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Timestamp: 2019-01-23 23:34:44+00:00

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PROCEDURE OPERATIVE PER LA GESTIONE INTEGRATA TERRITORIALE DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI USCITA DALLA VIOLENZA - PDF
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1 PROCEDURE OPERATIVE PER LA GESTIONE INTEGRATA TERRITORIALE DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI USCITA DALLA VIOLENZA PREMESSO che il Servizio Associato Pari Opportunità dell Unione dei Comuni Valdichiana Senese sulla base delle indicazioni fornite dalla Regione Toscana, dall Amministrazione provinciale di Siena e sulla base dei risultati delle indagini ISTAT sulle violenze contro le donne, il maltrattamento in famiglia e le molestie sessuali, ha istituito e coordina il Tavolo interistituzionale contro la violenza di genere il Servizio Associato Pari Opportunità ha sottoscritto il Protocollo di Intesa (ottobre 2008) per le attività del Tavolo e che con il proprio coordinamento è stata creata la rete interistituzionale locale, che lavora congiuntamente per contrastare la violenza nei confronti delle donne; si ritiene opportuno lo sviluppo di iniziative pubbliche e private per contrastare a tutti i livelli il fenomeno della violenza; CONSIDERATO che la Rete è costituita dai soggetti di seguito indicati: 1. Servizio Associato Centro Pari Opportunità Unione dei Comuni Valdichiana Senese - Ente coordinatore (Comuni di: Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena, Trequanda); 2. Centro Antiviolenza Associazione Amica donna; 3. Società della Salute; 4. Az. USL 7 Zona Valdichiana - U. F. Pronto soccorso - Segretariato sociale - U. F. Consultoriale - SerT (solo in situazioni specifiche) 5. Forze dell ordine; - Comando Compagnia Carabinieri Montepulciano - Polizia di Stato - Polizia Municipale I rappresentanti dei vari nodi della rete sopra indicati hanno espresso, in base alle specifiche professionalità e competenze, la volontà di impegnarsi per l attivazione di un proficuo lavoro di rete territoriale integrata :
2 per il raggiungimento delle finalità di cui all art. 2 e all art. 4 del Protocollo d Intesa, sono stati individuati i soggetti referenti della Rete. I soggetti firmatari hanno già indicato e formato apposito personale negli incontri seminariali proposti ed organizzati dalla Provincia di Siena incaricandolo anche a partecipare ai tavoli operativi già attivati o a quelli che in futuro saranno costituiti; I soggetti firmatari si impegnano a partecipare e far partecipare il proprio personale alla formazione continua promossa a livello locale, provinciale e regionale. VISTE le competenze di legge attribuite ai vari soggetti della rete sulla base delle quali ogni soggetto agirà all interno della rete stessa; SI CONVIENE QUANTO SEGUE: Art. 1 Finalità Condivisione di modalità operative per l attivazione e la gestione integrata di percorsi di accoglienza e di uscita dalla violenza rivolti alle donne maltrattate della zona Valdichiana Senese. Art. 2 Destinatarie Donne vittime di violenza residenti nel territorio della Valdichiana Senese o temporaneamente dimoranti. Art. 3- Impegni e nodi di rete Il Servizio Associato Pari Opportunità dell Unione dei Comuni Valdichiana Senese si impegna a garantire il coordinamento della Rete; L ASL 7 di Siena Zona Valdichiana si impegna a garantire la collaborazione dell intera Azienda, intesa quale partecipazione degli operatori come successivamente specificato: Il Consultorio, i Servizi Sociali e il Sert si impegnano a garantire come risorse umane tutto il personale presente nelle proprie strutture; il Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti della Valdichiana si impegna a garantire come risorse umane il proprio personale medico, infermieristico e di supporto nonché gli specialisti, ove si rendesse necessario un loro coinvolgimento, con garanzia di interventi tempestivi ed appropriati, sulle donne vittime di violenza; Il Commissariato P.S. di Chiusi Chianciano Terme si impegna a garantire come risorse umane il proprio personale appositamente formato per l accoglienza della donna e la raccolta della denuncia in ambienti idonei e nella massima riservatezza; I Carabinieri - Comando Compagnia Montepulciano si impegnano a garantire come risorse umane il proprio personale appositamente formato per l accoglienza della donna e la raccolta della denuncia in ambienti idonei e nella massima riservatezza; Il Centro Antiviolenza - Associazione Amica donna, si impegna a garantire l accoglienza delle donne vittime di violenza con l erogazione di servizi di informazioni telefoniche, colloqui di accoglienza, consulenza di tipo legale e psicologica, interventi di accompagnamento e orientamento all utilizzo delle risorse e i servizi presenti sul territorio, azioni di sensibilizzazione, intervento in caso di utilizzo della donna di uno dei punti di emergenza h24 attivati sul territorio.
3 I Comuni della Zona Valdichiana Senese si impegnano a garantire come risorse umane il personale qualificato e funzionalmente competente che abbia notizia di situazioni di violenza contro le donne, con particolare riferimento ai servizi di Polizia Municipale. La Polizia Municipale, in caso di necessità di allontanamento della donna, sentito il servizio sociale e il Centro antiviolenza garantiscono l accompagnamento della donna presso punti di protezione h 24. In particolare la Polizia Municipale di Chianciano Terme, si impegna a garantire, nell'ambito dei propri compiti istituzionali, il trasferimento della donna vittima di violenza dal Pronto Soccorso alla struttura convenzionata nei seguenti orari giornalieri dalle 9.00 alle chiamando il Comandante del Corpo o un suo delegato/a. Art. 4 - Modalità operative per la gestione del percorso di rete Il percorso integrato è stato schematizzato in due fasi, appare evidente che trattandosi di situazioni complesse spesso il primo intervento risulterà così strettamente legato al post emergenza da non trovare questa netta differenza. Le modalità operative e i tempi d intervento sono da ritenersi comunque sempre indicativi in quanto i percorsi di aiuto vanno sempre riferiti alla tipologia di violenza o di maltrattamento di cui è vittima la donna e della relativa personalizzazione dei progetti di aiuto. I Fase: Primo intervento Questa fase si avvia con una PRIMA ACCOGLIENZA della donna che richiede aiuto a uno qualsiasi dei nodi della rete territoriale. In ogni caso è fatto obbligo, per ogni operatore coinvolto, di attivarsi in azioni di orientamento e accompagnamento della donna che si trova in questa fase in una situazione di confusione e spesso di pericolo non sempre riconosciuto e riconoscibile. Accompagnare la donna nell entrata in un percorso di aiuto, secondo le proprie risorse e competenze, significa informarla dell esistenza di una rete di servizi ed opportunità territoriali attivabili nel percorso di uscita dalla violenza. L azione di accompagnamento può prevedere un intervento diretto immediato, la collaborazione, l invio o l accompagnamento ad altro nodo/risorsa/servizio della rete. Oltre all accompagnamento, i soggetti della rete sono tenuti, sulla base delle specifiche funzioni e competenze alla attivazione di percorsi di primo intervento ed alla definizione del successivo progetto di intervento. Tutti i soggetti aderenti alla Rete si impegnano inoltre a formulare, attraverso il Tavolo interistituzionale contro la violenza alle donne ulteriori approfondimenti, regolamenti, accordi, atti a rispondere più efficacemente alle problematiche esposte nelle premesse. ASPETTI OPERATIVI Nel momento in cui uno dei soggetti aderenti alla Rete interistituzionale riceve la notizia di un episodio di violenza contro una donna, al fine di predisporre tutte le azioni di assistenza e di sostegno, attiverà i contatti con i diversi soggetti del territorio secondo le modalità relative alle seguenti ipotesi: Richiesta d aiuto a uno dei nodi della Rete. 1) Se la notizia perviene sotto forma di denuncia alle Forze dell Ordine, l Ufficio ricevente provvederà a raccogliere la stessa (obbligo giuridico di trasmettere all Autorità Giudiziaria la notizia di reato) assicurando la massima riservatezza nella considerazione della particolare situazione di fragilità psicologica in cui versa la vittima. A tale fine la denunciante sarà ascoltata in un ambiente consono ed isolato da parte di
4 personale appositamente sensibilizzato e opportunamente formato. Inoltre l Ufficio provvederà a dare comunicazione alla Procura della Repubblica competente per territorio e a dare informazione alla donna circa l esistenza della Rete assistenziale alla quale può rivolgersi per sostegno ed aiuto (obbligatorio per lo Stalking). Verranno attivati i contatti con i referenti del Centro Antiviolenza per le azioni di accoglienza, consulenza legale e psicologica. Se ritenuto opportuno o comunque se in presenza di minori, verranno attivati i contatti con il Segretariato Sociale, o direttamente con il Tribunale dei Minori di Firenze. Se la donna decide di non denunciare, e non sussiste l obbligo di procedere d Ufficio, l Ufficio ricevente darà le dovute informazioni sui servizi di tutta la Rete assistenziale a cui la donna si può rivolgere per trovare aiuto. 2) Se la donna che ha subito violenza accede al Pronto soccorso verrà accolta e assistita secondo le procedure specifiche del servizio. Il personale di servizio procede nella compilazione del Referto da inviare all'autorità Giudiziaria e nel contempo provvederà a dare informazione di tutta la Rete assistenziale a cui la donna si può rivolgere per trovare aiuto. Inoltre verranno attivati direttamente i contatti con i referenti del Centro Antiviolenza per le azioni di accoglienza, consulenza legale e psicologica. Se ritenuto opportuno o se in presenza di minori verranno attivati i contatti con il/la referente dei servizi sociali. 3) Se la donna che ha subito violenza si rivolge al Consultorio, il servizio ricevente si attiverà per effettuare una prima valutazione della situazione della donna che ha richiesto aiuto e provvederà ad avviare un piano di primo intervento, se necessario anche in collaborazione con il Segretariato sociale. L attivazione del Piano comporterà il coinvolgimento di tutti i servizi della rete territoriale necessari per l avvio di un percorso di uscita dalla violenza. Nel contempo l operatore/trice ricevente provvederà a dare informazione di tutta la Rete assistenziale a cui la donna si può rivolgere per trovare aiuto. In ogni caso, sempre nel rispetto della volontà della donna, verranno attivati i contatti con i referenti del Centro Antiviolenza per le azioni di accoglienza, consulenza legale e psicologica. Se ritenuto opportuno o in presenza di minori verranno attivati i contatti con il Segretariato sociale, o eventualmente con la Procura del Tribunale dei minori di Firenze. 4) Se la donna che ha subito violenza accede ai Servizi sociali, verrà in primis ascoltata ed assistita. Il servizio si attiverà per effettuare una prima valutazione della situazione della donna che ha richiesto aiuto, una prima valutazione del bisogno, del rischio, della pericolosità e provvederà ad avviare un piano di primo intervento, se necessario anche in collaborazione con il Comune di competenza. L attivazione del Piano comporterà il coinvolgimento di tutti i servizi della rete territoriale necessari per l avvio di un percorso di uscita dalla violenza. Nel contempo il personale del servizio ricevente provvederà a dare informazione di tutta la Rete assistenziale a cui la donna si può rivolgere per trovare aiuto. Verranno attivati i contatti con i referenti del Centro Antiviolenza per le azioni di accoglienza, consulenza legale e psicologica. Se il servizio ricevente lo riterrà opportuno accompagnerà la donna alle strutture sanitarie competenti (pronto soccorso), provvederà alla procedura di denuncia secondo quanto previsto dalla legge e nel rispetto della volontà della donna (forze dell'ordine). Il Servizio Sociale collaborerà con il Comune competente e provvederà ad attivare un piano di intervento in cui potrebbero essere richieste ulteriori risorse a copertura della residenzialità, secondo le disponibilità di bilancio. L attivazione del piano comporterà il coinvolgimento eventuale anche di altri servizi della rete territoriale necessari per l avvio di un percorso
5 di uscita dalla violenza quali per esempio il Centro antiviolenza locale al fine di individuare le soluzioni residenziali di urgenza attivabili presenti sul territorio locale, provinciale, regionale e nazionale. 5) Se la notizia perviene al Centro antiviolenza Associazione Amica donna sarà cura delle operatrici di accoglienza valutare ed avviare un percorso adeguato e completo rispetto alle richieste della donna (varie ipotesi: chiamata diretta o indiretta). Durante il primo contatto (telefonico o individuale) la donna verrà accolta e ascoltata. Le operatrici si attiveranno per effettuare una prima valutazione della situazione della donna che ha richiesto aiuto, la valutazione del bisogno, del rischio, della pericolosità. In seguito le operatrici provvederanno ad avviare in accordo con la donna, un percorso di uscita dalla violenza, in cui verranno fissati obiettivi di breve e medio periodo. Nel contempo le operatrici di accoglienza provvederanno a dare informazione di tutta la Rete assistenziale a cui la donna si può rivolgere per trovare aiuto (servizi socio sanitari, forze dell ordine, servizio associato Centro pari opportunità). Durante il percorso, se necessario, verranno attivate delle azioni di consulenza legale o psicologica a supporto del percorso individuale. L attivazione del piano di primo intervento, in base ai bisogni della donna, comporterà il coinvolgimento dei servizi della rete territoriale. Verranno attivati i contatti con gli altri soggetti competenti ed, in particolare, i referenti dei servizi sociali, sanitari e delle Forze dell Ordine. Richiesta d aiuto a uno dei nodi della Rete in situazione di pericolo Messa a protezione nelle ore 6) Se la donna si rivolge al Centro antiviolenza trovandosi in una situazione di pericolo e dichiara di aver bisogno di aiuto immediato o l'operatrice di accoglienza rileva la necessità di intervento immediato visto il grado di pericolosità, verrà attivato dall operatrice stessa un piano d intervento in cui verranno individuate le risorse immediatamente disponibili. L'attivazione del piano di intervento immediato comporterà il coinvolgimento di tutti i servizi della rete territoriale. Verranno attivati i contatti con gli altri soggetti competenti ed, in particolare, i referenti dei servizi sociali e sanitari e delle Forze dell Ordine, al fine di avviare la procedura di messa in sicurezza della donna per l'inserimento presso le strutture residenziali presenti nel territorio della Valdichiana, nel territorio provinciale, regionale e nazionale (sistemazione della stessa presso una casa-rifugio a indirizzo segreto) e/o le strutture alberghiere, in considerazione dei costi più convenienti. Se la donna con minori o la gestante in situazione di grave difficoltà si rivolge per le cure mediche al Pronto Soccorso o alle Forze dell ordine, e si parla di situazione di pericolo che copre le prime ore e, prioritariamente residenti nei Comuni della Zona Val di Chiana, individuati dal Servizio Sociale competente, verrà messa in sicurezza attivando la convenzione che la Società della Salute ha stipulato con l Istituto Antoniano di Montepulciano (attiva dal 1 ottobre 2012) ed ha la durata di un anno. II Fase: Percorso assistenziale di uscita dalla violenza Questa fase si avvia dopo la fase di primo intervento, se esso ha avuto buon fine. Si attiva un PROCESSO DI AIUTO COMPLESSO volto alla realizzazione di un percorso di vera e propria uscita dalla violenza affidato anche ad altro servizio competente diverso da chi ha fatto la prima accoglienza. In ogni caso chi ha curato la regia del primo intervento dovrà comunque restare coinvolto fino a che ciò si renda necessario per il benessere della donna, tenuto conto che la relazione di aiuto in prima accoglienza ha visto anche la costruzione di un rapporto empatico con gli/le operatori/trici cui la donna si è rivolta, rapporto che non può essere
6 distrutto e riavviato ma deve continuare e semmai essere accompagnato ad un cambiamento, sempre se la donna ne sarà capace e se sarà strettamente opportuno. I firmatari Unione dei Comuni Valdichiana Senese Servizio associato Centro pari opportunità Associazione Amica Donna (centro antiviolenza) Società della Salute Azienda AUSL 7 Zona Valdichiana - Comune di Cetona Comune di Chianciano Terme Comune di Chiusi Comune di Montepulciano Comune di San Casciano dei Bagni Comune di Sarteano Comune di Sinalunga Comune di Torrita di Siena Comune di Trequanda
Procedure della Rete per il Contrasto alla Violenza di Genere
Procedure della Rete per il Contrasto alla Violenza di Genere 3 4 Indice Introduzione pag. 2 I Servizi Sociali pag. 4 Il Pronto Soccorso pag. 6 Le Forze dell Ordine pag. 10 Il Centro Antiviolenza La Nara

References: art. 2
 art. 4
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4