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Timestamp: 2018-10-17 16:41:33+00:00

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SCHEMA PROTOCOLLO DI INTESA - PDF
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Domenico Cicci
1 ALLEGATO A SCHEMA PROTOCOLLO DI INTESA TRA Regione Puglia (di seguito denominata la Regione), con sede in Lungomare Nazario Sauro, 33 BARI, rappresentata dall Assessore al Welfare, dott.ssa Elena Gentile E Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (Isfol) con sede in Via Gian Battista Morgagni n. 33, ROMA, rappresentata dal Presidente, Dott. Sergio Trevisato, domiciliato per la carica ed ai fini del presente atto presso la sede sociale (di seguito denominata ISFOL) (di seguito, congiuntamente, anche le Parti) VISTA la Legge Regionale n. 19 del 10 luglio 2006, e s.m.i., recante norme in materia di Sistema dei servizi sociali e sociosanitari per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia, con cui la Regione Puglia promuove un sistema di welfare inclusivo e volto ad offrire pari opportunità di accesso alla rete dei servizi e ai percorsi di inserimento socio lavorativo e di contrasto dei rischi di marginalità e di esclusione sociale; VISTA la Legge Regionale n. 7 del 21 marzo 2007, recante Norme per le Politiche di Genere e i servizi per la Conciliazione vita sociale in Puglia, con cui la Regione Puglia promuove, sostiene e favorisce le iniziative e i programmi volti ad assicurare il principio di pari opportunità e a potenziare il protagonismo delle donne nella vita economica e sociale; VISTA la Del. G.R. n del 13 ottobre 2009 che ha approvato il secondo Piano regionale delle Politiche Sociali , fissando tra l altro gli obiettivi di servizio per il consolidamento del sistema di welfare pugliese nel prossimo triennio; VISTE le Del. G.R. n. 847 del 23 marzo 2010 che ha approvato le Linee Guida per i servizi per l impiego e n del 6 agosto 2010 che ha approvato le Linee Guida per la redazione del Piano di Implementazione Provinciale del Masterplan dei Servizi per il Lavoro della Regione Puglia; CONSIDERATO che ISFOL è un ente pubblico di ricerca che svolge e promuove attività di studio, ricerca, sperimentazione, documentazione, valutazione, informazione, consulenza e assistenza tecnica per lo sviluppo della formazione professionale, delle politiche sociali e del lavoro e contribuisce al miglioramento delle risorse umane, alla crescita dell occupazione, all inclusione sociale e allo sviluppo sociale anche attraverso l attuazione di una parte rilevante dei Programmi operativi nazionali a titolarità del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali cofinanziati dalla Programmazione dei fondi strutturali. CONDIVISA la necessità di individuare interventi coordinati in grado di contenere gli effetti dell attuale congiuntura economico finanziaria con particolare riguardo all impatto della stessa sul mercato del lavoro e la partecipazione delle donne e dei soggetti svantaggiati alla vita economica e sociale;
2 CONDIVISA l importanza di strutturare un patrimonio conoscitivo che consenta di registrare e analizzare in maniera sistematica e innovativa l incidenza del lavoro femminile e dei soggetti svantaggiati così come individuati dal REG(CE) 800/2006, con riferimento agli aspetti sia quantitativi che qualitativi del fenomeno per sostenere i processi decisionali con modelli interpretativi adeguati alla elaborazione di efficaci strategie di pari opportunità e inclusione sociale per tutti, nonché all incremento e valorizzazione della presenza femminile e dei soggetti più fragili nel mercato del lavoro; VISTA la necessità, a tale fine, di integrare risorse e competenze, ottimizzandone l utilizzo per concorrere alla definizione di progetti ed iniziative nell ambito delle politiche sociali e del lavoro, sistemi formativi, mercato del lavoro e orientamento, anche di natura sperimentale, riguardanti in via prioritaria le donne ed i soggetti svantaggiati; CONSIDERATO che la Regione Puglia è titolare del Programma Operativo Regionale a valere sul Fondo Sociale Europeo e sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Programmazione , per la realizzazione delle politiche di coesione attraverso le quali poter sostenere gli interventi; Tutto quanto sopra visto, premesso e considerato da ritenersi parte integrante e sostanziale del presente atto, le Parti convengono quanto segue: Art. 1 Premesse Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente atto. Art. 2 Oggetto Le parti concordano nella necessità di definire condizioni operative tali da rafforzare gli ambiti di collaborazione tra le istituzioni interessate per la programmazione, l attuazione ed il monitoraggio di politiche di inclusione sociale delle donne e dei soggetti svantaggiati come individuati dal REG(CE) 800/2006, anche attraverso l integrazione di fondi diversi, al fine di attivare sperimentazioni atte a contrastare e ridurre gli effetti negativi dell attuale crisi economico finanziaria con particolare riguardo nei confronti delle persone con fragilità. A tale scopo, con il presente Protocollo, le parti istituiscono un Tavolo di coordinamento tecnico scientifico volto alla progettazione e realizzazione degli interventi e delle attività previste dal presente protocollo. Art. 3 Linee di Intervento prioritarie Le parti convengono di declinare gli ambiti di collaborazione nelle seguenti linee di intervento prioritarie, coerenti con l attuale quadro normativo e procedurale regionale: a) progettazione di un Osservatorio regionale permanente sulle differenze di genere e sugli altri fattori di discriminazione nel mercato del lavoro al fine di sviluppare un patrimonio conoscitivo che consenta di registrare e analizzare in maniera sistematica e innovativa, con riferimento agli aspetti sia quantitativi che qualitativi del fenomeno. 2
3 b) Definizione e sperimentazione di un modello locale di Centri per l occupabilità femminile e per i soggetti svantaggiati, nell ambito del masterplan regionale per i servizi per il lavoro, al fine di accrescere e valorizzare la presenza delle donne e dei soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro e di accrescere i livelli di occupazione L individuazione di ulteriori ambiti di collaborazione è rinviata al Tavolo di coordinamento tecnico scientifico di cui al successivo articolo 7 del presente protocollo di intesa. Art. 4 Indicazione, definizione e modulazione delle linee di intervento Il Tavolo di coordinamento tecnico scientifico avrà cura di approvare entro sei mesi dall insediamento dello stesso, un programma di lavoro quinquennale elaborato dai referenti tecnici progettuali di cui al successivo articolo 6, inclusivo dell indicazione delle fasi operative di attuazione e crono programma, nonché degli strumenti per il monitoraggio e la valutazione del progetto stesso che consideri i seguenti elementi negli ambiti tematici e delle attività individuati quali linee prioritarie: Ricerca azione; organizzazione di seminari e/o giornate informative e formative rivolte agli operatori pubblici e privati interessati; programmazione di eventuali moduli di formazione specialistica; tavoli di lavoro territoriali e azioni di animazione e sensibilizzazione; monitoraggio e valutazione degli interventi e dei progetti. Art. 5 Compiti ed impegni delle parti Le parti si impegnano ad individuare le più idonee risorse umane e strumentali ai fini della realizzazione di tutte le fasi, le azioni, le attività previste nel presente Protocollo di Intesa, A questo scopo: ISFOL destina alla realizzazione delle attività previste dal presente protocollo proprie risorse umane, nell ambito delle quali n. 1 dipendente individuato quale referente tecnico scientifico del progetto sarà distaccato, con oneri a totale carico dell ISFOL e con esclusione di ogni forma di rimborso a carico della Regione Puglia, presso la struttura amministrativa regionale per il periodo di durata della validità del presente protocollo, al fine di assicurare la continuità operativa; la Regione Puglia si impegna ad individuare un proprio referente tecnico progettuale, le risorse strumentali e logistiche nonché ad assicurare ambiti lavorativi conformi alle aree tematiche di maggiore collaborazione, nonché condizioni operative conformi alla normativa vigente, al rispetto del diritto dei lavoratori e alle norme interne in materia di accesso agli Uffici regionali. Le parti si impegnano congiuntamente a verificare la possibilità di far evolvere in forma più strutturata il rapporto di collaborazione, nel rispetto della normativa nazionale vigente, se questo fosse condizione per un ulteriore rafforzamento della cooperazione interistituzionale avviata. 3
4 Art. 6 Compiti dei Referenti tecnici progettuali I Referenti tecnici progettuali svolgono per conto delle parti i seguenti compiti: pianificazione, organizzazione e controllo del processo operativo teso alla completa realizzazione degli interventi attraverso la previsione dei tempi delle fasi, delle modalità e dei punti cardine; monitoraggio costante dell attuazione degli impegni assunti dai soggetti coinvolti nella realizzazione delle attività, ponendo in essere tutte le azioni opportune e necessarie al fine di garantire la completa realizzazione dell intervento medesimo nei tempi previsti; monitoraggio procedurale, fisico e finanziario dell intervento; redazione delle relazioni intermedie semestrali dello stato di avanzamento del progetto e finale; definizione, di eventuali variazioni e indirizzi integrativi ai lavori necessari per il concreto espletamento dell intervento da sottoporre all approvazione del Tavolo di coordinamento tecnicoscientifico. Art. 7 Composizione e compiti del Tavolo di coordinamento tecnico scientifico Il Tavolo di Coordinamento tecnico scientifico assolve alla funzione di assicurare il coordinamento delle azioni, la sistematicità organica e di risultato degli adempimenti procedurali e tecnici previsti dal presente protocollo di Intesa, nonché di operare una valutazione degli esiti delle attività poste in essere. Sono componenti del Tavolo di coordinamento tecnico scientifico l Assessore regionale al Welfare o suo/a delegato/a, il Direttore o suo/a delegato/a dell ISFOL, la Consigliera Regionale di Parità. Alle riunioni partecipano i referenti tecnici progettuali in funzione di supporto. Il Tavolo tecnico di coordinamento tecnico scientifico si riunisce periodicamente contestualmente alla presentazione delle relazioni intermedie di cui al precedente art. 5 per valutare e verificare le stesse. Altresì può essere convocato dalla dirigente del Servizio Politiche di benessere sociale e pari opportunità in caso di esigenze particolari connesse all andamento dei lavori per la elaborazione dello studio. Art. 8 Durata Il presente Protocollo entra in vigore alla data della sua sottoscrizione ed ha durata quinquennale. Art. 9 Proprietà dei dati, risultati, informazioni a carattere scientifico derivati dall attuazione dell intervento 4
5 Tutti i dati personali e le informazioni di carattere tecnico, amministrativo, scientifico, didattico, di cui le Parti dovessero entrare in possesso nello svolgimento del Protocollo, dovranno essere considerati strettamente riservati e pertanto le Parti non ne potranno far uso per scopi diversi da quelli espressamente contemplati e rientranti nell oggetto del presente Protocollo. Per le finalità del presente Accordo la Regione individua ISFOL quale responsabile del trattamento dei dati rimanendo la titolarità in capo alla Regione. Art. 10 Controversie Per ogni controversia che dovesse insorgere nella applicazione del presente protocollo e che non dovesse trovare l auspicata soluzione amichevole, è esclusivamente competente il foro di Bari. Bari, Per la Regione Puglia Per l ISFOL 5
Codice CIFRA: PRI/ DEL / 2010 / 00022
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References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 articolo 7
 Art. 4
 articolo 6
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 art. 5
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10