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Timestamp: 2020-06-06 05:57:55+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 69 del 07/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 69 del 07/01/2020
Cassazione civile sez. VI, 07/01/2020, (ud. 02/07/2019, dep. 07/01/2020), n.69
sul ricorso 17317-2017 proposto da:
dell’avvocato CARLA D’ALOISIO, che lo rappresenta e difende
unitamente agli avvocati EMANUELE DE ROSE, ESTER ADA SCIPLINO, LELIO
MARITATO, ANTONINO SGROI, GIUSEPPE MATANO;
G.V., + ALTRI OMESSI, elettivamente domiciliati in ROMA,
VIA BARBERINI 47, presso lo studio dell’avvocato ANGELO PANDOLFO,
che li rappresenta e difende unitamente agli avvocati SILVIA
LUCANTONI, ARMANDO TURSI, MARIALUCREZIA TURCO;
R.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA BARBERINI
47, presso lo studio dell’avvocato ANGELO PANDOLFO, che lo
rappresenta e difende unitamente agli avvocati SILVIA LUCANTONI,
ARMANDO TURSI, MARIALUCREZIA TURCO;
avverso la sentenza n. 1230/2016 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,
depositata il 03/01/2017;
partecipata del 02/07/2019 dal Consigliere Relatore Dott.ssa LEONE
MARGHERITA MARIA.
che, con sentenza n. 1230/2017, la Corte d’appello di Palermo, in conformità con la pronuncia di primo grado, ha ritenuto insussistente l’obbligo delle attuali controricorrenti in epigrafe indicate di iscriversi e versare i contributi presso la Gestione separata degli esercenti attività commerciali tenuta dall’INPS in relazione all’attività svolta di produttore diretto o libero di assicurazioni per conto di Alleanza Toro s.p.a.;
che avverso tale pronuncia l’INPS, in proprio e nella spiegata qualità, ha proposto ricorso per cassazione, deducendo due motivi di censura;
che le controricorrenti hanno resistito con controricorso;
che è stata depositata proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio;
che parte controricorrente ha depositato successiva memoria.
che, con unico motivo, l’INPS denuncia violazione e falsa applicazione del contratto collettivo corporativo 25.5.1939 per la disciplina dei rapporti tra le agenzie, le sub-agenzie e i produttori di assicurazioni e del D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2 (conv. con L. n. 326 del 2003), in relazione alla L. n. 613 del 1966, art. 1, L. n. 160 del 1975, art. 29, e L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 202, per avere la Corte di merito ritenuto che l’obbligo di iscrizione presso la Gestione commercianti sussisterebbe soltanto per i produttori il cui rapporto si sia instaurato con un’agenzia di assicurazioni e non anche per coloro che svolgono l’attività in virtù di un rapporto costituito direttamente con la compagnia di assicurazioni;
che il motivo è manifestamente infondato, dovendosi dare continuità al principio secondo cui l’obbligo di iscrizione di cui al citato D.L. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2, non include la posizione dei produttori di assicurazione che svolgono la loro attività direttamente per conto delle imprese assicurative, ma solo quella dei produttori collegati ad agenti o subagenti, in quanto il richiamo della norma al contratto collettivo corporativo intercorrente tra produttori ed agenzie e sub-agenzie e la qualità dei soggetti collettivi contraenti è, per la precisione del rinvio, un elemento significativo utilizzato dal legislatore per strutturare la disposizione, che porta ad escludere la correttezza di interpretazioni analogiche (Cass. n. 1768 del 2018);
che il superiore principio è stato ribadito anche a fronte delle perplessità sollevate da questa Sesta sezione con ordinanza interlocutoria n. 13049 del 2018, essendosi precisato che, ai fini dell’inquadramento previdenziale dei produttori assicurativi diretti, rilevano le concrete modalità di esercizio dell’attività di ricerca del cliente assicurativo, con la conseguenza che l’iscrizione va effettuata presso la Gestione commercianti ordinaria ove tale attività sia svolta dal produttore in forma di impresa e presso la Gestione separata di cui alla L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26, ove l’attività in questione sia esercitata mediante apporto personale, coordinato e continuativo, privo di carattere imprenditoriale, o in forma autonoma occasionale da cui derivi un reddito annuo superiore ad Euro 5.000,00 (Cass. n. 30554 del 2018);
che deve giungersi alla conferma della sentenza impugnata con la conseguenza che il ricorso, pertanto, va rigettato, compensandosi nondimeno le spese del giudizio di legittimità in considerazione del contrasto esistente nella giurisprudenza di merito al tempo della proposizione del ricorso per cassazione (cfr. Cass. n. 30554 del 2018, cit.); che, in considerazione del rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso;
La Corte rigetta il ricorso. Compensa le spese.
Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 2 luglio 2019.
Depositato in cancelleria il 7 gennaio 2020

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 44
 art. 1
 art. 29
 art. 1
 art. 44
 art. 2
 sentenza 
 Cass.