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Timestamp: 2020-01-19 22:06:59+00:00

Document:
Tessili - Seta, Filatura cascami: CCNL, 31 luglio 1964
Data firma: 31 luglio 1964
Validità: 01.07.1964 - 31.12.1966
Parti: Associazione degli Industriali Filatori di Cascami di Seta - Confindustria e Federtessili-Cisl, Fiot-Cgil, Uilt-Uil e Federazione Nazionale Lavoratori Tessili - Cisnal e Failt - Confail
Settori: Tessili, Seta, Filatura cascami
Art. 9. - Permessi per cariche sindacali.
Art. 10. - Affissioni.
Art. 11. - Trattenute di quote sindacali.
Art. 12. - Cariche pubbliche e sindacali.
Art. 13. - Regolamento interno.
Art. 14. - Mense aziendali.
Art. 15. - Decorrenza e durata.
Art. 9. - Lavoro straordinario, notturno, domenicale, festivo e relative percentuali.
Art. 10. - Interruzioni del lavoro.
Art. 13. - Lavori discontinui.
Art. 14. - Lavoro a squadre.
Art. 15. - Turni a scacchi.
Art. 16. - Assegnazione del macchinario.
Art. 17. - Disciplina del cottimo.
Art. 18. - Giorni festivi - Riposo settimanale.
Art. 23. - Maternità.
Art. 24. - Servizio militare.
Art. 25. - Cambiamento e cumulo di mansioni.
Art. 26. - Trasferte.
Art. 27. - Trasferimenti.
Art. 28. - Abiti da lavoro.
Art. 29. - Indennità scolastica.
Art. 30. - Mezzi di trasporto per servizio.
Art. 31. - Zona malarica.
Art. 32. - Lavori nocivi.
Art. 33. - Disciplina del lavoro.
Art. 36. - Trattenute per risarcimento.
• Rimprovero, multa e sospensione
Art. 40. - Preavviso.
Art. 41. - Indennità di anzianità in caso di licenziamento.
Art. 42. - Indennità di anzianità in caso di dimissioni.
Art. 43. - Indennità di anzianità in caso di morte.
I. - Assistenti
Art. 5. - Mensilità natalizia.
Art. 20. - Dimissioni. Art. 21. - Disposizioni generali.
II. - Altri appartenenti alle categorie speciali od intermedie
Art. 36. - Passaggio dalla qualifica di operaio o di assistente alla qualifica impiegatizia.
Allegato - Commissione tecnica paritetica per le controversie relative alla assegnazione in categoria o grado degli impiegati, alla attribuzione della qualifica impiegatizia ed alla attribuzione della qualifica di appartenente alle categorie speciali o intermedie
Premi di anzianità
Allegato n. 3 - Parità della retribuzione femminile con la retribuzione maschile per le mansioni promiscue
Accordo aggiuntivo sottoscritto presso il ministero del lavoro il 10 luglio 1964 sui criteri informatori dell’accordo di parità 5 febbraio 1960
Allegato n. 5 - Categorie speciali od intermedie accordi interconfederali 30 marzo, 23 maggio e 27 ottobre 1946
Allegato n. 6 - Protocollo per la disciplina dei premi di produzione e la revisione del mansionario
• Premio di produzione
• Revisione del mansionario
Parte quarta - Tabelle delle paghe e degli stipendi contrattuali classificazione delle mansioni operaie da valere per il personale addetto all’industria della filatura dei cascami di seta - Protocollo
Elenco delle prestazioni lavorative o mansioni per i dipendenti addetti all’industria della filatura dei cascami di seta
3ª Squadra notturna - Paghe dei minori apprendistato
Tabella delle paghe contrattuali degli operai
Tabella «B» delle paghe orarie contrattuali degli operai
Tabelle contingenza
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dell’industria della filatura dei cascami di seta
Addì 31 luglio 1964, in Milano, in attuazione dell’accordo sottoscritto il 9 luglio 1964 in Roma, presso il Ministero del Lavoro con l’intervento del Ministro pro tempore Sen. Giacinto Bosco e del Sottosegretario On. Ettore Calvi, tra l’Associazione degli Industriali Filatori di Cascami di Seta, [...] con l’assistenza della Confederazione Generale dell’industria Italiana [...] e la Federazione Italiana Lavoratori Tessili - Federtessili [...] con l’assistenza della Cisl [...], la Federazione Impiegati Operai Tessili (Fiot) [...], con l’assistenza della Cgil [...], l’Unione Italiana Lavoratori Tessili - Uilt [...] con l’assistenza della Uil [...]
Addì 31 luglio 1964, in Milano, tra l’Associazione degli Industriali Filatori di Cascami di Seta [...] con l’assistenza della Confederazione Generale dell’industria Italiana [...] e la Federazione Nazionale Lavoratori Tessili della Cisnal [...]
Addì 31 luglio 1964, in Milano, tra l’Associazione degli Industriali Filatori di Cascami di Seta [...] con l’assistenza della Confederazione Generale dell’industria Italiana [...] e la Federazione Autonoma Italiana Lavoratori Tessili Failt [...] con l’assistenza della Confail [...]
si è stipulato il presente contratto nazionale di lavoro che disciplina i rapporti di lavoro fra le aziende ed i lavoratori da esse dipendenti nell’industria della filatura dei cascami di seta.
b) tre parti riguardanti: operai, categorie speciali ed intermedia ed impiegati;
La materia riservata alla contrattazione a livello aziendale - nonché le inderogabili modalità per la sua attuazione - è solamente quella stabilita dal presente contratto; correlativamente il presente contratto riconosce la esigenza delle aziende di poter impostare la propria attività produttiva su elementi predeterminati e validi per tutta la durata del presente contratto e degli anzidetti accordi a livello aziendale.
La prevista contrattazione a livello aziendale viene delegata dalle parti stipulanti in rappresentanza rispettivamente delle aziende e dei lavoratori, da un lato alle Associazioni sindacali territoriali degli industriali e dall’altro lato ai Sindacati provinciali tessili dei lavoratori, fermo restando quanto previsto nel presente contratto per casi di intervento delle Organizzazioni nazionali stipulanti.
Il presente contratto ha validità in tutto il territorio nazionale e contiene l’impegno delle parti stipulanti di rispettarlo e farlo rispettare dai propri iscritti per tutta la durata stabilita.
In tale ambito, pertanto, le Associazioni industriali sono impegnate ad adoperarsi per l’osservanza delle condizioni pattuite da parte delle aziende associate, mentre le organizzazioni dei lavoratori si impegnano a non promuovere - o ad intervenire perché siano evitate - azioni e rivendicazioni a qualsiasi livello comunque intese a modificare, integrare, innovare quanto ha formato oggetto di accordi ai livelli sopra precisati.
Nel caso in cui non si raggiunga l’accordo, il reclamo e le controversie saranno sottoposti all’esame delle competenti associazioni territoriali. Riuscito vano il tentativo di componimento in sede sindacale, la parte ricorrente potrà proporre all’altra un giudizio di conciliazione ed arbitrato.
A tale scopo, entro quindici giorni dall’esito negativo del predetto tentativo di componimento, la parte interessata richiederà - tramite la propria organizzazione territoriale - l’apertura del procedimento in parola; entro cinque giorni dalla ricezione della richiesta, l’organizzazione rappresentante la controparte comunicherà l’assenso di quest’ultima. Le due organizzazioni costituiranno - entro i dieci giorni successivi a detta risposta - un Collegio sino ad un massimo di cinque membri, composto rispettivamente da uno o due membri designati dalla organizzazione territoriale dei lavoratori interessata.
da uno o due membri designati dall’organizzazione dei datori di lavoro, da un membro presidente scelto di comune accordo anche su lista precostituita.
Sono formalmente riconosciute la Commissione Interna o il Delegato di Impresa coi poteri, nei limiti e secondo la procedura stabilita dagli accordi interconfederali in materia.
Le Direzioni aziendali consentiranno ai sindacati territoriali di categoria aderenti alle organizzazioni firmatarie del presente contratto di far affiggere in apposito albo comunicazioni a firma dei Segretari responsabili dei sindacati medesimi.
In ciascuna azienda può essere redatto dal datore di lavoro, ed esposto in luogo chiaramente visibile, un regolamento interno. Gli schemi di redazione o di eventuale aggiornamento saranno esaminati con la Direzione dalla Commissione Interna o dal Delegato di Impresa, preventivamente all’attuazione, a termine dell’art. 2 punto 3) dell’accordo interconfederale 8 maggio 1953; il loro contenuto non dovrà comunque essere in contrasto con le norme legislative e con quelle contrattuali disciplinanti il rapporto di lavoro.
Laddove le mense funzionano, il servizio dovrà essere adeguato al numero dei partecipanti. Le Commissioni Interne od i Delegati di Impresa hanno la facoltà di sorvegliare l’andamento in collaborazione con le Direzioni aziendali.
L’istituzione ed il funzionamento delle camere di allattamento o degli asili nido sono disciplinati dagli articoli 9, 10, 11, 12 e 13 della legge 26 agosto 1950, n. 860, relativa alla «Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri».
È considerato apprendista l’operaio compreso fra i 14 e i 20 anni di età, che venga assunto dall’azienda per conseguire attraverso un addestramento pratico la capacità tecnica inerente ad una delle qualifiche previste dalla tabella allegata, con utilizzo dell’opera nell’azienda stessa.
Può essere convenuto tra le parti, a termini dell’articolo 2, un periodo di prova di durata non superiore ai 12 giorni lavorativi. Il periodo di addestramento iniziato presso altra ditta deve essere computato per intero nella nuova azienda, ai fini del compimento del periodo prescritto, sempreché riguardi le stesse mansioni e non sia intercorsa fra un periodo e l’altro una interruzione superiore ai 18 mesi.
L’imprenditore deve permettere che l’apprendista frequenti i corsi per la formazione professionale e deve destinarlo soltanto ai lavori attinenti alla specialità professionale alla quale si riferisce il tirocinio.
Per quanto si riferisce all’assunzione, all’orario di lavoro, alle ferie degli apprendisti, ed a quant’altro non previsto dal presente articolo valgono le norme della legge 19 gennaio 1955, n. 25 e del relativo regolamento.
La durata dell’orario ordinario contrattuale viene stabilita riducendo di due ore settimanali l’orario normale di legge. A partire dal 1° maggio 1965 la durata dell’orario ordinario contrattuale viene stabilita riducendo di tre ore settimanali l’orario normale di legge.
La distribuzione dell’orario di lavoro, viene stabilita in conformità con le disposizioni di cui all’art. 2, comma 3 del vigente accordo interconfederale regolante i compiti della Commissione Interna e comunicata agli operai in apposite tabelle da affiggersi all’entrata dello stabilimento.
In quelle aziende ove non venga prestato il lavoro nella giornata del sabato o venga in detto giorno effettuato un orario parziale, le ore non lavorate il sabato possono essere distribuite negli altri giorni della settimana, nel limite di un’ora al giorno oltre il normale orario contrattuale e verranno retribuite a regime normale.
- 8 ore al giorno per 5 giorni e 6 ore al sabato;
- 8 ore al giorno per 6 giorni in una settimana; 8 ore per
5 giorni e 4 ore al sabato nella seconda settimana;
Ferme restando le norme generali di cui agli articoli 7 e 14 del presente contratto, la durata dell’orario contrattuale ordinario per il lavoro notturno viene stabilita riducendo di 4 ore settimanali l’orario normale di legge. Tale orario rimane così normalmente stabilito in 44 ore settimanali, ragguagliate a 41 ore settimanali di lavoro effettivo nel caso di lavoro a squadra.
Detta riduzione di orario per i turni notturni avvicendati verrà applicata solo per le settimane di effettiva prestazione notturna.
Il trattamento di cui al presente articolo spetta anche agli operai che occasionalmente vengano inseriti nel turno di notte. I medesimi osserveranno l’orario di lavoro prestabilito per la squadra nella quale sono stati inseriti.
Il lavoro straordinario potrà essere effettuato nei casi, nei limiti e con la procedura previsti dalle vigenti norme legislative ed interconfederali; il lavoratore dovrà essere preavvisato da quanto possibile, tranne casi urgenti, il giorno precedente. Il lavoratore è tenuto a prestare il lavoro straordinario richiesto dalla direzione, salvo giusti e comprovati motivi derivanti dallo stato di salute, da condizioni di gravidanza o puerperio, da ragioni familiari o personali.
Le ore non lavorate in dipendenza di festività nazionali e infrasettimanali cadenti in giorno lavorativo saranno computate al fine del raggiungimento dell’orario ordinario contrattuale.
L’operaio in possesso di documenti comprovanti la frequenza a scuole serali o festive deve essere esonerato dal lavoro straordinario compatibilmente con l’esigenza del lavoro ed in quanto le prestazioni di lavoro straordinario gli impediscano di frequentare le scuole medesime.
Le ore di lavoro perdute per le cause di cui all’articolo precedente o per le interruzioni di lavoro concordate fra le parti, possono essere recuperate a regime normale con le seguenti modalità: il recupero deve essere contenuto nel limite massimo di un’ora giornaliera oltre le otto ore normali o, in caso di orario ridotto, sino alla concorrenza di nove ore nella giornata; nel caso di giornata feriale non lavorata il recupero stesso potrà essere effettuato trasferendo a tale giornata le ore perdute.
In ogni caso, il recupero potrà essere effettuato solo entro le due quindicine immediatamente successive a quella in cui è avvenuta la interruzione.
L’orario normale degli addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia, di cui alla tabella annessa al R.D. 6 dicembre 1923, n. 2657, non può superare le 10 ore giornaliere.
L’orario ordinario giornaliero del lavoro a squadre è di otto ore per turno, ivi compreso il riposo, la cui durata è ridotta a mezz’ora. La distribuzione dell’orario di lavoro viene stabilita in conformità con le disposizioni di cui all’art. 2, comma 3, del vigente accordo interconfederale regolante i compiti delle Commissioni Interne e comunicato agli operai in apposita tabella da affiggersi all’entrata dello stabilimento.
In attuazione a quanto disposto all’art. 7 l’orario ordinario contrattuale sarà ragguagliato a 43 ore settimanali di effettivo lavoro, ed a 42 ore settimanali di effettivo lavoro dal 1° maggio 1965.
Nel lavoro a squadre, le paghe orarie di fatto e le tariffe di cottimo stabilite per il lavoro a turno unico vengono maggiorate della percentuale dell’8 per cento, percentuale che assorbe e sostituisce la retribuzione per la mezz’ora di riposo. Tale percentuale di maggiorazione non si riferisce all’indennità di contingenza non conglobata, la quale, invece, viene corrisposta per le ore di effettiva presenza nello stabilimento, compresa la mezz’ora di riposo. L’importo di detta maggiorazione sarà distintamente registrato sul prospetto o busta paga.
Per le prestazioni che eccedano le ore 7,30 giornaliere di lavoro effettivo dovrà essere corrisposta la percentuale di maggiorazione di straordinario, fermo restando che la maggiorazione dell’8 per cento per il lavoro a squadre va corrisposto solo sino al predetto limite di ore 7,30.
La predetta maggiorazione verrà corrisposta sia nel caso di squadre composte di soli uomini o di sole donne, come nel caso di squadre promiscue di uomini e donne, e non è dovuta nelle riduzioni di orario fino ad undici ore complessive se si tratta di lavoro a due squadre (ore cinque e mezza giornaliere per ciascuna squadra) e fino a tredici ore e mezza se si tratta di tre squadre (ore quattro e mezza giornaliere per ciascuna squadra).
In deroga a quanto sopra, nel caso che, per effetto della distribuzione dell’orario contrattuale di lavoro prevista agli artt. 7 ed 8, ed al comma terzo del presente articolo, sia effettuato in un solo giorno della settimana un orario inferiore alle 6 ore, verrà egualmente corrisposta la maggiorazione dell’8 %.
Le modificazioni dei turni devono essere notificate 24 ore prima mediante avviso collocato in luogo chiaramente visibile, salvo i casi di forza maggiore. Nel caso di modifica del turno assegnato, l’operaio dovrà comunque fruire - all’atto del passaggio a diverso turno - di un adeguato periodo di riposo.
Qualora nella mezz’ora di riposo effettuata fuori dall’ambiente di lavoro le macchine siano rimaste funzionanti, le controversie sugli eventuali effetti che dovessero derivare ai lavoratori, saranno esaminate prima in sede aziendale e poi, occorrendo, in sede territoriale
Si esemplificano, di seguito, alcune ipotesi di distribuzione dell’orario di lavoro:
- 7 ore e mezza di lavoro effettivo nei primi 5 giorni della settimana con maggiorazione dell’8 %; al sabato 5 ore e mezza con maggiorazione dell’8 %, oppure 6 ore con maggiorazione dell’8 % per
5 ore e mezza e con maggiorazione di lavoro straordinario per l’ultima mezz’ora;
- 7 ore e mezza per 6 giorni in una settimana con maggiorazione dell’8 %; 7 ore e mezza per 5 giorni nella seconda settimana con maggiorazione dell’8 %; al sabato della seconda settimana 3 ore e mezza con maggiorazione dell’8 %, oppure 4 ore con maggiorazione dell’8 % per 3 ore e mezza e con maggiorazione di lavoro straordinario per l’ultima mezz’ora del sabato della seconda settimana;
- 7 ore e mezza per 6 giorni per tre settimane con maggiorazione dell’8 %; 7 ore e mezza per 4 giorni nella quarta settimana con maggiorazione dell’8 %; al venerdì della quarta settimana 7 ore con maggiorazione dell’8 %, oppure 7 ore e mezza con maggiorazione dell’8 % per 7 ore e con maggiorazione di lavoro straordinario per l’ultima mezz’ora del venerdì di detta settimana.
Essi potranno essere mantenuti ove ricorrono le condizioni per il loro regolare funzionamento. Nel caso che le maestranze ne richiedano la soppressione, le organizzazioni sindacali territoriali competenti interverranno per adottare le risoluzioni del caso.
Ai lavoratori è dovuta la maggiorazione del 5 per cento sulle paghe orarie di fatto, nonché sulle tariffe di cottimo stabilite per il lavoro a turno unico, esclusa l’indennità di contingenza.
Le assegnazioni del macchinario dovranno essere effettuate tenendo presenti le esigenze della produzione, le possibilità di prestazione degli operai in relazione alla natura del macchinario, alla specie dell’articolo prodotto, al rendimento del lavoro, alle condizioni dell’ambiente di lavoro.
Le modifiche non temporanee dell’assegnazione del macchinario e delle conseguenziali variazioni dell'assetto tecnico organizzativo che comportino un aumento del carico di lavoro, saranno regolate dalla seguente procedura:
1) La direzione aziendale all’atto della nuova assegnazione di macchinario, comunicherà agli operai interessati (o a parte degli operai stessi), ed alla Commissione Interna le disposizioni studiate per l’attuazione in via sperimentale della nuova assegnazione.
2) La direzione aziendale, contemporaneamente, tramite la propria associazione territoriale, comunicherà alle organizzazioni territoriali dei lavoratori la data di inizio dell’assegnazione in esperimento, la sua durata, il numero dei lavoratori inizialmente interessati, nonché una indicazione sui criteri e sulle modalità della predisposta nuova assegnazione.
3) Dopo l’inizio dell’esperimento previa acquisizione dei necessari elementi di giudizio, l’esame delle eventuali particolari situazioni di effettiva gravosità per i lavoratori non superate in sede aziendale, sarà demandato alle organizzazioni territoriali sindacali alle quali verranno in tal caso forniti i relativi elementi di valutazione.
Per dette particolari situazioni non può esservi, in via normale, l’acquisizione dei necessari elementi per la formulazione di un giudizio se non decorsi 20 giorni di esperimento.
4) Al termine dell’esperimento la Direzione aziendale comunicherà per iscritto o per affissione ai lavoratori interessati ed alla Commissione Interna, le indicazioni del lavoro da eseguire e le relative condizioni riguardanti la nuova assegnazione. Inoltre, tramite la propria associazione territoriale, darà analoga comunicazione alle organizzazioni territoriali sindacali dei lavoratori.
Qualunque contestazione che non abbia trovato risoluzione nell'ambito aziendale, sarà rimessa all’opportuno esame in sede sindacale territoriale qualora una delle parti ne faccia richiesta.
5) Per l’esame in sede sindacale territoriale previsto al punto 4 del presente articolo i necessari accertamenti potranno essere eseguiti con l’intervento, per ambo le parti di tecnici qualificati della materia.
6) Nel caso di adozione di nuove forme di remunerazione a cottimo o ad incentivo o di adeguamento di quelle esistenti in relazione alle diverse assegnazioni di macchinario dovranno comunque essere applicate le norme previste all’articolo 17 sulla disciplina del cottimo.
Chiarimento a verbale al punto 2.
Detta comunicazione ha finalità puramente informativa essendo ammesso l’intervento delle Associazioni sindacali sull’esperimento in attuazione solo nei casi previsti ai punti 3 e 4 del presente articolo.
1. In relazione alle possibilità tecniche delle varie lavorazioni è ammesso il lavoro a cottimo secondo i criteri di legge ed i sistemi in uso nei vari settori tessili, accentuandone, ove tecnicamente possibile, la forma collettiva.
Nei casi in cui la valutazione della prestazione richiesta all’operaio sia fatta in base al risultato della misurazione dei tempi di lavorazione oppure la prestazione sia vincolata alla osservanza di un determinato ritmo produttivo e sia richiesta all’operaio una prestazione più intensa di quella del normale lavoro ad economia o la realizzazione di un risultato produttivo predeterminato superiore a quello conseguibile attraverso il lavoro ad economia, l’operaio dovrà essere retribuito a cottimo o con altre forme di retribuzione ad incentivo soggette alla disciplina del lavoro a cottimo.
5. È proibito alle aziende di servirsi di cottimisti, i quali abbiano alle proprie dipendenze altri operai da essi direttamente retribuiti, dovendosi intendere il lavoro a cottimo unicamente intercorrente fra l’operaio e l’azienda, e la dipendenza di un operaio da un altro unicamente intesa agli effetti tecnici disciplinari.
6. Agli operai interessati dovranno essere comunicate per iscritto o per affissione, all’inizio del lavoro, le indicazioni del lavoro da eseguire e del compenso unitario (tariffa di cottimo) corrispondente.
7. La Direzione aziendale, all’atto dell’introduzione dei nuovi sistemi di cottimo o di incentivo o nel caso di modifiche ai sistemi in vigore (vedi chiarimento a verbale n. 1) illustrerà agli operai interessati (o a parte degli operai stessi) ed alla Commissione Interna le disposizioni studiate per l’attuazione in via sperimentale del nuovo sistema di lavoro a cottimo o a incentivo.
La Direzione aziendale contemporaneamente, tramite la propria Associazione territoriale, comunicherà alle Organizzazioni territoriali dei lavoratori la data di Inizio dell’esperimento, il numero dei lavoratori inizialmente interessati, nonché una indicazione del sistema di lavoro a cottimo o ad incentivo da sperimentare (vedi chiarimento a verbale n. 2).
8. Qualunque contestazione che non trovi risoluzione nell’ambito aziendale - sia per i cottimi e gli incentivi già in atto, sia per quelli di nuova introduzione - riguardante la precisazione di elementi tecnici e l’accertamento di fatti determinanti la tariffa di cottimo, è rimessa ad opportuno riesame da parte delle competenti Organizzazioni territoriali, mediante ripetizione degli accertamenti di merito, qualora una delle parti ne faccia richiesta.
9. La procedura sopra prevista non concerne le controversie di interpretazione, né quelle di applicazione non indicate nel punto precedente, per le quali valgono le norme dell’art. 6 della parte generale.
Chiarimento a verbale (riferimento al punto 7 del presente articolo).
N. 1- Per tali si debbono intendere solo quelle modifiche tecniche introdotte dall’azienda ad un sistema già in vigore e che si concretino in sostanziali variazioni ai metodi di rilevazione dei tempi, ai coefficienti di maggiorazione, ai metodi di calcolo dell’utile di cottimo.
N. 2. - Detta comunicazione ha finalità puramente informativa essendo ammesso l’intervento delle Organizzazioni sindacali sull’esperimento in attuazione solo nei casi previsti al comma 4) del presente punto.
I giorni di ferie eccedenti il periodo (12 giorni consecutivi) collettivamente goduto dalle maestranze e non usufruite per ragioni tecniche o esigenze produttive potranno essere convertiti in permessi retribuiti, oppure compensati con una indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione dovuta per le giornate di ferie non godute, calcolata nella misura della retribuzione in atto al momento della liquidazione delle ferie medesime.
[...] ove per postumi invalidanti l’operaio non sia in grado di assolvere il precedente lavoro, l’azienda dovrà cercare di adibirlo a mansioni più adatte alla di lui capacità lavorativa.
I casi di gravidanza e puerperio sono disciplinati dalla legge 26 agosto 1950, n. 860 e successive modifiche, sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri.
L'operaio che venga temporaneamente adibito per comprovare esigenze di ordine tecnico a mansioni che comportano maggiore retribuzione, ha diritto, oltre alla paga di competenza della propria categoria, alla differenza tra detta paga e quella prevista per le nuove mansioni per il tempo in cui vi rimane adibito. [...]
а) l’età e il sesso dei lavoratori che vi possono essere adibiti;
o) gli apprestamenti preventivi o difensivi occorrenti;
L’introduzione nello stabilimento di bevande, nonché la consumazione di cibi, debbono essere disciplinati dalla direzione.
Non è consentito fumare se non nei luoghi appositamente stabiliti e fuori dell’orario di lavoro.
Le infrazioni al presente contratto, alle altre norme nonché al regolamento interno di cui all’art. 10 - parte generale - possono essere punite;
5) con il licenziamento senza preavviso, ma con la sola indennità di cui all’articolo 41;
I provvedimenti disciplinari adottati debbono essere portati a conoscenza degli interessati con la precisa indicazione della infrazione commessa.
Rimprovero, multa e sospensione
e) che in qualunque modo trasgredisca le norme del presente contratto, o quelle del regolamento interno, o commetta contro la disciplina, la morale, l’igiene e la sicurezza dello stabilimento, mancanze che non siano punibili con il licenziamento.
L’applicazione del rimprovero, della multa, della sospensione si intende adeguata alla minore o maggiore gravità ed alla loro recidività
Il licenziamento, con immediata cessazione del lavoro e della retribuzione, può essere inflitto:
a) per contravvenzioni al divieto di fumare di cui al quarto comma dell’art. 33;
d) per recidiva in qualunque delle colpe che abbiano dato luogo ad una sospensione per la medesima mancanza, o ad una sospensione per mancanza diversa nel sei mesi precedenti.
d) per dolo o colpa grave in negligenza od atti con danno per l’azienda;
e) per danneggiamenti volontari, rilevazioni di particolari procedimenti o sistemi di lavoro, trafugamenti di disegni e campionature, lavorazioni in stabilimento per conto proprio o di terzi con danno per l’azienda.
La durata dell’orario ordinario contrattuale viene stabilita riducendo di due ore settimanali l’orario normale di legge. A partire dal 1° maggio 1965 la durata dell’orario ordinario contrattuale viene stabilita riducendo di tre ore settimanali l’orario normale di legge. Per coloro che prestano servizio notturno l’orario contrattuale di lavoro è ridotto a 44 ore settimanali. Detta riduzione di orario per i turni avvicendati sarà applicata solo per la settimana di effettiva prestazione notturna.
La retribuzione mensile compensa anche i periodi di anticipazione o protrazione dell’orario normale entro il limite giornaliero massimo di 40 minuti, per la sola predisposizione del lavoro agli operai.
Le parti raccomandano alle aziende che il lavoro termini, ove è possibile, non oltre le ore 13 del sabato. In quelle aziende ove non venga prestato lavoro nella giornata di sabato o venga in detto giorno effettuato un orario parziale, le ore non lavorate al di sotto del limite dell’orario normale di cui al primo comma possono essere distribuite negli altri giorni della settimana, nel limite di un’ora al giorno oltre al predetto orario normale, e verranno retribuite a regime normale.
Compatibilmente con le esigenze del lavoro al quale sono adibiti, sono concessi esoneri dal lavoro ordinario o straordinario agli assistenti che frequentino scuole di addestramento o di perfezionamento professionale.
Sono considerate ore straordinarie quelle eseguite oltre l’orario normale stabilito per legge, salve ed impregiudicate le eventuali situazioni economiche di miglior favore già stabilite con accordi locali.
Il singolo lavoratore non potrà rifiutarsi, entro i limiti consentiti dalla legge, di compiere il lavoro straordinario, notturno e festivo, salvo giustificati motivi di impedimento.
È considerato lavoro notturno quello prestato dalle ore 22 alle ore 6 del mattino. Per gli assistenti addetti prevalentemente a lavoro notturno a turni non avvicendati, la percentuale di maggiorazione relativa verrà computata agli effetti del trattamento per i giorni festivi, le ferie, la mensilità natalizia e l’indennità di anzianità.
I giorni di ferie eccedenti il periodo effettivamente goduto dalla maestranza potranno, a seconda delle anzidette esigenze del lavoro, essere concessi anche in modo non consecutivo oppure, ove necessario, eccezionalmente sostituiti, d’accordo tra le parti, dall’indennità corrispondente alle giornate di ferie non godute.
In caso di infortunio sul lavoro od in missione [...] ove per postumi invalidanti l’assistente non sia in grado di assolvere il precedente lavoro, l’azienda dovrà cercare di adibirlo, nel limite del possibile, a mansioni più adatte alla sua capacità lavorativa.
Per la disciplina degli istituti seguenti si fa riferimento agli articoli della parte operai o impiegati, indicati a fianco del titolo:
- Trasferte: «Art. 26 operai».
- Abiti da lavoro: «Art. 28 operai».
- Provvedimenti disciplinari: «Art. 37 operai».
- Trattenute per risarcimento: «Art. 36 operai».
- Indennità di anzianità in caso di morte: «Art. 43 operai».
- Cessione e trasformazione di azienda: « Articolo comune ».
Il trattamento normativo degli altri appartenenti alle categorie speciali od intermedie è regolato a tutti gli effetti dagli accordi inter-confederali 30 marzo, 23 maggio e 27 ottobre 1946 sempreché non risultino inferiori nei singoli istituti al trattamento previsto nella parte prima del presente contratto ed eventuali più favorevoli accordi particolari (v. allegato).
La prestazione del lavoro straordinario, notturno e festivo, è regolata dalla legge. L’impiegato è tenuto a prestare il lavoro straordinario, notturno e festivo, tempestivamente richiesto dalla direzione, univo giustificati motivi di impedimento.
Dato lo scopo igienico sociale dell’istituto delle ferie non è ammessa, in linea di massima, la rinuncia da parte dell’impiegato al godimento delle ferie.
In caso di infortunio sul lavoro od in missione [...] ove per postumi invalidanti l’impiegato non sia in grado di assolvere il precedente lavoro, l’azienda dovrà cercare di adibirlo a mansioni più adatte alla di lui capacità lavorativa.
L’impiegato, in relazione alle esigenze aziendali, può essere temporaneamente incaricato dì svolgere mansioni diverse da quelle inerenti al suo grado, purché esse non comportino un peggioramento economico, né comunque un mutamento sostanziale della sua posizione nei riguardi dell’azienda.
- quando essa stessa lo richieda;
- quando il normale contratto con macchinario o attrezzature porti ad un maggiore consumo di indumenti.
Nell’eventualità che una circostanza improvvisa derivata da esigenze di lavoro impedisca all’impiegato di munirsi tempestivamente dell’indumento messo a disposizione della ditta per tali necessità e gliene derivasse un danno, la ditta riconoscerà un indennizzo da concordarsi fra le parti.
Le aziende cureranno altresì che le condizioni ambientali e di prestazione d’opera nelle lavorazioni nocive in questione siano e si man-tengano compatibili con le esigenze di tutela fisica dei lavoratori interessati.
L’impiegato deve tenere un comportamento rispondente ai doveri inerenti all’esplicazione delle mansioni affidategli. In particolare:
c) non trattare affari per proprio conto o di terzi in concorrenza con l’imprenditore, non divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’azienda, non farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio e non asportare disegni e campionature;
d) rispettare l’orario di lavoro ed adempiere alle formalità prescritte dall’azienda per il controllo della presenza;
e) rispettare l’eventuale regolamento interno aziendale, portato a sua conoscenza mediante l’affissione nei locali di lavoro;
La sospensione ed il trasferimento si possono applicare a quelle mancanze le quali, anche in considerazione delle circostanze speciali che le hanno accompagnate, non siano così gravi da rendere applicabile una maggiore punizione, ma abbiano tuttavia tale rilievo da non trovare adeguate sanzioni nel disposto delle lettere a), b), c).
Ferme restando le disposizioni di legge sulla tutela delle lavoratici durante Io stato di gravidanza e puerperio, e senza pregiudizio delle disposizioni sul trattamento in caso di malattia, l’operaia ha diritto di assentarsi dal lavoro dopo il parto, per un periodo di sei mesi, durante il quale le sarà conservato il posto a tutti gli effetti dell'anzianità.

References: Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 9

Art. 10

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 36

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 5

Art. 20
 Art. 21

Art. 36