Source: http://bancadatipiu.it/BancaDatiPiu/Sentenze?idDocMaster=7721095&idDataBanks=2&idUnitaDoc=0&nVigUnitaDoc=1&pagina=1&NavId=799788074&IsCorr=False
Timestamp: 2019-01-22 03:25:24+00:00

Document:
All'esito dell'attività di vigilanza svolta sulla condotta posta in essere dal collegio sindacale di Telecom Italia Spa in relazione da un lato ai rapporti intercorsi tra detta società e il fornitore Onda Communication Srl, e dall'altro all'adempimento dei doveri previsti dall'art. 2391 c.c., da parte dell'amministratore S.M., la CONSOB irrogava al ricorrente, con la Delib. 30 luglio 2015, n. 19296, la sanzione di Euro 72.000, di cui Euro 45.000 per violazione dell'art. 149, comma 1, lett. a), b) e c) del TUF in relazione all'omessa vigilanza del collegio sindacale sulla vicenda Onda, ed Euro 27.000 per violazione dell'art. 149, comma 1, lett. a) e b) in relazione all'omessa vigilanza dello stesso organo sul mancato rispetto dell'art. 2391 c.c. da parte del S..
Proponeva opposizione avverso tale Delibera il ricorrente innanzi la Corte di Appello di Milano, che con la sentenza impugnata n. 28/2016 rigettava l'opposizione, ritenendo irrilevanti la mancata conclusione del procedimento sanzionatorio nel termine di 180 giorni dalla contestazione degli addebiti e la tardività della contestazione nel termine di 180 giorni dall'accertamento dell'illecito, stante la natura ordinatoria del primo e la decorrenza del secondo, invece perentorio, dall'effettivo accertamento del fatto e non quindi dalla data della ricezione da parte di CONSOB delle difese dell'interessato. Riteneva infondato il richiamo ai principi del cd. processo equo di cui all'art. 6 CEDU, come inteso nella sentenza Grande Stevens, perchè la norma non riguarda soltanto la fase procedimentale ma anche quella successiva giurisdizionale, nella quale il diritto di difesa dell'interessato trova piena esplicazione. Nel merito, riteneva che le condotte contestate al ricorrente integrassero le ipotesi di cui all'art. 149 TUF e confermava la sanzione, anche nel quantum, sul presupposto che alle violazioni già commesse alla data di entrata in vigore del...
Con il primo motivo il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione della L. n. 241 del 1990, art. 2 e art. 154 c.p.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3, perchè la Corte di Appello avrebbe erroneamente ritenuto l'irrilevanza del fatto che il procedimento sanzionatorio si fosse concluso dopo la scadenza del termine fissato dall'art. 4, comma 2 del Regolamento Consob n. 18750/2013. Ad avviso del ricorrente, anche considerando detto termine di natura ordinatoria, il suo mancato rispetto non poteva non avere conseguenze, in considerazione del fatto che l'art. 154 c.p.c., prevede, per i termini processuali ordinatori, la facoltà di proroga prima della scadenza, mediante un provvedimento espresso, per una durata non superiore a quella del termine originario, salvo - in caso contrario - l'obbligo di una motivazione specifica. Applicando questi principi, il ricorrente ritiene che nel caso di specie, in conseguenza della scadenza del termine ordinatorio non tempestivamente prorogato, il provvedimento sanzionatorio sia da ritenere invalido.
Innanzitutto non è pertinente il richiamo dell'art. 154 c.p.c., da un lato perchè esso si riferisce alla disciplina dei termini processuali, mentre nel caso di specie si discute di termini relativi al procedimento sanzionatorio, e dall'altro lato in quanto la norma invocata presuppone l'esistenza di un giudice, terzo rispetto alle parti costituite in giudizio, investito del potere di intervenire a regolare i termini del processo civile in funzione della garanzia del superiore principio del giusto processo; laddove - al contrario - nell'ambito del procedimento amministrativo manca totalmente una figura terza, distinta rispetto all'amministrazione procedente. In termini, cfr. Cass. Sez. 5, Sentenza n. 11988 del 08/08/2003 (Rv. 565809), secondo cui "La disciplina dei termini ordinatori di cui all'art. 154 c.p.c., è ipotizzabile (e...

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 art. 154
 Cass. Sez. 
 Sentenza