Source: http://docplayer.it/3828243-Enti-no-profit-ovvero-enti-non-commerciali-norme-giuridiche-e-fiscali-delle-associazioni-non-a-scopo-di-lucro.html
Timestamp: 2017-12-18 16:47:42+00:00

Document:
ENTI NO PROFIT. (ovvero Enti non commerciali) Norme giuridiche e fiscali delle Associazioni non a scopo di lucro - PDF
Download "ENTI NO PROFIT. (ovvero Enti non commerciali) Norme giuridiche e fiscali delle Associazioni non a scopo di lucro"
1 ENTI NO PROFIT (ovvero Enti non commerciali) Norme giuridiche e fiscali delle Associazioni non a scopo di lucro (ONLUS, Associazioni di Promozione Sociale e Culturale) Ufficio Centrale Orientamento e Formazione Professionale dei
2 SOMMARIO SOMMARIO...2 ENTI NON COMMERCIALI...3 ENTI DI TIPO ASSOCIATIVO...5 NOVITA : CLAUSOLE STATUTARIE PER LA NON IMPONIBILITA DEI CONTRIBUTI DEI SOCI...5 PRIVILEGIO PER LE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE RICONOSCIUTE...6 NOVITA: PERDITA DELLA QUALIFICA DI ENTE NON COMMERCIALE...6 DETERMINAZIONE DEI REDDITI E CONTABILITA...7 ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE DI UTILITA SOCIALE (ONLUS)...8 Clausole statutarie obbligatorie per ONLUS:...10 AGEVOLAZIONI FISCALI...11 LE DONAZIONI ALLE ONLUS...13 LE SCRITTURE CONTABILI DELLE ONLUS...14 L OBBLIGO DEI REVISORI CONTABILI...15 SCRITTURE SPECIFICHE PER LE RACCOLTE DI FONDI...15 ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE...16 Disciplina Fiscale ed Agevolazioni...16 Atto Costitutivo e Statuto dell Associazione:...16 Risorse economiche delle Associazioni di Promozione Sociale:...17 Conservazione della Documentazione:...18 Registro Nazionale delle Associazioni:...18 Registro Regionale delle Associazioni Promozione Sociale:...18 Prestazioni in Favore dei Familiari degli Associati Trattamento Fiscale:...18 Detraibilità delle Erogazioni Liberali:...18 Modalità di Versamento:...18 Erogazioni Liberali da Società Semplici:...19 Reddito di Impresa Oneri di Utilità Sociale:...19 Imposta sugli Intrattenimenti:...19 ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE, ONLUS E ORGANIZZATORI DI VOLONTARIATO A CONFRONTO...24 TABELLA A...27 TABELLA B...29 TABELLA C
3 ENTI NON COMMERCIALI Sono gli Enti che non hanno per oggetto esclusivo o principale una attività commerciale Novità Deduzione dell oggetto dell attività dallo Statuto, che può essere redatto con atto pubblico, scrittura privata autentica o registrata. Novità L oggetto principale dell Ente si intende l attività essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari indicati dalla legge o dall atto costitutivo o statuto. 3
4 ENTE NON COMMERCIALE [Art comma c) T.U.I.R Ente pubblico e privato, diverso dalle società... che non ha per oggetto esclusivo o principale l esercizio di attività commerciale] 1 (NOZIONE FISCALE) La forma giuridica può essere: Ente pubblico, Fondazione, Associazione Riconosciute-Non Riconosciute, IPAB Associazione Riconosciuta - Non Riconosciuta ONG Organizzazioni attività non governative (operano per la sociale cooperazione Paesi e attività connesse in via di sviluppo (riconoscimento soggetti idoneità con decreto alla Ministero Affari Esteri) 460/97 ONLUS (di diritto) Assoc. di Volontariato attività gratuita e volontaria dei soci rivolta alla collettività (L. 266/91 e Leggi regionali specifiche) Lr. 40/93 ONLUS (di diritto) Associazioni con attività prevalentemente rivolta agli associati (art. 5 D.L. 460/97 A carattere. Politico Sindacale e di categoria religiosa Assistenziale Culturale Sportivo dilettantistico (Legislazione speciale di favore L.342/2000) Promozione sociale (assoc. Di promozione sociale se ne ha i presupposti L.383/2000) Formazione extrascolastica ONLUS Con esclusive finalità di solidarietà e attività e accessorie rivolta ai soggetti svantaggiati o collettività (vedi art.10 D.L. 460/97) N.B. Si sceglie di diventare se ci sono i presupposti di legge 1 L oggetto esclusivo o principale dell Ente è determinato in base alla legge, all atto costitutivo o allo statuto... Per oggetto principale si intende l attività essenziale per realizzare direttamente gli scopi primari indicati dalla legge o dallo statuto.
5 ENTI DI TIPO ASSOCIATIVO (Associazioni non a scopo di lucro) (Art. 5 D. Lgs. n. 460) Riprecisa l elencazione delle Associazioni per le quali già esisteva il beneficio fiscale di considerare le quote sociali o anche i contributi specifici a favore degli associati (purchè aventi diritti reali di partecipazione alla vita democratica dell Associazione) fuori campo impositivo ai fini IRPEG e IVA. L elenco è questo: Associazioni: - politiche - sindacali e di categoria - religiose - assistenziali - culturali - sportive dilettantistiche - di promozione sociale - di formazione extra-scolastica della persona NOVITA : CLAUSOLE STATUTARIE PER LA NON IMPONIBILITA DEI CONTRIBUTI DEI SOCI 1. Divieto di distribuzione, anche in modo indiretto, di utili, avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale durante la vita dell associazione, salvo che questa sia imposta dalla legge; 2. Devoluzione del patrimonio dell ente in caso di scioglimento ad altra associazione con finalità analoga o avente fini di pubblica utilità; 3. Disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l effettività del rapporto medesimo senza limiti temporali e con diritto di voto; 4. obbligo di redigere e approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario; 5. eleggibilità libera degli organi amministrativi, principio del voto singolo (art. 2532, co.2, c.c.), sovranità assemblea dei soci, associati o partecipanti e criteri di ammissione ed esclusione, criteri di forme di pubblicità delle convocazioni di assemblea, delle delibere, dei bilanci o rendiconti; 6. intrasmissibilità della quota o contributo associativo e non rivalutabilità della stessa. 5
6 PRIVILEGIO PER LE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE RICONOSCIUTE dal Ministero degli Interni (cui fa riferimento la Legge 287/91) Le somministrazioni di ALIMENTI e BEVANDE effettuate da bar ed esercizi similari PRESSO LE SEDI ISTITUZIONALI e le Organizzazioni di viaggi e soggiorni turistici strettamente svolte per l attuazione degli scopi istituzionali non sono considerate attività commerciali, ma istituzionali. Attenzione: Per le organizzazioni viaggi sono considerate comunque commerciali a soli fini IVA. NOVITA: PERDITA DELLA QUALIFICA DI ENTE NON COMMERCIALE La commerciabilità o meno è misurata in termini monetari. CAUSE DI PERDITA Prevalenza, indipendentemente dalle previsioni statutarie, dell esercizio di attività commerciale per un intero periodo di imposta; Prevalenza di ricavi e spese commerciali rispetto alle prestazioni e ai componenti negativi istituzionali; Prevalenza di immobilizzazioni relative all attività commerciale (al netto degli ammortamenti) rispetto alle altre attività; Prevalenza di redditi commerciali rispetto alle entrate istituzionali. 6
7 DETERMINAZIONE DEI REDDITI E CONTABILITA E OBBLIGATORIA LA CONTABILITA SEPARATA (ISTITUZIONALE DA QUELLA COMMERCIALE). LE SPESE PROMISCUE SI SUDDIVIDONO IN BASE AL RAPPORTO FRA ENTRATE ISTITUZIONALI E COMMERCIALI. Per la parte commerciale: Si può mantenere il regime della L. 398/91 per i soli Enti di tipo Associativo se volume d affari è inferiore a Si può optare (vale per tutti gli Enti non Commerciali - anche Enti Pubblici, Fondazioni, ecc.) per un nuovo regime forfettario a scaglioni (art. 109 bis T.U.I.R n. 917/86). Si adotta la contabilità semplificata od ordinaria a seconda del volume d affari. 7
8 ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE DI UTILITA SOCIALE (ONLUS) (Art. 10) Sono le Associazioni, i Comitati, le Fondazioni, le Cooperative e tutti gli altri enti di carattere privato i cui statuti prevedono espressamente lo svolgimento in uno o più settori elencati che si possono dividere in due gruppi: A Settori che non possono svolgere B Settori che possono (per la loro l attività a favore dei soci, parenti intrinseca natura) rivolgersi a e affini, bensì nei confronti: chiunque. - di persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, politiche, economiche, sociali e familiari; - componenti collettività estere limitatamente agli aiuti umanitari. I settori del Gruppo A sono: assistenza sanitaria; istruzione formazione sport dilettantistico promozione della cultura e dell arte (se non finanziata dallo Stato) tutela dei diritti civili I settori sopra indicati debbono quindi svolgersi a favore di terzi (non soci) svantaggiati oppure soci purchè svantaggiati (es.: le Associazioni di auto-aiuto). 8
9 DEROGA Le ONLUS di questo gruppo possono però svolgere anche le attività di cui sopra per terzi non svantaggiati o altre attività accessorie che siano parte integrante per il raggiungimento degli scopi istituzionali purchè i proventi non superino il 66% delle spese complessive dell ONLUS (trattasi dalle attività cosiddette connesse o accessorie). I settori del gruppo B sono: assistenza sociale e socio-sanitaria (attenzione che è diverso dal solo sanitario ); beneficenza; tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico di cui alla Legge 1 Giugno 1939 n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 30/09/63 n. 1409; tutela e valorizzazione della natura e dell ambiente (esclusa l attività di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi, di cui all art. 7 del Decreto Leg.vo n. 22 del 05/02/97 se esercitata abitualmente); ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta da fondazioni o ad essa affidata dalle università, enti di ricerca ed altre fondazioni che la svolgono direttamente in ambiti e secondo modalità da definire; attività di promozione della cultura e dell arte per le quali sono riconosciuti apporti economici da parte dell amministrazione centrale dello Stato. SONO IN OGNI CASO CONSIDERATE ONLUS: gli organismi di volontariato iscritti nei registri regionali l. 266/91; le cooperative sociali l. 381/91; le organizzazioni non governative idonee in base l. 49/97. Le normative di maggior favore previste per tali organismi sono in ogni caso fatte salve. 9
10 Clausole statutarie obbligatorie per ONLUS: 1. Attività in uno o più degli 11 settori specifici; 2. Finalità di solidarietà sociale nei confronti di persone svantaggiate o collettività estere per aiuti umanitari (per i settori del gruppo A); 3. Nessuna attività non istituzionale ma solo direttamente connessa o accessoria; 4. Nessuna distribuzione anche indiretta di utili, avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale a favore di soci; 5. Impiego di utili o avanzi di gestione solo per attività istituzionali o connesse; 6. Devoluzione del patrimonio per scioglimento ad altre ONLUS; 7. Redazione del bilancio o rendiconto economico-finanziario con relazione illustrativa; 8. Disciplina uniforme ed effettività del rapporto associativo senza limiti temporali e con diritto di voto; 9. Utilizzo del termine ONLUS nella denominazione sociale 10
11 AGEVOLAZIONI FISCALI 1) Imposte sui redditi - Esclusione dall imposizione delle attività complessivamente svolte dalle ONLUS (ad eccezione delle Cooperative) ovvero dell IRPEG sugli avanzi d esercizio o sui redditi di impresa comunque tassabili; - Attività istituzionali: non si considerano svolte nell esercizio di attività commerciali; - Attività connesse (art. 10, comma 5), comprese quelle accessorie, non concorrono alla formazione dell imponibile fiscale (pertanto non sono soggette all IRPEG). 2) Imposta valore aggiunto (IVA) - Nessuna particolare agevolazione per le ONLUS: si è assoggetti al regime IVA, anche se in esenzione per alcune attività; - Coordinamento con il D.P.R. n. 633/1972, in particolare con l art. 10, n. 12, 15, 19, 27-ter, relativamente ad attività tipiche delle ONLUS (operazioni esenti); (Vedi note pg. seguente) - Restano comunque gli obblighi anche contabili per le operazioni rientranti nel campo IVA (l art. 15 del Decreto Legge n. 460/97 esonera comunque dalla certificazione dei corrispettivi, scontrino, ricevuta fiscale le attività istituzionali). NOTE: N. 12: le cessioni a titolo gratuito di cui al n. 4, art. 2 fatte ad Enti pubblici, associazioni riconosciute o fondazioni aventi esclusivamente finalità di assistenza, beneficenza, educazione, istruzione, studio e ricerca scientifica. N. 15: le prestazioni di trasporto di infermi e feriti con ambulanza. N. 19: le prestazioni di ricovero e cura compresa la somministrazione di medicinali, presidi sanitari e vitto, nonchè le prestazioni di cura rese da stabilimenti triennali. N. 20: le prestazioni educative dell infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l aggiornamento e la 11
12 riqualificazione e riconversione professionale, comprese le prestazioni relative all alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiale didattico. N. 27-ter: le prestazioni socio-sanitarie di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in comunità e simili in favore degli anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e di malati di Aids, degli handicappati psico-fisico, dei minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza. (Con L. 449/97 sono esenti solo se svolte direttamente alla persona; se in convenzione con Enti all IVA è 4%). 3) Altre imposte erariali e locali Esenzioni di carattere soggettivo per: 1. imposta di bollo per gli atti riguardanti le Onlus (art. 17) 2. tasse sulle concessioni governative (art. 18) 3. imposta sulle concessioni e donazioni ( già prevista per le Cooperazioni Sociali) (art. 19) 4. imposta sull incremento di valore degli immobili acquistati a titolo gratuito e imposta sostitutiva di quella comunale sull incremento di valore degli immobili (artt. 20 e 21) 5. imposta di registro per trasferimento della proprietà di beni immobili e diritti reali di godimento, se utilizzati entro due anni per l esercizio di attività istituzionali (art. 22) 6. imposte sugli spettacoli per attività spettacolistiche svolte occasionalmente (art. 23) 7. lotterie, tombole, pesche e banchi di beneficenza, come per gli enti morali (art. 24) 4) Ai Comuni, per quanto riguarda le imposte di loro pertinenza, è data facoltà di prevedere l esenzione per le ONLUS (esempio ICI). 5) Le Regioni hanno la facoltà di prevedere esenzioni per quanto di competenza. Ad esempio la Regione Lombardia ha escluso da IRAP le ONLUS. 12
13 LE DONAZIONI ALLE ONLUS TIPOLOGIA DELLE EROGAZIONI BENEFICI FISCALI * Erogazioni liberali da privati: Erogazioni in denaro fino a 2.065,82 del reddito; Contributi associativi, per importo non superiore a 1291,14, versati dai soci alle società di mutuo soccorso (Sms) che operano in settori di cui alla L. n. 3818/1886. Detrazione al 19% da imposta lorda Detrazione al 19% da imposta lorda * Erogazioni liberali e cessioni gratuite da imprese Erogazioni in denaro fino a 2.065,82 del reddito di impresa; Erogazioni in denaro fino al 2% del reddito di impresa; Costo del personale per servizi in favore delle Onlus; Cessioni gratuite di derrate alimentari e prodotti farmaceutici ovvero di beni alla cui produzione o scambio è diretta l attività d impresa che sono prossimi al ritiro dal commercio. Deduzione dal reddito di impresa. Deduzione dal reddito di impresa. Deduzione fino al 5%o del costo del lavoro. Non sono considerati ricavi (perché destinati a finalità estranee all esercizio di impresa). 13
14 LE SCRITTURE CONTABILI DELLE ONLUS 1. Per l attività complessivamente svolta, le ONLUS diverse dalle cooperative devono redigere scritture contabili cronologiche utilizzando libro giornale e libro degli inventari. 2. Entro quattro mesi dalla chiusura dell esercizio annuale devono rappresentare in apposito documento la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell organizzazione, distinguendo le attività direttamente connesse, anche se non rilevanti ai fini delle Imposte dirette. Per queste attività devono essere tenute le scritture contabili rappresentate dal libro giornale, inventari, registri IVA, registro dei beni ammortizzabili, eventualmente le scritture di magazzino, se con volume d affari per prestazioni di servizi superiore a ,14; se inferiore i soli registri IVA. 3. Nell ipotesi in cui l ammontare annuale (delle attività connesse?)non sia superiore a ,70 per le prestazioni di servizi o a ,84 negli altri casi, gli adempimenti contabili per tali attività connesse possono essere assolti utilizzando semplicemente un apposito rendiconto unico, vidimato all Ufficio Iva sul quale si riepiloga acquisti e vendite o sui normali registri Iva (art. 3 Legge 662/9 comma 166). 4. I soggetti che nell esercizio delle attività istituzionali e connesse non abbiano realizzato complessivamente nell anno un ammontare di proventi superiore a ,68 (indicizzato di anno in anno) possono tenere per l anno successivo in luogo delle scritture contabili il rendiconto delle entrate e delle spese complessive, dal quale devono risultare anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese. (Il limite è aggiornato a ,17 con D.P.C.M. del 28/11/97, pubblicato sulla G.U. del 18/12/97, n. 294). 5. Per gli ORGANISMI DI VOLONTARIATO (L. 266/91) e LE ONG (L. 49/97) qualsiasi sia il volume d affari è sufficiente il rendiconto economico e finanziario) di fine esercizio; la forma delle scritture è libera. La Legge n. 266/91 impone comunque che il rendiconto economico preveda la descrizione analitica delle voci di Entrata ed Uscita. 14
15 L OBBLIGO DEI REVISORI CONTABILI Qualora i proventi superino per due anni consecutivi l ammontare di due miliardi di lire, il bilancio deve recare una relazione di controllo sottoscritta da uno o più revisori iscritti nel registro dei revisori contabili. SONO ESCLUSI DAL REDDITO E DA IVA E OGNI ALTRO TRIBUTO PER TUTTI GLI ENTI NON COMMERCIALI Art. 2: 1. I FONDI PERVENUTI agli E.n.c. attraverso raccolte pubbliche occasionali in relazione a ricorrenze, collaborazioni o campagne di sensibilizzazione, anche attraverso offerte di beni di modico valore o di servizi prestati ai sovventori. (In pratica estensione del Decreto 25/5/95 già previsto per il volontariato). 2. I CONTRIBUTI CORRISPOSTI da amministrazioni pubbliche in convenzionamento per attività sociale e sanitaria. SCRITTURE SPECIFICHE PER LE RACCOLTE DI FONDI Redazione, entro 4 mesi chiusura esercizio, un apposito SEPARATO RENDICONTO TENUTO E CONSERVATO (vidimato all Ufficio del Registro) con relazione illustrativa da cui risultino in modo chiaro e trasparente le entrate e le spese. 15
16 ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE Disciplina Fiscale ed Agevolazioni L. 7/12/2000 n. 383 Associazioni di Promozione Sociale: ai sensi dell art. 2 delle Legge per la valorizzazione dell associazionismo con finalità di carattere sociale, civile, culturale e di ricerca etica e spirituale, si considerano associazioni di promozione sociale: Le associazioni riconosciute, Le associazioni non riconosciute, I movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni, costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati. È stabilito che le associazioni di promozione sociale per la realizzazione dei fini istituzionali possono avvalersi principalmente delle attività che i propri associati effettuano in forma volontaria, libera e gratuita. In ipotesi di particolare necessità le stesse associazioni possono fruire di prestazioni rese nell ambito del lavoro dipendente o autonomo anche se effettuate da propri associati. Esclusioni: non sono considerate associazioni di promozione sociale: I partiti politici; Le organizzazioni sindacali; Le associazioni dei datori di lavoro; Le associazioni professionali e di categoria; Tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati; I circoli privati e le associazioni comunque denominate che, per l ammissione degli associati, stabiliscono vincoli con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsisia natura o che prevedono il diritto di trasferimento, a qualsiasi titolo, della quota associativa oppure che collegano, in qualsiasi forma, la partecipazione all associazione alla titolarità di azioni o quote di natura patrimoniale. Atto Costitutivo e Statuto dell Associazione: l Atto Costitutivo, nel quale va indicata anche la sede legale va redatto in forma scritta. Nello statuto dell associazione devono essere espressamente indicati la denominazione e l oggetto sociale dell associazione, l attribuzione della rappresentanza legale dell associazione, i criteri per l ammissione e l esclusione degli associati ed i loro diritti e obblighi, nonché le modalità di scioglimento
17 dell associazione. Va prevista l elettività delle cariche associative (salvo deroghe espressamene concesse). Inoltre, per garantire il rispetto del fine istituzionale, nello statuto dell associazione devono essere stabiliti l assenza di fini di lucro, la previsione che i proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere distribuiti agli associati, nemmeno in forma indiretta, ed i seguenti obblighi: Reinvestire l eventuale avanzo di gestione in attività istituzionali espressamente previste nello statuto; Redigere rendiconti economico-finanziari secondo particolari modalità di approvazione da parte degli organi statuari; Devolvere, ai fini di utilità sociale, il patrimonio residuo nelle ipotesi di scioglimento, cessazione o estinzione, dopo la liquidazione. Risorse economiche delle Associazioni di Promozione Sociale: le risorse economiche per il funzionamento e per lo svolgimento delle attività delle associazioni in oggetto possono derivare da: a. Quote e contributi degli associati stessi; b. Eredità, donazioni e legati a favore dell associazione. Infatti, secondo quanto previsto dall art. 5, L. 7/12/2000, n. 383, le associazioni di promozione sociale (prive di personalità giuridica) possono ottenere donazioni e lasciti testamentari (con beneficio di inventario) a condizione che i beni ricevuti e le loro rendite siano destinati al conseguimento degli scopi istituzionali. Tali beni sono intestati alle associazioni, ai fini delle trascrizioni dei relativi acquisti, si applicano gli artt e 2660 c.c.; c. Contributi dello Stato, delle Regioni, di Enti locali, di Enti o di istituzioni pubblici, anche per il sostegno di specifici e documentari programmi realizzati nell ambito dei fini statuari; d. Contributi dell Unione Europea e di organismi internazionali; e. Entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati; f. Proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività commerciali, artigianali o agricole, effettuate in maniera ausiliaria e sussidiaria rispetto all attività istituzionale e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali; g. Erogazioni liberali effettuate degli associati e da terzi; h. Entrate derivanti da iniziative promozionali (ad. es. feste e sottoscrizioni anche a premi) finalizzate al proprio finanziamento; i. Altre entrate compatibili con le finalità sociali delle associazioni di promozione sociale. 17
18 Conservazione della Documentazione: le associazioni di promozione sociale devono conservare per almeno 3 anni, con l indicazione dei soggetti eroganti, la documentazione relativa alla provenienza delle risorse economiche di cui alle lett. b., c.,d. e e. sopra indicate, nonché, per le risorse economiche di cui alla lett. g), la documentazione relativa alle erogazioni liberali, se finalizzate alle detrazioni di imposta e alle deduzioni dal reddito imponibile. Registro Nazionale delle Associazioni: le Associazioni di promozione sociale a carattere nazionale (vale a dire quelle che svolgono attività in almeno 5 Regioni ed in almeno 20 Province del territorio nazionale) in possesso dei requisiti di cui all art. 2, costituite ed operanti da almeno un anno, possono iscriversi nel Registro nazionale istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari sociali. In tale Registro devono risultare l atto costituivo, lo statuto, la sede dell associazione e l ambito territoriale di attività, le loro eventuali modificazioni, nonché le deliberazioni di scioglimento. Registro Regionale delle Associazioni Promozione Sociale: iscrizione dopo almeno 1 anno di attività per Legge Regionale n. 27 del 13/09/2001 art. 43. Prestazioni in Favore dei Familiari degli Associati Trattamento Fiscale: sotto il profilo fiscale per espressa previsione normativa le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate dall associazione di promozione sociale a favore dei familiari conviventi degli associati sono assimilate a quelle eseguite nei confronti degli associati stessi. Detraibilità delle Erogazioni Liberali: l art. 22 della legge in oggetto aggiunge la nuova lettera i-quater) al co.1 dell art. 13-bis, D.P.R. 917/1986, relativo agli oneri detraibili dall Irpef lorda. Ai sensi della nuova disposizione, dall imposta lorda è detraibile un importo pari al 19% delle erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore a 2.065,82, effettuate a favore delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri previsti dalle vigenti disposizioni di legge. Modalità di Versamento: come previsto per le erogazioni liberali in denaro a favore di Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) dall ultimo periodo della lett. i-bis) dell art. 13-bis, co. 1, lett. a), n. 1), L. 7/12/2000, n. 383, la detrazione delle 18
19 medesime erogazioni fatte ad associazioni di promozione sociale spetta solo se il versamento avviene secondo le seguenti modalità: Tramite un istituto bancario; Tramite un ufficio postale; Mediante gli altri mezzi di pagamento previsti dall art. 23, D.Lgs. 241/1997 vale a dire con carte di credito, bancomat, assegni bancari e circolari, ecc.; Mediante ulteriori modalità idonee a consentire all Amministrazione finanziaria lo svolgimento di controlli efficaci, da stabilirsi con apposito decreto del Ministero delle Finanze ai sensi dell art. 17, co. 3 L. 23/08/1988, n. 400 (si veda anche la C.M. 16/11/2000, n. 207/E, esplicativa delle novità introdotte dalla L. 21/11/2000, n. 342 Collegato fiscale alla Finanziaria 2000 che indica le modalità utilizzabili per il versamento delle erogazioni liberali in denaro a favore di società sportive dilettantistiche ai sensi del suddetto art. 17). Erogazioni Liberali da Società Semplici: ai sensi del co. 3 dell art. 13-bis, D.P.R. 917/1986, come modificato dall art. 22, co.1 lett. a), n. 2), L. 7/12/2000, n. 383, le erogazioni liberali in denaro a favore di associazioni di promozione sociale rientrano tra gli oneri sostenuti dalle società semplici di cui all art. 5, DPLRL 917/1986 che sono detraibili in capo ai singoli soci in proporzione alla relativa quota di partecipazione agli utili conseguiti dalle società stesse. Reddito di Impresa Oneri di Utilità Sociale: tra gli oneri di utilità sociale di cui all art. 65, co. 2, D.P.R. 917/1986 deducibili ai fini della determinazione del reddito d Impresa, l art. 22., co. 1, lett. b), L. 7/12/2000, n. 383 ha aggiunto la lettera c-octies) alla norma sopra citata. In base a tale lettera, le erogazioni liberali in denaro versate ad associazioni di promozione sociale iscritte nei registri previsti dalle vigenti disposizioni di legge sono deducibili al massimo fino a 1.549,37 o fino al 2% del reddito d Impresa dichiarato (se tale percentuale è superiore a 1.549,37). Imposta sugli Intrattenimenti: le quote ed i contributi corrisposti alle associazioni di promozione sociale non rientrano nella base imponibile ai fini dell imposta sugli intrattenimenti introdotta, dall 1/01/2000, dal D.Lgs. 26/02/1999, n. 60, il quale dalla medesima data ha soppresso l imposta sugli spettacoli. 19
20 EROGAZIONI LIBERALI A FAVORE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE SOGGETTO EROGANTE Persone fisiche Società semplici Società commerciali residenti in Italia Enti non commerciali residenti in Italia Società, enti commerciali e non commerciali non residenti in Italia AMMONTARE DETRAIBILE (nella misura del 19%) O DEDUCIBILE Detraibili dall imposta lorda per un importo non superiore a 2.065,82 Detraibili dall imposta lorda per un importo non superiore a 2.065,82 Deducibili dal reddito d Impresa per un importo non superiore a 1.549,37 o fino al 2% del reddito di Impresa dichiarato Detraibili dall imposta lorda per un importo non superiore a 2.065,82 Detraibili dall imposta lorda per un importo non superiore a 2.065,82 NORMA del D.P.R. 917/1986 Art. 13-bis, co. 1, lett. i- quater Art. 13-bis, co. 3 Art. 65, co. 2. lett. c- octies) Art. 110-bis Artt.113, co. 2-bis e 114, co 1-bis 20
21 Autorizzazioni Comunali e adempimenti presso REC per Associazioni e Circoli che svolgono attività di somministrazione alimenti e bevande Caso 1 Associazioni e circoli con statuto conforme all art. 111, D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.) che aderiscono ad enti o organizzazioni nazionali Il D.P.R. 235/2001 prevede che il legale rappresentante dell associazione presenti al Comune dove si intende svolgere l attività una denuncia di inizio attività dell art. 19, L. 7/08/1990, n Ciò consente, in sostanza, all interessato di iniziare l attività senza dover attendere il rilascio dell autorizzazione. In questo caso, l atto di assenso del Comune è sostituito dalla denuncia con la quale l interessato dichiara la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge per lo svolgimento dell attività stessa. Con tale denuncia il legale rappresentante dell ente dovrà dichiarare: a. L ente nazionale con finalità assistenziale al quale aderisce; b. Il tipo di attività di somministrazione che l associazione o il circolo intende svolgere; c. L ubicazione e la superficie dei locali che verranno adibiti a somministrazione; d. Che l associazione si trova nelle condizioni di cui all art. 111, co.3, 4-bis e 4-quinques, D.P.R. 917/1986; e. Che il locale dove viene esercitata la somministrazione è conforme alle norme e alle prescrizioni in materia edilizia, igienico-sanitaria e ai criteri di sicurezza stabiliti dal Ministero dell Interno, ai sensi dell art. 3, co. 1, L. 25/08/1991, n. 287 e di essere in possesso delle prescritte autorizzazioni. Il Comune provvederà a trasmettere all A.S.L. competente per territorio la denuncia per il rilascio del parere al fine dell autorizzazione di idoneità sanitaria. Alla denuncia, che va redatta in carta semplice, deve essere allegata copia semplice e non autenticata dell atto costitutivo o dello statuto. Requisiti per l esercizio Quando la somministrazione è svolta direttamene dal circolo privato o dall associazione, alle condizioni descritte al punto precedente, non è richiesta l iscrizione al REC (Registro esercenti il commercio, tenuto presso la Camera di Commercio) del legale rappresentante di cui all art. 2, L. 287/1991. Diversamente, tale iscrizione è necessaria se l attività di somministrazione è affidata in gestione a terzi. 21
22 Il D.P.R. 235/2001, inoltre, specifica che il legale rappresentante dell ente deve comunicare al Comune ogni variazioni intervenuta successivamente alla denuncia di inizio attività. Caso 2 Associazioni e circoli con statuto non conforme all art. 111, D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.) che aderiscono ad enti o organizzazioni nazionali Diversa ipotesi si verifica quando l associazione o il circolo non si conforma alle clausole previste dal D.P.R. 917/1986. In questo caso il D.P.R. 235/2001 prevede che: a. Il legale rappresentante del circolo, o un suo delegato, debba essere iscritto al REC; b. L attività possa essere iniziata solo dopo il rilascio di specifica autorizzazione, ai sensi dell art. 3, L. 287/1991 (non sarà, quindi, applicabile la denuncia di inizio attività di cui al precedente caso 1). Caso 3 Associazioni e circoli con statuto conforme all art. 111, D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.) che non aderiscono ad enti o organizzazioni nazionali Anche in questa ipotesi il regolamento reintroduce il rilascio di un titolo autorizzatorio, previa presentazione di domanda al Comune alla quale deve essere allegata copia semplice e non autenticata dell atto costitutivo o dello statuto. Nell istanza il legale rappresentante dichiara: a. Il tipo di attività di somministrazione che l associazione o il circolo intende esercitare; b. L ubicazione e la superficie del locale adibito a somministrazione; c. Che l associazione ha le caratteristiche di ente non commerciale, ai sensi degli artt. 111 e 111-bis, D.P.R. 917/1986; d. Che il locale ove è esercitata la somministrazione è conforme alle norme e prescrizioni in materia edilizia e ai criteri di sicurezza stabiliti dal Ministero dell Interno, ai sensi dell art. 3, co. 1, L. 287/1991, ed in particolare di essere in possesso delle prescritte autorizzazioni in materia. Se la somministrazione è gestita direttamente dall ente o associazione non sarà necessaria l iscrizione al REC, requisito richiesto, diversamente, nel caso in cui la gestione sia affidata a terzi. Il Comune ha il compito di verificare, in sede di rilascio dell autorizzazione, la conformità dello statuto associativo alle previsioni dell art. 111 e 111-bis, D.P.R. 917/1986, ed in particolare: 22
23 La sussistenza di modalità volte a garantire l effettività del rapporto associativo, escludendo espressamene al partecipazione al rapporto associativo in termini di temporaneità; L effettivo svolgimento dell attività istituzionale. La norma introduce, inoltre, un meccanismo di silenzio-assenso secondo il quale, decorsi inutilmente 45 giorni dalla presentazione della domanda, la stessa si intende accolta. Il legale rappresentante dell associazione o del circolo è obbligato a comunicare immediatamente al Comune le variazioni intervenute successivamente alla dichiarazione relative al rispetto delle condizioni previste dall art. 111 e 111-bis, D.P.R. 917/1986 e da quelle indicate dall art. 3 D.P.R. 235/2001. Caso 4 Associazioni e circoli con statuto non conforme all art. 111, D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.) che non aderiscono ad enti o organizzazioni nazionali Se il circolo non aderisce ad alcuna organizzazione nazionale e lo statuto non è conforme alle previsioni del D.P.R. 917/1986, l esercizio dell attività è subordinato all iscrizione al REC del legale rappresentante o suo delegato nonché ad autorizzazione comunale. Disposizioni di carattere generale L art. 4 del D.P.R. 235/2001 stabilisce che la denuncia di inizio attività e l autorizzazione alla somministrazione hanno valore di autorizzazione di Pubblica Sicurezza. Tale disposizione appare conforme alle recenti modifiche al TULPS dirette a unificare il titolo amministrativo e quello di pubblica sicurezza in un unico provvedimento. 23
24 ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE, ONLUS E ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO A CONFRONTO (TAVOLA DI CONFRONTO) Tipologia e caratteristiche Associazioni di Promozione Sociale Requisiti Sono considerate tali: le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni, costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati. Usufruibili le disposizioni di cui al D.Lgs. n. 460/1997 (primi 9 articoli, esclusi quelli riservati alle ONLUS) ed alla legge n. 383/2000. Obbligo di iscrizione nei Registri nazionali o regionali delle associazioni di promozione sociale. Adeguamento dello statuto Adeguamento dello statuto simile, se non uguale, a quello previsto per le ONLUS e per gli enti non commerciali, in genere, che vogliono usufruire delle agevolazioni di cui al D.Lgs n. ONLUS Possono acquisire lo status di ONLUS i soggetti che svolgono una delle 11 attività tassativamente elencate all art. 10, D.Lgs. n. 460/1997. Usufruibili le agevolazioni fiscali di cui al D.Lgs. n. 460/1997. Obbligo di iscrizione nell Anagrafe unica delle ONLUS tenuta presso il Ministero delle Finanze, tramite comunicazione. Obbligo di adeguamento dello statuto, ai sensi dell art. 10, D.Lgs n. 460/1997. Organizzazioni di volontariato ONLUS di diritto Usufruibilità delle disposizioni di cui alla legge n. 266/1191, al D.M. 25 maggio 1995 (attività produttive marginali), al D.Lgs n. 460/1997 riservate agli enti non commerciali ed alle ONLUS. Obbligo di iscrizione nei Registri regionali del volontariato. Conformità dello statuto alle disposizioni della legge n. 266/1991. Alcun obbligo di
25 Retribuzione di soci ed aderenti Agevolazioni fiscali Fondi 460/1997. modifica per acquisire lo status di ONLUS. In molti casi, necessità di modifica dello statuto per diventare associazioni di promozione sociale. Retribuzione dei soci solo in casi di stretta necessità. Scarsa rilevanza delle agevolazioni fiscali contenute nella legge n. 383/2000. In linea di massima, le agevolazioni fiscali maggiori rimangono contenute nel D.Lgs n. 460/1997 (nei primi 9 articoli), alle quali già possono accedere le associazioni con statuti adeguati. Problema irrisolto del godimento delle agevolazioni riservate (esclusivamente) alle associazioni riconosciute dal Ministero degli Interni. Destinazione di appositi fondi per progetti e iniziative innovativi, gestiti dall Osservatorio nazionale per l associazionismo di promozione Divieto di retribuzione dei soci non previsto. Rilevanti agevolazioni fiscali in tema di detassazione delle attività istituzionali e di quelle direttamente connesse. Vincolo di svolgere solo attività di solidarietà sociale, ad eccezione di quelle qualificate come direttamente connesse. Destinazione di appositi fondi alle ONLUS. Divieto assoluto di retribuire i propri aderenti. Agevolazioni fiscali ancora maggiori di quelle riservate alle ONLUS: forte incisività dal punto di vista del risparmio fiscale della legge n. 266/1991 (e successivo D.M. 25/05/95 sulle attività produttive marginali); usufruibilità delle disposizioni del D.Lgs n. 460/1997, integralmente, in quanto enti non commerciali e ONLUS di diritto. Destinazione di appositi fondi distinti da altri. Possibilità di stipulare 25
26 Iscrizione in registri e anagrafe Deducibilità/detra ibilità delle erogazioni sociale. Possibilità di stipulare convenzioni con enti pubblici. Iscrizione nel Registro regionale e controllo preventivo da parte di Organismi regionali o nazionali (a seconda del Registro). Competenze di controllo all Authority e all Osservatorio nazionale delle associazioni di promozione sociale. Possibilità di rendere deducibili/detraibili le liberalità. Iscrizione all Anagrafe delle ONLUS senza controllo preventivo (a tutt oggi senza nessun altro controllo; nominata recentemente l Agenzia). Possibilità di rendere deducibili/detraibili le liberalità. convenzioni con enti pubblici. Usufruibilità dei fondi riservati alle ONLUS, in quanto ONLUS di diritto. Iscrizione nel Registro regionale del volontariato; competenze di controllo alla Regione in via preventiva e successiva; competenze di controllo all Authority. Sono ONLUS di diritto senza richiedere l iscrizione all Anagrafe delle ONLUS. Possibilità di rendere deducibili/detraibili le liberalità. 26
27 TABELLA A TRATTAMENTO FISCALE DELLE LIBERALITA' IN DENARO A FAVORE DI ONLUS ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO - ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE COOPERATIVE SOCIALI -SOCIETA' DI MUTUO SOCCORSO (art. 1 L , n. 3818). (Fonte normativa art. 13 dec.leg. 460/97 in vigore dall' ). N.B. L' articolo 13 modifica ed integra gli articoli 13 bis ( detrazioni per oneri), 65 (oneri di utilità sociale), 110 bis ( detrazioni d' imposta per oneri Enti non commerciali residenti), 113 (società ed Enti commerciali non residenti), 114 (Enti non commerciali non residenti) del TUIR 917/86 VINCOLI DONATORE RISPARMIO FISCALE DOCUMENTALI A) - persona fisica non titolare di reddito d'impresa ma di reddito da lavoro dipentente, da pensione, autonomo o redditi equiparati. (vedi reddito soci società semplici) B) - Persona fisica o società titolare di reddito di come sub A) che eroga a favore ong detrazione d'imposta per oneri del 19% su un tetto massimo annuale di 2.065,82 (risparmio massimo 392,50) fino al 2% del reddito complessivo dichiarato (art. 10 TUIR 917/76 lettera G) Versamento tramite banca posta o altri strumenti indicati dal decreto Ministero finanze Come sopra 27
28 C) - Persona fisica o società titolare di reddito d'impresa D) - Socio di società di mutuo soccorso E) - Enti non commerciali Società ed Enti commerciali non residenti Enti commerciali non residenti deduzione dal reddito d' impresa per un importo fino a 2.065,82 o al 2% del reddito d'impresa dichiarato detrazioni d'imposta per oneri del 19% dei contributi associativi fino a 1.291,14 annui (detrazione massima ) detrazione d'imposta per oneri del 19% su un tetto annuale massimo di 2.065,82 ( detrazione massima 392,50) Come sopra Come sopra Come sopra 28
29 TABELLA B TRATTAMENTO FISCALE DELLE LIBERALITA' A FAVORE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE (Fonte normativa art. 22 legge 383/00 entrata in vigore 11/10/01). N.B. L'articolo 22 modifica ed integra gli articoli 13 bis (detrazioni per oneri), 65 (oneri di utilità sociale), 110 bis (detrazioni d' imposta per oneri Enti non commerciali residenti), 113 (società ed Enti non commerciali residenti) e 114 ( Enti non commerciali non residenti) del TUIR 917/86. DONATORE A) - persona fisica non titolare di reddito d'impresa ma di reddito di lavoro autonomo, dipendente da pensione o equiparati (vedi redditi soci società semplici) B) - Persona fisica o società titolare di reddito d'impresa. C) - Enti non commerciali Società ed enti commerciali non residenti Enti commerciali non residenti RISPARMIO FISCALE detrazione d' imposta per oneri del 19% su un tetto annuale massimo di 2.065,82 (detrazione massima 392,50) deduzione fino a 1549,37 o al 12% del reddito d'impresa dichiarato annualmente detrazione d'imposta per oneri del 19% su un tetto annuale massimo di 2.065,82 ( detrazione massima 392,50) VINCOLI DOCUMENTALI Versamenti tramite banca, posta o altri strumenti indicati dal decreto Ministero finanze Come sopra Come sopra 29
30 TABELLA C TRATTAMENTO DELLE LIBERALITA' A FAVORE DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE (Fonte normativa art. 37 L. 342/2000 con efficacia retroattiva e art. 25 L. 133/99 ) N.B. l'articolo 37 modifica ed integra gli articoli 13 bis ( detrazioni per oneri), 65 (oneri di utilità sociale) e 91 bis del TUIR 917/86 DONATORE A) - Persona fisica non titolare di reddito d'impresa, ma di lavoro dipendente, da pensione, autonomo o equiparati (vedi redditi soci società semplici) B) - Persona fisica o società titolare di reddito d' impresa RISPARMIO FISCALE detrazione d' imposta per oneri del 19% per un tetto massimo annuo 2.065,82 (detrazione massima 196,25) deduzione fino a 1.032,91 o al 12% del reddito d'impresa dichiarato annualmente. DOCUMENTI Versamenti tramite banca, posta o altri strumenti indicati dal decreto Ministero finanze Come sopra C) - Tutti i soggetti giuridici assoggettati all' imposta Irpeg (imposta sulle persone giuridiche) detrazione d' imposta per oneri del 19% per un tetto massimo annuo di 1.032,91 (detrazione massima 196,25) Come sopra 30

References: art.10
 art. 7
 art. 10
 art. 15
 art. 2
 Art. 2
 art. 2
 art. 5
 art. 2
 art. 43
 art. 22
 art. 13
 art. 13
 art. 23
 art. 17
 art. 17
 art. 13
 art. 22
 art. 5
 art. 65
 art. 22
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 65
 Art. 110
 art. 111
 art. 19
 art. 111
 art. 3
 art. 2
 art. 111
 art. 3
 art. 111
 art. 3
 art. 111
 art. 111
 art. 3
 art. 111
 art. 4
 art. 10
 art. 10
 art. 13
 articolo 13
 art. 22
 art. 37
 art. 25