Source: http://www.salvatoremicillo.com/2014/01/
Timestamp: 2019-12-15 20:51:46+00:00

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Gennaio 2014 – Salvatore Micillo
ddl con svendita #bankitalia, Governo riveda le accise ! Il mio #c-ostruzionismo in #Aula con #M5s (video)
Pubblicato su 29 Gennaio 2014 di Salvatore Micillo Pubblicato in Attività	.
Signor Presidente, colleghi, ancora una volta l’obbedire di questo Governo a logiche clientelari, come quelle finora rilevate dagli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, ci obbliga al muro contro muro. Su un problema, come quello del rilancio economico del Paese, siamo costretti a dare battaglia per difendere quei sacrosanti interessi e bisogni della cittadinanza che, ancora una volta, col colpo di mano dato anche con questo decreto-legge, vengono sacrificati sull’altare dei favori ai potenti e ai lobbisti di turno.
Tralasciando per un momento gli argomenti IMU e Bankitalia, che occupano la quasi totalità di un decreto-legge sul quale per l’ennesima volta questo Governo, ponendo la fiducia, si è rivelato un Esecutivo debole, è il caso di porre l’accento sull’articolo 7 del provvedimento in oggetto. In quest’articolo infatti, ignorando per l’ennesima volta persino le indicazioni del Presidente della Repubblica in merito all’allegro ed abusato utilizzo dello strumento della decretazione d’urgenza, viene fissata una norma che consente una nuova rimodulazione delle accise sugli alcolici. Quelle accise che in condizioni normali, ed è bene specificarlo, andrebbero a comporre un fondo destinato alla copertura finanziaria di interventi volti alla tutela dei beni culturali, al sostegno del turismo e del finanziamento del tax credit nel settore cinematografico.
Insomma, finalità sicuramente nobili per un Paese che proprio in questi settori annovera eccellenze indiscusse in campo internazionale. Pensiamo ai tanti monumenti sparsi in giro per tutta l’Italia, allo straordinario patrimonio paesaggistico naturale che in alcuni casi è addirittura riconosciuto dall’UNESCO, alle pellicole che hanno reso il nostro cinema tale che negli anni si è affermato come punto di riferimento assoluto per tutti gli autori contemporanei. Gli stessi settori che però, in maniera curiosa, continuano a far parlare di loro non per i successi ma per le disavventure.
Pensiamo alle varie proteste del mondo del cinema che la scorsa estate chiedeva a gran voce proprio la reintroduzione del tax credit per sostenere tutto il mondo che ruota attorno alla cosiddetta settima arte. Un mondo che nei mesi scorsi ha registrato il rischio chiusura di realtà storiche come quella degli studi di Cinecittà, e del conseguente rischio disoccupazione per migliaia di persone. Pensiamo all’immenso patrimonio storico-artistico che il mondo intero ci invidia, e che purtroppo continua a franare sotto i colpi mortali dell’abbandono e dell’incuria.
Se penso alla mia terra, a proposito di patrimonio dell’UNESCO, è indelebile l’immagine dei crolli avvenuti presso gli scavi di Pompei o presso la Reggia di Caserta. Non si può non pensare allo stato di abbandono che aggredisce siti dall’immenso valore storico, come l’anfiteatro romano di Santa Maria Capua Vetere e gli scavi di Liternum a Giugliano. Insomma, se si pensa a tutto questo, allora la domanda viene naturale: ma i fondi raccolti con queste accise, in buona sostanza, che fine fanno ? E insieme a loro, che fine fanno le continue rideterminazioni, come l’ultima che lo scorso settembre è stata inserita nel decreto-legge n. 104 del 2013, convertito a novembre dalla legge n. 128 del 2013, recante «Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca» ? E basta andare appena un mese più indietro per trovare la precedente rimodulazione che ad agosto, a proposito di beni culturali e dintorni, è stata inserita nel decreto-legge n. 91 del 2013, convertito a ottobre dalla legge n. 112 del 2013, recante «Disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo».
SALVATORE MICILLO. A questo punto quindi, nel rispetto di una cittadinanza stanca di vedere i propri soldi finire nelle tasche di qualcun altro, invece che investiti realmente nel proprio futuro, ci chiediamo e vi chiediamo se non sia più logica l’idea di incidere maggiormente su queste concessionarie di gioco d’azzardo, invece di mettere continuamente le mani sui consumi che già sono ad un minimo storico.
Ci chiediamo e vi chiediamo se non sia più coerente e percorribile la strada del recupero di queste multe per le attività di cui abbiamo parlato. Alla fine parliamo di multe, di debiti che questi signori hanno nei confronti delle casse dello Stato. Possibile che non vi riesca una volta tanto di dimostrarvi forti con questi poteri invece di continuare a mostrare rigore e severità solo con i piccoli ? Date un segnale di cambiamento una volta tanto, non lasciate questo lavoro sempre a noi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
(intervento tenuto in Aula lunedì 27 gennaio 2014 per la conversione del disegno di legge del Governo su Bankitalia e parziale abolizione dell’Imu)
Sugli inceneritori la maggioranza si toglie la maschera, Dl #TerradeiFuochi (video)
Pubblicato su 22 Gennaio 2014 di Salvatore Micillo Pubblicato in Attività	.
Non ci sono più alibi, non si possono più nascondere, i simboli di partito sono la tana in cui consumare affari e clientele. Più che la salute del cittadino potè il business. E non bastano più le parole dette dai palchi o in tv, nei loro comunicati stampa o nelle interviste con giornalista supino…
Ieri sera c’è stato uno smascheramento pubblico. All’ordine del giorno la seconda seduta di discussione sul disegno di legge (farlocco) del Governo sulla “Terra dei Fuochi” ed Ilva, per la serie “stiamo facendo”, ma in realtà non fanno quello che devono fare.
Passiamo alla votazione dell’emendamento Luigi Gallo 2.5, sul quale vi è il parere contrario della Commissione e del Governo, il parere favorevole del relatore di minoranza Massimo De Rosa (M5S!) e il parere contrario del relatore di minoranza Grimoldi (Lega Nord).
Ho chiesto di parlare per dichiarazione di voto e, da lì a pochi minuti c’è stato un diluvio di dichiarazioni che ha messo nell’angolo il M5S che chiedeva il divieto di costruire inceneritori in Campania. Non ci hanno appoggiato! Il business ha vinto sul diritto alla salute dei cittadini. In un’epoca nella quale gli inceneritori sono chiusi, l’Italia vuole adottarli.
E, per favore non chiamateli “termovalorizzatore”! Si vuole mettere il miele sul cianuro.
Sentite cosa ha detto ieri sera Paolo Grimoldi della Lega: “Ci troviamo in una situazione dove, nel nord di questo Paese, le nostre città e i nostri cittadini sono arrivati a punte dell’80-85 per cento della raccolta differenziata e gli impianti di termovalorizzazione ubicati nel Nord si trovano a lavorare, come previsto, per quella che è la parte del rifiuto indifferenziato.
Vi sono invece altre realtà che non hanno fatto la raccolta differenziata, non hanno realizzato i termovalorizzatori e hanno causato lo sperpero di denaro pubblico e la catastrofe nota come «i rifiuti di Napoli», che oggi è sotto gli occhi di tutti, perché ancora oggi ne paghiamo le conseguenze in termini di immagine e in termini di risorse economiche.
Se noi oggi decidiamo che non si costruiscono più termovalorizzatori, dobbiamo però dirci: attenzione, allora ci aspettiamo che domani mattina le regioni del Sud arrivino a fare una raccolta differenziata dell’80-85 per cento. Siccome sappiamo benissimo che questa è una velleità e non è assolutamente praticabile, una soluzione dobbiamo trovarla, perché non è più plausibile che il trasporto dei rifiuti dal Sud al Nord sia ancora oggi pagato dai contribuenti, poi tra l’altro del Nord, che mandano a Roma sacchi di soldi per poi ricevere indietro magari sacchi di rifiuti nei propri impianti di termovalorizzazione”.
Dichiarazioni condivise dalla “forzista” Giuseppina Castiello, l’avreste mai detto? Una donna della Campania che condivide il quadro di pesante critica rivolto da un uomo della Lega alla sua regione: “non possiamo pensare di risolvere il problema parlando soltanto di raccolta differenziata, perché purtroppo è vero, ha ragione il collega Grimoldi: se noi mettiamo in evidenza il dato della raccolta differenziata nella città di Napoli – non sto parlando della provincia – è bassissimo, perché c’è una politica che va diversamente. Il sindaco De Magistris ha una linea diversa e, quindi, non vuole l’inceneritore.continuiamo a fare demagogia parlando dei cittadini. La gente vuole le strade pulite. Le persone di quel luogo non vogliono più le discariche, per cui va bene l’inceneritore, va bene un sistema di trasformazione industriale che, con tutti quelli che sono gli accorgimenti del caso – è ovvio –, possa risolvere questo problema.
Quindi, non facciamo più demagogia in tal senso, ma cerchiamo realmente, in maniera responsabile di fare in modo che la Campania diventi una regione normale, come tutte le regioni, non d’Italia, ma d’Europa.”.
Il relatore per la maggioranza Alessandro Bratti del Pd ha sfoggiato invece un politichese degno della I Repubblica: “Quindi, la motivazione del voto contrario non sta nell’essere più o meno d’accordo sulle diverse interpretazioni, ma sta nel fatto che, essendo questa una conversione di un decreto-legge, per poter stare al merito del decreto stesso – che, ricordiamo, è quello di cercare di definire quali sono i territori idonei a scopo agricolo e quelli non idonei (perché questa è la motivazione della prima parte), oltre che gli interventi di bonifica eventualmente da eseguire dopo le prime analisi e i primi sondaggi – è evidente che questa discussione qui dentro non ci sta. Lo volevo precisare, perché la motivazione di contrarietà sta nei contenuti della discussione che abbiamo iniziato a fare e che io spero e penso faremo un po’ più avanti su un altro provvedimento.”.
Insomma Bratti non sapeva proprio che toppa mettere…
La ciliegina sulla torta della discussione la mette Paolo Russo di FI! “Guardate, io non sono a favore o contro il termovalorizzatore. È come la storia del treno, dell’aereo o della bicicletta…”. sì, del calciobalilla, del tiro all’arco, della fionda e delle costruzioni Lego…
Marcello Taglialatela della finta opposizione di Fratelli d’Italia: “Ed è questo il motivo per il quale io ritengo che un emendamento che pone come principio il divieto di poter realizzare moderni, controllati, efficienti impianti per il trattamento dei rifiuti sia una posizione sbagliata. E sia una posizione sbagliata, perché una posizione di questo genere è una posizione ideologica ed è anche una posizione che la gente non comprende se approfondisce l’argomento e vuole affrontarlo per arrivare ad una soluzione. Ed è questo il motivo per il quale il nostro voto sarà contrario”.
Tag: fratelli d'italia, grimoldi, inceneritore, maggioranza, minoranza, opposizione, raccolta, relatore, rifiuti, taglialatela	.
#reatiambientali il lancio d’agenzia sull’intervento tenuto in Aula
Pubblicato su 20 Gennaio 2014 di Salvatore Micillo Pubblicato in Attività	.
(Public Policy) – Roma, 20 gen – “Da oggi si colma una lacuna legislativa e un vuoto culturale. Il testo è unificato grazie al lavoro di concertazione in commissione Giustizia, dove si sono superate pregiudiziali di appartenenza e si è lavorato al risultato finale”. Lo ha detto il relatore Salvatore Micillo (M5s) nel corso del suo intervento davanti l’Aula della Camera per l’inizio dell’esame del disegno di legge che introduce nuovi “delitti contro l’ambiente” nel Codice penale. “Sono emozionato di essere relatore di questo testo, da ambientalista di lungo corso ancora non ci credo”, ha dichiarato l’esponente del Movimento 5 stelle, che ha ricordato il caso del vigile urbano della Terra dei fuochi scomparso ieri Michele Liguori. “Dove non arriva la coscienza arriva la legge – ha proseguito il relatore – dove non c’è rispetto per il proprio territorio arrivano allora misure adeguate”. (Public Policy) NAF 201231 Gen 2014
Reati ambientali, 1998/2014, 16 anni di attesa per rivedere oggi in Aula i delitti ambientali nel codice penale (video + testo)
L’esame in Commissione è iniziato il 20 giugno 2013 e si è concluso il 16 gennaio 2014. Il 15 ottobre 2013 si è aperta l’indagine conoscitiva, conclusasi il 10 dicembre scorso. Abbiamo udito vertici delle forze dell’ordine e della magistratura. All’unanimità convenivano sulla necessità che una simile proposta fosse introdotta presto.
È dal 1998 che c’era, almeno che era depositata alla Camera dei deputati e in Parlamento una proposta di legge sui reati ambientali nel codice penale. Sono passati sedici anni che hanno scritto la storia della mia terra e credo di tutta Italia. Oggi speriamo di voltare pagina (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle).
Tag: ambiente, commissione, coscienza, delitti ambientali, ferranti, idea, luogo, michele liguori, misure, rifiuti, terra	.
Lunedi 20 ore 12 arriva in aula in discussione generale la nostra proposta di legge “delitti contro l’ambiente”
Lunedi 20 ore 12 arriva in aula in discussione generale la nostra proposta di legge “delitti contro l’ambiente”.
Il testo uscito dalla Commissione Giustiza prevede l’introduzione nel codice penale dei delitti ambientali.
1. Dopo il Titolo VI del libro secondo del codice penale, è inserito il seguente:
Art. 452-bis. – (Inquinamento ambientale). – È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 chiunque, in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, specificamente poste a tutela dell’ambiente e la cui inosservanza costituisce di per sé illecito amministrativo o penale, cagiona una compromissione o un deterioramento rilevante:
1) delle qualità del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell’aria;
Art. 452-ter. – (Disastro ambientale). – Chiunque, in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, specificamente poste a tutela dell’ambiente e la cui inosservanza costituisce di per sé illecito amministrativo o penale, cagiona un disastro ambientale è punito con la reclusione da cinque a quindici anni.
Costituisce disastro ambientale l’alterazione irreversibile dell’equilibrio dell’ecosistema o l’alterazione la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali ovvero l’offesa della pubblica incolumità in ragione della rilevanza oggettiva per l’estensione della compromissione ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo.
Quando il disastro è cagionato in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena è aumentata.
Art. 452-quater. – (Delitti colposi contro l’ambiente). – Se taluno dei fatti di cui agli articoli 452-bis e 452-ter è commesso per colpa, le pene previste dai medesimi articoli sono diminuite da un terzo alla metà.
Art. 452-quater.1. — (Traffico ed abbandono di materiale di alta radioattività). — Salvo che il fatto costituisca più grave reato, punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000 chiunque, illegittimamente o comunque in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene o trasferisce materiale di alta radioattività. Alla stessa pena soggiace il detentore che abbandona materiale di alta radioattività o se ne disfa illegittimamente.
La pena di cui al primo comma è aumentata se dal fatto deriva la compromissione o il deterioramento:
2) della biodiversità, della flora o della fauna selvatica.
Se dal fatto deriva il pericolo per la vita o per l’incolumità delle persone, la pena è aumentata fino alla metà.
Art. 452- quater. 2 – (Impedimento del controllo). – 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, negando l’accesso, predisponendo ostacoli o mutando artificiosamente lo stato dei luoghi, impedisce, intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientale, ovvero ne compromette gli esiti è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Art. 452-quinquies. – (Circostanze aggravanti). – Quando l’associazione di cui all’articolo 416 è diretta, in via esclusiva o concorrente, allo scopo di commettere taluno dei reati di cui al presente titolo, le pene previste dall’articolo 416 sono aumentate.
Quando l’associazione di cui all’articolo 416-bis è finalizzata a commettere alcuno dei delitti previsti nel presente titolo ovvero all’acquisizione della gestione o comunque del controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti o servizi pubblici in materia ambientale le pene previste dall’articolo 416-bis sono aumentate.
Le pene sono aumentate da un terzo alla metà se l’associazione include pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che esercitano funzioni o svolgono servizi in materia ambientale.
Art. 452-sexies. – (Ravvedimento operoso). – Le pene previste per i delitti di cui al presente titolo, per il delitto di associazione a delinquere di cui all’articolo 416 aggravato ai sensi dell’articolo 452-quinquies nonché per il delitto di cui all’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono diminuite dalla metà a due terzi nei confronti di colui che si adopera per evitare che l’attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, ovvero aiuta concretamente l’autorità di polizia o l’autorità giudiziaria nella ricostruzione del fatto, nell’individuazione degli autori, nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti, ovvero provvede alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi.
Ove il giudice, su richiesta dell’imputato, disponga la sospensione del procedimento per un tempo congruo , e comunque non superiore ad un anno, a consentire di completare le attività di cui al primo comma, il corso della prescrizione è sospeso.
Art. 452-septies. – (Confisca). – 1. Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dagli articoli 452-bis, 452-ter, 452 quater.1, 452 quater.2 e 452-quinquies commi 1 e 3, è sempre ordinata la confisca delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che servirono a commettere il reato.
2. Quando, a seguito di condanna per uno dei delitti previsti dal presente titolo, sia stata disposta la confisca di beni ed essa non sia possibile, il giudice individua beni di valore equivalente di cui il condannato abbia anche indirettamente o per interposta persona la disponibilità e ne ordina la confisca».
Art. 452-octies. – (Ripristino dello stato dei luoghi.). – Quando pronuncia sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti ai sensi dall’articolo 444 del codice di procedura penale per alcuno dei delitti previsti dal presente titolo, il giudice ordina il recupero e, ove tecnicamente possibile, il ripristino dello stato dei luoghi, ponendone l’esecuzione a carico del condannato e dei soggetti di cui all’articolo 197 del presente codice.
3. All’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente: «È sempre ordinata la confisca delle cose che servirono a commettere il reato o che ne costituiscono il prodotto o il profitto del reato. Quando essa non sia possibile, il giudice individua beni di valore equivalente di cui il condannato abbia anche indirettamente o per interposta persona la disponibilità e ne ordina la confisca».
4. All’articolo 12-sexies del decreto legge 8 giugno 1992, n. 306 convertito in legge 7 agosto 1992, n. 356, dopo le parole «416-bis,» inserire le seguenti «452-ter, 452-quinquies comma 1,» e dopo le parole «, dalla L. 7 agosto 1992, n. 356,» inserire le seguenti «dall’articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152».
4-bis. All’articolo 32-quater, primo comma, del codice penale dopo la parola. “437” sono inserite le seguenti: “452-bis, 452-ter, 452-quater. 1”
5. All’articolo 157, sesto comma, secondo periodo del codice penale, dopo le parole: «sono altresì raddoppiati» sono inserite le seguenti: «per i reati di cui al titolo VI-bis del libro II,».
5-bis. Dopo l’articolo 118-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, è inserito il seguente: «Art. 118-ter. – 1. Il procuratore della Repubblica, quando procede a indagini per i delitti di cui agli articoli 452-bis, 452-ter, 452-quater.1 del codice penale e 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ne dà notizia al procuratore nazionale antimafia.
6. L’articolo 25-undecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è così modificato:
a) nel comma 1, le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti: «a) per la violazione dell’articolo 452-bis la sanzione pecuniaria da duecentocinquanta a seicento quote; b) per la violazione dell’articolo 452-ter la sanzione pecuniaria da quattrocento a ottocento quote; b-bis) per i delitti associativi aggravati ai sensi dell’articolo 452-quinquies, la sanzione pecuniaria da trecento a mille quote; b-ter) per il delitto di traffico ed abbandono di materiale di alta radioattività ai sensi dell’art. 452-quater.1, la sanzione pecuniaria da 250 a 600 quote: c) per la violazione dell’articolo 727-bis la sanzione pecuniaria fino a duecentocinquanta quote; d) per la violazione dell’articolo 733-bis la sanzione pecuniaria da centocinquanta a duecentocinquanta quote.»;
b) dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti commi: «1-bis. Nei casi di condanna per i delitti indicati nel comma 1, lettere a) e b), si applicano le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, per una durata non superiore ad un anno per il delitto indicato nella lettera a). 1-ter. Nei casi di condanna per i delitti indicati nell’articolo 452-quater, le sanzioni pecuniarie e interdittive, previste nel comma precedente, sono ridotte di un terzo».
7. Dopo la Parte Sesta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è inserita la seguente: Parte Settima. Modifiche alla disciplina sanzionatoria delle contravvenzioni in materia di tutela ambientale:
Articolo 319 (Ambito di applicazione)
1. Le disposizioni che seguono si applicano alle violazioni amministrative e alle ipotesi contravvenzionali in materia ambientale che non abbiano cagionato danno o pericolo concreto e attuale di danno alle risorse ambientali, urbanistiche o paesaggistiche protette.
Articolo 320 (Prescrizioni)
1. Allo scopo di eliminare la contravvenzione accertata, l’organo di vigilanza, nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria di cui all’art. 55 del codice di procedura penale ovvero la polizia giudiziaria devono impartire al contravventore un’apposita prescrizione, fissando per la regolarizzazione un termine non eccedente il periodo di tempo tecnicamente necessario. Tale termine è prorogabile a richiesta del contravventore, per la particolare complessità o per l’oggettiva difficoltà dell’adempimento. In nessun caso esso può superare i sei mesi . Tuttavia, quando specifiche circostanze non imputabili al contravventore determinano un ritardo nella regolarizzazione, il termine di sei mesi può essere prorogato per una sola volta, a richiesta del contravventore, per un tempo non superiore ad ulteriori sei mesi, con provvedimento motivato che è comunicato immediatamente al pubblico ministero.
3. Con la prescrizione l’accertatore può imporre specifiche misure atte a far cessare situazioni di pericolo ovvero la prosecuzione di attività potenzialmente pericolose.
4. Resta fermo l’obbligo dell’organo accertatore di riferire al pubblico ministero la notizia di reato inerente alla contravvenzione ai sensi dell’art. 347 del codice di procedura penale.
Articolo 321 (Verifica dell’adempimento).
1. Entro e non oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, l’organo accertatore verifica se la violazione è stata eliminata secondo le modalità e nel termine indicati dalla prescrizione.
2. Quando risulta l’adempimento alla prescrizione, l’organo accertatore ammette il contravventore a pagare in sede amministrativa, nel termine di trenta giorni, una somma pari al quarto del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa. Entro centoventi giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, l’organo accertatore comunica al pubblico ministero l’adempimento alla prescrizione, nonché l’eventuale pagamento della predetta somma.
3. Quando risulta l’inadempimento alla prescrizione, l’organo accertatore ne da’ comunicazione al pubblico ministero e al contravventore entro novanta giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione .
Articolo 322 (Notizie di reato non pervenute dall’organo accertatore)
1. Se il pubblico ministero prende notizia di una contravvenzione di propria iniziativa ovvero la riceve da privati o da pubblici ufficiali o incaricati di un pubblico servizio diversi dall’organo di vigilanza e dalla Polizia Giudiziaria, ne dà comunicazione all’organo di vigilanza o alla Polizia Giudiziaria affinché provveda agli adempimenti di cui agli articoli 320 e 321
Articolo 323 (Sospensione del procedimento penale)
1. Il procedimento per la contravvenzione è sospeso dal momento dell’iscrizione della notizia di reato nel registro di cui all’art. 335 del codice di procedura penale fino al momento in cui il pubblico ministero riceve una delle comunicazioni di cui all’art. 321, commi 2 e 3.
2. Nel caso previsto dall’art. 322, comma 1, il procedimento rimane sospeso fino al termine indicato dal comma 1.
3. La sospensione del procedimento non preclude la richiesta di archiviazione. Non impedisce, inoltre, l’assunzione delle prove con incidente probatorio, né gli atti urgenti di indagine preliminare, né il sequestro preventivo ai sensi degli articolo 321 e seguenti del codice di procedura penale.
Articolo 324 (Estinzione del reato)
1. La contravvenzione si estingue se il contravventore adempie alla prescrizione impartita dall’organo di vigilanza nel termine ivi fissato e provvede al pagamento previsto dall’art. 321, comma 2
2. Il pubblico ministero richiede l’archiviazione se la contravvenzione è estinta ai sensi del comma 1
3. L‘adempimento in un tempo superiore a quello indicato nella prescrizione, ma che comunque risulta congruo a norma dell’art. 321, comma 1, ovvero l’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose della contravvenzione con modalità diverse da quelle indicate dall’organo di vigilanza, sono valutati ai fini dell’applicazione dell’art. 162-bis del codice penale. In tal caso, la somma da versare è ridotta al quarto del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa.
Articolo 325 (Norme di coordinamento e transitorie)
1. Le norme di questo capo non si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. »
Decreto Terra dei fuochi, quello che il Governo non dice (ve lo diciamo noi) (video)
Pubblicato su 16 Gennaio 2014 di Salvatore Micillo Pubblicato in Attività	.
Terzo giorno di discussione sul Dl del Governo Letta, che avrà avuto qualche ripensamento sul testo, visto che nella seduta di ieri è stato deciso di rinviarlo ad oggi. Vedremo! Magari avverrà come per il Dl Roma, prima approvato in Aula e poi ritirato alla vigilia di Natale?
Questa mattina per il M5S interverrà Massimo De Rosa, vice presidente della Commissione Ambiente, mentre di seguito potete rivedere il mio intervento in Aula tenuto l’altra sera o leggerlo, se preferite.
il video del mio intervento sul decreto legge Terra dei Fuochi
(intervento tenuto alla Camera alle ore 22.20 del 14 gennaio 2014)

References: e contrario
e contrario

Art. 452

Art. 452

Art. 452

Art. 452

Art. 452

Art. 452

Art. 452

Art. 452

Art. 452
 sentenza 

Articolo 319

Articolo 320

Articolo 321

Articolo 322

Articolo 323
 articolo 321

Articolo 324

Articolo 325