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Timestamp: 2018-10-17 17:20:34+00:00

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1 Comune di Ferrara Regolamento Comunale per l Installazione e l Esercizio degli Impianti di Telecomunicazione per Telefonia Mobile (Art. 8, comma 6, legge quadro n. 36/2001) Ferrara, 16 luglio 2007
3 1 Capo I Disposizioni generali Articolo 1 Campo di applicazione Articolo 2 Definizioni Articolo 3 Obiettivi e finalità Capo II Nuovi impianti SOMMARIO Articolo 4 Norme tecniche per la localizzazione degli impianti Articolo 5 Criteri di compatibilità paesaggistica e urbanistica Articolo 6 Criteri paesaggistici e urbanistici specifici per il Centro Storico Articolo 7 Criteri paesaggistici e urbanistici specifici per le altre aree urbanizzate Articolo 8 - Criteri paesaggistici e urbanistici specifici per aree da urbanizzare o riqualificare Articolo 9 - Criteri paesaggistici e urbanistici specifici per aree extraurbane Articolo 10 Norme tecniche ambientali e sanitarie Articolo 11 Strumenti di approfondimento Articolo 12 Caratteri tipologici Articolo 13 - Gruppo Tecnico di Valutazione Articolo 14 - Titoli edilizi Articolo 15 - Il programma annuale Articolo 16 L autorizzazione per l installazione di nuovi impianti Articolo 17 - Adempimenti per la fase di costruzione e messa in esercizio Articolo 18 Procedure concernenti gli impianti mobili Articolo 19 - Strumenti di partecipazione Articolo 20 Verifiche sugli impianti nuovi Capo III Impianti esistenti Articolo 21 Interventi e adempimenti relativi agli impianti fissi esistenti Articolo 22 Gli interventi di bonifica Articolo 23 Gli interventi di modifica Articolo 24 Dismissione o cessazione di impianti Articolo 25 Verifiche su impianti esistenti Capo IV Comunicazione e partecipazione Articolo 26 Catasto degli impianti Articolo 27 Informazione e formazione Articolo 28 Intese ed accordi Capo V Disposizione diverse e transitorie
4 2 Articolo 29 Sanzioni Articolo 30 Spese istruttorie Articolo 31 Norme di rinvio ad altri provvedimenti Articolo 32 - Norme transitorie
5 3 Regolamento Comunale per l'installazione e l'esercizio degli impianti di telecomunicazione per telefonia mobile Capo I Disposizioni generali Articolo 1 Campo di applicazione. 1Il presente Regolamento, emanato ai sensi dell art. 8, c. 6 della L. 22 febbraio 2001 n. 36 Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, disciplina, nel rispetto delle disposizioni e norme sovraordinate, le modalità per il rilascio delle autorizzazioni all'installazione e all'esercizio, nel territorio del Comune di Ferrara, degli impianti di telefonia mobile di cui al capo III della L.R. 31/10/2000, n. 30 e successive modifiche e integrazioni, in attuazione degli articoli da 8 a 12 della legge regionale medesima, e nell esercizio dell'autonomia assegnata all'ente Locale dal vigente quadro ordinamentale e dallo Statuto comunale. Articolo 2 Definizioni. 1Ai fini dell applicazione del presente Regolamento si assumono le seguenti definizioni: a) Impianto di teleradiocomunicazione per la telefonia mobile (impianto) E la stazione radio di terra del servizio di telefonia mobile, destinata al collegamento radio dei terminali mobili con la rete del servizio di telefonia mobile, costituito da antenne e relativi collegamenti in ponte radio, dai relativi apparati tecnologici e loro strutture di contenimento (shelter), dalle strutture di sostegno necessari al funzionamento degli stessi, dai collegamenti in cavo tra loro. La stazione radio di terra può essere del tipo stazione radio base (SRB) o microcellulare che si caratterizza per le basse emissioni. Ogni impianto è configurato con un determinato sistema trasmissivo secondo le tecniche autorizzate dall autorità competente. Gli impianti di telecomunicazione per la telefonia mobile possono essere fissi o mobili. Gli impianti mobili sono quelli definiti dall art. 12, comma 01, della L.R: n. 30/2000, installati temporaneamente per determinate esigenze. b) Sito E il luogo fisico dove sono collocati gli impianti. Può essere costituito da tralicci, torri, pali, eventualmente collocati anche su edifici, e simili. c) Sito puntuale di localizzazione di un impianto Specifica ubicazione di un Impianto di teleradiocomunicazione per la telefonia mobile, identificata mediante estremi catastali, via e numero civico e
6 coordinate geografiche nella cartografia tecnica in uso presso il Comune di Ferrara. 4 d) Cositing E il sito nel quale i gestori di rete condividono lo stesso sostegno e/o supporto di installazione per più impianti (esempio: stesso palo, stesso traliccio, stessa ciminiera, stessa porzione di lastrico solare del medesimo edificio, e simili). e) Gestore di rete (gestore) E il titolare della licenza/concessione ministeriale per l installazione e la fornitura di reti di telecomunicazioni che ha perciò titolo a richiedere le autorizzazioni per l installazione degli impianti di telefonia mobile, limitatamente alla tecnica autorizzata dalla medesima autorità competente. f) Area di ricerca o area circoscritta Ambito territoriale di ampiezza non superiore a 150 metri di raggio dal punto ottimale di collocazione, all interno del quale il gestore di rete, per garantire il servizio secondo gli standard stabiliti dalla concessione/licenza ministeriale, propone di individuare un sito puntuale per l installazione di un nuovo impianto. g) Impianto esistente E l impianto di teleradiocomunicazione per la telefonia mobile già, anche se non ancora realizzato. h) Modifica di impianto esistente Qualsiasi variazione dell impianto esistente rispetto a quanto, ivi compresa la riconfigurazione e l effettuazione di interventi che modificano l impatto visivo. i) Riconfigurazione di impianto esistente Qualunque modifica delle caratteristiche radioelettriche dell impianto, ivi compreso il sistema trasmissivo, l inserimento di parabole per ponti radio o altre parti dell impianto. Si distingue in: A. Riconfigurazione senza opere civili: modifica delle caratteristiche radioelettriche dell impianto esistente senza alterazione della parte civile e senza modifiche sensibili dell impatto visivo; B. Riconfigurazione con opere civili: modifica delle caratteristiche radioelettriche dell impianto esistente che comporti modifiche edilizie o modifiche sensibili dell impatto visivo (a titolo di esempio indicativo: innalzamento di pali, spostamento di paline, aggiunta di antenne, sostituzione di antenne con altre di diverse dimensioni, aggiunta o modifica di sbracci, e simili).
7 5 j) Bonifica di un impianto esistente Per interventi di bonifica di impianti esistenti si intendono le operazioni effettuate sugli impianti stessi o loro parti, ivi compresa la delocalizzazione, in grado di consentire: A. il recupero dei valori limite o di qualità indicati dall Art. 3 del DPCM , riferiti ai livelli di esposizione all'inquinamento elettromagnetico, a carico di uno o più ricettori esposti nelle condizioni corrispondenti allo stato di fatto, in conformità alle prescrizioni del vigente quadro normativo, ove superati; B. la compatibilità dell'inserimento paesaggistico dell'impianto attraverso interventi ed opere in grado di ridurre i fattori di impatto sul paesaggio visuale, sia a carico dell'ambiente urbano sia dell'ambiente extraurbano; C. la riduzione dei vincoli e dei condizionamenti - intesi come gradi di libertà delle direttrici di sviluppo urbanistico edilizio - sull'assetto del territorio e per la salvaguardia del diritto del cittadino ad edificare o a ssopraelevare il proprio immobile. k) Catasto degli impianti esistenti L insieme dell archivio relativo al censimento degli impianti fissi di telefonia mobile autorizzati, installati e in esercizio nel territorio comunale. Il Catasto degli impianti fissi di telefonia mobile è istituito presso l ARPA secondo quanto previsto dall art. 11, comma 1, della L.R. n. 30/2000. l) Programma Annuale delle installazioni fisse per la telefonia mobile Il Programma Annuale (art. 8, comma 2, L.R. 30/00) è l insieme delle proposte relative all'installazione di nuovi impianti fissi, riferite ad un determinato anno solare, che i gestori sottopongono all'amministrazione Comunale per l approvazione. m) Edifici di valore storico architettonico e monumentale Si intendono gli edifici assoggettati al vincolo diretto di cui alla parte seconda del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, ai sensi dell art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137). m1) Edifici classificati di interesse storico architettonico o di pregio storico culturale e testimoniale Si tratta degli edifici soggetti alle categorie di restauro scientifico e di risanamento conservativo n) Ricettori sensibili Sono da considerarsi ricettori sensibili:
8 A. gli edifici e le loro aree pertinenziali destinati a strutture sanitarie ed assistenziali con degenza, nonché le aree classificate dal vigente P.R.G. come attrezzature sanitarie F2 (vedi art 24.3 uso U3.14 delle n.t.a. di PRG); B. gli edifici e le loro aree pertinenziali e le aree destinati ad attrezzature scolastiche (vedi art 24.3, usi U3.10, U3.11 delle n.t.a. di PRG); 6 o) Zone in prossimità - o adiacenza - di ricettori sensibili In corrispondenza dei ricettori sensibili come definiti ai punti A e B della precedente lettera n), per zona in prossimità o adiacenza a detti ricettori si intende una fascia territoriale esterna all area destinata agli edifici e alle loro aree pertinenziali tale da richiedere una particolare attenzione nella localizzazione, orientamento e potenza dell impianto per la minimizzazione dell esposizione. p) Legge Regionale n. 30 (L.R. 30) E la Legge Regionale 31/10/2000, n.30 "Norme per la tutela dell'ambiente dall inquinamento elettromagnetico", così come modificata e integrata dalla Legge Regionale 13/11/01, n. 34, dalla Legge Regionale 13/11/2001, n. 38, dalla Legge Regionale 25/11/02, n. 30 Norme concernenti la localizzazione di impianti fissi per l emittenza radio e televisiva e di impianti per la telefonia mobile e reiterata dall art. 48 della Legge Regionale 14/4/2004, n.7. Disposizioni in materia ambientale. Modifiche ed integrazioni a leggi regionali e ancora modificata dalla L.R. 6/3/2007 n. 4 Adeguamenti normativi in materia ambientale. Modifiche a Leggi Regionali. q) Copertura del servizio Si intende l area servita da segnale proveniente dalla Stazione Radio Base tale da consentire lo svolgimento del servizio; l area è differenziata a seconda del tipo di servizio tipico (voce, dati, immagini). Articolo 3 Obiettivi e finalità. 1L azione amministrativa del Comune di Ferrara, sulla materia oggetto del presente Regolamento, persegue gli obiettivi generali seguenti: a) minimizzazione dell esposizione all inquinamento elettromagnetico connesso alle installazioni per la telefonia mobile, con particolare riferimento ai ricettori sensibili, fermi restando i valori limite di esposizione, valori di attenzione e obiettivi di qualità, considerati come valori di immissione, previsti dalla vigente legislazione di settore e le norme e prescrizioni di cui ai provvedimenti di competenza dello Stato ai sensi dell articolo 4 comma 1 lettera a) della L. 22 febbraio 2001 n. 36, nel rispetto delle esigenze di copertura del servizio; b) perseguimento del principio di cautela, in applicazione del principio di precauzione di cui all art. 174, paragrafo 2 del Trattato Istitutivo dell Unione Europea, mediante il razionale inserimento degli impianti nel territorio dal
9 punto di vista urbanistico, ambientale, sanitario, l uso delle tecniche più avanzate disponibili per tutti i nuovi impianti, per le modifiche o riconfigurazione, per le bonifiche nonché la programmazione di eventuali interventi di risanamento e rilocalizzazione a norma di legge, ferme restando le esigenze di copertura del servizio di telefonia mobile derivante dagli obblighi di concessione/licenza ministeriale; c) minimizzazione dei fattori di inquinamento visivo a carico del paesaggio extraurbano e urbano derivante dai predetti impianti, con particolare riferimento alla tutela degli edifici ed aree di valore storico architettonico e monumentale; d) coordinamento delle previsioni edificatorie dei vigenti strumenti urbanistici con le esigenze di copertura del servizio di telefonia mobile; e) equità e imparzialità nei confronti dei gestori dei servizi di telefonia mobile, cui devono essere garantite pari opportunità per l esercizio delle concessioni/licenze ottenute dallo Stato, nel riconoscimento del carattere di pubblico interesse intrinseco ai servizi erogati; f) trasparenza dell informazione alla cittadinanza e attivazione di meccanismi di partecipazione; g) monitoraggio delle emissioni elettromagnetiche degli impianti, con le modalità stabilite di concerto con ARPA, per garantire il costante rispetto dei valori di emissione previsti dalla normativa vigente.. 2Per il conseguimento degli obiettivi di cui al comma 1, il presente Regolamento stabilisce criteri urbanistici e progettuali per quanto riguarda la localizzazione e la conformazione degli impianti in relazione agli obiettivi di tutela del paesaggio urbano ed extraurbano.. 3Ai fini della minimizzazione degli impatti, nonché di una più razionale distribuzione degli impianti, il Comune di Ferrara esercita altresì le funzioni di cui all art. 8, comma 7, della L.R. 30, ed attua il coordinamento delle diverse richieste, anche attraverso: a) la previsione di cartografie tematiche finalizzate alla caratterizzazione del territorio urbanizzato e periurbano attraverso individuazione di aree omogenee da definire in base al diverso grado di attitudine - dall assoluta inidoneità alla più o meno condizionata vocazione - all installazione di impianti fissi per la telefonia mobile, secondo quanto specificato al successivo Articolo 11, incluse anche valutazioni specifiche sulla copertura del servizio e sui valori di fondo in relazione agli impianti presenti; (norma transitoria: questo punto avrà valenza 6 mesi dopo l entrata in vigore del presente regolamento) b) la valutazione di eventuali disponibilità di siti comunali e/o di altre pubbliche amministrazioni per la realizzazione delle installazioni, privilegiando soluzioni di utilizzo plurimo della medesima struttura, ove non esistano controindicazioni relative ai livelli di esposizione della popolazione. Anche in questi casi occorrerà rispettare quanto previsto dal presente regolamento in materia di inserimento urbanistico-architettonico al Capo II Nuovi impianti. Inoltre, qualora all interno dell area circoscritta presentata nel programma annuale vi siano proprietà comunali, il gestore si impegna a valutarne la fattibilità ai fini realizzativi. 7
10 8 Capo II Nuovi impianti Articolo 4 Norme tecniche per la localizzazione degli impianti. 1La localizzazione degli impianti sul territorio deve rispondere: a) ai criteri di cui all Articolo 3, comma 1, lettere c) e d); b) alle disposizioni di cui all Articolo 5, Articolo 6, Articolo 7, Articolo 8, Articolo 9, Articolo 10; c) ai divieti di cui al comma 2 e alle condizioni di cui al comma 4.. 2E vietata la previsione e l installazione di impianti fissi e mobili sui ricettori sensibili.. 3Si applicano eventuali specifiche norme di tutela individuate dalle Norme Tecniche di Attuazione degli strumenti urbanistici per aree di rilevanza archeologica, ambientale, architettonica, ecc.. 4La localizzazione degli impianti all interno della zona in prossimità o adiacenza di ricettori sensibili è consentita alle condizioni definite dall Articolo 10, commi 3 e 4. Articolo 5 Criteri di compatibilità paesaggistica e urbanistica. 1I principi generali stabiliti all Articolo 3, comma 1, nonché le prescrizioni e i divieti di cui all Articolo 4 valgono per tutte le parti del territorio comunale. I criteri e le modalità di minimizzazione dell'impatto sul paesaggio tengono conto, in particolare, delle specificità dei seguenti contesti, come da cartografia in Allegato B: a) Centro Storico; b) Altre aree urbanizzate; c) Aree da urbanizzare o riqualificare; d) Aree extra urbane.. 2Possono costituire oggetto di specifiche prescrizioni a tutela dall impatto visivo le caratteristiche di tutti gli elementi strutturali (supporti, corpi emittenti, shelters, e relativi materiali) ed accessori (recinzioni, colori, verde di mitigazione, etc.) costituenti l installazione, anche considerate le esigenze del gestore in relazione alle tecniche disponibili.. 3La valutazione di compatibilità urbanistica è formulata con specifico riferimento ai vincoli e destinazioni d uso del territorio previsti dal PRG e dai rispettivi piani di attuazione, tenendo conto in particolare: a) delle destinazioni funzionali assegnate alle diverse parti del territorio; b) del livello di attuazione delle previsioni pianificatorie; c) delle previsioni di trasformazione delle diverse parti del territorio previste dal vigente strumento urbanistico.. 4Al fine di perseguire un migliore inserimento territoriale ed ambientale degli impianti, sono da privilegiare impianti in co-siting, in zone artigianali, industriali, a parcheggio o adibite ad infrastrutture tecnologiche.
11 . 5Per tutti i contesti previsti al comma 1, considerando sempre le specifiche e dimostrate esigenze di copertura del servizio, si seguiranno i sottoelencati indirizzi: (norma transitoria: questo punto avrà valenza 6 mesi dopo l entrata in vigore del presente regolamento) a) utilizzo del cositing, dove possibile, tenendo sempre in conto l effetto dell incremento di campo in zone a forte concentrazione abitativa e privilegiando attrezzature urbane; b) sperimentazione di soluzioni tecnologiche innovative, (es.: microcelle, picocelle, microstazioni, etc.) diverse dalle installazioni tradizionali, ove ininfluenti sui caratteri percettivi dell'ambiente in cui vengano inserite. Articolo 6 Criteri paesaggistici e urbanistici specifici per il Centro Storico. 1Il Centro Storico della città di Ferrara, come identificato dalla lettera a) comma 1, Articolo 5, costituisce oggetto di particolare tutela e salvaguardia in considerazione delle relative caratteristiche storiche, architettoniche ed urbanistiche che ne hanno determinato l'inserimento nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.. 2In tale ambito si applicano i seguenti criteri: a) la realizzazione di nuove installazioni deve garantire il minimo impatto visivo. In particolare dovrà essere perseguita la minimizzazione degli effetti rispetto al piano stradale ed ai punti di vista urbani. Anche in questo caso sarà sempre considerato il co-siting e/o il coordinamento tra le installazioni di più gestori sulla copertura di uno stesso edificio, tenendo conto dell incremento di campo in condizioni densamente popolate o presso siti sensibili; b) l'installazione su immobili vincolati dal Codice dei Beni Culturali è soggetta al parere preventivo della competente Soprintendenza; c) l'installazione su edifici soggetti alla categoria di risanamento conservativo, è sempre subordinata al parere favorevole della Commissione Comunale per la Qualità Architettonica ed il Paesaggio; d) l'installazione su edifici soggetti alle categorie di restauro scientifico è di norma vietata. L installazione in detti edifici potrà essere autorizzata nell ambito di un accordo tra Amministrazione e gestore. Tale accordo potrà prevedere, oltre a quanto stabilito nel presente comma, ulteriori limitazioni agli impatti sia visivi e comunque ogni accorgimento ritenuto utile a contemperare l esigenza della copertura del servizio sul territorio con la necessità di limitarne al massimo l impatto complessivo sulla porzione di collettività direttamente interessata all installazione degli impianti; e) in via prioritaria, non è consentito l inserimento di pali di supporto in aree cortilive di pertinenza di fabbricati.. 3Al fine di consentire le valutazioni dei progetti in rapporto a quanto previsto al precedente comma 2, il Gruppo Tecnico, come istituito ai sensi dell Articolo 13, comma 1, opererà in fase istruttoria in contraddittorio con i gestori, coinvolgendo secondo necessità la Commissione Comunale per la Qualità Architettonica ed il Paesaggio. 9
12 10 Articolo 7 Criteri paesaggistici e urbanistici specifici per le altre aree urbanizzate. 1Per le altre aree urbanizzate, come definite alla lettera b), comma 1, Articolo 5, si applicano i criteri seguenti: a) per le aree a prevalente destinazione residenziale, gli impianti, devono uniformarsi ai seguenti criteri, ferma restando l obbligo di utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative, diverse dalle installazioni tradizionali, a trascurabile o ridotto impatto visivo: A. Se previste su edifici esistenti: le antenne e i relativi supporti per forma e dimensioni devono minimizzare ogni interferenza visiva con altri elementi caratteristici del paesaggio urbano (campanili, piazze, alberature vincolate, edifici o complessi di edifici che presentano caratteristiche architettoniche di pregio e con edifici assoggettati a vincolo conservativo); B. Se previste su pali o tralicci appositamente realizzati: sono da adottarsi, in via prioritaria, installazioni in area di proprietà pubblica, quali rotonde, aree cimiteriali, torri faro di impianti sportivi, parcheggi ecc., i cui progetti dovranno essere redatti in funzione dello specifico contesto urbanistico, in genere caratterizzandosi come complemento d arredo urbano, o, eventualmente, riguardare pali di illuminazione e altri apparati tecnologici; b) Per i tessuti a prevalente destinazione produttiva polifunzionale e artigianaleindustriale, è preferibile l inserimento di installazioni per la telefonia mobile in aree a destinazione produttiva polifunzionale e artigianale-industriale rispetto a limitrofe aree a prevalente destinazione residenziale e la relativa progettazione dovrà perseguire le seguenti soluzioni: A. inserimento in zone per la viabilità, parcheggi, zone per attrezzature tecnologiche ecc. secondo una progettazione integrata col contesto urbanistico di riferimento; B. progettazione degli impianti emittenti su strutture già esistenti (pali per l illuminazione, sostegni per insegne, torri faro, serbatoi acquedottistici ecc.); C. anche in tali contesti sono ammissibili soluzioni a palo preferibilmente in area pubblica; D. sono, altresì, ammesse installazioni su coperture di edifici privati o pubblici, a destinazione preferibilmente direzionale e terziaria. Articolo 8- Criteri paesaggistici e urbanistici specifici per aree da urbanizzare o riqualificare. 1Le aree da urbanizzare o riqualificare sono tutte le aree urbane interessate da interventi di trasformazione urbanistica (recupero e riuso di aree già edificate e di nuovi insediamenti su aree libere). All interno di tali aree si prevede una completa trasformazione urbanistica relativa ai nuovi insediamenti e a quelli esistenti.. 2Le aree da urbanizzare o riqualificare sono soggette prevalentemente a pianificazione attuativa, di iniziativa privata e pubblica: pertanto l eventuale collocazione di nuove installazioni, a carattere permanente, all interno delle suddette
13 aree o in aree limitrofe sarà valutata tenendo presente le previsioni di Piano Regolatore e i relativi Piani di attuazione che dovranno prevedere la compatibilità tra il contesto insediativo di progetto e l'installazione di impianti.. 3Per le aree di cui al presente articolo si applicano comunque i criteri definiti all Articolo 7. Articolo 9- Criteri paesaggistici e urbanistici specifici per aree extraurbane. 1L inserimento di nuovi impianti nelle aree extraurbane deve rispondere ai seguenti criteri: a) si dovranno privilegiare localizzazioni su area pubblica o destinate ad usi di pubblica utilità in prossimità di altri sistemi tecnologici esistenti (cabine elettriche, pali, distributori di carburante, torri piezometriche, ecc.); b) le soluzioni progettuali dovranno essere adeguate in riferimento a preesistenze storiche di rilievo e alle zone di particolare valore ambientale e paesaggistico; c) le apparecchiature a terra, salvo che nei casi di diretto contatto con i sistemi tecnologici di cui alla lettera a) devono essere adeguatamente schermate visivamente con siepi e alberature costituite mediante essenze tipiche locali, associandole, quando possibile, ai sistemi di verde già presenti sul territorio. Articolo 10 Norme tecniche ambientali e sanitarie. 1Le caratteristiche impiantistiche riferite all emissione, e/o all installazione, e/o o all esercizio - debbono garantire il rispetto dei limiti di esposizione, valori di attenzione e obiettivi di qualità, intesi come valori di immissione fissati dalle norme sovraordinate vigenti all atto dell entrata in vigore del presente Regolamento, anche attraverso l utilizzo delle migliori soluzioni tecnico/impiantistiche atte a minimizzare l esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.. 2Costituiscono requisito consigliato per tutte le installazioni, le caratteristiche impiantistiche in grado di garantire in corrispondenza di edifici abitativi o nei quali si abbia l abituale permanenza di persone per oltre quattro ore, il rispetto di valori di campo elettrico che non rendano obbligatorie le misure di campo previste dall Allegato B del DM 381/98.. 3Così come previsto dall art. 9, comma 2, della Direttiva Regionale per l applicazione della L.R. 30, adottata con deliberazione della Giunta Regionale , n. 197, la localizzazione degli impianti all interno della zona di adiacenzaprossimità di ricettori sensibili, è consentita qualora si persegua l obiettivo di qualità teso alla minimizzazione dell esposizione ai campi elettromagnetici in dette aree ovvero quando il valore del campo elettrico risulta il più vicino possibile al valore del fondo preesistente.. 4Al fine di dimostrare il perseguimento dell obiettivo di qualità di cui al comma 3 del presente articolo, il gestore è tenuto a presentare, in sede di singola istanza, evidenza delle soluzioni adottate per minimizzare l esposizione in corrispondenza dei ricettori sensibili relativamente alle soluzioni progettuali adottate ed in riferimento alla Migliori Tecniche Disponibili e tenendo conto degli impianti esistenti anche di altri 11
14 gestori per mezzo di idonee simulazioni e modelli di calcolo e di valori di fondo definiti sulla base di rilievi statisticamente significativi. (norma transitoria: questo punto avrà valenza 6 mesi dopo l entrata in vigore del presente regolamento). 5Il Gestore è tenuto a documentare le esigenze di copertura del servizio, che dovranno essere specificamente considerate in sede di istruttoria tecnica. Articolo 11 Strumenti di approfondimento. 1Il Comune si dota, per l applicazione del seguente regolamento, di cartografie tematiche, finalizzate ad evidenziare, in particolare, i seguenti fattori: a) presenza di specifici vincoli di tipo urbanistico territoriale, ivi compresa l'appartenenza ad ambiti in prossimità di ricettori sensibili; b) particolare concentrazione di ricettori sensibili, rispetto alla media riscontrabile in zona urbana; c) densità di sorgenti d emissione di onde elettromagnetiche nel campo delle radiofrequenze e microonde particolarmente elevata rispetto alla media della situazione del territorio urbanizzato; d) entità dei valori fondo particolarmente elevati rispetto ai valori rilevati nel territorio urbanizzato.. 2L'elaborazione di tali cartografie tematiche da effettuarsi per successivi approfondimenti con riferimento al consolidarsi delle indagini di settore e delle attività di monitoraggio, potrà portare all identificazione di: a) aree di attenzione, nelle quali l inserimento di nuovi impianti può essere oggetto di particolari prescrizioni; b) aree particolarmente compatibili con l insediamento di nuovi impianti fissi, in quanto precipuamente caratterizzate da condizioni favorevoli nei confronti della realizzazione di nuove installazioni per la telefonia mobile.. 3Le cartografie in argomento saranno assunte a riferimento sia dai gestori per la formulazione delle proprie proposte concernenti siti puntuali ed aree di ricerca da inserire nei programmi annuali successivi alla loro approvazione, sia dal Comune per gli adempimenti istruttori relativi ai programmi annuali e a siti puntuali.. 4Il Comune si dota, inoltra, di ulteriori strumenti di approfondimento e trasparenza rivolti anche a semplificare l accesso dei cittadini alle informazioni più rilevanti. Articolo 12 Caratteri tipologici. 1I requisiti tipologici degli impianti devono rispondere ai principi di cui all Articolo 3, comma 1, lettera c), alle disposizioni di cui all Articolo 5, Articolo 6, Articolo 7, Articolo 8, Articolo 9, fermi restando comunque i divieti e le indicazioni di cui all Articolo 4, e alle disposizioni del presente articolo.. 2Per ogni impianto relativamente ai supporti, ai corpi emittenti, agli shelters deve essere perseguito il massimo livello di compatibilità e di armonizzazione con lo specifico contesto urbano o extraurbano di localizzazione considerato dal punto di vista storico, ambientale e paesaggistico. A tal fine, caso per caso, si dovrà indicare negli elaborati progettuali: forma, dimensione, materiali, colore e collocazione specifica dell installazione per minimizzare l impatto visivo e la percezione, utilizzando la miglior tecnologia disponibile. Si dovrà inoltre tenere conto della 12
15 conformazione architettonica dell edificio prescelto, in particolare armonizzando la posa in opera degli apparati, e/o integrandone la collocazione, con eventuali elementi singolari emergenti dalla copertura (vani scale, torri ascensori, ringhiere di terrazzi, abbaini, camini, etc.).. 3Si dovranno di norma seguire le sottoelencate indicazioni: a) sono vietati supporti a traliccio e pali controventati con puntoni. b) sono ammessi, solo in caso di particolari condizioni strutturali, in cui sarebbero altrimenti necessarie opere civili invasive, tiranti costituiti da cavi in acciaio (stralli) e sempre che il supporto risulti più snello di un palo tradizionalmente vincolato; c) per le strutture di risalita, salvo eccezioni sempre da dimostrare ed illustrare, sono vietati i sistemi costituiti da scala con guardiacorpo; le scale a pioli devono preferibilmente terminare in corrispondenza del base antenna, fatta eccezione per la guida; d) in centro storico è gradita la rinuncia alla scala di risalita sul palo; nel caso non esplicitamente rappresentato negli elaborati grafici, si intenderà assente senz altro; e) si richiede che i parapetti vengano, per quanto possibile e compatibilmente con la legislazione in materia di sicurezza, sostituiti da funi di acciaio o linee vita. In caso di integrazione/sopraelevazione di parapetti, il nuovo intervento deve essere armonizzato con le parti esistenti per forma, materiale e colore; f) gli elementi di raccordo tra palo e sistemi radianti (paline, sbracci, pipette) devono avere le dimensioni strettamente necessarie al corretto funzionamento del sistema. In centro storico si richiede l utilizzo di fissaggi privi di sbracci (supporti a fascetta o appositamente progettati con il minimo ingombro); g) eventuali apparati da installarsi in prossimità del sistema radiante devono essere preferibilmente collocati alla base del palo o in altra posizione occultata (raccordo con parete di supporto, falda, ecc...), tenuto conto dell esigenza di minimizzazione delle emissioni elettromagnetiche; h) le canaline di alimentazione, cavi e tubazioni per l impianto di condizionamento non sono ammessi sui prospetti. Ad eccezione delle facciate sulle strade potranno essere autorizzate soluzioni ad hoc (ad esempio, finti pluviali) dietro presentazione di dichiarazione del progettista sull assenza di altre possibilità; i) sono in ogni caso da privilegiarsi soluzioni per impianto di condizionamento senza unità esterna; j) è ammessa la posa in opera degli apparti emittenti, con minimo effetto di intrusione visiva, su tralicci destinati ad altre funzioni, come ad esempio torri faro di impianti sportivi.. 4In rapporto al contesto individuato dovranno privilegiarsi le soluzioni tese alla salvaguardia dei prospetti, delle visuali dalle strade, e dai luoghi di pubblico accesso. Tale salvaguardia sarà oggetto di particolare attenzione nel caso di edifici di valore storico architettonico e monumentale. Gli aspetti tipologici distributivi e costruttivi che costituiranno oggetto di particolare valutazione di dettaglio, e che quindi dovranno trovare puntuale ed esaustiva descrizione negli elaborati di progetto, sono i seguenti: 13
16 a) per installazioni su edifici esistenti, si dovrà tenere conto della conformazione architettonica dell edificio prescelto, in particolare armonizzando la posa in opera degli apparati emittenti e/o integrandone la collocazione, con eventuali elementi singolari emergenti dalla copertura (vani scala, torri ascensori, ringhiere di terrazzi, sottotetti, ecc.); b) la progettazione deve tendere al miglioramento e alla razionalizzazione/bonifica di altri eventuali elementi di disturbo presenti (antenne televisive, tettoie precarie, ecc.), per quanto nelle possibilità dirette del gestore; c) soluzioni di arredo urbano a completamento.. 5Per quanto riguarda il contenuto di dettaglio degli elaborati progettuali da produrre secondo quanto definito all Articolo 16, il gestore è tenuto a evidenziare e giustificare, attraverso elaborati grafici e relazioni, le singole scelte progettuali, facendo in particolare riferimento agli aspetti seguenti: a) in caso di installazioni su edifici in aree identificate alle lettere a) e b) al comma 1 dell Articolo 5, sezioni stradali per tutta la lunghezza del corpo di fabbrica con indicazione di eventuali cortili e profilo degli edifici affacciati; b) per tutte le zone di cui al comma 1 dell Articolo 5, la documentazione fotografica dalle strade, dai punti di interesse eventualmente presenti (Mura, Castello, darsena, chiese, ecc...); c) per quanto riguarda le strutture porta-antenne, definizione del diametro e delle altre misure espresse dal progetto; d) in caso di integrazione/sopraelevazione di parapetti, il progetto dovrà riportare tavole di dettaglio in materia; e) gli elaborati progettuali in materia di apparati ed amplificatori da installarsi in prossimità del sistema radiante dovranno avere scala adeguata.. 6In conformità a quanto previsto dall art. 19 della Direttiva di cui alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 197/2001, il divieto di installazione di cui all Articolo 4 non si applica agli impianti microcellulari o nanocellulari da collocare sugli edifici di valore storico architettonico e monumentale, fatte salve le competenze della Soprintendenza per gli immobili oggetto di specifiche disposizioni di tutela anche indiretta ai sensi del pertinente articolato del D. Lgs n. 42, quando non si determini alcuna significativa influenza sulla percezione visiva del manufatto edilizio; rientra in tale ipotesi, in particolare, l inserimento degli apparati all interno di insegne di attività commerciali o terziarie regolarmente autorizzate negli edifici in questione. Articolo 13 - Gruppo Tecnico di Valutazione. 1Nell ambito delle iniziative di coordinamento previste dall art. 7 della L.R. n. 20/2000 e s.m.i. è istituito il Gruppo Tecnico di Valutazione composto dai rappresentanti dei Servizi comunali Ambiente e Pianificazione, dell A.R.P.A. dell Azienda USL e coordinato dal responsabile dello Sportello Unico per le Attività Produttive.. 2 Il Gruppo Tecnico di Valutazione, in contradditorio con i gestori, formula un parere circa le localizzazioni proposte operando il dovuto raccordo di quelle presentate con gli impianti esistenti sul territorio comunale, valutando la compatibilità della 14
17 localizzazione dei nuovi impianti con riferimento ai vincoli posti dalla legge e dal presente regolamento.. 3Il Gruppo Tecnico di Valutazione, inoltre: a) esprime il proprio parere anche riguardo alle osservazioni presentate dai soggetti di cui all art. 8, comma 3, della L.R. 30 in contraddittorio con i proponenti; b) esprime il proprio parere in materia di bonifica di impianti esistenti; c) si esprime in genere su tutte le attività pertinenti al Regolamento; d) predispone schede riassuntive delle caratteristiche e delle criticità dei progetti che facilitino la comunicazione a cittadini ed istituzioni. Articolo 14 - Titoli edilizi. 1Per la realizzazione degli interventi disciplinati al Capo II Nuovi impianti è richiesto il permesso di costruire in quanto rientranti nelle definizioni di cui ai punti g2 g3 g4 g5 dell allegato alla L.R. 31/02 - Disciplina generale dell edilizia.. 2Ai sensi dell art. 14 della citata L.R. 31/02 il permesso di costruire è rilasciato al proprietario dell immobile o a chi abbia titolo per richiederlo.. 3Il procedimento per il rilascio del Permesso è quello definito all art. 13 della L.R. 31/02, come integrato dal presente Regolamento.. 4Alla fine dei lavori dovrà essere richiesto il certificato di conformità ai sensi dell art. 21 della L.R. 31/02, allegando i documenti di legge e le certificazioni ed asseverazioni richieste nel permesso di costruire.. 5Per le violazioni edilizie riconducibili alla L.R. 23/04 trovano applicazione le sanzioni previste per la nuova costruzione dalla citata legge regionale. Articolo 15 - Il programma annuale. 1Il gestore presenta il programma annuale allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune, entro il 30 settembre dell anno precedente a quello a cui si riferisce.. 2Il programma annuale, oltre ad indicare i siti puntuali di localizzazione degli impianti, può individuare aree di ricerca in numero massimo di 8.. 3A corredo del programma annuale il gestore deve produrre: a) cartografia aggiornata su base cartacea in scala adeguata (1:5.000 e 1:25.000) e sul supporto informatizzato fornito dal Comune, del territorio interessato alle installazioni, con l'indicazione dei siti puntuali e/o delle aree di ricerca in cui si intende installare nuovi impianti nonché di quelli già installati e quelli già autorizzati, ma non ancora installati, completa di legenda e di codici identificativi delle singole installazioni e aree di ricerca; b) elenco delle nuove installazioni da realizzare nei siti puntuali già identificati, con la denominazione del sito, la via ed il numero civico, gli estremi di identificazione catastale; 15
18 c) ciascun sito puntuale deve essere corredato della documentazione di cui al successivo Articolo 16, commi 5 e 6. d) Documentazione dell esigenza di copertura del servizio, anche con l analisi di copertura del servizio.. 4Per lo stesso impianto il gestore può proporre fino a n. 3 soluzioni tra loro alternative della stessa area di ricerca, aventi lo stesso codice ma contraddistinte da numero progressivo. Il Comune può proporre siti alternativi con idonee motivazioni.. 5Lo Sportello Unico per le Attività Produttive, entro quindici giorni dal ricevimento, verifica la regolarità e la completezza formale della domanda di autorizzazione del Programma annuale e attiva le procedure di pubblicazione secondo quanto previsto all Articolo Entro il termine fissato al comma 5, qualora la domanda non risulti regolare e/o completa, il Responsabile dello Sportello Unico per le Attività Produttive ne da comunicazione al gestore interessato, anche a mezzo fax, indicando le cause di irregolarità e/o di incompletezza, fissando un termine massimo per provvedere alla rettifica e/o al completamento. In questo caso il termine per il rilascio dell autorizzazione del Programma annuale è interrotto fino alla data della rettifica e/o del completamento della documentazione. Trascorso il termine senza che il gestore interessato abbia provveduto alla regolarizzazione e/o completamento, la domanda è dichiarata improcedibile e trasmessa agli atti d archivio.. 7 Accertata la regolarità e la completezza dei Programmi annuali presentati, lo Sportello Unico per le Attività Produttive attiva il relativo procedimento per il rilascio dell autorizzazione.. 8 Per i siti puntuali lo Sportello Unico per le Attività Produttive acquisisce il parere del Servizio Pianificazione relativamente a: a) i divieti di localizzazione di cui all art. 9, della L.R. 30; b) conformità alle disposizioni comprese tra Articolo 4 e Articolo 9.. 9L autorizzazione dei singoli Programmi annuali è rilasciata previa approvazione da parte del Consiglio Comunale sulla base del parere espresso dal Gruppo Tecnico di Valutazione di cui all Articolo 13 e contiene le deduzioni in ordine alle osservazioni presentate dai soggetti di cui all art. 8, comma 3, della L.R. 30. Decorsi i termini di cui all art. 8, comma 9-ter, della L.R. 30, la domanda di autorizzazione del Programma annuale si intende accolta.. 10Le previsioni per le aree di ricerca sono valide fino alla scadenza del termine per la presentazione del programma dell anno successivo. Articolo 16 L autorizzazione per l installazione di nuovi impianti. 1L installazione dei singoli nuovi impianti è soggetta al rilascio dell autorizzazione unica secondo le procedure previste dal DPR 20 ottobre 1998, n. 447, della quale l autorizzazione ex art. 8 della L.R. 30 è atto istruttorio.. 2L autorizzazione di un nuovo impianto ex L.R. 30 è rilasciata quando ricorrano i seguenti presupposti: a) conformità al corrispondente programma annuale per i nuovi siti puntuali; 16
19 b) conforme localizzazione all interno del perimetro dell area di ricerca prevista nel corrispondente programma annuale ; c) delocalizzazione di impianto esistente per intervento di bonifica; d) quando non sia stato possibile prevedere l installazione nel relativo Programma annuale, ai sensi del comma 6 dell art. 8 della L.R. 30. In questo caso, oltre alla documentazione prevista nel successivo comma 6 deve essere prodotta apposita relazione che illustri in modo dettagliato ed esaustivo i motivi per i quali non è stato possibile prevedere l installazione nel relativo Programma annuale; la motivazione deve essere valutata dal Gruppo Tecnico di Valutazione.. 3Durante il periodo di esame e approvazione del Programma annuale non è possibile presentare domande relative a singole nuove installazioni.. 4La domanda di rilascio dell autorizzazione ex L.R. 30 per l installazione di nuovo impianto deve essere presentata: a) contestualmente alla presentazione del Programma annuale nel caso di siti puntuali, conformemente al disposto al comma 2 lettera a); b) in qualunque periodo dell anno, nei casi di cui alle lettere b), c) e d) del precedente comma 2.. 5La domanda di autorizzazione ex L.R. 30 è presentata allo Sportello Unico per le Attività Produttive nell ambito dell istanza per il rilascio dell autorizzazione unica all installazione del un nuovo impianto. La domanda deve essere corredata dalla richiesta di rilascio del titolo edilizio, con relativa documentazione ovvero da altri atti istruttori, ove occorrano. In particolare, per gli impianti di tipo SRB da insediare e/o da modificare nelle aree di cui alle lettere a), b) e c) dell Articolo 5, comma 1, dovrà essere prodotta la valutazione di previsione di impatto acustico redatta con le modalità e i criteri previsti dalla Delibera della Giunta Regionale 14/4/04, n La domanda di autorizzazione ex L.R. 30, redatta su apposito modulo, deve essere corredata dalla seguente documentazione: a) asseverazione del progettista prevista dall art. 8, comma 9 della L.R. 30; il progettista deve essere abilitato alla professione e deve essere specificamente competente in materia di valutazione di campi elettromagnetici; b) Caratteristiche del sito e dell'impianto: A. Progetto dell'impianto in scala 1:200 (con planimetria e prospetti delle installazioni a terra e in quota); B. Inserimento fotografico da almeno due punti di vista, e comunque dai punti di vista ritenuti più significativi ai fini di una adeguata valutazione sull inserimento nel contesto urbanistico di riferimento, urbano o extraurbano; C. Altitudine e coordinate geografiche del punto o zona d'installazione; D. Cartografia aggiornata in scala 1:2000, (catastale, ovvero, quando disponibile, costituente estratto della cartografia relativa alle Zone Elementari di PRG), con l'indicazione degli edifici presenti, delle loro altezze, delle destinazioni d'uso e delle aree di pertinenza in un raggio di 17
20 200 m dall'impianto stesso, individuato con le rispettive direzioni di puntamento delle antenne trasmittenti (rispetto al nord geografico), nonché di altri impianti radianti (per telefonia mobile, per diffusione radiotelevisiva ecc.); l altezza degli edifici deve essere riferita sia al piano strada (precisando la strada a cui ci si riferisce), sia ad una quota convenzionale per ogni impianto, a cui va riferita anche la quota del centro elettrico; l altezza dell edificio va misurata, in alternativa: come quella del piano di calpestio del primo locale non abitato o non adibito a presenza umana superiore alle quattro ore giornaliere; al livello di gronda, specificando eventualmente quale; al colmo dell edificio; altri riferimenti idonei a descrivere esaustivamente l interferenza tra edifici e geometria dell irradiazione dell impianto. E. Rapporto di sintesi dell intervento proposto, con i seguenti contenuti: I) riassunto delle caratteristiche radioelettriche dell'impianto, con indicazione dei valori di campo elettrico generati a carico degli edifici esistenti più esposti in funzione delle direzioni di irradazione e dei valori di fondo, specificando i diversi contributi (fondo, impianto totale); II) indicazione, lungo gli assi di irradiazione principali, delle altezze massime e minime rispetto alle sorgenti e dal suolo, nonché delle distanze massime in senso longitudinale e in senso trasversale, in cui in base ai calcoli sono da ritenersi raggiunti o superati i valori di 20 V/m, di 6 V/m, 3V/m e 0,5 V/m nelle condizioni di esercizio e di massima potenza da assumere a riferimento per la valutazione dei parametri radioelettrici di competenza dell ARPA e dell AUSL, e per le valutazioni di competenza del Comune; III) specificazione degli accorgimenti e/o interventi proposti per la mitigazione visiva e dei risultati attesi. c) Caratteristiche radioelettriche e valutazione strumentale: A. banda di frequenza assegnata in trasmissione e ricezione; B. scheda tecnica dell'impianto, con indicato il numero di celle, tipo, modello e dimensioni delle antenne trasmittenti, altezza dal centro elettrico per ogni cella, guadagno rispetto all'irradiatore isotropo ed eventuale tilt (elettrico e/o meccanico), indicazione della copertura prevista area/utenza, indicazione delle tecnologie utilizzate; C. direzioni di puntamento rispetto al nord geografico, numero di trasmettitori e potenza in Watt dei canali per cella per ogni direzione di puntamento; D. diagrammi angolari di irradiazione orizzontale e verticale del sistema irradiante corredati dell'attenuazione in db della potenza irradiata, informatizzata ad intervalli di almeno 2 gradi; E. relazione descrittiva dell'area di installazione dell'impianto con l'indicazione delle modalità di accesso da parte del personale di servizio e dell'ubicazione del locale contenente gli apparati tecnologici; 18
21 F. valutazione strumentale del fondo elettromagnetico in corrispondenza degli edifici maggiormente interessati dai lobi primari di induzione; G. valutazione del campo elettrico generato dall'impianto nelle condizioni di massimo esercizio, tenuto conto di eventuali contributi derivanti dalla presenza di altre installazioni valutate nelle medesime condizioni di esercizio. H. nel caso di antenne da installare su edifici si dovrà fornire anche planimetria della copertura dell edificio in scala 1:100, corredata dei prospetti verticali, e sezione significativa in scala 1:100 del tetto e dell'ultimo piano dell edificio, con il posizionamento delle antenne, con specificazione delle destinazioni d uso del piano immediatamente sottostante alla copertura. I. Nel caso di impianti microcellulari dovrà essere prodotta anche la seguente documentazione riferita ad ogni sito: I) lunghezza sbraccio; II) inserimento fotografico; III) prospetti verticali in scala opportuna (1:50 o 1:100) con indicazione della presenza di eventuali portici; IV) pianta in scala 1:100 riportante nel raggio di 20 m dal trasmettitore le destinazioni d uso dei luoghi in cui sia prevista permanenza prolungata di persone (abitazioni, negozi, bar con relative aree di ristoro all aperto, edicole, etc.), dovendo la planimetria essere completata con l indicazione delle distanze e altezze dei luoghi specificati; V) stime dei valori di campo generati in corrispondenza delle zone ritenute a permanenza prolungata in prossimità dell antenna (interno edicola, negozi ed abitazioni, etc.); VI) In particolare, per impianti previsti in ambiente interno deve essere presentata in scala adeguata (1:50 o 1:100) la pianta del/i locale/i interessati dalla/e installazione/i con indicato il punto ove viene collocato il trasmettitore comprensiva dei locali confinanti (sezioni orizzontali e verticali).. 7Lo Sportello Unico per le Attività Produttive, entro quindici giorni dal ricevimento, verifica la regolarità e la completezza formale della domanda presentata e attiva le procedure di pubblicazione secondo quanto previsto all Articolo Entro il termine fissato al comma 7, qualora la domanda non risulti regolare e/o completa, il Responsabile dello Sportello Unico per le Attività Produttive né da comunicazione al gestore interessato, anche a mezzo fax, indicando le cause di irregolarità e/o di incompletezza, fissando un termine massimo per provvedere alla rettifica e/o al completamento. In questo caso il termine per il rilascio dell autorizzazione unica è interrotto fino alla data della rettifica e/o del completamento della documentazione. Trascorso il termine senza che il gestore interessato abbia provveduto alla regolarizzazione e/o completamento, la domanda è dichiarata improcedibile e trasmessa agli atti d archivio. 19
22 . 9Accertata la regolarità e la completezza della domanda lo Sportello Unico per le Attività Produttive attiva il procedimento unico per l acquisizione di tutti gli atti istruttori per il rilascio dell autorizzazione unica all installazione dell impianto.. 10Per l acquisizione degli atti istruttori, lo Sportello Unico per le Attività Produttive trasmette all ARPA la documentazione presentata per le valutazioni ambientali. Queste vengono trasmesse da ARPA direttamente a Azienda USL per le valutazioni sanitarie. L Azienda USL trasmette poi le proprie valutazioni sanitarie e quelle ambientali di ARPA al Servizio Ambiente del Comune, che predispone l autorizzazione ex L.R. 30 che viene rilasciata dallo Sportello Unico Per le Attività Produttive unitamente al titolo edilizio e agli altri atti eventualmente necessari (ad esempio, autorizzazione acustica).. 11Il venir meno della concessione/licenza ministeriale per l installazione e la fornitura di reti di telecomunicazione comporta la decadenza di diritto dell autorizzazione di cui all art. 8 della L.R. 30. Articolo 17 - Adempimenti per la fase di costruzione e messa in esercizio. 1In relazione agli impianti autorizzati i gestori di rete sono tenuti a comunicare, nel termine massimo di 30 giorni dall esecuzione, l intervenuta realizzazione dei seguenti interventi: a) ultimazione delle opere relative all installazione di nuovi impianti, comunque autorizzati; b) messa in esercizio degli impianti stessi; c) esecuzione di interventi di riconfigurazione o di bonifica.. 2Sulla parte radiante e apparati non è ammesso il montaggio di elementi finti in sostituzione di quanto si intende installare successivamente alla comunicazione di fine lavori; ogni installazione aggiuntiva dovrà essere esplicitamente autorizzata.. 3Trascorsi 12 mesi dalla data di ultimazione di cui alla lettera a) del comma 1 senza che l impianto sia stato messo in esercizio, l autorizzazione è revocata d ufficio e l impianto deve essere smantellato a cura e spese del gestore, con azione in danno da parte del Comune in caso di inadempienza. Articolo 18 Procedure concernenti gli impianti mobili. 1L installazione di impianti mobili ai sensi dell art. 12 della L.R. 30, è consentita: a) a servizio di manifestazioni temporanee; b) per garantire il servizio in attesa del rilascio dell'autorizzazione per un impianto fisso già identificato e previsto nel relativo Programma annuale; c) per garantire il servizio in seguito alla dismissione di un impianto da delocalizzare, su richiesta del Comune.. 2Gli impianti mobili possono essere previsti, per un tempo massimo di quattro mesi decorrenti dal primo giorno in cui matura il diritto alla collocazione. 20

References: Articolo 1
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 art. 174
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 Articolo 14
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 Articolo 5
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 Articolo 17
 Articolo 18
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