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Timestamp: 2020-02-22 02:50:16+00:00

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CODICE CIVILE - Libro Secondo: Delle successioni - Titolo I: Disposizioni generali sulle successioni
Articolo 456 - Apertura della successione
Articolo 457 - Delazione dell'eredità
Articolo 458 - Divieto di patti successori (#1)
#1 - Articolo così modificato dalla Legge 14 febbraio 2006, n. 55.
Articolo 459 - Acquisto dell'eredità
Articolo 460 - Poteri del chiamato prima dell'accettazione
Non può il chiamato compiere gli atti indicati nei commi precedenti, quando si è provveduto alla nomina di un curatore dell'eredità a norma dell'articolo 528.
Articolo 461 - Rimborso delle spese sostenute dal chiamato
Se il chiamato rinunzia alla eredità, le spese sostenute per gli atti indicati dall'articolo precedente sono a carico dell'eredità.
Articolo 462 - Capacità delle persone fisiche
Articolo 463 - Casi d'indegnità
2) chi ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge [penale] (#1) dichiara applicabili le disposizioni sull'omicidio;
3) chi ha denunziato una di tali persone per reato punibile [con la morte,] (#1) con l'ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni, se la denunzia è stata dichiarata calunniosa in giudizio penale; ovvero ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata dichiarata, nei confronti di lui, falsa in giudizio penale;
3-bis) Chi, essendo decaduto dalla podestà genitoriale nei confronti della persona della cui successione si tratta a norma dell'articolo 330, non è stato reintegrato nella podestà alla data di apertura della successione della medesima. (#2)
#1 - Parole soppresse dalla Legge 8 luglio 2005, n. 137.
#2 - Numero inserito dalla Legge 8 luglio 2005, n. 137.
Articolo 464 - Restituzione di frutti
Articolo 465 - Indegnità del genitore
Articolo 466 - Riabilitazione dell'indegno
Chi è incorso nell'indegnità è ammesso a succedere quando la persona, della cui successione si tratta, ve lo ha espressamente abilitato con atto pubblico o con un testamento.
Articolo 467 - Nozione
Articolo 468 - Soggetti
I discendenti possono succedere per rappresentazione anche se hanno rinunziato all'eredità della persona in luogo della quale subentrano, o sono incapaci o indegni di succedere rispetto a questa. (#1)
#1 - La Corte costituzionale con sentenza 14 aprile 1969, n. 79 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui esclude dalla rappresentazione il figlio naturale di chi, figlio o fratello del de cuius, non potendo o non volendo accettare, non lasci o non abbia discendenti legittimi.
Articolo 469 - Estensione del diritto di rappresentazione. Divisione
Articolo 470 - Accettazione pura e semplice e accettazione col beneficio d'inventario
Articolo 471 - Eredità devolute a minori o interdetti
Articolo 472 - Eredità devolute a minori emancipati o a inabilitati
Articolo 473 - Eredità devolute a persone giuridiche o ad associazioni, fondazioni ed enti non riconosciuti (#1)
#1 - Articolo così sostituito dalla Legge 22 giugno 2000, n. 192.
Articolo 474 - Modi di accettazione
Articolo 475 - Accettazione espressa
Articolo 476 - Accettazione tacita
Articolo 477 - Donazione, vendita e cessione dei diritti di successione
Articolo 478 - Rinunzia che importa accettazione
Articolo 479 - Trasmissione del diritto di accettazione
Articolo 480 - Prescrizione
Tuttavia, se si scopre un testamento del quale non si aveva notizia al tempo dell'accettazione, l'erede non è tenuto a soddisfare i legati scritti in esso oltre il valore dell'eredità, o con pregiudizio della porzione legittima che gli è dovuta. Se i beni ereditari non bastano a soddisfare tali legati, si riducono proporzionalmente anche i legati scritti in altri testamenti. Se alcuni legatari sono stati già soddisfatti per intero, contro di loro è data azione di regresso.
L'onere di provare il valore dell'eredità incombe all'erede.
L'accettazione col beneficio di inventario si fa mediante dichiarazione, ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni conservato nello stesso tribunale. (#1)
#1 - Le parole: "della pretura del mandamento" e "nella stessa pretura" sono state rispettivamente sostituite dalle parole: "dal tribunale del circondario" e dalle parole: "nello stesso tribunale" dal D. L.vo 19 febbraio 1998, n. 51, recante l’istituzione del giudice unico, a decorrere dal 2 giugno 1999.
Articolo 485 - Chiamato all'eredità che è nel possesso di beni
Articolo 486 - Poteri
Durante i termini stabiliti dall'articolo precedente per fare l'inventario e per deliberare, il chiamato, oltre che esercitare i poteri indicati nell'articolo 460, può stare in giudizio come convenuto per rappresentare l'eredità.
Articolo 487 - Chiamato all'eredità che non è nel possesso di beni
Articolo 488 - Dichiarazione in caso di termine fissato dall'autorità giudiziaria
Il chiamato all'eredità, che non è nel possesso di beni ereditari, qualora gli sia assegnato un termine a norma dell'articolo 481, deve, entro detto termine, compiere anche l'inventario; se fa la dichiarazione e non l'inventario, è considerato erede puro e semplice.
L'autorità giudiziaria può accordare una dilazione.
Articolo 489 - Incapaci
Articolo 490 - Effetti del beneficio d'inventario
Articolo 491 - Responsabilità dell'erede nell'amministrazione
Articolo 494 - Omissioni o infedeltà nell'inventario
Trascorso un mese dalla trascrizione prevista nell'articolo 484 o dall'annotazione disposta nello stesso articolo per il caso che l'inventario sia posteriore alla dichiarazione, l'erede, quando creditori o legatari non si oppongono ed egli non intende promuovere la liquidazione a norma dell'articolo 503, paga i creditori e i legatari a misura che si presentano, salvi i loro diritti di poziorità.
Tale diritto si prescrive in tre anni dal giorno dell'ultimo pagamento salvo che il credito sia anteriormente prescritto.
Articolo 498 - Liquidazione dell'eredità in caso di opposizione
Qualora entro il termine indicato nell'articolo 495 gli sia stata notificata opposizione da parte di creditori o di legatari, l'erede non può eseguire pagamenti, ma deve provvedere alla liquidazione dell'eredità nell'interesse di tutti i creditori e legatari.
L'invito è spedito per raccomandata ai creditori e ai legatari dei quali è noto il domicilio o la residenza ed è pubblicato nel foglio degli annunzi legali della provincia. (#1)
#1 - A norma della L. 24 novembre 2000, n. 340, a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della stessa legge sono aboliti i fogli degli annunzi legali delle province.
Compiuto lo stato di graduazione, il notaio ne dà avviso con raccomandata ai creditori e legatari di cui è noto il domicilio o la residenza, e provvede alla pubblicazione di un estratto dello stato nel foglio degli annunzi legali della provincia. (#1) Trascorsi senza reclami trenta giorni dalla data di questa pubblicazione, lo stato di graduazione diviene definitivo.
Divenuto definitivo lo stato di graduazione o passata in giudicato la sentenza che pronunzia sui reclami, l'erede deve soddisfare i creditori e i legatari in conformità dello stato medesimo. Questo costituisce titolo esecutivo contro l'erede.
I creditori e i legatari che non si sono presentati hanno azione contro l'erede solo nei limiti della somma che residua dopo il pagamento dei creditori e dei legatari collocati nello stato di graduazione. Questa azione si prescrive in tre anni dal giorno in cui lo stato è divenuto definitivo o è passata in giudicato la sentenza che ha pronunziato sui reclami, salvo che il credito sia anteriormente prescritto.
Articolo 504 - Liquidazione nel caso di più eredi
L'erede, che in caso di opposizione, non osserva le norme stabilite dall'articolo 498 o non compie la liquidazione o lo stato di graduazione nel termine stabilito dall'articolo 500, decade dal beneficio d'inventario.
Parimenti decade dal beneficio d'inventario l'erede che, nel caso previsto dall'articolo 503, dopo l'invito ai creditori di presentare le dichiarazioni di credito, esegue pagamenti prima che sia definita la procedura di liquidazione o non osserva il termine che gli è stato prefisso a norma dell'articolo 500.
Articolo 506 - Procedure individuali
Eseguita la pubblicazione prescritta dal terzo comma dell'articolo 498, non possono essere promosse procedure esecutive a istanza dei creditori. Possono tuttavia essere continuate quelle in corso, ma la parte di prezzo che residua dopo il pagamento dei creditori privilegiati e ipotecari deve essere distribuita in base allo stato di graduazione previsto dall'articolo 499.
Dalla data di pubblicazione dell'invito ai creditori previsto dal terzo comma dell'articolo 498 è sospeso il decorso degli interessi dei crediti chirografari. I creditori tuttavia hanno diritto, compiuta la liquidazione, al collocamento degli interessi sugli eventuali residui.
Articolo 507 - Rilascio dei beni ai creditori e ai legatari
A tal fine l'erede deve, nelle forme indicate dall'articolo 498, dare avviso ai creditori e ai legatari dei quali è noto il domicilio o la residenza; deve iscrivere la dichiarazione di rilascio nel registro delle successioni, annotarla, in margine alla trascrizione prescritta dal secondo comma dell'articolo 484, e trascriverla presso gli uffici dei registri immobiliari dei luoghi in cui si trovano gli immobili ereditari e presso gli uffici dove sono registrati i beni mobili.
Articolo 508 - Nomina del curatore
Trascritta la dichiarazione di rilascio, il tribunale (#1) del luogo dell'aperta successione, su istanza dell'erede o di uno dei creditori o legatari, o anche d'ufficio, nomina un curatore, perché provveda alla liquidazione secondo le norme degli articoli 498 e seguenti.
Le attività che residuano, pagate le spese della curatela e soddisfatti i creditori e i legatari collocati nello stato di graduazione, spettano all'erede, salva l'azione dei creditori e legatari, che non si sono presentati, nei limiti determinati dal terzo comma dell'articolo 502.
#1 - La parola: "pretore" è stata sostituita dalla parola: "tribunale" dal D. L.vo 19 febbraio 1998, n. 51, recante l’istituzione del giudice unico, a decorrere dal 2 giugno 1999.
Articolo 509 - Liquidazione proseguita su istanza dei creditori o legatari
Se, dopo la scadenza del termine stabilito per presentare le dichiarazioni di credito, l'erede incorre nella decadenza dal beneficio d'inventario, ma nessuno dei creditori o legatari la fa valere, il tribunale (#1) del luogo dell'aperta successione, su istanza di uno dei creditori o legatari, sentiti l'erede e coloro che hanno presentato le dichiarazioni di credito, può nominare un curatore con l'incarico di provvedere alla liquidazione dell'eredità secondo le norme degli articoli 499 e seguenti. Dopo la nomina del curatore, la decadenza dal beneficio non può più essere fatta valere.
Il decreto di nomina del curatore è iscritto nel registro delle successioni, annotato a margine della trascrizione prescritta dal secondo comma dell'articolo 484, e trascritto negli uffici dei registri immobiliari dei luoghi dove si trovano gli immobili ereditari e negli uffici dove sono registrati i beni mobili.
Articolo 510 - Accettazione o inventario fatti da uno dei chiamati
Articolo 511 - Spese
Articolo 512 - Oggetto della separazione
Articolo 513 - Separazione contro i legatari di specie
Articolo 514 - Rapporti tra creditori separatisti e non separatisti
Articolo 515 - Cessazione della separazione
Articolo 516 - Termine per l'esercizio del diritto alla separazione
Articolo 517 - Separazione riguardo ai mobili
La domanda si propone con ricorso al tribunale del luogo dell'aperta successione, il quale ordina l'inventario, se non è ancora fatto, e dà le disposizioni necessarie per la conservazione dei beni stessi.
Articolo 518 - Separazione riguardo agli immobili
Riguardo agli immobili e agli altri beni capaci d'ipoteca, il diritto alla separazione si esercita mediante l'iscrizione del credito o del legato sopra ciascuno dei beni stessi. L'iscrizione si esegue nei modi stabiliti per iscrivere le ipoteche, indicando il nome del defunto e quello dell'erede, se è conosciuto, e dichiarando che l'iscrizione stessa viene presa a titolo di separazione dei beni. Per tale iscrizione non è necessario esibire il titolo.
Articolo 519 - Dichiarazione di rinunzia
La rinunzia all'eredità deve farsi con dichiarazione, ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario (#1) in cui si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni.
#1 - Le parole: "della pretura del mandamento" sono state sostituite dalle parole: "dal tribunale del circondario" dal D. L.vo 19 febbraio 1998, n. 51, recante l’istituzione del giudice unico, a decorrere dal 2 giugno 1999.
Articolo 520 - Rinunzia condizionata, a termine o parziale
Articolo 521 - Retroattività della rinunzia
Articolo 522 - Devoluzione nelle successioni legittime
Articolo 523 - Devoluzione nelle successioni testamentarie
Articolo 524 - Impugnazione della rinunzia da parte dei creditori
Articolo 525 - Revoca della rinunzia
Articolo 526 - Impugnazione per violenza o dolo
Articolo 527 - Sottrazione di beni ereditari
Articolo 528 - Nomina del curatore
Quando il chiamato non ha accettato l'eredità e non è nel possesso di beni ereditari, il tribunale del circondario (#1) in cui si è aperta la successione, su istanza delle persone interessate o anche d'ufficio, nomina un curatore dell'eredità.
Il decreto di nomina del curatore, a cura del cancelliere, è pubblicato per estratto nel foglio degli annunzi legali della provincia (#2) e iscritto nel registro delle successioni.
#2 - I fogli degli annunzi legali delle province sono stati aboliti dalla Legge 24 novembre 2000, n. 340.
Articolo 529 - Obblighi del curatore
Il curatore è tenuto a procedere all'inventario dell'eredità, a esercitarne e promuoverne le ragioni, a rispondere alle istanze proposte contro la medesima, ad amministrarla, a depositare presso le casse postali o presso un istituto di credito designato dal tribunale (#1) il danaro che si trova nell'eredità o si ritrae dalla vendita dei mobili o degli immobili, e, da ultimo, a rendere conto della propria amministrazione.
Articolo 530 - Pagamento dei debiti ereditari
Il curatore può provvedere al pagamento dei debiti ereditari e dei legati, previa autorizzazione del tribunale. (#1)
Articolo 531 - Inventario, amministrazione e rendimento dei conti
Articolo 532 - Cessazione della curatela per accettazione dell'eredità
Articolo 533 - Nozione
Articolo 534 - Diritti dei terzi
Articolo 535 - Possessore di beni ereditari
Articolo 536 - Legittimari
Articolo 537 - Riserva a favore dei figli legittimi e naturali
Articolo 538 - Riserva a favore degli ascendenti legittimi
In caso di pluralità di ascendenti, la riserva è ripartita tra i medesimi secondo i criteri previsti dall'articolo 569.
Articolo 539 - Riserva a favore dei figli naturali (#1)
[A favore dei figli naturali, quando la figliazione è riconosciuta o dichiarata è riservato un terzo del patrimonio del genitore se questi lascia un solo figlio naturale, o la metà se i figli naturali sono più, salvo quanto è disposto dagli articoli 541, 542, 543, 545 e 546 per i casi di concorso.]
Articolo 540 - Riserva a favore del coniuge
Articolo 541 - Concorso di figli legittimi e naturali (#1)
Articolo 542 - Concorso di coniuge e figli
Articolo 543 - Concorso di coniuge e figli naturali (#1)
[Quando insieme col coniuge vi è soltanto un figlio naturale, al coniuge è riservato l'usufrutto di cinque dodicesimi del patrimonio del defunto.
Quando i figli naturali sono più, al coniuge è riservato l'usufrutto di un terzo del patrimonio, e ai figli naturali la piena proprietà di un altro terzo. La nuda proprietà dei beni assegnati in usufrutto al coniuge spetta per metà ai figli, mentre per l'altra metà fa parte della disponibile.]
Articolo 544 - Concorso di ascendenti legittimi e coniuge
Quando chi muore non lascia né figli legittimi né figli naturali, ma ascendenti legittimi e il coniuge, a quest'ultimo è riservata la metà del patrimonio, ed agli ascendenti un quarto.
In caso di pluralità di ascendenti, la quota di riserva ad essi attribuita ai sensi del precedente comma è ripartita tra i medesimi secondo i criteri previsti dall'articolo 569.
Articolo 545 - Concorso di ascendenti legittimi e figli naturali (#1)
Articolo 546 - Concorso di ascendenti legittimi, figli naturali e coniuge (#1)
[Se insieme con ascendenti legittimi e con figli naturali vi è anche il coniuge, la quota complessivamente riservata è di due terzi del patrimonio del defunto. Su questa quota al coniuge spetta l'usufrutto di una porzione pari a un terzo del patrimonio; agli ascendenti, una porzione pari al quinto del patrimonio se il figlio naturale è uno solo e al sesto se i figli naturali sono più; la residua parte spetta ai figli naturali. La nuda proprietà dei beni assegnati in usufrutto al coniuge spetta ai figli naturali se sono più; se il figlio naturale è uno solo, a lui ne spettano tre quinti e il resto fa parte della disponibile.]
Articolo 547 - Soddisfacimento delle ragioni del coniuge (#1)
[È in facoltà degli eredi di soddisfare le ragioni del coniuge mediante l'assicurazione di una rendita vitalizia o mediante l'assegno di frutti di beni immobili o capitali ereditari, da determinarsi di comune accordo o, in mancanza, dall'autorità giudiziaria, avuto riguardo delle circostanze del caso.
Articolo 548 - Riserva a favore del coniuge separato
Articolo 549 - Divieto di pesi o condizioni sulla quota dei legittimari
Articolo 550 - Lascito eccedente la porzione disponibile
Articolo 551 - Legato in sostituzione di legittima
Articolo 552 - Donazioni e legati in conto di legittima
Articolo 553 - Riduzione delle porzioni degli eredi legittimi in concorso con legittimari
Articolo 554 - Riduzione delle disposizioni testamentarie
Articolo 555 - Riduzione delle donazioni
Articolo 556 - Determinazione della porzione disponibile
Articolo 557 - Soggetti che possono chiedere la riduzione
Articolo 558 - Modo di ridurre le disposizioni testamentarie
Articolo 559 - Modo di ridurre le donazioni
Articolo 560 - Riduzione del legato o della donazione d'immobili
Articolo 561 - Restituzione degli immobili
Gli immobili restituiti in conseguenza della riduzione sono liberi da ogni peso o ipoteca di cui il legatario o il donatario può averli gravati, salvo il disposto del n. 8 dell'articolo 2652. I pesi e le ipoteche restano efficaci se la riduzione è domandata dopo venti anni dalla trascrizione della donazione, salvo in questo caso l'obbligo del donatario di compensare in denaro i legittimari in ragione del conseguente minor valore dei beni, purché la domanda sia stata proposta entro dieci anni dall'apertura della successione. Le stesse disposizioni si applicano per i mobili iscritti in pubblici registri. (#1)
#1 - Comma così modificato dal D.L. 14 marzo 2005, n. 35.
Articolo 562 - Insolvenza del donatario soggetto a riduzione
Articolo 563 - Azione contro gli aventi causa dai donatari soggetti a riduzione
Se i donatari contro i quali è stata pronunziata la riduzione hanno alienato a terzi gli immobili donati e non sono trascorsi venti anni dalla trascrizione della donazione, il legittimario, premessa l'escussione dei beni del donatario, può chiedere ai successivi acquirenti, nel modo e nell'ordine in cui si potrebbe chiederla ai donatari medesimi, la restituzione degli immobili. (#1)
L'azione per ottenere la restituzione deve proporsi secondo l'ordine di data delle alienazioni, cominciando dall'ultima. Contro i terzi acquirenti può anche essere richiesta, entro il termine di cui al primo comma, la restituzione dei beni mobili, oggetto della donazione, salvi gli effetti del possesso di buona fede. (#1)
Salvo il disposto del numero 8) dell'articolo 2652, il decorso del termine di cui al primo comma e di quello di cui all'articolo 561, primo comma, è sospeso nei confronti del coniuge e dei parenti in linea retta del donante che abbiano notificato e trascritto, nei confronti del donatario e dei suoi aventi causa, un atto stragiudiziale di opposizione alla donazione. Il diritto dell'opponente è personale e rinunziabile. L'opposizione perde effetto se non è rinnovata prima che siano trascorsi venti anni dalla sua trascrizione. (#2)
#2 - Comma inserito dal D.L. 14 marzo 2005, n. 35 e poi così modificato dalla Legge 28 dicembre 2005, n. 263.
Articolo 564 - Condizioni per l'esercizio dell'azione di riduzione

References: Articolo 456

Articolo 457

Articolo 458

Articolo 459

Articolo 460

Articolo 461

Articolo 462

Articolo 463

Articolo 464

Articolo 465

Articolo 466

Articolo 467

Articolo 468
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Articolo 469

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 sentenza 
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Articolo 504

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