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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 23/07/2015 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Aurora Licci in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 23 luglio 2015
Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Giovedì 23 luglio 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Serikov c. Ucraina 42164/09 2 Sergey Serikov è un cittadino ucraino arrestato nel 2008 per possesso di stupefacenti, in particolare marijuana; secondo le sue dichiarazioni durante il suo arresto è stato minacciato e picchiato dagli agenti di polizia e una volta rilasciato un medico ha constatato le lesioni da lui subite. La denuncia penale della madre del ricorrente contro le autorità locali non ha avuto alcun esito. Invocando l'articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti), il signor Serikov lamenta di essere stato maltrattato dalla polizia e che le autorità nazionali non hanno indagato in modo efficace le sue accuse. Articolo 3
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento inumano)
Danno morale - risarcimento (articolo 41 - equa soddisfazione )
Andonovski c. l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia 24312/10 2 Vladimir Andonovski è un cittadino macedone e il suo caso riguarda la denuncia circa i maltrattamenti subiti dalla polizia dopo aver contestato una multa trovata sulla sua auto nel 2004; durante la contestazione il signor Andonovski è stato preso a pugni e portato presso la centrale di polizia dove le violenze sono continuate, tanto da richiedere un ricovero in ospedale. Sono seguiti due procedimenti penali: uno promosso dal signor Andonovski contro gli agenti di polizia per gravi lesioni personali ed uno contro il ricorrente per aver aggredito gli agenti e resistenza all'arresto; solo quest'ultimo ha portato alla condanna del signor Andonovski a cinque mesi di reclusione. Il ricorrente si rivolge alla Corte sostenendo di essere stato maltrattato dalla polizia e che l'indagine sulla denuncia di violenze da lui subite è stata inefficace. Lamenta in particolare che, a differenza del procedimento penale contro di lui, il procedimento contro gli agenti di polizia è stato lungo, dimostrando la parzialità da parte dei giudici. Inoltre lamenta la mancanza di un rimedio efficace per quanto riguarda i ritardi nel procedimento contro gli agenti di polizia e l'inattività delle autorità. Invoca l'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) l'articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo). Articolo 3
Bataliny c. Russia 10060/07 2 Il ricorrente è un giovane russo, Vladislav Batalin, e la sua famiglia; nel 2005 dopo un tentativo di suicidio Vladislav è stato ricoverato presso un istituto psichiatrico dove nei giorni successivi è stato trattenuto contro la sua volontà e quella della famiglia. Durante il ricovero Vladislav è stato sottoposto ad un trattamento sperimentale ed è stato vittima di violenza fisica da parte degli infermieri. I ricorsi interni aperti dalla famiglia non hanno avuto alcun esito. Vladislav Batalin e i suoi genitori si lamentano che il suo ricovero coatto in ospedale è avvenuto in violazione dell'articolo 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza) e che non vi era alcuna procedura efficace per ricorrere contro la legittimità della sua detenzione. Essi sostengono inoltre la violazione dell'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) a causa del suo trattamento psichiatrico forzato in assenza di un bisogno medico certo e nel quadro della ricerca scientifica; e per le percosse subite durante la sua prigionia e la mancanza di un'indagine efficace da parte delle autorità al riguardo. Articolo 3
Articolo 5 Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto
Articolo 5-1-e - di un alienato)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Rassegna di legalità della detenzione
Assumere il procedimento)
Aleksandr Shevchenko c. Russia 48243/11 3 Aleksandr Shevchenko è un cittadino russo che è stato arrestato nel 2010 con l'accusa di traffico di droga, successivamente riclassificata come acquisto e stoccaggio di farmaci. È stato condannato nel 2012 a tre anni di reclusione. Basandosi principalmente sull'articolo 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza), il signor Shevchenko sostiene che la sua detenzione preventiva della durata di un anno e sei mesi non era giustificata e che i suoi appelli contro alcuni ordini di detenzione (effettuati nel mese di gennaio e settembre 2011 e febbraio 2012) non sono stati esaminati rapidamente. Articolo 5
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Rapidità di revisione)
Patranin c. Russia 12983/14 3 Artem Patranin è un cittadino russo condannato a 10 anni di carcere per reati gravi e attualmente detenuto presso la struttura correttiva di Tatarstan; affetto da sclerosi multipla progressiva il signor Patranin ha denunciato più volte l'inadeguatezza delle cure ricevute durante la detenzione. Per ultimo la Corte Edu ha disposto un'esame della sua condizione da parte di medici indipendenti sulla base dell'articolo 39 della convenzione. Invocando l'articolo 34 (diritto di ricorso individuale), il signor Patranin lamenta il fatto che il governo russo non ha rispettato il provvedimento provvisorio indicato dalla Corte, in quanto non è stato esaminato da medici esperti indipendenti. Lamenta inoltre, invocando l'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti), che non era in grado di ricevere un trattamento adeguato durante la detenzione, che lo ha portato ad un grave peggioramento della sua condizione, e lo ha posto in una situazione di pericolo di vita e sottoposto a gravi sofferenze fisiche e mentali. Infine lamenta l'assenza di un rimedio efficace a sua disposizione per quanto riguarda la sua denuncia ai sensi dell'articolo 3, in violazione dell'articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo). Articolo 3
Articolo 34 Violazione dell'articolo 34 - Ricorsi individuali (articolo 34 - ostacolare l'esercizio del diritto di petizione)
Novaković c. Croazia 32096/12 Il ricorrente è un cittadino croato, Dragan Novaković, il quale non è riuscito a depositare una richiesta di risarcimento danni riguardante degli investimenti immobiliari a causa della guerra del 1991-1995 per l'indipendenza. Il signor Novaković ha presentato ricorso presso i tribunali nazionali affermando che a causa delle sue origini serbe è dovuto fuggire per la sua incolumità; i giudici non hanno accolto la sua domanda. Ora davanti la Corte Edu invoca l'articolo 6 (diritto ad un processo equo / accesso alla giustizia) e l'articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo), lamentando il rifiuto dei giudici nazionali di esaminare nel merito la sua richiesta di risarcimento danni. Articolo 6
Articolo 13 Ancore non pubblicata.
Croazia Macedonia Russia Ucraina	2015-07-23
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References: Articolo 3
 Articolo 3
 Articolo 3

Articolo 5

Articolo 5
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 Articolo 3

Articolo 34
 Articolo 6

Articolo 13