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Timestamp: 2018-02-25 07:26:11+00:00

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Cartella Equitalia: che fare se la firma non c'è o è illeggibile?
Lo sai che? Cartella Equitalia: che fare se la firma non c’è o è illeggibile?
Lo sai che? Pubblicato il 20 settembre 2015
> Lo sai che? Pubblicato il 20 settembre 2015
Cartelle “mute” ossia senza la firma del funzionario o con firma che non si legge bene: fino a giugno 2008 sono tutte valide, dopo sono nulle, ma a condizione che siano state impugnate dal contribuente.
Che succede se, sulla cartella esattoriale, la firma del dirigente è illeggibile? Sono state definite “cartelle mute” ossia quegli atti emessi dal fisco senza il nome e la sottoscrizione del funzionario responsabile. Nel 2010, la Corte di cassazione [1] ha sancito che tali cartelle sono valide, a condizione però che siano state notificate al contribuente prima di giugno 2008. A quella data, infatti, è intervenuta una modifica legislativa che le ha dichiarate tutte nulle. Ma attenzione: la nullità non è automatica, ma deve essere dichiarata necessariamente dal giudice su ricorso del contribuente, ricorso da presentarsi entro 60 giorni dalla notifica dell’atto. Se viene fatto scadere detto termine, la cartella diventa definitiva e il cittadino è costretto a pagare. È questa la conseguenze che potrebbe scaturire da una sentenza della Cassazione di due giorni fa [2]: una sentenza riferita agli atti dell’Agenzia delle Entrate (Leggi: “Sanatoria per l’accertamento fiscale nullo senza ricorso nei 60 giorni”), ma che potrebbe essere estesa a qualsiasi atto fiscale, finanche alle cartelle di Equitalia. Con la conseguenza che, per le pretese di pagamento dell’Agente della riscossione, il concetto di nullità non sarebbe poi così differente da quello di annullabilità e, quindi, richiederebbe sempre una pronta attivazione del cittadino per far subito cancellare la pretesa.
La cartella esattoriale deve contenere, a pena di nullità, l’indicazione sia del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo, che il responsabile del procedimento di emissione e notificazione della cartella che sono differenti in quanto l’iscrizione è effettuata dall’ente creditore, mentre la cartella è formata e notificata da Equitalia.
Per le cartelle con ruoli consegnati ad Equitalia fino al 1° giugno 2008, l’omessa indicazione del responsabile del procedimento non ne comporta la nullità [1]. La data di consegna non è però indicata nella cartella.
Oggi il modello di cartella di pagamento non richiede la sottoscrizione a penna della cartella da parte del responsabile del procedimento, ma è sufficiente la semplice intestazione per verificarne la provenienza. Non è necessaria neppure l’apposizione del sigillo o timbro particolare.
La nullità va fatta valere davanti al giudice
La “cartella muta” tuttavia non è automaticamente nulla, ma per essere cancellata resta sempre necessario l’intervento del giudice: se infatti il contribuente non la impugna entro sessanta giorni, proponendo ricorso alla Commissione Tributaria (se si tratta di atti con pretese fiscali), al tribunale del lavoro (per pagamenti previdenziali) o al giudice di pace (multe e altre contravvenzioni), essa diventa definitiva. In quest’ultimo caso, essa non può più essere impugnata in un momento successivo ed Equitalia può dare il via libera al pignoramento e alla riscossione forzata.
Sul punto la Suprema Corte, riferendosi tuttavia agli atti dell’Agenzia delle Entrate, ha infatti enunciato un nuovo principio di diritto, accogliendo le ragioni del fisco.
Inutile, quindi, richiamare il concetto di nullità tipico del diritto civile secondo cui il vizio può essere fatto valere senza limiti di tempo e in qualsiasi stato e grado del giudizio. In motivazione (leggi la massima della sentenza qui sotto), i giudici spiegano che, nell’ambito del diritto tributario, vigono regole speciali. E dunque, anche la nullità può essere fatta valere solo entro determinati limiti di tempo. Il vizio, insomma, deve contestato dal contribuente in modo tempestivo.
[1] Cass. sent. n. 10805/2010. Così anche C. Cost. sent. n. 58/2009; Cass. SU n. 11722/2010 e n. 8613/2011.
[2] Cass. sent. n. 18448/15 del 18.09.2015.
20 Set 2015 | di Angelo Greco
Sanatoria per l’accertamento fiscale nullo senza ricorso nei 60 giorni
luongo emiliano ha detto:
05/11/2015 alle 19:04
riguardo all’articolo che avete pubblicato di cui ho inserito l’indirizzo che parla delle cartelle mute non ho capito se per firma del funzionario si intende la firma del notificatore o del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo. grazie per una eventuale risposta

References: sentenza 
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 Cass. 
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