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Timestamp: 2019-07-17 02:47:57+00:00

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Avvocato Maurizio Storti - La c.d. manovra estiva del Governo si occupa anche di Giustizia
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Gli articoli 50 e 53 del Decreto in commento hanno modificato rispettivamente gli artt. 181 e 429 del c.p.c., relativamente alla cancellazione della causa dal ruolo e alla pronuncia della sentenza che definisce il giudizio nei procedimenti in materia di lavoro, prevedendo l'applicabilità di detta novella ai giudizi instaurati dopo l'entrata in vigore del decreto medesimo, ovvero dopo il 25 giugno.
Il novellato primo comma dell'articolo 181, c.p.c. prevede, infatti, la cancellazione dal ruolo e l'estinzione del processo da parte del Giudice, se nessuna delle parti compare neanche alla seconda udienza fissata dal medesimo Organo Giudicante.
In materia di lavoro, inoltre, il Governo ha disposto la contestuale pronuncia del dispositivo della sentenza di definizione del giudizio e delle motivazioni; dando possibilità al giudice di avvalersi di un termine (da indicare nel dispositivo) non superiore comunque a 60 giorni, per il deposito della sentenza, nei soli casi di particolare complessità della controversia.
Di seguito lo stralcio delle norme relative alla Giustizia inserite nel D.L. 25 giugno 2008 n. 112:
"Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
1. Il primo comma dell'articolo 181 del codice di procedura civile e' sostituito dal seguente:
«Se nessuna delle parti compare alla prima udienza, il giudice fissa un'udienza successiva, di cui
il cancelliere dà comunicazione alle parti costituite. Se nessuna delle parti compare alla nuova
udienza, il giudice ordina che la causa sia cancellata dal ruolo e dichiara l'estinzione del processo.».
1. A decorrere dalla data fissata con uno o più decreti del Ministro della giustizia, le notificazioni e
comunicazioni di cui al primo comma dell'articolo 170 del codice di procedura civile, la
notificazione di cui al primo comma dell'articolo 192 del codice di procedura civile e ogni altra
comunicazione al consulente sono effettuate per via telematica all'indirizzo elettronico comunicato
ai sensi dell'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123, nel
rispetto della normativa, anche regolamentare, relativa al processo telematico, concernente la
2. Il Ministro della giustizia adotta il decreto di cui al comma 1 sentiti l'Avvocatura Generale dello
Stato, il Consiglio Nazionale Forense e i Consigli dell'Ordine degli Avvocati interessati, previa
verifica della funzionalità dei servizi di comunicazione dei documenti informatici degli uffici
giudiziari, individuando i circondari di tribunale nei quali trovano applicazione le disposizioni di cui
3. A decorrere dalla data fissata ai sensi del comma 1, le notificazioni e comunicazioni nel corso del
procedimento alla parte costituita e al consulente che non hanno comunicato l'indirizzo elettronico
di cui al medesimo comma, sono fatte presso la cancelleria.
4. A decorrere dalla data fissata ai sensi del comma 1, le notificazioni e le comunicazioni di cui ai
commi 1 e 2 dell'articolo 17 del decreto legislativo 17 gennaio 2003 n. 5, si effettuano ai sensi
dell'articolo 170 del codice di procedura civile.
5. All'articolo 16 del regio decreto legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, sono apportate le seguenti modificazioni:
«Nell'albo e' indicato l'indirizzo elettronico attribuito a ciascun professionista dal punto di
accesso ai sensi dell'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n.
123»;
b) il quarto comma e' sostituito dal seguente: «A decorrere dalla data fissata dal Ministro della
giustizia con decreto emesso sentiti i Consigli dell'Ordine, gli albi riveduti debbono essere
comunicati per via telematica, a cura del Consiglio, al Ministero della giustizia nelle forme previste
dalle regole tecnico-operative per l'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile».
1. Dopo l'articolo 227 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono
articolo 227-bis (L) (Quantificazione dell'importo dovuto). - 1. Per la quantificazione dell'importo
si applica la disposizione di cui all'articolo 211.
articolo 227-ter (L) (Riscossione a mezzo ruolo). 1. Entro un mese dal passaggio in giudicato o
dalla definitività del provvedimento da cui sorge l'obbligo, l'ufficio procede all'iscrizione a ruolo.
2. L'agente della riscossione notifica al debitore una comunicazione con l'intimazione a pagare
l'importo dovuto nel termine di un mese e contestuale cartella di pagamento contenente
l'intimazione ad adempiere entro il termine di giorni venti successivi alla scadenza del termine di
cui alla comunicazione con l'avvertenza che in mancanza si procederà ad esecuzione forzata.
3. Se il ruolo e' ripartito in più rate, l'intimazione ad adempiere contenuta nella cartella di
pagamento produce effetti relativamente a tutte le rate.».
1. Nel secondo comma dell'articolo 421 del Codice di Procedura Civile le parole «dell'articolo
precedente» sono sostituite dalle parole «dell'articolo 420».
2. Il primo comma dell'articolo 429 del Codice di Procedura Civile e' sostituito dal seguente:
«Nell'udienza il giudice, esaurita la discussione orale e udite le conclusioni delle parti, pronuncia
sentenza con cui definisce il giudizio dando lettura del dispositivo e della esposizione delle ragioni
di fatto e di diritto della decisione. In caso di particolare complessità della controversia, il giudice
fissa nel dispositivo un termine, non superiore a sessanta giorni, per il deposito della sentenza».
1. All'articolo 9, comma 2, della legge 21 luglio 2000, n. 205, le parole «dieci anni» sono sostituite
con le seguenti: «cinque anni».
2. La domanda di equa riparazione non e' proponibile se nel giudizio dinanzi al giudice
amministrativo in cui si assume essersi verificata la violazione di cui all'articolo 2, comma 1, non e'
stata presentata un'istanza ai sensi del secondo comma dell'articolo 51 del regio decreto 17 agosto
1907, n. 642, nei sei mesi antecedenti alla scadenza dei termini di durata di cui all'articolo 4, comma
1-ter, lettera b).».
a) all'articolo 1, primo comma, le parole: «le prime tre con funzioni consultive e le altre con
funzioni giurisdizionali» sono sostituite dalle parole: «con funzioni consultive o giurisdizionali,
oltre alla sezione normativa istituita dall'articolo 17, comma 28, della legge 15 maggio 1997, n.
127»;
b) all'articolo 1, dopo il quarto comma e' aggiunto il seguente: «Il Presidente del Consiglio di
Stato, con proprio provvedimento, all'inizio di ogni anno, sentito il Consiglio di Presidenza,
individua le sezioni che svolgono funzioni giurisdizionali e consultive, determina le rispettive
materie di competenza e la composizione, nonche' la composizione della Adunanza Plenaria ai sensi
dell'articolo 5, primo comma.»;
c) all'articolo 5, primo comma, le parole da «dal consiglio» sino alla parola: «giurisdizionali.»
sono sostituite dalle seguenti parole: «dal Presidente del Consiglio di Stato, sentito il Consiglio di
Presidenza.»;
d) all'articolo 5, comma secondo, le parole «in modo da assicurare in ogni caso la presenza di
quattro consiglieri per ciascuna sezione giurisdizionale» sono soppresse.
1. Relativamente ai soli processi pendenti, su ricorso degli uffici dell'Amministrazione finanziaria,
innanzi alla Commissione tributaria centrale alla data di entrata in vigore dell'articolo 1, comma
351, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per i quali non e' stata ancora fissata l'udienza di
trattazione alla data di entrata in vigore del presente articolo, i predetti uffici depositano presso la
competente segreteria, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente articolo, apposita
dichiarazione di persistenza del loro interesse alla definizione del giudizio. In assenza di tale
dichiarazione i relativi processi si estinguono di diritto e le spese del giudizio restano a carico della
parte che le ha sopportate.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente articolo non si fa luogo alla nomina di
nuovi giudici della Commissione tributaria centrale e le sezioni della stessa, ove occorrente, sono
integrate esclusivamente con i componenti delle commissioni tributarie regionali presso le quali le
predette sezioni hanno sede.
1. Gli articoli 181 e 429 del codice di procedura civile, come modificati dal presente decreto-legge,
si applicano ai giudizi instaurati dopo la sua entrata in vigore.
Altre norme di particolare interesse per gli Avvocati
Art. 32 - Contanti e assegni: Ripristinato il tetto di 12.500 euro per il trasferimento in contanti e
per gli assegni non trasferibili.
Professionisti: Eliminata la norma della L. 248/2006 che prevedeva il pagamento del compenso ai
professionisti solo con assegni non trasferibili o bonifici o altre modalità di pagamento bancario o
postale o sistemi di pagamento elettronico ed abolito il limite previsto per l'uso di denaro contante
(500 euro dal 1° luglio 2008 e 100 euro dal 1° luglio 2009).
Art. 36 - Class Action: Entrata in vigore prorogata dal 29 giugno 2008 al 1° gennaio 2009.
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References: sentenza 
 sentenza 

articolo 227

articolo 227

sentenza 

Art. 32

Art. 36