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CITTA DI ROSETO DEGLI ABRUZZI (Provincia di Teramo) - PDF
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1 CITTA DI ROSETO DEGLI ABRUZZI (Provincia di Teramo) REGOLAMENTO COMUNITA EDUCATIVA PER MINORI INDICE ART. 1 ART. 2 ART. 3 ART. 4 ART. 5 ART. 6 ART. 7 ART. 8 ART. 9 ART. 10 ART. 11 ART. 12 ART. 13 ART. 14 ART. 15 Carattere e finalità del servizio Obiettivi della comunità Collocazione funzionale Divieti Organico struttura/professionalità/mansioni Rapporto numerico Utenza Polizze assicurative/responsabile sicurezza Ammissione/Valutazione/Dimissione Attività di formazione e Supervisione Rapporti esterni Regolamento interno/carta dei servizi Tariffe Risorse economiche Norme transitorie
2 ART. 1) Carattere e finalità del servizio E un servizio residenziale che accoglie temporaneamente, anche per periodi diurni, il minore qualora il nucleo familiare sia impossibilitato o incapace di assolvere il proprio compito; ha finalità socio-educative ed assistenziali volte alla supplenza temporanea del nucleo familiare. ART. 2) Obiettivi della comunità Garantire ai minori che si trovino a vivere per un periodo di tempo fuori dalla propria famiglia un ambiente educativo positivo in grado di sostenerli nel percorso di reinserimento; Creare sinergie attive fra la comunità educativa ed il servizio affidamento familiare al fine di ridurre il ricorso all accoglienza in comunità, privilegiando l inserimento in una famiglia; Realizzare percorsi di pronta accoglienza di minori, anche stranieri non accompagnati, basati sulla socializzazione e l educazione interculturale e non riducibili alla mera accoglienza temporanea di tipo alberghiero; Assicurare forme di accoglienza di minori flessibili, anche prevedendo l ospitalità della madre che li accompagna; Offrire l ospitalità a minori in situazione di emergenza. ART. 3) Collocazione funzionale Il Comune gestisce tramite terzi convenzionati la Comunità educativa per minori, la cui collocazione funzionale è nell ambito del Settore I - Servizi sociali ed educativi. L attuale Comunità ha sede in un edificio sito in via S. Rocco, 2 di Montepagano, concesso in comodato d uso al Comune fino ad agosto I locali di recente ristrutturati, sono conformi al DM 21/5/2001 n 308 e rispettano i criteri e le normative vigenti per gli edifici di civile abitazione. Presso la stessa struttura può essere attivato il Servizio di Pronto Intervento Sociale a livello Provinciale (attualmente in corso, come da convenzione stipulata in data 25/7/2007 con l Amministrazione Provinciale di Teramo) ART. 4) Divieti Non è permesso l accesso alla comunità ad estranei, fatta eccezione per: le forze di polizia; familiari e figure autorizzate dal Coordinatore responsabile salvo diverse disposizioni del Tribunale per i minorenni; gli operatori socio educativi sanitari territorialmente coinvolti; gli addetti alla manutenzione dell immobile, alle utenze, alle forniture e altre persone all uopo autorizzate dal Coordinatore responsabile. Non è consentito al personale della comunità prendere iniziative riguardanti la gestione, senza autorizzazione del responsabile della struttura. E fatto divieto al personale o ad estranei concedere direttamente doni di ogni genere ai minori accolti. ART. 5) Personale Le risorse umane rappresentano un elemento fondamentale per l erogazione del servizio, pertanto sarà garantita la presenza di figure professionali qualificate in relazione al servizio erogato, assicurando la presenza di un coordinatore responsabile e di tutte le figure previste dalla normativa regionale.
3 a) Professionalità Il Coordinatore responsabile della struttura deve essere in possesso del diploma di laurea in Scienze dell educazione e della formazione o in Psicologia, Sociologia, Pedagogia e Servizio Sociale. L Educatore deve essere in possesso del diploma di laurea in Scienza dell educazione o titolo equipollente. In sede di prima applicazione del presente regolamento può svolgere la funzione di educatore anche chi sia in possesso del diploma di scuola secondaria superiore ed abbia svolto per almeno un triennio tale servizio presso una Comunità per minori. L operatore socio/assistenziale deve essere in possesso del diploma di scuola secondaria superiore. Lo Psicologo e l Assistente sociale devono essere in possesso di diploma di Laurea specifica e dell iscrizione al rispettivo ordine professionale. b) Mansioni Il Coordinatore responsabile della struttura svolge i compiti di indirizzo e sostegno tecnico al lavoro degli educatori/operatori. Inoltre: Tiene i rapporti con i servizi sociali dell Ente e con il Tribunale per i minorenni; Predispone il progetto del servizio e il suo aggiornamento periodico; Garantisce la formulazione, la verifica e l aggiornamento dei Progetti Educativi Individualizzati, assicurando l apporto degli operatori dei servizi locali interessati al minore, del minore stesso e delle famiglie d origine laddove sia possibile; Promuove progetti di formazione e aggiornamento del personale; Controlla che siano tenuti aggiornati, a cura degli educatori e degli operatori, il registro degli ospiti, verbali di riunione, P.E.I e cartelle personali; Redige, in collaborazione con lo Psicologo, l Assistente Sociale e l Educatore, le relazioni periodiche sui minori accolti richieste dai Servizi sociali invianti e/o dal Tribunale per i minorenni; Garantisce il rispetto delle condizioni igieniche della struttura; Comunica semestralmente al procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni la scheda degli ospiti secondo l art. 9 della legge 149/2001; Svolge le funzioni previste dalla L. 149/2001 di affidatario in presenza di apposito decreto del Tribunale per i minorenni; Garantisce l applicazione da parte della Comunità della legge sulla privacy; Lo Psicologo Tiene colloqui psicologici individuali e/o di gruppo di supporto con i minori e con la famiglia d origine; Collabora alla stesura del progetto individuale; Relaziona sulle condizioni psico -affettive del minore. L Assistente sociale Cura le relazioni con i Servizi sociali invianti, con l Autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza; Collabora alla stesura dei PEI per gli aspetti sociali; Promuove ogni utile intervento di carattere sociale, lavorativo e formativo; Tiene colloqui periodici con le famiglie dei minori. L Educatore E responsabile delle relazioni educative con i minori, della formulazione, aggiornamento e verifica del PEI e dei rapporti con la scuola, la famiglia e i servizi. L Operatore socio/assistenziale:
4 Svolge funzioni di assistenza, animazione, accompagno, governo della Comunità, etc., unitamente all educatore di riferimento e comunque in riferimento al progetto di servizio. I Volontari: In tutte le tipologie possono essere impiegati volontari, tirocinanti ed operatori del servizio civile, con garanzia di una presenza operativa stabile anche se a tempo parziale, all interno di un progetto concordato tra il personale della comunità. Non possono operare se non in presenza di un operatore già in carica nella struttura. Può essere previsto l apporto di famiglie volontarie specificatamente formate. ART. 6) Rapporto numerico L organizzazione dei turni, la quantità della compresenza e il rapporto educatori-ospiti vengono definiti, in base alle tipologie degli ospiti e all organizzazione della giornata, di volta in volta dal Coordinatore, sentito il referente educativo, nella misura massima di un educatore ogni quattro minori, quando questi sono presenti; diversamente è sufficiente garantirne la reperibilità. Di notte va garantita la presenza di almeno un educatore/operatore. ART. 7) Utenza La capienza massima è di n 8 posti, di cui 2 riservati al Pronto Intervento Sociale, per minori compresi fra i 6 e i 18 anni, senza distinzione di sesso. Possono essere accolti minori di età inferiore a 6 anni se l allontanamento dal proprio nucleo familiare é motivato da esigenze di urgenza e di pronto intervento assistenziale. Possono essere accolte madri con figli, per limitati periodi di tempo, previa valutazione congiunta del Coordinatore e del Servizio Sociale del Comune. ART. 8) Polizze assicurative/responsabile sicurezza L Ente e la ditta affidataria del servizio di gestione della Comunità, ognuno per la propria competenza, provvedono a stipulare idonee polizze assicurative a copertura dei rischi da infortuni o danni subiti o provocati dai minori, dal personale e dai volontari. Inoltre la ditta affidataria è responsabile degli adempimenti che la normativa in materia di sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 626/94 ecc.) attribuisce al Datore di lavoro. ART. 9) Ammissioni/Valutazioni/Dimissioni a) Ammissioni ospiti La richiesta d ingresso alla struttura può essere formulata, anche tramite fax, al Dirigente I Settore del Comune di Roseto degli Abruzzi che dovrà autorizzare l ammissione e per conoscenza al Coordinatore-Responsabile della Comunità, dalle seguenti autorità: Comuni di residenza dei minori; Servizi sociali territoriali; Organi di pubblica sicurezza; Tribunale per i minorenni.. Le ammissioni sono accompagnate da una relazione aggiornata elaborata dal Servizio Sociale che ha in carico il minore stesso; la relazione deve contenere il progetto globale del minore che descriva gli aspetti sociali, familiari ed educativi. Quanto sopra riportato non viene richiesto nei soli casi di emergenze. All atto dell ammissione il Coordinatore responsabile redige apposito verbale controfirmato dalle persone che accompagnano il minore. b) Valutazione e permanenza
5 Per ogni minore accolto viene redatto un P.E.I. (Piano Educativo Individuale) dal Coordinatore responsabile, dall equipe interna e dai servizi sociali dell Ente, con il quale viene definito l iter operativo a cui attenersi. Esso deve indicare, in particolare, gli obiettivi da raggiungere, i contenuti e le modalità di intervento, il piano delle verifiche, ecc.. In riferimento ai minori ospitati con carattere di urgenza sulla base della compatibilità tra le condizioni socio-psico-fisiche del minore e la natura della struttura, la permanenza sarà valutata e concordata dal Coordinatore responsabile, con l equipe interna e con gli operatori dei servizi sociali territoriali; c) Registro degli ospiti Nella comunità educativa deve essere presente un registro in cui vengono riportati i nominativi degli utenti, la data di ammissione e il nominativo di un familiare o di una persona di riferimento con relativo recapito. Tale registro deve essere sistematicamente aggiornato, avendo cura di annotare gli eventuali periodi di assenza dalla struttura.. Ogni ospite della struttura è, inoltre, provvisto di una cartella personale, contenente tutta la documentazione che lo riguarda. Il Coordinatore responsabile dovrà vigilare sulla tenuta, aggiornamento e riservatezza del registro degli ospiti. d) Dimissioni Le dimissioni di un minore, accolto in virtù di un provvedimento dell Autorità giudiziaria, può avvenire solo con dispositivo del Tribunale per i minorenni, negli altri casi su indicazione dei Servizi sociali territoriali a raggiungimento degli obiettivi definiti nel P.E.I. Le stesse sono notificate dal Dirigente I Settore, sentito il Coordinatore, e le modalità sono concordate tra quest ultimo e i servizi sociali comunali. In caso di fuga dalla comunità di minore/i, il Coordinatore responsabile deve avvisare immediatamente la Questura e successivamente informare gli altri organi giudiziari, i servizi sociali competenti, i familiari e terzi coinvolti nel progetto educativo. All atto delle dimissioni deve essere redatto apposito verbale. ART. 10) Attività di formazione e supervisione Il Coordinatore responsabile predispone un piano di formazione per il personale con indicazione di modi e tempi di attuazione. Il Coordinatore predispone altresì un programma di supervisione del personale. ART. 11) Rapporti esterni a) Rapporti con il Settore Il Coordinatore responsabile ha il compito di mantenere e favorire i rapporti fra la Struttura e i Servizi Sociali territoriali. Sarà suo compito inviare con cadenza trimestrale una relazione contenente l andamento della permanenza del minore nella struttura, salvo particolari situazioni. Gli Assistenti Sociali responsabili dei casi e gli operatori coinvolti nel Progetto educativo, possono effettuare colloqui con i minori, all interno della comunità, ogni volta si ravvisi necessità, dandone comunicazione informale al Coordinatore. b) Rapporti con i familiari L Educatore deve favorire, ove è possibile, rapporti tra i minori e le loro famiglie. A tale scopo, nel rispetto della vita comunitaria e degli impegni assunti dagli ospiti, le visite dovranno essere concordate, per ciascuno in maniera individualizzata, dopo un attenta valutazione da parte del personale educativo. c) Rapporti con l Autorità giudiziaria
6 I rapporti con l Autorità giudiziaria saranno tenuti dal Coordinatore responsabile o dall Educatore delegato. ART. 12) Regolamento interno/carta dei Servizi E prevista l adozione di un regolamento interno e della Carta dei Servizi che dovranno contenere: Le caratteristiche, le finalità, i destinatari, la capacità di accoglienza, i tempi di apertura, la pubblicizzazione delle tariffe praticate e le prestazioni ricomprese. L organigramma e le professionalità impiegate; Le regole di vita interna con la descrizione dei tempi e le modalità di gestione di eventuali emergenze. Inoltre deve essere indicata l assicurazione stipulata per i minori. ART. 13) Tariffe La retta giornaliera per l accoglimento di minori residenti in altro Comune, viene fissata annualmente in sede di determinazione delle misure di contribuzione per i servizi pubblici a domanda individuale, con possibilità di prevedere una retta diversa per i minori di età compresa tra 0 e 6 anni, accolti ai sensi dell art. 7). In caso di accoglimento di minori in emergenza non residenti, per il primo mese di ospitalità il costo della retta giornaliera è incrementata del 20%. La retta è ridotta del 10% nel caso in cui il posto debba rimanere disponibile anche in assenza del minore. L inserimento del minore in comunità presuppone, da parte del Comune di residenza, l adozione dell atto relativo all impegno di spesa da fornire al momento dell ammissione, fermo restando che in caso di aumento delle tariffe per gli anni successivi, l atto relativo all impegno di spesa dovrà essere adeguato e trasmesso all Ente. ART. 14) Risorse economiche I proventi sono in maggioranza costituiti dalle rette giornaliere, per il mantenimento dei minori accolti, corrisposte dai Comuni di residenza dei minori o dai Comuni in cui gli stessi sono stati trovati in stato di abbandono. Sono previste altre forme di contribuzione, quali ad esempio: Donazioni di privati cittadini Convenzione con supermercati locali per la donazione alla comunità della merce invenduta Donazione da parte degli imprenditori locali di materiale utile alla comunità e ai minori, preceduta da una serata di presentazione del progetto o da altre iniziative ART. 15) Norme transitorie Per quanto non espressamente previsto,si intendono comunque applicabili le norme della vigente legislazione statale e regionale. Il presente regolamento sarà adeguato ai contenuti del Regolamento regionale da emanarsi ai sensi della L.R. del 4/1/2005 n 2.
COMUNE DI FIRENZE STRUTTURA RESIDENZIALE PER MINORI CONVENZIONE
COMUNE DI FIRENZE STRUTTURA RESIDENZIALE PER MINORI CONVENZIONE per l erogazione di prestazioni socio assistenziali ed educative a carattere residenziale a favore di minori assistiti dal Comune di Firenze.

References: ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 10
 ART. 11
 ART. 12
 ART. 13
 ART. 14
 ART. 15
 ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 art. 9
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 10
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 art. 7
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