Source: https://www.lucamarelli.it/gavillucci-una-settimana-importante-per-gli-arbitri/
Timestamp: 2019-04-23 06:31:42+00:00

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Gavillucci, una settimana importante per gli arbitri - www.lucamarelli.it
La pausa per le nazionali ci permette di soffermarci sulla questione Gavillucci. Una vicenda importante non solo per l’arbitro di Latina ma per tutti gli arbitri che, in futuro, potrebbero trovarsi nella medesima condizione del laziale.
Ormai la vicenda la conoscete: ne abbiamo parlato in questo approfondimento e successivamente per smentire una teoria demenziale correlata alla sospensione temporanea di una gara dello scorso campionato.
Per avere tutti gli elementi a disposizione, è necessario (anzi: fondamentale in questo caso) tener presente la cosiddetta “Sentenza Greco”, sulla qual vicenda decise il giudice Mastrocola, lo stesso chiamato a decidere sul ricorso di Claudio Gavillucci.
Perché è importante tener presente la sentenza Greco?
Il motivo è tanto banale quanto fondamentale: i due ricorsi si basano esattamente sugli stessi motivi di doglianza (vale a dire che entrambi i procedimenti sono stato intentati sui medesimi argomenti) e, pertanto, ci si aspetta che la questione Gavillucci venga decisa con un’identica (perlomeno nei principi generali) scelta. A maggior ragione ci si aspetta questo esito se consideriamo che il Giudice incaricato è lo stesso della sentenza Greco.
E’ difficile anche solo immaginare una scelta differente del giudice Mastrocola. In caso contrario lo stesso giudice dovrà motivare non solo la sentenza che emetterà ma anche spiegare per quali principi giuridici discostarsi da una decisione dello scorso anno completamente contraria.
Dubito che un giudice dell’esperienza e della rettitudine di Mastrocola possa contraddirsi con due scelte totalmente in contrapposizione ed in assenza di una qualsiasi modifica legislativa e/o regolamentare durante l’anno trascorso dalla decisione in merito al ricorso Greco.
In tutta franchezza non posso che attendermi una continuità con quanto deciso lo scorso anno, soprattutto in considerazione di due elementi:
1 – il rinvio della Corte Federale d’Appello al Tribunale Federale Nazionale per mancanza di contraddittorio assomiglia tanto ad una scelta “politica” per evitare di decidere una questione di tale importanza senza la presenza di coloro che avrebbero potuto essere interessati alla questione (nello specifico: gli arbitri ancora in attività ed inseriti nell’organico della CAN A);
2 – la presenza di un’interrogazione parlamentare in merito alla questione (il testo completo lo trovate a questo link di senato.it), il che evidenzia che la questione ha ormai acquistato rilevanza nazionale, tal da essere affrontata con la necessaria cautela.
Trattandosi di interrogazione parlamentare diretta al Presidente del Consiglio Conte, la scelta più prudente potrebbe essere quella di attendere una risposta al quesito, soprattutto considerando il fatto che il PdC è un avvocato oltre che docente universitario, pertanto più che attendibile sulla materia. Senza dimenticare che l’interrogazione de quo verte su un concetto fondamentale: l’AIA è sottoposta alle norme di cui alla Legge 241/1990, trattandosi di associazione che beneficia di denaro pubblico?
Il problema, però,è che il Tribunale Federale Nazionale deve pubblicare la propria decisione entro 10 giorni e che entro questo termine è praticamente impossibile pensare ad una risposta del Presidente del Consiglio.
E’ evidente, dunque, la sentenza Gavillucci potrebbe assumere un’importanza straordinaria sia per il diritto arbitrale/sportivo in generale sia per la stessa credibilità della giustizia federale.
La vicenda, in realtà, ruota tutta attorno a questa domanda: è o non è l’AIA un ente di rilevanza pubblica? Se così fosse, l’associazione sarebbe soggetta a tutta una serie di obblighi di trasparenza che, fino ad oggi, sono stati del tutto ignorati.
Per chiarire la questione, riportandomi all’esperienza personale, questi gli elementi alla base della controversia, al di là dei tecnicismi giuridici: gli arbitri nazionali (perlomeno in Serie A e B)
– non conoscono le proprie valutazioni per le singole gare;
– non conoscono la media generale delle valutazioni;
– non conoscono la graduatoria della propria categoria di appartenenza;
– non hanno la minima idea di quali siano i fattori di giudizio “ulteriori” ai quali si riferiscono le norme sul funzionamento degli organi tecnici AIA (le trovate qui).
La vicenda non ha importanza solo per il singolo arbitro ma per tutto il movimento: è ancora pensabile che, nel 2018, la vita di una persona venga decisa senza un minimo di trasparenza?
E’ ancora possibile che, nell’era social, i parametri di valutazione siano misteriosi come l’area 51?
E’ ancora possibile che, nel ventunesimo secolo dominato dalla tecnologia, si debba trascorrere un’intera carriera arbitrale senza mai sapere in quale posizione di graduatoria ci si trovi?
Come sempre e come dovrebbe sempre essere, accoglierò la decisione del Tribunale Federale Nazionale col massimo rispetto ma c’è un aspetto che deve essere tenuto in giusta considerazione: potremmo accettare una decisione contraria alla sentenza Greco?
– se il ricorso di Gavillucci dovesse essere respinto, ci troveremmo di fronte ad una chiarissima contraddizione da parte del medesimo Tribunale. Da ciò discende una conseguenza:
– se dovesse essere pubblicata una sentenza differente da quella del Greco, il Tribunale Federale Nazionale si troverebbe nella scomoda situazione di ammettere di aver sbagliato allora. Oppure di sbagliare in questo caso…
Non ci resta che attendere, tenendo ben presente una considerazione generale a me molto cara (probabilmente perché ci sono passato…): si sta decidendo la vita di una persona non il costo di una “cosa”…
AnonimoAIA dice:
28 Novembre 2018 en 18:13
Ciao Luca, volevo sapere se fosse stata espressa la sentenza Gavillucci, leggo che doveva doveva arrivare entro il 23 Novembre. Se fosse uscita dove potrei consultarla? Grazie
Non è ancora uscita, nonostante i termini siano abbondantemente scaduti.
Però si tratta di termini ordinatori, non perentori.
Resta il fatto che è molto strano questo enorme ritardo…
28 Novembre 2018 en 8:37
Sull’argomento, seppure in altra Federazione sportiva:
https://www.federvolley.it/sites/default/files/comunicati/file/COMUNICATO%20N.%2024%20TURETTA-CR%20VENETO.pdf
28 Novembre 2018 en 9:40
Interessante anche se i motivi di impugnazione sono ben differenti.
25 Novembre 2018 en 11:31
Che la FIGC sia organo di Diritto Pubblico è fuori discussione (vedi anche recente sentenza Tar Lazio 4100/2018), Farei perà notare che la discriminante fra Org, Pub. o meno non è costituita dal finanziamento. Non si contano infatti Istituti che godono per legge di finanziamenti pubblici senza perdere la loro natura privatistica, ma non è sede per dilungarsi.
Ciò che non quadra nel sillogismo: FIGC ente pubblico, AIA organo della FIGC quindi per proprietà transitiva AIA idem. Applicando questo sillogismo anche Leghe (anche costituite da Spa) o A.I.C, sarebbero enti pubblici, conseguenza , mi pare, in evidente conflitto anche col senso comune. In sintesi, a mio parere, Mastrocola si è incastrato nel caso Greco (malignamente il nome dice nulla a chi è informato?) e studia come uscirne, Percio il tempo passa e si tratta, si tratta…
25 Novembre 2018 en 15:32
Le Leghe non prendono soldi dal CONI.
L’AIA funziona grazie al denaro che viene fornito dal CONI.
Oltre a ciò le Leghe sono organismi che raggruppano le società, enti privati associati per difendere corporativamente i propri interessi. L’AIA raggruppa solo singoli arbitri.
Su Mastrocola sono d’accordo: come scrissi sulla vicenda Greco, quella decisione è entrata nella giurisprudenza e superarla non è affatto facile. E, per dirla tutta, è tecnicamente impossibile ribaltare il giudizio completamente.
21 Novembre 2018 en 21:23
Grazie per aver dato rilevanza a questo aspetto del mondo arbitrale che è molto più importante delle polemiche rigore sì/rigore no. La trasparenza è fondamentale innanzitutto per la dignità delle persone ma anche perché contribuisce a eliminare molte polemiche pretestuose sugli arbitraggi. Io, per esempio non guardo mai chi sia l’arbitro, mi interessano solo le formazioni delle squadre nel pre-partita.
21 Novembre 2018 en 11:59
Ho un figlio arbitro di pallacanestro (miniarbitro – ha 15 anni). Le regole che consentono di inquadrare l’AIA come Ente Pubblico si applicano a tutti gli organismi arbitrali?
Immagino di si ma chiedo conferma.
21 Novembre 2018 en 13:20
Sì, infatti scrissi a suo tempo che una scelta del genere avrà ripercussioni su tutte le federazioni sportive.
Ma attenzione: alcune già applicano i principi della 241/1990.
21 Novembre 2018 en 2:33
Sono arrivato a questo articolo perché un mio amico ha retwittato Maurizio Pistocchi che commentava il tuo scritto sostenendo che all’AIA seguono questi procedimenti per le valutazioni “Così è più facile promuovere i meno meritevoli e bocciare i non allineati”. Secondo te è possibile una condotta così criminale da parte dell’Associazione? Io sono sempre garantista e trovo che sia ipocrita fare con leggerezza certe affermazioni per avvelenare i pozzi e poi lamentarsi se nei dilettanti picchiano gli arbitri. Però tutto sommato questa mancanza di trasparenza non aiuta quindi volevo capire da te che sei del mestiere se è plausibile il teorema di Pistocchi o meno.
21 Novembre 2018 en 11:21
E’ un commento personale sul quale non voglio soffermarmi: il concetto di base è tutt’altro, non c’entra nulla essere allineati od altri retropensieri di questo genere. La questione riguarda la trasparenza di valutazione, di cui sono stato “vittima” anche io, non trovando soddisfazione per il muro opposto dall’AIA che, dietro mia specifica richiesta, mi ha sempre negato qualsiasi accesso agli atti personali.
La mia battaglia è volta ad evitare che qualcun altro debba soffrire quel che ho patito io, perché la vita delle persone vale più di un regolamento associativo senza alcun senso, senza alcuna garanzia, senza alcuna possibilità di essere nel controllo delle proprie prestazioni.
22 Novembre 2018 en 10:00
Capisco che il retropensiero sull’essere allineati o meno non è assolutamente il centro della questione e che i veri danneggiati siano gli arbitri che vedono le loro vite decise da valutazioni senza trasparenza. Certo, in un certo senso mi piacerebbe carpire la tua sensazione in merito alle ragioni di questa ostinazione da parte dell’AIA a mantenere questa situazione.
Comunque, approfitto per un paio di curiosità personali. Questo meccanismo di valutazione è sempre esistito? Ci sono stati periodi di maggiore trasparenza?
22 Novembre 2018 en 10:20
E’ un discorso molto complesso che, forse, affronterò in futuro.
C’è stato solo un periodo di trasparenza reale, nella stagione 2006/2007 (quella successiva allo scoppio di Calciopoli): in quella stagione ogni arbitro riceveva tutte le votazioni con l’indicazione dei temi trattati nel colloquio.
Poi arrivò Collina che decise di eliminare la conoscenza dei voti da parte degli arbitri…
Ernesto Pescatore dice:
20 Novembre 2018 en 18:09
Come sempre, hai una grande capacita di sintesi e di lucidità analitica.
I tuoi articoli sono istruttivi e puntuali
20 Novembre 2018 en 18:11
Speriamo anche che serva a portare un minimo di giustizia, soprattutto a livello di trasparenza.
20 Novembre 2018 en 15:16
come sempre, sei sempre molto lucido nelle tue analisi; da studente di giurisprudenza, però mi è sfuggito un particolare che, evidentemente non sono riuscito (ahimè) a cogliere: perchè la prima sentenza-Gavillucci gli è stata sfavorevole e non ha portato lo stesso esito della sentenza-Greco, non ho trovato la differenza sostanziale… ti chiedo scusa, ma proprio non ho capito… grazie e complimenti come sempre…
20 Novembre 2018 en 16:01
Ah, il problema è proprio quello: non si capisce minimamente il motivo per cui le due sentenze, vertenti sul medesimo oggetto ed aventi a supporto i medesimi elementi di legge, siano state diametralmente opposte.
E’ per tal motivo che attendo di conoscere esito del ricorso Gavillucci e, in caso di rigetto, le motivazioni.
In tutta franchezza credo che il Giudice non si trovi in una situazione facile. O, meglio, dovrebbe essere una situazione comodissima (avendo già emesso un giudizio in materia identica) ma deve anche scontrarsi con la prima decisione del Tribunale Federale che, sorprendentemente, ribaltò totalmente l’esito della vicenda Greco.
20 Novembre 2018 en 13:46
Si conosce la data esatta della sentenza? Giusto per vedere quanta rilevanza daranno i media a questa situazione. Volevo anche chiederle cosa ne pensa dell’intervento di lunedì di Rizzoli sul Var.
20 Novembre 2018 en 14:52
No ma deve arrivare entro il 23 novembre.
Non ci sarà rilevanza a meno che il ricorso non venga accolto: le regole dell’audience ormai le conosciamo 😉
20 Novembre 2018 en 12:07
Quello che lei rivela è scioccante incredible in uno stato di diritto queste sono cose da impazzire
20 Novembre 2018 en 12:10
Ma, come sempre capita, le questioni arbitrali interessano solo nel momento in cui creano ascolti e share.
E ci si dimentica che, prima di tutto, gli arbitri sono uomini e donne che DOVREBBERO avere dei diritti anche all’interno di un’associazione. Un’associazione che beneficia di denaro pubblico e che, pertanto, non può che essere inquadrata come ente di rilevanza pubblica.
12^ giornata Serie A: Benatia, in Milan-Juventus, andava punito con l’ammonizione... Anticipi 13^ giornata: allo Stadium un grave (ma ininfluente) errore di La Penna...

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