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Timestamp: 2018-10-23 18:50:00+00:00

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Divorzio MSconsulenze.it - Consulenze legali online
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La L. 898/1970, come modificata dalla L. 74/1987, dispone che il Giudice può pronunciare il divorzio quando “accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può essere mantenuta”. Quindi il Legislatore elenca le cause che devono sussistere affinché il fondamento del disposto di tale articolo possa avere rilevanza:
SEPARAZIONE LEGALE dei CONIUGI
certamente l’ipotesi di più frequente applicazione, deve durare per tre anni, che vanno calcolati a decorrere dalla prima udienza di comparizione coniugi davanti al Presidente del Tribunale. La separazione dev’essere stata pronunciata con sentenza passata in giudicato o omologata con decreto del Tribunale per quelle consensuali, mentre non ha rilievo la eventuale mera SEPARAZIONE DI FATTO se non nei limiti di quelle iniziate almeno due anni prima del 18/12/1970.
oltre al caso della separazione, gli altri casi di maggiore rilevanza sono quelli connessi al passaggio in giudicato di sentenze penali di condanna nei confronti dell’altro coniuge. La condanna dev'essere all’ergastolo od alla reclusione superiore ai 15 anni, oppure, a prescindere dalla pena, comminata per reati di particolare gravità, quali delitti contro l’assistenza familiare, connessi alla prostituzione o contro la persona del coniuge o dei figli, o incesto. Rilevano inoltre anche le sentenze di assoluzione per infermità di mente, nonché le declaratorie di estinzione del reato dai delitti concernenti la prostituzione ovvero quelli commessi contro la persona dell’altro coniuge o dei figli.
ALTRE CAUSE CIVILI
oltre alla separazione legale, le altre cause civili che rilevano ai fini dell’accoglimento della domanda di divorzio consistono nell’aver ottenuto lo scioglimento/annullamento del matrimonio all’estero da parte del cittadino straniero o l’aver ivi contratto nuovo matrimonio. La mancata consumazione del matrimonio stesso. La sentenza di rettificazione di sesso passata in giudicato.
Si precisa, prima di passare all’esplicazione delle varie forme di divorzio, che il termine “divorzio”, invalso nell’uso comune, in realtà è improprio. La legge, infatti, distingue i due casi della domanda di “cessazione degli effetti civili del matrimonio”, relativamente ai casi in cui i coniugi hanno contratto il matrimonio con rito concordatario e “scioglimento del matrimonio” con riferimento alle nozze contratte con solo rito civile.
In ordine a tale distinzione si rimanda alla sezione relativa all’ANNULLAMENTO del MATRIMONIO e DELIBAZIONE della SENTENZA ECCLESIATICA di NULLITA’ MATRIMONIALE.
Il divorzio, secondo uno schema in parte speculare a quello della separazione dei coniugi, può realizzarsi nelle due forme che di seguito si esplicano.
IMPORTANTE! Si precisa che le indicazioni che seguono prendono a riferimento il caso di più frequente applicazione, ovvero quello della domanda di divorzio conseguente alla separazione legale dei coniugi, consensuale o giudiziale, per tutte le altre ipotesi menzionate, stante la loro eterogeneità e specificità, ci si riserva di fornire gli opportuni chiarimenti caso per caso, in ordine sia all’approfondimento dei presupposti che alle peculiarità della procedura, a seguito dell’invio della richiesta di consulenza.
a) DIVORZIO CONGIUNTO
Dalla lettura della L. 898/1970 si evince che in Italia non è prevista la forma del divorzio consensuale, in difformità a quanto invece previsto per la separazione. Tuttavia, con la successiva riforma ad opera della L. 74/1987 si è attribuita una certa rilevanza al consenso, prevedendo la possibilità per i coniugi di presentare una domanda congiunta di divorzio, indicando le condizioni inerenti alla prole e quelle relative ai rapporti di natura economica e prevedendo per tali casi una procedura semplificata e più celere rispetto a quella giudiziale.
La forma del divorzio congiunto è di frequente applicazione laddove vi sia già stata una separazione consensuale, o comunque può essere utilizzata in tutti quei casi in cui non vi siano contrasti tra i coniugi circa le condizioni del divorzio. Nella maggioranza dei casi si tratta di procedimenti avviati tra coniugi entrambi economicamente indipendenti ed in assenza di figli; ciò non toglie, tuttavia, che anche in situazioni diverse e più complesse i coniugi siano in grado di superare in parte le proprie divergenze ed accordarsi così sul futuro assetto dei loro rapporti personali e patrimoniali.
Sovente sarà possibile addivenire ad un divorzio congiunto a seguito di un intervento di mediazione operato dal legale, al quale i coniugi si siano rivolti per conoscere in maniera approfondita i loro diritti e doveri, sia nei confronti dell’altro coniuge, sia rispetto ai figli.
Anche nel caso in cui si sia instaurato un procedimento per divorzio giudiziale, ciò non toglie che in corso di causa i coniugi, grazie al consiglio ed all’assistenza dei rispettivi legali, riescano a trovare un accordo e possano così indicare delle conclusioni stabilite concordemente, che saranno sottoposte al vaglio del Tribunale.
Chiaramente, quella della procedura congiunta è l’ipotesi maggiormente auspicabile, sia perché consente di ridurre decisamente i tempi, e, di conseguenza, evitare lo stress emotivo della procedura di divorzio giudiziale (che ancora oggi, nonostante l’intervento del Legislatore con la L. 80/2005, applicabile anche al divorzio, può ben durare anche oltre un anno) e il conseguente carico di dolore cagionato anche ai figli, sia in quanto garantisce costi decisamente ridotti.
Il procedimento: il divorzio congiunto si svolge nell’ambito di una sola udienza. Il Tribunale, sentiti i coniugi, che devono comparire personalmente, verificata l’esistenza dei presupposti di legge e valutata la rispondenza delle condizioni stabilite all’interesse dei figli, decide con sentenza in Camera di Consiglio. La sentenza verrà quindi notificata alle parti e ne sarà data comunicazione all’Ufficiale di Stato Civile per l’annotazione in calce all’atto di matrimonio.
I tempi: per ottenere il divorzio congiunto i tempi variano a seconda del carico di lavoro e delle modalità organizzative dei singoli uffici giudiziari e possono andare da 1 a 6 mesi dal deposito del ricorso da parte dei coniugi e poi da 1 a 3 mesi per ottenere la sentenza, salvo circostanze particolari.
Obbligatorietà della presenza del difensore: è obbligatoria l’assistenza del difensore.
Condizioni di divorzio: nel ricorso per divorzio congiunto - le cui condizioni verranno riprodotte nella sentenza del Tribunale - i coniugi potranno convenire:
eventuali attribuzioni patrimoniali in favore di essi coniugi o della prole (assegno divorziale e di mantenimento);
l’assegnazione della casa coniugale o conferimento ad uno di essi di altri beni mobili/immobili di loro appartenenza;
l’affidamento dei figli e le modalità di visita del genitore non affidatario.
Si precisa che soltanto con riguardo alle condizioni relative ai figli, sia di natura economica sia relativamente ai rapporti personali con i genitori, il Tribunale eserciterà un controllo penetrante e qualora ravvisi che le condizioni relative ai figli contrastano con l’interesse di quest’ultimi potrà adottare i provvedimenti provvisori ed urgenti che ritenga necessari nell’interesse dei coniugi e della prole.
Modifica e revoca delle condizioni di divorzio: vedi alla voce corrispondente
Attività svolta da MSconsulenze: MSconsulenze, con competenze specifiche in materia di diritto di famiglia, potrà assistervi nella redazione del RICORSO per divorzio congiunto, oltre che in tutta la procedura antecedente e successiva, attraverso l’avvio di un dialogo con l’altro coniuge, per individuare l’accordo di separazione più adeguato al caso di specie e l’assistenza in giudizio.
Per richiedere una consulenza in materia, si prega di prendere contatto con lo Studio indicando in particolare:
data della prima udienza di comparizione dei coniugi avanti al Presidente del Tribunale per la separazione consensuale/giudiziale;
condizioni della separazione, riproducendo quanto disposto in sentenza/decreto di omologa, specificando se si tratti di separazione consensuale o giudiziale e le ragioni di essa;
luogo di residenza/domicilio di ciascun coniuge;
la presenza di figli (legittimi, legittimati, adottivi) in particolare, se ve ne sono di minori o maggiorenni a carico;
il reddito di ciascun coniuge;
se i coniugi hanno già raggiunto un accordo e in caso affermativo i termini di esso;
laddove i coniugi non abbiano già raggiunto un accordo, ovvero la richiesta sia fatta da uno solo di essi al fine di avviare un dialogo con l’altro coniuge, si prega altresì di indicare:
le condizioni dell’accordo che si intende raggiungere;
nonché ogni altra circostanza significativa, con riserva di richiedere l’indicazione di ulteriori delucidazioni, necessarie all’espletamento dell’attività di assistenza tecnica ed eventuale difesa in giudizio, nonché l’invio della documentazione utile, a seguito dell’accettazione dell’incarico.
Qualora non sia possibile addivenire ad un divorzio congiunto, residua la possibilità di ottenere il divorzio a seguito di un procedimento giudiziale.
Deve pertanto smentirsi la rilevanza della classica minaccia da parte del coniuge: “Non ti darò mai il divorzio”. Il legislatore, infatti, ha previsto la possibilità di ottenere il divorzio nonostante l’opposizione dell’altro coniuge, purché sussistano i presupposti di legge (elencati sotto la voce DIVORZIO).
Tra l’altro, qualora siano pacifici i presupposti per l’ottenimento del divorzio, ma residui tra i coniugi la controversia circa il diritto all’assegno di mantenimento od il suo ammontare, il Tribunale, su richiesta del coniuge che vi abbia interesse, emetterà sentenza non definitiva di divorzio, permettendo così di ottenere subito lo stato libero e proseguendo il giudizio per le sole domande di natura economica.
Il procedimento: la domanda si propone con ricorso avanti al Tribunale del luogo dell’ultima residenza comune dei coniugi, o quello dove il coniuge convenuto ha la residenza o domicilio.
Al ricorso (od alla prima memoria difensiva per il convenuto) vanno allegate le ultime dichiarazioni dei redditi presentate e deve essere dato conto della presenza di figli legittimi, legittimati o adottivi.
La prima udienza si svolge avanti al Presidente del Tribunale, il quale tenta la conciliazione dei coniugi, che devono entrambi essere presenti con il difensore.
Se la conciliazione non riesce, il Presidente emana un’ordinanza nella quale indica i provvedimenti provvisori ed urgenti nell’interesse della prole e dei coniugi (assegno di mantenimento, regolamentazione del diritto di visita…). Nella stessa ordinanza il Presidente nomina il Giudice Istruttore che seguirà la causa nel prosieguo e fisserà la data dell’udienza di comparizione e trattazione davanti a quest’ultimo, quindi il procedimento proseguirà con il rito ordinario.
I tempi: le modifiche introdotte con L. 80/2005 hanno comportato una riduzione (almeno sulla carta) dei tempi necessari per ottenere il divorzio; tuttavia, svolgendosi il procedimento in più udienze, anche a distanza di diversi mesi l’una dall’altra, e implicando talora la necessità di approfondimenti peritali, la sentenza definitiva potrebbe ottenersi, nella prospettiva più ottimista, nell’arco di un anno dalla prima udienza.
Obbligatorietà della presenza del difensore: è obbligatoria l’assistenza del difensore
Condizioni del divorzio: Il Tribunale adotterà tutta una serie di provvedimenti idonei a regolamentare i rapporti tra i coniugi, e tra questi e la prole, sia di ordine personale, sia di tipo patrimoniale.
Attività svolta da MSconsulenze: MSconsulenze, con competenze specifiche in materia di diritto di famiglia, potrà assistervi nella redazione del RICORSO per il divorzio giudiziale (o COMPARSA di COSTITUZIONE se convenuti), oltre che in tutta la procedura antecedente e successiva.
luogo dell’ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza, luogo di residenza o domicilio del coniuge convenuto;
la presenza di figli, legittimi, legittimati o adottivi, in particolare, se ve ne sono di minori o maggiorenni a carico;
il reddito di ciascun coniuge ed eventuali altri cespiti patrimoniali;
motivazioni che hanno portato alla separazione;
nonché ogni altra circostanza significativa, con riserva di richiedere l’indicazione di ulteriori circostanze, necessarie all’espletamento dell’attività di assistenza tecnica ed eventuale difesa in giudizio, nonché l’invio della documentazione utile, a seguito dell’accettazione dell’incarico.
….in corso di divorzio
CONTROVERSIE, INADEMPIENZE O VIOLAZIONI IN CORSO DI CAUSA
Qualora nel corso del procedimento di divorzio sorgano controversie tra i genitori in relazione all’esercizio della potestà od all’affidamento dei figli, è possibile presentare ricorso al Tribunale competente, che adotterà i provvedimenti opportuni.
Nei casi di particolare gravità il Tribunale potrà arrivare a modificare i provvedimenti in essere e disporre ulteriori provvedimenti tra cui: ammonire il genitore, disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori ed a favore del figlio o dell’altro genitore, condannare il genitore inadempiente a pagare una sanzione amministrativa.
Tempi e procedimento: la procedura per ottenere la soluzione delle controversie di cui sopra si esaurisce nell’ambito del procedimento in corso, si tratta Di norme di recente introduzione per le quali non è allo stato rinvenibile una prassi consolidata.
Obbligatorietà dell’assistenza del difensore: è necessaria l’assistenza del difensore.
Attività svolta da MSconsulenze: l’attività di MSconsulenze si sostanzia nella consulenza ed eventuale redazione del RICORSO ( o COMPARSA di COSTITUZIONE se convenuti) ed assistenza in giudizio.
gli estremi del procedimento pendente e lo stato di esso;
i provvedimenti adottati, in ordine ai quali è insorta la controversia;
le inadempienze e gli atti, arrecati pregiudizio al minore od ostacolanti il corretto svolgimento delle modalità di affidamento;
PROVVEDIMENTI PER L'INADEMPIENZA DELL'OBBLIGO DI MANTENIMENTO
Il credito alimentare, che consegue all’attribuzione, in sede di divorzio, di un assegno di mantenimento ad uno dei coniugi per le esigenze proprie e/o per i figli, è tutelabile sia attraverso le disposizioni generali in materia di esecuzione (per le quali si rinvia alla parte relativa al RECUPERO CREDITI), sia attraverso rimedi specifici, la cui peculiarità consiste nel garantire l’adempimento anche per il futuro.
La legge sul divorzio, infatti, prevede una particolare procedura a tutela del diritto all’assegno di mantenimento per il coniuge cui esso sia stato attribuito.
Si tratta di un iter molto semplificato, che non implica l’intervento del Tribunale ed è esperibile direttamente dal coniuge che ha diritto all’assegno, il quale deve: innanzitutto inviare un atto di messa in mora al coniuge obbligato inadempiente; successivamente a ciò dovrà notificare ai terzi, tenuti a corrispondere periodicamente somme di denaro al coniuge obbligato (di norma il datore di lavoro), il provvedimento in cui è stabilita la misura dell’assegno, unitamente all’invito a versare direttamente le somme previste ad esso beneficiario.
Oltre a ciò è anche qui possibile chiedere il sequestro dei beni dell’obbligato.
Tempi e procedimento: è un iter celere, devono essere soltanto rispettati tempi congrui per consentire al coniuge inadempiente di offrire il pagamento del dovuto prima di proseguire nella notifica al terzo. Rimedi sono dettati dalla legge per il caso in cui il terzo si rifiuti di adempiere, in tal caso i tempi aumentano stante la necessità di intraprendere una procedura esecutiva nei confronti del terzo direttamente.
Il sequestro dei beni, invece, deve essere chiesto al GiudicE; per la relativa procedura si rimanda alla sezione relativa al RECUPERO CREDITI.
Obbligatorietà dell’assistenza del difensore: la Legge sul divorzio non prevede l’instaurazione di un procedimento per l’ordine di pagare al terzo, ma soltanto l’invio di atti alla controparte ed al terzo in questione, di conseguenza non si pone il problema dell’assistenza del difensore in giudizio. Diversa sarà la questione dove si renda necessario intraprendere procedura esecutiva a causa dell’inadempimento del terzo o nell’ipotesi in cui sia richiesto il sequestro dei beni dell’obbligato; in tali casi, dovendosi instaurare un giudizio, sarà necessaria l’assistenza del difensore.
Attività svolta da MSconsulenze: l’attività di MSconsulenze si sostanzia nella consulenza ed eventuale redazione dell’atto di messa in mora e della notifica del provvedimento e dell’invito a pagare al terzo, nonché nell’assistenza tecnica e difesa nell’eventuale successivo giudizio di esecuzione in caso di inadempimento del terzo o per la richiesta di sequestro, per le quali si rinvia alla sezione del RECUPERO CREDITI.
gli estremi del procedimento di divorzio e lo stato di esso (se concluso o meno);
i provvedimenti adottati in ordine ai quali è insorta la controversia;
i beni sequestrabili del debitore ovvero i terzi creditori del coniuge inadempiente;
Quanto alla tutela penale delle varie situazioni che possono insorgere in corso od all’esito delle procedure di divorzio, si rinvia alla sezione intitolata “TUTELA PENALE della FAMIGLIA” per l’inquadramento dei vari reati, nonché alla sezione relativa al “DIRITTO PENALE” per la spiegazione delle azioni che si possono intraprendere sia personalmente sia tramite l’ausilio del difensore a tutela dei propri diritti.
In questo paragrafo si fa cenno soltanto al fatto che perlopiù le tematiche relative al mancato adempimento dei provvedimenti assunti nel corso delle procedure di separazione e divorzio potranno dar luogo a responsabilità rispettivamente per i reati di: MANCATA ESECUZIONE DOLOSA di un PROVVEDIMENTO del GIUDICE; VIOLAZIONE degli OBBLIGHI di ASSISTENZA FAMILIARE; SOTTRAZIONE CONSENSUALE DI MINORENNI; SOTTRAZIONE DI PERSONE INCAPACI, alla cui trattazione si fa rinvio.
…..e dopo la sentenza di divorzio
La regolamentazione dei rapporti tra i coniugi, così come determinata a seguito della sentenza di divorzio, non è definitiva ed irrevocabile, vi sono infatti taluni eventi, al ricorrere dei quali lo stato di cose esistente è suscettibile di ulteriore modifica:
MODIFICA DEI PROVVEDIMENTI RELATIVI AL DIVORZIO
Laddove successivamente alla sentenza di divorzio sopravvengano giustificati motivi i coniugi possono chiedere una modifica delle condizioni in essere con ricorso avanti al Tribunale.
Se dopo la sentenza di divorzio sorgano controversie tra i genitori, in relazione all’esercizio della potestà od all’affidamento dei figli, è possibile presentare ricorso al Tribunale del luogo di residenza del minore, il quale adotterà i provvedimenti opportuni.
Nei casi di particolare gravità, il Giudice potrà arrivare a modificare i provvedimenti in essere e disporre ulteriori provvedimenti tra cui: ammonire il genitore, disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori ed a favore del figlio o dell’altro genitore, condannare il genitore inadempiente a pagare una sanzione amministrativa.
Tempi e procedimento: la procedura per ottenere la soluzione delle controversie di cui sopra si svolge nelle forme del procedimento in Camera di Consiglio e di norma si esaurisce in una sola udienza, salva la necessità di rinvio per l’assunzione di mezzi istruttori.
Attività svolta da MSconsulenze: l’attività di MSconsulenze si sostanzia nella consulenza ed eventuale redazione del RICORSO ( o COMPARSA di COSTITUZIONE se convenuti) e consequenziale assistenza tecnica e difesa in giudizio.
se si tratta delle controversie e/o violazioni relative alle modalità di affidamento dei figli/esercizio della potestà genitoriale
luogo di residenza del minore;
estremi atto di matrimonio, con relative annotazioni ( o invio copia integrale atto di matrimonio);
provvedimenti in essere dei quali si assume la violazione o si richiede la modifica;
Si tratta di un iter molto semplificato rispetto a quello previsto per la separazione e che non implica l’intervento del Tribunale ed è esperibile direttamente dal coniuge che ha diritto all’assegno il quale deve: innanzitutto inviare un atto di messa in mora al coniuge obbligato inadempiente; successivamente a ciò dovrà notificare ai terzi, tenuti a corrispondere periodicamente somme di denaro al coniuge obbligato (di norma il datore di lavoro), il provvedimento in cui è stabilita la misura dell’assegno unitamente all’invito a versare direttamente le somme previste ad esso beneficiario.
Tempi e procedimento: è un iter celere devono essere soltanto rispettati tempi congrui per consentire al coniuge inadempiente di offrire il pagamento del dovuto prima di proseguire nella notifica al terzo. Rimedi sono dettati dalla legge per il caso in cui il terzo si rifiuti di adempiere, in tal caso i tempi aumentano stante la necessità di intraprendere una procedura esecutiva nei confronti del terzo direttamente.
Obbligatorietà dell’assistenza del difensore: la Legge sul divorzio non prevede l’instaurazione di un procedimento per l’ordine di pagare al terzo, ma soltanto l’invio di atti alla controparte ed al terzo in questione, di conseguenza non si pone il problema dell’assistenza del difensore in giudizio. Diversa sarà la questione dove si renda necessario intraprendere procedura esecutiva a causa dell’inadempimento del terzo o nell’ipotesi in cui sia richiesto il sequestro dei beni dell’obbligato, in tali casi dovendosi instaurare un giudizio, sarà necessaria l’assistenza del difensore.
Quanto alla tutela penale delle varie situazioni che possono insorgere in corso od all’esito delle procedure di separazione e/o divorzio, si rinvia alla sezione intitolata “TUTELA PENALE della FAMIGLIA” per l’inquadramento dei vari reati, nonché alla sezione relativa al “DIRITTO PENALE” per la spiegazione delle azioni che si possono intraprendere sia personalmente sia tramite l’ausilio del difensore a tutela dei propri diritti.
In questo paragrafo, si fa cenno soltanto al fatto che perlopiù le tematiche relative al mancato adempimento dei provvedimenti assunti nel corso delle procedure di separazione e divorzio potranno dar luogo a responsabilità rispettivamente per i reati di: MANCATA ESECUZIONE DOLOSA di un PROVVEDIMENTO del GIUDICE; VIOLAZIONE degli OBBLIGHI di ASSISTENZA FAMILIARE; SOTTRAZIONE CONSENSUALE DI MINORENNI; SOTTRAZIONE DI PERSONE INCAPACI, alla cui trattazione si fa rinvio.
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