Source: http://docplayer.it/297450-Regione-liguria-il-presidente-della-giunta-promulga-la-seguente-legge-regionale-titolo-i-norme-generali.html
Timestamp: 2016-12-05 10:44:10+00:00

Document:
⭐REGIONE LIGURIA. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga la seguente legge regionale: TITOLO I NORME GENERALI
REGIONE LIGURIA. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga la seguente legge regionale: TITOLO I NORME GENERALI
Download "REGIONE LIGURIA. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga la seguente legge regionale: TITOLO I NORME GENERALI"
1 REGIONE LIGURIA Legge Regionale 24 maggio 2006 n. 12, Promozione del sistema integrato di servizi sociali e sociosanitari (BUR n. 8 del 31/05/2006). IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga la seguente legge regionale: TITOLO I NORME GENERALI Articolo 1 (Principi e finalita) 1. La Regione Liguria assume i principi fissati nella Costituzione, quali valori di riferimento per la promozione del sistema integrato sociale e sociosanitario e per l'esigibilita dei diritti civili e sociali da parte delle persone, delle famiglie e delle formazioni sociali. 2. In attuazione dei principi di liberta, democrazia, uguaglianza, sussidiarieta, pluralismo, solidarieta enunciati dall'articolo 2, comma 1, dello Statuto, la Regione disciplina il sistema integrato di promozione e di protezione sociale, al fine di tutelare e sostenere ogni persona e le famiglie, rimuovendo o riducendo le cause e gli ostacoli che impediscono l'esercizio dei diritti di cittadinanza sociale, le pari opportunita e l'inclusione sociale. 3. La Regione, in conformita a quanto stabilito dall'articolo 2, comma 2, dello Statuto, riconosce, valorizza e sostiene l'autonoma iniziativa delle persone, dei nuclei familiari, delle forme di auto-aiuto, delle formazioni sociali per lo svolgimento di attivita solidali e sociali agevolandone il ruolo e l'apporto nell'organizzazione e nella gestione del sistema integrato di promozione e di protezione sociale. Applica il principio di sussidiarieta come metodo istituzionale dell'azione programmatoria. 4. La Regione, in armonia con le disposizioni di cui alla legge 8 novembre 2000 n. 328 (legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali), si avvale degli strumenti di programmazione, indirizzo, coordinamento, partecipazione e collaborazione dei diversi livelli di governo locale per disciplinare il funzionamento della rete dei servizi sociali e garantire la sua integrazione funzionale con le politiche sanitarie; rafforza ed intensifica le interazioni della rete dei servizi sociali anche nei rapporti con il sistema di istruzione e della formazione, con le politiche del lavoro e quelle di sostegno allo sviluppo socio-economico del territorio. 5. Il sistema integrato, attraverso interventi e servizi sociali e sociosanitari, perseguendo obiettivi di omogeneita e congruita, efficienza ed efficacia, differenziazione ed adeguatezza, e rivolto: a) alla valorizzazione, alla promozione e al sostegno della persona e della famiglia, con prioritario riferimento alle situazioni di fragilita o a rischio di esclusione sociale; b) alla promozione della cittadinanza attiva delle persone e al sostegno delle organizzazioni di rappresentanza e tutela sociale riconoscendo la centralita delle comunita locali per il miglioramento della qualita della vita e delle relazioni; c) alla formazione alla socialita e alla prevenzione dei fattori del disagio sociale, ponendosi come obiettivo il superamento delle condizioni che ostacolano la piena partecipazione delle persone alla vita sociale. 6. La rete di interventi e servizi sociali e sociosanitari ha il carattere di universalita e garantisce i livelli essenziali ed uniformi delle prestazioni, individuate dagli atti di programmazione nazionale e regionale. Articolo 2 (Sistema integrato degli interventi sociali e sociosanitari) 1. E' definito sistema integrato di interventi e servizi sociali e sociosanitari la rete di servizi che promuove e assicura la tutela sociale e sociosanitaria delle persone in condizioni di bisogno. Alla costituzione della rete concorrono attivamente tutti i soggetti individuati al Titolo II. 2. Per servizi sociali si intendono gli interventi e le prestazioni aventi come scopo la prevenzione, il contrasto o la rimozione delle cause di disagio e di esclusione sociale, la garanzia delle opportunita familiari e2 personali per eliminare o ridurre condizioni di bisogno e di difficolta che limitano di fatto il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione alla vita di relazione. 3. Per servizi sociosanitari si intendono le prestazioni definite dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 febbraio 2001 (atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie), dall'allegato 1.C del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 novembre 2001 (definizione dei livelli essenziali di assistenza) e dall'articolo 3-septies del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 (riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992 n. 421) e successive modifiche e integrazioni. Le prestazioni sociosanitarie si articolano in: a) prestazioni sociali a rilevanza sanitaria finalizzate a supportare le condizioni economico-sociali della persona, con problemi di disabilita, non autosufficienza o di emarginazione condizionanti lo stato di salute; b) prestazioni sanitarie a rilevanza sociale finalizzate alla promozione della salute, alla prevenzione, rimozione e contenimento degli esiti degenerativi o invalidanti di patologie congenite o acquisite. 4. Sono comprese tra le prestazioni sociali di cui all'articolo 3, lettera a), anche gli emolumenti economici, erogati in forma occasionale, destinati a contrastare la poverta ed a rimuovere condizioni di insufficiente o mancato reddito, nonche a compensare incapacita involontaria di lavoro e di guadagno derivante da disabilita. 5. Il sistema integrato si realizza attraverso i seguenti metodi: a) integrazione e coordinamento tra i servizi sociali ed i servizi sanitari come previsto al comma 3; b) coordinamento con le politiche abitative, dei trasporti, dell'educazione, dell'istruzione, della formazione professionale e del lavoro, culturali, dello sport e del tempo libero, nonche con altri interventi finalizzati al benessere della persona ed alla prevenzione del disagio sociale; c) cooperazione tra i diversi livelli istituzionali e i soggetti del terzo settore; d) concertazione tra i diversi livelli istituzionali, le organizzazioni sindacali, le associazioni degli utenti e dei consumatori e le categorie economico-produttive. 6. Le prestazioni e gli interventi sociali e sociosanitari sono caratterizzati da flessibilita organizzativa, progettualita, personalizzazione e valutazione multidimensionale del bisogno. Articolo 3 (Destinatari dei diritti di cittadinanza sociale) 1. Accedono ai servizi, alle prestazioni, alle provvidenze economiche del sistema integrato di promozione e di protezione sociale tutte le persone residenti nel territorio della Regione. 2. I servizi, le prestazioni e le provvidenze di cui al comma 1 sono estesi anche a persone e famiglie presenti nel territorio della Regione, che si trovino nelle seguenti condizioni: a) stranieri con permesso umanitario di cui all'articolo 18 del decreto legislativo 25 luglio 1998 n. 286 (testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) e successive modifiche ed integrazioni, e stranieri con permesso di soggiorno di cui all'articolo 41 dello stesso decreto legislativo, con particolare riferimento alle donne in stato di gravidanza e nei sei mesi successivi alla nascita del figlio cui provvedono; b) minori di qualsiasi nazionalita; c) richiedenti asilo per la durata del permesso emesso nelle more dell'istruttoria della domanda di riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 2004 n. 303 (regolamento relativo alle procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato), nonche durante il tempo dell'autorizzazione prefettizia a permanere sul territorio nazionale in pendenza di ricorso giurisdizionale a norma dell'articolo 17 del d.p.r. 303/2004; d) stranieri cui e stato riconosciuto lo status di rifugiato ai sensi della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, ratificata ai sensi della legge 24 luglio 1954 n. 722, e modificata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 1967 secondo le procedure previste dal decreto legge 30 dicembre 1989 n. 416 (norme urgenti in materia di asilo politico, di ingresso e soggiorno dei cittadini extracomunitari e di regolarizzazione dei cittadini extracomunitari ed apolidi gia presenti nel territorio dello Stato), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990 n. 39, modificato dalla legge 30 luglio 2002 n Alle persone dimoranti nel territorio della Regione sono erogati interventi di prima assistenza alle condizioni e con i limiti previsti dalle normative vigenti e secondo le indicazioni del Piano Sociale Integrato Regionale di cui all'articolo Ai fini della presente legge gli interventi e i servizi destinati ai componenti delle famiglie, specie se3 anziani, disabili, minori, sono estesi ai componenti dei nuclei di persone legate da vincoli di parentela, affinita, adozioni, tutela e da altri vincoli solidaristici, purche aventi una convivenza abituale e continuativa nella stessa dimora. 5. Ai sensi di quanto disposto dall'articolo 2, comma 3, della l. 328/2000, accedono prioritariamente ai servizi e alle prestazioni del sistema integrato, le persone in condizione di poverta, o con limitato reddito, o con incapacita totale o parziale di provvedere alle proprie esigenze per inabilita involontaria di ordine fisico e psichico, nonche i soggetti con difficolta di inserimento nella vita sociale attiva e nel mercato del lavoro, nonche le persone sottoposte a provvedimenti dell'autorita Giudiziaria per i quali si rendano necessari interventi assistenziali. Articolo 4 (Livelli essenziali delle prestazioni sociali e sociosanitarie) 1. Il sistema integrato di interventi e servizi sociali e sociosanitari, di seguito denominato "sistema integrato", secondo quanto previsto dall'articolo 22 della l. 328/2000, assicura, attraverso sistemi di tutela a favore dei cittadini e delle famiglie, le seguenti attivita: a) informazione e consulenza alle persone e alle famiglie per favorire la consapevole fruizione dei servizi; b) prestazioni di servizio sociale per la presa in carico delle persone e delle famiglie con bisogni sociali e sociosanitari, comprese le prestazioni di primo soccorso ai sensi dell'articolo 22, comma 4, lettera b) della l. 328/2000; c) misure di contrasto della poverta e di sostegno al reddito familiare; d) misure per favorire la permanenza a domicilio degli anziani e dei disabili; e) misure di sostegno alle responsabilita familiari e di tutela dei diritti del minore; f) azioni per contrastare le dipendenze e per favorire l'inserimento sociale delle persone dipendenti; g) azioni per favorire l'armonizzazione del tempo di lavoro e di cura familiare e azioni di sostegno alle donne in difficolta; h) interventi finalizzati all'inclusione sociale delle persone disabili e con disagio sociale anche attraverso la promozione di azioni che facilitano l'inserimento e il reinserimento al lavoro; i) interventi residenziali a ciclo diurno e continuativo per persone con limitata autosufficienza e fragilita sociale; j) accoglienza e servizi primari alle persone senza dimora. 2. Il sistema integrato assicura, altresi, le prestazioni sociosanitarie definite dall'articolo 3-septies del d.lgs. 502/1992 e successive modifiche ed integrazioni, atte a soddisfare bisogni di salute di ogni persona che richiedono congiuntamente anche azioni di protezione sociale. In particolare si assicurano a favore di minori, anziani, disabili, pazienti psichiatrici, persone con dipendenza da alcool, droghe e farmaci, malati terminali, persone con patologie da HIV: a) assistenza ambulatoriale e specialistica; b) assistenza domiciliare anche integrata con la componente socio-assistenziale; c) assistenza residenziale e semiresidenziale anche integrata con la componente socio-assistenziale; d) assistenza penitenziaria. 3. La realizzazione del sistema integrato e effettuata nella compatibilita delle caratteristiche sociali, economiche, epidemiologiche e morfologiche del territorio, in modo da omogeneizzare l'offerta assistenziale, nel rispetto dei criteri di equita, efficacia ed appropriatezza, tenuto conto, in termini di sussidiarieta e solidarieta, delle risorse finanziarie pubbliche, di quelle private e della compartecipazione degli utenti al costo delle prestazioni. 4. Il Piano Sociale Integrato Regionale, di cui all'articolo 25, definisce, in base al fabbisogno rilevato e nell'ambito delle risorse destinate dai Comuni, dalla Regione e trasferite dallo Stato: a) le tipologie dei servizi e degli interventi che costituiscono i livelli essenziali; b) le eventuali prestazioni aggiuntive, rispetto a quelle indicate alla lettera a), da assicurare in modo omogeneo sul territorio ligure.4 TITOLO II IL SISTEMA INTEGRATO DEGLI INTERVENTI SOCIALI E SOCIOSANITARI CAPO I ASSETTO ISTITUZIONALE Articolo 5 (Ruolo e compiti dei Comuni) 1. I Comuni sono titolari delle funzioni amministrative, di pianificazione, gestione ed erogazione delle prestazioni del sistema integrato. In particolare i Comuni sono competenti per: a) il rilascio dell'autorizzazione per l'apertura delle strutture residenziali e semiresidenziali e la vigilanza sulle stesse; b) la definizione delle condizioni per l'accesso alle prestazioni erogate dal sistema sociale integrato; c) la determinazione di livelli di assistenza ulteriori ed integrativi rispetto a quelli determinati dallo Stato e dalla Regione; d) le valutazioni di efficacia ed efficienza delle prestazioni sociali, anche attraverso l'uso di strumenti di misurazione del gradimento dei servizi da parte dei cittadini. 2. I Comuni, in forma associata o decentrata nelle forme di legge, ai sensi dell'articolo 8, comma 2, lettera a) della l. 328/2000, provvedono alla gestione dei servizi sociali di base, negli Ambiti Territoriali Sociali di cui all'articolo 6, avvalendosi delle forme associative previste al Capo V del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 (testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), con particolare riferimento alla convenzione e all'esercizio associato di funzioni, o avvalendosi della Comunita Montana. 3. La Regione promuove e favorisce la gestione associata delle prestazioni sociali, attraverso apposite azioni definite nel Piano Sociale Integrato Regionale. 4. Le prestazioni di secondo livello di cui all'articolo 22, comma 4, della l. 328/2000, integrate con la componente sanitaria, sono assicurate dai Comuni tramite il Distretto Sociosanitario o l'ambito territoriale sociale, secondo le indicazioni della Conferenza dei Sindaci del Distretto Socio Sanitario. I Comuni esercitano le funzioni di programmazione locale del sistema integrato utilizzando gli strumenti di pianificazione definiti al Titolo III. 5. I Comuni concorrono alla programmazione regionale anche attraverso le forme rappresentative dell'anci e dell'uncem, nonche tramite la Conferenza Permanente per la Programmazione Sociosanitaria Regionale di cui all'articolo 15. Articolo 6 (Definizione di Ambito Territoriale Sociale) 1. Gli Ambiti Territoriali Sociali costituiscono il territorio ove Comuni limitrofi si associano, o Comuni di maggiori dimensioni si decentrano, per programmare e gestire in forma associata o decentrata l'organizzazione dei servizi sociali di base. 2. Gli Ambiti Territoriali Sociali sono ricompresi nel territorio del Distretto Sociosanitario di cui all'articolo Gli Ambiti Territoriali Sociali sono definiti dai Comitati dei Sindaci di Distretto Sociosanitario e di norma non devono essere inferiori ai diecimila abitanti, fatto salvo il caso in cui l'ambito Territoriale Sociale coincida con la Comunita Montana, oppure quando la Conferenza dei Sindaci dell'azienda sanitaria locale (ASL) decida apposita deroga motivata. 4. Se l'ambito Territoriale Sociale coincide con la Comunita Montana, i Comuni possono conferire alla stessa le funzioni di cui sono titolari. In questo caso la Comunita Montana assolve totalmente ai compiti assegnati agli Ambiti Territoriali Sociali. Articolo 7 (Funzioni dell'ambito Territoriale Sociale) 1. L'Ambito Territoriale Sociale rappresenta la sede di accesso alla rete locale di interventi e servizi sociali. A tal fine l'ambito Territoriale Sociale istituisce lo Sportello di Cittadinanza, anche come punto decentrato delle attivita sociosanitarie di competenza dello Sportello Integrato del Distretto Sociosanitario.5 2. Lo Sportello di Cittadinanza provvede alla erogazione delle prestazioni sociali di base di informazione, consulenza, servizio sociale professionale, assistenza domiciliare, sostegno socio-educativo, aiuto personale e familiare, attraverso l'unita Operativa Multiprofessionale in cui sono presenti competenze psicosociali, educative e amministrativo-contabili. 3. L'Unita Operativa Multiprofessionale e coordinata, di norma, da un assistente sociale che partecipa alla Conferenza dei Sindaci di Ambito. 4. L'Ambito Territoriale contribuisce all'elaborazione del Piano di Distretto Sociosanitario. 5. I Comuni conferiscono le risorse necessarie al Comune capofila per l'esercizio delle funzioni assegnate all'ambito Territoriale Sociale. Articolo 8 (Conferenza di Ambito) 1. La rappresentanza dell'ambito Territoriale Sociale e affidata alla Conferenza dei Sindaci dell'associazione Intercomunale dell'ambito che elegge a maggioranza assoluta un Presidente per assolvere alla funzione di coordinamento della stessa Conferenza. 2. La Conferenza di Ambito ha sede presso il Comune con il maggior numero di abitanti, salvo diversa localizzazione scelta a maggioranza da almeno due terzi dei Comuni componenti l'ambito medesimo. 3. La Conferenza di Ambito: a) designa il coordinatore e l'unita amministrativa che effettua l'istruttoria dei documenti contabili e amministrativi; b) approva le proposte di organizzazione dei servizi in forma associata; c) approva il documento finanziario preventivo ed il rendiconto relativo ai servizi gestiti in forma associata; d) approva il Piano delle Attivita dell'ambito Territoriale Sociale; e) esamina ogni questione ritenuta di interesse comune. 4. Per la programmazione e la gestione associata dei servizi la Conferenza di Ambito si dota di apposito regolamento, sulla base di specifiche linee guida approvate dalla Giunta regionale. Articolo 9 (Definizione di Distretto Sociosanitario) 1. Il Distretto Sociosanitario e la dimensione territoriale in cui si integrano le funzioni sociali complesse o di secondo livello e le funzioni sociosanitarie. 2. I confini territoriali del Distretto sociosanitario coincidono con i confini del Distretto sanitario, definiti ai sensi del d.lgs. 502/1992 e successive modifiche e integrazioni, e della Zona Sociale di cui all'articolo 19 della l. 328/2000. Articolo 10 (Funzioni del Distretto Sociosanitario) 1. All'interno del Distretto Sociosanitario sono assicurate le seguenti prestazioni: a) sociosanitarie di cui all'articolo 3-septies del d.lgs 502/1992 e successive modifiche e integrazioni; b) sociali complesse o di secondo livello; c) sanitarie di cui all'articolo 3-quinquies del d.lgs 502/1992 e successive modifiche e integrazioni. 2. In particolare, nel Distretto Sociosanitario sono assicurate: a) l'organizzazione dello Sportello Integrato Sociosanitario, in collegamento con gli Sportelli di Cittadinanza istituiti dagli Ambiti Territoriali Sociali; b) l'assistenza domiciliare integrata; c) la semiresidenzialita e residenzialita extraospedaliera; d) gli interventi a favore della non autosufficienza di cui all'articolo 46. L'esercizio di tali funzioni e subordinato alla specifica attribuzione del Comitato dei Sindaci che, allo scopo, individua al suo interno un comune capofila delegato alla gestione. 3. L'attuazione e la gestione delle funzioni sociali e affidata al Direttore Sociale che si avvale di una segreteria tecnica di cui fanno parte i coordinatori degli Ambiti Territoriali Sociali e personale di supporto tecnico, amministrativo e contabile. 4. La gestione delle funzioni sanitarie e affidata al Direttore del Distretto Sanitario. 5. Per garantire l'operativita dell'integrazione sociosanitaria le ASL e i Comuni stipulano una convenzione secondo uno schema tipo predisposto dalla Giunta regionale.6 6. Per le attivita sociosanitarie il Direttore di Distretto Sanitario e il Direttore Sociale operano d'intesa costituendo l'unita Distrettuale e avvalendosi di un Comitato Distrettuale composto dai coordinatori di Ambito Territoriale Sociale, dai rappresentanti dei Dipartimenti territoriali che operano nel Distretto Sociosanitario e dai membri del coordinamento previsto dall'articolo 3-sexies, comma 2, del d.lgs. 502/1992 e successive modifiche e integrazioni. 7. L'Unita Distrettuale assicura l'operativita integrata anche per la valutazione del bisogni sociosanitari tramite le Unita di Valutazione Multidisciplinari, la predisposizione del Piano di Lavoro Personalizzato, i protocolli operativi di assistenza e l'individuazione del responsabile del caso, nonche per la valutazione periodica dei risultati ottenuti in relazione agli obiettivi programmati. 8. In caso di mancato conseguimento degli obiettivi di integrazione fissati d'intesa tra il Direttore Generale dell'asl ed il Comitato dei Sindaci di Distretto nel Piano di Distretto Sociosanitario, il Direttore Sociale e il Direttore di Distretto Sanitario sono sostituiti. 9. Per le funzioni sociosanitarie di cui al comma 2, l'asl e i Comuni assegnano al Distretto Sociosanitario un ammontare predeterminato di risorse. La spesa per le funzioni sociosanitarie e ripartita tra ASL, cittadini e Comuni, secondo i criteri individuati dal d.p.c.m. 14 febbraio 2001 e dall'allegato 1.C del d.p.c.m. 29 novembre La Regione emana indirizzi e linee guida per definire ed articolare le modalita applicative del presente articolo. Articolo 11 (Comitato dei Sindaci di Distretto Sociosanitario) 1. I Sindaci dei Comuni compresi nella delimitazione territoriale di ogni Distretto Sociosanitario costituiscono il Comitato dei Sindaci di Distretto Sociosanitario. Il Comitato elegge a maggioranza relativa dei voti espressi un Presidente che si avvale di un esecutivo composto dai Presidenti delle Conferenze di Ambito. Il Comitato dei Sindaci di Distretto Sociosanitario ha sede presso il Comune capofila. I Sindaci possono delegare permanentemente l'assessore competente in materia. 2. Il Direttore Generale dell'asl sottopone al Comitato dei Sindaci di Distretto Sociosanitario il Programma delle Attivita Territoriali (P.A.T.), quale componente del Piano di Distretto Sociosanitario di cui all'articolo 26. Per le attivita sociosanitarie il Comitato esprime l'intesa. 3. Il Comitato dei Sindaci di Distretto Sociosanitario si avvale del supporto professionale del Direttore Sociale e della segreteria tecnica di cui all'articolo 10, comma Il Comitato dei Sindaci di Distretto Sociosanitario coinvolge, nell'ambito dei processi di programmazione e pianificazione, secondo le indicazioni del Piano Sociale Integrato Regionale, le organizzazioni piu rappresentative del Terzo Settore e gli altri soggetti che concorrono alla realizzazione del sistema integrato presenti sul territorio, per la formulazione di pareri e proposte. 5. Il Comitato dei Sindaci di Distretto Sociosanitario concorre alla programmazione regionale con l'espressione di un parere obbligatorio, ma non vincolante, sul Piano Sociale Integrato Regionale di cui all'articolo Il Comitato dei Sindaci di Distretto Sociosanitario, per definire le proprie funzioni e le modalita organizzative, si dota di apposito regolamento in base a specifiche linee guida approvate dalla Giunta regionale. Articolo 12 (Conferenza dei Sindaci dell'azienda sanitaria locale (ASL) 1. La Conferenza dei Sindaci, come definita dal d.lgs. 502/1992 e successive modifiche ed integrazioni, concorre con l'asl alla individuazione dei bisogni sociali, sociosanitari e sanitari delle comunita rappresentate, per costituire con i Distretti Sociosanitari percorsi e processi integrati di protezione sociale, sociosanitaria e sanitaria a favore dei cittadini. 2. La Conferenza dei Sindaci, per garantire omogeneita di programmazione sul territorio di competenza, particolarmente per le attivita sovradistrettuali, si avvale, ai sensi dell'articolo 3, comma 14, del d.lgs. 502/1992 e successive modifiche e integrazioni, di un esecutivo e del supporto tecnico di un coordinatore sociale, nominato tra i Direttori Sociali dei Distretti sociosanitari ricompresi nella Conferenza stessa.7 Articolo 13 (Ruolo delle Province) 1. Le Province concorrono alla programmazione sociale regionale collaborando alla elaborazione del Piano Sociale Integrato Regionale e alla programmazione territoriale dei Distretti Sociosanitari, anche attraverso azioni di supporto alle Conferenze di Ambito, ai Comitati di Distretto Sociosanitario e alle Conferenze dei Sindaci, per la rilevazione e la conoscenza dei bisogni, delle domande e delle risorse del territorio. 2. Le Province concorrono a svolgere, altresi, funzioni di osservazione, monitoraggio, analisi e previsione dei fenomeni sociali, nonche di diffusione delle conoscenze, per la realizzazione del sistema integrato di servizi e interventi sociali, sulla base di intese, accordi o altri atti di collaborazione istituzionale stipulati con la Regione e con i Distretti Sociosanitari. 3. In collaborazione con gli Ambiti Territoriali Sociali, con i Distretti Sociosanitari e con le ASL, le Province concorrono a realizzare, ai sensi della normativa regionale, iniziative di formazione ed aggiornamento professionale per gli operatori del sistema integrato. 4. In accordo con i Distretti Sociosanitari, le Province promuovono programmi di formazione professionale e inserimento al lavoro delle fasce a rischio di esclusione sociale, adottando strumenti di concertazione con i Comuni ed i soggetti del Terzo Settore. Articolo 14 (Funzioni e compiti della Regione) 1. La Regione esercita le funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento, controllo e verifica in materia di politiche sociali e sociosanitarie e promuove, attraverso propri strumenti normativi, l'integrazione delle politiche sociali con quelle sanitarie, culturali, formative, del lavoro, abitative ed urbanistiche. In particolare, competono alla Regione le seguenti funzioni: a) approvazione del Piano Sociale Integrato Regionale; b) ripartizione del Fondo Regionale per le Politiche Sociali e del Fondo per la Non Autosufficienza e definizione dei criteri per la individuazione delle risorse sociosanitarie da assegnare ai Distretti Sociosanitari; c) emanazione di indirizzi sulle modalita di concessione da parte dei Comuni dei titoli di acquisto dei servizi e delle forme innovative di sostegno economico a favore delle persone e delle famiglie; d) emanazione di indirizzi per una omogenea e proporzionata applicazione della disciplina relativa al concorso alla spesa dei servizi da parte dei cittadini; e) promozione della realizzazione dei progetti speciali di interesse regionale, con caratteristiche di sperimentazione innovativa; f) organizzazione e coordinamento del Sistema Informativo dei Servizi Sociali e Sociosanitari; g) definizione, in relazione all'articolo 4 del d.p.c.m. 14 febbraio 2001, dei criteri di finanziamento delle prestazioni sociosanitarie, sulla base dei livelli di assistenza sociosanitari, anche al fine di garantire uniformita in ambito regionale; h) definizione di indirizzi per la semplificazione delle procedure di accertamento dell'invalidita civile, cecita e sordomutismo e per il coordinamento delle prestazioni sociali con gli emolumenti di cui all'articolo 24 della l. 328/2000; i) pianificazione e definizione dei programmi formativi per gli operatori sociali e sociosanitari non compresi nella formazione universitaria e indirizzi alle Universita per le figure di competenza della stessa; j) promozione di iniziative per la valorizzazione del ruolo del Terzo Settore; k) riconoscimento, anche tramite iscrizione ad appositi Registri regionali, del ruolo dei soggetti che erogano prestazioni sociali, sociosanitarie e socio educative; l) promozione di iniziative di sostegno all'inserimento al lavoro delle persone a rischio di esclusione sociale. 2. La Regione, nel rispetto dei livelli minimi fissati dalle norme nazionali, disciplina i requisiti strutturali, organizzativi e di qualita, per l'autorizzazione all'esercizio dei servizi e delle strutture sociali e sociosanitarie, definendo, inoltre, criteri e modalita per l'accreditamento e la vigilanza e prevedendo anche sperimentazioni per rispondere ad esigenze innovative. 3. Nell'esercizio delle proprie funzioni, la Regione adotta strumenti di concertazione e confronto, anche permanenti, con gli Enti locali e con le parti sociali, nonche forme di consultazione con le associazioni familiari e degli utenti e promuove, ai diversi livelli istituzionali, relazioni con i soggetti del Terzo Settore. 4. La Regione esercita, altresi, un'azione strategica di verifica e controllo dell'attuazione a livello locale delle politiche sociali e sociosanitarie, emana linee guida ed indirizzi ai Comuni per l'applicazione della presente legge, con particolare riferimento alla gestione associata dei servizi.8 Articolo 15 (Conferenza Permanente per la Programmazione Sociosanitaria Regionale) 1. La Conferenza Permanente per la Programmazione Sociosanitaria Regionale e composta dagli Assessori regionali e provinciali competenti per le Politiche Sociali e Sanitarie, dai Presidenti delle Conferenze dei Sindaci delle ASL, dai Direttori Generali delle ASL e da cinque rappresentanti delle Autonomie locali designati dall'anci. Partecipano alla Conferenza anche tre rappresentanti individuati tra i membri della Consulta Regionale del Terzo Settore. 2. Alla Conferenza permanente sono, altresi, invitati i Direttori generali delle Aziende ospedaliere e degli altri erogatori pubblici o equiparati, quando si tratti di materie di loro competenza. 3. La Conferenza Permanente per la Programmazione Sociosanitaria Regionale si esprime sugli aspetti organizzativi del sistema sociosanitario, sulla pianificazione triennale sociale e sociosanitaria, nonche sulla valutazione dei progetti sociosanitari di rilievo sovradistrettuale o regionale. 4. La Conferenza formula anche proposte in ordine ai Piani e Programmi di cui al comma 3. CAPO II SOGGETTI SOCIALI Articolo 16 (Relazioni sindacali) 1. La Regione, i Comuni, le Conferenze dei Sindaci, il Comitato dei Sindaci di Distretto Sociosanitario provvedono all'attuazione della presente legge nel rispetto dei diritti di informazione, consultazione, concertazione e contrattazione sindacale previsti dalle vigenti norme statali e regionali, dai contratti nazionali e dagli accordi decentrati. 2. I soggetti di cui al comma 1 assicurano, attraverso accordi e verifiche congiunte, la concertazione con le organizzazioni sindacali per gli atti di natura programmatoria e regolamentare derivanti dalla presente legge. Articolo 17 (Ruolo del Terzo Settore) 1. I Comuni, attraverso gli Ambiti Territoriali Sociali, riconoscono e agevolano il ruolo del Terzo Settore anche attraverso forme di concertazione per l'emanazione degli atti derivanti dalla presente legge. 2. I soggetti di cui al comma 1, per realizzare le attivita sociali e sociosanitarie, stipulano contratti, convenzioni, accordi, protocolli di intesa con i soggetti del Terzo Settore e con le loro forme associative. 3. Sono individuati quali soggetti del Terzo Settore per le finalita di cui alla presente legge: le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli organismi della cooperazione sociale, le imprese sociali, le fondazioni, gli enti di patronato e altri soggetti di cui all'articolo 1, comma 4, della l. 328/ E' istituita presso la struttura regionale competente la Consulta Regionale del Terzo Settore costituita da: a) l'assessore regionale competente; b) un rappresentante del Forum Regionale del Terzo Settore; c) un rappresentante della Consulta regionale della Famiglia; d) tre componenti per le associazioni di promozione sociale iscritte nel Registro regionale maggiormente rappresentative sul territorio ligure; e) tre componenti per le associazioni di volontariato iscritte nel Registro regionale maggiormente rappresentative sul territorio regionale; f) tre componenti per le cooperative sociali tra quelle iscritte all'albo regionale individuati anche attraverso le relative associazioni di rappresentanza regionale; g) un rappresentante dei Centri di Servizio per il volontariato; h) tre rappresentanti dei Comuni nominati dall'anci; i) un rappresentante delle Province nominato dall'urpl;?j) un rappresentante delle Comunita Montane nominato dall'uncem; k) due rappresentanti degli enti facenti capo alle Confessioni religiose di cui all'articolo I componenti della Consulta, di cui al comma 4, restano in carica per l'intera durata della legislatura. 6. La Consulta Regionale del Terzo Settore partecipa alla programmazione regionale sociale secondo le forme definite dalla presente legge. 7. Per l'affidamento dei servizi alla persona, ivi comprese le attivita per l'inserimento al lavoro, ai soggetti del Terzo Settore si applicano i contenuti del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 marzo 2001 Vedere altro
PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE CONCERNENTE: ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO SOCIALE DELLA REGIONE LAZIO 1 SOMMARIO CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI... 4 Art. 1 - Oggetto e finalità... 4 Art. 2 - Principi Dettagli PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE Sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali. Capo I Disposizioni generali
PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE Sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali Capo I Disposizioni generali Art.1 (Oggetto e finalità) 1. La Regione, nel rispetto dei principi della Dichiarazione Dettagli Legge 8 novembre 2000, n. 328. "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali"
Legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2000 - Supplemento ordinario Dettagli 22 7.3.2005 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 19 LEGGE REGIONALE 24 febbraio 2005, n. 41
22 7.3.2005 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 19 LEGGE REGIONALE 24 febbraio 2005, n. 41 Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale. IL Dettagli Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CALABRIA N. 22 del 1 dicembre 2003 SUPPLEMENTO STRAORDINARIO N. 4 del 9-12-2003
/(**(5(*,21$/(1'(/ 5(*,21(&$/$%5,$ 5HDOL]]D]LRQHGHOVLVWHPDLQWHJUDWRGLLQWHUYHQWLHVHUYL]LVRFLDOLQHOOD5HJLRQH &DODEULDLQDWWXD]LRQHGHOODOHJJHQ Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CALABRIA N. 22 del 1 Dettagli D.P.C.M. 14 febbraio 2001 Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Testo vigente alla data del 22 febbraio 2013 D.P.C.M. 14 febbraio 2001 Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l'art. Dettagli IL COMUNE IN MATERIA DI SERVIZI SOCIALI (legge regionale 2/2003) Funzioni di programmazione
IL COMUNE IN MATERIA DI SERVIZI SOCIALI (legge regionale 2/2003) Funzioni amministrative e i compiti di programmazione, progettazione e realizzazione del sistema locale dei servizi sociali a rete ed erogano Dettagli 4c Servizi sociali l.r. 41/2005 1
4c Servizi sociali l.r. 41/2005 1 Legge regionale 24 febbraio 2005, n. 41 Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale. (Bollettino Ufficiale n. 19, parte Dettagli (Princìpi generali e finalità)
Legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2000 - Supplemento ordinario Dettagli Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio
Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Il quadro Istituzionale organizzativo in Regione Veneto Dirigente Regionale Servizi Sociali dott. Mario Modolo Dettagli LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 23 OTTOBRE 2007 LEGGE PER LA DIGNITA E LA CITTADINANZA SOCIALE. ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328.
LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 23 OTTOBRE 2007 LEGGE PER LA DIGNITA E LA CITTADINANZA SOCIALE. ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328. IL CONSIGLIO REGIONALE Ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA Dettagli IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 14 febbraio 2001 Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni socio-sanitarie (in GU 6 giugno 2001, n. 129) IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO Dettagli LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 23-10-2007 REGIONE CAMPANIA LEGGE PER LA DIGNITA' E LA CITTADINANZA SOCIALE. ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328.
LEGGE REGIONALE N. 11 DEL 23-10-2007 REGIONE CAMPANIA LEGGE PER LA DIGNITA' E LA CITTADINANZA SOCIALE. ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA Dettagli DELLA REGIONE SICILIA
TESTO ORGANICO PER LE POLITICHE SOCIALI E PER LA REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI DELLA REGIONE SICILIA PARTE 1 TITOLO 1 Principi generali Art. 1) Principi e finalità Dettagli NORME PER LA PROMOZIONE DELLA CITTADINANZA SOCIALE E PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI
1 1 LEGGE REGIONALE 12 marzo 2003, n. 2#LR-ER-2003-2# NORME PER LA PROMOZIONE DELLA CITTADINANZA SOCIALE E PER LA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIALI Testo coordinato con Dettagli LEGGE PER LA DIGNITA E LA CITTADINANZA SOCIALE. ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N.328.
Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell A.G.C. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata Dettagli LEGGE REGIONALE Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia
LEGGE REGIONALE Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia Art. 1: Finalità 1. La Regione Puglia programma, coordina e assicura Dettagli MILANO - LUNEDÌ, 17 MARZO 2008. Sommario
REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE MILANO - LUNEDÌ, 17 MARZO 2008 1º SUPPLEMENTO ORDINARIO Sommario Anno XXXVIII - N. 57 - Poste Italiane - Spedizione in abb. postale - 45% - art. 2, comma 20/b - Dettagli (Il Governo con delibera C.d.M. del 14 febbraio 2012, ha deciso di impugnare l articolo 2, comma 3 e l articolo 11) Art. 1 (Oggetto e finalità)
Legge regionale 20 dicembre 2011, n. 44 Norme per il sostegno di persone non autosufficienti Fondo per la non autosufficienza (BUR n. 23 del 16 dicembre 2011, supplemento straordinario n. 3 del 22 dicembre Dettagli D.P.C.M. 9 luglio 2014 Approvazione dello Statuto dell'agenzia per la coesione territoriale (TESTO VIGENTE AL 27 FEBBRAIO 2015)
D.P.C.M. 9 luglio 2014 Approvazione dello Statuto dell'agenzia per la coesione territoriale (TESTO VIGENTE AL 27 FEBBRAIO 2015) (1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 19 agosto 2014, n. 191. IL PRESIDENTE DEL Dettagli Copyright Esselibri S.p.A.
Capitolo 2 L assistenza sociale e le principali prestazioni assistenziali Sommario 1. La riforma dell assistenza sociale operata dalla L. 8 novembre 2000, n. 328. 2. Il sistema integrato di interventi Dettagli Legge regionale 16 agosto 2002, n. 22 (BUR n. 82/2002) AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITARIE E SOCIALI
AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITARIE E SOCIALI TITOLO I - Principi ed ambito di applicazione Art. 1 - Principi generali. 1. La Regione promuove la qualità dell assistenza Dettagli LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 25-02-2010 REGIONE PUGLIA
LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 25-02-2010 REGIONE PUGLIA Istituzione del fondo regionale per il sostegno delle persone non autosufficienti e loro nuclei familiari Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PUGLIA Dettagli Visto l'articolo 2 dello "Statuto d'autonomia della Lombardia" approvato con L.R. statutaria 30 agosto 2008, n. 1;
Deliberazione Giunta Regionale 8 maggio 2014 n. 10/1766 Determinazioni in ordine al recepimento delle intese tra il Governo, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e le autonomie locali del Dettagli LA PROGRAMMAZIONE DELL ASSISTENZA SOCIALE E I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA SOCIALE
LA PROGRAMMAZIONE DELL ASSISTENZA SOCIALE E I LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA SOCIALE A cura di Amedeo Di Filippo Dirigente del Comune di Perugia 1) MODELLO ORGANIZZATIVO 2) PROGRAMMAZIONE SOCIALE 3) Dettagli REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE
REGOLAMENTO UNITARIO PERLA GESTIONE DELLE UNITA DI VALUTAZIONE INTEGRATE E PER L ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SOCIOSANITARIE Adottato con delibera G. C. n. 108 del 24.2.2005 Articolo 1 - L INTEGRAZIONE SOCIOSANITARIA Dettagli 7. AFFIDAMENTO E GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI I PUGLIA
7. AFFIDAMENTO E GESTIONE DEI SERVIZI SOCIALI I PUGLIA MODELLI GESTIONALI PER L EROGAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI IN PUGLIA Il ruolo delle ASP nei Piani Sociali di Zona ed il rapporto delle stesse con altri Dettagli Ripartizione delle risorse finanziarie affluenti al Fondo per le non autosufficienze, per l'anno 2015.
Decreto Ministeriale 14 maggio 2015 Ripartizione delle risorse finanziarie affluenti al Fondo per le non autosufficienze, per l'anno 2015. (G.U. 3 agosto 2015, n. 178) IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE Dettagli LINEE PER LA DEFINIZIONE DEL RUOLO E DEL FUNZIONAMENTO DELLE CONFERENZE TERRITORIALI SOCIALI E SANITARIE, E DELL ATTO DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO.
Allegato A LINEE PER LA DEFINIZIONE DEL RUOLO E DEL FUNZIONAMENTO DELLE CONFERENZE TERRITORIALI SOCIALI E SANITARIE, E DELL ATTO DI INDIRIZZO E COORDINAMENTO. 1. Premessa Indice 2. Funzioni e competenze Dettagli (Liguria, BUR 14 novembre 2014, n. 16, parte prima) IL CONSIGLIO REGIONALE - ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA LIGURIA. ha approvato
Legge Regionale 12 novembre 2014 n. 33 Disciplina delle Aziende pubbliche di servizi alla persona e fondazioni derivanti dalla trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. (Liguria, Dettagli giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO A Dgr n. 3702 del 28/11/2006 pag. 1/21
giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO A Dgr n. 3702 del 28/11/2006 pag. 1/21 LINEE GUIDA PER LA PREDISPOSIZIONE DEI PIANI DI ZONA ALLEGATO A Dgr n. del pag.. 2/21 INDICE Parte 1 - Gli obiettivi... 3 Dettagli SCHEDA SINTETICA Legge 8 novembre 2000, n. 328 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali"
SCHEDA SINTETICA Legge 8 novembre 2000, n. 328 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" SCOPO E OBIETTIVO La Legge 328/2000 intitolata "Legge quadro per Dettagli LA GIUNTA REGIONALE. SU PROPOSTA dell Assessore alle Politiche Sociali e Famiglia;
Oggetto: Piano di utilizzazione annuale 2011 degli stanziamenti per il sistema integrato regionale di interventi e servizi sociali. Approvazione documento concernente Linee guida ai Comuni per l utilizzazione Dettagli LEGGE REGIONALE N. 19 DEL 10-07-2006 REGIONE PUGLIA
LEGGE REGIONALE N. 19 DEL 10-07-2006 REGIONE PUGLIA Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini in Puglia Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA Dettagli Legge Regionale Marche 2 marzo 1998, n. 2
Legge Regionale Marche 2 marzo 1998, n. 2 Interventi a sostegno dei diritti degli immigrati pubblicata su B.U.R. MARCHE n. 23 del 12 marzo 1998 Capo I Principi generali Art. 1 (Finalità) 1. La Regione, Dettagli Legge regionale 14 febbraio 2007, n. 4 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI
Legge regionale 14 febbraio 2007, n. 4 Rete regionale integrata dei servizi di cittadinanza sociale (B. U. Regione Basilicata N. 10 del 17 febbraio 2007) TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Finalità Dettagli IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI di concerto con IL MINISTRO DELLA SALUTE e IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Decreto Ministero del lavoro e della politiche sociali 7 maggio 2014 Ripartizione delle risorse finanziarie affluenti al Fondo per le non autosufficienze, per l'anno 2014. (1) (Pubblicato nella Gazz. Uff. Dettagli Legge Regionale 5 agosto 2013 n. 5 Disposizioni per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo patologico (GAP).
Legge Regionale 5 agosto 2013 n. 5 Disposizioni per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo patologico (GAP). (Lazio, BUR 8 agosto 2013, n. 64) IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato IL PRESIDENTE Dettagli CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA III^ Commissione Permanente Attività Sociali - Sanitarie - Culturali - Formative
Disegno di legge n. 41/9^ Norme per il sostegno delle persone non autosufficienti. Fondo per la non autosufficienza Proponente: Giunta regionale Depositato presso la Segreteria Assemblea del Consiglio Dettagli IL CONSIGLIO REGIONALE. ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE. promulga. la seguente legge: CAPO I. Principi generali
Legge regionale 29 marzo 2013 n. 15 Norme sui servizi educativi per la prima infanzia. (Calabria, BUR 2 aprile 2013, n. 7, S.S. 5 aprile 2013, n. 3) IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato IL PRESIDENTE DELLA Dettagli - Schema-tipo regolamento per il funzionamento della Conferenza dei Sindaci
CRONOPROGRAMMA GENERALE ASSESSORATO POLITICHE SOCIALI, TERZO SETTORE, COOP. SVILUPPO, POLITICHE GIOVANILI, PARI OPPORTUNITA PARTE 1: AZIONI DI SISTEMA 1. Assetti organizzativi e istituzionali a. Ruolo Dettagli Protocollo operativo A.D.I. (Assistenza Domiciliare Integrata) AUSL /BA2 - COMUNE DI BARLETTA
Barletta, 16/02/05 8.24 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida Piano Sociale dell Ambito Distrettuale di Barletta Anni 2005 2007 Protocollo operativo Dettagli Legge Regionale Piemonte 8 novembre 1989, n. 64
Legge Regionale Piemonte 8 novembre 1989, n. 64 Interventi regionali a favore degli immigrati extra-comunitari residenti in Piemonte pubblicata su B.U.R. Piemonte n. 46 del 15 novembre 1989 Art. 1 (Finalità) Dettagli LEGGE REGIONALE 10 luglio 2006, n. 20 Istituzione del Parco naturale regionale Isola di S. Andrea e litorale di Punta Pizzo Pag.
Sped. in abb. Postale, Art. 2, comma 20/c - Legge 662/96 - Aut. DC/215/03/01/01 - Potenza Anno XXXVII BARI, 12 LUGLIO 2006 N. 87 Il Bollettino Ufficiale della Regione Puglia si pubblica con frequenza infrasettimanale Dettagli Trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e istituzione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona
Trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e istituzione delle Aziende pubbliche di servizi alla persona CAPO I TRASFORMAZIONE DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA Dettagli SICILIA PIANO SANITARIO REGIONALE 2000-2002
SICILIA PIANO SANITARIO REGIONALE 2000-2002 Il Piano sanitario regionale, sulla base delle indicazioni contenute nel Piano sanitario nazionale 1998-2000, ha come obiettivo la promozione alla salute. Tale Dettagli Responsabile dell Ufficio di Piano
Unione, Comunità Montana, Azienda di Servizi alla Persona: la nuova geografia istituzionale per la programmazione e la gestione dei servizi sociali e dei servizi socio sanitari del Distretto di Vignola Dettagli LEGGE REGIONALE N. 30 DEL 09-09-1998 REGIONE LIGURIA
LEGGE REGIONALE N. 30 DEL 09-09-1998 REGIONE LIGURIA RIORDINO E PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI DELLA REGIONE E MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 8 AGOSTO 1994 N. 42 IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO Dettagli STATUTO DELL'AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI. Art. 1. Natura giuridica
STATUTO DELL'AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI Art. 1. Natura giuridica 1. L'Agenzia nazionale per i giovani, di seguito denominata: "Agenzia", e' agenzia di diritto pubblico ai sensi dell'articolo 8 del Dettagli Art. 2 (Soggetti destinatari)
Testo vigente LEGGE REGIONALE 6 novembre 2002, n. 20 Disciplina in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e semiresidenziale ( B.U. 14 novembre Dettagli Il sistema integrato di interventi e servizi sociali ed il piano di zona. www.ulss.tv.it
Il sistema integrato di interventi e servizi sociali ed il piano di zona www.ulss.tv.it Principi costituzionali Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo Dettagli FORUM P.A. 2001 L INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA NEL DISTRETTO 9 MAGGIO 2001
FORUM P.A. 2001 L INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA NEL DISTRETTO 9 MAGGIO 2001 Maria Giuseppina La Falce Segreteria Conferenza Stato-Regioni Presidenza del Consiglio dei Ministri 1 1. L'integrazione socio-sanitaria Dettagli Istituto di formazione politica PEDRO ARRUPE Centro Studi Sociali
Istituto di formazione politica PEDRO ARRUPE Centro Studi Sociali Palermo 31 maggio 2013 Rita Costanzo LIVEAS Il concetto di livelli essenziali di assistenza è stato introdotto dalla legge n. 328/2000, Dettagli INTEGRAZIONE ALL ACCORDO DI PROGRAMMA DEL PIANO DI ZONA 2005-2007 PER L ADOZIONE DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 DEL DISTRETTO N. 1
INTEGRAZIONE ALL ACCORDO DI PROGRAMMA DEL PIANO DI ZONA 2005-2007 PER L ADOZIONE DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 DEL DISTRETTO N. 1 IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 8 NOVEMBRE 2000, N. 328 E DELLA LEGGE REGIONALE Dettagli Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro della Salute e il Ministro dell Economia e delle Finanze
la legge 31 dicembre 2009, n. 196 Legge di contabilità e finanza pubblica ; il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, con particolare riguardo all articolo 3-septies Dettagli COMUNE DI BAREGGIO Provincia di Milano
COMUNE DI BAREGGIO Provincia di Milano Determinazione Numero Data Data esecutività SETTORE FAMIGLIA E SOLIDARIETA' SOCIALE 149 Oggetto: DETERMINAZIONE DI IMPEGNO DI SPESA PER CONTRIBUTO ALL'ASSOCIAZIONE Dettagli ONLUS (D.Lgs.. N. 460/97; circolare n. 168/2008)
ONLUS (D.Lgs.. N. 460/97; circolare n. 168/2008) 1 Requisiti per la qualificazione delle Onlus Possono essere considerati ONLUS: (art. 10, comma 1) Associazioni riconosciute e non riconosciute; Comitati; Dettagli Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano
Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 6 febbraio 2006 e rettificato con deliberazione del Consiglio Comunale Dettagli D.M. 21 maggio 2001, n. 308 Requisiti strutture a ciclo residenziale Preambolo, Art.1, Art.2, Art. 3, Art. 4, Art. 5, Art. 6, Art. 7, Art. 8, Art.
D.M. 21 maggio 2001, n. 308 Requisiti strutture a ciclo residenziale Preambolo, Art.1, Art.2, Art. 3, Art. 4, Art. 5, Art. 6, Art. 7, Art. 8, Art. 9, Preambolo IL MINISTRO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE Visto Dettagli TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014
TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014 D.D.L. n. 367: Disciplina delle Aziende pubbliche di servizi alla persona e fondazioni derivanti Dettagli DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO
DISCIPLINA DELL ASSETTO ISTITUZIONALE, ORGANIZZATIVO E GESTIONALE DEGLI IRCCS BURLO GAROFOLO DI TRIESTE E C.R.O. DI AVIANO TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art.1 (Oggetto) 1. La presente legge riordina Dettagli PIANO DELLE POLITICHE PER LA FAMIGLIA E DEL WELFARE COMUNITARIO SOMMARIO
ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE DI C.C. DEL COMUNE DI BRESCIA IN DATA 30.5.2012 N. 101/91267 P.G. COMUNE DI BRESCIA PIANO DELLE POLITICHE PER LA FAMIGLIA E DEL WELFARE COMUNITARIO SOMMARIO PARTE PRIMA 1. PRINCIPI Dettagli DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE
DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE. R E L A Z I O N E Il disegno di legge, che si compone Dettagli Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona ai sensi dell'art. 5 della legge 8 novembre 2000, n.
D.P.C.M. 30.3.2001 (G.U. n. 188/2001) Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona ai sensi dell'art. 5 della legge 8 novembre 2000, n. 328 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO Dettagli REGIONE LAZIO GIUNTA REGIONALE STRUTTURA PROPONENTE. OGGETTO: Schema di deliberazione concernente: ASSESSORATO PROPONENTE DI CONCERTO
REGIONE LAZIO DELIBERAZIONE N. DEL 238 01/08/2013 GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N. 11534 DEL 22/07/2013 STRUTTURA PROPONENTE Dipartimento: DIPARTIMENTO PROGRAMMAZ. ECONOMICA E SOCIALE Direzione Regionale: Dettagli LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO
LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO "Norme in materia di autorizzazione all'apertura ed al funzionamento di strutture che prestano servizi socio-assistenziali" Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE Dettagli L.R. 18 dicembre 2008, n. 66. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza.
Testo Aggiornato al 24 luglio 2013 L.R. 18 dicembre 2008, n. 66. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. Il Consiglio regionale ha approvato Il Presidente della Giunta Promulga la seguente Dettagli DELIBERAZIONE N. DEL. Direzione Regionale: POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT Area: OSSERVATORIO SULLA POVERTA'
REGIONE LAZIO DELIBERAZIONE N. DEL 898 16/12/2014 GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N. 21370 DEL 10/12/2014 STRUTTURA PROPONENTE Direzione Regionale: POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT Area: OSSERVATORIO Dettagli PROTOCOLLO DI INTESA
ALLEGATO A PROTOCOLLO DI INTESA TRA Regione Toscana e Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani UNCEM Toscana Associazione Regionale dei Comuni della Toscana ANCI Toscana Unione Province Toscane UPI Dettagli PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente Articolo 1 (Principi generali) 1. Ogni persona ha diritto all apprendimento permanente. 2. Per apprendimento permanente si Dettagli ATTO. REGIONE LIGURIA - Giunta Regionale LA GIUNTA REGIONALE
O GG E TTO : Rimodulazione del Fondo di solidarietà per la gravi disabilità rinominato "CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA' PER LA RESIDENZIALITA' E SEMIRESIDENZIALITA (DISABILI, PAZIENTI PSICHIATRICI E PERSONE Dettagli Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza
Legge Regionale 3 luglio 2012, n. 11 Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza (BURL n. 27, suppl. del 06 Luglio 2012 ) urn:nir:regione.lombardia:legge:2012-07-03;11 Dettagli (Finalità della legge)
L.R. 16 Febbraio 1990, n. 17 Provvidenze a favore degli immigrati da paesi extracomunitari (1). Art. 1 (Finalità della legge) La Regione, nell'ambito delle proprie attribuzioni, in attuazione dei principi Dettagli ACCORDO DI PROGRAMMA TRA COMUNE DI FIRENZE E Azienda ASL 10 DI FIRENZE PREMESSA
ACCORDO DI PROGRAMMA TRA COMUNE DI FIRENZE E Azienda ASL 10 DI FIRENZE PREMESSA - Il Comune è l Ente titolare delle funzioni in materia di servizi sociali ai sensi dell art. 9 L.142/90 - Il Comune gestisce Dettagli LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 11 FEBBRAIO 2011 MISURE DI PREVENZIONE E DI CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE. IL CONSIGLIO REGIONALE.
LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 11 FEBBRAIO 2011 MISURE DI PREVENZIONE E DI CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE. IL CONSIGLIO REGIONALE Ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA La seguente legge: Dettagli 2. Al fine di perseguire tali obiettivi, la Regione Emilia - Romagna promuove azioni volte a:
Legge Regionale 30 luglio 2015 n. 14 Disciplina a sostegno dell'inserimento lavorativo e dell'inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità e vulnerabilità, attraverso l'integrazione tra Dettagli Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari
Legge Regionale 25 maggio 2015, n. 15 Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari (BURL n. 22, suppl. del 28 Maggio 2015 ) urn:nir:regione.lombardia:legge:2015-05-25;15 Dettagli PARTE PRIMA. REGOLAMENTO REGIONALE 18 gennaio 2007, n. 4
1450 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 12 del 22-1-2007 PARTE PRIMA Leggi e Regolamenti regionali REGOLAMENTO REGIONALE 18 gennaio 2007, n. 4 Legge Regionale 10 luglio 2006, n. 19 Disciplina Dettagli Giunta Regionale della Campania
Bollettino Ufficiale della Regione Campania n 19 del 08 aprile 2002 REGIONE CAMPANIA - Giunta Regionale - Seduta del 15 marzo 2002 - Deliberazione n. 1079 - Area Generale di Coordinamento Att. Soc. - Ass. Dettagli Paolo Ferrario, Dispensa didattica n.11: I COMUNI e LE FORME DI GESTIONE SINGOLA O ASSOCIATA DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOEDUCATIVI, 19 aprile 2011
DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOEDUCATIVI, 19 aprile 2011 1 Paolo Ferrario, Dispensa didattica n.11: I COMUNI e LE FORME DI GESTIONE SINGOLA O ASSOCIATA DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOEDUCATIVI, 19 aprile 2011 Dettagli SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA
SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA N. 225 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa della senatrice BURANI PROCACCINI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 4 MAGGIO 2006 Legge quadro sulla famiglia TIPOGRAFIA DEL SENATO Dettagli COMUNE DI GRADO PROVINCIA DI GORIZIA REGOLAMENTO PER L ACCESSO AL SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE NELLE MODALITA DEL BUONO DI SERVIZIO
COMUNE DI GRADO PROVINCIA DI GORIZIA REGOLAMENTO PER L ACCESSO AL SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE NELLE MODALITA DEL BUONO DI SERVIZIO Adottato con deliberazione consiliare N.48 dd. 29.11.2004 Premessa Dettagli PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE. Legge quadro per la realizzazione del sistema regionale integrato delle politiche sociali
Gruppo Regionale PD PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE Legge quadro per la realizzazione del sistema regionale integrato delle politiche sociali di iniziativa dei consiglieri del gruppo PD Marinella Sclocco Camillo Dettagli NUOVO TESTO DEL DISEGNO DI LEGGE C. 2617 ADOTTATO COME TESTO BASE RISULTANTE DAGLI EMENDAMENTI APPROVATI. Art. 1. Art. 1
Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale (C. 2617 Governo, C. 2071 Maestri, C. 2095 Bobba e C. 2791 Capone) NUOVO TESTO Dettagli L A G I U N T A R E G I O N A L E
Oggetto: Proposta di legge regionale concernente Sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio. 1 L A G I U N T A R E G I Dettagli MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI DECRETO
MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI DECRETO 17 dicembre 2008 Istituzione del sistema informativo per il monitoraggio dell'assistenza domiciliare (GU n. 6 del 9-1-2009 ) IL MINISTRO Dettagli I LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI SOCIALI (LIVEAS) DOCUMENTO DELLE REGIONI PER L AVVIO DEL CONFRONTO CON LO STATO
I LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI SOCIALI (LIVEAS) DOCUMENTO DELLE REGIONI PER L AVVIO DEL CONFRONTO CON LO STATO 1. Considerazioni preliminari I mutamenti intervenuti nel quadro costituzionale rispetto Dettagli BOLLETTINO UFFICIALE REGIONE UMBRIA N. 10 DEL 4 MARZO 2005
LEGGE REGIONALE 17 FEBBRAIO 2005, N. 9 «Norme sulla cooperazione sociale». BOLLETTINO UFFICIALE REGIONE UMBRIA N. 10 DEL 4 MARZO 2005 IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato. LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Dettagli COMUNE DI BAREGGIO. Numero DETERMINAZIONE DI IMPEGNO DI SPESA PER CONTRIBUTO ANNO 2015 AD ASSOCIAZIONE AICIT DI MAGENTA
COMUNE DI BAREGGIO Determinazione Numero Data Data esecutività SETTORE FAMIGLIA E SOLIDARIETA' SOCIALE 93 08/09/2015 09/09/2015 Oggetto: DETERMINAZIONE DI IMPEGNO DI SPESA PER CONTRIBUTO ANNO 2015 AD ASSOCIAZIONE Dettagli LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 3 AGOSTO 2001 REGIONE VENETO
LEGGE REGIONALE N. 16 DEL 3 AGOSTO 2001 REGIONE VENETO Norme per il diritto al lavoro delle persone disabili in attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68 e istituzione servizio integrazione lavorativa Dettagli 2. La Regione, altresì, riconosce e valorizza il ruolo di rilevanza sociale delle associazioni regionali di tutela delle categorie dei disabili.
L.R. 21 luglio 2003, n. 19 (1). Norme per il diritto al lavoro delle persone disabili. Modifiche all'articolo 28 della legge regionale 7 agosto 1998, n. 38 (Organizzazione delle funzioni regionali e locali Dettagli STATUTO DELL ISTITUTO SUPERIORE PER LE INDUSTRIE ARTISTICHE DI FIRENZE
STATUTO DELL ISTITUTO SUPERIORE PER LE INDUSTRIE ARTISTICHE DI FIRENZE Art. 1 Istituzione 1. L Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (d ora in poi ISIA) di Firenze e stato istituito in forma sperimentale Dettagli (Testo approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati nella seduta del 14 giugno 2016. In attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale)
XVII LEGISLATURA CAMERA DEI DEPUTATI N. 698-1352-2205-2456-2578-2682-B PROPOSTA DI LEGGE RECANTE Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE DI SUSSIDI FINANZIARI NEL PAGAMENTO DI RETTE DI RICOVERO IN SERVIZI RESIDENZIALI PER ANZIANI E DISABILI
COMUNE DI LONGONE AL SEGRINO Provincia di Como REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE DI SUSSIDI FINANZIARI NEL PAGAMENTO DI RETTE DI RICOVERO IN SERVIZI RESIDENZIALI PER ANZIANI E DISABILI PREMESSE L Dettagli 1. Il welfare locale. 1. 1 Contesto normativo
1. 1 Contesto normativo L evoluzione normativa, avvenuta negli ultimi trentanni a livello nazionale in materia sanitaria e sociale e a livello regionale (dalle Leggi Regionali n. 78/1979, n. 13/ 1980, Dettagli CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO XIV LEGISLATURA ANNO 2013 DISEGNO DI LEGGE 8 aprile 2013, n. 377 Disciplina del servizio di assistenza e consulenza psicologica in provincia di Trento. Modificazioni Dettagli Rete delle RSA. Rete sanitaria delle ASL. Reti della sussidiarietà. Le tre Reti a regime
Rete sanitaria delle ASL Reti della sussidiarietà Rete delle RSA Le tre Reti a regime 1997 1999 2002 2004 2001 2004 2008 Soffermiamo l attenzione sul titolo: GOVERNO DELLA RETE DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI Dettagli Repubblica Italiana ~~~~~~~~~~~~ Oggetto: Accesso agevolato ai servizi sociali Criteri unificati di valutazione economica (ISEE).
D.A. n. 867/S7 Repubblica Italiana Regione Siciliana ~~~~~~~~~~~~ Oggetto: Accesso agevolato ai servizi sociali Criteri unificati di valutazione economica (ISEE). L ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI - Visto Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 11
 Articolo 12
 Articolo 13
 Articolo 14
 Articolo 15
 Articolo 16
 Articolo 17
 Art. 1
 Art. 2
 Art.1
 Art. 1
 Art. 1
 art. 2
 articolo 2
 articolo 11
 Art. 1
 Art. 1
 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 2
 articolo 3
 Art.1
 Art.2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art.1
 Art.2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art.1
 Articolo 1
 Art. 1
 art. 9
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1