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La scommessa vinta delle primarie La Puglia
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Gaetana Biagi
1 La scommessa vinta delle primarie La Puglia di Giuseppe Milella Sommario 1. Introduzione. 2. La ricerca del candidato alla presidenza nel centro-sinistra. Una breve storia 3. Le elezioni primarie. 4. La campagna elettorale e il verdetto. 5. Le elezioni del 3 e 4 aprile. 6. La costituzione della giunta e l allocazione degli incarichi consiliari 7. La formazione delle liste circoscrizionali nella Provincia di Foggia 8. La formazione delle liste circoscrizionali nella Provincia di Bari 9. Conclusioni 1. Introduzione Le elezioni regionali del 3 e 4 aprile sono state rese particolarmente interessanti, in Puglia, dalla scelta della coalizione di centrosinistra di convocare elezioni primarie aperte alla base e- lettorale. In questo capitolo, verrà quindi proposta innanzitutto (paragrafi 2-4) una ricostruzione del percorso che ha portato il centrosinistra a compiere tale scelta e del modo in cui si sono svolte le primarie. Passeremo poi ad analizzare (paragrafi 5 e 6) il processo di formazione delle liste circoscrizionali dei principali partiti, concentrandoci sulle province di Foggia e Bari. Tali resoconti si basano su interviste ai singoli consiglieri oltre che su un dettagliato esame dei dati elettorali, a livello comunale e provinciale. Proporremo poi un analisi complessiva dei risultati elettorali, del conseguente mutamento della mappa politica del Consiglio regionale, e della formazione della giunta Vendola (paragrafi 7 e 8).2 1184 Le Istituzioni del Federalismo Le conclusioni cercano di riassumere l esito della ricerca focalizzandosi sul personale scelto dai partiti per le candidature ( 1 ). 2. La ricerca del candidato alla presidenza nel centro-sinistra. Una breve storia La prima candidatura alternativa al presidente uscente, Raffaele Fitto, fu presentata a settembre. La Margherita pugliese ed il sindaco di centrosinistra di Bari, Michele Emiliano, proposero il nome di Francesco Boccia, economista, professore all Università di Castellanza, assessore all economia al Comune di Bari e stretto collaboratore di Enrico Letta. La candidatura fu accolta favorevolmente da Rifondazione Comunista, che rimarcava il suo interesse prioritario per il programma, in relazione al quale le dichiarazioni di Boccia lasciavano intravedere la possibilità di un intesa. Al contrario, le reazioni di larga parte del centro-sinistra non furono affatto entusiastiche. In particolare, i Democratici di Sinistra, tramite il segretario regionale Michele Bordo, pur esprimendo stima ed apprezzamento per Boccia, lamentarono una scarsa notorietà del professore in ambito regionale, e gli contrapposero il nome di Paolo De Castro, professore di Economia a Bologna, ed ex ministro nei due governi D Alema. Nello stesso periodo, il leader dell UDEUR, Clemente Mastella, aveva chiesto per il suo partito un candidato presidente in Puglia o in Basilicata, contestando la ripartizione dei candidati per le quattordici regioni chiamate al voto, a suo modo di vedere concepita ad esclusivo vantaggio di DS e Margherita. Mastella caldeggiava la candidatura di Marida Dentamaro, vicesindaco di Bari, ex membro del CCD e senatrice dell UDEUR. Infine, i Verdi si pronunciarono contro l ipotesi Boccia. Come risultato, il 20 ottobre Francesco Boccia decide- (1) L indagine è stata svolta attraverso un analisi della stampa locale e attraverso interviste condotte con responsabili delle campagne elettorali dei candidati alle primarie del centro-sinistra e con consiglieri appartenenti ai gruppi Democratici di Sinistra, Margherita, Forza Italia e Alleanza Nazionale.3 La formazione della rappresentanza politica regionale 1185 va di fare un passo indietro rimettendo in discussione la sua candidatura ( 2 ). Si fece quindi largo l ipotesi di Vincenzo Divella, imprenditore del settore alimentare e presidente della provincia di Bari, che godeva del sostegno di DS e Verdi, oltre che dei vertici nazionali della Margherita, convinti che potesse attirare consensi presso l elettorato centrista. Ma gli altri partiti del centrosinistra e i presidenti delle province di Foggia e Taranto manifestarono il loro disappunto per una tale decisione. Infatti, Divella era stato eletto solo quattro mesi prima, e una rinuncia al mandato ricevuto dagli elettori avrebbe rappresentato, nelle parole del segretario provinciale dello SDI, una chiara manifestazione di assenza di cultura di governo. Peraltro, l incompatibilità fra le due cariche avrebbe portato allo scioglimento del consiglio provinciale di Bari. Grazie ad un meccanismo a catena, anche in Provincia di Foggia si sarebbero dovute convocare nuove elezioni. Infatti, come disposto dall articolo 2 della legge 11 giugno 2004 istitutiva della sesta provincia pugliese (Barletta-Andria-Trani), nuove elezioni provinciali nelle Province di Foggia e Bari avrebbero prodotto automaticamente la convocazione di consultazioni elettorali per la formazione del primo consiglio provinciale della BAT. I consiglieri provinciali di Bari, in primis gli esponenti della Margherita, espressero una dura opposizione a tale ipotesi. In breve tempo, Divella annunciò il ritiro della sua candidatura ( 3 ). Contemporaneamente, Rifondazione Comunista avanzava la proposta di Nichi Vendola, deputato, alla quarta legislatura, membro della Commissione parlamentare antimafia, fra i fon- (2) ROSANNA LAMPUGNANI, Bordo: con Boccia perdiamo. E spunta il nome di De Castro, in Corriere del Mezzogiorno del 15 settembre 2004, p. 3; ID., Mastella: il candidato a noi, la vittoria all Ulivo, in Corriere del Mezzogiorno dell 11 settembre 2004, p. 2; Ecco la rosa dei Verdi, solo spine per Boccia ne La Gazzetta del Mezzogiorno del 9 ottobre 2004, p. 7. (3) ROSANNA LAMPUGNANI, L affondo di Marini: Si vince solo con Divella in Corriere del Mezzogiorno del 29 ottobre 2004, p. 2; MICHELE COZZI, Ulivo, missione a Roma, ne La Gazzetta del Mezzogiorno del 26 ottobre 2004, p. 5; ROSANNA LAMPU- GNANI, Florido critica il centrosinistra: Così voltate le spalle alla società civile in Corriere del Mezzogiorno del 28 ottobre 2004, p. 3; LORENA SARACINO, Divella in consiglio: Resto qui, non mi candido in ibid. del 27 ottobre 2004, p. 3.4 1186 Le Istituzioni del Federalismo datori del PRC dopo una lunga militanza prima nella FGCI, poi nel Comitato Centrale del PCI. L ipotesi inizialmente ottenne il favore sia dei vertici nazionali che degli esponenti regionali della Margherita, e del segretario nazionale dello SDI, Enrico Boselli. Le maggiori obiezioni provenivano dai DS, convinti che Vendola non fosse un candidato in grado di entusiasmare il ceto medio pugliese, considerato decisivo per sconfiggere Fitto. Agli inizi di dicembre, Francesco Boccia, incoraggiato dai DS e dalla Margherita, ci ripensò e annunciò che sarebbe tornato ad impegnarsi attivamente come candidato. A quel punto, però, Vendola era stato tirato in ballo e Rifondazione difendeva la sua candidatura in ragione della sua maggiore notorietà e del suo maggiore radicamento territoriale rispetto al candidato centrista. Solo a questo punto, ad inizio dicembre, negli incontri dei leader nazionali del centro-sinistra si decise che lo sfidante di Fitto sarebbe stato scelto direttamente dalla base elettorale ( 4 ). 3. Le elezioni primarie Il primo accordo relativo alle elezioni primarie prevedeva un collegio elettorale formato da grandi elettori. Il 40% di essi (800) sarebbe stato assegnato ai partiti della coalizione su base proporzionale; un 30% (600) avrebbe rappresentato gli amministratori locali (sindaci, consiglieri comunali e provinciali) sempre su base proporzionale per ciascun partito; infine, il restante 30% sarebbe andato alla società civile organizzata. Nello specifico, tutte le associazioni politiche e culturali di centrosinistra che ne avessero fatto esplicita richiesta, avrebbero ottenuto dei rappresentanti. Si convenne che sarebbero stati assegnati 10 delegati a ciascuna associazione di rilievo nazionale e 5 a testa per le associazioni regionali e locali. Il collegio si sa- (4) MICHELE COZZI, Uragano Vendola sull Ulivo, ne La Gazzetta del Mezzogiorno del 13 dicembre 2004, p. 5; Puglia, Boccia o Vendola? in ibid. del 18 novembre 2004, p. 11; MICHELE COZZI, Ulivo, Boccia dice si in ibid. del 4 dicembre 2004, p. 7.5 La formazione della rappresentanza politica regionale 1187 rebbe riunito una prima volta il 13 dicembre a Bari, alla Fiera del Levante, per stilare il programma comune. In seguito, in una seconda riunione, il 22 dicembre, avrebbe scelto il candidato. La volontà di effettuare primarie mediate era stata manifestata dalla Margherita, ma Rifondazione non la aveva accolta con entusiasmo. Il risultato della consultazione, infatti, appariva scontato. Per quanto Vendola potesse contare sull appoggio di una larga parte dell associazionismo, un contesto che lo aveva visto protagonista come fondatore della LILA e dell Arcigay, ed in virtù dei buoni rapporti con Pax Christi, del sostegno dell ARCI e dell Associazione Libera di Don Luigi Ciotti, il resto dei delegati si sarebbe quasi certamente attenuto alle direttive dei partiti di riferimento, che, in maggioranza, appoggiavano Boccia. Infatti, solo i Verdi avevano esplicitamente fornito il loro sostegno a Vendola. Come risultato, il segretario del PRC, Fausto Bertinotti, effettuò pressioni in occasione dei vertici nazionali del centro-sinistra, affinché si svolgessero primarie realmente aperte a tutto l elettorato di riferimento della coalizione ( 5 ). La proposta fu approvata. Il 27 dicembre si giunse all individuazione di 55 Comuni sedi di seggio elettorale; 21 di essi corrispondevano alle città capofila dei collegi della Camera, e gli altri erano sedi staccate con oltre abitanti. Contemporaneamente, fu stilato il regolamento delle primarie, il quale stabiliva che l elettore avrebbe dovuto esibire un documento di riconoscimento per poter testimoniare di essere residente nel Comune sede del seggio e sottoscrivere la dichiarazione di condivisione del progetto politico della Grande Alleanza Democratica. Ogni elettore avrebbe dovuto versare un contributo di 1 euro per le spese organizzative (art. 8). In ciascun seggio, il ruolo del Presidente era svolto dal Segretario della Sezione di Partito nella quale si svolgevano le operazioni di voto. Inoltre, vi erano quattro scrutatori, individuati in numero di due per o- (5) Ulivo, le tre spine di Prodi in La Gazzetta del Mezzogiorno del 18 dicembre 2004, p. 2.6 1188 Le Istituzioni del Federalismo gni candidato (art. 4). Al fine di garantire la regolarità delle o- perazioni di voto e di scrutinio, fu istituita una Commissione Regionale di Garanzia, composta dai Segretari Regionali dei partiti del centro-sinistra pugliese (art. 9), oltre a sei sottocommissioni provinciali e alla Commissione nazionale per le primarie, presieduta da Arturo Parisi. In seguito alle pressioni di Rifondazione Comunista, favorevole ad ampliare la competizione anche ai Comuni con più di abitanti, furono individuati ben 112 seggi in 107 Comuni (la città di Bari poteva contare su ben 6 seggi). La distribuzione dei seggi sul territorio vedeva 20 seggi collocati in provincia di Foggia, 10 nella neo-provincia Bat (corrispondenti a tutti i 10 Comuni di tale Provincia), 36 nella provincia di Bari, 21 nella provincia di Lecce, 12 a Taranto e provincia e 13 nella provincia di Brindisi. La data della competizione fu fissata a domenica 16 gennaio 2005 ( 6 ). Anche con questa opzione, l elezione di Vendola non sembrava probabile: tranne il PDCI e l UDEUR, che avevano scelto di astenersi, tutte le altre forze del centrosinistra e i presidenti delle province pugliesi avevano appoggiato esplicitamente Boccia ( 7 ). 4. La campagna elettorale e il verdetto Secondo i dati forniti dal segretario regionale del PRC, Nicola Fratoianni, e da alcuni membri dello staff che si è occupato della campagna elettorale di Vendola, l organizzazione degli eventi è stata effettuata con un budget di circa euro. Oltre al PRC, che ha fornito un notevole sostegno logistico e finanziario, una parte dei fondi è stata reperita attraverso sottoscrizioni private e, sebbene in quota minore, attraverso (6) MICHELE COZZI, Ulivo: primarie aperte in La Gazzetta del Mezzogiorno del 27 dicembre 2004, p. 5; sul progressivo ampliamento del numero dei seggi elettorali si veda sempre COZZI, L Ulivo vota il 16 gennaio per scegliere l anti-fitto, in ibid. del 28 dicembre 2004, p. 11. (7) Con Boccia i presidenti delle Province in ibid. del 23 dicembre 2004, p. 7.7 La formazione della rappresentanza politica regionale 1189 l autofinanziamento derivante dalla vendita di gadget. La campagna è stata orchestrata in maniera capillare con un totale di 97 iniziative svolte nell arco di dieci giorni, all insegna dello slogan La Puglia nel cuore. È importante sottolineare il fenomeno della nascita di comitati locali spontanei in favore di Vendola, che hanno costituito strutture fondamentali per la sponsorizzazione del candidato. Gli strumenti utilizzati sono stati principalmente i comizi elettorali, gli incontri e le conferenze stampa, aventi come interlocutori, principalmente, singoli cittadini impegnati nei comitati elettorali in favore di Vendola, comitati ambientalisti e membri dell associazionismo giovanile. Le tematiche affrontate sono state prevalentemente quelle attinenti al territorio pugliese, quali la questione della riforma sanitaria e la creazione della discarica di Panni, nel foggiano, o- steggiata dalla comunità locale. Molte delle iniziative hanno visto la partecipazione di esponenti politici di rilievo nazionale che, in dissonanza con le indicazioni dei partiti di riferimento, hanno fornito sostegno al candidato di Rifondazione, come nel caso di Pietro Folena (all epoca nei DS, poi passato a Rifondazione) e del parlamentare dello SDI, Lello di Gioia. Oltre agli incontri pubblici, per la campagna elettorale sono stati stampati circa manifesti, cartoline, sono state attivate due linee telefoniche ed il sito Internet, che ha registrato presenze. A chiusura della campagna, è stato organizzato un concerto a Bari ( 8 ). La campagna elettorale di Boccia ha avuto per slogan La Puglia per tutti. È stata condotta con un numero medio-alto di iniziative e con il supporto logistico dei partiti di riferimento, in particolare della Margherita, e di associazioni di categoria ed appartenenti al mondo cattolico. Esisteva un comitato centrale, con sede a Bari, composto da circa trenta membri cooptati fra collaboratori di fiducia e studenti facenti parte del CERST (Centro di Ricerca sullo Sviluppo Territoriale), un organismo diretto (8) ERNESTO TARDIVO, E io sto con Vendola in La Gazzetta di Capitanata del 5 gennaio 2005, p. 3. Alcuni esponenti locali dei DS facevano parte dei comitati provinciali per Vendola; sul punto si veda Nasce il Comitato per Vendola presidente in Gazzetta di Capitanata del 2 gennaio 2005, p. 2.8 1190 Le Istituzioni del Federalismo da Boccia all Università di Castellanza. Altri comitati erano presenti principalmente nei capoluoghi di provincia. Boccia ha scelto di privilegiare una campagna elettorale orientata al tessuto produttivo locale, attraverso incontri su tematiche economiche, quali l utilizzo degli strumenti finanziari europei, che hanno visto l intervento diretto di membri delle istituzioni, esponenti politici locali, e rappresentanti delle associazioni di categoria. Pochi sono stati i comizi e le assemblee pubbliche, mentre è stato fatto un notevole impiego di manifesti elettorali, specialmente nella città di Bari e nella relativa provincia, oltre alla distribuzione di volantini e di una pubblicazione scritta dal professore, contenente il suo programma. Inoltre, Boccia ha effettuato un buon numero di conferenze stampa e utilizzato la stampa locale attraverso interventi e lettere aperte. Il sito Internet, invece, è stato attivato solo nella fase finale della campagna elettorale. Si deve segnalare la partecipazione alla campagna di esponenti locali e nazionali dei partiti del centrosinistra ( 9 ). I risultati delle primarie disaggregati per Provincia sono e- sposti nelle TABB. 1 e 2. Nella TAB. 1, i dati sono riportati in termini percentuali. La prima colonna indica gli elettori votanti centrosinistra che hanno partecipato alle consultazioni. In seguito sono riportati i suffragi ricevuti dai due candidati e, infine, nelle ultime due colonne, l apporto fornito dagli elettori del PRC e della lista Uniti nell Ulivo, rispettivamente a Vendola e Boccia. Come si può notare, i dati indicano che la percentuale di elettorato radicale che si è recata alle urne per votare Vendola è sempre superiore alla percentuale dell elettorato di centrosinistra che ha votato per Boccia. Il dato ha diverse spiegazioni. Innanzitutto, con tutta probabilità si è manifestata una maggiore propensione al voto da parte degli elettori dei partiti collocati all estremo. In alcuni casi, inoltre, il numero di elettori che hanno preferito Vendola è stato maggiore rispetto ai voti ottenuti alle elezioni europee dai partiti radicali. È il caso di alcuni cen- (9) La campagna di Boccia ha visto la presenza diretta in Puglia di Enrico Letta. Molto attivi sono stati esponenti politici locali come l attuale Vicepresidente della Giunta, Sandro Frisullo (DS) e il consigliere uscente Emanuele Sannicandro (Margherita) ed i segretari regionali di DS e Margherita, Michele Bordo e Gero Grassi.9 La formazione della rappresentanza politica regionale 1191 tri delle Province di Foggia, di Barletta-Andria-Trani e di Lecce. In particolare, in quest ultima Provincia, come si può vedere nella TAB. 1, Vendola avrebbe ricevuto un consenso dagli elettori di Rifondazione, notevolmente superiore a quello espresso dallo stesso elettorato nelle altre cinque Province. Ciò avvalora l ipotesi che una parte dei riformisti abbiano preferito l esponente del PRC a Boccia. Infine, è possibile avanzare un ultima considerazione. I Comuni nei quali si è registrato il maggiore sostegno a Vendola appartengono principalmente alle province di Foggia, di Bari, della neo-provincia di Barletta-Andria-Trani e di Brindisi. Questa conclusione è testimoniata, oltre che da un analisi del voto a livello comunale, anche dalla TAB. 1, che mostra come Boccia abbia conseguito delle percentuali più alte nelle Province di Lecce e Taranto. Il dato è significativo nella misura in cui, come vedremo le Province in cui Fitto ha registrato più consensi rispetto a Vendola, sono proprio Lecce e Taranto. L analisi è parzialmente confermata dalla TAB. 2, che mostra l andamento del voto in termini numerici, Provincia per Provincia. Lecce e Taranto fanno parte delle Province che presentano una differenza negativa di voti fra Vendola e Boccia, sebbene dello stesso gruppo facciano parte anche Foggia e Brindisi. TAB 1. Prov. Tasso di partecipazione e risultati delle primarie per provincia, con indicatori di rendimento dei due candidati % part. su elettori del CS % Vendola % Boccia % Vendola su PRC (*) % Boccia su Uniti nell Ulivo (*) Bari 9,2 57,2 42,8 39,3 6,7 B-A-T 7,4 56,2 43,8 29,2 6,7 Foggia 9,4 46,9 53,1 39,8 9,2 Brindisi 10,4 47,3 52,7 36,3 10,4 Taranto 5,7 46,5 53,5 21,4 5,2 Lecce 15,7 46,4 53,6 86,5 14,1 Totale 9,5 51,1 48,9 39,5 8,3 (*) La base di calcolo delle percentuali sono i voti ricevuti negli stessi comuni in cui erano presenti i seggi rispettivamente dal Prc e dalla lista Uniti nell Ulivo alle precedenti elezioni europee. Sono stati usati come parametro di riferimento i risultati delle europee del 2004 e non quelli delle regionali del 2005 in quanto questi ultimi potrebbero essere stati influenzati dall esito delle primarie stesse.10 1192 Le Istituzioni del Federalismo TAB. 2. Risultati elettorali delle elezioni primarie suddivisi per Provincia Provincia N. voti per Vendola N. voti per Boccia Differenza BAT Foggia Bari Lecce Taranto Brindisi Le elezioni del 3 e 4 aprile L appuntamento elettorale di aprile è stato preceduto da una campagna elettorale densa e capillare per entrambi i candidati alla presidenza della Regione. Come Nichi Vendola, Raffaele Fitto aveva alle spalle una lunga carriera politica. Laureato in Giurisprudenza, era stato eletto per la prima volta Consigliere Regionale nel 1990, diventando Assessore al Turismo. Riconfermato nella successiva legislatura con la maggior quota di voti di preferenza in Italia, aveva acquisito la carica di Vicepresidente della Regione con delega al Bilancio. Nel 1999 è stato e- letto al Parlamento Europeo, quindi Presidente della Regione l anno successivo. Il centro-destra non aveva avuto difficoltà nel ripresentare la sua candidatura per il La campagna elettorale di Fitto ha privilegiato gli incontri con i rappresentanti delle piccole e medie imprese locali e le associazioni di categoria, come Assindustria e Confartigianato, pur effettuando iniziative meno ristrette, quali la distribuzione del programma di governo nelle piazze delle principali città pugliesi. Inoltre, Fitto ha utilizzato in misura maggiore rispetto a Vendola i mass-media locali e gli strumenti della comunicazione tradizionale. Infine, è importante sottolineare che i segretari nazionali dei partiti del centro-destra sono intervenuti in poche occasioni nelle iniziative di Fitto ( 10 ). (10) ARCANGELO DE LUCA, La ricerca: la comunicazione del centro-sinistra ha vinto su Internet in Corriere del Mezzogiorno del 22 aprile 2005, p. 3; Regione, sprint per le liste in La Gazzetta del Mezzogiorno del 10 marzo 2005, p. 10; MICHELE COZZI, Puglia, una corsa a quattro, in ibid. dell 11 marzo 2005; Fitto, arance in 35 piazze e11 La formazione della rappresentanza politica regionale 1193 Il candidato del centro-sinistra, al contrario, ha dato largo spazio a comizi ed incontri pubblici con la partecipazione dei rappresentanti del centro-sinistra nazionale e iniziative di piazza, fra le quali sono da annoverare concerti organizzati in tutti i capoluoghi di provincia. Vendola, inoltre, ha potuto contare sulla moltiplicazione dei comitati elettorali già sorti in occasione delle primarie, e diffusisi anche all estero, in città caratterizzate dalla presenza di comunità di emigrati pugliesi. Un ruolo importante è stato svolto dal sito Internet, capace di registrare ben presenze nel periodo gennaio-aprile e da numerosi spot televisivi e manifesti con il volto del candidato. Complessivamente, secondo i dati riportati dal quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, tale campagna elettorale avrebbe avuto un costo di euro ( 11 ). Il risultato del 4 aprile ha visto prevalere il candidato del centro-sinistra con uno scarto di voti rispetto al suo avversario. È interessante il dato relativo alle preferenze: entrambi i candidati sono stati in grado di canalizzare preferenze aggiuntive rispetto ai voti in favore delle liste facenti parte della loro coalizione. Tale dato è riportato nella TAB. 3, che, oltre a mostrare l andamento percentuale del voto ai candidati nelle sei Province, mette in risalto l entità del contributo aggiuntivo fornito dagli elettori che hanno espresso solo la preferenza per uno dei candidati alla presidenza, non attribuendo alcun voto ai partiti. L indice di personalizzazione, infatti, rappresenta la differenza percentuale tra il voto al candidato e il voto alle liste. Come si può notare, per entrambi i candidati tale indice risulta sempre positivo ed è leggermente superiore per Vendola. Proobiettivo sull agricoltura, in Corriere del Mezzogiorno del 27 marzo 2005, p. 2. Gli unici segretari di partito ad intervenire direttamente sono stati Marco Follini e Gianni De Michelis. (11) MICHELE COZZI, Viaggio con Vendola, in Gazzetta del Mezzogiorno del 22 marzo 2005, p. 7; E Prodi incita Vendola: Possiamo farcela anche qui in ibid. del 19 marzo 2005, p. 9; Fitto in 10 anni ha dimostrato di non saper guidare la Puglia in i- bid. del 22 marzo 2005, p. 6; MICHELE COZZI, I disagi della Puglia nello spot di Vendola, in ibid. del 7 marzo 2005, p. 7; ROSANNA LAMPUGNANI, Da Siena a Basilea spuntano i comitati pro-vendola, in Corriere del Mezzogiorno del 17 febbraio 2005, p. 2.12 1194 Le Istituzioni del Federalismo babilmente, il dato si può spiegare alla luce della maggiore presa sull opinione pubblica delle tematiche affrontate dal candidato di centro-sinistra in campagna elettorale, ed in special modo del piano di riordino ospedaliero messo in atto dalla passata amministrazione. Inoltre, come si evince dalla TAB. 3, Vendola ha superato il suo rivale nelle circoscrizioni di Foggia, Bari, Barletta-Andria-Trani e Brindisi, mentre nelle circoscrizioni di Lecce e Taranto ha prevalso Fitto. TAB. 3. Voti ai candidati per la presidenza suddivisi per circoscrizione. Circoscrizione Voti per Vendola (%) Indice di personalizzazione per Vendola Voti per Fitto (%) Indice di personalizzazione per Fitto Foggia 53,16 5,22 46,50 8,41 Bari 50,13 13,12 48,82 6,88 BAT 50,56 9,29 48,46 8,97 Lecce 47,50 5,65 51,54 11,02 Taranto 47,64 12,39 51,25 11,27 Brindisi 51,61 9,96 47,44 4,92 Totale 49,84 9,5 49,24 8,64 FONTE: Sito Internet della Prefettura di Bari: 6. La costituzione della giunta e l allocazione degli incarichi consiliari La tornata elettorale del 3 e 4 aprile ha mutato gli equilibri politici vigenti in Puglia. Come rappresentato nella tabella 4, pur restando Forza Italia il primo partito in termini di voti, il numero dei consiglieri si è dimezzato rispetto alla legislatura precedente, quando il partito di Berlusconi, grazie al premio di maggioranza, poteva contare su 20 rappresentanti. Il centrosinistra, che questa volta ha beneficiato del premio, ha ottenuto 41 seggi su 70.13 La formazione della rappresentanza politica regionale 1195 TAB. 4. Risultati elettorali delle elezioni regionali del 2000 e del 2005 Elezioni regionali 2005 Elezioni regionali 2000 Partito N. voti % N. seggi N. voti % N. seggi DCU (*) , ,0 1 DS , ,6 8 DL Margherita ,73 8 I Democratici ,1 3 PPI ,2 3 Rinnovam. Ital ,4 1 IDV ,78 1 La Primavera Pugl ,59 3 PDCI , ,7 1 Rif. Com , ,6 1 PSDI-Soc.-Rep ,22 2 UDEUR , ,8 1 SDI , ,5 2 Verdi , ,8 1 AN , ,5 8 Forza Italia , ,6 15 La P. prima di t ,13 5 UDC , ,2 2 Nuovo PSI-PRI ,25 1 MIS , ,3 0 Alternat. Soc ,43 0 Democrazia Crist ,31 0 Dem. Crist ,1 0 Soc-Socialdem ,1 0 Lista Pannella ,1 0 Lista Cito-Lam ,9 0 Il Trifoglio ,2 0 Pensionati ,18 0 (*) I dati inseriti per le elezioni del 2000 si riferiscono alla lista CDU. FONTE: sito Internet della Prefettura di Bari Nei negoziati per la formazione della Giunta, durati all incirca un mese, Vendola ha dovuto sanare alcuni contrasti sorti principalmente con i partiti della coalizione con una quota minore di rappresentanti in Consiglio. Sin dai primi giorni, infatti, il neopresidente aveva stabilito di riservare una quota di assessori a persone relativamente indipendenti dai partiti, scelte, dunque, in maniera autonoma, privilegiando le loro competenze tecniche. I piccoli partiti temevano di non avere alcun rappresentante in giunta, se si fosse preso come parametro di distribuzione degli incarichi il numero dei consiglieri eletti. I timori e-14 1196 Le Istituzioni del Federalismo rano presto confermati dalle indiscrezioni trapelate dagli organi di stampa, che rendevano note le richieste dei principali partiti. I DS, in virtù della posizione di primo partito del centrosinistra, avevano chiesto 4 assessorati; la Margherita si era candidata per tre deleghe in giunta, oppure 2 più la presidenza del Consiglio; Rifondazione aveva espresso la volontà di occupare un posto in Giunta, così come avevano fatto i Socialisti Autonomisti. Ai partiti con un solo consigliere, Vendola, probabilmente, aveva intenzione di affidare una presidenza di Commissione o altri posti di sottogoverno, come nomine nelle ASL. Tali ipotesi vedevano la netta contrarietà dell Italia dei Valori, che lamentava, per bocca del coordinatore regionale, Felice Belisario, la mancata partecipazione ai vertici del centrosinistra come manifestazione di un atteggiamento fortemente discriminatorio, e dei Verdi, unico partito a sostenere insieme a Rifondazione Comunista la candidatura di Vendola alle primarie. Il segretario nazionale, Pecoraro Scanio, aveva affermato che l esclusione del suo partito dalla formazione della giunta sarebbe stata grave ed incomprensibile ( 12 ). La Giunta è stata composta secondo quelle che erano le premesse e rispettando la priorità stabilita da Vendola in favore di una cospicua rappresentanza femminile. Due dei quattro assessorati in quota al presidente sono donne, rispettivamente Silvia Godelli, professore di Psicologia Clinica all Università di Bari, che ha ricevuto la delega al Mediterraneo ed alla Cultura, ed Angela Barbanente, ex consulente dell Assessorato all Urbanistica della Regione Piemonte e ricercatrice del CNR di Bari, oltre che Visiting Professor presso le Università di Stoccolma, Umea e Orebro, che, in ragione delle sue competenze è stata nominata Assessore all Urbanistica. Gli altri nomi scelti dal presidente sono stati Francesco Saponaro, docente di Progettazione Organizzativa e Sistemi Qualità all Università di Bari, con delega al Bilancio e Programmazione Economica, e Marco (12) Gazzetta del Mezzogiorno del 22 aprile 2005; Gazzetta del Mezzogiorno del 7 maggio 2005; MICHELE COZZI, Vendola, giunta di spine, in Gazzetta del Mezzogiorno del 29 aprile 2005, p. 6.15 La formazione della rappresentanza politica regionale 1197 Barbieri, docente di Diritto del Lavoro nella Facoltà di Giurisprudenza di Foggia, con delega al Lavoro e Formazione Professionale. Nell assegnazione delle altre deleghe sono stati privilegiati i consiglieri eletti. Infatti, solo due assessori sono esterni, rispettivamente Massimo Ostilio (Turismo), parlamentare dell UDEUR, nonostante fosse stato eletto nel gruppo CCD-CDU, e Paola Balducci (Pubblica Istruzione, Università, Beni Culturali, Ricerca Scientifica), rappresentante dei Verdi, docente all Università di Lecce. I Ds, oltre agli assessorati di Loizzo (Trasporti e Viabilità) e Gentile (Politiche sociali e flussi migratori) hanno ottenuto la vicepresidenza con delega alle attività produttive, conferita a Sandro Frisullo, il consigliere più suffragato del centrosinistra, con ben preferenze, e la vicepresidenza del Consiglio Regionale, affidata a Luciano Mineo. La Margherita ha ricevuto due assessorati insieme alla presidenza del Consiglio. Enzo Russo (Agricoltura, Alimentazione, Foreste, Caccia e Pesca) consigliere uscente ed ex segretario provinciale della CISL e Guglielmo Minervini (Affari Generali e Personale), fortemente voluto da Rutelli. Il presidente del Consiglio è Pietro Pepe, anch egli consigliere uscente. Rifondazione ha conseguito la nomina come assessore all ambiente dell ex segretario regionale, Michele Losappio, mentre Socialisti Autonomisti e SDI si sono aggiudicati un assessorato a testa, i primi con Alberto Tedesco alla Sanità, i secondi con il coordinatore regionale della coalizione, Onofrio Introna ai Lavori Pubblici. Se l Italia dei Valori ha potuto contare sull assegnazione del segretariato alla presidenza del Consiglio, affidato all unico rappresentante Vito Bonasora, il PDCI si è subito detto deluso della composizione della giunta. Vendola, infatti, aveva nominato Barbieri come espressione del partito di Diliberto, non rispettando la volontà del gruppo a livello regionale, che chiedeva una delega per l ex consigliere Giovanni Valente. In breve tempo, i Comunisti Italiani hanno deciso di fornire appoggio e- sterno alla giunta Vendola.16 1198 Le Istituzioni del Federalismo Ma la composizione dell organo di governo ha suscitato una polemica dovuta alla ripartizione provinciale delle cariche. La giunta è stata subito definita troppo Baricentrica per la presenza di otto assessori su 14 espressione della provincia di Bari. Fatta eccezione per la Provincia di Lecce (2 deleghe) e per la Bat (nessun rappresentante), le altre province possono vantare un rappresentante a testa. La questione è stata sollevata dai DS, ed in particolare dai consiglieri eletti nel foggiano, che hanno parlato di Provincia praticamente annullata (13). Anche l avversario di Vendola alle elezioni primarie, Francesco Boccia ha espresso il suo malumore per non essere stato incluso nella lista degli assessori. In fase di formazione della Giunta, infatti, Vendola aveva chiesto che Boccia fosse indicato dal suo partito di riferimento, la Margherita. I vertici regionali del partito di Rutelli avevano preteso che, al contrario, Boccia fosse incluso tra gli assessori scelti direttamente dal presidente, non intaccando la quota di deleghe spettanti al partito. La situazione di stallo non aveva consentito di procedere oltre, e la candidatura del professore si è praticamente arenata (14). L allocazione degli incarichi consiliari è avvenuta, se si eccettua gli incarichi di presidenza e vicepresidenza del Consiglio, con tempi meno stretti. La ripartizione delle cariche è avvenuta secondo uno schema consolidato, che prevede che la presidenza e una delle due vicepresidenze di ogni commissione vengano assegnate alla maggioranza, mentre la seconda vicepresidenza vada all opposizione. Generalmente, maggioranza ed opposizione non interferiscono sulle rispettive scelte dei nominativi, e all opposizione viene conferita la presidenza di una commissione di garanzia. Tuttavia, sono sorte polemiche fra i DS e i partiti più a sinistra nella coalizione (Rifondazione, Verdi e IDV) riguardo al numero delle commissioni consiliari, che i DS avrebbero voluto dilatare da 7 a 10, ed all assegnazione all opposizione della presidenza della Commissione (13) FILIPPO SANTIGLIANO, Regione, Foggia emarginata in Gazzetta di Capitanata del 7 maggio 2005, p. 2. (14) MICHELE COZZI, Boccia sbatte la porta, in Gazzetta del Mezzogiorno del 1 maggio 2005, p. 5.17 La formazione della rappresentanza politica regionale 1199 Affari Istituzionali, che i DS e il presidente Vendola erano contrari a concedere. I DS hanno dovuto fare un passo indietro su entrambe le questioni, pur aggiudicandosi la presidenza della Commissione Sanità, che Rifondazione aveva reclamato per sé. Anche in questo caso, la ripartizione degli incarichi ha seguito, con tutta probabilità, una logica di compensazione. Dei sei incarichi di presidenza in palio, infatti, due sono andati ai DS, uno alla Margherita, uno a Rifondazione, e i restanti due sono stati assegnati alla Primavera Pugliese e al PDCI, gruppi che erano rimasti senza posti in Giunta. Nell assegnazione della presidenza della commissione di garanzia, c è stato uno scontro interno all opposizione, con l UDC che ha sponsorizzato assieme al Gruppo per le autonomie, formato dai consiglieri Loperfido e Brizio, fuoriusciti dal gruppo di Forza Italia, la candidatura del consigliere Caroppo (UDC), e i restanti gruppi del centro-destra che hanno votato e fatto eleggere, grazie all astensione del centro-sinistra, il consigliere Chiarelli (La Puglia Prima di tutto) (15). 7. La formazione delle liste circoscrizionali nella Provincia di Foggia Lo studio della composizione delle liste nelle Province di Foggia e Bari ha evidenziato l esistenza di alcune dinamiche comuni a quasi tutti i principali partiti, nel processo di selezione dei candidati. Innanzitutto, le caratteristiche considerate basilari per ambire alla candidatura sono la notorietà e il radicamento territoriale. Quest ultimo è inteso come capacità di raccogliere un numero medio-alto di consensi in competizioni elettorali locali. Per questo, si può dire che la candidatura al Consiglio Regionale sia intesa come sbocco di una carriera politica (15) FRANCO GIULIANO, Puglia, tensione a sinistra, in Gazzetta del Mezzogiorno del 26 giugno 2005, p. 5; BEPI MARTELLOTTA, Commisioni, c è l intesa, in ibid. del 28 giugno 2005, p. 6; FRANCO GIULIANO, Sanità, scontro DS-PRC, in ibid. del 28 giugno 2005, p. 6; BEPI MARTELLOTTA, Regione, lotta all ultimo voto per la settima commissione, in ibid., del 20 luglio 2005, p. 7.18 1200 Le Istituzioni del Federalismo costruita a livello cittadino o provinciale. Alcuni partiti, principalmente identificabili in DS e AN, mettono in rilievo il valore della militanza, non necessariamente da intendere come un processo di lunga durata. Per i partiti prossimi al centro di entrambi gli schieramenti, la militanza ha un valore inferiore, e ciò è dimostrato da un elevata presenza di passaggi di ceto politico da un gruppo all altro. A tale riguardo, bisogna sottolineare la rottura con il centro-destra, avvenuta un mese prima delle primarie, del gruppo CDU dell on. Gianni Mongiello, dovuta alla proposta di legge elettorale operata in quel periodo dalla maggioranza, che prevedeva uno sbarramento del 4 o 5%. Il gruppo, ricostituitosi come DCU, si è schierato con il centrosinistra, portando più di ottomila voti, rivelatisi indispensabili per l elezione di Vendola ( 16 ). Uno dei requisiti fondamentali per l elezione, in entrambe le circoscrizioni prese in esame, si è rivelato, come detto, la notorietà personale. In altre parole, sono stati potenzialmente competitivi quei candidati che riuscivano ad aggiudicarsi la maggioranza delle preferenze espresse per il loro partito nella loro città natale. Tuttavia, sono risultati eletti solo quei candidati che riuscivano a conseguire una percentuale medio-alta di consensi nel capoluogo o nei grandi centri della provincia. Nella circoscrizione di Foggia sono state penalizzate dall esito elettorale proprio le liste all interno delle quali non ci sono state candidature con bacini elettorali di riferimento geograficamente eterogenei. È il caso della lista di Alleanza Nazionale, all interno della quale, tre dei quattro candidati competitivi (De Perna, Orlando e Agostinacchio) sono stati scelti tra le personalità del partito con maggiore visibilità all interno del capoluogo. Il primo, avvocato, è presidente dell Accademia delle Belle Arti di Foggia e presidente del Gruppo Consiliare di AN al Comune di Foggia. Vito Orlando, consigliere uscente, è ex capogruppo di AN alla Regione Puglia, mentre Paolo Agostinacchio è stato sindaco di Foggia. Tali candidati, dunque, pur avendo conse- (16) ROSANNA LAMPUGNANI, La svolta di Mongiello: se ne va con l Unione, in Corriere del Mezzogiorno del 8 marzo 2005, p. 2.19 La formazione della rappresentanza politica regionale 1201 guito ottimi risultati a Foggia città, non sono riusciti ad ottenere un buon numero di preferenze in provincia, necessarie ad essere eletti. L unico seggio conquistato da AN in Capitanata è andato all ex assessore regionale al Demanio e agli enti locali, Roberto Ruocco, capace di coagulare più della metà delle sue preferenze nelle città di Foggia e, soprattutto, Cerignola, sua città natale e paese nel quale aveva svolto per venticinque anni il ruolo di Consigliere comunale. Secondo quanto emerso dalle interviste con i candidati, si è rivelato fondamentale per l elezione di Ruocco il supporto della Federazione provinciale del Partito, che gli ha consentito di ottenere il sostegno degli elettori di AN dei centri della provincia, distaccando di oltre voti, il primo dei non eletti, Agostinacchio. Tale dato conferma un indicazione che si è rivelata valida anche per gli altri partiti: oltre ai contatti diretti con elettorato e associazioni di categoria, un buon risultato è assicurato dai legami personali con alcuni esponenti locali di rilievo del proprio partito. Inoltre, sempre a detta di alcuni esponenti del partito di Fini, non vi è stata una gestione delle candidature basata sull appartenenza alle correnti di AN. In campagna elettorale, però, gli esponenti nazionali delle correnti sono intervenuti in maniera diretta nella pubblicizzazione dei candidati di riferimento. Ad esempio, il Ministro delle politiche agricole, Gianni Alemanno è intervenuto nelle iniziative di Orlando, in nome della comune appartenenza alla Destra Sociale. Maurizio Gasparri ha partecipato ai comizi di Roberto Ruocco, facente parte della corrente Destra Protagonista. Anche la lista provinciale di Forza Italia ha manifestato un difetto di competitività. I risultati numerici testimoniano in favore dell ipotesi secondo cui c è stata un enfasi enorme sulle candidature dei due consiglieri uscenti, Lucio Tarquinio, ex capogruppo di Forza Italia e Enrico Santaniello, ex assessore regionale. Il primo, risultato eletto, ha ottenuto ben preferenze, concentrate per la maggior parte nelle città di Foggia e Lucera; il secondo, pur avendo ottenuto voti non è rientrato tra gli eletti. Il primo dei candidati non eletti è Rosario Cusmai, con voti, un distacco di più di voti da Santaniello. Il dato così negativo è dovuto, secondo i membri20 1202 Le Istituzioni del Federalismo del partito, ad una tardiva presentazione della lista all elettorato e ad un affievolimento del supporto logistico della struttura di Forza Italia nei confronti dei candidati, rispetto alle elezioni regionali del Ciò ha comportato per ogni candidato la necessità di affrontare la campagna elettorale attraverso comitati locali, che, con tutta probabilità non hanno effettuato un adeguata presentazione dei componenti della lista. Il fenomeno delle correnti è stato assente, nonostante ciascun esponente mantenga rapporti privilegiati con determinate personalità di livello nazionale del partito. La presentazione di tutti i candidati della Capitanata è stata svolta alla presenza del ministro della difesa, Antonio Martino e dello stesso candidato alla presidenza, Fitto ( 17 ). Nella lista UDC, le performances migliori sono state conseguite dai detentori di incarichi di rappresentanza nei Comuni del foggiano. È il caso dei primi due non eletti, rispettivamente Gianmario Zaccagnino, consigliere comunale di Sannicandro Garganico, e Domenico Verile, ex sindaco di Foggia. Tuttavia, la lista si è mostrata debole. Infatti, l unico eletto, l assessore regionale uscente alla formazione professionale, Angelo Cera, ha conseguito ben voti contro i di Zaccagnino. Inoltre, vi è stato un forte intervento della leadership del partito di Follini, con la partecipazione alle iniziative provinciali del sottosegretario al Ministero delle attività produttive, Pino Galati, dell on. Mario Tassone, viceministro delle infrastrutture, e dell on. Beniamino Brocca, quest ultimo per la campagna elettorale di Cera ( 18 ). Nella lista provinciale dell UDEUR vi è stata la presenza di due ex esponenti di Forza Italia, Michele Del Conte, capogruppo del partito al Consiglio Provinciale di Foggia e candidato come capolista, e Massimo Colia. Il loro passaggio di campo ha portato al partito di Mastella preferenze, costituenti il (17) Il ministro Martino per i candidati di FI in Gazzetta di Capitanata del 23 febbraio 2005, p. 2. (18) FILIPPO SANTIGLIANO, UDC, ecco gli 11 candidati in La Gazzetta di Capitanata del 1 marzo 2005, p. 2; La riforma della scuola convegno dell UDC in Gazzetta di Capitanata del 14 marzo 2005, p. 20. Vedere altro
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