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Timestamp: 2020-05-26 04:44:54+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 22123 del 11/09/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22123 del 11/09/2018
Cassazione civile sez. VI, 11/09/2018, (ud. 09/05/2018, dep. 11/09/2018), n.22123
sul ricorso 5924/2018 proposto da:
B.P., C.N., elettivamente domiciliati in ROMA,
PIAZZA COLA DI RIENZO 69, presso lo studio dell’avvocato B.P.,
avverso l’ordinanza n. 3975/2018 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di
ROMA, depositata il 19/02/2018;
partecipata del 09/05/2018 dal Consigliere Dott. LUCIA ESPOSITO.
L’avv. B.P., nella qualità procuratore di C.N., ha proposto ricorso per la correzione di errore materiale della sentenza n. 3975/18, depositata il 19/2/2018, con cui questa Corte, nel rigettare il ricorso proposto dall’INAIL avverso la sentenza della Corte di appello di Perugia, n. 55/2012, aveva condannato l’Istituto alla rifusione delle spese di lite in favore della C., omettendo, tuttavia, di disporre la distrazione in favore del difensore della parte vittoriosa, che ne aveva fatto istanza;
L’INAIL non ha svolto attività difensiva;
dall’esame del controricorso depositato da C.N. nell’indicato procedimento dinanzi a questa Corte era stata chiesta la distrazione delle spese, ex art. 93 c.p.c., in favore del difensore;
in caso di omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un’espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 c.p.c., non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi come domanda autonoma (in tal senso Cass. n. 12437 del 17/05/2017: “In caso di omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un’espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 c.p.c. e non dagli ordinari mezzi di impugnazione, non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi come domanda autonoma. La procedura di correzione, oltre ad essere in linea con il disposto dell’art. 93 c.p.c., comma 2 – che ad essa si richiama per l’ipotesi in cui la parte dimostri di aver soddisfatto il credito del difensore per onorari e spese -, consente il migliore rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, garantisce con maggiore rapidità lo scopo del difensore distrattario di ottenere un titolo esecutivo ed è un rimedio applicabile, ai sensi dell’art. 391-bis c.p.c., anche nei confronti delle pronunce della Corte di cassazione”;
il ricorso, pertanto, va accolto, prevedendo che il dispositivo della sentenza di questa Corte n. 3975/18, depositata il 19/2/2018, sia corretto aggiungendo, dopo l’espressione “oltre accessori di legge”, il seguente enunciato: “con distrazione in favore del procuratore antistatario che ne ha fatto richiesta”;
non vi è luogo a provvedere sulle spese del presente procedimento (Cass., sez. un., ord., 27/06/2002, n. 9438; Cass., ord., 4/05/2009, n. 10203; Cass., ord., 17/09/2013, n. 21213).
La Corte accoglie il ricorso e, per l’effetto, dispone che il dispositivo della sentenza n. 1494/18 di questa Corte sia integrato mediante l’aggiunta, dopo l’espressione “oltre accessori di legge”, del seguente enunciato “con distrazione in favore del procuratore antistatario che ne ha fatto richiesta”. Alla cancelleria per le annotazioni.
Rilevato che dagli atti il processo risulta esente, non si applica del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 93
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13