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Timestamp: 2020-08-05 08:42:22+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10054 del 20/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10054 del 20/04/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/04/2017, (ud. 22/02/2017, dep.20/04/2017), n. 10054
sul ricorso 6384-2016 proposto da:
C.E., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE ANGELICO 38,
presso lo studio dell’avvocato VINCENZO SINOPOLI, che la rappresenta
e difende unitamente all’avvocato LUCA MACORATTI;
avverso la sentenza n. 309/11/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del FRIULI VENEZIA GIULIA, depositata il 23/07/2015;
che C.E. propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale del Friuli Venezia Giulia, che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Gorizia. Quest’ultima, a sua volta, aveva rigettato il ricorso della contribuente avverso un avviso di accertamento riguardante l’IRPEF per l’anno 2007;
che, nella decisione impugnata, la CTR ha affermato che, a fronte della presunzione derivante dall’applicazione del redditometro, la C. non aveva documentato nè tanto meno indicato elementi contrari, essendosi limitata a sollevare questioni pregiudiziali;
che, col primo, la C. deduce omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5. Il giudice del gravame non avrebbe esaminato la circostanza che i beni-indice, individuati nelle autovetture, erano state acquistati dall’azienda, di cui ella era titolare, utilizzando le disponibilità economiche dell’azienda medesima. Avrebbe inoltre obliterato l’ulteriore circostanza, dedotta dalla difesa che all’utile dovessero aggiungersi i costi dedotti per gli ammortamenti e l’accantonamento del T.F.R., il che avrebbe determinato una maggiore disponibilità reddituale dell’azienda;
che, col secondo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 6, art. 2697 c.c., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3: la CTR avrebbe erroneamente ritenuto che la prova documentale, pur fornita dalla ricorrente, di aver acquistato e mantenuto i beni-indice con redditi diversi da quelli a lei imputabili e tassabili a fini IRPEF, non l’avesse liberata dal corrispondente onere probatorio;
che la CTR ha richiamato il contenuto della sentenza di primo grado, secondo cui l’accertamento sintetico è volto a determinare il reddito che si deve possedere per giustificare il possesso dei beni-indice, e non l’entità delle spese sostenute. E, con riguardo all’imputazione delle autovetture, l’esclusione dell’attribuzione di una di esse in capo alla società era conseguenza della mancata iscrizione nel libro cespiti;
che, pertanto, con riguardo al primo dei fatti segnalati, la sentenza impugnata contiene il minimo necessario per ritenere assolto l’obbligo motivazionale (Sez. U, n. 8053 del 07/04/2014), mentre, con riguardo al secondo, si tratta di una circostanza non decisiva, di fronte alla motivazione dirimente in merito alla mancata iscrizione nel libro cespiti;
che il secondo motivo è inammissibile;
che, infatti, la ricorrente non indica quali siano, in punto di diritto, le affermazioni contrarie alla legge, sicchè la doglianza si traduce in realtà in una critica sulla valutazione degli elementi di prova (contraria) da parte della CTR, che attiene al libero convincimento del giudice e non ai possibili vizi del percorso formativo di tale convincimento (Sez. 5, n. 25332 del 28/11/2014);
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione delle spese del presente giudizio, liquidate in Euro 2.500,00 oltre spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 art. 2697
 sentenza 
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