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Timestamp: 2020-01-22 04:37:06+00:00

Document:
Agente accertatore diverso dal verbalizzante? Occorre la querela di falso – Sentenza n. 1069 del 25 gennaio 2012 – Confederazione Giudici di Pace
Procedimento: Sentenza n. 1069 del 25 gennaio 2012
Agente accertatore diverso dal verbalizzante? Occorre la querela di falso
Auto parcheggiata sulle strisce pedonali. Un vigile, transitando a bordo di una vettura di servizio, la nota e annota i numeri di targa, senza fermarsi e procedere alla contestazione immediata. L’accertamento dell’infrazione viene effettuato successivamente da un altro agente. La multa è valida? Secondo la Corte di Cassazione sì.
Con la sentenza n. 1069, depositata il 25 gennaio 2012, la Corte, rigettando il ricorso dell’automobilista, ha infatti rilevato che il verbale in oggetto, riportando compiutamente i fatti costituenti l’illecito contestato (sosta sull’attraversamento pedonale), gode pur sempre di fede privilegiata e, conseguentemente, fa prova fino a querela di falso. Così sancendo, il Collegio si è uniformato all’ormai celebre insegnamento delle Sezioni Unite che nella sentenza n. 17355/2009 hanno così affermato: “nel giudizio di opposizione ad ordinanza-ingiunzione del pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l’atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile oggettiva contraddittorietà, mentre è riservato al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell’operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l’esame di ogni questione concernente l’alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell’effettivo svolgersi dei fatti.”
Corte di Cassazione, Sezione Sesta Civile, sentenza del 25 gennaio 2012, n. 1069
La ricorrente avrebbe infatti dovuto dolersi di eventuale omessa pronuncia sul punto o comunque indicare in quale parte dell’atto originario di opposizione o dell’atto di appello e in quali esatti termini la questione fosse stata posta (Cass. 22540/06; 9765/05).
Le Sezioni Unite hanno ritenuto (SU 17355/09) che nel giudizio di opposizione ad ordinanza ingiunzione relativo al pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l’atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contraddittorietà oggettiva.
Era quindi indispensabile proporre querela di falso per far valere l’erroneità delle attestazioni del pubblico ufficiale (eventuale annotazione di numero di targa errato dalla quale questi fosse risalito al veicolo dell’opponente) peraltro confermate in sede istruttoria, sia pur con le comprensibili incertezze nei particolari (quanto al colore dell’auto), giustificate dall’inevitabile alto numero di infrazioni che, nel tempo, un vigile urbano fa oggetto di verbale e che rende pressoché impossibile ricordare minuti particolari.
Il proprietario del veicolo obbligato in solido non è identificabile come responsabile – Sentenza n. 100117 del 11 gennaio 2012

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