Source: https://www.csm.it/web/csm-internet/il-processo-penale-telematico/notifiche-telematiche/snt
Timestamp: 2019-12-13 23:45:02+00:00

Document:
notifiche telematiche/snt - CSM
notifiche telematiche/snt/
Stampa Notifiche telematiche
Il regime delle notifiche telematiche nel processo penale, introdotte con l’art. 4 del decreto legge n. 193 del 2009 e attualmente disciplinate dall’art. 16 del Decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con legge 17 dicembre 2012, n. 221, è divenuto efficace in via generale il 15 dicembre 2014.
Si tratta del primo passo verso il processo penale telematico.
In questo paragrafo verranno indicate le principali questioni poste dalla disciplina in materia di notifiche telematiche e fornita una sintetica descrizione dell'applicativo ministeriale SNT.
Il valore legale e la c.d. obbligatorietà
La mancata ricezione e la notifica con deposito in cancelleria
L'applicativo SNT
La disciplina delle notifiche telematiche nel processo penale è dettata dall’art. 16 del Decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con legge 17 dicembre 2012, n. 221. Le disposizioni di specifico interesse per il settore penale sono contenute dai commi 4 a 11.
Le basi operative delle notifiche telematiche sono state poste con la disciplina sulla posta elettronica certificata (Art. 48 D. L. 7 marzo 2005, n. 82 - Codice dell'amministrazione digitale. Posta elettronica certificata) e attraverso la previsione per "I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato" di dotarsi e comunicare "ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata" (Art. 16 D.L. 29.11.2008, n. 185. - «Riduzione dei costi amministrativi a carico delle imprese»)
Fondamentale per l'operatività delle notifiche telematiche è anche la normativa secondaria. Di specifico interesse:
il Decreto del Ministero della Giustizia "Regolamento Concernente Le Regole Tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione," del 21 febbraio 2011 n. 44 (in Gazz. Uff., 18 aprile, n. 89);
il D.M. 15.12.2012 n. 209 "Regole tecniche sulle comunicazioni telematiche";
il provvedimento del 18 luglio 2011 della Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati, “Specifiche tecniche previste dall'art. 34, c.1, del regolamento concernente le regole tecniche per l'adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal D.lgs 82/2005 e successive modificazioni, ai sensi dell’articolo 4, commi 1 e 2, del Ddl 193/2009, convertito nella legge 24/2010".
Per un panorama completo della disciplina in materia di processo penale telematico si rimanda alla voce “Il processo penale telematico - Il progetto – Aspetti normativi”.
La esatta delimitazione dell'ambito applicativo della normativa sulle notificazioni telematiche riguarda tre distinti profili: uffici giudiziari coinvolti, soggetti abilitati a inviare e ricevere, esatta comprensione dei termini dell'obbligatorietà.
La normativa di cui all’art. 16 L. 221/2012 può ritenersi certamente efficace a partire dal 15 dicembre 2014 per i Tribunali e le Corti d’Appello ordinarie.
La lettura sistematica della normativa ha indotto i primi interpreti a ritenere che debbano ritenersi pienamente incluse nella cd obbligatorietà anche le Procure della Repubblica, con inclusione anche delle notifiche telematiche anche per gli atti svolti nella fase delle indagini. In tal senso anche la circolare del Ministero Giustizia del 11.12.2014.
Sono certamente esclusi dall'ambito di operatività della cd obbligatorietà gli uffici del Giudice di pace e la Corte di Cassazione.
Parimenti esclusi, trattandosi di uffici che, di regola, vengono specificamente menzionati nelle disposizioni legislative, i Tribunali per i Minorenni e i Tribunali di Sorveglianza.
Da segnalare, comunque, la possibilità anche per gli uffici non inclusi nell'ambito di operatività della specifica normativa di ricorrere alla Pec ai sensi dell’art.148 co. 2 bis. c.p.p..
Per valutare esattamente la portata innovativa e l'impatto del sistema delle notificazioni telematiche penali è utile definire l’ambito dei soggetti che possono inviare e ricevere le notifiche a mezzo della posta elettronica certificata (Pec).
In partenza la Pec è riservata all'autorità giudiziaria. Le parti private dovranno continuare ad utilizzare le forme ordinarie di notificazioni (cfr. Cass. sez. 3, Sentenza n. 7058 del 11/02/2014).
L'autorità giudiziaria può inviare notifiche a mezzo Pec a tutti i difensori di una delle parti (imputato, persona offesa, parte civile, responsabile civile) che debbano ricevere la notifica in proprio o “in vece” della parte.
Nello specifico, la notifica all’imputato può essere effettuata via Pec in tutti i casi in cui essa debba essere ricevuta dal difensore (art. 157 c.p.p., comma 8 bis; art. 161 c.p.p.; art. 169 c.p.p.; art. 159 c.p.p.; art. 165 c.p.p.).
La notifica presso il difensore può essere sempre effettuata, nel caso in cui ricorrano le condizioni previste dagli artt. 149 o 150 c.p.p., alla parte civile; al responsabile civile e alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria una volta costituiti (artt. 154 co. 4 e 100 co. 5 c.p.p.); alla persona offesa che abbia nominato un difensore (art. 33 disp. att. c.p.p.).
Viene ritenuta ammissibile, pur in mancanza di specifica disciplina, la possibilità di avvalersi della Pec anche verso soggetti che non siano parti processuali, quali consulenti, periti ed interpreti.
La circolare del Ministero Giustizia del 11.12.2014 ha anche richiamato la possibilità di utilizzare la PEC per le comunicazioni tra uffici giudiziari e di avvalersene anche nell’effettuare notificazioni tradizionali (art. 64 co. 3 e 4 disp.att. c.p.p.).
La cd obbligatorietà delle notifiche telematiche nel settore penale a partire dal 15 dicembre 2014 non implica che tale forma di notificazione sia divenuta esclusiva. Infatti, la notifica a mezzo Pec non rappresenta, neppure dopo il 15 dicembre 2014, l’unica modalità ammessa dal codice di procedura penale.
Nel processo penale la regola di base resta quella sancita dall’art.148 c.p.p., secondo la quale le notificazioni degli atti, salvo che la legge disponga altrimenti, sono eseguite dall’ufficiale giudiziario e da chi ne esercita le funzioni.
Ancora pienamente consentite le notifiche attraverso la polizia penitenziaria per i casi previsti dall’art.148 comma 2; la notificazione tramite la polizia giudiziaria ai sensi dell’art. 151 c.p.p.; la notificazione tramite il servizio postale ex art. 170 c.p.p.; la consegna diretta da parte della cancelleria e la lettura in udienza ex art. 148 commi 4 e 5 c.p.p..
La notifica telematica ha preso il posto delle notificazioni di cui agli articoli 148 comma 2 bis c.p.p. (notificazioni ed avvisi ai difensori attraverso mezzi tecnici idonei); 149 c.p.p. (notificazioni urgenti a mezzo del telefono o del telegrafo (a persone diverse dall’imputato); 150 c.p.p. (notificazioni con mezzi tecnici idonei a persona diversa dall’imputato e dal difensore); 151 comma 2 c.p.p. (notifiche di atti del pubblico ministero trattate direttamente dalla segreteria.
La notifica telematica è, quindi, divenuta il “mezzo tecnico idoneo” ai sensi dell’art.148 comma 2 bis c.p.p..
La possibilità di fare ancora ricorso ad altre forme di notificazioni eseguite con mezzi tecnici idonei (fax, telefono) permane, per gli uffici inseriti nellambito di efficacia della nuova normativa, in caso di mancato funzionamento del sistema deputato all'effettuazione di notifiche telematiche.L’esame sistematico della normativa sulle notifiche induce anche un’ulteriore conclusione: nel penale, allo stato, la nuova disciplina concerne unicamente le notificazioni e non anche le comunicazioni tra uffici giudiziari.
La disposizione di cui al comma 6 dell’art. 16 L. 221/2012 prevede che in caso di omessa comunicazione dell’indirizzo PEC e in caso di mancata notifica per “colpa” del destinatario, la notifica si intende perfezionata con il semplice deposito in Cancelleria (art. 51, comma 3, D.L.112/2008, richiamato dall’art.16, comma 4, del D.M. n.44/2011).
In proposito l’art. 16, comma 4, DM 44/2001 stabilisce che quando viene “generato un avviso di mancata consegna previsto dalle regole tecniche della posta certificata”, può essere effettuata la notifica mediante deposito in cancelleria, salvo il caso fortuito e la forza maggiore.
La circolare del Ministero Giustizia del 11.12.2014 individua quali cause imputabili al difensore: la casella di posta elettronica piena; la casella di posta elettronica non abilitata; la casella di posta elettronica non attivata; la casella di posta elettronica sconosciuta.
Dovrebbero, pertanto, considerarsi cause non imputabili al difensore: la mancata consegna per problemi di comunicazione tra i gestori di posta elettronica certificata; la mancata consegna per malfunzionamento dei sistemi informatici della cancelleria; la mancata consegna per errata indicazione in REGINDE dell’esatto indirizzo di posta elettronica certificata del difensore.
La soluzione generale ad oggi individuata dal Ministero della Giustizia per le notifiche telematiche penali prevede l’utilizzazione di una casella di PEC dedicata per ogni Ufficio giudiziario e di un applicativo (Sistema Notifiche Penali Telematiche -SNT) che consente l’acquisizione di documenti elettronici, la consultazione e condivisione degli stessi; la firma digitale di un documento elettronico mediante l’uso di smart card; la gestione, l’invio, il monitoraggio e la registrazione delle notifiche.
Il Sistema Notifiche Telematiche è un sistema centralizzato web-based, che può essere utilizzato a prescindere dal registro informatico in uso presso il singolo ufficio e che è in grado di gestire, monitorare e controllare il flusso di informazioni e documenti legati al processo di notificazione/comunicazione di un atto giudiziario.
L’atto originale dell’autorità giudiziaria da notificare viene scansionato, inserito nel sistema, classificato e inviato (nel caso di documento contenente dati sensibili o di dimensioni eccessive viene inviato un messaggio contiene il link per consultare e scaricare il documento accedendo al Portale dei Servizi Telematici) tramite la PEC di sistema agli indirizzi inseriti in REGINDE (registro generale indirizzi elettronici gestito dal Ministero della Giustizia ai sensi del DM 44/2011, che contiene i dati identificativi e l’indirizzo di posta elettronica certificata dei soggetti abilitati esterni).
L’invio della PEC viene registrato nel sistema con un numero, attribuito in ordine cronologico e con un id; all’esito dell’invio il sistema genera la ricevuta, il cd “artefatto”, che viene inserito nel fascicolo processuale, nel quale sono contenuti i dati relativi alla notifica effettuata e l’esito della stessa e da cui possono ricavarsi i dati utili per la verifica della correttezza della notifica.
SNT permette di monitorare anche in seguito lo stato del processo d’invio delle notifiche, controllando l’avvenuta ricezione del messaggio di notifica ed il sistema consente anche di applicare dei filtri di ricerca.
Fin dalla prima sperimentazione presso gli uffici di Torino (vedi: A. Salvadori e S. Castellani, Il sistema notifiche telematiche) è stato rilevato come si trattasse di un sistema migliore rispetto al fax o alla semplice casella di posta elettronica certificata ordinaria perché garantiva l’archiviazione (per almeno 10 anni), la gestione e il controllo dei flussi, ma estremamente “rudimentale”. Oltre ad una relativa lentezza di alcune fasi della procedura informatica, è stato da più parti rilevato come l’applicativo non sia un gestore documentale e non sia integrato neppure con il sistema informatico della cognizione penale (S.I.C.P.), limitandosi a gestire le notificazioni verso gli avvocati.
Lupi - Normativa in materia di processo telematico (1254.6 kB)

References: Cass. sez. 
 Sentenza 
 art. 161
 art. 169
 art. 159
 art. 165
 art. 170
 art. 148