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Timestamp: 2019-06-18 01:28:17+00:00

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Parere su una istanza di accesso civico - 10 aprile 2017 [6388857] - Garante Privacy
Parere su una istanza di accesso civico - 10 aprile 2017 [6388857]
[doc. web n. 6388857]
n. 187 del 10 aprile 2017
Visto l´art. 154, comma 1, lett. g) del Codice in materia di protezione dei dati personali - d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (di seguito "Codice");
Con la nota in atti, il Responsabile della prevenzione della corruzione del Comune di Pinzano al Tagliamento ha chiesto al Garante il parere previsto dall´art. 5, comma 7, del d.lgs. n. 33 del 14 marzo 2013, nell´ambito del procedimento relativo a una richiesta di riesame sul provvedimento di diniego di una istanza di accesso civico.
Dagli atti risulta che la richiesta di accesso civico aveva a oggetto «l´accesso agli atti contenenti la sentenza XX (nota del XX) e che, in successive note dell´istante, sia stato specificato che si intendeva accedere al contenuto dei «fascicoli relativi al caso XX (note del XX, XX, XX).
Al riguardo, il predetto Comune dopo aver provveduto a inviare all´istante la copia della sentenza del TAR citata, ha in ogni caso negato l´accesso ad altri documenti «per tutte le ragioni di cui alla motivata opposizione formulata […] dal controinteressato […] a cui si rinvia ob retationem ai sensi dell´art. 3, comma 3, della L. 241/1990 ss.mm.ii., anche ai fini della comprova circa la positiva sussistenza del pregiudizio concreto degli interessi pubblici e privati che deriverebbero dall´ostensione dei documenti richiesti […]».
Nella citata nota contenente l´«Opposizione alla richiesta di accesso generalizzato agli atti ex art. 5 c. 5 del D. lgs. n. 33/2013» del soggetto controinteressato, con riferimento alla protezione dei dati personali, è rappresentato fra l´altro, che:
- «la richiesta di ostensione formulata, riguardando, per quanto è dato capire, un procedimento giudiziale tenutosi avanti al TAR […] implica e comprende necessariamente un accesso alla comprensiva posizione dello scrivente presso gli uffici dell´amministrazione richiesta, ovvero un accesso a documenti ed informazioni inerenti dati personali dello scrivente, la corrispondenza scambiata dal sottoscritto con l´ente richiesto o con altri, ed informazioni di carattere economico e commerciale connesse al giudizio esperito, informazioni queste tutte connesse o venute in rilievo in relazione giudiziaria e tutelate dall´art. 5 c. 2 lett. a), b) e c) del d. lgs. 33/2013»;
- «Orbene, nel caso di specie, l´accesso, se consentito, ben potrebbe arrecare pregiudizio concreto allo scrivente, considerata la peculiarità in termini di riservatezza delle informazioni e dei documenti detenuti dall´ente, tutti catalogabili come dati giudiziari […]»;
- «sussiste in relazione all´ostensione di documenti o dati relativi allo scrivente, un concreto pericolo di lesione – in termini di elevata probabilità – del diritto del sottoscritto alla tutela dei dati personali, alla riservatezza delle comunicazioni e degli interessi economici e commerciali»;
- «Sulla base del richiamo che l´art. 5 c. 2 lett. a) opera alla materia della protezione dei dati personali, l´accesso generalizzato deve essere effettuato nel rispetto dei principi generali sul trattamento, in particolare nel rispetto di quelli di necessità, proporzionalità, pertinenza e non eccedenza, in conformità al quadro normativo introdotto dal Regolamento UE n. 679/2016 ed all´orientamento delle giurisprudenze della Corte di Giustizia Europea e del Consiglio di Stato, nonché nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, della dignità dell´interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all´identità personale, ivi inclusi il diritto alla reputazione, all´immagine, al nome, all´oblio, nonché dei diritti inviolabili della persona di cui agli artt. 2 e 3 della Cost., ciò affinché venga scongiurata qualsivoglia interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e nelle libertà delle persone cui si riferiscono i dati richiesti in accesso».
Nella richiesta di riesame del provvedimento di diniego dell´accesso civico, l´istante ha sostenuto, fra l´altro, che:
- «gli atti non erano genericamente indicati bensì ben individuati, il riferimento agli atti richiesti era circoscritto proprio nella pubblica sentenza del TAR, allegando stralci di essa […]»;
- «il pregiudizio pubblico o privato ostentato e addotto per negare l´accesso agli atti è una giustificazione e faziosa interpretazione genericamente presentata ma che non è stata in alcun modo provata! Tutt´altro, in realtà il caso riguarda una pubblica delibera di giunta comunale, decretata per disporre un´ordinanza di demolizione su un presunto abuso edilizio. L´accesso agli atti avrebbe permesso di verificare le ragioni e motivi di quest´ultima».
Nella richiesta di parere al Garante, il Responsabile della prevenzione della corruzione ha evidenziato che nel provvedimento di diniego dell´accesso civico «tra le […] motivazioni ob relationem vi è quella di cui all´opposizione resa dal controinteressato, […] per evitare il concreto pregiudizio alla tutela di interessi di cui all´art. 5 bis, comma 2, lett. a) del D.Lgs. 33/2013».
Pertanto, il predetto Responsabile ha chiesto a questa Autorità «se nel caso di specie, a giudizio del Garante, siano effettivamente sussistenti i motivi attinenti ad evitare il concreto pregiudizio alla tutela della protezione dei dati personali - per come rappresentanti dal controinteressato nel rispettivo documento contenente la motivata opposizione - tali da dover confermare il provvedimento negativo oggetto del presente procedimento di riesame».
Con particolare riferimento al caso sottoposto all´attenzione del Garante, deve ricordarsi che nelle citate Linee guida dell´ANAC è precisato che «il testo del [d. lgs, n. 33/2013] dispone che "l´istanza di accesso civico identifica i dati, le informazioni o i documenti richiesti"; pertanto non è ammissibile una richiesta meramente esplorativa, volta semplicemente a "scoprire" di quali informazioni l´amministrazione dispone. Le richieste, inoltre, non devono essere generiche, ma consentire l´individuazione del dato, del documento o dell´informazione, con riferimento, almeno, alla loro natura e al loro oggetto».
Nelle medesime Linee guida è, in ogni caso, precisato che «Nella risposta negativa o parzialmente tale, sia per i casi di diniego connessi all´esistenza di limiti di cui ai co. 1 e 2 che per quelli connessi all´esistenza di casi di eccezioni assolute di cui al co. 3, l´amministrazione è tenuta a una congrua e completa, motivazione, tanto più necessaria in una fase sicuramente sperimentale quale quella che si apre con le prime richieste di accesso. La motivazione serve all´amministrazione per definire progressivamente proprie linee di condotta ragionevoli e legittime, al cittadino per comprendere ampiezza e limiti dell´accesso generalizzato, al giudice per sindacare adeguatamente le decisioni dell´amministrazione» (parr. 4.2, 5.3; nonché «Allegato. Guida operativa all´ accesso generalizzato», n. 13).
In tale quadro, risulta che la sentenza TAR Friuli Venezia Giulia n. XX, citata negli atti dell´istruttoria, ha a oggetto un giudizio contro il Comune di Pinzano al Tagliamento promosso da un cittadino (che nel procedimento di accesso civico è stato individuato come soggetto controinteressato) di esecuzione in ottemperanza di una precedente sentenza del TAR. La questione aveva in generale a oggetto la presentazione al Comune di una richiesta di cambio di destinazione d´uso di un fabbricato, risultato costruito abusivamente secondo l´amministrazione resistente. Nella sentenza sono citati diversi provvedimenti del Comune e precedenti sentenze dello stesso TAR relativi alla medesima questione.
Pertanto, con riferimento alla richiesta di accesso civico, per i profili di competenza di questa Autorità in materia di protezione dei dati personali, allo stato degli atti e ai sensi della normativa vigente, non si ritiene che l´Autorità possa pronunciarsi in relazione al diniego del Comune opposto all´istante, a causa della genericità sia del contenuto della richiesta di parere al Garante da parte del Comune, che del provvedimento di diniego di accesso civico. Da questi atti, infatti, non è possibile evincere né la tipologia dei documenti richiesti, né il relativo contenuto, né la motivazione circa l´effettiva sussistenza del pregiudizio concreto alla tutela della protezione dei dati personali che deriverebbe dall´ostensione dei documenti richiesti.
D´altronde, analoga genericità è contenuta nella stessa richiesta di accesso civico e nelle successive note integrative dell´istante (compresa la richiesta di riesame). Da tutti questi documenti non è dato ricavare se l´istante desidera accedere ai provvedimenti del Comune citati nella sentenza del TAR oppure solo alla «delibera di giunta comunale, decretata per disporre un´ordinanza di demolizione», oppure ancora a tutti gli atti del Comune connessi alla vicenda o a quelli contenuti nei fascicoli processuali relativi ai diversi giudizi instaurati tra il Comune e il soggetto controinteressato.
In ogni caso, per i profili di competenza del Garante, laddove l´istanza di accesso civico venga perfezionata precisandone l´oggetto e la stessa implichi la conoscenza di dati e informazioni personali descritti nella nota di «Opposizione alla richiesta di accesso generalizzato» dal Sig. XX (quali «documenti ed informazioni inerenti [propri] dati personali [anche di natura giudiziaria], la corrispondenza scambiata […] con l´ente richiesto o con altri, ed informazioni di carattere economico e commerciale connesse al giudizio esperito»), si ricorda che – anche considerando che «Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di accesso civico […] sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell´articolo 7» (art. 3, comma 1, del d. lgs. n. 33/2013) – l´amministrazione è tenuta a verificare (e adeguatamente motivare) se l´accesso civico – ferma restando ogni verifica relativa alla sussistenza di altri casi di esclusione previsti dall´art. 5-bis del d lgs. n. 33/2013 – debba essere rifiutato «per evitare un pregiudizio concreto alla tutela [della] protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia» e/o alla «libertà e [al]la segretezza della corrispondenza» (art. 5-bis, comma 1, lett. a) e b)).
Tale valutazione deve essere, quindi, effettuata con riferimento al contenuto di ogni singolo atto richiesto, considerando anche la possibilità di accordare un eventuale accesso civico parziale ai sensi dell´art. 5-bis, comma 4, del d. lgs. n. 33/2013, conformemente alle indicazioni già fornite nelle citate Linee guida dell´ANAC, adottate d´intesa con il Garante, al cui contenuto, pertanto, si rinvia integralmente (cfr., in particolare, i parr. 8.1 e 8.2 intitolati, rispettivamente, «I limiti derivanti dalla protezione dei dati personali» e «Libertà e segretezza della corrispondenza»).
esprime parere nei termini suesposti in merito alla richiesta del Responsabile della prevenzione della corruzione del Comune di Pinzano al Tagliamento ai sensi dell´art. 5, comma 7, del d.lgs. n. 33/2013.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 5
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