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Timestamp: 2020-01-22 10:22:46+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 15139 del 19/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15139 del 19/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/06/2017, (ud. 15/02/2017, dep.19/06/2017), n. 15139
sul ricorso 7260/2016 proposto da:
B.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SARDEGNA
e difeso dagli avvocati BIAGIO LAURI e CARMINE LAURI;
avverso la sentenza n. 10340/32/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Il Dott. B.P. ricorre per la cassazione della sentenza della CTR – Campania del 13 novembre 2015 laddove essa nega al contribuente, medico di base convenzionato col SSN, il rimborso dell’IRAP versata per gli anni d’imposta dal 2007 al 2010. L’avvocatura erariale si difende con controricorso. Il contribuente replica con memoria.
Con il primo e assorbente mezzo la parte ricorrente esattamente censura – per violazioni di norme di diritto sostanziali (D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2, 3, 4) e processuali (art. 112 c.p.c.) – la sentenza d’appello laddove stima l’attività della contribuente fornita del requisito dell’autonoma organizzazione pur essendo correlata col SSN ed espletata con minime attrezzature e ridotto ausilio di personale.
Dalla lettura combinata della sentenza d’appello e delle autosufficienti difese della ricorrente emerge che nella specie il thema decidendum riguarda, più che la disponibilità di un ambulatorio normalmente attrezzato (non messa in discussione dall’appello erariale), le spese per personale dipendente non incompatibili, dato il loro modesto ammontare accertato dalla CTR, con l’impiego di un ausiliario con mansioni esecutive. Il che, senza adeguato esame da parte del giudice del merito, esclude che i parametri indicati dalle sezioni unite possano dirsi superati di per se stessi.
Conseguentemente il ricorso può essere deciso in Camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 1, con ordinanza di accoglimento dei primi due motivi di ricorso, assorbimento del terzo (dedotto espressamente in via subordinata) e cassazione in relazione della sentenza d’appello, il tutto con rinvio per nuovo e più compiuto esame (circa l’avvalimento di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive) e regolazione delle spese.
La Corte accoglie il primo e il secondo motivo di ricorso; dichiara assorbito il terzo motivo di ricorso; cassa la sentenza in relazione ai motivi accolti; rinvia alla Commissione tributaria regionale della Campania in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

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