Source: http://www.papale-papale.it/2012/settembre/24/turismo.html
Timestamp: 2020-06-04 16:28:11+00:00

Document:
per una visione umanistica e sociale del turismo
Obiettivi ambiziosi a fronte delle sfide poste dall’esclusione e dall’integrazione. (Art. 1 e 2)
I vantaggi del Turismo Sociale per il domani
Creatore di società. (Art. 3 e 4)
Fattore di crescita economica. (Art. 5, 6 e 7)
Attore dell’assetto territoriale e dello sviluppo locale. (Art. 8, 9 e 10)
Partner per i programmi di sviluppo mondiale. (Art. 11 e 12)
I criteri che identificano il Turismo Sociale. (Art. 13, 14 e 15)
Basandosi sulla realtà di oggi quali sono le prospettive all’alba del III° Millennio?
Già 25 anni or sono, nella Carta di Vienna, il BITS evidenziava la dimensione sociale, culturale, politica ed economica del turismo: un elemento fondamentale del nostro tempo.
Nella Dichiarazione di Manila del 1980 l'Organizzazione Mondiale del Turismo confermava solennemente le finalità ed i contenuti del Turismo Sociale.
Che futuro si prospetta per il Turismo Sociale? È questa la questione prioritaria della Dichiarazione di Montreal.
IL TURISMO SOCIALE: Obiettivi ambiziosi a fronte delle sfide poste dall'esclusione e dall'integrazione
Oggi, viviamo in un mondo in cui
i paesi più ricchi incontrano difficoltà di crescita che colpiscono popolazioni le quali, accumulando difficoltà e svantaggi, creano gravi scompensi sociali
in questi stessi paesi, lo sviluppo scientifico e tecnico dell'informazione si abbina ad una crescita della disoccupazione e dischiude nuovi campi di azione culturale e sociale
si creano grandi complessi economici secondo una logica liberale fine a se stessa
certi paesi si sviluppano rapidamente ed offrono possibilità di turismo interno
altri paesi o perfino continenti interi rimangono in una situazione di povertà sconvolgente
si rivendica ovunque la ricerca di senso e di significato
È in questo mondo che il turismo è in forte evoluzione. E’ in questo mondo che si assiste ad uno spettacolare aumento dei viaggi per affari o per diporto, all'apertura delle frontiere, alla diversificazione delle mete, ad innovazioni nei mezzi di comunicazione e di trasporto.
Mentre la divisione tra tempo per il lavoro e tempo per il diporto e per lo svago è ovunque rimessa in discussione, si assiste anche, in certi paesi, a forme inaccettabili di sfruttamento delle popolazioni locali, che giungono perfino alla prostituzione infantile.
Art. 1 - La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo afferma che ogni individuo ha diritto al riposo, al tempo libero, ad una limitazione delle ore di lavoro ed alle ferie remunerate.
Considerando che tale diritto è ben lungi dall'essere applicato a livello mondiale, la conquista del tempo libero e del turismo al servizio dell'uomo deve continuare ed essere intensificata sulla via tracciata dal Turismo Sociale, che intende innanzi tutto consentire al maggior numero di persone l'accesso alla pratica del turismo.
Art. 2 - L'obiettivo fondamentale di qualsiasi azione di sviluppo turistico deve consistere nella piena realizzazione dell'individuo come persona e come cittadino.
I VANTAGGI DEL TURISMO SOCIALE PER DOMANI - Il Turismo Sociale "creatore di societÀ"
Art. 3 - L'aspirazione di permettere a tutti di accedere al Turismo Sociale impegna necessariamente a lottare contro le ineguaglianze e contro l'esclusione di tutti coloro che hanno una cultura diversa, dispongono di minori mezzi finanziari, hanno capacità fisiche ridotte o vivono in un paese in via di sviluppo.
Occorre identificare e mettere in atto gli strumenti necessari per raggiungere tale scopo: definizione di politiche turistiche sociali, creazione di infrastrutture, concessione di sussidi alle persone meno favorite, sensibilizzazione e formazione del personale, ecc.
Iniziative modeste, integrate in un piano globale, spesso possono essere "creatrici di società” allo stesso modo di progetti di massa.
Art. 4 - Le vacanze ed i viaggi rappresentano occasioni e momenti particolarmente adatti all'arricchimento della persona grazie alla scoperta di altri ambienti, culture e civiltà, all'esercizio di attività fisiche, artistiche, sportive o ludiche, all'incontro di persone al di là di qualsiasi distinzione, alle responsabilità assunte liberamente dagli stessi turisti.
Gli operatori di Turismo Sociale hanno la volontà di contribuire a sviluppare le relazioni umane, sia attraverso le loro azioni di formazione, sia attraverso i loro processi di animazione: il Turismo Sociale è fattore di coesione sociale.
Il Turismo Sociale: fattore di crescita economica
Art. 5 - Rivolgendosi a tutte le classi ed a tutte le età il Turismo Sociale accoglie e muove centinaia di milioni di persone nel mondo.
Beneficiario dell'economia sociale e solidale, il Turismo Sociale offre ed offrirà sempre più possibilità economiche straordinarie.
Il turismo per tutti è fattore di potenza economica, per il flusso incessante di persone e di investimenti che contribuiscono allo sviluppo delle regioni, producono ricchezze nazionali ed internazionali, stimolando trasferimenti di risorse da paesi avanzati ad altri meno progrediti.
Art. 6 - Gli apporti del turismo devono andare a beneficio di tutta la comunità. Devono contribuire allo sviluppo sociale ed economico delle regioni e delle popolazioni nel loro insieme. Il settore turistico deve produrre occupazione e garantire, nello stesso tempo, i diritti fondamentali delle persone che vi lavorano.
Art. 7 - Tutti gli attori dello sviluppo turistico soggiacciono alle stesse esigenze economiche. Nella loro veste di imprenditori, di gestori di impianti, di produttori o accompagnatori di viaggi, di educatori, di animatori del tempo libero, essi sono agenti economici sottoposti ad identiche esigenze di competenza, di rigore e di risultato.
Un obiettivo sociale può essere raggiunto solo attraverso una gestione esemplare ed un continuo miglioramento dei risultati.
Il Turismo Sociale: attore dell'assetto territoriale e dello sviluppo locale
Art. 8 - Prima ancora che le organizzazioni internazionali raccomandassero la ricerca di uno "sviluppo duraturo e sostenibile" il Turismo Sociale lo aveva considerato un proprio punto di riferimento al fine di:
conciliare lo sviluppo del turismo, la tutela dell'ambiente ed il rispetto dell'identità delle popolazioni locali;
offrire nuovi mezzi a regioni spesso abbandonate;
sistemare certe zone senza dilapidarne le risorse;
generare benefici economici, sociali e culturali per le popolazioni locali.
A livello mondiale il turismo è uno dei principali elementi di valorizzazione di molte regioni. In nessun caso dovrebbe costituire un pretesto per un'invasione incontrollata, né per l'acculturazione o lo sfruttamento delle popolazioni.
Art. 9 - Il turismo può e deve essere fattore di speranza per molte economie fragili. In nessun caso l'obiettivo della conservazione naturale del territorio deve servire come pretesto per il suo accaparramento da parte di pochi.
Art. 10 - L'informazione, la formazione e la sensibilizzazione dei turisti al rispetto dell'ambiente e delle popolazioni costituiscono una delle missioni fondamentali del Turismo Sociale, nell'azione di pianificazione e gestione di progetti di sviluppo turistico.
Il Turismo Sociale: partner nei programmi di sviluppo mondiale
Art. 11 - La Conferenza di Stoccolma sulla popolazione e l'ambiente, i programmi delle Nazioni Unite e la Conferenza di Rio hanno chiaramente individuato le responsabilità delle attuali generazioni circa i limiti della crescita.
Poiché il turismo - a condizione di essere controllato e di rispettare le regioni e le popolazioni - rappresenta una delle speranze economiche, sociali e culturali di molte regioni in via di sviluppo, gli operatori del Turismo Sociale sono e saranno disponibili ad elaborare programmi di sviluppo, a costruire strutture legali e finanziarie, a contribuire alla gestione, alla formazione ed all'animazione di tutte le operazioni di sviluppo turistico previste nei programmi di sviluppo mondiale.
Art. 12 - Ovunque nel mondo nuove forme di cooperazione e di collaborazione sono e saranno obbligatorie; la gestione e lo sviluppo turistico richiedono infatti il concorso dei governi e delle collettività territoriali, degli organismi sociali e dei sindacati, di interlocutori finanziari e di movimenti familiari, giovanili, culturali, sportivi, ecologisti e, ovviamente, dei professionisti dell'industria del turismo, con particolare riferimento agli operatori di Turismo Sociale, da sempre al servizio di progetti di interesse generale.
I CRITERI CHE IDENTIFICANO IL TURISMO SOCIALE
Art. 13 - Può rivendicare l’appartenenza alla cerchia del Turismo Sociale qualsiasi impresa turistica (associazione, cooperativa, mutua, fondazione, federazione, impresa senza scopo di lucro, società ecc.) il cui atto costitutivo od oggetto principale indichi con chiarezza l’impegno in un progetto d’interesse generale e la ricerca di un’accessibilità al turismo per il maggior numero di persone, segnando una netta demarcazione dalla ricerca del solo profitto.
Il termine “sociale” significa maggiore solidarietà, fratellanza e speranza per quanti nel mondo - e sono tanti – attendono ancor oggi di poter usufruire e godere del tempo libero.
Art. 14 - Una tale appartenenza risulterà effettiva soltanto a condizione che risultino rispettate le condizioni sotto indicate:
Le attività proposte integrano gli obiettivi umanistici, pedagogici e culturali del rispetto e dell'affermazione della persona.
Il pubblico a cui ci si rivolge è identificato chiaramente, senza alcuna discriminazione razziale, culturale, religiosa, politica, filosofica, sociale...
Il prodotto proposto comprende come parte integrante un valore aggiunto non economico.
Si esprime chiaramente la volontà di un inserimento che non deturpi e non perturbi l'ambiente locale.
I documenti contrattuali definiscono chiaramente le caratteristiche dell'attività ed i prezzi. Questi ultimi saranno compatibili con gli obiettivi sociali perseguiti. Le eccedenze di esercizio vanno, in tutto o in parte, reinvestite per il miglioramento dei servizi offerti al pubblico.
La gestione del personale è conforme alla legislazione sociale, persegue finalità di valorizzazione ed implica una formazione permanente appropriata.
Art. 15 - Non sono lo statuto giuridico o le procedure applicate a legittimare gli operatori turistici, bensì l'azione che svolgono al servizio di uno scopo chiaramente affermato e perseguito.
Lo statuto varia infatti a seconda delle abitudini, delle pratiche o dell'evoluzione delle legislazioni. Si tratta soltanto di un mezzo al servizio dei progetti. Oggi nel mondo non esiste un unico modello di riferimento.
Al di là degli sforzi compiuti e dei traguardi raggiunti, la definizione ed il rafforzamento di politiche turistiche ad alto contenuto di socialità in ambito regionale, nazionale ed internazionale è condizione necessaria per il consolidarsi di un Turismo Sociale efficace e duraturo.
Gli attori del Turismo Sociale intendono collaborare attivamente alla programmazione ed all'attuazione di tali politiche.
Fedele alle proprie origini, in considerazione delle realtà odierne e delle sfide future il BITS farà ogni possibile sforzo per promuovere una visione sociale ed umanistica dello sviluppo turistico.
Invita ad unirsi ad esso tutti coloro che hanno a cuore il futuro degli uomini e delle donne nel mondo.
Il 27 si festeggia a Isernia, la 33a Giornata Mondiale del Turismo, per la quale Papa Benedetto XVI ha suggerito un tema molto attuale: “Turismo e sostenibilità energetica propulsori di turismo sostenibile”.
Già dal 1974 il C.I.T.S., Centro Italiano Turismo Sociale, associazione nazionale di ispirazione cristiana per il tempo libero, lavora per promuovere e valorizzare, su tutto il territorio nazionale, il turismo sociale e religioso e l’attività delle Casa per Ferie, strutture ricettive extra alberghiere gestite prevalentemente da enti ecclesiastici, ove è possibile trovare un particolare spirito di accoglienza e cura dell'ospitalità, in ambienti a misura d'uomo dove ricreare spirito e corpo.
Il CITS promuove e lavora per valorizzare il ruolo e il valore del turismo sociale ed associativo. Lavora per la promozione e valorizzazione del patrimonio di Beni Culturali, Artistici e Ambientali dell'Italia Minore (con la Maiuscola), unitamente all'offerta di un'ospitalità nel segno della tradizione cristiana; per la riscoperta di territori, tipicità e identità territoriali dimenticate, come volano per lo sviluppo dei territori stessi. Dunque, un turismo ecosostenibile, responsabile ed economico, riservato a turisti e viaggiatori che, associandosi vogliano vivere una vacanza alternativa al turismo di massa, mordi e fuggi, preferendo un turismo più consapevole, lento, attento, contemplativo. In linea con l’attenzione al turismo ecosostenibile, proposto anche dal tema per la 33a Giornata Mondiale del Turismo 2012 dal Santo Padre, il Cits ha lanciato il progetto “Sapori per lo Spirito” (dei quali abbiamo parlato la scorsa settimana) per la riscoperta delle tradizioni culinarie semplici e salutari di Monasteri e comunità religiose, attente al mangiar sano, gustoso e tranquillo, legato all’uso dei prodotti agroalimentari a km 0, rispettosi delle biodiversità. Un motivo in più per attrarre ospiti, prendendoli per la gola.
Turismo e attività del tempo libero sono all’attenzione del C.I.T.S. come momenti rilevanti e necessari al benessere e all'equilibrio della persona umana, per consentire, attraverso l’associazionismo e la partecipazione, anche la riscoperta dei valori morali e spirituali del viaggio e dell'incontro con altre realtà, arti e culture.
Infine, per migliorare la valorizzazione del turismo sociale, il CITS si rivolge alle strutture ricettive extralberghiere - Case per Ferie, Ostelli - ed Enti ecclesiastici associati, offrendo loro di far parte di un’associazione e di una rete alla quale aderire per una maggiore visibilità; consulenza e assistenza in molteplici settori che vanno dal diritto amministrativo a quello tributario, assistendole, con consolidata esperienza e professionalità, nei rapporti con le pubbliche amministrazioni.
Il CITS, si pone come riferimento di incontro tra domanda e offerta, associando, oltre alle strutture di ospitalità extralberghiera, singoli e gruppi di turisti, ai quali offre proposte di viaggi, informazioni, consulenza, convenzioni. Si pone quindi, quale centro di promozione, valorizzazione, orientamento organizzativo, informativo e propositivo del turismo religioso, culturale e sociale, al servizio di tutte le realtà di ispirazione cristiana operanti nel settore.
Per la collana “I manuali Touring”, il TCI pubblica, a cura di Arte, il volume “Turismo responsabile – cos’è come si fa”. Un libro agile e scorrevole che merita d’esser letto fin dall’introduzione, dedicata alla storia non solo del turismo responsabile, ma anche dei principi e delle idee che lo hanno fatto nascere e lo alimentano.
Nella prima parte si affronta anche la questione terminologica, offrendo al lettore un glossario che permette di padroneggiare meglio le diverse definizioni di turismo.
Interessante e completa la storia e le date che hanno segnato l'evoluzione internazionale del turismo responsabile dagli anni '60 a oggi, i vari documenti emanati nel tempo, e l'elencazione di tutte le sigle delle associazioni.
Seguono, nel primo capitolo, i principi e le regole del turismo responsabile che torneranno - sotto forma di esempi concreti, spunti di riflessione e buone pratiche - anche negli altri capitoli, trasformando parole astratte e concetti teorici in fatti reali.
Questi fondamenti vengono messi in relazione alle certificazioni esistenti, alla Responsabilità Sociale di Impresa e alle più diffuse eco-etichette e marchi di settore (italiane, europee e mondiali), gettando uno sguardo sulle prospettive di sviluppo. Una panoramica utile non solo a chi viaggia e desidera capire il significato di simboli quali margherite, foglie, bandierine colorate, ecc., ma anche a chi progetta di aprire un’attività turistica rispettando canoni ecologici e regole di sostenibilità.
Il libro prosegue invitando il lettore ad assaporare il piacere dell’andare (e non solo quello di arrivare): si parla di tempo e di spazio, analizzando i concetti di lentezza e profondità, descrivendo esperienze come le microvacanze e le vacanze di prossimità. Tra gli altri, argomenti quali l’utilizzo dei mezzi pubblici, la scelta dei trasporti in base alla loro eco-compatibilità, le vie d’acqua, il plein air e i “viaggi a quattro zampe”, per concludere con una riflessione sugli spostamenti in aereo.
Alla filosofia e allo stile di viaggio è dedicato il capitolo successivo che - lungi dall’essere una riflessione puramente teorica - offre consigli pratici su come affrontare usi e costumi diversi dai propri, come rendere lo shopping “sostenibile” e come destreggiarsi con l’arte del mercanteggiamento; consigli anche sull’abbigliamento da viaggio e lapreparazione del bagaglio. Trattando dei rapporti con la popolazione locale, si affronta anche uno degli argomenti più difficili: la triste realtà del turismo sessuale, anche a danno dei minori.
Nella seconda parte del libro il lettore può sognare – e iniziare a pianificare - il suo prossimo viaggio: trova infatti, itinerari, viaggi e vacanze per scoprire il mondo in modo responsabile. E divertente! Si parte dal Bel Paese, riscoperto viaggiando su strade secondarie o guardando destinazioni ben note con uno sguardo nuovo (ad esempio soggiornando negli Alberghi Diffusi, nelle Comunità Ospitali, nelle terre confiscate alla criminalità organizzata; andando alla scoperta di arti tradizionali e antichi mestieri ma anche delle frontiere più recenti raggiunte dalla bioedilizia e dalla bioarchitettura…).

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15