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CAPAS SOCIETA COOPERATIVA a responsabilitå limitata Sede Legale Via XX Settembre Vercelli - PDF
CAPAS SOCIETA COOPERATIVA a responsabilitå limitata Sede Legale Via XX Settembre Vercelli
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1 CAPAS SOCIETA COOPERATIVA a responsabilitå limitata Sede egale Via XX Settembre Vercelli DOCUENTO DI VAUTAZIONE DEI RISCHI PER E ANSIONI SPECIFICHE AI SENSI DE art. 17 del D.gs. n. 81/2008 e successive modifiche. AGGIORNATO al 01 gennaio 2011
2 1. INTRODUZIONE Il seguente documento rappresenta l applicazione della prescrizione contenuta nel D.gs. 81/2008 all art. 17 comma 1 lettere a), relativa alla valutazione dei fattori di rischio aziendali, all individuazione delle misure di prevenzione presenti ed alla programmazione di quelle da adottare. a valutazione del rischio effettuata rappresenta uno strumento fortemente finalizzato alla programmazione delle misure di prevenzione e, piå in generale, alla organizzazione della funzione e del sistema prevenzionale aziendale. 'esame effettuato dei problemi di prevenzione in tutti gli aspetti dell'attivitç lavorativa non ha trascurato le situazioni di lavoro che esulano dalla routine, come indicato negli orientamenti CEE. 2. ETODOOGIA SEGUITA NEA VAUTAZIONE DEI RISCHI a metodologia seguita nell'analisi dei rischi ha tenuto conto del contenuto specifico del D.gs. n. 81/2008 come abrogazione del D.gs 626/94 e successive modifiche e integrazioni. a Valutazione dei Rischi per la sicurezza e la Salute dei lavoratori É il primo e piå importante adempimento da ottemperare da parte del Datore di avoro per arrivare ad una conoscenza approfondita di qualunque tipo di rischio presente nella propria realtç aziendale; passo questo che É preliminare a tutta la successiva fase di individuazione delle misure di prevenzione e protezione e di programmazione temporale delle stesse. In particolare É prescritta l'elaborazione di un documento contenente: a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l attivitç lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; b) l indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati; c) il programma delle misure opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) l individuazione delle procedure per l attuazione delle misure da realizzare, nonchñ dei ruoli dell organizzazione aziendale che vi debbono provvedere; e) l indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; f) l individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacitç professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. 'obiettivo della valutazione dei rischi consiste nel consentire al datore di lavoro di prendere i provvedimenti che sono effettivamente necessari per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori. Uno strumento generale di valutazione dei rischi professionali quindi si rifç, almeno in prima istanza, a criteri operativi semplificati che consentano di soddisfare comunque ad alcuni requisiti, per altro definiti in altrettante fasi dalle stesse linee guida europee: 1. assicurare la maggiore sistematicitå possibile al fine di garantire l'identificazione di tutti i possibili rischi presenti; volendo specificare piå in dettaglio questo include due momenti concettualmente distinti: 1
3 1.1 Individuazione e caratterizzazione delle fonti potenziali di pericolo (sostanze, macchinari, agenti nocivi, ecc..). Questa fase deve consentire di conoscere le evidenze oggettive di tipo tecnico ed organizzativo che possono generare rischi per i lavoratori. Il rischio si genera nel caso in cui, evidentemente, siano presenti lavoratori esposti a ciascuna fonte individuata. 1.2 Individuazione e caratterizzazione dei soggetti esposti: esame di ciascun gruppo di soggetti esposti alla fonte del pericolo ed individuazione del tipo di esposizione in funzione di una molteplicitç di parametri, che possono essere rilevati (fattori di prevenzione e protezione dei soggetti a rischio), quali: Ä Ä Ä Ä Ä Ä Ä Ä Ä Ä grado di formazione/informazione; tipi di organizzazione del lavoro ai fine della sicurezza; influenza dei fattori ambientali e/o psicologici specifici; presenza ed adeguatezza dei Dispositivi di Protezione Individuale; presenza ed adeguatezza dei sistemi di protezione collettivi; presenza ed adeguatezza di Piani di Emergenza, Evacuazione, Soccorso; sorveglianza sanitaria; presenza di lavoratrici in stato di gravidanza; presenza di eventuali rischi collegati allo stress da lavoro; presenza di eventuali rischi connessi alle differenze di genere, all etç, alla provenienza da altri Paesi. 2 valutazione dell entitç del rischio, per ciascuno dei rischi individuati alla fase uno: ciö significa poter emettere un giudizio di gravitç del rischio e quindi di conformitç ed adeguatezza della situazione in essere, rispetto alle esigenze di prevenzione e di protezione dai rischi. 3 consentire l'individuazione delle misure di prevenzione e protezione da attuare in conseguenza degli esiti della valutazione e stabilire il programma di attuazione delle stesse in base ad un ordine di prioritç. Per affrontare il problema delle valutazione si É fatto uso di diversi strumenti tra i quali ricordiamo metodi scientifici specifici (Es. NIOSH e APO per la ovimentazione dei Carichi) e le liste di controllo. Queste ultime, trattandosi dello strumento piå comunemente adottato in tutte le procedure Audit sui problemi, come nel campo della sicurezza del lavoro, necessitano della raccolta di una serie di evidenze molto diversificate (aspetti tecnici, organizzativi, procedurali, psicologici, comportamentali, etc... ). I vantaggi che la lista di controllo presenta sono molteplici: Ü Ü Ü facilitç e versatilitç di utilizzo (adattabilitç ad una molteplicitç di realtç aziendali, possibilitç di esaminare l'azienda secondo diverse fasi e diverse prioritç); facilitç di aggiornamento (aggiunta di nuovi questionari per nuove richieste normative, nuovi rischi, evoluzione delle conoscenze); versatilitç per il successivo trattamento delle informazioni raccolte. Soprattutto la ista di Controllo, ove debitamente costruita ed aggiornata, costituisce uno strumento che nelle mani dell'esperto, fornisce un aiuto a non dimenticare aspetti che possono essere rilevanti anche se non immediatamente evidenti, in tal senso essa costituisce lo strumento che viene incontro nel modo piå naturale alle esigenze della fase 1. della Valutazione, ossia la SistematicitÇ. e iste di Controllo fanno riferimento ai Fattori o fonti di Rischio per postazioni. Come si osserva le possibili fonti di rischio sono state divise in 5 categorie: 2
4 FONTI DI PERICOO PASSIVO FONTI DI PERICOO ATTIVO - 1 ocali di interconnessione - 2 ocali di lavoro - 3 Depositi - 4 acchine ed attrezzature - 5 Impianti elettrici - 6 Apparecchi di sollevamento e mezzi di trasporto - 7 Apparecchi a pressione e reti di distribuzione gas - 8 Sorgenti di incendio ed atmosfere esplosive FONTI DI PERICOO PER A SAUTE - 9 Agenti chimici - 10 Esposizione ad agenti cancerogeni e amianto - 11 Esposizione ad agenti biologici - 12 Esposizione a rumore e vibrazioni - 13 Esposizione a campi elettromagnetici - 14 Radiazioni ionizzanti - 15 Radiazioni non ionizzanti - 16 ovimentazione manuale dei carichi FONTI DI ANCATO ENESSERE - 17 Videoterminali - 18 icroclima ed illuminazione - 19 Stress FONTI DI ORGANIZZAZIONE DE AVORO - 20 Organizzazione del lavoro - 21 Gravidanza - 22 Differenza di Genere, EtÇ, Cultura - 23 Interferenze 2.1 RISCHI VAUTATI ovimentazione anuale dei carichi: Attrezzature unite di Videoterminali: Esposizione a Rumore: Esposizione a Vibrazioni: rischio valutato e presente per alcune mansioni, si evidenzia che per alcune mansioni di seguito analizzate É necessaria la sorveglianza sanitaria; rischio valutato, si evidenzia che l utilizzo da parte di alcune mansioni di attrezzature munite da videoterminali É tale da non richiedere la sorveglianza sanitaria; rischio valutato, si evidenzia che i livelli di esposizione valutati non sono tali da richiedere sorveglianza sanitaria in quanto inferiori ad un livello di esposizione quotidiana personale inferiore ad 80 dba ; rischio valutato e presente per alcune mansioni quali ad esempio il manutentore, si evidenzia che i livelli di esposizione valutati non sono tali da richiedere sorveglianza sanitaria in quanto inferiori ai livelli di azione di 2,5 m/sá; 3
5 Esposizione a Campi elettromagnetici: Esposizione a Radiazioni ottiche: Esposizione ad Agenti chimici: rischio valutato, si evidenzia che i livelli di esposizione in relazione alle reali fonti emittenti non sono tali da richiedere misurazione e sorveglianza sanitaria, infatti nei luoghi di lavoro non sono presenti fonti di emissione a radiofrequenze e basse frequenze; rischio valutato, si É valutata la non presenza di tale rischio; rischio valutato, si evidenzia che i livelli di esposizione valutati non sono tali da richiedere sorveglianza sanitaria; Esposizione ad Agenti cancerogeni e mutageni: rischio valutato, si É valutata la non presenza di tale rischio; Esposizione ad Amianto: Esposizione ad Agenti iologici: Esposizione ad Atmosfere Esplosive: Uso da attrezzatrure di avoro: Rischio da uogo di avoro: Rischio da Incendio: Rischio da Impianti: Rischio da Interferenze: Rischio di Aggressione: rischio valutato, si evidenzia che i Proprietari dei luoghi di lavoro dovranno sempre fornire indicazione sulla presenza e consistenza di manufatti in amianto; rischio valutato e presente per alcune mansioni, si evidenzia che per alcune mansioni di seguito analizzate É necessaria la sorveglianza sanitaria; rischio valutato, si É valutata la non presenza di tale rischio; infatti gli unici punti in cui potrebbero formarsi tali atmosfere sono le Centrali termiche delle Residenze. In esse É vietato l accesso da parte di personale non autorizzato e le caratteristiche costruttive dell ambiente sono tali da garantire la non formazione (Aperture di aerazione = 1/10 potenza nominale della CT); rischio valutato e presente per alcune mansioni. rischio valutato e presente per alcune mansioni, É stato indicato nella scheda della singola mansione. rischio valutato presente ed affrontato specificatamente per ogni singolo luogo di lavoro. rischio valutato e presente per alcune mansioni, É stato indicato nella scheda della singola mansione. rischio valutato presente ed affrontato specificatamente per ogni singolo luogo di lavoro. Si sottolineano gli obblighi del Committente ex art. 26 D.gs 81/2008 nella redazione della valutazione specifica. rischio valutato e presente per alcune mansioni, É stato indicato nella scheda della singola mansione 4
6 Rischio da Stress: E stato fatta specifica valutazione di tale rischio. Il documento relativo É stato allegato alla presente valutazione. Rischio da Differenze di EtÇ, Genere, Cultura: Si considera che le differenze di etç, genere e cultura rappresentino per le mansioni espletate un arricchimento per gli operatori e quindi tali differenze non rappresentano di per sñ un rischio. Rischio da Organizzazione del avoro: Rischio da Gravidanza: rischio valutato e presente per alcune mansioni. Si utilizzano le riunioni periodiche mensili per la gestione delle problematicitç legate all organizzazione del lavoro. rischio valutato e presente per alcune mansioni, É stato indicato nella scheda della singola mansione. Per "Fattore di Rischio" si deve quindi intendere ogni aspetto che puö in qualche modo generare o influenzare il livello di rischio professionale individuabile all'interno dell'azienda, si tratti di fattori materiali (sostanze pericolose, macchinari) o di fattori organizzativi procedurali (sorveglianza sanitaria, piani di emergenza, istruzioni, libretti di manutenzione,...). 5
7 3. A SOGGETTIVITÇ DEA VAUTAZIONE a determinazione della funzione di rischio f presuppone di definire un modello dell'esposizione dei lavoratori ad un dato pericolo, che consenta di porre in relazione la gravitå del danno atteso con la probabilitå del suo verificarsi, e questo per ogni condizione operativa. e linee guida negli orientamenti CEE consigliano di riservare solamente ad "alcuni problemi complessi" l'adozione di "un modello matematico di valutazione dei rischi quale ausilio in sede decisionale", come tale "riservato agli specialisti", mentre "nella grande maggioranza dei posti di lavoro, l'espressione matematica di ciö che puö essere un rischio accettabile É sostituita dalla messa in atto di un modello di buona pratica corrente". Tradotto in pratica, ciö significa che, almeno nella generalitç delle situazioni, il rischio sul lavoro non potrç che essere valutato con mezzi piå semplici e, in generale, anche piå efficaci e speditivi. e definizioni da ricordare sono: PERICOO : proprietç o qualitç intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni ; RISCHIO : probabilitç di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione; PROAIITÄ : incidenza statistica della frequenza del manifestarsi di un rischio. GRAVITÄ : conseguenza provocata dalla manifestazione e dall effetto del pericolo; Per cui si ha R = f (P, G) in definitiva: R = P x G Si puö introdurre, in alcuni casi, un fattore di riduzione del rischio legato all aspetto informativo, formativo, organizzativo, comportamentale, procedurale, presente all interno dell azienda, per cui maggiore É il grado di conoscenza del pericolo, minori risultano le probabilitç del manifestarsi di un rischio e di conseguenza di un danno; tale fattore (K) va posto a denominatore dell espressione sopra indicata. SITUAZIONE PERICOOSA : qualsiasi situazione in cui una persona É esposta ad un pericolo o a piñ pericoli. VAUTAZIONE DE RISCHIO: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell ambito dell organizzazione in cui essi prestano la propria attivitç, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. a stima del rischio avviene combinando il concetto di probabilitç con quello di gravitç. 6
8 4. STIA DEA PROAIITÇ E DEA GRAVITÇ Stima della probabilitç - imitata l evento dannoso É improbabile, legato al verificarsi di piå eventi sfavorevoli. - assa l evento dannoso É poco probabile, ma possibile col verificarsi di piå eventi sfavorevoli di probabilitç non trascurabile. - edia l evento dannoso É probabile, legato ad un evento sfavorevole su condizioni di funzionamento delle macchine o impianti, non corretto svolgimento delle procedure di lavoro e del processo produttivo, non utilizzo di mezzi di protezione. - Alta l evento dannoso É molto probabile, legato al manifestarsi di un evento sfavorevole tipico del processo produttivo giç verificatosi diverse volte. Stima della gravitç - imitata il danno É reversibile e non comporta l abbandono del posto di lavoro. - assa il danno comporta una limitazione parziale reversibile in pochi giorni (massimo 10 giorni) con ripristino della capacitç lavorativa. - edia il danno comporta una limitazione funzionale temporanea reversibile solo dopo un prolungato periodo di prognosi (piå di 10 giorni). - Alta il danno É irreversibile con riduzione permanente della capacitç lavorativa. GRAVITÇ PROAIITÇ imitata = 1 assa = 2 edia = 3 Alta = 4 imitata = assa = edia = Alta= < R < 3 RISCHIO ASSO 4 < R6 RISCHIO EDIO R > 6 RISCHIO ATO a definizione della Scala delle ProbabilitÅ fa riferimento principalmente all'esistenza di una correlazione piå o meno diretta tra la carenza riscontrata ed il danno ipotizzato; in secondo luogo all'esistenza di dati statistici noti a riguardo, a livello di azienda o di comparto di attivitç; infine, un criterio di notevole importanza, É quello del giudizio soggettivo di chi É direttamente coinvolto nella realtç lavorativa, che spesso costituisce l'unica fonte di tipo pseudo-statistico disponibile. a Scala della GravitÅ chiama invece in causa la competenza di tipo sanitario e fa riferimento principalmente alla reversibilitç o meno del danno, distinguendo tra infortunio ed esposizione acuta o cronica. 7
9 5. ANAISI DEE INFORAZIONI E DOCUENTAZIONI AZIENDAI DISPONIII In sede di valutazione si É provveduto alla ricerca e all esame dei dati delle seguenti documentazioni : - tipologia dell attivitç svolta - numero di addetti ripartito per reparti e per mansioni - denunce di impianti e verifiche periodiche - denunce di messa a terra - eventuali indagini condotte in precedenza sulla sicurezza e sull'igiene del lavoro - risultati collettivi anonimi di eventuali controlli sanitari periodici - denunce INAI su casi di malattie professionali - procedure di lavoro scritte, ordini di servizio - elenco e caratteristiche dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori - modalitç pratiche di distribuzione/ricambio dei dispositivi di protezione individuale - conoscenze ed esperienze dei lavoratori e dei responsabili Inoltre sono state prese in considerazione norme particolari, leggi vigenti e normative tecniche giç esistenti in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, come di seguito non esaustivamente indicato. In particolare si É tenuto conto di:. 3 agosto 2007, n. 123: misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia ; Altre norme di riferimento (elenco non esaustivo) in materia di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro: DPR 27/4/55 n.547: " Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro." DPR 19/3/56 n.303: " Norme generali per l'igiene del lavoro." DPR 7/1/56 n.164: " Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni. D.gs. 15/8/91 n.277 : Attuazione delle direttive n.80/1107/ CEE, n.86/188/cee e n.88/cee, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizioni ad agenti chimici,fisici biologici durante il lavoro"; D.gs. 19/10/94 n. 626: Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE, 2003/18/CE e 2004/40/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro D.gs. 19/12/94 n. 758: modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro ; D.gs. 14/09/96 n. 493: attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro ; 8
10 D.gs. 14/09/96 n. 494: attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili ; D.gs. 08/06/01 n. 231: disciplina della responsabilitç amministrativa delle persone giuridiche, delle societçe delle associazioni anche prive di personalitç giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300 ; D.gs. 10/09/03 n.276: attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30; D.gs. 19/09/05 n. 187: attuazione della direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche; Direttiva 2006/25/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente le prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (radiazioni ottiche); D.gs. 19/11/07 n. 257: attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) ; D.. 10/03/98: "Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro Norme CEI in materia di impianti elettrici. Norme UNI-CIG in materia di impianti di distribuzione di gas combustibile. Norme EN o UNI in materia di macchine D.. 16/2/82, D.P.R. 577/82,. 818/84, D.. 8/3/85, D.. 27/3/85, D.. 30/10/86: Prevenzione e vigilanza antincendio Norme particolari riguardanti alcune limitazioni sul lavoro: *.25/55, DPR 1668/56 : Apprendistato * egge 17/11/67 n.977 : "Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti." *. 877/73 : avoro a domicilio * D.. 5/7/73 : avoro notturno delle donne nelle industrie * D.gs 151/2001 testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternitç e della paternitç, a norma dell art /03/2000 n.53. * D.lgs 81/2008 Testo unico 9
11 6. DESCRIZIONE DE' AZIENDA sede legale e amministrativa: Via XX settembre Vercelli sede operativa: Via Vercelli 23/A Caresanablot (VC) e attivitç dell Azienda sono: Gestione di strutture residenziali o semiresidenziali per anziani Servizi di pulizie Servizi mensa Questi servizi vengono erogati avvalendosi di personale appartenente alle seguenti categorie: Personale amministrativo Assistente (con qualifica e senza qualifica) Infermiere professionale Terapista della riabilitazione Animatore Addetto alle pulizie Addetto alla lavanderia Addetto alle cucine 10
12 7. ORGANIZZAZIONE DE AVORO 'organizzazione aziendale di CAPAS SOCIETA COOPERATIVA É la seguente: DD CdA Capas SC a r.l. (oreno artinelli, Chiara artinelli, Patrizia Fortunato) RSPP: artinelli oreno Rappresentante dei avoratori per la Sicurezza: aura Furno edico Competente: Dott. Alessandro Turrini 11
13 8. ORGANIGRAA DEA SICUREZZA QUAIFICA NOE COPITO RESPONSAIITÇ e ATTIVITÇ Datore di avoro DD oreno artinelli Presidente CDA Art. 18 e 26 D.gs 81/2008 Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione RSPP oreno artinelli Gestione SPP Art. 33 D.gs 81/2008 edico Competente edicina del avoro e Dott. Alessandro Turrini C Sorveglianza Sanitaria Art. 25 D.gs 81/2008 Rappresentante dei avoratori per la Sicurezza RS aura Furno Coordinamento e Cooperazione tra SPP e avoratori Art. 50 D.gs 81/
14 Il lavoro É svolto secondo procedure chiare e note ai lavoratori, alla formazione delle quali gli stessi sono stati chiamati a contribuire. Compiti, funzioni e responsabilitç sono chiaramente assegnati e distribuiti rispettando le competenze professionali. a ditta svolge con frequenza almeno annuale la riunione periodica di Prevenzione e Protezione dai rischi. Azienda ha nominato il Dott. Alessandro Turrini come edico Competente e coordinatore dell attivitç della sorveglianza sanitaria e riconosce il protocollo sanitario realizzato dal medesimo come protocollo valido su tutti i territori. Esiste una collaborazione attiva fra datore di lavoro, medico competente, servizio di prevenzione e protezione, rappresentanze dei lavoratori. Tutti i lavoratori ricevono una informazione e formazione sufficiente ed adeguata specialmente incentrata sui rischi relativi alla mansione ricoperta. 9 OIGHI DE COITTENTE PoichÑ il personale lavora in locali non di proprietç della ditta l analisi dei fattori di rischio É suddivisa in funzione non della sede di lavoro ma delle diverse mansioni svolte. Si evidenzia infatti che secondo l Art. 26 del D.gs 81/2008 il Datore di avoro Committente, in caso di affidamento dei lavori all impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all interno della propria azienda, o di una singola unitç produttiva della stessa, nonchñ nell ambito dell intero ciclo produttivo dell azienda medesima, fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attivitç. Pertanto, Capas dovrç essere edotta dal Committente dei rischi precedentemente citati. In ottemperanza al Comma 2, Capas: a) coopera con il Datore di avoro Committente all attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull attivitç lavorativa oggetto dell appalto; b) coordina con il Datore di avoro Committente gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell esecuzione dell opera complessiva. Il Datore di avoro Committente deve sempre fornire a Capas il documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciö non É possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Infine, si sottolinea che il personale di Capas lavora in una struttura non di sua proprietç per cui si valutano, per le singole mansioni e tipologie di attivitç, i rischi specifici ai quali sono soggetti gli operatori. a valutazione del rischio correlata alla realtç in cui si opera É subordinata al ricevimento da parte del Committente delle informazioni sopra descritte. 13
15 10. VAUTAZIONE DEI RISCHI PER A SICUREZZA E A SAUTE DEE AVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI AATTAENTO. (Integrazione derivante dall applicazione dell art.11 del D.lgs. 151/2001) Prima di identificare le singole figure professionali si indicano le misure che saranno adottate per la tutela della sicurezza e della salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento, che hanno informato il datore di lavoro del proprio stato, conformemente alle disposizioni vigenti. Posto che: a) come si evince dall esame del presente documento, l attivitç svolta dalle seguenti figure professionali: - addetta alla lavanderia - cuoca o addetta cucina - addetta alle pulizie - animatrice - assistente infermiera - terapista della riabilitazione manutentore non sottopone le medesime ai rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, cancerogeni, mutageni, nñ ad esposizioni al rumore superiore ad 80 d(a), ma che le medesime sono particolarmente esposte al rischio derivante dalla movimentazione dei carichi; (allegato C D.lgs 151/2001 lett.b) b) che le operazioni descritte per le seguenti figure professionali di cui sopra sono effettuate in postura eretta per la quasi totalitå dell orario di lavoro (allegato A D.lgs.151/2001 lett.g). c) che l organizzazione della Capas prevede un insieme di tanti cantieri di lavoro e che ciö comporterebbe, nel caso di una ricollocazione della lavoratrice in stato di gravidanza in altro cantiere, l obbligo, per la medesima, di spostamenti continui e piö o meno lunghi; d) che le mansioni svolte dalle diverse figure professionali nell ambito di uno stesso cantiere di lavoro comporterebbero, per la lavoratrice in stato di gravidanza, comunque lo svolgimento di lavori pericolosi, faticosi ed insalubri in considerazione del suo stato ed in particolare a causa della movimentazione manuale dei carichi svolta prevalentemente in postura eretta; si considera impossibile modificare le condizioni o l orario di lavoro della lavoratrice in stato di gravidanza per i motivi sopra considerati, a meno che la stessa non possa essere addetta allo svolgimento di compiti amministrativi (cosa che verrå valutata caso per caso). CONCUSIONE Pertanto, al di fuori del caso in cui sia possibile adibire la lavoratrice a mansioni compatibili con lo stato di gravidanza, il datore di lavoro, ricevuta la certificazione medica attestante lo stato di gravidanza con l indicazione della data presunta del parto (nonchñ l eventuale richiesta della lavoratrice stessa di ottenere l astensione anticipata dal lavoro), provvederç ad informare l ispettorato provinciale del lavoro precisando che, per i motivi suindicati, la modifica delle condizioni o dell orario di lavoro É impossibile e che la lavoratrice si asterrç dal lavoro ai fini di quanto previsto dalla normativa vigente in materia. 14
16 ASSISTENTE AA PERSONA VAUTAZIONE DEI RISCHI ai sensi dell art. 11 D.lgs. 151/2001 FASE RISCHIO PRO. GRAV PREVENZIONE Aiuto per la vestizione, la svestizione e la deambulazione. obilizzazione degli allettati. Aiuto per l igiene personale e l espletamento delle necessitç fisiologiche. Aiuto per la nutrizione (somministrazione dei pasti) Rischio da movimentazione manuale dei carichi Postura eretta per la quasi totalitç del turno Affaticamento eccessivo Rischio da assistenza degli ospiti dementi o in stato di agitazione psicomotoria. A A Astensione anticipata obbligatoria ai sensi del D.lgs. 151 del 26 marzo 2001 allegato C lett. A comma 1 lett. b). Astensione durante il periodo di gravidanza fino al settimo mese di etç del figlio (D.lgs 151/2001 art. 7 comma 1) Astensione anticipata obbligatoria ai sensi del D.lgs. 151 del 26 marzo 2001 allegato A lett.. Astensione anticipata obbligatorio ai sensi del D.lgs. 151 del 26 marzo 2001 allegato A lett. G avoro notturno Stress derivante dall alterazione dei ritmi biologici A A Divieto ai sensi del art.53 del D.lgs. 151/
17 ADDETTA AE PUIZIE VAUTAZIONE DEI RISCHI ai sensi dell art. 11 D.lgs. 151/2001 PUIZIA ORDINARIA ANSIONE RISCHIO PRO. GRAV. PREVENZIONE Arieggiatura dei locali, spolveratura e pulizia di arredi e suppellettili, pulizia dei pavimenti, pulizia e disinfezione dei sanitari, pulizia e vuotatura dei portarifiuti Utilizzo di macchine per la pulizia ad alimentazione elettrica Rischio da movimentazione manuale dei carichi Scivoloni, incespicamenti, cadute, urti, tagli, punture e ferite Rischio da utilizzo inadeguato di prodotti contenenti sostanze chimiche*: irritazione della pelle, degli occhi, delle vie respiratorie, ustioni, allergie, intossicazioni Rischio da infiammabilitç dei prodotti *i prodotti utilizzati risultano a bassa concentrazione di componenti nocivi, per cui non si evidenzia un reale rischio chimico Rischi da utilizzo inadeguato dell attrezzatura A Astensione anticipata obbligatoria ai sensi del D.lgs. 151 del 26 marzo 2001 allegato C lett. A comma 1 lett. b). Astensione durante il periodo di gravidanza fino al settimo mese di etç del figlio (D.lgs. 151/2001 art. 7 comma 1) Grado di attenzione elevato: evitare movimenti bruschi e controllare che i pavimenti siano asciutti. Utilizzare le attrezzature manuali secondo la loro naturale destinazione d uso; non lasciare le attrezzature incustodite e riporle in maniera adeguata. Rispetto delle indicazioni delle schede di sicurezza dei prodotti e del corretto utilizzo. Conservazione dei prodotti lontano da sostanze combustibili anutenzione delle attrezzature e rispetto delle istruzioni d uso delle singole attrezzature. Calzature con suole in. Utilizzo di guanti di Guanti in e calzature con suole in 16

References: art. 17
 art. 17
 art. 26
 Art. 18
 Art. 33
 Art. 25
 Art. 50
 Art. 26
 art.11
 art. 11
 art. 7
 art.53
 art. 11
 art. 7