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Timestamp: 2018-04-23 06:02:18+00:00

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Tecniche e mezzi di controllo delle popolazioni di selvatici in esubero: esperienze della provincia di Cuneo
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Muzio Volpi
1 CACCIA E CACCIAGIONE: tutela della salute del consumatore e salvaguardia di fauna e ambiente Tecniche e mezzi di controllo delle popolazioni di selvatici in esubero: esperienze della provincia di Cuneo Ercole Giovanni ASL CN 2 Lingua Fabrizio ATC CN1
3 Cinghiali, Cuneo chiede carta bianca alla Regione «Il problema rappresentato dagli animali selvatici e soprattutto quello dei danni che questi arrecano all agricoltura (soprattutto i cinghiali) e come causa di incidenti stradali (cinghiali e caprioli), continua ad essere una priorità della Provincia. Lo ha detto l assessore provinciale alla Caccia, Stefano Isaia Sul tema, Isaia ha ricordato come la Regione Piemonte abbia ampliato i termini di abbattimenti e concesso la possibilità della caccia al cinghiale dal 15 giugno al 15 marzo, ma ciononostante continuano ad arrivare segnalazioni della persistenza del problema, in particolare da alcune zone della Granda come Cortemilia e da molti comuni vicini. Servono pertanto, dati certi sulla popolazione di caprioli e cinghiali, derivanti da precisi censimenti e suddivisi per singolo Atc e Ca per capire il numero degli esemplari effettivamente abbattibile»
4 Martina: chiesti aiuti europei per risarcire da predazioni Mercoledì, 09 Aprile 2014 Troppi cinghiali. Il Ministro delle Politiche Agricole: tavolo tecnico per rivedere la legge sulla caccia. Chiesti aiuti europei. Il problema dei crescenti danni all'agricoltura causati dalla fauna selvatica e in particolar modo dai cinghiali, è stato al centro della risposta data dal Ministro delle politiche agricole Martina al deputato Bragantini, che aveva proposto una interrogazione. Il Ministro ha preliminarmente ricordato di avere individuato un gruppo di lavoro con il compito di esaminare la 157/92. Per quanto riguarda la possibilità di applicare misure finanziarie compensative dei danni causati agli agricoltori dalla fauna selvatica, nell'ambito del regolamento per lo sviluppo rurale, "tale tipologia di intervento non è prevista". 4
12 Lo strumento principale e comune ad ogni forma di prelievo venatorio di ungulati è il piano di prelievo (o piano di abbattimento) che consente di definire, in relazione a struttura e dinamica della popolazione (densità, natalità, mortalità, IUA, ecc.), il tipo di animali che si possono abbattere e/o l entità del prelievo, tenendo conto del concetto di mantenere il capitale (densità nel tempo) prelevando solo gli interessi (I.U.A.). La caccia programmata, così come definita dall attuale quadro normativo italiano, presuppone la definizione di un carniere teorico determinato dal numero di capi abbattibili da ciascun cacciatore per ciascuna giornata di caccia e dal numero di giornate usufruibili. Questo meccanismo risulta quindi del tutto indipendente dallo status delle popolazioni cacciate. Il prelievo selettivo è invece subordinato alla definizione preventiva sia della quantità dei capi che si intendono prelevare sia della loro ripartizione in classi di sesso e di età. Presupposto fondamentale è pertanto la conoscenza di questi parametri per ciascuna popolazione cacciata, ottenuta tramite opportuni censimenti. 12
13 Sistemi di caccia a confronto: caccia collettiva e caccia individuale CACCIA INDIVIDUALE CACCIA COLLETTIVA Si classificano come individuali quelle forme di caccia che prevedono che il cacciatore svolga la propria azione individualmente. E quella che meglio consente di rispettare il principio fondamentale della caccia di selezione, vale a dire la scelta preventiva del capo da abbattere (per classe di sesso e di età) a seguito di un osservazione paziente e prolungata (utilizzando una adeguata strumentazione ottica) di tutti i capi che si presentano nell area frequentata. L abbattimento potrà essere effettuato solo qualora venga individuato un capo appartenente alla classe assegnata al cacciatore. Probabilmente il primo modo per cacciare gli ungulati selvatici consisteva nell esecuzione di una sorta di battuta finalizzata alla forzatura dei selvatici verso dirupi o trappole dove cadevano e quindi potevano essere raccolti. Poi l uomo iniziò a selezionare, partendo dal lupo, diverse razze di cane, che avevano la funzione di scovare e forzare gli animali verso le reti. Tale metodo si è protratto fino al tardo Rinascimento. Con l avvento delle armi da fuoco, anziché verso le reti, gli animali venivano spinti da cani e battitori verso le poste (luoghi in cui i cacciatori armati si appostavano). 13
14 Schema confronto cacce 14
15 CLASSIFICAZIONE ARMI 15
16 La principale suddivisione delle armi da caccia si basa sulle caratteristiche interne della canna CANNA LISCIA CANNA RIGATA Il proiettile, o i pallini, scorrono liberamente nella canna. Nel tragitto interno della canna una rigatura elicoidale imprime al proiettile un movimento di rotazione intorno al proprio asse longitudinale, aumentandone la stabilità ed impedendone il ribaltamento. 16
17 FUCILI A CANNA LISCIA 1) Il fucile a canne sovrapposte (sovrapposto) o giustapposte (doppietta). I fucili a due canne, sovrapposte o giustapposte, per l'operazione di carico e scarico si aprono all'altezza della culatta (bascula) mediante rotazione delle canne intorno all'asse centrale attraverso lo spostamento della leva posta in testa al massello. 17
18 FUCILI A CANNA LISCIA 2) Nei fucili semiautomatici non esiste una vera e propria bascula e la parte che ad essa corrisponde viene denominata castello, che alloggia al suo interno il gruppo otturatore, la culatta della canna ed il sottoguardia con il cane ed il grilletto. L'armamento dei fucili semiautomatici, che possono sparare più colpi in successione, avviene inizialmente a mano spostando indietro il gruppo otturatore; quindi i movimenti necessari all'espulsione del bossolo sparato, di ricarica e di armamento del cane avvengono meccanicamente dopo ogni sparo fino ad esaurimento delle cartucce ricoverate nel serbatoio. 18
19 FUCILI A CANNA RIGATA 1) Carabina a ripetizione a leva: nasce nel Nord America e si diffonde in particolar modo perché molto adatta alla difesa personale ed alla caccia ravvicinata (non utile sulle lunghe distanze); prodotta in vari calibri, era concepita per poter ripetere con buona frequenza i colpi (anche da cavallo!). 2) Carabina bolt action; nasce con la prerogativa di essere un'arma estremamente efficace sulle lunghe distanze: la sua genesi è europea, molto resistente e permette in qualunque condizione di camerare (introduzione della cartuccia) i colpi successivi; la sua fortuna venatoria nasce in quanto è possibile camerarvi munizioni molto veloci, che permettono di effettuare tiri molto lunghi, e munizioni molto potenti. 19
20 FUCILI A CANNA RIGATA 3) Carabina monocolpo basculante o kipplauf: arma d'elezione per le cacce di montagna laddove due caratteristiche, leggerezza e precisione nei lunghi tiri, la rendono un arma ideale; è rivolta al cacciatore alpino, che ha la possibilità di ripiegare la carabina e riporla nello zaino per portarla in quota senza un eccessivo affaticamento. 4) Carabina semiautomatica: il suo cinematismo permette di sparare colpi in rapida sequenza e, se dotata di un ottica, risulta essere abbastanza precisa nei tiri alla media distanza. Con questo tipo di carabina i tiri a lunga distanza risultano proibitivi poiché i calibri molto potenti sono difficilmente camerabili nel sistema a sottrazione di gas. In Europa ed Italia è preferita dai cacciatori di cinghiale per la sua velocità e capacità di ripetere il colpo. 20
22 Usare un fucile da caccia con un calibro vietato dalla legge porta al rischio del ritiro della licenza, oltre ad eventuali sanzioni inflitte dall autorità pubblica territoriale che applica le norme sulla caccia. Ma quali sono i calibri vietati per la caccia? Attualmente, i calibri assolutamente vietati per la caccia sono quelli superiori al 12 per i fucili a canna liscia e quelli inferiori a 5,6 millimetri e con bossolo a vuoto di altezza inferiore ai 40 millimetri per i fucili a canna rigata. La regola si evince espressamente da quanto indicato nell art.13, L. 157/92: «1. L'attività venatoria è consentita con l'uso del fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di due cartucce, di calibro non superiore al 12, nonchè con fucile con canna ad anima rigata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica di calibro non inferiore a millimetri 5,6 con bossolo a vuoto di altezza non inferiore a millimetri E' consentito, altresì, l'uso del fucile a due o tre canne (combinato), di cui una o due ad anima liscia di calibro non superiore al 12 ed una o due ad anima rigata di calibro non inferiore a millimetri 5,6,.» 22
24 CARTUCCE PER CANNA LISCIA 24
25 CARTUCCE PER CANNA RIGATA 25
27 CALIBRO NEL SISTEMA EUROPEO 27
28 CALIBRO NEL SISTEMA ANGLOSASSONE 28
30 DOVE COLPIRE 30
31 RECUPERO CAPI FERITI SEGUGIO BAVARESE DA MONTAGNA (Bayrischer Gebirgsschweisshund) 31
32 RECUPERO CAPI FERITI SEGUGIO DI HANNOVER 32
33 «Bestia assassina l uomo che abbatteva i figli del re dei camosci da lontano, bestia che brulicava a valle e faceva rumore di tuono quando era sereno. Bestia solitaria quella che saliva da loro per agguato, per portar via. Anche così i camosci lo preferiscono all aquila, aquila, che arriva d improvviso senza avviso di odore. Meglio l uomo, che si fa sentire da lontano e che scaccia le aquile. Di lui i camosci si accorgono sempre.» 33
34 Grazie per l attenzione, e per la pazienza! 34
), DEMANDATE A SQUADRE DI ABBATTITORI LOCALI ORGANIZZATE DAGLI AMBITI TERRITORIALI DI CACCIA E DAI COMPRENSORI ALPINI.
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References: art.13
 articolo 6
 ART.1
 Art.1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 art. 6
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