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Timestamp: 2020-02-21 20:48:07+00:00

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Novità giuridiche: 2009
In una recente sentenza la Corte di Cassazione (sezione I civile, n° 22081/09) si è occupata della possibilità che nonni o familiari possano intervenire in un giudizio di separazione dei coniugi per vedere garantiti il loro diritto a mantenere rapporti con i nipoti. Nel caso specifico i nonni paterni si erano costituiti in un giudizio di separazione lamentando come, a seguito dei provvedimenti presidenziali che affidavano i minori alla madre, questa ne aveva impedito le frequentazioni.
- La riforma del diritto di famiglia (Legge 08/02/2006, n° 649) ha riconosciuto e valorizzato il ruolo degli ascendenti e dei parenti di ciascun ramo genitoriale, l'art. 155 del codice civile afferma il diritto del minore a conservare rapporti significativi con i parenti;
- Il secondo comma dell'art. 155 del codice civile demanda al giudice l'adozione di provvedimenti relativi alla prole, così da realizzare la finalità del primo comma, avendo come unico parametro di riferimento l'interesse morale e materiale dei minori;
- il diritto dei figli a mantenere rapporti con i nonni e gli altri congiunti è un ulteriore elemento di cui il giudice dovrà tener conto nell'adottare i provvedimenti riguardo i figli;
- tali modifiche legislative, in ogni caso, non consentono ai nonni di intervenire nel giudizio di separazione dei coniugi.
Con una recente sentenza (n° 16102 del 09/07/2009) le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione hanno fornito alcune precisazioni in tema di diritto del familiare di portatore di handicap a non essere trasferito ad altra sede senza il suo consenso.
Il caso: una docente di scuola elementare ricorre per veder dichiarata l'illegittimità del proprio trasferimento dal luogo di lavoro per incompatibilità ambientale poiché, assistendo un familiare convivente portatore di handicap la legge (art. 33 comma 5 Legge 104/1992) vieta il trasferimento senza il suo consenso.
La decisione della Suprema Corte:
1) La Legge 104/1992 prevede, all'art. 33, agevolazioni per i lavoratori che assistono soggetti portatori di handicap;
2) In particolare, al comma quinto, si riconosce al lavoratore il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio ed a non essere trasferito senza il proprio consenso presso altra sede;
3) Tali misure devono considerarsi inserite in un ampio complesso normativo, che devono coesistere e bilanciarsi con altri valori costituzionali;
4) Tale norma, pertanto, non configura un diritto assoluto e illimitato poiché il suo esercizio può essere fatto valere laddove non costituisce lesione delle esigenze economiche, produttive ed organizzative del datore di lavoro traducendosi in un danno per l'interesse della collettività;
5) Il diritto del lavoratore a non essere trasferito non è attuabile ove sia accertata, in modo rigoroso, la incompatibilità della permanenza del lavoratore nella sede di lavoro.
Etichette: portatori handicap
Stalking (atti persecutori): ora è legge
Con Legge 38 del 24 aprile 2009 è stato convertito in legge il decreto-legge 11 del 23/02/2009 recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori:
Come vengono puniti, oggi, secondo il codice penale, gli atti persecutori, reato anche denominato di "stalking".
Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, e' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumita' propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
La pena e' aumentata fino alla meta' se il fatto e' commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilita' di cui all'art. 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.
Il delitto e' punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e' di sei mesi.
Si procede tuttavia d'ufficio se il fatto e' commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilita' di cui all'art. 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonche' quando il fatto e' connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio.
Divorzio: restituzione somme ai genitori della ex moglie
Una interessante pronuncia della Corte di Cassazione su di un tema che spesso coinvolge i coniugi in fase di separazione e divorzio. La richiesta di restituzione delle somme versate dai genitori per l'acquisto della casa coniugale.
Questi i fatti. Una coppia di coniugi cita in giudizio l'ex genero per sentirlo condannare alla restituzione di una parte delle somme che gli stessi versarono per l'acquisto della casa coniugale della figlia e dell'allora marito.
La decisione. La Corte di Cassazione, terza sezione civile, con sentenza n° 8386/09 depositata il 07 aprile 2009, rigetta la richiesta di restituzione delle somme così motivando:
1) E' costume diffuso, nell'attuale società, che i genitori aiutino, anche finanziariamente i figli al momento del loro matrimonio, in un contesto di solidarietà familiare che si presume gratuito;
2) E', quindi, necessaria una prova specifica e precisa in ordine alla restituzione di quanto originariamente corrisposto da parte dei coniugi istanti;
3) Occorre fornire la prova certa in ordine ai tempi della pattuita restituzione delle somme, nonchè della regolazione degli interessi.
Etichette: separazione - divorzio
Cani aggressivi: Ordinanza Ministero del Lavoro
Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, con ordinanza del 03 marzo 2009, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il successivo 23 marzo, preso atto che non e' possibile stabilire il rischio di una maggiore aggressivita' di un cane sulla base dell'appartenenza ad una razza o ai suoi incroci, ha emesso la seguente ordinanza:
Art. 1.1. Il proprietario di un cane e' sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell'animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali e cose provocati dall'animale stesso.
Più volte mi è stato chiesto dai clienti cosa sia il gratuito patrocinio a spese dello Stato e quali siano i requisiti richiesti dalla legge per poterne beneficiare.
Il D.P.R. 30 maggio 2002, n° 115, disciplina il patrocinio a spese dello Stato.
- E' assicurato il patrocinio nel processo penale per la difesa del cittadino non abbiente, indagato, imputato, condannato, persona offesa dal reato, danneggiato che intenda costiuirsi parte civile, responsabile civile ovvero civilmente obbligato per la pena pecuniaria;
- E', altresi, assicurato il patrocinio nel processo civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione;
- Può essere ammesso al patrocinio chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore ad Euro 9.723,84;
- Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante. In questo caso i limiti di reddito sono elevati di Euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.
- Ai fini della determinazione dei limiti di reddito si tiene conto anche dei redditi che per legge sono esenti dall'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, ovvero ad imposta sostitutiva.
- Si tiene conto del solo reddito personale nei procedimenti in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti del nucleo familiare con lui conviventi.
- La domanda di ammissione al gratuito patrocinio può essere presentata in ogni stato e grado del procedimento;
- La domanda può contenere la nomina di un difensore scelto tra gli iscritti in un apposito elenco degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato;
L'ammissione al patrocinio:
- L'ammissione al patrocinio a spese dello Stato dà il diritto a partecipare il procedimento per il quale è stata avanzata la richiesta gratuitamente, perchè l'avvocato viene pagato dallo Stato;
- Nessuna somma deve, quindi, essere corrisposta al legale, poichè retribuito dallo Stato. La violazione del divieto di percepire compensi o rimborsi dal proprio assistito, costituisce grave illecito disciplinare professionale;
- Chi è ammesso al patrocinio a spese dello Stato ha l'obbligo di comunicare le variazioni rilevanti dei limiti di reddito verificatesi nell'anno precedente, entro trenta giorni dalla scadenza del termine di un anno dalla data di presentazione e fino a che il procedimento non sia definito.
- La falsità e le omissioni nell'autocertificazione sono punite con la reclusione da 1 a 5 anni, la multa da Euro 309,00 a Euro 1.549,00. La pena è aumentata se dal fatto consegue l'ottenimento o il mantenimento dell'ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
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In una recente sentenza la Corte di Cassazione (Sez. terza penale, n° 46364 del 06/11/2008) si è occupata del caso di un medico di base che prescrisse ad una propria paziente un esame ai raggi x ionizzanti al ventre senza essersi preventivamente accertato se si trovasse in stato di gravidanza.
Esiste, infatti, una normativa specifica al riguardo. Il D.lgs 26 maggio 2000, n° 187 si occupa della protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse ad esposizioni mediche.
L'art. 10 del Decreto Legislativo, nello specifico, si occupa della protezione particolare durante la gravidanza e l'allattamento. Tale norma richiede al medico un'accurata anamnesi allo scopo di sapere se la donna si trova in stato di gravidanza.
Partendo da questo presupposto la Suprema Corte ha confermato la sentenza del Tribunale che condannava il medico a norma dell'art. 14 comma terzo in relazione all'art. 10 del D.lgs 26/05/2000, n° 187 ritendendo che l'accurata anamnesi richiesta dalla norma imponga al medico di rivolgere alla paziente tutta una serie di domante volte ad accertare nel caso specifico l'eventualità dello stato di gravidanza.
Divorzio: restituzione somme ai genitori della ex ...

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Art. 1
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