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Timestamp: 2020-01-19 16:11:13+00:00

Document:
«Rinvio pregiudiziale – Tutela dei consumatori – Direttiva 2011/83/UE – Diritto dei consumatori – Articolo 2, paragrafo 1 – Nozione di “consumatore” – Articolo 3, paragrafo 1 – Contratto concluso tra un professionista ed un consumatore – Contratto avente ad oggetto la fornitura di teleriscaldamento – Articolo 27 – Vendita per inerzia – Direttiva 2005/29/CE – Pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori nel mercato interno – Articolo 5 – Divieto di pratiche commerciali sleali – Allegato I – Forniture non richieste – Normativa nazionale che impone ad ogni proprietario di un bene in un immobile in condominio allacciato ad una rete di distribuzione di calore urbano di contribuire ai costi del consumo d’energia termica delle parti comuni e dell’impianto interno dell’immobile – Efficienza energetica – Direttiva 2006/32/CE – Articolo 13, paragrafo 2 – Direttiva 2012/27/UE – Articolo 10, paragrafo 1 – Informazioni relative alla fatturazione – Normativa nazionale secondo cui, in un immobile in condominio, la fatturazione relativa al consumo d’energia termica dell’impianto interno viene effettuata, per ogni singolo proprietario di un appartamento nell’immobile, proporzionalmente al volume riscaldato del rispettivo appartamento»
Nelle cause riunite C‑708/17 e C‑725/17,
aventi ad oggetto due domande di pronuncia pregiudiziale proposte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Rayonen sad Asenovgrad (Tribunale distrettuale di Asenovgrad, Bulgaria) (C‑708/17) e dal Sofiyski rayonen sad (Tribunale distrettuale di Sofia, Bulgaria) (C‑725/17), con decisioni, rispettivamente, del 6 dicembre 2017 e del 5 dicembre 2017, pervenute alla Corte, rispettivamente, il 19 dicembre 2017 ed il 27 dicembre 2017, nei procedimenti
– per la «EVN Bulgaria Toplofikatsia» EAD, da S. Radev e S. Popov, in qualità di agenti;
– per la «Toplofikatsia Sofia» EAD, da S. Chakalski, I. Epitropov e V. Ivanov, in qualità di agenti;
– per N.S. Dimitrova, da S. Memtsov, e D. Dekov, advokati;
– per il governo lituano, da G. Taluntytė, J. Prasauskienė e D. Kriaučiūnas, in qualità di agenti;
– per la Commissione europea, da N. Ruiz García, K. Talabér-Ritz e N. Nikolova, in qualità di agenti,
2 Le due domande sono state presentate nell’ambito di due controversie sorte, rispettivamente, tra la «EVN Bulgaria Toplofikatsia» EAD (in prosieguo: la «EVN») e la sig.ra Nikolina Stefanova Dimitrova (causa C‑708/17) nonché tra la «Toplofikatsia Sofia» EAD ed il sig. Mitko Simeonov Dimitrov (causa C‑725/18), relative ad azioni giudiziarie dirette ad ottenere il pagamento di fatture inerenti al consumo di energia termica nell’impianto interno di immobili in condominio.
(20) La valutazione della possibilità di introdurre un regime di «certificati bianchi» a livello di Unione ha evidenziato che un tale regime, nella situazione attuale, determinerebbe costi amministrativi eccessivi e che rischierebbe di vedere i risparmi energetici concentrati in un certo numero di Stati membri anziché diffusi in tutta l’Unione. L’obiettivo di tale regime a livello di Unione potrebbe essere conseguito meglio, quantomeno nella fase attuale, mediante regimi nazionali obbligatori di efficienza energetica per le imprese di pubblica utilità del settore energetico o mediante altre misure politiche alternative che consente tano di realizzare gli stessi risparmi di energia. Considerato il loro livello di ambizione, è opportuno che tali regimi siano definiti nell’ambito di un quadro comune a livello di Unione, garantendo nel contempo sufficiente flessibilità agli Stati membri per tenere pienamente conto dell’organizzazione nazionale degli operatori di mercato, del contesto specifico del settore dell’energia e delle abitudini dei clienti finali. Tale quadro comune dovrebbe offrire alle imprese di pubblica utilità del settore energetico la possibilità di offrire servizi energetici a tutti i clienti finali e non solo a quelli a cui vendono energia. Ciò accresce la concorrenza sul mercato dell’energia, in quanto le imprese in questione possono differenziare il loro prodotto, fornendo servizi energetici complementari. Il quadro comune dovrebbe consentire agli Stati membri di inserire nei rispettivi regimi nazionali requisiti finalizzati a obiettivi sociali, in particolare per garantire che i clienti vulnerabili abbiano accesso ai benefici di una maggiore efficienza energetica. Gli Stati membri dovrebbero determinare, in base a criteri oggettivi e non discriminatori, quali distributori di energia o società di vendita di energia al dettaglio debbano essere obbligati a raggiungere l’obiettivo del risparmio energetico allo stadio finale stabilito dalla presente direttiva.
«La direttiva [2006/32] è abrogata con effetto dal 5 giugno 2014, ad eccezione dell’articolo 4, paragrafi da 1 a 4, e degli allegati I, III e IV, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi al termine di recepimento nel diritto nazionale. L’articolo 4, paragrafi da 1 a 4, e gli allegati I, III e IV della direttiva [2006/32] sono soppressi a decorrere dal 1o gennaio 2017».
28 La sig.ra Dimitrova è proprietaria di un bene in un immobile in condominio allacciato alla rete di teleriscaldamento.
30 In base a detto contratto, la società incaricata della contabilizzazione del consumo d’energia termica imputava al bene della sig.ra Dimitrova un consumo del valore di 266,25 leva bulgari (BGN) (pari a circa EUR 136) per il periodo intercorrente dal 1o novembre 2012 al 30 aprile 2015.
31 Non avendo la sig.ra Dimitrova provveduto al versamento di tale somma, l’EVN otteneva dal Rayonen sad Asenovgrad (tribunale distrettuale di Asenovgrad, Bulgaria) un’ingiunzione di pagamento.
32 La sig.ra Dimitrova contestava l’ingiunzione di pagamento, sostenendo l’inesistenza di alcun rapporto obbligatorio tra la medesima e l’EVN, l’assenza della prova del quantitativo d’energia termica effettivamente consumata e che il consumo indicato sulle fatture prodotte dall’EVN non rifletterebbe il suo consumo effettivo d’energia, in violazione dell’articolo 13, paragrafo 2, della direttiva 2006/32.
34 A tal riguardo, il giudice del rinvio nutre dubbi quanto alla legittimità della fatturazione del consumo d’energia emessa, nei singoli appartamenti, dall’impianto interno degli immobili in condominio, nel caso in cui, come nella specie, la fatturazione avvenga proporzionalmente al volume riscaldato del bene secondo il progetto di costruzione dell’immobile, senza tener conto del quantitativo di calore effettivamente emesso nel bene stesso. A suo avviso, la sig.ra Dimitrova non utilizzerebbe, inoltre, energia termica né per riscaldare il proprio appartamento né per approvvigionarsi di acqua calda ad uso domestico.
37 Il sig. Dimitrov è proprietario, dal 2 dicembre 2003, di un’abitazione sita in un edificio munito di un impianto interno di riscaldamento e di acqua calda, che, partendo dalla sottostazione della rete munita di un contatore termico comune, attraversa ogni appartamento del condominio.
38 Il flusso termico che alimenta l’impianto de quo è fornito dalla Toplofikatsia Sofia in base ad un contratto concluso tra la medesima ed condominio dell’edificio in cui è situata l’abitazione del sig. Dimitrov. Il contratto veniva concluso il 4 dicembre 2004 tramite la Termokomplekt, parimenti incaricata della contabilizzazione individuale dei consumi di calore.
39 Non avendo il sig. Dimitrov provveduto al pagamento per l’approvvigionamento di riscaldamento e di acqua calda fornito dalla Toplofikatsia Sofia per il periodo compreso tra il 1º°maggio 2014 ed il 30 aprile 2016, quest’ultima adiva il Sofiyski rayonen sad (tribunale distrettuale di Sofia, Bulgaria) al fine di ottenere pagamento delle somme dovute.
49 Dagli elementi forniti dai giudici del rinvio emerge peraltro che le controversie principali vertono, in particolare, sulla circostanza che la sig.ra Dimitrova ed il sig. Dimitrov contestano, richiamandosi all’articolo 27 della direttiva 2011/83, le fatturazioni effettuate dal loro fornitore d’energia termica, facendo valere di non aver fatto individualmente richiesta di fornitura di energia termica e di non utilizzarla.
53 Considerato che, come rilevato dall’avvocato generale al paragrafo 67 delle proprie conclusioni, i fatti della controversia principale nell’ambito della causa C‑708/17 riguardano il periodo compreso tra il 1o novembre 2012 ed il 30 aprile 2015, al fine di fornire una risposta utile al giudice del rinvio, la prima questione nella causa C‑708/17 dev’essere esaminata alla luce delle disposizioni delle direttive 2006/32 e 2012/27.
69 A tal riguardo, per quanto attiene alla circostanza che, nella specie, i condomini interessati non hanno partecipato all’adozione della relativa decisione ovvero vi si sono opposti, la Corte ha recentemente dichiarato che, nell’ambito di una controversia riguardante obblighi di pagamento risultanti da una decisione dell’assemblea generale dei condomini specificamente prevista dalla legge bulgara, con l’acquisizione ed il mantenimento dello status di condomino d’un immobile, ogni singolo condomino consente ad assoggettarsi a tutte le disposizioni dell’atto che disciplina il condominio de quo nonché a tutte le decisioni adottate dall’assemblea generale dei condomini dell’immobile medesimo (v., in tal senso, sentenza dell’8 maggio 2019, Kerr, C‑25/18, EU:C:2019:376, punto 29).

References: Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 27
 Articolo 5
 Articolo 13
 Articolo 10
 sentenza