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Timestamp: 2018-04-21 01:54:40+00:00

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Art 3 d lgs n 165 del 2001
Dal 12/06/09 4719364
Articolo 3 del d. lgs. n. 165 del 2001 i rapporti di lavoro di diritto pubblico sottratti alla cognizione del giudice del lavoro, la giurisprudenza di legittimità più recente e rilevante in materia
questioni di giurisdizione nel pubblico impiego
D lgs n 165 del 2001
(Art. 2, commi 4 e 5 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituiti dall'art. 2 del d.lgs n. 546 del 1993 e successivamente modificati dall'art. 2, comma 2 del d.lgs n. 80 del 1998)
1. In deroga all'art. 2, commi 2 e 3, rimangono disciplinati dai rispettivi ordinamenti: i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato, il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia, nonché i dipendenti degli enti che svolgono la loro attività nelle materie contemplate dall'articolo 1 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 17 luglio 1947, n. 691, e dalle leggi 4 giugno 1985, n. 281, e successive modificazioni ed integrazioni, e 10 ottobre 1990, n. 287 (1).
1-bis. In deroga all'articolo 2, commi 2 e 3, il rapporto di impiego del personale, anche di livello dirigenziale, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, esclusi il personale volontario previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 novembre 2000, n. 362, e il personale volontario di leva, è disciplinato in regime di diritto pubblico secondo autonome disposizioni ordinamentali (2) (3).
1-ter. In deroga all'articolo 2, commi 2 e 3, il personale della carriera dirigenziale penitenziaria è disciplinato dal rispettivo ordinamento (4) (5).
2. Il rapporto di impiego dei professori e dei ricercatori universitari resta disciplinato dalle disposizioni rispettivamente vigenti, in attesa della specifica disciplina che la regoli in modo organico ed in conformità ai principi della autonomia universitaria di cui all'articolo 33 della Costituzione ed agli articoli 6 e seguenti della legge 9 maggio 1989, n. 168, e successive modificazioni ed integrazioni, tenuto conto dei principi di cui all'articolo 2, comma 1, della legge 23 ottobre 1992, n. 421 (6).
(1) A norma dell'articolo 2, comma 35, della legge 22 dicembre 2008, n. 203, dalla data di presentazione del disegno di legge finanziaria decorrono le trattative per il rinnovo dei contratti del personale di cui al presente comma.
(2) Comma inserito dall'articolo 1 della legge 30 settembre 2004, n. 252.
(3) A norma dell'articolo 2, comma 35, della legge 22 dicembre 2008, n. 203, dalla data di presentazione del disegno di legge finanziaria decorrono le trattative per il rinnovo dei contratti del personale di cui al presente comma.
(4) Comma inserito dall'articolo 2 della legge 27 luglio 2005, n. 154.
(5) A norma dell'articolo 2, comma 35, della legge 22 dicembre 2008, n. 203, dalla data di presentazione del disegno di legge finanziaria decorrono le trattative per il rinnovo dei contratti del personale di cui al presente comma.
(6) Vedi l'articolo 2-septies del D.L. 26 aprile 2005, n. 63, l'articolo 1, comma 186, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 , l' articolo 1, comma 576, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, l' articolo 3, comma 146, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e l'articolo 69, comma 1, del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, come modificato dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in sede di conversione.
Cassazione civile sez. un. 27/02/2013 n 4850
Nel caso di controversia relativa a rapporto di pubblico impiego non soggetto, per ragioni soggettive o temporali, alla privatizzazione, la soluzione della questione del riparto della giurisdizione, rispetto ad una domanda di risarcimento danni per la lesione della propria integrità psico-fisica proposta da un pubblico dipendente nei confronti dell'Amministrazione, è strettamente subordinata all'accertamento della natura giuridica dell'azione di responsabilità in concreto proposta, in quanto, se è fatta valere la responsabilità contrattuale dell'ente datore di lavoro, la cognizione della domanda rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, mentre, se è stata dedotta la responsabilità extracontrattuale, la giurisdizione spetta al giudice ordinario. L'accertamento del tipo di responsabilità azionato prescinde dalle qualificazioni operate dall'attore, anche attraverso il richiamo strumentale a singole norme di legge, quali l'art. 2087 o l'art. 2043 c.c., mentre assume rilievo decisivo la verifica dei tratti propri dell'elemento materiale dell'illecito, e quindi l'accertamento se il fatto denunciato violi il generale divieto di neminem laedere e riguardi, quindi, condotte dell'amministrazione la cui idoneità lesiva possa esplicarsi indifferentemente nei confronti della generalità dei cittadini come nei confronti dei propri dipendenti, costituendo in tal caso il rapporto di lavoro mera occasione dell'evento dannoso, ovvero consegua alla violazione di obblighi specifici che trovino al ragion d'essere nel rapporto di lavoro, nel qual caso la natura contrattuale della responsabilità non può essere revocata in dubbio.
Consiglio di Stato sez. III 12/02/2013 839
Le controversie relative all'attività assistenziale (in particolare, alla riorganizzazione delle strutture) svolta dai docenti universitari, in regime di convenzionamento con un ente ospedaliero sono devolute alla giurisdizione del Giudice amministrativo e non dell'A.G.O., in virtù della riserva di giurisdizione prevista dagli art. 3, comma 2, e 63, comma 4, d.lg. 30 marzo 2001 n. 165.
Cassazione civile sez. un. 06/07/2011 14830
In tema di lavoro pubblico privatizzato, la cognizione delle controversie relative a rapporti di lavoro alle dipendenze delle Pubbliche Amministrazioni è devoluta, in linea generale, alla giurisdizione del giudice ordinario, ad eccezione dei rapporti alle dipendenze delle Amministrazioni indicate dall'art. 3 del d.lg. n. 165 del 2001. Ne consegue che, con riferimento al rapporto lavorativo alle dipendenze dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, le relative controversie sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, non rientrando tale Amministrazione tra quelle previste dal citato art. 3 e non contenendo la normativa di settore alcuna specifica contraria disposizione.
Cassazione civile sez. un. 26/01/2011 n 1766
Le controversie relative al rapporto di impiego degli appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, stante il disposto dell'art. 1 l. 252/2004 che, introducendo il comma 1 bis all'art. 3 d.lg. 165/2001, ha esteso a detto rapporto il regime di diritto pubblico previsto per alcune categorie del pubblico impiego, vanno devolute, come quelle riguardanti il personale di cui all'art. 3, comma 1, d.lg. 165/2001, alla giurisdizione del g.a. con decorrenza dall'entrata in vigore della suddetta l. n. 252/2004, senza che l'art. 4 di quest'ultima possa differirne l'indicato effetto devolutivo, perché tale disposizione transitoria fissa unicamente il tempo iniziale di efficacia dei decreti legislativi di cui all'art. 2 della medesima legge prevedendo la proroga del trattamento normativo ed economico.
Tribunale Padova sez. lav. 04/01/2011
I ricercatori e i docenti universitari ai quali, in virtù di convenzioni esterne tra la Regione e l'Università, siano assegnate funzioni di natura assistenziale nell'ambito delle aziende ospedaliere del S.s.n. sono parti di due distinti rapporti di lavoro, pertanto sotto il profilo della giurisdizione, le controversie riguardanti il rapporto di impiego intercorrente con l'Ateneo resta assoggettato alla regola di cui all'art. 3 d.lg. n. 165 del 2001, di carattere per altro residuale e derogatorio rispetto alle norme generali di cui all'art. 63 commi 1 e 4 d.lg. cit., la quale prevede la devoluzione alla giurisdizione del giudice amministrativo, mentre le controversie concernenti rapporti di lavoro direttamente intercorrenti con aziende ospedaliere appartenenti al SSN restano devolute all'autorità giurisdizionale ordinaria.
T.A.R. Roma (Lazio) sez. III 16/11/2010 n 33481
Le qualifiche di docente e professore universitario non rilevano per fondare la giurisdizione esclusiva ai sensi degli art. 3 e 63, comma 4, d.lg. 30 marzo 2001 n. 165, allorché costituiscano solo un presupposto che legittima lo svolgimento di una prestazione di lavoro a favore di un datore di lavoro diverso dall'Università (nella specie con un'azienda sanitaria), configurandosi in tal caso un rapporto di lavoro assimilabile a quello dei medici o, in generale, a quello del personale sottratto alla giurisdizione amministrativa.
Cassazione civile sez. un. 24/03/2010 n 6997
Il rapporto di lavoro dei dipendenti del Corpo di polizia penitenziaria (istituito con l. n. 395 del 1990, che ha soppresso il Corpo degli agenti di custodia), espressamente incluso dal legislatore tra le Forze di polizia di Stato, è soggetto, ai sensi dell'art. 3, comma 1, d.lg. n. 165 del 2001, alla disciplina pubblicistica. Né, in senso contrario, rileva la qualificazione dello stesso come "corpo civile", conseguente alla smilitarizzazione e non implicante la privatizzazione del rapporto di lavoro, ovvero l'esistenza di una espressa connotazione pubblicistica del rapporto di lavoro del personale appartenente alla carriera dirigenziale penitenziaria (ex art. 2 della successiva l. n. 154 del 2005), giacché tale personale, pur contemplato nella l. n. 395 cit., non fa parte del Corpo di polizia penitenziaria, ma del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria alle cui dipendenze detto Corpo è posto. Ne consegue che la domanda proposta da un appartenente al Corpo di polizia penitenziaria, con qualifica non dirigenziale, per ottenere il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio di un'infermità, ai fini della corresponsione dell'equo indennizzo, è devoluta alla giurisdizione del giudice amministrativo.
La domanda del lavoratore volta ad ottenere l'accertamento della causa di servizio di una propria infermità, con il conseguente diritto all'equo indennizzo, non attiene al rapporto previdenziale, ma trova titolo nel rapporto di lavoro, di talché la controversia relativa è devoluta al giudice che ha giurisdizione sul rapporto medesimo. Nel rispetto di questo principio deve essere dichiarata la giurisdizione del g.a. nella controversia che vede coinvolto un appartenente al corpo di polizia penitenziaria, atteso che detto corpo è stato istituito con la l. n. 395/90 che ha soppresso il corpo degli agenti di custodia (art. 2) e, dopo averlo qualificato come "Corpo civile", ha previsto espressamente che il medesimo "fa parte delle forze di polizia"; da tale appartenenza non può che derivare la permanente applicazione della disciplina pubblicistica ai sensi dell'art. 3 comma 1 d.lg. n. 165 del 2001;
Cassazione civile sez. un. 22/12/2009 n 26966
Nelle controversie relative alle pretese retributive del personale militare, quali quelle riguardanti l'indennità di buonuscita degli appartenenti alle forze di polizia dello Stato, ivi comprese le azioni restitutorie promosse dell'ente previdenziale a seguito del pagamento indebito di una somma maggiore corrisposta a tale titolo (nella specie, per l'errato computo, ai fini della determinazione della stessa, dell'"indennità di polizia"), la giurisdizione non va determinata alla stregua dell'art. 6 l. n. 75 del 1980, né sulla base del generale criterio di ripartizione temporale fissato per tutti i rapporti di pubblico impiego privatizzato dall'art. 69, comma 7, d.lg. n. 165 del 2001, trattandosi di controversie relative ai rapporti di lavoro del personale in regime di diritto pubblico di cui all'art. 3 d.lg. n. 165 del 2001, che restano, conseguentemente, devolute alla giurisdizione esclusiva del g.a.

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