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Timestamp: 2020-07-04 19:19:05+00:00

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Vademecum Rappresentanti di lista
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E CASISTICA
(ELEZIONI PER IL SINDACO
E PER IL CONSIGLIO COMUNALE)
UFFICIO ELETTORALE ITALIA UNICA:
[email protected] - 06 85569223
Vademecum e casistica
per i rappresentanti di lista
IL SEGGIO ELETTORALE E LE OPERAZIONI DI VOTO
Le operazioni di voto e di scrutinio si svolgono all’interno del seggio elettorale
che é costituito presso ogni sezione elettorale, è composto da un Presidente, e
quattro scrutatori (di cui uno, a scelta del Presidente, assume le funzioni di Vice
Presidente), da un segretario e dai rappresentanti di lista. La nomina dei componenti del seggio vale anche per l’eventuale turno di ballottaggio. Tutti i membri
del seggio, sono considerati, compresi i rappresentanti di lista, a tutti gli effetti,
pubblici ufficiali durante l’esercizio delle loro funzioni.
Il Presidente di seggio è nominato dalla Corte d’Appello. Qualora
il Presidente nominato al momento di “prendere servizio” dovesse non essere in condizioni di presentarsi al seggio e non vi fosse
modo per la Corte di Appello di provvedere alla sua sostituzione,
il Sindaco dovrà nominare un suo delegato o assumere egli stesso
la presidenza del seggio.
Tra i suoi poteri ha quelli di:
1.sovrintendere e dirigere tutte le operazioni di voto;
2.disporre, qualora ce ne fosse bisogno e solo nei casi previsti
dalla legge, degli agenti di Pubblica Sicurezza e delle Forze Armate;
3.decidere sui reclami, anche orali, in via provvisoria, facendo risultare a verbale, le difficoltà e gli incidenti che possono sorgere;
4.decidere sulla nullità dei voti e, sempre in via provvisoria, sull’assegnazione o meno dei voti contestati;
5.spiegare agli elettori, qualora ne facessero richiesta, le modalità
per la votazione, ma deve astenersi rigorosamente da ogni richiamo, anche indiretto, alle liste presentate evitando di manifestare
in alcun modo la sua preferenza per questa o quella lista.
Il Presidente è, comunque, tenuto in ogni caso ad udire il parere
degli scrutatori.
Il Vice
Il Vice Presidente, nominato dal Presidente tra gli scrutatori, coadiuva il Presidente e ne fa le veci in caso di sua temporanea
assenza o impedimento. È obbligatorio, quindi, che l’uno o l’altro
debbano necessariamente essere presenti in tutte le fasi di attività del seggio, siano esse quelle di insediamento, di voto o di
scrutinio.
Il segretario di seggio è scelto direttamente dal Presidente tra gli
iscritti e le iscritte nelle liste elettorali del comune.
Gli unici requisiti richiesti per svolgere questa funzione, sono
quelli di essere in possesso di titolo di studio non inferiore al
diploma di istituto di istruzione secondaria di secondo grado e
di non incorrere in nessuna cause di esclusione dalle funzioni di
componente del seggio.
Tra i suoi compiti ha quelli di:
1.assistere il Presidente nell’adempimento delle operazioni del
seggio;
2.provvedere, in particolare, alla compilazione dei verbali con
l’obbligo di scrivervi ed allegarvi fedelmente tutte le dichiarazioni, proteste o reclami presentati dagli scrutatori, dai rappresentanti di lista e dagli elettori;
3.raccogliere gli atti da allegare al verbale e confezionare i plichi
contenenti il verbale, le liste della votazione e gli altri atti delle
operazioni di voto e di scrutinio
Gli Scrutatori
Sono quattro per seggio e vengono nominati dalla Commissione
elettorale comunale tra il venticinquesimo ed il ventesimo giorno
prima del voto.
Se al momento dell’insediamento del seggio alcuni o tutti gli
scrutatori non si presentano, il Presidente del seggio li sostituisce
chiamando alternativamente l’elettore più anziano e poi il più
giovane presenti in quel momento davanti al seggio , purché sappiano leggere e scrivere, non siano rappresentanti di lista, e per i
quali non sussistano motivi di esclusione che sono, ovviamente, le
stesse che non consentono di essere inseriti negli albi degli scrutatori e quindi le stesse cause di esclusione valgono anche per
gli elettori chiamati a sostituire scrutatori non presentatisi.
I compiti degli scrutatori sono:
1.gestire e controllare tutte le operazioni che si svolgono nel seggio;
2.autenticare (firmare) le schede;
3.identificare e registrare gli elettori che si presentano per votare;
4.svolgere le operazioni di spoglio e scrutinio delle schede votate;
5.recapitare i plichi contenenti il verbale e gli altri atti delle operazioni di voto e di scrutinio;
Gli scrutatori non hanno potere di decisione nelle operazioni elettorali, però, possono far mettere a verbale qualsiasi osservazione
o reclamo che essi ritengano opportuno anche se in contrasto con
le decisioni del Presidente.
Figure escluse
dalle funzioni
Precisamente, sono esclusi dalle funzioni di Presidente di ufficio
elettorale di sezione, di scrutatore e di segretario:
1.coloro che alla data delle elezioni hanno superato il settantesimo anno di età;
2.i dipendenti del Ministero dell’Interno, delle poste e telecomunicazioni e dei trasporti;
3.gli appartenenti alle forze armate in servizio;
4.i medici provinciali, gli ufficiali sanitari e i medici condotti;
5.i segretari comunali ed i dipendenti dei comuni addetti o comandati a prestare servizio presso gli uffici elettorali dei comuni;
6.i candidati alle elezioni per le quali si svolge la votazione.
Il seggio si costituisce alle ore 16.00 del sabato antecedente il
giorno delle elezioni. Per la validità delle operazioni elettorali occorre che almeno tre membri del seggio (Presidente, segretario e
scrutatori) fra i quali obbligatoriamente almeno il Presidente o il
Vice Presidente, siano sempre presenti.
con le modalità viste.
I rappresentanti di lista non possono sostituire gli scrutatori assenti.
Operazioni di
La prima operazione da compiere è l’autenticazione delle schede
Occorre sempre contare le schede e autenticarle in numero corrispondente a quello degli elettori iscritti nel registro di seggio.
II Presidente estrae a sorte il numero progressivo d’ogni gruppo
di 100 schede, le quali devono essere autenticate dagli scrutatori
designati. Apre quindi il pacco delle schede e distribuisce agli
scrutatori un numero di schede corrispondenti a quello degli elettori iscritti nella sezione.
Lo scrutatore appone la sua firma sulla faccia posteriore della
scheda stessa. Nel verbale si deve fare menzione del numero di
schede firmate da ciascuno scrutatore. Successivamente il Presidente imprime il bollo nella parte posteriore di ciascuna scheda,
riponendole tutte nella stessa cassetta e, sotto la sua personale
responsabilità, provvede alla custodia delle schede rimaste. Durante le operazioni nessuno può allontanarsi dalla sala. Compiute
queste operazioni, il Presidente chiude le schede, sia quelle firmate e timbrate, sia le altre, in apposite scatole, chiude la sala
dove è insediato il seggio e rimanda le ulteriori operazioni alla
riapertura, alle ore 07.00 della domenica.
E’ opportuno che i rappresentanti di lista, sia quelli nominati con
l’atto presentato al Segretario comunale che quelli il cui atto di
designazione viene consegnato direttamente al Presidente del
seggio, siano presenti dall’inizio delle operazioni, quindi dalle ore
16.00 del sabato.
di voto
Alle ore 07.00 della domenica si ricostituisce il seggio elettorale.
Il Presidente controlla che le scatole contenenti le schede elettorali e tutto il materiale del seggio siano integre. Fatta questa
operazione dichiara aperte le operazioni di voto.
Si vota solo la domenica dalle ore 07.00 alle ore 23.00.
Per essere ammessi alle votazioni ciascun elettore deve mostrare
la tessera elettorale personale.
A chi dovesse presentarsi al seggio senza questa tessera si può
dare l’indicazione di recarsi all’Ufficio elettorale del proprio comune per farsene rilasciare un duplicato. Gli Uffici elettorali dei
comuni devono rimanere aperti durante la giornata di votazione.
L’elettore per poter votare deve essere identificato e l’identificazione degli elettori può avvenire:
1.mediante la carta d’identità o altro documento d’identificazione
o di riconoscimento rilasciato da una pubblica amministrazione,
purché munito di fotografia. Quindi sono validi oltre la carta d’identità, gli altri documenti d’identificazione o di riconoscimento,
anche scaduti, ma non oltre i tre anni, purché gli stessi risultino
sotto ogni altro aspetto regolari e possano assicurare la precisa
identificazione del votante e precisamente, le tessere di riconoscimento rilasciate dall’Unione nazionali ufficiali in congedo d’Italia,
purché munite di fotografia e convalidate da un Comando militare, le tessere di riconoscimento rilasciate dagli Ordini professionali, purché munite di fotografia;
2.per attestazione di uno dei membri del seggio;
3.per attestazione di un elettore del comune noto al seggio, e
cioè conosciuto almeno da un membro della sezione o che sia
già stato ammesso a votare in base ad un regolare documento
d’identificazione.
Nel caso in cui l’elettore manchi di documento valido e per lui
garantisca un membro del seggio, vanno registrati gli estremi del
documento dell’elettore che ha effettuato il riconoscimento.
Non sono mai validi i documenti senza fotografia.
Una volta riconosciuta l’identità dell’elettore, il Presidente gli consegna la scheda aperta e la matita copiativa. Dopo aver votato
l’elettore deve, prima di uscire dalla cabina, ripiegare la scheda e
successivamente riconsegnarla al Presidente insieme alla matita
copiativa.
Uno dei membri del seggio accerta che l’elettore ha votato apponendo la propria firma accanto al nome dell’elettore nell’apposita
colonna del registro e appone il timbro della sezione sulla tessera
elettorale dell’elettore che ha votato.
Nel caso in cui l’elettore non restituisca la scheda, egli non può
più votare e di ciò se ne prende nota nel verbale e nella lista;
Nel caso in cui l’elettore restituisca una scheda irregolare priva di
firma o di bollo, egli non può più votare; la scheda non è posta
nell’urna, è vidimata e allegata al verbale, e se ne prende nota
anche nella lista accanto al nome dell’elettore;
Nel caso in cui l’elettore voti fuori dalla cabina, il Presidente deve
ritirare la scheda dichiarandone la nullità e l’elettore non è più
ammesso al voto;
Nel caso in cui, infine, un elettore si accorge che la scheda consegnatagli è deteriorata oppure egli stesso l’ha deteriorata per
negligenza o ignoranza, o per errore ha sbagliato a esprimere
il proprio voto, può richiedere una nuova scheda al Presidente,
previa restituzione della precedente debitamente ripiegata.
Per assicurare il regolare svolgimento delle operazioni elettorali e,
in particolare, la libertà e segretezza della espressione del voto,
la legge fa divieto di introdurre all’interno delle cabine elettorali
“telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare
o registrare immagini”.
Pertanto, il Presidente di seggio deve invitare l’elettore, prima
che si rechi in cabina a votare, a depositare le anzidette apparecchiature delle quali sia in possesso.
Tali apparecchiature sono prese in consegna dal Presidente per
essere restituite all’elettore, insieme al documento di identificazione e alla tessera elettorale, dopo l’espressione del voto.
Gli elettori fisicamente impediti all’esercizio del voto, e solo loro,
possono essere accompagnati in cabina. La legge considera
come tali soltanto “i ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da
paralisi o da altro impedimento d’analoga gravità”. L’accompa6
gnatore deve essere un elettore membro della famiglia e, solo in
mancanza, può essere altra persona da questi liberamente scelta.
In ogni caso deve essere elettore del comune.
Nessuno può effettuare la funzione d’accompagnatore più di
una volta. È obbligatoria la registrazione del verbale della votazione con accompagnamento, indicandone il motivo specifico, il
nome dell’autorità che ha accertato l’impedimento ed il nome
Sono ammessi a votare gli elettori iscritti nelle liste della sezione.
oltre a questi, sono ammessi a votare nella sezione:
1.coloro che presentano una sentenza della Corte d’appello o
della Corte di Cassazione che li dichiara elettori del comune;
2.coloro che presentano una attestazione del Sindaco di ammissione al voto;
3.i componenti del seggio, anche se iscritti nelle liste di altra sezione del comune;
4.i rappresentanti di lista, anche se iscritti nelle liste di altra sezione del comune;
5.gli ufficiali e gli agenti della forza pubblica in servizio di ordine
pubblico presso il seggio, anche se iscritti nelle liste di altra sezione del comune;
6.gli elettori non deambulanti, in possesso della certificazione
medica, attestante l’impedimento fisico, rilasciata dall’azienda sanitaria locale;
7.Tutti i predetti elettori devono, comunque, esibire la tessera
elettorale, tranne quelli di cui ai numeri 1 e 2.
Le operazioni di votazione proseguono sino alle ore 23 della domenica.
Se a tale ora sono presenti nella sala del seggio o nelle immediate
adiacenze elettori che non hanno ancora votato, il Presidente ne
fa prendere nota dal segretario e li ammette a votare nell’ordine
in cui i loro nomi vengono annotati.
Se fuori dai locali del seggio si sono formate lunghe file di elettori
in attesa di votare, il Presidente può disporre che la Forza pubblica ne regoli l’ordinato afflusso, per garantirne il diritto di voto.
Dopo che tali elettori hanno votato, il Presidente dichiara chiusa
Lo scrutinio ha inizio alla chiusura delle operazioni di voto. In caso
di voto anche per le circoscrizioni lo spoglio avviene secondo l’ordine di priorità, quindi prima spoglio del voto comunale e poi
quello circoscrizionale.
Prima di cominciare lo scrutinio vero e proprio, cioè prima di esaminare le schede per attribuire i voti di lista e le preferenze, si
procede al conteggio degli elettori e delle schede votate. Occorre verificare che il numero degli elettori corrisponda a quanto
riportato sui registri di seggio, e che le schede votate corrispondano esattamente al numero degli elettori che hanno votato sottraendo dalle schede inizialmente autenticate quelle autenticate
ma non utilizzate.
Conclusa questa operazione viene designato con sorteggio dal
Presidente uno scrutatore (escludendo il Vice Presidente), che
avrà il compito di estrarre dall’urna ciascuna scheda per consegnarla al Presidente. Questi enuncia ad alta voce l’espressione di
voto. Il Presidente passa la scheda ad un altro scrutatore, il quale,
insieme al segretario, prende nota del numero dei voti. Questo
ultimo proclama ad alta voce i voti. Un terzo scrutatore ha il compito di porre la scheda scrutinata nella cassetta dalla quale sono
state tolte le schede non usate. Quando una scheda non contiene
alcuna espressione di voto deve essere immediatamente timbrata
Le schede possono essere toccate soltanto dai componenti del
seggio. Il numero totale delle schede scrutinate deve corrispondere al numero degli elettori che hanno votato. Il Presidente accerta personalmente la corrispondenza numerica delle cifre segnate nelle varie colonne del verbale col numero degli iscritti, dei
votanti, dei voti validi assegnati, delle schede nulle, delle schede
bianche, delle schede contenenti voti nulli e delle schede contenenti voti contestati, verificando la corrispondenza dei dati. È
suo compito, anche, leggere ad alta voce questi dati e accertarsi
che vengano correttamente riportati nel verbale. È vietato estrarre dall’urna una scheda se quella precedente non è stata posta
nella cassetta, ed è vietato per le elezioni comunali eseguire lo
scrutinio dei voti di preferenza separatamente dallo scrutinio dei
voti di lista.
La validità dei voti contenuti nella scheda deve essere ammessa
ogni qualvolta si possa desumere la volontà effettiva dell’elettore
(cd. favor voti).
I rappresentanti di lista devono tenere presente questo principio
e difendere sempre la volontà dell‘elettore.
Pertanto, non devono invalidare il voto:
• mere anomalie del tratto;
• i segni superflui o eccedenti o comunque giustificabili come
un’espressione rafforzativa del voto;
• l’imprecisa collocazione dell’espressione di voto rispetto agli spazi
a ciò riservati, tranne che non risulti con chiara evidenza che la scorretta compilazione sia preordinata al riconoscimento dell’autore;
• erronee indicazioni del nome del candidato che non ne impediscono l’agevole identificazione;
• le incertezze grafiche nella individuazione dei candidati prescelti.
Vi è un altro principio altrettanto importante nella giurisprudenza
elettorale. Le schede devono essere annullate ogni qualvolta si
abbia il sospetto che sia stato apposto un segno di riconoscimento, nel senso che la scheda rechi segni, scritte o espressioni che
inequivocabilmente siano idonei a palesare la volontà dell’elettore di far riconoscere la propria identità.
Tratti di matita strani, segni particolari o, dove sia prevista la preferenza, la stessa venga indicata attraverso i numeri anziché il cognome del candidato sono elementi che potrebbero ritenersi in buona
ragione segni identificativi e quindi le schede vanno annullate.
Ogni qualvolta il rappresentante di lista ritenga che una scheda
sia votata in maniera non conforme deve chiederne l’annullamento. Sull’assegnazione o meno dei voti contestati decide, in via
provvisoria, il Presidente di seggio.
È bene ricordare che qualunque cosa accada nel seggio, sia nella
fase di voto che in quella di scrutinio, se non è verbalizzata “non esiste”. Quindi, la contestazione deve essere sempre messa a verbale.
Le schede contestate, sia quelle il cui voto è stato attribuito sia
quelle i cui voti non sono stati attribuiti, devono essere messe
in appositi plichi che saranno poi consegnati all’ufficio elettorale
centrale per la successiva verifica.
Occorre ricordare che in sede di riesame presso l’ufficio elettorale
centrale è possibile assegnare o annullare una serie di voti che in
sede di scrutinio sono stati contestati. Per questa ragione ogni
contestazione sui voti va fatta mettere a verbale.
Negli ospedali e negli istituti e case di cura con almeno 200 posti
letto è istituita una sezione elettorale per ogni 500 posti letto o
frazioni di 500.
Possono esercitare il loro voto nella sezione ospedaliera, se ne
hanno fatto tempestiva richiesta al comune, oltre agli elettori rico-
verati, anche gli elettori facenti parte del personale di assistenza
dell’istituto di cura.
Il seggio ospedaliero è costituito ed opera esattamente come il
seggio ordinario.
Il seggio speciale è l’ufficio elettorale di sezione istituito appositamente per consentire il voto ai degenti in ospedali e case di
cura tra 100 e 199 posti letto ed anche per consentire quello dei
detenuti nelle case circondariali o di custodia cautelare.
Ricoverati e detenuti che desiderano votare devono fare richiesta
entro tre giorni dalla data del voto al Sindaco del comune nelle
cui liste elettorali sono iscritti (nella richiesta deve essere specificato il numero della sezione territoriale di appartenenza). Spetta
al Sindaco provvedere a comporre gli elenchi dei votanti nei seggi speciali e a fornire ai Presidenti dei seggi di origine gli elenchi
dei propri elettori iscritti nei seggi speciali.
Il seggio speciale è costituito da un Presidente e da due scrutatori
(uno dei quali assume le funzioni di segretario) che vengono nominati seguendo le stesse norme che regolano la nomina di quelli
dei seggi territoriali. Negli ospedali e nelle carceri le operazioni di
voto si svolgono negli stessi orari previsti per la votazione. Anche
in questi uffici elettorali è prevista la figura del rappresentante di
lista che deve essere, quindi, appositamente designato.
(o ufficio
di sezione)
Nelle piccole strutture ospedaliere con meno di 100 posti letto,
invece, non viene istituito il seggio speciale. I ricoverati in queste
case di cura potranno comunque votare. Il Presidente del seggio
ordinario nel cui territorio sono collocate tali strutture, in accordo
con il Sindaco, prende contatto con il direttore sanitario per concordare l’orario (compreso tra quelli delle votazioni) in cui recarsi nella
struttura accompagnato da uno scrutatore estratto a sorte tra quelli
del seggio e dal segretario, per consentire ai ricoverati di votare.
I rappresentanti di lista possono assistere alle operazioni di voto
di questi “Seggi volanti”. Anzi è utile c’è seguano con attenzione
e scrupolosamente le operazioni del seggio volante accertandosi
che l’esercizio del voto avvenga nel rispetto delle regole.
RIEPILOGO DEI RISULTATI E PROCLAMAZIONE
Comuni sino
a 15.000
con una sola
Se il Comune ha una sola Sezione Elettorale, il Presidente, ultimate le operazioni di controllo e riscontro, procede ad attestare
nel verbale, negli appositi prospetti:
a)i voti validi riportati da ciascun candidato alla carica di Sindaco;
b)la cifra elettorale di ogni lista;
c)i voti di preferenza riportati da ciascun candidato alla carica di
Consigliere di ogni lista, disponendo successivamente tali candidati di ogni lista secondo la graduatoria decrescente delle rispettive cifre individuali. La cifra elettorale di una lista è costituita dai
voti validi conseguiti dal candidato Sindaco ad essa collegato. La
cifra individuale di ciascun candidato alla carica di Consigliere è
costituita dalla cifra di lista aumentata dei voti di preferenza. (art.
71, commi 7 e 9, D.lgs. n. 267/2000)
Terminate queste operazioni, il Presidente, anzitutto, proclama
eletto Sindaco il candidato alla carica che ha ottenuto il maggior
numero di voti e procede alla proclamazione dei Consiglieri eletti.
Sono fatte salve le definitive decisioni del Consiglio Comunale
nell’esame di eventuali cause di ineleggibilità.
Se due candidati alla carica di Sindaco hanno riportato lo stesso
maggior numero di voti, il Presidente ne dà atto nel verbale e
chiude le operazioni del seggio, che dovranno essere riprese, per
la proclamazione degli eletti, al termine dello svolgimento del
turno di ballottaggio.
abitanti con
(adunanza dei
Presidenti di
seggio)
Se il Comune ha più di una sezione elettorale, le operazioni di
riepilogo dei risultati degli scrutini delle varie sezioni, senza poter
modificare i risultati stessi, e di proclamazione dei candidati eletti
sono effettuate dall’adunanza dei Presidenti di seggio.
L’adunanza è presieduta dal Presidente dell’ufficio elettorale della
1ª sezione, mentre le funzioni di segretario sono svolte dal segretario della medesima 1ª sezione. La norma stabilisce che la
relativa riunione è tenuta “nel giorno di martedì successivo alla
votazione, se possibile, o al più tardi alle ore 8 del mercoledì”.
Tuttavia, secondo le pubblicazioni del Ministero dell’Interno, tale
termine è da definirsi di carattere ordinatorio e che, pertanto, se
possibile e con l’assoluta regolarità e completezza delle operazioni del procedimento elettorale di rispettiva competenza, l’a-
dunanza dei Presidenti di sezione possa tenersi anche nel giorno
stesso di lunedì, dopo il compimento di tutti gli adempimenti dei
seggi. (art. 67, primo comma, T.U. n. 570/1960)
Comuni oltre
15.000 abitanti
(Ufficio
Nei Comuni superiori ai 15.000 abitanti, le operazioni di riepilogo
dei risultati e proclamazione degli eletti vengono svolte dall’Ufficio Elettorale Centrale.
Le operazioni dell’Ufficio Elettorale Centrale debbono avere inizio nella giornata del martedì successivo al giorno della votazione, se possibile, o, al più tardi, la mattina del mercoledì (art. 72,
comma 1, del T.U. n. 570/1960). Questo poiché, a norma dell’art.
13, comma 2, d.P.R. 28/04/1993, n. 132, le operazioni di scrutinio
presso gli Uffici Elettorali di sezione devono essere ultimate entro 12 ore dal loro inizio, se ha avuto luogo una sola elezione, ed
entro 24 ore, se hanno avuto luogo due consultazioni.
L’Ufficio Centrale, appena insediatosi, deve accertare se siano
pervenuti, da tutti gli Uffici Elettorali di sezione, i plichi con i verbali e i relativi allegati; nello stesso tempo deve verificare se tutti
gli uffici anzidetti abbiano completato o meno le operazioni di
Qualora qualche Ufficio Elettorale di sezione non abbia concluso
le operazioni di scrutinio, l’Ufficio Centrale procede al completamento delle operazioni non ultimate, separatamente per ogni
sezione, in base al relativo verbale, agli atti e alle schede contenute nell’urna ed, eventualmente, nella scatola che gli siano stati
trasmessi dagli uffici elettorali di sezione interessati.
Compiute le operazioni di spoglio dei voti, l’Ufficio Centrale deve
provvedere alla formazione, per ciascuna sezione, dei plichi contenenti le schede spogliate (schede nulle, schede contestate,
ecc.) e gli atti relativi a dette operazioni. L’Ufficio Centrale produce due esemplari di verbale relativi alle operazioni di spoglio;
uno di essi va alla Segreteria del Comune, l’altro rimane presso
l’Ufficio Centrale per essere inviato, insieme al verbale delle operazioni di competenza primaria dell’ufficio stesso, alla Prefettura
- Ufficio territoriale del Governo, con allegati i plichi contenenti le
schede spogliate.
Effettuate queste operazioni, l’Ufficio Centrale procede, in primo
luogo, al riepilogo dei voti riportati nel Comune da ciascun candidato alla carica di Sindaco in tutti gli Uffici Elettorali di sezione.
Le operazioni che l’ufficio deve compiere al riguardo consistono
nel sommare, nell’apposito prospetto, tutti i voti validi, compresi
quelli contestati e provvisoriamente assegnati, attribuiti ai singoli
candidati alla carica di Sindaco, come risultano dai verbali delle
operazioni dei singoli uffici elettorali di sezione. I rispettivi totali
vengono riportati nei corrispondenti paragrafi del verbale delle
operazioni dell’Ufficio Centrale. Si tenga presente che devono
essere registrati i dati risultanti dai verbali delle sezioni senza
che sia possibile apportare ad essi alcuna modificazione (ar.
72, comma 1, del T.U. 570/1960). Nessun riesame delle schede
rimesse dagli uffici elettorali di sezione unitamente al verbale può
essere effettuato dall’Ufficio Centrale.
Effettuato il riepilogo dei voti, il Presidente dell’Ufficio Centrale
proclama eletto alla carica di Sindaco il candidato che abbia
ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validi.
Se, al primo turno di votazione, nessun candidato alla carica
di Sindaco abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti
validi, il Presidente dell’Ufficio Centrale dichiara ammessi al
ballottaggio (che avrà luogo la seconda domenica successiva a
quella del primo turno) i due candidati che abbiano riportato
il maggior numero di voti. In caso di parità di voti tra i candidati
alla carica di Sindaco arrivati secondi, viene ammesso al ballottaggio il candidato collegato con la lista o con il gruppo di liste
che abbia conseguito la maggiore cifra elettorale complessiva e,
a parità di quest’ultima, il candidato più anziano di età.
Le operazioni dell’Ufficio Centrale proseguono per determinare la
cifra elettorale di lista o di gruppo e la cifra individuale dei candidati alla carica di Consigliere Comunale, mentre le operazioni di
riparto dei seggi tra le liste verranno effettuate dopo che sarà stato proclamato eletto il Sindaco a seguito del turno di ballottaggio
(art. 8 del d.P.R. n. 132/1993)
LE OPERAZIONI DI BALLOTTAGGIO
di ballottaggio
Al turno di ballottaggio per l’elezione del Sindaco si procede nei
comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, qualora nessun candidato alla carica di Sindaco abbia conseguito la maggioranza assoluta dei voti validi.
Le operazioni di votazione relative al turno di ballottaggio si svolgono con le stesse modalità del primo turno la seconda domenica dopo lo svolgimento del primo turno sempre dalle ore 7 alle
La nomina dei componenti dei seggi per le elezioni comunali, di
norma, vale anche per l’eventuale secondo turno di ballottaggio.
Pertanto, la composizione del seggio, fatti salvi i provvedimenti
sostitutivi intervenuti per sopraggiunti gravi impedimenti, deve
rimanere immutata, come era, cioè, all’inizio delle operazioni del
primo turno di votazione.
dei rappresentanti di lista
per il turno di
I rappresentanti delle liste di candidati già designati presso il seggio per il primo turno di votazione devono intendersi confermati
anche per il turno di ballottaggio. Resta tuttavia ferma la facoltà
per i delegati di tutte le liste di candidati di partiti o gruppi politici
che partecipano al turno di ballottaggio di designare nuovi rappresentanti, in sostituzione, cioè, di quelli designati in occasione
del primo turno di voto.
Nei seggi, invece, presso i quali, in occasione del primo turno di
votazione, non sono stati designati rappresentanti di lista, la designazione può comunque essere effettuata per la prima volta in
occasione del turno di ballottaggio.
Le nuove designazioni o le designazioni in sostituzione di quelle
precedentemente effettuate possono essere comunicate entro il
venerdì precedente il turno di ballottaggio al segretario del comune, che ne cura la trasmissione ai rispettivi Presidenti di seggio;
oppure possono essere comunicate direttamente ai Presidenti di
seggio il sabato pomeriggio, durante le operazioni di autenticazione delle schede di votazione, o la domenica mattina, purché
prima dell’inizio della votazione.
I rappresentanti di lista svolgono una funzione di presidio, di tutela del voto
espresso a favore della propria lista e, più in generale, a garanzia che le diverse
operazioni svolte all’interno del seggio elettorale siano sempre consone alla legge e dal diritto di voto.
La complessità del voto e di tutte le operazioni elettorali impongono, però, che
chi si appresta a svolgere questa delicata funzione sia adeguatamente formato
ed è questo il compito che abbiamo affidato a questo vademecum. Allo stesso
tempo ricordiamo che chi si appresta a fare il rappresentante di lista dovrà essere
dotato di pazienza, ma, soprattutto, di fermezza nel far rispettare le leggi.
La possibilità di nominare i rappresentanti di lista alle elezioni comunali è stabilita dal T.U. n. 570 all’art. 32 e dalla legge 21 marzo
1990 n.53 all’art.16, i quali prevedono che le dichiarazioni di presentazione delle liste di candidati alle elezioni comunali devono
contenere le indicazioni di due delegati autorizzati ad effettuare
le designazioni dei rappresentanti presso ciascun seggio e, nei
comuni superiori ai 15.000 abitanti, anche presso l’Ufficio Elettorale Centrale.
La designazione dei rappresentanti non è obbligatoria ma facoltativa, in quanto è fatta nell’interesse della lista: i rappresentanti
vigilano per la tutela degli interessi della rispettiva lista contro
eventuali irregolarità nello svolgimento delle operazioni elettorali.
Per realizzare tale obiettivo è quindi necessario che il partito si
doti in tutte i seggi elettorali dei propri rappresentanti. La designazione può essere fatta per due rappresentanti, uno effettivo
e l’altro supplente al fine di assicurare la continuità dell’esercizio
della funzione ad essi demandata.
La facoltà di nominare i rappresentanti spetta pertanto ai due
delegati indicati nella dichiarazione di presentazione della lista.
Per la designazione, è opportuno ricordare che:
1) la designazione è ammissibile solo se fatta da uno dei delegati indicati nella dichiarazione di presentazione della lista dei
candidati; per lo svolgimento del loro compito i delegati debbono dimostrare la loro qualifica, esibendo copia del verbale di ricevuta rilasciata all’atto del deposito della lista e delle candidature;
2) il rappresentante di lista designato deve essere elettore del
Comune: tale requisito può essere accertato dalla tessera elettorale in possesso del designato;
3) il rappresentante di lista deve saper “leggere e scrivere”:
tale requisito può essere accertato nel modo ritenuto più opportuno;
4) la designazione deve essere fatta per iscritto e la firma dei delegati deve essere autenticata da uno dei soggetti di cui all’art.
14 della legge n. 53/1990
presso i seggi
La designazione dei rappresentanti della lista presso i seggi deve
essere presentata al Segretario del Comune entro il venerdì antecedente il giorno della elezione.
Tale designazione può essere effettuata anche direttamente ai
Presidenti di Seggio il sabato pomeriggio alle ore 16, al momento della costituzione del seggio, oppure la mattina del giorno delle elezioni, purché prima dell’inizio delle operazioni di
voto (fissato per le ore 7). In questo caso, il Presidente di Seggio
riceverà dal Sindaco l’elenco delle liste i cui delegati non hanno
ancora designato i propri rappresentanti di modo da poter verificare.
Diritto dei
lavoratori ad
assentarsi dal
La normativa per il trattamento dei lavoratori che svolgono le funzioni di rappresentanti di lista è regolata dall’art. 119 del DPR n.
361 del 30/03/1957, dall’art. 2 della legge 30/04/1981 n. 178 e
dalla legge n. 69 del 29/01/1992 che precisa quanto segue: “i
lavoratori in questione hanno diritto al pagamento di specifiche
quote retributive, in aggiunta alla ordinaria retribuzione mensile,
ovvero a riposi compensativi per i giorni festivi o non lavorativi
eventualmente compresi nel periodo di svolgimento delle operazioni elettorali”.
La legge, pertanto, riconosce ai lavoratori che adempiono alle
funzioni presso gli uffici elettorali il diritto di assentarsi dal lavoro
per tutto il periodo necessario alle operazioni stesse.
Lo stesso diritto spetta anche ai rappresentanti di lista.
Tale diritto consiste nel pagamento di specifiche quote retributive
in aggiunta all’ordinaria retribuzione, ovvero a riposi compensativi, per i giorni festivi o non lavorativi eventualmente compresi
nel periodo di svolgimento delle operazioni elettorali. Il lavoratore dovrà comunque documentare al proprio datore di lavoro lo
svolgimento di tale attività presso i seggi elettorali presentando il
certificato del Presidente del seggio che indica data ed orario di
inizio e chiusura delle operazioni.
Nomina dei
di lista presso
Nei comuni superiori ai 15.000 abitanti, oltre ai rappresentanti
per i seggi elettorali, possono essere designati un rappresentante
effettivo ed uno supplente per l’Ufficio Elettorale Centrale.
La designazione va presentata alla segreteria dell’Ufficio Elettorale Centrale presso il Comune. La legge non stabilisce nessun
termine per la presentazione di tale designazione. Si ritiene, però,
che in analogia a quanto stabilito per gli Uffici Elettorali di Sezione, i delegati delle liste possano provvedervi sino al momento
dell’inizio delle operazioni dell’Ufficio Elettorale Centrale.
Requisiti dei
Per poter adempiere alle funzioni di rappresentante presso il seggio e presso l’Ufficio Elettorale Centrale, il rappresentante deve
essere elettore del Comune.
È necessario che il requisito richiesto sia documentato dall’esibizione del certificato elettorale.
Nel caso di contemporaneità di più elezioni, è comunque consentito che nei seggi elettorali la stessa persona svolga funzioni
di rappresentante di lista per più tipi di consultazione. In tal caso i
delegati delle liste potranno provvedere a designare i rappresentanti di lista anche con un unico atto. Nulla vieta che un delegato
designi sé stesso quale rappresentante.
Turno di
Nei Comuni superiori ai 15.000 abitanti, la designazione dei
rappresentanti di lista per l’elezione diretta del Sindaco e del
Consiglio Comunale va effettuata contestualmente anche per
l’eventuale secondo turno di ballottaggio.
Bisogna ricordare che i delegati delle liste che partecipano al ballottaggio hanno eventualmente la facoltà di designare nuovi rappresentanti presso gli uffici elettorali di sezione in luogo di quelli
a suo tempo designati per il primo turno di votazione, nonché
rappresentanti di lista nei seggi in cui tale designazione non era
stata effettuata in occasione del primo turno, secondo le modalità
previste dall’art. 35 del T.U. 16 maggio 1960 n. 570 e successive
DIRITTI E DOVERI DEI RAPPRESENTANTI DI LISTA
Facoltà dei
I rappresentanti di lista:
a) hanno diritto di assistere a tutte le operazioni elettorali sedendo al tavolo del seggio o in prossimità, ma in nessun modo possono intralciare le operazioni di voto;
b)possono far inserire sinteticamente nel verbale eventuali dichiarazioni. In particolare, debbono far inserire a verbale tutte le
azioni che possano inficiare o alterare la validità delle operazioni
di voto. Le verbalizzazioni vanno fatte fare appena si è a conoscenza dell’avvenimento;
c) possono apporre la loro firma:
• sulle strisce di chiusura dell’urna contenente le schede votate;
• nel verbale del seggio e sui plichi contenenti gli atti della votazione e dello scrutinio;
• sulle strisce adesive apposte alle finestre e alla porta di ingresso
alla sala della votazione
d)sono autorizzati a portare un bracciale o un altro distintivo con il
simbolo della lista che rappresentano, esclusivamente all’interno
del seggio. È comunque vietato indossare distintivi che siano di
propaganda elettorale o che riportino il nominativo di un candidato;
e) possono votare nella sezione elettorale presso la quale esercitano la loro funzione.
f)se ne fanno richiesta, i rappresentanti di lista possono assistere
anche alle operazioni di raccolta del voto effettuate dal seggio
speciale o dal seggio volante;
g)non possono toccare le schede elettorali e, in generale, tutto
il materiale del seggio elettorale, come i verbali o gli elenchi. È
opportuno rispettare queste indicazioni ed assicurarsi che anche
gli altri rappresentanti di lista lo facciano
Rispetto della
I rappresentanti - al pari dei componenti dei seggi - sono tenuti a
osservare limiti e divieti al trattamento di dati personali, anche di
natura sensibile, nel rispetto del diritto alla riservatezza e del principio costituzionale della libertà e segretezza del voto. In particolare, non possono assolutamente tenere nota delle persone
che hanno votato.
Sanzioni per i
I rappresentanti di lista che impediscono il regolare svolgimento
delle operazioni elettorali sono puniti con la reclusione da due a
cinque anni e con la multa fino a euro 2.065.
COMUNI SINO A 5.000 ABITANTI
VOTO VALIDO
Nei Comuni sino ai 5.000 abitanti, all’atto della votazione, l’elettore troverà nella scheda il nome e cognome del candidato
alla carica di Sindaco di fianco al contrassegno. Sotto di esso, è
inserito uno spazio dove inserire una preferenza per il candidato
al Consiglio Comunale.
Per esprimere il proprio voto, l’elettore potrà utilizzare solamente la matita copiativa fornitagli al seggio (non sono validi i voti
espressi utilizzando una propria penna o matita). L’espressione
di voto valido si configura nei seguenti casi:
• tracciando un solo segno di voto sul contrassegno di lista; in
questo caso esprime un voto valido sia per la lista votata, sia
per il candidato alla carica di Sindaco ad essa collegato;
• tracciando un segno di voto sia sul contrassegno di lista, sia
sul nominativo del candidato alla carica di Sindaco collegato
alla lista votata; anche in questo caso esprime un voto valido sia
per il candidato alla carica di Sindaco, sia per la lista ad esso
collegata;
• tracciando un segno di voto solo sul nominativo di un candidato alla carica di Sindaco; anche in questo caso il voto è valido
sia per il candidato alla carica di Sindaco, sia per la lista ad
esso collegata;
• manifestando il voto di preferenza per un candidato alla carica di Consigliere Comunale; l’elettore infatti può scrivere il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e
nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) nella riga stampata
sotto il contrassegno della lista di appartenenza del candidato
votato, anche senza segnare il contrassegno della lista stessa; in
tal caso il voto è valido sia per il candidato Consigliere, sia per
la lista cui appartiene il candidato votato e sia per il candidato
alla carica di Sindaco ad essa collegato.
È importante evidenziare che la preferenza deve essere manifestata, esclusivamente, per un candidato compreso nella lista
votata;
VOTO NON VALIDO
Durante lo scrutinio, nei Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti, possono verificarsi
due diverse specie di nullità: scheda nulla e scheda con voto di preferenza nullo.
In generale, la nullità del voto espresso per il candidato alla carica di Sindaco
determina, in ogni caso, la nullità sia del voto di lista che dei voti di preferenza
espressi nella scheda. Invece, la nullità dei voti di preferenza non comporta necessariamente la nullità delle altre espressioni di voto contenute nella scheda,
le quali, se non sono nulle per altre cause, rimangono valide per il voto di lista.
Non sono mai valide scritte o segni che possano rendere riconoscibile l’elettore,
per cui tali voti saranno annullati.
La scheda nulla non esprime nessun voto, né al Sindaco, né alla
lista, né al singolo candidato. Questo accade quando:
a) la scheda – pur con corretta espressione del voto – presenta
scritture o segni tali da far ritenere in modo inoppugnabile che
l’elettore abbia voluto far riconoscere il proprio voto;
b) la scheda – pur con corretta espressione del voto – non sia
conforme al modello previsto dalla legge (decreto del Ministro
dell’interno 24 gennaio 2014 e tabelle allegate), oppure non porti il bollo della sezione o la firma dello scrutatore;
c)la volontà dell’elettore si è manifestata in modo non univoco
e non c’è possibilità, nemmeno attraverso il voto di preferenza,
di identificare né il candidato alla carica di Sindaco né la lista di
candidati Consiglieri prescelti. Ciò accade, per esempio, quando:
• il segno di voto è apposto su più di un candidato a Sindaco;
• il segno di voto è apposto sui contrassegni di più di una lista
di candidati Consiglieri, senza alcun voto di preferenza oppure
esprimendo preferenze per candidati di più liste;
• un unico segno è apposto in modo trasversale tale da comprendere – senza possibilità di identificare una scelta chiara – l’area di
due o più retangoli della scheda contenenti il nome del candidato
Sindaco e il contrassegno della lista collegata;
• il segno di voto è apposto contemporaneamente sia per un
candidato a Sindaco sia per una lista di candidati Consiglieri non
collegata a quel candidato Sindaco (c.d. voto disgiunto, non ammesso nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti).
con voto di
nullo.
Costituiscono casi di nullità (o inefficacia) del voto di preferenza:
a)la preferenza espressa scrivendo un numero anziché il cognome
(o il nome e cognome) del candidato stesso;
b)l’assenza della chiarezza nel cognome (o nel nome e cognome)
del candidato scelto, tale da distinguerlo dagli altri (es. omonimia);
c)l’avere scritto il cognome (o il nome e cognome) di un candidato compreso in una lista diversa da quella votata;
d)avere espresso voti di preferenza in eccedenza.
SCHEDE BIANCHE E CONTESTATE
Quando una scheda non contiene alcuna espressione di voto né
segni o tracce di scrittura si configura il caso di scheda bianca. In
questo caso, il Presidente deve subito apporre il bollo della sezione “sul retro” della scheda stessa. Le schede bianche devono
essere altresì “vidimate”, cioè firmate o siglate, dal Presidente e
da almeno due scrutatori (artt. 54, terzo comma, e 68, secondo
comma, ultimo periodo, T.U. n. 570/1960).
Nel verbale del seggio il Presidente deve far prendere nota del
numero sia delle schede bianche, sia delle schede nulle, sia dei
voti di preferenza, per ciascuna lista, dichiarati nulli. Nei Comuni con popolazione superiore a 15.0000 abitanti, deve prendersi
nota anche del numero delle schede che, sebbene valide per il
voto al candidato Sindaco, contengono voti dichiarati nulli per
ciascuna lista.
contestate
Durante lo scrutinio possono essere sollevate contestazioni sulla validità di qualche scheda o di qualche voto per il candidato
Sindaco, di lista o di preferenza. In questo caso, il Presidente del
seggio decide sull’assegnazione o meno dei voti contestati sentiti gli scrutatori. Il parere degli scrutatori è obbligatorio ma non
vincolante. Il principio fondamentale, come già detto, è quello
di salvaguardare la validità del voto ogni qual volta sia possibile
desumere l’effettiva volontà dell’elettore. Le schede contestate e
non assegnate, sia per i voti presumibilmente espressi al candidato Sindaco, alla lista o al singolo candidato Consigliere vanno
sommate e tale numero va inserito a verbale.
Le schede di votazione per le elezioni comunali sono di colore
azzurro (Pantone “process blue U”)
Il voto è valido sia per la lista n. 1
che per il candidato a Sindaco ad
essa collegato (art. 6, comma 1,
d.P.R. 132/93)
essa collegato (art. 6, comma 2,
Caso n. 3
essa collegato (art. 71, co. 5, primo
periodo, del d.lgs. 18/08/2000, n.
Caso n. 4
TIZIO è candidato a Consigliere della lista n. 1. Il voto va alla lista n. 1,
al candidato a Sindaco ad essa collegato e a TIZIO (art. 6, co. 1, del
d.P.R. 28 aprile 1993, n. 132; art. 71,
co. 5, del d.lgs. 18/08/2000, n. 267)
Caso n. 5
TIZIO è candidato a Consigliere
della lista n. 1. Il voto va alla lista n.
1, al candidato a Sindaco ad essa
collegato e a TIZIO (art. 71, co. 5,
primo e secondo periodo, del d.lgs.
18/08/2000, n. 267)
Caso n. 6
TIZIO è candidato a Consigliere della lista n. 1 e nella lista n. 2 nessun
candidato si chiama TIZIO. Il voto va
alla lista n. 1, al candidato a Sindaco ad essa collegato e a TIZIO (art.
71, co. 5, primo periodo, del d.lgs.
18/08/2000, n. 267 e art. 57, secondo comma, del T.U. 16 maggio
1960, n.570)
Caso n. 7
al candidato a Sindaco ad essa collegato e a TIZIO (art. 6, comma 1,
d.P.R. n. 132/1993 e art. 57, penultimo comma, del T.U. n. 570/1960)
Caso n. 8
TIZIO è candidato a Consigliere della lista n. 1. Il voto va alla lista n. 1, al
candidato a Sindaco ad essa collegato e a TIZIO (art. 5, comma 1, del
d.P.R. 28 aprile 1993, n. 132)
della lista n. 1. La scheda è NULLA,
perché la volontà dell’elettore si è
manifestata in modo non univoco,
avendo votato due candidati a Sindaco (art. 64, primo comma, T.U. n.
570/1960)
TIZIO è candidato a Consigliere della lista n.1. La scheda è NULLA per
l’impossibilità, nei Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, di esprimere il c.d. voto disgiunto, cioè per un candidato a Sindaco
e, contemporaneamente, per una
lista ad esso non collegata (art. 71,
comma 5, d.lgs. n. 267/2000)
della lista n. 1. La scheda è NULLA
manifestata in modo non univoco
(art. 64, primo comma, del T.U. n.
perché contraddittoria, non essendosi la volontà dell’elettore manifestata in modo univoco (art. 64,
primo comma, T.U. n. 570/1960; art.
5, comma 1, d.P.R. n. 132/1993; art.
71, comma 5, d.lgs. n. 267/2000)
La scheda è NULLA, perché l’invalidità dell’espressione della preferenza mediante un numero non consente di attribuire il voto ad alcuna
lista o candidato a Sindaco (art. 71
comma 5, secondo periodo, del
d.lgs. n. 267/2000; art. 5, comma
1, d.P.R. n. 132/1993; art. 64, primo
comma, del T.U. n. 570/1960)
CAIO è candidato a Consigliere della lista n. 2. Il voto va al candidato
a Sindaco collegato alla lista n. 1 e
alla lista n. 1 stessa; è inefficace la
preferenza per il candidato CAIO
perché compreso in una lista diversa da quella votata (art. 6, comma
2, d.P.R. n. 132/1993; art. 57, quarto
comma, T.U. n. 570/1960)
TIZIO è candidato della lista n. 2. Il
voto è valido per il candidato a Sindaco collegato alla lista n. 1 e per la
lista n. 1 stessa; è inefficace la preferenza per TIZIO (art. 6, comma 2, del
d.P.R. n. 132/1993 e art. 57, quarto
TIZIO e CAIO sono candidati della
lista n. 1. Il voto va alla lista n. 1, al
candidato a Sindaco ad essa collegato e a TIZIO. È NULLA la preferenza per CAIO (art. 57, ultimo comma, del T.U. n. 570/1960)
COMUNI TRA 5.000 E 15.000 ABITANTI
Nei Comuni con popolazione compresa tra i 5.000 e i 15.000
abitanti, all’atto della votazione, l’elettore troverà nella scheda il
nome e cognome del candidato alla carica di Sindaco di fianco al
contrassegno. Sotto di esso, sono inseriti due spazi dove inserire
due preferenze per due candidati al Consiglio Comunale.
• manifestando uno o due voti di preferenza per un candidato
alla carica di Consigliere Comunale; l’elettore infatti può scrivere
il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome
e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) nelle righe stampate sotto il contrassegno della lista di appartenenza del candidato votato, anche senza segnare il contrassegno della lista stessa;
in tal caso il voto è valido sia per i candidati Consiglieri, sia per
la lista cui appartengono i candidati votati e sia per il candidato alla carica di Sindaco ad essa collegato.
È importante evidenziare che:
• le preferenze devono essere manifestate, esclusivamente,
per un candidato compreso nella lista votata;
• nel caso di espressione di due preferenze, queste devono
riguardare candidati di sesso diverso, a pena di annullamento
della seconda preferenza.
Durante lo scrutinio, nei Comuni tra 5.000 e 15.000 abitanti, possono verificarsi
tre diverse specie di nullità: scheda nulla, scheda con voto di preferenza nullo
e scheda con secondo voto di preferenza nullo. In generale, la nullità del voto
espresso per il candidato alla carica di Sindaco determina, in ogni caso, la nullità sia del voto di lista che dei voti di preferenza espressi nella scheda. Invece,
la nullità dei voti di preferenza non comporta necessariamente la nullità delle
altre espressioni di voto contenute nella scheda, le quali, se non sono nulle per
altre cause, rimangono valide per il voto di lista.
c) la volontà dell’elettore si è manifestata in modo non univoco e non c’è possibilità, nemmeno attraverso il voto di preferenza,
Scheda con
secondo voto
La casistica del secondo voto di preferenza nullo riguarda il fatto che l’elettore può esprimere fino a due preferenze per candidati della lista votata (o collegata al candidato Sindaco votato):
Dunque, la seconda preferenza deve essere annullata se non è
attribuita a un candidato di sesso diverso da quello indicato
con la prima espressione di preferenza (art. 71, comma 5, ultimo
periodo, d.lgs. n. 267/2000).
d.P.R. 192/93)
TIZIO è candidato a Consigliere della lista n. 1 e nessun candidato della
lista n. 2 si chiama TIZIO. Il voto va
Caso n. 9
TIZIO e MEVIA sono candidati, di
sesso diverso, della lista n. 1. Il voto
va alla lista n. 1, al candidato a Sindaco ad essa collegato e a entrambi
i candidati Consiglieri, di sesso diverso, TIZIO e MEVIA (art. 71, comma 5, secondo e terzo periodo, del
d.lgs. n. 267/2000)
della lista n.1. La scheda è NULLA,
manifestata in modo non univoco, avendo votato due candidati a
Sindaco (art. 64, primo comma, del
T.U. n. 570/1960)
TIZIO e CAIO sono candidati, del
medesimo sesso, della lista n. 1. Il
voto va alla lista n. 1, al candidato a
Sindaco ad essa collegato e al solo
candidato Consigliere TIZIO. La seconda preferenza, per il candidato
Consigliere CAIO, è annullata perché espressa per un candidato del
medesimo sesso di quello indicato
per primo (art. 71, comma 5, terzo e quarto periodo, del d.lgs. n.
267/2000)
TIZIO, CAIO e MEVIA sono candidati della lista n. 1. TIZIO e CAIO
sono del medesimo sesso. Il voto va
alla lista n. 1, al candidato a Sindaco
ad essa collegato e ai due candidati
TIZIO e MEVIA, in quanto di sesso
tra loro diverso. La preferenza per
il candidato CAIO è annullata perché espressa per un candidato del
267/2000 e art. 57, ultimo comma,
del T.U. n. 570/1960)
COMUNI SUPERIORI AI 15.000 ABITANTI
Nei Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, all’atto
della votazione, l’elettore troverà nella scheda il nome e cognome del candidato alla carica di Sindaco, scritti entro un apposito
rettangolo, sotto il quale sono riportati i contrassegni della lista o
delle liste con cui il candidato è collegato.
• tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così
espresso è valido sia per la lista votata sia per il candidato alla
carica di Sindaco ad essa collegato;
• tracciando un segno sul rettangolo recante il relativo nominativo, e sul contrassegno della lista o di una delle liste collegate
al candidato Sindaco stesso; anche in questo caso esprime un
voto valido sia per il candidato alla carica di Sindaco sia per la
lista collegata prescelta;
• tracciando un segno sul rettangolo recante il relativo nominativo, e per una lista non collegata tracciando un altro segno
sul relativo contrassegno; il voto così espresso è attribuito sia
al candidato alla carica di Sindaco sia alla lista prescelta non
collegata (c.d. “voto disgiunto”);
• tracciando un segno sul rettangolo recante il relativo nominativo, non segnando alcun contrassegno di lista; il voto così
espresso è attribuito solo al candidato alla carica di Sindaco;
• solo per candidati alla carica di Consigliere Comunale, scrivendone il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia,
il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) nelle
righe stampate a fianco del contrassegno della lista di appartenenza dei candidati votati, anche senza segnare il contrassegno
della lista stessa; in tal caso il voto è valido sia per i candidati
Consiglieri votati, sia per la lista cui essi appartengono, sia
infine per il candidato alla carica di Sindaco ad essa collegato,
salvo che l’elettore non si sia avvalso della facoltà di esprimere
un voto disgiunto.
per candidati compresi nella lista votata;
• ogni elettore può manifestare non più di due voti di preferenza per candidati alla carica di Consigliere Comunale; nel caso
di espressione di due preferenze, queste devono riguardare
candidati di sesso diverso, a pena di annullamento della seconda preferenza.
Durante lo scrutinio, nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, possono verificarsi quattro diverse specie di nullità, di cui una totale e tre parziali:
schede nulle; schede contenenti voti nulli limitatamente alle liste ma validi
per i candidati alla carica di Sindaco, schede contenenti voto di preferenza
nullo, schede contententi il secondo voto di preferenza nullo. In generale, la
nullità del voto espresso per il candidato alla carica di Sindaco determina, in
ogni caso, la nullità sia del voto di lista che dei voti di preferenza. Invece, la
nullità del voto di lista determina, in ogni caso, la nullità dei voti di preferenza
espressi nella scheda.
Si ha la VOTO NULLO della scheda nei seguenti casi:
a)quando la scheda – tanto nell’ipotesi che sia stata votata in
maniera da non lasciare dubbi circa l’intenzione dell’elettore di
preferire un determinato candidato alla carica di Sindaco e/o una
determinata lista, quanto nell’ipotesi che non contenga alcuna
espressione di voto - presenta, però, scritture o segni tali da far
ritenere in modo inoppugnabile che l’elettore abbia voluto far
riconoscere il proprio voto;
b)quando la scheda – tanto nell’ipotesi che sia stata votata in
espressione di voto – non sia però conforme al modello previsto
dalla legge (decreto del Ministro dell’interno 24 gennaio 2014 e
tabelle allegate), oppure non porti il bollo della sezione o la firma
dello scrutatore;
c)quando la volontà dell’elettore si è manifestata in modo non
univoco e non c’è possibilità, nemmeno attraverso il voto di preferenza, di identificare né il candidato alla carica di Sindaco né la
lista di candidati Consiglieri prescelti. Costituisce, ad esempio,
caso tipico di nullità l’avere messo il segno di voto sui nomi di più
di un candidato a Sindaco.
contenenti
voti nulli
alle liste, ma
alla carica di
Si verifica tale tipo di nullità quando l’espressione di voto, sebbene univoca per il candidato alla carica di Sindaco, non è altrettanto univoca per una delle liste di candidati alla carica di Consigliere comunale, che sia o meno collegata al candidato Sindaco
prescelto. Infatti, nei Comuni con popolazione superiore a 15.000
abitanti, l’elettore può anche esprimere un voto disgiunto, cioè,
dopo aver votato per un determinato candidato Sindaco, può altresì votare per una lista di candidati Consiglieri non collegata a
quel candidato Sindaco. Costituiscono, ad esempio, casi di nullità
del voto di lista, dopo che l’elettore ha espresso univocamente un
segno di voto per un candidato Sindaco:
a)aver tracciato un altro segno di voto a cavallo di due contrassegni di lista contigui;
b)aver tracciato due o più altri segni di voto su diversi contrassegni di lista, appartenenti o meno allo schieramento di liste collegate al candidato Sindaco prescelto.
Nullità del voto a)Costituiscono casi di nullità (o inefficacia) del voto di preferendi preferenza
za: avere espresso il voto di preferenza scrivendo un numero, ad
esempio il numero d’ordine di un candidato nella lista, anziché il
cognome (o il nome e cognome) del candidato stesso;
b)non avere scritto il cognome (o il nome e cognome) del candidato preferito con la chiarezza necessaria a distinguerlo da ogni
altro candidato della stessa lista (per omonimia, ecc.);
c)avere scritto il cognome (o il nome e cognome) di un candidato
compreso in una lista diversa da quella votata;
d)avere espresso voti di preferenza in eccedenza rispetto al numero consentito dalla legge. (Cfr. art. 57, commi terzo, quarto e
settimo, T.U. n. 570/1960).
e)poiché l’elettore può esprimere due preferenze, purché di sesso diverso, la seconda preferenza deve essere annullata se non è
attribuita a un candidato di sesso diverso da quello indicato con
la prima espressione di preferenza. (art. 73, comma 3, ultimo periodo, D.lgs. n. 267/2000)
Il voto va alla lista n. 1 e al candidato a Sindaco ad essa collegato
(art. 72, comma 3, quarto periodo, del d.lgs. n. 267/2000)
Il voto va solo al candidato a Sindaco collegato con la lista n. 1
ed è esclusa ogni attribuzione di voto alla lista o alle liste collegate (art. 6, comma 3, del d.P.R. n.132/1993)
Il voto è valido sia per il candidato Sindaco che per la lista prescelta (art. 6, comma 1, d.P.R. 192/93)
Il voto va alla lista n. 1 e al candidato a Sindaco colegato con
le liste 2 e 3 (art. 72, comma 3, quinto periodo, del d.lgs. n.
267/2000, c.d. voto disgiunto)
TIZIO è candidato a Consigliere della lista n. 1. Il voto va alla
lista n. 1, al candidato a Sindaco ad essa collegato e a TIZIO (art.
6,coma 1, del d.P.R. 28 aprile 1993, n. 132)
TIZIO è candidato a Consigliere della lista n. 1. Il voto va alla lista
n. 1, al candidato a Sindaco ad essa collegato e a TIZIO (artt. 72,
comma 3, quarto periodo, e 73, comma 3, del d.lgs. 267/200)
n. 1, a TIZIO e al candidato a Sindaco collegato con le liste 2 e
3 (artt. 72, comma 3, quinto periodo, e 73, comma 3, del d.lgs.
n. 1, al candidato a Sindaco ad essa collegato e a TIZIO (art. 5,
comma 1, del d.P.R. 132/1993)
n. 1, al candidato a Sindaco ad essa collegato e a TIZIO (art. 57,
penultimo comma, del T.U. n. 570/1960)
Caso n. 10
CAIO è candidato a Consigliere della lista n. 2 e non vi sono
candidati di nome CAIO nelle altre liste. Il voto va al candidato
a Sindaco collegato alla listan. 1, alla lista n. 2 e al candidato
Consigliere CAIO della stessa lista n. 2 (art. 72, comma 3, ultimo
periodo, del d.lgs. n. 267/2000; art. 5, comma 1, del d.P.R. n.
132/2000)
Caso n. 11
TIZIO è candidato a Consigliere della lista n. 1 e non vi sono
candidati di nome TIZIO nelle altre liste collegate al candidato
a Sindaco prescelto. Il voto va alla lista n. 1, al candidato a Sindaco collegato con le lista nn. 2 e 3 e anche a TIZIO, candidato
della lista n. 1 votata (art. 72, comma 3, quarto e quinto periodo, del d.lgs. n. 267/2000 e art. 57 secondo comma, del T.U. n.
Caso n. 12
TIZIO e MEVIA sono candidati, di sesso diverso, della lista n. 1.
Il voto va alla lista n. 1, al candidato a Sindaco ad essa collegato e a entrambi i candidati Consiglieri di sesso diverso, TIZIO e
MEVIA (art. 73, comma 3, secondo e terzo periodo, del d.lgs. n.
NULLITÀ DEL
È valido solo il voto al candidato a Sindaco collegato con la lista n. 1; sono nulli i voti alle liste (art. 6, comma 3, del d.P.R. n.
132/1993 e art. 69, primo comma, del T.U. n. 570/1960)
È valido solo il voto al candidato a Sindaco collegato con la lista
n. 1; sono nulli i voti alle liste, perché l’elettore non si è espresso
sulle stesse in maniera univoca (art. 6, comma 3, del d.P.R. n.
132/1993 e art. 69, primo comma, del T.U. n. 570/1960 e art. 69,
primo comma, del T.U. n. 570/1960)
TIZIO è candidato a Consigliere della lista n. 1. La scheda è NULLA perché la volontà dell’elettore si è espressa in modo non univoco (art. 69, primo comma, del T.U. n. 570/1960)
CAIO è candidato a Consigliere della lista n. 2. La scheda è
nulla perché contraddittoria, non essendosi la volontà dell’elettore manifestata in modo univoco (art. 5, comma 1, d.P.R. n.
132/1993; art. 72, comma 3, d.lgs. n. 267/2000; art. 69, primo
CAIO è candidato a Consigliere della lista n. 3. La scheda è
La scheda è NULLA perché la legge non consente di esprimere
la preferenza apponendo numeri (art. 73, comma 3, secondo periodo, del d.lgs. n. 267/2000 e art. 69 del T.U. n. 570/1960)
CAIO è un candidato della lista n.2 ed è stato inserito nel riquadro errato. La scheda è NULLA poiché non è legittimo interpretare la volontà dell’elettore attribuendo la preferenza al contrassegno di lista. La scheda è dunque contraddittoria (Consiglio di
Stato, Sez. V, n. 3459 del 28/05/2004)
CAIO è candidato a Consigliere della lista n. 3. Il voto va alla
lista n. 2 e al candidato Sindaco ad essa collegato; è inefficace la
preferenza per il candidato CAIO perché compreso in una listadiversa da quella votata (art. 57, quarto comma, T.U. n. 570/1960;
art. 72, comma 3, quarto periodo, d.lgs. n. 267/2000)
listra n. 2 e al candidato a Sindaco ad essa collegato; è inefficace la preferenza per il candidato CAIO perché compreso in
na lista diversa da quella votata (art. 57, quarto comma, T.U. n.
570/1960; art. 72, comma 3, quarto periodo, d.lgs. n. 267/2000)
Valido il voto di lista e valido il voto al candidato a Sindaco collegato alla lista n. 1; è nullo il voto di preferenza perché la legge
non consente di esprimerlo numericamente (artt.72, comma 3.
Quarto periodo, e 73, comma 3, del d.lgs. n. 267/2000)
TIZIO e CAIO sono candidati, del medesimo sesso, della lista
n. 1. Il voto va alla lista n. 1, al candidato a Sindaco ad essa
collegato e al solo candidato Consigliere TIZIO. La seconda preferenza, per il candidato Consigliere CAIO, è annullata, perché
espressa per un candidato del medesimo sesso di quello indicato per primo (art. 73, comma 3, secondo e terzo periodo, d.lgs.
n. 267/2000)
TIZIO, CAIO e MEVIA sono candidati della lista n. 1. TIZIO e
CAIO sono del medesimo sesso. Il voto va alla lista n. 1, al candidato a Sindaco ad essa collegato e ai due candidati TIZIO e
MEVIA, in quanto di sesso tra loro diverso. La preferenza per il
candidato CAIO è annullata perché espressa per un candidato
del medesimo sesso di quello indicato per primo (art. 73, comma
3, secondo e terzo periodo, d.lgs. n. 267/2000 e art. 57, ultimo
Nel turno di ballottaggio, il voto si esprime tracciando, con la matita copiativa,
un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato Sindaco
Nel voto al turno di ballottaggio non è possibile il cosiddetto voto disgiunto ovverosia la possibilità, prevista invece in occasione del primo turno, di votare per
un candidato alla carica di Sindaco e, contemporaneamente, per una lista di candidati alla carica di Consigliere comunale non collegata a quel candidato a Sindaco.
In considerazione dell’inscindibile legame tra il nominativo del candidato alla carica di Sindaco e il conseguente risultato elettorale per la lista o le liste ad esso collegate, si ritiene che la validità del voto debba essere riconosciuta anche quando
l’espressione del voto sia stata impropriamente apposta fuori dallo spazio contenente il nominativo del candidato, ad esempio sul contrassegno di una lista collegata, poiché la volontà effettiva dell’elettore appare comunque manifesta: ciò,
sempreché il voto sia valido sotto tutti gli altri aspetti.
Analogamente, è da ritenersi valida l’espressione di voto per un candidato Sindaco anche in presenza di più segni di voto apposti sul nominativo del candidato alla
predetta carica e/o su uno o più simboli di liste collegate.
Qualora, invece, l’elettore abbia tracciato un segno di voto sia sul nominativo di
un candidato alla carica di Sindaco sia su un simbolo di una lista collegata all’altro
candidato alla medesima carica, è da ritenere che la volontà non si sia espressa in
maniera univoca e che pertanto la scheda sia nulla.
Infatti, poiché nel turno di ballottaggio la competizione è limitata alla opzione tra
i due candidati alla carica di Sindaco, non trova – come già detto - alcuna applicazione la modalità di “voto disgiunto” in base alla quale, in occasione del primo turno di votazione, l’elettore può votare per un determinato candidato alla predetta
carica e, contemporaneamente, per una lista di candidati alla carica di Consigliere
comunale collegati a un altro candidato Sindaco.
È importante sottolineare che con riguardo al turno di ballottaggio, il Consiglio
di Stato ha precisato che i segni meramente ripetitivi (cognome oppure nome e
cognome, espressamente indicati nel riquadro contenente il nominativo del candidato alla carica di Sindaco ovvero nel riquadro delle liste apparentate) o superflui
(segni apposti sulle liste di una medesima coalizione ovvero nomi di candidati
appartenenti alle medesime), non possono essere interpretati come “segni di riconoscimento”, tali da determinare la nullità del voto espresso.
La nullità del voto non può verificarsi nemmeno quando sia stato espressamente
indicato il nome di un candidato alla carica di Consigliere Comunale non appartenente alla lista pure contrassegnata, purché collegata al medesimo candidato alla
carica di Sindaco: nel turno di ballottaggio, infatti, l’elettore deve manifestare la
volontà di scelta di uno schieramento senza possibilità di attribuire voti disgiunti;
ed un voto che contenga la descritta imprecisione non pone dubbi sulla scelta
dello schieramento.
Al contrario il voto deve essere considerato nullo quando l’elettore abbia manifestato la propria scelta per entrambi gli schieramenti, apponendo un qualsiasi
segno sia nel riquadro contenente il nome del candidato alla carica di Sindaco che
nelle liste collegate, ma appartenenti allo schieramento avversario, ovvero abbia
utilizzato parole od espressioni non corrispondenti al nome di alcun candidato
(Sez. V, n. 374 del 4-2-2004).
numero sia delle schede bianche, sia delle schede nulle.
Sindaco. In questo caso, il Presidente del seggio decide sull’assegnazione o meno dei voti contestati sentiti gli scrutatori. Il parere
degli scrutatori è obbligatorio ma non vincolante. Il principio fondamentale, come già detto, è quello di salvaguardare la validità
del voto ogni qual volta sia possibile desumere l’effettiva volontà
dell’elettore. Le schede contestate e non assegnate vanno sommate e tale numero va inserito a verbale.
Il voto è valido per il candidato Sindaco collegato alla lista n. 1,
poiché il segno di voto è inserito all’interno del rettangolo entro
il quale è scritto il nome del candidato Sindaco (art. 72, comma
8, d.lgs. 267/2000).
Il voto è valido per il candidato collegato alle liste 2, 3 e 4 per
il principio di salvaguardia del voto, infatti, la validità del voto
va riconosciuta anche quando l’espressione del voto sia stata
impropriamente apposta fuori dallo spazio contenente il nominativo del candidato, ad esempio sul contrassegno di una lista
collegata, poiché la volontà effettiva dell’elettore appare comunque manifesta.
Il voto è valido per il candidato Sindaco collegato alla lista n. 2,
3 e 4 poiché il segno di voto è inserito all’interno del rettangolo
entro il quale è scritto il nome del candidato Sindaco (art. 72,
comma 8, d.lgs. 267/2000).
3 e 4 per il principio di salvaguardia del voto, infatti, la validità
del voto va riconosciuta anche quando l’espressione del voto sia
stata impropriamente apposta fuori dallo spazio contenente il
nominativo del candidato, ad esempio all’interno del rettangolo
contenente le liste collegate al Sindaco, poiché la volontà effettiva dell’elettore appare comunque manifesta.
TIZIO è il candidato Sindaco collegato alla lista 1 e CAIO è il candidato Sindaco collegato alle liste 2, 3 e 4. Il voto è valido poiché
i segni meramente ripetitivi come nome e cognome espressamente indicati nel riquadro delle liste apparentate o nel riquadro
contenente il nominativo del candidato alla carica di Sindaco o
superflui, non possono essere interpretati come “segni di riconoscimento”, tali da determinare la nullità del voto espresso; pertanto vale il principio di salvaguardia del voto (Consiglio di Stato,
V Sez., sent. 374/2004)..
MEVIA è candidata Consigliere Comunale nella lista n. 1. Il voto
è valido poiché l’elettore deve manifestare la volontà di scelta
di uno schieramento e l’indicazione di un candidato Consigliere
comunque è da classificare come segno superfluo non configurabile come “segno di riconoscimento”. Non è, dunque, valido
il voto di preferenza né alla lista, poiché il turno di ballottaggio
prevede esclusivamente il voto al candidato Sindaco (Consiglio
di Stato, V Sez., sent. 374/2004).
La scheda, relativa al turno di ballottaggio, è NULLA perché, nel
turno di ballottaggio stesso, sebbene la competizione sia tra i
due candidati alla carica di Sindaco, l’apposizione di un segno
di voto su un contrassegno facente parte dello schieramento opposto rispetto a quello del candidato Sindaco prescelto rende
non univoca la volontà espressa dall’elettore (art. 72, comma 8,
del d.lgs. 267/2000 e art. 69, primo comma, del T.U. n. 570/1960
MEVIA è candidata Consigliere Comunale nella lista n. 1. La
scheda è NULLA poiché, per quanto il nome del candidato Consigliere Comunale sia tecnicamente superfluo al turno di ballottaggio, esso esprime evidentemente una non chiara volontà
dell’elettore (Consiglio di Stato, V Sez., sent. 374/2004).

References: sentenza 
 art. 71
 art. 57
 art. 57
 art.
5
 art.
71
 art. 5
 art. 64
 art. 57
 art. 57
 art. 57
 art. 57
 art. 5
 art. 57
 art. 69
 art. 69
 art. 69
 art. 72
 art. 69
 art. 69

art. 72
 art. 72
 art. 57
 art. 69