Source: http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/html/2010/03/10/11/comunic.htm
Timestamp: 2020-01-28 00:01:41+00:00

Document:
﻿XI Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 10 marzo 2010
Mercoledì 10 marzo 2010. - Presidenza del presidente Silvano MOFFA. - Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Pasquale Viespoli.
5-02175 Amici: Interventi su immobili di proprietà dell'INPDAP presenti nel comune di Roma.
Teresa BELLANOVA (PD), cofirmataria dell'interrogazione in titolo, pur manifestando apprezzamento per la disponibilità del rappresentante del Governo nel mantenere un costante livello di interlocuzione con il Parlamento, si dichiara insoddisfatta della risposta ricevuta, dal momento che in essa non si individua alcuna misura tesa a fornire una concreta soluzione alla problematica descritta nell'atto di sindacato
ispettivo. Ritiene inaccettabile scaricare sugli inquilini degli immobili in oggetto le responsabilità che appartengono ad altri soggetti, atteso anche che essi sono costretti a vivere in una situazione di estrema pericolosità delle strutture abitative, che è stata attestata dallo stesso Dipartimento della protezione civile. Auspica, quindi, che vengano assunte al più presto iniziative tese ad andare incontro alle legittime esigenze dei predetti inquilini.
5-02405 Bellanova: Interventi per lavoratori impiegati presso aziende in crisi del settore tessile.
Teresa BELLANOVA (PD), replicando, fa presente che il suo atto di sindacato ispettivo non puntava ad alcuna finalità propagandistica, ma soltanto a prestare un «soccorso» a quelle piccole e medie aziende del settore manifatturiero e tessile del Salento che risultano ad oggi particolarmente in difficoltà, a causa della crisi economica in atto. Si dichiara, pertanto, insoddisfatta della risposta del rappresentante del Governo, dalle cui parole non è sembrato che trapelasse la volontà di assumere specifiche iniziative di carattere straordinario, che servirebbero per evitare il fallimento delle imprese in questione e la messa in mobilità dei numerosi lavoratori coinvolti. Fa notare, infatti, che la sua richiesta di intervento non era diretta a promuovere la cancellazione del debito che tali realtà produttive hanno nei confronti dell'INPS, bensì a concedere loro un lasso di tempo più ampio al fine di sostenere le incombenze debitorie e garantire la continuità aziendale.
5-02416 Bernini Bovicelli: Vicende occupazionali relative allo stabilimento OMSA di Faenza.
Giuliano CAZZOLA (PdL), cofirmatario dell'interrogazione in titolo, si dichiara soddisfatto della risposta del rappresentante del Governo, anche in relazione all'esito favorevole dell'incontro tra le parti sociali e le istituzioni locali svoltosi al fine di evitare la chiusura dello stabilimento OMSA di Faenza. Nel far notare, peraltro, che la questione connessa al rischio di delocalizzazione dell'azienda rimane aperta e, dunque, richiede il massimo impegno del Governo, auspica l'individuazione di soluzioni definitive, che possano salvaguardare, attraverso il mantenimento dei livelli occupazionali, un importante polo produttivo del sistema del Made in Italy ed una risorsa insostituibile per il territorio faentino.
5-02506 Berretta: Tutela occupazionale dei dipendenti della Ratio Consulta Spa.
Giuseppe BERRETTA (PD), nel replicare, esprime soddisfazione per la disponibilità del rappresentate del Governo all'assunzione di iniziative volte a tutelare la posizione dei lavoratori coinvolti nella vicenda aziendale in questione, facendo altresì notare che si è finalmente fornita una risposta puntuale ad uno dei numerosi atti di sindacato ispettivo da lui presentati sin dall'inizio della legislatura.
Svolgendo, quindi, talune considerazioni di carattere specifico sulla problematica in oggetto, osserva che una delle parti proprietarie della società, descritta nell'interrogazione, non è nuova a gestioni aziendali disinvolte; tali modalità gestionali, peraltro, hanno anche portato, nel caso descritto nell'atto di sindacato ispettivo in questione, alla revoca dell'appalto
da parte dell'ENEL, proprio a causa di conflitti interni alla società stessa. Fa notare, inoltre, che il comportamento di tali proprietari, che sembrerebbe preludere ad una cessazione delle attività della predetta società, appare ingiustificabile e grave, anche considerando che essi hanno usufruito di tutti i benefici fiscali e previdenziali previsti dalla legge, per poi «abbandonare la nave» al primo momento di difficoltà. In conclusione, a fronte di un atteggiamento che giudica lesivo dei diritti dei lavoratori, auspica una forte presa di posizione da parte delle istituzioni, affinché sia scongiurata la chiusura della società e siano salvaguardati i livelli occupazionali.
Lucia CODURELLI (PD), nell'illustrare la propria risoluzione, auspica che l'atto d'indirizzo in discussione possa sollecitare - rifuggendo da una logica puramente retorica - l'avvio di una seria riflessione sull'occupazione femminile, da collocare nell'ambito di una discussione più generale sulle iniziative da mettere in campo in vista del superamento dell'attuale crisi economico-finanziaria. Ritiene infatti che l'avvio di un efficace piano di interventi a sostegno delle donne possa recare un vantaggio all'intero Paese, fornendo nuovo slancio allo stesso tessuto produttivo ed economico. Giudica essenziale, al riguardo, proseguire lungo la strada tracciata dal Governo Prodi, che, attraverso la definizione di un piano di interventi da assumere in sinergia tra regioni e Ministero, aveva intrapreso idonee politiche attive in favore delle donne.
Ritiene necessario che chiunque abbia responsabilità di concreta amministrazione si adoperi attivamente al fine di risolvere questioni fondamentali legate ai servizi alla prima infanzia, al miglioramento della qualità del lavoro femminile, all'attuazione di politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro, affinché le donne non siano più costrette a scegliere tra il proseguimento della carriera e il lavoro di cura nell'ambito familiare. Nel giudicare, dunque, intollerabile il ritardo che l'Italia sconta nel campo delle pari opportunità, auspica l'adozione di misure urgenti, che siano in grado di avviare una efficace politica di genere. In questo ambito, dichiara la più ampia disponibilità del suo gruppo allo svolgimento di un dibattito sereno e costruttivo sull'argomento.
Giuliano CAZZOLA (PdL) fa presente che il suo gruppo è in procinto di presentare una risoluzione concernente le medesime tematiche dell'atto di indirizzo in discussione; auspica, pertanto, che la Commissione possa prevedere lo svolgimento di un dibattito congiunto su tali risoluzioni, che si sviluppi in modo ampio ed approfondito.
Silvano MOFFA, presidente, alla luce di quanto emerso dal dibattito odierno, ritiene opportuno rinviare il seguito della discussione ad una prossima seduta, il cui svolgimento sarà concordato nelle prossime settimane, anche al fine di consentire nel frattempo ai gruppi di maggioranza di presentare l'ulteriore atto d'indirizzo preannunciato e al Governo di effettuare le necessarie valutazioni di merito.
Mercoledì 10 marzo 2010. - Presidenza del presidente Silvano MOFFA. - Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, Laura Ravetto.
5-02441 Peluffo: Su una procedura disciplinare nell'ambito del Dipartimento della protezione civile.
Il sottosegretario Laura RAVETTO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).
Vinicio Giuseppe Guido PELUFFO (PD), pur ringraziando il rappresentante del Governo per la risposta fornita, si dichiara insoddisfatto. Fa notare, infatti, che non vi erano la basi per avviare un procedimento disciplinare nei confronti del soggetto indicato nell'interrogazione in titolo, dal momento che questi non ha fatto altro che esprimere - al di fuori degli orari di lavoro - le proprie idee, nella veste di rappresentante sindacale, nell'ambito di trasmissioni televisive e radiofoniche alle quali era stato, peraltro, invitato proprio come esponente di un'importante organizzazione.
Giudicate inopportune le considerazioni oggi svolte dal Governo circa presunti problemi di rappresentatività sindacale, ribadisce, pertanto, la richiesta di immediata archiviazione della procedura disciplinare nei confronti del citato soggetto, il quale non ha alcun dovere di concordare con l'amministrazione di appartenenza - in qualità di rappresentante sindacale - i propri liberi rapporti con i mezzi di informazione.
Silvano MOFFA, presidente, dichiara concluso lo svolgimento dell'interrogazione all'ordine del giorno.
Nuovo testo C. 2424 Antonino Foti e abbinata C. 3089 Jannone.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 24 febbraio 2010.
Silvano MOFFA, presidente, comunica che sono stati presentati diversi emendamenti al nuovo testo della proposta di legge n. 2424, adottato come testo base (vedi allegato 6).
Antonino FOTI (PdL), relatore, con riferimento all'articolo 1, esprime parere favorevole sugli emendamenti Fedriga 1.9 e 1.10, invitando al ritiro degli emendamenti Di Biagio 1.3 e Fedriga 1.4, nonché degli identici emendamenti Mazzuca 1.7 e Vignali 1.8. Fa presente che il parere è contrario sui rimanenti emendamenti riferiti all'articolo 1.
Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI esprime parere conforme a quello del relatore. In relazione all'emendamento Biagio 1.3, tuttavia, precisa che, qualora il presentatore insistesse per la sua votazione, il Governo si rimetterebbe alla Commissione.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Damiano 1.1 e 1.2.
Aldo DI BIAGIO (PdL) ritira il suo emendamento 1.3.
Massimiliano FEDRIGA (LNP) ritira il suo emendamento 1.4.
Giulio SANTAGATA (PD) invita il relatore a rivalutare il parere sul suo emendamento 1.5, atteso che esso si propone di incrementare l'importo in favore dei lavoratori presi in considerazione dal testo in esame, rendendo più efficaci le forme di tutele da esso previste.
Antonino FOTI (PdL), relatore, fa presente che il suo parere contrario sull'emendamento Santagata 1.5 è motivato esclusivamente da ragioni di ordine finanziario, che attengono alla copertura del provvedimento in esame.
Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI, pur comprendendo la ratio dell'emendamento Santagata 1.5, ritiene di dover condividere le perplessità nutrite dal relatore sulla sostenibilità finanziaria di tale proposta emendativa.
Giulio SANTAGATA (PD) dichiara di non comprendere il motivo per il quale vi sia un parere contrario sulla sua proposta emendativa, dal momento che il provvedimento attinge a risorse - rese già disponibili - che sarebbero comunque destinate al lavoratore sotto forma di sostegno al reddito. Fa, comunque, notare che il provvedimento, se non supportato da adeguate risorse finanziarie, rischia di non produrre alcun risultato.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Santagata 1.5 e Damiano 1.6.
Silvano MOFFA, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli identici emendamenti Mazzuca 1.7 e Vignali 1.8: si intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione approva l'emendamento Fedriga 1.9.
Giulio SANTAGATA (PD), intervenendo sull'emendamento Fedriga 1.10, fa notare che esso non sembra andare nella direzione auspicata dai presentatori della proposta di legge, atteso che mira a disincentivare le forme di autoimprenditorialità, introducendo elementi di rigidità in ordine alla scelta del lavoratore di tornare all'interno delle liste di mobilità.
Massimiliano FEDRIGA (LNP) osserva che il suo emendamento 1.10 - lungi dal voler andare contro le finalità del provvedimento - risponde ad una logica di equità, tendendo a salvaguardare i diritti di quei lavoratori che non hanno deciso di intraprendere alcuna attività autonoma, rimanendo iscritti nelle liste di mobilità. Questi lavoratori, infatti, secondo l'attuale formulazione del testo, rischierebbero di venir superati in graduatoria da coloro che decidessero, in prima battuta, di intraprendere l'attività imprenditoriale e, successivamente, vi rinunciassero tornando ad iscriversi nelle liste di mobilità.
Teresa BELLANOVA (PD) paventa il rischio che, una volta entrata in vigore la legge in esame, il lavoratore sia messo sotto pressione e quasi indotto a intraprendere un'attività autonoma dall'impresa, in ragione del risparmio dei costi che essa potrebbe conseguire in conseguenza della mancata attivazione delle procedure di messa in mobilità. Dopo aver dichiarato di non comprendere le ragioni che hanno portato ad un parere e ad un voto contrari sull'emendamento Santagata 1.5, si interroga come si possa incentivare il lavoratore ad intraprendere un'attività autonoma sulla base del riconoscimento di una indennità, che, allo stato, appare di esigua entità. In conclusione, ritiene che il provvedimento in esame produrrà, come unico effetto, uno svuotamento del contenuto degli strumenti di sostegno al reddito.
Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI, pur comprendendo i validi motivi che
hanno spinto a presentare la proposta emendativa in esame, ritiene opportuno svolgere su di essa maggiori approfondimenti, al fine di evitare che le misure da essa recate, sorrette da nobili ragioni di equità, si scontrino con lo spirito complessivo del provvedimento - tendente ad incentivare il lavoratore ad intraprendere forme di autoimprenditorialità - favorendo la creazione di settori statici, rigidi e non comunicanti tra loro. Prospetta pertanto l'opportunità di accantonare l'emendamento Fedriga 1.10.
Massimiliano FEDRIGA (LNP), pur dichiarandosi non pregiudizialmente contrario ad un accantonamento della sua proposta emendativa, ritiene illogico passare ai successivi emendamenti, senza aver chiarito prima la questione in discussione, dalla cui soluzione dipenderà, a suo avviso, la connotazione dell'intero impianto del provvedimento.
Silvano MOFFA, presidente, nel far notare che il provvedimento in esame contiene misure di carattere innovativo, che intervengono in un settore specifico particolarmente delicato e complesso, ritiene opportuno, anche alla luce delle questioni emerse dal dibattito, svolgere un adeguato approfondimento delle tematiche in oggetto, in modo da individuare possibili soluzioni di compromesso che siano in grado di contemperare l'esigenza di tutelare i diritti acquisiti dai lavoratori rimasti iscritti nelle liste di mobilità con quella di una maggiore flessibilità - in ingresso ed in uscita - che attiene alla scelta di intraprendere o meno un'attività autonoma.
Massimiliano FEDRIGA (LNP), pur convenendo sull'opportunità di un maggiore approfondimento della proposta emendativa in discussione, ritiene che, prima di passare ai successivi punti dell'articolato, si debba comunque avere una visione più chiara sull'impostazione generale del provvedimento.
Giulio SANTAGATA (PD) ribadisce la propria contrarietà rispetto all'emendamento in discussione, che ritiene disincentivi il lavoratore ad intraprendere attività autonome. Chiede, inoltre, al Governo di fornire una più precisa quantificazione delle risorse effettivamente disponibili in vista del finanziamento del provvedimento in esame, al fine di comprendere se esse siano di carattere aggiuntivo o rientrino nell'ambito di quelle già stanziate dall'attuale Esecutivo.
Ivano MIGLIOLI (PD) osserva che il comportamento dei gruppi di opposizione sul provvedimento in esame è sempre stato improntato ad uno spirito di leale collaborazione, in vista del riconoscimento ai lavoratori di una ulteriore opportunità di uscita dalla crisi economica in atto. Tuttavia, constata con rammarico che i buoni intendimenti dei gruppi di minoranza debbono fare i conti, oggi, con un testo normativo inadeguato, che non prevede l'impiego di risorse finanziarie aggiuntive e che dispone, peraltro, l'erogazione in favore dei lavoratori di una indennità dall'entità quasi risibile.
Massimiliano FEDRIGA (LNP) ribadisce che il suo emendamento 1.10 non mette assolutamente in discussione le finalità del provvedimento in esame, il cui contenuto, peraltro, appare di portata più ampia, non limitandosi alle misure attualmente in discussione (legate all'anticipazione del trattamento di integrazione salariale), ma estendendosi ad altre forme efficaci di intervento, che prevedono un sistema di prestiti a vantaggio del lavoratore.
Antonino FOTI (PdL), relatore, alla luce di quanto sinora emerso dal dibattito, ribadisce l'opportunità di accantonare l'emendamento Fedriga 1.10.
Silvano MOFFA, presidente, propone di accantonare l'emendamento Fedriga 1.10.
La Commissione delibera di accantonare l'emendamento Fedriga 1.10.
Antonino FOTI (PdL), relatore, con riferimento all'articolo 2, esprime parere favorevole sull'emendamento Fedriga 2.3 e parere contrario sull'emendamento Damiano 2.1, invitando al ritiro delle restanti proposte emendative riferite al citato articolo 2.
Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI esprime parere conforme a quello del relatore, cogliendo peraltro l'occasione per precisare - quanto alla questione più generale delle risorse finanziarie, posta con le sollecitazioni provenienti da diversi deputati - che il Governo si riserva di fornire ulteriori chiarimenti nel seguito dell'esame.
Massimiliano FEDRIGA (LNP) prospetta l'esigenza che, anche in attesa dei preannunciati chiarimenti del Governo sui profili di natura finanziaria, la Commissione deliberi di accantonare i suoi emendamenti 2.3, 2.4 e 2.5.
Giulio SANTAGATA (PD) ritiene opportuno accantonare tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 2, ivi inclusi i suoi articoli aggiuntivi 2.01 e 2.02, in attesa di conoscere del Governo la reale dimensione degli oneri finanziari recati dal provvedimento.
Gaetano PORCINO (PD), associandosi alle considerazioni testé svolte dal deputato Santagata, osserva che, allo stato, il testo in esame non sembra contenere adeguati incentivi tesi a favorire l'avvio di forme di autoimprenditorialità. Chiede, pertanto, di svolgere ulteriori approfondimenti in ordine alla sua copertura finanziaria.
Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI ribadisce che nel prosieguo dell'esame fornirà più precise informazioni circa gli oneri recati dal provvedimento e le complessive risorse finanziarie destinate allo scopo.
Giulio SANTAGATA (PD), intervenendo per una precisazione circa l'ultimo intervento del rappresentante del Governo, fa notare che la sua richiesta di chiarimenti non riguarda solo la quantificazione degli oneri finanziari, ma anche le modalità con cui si intende impiegare tali risorse.
Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI osserva che il Governo, sin dall'inizio dell'esame della proposta di legge in titolo, si è reso disponibile a confrontarsi con tutti gli schieramenti politici, non soltanto in ordine agli aspetti legati alla copertura finanziaria del provvedimento, ma anche sul merito delle singole questioni da esso poste. Dichiara, pertanto, di non avere alcuna intenzione di far venir meno tale spirito di collaborazione, continuando a dialogare serenamente con tutti i gruppi rappresentati in Commissione.
Silvano MOFFA, presidente, considerata la disponibilità testé manifestata dal rappresentante del Governo, propone di accantonare tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 2.
La Commissione delibera di accantonare gli emendamenti riferiti all'articolo 2.
Antonino FOTI (PdL), relatore, con riferimento all'articolo 3, esprime parere contrario sull'emendamento Damiano 3.1 e parere favorevole sull'emendamento Fedriga 3.2.
La Commissione respinge l'emendamento Damiano 3.1
Giulio SANTAGATA (PD) chiede ai presentatori delucidazioni circa la ratio dell'emendamento Fedriga 3.2.
Massimiliano FEDRIGA (LNP) fa presente che il suo emendamento mira ad evitare che dall'applicazione del provvedimento in esame possa derivare uno squilibrio rispetto al vigente quadro normativo che disciplina il regime fiscale dei «contribuenti
minimi» e, di conseguenza, l'instaurarsi di un regime di concorrenza sleale tra imprese.
La Commissione approva l'emendamento Fedriga 3.2.
Antonino FOTI (PdL), relatore, con riferimento all'articolo 4, esprime parere contrario sull'emendamento Damiano 4.1
Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI chiede di valutare l'opportunità di accantonare l'emendamento Damiano 4.1, al fine di approfondire ulteriormente i delicati aspetti connessi all'applicazione delle disposizioni di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Antonino FOTI (PdL), relatore, dichiara di convenire sull'opportunità di accantonare l'emendamento Damiano 4.1.
Silvano MOFFA, presidente, propone di accantonare l'emendamento Damiano 4.1.
La Commissione delibera di accantonare l'emendamento Damiano 4.1.
Antonino FOTI (PdL), relatore, con riferimento all'articolo 5, invita al ritiro degli identici emendamenti Damiano 5.1 e Fallica 5.2, esprimendo altresì parere contrario sull'emendamento Damiano 5.3.
Giulio SANTAGATA (PD) ritiene che la finalità di incentivare il lavoratore ad avviare forme di autoimprenditorialità non possa giustificare deroghe alle disposizioni in materia di tutela ambientale.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli identici emendamenti Damiano 5.1 e Fallica 5.2 e l'emendamento Damiano 5.3.
Antonino FOTI (PdL), relatore, passando all'articolo 6, esprime parere contrario sull'emendamento Damiano 6.1 e parere favorevole sull'emendamento Damiano 6.2.
Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI esprime parere contrario sull'emendamento Damiano 6.1, invitando al ritiro dell'emendamento Damiano 6.2.
La Commissione respinge l'emendamento Damiano 6.1.
Giulio SANTAGATA (PD) chiede di poter accantonare l'emendamento Damiano 6.2, considerato anche il diverso orientamento assunto dal relatore e dal rappresentante del Governo su tale proposta emendativa.
Silvano MOFFA, presidente, nel giudicare ragionevole la richiesta formulata dal deputato Santagata, propone di accantonare l'emendamento Damiano 6.2.
La Commissione delibera di accantonare l'emendamento Damiano 6.2.
Antonino FOTI (PdL), relatore, con riferimento all'articolo 7, esprime parere contrario sull'emendamento Damiano 7.1 e parere favorevole sugli emendamenti Cazzola 7.2 e Poli 7.3.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Damiano 7.1 e approva gli emendamenti Cazzola 7.2 e Poli 7.3.
Silvano MOFFA, presidente, fa presente che la Commissione dovrebbe ora tornare ad esaminare gli emendamenti in precedenza accantonati.
Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI ritiene che il Governo necessiti di un, sia pur ristretto, margine temporale per fornire i chiarimenti richiesti nel corso della seduta odierna, in assenza dei quali taluni gruppi hanno chiesto di non procedere alla votazione degli emendamenti accantonati.
Silvano MOFFA, presidente, giudica opportuno differire alla prossima settimana l'esame degli emendamenti in precedenza accantonati, anche in attesa di acquisire le necessarie informazioni da parte del Governo.

References: e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
 articolo 2
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario