Source: http://www.laleggepertutti.it/codice-civile/art-133-codice-civile-prova-della-celebrazione-risultante-da-sentenza-penale
Timestamp: 2016-10-28 21:34:59+00:00

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Art. 133 codice civile: Prova della celebrazione risultante da sentenza penale
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Se la prova della celebrazione del matrimonio risulta da sentenza penale, l’iscrizione della sentenza nel registro dello stato civile assicura al matrimonio, dal giorno della sua celebrazione, tutti gli effetti riguardo tanto ai coniugi quanto ai figli.
CommentoAffinché la sentenza penale possa avere efficacia nel giudizio civile è necessaria la presenza di determinati presupposti (art. 654 c.p.p.).
Ove sia stato impugnato, perché inesistente, un matrimonio sul rilievo che nell'atto di matrimonio mancano le indicazioni di cui ai n. 6 ("dichiarazione degli sposi di volersi prendere rispettivamente per marito e moglie") e 8 ("dichiarazione dall'ufficiale di stato civile che gli sposi sono uniti in matrimonio") dell'art. 126 dell'ordinamento dello stato civile, il convenuto può provare, con ogni mezzo, che tali dichiarazioni sono state rese, anche se non materialmente inserite nell'atto, senza che possa opporvisi il precetto di cui all'art. 132 c.c.
Cassazione civile sez. I 01 settembre 1995 n. 9218 Qualora un soggetto impugni un matrimonio, sostenendone l'inesistenza, per il fatto che il relativo atto di stato civile non contiene le indicazioni di cui ai nn. 6 (la dichiarazione degli sposi di volersi prendere rispettivamente in marito e moglie) e 8 (la dichiarazione fatta dall'ufficiale di stato civile che gli sposi sono uniti in matrimonio) dell'art. 126 dell'ordinamento dello stato civile, la difesa della controparte, la quale eccepisca che l'omissione riguarda l'atto e non la celebrazione, può provare, con ogni mezzo, che tali dichiarazioni sono state rese, anche se non siano materialmente inserite nell'atto, non sussistendo la limitazione dei mezzi di prova ricavabile dagli art. 132 e 133 c.c., atteso che il convenuto dimostra il proprio titolo di coniuge sulla base dell'atto di celebrazione estratto dai registri dello stato civile, ai sensi dell'art. 130 c.c., e che la prova, con ogni mezzo, dell'intervenuta manifestazione del consenso ad nuptias può sempre essere fornita allo scopo di ottenere la rettificazione dell'atto ovvero, nel corso di un'azione di stato, per integrare le risultanze degli atti dello stato civile e, quindi, modificarli, ove si accerti la incompletezza della loro redazione.
Cassazione civile sez. I 01 settembre 1995 n. 9218 Competenza civile
Nella controversia promossa davanti al tribunale in composizione ordinaria, per la dichiarazione della paternità o maternità naturale di un minore, l'art. 68 della l. 4 maggio 1983 n. 184, che prevede per tale domanda la competenza funzionale del tribunale per i minorenni, impone al predetto giudice adito di declinare la propria competenza, in favore di quella del giudice minorile, anche quando la citata legge sia entrata in vigore dopo la deliberazione della sentenza, ma prima della sua pubblicazione, atteso che solo questa ultima segna il momento in cui la sentenza medesima viene a giuridica esistenza, anche al fine della sua insensibilità al sopravvenuto mutamento della norma processuale.
Cassazione civile sez. I 18 ottobre 1986 n. 6140 Art. precedente
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