Source: https://energiecomeusarle.wordpress.com/2015/01/11/come-ho-trasformato-una-notte-da-incubo-in-unesperienza-straordinaria/
Timestamp: 2018-01-23 17:23:18+00:00

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Consigli ed Esercizi per vincere l’insonnia (e una storia vera) | Energie come usarle
Consigli ed Esercizi per vincere l’insonnia (e una storia vera)
Con questo articolo voglio condividere un’esperienza straordinaria che immagino non mancherà di stupire, o di far storcere il naso, i più scettici. Inoltre, ho inserito 2 tecniche di rilassamento e spiego come le ho applicate e in quale momento.
Per buona parte della giornata, a causa delle notizie tremende che circolavano sui media, mi riferisco alle vicende accadute a Parigi, ho avvertito un sottile stato d’agitazione.
Un po’ per questo motivo, un po’ per ritornare al normale ciclo del sonno, avevo deciso di non fare troppo tardi (per me tardi è superare la mezzanotte) nonostante TV e internet che, devo ammettere, sono fonti di distrazione notevoli.
A chi non è mai capitato di svegliarsi nel cuore della notte?
Forse tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato quel mix di sensazioni intense dovute a un brusco risveglio. Tanto più se a provocarlo è un incubo. Succede. È toccato a me, verso le 2.30 di notte: “Ma che diavolo ci facevo lì, insieme a quelle persone? E chi era quel tipo strano? Meno male che era un sogno!“.
Da quel momento in poi ho faticato a riaddormentarmi. Fin qui, nulla di strano. Tranne che per quel tipo, e al fatto che ancora indugiavo nel ricorrere alle tecniche di rilassamento, grazie alle quali in passato sono riuscito superare una fastidiosa insonnia iniziale.
Tra le tecniche di rilassamento, il Training autogeno (T.A.) è sempre stato, per me, il più adatto per raggiungere uno stato di calma profondo e rigenerante.
Tra gli esercizi di base del T.A. – sono 6 – il 1° è definito la Pesantezza, molto utile in caso di problemi legati a tensioni emotive.
Sul rapporto tra corpo e mente puoi leggere anche qui
Riporto il training che ho applicato su me stesso per rilassarmi:
1° esercizio della Pesantezza: calma e rilassamento.
In posizione supina, allunga le gambe e allargale leggermente. Stendi le braccia lungo i fianchi. Fai un paio di respiri profondi e ripeti mentalmente per almeno 3 volte ogni punto delle istruzioni qui sotto:
Il mio braccio destro è pesante…
Il mio braccio sinistro è pesante…
Entrambe le braccia sono pesanti…
La mia gamba destra è pesante…
La mia gamba sinistra pesante…
Entrambe le gambe sono pesanti…
Tutto il mio corpo è pesante…
Io sono perfettamente calmo e rilassato…
N.B. – Se svolgi il T.A. a letto e lo fai bene ti addormenterai senza neanche accorgetene :-)
Una variante breve di questo T.A. è focalizzare l’attenzione solo sulle gambe: Con la pratica ho constatato che una certa quantità di tensione poteva essere scaricata anche solo concentrandomi sugli arti inferiori.
Puntuale come un orologio svizzero, l’effetto rilassante non si fece attendere e ricaddi nuovamente tra le braccia di Morfeo.
Mi ritrovai in un altro sonno onirico. E ne seguì un altro risveglio! Insomma, sembrava non ci fosse verso di dormire in santa pace.
Rimuginai parecchio sul genere di sogno appena fatto. Non riesco a farne a meno perché trovo interessante come la mente subconscia esprima se stessa.
Ormai quasi sconfitto, decisi che se non mi fossi riaddormentato mi sarei alzato, e distratto magari leggendo qualche pagina di un buon libro (consiglio che viene spesso dato anche dagli esperti dei disturbi del sonno).
Fortunatamente, non optai per questa decisione, e ringrazio ancora me stesso per questo, dato che da lì a poco si sarebbe verificata quello che ho definito all’inizio “un’esperienza straordinaria”.
Saranno state le 5 del mattino, quando di nuovo sveglio riprovai una tecnica PNL che avevo imparato più di 10 anni fa, studiando un testo davvero interessante di cui non ricordo (ahimè) né l’autore, né il titolo.
Immagina, puoi… in 3 step (da visualizzare):
1. Immagina un foglio bianco – Scrivi cosa ti spaventa, provoca ansia o agitazione. Una volta scritto, visualizzalo bruciare finché non rimane che cenere.
2. Getta via le emozioni negative – In un cassonetto (proprio come si fa con l’immondizia).
3. Incamminati dolcemente su di un prato soffice – Cammina fino ad una grande quercia, di quelle che hanno delle grosse radici, e siediti comodamente all’interno dell’incavo del tronco. Ora, immagina che ci sia un temporale. Aspetta che passi, e poi esci e goditi il cielo azzurro.
Il beneficio fu quello di addormentarmi nuovamente. L’interpretazione del sogno che ne seguì la lascio al Prof. Freud. Quello che invece tengo per me è il fenomeno psichico spontaneo, durato all’incirca 1 minuto e di cui ricordo bene ogni dettaglio.
Se desideri approfondire, guarda questa bella infografica in cui sono illustrati ulteriori consigli ed esercizi davvero molto utili.
Un’esperienza davvero particolare
Al di là delle spiegazioni scientifiche, quello che segue come già detto è l’esperienza più straordinaria che mi sia capitata, quasi certamente avvenuta in uno stato di dormiveglia.
Ho fatto una ricerca su internet ed è possibile trovare casi del genere, e persone che condividono le loro testimonianze.
Riporto la mia così come è andata:
“…Che strana immagine…cosa sono questi piccoli oggetti di legno? Sembrano antichi…queste lettere incise nella tavoletta…cosa significano…?”
Non so se è stata questa sensazione di stupore e meraviglia che ha innescato il fenomeno. Lo riporto perché è stato da quel momento in poi che la normale percezione del mio corpo non fu più la stessa.
Mi era già capitato di avvertire quella leggerezza durante il T.A. dell’induzione alla calma e il rilassamento. Ma mai così intensamente e mai vibrazioni così forti. Vibrazioni accompagnate da un suono che ricordava quello del vento quando ci si sporge dal finestrino. A tratti, come un intenso frullare di ali. Un vortice inspiegabile. Maggiore era l’intensità, minore mi sembrava la gravità che mi teneva attaccato al letto.
Ricordo come fosse adesso un movimento ondulatorio che si spostava dalla testa ai piedi e viceversa. Un’energia alla quale mi sono abbandonato, senza farle alcuna resistenza. In pace. Vedevo tutto, ero cosciente di tutto: delle mie gambe, della finestra, di me stesso.
Quel vortice che mi aveva come sollevato e cullato in quei incredibili istanti, diminuì d’intensità.
Notai che avevo la mano destra sullo sterno e la gamba sinistra piegata ad L verso la gamba destra (simile alla Posizione dell’albero dello Yoga, per intenderci).
Curioso anche come proprio all’altezza dello sterno, su cui avevo poggiata la mano, sia collocato il 4° dei 7 Chakra: Anahata.
Posto al centro del petto, è chiamato Chakra del Cuore ed è il centro dell’intero sistema dei Chakra.
Ho voluto raccontare quanto mi è successo e spero di averlo fatto senza l’impressione di avere vissuto chissà quale miracolo. Le 2 tecniche — l’esercizio della Pesantezza : calma e rilassamento e PNL in 3 step — sono solo alcune delle tecniche o stratagemmi che applico da tempo, all’occorrenza, per rilassarmi o recuperare energie psicofisiche.
Tu cosa ne pensi? Trovi curioso o sei scettico rispetto quanto hai letto? A te è mai successo? Lascia qui sotto un tuo commento.
← Che tu possa comprendere che non sei mai solo Quando (e perché) le tecniche di rilassamento da sole non bastano →
31 pensieri su “Consigli ed Esercizi per vincere l’insonnia (e una storia vera)”
Giovanna Isabella 11 gennaio 2015 alle 13:18
Ciao Nick … E quel ” tipo strano ” che fine ha fatto?
nickmurdaca Autore articolo 11 gennaio 2015 alle 13:30
Hai ragione: era rimasto in sospeso :-)
Si aggirava furtivamente come un virus. Il sistema anti-tipi strani lo ha neutralizzato!
Giovanna Isabella 13 gennaio 2015 alle 10:45
Grande Nick ! Namaste’ 🙏✨🙏
amleta 13 gennaio 2015 alle 17:04
Ciao, piacere di conoscerti, son arrivata qui da un altro blog. Mi spiace non aver letto questo tuo post anni fa quando studiavo all’università e soffrivo di insonnia. Ma temo che in realtà fossero i troppi tè che bevevo da mattina a sera. Mi piace molto la fine del tuo articolo in cui fai un riferimento allo yoga, disciplina che mi sto attingendo a conoscere di persona.
Volevo anche chiederti una cosa riguardo a quello che hai sentito dentro di te, cioè questa preoccupazione che ti è nata dentro dopo i fatti di Parigi. Come mai ti sei sentito così scosso? Io proprio poco fa ho scritto una risposta in un forum in cui dicevo che quando ci sono gli scontri allo stadio, tra fazioni diverse, e muoiono anche persone, non è mica una questione di religione, eppure viviamo in una società dove la diversità scatena sempre guerre. Io mi sono stupita di più del motivo per cui pur sapendo e prevedendo questo tipo di attacchi la polizia non è stata più presente prima che succedesse il peggio.
nickmurdaca Autore articolo 13 gennaio 2015 alle 17:30
Ciao Amleta, il piacere è tutto mio.
Ho visitato il tuo bel blog: molto, molto interessante.
Lieto di sapere che hai superato i problemi di insonnia. Come ho scritto, anch’io ho avuto qualche problema, ma è passato.
In merito allo Yoga, non sono praticante ma l’esperienza sensoriale di cui ho parlato – come un’altra, ancora più interessante, avuta molti anni fa – mi hanno spinto a studiare i Chakra.
Mi chiedi come mai sia stato scosso dalle notizie…In parte, perché la morte, soprattutto quella violenta, mi lascia un vuoto e una tristezza profonda. In parte, credo per empatia. È una cosa primitiva, irrazionale.
amleta 13 gennaio 2015 alle 17:36
Io credo che la morte faccia parte della vita, e succede, vicino o lontano da noi, succede. Ho letto delle cose tempo fa sui chakra ma ancora devo conoscere molte cose di me e di molte energie che esistono e che sconoscevo del tutto.
nickmurdaca Autore articolo 13 gennaio 2015 alle 18:03
Sì, succede. È sempre successo e succederà. È la vita, no?
Conoscersi è un’esperienza, e un’avventura, impegnativa ma allo stesso tempo meravigliosa.
È un bel viaggio…
maury1305 19 gennaio 2015 alle 14:00
Ciao Nick, è sempre un piacere leggerti, e devo dirti che il primo esercizio che tu descrivi lo faccio spesso anche io, ma in modo diverso e invece della pesantezza degli arti provoco e sento come un congelamento totale che parte dai piedi e sale fino alla testa, ma lascio che sia proprio la zona del plesso solare che mantiene e recupera tutto il calore per poi rilasciarlo quando finisco l’esercizio, riesce a darmi un’ enorme sollievo psicologico e mi fa dimenticare lo stress anche se molto elevato. Non mancherò di provare anche il tuo secondo esercizio…a presto.
nickmurdaca Autore articolo 19 gennaio 2015 alle 14:42
Il training che applichi è molto interessante e molto vicino al T.A. classico descritto nell’articolo.
Il plesso solare si può considerare a tutti gli effetti una zona vitale oltre che dispensatore di energia. Focalizzarsi su di esso, visualizzandolo efficacemente per esempio come fai tu, dà ottimi risultati in termine di rilassamento e quindi di benessere psicofisico.
Ovviamente, il 2°esercizio (PNL) lo puoi applicare non necessariamente stando a letto.
Se vorrai ripassare di qui, mi farebbe piacere conoscere il beneficio che ne avrai tratto :-)
Mr.Loto 29 gennaio 2015 alle 16:25
ottimi suggerimenti; certamente sono pratiche efficaci, cercherò di ricordarmele la prossima volta che avrò problemi a prendere sonno!
nickmurdaca Autore articolo 29 gennaio 2015 alle 16:31
Dr. Angelo Collevecchio 11 febbraio 2015 alle 14:43
Imparare a respirare è un’arte che purtroppo stiamo perdendo. Riuscire a respirare in maniera profonda e lenta come ci insegna il training autogeno ci permette di ricaricare le nostre energie e, in aggiunta, aiuta a creare uno stato di rilassamento tale che ci permette di gestire in maniera più serena la quotidianità.
Gli esercizi proposti sono molto interessanti, il mio preferito è il training autogeno e lo utilizzo spessissimo nella mia pratica clinica.
Per trovare la calma e la pace interiore possiamo imparare a prendere consapevolezza del nostro modo di respirare e di come l’aria ci rigeneri. Presento una semplice strategia in questo articolo https://drcollevecchio.wordpress.com/2014/06/01/un-respiro-di-sollievo/
nickmurdaca Autore articolo 11 febbraio 2015 alle 16:37
Grazie. Mi fa molto piacere sapere che, in quanto psicologo e psicoterapeuta, trovi interessanti gli esercizi proposti nell’articolo, frutto di tempo speso a cercare, e sperimentare, tecniche e stratagemmi efficaci per vivere il più liberamente possibile da ansie e preoccupazioni.
Sono pienamente d’accordo: una profonda – nonché corretta – respirazione è come “il caricabatterie” del nostro benessere psicofisico.
Ti ringrazio per il link al tuo articolo, non mancherò di leggero.
ili6 1 marzo 2015 alle 16:24
ah, ora capisco meglio il tuo tifo per i cocci rotti :-)
Soffro periodicamente di insonnia iniziale e più volte ho messo in pratica il primo esercizio che suggerisci con buon successo. Non lo chiamo della pesantezza ma della contrazione: inizio o contrarre 5 volte e con calma ogni muscolo di un piede, poi dell’altro, dopo le caviglie, poi i muscoli delle gambe, uno alla volta, e salgo su cercando di contrarre ogni muscolo. Di solito arrivo non oltre alla spalla che già dormo!
Riguardo agli incubi, interessanti gli esercizi che proponi. Le volte che mi capita di svegliarmi per un brutto sogno, anche spaventata, mi impongo di respirare di pancia (cosa che non faccio mai,e ripeto come un mantra che era solo un brutto sogno. A volte funziona, mi rassereno e mi addormento, altre resto sveglia, mi innervosisco, mi alzo e vado a stirare (uff…).
nickmurdaca Autore articolo 1 marzo 2015 alle 16:47
Ciao, è un piacere averti qui :-) Sì, sono un tifoso sfegatato!
Il T.A. di cui parlo nell’articolo sfrutta proprio il senso di pesantezza percepito durante lo svolgimento dell’esercizio. È un “abbandono” delle tensioni muscolari attraverso la focalizzazione consapevole.
Della contrazione muscolare di cui parli per addormentarti, l’ho inserito nell’articolo nel quale ho trattato lo stato di collera e la rabbia:
https://energiecomeusarle.wordpress.com/2014/11/26/sei-impulsivo-e-sopporti-poco-lo-stress-evita-gli-attacchi-di-collera/
Eli San 5 marzo 2015 alle 10:27
che bel blog! complimenti …
http://cuoreeanimaacolori.blogspot.it/
nickmurdaca Autore articolo 5 marzo 2015 alle 10:36
Ho subito visitato il tuo: contraccambio in toto i complimenti.
eli san 5 marzo 2015 alle 17:49
Grazie mille 😊 a te che sei già passato sul mio blog..
Aggiungo una cosa…la tecnica che hai descritto della pnl sulla visualizzazione e rilassamento è molto simile ad una tecnica che ho avuto la fortuna di provare..si chiama journey. E lavora su visualizzazione profonda..va a rimuovere dei ricordi e a guarire molte cose… 😉
nickmurdaca Autore articolo 5 marzo 2015 alle 18:16
Hai ragione, le tecniche si assomigliano molto. Nella tecnica di cui scrivi vi è una componente meditativa. Te lo dico perché avevo letto degli articoli a riguardo, in cui si parlava di seminari di tecnica Journey.
Mi incuriosisce, però, il discordo sul rimuovere i ricordi: nel senso che si avvale anche di tecniche ipnotiche?
eli san 5 marzo 2015 alle 20:35
Semplicemente vai a lavorare su blocchi emotivi passati ( con la parola ricordi forse mi sono spiegata male) , arrivando fino a molto indietro con gli anni per rimuovere problematiche che hanno portato all’ insorgere di problemi fisici, emotivi… È una regressione con visualizzazione..ma non è assolutamente ipnosi. È da provare. Conosco un bravissimo operatore.
nickmurdaca Autore articolo 5 marzo 2015 alle 21:06
Ti ringrazio per l’esauriente spiegazione. E grazie per la dritta dell’operatore, ma seguo da tempo un percorso a tappe. Sono del parere che una volta trovato l’equilibrio, è preferibile che ciascuno lo mantenga senza distrarsi.
eli san 5 marzo 2015 alle 21:45
Sì fai bene e sono in accordo con te sul fatto di seguire la strada che piú ci fa rimanere in equilibrio. 😊 Ho provato differenti tecniche e ne sono molto felice…però anche io tutt’ora ne seguo solo una …finalmente ho ri- trovato la stabilità e posso accrescere consapevolezza. 😉
nickmurdaca Autore articolo 5 marzo 2015 alle 21:52
Fa felice anche me :)
Ciao, Eliana. A presto.
Grazia Gironella 8 marzo 2015 alle 16:21
Ciao! :) Credo di non essere mai passata, ma di sicuro tornerò. Il tuo racconto è così interessante che mi domando quante persone abbiano esperienze particolari, ma si guardino bene dal parlarne per evitare di essere prese per matte. Spero che nel tempo si arrivi a percepire la realtà integra, anziché viverla a compartimenti stagni.
nickmurdaca Autore articolo 8 marzo 2015 alle 17:07
Ciao, Grazia! :)
L’esperienza che ho voluto condividere è stata così particolare, da essere davvero straordinaria. Data la mission del blog, mi sono chiesto più volte, prima di pubblicarla, a chi potesse essere utile o interessare.
Dici bene: la realtà è una percezione a compartimenti stagni. L’immagine è un po’ quella di quando viaggiamo seduti sulla carrozza di un lungo treno (metaforicamente, la vita). Solo quando si “scende” lo si può “vedere” nella sua interezza…
Grazia Gironella 8 marzo 2015 alle 20:55
Credo di essermi spiegata male: non considero normale la tua esperienza, tutt’altro! Ma sentendotela raccontare mi è venuto in mente un giornalista americano che, dopo essersi salvato da una sparatoria in circostanze curiose, sul giornale per cui lavorava ha chiesto ai lettori se credevano nell’esistenza degli angeli. Pensava che non avrebbe ricevuto grandi riscontri, se non da parte di squilibrati, e invece si è trovato sommerso dalle lettere di persone che si dicevano sollevate di poter raccontare la loro esperienza, taciuta fino a quel momento per pudore o per le pressioni dei familiari. Per questo mi domando se anche altri possano avere fatto un’esperienza simile alla tua, ma l’abbiano tenuta per sé.
nickmurdaca Autore articolo 8 marzo 2015 alle 23:23
Ma certo! La mia risposta non voleva essere una precisazione dal carattere polemico. Concordavo ulteriormente (perdonami se ti ho dato un’impressione contraria).
Penso che di esperienze del genere se ne parli, soprattutto nei forum a tema. Infatti nell’articolo menziono una ricerca su internet relativa a “…persone che condividono le loro testimonianze”.
In merito al discorso legato ad eventuali riscontri. come il giornalista, anch’io ero scettico sulla possibilità di poter condividere l’esperienza che ho vissuto. Scetticismo che è venuto meno fino al tuo commento :)

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