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Relazione Revisori Dissesto Finanziario | Cefalùsportevents
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Comune di Cefalu’
Relazione dell’organo di revisione ai sensi
dell’art. 246 del Tuel
DOTT.ANTONINO SCIACCHITANO
DOTT.SSA MARIA CUCCO
DOTT. LEONARDO RUSSO
Premessa……………………………………………………………………………...…...pag 3
INDAGINI - ATTIVITA’ ISPETTIVE – RILEVI DELLA CORTE DEI CONTI-
RILIEVI DEL COLLEGIO……………………………………………………..…………….…….6
ISPEZIONE DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE..……..……6
INDAGINE DELL’ASSESSORATO REGIONALE DELLE AUTONOMIE
LOCALI E DELLA FINANZA PUBBLICA – SERVIZIO ISPETTIVO…………..….…7
DELIBERAZIONE N. 202/2012 DELLA CORTE DEI CONTI SEZIONE
CONTROLLO REGIONE SICILIANA…………………………………….………………8
DELIBERAZIONE N. 243/2012 DELLA CORTE DEI CONTI SEZIONE
CONTROLLO REGIONE SICILIANA ……………………………..………………....…9
DELIBERAZIONE N. 1/2013 DELLA CORTE DEI CONTI SEZIONE
CONTROLLO REGIONE SICILIANA……………………………….……..…….......…10
RILIEVI DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI………….…...………........…10
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE ……….….........................................…...….11
ANALISI DEI DATI DI BILANCIO…..........….........................................….…........…....…12
ESERCIZIO 1999 ……………………………………………………..……………….………12
ESERCIZIO 2000 ……………………………………………………..………………….……16
ESERCIZIO 2001 ……………………………………………………..……………….…...…19
ESERCIZIO 2002 ……………………………………………………..……………….………23
ESERCIZIO 2003 ……………………………………………………..……………….………26
ESERCIZIO 2004 ……………………………………………………..……………….………30
ESERCIZIO 2005 ……………………………………………………..……………….………33
ESERCIZIO 2006 ……………………………………………………..……………….………37
ESERCIZIO 2007 ……………………………………………………..……………….………40
ESERCIZIO 2008 ……………………………………………………..……………….………44
ESERCIZIO 2009 ……………………………………………………..………………….……47
ESERCIZIO 2010 ……………………………………………………..………………….……51
ESERCIZIO 2011 ……………………………………………………..………………….……54
ESERCIZIO 2012 ……………………………………………………..………………….……57
ESERCIZIO 2013 ……………………………………………………..………………….……60
ANALISI DELLA SPESA CORRENTE..........…................................................................63
ANTICIPAZIONE DI TESORERIA .....…...........................................................................67
DEBITI FUORI BILANCIO ......…......................................................................................69
CONCLUSIONI .................................................................................................................69
L’articolo 246 del Tuel rubricato “Deliberazione di dissesto” prevede al comma 1 che <<la deliberazione recante la formale ed esplicita dichiarazione di dissesto finanziario è adottata dal consiglio dell'ente locale nelle ipotesi di cui all'articolo 244 e valuta le cause che hanno determinato il dissesto. La deliberazione dello stato di dissesto non e' revocabile. Alla stessa è allegata una dettagliata relazione dell'organo di revisione economico finanziario che analizza le cause che hanno provocato il dissesto>>.
Con delibera n. 284 del 17/12/2014 con oggetto “Programmazione finanziaria – Avvio della procedura di dissesto finanziario dell’ente ai sensi dell’art. 244 del D. LGS. N. 267/2000. Atto di Indirizzo” la Giunta Comunale ha preso atto che esistono le condizioni per dichiarare il dissesto. Nella stessa delibera sono stati richiamati una serie di atti che analizzano l’andamento della gestione negli esercizi 2012/2014.
Come premessa alla presente relazione pare opportuno riportare schematicamente quanto evidenziato nell’atto deliberativo citato, che sinteticamente esamina alcune cause, che a parere dell’Organo Esecutivo, hanno causato le condizioni per la dichiarazione del dissesto finanziario:
Il Comune di Cefalù è stato più volte destinatario di deliberazioni adottate dalla Corte dei conti – Sezione di controllo per la Sicilia – ex art. 1, commi 166 e ss., della legge n. 266/2005 e s. m. i., con le quali sono state evidenziate gravi irregolarità contabili e gestionali;
Con deliberazione n. 1/2013/INPR, all’esito del procedimento previsto dall’art. 6, comma 2 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, veniva accertata nei confronti dell’Ente la sussistenza delle condizioni per la dichiarazione del dissesto finanziario di cui all’art. 244 del TUEL; tale deliberazione faceva seguito a quelle nn. 202/2012 e n. 243/2012, con le quali la sezione, in sede di esame della relazione – questionario sul rendiconto 2010, riscontrava gravi irregolarità contabili e gestionali ed analizzava le misure correttive adottate dall’Ente;
Le gravi irregolarità contabili su cui si è basata la valutazione della sussistenza delle condizioni per la dichiarazione di dissesto sono le seguenti:
presenza di rilevanti e reiterati squilibri nella gestione di competenza, per la parte corrente, che hanno costretto l’Ente a fare continuo ricorso negli anni ad entrate straordinarie per finanziare le proprie spese correnti con riflessi negativi sulla disponibilità di cassa;
scarsa capacità di riscossione delle entrate correnti, con particolare riferimento ai titoli I e III;
mantenimento nel conto di bilancio di residui attivi insussistenti o di dubbia esigibilità risalenti nel tempo per un rilevante ammontare (in parte eliminati per effetto delle recenti procedure di riaccertamento) che, per essere stati destinati nel corso dei passati esercizi a finanziare spese reali, hanno contribuito a determinare la crisi di liquidità dell’Ente;
significativo squilibrio nella gestione per cassa dei residui che, nell’ultimo triennio, ha fatto registrare un tasso di smaltimento dei residui passivi decisamente superiore al tasso di realizzazione dei residui attivi con inevitabili conseguenze negative sulla disponibilità di cassa;
gravissima crisi di liquidità che ha portato l’Ente a fare ininterrottamente ricorso, già a partire dall’esercizio 2004, all’anticipazione di tesoreria destinata a rimanere inestinta a fine esercizio per un importo medio, riferito agli ultimi cinque esercizi finanziari, di oltre due milioni e mezzo di euro;
presenza di debiti fuori bilancio da riconoscere per rilevante ammontare di euro 12.332.244,04, somma verosimilmente destinata ad aumentare per effetto della maturazione di interessi ed oneri accessori;
presenza di impegni già liquidati ed in attesa di pagamento per oltre 1 milione e mezzo di euro;
elevato ammontare dei residui passivi del titolo I provenienti dalla gestione di competenza che negli ultimi 5 esercizi finanziari ha sempre fatto registrare un valore medio superiore ai nove milioni di euro a riscontro della difficoltà dell’ente a provvedere tempestivamente al pagamento delle spese impegnate nell’esercizio;
presenza di reiterate esecuzioni forzate sul patrimonio comunale per un importo, riferito all’ultimo triennio, di euro 668.160,85 (151.253,29 nel 2001) ad ulteriore riscontro dell’incapacità dell’ente di provvedere al pagamento dei propri debiti nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge;
presenza di passività potenziali costituite dalle somme che l’ente potrebbe essere costretto a definizione dei numerosi contenziosi in atto, per far fronte ai quali non risulta essere stata accantonata alcuna somma nel bilancio di previsione;
condizione di ente strutturalmente deficitario riscontrata anche per l’esercizio 2011 per effetto del superamento di 6 dei 10 parametri previsti dal Decreto Ministreriale 24 settembre 2009 a conferma della sussistenza dello stato di dissesto dell’Ente ed in particolare della sua condizione di insolvenza;
Al fine di porre efficacemente rimedio alla situazione problematica, l’Amministrazione comunale ha avviato la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. La formalizzazione di tale decisione è avvenuta con Delibera di Consiglio Comunale n. 114 del 15.12.2012, ritualmente comunicata alla Corte dei conti – Sezione di controllo per la Sicilia – e al Ministero dell’Interno con nota prot. n. 31734 del 17 dicembre 2012. Con successiva Deliberazione Consiliare n.11 del 12 febbraio 2013, l’ente ha deliberato un piano di riequilibrio finanziario pluriennale di durata novennale ai sensi dell’art. 243 bis, comma 5, del TUEL, anch’esso trasmesso (nota prot.n5452 del 21 febbraio 2013) alla Corte dei conti – Sezione di controllo per la Sicilia – e al Ministero dell’Interno;
Il Comune di Cefalù, con nota prot. 10715 del 2 maggio 2014 ha relazionato alla Corte circa le criticità rilevate, facendo presente, tra l’altro che: “ Il bilancio di previsione dell’esercizio 2013 è coerente con il piano di riequilibrio, superandone per certi versi le aspettative e contenendo ulteriormente i costi. La gestione del bilancio sia nel 2013 che nell’esercizio in corso è stata improntata al rispetto delle previsioni di piano, utilizzando tutte le risorse proprie disponibili per l’estinzione dei debiti. Ciò che ha impedito all’Ente durante l’esercizio 2013 di estinguere i debiti preventivati è stata proprio la mancata approvazione durante lo stesso esercizio del piano di riequilibrio, infatti le iniziative relative alla dismissione del patrimonio disponibile e l’accensione dei mutui risultano fortemente influenzate da tale accadimento, trattandosi di attività che prevedono la diminuzione del patrimonio e/o l’attivazione di un prestito fruttifero, attività ambedue che risulterebbero imprudenti nella presente fase, oltre che impossibili, relativamente all’assunzione del mutuo. Infine il lungo tempo trascorso sino ad oggi in assenza del piano di riequilibrio ha fatto si che alcuni creditori lamentando il mancato pagamento delle rate scadute, manifestassero l’intenzione di ritenere risolto l’accordo di rateizzazione. Per tale ragione l’Amministrazione, al fine di poter contare con certezza su accordi di rateizzazione ha formalmente richiesto ai creditori l’espressa revoca dell’intenzione di voler ritenere risolta la convenzione di rateizzazione, assegnando il termine di giorni cinque. Le note trasmesse sono le seguenti: Prot. n. 9976 del 23.04.2014 indirizzata a Sorgenti Presidiana s.r.l., prot. n. 9954 del 23.04.2014 indirizzata ad avv. Restivo per conto degli eredi Bongi, prot. 9953 del 23.04.2014 indirizzata all’avv. Restivo per conto della ditta Forti Giovanni e Giovanna e avv. Cuva, prot. n. 9977 del 23.04.2014 indirizzata all’avv. Pasqualino Di Marco. Ad oggi solo la ditta Pasqualino Di Marco ha risposto confermando la volontà di mantenere fermi gli accordi siglati con il Comune”;
La Corte dei Conti, Sezione di controllo per la Regione Sicilia, nella citata Deliberazione n. 69 dell’08 maggio 2014, nell’approvare il Piano di Riequilibrio presentato dal Comune di Cefalù evidenziava come “le misure proposte dal Piano e le risorse individuate appaiono sufficienti a coprire le passività rilevate e ad assicurare il graduale riequilibrio strutturale del bilancio” e, tra le misure indicate nel paragrafo 7.2 della Delibera evidenziava che: “ L’Ente ha già contattato i creditori per addivenire alla rateizzazione dei pagamenti dopo l’eventuale approvazione del Piano”.;
Alla data odierna, il bilancio di previsione e pluriennale 2014/2016 non è stato ancora approvato a causa dei debiti fuori bilancio derivanti dai decreti ingiuntivi non inclusi nel Piano di riequilibrio e dalle sentenze non incluse nel medesimo Piano;
Il 5/11/2014 il Sindaco del Comune di Cefalù con prot. n. 661 ha trasmesso una nota con la quale si relaziona circa l’aggravarsi della situazione finanziaria dell’Ente, che pone in grave difficoltà il rispetto degli obiettivi del Piano di riequilibrio pluriennale, e si evidenzia che:
- In data 1° agosto 2014, la società “Sorgenti Presidiana” ha notificato al comune di Cefalù copia del lodo arbitrale del 31.05.2013, pari ad euro 2.604.688,10 munito di formula esecutiva. Successivamente la medesima società ha ritenuto di instaurare il giudizio di ottemperanza innanzi il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo di un lodo arbitrale del 2009, pari ad euro 1.000.000,00 circa giudicando risolta la convenzione di rateizzazione che era stata inserita nel Piano di riequilibrio pluriennale;
- Con l’approvazione del Piano di Riequilibrio, da parte della Corte dei Conti, è caduto il divieto di intraprendere azioni esecutive nei confronti dell’Ente, ai sensi dell’art. 243 quater, comma 5 del D.Lgs 267/2000. A seguito di ciò sono stati notificati al Comune e messi in esecuzione decreti ingiuntivi e titoli esecutivi non inclusi nel Piano.
Il presente Collegio, nella nota del 12.11.2014, prot. n. 27064 ha ritenuto opportuno invitare l’Ente a convocare un’apposita seduta del Consiglio Comunale nella quale dibattere ed, eventualmente, determinarsi circa la possibilità di rimodulazione del piano di riequilibrio. Il Consiglio Comunale riunitosi, in sessione straordinaria, in data 20.12.2014 ha votato una pregiudiziale con la quale escludeva in fatto e in diritto di potersi determinare;
Il 18 novembre 2014 il responsabile del settore economico – finanziario con nota n. 388, effettua una analisi sulla possibilità dell’Ente di rimodulare il Piano di riequilibrio e conclude dicendo: “Si rileva, pertanto, che l’elenco dei debiti fuori bilancio derivanti da Decreti ingiuntivi non inclusi nel Piano di riequilibrio, pari ad un importo di euro 778.310,73 (aggiornato alla data dal 23.10.2014), nonché l’elenco dei debiti fuori bilancio derivante da sentenze non incluse nel Piano di riequilibrio (aggiornato al 23.10.2014), pari ad un importo di euro 4.018.482,78 (aggiornato al 23.10.2014) per come allegati alla nota del Sindaco di Cefalù, prot. n. 661 del 05.11.2014, è, di per sé, sufficiente a constatare che, ove per tali debiti non sia possibile bloccare le azioni esecutive nei confronti dell’ente, diviene del tutto insostenibile coprire tali importi dovendo, in questo caso, inserire questa somma nel bilancio dell’esercizio 2015, e che in tal caso non si può garantire uno dei principi fondamentali del bilancio di previsione che è quello del pareggio tra entrate e spese. Pur provvedendo ad aumentare le residue entrate tributarie, proponendo al consiglio comunale l’approvazione della variazione delle aliquote per l’anno 2015, comunque non si potrebbe garantire il pareggio di bilancio, anche perché nell’ambito di una revisione complessiva del piano di riequilibrio non si può solo tenere conto delle passività sopravvenute dopo l’approvazione del piano ma si deve valutare lo stesso nella sua complessità, valutando la congruità di tutte le misure inserite sia come entrate che come riduzioni di spesa che garantivano in previsione l’equilibrio pluriennale. Del pari, in presenza di tali azioni esecutive, si ritiene contabilmente impossibile procedere alla rimodulazione del Piano di Riequilibrio Pluriennale nel rispetto di quanto previsto dall’art. 243 bis del D.lgs. n.267/2000, introdotto dall'art. 3, comma 1, lettera r), legge n. 213 del 2012, inserendo già tale somma tra gli oneri straordinari che dovrebbero trovare copertura nell’esercizio 2015, e dovendosi inoltre garantire il reperimento di tutte le risorse necessarie alla rimodulazione complessiva del piano stesso. Lo scrivente, a seguito delle deliberazioni assunte dal civico consesso, sulla rimodulazione del Piano, assumerà tutte le proprie ed autonome determinazioni di competenza”;
In data 02.12.2014 con prot. n.29040 questo Collegio trasmesso il primo monitoraggio semestrale del Piano di riequilibrio pluriennale, ai sensi dell’art. 243 quater, comma 6 del D.LGS n. 267/2000, in virtù del quale si conclude che: “sebbene i dati del monitoraggio semestrale siano confortanti e suscettibili di una favorevole previsione alla fine della prima annualità (86% circa dell’intervento annuale), i fatti intervenuti, meglio narrati negli allegati alla presente, sono tali da inficiare le previsioni del piano approvato e il raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali del piano medesimo”;
Il parere del presente collegio con il quale in data 11.12.2014, alla luce della impossibilità di rimodulare il Piano di riequilibrio pluriennale, approvato dalla Corte dei Conti, sez. di Controllo per la Regione Siciliana, con Delibera n. 69 dell’08 .05.2014, si esprime parere non favorevole alla proposta di bilancio di previsione e pluriennale 2014/2016 e suoi documenti allegati. “
Dopo quanto premesso il Collegio ritiene procedere ad un’analisi delle indagini ispettive e delle decisioni della Corte dei Conti dalle quali si rilevavano molteplici criticità in merito alla gestione delle risorse finanziarie dell’Ente e che risalgono all’esercizio 1999.
INDAGINI - ATTIVITA’ ISPETTIVE – RILEVI DELLA CORTE DEI CONTI-RILIEVI DEL COLLEGIO
Ispezione del Ministero dell’Economia e delle Finanze
Con nota del 1 gennaio 2007 n. 1650 il Ministero dell’Economia e DELLE Finanze avviava un’indagine ispettiva, sulla gestione finanziaria del Comune per gli anni 2003/2006, predisposta e depositata dal Dott. Vallante il 17 aprile dello stesso anno.
Diverse contestazione e rilievi furono rilevati dall’ispettore inviato dal Ministero, che vengono di seguito riassunte:
Gestione delle casse dell’Ente quanto meno approssimativa;
Riscossione di entrate in titoli non pertinenti;
Disordine contabile;
Cospicui residui attivi inesistenti;
Avanzo fittizio e applicato in bilancio;
Debiti fuori bilancio non fatti emergere;
Utilizzo dell’anticipazione di cassa.
L’analisi ministeriale riguardò altresì la verifica del risultato di amministrazione, la gestione dei residui, l’analisi delle entrate, le dinamiche della spesa e la spesa del personale.
In merito al risultato di amministrazione veniva evidenziato che nel corso degli esercizi in esame il risultato era stato “oscillante, pur sempre con segno positivo, fino a pervenire ai lusinghieri risultati dell’esercizio 2006.”
Il commissario evidenziava come a fronte di un avanzo di amministrazione l’Ente utilizza cospicuamente l’anticipazione di cassa e altresì come vi erano risultati negativi della gestione della competenza e conseguentemente fosse stata rielevata una grave crisi di liquidità che aveva portato l’utilizzo di anticipazione da “€ 727.036,25 di fine 2004 ad € 4.275.057,52 di fine 2005, con un aumento dell’esposizione verso la banca di € 3.548.021,17 (+588%)”.
Una delle cause di tale deficit di cassa, che evidenziava l’ispettore, era dovuta alla cessione del servizio di produzione dell’energia elettrica anche se nella relazione riportava che “ tuttavia sarebbe scorretto vedere nella cessione stessa la causa di ogni male”.
Nel 2006 l’inversione del trend di utilizzo dell’anticipazione di cassa e del miglioramento dei saldi di competenza era imputabile al fatto che si erano trasferiti molti pagamenti agli anni successivi, quindi concludeva che tale miglioramento è solo virtuale ma non reale.
Sulla gestione dei residui il Dott. Vallante così si esprimeva: “l’indagine ha fornito elementi di assoluta gravità, in particolare per quanto riguarda due residui attivi, rinvenuti nell’elenco di fine 2006 e relativi ad alcune somme trasferite dallo Stato al Comune di Cefalù”. L’indagine si soffermava sui fondi PRUSST, e dettagliatamente dimostrava come vi era stato un uso improprio e illegittimo delle risorse trasferite dallo Stato; in merito alla vicenda conclude “Come già in precedenza, non compete a chi scrive trarre conclusioni circa gli eventuali risvolti penali di questa incredibile vicenda e tuttavia è nuovamente possibile esprimere un giudizio da un punto di vista contabile, sì da evidenziare i riflessi delle descritte operazioni sull’attuale bilancio, affinché l’Amministrazione adotti i provvedimenti necessari. In bilancio risultano ancora indebitamente iscritti e vanno dunque radiati:
Il residuo attivo di € 279.825,95 del cap. 2011 dell’entrata, frutto come detto di una doppia indebita iscrizione;
Il residuo attivo per € 61.634,23 del cap. 2012 dell’entrata, corrispondendete a sonmme che in realtà erano già state diversamente riscosse.
Non risultano invece gli impegni a valere su due finanziamenti:
Il residuo necessario per pagare l’Ing. Domenico Spina;
Quella parte dei 281.025,95 euro, che eccede i 143.500 euro già impegnati sulla competenza 2005 del capitolo 2125, e che, a fine esercizio, sono confluiti tra le economie di bilancio.
L’altra fattispecie analizzata è quelle riferita ai fondi statali per la protezione civile la cui destinazione ed il cui utilizzo è simile a quella evidenziata con l’analisi dei fondi PRUSST. In merito il Dott. Vallante concludeva: “Certo è invece che i finanziamenti inviati al Comune di Cefalù dal Dipartimento della Protezione civile, da metà circa del 2002 fino a tutto il 2004, per un importo complessivo paria d euro 241.594,39, pur non essendo mai registrati sono regolarmente affluiti alle casse comunali, sicché il residuo attivo non ha più motivo di esistere e dovrà dunque essere depennato, con una riduzione di pari importo dall’avanzo di amministrazione”.
Le considerazioni conclusive rilevano un giudizio finale negativo ed evidenziano che “ le criticità rinvenute sono tali e tante da rendere difficile perfino enucleare, in omaggio ad un’esigenza di sintesi, quelle che che possono rivestire maggior interesse per i destinatari della relazione, prima fra tutti la Corte dei Conti. Le case dell’Ente hanno dovuto sopportare una gestione quanto meno approssimativa, che talvolta si è espressa attraverso fenomeni eclatanti. […] Non meno gravi, peraltro quanto meno per gli effetti che hanno avuto ed avranno sulla contabilità dell’Ente, appaiono una serie di altre fattispecie, segnalate nel corpo del presente referto ispettivo, quali ad esempio la riscossione come entrare tributarie di somme trasferite dallo Stato come finanziamento in conto capitale. Più in generale, è stata rilevata una situazione di assoluto disordine contabile (in altra parte si è usata l’espressione marasma) che ha coinvolto il Comune di Cefalù, e della quale esso ancora paga le conseguenze.”
Indagine dell’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Finanza pubblica – servizio ispettivo
Il 18/07/2012 con nota protocollo n. 13844 l’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Finanza pubblica, trasmetteva all’Ente una relazione dettagliata su un intervento ispettivo previsto con D.D.A.A. n. 8/26 -2012 in merito alla verifica della sussistenza e reale esigibilità dei residui attivi e sull’analisi del volume dei debiti fuori bilancio.
L’analisi dei residui è circoscritta al periodo 2008 – 2010 ed evidenzia che “dalla lettura dei dati riportati nelle tabelle emergono scostamenti significativi con riferimento all’indicazione dei residui attivi che vengono mantenuti nel corso degli esercizi 2008, 2009 e 2010”.
Tutto ciò in assenza di atti specifici del Servizio Finanziario che giustifichino la consistenza dei residui indicanti nei rendiconti approvati, induce a ritenere che i rendiconti dei suddetti esercizi finanziari risulterebbero contabilmente errati, “circostanza questa che metterebbe in discussione il cosiddetto risultato di amministrazione ivi indicato, si suggerisce pertanto apposita richiesta all’ente volta a verificare la sussistenza di atti giustificativi degli scostamenti rilevano nei capitoli presi in esame”.
Oltre a quanto infra riportato nella relazione ispettiva viene messo in evidenzia che:
I residui attivi comunicati dai responsabili dei settori alcune volte non coincidono con i residui registrati in contabilità;
Iscrizione a consuntivo di residui attivi inesigibili;
Determinazione di avanzo di amministrazione fittizio;
Gestione autonoma delle risorse da parte del responsabile del servizio finanziario;
Criticità in ordine alla quantificazione dei debiti fuori bilancio;
Utilizzo cospicuo e costante dell’anticipazione di tesoreria.
Successivamente gli ispettori si soffermano sui debiti fuori bilancio riferendo che trattasi di debiti risalenti a periodi precedenti il 2007 eD evidenziano altresì che il loro “incremento rileva in realtà una sorta di incapacità/impossibilità dell’ente di far fronte al pagamento e quindi all’eliminazione delle passività derivante dai suddetti debiti fuori bilancio mediante l’ausilio degli ordinari strumenti”.
Gli ispettori regionali concludono che “l’uso dell’anticipazione di tesoreria, il trend che si è osservato, teso al massino negli ultimi esercizi, rende concreto il rischio di defalut atteso che il ricorso all’anticipazione è un chiaro sintomo delle difficoltà dell’ente di far fronte con regolarità ai pagamenti attraverso risorse proprie derivanti dalla riscossione dei crediti”.
DELIBERAZIONE N. 202/2012 DELLA CORTE DEI CONTI SEZIONE CONTROLLO REGIONE SICILIANA
La Corte dei COnti Sezione Controllo per la Regione Sicilia con delibera n. 202/2012/prsp, prendendo in esame i rendiconti della gestione degli esercizi 2008 e 2009, e sulla base di altre pronunce e degli elementi istruttori acquisiti, evidenzia preliminarmente le seguenti criticità:
Presenza in bilancio di un elevato ammontare di residui attivi di parte corrente vetusti e difficilmente riscuotibili;
Mancata adozione di misure correttive per l’anno 2008;
Mancata riapprovazione dei rendiconti 2008/2009;
Inattendibilità dei risultati 2008/2009;
Mancata approvazione consuntivo 2010;
Mancata approvazione bilancio previsione2011;
Il mancato rispetto dei limiti previsti dall’articolo 163 tuel;
Superamento stanziamenti in alcuni capitoli del 2011 per € 385.000,00;
Presenza di debiti fuori bilancio;
Presenza di pignoramenti ed azioni esecutive;
Mancato rispetto dell’articolo 191 comma 5 del TUEL;
Reiterato utilizzo dell’anticipazione di cassa;
Consistenti debiti nei confronti della Cassa DD PP;
Necessità di verificare il rispetto del patto per gli anni 2008/2009;
Sussistenza condizioni di ente strutturalmente deficitario;
Mancata e/o irregolare erogazione di servizi a favore della cittadinanza.
Nella deliberazione la Corte dei Conti si sofferma sull’analisi dei residui attivi evidenziando:
La mancata cancellazione nel 2008 dei residui attivi del PRUSST che sono stati eliminati fittiziamente, cancellandoli come residui ma reimputandoli a competenza del 2008 con inevitabile alterazione dei risultati dell’esercizio 2008;
Riaccartamento di residui attivi in aumento con dicitura nella determina “valore desunto dall’elaborazione del programma in uso dall’ufficio”, residuo iscritto e riportato senza alcun titolo giuridico;
Analisi a campione dei residui che hanno constatato l’assenza di titoli giuridici che ne giustifichino il mantenimento;
Mantenimento di residui attivi che rendono inattendibile i risultati di amministrazione del 2008/2009;
Oltre all’analisi sui residui la deliberazione della Corte dei Conti si sofferma sui debiti fuori bilancio, che sono pari ad € 9.976.996,78, somma che diverge dalla successiva comunicazione pervenuta al magistrato istruttore.
Infine la delibera evidenza che “parimenti critica si rileva essere la situazione relativa alla carenza di liquidità che ha costretto l’ ente a fare ininterrottamente ricorso all’anticipazione di tesoreria, già a partire dall’esercizio 2004, per importi particolarmente elevati e con l’assunzione dei conseguenti interessi passivi”.
Infine la Corte oltre ad evidenziare il mancato rispetto dei parametri di deficitarietà rileva come “la stessa carenza di liquidità e l’impossibilità di provvedere ai pagamenti ha portato del resto ad inevitabili riflessi negativi anche sulla capacità dell’ente di garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili a favore della cittadinanza, prospettandosi pertanto anche la possibile esistenza dell’ulteriore presupposto dal citato art. 244 del TUEL per la dichiarazione di dissesto”.
La Corte dei Conti conclude la propria deliberazione come segue:
<<Dalle considerazioni sopra riportate emerge in maniera inequivocabile che la situazione finanziaria del Comune di Cefalù, presenta evidenti squilibri strutturali di bilancio suscettibili di provocare il dissesto dell’ente e che impongono di attivare la procedura prevista dall’art. 6, comma 2, del decreto del 6 settembre 2011, n. 149. Si richiede pertanto che l’ente adotti entro il termine fissato da questa Sezione regionale, tutte le misure correttive necessarie a porre rimedio alle criticità segnalate dandone immediata comunicazione alla stessa ai fini della verifica e della loro attuazione e della conseguente sussistenza o meno dei presupposti per attivare l’ulteriore fase della procedura.
Si richiede in particolare che l’ente provveda:
Ad una precisa ed analitica ricognizione dei residui attivi;
Alla rideterminazione del risultato di amministrazione con contestuale riapprovazione dei rendiconti degli esercizi 2008 e 2009 sulla base delle predette rettifiche contabili
All’approvazione del rendiconto della gestione dell’esercizio 2010 sulla base dell’avanzo di amministrazione così determinato;
Alla ricognizione ed all’esatta quantificazione degli impegni di spesa, contabilmente assunti ed in attesa di liquidazione nonché dei debiti fuori bilancio in attesa di riconoscimento.
Si richiede che l’ente adotti le misure indispensabili per ristabilire gli equilibri di bilancio anche in applicazione delle disposizioni degli artt. 193 e194 del TUEL.
Si deve peraltro rimarcare che l’applicazione della procedura prevista dal citato decreto legislativo n. 149/2011 non preclude all’ente, ove ritenga di non poter efficacemente adottare misure correttive tali da superare le criticità in atto, di procedere autonomamente ed immediatamente alla dichiarazione di dissesto finanziario ai sensi dell’art. 246 del TUEL, evitando il prodursi di ulteriori danni alle finanze comunali che potrebbero esporre i soggetti coinvolti a responsabilità erariale”.
DELIBERAZIONE N. 243/2012 DELLA CORTE DEI CONTI SEZIONE CONTROLLO REGIONE SICILIANA
Con la deliberazione citata la Corte dei Conti prende atto che il Comune di Cefalù ha adottato parzialmente le misure richieste dalla deliberazione n. 202/2012, misure che comunque “hanno fatto emergere del resto, come sopra evidenziato, un ulteriore peggioramento della situazione finanziaria rispetto alla quale non sono ancora stati realizzati i necessari interventi di ripristino degli equilibri di bilancio”.
DELIBERAZIONE N. 1/2013 DELLA CORTE DEI CONTI SEZIONE CONTROLLO REGIONE SICILIANA
A seguito delle deliberazioni n. 202 e n. 243, e delle diverse udienze che si sono succedute, la Corte dei Conti con la delibera n. 1/2013 dopo l’adunanza pubblica tenutasi il 13 12 2012 ha valutato se le misure correttive poste in essere dall’ente erano tali da superare le criticità riscontrate e tali da garantire la salvaguardia degli equilibri di bilancio ai sensi dell’articolo 193 e 194 del TUEL,
Nelle conclusioni la Corte dei Conti sostiene che le misure adottate sono insufficienti a garantire gli equilibri poiché:
“Le previsioni di entrata per l’esercizio 2012 , per alcune rilevanti risorse di entrata, non hanno trovato effettivo riscontro negli accertamenti (e nelle riscossioni) realizzate alla data del 13 12 2012, quindi in prossimità della chiusura dell’esercizio stesso;
Le previsioni degli oneri di urbanizzazione e dei proventi per evasione tributaria e dei proventi per alienazioni immobiliari sono inattendibili;
Non è stata indicata la misura che garantisce l’estinzione dell’anticipazione di cassa;
Non è stato previsto in bilancio nessun fondo per far fronte alla copertura di debiti per sentenze esecutive.
il Collegio non può esimersi dal riconoscere l’enorme sforzo profuso, negli ultimi mesi, dal Comune con i propri organi e uffici che, con le rettifiche contabili e l’approvazione dei rendiconti degli ultimi esercizi finanziari, ha fornito una rappresentazione più reale e veritiera della situazione reale dell’Ente, per troppo tempo occultata da gestioni connotate dalla presenza di innumerevoli irregolarità e da scarsissima trasparenza. Questa stessa sezione, nondimeno, in ragione delle proprie prerogative istituzionali, non può non rilevare che la medesima situazione finanziaria, quale emerge dall’analisi obiettiva dei dati contabili, abbia oggi raggiunto, per effetto delle citate irregolarità gestionali protrattesi nel corso degli anni, un livello di gravità tale da non consentire il ripristino degli equilibri di bilancio nel breve termini e con i soli mezzi individuati dall’ente in applicazione degli articoli 193 e 194 del TUEL, versando di fatto il comune in situazione di sostanziale dissesto finanziario “.
RILIEVI DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
In data 02 luglio 2009 con protocollo 358/Gab il Sindaco pro tempore richiedeva al Collegio una relazione sulla situazione economica generale dell’Ente. Il collegio con nota protocollo generale n. 22891/2009 del 4 agosto 2009 inoltra una relazione dettagliata che concludeva : “Per quanto esposto siamo in presenza di:
Una crisi di liquidità, non c’è fondo cassa;
Un insufficiente controllo della spesa;
La insufficiente attivazione delle entrate proprie;
L’accentuazione di recupero dell’evasione tributaria;
Eccessivo ricorso all’indebitamento (mutui ed anticipazione di cassa);
La presenza di crediti liquidi ed esigibili 11.000.000, 00 in aumento;
La procedura delle dismissioni immobiliari è incerta nel quantum e lunga come temi di realizzazione.
I suddetti rilievi conducono a considerare che l’Ente trovasi nella situazione di cui all’articolo 244 del TUEL; soltanto un’azione amministrativa, quale:
Il monitoraggio dei residui attivi al 31 /12/2008;
La capacità temporale di riscossione dei residui attivi;
La cristallizzazione dei debiti fuori bilancio;
La riscossione delle entrate proprie
IL controllo della spesa;
La disponibilità alquanto immediata di risorse liquide;
può condurre nel mediato ad un riequilibrio di bilancio”.
Le conclusioni alle quali pervengono le verifiche ispettive e le attività di controllo della Corte dei Conti, sopra riportate, condotte lungo tutto un decennio, le quali fanno risalire le cause del dissesto dell’Ente locale ad esercizi addirittura precedenti all’anno 2003, sarebbero già sufficienti a descrivere la situazione finanziaria e le cause che hanno generato gli squilibri finanziari e quindi i presupposti di cui all’articolo 244 del TUEL. Pur non di meno, il Collegio ritiene che possa ritornare utile un’ulteriore analisi numerica dell’andamento gestionale dell’Ente che può ulteriormente contribuire ad esplicitare le cause suddette.
Analisi dei dati di bilancio
Andamento storico della gestione di competenza e dei residui dal 1999 al 2012.
Per ogni esercizio, partendo dal 1999, si è proceduto ad un’analisi dei dati contabili relativi agli accertamenti ed impegni di competenza e contestualmente agli incassi e pagamenti della competenza.
La gestione degli equilibri di bilancio, raffrontata con gli equilibri di cassa, ci ha permesso di valutare:
il risultato di amministrazione della competenza,
l’eventuale deficit di cassa generato dagli squilibri di competenza;
l’eventuale criticità delle riscossioni dei residui.
Accertato CO 1999
Incassato CO 1999
3.374.946,34
2.473.578,66
TITOLO: 2 ENTRATE DERIVANTI DA CONTRIBUTI E TRASFERIMENTI CORRENTI DELLO STATO, DELLA REGI
6.194.668,68
2.528.226,45
TITOLO: 3 ENTRATE EXTRATRIBUTARIE
4.494.800,31
1.478.242,27
TITOLO: 4 ENTRATE DERIVANTI DA ALIENAZIONI, DA TRASFERIMENTI DI CAPITALE E DA RISCOSSIONE
2.046.533,71
755.391,46
16.110.949,04
7.235.438,84
L’analisi in percentuale è la seguente:
Graficamente il risultato è il seguente:
Riportiamo per l’esercizio la spesa corrente e la spesa per investimenti suddivisa per interventi:
SPESA per INTERVENTI
Impegnato CO 1999
Pagato CO 1999
INTERVENTO: 01 PERSONALE
4.361.548,86
3.994.073,05
INTERVENTO: 02 ACQUISTO DI BENI DI CONSUMO E/O DI MATERIE PRIME
5.237.739,81
3.622.669,14
INTERVENTO: 03 PRESTAZIONI DI SERVIZI
1.794.379,96
988.298,77
INTERVENTO: 04 UTILIZZO DI BENI DI TERZI
82.262,82
66.750,79
INTERVENTO: 05 TRASFERIMENTI
744.955,73
506.818,82
INTERVENTO: 06 INTERESSI PASSIVI E ONERI FINANZIARI DIVERSI
678.513,70
668.770,12
INTERVENTO: 07 IMPOSTE E TASSE
INTERVENTO: 08 ONERI STRAORDINARI DELLA GESTIONE CORRENTE
605.628,49
204.646,72
13.507.492,54
10.053.974,13
INTERVENTO: 01 ACQUISIZIONE DI BENI IMMOBILI
2.771.588,61
748.080,86
INTERVENTO: 02 ESPROPRI E SERVITU` ONEROSE
INTERVENTO: 05 ACQUISIZIONE DI BENI MOBILI, MACCHINE, ED ATTREZZATURE TECNICO-SCIENTIFICHE
214.619,90
INTERVENTO: 06 INCARICHI PROFESSIONALI ESTERNI
43.898,83
INTERVENTO: 07 TRASFERIMENTI DI CAPITALE
TITOLO: 2 SPESE IN CONTO CAPITALE
3.030.107,34
750.404,92
16.537.599,88
10.804.379,05
Il rapporto tra spesa corrente impegnata e pagata è il seguente:
TITOLO: 3 SPESE PER RIMBORSO DI PRESTITI
1.086.598,31
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 14.064.415,33
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 13.507.492,54
GESTIONE RESIDUI 1999
ENTRATE CORRENTE - MOVIMENTAZIONE A RESIDUI
Accertato RE 1999
Incassato RE 1999
1.306.241,16
1.123.438,59
1.473.363,75
1.099.824,82
6.387.732,75
4.767.323,39
N.B. Vengono cancellati residui attivi dal conto consuntivo per € 1.440.104,87 di cui 190.677,65 tarsu 1996 e € 316.140,72 tarsu 1997, € 769.701,52 di trasferimenti regionali residui contabilizzati nel 1996 e afferenti agli esercizi 1988 1992 1993 e 1996.
SPESA CORRENTE MOVIMENTAZIONE A RESIDUI
IMPEGNATO A RESIDUI--PAGATO A RESIDUI
4.041.310,15
2.331.605,71
Nel corso dell’esercizio 1999 si applica un avanzo di amministrazione pari ad € 1.850.576,51.
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari ad € 2.289.495,59.
La gestione di competenza chiude con un risultato negativo paria ad € 291.625,82, quindi l’avanzo di amministrazione deriva da un saldo positivo della gestione dei residui.
Il bilancio di previsione e la gestione chiudono in pareggio applicando al bilancio di previsione un avanzo di amministrazione.
Ci sembra opportuno evidenziare, anche alla luce della continua applicazione dell’avanzo, quali sono ad oggi considerati gli elementi di criticità riscontrate dalle diverse sezioni della Corte dei Conti nell’analizzare i rendiconti dei comuni.
I principali fattori che rendono inattendibili i rendiconti degli enti locali sono sintetizzabili in:
a) residui attivi inesigibili o di dubbia esigibilità conservati nel conto del bilancio;
b) mancata conciliazione dei rapporti di debito/credito con organismi partecipati;
c) debito fuori bilancio e passività potenziali probabili;
d) mancato rispetto del principio di competenza.
I fattori di criticità negli equilibri di previsione sono in particolare:
a) sovrastima di entrate;
b) sottostima di spese;
c) utilizzo di entrate di carattere eccezionale per l’equilibrio corrente;
d) utilizzo avanzo d’amministrazione non realizzato.
Gli indicatori che denotano uno squilibrio finanziario e che richiedono una accentuazione delle verifiche, indicati dall’art.5 del d.lgs.149 del 6/9/2011 sono:
b) disequilibrio consolidato della parte corrente di bilanci;
c) anomale modalità di gestione dei servizi per conto terzi.
Le principali risorse che sono utilizzate per ripianare lo squilibrio corrente sono rappresentate dall’utilizzo di Avanzo d’amministrazione. E’ del tutto evidente che per mantenere un equilibrio sostanziale occorre che l’avanzo accertato con il rendiconto sia realizzabile. Per ritenersi realizzabile i residui attivi devono essere concretamente esigibili.
L’utilizzo dell’avanzo d’amministrazione accertato per l’esercizio precedente deve rispettare la ripartizione dello stesso in fondi vincolati, non vincolati, per spese in conto capitale e per fondi di ammortamento.
- l’utilizzo dell’avanzo da fondi vincolati per finanziare spese diverse da quelle indicate dalla norma che dispone il vincolo;
- l’utilizzo dell’avanzo da fondo di ammortamento per finanziare spese diverse dall’acquisizione di beni ammortizzabili.
L'avanzo non vincolato può essere applicato indifferentemente alla parte corrente o alla parte capitale purché nel rispetto dell'art. 187, comma 2, del TUEL.
Al fine dell’utilizzo dell’avanzo libero, il punto 67 del principio contabile n. 3 riporta un ordine di priorità di seguito richiamato:
per finanziamento di debiti fuori bilancio di parte corrente o di parte capitale;
per garantire il riequilibrio della gestione corrente;
per l'accantonamento di passività potenziali;
per il finanziamento di maggiori spese del titolo II e/o estinzione anticipata dei prestiti.
Tale destinazione è confermata dal modificato ’art.187 del Tuel.
L a norma dal 2012 vieta l’utilizzo dell’avanzo d’amministrazione per gli enti che utilizzano:
entrate a specifica destinazione ( art.195 del Tuel)
anticipazione di tesoreria (art.222 del Tuel).
Accertato CO 2000
Incassato CO 2000
5.151.092,91
2.472.354,89
5.603.031,67
3.314.807,36
4.492.185,94
776.055,41
8.015.845,55
1.679.023,88
23.262.156,07
8.242.241,54
Impegnato CO 2000
Pagato CO 2000
4.143.985,20
3.780.612,97
3.816.336,30
2.494.690,85
1.525.566,89
1.048.140,33
94.016,50
84.096,99
1.320.387,83
522.567,50
681.810,77
657.238,86
1.497.512,03
1.193.309,49
503.904,78
150.012,95
13.583.520,30
9.930.669,94
8.652.011,29
981.778,52
38.337,33
85.276,81
8.775.625,43
984.991,01
22.359.145,73
10.915.660,95
433.954,18
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 15.246.310,52
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 13.583.520,30
GESTIONE RESIDUI 2000
ENTRATE CORRENTE MOVIMENTAZIONE A RESIDUI
Accertato RE 2000
Incassato RE 2000
1.345.195,45
1.058.892,53
3.446.795,43
2.805.022,12
4.307.237,61
3.325.441,64
In percentuale otteniamo:
4.985.736,50
2.441.830,46
Nel corso dell’esercizio 2000 non viene applicato avanzo di amministrazione.
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari ad € 2.569.876,02.
La gestione di competenza chiude con un risultato positivo paria ad € 1.065.567,99.
La prima discrasia che si rileva è la differenza notevole tra le entrate correnti previste ed accertate nel corso del 2000 rispetto a quelle del 1999, con un incremento degli accertamenti pari ad € 1.181.895,19.
Vengono utilizzate entrate straordinarie per coprire spesa corrente e specificatamente viene prevista una entrata tarsu anni pregressi per € 673.976,25. Oltre questa entrata veniva previsto un aumento dei contributi regionali per € 1.036.554,82 ed un aumento dei proventi del servizio idrico per € 488.568,23.
In conto residui viene cancellato un residuo dell’anno 1999 nella risorsa relativa ai trasferimenti regionali. L’importo della cancellazione è pari ad € 654.468,34 ed è riferita a residui dell’anno 1999.
Quindi nel 1999 vengono accertati in competenza e riportati come crediti delle somme notevoli che vengono cancellata nell’esercizio successivo, quindi considerati non esigibili l’anno successivo.
Accertato CO 2001
Incassato CO 2001
4.026.656,98
2.649.180,27
6.966.084,68
5.174.964,93
5.377.983,95
1.294.274,15
323.878,19
16.694.603,80
9.442.297,54
Impegnato CO 2001
Pagato CO 2001
5.089.890,95
4.146.932,30
4.740.688,70
3.162.412,56
1.679.382,68
1.044.879,88
96.708,04
87.931,03
939.208,58
631.575,87
710.641,90
602.772,75
1.499.656,88
318.686,04
922.631,65
475.612,50
15.678.809,38
10.470.802,93
1.570.121,05
447.830,94
40.374,74
748.749,39
3.034.445,89
488.205,68
18.713.255,27
10.959.008,61
Il rapporto tra la spesa dei primi tre titoli impegnata e pagata è il seguente:
479.793,57
437.326,35
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 16.370.725,61
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 15.678.809,38
GESTIONE RESIDUI 2001
Accertato RE 2001
Incassato RE 2001
2.997.514,21
1.988.583,26
2.248.522,23
1.865.558,19
4.154.911,72
1.351.591,46
Si rileva un incasso del titolo III a residuo pari al 35%.
5.982.554,62
2.653.020,00
Nel corso dell’esercizio 2001 viene applicato avanzo di amministrazione € 671.393,89..
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari ad € 446.484,76.
La gestione di competenza chiude con un risultato negativo paria ad € 495.226,94.
La prima discrasia che si rileva tra gli esercizi è la differenza notevole tra le entrate correnti previste ed accertate nel corso del 2001, rispetto a quelle del 2000 con un incremento degli accertamenti pari ad € 1.124.415,09.
Viene previsti tra gli accertamenti di competenza un aumento dei contributi statali per un importo pari ad € 302.648,43 rispetto all’anno precedente, ed un aumento di contributi regionali straordinari per € 424.179,33.
In conto residui viene cancellato un residuo € 323.132,19 per contributo statale iscritto ed accertato nel 1999 e nel 2000, € 547.026,30 residuo cancellato sul servizio idrico, esercizio 1996 , ed € 315.091,62 residuo cancellato su contributi regionali.
Accertato CO 2002
Incassato CO 2002
5.348.601,92
2.550.504,65
10.079.814,34
7.203.810,42
5.609.910,05
1.082.505,67
3.033.741,76
415.106,53
24.072.068,07
11.251.927,27
Impegnato CO 2002
Pagato CO 2002
5.079.676,15
4.549.753,30
5.647.828,35
3.703.803,37
2.356.881,20
1.278.167,87
91.398,74
78.867,62
1.716.900,64
534.917,52
789.161,47
641.699,93
678.902,35
86.809,61
1.551.853,88
300.886,98
17.912.602,78
11.174.906,20
4.639.523,93
233.992,55
165.683,01
50.150,07
4.812.206,94
285.120,62
22.724.809,72
11.460.026,82
1.293.450,78
1.253.462,66
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 21.038.326,31
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 17.912.602,78
GESTIONE RESIDUI 2002
Accertato RE 2002
Incassato RE 2002
2.832.539,72
1.331.623,08
2.221.650,98
1.590.113,19
6.893.810,72
2.072.565,07
Si rileva un incasso del titolo III a residuo pari al 30%.
7.427.696,91
3.720.503,57
Nel corso dell’esercizio 2002 viene applicato avanzo di amministrazione per € 438.901,65 .
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari ad € 3.423.643,45.
La gestione di competenza chiude con un risultato positivo pari ad € 1.324.421,20.
Sono state contabilizzate maggiori entrate in competenza per contributi regionali pari ad € 829.645,05.
La prima discrasia che si rileva è la differenza notevole tra le entrate correnti previste ed accertate nel corso del 2002 rispetto a quelle del 2001 con un incremento degli accertamenti pari ad € 4.667.600,70.
Vengono previsti un aumento dei contributi statali per fondi PRUST e fondi trasferiti per il rischio idrogeologico per un importo complessivo pari ad € 3.040.371,00, e viene prevista una somma pari ad € 3.969.999,48 per alienazione servizio elettrico enel.
Le somme risultano iscritte in entrata ed uscite, le somme relative al PRUST sono state iscritte tra le spese correnti e risultano accertate ed impegnate; le somme riferite al rischio idrogeologico sono state iscritte come investimenti e anche in questo caso accertate ed impegnate, mentre l’entrata e la spesa per la cessione del servizio elettrico non è stata accertata ed impegnata.
Accertato CO 2003
Incassato CO 2003
5.370.720,06
2.240.761,24
6.861.974,49
4.664.060,77
5.984.048,40
919.158,63
804.884,27
460.599,11
19.021.627,22
8.284.579,75
Graficamente otteniamo:
Sono stati accertati e non riscossi le seguenti somme:
TARSU per € 948.019,85
IDRICO ELETTRICO ACCERTATO €4.251.000,00 RISCOSSO 72.404,48
Impegnato CO 2003
Pagato CO 2003
5.692.213,40
4.782.639,45
6.146.451,28
3.050.276,38
2.020.596,28
1.439.908,63
117.217,86
98.188,16
879.263,80
516.346,59
485.376,25
482.466,68
591.981,19
228.428,80
1.021.276,30
293.378,73
16.954.376,36
10.891.633,42
3.080.316,87
587.659,31
783.500,89
14.474,15
143.465,94
4.007.283,70
603.813,34
20.961.660,06
11.495.446,76
558.809,24
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 18.216.742,95
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 16.954.376,36
GESTIONE RESIDUI 2003
Accertato RE 2003
Incassato RE 2003
4.299.013,91
3.244.317,68
3.507.541,71
3.165.058,13
9.348.650,03
4.677.737,85
Si rileva un incasso del titolo III a residuo pari al 50%. Le entrate extra tributarie, soprattutto derivanti da residui per il servizio idrico vengono incassate solo parzialmente creando problemi di liquidità
10.314.032,68
7.114.580,45
Nel corso dell’esercizio 2003 viene applicato l’ avanzo di amministrazione per un importo pari ad € 3.200.119,03. Tale avanzo è stato applicato sia in sede di salvaguardia degli equilibri che in sede di variazione ed assestamento generale a novembre del 2003.
In sede di salvaguardia viene utilizzato per € 870.187,80 per coprire debiti fuori bilancio, l’altra parte è stata destinata, per la maggior parte, a finanziare manutenzioni strade, rete idrica e pubblica illuminazione.
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari € 2.933.949,34.
La gestione di competenza chiude con un risultato negativo paria ad € 2.591.060,49.
Si deve evidenziare il forte differenziale della parte corrente. Spese correnti vengono finanziante con l’applicazione di avanzo di amministrazione. Se pur chiuso in avanzo l’esercizio in esame l’ente chiude l’anno utilizzando anticipazione di cassa. Non vengono riscosse le entrate né a competenza né a residui e vengono pagati i fornitori e le diverse spese di funzionamento. A normativa vigente questa operazione non sarebbe stata possibile per i rischi concreti evidenziati sull’utilizzo di avanzo “fittizio”.
Sembra paradossale che nel corso dell’anno non viene riaccertato nessun residuo attivo.
Per garantire la chiusura in avanzo vengono cancellati residui passivi al titolo II derivanti da finanziamenti a specifica destinazione e non vincolando la parte di avanzo corrispondente.
Accertato CO 2004
Incassato CO 2004
5.869.511,40
3.264.475,40
8.572.155,29
6.318.117,27
5.490.253,79
429.929,48
1.274.290,11
786.001,41
21.206.210,59
10.798.523,56
Il risultato delle riscossioni a competenza è a dir poco sorprendente per le entrate extra tributarie, per esempio vengono accertati € 416.151,97 per entrate per sanzioni codice della strada e riscossi solo € 12.000,00, e vengono confermate le mancate riscossioni a competenza dell’idrico e del servizio di produzione dell’energia elettrica. A residui, a fronte di residui attivi conservati per € 8.495.817,49 , si incassano solo € 2.801.904,16.
SPESA CORRENTE PER INTERVENTI
Impegnato CO 2004
Pagato CO 2004
6.033.097,07
5.236.456,64
6.545.791,03
3.651.938,48
2.038.692,36
1.328.733,17
238.462,64
150.097,10
2.526.646,98
217.157,78
594.510,50
579.528,93
312.392,52
244.919,02
2.632.022,98
215.685,50
20.921.616,08
11.624.516,62
1.957.243,86
366.406,48
64.911,47
170.632,65
34.737,15
116.286,02
86.537,14
2.309.074,00
487.680,77
23.230.690,08
12.112.197,39
5.277.032,60
4.549.996,35
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 19.931.920,48
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 20.921.616,08
GESTIONE RESIDUI 2004
Accertato RE 2004
Incassato RE 2004
4.247.885,81
2.079.342,27
2.362.473,91
1.825.722,60
9.727.742,62
3.480.739,40
Si rileva un incasso del titolo III a residuo pari al 36%. Le entrate extra tributarie, soprattutto derivanti da residui per il servizio idrico vengono incassate solo parzialmente creando problemi di liquidità
8.826.172,51
4.612.899,48
Nel corso dell’esercizio 2004 viene applicato avanzo di amministrazione 3.208.890,50 sia in sede di salvaguardia degli equilibri che in sede di variazione ed assestamento generale a novembre del 2004.
In sede di salvaguardia viene utilizzato per € 2.212.657,82 per coprire debiti fuori bilancio, l’altra parte è stata destinata solo per € 187.718,00 per il finanziamento di ulteriori debiti fuori bilancio mentre la parte rimanente ha finanziato il bilancio corrente.
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari € 1.114.736,40
La gestione di competenza chiude con un risultato negativo paria ad € 2.432.338,73.
Il conto consuntivo 2004 è stato deliberato con la delibera di Consiglio Comunale n. 170 del 17/11/2005.
Nel corso di questo esercizio il riaccertamento dei residui attivi è marginale e poco significativo, vengono invece cancellati residui passivi per € 2.882.612,05.
Verificando i dati a residui abbiamo riscontrato una discrasia che di fatto altera il risultato dichiarato a consuntivo e “falsifica” i dati di bilancio.
I residui passivi al 31 12 2003 non coincidono con i residui passivi riportati nel conto consuntivo del 2004, di fatto contabilizzando una riduzione fittizia dei residui passivi che ha creato avanzo di amministrazione nel corso del 2004. Senza questa alterazione contabile il conto consuntivo avrebbe chiuso in disavanzo con le conseguenze del caso. Quindi non solo si altera il dato contabile per creare avanzo di fatto inesistente oltretutto tale avanzo viene anche applicato.
I residui passivi al 31 12 2003 contabilizzati nel conto consuntivo sono pari ad € 19.088.825,61 mentre quelli riportati nel 2004 sono pari ad € 21.070.884,44, con alterazione del dato dell’avanzo pari ad (€21.070.884,44 - € 19.088.825,61)= € 1.982.058,83.
Essendo l’avanzo di amministrazione pari ad € 1.114.736,40 il conto consuntivo 2004 chiude di fatto con un disavanzo pari ad (1.982.058,83 - € 1.114.736,40) = € 867.322,43, disavanzo che doveva obbligatoriamente essere iscritto nel bilancio di previsione dell’anno successivo e se non era possibile presentare un bilancio in pareggio si sarebbe dovuta avviare la procedura per la dichiarazione del dissesto finanziario.
Accertato CO 2005
Incassato CO 2005
4.919.919,94
1.898.641,21
6.772.388,70
4.591.894,90
4.995.632,59
1.328.801,46
4.989.854,00
4.748.743,08
21.677.795,23
12.568.080,65
Vengono accertati € 848.735,41 e riscossi a competenza € 32.735,41 ed € 534.802,66 più incassi straordinari 2003 iscritti a competenza per € 344.507,58 per un totale complessivo accertato in competenza pari ad € 879.310,24 e con incassi contabilizzati a competenza pari a 0.
Impegnato CO 2005
Pagato CO 2005
6.241.784,41
5.545.130,38
6.518.646,50
4.618.914,51
2.744.833,01
1.367.369,57
250.179,48
204.107,89
611.704,55
119.619,84
597.307,16
590.967,12
559.326,60
277.911,85
934.932,63
26.028,29
18.458.714,34
12.750.049,45
3.459.880,51
374.824,62
18.830,13
62.673,53
347.600,07
157.206,80
3.930.243,15
594.704,95
22.388.957,49
13.344.754,40
19.004.852,71
14.674.181,12
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 16.687.941,23
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 18.458.714,34
GESTIONE RESIDUI 2005
Accertato RE 2005
Incassato RE 2005
4.180.295,79
1.387.696,59
2.790.789,33
1.797.806,26
9.995.715,78
4.216.286,86
Si rileva un incasso del titolo III a residuo pari al 33%. Le entrate extra tributarie, soprattutto derivanti da residui per il servizio idrico vengono incassate solo parzialmente creando problemi di liquidità
10.533.301,60
7.578.428,32
Nel corso dell’esercizio 2005 non viene applicato avanzo di amministrazione.
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari € 1.650.385,47
La gestione di competenza chiude con un risultato negativo paria ad € 876.608,89.
Nel corso dell’anno vengono accertati al titolo IV delle entrate € 4.037.086,43 e totalmente incassate a competenza per l’alienazione del servizio di produzione delle energia elettrica.
Questa somma in sede di previsione era stata destinata ad investimenti e precisamente all’acquisizione immobili al patrimonio, inserito nel T. F. S. I. 2 01 05 01 (cap. 3004/2).
Il 30 novembre del 2005 con delibera di Consiglio Comunale n. 177/2005 € 1.384.881,31 venivano destinati al finanziamento del bilancio corrente.
Con questa variazione vengono inoltre, senza nessun supporto e motivazione, ridotte le spese per il servizio di igiene ambientale per € 540.000,00, che erano già da considerarsi come spese correnti dell’anno, cosa evidente dal fatto che successivamente sono stati riconosciuti e pagati alla società Ecologia ed Ambiente, come debiti fuori bilancio.
Nella variazione in esame, che utilizza entrate in conto capitale e riduce di fatto stanziamenti obbligatori di spesa, vengono incrementati le spese per il servizio turistico per € 100.000,00 e altre e diverse poste in uscita.
Senza questo utilizzo improprio di somme incassate al titolo IV e destinate a spesa corrente non sarebbe stato possibile garantire il pareggio di bilancio, a maggior ragione se si fosse chiuso il conto consuntivo 2004 in disavanzo ed iscritto il disavanzo al bilancio di previsione.
Si precisa che la mancata copertura di spesa obbligatoria avrebbe avuto come conseguenza la dichiarazione del dissesto finanziario.
In sede di riaccertamento dei residui passivi sono stati cancellati residui per € 1.036.586,89 con la voce “rideterminazione”, ed una somma pari ad € 3.358.933,69 con la voce “insussistenze”.
Questo riaccertamento elimina somme finanziate con avanzo di amministrazione per € 163.559,81 ed elimina una somma notevole pari complessivamente ad € 1.889.726,59 per spese di energia elettrica riportate a residui e del tutto cancellate nel corso dell’anno 2009.
Anche in questo caso, se non si fossero cancellati i residui passivi, il conto consuntivo avrebbe riportato un disavanzo pari ad (€ 1.889.726,59 -€ 1.650.385,47) = € 239.341,12 (Disavanzo 2005).
Accertato CO 2006
Incassato CO 2006
5.656.134,83
2.858.741,54
7.799.380,41
5.120.878,38
4.496.641,76
1.076.496,75
6.704.575,85
1.932.448,77
24.656.732,85
10.988.565,44
Impegnato CO 2006
Pagato CO 2006
6.873.012,35
5.990.511,42
5.060.459,57
2.493.093,86
2.798.791,75
975.292,75
240.674,14
134.927,13
2.828.958,40
521.672,80
671.266,76
629.088,82
261.701,96
257.103,30
3.313.477,43
33.350,25
22.048.342,36
11.035.040,33
3.401.957,61
56.167,57
96.999,97
22.409,90
45.953,16
19.102,25
146.856,37
7.649,79
2.226.334,28
160.506,68
5.918.101,39
265.836,19
27.966.443,75
11.300.876,52
17.127.249,80
14.030.927,58
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 17.952.157,00
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 22.048.342,36
GESTIONE RESIDUI 2006
Accertato RE 2006
Incassato RE 2006
4.872.016,35
2.217.628,86
2.432.396,75
1.970.682,20
8.646.791,79
3.175.039,77
Si rileva un incasso del titolo III a residuo pari al 37 %. Le entrate extra tributarie, soprattutto derivanti da residui per il servizio idrico vengono incassate solo parzialmente creando problemi di liquidità
8.016.604,17
4.767.246,13
Nel corso dell’esercizio 2006 viene applicato avanzo di amministrazione € 1.555.272,50.
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari - € 541.823,95
La gestione di competenza chiude con un risultato negativo pari ad € 380.948,28.
Il conto consuntivo dell’esercizio è stato deliberato dal commissario ad acta l’11/03/2008 con delibera n. 18.
Originariamente il conto consuntivo dell’esercizio era stato presentato e discusso dal Consiglio Comunale; il conto consuntivo discusso riportava un avanzo di amministrazione pari ad € 1.334.555,33. L’atto è stato ritirato con delibera n. 4 del 16/01/2008.
A seguito del ritiro dell’atto e di un riaccertamento straordinario approvato dalla Giunta Comunale viene rideterminato il risultato di amministrazione e chiuso di fatto il conto in disavanzo per € 541.823,95
Accertato CO 2007
Incassato CO 2007
6.368.649,51
3.820.239,15
7.306.136,02
5.584.645,88
1.112.815,39
697.964,90
1.316.710,00
1.316.194,00
16.104.310,92
11.419.043,93
Impegnato CO 2007
Pagato CO 2007
6.314.923,23
5.324.345,65
4.641.086,54
1.547.171,00
2.212.999,61
807.209,78
214.513,56
74.652,16
3.797.914,41
216.278,34
720.894,68
661.393,15
487.099,30
370.928,12
3.333.712,40
1.692.341,92
21.723.143,73
10.694.320,12
906.561,87
155.487,65
919.931,57
22.643.075,30
10.849.807,77
16.212.337,15
15.332.992,12
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 14.787.600,92
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 21.723.143,73
GESTIONE RESIDUI 2007
Accertato RE 2007
Incassato RE 2007
5.220.581,34
2.910.304,21
3.069.589,95
1.965.008,09
9.639.770,39
2.960.293,83
Si rileva un incasso del titolo III a residuo pari al 31 %.
10.381.271,04
7.652.106,32
Nel corso dell’esercizio 2007 viene applicato avanzo di amministrazione € 850.000,00.
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari € 341.683,07
La gestione di competenza chiude con un risultato negativo pari ad € 3.741.126,86
Preliminarmente si rileva che in presenza di un conto consuntivo 2006 chiuso in disavanzo viene applicato al bilancio di previsione un avanzo di amministrazione pari ad € 850.000,00.
Tale discordanza è stata rilevata con diverse note dal Collegio dei Revisori dei Conti.
Sono stati accertati in competenza somme pari ad € 37.612.041,91 ed impegnate spese per € 41.353.168,77.
Sono stati inseriti nella previsione del 2007, e non accertati al titolo III a consuntivo, € 337.796,29 per sanzioni codice della strada, e vengono previsti in competenza € 2.803.000,00 i per il servizio idrico, accertati solo per € 19.567,66.
Per chiudere il conto consuntivo si procedeva cancellando il residuo passivo iscritto al titolo II, finanziato con la cessione del servizio elettrico, per un importo complessivo € 2.585.118,69.
Tutta la cessione del servizio di produzione delle energia elettrica pertanto ha finanziato il bilancio dell’Ente.
Vengono cancellati inoltre i residui passivi per € 489.4553,70.
Senza questa cancellazione di residuo passivo il conto consuntivo doveva essere chiuso in disavanzo per un importo pari alla differenza, ( € 2.243.435,62).
Tale circostanza unita alla chiusura del conto consuntivo 2006 in disavanzo avrebbe comportato notevoli difficoltà a chiudere in pareggio il bilancio di previsione del 2008.
Nel caso in cui non si sarebbe potuto chiudere il bilancio si dovevano avviare le procedure per la dichiarazione del dissesto finanziario.
Accertato CO 2008
Incassato CO 2008
6.276.753,28
4.266.639,80
8.268.324,78
5.804.150,03
6.181.308,57
1.076.338,79
1.799.059,85
1.322.655,03
22.525.446,48
12.469.783,65
Impegnato CO 2008
Pagato CO 2008
6.008.986,26
5.478.437,34
4.997.709,20
797.699,40
2.658.786,88
749.762,32
169.991,76
79.611,18
4.403.808,03
462.595,90
799.752,18
688.376,82
410.454,87
373.728,12
709.521,84
46.231,56
20.159.011,02
8.676.442,64
1.370.399,44
152.569,84
1.419.049,44
159.565,37
21.578.060,46
8.836.008,01
Il rapporto tra impegni e pagamenti della spesa dei primi tre titoli è il seguente:
19.109.221,99
16.728.604,21
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 20.726.386,63
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 20.159.011,02
GESTIONE RESIDUI 2008
Accertato RE 2008
Incassato RE 2008
4.403.134,31
1.722.394,32
2.041.359,89
1.388.662,81
7.998.834,21
1.850.573,21
12.153.030,88
10.169.913,22
Nel corso dell’esercizio 2008 non viene applicato avanzo di amministrazione.
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari € 1.334.372,82
La gestione di competenza chiude con un risultato negativo pari ad € 369..198,58
Nel bilancio del 2008 vengono inseriti e coperti € 541.823,95 di disavanzo del 2006 come rideterminato dagli atti sopra riprotati.
Pur applicando in parte il disavanzo l’esercizio chiude in avanzo di amministrazione tutto formato dalla gestione dei residui.
Si ribadiscono le criticità in merito alla determinazione dell’avanzo di amministrazione che non è supportato da una attenta analisi dei residui attivi e da diverse criticità nella contabilizzazione dei residui come tra l’altro riportato nella parte dedicata alle indagine ispettive fatte dai diversi organi.
Accertato CO 2009
Incassato CO 2009
6.759.665,61
3.528.112,01
10.253.634,46
7.183.581,40
2.437.584,14
1.157.351,49
1.933.620,13
1.333.620,13
21.384.504,34
13.202.665,03
Impegnato CO 2009
Pagato CO 2009
5.973.655,00
5.311.754,57
3.201.541,94
897.764,02
2.384.922,51
928.179,69
183.322,51
78.675,29
6.355.892,18
784.575,22
660.325,92
609.650,09
368.824,50
330.993,78
1.354.898,91
31.868,66
20.483.383,47
8.973.461,32
715.719,64
14.398,37
29.828,41
755.548,05
15.164,51
21.238.931,52
8.988.625,83
16.583.580,86
14.771.491,45
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 19.450.884,21
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 20.483.383,47
GESTIONE RESIDUI 2009
Accertato RE 2009
Incassato RE 2009
6.592.902,08
2.424.884,04
2.922.025,17
1.970.171,45
11.047.512,46
1.777.136,13
Si rileva un incasso del titolo III a residuo pari al 16 %.
13.016.304,39
8.532.546,77
Nel corso dell’esercizio 2009 non viene applicato avanzo di amministrazione.
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari € 2.282.196,94
La gestione di competenza chiude con un risultato negativo pari ad € 473.464,40
Sono stati accertati maggiori residui attivi per l’ICI per una somma complessiva pari ad € 941.486,29, ed € 1.023.452,83 per TARSU.
Questi maggiori accertamenti hanno permesso di chiudere, a fronte di un risultato negativo della gestione di competenza, in avanzo di amministrazione.
Tra i residui passivi sono stati cancellati diversi residui relativi a consumi energia elettrica.
Accertato CO 2010
Incassato CO 2010
6.872.161,50
3.719.077,75
10.781.675,25
5.465.865,82
1.655.946,41
1.000.131,43
656.329,17
19.966.112,33
10.841.404,17
Impegnato CO 2010
Pagato CO 2010
5.706.899,61
5.061.379,92
2.081.059,67
850.809,77
2.207.323,71
858.405,49
181.395,32
105.855,57
7.009.866,65
2.257.622,76
626.994,63
578.748,26
370.015,26
324.468,29
781.664,85
156.068,23
18.965.219,70
10.193.358,29
309.592,80
25.442,61
356.035,41
19.321.255,11
10.195.079,09
17.609.375,14
13.905.976,93
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 19.309.783,16
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 18.965.219,70
GESTIONE RESIDUI 2010
Accertato RE 2010
Incassato RE 2010
6.965.798,95
2.311.524,26
3.337.298,05
2.164.147,35
10.324.148,34
2.057.490,69
15.508.318,42
8.528.900,44
Nel corso dell’esercizio 2010 non viene applicato avanzo di amministrazione.
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari € 2.093.015,12
La gestione di competenza chiude con un risultato positivo pari ad € 216.075,74
Sia la gestione di competenza che il risultato di amministrazione è positivo.
Il conto consuntivo riapprovato ha comportato una cancellazione dei residui attivi pari ad € 1.907.307,00 e una cancellazione di residui passivi pari ad € 1.736.370,42.
Accertato CO 2011
Incassato CO 2011
7.789.112,83
4.043.191,68
7.129.159,28
3.789.084,63
1.625.996,02
1.007.741,93
552.627,29
476.218,52
17.096.895,42
9.316.236,76
Impegnato CO 2011
Pagato CO 2011
5.244.950,33
4.757.056,28
1.763.054,15
811.996,28
1.763.267,10
793.361,01
183.721,30
145.735,08
4.568.477,71
1.819.912,64
694.367,02
661.312,67
344.518,98
312.989,22
328.816,33
186.972,00
14.891.172,92
9.489.335,18
223.009,25
8.289,16
15.114.182,17
9.497.624,34
15.225.154,18
11.110.077,39
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 16.544.268,13
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 14.891.172,92
GESTIONE RESIDUI 2011
Accertato RE 2011
Incassato RE 2011
7.178.744,31
2.703.681,05
6.004.619,73
2.609.750,96
5.895.516,54
915.877,04
15.313.281,92
5.878.669,19
Nel corso dell’esercizio 2011 non viene applicato avanzo di amministrazione.
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari € 20.337,31
La gestione di competenza chiude con un risultato positivo pari ad € 1.798.283,71
Sono stati cancellati residui attivi per € 5.651.810,09.
Accertato CO 2012
Incassato CO 2012
10.752.194,03
7.705.218,20
6.052.601,85
3.302.645,25
2.154.552,05
1.217.246,56
898.024,76
789.032,05
19.857.372,69
13.014.142,06
SPESE PER INTERVENTO
Impegnato CO 2012
Pagato CO 2012
5.088.435,32
4.626.683,24
2.074.112,98
1.004.775,50
2.383.964,36
735.945,91
135.164,02
90.216,71
4.771.106,91
2.354.673,74
666.489,05
617.023,00
345.125,78
309.304,70
887.485,07
436.014,34
16.351.883,49
10.174.637,14
300.448,36
47.388,95
38.467,36
9.847,72
4.907,76
348.915,72
62.144,43
16.700.799,21
10.236.781,57
17.061.493,71
15.440.005,39
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 18.959.347,93
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 16.351.883,49
GESTIONE RESIDUI 2012
Accertato RE 2012
Incassato RE 2012
6.634.958,23
1.901.367,32
6.192.788,04
2.731.979,98
3.175.144,78
619.418,12
12.107.772,71 4.4859.728,84
Nel corso dell’esercizio 2012 non viene applicato avanzo di amministrazione.
Il risultato di esercizio per l’anno in esame è pari € 971.311,84
La gestione di competenza chiude con un risultato positivo pari ad € 2.962.479,21
Sono stati cancellati residui attivi per € 4.595.103,79.
Accertato CO 2013
Incassato CO 2013
10.777.268,20
8.260.602,87
4.849.725,10
2.547.218,75
2.191.853,29
1.150.175,75
584.393,69
419.393,69
18.403.240,28
12.377.391,06
4.704.791,18
4.366.922,07
2.006.083,52
963.135,51
1.506.596,06
901.067,02
133.961,93
95.960,82
4.985.248,03
1.431.567,97
544.397,86
516.174,91
320.646,61
298.153,41
328.716,77
184.460,21
14.530.441,96
8.757.441,92
627.049,92
98.208,75
4.487,80
864.261,72
104.257,25
15.394.703,68
8.861.699,17
Impegnato CO 2013
Pagato CO 2013
Le entrate correnti accertate sono pari ad € 17.818.846,59
Le spese correnti impegnate sono pari ad € 14.530.441,96
GESTIONE RESIDUI 2013
Accertato RE 2013
Incassato RE 2013
7.538.479,58
1.528.997,61
5.787.748,92
1.707.620,07
2.083.188,29
296.133,43
12.885.796,15
5.204.814,60
Impegnato a residui
Pagato a residui
Nel corso dell’esercizio 2013 non viene applicato avanzo di amministrazione.
La gestione di competenza chiude con un risultato positivo pari ad € 3.288.404,63
Nel corso del 2013 non viene utilizzata anticipazione di tesoreria, e l’esercizio si chiude con un saldo attivo di cassa.
Le considerazioni sul 2013 il Collegio le ha esplicitate in sede di predisposizione della relazione semestrale sul piano di riequilibrio e nella relazione al conto consuntivo.
ANALISI DELLA SPESA CORRENTE
Procediamo l’analisi riportando l’andamento storico della spesa corrente impegnata in competenza.
Note: nel corso degli esercizi 2004 e dal 2006 al 2009 si registra un aumento considerevole delle spese correnti che nell’anno 2006 raggiunge la cifra massima , con impegni a competenza pari ad € 22.048.342,36. Dal 2003 al 2004 si rileva un differenziale di spesa corrente pari ad € 3.787.5992,44.
Riportiamo l’analisi della spesa per interventi:
intervento 01 personale
intervento 02 acquisti
intervento 03 PRESTAZIONE DI SEVIZI
intervento 05 contributi
intervento 08 debiti fuori bilancio
Per i debiti fuori bilancio riportiamo l’andamento storico degli impegni della competenza ed analiticamente riporteremo gli impegni suddivisi per anno.
727.036,25
ANDAMENTO STORICO UTILIZZO ANTICIPAZIONE DI TESORERIA
4.275.057,52
3.094.470,34
847.001,71
2.380.617,78
1.812.089,41
3.703.398,21
4.115.076,79
1.621.488,32
UTILIZZO ANTICIPAZIONE DI TESORERIA
I dati sopra riportati rilevano le criticità che i diversi organi hanno più volte rimarcato nelle proprie verifiche.
L’utilizzo di anticipazione è stato costante, come l’utilizzo improprio di somme vincolate hanno generato una gestione della liquidità non in linea con i principi contabili e con la normativa vigente.
Quanto riportato è stato anche rilevato in diverse note dai responsabili dei servizi finanziari.
L’utilizzo di anticipazione di tesoreria ha comportato il pagamento degli interessi passivi nei diversi esercizi, per somme impegnate nella seguente tabella:
INTERESSI PASSIVI SU ANTICIPAZIONE DI TESORERIA
10.313,11
12.746,58
156.338,31
75.001,30
64.746,56
849.145,86
La somma complessiva pagata dall’ente per interessi passivi per anticipazioni di tesoreria è il seguente:
Alleghiamo alla relazione l’elenco che riporta i debiti fuori bilancio aggiornati al 15/12/2014 pari ad € 12.079.221,51,al netto degli ordinativi da regolarizzare ammontanti ad euro 634.907,57, sottoscritti dal Segretario Generale e dal Responsabile del Servizio Finanziario.
Il collegio, dopo aver esaminato i rendiconti dal 1999 al 2013, e dopo un attento esame delle verifiche effettuate dalla Corte dei Conti, dal Ministero e dalla Regione Siciliana, ritiene di esprimere delle considerazioni conclusive.
L’analisi è stata condotta volutamente a partire dall’esercizio 1999 poiché le stesse valutazioni avanzate dagli organi di controllo hanno evidenziato una cronica situazione di squilibrio economico- finanziario, ante 2003 ,alla quale, prima dell’adozione del piano di riequilibrio pluriennale, non si è mai posto rimedio con sane politiche di risanamento, tuttalpiù qualche escamotage contabile che ha generato avanzi di amministrazione fittizi, che una volta applicati hanno generato spesa corrente senza alcuna copertura finanziaria.
Al contempo l’Ente ,nel periodo esaminato, ha contratto obbligazioni senza nessun formale impegno di spesa , generando una massa di debiti fuori bilancio, annoverabili all’ articolo 194 comma 1 lettera e), anche quest’ultimi riconducibili ad una cattiva gestione delle risorse finanziarie.
Dall’esame della massa debitoria, si evince che i fatti riconducibili all’irregolare gestione della spesa sono talmente significativi che è facile concludere affermando che negli esercizi esaminati era diventato usuale non inserire tra gli stanziamenti di spesa somme obbligatorie, e riconoscere le stesse come debiti fuori bilancio in anni successivi, con aggravio spesso di sanzioni ed interessi.
Inoltre, come tra l’altro rilevato in tutte le attività ispettive e di controllo, tali squilibri hanno provocato l’utilizzo costante dell’anticipazione di tesoreria ed una costante crisi di liquidità, che non ha permesso il regolare pagamento delle obbligazioni assunte ed ha generato tra l’altro una cospicua mole di oneri finanziari.
Dopo aver effettuato le valutazioni che riguardano le cause storiche che hanno portato alla situazione attuale, il Collegio ritiene di dover effettuare un confronto tra la situazione finanziaria rappresentata nel piano di riequilibrio finanziario e quella che emerge alla data del 17/12/2014 contenuta nella Delibera di Giunta Municipale. Il Collegio si avvale di una tabella sinottica in cui viene rappresentata la situazione per saldi totali e parziali e per tipologia di debiti fuori bilancio :
DEBITI ALLA DATA DEL PIANO
DEBITI ALLA DATADEL 17.12.2014
LETTERA A) INSERITI NEL PIANO
5.421.816,00
LETTERA A INSERITI NEL PIANO
3.867.294,11
-1.554.521,89
LETTERA A) NON INSERITI NEL PIANO (DELIBERA DI GIUNTA COMNALE DECRETI INGIUNTIVI)
738.310,73
LETTERA A) NON INSERITI NEL PIANO (DELIBERA DI GIUNTA C. SENTENZE AGGIORNATO)
4.007.044,74
AGGIORNAMENTI SENTENZE NON INSERITE NEL PIANO
345.057,22
4.352.101,96
12.332.243,00
12.079.221,51
- 253.021,49
3.926.857,00
3.121.514,71
-805.342,29
TOTALE LETTERA A )
TOTALE DEBITI LETTERA A) AD OGGI
8.957.706,80
3.535.890,80
TOT.LETT.A+E
9.348.673,00
2.730.548,51
PASSIVITA' POTENZIALI
-2.983.570,00
raffronto effettuato senza gli ordinativi da regolarizzare
Come si può desumere dalla tabella , la massa debitoria sottoposta al ripianamento con il Piano di riequilibrio finanziario ammontava ad € 12.332.243,00 mentre quella che emerge dalla la situazione debitoria effettiva al 17/12/14 risulta essere inferiore e pari ad € 12.079.221,51. Ciò sta significare che l’effetto dell’ammortamento del debito ha prodotto comunque una riduzione minimale della massa debitoria di circa € 253.000,00.Bisogna considerare però che tale differenza è frutto della compensazione di maggiori debiti emersi dopo la formulazione del Piano di riequilibrio e del pagamento di alcuni debiti inseriti nel piano. In particolar modo il confronto fra le due situazioni fa emergere una riduzione dei debiti lettera a) art.194 TUEL inseriti nel Piano, che da € 5.421.816,00 si riducono ad €3.867.294, con una riduzione complessiva di € 1.554.522,00. I debiti di cui alla lettera e) art.194 TUEL inseriti nel piano, passano da 3.926.857,00 a 3.121.515,00 riducendosi per € 805.343,00. Bisogna evidenziare che l’importo di € 2.983.570,00 che alla data di presentazione del Piano è relativo alle passività potenziali, alla data del 17/12/2014 è inserito tra i debiti di alla lettera a) , poiché nel frattempo si sono conclusi i giudizi pendenti.
Alla luce delle superiori analisi , condotte mediante il raffronto ex ante ed ex post, si può affermare che le previsioni del Piano risultano essere attendibili e che la massa debitoria censita in fase di redazione del Piano è rimasta stabile nell’ammontare e mutata nella sua natura .
L’analisi per saldi da sola è insufficiente a far emergere la mutazione quali-quantitativo della massa debitoria, infatti è opportuno a tal fine effettuare una ricognizione all’interno dell’intervallo temporale che intercorre tra l’approvazione del Piano da parte del Consiglio Comunale e la situazione effettiva rappresentata nella ricognizione effettuata dalla Giunta Municipale il 17/12/2014. Ciò si rende necessario in quanto il Piano varato dal Consilio Comunale il 12 febbraio 2013 è stato approvato a distanza di 15 mesi in data 8 maggio 2014 dalla Corte dei Conti. Tale ritardo ha seriamente compromesso la credibilità del Piano da parte dei creditori i quali , nella fase di adozione del Piano , avevano accettato una notevole rateizzazione dei crediti vantati nei confronti dell’Ente, fra questi è da citare la società Sorgenti Presidiana. La stessa era stata in origine assunta tra i creditori per € 1.200.000,00 per il cosiddetto I° lodo Sorgenti Presidiana e contestualmente inserita fra i creditori potenziali per il cosiddetto II° Lodo ammontante ad € 2.630.000,00 circa. Il suddetto ritardo, come documentalmente accertato, ha fatto venir meno l’accordo rateale sul primo Lodo arbitrale e contestualmente ha spinto il creditore ad avviare un complessivo recupero coattivo che ha generato le sentenze esecutive con pagamento in un’unica soluzione ,compromettendo in gran parte il Piano di Riequilibrio, venendo di fatto meno la rateizzazione quinquennale nello stesso prevista . Contestualmente un cospicuo numero di creditori , inizialmente inseriti nella categoria lettera e) art.194 TUEL, ha fatto ricorso al monitorio trasformando la natura del credito. Il ritardo con cui è stato approvato il Piano ha così prodotto una “mutazione genetica” del debito, una sua lievitazione per interessi e spese legali ed ha contestualmente azzerato l’attività negoziale volta alla rateizzazione del debito lungo il periodo del Piano.
Si precisa che in sede di rimodulazione di Piano ( Delibera n. 63 del 15.07.2013)nel ns parere si rileva che: “successivamente all’approvazione del Piano di Riequilibrio Finanziario, il Comune ha avuto notizia della decisione del Lodo Arbitrale “Sorgenti Presidiana”, ad oggi non ancora notificato, di un esito avverso al Comune per un importo di circa € 3.000.000,00. Relativamente a tale contenzioso l’Ente ritiene prudenzialmente di risultare soccombente e che quindi sia opportuno prevedere il ripianamento di tale passività potenziale in anni 5 mediante costituzione di apposito Fondo rischi a partire dal 2013 fino al 2017”. Nel piano di riequilibrio pluriennale tale somma era stata indicata come passività potenziale, e pertanto non può in nessun modo essere considerata come “nuovo” indebitamento dell’Ente. Si rileva che il piano di riequilibrio approvato dalla Corte dei Conti prevedeva, per la copertura dei debiti fuori bilancio, alcune entrate straordinarie quali la contrazione di mutui per € 2.178.000,00 e l’alienazione degli immobili comunali per un importo pari ad € 350.000,00 nel 2013 e € 1.200.000,00 per il 2014.
L’ente ha cercato, pubblicando diversi bandi, di avviare le procedure per la dismissione immobiliare ma purtroppo le cessioni non si sono concretizzate.
In merito alle entrate straordinarie l’Ente ha avviato una attività massiva di recupero elusione ed evasione che ha prodotto i seguenti risultati:
-ACCERTAMENTI ICI IMU ACCERTAMENTO COMPETENZA 2013 € 357.000,00;
-ACCERTAMENTI ICI IMU AREE FABBRICABILI ACCERTAMENTO COMPETENZA 2013 € 190.000,00;
-ACCERTAMENTI TARSU ACCERTAMENTO COMPETENZA 2013 € 79.000,00
-ACCERTAMENTO ENTRATE PREGRESSE € 142.907,78
TOTALE ACCERTAMENTI COMPETENZA € 768.907,78.
La situazione degli accertamenti di competenza a pre consuntivo 2014, per tale tipologia di entrata, è pari ad € 556.669,64.
Come inoltre evidenziato nella parte in cui si è riportata l’analisi dei dati contabili si è registrata nel corso del 2013 una riduzione di spesa corrente per un importo pari ad 1.821.441,53. Pertanto la realizzazione dei risparmi di spesa previsti, tenendo conto del dato complessivo della spesa corrente, si è realizzato, anche se alcune spese che nel piano erano state indicate quali oggetto di riduzione, non si sono ridotte nella misura che era stata prevista nel riequilibrio pluriennale.
Alla luce di quanto sopra esposto il Collegio, accertato che la massa debitoria è tale, per entità e natura, da non poter essere ripianata con le risorse disponibili, tenuto conto della relazione del responsabile del settore economico finanziario ,che attesta l'impossibilità di poter far fronte alla massa debitoria (sia quella inserita nel piano di equilibrio sia quella accertata successivamente all'approvazione dello stesso), ai sensi dell'articolo 244 del TUEL e seguenti , invita il Consiglio Comunale a pronunciarsi in merito alla proposta di deliberazione della dichiarazione di dissesto finanziario.
Il collegio attesta che sussistono i presupposti di cui all’art. 244 del Tuel .
Cefalù, 10 febbraio 2015

References: art. 1
 art. 244
 art.195
 articolo 194
 art.194
 art.194
 art.194