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Timestamp: 2019-09-17 00:24:25+00:00

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…Vorrei morire in Piazza Grande – Articolo21
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I Tg di giovedì 1 marzo – L’addio a Lucio mette d’accordo tutte le testate, che aprono sulla scomparsa di un artista che ha così tanto arricchito la colonna sonora delle nostre vite. Aggiungiamo una sola riflessione, indirizzata senza malizia a chi anche recentemente ha affermato che la cultura non si mangia: non si vive di soli carboidrati, proteine, vitamine e sali minerali, e la musica di Lucio Dalla è un esempio alto di ciò che ci ha nutrito nell’ultimo mezzo secolo.
Non si vive neanche solo di spread, e questa verità è colta in pieno da Enrico Mentana che nell’apertura di Tg la 7 abbina la discesa del differenziale btp-bund verso quota 300, alla crescita del tasso di disoccupazione sopra il 9%, per non parlare di quella giovanile, oramai sopra il 31%. Tutti, comunque, riprendono i complimenti della Merkel a Monti per l’abbattimento di 270 punti i meno di 4 mesi, mentre per carità di patria neanche le testate Mediaset se la sentono di riprendere le farneticanti affermazioni di Berlusconi da Bruxelles, che ha riproposto la favoletta dello spread impugnato contro di lui dalla stampa nazionale e internazionale. E’ sempre TG La 7, poi, a sottolineare che all’Abi non piacciono le nome del decreto che riguardano le banche, e che hanno portato alle odierne dimissioni dei suoi organismi dirigenti. Un punto a favore di Monti? Sempre per la politica, quasi tutti riprendono il menage a trois proposto da Berlusconi per il dopo elezioni, accettato da Casini, respinto da Bersani.
Sulla tensione in Val di Susa segnaliamo il Tg 5 che fa recitare a Michele Placido il Pasolini di Scritti Corsari sui poliziotti, mentre Tg la 7 è preciso nel segnalare le intemperanze di parte No-Tav, ma anche le denunce fatte dai valligiani sulle violenze subite da parte delle forze dell’ordine nella scorsa nottata. Sul Tg 1 Bersani assicura che almeno un pezzo della politica – il Pd, appunto- sarà in strada e nei comuni a dialogare con i valligiani: speriamo che alle parole seguano atti concreti. Domani si apre la due giorni dell’Assemblea di Articolo21- Liberi di; L’Osservatorio ci sarà, ma già stasera nel commento abbiamo voluto ascoltare Stefano Corradino, direttore del sito che ci ospita. Un’occasione per fare un bilancio del lavoro fin qui svolto e per traguardare i prossimi comuni impegni.
Il Commento di Stefano Corradino, Direttore di Articolo21 (Intervista di Alberto Baldazzi)
Stefano Corradino, dieci anni di attività dell’associazione, terzo anno di attività dell’OsservatorioTG, nato su forte spinta di Articolo21. Noi il nostro contributo nel costruire insieme l’agenda delle riflessioni sulla comunicazione l’abbiamo dato. Quali sono per te, in questo momento, i temi fondamentali che l’associazione analizza sulle problematiche comunicative?
“Intanto vorrei dire che l’Osservatorio ha svolto in questi tre anni un ruolo molto importante. Ha dato un contributo fondamentale ai temi dell’informazione ed è stato anche uno strumento utile per fare le pulci alle notizie date/non date dai telegiornali. Non è nato per dare una “pagella” ai direttori dei telegiornali, ma per segnalare come i telegiornali hanno affrontato determinati argomenti e come altri argomenti siano stati, in qualche modo, relegati in coda, dimenticati, talvolta oscurati e perfino manipolati. Quando Articolo21 è nato speravamo che fosse una associazione a tempo determinato, perché in teoria non ci dovrebbe essere bisogno in un paese normale di un’associazione che difenda la libertà di stampa, e speriamo che non ce ne sia bisogno in futuro, e neppure di un osservatorio che ricordi ai lettori che ci sono anche dei temi sgraditi di cui parlare.”
Siamo tutti pro-tempore. In questo momento, dal nostro punto di vista, la questione che si apre è quale evoluzione avrà la politica nel prossimo futuro, con la comunicazione che denota, soprattutto quella televisiva, come la politica stia scomparendo. Vediamo i recenti casi della Val di Susa ma anche il silenzio sulle uscite della Fiat. Insomma: la politica latita.
“Sì. Noi non possediamo la facile demagogia di chi vuole che la politica partitica sparisca definitivamente a causa di tutti i danni che ha fatto. Noi auspichiamo un processo di riforma ed autoriforma della società politica. Continuiamo a pensare che una sana politica sia vitale per il Paese”.
Corradino, per concludere. Siamo ai primi di marzo, e verso le idi di marzo si avvicinerà la scadenza del Consiglio di Amministrazione della Rai. Dal governo dei tecnici e dei sobri c’è da aspettarsi qualcosa di positivo?
“Ci piacerebbe una cosa semplice: il famoso passo indietro – chiesto da tanti, tanti anni – della politica dal controllo diretto del servizio pubblico. Le proposte sono tante, e negli anni sono state portate avanti da autorevoli esponenti politici e non solo. Tutti chiedono una cosa semplicissima, che all’interno degli organi del servizio pubblico ci possano essere, oltre che esponenti parlamentari, anche i rappresentanti della società civile e delle associazioni dei consumatori, cioè coloro che vivono e praticano quotidianamente il servizio pubblico. Questa è una delle cose che andremo a discutere nelle giornate di domani e di dopodomani nel corso dell’Assemblea nazionale di Articolo 21. Il tema del presente e del futuro della Rai, insieme a quello dell’editoria, i conflitti di interesse dentro e fuori il governo, i bavagli vecchi e nuovi, l’informazione del mondo sono i temi principali che vorremo andare a sviluppare, e magari coglieremo anche l’occasione per fare un bilancio di un’associazione che compie dieci anni, e insieme a lei anche il sito internet, con migliaia di iscritti, con centinaia di editoriali. Un giornale nato dieci anni fa che ha condotto centinaia di campagne per la libertà di informazione, anche con risultati molto buoni, partendo dai numeri: venti milioni di pagine visitate, più di duemila collaboratori e una redazione fatta di soli volontari, senza contributi statali, né politici, né imprenditoriali, che in qualche modo sono animati da un principio comune: il dovere di informare e il diritto di essere informati.”
Dati Auditel di mercoledì 29 febbraio 2012
Tg1 – ore 13:30 4.188.000 23,37% ore 20:00 6.210.000 23,41%. Tg2 – ore 13:00 2.827.000 17,16% ore 20:30 2.533.000 8,87%. Tg3 – ore 14:30 2.059.000 12,60% ore 19:00 2.640.000 13,88%. Tg5 – ore 13:00 3.794.000 22,65% ore 20:00 5.371.000 20,15%. Studio Aperto – ore 12:25 2.382.000 18,09% ore 18:30 1.333.000 8,75%. Tg4 – ore 11:30 523.000 7,18% ore 19:00 1.010.000 5,36% Tg La7 – ore 13:30 851.000 4,74% ore 20:00 2.183.000 8,11%.

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