Source: https://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/mancata-conservazione-documenti-la-banca-e-esente-da-responsabilita-se-manca-prova-nesso-causale
Timestamp: 2019-05-24 10:05:37+00:00

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MANCATA CONSERVAZIONE DOCUMENTI: la Banca è esente da responsabilità se manca prova nesso causale - Expartecreditoris
Ultimo Aggiornamento : 24 mag 2019, 10:58:51
REVOCATORIA EX ART. 2901 CC – MUTUO FONDIARIO: possibile se il creditore ritiene che tale atto pregiudica le proprie pretese
RIPETIZIONE INDEBITO: le rimesse effettuate nel corso del rapporto non sono da considerare come pagamenti
SEQUESTRO LIBERATORIO: spetta al giudice stabilire le modalità concrete di attuazione
ORDINE DI ESIBIZIONE: inammissibile se supportato da una generica enunciazione dei fatti
FIDEIUSSIONE: perde efficacia se non escussa entro il termine stabilito
SOSPENSIONE EFFICACIA SENTENZA: ammissibile se vi è uno stato di grave difficoltà economica
USURA-MORATORI: non concorrono gli oneri connessi all’erogazione del credito in via indiretta
VENDITE GIUDIZIALI: l’ipoteca “salva” l’aggiudicatario dalle domande giudiziali trascritte sull’immobile
PIGNORAMENTO PRESSO TERZI: il precetto non può essere notificato al pignorato unitamente all’ordinanza di assegnazione
CTU – USURA: non può essere disposta per esonerare la parte dall’onere della prova
MANCATA CONSERVAZIONE DOCUMENTI: la Banca è esente da responsabilità se manca prova nesso causale
Il cliente è tenuto a provare che il danno lamentato sia derivato da atteggiamento colposo dell’istituto di credito
Ordinanza | Corte di Cassazione, Sez. III civ., – Pres. Vivaldi – Rel. Gianniti | 12.10.2018 |
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Provvedimento segnalato da Donato Giovenzana – Legale d’impresa – con nota di accompagnamento
La mancata conservazione dei documenti (ex art. 119 TUB) non comporta responsabilità della Banca ove manchi la prova del nesso causale tra detto inadempimento ed il danno lamentato.
L’ITER GIUDIZIALE
Una società aveva convenuto in giudizio la sua Banca lamentando il fatto che quest’ultima aveva omesso di fornire le copie degli assegni negoziati a suo credito (e quindi gli importi dei corrispettivi versati da propri clienti ed incassati dalla Banca) sui suoi conti correnti; copie che sarebbero state ad essa necessarie per resistere alla pretesa erariale di accertamento di un maggior reddito d’impresa, con la conseguenza, in ragione della mancata difesa, si sarebbe verificato un aggravamento dell’imposizione fiscale relativo agli anni 2006 e 2007.
I giudici di prime e seconde cure avevano rigettato la domanda risarcitoria.
Per il che è stato proposto ricorso per Cassazione.
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso in quanto, in piena condivisione con la sentenza della Corte d’Appello distrettuale, ha sottolineato che, anche se la Banca era sicuramente tenuta a fornire ex art. 119 Tub, la documentazione bancaria richiesta, l’assunto della ricorrente (secondo il quale era necessaria al fine di fornire all’ente accertatore le spiegazioni richieste nel corso dell’accertamento la documentazione bancaria inerente le singole operazioni inerente le singole operazioni poste in essere dall’impresa e dai singoli soci) non può essere condiviso.
A tale considerazione la Corte è pervenuta sulla base del fatto che non risulta provato il nesso causale fra il comportamento colposo della Banca (conseguente all’inosservanza dell’art. 119 Tub) ed il danno lamentato (e cioè le conseguenze degli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate). A ciò aggiungasi che gli esiti dell’accertamento dell’Agenzia non risultano fondati sulla non coincidenza tra il fatturato della società e quanto dalla stessa incassato, con la conseguenza che la concreta disponibilità degli assegni non avrebbe comunque potuto scongiurare gli esiti dell’accertamento stesso.
Al fine di confutare l’assunto dell’ente accertatore, sarebbe stato necessario dimostrare che i versamenti complessivamente effettuati corrispondevano (ma non superavano) a quanto versato in acconto ed all’atto dell’emissione della fattura (a prestazione eseguita).
Gli ermellini hanno specificato, altresì, che il consulente di parte aveva confermato che l’Agenzia aveva ripreso a tassazione tutti gli accrediti non giustificati, circostanza questa dalla quale era scaturito un reddito imponibile accertato di gran lunga superiore a quanto effettivamente dichiarato, e questo divario non poteva essere colmato con la documentazione richiesta all’istituto.
Sulla base di tale percorso motivazionale, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso con conseguente condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese di lite.
Per ulteriori approfondimenti si rinvia ia seguenti contributi pubblicati in Rivista:
119 TUB: LA BANCA NON È TENUTA A CONSERVARE I CONTRATTI
L’OBBLIGO PREVISTO DALLA NORMA RIGUARDA SOLO LA DOCUMENTAZIONE DELLE SINGOLE OPERAZIONI
Ordinanza | Tribunale di Roma, Pres. Marvasi – Rel. Carlomagno | 10.04.2015 |
https://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/119-tub-la-banca-non-e-tenuta-a-conservare-i-contratti
CONSEGNA EX 119 TUB: IL MANCATO REPERIMENTO DEL CONTRATTO È CAUSA DI REVOCA DEL DECRETO INGIUNTIVO
SI CONFIGURA UN’IMPOSSIBILITÀ SOPRAVVENUTA DELLA PRESTAZIONE
Sentenza | Tribunale di Verona, dott. Fabio D’Amore | 30.08.2017 | n.2089
https://www.expartecreditoris.it/provvedimenti/consegna-ex-119-tub-il-mancato-reperimento-del-contratto-e-causa-di-revoca-del-decreto-ingiuntivo
Numero Protocolo Interno : 444/2018
Tags : documenti, mancata conservazione, nesso causale
LA MORA E L’USURA: LA CASSAZIONE REINTERPRETA LE SEZIONI UNITE
Sentenza | Tribunale di Avellino, Giudice Annachiara Di Paolo | n.96 | 16.01.2019
Ordinanza | Cassazione civile, Pres. Manna – Rel. Sabato | n.8031 | 21.03.2019
Ordinanza | Corte di Cassazione, Pres. Armano – Rel. Olivieri | n.6590 | 07.03.2019
Sentenza | Tribunale di Monza, Giudice Mirko Buratti | n.2947 | 05.12.2018
TRUST: l’inefficacia dell’atto istitutivo comporta anche quella dell’atto dispositivo
USURA BANCARIA: è necessario indicare i modi, i tempi e la misura del superamento del tasso soglia

References: ART. 2901
 art. 119
 sentenza 
 art. 119

Sentenza 

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