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Timestamp: 2020-01-24 17:03:54+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11653 del 11/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11653 del 11/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 11/05/2017, (ud. 20/01/2017, dep.11/05/2017), n. 11653
sul ricorso 4690-2012 proposto da:
L.F., elettivamente domiciliato in ROMA VIA CICERONE 44,
presso lo studio dell’avvocato CRISTINA MARIA BORDONARO,
rappresentato e difeso dall’avvocato PIETRO RABIOLO giusta delega a
SERIT SICILIA CONCESSIONARIO RISCOSSIONE PROVINCIA DI CALTANISSETTA
avverso la sentenza n. 681/2010 della COMM.TRIB.REG. della SICILIA
L’Agenzia delle entrate ricorre con due motivi nei confronti di L.F. e di Serit Sicilia s.p.a. per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Sicilia, n. 681/21/10 dep. il 20.12.2010, che, in relazione a iscrizione a ruolo di cartella esattoriale notificata ai fini Irpef e Ilor per gli anni 1995 e 1996, ha rigettato l’appello dell’Ufficio, confermando la decisione di primo grado fondata sulla irregolarità della notifica degli avvisi di accertamento, notificati all’indirizzo dichiarato all’anagrafe tributaria nelle dichiarazioni dei redditi per gli anni 2001 e 2002.
In particolare la C.T.R., richiamando le modifiche legislative intervenute a seguito della sentenza della Corte cost. n. 360/2003, ha ritenuto omessa la notifica degli atti presupposti (avvisi di accertamento), in mancanza di prova contraria da parte dell’Agenzia delle entrate e sulla scorta degli atti processuali, attestanti il trasferimento di residenza del contribuente dal Comune di (OMISSIS) fin dall’anno 2001.
L.F. si costituisce con controricorso, eccependo la inammissibilità del ricorso.
1. Col primo motivo del ricorso l’Agenzia delle entrate deduce vizio di ultrapetizione (per violazione dell’art. 112 c.p.c.), avendo il contribuente nel ricorso introduttivo dedotto unicamente l’illegittimità dell’iscrizione a ruolo per omessa notifica degli avvisi di accertamento, senza nulla dedurre sul trasferimento in altro Comune.
2. Col secondo motivo si deduce violazione di legge (D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, comma 3), dovendo il contribuente comunicare le variazioni di indirizzo non risultanti dalla dichiarazione annuale, essendo in caso contrario valida la notifica nel Comune di domicilio fiscale dell’ultima dichiarazione annuale.
4. Preliminare all’esame dei motivi di ricorso è infatti la verifica della sua ammissibilità, in relazione alla tempestività della notifica del ricorso per cassazione.
Da tale verifica risulta che la sentenza impugnata, depositata il 20 dicembre 2010, è divenuta definitiva il 6 febbraio 2012 (essendo il 4 e il 5 sabato e domenica), per cui la notifica del ricorso per cassazione da parte dell’Agenzia delle entrate (eseguita con spedizione a mezzo posta il 7 febbraio 2012), è tardiva, in quanto successiva al termine di un anno e quarantasei giorni – ex art. 327 c.p.c. vigente ratione temporis, tenuto conto della sospensione feriale dei termini – con conseguente inammissibilità del ricorso stesso.
Dichiara inammissibile il ricorso. Condanna l’Agenzia delle entrate al pagamento delle spese, liquidate in Euro 8.000,00 oltre spese forfetarie nella misura del 15% e accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 60
 sentenza 
 art. 327