Source: http://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4941:metalmeccanici-orafi-artigianato-ccnl-18-luglio-1985&catid=61&Itemid=139
Timestamp: 2019-02-20 05:49:34+00:00

Document:
Metalmeccanici - Orafi, Artigianato: CCNL, 18 luglio 1985
Validità: 01.07.1984 - 30.06.1986
Parti: Associazione Italiana Artigiani Orafi, Argentieri, Orologiai ed affini Confartigianato, Claai, Sindacato Nazionale delle Imprese Artigiane Orafe Argentiere affini, Fnam-Cna, Federazione Artigiana Nazionale Italiana degli Orafi Argentieri e Bigiottieri - Casa e Flm (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil)
Art. 19 - Inscindibilità delle disposizioni del Contratto - Trattamento di miglior favore
Art. 22 - Enti bilaterali
Art. 29 - Indennità di anzianità e trattamento di fine rapporto di lavoro
Art. 30 - Cessazione, trasformazione o trapasso di azienda
Art. 24 - Indennità di anzianità e TFR
Apprendisti - Regolamentazione nazionale per la disciplina dell’apprendistato nelle imprese artigiane orafe, argentiere ed attività affini
Allegato 1 - Aumenti retributivi e decorrenze
Allegato 2 - Regolamentazione nazionale per la disciplina dell’apprendistato nelle imprese artigiane orafe, argentiere ed attività affini assunti fino al 29 febbraio 1984
Addì 18 luglio 1985 tra l’Associazione Italiana Artigiani Orafi, Argentieri, Orologiai ed affini e con l’assistenza della Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato, la Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane (Claai), il Sindacato Nazionale delle Imprese Artigiane Orafe Argentiere affini aderente alla Fnam-Cna e la Federazione Nazionale Artigiani Metalmeccanici della Cna assistiti per la Cna la Federazione Artigiana Nazionale Italiana degli Orafi Argentieri e Bigiottieri con l’intervento della Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani (Casa) e la Flm (Federazione Lavoratori Metalmeccanici) che riunisce le Organizzazioni sindacali Fim- Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil.
Per impresa artigiana orafa, bigiottiera e della orologeria ed affini si intende quella avente i requisiti previsti dalla legge 25 luglio 1956, n. 860 e relativo regolamento, nonché dal DPR 8 giugno 1964, n. 537 punto 4 e successive modifiche, relativo ai mestieri artistici tradizionali, appartenenti al settore orafi, argentieri ed affini.
1) ai laboratori appartenenti tradizionalmente al settore orafo, argentiero, affine, destinati alla lavorazione dei metalli preziosi, nonché alla riparazione e costruzione di manufatti dei quali le parti metalliche (metalli preziosi) richiedono la maggiore quantità di lavoro;
A titolo indicativo ed esemplificativo rientrano tra le imprese artigiane orafe, argentiere ed affini, regolate dal presente Contratto i seguenti lavoratori:
Premesso che non sono in alcun caso poste in discussione l’autonomia dell’attività imprenditoriale artigiana e le rispettive e distinte responsabilità di scelta e di decisione degli imprenditori artigiani, delle loro Organizzazioni e del Sindacato, le parti valutata l’importanza che lo sviluppo dell’imprenditoria artigiana ha assunto con le sue articolazioni produttive e di servizio nell’economia generale del settore e del Paese, concordano su un sistema di rapporti sindacali che, tramite esami congiunti sulle materie di seguito elencate, consentano una più approfondita conoscenza delle problematiche che investono l’artigianato, finalizzata al raggiungimento di più consistenti ed elevati livelli occupazionali attraverso la realizzazione di un progetto di sviluppo e qualificazione delle imprese artigiane, l’acquisizione di tecnologie più avanzate ed il consolidamento delle strutture produttive e della loro autonomia.
Le parti convengono che, ove per realizzare progetti specifici concordati che derivassero dai confronti sottoindicati fossero richiesti finanziamenti agevolati e/o agevolazioni fiscali e contributive o fondi per la formazione professionale da enti pubblici nazionali o regionali o dalla CEE, sia incluso tra i requisiti per accedere ad essi l’impegno da Parte dell’impresa all’applicazione delle vigenti norme contrattuali e di legge in materia di lavoro, fatte salve eventuali divergenze interpretative in corso.
Lettera A) - Per favorire il riequilibrio territoriale nelle regioni del Centro-Nord le parti opereranno per impegnare le regioni, le province, i comuni ed i comprensori in una programmazione degli ordinamenti produttivi che abbia la finalizzazione indicata. Si opererà per selezionare ulteriori insediamenti finalizzandoli al risanamento ambientale di aziende esistenti nelle zone già ampiamente industrializzate e per promuovere, invece, la creazione di nuovi insediamenti nelle aree deboli ed insufficientemente sviluppate, individuandoli ai livelli territoriali indicati. In riferimento sia al Mezzogiorno che al riequilibrio del territorio, le parti si impegnano affinché al livello di ogni singola regione si definiscano "piani di sviluppo per l’artigianato" che, in organico rapporto con le scelte programmatiche dell’ente regione, operino per l’attuazione di una politica per l’artigianato che sia direttamente collegata con i piani di settore previsti dalla legge n. 675/77, e sue integrazioni e modifiche.
Nei confronti dei pubblici poteri - in special modo con le regioni meridionali - le parti apriranno verifiche per la predisposizione, sulle aree individuate delle infrastrutture necessarie per rendere competitivi gli insediamenti produttivi, aventi le caratteristiche, sopra ricordate, attraverso un contenuto costo delle aree, validi e selettivi incentivi creditizi e fiscali.
Impegno delle parti al confronto ed all’esame congiunto su scala nazionale, regionale, provinciale o comprensoriale in ordine alle prospettive produttive della globalità delle imprese artigiane, nonché alla salvaguardia ed allo sviluppo dell’occupazione per settore, comparto e aree territoriali omogenee.
Si conviene che il confronto sui temi sopra indicati dovrà tenere conto della peculiarità che lega l’impresa artigiana all’ambiente socio-economico nel quale è connessa in modo essenziale per il proprio sviluppo. Si tenderà quindi ad un impegno comune finalizzato a sviluppare, in stretto collegamento con la programmazione territoriale, l’imprenditorialità artigiana ampliandola nelle realtà più deboli ed in primo luogo nel Mezzogiorno.
Lettera B) - Le parti si impegnano al confronto ed all’esame congiunto a livello regionale, provinciale o comprensoriale, per la verifica dei piani di investimento del complesso delle imprese artigiane presenti nel territorio, anche in rapporto ad un più adeguato ruolo della regione e degli enti locali sui problemi dell’artigianato.
Le parti verificheranno congiuntamente che gli investimenti siano effettuati con il criterio del credito selezionato per settori e che siano principalmente indirizzati al sostegno ed allo sviluppo dell’autonomia produttiva delle aziende artigiane, alla creazione di adeguate strutture per la qualificazione e la eventuale riconversione della produzione.
A tal fine le Organizzazioni sindacali dei lavoratori si impegnano a fornire un preciso contributo alla discussione in relazione alle informazione fornite dalle Associazioni artigiane.
Per contribuire alla realizzazione del sistema di informazioni, le parti potranno fare riferimento a tutti i dati in possesso compresi quelli disponibili degli organismi istituzionali ad esempio la CPA e la CRA.
I confronti sui temi ed ai livelli sopra indicati avranno inoltre come specifico riferimento le conseguenze occupazionali, le condizioni economiche e quelle normative dei lavoratori e si svolgeranno, di norma, una volta all’anno su richiesta scritta di una delle parti.
Lettera C) - Governo del mercato del lavoro - Le Associazioni artigiane forniranno - in un confronto a livello regionale e territoriale - i dati in loro possesso relativi alla consistenza numerica delle aziende e quelli relativi ai livelli occupazionali divisi per provincia o comprensorio e per comparti produttivi specificando, per la dinamica occupazionale, la sua tendenza evolutiva previsionale, saranno altresì comunicati a questi livelli i dati sull’entità e sulla struttura delle retribuzioni riferite all’insieme delle imprese presenti nel territorio.
Le Associazioni artigiane forniranno, inoltre, le indicazioni sulle esigenze di mano d’opera divisa per specifiche figure professionali per costruire - in rapporto con gli enti pubblici previsti per legge - contratti di formazione lavoro e/o corsi di formazione professionale.
Tali incontri avranno lo scopo di consentire uno scambio reciproco di informazioni e di realizzare una verifica sull’andamento di tutti gli istituti previsti nel Contratto relativi all’organizzazione del lavoro e alla qualificazione professionale, all’orario di lavoro e alle diverse modalità di effettuazione, alle nocività ambientali interne ed esterne.
Effettuata, negli incontri citati, la verifica sulla potenzialità di assorbimento della mano d’opera nel settore orafo, argentiero artigiano regionale, si definiranno, a quel livello territoriale, i criteri orientativi atti a soddisfare le esigenze produttive ed occupazionali presenti sul territorio: ciò attraverso leggi e accordi vigenti in materia di occupazione giovanile, formazione professionale, mobilità, ed anche in relazione alle esperienze già maturate e consolidate in alcune realtà territoriali, di cui all’art. 10.
1) Le parti concordano che quanto previsto alle lettere A), B), C), comporta l’esclusione dell’applicazione di tali procedure a livello delle singole imprese e che le stesse non saranno oggetto di esame individuale. Lo spirito del confronto e dell’esame congiunto non intende necessariamente il raggiungimento di valutazioni comuni.
2) Fermi restando i livelli di incontro fissati ed i relativi esami territoriali e di settore, il confronto potrà essere effettuato dalla istanza superiore in mancanza delle strutture organizzative delle parti contraenti ai livelli richiesti. Per altro, le parti si impegnano, nell’ambito delle rispettive autonomie, a dotarsi delle strutture necessarie.
Considerata la particolare struttura delle imprese artigiane del settore, nelle imprese con almeno 8 dipendenti, compresi gli apprendisti, viene eletto un delegato di impresa per garantire migliore collegamento tra datore di lavoro e dipendenti dell’impresa stessa.
Sul monte stipendi complessivo verrà accantonata una quantità pari a 2 ore lavorative per dipendente (con un massimo di 16 ore annue) per la quale si decide l’utilizzazione diretta delle somme accantonate da Parte del delegato d’impresa per un migliore collegamento con il datore di lavoro, ovvero l’utilizzazione a fini mutualistici attraverso gli enti bilaterali.
- La Confartigianato (Cgia) dichiara di esercitare la facoltà di opzione prevista per l’utilizzazione delle somme accantonate indicando per le imprese l’erogazione in forma mutualistica tramite le Organizzazioni territoriali delle parti stipulanti.
- La Flm conviene sulle opzioni sopra indicate.
Entro il successivo mese di aprile dovranno essere presentati all’ente locale a livello territoriale le proposte dei corsi da effettuarsi, definendo la durata, le modalità ed i programmi. I corsi dovranno prevedere un determinato numero di ore di formazione teorica da effettuarsi a carico della regione o dell’ente locale, ed un certo numero di ore di formazione pratica da effettuarsi in imprese artigiane appartenenti al settore prescelto. Le ore di formazione pratica non danno luogo ad alcun rapporto di lavoro tra l’impresa nella quale si effettuano ed i giovani che frequentano il corso.
L’attestato di qualificazione conseguito al termine del corso è valido dopo un periodo di occupazione di 6 (sei) mesi nei quali il giovane è considerato tirocinante ai sensi della legge 14 novembre 1967, n. 1146.
I lavoratori e gli artigiani hanno un comune interesse all’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e all’attuazione delle misure idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica nell’ambiente di lavoro; pertanto le parti si impegnano ad operare affinché l’azione di prevenzione dei servizi di medicina del lavoro dell’USL (Unità Sanitaria Locale) trovi attuazione anche nelle imprese artigiane.
Le Organizzazioni artigiane si impegnano a promuovere iniziative con l’ausilio dell’Autorità sanitaria USL, atte a favorire le conoscenze relative alle sostanze usate nella lavorazione artigiana in relazione ai loro effetti sulla salute e sugli ambienti di vita e di lavoro.
A fronte del superamento dell’orario contrattuale corrisponderà, entro l’anno ed in periodi di minore intensità produttiva, una pari entità di riposi compensativi […]
Art. 22 Enti bilaterali
Le parti stipulanti il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro, sulla base dell’art. 4 dell’Accordo interconfederale del 21 dicembre 1983, si impegnano ad incontrarsi a livello territoriale per esaminare e risolvere i problemi inerenti la costituzione degli enti bilaterali entro 6 mesi dall’entrata in vigore del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro.
L’ammissione ed il lavoro delle donne e dei fanciulli sono regolati dalle disposizioni di legge e da eventuali accordi di categoria.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre il limite di cui all’art. 14 Parte I Comune.
Nell’ipotesi di distribuzione dell’orario settimanale in 5 giorni (lunedì-venerdì) è ammesso il lavoro straordinario, nella giornata di sabato; il lavoro straordinario effettuato nella giornata del sabato potrà avere durata superiore alle 2 ore […]
In caso di gravidanza e puerperio si applicano le norme di legge. In tal caso, alla lavoratrice assente nei due mesi prima del parto e nei tre mesi ad esso successivi, sarà corrisposta una integrazione del trattamento Inam fino a garantire il 100 per cento della retribuzione di fatto netta.
È preciso obbligo del lavoratore di conservare in buono stato le macchine e gli attrezzi, gli armadietti, i disegni e in genere tutto quanto è a lui affidato.
e) con licenziamento ai sensi dell’art. 27.
Ferme restando le possibilità di accordo tra le parti interessate, qualora nello svolgimento del rapporto di lavoro sorga controversia, questa dovrà essere sottoposta, per sperimentare il tentativo di conciliazione alle competenti Associazioni sindacali territoriali degli artigiani e dei lavoratori.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre il limite di cui all’art. 15, Parte I Comune.
Fermi restando i limiti di cui sopra viene fissato un limite massimo annuale di ore 230 per ciascun lavoratore. Per detto limite viene istituito un recupero nella misura del 20 per cento quale riposo compensativo non retribuito. Il riposo compensativo deve essere effettuato nel corso di ogni singolo trimestre tenendo conto delle esigenze tecniche aziendali. Comunque il recupero sopracitato non potrà essere inferiore ad una giornata. Per lavoro notturno si intende quello effettuato dalle ore 22 alle ore 6 del mattino.
In tal caso, alla lavoratrice assente nei due mesi prima del parto e nei tre mesi ad esso successivi, sarà corrisposta una integrazione del trattamento Inam fino a garantire il 100 per cento della retribuzione di fatto netta.
La sospensione di cui alla lettera d) si può applicare a quelle mancanze le quali, anche in considerazione delle circostanze speciali che le hanno accompagnate non siano così gravi da rendere applicabile una maggiore punizione, ma abbiano tuttavia tale rilievo da non trovare adeguata sanzione disposta dalle lettere a), b), c).
La disciplina dell’apprendistato nell’artigianato orafo e argentiero è regolata dalle norme di legge, dall’Accordo interconfederale del 21 dicembre 1983 dalle disposizioni della presente regolamentazione.
Per quanto non è contemplato dalle disposizioni di legge dalla suddetta particolare regolamentazione, valgono per gli apprendisti le norme del CCNL 14 giugno 1984 per i lavoratori dipendenti dalle imprese orafe ed argentiere.
assunti in età fino a 18 anni - durata 3 anni e 4 mesi
Le predette durate vengono ridotte di 6 mesi qualora l’apprendista abbia terminato il secondo anno di frequenza a corsi o scuole professionali parificate attinenti alla specifica attività e sia in possesso dell’attestato di frequenza.
Per l’adempimento da Parte dell’apprendista dell’obbligo di frequenza ai sensi dell’art. 17 del regolamento approvato con DPR 30 dicembre 1956, n. 1968 dei corsi di istruzione complementare, verranno concesse quattro ore settimanali retribuite per tutta la durata dei corsi stessi. Tali ore non fanno Parte dell’orario di lavoro di cui all’art. 4 Parte 1a, fermo restando il limite legale delle 44 ore settimanali complessive.
In considerazione della particolare legislazione vigente nelle provincie di Trento e Bolzano, si concorda di demandare alle rispettive organizzazioni locali la definizione degli aspetti contrattuali del rapporto di apprendistato.
La disciplina dell’apprendistato nell’artigianato orafo e argentiero è regolata dalle norme di legge dal relativo regolamento e dalle disposizioni della presente regolamentazione.
Per quanto non è contemplato dalle disposizioni di legge sull’apprendistato e dalla particolare regolamentazione, valgono per gli apprendisti le norme del CCNL 15 marzo 1977 per i lavoratori dipendenti dalle imprese orafe ed argentiere nonché del CCNL 14 giugno 1984.
I periodi di servizio effettivamente prestati in qualità di apprendista presso altre imprese si accumulano ai fini del tirocinio previsto dalla presente regolamentazione, purché non separati da interruzioni superiori ad un anno e sempreché si riferiscano alle stesse attività.
Gruppo 1 con diploma di scuola d’obbligo (scuola elementare - scuola media unica o ex scuola di avviamento professionale)
Durata 4 3.5 3 2 1.5
Gruppo 2 (con ammissione al secondo corso di scuola tecnica industriale e istituto professionale di attività corrispondente a quella oggetto dell'apprendistato)
Durata 3 2.5 2 1.5 1
Gli apprendisti assunti ai sensi della legge n. 1146/1967 e della legge n. 205/1966 (con successiva modifica art. 7 legge n. 754/1969), verranno retribuiti per i rispettivi periodi di durata del tirocinio (6 mesi e 3 mesi) con la percentuale del 90 per cento sulla paga tabellare del lavoratore di 5a categoria.
Per l’adempimento da Parte dell’apprendista dell’obbligo di frequenza ai sensi dell’art. 17 del regolamento approvato con DPR 30 dicembre 1956, n. 1968 dei corsi di istruzione complementare, verranno concesse quattro ore settimanali retribuite per tutta la durata dei corsi stessi.
Tali ore non fanno Parte dell’orario di lavoro di cui all’art. 4 Parte 1a, fermo restando il limite legale delle 44 ore settimanali complessive.

References: Art. 19

Art. 22

Art. 29

Art. 30

Art. 24

Art. 22
 art. 7