Source: https://angelasantoro.wordpress.com/2015/07/09/cosa-chiedevamo-e-cosa-proponevamo/
Timestamp: 2017-12-14 09:53:15+00:00

Document:
Cosa chiedevamo e cosa proponevamo – Bit di Pensieri in Libertà
Nei giorni frenetici in cui si doveva presentare il ddl per essere approvato al Senato mi era stato chiesto di farne una lettura e di proporre eventuali modifiche. Da quella lettura erano scaturite queste modifiche che, ahimé, sono rimaste lettera morta. Ore sprecate che avrei potuto utilizzare diversamente visto che ,nella sua democraticità, questo governo ha pensato di chiedere la fiducia senza ascoltare i cittadini.
Ecco le proposte che avevo individuato e le modifiche che si dovevano apportare secondo me:
Emendamenti al ddl n°2994
No all’ incremento ore per l’ alternanza scuola-lavoro.
In cambio ricerca e sperimentazione negli istituti attrezzati con laboratori ampliati con finanziamenti delle imprese che trarranno benefici dalla ricerca e dalla sperimentazione.
Chiamata diretta del dirigente scolastico. Da eliminare perché incostituzionale.
Art.2 comma 13
No all’istituzione degli albi territoriali. Comma da eliminare.
Alternanza scuola-lavoro. Da eliminare
Art.4 comma 3
Ai fini dei CFU ed a libera scelta dell’alunno la scuola può promuovere azioni di “tirocinio “lavorativo e /o formativo presso aziende esterne, sia in Italia che all’estero durante i periodi di chiusura o di sospensione delle attività didattiche.
Si ritiene che lo stanziamento di 100 milioni di euro per le finalità dell’articolo 4 possano essere impiegati per potenziare progetti e laboratori nelle istituzioni scolastiche e non per monitorare l’alternanza scuola-lavoro.
Art.4 comma 8
Il Dirigente Scolastico ed il Consiglio di Istituto individuano gli enti pubblici e privati per la stipula di convenzioni al fine di favorire l’orientamento scolastico e universitario. (vedi comma 3)
No agli albi territoriali e nomina, specialmente nella scuola Primaria e dell’Infanzia, dei supplenti anche per un solo giorno.
Il Dirigente Scolastico, anche in una scuola dell’autonomia quale vuole il ddl, non può assumere alcun ruolo centralistico nella gestione della scuola pubblica che proprio perché pubblica non prevede ruoli verticistici bensì collegiali.
Art.7 comma 2
Da eliminare. La chiamata dei docenti non può essere affidata al giudizio personale del dirigente scolastico, pena non solo la libertà di insegnamento ma favorisce anche il clientelismo e lo legalizza.
No agli incarichi triennali si a un “pronunciamento” di conferma nell’incarico presso l’istituzione scolastica che presiede.
d) No all’utilizzo del personale docente di ruolo in classi diverse da quelle per la quale si sono abilitati.
Art 7 comma 4
Eliminare gli albi regionali e territoriali.
Art.7 comma 7
La norma non prevede alcun incremento per quanto riguarda lo stipendio dei docenti. Bloccato dal 2009 . Si all’equiparazione dello stipendio dei docenti allo standard europeo.
Art.7 comma 8
Il collegio dei docenti valuta in primis l’azione del dirigente per quanto riguarda la gestione e le relazioni con e delle risorse umane.
In merito alle assunzioni ed alla regolarizzazione dei precari si chiede che questo articolo venga estrapolato dal ddl e che il Governo risponda direttamente a Bruxelles del mancato inadempimento..
Art.10 comma 1
La Carta elettronica deve essere utilizzata anche per teatri, musei, mostre ed eventi culturali, luoghi in cui, proprio per l’alto valore culturale che esprimono, devono essere “gratuiti” per i docenti; così come i treni e gli alberghi, in cui si pernotta per gli aggiornamenti, dovrebbero offrire degli sconti extra in quanto un solo aggiornamento a volte può costare anche 500 euro.
Lo stanziamento di 200 milioni sarebbe più giusto ed equo investirlo in risorse laboratoriali ed in attività extracurriculari.
Art.11 comma 2 e 3
Vanno eliminati non sussistendo più il comma 1
Art.15 comma 1
Fermo restando la facoltà dei cittadini di destinare il 5 per mille alle scuola queste NON vanno indicate nello specifico.
I soldi convoglieranno in un unico fondo come “Fondo Scuole Pubbliche”
A nostro parere è sperequativo e favorisce il sorgere di scuole di serie A e di serie B. Il genitore che vuol erogare soldi alle scuole statali, visto che dette erogazioni saranno deducibili dal suo reddito, e quindi ricadono su tutta la collettività, potranno essere ripartite in due quote. Un terzo di questa alla scuola del figlio il rimanente andrà nel “Fondo Scuola Pubblica” e ridistribuito a tutte le scuole in base al numero degli iscritti.
Non può essere riconosciuta nessuna detraibilità a coloro che iscrivono i figli in istituti privati e paritarie in quanto anticostituzionale. Ricordiamo che l’art. 33 recita: Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato, [a meno che lo Stato non sovvenzioni anche le scuole paritarie per permettere a TUTTI di potervi accedere senza ulteriori spese].
Lettera b) eliminare la voce: “in relazione alle sue funzioni di scelta e valorizzazione del merito del personale docente”.
Lettera c) c’è un palese non sense tra la chiamata diretta del dirigente e la graduatoria di durata triennale in cui confluirebbero i vincitori di concorso.
Lettera d) Per il motivo di cui sopra va eliminata la dicitura: Le innovazioni introdotte per attuare l’autonomia scolastica prevedono il rafforzamento delle funzioni del dirigente scolastico, in particolare per quanto riguarda la egstione del personale….. I dirigenti non possono essere valutati da coloro che essi stessi hanno scelto.
Art.21 lettera F, non si ravvisa la necessità di “creare ex-novo” altri dirigenti ed uffici (organi rappresentativi) a livello nazionale, regionale e territoriale di supporto alle istituzioni scolastiche che hanno già ben due organi : Il Consiglio di Istituto e il Collegio Docenti.
Art.22 comma 5
Va sostituito con: La norma prevede la riapertura e la riformulazione dei contratti fermi dal 2009
Ora se vi sembra che in queste richieste ci sia il tentativo di difendere la “casta” credo che avete bisogno di consultare uno specialista della… comunicazione.(?)
Pubblicato in: La Scuola vista da me, Notizie e politica, Società e Costume

References: Art.2

Art.4

Art.4

Art.7

Art.7

Art.7

Art.10

Art.11

Art.15

Art.21

Art.22