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Timestamp: 2020-05-28 23:13:59+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3313 del 05/02/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3313 del 05/02/2019
Cassazione civile sez. lav., 05/02/2019, (ud. 22/11/2018, dep. 05/02/2019), n.3313
sul ricorso 18383-2013 proposto da:
ANTONINO SGROI, DE ROSE EMANUELE, CARLA DALOISIO, LELIO MARITATO;
VALLENERGIE S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore
avverso la sentenza n. 1280/2012 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 15/01/2013 R.G.N. 22/2012.
1. L’I.N.P.S. (anche quale mandatario della S.C.C.I. S.p.A.) propone ricorso, con due motivi, avverso la sentenza n. 1280/2012 della Corte d’appello di Torino che ha rigettato l’appello proposto dall’ente previdenziale nei confronti della s.p.a. Vallenergie (quale avente causa dall’Enel s.p.a.), contro la sentenza di primo grado che, nel giudizio di opposizione alla cartella avente ad oggetto il pagamento di somme derivanti da omissioni contributive antecedenti al primo gennaio 2009, aveva dichiarato l’insussistenza delle pretese contributive azionate dall’Inps in ragione dell’applicabilità del D.L. n. 112 del 2008, art. 20 conv. in L. n. 133 del 2008 con riferimento, non solo all’esonero della contribuzione per malattia, trattandosi di datore di lavoro che ha corrisposto il relativo trattamento con esonero dell’Inps dal relativo obbligo, ma anche in via analogica con riferimento all’esonero dalla contribuzione di maternità non previsto testualmente;
2. la Corte territoriale ha ritenuto, con riferimento all’obbligo della società opponente per il periodo antecedente al gennaio 2009, derivante dal processo di trasformazione e privatizzazione dell’E.N.E.L. S.p.A., che la L. n. 138 del 1943, art. 6 che esonera I’I.N.P.S. dal pagamento dell’indennità di malattia quando il datore di lavoro è tenuto, in base a contratto collettivo, a corrispondere la retribuzione durante la malattia del dipendente, fosse applicabile anche all’indennità di maternità, con la conseguente insussistenza dell’obbligo di versamento della relativa contribuzione all’I.N.P.S.;
5. con il ricorso l’INPS denuncia plurime violazioni di legge (D.L. n. 112 del 2008, art. 20, conv. con L. n. 133 del 2008, artt. 22, comma 2 e D.Lgs. n. 151 del 2001, art. 79 e L. n. 138 del 1943, art. 6,D.P.R. n. 145 del 1965, art. 1, comma 1 L. n. 104 del 2006, art. 1), per avere la Corte di merito ritenuto che la prima delle disposizioni citate, che nell’interpretare autenticamente l’art. 6 cit. ha previsto che “i datori di lavoro che hanno corrisposto per legge o per contratto collettivo, anche di diritto comune, il trattamento economico di malattia, con conseguente esonero dell’Istituto nazionale della previdenza sociale dall’erogazione della predetta indennità, non sono tenuti al versamento della relativa contribuzione all’Istituto medesimo”, si applicasse anche ai trattamenti e ai contributi per maternità, con la conseguenza che, avendo il successivo art. 20 cit, comma 2, lett. a), cit. previsto l’obbligo per “le imprese dello Stato, degli enti pubblici e degli enti locali privatizzate e a capitale misto” di versare “la contribuzione per maternità” soltanto “a decorrere dal 1 gennaio 2009”, nessuna contribuzione a tale titolo poteva l’INPS richiedere per il periodo precedente.
10. va, altresì, ribadito – sulla scorta di Cass. S.U. n. 10232 del 2003 e di Corte cost. n. 47 del 2008 – che il fondamento della previdenza sociale sta nel principio di solidarietà e che il concetto di sinallagma, inteso quale equilibrio di obbligazioni corrispettive, risulta insufficiente alla rappresentazione del sistema previdenziale, accompagnandosi all’apporto contributivo delle categorie interessate il costante intervento finanziario dello Stato e quindi della solidarietà generale, con la conseguenza che, non esistendo tra prestazioni e contributi un nesso di reciproca giustificazione causale e ben potendo, dunque, persistere l’obbligazione contributiva a carico del datore di lavoro anche quando per tutti o per alcuni dei lavoratori dipendenti l’ente previdenziale non sia tenuto a certe prestazioni, il rinvio ai criteri previsti per l’erogazione delle prestazioni dell’assicurazione obbligatoria per le malattie, contenuto nella L. n. 1204 del 1971, art. 15 in tema di corresponsione dell’indennità di maternità, non consente di per sè di estendere ai contributi per la maternità l’esonero dall’obbligo contributivo previsto per i datori di lavoro tenuti a versare l’indennità di malattia;
16. tale obbligo, infatti, doveva ritenersi immanente al sistema in ragione dei rilievi di ordine sistematico dianzi enunciati, restando naturalmente salva la facoltà del legislatore di renderlo manifesto attraverso un’apposita disposizione di legge a carattere meramente ricognitivo (cfr. in tal senso, tra le tante, Corte cost. nn. 230 del 2016, 346 del 2010, 40117 del 2007);
18. neppure possono desumersi argomenti contrari dalla L. n. 218 del 1990, art. 3, comma 2, che, oltre i diritti quesiti, ha fatto salvi “gli effetti di leggi speciali e quelli rivenienti dalla originaria natura pubblica dell’ente di appartenenza”, giacchè tale disposizione, originariamente introdotta per i dipendenti degli enti creditizi e successivamente estesa anche ai dipendenti dell’ENEL in virtù del D.L. n. 198 del 1993, conv. con L. n. 292 del 1993, si riferisce espressamente, ed esclusivamente, alle situazioni giuridiche dei dipendenti degli enti pubblici oggetto di trasformazione in soggetti di diritto privato e non può in alcun modo costituire la base normativa per attribuire situazioni di vantaggio in favore dei loro datori di lavoro;
19. il ricorso, in conclusione, va accolto e la sentenza impugnata va cassata; non essendo necessari ulteriori accertamenti, decidendo nel merito, va quindi affermato l’obbligo del pagamento dei contributi per maternità indicati nella cartella opposta;
20. la complessità e problematicità delle questioni trattate impone la compensazione integrale delle spese dell’intero processo.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 20
 art. 6
 art. 20
 art. 79
 art. 6
 art. 1
 art. 1
 art. 20
 Cass. 
 art. 15
 art. 3
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