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⭐TRIBUNALE DI MILANO Sezione X penale
TRIBUNALE DI MILANO Sezione X penale
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1 N 2307/09 RG TRIB. R E P U B B L I C A I T A L I A NA TRIBUNALE DI MILANO Sezione X penale in nome del popolo italiano Il tribunale in composizione collegiale composto da: dott. Paolo Torti Presidente dott.ssa Francesca Vitale Giudice dott.ssa Caterina Interlandi Giudice ha pronunciato la presente sentenza nel procedimento in epigrafe indicato nei confronti di Rossi Achille, nato a Varese il , elettivamente domiciliato presso il difensore di fiducia avv. Mario Brusa, presente Difeso di fiducia dall avv. Mario Brusa, con studio in Milano, viale Piave n. 11, presente nel quale e parte offesa: comune di Milano, in persona del sindaco pro tempore, domiciliato presso palazzo Marino in piazza della Scala, non presente 12 in ordine alla seguente imputazione delitto p. e p. dall'art. 323 C.P. perché in Milano, il 14 Gennaio 2004, nella sua qualità di Dirigente il Servizio Concessioni Edilizie del Settore Concessioni e Autorizzazioni Edilizie del Comune di Milano, pubblico ufficiale ai sensi di legge, nel rilasciare, nell'esercizio delle proprie funzioni ai sensi dell'art. 69 del vigente Regolamento Edilizio, alla Soc. COOP. SAPMI a.r.l. corrente in Milano, in persona del Presidente del Consiglio di Amministrazione Monetti Sebastiano, il permesso di costruire a variante" n , relativo alla pratica n.ro 7714/2003, delle opere già autorizzate con concessione edilizia n. 106 del , intenzionalmente procurava alla predetta società cooperativa, in violazione di norme di legge e di regolamento, un ingiusto vantaggio patrimoniale. Nello specifico, pur avendo personalmente provveduto, con ordinanza P.G. n / ) a sospendere i lavori oggetto di quest'ultima concessione per il fatto che, a seguito dell'ordinanza , a sua firma, con la quale I'Ufficio Piccole Opere del settore di appartenenza ritenendo scorretta la procedura autorizzativa adottata per l'esecuzione delle opere aveva sospeso i lavori di tombinatura dei corsi d'acqua interessanti l'area di intervento iniziati a seguito della presentazione da parte della Cooperativa in data , della D.I.A. di cui al P.G. n.ro /2001 " la mancata autorizzazione alla modifica dei corsi d'acqua da parte degli enti competenti impone l'onere di verificare per la costruzione in progetto ( sino all'eventuale ottenimento di una regolare autorizzazione alla tombinatura) le distanze dai corsi d'acqua previste dall'art. 133 del R.D. 368/1904 ', rilasciava il sopra menzionato permesso di costruire a variante" con il quale, senza che fosse intervenuta alcuna regolare autorizzazione alla deviazione dell'alveo e alla tombinatura dei corsi d'acqua ( autorizzazioni, tra l'altro, insuscettibili di ottenimento, trattandosi di opere espressamente vietate dalla legge), autorizzava la costruzione di opere calcolate per quanto attiene alla volumetria edificabile e alle distanze dai corsi d'acqua pubblici, non già in base alla situazione dei luoghi preesistente alle opere di modifica non autorizzate sui corsi d'acqua che ne avevano provocato la 23 stagnazione e, comunque, un turbamento del regime di scorrimento inducendolo ad adottare la sospensiva della concessione n. 106, bensì in base alla situazione dei luoghi determinatasi dopo gli interventi illegali compiuti, consistiti nella modifica del tracciato dell'asta del fontanile Facchetti e nella sua successiva parziale tombinatura nonché nella tombinatura dell'asta del fontanile Canabagno ( la cui esistenza era stata, addirittura, tenuta celata nella richiesta di concessione edilizia n. 106 del ) in violazione di quanto espressamente stabilito dagli artt. 632 e 639- bis C.P., dall'art. 133, lett. a) ed e), R.D n.368; dagli artt 93 e 96 R.D n.523; dall'art.4l D. Lgs n Quanto sopra benché il Monetti Sebastiano, nell'atto unilaterale di asservimento dell'area di proprietà della Cooperativa SAPMI ubicata in Milano, Via Mosca n. 156 ai fini del suo sfruttamento secondo gli indici urbanistici previsti dalle norme tecniche di attuazione della variante generale al P.R.G. sottoscritto il davanti al Notaio D.ssa Maria Giuseppina Rezia di Milano e destinato ad essere trascritto a favore del Comune di Milano presso il cui Ufficio Concessioni Edilizie veniva depositato in relazione all'istanza di permesso di costruire a variante presentata il , avesse espressamente riconosciuto che I'area suddetta si estendeva ai mappali ( rectius alle particelle catastali) 317 e 318, classificati/e nel catasto terreni del Comune di Milano al foglio 410 come, acque esenti", con una superficie loro attribuita, rispettivamente, di mq. 520 e mq. 240, superficie integralmente conteggiata ai fini del calcolo della superficie fondiaria di mq /28 dichiarata in progetto di variante come suscettibile di sfruttamento, mappali-particelle catastali non indicati/e, ai fini dello sfruttamento dell'area medesima, nella richiesta e nel relativo certificato urbanistico ex art. 114 del regolamento edilizio vigente posti a base della concessione n. 106 del e, nella realtà, precedentemente occupati/e dai fontanili Facchetti e Canabagno prima che la SAPMI procedesse, abusivamente e in violazione dei vincoli idrogeolici esistenti comportanti in edificabilità assoluta, alla loro tombinatura con conseguente modifica degli argini e, quanto al Fontanile Facchetti, addirittura al suo spostamento. 34 svolgimento del processo Con decreto del giudice per le indagini preliminari del e stato disposto il giudizio nei confronti di Rossi Achille in ordine all imputazione sopra enunciata. All udienza del , dichiarata la contumacia dell imputato, sono state ammesse le prove come richieste dalle parti. Depositata documentazione da parte dell accusa entro il termine concordato con le parti del (si tratta di due faldoni numerati 1 e 2 documenti PM), all udienza del , presente l imputato nei cui confronti e stata revocata l ordinanza dichiarativa della contumacia, di fronte al collegio nella diversa composizione in epigrafe indicata sono state rinnovate le richieste istruttorie delle parti, che si sono riportate alle istanze gia avanzate e alla attivita gia svolta. E stata acquisita la sentenza irrevocabile pronunciata a carico di Papetti Miranda piu altri e con l accordo della difesa e stata acquisita anche la sentenza pronunciata in grado di appello nei confronti di Monetti Sebastiano piu altri. Inoltre le parti hanno acconsentito alla acquisizione della relazione del consulente della accusa Arch. Marco Engel prima del suo esame. Si e quindi proceduto all istruttoria orale esaminando quali testi dell accusa: Mola Massimo, operante presso la sezione di polizia giudiziaria della proc. Rep. Trib. Milano (con acquisizione all esito su accordo delle parti dell annotazione a sua firma e allegati); Alberti Carlo, Ravani Maria, residenti di via Aterno; Carrosio Guido (guardia ecologica del comune di Milano, con acquisizione all esito su accordo delle parti dei rapporti di servizio del , e ); Geom. Cavallari Michele funzionario dell ufficio autorizzazioni e concessioni del comune di Milano, il quale ha peraltro dichiarato di non ricordato nulla della vicenda. Il pubblico ministero con il consenso della difesa ha rinunciato all esame del teste Righini. 45 Prodotta in cancelleria ulteriore documentazione dalla difesa il , all udienza del l istruttoria e proseguita con l esame dell ulteriore teste dell accusa Lo Verde Giancarlo appartenente alla polizia giudiziaria (con acquisizione all esito con il consenso delle parti della annotazione del a firma del teste, e della lettera del consorzio Ticino- Villoresi ); del teste comune alle parti e consulente della pubblica accusa Arch. Marco Engel (con acquisizione all esito della carta di fattibilita geologica del del Comune di Milano). Dopo la rinuncia della difesa, senza opposizione della accusa, ai propri testi eccetto Baccaro Luca, Simonetti Paolo e Bianchi Iannetti, rigettata la richiesta avanzata dalla difesa di immediata pronuncia di sentenza di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., il processo e stato rinviato all udienza del , quando e stato esaminato quale teste comune alle parti Baccaro Luca, funzionario dell ufficio autorizzazioni e concessioni edilizie del Comune di Milano, e sono stati esaminati i testi a difesa Simonetti Paolo, dipendente del comune di Milano il quale ha riferito dello studio dei problemi delle acque e del reticolo idrico minore ma per il periodo successivo al marzo 2004, e quindi successivo ai fatti oggetto del presente procedimento. La difesa ha rinunciato al teste Bianchi Iannetti e sono state acquisite con il consenso delle parti le dichiarazioni da lui rese nel dibattimento del proc. N. 1939/04. Sono stati acquisiti su produzione della accusa, con il consenso della difesa, pareri espressi dal Consorzio Villoresi in data , , , , , Si e quindi proceduto all esame dell imputato. Acquisita ulteriore documentazione (estratti di mappa, rilievi effettuati dall imputato, rilievi aereofotografici, fotografie del fontanile Facchetti, missiva SAPMI e risposta del servizio idrico integrato del comune di Milano del ), si e rinviato per le conclusioni all udienza del Il pubblico ministero ha chiesto la condanna dell imputato per il reato ascrittogli, con circostanze attenuanti generiche, alla pena di sei mesi di reclusione. 56 La difesa ha chiesto la assoluzione dell imputato con la formula piu ampiamente liberatoria, depositando memoria illustrativa. motivi della decisione Achille Rossi, dirigente del servizio concessioni edilizie del Comune di Milano, e accusato di avere abusato del pubblico ufficio che riveste per avere rilasciato il , in violazione di legge, il permesso di costruire n. 6, in variante della concessione n. 106 del , in favore della societa cooperativa a responsabilita limitata SAPMI, con il quale ha procurato intenzionalmente alla societa un vantaggio patrimoniale ingiusto. La situazione dei luoghi: l area di Milano via Mosca 156, zona Muggiano Si tratta di un area prospiciente via Mosca, di forma quasi rettangolare, delimitata, guardando l area dalla via Mosca dalla quale vi si accede e che ne costituisce uno dei lati corti, sui due lati lunghi dal fontanile Canabagno a destra e dal fontanile Facchetti a sinistra, e sul fondo dal fontanile Gandola. I fontanili I fontanili sono acque risorgive da falde acquifere sotterranee, il cui affioramento in superficie viene facilitato dall opera dell uomo mediante scavi in forma di pozze che costituiscono la cosiddetta testa del fontanile, mentre viene definita asta del fontanile il canale di scorrimento delle acque, artificiale come la testa; le acque cosi fatte emergere dal sottosuolo vengono 67 utilizzate per l irrigazione dei campi e per regolare il deflusso delle acque in caso di piena dei canali maggiori. Le teste dei fontanili in questione sono ubicati in altre proprieta a monte dell area in questione. Il fontanile Facchetti sgorga a monte dell intersezione con il fontanile Gandola che vi passa sopra. Poco prima dell intersezione del Facchetti con il Gandola, sopra il Facchetti passa anche una diramazione terziaria del canale Villoresi che poi scorre parallelo al Facchetti, il canale detto Decimo di Settimo. Il regime normativo delle acque La L 36/1994 all art. 1 stabilisce che tutte le acque, superficiali e sotterranee, sono pubbliche, e costituiscono una risorsa da salvaguardare ed utilizzare secondo criteri di solidarieta. Anche il DPR 238/1999, regolamento di attuazione della L 36/1994, indica come appartenenti al demanio pubblico tutte le acque sotterranee e superficiali. Tale principio e stato ritenuto compatibile con la costituzione dalla sent. Corte cost. 259/199, costituendo una scelta non irragionevole del legislatore a tutela di una risorsa fondamentale per l uomo e di un uso della stessa accessibile secondo criteri di unifornita. La pubblicita dell acqua in quanto risorsa nulla ha a che vedere con la pubblicita dell alveo, che rimane privato se lo era prima della promulgazione della L 36/1994, con le limitazioni imposte pero dalla legge anche agli interventi edilizi che incidano sui corsi d acqua, a meno che si tratti di acque escluse dai reticoli idrici considerati dagli enti pubblici competenti in materia di polizia idraulica. 78 Il DPR 523 del 1904 relativo alla polizia delle acque pubbliche all art. 96 vieta in modo assoluto sulle acque pubbliche, sui loro alvei, sponde e difese, la realizzazione di qualsiasi opera che alteri lo stato, la forma o le dimensioni degli argini. Il D. L.vo 152/1999, che ha modificato il RD 523/1904, attribuisce alle Regioni la competenza in materia di gestione del suolo, e all art. 41 vieta la copertura dei corsi d acqua che non sia imposta da ragioni di tutela della pubblica incolumita. I compiti di polizia idraulica di cui al RD 523/1904 sono stati trasferiti alle regioni dal D. Lvo 112/1998 (art. 89). La regione Lombardia con L. Reg. 1/2000 (art. 3 comma 114) e don deliberazione N. VII/7868 del , con riferimento al reticolo idrico minore, ha trasferito tali compiti ai comuni. La regione Lombardia ha cioe tramite il Genio Civile individuato il reticolo idrico principale (All A), rimasto di competenza regionale, e stabilito che le funzioni di polizia idraulica relative al reticolo idrico minore fossero esercitate dai comuni a partire dal La deliberazione della giunta regionale N VII/7868 del , in attesa dalla adozione del reticolo idrico minore da parte dei comuni, ha richiamato i principi e i divieti di cui alla L. 523/1904, alla L. 36/1994 e al D. L.vo 152/99, tra cui il divieto di copertura di cui all art. 41. Con tale deliberazione inoltre la giunta regionale ha individuato i canali gestiti dai consorzi di bonifica (all D). Tra questi sono indicati espressamente il fontanile Gandola (n. 404) e il fontanile Facchetti (405). Tra le prescrizioni inerenti il reticolo idrico minore, si trova quella che impone di includere in tale elenco i corsi d acqua che siano gia rappresentati come tali dalle cartografie ufficiali. Il comune di Milano solo ora sta attuando il reticolo idrico minore del proprio territorio; in assenza della sua individuazione, tutti i corsi d acqua rimangono sottoposti alla normativa generale che vieta la loro copertura salvo che per ragioni di pubblica incolumita e che vieta sugli alvei e sponde la realizzazione di qualsiasi opera che alteri lo stato, la forma o le dimensioni degli argini. 89 Il divieto di copertura, stabilito gia nel 1904, ripetuto dall art. 41 D. L.vo 152/99, e stato ribadito dal D. L.vo 152/06, successivo ai fatti del presente processo, all art. 115, e permane tuttora. Non e mutato quindi, dopo i fatti oggetto del presente procedimento, il divieto di copertura dei corsi d acqua previsto anteriormente alla commissione degli stessi, cosi come non e mutato il regime delle acque, se non in senso semmai piu restrittivo. Il D. L.vo 152/2006 ha abrogato la L 36/94, salvo l art 2, e il D. L.vo 152/99. Tuttavia non esiste alcuna modifica al principio per il quale tutte le acque, superficiali e sotterranee, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che e salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarieta. Il RD 368/1904, normativa piu volte richiamata nel presente procedimento che prevede una fascia di rispetto piu limitata rispetto al RD 523/1904 (che li protegge per dieci metri), e relativo alle opere di bonifica, e non e applicabile al caso di specie, avendo i fontanili diversa rilevanza idrica, a fini irrigui, e anche rilevanza ambientale. Il RD 368/1904 all art. 133 vieta la costruzione di edifici a distanza inferiore ai quattro metri per i corsi d acqua minori, e a distanza inferiore ai di dieci metri per i corsi d acqua maggiori; vieta altresi il movimento del terreno ad una distanza inferiore a un metro, e a una distanza inferiore a due metri per i corsi piu importanti. La vicenda cronologica relativa alla concessione edilizia Con riferimento all area sopra descritta, delimitata in senso antiorario da via Mosca, dal fontanile Canabagno, dal fontanile Gandola e dal fontanile Facchetti, a sinistra del quale e parallelamente scorre verso via Mosca il canale terziario del Villoresi chiamato Decimo di Settimo, il i proprietari signori Papetti hanno depositato DIA per il risanamento del luogo, indicato come degradato, chiedendo di potere procedere alla pulizia del sito, alla tombinatura di un fosso con tubazione di cemento, alla copertura con terreno di coltura e a piantumazione. 910 La direzione dei lavori e stata assunta dal geom. Guido Baroni. Separatamente, il i proprietari dell area hanno richiesto anche concessione edilizia per nuova edificazione ad uso residenziale per una superficie fondiaria complessiva di 3113 mq. e un volume di 9339 mc. Nelle tavole allegate a questa richiesta di concessione edilizia non si fa riferimento ai fontanili Facchetti e Canabagno. Sin da allora Monetti Federica e Cozzi Davide erano i progettisti dell opera. Il il tecnico comunale non avanzava eccezioni, e nulla veniva obiettato il dalla conferenza dei servizi convocata con i settori interessati, per cui il la commissione edilizia esprimeva parere favorevole. Sull area insisteva un magazzino con tettoia in eternit: il i signori Papetti hanno presentato DIA per la demolizione del fabbricato, in vista della costruzione dell edificio ad uso residenziale. Il la cooperativa SAPMI ha chiesto la voltura della concessione a proprio favore in quanto nuova proprietaria dell area. Legale rappresentante della SAPMI e direttore dei lavori era Monetti Sebastiano, padre di Monetti Federica. Il e stata rilasciata la concessione edilizia n. 106 per la realizzazione di un complesso immobiliare ad uso residenziale con box annessi. L Sebastiano Monetti, presidente della cooperativa, ha comunicato l avvenuto inizio dei lavori. Gia il residenti della vicina via Aterno, strada perpendicolare a via Mosca, e adiacente il terreno in questione sul lato del fontanile Facchetti, avevano pero presentato un esposto chiedendo al comune di Milano la verifica dei lavori in corso d opera sull area, per problemi causati alle proprieta limitrofe al cantiere dall acqua che le aveva invase e per conflitti sui confini, 1011 rimossi, e sulla proprieta dei terreni: l esposto e giunto alla direzione dell ufficio piccole opere il Carlo Alberti e Maria Ravani, residenti di via Aterno, adiacente il cantiere di via Mosca 156, esaminati quali testi all udienza del nel presente processo, hanno ricordato lo sradicamento della vegetazione avvenuto nella settimana tra il 25 aprile e il primo maggio 2002, il successivo spostamento e intubamento del fontanile Facchetti di fianco all argine del canale terziario diramatore del Villoresi, che era stato danneggiato con conseguente esondazione e allagamento di due proprieta di via Aterno ai civici 8 e 10, causando anche la caduta di un palo della luce in disuso nel canale diramatore del Villoresi; i testi hanno ricordato anche l invasione da parte dei tecnici della SAPMI di parte del terreno dei confinanti e lo spostamento ad opera degli stessi dei cippi di confine tra l area del cantiere e le proprieta di alcuni dei residenti di via Aterno. A seguito dell esposto, il 14, il 19 e il 23 giugno 2002 guardie del servizio di vigilanza ecologica del comune di Milano hanno effettuato sopralluoghi osservando che l area del cantiere era oggetto di intervento radicale per l edificazione di un complesso condominiale. Hanno precisato, pochi giorni dopo l effettivo inizio del lavori, che la costa tra i due fontanili Canabagno e Facchetti detto anche Cavetto, con rigogliosa vegetazione ed alberi ad alto fusto, visibile dal ponte della strada (via A. Mosca) e stata spianata per consentire la tombinatura dell asta del Canabagno (subito a ridosso della testa attiva, posta a sud della costa con il Gandola) e la deviazione dell alveo del Cavetto nell adiacente parallelo canale terziario del Villoresi, con presumibile ulteriore tombinatura; l incrocio tra il Gandola e il Cavetto manomesso. Il Cavetto e un fontanile attivo, con una pregevole testa, curata da pescatori ed ortisti ( El Fainètt ), situata nella campagna della cascina Moirano, a nord di via Cusago. 1112 Le guardie ecologiche chiedevano percio una verifica dell autorizzazione idraulica per tale intervento su corso d acqua superficiale, attivo e di uso irriguo, e delle eventuali dichiarazioni fatte dai richiedenti, considerato l alto livello della falda idrica nella zona interessata. E evidente il grave danno ambientale arrecato. Alla relazione le guardie hanno allegato una scheda della Provincia di Milano relativa al fontanile Facchetti del 1986, da cui emerge che il canale, nel quale si immettono acque del fontanile San Martino e parte delle acque del fontanile Gandola, presso via Cusago aveva una larghezza di 4 metri e una profondita media dell acqua di 0,4 metri, con una portata che risente dell irrigazione dei campi circostanti e dei periodi di asciutta del canale Villoresi. Dalla scheda si evince inoltre che nel 1986 il canale presentava una fitta vegetazione di ripa con alberi ed arbusti; acqua limpida e fauna ittica. Alla relazione inoltre sono acquisite fotografie da cui emerge che al momento del sopralluogo, quando nell area la vegetazione era stata eliminata, in corrispondenza di altro tratto del canale la vegetazione e ricca e ad alto fusto (cfr. foto 8). La foto 1 in particolare ritrae l alveo vecchio e quello nuovo del Facchetti, paralleli tra loro, nel corso dei lavori di spostamento. Il teste Guido Giorgio, guardia ecologica, esaminato all udienza del , ha ricordato di avere effettuato sopralluoghi nell area nel giugno e luglio 2009 insieme al collega Righini, constatando che erano stati tagliati alberi, che i fontanili erano ricchi di acqua, e che a luglio era gia stato effettuato uno scavo per lo spostamento del Facchetti. All esito dell esame del teste sono state acquisite su accordo delle parti le relazioni del 23 giugno e del 14 luglio 2002, a firma anche del teste, con gli allegati, nonche una relazione del Il la SAPMI ha depositato una richiesta di frazionamento per scorporo dall area della particella 317, relativa al fontanile Facchetti di mq 520, e della particella 318, relativa al 1213 fontanile Canabagno di mq 240, affermando che le acque frazionate sono tombinate e di proprietà. In realta, come in parte gia descritto e come in parte oltre si vedra, la tombinatura del Facchetti era in corso previo spostamento dell alveo del canale; era in corso anche la tombinatura di un tratto del Canabagno, e la proprieta dell acqua era pubblica, mentre in discussione era la proprieta dell alveo dei canali. La mappa allegata alla richiesta di frazionamento e in scala , e dalla stessa si rileva che il tratto tra i fontanili Facchetti e Canabagno prospiciente su via Mosca e di 1,5 cm, cioe pari a quindici metri. La larghezza dell area verso il fondo si restringe progressivamente e leggermente, fino a 1,3 cm, pari a tredici metri. Dalla relazione dell arch. Marco Engel, consulente della accusa esaminato nel dibattimento, che ha svolto sopralluoghi in epoca successiva, nel corso delle indagini, emerge che l alveo dei fontanili, benche rilevabile dalle mappe catastali, non e stato censito sull area in questione fino al frazionamento per la costituzione dei due mappali 317 e 318 del foglio 410, che il catasto individua come reliquato di acque privo di intestatario, non soggetto a tassazione (in questo senso si tratta di superficie esente ). Dalla relazione si evince che la distanza tra il ciglio delle sponde del Facchetti e del Canabagno prima degli interventi di tombinatura variava tra 13 e 16 metri (cfr. nota 17 a pag 7 della relazione); la distanza indicata dal consulente non e sostanzialmente difforme quindi da quella rilevabile, tracciata in linea retta e quindi costante, da una semplice misurazione della mappa presentata per il frazionamento. 1314 Il il settore idrico integrato del comune, cui pervenivano diverse richieste circa la proprieta dell alveo dei fontanili, ha risposto rilevando che il corso d acqua non e di proprieta comunale, disconoscendo ogni competenza in merito. Dalla lettera della Regione Lombardia di risposta alle sollecitazioni di Carlo Alberti e Maria Ravani, residenti di via Aterno, e indirizzata per conoscenza anche alla direzione generale di pianificazione urbana del comune di Milano (acquisita su accordo delle parti all udienza del ), in cui si indica come referente della pratica Giuseppe Botta, emerge di nuovo che la Provincia di Milano aveva indicato il Facchetti come fontanile attivo, e che la sua inclusione anche nei canali appartenenti al reticolo idrico gestito dal consorzio Villoresi portava alla conclusione prognostica secondo cui il corso d acqua sarebbe rimasto incluso nel reticolo idrico minore. Esplicitamente la Regione Lombardia ha affermato che almeno a quella data, del luglio 2002, e in via provvisoria, il Facchetti fosse da considerare corso d acqua pubblico, per il quale vige il divieto di tombinatura, salvo specifici casi per i quali sarebbe occorsa autorizzazione. Dalla lettera emerge inoltre che fino al , data da cui era passata ai comuni la competenza per la gestione del reticolo idrico minore, nessuna richiesta ai autorizzazione per interventi sul fontanile Facchetti (e tantomeno sul Canabagno) era pervenuta alla Regione Lombardia. Proprio con riferimento ai fontanili oggetto della autorizzazione in variante di cui si discute la Regione Lombardia si e espressa quindi nel senso della inammissibilita della tombinatura, richiamando la normativa sopra citata. Il gli istruttori del settore concessioni ed autorizzazioni edilizie Geom. Stefano Travaglio e Luigi Petrillo in una relazione osservavano che dai sopralluoghi effettuati a seguito degli esposti presentati sull area in questione l con il geom. Baccaro Luca 1415 (all epoca dei fatti istruttore tecnico delle pratiche edilizie al comune di Milano) e con il geom Cavallari Michele, e dalla comparazione di quanto osservato sull area di cantiere con i progetti presentati dalla SAPMI, si evinceva che il progetto innanzi tutto indicava la presenza del solo fontanile Facchetti, e non del Canabagno; inoltre non corrispondeva ai lavori di fatto svolti con riferimento al fontanile Facchetti, il cui corso era deviato (espressamente indicandosi la rilevata modifica del tracciato canale Facchetti, che non era stata indicata nei disegni di progetto). La relazione richiama la nota della Regione Lombardia dell , il cui contenuto e stato sopra esposto, che il era quindi noto all ufficio autorizzazione e concessioni edilizie. Il geom. Baccaro Luca e stato esaminato all udienza dibattimentale del , quando ha ricordato che inizialmente la pratica per la tombinatura del Facchetti, di competenza dell ufficio piccole opere, era stata tenuta separata dalla richiesta di autorizzazione a costruire di competenza del suo ufficio, nella quale i fontanili non erano stati indicati, e che proprio in relazione a questa pratica sono emersi problemi di rispetto dei corsi d acqua prima ignorati dall ufficio. Il teste ha anche ricordato che in occasione del sopralluogo era emerso che il corso del fontanile Facchetti era stato deviato. Cavallari Michele, esaminato all udienza del , ha invece dichiarato di non ricordare nulla della vicenda. Il e pervenuto all ufficio nuovo esposto e il e pervenuta copia della delibera del consiglio di zona con richiesta di sospensione delle opere di tombinatura e di quelle di edilizia residenziale. Il la SAPMI aveva intanto depositato memoria con allegati un atto notarile e mappa catastale del 1947, e il ha prodotto documentazione da cui emergeva che il fontanile 1516 Canabagno, che fino a quel momento non era stato indicato in progetto, era stato tombinato per un tratto che scorre lungo il confine dell area in questione, quello finale verso via Mosca, gia dalla precedente proprieta. Il veniva depositata comunicazione del consorzio bonifica est Ticino Villoresi che intimava l immediato ripristino dei luoghi non avendo autorizzato i lavori in corso. Lo stesso , evidenziate difformita tra i lavori emergenti dai progetti depositati e quanto indicato nella documentazione depositata il (in cui si evidenziava la precedente parziale tombinatura del Canabagno, che non risultava invece come fontanile esistente nei progetti depositati), da cui emerge che quanto in corso di esecuzione appare sprovvisto del conforme titolo edilizio abilitante ; richiamata espressamente la comunicazione della Regione Lombardia dell nella quale si esprime parere di massima negativo all intervento segnalato, demandando peraltro all Amministrazione Comunale e al Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi ulteriori concrete determinazioni circa la posizione dei pubblici Uffici in proposito, Achille Rossi ordinava la sospensione dei lavori relativi alla tombinatura del fontanile Facchetti, che avrebbero potuto riprendere a seguito della regolarizzazione del progetto e della autorizzazione del consorzio per la bonifica est Ticino Villoresi (cfr. all sub 1 alla nota di deposito di documenti della difesa del ). L attuale imputato percio alla data del era a conoscenza della normativa vigente in merito ai fontanili, come riassunta dalla Regione Lombardia nella nota dell Sapeva in particolare che non e consentita la tombinatura dei corsi d acqua, e sapeva che competente a decidere il merito e il Comune di Milano, in conformita con la normativa generale. Rossi Achille sapeva cioe che le opere realizzate dalla SAPMI sulle aree dei due fontanili (lo spostamento e la tombinatura del fontanile Facchetti, e il completamento della tombinatura del fontanile Canabagno) sono state poste in essere in violazione del RD 523/17 Il il geom Baccaro Luca ha trasmesso al dirigente del servizio una nota in cui evidenzia che dai sopralluoghi del 11 e 15 luglio 2002 emerge che nessuna opera edilizia e risultata iniziata, sull area in questione, che anzi sull area insisteva ancora il fabbricato interessato dalla domanda di demolizione presentata nel 2001, ma che erano invece iniziate le opere di tombinatura del canale Facchetti. Baccaro percio chiedeva urgente riferimento al dirigente del servizio in merito al prosieguo delle opere, da intendersi quali opere edilizie. Il la SAPMI ha presentato DIA in variante affermando che la tombinatura del Facchetti, con tubazione scatolare, si rendeva necessaria per la tutela della pubblica incolumita (si fa riferimento alla messa in sicurezza dei luoghi mediante tombinatura di un fosso). Nel frattempo era stata avanzata richiesta di nulla osta amministrativo al consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi. Ma il Rossi Achille provvedeva sospendendo anche i lavori relativi alla costruzione dell edificio, di cui alla concessione 106 del , richiamando l ordinanza di sospensione dei lavori sui corsi d acqua del , motivata dalla scorretta procedura autorizzativa per l esecuzione delle opere sui corsi d acqua, rilevando che la mancata autorizzazione per il lavoro sui corsi d acqua impone l onere di verificare per la costruzione in progetto (sino all eventuale ottenimento di una regolare autorizzazione alla tombinatura) le distanze dai corsi d acqua previste dall art. 133 del RD 368/1904. (cfr. all. 2 alla nota di deposito di documenti della difesa del ). Il pertanto Achille Rossi aveva acquisito piena consapevolezza della normativa vigente, del fatto che l esclusione del Facchietti dal reticolo idrico minore era solo eventuale e peraltro non ancora attuata, e della conseguente necessita di rispettare, oltre al divieto di tombinatura, anche la 1718 distanza imposta per l edificazione dal corso d acqua, e quindi l incidenza della mancata autorizzazione dei lavori sul corso d acqua sulla edificabilita del condominio. Il 28 agosto 2002 il consorzio Bonifica Ticino Villoresi sezione di Magenta comunicava alla direzione di Milano che ancora due giorni prima le acque del Facchetti scorrevano nella tombinatura realizzata, e che non era stata ripristinata la rete idrica di competenza del consorzio, ne era stato ripulito il canale diramatore 10 Settimo dal terreno che era franato, come richiesto alla SAPMI gia a fine luglio. Da tale lettera si evince che ad agosto 2002 la tombinatura del Facchetti era stata realizzata, e si trae conferma del fatto che i lavori avevano comportato la deviazione di acque e la frana di parte dell argine del canale diramatore 10 Settimo; la lettera conferma sostanzialmente quanto lamentato dai residenti di via Aterno. Il il settore piccole opere del comune di Milano osservava che l area in argomento in forza di rilevazione approvata l dalla Provincia era considerata ambito di significativa presenza ambientale. Introduceva percio esplicitamente un terzo elemento di criticita, oltre al divieto di tombinatura e all obbligo di rispettare la fascia di rispetto. Il il Consorzio di gestione del canale Villoresi, preso atto della sospensione imposta dal comune il 29 luglio dei lavori di tombinatura del Facchetti, ribadiva l impossibilita gia espressa il 26 luglio di accogliere la richiesta tombinatura del Facchetti per quanto di propria competenza, invitando nuovamente la cooperativa SAPMI a ripristinare lo stato dei luoghi e in particolare il reticolo idrico. 1819 Invece in data la SAPMI chiedeva nulla osta per la tombinatura del Facchetti al servizio idrico integrato del comune, affermando la necessita di mettere in sicurezza i luoghi a tutela della pubblica incolumita ex art. 41 D. L.vo 152/99, e a tutela della salubrita dei luoghi. Peraltro il 14 ottobre il servizio idrico del comune rispondeva che il nulla osta doveva essere valutato dall ufficio concessioni edilizie, per connessione alla richiesta edificatoria nel cui ambito la richiesta di tombinatura era stata avanzata, e provvedeva a inviare la richiesta a quell ufficio. Il 7 ottobre il Consorzio di gestione del canale Villoresi affermava, contrariamente a quanto sostenuto dalla SAPMI, che la formazione di tombinatura e di per se fonte di pericolo e di aggravio sotto vari profili quantomeno per evidenti maggiori complessita di manutenzione, di gestione e di accesso ; considerava quanto non fosse vero che i canali in questione non assolvevano piu al tempo la funzione di distribuzione irrigua e di scolo, in quanto non solo si e verificata la presenza di acqua nel Fontanile Facchetti nei momenti relativi alle esigenze per attivita agricole ma al Consorzio continuano ad essere iscritte e gestite piu concessioni per acque destinate o ad essere addotte tramite il canale consortile o a impinguare la dotazione dello stesso Fontanile. Si tratta di una conferma del fatto che il fontanile Facchetti era attivo, che riceveva acque di altri fontanili e che la sua compressione in una tubatura lungi dall essere dettata da ragioni di pericolo per la pubblica incolumita avrebbe potuto crearne. Il consorzio chiedeva percio alla cooperativa di presentare soluzioni alternative alla tombinatura, quali tubazioni drenanti, o fori negli scatolari gia in opera, purche la SAPMi si assumesse l onere di manutenzione e gestione del relativo tratto, sollevando il consorzio da responsabilita derivanti da eventuali danni a terzi, anche per l occupazione di parti di banchine del canale diramatore 10 di Settimo. 1920 Evidentemente dopo avere adempiuto alla richiesta, il la SAPMI otteneva parere tecnico favorevole del Consorzio di bonifica sotto il profilo strettamente idrogeologico relativo alla tombinatura del fontanile Facchetti, a seguito della previsione di fori di numero e dimensioni che garantissero lo scambio tra fontanile e falda. Percio il la SAPMi chiedeva la revoca della sospensione dei lavori. Il , ancora in attesa di risposta, la SAPMI comunicava che in assenza di tempestivi provvedimenti definitivi a seguito della sospensione dei lavori (da adottarsi entro 45 giorni da parte del Comune), i lavori stessi sarebbero stati ripresi. Dalla annotazione della polizia giudiziaria presso la procura della repubblica Milano del , acquisita su consenso delle parti con gli allegati all udienza del , a firma Massimo Mola e Giancarlo Lo Verde, si evince che nel corso di un sopralluogo del , sul quale Massimo Mola ha riferito nel corso dell esame testimoniale del , si era accertato che la tombinatura del Facchetti era stata completata per tutta la lunghezza dell area del cantiere, cosi come era stata completata l opera di tombinatura del residuo tratto del fontanile Canabagno. Tra gli allegati alla annotazione si trova il verbale di sommarie informazioni reso da Russo Lorenzo, proprietario di un terreno in fondo a via Averno, il cui testo e riportato nella annotazione: dalle dichiarazioni di Russo Lorenzo si trae ulteriore conferma dei fatti come gia sopra indicati: in passato le sponde del Facchetti e del Canabagno, canali che non sono mai stati del tutto in secca, erano piantumati, ed erano state liberate dalla vegetazione nell aprile 2002, con successiva tombinatura del tratto del Canabagno dalla testa fino ad una tombinatura piu vecchia, la chiusura dell alveo del Facchetti, le cui acque venivano provvisoriamente fatte defluire nel Gandola con un argine di terra di riporto, che aveva comportato un esondazione. Dopo l intervento della polizia municipale il il Facchetti era stato riaperto, mentre erano in corso i lavori per la 20 Vedere altro
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References: sentenza 
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 art. 129
 art. 1
 art. 96
 art. 41
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 art. 115
 art. 133
 art. 133
 art. 41
 ART. 8
 Art. 91
 art. 186
 ART. 1
 art. 9
 SENTENZA

 Art. 46
 Art. 46
 art. 415
 SENTENZA 
 art. 6
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 5
 ART. 410

SENTENZA 
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 SENTENZA 
 Art. 1
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 SENTENZA

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 Art. 1
 SENTENZA 
 Art. 8
 SENTENZA 
 art. 36
 sentenza