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Timestamp: 2019-11-12 18:41:57+00:00

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Utilizzo improprio di mailing list aziendale: sì al licenziamento per giustificato motivo soggettivo
L’appropriazione da parte di un dipendente, mediante l’utilizzo di una password di accesso personale, di un indirizzario interno all’azienda, l’installazione di esso sul computer di un'organizzazione sindacale e l’utilizzo per l’invio di e-mail fortemente critiche verso la direzione aziendale, configurano un comportamento tale da legittimare un licenziamento per giustificato motivo soggettivo (Cass., sez. lav., 10 settembre 2013, n. 20715). A nulla rileva il fatto che nel parallelo procedimento penale il lavoratore sia stato prosciolto.
La Corte Ue ha censurato l'Italia, in quanto, non avendo imposto a tutti i datori di lavoro l'obbligo di prevedere, a fronte di esigenze derivanti da situazioni concrete, soluzioni ragionevoli applicabili a tutti i disabili, è venuta meno alle prescrizioni disposte dall'articolo 5 della direttiva 2000/78/Ce in tema di parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro. (Corte di giustizia Ue 4 luglio 2013, C312/ 11)
La presunzione di conoscenza della lettera di contestazione disciplinare decorre dal rilascio dell'avviso di giacenza della raccomandata presso l'ufficio postale. (Cass., sez. lav., 17 maggio 2013, n. 12099)
RAPPRESENTANZA SINDACALE (RSA)
La Corte costituzionale dichiara l'articolo 19, comma 1, lett. b), della legge 20 maggio 1970, n. 300, costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale possa essere costituita anche nell'ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie di contratti collettivi applicati nell'unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori in azienda.
Con sentenza n.16987 del 9 luglio 2013, la Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento della segretaria impiegata presso uno studio professionale motivato dalla perdita di un importante cliente con la conseguente riduzione dei carichi di lavoro.
Il licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo deve essere determinato dalla necessità di procedere alla soppressione del posto o del reparto cui è addetto il singolo lavoratore. Tale soppressione non può essere meramente strumentale ad un incremento di profitto, ma deve essere diretta a fronteggiare situazioni sfavorevoli non contingenti; il lavoratore ha il diritto che il datore di lavoro dimostri (in giudizio) la concreta riferibilità del licenziamento individuale ad iniziative collegate ad effettive ragioni di carattere produttivo-organizzativo, e non ad un mero incremento di profitti e che dimostri l’impossibilità di utilizzare il lavoratore stesso in altre mansioni equivalenti a quelle esercitate prima della ristrutturazione aziendale.
Il 28 giugno 2013 è entrato in vigore il c.d. “Decreto Lavoro” che:
apporta alcune modifiche in materia di contratti a termine, apprendistato, lavoro a chiamata, lavoro a progetto, procedura di licenziamento e dimissioni;
introduce degli incentivi per le nuove assunzioni di giovani tra i 18 ed i 29 anni, nel limite massimo di 650 euro al mese, qualora sussistano le condizioni soggettive previste.
Il D.Ll n. 69 del 21 giugno 2013, in vigore dal 22 giugno 2013, contiene le seguenti novità di interesse per i datori di lavoro/sostituti d’imposta:
ampliamento a 180 giorni della durata di validità del DURC per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;
semplificazione degli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro nei settori a basso rischio infortunistico;
obbligo di trasmissione telematica del certificato medico di gravidanza;
adempimenti semplificati per le attività lavorative di breve durata;
abrogazione di una serie di disposizioni concernenti l’obbligo di richiedere i certificati attestanti l’idoneità psico-fisica al lavoro;
limitazione della responsabilità solidale per l’appaltatore.
Applicazione della maxi sanzione per lavoro occasionale accessorio
La mancata remunerazione di alcune giornate di lavoro, in presenza della comunicazione preventiva all'Inps/Inail, non potrà dare luogo all'irrogazione della "maxi sanzione. Comunque, il Ministero chiarisce che è necessario operare una "trasformazione" del rapporto in quella che costituisce la "forma comune di rapporto di lavoro", ossia il rapporto di natura subordinata a tempo indeterminato, con applicazione delle relative sanzioni civili e amministrative, esclusivamente in relazione a quelle prestazioni rese nei confronti di una impresa o di un lavoratore autonomo.
Nuove risorse per la CIG in deroga: stanziato un miliardo di euro dal decreto legge varato dal Consiglio dei Ministri venerdì scorso
L'articolo 4 del provvedimento reca disposizioni in materia di ammortizzatori sociali in deroga, di contratti di solidarietà e di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato prevedendo il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga previsti dall'articolo 2, commi 64,65 e 66 della legge 28 giugno 2012, n. 92.
Reintegra del lavoratore e trasferimento in altra sede
La Cassazione con sentenza n. 11927/2013 ha affermato l’illegittimità del licenziamento per assenza ingiustificata, qualora l'assenza sia dovuta al fatto che il lavoratore, precedentemente reintegrato a tempo determinato, si sia rifiutato di riprendere il lavoro in una sede diversa rispetto a quella originaria.
Qualora il datore di lavoro non dimostri l'esistenza di effettive esigenze di carattere tecnico, produttivo od organizzativo, non può riammettere in servizio il lavoratore in un luogo diverso rispetto a quello prestato precedentemente la sentenza di reintegro.
Il 24 aprile 2013 la Confindustria e le Associazioni Sindacali Cgil, Cisl e Uil, hanno sottoscritto l'Accordo Interconfederale sulla detassazione 2013.
Nella circolare n.44/13 l'INPS fornisce i criteri e le modalità per il pagamento del contributo che colpisce le risoluzioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato verificatesi a partire da gennaio 2013.
Il contributo andrà pagato entro e non oltre il termine di versamento della denuncia successiva a quella del mese in cui si verifica la risoluzione del rapporto di lavoro.
Per le risoluzioni avvenute nei primi tre mesi dell'anno, i datori di lavoro potranno effettuare il pagamento entro il 17 giugno 2013 senza aggravio di costi.
Le disposizioni più criticate sono l'omogeneneità di trattamento tra i lavoratori a tempo pieno e quelli part- time e il discutibile metodo di calcolo del contributo connesso all'anzianità aziendale.
Mansioni soppresse e repêchage
La Corte di Cassazione (sez. lav, 11 marzo 2013, n. 5963) affronta il caso di un lavoratore licenziato per giustificato motivo oggettivo, a causa della soppressione del reparto presso il quale era impiegato. L'obbligo di repêchage è correttamente adempiuto dal datore di lavoro quando abbia verificato la sussistenza di mansioni coerenti alle attitudini e alle competenze che erano possedute dal lavoratore al momento del suo licenziamento (non quelle che avrebbe potuto apprendere).
Con sentenza n.2760 del 6.2.2013 la Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento disciplinare per giusta causa di un lavoratore che non aveva ripreso la propria attività lavorativa dopo un periodo di ferie. Inoltre, la Corte ha ritenuto legittima la mancata corresponsione della retribuzione nel periodo non lavorato, intercorrente dalla contestazione dell'inadempienza al provvedimento espulsivo, per quanto il datore di lavoro avesse formalmente invitato il lavoratore a riprendere l'attività in azienda.
Patto di non concorrenza e limitazioni del lavoratore
La Cassazione, con sentenza n.212 del 8 gennaio 2013, ha affermato la nullità del patto di non concorrenza nel caso in cui la risoluzione del patto del patto stesso è rimessa unicamente al datore di lavoro.
Secondo la Suprema Corte non può essere "attribuito al datore di lavoro il potere di incidere unilateralmente sulla durata temporale del vincolo, così vanificando la previsione della fissazione di un termine certo”, inoltre, non può prevedersi che l'attribuzione patrimoniale pattuita possa essere caducata dalla volontà del datore di lavoro; "la grave ed eccezionale limitazione alla libertà di impiego delle energie lavorative risulta compatibile soltanto con un vincolo stabile, che si presume accettato dal lavoratore all’esito di una valutazione della sua convenienza, sulla quale fonda determinate programmazioni della sua attività dopo la cessazione del rapporto".
Invio a terzi di dati riservati dell'azienda e licenziamento
Con sentenza n. 1311 del 21.01.2013 la Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento disciplinare di un lavoratore che ha comunicato, con una e-mail ai sindacati, il contenuto di documenti aziendali riservati.
Secondo la Suprema Corte, e riprendendo ciò che aveva detto la Corte di Appello, un simile comportamento implica la violazione della segretezza della corrispondenza aziendale per cui è applicabile l'articolo del Contratto collettivo di categoria che prevede il licenziamento disciplinare per simili comportamenti.
Mancata proroga della possibilità di iscrizione nelle liste di mobilità per i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo (da aziende con meno di 15 dipedenti)
Manca la copertura degli oneri per il finanziamento delle relative misure incentivanti dunque per l’anno 2013, non sarà possibile fruire delle agevolazioni previste dalla legge n. 223/1991. Non essendo possibile l’iscrizione nelle liste per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo decorrenti dal 01.01.2013 per eventuali iscrizioni avvenute dopo il 31.12.2012 gli incentivi non possono essere riconosciuti.
Si attendo chiarimenti in merito da parte del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali; Rimangono in vigore l’iscrizione nelle liste di mobilità dei lavoratori oggetto di licenziamento collettivo e gli incentivi previsti per la loro assunzione dagli articoli 8, commi 2 e 4, e 25, comma 9, della legge 223/1991.
Ponte generazionale, prima sperimentazione in Lombardia
I lavoratori vicini all’età pensionabile potranno trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time, beneficiando della copertura contributiva anche per la parte di orario non lavorato e contemporaneamente favorire l’assunzione dei giovani da parte delle imprese. Prende il via da Milano, Lodi e Monza e Brianza la sperimentazione del progetto “ponte generazionale” ideato da Assolombarda.
Mini-ASpI e mini-ASpI 2012
La richiesta riguardante il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione mini-ASpI riferita a periodi di disoccupazione intercorsi nel 2012 dovrà essere presentata, solo ed esclusivamente per via telematica, tra il 1° gennaio e il 2 aprile 2013.
La denominazione “mini-ASpI 2012” sarà riportata nelle domande telematiche a disposizione del cittadino, degli Enti di patronato e nella piattaforma di Contact Center Multicanale.
Per il raggiungimento del diritto, saranno necessari per l’anno 2012, gli stessi i requisiti stabiliti per la concessione della disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti: cioè, anzianità assicurativa di due anni ed almeno 78 giornate di lavoro.
I periodi che sono stati fruiti come indennità di disoccupazione “mini-ASpI 2012” sono riconosciuti d’ufficio a titolo di contribuzione figurativa e saranno considerati utili sia per il diritto che per la misura dei trattamenti pensionistici, con esclusione delle ipotesi in cui sia previsto il computo della sola contribuzione effettivamente versata.
Infine, viene sottolineato che rimane confermato il diritto a percepire l’assegno per il nucleo familiare.
Federmeccanica-Fim Cisl e Uilm hanno firmato l'accordo per il rinnovo del CCNL Metalmeccanici 2013-2015. Fiom non ha aderito. Secondo Landini, segretario generale della Fiom: “L'accordo separato siglato oggi da Fim, Uilm e Federmeccanica per il contratto dei metalmeccanici cancella il ruolo del Ccnl ed estende il modello Fiat a tutte le aziende metalmeccaniche. La firma separata è il primo frutto avvelenato dell'accordo separato sulla produttività voluto dal governo Monti e firmato senza la Cgil.”
Le modifiche hanno riguardato minimi tabellari, elemento perequativo, trasferta e reperibilità, assistenza sanitaria integrativa, inquadramento.
Il licenziamento per superamento del comporto non è licenziamento per giustificato motivo oggettivo
A seguito di richiesta di parere, il Ministero del Lavoro ha chiarito che il licenziamento per superamento del periodo di comporto non integra la fattispecie del licenziamento per giustificato motivo oggettivo e quindi non sono applicabili allo stesso le nuove procedure previste dall’art. 7 della Legge n. 604/1966 come modificato dalla Riforma Fornero, che prevedono un tentativo di conciliazione obbligatorio presso le Commissioni provinciali di conciliazione ex art. 410 c.p.c., istituite presso le Direzioni Territoriali del Lavoro.
L’obbligo contributivo per i maestri di sci
L'INPS intende chiarire alcuni dubbi sorti in merito alla sussistenza dell'obbligo contributivo in capo ai maestri di sci in considerazione della stagionalità dell'attività prestata. Confermata l'iscrizione alla Gestione commercianti se l'attività è svolta in forma autonoma, si sottolinea che l'obbligo contributivo non può venire meno pur in presenza di una eventuale sospensione ovvero se la società diventa inattiva senza però cessare in CCIAA.
Con riferimento al carattere della stagionalità, l'Inps ricorda che i maestri di sci iscritti alla gestione commercianti, anche qualora abbiano lo status di studenti o pensionati in assenza di altra attività lavorativa che faccia venir meno il requisito della prevalenza, rientrano nell'obbligo di iscrizione per l'intero anno secondo le regole generali della gestione o comunque fino alla data di cessazione dell'attività in CCIAA.
Accordo sulla produttività: firma congiunta di sindacati e imprese, tranne CGIL
Con comunicato stampa il Governo informa che il 21 novembre le Parti sociali (ABI, ANIA, Confindustria, Lega Cooperative, Rete imprese Italia, CISL, UIL, UGL) hanno firmato l’accordo che fissa le “Linee programmatiche per la crescita della produttività e della competitività in Italia”. Il Governo è convinto che l’intesa rappresenti un passo importante per il rilancio dell’economia, la tutela dei diritti dei lavoratori e il benessere sociale.
Quando si parla di lavoro subordinato?
La Corte di Cassazione con sentenza 16 ottobre 2012 n. 18469 ha ribadito che l’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro, con conseguente limitazione della sua autonomia ed inserimento nell’organizzazione aziendale realizza la fattispecie del lavoro subordinato.
Chiarimenti del Ministero del Lavoro sullo "stop and go" nei contratti a tempo determinato
Il Ministero del Lavoro con circolare n. 27 del 7 novembre 2012 evidenzia la tematica relativa alla riduzione di questi intervalli, soprattutto dopo le modifiche intervenute, al D.Lgs n. 368/2001, dallaL.92/2012 e dalla L.134/2012. In definitiva, ad oggi, la riduzione a 20 e 30 giorni dello "stop and go" - previsto dall'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo n. 368/2001 - è possibile per le attività stagionali ed in ogni altro caso previsto dai contratti collettivi stipulati, anche a livello decentrato territoriale o aziendale, dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Occupazione giovanili e donne, esauriti gli incentivi
Le risorse stanziate dal D.M. 5 ottobre 2012 per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro sono già esaurite. L’Inps avrà a disposizione sei mesi per riconoscere gli importi a favore delle aziende e individuare gli aventi diritto agli incentivi che, in caso di insufficienza delle risorse, saranno determinati in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze.
Permessi per malattia del bambino: modalità di certificazione
Il Decreto Sviluppo bis, in vigore dal 20 ottobre 2012 ha modificato le modalità di certifi cazione necessarie ai genitori per fruire dei permessi non retribuiti per malattia del bambino (artt. 47 e 51 D.Lgs. 151/2001). La certificazione di malattia deve essere trasmessa all’INPS in via telematica direttamente dal medico curante del SSN, uti lizzando il sistema di trasmissione delle certificazioni di malattia. L’Istituto provvede ad inoltrarla immediatamente al datore di lavoro interessato. Si dovrà attendere successivo DPR, da adottare entro il 30 giugno 2013, con cui verranno stabilite le modalità per provvedere a tale invio. Ai fini della fruizione dei permessi in esame, il lavoratore comunica direttamente al medico, all'atto della compilazione del certificazione di malattia, le general ità del genitore che ha scelto di usufruire dei permessi stessi.
(….) 4. A decorrere dal 1° gennaio 2013, salvo i casi in cui è prevista dalla normativa vigente una diversa modalità di comunicazione o di pubblicazione in via telematica, le amministrazioni pubbliche e i gestori o esercenti di pubblici servizi comunicano con il cittadino esclusivamente tramite il domicilio digitale dallo stesso dichiarato, anche ai sensi dell’articolo 21 -bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, senza oneri di spedizione a suo carico. Ogni altra forma di comunicazione non può produrre effetti pregiudizievoli per il destinatario .(…)
Corte di Cassazione sentenza n. 41191 del 22 ottobre 2012
Se un lavoratore non ha ricevuto adeguata formazione in materia di sicurezza e si infortuna con un’attrezzatura pericolosa, il datore di lavoro risponde penalmente per le lesioni personali subite dal lavoratore.
La responsabilità del datore è esclusa solamente se questi ha adempiuto a tutti gli obblighi in materia di sicurezza, tra i quali formazione dei dipendenti e vigilanza sull’operato degli stessi, e se si è in presenza di un comportamento negligente e imprevedibile del lavoratore.
L'agenda del governo per sostenere la crescita del Paese
Obiettivo del documento, dopo una prima fase caratterizzata dall’avvio di nuove iniziative, è quello di rilanciare la crescita del nostro Paese. L’agenda fa specifico riferimento alla modernizzazione del nostro mercato del lavoro che, anche alla luce delle recenti novità introdotte dalla Riforma del Mercato del Lavoro, passerà dalle seguenti azioni:
Avviare un serio e puntuale monitoraggio degli effetti della riforma
Adottare i provvedimenti per rafforzare la partecipazione dei lavoratori
Rafforzare i servizi per l’impiego, le politiche attive e l'apprendimento permanente
Intensificare le azioni finalizzate a promuovere la formazione, la mobilità internazionale, l’inserimento nel mondo lavorativo dei giovani (attingendo a finanziamenti europei)
Avviare iniziative atte ad accorciare i tempi della transizione scuola-lavoro e di quella tra gli stati disoccupazione-occupazione
Presidiare l’attività concernente gli ammortizzatori sociali, compresi quelli in deroga, per rispondere con tempestività alle esigenze sollecitate dalla perdurante recessione economica
Promuovere la stabilizzazione dei contratti a termine o di apprendistato
Razionalizzare e indirizzare le misure e gli incentivi per l’imprenditoria giovanile e femminile.

References: sentenza 
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 art. 410
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