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Timestamp: 2020-06-02 18:55:04+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23036 del 16/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23036 del 16/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 16/09/2019, (ud. 02/04/2019, dep. 16/09/2019), n.23036
sul ricorso 26513-2017 proposto da:
C.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI TRINCI
63, presso lo studio dell’avvocato IZZO CHIARA, rappresentato e
difeso dall’avvocato DI TELLA RAFFAELE;
dell’Istituto medesimo, rappresentato e difeso dagli avvocati PULLI
CLEMENTINA, MASSA MANUELA, CAPANNOLO EMANUELA, VALENTE NICOLA;
avverso la sentenza n. 751/2017 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
che, con sentenza depositata il 15.6.2017, la Corte d’appello di Napoli ha confermato la pronuncia di primo grado che, nell’accogliere la domanda di C.G. volta alla pensione d’inabilità civile, aveva compensato interamente le spese di lite sul presupposto della sussistenza di gravi ed eccezionali ragioni individuate nell’assenza di un orientamento univoco e consolidato all’epoca dell’insorgenza della controversia;
che avverso tale pronuncia C.G. ha proposto ricorso per cassazione, deducendo un motivo di censura;
che, con l’unico motivo di censura, il ricorrente lamenta violazione degli artt. 92 c.p.c., comma 1, e art. 91 c.p.c., per avere la Corte di merito confermato la pronuncia sulle spese resa in prime cure pur avendo riconosciuto che la sentenza delle Sezioni Unite di questa Corte di legittimità, che aveva risolto il contrasto insorto circa il requisito reddituale utile a conseguire la pensione, risaliva al luglio 2005, ossia ben quattro anni prima dell’instaurazione della presente controversia;
che è consolidato il principio di diritto secondo cui, in tema di spese di lite, le “gravi ed eccezionali ragioni” richieste dall’art. 92 c.p.c., comma 2, (nella formulazione vigente ratione tempotis), non sono determinabili a priori, ma devono essere specificate in via interpretativa dal giudice del merito, con un giudizio censurabile in sede di legittimità, in quanto fondato su norme giuridiche (cfr. da ult. Cass. n. 23059 del 2018);
che, nel caso di specie, la Corte di merito, nel compensare le spese di lite, ha dichiarato di voler prestare ossequio al principio di diritto secondo cui ricorrono gravi ed eccezionali ragioni quando la decisione sia stata assunta in base ad atti o argomentazioni esposti solo in sede contenziosa, a fronte della novità o dell’oggettiva incertezza delle questioni di fatto o di diritto rilevanti nel caso specifico, ovvero dell’assenza di un orientamento univoco o consolidato all’epoca della insorgenza della controversia (Cass. n. 24234 del 2016, cit. a pag. 2 della sentenza impugnata);
che, nondimeno, essendo sorta l’odierna controversia in data 2.11.2009, a seguito del diniego dell’INPS di corrispondere all’odierno ricorrente la pensione d’inabilità relativa a quell’anno per avere egli riscosso nell’anno precedente arretrati a seguito di sentenza, risulta palese la falsa applicazione dell’art. 92 c.p.c., comma 2, atteso che, come pure riconosciuto dalla sentenza impugnata, le Sezioni Unite di questa Corte avevano composto già con la sentenza n. 12796 del 2005 il contrasto esistente circa la misura della computabilità degli arretrati nel novero del reddito posseduto dagli aventi diritto a prestazioni di assistenza, onde non poteva sostenersi che, all’epoca della proposizione della domanda giudiziale, non vi fosse un orientamento giurisprudenziale univoco e consolidato;
che, pertanto, in accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata va cassata e la causa rinviata alla Corte d’appello di Napoli, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione;
La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Corte d’appello di Napoli, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà sussistenza atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 91
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 13