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Timestamp: 2016-12-02 17:57:02+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 133 del 14.06.2007
Istanza di Interpello - Parrocchia Alfa.
Erogazioni liberali. Art. 15, comma 1, lettera h) e art. 100, comma 2, lettera
f) del TUIR
specificato in oggetto, concernente l'interpretazione dell'art. 15, comma 1, lettera h) e art.
100, comma 2, lettera f) del TUIR
La Parrocchia Alfa - ente civilmente riconosciuto
con decreto del Ministero dell'Interno ed iscritto nel registro delle Persone
Giuridiche del Tribunale - ha in corso lavori di restauro e risanamento
conservativo della chiesa e delle sue pertinenze per i quali ha presentato
denuncia di inizio attività approvata dagli Uffici comunali e dalla
Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province di
x, xx, xy.
La Parrocchia istante riferisce che gli immobili
oggetto di restauro e risanamento conservativo sono sottoposti al regime
vincolistico previsto dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il
1) se le erogazioni liberali effettuate al
fine di sostenere gli anzidetti lavori di restauro e risanamento conservativo
della chiesa e delle sue pertinenze possano essere detratte dall'imposta lorda
per un importo pari al 19 per cento delle stesse, ai sensi dell'art. 15, comma 1, lettera h), del TUIR, se effettuate da persone
fisiche e se le stesse erogazioni possano essere dedotte dal reddito d'impresa
ai sensi dell'art. 100, comma 2, lett. f), dello stesso TUIR, se effettuate da imprese;
2) quali sono le modalità di effettuazione
delle suddette erogazioni liberali;
3) quali sono i contenuti che deve avere la
"convenzione" in base alla quale vengono effettuate le erogazioni
liberali previste dall'art. 15, comma 1, lettera h), del TUIR e le modalità di controllo sulle
erogazioni effettuate ai sensi dell'articolo 100, comma 2, lettera f) del TUIR.
L'interpellante, in relazione ai quesiti esposti,
prospetta le seguenti soluzioni interpretative.
1) Detraibilità e deducibilità delle
Per quanto riguarda il primo quesito, la Parrocchia Alfa istante ritiene che le
erogazioni liberali fatte in suo favore a sostegno dei lavori di restauro e
risanamento conservativo della chiesa e delle sue pertinenze - immobili
sottoposti al regime vincolistico previsto dal decreto legislativo 22 gennaio
2004, n. 42 - possano costituire onere detraibile ai sensi dell'art. 15, lettera h), se effettuate da
persone fisiche, nonché essere dedotte ai sensi dell'art. 100, comma 2, lettera f) del
TUIR, se effettuate da imprese. Al riguardo l'istante evidenzia che nella
risoluzione n. 42/E del 5 aprile 2005
è stato precisato che gli enti non commerciali possono usufruire della
detrazione prevista dall'art. 147
del TUIR, per erogazioni liberali a favore di parrocchie che realizzino
interventi sui beni culturali tutelati ai sensi del decreto legislativo 22
2) Modalità di effettuazione delle
In relazione al secondo quesito l'istante ritiene che le erogazioni a favore
della Parrocchia possano essere effettuate in qualsiasi forma e che ai fini
della prova dell'avvenuta erogazione costituisca valido elemento la sola
ricevuta emessa dalla stessa Parrocchia recante i dati anagrafici dell'erogante,
i dati relativi alle autorizzazioni legate al progetto di restauro e il richiamo
agli articoli del TUIR recanti le disposizioni agevolative di cui gli eroganti
intendono avvalersi.
3) Contenuto della convenzione.
Relativamente all'ultimo quesito l'interpellante ritiene che la
"convenzione", in base alla quale vengono effettuate le erogazioni
previste dall'art. 15, comma
1, lettera h), del TUIR, debba consistere non in un atto trilaterale ma in un
atto bilaterale coinvolgente solo il soggetto erogatore e il beneficiario delle
liberalità e non anche il soggetto pubblico preposto all'autorizzazione. In
sostanza, secondo l'interpellante, la convenzione deve costituire esclusivamente
l'impegno, da parte della Parrocchia, di utilizzare i fondi ricevuti allo scopo
di realizzare le opere edilizie autorizzate dalla Soprintendenza regionale.
1) Detraibilità e deducibilità delle erogazioni liberali
L'art. 15
del TUIR, inserito nel Titolo I delle stesso testo unico, relativo all'imposta
sul reddito delle persone fisiche, reca l'elencazione di una serie di oneri che
le persone fisiche possono detrarre dall'imposta lorda per un importo pari al 19
per cento degli stessi. In particolare, in forza della lettera h) del medesimo
art. 15, le persone fisiche
possono detrarre dall'imposta lorda "le erogazioni liberali in denaro
effettuate a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali,
di comitati organizzatori appositamente istituiti con decreto del Ministro per i
riconosciute senza scopo di lucro, che svolgono o promuovono attività di
studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico
o che organizzano e realizzano attività culturali, effettuate in base ad
apposita convenzione, per l'acquisto, la manutenzione, la protezione o il
restauro delle cose indicate nell'art. 1 della legge 1 giugno 1939, n. 1089, e
nel DPR 30 settembre 1963, n. 1409...".
Della stessa detrazione possono fruire, come precisato
nella risoluzione n. 42/E del 5
aprile 2005, anche gli enti non commerciali in virtù del rinvio che l'art. 147 del TUIR opera al medesimo
art. 15, comma 1, lettera h)
Per quanto riguarda le imprese, l'art. 100 del TUIR prevede la
deducibilità dal reddito d'impresa di una serie di oneri tra i quali alla
lettera f) del comma 2 sono espressamente menzionate "le erogazioni
liberali in denaro a favore dello Stato, di enti o istituzioni pubbliche, di
fondazioni e di associazioni legalmente riconosciute che senza scopo di lucro
rilevante valore culturale e artistico, effettuate per l'acquisto, la
manutenzione, la protezione o il restauro delle cose indicate nell'art. 2 del
D.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490 e nel DPR 30 settembre 1963, n. 1409...".
La disposizione recata dall'art. 100, comma 2, lettera f) del TUIR
ripropone in sostanza, a favore delle imprese, quella recata dall'art. 15, lettera h) del TUIR.
Tra i soggetti destinatari delle erogazioni liberali
previste dall'art. 100, comma
2, lettera f) del TUIR si ritiene che possano essere ricomprese anche le
parrocchie sulla base delle stesse considerazioni formulate nella risoluzione n.
42/E del 5 aprile 2005, in relazione
alle erogazioni liberali previste dall'art. 15, comma 1, lettera h) del TUIR,
a cui fa rinvio l'art. 147 del
Si ricorda che nell'anzidetta risoluzione è stato
precisato, anche sulla base del parere espresso in materia dal Consiglio di
Stato (parere n. 66 del 31 gennaio 1989), che tra i soggetti beneficiari delle
suddette erogazioni liberali, possono essere ricondotte anche le parrocchie
qualora realizzino, nel rispetto delle condizioni previste dalla disposizione
sopra riportata, interventi su beni culturali tutelati ai sensi del decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il Codice dei beni culturali e del
paesaggio, in quanto:
1) sono enti riconosciuti. L'art. 29 della
legge 20 maggio 1985, n. 222, stabilisce, infatti, che le Parrocchie
2) non perseguono fini di lucro.
Le imprese, pertanto - al pari delle persone fisiche e
degli enti non commerciali che si avvalgono rispettivamente delle disposizioni
recate dall'art. 15, comma 1,
lettera h) e dall'art. 147 del
TUIR - per le erogazioni liberali a favore delle parrocchie che realizzano
interventi su beni culturali tutelati ai sensi del richiamato decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 possono avvalersi della disposizione recata
dal citato art. 100, comma 2,
lettera f) del TUIR, nel rispetto delle condizioni ivi previste.
2) Modalità di effettuazione delle erogazioni liberali
Per quanto riguarda le modalità di effettuazione delle
erogazioni liberali in argomento, si precisa che le stesse - analogamente alle
erogazioni liberali a favore delle ONLUS e delle erogazioni liberali previste
dall'art. 14 del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla legge 14
maggio 2005, n. 80 (si veda al
riguardo la circolare n. 39/E del 19
agosto 2005, paragrafo 4) - devono essere effettuate avvalendosi di uno dei
seguenti sistemi di pagamento:
- sistemi di pagamento previsti
dall'articolo 23 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e cioè carte di debito, di credito e
prepagate, assegni bancari e circolari.
3) Contenuto della convenzione
Per quanto riguarda la "convenzione", in base
alla quale devono essere effettuate le erogazioni previste dall'art. 15, comma 1, lettera h), del
TUIR, già nella richiamata risoluzione n. 42/E del 2005, è stato precisato, sulla
base delle indicazioni del Ministero per i beni e le attività culturali
competente sulla specifica materia, che la stessa deve essere stipulata tra il
soggetto erogatore ed il beneficiario attuatore dell'iniziativa culturale.
Lo stesso Ministero per i beni e le attività culturali
- al quale la norma affida il ruolo di controllore istituzionale
dell'iniziativa, sia in fase di progettazione e preventivazione della relativa
spesa (che per espressa previsione normativa deve essere previamente
autorizzata) sia in fase di consuntivo (anch'esso da verificare ed approvare
espressamente) - con circolare n. 183 del 22 dicembre 2005, ha altresì
precisato che "la convenzione deve essere stipulata in forma scritta ai
sensi di quanto previsto dall'art. 17 del R.D. 18 novembre 1923, n. 2440, tra il
soggetto erogatore ed il beneficiario attuatore dell'iniziativa culturale, se
uno dei soggetti in causa è un'amministrazione pubblica, un ente o
un'istituzione pubblica e dovrà essere corredata da un progetto nel quale siano
specificati i costi complessivi, le fonti di finanziamento nelle quali rientrano
anche le liberalità, l'avvenuto versamento delle somme erogate ed i tempi di
attuazione dell'iniziativa. Se trattasi invece di persone giuridiche private
senza scopo di lucro e persone fisiche, dovrà essere stipulato un accordo
scritto comprovante la volontà di voler realizzare l'iniziativa culturale e di
voler contribuire al sostegno finanziario della medesima beneficiando degli
sgravi fiscali connessi, corredato dalla documentazione sopraccitata".
Si fa presente che da ultimo, con la circolare n. 38
del 19 febbraio 2007, a cui si fa rinvio, il Ministero per i beni e le attività
culturali ha fornito chiarimenti sulle modalità procedurali da seguire per il
rilascio delle autorizzazioni e dei pareri dei competenti comitati di settore
del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, previsti dall'art.
15, comma 1, lettera h) del
TUIR, incentrando sugli organi territoriali periferici dello stesso Ministero le
Infine, circa le modalità di controllo sulle
erogazioni effettuate ai sensi della disposizione recata dall'articolo 100, comma 2, lettera f) del
TUIR, si precisa che la medesima disposizione attribuisce al Ministero per i
beni e le attività culturali l'obbligo di controllare l'impiego delle
erogazioni liberali ivi previste e che le erogazioni liberali non integralmente
utilizzate nei termini assegnati, ovvero utilizzate non in conformità alla
destinazione, affluiscono nella loro totalità, all'entrata dello Stato.
Si fa presente, inoltre, sulla base delle precisazioni
fornite al riguardo dallo stesso Ministero per i beni e le attività culturali,
che per le erogazioni liberali effettuate ai sensi dell'art. 100, comma 2, lettera f) del
TUIR, la norma non prevede che debba essere redatta un'apposita convenzione. In
ogni caso, precisa il Ministero per i beni e le attività culturali, in luogo
della convenzione, dovrà essere presentato dal soggetto erogatore alle
Soprintendenze di settore competenti, in allegato ad apposita istanza, un
dettagliato progetto dell'iniziativa culturale che si intende sostenere
finanziariamente, completo di tutti i dati relativi alle previsioni di spesa.
Il Ministero per i beni e le attività culturali ha,
infine, precisato che gli interventi sui beni per i quali è intervenuta la
verifica dell'interesse culturale, soggetti ad autorizzazione da parte del
Ministero, per il tramite delle Soprintendenze di settore competenti, sono
quelli previsti dall'art. 21 e seguenti del Codice dei beni culturali e del
paesaggio, nei quali rientra tra l'altro l'esecuzione di opere e lavori di
qualunque genere, anche qualora la stessa venga finanziata, in tutto o in parte,
mediante erogazioni liberali.
Per quanto riguarda, invece, le mostre, le esposizioni,
gli studi e le ricerche, finanziate mediante erogazioni liberali, il Ministero
per i beni e le attività culturali ha precisato che l'autorizzazione dello
stesso Ministero deve essere resa ai sensi di quanto disposto dall'art. 100, comma 2, lettera f) del
con istanza presentata dalla Direzione Regionale, viene resa dalla scrivente ai
- Mirano, 2 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.

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 art. 100
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