Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2017-0253_IT.html
Timestamp: 2019-09-19 02:55:44+00:00

Document:
sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 87/217/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, della direttiva 2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del regolamento (UE) n. 1257/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, della direttiva 86/278/CEE del Consiglio e della direttiva 94/63/CE del Consiglio per quanto riguarda le norme procedurali in materia di elaborazione delle relazioni in materia ambientale e che abroga la direttiva 91/692/CEE del Consiglio
Relatore: Francesc Gambús
(12) Le direttive 2009/31/CE e 2003/87/CE impongono agli Stati membri di trasmettere una relazione sull'attuazione di tali direttive sulla base di un questionario o di uno schema elaborato dalla Commissione secondo la procedura di cui alla direttiva 91/692/CEE. Al fine di evitare un vuoto giuridico a causa dell'abrogazione della direttiva 91/692/CEE, è necessario sostituire il riferimento alla direttiva 91/692/CEE con un riferimento alla procedura di cui alla direttiva pertinente.
Soppressione per rispettare gli attuali negoziati di trilogo sull'ETS.
(14) Il regolamento (UE) n. 1257/2013 contiene riferimenti alla direttiva 91/692/CEE. La disposizione in questione riguarda la prima tornata di relazioni che si è già conclusa. La disposizione in questione dovrebbe pertanto essere soppressa.
(14) L'articolo 21, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (UE) n. 1257/2013 fa riferimento alla direttiva 91/692/CEE, che sarà abrogata. Tale disposizione prevede che la prima tornata di relazioni debba iniziare alla data di applicazione del regolamento (UE) n. 1257/2013. Il 19 dicembre 2016, mediante la decisione di esecuzione 2016/2323/UE, la Commissione ha stabilito la prima versione dell'elenco europeo degli impianti di riciclaggio delle navi (in appresso "l'elenco europeo"). Conformemente all'articolo 26 del regolamento (UE) n. 1257/2013, gli Stati membri possono autorizzare il riciclaggio delle navi in impianti di riciclaggio delle navi iscritti nell'elenco europeo prima della data di applicazione di tale regolamento. In tal caso, il regolamento (CE) n. 1013/2006 non si applica. Onde evitare una lacuna temporale durante la quale le informazioni non sono raccolte né a norma del regolamento (CE) n. 1013/2006 né del regolamento (UE) n. 1257/2013, è opportuno introdurre un periodo transitorio di comunicazione delle relazioni tra la data della prima autorizzazione anticipata a norma dell'articolo 26 del regolamento (UE) n. 1257/2013 in un dato Stato membro e la data di applicazione del medesimo regolamento per ciascuno Stato membro che decide di utilizzare il periodo transitorio di cui al summenzionato articolo. Per limitare il relativo onere amministrativo per ciascuno Stato membro, non è necessario che le informazioni raccolte durante il periodo transitorio rientrino in una relazione separata, ma basterà che tali informazioni siano integrate o rientrino nella prima relazione periodica relativa al triennio a partire dalla data di applicazione del regolamento (UE) n. 1257/2013.
(15 bis) Poiché l'obiettivo della presente decisione, ossia modificare o abrogare gli atti giuridici dell'Unione sull'elaborazione di relazioni in materia ambientale che non sono più applicabili o pertinenti, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della sua natura, può essere conseguito meglio a livello dell'Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente decisione si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
All'articolo 21, paragrafo 1, della direttiva 2003/87/CE, la quarta frase è sostituita dalla seguente
"La relazione è redatta sulla base di un questionario o di uno schema adottato dalla Commissione sotto forma di atti di esecuzione. Gli atti di esecuzione in questione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 22 bis, paragrafo 2.".
Soppressione per rispettare gli attuali negoziati di trilogo.
Articolo 29 bis – paragrafo 2
2. Il potere di adottare atti delegati previsto all'articolo 29 è conferito alla Commissione per un periodo di tempo indeterminato a decorrere dalla [data di entrata in vigore della presente decisione].
2. Il potere di adottare atti delegati previsto all'articolo 29 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal ... [data di entrata in vigore della presente decisione]. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La relazione è trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio.
Articolo 3 – comma 1 – punto 1
Direttiva 86/278/CE
Articolo 29 bis – paragrafo 1
Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati in conformità dell'articolo 15 bis per adeguare gli allegati al progresso scientifico e tecnico.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati in conformità dell'articolo 15 bis per modificare gli allegati onde adeguarli al progresso scientifico e tecnico.
Articolo 3 – comma 1 – punto 4
2. Il potere di adottare atti delegati previsto all'articolo 13 è conferito alla Commissione per un periodo di tempo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
2. Il potere di adottare atti delegati previsto all'articolo 13 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal ... [data di entrata in vigore della presente decisione]. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
Articolo 5 – comma 1 – parte introduttiva
All'articolo 21, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1257/2013, il primo e il secondo comma sono sostituiti dai seguenti:
Articolo 21 – paragrafo 2 – comma 2
La prima relazione elettronica riguarda il periodo compreso tra la data di pubblicazione dell'elenco europeo e il 31 dicembre 2018.".
La prima relazione elettronica riguarda il periodo triennale che ha inizio alla data di applicazione del presente regolamento, in conformità dell'articolo 32, paragrafo 1. Quando uno Stato membro autorizza il riciclaggio di una nave in impianti di riciclaggio delle navi figuranti nell'elenco europeo prima della data di applicazione del presente regolamento, in conformità dell'articolo 26, la prima relazione elettronica degli Stati membri copre anche il periodo compreso tra la data di tale autorizzazione e la data di applicazione del presente regolamento.".
Articolo 6 – punto 3 bis (nuovo)
Direttiva 94/63/CE
Articolo 9 – seconda frase
3 bis) All'articolo 9, la seconda frase è sostituita dalla seguente:
La Commissione è invitata a corredare la sua prima relazione, se del caso, di proposte di emendamento della presente direttiva, comprendenti in particolare l'estensione del suo campo di applicazione per includere i sistemi di controllo e di ricupero dei vapori di caricamento e navi.
"La Commissione è invitata a corredare le sue relazioni, se del caso, di proposte di emendamento della presente direttiva, comprendenti in particolare l'estensione del suo campo di applicazione per includere i sistemi di controllo e di ricupero dei vapori di caricamento e navi.".
Articolo 8 – comma 2
Essa si applica a decorrere dal [OP: DATA di entrata in vigore della modifica dell'articolo 37, paragrafo 1119, della direttiva 2008/98/CE, la modifica dell'articolo 9120 della direttiva 2000/53/CE, la modifica all'articolo 15121 della direttiva 1999/31/CE, la modifica all'articolo 17122 della direttiva 94/62/CE.]
119 COM(2015) 595 final.
120 COM(2015) 593 final.
121 COM(2015) 594 final.
Soppressione dei riferimenti per rispettare gli attuali negoziati di trilogo sul pacchetto relativo all'economia circolare e il loro esito.
Articolo 8 – comma 3
L'articolo 1 si applica a decorrere da [OP: la data di entrata in vigore della modifica dell'articolo 22 bis della direttiva 2003/87/CE123].
123 COM(2015) 0337 final.
Soppressione dei riferimenti e della data di entrata in vigore per rispettare gli attuali negoziati di trilogo sull'ETS e il loro esito.
La legislazione ambientale è aumentata costantemente dagli anni 70 e la comunicazione mediante relazioni ha sempre fatto parte di ogni legislazione ambientale. I tentativi di semplificare gli obblighi di comunicazione sono iniziati con la direttiva 91/692/CEE per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni (direttiva SRD). Tale direttiva mirava a razionalizzare e migliorare su base settoriale le disposizioni relative alla trasmissione d'informazioni e alla pubblicazione di relazioni. Ha semplificato le procedure e introdotto un ciclo triennale di comunicazione per tutte le normative trattate, ad esempio in materia di acqua e di rifiuti. Il contenuto specifico è stato poi stabilito in questionari settoriali specifici. Conseguentemente nel corso degli anni la Commissione ha adottato un numero elevato di atti di esecuzione. La direttiva per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni copre 28 atti in materia di ambiente. Dopo varie abrogazioni, restano in vigore un regolamento, nove direttive e 23 decisioni contenenti riferimenti a tale direttiva, sebbene la maggior parte di tali riferimenti siano divenuti obsoleti e non abbiano più effetti giuridici.
Sebbene la direttiva mirasse a coprire integralmente gli obblighi di comunicazione ambientale, non tutti i requisiti sono stati armonizzati. Ad esempio, la direttiva 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue e la direttiva 91/676/CEE sui nitrati non rientravano nel campo di applicazione della direttiva SRD. Negli ultimi 25 anni, la direttiva SRD si è rivelata di difficile attuazione ed è divenuta sempre più obsoleta. La sua rilevanza è diminuita con lo sviluppo dell'acquis ambientale, comprese le revisioni di singoli atti della legislazione ambientale, che spesso hanno soppresso gli obblighi di comunicazione dalla direttiva SRD. La direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE ad esempio ha abrogato la precedente legislazione in materia di acqua e ha pertanto reso privo di fondamento il questionario sull'acqua adottato a norma della direttiva 91/692/CEE. Anche la direttiva IPPC 96/61/CE e la direttiva 2010/75/CE relativa alle emissioni industriali hanno introdotto obblighi di comunicazione indipendenti.
Un altro motivo alla base delle carenze della direttiva SRD sono stati gli inaspettati progressi nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e la maggiore necessità di informazioni ambientali puntuali, transfrontaliere e interattive. Nel 1994 è stata istituita l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA). Il suo mandato include anche la fornitura all'UE e ai suoi Stati membri di informazioni oggettive necessarie per definire e attuare politiche ambientali solide ed efficaci e per registrare, raccogliere e valutare i dati sullo stato dell'ambiente. L'AEA coordina la rete europea d'informazione e di osservazione in materia di ambiente (Eionet). In seguito ci sono state varie iniziative settoriali quali il sistema d'informazione sulle acque per l'Europa e il sistema d'informazione sulla biodiversità per l'Europa. Nel 2007 è stata approvata la direttiva 2007/2/CE che istituisce un'Infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE).
Nel contesto dello sviluppo del sistema comune di informazioni ambientali (SEIS), la Commissione aveva concluso già nel 2008 che, data la modernizzazione della comunicazione, le disposizioni obsolete della direttiva SRD avrebbero dovuto essere abrogate al fine di rendere l'accesso al diritto dell'UE più agevole ed efficiente, mediante, ad esempio, strumenti online. Nella comunicazione sul programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT) del 2014, la Commissione ha annunciato che avrebbe proposto di abrogare gli obblighi obsoleti e ormai inapplicabili nell'ambito della comunicazione ambientale standardizzata. La Commissione ha chiesto un ampio riesame degli obblighi di comunicazione esistenti anche nell'ambito della sua comunicazione del 2015 "Legiferare meglio" e ha avviato un controllo dell'adeguatezza (REFIT) per il monitoraggio e la comunicazione ambientali nel suo programma di lavoro del 2016.
Dando seguito agli impegni assunti, la Commissione ha proposto un pacchetto per abrogare la direttiva SRD, pubblicato il 15 dicembre 2016. Il pacchetto consiste di tre iniziative: la prima è la comunicazione della Commissione COM(2016)793 che dichiara formalmente obsoleti alcuni atti del diritto dell'Unione nel settore dell'ambiente adottati ai sensi della direttiva SRD. Questa comunicazione elenca undici atti di esecuzione che hanno definito i questionari concernenti le relazioni in materia ambientale. I rispettivi atti trattano l'incenerimento dei rifiuti, le emissioni di COV, la prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento, il controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose, i rifiuti pericolosi e l'acqua.
La seconda iniziativa è composta da due proposte di decisione della Commissione che andranno ad abrogare la decisione della Commissione 2011/92/UE relativa allo stoccaggio geologico di biossido di carbonio e la decisione della Commissione 2010/681/UE sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all'uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti, nel periodo 2011-2013. Benché le due decisioni abbiano esaurito i loro effetti giuridici, per motivi procedurali saranno abrogate attraverso una procedura di comitatologia in una fase successiva.
La terza e principale iniziativa del pacchetto di abrogazione è la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio in questione, che abroga la direttiva SRD e modifica 6 atti giuridici che ad essa fanno riferimento. A fini di chiarezza giuridica, la decisione di abrogazione della direttiva SRD modifica tutti i riferimenti a tale direttiva che sono obsoleti. Non sono state apportate modifiche al contenuto né sono previste in una seconda fase. Oltre all'effettiva abrogazione della SRD, che figura all'articolo 7, la proposta contiene quattro gruppi di disposizioni diversi.
Gli articoli 1 e 5 sostituiscono i riferimenti alla direttiva SRD nella direttiva 2003/87/CE che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra (ETS) attualmente in fase di revisione e nel regolamento 1257/2013/UE relativo al riciclaggio delle navi. L'articolo 5 allinea inoltre il calendario per le relazioni elettroniche a norma del regolamento sul riciclaggio delle navi agli altri obblighi di comunicazione e fissa la data di fine del primo periodo di comunicazione al 31 dicembre 2018. Siccome il regolamento originario sul riciclaggio delle navi risale al 2013, il ciclo triennale di comunicazione si è concluso nel 2016, il che concede agli Stati membri due anni in più rispetto a quanto inizialmente previsto.
Gli articoli 2 e 3 allineano l'uso degli atti di esecuzione e degli atti delegati nella direttiva 2009/31/CE relativa allo stoccaggio geologico di biossido di carbonio e nella direttiva 86/278/CEE sui fanghi di depurazione. Gli articoli 4 e 6 sopprimono gli obblighi di comunicazione obsoleti nella direttiva 87/217/CEE concernente l'amianto e nella direttiva 94/63/CE sui COV (1). L'articolo 8 allinea la data di applicazione della proposta alla data di entrata in vigore del pacchetto sull'economia circolare, ancora da stabilire, e la revisione della direttiva ETS.
Restano invariati i questionari adottati per l'ETS e i rifiuti che sono ancora utilizzati, ad esempio nell'ambito della direttiva quadro sui rifiuti, per i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i rifiuti pericolosi, le discariche di rifiuti, i veicoli fuori uso, ecc.
La Commissione conclude che soltanto una soppressione completa degli obblighi di comunicazione obsoleti basati sulla direttiva SRD garantirà la certezza giuridica e la trasparenza nonché una legislazione dell'UE che sia adatta allo scopo, in linea con il programma Legiferare meglio.
Il relatore concorda che la direttiva 91/692/CEE è obsoleta, che gli obblighi di comunicazione ambientale non sono sufficientemente trasparenti e che, in determinati casi, potrebbero essere limitati. Considera che la proposta e i risultati presentati siano risolutivi e riconosce l'impegno profuso dalla Commissione per semplificare gli obblighi di comunicazione esistenti senza modificare l'acquis. Accoglie con favore l'approccio della Commissione di non imporre un onere eccessivo ai cittadini, alle organizzazioni e agli Stati membri e conviene sulla necessità di eliminare dal sistema giuridico dell'UE tutte le normative che non conseguono il loro obiettivo. Il relatore è favorevole al chiarimento della data entro la quale deve essere pubblicata la prima relazione a norma del regolamento sul riciclaggio delle navi. È inoltre d'accordo sulla scelta degli atti delegati per adeguare gli allegati alle direttive sullo stoccaggio geologico del biossido di carbonio e sui fanghi di depurazione al progresso tecnico e scientifico.
Norme procedurali in materia di elaborazione delle relazioni in materia ambientale

References: Articolo 29

Articolo 3

Articolo 29

Articolo 3

Articolo 5

Articolo 21

Articolo 6

Articolo 9

Articolo 8

Articolo 8