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Timestamp: 2020-07-07 23:08:34+00:00

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ordinamento penitenziario | 07 Luglio 2020
Respinta la richiesta presentata da un uomo condannato per associazione mafiosa. Impossibile la concessione dell’affidamento in prova al servizio sociale: è evidente, secondo i Giudici, la pericolosità ancora attuale dell’uomo. Negata, infine, la detenzione domiciliare speciale: decisiva la constatazione che la moglie se la cava da sola nell’assistenza al figlio e peraltro ella può contare su alcuni parenti che abitano nel suo stesso palazzo.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 20011/20; depositata il 7 luglio)
ordinamento penitenziario | 01 Luglio 2020
La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’art. 4-bis, c. 1, ord. pen. ove non prevede che, ai detenuti per i delitti ivi elencati, possano essere concessi permessi premio anche in assenza di collaborazione con la giustizia, allorché siano stati acquisiti elementi tali da escludere l’attualità e la possibilità di ripristino dei collegamenti con la criminalità organizzata. Per questa ragione il giudice di sorveglianza deve concretamente verificare l’evoluzione della personalità del detenuto in funzione del tempo trascorso in detenzione.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 19600/20; depositata il 30 giugno)
Quando è ravvisabile lo stato di salute incompatibile con il regime carcerario, idoneo a giustificare il differimento dell’esecuzione della pena per infermità fisica o l’applicazione della detenzione domiciliare?
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 19594/20; depositata il 30 giugno)
Ordinamento penitenziario | 29 Giugno 2020
La Camera dei Deputati giovedì scorso ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del d.l. n. 30 aprile 2020, n. 28, mentre ha abrogato quello del 10 maggio 2020 n. 29, restando validi per entrambi gli atti e i provvedimenti adottati e facendo validi gli effetti prodottesi sulla base degli stessi.
ordinamento penitenziario | 26 Giugno 2020
Il periodo trascorso in regime di carcere duro non è fungibile con quello da scontare in isolamento diurno
Il regime differenziato di cui all’art. 41-bis ord. pen. si caratterizza per una sua autonoma fisionomia sistematica, che non ne consente la riconducibilità né alla categoria delle pene, principali e accessorie, né alla categoria delle misure di prevenzione personale. Pertanto, non può riconoscersi la fungibilità del periodo trascorso in regime speciale di detenzione con quello ancora da scontare di isolamento diurno.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 19295/20; depositata il 25 giugno)
ordinamento penitenziario | 25 Giugno 2020
Boss anziano e malato: confermato il carcere
Respinta la richiesta del suo legale di concedergli almeno la misura della detenzione domiciliare. Decisiva la relazione sanitaria che ne attesta le discrete condizioni generali di salute. Peraltro, l’uomo, che è collocato in una cella per disabili e adeguatamente assistito dal personale paramedico, ha anche rifiutato il piano terapeutico prospettatogli per affrontare una patologia tumorale.
(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 19117/20; depositata il 24 giugno)
ordinamento penitenziario | 23 Giugno 2020
Impossibilità di collaborazione: in dubbio pro reo
La richiesta del condannato che si trova in regime di espiazione pena in relazione ad un delitto che riveste natura “ostativa” ex articolo 4-bis ord. pen. di essere ammesso a misure alternative alla detenzione può essere fondata sull’assunto di una mancata possibilità di rendere dichiarazioni collaborative, dovuta all’integrale accertamento dei fatti reato.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 18864/20; depositata il 22 giugno)
Nonna maltrattata: nipote condannato e da monitorare con i domiciliari
Respinta l’ipotesi dell’affidamento in prova al servizio sociale. Inutile il richiamo all’attività artistica dell’uomo. Prioritario per i Giudici è osservarne i comportamenti per valutarne il percorso di risocializzazione.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 18881/20; depositata il 22 giugno)
ordinamento penitenziario | 19 Giugno 2020
Alla Consulta la quaestio della preclusione assoluta per l’ergastolano di accesso alla liberazione condizionale in assenza di collaborazione
È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 27 e 117 Cost., delle norme che escludono per i condannati all’ergastolo, per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416-bis c.p. ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni in esso previste, che non abbiano collaborato con la giustizia, l'ammissione alla liberazione condizionale.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, ordinanza n. 18518/20; depositata il 18 giugno)
ordinamento penitenziario | 17 Giugno 2020
Le modalità di presentazione a giudizio dell’imputato seguono il principio tempus regit actum
Il richiamo quod poenam ai reati per i quali l’art.550, c. 1, c.p.p. impone che si proceda con citazione diretta a giudizio va effettuato in relazione al trattamento sanzionatorio previsto nel momento dell’esercizio dell’azione penale, indipendentemente dalla pena in concreto applicabile in fase decisoria in base alla lex mitior.
(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 18297/20; depositata il 16 giugno)
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