Source: http://milella.blogautore.repubblica.it/2014/09/09/il-mercato-delle-nomine/
Timestamp: 2018-10-21 19:49:36+00:00

Document:
Il mercato delle nomine - Toghe - Blog - Repubblica.it
La trattativa su Csm e Consulta è diventata grottesca e insopportabile. Due mesi per mettersi d'accordo su 10 nomi? Inaccettabile. Come si fa a criticare il Csm perché impiega troppo tempo per fare decine e decine di nomine, se poi non bastano 60 giorni -dico 60 - per scegliere 2 giudici della Corte e 8 consiglieri del Csm? Ma soprattutto: quale potere si attribuisce a queste persone per essere così dubbiosi sull'indicazione? Comunque la si prenda e da qualunque angolazione la si guardi questa trattativa è l'esatta fotografia della vecchia politica. Altro che manuale Cencelli, almeno con quello si faceva più in fretta. Uno spettacolo scandaloso. Che non rispetta l'unico criterio necessario: mandare nelle due istituzioni i migliori tecnici che esistono sul mercato. Ma questo pare proprio che non interessi a nessuno.
gentile 17 settembre 2014 alle 17:45
IL MERCATO DELLE NOMINE ... E LE NOMINE DEI MERCATI.
Il mercato era un tempo nella citta', da tempo la citta' nel mercato. Parole sacre del Prof. Corradini H. Broussard.
Di conseguenza, da quando la citta' passo' nel mercato, anche i CONFALONIERI divennero magistrati.
Difatti, la wikipedia indica che un confaloniere ( di Compagnia e di Giustizia) non era un " Cafone di Firenze" ma era una prestigiosa carica dei comuni medievali e rinascimentali dell'aerea italica che veniva utilizzata per indicare un MAGISTRATO COMUNALE con varie attribuzioni e quindi anche GONFALONIERE DI GIUSTIZIA.
A Firenze, nel 1273 il magistrato era uno dei nove cittadini, selezionati per estrazione, che formavano il governo della
Signoria. Questi oltre essere custode della Bandiera, Sventilatore di bandiera e portatore di bandiera GESTIVA ANCHE LA GIUSTIZIA e passo' da sventilatore e portatore di bandiera a " Gonfaloniere di Giustizia".
La figura del Gonfaloniere di Giustizia fu introdotta a partire dal 1293 dal governo fiorentino con l'entrata in vigore degli
" Ordinamenti di Giustizia" di Giano Della Bella che affiancava il Podesta'ed i Priori nell'esercizio delle funzioi pubbliche.
AL CONTRARIO DEGLI ALTRI OTTO DEI NOVE GONFALONIERI LA SUA VESTE CREMISI ERA BORDATA DI
ERMELLINO ED ERA DECORATA CON STELLE DORATE.
Ogni rione di Firenze aveva il proprio Priore, il quale poteva essere scelto per servire il consiglio (come oggi Consulta).
Con la legge toscaa del 1749 sulla NOBILTA' di un Gonfaloniere dava anche diritto alla Nobilta' Civica per se' e per i
suoi eredi , creando cosi'il PATRIZIATO.
Centánni dopo, quando Artemisia Gentileschi dipinse un ritratto di Pietro Gentile gonfaloniere di Bologna (1622) con
gonfalone sullo sfondo, la carica aveva ormai un mero valore simbolico.Poi in seguito il gonfaloniere assunse la veste
amministrativa di primo cittadino e tale rimase fino all'annessione toscana al Regno d'Italia passando a Sindaco di
Firenze, di Bologna, di Seniggallia , ecc. eccetera.
Essi provenivano da tre Famiglie di Mercanti : Gli Albizi, gli Strozzi e i "PAZZI". A partire dal 1252 la presenza di grandi compagnie mercantili e finanziarie, ramificate in tutta Europa e in Africa fino a quando nel 1347, quando la BANCAROTTA DELLA MONARCHIA INGLESE per le spese militari nella "Guerra dei Cento Anni "con la Francia,
trascino'nella rovia anche i Banchieri Bardi be Peruzzi ( entrami creditori di cifre da capogiro, si parla di cca 600.000.
fiorini ovvero 600 miliardi di euro solo da parte dei Peruzzi.
Si venne a creare una Situazione e rendeva necessario contro le eventuali infrazioni dei magnati di NOMINARE dai
Gonfalonieri di Giustizia, un magistrato che doveva guidare il Collegio dei Priori e la Milizia Cittadina.
Gli Ordinamenti di Giustizia vennero pero'ben presto ridimensionati e nel 1295 Giano della Bellavenne esiliato da Firenze; il popolo grasso aveva ormai ottenuto la propria vittoria e per non vedersi estromessi dalla vita politica cittadina gli esponenti dell'antica aristrocazia dovettere passare nelle file del "PARTITO GUELFO" e sottomettersi per sopravvivere praticamente fino alla ABOLIZIONE DELLA COSTITUZIONE.
magnagrecia7 17 settembre 2014 alle 21:22
@alessia silvi (17 settembre 2014 alle 15:54)
Questo editoriale contiene pochissimi punti giusti da rivendicare, ma per il resto a me sembra un cattivo, fazioso e talvolta persino strampalato messaggio sindacale. Pessima, in particolare, la sleale e furbesca citazione finale di Paolo Borsellino, che c’entra come cavolo a merenda. E’ un vizio tra i magistrati ed i loro supporter strumentalizzare il nome dei magistrati-eroi?
Sarebbe molto utile applicare i principi del benchmarking, c’è qualcuno qui che è in grado, per favore, di fare un’analisi comparativa o almeno linkarla, per quanto riguarda il profilo contrattuale non soltanto retributivo dei magistrati, tra l’Italia e gli altri Paesi europei? Grazie.
Do il link all’editoriale:
Magistrato a Trento, presidente dell'Anm del Trentino Alto Adige
http://www.ladige.it/editoriali/si-accanisca-magistrati
alexandertwo 17 settembre 2014 alle 21:55
@ Gentile sig. Magnagrecia7 (h. 15,41)
Debbo fare una premessa: non comprendo perchè dovrei conoscere, a priori, che per Lei la slealtà è il massimo disvalore.
Mi permetta, ma non condivido la sua netta affermazione circa il mio presunto "argomentare un po' esagerato, estremizzato e sleale". E' mio uso confrontarmi - educatamente, civilmente e pacatamente, ritengo - sulle opinioni espresse nel blog e non arrogarmi il diritto di dare giudizi perentori di carattere personale nei confronti degli interlocutori che le esprimono.
Il riferimento al numero dei Magistrati in servizio (peraltro, inizialmente errato) ed a quello degli stessi uccisi in servizio è stato introdotto non da me ma da Lei (15 settembre, h. 23,19).
Probabilmente io sarò scarso con i numeri, ma il suo modo di trarre conclusioni dal confronto tra gli stessi a me appare un po' aberrante. Per il valore che riconosco alla vita umana, ad ogni vita umana, 26 persone uccise sono sempre tantissime (e lo sarebbero state anche due o una soltanto) e non sono affatto - sempre a mio parere - "pochissime" come invece le considera Lei, confrontandole con il totale di 9.000 che avrebbero potuto subire la stessa infame sorte.
Poichè, infine, Lei stesso ha affermato, nel suo commento quì ricordato, di essere presuntuoso, ritengo di poter considerare sufficienti le mie considerazioni di replica al suo ultimo intervento, anche per il rispetto dovuto alla gentile Titolare ed agli frequentatori del blog, che, qualora lo vorranno, potranno comunque trarre liberamente e autonomamente eventuali loro personali valutazioni.
Le ricambio i saluti.
alexandertwo 17 settembre 2014 alle 22:01
P.S. alla terzultima riga del post delle ore 21,55, si prega leggere "agli altri frequentatori". Grazie.
Maddale Na 18 settembre 2014 alle 00:46
Gent.ma Sig.ra alessia silvi, mi consenta alcune note a margine della lunga, e per certi versi prolissa, lettera che il PM Profiti ha rivolto al Presidente Renzi.
1) L’Autore si duole che, a fronte dei rilievi ispettivi riguardanti un “danno erariale” di qualche centinaia o poche migliaia di euro, non si tenga conto che un PM, nella sua attività possa recuperare alle casse pubbliche, grazie alla polizia giudiziaria, decine di milioni di euro da evasione fiscale e corruzione.
Non capisco dove si voglia andare a parare. Si chiede una franchigia? Dovremmo forse ritenere che, se un pubblico dipendente ha fatto recuperare qualche milione di euro all’erario, si deve chiudere un occhio sull’eventuale danno erariale da lui prodotto raffrontando l’entità delle due cifre? Se è così, mettiamolo nero su bianco, e che la regola valga per tutti, non solo per i PM. E, giacché ci siamo, potremmo anche riconoscere una franchigia ai chirurghi. Ogni tot vite salvate, si ha diritto di amputare erroneamente un braccio o una mano.
2) L’Autore, confondendo gli “errori” con i reati, parla di colleghi condannati per calunnia, diffamazione, omissione di atti di ufficio, corruzione, peculato, aggiungendo, bontà sua, che. “giustamente”, per i magistrati non c’è alcuna immunità penale. Qui ha scoperto l’acqua calda. Vorrei ben vedere che fosse il contrario! Ed il fatto che, per i componenti del Parlamento, ossia dell’Organo Centrale della nostra democrazia, per l’arresto sia necessaria un’autorizzazione dell’Assemblea di appartenenza, non c’entra proprio nulla. A meno che non si voglia trasformare la nostra Repubblica, in una Repubblica di Magistrati, nella quale sono questi che decidono come e da chi debbano essere composte le Assemblee Parlamentari. Salvo, dopo l’emissione senza alcun controllo, dei loro ordini di arresto, dire, ed il più delle volte neanche dire: “scusate c’eravamo sbagliati” (come è avvenuto per il papà dei fratellini di Gravina, al quale, oltre € 20.500 per 75 giorni di carcere e 117 di arresti domiciliari, sono stati riconosciuti 45.000 miserabili euro per danni morali; MOLTO DI MENO DI QUANTO I MAGISTRATI SONO SOLITI ATTRIBUIRE AI LORO COLLEGHI nei frequenti processi per diffamazione dai medesimi intentati).
3) E veniamo alla c.d. responsabilità disciplinare, per la quale l’Autore sembra sostenere che questa è seria ed effettiva sol perché le condanne disciplinari sarebbero tante e tante di più di ogni altra categoria di pubblici dipendenti. Questa volta sembra a me di sognare. Per mera coincidenza in questo stesso blog ho ricordato il caso di un magistrato che, dopo aver depositato ben 459 sentenze con gravissimi ritardi (anche di tre anni!), prima è stato assolto dal CSM e poi si è ricevuta la sanzione della CENSURA (il classico BUFFETTO). Caso isolato, potrà dire qualcuno. E invece no!
Per limitarci al solo anno in corso, il 2014, si possono citare A MERO TITOLO DI ESEMPIO:
a) la sentenza disciplinare n. 136/14, con cui è stato sanzionato con la CENSURA, un magistrato che aveva depositato in ritardo 26 sentenze con punta massima di 1002 giorni (quasi tre anni);
b) la sentenza n. 117/14, con cui è stato sanzionato, sempre con la CENSURA, un magistrato che aveva depositato in ritardo 126 sentenze e 228 ordinanze, fra cui 12 con oltre tre anni di ritardo ed 1 non ancora depositata dopo quattro anni;
c) la sentenza n. 115/14, con cui è stato sanzionato, ancora con la CENSURA, un magistrato che aveva depositato il ritardo 441 provvedimenti, di cui 195 con ritardi superiori all’anno;
d) dulcis in fondo, la sentenza n. 133/04, con cui un magistrato, incolpato sempre di ritardi nel deposito di provvedimenti, FRA CUI DUE SENTENZE OLTRE I 3300 GIORNI (OLTRE NOVE ANNI), piuttosto che essere cacciato a pedate dall’ordine giudiziario, è stato sanzionato con la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio per sei mesi.
Gli esempi potrebbero continuare per pagine e pagine. Mi fermo qui per carità di Patria.
4) Quanto alla riduzione delle ferie. Mi limito ad osservare che, riducendo gli attuali 45 giorni a 30 e tenendo presente che i magistrati italiani sono circa 8500, si recuperano 127.500 giorni di lavoro. Una goccia nel mare, un’inezia. Ma andatelo a raccontare a quei cittadini che, per ottenere giustizia, sono costretti ad attendere anni ed anni, il triplo o il quadruplo dei più fortunati cittadini Francesi, Tedeschi o Inglesi.
5) Anche sull'interpretazione delle parole di Renzi, quando a Porta a Porta, ha detto “l’ANM? Brrr che paura!”, non sono d’accordo. Non si è trattato di una battuta “irridente”. Il Presidente Renzi era TERRIBILMENTE SERIO. E che lo fosse, la riprova è data dalle dichiarazioni del suo Ministro della Giustizia che, come ho ricordato, dopo aver firmato il decreto legge che riduceva le ferie, SPAVENTATO PER IL SUO CORAGGIO, ha dichiarato di essere pronto a rivedere in sede di conversione quella decisione.
Maddale Na 18 settembre 2014 alle 08:18
Errata corrige: dulcis in fundo, of course.
alexandertwo 18 settembre 2014 alle 10:36
@ Gentile sig.a Alessia Silvi (17 settembre, h. 15,54)
Mi permetta di osservare che nella lettera del dr. Profiti ci sono, tra le altre cose, troppo buon senso, troppa verità, troppe ragionevoli aspettative (a favore dei cittadini onesti), troppe giuste segnalazioni di inerzia legislativa su temi sentiti ed urgenti.
E poi, mi scusi, ma come ci si permette di gloriarsi per non essersi limitati a combattere, ma addirittura di essersi spinti fino a sconfiggere in alcuni casi evasione fiscale e corruzione, facendo recuperare alla collettività decine di milioni di euro ? Ma questi importi a chi sono stati "sottratti" ? A questo non ci ha pensato ? Non ci si è preoccupati di chi potessero essere elettori quei poveri tartassati ?
Non solo, ma pretenderebbe, inoltre, che fossero addirittura aumentati, migliorati e resi più incisivi gli strumenti per combattere evasione fiscale, corruzione e, magari, anche la criminilità organizzata.
Ma non si è accorto che il Renzi non accenna neanche, nei suoi lunghissimi e verbosi discorsi, a queste tre espressioni tabù ? E si pretenderebbe pure che si impegnasse ad inserirle tra i mali italiani da combattere ?
Ma in quale Paese crede di vivere ? Ma che tipo di governo crede che ci sia ?
Falso in bilancio, eliminazione/revisione della prescrizione per certi reati, questioni di etica e bioetica ? No, no, proprio non ci siamo.
A parte le peculiari caratteristiche intrinseche del PdC (e dei suoi principali collaboratori), ha presente chi è il vero puntello - sempre meno occulto - della strana maggioranza su cui si regge questo traballante c.d. governo ? Si può pensare che il noto pregiudicato possa permettere di raggiungere quegli obiettivi ?
Ed allora è meglio non farsi ulteriori illusioni. Dopo il "patto del Nazareno bis", probabilmente stipulato ieri, sarà già tanto se non verrenno ulteriormante peggiorate - sempre nei confronti degli italiani cui ho prima accennato - le vessazioni e le altre novità... maleodoranti che già hanno iniziato a propinare e promettere (o, che meglio sarebbe dire, "minacciare").
@ Gentile sig.a Maddale Na (h. 00,46)
"Il presidente Renzi era TERRIBILMENTE SERIO:"
Questa sua espressione, pur se forse involontariamente, è un grazioso ossimoro, vero ?
robanostra 18 settembre 2014 alle 13:47
E finitela con questo teatrino mal recitato! Se ci si rivolge a un commentatore affermando - tra l'altro - "Probabilmente io sarò scarso con i numeri, ma il suo modo di trarre conclusioni dal confronto tra gli stessi a me appare un po’ aberrante.", non comprendo come si possano usare aggettivazioni del tipo "gentile signor" verso lo stesso che ha Modi aberranti"? Intanto, lunedi la giudice del lavoro (?) mi ha fulminato con gli occhi per avergli chiesto di come mai avesse rigettato l'istanza dell'avv. che aveva chiesto di accorciare l'ennesimo rinvio (25 nov.) fissato per vedere in faccia un perito che al massimo dovrà giurare: dopo 30 mesi dal deposito del ricorso?!! Ha detto di avere in carico 2.000 cause (ma non erano 1600?) e mi ha "gentilmente" accompagnato alla porta...
magnagrecia7 18 settembre 2014 alle 17:08
Genile Sig. Alexandertwo (17 settembre 2014 alle 21:55)
1) Semplicemente, perché l’ho scritto nella vecchia risposta linkata: ho presunto l’avesse letta con congrua attenzione, sia perché non ci sono molti commenti da leggere qui, sia perché essa era rivolta al Suo Modello.
2) Lei continua ad essere esagerato (altro che pacato: Lei è un vulcano, dentro, quando la “toccano”), poco appropriato – ed offensivo - nell’uso di alcuni termini: legga l’esatto significato del termine “aberrante”. E’ recidivo, perché non consulta i dizionari prima di pubblicare i commenti? O li consulta proprio per scegliere i termini più esagerati, per ferire? Peraltro, nel caso di specie (a proposito di presunzione), Lei presuntuosamente si arroga implicitamente il potere dii decidere qual è la norma (quale norma, poi? di che tipo) e quale… l’aberrazione.
3) Mi spiace, vedo che Lei si è distratto ed ha perso il filo. Si sbaglia, il tema dei giudici uccisi è stato introdotto nella discussione sulle ferie – molto incongruamente – da Francesco Messina, giudice Trani: è questo il tema della polemica che ci occupa, non se n’è accorto?
3) Lei continua ad essere sleale: a) nella precedente risposta, avevo pensato di scrivere “premesso che una sola vita umana vale quanto 7 mld di vite umane”; poi, poiché evito come la peste le affermazioni ovvie e per non apparire esagerato, retorico, lacrimoso, l’ho sostituito con un semplice (“relativamente”), sia in rapporto all’insieme dei magistrati, sia in rapporto al valore della vita individuale, che è inviolabile, presumendo che Lei l’avrebbe compreso e non me l’avrebbe contestato (poiché, Le confesso, dati i precedenti, l’ho ipotizzato, ed infatti…); b) continua a fare furbescamente riferimento ai magistrati assassinati in servizio (tema, ripeto, introdotto slealmente da Francesco Messina, giudice Trani), ma glissa sulla mia obiezione fondamentale che è, appunto, esagerato, sleale, scorretto, furbesco, incongruo, aberrante introdurre, in una polemica sul numero oggettivamente abnorme di giorni di ferie dei magistrati, i magistrati uccisi in servizio; e, infine, c) suscita in me persino un sorriso di tenerezza che Lei mi accusi addirittura di aver errato il numero [(peraltro, inizialmente errato)] dei magistrati uccisi: ho scritto ‘uno’ perché uno solo era nella citazione del predetto commentatore (il giudice Saetta), non perché – ovviamente – io non sapessi che sono stati più di uno; e quando scrive, slealmente, che io mi sia definito presuntuoso, che è un’affermazione affatto falsa, invero strana sulla bocca di una persona sedicente educata, civile e pacata. La saluto,
alexandertwo 18 settembre 2014 alle 18:44
@ Gentile sig. robanostra (h. 13,47)
Forse, prima di tentare di dare, a sproposito, lezioni di bon ton... di scrittura, non sarebbe male che prendesse Lei qualche lezione di italiano.
Domenico Corradini H. Broussard 18 settembre 2014 alle 18:47
Ieri pomeriggio a Palazzo Chigi, Questo e Quello.
Dicono che per circa due ore hanno parlato della riforma elettorale dopo la caduta del Porcellum e di altre riforme costituzionali. E anche dicono che di Violante e di Bruno hanno parlato in modo che Napolitano troppo non si crucci per la Consulta non ancora completa e per i troppi particolarismi nel Parlamento. Niente ieri pomeriggio nel Parlamento per Violante e Bruno. E niente la mattina di oggi. E dai giornali online e dalla radio non apprendo che Violante e Bruno, per difendere la propria dignità e non attendere che la torta sia divisa at random, hanno rinunciato alla nomina – né l’uno né altro.
Con questa lentezza nel nominare i due membri mancanti della Consulta, la democrazia politica sta lentamente morendo.
Quello per venti anni l’ha assistita al capezzale, poi Monti e poi Letta e poi Questo hanno contribuito con i loro governi a renderla una democrazia di molti poveri e disoccupati. In violazione dell’art. 3 comma 2 della Costituzione. Sembra che abbiano giocato e che stia giocando alla Tombola o a Sette e mezzo.
Per chi è democratico, non è democrazia la democrazia che nel suo complesso consente sì il rispetto della forma nel Parlamento come il parlare con una certa decenza, ma non consente il rispetto della sostanza e nella società civile consente che il capitalismo opprima vite e paghi spesso i lavoratori con circa 1.300 euro al mese, una somma che serve a patire se non a morire.
E quando finirà la povertà e quando finirà la disoccupazione e quando a ogni lavoratore si darà l’effettiva possibilità di partecipare anche all’organizzazione economica e sociale del Paese?
E quando Questo e Quello smetteranno d’incontrarsi in modo che uno faccia il gioco dell’altro?
Sarebbe meglio che nelle aule dei tribunali ci fosse scritto «In nome del popolo» e non «La legge è uguale per tutti»: così ha proposto il mio allievo Fausto Nisticò, che è magistrato alla corte d’Appello di Firenze.
magnagrecia7 18 settembre 2014 alle 21:36
Citazione: ”alexandertwo 18 settembre 2014 alle 18:44
Forse, prima di tentare di dare, a sproposito, lezioni di bon ton… di scrittura, non sarebbe male che prendesse Lei qualche lezione di italiano”.
Questa è la battuta della giornata o forse persino della settimana.
alexandertwo 18 settembre 2014 alle 22:17
@ gentile sig. Magnagrecia7 (h. 17,08)
"Il riferimento al numero dei Magistrati in servizio (peraltro inizialmente errato)... ",
Questa frase - nel mio commento di ieri (h. 21,55) - intendeva soltanto significare che Lei aveva inizialmente indicato (nel suo post del 15 settembre, h, 23,19) quali "decine di migliaia" il numero dei magistrati IN SERVIZIO. Quantità poi da Lei stesso corretta, col successivo post delle ore 23,58, sostituendola con "migliaia".
Ed è in quel suo post che per la prima volta c'e il duplice riferimento sia ai Magistrati IN SERVIZIO sia a quelli UCCISI, come indicato nel mio commento citato, anche per replicare alla "accusa" nei miei confronti al riguardo da Lei avanzata col suo post del 17 settembre (h. 15,41). Il dr. Messina aveva fatto esclusivo riferimento al solo giudice (ucciso) dr. Antonino Saetta, evitando ogni confronto/collegamento col totale dei Magistrati in servizio.
Fatte queste due peculiari precisazioni, ribadisco quanto indicato in conclusione del mio post di ieri sera, per i motivi ivi specificati e rafforzati da toni e contenuti di questo suo ulteriore intervento.
un ex-esule 18 settembre 2014 alle 23:46
Che avevo detto...?
Bella una nazione in cui per colpire un politico ne si indaga il padre..... lo avevo detto.... Renzi okkio....
magnagrecia7 19 settembre 2014 alle 00:16
@Domenico Corradini H. Broussard (18 settembre 2014 alle 18:47)
Solo per la precisione, mi permetto di osservare che né a Letta (premier per poco tempo, arrivato dopo che l’incendio dello spread era stato già domato), né a Renzi (arrivato appena 6 mesi fa) si possono attribuire demeriti (o meriti) particolari di questa situazione.
Si tratta di una crisi economica frutto in primo luogo della trasformazione epocale planetaria in corso già da un decennio, che sta rivoluzionando la distribuzione della produzione, della ricchezza e del benessere consolidatasi negli ultimi 250 anni (a metà del 1700, il Paese più ricco al mondo era la Cina e uno dei più ricchi l’Indostan).
Osservo che, per quanto riguarda in particolare la situazione italiana, anche professori di Economia danno la colpa a Monti e ignorano o fanno finta di ignorare che la vera causa dell'attuale recessione (oltre ad altre cause preesistenti) sono le sesquipedali ed inique manovre correttive varate dal governo Berlusconi-Tremonti nella scorsa legislatura (valore cumulato di 267 mld, contro i 63 mld di Monti), ma le cui misure permanenti dispiegano tuttora i loro effetti. Faccio un solo esempio, le riforme delle pensioni: quelle di Sacconi (2010 e 2011, oltre a Damiano, 2007) sono molto più corpose, immediate e recessive ('finestra' di 12 o 18 mesi per tutti, allungamento di 5 anni (+ finestra) dell’età di pensionamento di tutti tranne le lavoratrici private, adeguamento triennale all’aspettativa di vita), di quella Fornero (2011) (metodo contributivo pro-rata per tutti e allungamento graduale di 5 anni dell’età di pensionamento delle dipendenti private), i cui effetti si avranno soprattutto a partire dal 2020.
Come la quasi totalità, inclusi – incredibile ma vero - professori di economia, ignora gli effettivi poteri della BCE, e perciò ignora che ora (anzi da un bel po’) si verifica che il Consiglio direttivo della BCE (costituito da Draghi e dai 18 governatori delle banche centrali dei Paesi dell’Eurozona, vale a dire funzionari pubblici lautamente retribuiti dalla collettività europea), per “ubbidire” illegittimamente alla volontà del potere politico minoritario ma egemone (Germania e satelliti), dal quale sono giuridicamente indipendenti, è in flagrante violazione del suo statuto (art. 2), fissato dai trattati UE e all’unanimità (poiché c’è il diritto di veto di ciascuno Stato), e quasi nessuno fiata. Da un mese, per superare il veto (interessato) della Germania, sto proponendo nei vari forum di denunciarla alla Corte di Giustizia Europea, unica Autorità ad essa sovraordinata, ma quasi nessuno aderisce alla mia proposta.
La nota positiva è che ora anche famosi neo-liberisti (Giavazzi, Tabellini, Zingales, Alesina, Guiso), le cui teorie mainstream hanno costituito per decenni la ricetta sbagliata imposta ai Paesi in crisi economica dalla “troika” (FMI, UE e BCE), ora sono diventati (quasi) keynesiani e chiedono un intervento pubblico, sia al governo italiano, sia alla BCE.
Occorrono, infatti, principalmente: a) un intervento della BCE, che ora sta mancando entrambi i suoi obiettivi statutari (inflazione poco sotto 2% e sostegno a crescita e occupazione), per finanziare un’adeguata politica fiscale degli Stati (taglio congruo di tasse per accrescere la domanda aggregata); e/o b) in UE, EuroUnionBond (proposta Prodi-Quadrio Curzio): 3.000 mld complessivi per tutta l’Eurozona, all’Italia spetterebbe il 17,9%; e tassa sulle transazioni finanziarie rafforzata, già decisa; e/o c) in Italia, imposta patrimoniale sui ricchi (5% delle famiglie) a bassa propensione al consumo.
Il problema sono i soldi. Per gli obblighi del fiscal compact (pareggio di bilancio e riduzione del debito pubblico) e per la crescita ce ne vogliono moltissimi. I soldi ora, dopo gli enormi sacrifici fatti soprattutto dai "poveri", li hanno soltanto, in Italia, i ricchi e, in UE, la BCE. Ma ovviamente, siccome i poveri sono sparpagliati e fanno ammuina e i ricchi hanno risorse finanziarie enormi, agit-prop ben retribuiti al loro servizio e controllano i media e le leve decisionali sia nazionali che UE, se la prendono con i poveri (vedi, ad es., la proposta di aumento dell'IVA, misura regressiva, e quindi iniqua, e recessiva, e perciò il contrario di quel che serve).
rino olivotti 19 settembre 2014 alle 12:00
intervengo solo per uscire da una polemica male iniziata e peggio condotta relativa ai Magistrati vittime del Dovere
perchè troverei giusto non fare illazioni o conteggi su Persone che han persa la vita nel cercare di migliorare la nostra.
Nel contempo mi congratulo con Lei perchè la Sua diagnosi, tecnica ma ben delineata nei demeriti dei Governanti
succeditisi negli anni, è quanto di meglio si legga su questo blog da tempo.
Solo non capisco da quale inascoltato Pulpito Lei predichi dal momento che la Corte di Giustizia Europea non Le
risponde malgrado le Sue precise osservazioni critiche.
Ammirevoli comunque le Sue conoscenze ed il Suo lessico al quale,personalmente, non avrei nulla da eccepire.
Ma questo è solo il giudizio dell' incolto montanaro quale sono e che coglie l'occasione per salutare la Signora Milella
ed il Prof. Corradini che leggo puntualmente e del quale mi onora l'amicizia e la
personale stima.
Adesso vi lascio in pace, state tranquilli !
magnagrecia7 19 settembre 2014 alle 16:12
Gentile Sig. Alexandertwo (18 settembre 2014 alle 22:17)
1. quello era un mero refuso, da me prontamente corretto non appena ho riletto il commento pubblicato;
2. peraltro – e soprattutto – l’errore non ha inficiato affatto il dato e la conclusione che ne ho tratto io o ne può trarre una qualunque persona che sappia calcolare una percentuale e interpretarne il risultato, poiché l’incidenza percentuale che ho posto a base della mia conclusione è stata [(26/9.000)x100]=0,28% e non 0,028% come sarebbe avvenuto se avessi posto erroneamente al denominatore 90.000.
3. In ogni caso, ripeto, a beneficio esclusivamente Suo, che fa il finto tonto e, anziché virilmente scusarsi, continua bellamente a glissare (glissare=Sorvolare su un argomento scabroso, evitare di approfondirlo: glissare sull’accaduto) sulle mie (e, ho visto, non solo mie) puntuali contestazioni lessicali e “morali”, cerca invano il pelo nell’uovo e fa ragionamenti strampalati e capziosi da leguleio (v. dizionario), è oggettivamente aberrante introdurre nella polemica sulle ferie dei magistrati il solo accenno al giudice Saetta o, persino, al Cap. Basile. Lo riconosca, una buona volta, e chiudiamola qui, questa polemica lunare. La saluto,
Vincesko.
PS: Per chiarezza (per fortuna qui è tutto scritto, anche se gli “ostinati” tengono ciò in non cale), riporto gli stralci dei commenti di chi e quando ha introdotto slealmente i riferimenti ai magistrati uccisi:
E poi, non dimentichi, Sig. Zanderigo, che se l’Italia, nel mondo, ha il primato di magistrati uccisi dalla criminalità, qualcosa significa ciò circa l’impegno dei rappresentanti della Istituzione.
A meno che, come tristemente accade, ci si ricorda di dire qualche parola buona e di solidarietà ai colleghi solo quando si trovano in una bara, spesso anche per cause che derivano dal loro lavoro, non conseguenti a eventi criminali.
http://milella.blogautore.repubblica.it/2014/08/22/giustizia-lingorgo-gia-ce/comment-page-1/#comment-169467
Mi spiace, purtroppo non riesco, invece, a ritrovare il commento col riferimento al giudice Saetta (se qualcuno mi può aiutare a ritrovarlo, poiché non credo sia stato cancellato), ma comunque Lei stesso lo ha richiamato in 2 Suoi precedenti commenti.
magnagrecia7 19 settembre 2014 alle 16:33
@rino olivotti (19 settembre 2014 alle 12:00)
La ringrazio molto per il Suo gentile apprezzamento del mio commento.
Puntualizzo soltanto che non ho "scritto" alla Corte di Giustizia Europea, ma, per uscire dal pantano e superare il veto della egemone ed egoista Germania, solo proposto nei forum che frequento di denunciare la BCE alla Corte di Giustizia Europea.
Osservo, inoltre, che anche economisti italiani, visti vani gli appelli, i libri, gli innumerevoli articoli scritti per convincere il potere politico a cambiare rotta, hanno deciso intelligentemente di indire il referendum contro l’austerità (la raccolta delle firme scade il 25/9 p.v., trova il link al Comitato promotore nel blog di Carlo Clericetti), pur consapevoli che si tratta di un atto quasi simbolico (verrebbero abrogate soltanto le parti peggiorative degli stessi obblighi UE, decise dal governo Monti), ma che ciononostante potrebbe rivelarsi, se non decisivo, almeno molto più produttivo di effetti concreti positivi. .
alexandertwo 20 settembre 2014 alle 09:15
@ Gentile sig. Magnagrecia7 (19 settembre, h. 16,12)
".....anzichè virilmente scusarsi....".
Gratta gratta è emersa la natura del "nostalgico" di... quel ventennio ?
Forse ciò contribuisce a comprendere meglio il perchè del suo modo aggressivo e stentoreo di relazionarsi ed interloquire con il prossimo ("finto tonto, sleale, estremizzato, esagerato, furbesco, coda di paglia, senso di colpa, abbastanza egoista da essere sordo ai problemi altrui, troppo preso da disquisizioni su... quisquilie, alquanto scarso in matematica, poco appropriato, offensivo, recidivo, presuntuoso, continua bellamente a glissare, cerca invano il pelo nell'uovo, fa ragionamenti strampalati e capziosi da leguleio, ... ).
Anche per questo ritengo di poter/dover confermare le osservazioni conclusive dei miei precedenti post a Lei indirizzati.
Francesco Messina, giudice Trani 20 settembre 2014 alle 12:21
@Alessia Silvi
@altri lettori interessati
Al di là delle provocazioni inutili, delle mistificazioni e delle denigrazioni verso i magistrati che lavorano e, infine, dei maldestri tentativi di alcuni commentatori di mutare l’oggetto del discutere una volta che sia stata dimostrata l’infondatezza della propria tesi o la superficialità delle relative fonti, il contenuto complessivo dei commenti degli ultimi due “topic” della dott.ssa Milella ha permesso di chiarire alcuni importanti dati di fatto.
La questione “ferie” dei magistrati è molto più seria e paradigmatica rispetto alla banalità del messaggio che cerca d’indurre i cittadini (ignari di determinate leggi e dinamiche operative) a pensare che, diminuendo le “ferie” dei magistrati, si avrebbe una maggiore celerità della risposta di giustizia.
Si è, infatti, compreso che una cosa sono le “ferie” dei magistrati (perchè, sia detto per inciso, da circa due secoli, numerose legi hanno specificato il loro particolare tipo di lavoro); e altre cose sono la sospensione dell’attività degli uffici giudiziaria (il c.d. “periodo feriale” che riguarda i pubblici dipendenti) e la "sospensione dei termini" durante il periodo feriale (che riguarda le c.d. “ferie” degli avvocati).
Si è così compreso che i magistrati non fruiscono rispetto ad altre categorie di lavoratori pubblici del riposo del sabato e della domenica.
E' infatti notorio che il sabato è giorno pienamente lavorativo in cui, tra l'altro, sono trattati dal magistrato e dal personale amministrativo di turno determinati procedimenti (ad esempio, i procedimenti per convalida di arresto oppure quelli che riguardano il rito direttissimo).
Va anche precisato che i giorni del sabato e della domenica NON sono conteggiati come sospensione del termine per il deposito dei provvedimenti (vale a dire, ad esempio, che se il magistrato deve depositare una sentenza in trenta giorni, in tale periodo sono intesi come “lavorativi” anche il sabato e la domenica).
Si è anche così compreso che, durante le c.d. “ferie” che vanno da fine luglio al 15 settembre NON sono sospesi i termini per il deposito delle motivazioni delle sentenze emesse PRIMA dell’inizio di tale periodo (oltre a tanti altri provvedimenti che sono emessi in tale periodo).
I numeri oggettivi delle motivazioni di sentenze che ho indicato, tutti facilmente reperibili e constabili, dimostrano che l’affermazione dell’anonimo del 31.8.2014, ore 20.28 - secondo cui “i magistrati saranno al mare o in montagna a godersi le loro lunghissime ferie” - è infondata.
Allo stesso modo errati sono stati i calcoli prospettati dello stesso anonimo circa il numero delle sentenze depositate dai magistrati della Corte di Cassazione.
D’altra parte, l’esempio drammatico del Collega Antonino Saetta – che depositò il 15 settembre la motivazione di una importantissima sentenza, prima di essere ucciso – è paradigmaticamente dimostrativo della regola generale secondo cui i magistrati italiani lavorano anche durante le c.d. “ferie”.
Ringrazio la lettrice Alessia Silvi per aver riportato l’editoriale del collega Pasquale Profiti, editoriale che condivido pienamente.
Chiunque l’abbia letto con attenzione e onestà intellettuale avrà colto il passaggio riguardante la complessiva produttività dei magistrati italiani che è tra le più alte d’europa (dati ufficiali del Consiglio d’Europa) sicchè risulta falsa la rappresentazione dei magistrati italiani come generalmente propensi a limitarsi nel lavoro.
Il punto su cui riflettere è il motivo per cui si è deciso di agire immediatamente sulle “ferie” dei magistrati, mentre si continuano a non risolvere sia i problemi gravissimi del funzionamento del “sistema giustizia” (basti pensare, solo come esempio, che non si assume nuovo personale amministrativo da circa 15 anni, con l’effetto di una continua riduzione di persone professionalmente qualificate negli Uffici giudiziari), sia i devastanti problemi di criminalità, anche economica, che non sono affrontati con leggi adeguate ai danni creati alla collettività.
Maddale Na 20 settembre 2014 alle 20:14
Dalle mie parti si dice: “scherza coi fanti e lascia stare i Santi”!.
I Santi e gli Eroi come il Giudice Antonino Saetta, barbaramente trucidato, insieme a tanti altri Suoi Colleghi, dalla mafia, né più né meno di quei tanti altri Magistrati (Coco, Alessandrini, Tartaglione, Minervini … ) altrettanto barbaramente trucidati dalle Brigate Rosse ed altre organizzazioni terroristiche che si ispiravano all’ideologia comunista.
Mi sembra altamente “improprio” disturbare il Sacro Nome di questi Sublimi Eroi quando si discute di una questione VOLGARMENTE PROSAICA qual è quella concernente UN PUGNO DI GIORNI DI FERIE!
magnagrecia7 20 settembre 2014 alle 20:26
@Gentile Sig. Alexandertwo (20 settembre 2014 alle 09:15)
Ancora qui a continuare questa diatriba stucchevole? Scusi, dove sono le Sue scuse? Lei mi delude molto ed è il solito esagerato che continua a fare cortine fumogene perché non ha le spalle per ammettere le sue “colpe” (evidenzio le virgolette, non si sa mai con Lei…) e scusarsi, e per giunta si veste da vittima, oltre a confermare una conoscenza approssimativa della lingua italiana.
1) Le rammento a) che è stato Lei a iniziare il duello dialettico, eccependo (?!) che un mio commento fosse OT; b) io accetto sempre le sfide (ho molto tempo a disposizione) e le porto fino in fondo (cioè fino alla resa dell’interlocutore); c) come Lei forse sa (perché l’ho già scritto, suscitando la sua falsa (!) accusa ch’io mi sia dichiarato presuntuoso), in 6 anni, non ho perso un solo duello dialettico; d) mi “piace” – per qualche motivo “sottostante”, lo considero un imperativo morale - essere spietato con gli sleali; e infine e) conduco i miei “duelli” sempre con la massima lealtà (nessuna menzogna, nessuna falsità, nessuna invenzione, nessuna esagerazione, nessuna accusa gratuita). Ergo, tutti i termini da Lei abbondantemente e artatamente (v. dizionario) sciorinati (glissando ad arte sui Suoi), se controlla con occhio… virile, sono tutti fondati, mai gratuiti o incongrui, mai. Segua l'esempio e la smetta di proiettare i Suoi difetti (v. la chiusa, reiterata per la terza volta, del Suo commento), è un brutto indizio, che conferma l'incapacità di assumersi la responsabilità degli atti compiuti e chiedere scusa.
2) Conoscenza approssimativa della lingua italiana.
Lungi da me qualunque riferimento fisico, ma esclusivamente morale o psicologico (poiché siamo tra maggiorenni e vaccinati, riporto la relativa voce senza censure).
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/V/virile.shtml
3) Io sono nato dopo la (seconda, beninteso…) guerra mondiale, voto a sinistra da oltre 40 anni e sono un liberale e libertario… ma non sopporto gli sleali, posso diventare spietato, se mi sfidano.
La saluto (spero per l'ultima volta),
magnagrecia7 20 settembre 2014 alle 22:22
Premesso che io ritengo quello del magistrato un lavoro importante, delicato, difficile e talvolta pericoloso, e quello dei magistrati italiani ancor di più, a leggere il commento ripetitivo di Francesco Messina, giudice Trani, che riesce a condividere pienamente un cattivo, fazioso e talvolta persino strampalato messaggio sindacale (pessima, in particolare, come ho già rilevato, la sleale e furbesca strumentalizzazione del nome di Paolo Borsellino), e non considera che le performance individuali o di gruppo non possono obliterare che il sistema giudiziario italiano fa acqua da tutte le parti, il che non può che suscitare quasi una ripulsa da parte dei cittadini onesti, mi vien voglia di dire: "La riforma della giustizia italiana è troppo importante per farla decidere (anche) ai magistrati".
alexandertwo 21 settembre 2014 alle 09:01
@ gentile sig.a Maddale Na (20 settembre, h. 20,14)
Solo per integrare la sua giustissima considerazione-auspicio (ed ovviare ad una sua scusabile dimenticanza), ritengo doveroso ricordare anche quei magistrati (come, ad esempio, Vittorio Occorsio e Mario Amato) che furono barbaramente trucidati dai NAR e da altre organizzazioni terroristiche diestrema destra, tutte ispirantesi all'ideologia fascista.
@ gentile sig. Magnagrecia7 (20 settembre, h. 20,26)
"Ancora qui a continuare questa diatriba stucchevole ?".
Io veramente, riguardo ai... "contenuti", l'ho chiusa già con il commento del 17 settembre scorso, per i motivi ivi indicati e poi successivamente ribaditi ed integrati. Non mi resta che esprimere un'ulteriore conferma in tal senso (repetita iuvant ?).
Quanto ai "duelli", alle "sfide", al diventare "spietato", alla "resa" (ma perche insistere con questi "argomenti" ?) ... porti pazienza.
E se vuole e la cosa la aggrada, si rilassi e cerchi di passare - come io comunque le auguro - una serena domenica.
alexandertwo 21 settembre 2014 alle 09:21
P.S. al commento delle ore 09,01 (a sig. a Maddale Na)
Ed ovviamente anche quei magistrati, come ad esempio Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi... non soltanto dalla mafia.
un ex-esule 21 settembre 2014 alle 09:39
Benvenuto nel blog "Toghe" Magnagrecia....
Maddale Na 21 settembre 2014 alle 12:50
Benissimo! In un blog che si chiama "Toghe", ONORE E GRATITUDINE SEMPITERNI a tutti i Magistrati ammazzati dalla MAFIA e ... non solo, dai TERRORISTI ROSSI ... e non solo, e dai TERRORISTI NERI e ... non solo! Con l'auspicio che la Loro Memoria sia occasione per ricordare fin dove può arrivare lo spirito di sacrificio e di servizio dei Veri Uomini e non per ottenere sconti sulla riduzione delle ferie!
magnagrecia7 21 settembre 2014 alle 13:04
@Gentile Sig. Alexandertwo (21 settembre 2014 alle 09:01)
Visto che non è capace di scusarsi (...), almeno non faccia il furbo e non proietti i suoi difetti (caratteristiche che hanno un’eziologia comune: un’educazione troppo severa) e la smetta davvero. Altrettanto, ché ne ha bisogno più di me
magnagrecia7 21 settembre 2014 alle 13:22
@un ex-esule (21 settembre 2014 alle 09:39)
Grazie, bentrovato (ma non sono del tutto nuovo, c’ero già stato per breve tempo 2 anni fa, ci son tornato perché i blog ristagnavano e perché ho una causa civile lunghissima in corso, in cui, non solo per colpa dei magistrati, ne sto passando di tutti i colori: dopo 5 anni esatti, non c’è ancora stata la sentenza di 1° grado).
Francesco Messina, giudice Trani 21 settembre 2014 alle 15:21
C'è chi, quando si accorge che le proprie tesi sono state smentite in modo inconfutabile e non sa più come replicare, cerca di cambiare discorso.
È una vecchia tecnica che, però, basta conoscere per svelarla per quella che è: una fallacia retorica.
Il realtà, il Collega Antonino Saetta, come altri colleghi uccisi dalla criminalità mafiosa e politica, non era nè un “santo”, nè un “eroe”, ma un Uomo magistrato che lavorava e aveva senso dello Stato.
Esattamente come erano Magistrati- Uomini, e non “eroi” o “santi”, i Colleghi Emilio Alessandrini e Guido Galli, come i loro più stretti familiari mi hanno personalmente riferito.
Erano persone serie, trasparenti, perfettamente riconoscibili quando dovevano esporre problemi o da indicare le responsabilità di qualcuno.
L'esempio umano e per nulla eroico del Collega Antonino Saetta, assolutamente umano anche nella redazione delle motivazioni delle sentenze durante le “ferie”, dimostra la non veridicità della tesi dall’anonimo del 31.8.2014, ore 20.28, il quale ha sostenuto che i magistrati, durante il periodo feriale, siano al mare e in montagna a godersi le loro lunghissime ferie.
È aver dimostrato la non verità di tale affermazione ciò che, verosimilmente, disturba il predetto anonimo.
In proposito, nel mio ultimo commento del 20 settembre 2014, ore 12.21, ho cercato di segnalare ai lettori, almeno sinteticamente, che la questione “ferie” in ambito giudiziario è molto più tecnicamente complessa rispetto alla banalizzazione che ne e stata fatta.
Inoltre, essa pone anche una problema culturale dell’esercizio della giurisdizione.
Quanto, poi, alla volgarità espressiva, a mio avviso, essa sta, oltre nell'uso di parole e frasi come “calare le braghe”, “cani e porci” (riferita, tempo addietro, agli imputati ai quali sono concessi il beneficio della sospensione condizionale della pena o le attenuanti generiche), anche nella denigrazione della stragrande maggioranza dei magistrati “vivi” che lavorano.
E tra essi anche i 48 Presidenti di Sezione della Corte di Cassazione verso i quali l’anonimo (che ha scritto di “Santi” e di “Eroi Sublimi”, riferendosi a magistrati “morti”) si è rivolto, con parole insultanti, il 5 settembre 2014, ore 00.13, nel topic “Giustizia, l’ingorgo c’è già”.
Piuttosto, è significativo che quasi tutti i commenti che, nel blog della dott.ssa Milella, contengono accuse ai magistrati, anche con modalità espressive denigratorie, siano scritti da “anonimi”, e cioè da persone che, in contraddizione con l’apparente pomposita di qualche “nick name”, non hanno il coraggio della trasparenza personale in un dialogo pubblico.
È evidente che coloro che, solo dietro uno schermo e pigiando i tasti di una tastiera, formulano accuse e esprimono giudizi che MAI avrebbero il coraggio di riferire guardando negli occhi il proprio interlocutore, dimostrano per ciò stesso la qualità di ciò che scrivono.
Quanto, infine, al comportamento “leale” e “spietato” di chi, sempre da “anonimo” (in palese contraddizione, quindi, con i concetti di "lealtà” e “spietatezza"), ha utilizzato frasi tratte da un film (o, come è stato da lui scritto, lette sui tappetini per mouse di computer), cercando di farle passare come proprie elaborazioni, omettendo di citarne le fonti, ciascuno potrà far le proprie valutazioni.
un ex-esule 21 settembre 2014 alle 20:59
Dott. Messina.
La sua mi pare una deformazione professionale. Accuse.. critiche magari, critiche che ho spesso rivotlo a colleghi suoi, che spesso mi hanno rivelato errori ed angherie di colleghi....
alexandertwo 21 settembre 2014 alle 21:25
@ gentile sig. Magnagrecia7 (h. 13,04)
Personalmente, sono in grado di... sbagliare da solo. Quindi, non ho bisogno anche di certi "suggerimenti".
Quanto a Lei, faccia un po' quello che vuole, a me non interessa.
@ gentile sig.a Maddale Na (h. 12,50)
Sono veramente rammaricato e dispiaciuto per non essere riuscito a spiegarmi (h. 09,21).
Maddale Na 21 settembre 2014 alle 23:18
Sig IO,IO,IO, con che coraggio parla di “cambiare discorso”? Lei che, di fronte alle mie circostanziate e documentate notizie sulla “giurisprudenza domestica” del CSM, con particolare riferimento ai Magistrati pigri e scansafatiche, che depositano le sentenze anche dopo NOVE ANNI NOVE, ha evitato accuratamente di prendere qualsivoglia posizione. Lei, che, per far prevalere la sua opinione su una questione miseranda, qual è quella delle ferie sue e dei suoi colleghi, ha tirato in ballo Antonino Saetta, che per me è e rimarrà sempre un Eroe.
Se la voglia di polemizzare a tutti i costi e di avere l’ultima parola (come forse è abituato a fare nelle Aule del suo Tribunale) la induce a sostenere che Antonino Saetta, così come Emilio Alessandrini e Guido Galli e tanti altri, NON erano degli Eroi, penso che abbia perso un’ottima occasione per tacere.
Se penso, poi, che quello che la induce a parlare in questo modo è il disappunto per la perdita di qualche giorno di ferie in più, rimango senza parole.
Gent.mo Sig alexandertwo, non si rammarichi. Nel Suo intervento delle 9,21 si è spiegato benissimo.
Ed io le ho risposto di conseguenza. Tanto per parlare delle Brigate Rosse, ci siamo dimenticati che inizialmente il Partito Comunista ne negava perfino l’esistenza e parlava di “sedicenti Brigate Rosse”?
Ci siamo dimenticati di quanta omertà e di quanta connivenza le BR hanno per lungo tempo goduto negli ambienti della sinistra radicalchic e non? Ci siamo dimenticati che il Procuratore Generale di Genova Francesco Coco e, prima di lui, il Sostituto Procuratore Mario Sossi furono addirittura indicati come bersagli da persone che lavoravano insieme a loro?
Ecco perché il Suo “non soltanto” calza a pennello non solo per Falcone e Borsellino ma anche per tanti altri Magistrati caduti nell’adempimento del loro dovere.
Francesco Messina, giudice Trani 22 settembre 2014 alle 00:49
"Ex -esule", lei è solo una persona che ignora, oltre alla differenza tra dispositivo e motivazione della sentenza, anche quella tra critica e insulto.
Lei ha usato l'espressione insultante "spappardellare" riferita all'attività giurisdizionale che è tutelata dalla Costituzione.
Tanto lei ha fatto da "anonimo", e questo perché lei, pavidamente, non avrebbe mai il coraggio di usare quella parola vergognosa, e il tono di tutto il commento in cui l'ha usata, davanti a un magistrato, riferendosi al suo lavoro.
E tanto basta per ogni valutazione del suo scritto.
alexandertwo 22 settembre 2014 alle 08:37
@ gentile sig.a Maddale Na (21 settembre, h. 23,18)
Pazienza, Lei insiste a voler vedere in un'unica direzione.
E peccato che, almeno così appare, non abbia presenti le vicende relative alla trattativa Stato-mafia (già giudizialmente accertata a Firenze) ed i cui aspetti (ivi compresi gli "autori") sono attualmente oggetto del processo in corso a Palermo.
E, probabilmente, non ha sentito parlare neanche del lavoro-ricostruzione storica di Marco Travaglio, persona, almeno in certi ambienti, assolutamente... inaffidabile, vero ?
Quindi, le ribadisco che quel... "non soltanto" era - a ragione - riferito esclusivamente alla mafia ed alle uccisioni dei giudici Falcone e Borsellino.
un ex-esule 22 settembre 2014 alle 11:55
Lei, come sempre, caro Dott. Messina, soffre di lontananza dal mondo reale. Se financo una innocente parola come pappardella, usata in un contesto leggero la fa sussultare. E io perche' mai dovrei stare davanti ad un magistrato ... scusi...
Mi ci manda lei?
un ex-esule 22 settembre 2014 alle 12:00
Conosco perfettamente la differenza tra dispositivo e motivazione. Non si preoccupi.
Il mio post incriminato per lesa maesta' era solo una domanda circa il perche', se un tribunale arriva ad una sentenza in al massimo pochi giorni, e quindi in quei giorni i risvolti del caso e il convincimento dei giudici si sono... diciamo sublimati.. nel dispositivo? per poi mettere a posto le carte e scrivere le motivazioni quindi... ci vogliano mesi..... tutto qui..
magnagrecia7 22 settembre 2014 alle 12:04
@Gentile Sig. Alexandertwo (21 settembre 2014 alle 21:25)
Ancora qui? Anziché copiaincollare le mie risposte, ora vedo che si rifugia di nuovo nell’inventarsi le cose. Quanti anni ha, 90? Ma constato con piacere che almeno un barlume di coscienza Le è rimasto, per capire ed ammettere che è in grado di sbagliare. Solo che è a metà dell’opera, Le resta la più difficile: quella di riuscire a scusarsi e per gli strafalcioni linguistici (e poi fa anche il maestrino…) e per la slealtà delle argomentazioni usate. Sono “colpe” gravi, queste sì da emendare, non quella surrettizia (v. dizionario Treccani) e strumentale che si è inventata ad arte nei riguardi della Signora Maddale Na…
magnagrecia7 22 settembre 2014 alle 13:16
@Francesco Messina, giudice Trani (21 settembre 2014 alle 15:21)
Citazione: ”Quanto, infine, al comportamento “leale” e “spietato” di chi, sempre da “anonimo” (in palese contraddizione, quindi, con i concetti di “lealtà” e “spietatezza”), ha utilizzato frasi tratte da un film (o, come è stato da lui scritto, lette sui tappetini per mouse di computer), cercando di farle passare come proprie elaborazioni, omettendo di citarne le fonti, ciascuno potrà far le proprie valutazioni”.
Constato con costernazione che Lei, magistrato, similmente ad un altro commentatore, anziché ammettere (....) le proprie “colpe” (evidenzio le virgolette) gravi e scusarsi, con un evidente meccanismo di proiezione, lancia accuse, per giunta a scoppio ritardato, improprie e pesanti (soprattutto se pronunciate da un magistrato in servizio) e si rifugia per giunta nel solito argomento trito e ritrito (Lei ha anche il difetto della ripetitività) del nickname.
Già 2 anni fa, nel nostro primo dialogo (stavo per scrivere duello dialettico…), Le scrissi: “Usare il nickname non è vietato, né una colpa, anzi si dovrebbe – anche Lei - fare altrettanto, nei blog, per non rischiare di personalizzare la discussione, ma tenerla su un piano il più possibile tecnico, senza rischio di… incriminazione”.
(http://milella.blogautore.repubblica.it/2012/07/11/anti-corruzione-ora-basta/comment-page-1/#comment-34465 ) (evidenzio i puntini sospensivi, che, per chi non lo sapesse, servono anche ad esprimere un tono ironico).
Il punto principale, però, è che Lei, di cui io apprezzo l’impegno e la costanza nel difendere la Sua causa (la ritrovo qui dopo 2 anni a reiterare all’infinito le medesime argomentazioni), lo fa con argomentazioni spesso, anzi sempre, faziose, esagerate, da sindacalista, e talvolta sleali, e, per giunta, ha il brutto vizio (...), oltre a quello di indulgere artatamente nelle mozioni degli affetti, – ripeto - di proiettare queste caratteristiche nei commentatori che sono critici con Lei o la Magistratura. Il che, mi scusi, non può che significare che Lei, nello svolgimento di quella che Lei considera una vera e propria missione, ha paura di essere poco coraggioso, almeno rispetto ai Suoi colleghi magistrati-eroi, svelando con ciò e confermando che anche Lei (come il Suo commentatore-imitatore, che non è capace di ammettere le sue “colpe” e scusarsi) ha avuto un’educazione troppo severa e poco affettiva e gratificante, che, da una parte, l’hanno resa ‘fragile’ (è l’amore che riceviamo da piccoli che ci rende “forti”, non altro) e, dall’altra, Le hanno posto come meta da raggiungere obiettivi troppo ambiziosi, che si avvicinano alla perfezione o addirittura che la indicano come meta obbligatoria. Condizione, detto in generale, tra le più sfortunate, poiché la perfezione – si sa - non esiste e pretendere di raggiungerla significa votarsi al fallimento e quindi, per i sensi di colpa, all’infelicità.
Potrei continuare ma mi fermo qui, scusandomi per l’analisi introspettiva dura e franca, ma come Lei sa io sono… spietato con gli sleali e, aggiungo, aborro i ping pong superficiali, caramellosi, ipocriti e ripetitivi. La saluto cordialmente,
alexandertwo 22 settembre 2014 alle 19:11
@ gentile sig. Magnagrecia7 (h. 12,04)
"(e poi fa anche il maestrino...)".
Questa frase, mi ricordo, è stata già usata da altro frequentatore del blog che si qualifica con altro nickname.
Visto che il dott. Messina ha segnalato - 21 settembre, h. 15,21 - un altro analogo suo precedente (in quel caso con ispirazione da film o tappetino per mouse) e la conseguente... recidiva, forse forse si può pensare e ritenere che questo è un suo ricorrente "vizietto" ?
magnagrecia7 22 settembre 2014 alle 21:39
@Gentile Sig. Alexandertwo (22 settembre 2014 alle 19:11)
Parlo sul serio: io, avendo letto un migliaio di libri, ma forse neppure, per giunta essendo dotato ormai, anzi da parecchio, presumo per un fatto ereditario, di una memoria non eccelsa (per giunta di tipo prevalentemente associativo, quindi per rammentare una cosa devo legarla ad un’altra, e se dimentico questa non rammento l’altra), mi considero un ignorante, anzi il principe degli ignoranti: vengo subito dopo Adriano Celentano... In compenso, mi considero uno specialista del 2+2, che sembra facile…
Perciò, considerandomi tran-quil-la-men-te tale, cioè un ignorante, se qualcuno mi insegna qualcosa o mi corregge, io gli sono sinceramente grato e lo ringrazio. Con gli altri mi comporto in modo analogo (anche per - Le rivelo un segreto - dalla sua reazione “conoscerlo” più in fretta e capirne i punti deboli per i miei duelli dialettici) e coltivo fin da piccolo il “vizietto” (come lo chiama Lei, per rivalersi dei numerosi “vizi” che Le ho, a ragione, appioppato…) di suggerire o di correggere, ma allo scopo di fare un piacere e di diffondere il sapere. Quindi, scusi la presunzione (che non equivale ad ammettere di essere presuntuoso, come incongruamente ha pensato Lei), io non mi considero un maestrino, ma un maestro, delle Scuole Elementari. Maestrino è invece Lei, che, pur palesando una conoscenza approssimativa della lingua italiana, ha la presunzione (a proposito di presunzione…) di invitare i Suoi interlocutori a ripassare la grammatica.
Infine, lasci stare l’esempio del Suo Modello, dietro il qualche cerca coraggiosamente di ripararsi: primo, perché è affatto privo di fondamento; secondo, perché anche con lui – che pretendeva incongruamente di fare il maestro con la Signora Maddale Na correggendone un presunto errore, ed invece si è rivelato soltanto un maestrino - ho voluto fare semplicemente il maestro, un piacere (anche se, debbo confessare, con un certo piacere), ma, invece di ricevere un grazie, mal me ne incolse, come con Lei… Illuminante, però.
PS: Perché, invece di sfruculiarmi per avere l’ultima parola, non ritorna alle Sue invettive? Ormai La “conosco”, mi annoio (...) E, per favore, soprattutto, non stia a copiaincollarlo.
magnagrecia7 22 settembre 2014 alle 23:47
Per ragioni di piccolissime, ripetute censure, che a me comunque fan venire l’orticaria, saluto per un po’ la titolare ed i frequentatori di questo blog, che ho invaso in questo breve periodo estivo con i miei commenti un po’ eterodossi, di cui – se hanno urtato molto la sensibilità di qualche lettore - mi scuso.
alexandertwo 23 settembre 2014 alle 00:01
@ gentile sig. Magnagrecia7 (h. 21,39).
Io, invece, a leggerla mi... diverto.
Lei, provi ad ignorarmi ed a non leggermi, mica è obbligato.
Ci sono tanti altri frequentatori di questo blog !
Liana Milella 23 settembre 2014 alle 10:21
Messaggio per Magnagrecia7
Scusi, ma lei non può pensare di insultare chi scrive nel blog dicendo che gli interventi non sono "virili". E se lo dicessero di lei?
alexandertwo 23 settembre 2014 alle 13:58
@ Gentile dott.ssa Milella (h. 10,21)
Mi scusi, ma io sarei stato curioso - vista la china scivolosa che aveva imboccato - di vedere come lo "spietato duellante" avrebbe preteso che fosse "qualificata" una richiesta di scuse nei contronti suoi (o delle gentili sig.e Maddale Na e Alessia Silvi), nel caso si fosse considerato creditore di un tale riconoscimento.
magnagrecia7 23 settembre 2014 alle 16:44
@Liana Milella (23 settembre 2014 alle 10:21)
Ero venuto qui soltanto a controllare se il mio precedente commento fosse stato pubblicato, ma, purtroppo, mi vedo costretto a replicare.
1. Noto che anche Lei ha delle piccole defaillance linguistiche: virile vuol dire anche semplicemente adulto (ho riportato apposta la voce del Sabatini-Coletti on-line), perché anche Lei – come il 90enne… - lo assume maliziosamente solo nell'altro significato?
2. Lei, anzi, arriva addirittura a definirlo un insulto: mi è facile osservare che a) è un’affermazione esagerata e, come tutte le affermazioni esagerate, rinvia a motivazioni “sottostanti”, una delle quali è che si è vista e , soprattutto, sentita scoperta censora (lo arguisco anche dal tono nervoso della Sua replica); b) la menzogna, la mistificazione, la slealtà sono un insulto, non la parola “virile” usata, a ragione, in uno dei suoi significati propri; e c) è del tutto falso e persino strampalato (indizio di debolezza e di senso di colpa per coda di paglia) che io abbia scritto che gli interventi non sono “virili”, ma - semplicemente - che è virile (= adulto che si assume le proprie responsabilità; v. anche punto 5) ammettere i propri errori e scusarsi. Come dovrebbe fare Lei ora con me.
3. Fatte le debite proporzioni, beninteso, anche io ho un blog, con parecchie visualizzazioni ma pochissimi commenti; raramente, qualche “matto” (il web, come il mondo reale, ne abbonda) ha ‘postato’ delle ingiurie: non le ho mai censurate.
4. Basta dare un’occhiata ai commenti del Suo blog per osservare che usare il termine virile è quello che fa abitualmente - con altre parole, ma molto incongruamente - Francesco Messina, giudice Trani, che Lei però non censura mai; neppure quando egli – magistrato in servizio (!) - usa un tono minatorio nei riguardi di suoi interlocutori che osano esprimere pareri critici nei riguardi della Magistratura.
5. Io, infine - Le confesso - un po’ l'ho fatto anche per questo, per saggiare il punto di rottura – diciamo così - della Sua imparzialità ed equanimità (ma non perché sia Lei, l'avrei fatto – e l’ho già fatto - con qualunque altro titolare di blog), in particolare, però, perché Lei tratta di giustizia.
PS: A proposito di piccole defaillance linguistiche, Le segnalo che si deve scrivere: sottrarsi al gioco, non dal gioco (cfr. Il suk delle nomine).
http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/S/sottrarre.shtml
Se La può consolare, lo stesso errore l’ha fatto ieri Ezio Mauro (cfr. video riunione redazione). Nessuno è perfetto.
alexandertwo 24 settembre 2014 alle 09:54
Ha avuto modo di constatare la perfetta uguagliaza dei termini usati per accomiatarsi usato, in questi ultimi commenti, da due diversi frequentatori di "Toghe" ?
Senza risalire alla famosa domanda circa la precedenza della nascita dell'uovo o della gallina, la cosa potrebbe, forse, indurre ad intravvedervi una certa... stranezza.
Comunque, forse mi sbagliero, ma ciò costituirebbei comunque una conferma di quanto nei giorni scorsi osservato, più di una volta, dal dott. Messina a proposito dell'utilizzo di espressioni... "altrui" senza citarne la fonte
alexandertwo 24 settembre 2014 alle 10:02
PS. (commento h.9,54)
In effetti mi sono... "sbagliato": alla terzultima riga va letto 'sbaglierò', con la o accentatata, e cassata la "i" per leggere 'costituirebbe'.

References: sentenza 
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