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Timestamp: 2017-12-13 11:39:09+00:00

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13 Criteri particolari di valutazionePowerPoint Presentation
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13 Criteri particolari di valutazione - PowerPoint PPT Presentation
13 Criteri particolari di valutazione. Ragioneria Generale ed Applicata – Sede di Fano. Regole applicative, criteri da adottare nella valutazione delle singole poste dello Stato Patrimoniale Art. 2426 C.C. Principi Contabili OIC Principi Contabili internazionali (IASB).
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Principi Contabili internazionali (IASB)
Fano, a.a. 2010/2011
Partecipano alla produzione del reddito per più esercizi
Terreni, fabbricati, impianti, macchinari, ecc.
Sono iscritte in bilancio al costo storico, determinato dal costo di acquisto o di produzione, al netto degli ammortamenti e delle rettifiche. Tale valore non può eccedere il valore recuperabile tramite l’uso.
Nel costo di acquisto si computano anche i costi accessori: oneri collegati al bene, da sostenere per l’utilizzo del bene (trasporto, installazione, spese notarile, collaudo, montaggio e posa in opera, …) (OIC 16). Dal costo di acquisto si detraggono gli sconti commerciali
Il costo di produzione (costruzione in economia) comprende tutti i costi direttamente imputabili e altri costi ragionevolmente imputabili, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento in cui il bene risulta oggettivamente utilizzabile.
Costi accessori: necessari per mettere il bene in condizioni di effettivo funzionamento (es. trasporto, montaggio, installazione, collaudo, ecc.)
Costi indiretti: es. spese generali di fabbricazione, ecc. Sono costi generali di produzione (e non amministrativi, di distribuzione e vendita): stipendi per mdo indiretta e personale stabilimento, ammortamenti dei cespiti usati per la fabbricazione dell’immobilizzazione, materiali di consumo utilizzati, altre spese sostenute (gas, servizi vigilanza).
Per beni fabbricati internamente o presso terzi e’ possibile capitalizzare gli oneri relativi al finanziamento della fabbricazione (finanziamenti specifici; interessi maturati nel periodo di costruzione)
Se sono acquisite a titolo gratuito (donazione, …) vanno iscritte in bilancio al minore tra il valore di mercato attribuibile e quello recuperabile tramite l’uso; tale valore netto costituisce un provento straordinario (E20) e va nel CE.
Limite massimo di capitalizzazione dei costi indiretti e degli oneri finanziari: valore di mercato o valore di utilizzazione del bene
Devono essere di costi di competenza relativamente al periodo di fabbricazione (ovvero fino a quando immobilizzazioni risultano oggettivamente utilizzabili)
Definizione del valore da ammortizzare, della residua possibilità di utilizzazione, dei criteri di ripartizione del valore da ammorizzare
Svalutazioni delle immobilizzazioni materiali(perdita di valore)
Se alla data di chiusura dell’esercizio l’immobilizzazione (sia soggetta ad ammortamento che non) risulti di valore durevolmente inferiore al costo storico, di acquisto ovvero di produzione, rettificato del relativo fondo, deve essere iscritta a tale minore valore (punto 3 art. 2426).
Obbligo di effettuare la svalutazione (principio di prudenza ex art. 2423: nel momento in cui si ritiene ragionevolmente che le quote di amm.to future non troveranno adeguata copertura con i ricavi derivanti dall’utilizzo imm.ni)
Deve trattarsi di obiettive condizioni di irrecuperabilità, parziale o totale, del valore netto contabile. Le cause devono essere: straordinarie e gravi e per essere contabilmente rilevanti devono produrre perdite durevoli e non temporanee.
L’ammontare in bilancio post-svalutazione corrisponderà:
per le imm.ni impiegate nel processo produttivo al valore recuperabile tramite l’uso: quel valore che si ritiene ragionevolmente di recuperare tramite i flussi di ricavi sufficienti a coprire tutti i costi e le spese, compreso l’amm.to (OIC 16).
Per le imm.ni da vendere si usa il valore netto di realizzo (di dismissione)
È vietato mantenere in bilancio svalutazioni se sono venuti meno i motivi che le avevano determinate (ripristino totale o parziale).
Se la perdita di valore è dovuta ad eventi indipendenti dall’impresa (furti, incendi,…) il costo non ammortizzato va imputato al CE come sopravvenienza passiva tra gli oneri straordinari (E 21) e l’eventuale rimborso di terzi (risarcimento ass.ne) come sopravvenienza attiva da accreditare al CE (voce E20).
(automezzi, fabbricati, impianti, ecc..)
Valutazione: costo di acquisto o di produzione + costi accessori (criterio del costo storico)
Ammortamento: sistematico ed in base alla residua possibilità di utilizzazione del bene (piani)
Svalutazione: se il costo storico risulta sopravvalutare il bene (valore di mercato o valore d’uso)
NOTA: Costi per manutenzioni
Se sono costi sostenuti per mantenere l’efficacia delle immobilizzazioni materiali (manutenzione ordinaria, per interventi manutentivi preventivi o riparativi) a livelli standard (costi ordinari) costi di esercizio (CE)
Se costi che hanno il fine di potenziare le capacità del bene (costi straordinari, per ampliamento, potenziamento, miglioramento)  immobilizzazioni (SP) poiché vanno iscritti a diretto incremento del bene o attività per il quale sono sostenuti
NOTA: Costi per attrezzature di scarsa importanza e pezzi di ricambio (punto 12 art. 2426)
Possono essere iscritte nell’attivo per un valore costante se costantemente rinnovate. L’OIC 16 suggerisce di classificarle e trattamento o come spese (pezzi basso costo unitario), o come beni amm.bili (ricambi di uso non ricorrente e rilevante valore unitario) o come rimanenze di magazzino (ricambi uso ricorrente di elevato valore unitario).
30 giugno: acquisto di un impianto produttivo per 300.000 euro che necessita di essere collaudato e montato lungo la catena di montaggio preesistente (costo aggiuntivo di 10.000 euro)
31/12 l’impianto subisce il primo intervento di manutenzione programmata (ogni 6 mesi) pari a 1.000 euro
31/12 calcolo quota di ammortamento
Al 31/12 anno successivo il bene risulta sopravvalutato rispetto al valore di mercato (pari a 200.000euro) poiché sono state introdotte nuove tecnologie
RISOLUZIONE ANNO 1
SP:	imm. Materiali: 300.000+10.000= 310.000
fondo amm.to: 31.000
valore residuo: 310.000- 31.000= 279.000
CE:	costi di manutenzione per 1.000
ammortamento: (310.000/5)/2= 31.000
RISOLUZIONE ANNO 2
fondo amm.to: 31.000+ 62.000= 93.000
valore residuo: 310.000-93.000= 217.000 ma nell’attivo dello SP andremo ad iscrivere immobilizzazioni per 200.000
CE:	costi di manutenzione: 1.000+1.000 = 2.000
ammortamento: (310.000/5)= 62.000
svalutazione di imm.: 217.000-200.000= 17.000
Complessità: è difficile valutare il valore; è incerta la presunta vita utile
Requisito essenziale: attitudine ad essere singolarmente trasferita o liberamente ceduta a soggetti esterni.
Costituiti dalla capitalizzazione di oneri che non si concretizzano nell’acquisto o nella produzione interna di beni o diritti, ma che non esauriscono la loro utilità nell’esercizio in cui sono sostenuti:
Costi d’impianto e ampliamento, costi di ricerca, costi di pubblicità
Attitudine dell’impresa a produrre redditi medi prospettici in misura superiore a quella ritenuta “normale” per il tempo/luogo considerati, purchè acquisito esclusivamente a titolo oneroso e non internamente generato.
Beni immateriali veri e propri
Aventi una propria identificabilità e individualità. Di solito rappresentati da diritti giuridicamente tutelati in virtù dei quali conferiscono all’impresa il potere di sfruttare, per un periodo di tempo determinato, i benefici economici futuri attesi da tali beni. Comprendono:
Diritti di brevetto industriale, diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno (diritto d’autore, art. 2575), concessioni, licenze (di derivazione pubblicistica), marchi (registrati, e non).
Costi di impianto e di ampliamento, di ricerca, di sviluppo e di pubblicità
Fino al completamento dell’ammortam. si possono distribuire dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire costo non ammortizzato
Indicare in nota integrativa composizione, ragione di iscrizione e criteri di ammortamento
Valutazione sulla base del loro e di pubblicitàvalore d’uso ovvero l’utilità che gli stessi saranno in grado di generare attraverso il futuro svolgimento della gestione
Sono iscritti al costo di acquisto (si computano i costi accessori) o al costo di produzione (comprende tutti i costi direttamente imputabili e può comprendere anche altri costi ragionevolmente imputabili relativi al periodo di fabbricazione-fino al momento in cui il bene può essere utilizzato, e anche gli oneri relativi al finanziamento della fabbricazione, interna o presso terzi
Possono essere soggetti a perdite di valore e a ripristino di valore (quest’ultimo con eccezione per avviamento e e costi pluriennali)
(Ufficio Europeo Brevetti)
Requisti per brevettabilità:
Novità, originalità, industrialità, liceità
Avviamento e di pubblicità
Iscrivibile solo se acquisito a titolo oneroso (derivato e non interno o originario) (permuta, acquisizione, fusione, …)
Deve essere costituito da costi e oneri aventi utilità differita (benefici futuri), avere valore attendibile e quantificabile, non può essere suscettibile di vita propria indipendente e separata dal complesso aziendale cui si riferisce.
Si determina come differenza tra il prezzo sostenuto complessivamente per l’acquisto dell’azienda o del ramo e il valore corrispondente dei beni e degli elementi patrimoniali acquistati.
Immobilizzazioni in corso e acconti (voce B I 6) non interno o originario) (permuta, acquisizione, fusione, …)
Costi interni ed esterni sostenuti per l’acquisizione o la produzione interna di
Immobilizzazioni immateriali per le quali non è stata ancora acquisita la piena titolarità del diritto o relativi a progetti non ancora completati, o relativi a versamenti per anticipi corrisposti a fornitori per l’acquisto di immobilizzazioni immateriali.
Sono esposti al costo storico e non ammortizzati fin quando non si acquisisce la piena titolarità del diritto/si è completato il progetto, momento in cui sono girocontati nelle rispettive voci di competenza
Altre immobilizzazioni immateriali (B I 7)
Altri eventuali costi e oneri non altrimenti collocabili (natura residuale).
Costi per migliorie e spese incrementative su beni di terzi (leasing)
Costi per il trasferimento e riposizionamento di cespiti, linee produzione, sta
bilimenti.
Sintesi non interno o originario) (permuta, acquisizione, fusione, …)
Per marchi, licenze e brevetti:come imm. materiali
Per costi di impianto ed ampliamento, ricerca & sviluppo e pubblicità: è necessario il consenso del Collegio Sindacale, max di 5 anni e diviedo di distribuire utili se non ci sono riserve disponibili a copertura della parte di oneri pluriennali non ancora ammortizzati
Avviamento:max di 5 anni, può essere iscritto solo se acquistato a titolo oneroso, è necessario il consenso del Collegio Sindacale
NOTA: Costi per pubblicità
Se sono oneri che esauriscono la loro utilità nell’esercizio di sostenimento (campagne destinate a sostenere un prodotto o marchio)  costi di esercizio (CE)
Se oneri aventi utilità pluriennale (campagne istituzionali)  immobilizzazioni (SP)
Ma a differenza dei costi di impianto e di ricerca e sviluppo gli Amministratori non sono obbligati ad iscrivere i costi di pubblicità pluriennali nello SP, ma essi hanno la facoltà di capitalizzare tali oneri
Valutazione dei Crediti non interno o originario) (permuta, acquisizione, fusione, …)
Devono essere iscritti secondo il valore presumibile di realizzazione
Apportare al valore nominale le rettifiche necessarie per tener conto di perdite di esigibilità e di altri elementi che possono ridurre l’importo realizzabile.
Obbligo civilistico di rettificare annualmente il valore dei crediti (principi della competenza e della prudenza: le perdite non devono gravare sul CE degli esercizi in cui si manifesteranno con certezza, ma concorrere alla formazione dei risultati economici degli esercizi in cui le perdite possono ragionevolmente prevedersi)
Valore nominale – costi per presunte perdite di insolvenza (svalutazioni effettuate) – oneri da sostenere fino all’effettivo realizzo dei crediti (es. spese giudiziali) compresi sconti e abbuoni concessi al pagamento
Crediti non interno o originario) (permuta, acquisizione, fusione, …)
Valutazione:secondo il valore di presumibile realizzazione ovvero tendendo conto di eventuali sconti, costi per il recupero di crediti e perdite per insolvenza
crediti normalmente esigibili: rettifica indiretta mediante creazione di un fondo svalutazione credti
crediti parzialmente o totalmente inesigibili: rettifiche dirette a deduzione del valore iscritto nell’attivo (stralcio dei crediti con relativa perdita)
RIMANENZE (voce C I) non interno o originario) (permuta, acquisizione, fusione, …)
materie prime, sussidiarie, di consumo, merci, prodotti finiti, e titoli non imm. devono essere valutati al costo di acquisto o produzione/fabbricazione*, oppure valore di realizzo sul mercato se inferiore al costo storico (se, successivamente, il valore di realizzo è superiore al costo storico occorre ripristinare la valutazione al costo)
semilavorati e prodotti in corso di lavorazione devono essere valutati al costo di completamento
beni fungibili (difficile valutazione a costi specifici, a cusa entità delle scorte e velocità di rotazione) possono essere valutati in base al metodo del LIFO (ultimo entrato, primo uscito: contrappone ricavi più recenti a costi più recenti, per cui si attenuano gli effetti di fenomeni inflattivi) , FIFO (primo entrato, primo uscito: contrappone ricavi più recenti a costi più remoti, rispecchiando l’andamento dei prezzi di mercato) e media ponderata (costo medio ponderato, per movimento continuo o per periodo)
* I costi di distribuzione non possono essere inclusi nel costo di produzione; gli oneri finanziari possono essere inclusi solo se la fabbricazione del bene è superiori ad un esercizio amministrativo. Glòi sconti commerciali (sconti quantità) si detraggono dal prezzo effettivo; gli sconti cassa sono accreditati nel CE (proventi finanziari)
OIC 23 non interno o originario) (permuta, acquisizione, fusione, …)
(processi produttivi di lunga durata effettuati su ordinazione, o per conto proprio, non conclusi alla data di chiusura dell’esercizio)
criterio della commessa completata (ricavi rilevati solo a fine lavoro, mente i costi sono rilevati durante la produzione). Criterio che soddisfa il principio della prudenza, ma non consente di riconoscere il margine della commessa in base allo stato avanzamento. Da impiegare per commesse inferiori a 12 mesi
criterio della percentuale di completamento (o dello stato di avanzamento) (contabilizzazione progressiva di costi e ricavi e quindi del relativo utile). Criterio applicabile sulla base di un contratto vincolante, per opere specifiche per il cliente.
BENI SOGGETTI A VALUTAZIONE COSTANTE non interno o originario) (permuta, acquisizione, fusione, …)
(merci, attrezzature e materie prime)
Valutazione: valore costante tra un esercizio e l’altro senza registrare effettive microvariazioni purchè:
costantemente rinnovate
aventi un valore di poco importante rispetto al totale dell’attivo
non subiscano variazioni sensibili tra un esercizio e l’altro
Valutazione di Titoli e Partecipazioni non interno o originario) (permuta, acquisizione, fusione, …)
Titoli a reddito fisso (Voci B III 3= Immobilizazioni e C III 6= Attivo circolante)
Partecipazioni Voci B III 1 e C III
Dovrebbe essere effettuata a costi specifici, ma per i titoli fungibili il legislatore (art. 2426 punto 10) ammette Lifo, Fifo, media ponderata.
La perdita di valore (titoli quotati e non quotati) durevole dà luogo a svalutazione (CE gruppo D- Rettifiche di valore di attività finanziarie, punto 19, voce b –immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni).
Il ripristino va iscritto nel gruppo D (rettifiche valore attività finanziarie) punto 18 (rivalutazioni) voce b (di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono imm.ni)
Titoli non immobilizzati (punto 9 art 2426)
Devono essere valutati (come le rimanenze di merci) al minore tra il costo di acquisto o di sottoscrizione (compresi oneri accessori) e il valore di realizzazione desumibile dal mercato. Configurazione più corretta è il costo specifico, ma ammesse anche Lifo, Fifo, media ponderata.
Svalutazioni e ripristino di valore (da imputare a CE) rispettivamente alla voce 19 (svalutazione di titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono imm.ni e 18 b); il ripristino non può mai comportare il superamento del costo storico originario.
A) Partecipazioni iscritte nell’attivo circolante non interno o originario) (permuta, acquisizione, fusione, …)
Costo d’acquisto, comprensivo di oneri accessori.
Punto 9 art. 2426: si valutano al minore valore (come le merci) tra il costo d’acquisto (ovvero di sottoscrizione) e il valore di realizzo desumibile dall’andamento del mercato.
Come per le partecipazioni immobilizzate la configurazione più corretta è quella del costo specifico, ma per i titoli fungibili è possibile adottare (elevati volumi e veloce rotazione) il Lifo, il Fifo o la media ponderata.
Il valore di realizzazione (da usare per confronto) per le partecipazioni quotate è la media aritmetica delle quotazioni calcolata per un periodo rappresentativo (ultimo mese); per le partecipazioni non quotate, si utilizzano informazioni di mercato con eventuale rettifica per allinearlo al valore del PN della partecipata.
PARTECIPAZIONI IN ALTRE SOCIETA’ non interno o originario) (permuta, acquisizione, fusione, …)
CONTROLLATA: influenza dominante
in virtù della maggioranza dei voti (o voti sufficienti) esercitabili nell’assemblea ordinaria o in virtù di rapporti contrattuali
COLLEGATA: influenza notevole
in virtù della possibilità di esercitare nell’assemblea ordinaria almeno un quinto dei voti o un decimo se la società è quotata in borsa
B) IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE
(partecipazioni e titoli che sono legati all’economico svolgimento della gestione*)
Valutazione dei titoli immobilizzati e di partecipazioni generiche: come imm. materiali
Valutazione delle partecipazioni in controllate e collegate: possibilità di utilizzare il metodo del patrimonio netto (equity method)
* Le attività finanziarie immobilizzate non si distinguono in base alla durata (più di un anno), ma in base al legame strutturale con l’azienda
Partecipazioni che costituiscono non interno o originario) (permuta, acquisizione, fusione, …)immobilizzazioni finanziarie (generiche)
Criterio del costo d’acquisto
Si computano anche gli oneri accessori (costi di intermediazione bancaria e finanziaria, consulenze professionali).
Non si capitalizzano eventuali interessi passivi.
La configurazione di costo più corretta è rappresentata dal costo specifico.
Tuttavia il costo dei beni fungibili (in cui rientrano le azioni o quote sociali emesse da uno stesso soggetto con le stesse caratteristiche) può essere calcolato utilizzato altre configurazioni costo: Lifo, Fifo, media ponderata.
Il valore non deve essere modificato nei successivi esercizi a causa di fluttuazioni temporanee del valore corrente.
Il valore in caso di perdita durevole (significativo ribasso per partecipazioni quotate o significativa riduzione per non quotate) va rettificato (CE, D Rettifiche di valore di attività finanziarie, 19 (svalutazioni), B (di partecipazioni)
Il ripristino di valore si iscrive nel CE gruppo D, punto 18.
Partecipazioni (imm.ni finanziarie) in società controllate e collegate
Punto 4 art. 2426 c.c.: “le sole immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in imprese controllate e collegate, come definite dall’art. 2359 possono essere valutate con il metodo del Patrimoni Netto (equity method) in luogo di quello del costo”
La scelta spetta all’organo amministrativo
L’OIC privilegia l’equity method (trattamento contabile di riferimento)
Tale metodo non può essere applicato alle partecipazioni ricomprese nell’attivo circolante
Il e collegatevalore della partecipazione è pari alla corrispondente frazione del patrimonio netto della società partecipata come risultante dall’ultimo bilancio approvato (prodotto tra % di partecipazione e ammontare patrimonio netto della controllata/collegata).
Tale valore va corretto detraendo i dividendi eventualmente già deliberati, le rettifiche derivanti dai principi di redazione del bilancio consolidato e derivanti dai principi generali di redazione (art 2423 e 2423-bis). Nel CE si evidenzia la quota di utile/perdita della partecipata.
Nel CE si evidenzia la quota di utile/perdita della partecipata.
Nell’esercizio di prima applicazione del criterio, se il costo d’acquisto della partecipazione è superiore al valore corrispondente della frazione di PN della controllata/collegata tale maggiore valore può essere iscritto nell’attivo purchè si indicano in Nota Integrativa le motivazioni. Tale valore deve essere ammortizzato (parte attribuibile ai beni ammortizzabili o ad avviamento).
Negli esercizi successivi le eventuali plusvalenze dovute all’incremento di valore della partecipazione vanno imputate in una riserva non distribuibile sino al momento della vendita della partecipazione; le minusvalenze vanno a detrarre tale riserva.
Tale metodo può essere applicato anche per alcune e non tutte le partecipazioni in imprese controllate/collegate immobilizzate.
EQUITY METHOD e collegate
FASE 1: iscrivo in base al criterio del patrimonio netto
- se valore PN < costo d’acquisto: la differenza può essere iscritta nell’attivo purché ne siano indicate le ragioni nella Nota Integrativa
- se tale differenza è legata ad avviamento o beni ammortizzabili, essa deve essere ammortizzata
FASE SUCC.: aumento o diminuisco in base al PN
- se plusvalenze rispetto al valore da bilancio dell’esercizio precedente esse devono essere iscritte a riserva non distribuibile
FASE 1: iscrivo in base al prezzo di acquisto
- se valore iscritto a bilancio in base al criterio del costo storico è inferiore al valore derivante dall’applicazione dell’equity method, il legislatore non obbliga alla svalutazione (facoltà), ma tale decisione deve essere motivata nella Nota Integrativa
PARTECIPAZIONI e collegate
(in società controllate o collegate)
01/01/01 la società X acquista partecipazione del 65% di società Y al prezzo di 17.000 euro. Al momento dell’acquisto la società Y ha il seguente patrimonio netto:
CAPITALE SOCIALE: 20.500
RISERVE	2.500
UTILE 2000	1.000 (TOT. DI 24.000)
Nell’anno seguentequale è il valore della partecipazione da iscrivere nello SP della società X sapendo che la società Y ha conseguito nel 2001 un utile di 1.000 e distribuito dividenti per 400?
24.000 * 65% = 15.600 valore contabile
17.000- 15.600= 1.400 (maggior valore pagato= avviamento)
SP:	partecipazioni:17.000 CRITERIO DEL COSTO
RISOLUZIONE 2002
SOCIALE: 20.500
UTILE 2000	(1.000-400)
UTILE 2001	1.000	(TOT. DI 24.600)
24.600*65%= 15.990 valore contabile
SP: partecipazioni: 15.990 CRITERIO DEL PARTRIMONIO NETTO
non vi e’ obbligo di svalutare anche se valore iscritto in bilancio secondo criterio del costo e’ superiore al valore secondo criterio del p.n., ma tale decisione va motivata nella Nota Integrativa
OIC 13 e collegate
Valutazione:è la differenza tra le somme incassate ed il valore del debito sottoscritto che dovrà essere pagato alla scadenza del prestito; tale differenza viene iscritta nella sezione dell’attivo dello SP (aggregato D)
Ammortamento:in ogni esercizio per la durata del prestito
Ha natura di costo pluriennale (interesse sostenuto anticipatamente dall’emittente) e va classificato nell’attivo patrimoniale tra i risconti attivi con separata indicazione (risconto attivo atipico, perché l’arco temporale di competenza è pluriennale)
Testi/Parti del Programma e collegatedi riferimento
P. Paoloni (a cura di), Introduzione alla contabilità generale e al bilancio di esercizio, Cedam, Padova, 1997, Cap. 18.
Testi Programma di approfondimento
Savioli G., Il bilancio di esercizio secondo i principi contabili nazionali e internazionali, Giuffrè, Milano, 2004.
2) Cerbioni F., Cinquini L., Sostero U., Contabilità e bilancio, McGraw-Hill, Milano, 2003.
3) Quagli A., Bilancio di esercizio e principi contabili, Giappichelli, Torino, 2003.
4) Zanda G., Il bilancio delle società. Lineamenti teorici e modelli di redazione, Giappichelli, To, 2007.
Obbligo di istruzione centralit delle competenze e ruolo dei docenti
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