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Timestamp: 2019-05-26 15:27:17+00:00

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1 VALUTAZIONE PREVISIONALE DI IMPATTO ACUSTICO Relazione tecnica ai sensi della Legge 26 ottobre 1995 n. 447, della Legge Regionale 10 agosto 2001 n. 13 e della D.G.R. n dell 8 marzo 2002 Oggetto: Valutazione Previsionale di Clima Acustico e Impatto Acustico per realizzazione nuovo intervento ricettivo - S.U.A.P. Canalette" - Chiari (Bs) Committente: TWIN S.r.l. I tecnici Dott. Ing. Alessia Carrettini Tecnico Competente in Acustica (D.P.G.R. Lombardia n 6446/09) Dott. Ing. Linda Parati Dottorato Europeo in Acustica (EDSVS) Tecnico Competente in Acustica (D.P.G.R. Lombardia n 10598/04) Pagina 1
2 INDICE 1 PREMESSA NORMATIVA DI RIFERIMENTO DEFINIZIONI E CRITERI DI VALUTAZIONE Tempo di riferimento TR (vedi D.M. 16/3/98, allegato A) Tempo di osservazione TO (vedi D.M. 16/3/98, allegato A) Tempo di misura TM (vedi D.M. 16/3/98, allegato A) Livello di rumore residuo (vedi D.M. 16/3/98, allegato A) Livello di rumore ambientale (vedi D.M. 16/3/98, allegato A) Rumore con componenti impulsive (vedi D.M. 16/3/98, allegato A) Rumore con componenti tonali (vedi D.M. 16/3/98, allegato A) Ambiente abitativo (vedi D.M. 16/3/98, allegato A) Valori limite di emissione (vedi L. 447/95, art. 2 e D.P.C.M. 14/11/97, art. 2) Valori di qualità (vedi L.447/95, art. 2 e D.P.C.M. 14/11/97, art. 7) DATI IDENTIFICATIVI PROPRIETA DESCRIZIONE INTERVENTO E LOCALIZZAZIONE INTERVENTO CLASSIFICAZIONE SECONDO ZONIZZAZIONE ACUSTICA TRAFFICO STRADALE E FASCIE DI PERTINENZA LIMITI DA RISPETTARE CARATTERIZZAZIONE ACUSTICA DELLA SITUAZIONE ANTE OPERAM STRUMENTAZIONE DI MISURA MODALITA' DI SVOLGIMENTO DELLE MISURE LOCALIZZAZIONE TEMPORALE DELLE MISURE Pagina LOCALIZZAZIONE SPAZIALE DELLE MISURE: PUNTI DI MISURA... 18
3 10 PREVISIONE DI CLIMA ACUSTICO E IMPATTO ACUSTICO: SIMULAZIONI DELLO STATO FUTURO MODELLI DI PREVISIONE DEL RUMORE ANALISI PREVISIONALE MEDIANTE SOFTWARE DI SIMULAZIONE RISULTATI DELLE SIMULAZIONI CONCLUSIONI...36 ALLEGATI 1. Estratto dei certificati di taratura della strumentazione utilizzata 2. Rilievi fonometrici Pagina 3
4 1 PREMESSA La prevenzione dal fenomeno della diffusione dell inquinamento acustico trova il suo riferimento normativo nella Legge Quadro n. 447/95. Il principio ispiratore del complesso della legge e dei decreti attuativi; in particolare il DPCM 14/11/97, è l inserimento, negli strumenti di pianificazione urbanistica, di norme regolamentari per disciplinare la compatibilità ambientale degli insediamenti in relazione al grado di emissione sonora, e da ciò consegue l obbligo imposto ai Comuni dal legislatore di adottare una classificazione acustica del territorio in base alla destinazione d uso prevalente delle aree. Il presente documento ha come oggetto la Valutazione Previsionale di lima Acustico e di Impatto Acustico inerente l intervento di realizzazione di una struttura ricettiva nel Comune di Chiari composta da un Motel e da un Hotel. La presente valutazione ha un duplice scopo: Valutare il clima acustico che si avrà presso i due nuovi edifici ad opera ultimata tenendo conto delle due sorgenti principali: traffico sulla SP 11 e impianti a servizio delle strutture ricettive. Valutare l impatto acustico dovuto agli impianti a servizio della struttura nei confronti dei ricettori sensibili più prossimi Al fine di raggiungere tale obbiettivo lo studio si è svolto seguendo le seguenti fasi: Analisi dell area Rilievi fonometrici in ambiente esterno per la caratterizzazione del clima acustico esistente ante operam con rilevo continuativo per la durata di 24 ore; Rilievi fonometrici puntuali per la caratterizzazione della propagazione sonora nell area Stima dell impatto ambientale e del clima ambientale, utilizzando un modello di calcolo, che simuli la propagazione sonora in ambiente esterno; Sovrapposizione delle stime effettuate al clima acustico attuale; Identificazione delle immissioni generate ai ricettori e verifica del rispetto della normativa vigente. Pagina 4 I relatori della presente sono in possesso della qualifica di cui all'art. 2, commi 6 e 7 della L. 447/95, per lo svolgimento dell'attività di "Tecnico Competente" nel campo dell'acustica
5 ambientale. Tale qualifica è stata riconosciuta con Decreto del Presidente della Regione Lombardia n 10598, per l Ing. Linda Parati e n 6446 per l Ing. Alessia Carrettini. Dott. Ing. Alessia Carrettini Tecnico Competente in Acustica (D.P.G.R. Lombardia n 6446/09) Dott. Ing. Linda Parati Dottorato Europeo in Acustica (EDSVS) Tecnico Competente in Acustica (D.P.G.R. Lombardia n 10598/04) Pagina 5
6 2 NORMATIVA DI RIFERIMENTO L'inquinamento acustico in ambiente abitativo e nell'ambiente esterno è attualmente regolamentato dalle seguenti normative: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo 1991, "Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 57 del 8 marzo 1991; Legge 26 ottobre 1995 n. 447, "Legge quadro sull'inquinamento acustico", pubblicata nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale, n. 125 del 30 ottobre Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997, "Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 1 dicembre 1997; Decreto del Ministero dell Ambiente 16 marzo 1998, Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 1 aprile Decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1998, n. 459, "Regolamento recante norme di esecuzione dell articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario ; L.R. Lombardia 10/8/2001 n. 13, Norme in materia di inquinamento acustico, pubblicata nel Supplemento Ordinario al Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 33 del 13 agosto 2001; Decreto Giunta Regione Lombardia n del 8/3/2002; Le tabelle seguenti riportano i valori limite delle classi acustiche previste dal D.P.C.M , ovvero valori previsti in caso di zonizzazioni acustiche dei territori. Pagina 6
7 Classi di destinazione d uso del territorio Tempo di riferimento diurno ( ) Tempo di riferimento notturno ( ) I - aree particolarmente protette II - aree prevalentemente residenziali III - aree di tipo misto IV - aree di intensa attività umana V aree prevalentemente industriali VI aree esclusivamente industriali Valori limite assoluti di immissione Leq in db(a) Classi di destinazione d uso del territorio Tempo di riferimento diurno ( ) Tempo di riferimento notturno ( ) I - aree particolarmente protette II aree prevalentemente residenziali III aree di tipo misto IV aree di intensa attività umana V aree prevalentemente industriali VI aree esclusivamente industriali Valori di qualità Leq in db(a) Pagina 7
8 3 DEFINIZIONI E CRITERI DI VALUTAZIONE 3.1 TEMPO DI RIFERIMENTO TR (VEDI D.M. 16/3/98, ALLEGATO A) Rappresenta il periodo della giornata all interno del quale si eseguono le misure. La durata della giornata è articolata in due tempi di riferimento: quello diurno compreso tra le h 6,00 e le h 22,00 e quello notturno compreso tra le h 22,00 e le h 6, TEMPO DI OSSERVAZIONE TO (VEDI D.M. 16/3/98, ALLEGATO A) E un periodo di tempo compreso in TR nel quale si verificano le condizioni di rumorosità che si intendono valutare. 3.3 TEMPO DI MISURA TM (VEDI D.M. 16/3/98, ALLEGATO A) E un periodo di tempo... di durata pari o minore del tempo di osservazione in funzione delle caratteristiche di variabilità del rumore ed in modo tale che la misura sia rappresentativa del fenomeno. 3.4 LIVELLO DI RUMORE RESIDUO (VEDI D.M. 16/3/98, ALLEGATO A) E il livello continuo equivalente di pressione sonora... omissis... che si rileva quando si esclude la specifica sorgente disturbante. 3.5 LIVELLO DI RUMORE AMBIENTALE (VEDI D.M. 16/3/98, ALLEGATO A) E il livello continuo equivalente di pressione sonora... omissis... prodotto da tutte le sorgenti di rumore... omissis... E il livello che si confronta con i limiti massimi di esposizione: o nel caso dei limiti differenziali, è riferito a TM ; o nel caso dei limiti assoluti è riferito a TR. 3.6 RUMORE CON COMPONENTI IMPULSIVE (VEDI D.M. 16/3/98, ALLEGATO A) Emissione sonora nella quale siano chiaramente udibili e strumentalmente rilevabili eventi sonori di durata inferiore ad un secondo. 3.7 RUMORE CON COMPONENTI TONALI (VEDI D.M. 16/3/98, ALLEGATO A) Pagina 8 Emissioni sonore all interno delle quali siano evidenziabili suoni corrispondenti ad un tono
9 puro o contenuti entro 1/3 di ottava e che siano chiaramente udibili e strumentalmente rilevabili. Nel caso si riconosca soggettivamente la presenza di componenti tonali o impulsive nel rumore, si procede ad una verifica strumentale. Nel caso in cui la verifica strumentale confermi la presenza di una componente tonale o impulsiva, il livello sonoro misurato deve essere incrementato di 3 db(a). Se la componente tonale risulta compresa tra 20 e 200 Hz, il livello misurato nel periodo notturno deve essere incrementato di ulteriori 3 db(a). 3.8 AMBIENTE ABITATIVO (VEDI D.M. 16/3/98, ALLEGATO A) Ogni ambiente interno ad un edificio destinato alla permanenza di persone o comunità ed utilizzato per le diverse attività umane... omissis. 3.9 VALORI LIMITE DI EMISSIONE (VEDI L. 447/95, ART. 2 E D.P.C.M. 14/11/97, ART. 2) Valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora... omissis. I valori limite di emissione delle singole sorgenti fisse... omissis... si applicano a tutte le aree del territorio ad esse circostanti... omissis VALORI DI QUALITÀ (VEDI L.447/95, ART. 2 E D.P.C.M. 14/11/97, ART. 7) Valori di rumore da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo... Omissis I valori di qualità sono indicati nella tabella D allegata al D.P.C.M. 14/11/97 e corrispondono numericamente ai valori assoluti di immissione, diminuiti di 3 db. Pagina 9
10 4 DATI IDENTIFICATIVI PROPRIETA La Società Twin S.r.l. ha Sede Legale nel Comune di Chiari (BS), in Via San Bernardino, 10. Partita IVA / Codice Fiscale DESCRIZIONE INTERVENTO E LOCALIZZAZIONE INTERVENTO Come descritto in premessa, il presente intervento prevede la realizzazione di un Hotel ed un Motel nel Comune di Chiari. L Hotel sarà composto da 3 piani fuori terra e il Motel da un piano fuori terra. L area di intervento si trova nel Comune di Chiari sulla strada provinciale SP11. Figura 1: Estratto foglio mappale Pagina 10 Figura 2: Planimetria comparativa: in rosso edifici da realizzare
11 Allo stato attuale nell area di intervento vi è una azienda agricola la quale sarà demolita. Nell intorno vi sono campi e abitazioni isolate. Figura 3: Azienda agricola esistente da demolire SP11 Figura 4: Abitazione prossima all'intervento verso ovest - SP11 Pagina 11 Figura 5: Abitazione ad est intervento
12 6 CLASSIFICAZIONE SECONDO ZONIZZAZIONE ACUSTICA L area in oggetto è classificata secondo la Zonizzazione acustica del Comune di Chiari, in Classe III aree di tipo misto (rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici), come definito con D.P.C.M. 14 Novembre 1997; a parte la striscia più prossima alla statale SP11 che si torva in Classe IV aree d intensa attività umana. Figura 6: Stralcio di Zonizzazione acustica Le aree confinanti sono in classe III, a parte le aree prossime alla SP 11 che sono in classe IV. I limiti, secondo il D.P.C.M. 14/11/97, di emissione ed immissione sono riportati nella tabella a seguire: I limiti previsti per tale classe,, sono di seguito riportati: Pagina 12
13 Classi di destinazione d uso del territorio Tempo di riferimento diurno ( ) Tempo di riferimento notturno ( ) III aree di tipo misto: IV aree di intensa attività Emissione Immissione Emissione umana Immissione Pagina 13
14 7 TRAFFICO STRADALE E FASCIE DI PERTINENZA Secondo le norme vigenti in materia di Inquinamento Acustico derivante da traffico veicolare, il D.P.R. 142/2004 definisce le fasce di pertinenza stradale in base al tipo di strada, ovvero in base alla classificazione assegnata dal D.L. n 285. Data la geometria della strada si ritiene idoneo classificare la SP11 come Strada di Tipo C Strade Extraurbane Secondarie 1. Tale classificazione si basa su quanto esplicitato nelle Note all Art. 2 contenute nell ATTO COMPLETO del DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 Marzo 2004, n.142, Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell'articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n Le fasce di pertinenza sono riportate nella TAB 2 del D.P.R. 142/2004 con i conseguenti livelli previsti e riportati nella tabella di seguito riportata Sp 11 Figura 7: TABELLA 2, D.P.R. 142/2004 L area in oggetto si trova in parte all interno della fascia di pertinenza stradale A e in parte nella fascia di pertinenza stradale B. In particolare il Motel si troverà all interno della fascia A mentre l Hotel si trova in parte nella fascia di pertinenza A e in parte nella fascia di pertinenza B. 1 ATTO COMPLETO Note all Art. 2 _ Punto 3 lettera C C - Strada extraurbana secondaria: strada ad unica carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia e banchine. Pagina 14
15 8 LIMITI DA RISPETTARE Pertanto tenendo conto della zonizzazione acustica e del DPCM 142 l area in oggetto deve rispettare i seguenti limiti: Per quanto riguarda il traffico veicolare: 1. Il motel 70 db (A) in diurno 60 db (A) in notturno 2. L Hotel 65 db (A) in diurno 55 db (A) in notturno Tali valori sono considerati in facciata degli edifici ad 1 mt dalla stessa (art. 6 dpcm 142). Per quanto riguarda le altre sorgenti (per esempio impianti) deve essere rispettato il criterio differenziale e i limiti di zona, ovvero i limiti di immissione della classe III: 60 db(a) in diurno e 50 db(a) in notturno. Pagina 15
16 9 CARATTERIZZAZIONE ACUSTICA DELLA SITUAZIONE ANTE OPERAM Lo scopo della caratterizzazione acustica ante operam è stabilire quale sia la situazione attuale di rumorosità dell area sottoposta ad indagine. Per l area in oggetto si è identificata una sorgente principale: traffico veicolare della SP11. Pertanto l indagine fonometrica si è svolta per una durata di 24 ore continuativa e in alcune postazioni a distanze prestabilite per caratterizzare la propagazione all interno dell area. 9.1 STRUMENTAZIONE DI MISURA Al fine di caratterizzare e quantificare il disturbo percepito si sono eseguiti dei rilievi acustici. Le misure strumentali, i cui risultati sono riportati nel seguito, sono state eseguite dall ing. Linda Parati e dall Ing. Alessia Carrettini iscritti all Elenco dei Tecnici competenti in Acustica della Regione Lombardia. Il rapporto di valutazione è stato redatto dall Ing. Linda Parati, Tecnico Competente in Acustica secondo il D.P.G.R. Lombardia n e dall Ing. Alessia Carrettini, Tecnico Competente in Acustica secondo il D.P.G.R. Lombardia n Per l effettuazione delle misure riportate in allegato è stata utilizzata la seguente strumentazione di misura, la cui catena risulta essere in classe 1 secondo le normative I.E.C. 651 (fonometri di precisione), I.E.C. 804 (fonometri integratori) e I.E.C (analisi in frequenza per bande di ottava e terzi di ottava), in conformità a quanto richiesto dal D.M. 16/3/98. In particolare: Fonometro integratore e analizzatore di frequenza Marca: Bruel & Kjaer Modello: 2260 Numero di serie: Microfono: Marca: Bruel & Kjaer Modello: 4189 Numero di serie: Taratura o Fonometro-preamplificatore-microfono: certificato di taratura n FON del 29/09/2010, rilasciato dal Centro SIT 202 (laboratorio 01dB Italia srl di Campodarsego - PD). o Calibratore di livello acustico Bruel & Kjaer mod matricola n , certificato di taratura n CAL del 28/09/2010; Pagina 16
17 L'analizzatore ed il calibratore sono stati oggetto di taratura presso Centro SIT 202 (laboratorio 01dB Italia srl di Campodarsego - PD). La calibrazione della catena di misura (costituite da microfono, preamplificatore e fonometro) è stata verificata sul posto subito prima dell inizio dei rilievi e al termine degli stessi, sfruttando il segnale di calibrazione di livello pari a 94 db alla frequenza di 1 khz. Lo scarto rilevato tra la verifica iniziale e quella finale è stato di 0,0 db. 9.2 MODALITA' DI SVOLGIMENTO DELLE MISURE L'indagine acustica è stata condotta dalle ore del alle ore del Inoltre sono state effettuate delle misure puntuali tra le e le 1600 del giorno dalle in periodo diurno con le seguenti modalità: curva di ponderazione (A); costante di ponderazione temporale "Fast"; Il microfono, dotato di opportuna cuffia antivento, è stato collocato su idoneo cavalletto ad altezza di 1.60 m da terra. I valori acquisiti durante l'analisi sono stati: Leq; Liv. Min.; Liv. Max; Livelli Statistici 99, 95, 90, 50,10, 5,1; Analisi infrequenza in 1/3 d ottava Distribuzione Comulativa Condizioni meteorologiche: Buone Velocità del Vento: Assenza di vento 9.3 LOCALIZZAZIONE TEMPORALE DELLE MISURE o Tempo di riferimento - TR Le misure sono stata effettuate nel tempo di riferimento diurno (06:00-22:00) e notturno (22:00 06:00) o Tempo di osservazione - TO I rilievi sono stati effetuati per 24 ore continuative o Tempo di misura - TM A seguire si riportano i risultati. Pagina 17
18 9.4 LOCALIZZAZIONE SPAZIALE DELLE MISURE: PUNTI DI MISURA Le rilevazioni si sono svolte nel punto 1 per la durata di 24 ore e in due postazioni ad una distanza di 10 mt (punto 2) e 30 mt (punto 3) dalla postazione 1. Figura 8: Postazione misure POSIZIONE Livelli equivalenti rilevati Diurno Notturno 1 53 dba 47.3 dba POSIZIONE Livelli equivalenti rilevati 15:00 16: dba Estrapolazione da 24 ore dba Misura puntale dba Misura puntale Le rilevazioni hanno riportato dei valori conformi sia ai limiti di zona sia ai limiti del DPCM 142. In allegato si riportano le rilevazioni effettuate. Sulla base di quanto ivi descritto si è proceduto ad eseguire una valutazione previsionale di Clima acustico e una valutazione di Impatto acustico, tenendo come base lo stato di fatto acustico rilevato. Pagina 18
19 10 PREVISIONE DI CLIMA ACUSTICO E IMPATTO ACUSTICO: SIMULAZIONI DELLO STATO FUTURO Attraverso specifici software di simulazione ambientale, si è provveduto a modellizzare l intera zona, modello tridimensionale, per poter poi simulare la propagazione del rumore generato dalle sorgenti previste, e poter quindi valutare i livelli che si avranno ai diversi ricettori, alle diverse quote. La ricostruzione tridimensionale della zona è di fondamentale importanza al fine di valutare anche le riflessioni sonore generate dai diversi edifici. Ovvero al fine di ottenere una previsione significativa dei livelli ai diversi affacci, si dovrò elaborare un modello che sia il più fedele possibile alla geometria e morfologia dei luoghi. Come già scritto in premessa due sono state le valutazioni effettuate: Verifica del DPCM 142 relativo al traffico stradale presso i ricettori albergo e motel. Verifica dei limiti di zona e del criterio differenziale presso ricettori sensibili più prossimi all intervento e presso l Hotel e il Motel per quanto riguarda gli impianti a servizio delle nuove strutture ricettive Figura 9: Ricettori sensibili 10.1 MODELLI DI PREVISIONE DEL RUMORE La valutazione previsionale del livello di rumore immesso nell'area circostante da una sorgente particolare può essere effettuata mediante l'ausilio di specifici codici di calcolo relativi alla propagazione del suono in ambienti aperti. La metodologia adottata da suddetti codici per la stima del livello di rumore in un dato punto tiene conto del fatto che la propagazione del suono segue leggi fisiche in base alle quali è possibile valutare l'attenuazione della pressione sonora o dell'intensità acustica a varie distanze dalla sorgente stessa. Pagina 19
20 A tale proposito, le norme ISO /93 e /96 stabiliscono una metodologia che consente, con una certa approssimazione, di valutare tale attenuazione tenendo conto dei principali parametri che influenzano la propagazione: divergenza delle onde acustiche, presenza del suolo, dell'atmosfera, di barriere ed altri fenomeni. Esistono diversi modi di schematizzare la generazione e la propagazione del suono: a) si può considerare che la potenza sonora emessa sia concentrata in sorgenti puntiformi, in genere omnidirezionali. In tal caso, per ciascuna sorgente la potenza sonora si distribuisce su una sfera o una semisfera; nella propagazione del suono si ha quindi una riduzione dell'intensità acustica proporzionale all'inverso del quadrato della distanza. Il livello di pressione sonora LP prodotto a distanza r da una data sorgente di potenza sonora LW, nel caso di propagazione sferica, è dato da: L p = L W + DI 20 log(r) 11 (propagazione sferica) Il termine 20 log(r) rappresenta l'attenuazione dovuta alla divergenza sferica delle onde, mentre DI esprime in db (rispetto ad una direzione di riferimento) il fattore di direttività Q della sorgente. Questo termine può essere trascurato quando gli effetti della direzionalità della sorgente vengono mascherati dalla presenza di fenomeni di diffusione prodotti da oggetti e superfici presenti nel campo sonoro. Nel caso di propagazione semisferica, come si verifica quando una sorgente sonora è appoggiata su un piano riflettente, si ha: L p = L W + DI 20 log(r) 8 (propagazione semisferica) b) si può considerare che la potenza sonora emessa sia concentrata in una o più sorgenti lineari, corrispondenti alla mezzeria delle aree considerate, qualora lo sviluppo della sorgente sia maggiore in lunghezza rispetto a quello in larghezza. In tal caso, la potenza sonora si distribuisce su una superficie cilindrica o semicilindrica; la riduzione dell'intensità acustica è proporzionale all'inverso della distanza: L p = L W 10 log(r) 8 (propagazione cilindrica) Pagina 20 L p = L W 10 log(r) 5 (propagazione semicilindrica)
21 In realtà il livello di pressione sonora è influenzato anche dalle condizioni ambientali e dalla direttività della sorgente per cui le equazioni precedenti assumono una forma più complessa. Ad esempio, con riferimento a sorgenti puntiformi (propagazione sferica), si ottiene: Lp = LW +DI -20 log(r)-a-11 dove A, l'attenuazione causata dalle condizioni ambientali, è dovuta a diversi contributi: A1 = assorbimento del mezzo di propagazione; A2 = presenza di pioggia, neve o nebbia; A3 = presenza di gradienti di temperatura nel mezzo e/o di turbolenza (vento); A4 = assorbimento dovuto alle caratteristiche del terreno e alla eventuale presenza di vegetazione; A5 = presenza di barriere naturali o artificiali ANALISI PREVISIONALE MEDIANTE SOFTWARE DI SIMULAZIONE Nel caso in cui si debba studiare l impatto acustico di una o più sorgenti, è possibile impiegare per la stima della propagazione del rumore in ambiente esterno noti programmi di calcolo, che impiegano i modelli previsionali citati in precedenza. Il software impiegato nel caso presente è IMMI vers. 5.3 della casa tedesca Wölfel, sviluppato in ambiente operativo Windows e dedicato specificamente all acustica previsionale. Esso permette la modellizzazione acustica in accordo con le principali linee-guida esistenti in Europa e nel mondo, tra cui appunto la ISO 9613 utilizzata nel presente elaborato. Nel nostro paese non esistono al momento linee guida per il calcolo e la valutazione della propagazione acustica in ambiente esterno ed il riferimento va pertanto alla direttiva europea 2002/49 in tema di inquinamento acustico ambientale (recepita con d. lgs. 194/2005). Alcune delle caratteristiche salienti del software sono: Input dei dati mediante mouse e tastiera, scanner di supporti cartografici, importazione diretta di file DXF o immagine; Verifica immediata dei dati introdotti mediante tabulati relativi ai dati geometrici e acustici già finalizzati alla stampa di report; Presentazione dell output in forma tabulare e grafica, attraverso mappe colorate bidimensionali e tridimensionali personalizzabili; Pagina 21
22 Possibilità di inclusione ed esclusione di gruppi di sorgenti o di ostacoli; Possibilità di modellizzare le emissioni sonore di edifici industriali e non (attualmente è implementata a tale scopo la norma tedesca VDI 2571); Calcolo in frequenza secondo la norma ISO Il software è stato adottato da autorevoli enti, fra cui l ANPA (ora APAT) e numerose ARPA RISULTATI DELLE SIMULAZIONI Le seguenti simulazioni sono stata ricavate tarando il modello sulla base delle misurazioni strumentali effettuate nell intorno dell area. DATI DI INPUT UTILIZZATI PER LE SIMULAZIONI: Per la sorgente traffico si sono utilizzati i dati misurati ed è stata modellizzata una sorgente lineare lungo la SP 11. Per quanto riguarda gli impianti invece non essendo ancora stati definiti con esattezza i modelli previsti si utilizzano dati utilizzati per strutture ricettive analoghe. Figura 10: Dati utilizzati per le UTA in copertura dell'hotel Pagina 22
23 Figura 11: In blu localizzazione sorgenti impianti Figura 12: Modello 3D Pagina 23
24 SIMULAZIONI TRAFFICO QUOTA 1,7 M DA TERRA DIURNO NOTTURNO Pagina 24
25 QUOTA 5M DA TERRA DIURNO NOTTURNO Pagina 25
26 QUOTA 8 M DA TERRA DIURNO NOTTURNO Pagina 26
27 QUOTA 11 M DA TERRA DIURNO NOTTURNO Pagina 27
28 SIMULAZIONI IMPIANTI QUOTA 1,7 M DA TERRA DIURNO E NOTTURNO QUOTA 5 M DA TERRA DIURNO E NOTTURNO Pagina 28
29 SIMULAZIONI TRAFFICO E IMPIANTI QUOTA 1,7 M DA TERRA DIURNO NOTTURNO Pagina 29
30 QUOTA 5 M DA TERRA DIURNO NOTTURNO Pagina 30
31 QUOTA 8 M DA TERRA DIURNO NOTTURNO Pagina 31
32 QUOTA 11 M DA TERRA DIURNO NOTTURNO Pagina 32
33 LIVELLI PREVISTI AI RICETTORI ESTERNI DOVUTI AGLI IMPIANTI A SERVIZIO HOTEL Impianti diurno - notturno H=1,7m H=5m R R R R R R LIVELLI PREVISTI AI RICETTORI HOTEL-MOTEL DOVUTI A TRAFFICO DIURNO Strade diurno H=1,7 m H=5m H=8,3m H=11,6m R1H 59.7 R2H 58.7 R3H 57.7 R4H 56.7 R5H 57.2 R6H 57.7 R7H 57.7 R8H 57.8 R9H 53.5 R10H 54.3 R11H 53.2 R12H R13H R14H R15H R16H R17H R18H R19H Pagina 33
34 R20H R21H R22H R23H R24H R25H R26H R27H R28H R29H R30H R31H R32H R33H R34H R35H R36H LIVELLI PREVISTI AI RICETTORI HOTEL-MOTEL DOVUTI A TRAFFICO NOTTURNO Strade notturno H=1,7 m H=5m H=8,3m R1H 50.7 R2H 49.7 R3H 48.7 R4H 47.7 R5H 48.2 R6H 48.7 R7H 48.7 R8H 48.8 R9H 44.5 R10H 45.3 R11H 44.2 R12H H=11,6 m Pagina 34
35 R13H R14H R15H R16H R17H R18H R19H R20H R21H R22H R23H R24H R25H R26H R27H R28H R29H R30H R31H R32H R33H R34H R35H R36H Pagina 35
36 11 CONCLUSIONI Lo studio eseguito ha evidenziato che la zona è interessata principalmente dal traffico veicolare. Dalle misure effettuate e dalle simulazioni effettuate il traffico della statale seppur sostenuto rispetta sia i limiti di zona presso i ricettori di nuova realizzazione sia i limiti previsti dal DPCM 142. Gli impianti a servizio delle strutture rispettano i limiti previsti senza arrecare disturbo ai ricettori esistenti e alle stesse strutture ricettive. Nel complesso le attività previste nell area risultano pienamente compatibili con l esistente. Crema 23 Luglio 2011 I tecnici Dott. Ing. Alessia Carrettini Tecnico Competente in Acustica (D.P.G.R. Lombardia n 6446/09) Dott. Ing. Linda Parati Dottorato Europeo in Acustica (EDSVS) Tecnico Competente in Acustica (D.P.G.R. Lombardia n 10598/04) Pagina 36
37 ALLEGATO 1 : CERTIFICATI DI TARATURA DELLA STRUMENTAZIONE DI MISURA Pagina 37

References: art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 7
 articolo 11
 ART. 2
 ART. 2
 ART. 2
 ART. 7
 Art. 2
 Art. 2