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Timestamp: 2013-05-22 01:16:34+00:00

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Seguito della discussione sulle mozioni nn. 529, 531, 532, 533 e 534 e sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sulla politica europea
Approvazione delle mozioni nn. 529 (testo 2), 531 (testo 2), 533 (testo 3) e 534, nel testo emendato, nonché del primo, secondo, terzo, settimo, ottavo, nono, decimo, undicesimo e dodicesimo capoverso del dispositivo della mozione n. 532 (testo 2), delle proposte di risoluzione nn. 2 e 23 e dell'ordine del giorno G1. Reiezione delle premesse, nonché del quarto, quinto e sesto capoverso del dispositivo della mozione n. 532 (testo 2) e delle proposte di risoluzione nn. 3, 4, 5, 7, 9, 10, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 19, 20, 21 e 22. Ritiro delle proposte di risoluzione nn. 1, 8 e 18
PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta antimeridiana si è conclusa la discussione delle mozioni in titolo, hanno avuto luogo le comunicazioni del Presidente del Consiglio e le dichiarazioni di voto. Comunica che le mozioni nn. 529, 531 e 533 sono state riformulate (v. testi 2 nell'Allegato A). Dopo la verifica di ammissibilità, sono stati dichiarati improponibili gli emendamenti 1.3 e 1.5 presentati alla mozione n. 534. Sono inoltre state presentate 23 proposte di risoluzione ed un emendamento alla proposta di risoluzione n. 1. Sono state dichiarate inammissibili l'ultima parte del dispositivo della proposta di risoluzione n. 1 e le proposte di risoluzione nn. 6 e 11.
MOAVERO MILANESI, ministro per gli affari europei. Esprime parere favorevole sulle mozioni nn. 529 (testo 2) e 531 (testo 2), alla mozione n. 533 (testo 2) con una modifica ai capoversi quarto, quinto e sesto del dispositivo (v. Resoconto stenografico) ed alla mozione n. 534.
Sull'emendamento 1.1 riferito alla mozione n. 534, si rimette alla valutazione dell'Assemblea. Sul subemendamento 1.2/1 esprime parere favorevole, ritenendo anzi la sua approvazione condizione necessaria per un parere favorevole anche all'emendamento 1.2. Sull'emendamento 1.4 si rimette alla valutazione dell'Assemblea.
Per quanto riguarda la mozione n. 532, esprime parere favorevole sui capoversi primo, settimo, ottavo, nono, undicesimo e dodicesimo del dispositivo. Propone di modificare i capoversi secondo, terzo e decimo (v. Resoconto stenografico), per rendere meno imperativi gli impegni indicati al Governo, come appare opportuno in vista dell'apertura di una fase negoziale. Esprime parere contrario sulle premesse e sui capoversi quarto, quinto e sesto.
Accoglie l'ordine del giorno G1. Esprime poi parere favorevole sulle proposte di risoluzione nn. 23 e 2, mentre invita a ritirare le altre numerose ed eterogenee proposte di risoluzione, ritenendo opportuno che le importanti materie trattate siano oggetto di esame nelle sedi di merito. Propone quindi una riformulazione della proposta di risoluzione n. 1 analoga a quella richiesta precedentemente per l'emendamento 2, altrimenti il parere sarà contrario.
BELISARIO (IdV). Accoglie le modifiche proposte dal Governo alla mozione n. 533 (v. testo 3 nell'Allegato A).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice BONINO (PD), il Senato approva la mozione n. 529 (testo 2). Il Senato approva inoltre la mozione n. 531 (testo 2).
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Accoglie la modifica proposta dal Governo al decimo capoverso del dispositivo della mozione n. 532 (v. testo 2 nell'Allegato A); non accoglie invece le modifiche proposte al secondo ed al terzo capoverso. Propone la votazione per parti separate della mozione.
MOAVERO MILANESI, ministro per gli affari europei. Sui capoversi secondo e terzo del dispositivo, si rimette alla valutazione dell'Assemblea.
GASPARRI (PdL). Si associa alla richiesta di votazione per parti separate della mozione n. 532. Il Gruppo non condivide infatti i capoversi quarto, quinto e sesto del dispositivo.
PRESIDENTE. Procederà alla votazione della mozione n. 532 (testo 2) per parti separate.
Risulta respinta la premessa della mozione.
Con votazioni elettroniche chieste dal senatore MURA (LNP), il Senato approva i capoversi primo, secondo, terzo, settimo, ottavo, nono, decimo, nonché, con votazioni per alzata di mano, i capoversi undicesimo e dodicesimo del dispositivo. (Applausi dal Gruppo LNP).
Risultano respinti i capoversi quarto, quinto e sesto.
Con votazione elettronica chiesta dal senatore GIAMBRONE (IDV), il Senato approva la mozione n. 533 (testo 3).
PRESIDENTE. Passa alla votazione degli emendamenti alla mozione n. 534.
Con votazione elettronica senza registrazione dei nomi disposta dal Presidente, il Senato approva l'emendamento 1.1. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
CALDEROLI (LNP). L'emendamento 1.2/1 dovrebbe essere giudicato inammissibile, in quanto presentato dopo la scadenza del termine e non firmato da otto senatori, come prescritto dal Regolamento. Inoltre non è condivisibile nel merito, poiché a seguito della modifica risulterebbe un'espressione di apprezzamento nei confronti dei Governi che hanno provocato la formazione del debito pubblico. (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. Il subemendamento, in quanto tale, non poteva essere depositato prima della scadenza del termine fissato per la presentazione degli emendamenti e per prassi non è applicata la disposizione sul numero dei firmatari. Occorre invece riflettere sulla possibile ambiguità della formulazione.
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Con l'emendamento 1.2/1 ci si riferisce alla sostanziale continuità nella politica europea adottata dai Governi che si sono succeduti dall'entrata in vigore del Trattato di Maastricht.
RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Propone la seguente riformulazione del subemendamento: «dai Governi che si sono succeduti assicurando il loro impegno per l'integrazione europea e l'equilibrio dei conti pubblici dall'entrata in vigore del Trattato di Maastricht in poi».
LEGNINI (PD). A livello procedurale è sbagliato applicare alle mozioni la stessa procedura seguita per l'esame degli articoli, e dei relativi emendamenti, dei disegni di legge, poiché in futuro potrebbe diventare impossibile l'approvazione di mozioni. Tuttavia, le questioni regolamentari non devono inficiare la valenza dell'atto politico che il Senato si accinge a compiere. Come ha chiarito anche il presidente Monti, si è registrata una sostanziale continuità, nella politica europea, tra i vari Governi. È preferibile evitare, inoltre, precisazioni sulle responsabilità nella formazione del debito pubblico, peraltro cresciuto in modo particolare - come dimostrano i dati statistici - proprio durante i Governi Berlusconi. (Applausi dal Gruppo PD. Commenti dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Al più presto la questione della emendabilità delle mozioni dovrà essere affrontata dalla Giunta per il Regolamento.
GASPARRI (PdL). Il senatore D'Alia ha chiarito il significato del suo subemendamento, che peraltro coincide con il riconoscimento fatto dal presidente Monti sulla continuità della linea politica italiana in sede europea. Considerata la serietà dell'impegno - assunto dalle principali forze politiche - di concordare un testo unitario che stabilisca gli impegni a cui il Governo dovrà attenersi nella prossima riunione del Consiglio europeo, è preferibile evitare sterili polemiche e optare per una formulazione più generica. (Applausi dal Gruppo PdL).
D'ALIA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Propone una nuova formulazione dell'emendamento 1.2/1 (v. testo 2 nell'Allegato A).
CALDEROLI (LNP). Pur apprezzando la precisazione del senatore D'Alia, anche in considerazione delle parole del senatore Legnini, annuncia voto contrario sull'emendamento 1.2/1 (testo 2). (Applausi dal Gruppo LNP).
BELISARIO (IdV). Effettivamente i dati dimostrano che il Governo Berlusconi è il principale responsabile dell'aumento del debito pubblico. Annuncia comunque voto contrario. (Applausi dal Gruppo IdV).
Con votazioni elettroniche chieste dal senatore MURA (LNP), il Senato approva gli emendamenti 1.2/1 (testo 2), 1.2, nel testo emendato, e 1.4.
Il Senato approva la mozione n. 534, nel testo emendato.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI), il Senato approva l'ordine del giorno G1.
CALDEROLI (LNP). Ritira la proposta di risoluzione n. 1.
Il Senato approva la proposta di risoluzione n. 2.
VALLARDI (LNP). Mantiene la proposta di risoluzione n. 3, poiché la politica agricola comunitaria è un tema di grande rilievo da cui dipende il futuro dell'agricoltura italiana. Auspica il massimo grado di attenzione da parte del Governo in ordine ai futuri accordi concernenti la materia in sede europea.
GASPARRI (PdL). Il Gruppo Il Popolo della Libertà non parteciperà alla votazione delle proposte di risoluzione, che pongono temi importanti su cui non si può esprimere un giudizio affrettato.
SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). Le considerazioni del senatore Vallardi sono utili e pertinenti, ma, considerata l'importanza dell'argomento, testimoniata anche dal peso della PAC nel bilancio comunitario, è opportuno dedicare una apposita seduta dell'Assemblea alla discussione di mozioni sulla politica agricola.
FINOCCHIARO (PD). La Lega ha introdotto nella discussione temi che avrebbero dovuto essere estranei al dibattito odierno, finalizzato a dare maggior forza al Presidente del Consiglio nella trattativa con le istituzioni europee, attraverso un forte sostegno del Parlamento all'azione del Governo. Invece, voti che richiamano le posizioni della precedente maggioranza hanno introdotto modifiche sul tema delle radici giudaico-cristiane e sulla continuità con i Governi precedenti. Tali voti contrastano con il tentativo, alla base dell'appoggio trasversale al Governo Monti, di sganciare il destino dell'Italia dalle dinamiche interne alla precedente maggioranza di centrodestra. Suscita perplessità la declaratoria di ammissibilità, operata dalla Presidenza, di proposte di risoluzione riguardanti temi estranei ai contenuti delle comunicazioni del Presidente del Consiglio, che hanno peraltro lo scopo di incrinare l'immagine di ampio e condiviso sostegno all'azione del Governo Monti in sede europea. (Applausi dai Gruppi PD e UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI).
PRESIDENTE. La Presidenza ha valutato attentamente l'ammissibilità delle proposte di risoluzione, ma in futuro si atterrà ad un criterio di maggiore rigidità laddove si possano verificare espedienti ostruzionistici. (Applausi del senatore Battaglia).
BRICOLO (LNP). Il Gruppo Lega Nord Padania non sta ponendo in essere pratiche ostruzionistiche e chiede più elasticità nell'attribuzione dei tempi per l'illustrazione delle proposte. La giornata odierna, peraltro, è servita a fare chiarezza sul fatto che una parte del Parlamento crede nelle radici cristiane dell'Europa. (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. Alla luce dell'odierno andamento dei lavori, la Presidenza valuterà con maggiore attenzione di future richieste di presentazione di risoluzioni da parte della Lega. (Applausi dal Gruppo PD. Proteste dal Gruppo LNP).
GASPARRI (PdL). Ribadisce che il Gruppo Il Popolo della Libertà non parteciperà alla votazione sulle proposte di risoluzione in esame.
VIESPOLI (CN-Io Sud-FS). Anche il Gruppo CN-Io Sud-FS non parteciperà alle votazioni sulle risoluzioni, in quanto i temi trattati non meritano una bocciatura per coerenza con lo spirito di ampia convergenza che si è manifestato sulle mozioni. L'esigenza di unità che ha ispirato il voto sulle mozioni non può impedire la legittima diversificazione delle posizioni su rilevanti temi politici, che andranno affrontati nelle sedi opportune. (Applausi dal Gruppo CN-Io Sud-FS).
MAZZATORTA (LNP). La proposta di risoluzione n. 4 chiede al Governo di rivedere le politiche adottate in materia previdenziale, perché la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico previgente era stata ampiamente accertata. Occorre dunque introdurre un meccanismo di gradualità degli interventi sulle pensioni di anzianità e ripristinare le pensioni di anzianità, riducendo così l'impatto negativo delle recenti misure.
MAURO (LNP). La proposta di risoluzione n. 5 invita il Governo a non intervenire sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. (Applausi dal Gruppo LNP).
BOLDI (LNP). L'allargamento dell'Unione Europea, oggetto della proposta di risoluzione n. 7, non è estraneo all' odierno dibattito sulle comunicazioni rese dal Presidente del Consiglio. Infatti, il progetto di allargamento, di cui si discute da tempo, determina conseguenze sul funzionamento dell'Unione e rischia di aggravare la crisi in atto. È opportuna una consultazione dei cittadini rispetto alla prospettiva di ingresso della Turchia in seno all'Unione. (Applausi del senatore Mantovani).
RUTELLI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). I temi trattati dalle proposte di risoluzione della Lega Nord avrebbero potuto essere oggetto di approfondite discussioni, ma il carattere ostruzionistico dell'iniziativa spinge il Gruppo a esprimere voto contrario su tutte le proposte.
CERUTI (PD). Chiede resti agli atti la sua intenzione di voto contrario sulla proposta di risoluzione n. 7.
PRESIDENTE. La proposta di risoluzione n. 8 è stata ritirata.
MARAVENTANO (LNP). È auspicabile che il Governo riconsideri il proprio parere sulla proposta di risoluzione n. 9, in considerazione delle gravi difficoltà che stanno attraversando i comparti della pesca e dell'agricoltura. (Applausi dal Gruppo LNP).
La proposta di risoluzione n. 9 risulta respinta.
RIZZI (LNP). Il patto di stabilità sta mettendo a dura prova i Comuni virtuosi che hanno ottimizzato i propri bilanci. La proposta di risoluzione n. 10 chiede quindi al Governo di riconsiderare i vincoli del patto per i Comuni virtuosi, dando loro la possibilità di creare opportunità di lavoro per le piccole e medie imprese del territorio. (Applausi dal Gruppo LNP).
La proposta di risoluzione n. 10 risulta respinta.
VACCARI (LNP). La proposta di risoluzione n. 12 impegna il Governo a escludere dal pagamento dell'IMU le categorie più svantaggiate dal punto di vista economico, ovvero i pensionati che percepiscono meno di 1.000 euro al mese, i lavoratori in cassa integrazione e i disoccupati. (Applausi dal Gruppo LNP).
La proposta di risoluzione n. 12 risulta respinta.
ADERENTI (LNP). La proposta di risoluzione n. 13 chiede al Governo di assicurare, come condizione necessaria per l'erogazione dei finanziamenti statali alle Regioni sottoposte ai piani di rientro dal deficit sanitario, che esse provvedano prima a saldare i loro debiti nei confronti delle Regioni che si trovano in pareggio di bilancio. (Applausi dal Gruppo LNP).
La proposta di risoluzione n. 13 risulta respinta.
PRESIDENTE. I senatori Marinaro, Nerozzi, Morri, Di Giovan Paolo chiedono risulti agli atti la loro intenzione di voto contrario sulla proposta di risoluzione n. 13.
VALLI (LNP). Con la proposta di risoluzione n. 14 si chiede al Governo di rivedere la disciplina fiscale sugli immobili rurali, eliminando in particolare la rivalutazione del 60 per cento del valore dei terreni agricoli ai fini dell'applicazione dell'imposta municipale unica e disponendo l'esenzione dal pagamento dell'imposta sugli immobili rurali, sia abitativi sia strumentali, e sui terreni agricoli per i coltivatori diretti. (Applausi dal Gruppo LNP).
INCOSTANTE (PD). Considerando l'estraneità del contenuto delle risoluzioni all'oggetto delle comunicazioni del Presidente del Consiglio, annuncia il voto contrario del Gruppo Partito Democratico.
La proposta di risoluzione n. 14 risulta respinta.
DIVINA (LNP). La proposta di risoluzione n. 15 chiede di rivedere il regime dei minimi, che è stato riscritto per agevolare i giovani, senza considerare che con la normativa precedente le microimprese senza collaboratori né dipendenti potevano usufruire di una contabilità semplificata. (Applausi dal Gruppo LNP).
La proposta di risoluzione n. 15 risulta respinta.
PRESIDENTE. Le senatrici Incostante e Granaiola chiedono risulti agli atti la loro intenzione di voto contrario sulla proposta di risoluzione n. 15.
FRANCO Paolo (LNP). La proposta di risoluzione n. 16 chiede che vengano poste in essere iniziative a salvaguardia delle banche di credito cooperativo. (Applausi dal Gruppo LNP).
La proposta di risoluzione n. 16 risulta respinta.
MONTANI (LNP). La proposta di risoluzione n. 17 impegna il Governo ad intensificare la lotta all'evasione fiscale attraverso il potenziamento di controlli mirati nelle zone in cui il fenomeno risulta maggiormente concentrato, alla luce dei dati elaborati dalla stessa Agenzia delle entrate. Ricorda a tal proposito i risultati concreti ottenuti dal Governo Berlusconi nella lotta all'evasione fiscale. (Applausi dal Gruppo LNP).
La proposta di risoluzione n. 17 risulta respinta.
CASTELLI (LNP). Per scongiurare il voto negativo dell'Assemblea su un argomento importante, su cui il Senato dovrebbe riflettere attentamente, ritira la proposta di risoluzione n. 18, che impegna il Governo a dare nuovo impulso ai rapporti commerciali con l'estero, anche attivandosi per aumentare l'offerta di traffico dei voli intercontinentali dall'aeroporto di Malpensa. (Applausi dal Gruppo LNP).
DAVICO (LNP). La proposta di risoluzione n. 19 chiede al Governo di farsi interprete, in sede europea, dell'esigenza di maggiore flessibilità nella politica di controllo dei prezzi e di applicazione del patto di stabilità, per favorire la ripresa economica.
La proposta di risoluzione n. 19 risulta respinta.
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Auspica il voto compatto dell'Assemblea in favore della proposta di risoluzione n. 20, che coerentemente con la prima parte del dispositivo della mozione presentata dalla Lega Nord, che ha ricevuto il voto favorevole dell'Assemblea, impegna il Governo ad aiutare le piccole e medie imprese. (Applausi dal Gruppo LNP. Commenti del senatore Morando).
La proposta di risoluzione n. 20 risulta respinta.
MONGIELLO (PD). Chiede resti agli atti la sua intenzione di voto contrario sulla proposta di risoluzione n. 20.
BODEGA (LNP). La proposta di risoluzione n. 21 impegna il Governo a trovare una soluzione al problema dei rifiuti in Campania, anche al fine di scongiurare il rischio di sanzioni europee, prevedendo che lo smaltimento dei rifiuti al di fuori del territorio campano sia condizionato all'intesa con la Regione destinataria degli stessi. (Applausi dal Gruppo LNP).
La proposta di risoluzione n. 21 risulta respinta.
PITTONI (LNP). La proposta di risoluzione n. 22 impegna il Governo a garantire un confronto popolare, nelle forme previste dalla Costituzione, prima di procedere ad ulteriori deleghe e cessioni di competenze in favore di istituzioni sovranazionali, tali da mettere in discussione la stessa sovranità del Paese. (Applausi dal Gruppo LNP).
La proposta di risoluzione n. 22 risulta respinta.
Il Senato approva la proposta di risoluzione n. 23.
PRESIDENTE. Dichiara conclusa la discussione sulle mozioni e sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri sulla politica europea e sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 17,36, è ripresa alle ore 17,44.
(3074) Conversione in legge del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri (Relazione orale)
Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Conversione in legge, con modificazioni,del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri
PRESIDENTE. Riprende l'esame dell'articolo 1 del disegno di legge, avvertendo che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire. Nella seduta di ieri si è conclusa la votazione degli emendamenti riferiti agli articoli del decreto-legge, ad eccezione degli emendamenti riferiti agli articoli 1 e 2 e dell'emendamento 3.0.4 che sono stati accantonati.
VICARI, segretario. Dà lettura degli ulteriori pareri espressi dalla 5a Commissione sugli emendamenti al disegno di legge in esame. (v. Resoconto stenografico).
PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge (Modifiche al codice di procedura penale), ricordando la Commissione bilancio ha espresso ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione parere condizionato sugli emendamenti 1.700/200 (testo 2) e 1.700/200 (testo 2)/4. Ricorda altresì che gli emendamenti 1.700/1, 1.250, 1.13, 1.30, 1.31 e 1.32 sono stati ritirati.
PALMA (PdL). La presentazione dell'emendamento 1.7 non testimonia una divisione all'interno del Popolo della libertà, come hanno erroneamente ipotizzato alcuni organi di stampa, in questo indotti anche dall'intervento svolto dalla senatrice Finocchiaro, ma la volontà di trovare un punto di mediazione, che consenta di far fronte all'emergenza carceraria senza andare a detrimento della sicurezza dei cittadini. Ritira tale emendamento, dal momento che l'emendamento 1.700/200 (testo 2), presentato dai relatori, è in perfetta sintonia con il suo contenuto. (Applausi dal Gruppo PdL).
CALDEROLI (LNP). Fa proprio l'emendamento 1.7 e conferma la richiesta di votazione mediante scrutinio segreto.
CASSON (PD). L'emendamento 1.7 non è tra quelli per cui è stata richiesta l'autorizzazione al voto mediante scrutinio segreto. (Vivaci proteste dei senatori del Gruppo LNP).
PRESIDENTE. L'autorizzazione è stata chiesta e concessa anche per l'emendamento 1.7 e pertanto è possibile procedere alla votazione mediante scrutinio segreto.
L'emendamento 1.7 risulta respinto.
D'AMBROSIO (PD). Ritira gli emendamenti 1.800 e 1.200.
CARUSO (PdL). Ritira l'emendamento 1.201.
L'emendamento 1.202 risulta respinto.
BERSELLI, relatore. Accoglie la riformulazione dell'emendamento 1.700/200 (testo 2) chiesta dalla Commissione bilancio (v. testo 3 nell'Allegato A) ed esprime parere contrario su tutti i subemendamenti presentati.
SEVERINO DI BENEDETTO, ministro della giustizia. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore.
MAZZATORTA (LNP). Ritiene opportuno che si consenta di illustrare all'Assemblea il contenuto dei subemendamenti. (Commenti dai banchi del PD).
L'emendamento 1.700/200 (testo 3)/2 risulta respinto.
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Invita a votare a favore dell'emendamento 1.700/200 (testo 3)/3, rilevando i difetti di copertura dell'emendamento presentato dai relatori.
Gli emendamenti 1.700/200 (testo 3)/3 e 1.700/200 (testo 3)/4 risultano respinti.
CASSON (PD). Ritira l'emendamento 1.700/200 (testo 3)/1, giudicando l'emendamento presentato dai relatori come un segnale positivo. Ritira anche l'emendamento 1.700/2.
FINOCCHIARO (PD). Pur continuando a preferire il testo originario, il Gruppo PD voterà a favore dell'emendamento 1.700/200 (testo 3) per senso di responsabilità, per far progredire un clima di collaborazione utile al raggiungimento di importanti obiettivi. Occorre però sgomberare il campo da equivoci e strumentalizzazioni: il provvedimento in esame non è clemenziale; esso ha anzi lo scopo di processare immediatamente chi viene colto in flagranza di reato, evitando che, seguendo il normale iter, sia invece rapidamente scarcerato per decorrenza dei termini di custodia. E' quindi un provvedimento di natura securitaria, perché mira ad una maggiore efficienza della giustizia ed a una più rapida punizione dei colpevoli, specie se recidivi, nonché a notevoli risparmi economici laddove si evitano le permanenze in carcere di brevissima durata. Introdurre eccezioni per alcuni reati più rilevanti, significa non essere più attenti alle esigenze di sicurezza, ma semplicemente impedire che i responsabili di furti in appartamento o di scippo siano processati rapidamente e dare loro la possibilità di sfruttare i difetti e le lungaggini del normale processo. (Applausi dal Gruppo PD).
LI GOTTI (IdV). L'articolo 386 del codice di procedura penale riguarda l'arresto e il fermo. Esprime voto contrario sull'emendamento 1.700/200 (testo 3), in quanto, a differenza del testo licenziato dalla Commissione, non vi è riferimento alla categoria dei fermati. (Applausi dal Gruppo LNP e del senatore Serra).
MAZZATORTA (LNP). Il fatto che un grande spacciatore non possa, dopo l'arresto o il fermo, essere condotto ad una casa circondariale o nelle camere di sicurezza fa sì che possa essere condotto al proprio domicilio e questa non pare una misura detentiva commisurata alla gravità del reato. Con questo provvedimento si finisce per dare alla polizia giudiziaria indicazioni del tutto stravolgenti, ostacolandone l'operato. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
FLERES (CN-Io Sud-FS). La misura in esame non troverà applicazione per le restrizioni finanziarie imposte dalla Commissione bilancio, oltre che per la sua elaborazione fantasiosa e pertanto finirà per non produrre alcun effetto sostanziale. Il buonsenso avrebbe suggerito soluzioni ben più efficaci per una problematica così stringente.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MURA (LNP), il Senato approva l'emendamento 1.700/200 (testo 3).
Con votazione a scrutinio segreto, il Senato approva l'emendamento 1.700, nel testo emendato, con conseguente preclusione degli emendamenti 1.15, 1.20, 1.22, 1.23, 1.204, 2.12, 2.13, 2.14, 2.202, 2.16, 2.31, 2.19, 2.18, 2.21, 2.22, 2.23, 2.24 e 2.203.
Risultano respinti gli emendamenti 1.8, 1.203, 1.10, 1.12, 1.14, 1.206 e 1.207.
PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 (Modifiche al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271), ricordando che la Commissione bilancio ha espresso, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, parere contrario sugli emendamenti 2.29 (testo 2)/2, 2.29 (testo 2)/3, 2.29 (testo 2), 2.300, 2.27, 2.28, 2.30 e 2.26 e parere condizionato sull'emendamento 2.11 (testo 2).
MAZZATORTA (LNP). Illustra l'emendamento 2.1, volto a sopprimere un articolo che, come tutto il testo del provvedimento, introduce confusione e complicazione nella normale operatività delle Forze di polizia giudiziaria. (Applausi dal Gruppo LNP).
PALMA (PdL). In seguito all'approvazione dell'emendamento 1.700/200 (testo 3), apporta una correzione al testo dell'emendamento 2.2 (v. testo 2 nell'Allegato A).
LI GOTTI (IdV). Illustra l'emendamento 2.10, volto a rendere tassativo il rispetto della tempistica per le udienze, già ridotta positivamente da 96 a 48 ore, prevedendo che il procuratore della Repubblica disponga le opportune misure organizzative.
DELLA MONICA (PD). Ritira gli emendamenti 2.29 (testo 2)/2, 2.27, 2.28, 2.30 e 2.26.
BERSELLI, relatore. Ritira gli emendamenti 2.29 (testo 2) e 2.29 (testo 2)/3. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 2.4 (testo 2), 2.10 e 2.350. Si rimette al Governo sugli emendamenti 2.2 e 2.0.201. Esprime parere contrario sui restanti emendamenti. Accetta la modifica richiesta dalla Commissione bilancio sull'emendamento 2.11 (testo 2) (v. testo 3 nell'Allegato A).
SEVERINO DI BENEDETTO, ministro della giustizia. Esprime parere contrario sull'emendamento 2.2 ed invita al ritiro dell'emendamento 2.0.201. Esprime parere conforme a quello del relatore sui restanti emendamenti. Per quanto riguarda l'emendamento 2.29, il Governo si impegna a reperire la copertura per la misura in esso contenuta durante l'esame alla Camera dei deputati.
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Vista l'assicurazione del Ministro, sarebbe opportuno un intervento del Presidente della 5a Commissione.
AZZOLLINI (PdL). Raccogliendo la posizione del Ministro e dei relatori, assicura che quando sarà individuata una copertura, questa sarà esaminata dalla 5a Commissione.
L'emendamento 2.1 risulta respinto.
MARITATI, relatore. Chiede resti agli atti la sua intenzione di voto contrario sull'emendamento 2.1.
PALMA (PdL). Ritira l'emendamento 2.2.
SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Ritira l'emendamento 2.7.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.29 (testo 2)/1 (testo 2) decade per il ritiro dell'emendamento 2.29 (testo 2). L'emendamento 2.300 è improcedibile.
Gli emendamenti 2.3, 2.5, 2.200, 2.201, 2.6 e 2.9 risultano respinti.
Il Senato approva gli emendamenti 2.4 (testo 2), 2.10, 2.350 e 2.11 (testo 3).
CALIENDO (PdL). Invita il Governo a rivedere il parere espresso sull'emendamento 2.0.201, che prevede una sanzione disciplinare per il mancato rispetto della norma sull'udienza di convalida prevista nella norma predisposta dal Governo. (Applausi dal Gruppo LNP).
SEVERINO DI BENEDETTO, ministro della giustizia. Si rimette all'Aula sull'emendamento 2.0.201.
CENTARO (CN-Io Sud-FS). Se non si approva l'emendamento 2.0.201, non c'è sanzione al principio stabilito dal precetto previsto dall'emendamento 2.10, già approvato.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MURA (LNP), il Senato approva l'emendamento 2.0.201.
MARITATI, relatore. Per errore ha votato l'emendamento 2.0.201, anziché astenersi.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'emendamento 3.0.4 (testo 3), precedentemente accantonato. Chiede ai relatori se accettano la riformulazione a cui la 5a Commissione ha condizionato il parere favorevole.
BERSELLI, relatore. Accoglie la riformulazione dell'emendamento 3.0.4 (v. testo 4 nell'Allegato A).
MARINO Ignazio (PD). Consegna alla Presidenza il testo scritto della sua dichiarazione di voto sull'emendamento 3.0.4 (testo 4) affinché sia allegata ai Resoconti della seduta (v. Allegato B).
TONINI (PD). In dissenso dal Gruppo, pur condividendo il contenuto della norma, si asterrà dalla votazione perché i fondi necessari per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari vengono sottratti alla cooperazione allo sviluppo del Ministero degli affari esteri.
ADERENTI (LNP). Una materia tanto delicata come quella della malattia mentale dovrebbe essere trattata con un disegno di legge ad hoc e non con un emendamento. Annuncia quindi un voto contrario e chiede la votazione elettronica.
DIVINA (LNP). In dissenso dal Gruppo, non parteciperà dalla votazione, ritenendo che non sia possibile scaricare sulle Regioni, prive di strutture adeguate, il problema di trovare una sistemazione a malati che spesso sono anche criminali. (Applausi dal Gruppo LNP).
SACCOMANNO (PdL). Chiede di allegare ai Resoconti della seduta il testo della dichiarazione di voto favorevole a nome del Gruppo (v. Allegato B).
MASCITELLI (IdV). Annuncia il voto favorevole del Gruppo.
CASTELLI (LNP). Si asterrà dalla votazione. Il Parlamento dovrebbe dedicare una riflessione più approfondita al tema, onde evitare di chiudere frettolosamente anche OPG come quello di Castiglione delle Stiviere, considerato una struttura d'eccellenza in Europa. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).
CENTARO (CN-Io Sud-FS). Voterà a favore dell'emendamento, anche alla luce del lungo lavoro svolto dalla Commissione presieduta dal senatore Marino. (Applausi dai Gruppi CN-Io Sud-FS e PD).
GIOVANARDI (PdL). Il Ministro dovrebbe chiarire dove verranno collocati i malati, che sono pericolosi per sé e per gli altri, dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari.
Con votazione elettronica chiesta dalla senatrice ADERENTI (LNP), il Senato approva l'emendamento 3.0.4 (testo 4). (Applausi dai Gruppi PD, IdV e CN-Io Sud-FS e della senatrice Bonfrisco).
DEL PENNINO (Misto-P.R.I.). I senatori del Gruppo Misto voteranno a favore del provvedimento, nonostante alcune perplessità dovute ad esempio alla mancanza di camere di sicurezza, al pericolo che il lavoro nelle carceri a fini rieducativi possa determinare casi di sfruttamento a vantaggio di imprese, alla necessità di rivedere le disposizioni della cosiddetta legge Bossi-Fini che ostacolano la possibilità di far scontare ai detenuti extracomunitari la pena nei Paesi da cui provengono, previe opportune intese. (Applausi del senatore Pistorio. Congratulazioni).
CENTARO (CN-Io Sud-FS). Il Gruppo voterà a favore del disegno di legge n. 3074, ringraziando il Ministro di aver voluto affrontare al primo punto del suo programma il problema del sovraffollamento delle carceri, anche se il ricorso allo strumento della decretazione d'urgenza ha impedito una riflessione più approfondita e una maggiore concertazione tra le forze politiche. Vi sono alcuni nodi da risolvere: a causa delle carenze infrastrutturali, probabilmente la norma sulla traduzione nelle camere di sicurezza non verrà mai attuata; occorrerebbe poi intervenire sull'edilizia penitenziaria, aumentare gli organici delle Forze di polizia e stanziare fondi per il pagamento degli straordinari ai funzionari amministrativi per facilitare la celebrazione dei processi con rito direttissimo. Il Ministro saprà certamente aprire un confronto più ampio per risolvere tali problematiche e favorire gli investimenti nel settore della giustizia, che dando una risposta all'esigenza di sicurezza dei cittadini aiutano anche l'espansione dell'economia. (Applausi dal Gruppo CN-Io Sud-FS e del senatore Alicata).
LI GOTTI (IdV). Pur apprezzando gli sforzi compiuti dal Governo, non si può fare a meno di sottolineare gli aspetti negativi del provvedimento, che giustificano il voto contrario. Innanzitutto, l'impostazione originaria del decreto-legge, che prevedeva la traduzione in camere di sicurezza dell'arrestato, è stata modificata durante i lavori in Commissione, per cui il soggetto, in prima istanza, deve essere avviato agli arresti domiciliari e - solo ove ciò non sia possibile - tradotto in camere di sicurezza o, infine, in carcere. Tale scelta sarà sicuramente incomprensibile per i cittadini che chiedono maggiore sicurezza e ad essa si doveva preferire l'opzione della detenzione domiciliare rafforzata, tramite l'uso del braccialetto elettronico. Manca un'apposita previsione per i fermati e, con l'innalzamento del residuo di pena a 18 mesi, che anche i recidivi possono trascorrere agli arresti domiciliari, si rischia che - per evitare il sovraffollamento delle carceri - siano proprio i soggetti più pericolosi a restarne fuori. (Applausi dal Gruppo IdV).
BRUNO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Con il provvedimento che il Senato si accinge a licenziare, si risolvono finalmente, sebbene in modo non esaustivo, problemi annosi e pertanto annuncia il voto favorevole del Gruppo. In particolare, sono condivisibili la scelta - operata dalla Commissione - di privilegiare la custodia dei soggetti arrestati o fermati nel loro domicilio rispetto alla traduzione in camere di sicurezza o in carcere, l'elevazione da 12 a 18 mesi della soglia di pena detentiva residua per l'accesso agli arresti domiciliari, lo svolgimento dell'interrogatorio e dell'udienza di convalida nel luogo dove la persona è custodita, la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Certamente si dovrà fare ancora molto, dando impulso al piano carceri, magari attraverso il ricorso al project financing, introducendo pene alternative alla carcerazione e il lavoro di pubblica utilità, utilizzando strumenti di controllo elettronico per spazi e persone. Particolarmente positivo è il giudizio sulla realizzazione da parte del Governo della Carta dei diritti e dei doveri dei detenuti, anche se sarebbe stato opportuno assicurare efficacia a questa previsione istituendo un Garante per la tutela dei diritti dei detenuti. (Applausi dal Gruppo Per il Terzo Polo:ApI-FLI).
SERRA (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Il Gruppo voterà a favore del provvedimento, pur nella consapevolezza che esso riuscirà a risolvere solo in minima parte la grave situazione carceraria italiana. L'affollamento, le condizioni di vita degradata che spingono al suicidio, i problemi sanitari che caratterizzano il mondo carcerario possono certo essere risolti costruendo nuove strutture, come chiede la Lega: ma in tanti anni al Governo la Lega nulla ha fatto in materia e tale soluzione richiede troppo tempo rispetto all'emergenza in atto. Il carcere, poi, non deve essere chiamato a risolvere problematiche che esulano dalla funzione rieducativa e che investono piaghe sociali, come l'uso degli stupefacenti e la carenza di un'organica politica sull'immigrazione. Le principali cause del sovraffollamento sono l'utilizzo della custodia cautelare come anticipazione della pena e lo scarso ricorso a misure alternative alla detenzione. È quindi positivo l'intervento sul fenomeno delle cosiddette porte girevoli, come anche la disposizione che stabilisce che l'udienza di convalida del fermo e dell'arresto, nonché l'interrogatorio del detenuto debbano svolgersi nel luogo stesso dove la persona è custodita. Ci sono tuttavia dubbi sulla pratica applicazione di tali disposizioni, che richiedono risorse, strutture, nuovo personale ed una diversa organizzazione. Positivi sono l'innalzamento a diciotto mesi della pena detentiva, anche residua, che sarà possibile scontare agli arresti domiciliari (anche se l'aumento dei compiti di sorveglianza assegnati alle Forze dell'ordine renderà più difficile il controllo del territorio), l'introduzione della possibilità che le udienze per la celebrazione del giudizio direttissimo si svolgano tutti i giorni, compresi i festivi, e la definitiva chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari entro marzo il 2013. Occorre infine migliorare la condizione sanitaria nelle carceri e procedere alla depenalizzazione dei reati bagatellari. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI e del senatore Baldassarri. Congratulazioni).
MURA (LNP). La Lega Nord voterà contro il provvedimento, ritenendolo inutile e dannoso. Si tratta di una sorta di indulto mascherato e non della soluzione del problema del sovraffollamento carcerario. Proponendo l'allungamento a 18 mesi della soglia della pena detentiva residua che sarà possibile scontare agli arresti domiciliari e introducendo il divieto della custodia in carcere nei casi di arresto in flagranza per i reati per i quali è previsto il giudizio direttissimo davanti al giudice monocratico si otterranno risultati assai modesti dal punto di vista della riduzione del numero dei carcerati e si consentirà ad autori di reati che destano vivo allarme sociale di evitare la prigione. Il tema della giustizia va collegato a quello della sicurezza dei cittadini, all'esterno e all'interno delle carceri, rafforzando gli organici della Polizia penitenziaria non solo con interventi di tipo numerico, ma anche con una diversa distribuzione del personale a livello territoriale. Occorre attuare il piano carceri e stipulare accordi bilaterali affinché i detenuti di origine straniera, che costituiscono la maggior parte della popolazione carceraria, scontino la pena nei loro Paesi d'origine. Infine, rammarica la mancata approvazione dell'emendamento che, prevedendo la prestazione di un lavoro di pubblica utilità da parte del condannato ammesso all'esecuzione della pena detentiva presso il domicilio, avrebbe favorito il reinserimento nel mondo lavorativo dei detenuti al termine della pena. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).
DELLA MONICA (PD). Il Gruppo Partito Democratico voterà a favore del provvedimento in esame, che rappresenta l'inizio di un percorso virtuoso che deve ridefinire i rapporti tra difesa sociale e tutela dei diritti umani e dare piena attuazione alle finalità rieducative della pena ed al processo di reinserimento sociale dei detenuti. Esso introduce un sistema graduale di scelta del luogo di custodia in fase precautelare da parte del pubblico ministero (domicilio, camere di sicurezza, carcere) per soggetti arrestati obbligatoriamente o facoltativamente per i reati competenza del giudice monocratico, con specifiche eccezioni per reati ad arresto obbligatorio connotati da violenza o plurioffensivi. Il decreto, come modificato, rende temporalmente modesta la presenza nelle camere di sicurezza, tranquillizzando anche le Forze di polizia sull'impegno loro richiesto, e introduce disposizioni più garantiste e puntuali per i detenuti e per le Forze di polizia, consentendo la visita delle camere di sicurezza da parte dei parlamentari nazionali ed europei e dei garanti per i detenuti. Di particolare rilievo sono, inoltre, le disposizioni volte ad arrivare al superamento degli OPG in favore di istituti a vocazione in primo luogo terapeutica e la previsione che la detenzione domiciliare anche per i recidivi possa essere estesa a 18 mesi. Il provvedimento in esame rappresenta, comunque, solo un primo passo per la risoluzione del problema e non potrà avere una reale efficacia deflattiva sul carcere senza una revisione di norme di carattere sostanziale che favoriscono gli ingressi in carcere, come quelle in materia di recidiva o sulle tossicodipendenze. (Applausi dal Gruppo PD).
MUGNAI (PdL). Il voto favorevole del Gruppo Il Popolo della Libertà sul decreto-legge in esame si configura come un'apertura di credito nei confronti del percorso di intervento sulla giustizia che il Ministro ha avviato partendo da un tema - quello del sovraffollamento carcerario - sicuramente complesso e delicato. E' stata individuata una soluzione residuale, che tuttavia consentirà di produrre un effetto deflattivo in particolare per quanto riguarda le detenzioni di brevissima durata, con ciò recuperando risorse umane e finanziarie. Tuttavia, proprio per la delicatezza dell'argomento, sarebbe stato preferibile non comprimere il dibattito parlamentare ricorrendo al decreto-legge. Il provvedimento esce significativamente modificato dall'esame parlamentare e ciò, se da un lato esalta la centralità del Parlamento, dall'altro dimostra che una concertazione preventiva avrebbe consentito di evitare i problemi connessi all'immediata entrata in vigore del decreto. Per il futuro, poiché il Governo si accinge ad affrontare altri significativi provvedimenti in materia giudiziaria, dovrà esser necessariamente rispettato un percorso di confronto preventivo con le forze politiche per meglio interpretare le sensibilità presenti in Parlamento. (Applausi dal Gruppo PdL).
FLERES (CN-Io Sud-FS). In dissenso dal Gruppo, si asterrà sul provvedimento in esame, che, come dimostra il fallimento del precedente decreto-legge promosso dall'allora ministro Alfano, tradirà gli auspici del Presidente della Repubblica per un miglioramento delle condizioni penitenziarie del Paese. Il provvedimento poteva rappresentare l'occasione per migliorare la vita delle carceri e il percorso legalitario al loro interno, invece si è tradotto in un'esercitazione di giustizialismo, di cinismo, di inciviltà e di superficialità giuridica che determinerà tante attese, ma non produrrà effetti significativi.
PRESIDENTE. Dopo un'attenta valutazione dei contenuti del decreto-legge, ai sensi dell'articolo 113, comma 7, del Regolamento, la Presidenza ritiene di non poter accogliere la richiesta di procedere alla votazione dell'articolo unico di conversione del decreto-legge mediante scrutinio segreto.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore MURA (LNP), il Senato approva il disegno di legge composto del solo articolo 1, nel testo emendato, con il seguente titolo: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri». La Presidenza si intende autorizzata ad effettuare i coordinamenti che si rendessero necessari.
CAFORIO (IdV). Esprime preoccupazione per la recrudescenza degli episodi di criminalità in Puglia e sollecita la risposta all'interrogazione 3-01807 sull'insufficienza delle dotazioni delle Forze dell'ordine nel Brindisino.
SCANU (PD). Chiede alla Presidenza di interessarsi del mancato incardinamento del disegno di legge n. 2924 per la costituzione di una Commissione bicamerale finalizzata a studiare il modello di difesa e sicurezza nazionale. Chiede inoltre che la Commissione bilancio provveda a dare parere favorevole allo stanziamento dei fondi necessari per la prosecuzione dell'attività della Commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito.
PEDICA (IdV). Evidenzia i problemi dei lavoratori della società "Argol", che si occupa di trasportare parti di aeromobili all'interno dell'aeroporto di Fiumicino, che rischiano di perdere il posto di lavoro.
RIZZI (LNP). Ricordando il caso della tredicenne varesina costretta a prostituirsi dal fidanzato conosciuto attraverso Internet, sollecita il governo a sensibilizzare la Polizia postale affinché vigili sulle chat-line telematiche.
BAIO (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Chiede un intervento presso i Monopoli di Stato affinché sia sospesa la campagna pubblicitaria "Giovani e gioco", che rischia di contribuire alla diffusione del gioco d'azzardo tra i giovani.
PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 26 gennaio.

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