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Timestamp: 2019-12-06 17:52:15+00:00

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Leggi e Sentenze - Pagina 2 di 136 - Spagnolo & Associati
INIPEC è pubblico registro: la Cassazione corregge errore materiale che ne negava validità ai fini della notifica PEC
Cass. Civ., sez. VI, ordinanza per correzione materiale 15 novembre 2019, n. 29749 (rel. Frasca)
Ribadisce la Suprema Corte che non può essere messo in discussione il principio, enunciato dalle S.U. n. 23620/2018 (ma, nello stesso senso, già Cass. n. 30139/2017), per cui «In materia di notificazioni al difensore, in seguito all'introduzione del "domicilio digitale", previsto dall'art. 16 sexies del di. n. 179 del 2012, conv. con modif. dalla I. n. 221 del 2012, come modificato dal d.l. n. 90 del 2014, conv. con modif. dalla I. n. 114 del 2014, è valida la notificazione al difensore eseguita presso l'indirizzo PEC risultante dall'albo professionale di appartenenza, in quanto corrispondente a quello inserito nel pubblico elenco di cui all'art. 6 bis del d.lgs. n. 82 del 2005, atteso che il difensore è obbligato, ai sensi di quest'ultima disposizione, a darne comunicazione al proprio ordine e quest'ultimo è obbligato ad inserirlo sia nei registri INIPEC, sia nel ReGindE, di cui al d.m. 21 febbraio 2011 n. 44, gestito dal Ministero della Giustizia».
Giudizio di rinvio: statuto e linee guida
Cass. Civ., sez. III, ordinanza 13 novembre 2019, n. 29328 (rel. Olivieri)
Lo statuto dei poteri riservati al Giudice di merito, ai sensi dell'art. 394 c.p.c., cui la causa perviene dalla Corte di cassazione che ha disposto il rinvio cd. prosecutorio, è stato ampiamente indagato e definito dalla giurisprudenza di questa Corte secondo le seguenti linee guida.
Risarcimento danni RCA e solidarietà passiva: giudicato penale e limiti del massimale
In tema di assicurazione per i danni conseguenti alla circolazione stradale, l'obbligazione risarcitoria dell'assicuratore è contenuta nei limiti delle somme per le quali è stata stipulata l'assicurazione, e la solidarietà fra assicurato ed assicuratore ha natura atipica, atteso che il debito aquiliano del primo discende "ex delicto" ed è illimitato, mentre quello del secondo di natura indennitaria deriva "ex lege" e trova limite nella capienza del massimale, senza che nessuna influenza possa attribuirsi, per derogare a quest'ultimo limite, al fatto che in sede penale, con sentenza passata in giudicato, l'assicuratore sia stato condannato quale responsabile civile, in solido con l'imputato assicurato, al risarcimento del danno in via generica nei confronti del danneggiato, giacché la solidarietà, disposta in via generale ed astratta dall'art. 489 cod. proc. pen. (ora abrogato e sostituito dall'art. 538 cod. proc. pen.), non preclude ed, anzi, impone, l'accertamento, nei singoli casi concreti, del titolo in forza del quale ciascuno dei coobbligati è tenuto alla prestazione e se l'unicità di quest'ultima soffre o meno limitazioni per effetto di particolari disposizioni convenzionali o legali (cfr. Corte Cass. Sez. 3, Sentenza n. 7993 del 03106/2002; id. Sez. 3, Sentenza n. 14537 del 10/06/2013).
Claims made – Responsabilità sindaci e amministratori – A carico dell’assicurato l’onere di provare l’efficacia della polizza
Cass. Civ., sez. III, sentenza 7 novembre 2019, n. 28617 (rel. Cricenti)
Ai sensi dell'art. 2697 c.c., grava sull'assicurato l'onere della prova dell'efficacia della polizza.
Esclusa compensatio lucri cum damno tra rendita Inail (danno patrimoniale) e credito risarcitorio a titolo di danno non patrimoniale
Nel caso di infortunio mortale occorso ad un lavoratore, il valore capitale della rendita costituita dall'INAIL in favore dei congiunti, ai sensi dell'art. 83 del d.p.r. 30.6.1965 n. 1124, non può essere defalcata dal risarcimento del danno non patrimoniale spettante ai medesimi soggetti.
Surroga Inail: abrogato, con efficacia retroattiva, art. 1, comma 1126, l. 145/2018 (art. 3, sexies, d.l. 34/2019)
L'assicuratore sociale può surrogarsi, nei confronti delle persone civilmente responsabili dell'infortunio occorso al lavoratore, solo sui crediti vantati dal lavoratore a titolo di risarcimento dei danni oggetto di copertura assicurativa da parte dell'assicuratore sociale (cfr. Corte cost., 06-06-1989, n. 319; Corte cost., 18-07-1991, n. 356; Corte cost., 27-12-1991, n. 485; Corte cost., 17-02-1994, n. 37).
Claims made – Inoperatività garanzia – Richiesta formulata dopo il termine di validità della polizza
Tribunale di Siracusa, sez. II, sentenza 11 giungo 2019, n. 1139 (S. Muratore)
Non è ravvisabile alcun profilo di nullità della clausola Claims made, né per difetto di meritevolezza né per contrasto ai limiti di legge, laddove non venga allegato né provato che tale clausola abbia determinato una significativa alterazione del rapporto contrattuale in favore dell’assicuratore. In particolare, va rilevato che il modello claims made è coerente con l’ordinamento giuridico italiano, ove si consideri che gli artt. 10 e 11 della legge c.d. Gelli-Bianco n. 24/2017 prevedono, rispettivamente, l’obbligo di assicurazione per le diverse figure di operatori sanitari e l’estensione della garanzia assicurativa agli eventi dannosi verificatisi nel decennio antecedente alla stipulazione della polizza. Il legislatore ha così stabilito la compatibilità con l’ordinamento di una clausola per effetto della quale la copertura è prestata solo se la richiesta di risarcimento formulata dal terzo avvengano nel periodo di durata dell’assicurazione.
Assicurazione responsabilità civile: il massimale non è elemento essenziale del contratto
Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 21 ottobre 2019, n. 26813 (rel. Rossetti)
In tema di assicurazione per responsabilità civile, il massimale non è elemento essenziale del contratto di assicurazione, che può essere validamente stipulato senza la relativa pattuizione, e neppure costituisce fatto generatore del credito assicurato, configurandosi piuttosto come elemento limitativo dell'obbligo dell'assicuratore, sicché grava su quest'ultimo l'onere di provare l'esistenza e la misura del massimale, dovendosi altrimenti accogliere la domanda di garazia proposta dall'assicurato a prescindere da qualsiasi limite di massimale (cfr. Sez. 3, Sentenza n. 3173 del 18/02/2016; Sez. 3, Sentenza n. 17459 del 31/07/2006). 592071 - 01).
Micropermanenti: risarcibili solo se oggetto di accertamento clinico strumentale
Cass. Civ., sez. VI, ordinanza 16 ottobre 2019, n. 26249 (rel. Rossetti)
L'art. 32, comma 3 ter, d.l. 1/12 (così come l'ormai abrogato comma 3 quater della medesima norma) non presenta profili di illegittimità costituzionale; e quand'anche li presentasse, ne sarebbe comunque possibile una interpretazione coerente col dettato costituzionale, senza forzarne la lettera.
(a) l'art. 32 dl. cit. non è una norma di tipo precettivo, ma una di quelle norme che la dottrina definisce "norme in senso lato" (cioè prive di comandi o divieti, ma funzionalmente connesse a comandi o divieti contenuti in altre norne);
(b) tale norma va intesa nel senso che l'accertamento del danno alla persona non può che avvenire coi criteri medico-legali fissati da una secolare tradizione: e dunque l'esame obiettivo (criterio visivo); l'esame clinico; gli esami strumentali;
(c) tali criteri sono fungibili ed alternativi tra loro, e non già cumulativi. .
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