Source: http://idscgaeta.it/statuto.htm
Timestamp: 2018-03-22 00:34:06+00:00

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Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero - Gaeta (LT) :: Chi siamo . Statuto ::
DELL’ISTITUTO DIOCESANO PER IL SOSTENTAMENTO DEL CLERO DELL’ARCIDIOCESI DI GAETA
Art. 1° - Natura e Sede
Art. 2° - Fini e attività dell'Ente
Art. 2°bis - Criteri per l'applicazione dell'art. 27, comma secondo delle Norme
Art. 3° - Rapporti con l'Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero
Art. 4° - Durata
Art. 5° - Patrimonio
Art. 6° - Mezzi di funzionamento
Art. 7° - Consiglio di Amministrazione
Art. 8° - Incompatibilità
Art. 9° - Vacanza di seggi nel Consiglio
Art. 10° - Adunanze del Consiglio
Art. 11° - Poteri del Consiglio
Art. 12° - Responsabilità
Art. 13° - Presidente del Consiglio di Amministrazione
Art. 14° - Vice-Presidente del Consiglio di Amministrazione
Art. 15° - Esercizio
Art. 16° - Stato di previsione e consuntivo
Art. 17° - Avanzi di esercizio
Art. 18° - Collegio dei Revisori dei Conti
Art. 19° - Obblighi del Collegio dei Revisori
Art. 20° - Vacanza di seggi nel Collegio dei Revisori
Art. 21° - Rinvio a norme generali
L’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero dell’Arcidiocesi di Gaeta (qui di seguito più brevemente denominato “I.D.S.C. oppure Istituto) costituito dall’Arci= vescovo Diocesano in attuazione dell’art. 21 delle Norme sugli enti e sui beni eccle= siastici approvate dalla Santa Sede e dal Governo Italiano con Protocollo del 15 no= vembre 1984 (qui di seguito richiamate con la dizione “Norme”), è persona giuridica canonica pubblica.
L’I.D.S.C. dell’Arcidiocesi di Gaeta (LT) ha sede in Gaeta Piazza Episcopio n. 2 - C.A.P. 04024.
Fine e attività dell'Ente
a) provvedere, ove occorra, all’integrazione, fino al livello fissato dalla Conferenza Episcopale Italiana (di seguito più brevemente denominata C.E.I.), della remunerazione spettante al clero, che svolge servizio a favore dell’Arcidiocesi, per il suo congruo e dignitoso sostentamento;
b) svolgere eventualmente, previe intese con l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (I.C.S.C.), funzioni assistenziali e previdenziali integrative e autonome per il Clero;
d) provvedere, con l’osservanza dei criteri contenuti nell’art. 2 bis, alle necessità di cui all’art. 27, comma secondo delle Norme che si dovessero manifestare.
L’I.D.S.C. può compiere tutti gli atti di natura mobiliare ed immobiliare necessari o utili tanto per la migliore realizzazione dei fini istituzionali quanto per l’organizzazione e realizzazione delle proprie strutture.
Esso, inoltre, può svolgere eventuali altre funzioni che gli fossero demandate da regolamenti emanati dalla C.E.I. o che gli fossero proposte dall’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero, nell’ambito dei suoi fini istituzionali.
Art.2°bis
3. la misura della sovvenzione assegnata è pari alla misura iniziale unica della remunerazione prevista dalle disposizioni vigenti in materia di sostentamento clero;
In casi particolari, dopo aver consultato il Vescovo diocesano, il residente dell’Istituto può disporre il versamento della sovvenzione di cui al n. 2 in unica soluzione, a condizione che il sacerdote richiedente rilasci una dichiarazione liberatoria.
Rapporti con l'Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero
a) favorisce lo scambio di dati di informazioni utili al miglior funzionamento del sistema;
b) segnala esperienze ed offre suggerimenti che possono arricchire lo studio e gli indirizzi comuni in vista della realizzazione della gestione del patrimonio degli Istituti ai fini della sua valorizzazione;
c) si avvale, secondo l’opportunità, dell’assistenza dell’I.C.S.C. per i compiti di gestione.
L’Istituto è per sua natura perpetuo. Nel caso in cui ne fosse decretata la soppressione dalla Santa Sede, o dall’Arcivescovo Diocesano in conformità dell’art. 22, comma terzo delle Norme, nel decreto di soppressione sarà designato l’ente chiamato a succedergli in tutti i rapporti attivi e passivi, ferma restando la destinazione del suo patrimonio al sostentamento del Clero.
a) dai beni appartenenti ai benefici ecclesiastici già esistenti nell’Arcidiocesi;
b) da eventuali donazioni e lasciti di beni immobili;
d) dai beni ad esso devoluti a norma del can. 1303, paragrafo II;
c) di ogni altra entrata
L’I.D.S.C. è amministrato da un Consiglio composto da sette membri, chierici o laici, tra i quali un Presidente e un Vice Presidente, nominati dall’Arcivescovo Diocesano. Almeno un terzo di questi è designato dal Clero diocesano su base elettiva, secondo modalità stabilite dall’Arcivescovo in conformità alle disposizioni emanate dalla C.E.I..
Gli Amministratori che manchino di assistere, senza giustificato motivo, a tre sedute consecutive del Consiglio di Amministrazione, decadono dalla carica.
Prima di iniziare l’esercizio delle loro funzioni gli Amministratori devono prestare avanti l’Ordinario diocesano o un suo delegato il giuramento prescritto dal can. 1283
Nei casi di morte, di dimissioni, di decadenza di revoca o di permanente incapacità all’esercizio delle funzioni di uno o più membri del Consiglio di Amministrazione, il Vescovo diocesano provvede entro quindici giorni dalla notizia dell’evento o dal provvedimento di revoca, a nominare i sostituti. Qualora si tratti di sostituire membri designati dal clero, il Vescovo stesso nominerà nell’ordine i candidati che all’atto della designazione hanno riportato il maggior numero di voti.
Le deliberazioni sono approvate a maggioranza assoluta di voto degli amministra= tori presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente.
Delle sedute del Consiglio dovrà essere redatto un verbale, che sarà trascritto a cura del Segretario di seduta in un libro dei verbali regolarmente vidimato.
- l’alienazione di beni immobili di valore superiore a quello minimo determinato dal Vescovo diocesano con il decreto dato a norma del can. 1281, § 2, seconda parte;
- l’esecuzione di lavori di costruzione, ristrutturazione, straordinaria manutenzione per un valore superiore alla somma minima definita dalla C.E.I. in esecuzione della disposizione del can. 1292, § 1;
- l’inizio, il subentro o la partecipazione in attività considerate commerciali ai fini fiscali compreso l’acquisto di azioni o quote di società, che dia diritto alla nomina di amministratori della stessa;
- l’assunzione di personale dipendente a tempo indeterminato;
- la decisione circa i criteri di affidamento a terzi della gestione o amministrazione di patrimonio mobiliare superiore alla somma minima citata;
Per quanto riguarda le alienazioni w gli atti pregiudizievoli del patrimonio previsti dal can. 1295 del codice di diritto canonico di valore superiore alla somma minima stabilita dalla CEI n. 20 occorre acquisire il parere previo dell’I.C.S.C.;
Art.13°
a) rappresentare l’I.D.S.C., anche di fronte a qualsiasi autorità giudiziaria o amministrativa, tanto canonica quanto civile;
Vice-Presidente del Consiglio di Amministrazione
a) sostituire il Presidente, assumendone tutte le funzioni previste nel precedente art. 13, nei casi d’assenza o d’impedimento di lui, dal medesimo dichiarati con lettera inviata al Consiglio, salvo il caso di sua incapacità;
b) con il consenso dell’Ordinario (oppure del Presidente del Collegio dei Revisori), surrogarsi al Presidente, nell’ipotesi in cui quest’ultimo non provveda alla convocazione de Consiglio di Amministrazione alla scadenza trimestrale pre= vista dall’art. 10 o in caso di urgenza.
L’esercizio annuale va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Il primo esercizio inizia a decorrere dal giorno dell’esercizio dell’Istituto e si chiude comunque al 31 dicembre dell’anno stesso.
Art.16°
a) entro il 15 settembre di ciascun anno, il Consiglio di Amministrazione provvede e redigere ed approvare lo stato di previsione e a trasmetterlo non oltre il 30 dello stesso mese, con il visto del Vescovo diocesano, all’I.C.S.C. per l’approvazione di competenza; tale approvazione costituisce il presupposto per l’erogazione da parte dello stesso I.C.S.C. dell’integrazione eventualmente richiesta;
Art.17°
Art.18°
Art.19°
Al termine di ciascun esercizio il Collegio dei Revisori è tenuto a redigere la relazione sul bilancio e a presentarla, non oltre il 15 maggio di ciascun anno, al Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, il quale provvede a trattenerne copia al Vescovo diocesano..
Art.20°
Nei casi di morte, di dimissioni, di decadenza, di revoca o permanente incapacità all’esercizio delle funzioni di un componente del Collegio, il Vescovo diocesano provvede senza indugio a nominare il successore, il quale resta in carica per la residua parte del mandato del predecessore.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art.2
 § 2
 § 1

Art.13
 art. 13

Art.16

Art.17

Art.18

Art.19

Art.20