Source: https://www.questionegiustizia.it/articolo/secondo-trimestre-2020
Timestamp: 2020-08-12 06:46:12+00:00

Document:
Francesco Buffa , Salvatore Centonze **
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse nel secondo trimestre 2020
Sentenza della Corte di giustizia, Terza Sezione, nella causa C-786/18 del 11 giugno 2020
Ratiopharm GmbH c. Novartis Consumer Health GmgH
Le imprese farmaceutiche non possono distribuire gratuitamente ai farmacisti campioni di medicinali rilasciati unicamente dietro prescrizione medica.
Sentenza della Corte di giustizia, Grande Sezione, nella causa C-581/18 del 11 giugno 2020
TÜV Rheinland LGA Products e Allianz IARD
Il divieto generale di discriminazioni a motivo della nazionalità non può essere fatto valere per contestare una clausola, contenuta in un contratto concluso tra un produttore di dispositivi medici e una compagnia assicurativa, che limita dal punto di vista territoriale la copertura assicurativa della responsabilità civile.
2) PROTEZIONE INTERNAZIONALE
Sentenza della Corte di giustizia, Quarta Sezione, nella causa C-36/20 PPU del 25 giugno 2020
Le autorità giurisdizionali che devono pronunciarsi sul trattenimento di un cittadino di un Paese terzo in situazione irregolare possono ricevere una domanda di protezione internazionale e devono informare l’interessato delle modalità concrete di inoltro di una siffatta domanda.
Sentenza della Corte di giustizia, Terza Sezione, nelle cause riunite C-715/17, C-718/17, C-719/17 del 2 aprile 2020
Commissione c. Polonia (Mécanisme temporaire de relocalisation de demandeurs de protection internationale)
Rifiutando di conformarsi al meccanismo temporaneo di ricollocazione di richiedenti protezione internazionale, la Polonia, l’Ungheria e la Repubblica ceca sono venute meno agli obblighi ad esse incombenti in forza del diritto dell’Unione.
Sentenza della Corte di giustizia, Grande Sezione, nelle cause riunite C-924/19 PPU e C-925/19 del 14 maggio 2020
PPU FMS e.a. c. Országos Idegenrendeszeti Főigazgatóság Dél-alföldi Regionális Igazgatóság et Országos Idegenrendeszeti Főigazgatóság
Il collocamento dei richiedenti asilo o dei cittadini di paesi terzi oggetto di una decisione di rimpatrio, nella zona di transito di Röszke, al confine serbo-ungherese, deve essere qualificata come detenzione se all’esito del controllo giurisdizionale della sua regolarità viene accertato che il trattenimento era sprovvisto di alcun alcun motivo valido cosicché le persone devono essere immediatamente liberate.
Nella sentenza resa dalla Grande Camera il 14 maggio 20202 nell’ambito di una procedura di urgenza la Corte si è pronunciata su una serie di questioni relative alla interpretazione delle direttive rimpatri (2008/115), procedure (2013/32) e accoglienza (2013/33) avendo riguardo alla legislazione ungherese in materia di diritto di asilo e rimpatrio di cittadini di paesi terzi in condizione di soggiorno irregolare.
3) VISTO PER FAMILIARI EXTRACOMUNITARI
Sentenza della Corte di giustizia, Terza Sezione, nella causa C-754/18 del 18 giugno 2020
4) NAUFRAGIO
Sentenza della Corte di giustizia, Prima Sezione, nella causa C-641/18 del 7 maggio 2020
LG c. Rina SpA, Ente Registro Italiano Navale
Le vittime del naufragio di una nave battente bandiera panamense possono adire i giudici italiani con un’azione di responsabilità contro gli organismi italiani che hanno classificato e certificato tale nave.
5) LIBERA CIRCOLAZIONE DI CAPITALI
Sentenza della Corte di giustizia, Grande Sezione, nella causa C-78/18 del 18 giugno 2020
Commissione c. Ungheria (Transparence associative)
Non sono conformi al diritto dell’Unione le restrizioni imposte dall’Ungheria al finanziamento delle organizzazioni civili da parte di soggetti stabiliti al di fuori di tale Stato membro.
6) DOPPIE IMPOSIZIONI
Sentenza della Corte di giustizia, Ottava Sezione, nelle cause riunite C-168/19, C-169/19 del 30 aprile 2020
HB e IC c. Istituto nazionale della previdenza sociale
Il regime tributario italiano risultante dalla convenzione italo-portoghese contro le doppie imposizioni sui redditi non viola i princìpi di libera circolazione e di non discriminazione.
7) FRODI IVA – ACCESSO AGLI ATTI
Sentenza della Corte di giustizia, Sesta Sezione, nella causa C-430/19 del 4 giugno 2020
SC C.F. SRL c. A.J.F.P.M. e D.G.R.F.P.C
Il principio generale del diritto dell’Unione del rispetto dei diritti della difesa dev’essere interpretato nel senso che, se, nell’ambito di procedimenti amministrativi nazionali di verifica e determinazione della base imponibile dell’imposta sul valore aggiunto, un soggetto passivo non ha avuto la facoltà di accedere alle informazioni contenute nel suo fascicolo amministrativo e che sono state prese in considerazione in sede di adozione di una decisione amministrativa che gli impone obblighi tributari supplementari, laddove il giudice adito constati che, in mancanza di detta irregolarità, il procedimento sarebbe potuto giungere a un risultato diverso, tale principio esige che detta decisione sia annullata.
I principi che disciplinano l’applicazione, da parte degli Stati membri, del regime comune dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), in particolare quelli di neutralità fiscale e di certezza del diritto, devono essere interpretati nel senso che essi ostano a che, in presenza di semplici sospetti non suffragati dall’amministrazione tributaria nazionale quanto all’effettiva realizzazione delle operazioni economiche che hanno portato all’emissione di una fattura fiscale, al soggetto passivo destinatario di questa fattura venga negato il diritto alla detrazione dell’IVA se esso non sia in grado di fornire, oltre a detta fattura, ulteriori prove a sostegno dell’effettiva esistenza delle operazioni economiche realizzate.
8) LIMITI ALL'ESTRADIZIONE
Sentenza della Corte di giustizia, Grande Sezione, nella causa C-897/19 PPU del 2 aprile 2020
Uno Stato membro, quando deve statuire su una domanda di estradizione di uno Stato terzo riguardante un cittadino di uno Stato dell’Associazione europea di libero scambio (AELS), parte dell’accordo sullo Spazio economico europeo (SEE), è tenuto a verificare che tale cittadino non sarà sottoposto alla pena di morte, a tortura oppure a pene o a trattamenti inumani o degradanti
9) TUTELA DEI CONSUMATORI
Sentenza della Corte di giustizia; Sesta Sezione, nella causa nella causa C-301/18 del 4 giugno 2020
Thomas Leonhard c. DSL-Bank – eine Niederlassung der DB Privat- und Firmenkundenbank AG
L’articolo 7, paragrafo 4, della direttiva 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002, concernente la commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori e che modifica la direttiva 90/619/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE e 98/27/CE, deve essere interpretato nel senso che, allorché esercita il suo diritto di recesso riguardo ad un contratto di credito concluso a distanza con un fornitore, un consumatore ha diritto ad ottenere dal fornitore, fatti salvi gli importi che è egli stesso tenuto a pagare a quest’ultimo alle condizioni stabilite all’articolo 7, paragrafi 1 e 3, della direttiva suddetta, il rimborso del capitale e degli interessi versati in esecuzione del contratto, ma non un’indennità di godimento di tale capitale e di tali interessi.
Sentenza della Corte di giustizia, Sesta Sezione, nella causa C-495/19 del 4 aprile 2020
Sąd Okręgowy c. Poznaniu
L’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, dev’essere interpretato nel senso che esso osta all’interpretazione di una disposizione nazionale la quale impedisca a un giudice, che sia investito di un ricorso proposto da un professionista nei confronti di un consumatore e rientrante nell’ambito di applicazione della direttiva stessa e che statuisca in contumacia per mancata comparizione del consumatore all’udienza cui era stato convocato, di adottare i mezzi istruttori necessari per valutare d’ufficio il carattere abusivo delle clausole contrattuali sulle quali il professionista ha fondato la propria domanda, qualora detto giudice nutra dubbi in merito al carattere abusivo di tali clausole, ai sensi della citata direttiva.
10) ALIMENTI
Sentenza della Corte di giustizia, Terza Sezione, nella causa nella causa C-41/19 del 4 giugno 2020
FX c. GZ
Il regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, deve essere interpretato nel senso che un’opposizione all’esecuzione proposta dal debitore di un credito alimentare, diretta contro l’esecuzione di una decisione emessa da un giudice dello Stato membro d’origine e che ha accertato tale credito, che presenti una stretta connessione con il procedimento di esecuzione, rientra nell’ambito di applicazione di tale regolamento e nella competenza internazionale dei giudici dello Stato membro dell’esecuzione.
11) APPALTI PUBBLICI
Sentenza della Corte di giustizia, Nona Sezione, nella causa C-429/19 del 4 giugno 2020
Remondis GmbH c. Abfallzweckverband Rhein-Mosel-Eifel
Non sussiste una cooperazione tra amministrazioni aggiudicatrici qualora un’amministrazione, pur essendo responsabile sul proprio territorio di una missione di interesse pubblico che richiede il compimento di più operazioni, non la svolga direttamente ma incarichi un’altra amministrazione aggiudicatrice dipendente, anch’essa responsabile di tale missione di interesse pubblico sul proprio territorio, di effettuare dietro remunerazione una delle operazioni necessarie.
12) ASSEGNI FAMILIARI
Sentenza della Corte di giustizia, Sesta Sezione, nella causa C-802/18 del 2 aprile 2020
FG c. VW
Uno Stato membro non ha il diritto di rifiutare di versare un assegno familiare per il figlio del coniuge di un lavoratore frontaliero in assenza di rapporti genitore-figlio con tale lavoratore. Tale indennità costituisce un vantaggio sociale e una prestazione di sicurezza sociale; pertanto è soggetto al principio della parità di trattamento.
13) DISCRIMINAZIONI NELL’ACCESSO AL LAVORO
Sentenza della Corte di giustizia, Grande Sezione, nella causa C-507/18 del 23 aprile 2020
NH c. Associazione Avvocatura per i diritti LGBTI
Le dichiarazioni omofobe costituiscono una discriminazione in materia di occupazione e di lavoro se pronunciate da chi esercita, o può essere percepito come capace di esercitare, un’influenza determinante sulla politica di assunzioni di un datore di lavoro. Il diritto nazionale può prevedere che un’associazione sia legittimata ad agire in giudizio per chiedere il risarcimento dei danni, anche se un individuo leso non sia identificabile.
Per approfondimenti, si fa rinvio alla nota L’avvocato omofobo, su questa Rivista, 15 aprile 2020
14) LAVORATORI TRASFRONTALIERI
Sentenza della Corte di giustizia, Nona Sezione, nella causa C-830/18 del 2 aprile 2020
Landkreis Südliche Weinstraße c. PF
La normativa del Bundesland Renania- Palatinato che sottopone il diritto a fruire del servizio di scuola bus alla residenza nel Land costituisce una discriminazione indiretta nei confronti dei lavoratori transfrontalieri e delle loro famiglie.
15) FERIE E RIPOSI DEL LAVORATORE
Sentenza della Corte di giustizia, Prima Sezione, nelle cause riunite C-762/18, C-37/19 del 25 giugno 2020
Un lavoratore ha diritto, per il periodo compreso tra il suo licenziamento illegittimo e la sua reintegrazione nel precedente posto di lavoro, alle ferie annuali retribuite oppure, alla cessazione del suo rapporto di lavoro, a un’indennità sostitutiva di tali ferie non godute.
Sentenza della Corte di giustizia, Grande Sezione, C-588/18 del 4 giugno 2020
Federación de Trabajadores Independientes de Comercio (Fetico), Federación Estatal de Servicios, Movilidad y Consumo de la Unión General de Trabajadores (FESMC-UGT), Federación de Servicios de Comisiones Obreras (CCOO) c. Grupo de Empresas DIA SA, Twins Alimentación SA
Obiettivo della direttiva 2003/88 è fissare prescrizioni minime destinate a migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori, facendo godere ai lavoratori periodi minimi di riposo – giornaliero e settimanale – e periodi di pausa adeguati e prevedendo un limite massimo per la durata settimanale del lavoro.
I congedi speciali mirano unicamente a consentire ai lavoratori di assentarsi dal lavoro al fine di rispondere a determinate esigenze o obblighi che richiedono la loro personale partecipazione (impedita dall’obbligo di presenza sul posto di lavoro), e pertanto i lavoratori non possono avvalersene in occasione dei periodi di riposo settimanale o di ferie annuali retribuite.
Qualora i fatti che giustificano la concessione di uno dei congedi speciali retribuiti si verifichino nel corso di un periodo di riposo settimanale o di ferie annuali retribuite, i suddetti lavoratori non possono beneficiare di tali congedi speciali retribuiti durante un periodo di lavoro successivo.
16) IMPIANTI EOLICI
Sentenza della Corte di giustizia, Grande Sezione, nella causa C-24/19 del 25 giugno 2020
A e a. c. Gewestelijke stedenbouwkundige ambtenaar van het departement Ruimte Vlaanderen, afdeling Oost-Vlaanderen
Un’ordinanza e una circolare che stabiliscono le condizioni generali per il rilascio di autorizzazioni urbanistiche per l'installazione e la gestione di impianti eolici devono esse stesse essere sottoposte a una valutazione ambientale preventiva.
photo credits: Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Altri articoli di Francesco Buffa Salvatore Centonze

References: Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 
 sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza