Source: https://www.it.emb-japan.go.jp/territory/senkaku/question-and-answer.html
Timestamp: 2019-02-20 13:35:59+00:00

Document:
Le isole Senkaku ｜ Ministero degli Affari Esteri del Giappone
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Q&A sulle Isole Senkaku
Q1Qual è la posizione generale del governo giapponese riguardo alle isole Senkaku?
Q2Su cosa si fonda la sovranità territoriale del Giappone sulle isole Senkaku?
Q3Quali sono gli esempi concreti dell'effettivo controllo del Giappone sulle isole Senkaku?
Q4Qual è la posizione del governo giapponese riguardo alle rivendicazioni della Cina (e di Taiwan) circa la sovranità territoriale sulle isole Senkaku?
Q5 Il governo cinese asserisce che le isole Senkaku non erano terra nullius ("territorio che non appartiene a stati o privati") come afferma il Giappone, bensì parte integrante del territorio cinese sin dall'antichità; che, secondo documenti storici, furono cittadini cinesi a scoprirle, assegnare loro un nome e usarle prima di chiunque altro; che pescatori cinesi praticavano la pesca e altre attività produttive in quest'area; che la popolazione lungo la costa sud-orientale della Cina si serviva dell'isola Uotsuri come punto di riferimento durante la navigazione. Viene inoltre asserito che, sotto la dinastia Ming, le isole erano già state scoperte e riconosciute dalle ambascerie imperiali della Cina e questi isolotti appartenevano a Taiwan, inclusa nella zona di difesa marittima cinese. Qual è la posizione del governo giapponese a riguardo?
Q6Il governo cinese afferma che le mappe tracciate in Cina o in altri paesi, tra cui il Giappone, prima dell'Ottocento mostrano che le isole Senkaku appartengono alla Cina. Qual è la posizione del Giappone a riguardo?
Q7Il governo cinese afferma che il Giappone si è impadronito delle isole Senkaku durante la guerra sino-giapponese e che Taiwan, tutte le isole che ne fanno parte e le isole Pescadores furono cedute, successivamente,al Giappone in base a un trattato ingiusto, il Trattato di Shimonoseki, a conclusione di quella guerra, e che furono così integrate al territorio giapponese. Qual è la posizione del governo giapponese a riguardo?
Q8 Il governo cinese, riferendosi a una lettera inviata nel 1885 dall'allora Ministro degli esteri giapponese all'allora Ministro degli interni, asserisce che il governo Meiji riconoscesse le isole Senkaku come territorio cinese prima che fossero integrate alla prefettura di Okinawa. Qual è il punto di vista del governo giapponese a riguardo?
Q9Al momento dell'incorporazione delle isole Senkaku nel 1895, il Giappone effettuò ricerche approfondite?
Q10Il governo giapponese non ha mai reso pubblica la delibera del Consiglio del 1895, tenendola segreta, non è così?
Q11Il governo cinese asserisce che come risultato dell'accettazione della Dichiarazione del Cairo del 1943 e della successiva Dichiarazione di Potsdam del 1945 da parte del Giappone, le isole Senkaku, in quanto appartenenti a Taiwan, sono state restituite alla Cina insieme a Taiwan. Inoltre, afferma che le isole Nansei Shoto poste sotto l'amministrazione degli Stati Uniti nei termini stabiliti con il Trattato di pace di San Francisco, siglato escludendo la Cina, non includono le isole Senkaku; che il governo degli Stati Uniti, nel dicembre del 1953, annunciò "la delimitazione geografica delle isole Ryukyu" e allargò unilateralmente l'ambito giurisdizionale degli Stati Uniti; che quando i diritti di amministrazione di Okinawa furono restituiti al Giappone nel 1971, le isole Senkaku furono incluse nel territorio da restituire al Giappone e che il governo cinese non le ha mai riconosciute come tali. Qual è il punto di vista del governo giapponese a riguardo?
Q12Taiwan (Repubblica cinese) a parte, la Cina (Repubblica popolare cinese) non era contraria al trattamento delle isole Senkaku nel Trattato di pace di San Francisco?
Q13Il governo cinese sostiene che la presa di posizione e l'approccio del Giappone riguardo alle isole Senkaku siano un'evidente negazione degli esiti vittoriosi della Seconda guerra mondiale contro il fascismo e costituiscano una grave sfida all'ordine internazionale post-bellico e agli obiettivi e principi della Carta delle Nazioni Unite. Come risponde il Giappone a riguardo?
Q14Il governo cinese sostiene che nel corso delle negoziazioni che hanno portato alla normalizzazione dei rapporti tra Giappone e Cina nel 1972 e alla siglatura del Trattato di pace e di amicizia nel 1978, "i leader di entrambe le parti hanno sviluppato un'importante comprensione e reciproco riconoscimento riguardo al differimento della questione delle isole Senkaku, lasciando che la soluzione avvenga in futuro". Come risponde il Giappone in merito?
Q15Qual è la posizione del governo degli Stati Uniti riguardo alle isole Senkaku?
Q16La Cina si oppone fermamente all'acquisizione di proprietà di tre isole Senkaku da parte del Giappone avvenuta nel settembre 2012. Come risponde il governo giapponese a questa obiezione?
A1Alla luce dei fatti storici e in base al diritto internazionale, le isole Senkaku sono chiaramente e senza dubbio parte integrante del territorio giapponese e poste sotto il legittimo controllo del Giappone. Non esistono perciò questioni di sovranità territoriale da risolvere riguardo alle isole Senkaku.
Le isole Senkaku non fanno parte dei territori a cui il Giappone ha rinunciato in base all'articolo 2 del Trattato di pace di San Francisco del 1951, che definisce giuridicamente il territorio giapponese dopo la seconda guerra mondiale. In virtù dell'articolo 3 del Trattato, le isole furono poste sotto l'amministrazione degli Stati Uniti come facenti parte delle isole Nansei Shoto. Le isole Senkaku sono incluse nella zona i cui diritti amministrativi sono stati restituiti al Giappone come stabilito con l'Accordo tra Giappone e Stati Uniti d'America concernente le isole Ryukyu e le isole Daito, entrato in vigore nel 1972.
Le isole Senkaku sono storicamente e coerentemente parte delle isole Nansei Shoto, anch'esse territorio del Giappone. A partire dal 1885, il governo giapponese effettuò accurati accertamenti tramite enti della prefettura di Okinawa e altri mezzi. Oltre a confermare che le isole Senkaku erano disabitate, le perizie servirono a constatare l'assenza di tracce che testimoniassero forme di controllo da parte della Cina della dinastia Qing. Sulla base di queste conferme, il governo giapponese decise, con la delibera del Consiglio dei ministri del 14 gennaio 1895, di erigere sulle isole dei marcatori per includere formalmente le Senkaku nel territorio giapponese. Queste misure furono adottate nell'osservanza di metodi di debita acquisizione della sovranità territoriale approvati internazionalmente e in ottemperanza al diritto internazionale (occupazione di terra nullius). Le isole Senkaku non fanno parte di Formosa (Taiwan) e delle isole Pescadores cedute al Giappone dalla dinastia Qing in virtù dell'articolo II del Trattato di Shimonoseki, siglato nell'aprile del 1895.
【Documentazione di riferimento: Articolo 2 del Trattato di pace di San Francisco】
(b) Il Giappone rinuncia a ogni diritto, titolo e rivendicazione su Formosa e le Pescadores.
【Documentazione di riferimento: Articolo 3 del Trattato di pace di San Francisco】
Il Giappone acconsente a qualsivoglia proposta da parte degli Stati Uniti alle Nazioni Unite di porre sotto amministrazione fiduciaria, con gli Stati Uniti come unica autorità amministrativa, Nansei Shoto a sud del 29° di latitudine nord (incluse le isole Ryukyu e le isole Daito), Nanpo Shoto a sud di Sofu Gan (incluse le isole Bonin, l'isola Rosario e le isole Volcano), Parece Vela e l'isola Marcus. Fino al momento dell'avvenuta proposta e della relativa approvazione, gli Stati Uniti avranno il diritto di esercitare ogni e qualsiasi potere esecutivo, legislativo e giudiziario sul territorio e gli abitanti di queste isole, acque territoriali incluse.
【Documentazione di riferimento: Articolo I dell'Accordo tra Giappone e Stati Uniti d'America concernente le isole Ryukyu e le isole Daito】
2. In virtù del presente Accordo, il termine "isole Ryukyu e isole Daito" indica tutti i territori e le relative acque territoriali sui quali è stato accordato agli Stati Uniti il diritto all'esercizio di ogni e qualsiasi potere esecutivo, legislativo e giudiziario in base all'articolo 3 del Trattato di Pace con il Giappone, esclusi quelli per i quali tali poteri sono già stati restituiti al Giappone come stabilito con l'Accordo sulle isole Amami e l'Accordo su Nanpo Shoto e altre isole siglati da Giappone e Stati Uniti d'America rispettivamente il 24 dicembre 1953 e il 5 aprile 1968.
【Documentazione di riferimento: Articolo II dell'Accordo tra Giappone e Stati Uniti d'America concernente le isole Ryukyu e le isole Daito】
Si conferma che i trattati, le convenzioni e gli altri accordi stabiliti tra Giappone e Stati Uniti d'America inclusi, ma senza limitazione, il Trattato di mutua cooperazione e sicurezza tra Giappone e Stati Uniti d'America siglato a Washington il 19 gennaio 1960, e relative intese, e il Trattato di amicizia, commercio e navigazione tra Giappone e Stati Uniti d'America, siglato a Tokyo il 2 aprile 1953, divengono applicabili alle isole Ryukyu e alle isole Daito nella data di entrata in vigore del presente accordo.
【Documentazione di riferimento: Accordo tra Giappone e Stati Uniti d'America concernente le isole Ryukyu e le isole Daito (verbale approvato)】
Riguardo all'articolo I:
I territori definiti nel paragrafo 2 dell'articolo I sono quelli posti sotto l'amministrazione degli Stati Uniti d'America in base all'articolo 3 del Trattato di pace con il Giappone e, come stabilito nella Proclamazione di amministrazione civile n. 27 del 25 dicembre 1953, si tratta di tutte le isole, isolette, atolli e rocce situati nell'area delimitata dalle linee rette che collegano le seguenti coordinate secondo l'ordine elencato:
Latitudine nord / Longitudine est
28 gradi / 124 gradi 40 minuti
24 gradi / 122 gradi
24 gradi / 133 gradi
27 gradi / 131 gradi 50 minuti
27 gradi / 128 gradi 18 minuti
28 gradi / 128 gradi 18 minuti
Un cittadino residente nella prefettura di Okinawa dedito a varie attività tra cui, dal 1884 circa, la pesca in prossimità delle isole Senkaku, fece domanda affinché le isole gli fossero concesse in locazione e ottenne l'approvazione dal governo Meiji nel 1896. In seguito all'approvazione, inviò dei lavoratori sulle isole e diresse le seguenti attività: raccolta di piume, essiccazione di tonnetti striati, raccolta di corallo, allevamento di bestiame, lavorazione di prodotti in scatola e raccolta di fosfato minerale derivato da guano (escrementi di uccelli utilizzati come combustibile). Il fatto che il governo Meiji abbia concesso l'uso delle isole Senkaku a un singolo che, grazie all'approvazione, poté a sua volta svolgere le attività di cui sopra, dimostra l'effettivo controllo del Giappone sulle isole.
Prima della seconda guerra mondiale, il governo centrale e il governo della prefettura di Okinawa condussero sulle isole Senkaku attività tra cui indagini sul campo.
Dopo la seconda guerra mondiale, essendo le isole Senkaku state poste sotto l'amministrazione degli Stati Uniti come facenti parte delle Nansei Shoto in base all'articolo 3 del Trattato di pace di San Francisco, il Giappone non poté esercitare su di esse il proprio controllo diretto finché non gli furono restituiti i diritti amministrativi il 15 maggio 1972. Tuttavia, anche durante quel periodo, le isole restarono parte integrante del territorio giapponese e lo stato giuridico, che stabiliva che nessuna nazione straniera aveva diritti su di esse, con la sola eccezione dei diritti amministrativi che gli Stati Uniti erano autorizzati a esercitare sulle isole in base al Trattato di pace di San Francisco, era garantito dall'effettivo controllo da parte dell'amministrazione civile degli Stati Uniti sulle isole Ryukyu e dal governo delle isole Ryukyu.
Qui di seguito sono riportati alcuni esempi di controllo effettivo in seguito alla restituzione al Giappone dei diritti amministrativi su Okinawa, isole Senkaku incluse.
(1) Pattugliamento e applicazione della legge (ad esempio, in casi di pesca illegale da parte di imbarcazioni straniere).
(2) Riscossione delle tasse dai proprietari delle isole di proprietà privata (Kuba).
(3) Amministrazione in quanto terreno demaniale (isola Taisho, Uotsuri etc.).
(4) Riguardo alle isole Kuba e Taisho, il governo giapponese le ha offerte agli Stati Uniti a partire dal 1972 come strutture/distretti del territorio giapponese in base all'Accordo sullo status delle forze armate tra Giappone e Stati Uniti.
(5) Attività di ricerca condotte dal governo centrale e dal governo della prefettura di Okinawa, ad esempio, ricerche sull'utilizzo e lo sviluppo condotte dall'Agenzia per lo sviluppo di Okinawa (costruzione di un eliporto temporaneo etc.) (1979), ricerche ittiche condotte dalla prefettura di Okinawa (1981), ricerche sugli albatros commissionate dall'Agenzia per l'ambiente (1994).
La posizione del governo giapponese riguardo alle asserzioni della Cina (e di Taiwan)
Nessuno dei punti sollevati dal governo cinese e dalle autorità di Taiwan a titolo di prova storica, geografica o geologica costituisce, alla luce del diritto internazionale, valido fondamento a sostegno della loro sovranità sulle isole.
Inoltre, è solamente a partire dagli anni Settanta che il governo cinese e le autorità di Taiwan hanno cominciato a fare asserzioni riguardo alle isole Senkaku, dopo che una ricerca scientifica condotta nell'autunno del 1968 da un’agenzia dell'ONU aveva indicato la possibile presenza di risorse petrolifere nel Mar Cinese Orientale, concentrando così l'attenzione sulla zona. Fino ad allora non era stata espressa alcuna obiezione, nemmeno riguardo al fatto che le isole facessero parte dell'area su cui gli Stati Uniti hanno esercitato i diritti amministrativi in base all'articolo 3 del Trattato di pace di San Francisco. La Cina non ha mai fornito spiegazioni sul perché non abbia mai espresso obiezioni.
In una lettera di ringraziamento datata maggio 1920 e inviata dall'allora console della Repubblica cinese a Nagasaki in riferimento all’incidente in cui furono coinvolti pescatori cinesi della provincia di Fujian che si trovavano nei pressi delle isole Senkaku si parla di "isole Senkaku, nel distretto di Yaeyama, prefettura di Okinawa, impero del Giappone". Inoltre, in un articolo intitolato "La lotta della popolazione delle isole Ryukyu contro l'occupazione americana" apparso sul quotidiano cinese Renmin Ribao l'8 gennaio 1953 è specificato chiaramente che le Ryukyu sono costituite da sette gruppi di isole, tra cui le Senkaku. A ciò si aggiunge un atlante geografico, pubblicato da una casa editrice cinese nel 1958 (e ristampato nel 1960), in cui le isole Senkaku sono descritte esplicitamente come "gruppo di isole Senkaku" e considerate come facenti parte di Okinawa. Inoltre, a partire dagli anni Cinquanta, l'esercito statunitense ha utilizzato alcune delle isole Senkaku (Taisho e Kuba) come poligono di tiro e lancio di bombe quando queste erano sotto l'amministrazione degli Stati Uniti, ma non ci sono testimonianze riguardo a proteste da parte della Cina in quel periodo.
【Materiale di riferimento: L'origine delle asserzioni da parte della Cina (e di Taiwan)】
Nell'autunno del 1968, una ricerca universitaria condotta da esperti giapponesi, taiwanesi e coreani in collaborazione con la Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Asia e l'Estremo Oriente (ECAFE) indicò possibili risorse petrolifere nel Mare Cinese Orientale e l'attenzione si concentrò sulle isole Senkaku.
【Materiale di riferimento: Lettera di ringraziamento dal Console della Repubblica cinese a Nagasaki】(traduzione provvisoria)
Nell'inverno dell'VIII anno (1919) della Repubblica cinese, trentuno pescatori provenienti da Hui'an, nella provincia di Fujian, in seguito a una tempesta sono naufragati sull'isola Wayo delle isole Senkaku, nel distretto di Yaeyama, prefettura di Okinawa, impero del Giappone.
Grazie all'impegno dimostrato nelle operazioni di soccorso da parte degli abitanti del villaggio di Ishigaki, nel distretto di Yaeyama, impero del Giappone, i pescatori hanno potuto fare ritorno sani e salvi. Con profonda commozione e ammirazione, desidero esprimere con questa lettera la mia gratitudine agli abitanti del villaggio che hanno altruisticamente offerto soccorso. Feng Mien, console della Repubblica cinese a Nagasaki
20 maggio, IX anno (1920) della Repubblica cinese
【Materiale di riferimento: "La lotta della popolazione delle isole Ryukyu contro l'occupazione americana", articolo pubblicato sul quotidiano cinese Renmin Ribao l'8 gennaio 1953】(estratto, traduzione provvisioria)
"Le isole Ryukyu sono disseminate nelle acque tra la zona nord-orientale di Taiwan del nostro paese (nota: la Cina, qui e in seguito) e la zona sud-occidentale del Kyushu, Giappone. Sono formate da sette gruppi di isole: Senkaku, Sakishima, Daito, Okinawa, Oshima, Tokara e Osumi. Ognuno è formato da isole sia piccole che grandi e ce ne sono più di cinquanta con un nome e circa quattrocento senza. Complessivamente ricoprono un'area di 4670 chilometri quadrati. La più estesa è l'isola di Okinawa, nelle omonime isole, con una superficie di 1211 chilometri quadrati. La seconda isola per grandezza è Amami Oshima, nelle isole Oshima (Amami), che si estende su 730 chilometri quadrati. Le isole Ryukyu ricoprono più di 1000 chilometri, entro i quali si trovano il nostro Mar Cinese Orientale (Mare Orientale in cinese) e al di là dei quali si trovano le acque internazionali dell'Oceano Pacifico."
【Materiale di riferimento: "Atlante geografico" (1958, ristampato nel 1960)】
Atlantepubblicato nel 1958 da una casa editrice cinese specializzata. Le isole Senkaku vengono chiaramente identificate come "gruppo di isole Senkaku" e trattate come facenti parte di Okinawa. La Cina sostiene che l'atlante in questione rechi una nota in cui si afferma che "parte del confine nazionale con la Cina è basato sull'atlante redatto prima della guerra anti-giapponese (vale a dire quando Taiwan era una colonia del Giappone)" e che i contenuti dell'atlante pubblicato nel 1958 non convalidano la tesi che il governo cinese abbia riconosciuto all'epoca il controllo giapponese sulle isole Senkaku. Tuttavia, il testo originale della nota riporta solamente che "i confini nazionali della Cina su questo atlante sono stati tracciati in base all'atlante dello Shen Bao (quotidiano cinese dell'epoca) prima della liberazione dall'occupazione giapponese (testo in cinese: 本図集中国部分的国界線根据解放前申報地図絵制)". Non è chiaro quale sia precisamente la parte antecedente la liberazione. In questo atlante, Taiwan è identificata come parte della "Repubblica popolare cinese" mentre le isole Senkaku sono identificate come "il gruppo di isole Senkaku". È innaturale che la Cina abbia continuato a usare l'espressione risalente a quando Taiwan era una colonia del Giappone solo per le isole Senkaku, che secondo la Cina appartengono a Taiwan.
Q5Il governo cinese asserisce che le isole Senkaku non erano terra nullius ("territorio che non appartiene a stati o privati") come afferma il Giappone, bensì parte integrante del territorio cinese sin dall'antichità; che, secondo documenti storici, furono cittadini cinesi a scoprirle, assegnare loro un nome e usarle prima di chiunque altro; che pescatori cinesi praticavano la pesca e altre attività produttive in quest'area; che la popolazione lungo la costa sud-orientale della Cina si serviva dell'isola Uotsuri come punto di riferimento durante la navigazione. Viene inoltre asserito che, sotto la dinastia Ming, le isole erano già state scoperte e riconosciute dalle ambascerie imperiali della Cina e questi isolotti appartenevano a Taiwan, inclusa nella zona di difesa marittima cinese. Qual è la posizione del governo giapponese a riguardo?
Il Giappone ha integrato le isole alla prefettura di Okinawa dopo avere condotto approfondite indagini a partire dal 1885, dopo il sicuro accertamento che fossero non solo disabitate, ma che non vi fossero tracce che testimoniassero il controllo da parte di altri stati, Cina inclusa.
Nessuna delle argomentazioni presentate dal governo cinese o dalle autorità taiwanesi a titolo di prova storica, geografica o geologica a sostegno dell'asserzione della Cina circa la propria sovranità territoriale sulle isole Senkaku costituisce fondamento valido in base al diritto internazionale. Secondo il diritto internazionale, ad esempio, la scoperta di un'isola o la prossimità geografica non comprovano, di per sé, nessuna pretesa di sovranità territoriale. Di recente, la Cina afferma che, storicamente, le isole Senkaku sono state un proprio possesso (e che quindi non sarebbero state terra nullius) in base a numerosi documenti storici e mappe conservati in Cina. Tuttavia, i contenuti di tali documenti, se si esaminano i testi originali, sono del tutto insufficienti ad avallare l'asserzione. Nei dettagli,
(i) la Cina afferma che negli Annali delle ambascerie conferenti titolo nelle Ryukyu (Shi Liu Qiu Lu, 1534) stilati da Chen Kan, ambasciatore imperiale conferente della corte Ming, si dice chiaramente che "la nave ha superato Diaoyu Dao, Huangmao Yu, Chi Yu… Dopodiché è apparso alla vista il monte Gumi, dove comincia il territorio di Ryukyu" e dal momento che il monte Gumi è l'attuale isola Kume, significa che le isole Senkaku, che si trovano a ovest di Kume, erano territorio cinese. La Cina afferma anche che negli Annali delle missive di Chong-shan (Zhong Shan Chuan Xin Lu, 1719), Xu Baoguang asserisce che "姑米島琉球西南方界上鎮山" ("Gumi è il monte sul confine sud-orientale di Ryukyu") e che su ciò si fonda l'asserzione che l'area a ovest dell'isola Kume apparteneva alla Cina. Tuttavia, nonostante questi documenti dichiarino che Kume apparteneva a Ryukyu, non è presente alcun riferimento riguardo all'appartenza delle isole Senkaku, a ovest dell'isola, alla dinastia cinese Ming o Qing.
(ii) La Cina afferma inoltre che nel Compendio illustrato sulla sicurezza marittima (Chou Hai Tu Bian, 1561) redatto da Hu Zongxian le isole Senkaku erano riportate sulla Mappa delle montagne costiere e delle spiagge (Yan Hai Shan Sha Tu) e che questi gruppi di isole erano poste sotto la giurisdizione della difesa costiera della corte Ming. Nel libro, tuttavia, non viene esplicitato se questi gruppi di isole fossero all'interno della difesa costiera della corte Ming. Il semplice fatto che le isole Senkaku siano riportate sulla mappa non significa che all'epoca fossero comunemente considerate territorio cinese.
Indagini compiute in Giappone hanno invece confermato l'esistenza di esempi che mostrano che, a partire dal XX secolo e anche negli Cinquanta e Sessanta, la Cina riconosceva le isole Senkaku come territorio giapponese. Ad esempio:
(i) A partire dagli anni Cinquanta, l'esercito statunitense si servì di parte delle isole Senkaku (Taisho e Kuba) come poligono di tiro elancio quando queste erano amministrate dagli Stati Uniti, ma non esistono testimonianze riguardo a proteste da parte della Cina in quel periodo.
(ii) In una lettera di ringraziamento del maggio 1920 inviata dall'allora console della Repubblica cinese a Nagasaki e riguardante il naufragio di pescatori cinesi della provincia di Fujian nelle isole Senkaku si parla di "isole Senkaku, nel distretto di Yaeyama, prefettura di Okinawa, impero del Giappone".
(iii) In un articolo pubblicato in data 8 gennaio 1953 sul Renmin Ribao e intitolato "La lotta della popolazione delle isole Ryukyu contro l'occupazione americana" si legge che le Ryukyu sono formate da sette gruppi di isole, tra cui le Senkaku.
(iv) Sull'atlante pubblicato nel 1958 (e ristampato nel 1960) da una casa editrice cinese specializzata, le isole Senkaku vengono chiaramente indicate come "il gruppo delle isole Senkaku" e sono considerate parte di Okinawa.
Gli scopi delle mappe e i cartografi possono essere vari e l'esistenza di un mappa non comprova, di per sé, asserzioni riguardo alla sovranità territoriale. Dal 1885, il governo del Giappone ha condotto approfondite indagini sulle isole Senkaku tramite enti della prefettura di Okinawa e altri mezzi. Da queste indagini è emerso non solo che le isole Senkaku erano disabitate, ma anche che non esistono tracce di controllo da parte della dinastia Qing. Sulla base di queste conferme, il governo giapponese decise, con la delibera del Consiglio dei ministri del 14 gennaio 1895, di erigere sulle isole dei marcatori per includere formalmente le Senkaku nel territorio giapponese. Nello stesso tempo, non è stata fornita nessuna prova che, alla luce del diritto internazionale, dimostri che la Cina stabilì la propria sovranità sulle isole Senkaku prima che il Giappone le includesse nel proprio territorio nel 1895. È solo a partire dagli anni Settanta che il governo cinese ha cominciato a fare rivendicazioni sulle isole Senkaku.
Non è chiaro se la mappa contenuta nella Presentazione illustrata di tre paesi (1785) di Shihei Hayashi, che la Cina cita come uno degli esempi convalidanti le proprie asserzioni, sia stata tracciata allo scopo di riconoscere i territori dell'epoca. In primo luogo, non denota un’accurata conoscenza, come dimostrato, ad esempio, dal fatto che sulla mappa la superficie di Taiwan è solo un terzo di quella dell'isola principale di Okinawa.
Nonostante il Trattato di Shimonoseki non definisca in maniera chiara la delimitazione geografica dell'isola di Formosa e delle isole che fanno capo o appartengono a Formosa cedute al Giappone dalla dinastia Qing, nulla nella storia dei negoziati (o in altri ambiti) avalla l'interpretazione che l'articolo 2b del Trattato consideri le isole Senkaku come facenti parte dell'isola di Formosa e delle isole che vi fanno capo o appartengono.
Da questi fatti risulta evidente che, sia prima che dopo la guerra sino-giapponese, il governo del Giappone non ha mai considerato né trattato le isole Senkaku come facenti parte dell'isola di Taiwan o delle isole ad essa facenti riferimento o appartententi, parte dell'impero cinese della dinastia Qing. È perciò chiaro che le isole Senkaku non potevano in nessun modo essere incluse tra le cessioni stabilite con il Trattato di Shimonoseki.
Inoltre, con il Trattato di pace sino-giapponese del 1952 si riconosce che il Giappone ha rinunciato a ogni diritto, titolo e rivendicazione su Taiwan, le Pescadores e altre isole, in base all'articolo 2 del Trattato di pace di San Francisco. Su questi presupposti, la sovranità territoriale sulle isole Senkaku non è stata in nessun modo messa in discussione durante i negoziati per il Trattato di pace sino-giapponese. Ciò significa che il fatto che le isole Senkaku fossero territorio giapponese anche in precedenza fu considerato legittima premessa.
Q8Il governo cinese, riferendosi a una lettera inviata nel 1885 dall'allora Ministro degli esteri giapponese all'allora Ministro degli interni, asserisce che il governo Meiji riconoscesse le isole Senkaku come territorio cinese prima che fossero integrate alla prefettura di Okinawa. Qual è il punto di vista del governo giapponese a riguardo?
La lettera del 1885 scritta dal Ministro degli esteri è un documento che fa parte del processo volto all'integrazione delle isole ed è vero che fa riferimento alla posizione della dinastia Qing. Tuttavia, l'interpretazione secondo la quale il governo giapponese avrebbe riconosciuto che le isole Senkaku erano territorio appartenente alla dinastia Qing non è plausibile. Al contrario, il documento dimostra come il Giappone abbia compiuto il processo di integrazione in maniera cauta e attenta, sulla premessa che le Senkaku non appartenevano alla dinastia Qing. Il fatto che il Ministro degli esteri, con la sua lettera, si sia mostrato favorevole a un'indagine in loco testimonia chiaramente che il Giappone non considerava le isole Senkaku come territorio della dinastia Qing.
Inoltre, nella sua lettera al Ministro degli esteri nel 1885, il Ministro degli interni dichiarò chiaramente che sulle isole Senkaku non ci sono tracce di controllo da parte della dinastia Qing.
【Materiale di riferimento 1: Lettera del 21 ottobre 1885 inviata dal Ministro degli esteri Inoue al Ministro degli interni Yamagata】
"Riguardo alle isole di cui sopra (nota: le isole Senkaku), esse si trovano in prossimità del confine nazionale con l'impero Qing e, come constatato tramite indagini sul campo, sono più piccole delle isole Daito e, in particolare, il nome è stato attribuito dalla dinastia Qing. In questi ultimi tempi, quotidiani e altre fonti cinesi hanno sparso voci secondo le quali, ad esempio, il nostro paese occuperà le isole in prossimità di Taiwan appartenenti all'impero Qing e ciò sta destando sospetti e frequenti richiami alla prudenza da parte del governo Qing. Prendere misure quali erigere marcatori territoriali insospettirebbe l'impero Qing. Dovremmo perciò limitarci a condurre indagini sulle isole e ottenere resoconti, ad esempio sulla morfologia dei porti e sulle prospettive relative all'uso dei terreni e alla produttività locale. È opportuno rimandare a data da destinarsi la costruzione di segnali, lavorare la terra e altre iniziative."
【Materiale di riferimento: Lettera del 9 ottobre 1885 inviata dal Ministro degli interni Yamagata al Ministro degli esteri Inoue】
"(Omissis) Progetto di relazione al Gran consiglio di Stato riguardo alle indagini sull'isola Kumeakashima e altre due isole disabitate poste tra la prefettura di Okinawa e Fuzhou dell'impero Qing, il governo prefetturale ha presentato una relazione come dal documento allegato (nota: una relazione presentata dal governatore di Okinawa al Ministro degli interni Yamagata il 22 settembre 1885, appendice 2). Le isole di cui sopra sono le stesse citate negli Annali delle missive di Chong-shan, menzionate come mero punto di riferimento per la navigazione, e non mostrano alcuna traccia di essere state state sotto il controllo della dinastia Qing e la denominazione delle isole adottata da noi e loro è differente. Esse fanno parte delle isole disabitate nei pressi di Miyako, Yaeyama e altre sotto il controllo di Okinawa e, di conseguenza, si ritiene che indagini da parte della prefettura e la costruzione di marcatori nazionali non creino problemi."
Le isole Senkaku sono state oggetto di approfondite indagini condotte dal governo giapponese tramite enti della prefettura di Okinawa e altri mezzi a partire dal 1885. Attraverso queste indagini fu confermato che le isole Senkaku non solo erano disabitate, ma anche che non mostravano alcuna traccia di essere state sotto il controllo della dinastia Qing. In base a queste conferme, il 14 gennaio 1895 il governo giapponese emanò una delibera del Consiglio al fine di erigere marcatori sulle isole per incorporare formalmente le Senkaku nel territorio del Giappone. Queste misure furono messe in atto conformemente ai metodi di debita acquisizione della sovranità territoriale in osservanza del diritto internazionale (occupazione di terra nullius).
【Riferimento】
Tra gli altri fatti chiave riguardanti i preparativi del Giappone all'incorporazione territoriale prima della guerra sino-giapponese figurano: (1) Come riferito in relazioni presentate il 22 settembre e il 5 novembre 1885 dal governatore di Okinawa al Ministro degli interni, indagini concernenti le isole Senkaku furono condotte dalla prefettura di Okinawa su ordinanza del Ministro degli interni; tra queste, figura un'indagine effettuata nel 1885 verso la fine di ottobre a bordo dell'imbarcazione di pattugliamento Izumomaru presa a noleggio da Nippon Yusen e una relazione fu in seguito presentata al governo centrale. (2) Stando alle date di partenza e arrivo della nave da guerra Kongo nel 1887, la nave salpò da Naha nel giugno di quell'anno diretta verso il gruppo di isole Sakishima (in direzione delle isole Senkaku) con a bordo il tenente di vascello Kato, a capo di una squadra di ricerca nel Dipartimento per la navigazione. Nihon Suiro Shi (Giornale delle rotte marittime del Giappone, pubblicato nel 1894) e altre pubblicazioni contengono descrizioni di Uotsuri e di altre isole basate su rilevazioni sperimentali da indagini sul campo) del tenente Kato nel 1887 e 1888.
È vero che la delibera del Consiglio del 1895 non fu resa pubblica, ma all'epoca era così per ogni delibera, in generale. Dopo la suddetta delibera, il Giappone esercitò apertamente la propria sovranità sulle isole Senkaku, ad esempio con il rilascio di permessi di locazione e indagini sul campo compiute dal governo centrale e dal governo della prefettura di Okinawa, manifestando in modo evidente le proprie intenzioni di sovranità sulle isole. Il diritto internazionale non prevede l'obbligo di notificare ad altri paesi l'intento di un governo di occupare terra nullius.
La Dichiarazione del Cairo e la Dichiarazione di Potsdam stabiliscono le politiche fondamentali di assetto post-bellico delle Forze alleate. In queste dichiarazioni non esistono prove che dimostrino che le Forze alleate, Repubblica cinese inclusa, abbiano riconosciuto le isole Senkaku come facenti parte "delle isole appartenenti a Formosa (Taiwan)" di cui nella Dichiarazione del Cairo.
In ogni caso, la disposizione dei territori in seguito a guerre viene stabilita in ultima istanza attraverso accordi internazionali quali i trattati di pace. Nel caso della Seconda guerra mondiale, il Trattato di pace di San Francisco definisce giuridicamente il territorio del Giappone post-bellico. Né la Dichiarazione del Cairo né la Dichiarazione di Potsdam hanno validità giuridica definitiva riguardo alla disposizione del territorio del Giappone.
In base all'articolo 2 (b) del Trattato di pace di San Francisco, il Giappone ha rinunciato alla sovranità territoriale su Formosa (Taiwan) e sulle isole Pescadores, cedute dalla Cina dopo la guerra sino-giapponese. Tuttavia, come dichiarato nel trattato, le isole Senkaku non fanno parte di "Taiwan e delle Pescadores". In base all'articolo 3 del Trattato di pace di San Francisco, gli Stati Uniti, infatti, esercitarono i loro diritti di amministrazione sulle isole Senkaku in quanto parte delle isole Nansei Shoto. Le isole sono esplicitamente incluse nella zona i cui diritti amministrativi sono stati resi al Giappone con la restituzione di Okinawa avvenuta nel 1972.
Quando fu siglato il Trattato di pace di San Francisco, le isole Senkaku rimasero territorio del Giappone e nessuna delle maggiori Forze alleate interessate - Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Cina (Repubblica cinese e Repubblica popolare cinese) sollevò obiezioni. Al contrario, in un articolo pubblicato in data 8 gennaio 1953 sul Renmin Ribao e intitolato "La lotta della popolazione delle isole Ryukyu contro l'occupazione americana", la Cina critica gli Stati Uniti per avere occupato, contro la volontà della popolazione locale, le isole Ryukyu, riguardo alle quali né nella Dichiarazione del Cairo né nella Dichiarazione di Potsdam era ancora stato deciso nulla in merito all'amministrazione fiduciaria. Nell'articolo si dichiara che le isole Ryukyu includono sette gruppi di isole, tra cui le Senkaku, riconoscendo così che le isole Senkaku fanno parte delle isole Ryukyu. Nonostante la Cina non fosse firmataria del Trattato di pace di San Francisco, il Giappone firmò il Trattato di pace sino-giapponese con la Repubblica cinese (Taiwan), all'epoca riconosciuta. Con il Trattato di pace sino-giapponese è stato approvato che il Giappone ha rinunciato a ogni diritto, titolo e rivendicazione su Formosa, le Pescadores etc., in osservanza dell'articolo 2 del Trattato di pace di San Francisco, ma nel corso delle relative negoziazioni le isole Senkaku, il cui status di territorio giapponese rimaneva invariato, non sono mai state oggetto di discussione. Ciò significa che il fatto che le isole Senkaku siano territorio del Giappone da prima di quel periodo è stato considerato legittima premessa.
In seguito a un'indagine condotta nell'autunno del 1968 da un Agenzia delle Nazioni Unite sulla possibile presenza di risorse petrolifere nel Mare Cinese Orientale, l'attenzione si è focalizzata sulle isole Senkaku. È solo a partire dagli Settanta che il governo cinese e le autorità di Taiwan hanno cominciato a sollevare pretese territoriali. Prima di quel periodo non è mai stata fatta obiezione al fatto che, come stabilito con l'articolo 3 del Trattato di pace di San Francisco, le isole Senkaku fossero incluse nella zona posta sotto l'amministrazione degli Stati Uniti. Il governo cinese non ha mai fornito chiare spiegazioni sui motivi per cui non sono mai state fatte obiezioni.
Il trattamento delle isole Senkaku in seguito alla siglatura del Trattato di pace di San Francisco era di pubblico dominio a livello internazionale e la Repubblica popolare cinese non poteva in alcun modo affermare di esserne stata all'oscuro all'epoca. A conferma di ciò, nell'articolo "La lotta della popolazione delle isole Ryukyu contro l'occupazione americana" pubblicato in data 8 gennaio 1953 sul Renmin Ribao, organo del Partito comunista cinese, le isole Senkaku vengono esplicitamente incluse tra le isole Ryukyu, all'epoca amministrate dagli Stati Uniti. In seguito, fino agli anni Settanta, la Repubblica popolare cinese non ha sollevato alcuna obiezione al fatto che le isole Senkaku fossero incluse nella zona posta sotto l'amministrazione statunitense in osservanza dell'articolo 3 del Trattato di pace di San Francisco. La Cina non ha mai fornito delucidazioni in merito alla mancata obiezione.
【Materiale di riferimento: Estratti rilevanti dalla Dichiarazione del Cairo (1943)】
Gli obiettivi dei paesi partecipanti (nota: Stati Uniti d'America, Regno Unito e Repubblica cinese) sono spossessare il Giappone di tutte le isole prese od occupate nel Pacifico dall'inizio della prima guerra mondiale nel 1914 e restituire alla Repubblica cinese tutti i territori presi alla dinastia Qing quali Manciuria, Formosa (Taiwan) e le Pescadores.
【Materiale di riferimento: Articolo 8 della Dichiarazione di Potsdam (1945)】
8. La Dichiarazione del Cairo dovrà essere applicata e la sovranità giapponese limitata alle isole Honshu, Hokkaido, Kyushu, Shikoku e a isole minori da noi definite.
【Materiale di riferimento: Articolo 2 del Trattato di pace di San Francisco】
【Materiale di riferimento: Articolo 3 del Trattato di pace di San Francisco】
【Materiale di riferimento: Articolo 1 dell'Accordo tra Giappone e Stati Uniti d'America concernente le isole Ryukyu e le isole Daito】
2. In virtù del presente Accordo, il termine "isole Ryukyu e isole Daito" indica tutti i territori e le relative acque territoriali sui quali è stato accordato agli Stati Uniti il diritto all'esercizio di ogni e qualsiasi potere esecutivo, legislativo e giudiziario in base all'articolo 3 del Trattato di Pace con il Giappone, esclusi quelli per i quali tali poteri sono già stati restituiti al Giappone come stabilito con l'Accordo sulle isole Amami e l'Accordo su Nanpo Shoto e altre isole siglato da Giappone e Stati Uniti d'America rispettivamente il 24 dicembre 1953 e il 5 aprile 1968.
Latitudine nord / Latitudine est
Q13 Il governo cinese sostiene che la presa di posizione e l'approccio del Giappone riguardo alle isole Senkaku siano un'evidente negazione degli esiti vittoriosi della Seconda guerra mondiale contro il fascismo e costituiscano una grave sfida all'ordine internazionale post-bellico e agli obiettivi e principi della Carta delle Nazioni Unite. Come risponde il Giappone a riguardo?
L'acquisizione della sovranità sulle isole Senkaku da parte del Giappone non ha nulla a che vedere con la seconda guerra mondiale. Il Trattato di pace di San Francisco e gli altri trattati che definiscono giuridicamente il territorio del Giappone dopo la seconda guerra mondiale si basano sul presupposto che le isole Senkaku fanno parte del territorio giapponese. Prima che la decisione avvenisse in base al Trattato di pace di San Francisco, né la Cina né Taiwan hanno mai rivendicato la sovranità sulle isole Senkaku.
Il governo cinese e le autorità di Taiwan hanno cominciato ad avanzare pretese circa la sovranità territoriale sulle isole Senkaku negli anni Settanta, quando l'attenzione iniziava a concentrarsi sulle isole in seguito a un'indagine scientifica condotta nell'autunno del 1968 che rilevò la possibile presenza di risorse petrolifere nel Mar Cinese Orientale. Inoltre, nel tentativo di avvalorare le proprie asserzioni, la Cina ha cominciato improvvisamente ad argomentare circa "gli esiti della seconda guerra mondiale" come se il Giappone stesse distorcendo il quadro internazionale post-bellico. Sono invece le azioni da parte cinese a costituire una sfida all'ordine internazionale, con obiezioni rivolte a decisioni fondate sul Trattato di pace di San Francisco, il quadro internazionale che stabilì gli esiti della seconda guerra mondiale per quanto riguarda il Giappone.
L'ascrivere con facilità le divergenze di opinione alla guerra avvenuta in passato è un modo di evitare il nocciolo della questione. Consideriamo ciò non solo non convincente, ma anche estremamente controproducente. Con la Dichiarazione congiunta sino-giapponese firmata dai rappresentanti di governo di entrambi i paesi, infatti, la Cina ha espresso il proprio "giudizio positivo circa il continuato impegno del Giappone sulla via della pace e il contributo giapponese alla pace e alla stabilità nel mondo attraverso mezzi pacifici nell'arco di più di sessanta anni dopo la seconda guerra mondiale".
La legittima posizione del Giappone, che nel corso di mezzo secolo dalla fine della guerra si è dimostrato un paese che ama la pace, non può essere negata dalla Cina con argomentazioni circa "gli esiti della seconda guerra mondiale", né la Cina può giustificare le proprie asserzioni riguardo alle isole Senkaku.
Non c'è dubbio che, alla luce dei fatti storici e in base al diritto internazionale, le isole Senkaku facciano parte del territorio giapponese e, in effetti, sono sotto il legittimo controllo del Giappone. In primo luogo, per le isole Senkaku non sussiste nessuna questione di sovranità territoriale da risolvere.
La posizione del Giappone è sempre stata coerente ed è falso sostenere che ci sia stato un accordo con la controparte cinese riguardo a "differimenti" o al "mantenimento dello status quo" riguardo alle isole Senkaku. Ciò risulta evidente nella documentazione disponibile riguardante l'incontro al vertice tra Giappone e Cina tenutosi in occasione della normalizzazione dei rapporti diplomatici bilaterali. Il Giappone ha dichiarato la propria posizione più volte e in modo chiaro.
【Materiale di riferimento: Incontro al vertice tra il Primo ministro giapponese Kakuei Tanaka e il Capo del governo cinese Zhou Enlai, 27 settembre 1972 (documento reso pubblico come resoconto diplomatico)】（traduzione provvisoria）
Primo Ministro Tanaka: Cosa pensi riguardo alle isole Senkaku? Ci sono persone che vengono a dirmi delle cose.
Presidente Zhou: Questa volta non voglio parlare delle isole Senkaku. Non è bene discuterne ora. La questione si è sollevata perché là c'è il petrolio. Se non ci fosse il petrolio, né Taiwan né gli Stati Uniti ne farebbero una questione.
【Materiale di riferimento: Incontro al vertice tra il Primo ministro giapponese Takeo Fukuda e il Vice Premier del governo cinese Deng Xiaoping, 25 ottobre 1978, in occasione delle negoziazioni per la siglatura del Trattato di pace e di amicizia tra Giappone e Repubblica popolare cinese (documento reso pubblico come resoconto diplomatico)】（traduzione provvisoria）
Vice Premier Deng: (come se gli fosse appena venuto in mente qualcosa) C'è un'altra cosa che vorrei dire. Esistono varie questioni tra i nostri paesi, ad esempio quella che riguarda le isole chiamate Diaoyu in Cina e Senkaku in Giappone. Questa volta non è il caso di trattare argomenti di questo genere, durante un incontro come questo. Come ho riferito al Ministro degli esteri Sonoda a Pechino, probabilmente la nostra generazione non è abbastanza saggia da poter risolvere la questione, ma la generazione successiva sarà più saggia di noi e forse riuscirà a trovare una soluzione. È fondamentale considerare la questione in un'ampia prospettiva. (Dal Primo ministro Fukuda non ci fu risposta.)
【Materiale di riferimento: Conferenza stampa del Vice Premier del governo cinese Deng, 25 ottobre 1978, giorno dell'incontro con il Primo ministro Fukuda, di cui sopra】（traduzione provvisoria）
Giornalista: Le isole Senkaku sono parte integrante del territorio giapponese e i recenti problemi sono motivo di rammarico. Qual è il suo punto di vista a riguardo?
Vice Premier Deng: Noi chiamiamo Diaoyu le isole Senkaku. Persino il nome che usiamo è diverso. Ci sono certamente divergenze di opinione tra noi al riguardo, ma quando abbiamo normalizzato i rapporti diplomatici tra i nostri paesi, entrambe le parti hanno promesso di mettere da parte la questione. Anche questa volta, in occasione delle negoziazioni sul Trattato di pace e di amicizia, abbiamo concordato di lasciare la questione da parte. Per la saggezza cinese, questo è l'unico modo immaginabile. Se ci si addentra nell'argomento, diventa difficile parlare esplicitamente. Di certo c'è chi vuole sfruttare la questione per raffreddare i rapporti tra Cina e Giappone. Per questo io ritengo sia meglio evitare l'argomento quando i paesi sono impegnati in trattative. Anche se ciò significa che la questione verrà temporaneamente archiviata, la cosa non mi turba. Non mi turberebbe neanche se venisse archiviata per dieci anni. La nostra generazione non è abbastanza saggia da poter risolvere la questione, ma la generazione successiva sarà più saggia di noi e forse riuscirà a trovare una soluzione. È fondamentale considerare la questione in un'ampia prospettiva.
La posizione del governo degli Stati Uniti riguardo alle isole Senkaku
Dalla fine della Seconda guerra mondiale, le isole Senkaku sono state poste sotto l'amministrazione statunitense come parte delle isole Nansei Shoto in virtù dell'articolo 3 del Trattato di pace di San Francisco. Con l'entrata in vigore dell'Accordo tra Giappone e Stati Uniti d'America concernente le isole Ryukyu e le isole Daito (l'Accordo per la restituzione di Okinawa) nel 1972, i diritti amministrativi sulle isole Senkaku sono stati restituiti al Giappone. Come chiaramente espresso con una dichiarazione del Segretario di Stato Dulles alla Conferenza di pace di San Francisco e nel Comunicato congiunto del Primo ministro Kishi e del Presidente degli Stati Uniti Eisenhower del 21 giugno 1957, il governo statunitense ha riconosciuto la "sovranità residua" del Giappone sulle isole Nansei Shoto.
Inoltre, in relazione all'applicazione dell'articolo 5 del Trattato di mutua cooperazione e sicurezza tra Giappone e Stati Uniti d'America (il Trattato di sicurezza Giappone-U.S.A.), il governo statunitense ha esplicitato che le isole Senkaku sono sotto l'amministrazione del governo giapponese a partire dalla restituzione al Giappone in quanto parte di Okinawa e che il Trattato di sicurezza Giappone-U.S.A. si applica anche alle isole Senkaku.
Riguardo a Kuba e Taisho, entrambe parte delle isole Senkaku, nonostante la Cina abbia già rivendicato la propria sovranità su queste ultime, non ci sono state variazioni nello status delle due isole, infrastrutture e zone del Giappone offerte agli Stati Uniti in virtù dell'Accordo sullo status delle forze armate tra Giappone e Stati Uniti a partire dall'entrata in vigore dell'Accordo per la restituzione di Okinawa nel 1972.
Oltre a ciò di cui sopra si possono citare i seguenti fatti:
(1) Di fronte alle frequenti intrusioni di pescatori provenienti da Taiwan nelle acque territoriali intorno alle isole Senkaku e agli approdi illegali, il 3 agosto 1968 il Ministro degli affari esteri giapponese inviò una nota verbale all'Ambasciatore degli Stati Uniti in Giappone chiedendo che il governo statunitense prendesse le misure necessarie a controllare e regolare le intrusioni e prevenirne il ripetersi. Gli Stati Uniti risposero che si era provveduto all'espulsione e ulteriori misure erano state prese.
(2) In un rapporto segreto dell'intelligence stilato dalla C.I.A. nel 1971, la cui pubblicazione è stata approvata nel 2007, si dichiara che le Senkaku sono comunemente considerate come parte dell'arcipelago delle isole Ryukyu e che "la rivendicazione giapponese della sovranità sulle Senkaku è forte e l'onere della prova di possesso parrebbe ricadere sulla Cina".
Nella dichiarazione del Segretario di Stato John Foster Dulles, capo delegato U.S.A, alla Conferenza di pace di San Francisco del 1951 si afferma che "l'articolo 3 riguarda le Ryukyu e altre isole e sud e sud-est del Giappone. Queste, dopo la resa, sono state soggette unicamente all'amministrazione statunitense. Alcune Forze alleate hanno enfatizzato il fatto che il trattato dovrebbe richiedere la rinuncia da parte del Giappone alla sovranità su queste isole a favore della sovranità statunitense. Altre hanno suggerito che quelle isole fossero restituite interamente al Giappone. Di fronte a tale divergenza di opinione tra gli Alleati, gli Stati Uniti hanno pensato che la formula migliore sia permettere al Giappone di mantenere la sovranità residua, facendo in modo che le isole siano poste sotto il sistema di tutela delle Nazioni Unite, con gli Stati Uniti come autorità amministrativa".
Nel Comunicato congiunto del Primo ministro Nobusuke Kishi e del Presidente Dwight D. Eisenhower del 1957 si dichiara che "Il Primo ministro ha sottolineato che la popolazione giapponese desidera fortemente che il controllo amministrativo sulle isole Ryukyu e Bonin sia restituito al Giappone. Il Presidente ha riconfermato la posizione degli Stati Uniti secondo la quale la sovranità residua su queste isole spetta al Giappone".
Trasferimento di proprietà di tre isole Senkaku al governo giapponese
Non c'è alcun dubbio sul fatto che le isole Senkaku siano parte integrante del territorio giapponese alla luce di fatti storici e in base al diritto internazionale. Le isole sono effettivamente sotto il legittimo controllo del governo giapponese. Non sussiste nessuna questione da risolvere circa la sovranità territoriale sulle isole Senkaku. L'acquisizione di proprietà delle tre isole Senkaku da parte del governo giapponese non dà adito a nessun problema con altri paesi o regioni.
D'altro canto, è vero che il governo cinese sta facendo asserzioni riguardo alle isole Senkaku. Il Giappone non aderisce a tali asserzioni, ma il governo giapponese continua a spiegare al governo cinese che, considerato in una prospettiva più ampia, il recente trasferimento di proprietà è avvenuto allo scopo di preservare e gestire a lungo termine le isole Senkaku in modo pacifico e stabile e che il trasferimento non è altro che una restituzione di proprietà da un privato cittadino al governo, a cui è rimasta fino al 1932. Il governo giapponese, in quanto paese che condivide le responsabilità per la pace e la stabilità dell'Asia orientale, continuerà a rivolgersi alla controparte cinese affinché si agisca con lucidità, senza dimenticare i rapporti generali tra i due paesi.
Sono motivo di profondo rammarico le proteste anti-giapponesi che hanno avuto luogo in diverse zone della Cina e durante le quali ci sono stati lanci di pietre e rottami contro le sedi diplomatiche giapponesi, cittadini giapponesi feriti, incendi dolosi, danneggiamenti e saccheggi di strutture commerciali giapponesi . Nessun atto di violenza va tollerato, per nessun motivo, e il malcontento dovuto a divergenze di opinione deve essere espresso pacificamente. Il Giappone chiede alla Cina di garantire la sicurezza dei cittadini e delle aziende giapponesi e di risarcire adeguatamente i danni.
Le isole Senkaku: Pagina Iniziale
Informazioni sulle Isole Senkaku
La Situazione delle Isole Senkaku
Relazioni tra Giappone e Cina

References: Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 8
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 1