Source: http://arianna.cr.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioProgetto.do?urnProgetto=urn:nir:regione.piemonte;consiglio:testo.licenziato.commissione.pdl:8;530,1&tornaIndietro=true&progettoLicenziato=true
Timestamp: 2020-07-15 12:00:14+00:00

Document:
Proposta di legge regionale n. 530 licenziata il 21 dicembre 2009 Torna indietro
Proposta di legge regionale n. 530 licenziata il 21 dicembre 2009
Ordinamento dei rifugi alpini e delle altre strutture ricettive alpinistiche.
AUDDINO ANGELO BELLION MARCO CESARE BIZJAK ALESSANDRO BOETI ANTONINO BUQUICCHIO ANDREA CATTANEO PAOLO CAVALLARO SERGIO CAVALLERA UGO CLEMENT GIAN PIERO COTTO MARIANGELA DUTTO CLAUDIO FERRARIS GIORGIO FERRERO CATERINA GARIGLIO DAVIDE MANOLINO GIULIANO MONTEGGIA STEFANO MOTTA ANGELA MULIERE ROCCHINO NOVERO GIANFRANCO PACE MASSIMO RABINO MARIANO RESCHIGNA ALDO RICCA LUIGI SERGIO RONZANI GIANNI WILMER ROSTAGNO ELIO RUTALLO BRUNO SPINOSA MARIA CRISTINA TURIGLIATTO MARIANO VIGNALE GIAN LUCA
Art. 2 (Classificazione delle strutture ricettive alpinistiche)
Art. 3 (Caratteristiche e dotazioni essenziali delle strutture ricettive alpinistiche)
Art. 4 (Adempimenti amministrativi per l'esercizio dell'attività di gestione)
Art. 5 (Adempimenti in materia di rilevazione dei dati sul movimento turistico)
Art. 6 (Gestione delle strutture ricettive alpinistiche e requisiti del gestore)
Art. 7 (Periodi di apertura delle strutture ricettive alpinistiche)
Art. 8 (Finanziamenti)
Art. 9 (Funzioni di vigilanza)
Art. 10 (Sospensione e cessazione dell'attività delle strutture ricettive alpinistiche)
Art. 11 (Irregolarità nella gestione delle strutture ricettive alpinistiche)
Art. 12 (Irregolarità nella pubblicazione dei prezzi e delle caratteristiche)
Art. 13 (Irregolarità nella rilevazione dei dati sul movimento turistico)
Art. 14 (Rivalutazione degli importi delle sanzioni)
Art. 15 (Applicazione delle sanzioni)
Art. 16 (Inerzia del comune e della provincia nella vigilanza sulle strutture ricettive alpinistiche)
Art. 18 (Notifica delle azioni configurabili come aiuti di Stato).
L'esercizio dell'attività di gestione delle strutture ricettive alpinistiche, ad eccezione delle strutture non gestite e dei bivacchi fissi, è subordinato alla presentazione della dichiarazione di inizio attività, ai sensi dell'articolo 19, comma 2, secondo periodo della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), al comune sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all'attività, su apposita modulistica predisposta dalla struttura regionale competente e resa pubblicamente disponibile anche in via telematica.
Nella dichiarazione di inizio attività di cui al comma 1, corredata da una relazione tecnico-descrittiva del fabbricato, vanno specificati, in particolare, l'altitudine della località, la tipologia di costruzione, le vie d'accesso, la capacità ricettiva, i periodi di apertura, le tariffe per il vitto ed il pernottamento.
L'ente pubblico o il soggetto privato, proprietari di rifugi con custodia o gestore, nella dichiarazione di inizio attività individuano il nominativo del custode o del gestore, che sottoscrive la dichiarazione per accettazione.
Il comune, ricevuta la dichiarazione di inizio attività di cui al comma 1, verifica la correttezza formale nonché la veridicità dei requisiti e delle informazioni rese nella dichiarazione medesima e nella relativa documentazione allegata e ne trasmette tempestivamente copia, anche solo in via telematica, all'azienda sanitaria locale (ASL), nonché, a fini informativi, alla provincia ed all'agenzia di accoglienza e promozione turistica locale (ATL) competenti per territorio.
Il comune predispone e conserva un registro aggiornato delle dichiarazioni di inizio attività, pubblicamente consultabile.
I soggetti titolari delle strutture ricettive alpinistiche, escluse le strutture non gestite, trasmettono mensilmente alla provincia territorialmente competente i dati e le notizie relative alla rilevazione del movimento dei clienti negli esercizi ricettivi secondo quanto stabilito dall' articolo 5 bis della legge regionale 5 marzo 1987, n. 12 (Riforma dell'organizzazione turistica. Ordinamento e deleghe delle funzioni amministrative in materia di turismo ed industria alberghiera), come inserito dall' articolo 1 della legge regionale 2 luglio 2003, n. 15, nel rispetto della direttiva 95/57/CE del Consiglio, del 23 novembre 1995, relativa alla raccolta di dati statistici nel settore del turismo e del decreto legislativo 6 novembre 1989, n. 322 (Norme sul sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell'Istituto nazionale di statistica, ai sensi dell' articolo 24 della legge 23 agosto 1988, n. 40).
La gestione di una struttura ricettiva alpinistica è esercitata dal proprietario o da terzi titolari di un contratto di gestione. Se il proprietario ovvero il titolare del contratto di gestione sono una persona giuridica, il gestore è colui che è designato quale responsabile del rifugio e il cui nominativo è inserito nella dichiarazione di inizio attività di cui all'articolo 4, comma 4.
La Regione Piemonte a coloro che sono proprietari o titolari di un contratto di gestione delle strutture ricettive alpinistiche e sono soggetti residenti o con domicilio fiscale nel proprio territorio, eroga finanziamenti per le seguenti iniziative:
L'esercizio di una delle attività di cui alla presente legge, in mancanza della dichiarazione di inizio attività, comporta, oltre alle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 11, la cessazione dell'attività medesima.
In caso di dichiarazioni mendaci e di sopravvenuta carenza di una o più condizioni che hanno legittimato l'esercizio dell'attività, il comune, o altra autorità competente, assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale ordina la sospensione dell'esercizio dell'attività fino ad un massimo di sessanta giorni.
Chiunque gestisce una delle strutture ricettive alpinistiche senza aver ottemperato agli adempimenti amministrativi di cui all'articolo 4 è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 6.000 euro.
La gestione di una struttura ricettiva alpinistica, in violazione dell'articolo 4, comma 8, ovvero dell'obbligo di fornire, entro i termini previsti, le necessarie comunicazioni sulla variazione dell'attività, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 3.000 euro.
Il superamento della capacità ricettiva consentita per le strutture ricettive alpinistiche di cui all'allegato B della legge regionale 15 aprile 1985, 31 (Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere), come sostituito da ultimo dall' articolo 1 della legge regionale 2 luglio 1999, n. 15, fatto salvo il caso di necessità per i rifugi alpini, comporta il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.500 euro.
Il superamento della capacità ricettiva prevista per le strutture ricettive alpinistiche dal regolamento di attuazione di cui all'articolo 17 comporta il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.500 euro.
Il titolare di una delle strutture ricettive alpinistiche che non fornisca, laddove previsto, ovvero fornisca errati o incompleti i dati relativi alla rilevazione del movimento dei clienti della struttura medesima è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 300 a euro 900.
In caso di inerzia del comune e della provincia nella rispettiva vigilanza sul regolare funzionamento delle strutture ricettive alpinistiche e nell'accertamento di fatti che rappresentano violazioni delle norme sulla ricettività turistica, provvede la Giunta regionale esercitando il potere sostitutivo ai sensi dell' articolo 14 della legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli enti locali).
Tutti i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge volti al rilascio delle autorizzazioni per l'esercizio dell'attività di gestione dei rifugi alpini ed escursionistici oppure alla modificazione di stati, fatti, condizioni e titolarità comunicati con le istanze iniziali, restano disciplinati ai sensi della l.r. 31/1985.
le parole "rifugi alpini e rifugi escursionistici" nel primo comma dell'articolo 1 della l.r. 31/1985;
l'articolo 6, il primo, secondo, terzo e quarto comma dell'articolo 7, l'articolo 8 e l' articolo 9 della l.r. 31/1985.
il quinto comma dell'articolo 7 della l.r. 31/1985, come sostituito da ultimo dall' articolo 1 della l.r. 15/1999;
l'allegato B della l.r. 31/1985, come sostituito da ultimo dall' articolo 1 della l.r. 15/1999;
la legge regionale 11 aprile 1995, n. 55 (Integrazioni della legge regionale 15 aprile 1985, n. 31, relative alle caratteristiche edilizie e igienico-sanitarie dei rifugi alpini e rifugi escursionistici);
la l.r. 15/1999.
Per l'attuazione della presente legge, nel biennio 2010-2011, allo stanziamento annuo pari a 100.000,00 euro, in termini di competenza, iscritto nell'unità previsionale (UPB) DB18081 e allo stanziamento annuo pari a 900.000,00 euro, in termini di competenza, iscritto nell'unità previsionale di base (UPB) DB18092 del bilancio pluriennale per gli anni 2009-2001 si fa fronte con le risorse finanziarie individuate secondo le modalità previste dall' articolo 8 della legge regionale 11 aprile 2001, n. 7 (Ordinamento contabile della Regione Piemonte) e dall' articolo 30 della legge regionale 4 marzo 2003, n. 2 (Legge finanziaria per l'anno 2003).

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 18
 articolo 5
 articolo 1
 articolo 24
 articolo 1
 articolo 14
 articolo 9
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 8
 articolo 30