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Eurocodice 8 Progettazione delle strutture per la resistenza sismica Parte 1: Regole generali, azioni sismiche e regole per gli edifici - PDF
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1 NORMA EUROPEA Eurocodice 8 Progettazione delle strutture per la resistenza sismica Parte 1: Regole generali, azioni sismiche e regole per gli edifici UNI EN MARZO 2005 Eurocode 8 Design of structures for earthquake resistance Part 1: General rules, seismic actions and rules for building Versione italiana del gennaio 2007 La norma stabilisce i requisiti fondamentali di prestazione applicabili agli edifici e alle opere di ingegneria civile in zona sismica e fornisce le regole per la rappresentazione delle azioni sismiche e per la loro combinazione con altre azioni, con l obiettivo di assicurare che in caso di terremoto le vite umane siano protette, i danni siano limitati, e le principali strutture di protezione civile rimangano in esercizio. TESTO ITALIANO La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN (edizione dicembre 2004). La presente norma sostituisce la UNI ENV :1997, la UNI ENV :1997 e la UNI ENV :1998. ICS UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione Via Sannio, Milano, Italia Pagina I2 PREMESSA NAZIONALE La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana, della norma europea EN (edizione dicembre 2004), che assume così lo status di norma nazionale italiana. La presente norma è stata elaborata sotto la competenza della Commissione Tecnica UNI Ingegneria strutturale La presente norma è stata ratificata dal Presidente dell UNI ed è entrata a far parte del corpo normativo nazionale l 1 marzo Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato dell arte della materia ed il necessario grado di consenso. Chiunque ritenesse, a seguito dell applicazione di questa norma, di poter fornire suggerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell arte in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, che li terrà in considerazione per l eventuale revisione della norma stessa. Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o di aggiornamenti. È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso dell ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti. Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l esistenza di norme UNI corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi. UNI Pagina II3 EUROPEAN STANDARD NORME EUROPÉENNE EUROPÄISCHE NORM EN December 2004 ICS Supersedes ENV :1994, ENV :1994, ENV :1995 English version Eurocode 8: Design of structures for earthquake resistance - Part 1: General rules, seismic actions and rules for buildings Eurocode 8: Calcul des structures pour leur résistance aux séismes - Partie 1: Règles générales, actions sismiques et règles pour les bâtiments Eurocode 8: Auslegung von Bauwerken gegen Erdbeben - Teil 1: Grundlagen, Erdbebeneinwirkungen und Regeln für Hochbauten This European Standard was approved by CEN on 23 April CEN members are bound to comply with the CEN/CENELEC Internal Regulations which stipulate the conditions for giving this European Standard the status of a national standard without any alteration. Up-to-date lists and bibliographical references concerning such national standards may be obtained on application to the Central Secretariat or to any CEN member. This European Standard exists in three official versions (English, French, German). A version in any other language made by translation under the responsibility of a CEN member into its own language and notified to the Central Secretariat has the same status as the official versions. CEN members are the national standards bodies of Austria, Belgium, Cyprus, Czech Republic, Denmark, Estonia, Finland, France, Germany, Greece, Hungary, Iceland, Ireland, Italy, Latvia, Lithuania, Luxembourg, Malta, Netherlands, Norway, Poland, Portugal, Slovakia, Slovenia, Spain, Sweden, Switzerland and United Kingdom. EUROPEAN COMMITTEE FOR STANDARDIZATION COMITÉ EUROPÉEN DE NORMALISATION EUROPÄISCHES KOMITEE FÜR NORMUNG Management Centre: rue de Stassart, 36 B-1050 Brussels 2004 CEN All rights of exploitation in any form and by any means reserved worldwide for CEN national Members. Ref. No. EN :2004:E UNI Pagina III4 INDICE 1 GENERALITÀ Scopo e campo di applicazione Scopo e campo di applicazione della EN Scopo e campo di applicazione della EN Ulteriori parti della EN Riferimenti normativi Norme di riferimento generale Codici e norme di riferimento Ipotesi Distinzione tra principi e regole applicative Termini e definizioni Termini comuni a tutti gli Eurocodici Ulteriori termini utilizzati nella EN Simboli Generalità Altri simboli utilizzati nelle sezioni 2 e 3 della EN Ulteriori simboli utilizzati nella sezione 4 della EN Ulteriori simboli utilizzati nella sezione 5 della EN Ulteriori simboli utilizzati nella sezione 6 della EN Ulteriori simboli utilizzati nella sezione 7 della EN Ulteriori simboli utilizzati nella sezione 8 della EN Ulteriori simboli utilizzati nella sezione 9 della EN Ulteriori simboli utilizzati nella sezione 10 della EN Unità di misura S.I REQUISITI DI PRESTAZIONE E CRITERI DI CONFORMITÀ Requisiti fondamentali Criteri di conformità Generalità Stato limite ultimo Stato limite di danno Misure specifiche Progettazione Fondazioni Progetto del sistema di qualità CARATTERISTICHE DEL TERRENO E AZIONE SISMICA Caratteristiche del terreno Generalità Identificazione dei tipi di terreno prospetto 3.1 Tipi di terreno Azione sismica Zone sismiche Rappresentazione base dell azione sismica Generalità Spettro di risposta elastico orizzontale figura 3.1 Forma dello spettro di risposta elastico prospetto 3.2 Valori dei parametri che descrivono lo spettro di risposta elastico raccomandato di Tipo prospetto 3.3 Valori dei parametri che descrivono lo spettro di risposta elastico raccomandato di Tipo figura 3.2 Spettro di risposta elastico raccomandato di Tipo 1 per i tipi di terreno da A a E (5% di smorzamento) figura 3.3 Spettro di risposta elastico raccomandato di Tipo 2 per i tipi di terreno da A a E (5% di smorzamento) UNI Pagina IV5 Spettro di risposta elastico verticale prospetto 3.4 Valori raccomandati dei parametri che descrivono lo spettro di risposta elastico verticale Spostamento di progetto del terreno Spettro di progetto per analisi elastica Rappresentazioni alternative dell azione sismica Rappresentazione in funzione del tempo Modello spaziale dell azione sismica Combinazione dell azione sismica con altre azioni PROGETTAZIONE DI EDIFICI Generalità Scopo e campo di applicazione Caratteristiche degli edifici resistenti all azione sismica Principi base della progettazione Semplicità strutturale Uniformità, simmetria e iperstaticità Rigidezza e resistenza bidirezionale Resistenza e rigidezza torsionali Azioni membranali a livello dei piani Fondazione adeguata Membrature sismiche primarie e secondarie Criteri di regolarità strutturale Generalità prospetto 4.1 Effetti della regolarità strutturale sull analisi e sulla progettazione sismica Criteri di regolarità in pianta Criteri di regolarità in elevazione figura 4.1 Criteri per la regolarità di edifici con arretramenti Coefficienti di combinazione per azioni variabili prospetto 4.2 Valori di per il calcolo di Ei Classi di importanza e coefficienti di importanza prospetto 4.3 Categorie di importanza per gli edifici Analisi strutturale Modellazione Effetti torsionali accidentali Metodi di analisi Generalità Metodo di analisi con forze laterali Analisi modale con spettro di risposta Metodi non-lineari Combinazione degli effetti delle componenti dell azione sismica Analisi degli spostamenti Elementi non-strutturali Generalità Verifica Coefficienti di importanza Coefficienti di comportamento prospetto 4.4 Valori di q a per elementi non-strutturali Misure aggiuntive per telai con tamponamenti di muratura Generalità Requisiti e criteri Irregolarità dovute ai tamponamenti di muratura Limitazione dei danni ai tamponamenti Verifiche di sicurezza Generalità Stato limite ultimo UNI Pagina V6 Generalità Condizione di resistenza Condizione di duttilità globale e locale Condizione di equilibrio Resistenza delle membrature orizzontali Resistenza delle fondazioni Condizioni sul contatto tra edifici dovuto all azione sismica Limitazione del danneggiamento Generalità Limitazione del movimento relativo tra i piani REGOLE SPECIFICHE PER EDIFICI DI CALCESTRUZZO Generalità Scopo e campo di applicazione Termini e definizioni Principi per la progettazione Capacità di dissipare energia e classi di duttilità Tipologie strutturali e coefficienti di comportamento Tipologie strutturali Coefficienti di comportamento per azioni sismiche orizzontali prospetto 5.1 Valori base del coefficiente di comportamento, q o, per sistemi regolari in elevazione Criteri di progettazione Generalità Condizione di resistenza locale Regola di progettazione secondo la capacità Condizione di duttilità locale Iperstaticità strutturale Membrature sismiche secondarie e resistenze Misure speciali aggiuntive Verifiche di sicurezza Progettazione secondo la EN Generalità Materiali Coefficiente di comportamento Progettazione per classe DCM Vincoli geometrici e materiali Requisiti relativi ai materiali Vincoli geometrici Effetti delle azioni di progetto Generalità Travi figura 5.1 Valori delle forze di taglio sulle travi nell'ottica della progettazione secondo la capacità Colonne figura 5.2 Valori delle forze di taglio nelle colonne nell'ottica della progettazione secondo la capacità Disposizioni specifiche per pareti duttili figura 5.3 Inviluppo di progetto dei momenti flettenti agenti su pareti snelle (a sinistra: sistemi a pareti; a destra: sistemi doppi) figura 5.4 Inviluppo di progetto delle forze di taglio nelle pareti di un sistema doppio Disposizioni specifiche per grandi pareti debolmente armate Verifiche allo stato limite ultimo (ULS) e dettagli costruttivi Travi figura 5.5 Larghezza efficace b eff della flangia per travi collegate a colonne figura 5.6 Armatura trasversale nelle zone critiche delle travi Colonne figura 5.7 Confinamento del nucleo di calcestruzzo UNI Pagina VI7 Nodi trave-colonna Pareti duttili figura 5.8 Elemento di contorno confinato di pareti con bordi liberi (in alto: deformazioni in corrispondenza della curvatura ultima; in basso: sezione trasversale della parete figura 5.9 Elementi di contorno confinati che non necessitano all estremita della parete di una grande flangia trasversale figura 5.10 Spessore minimo degli elementi di contorno confinati Grandi pareti debolmente armate Progettazione per classe DCH Vincoli geometrici e materiali Requisiti relativi ai materiali Vincoli geometrici Effetti delle azioni di progetto Travi Colonne Nodi trave-colonna Pareti duttili Verifiche allo stato limite ultimo (ULS) e dettagli costruttivi Travi Colonne Nodi trave-colonna Pareti duttili figura 5.11 Spessore minimo di elementi di contorno confinati in pareti di classe DCH con flange larghe Elementi di collegamento di pareti accoppiate figura 5.12 Travi di collegamento con armatura diagonale Disposizioni per ancoraggi e giunzioni Generalità Ancoraggio delle armature Colonne Travi figura 5.13 Misure aggiuntive per ancoraggi realizzati in collegamenti trave-colonna esterni Giunzioni di barre Progettazione e dettagli costruttivi di elementi sismici secondari Elementi di fondazione di calcestruzzo Scopo e campo di applicazione Travi di collegamento e travi di fondazione Collegamenti di elementi verticali con travi o muri di fondazione Pali e testate di pali di calcestruzzo gettati in opera Effetti locali dovuti ai tamponamenti di muratura o calcestruzzo Disposizioni per impalcati di calcestruzzo Strutture prefabbricate di calcestruzzo Generalità Scopo e tipologie strutturali Valutazione delle strutture prefabbricate figura Criteri di progettazione Coefficienti di comportamento Analisi di situazioni transitorie Collegamenti di elementi prefabbricati Disposizioni generali Valutazione della resistenza dei collegamenti Elementi Travi Colonne Nodi trave-colonna UNI Pagina VII8 Pannelli prefabbricati di grandi dimensioni per pareti figura 5.15 Armatura a trazione da disporsi in corrispondenza dei bordi delle pareti figura 5.16 Sezione trasversale di collegamenti verticali fra pannelli prefabbricati di grandi dimensioni Impalcati REGOLE SPECIFICHE PER EDIFICI DI ACCIAIO Generalità Scopo e campo di applicazione Principi per la progettazione prospetto 6.1 Principi per la progettazione, classi di duttilità strutturale e valori di riferimento limite superiori dei coefficenti di comportamento Verifiche di sicurezza Materiali Tipologie strutturali e coefficienti di comportamento Tipologie strutturali figura 6.1 Telai resistenti a flessione (zone dissipative nelle travi e all estremità inferiore delle colonne) - Valori di riferimento per u / figura 6.2 Telai con elementi di controvento concentrici (zone dissipative solamente negli elementi diagonali tesi) figura 6.3 Telai con elementi di controvento a V concentrici (zone dissipative negli elementi diagonali tesi e compressi) figura 6.4 Telai con elementi di controvento eccentrici (zone dissipative nei collegamenti soggetti a flessione e a taglio). Valori di riferimento per u / figura 6.5 Pendolo capovolto. Valori di riferimento per u / figura 6.6 Strutture con nuclei di calcestruzzo o pareti di calcestruzzo figura 6.7 Telaio resistente a flessione combinato con elementi di controvento concentrici (zone dissipative nel telaio a flessione e negli elementi diagonali tesi) - Valore di riferimento per u / figura 6.8 Telaio resistente a flessione combinato con tamponamenti figura 6.9 Telaio con elementi di controvento a K (non permesso) Coefficienti di comportamento prospetto 6.2 Limite superiore dei valori di riferimento dei coefficienti di comportamento per sistemi regolari in altezza Analisi strutturale Criteri per la progettazione e dettagli costruttivi per un comportamento strutturale dissipativo comune a tutte le tipologie strutturali Generalità Criteri per la progettazione per strutture dissipative Regole di progettazione per elementi dissipativi soggetti a compressione o flessione prospetto 6.3 Requisiti per classe di sezione trasversale di elementi dissipativi dipendenti dalla classe di duttilità e dal coefficiente di comportamento di riferimento Regole di progettazione per parti o elementi in trazione Regole di progettazione per collegamenti in zone dissipative Progettazione e dettagli costruttivi per telai resistenti a flessione Criteri per la progettazione Travi Colonne figura 6.10 Pannello d anima intelaiato mediante flange o irrigidimenti Trave-colonna connessioni figura 6.11 Inflessione della trave per il calcolo di p Progettazione e dettagli costruttivi per telai con elementi diagonali di controvento concentrici Criteri di progettazione figura 6.12 Esempio di applicazione dell espressione 6.7.1(3) Analisi UNI Pagina VIII9 6.7.3 Membrature diagonali Travi e colonne Progettazione e dettagli costruttivi per telai con elementi diagonali di controvento eccentrici Criteri di progettazione Collegamenti sismici (seismic link) figura 6.13 Definizione dei simboli per le sezioni dei collegamenti a I figura Membrature non contenenti collegamenti sismici (seismic link) Connessioni dei collegamenti sismici (seismic link) Regole di progettazione per strutture a pendolo capovolto Regole di progettazione per strutture di acciaio con nuclei o pannelli di calcestruzzo e per telai resistenti a flessione combinati con elementi di controvento concentrici o con tamponamenti Strutture con nuclei o pannelli di calcestruzzo Telai resistenti a flessione combinati con elementi di controvento concentrici Telai resistenti a flessione combinati con tamponamenti Controllo del progetto e della costruzione REGOLE SPECIFICHE PER EDIFICI COMPOSTI ACCIAIO-CALCESTRUZZO Generalità Scopo e campo di applicazione Principi per la progettazione prospetto 7.1 Principi per la progettazione, classi di duttilità strutturale e limiti superiori dei valori di riferimento dei coefficienti di comportamento Verifiche di sicurezza Materiali Calcestruzzo Acciaio per armature Acciaio strutturale Tipologie strutturali e coefficienti di comportamento Tipologie strutturali figura 7.1 Sistemi strutturali composti - Pareti composte figura 7.2 Sistemi strutturali composti - Tipo 3 - Pareti composte o di calcestruzzo accoppiate con travi di acciaio o composte Coefficienti di comportamento prospetto 7.2 Limiti superiori dei valori di riferimento dei coefficienti di comportamento per sistemi regolari in elevazione Analisi strutturale Scopo e campo di applicazione Rigidezza delle sezioni Criteri di progettazione e dettagli costruttivi per il comportamento strutturale dissipativo comune a tutte le tipologie strutturali Generalità Criteri per la progettazione di strutture dissipative Resistenza plastica di zone dissipative Dettagli costruttivi per connessioni composte nelle zone dissipative figura 7.3 Connessioni trave-colonna Regole per le membrature Generalità prospetto 7.3 Relazione tra coefficiente di comportamento e limiti di snellezza delle pareti Travi di acciaio composte con soletta figura 7.4 Valori del coefficiente di efficienza di forma della nervatura prospetto 7.4 Valori limite di x/d per la duttilità di travi con soletta figura 7.5 Disposizione delle "barre d armatura sismiche" (seismic rebars) UNI Pagina IX10 7.6.3 Larghezza efficace della soletta figura 7.6 Definizione della larghezza efficace b e e b eff figura 7.7 Definizione degli elementi in strutture intelaiate prospetto 7.5.I Larghezza efficace parziale b e della soletta per analisi elastica della struttura prospetto 7.5.II Larghezza efficace parziale b e della soletta per la valutazione del momento resistente plastico Colonne composte completamente rivestite Membrature parzialmente rivestite figura 7.8 Dettaglio dell armatura trasversale, con le barre diritte aggiuntive (collegamenti) saldate alle flange Colonne composte riempite Progettazione e dettagli costruttivi per telai resistenti a flessione Criteri specifici Analisi Regole per travi e colonne Collegamenti trave - colonna Condizione per trascurare il carattere composto delle travi con soletta Progettazione e dettagli costruttivi per telai composti con elementi di controvento concentrici Criteri specifici Analisi Membrature diagonali Travi e colonne Progettazione e dettagli costruttivi per telai composti con elementi di controvento eccentrici Criteri specifici Analisi Collegamenti Membrature non contenenti collegamenti sismici (seismic link) Progettazione e dettagli costruttivi per sistemi strutturali costituiti da pareti di taglio di calcestruzzo armato composte con elementi strutturali di acciaio Criteri specifici figura 7.9a Dettagli di elementi di contorno composti parzialmente rivestiti (dettagli delle armature trasversali sono per la classe di duttilità DCH) figura 7.9b Dettagli di elementi di contorno composti completamente rivestiti (dettagli delle armature trasversali sono per la classe di duttilità DCH) figura 7.10 Dettagli di una trave di collegamento intelaiata ad una parete (dettagli sono per la classe di duttilità DCH) Analisi Dettagli costruttivi per pareti composte di classe di duttilità DCM Dettagli costruttivi per travi di collegamento di classe di duttilità DCM Dettagli costruttivi aggiuntivi per classe di duttilità DCH Progettazione e dettagli costruttivi per pareti di taglio composte con piastre di acciaio Criteri specifici Analisi Dettagli costruttivi Controllo del progetto e della costruzione REGOLE SPECIFICHE PER EDIFICI DI LEGNO Generalità Scopo e campo di applicazione Termini e definizioni Principi per la progettazione Materiali e proprietà delle zone dissipative Classi di duttilità e coefficienti di comportamento UNI Pagina X11 prospetto 8.1 Principio per la progettazione, tipologie strutturali e valori limite superiori dei coefficienti di comportamento delle tre classi di duttilità prospetto 8.2 Tipologie strutturali e limiti superiori ridotti dei coefficienti di comportamento Analisi strutturale Dettagli costruttivi Generalità Dettagli costruttivi per i connessioni Dettagli costruttivi per gli impalcati orizzontali Verifiche di sicurezza Controllo del progetto e della costruzione REGOLE SPECIFICHE PER EDIFICI DI MURATURA Scopo e campo di applicazione Materiali e schemi di collegamento Tipologie dei blocchi di muratura Resistenza minima dei blocchi di muratura Malta Collegamento della muratura Tipologie di costruzione e coefficienti di comportamento prospetto 9.1 Tipologie di costruzione e limite superiore del coefficiente di comportamento Analisi strutturali Criteri di progettazione e regole per la costruzione Generalità prospetto 9.2 Requisiti geometrici raccomandati per le pareti di taglio Ulteriori requisiti per murature non armate che soddisfano la EN Ulteriori requisiti per murature confinate Ulteriori requisiti per murature armate Verifica di sicurezza Regole per "semplici edifici di muratura" Generalità Regole prospetto 9.3 Numero di piani raccomandato concesso al di sopra del livello del terreno e area minima delle pareti di taglio per "semplici edifici in muratura" ISOLAMENTO ALLA BASE Scopo e campo di applicazione Termini e definizioni Requisiti fondamentali Criteri di conformità Disposizioni generali di progetto Disposizioni generali riguardanti i dispositivi Controllo di movimenti indesiderati Controllo dei movimenti sismici differenziali del terreno Controllo degli spostamenti relativi al terreno e alle costruzioni circostanti Progettazione concettuale di edifici isolati alla base Azione sismica Coefficiente di comportamento Proprietà del sistema di isolamento Analisi strutturale Generalità Analisi lineare equivalente Analisi lineare semplificata Analisi lineare semplificata modale Analisi nel dominio del tempo Elementi non-strutturali UNI Pagina XI12 10.10 Verifiche di sicurezza allo stato limite ultimo APPENDICE A SPETTRO DI RISPOSTA ELASTICO DI SPOSTAMENTO 166 (informativa) figura A.1 Spettro di risposta elastico di spostamento prospetto A.1 Periodi di controllo aggiuntivi per lo spettro di spostamento Tipo APPENDICE B DETERMINAZIONE DELLO SPOSTAMENTO OBIETTIVO PER UN ANALISI (informativa) NON-LINEARE STATICA (PUSHOVER) 167 figura B.1 Determinazione della relazione forza - deformazione idealizzata elastica - perfettamente plastica figura B.2 Determinazione dello spostamento obiettivo per il sistema SDOF equivalente APPENDICE C PROGETTAZIONE DELLA SOLETTA DI TRAVI COMPOSTE (normativa) ACCIAIO-CALCESTRUZZO IN CORRISPONDENZA DI NODI TRAVE-COLONNA IN TELAI RESISTENTI A FLESSIONE 171 figura C.1 Configurazioni di nodi esterni composti trave-colonna sotto momento flettente negativo in una direzione perpendicolare alla facciata figura C.2 Configurazioni di nodi esterni composti trave-colonne soggette a momento flettente positivo in direzione perpendicolare alla facciata e possibile trasferimento delle forze della soletta figura C.3 Possibile trasferimento delle forze della soletta in un nodo composto trave-colonna interno con e senza una trave trasversale, sotto un momento flettente positivo su un lato e un momento flettente negativo sull altro lato UNI Pagina XII13 Premessa La presente norma europea EN , Eurocode 8: Design of structures for earthquake resistance: General rules, seismic actions and rules for buildings, è stata elaborata dal Comitato Tecnico CEN/TC 250 "Eurocodici strutturali", la cui segreteria è affidata al BSI. Il CEN/TC è responsabile per tutti gli Eurocodici Strutturali. Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o mediante pubblicazione di un testo identico o mediante notifica di adozione, entro giugno 2005, e le norme nazionali in contrasto devono essere ritirate entro marzo Il presente documento sostituisce le ENV :1994, ENV :1994 e ENV :1995. In conformità alle Regole Comuni CEN/CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei seguenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria. Cronistoria del programma degli Eurocodici Nel 1975, la Commissione delle Comunità Europee decise di attuare un programma di azioni nel settore delle costruzioni, sulla base dell articolo 95 del Trattato. L obiettivo del programma era l eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio e l armonizzazione delle specifiche tecniche. Nell ambito di tale programma di azioni, la Commissione prese l iniziativa di stabilire un insieme di regole tecniche armonizzate per la progettazione delle opere di costruzione che, in una prima fase, sarebbe servito come alternativa rispetto ai regolamenti nazionali in vigore negli Stati Membri ed, alla fine, li avrebbe sostituiti. Per quindici anni, la Commissione, con l aiuto di un Comitato Direttivo composto da rappresentanti degli Stati Membri, ha provveduto allo sviluppo del programma degli Eurocodici, che ha portato alla stesura della prima generazione di codici Europei negli anni 80. Nel 1989, la Commissione e gli Stati Membri della UE e della EFTA decisero, in base ad un accordo 1) tra la Commissione ed il CEN, di trasferire il compito della preparazione e della pubblicazione degli Eurocodici al CEN attraverso una serie di Mandati, con l obiettivo di attribuire ad essi nel futuro lo status di Norme Europee (EN). Questa decisione lega de facto gli Eurocodici alle prescrizioni di tutte le Direttive del Consiglio e/o le Decisioni della Commissione relative alle norme Europee (per esempio, la Direttiva del Consiglio 89/106/EEC sui prodotti da costruzione - CPD - e le Direttive del Consiglio 93/37/EEC, 92/50/EEC e 89/440/EEC sui lavori e sui servizi pubblici e le analoghe Direttive EFTA predisposte con l obiettivo di stabilire il mercato interno). Il programma degli Eurocodici Strutturali comprende le seguenti norme, generalmente composte da un certo numero di parti: EN 1990 Eurocodice: Basis of Structural Design EN 1991 Eurocodice 1: Actions on structures EN 1992 Eurocodice 2: Design of concrete structures EN 1993 Eurocodice 3: Design of steel structures EN 1994 Eurocodice 4: Design of composite steel and concrete structures EN 1995 Eurocodice 5: Design of timber structures EN 1996 Eurocodice 6: Design of masonry structures EN 1997 Eurocodice 7: Geotechnical design EN 1998 Eurocodice 8: Design of structures for earthquake resistance EN 1999 Eurocodice 9: Design of aluminium structures 1) Accordo tra la Commissione delle Comunità Europee ed il Comitato Europeo di Normazione (CEN) concernente il lavoro sugli Eurocodici relativi alla progettazione di edifici e di opere di ingegneria civile (BC/CEN/03/89). UNI Pagina 114 Gli Eurocodici riconoscono la responsabilità delle autorità regolamentari in ogni Stato Membro ed hanno salvaguardato il loro diritto a determinare a livello nazionale valori correlati ad aspetti di sicurezza regolamentari, potendo essi variare da Stato a Stato. Status e campo di applicazione degli Eurocodici Gli Stati Membri della UE e della EFTA riconoscono che gli Eurocodici servono come documenti di riferimento per i seguenti scopi: - come un mezzo per verificare la rispondenza degli edifici e delle opere di ingegneria civile ai requisiti essenziali della Direttiva del Consiglio 89/106/EEC, in particolare il Requisito Essenziale N 1 - Resistenza meccanica e stabilità - ed il Requisito Essenziale N 2 - Sicurezza in caso di incendio; - come una base per la redazione dei contratti relativi ai lavori di costruzione ed ai servizi di ingegneria correlati; - come un quadro di riferimento per definire specifiche tecniche armonizzate per i prodotti da costruzione (EN e ETA). Gli Eurocodici, poiché riguardano le opere di costruzione stesse, sono in relazione diretta con i Documenti Interpretativi 2) a cui si fa riferimento nell Articolo 12 della CPD, sebbene siano di natura differente rispetto alle norme armonizzate di prodotto 3). Pertanto, gli aspetti tecnici che scaturiscono dal lavoro degli Eurocodici devono essere presi in adeguata considerazione dai Comitati Tecnici CEN e/o dai Gruppi di Lavoro EOTA che lavorano sulle norme di prodotto, nell intento di ottenere una piena compatibilità di queste specifiche tecniche con gli Eurocodici. Gli Eurocodici forniscono regole comuni per la progettazione strutturale, di uso corrente, nella progettazione di strutture, nel loro complesso, e di componenti strutturali, di tipologia tradizionale o innovativa. Forme di costruzione o condizioni di progetto inusuali non sono trattate in modo specifico; per tali casi è richiesto dal progettista il contributo aggiuntivo da parte di esperti. Norme Nazionali che implementano gli Eurocodici Le Norme Nazionali che implementano gli Eurocodici contengono il testo completo dell Eurocodice (comprese tutte le appendici), così come pubblicato dal CEN, il quale può essere preceduto da una copertina Nazionale e da una premessa nazionale, e può essere seguito da una appendice nazionale (informativa). L appendice nazionale può contenere solo informazioni su quei parametri, noti come Parametri Determinati a livello nazionale, che in ogni Eurocodice sono lasciati aperti ad una scelta a livello nazionale, da impiegarsi nella progettazione degli edifici e delle opere di ingegneria civile da realizzarsi nella singola nazione, cioè: - valori e/o classi per i quali nell Eurocodice sono fornite alternative; - valori da impiegare, per i quali nell Eurocodice è fornito solo un simbolo; - dati specifici della singola nazione (geografici, climatici, ecc.), per esempio, la mappa della neve; - la procedura da impiegare quando nell Eurocodice ne sono proposte diverse in alternativa. Essa può anche contenere: - decisioni riguardanti l applicazione delle appendici informative; 2) Secondo l Art. 3.3 della CPD, i requisiti essenziali (ER) sono precisati in documenti interpretativi destinati a stabilire i collegamenti necessari tra i requisiti essenziali ed i mandati per le norme armonizzate EN e ETAG/ETA. 3) Secondo l Art. 12 della CPD, i documenti interpretativi devono: a) precisare i requisiti essenziali armonizzando la terminologia e i concetti tecnici di base, ed indicando classi o livelli per ciascun requisito ove necessario; b) indicare metodi per correlare queste classi o livelli di requisiti alle specifiche tecniche, per esempio metodi di calcolo e di verifica, regole tecniche per la progettazione, ecc.; c) servire come riferimento per stabilire norme armonizzate e orientamenti per i benestari tecnici europei. Gli Eurocodici, de facto, giocano un ruolo simile nel campo dell ER 1 e di una parte dell ER 2. UNI Pagina 215 - riferimenti ad informazioni complementari non contraddittorie che aiutino l utente ad applicare l Eurocodice. Collegamenti tra gli Eurocodici e le specifiche tecniche armonizzate (EN e ETA) relative ai prodotti Sussiste la necessità di coerenza tra le specifiche tecniche armonizzate per i prodotti da costruzione e le regole tecniche per le opere 4). Inoltre tutte le informazioni che accompagnano la marcatura CE dei prodotti da costruzione che fanno riferimento agli Eurocodici devono menzionare chiaramente quali Parametri Determinati a livello nazionale sono stati presi in conto. Informazioni aggiuntive specifiche alla EN Lo scopo e campo di applicazione della EN 1998 è definito nel punto e lo scopo e campo di applicazione della presente parte della EN 1998 è definito nel punto Parti aggiuntive della EN 1998 sono elencate nel punto La EN è stata sviluppata dalla fusione della ENV :1994, ENV :1994 e ENV :1995. Come detto nel punto 1.1.1, si deve porre attenzione al fatto che per la progettazione di strutture in zona sismica le disposizioni della EN 1998 devono essere applicate in aggiunta a quelle rilevanti delle altre da EN 1990 a EN 1997 e EN Una finalità fondamentale della EN è la definizione dell azione sismica. Considerate le ampie differenze dei rischi sismici e della genesi delle caratteristiche sismiche nei vari Paesi membri, le azioni sismiche vengono qui definite in termini generali. La definizione permette l utilizzo di vari parametri determinati a livello nazionale (NDP - Nationally Determined Parameters) che dovrebbero essere confermati o modificati nelle appendici nazionali. Tuttavia, si considera che mediante l utilizzo di un comune modello base per la rappresentazione delle azioni sismiche, si è fatto un passo importante nella EN in termini di armonizzazione dei codici. La EN contiene nella sua sezione relativa agli edifici di muratura disposizioni specifiche che semplificano la progettazione di "semplici edifici di muratura". Appendice nazionale della EN La presente norma fornisce procedure alternative, valori e raccomandazioni per classi, con più che indicano dove possono essere applicate scelte a livello nazionale. Di conseguenza la norma nazionale che implementa la EN dovrebbe avere una appendice nazionale contenente tutti i Parametri Determinati a livello nazionale da impiegare nel progetto degli edifici e delle opere di ingegneria civile da realizzarsi nella nazione interessata. Una scelta a livello nazionale è permessa nella EN attraverso i punti: Riferimento Argomento 1.1.2(7) Appendici informative A e B. 2.1(1)P Periodo di ritorno di riferimento T NCR dell azione sismica per il requisito di non-collasso (o, equivalentemente, probabilità di riferimento di superamento in 50 anni, P NCR ). 2.1(1)P Periodo di ritorno di riferimento T DLR dell azione sismica per il requisito di limitazione del danno (o, equivalentemente, probabilità di riferimento di superamento in 50 anni, P DLR ) (4) Condizioni sotto le quali le investigazioni del terreno aggiuntive a quelle necessarie per la progettazione per azioni non-sismiche possono essere omesse e può essere utilizzata la classificazione del terreno di riferimento (1) Schema di classificazione del terreno che tiene conto della geologia profonda, che include i valori dei parametri S, T B, T C e T D che definiscono gli spettri di risposta orizzontali e verticali elastici in accordo con i punti e (1), (2), (3) Mappe delle zone sismiche e relative accelerazioni del terreno di riferimento. 4) Vedere l Art. 3.3 e l Art. 12 del CPD, così come 4.2, 4.3.1, e 5.2 dell ID 1. UNI Pagina 316 Riferimento Argomento 3.2.1(4) Parametro che governa (identificazione e valore) per il limite di bassa sismicità (5) Parametro che governa (identificazione e valore) per il limite di sismicità molto bassa (4), Parametri S, T B, T C, T D che definiscono la forma degli spettri di risposta orizzontali elastici (1)P (1)P Parametri a vg T B, T C, T D che definiscono la forma degli spettri di risposta verticali elastici (4)P Limite inferiore del coefficiente sui valori spettrali di progetto (8) Riferimento alle definizioni di centro di rigidezza e di raggio torsionale in edifici multipiano che soddisfano o meno le condizioni (a) e (b) del punto (8) (2)P Valori di per gli edifici (5)P Coefficiente di Importanza I per edifici (4) Decisione se i metodi di analisi non-lineari possono essere applicati per la progettazione di edifici non isolati alla base. Riferimenti a informazioni sulle capacità di deformazione della membratura e sui relativi coefficienti parziali per gli stati limite ultimi per la progettazione o la valutazione sulla base di metodi di analisi non-lineari (8) Valore limite del coefficiente di importanza, I, relativo all utilizzo permesso di un analisi con due modelli piani (2) Coefficiente di sovraresistenza Rd per diaframmi (2) Coefficiente di riduzione per gli spostamenti allo stato limite di limitazione del danno (5) Limitazioni geografiche sull utilizzo delle classi di duttilità per edifici di calcestruzzo (10) Valore di q o per edifici di calcestruzzo soggetti a uno speciale Programma di Sistema di Qualità (1), (3) Coefficienti parziali relativi al materiale per edifici di calcestruzzo nella situazione sismica di progetto (1) Minima armatura d anima di grandi pareti di calcestruzzo debolmente armato (3) Minime dimensioni trasversali di travi di fondazione di calcestruzzo (4) Minimo spessore e rapporto di armatura di piastre di fondazione di calcestruzzo (5) Minimo rapporto di armatura di travi di fondazione di calcestruzzo (3) Classe di duttilità di sistemi a pannelli prefabbricati Coefficienti q di sistemi prefabbricati (2) Azione sismica durante la costruzione di strutture prefabbricate (7)e Armatura longitudinale minima nei collegamenti riempiti con malta per iniezione di grandi pannelli per pareti (1) Limite superiore di q per il principio di comportamento strutturale poco dissipativo; limitazioni sul principio di comportamento strutturale; limitazioni geografiche sull utilizzo delle classi di duttilità per edifici di acciaio (1) Coefficienti parziali relativi al materiale per edifici di acciaio nella situazione sismica di progetto. 6.2(3) Coefficiente di sovraresistenza per la progettazione della capacità di edifici di acciaio. 6.2(7) Informazioni su come la EN :2004 può essere utilizzata nella situazione sismica di progetto (7) Riferimenti a regole complementari sulla progettazione permessa di connessioni (2) Resistenza residua post-critica di diagonali compresse in telai di acciaio con elementi di controvento a V (1) Limite superiore di q per il principio di comportamento strutturale poco dissipativo; limitazioni sul principio di comportamento strutturale; limitazioni geografiche sull utilizzo delle classi di duttilità per edifici composti acciaio-calcestruzzo (1), (3) Coefficienti parziali relativi al materiale per edifici composti acciaio-calcestruzzo nella situazione sismica di progetto (4) Coefficiente di sovraresistenza per la progettazione della capacità di edifici composti acciaio-calcestruzzo (4) Coefficiente di riduzione della rigidezza per la parte di calcestruzzo di una sezione della colonna composta acciaio-calcestruzzo. 8.3(1) Classe di duttilità per edifici di legno (1) Tipologia di blocchi di muratura con sufficiente robustezza (1) Resistenza minima di blocchi di muratura (1) Resistenza minima della malta in edifici di muratura (1) Classi alternative per giunti perpendicolari nella muratura. UNI Pagina 417 Riferimento Argomento 9.3(2) Condizioni per l utilizzo di muratura non armata che soddisfi soltanto le disposizioni della EN (2) Minimo spessore efficace di pareti di muratura non armata che soddisfino soltanto le disposizioni della EN (3) Valore massimo dell accelerazione del terreno per l utilizzo di muratura non armata che soddisfi le disposizioni della EN (4), Prospetto 9.1 Valori del coefficiente q in edifici di muratura. 9.3(4), Prospetto 9.1 Coefficienti q per edifici con sistemi di muratura che forniscono una duttilità aumentata (5) Requisiti geometrici per pareti di taglio di muratura. 9.6(3) Coefficienti parziali relativi al materiale per edifici di muratura nella situazione sismica di progetto (1) Massimo numero di piani e minima area di pareti di taglio di "semplici edifici di muratura" (2)b Minimo rapporto di dimensioni in pianta di "semplici edifici di muratura" (2)c Massima area per piano di rientranze in pianta per "semplici edifici di muratura" (5) Massima differenza nella massa e nell area di parete tra piani consecutivi di "semplici edifici di muratura". 10.3(2)P Coefficiente di amplificazione sugli spostamenti sismici per dispositivi di isolamento. 1 GENERALITÀ 1.1 Scopo e campo di applicazione Scopo e campo di applicazione della EN 1998 Nota (1)P La EN 1998 si applica alla progettazione e alla costruzione di edifici ed opere di ingegneria civile in zona sismica. La sua finalità è quella di assicurare, al verificarsi di un evento sismico: - la salvaguardia delle vite umane; - il contenimento dei danni; e - il mantenimento della funzionalità delle strutture essenziali per la protezione civile. La natura aleatoria degli eventi sismici e la limitatezza dei mezzi disponibili per valutarne gli effetti sono tali per cui il raggiungimento di tali scopi sia possibile solo in maniera parziale e misurabile solo in termini probabilistici. Il grado di protezione che può essere applicato alle diverse categorie di edifici, misurabile solamente in termini probabilistici, è un problema di allocazione ottimale delle risorse; esso varia perciò da Paese a Paese in relazione all importanza relativa del rischio sismico rispetto ai rischi di altra origine ed alle risorse economiche globali. (2)P Strutture speciali, quali centrali nucleari, strutture offshore e grandi dighe, sono escluse dallo scopo e campo di applicazione della EN (3)P La EN 1998 contiene solo quelle disposizioni che, in aggiunta a quelle già previste dagli altri Eurocodici, devono essere osservate per la progettazione di strutture in zona sismica. In tal senso è complementare agli altri Eurocodici. (4) La EN 1998 è suddivisa in diverse parti, l una separata dall altra (vedere punti e 1.1.3) Scopo e campo di applicazione della EN (1) La EN si applica alla progettazione di edifici ed opere di ingegneria civile in zona sismica. Essa è suddivisa in 10 sezioni, alcune delle quali sono in maniera specifica rivolte alla progettazione di edifici. (2) La sezione 2 della EN contiene i requisiti fondamentali di prestazione e i criteri necessari per soddisfarli, applicabili agli edifici e alle opere di ingegneria civile in zona sismica. UNI Pagina 518 (3) La sezione 3 della EN fornisce le regole per la di rappresentazione dell azione sismica e la sua combinazione con altre azioni. Alcune particolari tipologie strutturali, trattate nelle parti da EN a EN , necessitano di regole complementari che sono date in quelle parti. (4) La sezione 4 della EN contiene regole generali di progettazione relative in maniera specifica agli edifici. (5) Le sezioni dalla 5 alla 9 della EN contengono regole specifiche per i diversi materiali ed elementi strutturali relative in maniera specifica agli edifici come segue: - Sezione 5: Regole specifiche per edifici di calcestruzzo; - Sezione 6: Regole specifiche per edifici di acciaio; - Sezione 7: Regole specifiche per edifici composti acciaio-calcestruzzo; - Sezione 8: Regole specifiche per edifici di legno; - Sezione 9: Regole specifiche per edifici di muratura. (6) La sezione 10 contiene i requisiti fondamentali e altri aspetti rilevanti della progettazione e della sicurezza relativi all isolamento alla base delle strutture e in maniera specifica all isolamento alla base degli edifici. Nota Regole specifiche per l isolamento dei ponti sono sviluppate nella EN (7) L appendice C contiene elementi aggiuntivi relativi alla progettazione dell armatura della soletta di travi composte acciaio-calcestruzzo in corrispondenza dei nodi trave-colonna di telai resistenti a flessione. Nota L appendice informativa A e l appendice informativa B contengono elementi aggiuntivi relativi allo spettro di risposta di spostamento elastico e allo spostamento obiettivo per l analisi pushover Ulteriori parti della EN 1998 (1)P Ulteriori parti della EN 1998 includono, in aggiunta alla EN , le seguenti: - la EN contiene disposizioni specifiche per i ponti; - la EN contiene disposizioni specifiche per la valutazione e l adeguamento degli edifici preesistenti in zona sismica; - la EN contiene disposizioni specifiche per i serbatoi, i silos e le condotte; - la EN contiene disposizioni specifiche per le fondazioni, le strutture di contenimento e gli aspetti geotecnici; - la EN contiene disposizioni specifiche per le torri, i tralicci e le ciminiere. 1.2 Riferimenti normativi (1)P La presente norma europea rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente norma europea come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale l ultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti) Norme di riferimento generale EN 1990 Eurocode - Basis of structural design EN Eurocode 2 - Design of concrete structures - Part 1-1: General - Common rules for building and civil engineering structures EN Eurocode 3 - Design of steel structures - Part 1-1: General - General rules EN Eurocode 4 - Design of composite steel and concrete structures - Part 1-1: General - Common rules and rules for buildings EN Eurocode 5 - Design of timber structures - Part 1-1: General - Common rules and rules for buildings UNI Pagina 619 EN Eurocode 6 - Design of masonry structures - Part 1-1: General - Rules for reinforced and unreinforced masonry EN Eurocode 7 - Geotechnical design - Part 1: General rules Codici e norme di riferimento (1)P Per l applicazione della EN 1998, si deve fare riferimento alla EN 1990, alla EN 1997 e alla EN (2) La EN 1998 include altri riferimenti normativi citati nei punti appropriati del testo. Essi sono qui di seguito elencati: ISO 1000 The international system of units (SI) and its application EN Execution of steel structures - Part 1: General rules and rules for buildings pren Timber structures - Test methods - Cyclic testing of joints made with mechanical fasteners 1.3 Ipotesi (1) In aggiunta alle ipotesi generali della EN 1990:2002, punto 1.3, si applicano le seguenti ipotesi. (2)P Si assume che nessun cambiamento nella struttura abbia luogo durante la fase costruttiva e la successiva vita della struttura, a meno che non siano fornite adeguate giustificazioni e verifiche. A causa della natura specifica della risposta sismica, ciò si applica anche nel caso di cambiamenti che portano ad un aumento della resistenza strutturale. 1.4 Distinzione tra principi e regole applicative (1) Si applicano le regole della EN 1990:2002, punto Termini e definizioni Termini comuni a tutti gli Eurocodici (1) Si applicano i termini e le definizioni fornite nella EN 1990:2002, punto Ulteriori termini utilizzati nella EN 1998 Nota 1 (1) I seguenti termini sono utilizzati nella EN 1998 con i seguenti significati: coefficiente di comportamento: Coefficiente utilizzato in fase di progettazione per ridurre le forze ottenute da un analisi lineare al fine di tenere conto della risposta non-lineare di una struttura, associato al materiale, al sistema strutturale ed al procedimento di progettazione. metodo di progettazione secondo la capacità: Metodo di progettazione in cui gli elementi del sistema strutturale sono scelti, appropriatamente progettati ed ottimizzati al fine di dissipare energia sotto grandi deformazioni, mentre tutti gli altri elementi strutturali sono caratterizzati da una resistenza sufficiente in modo tale che gli elementi responsabili della dissipazione energetica possano lavorare in tal senso. struttura dissipativa: Struttura in grado di dissipare energia per mezzo di un comportamento isteretico duttile e/o di altri meccanismi. zone dissipative: Parti predefinite di una struttura dissipativa in cui sono principalmente concentrate le capacità dissipative. Queste sono anche chiamate zone critiche. unità dinamicamente indipendenti: Struttura o parte di una struttura che è soggetta direttamente al moto del terreno e la cui risposta non è influenzata dalla risposta di unità o di strutture adiacenti. coefficiente di importanza: Coefficiente riferito alle conseguenze di una rottura strutturale. UNI Pagina 720 struttura non-dissipativa: Struttura progettata per una particolare situazione sismica di progetto senza tenere conto del comportamento non-lineare del materiale. elemento non-strutturale: Elemento, sistema o componente architettonico, meccanico o elettrico che, a causa delle scarse risorse di resistenza o per il modo in cui è inserito nella struttura, è considerato non portante nella progettazione sismica. membrature sismiche primarie: Membrature considerate come parte del sistema strutturale che resiste all azione sismica, modellate nell analisi per la situazione sismica di progetto, interamente progettate e dotate di dettagli locali per la resistenza sismica in accordo con le regole della EN membrature sismiche secondarie: Membrature che non sono considerate parte del sistema resistente all azione sismica e la cui resistenza e rigidezza alle azioni sismiche sono trascurate. Nota 2 Per queste membrature non è richiesto di essere conformi a tutte le regole della EN 1998, ma sono progettate e dotate di dettagli locali per sopportare i carichi gravitazionali quando soggette agli spostamenti causati dalla situazione sismica di progetto. 1.6 Simboli Generalità (1) Si applicano i simboli indicati nella EN 1990:2002, punto 1.6. Per quanto riguarda i simboli relativi ai materiali e, allo stesso modo, per quanto riguarda quelli non legati in maniera specifica ai terremoti si devono applicare le disposizioni degli Eurocodici ad essi attinenti. (2) Altri simboli, utilizzati in relazione alle azioni sismiche, sono per comodità definiti nel testo quando necessario. Tuttavia, in aggiunta a ciò i simboli che più spesso ricorrono nella EN sono elencati e definiti nei punti e Altri simboli utilizzati nelle sezioni 2 e 3 della EN A Ed valore di progetto dell azione sismica ( = I A Ek ) A Ek E d N SPT P NCR Q S e (T ) S ve (T ) S De (T ) S d (T ) S T T s T NCR a gr a g valore caratteristico dell azione sismica per il periodo di ritorno di riferimento valore di progetto degli effetti dell azione numero di colpi della prova di penetrazione normalizzata probabilità di riferimento di superamento in 50 anni dell azione sismica di riferimento per il requisito di non-collasso azione variabile spettro di risposta elastico all accelerazione orizzontale del terreno anche chiamato "spettro di risposta elastico". Per T = 0, l accelerazione spettrale data da questo spettro è uguale all accelerazione di progetto del terreno in un terreno di tipo A moltiplicata per il coefficiente del suolo S spettro di risposta elastico all accelerazione verticale del terreno spettro di risposta elastico agli spostamenti spettro di progetto (per analisi elastica). Per T = 0, l accelerazione spettrale data da questo spettro è uguale all accelerazione di progetto del terreno in un terreno di tipo A moltiplicata per il coefficiente del suolo S coefficiente del suolo periodo di vibrazione per un sistema lineare ad un grado di libertà durata della parte stazionaria del moto sismico periodo di ritorno di riferimento dell azione sismica di riferimento per il requisito di non-collasso valore di picco di riferimento dell accelerazione del terreno in un terreno di tipo A accelerazione del terreno di progetto in un terreno di tipo A UNI Pagina 8 Vedere altro
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References: articolo 95
 Articolo 12
 Art. 3
 Art. 12
 Art. 3
 Art. 12
 art. 93
 art. 9