Source: https://www.laleggepertutti.it/284011_cosa-significa-pignoramento-immobiliare
Timestamp: 2020-06-01 20:21:20+00:00

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31 Maggio 2019 | Autore: Adele Margherita Falcetta
1 Quali immobili possono essere pignorati?
2 Quali immobili non possono essere pignorati?
3 Le ricerche da fare prima del pignoramento
4 Cosa occorre per procedere al pignoramento immobiliare
5 L’atto di pignoramento immobiliare
6 La procedura che segue il pignoramento immobiliare
7 Pignoramento: che cos’è il precetto? GUARDA IL VIDEO
il suolo, quindi i terreni;
le sorgenti, i corsi d’acqua, gli alberi e tutto ciò che è incorporato naturalmente al suolo;
gli edifici, le altre costruzioni e in genere tutte le opere incorporate al suolo per opera dell’uomo, in modo permanente o transitorio;
i mulini, i bagni e in genere gli edifici galleggianti che siano in modo stabile e permanente assicurati alla riva o all’alveo.
i mobili che lo arredano;
le pertinenze. Si tratta di immobili destinati in modo stabile al servizio di un immobile principale. Sì pensi ad esempio a un garage, separato dalla casa ma destinato ad essere utilizzato dagli abitanti di quest’ultima;
i frutti naturali dell’immobile, consistenti in tutto ciò che il terreno produce (ad esempio frutta e verdura);
i frutti civili dell’immobile. Si tratta del denaro che il proprietario ricava dall’utilizzo dell’ immobile da parte di altri: un esempio è dato dai canoni di affitto.
l’usufrutto. E’ il diritto di usare un bene e di farne propri i frutti (ad esempio i canoni di locazione di un appartamento);
l’uso. E’ il diritto di utilizzare il bene e di raccoglierne i frutti, ma limitatamente ai bisogni propri e della propria famiglia;
l’abitazione. E’ il diritto di abitare un immobile, anche in questo caso nei limiti dei bisogni propri e della propria famiglia;
la superficie. E’ il diritto di realizzare e mantenere una costruzione al di sopra o al di sotto della proprietà altrui;
la servitù. Si tratta una limitazione imposta su un immobile (detto fondo servente) a favore di un altro immobile (detto fondo dominante). Può trattarsi, ad esempio, del diritto del proprietario di un terreno di passare sul terreno del vicino per raggiungere la strada;
l’enfiteusi. E’ il diritto di godere per almeno 20 anni di un immobile altrui, con l’obbligo di apportarvi delle migliorie e di pagare un canone al proprietario;
la nuda proprietà. E’ il diritto del proprietario di un bene quando su quest’ultimo esiste anche un usufrutto a favore di qualcuno. In questo caso la proprietà è detta “nuda”, in quanto finché dura l’usufrutto il proprietario non può godere del bene né percepirne i frutti. Quando cessa l’usufrutto il proprietario riacquista la pienezza del suo diritto.
l’usufrutto legale. Si tratta dell’usufrutto che spetta ai genitori sui beni dei figli minori. Esso non può essere ceduto perché strettamente legato al ruolo che hanno i genitori nei riguardi dei figli;
l’uso e l’abitazione. Questi diritti non possono essere trasmessi ad altri perchè connessi ai bisogni del titolare e della sua famiglia;
la servitù. Essa infatti non è separabile dal diritto sul fondo dominante.
quelli che fanno parte del demanio pubblico (appartenenti allo Stato, alle Regioni, alle Province o ai Comuni);
i fiumi, i torrenti, i laghi e le acque che la legge definisce pubbliche;
gli acquedotti con i relativi impianti;
i laghi artificiali;
i beni facenti parte del demanio marittimo (il Lido del mare, le spiagge, le rade e i porti);
le strade pubbliche e le autostrade;
i beni facenti parte del demanio ferroviario;
i beni quelli del demanio aeronautico;
i beni di interesse storico e artistico che appartengono allo Stato o a un altro ente pubblico;
i beni facenti parte del patrimonio indisponibile dello Stato o di altri enti pubblici;
i beni appartenenti a Stati esteri aventi una destinazione pubblica;
i beni destinati a un pubblico servizio (ad esempio scuole o uffici);
i beni sequestrati alla mafia;
i beni situati fuori dal territorio dello Stato;
i beni destinati al culto cattolico, anche se appartenenti a privati, purchè il culto si svolga in modo pubblico;
i beni per i quali è stata concessa l’immunità territoriale.
il creditore deve essere in possesso di un titolo esecutivo;
occorre notificare detto titolo al debitore;
insieme al titolo o successivamente deve esserenotificato al debitore un atto di precetto.
la sentenza che condanna il debitore al pagamento di una somma a favore del creditore;
il decreto ingiuntivo. Quando il creditore è in possesso di documenti che dimostrano con certezza il suo credito anche nell’ammontare, può chiedere al giudice di emanare nei confronti del debitore un decreto con il quale gli ingiunge di pagare quanto dovuto;
gli atti ricevuti da un notaio o da un altro pubblico ufficiale in cui sono specificate obbligazioni di denaro a carico di un soggetto. Ad esempio, se viene stipulato un contratto di compravendita, esso conterrà l’indicazione del prezzo che deve essere pagato dal compratore. Se quest’ultimo non effettua il pagamento, il venditore non ha bisogno di fargli causa per ottenere una sentenza nei suoi confronti, ma potrà utilizzare, come titolo esecutivo, l’atto stipulato dal notaio.
l’indicazione del titolo esecutivo e del precetto, e delle date di notifica degli stessi;
l’individuazione esatta dei beni o dei diritti che vengono pignorati, con la specificazione della loro natura, del Comune in cui si trovano gli immobili e dei dati catastali di questi ultimi (foglio e particella);
l’intimazione, rivolta al debitore, di astenersi dal compiere atti finalizzati a sottrarre alla garanzia del credito i beni e i diritti che si sottopongono al pignoramento;
l’avvertimento, rivolto al debitore, della possibilità di effettuare la conversione del pignoramento, cioè di depositare del denaro in sostituzione del bene pignorato;
l’avvertimento che eventuali opposizioni possono essere proposte finché non avvenga la vendita o l’assegnazione del bene o del diritto pignorato, a meno che esse non si fondino su fatti sopravvenuti, ovvero il debitore dimostri di non averla proposta prima per fatti a lui non imputabili.
il creditore (tramite il suo avvocato) deposita in cancelleria l’originale dell’atto di pignoramento, il titolo e il precetto, e si forma il fascicolo del procedimento;
entro 45 giorni dal pignoramento il creditore chiede al giudice la vendita del bene pignorato, ed entro i successivi 60 giorni deposita in cancelleria la documentazione a tal fine necessaria (un estratto del catasto, nonché i certificati attestanti le iscrizioni e le trascrizioni sull’immobile pignorato avvenute nei 20 anni che precedono la trascrizione del pignoramento);
il giudice nomina un esperto incaricato della stima dei beni o dei diritti sottoposti a pignoramento, che redige una relazione nella quale indica, tra l’altro, il valore degli stessi;
dopo il deposito della relazione, nel corso di un’apposita udienza il creditore chiede al giudice di ordinare la vendita dei beni o dei diritti pignorati;
il giudice ordina la vendita, che può essere con o senza incanto. Nel primo caso si svolge una gara in cui avviene il rilancio del prezzo; nel secondo caso le offerte vengono presentate in busta chiusa. Della vendita viene data pubblicità;
se vi sono difficoltà a vendere il bene, possono essere effettuati dei ribassi del prezzo;
se il bene viene aggiudicato, il prezzo viene distribuito tra i creditori, dando la precedenza a coloro che avevano iscritto ipoteca sui beni pignorati;
se il bene non viene venduto, chi vi ha interesse può chiederne l’assegnazione con apposita istanza, offrendo a tal fine una somma di denaro;
con la distribuzione del ricavato tra i creditori la procedura si conclude;
se non si riesce a pervenire né alla vendita né all’assegnazione la procedura si estingue.
Ti ho spiegato cosa significa pignoramento immobiliare. Ora conosci, per grandi linee, questa procedura e puoi quindi parlarne con cognizione di causa.
Pignoramento: che cos’è il precetto? GUARDA IL VIDEO
[1] Art. 812 cod. civ.
[2] Cass. sent. n. 2684/2011; Cass. sent. n. 5002/93.
[3] Art. 556 cod. proc. civ.

References: sentenza 
 sentenza 
 Art. 812
 Cass. 
 Cass. 
 Art. 556