Source: https://www.slideshare.net/mrccavalli/cassazione-civile-14-novembre-2012-n-19939
Timestamp: 2018-05-20 10:39:54+00:00

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Condominio - pluralità di edifici, cose e servizi comuni, unica organizzazione, supercondominio, sussistenza.
La Suprema Corte, con sent. n. 19939 del 14.11.2012, ribadisce il concetto di supercondominio e afferma che: "[...] Ai fini della costituzione di un supercondominio, non è necessaria né la manifestazione di volontà dell'originario costruttore, né quella di tutti i proprietari delle unità immobiliari di ciascun condominio, essendo sufficiente come si è detto che i singoli edifici, abbiano, materialmente, in comune alcuni impianti o servizi, ricompresi nell'ambito di applicazione dell'art. 1117 cod. civ..
b) che al supercondominio si applicano, in toto, le norme sul condominio, anziché quella sulla comunione, in particolare: 1) supercondominio: 1) si applicano le disposizioni dettate dall'art. 1 1136 c.c. in tema di convocazione, costituzione e formazione e calcolo della maggiorante (Cass. 7286/06), fermo restando che - come ritiene la dottrina prevalente e la giurisprudenza anche di questa Corte - all'assemblea del supercondominio hanno diritto di partecipare (e quindi soggetti legittimati sono) tutti i singoli condomini sempre che l'eventuale regolamento non disponga diversamente. [...]
1. https://www.facebook.com/FocusLegaleCassazione civile sezione II sentenza 14 novembre 2012 n 19939La seconda sezione civilePresidente Rovelli – estensore Scalisi Svolgimento del processoI coniugi B.M. e M.T. con atto di citazione del 9 novembre 2000 convenivano in giudizio,davanti al Tribunale di Milano, il Condominio di via ... per l’annullamento di due deliberecondominiali assunte in data 10 ottobre 2000 e relative rispettivamente allapprovazione delconsuntivo 1.7.1999/30.6.2000 e del preventivo 1.7.2000/30.6.2001 per mancato rispetto deititoli di proprietà e comproprietà dei votanti e del rogito di acquisto della loro proprietà, percontrasto con il regolamento condominiale e con gli artt. 1117 e 1123 cc. per illegittimiaddebiti di spese relative ai balconi, nonostante sul balcone attoreo non fosse stato eseguitoalcun lavoro.Gli attori chiedevano, altresì, che in ordine al preventivo/consuntivo impugnato e ai futurivenisse disposto la presentazione separata per le parti comuni e per i singoli fabbricati conaddebito delle spese soltanto dei fabbricati di competenza.Si costituiva il Condominio di via (omissis) , contestando la fondatezza delle domandeattoree ed in particolare rilevava che nella specie non si trattava di super condominio, ma diun unico condominio composto da tre fabbricati separati e che il riparto delle spese eraavvenuto in conformità alla legge e al regolamento condominiale.Il Tribunale di Milano con sentenza n. 231 del 2004: a) dava atto che la proposizione in corsodi causa di motivi di impugnazione della delibera condominiali diversi da quellioriginariamente dedotti costituiva domanda nuova determinativa di una mutatio libelli equindi inammissibile, b) riteneva che le delibere di cui si dice avevano correttamenteinterpretato i riferimenti contenuti nel regolamento condominiale, che il Condominio (omissis)integrava gli estremi di un condominio unico composto da tre fabbricati e, non invece, unsupercondominio; c) corretto era laddebito agli attori della spesa di L. 198.000 per la quotaparte del costo del ponteggio installato per i lavori ai balconi; rigettava, pertanto, la domandadegli attori condannandoli alle spese giudiziali.Avverso tale sentenza, proponevano appello i coniugi B. e M. per diversi motivi.Essenzialmente gli attori appellanti insistevano nel sostenere che il Condominio (omissis)integrava gli estremi di un supercondominio formato da tre edifici separati rispetto ai qualicoesistevano comproprietà comuni a tutti i fabbricati e proprietà comuni a singoli fabbricati e,pertanto, al fabbricato dei ricorrenti non potevano essere addebitati costi di manutenzioneinerenti agli altri due fabbricati, b) Deducevano che 1) era inammissibile ed illecito sommaretra di loro i millesimi in cui era suddivisa la comproprietà di fabbricati diversi ed i relativi voticome era avvenuto nella deliberazione impugnata. 2) che la somma di L. 198.000 nondoveva essere addebitata agli attori appellanti perché il proprio balcone non necessitava dialcun intervento;3) che neppure il ponteggio installato aveva riguardato lintera facciata.Si costituiva il Condominio di via (omissis) per chiedere il rigetto dellappello perché fondatosu motivi infondati e su motivi di impugnazione delle delibere nuovi ed inammissibili.La Corte di Appello di Milano con sentenza n. 1637 del 2006 rigettava lappello confermandola sentenza impugnata e condannava gli appellanti alla rifusione delle spese giudizialirelative al grado di giudizio. Essenzialmente la Corte milanese: a) ha ritenuto corretta ladecisione del Tribunale in merito allinammissibilità dei motivi che erano stati introdotti nelcorso di causa e dichiarava inammissibili anche quei motivi che gli appellanti avevanointrodotto con latto di appello e con gli atti successivi. b) ha riconfermato lesclusione che ilCondominio di cui si dice integrasse gli estremi di un super condominio.La cassazione di questa sentenza è stata chiesta dai coniugi B.M. e M.T. con ricorso affidatoa cinque motivi, illustrati con memoria.
2. https://www.facebook.com/FocusLegaleIl Condominio di via (omissis) ha resistito con controricorso.Motivi della decisione1. Con il primo motivo i coniugi B. e M. lamentano lomessa, insufficiente, contraddittoriamotivazione circa un fatto controverso decisivo per il giudizio, nonché la violazione dellanormativa in tema di supercondominio e impugnazione della delibera di assemblea del 10ottobre 2000. Secondo i ricorrenti avrebbe errato la Corte milanese nellavere escluso che ilCondominio di via (OMISSIS) fosse un Supercondominio dellex IACP di Milano formato datre condomini separati e singolarmente accatastati denominati Fabbricato 6, Fabbricato 5 eFabbricato 4 perché di fatto i tre fabbricati sono separati e autonomi considerato che soloalcune parti (cortile con le aiuole, il marciapiede e la strada interna nonché i locali diportineria) sono comuni a tutti i fabbricati, e la partecipazione a queste parti comuni èassegnata quale quota di millesimi a ciascun fabbricato (non invece alle singole unitàimmobiliari facenti parti dei singoli Edifici), mentre ciascun fabbricato è titolare di proprie particomuni con millesimi di comproprietà assegnati dal rogito ad ogni unità immobiliare facenteparte del singolo edificio. E di più, il regolamento condominiale in ogni suo capitolo individuail fabbricato/edificio come condominio fin dal titolo del Capitolo 1 art. 3 "Parti delledificio diproprietà comune dei condomini”.L’identificazione di un Supercondominio avrebbe dovuto comportare-sempre secondo iricorrenti, che nelle delibere assembleari venissero considerate ai fini delle partecipazioni delvoto, del calcolo delle maggioranze e della ripartizione delle spese separatamente le tabellemillesimali di ogni singolo fabbricato. Nel caso di specie, invece, lamministratore, purconsapevole dellesistenza di un Supercondominio, avrebbe convocato ununica assembleacondominiale ponendo allesame materie attinenti ai singoli fabbricati.Epperò, scrivono i ricorrenti non avrebbe dovuto esistere il diritto di partecipare allassemblearelativamente alle cose, ai servizi e agli impianti da parte di coloro che non ne hanno latitolarità.1.1. Il motivo è fondato.Va qui precisato:a) che per supercondominio sintende la fattispecie legale che si riferisce ad una pluralità diedifici, costituiti o meno in distinti condomini, ma compresi in una più ampia organizzazionecondominiale, legati tra loro dallesistenza di talune cose, impianti e servizi comuni (quali ilviale daccesso, le zone verdi, limpianto di illuminazione, la guardiola del portiere, il serviziodi portierato, eccetera) in rapporto di accessorietà con fabbricati. Ai fini della costituzione diun supercondominio, non è necessaria né la manifestazione di volontà delloriginariocostruttore, né quella di tutti i proprietari delle unità immobiliari di ciascun condominio,essendo sufficiente come si è detto che i singoli edifici, abbiano, materialmente, in comunealcuni impianti o servizi, ricompresi nellambito di applicazione dellart. 1117 cod. civ..b) che al supercondominio si applicano, in toto, le norme sul condominio, anziché quellasulla comunione, in particolare: 1) supercondominio: 1) si applicano le disposizioni dettatedallart. 1 1136 c.c. in tema di convocazione, costituzione e formazione e calcolo dellamaggiorante (Cass. 7286/06), fermo restando che - come ritiene la dottrina prevalente e lagiurisprudenza anche di questa Corte - allassemblea del supercondominio hanno diritto dipartecipare (e quindi soggetti legittimati sono) tutti i singoli condomini sempre che leventualeregolamento non disponga diversamente.2) Le delibere dellassemblea generale del supercondominio hanno efficacia diretta edimmediata nei confronti dei singoli condomini degli edifici che ne fanno parte, senzanecessità di passare attraverso le delibere di ciascuna assemblea condominiale (Cass.15476/01). In particolare, laddove esiste un supercondominio, devono esistere due tabellemillesimali: a) La prima riguarda i millesimi supercondominiali, e stabilisce la spartizione dellaspesa non tra i singoli condomini, ma tra gli edifici che costituiscono il complesso.Per esempio, 400 millesimi alledificio A, 320 alledificio B e 280 alledificio.C. La seconda tabella è quella normale interna ad ogni edificio. Una volta stabilito chealledificio A tocca il 40% della spesa, questo 40% sarà suddiviso tra i suoi condomini in
3. https://www.facebook.com/FocusLegaleproporzione alla tabella millesimale interna a quel particolare edificio condominiale.3) Lesistenza del supercondominio, costituendosi, questo, "ipso iure et facto" può essereescluso o dal titolo o dal Regolamento condominiale.1.2. Ora, alla luce di questi principi emerge con chiarezza che la situazione immobiliareoggetto della presente causa, costituita da tre separati e autonomi edifici e aventi in comunealcuni impianti e servizi, salvo che diversamente risulti dal titolo sia riconducibile alla figuradel supercondominio. Né tale identità è stata esclusa dal titolo o dal Regolamentocondominiale né da una valida deliberazione assembleare. Insufficienti in tal senso sono idati che la Corte milanese ha posto a fondamento dellesclusione del Supercondominioperché generici e, comunque, parziali. A ben vedere, non integrano gli estremi di una volontàdei proprietari dei singoli appartamenti dei singoli edifici di escludere il Supercondominio: a)le indicazioni che provengono dalla prima assemblea che dichiarava di costituire ilCondominio, b) la titolazione che si ritrova nel Regolamento condominiale: Regolamento dicondominio di via (omissis) , perché entrambi queste indicazioni possono coesistere conlesistenza del Supercondominio. Piuttosto, costituendosi il supercondominio "ipso iure etfacto" era necessario che il Regolamento cui fanno riferimento la Corte milanese e i ricorrenticontenesse unesplicita esclusione, che nel caso concreto non è esplicitato.Pertanto, la Corte milanese ha mancato di tener conto della situazione di fatto, così comeveniva rappresentata e, cioè, quella di tre fabbricati autonomi, aventi in comune alcuni beni eservizi e, di trarre le dovute conseguenze, anche sul piano del diritto da applicare, in ordinealla validità dellassemblea e alla partecipazione degli aventi diritto, nonché in ordine alcalcolo delle maggioranze e della ripartizione delle spese, tenendo presente che le materierelative ai singoli fabbricati non avrebbero potuto e dovuto essere trattati dallassemblea delsupercondominio ove si registra la partecipazione anche dei proprietari degli altri edifici.2. Con laccoglimento del primo motivo di ricorso rimangono assorbiti gli altri e cioè:a) il secondo motivo con il quale i ricorrenti hanno denunciato la nullità della sentenza disecondo grado per carente e/o omessa motivazione in punto di emendatio libelli. Secondo iricorrenti la Corte milanese non avrebbe correttamente applicato la normativa di cui agli artt.1453, 1460 e 1223 cod. civ. in tema di prestazioni corrispettive e, conseguentemente,avrebbe violato il principio secondo cui in materia condominiale i singoli condomini pagano lespese condominiali, solo se effettivamente sostenute a proprio favore. Nel caso in esame,specificano i ricorrenti, limporto di L. 198.000 non era dovuto dagli stessi perché limpresa,cui era stato affidato lincarico di controllare i singoli balconi e di procedere alla necessariamanutenzione se necessaria, non aveva svolto alcuna manutenzione a carico dei balconi dipertinenza degli stessi attuali ricorrenti, né aveva eseguito un preventivo controllo.b) il terzo motivo con il quale i ricorrenti hanno lamentato lomessa e contraddittoriamotivazione su un fatto controverso decisivo per il giudizio.Avrebbe errato la Corte milanese, secondo i ricorrenti, nellaver confermato la sentenza diprimo grado laddove aveva accertato che gli attori (attuali ricorrenti) in corso di causaavevano introdotto nuovi motivi di impugnazione della delibera condominiale diversi da quellioriginariamente dedotti, determinando una mutatio libelli, perché tale conferma non sarebbesufficientemente, o addirittura non sarebbe, motivata. Piuttosto, ritengono i ricorrenti avrebbeerrato il Tribunale e, successivamente (confermando la sentenza di primo grado sul punto) laCorte di appello, nel non aver inteso che gli attori non avevano proposto motivi nuovi diimpugnazione delle delibere ma avevano proposto argomentazioni difensive nuove percontrastare le eccezioni del convenuto.c) il quarto motivo - erroneamente indicato come terzo - con il quale i ricorrenti hannolamentato lomessa contraddittoria motivazione su un fatto controverso decisivo del giudizio.Secondo i ricorrenti la Corte milanese, nellidentificare la quota di partecipazione alle spesecondominiali degli attuali ricorrenti, originari attori, non avrebbe tenuto conto che allinternodel complesso di via (OMISSIS) coesistono tre diversi diritti reali di comproprietà, proprio invirtù del contratto di acquisto e delle tabelle millesimali successivamente approvate per unerrore riguardante il Fabbricato.4. In particolare, specificano i ricorrenti, a) nel singolo edificio/Fabbricato 6 di 1000/1000 n.
4. https://www.facebook.com/FocusLegale28,56 millesimi sono di comproprietà di B. - M. ; b) al fabbricato 6 competono, poi, n. 335,80millesimi delle parti libere e comuni e dei locali di portineria da rapportarsi ai 28,56 millesimidi B. - M. .Epperò, la Corte avrebbe ritenuto legittima la suddivisione delle spese riportate nelconsuntivo 1999/2000 fra tutti e tre i fabbricati nonostante alcuni capitoli di spesariguardassero singoli fabbricati.d) il quinto motivo con il quale i ricorrenti hanno lamentato la violazione e falsa applicazionedi norme di diritto, violazione del diritto del condominio a prendere visione primadellassemblea e successivamente della documentazione relativa alla gestionecondominiale. Secondo i ricorrenti la sentenza di primo grado non avrebbe tenuto contodellatteggiamento assunto dal Condominio considerato che, come aveva documentato,nonostante le esplicite e formali richieste avanzate dagli originari attori, ora ricorrenti,allamministratore, di esaminare tutta la documentazione del consuntivo ora impugnato,aveva ricevuto categorici rifiuti.In definitiva, va accolto il prima motivo del ricorso, e dichiarati assorbiti gli altri, la sentenzaimpugnata va cassata, e la causa va rinviata ad altra sezione della Corte di appello di Milanoanche per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di cassazione. P.Q.M.La Corte accoglie il primo motivo del ricorso e dichiara assorbiti gli altri, cassa la sentenzaimpugnata e rinvia la causa, anche per il regolamento delle spese del presente giudizio, adaltra sezione della Corte di Appello di Milano.

References: sentenza 

Cass. 

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 art. 3
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