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Timestamp: 2020-05-25 03:00:57+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23205 del 17/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23205 del 17/09/2019
Cassazione civile sez. VI, 17/09/2019, (ud. 09/05/2019, dep. 17/09/2019), n.23205
sul ricorso iscritto al n. 14354/2017 R.G. proposto da:
avverso la sentenza n. 7140/2016 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
del 17/01/2019 dal Consigliere Dott. Franco DE STEFANO;
l’avv. Z.M. ricorre, affidandosi ad otto motivi con atto notificato a mezzo p.e.c. il 29/05/2017, per la cassazione della sentenza n. 7140 del 28/11/2016 della Corte di appello di Roma, di rigetto – con condanna alle spese ed altresì al pagamento di Euro 500 ai sensi dell’art. 96 c.p.c., comma 3 – del suo appello principale avverso i capi della sentenza resa dal tribunale capitolino, di accertamento del credito verso i terzi Banca Monte dei Paschi di Siena spa e Banca Nazionale del Lavoro spa in capo all’originario debitore esecutato Comune di Roma: appello principale con cui egli si era lamentato dell’insufficienza della liquidazione delle spese di lite a carico della Banca Monte dei Paschi di Siena, di altre violazioni in tema di liquidazione delle spese di lite, nonchè dell’illegittimità del rigetto della domanda ex art. 96 c.p.c. da lui dispiegata;
b) “violazione, errata e/o falsa applicazione del D.M. n. 140 del 2012, art. 1, c.d. D.M. n. parametri 2012 in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3”;
– il primo motivo viola l’art. 366 c.p.c., n. 6, poichè in ricorso manca qualunque idonea localizzazione in questo giudizio di legittimità dell’atto che la nota avrebbe contenuto e prodotto, con conseguente impossibilità dello scrutinio per l’assenza di indicazioni ni sul valore della causa rende pure impossibile lo scrutinio; del resto, la stessa pretesa di applicazione del regime del D.M. n. 27 del 2004, sarebbe stata infondata alla luce di Cass. Sez. U. 12/10/2012, n. 17405 (a mente della quale, in tema di spese processuali, agli effetti del D.M. 20 luglio 2012, n. 140, art. 41, il quale ha dato attuazione al D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, art. 9, comma 2, convertito in L. 24 marzo 2012, n. 27, i nuovi parametri, cui devono essere commisurati i compensi dei professionisti in luogo delle abrogate tariffe professionali, sono da applicare ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso spettante ad un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorchè tale prestazione abbia avuto inizio e si sia in parte svolta quando ancora erano in vigore le tariffe abrogate, evocando l’accezione omnicomprensiva di “compenso” la nozione di un corrispettivo unitario per l’opera complessivamente prestata), ricavandosi dalla motivazione della sentenza che essa ha ritenuto congrua l’applicazione della tariffa del 2012;

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 96
 art. 1
 Cass. Sez. 
 art. 41
 art. 9
 sentenza