civile -> Libro I -> 315 - 342 ter
Il figlio è soggetto alla potestà dei genitori sino all'età maggiore o alla emancipazione [2, 390].
La potestà è esercitata di comune accordo da entrambi [ 317] i genitori.
Il giudice, sentiti i genitori ed il figlio, se maggiore degli anni quattordici, suggerisce le determinazioni che ritiene più utili nell'interesse del figlio e dell'unità familiare. Se il contrasto permane, il giudice attribuisce il potere di decisione a quello dei genitori che, nel singolo caso, ritiene il più idoneo a curare l'interesse del figlio.
Art. 317 bis - Esercizio della potestà
Art. 319 - (Cattiva condotta del figlio) Abrogato
I genitori non possono alienare, ipotecare o dare in pegno i beni pervenuti al figlio a qualsiasi titolo, anche a causa di morte, accettare o rinunziare ad eredità o legati, accettare donazioni, procedere allo scioglimento di comunioni, contrarre mutui o locazioni ultranovennali [1572] o compiere altri atti eccedenti la ordinaria amministrazione né promuovere, transigere o compromettere in arbitri giudizi relativi a tali atti, se non per necessità o utilità evidente del figlio dopo autorizzazione del giudice tutelare.
In tutti i casi in cui i genitori congiuntamente, o quello di essi che esercita in via esclusiva la potestà, non possono o non vogliono compiere uno o più atti di interesse del figlio, eccedente l'ordinaria amministrazione, il giudice, su richiesta del figlio stesso, del pubblico ministero o di uno dei parenti che vi abbia interesse, e sentiti i genitori, può nominare al figlio un curatore speciale autorizzandolo al compimento di tali atti.
Gravano sull'usufrutto legale gli obblighi propri dell'usufruttuario [1001].
Art. 326 - Inalienabilità dell'usufrutto legale. Esecuzione sui frutti.
Il giudice può pronunziare la decadenza dalla potestà quando il genitore viola o trascura i doveri ad essa inerenti [147; c.p. 570] o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio del figlio.
Art. 331 - (Passaggio della patria potest� alla madre) Abrogato
Art. 332 - Reintegrazione nella potestà
Quando il patrimonio del minore è male amministrato, il tribunale può stabilire le condizioni a cui i genitori devono attenersi nell'amministrazione o può rimuovere entrambi o uno solo di essi dall'amministrazione stessa, e privarli, in tutto o in parte, dell'usufrutto legale.
Il genitore rimosso dall'amministrazione ed eventualmente privato dell'usufrutto legale può essere riammesso dal tribunale nell'esercizio dell'una e nel godimento dell'altro, quando sono cessati i motivi che hanno provocato il provvedimento [336; att. 38, 51].
Il tribunale provvede in camera di consiglio, assunte informazioni e sentito il pubblico ministero [c.p.c. 737 ss.]. Nei casi in cui il provvedimento è richiesto contro il genitore, questi deve essere sentito.
Art. 338 - (Condizioni imposte alla madre superstite) Abrogato
Art. 339 - (Curatore del nascituro) Abrogato
Art. 340 - (Nuove nozze della madre) Abrogato
Art. 341 - (Responsabilit� del nuovo marito) Abrogato
Art. 342 - (Nuove nozze del genitore non ariano) Abrogato
Art. 342 bis - Ordini di protezione contro gli abusi familiari
Quando la condotta del coniuge o di altro convivente � causa di grave pregiudizio all'integrit� fisica o morale ovvero alla libert� dell'altro coniuge o convivente, il giudice, su istanza di parte, pu� adottare con decreto uno o pi� dei provvedimenti di cui all'articolo 342 ter.
Art. 342 ter - Contenuto degli ordini di protezione
Con il decreto di cui all'articolo 342 bis il giudice ordina al coniuge o convivente, che ha tenuto la condotta pregiudizievole, la cessazione della stessa condotta e dispone all'allontanamento dalla casa familiare del coniuge o del convivente che ha tenuto la condotta pregiudizievole prescrivendogli altres�, ove occorra, di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dall'istante, ed in particolare al luogo di lavoro, al domicilio della famiglia d'origine, ovvero al domicilio di altri prossimi congiunti o di altre persone ed in prossimit� dei luoghi di istruzione dei figli della coppia, salvo che questi non debba frequentare i medesimi luoghi per esigenze di lavoro.
Il giudice pu� disporre, altres�, ove occorra l'intervento dei servizi sociali del territorio o di un centro di mediazione familiare, nonch� delle associazioni che abbiano come fine statutario il sostegno e l'accoglienza di donne e minori o di altri soggetti vittime di abusi e maltrattamenti; il pagamento periodico di un assegno a favore delle persone conviventi che, per effetto dei provvedimenti di cui al primo comma, rimangono prive di mezzi adeguati, fissando modalit� e termini di versamento e prescrivendo, se del caso, che la somma sia versata direttamente all'avente diritto dal datore di lavoro dell'obbligato, detraendola dalla retribuzione allo stesso spettante.
Con il medesimo decreto il giudice, nei casi di cui ai precedenti commi, stabilisce la durata dell'ordine di protezione, che decorre dal giorno dell'avvenuta esecuzione dello stesso. Questa non pu� essere superiore a un anno e pu� essere prorogata, su istanza di parte, soltanto se ricorrano gravi motivi per il tempo strettamente necessario.
Con il medesimo decreto il giudice determina le modalit� di attuazione. Ove sorgano difficolt� o contestazioni in ordine all'esecuzione, lo stesso giudice provvede con decreto ad emanare i provvedimenti pi� opportuni per l'attuazione, ivi compreso l'ausilio della forza pubblica e dell'ufficiale sanitario.

References: Art. 317

Art. 319

Art. 326

Art. 331

Art. 332

Art. 338

Art. 339

Art. 340

Art. 341

Art. 342

Art. 342

Art. 342