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Timestamp: 2018-02-21 20:31:50+00:00

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TITOLO I | Quartierinuovi Ancona
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MODALITA’ DI FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO
Art. 1 Cadenza e validità delle riunioni
Il Consiglio dell’Istituto Comprensivo Ancona Quartieri Nuovi, le cui competenze sono quelle indicate nel decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 1994 e nel Contratto Collettivo Nazionale del comparto scuola sottoscritto il 26 maggio 1999, oltre a quelle espressamente menzionate nel presente regolamento, si riunisce:
a) In seduta ordinaria di norma una volta al mese, a partire dal mese di settembre e con esclusione dei mesi di luglio e agosto;
b) In seduta straordinaria ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità, su richiesta del Presidente del Consiglio, della Giunta Esecutiva o di 1/3 dei Consiglieri.
Qualora non si raggiunga il numero legale, l’assemblea verrà riunita in seconda convocazione entro i cinque giorni successivi con il medesimo ordine del giorno.
Ciascun componente eletto del Consiglio che sia assente senza giustificato motivo per tre sedute consecutive – o per giustificato motivo per cinque sedute consecutive – è dichiarato decaduto dal Presidente e sostituito con decreto del Dirigente Scolastico dal primo dei non eletti nella stessa lista.
Il motivo dell’assenza deve essere ogni volta preventivamente comunicato per iscritto telefonicamente all’ufficio di segreteria dell’Istituto, che ne prende nota.
Art. 2 Modalità di convocazione
La convocazione deve essere fatta per iscritto dal Presidente, deve contenere chiaramente gli argomenti all’ordine del giorno e pervenire agli interessati almeno cinque giorni prima della riunione.
Quando è previsto l’esame del bilancio preventivo e del conto consuntivo è opportuno allegare lo schema e la relazione illustrativa.
La convocazione, che va affissa all’albo dell’Istituto Comprensivo e di ogni plesso di scuola media, elementare e materna, è inviata ai consiglieri tramite gli alunni o consegnata brevi manu con attestazione dell’avvenuta ricezione da parte della componente genitori.
In caso di convocazione per motivi gravi ed urgenti, l’avviso può essere fatto anche telefonicamente.
Art. 3 Luogo, orario e modalità delle riunioni
Il Consiglio si riunisce di norma nei locali dell’edificio sede della Dirigenza Scolastica, tuttavia le riunioni possono effettuarsi anche negli altri plessi dell’Istituto, quando particolari situazioni lo richiedano.
L’orario delle riunioni non può coincidere con l’orario di servizio dei docenti e dei non docenti e deve essere compatibile con gli impegni di lavoro dei genitori.
Le sedute del Consiglio sono aperte, salvo quando sono in discussione argomenti concernenti persone, agli elettori delle componenti in esso rappresentate e ai membri dei Consigli di Circoscrizione di cui alla legge 8 giugno 1990, 80, nei limiti di capienza dei locali, ma senza possibilità di intervento.
Possono essere chiamati a partecipare alle riunioni del Consiglio, a titolo consultivo, esperti del territorio.
Il Consiglio può inoltre organizzare incontri per particolari problemi con i rappresentanti dell’Amministrazione Locale, dell’Amministrazione Scolastica, di enti pubblici e privati e di organizzazioni sindacali.
Il Direttore Amministrativo è invitato a partecipare alle riunioni del Consiglio, senza responsabilità di voto, per la trattazione degli argomenti di carattere amministrativo-contabile.
Art. 4 Presidenza delle riunioni
Il Presidente del Consiglio d’Istituto presiede le riunioni; in caso di sua assenza o impedimento, viene sostituito dal Vicepresidente.
In caso di assenza di entrambi, la funzione di Presidente viene assunta dal Consigliere più anziano della componente genitori.
Il Presidente, o chi ne fa le veci, dirige e regola il dibattito nonché la facoltà di intervento, pone all’esame gli argomenti all’ordine del giorno, propone le votazioni e ne rende noti i risultati.
Può sospendere momentaneamente o aggiornare la seduta per cause motivate e messe a verbale, sentito il parere del Consiglio.
Può richiamare all’ordine sia il consigliere che eventualmente turba il regolare svolgimento dei lavori sia il pubblico presente, del quale ultimo può disporre l’allontanamento dalla sala della riunione.
Prima della discussione dell’ordine del giorno, può prendere o concedere la parola per brevi comunicazioni che non richiedano deliberazioni, nonché per la presentazione di mozioni d’ordine.
Nelle votazioni, in caso di parità, ha voto prevalente, secondo quanto stabilito dall’art. 37 – 3° comma – del decreto legislativo 297 del 16 aprile 1994.
Art. 5 Ordine del giorno
L’ordine del giorno della convocazione viene redatto dal Presidente in collaborazione con il Capo d’Istituto, su proposta della Giunta o tenendo presenti eventuali richieste da parte dei Consiglieri, come portatori di istanze dei consigli di classe, d’interclasse o d’intersezione, dei comitati o assemblee dei genitori nonché del Collegio dei Docenti.
In via eccezionale e/o per motivi d’urgenza, può essere chiesta l’iscrizione all’O.d.G. di argomenti non previsti; tale richiesta è sottoposta al Consiglio che a maggioranza qualificata (due terzi dei voti espressi) ne delibera l’accoglimento.
Art. 6 Verbalizzazione e pubblicità degli atti
Di ogni riunione del Consiglio viene redatto processo verbale a cura del Segretario del Consiglio, in collaborazione con il Capo d’Istituto ed il Direttore Amministrativo. Detto verbale deve contenere la sintesi degli argomenti trattati e le delibere finali.
Il consigliere, il quale desideri che il proprio pensiero sia fedelmente riportato, è tenuto a dettare o fornire al Segretario copia scritta del proprio intervento.
Una volta approvato, il verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario del Consiglio, va riportato nell’apposito registro, che viene conservato presso la Dirigenza Scolastica.
Copia del verbale va consegnata od inviata ad ogni consigliere ed è affissa all’albo dell’Istituto e di ciascuno dei plessi dell’Istituto.
A norma dell’art. 43 – 3° comma – del decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 1994, non possono essere pubblicizzati atti riguardanti le singole persone, salvo esplicita richiesta.
Art. 7 Giunta Esecutiva
La Giunta Esecutiva si riunisce di norma prima di ogni seduta del Consiglio stesso, per adempiere a quanto disposto dall’art. 10 del decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 1994, e successivamente, se necessario, per portare ad esecuzione i provvedimenti deliberati.
La formale convocazione scritta, con espressi gli argomenti all’ordine del giorno, sarà diramata a cura del Presidente della Giunta ed inviata per conoscenza al Presidente del Consiglio d’Istituto che può prendere parte alle riunioni senza diritto di voto.
Le sedute della Giunta possono essere allargate ad altri componenti del Consiglio o ad esterni a scopi consultivi e propositivi.
Art. 8 Commissioni Consiliari
Il Consiglio di Circolo può costituire Commissioni di lavoro o di studio, utilizzando anche elementi esterni, scelti fra i genitori, docenti, non docenti interessati e competenti.
Ad esse può essere affidato l’esame di particolari argomenti e l’elaborazione delle relative proposte di attuazione.
Può essere inoltre demandata ad una apposita Commissione, presieduta dal Dirigente Scolastico, anche potere decisionale, sulla base di criteri comunque deliberati dal Consiglio (es.: formazione di elenchi di ammissione in caso di eccedenza di domande di iscrizione).

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8