Source: http://www.geometra.info/normativa/agenzia-per-la-rappresentanza-negoziale-delle-pubbliche-amministrazioni-comunicato-contratto-collettivo-nazionale-di-lavoro-per-il-personale-non-dirigente-dellenea-relativo-al-quadriennio-norma/
Timestamp: 2017-08-17 21:10:52+00:00

Document:
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - COMUNICATO - Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale non dirigente dell'ENEA, relativo al quadriennio normativo 2002-2005 | Geometra.info
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – COMUNICATO – Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale non dirigente dell’ENEA, relativo al quadriennio normativo 2002-2005
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - COMUNICATO - Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale non dirigente dell'ENEA, relativo al quadriennio normativo 2002-2005 e biennio economico 2002-2003. (GU n. 257 del 5-11-2007 - Suppl. Ordinario n.225)
dirigente  dell’ENEA,  relativo  al quadriennio normativo 2002-2005 e
biennio economico 2002-2003.
In data 20 dicembre 2006 alle ore 12.00 ha avuto luogo l’incontro
CGIL/SNUR (f.to)                  |CGIL (f.to)
UIL.PA/U.R. (f.to)                |UIL (f.to)
Cisal ricerca (f.to)              |CISAL (f.to)
dirigente   dell’ENEA   quadriennio  normativo  2002-2005  e  biennio
economico 2002- 2003.
1.   Il   presente  contratto  collettivo  nazionale  di  lavoro,
stipulato  ai  sensi  dell’art.  70, comma 4, del decreto legislativo
30 marzo  2001,  n. 165, si applica a tutto il personale con rapporto
dirigenti,  dell’Ente  per le nuove tecnologie l’energia e l’ambiente
(d’ora in avanti “ENEA”).
2.  Il riferimento al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e
presente contratto come d. lgs. n. 165 del 2001.
1.  Il  presente  contratto concerne il periodo 1Â° gennaio 2002 –
31 dicembre  2005, per la parte normativa ed e’ valido dal 1Â° gennaio
2002 fino al 31 dicembre 2003, per la parte economica.
2.  Gli  effetti  decorrono  dal  giorno  successivo alla data di
stipulazione,  salvo  diversa  prescrizione  del  presente contratto.
L’avvenuta  stipulazione  viene  portata  a  conoscenza dell’ENEA con
idonea pubblicita’ da parte dell’ARAN.
vincolato  ed automatico sono applicati dall’ENEA entro trenta giorni
dalla data di stipulazione di cui al comma 2.
dipendenti dell’ENEA sara’ corrisposta la relativa indennita’ secondo
le scadenze stabilite dall’Accordo sul costo del lavoro del 23 luglio
1993. Per l’erogazione di detta indennita’ si applica la procedura di
cui  agli  articoli 47 e 48, comma 1, del decreto legislativo 165 del
7. In sede di rinnovo biennale, per la determinazione della parte
economica  da  corrispondere,  ulteriore  punto  di  riferimento  del
negoziato   sara’  costituito  dalla  comparazione  tra  l’inflazione
programmata  e  quella  effettiva intervenuta nel precedente biennio,
secondo  quanto  previsto  dall’Accordo del 23 luglio 1993, di cui al
1.  Si conferma il sistema delle relazioni sindacali previsto dal
CCNL  del  21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001), con le modifiche
riportate ai seguenti articoli.
1.  I contratti collettivi integrativi hanno durata quadriennale,
livello e si svolgono in un’unica sessione negoziale. Essi conservano
la  loro  efficacia  fino alla stipulazione dei successivi contratti.
Sono  fatte  salve specifiche materie previste dal presente contratto
che,  per  loro  natura,  richiedano  tempi  di negoziazione diversi,
essendo  legate a fattori organizzativi contingenti. L’individuazione
e l’utilizzo delle risorse sono determinati in sede di contrattazione
integrativa con cadenza annuale.
2.  L’ENEA costituisce la delegazione di parte pubblica abilitata
alla  trattativa  entro  30  giorni da quello successivo alla data di
stipulazione   del   presente  contratto  e  convoca  la  delegazione
sindacale  prevista  dall’art.  12, comma 2, lettera a), del CCNL del
21 febbraio  2002 (quadriennio 1998-2001), per l’avvio del negoziato,
entro 30 giorni dalla presentazione delle piattaforme.
contrattazione  collettiva integrativa con i vincoli di bilancio e la
relativa  certificazione  degli  oneri,  secondo  i  principi  di cui
all’art. 2 del decreto legislativo n. 286 del 1999, e’ effettuato dal
collegio  dei  revisori  o  analogo  organo previsto dall’ordinamento
dell’Enea.  A tal fine, l’ipotesi di contratto collettivo integrativo
definita   dalla   delegazione  trattante  e’  inviata  all’organismo
competente  per il controllo, entro 5 giorni, corredata dall’apposita
relazione illustrativa tecnico finanziaria. Trascorsi 15 giorni senza
rilievi,  l’organo di governo dell’Enea autorizza il presidente della
delegazione  trattante  di  parte  pubblica  alla  sottoscrizione del
4.  Il contratto integrativo deve contenere apposite clausole per
quanto  concerne  i  tempi,  le  modalita’ e le procedure di verifica
stipulazione dei successivi contratti collettivi integrativi.
5.  L’ENEA  e’ tenuto a trasmettere all’ARAN, entro cinque giorni
dalla   sottoscrizione  definitiva,  il  testo  contrattuale  con  la
6.  Il  presente  articolo  sostituisce  l’art.  5  del  CCNL del
21 febbraio   2002   (quadriennio   1998-2001),   che  e’,  pertanto,
disapplicato.
Integrazione alla disciplina sulla contrattazione integrativa
1.  Le  materie  di contrattazione integrativa di cui all’art. 4,
comma 3  (contrattazione  integrativa  di livello nazionale o di sede
unica di ente) del CCNL del 21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001),
sono integrate come segue:
“- articolazione delle tipologie dell’orario di lavoro”.
Integrazione alla disciplina sulla informazione
1.  All’art. 6, comma 4, lettera a) del CCNL del 21 febbraio 2002
(quadriennio  1998-2001) dopo la lettera h) sono aggiunte le seguenti
“i)  attuazione  delle procedure per le progressioni di livello
economico e per le progressioni verticali.”
Integrazione alla disciplina sulla consultazione
1.   All’art.  7  del  CCNL  del  21 febbraio  2002  (quadriennio
1998-2001) dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente comma:
“4.  I  soggetti  sindacali  di  cui all’art 10, comma 1, vengono
informati  sullo  stato dell’occupazione nell’Enea. A tal fine l’Enea
predispone, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente
CCNL,  un  atto  ricognitivo dei rapporti di lavoro dipendente, delle
collaborazioni,   delle   forme   contrattuali   flessibili  comunque
denominate  in corso nelle strutture in cui si articola l’ENEA, anche
se  dotate  di  autonomia.  Delle  varie  forme  di occupazione viene
rilevato  e  comunicato il termine eventualmente previsto, il profilo
professionale  ed  il  livello  economico  cui  sono  riconducibili i
compiti    affidati,    nonche’   le   risorse   complessivamente   e
soggetti  di  cui  all’art.  10  comma 1.  L’atto  ricognitivo  viene
aggiornato con cadenza annuale”.
Integrazione alla disciplina sulla concertazione
1. All’art. 8, comma 2 del CCNL del 21 febbraio 2002 (quadriennio
1998-2001) dopo la lettera f) e’ aggiunta la seguente lettera:
“g)  alla  valutazione  dei risultati ai fini dell’attribuzione
della relativa indennita’ di risultato.”
1. Le parti prendono atto che nelle pubbliche amministrazioni sta
emergendo,  sempre  con  maggiore frequenza, il fenomeno del mobbing,
inteso  come  forma  di  violenza  morale  o psichica in occasione di
lavoro  –  attuato  dal  datore di lavoro o da altri dipendenti – nei
confronti  di  un  lavoratore. Esso e’ caratterizzato da una serie di
atti,  atteggiamenti o comportamenti, diversi e ripetuti nel tempo in
modo   sistematico   ed  abituale,  aventi  connotazioni  aggressive,
denigratorie  e  vessatorie  tali  da  comportare  un  degrado  delle
condizioni   di  lavoro,  idoneo  a  compromettere  la  salute  o  la
professionalita’  o  la  dignita’  del  lavoratore stesso nell’ambito
dell’ufficio  di  appartenenza o, addirittura, tale da escluderlo dal
contesto lavorativo di riferimento.
3. Nell’ambito delle forme di partecipazione previste dall’art. 9
del  CCNL  del 21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001) e’, pertanto,
contratto,  uno  specifico  comitato  paritetico  presso l’ENEA con i
seguenti compiti, da svolgere in parallelo:
a) indagine  conoscitiva  relativa  all’aspetto  quantitativo e
c) elaborazione  e  formulazione di proposte di azioni positive
in  ordine  alla  prevenzione  e alla repressione delle situazioni di
criticita’,  anche  al  fine  di  realizzare  misure  di  tutela  del
dipendente interessato;
condotta,  con particolare riferimento al codice di cui al successivo
art.  28 (codice contro le molestie sessuali che rimanda all’allegato
codice tipo).
4.  In relazione all’attivita’ di prevenzione del fenomeno di cui
al comma 3, il comitato valuta l’opportunita’ di attuare, nell’ambito
dei  piani generali per la formazione, previsti dall’art. 42 del CCNL
del   21 febbraio  2002  (quadriennio  1998-2001)  idonei  interventi
5.  Le  proposte  formulate dal comitato sono presentate all’ENEA
per  i conseguenti adempimenti tra i quali rientrano, in particolare,
la  costituzione  ed  il  funzionamento  di  qualificati sportelli di
ascolto  nell’ambito delle strutture esistenti, con funzioni di primo
ascolto,  raccolta  delle  domande, predisposizione delle istruttorie
locali  sul  fenomeno  denunciato, nonche’ la definizione dei codici,
sentite le organizzazioni sindacali firmatarie.
6.  Il  comitato  e’  costituito  da  un  componente designato da
ciascuna  delle organizzazioni sindacali rappresentative e da un pari
numero  di rappresentanti dell’ENEA. Il Presidente del Comitato viene
designato  tra  i  rappresentanti  dell’ENEA ed il vicepresidente dai
componenti  di  parte  sindacale.  Per  ogni componente effettivo, e’
previsto  un  componente  supplente.  Ferma rimanendo la composizione
paritetica del Comitato, di esso fa parte anche un rappresentante del
comitato   per  le  pari  opportunita’,  appositamente  designato  da
quest’ultimo,  allo  scopo  di garantire il raccordo tra le attivita’
dei due organismi.
7.  L’ENEA  favorisce  l’operativita’  del  comitato e garantisce
tutti  gli  strumenti  idonei  al  suo  funzionamento. In particolare
valorizza  e  pubblicizza  con  ogni mezzo, nell’ambito lavorativo, i
risultati  del  lavoro  svolto  dallo stesso. Il comitato e’ tenuto a
svolgere una relazione annuale sull’attivita’ svolta.
8.  Il  comitato di cui al presente articolo rimane in carica per
la  durata  di un quadriennio e, comunque, fino alla costituzione del
nuovo.   I   componenti   del   comitato   possono  essere  rinnovati
nell’incarico per un solo mandato.
1.  In  materia  di prerogative e diritti sindacali, si rinvia al
CCNQ  del 7 agosto 1998 e successive modificazioni ed integrazioni ed
ai precedenti CCNL.
Definizioni di base del sistema di classificazione
1.  Il  sistema di classificazione del personale ENEA e’ unico ed
e’ articolato in profili professionali e livelli economici.
2.    Ai   profili   professionali   corrisponde   una   omogenea
professionalita’  necessaria  per  l’espletamento  di  una  gamma  di
attivita’  lavorative,  descritta  mediante le declaratorie riportate
3. Ciascun profilo professionale costituisce un unico organico ed
e’  articolato  in  livelli economici. Nell’ambito di ciascun profilo
professionale,   i  livelli  economici  identificano  gradi  via  via
crescenti   di   competenza   professionale  nell’espletamento  delle
attivita’ proprie del profilo di appartenenza, secondo le indicazioni
di cui al medesimo allegato A.
4.   All’interno   di  ciascun  profilo  professionale  tutte  le
mansioni,  in  quanto  professionalmente equivalenti, sono esigibili.
Sono   fatte  salve  quelle  per  il  cui  esercizio  siano  previste
specifiche  abilitazioni  professionali.  L’assegnazione  di mansioni
equivalenti  costituisce  atto  di esercizio del potere determinativo
dell’oggetto del contratto di lavoro.
5. L’assegnazione temporanea di mansioni superiori costituisce il
solo atto lecito di esercizio del potere modificativo.
Modalita’ di accesso dall’esterno
1. In sede di programmazione triennale sono definiti i fabbisogni
di   personale,   assicurando  un  adeguato  ed  equilibrato  accesso
dall’esterno, secondo le disposizioni normative in materia di accesso
agli impieghi pubblici.
2.  L’accesso  dall’esterno  e’  previsto,  per  ciascun  profilo
profes-sionale,   nell’ambito   dei   relativi   posti  espressamente
destinati  a  tale  finalita’ dalla programmazione di cui al comma 1.
L’accesso   avviene   al   livello   iniziale   di   ciascun  profilo
professionale. E’ consentito l’accesso ai livelli economici superiori
all’iniziale,  nei  casi  in  cui,  oltre  ai  requisiti  del livello
iniziale,  siano  richiesti ulteriori specifici livelli di competenza
professionale,  in coerenza con le declaratorie di cui all’allegato A
al presente CCNL.
3.   I   requisiti   richiesti   per   l’accesso  sono  stabiliti
dall’allegato A al presente CCNL.
Progressione di livello economico
1.  Per  il  personale  in  servizio,  nell’ambito del sistema di
classificazione,  i  passaggi dal livello economico di appartenenza a
quello  immediatamente  superiore,  nell’ambito  di  ciascun  profilo
professionale,  avvengono  mediante  procedure  selettive, nel limite
delle risorse del fondo di cui all’art. 31 ad essi destinate.
2.  L’ENEA  prevede  modalita’  di  espletamento  delle procedure
selettive  di  cui al comma 1, secondo quanto previsto nei successivi
3.  Le  procedure  selettive  per i passaggi di livello di cui al
comma 1  sono  finalizzate  all’accertamento  delle  competenze e dei
requisiti  professionali  richiesti  in  relazione  alla posizione da
coprire.  Esse  sono  preventivamente  individuate  dall’ENEA secondo
criteri  di imparzialita’, trasparenza, tempestivita’, economicita’ e
celerita’  di  espletamento,  previa  concertazione  con  i  soggetti
sindacali  di  cui  all’art.  10,  comma 1  del CCNL 21 febbraio 2002
(quadriennio normativo 1998-2001).
4.  Le  procedure selettive e i criteri di cui al comma 3 tengono
conto   delle   competenze   professionali  acquisite  e  conseguenti
all’esperienza   professionale  –  desumibili  dalle  risultanze  dei
processi  di  valutazione del personale, dal curriculum professionale
del dipendente, dalla certificazione di percorsi formativi pertinenti
– verificate da apposite selezioni.
5.   Le  progressioni  di  livello  nell’ambito  dei  profili  di
ricercatore  Enea  e  tecnologo  enea  avvengono attraverso procedure
selettive    affidate    ad    apposite    commissioni,   finalizzate
all’accertamento del merito scientifico ovvero tecnologico.
6.  In  sede  di  approvazione del bilancio di previsione, previa
contrattazione  integrativa  di  livello  nazionale, sono definite le
risorse,  nell’ambito  del  fondo  di cui all’art. 31, destinate alle
procedure di cui al presente articolo. Tali risorse dovranno comunque
garantire la copertura di un congruo numero di passaggi.
7.   A   decorrere   dal  31 dicembre  2003,  si  provvedera’  al
completamento,  previa  contrattazione  di  livello  nazionale, delle
procedure  aventi  pari  decorrenza  di  cui  all’art.  50  del  CCNL
21 febbraio  2002  (quadriennio  normativo 1998-2001), con le risorse
del  fondo  di  cui  all’art.  31 gia’ destinate dal precedente CCNL,
anche attraverso l’utilizzo di eventuali graduatorie di idonei.
8.  Gli  effetti  delle  progressioni  di  cui  al  presente art.
decorrono  dal 1Â° gennaio dell’anno di riferimento; i requisiti utili
alle  selezioni  di  cui al presente articolo, ivi comprese quelle di
cui al comma 7, devono essere posseduti alla stessa data.
9. Le procedure di cui al presente art. sono attivate con cadenza
biennale.  Il  numero  dei  posti  destinati alle procedure di cui al
presente   art.   e’   definito   con  riferimento  al  numero  degli
appartenenti al livello inferiore.
1.  Le procedure attuative del presente art. sono preventivamente
individuate dall’Enea con atto regolamentare improntato a principi di
imparzialita’,  trasparenza,  tempestivita’, economicita’ e celerita’
di  espletamento  ai  sensi di quanto previsto dall’art. 35, comma 3,
del decreto legisltivo n. 165/2001.
2.  L’atto  regolamentare  di  cui  al comma 1, nell’ambito della
dotazione  organica,  prevede  modalita’ di espletamento di procedure
selettive  per l’accesso a ciascun profilo, riservate al personale in
servizio  del  profilo  immediatamente  inferiore.  Va  salvaguardato
comunque un adeguato accesso dall’esterno.
3.  L’atto  regolamentare  di  cui  al  comma 1,  ai  fini  della
progressione  verticale,  si  ispira  a  criteri di valutazione delle
competenze   professionali  acquisite  e  conseguenti  all’esperienza
professionale   risultante  dal  curriculum  del  dipendente  nonche’
verificate  da  apposite  prove di esame dimensionate in relazione ai
livelli   di   professionalita’   richiesta   per   ciascun   profilo
4.   L’atto  regolamentare  di  cui  al  comma 1  e’  oggetto  di
concertazione  con  i  soggetti sindacali di cui all’art. 10, comma 1
del CCNL 21 febbraio 2002 (quadriennio normativo 1998-2001).
5.  Il  numero  dei posti di organico da destinare ai passaggi al
profilo  professionale immediatamente superiore e all’accesso esterno
e’ definito dall’ENEA – nella percentuale, per le procedure di cui al
comma 2,  pari  al 50% dei posti da coprire calcolati su base annua –
nell’ambito   della   programmazione  triennale  del  fabbisogno  del
personale  e  dei  suoi eventuali aggiornamenti, previa consultazione
con  i  soggetti  sindacali  di  cui  all’art.  10,  comma 1 del CCNL
21 febbraio 2002 (quadriennio normativo 1998-2001). In tali incontri,
sono  presi  in esame anche i fabbisogni quantitativi e/o qualitativi
di  personale,  derivanti dalla costituzione di nuove strutture o dal
loro  potenziamento,  e  gli  eventuali connessi interventi formativi
necessari. Sullo stato di attuazione della programmazione si svolgono
confronti   con  periodicita’  semestrale  con  gli  stessi  soggetti
6.  Anche  i posti destinati ai passaggi al profilo professionale
immediatamente  superiore  sono coperti mediante accesso dall’esterno
se  la  selezione  di  cui  al  comma 3  ha avuto esito negativo o se
mancano  del tutto all’interno le professionalita’ da selezionare; in
tale  ultimo  caso,  l’Enea  adotta  un  atto  motivato,  oggetto  di
informazione  preventiva  ai  soggetti  sindacali di cui all’art. 10,
comma 1 del CCNL 21 febbraio 2002 (quadriennio normativo 1998-2001).
7.  I dipendenti che vengano inquadrati nel profilo professionale
immediatamente superiore, a seguito delle procedure selettive indette
ai sensi del presente art. non sono soggetti al periodo di prova.
8.  Il  personale  in servizio, collocato nel livello 8 alla data
del  31 dicembre  2005,  partecipa  alle procedure di cui al presente
articolo,  anche  in  deroga  al  titolo  di  studio  prescritto  per
l’accesso  ai sensi dell’allegato A, con modalita’ previste nell’atto
regolamentare  di  cui  al comma 1, fatti salvi i titoli previsti per
l’accesso  ai livelli 9.1 e 9.2 nonche’ i titoli abilitativi previsti
dalle  vigenti  disposizioni  in materia. Occorre, in ogni caso, dare
un’adeguata   valorizzazione   al   possesso  del  titolo  di  studio
prescritto per l’accesso.
9.  Al  fine  di  favorire  la ricollocazione verso i profili del
livello  9  del  personale  di  livello  8  inquadrato nei profili di
ricercatore-tecnologo    in    addestramento,    professionista    in
addestramento,  esperto di amministrazione-gestione in addestramento,
esperto  di  operazione  in  addestramento, alla data del 31 dicembre
2005,  in  sede  di  prima  applicazione  della  disciplina di cui al
presente   articolo,   la  progressione  che  interessa  il  predetto
personale, viene attuata con procedure e modalita’ semplificate.
Mobilita’ tra profili professionali a parita’ di livello
1.  A  domanda del dipendente, l’Enea puo’ disporre, a parita’ di
livello, l’assegnazione del dipendente a profilo diverso – sempre che
lo  stesso  sia  in  possesso  del  titolo  di  studio  e degli altri
requisiti  richiesti  per  l’assegnazione del nuovo profilo – qualora
risulti,  esclusivamente in base ad atti d’ufficio di data certa, che
abbia  di fatto esercitato, per non meno di un quinquennio, attivita’
che   coincidano,   del  tutto  o  in  prevalenza,  con  i  contenuti
professionali  propri  del  profilo  di destinazione ovvero che abbia
acquisito  la  relativa professionalita’ attraverso appositi corsi di
formazione  certificati,  circa  i  percorsi  formativi  seguiti ed i
contenuti  di  professionalita’  raggiunti.  Il  dipendente  non puo’
richiedere  l’applicazione del presente comma ove ne abbia fruito nel
precedente quinquennio.
2.  In  prima  attuazione,  la  disposizione  di  cui al presente
articolo trova applicazione con decorrenza 31 dicembre 2005.
Incarichi di elevata responsabilita’
1.  L’ENEA,  sulla  base  del proprio ordinamento ed in relazione
alle  proprie esigenze organizzative, puo’ conferire al personale dei
profili  professionali  di  ricercatore  enea  o  tecnologo  enea, in
possesso  del  livello economico 9, 9.1 o 9.2, incarichi comportanti,
con assunzione diretta di piu’ elevata responsabilita’:
a) la   direzione   di   unita’  organizzative  di  particolare
complessita’,   con   elevato   grado   di   autonomia  gestionale  e
b) funzioni  di direzione di progetto, di particolare rilevanza
e complessita’, con elevato grado di autonomia gestionale;
c) lo  svolgimento  di  altre  attivita’  ad elevata autonomia,
correlate a qualificate funzioni istituzionali dell’ENEA, individuate
dallo stesso ENEA, previa concertazione
2.  Gli  incarichi  di  cui  al  comma 1 sono conferiti, con atto
scritto  e  motivato,  per un periodo determinato non superiore a tre
anni,  secondo  quanto  previsto  nell’ordinamento  dell’ENEA, previa
determinazione  di  criteri.  I  predetti  criteri  sono  oggetto  di
concertazione. Gli incarichi possono essere rinnovati con le medesime
3.  Per  il  conferimento degli incarichi si tiene conto rispetto
alle   funzioni   ed  alle  attivita’  da  svolgere  della  natura  e
caratteristiche  dei programmi da realizzare, dei requisiti culturali
e   professionali   posseduti,   delle  attitudini,  delle  capacita’
professionali e dell’esperienza acquisite dal personale.
4. Gli incarichi possono essere revocati prima della scadenza con
atto  scritto  e  motivato,  in  relazione  ad  intervenuti mutamenti
organizzativi o in conseguenza di specifico accertamento di risultati
5.  I  risultati  dell’attivita’  svolta dai dipendenti cui siano
stati  attribuiti  gli incarichi di cui al presente art. sono oggetto
di  valutazione  annuale in base a criteri e procedure predeterminati
dall’ENEA,  previa  concertazione  ai  sensi  dell’art.  8,  comma 2,
lettera h) del CCNL del 21 febbraio 2002, ispirati ai principi di cui
al  decreto  legislativo  n.  286/1999.  La  valutazione positiva da’
titolo  alla  corresponsione  della  indennita’  di  risultato di cui
all’art.   17.   L’ENEA,   prima   di   procedere   alla   definitiva
formalizzazione  di  una  valutazione  non  positiva,  acquisisce  in
contraddittorio  le  valutazioni  del  dipendente  interessato  anche
assistito  dalla  organizzazione  sindacale cui aderisce o conferisce
mandato  o  da  persone  di  sua  fiducia.  La  stessa  procedura  di
contraddittorio  vale  anche  per  la  revoca dell’incarico di cui al
6.  La  revoca  o la cessazione dell’incarico comporta la perdita
delle  connesse  indennita’  di responsabilita’ e di risultato, fermo
restando  il  diritto  del  dipendente  di  essere adibito a mansioni
proprie del profilo professionale di appartenenza.
Indennita’ di responsabilita’ e indennita’ di risultato
1.  Il  trattamento  economico  accessorio  del personale cui sia
stato  conferito  uno  degli incarichi di cui all’art. 16 e’ composto
dalla indennita’ di responsabilita’ e dalla indennita’ di risultato.
2.  L’importo  della  indennita’  di  responsabilita’  di  cui al
comma 1  varia  da  un  minimo di Euro 2.000,00 ad un massimo di Euro
8.000,00  annui  lordi  per  tredici mensilita’. L’ENEA stabilisce la
graduazione   della  indennita’  di  responsabilita’  in  rapporto  a
ciascuna  tipologia di incarico previamente individuata, nel rispetto
dei criteri definiti dallo stesso ENEA previa concertazione.
3.  La  indennita’  di  risultato  e’  finalizzata a remunerare i
risultati  espressi  da  ciascun dipendente titolare dell’incarico in
termini  di  efficienza/produttivita’,  grado  di conseguimento degli
obiettivi   assegnati   e   competenze  dimostrate  nell’espletamento
dell’incarico,  a seguito della valutazione effettuata secondo quanto
previsto  dall’art.  16, comma 5. L’importo annuo della indennita’ di
risultato  eventualmente  spettante  e’  compreso tra il 10% e il 25%
della indennita’ di responsabilita’ attribuita.
4.  La indennita’ di responsabilita’ e la indennita’ di risultato
sono  finanziate  con  le  risorse  di cui all’art. 31 Econfermato il
limite  di  cui  all’art.  57,  comma 4  del  CCNL  21 febbraio  2002
(quadriennio 1998-2001).
Clausola di primo inquadramento del personale in servizio
nel nuovo sistema di classificazione
1. Con decorrenza 31 dicembre 2005, il personale in servizio alla
data  di entrata in vigore del presente CCNL e’ collocato nei profili
di  cui  all’allegato A, secondo le corrispondenze con i preesistenti
profili comunque attribuiti di cui all’allegata tabella A.
2.  I medesimi criteri di cui al presente art. si applicano anche
ai  vincitori  di  concorso  nelle procedure concorsuali gia’ bandite
alla data di entrata in vigore del presente CCNL.
3.  Ai  fini  dell’applicazione  di  quanto previsto nel presente
articolo,  il  personale  di  quinto  livello appartenente ai profili
professionali   di   collaboratore   tecnico   e   collaboratore   di
amministrazione  e  gestione  e’  inquadrato al sesto livello, con la
decorrenza che sara’ stabilita nel CCNL relativo al biennio economico
2004-2005, nei nuovi profili professionali di collaboratore tecnico e
collaboratore  di  amministrazione  e  gestione.  Il  sesto  livello,
secondo  le  indicazioni  di  cui  all’allegato  A, costituisce nuovo
livello iniziale di accesso per i predetti nuovi profili.
1.  Il  presente  titolo  sostituisce  il  titolo  V del CCNL del
21 febbraio   2002   (quadriennio   1998-2001),  che  viene  pertanto
1. E’ confermata la disciplina contenuta nella parte VII del CCNL
del   personale   ENEA   “Area  tecnico  amministrativa”  quadriennio
normativo  1994-1997  stipulato  il  4 agosto  1997,  fatte  salve le
modificazioni di cui ai successivi articoli.
2.  La disciplina di cui al comma 1, come modificata ed integrata
dagli  articoli seguenti si applica anche al personale inquadrato nei
profili  professionali  di  ricercatore  Enea e di tecnologo Enea. Di
conseguenza  sono disapplicate le disposizioni contrattuali contenute
nelle  parti  VII  ed  VIII  del CCNL ENEA “Area Dirigenziale e delle
specifiche  tipologie  professionali” quadriennio normativo 1994-1997
stipulato il 4 agosto 1997.
Modifiche all’art. 52 del CCNL del 4 agosto 1997
1.  All’art.  52  del  CCNL  del  4 agosto 1997 sono apportate le
a) la   rubrica   dell’articolo “doveri   del   dipendente”  e’
modificata in “obblighi del dipendente”;
b) al  termine  del  comma 1,  dopo  il  punto,  e’ aggiunta la
seguente   frase   “Il   dipendente   adegua   altresi’   il  proprio
comportamento   ai   principi  riguardanti  il  rapporto  di  lavoro,
contenuti nel codice di condotta allegato” (allegato C);
c) al  comma 2,  lettera d),  le  parole  “alla legge 4 gennaio
1968,  n. 15” vengono sostituite con “al decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445”;
a) al  comma 2, lettera r), dopo le parole “interessi propri” e
prima  del  punto viene aggiunta la frase “o di suoi parenti entro il
quarto grado o conviventi”.
Modifiche all’art. 55 del CCNL del 4 agosto 1997
1.  All’art.  55  del  CCNL  del  4 agosto 1997 sono apportate le
a) Il   comma 7,   lettera c),  numero  1)  e’  sostituito  dal
“comma  7, lettera c) 1. Per i delitti gia’ indicati dall’art. 1,
commi 1  e  4-septies,  lettere a), b) limitatamente all’art. 316 del
codice penale, c) ed e) della legge n. 16 del 1992”.
b) Dopo  il  comma 7,  lettera c),  numero  2)  e’  aggiunto il
“3)  per i delitti indicati dall’art. 3, comma 1 della legge n.
97 del 2001”.
Modifiche all’art. 56 del CCNL del 4 agosto 1997
1.  All’art.  56  del  CCNL del 4 agosto 1997 sono apportate le
a) dopo il comma 4 e’ aggiunto il seguente comma:
“4-bis.  Qualora, anche nel corso del procedimento, emerga che la
sanzione  da  applicare  non  sia di spettanza del responsabile della
struttura,  questi,  entro  cinque  giorni,  trasmette tutti gli atti
all’ufficio    competente,    dandone    contestuale    comunicazione
all’interessato.   Il   procedimento   prosegue  senza  soluzione  di
continuita’ presso quest’ultimo ufficio.”;
“12-bis.  Con  riferimento  al  presente  art. sono da intendersi
perentori  il  termine  iniziale  e  quello  finale  del procedimento
disciplinare.  Nelle  fasi  intermedie i termini ivi previsti saranno
comunque  applicati  nel  rispetto  dei  principi di tempestivita’ ed
immediatezza,   che   consentano   la   certezza   delle   situazioni
giuridiche”;
“13.  Per  quanto  non  previsto  dalle presenti disposizioni, si
rinvia all’art. 55 del decreto legislativo n. 165 del 2001”.
1. Nel caso di commissione in servizio di gravi fatti illeciti di
tuttavia  sospeso  fino alla sentenza definitiva. Analoga sospensione
e’  disposta  anche  nel  caso in cui l’obbligo della denuncia penale
emerga nel corso del procedimento disciplinare gia’ avviato.
2.  Al  di  fuori  dei casi previsti nel comma precedente, quando
l’ente  venga a conoscenza dell’esistenza di un procedimento penale a
carico  del  dipendente, per i medesimi fatti oggetto di procedimento
disciplinare, questo e’ sospeso fino alla sentenza definitiva.
3.  Fatto  salvo quanto previsto dall’art. 5, comma 2 della legge
n.  97  del  2001,  in  linea generale, il procedimento disciplinare,
sospeso   ai   sensi  del  presente  articolo,  e’  riattivato  entro
centottanta  giorni  da quando l’ente ha avuto notizia della sentenza
definitiva e si conclude entro 120 giorni dalla sua riattivazione.
4. Per i casi previsti all’art. 5, comma 4, della legge n. 97 del
2001,   il   procedimento  disciplinare  precedentemente  sospeso  e’
riattivato  entro  novanta  giorni  da quando l’ente ha avuto notizia
della  sentenza  definitiva  e  deve  concludersi  entro i successivi
5.  L’applicazione  della sanzione prevista dall’art. 55 del CCNL
del  4 agosto 1997, come conseguenza delle condanne penali citate nei
commi 6,  lettera f)  e 7, lettera c) 1) 2) e 3), e lettera d) non ha
carattere    automatico   essendo   correlata   all’esperimento   del
procedimento disciplinare, salvo quanto previsto dall’art. 5, comma 2
della legge n. 97 del 2001.
6.  In  caso di assoluzione, si applica quanto previsto dall’art.
653,  comma 1,  c.p.p.  Ove  nel procedimento disciplinare sospeso al
sia  stata  assoluzione,  siano state contestate altre violazioni, il
procedimento medesimo riprende per dette infrazioni.
7.  In  caso  di  proscioglimento,  si  procede  analogamente  al
8.   In   caso   di  sentenza  irrevocabile  di  condanna,  trova
applicazione l’art. 1 della legge 1997 del 2001.
9.  Il  dipendente  licenziato ai sensi dell’art. 55 del CCNL del
4 agosto 1997, comma 6, lettera f) e comma 7, lettera c), 1), 2) e 3)
e  lettera d),  e  successivamente assolto a seguito di revisione del
processo,  ha diritto, dalla data della sentenza di assoluzione, alla
riammissione  in  servizio  nella  medesima  sede  o in altra, su sua
richiesta,  anche  in  soprannumero,  nella  medesima qualifica e con
decorrenza dell’anzianita’ posseduta all’atto del licenziamento.
10.   Il   dipendente   riammesso   ai   sensi  del  comma 9,  e’
reinquadrato,  nel  livello  e  nella  posizione  economica in cui e’
confluita la qualifica posseduta al momento del licenziamento qualora
sia  intervenuta  una nuova classificazione del personale. In caso di
premorienza,  il  coniuge  o il convivente superstite e i figli hanno
diritto  a  tutti  gli  assegni  che  sarebbero  stati  attribuiti al
dipendente  nel periodo di sospensione o di licenziamento, escluse le
indennita’  comunque  legate  alla  presenza  in servizio ovvero alla
prestazione di lavoro straordinario.
11.  A  seguito delle modifiche introdotte dal presente articolo,
sono  disapplicati  i commi 8 e 9 dell’art. 55 del CCNL del personale
ENEA  “Area  tecnico  amministrativa” quadriennio normativo 1994-1997
stipulato il 4 agosto 1997 come modificato dall’art. 22.
della  retribuzione  per  la  durata  dello  stato  di  detenzione o,
comunque, dello stato restrittivo della liberta’.
2.  L’ente,  ai  sensi del presente articolo, cessato lo stato di
restrizione  della  liberta’ personale, puo’ prolungare il periodo di
sospensione  del  dipendente,  fino  alla  sentenza  definitiva, alle
medesime condizioni del comma 3.
3. Il dipendente puo’ essere sospeso dal servizio, con privazione
della  retribuzione,  anche  nel  caso  in  cui  venga  sottoposto  a
personale,   quando   sia   stato   rinviato  a  giudizio  per  fatti
direttamente  attinenti  al rapporto di lavoro o, comunque, per fatti
tali  da  comportare,  se  accertati,  l’applicazione  della sanzione
disciplinare  del  licenziamento  ai  sensi dell’art. 55 del CCNL del
4 agosto 1997, commi 7 e 8.
4.  Resta  fermo  l’obbligo  di  sospensione  per  i delitti gia’
indicati   dall’art.   1,   commi 1   e   4-septies,   lettere a), b)
limitatamente all’art. 316 del codice penale, c) ed e) della legge n.
16 del 1992.
n.  97  del  2001, in alternativa alla sospensione di cui al presente
articolo,  possono  essere  applicate le misure previste dallo stesso
art.  3.  Per i medesimi reati, qualora intervenga condanna anche non
definitiva,  ancorche’ sia concessa la sospensione condizionale della
pena, si applica l’art. 4 comma 1 della citata legge 1997 del 2001.
6.  Nei  casi  indicati  ai  commi precedenti,  si applica quanto
previsto   dall’art.   24,  in  tema  di  rapporti  tra  procedimento
7.  Al  dipendente  sospeso,  ai  sensi  dei commi da 1 a 5, sono
corrisposti  un’indennita’  pari  al  50% della retribuzione indicata
all’art.  60  del  CCNL  del 21 febbraio 2002 (quadriennio 1998-2001)
(retribuzione  fondamentale  mensile), nonche’ gli assegni del nucleo
familiare e la retribuzione individuale di anzianita’, ove spettanti.
8.  Nel  caso  di sentenza definitiva di assoluzione o in caso di
proscioglimento,   ai   sensi  dell’art.  24,  commi 6  e  7,  quanto
corrisposto   nel  periodo  di  sospensione  cautelare  a  titolo  di
indennita’  verra’  conguagliato  con  quanto dovuto al lavoratore se
fosse  rimasto  in  servizio,  escluse le indennita’ o i compensi per
servizi speciali o per prestazioni di carattere straordinario. Ove il
giudizio  disciplinare  riprenda  per  altre infrazioni, ai sensi del
medesimo   articolo (rapporto   tra   procedimento   disciplinare   e
procedimento  penale), comma 6, secondo periodo, il conguaglio dovra’
tener conto delle sanzioni eventualmente applicate.
sospeso verra’ conguagliato quanto dovuto se fosse stato in servizio,
escluse  le  indennita’  o compensi per servizi e funzioni speciali o
per  prestazioni  di  carattere  straordinario  nonche’  i periodi di
sospensione del comma 1 e quelli eventualmente inflitti a seguito del
giudizio disciplinare riattivato.
10.  Quando  vi  sia  stata  sospensione cautelare del servizio a
anni.  Decorso  tale  termine la sospensione cautelare e’ revocata di
diritto  e  il  dipendente  e’ riammesso in servizio. Il procedimento
disciplinare  rimane comunque sospeso sino all’esito del procedimento
11. La presente disciplina sostituisce quella contenuta nell’art.
54 del CCNL del 4 agosto 1997.
1. I procedimenti disciplinari in corso alla data di stipulazione
del  presente  contratto vanno portati a termine secondo le procedure
vigenti alla data del loro inizio.
1.  In  materia  di conciliazione e arbitrato, si rinvia a quanto
previsto   dall’art.   6  CCNQ  del  23 gennaio  2001,  e  successive
modificazioni, integrazioni o proroghe.
Codice di condotta relativo alle molestie sessuali
1.  L’ENEA  nel  rispetto delle forme di partecipazione di cui al
CCNL  adotta  con  proprio  atto,  il  codice di condotta relativo ai
provvedimenti da assumere nella lotta contro le molestie sessuali nei
luoghi   di   lavoro,   come  previsto  dalla  raccomandazione  della
Commissione del 27 novembre 1991, n. 92/131/CEE. Le parti, allo scopo
di  fornire  linee  guida  uniformi  in  materia,  allegano  a titolo
esemplificativo il codicetipo (allegato B).
1.   Gli  stipendi  tabellari  sono  incrementati  tenendo  conto
dall’art.  33,  comma 1  della  legge  n.  289  del  27 dicembre 2002
(Finanziaria 2003), pari allo 0,5%.
2.  Ai  sensi del comma 1, gli stipendi tabellari, come stabiliti
dall’art. 2, comma 2 del CCNL del 21 febbraio 2002 (biennio economico
2000-2001),  sono  incrementati  degli  importi  mensili  lordi,  per
tredici  mensilita’,  indicati  nella  tabella  B,  alle scadenze ivi
3.  Gli  importi annui tabellari risultanti dall’applicazione dei
commi 1 e 2 sono rideterminati nelle misure e alle scadenze stabilite
dall’allegata Tabella C.
4.  Gli  incrementi  di  cui al presente art. devono intendersi
comprensivi  dell’indennita’  di  vacanza  contrattuale, prevista dal
CCNL sottoscritto in data 15 luglio 2004.
dell’art.  29  sono  utili  ai fini della tredicesima mensilita’, dei
assistenziali  e  relativi  contributi  nonche’  della determinazione
della  misura dei contributi di riscatto. Resta fermo quanto previsto
dall’art.  1,  comma 210  della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
2. I benefici economici risultanti dall’applicazione dell’art. 29
contratto.  Agli  effetti  del  trattamento  di  fine servizio, della
indennita’  sostitutiva  del  preavviso,  nonche’  di quella prevista
Integrazione  alla  disciplina  delle  risorse  per  le  politiche di
sviluppo del personale e per la produttivita’
1. Sono confermate, con le modifiche di cui al presente articolo,
le  disposizioni  previste  dagli  articoli 64  e  65  del  CCNL  del
21 febbraio  2002  (quadriennio 1998-2001) come integrate dall’art. 3
CCNL   del  21 febbraio  2002  (biennio  2000-2001)  in  ordine  alle
modalita’  e  ai  criteri  per  la quantificazione e l’utilizzo delle
risorse  per  le  politiche  di  sviluppo  del  personale  e  per  la
produttivita’.
2. Le risorse per le politiche di sviluppo del personale e per la
produttivita’  di  cui  dall’art.  64  del  CCNL del 21 febbraio 2002
(quadriennio   1998-2001)   come   integrate  dall’art.  3  CCNL  del
21 febbraio  2002  (biennio 2000-2001) sono incrementate, a decorrere
dal  1Â° gennaio  2003, di un importo pari allo 0,61% del monte salari
relativo  all’anno  2001,  esclusa  la dirigenza. Le predette risorse
sono   prioritariamente   destinate   alle  progressioni  di  livello
economico di cui all’art. 13.
3.  Le  risorse  previste  dall’art. 64, comma 1, lettera f), del
CCNL   quadriennale   del   21 febbraio  2002  possono  derivare,  in
particolare, dalla attivazione delle seguenti iniziative:
a) contratti  di  sponsorizzazione  e accordi di collaborazione
con  soggetti  privati  e  associazioni  senza  fini  di  lucro,  per
realizzare  o  acquisire  servizi,  interventi,  prestazioni,  beni o
attivita’  inseriti  nei  programmi  di  spesa  ordinari,  idonei  al
conseguimento  di  risparmi  di  spesa  rispetto  alle  previsioni di
bilancio dei relativi capitoli;
b) convenzioni  con  soggetti  pubblici  e  privati  diretti  a
fornire,   a  titolo  oneroso,  prestazioni,  servizi  scientifici  e
tecnologici, consulenze aggiuntivi rispetto a quelli ordinari;
c) contributi  dell’utenza  per servizi pubblici non essenziali
o,  comunque,  per  prestazioni  non  connesse  a garanzia di diritti
4.  L’indennita’  di  sede disagiata continua ad essere erogata a
carico  delle  risorse di cui al presente art. ai sensi dell’art. 65,
comma 2,   lettera e)   del   CCNL   21Â° febbraio  2002  (quadriennio
1998-2001).  La  contrattazione integrativa puo’ modificare i criteri
di  corresponsione,  gli importi e le sedi disagiate, di cui all’art.
41  del  CCNL  “Area  tecnico  amministrativa”  quadriennio normativo
1994-1997  ed  all’art.  40  del  CCNL  “Area  dirigenziale  e  delle
specifiche tipologie professionali” quadriennio normativo 1994-1997.
5.  Le  risorse  in  atto  destinate  alla  corresponsione  delle
indennita’   di  reperibilita’,  indennita’  di  disagio  ambientale,
indennita’  di  uso indumenti protettivi, indennita’ di operazione di
impianti  nucleari,  indennita’  maneggio denaro restano acquisite al
fondo  di  cui all’art. 31, con possibilita’ di revisione dei criteri
di  corresponsione  in sede di contrattazione integrativa, nonche’ di
riordino e/o razionalizzazione complessiva degli stessi emolumenti.
6.  Le  risorse  di  cui  al  presente  art.  finanziano anche le
progressioni di livello economico disciplinate dall’art. 13.
7.  Resta confermata la disciplina per la corresponsione dell’EAR
dinamica   di   cui  all’art.  49  del  CCNL  del  21Â° febbraio  2002
(quadriennio  normativo  1998-2001), con finanziamento a carico delle
risorse di cui al presente articolo.
Benefici economici particolari
possibilita’  di incrementare il valore unitario del buono pasto fino
a un importo di Euro 7,00.
2.  Le disposizioni di cui al comma 1 trovano applicazione, a far
data   dalla   sottoscrizione   definitiva   dell’apposito  contratto
integrativo,  esclusivamente nei confronti dei dipendenti che operano
presso sedi dell’Enea sprovviste del servizio di mensa.
singoli   dipendenti,   anche   con   riferimento   alle   specifiche
responsabilita’  di  progetto  dei  funzionari  e  dei  collaboratori
tecnici  e  di  amministrazione e gestione. La relativa deliberazione
dell’Enea  sara’  assunta  previa concertazione con le organizzazioni
Modalita’ di applicazione di benefici economici previsti
da discipline speciali
1.  In  favore  del  personale  riconosciuto,  con  provvedimento
formale, invalido o mutilato per causa di servizio e’ riconosciuto un
incremento  percentuale,  nella  misura  rispettivamente  del  2,50 e
dell’1,25  del  trattamento  tabellare  in  godimento  dalla data del
riconoscimento  formale  dell’infermita’  a seconda che l’invalidita’
sia  stata  ascritta  alle  prime sei categorie di menomazione ovvero
alle  ultime  due.  Il  predetto  incremento non riassorbibile, viene
corrisposto,  per  una  sola  volta nella misura massima, a titolo di
retribuzione individuale di anzianita’.
2.  In  relazione  ai  benefici previsti per gli ex combattenti e
simili, continua a farsi riferimento alla legge n. 336 del 1970, art.
1 e art. 2, e successive modificazioni ed integrazioni.
rinnovo  degli altri contratti a termine non puo’ essere superiore ai
termini previsti dalla vigente normativa applicabile all’Enea.
tempo   indeterminato,   l’Enea  potra’,  nei  limiti  stabiliti  del
presente  comma si  applica, per un quadriennio, anche al personale a
3.  Il  servizio  prestato  a  tempo determinato presso l’Enea e’
titolo  valutabile  ai  fini  dell’assunzione  a  tempo determinato o
indeterminato,  fino  ad  un  massimo  di  dieci  anni. L’Enea potra’
altresi’ prevedere, nella definizione dei bandi concorso, una riserva
per il personale di cui al presente comma fino al 20% dei posti. Alla
stessa  riserva puo’ accedere il personale di ruolo che, appartenente
al  profilo  inferiore,  sia  in  possesso  dei  necessari  requisiti
professionali  e  di  studio per concorrere al profilo immediatamente
fondi,  la  percentuale  dei  contratti  a tempo determinato a carico
delle  fonti  di  finanziamento  ordinarie  del  bilancio Enea dovra’
tendenzialmente  e  progressivamente  essere  ricondotta,  sentite le
organizzazioni  sindacali,  nei  limiti  fisiologici  previsti  dalle
vigenti disposizioni e, comunque, non oltre il 20%.
Integrazioni o modifiche a discipline precedenti
1.  Nei  limiti  previsti  dalle  vigenti normative in materia di
riconoscimento   di  diritti  d’autore  e  di  diritti  derivanti  da
invenzione industriale, la disciplina di cui all’art. 68 del CCNL del
21 febbraio  2002  (quadriennio normativo 1998-2001) si applica anche
allo sviluppo del software.
2.  Al  comma 3,  dell’art.  64  del CCNL del 4 agosto 1997 (area
tecnico-amministrativa)  e  al  comma 3  dell’art.  68  del  CCNL del
4 agosto   1997  (area  dirigenziale  e  delle  specifiche  tipologie
professionali),  dopo  le  parole  “le parti convengono che…”, sono
eliminate le parole “le modalita’ di adesione ed”.
3.    All’art.    24   del   CCNL   del   4 agosto   1997   (area
tecnico-amministrativa)  e  all’art.  23  del  CCNL del 4 agosto 1997
(area  dirigenziale  e  delle  specifiche tipologie professionali) il
comma 4 e’ eliminato.
Conferma discipline precedenti
1. Per quanto non previsto nel presente CCNL, restano confermate,
in  quanto  compatibili,  le  disposizioni  dei precedenti CCNL nelle
parti non disapplicate.
—->  Vedere da pag. 13 a pag. 14   in formato zip/pdf
Nell’ambito  del  sistema  di  classificazione, come definito nel
titolo III, sono individuati i seguenti profili professionali:
– ricercatore Enea;
– tecnologo Enea;
– funzionario Enea;
– collaboratore tecnico;
– collaboratore di amministrazione e gestione;
– operatore tecnico;
– operatore di amministrazione e gestione;
– ausiliario.
Ai     profili    professionali    corrisponde    una    omogenea
attivita’   lavorative,   caratterizzate   da   diversi   livelli  di
Il   ricercatore   Enea   contribuisce  al  raggiungimento  degli
obiettivi programmatici dell’ente attraverso:
a) attivita’  di  studio  ricerca  e  sviluppo delle conoscenze
b) progettazione,  di  specifiche sperimentazioni e valutazione
dei relativi risultati;
d) gestione  progettuale  di iniziative per la realizzazione di
strutture tecnico-scientifiche.
Requisiti  culturali  e  di  esperienza  per l’accesso al livello
iniziale 9.0.
Titolo  di  studio  che consente l’accesso al dottorato; inoltre,
occorre  essere  in  possesso  del  dottorato  di  ricerca  attinente
all’attivita’ richiesta ovvero aver svolto per un triennio attivita’,
certificata di ricerca presso Universita’ o qualificati Enti e Centri
di ricerca pubblici e privati, anche stranieri.
Il  ricercatore Enea di livello 9 puo’ acquisire, in successione,
attraverso le procedure di cui all’art. 13, i livelli economici 9.1 e
9.2,  corrispondenti  a  livelli  via  via piu’ elevati di competenza
professionale.  Ai fini delle predette procedure il livello economico
9.1  costituisce  sviluppo  del livello 9 ed il livello economico 9.2
sviluppo del livello economico 9.1.
Il  tecnologo Enea contribuisce al raggiungimento degli obiettivi
programmatici dell’ente attraverso:
a) la  gestione  degli  impianti di ricerca o protitipici, o di
servizio, ad alta complessita’, ovvero con elevato rischio di impatto
ambientale o sanitario;
b) lo  sviluppo  delle  conoscenze giuridico-economiche nonche’
con attivita’ relazionali nei settori specifici, attraverso attivita’
e  prestazioni  inerenti alla sua specifica competenza professionale,
con assunzione di personale responsabilita’, nonche’ con attivita’ di
studio  nel  rispetto  dei limiti e con l’esercizio delle prerogative
previste   dalla   normativa   vigente   e   dai   rispettivi  ordini
c) lo   svolgimento   di   funzioni  di  supporto  alle  unita’
programmatiche  in  merito  alla  gestione di risorse umane e risorse
certificata  tecnologica e/o professionale; inoltre occorre essere in
possesso   dell’abilitazione   all’esercizio  della  professione  ove
richiesto per la funzione da svolgere.
Il  tecnologo  enea  di livello 9 puo’ acquisire, in successione,
Il funzionario Enea nell’ambito del proprio settore disciplinare,
realizza, sulla base delle indicazioni del responsabile, ovvero sulla
base  di  programmi  di sperimentazione e/o di servizio, attivita’ di
sviluppo,  e/o di gestione, e/o di controllo del corretto svolgimento
di  processi e/o fasi di processo complesse che richiedono l’autonoma
programmazione  temporale  degli  interventi  piu’  adeguati, nonche’
l’individuazione e la scelta delle soluzioni tecniche piu’ idonee.
Nell’ambito di tali attivita’ rientrano, ad esempio:
l’adattamento  e  lo sviluppo di sistemi, impianti, componenti,
apparecchiature e strumenti complessi;
l’effettuazione di prove di collaudo e funzionali;
la  definizione  delle caratteristiche tecniche e dei materiali
piu’ idonei per ottenere le prestazioni richieste;
la gestione e lo sviluppo di sistemi informatici.
Ovvero,  nell’ambito  del proprio settore disciplinare, provvede,
sulla  base  delle  disposizioni  di legge e della normativa interna,
alle  azioni  istruttorie  e  di programmazione per il buon andamento
della   attivita’  amministrativa  di  competenza,  anche  attraverso
l’autonoma  interpretazione  della  normativa di riferimento, nonche’
l’individuazione  degli interventi/adattamenti specifici in relazione
alla situazione contingente.
la   verifica  della  documentazione  necessaria  all’iter  del
processo al quale e’ applicato;
la  realizzazione dei programmi di competenza dell’Unita’ nella
quale opera;
l’effettuazione,     sulla     base    delle    caratteristiche
tecnico-economiche    di   interesse   dell’utente,   di   specifiche
valutazioni di mercato;
la  rendicontazione  di  atti e/o documenti anche ai fini della
valutazione   di  merito  di  competenza  dei  livelli  organizzativi
Tali   attivita’   possono  richiedere  anche  azioni  di  guida,
coordinamento  e  controllo  di  altro  personale addetto al medesimo
processo,   nonche’   l’interazione   con  interlocutori  e/o  organi
esecutori esterni.
Requisiti culturali per l’accesso al livello iniziale 8: laurea.
Il  funzionario Enea di livello 8 puo’ acquisire, in successione,
attraverso le procedure di cui all’art. 13, i gradini economici 8.1 e
8.2,  corrispondenti  a  livelli  via  via piu’ elevati di competenza
professionale.  Ai fini delle predette procedure il gradino economico
8.1  costituisce  sviluppo  del livello 8 ed il gradino economico 8.2
sviluppo  del  gradino  economico  8.1.  Sui livelli 8.1 e 8.2 non e’
previsto l’accesso dall’esterno.
Il  collaboratore  tecnico assicura, sulla base delle indicazioni
del  responsabile,  ovvero sulla base di programmi di sperimentazione
e/o  di servizio, attivita’ di gestione e/o controllo per il corretto
svolgimento   di   processi  e/o  fasi  di  processo  che  richiedono
l’autonoma  program-mazione temporale degli interventi operativi piu’
adeguati,  l’individuazione  e  la scelta delle catene di misura piu’
idonee  e  buone  conoscenze  tecnico-teoriche  delle  discipline  di
riferimento,   acquisibili   anche   con   formazione  specifica  e/o
Nell’ambito   di   tali   attivita’  di  gestione  e/o  controllo
rientrano, ad esempio:
la  progettazione,  l’adattamento  e  lo  sviluppo  di sistemi,
impianti, componenti, apparecchiature e strumenti, anche complessi;
la  progettazione  e  l’effettuazione  di  prove  di collaudo e
la  gestione  ed  il  controllo  del  buon  funzionamento degli
impianti  affidati, assicurandone la schedulazione della manutenzione
ordinaria e straordinaria;
la  gestione  e lo sviluppo di sistemi informatici, assicurando
anche l’assistenza all’utenza interna.
processo, nonche’ l’interazione con organi esecutori esterni.
Requisiti  culturali per l’accesso al livello iniziale 6: diploma
di istruzione secondaria di secondo grado.
Il   collaboratore  tecnico  di  livello  6  puo’  acquisire,  in
successione,  attraverso  le  procedure di cui all’art. 13, i livelli
economici  7  e  8,  corrispondenti a livelli via via piu’ elevati di
competenza professionale. Ai fini delle predette procedure il livello
economico  7  costituisce  sviluppo  del  livello  6  ed  il  livello
economico 8 sviluppo del livello economico 7.
Il   collaboratore  tecnico  di  livello  8  puo’  acquisire,  in
successione,  attraverso  le  procedure di cui all’art. 13, i gradini
economici 8.1 e 8.2, corrispondenti a livelli via via piu’ elevati di
competenza professionale. Ai fini delle predette procedure il gradino
economico  8.1  costituisce  sviluppo  del  livello  8  ed il gradino
economico  8.2  sviluppo del gradino economico 8.1. Sui livelli 8.1 e
8.2 non e’ previsto l’accesso dall’esterno.
Il  collaboratore  di  amministrazione e gestione assicura, sulla
base  delle  indicazioni  del  Responsabile,  ovvero sulla base delle
disposizioni  di  legge  e  della  normativa  interna,  attivita’  di
gestione  e/o  controllo  per il corretto svolgimento di processi e/o
fasi  di  processo complesse che richiedono l’autonoma programmazione
temporale  delle  azioni  piu’  adeguate,  l’autonoma interpretazione
della   normativa  di  riferimento,  nonche’  l’individuazione  degli
interventi specifici in relazione alla situazione contingente.
Tali  attivita’  richiedono,  oltre  ad  una buona conoscenza del
contesto organizzativo, anche buone conoscenze teorico-pratiche delle
discipline di riferimento, acquisibili anche con formazione specifica
e/o esperienza lavorativa.
la  verifica  e  l’integrazione della documentazione necessaria
all’iter del processo al quale e’ applicato;
l’autonoma  individuazione  degli interlocutori piu’ idonei per
un ottimale conseguimento del “prodotto” atteso;
tecnico-economiche  di  interesse dell’utente, specifiche ricerche di
la rendicontazione e la certificazione di atti e/o documenti di
competenza dell’Unita’ nella quale opera;
la  corretta  tenuta  di  dati/informazioni, di carattere anche
riservato, utili alla gestione del processo al quale e’ applicato.
Il  collaboratore di amministrazione e gestione di livello 6 puo’
acquisire,  in  successione,  attraverso le procedure di cui all’art.
13,  i livelli economici 7 e 8, corrispondenti a livelli via via piu’
elevati di competenza professionale. Ai fini delle predette procedure
il  livello  economico  7  costituisce  sviluppo  del livello 6 ed il
livello economico 8 sviluppo del livello economico 7.
Il  collaboratore di amministrazione e gestione di livello 8 puo’
13,  i  gradini economici 8.1 e 8.2, corrispondenti a livelli via via
piu’  elevati  di  competenza  professionale.  Ai fini delle predette
procedure il gradino economico 8.1 costituisce sviluppo del livello 8
ed  il  gradino economico 8.2 sviluppo del gradino economico 8.1. Sui
livelli 8.1 e 8.2 non e’ previsto l’accesso dall’esterno.
L’operatore  tecnico  realizza,  sulla base delle indicazioni del
Responsabile,  ovvero  di disegni costruttivi e/o informazioni d’uso,
attivita’  di  installazione  e/o  manutenzione,  anche complesse che
richiedono l’uso di strumenti di misura, l’individuazione e la scelta
delle attrezzature piu’ idonee e buone conoscenze tecniche e abilita’
di  mestiere  acquisibili  con  formazione  specifica  e/o esperienza
Nell’ambito di tali realizzazioni rientrano, ad esempio:
l’installazione   di   componenti   e   sezioni   di   impianti
fluidinamici, anche complessi;
l’effettuazione  di  prove  di  collaudo  e  funzionali,  anche
mediante l’uso di apparecchiature e/o strumenti di impiego complesso;
l’installazione,  l’assemblaggio  e il collaudo di componenti e
apparecchiature elettriche e/o elettroniche;
la gestione/manutenzione di impianti telefonici e simili;
la  gestione  operativa  di  sistemi informatici, eventualmente
assicurando assistenza all’utenza interna;
l’installazione    di    strumenti   per   misure   e   analisi
chimico-fisiche, eventualmente assicurando l’esecuzione dei programmi
operativi inerenti le sperimentazioni e/o misure richieste.
Requisiti  culturali  e  professionali  per  l’accesso al livello
iniziale 4:   assolvimento   dell’obbligo  scolastico,  attestato  di
qualifica    e/o    abilitazioni/patenti   previste   da   specifiche
disposizioni di legge e/o normative per lo svolgimento dei compiti.
L’operatore  tecnico di livello 4 puo’ acquisire, in successione,
attraverso  le procedure di cui all’art. 13, i livelli economici 5, 6
e  7,  corrispondenti  a  livelli  via via piu’ elevati di competenza
5 costituisce sviluppo del livello 4, il livello economico 6 sviluppo
del  livello economico 5, il livello economico 7 sviluppo del livello
economico 6.
L’operatore di amministrazione e gestione esegue sulla base delle
indicazioni  del  Responsabile,  ovvero  in conformita’ a procedure o
prassi,  compiti  operativi  di  natura  amministrativo-funzionale  a
supporto delle attivita’ di gestione. Una adeguata esecuzione di tali
compiti comporta una buona conoscenza dell’ambiente organizzativo nel
quale   si   opera,  delle  disposizioni  e  prassi  interne  ed  una
sufficiente    capacita’   di   interrelazione   con   altre   Unita’
Nell’ambito di tali compiti rientrano, ad esempio:
la  rilevazione, il controllo, l’ordinamento e la registrazione
di dati o fatti aventi rilevanza amministrativa;
l’elaborazione,  mediante  l’uso degli strumenti informatici di
supporto, di sintesi, rendiconti e computi di interesse gestionale;
la  ricezione,  lo  smistamento e la preparazione di risposte a
quesiti ricorrenti;
la  verifica  della  correttezza  formale,  della  esattezza  e
pertinenza dei dati/informazioni aventi rilevanza amministrativa;
l’esecuzione   di   attivita’   a   carattere   amministrativo,
relativamente alla gestione amministrativa delle risorse umane.
iniziale   4:  assolvimento  dell’obbligo  scolastico,  attestato  di
L’operatore  di  amministrazione  e  gestione  di  livello 4 puo’
13,  i  livelli  economici 5, 6 e 7, corrispondenti a livelli via via
procedure  il livello economico 5 costituisce sviluppo del livello 4,
il  livello  economico 6 sviluppo del livello economico 5, il livello
economico 7 sviluppo del livello economico 6.
L’Ausiliario   svolge   compiti  semplici  che  presuppongono  la
capacita’   di  assicurare  il  necessario  supporto  alle  attivita’
dell’Unita’  organizzativa  di appartenenza, sulla base di istruzioni
dettagliate e/o prassi e norme definite.
L’adeguato  espletamento dei compiti comporta anche l’utilizzo di
apparecchiature di uso comune e/o di tecniche e procedure di routine.
Requisiti   culturali   per  l’accesso  al  livello  iniziale  3:
L’ausiliario   di  livello  3  puo’  acquisire,  in  successione,
attraverso  le  procedure di cui all’art. 13, il livello economico 4,
corrispondente   a   livelli  via  via  piu’  elevati  di  competenza
Consigliera/Consigliere  le  Amministrazioni  individuano  al proprio
interno persone idonee a ricoprire l’incarico alle quali rivolgere un
del  2001 venga inserita, precisandone in modo oggettivo i profili ed
i  presupposti,  un’apposita  tipologia  di  infrazione relativamente
all’ipotesi di persecuzione o vendetta nei confronti di un dipendente
che ha sporto denuncia di molestia sessuale. I suddetti comportamenti
sono   comunque  valutabili  ai  fini  disciplinari  ai  sensi  delle
disposizioni normative e contrattuali attualmente vigenti;
2.   Per  i  dirigenti,  il  predetto  comportamento  costituisce
elemento negativo di valutazione con le conseguenze previste dai CCNL
1.  I  principi  e  i contenuti del presente codice costituiscono
specificazioni esemplificative degli obblighi di diligenza, lealta’ e
imparzialita’,   che   qualificano   il  corretto  adempimento  della
prestazione  lavorativa. I dipendenti pubblici – escluso il personale
militare,  quello  della  polizia  di  Stato  ed  il Corpo di polizia
penitenziaria,    nonche’   i   componenti   delle   magistrature   e
dell’Avvocatura  dello  Stato  –  si impegnano ad osservarli all’atto
dell’assunzione in servizio.
2.  I  contratti  collettivi  provvedono,  a  norma dell’art. 54,
comma 3,   del   decreto   legislativo  30 marzo  2001,  n.  165,  al
coordinamento   con  le  previsioni  in  materia  di  responsabilita’
disciplinare.  Restano  ferme  le  disposizioni  riguardanti le altre
forme di responsabilita’ dei pubblici dipendenti.
3.  Le  disposizioni  che seguono trovano applicazione in tutti i
casi  in  cui non siano applicabili norme di legge o di regolamento o
comunque  per  i  profili  non  diversamente  disciplinati da leggi o
regolamenti.  Nel  rispetto  dei  principi  enunciati dall’art. 2, le
previsioni  degli  articoli 3  e  seguenti possono essere integrate e
specificate  dai  codici  adottati  dalle  singole amministrazioni ai
sensi  dell’art.  54, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
1.   Il   dipendente   conforma   la   sua   condotta  al  dovere
costituzionale di servire esclusivamente la Nazione con disciplina ed
onore  e  di  rispettare i principi di buon andamento e imparzialita’
dell’amministrazione.   Nell’espletamento   dei  propri  compiti,  il
dipendente assicura il rispetto della legge e persegue esclusivamente
l’interesse  pubblico;  ispira  le  proprie  decisioni  ed  i  propri
comportamenti alla cura dell’interesse pubblico che gli e’ affidato.
2.  Il dipendente mantiene una posizione di indipendenza, al fine
di  evitare  di prendere decisioni o svolgere attivita’ inerenti alle
sue  mansioni  in  situazioni,  anche solo apparenti, di conflitto di
interessi.  Egli  non  svolge  alcuna  attivita’ che contrasti con il
corretto  adempimento  dei  compiti d’ufficio e si impegna ad evitare
situazioni  e  comportamenti  che  possano  nuocere  agli interessi o
all’immagine della pubblica amministrazione.
3.  Nel  rispetto  dell’orario di lavoro, il dipendente dedica la
giusta quantita’ di tempo e di energie allo svolgimento delle proprie
competenze,  si  impegna  ad  adempierle  nel  modo  piu’ semplice ed
efficiente  nell’interesse  dei cittadini e assume le responsabilita’
connesse ai propri compiti.
4.  Il dipendente usa e custodisce con cura i beni di cui dispone
per  ragioni di ufficio e non utilizza a fini privati le informazioni
di cui dispone per ragioni di ufficio.
5.  Il comportamento del dipendente deve essere tale da stabilire
un   rapporto   di   fiducia  e  collaborazione  tra  i  cittadini  e
l’amministrazione.  Nei  rapporti  con  i cittadini, egli dimostra la
massima  disponibilita’  e  non  ne ostacola l’esercizio dei diritti.
Favorisce  l’accesso  degli  stessi  alle  informazioni a cui abbiano
titolo  e,  nei limiti in cui cio’ non sia vietato, fornisce tutte le
notizie   e   informazioni   necessarie  per  valutare  le  decisioni
dell’amministrazione e i comportamenti dei dipendenti.
6.  Il dipendente limita gli adempimenti a carico dei cittadini e
delle imprese a quelli indispensabili e applica ogni possibile misura
di   semplificazione   dell’attivita’   amministrativa,   agevolando,
comunque,  lo  svolgimento,  da  parte dei cittadini, delle attivita’
loro  consentite,  o  comunque non contrarie alle norme giuridiche in
7.  Nello  svolgimento dei propri compiti, il dipendente rispetta
la  distribuzione  delle funzioni tra Stato ed enti territoriali. Nei
limiti delle proprie competenze, favorisce l’esercizio delle funzioni
e  dei  compiti da parte dell’autorita’ territorialmente competente e
funzionalmente piu’ vicina ai cittadini interessati.
Regali e altre utilita’
1.  Il  dipendente  non chiede, per se’ o per altri, ne’ accetta,
neanche  in  occasione  di  festivita’, regali o altre utilita’ salvo
quelli  d’uso  di  modico  valore,  da  soggetti che abbiano tratto o
comunque  possano  trarre  benefici da decisioni o attivita’ inerenti
2.  Il  dipendente  non chiede, per se’ o per altri, ne’ accetta,
regali  o altre utilita’ da un subordinato o da suoi parenti entro il
quarto  grado.  Il dipendente non offre regali o altre utilita’ ad un
sovraordinato  o  a suoi parenti entro il quarto grado, o conviventi,
1.   Nel   rispetto  della  disciplina  vigente  del  diritto  di
associazione,  il  dipendente  comunica  al dirigente dell’ufficio la
propria adesione ad associazioni ed organizzazioni, anche a carattere
non  riservato,  i  cui  interessi  siano coinvolti dallo svolgimento
dell’attivita’  dell’ufficio, salvo che si tratti di partiti politici
o sindacati.
2.  Il  dipendente  non  costringe altri dipendenti ad aderire ad
associazioni  ed  organizzazioni,  ne’  li induce a farlo promettendo
vantaggi di carriera.
1.  Il  dipendente informa per iscritto il dirigente dell’ufficio
di  tutti  i  rapporti di collaborazione in qualunque modo retribuiti
che egli abbia avuto nell’ultimo quinquennio, precisando:
a) se  egli, o suoi parenti entro il quarto grado o conviventi,
abbiano ancora rapporti finanziari con il soggetto con cui ha avuto i
predetti rapporti di collaborazione;
b) se   tali  rapporti  siano  intercorsi  o  intercorrano  con
soggetti  che  abbiano  interessi  in  attivita’ o decisioni inerenti
all’ufficio, limitatamente alle pratiche a lui affidate.
2.  Il  dirigente,  prima  di  assumere le sue funzioni, comunica
finanziari  che  possano  porlo  in  conflitto  di  interessi  con la
funzione pubblica che svolge e dichiara se ha parenti entro il quarto
grado  o  affini  entro  il  secondo,  o  conviventi  che  esercitano
attivita’  politiche,  professionali  o  economiche che li pongano in
contatti frequenti con l’ufficio che egli dovra’ dirigere o che siano
coinvolte  nelle decisioni o nelle attivita’ inerenti all’ufficio. Su
motivata  richiesta  del  dirigente  competente  in materia di affari
generali  e  personale,  egli  fornisce  ulteriori informazioni sulla
propria situazione patrimoniale e tributaria.
1.  Il  dipendente  si  astiene  dal  partecipare all’adozione di
decisioni  o  ad  attivita’  che possano coinvolgere interessi propri
ovvero:  di  suoi  parenti  entro  il  quarto  grado o conviventi; di
individui  od  organizzazioni  con cui egli stesso o il coniuge abbia
causa  pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito; di
individui  od  organizzazioni  di  cui  egli  sia  tutore,  curatore,
procuratore  o  agente; di enti, associazioni anche non riconosciute,
comitati,  societa’  o  stabilimenti di cui egli sia amministratore o
gerente  o  dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in
cui  esistano gravi ragioni di convenienza. Sull’astensione decide il
dirigente dell’ufficio.
1.    Il    dipendente    non   accetta   da   soggetti   diversi
dall’amministrazione  retribuzioni  o  altre utilita’ per prestazioni
alle quali e’ tenuto per lo svolgimento dei propri compiti d’ufficio.
2.  Il  dipendente  non  accetta  incarichi di collaborazione con
individui  od organizzazioni che abbiano, o abbiano avuto nel biennio
precedente,  un interesse economico in decisioni o attivita’ inerenti
3.   Il   dipendente   non   sollecita  ai  propri  superiori  il
conferimento di incarichi remunerati.
1.  Il dipendente, nell’adempimento della prestazione lavorativa,
assicura  la  parita’  di  trattamento tra i cittadini che vengono in
contatto  con  l’amministrazione da cui dipende. A tal fine, egli non
rifiuta  ne’  accorda  ad  alcuno  prestazioni  che siano normalmente
accordate o rifiutate ad altri.
2.  Il  dipendente si attiene a corrette modalita’ di svolgimento
dell’attivita’  amministrativa  di  sua  competenza,  respingendo  in
particolare ogni illegittima pressione, ancorche’ esercitata dai suoi
1.   Il   dipendente   non   sfrutta  la  posizione  che  ricopre
nell’amministrazione  per ottenere utilita’ che non gli spettino. Nei
rapporti    privati,    in   particolare   con   pubblici   ufficiali
nell’esercizio  delle  loro  funzioni, non menziona ne’ fa altrimenti
intendere,  di propria iniziativa, tale posizione, qualora cio’ possa
nuocere all’immagine dell’amministrazione.
1.  Il  dipendente,  salvo  giustificato  motivo, non ritarda ne’
affida ad altri dipendenti il compimento di attivita’ o l’adozione di
decisioni di propria spettanza.
2.  Nel  rispetto  delle  previsioni  contrattuali, il dipendente
limita   le  assenze  dal  luogo  di  lavoro  a  quelle  strettamente
3.  Il  dipendente  non  utilizza  a  fini  privati  materiale  o
attrezzature  di  cui  dispone  per  ragioni  di  ufficio. Salvo casi
d’urgenza,  egli  non  utilizza le linee telefoniche dell’ufficio per
esigenze  personali.  Il dipendente che dispone di mezzi di trasporto
dell’amministrazione  se ne serve per lo svolgimento dei suoi compiti
d’ufficio   e   non   vi   trasporta  abitualmente  persone  estranee
4.  Il  dipendente  non  accetta per uso personale, ne’ detiene o
gode  a  titolo  personale,  utilita’  spettanti  all’acquirente,  in
relazione all’acquisto di beni o servizi per ragioni di ufficio.
1.  Il  dipendente  in  diretto  rapporto  con il pubblico presta
adeguata   attenzione   alle   domande  di  ciascuno  e  fornisce  le
spiegazioni  che  gli  siano  richieste  in  ordine  al comportamento
proprio  e  di altri dipendenti dell’ufficio. Nella trattazione delle
pratiche egli rispetta l’ordine cronologico e non rifiuta prestazioni
a  cui  sia tenuto motivando genericamente con la quantita’ di lavoro
da  svolgere o la mancanza di tempo a disposizione. Egli rispetta gli
appuntamenti  con  i  cittadini  e  risponde  sollecitamente  ai loro
2.  Salvo  il  diritto  di  esprimere  valutazioni  e  diffondere
informazioni  a  tutela  dei  diritti  sindacali  e dei cittadini, il
dipendente  si  astiene  da  dichiarazioni  pubbliche  che  vadano  a
detrimento  dell’immagine  dell’amministrazione.  Il dipendente tiene
informato  il  dirigente  dell’ufficio  dei  propri  rapporti con gli
3.  Il  dipendente non prende impegni ne’ fa promesse in ordine a
decisioni  o  azioni  proprie  o altrui inerenti all’ufficio, se cio’
possa generare o confermare sfiducia nell’amministrazione o nella sua
indipendenza ed imparzialita’.
4.  Nella  redazione  dei  testi  scritti  e  in  tutte  le altre
comunicazioni   il   dipendente   adotta   un   linguaggio  chiaro  e
5.  Il  dipendente  che svolge la sua attivita’ lavorativa in una
amministrazione  che  fornisce  servizi  al pubblico si preoccupa del
rispetto   degli   standard   di  qualita’  e  di  quantita’  fissati
dall’amministrazione  nelle  apposite  carte  dei  servizi.  Egli  si
preoccupa  di  assicurare  la continuita’ del servizio, di consentire
agli  utenti  la  scelta  tra  i  diversi erogatori e di fornire loro
informazioni  sulle  modalita’  di  prestazione  del  servizio  e sui
livelli di qualita’.
1.     Nella     stipulazione     di    contratti    per    conto
dell’amministrazione,  il  dipendente  non  ricorre a mediazione o ad
altra opera di terzi, ne’ corrisponde o promette ad alcuno utilita’ a
titolo  di  intermediazione,  ne’ per facilitare o aver facilitato la
conclusione o l’esecuzione del contratto.
2.  Il  dipendente  non conclude, per conto dell’amministrazione,
contratti   di   appalto,   fornitura,   servizio,   finanziamento  o
assicurazione  con  imprese  con le quali abbia stipulato contratti a
titolo   privato   nel   biennio   precedente.   Nel   caso   in  cui
l’amministrazione concluda contratti di appalto, fornitura, servizio,
finanziamento  o  assicurazione,  con imprese con le quali egli abbia
concluso  contratti  a  titolo  privato  nel  biennio  precedente, si
astiene   dal   partecipare  all’adozione  delle  decisioni  ed  alle
attivita’ relative all’esecuzione del contratto.
3.  Il  dipendente  che  stipula  contratti  a titolo privato con
imprese  con cui abbia concluso, nel biennio precedente, contratti di
appalto,  fornitura,  servizio,  finanziamento  ed assicurazione, per
conto  dell’amministrazione,  ne  informa  per  iscritto il dirigente
4.  Se  nelle  situazioni  di  cui  ai  commi 2  e  3 si trova il
dirigente,  questi  informa  per  iscritto il dirigente competente in
materia di affari generali e personale.
1.  Il  dirigente ed il dipendente forniscono all’ufficio interno
di   controllo   tutte   le  informazioni  necessarie  ad  una  piena
valutazione  dei  risultati  conseguiti  dall’ufficio presso il quale
prestano  servizio.  L’informazione  e’ resa con particolare riguardo
alle  seguenti  finalita’:  modalita’  di  svolgimento dell’attivita’
dell’ufficio;  qualita’  dei servizi prestati; parita’ di trattamento
tra  le diverse categorie di cittadini e utenti; agevole accesso agli
uffici,  specie  per gli utenti disabili; semplificazione e celerita’
delle procedure; osservanza dei termini prescritti per la conclusione
delle   procedure;   sollecita   risposta   a   reclami,   istanze  e
Le  parti concordano nel ritenere che l’atto regolamentare di cui
all’art.  14,  comma 1  dovra’  tenere  in debito conto il parere del
Consiglio di Stato del 16 gennaio 2006 (parere n. 3556/2005).
Le  parti  concordano  nel ritenere che la collocazione nei nuovi
profili  professionali del personale in servizio alla data di entrata
in  vigore  del  CCNL, ai sensi dell’art. 18, non potra’ che avvenire
con  esclusivo  riferimento a situazioni legittimamente determinatesi
e/o costituitesi.
Le  parti  concordano nel ritenere che la percentuale del 20%, di
cui  all’art.  35  comma 4, e’ da intendersi riferita al personale in
servizio  e che, in sede applicativa delle disposizioni in materia di
trasformazione   del   rapporto  di  lavoro  del  personale  a  tempo
determinato,  occorrera’  comunque  rispettare  le  vigenti  norme in
materia di assunzioni.
AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – COMUNICATO – Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale non dirigente dell’ENEA, relativo al quadriennio normativo 2002-2005 redazione redazione 2015-05-05T13:34:12+00:00

References: art.  28
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza

 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

art.  3
 sentenza 
 art.
1
 art. 2