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Timestamp: 2017-01-18 12:40:40+00:00

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⭐PARTE TEMATICA DEL PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI ASSESSORATO ALLE RISORSE IDRICHE ED AI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ
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1 Unità Organizzativa Gestioni Rifiuti PROGRAMMA PER LA DECONTAMINAZIONE E LO SMALTIMENTO DEGLI APPARECCHI SOGGETTI AD INVENTARIO, DEGLI APPARECCHI CONTAMINATI DA PCB E DEGLI OLII CONTENUTI IN ATTUAZIONE DELLA DIR. 96/65/CE PARTE TEMATICA DEL PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI ASSESSORATO ALLE RISORSE IDRICHE ED AI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ Data Ver. N Redazione Validazione Stato di approvazione 05/ Unità Operativa Pianificazione e Normative A.Vignali A. Ribaudo ARPA Settore Suolo Rifiuti Bonifiche L. Ottenziali F. Carrera M. Lombardi R. Racciatti Dipart. subprovinciale Milano città A. Alberici P. Jean F. Bigatti Direzione Generale Risorse Idriche e Servizi di Pubblica Utilità Direzione Generale Artigianato Direzione Generale Attività Produttive Direzione Generale Sanità Da sottoporre a concertazione esterna con le Associazioni ANIE e Ausitra Assoambiente Da iscrivere all odg della conferenza delle autonomie locali Previsione di approvazione con D.G.R. entro il2 INDICE 1. RIFERIMENTI TECNICI E NORMATIVI 2. DEFINIZIONI ED OBBLIGHI 2.1 Divieti e obblighi 2.2 Censimento 2.3 Definizioni (ex art. 2, d.lgs. 209/99) 2.4 Comunicazioni, Inventario e Programmi (artt. 3 e 4, d.lgs. 209/99;d.m. 11/10/2001) 2.5 Obblighi di decontaminazione e smaltimento (art. 5, d.lgs. 209/99; d.m. 11/10/2001) 2.6 Etichettatura (art. 6, d.lgs. 209/99) 2.7 Modalità di decontaminazione e smaltimento (art. 7, d.lgs. 209/99; d.m. 11/10/2001) 2.8 Divieti 3. DATI RELATIVI ALLA PRESENZA E SMALTIMENTO DI PCB IN LOMBARDIA 3.1 Comunicazioni ed inventario apparecchiature contenenti PCB 3.2 Inventario apparecchiature contenenti PCB e stato di recupero e smaltimento da MUD 3.3 Anagrafe autorizzazioni impianti 4. ASPETTI TECNICI E LINEE GUIDA 4.1 Linee guida per un piano di raccolta e smaltimento apparecchiature vol. < 5 dm3 4.2 Eliminazione e smaltimento apparecchiature PCB soggette a comunicazione 4.3 Smaltimento delle apparecchiature e bonifiche dei locali 5 CONSIDERAZIONI FINALI 5.1 Quantitativi PCB 5.2 ENEL Distribuzione 5.3 Indicazioni tecnico/procedurali 5.4 Conclusioni APPENDICE PROGRAMMA PER LA RACCOLTA E IL SUCCESSIVO SMALTIMENTO DEGLI APPARECCHI CONTENENTI PCB PER UN VOLUME INFERIORE O PARI A 5 DM3 IN ATTUAZIONE DELLA DIR. 96/65/CE Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 23 1. RIFERIMENTI TECNICI E NORMATIVI riferimenti normativi D.P.R. 24 maggio 1988 n. 216 "Attuazione della direttiva CEE numero 85/467 recante sesta modifica (PCB/PCT) della Direttiva CEE n. 76/769 concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183" (G.U. 20 giugno 1988, n. 143, S.O.) D.M. 11 febbraio 1989 Modalità per l attuazione del censimento dei dati e per la presentazione delle denunce delle apparecchiature contenenti fluidi isolanti a base di PCB (G.U. 28 febbraio 1989, n. 49) D.M. 17 gennaio 1992 Modalità di etichettatura degli apparecchi di impianti contenenti Policlorobifenili (PCB) e Policlorotrifenili (PCT) (G.U. 6 febbraio 1992, n. 30) Direttiva 96/59/CE Direttiva 96/59/CE del Consiglio del 16 settembre 1996 concernente lo smaltimento dei policlorobifenili e dei policlorotrifenili (PCB/PCT) (G.U.C.E. 24 settembre 1996, n. L 243) D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 209 Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorobifenili e dei policlorotrifenili (G.U. 30 giugno 1999, n. 151) Decreto 11 ottobre 2001 Condizioni per l utilizzo dei trasformatori contenenti PCB in attesa della decontaminazione o dello smaltimento (G.U. 2 novembre 2001, n. 255) D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 95 Attuazione delle direttive 75/439/CEE e 87/101/CEE relative alla eliminazione degli olii usati (G.U. 15 febbraio 1992, n. 38, S.O.) Decreto 16 maggio 1996, n. 392 Regolamento recante norme tecniche relative alla eliminazione degli olii usati (G.U. 25 luglio 1996, n. 173) Riferimenti tecnici Norme CEI 10-1 Guida per il controllo e il trattamento degli oli minerali isolanti in servizio nei trasformatori e nelle apparecchiature elettriche) 10-6 Norme per gli askarel Installazione ed esercizio di trasformatori e di apparecchi contenenti askarel Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 34 10-38 Fluidi isolanti Guida tecnica per l inventario, il controllo, la gestione, la decontaminazione e/o lo smaltimento di apparecchiature elettriche e liquidi isolanti contenenti PCB Norme Europee EN Determinazione dei PCB e dei prodotti correlati Separazione e determinazione di cogeneri dei PCB mediante gascromatografia (GC) con rilevatore a cattura di elettroni (ECD) pren Determinazione dei PCB e prodotti correlati Parte 2: Calcolo del contenuto di policlorobifenili Norme IEC Liquidi isolanti Contaminazione da policlorobifenili (PCB) Metodo di determinazione mediante gascromatografia con colonna capillare Regione Lombardia Linee guida della D.G. Sanità Prot. n /g /S del 24 luglio 1991 Regioni varie Programmi di decontaminazione e smaltimento PCB Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 45 2. DEFINIZIONI ED OBBLIGHI 2.1 Divieti e obblighi D.P.R. 216/88 divieto di immissione sul mercato di: 1. Difenili policlorurati (PCB), ad eccezione dei difenili mono e diclorurati; 2. Trifenili policlorurati (PCT); 3. Preparati, inclusi gli oli usati, la cui percentuale in PCB o in PCT supera lo 0,005% in peso. utilizzo degli apparecchi esistenti: consentito fino all eliminazione o alla fine della durata operativa, purchè sottoposti a controlli, almeno annuali, secondo norme CEI o altre norme tecniche di settore. 2.2 Censimento Presso ogni Regione è istituito il registro dei dati relativi alla detenzione di apparecchi, impianti e fluidi costituiti da: - apparecchi elettrici a sistema chiuso: trasformatori, resistenze e induttanze; - grandi condensatori (> = 1kg di peso totale); - piccoli condensatori (purché la percentuale massima di cloro dei PCB sia del 43% e che essi non contengano più del 3,5% di difenili pentaclorurati o di difenili maggiormente clorurati); - fluidi termovettori negli impianti caloriferi a sistema chiuso; - fluidi idraulici per l'equipaggiamento sotterraneo delle miniere. Obbligo di denuncia della cessazione d uso entro trenta giorni. D.Lgs. 209/99 e D.M. 11 ottobre Definizioni (art. 2, d.lgs. 209/99) PCB 1. i policlorodifenili; 2. i policlorotrifenili; 3. il monometiltetraclorodifenilmetano, il monometildiclorodifenil-metano, monometildibromodifenilmetano; 4. ogni miscela che presenti una concentrazione complessiva di qualsiasi delle suddette sostanze superiore allo 0,005% in peso. apparecchi contenenti PCB: qualsiasi apparecchio che contiene o è servito a contenere PCB e che non ha costituito oggetto di decontaminazione. Gli apparecchi di un tipo che possono contenere PCB sono considerati contenenti PCB a meno che sussistono fondati motivi di presumere il contrario; PCB usati: qualsiasi PCB considerato rifiuto ai sensi del Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22; detentore: la persona fisica o la persona giuridica che detiene PCB, PCB usati ovvero apparecchi contenenti PCB; decontaminazione: l insieme delle operazioni che rendono riutilizzabili o riciclabili o eliminabili nelle migliori condizioni gli apparecchi, gli oggetti, le sostanze o i fluidi contaminati da PCB e che possono comprendere la sostituzione, cioè l insieme delle operazioni che consistono nel sostituire ai PCB un fluido adeguato che non contiene PCB; Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 56 smaltimento: le operazioni D8, D9, D10, D12 (limitatamente al deposito sotterraneo sicuro e situato in profondità localizzato in una formazione rocciosa asciutta e esclusivamente per apparecchi contenenti PCB e PCB usati che possono essere decontaminati) e D15 di cui all allegato B del D.Lgs. n. 22/ Comunicazioni, Inventario e Programmi (artt. 3 e 4, d.lgs. 209/99; allegati al d.m. 11 ottobre 2001) soggetti obbligati alla comunicazione: i detentori di apparecchi contenenti PCB di volume superiore a 5 dm 3, inclusi i condensatori di potenza per i quali il limite di 5 dm 3 deve essere inteso come comprendente il totale dei singoli elementi di un insieme composito; destinatari delle comunicazioni: le Sezioni regionali e Provinciali del Catasto Rifiuti territorialmente competenti; informazioni da comunicare (apparecchi con fluidi con PCB>0,05% in peso) a) nome ed indirizzo; b) collocazione e descrizione degli apparecchi; c) quantitativo e concentrazione di PCB contenuto negli apparecchi; d) date e tipi di trattamento o sostituzioni effettuati o previsti; e) quantitativo o concentrazione di PCB detenuto; f) data della denuncia effettuata ai sensi dell art. 5 del DPR 24 maggio 1988, n. 216 (Censimento). informazioni da comunicare (apparecchi con fluidi con 0,005%>PCB>0,05% in peso) a) nome ed indirizzo; b) collocazione e descrizione degli apparecchi. modulistica: allegati al d.m. 11 ottobre frequenza comunicazione: biennale, con obbligo di ripresentazione entro 10 giorni in caso di variazione numero apparecchi o quantitativo PCB detenuti. inventario: presso l Agenzia Nazionale per l Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT). programmi (per la decontaminazione e lo smaltimento degli apparecchi soggetti ad inventario e dei PCB in essi contenuti, nonché un programma per la raccolta ed il successivo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB per un volume inferiore o pari a 5 dm 3 ): adottati dalle Regione e dalle Province autonome. 2.5 Obblighi di decontaminazione e smaltimento (art. 5, d.lgs. 209/99; art. 1, d.m. 11 ottobre 2001) entro il 31 dicembre 2005: le apparecchiature con volume inferiore a 5 dm 3, qualsiasi sia il contenuto in PCB; entro il 31 dicembre 2010: le apparecchiature con volume superiore a 5 dm 3 e contenenti fluidi con PCB>0,05% in peso; al termine della loro vita operativa: le apparecchiature con volume superiore a 5 dm 3 e contenenti fluidi con 0,005%<PCB<0,05% in peso; nel caso dei trasformatori, deve essere comunicato alla Provincia territorialmente competente che i trasformatori sono in buono stato funzionale, non presentano perdite di fluidi ed i PCB in essi contenuti sono conformi alle norme o alle specifiche tecniche relative alla qualità dielettrica di cui alle norme CEI 10-1 o 10-6 e sono eserciti nel rispetto delle norme CEI 10-1 o 10-6 e 11-19; la documentazione comprovante il rispetto delle condizioni relative alla qualità dielettrica devono essere conservate presso l unità locale. 2.6 Etichettatura (art. 6, d.lgs. 209/99) per le apparecchiature con volume superiore a 5 dm 3 e contenenti fluidi con PCB>0,05% in peso: obbligo di riportare sull apparecchiatura e sulla porta del locale l etichetta di cui all allegato 1 del d.lgs. 209/99; Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 67 per le apparecchiature contenenti fluidi con 0,005%<PCB<0,05% in peso: obbligo di essere contrassegnati con un etichetta riportante la scritta Contaminazione da PCB inferiore a 0,05% ; per i trasformatori decontaminati: obbligo di essere contrassegnati con l etichetta di cui all allegato 2 del d.lgs. 209/ Modalità di decontaminazione e smaltimento (art. 7, d.lgs. 209/99; art. 2, d.m. 11 ottobre 2001) trasformatori contenenti più dello 0,05% in peso di PCB: a) la decontaminazione deve ridurre il tenore di PCB ad un valore inferiore allo 0,05% in peso e, possibilmente, non superiore allo 0,005% in peso; b) il fluido sostitutivo non contenente PCB deve comportare rischi nettamente inferiori, anche sotto l'aspetto dell'incendio e dell'esplosione, e deve essere conforme alla norma CEI 10-1; c) la decontaminazione si ritiene conclusa quando, effettuata una determinazione analitica nel periodo compreso fra 180 e 210 giorni dall effettuazione della decontaminazione, il contenuto in PCB risulti inferiore allo 0,05% in peso (e possibilmente non superiore allo 0,005%); in caso contrario è necessario ripetere il trattamento entro 60 giorni; d) la sostituzione del fluido non deve compromettere il successivo smaltimento dei PCB trasformatori contenenti fluidi con 0,005%<PCB<0,05% in peso a) il fluido sostitutivo non contenente PCB deve comportare rischi nettamente inferiori, anche sotto l'aspetto dell'incendio e dell'esplosione, e deve essere conforme alla norma CEI 10-1; b) la sostituzione del fluido non deve compromettere il successivo smaltimento dei PCB smaltimento dei PCB e dei PCB usati mediante incenerimento, nel rispetto della direttiva 94/67/CE (d.m. 25 febbraio 2000, n. 124), oppure mediante altri metodi, previo parere di APAT. 2.8 Divieti - è vietata la separazione dei PCB dalle altre sostanze a scopi di recupero e riutilizzo dei PCB medesimi; - è vietato il riempimento dei trasformatori con PCB; - è vietato lo smaltimento in discarica di PCB e di PCB usati, ad eccezione del deposito sotterraneo sicuro e situato in profondità localizzato in una formazione rocciosa asciutta e esclusivamente per apparecchi contenenti PCB e PCB usati che non possono essere decontaminati; - è vietato l'incenerimento dei PCB o dei PBC usati sulle navi; - fatto salvo quanto previsto dall'articolo 9 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni ed integrazioni, è vietata la miscelazione dei PCB e dei PCB usati di cui all' articolo 2, comma 1, lettere a) e c), d.lgs. 209/99, con altre sostanze o fluidi. Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 78 3. DATI RELATIVI ALLA PRESENZA E SMALTIMENTO DI PCB IN LOMBARDIA Le basi della conoscenza si basano essenzialmente su tre fonti di dati: 1. comunicazioni e inventario delle apparecchiature contenti PCB, relative al biennio (art. 3, d.lgs. 209/99); 2. dichiarazioni MUD dei rifiuti prodotti e trattati, relative agli anni 1999, 2000 e 2001 (l. 70/94 e art. 11, d.lgs. 22/97); 3. anagrafe delle autorizzazioni degli impianti di recupero/smaltimento rifiuti di cui agli artt. 27 e 28 del d.lgs. 22/ Comunicazioni ed inventario apparecchiature contenenti PCB Ai sensi dell art. 3 del d.lgs. 209/99, i detentori di apparecchiature contenenti PCB di volume superiore a 5 dm 3, inclusi i condensatori di potenza per i quali il limite di 5 dm 3 deve essere inteso come comprendente il totale dei singoli elementi di un insieme composito, devono effettuare una comunicazione alle Sezioni Regionali del Catasto dei rifiuti con cadenza biennale, contenente le informazioni di cui al medesimo art. 3, co. 1 e 2. Il successivo D.M. 11 ottobre 2001 contiene i modelli da utilizzarsi per l effettuazione di tale comunicazione. La Sezione Regionale del Catasto Rifiuti, presso ARPA Lombardia, ha previsto per ENEL Distribuzione - Unità Territoriale Rete della Lombardia - una particolare modalità di effettuazione delle comunicazioni dell inventario per rendere più agevole l invio di tutte le informazioni richieste, nel rispetto della normativa, dato che questo soggetto detiene più di un terzo delle apparecchiature soggette a denuncia in Lombardia. Trenitalia SPA ha invece effettuato un accordo analogo con l APAT, in funzione del fatto che le apparecchiature detenute sono situate sul materiale rotabile, e quindi soggette a spostamenti: la comunicazione viene resa a livello centrale per tutto il territorio nazionale. I dati relativi alle comunicazioni pervenute sono contenuti nelle tabelle seguenti. Si precisa che i dati riportati sono quelli relativi al biennio 1999/2000, che, in assenza dell emanazione del d.m. 11 ottobre 2001 che contiene i modelli per la compilazione e le metodiche analitiche di riferimento, non godono di quella completezza e affidabilità di quelli del biennio 2001/2002, di cui si sta completando la validazione. Tabella 1: numero unità locali e apparecchiature Fonte ARPA Provincia numero apparecchi n unità locali A (PCB>0,05%) B (0,005%<PCB<0,05%) (tranne Enel) totali totale totale di cui Enel BERGAMO BRESCIA COMO CREMONA LECCO LODI MANTOVA MILANO PAVIA SONDRIO VARESE TOTALE Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 89 Tabella 2: tipologia apparecchiature Fonte ARPA Provincia trasformatore condensatore batterie rifasamento circuito diatermico cisterna commutatore fusti interruttore raddrizzatore reattanza reostato altro (non dichiarata) TOTALE PROVINCIA BERGAMO BRESCIA COMO CREMONA LECCO LODI MANTOVA MILANO PAVIA SONDRIO VARESE TOTALE Tabella 3: percentuale trasformatori e condensatori sul totale apparecchi Fonte ARPA Trasformatori Condensatori Altro/non dichiarato TOTALE numero apparecchi percentuale 70,3% 27,1% 2,6% 100% Tabella 4: quantitativo d olio contaminato con PCB>0,05% e con PCB>1% Fonte ARPA PROVINCIA Totale (PCB>0,05%) PCB>1% n apparecchi kg olio n apparecchi kg olio BERGAMO , ,0 BRESCIA , ,7 COMO , ,4 CREMONA , ,0 LECCO , ,8 LODI , ,0 MANTOVA , ,0 MILANO , ,7 PAVIA ,6 2 36,1 SONDRIO , ,0 VARESE , ,0 TOTALE , ,6 Nella tabella 4, relativa ai quantitativi di olio contaminato contenuto nelle apparecchiature con PCB>0,05%, è stata fatta un estrapolazione sulla base dell effettiva concentrazione di PCB. Sono stati evidenziati, sulla base dei dati dichiarati, il numero di apparecchiature e il relativo contenuto di olio contaminato con PCB>1%, in funzione della possibilità di procedere alla dealogenazione con efficienza ed economicità. Si ritiene quindi che per questa quota di apparecchiature, si dovrà prevedere presumibilmente lo smaltimento dell olio mediante incenerimento. Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 910 Tabella 5: età apparecchiature Fonte ARPA apparecchiature con indicazione dell anno di cui con PCB>1% A B totale n kg età>30anni (<1973) <età<25 ( ) <età<20 ( ) <età<15 ( ) <età<10 ( ) <età<5 ( ) età<5anni (>1998) TOTALE Anche l età delle apparecchiature, laddove dichiarata e considerandone in alcuni casi l attendibilità, è stata analizzata, per valutare lo stato di anzianità delle apparecchiature stesse. Anche questo aspetto è una discriminante da evidenziare, in funzione delle attività da eseguire (decontaminazione, manutenzione, smaltimento) su una apparecchiatura che potrebbe aver esaurito la sua vita funzionale (l art. 5, co. 4 e 5, del d.lgs. 209/99, prevede la possibilità di smaltimento a fine vita operativa delle apparecchiature con PCB compreso fra lo 0,05% e lo 0,005%, a condizione che non presentino perdite di fluidi, che siano in buono stato funzionale, anche dal punto di vista delle proprietà del dielettrico). 3.2 INVENTARIO APPARECCHIATURE CONTENENTI PCB E STATO DI RECUPERO E SMALTIMENTO DA MUD I dati desumibili dalle comunicazioni ex d.lgs. 209/99 consentono di avere conoscenza di una parte dell universo PCB, in quanto non è dato di sapere i quantitativi di olio riferiti alle apparecchiature con PCB compreso fra lo 0,05% e lo 0,005%, né tanto meno di tutte quelle di volume inferiore ai 5 dm 3, indipendentemente dalla concentrazione di PCB. E per questo che tali dati vanno integrati con quelli riferiti alla gestione dei rifiuti contenenti PCB, come desumibili dal MUD. Sono state prese in considerazione le ultime dichiarazioni MUD disponibili, cioè quelle riferite agli anni 1999, 2000, I codici rifiuto da considerare quindi sono ancora quelli del vecchio CER, e cioè: "Oli per circuiti idraulici contenenti PCB e PCT"; "Oli isolanti e di trasmissione di calore esauriti ed altri liquidi contenenti PCB e PCT"; "Trasformatori o condensatori contenenti PCB o PCT". Essendo tutti classificati come rifiuti pericolosi esiste l obbligo di dichiarazione anche per i produttori, oltre che per chi ne effettua poi la gestione. Le considerazioni che possono essere effettuate dall analisi di tali dati offrono una panoramica più completa ed interpretabile (pur nelle relative incertezze del MUD) perché permette di analizzare l andamento della richiesta di smaltimento di apparecchiature e di olio contaminato da PCB e di verificare i flussi (all interno della Lombardia e come import/export con le altre Regioni). Tutto ciò in funzione di verificare l equilibrio fra domanda e offerta (cioè fra quantitativi da smaltire e disponibilità di impianti autorizzati preposti). I dati sono esposti suddivisi per codice rifiuto, per anno di riferimento e per Provincia. Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 1011 Tabella 6: produzione PCB per provincia ( ) Fonte ARPA Rifiuto Oli per circuiti idraulici contenenti PCB e PCT Totale Oli isolanti e di trasmissione di calore esauriti ed altri liquidi contenenti PCB e PCT Totale Trasformatori o condensatori contenenti PCB e PCT Totale Sigla 1999 (kg) 2000 (kg) 2001 (kg) in UL fuori UL in UL fuori UL in UL fuori UL Bergamo Brescia Como Cremona Lecco Lodi Milano Mantova Pavia Sondrio 52 Varese Bergamo Brescia Como Cremona Lecco Lodi , Milano ,50 Mantova Pavia Sondrio Varese Bergamo , , , Brescia Como Cremona , Lecco Lodi , Milano , Mantova Pavia Sondrio Varese Tabella 7: destinazione rifiuti contenenti PCB ( ) Fonte ARPA Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 1112 1999 (kg) 2000 (kg) 2001 (kg) Rifiuto fuori fuori fuori in Regione in Regione in Regione Regione Regione Regione Tabella 8: provenienza rifiuti contenenti PCB smaltiti in Lombardia ( ) Fonte ARPA 1999 (kg) 2000 (kg) 2001 (kg) Rifiuto dalla Regione da fuori Regione dalla Regione da fuori Regione dalla Regione da fuori Regione Sostanzialmente si evidenziano alcuni aspetti particolari: - In genere esiste un rapporto 1 a 10 fra la quantità prodotte di oli (codici e ) e trasformatori (codice ); - C è stato un picco evidente relativamente al 1999 (circa il doppio rispetto al 2001, e circa tre volte rispetto al 2000), giustificabile forse che, con l entrata in vigore del d.lgs. 209/99, molti detentori hanno preferito smaltire e sostituire le apparecchiature; - Rispetto al biennio 2000/2001 vi è un trend crescente di produzione; - Vi è un flusso di rifiuti sia in entrata che in uscita dalla Regione. 3.3 Anagrafe autorizzazioni impianti Per lo stoccaggio e/o il trattamento di apparecchiature contenti PCB o di PCB usati è necessaria l autorizzazione ai sensi del d.lgs. 22/97, non essendo contemplata la procedura semplificata per questi rifiuti. Inoltre, per lo stoccaggio degli oli decadenti dalle attività di bonifica è necessario rispettare le condizione del d.m. 392/96, relativamente alle modalità di stoccaggio, così come per poter ritirare oli usati, ancorché contaminati da PCB, è necessario essere autorizzati anche ai sensi del d.lgs. 95/92. In effetti, dei 27 impianti autorizzati in Lombardia a ritirare i rifiuti di cui trattasi (oli o trasformatori), solo 2 effettuano anche operazioni di trattamento (uno effettua la separazione olio/apparecchiatura, l altro effettua la sostituzione del fluido), mentre gli altri 23 effettuano del semplice deposito preliminare. Come accennato in precedenza, i rifiuti stoccati presso questi impianti vengono poi destinati ad altri impianti (in genere presso tre impianti situati in Piemonte) che ne effettuano l effettivo trattamento. Parte degli oli vengono inviati all estero per la termodistruzione. La Regione Lombardia ha autorizzato anche l esercizio di due impianti mobili che effettuano la dealogenazione degli oli presso il detentore: secondo quanto previsto dall art. 28, co. 7, del d.lgs. 22/97, essi possono operare su tutto il territorio nazionale, previa comunicazione alla Regione territorialmente competente dell effettuazione delle campagne. Di seguito si riassume la situazione impiantistica della Lombardia, evidenziando il numero di impianti per Provincia. Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 1213 Tabella 9: n /tipi di impianti per provincia, con relativi rifiuti e operazioni effettuate. Fonte ARPA PROVINCIA totale fissi tipo rifiuti ritirati operazioni effettuate MILANO BRESCIA BERGAMO PAVIA VARESE Impianti mobili TOTALE NOTA: gli impianti che trattano i nuovi codici CER relativi ai rifiuti contenenti PCB (130101, , , , , ) sono dettagliatamente riportati nell appendice alla Tabella 4. totale mobili stoccaggio svuotamento re-filling dealogenaz. Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 1314 4. ASPETTI TECNICI E LINEE GUIDA 4.1 Linee guida per un piano di raccolta e smaltimento delle apparecchiature di volume < 5 dm3 Nel piano regionale di smaltimento dei rifiuti contenenti PCB una specifica attenzione va rivolta al problema dei piccoli apparecchi, esentati dall obbligo della comunicazione. Questi apparecchi di piccole dimensioni sono presenti in particolare negli elettrodomestici costruiti anteriormente all entrata in vigore del divieto di utilizzo dei PCB (1990); si tratta in generale di piccoli condensatori in macchine lavatrici e altri elettrodomestici. La Direttiva 2002/96/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 gennaio 2003 sui rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche avrà certamente un forte impatto sulla raccolta separata e lo smaltimento corretto delle apparecchiature elettriche contenenti PCB, individuando precisi obblighi e responsabilità a carico dei servizi pubblici di raccolta dei rifiuti nonché dei produttori e distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche; già il d.lgs. 209/1999 all articolo 7, co 8, prescrive che i condensatori e in genere gli apparecchi contenenti PCB non soggetti a inventario siano rimossi entro il 31 dicembre 2005 e raccolti separatamente in caso di dismissione, riciclo o smaltimento dell apparecchiatura che li contiene. Al momento appare importante e prioritario promuovere un azione di informazione e sensibilizzazione presso il pubblico, i produttori e distributori di elettrodomestici, le Associazioni di categoria (elettricisti, impiantisti elettrici, riparatori, ecc.) e prevedere l organizzazione di circuiti e/o modalità di raccolta specifiche (ad es.: accordi di programma fra Province e associazioni Commercianti, convenzioni fra Comuni e soggetti che fanno assistenza/manutenzione, ecc.). 4.2 Eliminazione e smaltimento delle apparecchiature PCB soggette a comunicazione- Aspetti tecnici Gli apparecchi contenenti PCB di volume > 5 dm3 devono essere decontaminati o smaltiti: - entro il 31 dicembre 2010, se il contenuto di PCB è > 500 mg/kg (0,05%); - al termine della loro esistenza operativa, se il contenuto di PCB è compreso tra 50 e 500 mg/kg (0,005% e 0,05%). Peraltro le precedenti previsioni possono essere modificate qualora: - si proceda a decontaminazione dei trasformatori, mediante processi di sostituzione con liquidi isolanti esenti da PCB e conformi alle norme CEI 10-1 ovvero di dealogenazione; in funzione del risultato ottenuto, l apparecchiatura può essere dimessa alla fine della esistenza operativa - in caso di tenore finale di PCB tra 50 e 500 mg/kg (0,005% e 0,05%) - ovvero essere declassificata come apparecchiatura non- PCB uscendo dalla relativa disciplina - se il PCB contenuto è inferiore a 50mg/kg (0,005%); - gli esiti delle verifiche periodiche prescritte per i trasformatori indichino la necessità di interventi correttivi. Decontaminazione E ragionevolmente applicabile quando la vita operativa residua dell apparecchiatura sia sufficientemente lunga da giustificarne il costo ovvero quando si abbia l obiettivo di smaltire l apparecchiatura come esente da PCB ovvero con contenuto di PCB conforme ai requisiti richiesti per un suo successivo corretto recupero. Ove possibile, in linea generale, è preferibile la dealogenazione in quanto i rifiuti che ne derivano sono molto limitati e comunque esenti da PCB, mentre la sostituzione evidentemente comporta la necessità di smaltimento del fluido PCB sostituito. Poiché il PCB residuo assorbito dalle componenti porose presenti nei trasformatori nel tempo viene rilasciato andando a contaminare il fluido trattato o di sostituzione, la decontaminazione ai fini della declassificazione a apparecchiatura non-pcb è praticamente realizzabile per tenori iniziali fino a mg/kg (0,05% - 1%); per trattamenti che permettano l utilizzo dell apparecchiatura fino al termine dell esistenza operativa, il tenore massimo iniziale non dovrebbe superare quindi tale soglia indicativa. Sulla base dei dati dell inventario delle apparecchiature nella Regione Lombardia, escludendo i trasformatori ENEL (per i quali si rimanda al paragrafo conclusivo) e considerando la potenziale vita operativa residua delle apparecchiature, si può prevedere che la decontaminazione ai fini di ulteriore utilizzo non riguarderà più del 50% delle apparecchiature con PCB inferiore a 500 mg/kg (0,05%) e non più del 10% con Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 1415 apparecchiature con PCB più elevato: appaiono pertanto del tutto sufficienti per le necessità regionali gli impianti già autorizzati. Sorveglianza I trasformatori comunque contaminati da PCB in concentrazione > 50 mg/kg (0,005%) possono essere tenuti in esercizio alle seguenti condizioni: 1. non presentino perdite; 2. siano in buono stato funzionale; 3. il fluido isolante sia sottoposto a periodiche verifiche e risulti conforme alle specifiche tecniche applicabili relative alla qualità dielettrica, specifiche che saranno oggetto di apposito Decreto ministeriale. Il rispetto delle citate condizioni deve risultare da apposita comunicazione da inviare alla Provincia territorialmente competente, pena la decontaminazione immediata delle apparecchiature. In attesa dell emanazione del previsto Decreto, si fa riferimento alla recente Norma Italiana CEI Fluidi isolanti Guida tecnica per l intervento, il controllo, la gestione, la decontaminazione e/o lo smaltimento di apparecchiature elettriche e liquidi isolanti contenenti PCB e in particolare alle indicazioni contenute nel paragrafo 7 Esercizio e manutenzione. In tale Norma peraltro riprendendo Norme CEI precedenti- sono richiamati gli obblighi di verifiche, prove e controlli anche analitici che devono essere svolti da personale competente e esperto, nonché sono indicate le azioni correttive da realizzare in caso di anomalie, perdite o degrado delle proprietà dielettriche; si richiama comunque quanto già indicato nelle linee guida della Regione Lombardia Prot /G 35392/S del 24/7/91 in attuazione degli artt. 4 e 7 ex D.P.R. 216/88 soprattutto in merito ai criteri di valutazione dei risultati dei controlli e delle verifiche. Particolare importanza rivestono gli interventi che comportano la dismissione immediata dell apparecchiatura ovvero le azioni correttive che comportano la rimozione, anche temporanea, del fluido o l apertura dell involucro che lo contiene, quali: 1. trattamenti di decontaminazione fisico-chimica del liquido isolante, quali depolarizzazione e/o riadditivazione eseguiti mediante circolazione; 2. trattamenti di essiccazione mediante evacuazione della cassa e/o circolazione dell olio; 3. interventi di riparazione/revisione elettromeccanica dei componenti interni (avvolgimenti, nucleo magnetico, ecc.) conseguenti, in genere, a eventi di guasto, on-site o presso ditte autorizzate Questi interventi sono considerati di manutenzione straordinaria e l apparecchiatura deve essere necessariamente o decontaminata o smaltita. E inoltre prevedibile che i detentori, a fronte degli impegni onerosi connessi alla sorveglianza in capo a loro e richiamati dalla Norma CEI, preferiscano anticipare la sostituzione delle apparecchiature intere o del solo fluido; ciò peraltro dipenderà anche dall attenzione che gli Enti di controllo dedicheranno al problema. Si ritiene necessario che, in collaborazione con le Province cui spetta la funzione di controllo come indicato all art. 9 D Lgs 209/1999, sia avviata un azione di sensibilizzazione e richiamo nei confronti dei detentori, nonché di verifica del rispetto dell obbligo della comunicazione e dei suoi contenuti. 4.3 Smaltimento delle apparecchiature e bonifica dei locali Alcuni cenni infine si ritengono opportuni in merito alla gestione delle operazioni di smaltimento delle apparecchiature contenenti dielettrici a base di o contaminati da PCB ed eventuale bonifica dei siti di loro alloggiamento. Il trattamento delle apparecchiature fuori uso contenenti PCB deve avvenire presso impianti autorizzati ai sensi degli artt. 27 e 28 del D.Lgs. n. 22/97 e consiste sostanzialmente nelle seguenti fasi: - eventuale trattamento chimico, es. dealogenazione, degli oli minerali contaminati da PCB; - estrazione del liquido dielettrico contenuto nelle apparecchiature elettriche e raccolta dello stesso in contenitori stagni; - smantellamento e cernita dei rifiuti, smontaggio dei trasformatori, condensatori ed altre apparecchiature elettriche. Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 1516 E di norma necessario procedere a lavaggio con solventi clorurati in autoclave o in cabina di lavaggio delle diverse parti metalliche e ceramiche che sono state in contatto con oli contaminati da PCB al fine della valorizzazione del rottame metallico da inviare in un ciclo tecnologico di seconda fusione e materiali ceramici da conferirsi a ditte autorizzate allo smaltimento. In Regione Lombardia esiste un solo centro autorizzato alle operazioni indicate, mentre risulta elevato il ricorso a strutture extra-regionali, in particolare in Piemonte. Concomitante alla dismissione delle apparecchiature PCB si dovrà procedere alla verifica ed eventuale bonifica dei locali in cui le apparecchiature erano alloggiate; a tal fine si richiamano le indicazioni contenute nel DM 471/1999 e che saranno richiamate e approfondite in prossima linea-guida allo studio presso ARPA Lombardia. Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 1617 6 CONSIDERAZIONI FINALI Dall esame dei dati e delle informazioni che a vario titolo intervengono sull argomento e di cui si è a conoscenza, e rispetto a quanto riportato in precedenza, si possono effettuare alcune considerazioni di merito. 5.1 Quantitativi PCB - è oggettivamente difficile fare delle previsioni certe rispetto agli effettivi quantitativi di apparecchiature e di oli contaminati presenti sul territorio regionale, in funzione del sistema di monitoraggio che fa capo alle comunicazioni rese ai sensi del d.lgs. 209/99; - i dati relativi all inventario delle apparecchiature, come prima esposti, permettono solo di fare alcune valutazioni generali; - l analisi dei dati desunti dal MUD ha evidenziato il flusso di importazione ed esportazione di rifiuti tra la Lombardia e le altre regioni, che fa supporre quindi che la disponibilità di impianti permetta la gestione dei rifiuti; l equilibrio raggiunto va letto anche alla luce della considerazione che, essendovi il divieto della produzione e commercializzazione di PCB fin dall 88 (d.p.r. 216/88) e sussistendo comunque anche obblighi relativamente allo smaltimento (d.lgs. 209/99), è difficile ipotizzare investimenti privati in impianti specifici, essendo probabilmente un settore di attività con una bassissima prospettiva di vita, a fronte di investimenti consistenti, data la pericolosità dei rifiuti; - per quello che riguarda la presenza di PCB non soggetta a dichiarazione (piccole apparecchiature) sarà necessario attivare campagne di informazione e sensibilizzazione presso il pubblico, i produttori e distributori di elettrodomestici, le Associazioni di categoria (elettricisti, impiantisti elettrici, riparatori ecc), per portare all attenzione la problematica e diffondere le procedure corrette per la gestione dei rifiuti, oltre a prevedere l organizzazione di circuiti e/o modalità di raccolta specifiche (ad es. convenzioni con i Comuni per le microraccolte di rifiuti speciali in base all art. 21, co. 5, d.lgs. 22/97); - considerando le apparecchiature con PCB>0,05%, per le quali sussiste l obbligo di smaltimento entro il 2010, ed effettuata una approssimativa stima media di smaltimento per i prossimi 7 anni, in base ai quantitativi dichiarati, si è verificato che tali quantità sono ampiamente confrontabili con quelli rilevati dai dati MUD , e pertanto gli impianti di smaltimento sono sufficienti allo scopo; - è comunque prevedibile che, anche in funzione delle considerazioni effettuate relativamente alle apparecchiature con PCB>1% (per le quali il processo di dealogenazione si presume difficilmente applicabile) e all età della apparecchiature stesse (per cui esiste una previsione di vita tecnica bassa oltre i 30 anni, in funzione sia della qualità del dielettrico, che della struttura stessa), vi possono essere dei picchi di produzione di rifiuti, legati alla dismissione delle apparecchiature (in particolare il primo atteso per il 2005 in concomitanza con il primo dei due obblighi previsti dall art. 5 del d.lgs. 209/99). Si ritiene comunque che possano essere assorbiti dal sistema di smaltimento attuale. 5.2 ENEL Distribuzione - grazie alla disponibilità e sensibilità dimostrata da ENEL Distribuzione - Unità Territoriale Rete della Lombardia nel definire con ARPA Lombardia una procedura per l effettuazione della comunicazione biennale, è stato possibile anche verificare che, come procedure interne, legate anche al Sistema di Gestione Ambientale, l ENEL Distribuzione gestisce la questione PCB a livello nazionale, con la stipula di contratti con ditte autorizzate; - dall analisi delle comunicazioni pervenute ad ARPA Lombardia. è emerso che poco più di un terzo del totale delle apparecchiature appartengono a questa società, tutte con PCB inferiore a 0,05% (circa il 60% di quelle in bassa contaminazione), per le quali è prevista una gestione della manutenzione e dell eventuale smaltimento a livello nazionale, che quindi permette di programmare con efficienza la tempistica degli interventi; - ENEL Distribuzione prevede, a puro titolo indicativo, di eliminare completamente il PCB dalle loro apparecchiature nei prossimi 10 anni. 5.3 Indicazioni tecnico/procedurali - riprendendo quanto descritto nel paragrafo specifico e rimandando ai riferimenti tecnici oltre riportati, si richiama la necessità di una responsabilizzazione e di una attenzione particolare rivolta alla questione da18 parte di tutti i soggetti coinvolti (cittadini, imprese, Amministrazioni, Enti), ognuno per quanto di sua competenza; - in particolare, si porta all attenzione la necessità di seguire le previste procedure di buona tecnica nei casi di decontaminazione e smaltimento delle apparecchiature e locali, sia per tutelare i lavoratori e l ambiente, sia per consentire di recuperare le parti metalliche delle apparecchiature in altri processi produttivi. 5.4 Conclusioni Nel breve-medio periodo si ritiene che non esistano i presupposti per degli interventi strutturali a sostegno della offerta di impianti di smaltimento. Questa considerazione potrà essere verificata a breve con l elaborazione delle comunicazioni pervenute nel biennio 2001/2002, che potranno dare un quadro più aggiornato e attendibile della situazione. Si ritengono invece proponibili interventi di tipo volontario (accordi di programma, convenzioni, campagne di informazione e sensibilizzazione) per far emergere ed intercettare tutte le piccole apparecchiature, oltre alla necessità di coordinare gli interventi di prevenzione sul territorio. Gestione Rifiuti - Unità Pianificazione e Normative 1819 PREMESSA Il presente documento costituisce integrazione e aggiornamento all allegato al Programma regionale per la decontaminazione e lo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB ai sensi dell art. 4 del d.lgs. 209/99, approvato con d.g.r. n del 1 agosto A seguito della procedura di infrazione 1999/2263 e delle relative richieste avanzate dalla Commissione Europea, si è provveduto ad effettuare le seguenti integrazioni: - in primo luogo l aggiornamento dell inventario della apparecchiature contaminate da PCB presenti sul territorio della Regione Lombardia con i dati relativi al biennio ; - successivamente sono stati aggiornati anche i dati relativi allo smaltimento di oli e apparecchiature in Regione Lombardia estraendo i dati relativi dai MUD 2003 (dati 2002), anche se è bene sottolineare che, alla data di stesura del presente documento, non sono stati ancora forniti dati definitivi dal sistema camerale: i dati a disposizione, pur essendo praticamente completi, come informalmente comunicato, non sono ancora stati sottoposti alle procedure di bonifica e validazione da parte della Sezione regionale del Catasto rifiuti. In prima approssimazione si possono comunque considerare ammissibili nelle considerazioni statistiche in seguito esposte; - analisi dei flussi di rifiuti all interno della Regione e delle importazioni/esportazioni con altre regioni e all estero; - integrazione dell elenco degli impianti autorizzati in Regione Lombardia allo stoccaggio e al trattamento di rifiuti contaminati da PCB, ivi compresi gli impianti mobili; - previsione della programmazione scadenzata delle apparecchiature e oli ancora presenti sul territorio regionale. Dati relativi alla presenza e smaltimento di PCB in Lombardia Le basi della conoscenza si basano essenzialmente su tre fonti di dati: 5. comunicazioni e inventario delle apparecchiature contenti PCB, relative al biennio (art. 3, d.lgs. 209/99); 6. dichiarazioni MUD dei rifiuti prodotti e trattati, relative agli anni 1999, 2000 e 2001 (con codici rifiuto del vecchio CER) e all anno 2002 (nuovo codice CER, di cui alla decisione 2000/532/CE e s.m.i.) (l. 70/94 e art. 11, d.lgs. 22/97); 7. anagrafe delle autorizzazioni degli impianti di recupero/smaltimento rifiuti di cui agli artt. 27 e 28 del d.lgs. 22/97 Comunicazioni ed inventario apparecchiature contenenti PCB I dati relativi alle comunicazioni pervenute sono contenuti nelle tabelle seguenti. Si precisa che i dati relativi al biennio 1999/2000, in assenza dell emanazione del d.m. 11 ottobre 2001 che contiene i modelli per la compilazione e le metodiche analitiche di riferimento, non godono di quella completezza e affidabilità di quelli del biennio 2001/2002, che invece sono risultati più omogenei, completi e affidabili, anche grazie ai numerosi riscontri diretti effettuati. Si è proceduto al confronto dei dati relativi ai due bienni, per ovviare ad evidenti carenze che avrebbero inficiato completamente la validità statistica della prima comunicazione: sono state integrate alcune informazioni mancanti della prima (numeri di matricola e/o caratteristiche tecniche delle apparecchiature) con i dati più recenti e completi della seconda, perché compilati sui modelli del decreto 11 ottobre E per questo motivo che un eventuale confronto diretto fra i dati esposti nella d.g.r /2003 e questi potrebbe portare a delle incongruenze. Da un analisi della tabella 1 si evince che complessivamente il numero totale degli apparecchi presenti in Lombardia, pari a 7.035, è diminuito di oltre il 30% rispetto al biennio precedente, anche se con diverse tendenze da provincia a provincia. Anche il numero di comunicazioni è diminuito, sia per gli avvenuti smaltimenti, sia perché molte ditte avevano effettuato la prima comunicazione in via cautelativa, senza avere la certezza della contaminazione delle proprie apparecchiature (anche in assenza delle metodiche analitiche di riferimento, contenute nel d.m. 11 ottobre 2001): successivamente non hanno più effettuato la comunicazione. Complessivamente risultano 490 soggetti dichiaranti e 555 unità locali (ad esclusione di quelle riferite a ENEL distribuzione che ha i trasformatori collocati su tutto il territorio regionale nelle cabine di distribuzione, facenti capo comunque a 15 Unità Territoriali, non conteggiate). Incrociando i dati del numero di apparecchiature con i soggetti dichiaranti, si evidenzia come 17 soggetti detengono circa il 66% delle apparecchiature dichiarate. Più in dettaglio: - ENEL Distribuzione detiene, su tutto il territorio regionale, apparecchiature, pari al 38% (il 60% di quelle a bassa contaminazione); - Tamini trasformatori (MI) detiene 596 apparecchiature, pari al 8%; - 15 ditte hanno un numero di apparecchiature compreso fra 50 e 200, per un totale di 1.468, pari al 20%; 1920 - 55 ditte hanno un numero di apparecchiature compreso fra 10 e 50, per un totale di 1.190, pari al 17%; - le rimanenti 418 ditte hanno un numero massimo di 10 apparecchi per un totale di apparecchiature, pari al 15%. Tabella 1: numero unità locali e apparecchiature - Fonte ARPA Provincia n unità locali (tranne Enel) numero totale apparecchi (incluso Enel) diff BERGAMO ,1% 960 BRESCIA ,6% COMO ,9% 429 CREMONA ,4% 180 LECCO ,3% 473 LODI ,0% 133 MANTOVA ,4% 342 MILANO ,4% PAVIA ,0% 252 SONDRIO ,0% 47 VARESE ,5% 515 TOTALE ,2% (-31,7%) Tabella 1b: numero apparecchiature suddivise per % contaminazione - Fonte ARPA A Provincia (PCB>0,05%) B (0,05%>PCB>0,005%) totale totale di cui Enel BERGAMO BRESCIA COMO CREMONA LECCO LODI MANTOVA MILANO PAVIA SONDRIO VARESE TOTALE (-24%) (-35%) (-35%) La tabella 2 riporta le tipologie di apparecchiature come risultanti dall inventario. Tabella 2a: tipologia apparecchiature - Fonte ARPA 20 Vedere altro
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 art. 2
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 art. 11
 art. 3
 art. 3
 art. 5
 art. 28
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 art. 9
 art. 21
 art. 5
 art. 4
 art. 11
 art. 186
 art. 18
 Art. 2
 ART. 1
 art. 206
 art. 206
 Art. 1
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