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Timestamp: 2019-03-26 07:58:02+00:00

Document:
N. 00051/2019 REG.PROV.COLL.
N. 00205/2018 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 205 del 2018, proposto da
First Aid One Cooperativa Sociale, rappresentata e difesa dall’avv. Carmelo Crisafulli, con domicilio digitale presso l’indirizzo di posta elettronica certificata legalecrisafulli@pec.giuffre.it;
ASST - Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Pavia, rappresentata e difesa dall’avv. Giuseppe Franco Ferrari, con domicilio eletto presso il suo studio, in Milano, via Larga n. 23;
Associazione di Promozione Sociale Croce Rossa Italiana Comitato Locale di Pavia, non costituita in giudizio;
- del provvedimento di accoglimento dell’istanza di accesso civico generalizzato da parte del Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza Prot. n. 65089/2017 del 14.12.2017;
- del provvedimento di accoglimento della richiesta di accesso agli atti generalizzato ai sensi dell’articolo 5, comma 2, D.Lgs. 2013/33 da parte del Responsabile del Procedimento della Regione Lombardia ASST di Pavia Prot. 60972/2017 del 23.11.2017;
- di ogni altro atto annesso, connesso, presupposto e conseguente, anche non a conoscenza della ricorrente.
e per il risarcimento dei danni patiti e patiendi.
Visto l’atto di costituzione in giudizio di ASST - Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Pavia;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 22 novembre 2018 la dott.ssa Alessandra Tagliasacchi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Con il ricorso introduttivo del presente giudizio la società First Aid One Cooperativa Sociale si oppone all’accesso civico esercitato dall’Associazione di Promozione sociale Croce Rossa Italiana – Comitato locale di Pavia per visionare l’offerta tecnica presentata dalla ricorrente medesima nella procedura di gara, indetta dalla ASST di Pavia, per l’affidamento del servizio di trasporto sanitario ordinario e d’urgenza a favore dei presidi ospedalieri della medesima Azienda sanitaria e di quella di Lecco.
Al tale fine, la ricorrente, che all’esito della suddetta procedura è risultata aggiudicataria del relativo servizio, chiede l’annullamento dell’atto dell’Amministrazione di accoglimento dell’istanza della controinteressata, che viceversa alla gara non ha alla nemmeno partecipato, oltre al risarcimento del danno derivante dall’ostensione dei documenti oggetto di accesso civico.
Si è costituita in giudizio la ASST di Pavia, dapprima con atto di mera forma e successivamente con memorie difensive, eccependo il difetto di giurisdizione di questo Giudice amministrativo, nonché la parziale tardività della domanda di annullamento, e contestando nel merito la prospettazione avversaria in ragione della genericità della opposizione della società ricorrente all’accesso civico da parte della controinteressata, a fronte della primazia attribuita dalla legge al principio della trasparenza.
Conclude, pertanto, la resistente per la reiezione del ricorso.
Ha replicato con memoria First Aid One Cooperativa Sociale, insistendo sul fatto che la richiesta di accesso civico della Croce Rossa Italiana – Comitato locale di Pavia integri un’ipotesi di abuso del diritto.
La Sezione, preso atto che nelle more l’Azienda Sanitaria aveva acconsentito all’accesso civico, ostendendo i documenti richiesti dalla controinteressata e che, conseguentemente, in capo alla società ricorrente residua interesse esclusivamente alla decisione della domanda risarcitoria, con ordinanza collegiale n. 795/2018 ha disposto la conversione del rito, fissando la pubblica udienza del 22 novembre 2018 per la trattazione del merito.
In quella sede la causa è stata trattenuta in decisione.
Seguendo l’ordine logico delle questioni, va preliminarmente affrontata quella della giurisdizione, sollevata dalla difesa di parte resistente.
Al riguardo sovvengono due disposizioni: l’articolo 50 D.Lgs. n. 33/2013, a mente del quale tutte le controversie relativi agli obblighi di trasparenza dell’Amministrazione sono assoggettate al rito del Codice del processo amministrativo, e l’articolo 52 del medesimo D.Lgs. n. 33/2013, che estende la giurisdizione esclusiva del Giudice amministrativo alle controversie derivanti dalla violazione degli obblighi di trasparenza amministrativa.
In questo quadro normativo e in applicazione del principio di concentrazione della tutela, deve concludersi che spetta al Giudice amministrativo conoscere ogni controversia che origini dall’applicazione del D.Lgs. n. 33/2013, sia che si discuta del diniego di accesso civico, sia che si discuta di accoglimento della domanda di accesso civico, sia che il ricorrente svolga azione caducatoria, sia che il ricorrente svolga azione risarcitoria.
Riaffermata la giurisdizione di questo Tribunale Amministrativo, va ora verificata la tempestività del ricorso proposto da First Aid One Cooperativa Sociale.
Orbene, risulta per tabulas:
- che l’Azienda Sanitaria ha accolto l’istanza di accesso agli atti generalizzato della Croce Rossa Italiana - Sezione di Pavia in data 23.11.2017;
- che la società First Aid One Cooperativa Sociale ha chiesto all’Azienda Sanitaria il riesame, ai sensi dell’articolo 5, comma 9, D.Lgs. n. 33/2013, della propria decisione in data 27.11.2017;
- che l’Azienda Sanitaria ha rigettato la suvvista istanza di riesame in data 14.12.2017.
Ne consegue che il ricorso portato alla notifica in data 11.01.2018 è tempestivo.
Il termine decadenziale di esercizio dell’azione ex articolo 116 Cod. proc. amm. decorre, infatti, dall’esaurimento dei rimedi interni, normativamente previsti. Oltretutto, il diniego di riesame è atto confermativo proprio dell’originario accoglimento dell’istanza di accesso civico, come tale esso è autonomamente lesivo e immediatamente impugnabile (cfr., ex plurimis, C.d.S., Sez. V, sentenza n. 3867/2018).
La domanda di annullamento dell’accoglimento dell’istanza di accesso civico presentata dalla Croce Rossa Italia è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, atteso che – come accennato in precedenza – i documenti richiesti sono già stati ostesi.
Permane l’interesse alla domanda risarcitoria.
E’ nota l’esistenza di un contrasto giurisprudenziale sulla natura della responsabilità da atto amministrativo illegittimo. Questo Tribunale ha in più occasioni aderito alla ricostruzione dommatica che riconduce la responsabilità dell’Amministrazione ad un genere speciale, reputando insoddisfacente il paradigma, preferito dalla giurisprudenza maggioritaria, della responsabilità extracontrattuale (cfr., ex plurimis, sentenza n. 617/2018 della Sezione seconda).
Entrambi gli orientamenti ermeneutici sono, peraltro, accumunati nel ritenere che, affinché sorga un obbligo risarcitorio in capo all’Amministrazione che agisce iure imperii, sia necessario che si verifichi un danno ingiusto alla posizione giuridica soggettiva di cui è titolare colui che ha azionato la tutela risarcitoria (cfr., sentenza n. 650/2016 della Sezione terza di questo Tribunale, sentenza n. 3058/2017 del Consiglio di Stato).
In particolare, il danno ingiusto va dimostrato sia sotto il profilo dell’esistenza, sia sotto il profilo dell’ammontare, di talché in mancanza di idonea allegazione e di prova da parte di colui che assume di essere stato danneggiato nessun risarcimento può essere accordato (cfr., recentemente, C.d.S., Sez. V^, sentenza n. 2177/2015).
Orbene, la società First Aid One Cooperativa Sociale si è limitata a prospettare un generico danno patrimoniale derivante dall’utilizzazione economica da parte dei concorrenti delle informazioni pretesamente riservate contenute nei documenti ostesi, e un ancor più generico danno non patrimoniale derivante alla propria reputazione imprenditoriale quale conseguenza della divulgazione di dette informazioni.
E’ evidente che in tal modo parte ricorrente non ha adempiuto all’onere probatorio su di essa incombente.
Né al riguardo può sopperire la liquidazione equitativa del Giudice, pure invocata dalla difesa della deducente. La liquidazione equitativa del danno ha, infatti, natura sussidiaria e non sostitutiva dell’onere di allegazione e prova della parte: essa interviene laddove l’impossibilità o l’estrema difficoltà di una stima esatta dei danni patiti dal danneggiato dipenda da fattori oggettivi e non dalla negligenza di questi nell’adempiere all’onere su di esso incombente (cfr., ex multis, Cass., Sez. VI, sentenza n. 7635/2015).
Peraltro, la mancata prova dell’esistenza di un danno rende superflua la decisione sulla illegittimità dell’accesso acconsentito dall’Amministrazione resistente. Nel caso di specie, per quanto sopra esposto, nessuna utilità, nemmeno di tipo risarcitorio, potrebbe ottenere la società First Aid One Cooperativa Sociale dall’accertamento della (in ipotesi) illegittimità dell’accesso civico concesso dall’Azienda sanitaria alla Croce Rossa Italiana – Sezione di Pavia.
In conclusione, la domanda caducatoria è dichiarata improcedibile, mentre la domanda risarcitoria è respinta.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, in parte lo dichiara improcedibile e in parte lo respinge.
Condanna First Aid One a rifondere a ASST di Pavia le spese di giudizio, che liquida in complessivi Euro 2.500,00, oltre ad accessori di legge.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 22 novembre 2018 con l’intervento dei magistrati:
Alessandra Tagliasacchi,	Primo Referendario, Estensore

References: articolo 116
 sentenza 
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