Source: http://www.sudpress.it/succede-all-universit%C3%80-di-catania-interviene-l-ex-vincitrice/
Timestamp: 2019-12-16 01:01:19+00:00

Document:
SUCCEDE ALL'UNIVERSITÀ DI CATANIA: INTERVIENE L'EX VINCITRICE - SudpressSudpress
In riferimento all'articolo "Succede all'università di Catania", pubblichiamo alcune precisazioni della vincitrice del concorso, Marinella Coco
"Quanto all’articolo pubblicato su: SUD Giornalismo d’inchiesta, inviato alla redazione IL MAR, 12/02/2013 – 21:29 dal titolo: SUCCEDE ALL'UNIVERSITA' DI CATANIA di Alessandra Steri, sento il dovere di chiarire alcuni punti.
1. Sono stata dichiarata vincitrice perché la commissione ha correttamente valutato i miei titoli cientifici e didattici, senza dare alcun peso alla mia dichiarazione di essere stata a Oxford.
L’articolo che cita verbali e riunioni della Commissione non tiene però conto che io possedevo un curriculum scientifico e didattico giudicato superiore a quello del dott. Gulino e della correttezza della Commissione nell’affermare tale superiorità che non è stata messa in discussione dagli organi giuridici competenti.
Lo stesso articolo non tiene conto che la Commissione nei vari incontri è tenuta a prendere in considerazione i documenti e le autocertificazioni presentati dai candidati e a trascriverli fedelmente.
A titolo informativo, è il giudizio collegiale della Commissione che definisce il candidato individuato come migliore sulla base dei titoli e del colloquio. Dal giudizio collegiale, consultabile in rete, emerge per la dott.ssa Coco: Si tratta di un candidato con una ampia esperienza didattica e una significativa esperienza scientifica, entrambe pienamente pertinenti alla Fisiologia.
Per il dott. Gulino dal Giudizio collegiale emerge quanto segue: Si tratta di un candidato con esperienza didattica universitaria non pertinente, ma con una produzione scientifica di buona qualità e in larga parte pertinente alla Fisiologia.
L’articolo perciò punta il dito su una autocertificazione da me rilasciata che ha ottenuto due pareri contrastanti da TAR e CGA e che ha portato all’esito finale di essere stata esclusa dal concorso.
Si fa presente inoltre che una collaborazione internazionale o nazionale assume il suo valore in una valutazione se essa comporta la pubblicazione di un lavoro, cioè di un articolo scientifico; il TAR di
Catania che nella sentenza del 12/07/2011, così scriveva: Sotto altro profilo, la circostanza dedotta in ricorso che nel curriculum della dottoressa Coco, redatto dalla commissione in data 29/11/2010 e nei giudizi individuali dei componenti la commissioni rapportati alla dottoressa Coco, redatti in data 30/11/2010, si faccia riferimento alla frequenza del dipartimento di Oxford, non determina la rilevanza del dato ai fini della valutazione comparativa finale che ha vista la ricorrente primeggiare rispetto agli altri candidati. La Commissione, infatti nella valutazione finale non ha considerato la dichiarata esperienza inglese della dottoressa Coco in quanto non oggettivizzata, vale a dire non obiettivamente certficata (sic), e comunque non produttiva di alcun risultato scientifico, come dalla stessa Commissione dichiarato nelle precisazioni rese con nota prot. n. 14232 del 3 marzo 2011.
Il CGA di Palermo ha invece deliberato che in qualche modo la Commissione ne sia stata influenzata, disponendo che “… le operazioni concorsuali andranno ripetute soltanto a beneficio degli altri candidati.”.
Nel rispetto della legge, io ne ho preso atto e la stessa Università ha applicato quanto disposto nella sentenza.
2. Sia io che il dott. Gulino abbiamo collaborato con il Prof. Perciavalle con il quale ci siamo entrambi formati come dottori di ricerca e dal quale abbiamo ricevuto i finanziamenti per le nostre
ricerche che lo vedono come co-autore.
Nei verbali e documenti presi in esame, alla giornalista sono sfuggiti alcuni punti che desidero chiarire:
1) Il dott. Gulino ha conseguito, come me, il titolo di Dottore di ricerca frequentando il Dottorato di Ricerca in Scienze Motorie dell’Università di Catania, di cui il Prof. Perciavalle era il coordinatore.
2) Il curriculum presentato dal dott. Gulino presenta pubblicazioni in cui è co-autore con il Prof. Perciavalle (bastava che la nostra giornalista si collegasse su pub-med, noto sito scientifico ed
inserisse il nome Gulino Rosario, avrebbe subito potuto notare che il dott. Gulino, così come me, ha pubblicato con il Prof. Perciavalle)
3) La giornalista non è stata informata che io e il dott. Gulino, proprio perché avevamo una collaborazione scientifica con il Prof. Perciavalle, condividevamo lo stesso studio e laboratorio fino
all’espletamento del concorso.
4) È normale che in un concorso un commissario possa avere pubblicazioni in comune con uno o più candidati come in questo caso (sia con me che con il dott. Gulino); il commissario è tenuto a
precisare qual è stato il contributo del candidato per la realizzazione della ricerca, cosa che è puntualmente avvenuta nel Concorso preso in esame.
5) Nella valutazione finale sia io che il dott. Gulino abbiamo avuto dalla Commissione una valutazione positiva, al termine della quale io sono arrivata prima, perché in possesso di titoli migliori e coerenti con quanto richiesto dalla nuova riforma Gelmini (a cui nulla vale una
frequenza in un luogo qual che sia che non comporta pubblicazioni), e il dott. Gulino secondo, ex aequo con altro candidato.
3. Il coinvolgimento della Procura della Repubblica, era già stato avviato per primo dall’Ateneo pertanto il successivo invio del CGA non aggiunge nulla di nuovo a quanto già oggetto di cognizione.
C’è piuttosto da chiedersi: come mai un evento che è collegato a un provvedimento giurisdizionale che risale al novembre 2012 (sentenza del CGA), diventi notizia soltanto tre mesi dopo?
Se è stato perché solo ora la giornalista ne è stata fatta venire a conoscenza, ci sarebbe da chiedersi perché proprio ora?"
DI SEGUITO IL NOSTRO ARTICOLO:
di Alessandra Steri
Se l’Università è il presidio della legalità occorrerà osservare che a Catania, forse come altrove, qualcosa non funziona.
Vi raccontiamo e documentiamo, per esempio, che cosa è accaduto in quella che una volta si chiamava Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Siamo infatti venuti in possesso di documenti che lasciano senza parole.
Nell’estate del 2010 veniva bandito un posto di ricercatore universitario per il settore scientifico disciplinare BIO/09 Fisiologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia. Veniva quindi formata la Commissione giudicatrice che risultava composta dal Prof. Fabio Benfenati dell’Università di Genova, dal Prof. Vittorio Tomasi, dell’Università di Bologna, e dal Prof. Vincenzo Perciavalle, ordinario della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Catania.
La Commissione si riuniva complessivamente per cinque volte: una prima volta per via telematica il 27 settembre, in due sedute il 29 novembre ed ancora in altre due sedute il 30 novembre 2010, presso il Dipartimento di Scienze Fisiologiche dell’Università degli Studi di Catania.
Nell’esaminare i curricula dei candidati, spiccava certamente quello della dott.ssa Marinella Coco che vantava, ovvero dichiarava di vantare, “un periodo di circa due mesi (2009) trascorso presso il laboratorio di ricerca del prof. Giandomenico Iannetti, nel Department of Physiology dell’Università di Oxford (UK)”.
Nel corso della quarta riunione la Commissione valutava i titoli e le prove di discussione dei candidati ed il prof. Vincenzo Perciavalle sottolineava che la dott.ssa Marinella Coco, evidentemente al predetto nota, “ha frequentato il Department of Phisiology dell’Università di Oxford (UK)”.
Gioverà sottolineare come il prof. Perciavalle risulti anche co-autore e corrispondente della dott.ssa Coco, comparendo nelle pubblicazioni insieme alla predetta, appunto candidata.
Nella quinta riunione ed ultima riunione la Commissione sulla base delle cosiddette valutazioni comparative, all’unanimità, indicava quale vincitore la dott.ssa Marinella Coco.
In esito alla aggiudicazione del posto, uno dei partecipanti, vistosi ingiustamente pretermesso nella graduatoria comparativa, si affidava al suo legale ed adiva il Tribunale Amministrativo regionale contestando varie e gravi violazioni di legge.
Nel corso dell’istruttoria il Gulino denunciava, quindi, un fatto gravissimo e cioè che uno dei titoli vantati dalla dott.ssa Coco, diremmo forse il più prestigioso e comunque il più suggestivo, e cioè l’aver frequentato nientemeno che il Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Oxford, sarebbe stato falso.
Cionondimeno, il TAR rigettava il ricorso.
Il Gulino non si arrendeva e si rivolgeva al Consiglio di Giustizia Amministrativa che invece accoglieva l’appello e annullava gli atti che avevano proclamato vincitrice la dott.ssa Coco.
La Coco quindi è stata condannata, in solido con L’Università degli Studi di Catania, a rifondere le spese sostenute dal Gulino.
Di più, e correttamente il CGA trasmetteva la sentenza di condanna alla Procura della Repubblica di Catania per l’eventuale ravvisarsi di ipotesi di reato.
Ma leggiamo cosa risponde il prof. Iannetti, di Oxford, quando gli viene chiesto se la dott.ssa Coco ha mai lavorato per quel Dipartimento: <<la dott.ssa Marinella Coco è un ex dottoranda di un mio collega, professore di Fisiologia all’Università di Catania. Un giorno dell’estate del 2009 (credo nel mese di luglio), la dottoressa è passata al laboratorio per un saluto. La dottoressa non ha mai fatto parte del mio gruppo di ricerca né ha mai lavorato per me>>. Aggiunge il docente della prestigiosa Università di Oxford: <<Posso inoltre confermare che presso questo Dipartimento non esiste alcuna documentazione attestante che la dott.ssa Coco abbia lavorato per il Dipartimento, né su contratto, né in qualità di ospite accademico nel periodo suindicato o in qualsiasi altro periodo.>>
Chioserà infine il prof. Iannetti di aver conosciuto la dott.ssa Coco in occasione di un Congresso a Cagliari e che sebbene questa gli avesse chiesto di poter frequentare per un breve periodo il laboratorio di Oxford tuttavia quella frequentazione non c’è mai stata.
La dott.ssa Coco, quindi, avrebbe dichiarato il falso avendo conosciuto il laboratorio di fisiologia di Oxford solo per brevi minuti e per un fugace saluto al prof. Iannetti.
Le domande che sorgono sono tante!
Il prof. Perciavalle, per esempio, che conosce bene Iannetti, non era a conoscenza del falso?
Ed ancora: il prof. Perciavalle ritiene corretto valutare i lavori di una candidata dei cui elaborati risulta co-autore?
Non avrebbe così giudicato se stesso?
I colleghi di Perciavalle, di Bologna e di Genova, hanno trovato anche loro corretto valutare dei lavori con co-autore l’altro membro di Commissione?
L'Università di Catania, avuta conoscenza dei fatti rassegnati davanti al TAR, è intervenuta trasmettendo a sua volta gli atti alla Procura della Repubblica ed avviando il procedimento disciplinare nei confronti della ricercatrice (il prof. Perciavalle si allontanava nell'occasione dall'Aula). Ma la nomina è stata sospesa? E nei confronti delal Commissione e soprattutto del prof. Perciavalle l'Università non intende procedere? Com'è possibile?
Come ci comunica il dott. Gulino, il Concorso è stato ripetuto e vi è un nuovo vincitore.
Restano le ombre che si allungano sulla credibilità di un'Istituzione storica che non merita tanto dileggio.
E rimane comunque inquietante che l’istituzione, che dovrebbe tutelare per prima il rispetto della legge, sembra essersi trasformata in una spelonca in cui si preconfezionano concorsi per i più fortunati.
Seguiremo gli sviluppi di questa ennesima vicenda di malauniversità e vedremo anche quali provvedimenti la Magistratura catanese vorrà assumere. E quando!
E’ ormai il solito film, visto e stravisto, a Catania come altrove in Italia.
Chi scrive ha avuto il privilegio, oltre ad essere spettatore, di essere attore (parte lesa) in una di queste innumerevoli versioni dello stesso tema: “il concorso universitario”.
Ma devo riconoscere una importante novità: il CGA si risveglia (ricordandosi di essere il sommo organo di giustizia amministrativa) e manda gli atti alla Procura della Repubblica.
E’ già qualcosa, ma speriamo che il fascicolo non sia assegnato ad un pm che pensi che i concorsi universitari sono tutti truccati ed è stupido parteciparvi (come mi sono sentito dire una volta, tanti anni fa).
Anche se forse quel pm aveva ragione, per una società civile occorre una università con la U maiuscola, e tutto inizia da concorsi che siano premianti chi merita, non chi ha parenti e amici in alto (ma poi mica tanto) loco.
15 Febbraio 2013 | 17:55 | Rispondi
A completamento di quanto ho scritto: 55 Giorni, 16 Ore, 9 Minuti e 7 Secondi. Questo il tempo trascorso da quando SUD ha segnalato i ripetuti illeciti del rettorato ed in attesa che intervenga la magistratura
16 Febbraio 2013 | 15:10 | Rispondi
Carissima dottoressa Coco, sono stato ad Oxford una sola volta. Tante volte invece a Cambridge; eppure ogni volta che entro al Trinity College mi viene la pelle d’oca. All’ingresso del College c’è la statua di Newton ed alle pareti tante targhette d’ottone con su scritto il nome dei docenti fra i quali, per esempio, Bertrand Russel. Il Rettore in carica è un premio Nobel per l’economia, ma so che è al termine del mandato; poiché debbo ritenere che i suoi rapporti con Tony il Retto ( sempre per la rettitudine ) siano ottimi, gli faccia sapere del posto vacante. E siccome il Retto conosce benissimo la lingua inglese ( meglio dell’italiano, forse solo meno bene del siciliano ) e che alle prossime elezioni politiche sarà trombato alla grande, può sempre sperare in una ‘position’ al Trinity. L’università di Cambridge è famosa anche per la Fisiologia, e quindi con Tony rettore le sarà facile trovare una ‘accomodation’. Ho cercato il suo nome su MedLine ed ho trovato una Coco genetista; poi ho trovato anche lei, ed ho letto con molta attenzione gli abstract dei suoi lavori. Non pubblico da anni perché rispetto la natura e gli alberi, e con i mezzi a mia disposizione avrei solo potuto copiare o sciupare cellulosa; come i miei Colleghi sanno mi sono impegnato nelle altre due attività che dovrebbero rientrare tra i compiti istituzionali del docente di medicina clinica, cioè didattica ed assistenza. Non sta a me ovviamente giudicare come li ho svolti; sta agli studenti ed agli specializzandi e questi lo hanno fatto. Non ho però perduto le capacità critiche necessarie per leggere e valutare i lavori scientifici al pari degli illustri professori Prof. Fabio Benfenati dell’Università di Genova e Prof. Vittorio Tomasi, dell’Università di Bologna forse coautori di quel meraviglioso testo di fisiologia che circola tra i nostri studenti. Non vado oltre per il rispetto e la stima che ho per il suo maestro che ritengo forse il miglior didatta della nostra Facoltà. Le ricordo però che dire bugie è peccato, anche se sono solo bugie da gran turismo.
15 Febbraio 2013 | 22:19 | Rispondi
Quando la magistratura, considerato che dall’interno non si scorgono segni di ravvedimento, vorrà finalmente approfondire le vicende universitarie catanesi e non soltanto, allora sì che potremo cominciare a sperare in una società nuova.
Le logiche del potere universitario non sono soltanto uno dei capitoli di un più generale “andazzo”. No! Sono in cima al generale “andazzo”.
Cominciamo dall’Università e vedremo via via cambiare molte altre istituzioni pubbliche e private.
15 Febbraio 2013 | 23:16 | Rispondi
Caro EmilLak, ritengo indispensabile che la Magistratura intervenga allo scopo di ripristinare la legalità. Per onestà devo però dire che quello della dottoressa Coco, al confronto di tanti altri, è solo un peccato veniale, ancora più veniale se è vero che la gita ad Oxford non è stata tenuta in considerazione alcuna dalla Commissione. Ho chiesto in giro, e sembra che la dottoressa Coco non abbia parenti altolocati nell’esercito di Tony del Monti. Debbo pertanto ritenere che il prof. Perciavalle abbia solo voluto proteggere una sua allieva. Forse perché sono vissuto nell’università dei Baroni non trovo scandaloso il comportamento del Maestro che difende il proprio allievo. Per onestà intellettuale devo però precisare che nel passato i Baroni mettevano in cattedra persone di grande cultura e, in medicina, di grandi capacità professionali. Ribadisco quanto ho affermato in precedenza: il prof. Perciavalle, mio compagno di corso, è un uomo di cultura oltre che ottimo docente di fisiologia. Senza dubbio alcuno uno dei migliori docenti, se non il migliore, della ex Facoltà. Il peccato che gli riconosco, e questo non molto veniale, è quello di continuare a sostenere Tony del Monte che ha distrutto in primis la Facoltà di Medicina e nel contempo l’Università intera. Come ho scritto, poiché non sarà eletto, lo propongo quale nuovo rettore del Trinity College dove porterà certamente una ventata di………
La dottoressa Coco avrebbe fatto meglio a non intervenire direttamente, ed a non stimolare i curiosi alla consultazione di MedLine; contesto comunque una valutazione dei candidati solo sui titoli che possono essere acquisiti per genoma, oppure riguardanti un campo così ristretto della disciplina per la quale si concorre da rendere il candidato stesso didatticamente inutile. Il problema è particolarmente grave in Medicina Clinica dove è inaccettabile affidare la cura del paziente al docente vincitore di un concorso solo perché ha studiato il recettore tal dei tali sull’animale da laboratorio non avendo mai visto un malato in vita sua. Non si tratta purtroppo di casi sporadici.
Riflettendo sulla bugia della Coco, così duramente sanzionata, mi chiedo perché la Procura non sia ancora intervenuta sulla denunzia presentata da SUD contro Tony il Retto ( per la rettitudine ), e su quei docenti di ingegneria che non hanno tenuto ad Enna le lezioni inviando ‘sostituti’ evidentemente non all’altezza. E provocando un danno erariale di 25 milioni di euro. Al confronto il turismo scientifico della dottoressa Coco fa solo sorridere.
16 Febbraio 2013 | 11:27 | Rispondi
Caro Condorelli, posso confermare che negli atenei che sanno assicurarsi un avvenire accade che i docenti “mettano in cattedra” il cavallo vincente, ossai l’allievo che pare loro il migliore ad assicurare continuità alla tradizione culturale che essi baroni hanno a loro volta ricevuto.
Il grande Luigi Pareyson, docente di filosofia estetica, dovette scartare Umberto Eco per preferirgli Gianni Vattimo. Ma Eco non si diede per vinto, e importò in Italia gli studi di semeiotica inventandosi una disciplina e quindi una cattedra.
Il “nostro” Giuseppe Samonà, ingegnere palermitano di famiglia aristocratica di intellettuali, riusci a fondare quella che è da anni la maggiore università di architettura italiana, conosciuta ed invidiata in tutto il mondo, ossia lo IUAV di Venezia. Tra gli allievi di Samonà, ricordo Luciano Semerani, dal quale ho avuto il privilegio di ricevere il miglior giudizio (brillante nell’originalità scientifica) che mai ho ottenuto nella mia seppur breve (e stroncata) carriera accademica in un concorso dove vinse l’allieva dello stesso, ma solo perché era la più meritevole.
Purtroppo, per carenza di mezzi ho dovuto ripiegare sull’università di Catania avendo la sfortuna di imbattermi nel periodo del regno di quel barone di Tony (il termine barone temo assuma qui una valenza di accrescitivo).
P.S.: ho letto una recente dichiarazione di Iachello che smentisce categoricamente di essere un fedelissimo di Tony. Vera o falsa che sia, una dichiarazione pubblica di tale portata assume certamente grande rilievo a pochi giorni dalle elezioni del nuovo rettore, anche se non basterà a sollevare Iachello dal sospetto (più che fondato) di aver colluso con l’ancien régime mentre basta a certificare che un’epoca è davvero al tramonto.
16 Febbraio 2013 | 15:17 | Rispondi
Caro Salvatore, Tony ha forse finito di barare cioè di fare il baro, anzi, come lei giustamente dice, il barone. A Catania c’è stata un’ottima scuola di fisiologia e Nino Perciavalle ne è un insigne rappresentante. Due sono le cose che gli rimprovero: la prima è quella di non aver abbandonato Tony il Retto quando, dopo aver esternato democrazia a destra e a manca, come il maiale Napoleon della Fattoria degli Animali, sempre come il Napoleon istituì una sorta di “rettocrazia” deviata e deviante, assolutamente inaccettabile per qualunque spirito libero. E’ questa è la colpa grave, non quella di aver legittimamente difeso una sua allieva. L’altra riguarda un libro di testo che leui fa usare e che io non digerisco: ma questi sono punti di vista. Chiudiamo l’argomento Perciavalle che potrebbe diventare una ‘diramazione mentale’ atta a distogliere i lettori dal vero problema, quello delle vicinissime elezioni. Tony distribuisce santini a destra e a manca ( spero di averne uno per esercitarmi con Photoshop ), e sostiene a spada tratta Pippo Vecchio facendogli perdere i voti di chi aspira ad un reale cambiamento. Tutti ormai conoscono Tony e sanno che non fa nulla per nulla. Tenere Lucio Maggio ed i funzionari a lui (Tony) fedeli, continuare a pagare consulenze al prof. Bruno Caruso, promuovere Di Maria a capo dell’Ufficio UDC settore rapporti con Casini, mantenere con l’aiuto dell’avvocato Reina un contenzioso universale, far sopravvivere qualche menestrello e qualche saltimbanco, sono per Tony le condizioni per dare il suo appoggio elettorale. Iachello cerca di riconquistare terreno professandosi uomo libero, ma da quello che ha detto nei vari incontri, sembra indissolubilmente legato alla vecchia amministrazione. Domanda che faccio a lei, ad EmilLask ed a Plinskj: posto che Tony è un barone, quanti assi pensate abbia nella manica ?
Una prima risposta potrebbe arrivare il prossimo giovedì 21 febbraio.
16 Febbraio 2013 | 19:05 | Rispondi
Caro Curioso, sarei curioso di sapere cosa vuole dire, e l’unica cosa che mi fa veramente piangere è lo stato attuale del nostro ateneo. Le sarei molto grato se mi indicasse il link per trovare i giudizi comparativi ed i nomi dei candidati; non credo di aver dato l’impressione di essere di parte. Ho sostanzialmente detto che:
1.	E’ comprensibile che il prof. Perciavalle abbia sostenuto la sua allieva
2.	L’aver dichiarato un giorno di turismo scientifico ad Oxford è poca cosa difronte ai reati commessi da Tony il Retto ed i suoi seguaci ( affare di Enna, denunzia di SUD e dei sindacati and so on)
3.	Non mi pare che la Coco sia figlia o cocca di esponenti del nostro ateneo
4.	Non credo che le pubblicazioni siano garanzia di preparazione e cultura; è facile aggiungere nomi di figli, amanti, etc.
5.	Senza dubbio alcuno, e se è in grado di farlo mi smentisca, poco la gran parte delle pubblicazioni contribuisce al progresso della conoscenza; me ne sono accorto da tempo perché, per aggiornare le lezioni, uso MedLine e trovo decine di lavori che dicono la stessa cosa ( anche gli stranieri stanno prendendo il vizietto ) con grande sciupio di carta e di tempo per chi consulta il sito.
6.	Last but not least ( per farmi capire da Tony che sta incollato a SUD ), non sono e non sono stato mai di parte. O per meglio dire lo sono stato, da perfetto idiota, quando ho sostenuto la candidatura del Retto non fisandomi di quanto gli amici mi dicevano di lui.
Mi auguro che mi dia una risposta.
16 Febbraio 2013 | 22:15 | Rispondi
Caro dott.Condorelli sul commento della dott.Coca mancava poco che piangesse, solo patetico.. o di parte…;la invito a leggere i giudizi della valutazione comparativa che ancora si trovano nel sito dell’Ateneo e non mi risponda che non e’ capace di trovarli; dopo avere preso visione dei nomi dei candidati li trasferisca Su Pubmed e se non e’ di parte risponda…..
16 Febbraio 2013 | 19:58 | Rispondi
Caro Condorelli, non frequentando da tempo l’ateneo non sono aggiornato sulle carte che circolano e chi sia a tenere veramente banco in questa tornata che spero sia di svolta nell’interesse dell’università, ossia degli studenti e degli studiosi.
Tuttavia, come lei sa, ho un osservatorio privilegiato sul quel barone di Tony e ultimamente posso attestare che di assi il poverino deve averne davvero pochi, anzi nessuno, è già tanto se rimedia un due di coppe quando la briscola è a bastoni.
Parafrasando Einstein, se Dio non gioca a dadi di certo Tony gioca a briscola…
16 Febbraio 2013 | 20:26 | Rispondi
Gentile Curioso, dall’enfasi con cui si scaglia contro il prof. Condorelli mi viene il sospetto che lei sia parte in causa nel concorso di cui si tratta.
E si sa, un sospetto tira l’altro, soprattutto se uno conosce i metodi del baronato.
A parte la scoperta dell’acqua calda (così il Nostro defini pubblicamente la parentopoli catanese), mi pare davvero singolare che, dopo il CGA (in cui siedono due professori dell’Università di Catania, peraltro non esperti di diritto amministrativo), anche l’Ateneo abbia mandato gli atti concorsuali alla Procura della Repubblica solo per quella dichiarazione di soggiorno ad Oxford che in fatto falsa non è (né in diritto ai sensi di legge) ma è solo non valutabile (e difatti non è stata valutata).
Siccome il nostro prof. Condorelli, in materia di baroni (ossia di grandi bari), ha un fiuto finissimo, allora anch’io, che pure qualcosa ne comprendo, inizio a sentire forte puzza di bruciato in questa comunque triste vicenda.
Temo, infatti, che vi sia il rischio che qualcuno abbia voluto sovvertire l’esito del concorso dato che, per quanto risulta, la candidata inizialmente vincitrice non è figlia d’arte, ma solo l’allieva prediletta dal maestro (e questo vuol dire che il maestro la ritiene la più meritevole e fino a prova contraria è così).
Il prof. Condorelli ci attesta poi che tale maestro è persona perbene e di qualità, il che rende plausibile che qualcuno abbia voluto giocargli un brutto scherzo, magari approfittando della ghiotta occasione per piazzare il candidato sponsorizzato da qualcun altro che in ateneo conta di più, il che alla vigilia delle elezioni del nuovo rettore rende il tutto ancora più incandescente.
Una domanda sorge quindi spontanea: il nuovo vincitore ha o non ha legami parentali con docenti universitari locali e non (ma dico di più: con politici, magistrati, alti esponenti delle forze dell’ordine, prefetti, etc.)?
Sarebbe il caso che la Procura della repubblica lo accertasse prima di ogni cosa.
Questo improvviso impulso “meritocratico” non convince, non si addice al “baronato dell’acqua calda”…
17 Febbraio 2013 | 9:48 | Rispondi
Caro dott. Condorelli vedo che perde molto del suo tempo per scrivere su Sudpress cavolate, si concentri un poco e vada sul sito del MIUR “valutazioni comparative”,scelga la sessione e avra’ delle indicazioni che le permettono di entrare nel sito dell’Ateneo.Quando fa riferimento a parentopoli,amantopoli ed altro sappi che il diritto non e’ un privilegio;dovrebbe anche conoscere quanti figli di magistrati sono oggi docenti nel nostro Ateneo e allora…..
17 Febbraio 2013 | 10:33 | Rispondi
Caro Anonimo, non si faccia distogliere dalla salva di falsi bersagli che l’Ateneo dell’acqua calda ha sganciato ultimamente per distrarre l’attenzione dei lettori di SUD, si dice molto temuto in ambienti accademici pro rettore uscente.
Non se la prenda con chi, come il prof. Condorelli ed alcuni altri, cerca di migliorare lo stato delle cose, mai cauduto così in basso, partendo dalla necessaria e coraggiosa azione di denuncia.
Chi sa di più e meglio dia il suo contributo di approfondimento e precisazione rispetto a quanto da altri già detto, altrimenti si da un contributo involontario a chi ci ha mantenuto e vuole continuare a mantenerci nell’oscurità.
Una comunità cittadina, e Catania ne ha davvero bisogno, si risolleva solo con lo sforzo corale che non può che partire dai luoghi della cultura, ormai da troppi anni sacrificati a biechi interessi di parte se non del tutto personali.
La stessa comunità scientifica locale, accademica e non, ne è certamente consapevole e pertanto sono fiducioso che siamo alla soglia di un nuovo periodo di rinascita. Contribuiamo ciascuno come possiamo, anche il tempo speso su queste pagine è importante, non lo sottovaluti e indirizzi i suoi strali verso chi li merita.
17 Febbraio 2013 | 11:45 | Rispondi
Sarebbe stata buona cosa, signor Salvatore, che lei avesse letto gli atti ufficiali (sentenze e atti del concorso), così avrebbe evitato di scrivere cose palesemente imprecise, e avrebbe evitato di ipotizzare fantasiose teorie complottistiche che, oltre ad essere destituite di fondamento, sono anche infamanti nei miei confronti. L’Università non ha mandato atti concorsuali alla Procura, ma solo un verbale del Consiglio di Amministrazione che riportava l’interlocuzione con Iannetti (il direttore del laboratorio di Oxford). L’Università mandava questo documento alla Procura non dopo l’invio della sentenza del CGA (novembre 2012) ma prima ancora della sentenza del TAR, cioè circa un anno e mezzo prima, subito dopo il mio ricorso che denunciava il documento falso. Questa frequenza di Oxford è falsa in fatto e diritto, così come sancito nella sentenza del CGA, ed è anche stata valutata, così come potrà leggere negli atti concorsuali pubblici e nella stessa sentenza del CGA. Il sottoscritto non ha agito per conto di nessuno, ma solo per tutelare i propri interessi personali.
17 Febbraio 2013 | 18:02 | Rispondi
Questo forum e’ diventato una partita di ping pong tra Salvatore e il dott. Condorelli in quanto la direzione pubblica solo alcuni interventi; e la raccomandata che ancora la direzione conseva in cassaforte che fine ha fatto ? mentre tace su altri concorsi congelati dove hanno partecipato figli di docenti?Sudpress gionalismo investigativo? non mi pare……
17 Febbraio 2013 | 16:24 | Rispondi
Anonimo carissimo, leggo solo ora ( ore 19.50 ) il suo commento. Fino a che il magnifico rettore mi ha concesso il privilegio ed il piacere di insegnare nel corso di laurea, ed anche ora che, degradato, seguo facendo volontariato gli specializzandi in corsia, raccomando di mai prendere le mie parole per oro colato: si può sbagliare per ignoranza ( quante cose che vorrei sapere non so !) o per distrazione. Sicché anche io, nel mio infimo, sono abituato a dire “se sbaglio mi ‘corrigerete’ “ ( ricorda il 16 ottobre del 1978 ?). Le preciso che scrivere su SUD non è perdere tempo, ma confrontare le proprie idee con quelle altrui; apprendere dalla esperienza altrui, divulgare notizie che altrimenti rimarrebbero sconosciute, adoprarsi perché chi verrà dopo di noi abbia intorno meno letame di quanto ne abbiamo intorno noi adesso. Detto questo ribadisco quanto segue:
1.	Che il prof. Nino Perciavalle sia un eccellente docente di fisiologia è un dato di fatto che nessuno può confutare
2.	Che il prof. Perciavalle sia un uomo di Tony del Monti è un altro dato di fatto; poiché stimo Perciavalle, lo ritengo culturalmente molto al di sopra di Tony e pertanto disapprovo il suo sostegno all’ormai ex rettore. La mia opinione può essere o non essere condivisa, ma non può essere considerata una cavolata.
3.	Che il prof. Perciavalle abbia difeso la sua allieva, peraltro accademicamente ‘figlia di nessuno’ è più che naturale; così facevano i vecchi maestri se individuavano un allievo a loro parere degno di entrare in carriera.
4.	Che le valutazioni comparative facciano spesso ridere perché comparano solo interessi di bottega è un altro dato di fatto; nelle pubblicazioni si può mettere il nome di Gelsomino e poi farlo diventare professore ordinario. A parte il fatto che, come ho scritto, moltissime ‘pubblicazioni’ di originale hanno poco, e sono ripetizioni di cose sapute e risapute ( fonte MedLine).
5.	Con Salvatore abbiamo molti punti di vista in comune. Ho saputo per puro caso chi è, cosa fa e dove abita. Non ci conosciamo di persona né ci siamo mai parlati telefonicamente; mi auguro di poterlo un giorno incontrare perché lo ritengo moralmente integerrimo.
Per concludere domani, fra le 8.00 e le 14.00, carissimo Anonimo, può trovarmi al 1° Padiglione 4 del Policlinico Universitario, via Santa Sofia. Potrà così direttamente spiegarmi perché scrivo cavolate. Se non si presentasse, martedì chiederò alla Polizia Postale di identificarlo, non per intentare azioni giudiziarie in quanto non mi ritengo offeso da quanto scrive, ma per presentarlo ai lettori di SUD con il suo vero nome e con il suo curriculum universitario. Lo ritengo opportuno perché in questo momento si gioca una partita molto grossa, quella dell’elezione del prossimo rettore. E, come scrive Salvatore, che sono costretto a citare, bisogna sgombrare il campo da equivoci e da Anonimi
17 Febbraio 2013 | 19:31 | Rispondi
pipporaduminica
ma fossi ca fossi è tony il Retto stu ritturi? Mi pari ca sullu iddu è candidatu al sud come ritturi retto http://www.youtube.com/watch?v=pkZaz6-z5xE&feature=youtu.be
17 Febbraio 2013 | 22:16 | Rispondi
Caro PIPPORADUMINICA, chi altri può essere se non il nostro ineffabile Tony; il pari suo di Messina, Tomasello, pluriinquisito ma ancora misteriosamente a galla, non è in politica, semmai è la politica sporca del messinese ad essere con lui. Lagalla fa il rettore molto più dignitosamente di altri. Rimane Tony, orgoglio del nostro ateneo; è vero che Caligola fece senatore il suo cavallo: ma Tony è un cavallo ?
18 Febbraio 2013 | 6:49 | Rispondi
dovresti essere il prossimo rettore…..
18 Febbraio 2013 | 15:47 | Rispondi
forse voi non vi rendete conto di che cosa si sta parlando. Marinella Coco, Rosario Gulino…. ma chi sono?? Ma vi rendete conto che si è presentato al concorso uno che si chiama ROBERTO MOTTERLINI che ha 120 lavori e delle metriche di valutazioni scientifiche stellari, e ha PERSO il concorso? Vi rendete conto che chi scrive ne ha 55 di pubblicazioni con una metrica di valutazione scientifica pari a 20 volte quello che ha combinato la Einstein-Coco (e si è anche presentato al concorso risultando “insufficiente”? Parliamo di FARE VINCERE I MIGLIORI AI CONCORSI, di MERITOCRAZIA, e di lasciare perdere le menzogne meschine di uno come Perciavalle che non riesce ad articolare una frase intera in italiano senza intercalarci il dialetto siciliano e senza offendere le persone. Il TAR etc etc. baggianate. Guardiamo alla sostanza, forse magari se ne esce. Le chiacchere stanno a zero, come si dice a Roma (e non scrivo da Roma).
18 Febbraio 2013 | 15:10 | Rispondi
Caro Newton, mi avete tutti molto incuriosito. Sono andato su MedLine ed ho dato un’occhiata alla produzione scientifica di Motterlini, la maggior parte incentrata sull’ossido di carbonio. Non è l’unico costituente del corpo umano. Non voglio dare giudizi avventati, e leggerò tutti gli abstract. Poi dirò la mia. La anticipo in parte: oggi è necessario scindere didattica e ricerca. L’ottima ricercatore deve sapere tutto del quasi nulla; chi insegna deve sapere un po’ di tutto ed essere aggiornato sul po’ di tutto. Come conciliare le due cose ? A presto
18 Febbraio 2013 | 16:28 | Rispondi
Dichiarare una cosa no vera sul CV e’ di una gravita’ inaudita altro che peccato veniale! In un paese anglosassone chi fa una cosa del genere puo’ dire addio alla carriera!
18 Febbraio 2013 | 16:56 | Rispondi
Caro Newton, su una cosa l’ha detta proprio grossa e non me ne ero accorto. Il prof. Perciavalle è figlio di madre toscana, ed il figlio di una madre toscana non può, ripeto non può non saper parlare la lingua italiana. Con Nino Perciavalle abbiamo fatto assieme tutti gli esami del corso di laurea in Medicina, e penso pertanto di conoscerlo più che bene. Studiava ed aveva una media altissima. Purtroppo in questi ultimi sei anni ha avuto pessime frequentazioni, vale a dire Tony il Retto ora Tony del Monti, ed è stato pertanto costretto ad imparare il siciliano ed usarlo per farsi capire dal predetto.
Lei porta un nome da Cambridge, ma mi farebbe cosa gradita se usasse il suo vero nome, anche se meno celebre. Domani pomeriggio saprò quello dell’anonimo che sostiene che scrivo cavolate, il che è possibilissimo; va però dimostrato con argomentazioni valide e soprattutto mettendoci nome e reputazione come faccio io.
E’ opportuno che la storia si chiuda qui, almeno per il momento. Avremo modo di parlare dei concorsi universitari e dei criteri di valutazione; e della necessità di dare ai ricercatori veri la posizione accademica ed economica che meritano. Non dimenticando che spessissimo sono negati per la didattica che addirittura li infastidisce perché li distoglie dai loro interessi peraltro estremamente settoriali ( MedLine, Motterlinini e l’ossido di carbonio ) ed impedisce loro ( quando lo impedisce !!!! ) di girare il mondo spostandosi da un laboratorio di ricerca all’altro.
Il problema principale è al momento l’elezione del rettore; non meno importante quello dei parlamentari tra i quali gradirei non avere Tony del Monti. Con buona pace del professore Perciavalle.
18 Febbraio 2013 | 20:15 | Rispondi
Caro dott.Condorelli ho letto le pubblicazioni del Dott.Motterlini tutte concentrate sul ruolo del CO una molecola fisiologica,per non addetti ai lavori, sintetizzata dal nostro organismo.Questa molecola è molto simele al NO che sicuramente, da cardiologo, dovrebbe conoscere;per la molecola dell’NO un Italo americano ha avuto assegnato il Nobel per la medicina:sono andato a leggere i verbali del concorso dove ha partecipato la dotssa .Coco e leggo che il Dott.Motterlini è stato per piu’ di dieci anni ricercatore in laboratori stranieri dove sicuramente ha svolto seminari in inglese; lei,dott. Condorelli, conosce’le regole del laboratori stranieri …. a lei le considerazioni dopo aver letto Newton
18 Febbraio 2013 | 19:09 | Rispondi
Infatti, caro Studioso, condivido appieno quanto scrive, e la invito a leggere il mio commento a quanto dice Newton. Didattica e ricerca oggi in una nostra università, e meno che mai a Catania, sono in gran parte incompatibili perché conoscere tutto dell’ossido di carbonio non significa avere una visione generale della fisiologia umana nei suo vari aspetti. Così come conoscere il recettore X della cellula Y, ed avere dedicato la propria vita a studiarlo a fondo, non significa essere un clinico che ha il compito di formare medici. Ampia, ma che dico amplissima facoltà di prova; e suppongo che di prove lei non abbia bisogno perché conosce uomini e cose. Due aspetti della vita universitaria che vanno affrontati, ovviamente non da noi e non su SUD, e risolti se non si vuole che per esempio la facoltà medica venga fagocitata dal ministero della salute. Che potrebbe per il futuro della medicina potrebbe anche essere una buona scelta.
18 Febbraio 2013 | 20:33 | Rispondi
ma se il monossido di carbonio è un aspetto marginale della fisiologia, mi spiega quale illustro contributo enciclopedico superiore ha dato la D.ssa Coco al nostro scibile, che le permette di essere valutata superiore a Motterlini in una Commissione di valutazione a un concorso? Il lavoro in palio le ricordo si chiama RICERCATORE, non PROFESSORE o INSEGNANTE. Che fa uno, ricerca o insegna? E in quali proporzioni? E con che obbligo? E dove sta scritto? Io penso che un concorso per ricercatore è per fare ricerca. E Coco è 1 quando Motterlini è 1000, sotto questo aspetto. Intanto chiariamoci questo. Sono aperto ai suoi chiarimenti.
Secondo, io Perciavalle l’ho avuto come Professore e le assicuro che Petrarca o Dante non l’ho sentito in quell’aula. Ascolti questo: http://www.youtube.com/watch?v=sQUlxtvXqW0
Minuto 1:07 UNA CETTA NA IE A MOTTI.
Minuto 1:25 IO MI ACCATTU L’ACQUA MINERALE… TALIAMUNI NDA FACCIA
Questa intervista (però gli fa onore che si è fatto intervistare) era a commento di episodi gravissimi di contaminazioni chimiche dell’acqua corrente alla Cittadella. Secondo me parla un italiano grezzississimo, inframmezzato da locuzioni e volgarità in catanese, non degne di un Professore Universitario.
Sarei contentissimo di confrontarmi con lui in inglese. Io ho la madre comasca e il padre catanese e parlo l’italiano male, perchè ormai parlo dalla mattina alla sera la lingua della scienza: l’inglese.
Per la cronaca mi chiamo Manlio Vinciguerra e non Newton, e lavoro all’University College London (UCL) e non a Cambridge. All’UCL on ci ha studiato Newton, ma ci ha studiato Charles Darwin, tanto male non è soprattutto per un povero catanese che ha avuto Perciavalle come insegnante (è una battuta).
18 Febbraio 2013 | 22:11 | Rispondi
Caro Manlio Vinciguerra, sono felice che lei lavori in Inghilterra dove ho lavorato per tutto il 1977 , al Guy’s Hospital che lei certamente conosco. Come io conosco la sua Università che una volta si trovava in Gower street dove si trova Lewis, la libreria presso la quale mi rifornivo di libri. Visto che segue SUD avrà letto il mio desiderio di ritirarmi in Cornovaglia, in uno degli splendidi paesini vicini al mare. Probabilmente verrò a Londra a fine aprile perché la mia figlia minore si è messa in testa, con mia somma gioia, di studiare a Cambridge. Perché le racconto tutto questo ? Per farle capire che concordo con lei al 99%. Motterlini si occupa di un argomento che pochi conoscono a fondo, come pochi conoscevano l’ossido nitrico la cui importanza oggi, in medicina clinica è fuori discussione. Quello che sostengo è che il Ricercatore, quello vero e non quello del copia-e-incolla ( sa quanti ne conosco ? ) deve essere gratificato, soprattutto dal punto di vista economico, per quello che fa per il progresso della conoscenza ( sempre quello vero ). Quello del Ricercatore, nell’università italiana, fu un equivoco risalente al 1980: non si sapeva come chiamare questi nuovi “assunti” dall’università, e fu coniato questo termine infelice. Al Ricercatore medico furono attribuite le funzioni ‘del pari grado ospedaliero’ con carico di turni di guardia diurna, notturna, festiva, di pronto soccorso etc. , funzioni che con la ricerca pura nulla hanno a che vedere. Motterlini deve per definizione fare ricerca; e poiché è un vero ricercatore ha concentrato e concentrerà le sue ricerche sull’ossido di carbonio. Ad un certo punto farà il concorso per associato, lo vincerà, ed a quel punto dovrà insegnare. Cosa ? La fisiologia umana principalmente negli aspetti che riguarderanno poi la fisiopatologia clinica. E proprio qui casca l’asino: ha la preparazione necessaria a farlo ? Per quel che ricordo nella Medical School del Guy’s le lezioni, per esempio di biochimica, venivano tenute da più docenti scelti per le specifiche competenze; avviene così nelle nostre università ? Ultimo gioiello: i clinici medici della provetta; quelli vincitori di un concorso a cattedra in medicina interna per ricerche effettuate su cellule o liquidi biologici dei pazienti. Professori ordinari che, una volta in corsia, guardano attoniti i malati; le posso fare nomi e cognomi, ed alcuni li conosce lei stesso. Affiderebbe un suo caro alle cure di questi ottimi ricercatori ? La soluzione del problema sta nell’individuare carriere fondamentalmente parallele, almeno in medicina, anche se non del tutto disgiunte. E riconoscere al Ricercatore vero dignità e retribuzione per quello che fa. Purtroppo l’Italia non è l’Inghilterra; le auguro una splendida carriera lontana dagli intrighi e dai tranelli delle nostre università. E’ un augurio che le faccio di cuore perché, uno dei miei rimpianti è quello di aver fatto un volo Londra Catania in un lontano dicembre del 1977.
P.S. Le chiedo scusa per qualche errore perché ho scritto di fretta.
19 Febbraio 2013 | 7:56 | Rispondi
concorso Fisiologia Marinella Coco UNICT

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza