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Timestamp: 2019-05-20 18:02:15+00:00

Document:
Ordonnance du 4 avril 2007 concernant les prescriptions de sécurité pour les installations de transport par conduites (OSITC)
Ordinanza del 4 aprile 2007 sulle prescrizioni di sicurezza per gli impianti di trasporto in condotta (OSITC)
Art. 7 Regolamento d'esercizio
Art. 12 Distanze di sicurezza da edifici e luoghi con freque...
Art. 15 Distanze dai corsi d'acqua
Art. 16 Perimetri di protezione intorno agli impianti access...
Art. 22 Messa a terra degli impianti accessori e protezione ...
Art. 30 Bacini di protezione per gli impianti accessori degl...
Art. 37 Sicurezza dell'esercizio
Art. 41 Rilevamento della condotta
Art. 50 Controllo della sicurezza dell'esercizio e dello sta...
Art. 56 Squadre d'intervento
Art. 58 Piani d'intervento
Art. 59 Esercizi d'intervento
(OSITC)
visto l'articolo 52 capoverso 2 numero 2 della legge del 4 ottobre 19631 sugli impianti di trasporto in condotta (LITC),
1 La presente ordinanza si applica alla progettazione, alla costruzione, all'esercizio e alla manutenzione degli impianti di trasporto in condotta soggetti alla LITC.
2 Ai gasdotti costruiti per una pressione d'esercizio massima di 0,5 MPa (5 bar) si applicano soltanto gli articoli 2 e 3 capoversi 1 e 2 lettere b-e.
1 Per oleodotti s'intendono gli impianti di trasporto in condotta destinati al trasporto di combustibili o carburanti liquidi.
2 Per gasdotti s'intendono gli impianti di trasporto in condotta destinati al trasporto di combustibili o carburanti gassosi.
3 L'autorità di vigilanza tecnica fissa la categoria per le condotte destinate al trasporto di sostanze che possono trovarsi sia allo stato liquido sia allo stato gassoso.
4 Per impianti accessori s'intendono le installazioni e gli edifici destinati all'esercizio della condotta. L'autorità di vigilanza tecnica stabilisce in dettaglio quali installazioni sono considerate impianti accessori.
7 Per sicurezza s'intende la protezione della condotta da danneggiamenti interni ed esterni per quanto il concetto non sia definito altrimenti in un contesto particolare.
1 La progettazione, la costruzione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti di trasporto in condotta devono essere effettuati conformemente alle regole della tecnica da personale qualificato.
la direttiva dell'Ispettorato federale degli oleo- e gasdotti (IFO) sulla pianificazione, la costruzione e l'esercizio di impianti di trasporto in condotta con pressioni superiori a 5 bar;
la direttiva C1 della Società svizzera per la protezione contro la corrosione sulla progettazione, la realizzazione e l'esercizio dei dispositivi di protezione catodica delle condotte contro la corrosione;
le istruzioni tecniche dell'Ispettorato federale degli impianti a corrente forte relative alle misure di protezione contro gli effetti pregiudizievoli della corrente elettrica sugli impianti di trasporto in condotta;
le direttive emanate dalla Società svizzera dell'industria del gas e delle acque, in particolare:
Direttive sull'odorizzazione (Odorierung, Directives pour l'odorisation du gaz).
Nell'approvazione dei piani (art. 2 LITC) occorre tener conto di altri interessi tutelati dalla legge, in particolare degli interessi della pianificazione del territorio e della protezione dell'ambiente.
1 L'autorità di vigilanza è l'Ufficio federale dell'energia (UFE).
2 La vigilanza tecnica compete all'IFO.
3 I Cantoni designano le autorità di vigilanza competenti per le condotte che sottostanno all'autorizzazione cantonale.
1 L'autorità di vigilanza può, nel singolo caso, ordinare misure supplementari che vanno oltre le esigenze della presente ordinanza al fine di proteggere persone e cose.
2 L'autorità di vigilanza può eccezionalmente concedere agevolazioni rispetto alle prescrizioni della presente ordinanza se le circostanze locali o nuove conoscenze tecniche lo consentono senza compromettere la sicurezza.
Gli esercenti degli impianti di trasporto in condotta (esercenti) disciplinano in un regolamento d'esercizio i dettagli necessari per garantire la sicurezza della condotta e assicurarne l'esercizio conformemente all'articolo 22 dell'ordinanza del 2 febbraio 20001 sugli impianti di trasporto in condotta (OITC).
1 RS 746.11
2 Fanno eccezione le condotte che servono all'approvvigionamento di tali zone; la loro pressione d'esercizio massima ammessa non deve tuttavia superare i 2,5 MPa (25 bar).
1 Tra l'impianto di trasporto in condotta e gli altri impianti devono essere rispettate le distanze necessarie alla sicurezza della costruzione e dell'esercizio dell'impianto di trasporto in condotta e alla protezione degli altri impianti.
2 Tra l'impianto di trasporto in condotta e le fondazioni o la vegetazione d'alto fusto deve essere rispettata una distanza minima di 2 metri.
1 Nel caso di parallelismo con altre condotte interrate a una distanza inferiore ai 10 metri, la distanza da rispettare deve essere determinata d'intesa con l'IFO, in funzione del tipo di condotte, del loro diametro, del programma dei lavori e delle tecniche di costruzione.
3 Per gli impianti elettrici si applicano le distanze indicate nell'allegato.
2 Tra i gasdotti con una pressione d'esercizio massima di 2,5 MPa (25 bar) e gli edifici abitati deve essere rispettata una distanza di sicurezza di almeno 5 metri.
Nel caso di parallelismo con corsi d'acqua, gli impianti di trasporto in condotta non devono toccare lo spazio riservato alle acque necessario per garantire la protezione contro le piene e il mantenimento delle funzioni naturali delle acque conformemente all'articolo 21 dell'ordinanza del 2 novembre 19941 sulla sistemazione dei corsi d'acqua.
1 I materiali impiegati per le parti che compongono la condotta (tubi, raccordi, valvolame e rubinetterie, ecc.) devono essere idonei all'uso previsto per caratteristiche di solidità, resistenza all'invecchiamento e alla corrosione, incombustibilità e compatibilità. Inoltre non devono essere soggetti a rotture per fragilità.
2 Per la fabbricazione delle parti dell'impianto è necessario impiegare acciai normalizzati per condotte. Si possono usare altri materiali, ad esempio materie plastiche o acciai non normalizzati, solo se è comprovata la loro idoneità all'uso previsto.
3 La scelta del materiale, delle sue possibili proprietà chimiche e meccanico-tecnologiche e il metodo di fabbricazione delle parti della condotta devono essere concordati con l'IFO.
3 Per determinare la pressione d'esercizio massima si devono considerare tutte le condizioni d'esercizio statiche e dinamiche possibili nella pratica, tenuto conto delle proprietà specifiche del fluido trasportato. Per gli oleodotti è necessario tracciare, sotto forma di linee piezometriche, le pressioni nelle diverse possibili condizioni d'esercizio, sia stazionarie che transitorie.
4 Le condotte e gli impianti accessori devono essere dimensionati e calcolati d'intesa con l'IFO.
2 Il genere, la portata e la procedura di collaudo sono definiti d'intesa con l'IFO.
3 I certificati del collaudo e dei risultati ottenuti devono essere presentati all'IFO.
2 Se la condotta è interrata, la protezione dall'esterno consiste in un rivestimento elettroisolante perfettamente e stabilmente aderente e in un impianto di protezione catodica.
3 La corrosione dall'interno deve essere tenuta sotto controllo e, per quanto possibile, evitata mediante opportuni provvedimenti.
4 I materiali e i dispositivi previsti per la protezione contro la corrosione, nonché i relativi metodi di applicazione sono determinati d'intesa con l'IFO. Occorre comprovare le seguenti caratteristiche:
l'idoneità allo scopo previsto dei materiali, dei dispositivi e dei metodi di applicazione;
l'affidabilità, sotto il profilo della sicurezza dell'esercizio, dei dispositivi di protezione contro la corrosione;
2 Nella scelta dell'ubicazione degli anodi devono essere rispettate le distanze di sicurezza nei confronti dei sistemi di messa a terra degli impianti a corrente forte. L'ubicazione degli anodi deve essere scelta in modo da non influire in modo inammissibile su altre condotte interrate.
1 L'impianto di trasporto in condotta deve essere protetto contro pericoli particolari come le vibrazioni, i terremoti o la caduta di massi.
3 Gli impianti accessori e le condotte in superficie devono essere protetti da danneggiamenti, in particolare dai danni provocati dall'impatto di veicoli o dalla caduta di alberi.
4 Le condotte che incrociano vie e strade devono essere protette adottando speciali misure, quali la posa di una piastra protettiva, di una guaina di protezione o l'abbassamento del tracciato.
4 Nelle zone a rischio di esplosione occorre evitare qualsiasi fonte di combustione o prendere le misure di protezione per escludere un rischio di combustione. Gli impianti elettrici devono essere di tipo antideflagrante e gli elementi elettrici devono corrispondere almeno alla categoria di apparecchi prescritta per l'utilizzazione nella rispettiva zona. Tali zone sono stabilite d'intesa con l'IFO.
Gli impianti accessori in superficie devono essere protetti contro intrusioni e manomissioni illecite da parte di terzi e muniti di cartelli d'avvertimento. Gli impianti devono essere recintati.
L'autorità di vigilanza può esigere per gli oleodotti l'adozione di ulteriori misure di protezione atte a impedire che i prodotti trasportati si riversino nell'ambiente.
2 I bacini a cielo aperto devono essere provvisti di un dispositivo non automatizzato di evacuazione dell'acqua di tracimazione.
3 I bacini di protezione devono essere svuotati secondo le prescrizioni relative al convogliamento delle acque di scarico nei corsi d'acqua.
In caso di avvicinamento o incrocio con altri impianti quali ferrovie, strade, altre condotte, canalizzazioni, cavi o linee aeree occorre adottare le necessarie misure di protezione nell'impianto di trasporto in condotta o negli altri impianti.
all'inizio di ogni ramificazione e, di norma, nella condotta principale immediatamente prima e immediatamente dopo le diramazioni;
Nei punti appropriati è necessario prevedere valvole di spurgo o prese di sfioro che consentano di ridurre la pressione nelle tratte di condotta comprese tra un organo di ritegno e l'altro oppure di svuotarle.
1 Gli impianti accessori che comprendono installazioni tecniche importanti per l'esercizio, quali compressori, pompe o regolatori di pressione, devono essere dotati di strumenti di misurazione con memoria integrata e di dispositivi di allarme e comando.
2 Per quanto le condizioni d'esercizio lo permettano, i dispositivi di sorveglianza devono essere automatizzati in modo tale da trasmettere l'allarme all'esercente e garantire per quanto possibile la sicurezza dell'impianto in caso di variazioni anomale della pressione, di perdite di portata o altre perturbazioni dell'esercizio.
1 I dispositivi di sicurezza, sorveglianza, teletrasmissione e comando a distanza e le installazioni tecniche ad essi allacciate devono funzionare in modo sicuro anche in caso di interruzione dell'apporto di energia dall'esterno.
2 I dispositivi di sicurezza, sorveglianza, teletrasmissione e comando a distanza devono essere dotati di un sistema di automonitoraggio dell'operatività che segnali lo stato dei dispositivi alla centrale di comando.
3 Tali dispositivi devono essere schermati contro le interferenze esterne in modo da non compromettere la sicurezza e la manovrabilità dell'impianto di trasporto in condotta.
1 La condotta deve di norma essere interrata. La copertura, misurata dalla generatrice superiore, deve avere uno spessore compreso fra un minimo di 1 e un massimo di 4 metri; deve essere adattata alle condizioni locali. Per i corsi d'acqua, questa distanza è calcolata dalla generatrice sino al letto del fiume.
4 Le tecniche di costruzione devono essere discusse con l'IFO.
3 La posizione della condotta deve essere contrassegnata con precisione nei punti particolarmente esposti a pericolo, quali gli incroci con autostrade, strade principali, linee ferroviarie e corsi d'acqua.
La posizione dell'impianto di trasporto in condotta dev'essere definita in coordinate nazionali da agrimensori qualificati e iscritta nel registro fondiario, nonché nei dati della misurazione ufficiale.
1 Nuovo testo giusta il n. 5 dell'all. all'O del 21 mag. 2008, in vigore dal 1° lug. 2008 (RU 2008 2745).
1 Le tecniche di costruzione e di collaudo devono essere definite d'intesa con l'IFO.
2 Si può far capo esclusivamente a saldatori autorizzati dall'IFO.
3 I manufatti delle condotte devono essere censiti in un registro delle tubazioni. Il contenuto del registro è definito d'intesa con l'IFO.
1 L'impianto di trasporto in condotta deve essere mantenuto in condizioni tali da garantire un esercizio ininterrotto e sicuro.
2 L'esercente provvede al rispetto delle distanze di sicurezza dagli edifici di terzi anche se l'area in cui si trova la condotta diventa zona edificabile successivamente.
3 L'esercente è tenuto a informarsi regolarmente presso le autorità locali in merito all'attuale pianificazione direttrice e dell'utilizzo del territorio, alla prevista modifica di tali piani e ai progetti di costruzione che potrebbero compromettere l'esistenza o l'esercizio dell'impianto di trasporto in condotta.
4 L'esercente è inoltre tenuto a informare le autorità locali e l'autorità di vigilanza su possibili conflitti tra i nuovi piani direttori o i cambiamenti di destinazione previsti e l'impianto di trasporto in condotta.
2 Nel corso del primo anno d'esercizio è necessario effettuare una misurazione di riferimento (taratura).
1 Per le riparazioni e le modifiche dell'impianto di trasporto in condotta valgono le stesse esigenze tecniche e di procedimento applicate alla costruzione dell'impianto.
2 Le riparazioni non devono ridurre il grado di sicurezza dell'impianto.
Gli impianti di trasporto in condotta che non sono stati costruiti o gestiti, o lo sono stati solo in parte, secondo le prescrizioni vigenti per gli impianti con pressione d'esercizio superiore a 0,5 MPa (5 bar) non possono essere gestiti con una pressione superiore a 0,5 MPa (5 bar).
Art. 50 Controllo della sicurezza dell'esercizio e dello stato dell'impianto
1 L'esercente controlla a scadenze regolari la sicurezza dell'esercizio e lo stato della condotta, degli impianti accessori, dell'impianto di protezione catodica contro la corrosione e dei dispositivi di sorveglianza, di teletrasmissione e di comando a distanza.
2 Nelle zone esposte a frane e cedimenti è necessario procedere regolarmente a misurazioni per individuare eventuali spostamenti. I risultati devono essere comunicati all'IFO.
3 Le componenti meccaniche ed elettriche degli impianti accessori devono essere sottoposte a controlli periodici. L'estensione dei controlli e la loro frequenza devono essere definite nel regolamento d'esercizio.
1 Gli oleodotti devono essere sottoposti annualmente, per ordine dell'IFO e sotto la sua direzione, a una prova di tenuta eseguita con il liquido trasportato. Il metodo di controllo e la pressione di prova sono definiti d'intesa con l'IFO.
2 Con il consenso dell'IFO, la prova di tenuta può essere sostituita con altre misure atte a garantire un controllo equivalente della tenuta.
1 La revisione delle cisterne degli oleodotti deve essere eseguita secondo le prescrizioni applicabili in materia. Il rapporto di revisione deve essere sottoposto all'IFO.
2 I recipienti a pressione degli impianti di trasporto in condotta devono essere sottoposti a un esame interno almeno ogni 8 anni. L'IFO può prolungare questo termine fino a 12 anni.
1 L'esercizio, la manutenzione e il controllo dell'impianto di protezione catodica devono essere effettuati conformemente alla direttiva C1 della Società svizzera per la protezione contro la corrosione.
2 I controlli devono essere eseguiti d'intesa con l'IFO.
L'esercente deve adottare tutte le misure per ridurre al minimo gli effetti sulle persone e sull'ambiente in caso di incidenti e sinistri.
1 L'esercente deve approntare una squadra d'intervento formata e attrezzata per ridurre al minimo i danni.
2 La squadra d'intervento deve essere pronta a entrare in azione in ogni momento e deve poter comunicare con un centro di coordinamento.
3 Il centro di coordinamento deve essere presidiato in permanenza. Deve inoltre essere organizzato e attrezzato in modo da poter garantire la sorveglianza dell'impianto di trasporto in condotta e dare l'allarme alla squadra d'intervento in ogni momento.
1 Nel regolamento d'esercizio l'esercente elenca il materiale che deve sempre essere disponibile per contenere i danni e per le riparazioni.
È necessario stabilire una collaborazione efficace con i competenti servizi d'intervento (vigili del fuoco, organi di lotta contro l'inquinamento da idrocarburi, polizia). I piani d'intervento sono sottoposti a verifiche periodiche.
1 L'esercente di un impianto di trasporto in condotta effettua annualmente almeno un esercizio d'intervento.
1 In caso di fuoriuscita di sostanze liquide o gassose il servizio d'allarme cantonale e l'IFO devono essere informati immediatamente.
2 In caso di danneggiamento o di grave pericolo dell'impianto di trasporto in condotta l'IFO dev'essere informato immediatamente.
3 L'IFO informa l'UFE.
1 Secondo l'articolo 45 LITC è punito:
2 La legge federale del 22 marzo 19741 sul diritto penale amministrativo (DPA) è applicabile. Il perseguimento e il giudizio delle infrazioni competono all'UFE.
L'ordinanza del 20 aprile 19831 sulle prescrizioni di sicurezza degli impianti di trasporto in condotta è abrogata.
L'appendice 19 dell'ordinanza del 30 marzo 19941 sulle linee elettriche (OLEI) è sostituita dalla versione qui annessa.
1 RS 734.31. La modifica è inserita nell'O menzionata.
1 I piani non ancora realizzati ma approvati e le autorizzazioni già accordate al momento dell'entrata in vigore della presente ordinanza restano in vigore.
2 Per gli ampliamenti, le trasformazioni e le riparazioni più importanti di impianti esistenti si applicano le prescrizioni della presente ordinanza, nella misura in cui questo sia possibile senza modifiche essenziali delle parti dell'impianto non interessate dai lavori.
3 Le prescrizioni della presente ordinanza in materia d'esercizio, manutenzione e controllo sono applicabili a tutti gli impianti esistenti.
4 Per le condotte esistenti, le iscrizioni nel registro fondiario secondo l'articolo 41 devono essere effettuate a posteriori entro 5 anni dall'entrata in vigore della presente ordinanza.
Se la linea in cavo dispone di una seconda isolazione, la distanza può essere ridotta a 0,5 m di spessore di terra. È fatto salvo l'articolo 11 OSITC.
du 4 avril 2007 (Etat le 1er juillet 2008)
vu l'art. 52, al. 2, ch. 2, de la loi du 4 octobre 1963 sur les installations de transport par conduites (LITC)1,
1 La présente ordonnance s'applique à l'élaboration des projets touchant les installations de transport par conduites soumises à la LITC ainsi qu'à la construction, à l'exploitation et à l'entretien de celles-ci.
2 Pour les gazoducs dont la pression de service maximale ne dépasse pas 0,5 MPa (5 bar), seuls les art. 2 et 3, al. 1 et 2, let. b à e s'appliquent.
3 Pour les conduites servant au transport de substances qui existent aussi bien sous forme liquide que gazeuse, la catégorie est fixée par l'autorité de surveillance technique.
4 Les installations annexes sont les installations et les bâtiments servant à l'exploitation d'une installation de transport par conduites. Elles sont fixées par l'autorité de surveillance technique.
6 Les distances données désignent la plus courte distance entre le bord extérieur d'un objet et le côté extérieur de la conduite (espace libre).
7 On entend par sécurité la protection des conduites contre les dommages intérieurs et extérieurs, pour autant qu'elle ne soit pas définie autrement dans un contexte particulier.
la directive de l'Inspection fédérale des pipelines (IFP) pour la planification, la construction et l'exploitation d'installations de transport par conduites dont la pression est supérieure à 5 bar;
la directive C1 de la Société suisse de protection contre la corrosion (SGK) pour la conception, l'exécution et l'exploitation de la protection cathodique d'installations de transport par conduites;
les directives techniques de l'Inspection fédérale des installations à courant fort concernant les mesures de protection à prendre contre les effets dangereux du courant électrique pour les installations de transport par conduites;
les directives de la Société Suisse de l'Industrie du Gaz et des Eaux, en particulier les directives:
Art. 4 Prise en compte d'autres intérêts
Lors de l'approbation des plans (art. 2 LITC), les autres intérêts protégés par la loi sont pris en compte, notamment ceux qui ont trait à l'aménagement du territoire et à la protection de l'environnement.
1 L'autorité de surveillance est l'Office fédéral de l'énergie (OFEN).
2 La surveillance technique incombe à l'IFP).
1 L'autorité de surveillance peut ordonner des mesures complémentaires dépassant le cadre des prescriptions de la présente ordonnance afin de protéger des personnes et des biens.
Art. 7 Règlement d'exploitation
L'exploitant d'une installation de transport par conduites (exploitant) est tenu de régler les modalités nécessaires à la sécurité de la conduite et de son exploitation dans un règlement d'exploitation conformément à l'art. 22 de l'ordonnance du 2 février 2000 sur les installations de transport par conduites1.
2 Les conduites et les infrastructures existantes ou planifiées font l'objet d'un relevé de leurs exploitants et des autorités compétentes et sont prises en compte dans l'élaboration du projet.
3 Les croisements avec d'autres conduites ou infrastructures sont si possible à angle droit.
1 Les distances nécessaires pour garantir la sécurité de la construction et de l'exploitation de l'installation de transport par conduites ainsi que la protection des autres ouvrages doivent être respectées entre l'installation de transport par conduites et d'autres ouvrages.
2 Une distance d'au moins 2 m doit être respectée entre l'installation de transport par conduites, d'une part, et les fondations ou arbres de haute futaie, d'autre part.
Art. 11 Distances de sécurité par rapport à d'autres conduites
1 En cas de tracé parallèle à des conduites enterrées à une distance de 10 m au plus, la distance de sécurité est fixée en accord avec l'IFP, en fonction du type et du diamètre des conduites, du programme et du procédé de construction.
2 En cas de croisement avec d'autres conduites, la distance verticale doit être d'au moins 30 cm. L'installation de transport par la conduite doit passer en dessous des autres conduites.
2 Pour les gazoducs dont la pression de service ne dépasse pas 2,5 MPa (25 bar), la distance de sécurité doit être d'au moins 5 m par rapport aux bâtiments occupés par des personnes.
En cas de tracé parallèle à des autoroutes, à des semi-autoroutes et à des routes principales, une distance d'au moins 5 m doit séparer la conduite du revêtement en dur; si le tracé est parallèle à d'autres routes, la distance doit être d'au moins 2 m à partir du bord du revêtement en dur.
1 En cas de tracé parallèle à des voies de chemin de fer, une distance de sécurité d'au moins 10 m doit séparer la conduite du rail le plus proche. Par ailleurs, la distance doit être d'au moins 2 m à partir du pied d'un remblai ou du bord d'une tranchée.
2 En cas de croisement, une distance verticale d'au moins 2 m doit séparer la conduite ou la gaine de l'arête supérieure de la traverse.
Art. 15 Distances par rapport à des cours d'eau
Les installations de transport par conduites parallèles à des cours d'eau ne doivent pas toucher l'espace minimal nécessaire à la protection contre les crues et à la préservation des fonctions écologiques prévu à l'art. 21 de l'ordonnance du 2 novembre 1994 sur l'aménagement des cours d'eau1.
1 Les installations annexes transportant des combustibles ou des carburants liquides ou gazeux doivent être entourées d'un périmètre de protection libre de tout obstacle.
2 Les exploitants ou les services d'intervention et de secours doivent pouvoir interdire facilement l'accès aux périmètres de protection.
3 Les périmètres de protection sont d'au moins:
50 m (rayon) autour des stations de pompage et de compression, dont les équipements techniques se trouvent dans des locaux dont le volume dépasse 50 m3 et qui sont désignés comme secteurs exposés au risque d'explosion;
30 m (rayon) autour d'autres installations annexes et à proximité des entrées et fenêtres des galeries de conduites accessibles.
4 Les distances de sécurité prescrites pour les conduites s'appliquent également aux installations annexes conçues pour une quantité horaire ne dépassant pas 2000 mètres cubes normaux et dont les équipements techniques se trouvent dans des locaux de moins de 50 m3 comportant des secteurs avec risque d'explosion, ainsi qu'aux vannes de sectionnement isolées.
1 Les matériaux pour éléments de conduites (tubes, raccords, robinetteries, etc.) doivent garantir la solidité, la résistance à l'usure, à la corrosion et au feu, ainsi que la capacité d'alliage nécessaires à l'utilisation prévue. Ils ne doivent pas présenter de tendance à la rupture fragile.
2 Les éléments de l'installation doivent être faits en aciers standardisés à cet effet. Le recours à d'autres matériaux, tels que les plastiques ou des aciers non standardisés, n'est admis que s'il est prouvé qu'ils conviennent à cet usage.
3 Le choix du matériau, de ses caractéristiques chimiques et mécaniques admissibles ainsi que du procédé de fabrication des éléments de conduites à partir de matériau est arrêté avec l'IFP.
1 L'épaisseur des éléments de conduites est calculée en tenant compte des forces intérieures et extérieures.
4 Les dimensions de la conduite et des installations annexes sont calculées en accord avec l'IFP.
Art. 19 Contrôle à l'usine
1 L'adéquation des éléments de conduites et du revêtement extérieur aux exigences posées est contrôlée à l'usine.
2 La nature des contrôles à l'usine, leur ampleur et la méthode appliquée sont déterminées en accord avec l'IFP.
3 Les certificats attestant que les contrôles ont eu lieu et mentionnant les résultats de ceux-ci sont remis à l'IFP.
2 Les conduites enterrées sont protégées contre la corrosion provenant de l'extérieur par un revêtement électriquement isolant, durablement adhérent, et par un dispositif de protection cathodique.
4 Les matériaux et équipements anticorrosion, ainsi que leur mode d'application sont déterminés avec l'IFP. La preuve doit être apportée:
que les matériaux et les équipements ainsi que leur mode d'application sont propres à atteindre l'objectif fixé;
que les matériaux et les équipements sont respectueux de l'environnement.
2 Les emplacements des anodes sont choisis en respectant les distances de sécurité par rapport aux dispositifs de mise à la terre des installations à courant fort. Ils sont choisis de façon à ne pas influer de manière inadmissible sur d'autres conduites enterrées.
Les installations annexes, isolées et non reliées électriquement à la conduite, sont mises à la terre séparément et munies d'une protection contre la foudre.
2 Dans les régions où il y a danger d'affaissement ou de glissement de terrain, la conduite doit être protégée par une construction appropriée.
3 Les installations annexes et les conduites à l'air libre doivent être protégées notamment contre les dommages dus à des collisions de véhicules ou à des chutes d'arbres.
Les conduites à l'air libre doivent être protégées de manière adéquate contre les déformations et les contraintes inadmissibles.
Art. 27 Protection contre l'incendie et les explosions
1 Les bâtiments destinés à abriter des installations annexes sont construits avec des matériaux incombustibles. Ils doivent être suffisamment aérés et équipés de dispositifs de lutte contre l'incendie. En outre, la dépressurisation doit être assurée.
4 Dans les secteurs exposés au risque d'explosion (installations annexes), les sources d'inflammation doivent être évitées ou des mesures permettant d'exclure une inflammation doivent être prises. Les équipements électriques doivent être antidéflagrants et les appareils électriques doivent appartenir à une catégorie autorisée pour leur secteur d'utilisation. Ces secteurs sont déterminés avec l'IFP.
Les installations annexes à l'air libre doivent être protégées de toute intrusion et de toute atteinte par des personnes non autorisées. Elles doivent être clôturées et munies de panneaux d'avertissement.
L'autorité de surveillance peut exiger que des mesures supplémentaires soient prises afin d'empêcher que le produit transporté se répande.
Art. 30 Bassins de rétention pour les installations annexes d'oléoducs
1 Les installations annexes d'oléoducs, y compris les vannes et les gares de racleurs, doivent être placées dans des bassins de rétention correctement dimensionnés, étanches, stables et résistant à l'huile ainsi qu'aux intempéries.
2 Tout bassin non couvert doit être muni d'un dispositif non automatique d'évacuation de l'eau par débordement.
3 Les bassins de rétention doivent être purgés conformément aux prescriptions régissant le déversement d'eaux usées dans les eaux.
Art. 31 Jonction avec d'autres installations
S'il y a croisement ou jonction avec des installations telles que des voies de chemin de fer, des routes, d'autres conduites, des égouts et d'autres canalisations, des câbles ou des lignes aériennes, des mesures de protection nécessaires à l'installation de transport par conduites ou aux autres installations doivent être prises.
à une distance de 10 à 100 m avant et après les installations annexes servant à augmenter ou à réduire la pression et à mesurer l'écoulement de gaz;
3 Les dispositifs d'entraînement des vannes doivent être aisément accessibles en tout temps et manoeuvrables à ciel ouvert. Les vannes importantes pour la sécurité doivent être motorisées.
4 Afin de protéger les nappes phréatiques exploitables, les oléoducs doivent être munis de vannes supplémentaires, si la topographie l'exige.
Art. 34 Equipements de surveillance
1 Les installations annexes comprenant des équipements techniques importants pour l'exploitation, tels que les compresseurs, les pompes et les régulateurs de pression, doivent être équipées d'appareils enregistreurs et d'installations d'alarme et de commande.
2 Si l'exploitation le permet, les équipements de surveillance doivent être automatisés de telle sorte qu'en cas de variation anormale de la pression, de pertes liées au transport ou de toute autre perturbation, l'exploitant soit alerté et la sécurité de l'installation garantie.
Les valeurs de mesures et les signaux d'alarme d'une installation non desservie doivent être communiqués à un poste de commande desservi par un système de télétransmission.
Art. 36 Equipement de télécommande
1 Les principaux équipements techniques d'installations annexes non desservies, tels que les compresseurs, les pompes ou les vannes motorisées doivent pouvoir être télécommandés.
Art. 37 Sécurité d'exploitation
1 Les équipements de sécurité, de surveillance, de télétransmission et de télécommande et les équipements techniques qui y sont raccordés doivent fonctionner sans défaillances même en cas de panne affectant l'alimentation extérieure en énergie.
2 Ils sont conçus de telle sorte qu'ils surveillent automatiquement leur fonctionnement et transmettent les données pertinentes au poste de commande.
3 Ils sont protégés des influences perturbatrices extérieures de telle sorte que la sécurité d'exploitation et la commande des installations ne soient pas entravées.
4 Des mesures adéquates doivent être prises pour empêcher l'affouillement de la tranchée par les eaux dans les sections en pente.
1 La conduite doit être enterrée. Le recouvrement doit être d'au moins un mètre mais de quatre mètres au plus à partir de la génératrice supérieure du tube; il doit être adapté aux conditions locales. S'agissant des cours d'eau, la distance se calcule de la génératrice supérieure du tube au fond du cours d'eau.
4 Les procédés de construction sont fixés avec l'IFP.
2 L'exploitation des terrains est prise en considération pour déterminer l'emplacement des balises.
3 Aux endroits à risque, tels que les croisements avec des autoroutes, des routes principales, des voies de chemin de fer et des cours d'eau, la conduite doit être balisée avec précision.
1 Nouvelle teneur selon le ch. 5 de l'annexe à l'O du 21 mai 2008, en vigueur depuis le 1er juil. 2008 (RO 2008 2745).
1 Les procédés de construction et les méthodes de contrôle sont fixés avec l'IFP.
2 Les soudeurs ne peuvent intervenir que s'ils ont l'autorisation de l'IFP.
3 Un carnet des constructions de conduites doit être tenu. Son contenu est fixé avec l'IFP.
1 L'installation de transport par conduites doit pouvoir être exploitée sans risques.
2 L'exploitant veille à ce que les distances de sécurité par rapport aux constructions de tiers soient respectées, même si un secteur où se trouve la conduite devait être classé par la suite en zone à bâtir.
3 Il s'informe régulièrement auprès des autorités locales des plans directeurs et des plans d'affectation applicables, des modifications prévues desdits plans et des projets de construction pouvant compromettre l'état ou l'exploitation des installations de transport par conduites.
4 Il informe les autorités locales et l'autorité de surveillance des incompatibilités possibles entre les nouveaux plans directeurs ou les projets de changement d'affectation de zone et les installations de transport par conduites.
1 Les conduites doivent être contrôlées à intervalles réguliers au moyen d'un racleur intelligent.
2 Au cours de la première année d'exploitation, une mesure de référence doit être effectuée.
1 Les réparations et les modifications de l'installation de transport par conduites doivent satisfaire aux mêmes exigences que sa construction sur le plan de la technique et de des procédés appliqués.
Art. 48 Arrêt de l'exploitation
1 Les tronçons mis hors service sont enlevés ou traités de manière à ne présenter aucun danger pour la vie ou la santé des personnes, les biens de grande valeur ou d'autres droits importants.
2 Si, après l'arrêt de l'exploitation, les conduites font toujours l'objet d'une protection cathodique, celle-ci ne doit pas entraver la protection anticorrosion des conduites encore exploitées.
Les installations de transport par conduites dont la construction ou l'exploitation ne respecte pas en tout ou partie les dispositions concernant les installations dont la pression de service dépasse 0,5 MPa (5 bar) ne peuvent pas être exploitées à une pression excédant 0,5 MPa (5 bar).
Art. 50 Contrôle de la sécurité d'exploitation et de l'état des conduites
1 L'exploitant contrôle à intervalles réguliers la sécurité d'exploitation et l'état des conduites, des installations annexes, de la protection cathodique anticorrosion et des équipements de surveillance, de télétransmission et de télécommande.
2 Dans les zones comportant un risque d'affaissement ou de glissement de terrain, la stabilité du terrain doit être contrôlée régulièrement par des mesures. Les résultats de ces contrôles sont communiqués à l'IFP.
3 Les éléments mécaniques et électriques des installations annexes sont soumis à des contrôles réguliers. L'ampleur et la fréquence des contrôles sont fixées dans le règlement d'exploitation.
1 Sur ordre de l'IFP et sous sa responsabilité, les oléoducs sont soumis une fois par an à un essai d'étanchéité avec le liquide transporté. Le mode de contrôle et la pression d'essai sont fixés avec l'IFP.
2 Avec l'accord de l'IFP, l'essai d'étanchéité peut être remplacé par d'autres mesures assurant un contrôle équivalent de l'étanchéité.
1 Les citernes d'oléoducs sont révisées conformément aux prescriptions en la matière. Le rapport de révision est remis à l'IFP.
2 Les réservoirs sous pression des installations de transport par conduites sont soumis à un contrôle intérieur tous les huit ans au moins. L'IFP peut prolonger le délai jusqu'à douze ans.
1 L'installation de protection cathodique est exploitée, entretenue et contrôlée conformément à la directive C1 de la SGK.
2 Les contrôles sont effectués en accord avec l'IFP.
L'exploitant prend les mesures propres à réduire les incidences sur les personnes et l'environnement en cas d'accidents ou d'avaries.
Art. 56 Equipes d'intervention
1 L'exploitant doit mettre sur pied une équipe d'intervention formée et équipée pour limiter les dommages.
2 L'équipe d'intervention est prête à intervenir à tout moment; elle est reliée en permanence à un poste central de commande.
3 Le poste de commande est occupé en permanence. Il est organisé et équipé de telle sorte que la surveillance de l'installation de transport par conduites soit assurée et que l'équipe d'intervention puisse être alertée en tout temps.
1 L'exploitant fixe dans le règlement d'exploitation le matériel qui doit être disponible en tout temps pour la limitation des dommages et les réparations.
2 Les conventions avec des tiers et la participation à des dépôts communs sont autorisées pour autant qu'elles assurent la même sécurité et la même efficacité en cas d'alerte que les dépôts appartenant à l'exploitant.
Art. 58 Plans d'intervention
Une collaboration efficace doit être assurée avec les services d'intervention (services de défense contre l'incendie et les hydrocarbures, police). Les plans d'intervention sont vérifiés à intervalles réguliers.
Art. 59 Exercices d'alarme
1 L'exploitant procède au moins une fois par an à un exercice d'intervention.
2 Les exercices d'intervention sont conçus de manière à familiariser les équipes d'alarme avec toutes les avaries possibles.
Art. 60 Information en cas d'avaries
1 Le service cantonal d'alerte et l'IFP doivent être immédiatement avertis en cas de fuites de substances liquides ou gazeuses.
2 L'IFP doit être immédiatement avertie en cas d'avaries ou de danger imminent pour l'installation de transport par conduites.
3 Il informe l'OFEN.
1 En vertu de l'art. 45 LITC, est puni:
2 La loi fédérale du 22 mars 1974 sur le droit pénal administratif1 est applicable. L'OFEN est l'autorité chargée de poursuivre et de juger les infractions.
L'ordonnance du 20 avril 1983 concernant les prescriptions de sécurité pour les installations de transport par conduites1 est abrogée.
L'annexe 19 de l'ordonnance du 30 mars 1994 sur les lignes électriques1 est remplacée par la version ci-jointe.
1 RS 734.31. La mod. peut être consultée au RO 2007 1823.
1 Les plans approuvés mais non exécutés lors de l'entrée en vigueur de la présente ordonnance et les autorisations accordées restent valables.
2 En cas d'agrandissement, de transformations ou de réparations importantes d'une installation, les prescriptions de la présente ordonnance s'appliquent si elles ne nécessitent pas de modifications importantes des autres parties de l'installation.
3 Les prescriptions de la présente ordonnance relatives à l'exploitation, à l'entretien et au contrôle s'appliquent à toutes les installations existantes.
4 Les conduites existantes doivent être inscrites au registre foncier en vertu de l'art. 41 dans un délai de cinq ans à partir de l'entrée en vigueur de la présente ordonnance.
Lorsque la ligne en câbles est dotée d'une isolation supplémentaire, la distance peut être réduite à 0,5 m de couche de terre. L'art. 11 OSITC est réservé.

References: Art. 7

Art. 12

Art. 15

Art. 16

Art. 22

Art. 30

Art. 37

Art. 41

Art. 50

Art. 56

Art. 58

Art. 59

Art. 50
 art. 2

Art. 4

Art. 7

Art. 11

Art. 15

Art. 19

Art. 27

Art. 30

Art. 31

Art. 34

Art. 36

Art. 37

Art. 48

Art. 50

Art. 56

Art. 58

Art. 59

Art. 60