Source: https://neocatecumenali.blogspot.com/2007/07/grazie-santo-padre-grazie-bendetto-xvi.html
Timestamp: 2018-07-19 06:09:34+00:00

Document:
Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità: GRAZIE SANTO PADRE! GRAZIE BENEDETTO XVI!
Fratelli carissimi! Pubblichiamo per intero il Motu Proprio Summorum Pontificum.
Oggi in particolare il Santo Padre ha permesso alla Fede Cattolica di splendere in tutta la sua lucentezza! Grazie Santo Padre! Non ci abbandoni mai!
..Ora impegniamoci per risolvere i problemi creati dalle altre deformazioni del post-concilio. Santo Padre! Ci guidi lei! Nostro Pietro!
Sia Lodato e Ringraziato Dio e la Beata Vergine Madre per il dono di Benedetto XVI!
"I Sommi Pontefici fino ai nostri giorni ebbero costantemente cura che la Chiesa di Cristo offrisse alla Divina Maestà un culto degno, 'a lode e gloria del Suo nome' ed 'ad utilità di tutta la sua Santa Chiesa'".
"Da tempo immemorabile, come anche per l'avvenire, è necessario mantenere il principio secondo il quale 'ogni Chiesa particolare deve concordare con la Chiesa universale, non solo quanto alla dottrina della fede e ai segni sacramentali, ma anche quanto agli usi universalmente accettati dalla ininterrotta tradizione apostolica, che devono essere osservati non solo per evitare errori, ma anche per trasmettere l'integrità della fede, perché la legge della preghiera della Chiesa corrisponde alla sua legge di fede' (1)".
"Tra i Pontefici che ebbero tale doverosa cura eccelle il nome di San Gregorio Magno, il quale si adoperò perché ai nuovi popoli dell'Europa si trasmettesse sia la fede cattolica che i tesori del culto e della cultura accumulati dai Romani nei secoli precedenti. Egli comandò che fosse definita e conservata la forma della sacra Liturgia, riguardante sia il Sacrificio della Messa sia l'Ufficio Divino, nel modo in cui si celebrava nell'Urbe. Promosse con massima cura la diffusione dei monaci e delle monache, che operando sotto la regola di San Benedetto, dovunque unitamente all'annuncio del Vangelo illustrarono con la loro vita la salutare massima della Regola: 'Nulla venga preposto all'opera di Dio' (cap. 43). In tal modo la sacra Liturgia celebrata secondo l'uso romano arricchì non solo la fede e la pietà, ma anche la cultura di molte popolazioni. Consta infatti che la liturgia latina della Chiesa nelle varie sue forme, in ogni secolo dell'età cristiana, ha spronato nella vita spirituale numerosi Santi e ha rafforzato tanti popoli nella virtù di religione e ha fecondato la loro pietà".
"Molti altri Romani Pontefici, nel corso dei secoli, mostrarono particolare sollecitudine a che la sacra Liturgia espletasse in modo più efficace questo compito: tra essi spicca S. Pio V, il quale sorretto da grande zelo pastorale, a seguito dell'esortazione del Concilio di Trento, rinnovò tutto il culto della Chiesa, curò l'edizione dei libri liturgici, emendati e 'rinnovati secondo la norma dei Padri' e li diede in uso alla Chiesa latina".
"Tra i libri liturgici del Rito romano risalta il Messale Romano, che si sviluppò nella città di Roma, e col passare dei secoli a poco a poco prese forme che hanno grande somiglianza con quella vigente nei tempi più recenti".
"Fu questo il medesimo obbiettivo che seguirono i Romani Pontefici nel corso dei secoli seguenti assicurando l'aggiornamento o definendo i riti e i libri liturgici, e poi, all'inizio di questo secolo, intraprendendo una riforma generale' (2). Così agirono i nostri Predecessori Clemente VIII, Urbano VIII, San Pio X (3), Benedetto XV, Pio XII e il Beato Giovanni XXIII".
"Nei tempi più recenti, il Concilio Vaticano II espresse il desiderio che la dovuta rispettosa riverenza nei confronti del culto divino venisse ancora rinnovata e fosse adattata alle necessità della nostra età. Mosso da questo desiderio, il nostro Predecessore, il Sommo Pontefice Paolo VI, nel 1970 per la Chiesa latina approvò i libri liturgici riformati e in parte rinnovati. Essi, tradotti nelle varie lingue del mondo, di buon grado furono accolti da Vescovi, sacerdoti e fedeli. Giovanni Paolo II rivide la terza edizione tipica del Messale Romano. Così i Romani Pontefici hanno operato 'perché questa sorta di edificio liturgico [...] apparisse nuovamente splendido per dignità e armonia'" (4).
"Ma in talune regioni non pochi fedeli aderirono e continuano ad aderire con tanto amore ed affetto alle antecedenti forme liturgiche, le quali avevano imbevuto così profondamente la loro cultura e il loro spirito, che il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, mosso dalla cura pastorale nei confronti di questi fedeli, nell'anno 1984 con lo speciale indulto 'Quattuor abhinc annos', emesso dalla Congregazione per il Culto Divino, concesse la facoltà di usare il Messale Romano edito dal Beato Giovanni XXIII nell'anno 1962; nell'anno 1988 poi Giovanni Paolo II di nuovo con la Lettera Apostolica 'Ecclesia Dei', data in forma di Motu proprio, esortò i Vescovi ad usare largamente e generosamente tale facoltà in favore di tutti i fedeli che lo richiedessero".
"A seguito delle insistenti preghiere di questi fedeli, a lungo soppesate già dal Nostro Predecessore Giovanni Paolo II, e dopo aver ascoltato Noi stessi i Padri Cardinali nel Concistoro tenuto il 22 marzo 2006, avendo riflettuto approfonditamente su ogni aspetto della questione, dopo aver invocato lo Spirito Santo e contando sull'aiuto di Dio, con la presente Lettera Apostolica stabiliamo quanto segue:
"Art. 1. Il Messale Romano promulgato da Paolo VI è la espressione ordinaria della 'lex orandi' ('legge della preghiera') della Chiesa cattolica di rito latino. Tuttavia il Messale Romano promulgato da San Pio V e nuovamente edito dal Beato Giovanni XXIII deve venir considerato come espressione straordinaria della stessa 'lex orandi' e deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico. Queste due espressioni della 'lex orandi' della Chiesa non porteranno in alcun modo a una divisione nella 'lex credendi' ('legge della fede') della Chiesa; sono infatti due usi dell'unico rito romano".
"Perciò è lecito celebrare il Sacrificio della Messa secondo l'edizione tipica del Messale Romano promulgato dal Beato Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato, come forma straordinaria della Liturgia della Chiesa. Le condizioni per l'uso di questo Messale stabilite dai documenti anteriori 'Quattuor abhinc anno' e 'Ecclesia Dei', vengono sostituite come segue:
"Art. 2. Nelle Messe celebrate senza il popolo, ogni sacerdote cattolico di rito latino, sia secolare sia religioso, può usare o il Messale Romano edito dal Beato Papa Giovanni XXIII nel 1962, oppure il Messale Romano promulgato dal Papa Paolo VI nel 1970, e ciò in qualsiasi giorno, eccettuato il Triduo Sacro. Per tale celebrazione secondo l'uno o l'altro Messale il sacerdote non ha bisogno di alcun permesso, né della Sede Apostolica, né del suo Ordinario".
"Art. 3. Le comunità degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica, di diritto sia pontificio sia diocesano, che nella celebrazione conventuale o 'comunitaria' nei propri oratori desiderano celebrare la Santa Messa secondo l'edizione del Messale Romano promulgato nel 1962, possono farlo. Se una singola comunità o un intero Istituto o Società vuole compiere tali celebrazioni spesso o abitualmente o permanentemente, la cosa deve essere decisa dai Superiori maggiori a norma del diritto e secondo le leggi e gli statuti particolari".
"Art. 4. Alle celebrazioni della Santa Messa di cui sopra all'art. 2, possono essere ammessi - osservate le norme del diritto - anche i fedeli che lo chiedessero di loro spontanea volontà".
"Art. 5. § 1. Nelle parrocchie, in cui esiste stabilmente un gruppo di fedeli aderenti alla precedente tradizione liturgica, il parroco accolga volentieri le loro richieste per la celebrazione della Santa Messa secondo il rito del Messale Romano edito nel 1962. Provveda a che il bene di questi fedeli si armonizzi con la cura pastorale ordinaria della parrocchia, sotto la guida del Vescovo a norma del canone 392, evitando la discordia e favorendo l'unità di tutta la Chiesa".
§ 2. La celebrazione secondo il Messale del Beato Giovanni XXIII può aver luogo nei giorni feriali; nelle domeniche e nelle festività si può anche avere una celebrazione di tal genere.
§ 4. I sacerdoti che usano il Messale del Beato Giovanni XXIII devono essere idonei e non giuridicamente impediti.
§ 5. Nelle chiese che non sono parrocchiali né conventuali, è compito del Rettore della chiesa concedere la licenza di cui sopra".
"Art. 6. Nelle Messe celebrate con il popolo secondo il Messale del Beato Giovanni XXIII, le letture possono essere proclamate anche nella lingua vernacola, usando le edizioni riconosciute dalla Sede Apostolica".
"Art. 7. Se un gruppo di fedeli laici fra quelli di cui all'art. 5 § 1 non abbia ottenuto soddisfazione alle sue richieste da parte del parroco, ne informi il Vescovo diocesano. Il Vescovo è vivamente pregato di esaudire il loro desiderio. Se egli non può provvedere per tale celebrazione, la cosa venga riferita alla Commissione Pontificia 'Ecclesia Dei'".
"Art. 8. Il Vescovo, che desidera rispondere a tali richieste di fedeli laici, ma per varie cause è impedito di farlo, può riferire la questione alla Commissione 'Ecclesia Dei', perché gli offra consiglio e aiuto".
"Art. 9 § 1. Il parroco, dopo aver considerato tutto attentamente, può anche concedere la licenza di usare il rituale più antico nell'amministrazione dei sacramenti del Battesimo, del Matrimonio, della Penitenza e dell'Unzione degli infermi, se questo consiglia il bene delle anime.
§ 3. Ai chierici costituiti 'in sacris' è lecito usare il Breviario Romano promulgato dal Beato Giovanni XXIII nel 1962".
"Art. 10. l'Ordinario del luogo, se lo riterrà opportuno, potrà erigere una parrocchia personale a norma del canone 518 per le celebrazioni secondo la forma più antica del rito romano, o nominare un cappellano, osservate le norme del diritto".
"Art. 11. La Pontificia Commissione 'Ecclesia Dei', eretta da Giovanni Paolo II nel 1988 (5), continua ad esercitare il suo compito.
Tale Commissione abbia la forma, i compiti e le norme, che il Romano Pontefice le vorrà attribuire".
"Art. 12. La stessa Commissione, oltre alle facoltà di cui già gode, eserciterà l'autorità della Santa Sede vigilando sulla osservanza e l'applicazione di queste disposizioni".
"Tutto ciò che da Noi è stato stabilito con questa Lettera Apostolica data a modo di Motu proprio, ordiniamo che sia considerato come 'stabilito e decretato' e da osservare dal giorno 14 settembre di quest'anno, festa dell'Esaltazione della Santa Croce, nonostante tutto ciò che possa esservi in contrario".
"Dato a Roma, presso San Pietro, il 7 luglio 2007, anno terzo del nostro Pontificato".
(1) Ordinamento generale del Messale Romano, 3a ed., 2002, n. 397.
(2) Giovanni Paolo II, Lett. Ap. 'Vicesimus quintus annus', 4 dicembre 1988, 3: AAS 81 (1989), 899.
(4) San Pio X, Lett. Ap., Motu proprio data, 'Abhinc duos annos', 23 ottobre 1913: AAS 5 (1913), 449-450; cfr. Giovanni Paolo II, Lett. Ap. 'Vicesimus quintus annus', n. 3: AAS 81 (1989), 899.
(5) Cfr Joannes Paulus II, Lett. ap. Motu proprio data 'Ecclesia Dei', 2 luglio 1988, 6: AAS 80 (1988), 1498.
BXVI-MP/.../SUMMORUM PONTIFICUM VIS 070707 (1790
categoria: Benedetto XVI, documenti
Anonimo 7 luglio 2007 14:05
sei forteee!!!!! Prima l'avevo trovato solo in latino
stephanos78 7 luglio 2007 14:08
..Ehehehehehe... L'amore, Mic, muove le montagne!
Oggi è un giorno fausto per la Fede Cattolica! Ringraziamo insieme il Nostro Dio Gesù Cristo e il Cuore Immacolato di Nostra Signora di FATIMA!
Anonimo 7 luglio 2007 14:15
Grazie Steph anche per l'altra stupenda notizia sul documento del 10 luglio prossimo!!!
Grazie al Signore e alla Sua e nostra Madre!
felice 7 luglio 2007 14:24
non vi permettete sarete accusati di essere retrogradi preconciliari... hihihihihi
ciau e buon sole a tutti!!!
stephanos78 7 luglio 2007 14:39
Ciao Felice! ;-)
Purtroppo è proprio questo il problema. Coloro che arbitrariamente parlano di "pre-conciliari" sono settari e seminatori di vera divisione PROVOCATA ad arte!
Non c'è motivo di parlare di pre-concilio o post-concilio, come tra l'altro ha ribadito il Papa nella Lettera che accompagna il Motu Proprio!
Ma se si parla di questo è perchè si spera nella divisione e si vuole USARE (letteralmente) il Vaticano II per scopi non meglio definiti e definibili!
La divisione già c'è, tra l'altro! E hanno lavorato più di 40 anni per crearla!
Sempre il Santo Padre, nella lettera ai Vescovi sul Motu Proprio è MAGISTRALE nell'identificare i problemi creati ad arte e le motivazioni della sofferenza di larga parte dei Cattolici devoti del Rito Tridentino!
Infatti sempre il nostro SAN Benedetto XVI (scusate ma ci vuole) ha stabilito sia il Rito Tridentino che quello attuale come DUE USI dello STESSO RITO! Uno Ordinario (attuale) e uno Extra-Ordinario (tridentino).
Alla faccia dei pre-post-prepost-conciliari! E Grazie a Dio!
Il tanto scandalo provocato ad arte (anche quello) sulla Lex Orandi MILLENARIA della Chiesa spiega da sè che in seno alla Madre Chiesa c'è una parte di ribelli che crea disastri inmmani!
Questa parte considerevole (purtroppo anche con respnsabilità gerarchice) è il vero problema di noi Cattolici OGGI!
Non è il Concilio Vaticano II il prblema, nè il pre-concilio, nè il concilio Stesso!
Il problema sono questi ideologi che storpiano le parole e i fatti, oppure le INTERPRETANO anche e soprattutto quando non devono (INFLAZIONE), per portare avanti il proprio PARTITO!
Che problema ci sarebbe e che scandalo dovrebbe suscitare la devozione ad una forma Liturgica VENERABILE E VENERATA della Santa Chiesa Cattolica??? Nessuno, se gli ideologi non associassero il post-concilio a un partito di sovvertitori della Fede e della Liturgia!
E purtroppo il fatto che si creino sempre "Incidenti" ad ogni passo della Chiesa di Roma certo rende chiaro che i sediziosi hanno lavorato e lavorano fin troppo bene!
Anonimo 7 luglio 2007 14:40
Riporto un passaggio della lettera del Papa, che accompagna il "Motu proprio".
"La storia della liturgia, quindi, deve essere letta come “crescita e progresso” e non come “rottura”. “Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, - scrive il papa - anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso”. Del resto, “ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e di dar loro il giusto posto”. Al tempo stesso, i sacerdoti delle Comunità aderenti all’uso antico non possono “escludere la celebrazione secondo i libri nuovi”, una posizione incoerente “con il riconoscimento del valore e della santità del nuovo rito”.
Specifichiamo, a scanso di equivoci, che per "libri nuovi", "nuovo Rito" si intendono le norme liturgiche di Paolo VI, cui da Arinze i neocatecumenali sono stati pregati di attenersi
e non il "nuovo rito" inventato da Kiko.
Si ricorda che la lettera di Arinze, oltre ad ever richiamato una marea di norme, compresa la Sacrosantum Concilium, dice tra l'altro:...
" In breve, il Cammino Neocatecumenale, nella celebrazione della Santa Messa, segua i libri liturgici approvati, avendo tuttavia presente quanto esposto sopra ai numeri 1, 2, 3, 4, 5 e 6."
Se è stato detto così è evidente che è perché il cammino non li segue... e finché non lo farà sarà per sua responsabilità fuori dalla comunione ecclesiale
Anonimo 7 luglio 2007 14:45
Che dire amici dell'autogol segnato dai vescovi inglesi che hanno pesantemente criticato il motu proprio perché tra l'altro avrebbe guastato il ricostrendo dialogo con gli ebrei a causa, a loro dire, del ripristino di "perfidis judaeis"...
Hanno ignorato (!?) se volutamente e no è grave comunque, che quella espressione era stata giià abolita da Giovanni XXIII nel 1959 e quindi già non compariva più nei libri liturgici del 1962
stephanos78 7 luglio 2007 14:52
stephanos78 7 luglio 2007 14:53
Il che la pone interrogativi addirittura sulla formazione dei...VESCOVI!
Possibile che le nostre GUIDE (!!!) non sappiano che il Messale a cui si riferisce il Motu Proprio non ha quelle frasi???
stephanos78 7 luglio 2007 14:55
Possibile che si pensi SERIAMENTE che per 1.500 anni la Chiesa abbia pronunciato frasi antisemite???
E' ASSURDO! E' anche disgustoso usare la LEX ORANDI della Chiesa per scopi POLITICI! La Chiesa non ha mai usato preghiere antisemite!!!! MAI! Quelle preghiere, tradotte correttamente nelle lingue vernacole, NON SONO ANTISEMITE!
Si pregava per i Giudei, che non avevano e non hanno la nostra stessa fede (per-fidi), affinchè possano riconoscere l'unco DIo in Gesù Cristo!
Mi dite cosa c'è di antisemita in questo??
Anonimo 7 luglio 2007 15:00
In apertura della Summorum Pontificum:
"Da tempo immemorabile, come anche per l’avvenire, è necessario mantenere il principio secondo il quale “ogni Chiesa particolare deve concordare con la Chiesa universale, non solo quanto alla dottrina della fede e ai segni sacramentali, ma anche quanto agli usi universalmente accettati dalla ininterrotta tradizione apostolica, che devono essere osservati non solo per evitare errori, ma anche per trasmettere l’integrità della fede, perché la legge della preghiera della Chiesa corrisponde alla sua legge di fede”.
E' quello che ci affanniamo a sostenere da tempo : lex orandi, lex credendi!!!
Quello che si celebra nutre la nostra fede e, se è diverso, nutre e propaga un fede diversa, cioè non quella APOSTOLICA da data dal Sigore Gesù (non ci sono altri Nomi né in cielo né in terra che noi seguiamo)
Anonimo 7 luglio 2007 15:02
Infatti Steph, dimenticavo che il termine "perfidis" all'inizio voleva dire "di fede diversa" e solo successivamente ha assunto l'accezione negativa che gli diamo oggi... ma anche questo è stato ripetutamente chiarito!
felice 7 luglio 2007 15:02
Infatti steph... fino a ieri siamo stati ghettizzati.. ho un amico che prova un certo disprezzo per i sacerdoti di formazione preconciliare...
stephanos78 7 luglio 2007 15:05
Ragazzi, io credo che ci sia una malafede diffusa e preconcetta che cela motivi indicibili!
O è malafede o è ignoranza totale e incredibile! Ditemi voi cosa sarebbe peggio!
Ma all' "ignoranza" fatico a credere... Lutero era ignorante?
Anonimo 7 luglio 2007 15:13
Anonimo 7 luglio 2007 15:15
Anonimo 7 luglio 2007 15:17
Anonimo 7 luglio 2007 15:19
Anonimo 7 luglio 2007 15:20
Anonimo 7 luglio 2007 15:22
Anonimo 7 luglio 2007 15:23
Anonimo 7 luglio 2007 15:24
stephanos78 7 luglio 2007 15:33
Lettera del papa ai vescovi sul "summorum pontificum"
"Cari Fratelli nell'Episcopato,
con grande fiducia e speranza metto nelle vostre mani di Pastori il testo di una nuova Lettera Apostolica 'Motu Proprio data' sull'uso della liturgia romana anteriore alla riforma effettuata nel 1970. Il documento è frutto di lunghe riflessioni, di molteplici consultazioni e di preghiera".
"Notizie e giudizi fatti senza sufficiente informazione hanno creato non poca confusione. Ci sono reazioni molto divergenti tra loro che vanno da un'accettazione gioiosa ad un'opposizione dura, per un progetto il cui contenuto in realtà non era conosciuto".
"A questo documento si opponevano più direttamente due timori, che vorrei affrontare un po' più da vicino in questa lettera".
"In primo luogo, c'è il timore che qui venga intaccata l'Autorità del Concilio Vaticano II e che una delle sue decisioni essenziali - la riforma liturgica - venga messa in dubbio. Tale timore è infondato. Al riguardo bisogna innanzitutto dire che il Messale, pubblicato da Paolo VI e poi riedito in due ulteriori edizioni da Giovanni Paolo II, ovviamente è e rimane la forma normale - la forma ordinaria - della Liturgia Eucaristica. L'ultima stesura del Missale Romanum, anteriore al Concilio, che è stata pubblicata con l'autorità di Papa Giovanni XXIII nel 1962 e utilizzata durante il Concilio, potrà, invece, essere usata come forma extraordinaria della Celebrazione liturgica. Non è appropriato parlare di queste due stesure del Messale Romano come se fossero 'due Riti'. Si tratta, piuttosto, di un uso duplice dell'unico e medesimo Rito".
"Quanto all'uso del Messale del 1962, come forma extraordinaria della Liturgia della Messa, vorrei attirare l'attenzione sul fatto che questo Messale non fu mai giuridicamente abrogato e, di conseguenza, in linea di principio, restò sempre permesso. Al momento dell'introduzione del nuovo Messale, non è sembrato necessario di emanare norme proprie per l'uso possibile del Messale anteriore. Probabilmente si è supposto che si sarebbe trattato di pochi casi singoli che si sarebbero risolti, caso per caso, sul posto. Dopo, però, si è presto dimostrato che non pochi rimanevano fortemente legati a questo uso del Rito romano che, fin dall'infanzia, era per loro diventato familiare. Ciò avvenne, innanzitutto, nei Paesi in cui il movimento liturgico aveva donato a molte persone una cospicua formazione liturgica e una profonda, intima familiarità con la forma anteriore della Celebrazione liturgica. Tutti sappiamo che, nel movimento guidato dall'Arcivescovo Lefebvre, la fedeltà al Messale antico divenne un contrassegno esterno; le ragioni di questa spaccatura, che qui nasceva, si trovavano però più in profondità. Molte persone, che accettavano chiaramente il carattere vincolante del Concilio Vaticano II e che erano fedeli al Papa e ai Vescovi, desideravano tuttavia anche ritrovare la forma, a loro cara, della sacra Liturgia; questo avvenne anzitutto perché in molti luoghi non si celebrava in modo fedele alle prescrizioni del nuovo Messale, ma esso addirittura veniva inteso come un'autorizzazione o perfino come un obbligo alla creatività, la quale portò spesso a deformazioni della Liturgia al limite del sopportabile. Parlo per esperienza, perché ho vissuto anch'io quel periodo con tutte le sue attese e confusioni. E ho visto quanto profondamente siano state ferite, dalle deformazioni arbitrarie della Liturgia, persone che erano totalmente radicate nella fede della Chiesa".
"Papa Giovanni Paolo II si vide, perciò, obbligato a dare, con il Motu Proprio 'Ecclesia Dei' del 2 luglio 1988, un quadro normativo per l'uso del Messale del 1962, che però non conteneva prescrizioni dettagliate, ma faceva appello, in modo più generale, alla generosità dei Vescovi verso le 'giuste aspirazioni' di quei fedeli che richiedevano quest'uso del Rito romano. In quel momento il Papa voleva, così, aiutare soprattutto la Fraternità San Pio X a ritrovare la piena unità con il Successore di Pietro, cercando di guarire una ferita sentita sempre più dolorosamente. Purtroppo questa riconciliazione finora non è riuscita; tuttavia una serie di comunità hanno utilizzato con gratitudine le possibilità di questo Motu Proprio. Difficile è rimasta, invece, la questione dell'uso del Messale del 1962 al di fuori di questi gruppi, per i quali mancavano precise norme giuridiche, anzitutto perché spesso i Vescovi, in questi casi, temevano che l'autorità del Concilio fosse messa in dubbio. Subito dopo il Concilio Vaticano II si poteva supporre che la richiesta dell'uso del Messale del 1962 si limitasse alla generazione più anziana che era cresciuta con esso, ma nel frattempo è emerso chiaramente che anche giovani persone scoprono questa forma liturgica, si sentono attirate da essa e vi trovano una forma, particolarmente appropriata per loro, di incontro con il Mistero della Santissima Eucarestia. Così è sorto un bisogno di un regolamento giuridico più chiaro che, al tempo del Motu Proprio del 1988, non era prevedibile; queste Norme intendono anche liberare i Vescovi dal dover sempre di nuovo valutare come sia da rispondere alle diverse situazioni".
"In secondo luogo, nelle discussioni sull'atteso Motu Proprio, venne espresso il timore che una più ampia possibilità dell'uso del Messale del 1962 avrebbe portato a disordini o addirittura a spaccature nelle comunità parrocchiali. Anche questo timore non mi sembra realmente fondato. L'uso del Messale antico presuppone una certa misura di formazione liturgica e un accesso alla lingua latina; sia l'una che l'altra non si trovano tanto di frequente. Già da questi presupposti concreti si vede chiaramente che il nuovo Messale rimarrà, certamente, la forma ordinaria del Rito Romano, non soltanto a causa della normativa giuridica, ma anche della reale situazione in cui si trovano le comunità di fedeli".
"È vero che non mancano esagerazioni e qualche volta aspetti sociali indebitamente vincolati all'attitudine di fedeli legati all'antica tradizione liturgica latina. La vostra carità e prudenza pastorale sarà stimolo e guida per un perfezionamento. Del resto le due forme dell'uso del Rito Romano possono arricchirsi a vicenda: nel Messale antico potranno e dovranno essere inseriti nuovi santi e alcuni dei nuovi prefazi. La Commissione 'Ecclesia Dei' in contatto con i diversi enti dedicati all' 'usus antiquior' studierà le possibilità pratiche. Nella celebrazione della Messa secondo il Messale di Paolo VI potrà manifestarsi, in maniera più forte di quanto non lo è spesso finora, quella sacralità che attrae molti all'antico uso. La garanzia più sicura che il Messale di Paolo VI possa unire le comunità parrocchiali e venga da loro amato consiste nel celebrare con grande riverenza in conformità alle prescrizioni; ciò rende visibile la ricchezza spirituale e la profondità teologica di questo Messale".
"Sono giunto, così, a quella ragione positiva che mi ha motivato ad aggiornare mediante questo Motu Proprio quello del 1988. Si tratta di giungere ad una riconciliazione interna nel seno della Chiesa. Guardando al passato, alle divisioni che nel corso dei secoli hanno lacerato il Corpo di Cristo, si ha continuamente l'impressione che, in momenti critici in cui la divisione stava nascendo, non è stato fatto il sufficiente da parte dei responsabili della Chiesa per conservare o conquistare la riconciliazione e l'unità; si ha l'impressione che le omissioni nella Chiesa abbiano avuto una loro parte di colpa nel fatto che queste divisioni si siano potute consolidare. Questo sguardo al passato oggi ci impone un obbligo: fare tutti gli sforzi, affinché a tutti quelli che hanno veramente il desiderio dell'unità, sia reso possibile di restare in quest'unità o di ritrovarla nuovamente. Mi viene in mente una frase della Seconda Lettera ai Corinzi, dove Paolo scrive: 'La nostra bocca vi ha parlato francamente, Corinzi, e il nostro cuore si è tutto aperto per voi. Non siete davvero allo stretto in noi; è nei vostri cuori invece che siete allo stretto... Rendeteci il contraccambio, aprite anche voi il vostro cuore!' (2 Cor 6,11-13). Paolo lo dice certo in un altro contesto, ma il suo invito può e deve toccare anche noi, proprio in questo tema. Apriamo generosamente il nostro cuore e lasciamo entrare tutto ciò a cui la fede stessa offre spazio".
"Non c'è nessuna contraddizione tra l'una e l'altra edizione del Missale Romanum. Nella storia della Liturgia c'è crescita e progresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso. Ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e di dar loro il giusto posto. Ovviamente per vivere la piena comunione anche i sacerdoti delle Comunità aderenti all'uso antico non possono, in linea di principio, escludere la celebrazione secondo i libri nuovi. Non sarebbe infatti coerente con il riconoscimento del valore e della santità del nuovo rito l'esclusione totale dello stesso".
"In conclusione, cari Confratelli, mi sta a cuore sottolineare che queste nuove norme non diminuiscono in nessun modo la vostra autorità e responsabilità, né sulla liturgia né sulla pastorale dei vostri fedeli. Ogni Vescovo, infatti, è il moderatore della liturgia nella propria diocesi (cfr. Sacrosanctum Concilium, n. 22: 'Sacrae Liturgiae moderatio ab Ecclesiae auctoritate unice pendet quae quidem est apud Apostolicam Sedem et, ad normam iuris, apud Episcopum')".
"Nulla si toglie quindi all'autorità del Vescovo il cui ruolo, comunque, rimarrà quello di vigilare affinché tutto si svolga in pace e serenità. Se dovesse nascere qualche problema che il parroco non possa risolvere, l'Ordinario locale potrà sempre intervenire, in piena armonia, però, con quanto stabilito dalle nuove norme del Motu Proprio".
"Inoltre, vi invito, cari Confratelli, a scrivere alla Santa Sede un resoconto sulle vostre esperienze, tre anni dopo l'entrata in vigore di questo Motu Proprio. Se veramente fossero venute alla luce serie difficoltà, potranno essere cercate vie per trovare rimedio".
"Cari Fratelli, con animo grato e fiducioso, affido al vostro cuore di Pastori queste pagine e le norme del Motu Proprio. Siamo sempre memori delle parole dell'Apostolo Paolo dirette ai presbiteri di Efeso: 'Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come Vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue' (Atti 20,28)".
"Affido alla potente intercessione di Maria, Madre della Chiesa, queste nuove norme e di cuore imparto la mia Benedizione Apostolica a Voi, cari Confratelli, ai parroci delle vostre diocesi, e a tutti i sacerdoti, vostri collaboratori, come anche a tutti i vostri fedeli".
felice 7 luglio 2007 15:33
ke palleeeeeeee!!!!!!!!!!! perkè non ti registri sul sito del CeSAP e scrivi lì tutte quelle cose su di me? se è come dici tu nn dovresti avere paura...
stephanos78 7 luglio 2007 15:35
Felice lascialo perdere!
Fra poco il nostro amico potrebbe ricevere una visitina dalla polizia postale
felice 7 luglio 2007 15:44
ha ragione il mi babbo: "wagliò stett attiend... pienz a fatigà e a studià!!!!" e la mi mamma: "wagliò finiscila!!!!"
stephanos78 7 luglio 2007 17:03
Ragazzi. Faccio un ragionamento per assurdo e per fantasticare...
Immaginatevi un gruppo di una Comunità NC che, affascinati dal Vetus Ordo, lo richiedano al loro "presbitero"....
CI SAREBBE DA FARSI DUE GRASSE RISATE! Che ne dite?
viator 7 luglio 2007 17:40
Da quando in qua semplici NC possono chiedere una cosa al Presbitero?
Affascinati come sono dal pifferaio magico, come potrebbero pensare al Vetus Ordo?
lara 7 luglio 2007 17:50
Fratelli, E' vero che ognuno di noi ha passato per la sofferenza del cn e vive consciamente il male che questo continua a propagare; ma è anche vero che se non fossi passata per questo, non avrei mai seguito e vissuto così attentamente , giorno dopo giorno, la storia della nostra CHiesa. Almeno per me è così.
Allo stesso modo l'accoglienza di questa "primizia" nella quale vedo l'amore di Papa Benedetto XVI per la Chiesa.
Un SANTO PADRE, attento alle nostre anime, guida e di cui abbiamo veramente tanto bisogno!
Attendiamo con fiducia la sua risposta davanti alle altre tante deformazioni ... specialmente quella che sta inniettando tanto veleno all'umanità.
Intanto, Buone vacanze, Santo Padre! Il lavoro che ci ha donato è stato tanto e anche (sicuramente) tante volte molto duro!
Noi attendiamo...!
...con la speranza che fra qualche giorno il titolo di questa pagina si possa ripetere ...
La pulce 7 luglio 2007 18:23
L'ARRIVO A MAIMOLADA
Un'ora fa il comm...ehem il drappello delle Camminanti vapitanato da Dona Carmenita è giunto in treno nella stazioncina alpina più vicina a Maimolada sulle Dolomiti. Si è posto subito il problema:il due pullman che si sono recati ad accoglierle per trasportarle nella grande baita-albergo di Maimolada non sono stati sufficienti ad accogliere tutte le 70 Camminanti e le loro complessive 148 valigie e i 98 beauty cases,di cui 22 solo appartenenti a Dona Carmenita.Ragione per la quale quest'ultima ha deciso opportunamente di allocare tutto il bagaglio,compresa la sua augusta persona,sui due automezzi e spedire le Camminanti a piedi lungo i sette chilometri che separano la stazione dalla baita.
Giunta a destinazione,Dona Carmenita,in attesa del sudato e impolverato arrivo delle consorelle,ha già dato telefonicamente disposizioni a Zorellago che la residenza del senor Kirikus,ormai pronta di tutto punto,venga guarnita nel grande balcone centrale di sette shofar che,a partire da domani anmnunceranno al mondo con almeno tre muggiti al dì la presenza augusta al suo interno del grande profeta del nostro secolo.
Indi ha telefonato nella Trippa di Pitorchiano ed ha annunciato al senor Kirikus,ancora impegnato nel suo bagno personale in infruttuosa seduta, il suo arrivo sulle dolomite,chiedendogli eventuali nuove disposizioni.
El senor Kirikus,la fronte imperlata di sudore per il continuo sforzo, le ha chiesto di disporre a che domani egli al suo arrivo con l'elicottero personale a Zorellago trovi subito pronta all'eliporto una navetta munita di apparecchiatura di "evacuazione",per quanto egli pessimisticamente ritenga ancora improbabile la "liberazione".
Arbiter 7 luglio 2007 18:40
proprio questi momenti di gioia per l'entrata in vigore di documenti così importanti, non ci devono indurre a facili euforie.
Siamo appena agli inizi ed il compito del Pastore è tutt'altro che terminato.
Vi è necessità che il popolo dei fedeli serri ancor più le fila attorno a Benedetto XVI.
Non deve mancare al Santo Padre il sostegno caloroso di tutti i credenti, ordinati e non, che condividono le sue ansie e le sue gioie, la sua visione e la sua guida della Chiesa in questi anni difficili.
Il Papa sta procedendo a tappe forzate nella chiarificazione e nella sistemazione dottrinale di questioni che sono state al centro di un dibattito religioso serrato e combattuto, dai toni anche aspri.
Questa sistemazione, nel mentre rallegra e riempie di gioia il cuore dei puri e dei semplici, infonde astio e malevolenza in tutti gli "altri".
Ma chi sono questi altri?
Diciamo pure tutti quelli interessati ad un indebolimento del ruolo papale, al trasferimento dei suoi poteri a centri di intermediazione lobbistica e trasversale.
Diciamo pure tutti quelli interessati a veder crescere movimenti autarchici e potenti come il Cammino neocatecumenale, in grado di governare folle ingenti, con cui instaurare patti ed accordi al di fuori e al di sopra della suprema autorità papale.
Diciamo pure tutti quelli intenti a mantenere rapporti ambigui ed equivoci con i poteri secolari (politica, affari, commmerci, ecc.) per motivi di interesse economico o di prestigio personale.
E' nei momenti della gioia che occorre mantenere viva una saggia ed attenta vigilanza su quanto accade intorno.
Promuovere e mantenere un clima di solidarietà affettuosa e tangibile attorno al Pontefice significa complicare i piani di chi gli si oppone più o meno sommersamente e che, nell'attuale sconfitta, rimugina astio e rancore nel chiuso del proprio silenzio.
Molti di costoro oggi fanno buon viso a cattivo gioco e quel che sembrano accettare con finti sorrisi, negano e rifiutano con astio profondo nel loro intimo.
Dobbiamo aspettarci ostilità e complicazioni, anche per vie lontane e traverse , poichè i servi dei compromessi ambigui non rimangono a lungo nell'inerzia della sconfitta.
Il demone della rivalsa li spinge a ricominciare presto a tessere la trama della divisione e della discordia nel popolo di Dio.
Gioiamo, dunque, ma rimaniamo vigili, consapevoli e solidalmente uniti al Santo Padre.
stephanos78 7 luglio 2007 18:48
Arbiter mi unisco totalmente ai tuoi sentimenti e alla tua trepidazione.
E' vero, dobbiamo restare vigili e ancorati alla realtà.
E' possibile che adesso gli attacchi al nostro Amato Santo Padre si intensifichino e che aumentino di forza!
Dio lo Sostenga! Propongo a tutti noi un giorno di preghiera e digiuno (chi può) per le intenzioni del Santo Padre e del Cuore Immacolato di Maria!
lara 7 luglio 2007 19:47
Arbiter, credo che la nostra sia stata una spontanea risposta come quando una buona nuova viene accolta da un bambino, il quale non tiene conto della malvagità.
Almeno per un attimo ci eravamo dimenticati di questa esistenza!
Hai fatto bene a ricordarci! Senz'altro abbiamo (chi in un modo o nell'altro) conosciuto bene (tra tante altre) dentro al cn e da essa siamo stati sconvolti.
Tenendo conto di questa e che davanti al minimo cambiamento, tutto l'attorno cambia, è vero che non possiamo conoscere la diversità di reazioni e attendere delle complicazioni.
dezi 7 luglio 2007 20:04
Sì, per capire un messaggio ci si deve immettere nella stessa frequenza, e non è per nulla scontato che ciò avvenga.
Non tutti, infatti, avranno, o non vorranno avere, orecchie per intendere.
Il pericolo dello stravolgimento della liturgia non è passato. Ci sarà chi, come al solito, "estrapolerà la frasetta" che gli conviene e dirà: Hai visto che il Papa ci dà ragione!-.
Me lo son sentito dire su alcuni brani di "Redemptionis sacramentum",...purtroppo e questo dal responsabile parrocchiale dei nc.
Anonimo 7 luglio 2007 20:39
"Dobbiamo aspettarci ostilità e complicazioni, anche per vie lontane e traverse , poichè i servi dei compromessi ambigui non rimangono a lungo nell'inerzia della sconfitta.
Gioiamo, dunque, ma rimaniamo vigili, consapevoli e solidalmente uniti al Santo Padre."
Giusto realismo Arbiter; ma non pensi che aver rimesso "in circolo" la grazia del Signore possa aiutare la barca di Pietro a oltrepassare le secche, le insidie, le aggressioni che la ostacolano su così tanti fronti?
Vigiliamo e preghiamo, affettuosamente uniti al nostro carissimo Benedetto!!!
Francesco 7 luglio 2007 20:40
riflessione stupenda e chiarissima,come di consueto:la condivido pienamente.
Vorrei però soltanto associare ai nemici sommersi da te elencati anche le lobby retrive e tradizionaliste a oltranza che purtroppo esistono anche all'interno della Chiesa e che potrebbero oggi fraintendere il senso e la portata di questo secondo motu proprio del nostra grande Papa in senso riduttivo o comunque sganciato da un'ottica di ripristino dei valori ecclesiali in una dimensione universalistica e non rivolta al particulare di alcune posizioni.
E tra le posizioni retrive ovviamente,per molti aspetti,includo anche i neocatecumenali.
La pulce 7 luglio 2007 20:52
ULTIMISSIME DA ZORELLAGO
Grande veglia di preghiera stanotte a Zorellago sotto la baita che da domani accoglierà el senor Kirikus:saranno presenti circa 400 cimici neocat provenienti da tutto il Cadore che daranno vita a un'intensa nottata di suoni,canti e danze e,naturalmente,anche di preghiera affinchè el senor Kirikus possa essere liberato dal suo imbarazzo intestinale possibilmente prima del suo arrivo sulle Dolomiti.
Simbolicamente ogni cimice porterà a Zorellago e depositerà ai piedi della baita del senor Kirikus un mazzolino di erbe emollienti e rinfrescanti.
Intanto è stato provato il primo muggito di shofar augurale:il crepitio dei sette strumenti in crescendo si è sparso voluttuoso pochi minuti fa per tutta la vallata,provocando un'immediata evacuazione degli abitanti dei piccoli centri alpini che costeggiano il lago artificiale(che dà il nome al paese) creato da una grande diga.
Dona Carmenita dalla vicina Maimolada,avvertendo il crepitio degli shofar,ha ordinato subito un momento di raccoglimento alle Camminanti appena giunte a piedi dalla stazione.
Anonimo 7 luglio 2007 20:54
Intanto stasera vanno a celebrare senza quello che in altro contesto si chiamerebbe patente o riconoscimento.
Ogni giorno che passa diventano più deboli e le loro pratiche perdono efficacia.
La pulce 7 luglio 2007 21:12
ECHI DI CRONACA DA OLTREOCEANO
je Narino,appena venuto a conoscenza del motu proprio papale sulla celebrazione della messa in latino,si è fatto subito intervistare da Zelit,affermano:
"E' una grandissima gioia per noi leggere le parole del Papa,che riporta la celebrazione eucaristica ai canoni precedenti la Chiesa Costantiniana.Il ripristino dell'uso della lingua latina spazza via tutte le incrostazioni che si sono sovrapposte da Costantino fino al Vaticano II.Dunque è un pieno,chiarissimo riconoscimento delle nostre posizioni,per il quale non possiamo che gioire ed esultare.
Ovviamente per il futuro....videbimus!
Al presente tutti i nostri canti saranno già da stasera in tanti catacumbenia del mondo eseguiti in latino:cito alcuni significativi titoli:
-Quae pulchrae teandae tuae sunt!;
-Te leva,mea amica!;
-Resurrexit;
-Maria,parva Maria!;
-Qout amabiles dimorae tuae sunt!
Un corso accelerato di latino sarà effettuato in tutti i catacumbenia del mondo per tutte le cimici e si provvederà inoltre in ogni celebrazione a che il celebrante per dare le spalle all'assemblea giri di continuo intorno alla mensa eretta al centro di ogni sala."
Nicola 8 luglio 2007 01:43
Sapete per caso dove trovare un testo del messale in latino, vorrei dargli una rinfrescatina...
La pulce 8 luglio 2007 08:43
LA PARTENZA PER ZORELLAGO
Nostro servizio in diretta da Pitorchiano.
Dal grande spiazzo che introduce alla Trippa neocat di Pitorchiano,dove el senor Kirikus ha trascorso gli ultimi 10 giorni in preghiera, si sta alzando in questo momento l'elicottero bianco che lo condurrà a Zorellago di Sapore per le sue meritatissime vacanze.
Accanto a lui si distingue la sagoma barbuta di Mister Presbyterus.Nei sedili posteriori il seguito. Il priore della Trippa neocat ha però preferitp restare a Pitorchiano per sbrigare alcune questioni di caratterte dottrinale ed applicare le disposizioni ricevute dal senor Kirikus in questi giorni.
Da indiscrezioni acquisite pare che el senor Kirikus sia particolarmente provato a livello intestinale dalla stipsi che da circa sette giorni non gli ha consentito veruana forma di evacuazione,mentre al contrario Mister Presbyterus è afflitto da tre giorni a questa parte da un flusso intestinale costante che lo ha costretto ad indossare per il viaggio il pann...apposito indumento cautelare.
Si prevede che l'elicottero atterrerà a Zorellago intorno alle ore 10,20:ad accoglierlo il sindaco dell'amena località dolomitica,Dona Carmenita e seguito e le 400 cimici neocat che hanno trascorso la notte in veglia di preghiera.
eminenz 8 luglio 2007 10:47
La pulce 8 luglio 2007 12:00
L'ARRIVO DEL SENOR KIRIKUS A ZORELLAGO
Trionfale accoglienza un'ora fa all'improvvisato eliporto di Zorellago:appena l'elicottero candido kirikale,recante sul muso le insegne consuete(baffetti e pizzetto grigi intrecciati)si è poggiato a terra si è levato altissimo il canto delle cimici presenti,che hanno eseguito,rigorosamente in latino, l"Ave tibi,Kirikus".Cosa,questa,che ha consentito di coprire i sordi ed altissimi rumori delle viscere del senor Kirikus,ancora afflitto dalla sua costipazione intestinale.
Egli infatti ha preteso che il canto continuasse finchè è salito a bordo del carro infiorato con cui Dona Carmenita era giunta ad accoglierlo ed anche a bordo di esso,finchè non ha messo piede davanti alla baita a lui destinata.Qui non c'è più stato bisogno di canti in quanto i sette shofar dal balcone hanno muggito a lungo e voluttuosamente,consentendogli di salire nelle sue stanze e di prendere subito posto nel bagno personale sulla comoda tazza che si è fatto allestire,con i due abituali cellulari incollati alle orecchie.
La pulce 8 luglio 2007 12:44
LA PRIMA MISSIVA DA ZORELLAGO A LORENZAGO
El senor Kirikus ha già provveduto a inviare a Lorenzago la sua prima missiva estiva a Sua Santità che è in arrivo nel villaggio dolomitico:
Essa,vergata con grafia sofferta dal senor Kirikus nella sua postazione all'interno del bagno personale,cosi recita:
"Santità, è un onore per noi cimici neocat accoglierLa oggi in queste valli e in questi pianori dolomitici con l'augurio che Ella possa ristorare le sue stanche membra dalla recenti fatiche di riscoperta della lingua dei Cesari.Anche noi abbiamo posto mano - glielo assicuriamo - al Gheorghes-Calongi,buttando alle ortiche i nostri dizionari spagnoli(peraltro inutili) per tradurre subito i nostri Orientamenti.Talchè Le annuncio ufficialmente che l'842^ edizione di essi sarà integralmente in latino.
La invito a cena una di queste sere,significandoLe che i nostri cuochi neocat sapranno imbandirLe piatti di rinomata qualità germanica(Crauti,wurstel e vino del Danubio):il tutto tra una portata e l'altra della nostra specialità,che,come Ella ha avuto modo di assaggiare,è la Paella alla Carmenita.
Non so se io potrò onorare tutte le portate atteso che al momento sono costretto a nutrirmi di cibi liquidi e liberatori per il mio abitualòe disturbo estivo.
In attesa di un Suo cenno di assenso nell'implorare la Sua S.Benmedizione,di cuore Le imparto la mia.
Firmato Kirikus
(preceduto da un segnetto somigliante a una piccolissima croce rovesciata)
La pulce 8 luglio 2007 13:06
COSA BOLLE IN PENTOLA PER LE CIMICI NEOCAT?
I mazzetti di erbe emollienti che ogni cimice neocat ha portato iersera a Zorellago per la vegli propiziatoria di stanotte,durante la quale sono andati a ruba da parte degli abitanti della valle i tappi per le orecchie,già all'alba di stamane sono stati tyutti messi dentro un grande pentolone con un ettolitro d'acqua pura di montagna.
Il decotto sta sobbollendo da alcune ore e quando si sarà ristretto ad un massimo di 5 litri,sar4à filtrato e ,a partire da stasera,soimministrato al senor Kirikus.
Contemporaneamente gli saranno applicate sulle doloranti parti addominali dei cataplasmi di crusca calda che,pare,favoriscono al massimo le funzioni evacuatorie.
Prima di dormire inoltre egli sarà sottoposto a un beverage glicerinato concentrato.
Dona Carmenita è sicura che tale terapia d'urto dovrebbe funzionare.
La pulce 8 luglio 2007 13:10
Mister Presbyterus,afflitto da un persistente flusso diarroico,ha scoperto solo poco fa che mentre trovavasi nella Trippa di Pitorchiano insieme al senor Kirikus,per errore ha assunto le compresse evacuatorie destinate a quest'ultimo,mentre quelle che erano state prescitte a lui,molto astringemti,per errore sono andate a finire a più riprese nello stomaco del senor Kirikus.
Sgomento,Mister Presbyterus ha spalancato la bocca simulando un urlo silenziosissimo di sorpresa!!!!
sar 8 luglio 2007 13:30
Pulce, il momento che stiamo vivendo è molto serio perchè fino a che abbiamo in casa i "falciagambe" la dottrina della nostra fede è sempre in pericolo.
Ma tu...mi fai morire dal ridere.
Sarà più efficace ...il mio vigilare.
Buona domenica a tutti, preghiere di benedizioni per Papa Benedetto XVI
Anonimo 8 luglio 2007 14:07
Premetto che non ho la pazienza di approfondire e leggere tutti i post, ma non ho capito l'esultanza per il motu proprio del papa. Si conta sul fatto che l'ortodossia liturgica sia incompatibile con l'avallo alla "creatività" neocat? Se così fosse, per realpolitik, ben venga (opinione mia), ma i lefevriani mi paiono comunque altrettanto inquietanti dei neocat anche se magari sono meno dannosi dal punto di vista della manipolazione delle persone, credo.
Anonimo 8 luglio 2007 14:29
Ho già registrato una considerevole serie di reazioni al motu proprio, tutte in chiave ideologica. come era prevedibile...
Mi spiace registrare che davvero, nella Chiesa, molto Reno è confluito nel Tevere... infatti son tutte argomentazioni molto in linea col pprotestantesimo e il dialogo ecumenico non c'entra per nulla: si può benissimo essere ecumenici senza perdere la propria identità.
Non dimentichiamo che l'identità cattolica, della Chiesa di Roma, discende direttamente dagli Apostoli e riguarda quel che ci ha 'consegnato' nostro Signore Gesù... non si tratta di cristallizzazioni ideologiche, nelle quali rischiano di cadere i tradizionalisti né di "incrostazioni" successive ai primi secoli come vogliono farci credere i progressisti; ma di salvaguardare il Depositum fidei ed il Sensum Ecclesiae!!!
Esistono ancora, Arbiter?
Anonimo 8 luglio 2007 14:37
oltre alla possibile' ricucitura con i lefevbriani, c'è in realtà anche las necessità di por fine alla mania dell'eccessiva "creatività liturgica", una moda nata negli anni Sessanta, che investe anche il discorso neocatecumenale.
Moda contro la quale il Papa, nella presentazione del motu proprio, si è espresso in modo pesantissimo: “in molti luoghi non si celebrava in modo fedele alle prescrizioni del nuovo Messale, ma esso addirittura veniva inteso come un’autorizzazione o perfino come un obbligo alla creatività, la quale portò spesso a deformazioni della Liturgia al limite del sopportabile. Parlo per esperienza, perché ho vissuto anch’io quel periodo con tutte le sue attese e confusioni. E ho visto quanto profondamente siano state ferite, dalle deformazioni arbitrarie della Liturgia, persone che erano totalmente radicate nella fede della Chiesa.”
Carlos 8 luglio 2007 14:57
Il preteso contrasto tra religione naturale (o quello che loro definiscono per tale) e il cristianesimo costituisce uno dei punti più oscuri e insostenibili della catechesi di Kiko, che mostra di ignorare perfino il significato dei termini. A lui e ai suoi adepti sarebbe opportuno ricordare, tra l'altro, che la naturalezza non si oppone alla Grazia, né la fede alla scienza, né la scienza alla filosofia, né la filosofia alla teologia, né la teologia alla Rivelazione, né l'Antica Alleanza alla Nuova. Gesù non è venuto per abolire, ma per portare a compimento, non per condannare ma per redimere. Come Verbo, nel quale e per il quale tutto è stato creato, Lui è il Mediatore universale che riconciliò tutto e tutti con il Padre, suprema Origine di ogni valore...
stephanos78 8 luglio 2007 15:54
Anche io Mic sono annichilito dalla sparizione delle considerazioni di Fede nei commenti e nei "Personaggi" che iniziano a fare sciacallaggio sui provvedimenti pontifici!
Un Vescovo ha addirittura pianto (!!!!!!!!) per il Motu Proprio che a sua detta uccide il Concilio!!!
E queste affermazioni, fatte da un VESCOVO, non sono gravi? Non sono forse la giustificazione per continuare a dividersi? Non sono forse la "patente" che cercano sia i "retrivi" tradizionalisti che gli scellerati ribelli e distruttori "progressisti"?
Chi "uccide" che cosa??? Ma è mai possibile che la CHiesa sia formata da Capi di Partito e non da Cattolici Credenti?
Io posso solo pallidamente immaginare gli sforzi DISUMANI che sta compiendo il Santo Padre per difendere la Chiesa!
DIO MIO! PRESERVALO!
Anonimo 8 luglio 2007 16:38
Caro Steph, se non è malafede è crassa ignoranza, anche questa frutto del concilio, non più radicato nella Tradizione viva (forse l'ho sparata grossa ma mi è venuta così) e troppo inquinato (non nei documenti ma nelle applicazioni selvagge) dal protestantesimo (vedi neocat) e dal modernismo... c'è di che essere affranti... oltretutto non puoi dialogare con interlocutori ignoranti ma anche presuntuosi (lo dico per esperienza recente)
Anonimo 8 luglio 2007 17:04
Non mi ricordo chi ha detto - e condivido - che Lutero, pur avendo creato una enorme frattura è il meno lontano, perché bene o male la sua formazione il suo background erano ecclesiali e molte cose poteva darle per scontate. Ma chi è venuto dopo di lui (Calvino Zwingli, ecc) si è allontanato ancora di più... le conseguenze le stiamo proprio vedendo oggi...
Dobbiamo essere ben consapevoli che la VERA Tradizione è custodita dalla Chiesa cattolica e dai nostri fatelli Ortodossi, poi si può essere attenti a mantenerla Viva e modificarla in alcune forme al passo coi tempi per non fossilizzarla; ma è importante essere consapevoli che "conservare" non significa rimanere fermi, ma custodire, conoscendo, approfondendo e vivendo meglio il "Tesoro" che ci è stato 'consegnato'
Arbiter 8 luglio 2007 17:26
Mic, la migliore risposta alla tua domanda è l'operato stesso del Santo Pontefice.
L'intera iniziativa di Ratzinger, da cardinale prima e da Papa dopo, è una difesa del Depositum fidei.
Se andiamo a rileggerci i suoi scritti, diciamo dall' Introduzione al Cristianesimo, passando per Fede Verità e Tolleranza e fino allo stesso Gesù di Nazareth, troviamo ben delineata la sua difesa strenua e costante della tradizione cattolica, intesa tuttavia non come eredità statica e monolitica bensì nella relazione viva con il mondo.
Ed è chiaro ormai lo sforzo costante del Papa di correggere nella sua mite fermezza le tendenze moderniste e confusionarie scaturite da una interpretazione fuorviante del Concilio: da quella tesa a relativizzare Cristo, a quella che introduce un ecumenismo falsato circa l'eguaglianza del monoteismo trinitario agli altri monoteismi giudaico ed islamico, a quella che in nome della pluralità dei carismi introduce sconvolgimenti e soggettivismi nella liturgia.
E sappiamo bene quanto la liturgia stia a cuore a Papa Ratzinger, in quanto attuazione, attraverso il mistero dell'Eucaristia, dell'opera della nostra redenzione.
Francamente, sconvolge e commuove la compresenza nella stessa persona del difensore severo dell'ortodossia e del testimone mite e umile della forza salvifica dell'amore cristiano.
Dal punto di vista teologico, Joseph Ratzinger è quasi un controsenso ed un mistero lui stesso.
Il Papa giusto in un momento cruciale della storia della Chiesa, questo è certo, e lo sta continuamente dimostrando.
Possiamo esser certi che attraverso di lui opera lo Spirito Santo per la salvaguardia della Chiesa e del popolo di Dio in questi nostri tempi gravidi di minacce anticristiane.
Penso che sia stato consapevole di tale missione sin dalla sua elezione, quando invocò il coraggio di non fuggire davanti ai lupi...
stephanos78 8 luglio 2007 18:58
Anonimo 8 luglio 2007 20:35
Aspettavano l'approvazione della messa celebrata a suon di bonghi e si sono ritrovati la messa in latino.
Good Morning neocatecumenali, macchine indietro tutta!!!!
Francesco 8 luglio 2007 20:53
e tuttavia loro ancora ci sperano,ma la convocazione di Arinze in Vaticano e quella di Levada per ben due volte negli ultimi giorni non promettono nulla di buono.
Per i neocatecumenali,s'intende.
melograno 8 luglio 2007 21:05
Ammiro e stimo questo Papa e prego tutti i giorni per lui. Forse è un atto anche egoistico, il mio, perchè se il Papa ha le idee chiare, illuminato dallo Spirito Santo, anche noi ci sentiamo più sicuri dagli assalti di megalomani che ci confondono con i loro abbagli la luce del vero ed unico Signore.
Al telegiornale già,oltre alla notizia, hanno intervistato i primi "commentatori"...
Già si sa come i media riferiscono i fatti...!
Ebbene, si parla di rimettere in uso una pratica addirittura preconciliana,...che ognuno si può "fare la messa" come gli pare"...
Forse quello che temevo era questo: che si interpretasse invece di tradurre.
Speriamo che non giochino su questo i "fai da te" perchè così non se ne esce più.
Non penso( opinione mia da prendere con le pinze) che possa far presa la messa in latino anche sui nuovi sacerdoti e sulle generazioni mature ma non più con l'orecchio a questa lingua.
Ciò che so di sicuro è che desidero celebrare nella sobrietà, che mi si lasci godere degli eventi della celebrazione che non devono essere mimetizzati dalla coreografia.
Ho convinzione che bisogna parlar chiaro anche con l'ala "oltranzista" liturgica Vediamo come si è abusato della liturgia! Le intenzioni del Papa le abbiamo capite ma chi non è interessato non andrà troppo per il sottile a disconoscerle.
La pulce 8 luglio 2007 22:41
DOLCI SERATE A ZORELLAGO
mezz'ora fa dal verone della baita del senor Kirikus il secondo prolungato muggito ufficiale di shofare che si è sparso dapprima roco,poi sempre più alto e chiaro per tutta la vallata,facendo tacere per dieci minuti almeno i canti dei pettirossi e delle upupe che proliferano nella zona.
E subito dopo il canto,altissimo,ritmico,coinvolgente delle cimici giunte da ogni dove per rendere omaggio al senor Kirikus,che tuttavia non ha potuto lasciare la tazza del bagno sulla quale sta appollaiato dalle ore 12 di oggi e si è limitato a mandare un saluto e a dare la sua benedizione in videoconferenza con l'esterno su un grande schermo appositamente allestito stasera.
Le gocce di sudore che imperlavano la sua stanca fronte a parere unanime degli intervenuti osannanti dovranno essere raccolte prima o poi come reliquie.
Valerius 8 luglio 2007 22:55
Versiculos in me narratur scribere "pulce",
Accius 8 luglio 2007 23:09
Etiam loquere, "pulce"?
Miriam suspiciosa 8 luglio 2007 23:25
qui versicula pulcis non amat
vere cimiciorum genus loquatur
La pulce 8 luglio 2007 23:50
Si Valerius legit oportet ei sensum explicare pulcis versiculorum.
La pulce 8 luglio 2007 23:57
PIUOMENUS...de ulla re locutus es,quia centonibus male repertis significationem adest.
La pulce 9 luglio 2007 00:25
Cari Octavius e Valerius,ve l'avevo detto prima,ma noto che del latino non comprendete un'acca.Ve lo ripeto allora in italico.Inutile incollare qui frasucce fatte zeppe di errori,che non dicono nulla.Se non volete leggere i resoconti della Pulce,evitate di farlo.Sono già in tantissimi a leggerli,sebbene siano fatti per pochi.
Buonanotte latinisti!
La pulce 9 luglio 2007 07:53
LA RISPOSTA DI LORENZAGO ALLA LETTERA PERVENUTA DA ZORELLAGO
Ineffabilis Kirike domine,
invitatio vestra ad Carmenitae consumationem paellae mihi fletum permovit.Et causa costipatio viscerarum vestrarum magni doloris est.
Oratio mea pro liberatione vestra diuturna est vobisque unguentum remitto quod ego ipse paravi.
Bernedictus
(preceduto da segno chiaro e intellegibile di croce)
miriam 9 luglio 2007 09:15
Qualcuno mi ha obietta che il nuovo rito è meno sacrale ma più misterico del vecchio. Chi sa dirmi di più e magari perché e in quali punti?
stephanos78 9 luglio 2007 10:09
..Che sia meno "sacrale" credo lo abbiamo notato nei fatti.. Per lo meno si è potuto rendere meno sacrale grazie alle intepretazioni autonome (ma accettate di fatto) che non sono state corrette.
Sul "misterico" alzo le mani. E ho paura che ci inerpicheremo su sentieri sondabili solo da chi ha strette competenze
stephanos78 9 luglio 2007 10:26
La forza del Vetus Ordo sta nella sua giusta e assolutamente necessria rigidità e chiarezza.
La Sacralità si nota e trasuda da tutti i pori! Le sacre ripetizioni (anch'esse necessarie) ti ficcano nella testa e nel cuore che sei davanti ad un evento incommensurabile!
Non è affatto vero che il Vetus Ordo sia accessibile solo per chi conosca il Latino. Io non lo conosco (PURTROPPO!) ma mi basta il linguaggio profetico dei segni e dei simboli!
La Messa, come disse Benedetto da Cardinale, non è una fiera o una Lezione! Per cui se "non ci sei dentro", se non analizzi e capisci ogni lemma, allora il tuo stare lì non ha senso!
Questi sono gli strali dei modernisti, che essendo dei ribelli ideologi protestanti, portano tutto sul piano realmente razionalistico!
Quando Stai davanti a Cristo Crocifisso, che si Sacrifica per te, che ti importa della comprensione della Lingua??????
Inoltre la Religione, anche l'ebraismo, ha sempre avuto una Lingua Liturgica! A maggior ragione quella Cattolica (universale)! La Lingua Liturgica svolge bene il compito affidato alla Chiesa dallo Spirito Paraclito: che tutte le Nazioni si comprendano per mezzo dell'unico Spirito che agisce nella Chiesa!
Il NOM, invece, è generico. Spesso sottintende concetti che invece dovrebbe ripetere.
Per questo è più debole. Perchè la sua "ingenuità" è una porta aperta agli abusi.
Gli stessi estensori del NOM dissero che era stato portato all'essenziale. Ed era stato rivisto rendendo i termini più generici.
Il termine generico ha due valenze: non nega la realtà a cui si riferisce ma allarga il suo campo di applicazione (e questo non va bene); da spazio all'interpretazione, cercando di "superare" i "problemi" eventualmente creati da un termine preciso e ripetitivo.
Il NOM è debole in sè e necessitava di una forza aggiunta della Chiesa, normativa, nei suoi riguardi e nei riguardi di chi lo deve applicare. La Forza della Chiesa è stata scarsa. Solo gli ultimi due Papi, in mezzo a difficoltà immani, hanno cercato di rinvigorire la Fermezza ecclesiale...
stephanos78 9 luglio 2007 11:27
Un altro esempio è la Celebrazione con il Sacerdote Rivolto al Popolo.
Ebbene questo è un INDULTO dove questo modo di celebrare sia possibile e teologicamente corretto.
Invece questo indulto, da eccezione è diventato regola e addirittura la forma distintiva del NOM rispetto al VOM.
A questo punto mi chiedo: sebbene si sia voluto solo specificare e indultare solo dove necessario, perchè metterlo nel NOM e non magari in una Istruzione a parte?
Lo Stesso dicasi per la Lingua. Perchè non fare una istruzione a parte a suo riguardo?
E per la costruzione delle nuove chiese?
Si è dato per scontato che l'indulto del "Versus Populum" dovesse concedere la più libera creatività... Ed infatti sono nate delle Chiese aberranti..
Anonimo 9 luglio 2007 12:09
Ringrazio Mic per la risposta. Che ne pensate dei lefevriani?
Miriam 9 luglio 2007 12:27
la metamorfosi da mensa ad altare
stephanos78 9 luglio 2007 12:32
I lefebvriani?
Sono degli scismatici ed estremisti.
Ma non sono eretici.
Sono colpevoli di megalomania perchè non fanno un solo passo verso l'unità. Aspettano solo la Chiesa che dica che loro hanno ragione su tutto! E questo non va!
Tra l'altro non è vero che hanno ragione su tutto.
Hanno ragione parzialmente solo sulle aberrazioni post-conciliari e sulle ideologie moderniste che hanno invaso il concilio e che hanno preso potere dopo.
Ma non è un buon motivo per fare uno scisma. E soprattutto non è un buon motivo per allontanarsi da Pietro!
Se fossero rimasti NELLA chiesa, senza ideologia, avrebbero aiutato molto la purificazione del post-concilio e magari avrebbero potuto garantire l'ortodossia...meglio di come possono fare da scismatici!
by Tripudio 9 luglio 2007 12:38
Un breve commento...
Questo "Motu Proprio" che liberalizza quasi tutti i sacramenti (tranne l'Ordine Sacro e la Cresima) nella loro forma spregiativamente detta "preconciliare", ha un significato interessantissimo se pensiamo ai neocatecumenali.
Primo: il rinnovarsi della Chiesa non consiste nella "rottura" ma nella "continuità" (l'ideologia neocatecumenale rinnega la storia della Chiesa dal 313 al 1962)
Secondo: papa Ratzinger detesta le bizzarrie liturgiche (cfr. le sue decisioni nella famosa lettera di Arinze) e promuove - in direzione esattamente opposta - la liturgia tradizionale (ai liturgisti neocat, ancor più che ai liturgisti "progressisti", sarà venuto un travaso di bile)
Terzo: nei giorni in cui scadeva lo Statuto, cosa abbiamo avuto? La lettera ai cattolici cinesi ed il "motu proprio". Dunque il "trionfo" neocatecumenale al Family Day non ha ancora prodotto risultato...
Ma dico, ve li immaginate i neocatecumenali - esperti di chiassate da osteria umoristicamente definite "liturgia del Cammino" - considerare almeno l'idea di celebrare la Santa Messa alla maniera tradizionale?
Anche chi non ama particolarmente la Messa tradizionale ammette che quest'ultima:
- ha come "stile" il silenzio, l'adorazione, la contemplazione, la preghiera
- ha una lunghissima tradizione liturgica
- ha forgiato un'innumerevole quantità di santi
- e soprattutto non è riducibile a una chiassata da osteria come invece può avvenire (e purtroppo è avvenuto) con la liturgia cosiddetta "di Paolo VI" (quella in vigore dal 1970 ad oggi).
Ve li immaginate i neocatecumenali più inferociti, abituati al parolame ossessivo della loro Parola e della loro Liturgia, gustarsi la Messa tradizionale?
Un neocat più gentile potrebbe dire: "certo, avete ragione, approvo la Messa tradizionale, ma mi piace di più quella neocat". Attenzione al sottile equivoco: questa frase significa: "approvo ciò che vuole il Papa, ma mi piace di più disobbedirgli".
stephanos78 9 luglio 2007 12:41
Grazie MIRIAM! GRAZIE!
MAgari potessi vederne a "tappeto" di queste "metamorfosi"!
E' un ALTARE stupendo!
"Quanto sono amabili le tue Dimore Signore"! "Anche il passero trova la casa, la rondine il nido, dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio. "
gherardo 9 luglio 2007 12:44
Anch'io non capisco e non riesco a seguire la discussione sul motu proprio.
Piu' imporntate magari sarebbe stato ripristinare il vecchio modo di dare la comunione, visto che l'indulto sulla
consegna in mano e' diventato ormai regola
Mi sembra che l'unica valenza del motu prorpio sia ricucire lo strappo con i lefvebriani, non conosco bene la questione e non so quanto fosse urgente, ma seecondo me delle tante cose importanti da fare forse questa poteva aspettare.
Voglio poi dire a Stephanos che purtroppo
la questione del rapporto della Chiesa con i "perfidi giudei"
non e' cosi' semplice come la pone lui.
Il fatto stesso che il termine perfido ha assunto negli anni tale accezione negativa, fa capire come il pregiudizio
verso gli ebrei si sia fatto man mano strada senza che la Chiesa cattolica vi si opponesse, anzi molte complicita' storiche sono purtroppo accertate
ma questo e' un discorso lungo,
ricordo solo come il Ghetto di Roma
venne istituito da papa Paolo IV nel '500 con una bolla papale "Cum Nimis absurdum" in cui viene espresso tutto il pregiudizio antiebraico maturato nella Chiesa in cui si bollava il popolo Ebraico come condannato da Dio ad eterna
schiavitu' (questo giustificava tutte le misure restrittive come il ghetto a cui li si sottoponeva)
La Chiesa ha fatto errori nella sua storia lo stesso Giovanni Paolo
lo ha riconosciuto, e' inutile chiudersi
gli occhi di fronte ad essi.
Questo deve servire a capire che essere custodi
del mistero di Cristo non e' un segno di superiorita' (presunzione che porta a molti errori) ma una grossissima responsabilita' che va assunta con totale umilta'. Ogni presunzione
conduce a gravi aberrazioni.
stephanos78 9 luglio 2007 12:51
Gherardo io non nego gli errori di UOMINI di Chiesa e il pregiudizio nei confronti degli Ebrei nei tempi passati da parte di Cattolici.
Questi ERRORI PERO' non possono e non DEVONO pregiudicare la FEDE della Chiesa! LA QUALE MAI E POI MAI HA PREGATO CON PREGHIERE RAZZISTE!
Se ci sono stati uomini di Chiesa che hanno avuto pregiudizi sugli ebrei e li hanno separati, ce ne sono stati di PIU', tra cui Pio XI, di quelli che hanno riconosciuto il loro valore.
Francesco 9 luglio 2007 13:30
Per Gherardo..
perchè riconoscere SOLO gli "errori" della Chiesa e non anche e soprattutto la sua grande tradizione che,come dice Tripudio,ha forgiato miriadi di santi,ha tessuto le radici dell'Europa,ha perpetuato Cristo?
Non ritieni riduttivo e pericoloso insistere solo sui presunti errori della Chiesa?
Anonimo 9 luglio 2007 13:42
Qualche riflessione a ruota libera alla luce degli ultimi eventi.
Bisogna estirpare i mali nella Chiesa. Questi si chiamano:
1. modernismo (nelle sue accezioni negative)
2. ecumenismo sfrenato (perdere la propria identità per uniformarsi agli 'altri')
2. libertinaggio liturgico e pastorale
3. Collegialismo dilagante (potrebbe essere un bene, ma alla fine genera confusione e riporta al pluricefalismo della altre Chiese, ortodosse, o all'acefalismo di quelle protestanti)
4. Confusione e diaspora tra i fedeli.
La Chiesa ha perso negli anni la sua "Cattolicità" avvicinandosi sempre più, specie litugicamente, al protestantesimo. Tutto ciò comporta un affievolimento della fede nel popolo. Nel peggiore dei casi rabbia e insofferenza verso il clero. Tutto ciò è sotto gli occhi di tutti. Il Santo Padre è circondato da lupi. Deve sapersi muovere per non smuovere il fango sul fondo...
Quanto alla messa di S. Pio V dà un senso di raccoglimento e di straordinario contatto con Dio. Sarà la musicalità del latino rinascimentale, sarà l'atmosfera, ma è davvero suggestiva. Il fascino del cerimoniale liturgico si sente ed è palpabile.
Quello che mi spiace è che possa diventare il simbolo degli ultra-conservatori cattolici, dei teocon diversamente variegati. Tutto ciò può trarre in inganno. Credo che debba essere considerata così com'è, un grande tesoro che qualcuno ha tentato di seppellire, ma senza forzature ideologiche.
Secondo me l'"actuosa partecipatio", ieri come oggi, non dipendeva come non dipende solo dal rito ma dalla disposizione interiore e dalla consapevolezza di quello che si sta facendo...
Certo che lo stravolgimento del rito, come abbiamo più volte sottolineato per la corrispondenza della lex orandi con la lex credendi può portare alla sviamento dalla retta fede (vedi neocat). Il motu proprio sembra dare un duro colpo proprio alle sconce creatività messe in atto more neocatecumenalium
Anonimo 9 luglio 2007 13:47
Ma dov'è finita tutta la protervia neocatecumenale che ogni giorno veniva qui a urlare quanto la Chiesa tutta li amava e stimava. E' tutto così normale per loro? Il Papa va a riposarsi in montagna e dubito che gli statuti vengano promulgati in questo periodo. Nel frattempo, c'è un parziale ritorno all'antico (in senso positivo). Capisco che musicare in latino i canti neocatecumenali richieda tempo, però ora si sono proprio ammutoliti tutti.
gherardo 9 luglio 2007 13:57
Io credo che ammettere i propri errori
e la propria debolezza sia un segno di
forza (alla San Paolo).
E' vero che viviamo tempi di dura contrapposizione, forse ha ragione Francesco che ora come ora non conviene insistere sugli errori della Chiesa ma sottolineare la sua cruciale importanza
nello sviluppo della nostra societa',
ma questo lo ritengo pero' sempre un segno di debolezza.
Ma proprio sul problema ebraico
e' bene sempre avere in mente
come storicamente si sia formato il
pregiudizio contro gli ebrei, come
tale pregiudizio sia stato poi facile preda di ideologie senza scrupoli.
Se non si capisce cio' non si inquadrera' mai il problema di Israele nella giusta prospettiva,
tale pregiudizio e' stato utilizzato piu' di recente anche da ideologie "comuniste" nella sinistra italiana
sfociando poi in
una cieca presa di posizione pro-Palestina nella situazione mediorentiale.
Ma adesso pero' sto avventurandomi in un discorso che ci porterebbe troppo lontano.
A Stephanos pero' voglio dire
che sono gli uomini che fanno la Chiesa,
se una bolla papale che istituisce il primo (dopo quello di Venezia) ghetto nella storia non costituisce una responsabilita' della Chiesa
allora non so cosa altro bisogna
portare come prova.
E' vero che tali giudizi vanno inquadrati nel periodo storico
ma alcuni fatti anche dopo questa operazione rimangono incontrovertibili.
La Chiesa ha grossa responsabilita' sulla formazione del pregiudizio antiebraico in Europa che poi questo sia stato preda di ideologie perverse e' un altro discorso.
Bisogna capire come dicevo prima che
essere custodi del mistero di Cristo
e' un dono "immeritato" che richiede umilta' ma che va anche difeso strenuamente,
una responsabilita' che va adempiuta in umilta' e fortezza e che non ci da' una patente di superiorita' per bollare
e ghettizzare (termini appropriati riferendosi a papa Paolo IV) persone che Cristo stesso dalla croce ha perdonato.
Figli di un unico Dio 9 luglio 2007 14:22
Il Ghetto a Roma
La condizione in cui vivevano gli ebrei dentro al ghetto erano veramente miserevoli (pensate soltanto a case di 60 mq con uno spazio procapite di circa 1,2 mq ed altro). Personalmente non avrei mai immaginato tanto. Basta che partecipiate ad una visita guidata per avere notizie sufficenti a far accapponare la pelle!!
Per quanto riguarda il MP ho avuto occasione di parlare in parrocchia con alcuni fratelli e la risposta e'stata quella di un passo indietro rispetto al CVII. Anche i vecchi fratelli della mia ex CN non sono molto contenti che il Papa non abbia approvato definitivamente gli Statuti ma sono speranzosi perche' sono sicuri che sarà data la notizia in ocasione delle convivenze di inizio corso ad ottobre.
Per quanto mi riguarda assistero' sicuramente per diverse volte alla Messa tridentina; non credo che la lingua latina, anche se non la conosco, possa costituire un problema serio, infatti non si tratta tanto di capire con la mente, quanto di partecipare con l'anima a quello che accade durante una celebrazione. Vi confesso che sono estremamente curioso!!!!!!!
stephanos78 9 luglio 2007 14:25
stephanos78 9 luglio 2007 14:27
Sottoscrivo MIC a piene mani!
C'è un punto 5 da aggiungere però.
Il "piangersi addosso" demagogico e l'auto-demolizione!
Gli atti di Giovanni Paolo sono stati strumentalizzati da molti! Sembra quasi che la Chiesa debba chiedere scusa anche per la sua esistenza! Questo con grande gioia dei vari Dan Brown del caso!
E i cattolici stessi sciorinano scuse non richieste (excusatio non petita...), che io stesso ascolto di continuo! Una volta le crociate, un'altra gli ebrei, un'altra la pedofilia, un'altra il banco ambrosiano!
Sembra che il mondo stia facendo una cortesia alla Chiesa, sopportandola!
Io invece dico che strumentalizzare i grandi atti di penitenza compiuti da Giovanni Paolo a nome di tutta la Chiesa, che avevano uno scopo ben preciso OPPOSTO A QUELLO CHE OGGI VEDIAMO, non faccia bene!
Anche questo è spunto per i ribelli alla Fede!
Infatti chi gioisce più di tutti di questa auto-vessazione interna ai Cattolici sono gli anti-cattolici!
E noi siamo qui a stigmatizzare una setta sincretista (il CNC) che invece si fonda proprio sulla base di queste divisioni sfruttandole!
I primi a dover essere compatti, in una sola voce e in una sola Fede, dovremmo essere noi! E unirci su valori non negoziabili e non opinabili! Come la Fede e la Dottrina!
Dire che la Chiesa ha responsabilità per la persecuzione degli ebrei operata ad esempio dai nazisti o altre tragedie simili, forse non ci rendiamo conto cosa significhi!
Gli UOMINI di Chiesa non sono l'Istituzione che è sempre UNA, SANTA E CATTOLICA!
Gli Uomini di Chiesa, anche essi dotati di Libero Arbitrio, sono soggetti all'errore. Anche se crediamo alla particolare assistenza del Paraclito il quale però non forma BURATTINI ma AIUTA UOMINI!
Notate che il nostro appoggiare questi temi FAVORISCE LE INTERPRETAZIONI DEL CNC, IL QUALE NEGA CHE L'UOMO SIA DOTATO DI LIBERTA'!
La Chiesa, lo ribadisco, non ha MAI E POI MAI USATO PREGHIERE RAZZISTE! MAI E POI MAI HA AVUTO DOTTRINE RAZZISTE! MAI E POI MAI HA FATTO DEL RAZZISMO!!
SFIDO CHIUNQUE A TROVARE UN PERIODO QUALSIASI IN CUI LA FEDE DELLA CHIESA ERA RAZZISTA!
Perchè il messaggio di Cristo era ed è Chiaro ed è impossibile renderlo RAZZISTA! Specialmente nei confronti degi Ebrei, che erano suoi connazionali!
Il pregiudizio sugli ebrei era relativo ad una condanna: il "Deicidio". Ed al loro modo di "chiudersi" a riccio che stimolava sempre diffidenza!
Questi due "motivi" non sono DI FEDE! Sono teorie umane FALLITE e FALSE che sono state condivise solo DA POCHI!
Ora, addebitare alla Chiesa i mali del mondo e presupporre che Essa dia ragione a chi l'accusa facendone un "titolo di merito", è un azzardo ed un auto-gol imperdonabile!
La Chiesa è UNA, SANTA E CATTOLICA! La sua presenza è un DONO DI DIO in ogni epoca! E la fragilità di chi la compone la rende più Vera!
Ma se queste fragilità servono per gambizzarla, io mi rifiuto di solo parlarne!
stephanos78 9 luglio 2007 14:31
...Inoltre Cristo chiede la COntrizione e il RIALZARSI del Peccatore!
NON IL SUICIDIO! NON IL PIANGERSI ADDOSSO! NON L'AUTO-ACCUSA ETERNA!
Anonimo 9 luglio 2007 14:36
"Dire che la Chiesa ha responsabilità per la persecuzione degli ebrei operata ad esempio dai nazisti o altre tragedie simili, forse non ci rendiamo conto cosa significhi"
non dimentichiamoci che i nazisti professavano un neo paganesimo che col critianesimo con ha nulla a che fare, anche se tanti cristiani (dobbiamo dire solo per etichetta) si sono lasciati affascinare dalle sue aberrazioni.
Del resto anche i neocat sono affascinati dalla parole e dalle invenzioni di Kiko, Non voglio fare l'equazione kiko = hitler, lungi da me, ma chiunque può trovarvi analogie nel trascinamento e nella fascinazione e nella spersonalizzazione...
Lasciamo la sofferta storia degli ebrei e le responsabilità anche e non solo della Chiesa (approfondire ci porterebbe troppo lontano).
La nostra consapevolezza di oggi è quella che è e, senza rinnagare il passato e purificandone la memoria come ha fatto Giovanni Paolo II, andiamo avanti e perliamo dei problemi dei nostri giorni!!!
La pulce 9 luglio 2007 14:39
IL MUGGITO MERIDIANO
Dopo i due grandi muggiti di shofar di ieri sera e di stamane,Zorellago di Sapore oggi a mezzodì ha potuto fruire del terzo grande muggito.Per l'occasione el senor Kirikus,che da ieri non abbandona nemmeno per un attimo la sua postazione sulla tazza del suo bagno in attesa della "liberazione",ha chiesto che il muggito odierno fosse eseguito da lui in persona anzichè dai sette shofar tradizionali appesi sul suo balcone.
Si è fetto dunque recare in bagno un piccolo shofar meccanico collegato all'esterno con 26 altoparlanti e,anche su consiglio dei suoi cerusici di corte, si è messo a soffiarci dentro con tutte le sue forze al fine di favorire le funzioni "liberatorie".
Ne è scaturito un suono,che dall'esterno è stato percepito inizialmente come un altissimo crepitio,gradualmente convergente in un rumore inequivocabilmente roboante che ha richiamato in grande il rumore delle viscere umane che stanno espellendo dell'aria indesiderata.
Grande la sorpresa tra tutti gli abitanti della valle che stavano accingendosi a mettersi a tavola e che,avendo perso di colpo ogni appetito,hanno preferito sparecchiare subito.
stephanos78 9 luglio 2007 14:55
Concordo con Mic
gherardo 9 luglio 2007 15:13
Nessuno ha detto che la Chiesa e' responsabile dello sterminio nazista
degli ebrei,
ma del "pregiudizio antiebraico", questo si'.
Non rimescoliamo le parole, please.
gherardo 9 luglio 2007 15:14
Concordo col guardare avanti
gherardo 9 luglio 2007 15:15
Ma guardare avanti con consapevolezza
aiuta a non ripetere gli errori..
stephanos78 9 luglio 2007 15:23
Il rapporto tra causa ed effetto è semplice: lo sterminio è stato PROVOCATO direttamente dal Pregiudizio Antiebraico, ergo se la Chiesa è responsabilie diretta del pregiudizio è responsabile inderetta dello sterminio!
Pensa che io credo che non sia responsabili nè dell'uno nè dell'altro!
I Romani a periodi alterni non sopportavano la sedizione ebraica tanto da fare terra bruciata in Palestina nelle date a noi note.
Che dobbiamo dire? Io sono di Roma e devo chiedere scusa per Tito?
Nell'Antico Testamento ci sono dei rimproveri nei confronti di Israele che oggi farebbero mobilitare la Anti-Defamation League!
Ma chi ha scritto quelle cose ERA EBREO! Anche gli ebrei (Profeti) sono anti-semiti?
San Paolo, scrive ammirato di Israele ma in alcune parti delle sue lettere lancia Anatemi! E' schizofrenico e antisemita pure lui? Che era Ebreo?
Nel Vangelo Cristo stesso rimprovera Israele come e peggio dei Profeti. E' antisemita pure Cristo?
E' ovvio che la Malizia agisce in modo che ogni cosa (OGNI COSA) è uno spunto!
Ma si può dire che siccome alcuni Uomini di Chiesa hanno commesso errori contro gli Ebrei, la responsabilità oggettiva è della Chiesa?
Ed estendere questa responsabilità addirittura all'esistenza stessa del Pregiudizio AntiEbraico?
stephanos78 9 luglio 2007 15:24
Ecco, guardiamo avanti che è meglio
stephanos78 9 luglio 2007 15:25
E' meglio perchè di responsabilità le hanno tutti gli uomini. Anche lo stato d' Israele! Antico e nuovo!
Francesco 9 luglio 2007 15:26
Nemmeno del "pregiudizio antiebraico",gher.Dove lo hai letto?
Arbiter 9 luglio 2007 15:27
continuiamo a rimanere in trepida attesa.
Domani vi è un'altra scadenza quasi altrettanto importante del Motu Proprio,ed è la conferenza stampa sui temi della Dottrina della Fede.
Molte sono state le domande poste alla Congregazione, anche sui temi trattati in questo blog, e forse domani arriveranno risposte importanti per il popolo dei credenti.
Attendiamo, dunque, con fiducia e speranza.
Francesco 9 luglio 2007 15:32
Sono sicuro,Arbiter,che domani ci saranno anche delle risposte,sia pure indirette,per la vexata quaestio neocatecumenale.
Anonimo 9 luglio 2007 15:37
"Ma guardare avanti con consapevolezza
aiuta a non ripetere gli errori.. "
concordo Gherardo, ma oggi come oggi i rischi di antisemitismo non hanno nulla a che fare col cristianesimo. Questo riguardo agli ebrei; ma quello che dici lo si può estendere a tutti gli aspetti della vita e della storia
stephanos78 9 luglio 2007 15:43
stephanos78 9 luglio 2007 15:44
Si Arbiter.
Apriremo una discussione apposita anche per il Documento della Dottrina della Fede
Anonimo 9 luglio 2007 15:45
Daccordissimo sul richiamo al neopaganesimo dei nazo. Ricordo che ci sono stati preti che per essersi opposti al nazismo mentre saliva al potere sono stati uccisi a colpi di scure durante la messa.
Truppe mussulmane operavano come divisioni autonome all'interno delle SS. A Mussolini fu affidata la spada dell'Islam e, con la RSI, tutto il regime italiano si appiattì sulle posizioni neopagane di Julius Evola.
Perciò i nazisti erano sì contro gli ebrei, ma anche contro i cristiani in generale (secondo i nazo Cristo si sarebbe chiamato Kruz e, naturalmente, era tedesco [non è uno scherzo purtroppo]). Di letteratura italiana e tedesca a questo proposito ne possiamo trovare quanta ne vogliamo.
Si allude qui, oltre ai trascorsi medievali, all'atteggiamento politico della Chiesa durante la seconda guerra mondiale in relazione all'antisemitismo, gli obrobri di Kappler, le Fosse Ardeatine ecc.
Penso che se la Chiesa si fosse meno diplomaticamente schierata con decisione su questi argomenti, avrebbe cessato di esistere. Insomma, in altri termini non si sarebbero fatti molti scrupoli ad entrare in Vaticano e saccheggiare e deportare. Certo, non possiamo ignorare che tra i due mostri, inizialmente Stalin è stato giudicato il più temibile, con l'altro la nunziatura a Berlino cercò sempre di trattare (salvo quel famoso caso che...).
Insomma in qualche modo gli avevano fatto inghiottire il nazismo come antidoto allo stalinismo. Non mi pare proprio una situazione facile facile, se ci furono errori, non dico che siano giustificabili tutti ma sicuramente comprensibili.
Per quanto riguarda l'antichità, erano un pò tutti così, non solo la chiesa. Le colonie i pogrom contro gli ebrei, le torture, i processi sommari, facevano parte di quell'epoca e la Chiesa non si discosta dalle attitudini del tempo
stephanos78 9 luglio 2007 16:05
"A Mussolini fu affidata la spada dell'Islam e, con la RSI, tutto il regime italiano si appiattì sulle posizioni neopagane di Julius Evola."
A Mussolini fu affidata la Spada dell'Islam come Capo del Governo Colonizzatore. Non come anti-cristiano! Mussolini è il Capo di Governo che STORICAMENTE (non faccio "apologie"!) risolse la Questione Romana e decretò la Religione Cattolica come Religione dello Stato Italiano.
Nella Costituzione provvisoria della RSI (Manifesto di Verona) c'è un articolo che sancisce la Religione della Repubblica come Cattolica Romana. E che gli altri culti, di qualsiasi tipo, non in contrasto con le leggi sarebbero stati legali e tutelati.
Gli Ebrei furono formalmente discriminati nella RSI, ma non perseguitati. I Tedeschi si arrogarono il diritto di gestire i campi di prigionia sul suolo italiano e di usarli come campi-transito per gli ebrei che LORO perseguitavano. Mentre il Governo Italiano proteggeva gli ebrei. E questo ha fatto durante tutta la guerra.
Forse confondi il Regime della RSI, a cui Evola neanche aderì, con il radicalismo di destra post-bellico. Questo sì evoliano e nazistoide. Ma non fascista.
stephanos78 9 luglio 2007 16:06
Comunque evitiamo di parlare di storia. Non credo che ci interessi
Anonimo 9 luglio 2007 16:16
Certo che ci sono stati i Patti Lateranensi e, giusto in quel periodo Evola si allontanò dal regime, ma presenziò nel Nido dell'Aquila alla fondazione della RSI con Mussolini e Hitler opponendosi alla dizione "sociale".
Però le leggi razziali non possiamo dimenticarle, nemmeno i rastrellamenti degli ebrei fatti dalle camicie nere o il Questore di Roma del tempo, nè l'apporto di una certa massoneria di frangia (tutta fuori legge tranne una) tipo Reghini e alcuni nobili di Roma. I neofascisti in ogni caso sono sempre stati quasi tutti evoliani. Cmq, ok, il discorso ci porta un pò fuori strada, magari continuiamo in altra sede, così, per diletto.
stephanos78 9 luglio 2007 16:24
gherardo 9 luglio 2007 17:50
Mi sembra che il rapporto causa effetto
non si possa applicare come lo fai tu Stephano al caso nazista,
Io posso insinuare un dubbio sulla sanita' mentale delle pensionate che votano Berlusconi, ma se qualcuno si alza una mattina e decide che queste vanno sterminate, non credo
di potermi ritenere responsabile in un rapporto diretto di causa e effetto.
Aver contribuito a creare il pregiudizio e' una colpa di cui la Chiesa, essendo formata da uomini e quindi fallibili,
si e' macchiata.
Quel pregiudizio e' stato poi ripreso, amplificato o dimenticato nelle societa' europee nei secoli a seconda delle convenienze.
Stephanos, la Chiesa non e' infallibile
(la storia del CN lo prova)
questo serve a spingere i suoi fedeli
a formarne
il Corpo in maniera responsabile, riconoscendo l'autorita'
ma contribuendo affinche svolga al meglio il suo ruolo.
ele 9 luglio 2007 18:05
Fratelli preghiamo affinchè le matasse "inciafrugliate" si dipanino. E' importante che si conoscano le reali indicazioni e il senso vero del MP perchè molti gia tentano ammutinamenti. I giornalisti tentano di fare scoop ingrandendo l'equivoco "si sa ma non si sa". E giù con opinioni senza una base, o con poche conoscenze.
A volte "la verità emergerà da sola" non è così agevolata a farla emergere.Il pregiudizio la fa da padrona.
stephanos78 9 luglio 2007 18:29
Gherardo anche io ho detto (e no npotrei fare altrimenti) che la chiesa non è "infallibile" nei suoi atti. E' così ed è la storia che parla.
Anche io ho detto (e non potrei fare altrimenti) che uomini di Chiesa hanno condiviso pregiudizio antiebraici.
Ma non li hanno creati! Non li hanno neanche resi possibili! E non sono stati quelli la giustificazione per i pregiudizi che vennero dopo.
E anche questo contribuisce a rendere la Chiesa più "vera". Perchè non è l'unica ad essere il discrimine della storia dell'umanità. Nel bene e nel male!
stephanos78 9 luglio 2007 18:35
Inoltre non è incolpandoci (perchè anche noi siamo CHIESA) di fatti appartenenti ad un passato particolare che possiamo "giustificare" il presente definendolo come "colpa nostra"!
Anche se non vogliamo questo, questo invece emerge!
E soprattutto non si è mai visto da nessuna parte che una Religione non possa Pregare (!!!!) con le Preghiere del suo patrimonio di Fede perchè potrebbero essere male interpretate! Tra l'altro sapendo BENISSIMO (e lo sottolineo! LO SANNO BENE TUTTI! PER PRIMI GLI ACCUSATORI) che il Latino porta un significato OPPOSTO alle parole "incriminate"!
L'Islam elimina le sue "invocazioni" di punizione e morte nei confronti degli "infedeli"? L'Ebraismo cancella dal Talmud la definizione goym dei non ebrei?
MA CHI GLIELO CHIEDE!
I Cattolici sono gli unici che EVITANO DI PREGARE A FAVORE DEI NON CATTOLICI A CAUSA DELLA MALAFEDE ALTRUI E NON PER ERRORI PROPRI!
SONO COSE DA PAZZI! NON DA UMILI!
gherardo 9 luglio 2007 19:05
Va da se' caro Stephanos
che io ho molto apprezzato il
coraggio del nostro papa Giovanni Paolo II e dei suoi mea culpa.
E pur essendo consapevole che nell'immediato quell'ammissione
puo' avere effetti negativi dal punto di vista politico e di consensi (e infatti ha fatto storcere il naso a molti cardinali)
pero' e' stato un pungolo a un rinnovamento e a una purificazione della Chiesa, piu' che mai necessaria e urgente
stando anche all'ultima via Crucis (quanta sporcizia!!, vi ricordate o no? sono solo belle parole per accompagnare la scenografia del Colosseo e poi dimenticare?)
Miriam 9 luglio 2007 19:12
Vedi Steph, la differenza è che noi preghiamo per la loro conversione e loro ci maledicono; ma chi chiede sucsa siamo noi. Ma non gliene può fregare di meno delle nostre scuse: la loro identità è molto forte ed è ammirevole e forse è davvero opera divina che siano riusciti a conservarla fino ad oggi nonostante tutto. Secondo me è una riprova della loro elezione (l'Antica Alleanza mai revocata, come disse Giovanni Paollo II). Ed è sacrosantamente vero che in loro ci sono le radici autentiche della nostra fede; ma c'è anche uno spartiacque ed è riconoscere o meno in Gesù il Cristo.
Oggi culturalmente se ne stanno riappropriando come Rabbi ma il discrimine, come con tutto il resto del mondo è proprio questo!
Miriam 9 luglio 2007 19:14
Per avere un futuro è necessario guarire dal passato e quindi riconoscere gli errori e purificare la memoria, come ha fatto Giovanni Paolo II; ma adesso è bene far tesoro di quel che abbiamo imparato dagli errori e andare avanti!
Puruel 9 luglio 2007 19:21
Concordo con Miriam :
"Da Sion uscirà la Legge e da Gerusalemme la Parola del Signore"
Miriam 9 luglio 2007 19:30
gherardo 9 luglio 2007 19:32
COncorda con te Miriam purificarsi ed
essere consapevoli per andare avanti.
cimex semper virdis 9 luglio 2007 19:33
IL MUGGITO ANTIMERIDIANO
Le viscere pulcifere che stanno espellendo dell'aria indesiderata, han potuto fruire del terzo grande muggito. Si è messa a soffiarci dentro con tutte le sue forze al fine di favorire le funzioni "liberatorie".
Grande la sorpresa tra tutti gli abitanti della valle che stavano accingendosi a mettersi a tavola e che,avendo perso di colpo ogni appetito,hanno preferito sparecchiare subito. Un piccolo shofar meccanico collegato all'esterno con 26 altoparlanti ha chiesto che il muggito odierno fosse eseguito da lei in persona anzichè dai sette shofar tradizionali appesi sul suo balcone. Ne è scaturito un suono,che dall'esterno è stato percepito inizialmente come un altissimo crepitio,gradualmente convergente in un rumore inequivocabilmente roboante che ha richiamato in grande i due grandi muggiti di shofar di ieri sera e di stamane.
Dopo non ha abbandonato nemmeno per un attimo la sua postazione sulla tazza del suo bagno in attesa della "liberazione".Si è fatta dunque recare in bagno anche su consiglio dei suoi cerusici di corte.
Puruel 9 luglio 2007 19:47
Oggi non vedo molta "mistica antineocatecumenale" nel blog, vi sarete un po' addormentati?
Francesco 9 luglio 2007 19:55
Il blog non ha un'economia di "mistica antineocatecumenale",ma solo l'intento di dimostrare concretamente quali e quante sono state e sono le deviazioni del Cammino Neocatecumenale dalla retta fede,dalla retta liturgia,dalla retta ecclesialità.
Sorprende che si parli di "mistica", si desideri una "mistica antineocatecumenale",si cerchio in ogni modo possibile di snaturare la portata e la funzione del blog,attribuendogli compiti,meriti e demeriti che non ha e non potrebbe mai avere.
Circa la parodia che tale "cimex" azzarda delle cronache della pulce...beh mi deprime.E parecchio!
cimex semper viridis 9 luglio 2007 19:58
Beh, ho fatto un centone, come in questo blog spesso si fa dei discorsi di Kiko.
Francesco 9 luglio 2007 19:59
Il proliferare di tanti improbabili nick degli ultimi tempi denota da parte di alcuni(ci si augura pochi)detrattori una malintesa concezione sia della natura del blog sia degli scopi che esso si prefigge:non vuole essere cassa di risonanza del diffusissimo malcontento creato dai neocatecumenali un po' dovunque,ma nemmeno sterile accademia o contenitore di commenti narcisistici e fini a se stessi.
Francesco 9 luglio 2007 20:03
Se i tuoi centoni,cimex,sono solo scopiazzature,è fatica sprecata.Ti suggerisco di leggere:è meglio.
Puruel 9 luglio 2007 20:33
Teologia negativa? Il blog non è nè questo, nè quello. La verità è che vi arrogate un diritto di stabilire qual'è la verità quasi foste un sinedrio super partes. Ma attenti: giudicando, giudicando potreste giudicare anche il giudice.
Francesco 9 luglio 2007 20:42
Ti faccio osservare, Puruel(senzaspirito malevolo)che per prima cosa dovresti imparare a mettere gli apostrofi al posto giusto.
Il resto dovrebbe essere consequenziale....
Elima 9 luglio 2007 20:52
Il nome “Argüello” denota un’origine ebraica. Viene allora da chiedersi: Kiko è cristiano autentico, o un ebreo infiltrato che cerca di introdurre nella Chiesa cattolica il libertinaggio morale e un falso ecumenismo favorevole a tutte le religioni?
Puruel 9 luglio 2007 20:57
Parli così perchè è facile fare ironia sui cognomi pubblici. Un po'vigliacchetto?
rs 9 luglio 2007 21:05
Puruel, stai tranquillo.
Il giudice non lo giudicheremo mai. Lo rispettiamo troppo e gli vogliamo molto bene.
Al massimo potremo dolerci se qualche suo cattivo consigliere volesse tentare di mettere a segno qualche colpo di mano.
Ma, il giudice attuale ha già dimostrato di tenere in scarso conto il parere dei cattivi consiglieri, a differenza purtroppo di quello precedente.
Puruel 9 luglio 2007 21:06
Sai parlavo di un giudice ancora più in alto di quello che intendevi tu.
rs 9 luglio 2007 21:10
Allora ti manca qualche rotella. Pensi che esista qualcuno al mondo che possa giudicare "quel" Giudice?
sandalorumscuotitor 9 luglio 2007 21:15
Le tre "virtù" degli autori di questo blog:
1) Totale indifferenza per il comandamento evangelico: "non giudicate e non sarete giudicati".
2) Totale indifferenza per la provocazione degli scandali a danno dei più deboli" meglio sarebbe per voi mettervi una macina al collo"
3) Totale indifferenza per il comandamento evangelico:" chiunque dice al suo fratello pazzo sarà condannato...."
rs 9 luglio 2007 21:17
Cos'è, hai cambiato nick, Puruel o come ti chiami?
Anonimo 9 luglio 2007 21:19
Oh! Ma perchè gli statuti non sono stati approvati mica ce lo dici però....
rs 9 luglio 2007 21:21
Sandalorum, è difficile non dare del matto ad uno che presupponga, anche per scherzo, che si possa giudicare Dio!
Lo capisci, vero, o ti allinei intellettivamente a Puruel?
E per favore, non sparare sentenze-scemenze.
Qui nessuno è indifferente: anzi siamo attentissimi alle sciocchezze e balordaggini spacciate da voi neocatecumenali!!!
freshhhh 9 luglio 2007 21:35
Apriamoci ad altro: c'è un mondo là fuori! Anzi ogni persona è un mondo, un universo! E voi ci ci ci ci sempre a parlare del cammino come dei camminodipendenti. Aprite i vostri polmoni, respirate, pregate, amate, perdonate, dimenticate. Non fatevi imbottigliare dai ricordi, dalle antipatie, dalle presunte eresie, vivete, domandate, respirate. Lasciate perdere questo blog che mi sta rompendo anche a me. Coraggio il mondo è vostro, la vita è vostra, tutto è vostro. Diventate santi, praticate la giustizia, amate l'umiltà. Il mondo creato da Dio per voi è lì, prendetelo, amatelo. Lodate Dio con i bonghi, con i flauti, con l'organo, con le cetre , le chitarre. Prendetemi pure per scemo ma in una parola: smettete di incoturniarvi.
rs 9 luglio 2007 21:42
Quanto al "provocare scandali a danno dei più deboli", Sandalorum sei proprio un neocat invasato.
Tu accusi chi anima questo blog di aprire gli occhi e le coscienze sullo scandalo neocatecumenale, scandalo non per gli uomini ma agli occhi del Signore.
Se c'è qualcuno che si deve mettere la macina al collo questi siete voi, che avete raggirato ed ingabbiato i semplici nel labirinto infernale della vostra setta, come testimoniato da tanti che a causa del Cammino sono sprofondati in un abisso di sofferenze.
Pentitevi, e abbandonate la setta peccaminosa finchè siete in tempo!
rs 9 luglio 2007 21:51
Freshhhh, questo tuo finto aperturismo non attacca.
Rivolgo anche a te l'invito ad uscire dalla setta, prima di meritarti l'eterno castigo!
Quanto ai cimbali, bonghi e chitarre, preferisco sinceramente lodare il Signore con il canto gregoriano, con il Messia di Haendel, con la Missa Papae Marcelli del Palestrina: credimi, non c'è assolutamente paragone.
sar 9 luglio 2007 22:24
La neocatecumenizzaziopne kikiana è una brutta bestia: diventi kikiandipendente senza accorgerti e quando non si ha un minimo di fondamento cattolico ecco i risultati: sandalorum con lo scuotibus.
Noi respiriamo e respiriamo aria ottima ma tu sei ancora nella camera a gas, caro sandalorum.
Dicci la tua opinione e racconta la tua esperienza, emotività a parte. Questa lasciamola smuovera dai bonghi e dalle chitarre.
Questi suoni dal ritmo incalzante hanno lo scopo di ipnotizzare la mente e...poi il Signore non c'è più e il tuo cervello fa cucù.
lara 9 luglio 2007 22:24
Guarda caso, sandalorum... quelle tre 'virtù' mancate che ci associ, le ho visute personalmente, tutte insieme (così proprio come le elenchi) tramite uno dei tanti mostri generati da ki!
Ciò conosci bene! ma da scuola ricevuta, far passare questo ad altri è anche parte della prassi!
Psicologicus 9 luglio 2007 23:01
Qualcuno si chiedeva come mai da alcuni giorni i neocatecumenali, tranne qualche occasionale apparizione, sono stranamente silenziosi.
Me lo sono chiesto anche io, e ho pensato a due possibili spiegazioni:
1. Sono frastornati. Hanno dovuto incassare nel giro di pochi giorni alcuni smacchi cocenti ed ora temono che da un momento all'altro gli arrivi la sanzione definitiva proprio sull'agognato statuto;
2. Hanno ricevuto la consegna del silenzio dai loro catechisti e di non intervenire più sul blog. Si sono accorti che la maggioranza dei loro interventi sbilenchi, esaltati o offensivi verso i critici del Cammino, diventavano un boomerang che mostrava a tutti il vero volto dei neocatecumenali: pecoreccio, pseudoreligioso, un pò goliardico, un pò infantile, spesso in malafede.
Insomma, un pessimo biglietto da visita per un Cammino tutto proteso a dare di sè un'immagine affidabile e tranquillizzante, dopo le critiche arrivate da più versanti.
lara 9 luglio 2007 23:19
Speriamo che fra poco si taglino i fili che gestiscono gli uomini come marionette. Che ogni nc possa riprendere la sua libertà di espressione, di azione, di ragione, risvegliando la loro coscienza e la vera responsabilità!
montmirail 9 luglio 2007 23:49
E' quello che insegna da sempre la
mitica coppia...
cimex 10 luglio 2007 00:44
psicologicus afferma:
"Hanno ricevuto la consegna del silenzio dai loro catechisti e di non intervenire più sul blog..."
"Bisogna rendersi conto, Psicologicus, che ogni qualvolta ci si lascia prendere dalla collera, si provoca un perturbamento funzionale degli organi più importanti , diminuendo la propria efficienza e mettendo in pericolo la propria salute.
Durante lo stato di collera, lo stomaco sospende la sua attività, la secrezione gastrica diminuisce e il processo della digestione non si compie in modo adeguato. Inoltre, Psicologicus, la persona che mangia quando è adirata, o subito dopo, non dovrà meravigliarsi se verrà presa da un attacco grave di indigestione.
In alcuni soggetti, le turbe dei processi digestivi conseguenti all'emozione producono sintomi di ulcera o, se un'ulcera già esiste, ne aggravano lo stato di sofferenza. Anche la persona più sana non può sottostare a tale insulto illimitatamente. Chiunque si permetta frequenti trascorsi collerici, può star sicuro di abbreviare in tal modo la propria vita in maniera sensibile."
La pulce 10 luglio 2007 07:40
EL SENOR KIRIKUS CAMBIA SEDE.
Nella giornata di ieri a Zorellago,si è consumato un piccolo giallo.El senor Kirikus dalla sua sede dolorosa nel bagno della grande baita tanto accuratamente predisposta per lui ha fatto sapere essere sua intenzione trasferirsi nel vicino castello di Mirabuono,che sovrasta l'abitato e - particolare importantissimo - dispone di appartamento regale provvisto di bagno molto spazioso e attrezzato per eventuale clisterizzazione improvvisa.
I sette shofar che erano stati collocati sul balcone della baita sono stati rimossi e collocati sulle torri principali del castello,dove ieri sera,intyorno alle 23,00 il senor Kirikus ha fatto il suo solenne ingresso nel grandissimo bagno per lui predisposto.Ad attenderlo mell'atrio del castello di Mirabuono,un drappello di Camminanti capitanato da Dona Carmenita e gli inviati di Je Narino recante ciascuno un cesto di profumatissime prugne secche della California.
Trenta minuti fa il primo muggito di shofar dalle torri del castello,che si è sparso armoniosamente per tutta la vallata modulato sul motivo "Abramo" e accompagnato dai alcune decine di cimici neocat accampate davanti al castello che hanno elevato alto il loro canto.
La nottata del senor Kirikus è trascorsa tranquilla,ma non è stata foriera di alcuna novità "evacuatoria".
La pulce 10 luglio 2007 08:04
Non accenna a diminuire,o almeno ad attenuarsi,la costipazione intestinale del senor Kirikus.
Nella giornata di ieri un gruppo di alti pelati vicini al senor Kirikus,appositamente convocati da Dona Carmenita,ha concordato e inviato a Mister Arinz a Roma un sms con la richiesta di almeno un cenno di novità al fine di lenire almeno l'indurimento delle pareti addominali del senor Kirikus,ma fino al momento non si è avuto cenno di risposta.
Analogo passo è stato fatto ,sempre a Roma, nei confronti di Mister Lovada, cui è stata richiesta almeno un'anticipazione sulle intenzioni specifiche che si hanno nell'Urbe nei confronti del problema Kirikus,significando l'importanza che cotale anticipazione potrebbe avere nel favorire lo scioglimento del deposito intestinale del senor Kirikus.
Neanche da Mister Lovada però pare sia giunto cenno di risposta.
Mister Pylko dall'Urbe ha fatto sapere che sta battendo in lungo e in largo tutti i corridoi dei sacri palazzi romani al fine di carpire qualche notizia,magari anche spicciola,che possa rimuovere l'ostinata costipazione addominale del senor Kirikus,che continua a dimorare nel suo grandissimo camerino da bagno nel castello di Mirabuono,con la fronte imperlatissima di sudore. Egli ha ingannato la nottata facendosi portare tela e pennelli ed ha concluso un'ora fa un suo autoritratto nelle sembvianze di un San Sebastiano,dal ventre teso e lucido,pizzo e baffetti informi e stanchi per il travaglio in corso.
Anonimo 10 luglio 2007 08:19
"può star sicuro di abbreviare in tal modo la propria vita in maniera sensibile."
Potremmo, cortesemente, fare un conteggio che compiti le volte in cui i neocatecumenali sono venuti qui ad augurare la morte?
Poveri scellerati, non lo sapete? La morte è solo un'illusione per chi non è mai nato, infatti, mai morirà.
Anonimo 10 luglio 2007 08:53
"Chiunque si permetta frequenti trascorsi collerici, può star sicuro di abbreviare in tal modo la propria vita in maniera sensibile."
credo che, tolta qualche rarissima eccezione, sia la situazione più diffusa tra tutti i neocat anonimi o meno che si affacciano su questo blog
viator 10 luglio 2007 09:11
Uno stralcio di quanto riportato da Korazym sul nuovo documento, firmato il 29 giugno scorso, che ssrà reso noto oggi:
"Un'occasione per ribadire che la Chiesa di Cristo non è distinta o distinguibile dalla Chiesa cattolica, l'unica a possedere "tutti gli elementi della Chiesa istituita da Gesù". È questo il concetto più significativo di "Risposte a quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina sulla Chiesa", il documento della Congregazione per la dottrina della fede, che sarà pubblicato a mezzogiorno. La notizia era stata anticipata la scorsa settimana da Andrea Tornielli de Il Giornale e confermata sabato dalla sala stampa della Santa Sede. Il vaticanista aveva anticipato anche diversi contenuti del testo, a cominciare dal dibattito su un passaggio della costituzione del Concilio, Lumen Gentium, in base alla quale l'unica Chiesa di Cristo “sussiste nella Chiesa cattolica”.
Spazio quindi ai chiarimenti con la prima domanda sugli eventuali cambiamenti del Concilio alla dottrina cattolica sulla Chiesa (nessun cambiamento, ma uno sviluppo); la seconda e la terza domanda sul significato esatto dell'affermazione “la Chiesa di Cristo sussiste nella Chiesa cattolica”; la quarta sul motivo per cui le Chiese ortodosse vengono definite “Chiesa” (evidenziate a riguardo la presenza dei sacramenti e la successione apostolica dei vescovi orientali, nonostante le divisioni); la quinta sul perché lo stesso titolo non venga attribuito alle altre comunità cristiane, nate dalla Riforma (di contro, pesa l'assenza della successione apostolica, del sacramento dell'ordine e quindi, della sostanza integrale del mistero eucaristico)."
Psicologicus 10 luglio 2007 09:24
Caro Cimex,
quanto a disturbi gastrointestinali e ulcere, mi sembra che in questo periodo siano molto più esposti catechisti e adepti del Cammino.
In ogni caso, io non auguro certamente ai neocatecumenali una soluzione così definitiva come quella da te prospettata: se gli capitasse adesso, finirebbero in qualche posto non proprio gradevole per tutta l'eternità.
Auguro invece che abbiano tutto il tempo di ravvedersi e ritornare in sè, nella luce dell'unica ed autentica fede.
Nel frattempo attendiamo i chiarimenti dottrinali della Congregazione del cardinale Levada: spero che aiutino in particolare la meditazione e l'auspicato ravvedimento del Cammino.
Prima di accogliere le indicazioni di fede della Congregazione, consiglio comunque in via cautelativa ai neocat più restii ed insofferenti di tenere a portata di mano maalox, lansoprazolo et similia.
stephanos78 10 luglio 2007 10:17
Mi addolora sempre vedere la bile NC che travasa.
I "3 punti" in cui siamo stati indentificati, condanna bella buona sul cuore degli uomini (cosa che può fare solo DIO!) non provoca nessun problema a chi la scrive.
Che è più propenso ad emettere condanne ai cuori degli uomini più che condannare i peccati degli uomini.
Noi cerchiamo di condannare errori e non cuori. Altri condannano i cuori e non gli errori.
Lo Scandalo disgustoso provocato dalle dottrine del CNC e dalle sue reiterate ed OSTINATE profanazioni (che pretendono di essere pure cattoliche!) dovrebbe far tremare i polsi ad un paio di persone che conosco ma che evidentemente sono invasate dal "mandato divino" che avrebbero ricevuto!
Meditiamo tutti profondamente sulle parole del Vangelo e sullo Scandalo.
Disordine, divisione e sofferenza nei Piccoli di Dio non sono abbastanza per far meditare i capoccioni capelluti degli iberici "condottieri"..
stephanos78 10 luglio 2007 10:20
Attenzione anche all'uso continuo che si fa, a fotocopia del "Conducador Kiko", delle frasi riguardo ai presunti "piccoli" che si dovrebbero scandalizzare!
E' una pressione bella e buona che non si manca mai di far notare! Un ricatto a "chi di competenza" che dovrebbe star fermo, altrimenti i "piccoli" si disperdono...
E' veramente tragi-comico questo ricatto. "Non proteggere i piccoli, altrimenti li distruggo. Ma attento, se muoiono la colpa è tua!"
stephanos78 10 luglio 2007 10:36
...Aspettiamo le ore 12 di oggi..
Francesco 10 luglio 2007 12:23
Al sig.Kiko Arguello e alla signorina Casrmen Hernandez,che da quarant'anni vanno affermando che tra la Chiesa Costantiniana e il Concilio Vaticano II c'è stato un lungo vuoto nella Chiesa Cattolica,
qui la risposta odierna della Congregazione per la Dottrina della Fede:
Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha forse cambiato la precedente dottrina sulla Chiesa ?
Il Concilio Ecumenico Vaticano II né ha voluto cambiare né di fatto ha cambiato tale dottrina, ma ha voluto solo svilupparla, approfondirla ed esporla più ampiamente.
Proprio questo affermò con estrema chiarezza Giovanni XXIII all’inizio del Concilio1. Paolo VI lo ribadì2 e così si espresse nell’atto di promulgazione della Costituzione Lumen gentium: "E migliore commento sembra non potersi fare che dicendo che questa promulgazione nulla veramente cambia della dottrina tradizionale. Ciò che Cristo volle, vogliamo noi pure. Ciò che era, resta. Ciò che la Chiesa per secoli insegnò, noi insegniamo parimenti. Soltanto ciò che era semplicemente vissuto, ora è espresso; ciò che era incerto, è chiarito; ciò che era meditato, discusso, e in parte controverso, ora giunge a serena formulazione"3. I Vescovi ripetutamente manifestarono e vollero attuare questa intenzione4.
Francesco 10 luglio 2007 12:26
Quoto l'intero documento odierno della CDF,in italiano
Risposta: Cristo "ha costituito sulla terra" un’unica Chiesa e l’ha istituita come "comunità visibile e spirituale"5, che fin dalla sua origine e nel corso della storia sempre esiste ed esisterà, e nella quale soltanto sono rimasti e rimarranno tutti gli elementi da Cristo stesso istituiti6. "Questa è l’unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica […]. Questa Chiesa, in questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui"7.
Nella Costituzione dogmatica Lumen gentium 8 la sussistenza è questa perenne continuità storica e la permanenza di tutti gli elementi istituiti da Cristo nella Chiesa cattolica8, nella quale concretamente si trova la Chiesa di Cristo su questa terra.
Secondo la dottrina cattolica, mentre si può rettamente affermare che la Chiesa di Cristo è presente e operante nelle Chiese e nelle Comunità ecclesiali non ancora in piena comunione con la Chiesa cattolica grazie agli elementi di santificazione e di verità che sono presenti in esse9, la parola "sussiste", invece, può essere attribuita esclusivamente alla sola Chiesa cattolica, poiché si riferisce appunto alla nota dell’unità professata nei simboli della fede (Credo…la Chiesa "una"); e questa Chiesa "una" sussiste nella Chiesa cattolica10.
Risposta: L’uso di questa espressione, che indica la piena identità della Chiesa di Cristo con la Chiesa cattolica, non cambia la dottrina sulla Chiesa; trova, tuttavia, la sua vera motivazione nel fatto che esprime più chiaramente come al di fuori della sua compagine si trovino "numerosi elementi di santificazione e di verità", "che in quanto doni propri della Chiesa di Cristo spingono all’unità cattolica"11.
"Perciò le stesse Chiese e Comunità separate, quantunque crediamo che hanno delle carenze, nel mistero della salvezza non sono affatto spoglie di significato e di peso. Infatti lo Spirito di Cristo non ricusa di servirsi di esse come di strumenti di salvezza, il cui valore deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità, che è stata affidata alla Chiesa cattolica"12.
Risposta: Il Concilio ha voluto accettare l’uso tradizionale del nome. "Siccome poi quelle Chiese, quantunque separate, hanno veri sacramenti e soprattutto, in forza della successione apostolica, il Sacerdozio e l’Eucaristia, per mezzo dei quali restano ancora uniti con noi da strettissimi vincoli"13, meritano il titolo di "Chiese particolari o locali"14, e sono chiamate Chiese sorelle delle Chiese particolari cattoliche15.
"Perciò per la celebrazione dell’Eucaristia del Signore in queste singole Chiese, la Chiesa di Dio è edificata e cresce"16. Siccome, però, la comunione con la Chiesa cattolica, il cui Capo visibile è il Vescovo di Roma e Successore di Pietro, non è un qualche complemento esterno alla Chiesa particolare, ma uno dei suoi principi costitutivi interni, la condizione di Chiesa particolare, di cui godono quelle venerabili Comunità cristiane, risente tuttavia di una carenza17.
D’altra parte l’universalità propria della Chiesa, governata dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui, a causa della divisione dei cristiani, trova un ostacolo per la sua piena realizzazione nella storia18.
Risposta: Perché, secondo la dottrina cattolica, queste Comunità non hanno la successione apostolica nel sacramento dell’Ordine, e perciò sono prive di un elemento costitutivo essenziale dell’essere Chiesa. Le suddette Comunità ecclesiali, che, specialmente a causa della mancanza del sacerdozio ministeriale, non hanno conservato la genuina e integra sostanza del Mistero eucaristico19, non possono, secondo la dottrina cattolica, essere chiamate "Chiese" in senso proprio20.
1 GIOVANNI XXIII, Allocuzione dell’11 ottobre 1962: "…il Concilio…vuole trasmettere pura e integra la dottrina cattolica, senza attenuazioni o travisamenti…Ma nelle circostanze attuali il nostro dovere è che la dottrina cristiana nella sua interezza sia accolta da tutti con rinnovata, serena e tranquilla adesione…E’ necessario che lo spirito cristiano, cattolico e apostolico del mondo intero compia un balzo in avanti, che la medesima dottrina sia conosciuta in modo più ampio e approfondito…Bisogna che questa dottrina certa e immutabile, alla quale è dovuto ossequio fedele, sia esplorata ed esposta nella maniera che l’epoca nostra richiede. Altra è la sostanza del depositum fidei, o le verità che sono contenute nella nostra veneranda dottrina, ed altro è il modo in cui vengono enunciate, sempre tuttavia con lo stesso senso e significato" : AAS 54 [1962] 791; 792.
2 Cf. PAOLO VI, Allocuzione del 29 settembre 1963: AAS 55 [1963] 847-852.
3 PAOLO VI, Allocuzione del 21 novembre 1964: AAS 56 [1964] 1009-1010 (trad. it. in: L’Osservatore Romano, 22 novembre 1964, 3).
4 Il Concilio ha voluto esprimere l’identità della Chiesa di Cristo con la Chiesa Cattolica. Ciò si trova nelle discussioni sul Decreto Unitatis redintegratio. Lo Schema del Decreto fu proposto in Aula il 23. 9. 1964 con una Relatio (Act Syn III/II 296-344). Ai modi inviati dai vescovi nei mesi seguenti il Segretariato per l’Unità dei Cristiani risponde il 10.11.1964 (Act Syn III/VII 11-49). Da questa Expensio modorum si riportano quattro testi concernenti la prima risposta.
5 Cf. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8.1.
6 Cf. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 3.2; 3.4; 3.5; 4.6.
7 CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8.2.
8 Cf. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dich. Mysterium Ecclesiae, 1.1: AAS 65 [1973] 397; Dich. Dominus Iesus, 16.3: AAS 92 [2000-II] 757-758; Notificazione sul libro di P. Leonardo Boff, OFM, "Chiesa: carisma e potere": AAS 77 [1985] 758-759.
9 Cf. GIOVANNI PAOLO II, Lett. Enc. Ut unum sint, 11.3: AAS 87 [1995-II] 928.
10 Cf. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8.2.
11 CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8.2.
12 CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 3.4.
13 CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 15.3; cf. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Lett. Communionis notio, 17.2: AAS, 85 [1993-II] 848.
14 CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 14.1.
15 Cf. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 14.1; GIOVANNI PAOLO II, Lett. Enc. Ut unum sint, 56 s : AAS 87 [1995-II] 954 s.
16 CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 15.1.
17 Cf. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Lett. Communionis notio, 17.3: AAS 85 [1993-II] 849.
19 Cf. CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 22.3.
20 Cf. CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dich. Dominus Iesus, 17.2: AAS 92 [2000-II] 758.

References: § 1

§ 2

§ 4

§ 5
 § 1
 § 1

§ 3