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LINEE GUIDA PER L ALTERNANZA SCUOLA LAVORO
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1 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per le Marche - Direzione Generale LINEE GUIDA PER L ALTERNANZA SCUOLA LAVORO a cura di Patrizia Cuppini Edizione 2012
2 Si ringraziano per la preziosa e fattiva collaborazione gli Istituti scolastici secondari di II grado, in particolare le scuole Polo per l Alternanza, la Camera di Commercio di Macerata, la Confindustria di Ancona, la Confindustria di Pesaro-Urbino, e i docenti del gruppo di lavoro. Particolare riconoscimento al prof. Dario Eugenio Nicoli, che ha messo a disposizione la sua profonda e pluriennale esperienza, apportando importanti contributi innovativi a questa seconda edizione. In copertina: ideazione grafica a cura del Liceo Scientifico G. Marconi di Pesaro
3 LINEE GUIDA PER L ALTERNANZA SCUOLA LAVORO a cura di Patrizia Cuppini
4 INDICE PREMESSA 1. L Alternanza Scuola Lavoro nelle Marche: adozione delle Linee Guida del Primi risultati 1 2. Attività realizzate 3 3. Le prospettive e le nuove Linee Guida del Ipotesi progettuali per gli Istituti Tecnici 6 5. Ipotesi progettuali per gli Istituti Professionali 6 6. Ipotesi progettuali per i Licei 7 7. L Alternanza Scuola Lavoro e la disabilità 8 IL PERCORSO FORMATIVO DELL ALTERNANZA 1. Le fasi del percorso 9 2. L Alternanza attraverso il modello dell Impresa Formativa Simulata 12 RACCORDO TRA SCUOLA E AZIENDA 1. La voce dell Azienda Glossario dei termini aziendali per la Scuola Glossario dei termini scolastici per l Azienda 28 ALLEGATI PER L ALTERNANZA SCUOLA LAVORO 1. Fase di progettazione: progettazione annuale del percorso di Alternanza Fase di attuazione: esempi di percorso ASL Fase di monitoraggio e valutazione: relazione finale annuale IFS: prospetto programmazione, procedura attivazione, gestione 46 MODULI PER LA REALIZZAZIONE DEI PERCORSI INDIVIDUALI DEGLI STUDENTI 0. Lettera di comunicazione alle famiglie Richiesta adesione aziende al progetto Alternanza Scuola-Lavoro 52 1-a. Richiesta adesione al progetto Alternanza Scuola-Lavoro e comunicazione nominativi studenti Adesione azienda al progetto Alternanza Scuola-Lavoro 54 2-a. Adesione azienda al progetto Alternanza Scuola-Lavoro con nominativi studenti Comunicazione nominativi studenti Convenzione Alternanza scuola-lavoro Progetto formativo e di orientamento 59
5 6. Patto formativo studente Indicazioni organizzative e comportamentali Foglio presenze studente Valutazione dello studente da parte dell Azienda/Ente Attestato Alternanza rilasciato dall Azienda/Ente Schema relazione finale dello studente Questionario di autovalutazione dello studente dopo l esperienza di Alternanza Questionario di valutazione del tutor aziendale dell esperienza di Alternanza 73 Appendice LE DISPOSIZIONI NORMATIVE DI RIFERIMENTO 1. Art. 18 della Legge n. 196/1997: Norme in materia di promozione dell occupazione D.M. n. 142/1998: Regolamento recante norme di attuazione dei principi e dei criteri di cui all art. 18 della Legge n. 196/ Circolare Ministero del Lavoro n. 92 del 15 luglio Artt. 3 e 4 della Legge n. 53/2003: Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale D. LGS. 77/2005: Definizione delle norme generali relative all alternanza scuola lavoro, a norma dell art. 4 della Legge 53/ Estratto D. LGS. 81/2008 sulle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro Estratto D. LGS. 23/2010: Riforma dell ordinamento relativo alle Camere di commercio industria, Artigianato e Agricoltura, in attuazione dell art. 53 della Legge 99/ ***********************
6 Prefazione Dal 2003 ad oggi i percorsi di Alternanza Scuola Lavoro (ASL) nelle Marche sono cresciuti sia quantitativamente (numero alunni coinvolti) sia qualitativamente, grazie ad una collaborazione sempre più fattiva e consapevole da parte della scuola e del mondo del lavoro. Tale crescita è stata favorita anche dall ausilio delle Linee guida emanate nel 2008 e dalla rete regionale delle scuole, coordinate e supportate a livello provinciale dalle scuole Polo. Le suddette Linee guida hanno costituito un modello di riferimento, attraverso il quale sperimentare percorsi didattici fuori dall aula, agevolare il confronto tra scuole e tra scuole/imprese, individuare punti di forza e criticità nei percorsi di ASL. Il cammino intrapreso, come ogni processo di rinnovamento culturale, pur sostenuto da tanti o- peratori sapienti e motivati, non è senza ostacoli e necessita di ulteriori tappe di avanzamento. Occorre, ad esempio, adeguare e migliorare il sistema di valutazione delle competenze acquisite in esito ai percorsi per poi recepirle e valorizzarle nel curricolo scolastico, rafforzare il rapporto con le aziende/enti in modo da trovare interlocutori disponibili a coprogettare i suddetti percorsi di ASL con la scuola, rendere le esperienze sempre più proficuamente inserite nel progetto didattico dell indirizzo di appartenenza dell allievo. In questa direzione la recente Riforma/Riordino dell istruzione secondaria di II grado ha evidenziato l importanza della didattica laboratoriale, come metodo e approccio allo studio delle diverse discipline, delle esperienze in ASL, quale occasioni significative per un orientamento formativo dei nostri giovani, per promuovere la cultura del lavoro e del saper fare. In questo contesto, in continua evoluzione, e in ragione delle esperienze maturate nei recenti anni si è resa necessaria una revisione delle linee guida prodotte nel La presente edizione, come quella precedente, non sono contributi definitivi, ma supporti operativi e di riferimento, da adeguare alle singole realtà territoriali e scolastiche. Dall adozione di tale strumento di lavoro, si auspica infatti possano nascere spunti di riflessione sul processo, utili per migliorare il modello, integrarlo e renderlo sempre più efficace e adeguato all apprendimento dei giovani e alle attese del mondo del lavoro. Inoltre personale delegato dall Assessore regionale al Lavoro, istruzione, diritto allo studio, formazione professionale ed orientamento ha partecipato alle attività per la realizzazione di questa seconda edizione - condivisa con i diversi attori della scuola e del mondo del lavoro a livello territoriale- al fine di poter utilizzare e adottare le suddette Linee guida quale strumento operativo di riferimento anche per la Regione stessa. Michele Calascibetta Direttore Generale dell U.S.R. per le Marche
7 LINEE GUIDA PER L ALTERNANZA SCUOLA LAVORO a cura di Patrizia Cuppini PREMESSA 1. L Alternanza Scuola Lavoro nelle Marche: adozione delle Linee guida (2008) primi risultati. L adozione delle Linee guida per l Alternanza Scuola Lavoro (ASL) pubblicate nel 2008 a cura dell U.S.R. per le Marche e frutto di un ampio confronto tra le scuole, ma anche tra le scuole e i diversi rappresentanti del mondo del lavoro ha favorito l applicazione di una stessa modalità operativa in tutto l ambito regionale, valorizzando le diversità territoriali e le specifiche declinazioni in ciascuna realtà formativa. L utilizzo di un metodo condiviso da parte dei diversi attori (scuole, Enti, imprese,..) ha consentito una verifica estesa ed approfondita del modello proposto, dell adeguatezza degli strumenti predisposti e dei diversi percorsi formativi realizzati. Ciò ha consentito di far emergere gli elementi di forza e di criticità comuni ai diversi percorsi realizzati, a partire dai quali può essere condotta una riflessione critica utile anche ad orientare le azioni di modifica/aggiornamento del suddetto modello. In generale in questi anni è cresciuto il numero delle scuole che hanno aderito ai percorsi di ASL (v. i dati sotto riportati), ma soprattutto, a parità di scuole, è significativamente aumentato il numero degli studenti e dei docenti coinvolti: questo sta a significare che l Alternanza è stata recepita e sempre più largamente adottata - nei Piani dell Offerta Formativa (POF) degli Istituti scolastici. Alcuni dati Di seguito si riportano alcuni dati quantitativi relativi alle scuole che hanno aderito ai percorsi di ASL a partire dall a.s. 2003/2004; in particolare sono specificati i numeri delle classi partecipanti e, dall a.s. 2008/2009, anche degli alunni coinvolti (1). PERCORSI DI ALTERNANZA SCUOLA LAVORO (classi che hanno partecipato alla fase di tirocinio in azienda ore) Ascoli Piceno Anni Ancona Macerata Pesaro - Urbino Fermo scolastici Scuole classi scuole classi scuole classi scuole classi 2003/ == == == == 2004/ / / / Anni Ancona Ascoli Piceno - Fermo Macerata Pesaro - Urbino scolastici scuole classi alunni scuole classi alunni scuole classi alunni scuole classi alunni 2008/2009 (2) / / (1) Nell'a. s. 2010/2011 gli Istituti scolastici secondari di II grado nelle Marche assommano a 114 (90 statali e 24 non statali). Le scuole che sperimentano l'alternanza Scuola-Lavoro sono 63, pari a circa il 55 % del totale. 14 Istituti attuano il Progetto con le modalità dell'impresa Formativa Simulata (IFS). (2) A partire dall'a.s. 2008/2009 gli Istituti Professionali partecipano soltanto con le classi terze nella fase di Orientamento - Formazione e pertanto non vengono più conteggiati. 1
8 I PERCORSI IFS Ascoli Piceno Pesaro - Anni Ancona Macerata Fermo Urbino scolastici scuole classi scuole classi scuole classi scuole classi 2003/ == == == == 2004/ == == 2005/ / / / / / E aumentato anche il numero di Aziende ed Enti operanti nel mondo del lavoro, disponibili a collaborare fattivamente con la scuola, contribuendo alla realizzazione di progetti significativi. Va ricordato che negli anni sono state sottoscritte convenzioni a livello locale, per progetti di Alternanza Scuola Lavoro, con le Camere di Commercio di Ancona e di Macerata, 1 Confindustria Marche, le Assindustria provinciali (attualmente Confindustrie Provinciali), 2 la C.N.A. regionale e le Province di riferimento. Alla progettazione di percorsi in Alternanza hanno inoltre aderito le Università marchigiane, gli Enti locali, le associazioni no profit, le cooperative, gli ordini professionali, le associazioni di categoria, etc. 1 Gli Enti camerali sono impegnati, sin dall anno 2003 (art. 4 della Legge 53), sui temi dell alternanza scuola lavoro e del passaggio dei giovani dal mondo della scuola o dell Università a quello del lavoro e dell impresa. Il rafforzamento delle competenze relative alla cooperazione con le istituzioni scolastiche e universitarie in materia di alternanza scuola lavoro e per l orientamento al lavoro e alle professioni, previsto dall art. 2 del D.Lgs. n. 23/2010 di riforma delle Camere di Commercio, rappresenta un riconoscimento al sistema camerale per le sue funzioni di collegamento tra canali formativi ed esigenze delle imprese e dei territori. Gli Enti camerali hanno inoltre messo a disposizione in questi anni strumenti utili ed efficaci per favorire l alternanza scuola lavoro ed i rapporti tra sistemi formativi e mondo della produzione, come il Sistema Informativo Polaris (rete connettiva tra scuola, imprese e ragazzi per i progetti di alternanza e per i tirocini formativi e di orientamento) e il sistema Informativo Excelsior (banca dati per la rilevazione dei fabbisogni di professionalità delle imprese), importante riferimento per progettare indirizzi di studio e rendere più flessibili quelli esistenti. (nota a cura delle Camere di Commercio). 2 Il tema dei giovani e dell istruzione è stato un elemento non trascurabile dell interesse imprenditoriale di Confindustria fin dal secondo dopoguerra, per la consapevolezza dell importanza rivestita dalla formazione, quale fattore di crescita complessiva del Paese e per la competitività delle imprese. Da tempo Confindustria e MIUR collaborano attivamente in maniera organica e sistematica a sostegno dello sviluppo del capitale umano, risorsa strategica sulla quale investire al fine di coniugare coesione sociale, opportunità occupazionali, migliore qualità della vita. I processi di riforma prefigurati nell art. 4 della legge 53 hanno suggerito di far seguire un protocollo d intesa che recepisse in termini più moderni ed efficaci i raccordi e le interazioni tra il sistema dell istruzione e il sistema produttivo, già delineate nell intesa siglata negli anni novanta. Le linee caratterizzanti del piano mirano ad accrescere e valorizzare il patrimonio culturale, scientifico e tecnologico ed hanno come obiettivo operativo lo sviluppo del grado di qualità e di innovazione dell istruzione richiesto dagli standard europei, formando risorse umane dotate di alte conoscenze, nonché di competenze professionali idonee ad accedere proficuamente al mondo del lavoro. L impegno di Confindustria al fianco delle istituzioni educative, con e per i giovani in diversi ambiti, punta a sostenere l'interazione tra il sapere e il saper fare, cornice all interno della quale si collocano i percorsi di alternanza scuola lavoro. (nota a cura di Confindustria Ancona e Confindustria Pesaro-Urbino). 2
9 2. Attività realizzate Le scuole coinvolte sono costituite prevalentemente da Istituti tecnici, ma non sono mancati i Licei, sia di indirizzo scientifico che umanistico; anzi, in alcuni Licei sono state attuate esperienze di particolare rilievo, che hanno visto la scuola collaborare fattivamente con l impresa per la realizzazione di progetti/attività di concreto interesse aziendale. Gli Istituti professionali hanno sviluppato prevalentemente percorsi di III Area; taluni hanno comunque aderito alla metodologia dell Alternanza nelle terze classi, per favorire l orientamento e la motivazione allo studio, e/o all Impresa Formativa Simulata (IFS). Per ciascun percorso personalizzato, svolto prevalentemente al quarto anno, si è chiesto un impegno di almeno 120 ore nel periodo curricolare, assolutamente compatibile con la quota del 20% dell orario consentita dall Autonomia organizzativa della scuola. La durata dell esperienza (circa tre settimane, anche non continuative) rispondeva all esigenza espressa dalle imprese/enti di disporre di un arco temporale consistente, per poter condurre con i ragazzi esperienze formative significative. Inoltre la condizione che si svolgesse nel periodo scolastico curricolare (salvo casi eccezionali imposti da particolari esigenze delle imprese partner: ad es. realtà alberghiere, turistiche, del settore agrario,...) è stata dettata dalla finalità precipua dell Alternanza: creare esperienze formative fuori dall aula che non fossero esclusivamente stages, anche se professionalizzanti. In alcuni casi sono state condotte esperienze di particolare rilievo, sviluppate in specifici territori o realtà scolastiche, frutto di fortunate e proficue sinergie tra il mondo dell istruzione e quello del lavoro. Tali esempi virtuosi rappresentano buone pratiche da assumere a riferimento anche per stimolare ed implementare esperienze altrettanto significative. In ogni caso la condivisione del percorso e la costante sinergia tra scuola e territorio si confermano quali ingredienti irrinunciabili per una proficua realizzazione dell Alternanza. Gli esiti appena menzionati sono emersi dai monitoraggi realizzati a livello regionale, ma soprattutto dall osservazione attenta condotta dalle scuole Polo 3, in collaborazione con l U.S.R. per le Marche e, in alcuni ambiti, con l Associazione Industriali e/o con la Camera di Commercio di riferimento territoriale. Il prezioso lavoro svolto dalle scuole Polo ha garantito negli anni la costituzione di reti provinciali, cui è stato assicurato sostegno, informazione e formazione, oltre alla valorizzazione e alla diffusione delle esperienze più significative. Merita segnalare, in particolare, l importante ruolo svolto dal Simucenter regionale (operante presso l ITCG Galilei-Carducci di Fermo) che ha curato l informazione, la formazione ed il 3 Con nota prot. n. 1860/C34 del 13 febbraio 2006 l Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, al fine di coordinare, sostenere e monitorare le istituzioni scolastiche nell attuazione e/o nella proficua prosecuzione di esperienze di alternanza scuola-lavoro, ha individuato le seguenti scuole come centri di riferimento provinciali (poli) per le iniziative di alternanza: Istituzione scolastica Provincia Indirizzo I.T.A.S. M. Ricci MC Via G. Di Pietro, Macerata Liceo Scientifico G. Marconi PU Via Nanterre, Pesaro I.I.S. "Corridoni - Campana" AN Via Molino Mensa Osimo I.T.C.G.T "Carducci - Galilei" AP V.le Trento, Fermo In particolare L I.T.C.G.T. Carducci-Galilei di Fermo Simucenter Regionale costituisce il polo di riferimento sia per le istituzioni scolastiche regionali che intendono sperimentare la modalità dell Impresa Formativa Simulata sia per quelle che intendono applicare l alternanza nella provincia di riferimento. 3
10 supporto a tutte le scuole della regione che hanno scelto percorsi di Impresa Formativa Simulata (IFS). Il confronto e la condivisione di strategie e di esperienze sono stati favoriti e attuati anche attraverso momenti di informazione, formazione e autoformazione organizzati a livello provinciale e/o regionale dall U.S.R. per le Marche, non di rado con la partecipazione delle Associazioni di Imprese e delle Camere di Commercio (cfr. sito U.S.R. per le Marche: e sito Simucenter regionale). Sulla base delle esperienze maturate e delle esigenze emerse in questi anni, a livello regionale si è condivisa l idea - non contemplata nelle precedenti linee guida - di promuovere nelle classi terze dei diversi Istituti alcune attività di orientamento al mondo del lavoro e di avvio ai percorsi di Alternanza. In particolare sono stati inseriti momenti informativi/formativi sulla sicurezza, sulla qualità (fornendo agli allievi le competenze utili per l acquisizione dell EQDL 4 ), visite aziendali e/o testimonianze di operatori/esperti del mondo del lavoro e dei Centri per l Impiego, per avvicinare più concretamente i giovani alle tematiche del lavoro e alle professioni di loro interesse, con l intento di favorire e sostenere le azioni di orientamento/riorientamento nonché rafforzare la motivazione allo studio. Sebbene non ideato e promosso nell ambito specifico dell Alternanza Scuola Lavoro, va inoltre menzionato, per la rilevanza assunta in questo contesto, il Progetto Ponte, realizzato dall U.S.R. per le Marche con i quattro Atenei marchigiani ed alcuni istituti AFAM (Istituto Musicale Pareggiato G. Pergolesi di Ancona e Accademia di Belle Arti di Macerata), per rispondere a quanto previsto nell art. 2, della legge 28 marzo 2003, n. 53 e, in particolare, nel D.Lgs. 14 gennaio 2008, n Definizione dei percorsi di orientamento finalizzati alle professioni e al lavoro, a norma dell'articolo 2, comma 1, della legge 11 gennaio 2007, n. 1 (il relativo materiale informativo è rinvenibile nel sito dell U.S.R. per le Marche: Per la realizzazione del progetto è stata sottoscritta un apposita convenzione e istituito un Comitato scientifico che ha individuato un modello di percorso costituito da laboratori orientativi e di approfondimento disciplinare, proposti dagli Atenei/Istituti AFAM e coprogettati con le scuole. Le attività previste nell ambito di tali laboratori vengono valutate sia dalla scuola che dall Università e rappresentano per gli studenti delle quinte classi, cui l iniziativa è rivolta, una significativa opportunità di informazione, orientamento e formazione verso i percorsi universitari. Il Progetto Ponte rappresenta quindi un importante occasione formativa ed un ulteriore modalità di Alternanza tra la scuola e la formazione superiore e/o universitaria. Non sembra inutile sottolineare, infine, che l Alternanza Scuola Lavoro, nelle sue diverse declinazioni e modalità organizzative, costituisce comunque un opportunità di formazione da proporre agli allievi, cui è normativamente offerto il diritto di sceglierla come percorso di studio (cfr. D.Lgs 15 aprile 2005 n. 77 art.1 Gli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età, salva restando la possibilità di espletamento del diritto - dovere con il contratto di apprendistato ai sensi dell'articolo 48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276, possono presentare la richiesta di svolgere, con la predetta modalità e nei limiti delle risorse di cui all'articolo 9, comma 1, l'intera formazione dai 15 ai 18 anni o parte di essa, attraverso l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa.. ) 4 EQDL (European Qualità Driving Licence) ossia la Patente Europea della Qualità, nuova certificazione delle competenze di base sulla Qualità, di livello paragonabile all'ecdl.questa nuova certificazione è principalmente indirizzata a tutti coloro che si avvicinano per la prima volta, per lavoro o per interesse personale, al concetto di certificazione di qualità: studenti, neodiplomati, neolaureati, personale delle aziende certificate ISO9000, e in generale tutti coloro che desiderano attestare le loro conoscenze relative alla Qualità ( ) 4
11 3. Le prospettive e le nuove Linee Guida del 2012 I percorsi di ASL, attuabili anche in modalità IFS, si sono sviluppati nel quadro di riferimento rappresentato dalle Linee Guida e, più in generale, dal contesto normativo vigente. Nei nuovi Regolamenti sul riordino dei diversi istituti secondari di II grado, 5 l Alternanza Scuola Lavoro viene richiamata come metodo sistematico da introdurre nella didattica curricolare e viene declinata a seconda dei diversi indirizzi di studio, ribadendo alcune indicazioni già contenute nella legge n. 53/2003 e nel decreto n. 77/2005. Alla luce delle indicazioni normative e delle esperienze maturate, nel Gruppo di lavoro regionale si è condivisa la convinzione che i percorsi di alternanza scuola-lavoro debbano essere progettati su più annualità, per favorire nei giovani una più ampia conoscenza del mondo del lavoro u- nitamente ad una crescente consapevolezza delle proprie attitudini. La pluriennalità dei percorsi i- noltre consente la costruzione di percorsi formativi di più ampio respiro e concreta significatività, sia per la scuola che per l impresa, ed è auspicabile, in alcuni casi, che si concluda con la realizzazione di stage professionalizzanti (quinte classi). Una delle principali novità delle presenti linee guida è costituita dal fatto che in coerenza con le considerazioni sopra esposte - esse si rivolgono, per gli aspetti applicativi, anche agli Istituti professionali, intesi quale componente fondamentale del sistema educativo, che trova nell alternanza una metodologia d elezione, indispensabile per qualificare in senso professionalizzante la propria offerta formativa, in accordo con i soggetti del sistema economico locale. Sarebbe anzi auspicabile che tali esperienze potessero ricevere attenzione e seguito anche in ambito europeo, per valorizzare ed implementare le competenze linguistiche/professionali degli al- 5 D.P.R. 15 marzo 2010, n. 88 Regolamento sul riordino degli istituti tecnici (pubblicato sul S.O. alla G.U. n.137 del 15 giugno 2010; Art. 5 del D.P.R. 15 marzo 2010, n. 87 Regolamento sul riordino degli istituti professionali (pubblicato sul S.O. alla G.U. n.137 del 15 giugno 2010); Art. 2, D.P.R. 15 marzo 2010, n.89 Regolamento sul riordino dei licei (pubblicato sul S.O. alla G.U. n.137 del 15 giugno 2010). 5 Dal sito dell ANSAS Alternanza Scuola-Lavoro ed Istituti Tecnici I percorsi (...) si realizzano attraverso metodologie finalizzate a sviluppare, con particolare riferimento alle attività e agli insegnamenti di indirizzo, competenze basate sulla didattica di laboratorio, l analisi e la soluzione dei problemi, il lavoro per progetti; sono orientati alla gestione di processi in contesti organizzati e all uso di modelli e linguaggi specifici; sono strutturati in modo da favorire un collegamento organico con il mondo del lavoro e delle professioni, compresi il volontariato ed il privato sociale. Stage, tirocini e alternanza scuola lavoro sono strumenti didattici per la realizzazione dei percorsi di studio. (D.P.R. 15 marzo 2010, n.88 - regolamento sul riordino degli istituti tecnici, pubblicato sul s. o. della G.U. n.137 del 15 giugno 2010). Alternanza Scuola-Lavoro ed Istituti Professionali I percorsi (...) si sviluppano soprattutto attraverso metodologie basate su: la didattica di laboratorio, anche per valorizzare stili di apprendimento induttivi; l orientamento progressivo, l analisi e la soluzione dei problemi relativi al settore produttivo di riferimento; il lavoro cooperativo per progetti; la personalizzazione dei prodotti e dei servizi attraverso l uso delle tecnologie e del pensiero creativo; la gestione di processi in contesti organizzati e l alternanza scuola lavoro. (Art. 5, D.P.R. 15 marzo 2010, n regolamento sul riordino degli istituti professionali, pubblicato sul s. o. della G.U. n.137 del 15 giugno 2010).L area di professionalizzazione di cui all articolo 4 del decreto del Ministro della pubblica istruzione 15 aprile 1994 è sostituita, nelle quarte e quinte classi, funzionanti a partire dall anno scolastico 2010/2011 e sino alla messa a regime dell ordinamento di cui al presente regolamento, con 132 ore di attività in alternanza scuola lavoro a valere sulle risorse di cui all articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77. Alternanza Scuola-Lavoro e Licei Nell ambito dei percorsi liceali le istituzioni scolastiche stabiliscono, a partire dal secondo biennio, anche d intesa rispettivamente con le università, con le istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica e con quelle ove si realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore ed i percorsi degli istituti tecnici superiori, specifiche modalità per l approfondimento delle conoscenze, delle abilità e delle competenze richieste per l accesso ai relativi corsi di studio e per l inserimento nel mondo del lavoro. L approfondimento può essere realizzato anche nell ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, nonché attraverso l attivazione di moduli e di iniziative di studio-lavoro per progetti, di esperienze pratiche e di tirocinio. (Art. 2, D.P.R. 15 marzo 2010, n.89 - regolamento sul riordino dei licei, pubblicato sul s. o. della G.U. n.137 del 15 giugno 2010). 5 Gli istituti tecnici, in base all art. 5, comma 3 punto d) del Regolamento, possono dotarsi 5
12 lievi e dei docenti, conoscere le diverse realtà lavorative e orientarsi al meglio nella più vasta comunità ultranazionale, che costituisce ormai il naturale orizzonte di riferimento per le nuove generazioni. I nuovi curricoli dei percorsi tecnici e professionali, fortemente orientati e articolati per competenze, impongono un ripensamento della programmazione didattica (in particolare, nella coprogettazione scuola-impresa), l individuazione di competenze di ciascun percorso e la relativa valutazione /attestazione. Le esperienze condotte negli anni precedenti e i relativi monitoraggi, le novità imposte dal riordino degli indirizzi di studio, le innovazioni metodologiche e didattiche in esso contenute, hanno indotto alla proposizione di questa seconda edizione delle Linee Guida. 4. Ipotesi progettuali per gli Istituti Tecnici Tenuto conto delle considerazioni che precedono e dei nuovi ordinamenti dell istruzione Tecnica, in cui il primo biennio è già specifico per ciascun indirizzo di studio e orientativo al secondo biennio, si ritiene proponibile la seguente ipotesi progettuale: nel primo biennio occorre promuovere un orientamento/riorientamento continuo, in modo da favorire negli allievi la più ampia conoscenza del settore di studio scelto, in relazione al mondo del lavoro e alle materie curricolari. A tal fine è importante promuovere fin dal primo anno esperienze legate al contesto (visite guidate in aziende dello specifico settore, incontri con esperti, conferenze/mostre, ecc.), nonché - nell ambito della quota dell autonomia - percorsi didattici formativi e motivazionali (ad es. progetti sviluppati con la collaborazione dei docenti d indirizzo, nei laboratori della specializzazione). Nell ambito poi della materia Scienze e tecnologie applicate potrebbero essere anticipate gran parte delle esperienze previste nel corso dell attuale terzo anno, favorendo quanto più possibile il rapporto con le imprese/enti del territorio, attraverso visite, incontri, momenti di confronto con testimonial significativi. Il rapporto con il mondo produttivo territoriale, anche attraverso il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) 6 di Istituto, laddove è stato formalizzato, consente di avere utili indicazioni su quali competenze debbano essere conseguite dagli allievi coerentemente con quanto è previsto nelle articolazioni del II biennio e, in particolare, su quale flessibilità adottare, in modo da favorire una preparazione dei giovani adeguata alle attese. Nel II biennio quindi l Alternanza si dovrebbe sviluppare attraverso una fattiva coprogettazione scuola-organizzazione/impresa/ente, volta a costruire percorsi formativi da svolgere sia a scuola che presso le imprese (stages), al termine dei quali saranno valutate e certificate per ciascuno studente le competenze acquisite. Nel quinto anno si prevede la valorizzazione di esperienze professionalizzanti e sempre più personalizzate, in base alle attitudini e alla preparazione dei singoli allievi. 5. Ipotesi progettuali per gli Istituti Professionali Per gli Istituti Professionali l alternanza scuola lavoro rappresenta una metodologia a carattere ordinario, tramite la quale, come affermato nelle Linee guida nazionali, sviluppare il rapporto col territorio e utilizzare a fini formativi le risorse disponibili. Essa consente di attuare una plurali- 6 Gli istituti tecnici, in base all art. 5, comma 3 punto d) del Regolamento, possono dotarsi di un comitato tecnico scientifico (CTS) composto da docenti e da esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica. Il CTS costituisce un elemento che può favorire l innovazione dell organizzazione degli istituti; è un organismo con funzioni consultive e propositive per l organizzazione delle aree di indirizzo e l utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità; è lo strumento per consolidare i rapporti della scuola con il mondo del lavoro e delle professioni e sviluppare le relative alleanze formative. 6
13 tà di soluzioni didattiche per facilitare il collegamento con il territorio e personalizzare l apprendimento mediante l inserimento degli studenti in contesti operativi reali. L alternanza scuola lavoro rappresenta inoltre una metodologia in grado di valorizzare le importanti esperienze svolte nel passato nell ambito della Terza area. Essa costituisce infine il naturale supporto, oltre che per i percorsi quinquennali, anche per la realizzazione di percorsi triennali finalizzati all acquisizione delle qualifiche di Istruzione e formazione professionale di competenza della Regione. Per la molteplicità di queste ragioni, e per la loro oggettiva validità intrinseca, risulta essenziale l elaborazione di un progetto a carattere pluriennale, distinto per qualifica e per diploma, nella logica dell integrazione e della continuità, condiviso tra istituzioni scolastiche e soggetti del sistema economico. Per i percorsi che prevedono una qualifica triennale il cammino potrebbe avere le seguenti scansioni: - nel primo anno andrebbero promossi incontri con testimoni e visite aziendali, al fine di realizzare una sorta di dossier del settore e della figura professionale, affinché gli studenti possano mettere a raffronto il percorso di studi da ciascuno prescelto con gli elementi di conoscenza tratti da una più puntuale visione della concreta realtà di riferimento; - nel secondo anno dovrebbe proporsi un periodo di inserimento in azienda, nelle modalità dell affiancamento, cosicché lo studente possa cogliere (e vivere ) gli aspetti reali dell organizzazione del lavoro non solo attraverso la loro osservazione, ma anche mediante l assunzione di puntuali compiti operativi; - nel terzo anno lo studente potrebbe essere inserito in uno specifico contesto di lavoro, tale da consentirgli di svolgere responsabilmente compiti veramente qualificanti. Per i percorsi di diploma professionale, fatto salva l integrazione con i percorsi triennali, il cammino potrebbe seguire le seguenti tappe: - nel primo biennio si dovrebbe dar corso ad attività (incontri con testimoni, visite dirette, studi di casi, ricerche, ecc.) che consentissero agli studenti di approfondire la conoscenza del settore, le aziende, l organizzazione ed i processi di lavoro, le figure professionali, le tecnologie utilizzate, i mercati); - nel secondo biennio andrebbero proposte attività collocate nel cuore dei processi di lavoro (sicurezza, processi produttivi e di servizio, progettazione, diagnostica, verifiche della qualità ) tramite affiancamento, assunzione di compiti operativi, fino alla realizzazione di veri e propri project work effettuati in stretto accordo con le aziende; - nel quinto anno dovrebbe essere possibile completare il project work e nel contempo confezionare il dossier finale unitario dell intero percorso di alternanza, da portare all esame come evidenza della preparazione e delle competenze professionali acquisite. 6. Ipotesi progettuali per i Licei Si possono prevedere percorsi biennali, a partire dalla seconda o terza classe, in cui il primo anno abbia valore propedeutico ed orientativo con lezioni in aula, anche e soprattutto con esperti esterni provenienti dal mondo del lavoro o dalle associazioni di categoria, che abbiano come obiettivi l'acquisizione di elementi normativi (normativa sulla sicurezza, elementi di diritto del lavoro), organizzativi (organizzazione aziendale, qualità), comportamentali (educazione alla cittadinanza attiva, gestione delle relazioni, capacità di lavorare in gruppo su obiettivi specifici, ecc.) o orientativi. É auspicabile che queste lezioni in aula siano integrate con visite aziendali. Nel secondo anno, o negli anni successivi in caso di percorsi pluriennali, l'alternanza potrà continuare secondo le modalità indicate dalle linee guida in particolare nelle fasi da III a VII. 7
14 Questa modalità di attuazione dei percorsi può essere particolarmente adatta negli istituti ad indirizzo liceale, che per tradizione e approccio culturale possono sembrare meno direttamente coinvolti nell'attuazione di percorsi di alternanza scuola lavoro, ma nei quali questa può invece assumere un notevole valore aggiunto orientativo, soprattutto se si riesce a coinvolgere il mondo delle professioni, dei servizi (anche d'istruzione, di ricerca, del territorio e culturali) e delle tecnologie avanzate. 7. L Alternanza Scuola Lavoro e la disabilità L attuazione di percorsi di alternanza rivolti ad alunni con disabilità va particolarmente promossa e valorizzata, offrendo agli allievi opportunità formative adeguate alla loro condizione, che promuovano l autonomia anche ai fini dell inserimento nel mondo del lavoro (art. 4, quinto comma, del D.Lgs n. 77/2005). Occorre infatti promuovere una programmazione e personalizzazione delle attività congiuntamente con le imprese/enti disponibili, che assuma ad imprescindibile e scrupoloso riferimento il PEI dello studente, nello spirito dei principi ispiratori della legge n. 104/1992. I tempi e le modalità di svolgimento dei percorsi terranno coerentemente conto degli obiettivi didattici e formativi del ragazzo e potranno essere opportunamente flessibilizzati, nella durata e nella distribuzione annuale, al fine di offrire il supporto più adeguato allo studente interessato. 8
15 IL PERCORSO FORMATIVO DELL ALTERNANZA 1. LE FASI DEL PERCORSO I Fase LA FORMAZIONE (Alternanza e Impresa Formativa Simulata) Per le scuole che non hanno mai intrapreso un percorso di alternanza/ifs è necessario procedere a: individuare i docenti che seguiranno i percorsi e in particolare il docente tutor. Sarebbe auspicabile il coinvolgimento di un C.d.C., ma in assenza di questo è importante individuare un gruppo di docenti disponibili. prendere contatti con istituti scolastici che hanno già maturato esperienze di alternanza in modo da orientare le azioni. I rapporti con il Simucenter regionale e con l istituto scolastico di riferimento a livello provinciale (Polo) sono importanti al fine di : conoscere le esperienze già effettuate disporre dei riferimenti relativi alle aziende/enti maggiormente disponibili a realizzare percorsi di alternanza/ifs ricevere suggerimenti da colleghi più esperti individuare gli esperti esterni (enti/aziende/associazioni di riferimento) da coinvolgere per attuare la fase di formazione rivolta sia ai docenti che ai tutor aziendali. Tale formazione non è da intendere in senso restrittivo, cioè esclusivamente come intervento di aula, ma può realizzarsi in forme più dialogate tra i diversi attori del sistema scuola e del mondo del lavoro, in modo da favorire la più ampia partecipazione e condivisione di comuni obiettivi. L'istituto scolastico di riferimento (Polo) può fornire indicazioni e suggerimenti anche in questa fase. Per le scuole che hanno già maturato almeno un esperienza nel senso dell alternanza/ifs è opportuno promuovere un allargamento dell esperienza a più classi/gruppi di studenti e di conseguenza coinvolgere in formazione più docenti della scuola. É opportuno che i docenti coinvolti nell'asl partecipino alle periodiche iniziative di formazione promosse a livello regionale dall'usr e dal gruppo di lavoro delle scuole polo e alle iniziative di incontro e formazione promosse da enti e associazioni di categoria a livello locale. É opportuno inoltre che i docenti referenti dell'asl siano coinvolti nelle iniziative di formazione specifiche delle scuole e/o degli enti preposti (ad esempio: ANSAS, USR, reti di scuole) relative al riordino dei cicli e alla didattica "per competenze". II Fase - PROGETTAZIONE DEL PERCORSO - La progettazione del percorso di alternanza deve prevedere le seguenti fasi: 1. Analisi dei bisogni formativi 2. Analisi delle risorse territoriali (aziende) 3. Analisi delle risorse 4. Individuazione degli obiettivi 5. Tempistica 6. Modalità organizzative 7. Valutazione 8. Monitoraggio Le fasi sono esplicitate nell allegato 1, da utilizzare per la progettazione annuale del percorso. 9
16 III Fase COMUNICAZIONE/INFORMAZIONE - (Alunni, famiglie, aziende, personale della scuola) Questa fase di comunicazione e di illustrazione del percorso, sia esso di alternanza che di IFS, ai soggetti interessati (Collegio dei Docenti, Consiglio di Istituto, Consiglio di Classe, famiglie, alunni) è particolarmente importante e significativa ai fini della partecipazione e condivisione dell attività formativa. Infatti occorre che le varie componenti delle istituzioni scolastiche coinvolte in queste iniziative formative abbiano la piena consapevolezza del significato di tali metodologie e degli obiettivi formativi che si intendono perseguire nella piena valorizzazione e personalizzazione degli apprendimenti degli allievi. Inoltre le famiglie possono concorrere all individuazione di enti/aziende disponibili ad accogliere gli studenti nelle attività di alternanza. La comunicazione può essere effettuata mediante il modulo zero (fac-simile di lettera da inviare ai genitori degli studenti o da consegnare personalmente nel corso di un incontro appositamente organizzato per la presentazione del progetto). IV Fase - PERCORSI SPECIFICI SCUOLA/AZIENDA - COPROGETTAZIONE DI PERCORSI PERSONALIZZATI Questa è la fase che esprime più compiutamente il carattere innovativo dell alternanza rispetto alle esperienze già maturate dalle scuole, prevalentemente tecniche e professionali, nell ambito degli stage professionalizzanti. Infatti, così come previsto nel decreto legislativo n. 77/2005, il percorso formativo va coprogettato tra la scuola e l azienda/ente ospitante, come pure i criteri di verifica e valutazione delle competenze acquisite. É questo un riconoscimento di pari dignità del processo di insegnamento/apprendimento sviluppato in ambito scolastico ed extra scolastico. In particolare: il consiglio di classe pianifica il percorso personalizzato coerente con le caratteristiche degli allievi, finalizzato al successo formativo delle competenze trasversali e tecnico professionali. la progettazione del consiglio di classe/tutor scolastico viene realizzata con la collaborazione del tutor aziendale per individuare gli obiettivi formativi/orientativi da perseguire. la definizione del percorso formativo è condivisa con il tutor aziendale. Per realizzare gli obiettivi progettuali e formativi sopra richiamati è certamente opportuno che si promuovano incontri tra il personale scolastico coinvolto e i responsabili degli enti /aziende ospitanti, al fine di una reciproca conoscenza e condivisione di intenti. L approvazione dei Regolamenti e delle Linee guida nazionali porta ad un importante novità anche in tema di ASL, il cui progetto deve far riferimento alle competenze dell ordinamento in vigore, effettivamente mobilitate dagli studenti, prevedendo non solo quelle tecnico-professionali, ma anche quelle degli assi culturali e di cittadinanza, e indicando nel contempo le conoscenze e le abilità necessarie all espletamento dei compiti assegnati. È bene condividere con l azienda l approccio per competenze, ponendo l accento su prodotti, processi e linguaggio, in modo che emergano nel corso dell esperienza le evidenze sulla base delle quali poter procedere nella valutazione di padronanza da parte di ogni singolo allievo. La personalizzazione non deve necessariamente prevedere progetti distinti individualmente, ma la variazione del set di competenze, conoscenze ed abilità messe in atto. V Fase - ATTUAZIONE DEL PERCORSO Sono di seguito elencate le fasi attuative che normalmente è opportuno seguire per realizzare i percorsi di Alternanza: 10
17 Attività d aula, propedeutica alle attività da svolgersi in azienda, da realizzarsi anche tramite l intervento di esperti delle Camere di Commercio, Confindustria, Centri per l Impiego e province di riferimento Attività di stage (3 settimane, per complessive 120 ore: le scuole, nella loro autonomia, possono comunque prevedere percorsi più lunghi) Tali attività prevedono che il tutor scolastico si faccia carico, per una corretta attuazione e monitoraggio delle attività sopra citate, di: tenere contatti e rapporti con il tutor aziendale per facilitare la comunicazione fra scuola e azienda informare periodicamente il consiglio di classe per aggiornarlo sull attuazione del percorso e sull andamento degli allievi registrare attraverso strumenti di monitoraggio, anche attraverso l utilizzo della modulistica allegata, i comportamenti e gli obiettivi raggiunti. Negli allegati 2A e 2B sono riportati esempi di percorsi riferiti al II biennio di un Istituto Tecnico Tecnologico e ad un biennio di Liceo. VI Fase - VALUTAZIONE FINALE DEGLI STUDENTI Tale fase è particolarmente significativa e importante perché introduce elementi di novità nella tradizionale attività di valutazione formativa e sommativa effettuata nelle scuole. Nei percorsi di Alternanza/IFS è importante verificare: il rispetto del percorso formativo individuale concordato con i tutor esterni il grado di possesso delle competenze acquisite (in base agli obiettivi concordati del percorso formativo) lo sviluppo, il consolidamento, il potenziamento delle competenze relazionali e cognitive rispetto alla fase d aula ed alle esperienze maturate in azienda. le competenze acquisite e la ricaduta sul gruppo classe dell esperienza condotta in ambiente lavorativo. l autovalutazione dell allievo. Al fine di attuare le suddette fasi di verifica e valutazione si suggerisce di utilizzare i seguenti strumenti: Griglie di valutazione Diario di bordo Prova interdisciplinare Relazione finale individuale In particolare i moduli 9 (Scheda valutazione tutor aziendale) e 10 (Attestato di Alternanza Scuola Lavoro), che costituiscono una sorta di portfolio dello studente e rappresentano la certificazione delle esperienze condotte e delle competenze acquisite, devono essere consegnati a ciascun allievo in modo che possa presentarli e utilizzarli all interno del proprio curriculum vitae. VII FASE - MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEL PROGETTO NELLA SUA GLOBALI- TÀ I percorsi di ASL sono monitorati annualmente, a livello nazionale, dall'ansas (ex INDI- RE) con il supporto del Nucleo Regionale (ANSAS Marche). Le scuole sono tenute a rispondere al suddetto monitoraggio che viene proposto on line nel sito dell ANSAS a fine anno scolastico. 11
18 Un ulteriore monitoraggio viene organizzato a livello regionale; tale rilevazione tende a evidenziare i punti di forza e le criticità incontrate nei diversi percorsi attuati secondo le linee guida. I risultati raccolti offrono elementi di riflessione e spunti per eventuali azioni di formazione e miglioramenti del modello proposto. É inoltre opportuno che le scuole compiano azioni autonome di monitoraggio e di valutazione dei percorsi, dedicando particolare attenzione ai seguenti aspetti: coerenza ed integrazione tra gli obiettivi del progetto, il curriculum scolastico, le proposte dell'offerta formativa espressi nel POF d'istituto flessibilità del progetto rispetto alla messa a punto di percorsi personalizzati soddisfazione dei vari attori del progetto L'azione di monitoraggio e valutazione si potrà avvalere, oltre che dei dati oggettivi e qualitativi desumibili dalla modulistica utilizzata, degli strumenti che si riterranno più opportuni (questionari, focus group, etc). Si sottolinea l'importanza di programmare uno o più momenti di monitoraggio in itinere al fine di effettuare eventuali azioni correttive. Nell allegato 4 è riportato il modello di relazione finale per il resoconto annuale e per una valutazione complessiva delle attività svolte. 2. L ALTERNANZA ATTRAVERSO IL MODELLO DELL IMPRESA FORMATIVA SIMULATA Il modello dell impresa formativa simulata, messo a punto attraverso un esperienza decennale, rappresenta un opportunità per apprendere in un contesto operativo e organizzativo in tutto simile a quello aziendale; ha lo scopo di rendere gli studenti protagonisti del proprio processo di apprendimento, sviluppando coinvolgimento e motivazione, attraverso una didattica attiva e un uso massiccio di tecnologia avanzata. Un impresa simulata è costituita dagli alunni che assumono i ruoli di soci, amministratori, sindaci, dipendenti e dirigenti aziendali; ad ogni azienda simulata corrisponde un azienda reale, rappresentativa della realtà produttiva locale. Il modello IFS è, quindi, una forma di alternanza che consente di sviluppare una stretta collaborazione tra l istituzione scolastica e una o più realtà del territorio in cui opera e di attuare processi di simulazione aziendale; rende possibile il coinvolgimento nel sistema dell alternanza anche di quelle piccole imprese che - pur operando in nicchie di mercato, spesso altamente redditizie e innovative - non presentano una struttura idonea ad ospitare alunni per adeguati periodi. L azienda tutor partecipa alla realizzazione del progetto, assiste l impresa formativa simulata in tutte le diverse fasi, fornisce consulenza di carattere tecnico ed operativo e garantisce un collegamento con il mondo del lavoro e con i problemi e le esigenze dell economia locale. Si vogliono dotare gli alunni della possibilità di operare nella scuola come se fossero in un azienda, attraverso la creazione di un azienda laboratorio in cui è possibile rappresentare e vivere le funzioni proprie di un impresa reale. Le aziende simulate si costituiscono, comunicano e realizzano transazioni attraverso l applicativo IFSNetwork che è l'ambiente unico on line per lo sviluppo della rete delle Imprese Formative Simulate. L applicativo consente ai docenti, attraverso strumenti dedicati, di programmare, condurre e monitorare le attività didattiche connesse alla simulazione di impresa. L attività di laboratorio favorisce la qualità dell apprendimento e l acquisizione della cultura d impresa e pone i giovani nella condizione di utilizzare le competenze acquisite e di verificare la corrispondenza tra modello simulato e quello reale. 12
19 Attività progettuali previste e sviluppo temporale del percorso IFS Classe Terza: Sensibilizzazione al progetto Analisi del territorio Individuazione azienda tutor Visita guidata dell impresa tutor Definizione delle caratteristiche principali dell IFS Classe Quarta: Elaborazione della Business Idea e formalizzazione della missione Business Plan Costituzione dell IFS Apertura Rapporti Bancari Realizzazione Negozio Elettronico Classe Quinta: Attività di gestione operativa Monitoraggio Valutazione e certificazione delle Competenze Ulteriori elementi utili e opportunità Il percorso IFS è flessibile e si adatta ad ogni indirizzo di studio. Sono previsti specifici modelli per i licei e per il settore industriale. É possibile sviluppare il percorso IFS anche in due anni. (esempio seconde e terze negli Istituti Professionali). Ciascuna IFS può realizzare il proprio sito WEB e pubblicarlo nella vetrina IFS del Simucenter delle Marche. É possibile riattivare le IFS chiuse negli anni precedenti e procedere alla loro gestione attraverso la realizzazione di un nuovo piano Industriale. La rete dei Simucenter organizza annualmente diverse fiere delle IFS sia in Italia, sia all estero. Eventuale organizzazione di stage, anche per brevi periodi. La scuola NON è SOLA ma è previsto il supporto, anche per la formazione, della rete IFS e della Centrale IFS regionale, istituita presso l ITCG CARDUCCI GALILEI di Fermo. Per maggiori Informazioni e per la visione dei siti WEB delle IFS Regionali (informazioni regionali) (sito centrale nazionale) 13
20 1. LA VOCE DELL AZIENDA RACCORDO TRA SCUOLA E AZIENDA La scuola e l impresa rappresentano due leve fondamentali per lo sviluppo della nostra economia anche in un periodo di notevoli difficoltà economiche e di rapide trasformazioni, come quello che stiamo attraversando. Bisogna riconoscere che entrambe sono importanti soggetti formativi perché favoriscono l acquisizione di conoscenze e di competenze non solo professionali, ma anche sociali e personali. Per questo motivo è bene che fra loro si stabilisca una costruttiva sinergia e una fattiva collaborazione per assicurare agli studenti, grazie a stage, tirocini, alternanza scuola lavoro e laboratori didattici, l apprendimento di competenze spendibili nel posto di lavoro. Scuola e azienda sono dunque co-protagonisti evoluti ed innovativi dello sviluppo delle risorse umane, essenziali per il progresso sociale, culturale ed economico del nostro territorio. Il tessuto produttivo della nostra regione, soprattutto nell attuale difficile momento congiunturale, necessita di competenze tecnico-scientifiche sempre più elevate per sviluppare prodotti competitivi, affrontare nuovi mercati esteri, rivedere i propri costi di produzione e contrastare la concorrenza internazionale sempre più agguerrita. In questa ottica riveste carattere prioritario la collaborazione tra il sistema scolastico e quello produttivo: il loro fruttuoso dialogo è indispensabile per favorire il diffondersi della cultura del lavoro, ma nel contempo anche la valorizzazione dello studio e dell impegno personale. Per l impresa inoltre rappresenta anche una grande opportunità per affermare l importanza del suo ruolo sociale. Il mondo della scuola ed il mondo dell impresa usano, da troppo tempo, linguaggi diversi. Solo il riconoscimento dell utilità del dialogo rende i concetti e le parole comprensibili ad entrambi. La scuola forma l uomo ed il cittadino, fornendo una cultura di base, educandolo alla responsabilità. L impresa e le professioni chiedono giovani preparati, con alcune competenze specifiche, ma soprattutto chiedono che il giovane sia in grado di affrontare i problemi con metodo analitico ed orientato alla soluzione. La scuola, come l impresa, è comunità di persone. Entrambe hanno al centro la risorsa umana, per questo devono dialogare, capirsi, lavorare assieme. Entrambe lavorano per un fine sociale: la scuola per la cultura e l educazione all esercizio responsabile dei diritti di libertà, l azienda per la professionalità, l occupazione e la creazione di ricchezza. La scuola fornisce competenze ed abilità trasversali e professionali che serviranno ai giovani per l inserimento e la permanenza nel mercato del lavoro: deve insegnare ad imparare, ad utilizzare cioè integralmente il patrimonio individuale di conoscenze e competenze posseduto, per produrre nuovo valore attraverso il lavoro. L impresa può esprimere alcuni importanti suggerimenti sul modo di fare scuola, che deve essere progettato, organizzato e gestito in modo da: - promuovere l assunzione di responsabilità individuale nei confronti dei risultati d apprendimento, attraverso la valorizzazione dello studio e della ricerca personale; - sviluppare la capacità di lavorare con gli altri attraverso metodologie di apprendimento in team; - promuovere l uso della conoscenza orientato al risultato, a superare le difficoltà e a risolvere i problemi; - programmare insieme metodi e contenuti dell insegnamento e valorizzare le strategie formative che meglio collegano l imparare al fare (alternanza scuola lavoro, attività di laboratorio, lavoro per progetti, etc.); - diffondere la cultura del lavoro ed il ruolo sociale dell impresa; 14

References: Art. 18
 art. 18
 art. 4
 art. 53
 art. 2
 art. 4
 art. 2
 art.1
 Art. 5
 Art. 2
 articolo 4
 articolo 9
 art. 5
 art. 5