Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2016-0219_IT.html
Timestamp: 2019-06-27 04:24:45+00:00

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Ciclo del documento : A8-0219/2016
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sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione quadro 2009/315/GAI del Consiglio per quanto riguarda lo scambio di informazioni sui cittadini di paesi terzi e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS), e che sostituisce la decisione 2009/316/GAI del Consiglio
Relatore: Timothy Kirkhope
– vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0007),
– visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 82, paragrafo 1, lettera d), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0012/2016),
– vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0219/2016),
(1) L'Unione si è prefissa l'obiettivo di offrire ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto concerne la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest'ultima.
(1) L'Unione si è prefissa l'obiettivo di offrire ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto concerne la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest'ultima, nonché di garantire la sicurezza interna.
(4) Il quadro giuridico di ECRIS tuttavia non tiene sufficientemente conto delle caratteristiche delle richieste riguardanti cittadini di paesi terzi. Sebbene sia ormai possibile scambiare informazioni sui cittadini di paesi terzi tramite ECRIS, manca una procedura o un meccanismo che consenta di farlo in modo efficace.
(4) L'attuale quadro giuridico di ECRIS tuttavia non risponde sufficientemente alle caratteristiche delle richieste riguardanti cittadini di paesi terzi. Sebbene sia già possibile scambiare informazioni sui cittadini di paesi terzi tramite ECRIS, manca una procedura o un meccanismo comune su scala europea che consenta di farlo in modo efficace.
(6) Tali richieste generalizzate impongono un onere amministrativo a tutti gli Stati membri, compresi quelli che non sono in possesso di informazioni sul cittadino di paese terzo interessato. Nella pratica, questo effetto negativo scoraggia gli Stati membri dal chiedere informazioni sui cittadini di paesi terzi e li spinge a limitare le informazioni sui precedenti penali alle informazioni conservate nel proprio casellario nazionale.
(6) Tali richieste generalizzate impongono un onere amministrativo sproporzionato a tutti gli Stati membri, compresi quelli che non sono in possesso di informazioni sul cittadino di paese terzo interessato. Nella pratica, questo effetto negativo scoraggia gli Stati membri dal chiedere agli altri Stati membri informazioni sui cittadini di paesi terzi, il che limita gravemente lo scambio di informazioni sui precedenti penali conservate nel proprio casellario nazionale. Di conseguenza, è maggiore il rischio che lo scambio di informazioni tra Stati membri sia inefficiente e lacunoso, il che si ripercuote a sua volta sul livello di sicurezza e protezione fornito ai cittadini dell'Unione e a quanti risiedono all'interno dell'Unione.
(7) Lo scambio di informazioni sulle condanne penali è un elemento importante di qualsiasi strategia di lotta alla criminalità e al terrorismo. Il pieno sfruttamento da parte degli Stati membri del potenziale di ECRIS contribuirebbe quindi alla risposta di giustizia penale alla radicalizzazione che porta al terrorismo e all'estremismo violento.
(7) Lo scambio di informazioni sulle condanne penali è un elemento importante di qualsiasi strategia volta a contrastare la criminalità e il terrorismo e a garantire la sicurezza all'interno dell'Unione. Il pieno sfruttamento da parte degli Stati membri del potenziale di ECRIS rafforzerebbe la risposta di giustizia penale degli Stati membri alla radicalizzazione che porta ad atti di terrorismo ed estremismo violento, accrescerebbe la protezione offerta alle persone vulnerabili e contribuirebbe a contrastare i gravi, persistenti effetti delle reti transfrontaliere della criminalità organizzata.
(8) I recenti attentati terroristici hanno dimostrato in particolare che occorre intensificare con urgenza la condivisione delle informazioni pertinenti, segnatamente assicurando l'estensione di ECRIS ai cittadini di paesi terzi.
(8 bis) Al fine di rafforzare l'utilità delle informazioni sulle condanne e le interdizioni derivanti da condanne per reati sessuali a danno di minori, la direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio1bis fa obbligo agli Stati membri di adottare le misure necessarie per assicurare che i datori di lavoro, all'atto dell'assunzione di una persona per una funzione che comporti un contatto diretto e regolare con minori, abbiano il diritto di chiedere informazioni sulle condanne penali a carico di tale persona o su eventuali interdizioni derivanti da tali condanne. È opportuno che gli Stati membri si adoperino per fornire garanzie analoghe per quanto riguarda le persone che intendono lavorare con persone disabili o anziane. L'obiettivo è garantire che la persona condannata per un reato sessuale o violento a danno di un minore o di un soggetto vulnerabile non possa più occultare la condanna o l'interdizione al fine di esercitare tale tipo di attività in un altro Stato membro.
1bis Direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio (GU L 335 del 17.12.2011, pag. 1).
Il relatore è dell'avviso che la portata dei controlli sui precedenti penali dovrebbe essere ampliata, in modo che non siano limitati alle persone che lavorano con i minori, ma riguardino anche quanti lavorano con persone vulnerabili, incluse le persone disabili, e più in generale gli operatori del settore della sanità e dell'istruzione.
(9) Di conseguenza è opportuno istituire un sistema che permetta all'autorità centrale di uno Stato membro di individuare rapidamente ed efficacemente in quale altro Stato membro sono conservate informazioni sui precedenti penali di un cittadino di un paese terzo, in modo che l'attuale quadro di ECRIS possa poi essere usato.
(9) Di conseguenza è opportuno istituire un sistema che permetta all'autorità centrale di uno Stato membro di individuare prontamente ed efficacemente quale altro Stato membro detiene informazioni sui precedenti penali di un cittadino di un paese terzo.
(10) Gli obblighi degli Stati membri in merito alle condanne di cittadini di paesi terzi dovrebbero riguardare anche le impronte digitali, onde rendere sicura l'identificazione. Tali obblighi comprendono la conservazione delle informazioni, tra cui le impronte digitali, per rispondere alle richieste di informazioni provenienti dalle altre autorità centrali, l'integrazione dell'estratto del casellario giudiziale richiesto da un cittadino di un paese terzo con le eventuali informazioni provenienti da altri Stati membri, e la messa a punto delle modifiche tecniche occorrenti per applicare le tecnologie d'avanguardia necessarie per il funzionamento del sistema di scambio di informazioni.
(10) Gli obblighi degli Stati membri in merito alle condanne di cittadini di paesi terzi dovrebbero riguardare anche le impronte digitali, ove ciò sia necessario per rendere sicura l'identificazione. Tali obblighi comprendono la conservazione delle informazioni, tra cui le impronte digitali, per rispondere alle richieste di informazioni provenienti dalle altre autorità centrali, l'integrazione dell'estratto del casellario giudiziale richiesto da un cittadino di un paese terzo con le eventuali informazioni provenienti da altri Stati membri, e la messa a punto delle modifiche tecniche occorrenti per applicare le tecnologie d'avanguardia necessarie per il funzionamento del sistema di scambio di informazioni.
(11) Per sopperire alla mancanza di un unico Stato membro che conservi le informazioni su un determinato cittadino di un paese terzo, la tecnologia informatica decentrata dovrebbe consentire alle autorità centrali degli Stati membri di individuare in quale altro Stato membro sono conservate informazioni sui precedenti penali. A tale scopo, ciascuna autorità centrale dovrebbe trasmettere agli altri Stati membri un filtro-indice contenente, in forma anonima, i dati identificativi dei cittadini di paesi terzi condannati nel proprio Stato membro. I dati personali dovrebbero essere resi anonimi affinché l'interessato non sia identificabile. Lo Stato membro ricevente potrebbe così incrociare tali dati con le proprie informazioni in base a un sistema “hit/no hit” e vedere se e in quali altri Stati membri sono disponibili informazioni sui precedenti penali. Lo Stato membro ricevente dovrebbe dare seguito all'eventuale “hit” usando il quadro di ECRIS. Per quanto riguarda i cittadini di paesi terzi che hanno anche la cittadinanza di uno Stato membro, le informazioni contenute nell'indice dovrebbero limitarsi a quelle disponibili per i cittadini degli Stati membri.
(11) Per sopperire alla mancanza di una banca dati centralizzata dell'Unione che conservi le informazioni su ogni particolare cittadino di un paese terzo che abbia subito una condanna, un sistema decentrato di tecnologia informatica dovrebbe consentire alle autorità centrali degli Stati membri di individuare in quale altro Stato membro sono conservate informazioni sui precedenti penali di questo particolare cittadino di un paese terzo. A tale scopo, ciascuna autorità centrale designata dovrebbe trasmettere agli altri Stati membri un filtro-indice contenente, in forma pseudonimizzata, i dati identificativi dei cittadini di paesi terzi condannati nel proprio Stato membro. I dati personali nel filtro-indice dovrebbero essere pseudonimizzati affinché l'interessato non sia direttamente identificabile. Lo Stato membro ricevente potrebbe così incrociare tali dati con le proprie informazioni in base a un sistema “hit/no hit” e vedere se e in quali altri Stati membri sono disponibili informazioni sui precedenti penali. Lo Stato membro ricevente dovrebbe dare seguito all'eventuale “hit” usando il quadro di ECRIS. Per quanto riguarda i cittadini di paesi terzi che hanno anche la cittadinanza di uno Stato membro, le informazioni contenute nel filtro-indice dovrebbero limitarsi a quelle disponibili per i cittadini degli Stati membri.
(11 bis) Lo Stato membro che, nel quadro di un procedimento penale, viene a conoscenza, sulla base di accordi bilaterali conformi al diritto dell'Unione, di una condanna per reati di terrorismo o per reati gravi, pronunciata da un'autorità giudiziaria in un paese terzo nei confronti di un cittadino di un paese terzo che risiede sul territorio dell'Unione, dovrebbe poter creare e trasmettere agli altri Stati membri un filtro-indice contenente tali informazioni, nei limiti degli accordi bilaterali. Tale scambio di informazioni dovrebbe rispettare pienamente in particolare i principi di proporzionalità, necessità nonché il diritto a un giusto processo nel paese terzo.
(11 ter) La Commissione dovrebbe adottare tutte le misure necessarie per conseguire l'interoperabilità e l'interconnessione dell'infrastruttura di comunicazione comune di ECRIS con tutte le altre banche dati pertinenti dell'Unione, a fini di attività di contrasto, di controllo delle frontiere e di cooperazione giudiziaria.
(12) La decisione quadro 2008/977/GAI22 del Consiglio22 dovrebbe applicarsi al contesto dello scambio elettronico delle informazioni estratte dai casellari giudiziali degli Stati membri, assicurando un livello adeguato di protezione dei dati nel quadro dello scambio di informazioni tra gli Stati membri e permettendo nel contempo agli Stati membri di richiedere standard di protezione più elevati per il trattamento dei dati nazionali.
(12) La decisione quadro 2008/977/GAI22 del Consiglio e la direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio22bis devono applicarsi al contesto dello scambio elettronico delle informazioni estratte dai casellari giudiziali degli Stati membri, assicurando quindi un livello elevato di protezione dei dati nel quadro dello scambio di informazioni tra gli Stati membri e permettendo nel contempo agli Stati membri di richiedere addirittura standard di protezione dei dati più elevati per il trattamento dei dati nazionali.
22 Decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio, del 27 novembre 2008, sulla protezione dei dati personali trattati nell'ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale (GU L 350 del 30.12.2008, pag. 60).
22bis Direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, sulla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, e la libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 89).
La direttiva dovrebbe altresì introdurre opportuni aggiornamenti per tener conto delle norme in materia di protezione dei dati adottate in occasione delle recenti revisioni di testi legislativi nel settore dell'applicazione della legge.
(15) La presente direttiva rispetta i diritti e le libertà fondamentali e osserva i principi riconosciuti, in particolare, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, compresi il diritto alla protezione dei dati di carattere personale, il principio dell'uguaglianza davanti alla legge e il divieto generale di discriminazione. La presente direttiva dovrebbe essere attuata conformemente a tali diritti e principi.
(15) La presente direttiva rispetta i diritti e le libertà fondamentali e osserva i principi riconosciuti, in particolare, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, compresi il diritto alla protezione dei dati di carattere personale, tra cui il ricorso in sede giudiziale o amministrativa, il principio dell'uguaglianza davanti alla legge, il diritto a un giusto processo e alla presunzione d'innocenza e il divieto generale di discriminazione. La presente direttiva dovrebbe essere attuata conformemente a tali diritti e principi, nonché ai principi di proporzionalità e necessità.
Le disposizioni relative alla fornitura di informazioni su precedenti condanne non dovrebbero privare il singolo del diritto a un giusto processo e alla presunzione di innocenza. È dunque importante tener conto di tali valori e di altri atti giuridici dell'Unione in materia di diritti procedurali.
(16) Poiché l'obiettivo della presente direttiva, vale a dire consentire uno scambio rapido ed efficace delle informazioni estratte dal casellario giudiziale relative ai cittadini di paesi terzi, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della necessaria sinergia e interoperabilità, può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(16) Poiché l'obiettivo della presente direttiva, vale a dire consentire uno scambio rapido ed efficace delle informazioni estratte dal casellario giudiziale relative ai cittadini di paesi terzi, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma, attraverso la definizione di norme comuni e l'istituzione di sistemi interoperabili europei, può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(1) L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
La presente decisione quadro
(a) definisce le modalità con cui lo Stato membro di condanna scambia con gli altri Stati membri le informazioni sulla condanna;
(a) definisce le modalità e le condizioni in base alle quali lo Stato membro di condanna scambia con gli altri Stati membri le informazioni sulla condanna;
(b) definisce gli obblighi di conservazione di tali informazioni che incombono allo Stato membro di condanna e precisa i metodi da seguire nel rispondere a una richiesta di informazioni estratte dal casellario giudiziale;
(b) definisce gli obblighi di conservazione di tali informazioni e di privatezza che incombono allo Stato membro di condanna e precisa i metodi da seguire nel rispondere a una richiesta di informazioni estratte dal casellario giudiziale;
(b bis) definisce gli obblighi di conservazione di tali informazioni che incombono allo Stato membro di cittadinanza e precisa i metodi da seguire nel rispondere a una richiesta di informazioni estratte dal casellario giudiziale;
(c) istituisce un sistema informatico decentrato per lo scambio delle informazioni sulle condanne basato sulle banche dati di casellari giudiziali di ciascuno Stato membro, il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS).";
(c) istituisce un sistema informatico europeo decentrato per lo scambio delle informazioni sulle condanne basato sulle banche dati di casellari giudiziali di ciascuno Stato membro, il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS).";
(3) all'articolo 4, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
"1. Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie per garantire che, nell'inserire nel casellario giudiziale una condanna pronunciata nel proprio territorio e riguardante un cittadino di un altro Stato membro o un cittadino di un paese terzo, sia indicata la cittadinanza o le cittadinanze della persona condannata.";
"1. Ciascuno Stato membro adotta tutte le misure necessarie per garantire che, nell'inserire nella banca dati del casellario giudiziale una condanna pronunciata nel proprio territorio e riguardante un cittadino di un altro Stato membro o un cittadino di un paese terzo, sia indicata la cittadinanza o le cittadinanze della persona condannata.";
Articolo 4 bis – paragrafo 1
1. Lo Stato membro in cui è stata pronunciata una condanna a carico di un cittadino di un paese terzo conserva le informazioni seguenti, a meno che, in singoli casi eccezionali, ciò non sia possibile:
1. Lo Stato membro in cui è stata pronunciata una condanna a carico di un cittadino di un paese terzo conserva sempre le informazioni seguenti, a meno che, in singoli casi eccezionali, ciò non sia possibile (informazioni obbligatorie):
(a) informazioni relative alla persona condannata (nome completo, data di nascita, luogo di nascita composto di città e paese, sesso, cittadinanza ed eventuali nomi precedenti);
(b) informazioni relative alla natura della condanna (data della condanna, nome dell'organo giurisdizionale, data in cui la decisione è diventata definitiva);
(c) informazioni relative al reato che ha determinato la condanna (data del reato che ha determinato la condanna e denominazione o qualificazione giuridica del reato nonché riferimento alle disposizioni giuridiche applicabili);
(d) informazioni relative al contenuto della condanna (in particolare la pena, eventuali sanzioni supplementari, misure di sicurezza e decisioni successive che modificano l'esecuzione della pena);
1 bis. Lo Stato membro in cui è stata pronunciata una condanna a carico di un cittadino di un paese terzo può conservare le informazioni seguenti, se disponibili (informazioni facoltative):
(e) nome dei genitori della persona condannata;
(f) numero di riferimento della condanna;
(a) numero di riferimento della condanna;
(g) luogo del reato;
(b) luogo del reato;
(h) eventuali interdizioni derivanti dalla condanna;
(c) eventuali interdizioni derivanti dalla condanna;
(i) numero d'identità o tipo e numero del documento di identificazione della persona condannata;
(d) numero d'identità o tipo e numero del documento di identificazione della persona condannata;
(j) le impronte digitali della persona;
(e) le impronte digitali della persona, solo se il diritto nazionale dello Stato membro in cui è stata pronunciata una condanna permette di rilevare e conservare le impronte digitali della persona condannata;
(k) eventuali pseudonimi.
(f) eventuali pseudonimi.
L'emendamento garantisce che la categorizzazione dei dati conservati a livello nazionale relativamente ai cittadini di paesi terzi che hanno subito condanne avvenga secondo gli stessi criteri applicati per i cittadini dell'UE che hanno subito condanne, distinguendo tra "informazioni obbligatorie" e "informazioni facoltative", per evitare inutili discriminazioni.
Articolo 4 bis – paragrafo 2
2. "L'autorità centrale crea un filtro-indice contenente le informazioni rese anonime dei tipi di cui al paragrafo 1, lettere a), e), i), j) e k) riguardanti i cittadini di paesi terzi condannati nel suo Stato membro. L'autorità centrale trasmette il filtro-indice e ogni suo aggiornamento a tutti gli Stati membri.";
2. L'autorità centrale crea un filtro-indice contenente le informazioni pseudonimizzate dei tipi di cui al paragrafo 1, lettera a) e al paragrafo 1bis, lettere d), e) e f) riguardanti i cittadini di paesi terzi condannati nel suo Stato membro."; L'autorità centrale trasmette il filtro-indice e ogni suo aggiornamento a tutti gli Stati membri.
Articolo 4 bis – paragrafo 3
3. Qualsiasi modifica o soppressione delle informazioni di cui al paragrafo 1 dà immediatamente luogo a un'identica modifica o soppressione, da parte dell'autorità centrale dello Stato membro di condanna, delle informazioni conservate ai sensi del paragrafo 1 e figuranti nel filtro-indice creato a norma del paragrafo 2.
3. Qualsiasi modifica o soppressione delle informazioni di cui ai paragrafi 1 e 1bis dà immediatamente luogo a un'identica modifica o soppressione, da parte dell'autorità centrale dello Stato membro di condanna, delle informazioni conservate ai sensi dei paragrafi 1 e 1bis e figuranti nel filtro-indice creato a norma del paragrafo 2 e comporta l'aggiornamento delle informazioni figuranti nel filtro-indice conservate in tutti gli altri Stati membri.
Articolo 4 bis – paragrafo 4
4. Per quanto riguarda il filtro-indice, i paragrafi 2 e 3 si applicano anche in relazione ai cittadini di paesi terzi che hanno la cittadinanza di uno Stato membro, nella misura in cui le informazioni di cui al paragrafo 1, lettere a), e), i), j) e k) siano conservate dall'autorità centrale per i cittadini degli Stati membri.
Articolo 4 bis – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis. Gli Stati membri non inseriscono nel filtro-indice informazioni sulle condanne collegate all'ingresso o al soggiorno irregolari.
Articolo 4 bis – paragrafo 4 ter (nuovo)
4 ter. Gli Stati membri inseriscono nel filtro-indice informazioni sulle condanne di minori cittadini di paesi terzi solo se tali condanne si riferiscono a reati gravi, punibili con una pena massima privativa della libertà non inferiore a quattro anni.
Articolo 4 ter – paragrafo 2
2. Il presente articolo si applica anche in relazione ai cittadini di paesi terzi che hanno la cittadinanza di uno Stato membro.
2. Il presente articolo non si applica in relazione ai cittadini di paesi terzi che hanno la cittadinanza di uno Stato membro. I cittadini di paesi terzi che hanno anche la cittadinanza di uno Stato membro sono trattati come cittadini di detto Stato membro ai sensi dell'articolo 4.
La proposta crea una situazione di discriminazione tra i cittadini dell'Unione in possesso di un'unica cittadinanza e i cittadini dell'Unione che hanno la cittadinanza di uno Stato membro e di un paese terzo, in quanto i cittadini dell'Unione in possesso di una doppia cittadinanza verrebbero trattati come cittadini di paesi terzi pur essendo in primo luogo innanzi tutto cittadini dell'Unione. L'emendamento elimina il rischio di discriminazione, facendo sì che i cittadini in possesso di una doppia cittadinanza (di uno Stato membro e di un paese terzo) siano considerati cittadini dell'Unione.
Articolo 6 – paragrafo 3 – comma 2 bis (nuovo)
Ove applicabile, se la ricerca nei filtri-indice non produce risultati ("hit"), il cittadino di un paese terzo che chiede informazioni sul suo casellario giudiziale riceve un certificato attestante che la ricerca nei filtri-indice non ha prodotto risultati.";
L'emendamento garantisce che i cittadini di paesi terzi che non hanno commesso reati e che richiedono un estratto del casellario giudiziale ricevano un certificato attestante che in ECRIS non figurano registrazioni e comprovante che non hanno precedenti penali nei 28 Stati membri. Tale certificato può essere estremamente utile per i cittadini di paesi terzi a fini occupazionali.
(6 bis) all'articolo 7, paragrafo 2, il primo comma è sostituito dal seguente:
"2. Quando una richiesta di informazioni estratte dal casellario giudiziale viene rivolta ai sensi dell'articolo 6 all'autorità centrale dello Stato membro di cittadinanza a fini diversi da un procedimento penale, tale autorità centrale risponde in conformità del diritto nazionale indicando le condanne pronunciate nello Stato membro di cittadinanza e quelle pronunciate in paesi terzi che le siano state notificate e siano iscritte nel suo casellario giudiziale, se così previsto dal diritto nazionale dello Stato membro del quale la persona ha la cittadinanza o dal diritto dello Stato membro richiedente.";
(7 bis) è inserito il seguente articolo:
Accesso alla banca dati ECRIS da parte di Europol
1. Europol ha diritto di accedere alla banca dati ECRIS per l'assolvimento dei propri compiti.
2. Utilizzando il modulo figurante nell'allegato, Europol può presentare all'autorità centrale di uno Stato membro, di caso in caso e tramite l'Unità nazionale Europol, una richiesta elettronica debitamente motivata, volta a ottenere la trasmissione di informazioni estratte dal casellario giudiziale di uno Stato membro.
3. Europol può presentare una richiesta ai sensi del paragrafo 2 ove ciò sia necessario per sostenere e rafforzare l'azione delle autorità competenti degli Stati membri e la loro cooperazione reciproca nella prevenzione e nel contrasto di crimini gravi che riguardino due o più Stati membri, del terrorismo e di forme di criminalità che incidono su un interesse comune oggetto di una politica dell'Unione.
4. Lo scambio di informazioni ai sensi del presente articolo avviene tramite l'applicazione SIENA.";
Articolo 7 ter (nuovo)
(7 ter) è inserito il seguente articolo:
"Articolo 7 ter
Accesso alla banca dati ECRIS da parte di Frontex
1. Frontex ha diritto di accedere alla banca dati ECRIS per l'assolvimento dei propri compiti.
2. Utilizzando il modulo figurante nell'allegato, Frontex può presentare all'autorità centrale di uno Stato membro, di caso in caso, una richiesta elettronica debitamente motivata, volta a ottenere la trasmissione di informazioni estratte dal casellario giudiziale di uno Stato membro.";
"4. Ove non fosse disponibile la via di trasmissione di cui al paragrafo 3, per l'intera durata dell'indisponibilità, le autorità centrali degli Stati membri si trasmettono tutte le informazioni di cui al paragrafo 3, ad eccezione del filtro-indice di cui all'articolo 4 bis, con qualsiasi mezzo che lasci una traccia scritta, in modo tale da consentire all'autorità centrale dello Stato membro ricevente di accertarne l'autenticità."
"4 Ove non fosse disponibile la via di trasmissione di cui al paragrafo 3, per l'intera durata dell'indisponibilità, le autorità centrali degli Stati membri si trasmettono tutte le informazioni di cui al paragrafo 3, ad eccezione del filtro-indice di cui all'articolo 4 bis, con qualsiasi mezzo protetto che lasci una traccia scritta, in modo tale da consentire all'autorità centrale dello Stato membro ricevente di accertarne l'autenticità, ne informano la Commissione e fanno tutto il possibile per rimediare quanto prima a tale situazione."
Articolo 11 bis – paragrafo 1 – comma 2
ECRIS assicura la riservatezza e l'integrità delle informazioni sui precedenti penali trasmesse ad altri Stati membri.
ECRIS assicura la riservatezza, la protezione, la privatezza e l'integrità delle informazioni sui precedenti penali trasmesse ad altri Stati membri.
2. Tutti i dati estratti dai casellari giudiziali sono conservati unicamente nelle banche dati gestite dagli Stati membri.
2. Tutti i dati estratti dai casellari giudiziali sono conservati unicamente nelle banche dati gestite dagli Stati membri nel territorio dell'Unione.
Articolo 11 bis – paragrafo 4
"4. Lo Stato membro interessato è responsabile della gestione dei software e delle banche dati che conservano, inviano e ricevono informazioni estratte dai casellari giudiziali."
"4. Lo Stato membro e le autorità competenti in questione sono responsabili della gestione dei software e delle banche dati che conservano, inviano e ricevono informazioni estratte dai casellari giudiziali."
Articolo 11 bis – paragrafo 6
''6. La Commissione fornisce i software di cui al paragrafo 1, un supporto generale e assistenza tecnica, comprese la raccolta e l'elaborazione delle statistiche."
''6. La Commissione fornisce i software appropriati e più efficaci di cui al paragrafo 1, un supporto generale e assistenza tecnica, comprese la raccolta e l'elaborazione delle statistiche."
Articolo 1 – punto 11
Articolo 11 ter – paragrafo 1 – lettera c
(c) le altre modalità per organizzare e agevolare gli scambi di informazioni sulle condanne fra le autorità centrali degli Stati membri, comprese:
(c) le altre modalità tecniche per organizzare e agevolare gli scambi di informazioni sulle condanne fra le autorità centrali degli Stati membri, comprese:
1. Entro il [24 mesi dopo l'attuazione], la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione della presente decisione quadro. La relazione valuta in che misura gli Stati membri abbiano adottato le misure necessarie per conformarsi alla presente decisione quadro, compresa l'attuazione tecnica.
1. Entro il [18 mesi dopo l'attuazione], la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione della presente decisione quadro. La relazione valuta in che misura gli Stati membri abbiano adottato le misure necessarie per conformarsi alla presente decisione quadro, compresa l'attuazione tecnica.
2. La relazione è corredata, se del caso, da opportune proposte legislative.
3. I servizi della Commissione pubblicano una relazione periodica sugli scambi, tramite ECRIS, delle informazioni estratte dai casellari giudiziali basata in particolare sulle statistiche di cui all'articolo 11 bis, paragrafo 6. Essa è pubblicata per la prima volta un anno dopo la presentazione della relazione di cui al paragrafo 1.
3 bis. La relazione della Commissione di cui al paragrafo 3 riguarda, in particolare, il livello di scambio fra Stati membri, anche in riferimento a cittadini di paesi terzi, l'obiettivo delle richieste e il relativo numero, comprese le richieste a fini diversi da quelli penali, come i controlli sui precedenti penali e le richieste di informazioni della persona interessata in merito al proprio casellario giudiziario, nonché le questioni relative alla protezione dei dati personali e una valutazione dell'impatto della presente decisione quadro sui diritti fondamentali.
3 ter. La relazione di cui al paragrafo 3, seconda frase, esamina altresì la possibilità concreta di creare un sistema europeo centralizzato di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS) per i cittadini di paesi terzi.
Negli ultimi anni si è assistito a un'evoluzione costante della natura delle attività criminali e terroristiche, che hanno assunto un carattere sempre più transnazionale. Per affrontare tali minacce, le istituzioni dell'UE e gli Stati membri hanno discusso la crescente necessità di procedere a uno scambio di informazioni. Il Consiglio europeo e il Consiglio dei ministri "Giustizia e affari interni" hanno ribadito in più occasioni l'importanza di migliorare ECRIS. La dichiarazione di Riga, approvata il 29 gennaio 2015 dai ministri della Giustizia e degli Affari interni, ha sottolineato l'importanza dello scambio di informazioni sulle condanne penali per qualsiasi strategia di lotta alla criminalità e al terrorismo.
I recenti attentati terroristici hanno dimostrato in particolare che occorre intensificare con urgenza la condivisione delle informazioni pertinenti, segnatamente assicurando l'estensione di ECRIS ai cittadini di paesi terzi. Per rispondere a tale esigenza, la Commissione europea ha proposto, nell'ambito dell'agenda europea sulla sicurezza, una revisione dell'attuale sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali, volta a intensificare la condivisione di informazioni tra gli Stati membri e a colmare le eventuali lacune.
ECRIS è un sistema elettronico per lo scambio di informazioni sulle condanne pronunciate a carico di una determinata persona dagli organi giurisdizionali penali all'interno dell'UE, ai fini di un procedimento penale contro l'interessato o, se consentito dal diritto nazionale, a fini diversi. Il quadro giuridico di ECRIS, tuttavia, non tiene sufficientemente conto delle richieste riguardanti cittadini di paesi terzi. Sebbene sia ormai possibile scambiare informazioni sui cittadini di paesi terzi tramite ECRIS, manca una procedura o un meccanismo che consenta di farlo in modo efficace.
II. La proposta della Commissione
La proposta è intesa a modificare la decisione quadro 2009/315/GAI del Consiglio per quanto riguarda lo scambio di informazioni sui cittadini di paesi terzi e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS) e a sostituire la decisione 2009/316/GAI del Consiglio. Essa prevede l'obbligo di conservare le informazioni sui precedenti penali, l'obbligo di trasmettere agli altri Stati membri un filtro-indice anonimizzato contenente le informazioni sull'identità dei cittadini di paesi terzi condannati sul proprio territorio, al fine di individuare gli Stati membri in possesso di informazioni sui precedenti penali di un cittadino di un paese terzo, e l'obbligo di aggiornare il filtro-indice a seguito di qualsiasi soppressione o modifica dei dati in esso inseriti.
Conservazione: l'obbligo di conservazione si considera adempiuto anche se le informazioni sono conservate in un'altra banca dati del casellario giudiziale, purché l'autorità centrale vi abbia accesso. Inoltre, l'obbligo si applica indipendentemente dal fatto che una persona abbia anche la cittadinanza di uno Stato membro, onde garantire che le informazioni possano essere trovate a prescindere che la cittadinanza aggiuntiva sia nota.
Richiesta di informazioni sulle condanne: è fatto obbligo agli Stati membri di integrare l'estratto del casellario giudiziale richiesto da un cittadino di un paese terzo con le informazioni provenienti dagli altri Stati membri, come per i cittadini dell'UE.
Definizione di "Stato membro di condanna": si riferisce alle condanne indipendentemente dal fatto che siano state pronunciate a carico di un cittadino di un altro Stato membro o di un cittadino di un paese terzo.
Obblighi dello Stato membro di condanna: la decisione quadro è modificata al fine di garantire che l'obbligo degli Stati membri di indicare nel casellario giudiziale la cittadinanza o le cittadinanze del condannato valga anche quando costui è un cittadino di un paese terzo.
Risposta a una richiesta di informazioni sulle condanne: una richiesta di informazioni relativa a un cittadino di un paese terzo è trattata alla stregua di una richiesta di informazioni riguardante un cittadino dell'UE. Di conseguenza, l'autorità centrale cui è rivolta la richiesta è tenuta a trasmettere le informazioni sulle condanne pronunciate nel proprio Stato membro a carico di un cittadino di un paese terzo e le informazioni sulle condanne pronunciate in paesi terzi iscritte nel suo casellario giudiziale.
Dati personali: i riferimenti ai dati personali sono estesi alle nuove disposizioni relative ai cittadini di paesi terzi.
Formato e aspetti organizzativi: la proposta stabilisce che le autorità centrali degli Stati membri trasmettono le informazioni, il filtro-indice, le richieste, le risposte e altre informazioni pertinenti per via elettronica attraverso ECRIS e in un formato standardizzato, in conformità delle norme contenute negli atti di esecuzione; elenca inoltre gli obblighi tecnici degli Stati membri in relazione a quanto deve essere adempiuto in base alla direttiva. Ciò riguarda sia l'attuale sistema di scambio di informazioni sia il nuovo sistema "hit/no hit" basato su un filtro-indice reso anonimo. Le modalità tecniche e amministrative per agevolare lo scambio di informazioni saranno definite negli atti di esecuzione. La proposta disciplina la trasmissione delle informazioni in caso di indisponibilità di ECRIS e fa obbligo agli Stati membri di comunicare in futuro alla Commissione, anziché al Consiglio, quando saranno in grado di utilizzare ECRIS e il nuovo filtro-indice.
Comitatologia: è stata introdotta la procedura di comitato per fornire alla Commissione gli strumenti necessari per attuare gli aspetti tecnici dello scambio di informazioni affinché questo possa funzionare nella pratica.
Il relatore concorda in larga misura con l'approccio della Commissione in materia di scambio di informazioni sui casellari giudiziali tra gli Stati membri. Ampliare il campo di applicazione della normativa, in modo da prevedere disposizioni specifiche per i cittadini di paesi terzi, è molto importante per generare uguaglianza dinanzi ai sistemi giuridici nazionali tra i cittadini dell'UE e i cittadini di paesi terzi.
La verifica del casellario giudiziale di coloro che accedono all'UE costituisce un passo importante per creare maggiore fiducia nei confronti della migrazione e della sicurezza dell'UE in generale. Per consolidare la fiducia nell'area Schengen e nella libera circolazione all'interno dell'UE sono necessarie misure chiare ed efficaci che contribuiscano alla condivisione delle informazioni sulle persone sospettate di atti criminali. Tale revisione della normativa è fondamentale per aumentare la fiducia, l'affidabilità e il riconoscimento reciproco nel settore della cooperazione giudiziaria.
Il relatore suggerisce inoltre che le disposizioni della normativa estendano la portata dei controlli sui precedenti penali a tutti gli individui che lavorano con persone vulnerabili e con bambini. Gli Stati membri devono poter confidare in quanti operano nei settori della sanità, dell'istruzione e di professioni simili in ambito assistenziale.
Il relatore ritiene inoltre che dovrebbe sussistere il chiaro obbligo per gli Stati membri di inserire nelle rispettive banche dati nazionali del casellario giudiziale qualsiasi informazione bilaterale ricevuta in merito alle condanne penali di individui residenti nel territorio dell'UE e di condividere tali informazioni sul sistema di indice.
Il relatore chiede altresì riferimenti espliciti alla necessità di disposizioni in materia di protezione dei dati, alla presunzione di innocenza e a un processo equo, nonché un chiaro elenco delle norme che dovrebbero far parte di una revisione approfondita del sistema, come previsto dalle disposizioni per una migliore regolamentazione.
Scambio di informazioni sui cittadini di paesi terzi e sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS)

References: Articolo 4

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Articolo 6

Articolo 7

Articolo 11

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Articolo 1

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