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Timestamp: 2019-09-23 11:55:29+00:00

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Valdaveto.net > Funghi > Legge Regionale Liguria n° 17 dell'11 luglio 2014 - Disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei spontanei
Impariamo a conoscere la legge che regolamenta la raccolta dei funghi sul territorio della regione Liguria
fotografie di Alberto Repetti e Stefano Franzoso
Entra in vigore su tutto il territorio ligure la legge regionale n° 17 dell'11 luglio 2014 riguardante la "Disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei spontanei".
La legge regionale 17/2014, oltre a regolamentare in maniera puntuale tutti gli aspetti legati alla raccolta dei funghi, all'articolo 25 abroga la precedente Legge Regionale n° 27 del 13 agosto 2007.
La quantità giornaliera individuale massima consentita su tutto il territorio ligure viene confermata, all'articolo 4, pari a chilogrammi tre.
All'articolo 8 vengono indicate le modalità che devono essere rispettate durante la raccolta dei funghi: naturalmente viene vietato l’uso di rastrelli, viene vietato il trasporto dei funghi in sacchetti di plastica o contenitori stagni, viene vietata la raccolta ed il danneggiamento dei funghi non commestibili o velenosi. Inoltre viene vietata la raccolta dell’amanita cesarea (fungo meglio conosciuto come 'ovolo buono') allo stato di ovolo.
Le sanzioni amministrative relative alle violazioni delle norme vengono elencate all'articolo 22.
Con l'articolo 5 della nuova legislazione regionale si è voluto conferire ai soggetti che operano professionalmente la raccolta dei funghi sul territorio la possibilità di derogare ai limiti quantitativi di raccolta nella misura stabilita dagli enti gestori, nel rispetto della normativa nazionale di settore.
Di seguito riporto il testo integrale della legge regionale n° 17 dell'11 luglio 2014 tratto dalla Banca dati della Regione Liguria . Al fine di facilitare l'accesso ai singoli punti trattati all'interno della legge, ho creato un indice dei 25 articoli in essa contenuti: la vita dei funzà è già talmente complicata!
Legge regionale 11 luglio 2014 n° 17
CAPO I - RACCOLTA DEI FUNGHI EPIGEI SPONTANEI
Articolo 3: ambiti di raccolta
Articolo 4: limiti quantitativi della raccolta
Articolo 5: deroghe ai limiti quantitativi della raccolta
Articolo 6: determinazione della apertura e della chiusura della raccolta
Articolo 7: limitazioni e autorizzazioni speciali
Articolo 8: modalità di raccolta e divieti
Articolo 9: consorzi per la ricerca, la raccolta, la vendita dei funghi e per la produzione connessa
Articolo 10: adempimenti a carico degli enti preposti alla gestione della raccolta
Articolo 11: esenzione dall'obbligo di autorizzazione o di tesserino
CAPO II - CONTROLLO MICOLOGICO E COMMERCIALIZZAZIONE
Articolo 12: Ispettorato micologico
Articolo 13: funzioni dell’Ispettorato micologico
Articolo 14: attestato di micologo
Articolo 15: corsi di formazione micologica
Articolo 16: requisiti e condizioni per la commercializzazione
Articolo 17: idoneità alla identificazione dei funghi
Articolo 18: autorizzazione al commercio dei funghi
Articolo 19: lavorazione e confezionamento dei funghi
Articolo 20: somministrazione e preparazione di alimenti a base di funghi
CAPO III - VIGILANZA E SANZIONI AMMINISTRATIVE
Articolo 21: funzioni di vigilanza
Articolo 22: sanzioni
CAPO IV - NORME TRANSITORIE E FINALI E ABROGAZIONE DI NORME
Articolo 23: norma transitoria
Articolo 25: abrogazioni
I Sindaci dei comuni liguri possono stabilire, con provvedimento da pubblicare nell’Albo del Comune e da rendere noto mediante la forma dei pubblici proclami anche lungo le strade ed i perimetri dei fondi, la data di inizio e di chiusura della raccolta dei funghi nella stagione primaverile ed autunnale.
d) raccogliere l’amanita cesarea allo stato di ovolo;
Al fine di preservare l’ecosistema boschivo, i consorzi devono prevedere che le persone autorizzate di cui al comma 2 non esercitino la facoltà di raccogliere funghi almeno due giorni la settimana.
I comuni montani, in forma singola o associata, che abbiano subordinato l’esercizio della raccolta sul territorio di competenza al versamento di un corrispettivo monetario di cui all’articolo 3, comma 2, possono definire reciproci accordi con i consorzi, finalizzati ad unificare il rilascio dei tesserini ed i relativi corrispettivi monetari.
L’Ispettorato micologico è coordinato da un medico individuato nell’ambito di ogni singola Azienda sanitaria locale e si avvale della collaborazione degli esperti micologici in possesso dell’attestato di micologo.
L’attività di riconoscimento e di controllo dei funghi è svolta dai soggetti in possesso dell’attestato di micologo rilasciato dalla Regione, subordinato al superamento di un esame finale al quale sono ammessi i candidati che abbiano frequentato almeno il 75 per cento delle ore previste per il corso di cui all’articolo 15.
e) puliti da terriccio o da corpi estranei.
L’attestato di idoneità alla identificazione delle specie fungine di cui all’articolo 2, comma 2, del d.p.r. 376/1995 e successive modificazioni ed integrazioni è rilasciato ai maggiorenni dall’Azienda sanitaria locale in cui è ubicato il Comune di residenza del richiedente. In detto attestato, rilasciato secondo le modalità previste con apposito atto della Giunta regionale, sono elencati i generi e/o le specie di funghi per le quali è concessa l’idoneità.
La vendita dei funghi freschi o secchi sfusi appartenenti alla specie “boletus edulis” è soggetta a specifica autorizzazione comunale secondo quanto previsto dal d.p.r. 376/1995 e successive modificazioni ed integrazioni.
La vendita dei funghi freschi destinati al dettaglio è consentita previa certificazione di avvenuto controllo ai sensi dell’articolo 3 del d.p.r. 376/1995 e successive modificazioni ed integrazioni da parte dell’Ispettorato micologico dell’Azienda sanitaria locale.
L’autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata al titolare dell’attività ed in essa deve essere specificato il nome della persona o delle persone in possesso dell’attestato di idoneità al riconoscimento delle specie fungine, di cui all’articolo 17, o dell’attestato di micologo di cui al decreto del Ministro della Sanità 686/1996.
L’autorizzazione al commercio ha validità finché almeno uno dei soggetti in possesso dell’idoneità di cui al comma 4 o dell’attestato di micologo di cui al decreto del Ministro della Sanità 686/1996 ed in essa indicati continua ad esercitare tale attività; la cessazione dell’attività ed ogni altra variazione devono essere comunicate al Comune competente entro trenta giorni dal titolare.
La vendita dei funghi freschi in confezioni singole non manomissibili è consentita previo riconoscimento da parte dei micologi in possesso dell’attestato ai sensi del decreto del Ministro della Sanità 686/1996 ed iscritti nell’apposito registro nazionale, che accertano la commestibilità dei funghi e certificano singolarmente le confezioni le quali devono riportare in etichetta gli estremi di tale certificazione. Gli esercizi che commercializzano esclusivamente funghi in confezioni non manomissibili, singolarmente certificati da un micologo e che rechino in etichetta il riferimento a tale certificazione, non necessitano dell’autorizzazione di cui al comma 1. Non è ammesso il frazionamento di tali confezioni.
La vendita dei funghi da parte dei privati è consentita previo rilascio dell’autorizzazione di cui al comma 1 e presentazione di una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune di residenza.
Le modalità di presentazione delle domande dirette ad ottenere l’autorizzazione di cui al comma 1 sono definite con apposito atto, da adottarsi entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, da parte della Giunta regionale.
Al fine di consentire una più efficace funzione di vigilanza, i comuni, entro il 31 marzo di ogni anno, inviano al Dipartimento della prevenzione dell’Azienda sanitaria territorialmente competente l’elenco aggiornato delle autorizzazioni rilasciate nell’anno precedente.
L’attività di lavorazione e confezionamento di funghi freschi, secchi o altrimenti conservati destinati al consumo è consentita sotto il diretto controllo da parte dei micologi in possesso dell’attestato ai sensi del decreto del Ministro della Sanità 686/1996 ed iscritti nell’apposito registro nazionale, che effettuano il riconoscimento delle specie fungine lavorate e/o confezionate.
Per la preparazione di alimenti con funghi freschi spontanei e coltivati, secchi o altrimenti lavorati gli esercizi di somministrazione e preparazione dei medesimi utilizzano esclusivamente le specie indicate nell’allegato 1 del d.p.r. 376/1995 e successive modificazioni ed integrazioni.
Vigilano sull’osservanza della presente legge gli organi di polizia forestale, gli organi di vigilanza della caccia e della pesca, gli organi di polizia locale, gli agenti di polizia giudiziaria, i custodi forestali dei comuni e dei loro consorzi, le guardie ecologiche volontarie (G.E.V.) di cui alla legge regionale 2 maggio 1990, n. 30 (Disciplina del servizio volontario di guardia ecologica) e successive modificazioni ed integrazioni, le guardie venatorie volontarie di cui all’articolo 48 della legge regionale 1° luglio 1994, n. 29 (Norme regionali per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio) e successive modificazioni ed integrazioni e gli agenti giurati volontari delle associazioni pescasportive ed ambientaliste con compiti di accertamento delle violazioni alla disciplina della pesca e per la tutela dell’ambiente, di cui alla legge regionale 1 aprile 2014, n. 8 (Disciplina della pesca nelle acque interne e norme per la tutela della relativa fauna ittica e dell’ecosistema acquatico).
Le violazioni delle disposizioni di cui agli articoli 4, 6, 7 e 8 comportano la confisca dei funghi raccolti, ai sensi dell’articolo 13 della l. 352/1993 e successive modificazioni ed integrazioni, salvo la facoltà di dimostrarne la legittima provenienza. Il prodotto confiscato è attribuito all’Ente gestore che ne stabilisce la destinazione.
Competenti per l’irrogazione delle sanzioni e l’introito delle somme riscosse sono i comuni, i quali provvedono a versare il 50 per cento dei proventi ai consorzi di cui all’articolo 9, laddove presenti nel territorio comunale, per le finalità di cui all’articolo 10.
Data a Genova, addì 11 luglio 2014
regione.Liguria.it > Legge Regionale n. 17 del 11.07.2014
Pagina pubblicata il 17 settembre 2014 (ultima modifica: 27.09.2014), letta 3388 volte
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References: Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

Articolo 25