Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2017-0388_IT.html
Timestamp: 2019-11-17 14:58:48+00:00

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sulla proposta di regolamento del Consiglio concernente la competenza, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, e la sottrazione internazionale di minori (rifusione)
ALLEGATO: PARERE DEL GRUPPO CONSULTIVO DEI SERVIZI GIURIDICIDEL PARLAMENTO EUROPEO, DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE
Emendamento necessario a mantenere la coerenza interna del testo.
La formulazione non è conforme all'articolo 1, paragrafo 3, del medesimo regolamento.
(6 bis) A norma del presente regolamento, le norme sulla competenza giurisdizionale dovrebbero applicarsi anche a tutti i minori che si trovano sul territorio dell'Unione e la cui residenza abituale non possa essere stabilita con certezza. Il campo di applicazione di tali norme dovrebbe estendersi in particolare ai minori rifugiati e ai minori sfollati a livello internazionale per motivi socioeconomici oppure a causa di disordini nei loro paesi.
(13) Le regole di competenza in materia di responsabilità genitoriale dovrebbero sempre informarsi all'interesse superiore del minore e dovrebbero essere applicate tenendo conto di tale interesse. Ogni riferimento all'interesse superiore del minore dovrebbe essere interpretato alla luce degli articoli 7, 14, 22 e 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e della Convenzione delle Nazioni Unite del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo. È imperativo che lo Stato membro le cui autorità sono competenti ai sensi del presente regolamento a conoscere del merito in relazione alla responsabilità genitoriale, a seguito dell'assunzione di una decisione definitiva che prevede il ritorno del minore, garantisca la protezione dell'interesse superiore e dei diritti fondamentali del minore dopo il ritorno di quest'ultimo, segnatamente laddove abbia contatti con entrambi i genitori.
(14 bis) Il significato del concetto di "residenza abituale" dovrebbe essere interpretato caso per caso in base alle definizioni delle autorità, alla luce delle circostanze specifiche del caso.
(18) Occorre prestare particolare attenzione al fatto che, in casi eccezionali, quali ad esempio i casi di violenza domestica o di genere, le autorità dello Stato membro della residenza abituale del minore potrebbero non essere le autorità più appropriate per trattare il caso. L'autorità competente può, a titolo eccezionale e in determinate condizioni, trasferire la propria competenza in un caso specifico a un'autorità di un altro Stato membro se quest'ultima è più indicata a conoscere del caso. Tuttavia, in questo caso, occorre ottenere innanzitutto il consenso dell'autorità adita in seconda istanza dal momento che, una volta accettato di esaminare il caso, essa non può trasferire il caso a una terza autorità. Prima di qualsiasi trasferimento di competenza è necessario valutare attentamente e tenere pienamente in considerazione l'interesse superiore del minore.
Il testo proposto va oltre il campo di applicazione stabilito nel presente regolamento.
(37 bis) Il rifiuto di riconoscere una decisione ai sensi del presente regolamento, fondato sul fatto che il riconoscimento sarebbe manifestamente contrario all'ordine pubblico dello Stato membro interessato, dovrebbe essere conforme all'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
(51) Le autorità statali che valutano il collocamento di un minore dovrebbero deliberare nel rispetto dell'articolo 24, paragrafo 3, della Carta sui diritti fondamentali dell'Unione europea (diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori) e le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, segnatamente gli articoli 8, 9 e 20. In particolare, nel valutare le soluzioni si dovrebbe tenere debito conto della possibilità di collocare i fratelli all'interno della stessa famiglia affidataria o dello stesso istituto, della necessità di continuità nell'educazione del minore e della sua origine etnica, religiosa, culturale e linguistica. Nel caso, in particolare, di un collocamento a lungo termine di un minore all'estero, le autorità competenti dovrebbero sempre valutare innanzitutto la possibilità di collocare il minore presso parenti che vivono in un altro paese, se il minore ha stabilito rapporti con tali familiari, e a seguito di una valutazione individuale dell'interesse superiore del minore. Tali collocamenti a lungo termine dovrebbero essere soggetti a un riesame periodico che tenga conto delle esigenze e dell'interesse superiore del minore.
La presente disposizione è intesa a escludere la possibilità che un minore sia trasferito in un altro paese per evitare una potenziale decisione sfavorevole di un'autorità.
Nell'esercitare la competenza ai sensi della sezione 2 del presente capo, le autorità degli Stati membri garantiscono che al minore capace di discernimento sia data la possibilità concreta ed effettiva di esprimere liberamente la propria opinione durante il procedimento, conformemente alle pertinenti norme procedurali nazionali, all'articolo 24, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, all'articolo 12 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e alla raccomandazione del Consiglio d'Europa agli Stati membri sulla partecipazione dei bambini e dei giovani di età inferiore ai 18 anni1 bis. Le autorità documentano le proprie considerazioni al riguardo nella decisione.
1. Su istanza della parte interessata, il riconoscimento di una decisione relativa alla responsabilità genitoriale è negato :
Emendamento finalizzato ad adeguare la proposta di rifusione all'abolizione generalizzata dell'exequatur proposta. Potrebbe essere oggetto di discussione se l'applicazione automatica possa essere considerata alla stregua di una "richiesta" e quindi dare adito a una confusione immotivata.
1. Su richiesta motivata dell'autorità centrale o di un'autorità di uno Stato membro con il quale il minore abbia un legame sostanziale, l'autorità centrale dello Stato membro in cui il minore ha la residenza abituale e in cui si trova procede a, o direttamente o tramite autorità o altri enti:
5. Le autorità di uno Stato membro in cui il minore non ha la residenza abituale, su richiesta di un genitore o di un familiare residenti in quello Stato membro e che vogliano ottenere o conservare un diritto di visita, oppure su richiesta di un'autorità centrale di un altro Stato membro, raccolgono informazioni o prove e si pronunciano sull'idoneità di quelle persone a esercitare il diritto di visita e sulle condizioni di esercizio.
La presente proposta di rifusione del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 (regolamento Bruxelles II bis), costituisce un'iniziativa nell'ambito del programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT).
La consultazione delle parti interessate effettuata dalla Commissione e una serie di ricerche svolte hanno mostrato che, delle due materie interessate dal regolamento, quella matrimoniale e quella della responsabilità genitoriale, la seconda presenta problemi gravi da affrontare con urgenza. Si è pertanto rivolta particolare attenzione all'efficienza complessiva di taluni aspetti dei procedimenti relativi ai minori, compresi la sottrazione di minori da parte di un genitore, il collocamento transfrontaliero di minori, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni e la cooperazione tra autorità nazionali.
II. Procedure per il ritorno
La rifusione mira a migliorare l'efficienza del ritorno del minore sottratto. In primo luogo, la proposta prevede un termine massimo di 18 settimane per l'insieme delle fasi possibili, vale a dire: un termine distinto di sei settimane per la ricezione e il trattamento di una domanda di ritorno di un minore da parte delle autorità centrali (articolo 63, paragrafo 1), un ulteriore termine di sei settimane per il procedimento dinanzi all'autorità giurisdizionale di primo grado e un termine finale di sei settimane dinanzi all'autorità giurisdizionale dell'impugnazione (articolo 23, paragrafo 1). In secondo luogo, limita a uno il numero di possibilità di impugnazione (articolo 25, paragrafo 4) e fa obbligo allo Stato membro nel quale il minore aveva la residenza abituale immediatamente prima del trasferimento illecito o del mancato ritorno di svolgere un esame approfondito dell'interesse superiore del minore prima di emettere una decisione finale sull'affidamento, ascoltando a tale scopo il minore, posto che sia capace di discernimento.
La proposta prevede anche la concentrazione della competenza per i casi di sottrazione di minori presso autorità giurisdizionali specializzate (articolo 22). Tali autorità giurisdizionali devono essere individuate dagli Stati membri e poi comunicate alla Commissione. Questa è considerata una delle innovazioni più importanti della proposta, che contribuirebbe alla corretta applicazione delle norme pertinenti entro i tempi previsti. Tuttavia, occorre notare che la concentrazione della competenza non dovrebbe pregiudicare l'accesso dei cittadini alla giustizia e la tempestività dei procedimenti di ritorno, specialmente negli Stati membri più grandi.
Inoltre, la proposta mira a migliorare l'applicazione pratica del cosiddetto "meccanismo della prevalenza", di cui all'articolo 26, paragrafi 2-4, che stabilisce la procedura da seguire dopo che una decisione che nega il ritorno viene emanata nello Stato di rifugio sulla base dell'articolo 13 della Convenzione dell'Aia del 1980. Ciò offre all'autorità giurisdizionale dello Stato nel quale il minore aveva la residenza abituale immediatamente prima dell'illecito trasferimento o del mancato ritorno, che ha ancora competenza a decidere in merito alla responsabilità genitoriale, la possibilità di "prevalere" su qualsiasi decisione dell'autorità giurisdizionale del ritorno, emanando una decisione che ordina il ritorno del minore. La proposta di rifusione introduce il nuovo obbligo di tradurre i documenti nella lingua ufficiale dello Stato in cui sono inviati, mentre l'autorità giurisdizionale è anche tenuta a riesaminare la questione della custodia del minore, tenendo conto del suo interesse superiore, nonché dei motivi e delle prove alla base della decisione che nega il ritorno del minore.
Infine, qualora il minore rischi, in caso di ritorno nel paese di residenza abituale senza che sia disposta alcuna garanzia, di essere esposto a un serio pericolo o comunque di trovarsi in una situazione intollerabile, la proposta introduce la possibilità che l'autorità giurisdizionale dello Stato membro di rifugio adotti provvedimenti cautelari urgenti (articolo 25, paragrafo 1, lettera b)).
III. Abolizione dell'exequatur
La versione attuale del Bruxelles II bis ha già abolito la procedura per dichiarare esecutiva una decisione emessa in un altro Stato membro ("exequatur") per i diritti di visita e determinate decisioni di ritorno. La proposta di rifusione abolisce la procedura di exequatur per tutte le decisioni che rientrano nell'ambito di applicazione del regolamento, compreso il diritto di affidamento, le decisioni in materia di protezione dei minori e le decisioni di collocamento. Questa evoluzione è accompagnata da garanzie procedurali riguardanti il diritto del convenuto a un giudice imparziale e a un ricorso effettivo, sancito all'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Secondo la proposta della Commissione, ciò consentirebbe ai cittadini europei coinvolti in controversie transnazionali di risparmiare in media 2 200 euro per il trattamento della domanda, oltre a eliminare i ritardi.
IV. Obbligo di audizione del minore
L'audizione del minore è un tema delicato e questo diritto discende dall'articolo 12 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989 ed è ribadito nell'articolo 24, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Né la convenzione del 1996 né quella del 1980 sanciscono l'obbligo generale di dare al minore capace di discernimento la possibilità concreta ed effettiva di esprimere liberamente la propria opinione nel contesto del procedimento giudiziario o amministrativo previsti dalle suddette convenzioni. Tale obbligo generale è ora previsto nella proposta di rifusione. Tuttavia, occorre operare una distinzione tra l'obbligo di dare al minore capace di discernimento la possibilità di essere ascoltato, da un lato (articolo 20, paragrafo 1), e il peso che il giudice dà all'opinione del minore, dall'altro (articolo 20, paragrafo 2).
Ciò detto, dal momento che l'audizione del minore può contribuire alla corretta individuazione dell'interesse superiore dello stesso in un determinato caso (in particolare, nei casi di sottrazione), il relatore sottolinea la necessità di rivolgere particolare attenzione alla possibilità del minore di esprimere la propria opinione. Tale considerazione dovrebbe pertanto essere debitamente riportata nelle decisioni dei giudici.
Inoltre, la proposta lascia immutate le norme e le pratiche degli Stati membri sulle modalità di audizione del minore. Tuttavia, esige il riconoscimento reciproco tra i sistemi giuridici, il che significa che l'autorità giurisdizionale di quello Stato non potrà negare il riconoscimento per il mero fatto che l'audizione del minore nell'altro Stato si è svolta secondo modalità diverse dalle proprie (articolo 38).
V. Esecuzione delle decisioni
La proposta di rifusione mira a ovviare al problema dell'inefficacia dell'esecuzione. Innanzitutto, la domanda di esecuzione deve essere presentata all'autorità giurisdizionale dello Stato membro dell'esecuzione utilizzando le procedure, i mezzi e le modalità di tale Stato membro. Inoltre, qualora, scaduto il termine di sei settimane dall'avvio del procedimento di esecuzione, l'esecuzione non abbia avuto luogo, l'autorità centrale richiedente dello Stato membro d'origine o il richiedente dovrebbero essere informati di tale fatto e dei motivi della mancata esecuzione tempestiva. Infine, la proposta introduce specifiche ragioni di ordine pubblico limitate alla salvaguardia dell'interesse superiore del minore (articolo 40).
VI. Ruolo della mediazione
La proposta di rifusione introduce l'esplicito obbligo per l'autorità giurisdizionale di impegnarsi attivamente per promuovere la mediazione, verificando a tale scopo, quanto prima possibile durante il procedimento, la possibilità che le parti ricorrano alla mediazione per trovare, nell'interesse superiore del minore, una soluzione amichevole (articolo 23, paragrafo 2). Tali sforzi non dovrebbero tuttavia ritardare indebitamente il procedimento di ritorno.
VII. Ruolo delle autorità centrali e delle altre autorità richieste
La proposta di rifusione rafforza inoltre il ruolo delle autorità centrali, stabilendo che gli Stati membri hanno l'obbligo di provvedere affinché le autorità centrali siano dotate di risorse finanziarie e umane adeguate per poter adempiere agli obblighi loro incombenti a norma del regolamento (articolo 61). Tali autorità hanno accresciuto le proprie competenze con l'entrata in vigore di diversi strumenti dell'Unione e internazionali, con un conseguente aumento del carico di lavoro. Occorre pertanto fornire loro finanziamenti e risorse umane sufficienti perché possano svolgere la propria funzione. Nello specifico, le autorità centrali di entrambi gli Stati coinvolti nei casi di sottrazione di minori devono informarsi a vicenda e tenersi aggiornate in merito ai provvedimenti avviati dinanzi alle autorità giurisdizionali. La proposta di rifusione prevede quindi che le autorità centrali siano maggiormente coinvolte nei procedimenti giudiziari sul ritorno, nelle indagini sui casi, nel sostegno alle parti e nella promozione della mediazione.
VIII. Esigenze di formazione
Nella proposta di rifusione, il numero dei considerando e degli articoli è notevolmente aumentato; molti di essi sono diventati più lunghi e molti saranno modificati in modo sostanziale e rinumerati. Ciò richiederà la creazione di un strumento di formazione semplice, sotto forma di una guida sistematica che illustri tutti gli emendamenti e le novità e dimostri in che modo sono correlati. Inoltre, occorre promuovere la formazione a livello dell'Unione e nazionale allo scopo di sensibilizzare in merito alla rifusione, ai suoi contenuti e alle conseguenze per gli operatori, nonché per contribuire alla creazione di un clima di fiducia reciproca tra le magistrature degli Stati membri.
In conclusione, il relatore rileva che la presente proposta di rifusione del regolamento relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale è chiaramente nell'interesse dell'UE e delle sue famiglie internazionali. La rifusione del regolamento Bruxelles II bis è indispensabile, considerando il crescente numero di coppie internazionali e i nuovi stili di vita. Occorre pertanto prestare attenzione alla protezione dell'interesse superiore del minore, che è importante non soltanto nei casi di separazione e divorzio, ma anche laddove formalmente il matrimonio esiste ma non vi è un effettivo rapporto tra le due parti – situazione in cui si verifica la maggior parte delle sottrazioni internazionali.
Il relatore, consapevole della delicatezza e della complessità delle questioni, ha seguito un approccio cauto ma chiaro, che potrebbe contribuire al raggiungimento di un compromesso accettabile in tutti gli Stati membri. La semplificazione delle motivazioni per il rifiuto dell'esecuzione, l'esistenza di un adeguato sostegno finanziario per le autorità centrali, la concentrazione della competenza per i casi di sottrazione internazionale di minori e i diritti di partecipazione dei minori, senza interferenze con le disposizioni nazionali degli Stati membri sulle modalità di audizione del minore, sono accolti con reale soddisfazione.
Complessivamente, la proposta di rifusione consentirà di porre fine ai molti casi di confusione e incertezza giuridica e ai ritardi e alle complicazioni inutili. Inoltre, garantirà che i minori siano trattati con il massimo rispetto e non come una proprietà dei loro genitori, delle organizzazioni interessate o degli stessi Stati. Il relatore propone pertanto che il Parlamento dia parere favorevole su tale proposta con alcuni emendamenti, consultabili nella risoluzione legislativa che precede.
Bruxelles, 24.11.2016
Proposta di regolamento del Consiglio concernente la competenza, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, e la sottrazione internazionale di minori (rifusione)
COM(2016) 411 final of 30.6.2016 - 2016/0190 (CNS)
Visto l'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica di rifusione degli atti normativi, e in particolare visto il punto 9 di detto accordo, il gruppo consultivo composto dai rispettivi servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione si è riunito il 29 settembre e il 27 ottobre 2016 per esaminare, tra l'altro, la summenzionata proposta presentata dalla Commissione.
In suddette riunioni(1), un esame della proposta di regolamento del Consiglio finalizzata alla rifusione del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000, ha indotto il gruppo consultivo a stabilire, di comune accordo, che le seguenti modifiche avrebbero dovuto essere contrassegnate con l'ombreggiatura grigia generalmente utilizzata per indicare modifiche sostanziali:
– al considerando 31, la proposta di aggiunta della formulazione "In particolare, quando ricevono una decisione resa in un altro Stato membro in materia di divorzio, separazione personale o annullamento del matrimonio che non può più essere impugnata" e delle parole finali "e aggiornare di conseguenza le iscrizioni nello stato civile";
– al considerando 41, la proposta di aggiunta delle formulazioni "è opportuno che in tutti gli Stati membri siano designate" e "sostenere i genitori e le autorità competenti nei procedimenti transfrontalieri";
– all'articolo 2, punto 9, la proposta di aggiunta delle parole "istituzione o altro ente";
– all'articolo 2, punto 10, la proposta di aggiunta della formulazione "o di un accordo vigente in base alla legislazione dello Stato membro nel quale il minore ha la residenza abituale";
– all'articolo 21 la proposta di sostituzione dell'attuale riferimento a "i paragrafi da 2 a 8" con un riferimento a "gli articoli da 22 a 26";
– la proposta di soppressione dell'articolo 27, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2201/2003;
– l'intero testo dell'articolo 36, paragrafo 1;
– l'intero testo dell'articolo 38, paragrafo 2;
– la proposta di soppressione dell'articolo 42, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2201/2003;
– la proposta di soppressione dell'articolo 51, lettera b), del regolamento (CE) n. 2201/2003;
– all'articolo 79 la proposta di sostituzione dei termini "sull'applicazione" con i termini "sulla valutazione ex post".
Sulla base dell'esame effettuato il gruppo consultivo ha pertanto concluso di comune accordo che la proposta non contiene modificazioni sostanziali se non quelle identificate come tali. Il gruppo consultivo ha altresì constatato che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni immutate degli atti precedenti e di tali modificazioni, la proposta si limita ad una mera codificazione degli atti esistenti, senza modificazioni sostanziali.
PARERE della commissione per le petizioni (28.4.2017)
Relatore per parere: Soledad Cabezón Ruiz
Delle numerose petizioni ricevute per questioni relative al benessere dei minori, molte segnalano lacune nel regolamento e/o carenze nella sua attuazione. La commissione PETI ha un interesse particolare per la salvaguardia dei diritti dei minori ed è alla ricerca di meccanismi per garantire che i loro problemi e le loro opinioni siano ascoltati, data la loro vulnerabilità.
La proposta di rifusione mira a rafforzare i diritti dei minori e, in particolare, introduce una disposizione a parte che prevede l'obbligo per i tribunali di dare ai minori la possibilità di essere ascoltati. La proposta mira inoltre a migliorare l'efficacia delle procedure di ritorno in seguito a casi di sottrazione internazionale di minori da parte di un genitore e si prefigge di abolire i procedimenti di exequatur per tutti i casi di responsabilità genitoriale. Tutte le questioni summenzionate sono state sollevate nelle petizioni ricevute, nella maggior parte dei casi in relazione a situazioni in cui il genitore che era cittadino di un altro Stato membro era, in pratica, oggetto di discriminazione da parte dello Stato membro competente.
Il relatore ritiene che la proposta abbia raggiunto, in linea generale, il proprio obiettivo e introduca miglioramenti interessanti; tuttavia, reputa necessarie alcune modifiche al fine di rendere la proposta ancora più efficace e offrire una migliore tutela dell'interesse superiore del minore, nonché dei diritti e delle libertà fondamentali dei cittadini dell'UE in generale. In tal modo, la proposta contribuirà a sviluppare ulteriormente uno spazio europeo efficiente di giustizia e di diritti fondamentali.
La commissione per le petizioni invita la commissione giuridica, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:
(3) Il corretto e buon funzionamento di uno spazio europeo di giustizia nel rispetto dei diversi sistemi e delle diverse tradizioni giuridiche degli Stati membri è di vitale importanza per l'Unione. A tal riguardo occorre rafforzare la fiducia reciproca nei rispettivi sistemi giudiziari. L'Unione si prefigge l'obiettivo di istituire, mantenere e sviluppare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nel quale siano garantiti la libera circolazione delle persone e l'accesso alla giustizia. Per realizzare tale obiettivo è essenziale rafforzare i diritti delle persone, segnatamente i minori, nei procedimenti giudiziari al fine di facilitare la cooperazione tra le autorità giudiziarie ed amministrative e l'esecuzione delle decisioni in materia di diritto di famiglia con implicazioni transfrontaliere. È opportuno potenziare il riconoscimento reciproco delle decisioni in materia civile, semplificare l'accesso alla giustizia e migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità degli Stati membri, assicurando una puntuale verifica sul carattere non discriminatorio delle procedure e delle pratiche utilizzate dalle autorità competenti degli Stati Membri a tutela dell'interesse superiore del minore e dei diritti fondamentali correlati.
(10) Il presente regolamento non dovrebbe applicarsi né al diritto di filiazione, che è una questione distinta dall'attribuzione della responsabilità genitoriale, né alle altre questioni connesse con la situazione delle persone.
(10) Il presente regolamento non dovrebbe applicarsi né al diritto di filiazione, che è una questione distinta dall'attribuzione della responsabilità genitoriale, né alle altre questioni connesse con la situazione delle persone. Tuttavia, le decisioni relative all'esercizio della responsabilità genitoriale adottate sulla base del presente regolamento dovrebbero rispettare debitamente tutte le forme di filiazione legalmente riconosciute negli altri Stati membri.
(13) Le regole di competenza in materia di responsabilità genitoriale dovrebbero sempre informarsi all'interesse superiore del minore e dovrebbero essere applicate in sua conformità. Ogni riferimento all'interesse superiore del minore dovrebbe essere interpretato alla luce degli articoli 7, 14, 22 e 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e della Convenzione delle Nazioni Unite del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo. È imperativo che lo Stato membro le cui autorità sono competenti ai sensi del presente regolamento a conoscere del merito, a seguito dell'assunzione di una decisione definitiva che prevede il ritorno del minore, garantisca la protezione dell'interesse superiore e dei diritti fondamentali del minore dopo il ritorno di quest'ultimo, segnatamente laddove abbia contatti con entrambi i genitori.
(17) Il presente regolamento non osta a che le autorità di uno Stato membro non competente a conoscere del merito adottino, in casi di urgenza, provvedimenti provvisori o cautelari relativi alla persona o ai beni di un minore presente in quello Stato membro, o in caso di violenza di genere, quale definita nella Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica ("convenzione di Istanbul"). Tali provvedimenti dovrebbero essere riconosciuti ed eseguiti in tutti gli altri Stati membri, compresi gli Stati membri aventi competenza ai sensi del presente regolamento, fino a quando un'autorità competente di un siffatto Stato membro non abbia adottato le misure che giudica appropriate. È tuttavia opportuno che nello Stato membro competente a conoscere nel merito i provvedimenti decisi dal giudice di un altro Stato membro siano modificati o sostituiti soltanto con provvedimento di un giudice. Un'autorità competente solo per i provvedimenti provvisori e cautelari che sia investita di una domanda nel merito dovrebbe dichiarare d'ufficio la propria incompetenza. Allorché lo rende necessario la tutela dell'interesse superiore del minore, l'autorità dovrebbe comunicare, direttamente o tramite l'autorità centrale, i provvedimenti adottati all'autorità dello Stato membro competente a conoscere del merito ai sensi del presente regolamento. La mancata comunicazione all'autorità di un altro Stato membro non dovrebbe tuttavia costituire di per sé un motivo di non riconoscimento del provvedimento.
(18) Occorre prestare particolare attenzione al fatto che, in casi eccezionali, quali ad esempio i casi di violenza domestica o di genere, le autorità dello Stato membro della residenza abituale del minore potrebbero non essere le autorità più appropriate per trattare il caso. Nell'interesse superiore del minore, l'autorità competente può, a titolo eccezionale e in determinate condizioni, trasferire la propria competenza in un caso specifico a un'autorità di un altro Stato membro se quest'ultima è più indicata a conoscere del caso. Tuttavia, in questo caso, l'autorità adita in seconda istanza non dovrebbe essere autorizzata a trasferire il caso a una terza autorità.
(23) I procedimenti in materia di responsabilità genitoriale ai sensi del presente regolamento e i procedimenti in materia di ritorno ai sensi della convenzione dell'Aia del 1980 dovrebbero rispettare il diritto del minore di esprimere liberamente la propria opinione e garantire che essa sia presa debitamente in considerazione ai fini della valutazione dell'interesse superiore del minore. L'audizione del minore in conformità dell'articolo 24, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dell'articolo 12 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo è importante ai fini dell'applicazione del presente regolamento. Il presente regolamento non mira in nessun modo a stabilire le modalità di audizione del minore, ad esempio se il minore debba essere ascoltato dal giudice personalmente o da uno specialista che riferisca poi all'autorità giurisdizionale, ovvero se il minore vada ascoltato in aula o in altro luogo, ma al fine di tutelare i diritti fondamentali in gioco si dovrebbe prevedere in ogni caso la registrazione dell'audizione del minore. È fondamentale che l'audizione del minore offra tutte le garanzie necessarie per consentire di tutelare l'integrità emotiva e l'interesse superiore del minore e, per questo motivo, tali audizioni dovrebbero prevedere il sostegno di mediatori professionisti, oltre a psicologi e/o assistenti sociali e interpreti. Ciò agevolerebbe inoltre la cooperazione fra i genitori e la loro relazione con il minore in una fase successiva.
(26) Affinché il procedimento di ritorno ai sensi della convenzione dell'Aia del 1980 si concluda quanto prima, gli Stati membri dovrebbero concentrare la competenza per tali procedimenti in una o più autorità giurisdizionali, tenendo conto della loro struttura interna per l'amministrazione della giustizia, se del caso. La concentrazione della competenza in un numero limitato di autorità giurisdizionali di uno Stato membro è uno strumento essenziale ed efficace in molti Stati membri per accelerare il trattamento delle cause di sottrazione di minori, giacché i giudici investiti largamente di tali cause sviluppano competenze particolari. A seconda della struttura del sistema giuridico, la competenza per le cause di sottrazione di minori potrebbe concentrarsi in un'unica autorità giurisdizionale per l'intero paese o in un numero limitato di autorità giurisdizionali, partendo, ad esempio, dal numero di autorità giurisdizionali di impugnazione e concentrando la competenza per le cause di sottrazione internazionale di minori in un'autorità giurisdizionale di primo grado all'interno di ogni circoscrizione di corte di appello. In ogni grado la decisione dovrebbe essere resa entro sei settimane dalla presentazione della domanda o dell'impugnazione. Gli Stati membri dovrebbero limitare a uno il numero di impugnazioni possibili avverso una decisione che dispone o nega il ritorno di un minore ai sensi della convenzione dell'Aia del 1980. Sarebbe inoltre opportuno adottare misure volte a garantire che le decisioni giudiziarie emesse in uno Stato membro siano riconosciute in uno Stato membro differente. Una volta emesse, le decisioni giudiziarie dovrebbero altresì essere riconosciute in tutta l'Unione, in particolare quando sono in gioco gli interessi dei minori.
(28) In tutte le cause riguardanti un minore, in particolare nelle cause di sottrazione internazionale di minori, le autorità giudiziarie e amministrative dovrebbero considerare la possibilità di giungere a una risoluzione amichevole ricorrendo alla mediazione e altri mezzi appropriati atti a garantire la piena tutela dei diritti del minore e di ulteriori diritti fondamentali correlati. Tali sforzi non dovrebbero tuttavia allungare ingiustificatamente la durata del procedimento di ritorno ai sensi della convenzione dell'Aia del 1980. Sarebbe inoltre opportuno utilizzare e attuare meglio le consulenze dei difensori civici.
(30) Qualora il giudice dello Stato membro in cui il minore è stato trasferito o trattenuto illecitamente decida di negare il ritorno del minore ai sensi della convenzione dell'Aia del 1980, nella sua decisione dovrebbe fare esplicito riferimento ai pertinenti articoli della convenzione dell'Aia del 1980 si cui si basa il diniego. Una simile decisione potrebbe tuttavia essere sostituita da una decisione successiva emessa in un procedimento di affidamento, previo esame approfondito dell'interesse superiore del minore, dai giudici dello Stato membro di residenza abituale del minore prima del suo trasferimento illecito o mancato ritorno. Se la decisione implica il ritorno del minore, esso dovrebbe avvenire senza che sia necessario ricorrere a procedimenti per il riconoscimento e l'esecuzione della decisione nello Stato membro in cui il minore è trattenuto.
(30) Qualora il giudice dello Stato membro in cui il minore è stato trasferito o trattenuto illecitamente decida di negare il ritorno del minore ai sensi della convenzione dell'Aia del 1980, nella sua decisione dovrebbe fare esplicito riferimento ai pertinenti articoli della convenzione dell'Aia del 1980 su cui si basa il diniego e dovrebbe motivarne le ragioni. Una simile decisione potrebbe tuttavia essere sostituita da una decisione successiva emessa in un procedimento di affidamento, previo esame approfondito dell'interesse superiore del minore, dai giudici dello Stato membro di residenza abituale del minore prima del suo trasferimento illecito o mancato ritorno. Se la decisione implica il ritorno del minore, esso dovrebbe avvenire senza che sia necessario ricorrere a procedimenti per il riconoscimento e l'esecuzione della decisione nello Stato membro in cui il minore è trattenuto.
(38) Al fine di informare la persona contro cui è chiesta l'esecuzione di una decisione emessa in un altro Stato membro, il certificato rilasciato ai sensi del presente regolamento dovrebbe essere notificato o comunicato alla persona in tempo ragionevole anteriormente alla prima misura di esecuzione, se necessario corredato della decisione. In questo contesto, per prima misura di esecuzione dovrebbe intendersi la prima misura di esecuzione dopo la notifica o comunicazione.
(38) Al fine di informare la persona contro cui è chiesta l'esecuzione di una decisione emessa in un altro Stato membro, il certificato rilasciato ai sensi del presente regolamento dovrebbe essere notificato o comunicato tempestivamente alla persona anteriormente alla prima misura di esecuzione, se necessario corredato della decisione. In questo contesto, per prima misura di esecuzione dovrebbe intendersi la prima misura di esecuzione dopo la notifica o comunicazione.
(46) In casi speciali, se necessario nell'interesse superiore del minore, l'autorità di uno Stato membro che intenda adottare una decisione in materia di responsabilità genitoriale dovrebbe essere tenuta a chiedere che le autorità di un altro Stato membro le comunichino le informazioni pertinenti per la protezione del minore. A seconda delle circostanze possono rientrare nel novero le informazioni sui procedimenti e sulle decisioni riguardanti un genitore, ad esempio nei casi di violenza domestica e di genere, o sulle decisioni concernenti un fratello o sorella del minore, o informazioni sulla capacità di un genitore di prendersi cura del minore o sul suo eventuale diritto di visita. La valutazione di tale capacità dovrebbe essere effettuata da un professionista. La nazionalità, la situazione economica e sociale o il contesto culturale e religioso di un genitore non dovrebbero essere considerati elementi determinanti ai fini della decisione sulla capacità di accudire un minore.
(48 bis) Sarebbe opportuno creare una piattaforma di sostegno per i cittadini dell'Unione che chiedono il ritorno di un minore dinanzi alle autorità giurisdizionali in altri Stati membri. Inoltre, i cittadini dell'Unione residenti in altri Stati membri, nei quali chiedono il ritorno di un minore, dovrebbero essere assistiti dalle rispettive rappresentanze.
1. Le autorità di uno Stato membro sono competenti per le domande relative alla responsabilità genitoriale su un minore, se il minore risiede abitualmente in quello Stato membro. In caso di lecito trasferimento della residenza del minore da uno Stato membro a un altro che diventa la sua residenza abituale, quale definita dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, la competenza spetta alle autorità dello Stato membro della nuova residenza abituale.
1 bis. Al fine di semplificare le questioni relative alla competenza, gli Stati membri designano a livello nazionale un'autorità giurisdizionale che si occupi di tutti i casi transfrontalieri in cui siano coinvolti minori.
In casi d'urgenza, le autorità dello Stato membro in cui si trovano il minore o beni ad esso appartenenti sono competenti per disporre i provvedimenti provvisori o cautelari relativamente al minore o ai suoi beni.
In casi d'urgenza, le autorità dello Stato membro in cui si trovano il minore o beni ad esso appartenenti sono competenti per disporre i provvedimenti provvisori o cautelari relativamente al minore o ai suoi beni. Tali provvedimenti non dovrebbero ritardare indebitamente i procedimenti e le decisioni finali in materia di diritti di affidamento e di visita.
Articolo 12 – paragrafo 1 – comma
Allorché lo rende necessario la tutela dell'interesse superiore del minore, l'autorità che ha disposto i provvedimenti cautelari ne informa, direttamente o tramite l'autorità centrale designata a norma dell'articolo 60, l'autorità dello Stato membro competente ai sensi del presente regolamento a conoscere del merito. Tale autorità provvede affinché i genitori coinvolti nel procedimento siano informati in modo approfondito e senza indugio in merito a tutti i provvedimenti in questione, in una lingua che essi comprendono appieno. Di conseguenza, è fatto esplicito divieto di addebitare spese di traduzione al genitore dello Stato membro le cui autorità sono competenti a conoscere del merito ai sensi del presente regolamento.
Nell'esercitare la competenza ai sensi della sezione 2 del presente capo, le autorità degli Stati membri garantiscono che al minore sia data la possibilità concreta ed effettiva di esprimere liberamente la propria opinione durante il procedimento.
L'autorità tiene debito conto dell'opinione del minore in funzione della sua età e del suo grado di maturità, in particolare se il minore ha più di 12 anni, e documenta in modo chiaro le proprie considerazioni obiettive nella decisione. A partire dai 16 anni, la volontà del minore è considerata decisiva. L'autorità crea le condizioni ottimali affinché il minore possa esprimere in maniera chiara ed esaustiva il proprio parere, di cui si tiene conto nella decisione finale. Per determinare le capacità e il grado di maturità del minore, si richiede l'assistenza di professionisti dell'infanzia e della famiglia.
2. Quanto prima possibile durante il procedimento, l'autorità giurisdizionale propone servizi di mediazione, ad eccezione dei casi di violenza di genere, per trovare, nell'interesse superiore del minore, una soluzione concordata, purché ciò non ritardi indebitamente il procedimento. Qualora le parti accettino di ricorrere alla mediazione, le autorità dello Stato membro competente garantiscono l'accesso ai servizi di mediazione.
1. Il procedimento di esecuzione delle decisioni emesse in un altro Stato membro è disciplinato dalla legge dello Stato membro dell'esecuzione. Fatto salvo l'articolo 40, le decisioni emesse in uno Stato membro che sono esecutive nello Stato membro dell'esecuzione sono eseguite alle stesse condizioni delle decisioni emesse nello Stato membro dell'esecuzione.
1. Il procedimento di esecuzione delle decisioni emesse in un altro Stato membro è disciplinato dalla legge dello Stato membro dell'esecuzione.
2. L'autorità giurisdizionale può, se del caso, esigere dal richiedente che fornisca, in conformità dell'articolo 69, la traduzione o la traslitterazione del contenuto pertinente del certificato che specifica l'obbligo da eseguire.
2. L'autorità giurisdizionale esige dal richiedente che fornisca, in conformità dell'articolo 69, la traduzione o la traslitterazione del contenuto pertinente del certificato che specifica l'obbligo da eseguire.
e bis) a fornire ai titolari della responsabilità genitoriale informazioni sul patrocinio a spese dello Stato e sull'assistenza legale, ad esempio in merito ad avvocati specializzati bilingui, onde evitare che i titolari della responsabilità genitoriale esprimano il loro consenso senza avere compreso la portata di quest'ultimo.
2 bis. In previsione di una decisione in materia di responsabilità genitoriale, l'autorità centrale dello Stato membro in cui il minore risiede abitualmente informa senza indebito ritardo l'autorità centrale dello Stato membro di cui il minore è cittadino dell'esistenza delle azioni connesse.
5. Le autorità di uno Stato membro in cui il minore non ha la residenza abituale, su richiesta di un familiare residente in quello Stato membro e che voglia ottenere o conservare un diritto di visita, oppure su richiesta di un'autorità centrale di un altro Stato membro, raccolgono informazioni o prove e si pronunciano sull'idoneità di quella persona a esercitare il diritto di visita e sulle condizioni di esercizio.
Articolo 65 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis. Gli assistenti sociali e gli altri operatori delle autorità che si occupano del collocamento transfrontaliero di minori in abitazioni o presso famiglie affidatarie ricevono una formazione atta ad accrescere la loro consapevolezza in merito alle problematiche in questione.
Articolo 65 – paragrafo 1 ter (nuovo)
1 ter. Gli Stati membri garantiscono ai genitori il diritto di visita regolare, salvo laddove ciò comprometta il benessere del minore.
Articolo 65 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis. Se l'autorità competente intende inviare operatori sociali in un altro Stato membro per determinare se un collocamento o un'adozione in detto Stato membro sia compatibile con il benessere del minore, ne informa lo Stato membro interessato.
Articolo 79 – paragrafo 1
1. Entro il [10 anni dopo la data di applicazione] la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo, sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri, una relazione sulla valutazione ex post del presente regolamento, corredata se necessario di una proposta legislativa.
1. Entro il [5 anni dopo la data di applicazione] la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo, sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri, una relazione sulla valutazione ex post del presente regolamento, corredata se necessario di una proposta legislativa.
Articolo 79 – paragrafo 2 – lettera b
b) in relazione alle domande di esecuzione ai sensi dell'articolo 32, il numero di casi in cui l'esecuzione non ha avuto luogo entro sei settimane dall'avvio del procedimento di esecuzione;
b) in relazione alle domande di esecuzione ai sensi dell'articolo 32, il numero di casi in cui l'esecuzione è stata sospesa, la durata della sospensione e il numero di casi in cui l'esecuzione non ha avuto luogo entro sei settimane dall'avvio del procedimento di esecuzione;
Competenza, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, nonché in materia di sottrazione internazionale di minori (rifusione)
Albiol Guzmán, Ángela Vallina
Soledad Cabezón Ruiz, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Miltiadis Kyrkos,Marlene Mizzi, Gabriele Preuß, Virginie Rozière

References: e contrario

Articolo 12

Articolo 65

Articolo 65

Articolo 65

Articolo 79

Articolo 79