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Timestamp: 2018-08-21 21:41:06+00:00

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Contratto Nazionale di Lavoro degli Autoferrotranvieri - Internavigatori e Autolinee in concessione TESTO UNICO 23 LUGLIO PDF
Contratto Nazionale di Lavoro degli Autoferrotranvieri - Internavigatori e Autolinee in concessione TESTO UNICO 23 LUGLIO 1976
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1 Contratto Nazionale di Lavoro degli Autoferrotranvieri - Internavigatori e Autolinee in concessione TESTO UNICO 23 LUGLIO 1976 Modificato integrato e aggiornato dai successivi accordi e contratti nazionali ( ) Titolo I Art. 1 - Campo di applicazione del contratto (testo 12 luglio 1985) Il presente contratto regolamenta, per la categoria degli autoferrotramvieri ed internavigatori e dei dipendenti delle aziende private esercenti autolinee in concessione, gli istituti propri della contrattazione nazionale e fissa, nei limiti specificatamente previsti, l'area di competenza aziendale, allo scopo di consentire una maggiore aderenza della disciplina contrattuale a talune caratteristiche. Esso contiene la disciplina completa ed esclusiva degli istituti e materie che formano oggetto di regolamentazione nello stesso e, pertanto, abroga e sostituisce tutte le norme relative ai predetti istituti e materie che erano disciplinati da precedenti accordi e contratti collettivi nazionali di categoria, salvo il caso di espresso rinvio da parte di disposizioni del presente contratto. Al sistema contrattuale così delimitato corrisponde l'impegno della parti a rispettare e a far rispettare, per il periodo di validità, il contratto collettivo nazionale e le norme applicative aziendali da esso previste. Nota a verbale ANAC Le parti concordano che, per i dipendenti dalle aziende private esercenti autolinee, il presente contratto, a termine del 2 comma dell'articolo 1 con le decorrenze e fino alle scadenze precisate, modifica, per i contenuti non espressamente prorogati, l'accordo ponte e successivo protocollo di intesa tra OO.SS. e Governo dell' , entrambi sostitutivi dall' dei contratti di settore del e precedenti. Resta comunque fermo ed invariabile fino al quanto attuato sino a tale data nelle varie regioni in relazione all'accordo ponte, al protocollo di intesa recepiti per accordi sindacali e alle diverse regolamentazioni intervenute per effetto di particolari leggi regionali. 1/3
2 Art. 2 - Materie e istituti riservati all'area nazionale (testo Art. 7) Appartengono alla competenza esclusiva della normativa nazionale i seguenti istituti e materie: anzianità di servizio; inquadramento del personale; quadri; orario di lavoro; ferie; retribuzione tabellare e relativi parametri; retribuzione normale; competenze accessorie unificate; aumenti periodici di anzianità; indennità di mensa; trattamenti sostitutivi; disciplina generale della contrattazione di secondo livello; lavoro straordinario, festivo e notturno; mensilità aggiuntive; trasferta, diaria ridotta e concorso pasti; festività; traslochi; indennità di buonuscita e trattamento di fine rapporto, salva la disciplina di secondo livello; relazioni industriali, assetti contrattuali, procedure di mediazione e raffreddamento; diritti sindacali; appalti e assuntorie (esclusa la determinazione dei canoni); vestiario uniforme (minimi garantiti); benemerenze nazionali; previdenza complementare; congedo matrimoniale; contratti atipici: apprendistato (trattamento economico e normativo), contratti a tempo parziale, contratti a termine e contratti di formazione e lavoro; avventiziato (trattamento economico e normativo); esclusioni ex art. 25 della legge n. 223/91; trattamento di malattia; maternità; procedure per l'adozione del sistema ad agente unico; disciplina generale della regolamentazione del diritto di sciopero di cui alla legge 146/90; regolamentazione delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU); norme contrattuali di applicazione della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (d.lgs. 626/94 e successive modificazioni, ecc.); diritti sociali e individuali: pari opportunità e azioni positive; permessi parentali; volontariato; agevolazioni nei confronti dei portatori di handicap (lavoratori e utenti); agevolazioni nei confronti di lavoratori tossicodipendenti ed etilisti, trapianti, espianti, AIDS; disciplina generale delle attività ricreative e culturali. Appartengono, inoltre, alla esclusiva competenza dell'area nazionale gli istituti e le materie non espressamente demandati all'area aziendale. 2/3
3 Art. 3 - Area aziendale (abrogato dall accordo nazionale ) Titolo II - (1) Orario di lavoro - Ferie Art. 4/A - ORARIO DI LAVORO (Norme per le Aziende associate alla Federtrasporti) 4/A.1 - Personale viaggiante. L'orario medio giornaliero di lavoro del personale viaggiante e di quello graduato è fissato in ore 6,40', compresi i tempi accessori. L'orario di lavoro massimo giornaliero è fissato come segue: - personale viaggiante e graduato dei servizi urbani: ore 7,15'; - personale viaggiante e graduato dei servizi extraurbani: ore 8. Gli orari sopra indicati sono stabiliti sulla base della normale settimana lavorativa (sei giorni). L'orario medio giornaliero di lavoro sarà calcolato individualmente sull'intero ciclo dei turni al quale gli agenti sono interessati, ciclo cbe ai fini del calcolo non deve comunque superare sette settimane. Per tener conto delle esigenze specifiche di ciascuna azienda, resta di pertinenza degli accordi aziendali la determinazione; a) del nastro lavorativo; b) del numero e della durata delle riprese; c) degli intervalli fra le riprese; d) delle modalità di cambio; e) dei tempi accessori. 4/A.2 - Personale operaio. L'orario di lavoro del personale operaio è fissato in 40 ore settimanali. Nell'orario predetto sono compresi gli eventuali tempi accessori 4/A.3 - Impiegati tecnici ed amministrativi. L'orario di lavoro del personale impiegatizio è fissato in ore 39 settimanali. 4/A.4 - Personale ausiliario. L'orario di lavoro del personale ausiliario è quello del servizio cui tale personale è addetto. 4/A.5 - Condizioni di miglior favore. Restano ferme le eventuali condizioni di miglior favore già fissate da accordi aziendali complessivamente per ciascuna categoria di personale. 3/3
4 4/A.6 - Controversie. Le eventuali controversie relative all'applicazione del presente accordo saranno deferite alle organizzazioni nazionali stipulanti per il componimento. NOTA (1) Vedi art. 4 CCNL 12 luglio Art. 4/B - Orario di lavoro (Norme per le aziende associate alla Fenit) Ferme restando le vigenti norme di legge e di contratto collettivo aziendale sui turni ed orari settimanali di servizio - rispetto alle quali nulla è innovato - l'orario di lavoro settimanale resta fissato, in relazione alle norme anzidette e in 40 ore di lavoro effettivo. Art. 4/C - Orario di lavoro (Norme per le Aziende associate all'a.n.a.c.) Per l'orario di lavoro si fa riferimento alle norme di legge. La durata dell'orario di lavoro del personale di ogni ordine e grado è fissata in ore 6,40 giornaliere o 40 ore settimanali. In caso di prestazione di lavoro in limite eccedente quello sopra indicato si applicano le disposizioni di cui al successivo art. 17. Per gli impiegati tecnici la cui prestazione è direttamente connessa con il lavoro degli operai dell'officina può adottarsi, fermo restando la durata stabilita dal presente articolo, l'orario determinato per tali operai. Per il personale, agli effetti del computo del lavoro effettivo, viene riconosciuto il tempo previsto dalla lett. f) dell'art. 6 legge , n. 138 (12%) anche in caso di non richiesta reperibilità. Il nastro lavorativo del personale viaggiante è di 12 ore giornaliere. Le eventuali eccedenze per comprovate esigenze di esercizio, sono individuate e regolate aziendalmente dalle parti. Art. 4/D - Orario di lavoro (C.C.N.L. 12 luglio 1985) Dal 1 luglio 1986 l'orario di lavoro settimanale resta fissato in 39 ore di lavoro; a tale misura sono rapportate le previsioni degli articoli 4/A, 4/B, 4/C, del C.C.N.L. 23 luglio 1976 le cui formulazioni restano in vigore. L'onere ricade nei limiti di spesa previsti dalla legge finanziaria per gli anni 1986 e Eventuali riduzioni dell'orario di lavoro stabilite da accordi interconfederali o di analogo livello, che sopravvengano in corso di vigenza del presente contratto, assorbono la riduzione dell'orario di lavoro ed il relativo onere come previsti dal presente articolo. 4/3
5 Orario di lavoro (C.C.N.L. 2 ottobre 1989) Le parti si danno atto della opportunità di riesaminare la materia dell'orario di lavoro, per una sua adeguata razionalizzazione, anche al fine di pervenire ad una riduzione dell'orario di lavoro. A tali fine, le parti si impegnano a definire la normativa a partire dal (Testo Art. 8 - Orario di lavoro) Le parti individuano nella presente normativa uno strumento di flessibilizzazione della gestione degli orari in grado di supportare il miglioramento dell'efficienza della gestione aziendale. A tale scopo, viene concordato quanto segue: 1) Ferma restando la durata settimanale dell'orario di lavoro fissata dagli artt. 4A, 4B, e 4C del CCNL 23 luglio 1976 e successive modificazioni, per tutto il personale tale durata è realizzata come media nell'arco di un periodo di riferimento di 4 mesi, fatti salvi i limiti minimi e massimi laddove esistenti. 2) Aziendalmente, entro tre mesi dalla stipula del presente contratto, di intesa tra le parti, dovrà essere realizzata operativamente la necessità di avvicinare al massimo con l'obiettivo di raggiungere la coincidenza tra la prestazione effettiva e l'orario contrattualmente vigente a livello nazionale o aziendale ove previsto, attraverso un riesame degli accordi che prevedono orari e/o turnazioni, che disciplinano i tempi per le prestazioni accessorie e complementari, i riposi aggiuntivi e quant'altro sarà ritenuto utile al raggiungimento dell'obiettivo medesimo. Nel caso in cui il periodo di tre mesi sopra indicato dovesse trascorrere senza risultati utili, le parti aziendali, anche disgiuntamente, potranno sottoporre per iscritto la questione all'esame delle parti di livello superiore che si riuniranno entro 10 giorni dalla richiesta e nei successivi 20 giorni adotteranno le necessarie iniziative per garantire, al caso di specie, una corretta e compiuta applicazione delle presenti disposizioni contrattuali. 3) Per i servizi di trasporto esercitati con il doppio conducente, il tempo trascorso dal secondo autista a bordo del veicolo è considerato come lavoro effettivo ai fini dei riposi giornalieri e/o settimanali. Il tempo di cui al precedente periodo è retribuito, a seconda del tipo di prestazione effettuata, con criteri stabiliti a livello aziendale. Per i servizi in parola trova applicazione la disciplina del Regolamento CEE 20 dicembre 1985, n. 3820, in tema di tempi di guida, nastro lavorativo, periodi di riposo e interruzioni. 4) In ogni caso trascorsi sei mesi dalla firma del presente accordo le parti provvederanno ad effettuare, in sede nazionale, una verifica sulla applicazione di quanto disposto con il presente articolo. 5/3
6 Art. 5 - FERIE A partire dal 1 luglio 1981, gli agenti avranno diritto ad un periodo annuale di ferie, con la corresponsione della retribuzione normale di cui all'ultimo comma del precedente art. 1, nelle seguenti misure: - 25 giorni lavorativi per gli agenti con anzianità di servizio fino al 20 anno incluso; - 26 giorni lavorativi per gli agenti con anzianità di servizio superiore al 20 anno e per gli agenti cui è attribuito un parametro retributivo pari o superiore a 202 della nuova scala parametrale". Ogni settimana di ferie sarà ragguagliata a 6 (sei) giorni lavorativi; tuttavia, in caso di distribuzione dell'orario di lavoro su cinque giorni, ciascun giorno fruito come ferie verrà computato per 1,2 (uno virgola due). Le ferie saranno ridotte, in proporzione al totale delle assenze verificatesi nell'anno al quale si riferiscono, per aspettativa o per permesso non retribuito, per chiamata di leva, per richiamo alle armi, per provvedimenti disciplinari definitivi, per detenzione. Le assenza dovute ad infortunio sul lavoro non produrranno alcuna riduzione delle ferie. Le assenza per altri motivi verificatesi nel corso dell'anno solare al quale si riferiscono non daranno luogo a riduzioni, se non superano nell'anno i 180 giorni. La franchigia non opererà qualora tali assenze superino complessivamente i 180 giorni; in tal caso, le ferie saranno ridotte proporzionalmente all'intera durata delle assenze. Non è ammessa la riduzione delle ferie in misura inferiore alla giornata. In caso di inizio o di risoluzione del rapporto nel corso dell'anno, spetterà all'agente il godimento delle ferie in proporzione dei mesi di servizio prestato; la frazione di mese superiore ai 15 giorni sarà considerata, a questi effetti, come mese intero. Il trattamento di cui al presente articolo relativo al primo scaglione di anzianità (25 giorni), assorbe, fino a concorrenza, eventuali trattamenti attribuiti aziendalmente per lo stesso titolo. Restano in vigore i trattamenti per ferie di miglior favore agli agenti in servizio al 31 marzo NOTA (Ferie e permessi per festività soppresse) vedi accordi Cispel-Anac-Fenit a pag 56. Titolo III Art. 6 - Struttura della retribuzione A decorrere dal 1 gennaio 1980, la struttura della retribuzione mensile sarà articolata come segue: 1) retribuzione tabellare, comprendente gli elementi di cui all'art. del presente accordo; 6/3
7 2) aumenti periodici di anzianità, quali definiti all'art. 7; 3) indennità di contingenza di cui all'art. 9 e 10; 4) competenze accessorie unificate; 5) indennità sostitutiva di mensa, ove corrisposta, nella misura prevista dall'ex art. 11 del C.C.N.L. 23 luglio 1976; 6) assegni ad personam eventualmente spettanti in base a norme di legge, di regolamento o di accordo; 7) trattamenti sostitutivi; 8) indennità (saltuarie e variabili); Gli elementi retributivi, di cui ai precedenti nn. 1), 2), 3), 4), 5), 6) e 7), costituiscono la «retribuzione normale» e sono corrisposti per 14 mensilità. CCNL 28 luglio 1989 Retribuzione tabellare: a decorrere dal la retribuzione tabellare per i vari livelli è costituita dalla retribuzione di livello di cui alla colonna B della tabella allegata n. 1 del CCNL 28 luglio La struttura della retribuzione di cui all'art. 1 del C.C.N.L , è integrata e/o modificata come segue: - gli aumenti periodici di anzianità sono calcolati sulle retribuzioni tabellari di cui alla colonna B) della tabella allegata n. 1; - le competenze accessorie unificate sono individuate negli eventuali valori residui ottenuti a seguito dell'utilizzo del «3 elemento salariale». I valori retributivi sono quelli riferiti al livello di provenienza ex lege , n. 30, ed ex C.C.N.L secondo il parametro ( ) e restano espressi in cifra fissa. Ove i valori siano espressi in percentuale, la stessa sarà riproporzionata sulle nuove retribuzioni tabellari; - i trattamenti sostitutivi comprendono anche i valori di cui al punto n. 4 del CCNL 28 luglio 1989; - il nuovo 3 elemento salariale è quello precisato al precedente punto n. 3 del CCNL 28 luglio 1989; (Testo art.4) A decorrere dalla data di stipula del presente contratto, il nuovo terzo elemento salariale è soppresso. Conseguentemente, a decorrere dalla stessa data, i valori stabiliti dalla tabella retributiva allegati numeri da 2/A a 2/E e da 3/A a 3/E confluiscono, ferma restando in via transitoria la disciplina di cui al punto 3 dell'accordo nazionale 2 ottobre 1989, nei trattamenti sostitutivi di cui all'art. 4 bis del CCNL 12 marzo 1980, così come integrato dal punto 4 dell'accordo nazionale 2 ottobre 1989, e vengono mantenuti ai soli lavoratori già in forza a tempo indeterminato alla medesima data di stipula del presente contratto. - l'indennità di funzione per i quadri; - indennità di mensa di cui al punto 8 del CCNL 28 luglio 1989; 7/3
8 - i valori retributivi dei compensi e delle indennità legati a effettive e/o particolari prestazioni, di cui all'art. 9 del C.C.N.L , così come modificato dal C.C.N.L , eventualmente residui a seguito dell'utilizzo del «3 elemento salariale», sono quelli riferiti al livello di provenienza ex lege , 30 ed ex C.C.N.L e restano espressi in cifra fissa. Ove i valori siano espressi in percentuale, la stessa sarà riproporzionata sulla relativa base di calcolo. (testo Art. 13 ) QUADRI Le parti confermano l'intendimento di valorizzare il ruolo dei quadri delle aziende del settore attraverso una più specifica individuazione delle responsabilità e delle attribuzioni in occasione della riforma della classificazione, di cui all'art. 9 del presente accordo. Le parti concordano che per i soli quadri rientranti nel campo di applicazione della legge 190/85 e individuati nell'ambito degli attuali livelli 1 e 2 potrà essere definito, d'intesa tra le parti, a livello aziendale, un nuovo sistema di incentivi sostitutivo di quelli precedenti, legato al raggiungimento dei risultati correlati ad una scala di valori predeterminata. A livello locale verranno definite la natura dei progetti e le grandezze economiche collegate in modo direttamente proporzionale alla misura di conseguimento degli obiettivi prefissati. Tale istituto rappresenta un nuovo sistema, per il futuro, di una retribuzione funzionale, finalizzata esclusivamente a quei quadri per i quali vengono richieste dalle aziende specifiche e verificate responsabilità. Art. 7 e 8 (Sostituiti dall A.N art. 3 riportato di seguito) Aumenti periodici di anzianità. A decorrere dalla data di stipula del presente accordo, il valore degli aumenti periodici di anzianità viene trasformato in cifra fissa secondo la seguente tabella: 1 livello livello livello livello livello bis livello livello livello livello livello Il lavoratore ha diritto a un aumento periodico per ogni biennio di anzianità di servizio. Gli aumenti periodici decorrono dal primo giorno del mese immediatamente successivo al compimento di ogni biennio di anzianità di servizio. Il lavoratore ha diritto a maturare complessivamente nel corso del rapporto di lavoro presso la medesima azienda fino a un massimo di 6 aumenti periodici di anzianità, indipendentemente dai livelli raggiunti. 8/3
9 In caso di avanzamenti e promozioni, di cambi di qualifica, anche nell'ambito dello stesso livello, il lavoratore conserverà il numero di A.P.A. già acquisito nella qualifica di provenienza ricalcolato sulla base del valore corrispondente al livello retributivo raggiunto, nonché le frazioni di biennio maturate. Art. 9 e 10 - Indennità di contingenza Vedi Legge n. 38 Art Indennità sostitutiva di mensa Indennità di mensa (CCNL 28 luglio 1989) A partire dall' , le aziende corrispondono a ciascun agente un'indennità di mensa pari a , lire mensili, da ricomprendersi nella retribuzione normale di cui all'art. 1 del C.C.N.L L'importo predetto assorbe il valore dell'indennità minima mensile di cui all'art. 11 del C.C.N.L , quale consolidato alla data del 31 dicembre 1989 per effetto dei progressivi riproporzionamenti della originaria percentuale dell'1,50%. L'assorbimento di cui sopra non potrà superare la misura mensile di lire Art Trattamenti sostitutivi (Art. 4-bis CCNL 1980) A decorrere dall' , confluiranno nella voce «trattamenti sostitutivi» gli elementi retributivi previsti dal successivo art. 12 bis, non trasferiti nelle competenze accessorie unificate, di cui all'art. 6. I trattamenti sostitutivi saranno corrisposti agli agenti in servizio che ne abbiano maturato il diritto nella qualifica di appartenenza al 31 dicembre 1979 e non saranno soggetti ad alcun assorbimento. Nota a verbale Le parti convengono che i trattamenti sostitutivi di cui al presente articolo vengano estesi, ove dovuti, agli agenti assunti nel periodo compreso tra il 1 gennaio 1980 e il 31 marzo Tali trattamenti saranno estesi anche agli agenti assunti successivamente alla data del , in base a graduatorie di concorsi pubblici formate ed approvate antecedentemente all'1 gennaio Art. 12 bis - Superamento e trasformazione dei trattamenti introdotti aziendalmente in difformità e/o in eccedenza rispetto al trattamento nazionale Le parti stipulanti, al fine di promuovere uniformità di trattamenti e di realizzare i principi posti a base della ristrutturazione del salario, demandano alle rispettive organizzazioni sindacali competenti per la contrattazione in sede aziendale, il compito di procedere alla modifica ed 9/3
10 all'adeguamento, al presente accordo, degli accordi aziendali concernenti trattamenti introdotti aziendalmente in difformità e/o in superamento del trattamento nazionale, rispetto agli istituti riservati all'area nazionale, di cui all'art. 2 del C.C.N.L. 23 luglio A tal fine, con effetto dall' , tutte le retribuzioni saranno articolate in 14 mensilità, con conseguente superamento e trasformazione dei trattamenti aziendali stabiliti in difformità e/o in superamento delle 14 mensilità previste dal contratto nazionale. Saranno inseriti nelle competenze accessorie unificate, di cui al precedente art. 6, i seguenti elementi retributivi secondo le misure in atto aziendalmente alla data del : a) i ratei delle mensilità, dei premi, delle gratifiche e di tutte le altre erogazioni annuali eccedenti la 14a mensilità; b) l'eventuale eccedenza derivante dai trattamenti aziendali riguardanti l'indennità sostitutiva di mensa rispetto al valore stabilito dall'art. 11 del C.C.N.L. 23 luglio 1976, riproporzionato in relazione alle retribuzioni tabellari. c) gli altri eventuali trattamenti, consistenti nell'erogazione di emolumenti corrisposti a tutti i dipendenti od agli appartenenti ad uno stesso livello o qualifica, che non determinino differenziazioni individuali, qualora tali trattamenti siano costituiti da una parte fissa e comune a tutti i dipendenti od agli appartenenti ad uno stesso livello o qualifica e da una parte variabile individualmente, si farà luogo all'inserimento nelle competenze accessorie unificate di cui all'art. 6 solo della prima parte (fissa e comune), mentre la seconda parte (variabile) confluirà nei trattamenti sostitutivi di cui all'art. 12. Confluiranno altresì nei trattamenti sostitutivi di cui all'art. 12 gli importi, riferiti agli elementi retributivi di cui alla precedente lettera a), che verranno a maturazione a partire dall' , in relazione agli scatti di anzianità ed all'indennità di contingenza. Saranno inoltre inserite nei trattamenti sostitutivi anche le somme corrispondenti ai valori che matureranno per effetto dei ricalcoli delle competenze accessorie, di cui all'art. 6. I trattamenti sostitutivi saranno determinati, per la parte da maturare, facendo riferimento alle basi di calcolo, alle misure e ai tempi in atto aziendalmente alla data del , fatta salva l'attribuzione dei valori relativi ai punti dell'indennità di contingenza che scatteranno successivamente a tale data. La modifica e l'adeguamento, previsti dal presente articolo, saranno stabiliti in sede aziendale, dalle organizzazioni sindacali, entro sei mesi dalla data di sottoscrizione del presente accordo. Copia di tali accordi, corredati delle relative tabelle, dovrà essere trasmessa alle organizzazioni sindacali nazionali. In mancanza di accordo a livello aziendale, la definizione di tale questione sarà demandata alle organizzazioni nazionali stipulanti il presente accordo che, con la presenza delle aziende e dei sindacati competenti, dovranno provvedervi entro i tre mesi successivi alla predetta scadenza. 10/3
11 Nota a verbale Le parti convengono che, fino a quando aziendalmente non sarà stata applicata la ristrutturazione della retribuzione verranno corrisposti agli aventi diritto, ove previsti ed alle normali scadenze, le mensilità, i premi, le gratifiche ed ogni altra erogazione annuale eccedente la quattordicesima mensilità. Tali erogazioni saranno conguagliare al momento della definizione della ristrutturazione della retribuzione. Art Competenze accessorie, premi, indennità varie A tutti gli agenti spettano competenze accessorie. La determinazione specifica delle competenze accessorie (voci e misura) è concordata aziendalmente, in rapporto al tipo di azienda ed alla natura delle prestazioni, in rapporto al tipo di azienda ed alla natura delle prestazioni effettuate, in maniera che sia possibile graduarle in funzione di incentivo. Ad ogni agente deve comunque essere assicurato, a titolo di competenze accessorie, un minimo del 5 per cento delle propria retribuzione mensile minima tabellare. Saranno istituiti aziendalmente il premio evitati sinistri per il personale di guida dei servizi automobilistici di linea e l'indennità di versamento incassi eseguito da personale adibito a mansioni di bigliettaio dopo il normale orario di lavoro, sempreché tali indennità non siano comprese nel complesso delle competenze accessorie o comunque corrisposte in altra forma. Sono altresì concordati aziendalmente, in quanto applicabili compensi, indennità e premi per effettive particolari prestazioni e rimborsi di spese. NOTA Il riferimento alla garanzia del 5% minimo è stata modificata dagli accordi del 17 giugno 1982 e 12 luglio Art. 13-bis - Normativa in vigore per la contrattazione integrativa aziendale - CCNL 12 giugno 1982 Le parti, in considerazione della centralità ed essenzialità dei servizi di trasporto e per la funzione sociale che questi assolvono per la collettività, impegnano le rispettive istanze locali ed aziendali ad attuare tutti gli interventi necessari per un reale, effettivo incremento dell'efficienza, economicità ed efficcia del servizio pubblico gestito. In particolare, dovranno essere realizzati interventi tali da conseguire, nell'arco di validità del presente contratto, incrementi di produttività aziendale almeno del 15% complessivo, rispetto ai livelli del biennio 1980/1981; gli incrementi di produttività riscontrati saranno destinati, per singole quote prevalenti, al risanamento del bilancio e agli investimenti nonché, per la restante quota, al miglioramento delle condizioni ambientali di lavoro e del trattamento dei dipendenti. 11/3
12 Per la definizione delle modalità di accertamento degli incrementi di produttività, le parti stipulanti si incontreranno entro la fine del corrente anno In questo quadro si realizzerà l'attestazione a 39 ore dell'orario contrattuale nazionale di lavoro, nel corso del prossimo contratto collettivo. Gli interventi sull'organizzazione del lavoro, volti al fine che precede, potranno riguardare, tra l'altro: l'introduzione di innovazioni tecnologiche, la concentrazione di servizi interni, la dislocazione dei centri operativi, l'istituzione o l'estensione - previo accordo aziendale e, nei limiti delle vigenti disposizioni ministeriali e contrattuali nazionali - dell'agente unico sulle linee urbane ed extraurbane, l'abbinamento delle professionalità, la formazione e l'articolazione dei turni di servizio. Ferme restando le norme di legge vigenti, particolare cura dovrà essere rivolta al superamento del problema dei lavoratori non più idonei alle mansioni della qualifica, recuperando posti di lavoro alla produzione, sviluppando la riqualificazione professionale, ricorrendo anche alla mobilità aziendale ed esterna. ACCORDO NAZIONALE 20 MAGGIO 1983 Abrogato dall accordo nazionale Dichiarazione allegata del Ministro dei trasporti C.C.N.L. 12 luglio 1985 Il Ministro dei trasporti si impegna a verificare la sussistenza delle condizioni previste dai contratti nazionali perché la contrattazione possa svolgersi in sede aziendale e dichiara che assumerà tutte le necessarie iniziative affinché costi aggiuntivi di gestione conseguenti alla inosservanza dei contratti nazionali non siano ammessi a copertura attraverso sovvenzioni pubbliche di qualsiasi natura. Contrattazione aziendale (C.C.N.L. 28 luglio 1989). Secondo quanto convenuto col verbale d'intesa 3 luglio 1989, sottoscritto davanti al Ministro dei Trasporti, le parti si impegnano a definire entro il gli indirizzi ai quali dovrà uniformarsi la futura contrattazione in sede aziendale. Art. 14 T.U. - Elementi distinti dalla retribuzione Assorbito dall'art. 2 C.C.N.L Art Retribuzione giornaliera ed oraria Gli importi giornalieri della retribuzione nelle distinte nozioni previste dall'art. 6, dell'indennità di contingenza di cui all'art. 9 e 10 dei compensi di cui all'art. 12, si determinano dividendo per 30 i rispettivi importi mensili. Gli importi orari della retribuzione di cui all'art. 6, dell'indennità di contingenza di cui all'art. 9 e 10 dei compensi di cui all'art. 12, si determinano dividendo la retribuzione giornaliera per l'orario medio 12/3
13 giornaliero stabilito dalle norme di legge o di contratto nazionale o aziendale. Se l'orario contrattuale è individuato per settimana lavorativa, l'orario medio giornaliero si ottiene dividendo per 6 quello settimanale. Art. 16 (*) - Festività nazionali ed altre ricorrenze festive Sono considerati giorni festivi quelli stabiliti dagli artt. 1 e 2 (escluse le domeniche) della legge 27 maggio 1949, n. 260 e quello del Santo Patrono, per il quale si fa riferimento, in linea di massima, alla località in cui ha sede la direzione di esercizio. Oltre alla retribuzione normale, di cui all'art. 6 lettera c), nulla compete ai lavoratori che non prestino servizio per effetto della festività, mentre quando le festività coincidono con il giorno di riposo (domenicale o periodico) regolarmente goduto, essi hanno diritto ad un'altra giornata di vacanza da aggiungersi al periodo di ferie annuali oppure, ove ciò non sia possibile, ad una giornata di retribuzione normale. Ai lavoratori che prestino la loro opera nelle festività sopra richiamate compete, oltre alla retribuzione normale, il pagamento delle ore effettivamente lavorate con la maggiorazione di lavoro festivo. Ai lavoratori che prestano la loro opera in giornate di festività coincidenti con il giorno di riposo (domenicale o periodico), fermo restando l'obbligo dell'azienda di far godere il riposo in altro giorno, spetta il pagamento delle ore effettivamente lavorate con la maggiorazione di lavoro festivo. NOTA (*) In materia di giorni festivi sono state dettate nuove disposizioni dalla legge 5 mario 1977 n. 54 (pubblicata nella G.U. n. 63 del 7 marzo ACCORDI E LEGGI MODIFICATIVE E INTEGRATIVE IN MATERIA DI FESTIVITA' NAZIONALI Il 27 luglio 1978 in Roma, tra la Confederazione Italiana dei Servizi Pubblici degli Enti locali (CISPEL) e la Federazione Unitaria CGIL-CISL-UIL: - vista la legge 5 marzo 1977 n. 54, recante disposizioni in materia di giorni festivi; - considerate le finalità della medesima legge, volta a rimuovere le incidenze negative delle festività infrasettimanali sulla produttività aziendale; - tenuto conto della natura dei pubblici servizi e degli oneri incombenti a tale titolo sulle aziende degli Enti locali, dovendo assicurare la più completa ed efficiente funzionalità del servizio anche nelle giornate già considerate festive, sicché non trovano realizzazione nei confronti delle suddette aziende le finalità perseguite dalla legge anzidetta; - atteso che le Imprese pubbliche in parola potranno, d'intesa con le Organizzazioni dei lavoratori, ricercare soluzioni che, attraverso l'organizzazione dei servizi, la loro frequenza e intensità e l'opportuno avvicendamento e utilizzazione del personale fino alla dispensa dal 13/3
14 servizio per l'intera giornata, consentano di contenere i costi di esercizio nelle giornate già considerate festive, si è convenuto quanto segue Art. 1 A compensazione ed in luogo delle festività nazionali e religiose nonché delle solennità civili soppresse o comunque differite dalla legge citata in premessa, sono attribuite annualmente ai dipendenti delle imprese pubbliche degli enti locali due giornate di ferie o congedo, da aggiungersi ai periodi a tale titolo stabiliti dai contratti collettivi nazionali di categoria, ed ulteriori quattro giornate di permesso retribuito. Per quanto attiene alla 7a festività soppressa, essendo sorta controversia, le parti si impegnano ad incontrarsi entro il prossimo mese di settembre per definire le condizioni e i gruppi di personale per i quali sia da riconoscersi l'ulteriore giornata di permesso retribuito. I permessi retribuiti previsti dai commi che precedono sono assegnati dall'azienda compatibilmente con le esigenze di servizio da verificarsi con le R.S.A.. Ove i permessi di cui sopra non possano essere usufruiti, per le citate esigenze di servizio, entro l'anno cui si riferiscono, sarà corrisposta al lavoratore interessato, per ciascuno di quelli non potuti usufruire, una quota giornaliera di retribuzione contrattuale, senza alcuna maggiorazione, di importo pari a quella dovuta per le giornate di ferie. Il presente accordo ha validità per l'anno 1978 ed i relativi benefici sono attribuiti proporzionalmente al servizio prestato nel corso dell'anno stesso; se non disdetto almeno 3 mesi prima del l'accordo si intenderà prorogato di un anno e così di seguito per gli anni successivi. Norma transitoria Le giornate di dispensa dal servizio fruite dai lavoratori interessati in coincidenza di giorni già considerati festivi e non più tali, nel periodo intercorso tra l'inizio dell'anno 1978 e la data del presente accordo, sono conteggiate a scomputo dei benefici di cui all'accordo stesso, a meno che non fossero imputabili a riposo settimanale anche se compensativo. Art. 2 Per l'anno 1977 le parti confermano la validità delle istruzioni fornite alle Aziende pubbliche degli Enti locali dalla CISPEL con le proprie circolari. Accordo 14 novembre 1978 Tra la Confederazione Italiana dei Servizi Pubblici degli Enti locali (CISPEL) e la Federazione Unitaria CGIL-CISL-UIL. - Visto l'accordo interconfederale del 27 luglio 1978 con il quale si è provveduto a regolamentare nel settore delle imprese pubbliche degli enti locali il regime sostitutivo delle festività soppresse, avuto riguardo alla natura, alle esigenze ed agli oneri dei pubblici esercizi; 14/3
15 - considerata la controversia insorta con le OO.SS.LL. circa la sorte della 7a festività non altrimenti recuperata o compensata; - tenuto conto dell'impegno a definire la questione contenuta nel citato accordo interconfederale con riguardo ai gruppi di personale ed alle condizioni in base alle quali sia da riconoscere un'ulteriore giornata di permesso retribuito; - valutate le specifiche condizioni di lavoro delle diverse categorie interessate e le modalità di articolazione e distribuzione dell'orario di lavoro, si è convenuto quanto segue: ad integrazione e completamento dell'accordo interconfederale citato in premessa: - Al personale che, per effetto delle modalità di distribuzione dell'orario di lavoro, fruisce annualmente di non più di 74 giornate di riposo e/o di non prestazione, è attribuita una ulteriore giornata di permesso retribuito da usufruire secondo i criteri dello stesso accordo interconfederale. Accordo 27 febbraio la Federazione Nazionale Imprese Trasporti (FENIT), rappresentata, per delega del Presidente dott. Michele Matteo, dal Direttore Generale avv. Carlo Alberto Rolla e dal Vice Direttore Generale dott. Carlo Gizzi, assistiti dal dott. Alessandro Acciaioli; - l'associazione Nazionale Autoservizi in concessione (ANAC), rappresentata dal Segretario Generale avv. Alessandro Cagnoli; - la FIAI-CGIL, rappresentata da Pasquale Mazzone e Renzo Pietrucci; - la FeNLAI-CISL, rappresentata da Antonio Cannavale, Giuseppe Ricca, Silvino Quatrida, Francesco Rivellini, Pietro Marangon e Salvatore Frisella; - la FNAI-UIL, rappresentata da Cleto Catalano e Cesare Serafini; - vista la legge 5 marzo 1977, n. 54, recante disposizioni in materia di giorni festivi; - considerate le finalità della medesima legge, volta a rimuovere le incidenze negative delle festività infrasettimanali sulla produttività aziendale; - tenuto conto della natura dei pubblici servizi di trasporto e degli oneri incombenti a tale titolo sullo Stato, le regioni e gli Enti locali, dovendo assicurare la più completa ed efficiente funzionalità del servizio anche nelle giornate già considerate festive, sicché non trovano realizzazione nei confronti delle aziende del settore le finalità perseguite dalla legge anzidetta; - atteso che le imprese in parola potranno, d'intesa con le rappresentanze sindacali aziendali, ricercare soluzioni che, attraverso l'organizzazione dei servizi, la loro frequenza e intensità e l'opportuno avvicendamento e utilizzazione del personale fino alla dispensa dal servizio per l'intera giornata, consentano di contenere i costi di esercizio nelle giornate già considerate festive. 15/3
16 Si è convenuto quanto segue: Art. 1 A compensazione ed in luogo delle festività nazionali e religiose nonché delle solennità civili soppresse o comunque differite dalla legge citata in premessa, sono attribuite annualmente ai dipendenti delle imprese aderenti all'anac ed alla FENIT due giornate di ferie o congedo, da aggiungersi ai periodi a tale titolo stabiliti dai contratti collettivi nazionali di categoria, ed ulteriori quattro giornate di permesso retribuito. Al personale che, per effetto delle modalità di distribuzione dell'orario di lavoro, fruisce annualmente di non più di 74 giornate di riposo e/o di non prestazione, è attribuita una ulteriore giornata di permesso retribuito. I permessi retribuiti previsti dai commi che precedono sono assegnati dall'azienda compatibilmente con le esigenze di servizio previa informativa alle R.S.A. Ove i permessi di cui sopra non possano essere usufruiti, per le citate esigenze di servizio, entro l'anno cui si riferiscono, sarà corrisposta al lavoratore interessato, per ciascuno di quelli non potuti usufruire, una quota giornaliera di retribuzione contrattuale, senza alcuna maggiorazione, di importo pari a quella dovuta per le giornate di ferie. Il presente accordo ha decorrenza dall'1 gennaio 1979 e i relativi benefici sono attribuiti proporzionalmente al servizio prestato nel corso dell'anno. (Testo verbale integrativo Art. 14) RIPOSO PERIODICO Il riposo periodico cade normalmente di domenica, salvo le eccezioni di legge. Per i lavoratori per i quali è ammesso il lavoro nei giorni di domenica con riposo periodico in altro giorno della settimana, la domenica sarà considerata giorno lavorativo, mentre sarà considerato festivo a tutti gli effetti il giorno fissato per il riposo periodico. In aggiunta al pagamento delle ore effettivamente lavorate con la maggiorazione del lavoro festivo e al 50% della retribuzione tabellare per le ore eventualmente non lavorate ove il servizio prestato fosse inferiore all'orario normale giornaliero, nella eccezionale ipotesi di mancata concessione del riposo periodico con definitiva perdita dello stesso a causa di speciali esigenze di esercizio tale da non garantire il riconoscimento di almeno 52 riposi in ragione di anno solare, è altresì corrisposta un'indennità di natura risarcitoria in misura pari alla maggiorazione del lavoro festivo per ogni ora effettivamente lavorata. Le parti, con la norma di cui al presente articolo, non intendono modificare il numero dei riposi in atto aziendalmente....omissis... DA PAG. 60 A PAG. 60 NON ACQUISITE. VEDI ARCHIVIO LEGGI. ERA RIPORTATO: IL DPR 1985/902. Art Lavoro straordinario, festivo e notturno (C.C.N.L ) Si considera lavoro straordinario quello che eccede l'orario normale di lavoro stabilito dalle vigenti leggi applicabili al settore e dai contratti e accordi di categoria. 16/3
17 Si considera lavoro festivo quello effettuato in giorno di mancato riposo (domenicale o periodico) e quello effettuato nelle festività richiamate nel 1 comma dell'articolo 16 del C.C.N.L. 23 luglio Si considera lavoro notturno quello eseguito tra le ore 22 e le ore 5 antimeridiane. Non spetta la maggiorazione per il lavoro notturno agli agenti adibiti a mansioni di «guardiano di notte». La percentuale di maggiorazione per il lavoro straordinario prevista dalle leggi vigenti nel settore è computata sulle quote orarie della retribuzione normale di cui all'art. 6, ultimo comma, del presente accordo aumentata dei ratei di 13 e 14 mensilità e viene fissata per tutte le aziende nella misura del 10%. La percentuale di maggiorazione per lavoro festivo deve essere per tutte le aziende il doppio di quella adottata per il lavoro straordinario (20%) e calcolata sulla quota oraria della retribuzione normale di cui all'art. 6, ultimo comma del presente accordo, aumentata dei ratei di 13 e 14 mensilità. Le percentuali di maggiorazione per il lavoro notturno, da calcolarsi sulle quote orarie della retribuzione normale di cui all'articolo 6, ultimo comma del presente accordo, aumentate dei ratei di 13 e 14 mensilità, sono rispettivamente fissate per tutte le aziende nel 10% per lavoro notturno compreso in turni avvicendati e nel 15% per lavoro notturno non compreso in turni avvicendati. Le percentuali di maggiorazione sopra indicate sono fra loro cumulabili. Eventuali percentuali di maggiorazione per lavoro straordinario, festivo e notturno, in atto presso le singole aziende in misura superiore a quelle previste dal presente articolo, saranno riproporzionate fino a concorrenza: - in via immediata, con riferimento a tutti gli incrementi delle basi di calcolo, derivanti dall'applicazione del presente contratto; - e, progressivamente nel tempo, con riferimento ad ogni ulteriore incremento della base di calcolo derivante sia dall'inserimento di nuovi elementi retributivi sia dall'aumento di quelli già inseriti (con esclusione dei soli aumenti periodici di anzianità). L'agente chiamato in servizio il giorno destinato al riposo periodico per un tempo inferiore all'orario normale giornaliero ha diritto, oltre al trattamento spettantegli per le ore lavorate, al 50% della retribuzione tabellare per le restanti ore non lavorate. Nota a verbale La delegazione sindacale dei lavoratori per quanto concerne il richiamo alle «leggi vigenti nel settore» al quinto comma del presente articolo, dichiara di riproporre l'eliminazione di detto richiamo in sede di trasferimento delle norme nel Testo Unico. A decorrere dall'1 gennaio 1984; elevazione delle percentuali di maggiorazione per il lavoro notturno: - dal 10% al 20% per lavoro notturno compreso in turni avvicendati - dal 15% al 30% per lavoro notturno non compreso in turni avvicendati. 17/3
18 Art Tredicesima mensilità Al personale in servizio viene corrisposta, tra il 10 e il 20 dicembre di ciascun anno, la 13a mensilità nella misura di una mensilità di retribuzione normale ultima raggiunta. A tale effetto si intende retribuzione normale ultima raggiunta quella del mese di dicembre. Nel caso di inizio o cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell'anno sono corrisposti tanti dodicesimi della 13a mensilità quanti sono i mesi di servizio prestati nell'anno medesimo presso l'azienda. La frazione di mese superiore a 15 giorni è calcolata come mese intero. Art Quattordicesima mensilità Al personale in servizio viene corrisposta, tra il 1 e il 20 luglio di ciascun anno, la 14a mensilità nella misura di una mensilità della retribuzione normale del mese di giugno. Tale erogazione è frazionabile per mesi interi di servizio nel caso di inizio o di cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell'anno. A tali effetti la frazione di mese superiore a 15 giorni è calcolata come mese intero. Gli agenti assunti prima del 30 giugno percepiscono i 12mi corrispondenti ai mesi intercorrenti tra la data di assunzione ed il 31 dicembre dell'anno di competenza, mentre quelli assunti dopo il 30 giugno percepiscono alla fine dello stesso anno i 12mi relativi ai mesi di servizio intercorsi tra la data di assunzione ed il 31 dicembre, sulla base dell'erogazione che, secondo i criteri di cui sopra, sarebbe loro spettata se fossero stati assunti prima del 30 giugno. Agli agenti esonerati prima del 30 giugno sono corrisposti i dodicesimi relativi ai mesi intercorsi tra il 1 gennaio e la data di risoluzione del rapporto, in base alla retribuzione normale ultima raggiunta, mentre quelli che siano esonerati dopo il 30 giugno devono restituire i ratei corrispondenti ai mesi intercorrenti tra la data di risoluzione del rapporto ed il 31 dicembre. Art Indennità di trasferta (Federtrasporti - Fenit) 1) Ogni agente che, per ordine ricevuto per ragioni di servizio debitamente riconosciute, deve recarsi fuori della residenza assegnatagli, ha diritto a una indennità di trasferta che si compone di diaria e di pernottazione. 2) Per residenza si intende la località in cui ha sede l'ufficio, la stazione, il deposito, la rimessa, l'impianto, l'officina, la tratta, ecc., a cui l'agente appartiene. La specificazione degli elementi sopra indicati è stabilita aziendalmente tenendo presenti le particolari condizioni tecniche degli impianti. 18/3
19 3) La indennità di diaria è corrisposta come segue: a) nelle ferrovie: per intero quando l'assenza dalla residenza supera le 7 ore; in misura parziale se l'assenza supera le 4 ore, ma non le 7; b) nelle linee di navigazione interna: per intero quando l'assenza dalla residenza supera le 8 ore; in misura parziale se l'assenza supera le 5 ore, ma non le 8; c) in tutti gli altri servizi: per intero quando l'assenza dalla residenza supera le 12 ore; in misura parziale se l'assenza supera le 7 ore, ma non le 12. Nessuna indennità di diaria è dovuta quando l'assenza dalla residenza sia inferiore alle durate minime sopra stabilite. 4) L'indennità di pernottazione è corrisposta quando l'agente rimane assente dalla residenza, ne parte o vi ritorna nell'intervallo di tempo dalle ore 22 alle 5 ed abbia titolo alla intera o alla parziale indennità di diaria. 5) Quando l'agente, per recarsi fuori residenza o per ritornarvi, si serva dei treni o delle corse, la durata delle assenze si misura sull'ora effettiva di partenza e di arrivo dei treni o delle corse stesse. 6) Le trasferte si liquidano per periodi di 24 in 24 ore, a decorrere dall'ora di partenza. Quando l'agente si assenta dalla propria residenza più volte in uno stesso periodo di 24 ore, le durate delle assenze si cumulano, computando il periodo di 24 ore dall'ora di partenza per la prima missione. Per ogni periodo di 24 ore non può essere corrisposta più di una diaria e di una pernottazione. 7) Al personale viaggiante di tutti i servizi extraurbani (ferrovie, tranvie, navigazione interna, ecc.) compete l'indennità di trasferta sin dal primo giorno solo quando venga comandato a prestare servizio in un deposito o rimessa diversi dai propri. 8) Il trattamento da farsi al personale dei servizi urbani, che venga distaccato ad altro deposito, rimessa, impianto, zona, ecc., è concordato aziendalmente. Esso non spetta al personale che effettui il servizio a rotazione tra le diverse zone. 9) L'indennità di trasferta è corrisposta all'agente in base alla qualifica di cui esplica le mansioni. 10) Non compete alcuna indennità di trasferta: a) al personale dei servizi urbani che venga temporaneamente adibito, nell'ambito della rete urbana, ad altro deposito, rimessa, officina, impianto, zona, ecc.; b) quando la distanza dalla residenza alla località della missione sia inferiore a tre chilometri, sempreché, tra questa e quella, esistano mezzi di trasporto che permettano all'agente, senza spese a suo carico, di raggiungere la propria residenza negli intervalli del turno di servizio purché almeno uno di questi raggiunga la durata di due ore. 19/3
20 11) L'indennità di trasferta è stabilita come segue sulla quota giornaliera della retribuzione normale: - trasferta (diaria e pernottazione): 90% - diaria interna: 50% - diaria parziale: 15% - pernottazione senza dormitorio: 40% - pernottazione con dormitorio: 10% 12) Sono considerate aziendalmente le indennità da corrispondersi per le trasferte effettuate fuori dalla rete sociale oppure su linee distaccate da quella ove l'agente ha la propria residenza e per le trasferte nell'ambito della rete sociale, che si effettuino a distanza superiore a km. 90 dalla residenza. 13) Non sono considerati in trasferta gli agenti delle aziende disastrate i quali, a seguito della distruzione degli impianti o locali, debbano venir dislocati giornalmente per lavori di ricostruzione o per raggiungere la sede provvisoria cui sono adibiti, sempreché la azienda provveda a trasportarli a proprie spese dalla residenza al posto di lavoro e viceversa e corrisponda loro un compenso pari ad un terzo della diaria interna, per ogni giornata in cui avviene lo spostamento. 14) E' data facoltà al personale di conservare il trattamento di trasferta in atto presso la rispettiva azienda, qualora lo ritenga complessivamente più favorevole di quello previsto dal presente articolo. 15) Nei confronti del personale degli autoservizi di linea extraurbani non trovano applicazione i punti 8, 13 e 14 che precedono. Art. 20/B - Indennità di trasferta - Indennità di pernottamento (Norme per le aziende associate all'anac) 1) INDENNITA' DI TRASFERTA A) Personale impiegatizio All'impiegato in trasferta per esigenze di servizio compete: a) rimborso delle spese di viaggio in prima classe; b) rimborso delle spese di vitto e alloggio, nei limiti della normalità quando la durata della trasferta obblighi l'impiegato ad incontrare tali spese; c) rimborso delle altre eventuali spese sostenute per l'espletamento della missione, sempreché siano autorizzate e comprovate; d) una indennità di trasferta pari al 30% di 1/25 della retribuzione minima tabellare. Nel caso in cui l'impiegato venga inviato in trasferta fuori sede, per incarichi che richiedono la sua permanenza con pernottamento fuori dalla normale residenza per periodi superiori a dieci giorni nel mese, tale indennità verrà ridotta al 20%. Nel caso che la frequenza dei viaggi Costituisca caratteristica propria o prevalente dell'impiegato, l'indennità verrà ridotta al 15%. 20/3

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 7
 art. 25
 Art. 3
 Art. 4
 art. 4
 Art. 4
 Art. 4
 art. 17
 Art. 4
 Art. 8
 Art. 5
 art. 1
 Art. 6
 art. 11
 art.4
 Art. 13
 Art. 7
 art. 3
 Art. 9
 art. 12
 Art. 12
 art. 6
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 16
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
 Art. 14
 Art. 20