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Timestamp: 2020-02-22 10:55:03+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 481 del 14/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 481 del 14/01/2020
Cassazione civile sez. VI, 14/01/2020, (ud. 23/10/2019, dep. 14/01/2020), n.481
sul ricorso 20501-2018 proposto da:
R.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ANDREA DORIA 97
presso lo studio dell’avvocato ROBERTO DE GIORGI, rappresentato e
difeso dall’avvocato LUIGI DE GIORGI;
avverso la sentenza n. 3888/22/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della CTR della Puglia, sezione staccata di Lecce, di rigetto del suo appello avverso la decisione della CTP di Lecce, di accoglimento dell’impugnazione del contribuente R.L. avverso un avviso di accertamento per estimi catastali 2012;
che, col primo motivo, la ricorrente prospetta la violazione e falsa applicazione dell’art. 295 c.p.c. e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, in quanto la CTR avrebbe erroneamente omesso di disporre la sospensione per pregiudizialità del processo, stante la pendenza di un giudizio innanzi al Consiglio di Stato, riguardante la revisione di classamento di unità immobiliari nelle microzone 1 e 2 di Lecce; che, con il secondo motivo, l’Agenzia lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7 in quanto, diversamente dalla valutazione della CTR, l’avviso di accertamento non sarebbe stato carente di motivazione, avendo esso richiamato il provvedimento di attivazione del procedimento revisionale, nonchè le ragioni poste a fondamento del riclassamento effettuato, collegato ai cambiamenti intervenuti nel tempo, i quali avevano prodotto, in quello specifico ambito territoriale, una consistente rivalutazione del patrimonio immobiliare e della connessa redditività, non più rispondente agli originari classamenti;
che, con il terzo motivo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335 e art. 53 Cost., in quanto la CTR avrebbe mancato di considerare che la norma in questione sarebbe stata volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni fiscali all’interno di uno stesso Comune e dunque avrebbe consentito una revisione massiva dei classamenti degli immobili di proprietà privata, si che il confronto avrebbe dovuto aver luogo non fra i singoli immobili, ma solo fra microzone di uno stesso territorio comunale, con tutti gli immobili in esse presenti, indistintamente;
che, infatti, la sentenza impugnata è stata pubblicata il 29 dicembre 2017, allorquando, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 156 del 2015, non ricorreva più un’ipotesi di sospensione necessaria, di cui all’art. 295 c.p.c., essendo eventualmente applicabile l’art. 337 c.p.c., comma 2, il quale, in caso di impugnazione di una sentenza la cui autorità sia stata invocata in un separato processo, prevede soltanto la possibilità della sospensione facoltativa di quest’ultimo (Cass. sez. 6 n. 29553 del 2017): di conseguenza, anche a voler superare la considerazione che il vizio denunciato non censura l’art. 337 c.p.c., comma 2, resta il fatto che la norma di legge da ultimo citata non obbliga il giudice a procedere alla sospensione;
che, di conseguenza, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento, qualora esso faccia esclusivo riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi posti a fondamento del riclassamento, allorchè da questi ultimi non siano evincibili gli elementi (quali la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito; la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata; le caratteristiche edilizie del fabbricato) i quali abbiano in concreto inciso sul diverso classamento (cfr., in termini, Cass. n. 22900 del 2017; Cass. n. 3156 del 2015);
che l’oscillazione fra gli orientamenti giurisprudenziali precedenti autorizza l’integrale compensazione delle spese di merito e la non ripetibilità di quelle del giudizio di legittimità;
La Corte rigetta il ricorso e compensa le spese di merito, dichiarando non ripetibili quelle del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 39
 art. 7
 art. 1
 art. 53
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass.