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Timestamp: 2020-05-30 21:52:05+00:00

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Milano Sentenze - Archivio
La verifica della usurarietà degli interessi moratori previsti in un contratto di mutuo deve partire dalla rilevazione media dei tassi convenzionali di mora.
Contratti bancari – Mutuo – Usura – Interessi moratori – Criteri di calcolo – Istruzioni Banca d’Italia – Rilevanza.
La verifica della usurarietà degli interessi moratori previsti in un contratto di mutuo deve partire dalla rilevazione media dei tassi convenzionali di mora (solitamente costituiti da alcuni punti percentuali da aggiungere al tasso corrispettivo) delle “Istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura” – Istruzioni aventi natura di norme tecniche autorizzate dalla normativa regolamentare – con la conseguenza che il tasso soglia di mora del semestre di riferimento è costituito dal valore costituito dalla somma tra il tasso soglia corrispettivo e quei punti percentuali (nella specie 2,1) incrementato dalla maggiorazione prevista dall’art. 2, comma 4, della legge 108 del 1996. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Appello Milano, 29 April 2020.
Fideiussione "ABI" - Violazione normativa Antitrust - Nullità della clausola derogatoria ex art. 1957 c.c. - Garanzia contrattata dopo il provvedimento della Banca d'Italia n.55/2005 - Irrilevanza ai fini della declaratoria di nullità.
In tema di fideiussione omnibus conforme allo schema ABI vietato, ai fini della nullità della clausola derogatoria del termine semestrale ex art. 1957 c.c. e quindi della declaratoria di decadenza della banca dalla possibilità di agire contro il fideiussore, è irrilevante che la garanzia sia stata contratta prima o dopo il provvedimento della Banca d'Italia n. 55/2005, poiché, come evidenziato da Cass. n. 13846/2019, “quel che assume rilievo, ai fini della predicata inefficacia delle clausole del contratto di fideiussione di cui agli artt. 2, 6 e 8 è, all’evidenza, il fatto che esse costituiscano lo sbocco dell’intesa vietata, e cioè attraverso che attraverso dette disposizioni si siano attuati gli effetti di quella condotta illecita, come rilevato da Cass. Sez. U. 4 febbraio 2005, n. 2207 (cfr. in tema anche Cass. 12 dicembre 2017, n. 29810…)”. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 28 April 2020.
Ai fini dell’accertamento dello stato di insolvenza è irrilevante l’indagine sulle cause del dissesto e sulla loro imputabilità all’imprenditore o a terzi.
Insolvenza – Società di capitali – Integrità del patrimonio – Irrilevanza – Obbligazioni assunte – Capacità di soddisfazione con mezzi ordinari – Rilevanza
Insolvenza – Indagini su imputabilità – Irrilevanza.
Nelle società di capitali l’integrità del patrimonio non esclude l’insolvenza (e viceversa), essendo a tal fine necessaria l’incapacità di soddisfare con mezzi ordinari le obbligazioni assunte, unita all’assenza di risorse idonee a consentire una credibile ripresa delle attività.
Lo stato di insolvenza produce gli effetti previsti dall'Ordinamento una volta concretizzatosi nei suoi profili obiettivi, senza che rilevi ogni indagine sulle cause del dissesto e sulla loro imputabilità o meno all'imprenditore, piuttosto che a soggetti terzi (SSUU 115/2001 e Cass. 15769/2004). (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Appello Milano, 23 April 2020.
Risarcimento del danno: concorso colposo del creditore ed eccezioni ex art. 1227 c.c..
In tema di risarcimento del danno, l'ipotesi del fatto colposo del creditore che abbia concorso al verificarsi dell'evento dannoso (di cui all'art. 1227 c.c., comma 1) va distinta da quella (disciplinata dal secondo comma della medesima norma) riferibile ad un contegno dello stesso danneggiato che abbia prodotto il solo aggravamento del danno senza contribuire alla sua causazione, giacché - mentre nel primo caso il giudice deve procedere d'ufficio all'indagine in ordine al concorso di colpa del danneggiato, sempre che risultino prospettati gli elementi di fatto dai quali sia ricavabile la colpa concorrente, sul piano causale, dello stesso - la seconda di tali situazioni forma oggetto di un'eccezione in senso stretto, in quanto il dedotto comportamento del creditore costituisce un autonomo dovere giuridico, posto a suo carico dalla legge quale espressione dell'obbligo di comportarsi secondo buona fede. (Egidio Greco) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 April 2020.
Cessione partecipazioni sociali: legittima l’azione esecutiva fondata su un scrittura privata autenticata e preceduta dalla dichiarazione di decadenza dal beneficio del termine contenuta nel precetto.
L’incapienza del pignoramento nel frattempo eseguito può assurgere a prova dello stato di insolvenza, che non coincide necessariamente con uno stato di decozione idoneo ad avviare una procedura concorsuale, bensì richiede la semplice carenza prospettica di mezzi per far fronte al pagamento nel termine concordato. (Angelo Bonetta) (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 April 2020.
Richiesta di accesso alla cassa integrazione 'per emergenza Covid-19' da parte di società ammessa al concordato preventivo con riserva.
Concordato preventivo con riserva – Richiesta di autorizzazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione – Autorizzazione all’accesso alla cassa integrazione “per emergenza Covid-19” – Qualificazione dell’atto come ordinaria amministrazione – Non luogo a provvedere.
Nella procedura di concordato preventivo con riserva ex art. 161, co. 6, l. fall., la richiesta avanzata dalla debitrice di autorizzazione ad accedere al beneficio della cassa integrazione in deroga “per emergenza Covid-19”, non determinando in sé un pregiudizio o un danno per il ceto creditorio, ma trattandosi di una libera scelta imprenditoriale, quale atto di ordinaria amministrazione e conservativo, non è soggetta ad autorizzazione da parte del tribunale, fermo restando che dovranno comunque valutarsene i riflessi sulla proposta definitiva. (Marco Rubino) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 27 March 2020.
Sospensione dei termini di presentazione degli obblighi informativi periodici a causa dell’emergenza Covid-19.
Concordato preventivo/accordo di ristrutturazione dei debiti - Obblighi informativi periodici - Sospensione al 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020.
Sussistono i presupposti di legge ai fini della sospensione dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 degli obblighi informativi periodici da rendere durante il termine di cui all’art. 161, comma VI l.f., oltre che della proroga del termine per il deposito della proposta definitiva di concordato preventivo o, in alternativa, della domanda di omologa dell’accordo di ristrutturazione, ex art. 83 d.l. n. 18/20. (Mario Porcaro) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19 March 2020.
Azione di responsabilità verso gli amministratori ex art. 146 l.f., omesso pagamento di debiti verso l’Erario e responsabilità per mala gestio.
Azione di responsabilità verso gli amministratori ex art. 146 l.f. – Omesso pagamento di debiti della società verso l’Erario – Responsabilità per mala gestio – Sussistenza
Azione di responsabilità verso gli amministratori ex art. 146 l.f. – Società in bonis – Omesso pagamento di debiti verso l’Erario – Responsabilità per mala gestio – Liquidazione del danno in misura pari a sanzioni, interessi e aggio
Azione di responsabilità verso gli amministratori ex art. 146 l.f. – Società in stato di scioglimento – Omesso pagamento di debiti verso l’Erario – Responsabilità per mala gestio – Liquidazione del danno in misura pari a sanzioni, interessi e aggio maturati per effetto della tardiva messa in liquidazione.
In generale, gli amministratori sono tenuti al pagamento, alle scadenze previste, dei debiti della Società verso l’Erario – debiti dei quali essi non sono personalmente responsabili sul piano patrimoniale – utilizzando a tale scopo le risorse economico-patrimoniali della Società stessa. L’inadempimento dei suddetti obblighi di pagamento espone gli amministratori a responsabilità per mala gestio verso la società e i creditori sociali per i danni ad esso conseguenti.
Nel caso in cui la società – quando l’amministratore ha omesso il pagamento del dovuto all’Erario – sia in bonis, e dunque abbia liquidità e sia in grado di pagare i debiti erariali, l’amministratore inadempiente dovrà rispondere dei danni procurati alla società in misura pari alle sanzioni, interessi ed aggi addebitati dall’ Erario alla Società stessa, come liquidati nel relativo accertamento tributario ovvero cartella esattoriale.
Nel caso in cui, pur non essendo la società in grado di pagare i debiti erariali ed in stato di scioglimento per perdita del capitale sociale, l’amministratore abbia tuttavia illegittimamente proseguito nello svolgimento di attività economica con assunzione di nuovo rischio imprenditoriale, in violazione cosí di quanto disposto dall’art. 2486 c.c., egli rispondedei danni in misura pari al debito per sanzioni, interessi ed aggi addebitati alla società con riferimento a quei debiti erariali non pagati che la società stessa non avrebbe contratto se fosse stata tempestivamente posta in liquidazione ed avesse conseguentemente cessato l’attività. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13 March 2020.
Natura dell’eccezione di esenzione da revocatoria fallimentare.
Revocatoria fallimentare di rimesse bancarie – Rimesse eseguite su un conto che non consente l'effettivo riutilizzo del denaro – Esenzione da revocatoria ex art. 67 co. 3 lettera b) l.f. – Limitazione di cui all'articolo 70 L.F. – Applicabilità – Esclusione.
L'esenzione stabilita dall'art. 67 terzo comma, lettera b), l.fall. e la limitazione degli effetti della revocatoria prevista dall'art.70 l.fall., sono destinate ad operare esclusivamente nei rapporti nei quali il correntista/debitore, effettuato un pagamento, abbia la possibilità di riutilizzare il denaro esistente sul conto e, su tale presupposto, mirano ad evitare che versamenti funzionali a nuovi impieghi da parte del correntista o comunque seguiti da nuovi impieghi possano essere considerati pagamenti di per sé revocabili, esponendo l'accipiens al rischio di dover restituire ben più di quanto si sia risolto effettivamente a suo vantaggio, e non sono quindi applicabili in presenza di un conto aperto al solo scopo di consentire al correntista di ridurre l'ammontare del proprio debito verso la banca. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Appello Milano, 28 February 2020.
Produzione di nuovi documenti in appello.
Processo civile - Appello - Produzione di nuovi documenti - Condizioni.
È da ritenersi ammissibile la produzione di un documento introdotto in giudizio per la prima volta in fase di appello, quando riguardi una questione sollevata esclusivamente dal giudice di prime cure in sentenza. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25 February 2020.
Decreto ingiuntivo di consegna degli atti in possesso delle assicurazioni.
Accesso alla documentazione in possesso dell’impresa di assicurazione - Mancata consegna degli atti in possesso dell’assicurazione - Art. 146 c. ass. - Diritto alla consegna - Ricorso per decreto ingiuntivo - Ammissibilità.
È ammissibile il procedimento monitorio per la tutela del diritto di accesso alla documentazione relativa al furto totale dell’autovettura, alla polizza ed alla comunicazione di diniego alla richiesta di liquidazione dell’indennizzo, in caso di inerzia dell’assicurazione a seguito dell’istanza di accesso ex art. 146 c. ass. (Saverio Tucci) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Milano, 03 February 2020.
Fallimento: azione di risoluzione promossa prima del fallimento funzionale alla condanna alla restituzione o al risarcimento del danno.
Fallimento - Azione di risoluzione promossa prima del fallimento funzionale alla condanna alla restituzione o al risarcimento del danno - Prosecuzione con il rito ordinario - Improcedibilità.
L’art. 72 comma 5 l. fall. consente di proseguire nei confronti del curatore soltanto la domanda di risoluzione contrattuale che sia stata proposta prima del fallimento della controparte al mero fine di ottenere lo scioglimento del contratto, mentre, qualora la domanda risolutoria sia stata proposta (prima del fallimento della controparte) per ottenere, oltre allo scioglimento del vincolo contrattuale, anche il risarcimento del danno o la restituzione delle prestazioni già eseguite, la suddetta domanda risolutoria va riproposta, unitamente alle domande risarcitorie o restitutorie, dinanzi al Tribunale fallimentare ed è assoggettata al procedimento di cui agli artt. 92 ss l. fall. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 January 2020.
Poste italiane è tenuta ad adempiere al contratto con il sottoscrittore così come risulta dal tenore del titolo.
Strumenti di debito - Buoni Postali - Tabella stampata sui buoni fruttiferi - Rendimenti.
Poiché l’art. 4 del DM 13.6.1986 fa riferimento alla tabella stampata sui buoni fruttiferi postali, qualora l’ufficio postale in sede di emissione di titoli appartenenti alla serie Q utilizzi moduli della serie precedente P senza correggere interamente i rendimenti trentennali della tabella, Poste italiane è tenuta ad adempiere al contratto con il sottoscrittore così come risulta dal tenore del titolo, anche a condizioni migliori rispetto a quelle normativamente stabilite. (Marisa F. Costelli) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 09 January 2020.
Procedimento cautelare d’urgenza, irreparabilità del pregiudizio e istanza di cancellazione, in corso di giudizio, della società in accomandita semplice costituita dal socio-amministratore di società in nome collettivo.
Richiesta di cancellazione dal Registro delle Imprese, in corso di giudizio, della Società costituita in violazione del divieto ex art. 2301 c.c. dal socio-amministratore di s.n.c. – Irrilevanza
Periculum in mora – Irreparabilità del danno da perdita di clientela – Sussistenza.
La circostanza che la società in accomandita semplice - costituita in qualità di accomandatario dal socio-amministratore di società in nome collettivo, in violazione del divieto ex art. 2301 c.c. - sia in corso di cancellazione durante il procedimento cautelare d’urgenza non fa venire meno, né il fumus boni juris, né il periculum in mora, in quanto l’istanza di cancellazione potrebbe essere revocata dallo stesso socio accomandatario, ovvero quest’ultimo potrebbe costituire una nuova società, specie laddove vi siano indici della volontà del medesimo di proseguire l’attività in concorrenza.
Il danno per la perdita di clientela in conseguenza dello svolgimento di attività in concorrenza è irreparabile e, dunque, il rischio di subirlo fa sussistere il periculum in mora. (Giovanni Prearo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 09 January 2020.
La consegna a terzi delle credenziali di accesso al conto corrente on line con omissione di qualunque successivo ulteriore controllo esclude la responsabilità della banca.
Deve escludersi ai sensi dell’art. 1227, comma 2 cpc la responsabilità della banca per gli ammanchi sul conto corrente del cliente che, senza di ciò informare l’istituto di credito, abbia consegnato a un terzo le credenziali di accesso al proprio conto corrente on line, omettendo, poi, per anni qualunque verifica dell’andamento del conto. Ciò in quanto la verifica dell’andamento del conto corrente e la comunicazione degli ammanchi alla banca avrebbe del tutto evitato il danno. (massima ufficiale) Tribunale Milano, 08 January 2020.
Silenzio-inadempimento della Prefettura alla richiesta di accoglienza per richiedenti protezione internazionale e condanna a provvedere.
Protezione internazionale – Misure di accoglienza – Obbligo della p.a. di provvedere dinanzi all’istanza di accesso alle misure di accoglienza del richiedente protezione internazionale – Termine di conclusione del procedimento ordinario – Silenzio-inadempimento della p.a..
La p.a. ha il dovere di concludere il procedimento iniziato a seguito dell’istanza di accesso alle misure di accoglienza del richiedente protezione internazionale, mediante un provvedimento espresso, entro il termine ordinario di conclusione del procedimento di trenta 30 giorni dalla presentazione dell’istanza. (Maria Ester Bonafé) (riproduzione riservata) T.A.R. Milano, 23 December 2019.
Azione possessoria per il posizionamento di una canna fumaria su facciata condominiale.
Azioni di reintegrazione e di manutenzione – Posizione possessoria tutelabile contro le attività del compossessore comproprietario – Applicabilità
Posizionamento di canna fumaria su muro perimetrale condominiale – Spoglio o turbativa nel possesso esercitato da tutti i condomini sulle parti comuni dell’edificio – Servitù negativa – Applicabilità
Azioni possessorie a difesa delle parti comuni – Legittimazione attiva amministratore di condominio – Sussiste
Azioni possessorie a difesa delle parti comuni – Legittimazione attiva dei singoli condomini – Sussiste
Parti comuni di un edificio – Modificazioni allo stato o alla destinazione – Legittimazione all’azione di reintegrazione per la riduzione in pristino.
E’ principio condiviso quello per cui nel godimento della cosa comune è configurabile una posizione possessoria tutelabile con le azioni di reintegrazione ex art. 1168 c.c. e di manutenzione ex art. 1170 c.c. contro le attività del compossessore comproprietario che sopprima il godimento medesimo, ovvero ne turbi o ne renda più gravose le modalità di esercizio.
L’apposizione di una canna fumaria (o di una canna di esalazione) integra uno spoglio o una turbativa nel possesso esercitato da tutti i condomini sulle parti comuni dell’edificio, e corrispondente all’esercizio di servitù negativa reciproca gravante su ciascun condomino sulla cosa comune (muro perimetrale), costituita in forza del regolamento condominiale e pertanto accettata dai singoli condomini in virtù degli atti di acquisto.
L’amministratore di condominio ha la legittimazione ex art. 1130 c.c. comma 1° n. 4) a promuovere azioni possessorie volte alla reintegrazione del possesso di parti comuni del condominio, ciò poiché tale azione si collega il potere dell’amministratore di esercitare gli atti conservativi sui beni di proprietà comune del condominio. Analogo principio vale anche per l’azione di manutenzione.
I condomini di un edificio hanno come l’amministratore loro rappresentante istituzionale, sulle parti comuni dello stabile, il possesso (corpore vel animo) e quindi, hanno diritto ad agire, nel concorso di tutti i requisiti di tale azione per la tutela possessoria in relazione ad atti compiuti da un condominio che interessino la facciata dell’edificio comune.
In caso di condominio negli edifici, la modificazione di una parte comune e della sua destinazione ad opera di taluno dei condomini, sottraendo la cosa alla sua specifica funzione, e quindi al compossesso di tutti i condomini, legittima gli altri condomini all’espletamento dell’azione di reintegrazione con riduzione della cosa stessa al pristino stato, tal che possa continuare a fornire quale utilitas alla quale era asservita anteriormente alla contestata modificazione, senza che sia necessaria specifica prova del possesso di detta parte, quando essa sia costituita dalla porzione immobiliare in cui l’edificio si articola. (Luca A. E. Ghiringhelli) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 December 2019.
Buoni Postali Fruttiferi Serie Q e illegittima riduzione degli interessi pattuiti.
Buoni Postali Fruttiferi Serie Q – Illegittima riduzione degli interessi pattuiti per il periodo dal 21° al 30° anno – Prevalenza degli interessi esplicitamente indicati per gli ultimi 10 anni, anche se superiori alla percentuale del 12%.
Il successivo decreto ministeriale 23/06/1997 ha corretto la capitalizzazione da lorda a netta, ma solo per i primi 20 anni di vita dei titoli, nulla dicendo a riguardo degli ultimi 10 anni. (Gregorio Zambrin) (riproduzione riservata) ABF Milano, 05 December 2019.
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References: art. 1957
 art. 1957
 Cass. 
 Cass. Sez. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 1227
 art. 161
 art. 83
 art. 146
 art. 146
 art. 146
 art. 146
 art. 67
 Art. 146
 art. 146
 art. 2301
 art. 2301
 art. 1168
 art. 1170
 art. 1130