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Timestamp: 2016-10-24 18:30:05+00:00

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Art. 832, 842, 855 et 873 CC; contrat de pr�t garanti par deux c�dules hypoth�caires; attribution de l'immeuble grev� � la personne l�s�e, conform�ment � l'art. 60 CP. Possibilit� d'exclure l'effet novateur de la c�dule hypoth�caire (consid. 6.2). Transfert de propri�t� de l'immeuble grev� � la cr�anci�re hypoth�caire. Effets sur le pr�t garanti par les c�dules hypoth�caires et sur le droit de gage (consid. 6.4.1). Sort du pr�t hypoth�caire dans l'hypoth�se de la vente subs�quente de l'immeuble (consid. 6.4.2). Faits � partir de page 167
A. L'8 marzo 1996 la Corte delle Assisi criminali di Lugano ha dichiarato B.A., gi� dipendente della banca C., colpevole di truffa e amministrazione infedele ripetute e lo ha condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione nonch� al risarcimento di fr. 9'147'663.- alla parte civile banca C. � stato stabilito che da questo importo sarebbe poi stato dedotto quanto gi� recuperato e quanto riscosso successivamente per mezzo della realizzazione dei beni confiscati e assegnati alla parte civile.
Il 22/24 gennaio 1998 la banca ha poi avviato una procedura esecutiva volta all'incasso di fr. 1'030'630.-, oltre interessi, indicando, sul precetto esecutivo, quale titolo di credito " contratto di mutuo ipotecario del 28.01.1994, disdetta del 21.07.1995, conteggio 31.12.1997 ". L'opposizione interposta da A.A. � stata rigettata il 26 febbraio 1998 e confermata dalla Camera di esecuzioni e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino il 13 aprile 1999. Il ricorso di diritto pubblico presentato al Tribunale federale contro questa sentenza � stato dichiarato irricevibile il 14 giugno 1999.
La petizione � stata respinta il 2 dicembre 2003.
D. Insorta dinanzi al Tribunale federale, il 28 aprile 2005, con un ricorso per riforma fondato sulla violazione di varie norme del BGE 132 III 166 S. 168diritto federale, A.A. postula l'annullamento della sentenza d'appello e l'accertamento dell'inesistenza del debito di fr. 1'030'630.- vantato dalla banca C., nonch� la conferma dell'opposizione al precetto esecutivo.
In particolare, essa si duole della violazione degli art. 59 e 60 CP, concernenti la confisca penale e l'assegnazione della propriet� dell'immobile alla banca convenuta, che la Corte cantonale avrebbe - a suo modo di vedere - dovuto in ogni caso esaminare in virt� del principio iura novit curia. (...) La discussione e l'applicazione dei principi posti dagli art. 59 e 60 CP dimostrerebbero, sempre a mente dell'attrice, "la natura scioccante della decisione di riconoscere ancora validit� e efficacia al mutuo ipotecario, allorquando lo stesso creditore ipotecario, � gi� divenuto proprietario dell'oggetto del pegno a seguito di assegnazione ex art. 60 CP e - peraltro ancora - ha realizzato tramite vendita a terzi un valore superiore all'importo del mutuo."
6. La questione della sussistenza del mutuo ipotecario non � (...) priva di pertinenza.
6.1 La cartella ipotecaria (art. 842 CC) pu� essere definita come una cartavalore che incorpora un credito personale garantito da un pegno immobiliare (PAUL-HENRI STEINAUER, Les droits r�els, vol. III, 3a ed., Berna 2003, n. 2925). Essa pu� garantire un credito mediante la consegna a titolo di pegno manuale oppure con il trasferimento in propriet� per utilizzazione diretta o a titolo fiduciario (DTF 119 II 326 consid. 2a; PAUL-HENRI STEINAUER, op. cit., n. 2937-2940a). BGE 132 III 166 S. 169
6.2 Giusta l'art. 855 cpv. 1 CC, mediante la costituzione di una cartella ipotecaria il rapporto creditorio primitivo � estinto per novazione: esiste solo quello incorporato nel titolo, garantito dal diritto di pegno (cfr. DTF 130 III 681 consid. 2.3 con numerosi riferimenti dottrinali).
La regola posta dall'art. 855 cpv. 1 CC ha natura dispositiva, sicch� le parti possono convenire che il credito originario continui ad esistere accanto a quello incorporato nella cartella (art. 855 cpv. 2 CC), nel qual caso ognuno di essi pu� fare l'oggetto di una procedura esecutiva indipendente, secondo le sue regole specifiche (PAUL-HENRI STEINAUER, op. cit., n. 2933e). In assenza di un effetto novatorio, fra il debitore ed il creditore originario � tuttavia il rapporto giuridico di base che mantiene la priorit�, mentre quello incorporato nella cartella ipotecaria non ha una portata a s� stante (SIDNEY KAMERZIN, Le contrat constitutif de c�dule hypoth�caire, Zurigo/Basilea/Ginevra 2003, n. 172, pag. 77; WOLFGANG WIEGAND, Die Grundpfandrechte - Die Konzeption des ZGB und ihre Entwicklung in der Praxis in: Theorie und Praxis der Grundpfandrechte, Berna 1996, pag. 94-95). Fra la cartella ipotecaria e il credito primitivo esiste infatti una relazione di "accessoriet� indiretta" (mittelbare Akzessoriet�t; WOLFGANG WIEGAND, op. cit., pag. 94; SIDNEY KAMERZIN, op. cit., n. 140-142, pag. 64 seg.).
Nella pratica, l'esclusione dell'effetto novatorio � assai frequente ed avviene, fra l'altro, mediante la consegna della cartella a titolo fiduciario o a titolo di pegno manuale (PAUL-HENRI STEINAUER, op. cit., n. 2933f, 2937, 2939 segg.).
6.2.1 In concreto, l'autorit� cantonale ha accertato che la banca convenuta ha ricevuto i titoli "in propriet�" e ha precisato che la consegna � avvenuta "a garanzia" del mutuo.
Questi accertamenti permettono soltanto di escludere con certezza la costituzione di un pegno manuale, mentre non � possibile stabilire se il trasferimento della propriet� delle cartelle ipotecarie fosse avvenuto senza riserve per uso diretto (erf�llungshalber) oppure a titolo fiduciario (sicherungshalber).
La distinzione � decisiva perch� nella prima ipotesi vi sarebbe novazione (PAUL-HENRI STEINAUER, op. cit., n. 2937 e 2938) mentre nella seconda no (PAUL-HENRI STEINAUER, op. cit., n. 2937 e 2939). La soluzione va ricercata nel contenuto degli accordi intervenuti fra debitore e creditore; accordi che non richiedono una forma BGE 132 III 166 S. 170particolare (su questi aspetti e sulla portata di diversi indizi cfr. anche DANIEL STAEHELIN, in: Basler Kommentar, 2003, n. 6 e 11 seg. ad art. 855 CC). Incombe a colui che se ne prevale dimostrarne l'esistenza (PAUL-HENRI STEINAUER, op. cit., n. 2933e).
6.2.2 Gli accertamenti a questo riguardo sono di competenza dell'autorit� cantonale, alla quale la causa va rinviata affinch� li completi e statuisca di nuovo (art. 64 cpv. 1 OG).
6.3 Qualora dovesse emergere che la convenuta, gravata dall'onere probatorio a questo riguardo, non avesse dimostrato l'esistenza di una pattuizione in deroga all'art. 855 cpv. 1 CC, il mutuo ipotecario sar� da considerarsi estinto, la sua pretesa dovr� essere disattesa e l'azione di disconoscimento di debito verr� pertanto accolta.
6.4 Qualora invece si dovesse ritenere provata la sussistenza dei due crediti (quello originario e quello incorporato nella cartella ipotecaria), occorrer� approfondire la questione - sollevata dall'attrice nel gravame - degli effetti, sotto il profilo del diritto civile, dell'assegnazione della propriet� del fondo alla parte lesa (consid. 6.4.1) e della successiva vendita (consid. 6.4.2).
6.4.1 A norma dell'art. 832 cpv. 1 CC, salvo convenzione contraria, in caso di alienazione totale del fondo ipotecato i vincoli del debitore e del fondo rimangono invariati. In altre parole, il trasferimento della propriet� - quale che sia la sua causa giuridica (vendita, donazione, successione o assegnazione ex art. 60 CP) - non ha alcun effetto sul credito garantito n� sul diritto di pegno. Ne segue che se l'alienante era nel medesimo tempo debitore del debito garantito dal fondo, egli perde la propriet� del pegno ma conserva il debito; quanto al diritto di pegno, dato il suo carattere reale, esso rimane vincolato al fondo. Ci� conduce ad una dissociazione delle qualit� di proprietario del pegno e debitore del debito garantito (PAUL-HENRI STEINAUER, op. cit., n. 2819 e 2821).
In concreto, si dovrebbe dunque concludere che l'attrice ha perso la qualit� di proprietaria ma � rimasta debitrice del mutuo (garantito dalle cartelle ipotecarie), mentre la propriet� del fondo gravato dal diritto di pegno � passata alla banca convenuta.
6.4.2 Stando a quanto affermato dall'attrice, la banca convenuta avrebbe nel frattempo venduto il fondo a D., per un prezzo di molto superiore all'importo del mutuo. Quest'ultimo avrebbe pure ricevuto le due cartelle ipotecarie, ci� che - secondo l'attrice - dimostrerebbe l'avvenuta estinzione del debito. BGE 132 III 166 S. 171
Ora, in una situazione di dissociazione delle varie posizioni come quella sopra descritta accade spesso che l'acquirente dell'immobile riprenda anche il debito garantito dalla cartella ipotecaria, onde evitare che il suo fondo si trovi a garantire il debito di un terzo (PAUL-HENRI STEINAUER, op. cit., n. 2822). Il debitore di un credito garantito da pegno immobiliare pu� infatti prevalersi del beneficium excussionis realis (art. 41 cpv. 1bis LEF) e pretendere la realizzazione del fondo (WOLFGANG WIEGAND, op. cit., pag. 92-93) prima di essere, se del caso, chiamato a rispondere personalmente del debito residuo (DANIEL STAEHELIN, op. cit., n. 2 ad art. 842 CC).
6.4.2.2 Qualora il nuovo proprietario paghi la totalit� del debito, egli pu� esigere la consegna della cartella ipotecaria (cfr. art. 873 CC; PAUL-HENRI STEINAUER, op. cit., n. 2971; DANIEL STAEHELIN, op. cit., n. 10 ad art. 873 CC).
L'asserita consegna delle cartelle ipotecarie - considerato anche quanto esposto al consid. 6.2 quo alla relazione di accessoriet� indiretta fra il credito primitivo e la cartella ipotecaria - deporrebbe pertanto effettivamente a favore della tesi dell'estinzione del debito dell'attrice nei confronti della banca convenuta, garantito da tali titoli.
6.4.2.3 Nella sentenza cantonale non vi sono accertamenti circa le circostanze in cui si � svolta la vendita poich� la Corte ticinese ha ritenuto che, in ogni caso, l'attrice non poteva trarne alcun beneficio.
A torto. Come � gi� stato detto, l'assegnazione del fondo alla banca convenuta a titolo di risarcimento del danno non ha fatto scomparire gli oneri che lo gravavano. In altre parole, qualora le cartelle ipotecarie fossero state in possesso, per esempio, di una banca diversa dalla convenuta (che si � trovata "per caso" nella duplice posizione di vittima dei reati e creditrice ipotecaria), questa non avrebbe perso i diritti ivi incorporati. Tali diritti avrebbero pertanto dovuto venir tenuti in considerazione nel quadro della successiva vendita. L'assegnazione del fondo alla parte lesa a decurtazione del danno subito implica "solamente" che questa poteva trattenere per s� l'eventuale beneficio ricavato dalla vendita.
Ci� significa che se l'affermazione dell'attrice - secondo cui la vendita dell'immobile avrebbe fruttato alla banca fr. 1'500'000.- e BGE 132 III 166 S. 172le cartelle ipotecarie sarebbero state consegnate al nuovo proprietario - risultasse corretta, si dovrebbe concludere che il nuovo proprietario ha saldato il debito garantito dalle cartelle ipotecarie. Occorrer� allora determinare la somma da imputare al rimborso del mutuo (capitale, interessi, spese, ecc.) e l'eccedenza, a valere quale risarcimento del danno cagionato dall'ex marito dell'attrice.
6.4.3 Anche questi accertamenti, come quelli concernenti un eventuale effetto novatorio della costituzione delle cartelle ipotecarie (cfr. consid. 6.2), sono di competenza dell'autorit� cantonale.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 59
 art. 59
 art. 60
 DTF 
 art. 855
 art. 60
 art. 842
 art. 873
 art. 873
 sentenza