Source: http://www.iussit.com/permesso-soggiorno-convivente-straniero-cittadino-italiano/
Timestamp: 2018-08-18 02:35:07+00:00

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Permesso di soggiorno a convivente straniero di cittadino italiano - Iussit.com
Consiglio di Stato, sentenza del 31 ottobre 2017
Permesso di soggiorno a convivente straniero di cittadino italiano – Permesso di soggiorno per motivi familiari ai sensi dell’art. 30, comma 1, lett. b), del d. lgs. n. 286 del 1998 – Unioni civili e di fatto -Verifica di una stabile relazione di convivenza – necessità
“La circostanza che l’attuale legislazione in materia di permessi di soggiorno non sia stata ancora adeguata o comunque ben coordinata, sul punto, alle riforme introdotte dalla l. n. 76 del 2016 sulle unioni civili e di fatto, consentendo il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari, di cui all’art. 30, comma 1, lett. b), del d. lgs. n. 286 del 1998, anche al convivente straniero di cittadino italiano, purché ne ricorrano le condizioni, formali e sostanziali, ora previste dalla stessa l. n. 76 del 2016 (e, in particolare, dall’art. 1, commi 36 e 37), non osta all’applicazione mediata, anche in via analogica, degli istituti previsti dalla legislazione in materia di immigrazione per le unioni matrimoniali e, quindi, dello stesso art. 30, e ciò per la forza, essa immediata, di principî costituzionali ed europei, la cui cogenza prescinde dalla normativa sopravvenuta della medesima l. n. 76 del 2016 e dalle conseguenti disposizioni di attuazione e/o coordinamento.”
1.L’odierna appellante, Aaaa Bbbb Cccc, ha impugnato avanti al T.A.R. per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, il decreto emesso nei suoi confronti dal Questore della Provincia di Brescia, che ha respinto la domanda volta ad ottenere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato a cagione della mancanza di un reddito minimo idoneo al suo sostentamento sul territorio nazionale.
2.Il T.A.R. per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, con la sentenza n. (…) del … settembre 2016, all’esito dell’istruttoria disposta sul rapporto di lavoro dichiarato e sulla sufficienza dei redditi percepiti, ha respinto il ricorso e ha condannato la ricorrente alla rifusione delle spese di lite nei confronti dell’Amministrazione.
2.3. Con l’ordinanza n. … del … giugno 2017 la Sezione, in considerazione del grave pregiudizio che la ricorrente avrebbe potuto subire per la prevedibile espulsione nelle more del giudizio, ha sospeso l’esecutività della sentenza impugnata.
2.4. Infine, nella pubblica udienza del … ottobre 2017, il Collegio, sentiti i difensori delle parti, ha trattenuto la causa in decisione.
3.L’appello è fondato e deve essere accolto.
4.Il primo giudice, all’esito dell’attività istruttoria disposta, ha ritenuto che la ricorrente non avesse adeguatamente comprovato i «contorni fattuali afferenti all’impiego in corso», apparsi come «nebulosi», né l’ammontare dei redditi effettivamente percepiti (p. 4 della sentenza impugnata).
4.1. Ora, sebbene tale rilievo sia corretto per aver ammesso la stessa appellante di avere messo «in piedi formalmente una assunzione e un rapporto di collaborazione domestica, in quanto questo era l’unico modo per la Sig.ra Aaaa Bbbb Cccc di poter ottenere un permesso di soggiorno» (p. 3 del ricorso), deve il Collegio tuttavia rilevare che la ricorrente aveva già allegato, in sede procedimentale, e dimostrato, in sede giudiziale, di essere partner convivente di Xxx Xxxx e di coabitare con lui e con i due figli avuti da precedente unione nella medesima abitazione di Brescia.
5.In conclusione, per i motivi esposti, l’appello deve essere accolto, sicché, in integrale riforma della sentenza impugnata, va annullato il decreto emesso il 29 dicembre 2015 dal Questore della Provincia di Brescia nei confronti dell’odierna appellante, con l’obbligo, per l’Amministrazione, di rivalutare la domanda dell’interessata secondo i principi sopra enunciati, previa verifica di una stabile relazione di convivenza, ai sensi della legislazione vigente, con Xxx Xxxx.
6.Le spese del doppio grado del giudizio, attesa la novità dei principî qui affermati di cui non constano a questo Collegio precedenti noti, possono essere interamente compensate tra le parti.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello, come proposto da Aaaa Bbbb Cccc, lo accoglie e per l’effetto, in integrale riforma della sentenza impugnata, annulla il decreto (…) emesso il … dicembre 2015 dal Questore della Provincia di Brescia nei confronti della stessa.
permesso di soggiorno, stranieri, unioni civili

References: sentenza 
 art. 30
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