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I DISTRETTI URBANI DEL COMMERCIO. Bari - Fiera del Levante 9 novembre PDF
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1 I DISTRETTI URBANI DEL COMMERCIO Bari - Fiera del Levante 9 novembre 2016
2 I DISTRETTI URBANI DEL COMMERCIO Strumenti comunali di programmazione e incentivazione Legge regionale 16 aprile 2015, n. 24: articoli 12 e 13 Regolamento regionale 15 luglio 2011, n. 15 Il Comune promuove la creazione di distretti urbani del commercio all interno del Documento strategico e individua le zone del territorio da sottoporre a misure di incentivo e di sostegno al commercio anche facendo riferimento alla delimitazione degli strumenti urbanistici comunali Il Distretto urbano del commercio è un organismo che persegue politiche organiche di riqualificazione del commercio per ottimizzare la funzione commerciale e dei servizi al cittadino
3 DGR 1640/2016 Bollettino Ufficiale n. 127 del 07/11/2016 Attività di promozione per la costituzione dei Distretti Urbani del Commercio Protocollo di intesa con i Comuni - scheda progettuale -valorizzare il commercio attraverso il marketing territoriale, la promozione dell attrattività territoriale, le eccellenze turistiche ed eno-gastronomiche; -sviluppare l attrattività commerciale della Puglia attraverso proposte progettuali strategiche che favoriscano la ripresa degli investimenti e dei consumi, qualifichino le aree urbane, evitino l impoverimento della rete commerciale di prossimità; -favorire la ripresa degli investimenti e dei consumi per qualificare le aree urbane ed evitare l impoverimento della rete commerciale di prossimità e dei centri storici
4 Cosa deve fare il Comune Documento Strategico del commercio Analisi della rete di vendita Valutazione delle problematiche Individuazione delle aree da sottoporre a misure di incentivo Linee di intervento per la soluzione delle criticità individuate
5 COSTITUZIONE DEL DISTRETTO Stipulare un ACCORDO tra l Amministrazione comunale, o più Amministrazioni comunali, e gli operatori commerciali dell area ai fini della sottoscrizione dell accordo gli operatori commerciali vengono rappresentati dalle associazioni delle imprese maggiormente rappresentative Articolo 5, comma 1, r.r. 15/ Articolo 3, comma 3, l.r. 24/2015 All accordo possono partecipare, oltre all Amministrazione comunale e agli operatori commerciali associati, tutti i soggetti interessati alla valorizzazione del territorio, quali ad esempio: Camere di Commercio, fondazioni, pro-loco e altre associazioni di promozione turistica, imprese private, sindacati, associazioni di consumatori e utenti.
6 Costituire un apposito organismo autonomo di gestione formato dall amministrazione comunale e dalle associazioni di operatori commerciali All interno di tale organismo possono essere previste: il Manager di distretto una struttura tecnica una commissione di indirizzo
7 Le finalità: Il protocollo di intesa il miglioramento dei luoghi di interesse commerciale, enogastronomico, della produzione artistica e creativa anche attraverso lo sviluppo dei servizi di accoglienza del turista; la valorizzazione dei centri urbani e delle periferie anche attraverso la realizzazione di spazi, oggetti e prodotti creativi capaci di attrarre i turisti; il contrasto alla desertificazione dei centri storici quali zone delle città a tradizionale vocazione commerciale; la valorizzazione delle associazioni di imprese già costituite, dei distretti urbani del commercio come disciplinati dal r.r. 15/2011, delle associazioni di via quali centri commerciali naturali ivi compresi i mercati su aree pubbliche; favorire l innovazione tecnologica anche attraverso l e-commerce e attraverso sistemi di sicurezza innovativi; sostenere i progetti che contribuiscono alla tutela dell ambiente e delle risorse naturali; promuovere azioni di riqualificazione professionale degli addetti, operatori e dipendenti
8 Il protocollo di intesa Gli ambiti di intervento dei progetti estensione e promozione dell offerta commerciale all interno dei Distretti Urbani del Commercio, dei centri storici e nelle aree ad elevato potenziale turistico-commerciale della città; migliorare la fruizione delle aree ad elevata vocazione commerciale e turistica attraverso interventi di riqualificazione e miglioramento dell arredo urbano e della pubblica illuminazione, di sicurezza; favorire iniziative di promozione, investimenti negli arredi, progetti di innovazione nella modalità di offerta e nella gestione dei rapporti con la clientela e i fornitori; promozione del commercio attraverso itinerari turistici, percorsi di storia dell architettura, percorsi eno-gastronomici legati alla ristorazione e al commercio di qualità e di tradizione, itinerari dello shopping e delle produzioni tipiche; organizzazione e comunicazione di eventi, premi, road show, attività seminariali e fieristiche; potenziamento delle infrastrutture per l accoglienza e il marketing territoriale attraverso il miglioramento della segnaletica, la dotazione di strumenti informativi resi disponibili anche con tecnologie digitali I Comuni possono proporre ulteriori ambiti di intervento
9 Il protocollo di intesa Le linee progettuali redazione del Documento strategico del commercio previsto dall articolo 12 della l.r. 24/2015; individuazione, anche facendo riferimento alla delimitazione degli strumenti urbanistici comunali, delle zone del territorio da sottoporre a misure di incentivo e di sostegno al commercio; costituzione del Distretto urbano del commercio con le modalità previste dal r.r. 15/2011; sottoscrizione dell Accordo di distretto con le modalità previste dal r.r. 15/2011.
10 IL PIANO OPERATIVO condiviso sulla base dell Accordo il miglioramento dell arredo urbano, della fruizione degli spazi urbani commerciali, attività di intrattenimento, animazione commerciale, ristorazione e somministrazione; la riqualificazione delle aree mercatali; la valorizzazione delle botteghe, dei negozi e dei ristoranti storici; la realizzazione di itinerari turistici per la valorizzazione e promozione del commercio; la realizzazione di punti informativi sugli esercizi commerciali anche con riferimento all accoglienza turistica; azioni di riqualificazione degli addetti, operatori e dipendenti; azioni di animazione del territorio
11 IL PIANO OPERATIVO Le risorse il regolamento regionale 27/2011, articolo 18, stabilisce che la grande distribuzione si impegna a contribuire alla riqualificazione delle aree a rischio di tenuta della rete distributiva i fondi vengono destinati esclusivamente alla creazione ed al funzionamento dei distretti urbani del commercio
12 IL PIANO OPERATIVO Le risorse la Regione finanzia l elaborazione del piano condiviso in base all accordo (fondi ex articolo 18, r.r. 27/2011) fondi ex articolo 18, r.r. 27/2011 l attuazione del piano condiviso programmazione comunitaria
13 CHI PARTECIPA almeno un associazione di categoria del commercio maggiormente rappresentativa ai sensi dell articolo 3 della l.r. 24/2015 aziende aventi sede operativa all interno del distretto urbano che svolgano attività di commercio in sede fissa, i pubblici esercizi e gli operatori su aree pubbliche operanti in mercati compresi nel distretto urbano altre attività: artigianali, di servizio e altri distretti produttivi purché la loro presenza non costituisca oltre il 40% degli operatori associati. Il Comune per la gestione e l attuazione delle forme di intervento previste dal progetto e dal protocollo può avvalersi della collaborazione dei CAT, Centri di Assistenza Tecnica per i servizi territoriali di informazione e assistenza burocratica amministrativa, per ricevere l apporto tecnico e operativo specialistico.
14 GLI IMPEGNI DEL COMUNE attivare procedure di evidenza pubblica (bando) disciplinando i tempi, l attività di istruttoria economica e finanziaria delle domande di ammissione e concedere i contributi nel rispetto delle norme del «de minimis» gestire con procedure di trasparenza e in linea con la normativa in materia di appalti le risorse complessive (comprese quelle messe a disposizione da altri eventuali partner pubblici o privati) e curare la relativa attività amministrativa trasmettere semestralmente alla Regione Puglia una relazione sull avanzamento finanziario e attuativo degli interventi programmati
15 GLI IMPEGNI DELLE ASSOCIAZIONI coinvolgere tutti i loro associati per le finalità del distretto organizzare eventi di condivisione e diffusione degli obiettivi del distretto realizzare attività di formazione e informazione a favore delle imprese nell ambito degli interventi programmati assistere i Comuni per il tramite dei CAT per le attività di progettazione del Distretto
16 GLI IMPEGNI DELLA REGIONE finanziare tramite procedura di bando la fase di progettazione del distretto oggetto del protocollo e per il quale la scheda progettuale sarà valutata positivamente nei limiti delle risorse disponibili; prevedere premialità per l utilizzo delle risorse previste dalla programmazione comunitaria a favore delle azioni individuate nell Accordo di distretto nell ambito degli emanandi bandi
17 I nostri riferimenti Teresa Lisi: Dirigente Sezione Attività Economiche, Artigianali e Commerciali Pietro Giulio Pantaleo: P.O. Osservatorio del Commercio, della Trasparenza e del Mercato Telefono Fax E - mail Sito istituzionale

References: Articolo 5
 Articolo 3
 articolo 12
 articolo 18
 articolo 18
 articolo 18
 articolo 3