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Timestamp: 2014-04-17 08:45:33+00:00

Document:
TRIBUNALE DI LATINA SEZIONE VOLONTARIA GIURISDIZIONE ATTO DI RICORSO
Nell’interesse di: GARULLO ANTONIO, nato a Latina il 05.01.1965, C.F.
GRL NTN 65A05 E472F, e OTTOCENTO MARIO, nato a Maracay
(Venezuela) il 29.05.1972, C.F. TTC MRA 72E29 Z614D, entrambi residenti in
Latina alla Via Degli Umbri n. 2, rappresentati e difesi dall’Avv. Alessandro
Mariani ed elett.te dom.ti presso il suo studio in Latina in Via F. Filzi, 19, giusta
delega a margine del presente atto.
Contro: COMUNE DI LATINA, in persona del suo Sindaco pro-tempore,
domiciliato per la carica in Piazza del Popolo presso nota sede.
Nonch&#233; contro: Il Dirigente Preposto dell’Ufficio dello Stato Civile di Latina,
domiciliato per la carica presso nota sede alla Piazza del Popolo – Corso della
1) In data 1.6.2002 i ricorrenti, di cittadinanza italiana e residenti a Latina
hanno contratto matrimonio civile a L’Aja (Olanda) (doc. n.1).
2) Quanto sopra, in conformit&#224; alla Legge Olandese, quando, al tempo,
Mario Ottocento era residente nello stato comunitario olandese.
3) In data 12.3.2004, i due istanti hanno inoltrato al Comune di Latina
competente territorialmente, domanda di trascrizione dell’atto di
matrimonio contratto in Olanda.
4) In data 24.3.2004 il Comune di Latina, a mezzo dell’Avv. Di Leginio,
inoltrava richiesta di parere al competente Ministero dell’Interno
sussumendo, “stante la particolarit&#224; del caso ed il carattere estremamente
innovativo”, che:
&#167;   l’atto in questione riguardava persone del medesimo sesso;
&#167;   nel nostro ordinamento giuridico tale fattispecie, non prevista dalla
Legge, &#232; comunque limitata alla trascrivibilit&#224; del matrimonio
contratto regolarmente in un Paese Comunitario quale l’Olanda;
&#167;   la fattispecie avrebbe potuto ottenere un solo eventuale rifiuto alla
trascrivibilit&#224; trovando ragione normativa, esclusivamente nell’art.
18 D.P.R. 03.11.00 n. 396; tuttavia rappresentava anche la
necessit&#224; di inquadrare l’atto, seppur contrario all’Ordine Pubblico,
in un pi&#249; ampio concetto del citato principio, secondo una
evoluzione restrittiva nel senso di “limitata a poche fattispecie” di
fatto e di diritto, rappresentando il legittimo dubbio circa la non
trascrivibilit&#224; di un atto dell’Olanda, stato membro della Comunit&#224;
Europea, considerando anche la non temeraria istanza dei coniugi
alla Corte di Giustizia della Comunit&#224; Europea (doc. n.2).
Il comportamento endo-processuale amministrativo dell’Avvocatura &#232; comunque
stato di ampio respiro nel legittimo dubbio della valenza del matrimonio ma, sin
da ora, si rappresenta al Tribunale che la questione non doveva rappresentarsi
come indagine sulla legittimit&#224; del rapporto di coniugio quanto sulla idoneit&#224; e
legittimit&#224; della richiesta trascrizione. La puntualizzazione immediata e
anticipatoria delle questioni di diritto sottese al presente ricorso merita la
immediata puntualizzazione perch&#233; non si inganni la decisione verso una
disquisizione jus-valoristica di tipo morale fuori dal concetto di legalit&#224; che
impera anche attraverso la Costituzione Europea.
5) Il Ministero dell’Interno, con parere 15100/15952 del 28.7.2004, in modo
fin troppo stringato, poco attento alla Normativa Europea e disinteressato
alle questioni che attagliano la P.A. con l’obbligo di ottemperare ad ogni
diritto quesito con atti dovuti, pontificava parere negativo, dichiarando
l’atto richiesto “non trascrivibile in quanto nel nostro ordinamento non &#232;
previsto il matrimonio tra soggetti dello stesso sesso in quanto contrario
all’ordine pubblico, ai sensi dell’art. 18 del D.P.R. n. 396/2000” (doc.
n.3);
6) In conformit&#224; al parere negativo il Comune rifiutava la trascrizione
dell’atto di matrimonio indicato proprio perch&#233; contrario all’Ordine
Pubblico ex art. 18, Legge citata, in quanto nel nostro Ordinamento non &#232;
previsto il matrimonio tra soggetti dello stesso sesso.
7) Ci&#242; premesso il rifiuto della trascrizione nei registri dello Stato Civile di
Latina del matrimonio contratto in Olanda dai ricorrenti &#232; illegittimo per i
DELLA TRASCRIZIONE O ISCRIZIONE ALLO STATO CIVILE DEGLI
ATTI PROVENIENTI DALL’ESTERO E, COMUNQUE, IN GENERALE,
DELLA PUBBLICITA’ DEGLI ATTI.
Posto che, quando un atto da trascrivere proviene dall’estero, e non
limitatamente riferentesi alla Comunit&#224; Europea, nell’ordinamento italiano
opera il riconoscimento automatico del provvedimento straniero (art. 65, 66
L. 218/95 e art. 63 punto 2 lett. c del D.P.R. 396/2000), &#232; altres&#236; vero e
disciplinato il principio secondo cui tutti gli atti di stato civile provenienti dal
U.E. debbono ormai essere trascritti senza preventivo controllo; e nessuna
norma interna Europea, pu&#242; considerarsi contraria all’Ordine Pubblico
Nazionale quando la detta non &#232; in contrasto e non pu&#242; essere, in contrasto
con l’Ordine Pubblico Internazionale.
In via di principio, la Legge di riforma del diritto internazionale privato non
contiene una disposizione generale sulle trascrizioni, tuttavia, le forme di
pubblicit&#224; vengono disciplinate e raccolte, per analogia, dalla Legge 218/95
che impone l’operativit&#224; del criterio di collegamento anche utilizzando le
forme di pubblicit&#224; secondo la Legge del luogo dove si intende pubblicizzare
Questa ultima forma, &#232; valida limitatamente alle ipotesi di registrazione di
atti costitutivi, modificativi o istitutivi di obbligazioni o di diritti relativi a
Nel caso che ci occupa, pertanto, i suddetti criteri sono decisamente superati
poich&#233; trattasi di trascrizione di atto di matrimonio, celebrato all’estero che
non coinvolge diritti reali.
Si tratta quindi, semplicemente, di rilevare la natura della pubblicit&#224; del
costituito rapporto di coniugio al fine di ottenere, la tanto richiesta
trascrizione dell’atto di matrimonio, oggetto di causa.
Pi&#249; volte, in casi dove a monte della trascrizione sono stati rilevati effetti
impeditivi, circa la validit&#224; del matrimonio (ad esempio bigamia), i
matrimoni celebrati all’estero hanno avuto immediata validit&#224; nel nostro
ordinamento qualora, ed &#232; condizione sufficiente, fossero risultati celebrati
secondo le forme previste dalla legge straniera.
La sentenza di Cassazione n. 5537/01 (doc. n 4), incidentalmente sul punto,
statuisce il principio fondamentale del valore della trascrizione dei
matrimoni celebrati all’estero, configurando l’atto, come atto dovuto, con
valore &quot;meramente certificativo”. L’atto di matrimonio risulta pertanto
valido e non perde la sua validit&#224; fino a quando non sia impugnato per una
delle ragioni previste dall’art. 117 c.c. ovvero, non sia intervenuta una
pronuncia di nullit&#224; o di annullamento, giudiziale promossa dai legittimati.
La dottrina, proprio prendendo spunto dalla giurisprudenza della Suprema
Corte, prendendo le mosse dal disciplinato dell’art. 115 c.c., in virt&#249; del
principio LEX LOCIS CELEBRATIONIS cui si richiama, anche quando il
matrimonio sia stato celebrato in violazione delle forme locali, esso deve
considerarsi comunque valido per lo Stato Italiano. Il momento successivo,
che &#232; la trascrizione, anche nei registri dello Stato Civile Italiano, &#232; dovuto
nelle forme dell’art. 17 DPR 396/00. Si &#232; ribadito, pertanto, l’unanime
indirizzo giurisprudenziale, del carattere meramente certificativo e
dichiarativo della trascrizione degli atti di matrimonio celebrati all’estero
(Cass. Civ. 19.11.95 n. 12864 in Rep. Giu. Ital. 1999 Voce Famiglia n.43).
A nulla vale la subordinazione della trascrizione agli accertamenti eseguiti
per l’esistenza di un matrimonio formalmente valido secondo la Legge dello
Stato di celebrazione (nel nostro caso l’Olanda) ovvero per la conformit&#224;
all’ordine pubblico della forma eseguita. L’atto di matrimonio estero
costituisce di per s&#233; titolo sufficiente per la trascrizione nei registri dello
Stato Civile. Condizione necessaria e sufficiente rimane l’aver osservato la
lex loci cui l’ordinamento italiano rinvia per raccogliere la sola prova della
celebrazione che &#232; costituita proprio dalla copia autentica dell’atto rilasciato
dall’Autorit&#224; straniera. Infatti, la natura certificativa e non costitutiva della
trascrizione &#232; avvalorata dallo scopo che si vuole raggiungere con la detta
pubblicit&#224;: la certificazione dell’avvenuta celebrazione all’estero di un
matrimonio, valido formalmente, regolare e valido nell’ordinamento locale
e, conseguentemente, anche dall’ordinamento italiano. L’art. 117 c.c.
impone, peraltro, il criterio processuale della impugnazione per la nullit&#224; o
per l’annullamento del matrimonio demandando la declaratoria in tal senso,
solo ad una pronuncia giudiziale preceduta da debita impugnazione. L’atto di
matrimonio &#232; valido fino a che, una volta impugnato, non intervenga sullo
stesso pronuncia di nullit&#224; (cfr. Cass. Civ. 1739/99 e n. 5537 del 25.05.01,
doc. n. 5 e 4). Ecco perch&#233; l’atto di trascrizione &#232; un atto dovuto. Come si
dir&#224; appresso, sussiste un’ulteriore esigenza di legalit&#224; che ha imposto e
costituito una valida dicotonomia tra il fare direttamente qualcosa ed il
limitarsi a riconoscere quanto &#232; gi&#224; stata fatto da altri (Vitta). Il diritto in
linea generale che pone lo spunto ad una corretta chiave di lettura, approda
nell’ambito dei “diritti quesiti” che fa da spartiacque tra il facere ed il
ricevere. L’esigenza di evitare un pregiudizio alle aspettative delle parti e
consolidare il principio della certezza ed uniformit&#224; del diritto, riconosce
all’atto richiesto, “meramente certificativo”, della trascrizione, il valore di
DELLA          CONSEGUENTE          INESISTENZA          DI     VIOLAZIONE
Preliminarmente, va detto per inciso, che il diritto straniero richiamato dalle
norme di diritto internazionale privato, oggi costituito soprattutto da un
diritto della Comunit&#224; Europea, di cui l’Olanda &#232; membro fondatore, &#232; un
insieme di norme che interagiscono all’interno di un sistema con l’unico
limite del c.d. “ordine pubblico internazionale” quando risulta con questo in
contrasto. In via generale, questa difesa ricorda a s&#233; stessa, che l’Ordine
Pubblico &#232; il complesso dei principi e dei valori che informano
l’organizzazione politica ed economica della societ&#224; in una fase della sua
evoluzione     storica   e   che   perci&#242;   devono   considerarsi   immanenti
nell’Ordinamento giuridico che vige in quella societ&#224; in quella fase storica.
L’evoluzione dottrinaria &#232; giunta a rilevare che la nozione test&#232; espressa &#232;
divenuta pi&#249; complessa ed articolata non essendo pi&#249; ristretta alla tutela dei
valori della persona, della famiglia e della comunit&#224; statale (c.d. Ordine
Pubblico Politico). Ponendo a confronto il concetto di Ordine Pubblico
Internazionale, che ha portata di carattere generale, esso &#232; caratterizzato da
relativit&#224; (O.P. suscettibile di profonde trasformazioni nello spazio e nel
tempo) e indeterminatezza (concetto legato proprio alla variabilit&#224; dell’O.P.
nello spazio e nel tempo), cos&#236; da inquadrare preliminarmente il contenuto
dell’Ordine Pubblico, che non pu&#242; essere predeterminato in modo
analitico e rigido dal legislatore. Sempre in linea generale l’art. 16 L.
218/95 ha superato e posto nel nulla il vecchio riferimento all’art. 31 disp.
Prel. omettendo ogni riferimento al buon costume. Il concetto di ordine
pubblico &#232; richiamato dagli artt. 16, 64 e 65 L. 218/95 e, quello cosiddetto,
interno, limitativo dell’autonomia negoziale privata, viene citato negli artt.
1343 e 1418 c.c.. Le dottrine discordanti hanno comunque trovato serenit&#224;
nel ritenere che l’ordine pubblico ha sempre e soltanto carattere
internazionale, ed &#232; fonte di diritto superiore a quello dello Stato italiano che
deve raccogliere quello internazionale adeguandosi ad ogni elemento di
collegamento presente nel proprio ordinamento, pretendendosi cos&#236;, un
ragionevole rispetto meno rigoroso dei principi dell’ordinamento nazionale.
Ci&#242; posto, si ripete, che la dottrina concorda nel riconoscere all’ordine
pubblico internazionale i caratteri della relativit&#224; e della indeterminatezza
rispettivamente riferendosi, alla suscettibilit&#224; dell’ordine pubblico, di
profonde trasformazioni nello spazio e nel tempo (la preclusione del divorzio
ex art. 31 disp prel. &#232; divenuta legge in Italia nel 1970 contro il dogma della
indossolubilit&#224; matrimoniale); ed alla indeterminatezza proprio per la sua
variabilit&#224;.
Il contrasto tra la norma straniera ed i principi di ordine pubblico dello Stato
richiamante, deve essere valutato in concreto, ossia in funzione al risultato
pratico cui conduce l’applicazione         della norma in esame alla singola
specifica fattispecie concreta, posta alla base del rinvio. L’art. 16 citato
recepisce il suddetto principio e, per la sua applicazione, il limite dell’ordine
pubblico deve essere fatto valere in forma meno rigorosa quando non si
faccia questione dell’applicazione diretta delle leggi straniere ma piuttosto,
del riconoscimento di effetto gi&#224; prodottosi, sulla base di tali leggi,
all’estero. Si pu&#242; parlare di sussistenza di “diritto quesito” per sottolinearne
l’esigenza di evitare che, per effetto di un meccanismo di protezione in terra
nazionale, vengano stravolti, con pregiudizio delle aspettative delle parti, e
della certezza ed uniformit&#224; del diritto (anche europeo, regolato da
costituzione neonata), rapporti e situazioni giuridiche che sono gi&#224; venuti (da
pi&#249; di due anni nel nostro caso) ad esistenza, in ordinamenti europei. La
Costituzione Europea ha sancito la libera circolazione del cittadino europeo
all’interno degli stati membri con il “fagotto” dei propri diritti riconosciuti
nella Unione Europea.
Quindi, l’ordine pubblico internazionale, che comprende tutti quei principi
che operano come limite all’inserimento di norme straniere che appaiono in
contrasto con essi, potr&#224; valere solo per norme extra U.E.. Per definizione,
le norme della Unione Europea non possono essere contrarie ad alcun
principio fondamentale su cui si regola ogni Stato membro dell’Unione.
L’unione matrimoniale, tra persone dello stesso sesso, &#232; diritto riconosciuto
da un Paese membro, e recepito in Europa. La Costituzione Europea ha
uniformato la tutela all’interno dell’Unione di tutti i cittadini che in essa
vivono ivi compresi i ricorrenti, coniugati.
A riprova di quanto riferito, l’istituzione della compagine dei dipendenti del
Consiglio della U.E. (doc. n. 6), pubblicato su Gazzetta Ufficiale n. 160, del
30.06.00 n. 1347/00, ha esteso il riconoscimento del matrimonio di un
funzionario con persona dello stesso sesso, riconosciuto dal Codice Civile
Olandese, come modificato, utile ed equiparato a quello degli altri coniugati;
ha approvato nel proprio Statuto tutte le norme che adeguano il principio di
parit&#224; di trattamento dei dipendenti coniugati inserendo tra questi “coloro
che hanno contratto matrimonio in Olanda” e quindi recependo la
innovazione introdotta nel     Codice Olandese, che ha esteso il diritto al
Da ultimo si richiama il principio guida, e ulteriore chiave di lettura
giurisprudenziale della applicabilit&#224; della Legge Straniera in Italia, limitata
alla sola sua contrariet&#224; all’Ordine Pubblico Internazionale e non all’Ordine
Pubblico Interno. La Cassazione a Sezioni Unite con sentenza 9433 del 1997
ha da tempo applicato il suddetto principio, che calza perfettamente con i
motivi del ricorso, dichiarando imputato di illegittimit&#224; e di abnormit&#224; l’atto
di rifiuto dell’Ente Territoriale relativamente alla trascrizione del
L’applicabilit&#224; di una Legge Straniera deve capitolare solo di fronte ad una
sua contrariet&#224; all’Ordine Pubblico Internazionale e, soprattutto in materia di
diritto delle persone e della famiglia (che di per s&#233; riveste sempre carattere di
prevalente interesse pubblico ed &#232; disciplinata da norme che sono
sostanzialmente tutte di Ordine Pubblico Interno), detto limite rimane l’unico
cui far riferimento poich&#233;, qualora dette norme venissero ritenute
inderogabili, si finirebbe con l’escludere in radice ogni e qualsiasi possibilit&#224;
di applicazione di norme di diritto internazionale tutte le volte in cui la
Legge Straniere divergesse in tutto o in parte con quella nazionale (Cass.
Civ. Sez. I^ 10.03.95 n. 2788). Alla luce della giurisprudenza della Corte di
Giustizia Europea, lo stesso Ordine Pubblico Internazionale &#232; giunto ad
allargare la propria sfera anche a norme prodotte fuori dalla U.E.. E’
facilmente deducibile, quindi, che sussiste l’obbligo di ogni Stato
dell’Unione di dare fiducia a quello che fa ogni altro Stato del U.E., per cui
tutti i valori di tutti gli Stati Europei hanno pari validit&#224; e dignit&#224;. A riprova,
qualsiasi situazione giuridica creatasi all’estero, in un altro Stato della U.E.,
deve essere accettata automaticamente in Italia senza previo controllo, dato
che tutte le norme prodotte in Europa, non devono pi&#249; collidere con il solo
Ordine Pubblico Internazionale. Il limite citato potr&#224; valere solo per le norme
extra U.E. ch&#232; le norme interne all’Europa non possono pi&#249; essere, per
definizione, contrarie ad alcun principio fondamentale su cui si regge ogni
Stato membro dell’Unione.
Tutto ci&#242; premesso in fatto e in diritto, i sigg.i Antonio Garullo e Mario
Ottocento, rappresentati come in epigrafe,
A questo Tribunale di Latina, affinch&#233;, ordini al Comune di Latina, e per
esso all’Ufficiale dello Stato Civile, di trascrivere nei registri comunali dello
Stato Civile, l’atto di matrimonio celebrato tra i sigg.i Garullo e Ottocento in
data 1.6.2002 a L’Aja, con provvedimento dotato di immediata esecuzione;
Si depositano in copia gli atti sopra descritti.
Latina, l&#236; 12.01.2005
ordine pubblico, del matrimonio, d. lgs, il collegio, atto di matrimonio, difetto di giurisdizione, tribunale di latina, stati membri, ministro della giustizia, corte costituzionale, matrimonio gay, del consiglio, diritto alla salute, comunità italiana, ministro dell'interno
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Tribunale di Brindisi, ordinanza ex art

References: art. 18
 art. 63
 sentenza 
 Cass. 
 art. 31
 sentenza