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Ottavio Casati
1 RELAZIONE ANNUALE, A CURA del RESPONSABILE dell ANTICORRUZIONE, ai SENSI dell ART. 1, co. 14, della L. 190/2012, SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PIANO DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE DI MILANO RISTORAZIONE SPA, adottato in data 31 gennaio 2014 con delibera del Consiglio di Amministrazione del 13 febbraio Pubblicato sul sito internet nella sezione Amministrazione trasparente Premessa La legge n.190/2012 "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione." - pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 265 del 13 novembre 2012 ed entrata in vigore il 28 novembre stabilisce che ciascuna amministrazione pubblica e ciascun soggetto giuridico anche di natura privatistica ma funzionalizzato alla cura di un interesse pubblico nomini un proprio Responsabile della prevenzione della corruzione (articolo 1, comma 7) e adotti un piano triennale di prevenzione della corruzione (articolo 1, comma 6). Milano Ristorazione Spa, a seguito dell entrata in vigore della legge citata si è attivata al fine di dare attuazione alle disposizioni ivi contenute, oltre a quelle previste dai decreti di essa applicativi (D. Lgs. 33/2013, D. Lgs. 39/2013 e DPR 62/2013). Per vero, seguendo attentamente le evoluzioni interpretative di tali fonti normative ai soggetti diversi da quelli declinati dall art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001, inizialmente e nel contesto di incertezza dell ambito soggettivo di operatività delle disposizioni deflattive dei comportamenti corruttivi della p.a., ha ritenuto comunque di procedere con una prima redazione del Piano della prevenzione della corruzione, sulla base del Piano redatto dal Comune di Milano. Successivamente alla lettura della circolare del 14 febbraio 2014 del DFP ed alla presa d atto della indispensabile funzione del PPC, anche alla luce delle novelle legislative recate dal DL n. 90 del giugno 2014 come convertito con modificazioni nella legge 114/2014, Milano Ristorazione Spa, in particolare nella persona del Responsabile dell Anticorruzione, ha attivato una serie di valutazioni interne volte a verificare le modalità di adeguamento totale alle disposizioni sulla prevenzione della corruzione, ritenendo perciò indispensabile, in primo luogo, un coordinamento proficuo tra gli organi (con particolare riferimento al Responsabile della Trasparenza, dott.ssa R. Mascheroni) ed una approfondita lettura delle dette disposizioni oltre che ad un necessario aggiornamento delle stesse alla luce delle esperienze maturate da altri soggetti equiparati alla scrivente società e da esperti del settore. 1
2 Alla luce dei detti approfondimenti, si è rilevata la differenza dello scopo della legge 190/2012 da quello perseguito dalla ratio del D. Lgs 231/2001, da cui promana il modello organizzativo redatto in questa Società ma che non possono soddisfare le esigenze della ripetuta legge anticorruzione. Il Responsabile della prevenzione della corruzione è stato nominato nella persona della dott.ssa E. Bazzoni, con una lettera del Presidente del 31 gennaio Il Piano della prevenzione della corruzione è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 13 febbraio Il Responsabile della prevenzione della corruzione, sulla base della normativa in materia, svolge le seguenti mansioni: - elabora la proposta di Piano di prevenzione della corruzione ed i successivi aggiornamenti da sottoporre per l adozione all Amministratore Unico; - verifica l'efficace e costante attuazione del Piano e la sua idoneità al perseguimento dello scopo preventivo di cui alla L. 190/2012 e ne propone la modifica qualora siano accertate significative violazioni delle prescrizioni o intervengano mutamenti rilevanti nell'organizzazione o nell'attività dell'amministrazione; - verifica, d'intesa con i dirigenti/responsabili di servizio competenti (RUP), la rotazione degli incarichi negli uffici più esposti secondo le modalità indicate nel Piano; - definisce procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti alla corruzione, secondo i criteri definiti PPC; - vigila, ai sensi dell articolo 15 del decreto legislativo n. 39 del 2013, sul rispetto delle norme in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi, di cui al citato decreto; - promuove, anche in collaborazione con gli altri dirigenti della Società, la diffusione della conoscenza dei Codici di Comportamento ed Etico approvati dalla stessa, il monitoraggio annuale sulla loro attuazione, ai sensi dell'articolo 54, comma 7, del decreto legislativo n. 165 del 2001, la pubblicazione sul sito istituzionale e la comunicazione all'autorità nazionale anticorruzione, di cui all'articolo 1, comma 2, della legge n. 190 del 2012 dei risultati del monitoraggio (articolo 15 D.P.R. 62/2013); - elabora entro il 15 dicembre la relazione annuale sull attività anticorruzione svolta. Tra le varie funzioni di cui sopra, ai sensi dunque dell art. 1 c. 14 della l. n. 190 del 2012, il Responsabile della prevenzione della corruzione entro il 15 dicembre di ogni anno ha il compito di 2
3 redigere una relazione annuale che offra, tra l altro, il rendiconto sull efficacia delle misure di prevenzione definite dai PPC. Il presente documento dovrà dunque essere pubblicato sul sito istituzionale dell ente nonché trasmesso agli enti competenti alla ricezione in allegato al PPC del prossimo anno (PPC ). Nel rispetto delle previsioni contenute nel Piano Nazionale Anticorruzione di cui alla Delibera CIVIT n.72/2013 e del contenuto del nucleo minimo di indicatori sull efficacia delle politiche di prevenzione si riporta quanto segue, con particolare riferimento ai dati contenuti nel PPC. Dopo la descrizione (punto 1) della mission di Milano Ristorazione Spa e della normativa di riferimento (punto 3), il PPC prevede (punto 4) l analisi del PTPC del Comune di Milano poiché partecipata al 99% dal detto ente e svolge per esso la maggior parte dell attività societaria, il cui rispetto è garantito, tra l altro, dal controllo del Comune sulla stessa Società analogo a quello che l ente locale svolgerebbe su una/un propria/o area/ufficio interna/o. Il PPC, inoltre, da atto (punto 5) della sussistenza nella struttura societaria del ccdd. modello organizzativo di cui al D. Lgs 231/2001 e che in parte - ma notoriamente con logica propria e diversa - perseguono e tentano di prevenire fenomeni delittuosi pregiudizievoli per la Società e la collettività latu sensu. 1. Individuazione e gestione rischi Il Responsabile della prevenzione della corruzione con il coinvolgimento dei dirigenti / responsabili di servizio competenti per area, all interno del redigendo PPC individua le azioni idonee a neutralizzare o mitigare il livello di rischio-corruzione connesso ai processi posti in essere dall Ente. Le misure sono classificate in misure comuni e obbligatorie e misure ulteriori ovvero eventuali misure aggiuntive (ove presenti). Il trattamento del rischio è completato con apposite azioni di monitoraggio ossia la verifica dell efficacia dei sistemi di prevenzione adottati: essa è attuata dai medesimi soggetti che partecipano all interno del processo di gestione del rischio. A) Area acquisizione e progressione del personale Attività di controllo e modalità di verifica dell attuazione delle misure Di seguito, a mero titolo esemplificativo, si riporta l elenco delle attività previste dalla Società: 3
4 procedimento e responsabile dell atto finale - Monitoraggio a mezzo di sorteggio a campione sul dovere di astensione in caso di conflitto d'interessi - Esclusione dalle commissioni di concorso e dai compiti di segretario per coloro che sono stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati previsti nel capo I del titolo II del libro secondo del codice penale: l accertamento sui precedenti penali avviene mediante acquisizione d ufficio ovvero mediante dichiarazione sostitutiva di certificazione resa dall interessato ex art. 46 D.P.R. n. 445 del 2000 (art. 20 d.lgs. n. 39 del 2013) - Relazione periodica del responsabile di funzione/servizio rispetto all'attuazione delle previsioni del Piano di Controllo a campione dei provvedimenti emanati, attraverso il vigente sistema di controlli interni in attuazione del D. Lgs.. 231/2001, anche con riferimento alla relazione ex D. Lgs. 231/ Utilizzo delle segnalazioni fatte al Responsabile della prevenzione della corruzione all indirizzo: il quale trasmette agli organi ed uffici di competenza. B) Area affidamento di lavori, servizi e forniture Attività di controllo e modalità di verifica dell attuazione delle misure Di seguito si riporta l elenco, non esaustivo, delle attività previste dalla Società: procedimento e responsabile dell atto - Monitoraggio a mezzo di sorteggio a campione sul dovere di astensione in caso di conflitto d'interessi - Esclusione dalle commissioni di concorso e dai compiti di segretario per coloro che sono stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati previsti nel capo I del titolo II del libro secondo del codice penale: l accertamento sui precedenti penali avviene mediante acquisizione d ufficio ovvero mediante dichiarazione sostitutiva di certificazione resa dall interessato ex art. 46 D.P.R. n. 445 del 2000 (art. 20 d.lgs. n. 39 del 2013) - Monitoraggio degli affidamenti diretti dal responsabile del procedimento (art. 125, comma 8 e comma 11, ultimi periodi del Codice dei contratti pubblici): ogni sei mesi i RUP per le procedure di propria competenza trasmettono al Responsabile della prevenzione della corruzione i provvedimenti di affidamento di lavori, servizi e forniture aggiudicati nel semestre 4
5 precedente ai fini del controllo del rispetto dei presupposti di legge e del criterio di rotazione, nonché dei principi di cui all art. 2, comma 1, dello stesso Codice. Ogni RUP per le procedure di competenza individuate dalla PO_7.4AC - Gestione Acquisti - è tenuto ad aggiornare tempestivamente, e comunque entro il semestre successivo all affidamento, l esito delle procedure gestite - Monitoraggio a mezzo di campionamento sul rispetto del principio della rotazione dei contraenti nelle procedure di gara. - Relazione periodica del Dirigente/Responsabile di funzione/servizio rispetto all'attuazione delle previsioni del Piano - Controllo a campione dei provvedimenti emanati, attraverso il vigente sistema di controlli interni in attuazione del D. Lgs. 213/ Utilizzo delle segnalazioni pervenute al Responsabile di prevenzione all'indirizzo: C) Provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari privi di effetto economico diretto per il destinatario Attività di controllo e modalità di verifica dell attuazione delle misure Di seguito (a titolo esemplificativo) si riporta l elenco delle attività previste dalla Società: procedimento e responsabile dell atto finale. - Monitoraggio a mezzo di campionamento sul dovere di astensione in caso di conflitto d'interessi - Relazione periodica del Dirigente/Responsabile di funzione/servizio rispetto all'attuazione delle previsioni del Piano Controllo a campione dei provvedimenti emanati, attraverso il vigente sistema di controlli interni in attuazione del D. Lgs. 231/ Utilizzo delle segnalazioni pervenute al Responsabile della prevenzione della corruzione all'indirizzo: D) Area: provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari con effetto economico diretto ed immediato per il destinatario Attività di controllo e modalità di verifica dell attuazione delle misure Di seguito (a titolo esemplificativo) si riporta l elenco delle attività previste dalla Società: 5
6 procedimento e responsabile dell atto finale - Monitoraggio a mezzo di campionamento sul dovere di astensione in caso di conflitto d'interessi - Relazione periodica del Dirigente rispetto all'attuazione delle previsioni del Piano - Controllo a campione dei provvedimenti emanati, attraverso il vigente sistema di controlli interni in attuazione del D. Lgs. 213/ Utilizzo delle segnalazioni pervenute al Responsabile della prevenzione della corruzione all'indirizzo: E) Area: altre attività soggette a rischio 1. Attività di controllo e modalità di verifica dell attuazione delle misure procedimento e responsabile dell atto finale - Monitoraggio a mezzo di campionamento sul dovere di astensione in caso di conflitto d'interessi - Relazione periodica del Dirigente rispetto all'attuazione delle previsioni del Piano - Controllo a campione dei provvedimenti emanati, attraverso il vigente sistema di controlli interni in attuazione del D. Lgs. 231/ Utilizzo delle segnalazioni pervenute al Responsabile della prevenzione della corruzione all'indirizzo: Responsabile Prevenzione 2. Formazione in tema di anticorruzione La Società prevede un programma di formazione in tema di prevenzione della corruzione ratione materiae dei settori interessati. Tale programma dunque è costituito da formazione, oltre che sui temi dell etica, della legalità e dell anticorruzione, su specifiche materie, in particolare su quelle ccdd. a maggiore rischio, nonché su altre che via via si riterranno rilevanti al fine di ottimizzare le attività di prevenzione della corruzione, con l obiettivo principale di elevare la professionalità dei dipendenti, dotandoli, pertanto di strumenti di conoscenza che aiutano il raggiungimento dello scopo della l. 190/2012. Il personale da coinvolgere nei percorsi formativi è stato individuato dal Responsabile della prevenzione della corruzione, tenendo presente il ruolo affidato a ciascun soggetto e le aree a maggior rischio di corruzione individuate nel P.P.C. secondo il seguente schema riassuntivo: 6
7 Titolo Destinatari Quantità di ore Ente Numero di dell intervento dell intervento erogate erogatore dipendenti formativo formativo dall intervento dell ente che formativo hanno partecipato all intervento formativo Modello Responsabili dei Ernst & organizzativo 231 servizi (RUP) e 2 ore Young e 33 e Piano Responsabili di Dott. De Anticorruzione Zona Fabritiis 3. Codice di comportamento In relazione al Codice di Comportamento di cui al DPR n. 62/2013, in data 15 dicembre 2014, la Società ha recepito il Codice di comportamento dei dipendenti. 4. Altre iniziative 4.1 Rotazione del Personale Per gli enti di piccole dimensioni Come previsto nel piano nazionale anticorruzione, la Società in ragione delle ridotte dimensioni dell ente e del numero limitato di personale operante al suo interno ritiene che la rotazione del personale causerebbe inefficienza e inefficacia dell azione amministrativa tale da precludere in alcuni casi la possibilità di erogare in maniera ottimale i servizi ai cittadini. Pertanto, la Società ritiene opportuno non applicare al momento nessuna rotazione del personale, con la sola eccezione dei dipendenti dell area Acquisti e contratti, per i quali la specifica professionalità e competenza richiesta al personale assegnato alle procedure di gara consentirebbe la rotazione del personale esclusivamente con disperdendo le competenze acquisite con danno per la società. Il principio della rotazione riguarda dunque le singole procedure d acquisto assegnate ai dipendenti della direzione Acquisti e Contratti. 7
8 4.2 Esiti di verifiche e controlli su cause di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi Il D.Lgs. n. 39/2013 recante Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190 ha disciplinato: a) particolari ipotesi di inconferibilità di incarichi dirigenziali/funzionari responsabili di posizione organizzativa in relazione all attività svolta dall interessato in precedenza; b) situazioni di incompatibilità specifiche per i titolari di incarichi dirigenziali/funzionari responsabili di posizione organizzativa; c) ipotesi di inconferibilità di incarichi dirigenziali/funzionari responsabili di posizione organizzativa per i soggetti che siano stati destinatari di sentenze di condanna per delitti contro la pubblica amministrazione. Con riferimento alle suddette ipotesi ed alle ulteriori disciplinate dal testo di legge (incarichi a soggetti provenienti da enti di diritto privato regolati o finanziati dalle pubbliche amministrazioni, incarichi a soggetti che sono stati componenti di organi di indirizzo politico etc.), la Società verifica l insussistenza di ipotesi di inconferibilità/incompatibilità a mezzo della richiesta di apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione resa dall interessato nei termini e alle condizioni dell art. 46 del D.P.R. n. 445 del 2000 e pubblicata prontamente nella sezione Amministrazione trasparente della Società. 4.3 Forme di tutela offerte ai whistleblowers (in fieri) In riferimento alla comunicazione delle misure per la tutela del dipendente che effettua segnalazioni di illecito i dipendenti sono adeguatamente informati dell iter amministrativo da seguire, per il tramite di atti interni, per effettuare la segnalazione e delle forme di tutela e anonimato ad essi riconosciuti. 4.4 Rispetto dei termini dei procedimenti amministrativi I dipendenti appartenenti agli uffici che svolgono le attività a rischio di corruzione così come individuate nel PPC, al fine della realizzazione del sistema di monitoraggio del rispetto dei termini per la conclusione dei procedimenti, sono informati dell obbligo di relazionare semestralmente al Direttore amministrativo della Società, in qualità di Responsabile della prevenzione della 8
9 corruzione, del rispetto dei tempi procedimentali e di qualsiasi altra anomalia accertata, indicando, per ciascun procedimento i termini che non sono rispettati, le motivazioni in fatto e in diritto che giustificano il ritardo. I Dirigenti/Responsabili di funzione/servizio competenti comunicano tempestivamente l eliminazione delle eventuali anomalie riscontrate 4.5 Iniziative nell ambito degli appalti pubblici Al fine di creare un efficace sistema di monitoraggio dei rapporti tra la Società e i soggetti che con essa stipulano contratti, con riferimento alle acquisizione di servizi e forniture, è predisposto con cadenza semestrale (entro il 30 giugno ed entro il 31 dicembre) l elenco degli affidamenti assegnati nel semestre di riferimento, indicando altresì per ciascun contratto: - l importo contrattuale - il nominativo o ragione sociale del soggetto affidatario - la data di sottoscrizione del contratto. Con riferimento all affidamento di lavori, è predisposto con cadenza semestrale (entro il 30 giugno ed entro il 31 dicembre) l elenco degli affidamenti assegnati nel semestre di riferimento, indicando altresì per ciascun contratto: - la tipologia di lavori assegnati - l importo dei lavori stimato e la percentuale di ribasso applicata - l importo contrattuale - il nominativo o la ragione sociale dell aggiudicatario - la data di sottoscrizione del contratto - l indicazione se trattasi di lavori di somma urgenza. In caso di approvazione di varianti in corso d opera è predisposto, con cadenza annuale (entro il 31 dicembre), un elenco delle varianti in corso d opera approvate nel corso dell anno con l indicazione di: - estremi del contratto originario e data di sottoscrizione - nominativo o ragione sociale dell aggiudicatario - tipologia dei lavori - importo contrattuale originario - importo dei lavori approvati in variante - indicazione della fattispecie normativa alla quale è ricondotta la variante. 9
10 4.6 Iniziative ulteriori nell ambito dell erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari nonché vantaggi economici di qualunque genere Nel corso dell anno è effettuato: procedimento e responsabile dell atto (in misura non inferiore al 5% degli atti prodotti) - Monitoraggio a mezzo di campionamento delle autocertificazioni pervenute (in misura non inferiore al 5%.) Il Dirigente/Responsabile di funzione/servizio interessato relaziona al Responsabile della prevenzione della corruzione, come da cadenza annuale prevista dal PPC, sul numero dei controlli disposti e sull esito degli stessi. 4.7 Iniziative previste nell ambito di procedure per il reclutamento di personale procedimento e responsabile dell atto (in misura non inferiore al 5% degli atti prodotti) - Monitoraggio a mezzo di sorteggio a campione sulle dichiarazione in capo ai Commissari di insussistenza di situazione di incompatibilità tra essi e i concorrenti ex artt. 51 e 52 cpc (in misura non inferiore al 5% delle procedure concorsuali espletate). Il Dirigente/Responsabile di funzione/servizio interessato relazionato al Responsabile della prevenzione della corruzione, come da cadenza annuale prevista dal PPC, sul numero dei controlli disposti e sull esito degli stessi. 4.8 Iniziative previste nell ambito delle attività ispettive e organizzazione del sistema di monitoraggio sull attuazione del PPC Al fine di consentire al Responsabile della prevenzione della corruzione di monitorare costantemente l andamento di attuazione del Piano, lo stesso individua un referente al fine di vedersi garantito, con cadenza annuale (entro il 15 novembre di ogni anno), un report specifico circa l applicazione della disciplina nei singoli Uffici. Alla luce di quanto sopra, in considerazione dello stato attuale del PPC ma non di meno delle prospettive di miglioramento dello stesso, il Responsabile provvede dunque con la presente relazione ad adempiere agli obblighi di cui all art. 1, co.14, della legge n. 190/2012. La presente relazione verrà trasmessa alla Giunta comunale del Comune di Milano. Come previsto dal Piano Nazionale Anticorruzione, il presente documento sarà pubblicato sul sito istituzionale di questa Società nonché trasmesso all'autorità nazionale anticorruzione (ANAC), che, 10
11 con l'entrata in vigore del decreto legge n. 90/2014, ha acquisito le funzioni in materia di trasparenza e di prevenzione della corruzione, prima assegnate al Dipartimento della funzione pubblica. Tenuto conto della comunicazione del Dipartimento della funzione pubblica del 12 dicembre 2013, considerato che il primo PPC è stato adottato dalla Società nel corso del 2014, la presente (prima) relazione sarà trasmessa entro il 31 gennaio 2015 in concomitanza con la comunicazione del PPC per il triennio
Relazione del Responsabile della prevenzione della corruzione. anno 2015
AZIENDA SERVIZI INTEGRATI LAMBRO Relazione del Responsabile della prevenzione della corruzione anno 2015 Predisposto dal Responsabile per la prevenzione della corruzione, ai sensi dell art.1 c.14 della

References: ART. 1
 art. 1
 articolo 15
 art. 1
 sentenza 
 art. 46
 sentenza 
 art. 46
 art. 2
 articolo 1
 art. 46
 art. 1
 art.1