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Timestamp: 2019-08-18 20:32:09+00:00

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Figlio disoccupato over 34 non va più mantenuto dai genitori
Business | Articoli
16 Febbraio 2018 | Autore: Annamaria Zarrelli
Il figlio disoccupato sopra i 34 anni non deve essere mantenuto dai genitori, ha eventualmente diritto ai soli alimenti e deve lasciare la casa di mamma e papà
Il fenomeno dei figli che, pur in età avanzata, continuano a chiedere l“aiuto da casa” è dilagante. Nell’attuale periodo storico, infatti, non solo è aumentata l’età per andare in pensione, ma anche quella in cui i giovani (e meno giovani, purtroppo) raggiungono l’indipendenza economica. Di conseguenza, sono tantissimi i figli disoccupati che continuano a vivere sotto il tetto di mamma e papà e ad essere mantenuti dai genitori. Sempre più spesso, dunque, ci si domanda: fino a quando i genitori devono mantenere i figli disoccupati? Ebbene, con una recente sentenza [1], la giurisprudenza ha affermato che il figlio disoccupato sopra i 34 anni non va più mantenuto dai genitori, avrà tutt’al più diritto agli alimenti e dovrà lasciare la casa di mamma e papà.
1 Fino a che età i genitori devono mantenere i figli?
2 Disoccupato sopra i 34 anni: i genitori non devono mantenerlo
3 Disoccupato sopra i 34 anni: deve lasciare la casa dei genitori
4 L’obbligo dei genitori di mantenere i figli: precisazioni
5 L’obbligo di mantenere i figli: l’orientamento maggioritario
Fino a che età i genitori devono mantenere i figli?
La sentenza in commento, resa dal Tribunale di Modena, si manifesta del tutto innovativa e, a dir poco, “controcorrente” e “rivoluzionaria” rispetto alle precedenti pronunce in materia. Sul punto, infatti, la giurisprudenza ha sempre affermato l’obbligo dei genitori di mantenere i figli sino a quando questi non avessero raggiunto l’indipendenza economica e fino a quando i figli non fossero in grado di provvedere da soli alle proprie esigenze, il che coincide con l’inizio di un lavoro stabile e duraturo.
In sostanza, prima della sentenza resa dal Tribunale di Modena non era affatto possibile prefissare un’età massima del figlio o un termine di durata dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni. Non esisteva, dunque, un limite di età massima del figlio maggiorenne al raggiungimento del quale i genitori potevano dirsi non più tenuti al mantenimento dello stesso. Fin’ora, infatti, i giudici hanno sempre affermato: qualsiasi sia l’età del figlio, l’obbligo cessa solo quando questo raggiunge l’indipendenza economica. Il Tribunale di Modena, invece, ha fissato un’età massima, vale a dire 34 anni. Ma vediamo, più nel dettaglio, cosa hanno affermato i giudici in proposito e, più in generale, fino a quando i genitori sono tenuti a mantenere i figli.
Disoccupato sopra i 34 anni: i genitori non devono mantenerlo
Con la rivoluzionaria sentenza in commento, il Tribunale di Modena ha avuto modo di affermare quanto segue: il dovere dei genitori di mantenere la prole maggiorenne ma non indipendente sul piano economico non può protrarsi oltre ragionevoli limiti di tempo ed in particolare oltre la soglia temporale indicativa dei 34 anni, prudenzialmente individuata sulla base di statistiche nazionali ed europee. Al raggiungimento di tale età, il figlio maggiorenne potrà esclusivamente avanzare pretese riconosciute all’adulto, vale a dire il diritto agli alimenti [2]. Ne consegue, sempre secondo quanto affermato dal Tribunale di Modena, che il figlio maggiorenne non ha il diritto incondizionato di permanere nell’abitazione contro la volontà dei genitori, i quali possono pertanto chiedergli di lasciare e liberare l’immobile entro un termine congruo.
Disoccupato sopra i 34 anni: deve lasciare la casa dei genitori
Ciò posto, il figlio disoccupato sopra i 34 anni non soltanto non dovrà essere più mantenuto da mamma e papà, ma dovrà anche lasciare il tetto familiare se i genitori non vogliono più averlo in casa. Ciò in quanto, sempre secondo il Tribunale di Modena, la permanenza del figlio a casa dei genitori, da un punto di vista giuridico, è qualificabile in termini di detenzione precaria ed è riconducibile ad un negozio atipico di tipo familiare concluso per fatti concludenti assimilabile a quello concluso tra conviventi more uxorio, con la differenza che mentre una coppia può sciogliere il proprio legame, con un figlio invece è impossibile “lasciarsi”. Nonostante ciò, afferma il Tribunale di Modena, non c’è alcuna norma nel nostro ordinamento che attribuisce al figlio il diritto incondizionato di restare a casa dei genitori contro la loro volontà.
In poche parole: il figlio over 34, se i genitori non lo vogliono più a casa, deve andare via entro un termine congruo; non potrà pretendere di essere mantenuto dai genitori e, avrà diritto (ricorrendone i presupposti) ai soli alimenti. Attenzione: l’obbligo alimentare è diverso da quello di mantenimento, in quanto occorre che vi sia un vero stato di bisogno del figlio che obbliga i genitori a fornire al figlio (solo) quanto gli sia necessario per vivere.
L’obbligo dei genitori di mantenere i figli: precisazioni
Corre l’obbligo di precisare che la sentenza in commento “non è legge”, ma rappresenta quanto statuito da un giudice con riferimento ad un caso concreto, in cui la madre da tempo malata e costretta al ricovero presso un centro di assistenza ad alta specializzazione aveva chiesto la fissazione di un termine entro il quale il figlio – ormai sessantenne (e non in grado di badare alla casa, tant’è che i ladri erano entrati dalla finestra lasciata maldestramente aperta) – doveva lasciare l’abitazione. Ora, al di la del caso di specie, ciò che rileva è che non può più affermarsi con sicurezza l’obbligo dei genitori di mantenere i figli senza alcun limite temporale, pena la legittimazione di «forme di vero e proprio parassitismo di ex giovani ai danni dei loro genitori sempre più anziani» [3].
L’obbligo di mantenere i figli: l’orientamento maggioritario
La sentenza in commento, come anticipato, si pone in contrasto con l’orientamento maggioritario, che vede i genitori obbligati a mantenere i figli fino a quando questi non raggiungano l’indipendenza economica e senza limiti temporali o d’età. In linea di massima, dunque, il mantenimento non viene meno, in automatico, con il compimento dei 18 anni, ma solo quando il figlio acquista una propria autonomia economica. Pertanto, bisogna comunque provvedere ad assistere i figli maggiorenni disoccupati o privi di un’occupazione stabile, ossia tutti coloro che, non per loro colpa, sono economicamente non autosufficienti. Ne consegue che, secondo l’orientamento attualmente maggioritario, solo il figlio giovane (o meno giovane) indolente che non conclude gli studi per pigrizia o che, pur avendo acquisito una formazione scolastica, non si dà da fare per cercare occasioni di lavoro, non potrà più ottenere il mantenimento anche se disoccupato. Per tutti gli approfondimenti, leggi anche: Figlio disoccupato: chi lo mantiene? e Figlio disoccupato: se i genitori non lo mantengono?.
[1] Trib. Modena, sent. n. 165 del 01.02.2018.
[2] Art. 433 Cod. Civ.
[3] Cfr. Tribunale di Milano, ord. 29.03.2016.
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