Source: https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1129:edilizia-lapidei-industria-ccnl-19-dicembre-1990&catid=36:1990&Itemid=61
Timestamp: 2020-08-04 05:35:52+00:00

Document:
Edilizia - Lapidei, Industria: CCNL 19 dicembre 1990
Data firma: 19 dicembre 1990
Validità: 01.12.1990 – 30.06.1994
Parti: Associazione dell'Industria Marmifera Italiana e delle Industrie Affini, Associazione degli Industriali delle Provincia di Massa e Carrara, Associazione degli Industriali della Provincia di Lucca e Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Failclea-Confail
Art. 2. - Lavoro delle donne e dei minori
Art. 3. - Tutela della maternità
Art. 6. - Nuovi minimi tabellari mensili
Art. 7. - Indennità di contingenza
Art. 8. - Determinazione della retribuzione oraria
Art. 9. - Pagamento della retribuzione
Art. 10. - Orario di lavoro - Riduzione orario di lavoro – Trattamento delle festività soppresse
Art. 10 bis - Contratto di lavoro a tempo parziale (Part-time)
Art. 11. - Lavoro supplementare, straordinario, festivo e notturno
Art. 12. - Giorni festivi
Art. 13. - Riposo settimanale
Art. 15. - Passaggi di qualifica
Art. 16. - Premi di produzione
Art. 17. - Lavori speciali e disagiati
Art. 18. - Prevenzione infortuni - Mezzi protettivi
Art. 19. - Ambiente di lavoro
Art. 20. - Indumenti
Art. 21. - Mensa
Art. 22. - Appalti
Art. 24. - Congedo matrimoniale
Art. 24 bis. - Tossicodipendenti e loro familiari
Art. 25. - Movimenti irregolari di schede o di medaglie
Art. 26. - Trasferimenti
Art. 27. - Missioni temporanee e trasferte
Art. 28. - Cessione, trasformazione e fallimento dell'azienda
Art. 29. - Disposizioni speciali - Regolamento aziendale
Art. 30. - Indennità in caso di morte
Art. 31. - Accordi interconfederali
Art. 32. - Indiscindibilità delle disposizioni del contratto – Trattamento di miglior favore
Art. 33. - Reclami e controversie
Art. 34. - Normalizzazione dei rapporti sindacali
Art. 35. - Estensioni di contratti stipulati con altre Organizzazioni
Art. 36. - Contrattazione territoriale
Art. 37. - Facilitazioni per i lavoratori studenti
Art. 38. - Consiglio di fabbrica
Art. 39. - Assemblea sindacale
Art. 40. - Permessi per cariche sindacali
Art. 41. - Affissioni
Art. 42. - Aspettative per cariche pubbliche o sindacali
Art. 43. - Versamento di contributi sindacali
Art. 45. - Decorrenza e durata
Art. 46. - Periodo di prova
Art. 47. - Addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa e custodia
Art. 48. - Modalità di corresponsione della retribuzione agli operai
Art. 49. - Passaggio di mansioni
Art. 50. - Interruzione e sospensione di lavoro
Art. 51. - Divieti Art. 52. - Recuperi
Art. 53. - Riduzione di lavoro
Art. 54. - Cottimi
Art. 55. - Indennità speciale cavatori
Art. 56. - Conservazione degli utensili
Art. 57. - Visite di inventario e visite personali
Art. 58. - Permessi di entrata e di uscita
Art. 59. - Assenze
Art. 60. - Malattia
Art. 61. - Infortuni sul lavoro e malattie professionali
Art. 62. - Anticipazioni indennità infortunio
Art. 63. - Permessi
Art. 64. - Ferie
Art. 65. - Tredicesima mensilità (ex gratifica natalizia)
Art. 66. - Provvedimenti disciplinari e risarcimento dei danni
Art. 67. - Multe e sospensioni
Art. 68. - Licenziamento per mancanze
Art. 69. - Preavviso di licenziamento o di dimissioni
Art. 70. - Trattamento di fine rapporto
Art. 71. - Certificato di lavoro
Art. 72. - Periodo di prova
Art. 73. - Passaggio temporaneo di mansioni
Art. 74. - Sospensione o riduzione di lavoro
Art. 75. - Ferie
Art. 76. – Malattia
Art. 77. - Infortuni sul lavoro e malattie professionali
Art. 78. - Doveri del lavoratore
Art. 79. - Provvedimenti disciplinari
Art. 80. - Permessi e brevi congedi
Art. 81. - Tredicesima mensilità
Art. 82. - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 83. - Trattamento di fine rapporto
Art. 84. - Periodo di prova
Art. 85. - Contratto a termine
Art. 86. - Mutamento di mansioni
Art. 87. - Benemerenze nazionali
Art. 88. - Indennità di cassa
Art. 89. - Ferie
Art. 90. - Tredicesima mensilità
Art. 91. - Malattia
Art. 92. - Infortuni sul lavoro e malattie professionali
Art. 93. - Doveri dell'impiegato
Art. 94. - Provvedimenti disciplinari
Art. 95. - Assenze, permessi di breve congedo e aspettativa per motivi privati
Art. 96. - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 97. - Trattamento di fine rapporto
Art. 98. - Certificato di lavoro
Art. 99. - Norme generali
Art. 100. - Periodo di prova
Art. 101. - Corsi complementari
Art. 102. - Tirocinio presso diverse aziende
Art. 103. - Durata dell'apprendistato
Art. 104. - Minimi di paga base e contingenza
Art. 105. - Ferie
Art. 106. - Rinvio alle norme contrattuali
Associazione dell'Industria Marmifera Italiana e delle Industrie Affini […] e, in rappresentanza dell'Anepla […]; Associazione degli Industriali delle Provincia di Massa e Carrara […]; Associazione degli Industriali della Provincia di Lucca […]; con l'assistenza della Confederazione Generale dell'Industria Italiana […];
e Federazione Nazionale Lavoratori Edili e Affini del Legno (Feneal) aderente alla Uil […]; Federazione Italiana Lavoratori Costruzioni ed Affini (Filca) aderente alla Cisl […]; Federazione Italiana Lavoratori Legno Edilizia Industrie Affini ed estrattive - Fillea. Costruzioni e Legno-aderente alla Cgil […]
si è stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per i lavoratori dipendenti da aziende esercenti le attività di escavazione e lavorazione dei materiali lapidei, con la seguente sfera di applicazione […]
e Federazione Autonoma Italiana del Cemento, Legno, Edilizia ed Affini Failclea - Confail […];
con l'assistenza della Confederazione Autonoma Italiana del Lavoro Confail […].
3) produzione dei granulati, cubetti, polveri, ecc;
Le parti, ferma restando l'autonomia della attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità delle Organizzazioni imprenditoriali e di quelle dei lavoratori, ritengono opportuno valutare congiuntamente le tematiche suscettibili di incidere sensibilmente sulla situazione complessiva del settore sia in termini di occasioni positive e di sviluppo che di fattori di criticità.
A tale fine, a livello nazionale, venne costituito tra le parti un Osservatorio paritetico di settore, formato da sei rappresentanti (tre in rappresentanza delle Organizzazioni sindacali e tre delle Associazioni datoriali firmatarie) con lo scopo di fornire valutazioni ed indicazioni in particolare su:
- l'andamento del mercato nazionale e internazionale nonché, sulla base dei dati complessivi sulle previsioni degli investimenti, le prospettive produttive del settore con le eventuali articolazioni riguardanti i comparti di specializzazione più significativi e gli effetti sulla occupazione di tali prospettive;
- le problematiche occupazioni eventualmente poste dall'introduzione di nuove tecnologie di processo;
- l'andamento dell'occupazione giovanile all'interno del settore, in rapporto all'accordo interconfederale sui contratti di formazione-lavoro nonché l'andamento dell'occupazione femminile del settore, con le relative possibili azioni positive in linea con le disposizioni legislative che dovessero essere emanate nonché con quanto stabilito dalla attuale legislazione in tema di parità uomo-donna;
- iniziative nel campo della Formazione Professionale con l'obiettivo di realizzare azioni di sensibilizzazioni nei confronti degli organi preposti alla Formazione Professionale, ivi compresi quelli previsti dagli accordi interconfederali in vista della elaborazione di programmi specifici e strumenti finalizzati alla formazione settoriale;
Le tematiche di cui sopra saranno oggetto di esame in appositi incontri attivati dalle parti con cadenza di norma quadrimestrale e comunque legati alle specifiche esigenze. Alle riunioni dell'Osservatorio potranno partecipare tecnici di parte.
Le valutazioni ed indicazioni dell'Osservatorio saranno formulate all'unanimità.
L'Osservatorio opera utilizzando dati conoscitivi forniti dalle parti medesime o provenienti od elaborati da Enti esterni. A tale riguardo le parti potranno provvedere alla stesura di un regolamento.
L'Osservatorio sarà insediato entro tre mesi dalla data di sottoscrizione del contratto.
Le parti convengono che le azioni di sensibilizzazione previste nel campo della Formazione professionale potranno essere rivolte anche alla possibile individuazione di specifici programmi di formazione per lavoratori extracomunitari.
Ferma restando l'autonomia dell'attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, si conviene quanto segue:
1) Livello nazionale Le Associazioni stipulanti forniranno annualmente, di norma entro il primo semestre, in sede nazionale, alle Organizzazioni sindacali Feneal, Filca, Fillea informazioni aggregate riferite al settore rappresentato riguardanti:
f) dati complessivi relativi ai contratti di formazione lavoro stipulati dalle aziende del settore in applicazione degli accordi interconfederali, per una verifica sull'andamento dell'occupazione giovanile.
2) Livello regionale Le Associazioni imprenditoriali competenti forniranno annualmente, di norma entro il primo trimestre, in sede regionale alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, su richiesta delle stesse, informazioni aggregate riguardanti:
c) eventuali processi di ristrutturazione e riconversione produttiva:
3) Livello territoriale Le Associazioni territoriali degli industriali forniranno annualmente di norma non oltre il bimestre successivo alla scadenza di cui al punto 2) - e comunque a richiesta di una delle parti - alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, su richiesta delle stesse, informazioni aggregate in sede provinciale riguardanti:
Per quanto concerne i lavori eventualmente affidati a terzi, nell'ambito degli incontri sopra richiamati, al solo fine di disporre di elementi conoscitivi idonei alla valutazione del fenomeno, nelle provincie con significative concentrazioni di attività potranno essere richiesti, a partire dal 1984, dati aggregati relativi alla natura ed ai volumi delle attività produttive conferite a terzi.
Per quanto riguarda l'igiene sul lavoro e gli ambienti di lavoro si fa riferimento alle norme del D.P.R. 19-3-1956, n. 303.
Le parti, nel ribadire l'esigenza del rispetto delle norme di legge in materia di ambiente e di sicurezza dei lavoro, esamineranno, nell'ambito dell'attività dell'Osservatorio paritetico prevista dal vigente CCNL, le proposte di legge e le iniziative di carattere normativo di interesse per il settore lapideo che venissero avanzate in Italia o nell'ambito della CEE.
Ciò con particolare riguardo alla possibilità di individuare linee di indirizzo comune che servano da orientamento per gli Organismi legislativi o amministrativi, anche con particolare riferimento alle cave. Analoghe linee di indirizzo comune saranno ricercate nei confronti delle Autorità locali (Regioni, Province, ecc).
Inoltre, per quanto riguarda l'impatto ambientale in presenza di problematiche di particolare rilevanza che dovessero emergere a livello territoriale o comprensoriale, le parti si danno reciprocamente atto della necessità che tali problematiche vengano rappresentate all'Osservatorio paritetico nazionale di cui alle "Relazioni industriali" per attivare le indicazioni ed i suggerimenti di tale livello e per acquisire sui temi specifici indicazioni che possano essere utilizzate nelle singole sedi periferiche quale base di supporto nel confronto con le Istituzioni.
Le parti convengono sulla necessità di evitare, correggere ed eliminare le condizioni ambientali nocive o insalubri e, a tal fine, per quanto riguarda i valori-limite dei fattori di nocività di origine chimica, fisica e biologica, fanno riferimento a quanto previsto dall'art. 4 ultimo comma e dall'art. 24, paragr. 14 della legge 23-12-1978 n. 833 «Istituzione del servizio sanitario nazionale». Nelle more dell'attuazione di quanto disposto nei citati articoli, e quindi nell'attesa dell'emanazione del Testo unico in materia di sicurezza del lavoro, le parti stesse convengono di far riferimento al documento allegato.
Il Consiglio di Fabbrica concorda con la Direzione aziendale, ogni qualvolta se ne ravvisi l'esigenza, l'effettuazione di indagini ed accertamenti sull'ambiente di lavoro da affidarsi, in relazione a quanto previsto dall'art. 20, ultimo comma, della legge 23-12-1978 n. 833, ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle unità sanitarie locali o ad Enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo. Le eventuali spese, se dovute, e purché l'Ente sia congiuntamente designato, saranno a carico dell'Azienda.
Effettuate le prime rilevazioni dei fattori di nocività e d'insalubrità, le successive eventuali saranno effettuate in dipendenza di obiettive alterazioni dell'ambiente di lavoro o di modifiche strutturali significative degli impianti che le rendessero necessarie ai fini della tutela della salute e dell'integrità fisica dei lavoratori. Anche in tale ipotesi, la scelta dell'Ente di diritto pubblico specializzato nel campo specifico cui la rilevazione attiene, sarà effettuata di comune accordo tra Direzione aziendale e Consiglio di fabbrica.
In caso di innovazioni tecnologiche che comportino modifiche ambientali o l'impiego di nuove sostanze suscettibili d'esporre a rischio i lavoratori, le Aziende si atterranno alle acquisizioni scientifiche (tecnico-mediche) esistenti, dando immediata informazione al CdF delle sostanze stesse, dei rischi potenziali, dei mezzi e delle procedure di prevenzione che l'Azienda in tende adottare.
Copia del Regolamento verrà consegnata al C.d.F. e distribuita ai lavoratori e sarà comunque consultabile in luogo accessibile agli stessi.
Oltre al registro infortuni, il cui obbligo è sancito dall'art. 403 del D.P.R. 27 aprile 1955 n. 547, vengono istituiti:
- controlli effettuati dai servizi ispettivi degli Istituti previdenziali a norma del 2° comma, art. 5, della legge 20-5-1970, n. 300;
- visite di idoneità fisica effettuate a norma del 3° comma dell'art. 5 della legge 20 maggio 1970, n. 300;
I lavoratori saranno sottoposti alle visite mediche preventive e periodiche previste dalla legge, nonché a quelle altre che si rendessero obiettivamente necessarie a seguito dei risultati delle indagini sull'ambiente di lavoro di cui al comma 3 e 4 del presente articolo che individuino oggettive situazioni di particolare nocività.
Le parti si danno atto che quanto stabilito nel presente accordo realizza le finalità previste dall'art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300, in materia di ricerca, elaborazione ed attuazione delle misure idonee a tutelare la salute e la integrità fisica dei lavoratori.
In aree territoriale, caratterizzate da una significativa concentrazione di Aziende del settore, potranno essere istituiti Comitati paritetici per lo studio dei problemi inerenti la prevenzione degli infortuni, la sicurezza nei luoghi di lavoro, la formazione antinfortunistica e le misure utili ad abbattere i fattori di rischio e di nocività.
Le disposizioni contrattuali di cui alla presente regolamentazione dovranno essere coordinate con le norme di legge disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie, con particolare riferimento alle norme, anche di livello regionale, di attuazione della legge 23 dicembre 1978 n. 833.
Tali strumenti TLV (VLP) adottati dall'American Conference of Governmental Industrial Hygienists per l'anno 1978 saranno adeguati a quanto verrà stabilito dal Servizio Sanitario Nazionale, in attuazione dell'art. 27 della legge n. 833/1978.
Inoltre a tutti i lavoratori, salvo quelli che già usufruiscono di analoga concessione aziendale, verrà concesso in dotazione individuale, annualmente, dalle rispettive aziende un paio di pantaloni da lavoro.
Al fine altresì di promuovere una corretta applicazione delle vigenti disposizioni in materia di prevenzione infortuni e del rapporto di lavoro da parte delle ditte appaltatrici, per i contratti di appalto che saranno stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del presente contratto, le Aziende appaltanti dovranno esigere dalle imprese appaltatrici il rispetto delle norme contrattuali del settore merceologico cui appartengono le imprese appaltatrici stesse, nonché di tutte le norme previdenziali ed antifortunistiche. L'adempimento di quanto sopra si concretizzerà nella stipulazione di una corrispondente clausola nei relativi contratti di appalto.
Inoltre, viene convenuto che le Aziende provvederanno in proprio alla manutenzione ordinaria continua, fatta eccezione per quella che necessariamente deve essere svolta al di fuori dei normali turni di lavoro purché la loro dimensione renda necessaria una prestazione continuativa e ininterrotta del personale in via ordinaria addetto alla manutenzione.
L'eventuale regolamento interno, da portare preventivamente a conoscenza del Consiglio di Fabbrica, deve essere esposto in luogo chiaramente visibile.
a) di voler affidare, nelle singole unità produttive, anche se con meno di 16 dipendenti, al Consiglio di fabbrica, in quanto unitariamente Costituiti la rappresentanza sindacale dei lavoratori, nonché tutti i compiti di tutela la funzione di agente contrattuale per le materie proprie del livello aziendale;
b) che nel Consiglio di fabbrica composto soltanto da lavoratori in forza alle unità produttive, si identificano unitariamente le rappresentanze sindacali aziendali di cui alla legge 20 maggio 1970 n. 300.
2) Per i rapporti con la Direzione aziendale fermi restando i propri poteri decisionali e di indirizzo nelle unita produttive che occupano più di 15 dipendenti, il Consiglio di fabbrica si avvarrà di una struttura esecutiva all'uopo costituita nel suo ambito. Il numero dei componenti la struttura in parola non potrà superare, nelle unità maggiori, le 6 unità.
I nominativi dei lavoratori componenti la struttura esecutiva, saranno comunicati, per il tramite dell'Associazione territoriale, alla Direzione aziendale dalle Organizzazioni sindacali provinciali dei lavoratori.
Nell'esercizio dei suoi compiti, la predetta struttura esecutiva potrà farsi assistere da altri delegati componenti il Consiglio di fabbrica, e/o da lavoratori dei reparti interessati, in relazione alle materie di discussione.
3) Per l'espletamento dei propri compiti o funzioni di cui al punto 1), il Consiglio di fabbrica può disporre di permessi retribuiti per un monte annuo di 2 ore per ogni dipendente in forza presso l'unità produttiva, con un minimo di:
- 45 ore/anno per le unità produttive che occupano fino a 15 dipendenti:
Ai permessi retribuiti di cui al presente articolo si aggiungono ulteriori 15 minuti per ogni dipendente con un massimo di incremento - rispetto all'attuale situazione contrattuale - di 120 ore per stabilimento produttivo. Il singolo dipendente potrà usufruire di tali ulteriori permessi retribuiti per non più di 40 ore.
Tali permessi assorbono, fino a concorrenza, quelli spettanti ai dirigenti la RSA a norma dell'art. 23 della legge n.300/1970, nonché quelli sinora concessi per consuetudine alla Commissione interna.
I permessi debbono essere richiesti, di norma, per iscritto e con un preavviso di 24 ore, dagli organi competenti del Consiglio di fabbrica ed eventualmente dai Sindacati provinciali, in questo caso per il tramite dell'Associazione Territoriale, alla Direzione aziendale, indicando il nominativo del beneficiario. Il godimento dei permessi deve avvenire in modo da non pregiudicare il buon andamento dell'attività produttiva.
4) Per stabilire il numero dei beneficiari della tutela ai sensi della legge n. 300 (artt. 18 e 22), valgono i criteri di cui agli artt. 23 e 29 della legge stessa. I nominativi verranno comunicati per iscritto alla Direzione aziendale a cura delle Organizzazioni sindacali firmatarie, e per il tramite dell'Associazione territoriale.
4) che contravvenga al divieto di fumare o introduca sul luogo di lavoro cibi e bevande alcooliche, senza il permesso dell' azienda;
Incorre nel licenziamento con immediata risoluzione del rapporto di lavoro e con la perdita dell'indennità di preavviso, ma non del TIR, l'operaio che commetta gravi infrazioni alla disciplina od alla diligenza del lavoro o che provochi all'azienda grave nocumento morale o materiale, o che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro.
f) recidiva in qualunque delle infrazioni contemplate nell'articolo 67 quando sia già intervenuta la sospensione nei 12 mesi precedenti e sempre quando da tale recidiva derivi grave nocumento alla disciplina, all'igiene, alla morale;
L'infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione dell'attività lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dall'impiegato al proprio superiore diretto, perché possano essere prestate le previste cure di pronto soccorso ed effettuate le denunce di legge.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 24

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Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

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Art. 37

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Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

Art. 75

Art. 76

Art. 77

Art. 78

Art. 79

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Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 84

Art. 85

Art. 86

Art. 87

Art. 88

Art. 89

Art. 90

Art. 91

Art. 92

Art. 93

Art. 94

Art. 95

Art. 96

Art. 97

Art. 98

Art. 99

Art. 100

Art. 101

Art. 102

Art. 103

Art. 104

Art. 105

Art. 106
 art. 5