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Timestamp: 2017-01-24 18:23:04+00:00

Document:
Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 6 by E.V. Soc. Cons. a r.l. - issuu
Anno 3, numero 6, dal 13 al 19 febbraio 2006
Gli esami di Stato per l'abilitazione a
veterinaria si svolgeranno il 20 giugno
per la prima sessione e il 28 novembre
per la seconda. Modalità e requisiti di
partecipazione nell’ordinanza del Ministro Moratti pubblicata al sito
Il Presidente della Fondazione ONAOSI, Dr. Aristide Paci, ha comunicato
della Fondazione, in data 21 gennaio
2006, ha nominato Direttore Generale
il Dr. Enzo Del Monaco, già Dirigente
della Federazione Nazionale Ordini
Il Sen Fiorello Cortiana ha riunito FISE,
UNIRE e CONI sulla questione del doping nell’ippica. Dalla FISE un kit di
controllo su pelo e cute. UNIRELAB
farà la lista delle sostanze da ricercare. Il parlamentare verde vorrebbe
“che la responsabilità penale prevista
dalla legge 376 sia estesa ai cavalli".
La Facoltà di Veterinaria di Napoli,
l’ISS e la ditta Fort Dodge hanno avviato la sperimentazione clinica di un
presidio immunizzante per la profilassi
della leishmaniosi canina. Il protocollo
sperimentale coinvolgerà numerosi
veterinari della Campania.
Gli atleti olimpici di Torino 2006 potranno continuare a mangiare pollo. I
primi casi di aviaria riscontrati in Italia
non hanno indotto gli organizzatori dei
Giochi invernali a togliere la pietanza
dai menù degli atleti. Il pollo cotto, assicurano, non comporta nessun rischio per gli esseri umani e per il momento le autorità sanitarie regionali
non hanno adottato misure speciali in
FARMACI ALLA COOP
Sono 174.722 le firme raccolte per la
proposta di legge a sostegno della
vendita dei farmaci da banco nei supermercati. La delegazione Coop le
ha presentate al vice presidente della
Camera. Secondo il presidente delle
Coop, i punti cardine sono 4: vendere
farmaci senza prescrizione in altre attività commerciali; vendita in spazi
identificabili con presenza obbligatoria di un farmacista; libertà di sconto,
ma divieto di vendita sottocosto o a
ANMVI, FSA e Hill's insieme per un
grande progetto di educazione dei
irca l'8-10% dei proprietari di animali non li porta mai dal medico
veterinario. Se si rompono una zampa passeranno la loro vita a
trascinarla, se il problema è più grave, non importa, di cani ce ne sono tanti. Quale sia poi la percentuale di quelli che vanno dal veterinario solo per
l'emergenza è quasi impossibile determinarlo ma sono ancora veramente
tanti quelli che tirano avanti e si arrangiano accontentandosi della propria
esperienza o dei consigli dell'amico, del farmacista o dell'allevatore.
Quello che manca nel nostro paese non è soltanto una cultura animalista
ma anche, purtroppo, una cultura della prevenzione. Da anni, negli USA o
in altri paesi europei, sono state sviluppate importanti iniziative per sensibilizzare ed educare i proprietari di animali da compagnia verso una maggior
attenzione alla loro salute ed al loro benessere. Da anni in questi paesi si è
riusciti a far capire ai proprietari che la medicina preventiva è assolutamente il punto fermo per avere il proprio animale in buone condizioni di salute, di benessere e di qualità di vita.
Il progetto della "Stagione della prevenzione", nei mesi di aprile e maggio,
voluto dall'ANMVI, dalla FSA e dalla Hill's, che ha portato nell'iniziativa, non
solo un forte sostegno organizzativo ed economico, ma anche la sua ampia esperienza internazionale, è quindi una proposta che esprime valenze
sanitarie e sociali di grande importanza nell'interesse soprattutto degli animali ma anche dei medici veterinari. Questi, infatti, potranno iniziare a sviluppare meglio ed in modo più regolare e continuativo il rapporto con i propri clienti.
Il progetto è dedicato a tutti i proprietari che saranno sollecitati a rivolgersi
ad un medico veterinario per una visita di controllo preventivo con la certezza, o almeno la speranza, che col tempo diventi un'abitudine quella di
sottoporre i propri animali a controlli sanitari periodici e regolari.
Le strutture che vorranno aderire a questa iniziativa, entro il prossimo 24
febbraio, avranno inoltre la possibilità di distribuire ai propri clienti del materiale illustrativo sul tema della medicina preventiva. I nominativi delle strutture e dei veterinari che avranno aderito alla "Stagione della prevenzione"
saranno pubblicati sul sito dell'ANMVI e potranno essere comunicati ai proprietari di animali. L'istituzione di un numero verde, 800 189 612, aiuterà gli
interessati a trovare le strutture veterinarie, aderenti all'iniziativa, territorialmente più vicine.
A partire dal 15 marzo inizierà un'ampia campagna di informazione rivolta
al pubblico sia con comunicati stampa, articoli ed interviste su quotidiani e
periodici a diffusione nazionale, sia attraverso una specifica campagna
pubblicitaria che raggiungerà tutti i proprietari di animali da compagnia.
"Finalmente grazie alla Hill's che ha creduto in questo progetto" ha dichiarato Carlo Scotti, presidente dell'ANMVI, "riusciamo anche in Italia a sviluppare una forte iniziativa di sensibilizzazione dei proprietari di animali verso
la medicina preventiva".
CI VIENE QUASI DA RIDERE!
e un giorno si avrà mai voglia di
fare un'analisi seria sull'iter seguito per l'approvazione del nuovo Corso
di Laurea in Medicina Veterinaria a
Catanzaro, verrà fuori una delle tante
storie all'italiana, zeppe di superficialità, pressioni fatte, favori concessi e
soldi buttati. Il Ministro al Miur, Letizia
Moratti, con decreto del 3 settembre
2003, approva il nuovo corso di laurea. La sua decisione che giustifica
con "la particolare necessità ed urgenza anche al fine di soddisfare le
esigenze formative del bacino di utenza calabrese" è contraria alle reali esigenze della regione, alla posizione
espressa il 1° agosto, all'unanimità,
dalla Conferenza dei Presidi che chiedeva di fermare ogni nuova richiesta
di corsi di laurea, al parere espresso
dal CONVSU (Comitato Nazionale di
Valutazione del Sistema Universitario),
alle conclusioni dell'indagine svolta
dalla Nomisma sul settore veterinario
italiano ed alle stesse dichiarazioni
del Ministro che pochi giorni prima
aveva espresso la necessità di considerare le esigenze del mondo professionale. Di fronte alle dure contestazioni espresse dalla Fnovi e, soprattutto, dall'ANMVI che diramava un co-
municato molto critico, il Ministro rispondeva giustificando la sua autorizzazione data "per corrispondere ad
una esigenza molto sentita in ambito
locale". Si è parlato anche di forti pressioni da parte di esponenti politici calabresi che dovevano mantenere promesse elettorali. L'On. Gianni Mancuso, su sollecitazione dell'ANMVI, presenta una prima interrogazione parlamentare il 2/10/2003, senza risposta,
ed una più ampia, rifacendosi al Libro
Bianco FNOVI ed alle ultime ricerche
dell'ANMVI, il 28/7/2005. Questa volta
la Moratti risponde dichiarando, in riferimento alla crisi economica ed occupazionale del settore veterinario,
che:" Il problema naturalmente è noto
anche al Ministero dell'istruzione che
è ovviamente al corrente dei dati...".
Scusateci ma ci vien quasi da ridere.
Nel frattempo l'ANMVI, nel gennaio
2004 ha presentato un ricorso al Tar
del Lazio e dopo tre udienze siamo
ora in attesa che venga definita la data della prossima, che speriamo conclusiva. Qualche giorno fa, dopo vari
ricorsi, è stata concessa la pensione
ad un invalido della campagna di
Russia che nel frattempo è deceduto.
Speriamo che a noi vada meglio. ■
Lo scorso mese di novembre il Prof. Ezio Lodetti, ha rassegnato le dimissioni da coordinatore dei Direttori e rappresentanti legali degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Gli succede nell’incarico il dottor Guido Petracca,
Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle
Marche. Non si tratta dunque di un avvicendamento di ruoli all’interno dell’IZS dell’Umbria e delle Marche come erroneamente riportato nel numero
4/2006 del nostro giornale (Novità all’IZS di Umbria e Marche fra emergenze e finanziaria, PV 4/2006, pag 4, ndr). Ci scusiamo con gli interessati e con i lettori.
laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006
Risposta scritta all’interrogazione dell’On. Mancuso
Troppi veterinari? Letizia Moratti: “il problema è noto”
Il Ministro dell’Università conosce i dati del settore e rimanda al tavolo tecnico istituito a fine 2005
opo circa sette mesi il
Ministro Moratti ha risposto all’interrogazione
parlamentare presentata dall’On
Gianni Mancuso (v. box) sull’esubero di facoltà e di veterinari
in Italia. L’interrogazione era stata sollecitata dall’ANMVI dopo
la pubblicazione di due importanti ricerche sul settore veterinario: “Strutture veterinarie private per animali da compagnia”
(ANMVI - Data Research, maggio 2005) e il “Libro Bianco della
Veterinaria”
(FNOVI-Nomisma, presentato al
Sottosegretario Siliquini nel giugno del 2005).
Entrambe le ricerche, frutto di
non poco lavoro ed impegno,
conducono a considerazioni scoraggianti sulla situazione economico-occupazionale della professione e additano l’Università
come principale responsabile e
al tempo stesso come il vero potenziale artefice di una svolta risolutiva.
“La risposta del Ministro Moratti ha commentato il Presidente dell’ANMVI Carlo Scotti- è profondamente deludente, almeno quanto
lo era stata la spiegazione con
cui aveva liquidato la creazione
del corso di laurea di Catanzaro come urgente e aderente ai bisogni del territorio. Contro l’interateneo di Catanzaro l’ANMVI ha
promosso un ricorso nelle sedi
giudiziarie appropriate. Quanto
al tavolo con l’Università - conclude Scotti- non avevamo bisogno delle parole del Ministro per
sapere che è con le nostre facoltà che ci dobbiamo innanzitutto confrontare e negli ultimi mesi
stiamo portando avanti un dialogo che mi sembra molto promettente”.
Frazionamento insensato di
L’On. Delmastro Delle Vedove la
scorsa settimana ha nuovamente
interrogato il Ministro Moratti sulla situazione universitaria nazionale.
“Il nostro Paese registra la presenza di oltre ottanta Atenei - afferma il parlamentare - poiché,
con logica francamente un po’
provinciale, ogni capoluogo di
provincia ha cercato di avere il
proprio”. Le università - aggiunge - “debbono invero mettersi in
discussione costantemente, cercando di verificare la propria
competitività rapportandosi ad
altre università nazionali, europee e mondiali; i giovani che
escono dalle università sconosciute, o da città che ospitano
corsi di laurea, inevitabilmente
faticano a trovare adeguata sistemazione occupazionale, difficoltà non accusata dai giovani
che si laureano nelle tradizionali
università di prestigio”.
La domanda che Delmastro Delle Vedove rivolge al Ministro dell’Università è quindi “se ritenga
che l’attuale strutturazione del sistema universitario nazionale,
con la sua dispersione geografica e con un frazionamento insensato di corsi di laurea, corrisponda ad un disegno pedagogico
moderno o, al contrario, non costituisca l’abbandono di ogni ambizione di riuscire a creare poli
culturali di prestigio e, quindi,
non costituisca un serio e per
certi versi irreparabile danno agli
studenti che si laureano e che
non risultano provenire da aree
culturali prestigiose”.
Non siamo lontani dalle riflessioni che spingono gli intellettuali liberal-bocconiani del nostro Paese a chiedere con insistenza che
si tolga il valore legale alla laurea. Da Mario Monti a Francesco
Giavazzi, l’idea è che la competizione guarisca il sistema.
Scriveva Giavazzi in un articolo
ormai famoso pubblicato sul
Corriere della Sera il 26 novembre 2005: “Per migliorare la qualità delle nostre università, l’unico modo è metterle in concor-
renza l’una con l’altra. Chi mette
in cattedra delle capre solo perché amici del preside o del rettore deve sapere che rischia di
restare senza studenti. Ma per
arrivarci bisogna abolire il valore
28 luglio 2005: l’interrogazione dell’On. Mancuso
Interrogazione a risposta scritta n. 4-16193
MISURE CONTRO LA DISOCCUPAZIONE,
SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE, VETERINARI
Primo firmatario: MANCUSO GIANNI
Co-firmatari: Sandro Delmastro Delle Vedove (AN)
• recenti indagini e analisi statistiche, condotte da autorevoli organismi rappresentativi della categoria medico-veterinaria italiana,
mettono in evidenza la grave crisi economico-occupazionale che
questa professione sta attraversando;
• la progressiva contrazione occupazionale registrata dal Libro
Bianco sulla Professione Veterinaria Italiana realizzato dalla FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) interessa tanto l’impiego pubblico del SSN, quanto la professione esercitata in
regime privato (oggi il 23,7 per cento dei professionisti);
• fra le principali cause della crisi, un’indagine condotta dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI), consultato
un campione rappresentativo dei medici veterinari italiani che si
occupano di clinica degli animali da compagnia, indica l’eccessivo numero di laureati in medicina veterinaria;
• anche le conclusioni del citato Libro Bianco additano il numero di
laureati fra le cause della contrazione occupazionale, numero
spropositatamente superiore al fabbisogno occupazionale e all’attuale domanda sociale di prestazioni veterinarie in tutti i settori;
• il numero programmato degli studenti ammissibili alle facoltà di
medicina veterinaria italiana è fissato per decreto dal Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; con DM 1° luglio
2005 (Determinazione del numero dei posti disponibili per le immatricolazioni ai corsi di laurea specialistica in Medicina Veterinaria per l’anno accademico 2005/06) il Ministro Moratti ha fissato in
1415 il numero dei posti disponibili contro i 1.426 di un anno fa, il
che equivale a sole 11 immatricolazioni in meno, a fronte di ben
23.130 medici veterinari già iscritti all’ordine professionale;
• nel citato provvedimento ministeriale non si dà adeguato riscontro
alle indicazioni del Ministero della Salute che invitano ad avviare
una riduzione delle immatricolazioni per la laurea specialistica in
medicina veterinaria, ritenuto invece “di dover tener conto delle
considerazioni espresse dal Ministero della Salute, ma di non trascurare neppure lo spazio europeo dell’istruzione superiore e la
mobilità dei professionisti”;
• in Italia il numero di studenti in medicina veterinaria era per l’anno
accademico in corso di 15.954 unità, pertanto, nella U.E. uno studente in medicina veterinaria su cinque è italiano;
• il numero facoltà di medicina veterinaria nel nostro Paese è oltre il
doppio di quello rilevabile negli altri Paesi europei: 14 corsi di laurea attivati contro le 4 facoltà della Francia, le 5 della Germania e
le 6 del Regno Unito, con il risultato, a parere degli interroganti paradossale, che un veterinario su 6 in Europa è italiano e che l’Italia registra la maggior sproporzione fra consistenza della popolazione animale e medici veterinari -:
1. quali iniziative intenda adottare per conseguire una sensibile
razionalizzazione dell’offerta formativa universitaria in medicina veterinaria, proporzionata al fabbisogno professionale e alle esigenze del mercato occupazionale, attraverso una più approfondita consultazione con il Ministero della Salute;
2. se non intenda porre in essere misure atte a scongiurare l’attivazione di ulteriori corsi di laurea di medicina veterinaria;
3. se non intenda valutare la possibilità di riconversione di alcune delle attuali facoltà di medicina veterinaria in scuole di specializzazione post-laurea più consone al fabbisogno di formazione specialistica richiesto dal mercato professionale.
legale della laurea, come in
Gran Bretagna, dove le università sono le migliori d’Europa. Il
ministro Moratti si è sempre opposto. Chi ha il coraggio di impegnarsi a farlo?”
10 febbraio 2006,
on l’atto di sindacato ispettivo indicato in oggetto l’On. interrogante
riporta il problema
della sproporzione esistente tra
il numero di studenti ammissibili
alle facoltà di medicina veterinaria, il numero dei laureati e quello delle stesse facoltà rispetto al
fabbisogno professionale ed alle esigenze del mercato a seguito della grave crisi economico-occupazionale che il settore
Il problema naturalmente è noto
anche al Ministero dell’istruzione
che è ovviamente al corrente dei
dati risultanti dalle indagini e
dalle analisi statistiche richiamate nell’atto di sindacato ispettivo
e che per affrontare la situazione, anche attraverso una più efficace ed incisiva programmazione dell’area sanitaria, proprio
Medicina Veterinaria, ha provveduto ad attivare, con Decreto
ministeriale 23 novembre 2005,
un tavolo tecnico costituito da
rappresentanze designate dal
Ministero della Salute, dal Comitato nazionale di valutazione del
sistema universitario, dall’Osservatorio delle professioni sanitarie, dalla Conferenza delle regioni e delle Province autonome, nonché dalla Conferenza
dei Presidi delle facoltà di Medicina Veterinaria.
Detto tavolo, operante presso il
MIUR, ha già avviato il proprio
lavoro con una prima riunione
svoltasi in data 5 dicembre
Dei risultati raggiunti si terrà
conto per la determinazione del
numero di posti disponibili per le
immatricolazioni ai corsi di Laurea specialistica in Medicina Veterinaria da effettuare per l’anno
accademnico 2006/2007.
Il Ministro - Letizia Moratti
Il “consenso
informato”
(h. 9.30-17.30)
Decreto-La Loggia in vigore dal 23 febbraio
Principi fondamentali in materia di professioni
Rispetto della concorrenza, ma anche della riserva professionale e delle tariffe
Ufficiale il Decreto- La
Loggia per la ricognizione
dei principi fondamentali in materia di professioni. Entrerà in vigore
il 23 febbraio (Decreto Legislativo
2 febbraio 2006, n.30 Ricognizione dei principi fondamentali in
materia di professioni, ai sensi
dell’articolo 1 della legge 5 giugno 2003, GU n. 32 del 8-2-2006).
Il Decreto è stato emanato su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per
gli affari regionali, di concerto con
i Ministri della giustizia, per le politiche comunitarie, dell’istruzione,
dell’università e della ricerca, delle attività produttive, della salute e
per i beni e le attività culturali.
Fra i pareri favorevoli acquisiti si
sottolineano quello dell’Autorità
garante della concorrenza e del
mercato e della Conferenza StatoRegioni.
I principi fondamentali in materia
di professioni sono individuati sulla base dell’articolo 117, terzo
comma, della Costituzione: nelle
materie di legislazione concorrente spetta alle regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. (Sempre in base al vigente articolo 117 della Costituzione le professioni sono materia
di legislazione concorrente).
In base al provvedimento (Capo I,
DISPOSIZIONI GENERALI, Art. 1.
Ambito di applicazione, comma
2) le Regioni esercitano la potestà
legislativa in materia di professioni nel rispetto dei principi fonda-
Addio alla riforma
dell’Esame di Stato?
l mondo professionale è fiducioso che la riforma
sull’accesso agli Albi sarà fatta,
ma vi è ormai poca convinzione
che si possa attuarla in questa
Legislatura. Il parere del Consiglio di Stato sul Regolamento-Siliquini è perentorio: rivedere il testo perché poco chiaro ed utilizzare una legge, anziché un regolamento, per innalzare il titolo
di studio di alcune categorie
professionali. Questo significa
per il ministero riformulare radicalmente il testo del decreto anche alla luce dei principi contenuti nel decreto legge La Loggia. Ci vorranno quindi almeno
15 giorni prima che il Miur possa
inviare al Consiglio di Stato le
sue contro-deduzioni. Nonostante i tempi veramente stretti il Sottosegretario al Miur, Maria Grazia Siliquini, continua ad essere
convinta di riuscire a far approvare il nuovo regolamento prima
della fine della legislatura: “stiamo lavorando serenamente per
trovare una soluzione ai rilievi del
Cds”.
mentali di cui al Capo II (v. box).
La potestà legislativa regionale si
esercita sulle professioni individuate e definite dalla normativa
statale. 1. Per le Regioni a statuto
speciale e le Province autonome
di Trento e di Bolzano resta fermo
quanto previsto dall’articolo 11
Non rientrano nell’ambito di applicazione del decreto: la formazione professionale universitaria; la
disciplina dell’esame di Stato
previsto per l’esercizio delle professioni intellettuali, nonché i titoli, compreso il tirocinio, e le abilitazioni richiesti per l’esercizio
professionale; l’ordinamento e
l’organizzazione degli Ordini e
dei collegi professionali; gli albi, i
registri, gli elenchi o i ruoli nazionali previsti a tutela dell’affidamento del pubblico; la rilevanza
civile e penale dei titoli professionali e il riconoscimento e l’equipollenza, ai fini dell’accesso alle
professioni, di quelli conseguiti
Spianata la strada alla riformaSiliquini?
La firma del Presidente della Repubblica del Decreto La Loggia è
arrivata troppo tardi: prima di poterne tenere conto il Consiglio di
Stato ha rinviato ai Ministeri competenti le nuove regole sull’esame
di stato per alcune professioni sanitarie, fra cui quella veterinaria. I
giudici hanno chiesto al Ministero
dell’Università di riesaminare,
d’intesa con il Ministero della Giustizia, il DPR-Siliquini. Per il Consiglio di Stato per riformare il DPR
328/2001 non basta un regola-
Libertà professionale (art. 2)
1. L’esercizio della professione, quale espressione del
principio della libertà di iniziativa economica, è tutelato in tutte le sue forme e applicazioni, purché non contrarie a norme imperative, all’ordine pubblico ed al
buon costume. Le regioni non possono adottare provvedimenti che ostacolino l’esercizio della professione.
2. Nell’esercizio dell’attività professionale è vietata
qualsiasi discriminazione, che sia motivata da ragioni
sessuali, razziali, religiose, politiche o da ogni altra
condizione personale o sociale, secondo quanto stabilito dalla disciplina statale e comunitaria in materia di
occupazione e condizioni di lavoro.
3. L’esercizio dell’attività professionale in forma di lavoro dipendente si svolge secondo specifiche disposizioni normative che assicurino l’autonomia del professionista.
4. Le associazioni rappresentative di professionisti che
non esercitano attività regolamentate o tipiche di professioni disciplinate ai sensi dell’articolo 2229 del codice civile, se in possesso dei requisiti e nel rispetto
delle condizioni prescritte dalla legge per il conseguimento della personalità giuridica, possono essere riconosciute dalla regione nel cui ambito territoriale si
esauriscono le relative finalità statutarie.
tariffe e dei corrispettivi professionali, nonché della
pubblicità professionale.
2. L’attività professionale esercitata in forma di lavoro
autonomo è equiparata all’attività d’impresa ai fini della concorrenza di cui agli articoli 81, 82 e 86 (ex articoli 85, 86 e 90) del Trattato CE, salvo quanto previsto
dalla normativa in materia di professioni intellettuali.
3. Gli interventi pubblici a sostegno dello sviluppo delle attività professionali sono ammessi, secondo le rispettive competenze di Stato e Regioni, nel rispetto
della normativa comunitaria.
Tutela della concorrenza e del mercato (art. 3)
1. L’esercizio della professione si svolge nel rispetto
della disciplina statale della tutela della concorrenza,
ivi compresa quella delle deroghe consentite dal diritto comunitario a tutela di interessi pubblici costituzionalmente garantiti o per ragioni imperative di interesse
generale, della riserva di attività professionale, delle
Regolazione delle attività professionali (art. 5)
1. L’esercizio delle attività professionali si svolge nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del
pubblico e della clientela, della correttezza, della tutela degli interessi pubblici, dell’ampliamento e della
specializzazione dell’offerta dei servizi, dell’autonomia
e responsabilità del professionista.
mento: quello predisposto dal
Sottosegretario all’Università è
uno strumento “inidoneo”. Dopo
la firma di Ciampi molte professioni interessate dal provvedimento
del Ministro La Loggia speravano
di sbloccare il Regolamento.
Malgrado varie pronunce della
Corte Costituzionale che hanno
bocciato molte leggi regionali che
pretendevano di istituire nuovi
Accesso alle professioni (art. 4)
1. L’accesso all’esercizio delle professioni è libero, nel
rispetto delle specifiche disposizioni di legge.
2. La legge statale definisce i requisiti tecnico-professionali e i titoli professionali necessari per l’esercizio
delle attività professionali che richiedono una specifica preparazione a garanzia di interessi pubblici generali la cui tutela compete allo Stato.
3. I titoli professionali rilasciati dalla regione nel rispetto dei livelli minimi uniformi di preparazione stabiliti dalle leggi statali consentono l’esercizio dell’attività professionale anche fuori dei limiti territoriali
profili professionali (e relativi ordinamenti ed albi) la confusione sulla titolarità dello Stato e delle Regioni regna sovrana. Il Decreto-La
Loggia, nelle intenzioni almeno, si
propone di sanarla.
Le sorti del Decreto
L’orizzonte delineato dal Decreto
La Loggia rischia tuttavia di essere superato se il referendum sulla
devolution dovesse confermare la
nuova riforma costituzionale che
riporta alla competenza esclusiva
dello stato le professioni intellettuali e lascia alla legislazione concorrente esclusivamente le professioni non regolate da Ordini.
La sorte e l’efficacia concreta del
decreto legislativo La Loggia sono dunque rimessi al giudizio degli elettori.
9° Corso di II livello di ecografia addominale ed ecocardiografia del cane
31 Marzo-1-2 Aprile 2006
Centro Congressi Quattro Torri Ellera Scalo (Perugia)
Prof. Gabriele Fruganti, professore ordinario di
Prof. Fabrizio Rueca, professore ordinario di
Prof. Rolando Arcelli, professore associato
Prof. sa Angela Polisca, professore associato
Prof. Francesco Porciello, professore associato
Dott. Francesco Birettoni, ricercatore
Dott. Riccardo Zelli, ricercatore Universitario
1° giorno - 31 Marzo 2006
8.30-8.45 Registrazione partecipanti
8.45-9.00 Presentazione del corso da parte
del Prof. Moriconi
9.00-10.30 Indici ecografici di funzionalità cardiaca e rilievi in corso di versamento pericardico - Prof. Porciello
10.45-11.30 Esame ecografico del tratto digerente, linfonodi e milza - Prof. Arcelli
11.30-12.30 Rilievi ecografici in corso di talune
nefropatie parenchimali e malattie
delle basse vie urinarie - Prof. Rueca
12.30-13.30 Esame ecografico del pancreas e
delle ghiandole surrenali - Prof. Arcelli
14.30-18.00 Esercitazioni pratiche
2° giorno - 1 Aprile 2006
8.30-9.30 Aspetti ecografici delle principali
patologie valvolari cardiache - Prof.
9.30-10.30 Malattie non neoplastiche del fegato e delle vie biliari - Dott. Birettoni
10.45-11.30 Aspetti ecografici delle neoformazioni in cavità addominale - Prof.
11.30-12.30 Ecografia delle principali malattie
miocardiche - Prof. Porciello
12.30-13.00 Biopsia ecoguidata degli organi addominali - Prof. Arcelli
13.00-13.30 Ecografia oculare - Prof. Arcelli
3° giorno - 2 Aprile 2006
8.30-10.30 Aspetti ecografici delle più comuni
patologie dell’apparato femminile e
monitoraggio della gravidanza Prof. Polisca
10.45-12.15 Aspetti ecografici delle più comuni
maschile - Dott. Zelli
12.15-12.45 Questionari ECM
12.45 Termine lavori
Il corso è riservato a 30 Laureati in Medicina Veterinaria. Saranno ammessi a partecipare i primi
30 richiedenti che inoltreranno domanda di iscrizione a partire dal 6 marzo 2006.
ESCLUSIVAMENTE PER VIA TELEFONICA a:
Tower Viaggi - Centro Direzionale Quattro Torri
- tel 075 5170564
La quota di partecipazione è di 300 € + IVA ed è
• partecipazione alle sessioni teoriche e pratiche
che si articoleranno nei giorni 31 marzo, 1 e 2
• 5 pause caffè
• 2 colazioni di lavoro
Gli strumenti per l’attività pratico-applicativa sono messi a disposizione da TAI, divisione di
Bio98srl Milano, responsabile della gestione organizzativa del corso.
Si raccomanda la partecipazione ai soli Medici
Veterinari con esperienza ecografica di base.
Danni indiretti da randagio: paga l’ASL
Chiarimenti sulla posizione dell’Azienda Sanitaria rispetto al Comune
l’Asl a dover pagare circa
13.000 euro (24 milioni di
lire) di risarcimento danni e non il Comune: la Cassazione
(v. box) ha dato ragione al Sindaco di Arnesano (Lecce) sollevandolo dall’onere di dover risarcire i
danni determinati dalla caduta di
una bambina durante una corsa
per sfuggire a una torma di randagi. E i danni sono da risarcire
anche se non c’è stata aggressione diretta da parte dei cani.
La sentenza della Cassazione entra nel merito delle competenze e
della posizione delle aziende sanitarie locali rispetto ai Comuni
chiarendo che le AUSL, dotate di
autonomia amministrativa, con legittimazione sostanziale e processuale, nonché inserite nell’organizzazione sanitaria regionale e
nazionale - devono essere considerate soggetti giuridici autonomi
rispetto agli enti locali. Di conseguenza, non è legittimamente
possibile far ricadere sull’ente locale il giudizio di imputazione dei
danni subiti dal soggetto aggredito da un randagio.
Il Comune di Arnesano sosteneva
infatti che: “a) che le unità sanitarie locali e le aziende sanitarie lo-
cali non sono organi dei Comuni,
ma sono soggetti giuridici dotati
di autonomia personalità giuridica
e di autonomia patrimoniale; b)
che l’art. 6 della legge della Regione Puglia n.12 del 1985 dispone che spetta ai servizi veterinari
delle usl il recupero dei cani randagi”. Per i giudici della Cassazione “i motivi sono fondati”; essi
ritengono infatti che “non può essere contestato che la vigilanza
sui cani randagi spettava alle
unità sanitarie locali e, per esse,
alla aziende sanitarie locali succedute per legge alle prime”.
Con questa sentenza la Cassazione si discosta dal precedente
orientamento secondo cui, nel caso di danni subiti da un cittadino,
a seguito dell’aggressione di un
randagio, deve ritenersi sussistente la responsabilità solidale
dell’ente locale nel cui territorio si
è verificato il fatto dannoso, e della AUSL competente.
Annota Ottavio Carparelli di Altalex, quotidiano d’informazione
giuridica online, illustrando la
sentenza: “non può certo negarsi
che, in ogni caso, il fenomeno
Sospesa l’Ordinanza 26 agosto 2005
sulle malattie dei volatili da cortile
Il Consiglio di Stato: non è ispirata a scopi di sanità pubblica
l Consiglio di Stato ha sospeso l’ordinanza del Ministero della salute del 26/8/2005, modificata parzialmente il 10/10, riguardante le
misure di polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei
volatili da cortile (validità fino al 31 dicembre del 2007).
I giudici della quinta sezione hanno accolto il ricorso in appello della società Plus Food Italia che aveva chiesto la sospensione dell’ordinanza. In
prima istanza il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso “ritenendo prevalente l’interesse pubblico alla tutela della salute dei consumatori’’. Entrambi i
tribunali dovrebbero presto tornare ad occuparsi della questione in sede
di giudizio di merito. L’ordinanza sospesa, emanata “vista la decisione comunitaria che prevede l’obbligo per tutti gli stati membri di predisporre indagini sull’influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici’’, prevede, tra
l’altro, l’obbligo di registrazione delle aziende commerciali di carni avicole, misure di quarantena e di controllo, l’obbligo di riporto sulle carni fresche di volatili da cortile di una serie di indicazioni mediante apposizione
di una etichetta indicante l’allevamento di provenienza degli animali, il numero del lotto di macellazione, il numero di riconoscimento dello stabilimento.
Su interessi di natura commerciale relativi al settore delle carni da volatile
“le valutazioni del ministero della salute non sono idonee a sovrapporsi a
quelle degli operatori del ramo e non appaiono ispirate a scopi generali o
specifici di sanità o igiene pubbliche’’.
È questa la principale motivazione della decisione del Consiglio di Stato,
“con riferimento all’esclusione -si legge nel dispositivo- dall’obbligo di etichettatura imposta per le confezioni di carni avicole sulle quali sia attestato che il prodotto è stato sottoposto ad un trattamento termico ad almeno settanta gradi centigradi’’. La società Plus Food aveva impugnato
l’ordinanza nella parte in cui impone l’etichettatura speciale, con indicazione dell’origine e della data di introduzione sul mercato, anche sulle carni avicole sottoposte a trattamento termico ad almeno settanta gradi centigradi. La misura era stata adottata nell’ordinanza come “ausilio nello
svolgimento dei controlli ufficiali da parte degli organi pubblici, e nell’intento di recuperare la fiducia dei consumatori e stabilizzare il mercato delle carni avicole’’. Secondo il Consiglio di Stato tale giustificazione “non attiene al caso in esame, in dipendenza della riconosciuta non pericolosità
delle carni cotte, sancita dalla Commissione europea che ammette importazioni di prodotti a base di carni di pollame che abbiano subito il trattamento termico’’.(ANSA)
(CORTE DI CASSAZIONE - SEZ. III CIVILE - sentenza 7 dicembre 2005 n. 27001)
Va esclusa la legittimazione passiva di
un ente locale, nel giudizio civile intrapreso da un soggetto nei confronti del
comune, al fine di conseguire il risarcimento dei danni subiti in conseguenza
di una caduta determinata dalla necessità di fuggire da alcuni randagi e di
sottrarsi all’aggressione degli stessi, atteso che, da un lato, con particolare riferimento alla Regione Puglia, l’art. 6
della legge n. 12/1985 dispone testualmente che spetta ai servizi veterinari
delle Usl il recupero dei cani randagi e,
dall’altro, le Ausl devono essere considerate soggetti dotati di autonomia giuridica rispetto allo stesso ente locale;
ne discende che non può ricadere sul
comune il giudizio di imputazione dei
danni subiti da un soggetto in conseguenza dell’aggressione di cani randagi. (- cfr., in senso differente, CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE, Sentenza 20 luglio 2002 n.10638, con cui legittimamente un Comune viene condannato,
in solido con la locale ASL, a risarcire i
danni materiali e personali riportati da
un cittadino aggredito da una torma di
cani selvatici, ove risulti che non si è
trattato di un episodio isolato, ma il ripetersi di una situazione di pericolo
pubblico che abbia messo in allarme la
comunità, tanto da essere riportata più
volte dalla stampa).
1. Maurizio C. ed Elisabetta S., genitori della minore Anna, con atto di citazione del 9 settembre 1996, hanno convenuto in giudizio davanti al pretore di
Lecce il Comune di Arnesano, chiedendone la condanna al risarcimento
dei danni riportati dalla figlia, caduta il
precedente giorno 19 aprile mentre
correva per fuggire da alcuni cani randagi.
Il Comune si è costituito nel giudizio ed
ha eccepito di non essere passivamente legittimato, svolgendo altre difese nel
2. Il pretore ha accolto la domanda ed
ha condannato il Comune al risarcimento dei danni, determinati in oltre lire
24 milioni.
3. La decisione è stata impugnata dal
Comune, il quale, per quanto interessa,
si è doluto dei seguenti errori della sentenza di primo grado: a) non avere ritenuto che la legittimazione passiva apparteneva alla Regione Puglia, alla
quale è devoluta la prevenzione del
randagismo, o allo Stato, b) non avere
considerato la mancanza di un obbligo
giuridico del Comune nel senso ipotizzato dagli attori.
4. La Corte di appello di Lecce, con
sentenza del 25 giugno 2001, ha riformato quella di primo grado, rigettando
la domanda degli attori.
del randagismo è in continua
crescita e, paradossalmente, si
connota come una delle tante essenze della modernità. Sicché
onde evitare eventi dannosi - talvolta con conseguenze veramente gravi - sarebbe auspicabile un
intervento del legislatore al fine
di individuare limpidamente, su
tutto il territorio nazionale, il soggetto giuridico in capo al quale
ritenere preesistente e sussistente l’obbligo legale di impedire l’evento dannoso, ed allo scopo di
individuare e porre in essere
coerente attività di prevenzione,
Queste le ragioni della decisione.
Nella fattispecie non si applicava la legge n.142 del 1990, perché essa conferisce al sindaco un potere di vigilanza
limitato alla sicurezza ed all’ordine pubblico e non alla tutela igienico sanitario
degli animali. Questa, secondo la legge
3 aprile 1985 n.12 della Regione Puglia,
è esercitata dal sindaco attraverso i
servizi delle unità sanitarie locali, che
debbono provvedere anche al recupero dei cani randagi. Pertanto, gli eventi
dannosi prodotti dai cani randagi possono essere addebitati ai comuni. L’istruttoria compiuta, nondimeno, non
aveva fatto emergere né che al Comune fosse stata tempestivamente segnalata la presenza di cani randagi nei
pressi dell’abitazione della minore, né
che questa caduta perché aggredita
5. Maurizio C. ed Elisabbetta S. hanno
proposto ricorso per cassazione.
Resiste con controricorso il Comune di
Arnesano, che ha proposto anche ricorso incidentale.
1. Il ricorso principale e quello incidentale hanno dato luogo a procedimenti
diversi, che debbono essere riuniti, perché riguardano impugnazioni proposte
separatamente contro la stessa sentenza (art. 335 cod. proc. civ.).
2. Nell’ordine logico deve essere esaminato per primo il ricorso incidentale
del Comune di Arnesano che pone la
questione preliminarmente di merito, rilevabile d’ufficio, della legittimazione
passiva del Comune: Cass. 6 agosto
2004, n. 15161.
2.1. La Corte di appello di Lecce, in punto di legittimazione passiva, ha rigettato
l’eccezione di carenza della legittimazione, svolgendo queste considerazioni.
L’art. 6 della legge della Regione Puglia
3 aprile 1985 n. 12 dispone che il recupero dei cani randagi spetta ai servizi
sanitari delle unità sanitarie locali, le
quali sono organi che esercitano funzioni proprie dei Comuni. Pertanto a carico del Comune di Arnesano esisteva
un vero e proprio obbligo giuridico di
vigilare sul fenomeno del randagismo e
di intervenire tramite le unità sanitarie
Con i motivi del ricorso incidentale il
Comune sostiene in contrario: a) che le
unità sanitarie locali e le aziende sanitarie locali non sono organi dei Comuni,
ma sono soggetti giuridici dotati di autonomia personalità giuridica e di autonomia patrimoniale; b) che l’art. 6 della
legge della Regione Puglia n.12 del
1985 dispone che spetta ai servizi veterinari delle usl il recupero dei cani
caratterizzata da maggiore efficacia”.
Ricorda infine Carparelli che è
stato affermato “che secondo il
principio di responsabilità penale
personale, la condizione di “garante” rispetto a un bene da tutelare (nel caso concreto, la tutela
dell’incolumità della collettività,
sotto il profilo di evitare pericoli alla stessa dall’aggressione di cani
randagi) presuppone in capo al
soggetto il potere giuridico di impedire la lesione del bene, ovverosia quell’evento (reato) evocato
dal capoverso dell’art. 40 c.p.
2.2. In questo giudizio non può essere
contestato che la vigilanza sui cani randagi spettava alle unità sanitarie locali
e, per esse, alla aziende sanitarie locali succedute per legge alle prime. Lo dispone l’art. 6 della legge della Regione
Puglia n.12 del 1985, secondo la quale
spetta ai servizi veterinari delle USL il
recupero dei cani randagi.
Il problema da risolvere, piuttosto, è
quello della posizione delle unità sanitarie locali o delle aziende sanitarie locali verso i Comuni.
2.3. Dopo la soppressione delle USL,
operata dal d.lgs n.502 del 1992, istitutivo delle AUSL, i soggetti obbligati ad
assumere a proprio carico i debiti degli
organismi soppressi mediante apposite
gestioni a stralcio (di pertinenza delle
Regioni anche dopo la trasformazione
in gestioni liquidatorie affidate ai direttori generali delle nuove aziende) sono le
stesse Regioni: articoli 6, primo comma, della legge n. 724 del 1994 e 2,
quattordicesimo comma, della legge n.
549 del 1985.
Prima di queste trasformazioni, le unità
sanitarie locali erano costituite come organi d’ufficio del comune ed erano munite di autonoma soggettività nella gestione del servizio presidi ed istituti sanitari.
2.4 Da questa premessa si ricava che,
con riferimento all’oggetto di questo
giudizio, la locale azienda sanitaria,
succeduta alla usl, doveva essere considerata soggetto giuridico autonomo
rispetto al Comune di Arnesano, sul
quale, quindi, non poteva ricadere il
giudizio di imputazione dei danni subiti
della minore Anna C.
3. Le conclusioni raggiunte non consentono l’esame del ricorso principale
proposto da Maurizio C. ed Elisabetta
S., i quali, con i tre motivi del ricorso,
hanno addebitato alla sentenza impugnata i seguenti errori: a) omessa valutazione dei risultati dell’istruttoria compiuta sulla causale del danno; b) omessa e contraddittoria motivazione sul
punto del mancato riconoscimento di
un danno superiore a quello liquidato
nella sentenza di primo grado.
4. Le spese di questo giudizio possono essere interamente compensate, ricorrendo giustificati motivi.
La Corte riunisce i ricorsi, accoglie il ricorso incidentale e dichiara assorbito
l’esame del ricorso principale. Spese
Così deciso in Roma, nella camera di
consiglio della terza sezione civile della
Corte di cassazione, il giorno 14 ottobre
Depositato in cancelleria il 7 dicembre
Quando questa norma precisa
che “non impedire un evento, che
si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo” fonda la
responsabilità penale dell’omittente non solo sull’obbligo, ma anche sul connesso potere giuridico
di questi di impedire l’evento. Responsabilizzare un soggetto per
non aver impedito un evento, anche quando egli non aveva alcun
potere giuridico (oltre che materiale) per impedirlo, significherebbe vulnerare palesemente il principio di cui all’art. 27 Cost.”.
Rifiuti sanitari, nessun obbligo in più per i veterinari
a Legge Comunitaria 2005
(LEGGE 25 gennaio 2006,
n.29 - Disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle
Comunità europee. Legge comunitaria 2005) è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
All’articolo 11 vengono definiti gli
adempimenti in materia di rifiuti
pericolosi: 1. I produttori di rifiuti
pericolosi che non sono inquadrati
in un’organizzazione di ente o di
impresa adempiono all’obbligo
della tenuta del registro di carico e
scarico di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.
22, e successive modificazioni, attraverso la conservazione, in ordine cronologico, delle copie del for-
mulario proprie del detentore, di
cui all’articolo 15 del citato decreto
legislativo n. 22 del 1997. 2. I soggetti di cui al comma 1 non sono
tenuti alla comunicazione annuale
al Catasto, di cui all’articolo 11,
comma 3, del citato decreto legislativo n. 22 del 1997, e successive modificazioni. 3. Le disposizioni
di cui al presente articolo non si
applicano ai rifiuti urbani.
La Legge consente di adempiere
all’obbligo previsto dalla normativa
europea sui rifiuti pericolosi, tenendo conto che dai formulari di
identificazione sono desumibili
tutti i dati richiesti, e sana il contenzioso fra il Ministero dell’Ambiente e la Corte di Giustizia Europea, a causa del quale si era mes-
so in dubbio che gli adempimenti
messi in atto dai liberi professionisti fossero sufficienti.
Il commento di Giorgio Neri
La Comunitaria 2005 - spiega
Giorgio Neri, consulente ANMVI
per la normativa sui rifiuti sanitari adempie alle indicazioni della normativa europea disponendo che
tutti i produttori di rifiuti speciali
pericolosi tengano un registro di
carico e scarico. Tale registro, nel
caso di produttori che non si configurano né come enti né come imprese, è surrogato dalla conservazione dei formulari di identificazione dei rifiuti in ordine cronologico
per il periodo di cinque anni” I veterinari libero professionisti possono quindi tranquillizzarsi circa gli
adempimenti dovuti: “la metodica
fino ad ora attuata è e continuerà
ad essere a norma di legge”. E
per quanto riguarda il MUD, chiarisce Neri “è confermato che solo
gli enti e le imprese debbano presentarlo”.
Origine del contenzioso
La Corte di Giustizia UE si era pronunciata su richiesta del tribunale
civile di Genova. Il caso, promosso
dalla Eco Eridania contro il Ministero dell’Ambiente e la Presidenza
del Consiglio dei Ministri prendeva
avvio da dubbi interpretativi sull’articolo 4 della direttiva 91/689/Cee
e terminava con la seguente posizione della Corte: l’obbligo di tenere un registro dei rifiuti pericolosi riguarda anche gli studi medici, nonostante non svolgano la loro attività sotto forma di impresa o ente e
in base a tale articolo i produttori di
rifiuti pericolosi sono soggetti alla
tenuta di un apposito registro.
Nell’applicare la Direttiva il nostro
Ministero dell’Ambiente non impone la tenuta del registro ai singoli
professionisti che svolgono una
professione medica non inquadrata in un’organizzazione d’impresa.
Da qui il contenzioso.
La soluzione del MinAmbiente
Fin dall’emanazione dell’ordinanza
della Corte, il nostro Ministero dell’Ambiente e di conseguenza
l’ANMVI davano indicazione ai medici e veterinari privati che “l’ordinanza non fa decadere la normativa italiana”. A maggior ragione con
l’emanazione della Comunitaria
2005. Pertanto, i liberi professionisti non inquadrati in un’organizzazione d’impresa, ad oggi, sono tenuti solo all’obbligo della compilazione del formulario di identificazione dei rifiuti, nonché della conservazione per cinque anni di copia dello stesso, previsto all’articolo 15 del citato decreto n.22 del
1997, a riprova sia del corretto affidamento dei rifiuti in questione a
ditta autorizzata al trasporto, sia
dell’avvio degli stessi alla destinazione finale di smaltimento. Non è
invece prevista né la tenuta del registro, di cui all’articolo 12, né la
sopraccitata dichiarazione annuale (MUD ).
l modello per la Comunicazione annuale dati IVA, approvato con provvedimento
del Direttore dell’Agenzia delle
Entrate in data 22 novembre
2004, non ha subito rilevanti modifiche rispetto a quello relativo alla Comunicazione Dati per l’anno
La comunicazione annuale deve
riportare le risultanze sintetiche
complessive delle liquidazioni IVA
periodiche relative all’esercizio
d) i piccoli esercenti attività di
giochi ed intrattenimento;
e) le imprese individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda;
f) le associazioni che hanno optato per l’esonero dagli adempimenti IVA;
g) le amministrazioni dello Stato,
le Regioni, le Province, i Comuni, ecc.;
h) i soggetti sottoposti a procedure concorsuali (fallimento, concordato, ecc.).
Il modello è composto da due facciate:
• la prima è il classico frontespizio simile a quello della dichiarazione annuale e contiene
l’informativa relativa al trattamento dei dati personali;
• la seconda, divisa in 3 sezioni,
riporta i campi relativi ai dati
generali del contribuente (Sezione I), i dati relativi alle operazioni effettuate nell’anno (Sezione II), i dati relativi alla determinazione dell’IVA dovuta o
a credito (Sezione III), oltre al
campo per la sottoscrizione ed
ai campi per l’impegno alla trasmissione telematica.
entro il mese di febbraio di ciascun anno e qualora l’ultimo giorno del mese di febbraio cada di
sabato, la scadenza viene prorogata al primo giorno feriale successivo.
La comunicazione dei dati IVA per
l’anno 2005 andrà quindi presentata entro martedì 28 febbraio
Il modello di comunicazione dati
IVA si considera presentato nel
giorno in cui viene trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate.
Il modello richiede solamente, come sarà in dettaglio esposto in
seguito, l’indicazione complessiva delle operazioni attive e passive effettuate nell’anno, del totale
dell’IVA esigibile (IVA sulle operazioni attive) e dell’IVA detratta (IVA
sulle operazioni passive) e per
differenza dell’IVA dovuta o a credito.
Soggetti obbligati alla
In linea generale sono obbligati
alla presentazione della comunicazione annuale dei dati IVA i titolari di partita IVA che devono presentare la dichiarazione annuale
IVA, anche se non hanno effettuato nel periodo d’imposta operazioni imponibili ovvero non siano
tenuti ad effettuare le liquidazioni
Il comma 2 dell’articolo 8 bis del
D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, prevede alcuni esoneri dall’obbligo
In particolare, risultano esonerati:
a) le persone fisiche che hanno
realizzato nell’anno 2005 un
volume d’affari uguale od inferiore ad Euro 25.822,84. Ai fini
della determinazione del volume d’affari realizzato nell’anno,
il contribuente deve fare riferimento al volume d’affari complessivo relativo a tutte le attività esercitate ancorché gestite
con contabilità separata;
b) i soggetti che hanno registrato
nell’anno (2005) solamente
operazioni esenti, salvo che
non abbiano effettuato operazioni intracomunitarie;
c) i produttori agricoli in particolari casi;
Il modello deve essere presentato in via telematica, è quindi
esclusa ogni altra modalità di presentazione.
La trasmissione telematica può
essere effettuata:
• direttamente dal contribuente
• tramite intermediari abilitati.
Per quanto riguarda la trasmissione telematica effettuata direttamente dal contribuente si ricorda che la presentazione deve
a) tramite il servizio telematico
Entratel qualora sussista l’obbligo di presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta
(modello 770) per un numero
di soggetti superiore a venti;
b) tramite il servizio telematico Internet qualora sussista l’obbligo di presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta
di soggetti non superiore a
venti oppure non sussista l’obbligo di presentare tale dichiarazione.
Nel caso in cui si scelga la presentazione tramite intermediario
abilitato si ricorda che l’intermediario deve:
• rilasciare al contribuente l’impegno a presentare in via telematica la comunicazione che
gli è stata consegnata per la
trasmissione o è stata direttamente da lui predisposta;
• rilasciare al contribuente, entro
30 giorni dal termine previsto
per la presentazione (e quindi
entro il 30 marzo 2006 per la
comunicazione relativa all’anno 2005), l’originale del modello di comunicazione dati IVA
unitamente alla ricevuta rilasciata dall’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento;
• conservare copia delle comu-
nicazioni trasmesse.
Ai sensi dell’articolo 11 del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997
n. 471 l’omissione, l’incompletezza o l’inesattezza della Comunicazione annuale dati IVA è punita
con una sanzione amministrativa
da Euro 258,00 ad Euro 2.065,00
Secondo le istruzioni ministeriali
non sono applicabili le disposizioni in materia di ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del Decreto legislativo 472/97.
Le stesse istruzioni chiariscono
però che gli eventuali errori commessi in sede di redazione della
comunicazione dati possono essere corretti in sede di dichiarazione annuale.
Modalità di compilazione del
modello di comunicazione dati
In questa sezione occorre indicare oltre all’anno d’imposta a cui si
riferisce la comunicazione, gli altri
dati relativi al contribuente: partita
Iva, codice attività, ecc.
La casella “contabilità separata”
deve essere barrata se il contribuente ha esercitato nell’anno
d’imposta 2005 più attività per le
quali ha tenuto contabilità separate ai sensi dell’articolo 36 del
D.P.R. 633/72.
La casella “eventi eccezionali”
deve essere barrata qualora il termine di presentazione della comunicazione cada durante il periodo di sospensione dagli adempimenti previsto in dipendenza
del verificarsi di un evento eccezionale.
Nell’ipotesi in cui il dichiarante,
ossia colui che sottoscrive la comunicazione, sia diverso dal contribuente cui si riferisce la comunicazione (ad esempio nel caso di
associazioni professionali) occorrerà indicare nell’apposita casella
il codice fiscale del “dichiarante”
ed indicare il codice carica che
verrà desunto dalla tabella riportata nelle istruzioni ministeriali.
La casella “codice fiscale società
dichiarante” non interessa i professionisti in quanto in tale casella deve essere esclusivamente in-
dicato il codice fiscale della società dichiarante solo nell’ipotesi
in cui il dichiarante sia una società che presenta la comunicazione per conto di un altro contribuente.
Sezione II - Dati relativi alle operazioni effettuate
Gli importi da indicare in questa
sezione devono essere espressi
in unità di Euro con arrotondamento per eccesso se la frazione
decimale è uguale o superiore a
50 centesimi di Euro o per difetto
se inferiore a detto limite.
Rigo CD 1 - campo 1
In tale campo deve essere indicato l’ammontare complessivo al
netto dell’Iva, delle operazioni attive effettuate nel periodo di riferimento (sia operazioni imponibili
che non imponibili od esenti od
ad aliquota zero) annotate nel registro delle fatture emesse (o in
quello dei corrispettivi).
Rigo CD 1 - campo 2
In tale rigo va indicato l’ammontare complessivo delle operazioni
non imponibili (esportazioni) già
comprese nel campo 1.
Rigo CD 1 - campo 3
In tale rigo andrà indicato l’ammontare complessivo delle operazioni esenti di cui all’articolo 10
del DPR 633/72, già comprese nel
Rigo CD 1 - campo 4
In tale rigo andrà annotato l’ammontare complessivo delle cessioni intracomunitarie di beni, già
Rigo CD 2 - campo 1
netto dell’Iva, degli acquisti ed importazioni di beni e servizi effettuati nel periodo di riferimento (sia
operazioni imponibili che non imponibili od esenti od ad aliquota
zero) annotate nel registro degli
Rigo CD 2 - campo 2
In tale rigo va indicato l’ammontare complessivo degli acquisti non
imponibili (importazioni) già com-
Esempio: Proponiamo qui di seguito un esempio di compilazione delle sezioni II e III:
• Fatture emesse per un imponibile di Euro 40.000,00 più Iva al 20%
di Euro 8.000,00
• Fatture d’acquisto per un imponibile di Euro 12.000,00 più Iva al 20%
di Euro 2.400,00
• Fatture d’acquisto per un imponibile di Euro 4.000,00 più Iva al 10%
di Euro 400,00
• Acquisti esenti per Euro 800,00
• Acquisti intracomunitari per Euro 1.000,00 gravati di Iva al 20% pari
ad Euro 200,00
Compilazione della sezione
• rigo CD1, campo 1
• rigo CD2, campo 1
• rigo CD2, campo 3
• rigo CD2, campo 4
17.800 (12.000 + 4.000 + 800 + 1.000)
Compilazione della sezione III:
• rigo CD4
8.200 (8.000+200)
• rigo CD5
3.000 (2.400 + 400 + 200)
• rigo CD6
presi nel campo 1.
Rigo CD 2 - campo 3
In tale rigo andrà indicato l’ammontare complessivo degli acquisti esenti di cui all’articolo 10 del
DPR 633/72, già compresi nel
Rigo CD 2 - campo 4
In tale rigo andrà annotato l’ammontare complessivo degli acquisti intracomunitari di beni, già
compresi nel campo 1.
Rigo CD 3
Tale rigo non interessa i professionisti in quanto riguarda esclusivamente le importazioni di oro e rottami.
Sezione III - Determinazione dell’Iva dovuta o a credito
Rigo CD 4
In tale rigo andrà indicato l’ammontare complessivo dell’Iva esigibile relativa alle operazioni attive effettuate nel periodo di riferimento, annotate nel registro delle
fatture emesse o dei corrispettivi.
Andrà compresa in tale campo
anche l’imposta relativa agli acquisti intracomunitari nonché l’imposta relativa agli acquisti da
soggetti non residenti (con emissione di autofattura ex art. 17, c.
3, DPR 633/72).
Rigo CD 5
In tale rigo andrà indicato l’ammontare complessivo dell’Iva detraibile relativa agli acquisti registrati nel periodo d’imposta, per i
quali viene esercitato il diritto alla
Rigo CD 6 - campo 1
Tale rigo indicherà l’ammontare
dell’Iva a debito risultante dalla
differenza tra l’importo indicato al
rigo CD 4 e quello indicato al rigo
Rigo CD 6 - campo 2
dell’Iva a credito risultante dalla
rigo CD 5 e quello indicato al rigo
La comunicazione deve essere
sottoscritta dal contribuente.
Tale riquadro andrà compilato
dall’intermediario abilitato incaricato di trasmettere la comunicazione.
dei dati Iva potrà essere reperito
sul sito internet del Ministero delle
Finanze o su quello dell’Agenzia
delle Entrate ai seguenti due indirizzi:
A Torino, veterinari in aiuto dei cani aggressivi
a Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Torino (Dipartimento di Patologia animale) ha offerto la sua
collaborazione gratuita regolata da
una specifica convenzione con la
città di Torino per il recupero dei
cani diventati mordaci a causa di
esperienze negative e traumi. Nei
Canili municipali della città sono
numerosi i cani che hanno sviluppato un carattere altamente aggressivo e pericoloso per l’uomo e
per gli altri animali. Oggi quasi il 40
percento dei circa 350 cani presenti nelle due strutture presentano
problemi comportamentali a livelli
diversi di gravità. Ciò determina
gravi problemi di gestione dei cani
(pulizia box, alimentazione, cure
etc.) e l’impossibilità di affrontare
un percorso di adozione. Alcuni di
questi cani possono essere recuperati attraverso un percorso di rieducazione, preceduto da una valutazione clinico-comportamentale
compiuta da veterinari specializzati. Presso la facoltà è stato costituito un Consultorio di medicina legale veterinaria ed etologia clinica applicata. Da pochi mesi inoltre, la
Facoltà, in collaborazione con SCIVAC SISCA, ha istituto un Master
universitario di 2° livello in Clinica
delle Malattie Comportamentali del
Cane e del Gatto, che prevede, oltre alle attività didattiche di tipo
frontale e i tirocini, anche lezioni
pratiche. La Convenzione prevede
che l’Università, anche tramite il
Consultorio e nell’ambito delle attività pratiche del Master, effettui visite comportamentali e valutazioni
etologiche di alcuni dei cani mordaci ospiti dei canili; per ogni cane
visitato l’Università provvederà a
redigere una relazione peritale nella quale verrà tra l’altro segnalato
se risulta comprovata la sua pericolosità. Se il cane risulterà rieducabile, verrà indicato l’idoneo percorso terapeutico. L’Università si
SCUOLA DI FORMAZIONE VETERINARIA POST-UNIVERSITARIA
Si informano i colleghi del settore animali da compagnia
che sono ancora disponibili posti per i seguenti Corsi:
APPROCCIO DIAGNOSTICO AI PROBLEMI DERMATOLOGICI
1° Parte Itinerario didattico di Dermatologia
8/10 Marzo 2006 - Palazzo Trecchi - Cremona
DIRETTORE: Fabia Scarampella, Med Vet, Dipl ECVD, Milano
Con Carta di Credito ANMVI-VISA in 12 rate mensili a tasso zero: € 54,17 + IVA 20% al mese
ECM: 22 CREDITI
impegna inoltre a fornire, agli addetti alla gestione dei cani, le conoscenze di base necessarie per un
corretto approccio con i cani mordaci o morsicatori, così come per
gli eventuali destinatari di affidamenti mirati. Dal 2002 la Città di Torino, su proposta dell’assessore
Dario Ortolano, ha inoltre stipulato
una convenzione con alcune associazioni allo scopo di accompagnare l’affidamento presso le famiglie degli ex ospiti dei Canili e verificare il loro corretto inserimento,
anche per evitare possibili casi di
maltrattamento. In questi tre anni il
numero di affidamenti è assai cresciuto ed è necessario che i controlli avvengano in modo tempestivo. La convenzione è stata rinnovata con l’associazione Onlus Lida
(Lega italiana diritti animali) e l’associazione Onlus Enpa (Ente nazionale protezione animali). (fonte:
Comune di Torino)
scaduto il 31 dicembre
È 2005 il termine della sanaFISICA, APPARECCHIATURE E FARMACOLOGIA PER L’ANESTESISTA
1° Parte Itinerario didattico di Anestesia
23/25 Marzo 2006 - Palazzo Trecchi - Cremona
DIRETTORE: Emilio Feltri, Med Vet, Castelnuovo Scrivia (AL)
Soci SCIVAC: € 570,00 + IVA 20%
Con Carta di Credito ANMVI-VISA in 12 rate mensili a tasso zero: € 47,50 + IVA 20% al mese
Non soci: € 720,00 + IVA 20%
1° Parte Itinerario didattico di Cardiologia
6/8 Aprile 2006 - Palazzo Trecchi - Cremona
DIRETTORE: Francesco Migliorini, Med Vet, Roma
Soci SCIVAC: € 550,00 + IVA 20%
Con Carta di Credito ANMVI-VISA in 12 rate mensili a tasso zero: € 45,83 + IVA 20% al mese
Limite di Iscrizione: 28/02/2006
PROGRAMMI COMPLETI E SCHEDE DI ISCRIZIONE DISPONIBILI SUL SITO
www.scivac.it (Itinerari didattici)
La scheda di iscrizione deve essere spedita a
Segreteria della Scuola - Itinerari di medicina per animali da compagnia: FAX 0372 457091 - Via Trecchi 20, 26100, Cremona
Il modulo di iscrizione (disponibile e scaricabile dal sito), debitamente compilato in ogni sua parte e firmato, deve essere spedito
unitamente al pagamento relativo alla caparra confirmatoria di € 200,00.
La quota di iscrizione può essere versata
• Al momento della registrazione (primo giorno del programma) nel caso di versamento con assegno o contanti o carta di credito
• In 12 rate mensili A TASSO ZERO per i possessori di Carta di Credito ANMVI-VISA
La Carta di Credito ANMVI può essere richiesta contestualmente
al finanziamento. Per informazioni e per richiedere la Carta ANMVI telefonare
al numero verde 800 000 444 o contattare la Segreteria ANMVI 0372/403536.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI RIVOLGERSI A: SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Paola Gambarotti - Tel. 0372403508 - Fax 0372457091 - E-mail info@scivac.it
toria concessa a tutti i proprietari
o detentori di cani, per mettersi in
regola con la legge regionale
che impone l’identificazione tramite microchip di tutti i cani adulti di proprietà ancora privi di
identificativo. Il mancato rispetto
della normativa può far incorrere
in una multa da 38 a 232 euro.
Giuliana Moda, responsabile del
settore sanità animale della Regione, ha spiegato che “il provvedimento sulla registrazione elettronica degli animali di affezione
e sull’istituzione della banca dati
informatizzata ha ottenuto un riscontro favorevole: dal 5 novembre 2004 al 31 dicembre
2005 sono stati identificati elettronicamente 135.450 cani, di cui
106.223 (78%) in regime di sanatoria (cani adulti) e 29.227
(22%) in regime di regolarità, ovvero cuccioli”. Far identificare il
proprio animale entro il 60° giorno
di vita e comunque prima di cederlo a un nuovo proprietario è il
primo passo verso una detenzione responsabile. Non meno responsabilità deve mostrare colui
che intende acquisire un cane e
che è tenuto, ai termini di legge, a verificare che il cane sia
stato precedentemente registrato, prima di entrarne definitivamente in possesso. “Soltanto un
atteggiamento consapevole e rispettoso delle nuove disposizioni da parte dei cittadini - conclude Moda - può condurre a
buoni risultati nella lotta al randagismo, facendo dell’anagrafe
canina un punto di forza del sistema. I proprietari di cucciolate
sono quindi invitati a rivolgersi al
più presto ai Servizi veterinari
delle ASL o ai veterinari liberi professionisti per identificare i loro
Lombardia, chiesti interventi straordinari al Governo
on un accordo siglato
nella sede della Giunta
regionale a Milano, la
Regione Lombardia insieme alle
Organizzazioni professionali e
sindacali agricole e alle Associazioni imprenditoriali ha chiesto
una serie di interventi straordinari
a tutela delle imprese della filiera
avicola e dei loro addetti. Nel documento comune - si legge al sito
della Regione - si chiede, in particolare al Ministero del Welfare, di
valutare con attenzione la crisi del
settore determinata dal crollo del
mercato dei prodotti avicoli. “Una
crisi - ricorda Viviana Beccalossi,
vicepresidente della Regione e
assessore all’Agricoltura - che
non è stata determinata da fattori
controllabili dal settore avicolo e
non è imputabile a soggetti appartenenti a tale filiera In Lombardia sono interessati al problema
circa 5.000 lavoratori delle aziende appartenenti all’intera filiera
agro-alimentare avicola e, allo
stato attuale, è già stata rilevata
per questi lavoratori una riduzione
delle giornate di lavoro e un minore impiego di dipendenti a tempo
Riunita la Consulta
n seguito all’approvazione
della legge sugli ordini professionali, lo scorso 9 febbraio si
è riunita a Catanzaro la Consulta
regionale delle professioni sanitarie. L’organismo, che riunisce
le professioni infermieristiche,
ostetriche, tecniche sanitarie,
della riabilitazione e della prevenzione, ha avanzato richiesta
di convocazione da parte dell’assessore regionale Doris Lo
Moro per discutere di alcune tematiche di stringente importanza. All’incontro ha partecipato il
direttore generale dell’Assessorato alla Salute, Raffaele Faillace
che - è detto in un comunicato
della Consulta - si è soffermato
sulle questioni che riguardano il
settore riconoscendo all’organismo un ruolo attivo nella riorganizzazione del servizio sanitario
regionale. “È da rilevare però
con grande rammarico - è scritto
nel comunicato - che fino ad oggi non c’è stata molta attenzione
verso le professioni sanitarie’’.
L’organismo, si legge nel comunicato, ha manifestato la propria
disponibilità a collaborare per
quanto concerne, tra l’altro, l’applicazione della legge regionale
sulla disciplina delle professioni
sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della
prevenzione e della professione
ostetrica e discutere eventuali
emendamenti al Piano sanitario
regionale relativi alla costituzione
Educazione continua in medicina. (ANSA).
determinato”. “Nel documento
sottoscritto da tutte le parti interessate - aggiunge Alberto Guglielmo, assessore al Lavoro, Formazione e Istruzione - si è pertanto ritenuto necessario richiedere
al Governo l’attuazione di strumenti straordinari in deroga alla
vigente normativa ai fini della concessione del trattamento di inte-
grazione salariale, quale ammortizzatore sociale di supporto temporaneo al superamento della crisi produttiva e occupazionale
connessa alle difficoltà di collocazione sul mercato del prodotto
avicolo”.
“La Regione - conclude Alessandro Cè, assessore alla Sanità - ad
ogni livello istituzionale è al lavoro
per tutelare l’intera filiera avicola.
Oltre a interventi di natura sanitaria e prettamente agricoli, con
questo accordo dimostriamo una
grande attenzione verso le problematiche di natura occupazionale”. I firmatari dell’Accordo si
attiveranno per il superamento
dell’attuale fase di crisi del settore
avicolo confermando le iniziative
volte a rassicurare il consumatore
con un’informazione chiara e corretta, anche con il coinvolgimento
delle Associazioni dei consumatori, e avviando un confronto continuo per il monitoraggio dell’evolversi della situazione di crisi e la
rapida individuazione di ulteriori
necessità di intervento a sostegno
Nuove dotazioni organiche dell’Istituto Superiore di Sanità
Modificato l’allegato A del decreto del 24 gennaio 2003
on decreto del 30 dicembre 2005, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità - Enrico Garaci, ha
modificato l’allegato A del Regolamento del 24 gennaio 2003 recante norme per l’organizzazione strutturale e la disciplina del
rapporto di lavoro dei dipenden-
ti dell’Istituto Superiore di Sanità.
L’allegato A riportante le dotazioni organiche dell’ISS è stato sottoposto anche alla valutazione
da parte del ministero della Salute e del Ministero della funzione
pubblica che non hanno espresso alcuna osservazione. Ecco di
seguito, le nuove dotazioni orga-
niche dell’Istituto Superiore di
Sanità determinate dal Presidente. Per ognuna è indicato profilo
professionale e dotazioni organiche: Dirigente di ricerca -133;
Primo ricercatore - 228; Ricercatore - 297; Dirigente tecnologo 10; Primo tecnologo - 17; Tecnologo - 25; Dirigente di prima fa-
scia - 2; Dirigente di seconda fascia - 15; Funzionario di amministrazione (IV-V livello) - 81; Collaboratore tecnico enti ricerca (IV V VI livello) - 571; Collaboratore
di amministratore (V-VI VII livello)
- 170; Operatore tecnico (VI-VII
VIII livello) - 229; Ausiliario tecnico (VIII - IX livello) - 26; Consu-
lente professionale R.E. (III livello) - 3; Assistente tecnico R.E.
(VII livello) - 1. Il decreto è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana n. 30
del 6 febbraio.
L 29, 2 febbraio 2006
Decisione del Consiglio, del 23
gennaio 2006, che modifica la
decisione 90/424/CEE relativa a
talune spese nel settore veterinario.
L 3, 3 febbraio 2006
del 2 febbraio 2006, che modifica l’allegato C della direttiva
89/556/CEE del Consiglio con riguardo al modello di certificato
sanitario applicabile agli scambi
intracomunitari di embrioni di animali domestici della specie bovina [notificata con il numero
C(2006) 193] (1).
L 32, 4 febbraio 2006
Direttiva 2006/13/CE della Commissione, del 3 febbraio 2006,
che modifica gli allegati I e II della direttiva 2002/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
relativa alle sostanze indesiderabili nell’alimentazione degli animali per quanto riguarda le diossine e i PCB diossina-simili (1).
del 1° febbraio 2006, che modifica la decisione 2005/393/CE per
quanto riguarda le zone soggette
a restrizioni per la febbre catarrale degli ovini in Spagna e in Portogallo [notificata con il numero
C(2006) 180] (1).
L 34, 7 febbraio 2006
Regolamento (CE) n. 205/2006
della Commissione, del 6 febbraio 2006, che modifica gli allegati I e II del regolamento (CEE)
n. 2377/90 del Consiglio che definisce una procedura comunitaria per la determinazione dei limiti massimi di residui di medicinali veterinari negli alimenti di origine animale per quanto riguarda il
toltrazuril, l’etere monoetilico di
dietilenglicole e il monooleato di
poliossietilensorbitano (1).
L 36, 8 febbraio 2006
Hill’s*
del 31 gennaio 2006, relativa a
un contributo finanziario della
Comunità per l’attuazione di
un’indagine epidemiologica e di
misure di sorveglianza della febbre catarrale degli ovini nell’ambito delle misure di emergenza
prese per combattere questa
malattia in Portogallo nel 2004 e
nel 2005 [notificata con il numero
C(2006) 166].
del 1° febbraio 2006, che concede ad alcuni Stati membri la
deroga di cui all’articolo 3, paragrafo
92/102/CEE del Consiglio relativa all’identificazione e alla registrazione degli animali [notificata con il numero C(2006) 172]
Influenza canina: un salto di specie documentato
Come si è sviluppato il nuovo virus influenzale del cane
virus influenzali possono essere trasmessi da un ospite a
un altro attraverso due meccanismi fondamentali. Il primo
meccanismo è la trasmissione diretta di un virus essenzialmente
inalterato da una specie a un’altra,
come è successo recentemente
con il passaggio del sottotipo
H5N1 dell’influenza aviare all’uomo. La maggior parte delle trasmissioni di questo tipo non è seguita da una trasmissione orizzontale sostenuta del virus nel nuovo
Il secondo meccanismo è costituito dalla co-infezione dell’ospite da
parte di virus provenienti da specie diverse, seguita dal riassortimento del genoma virale e dallo
sviluppo di un nuovo virus. Esempi
di trasmissione di questo tipo si sono verificati nelle epidemie aviarie
e umane del 1957 e del 1968. Una
trasmissione interspecifica senza
precedenti è quella del virus com-
Mastite da
vaccinazione +
antibiotico locale
no studio clinico randomizzato controllato ha valutato l’efficacia dell’associazione tra vaccinazione e trattamento antibiotico intramammario
nell’eliminazione
delle infezioni mammarie croniche da Staphylococcus aureus
nelle vacche da latte in lattazione. Su 50 vacche con mastite
cronica da S. aureus, 20 erano
sottoposte a trattamento con 3
dosi di batterina di S. aureus
polivalente il giorno 1, 15 e 21
dello studio e somministrazione
intramammaria di pirlimicina in
tutti i quattro quarti una volta al
giorno per 5 volte (giorno 16 e
20). I soggetti di controllo
(n=23) non ricevevano alcun
trattamento. Per determinare
l’efficacia del trattamento, si effettuava un follow-up prelevando campioni per la coltura batteriologica per almeno tre mesi
dopo la terapia. Il numero di infezioni da S. aureus eliminate
era significativamente maggiore nelle vacche trattate (8/20
[40%]) che in quelle non trattate
(2/23 [9%]). Anche la proporzione di quarti infetti negativi durante il periodo di follow-up era
significativamente maggiore
nelle vacche trattate (13/28
[46%]) che in quelle di controllo
(2/41 [5%]). I risultati indicano
che l’associazione tra vaccinazione e terapia antibiotica può
essere efficace nell’eliminare alcuni casi di infezione intramammaria cronica da S. aureus nella bovina da latte. Occorre però
considerare con attenzione i
trattamenti prolungati perché
molte vacche possono comunque rimanere infette nonostante
il trattamento e la vaccinazione.
pleto dell’influenza equina al cane,
seguito dallo sviluppo di un nuovo
virus influenzale specifico per il cane responsabile di malattia respiratoria acuta. Le epidemie di influenza canina sostenute da questo virus sono state descritte negli
USA a partire dal 2001, dapprima
nei Levrieri da corsa, in seguito anche nella popolazione canina do-
mestica. Le analisi molecolari e
genetiche dei virus isolati nel cane
hanno rivelato la stretta parentela
con il virus H3N8 dell’influenza
equina. Ulteriori analisi hanno indicato che i genomi dei virus influenzali canini appartenevano a un unico gruppo monofiletico, coerente
con la trasmissione interspecifica
del virus. Il virus ha subito quindi
delle mutazioni adattative. L’espansione geografica e la persistenza dell’infezione indicano
un’efficiente trasmissione del virus
tra i Levrieri. L’evidenza sierologica
della presenza del virus in cani domestici con malattia respiratoria ne
suggerisce inoltre il potenziale
zoonosico anche in questa popolazione. Si tratta di una delle rare
occasioni di documentazione accurata del salto di un virus da una
specie (cavallo) a un’altra (cane),
seguito dalla trasmissione diretta
ad altri membri della seconda specie. L’epidemia di influenza canina
è tuttavia caratterizzata da morbilità e mortalità non elevate, inferiori
a quelle del parvovirus canino delle origini.
Il cane, modello di studio delle malattie animali e umane
Il sequenziamento del genoma canino è di grande interesse per la medicina veterinaria e umana
on più di 400 razze in tutto il mondo e una sequenza genetica recentemente completata, il cane è emerso come organismo modello per la
dissezione genetica dei caratteri
morfologici e patologici. Oltre al significato medico per la specie canina, di grande interesse è il fatto
che molte malattie dei cani di raz-
za hanno anche rilevanza medica
per l’uomo. Uno studio pubblicato
sui Proceedings of the National
Academy of Science di gennaio e
condotto dal College of Veterinary
Medicine dell’Università del Texas,
ha individuato una mutazione nel
gene SILV del cane responsabile
del colore merle, il mantello caratterizzato da chiazze di pigmento
diluito presente in varie razze canine domestiche. Sorprendentemente, i cani con mantello merle manifestano disordini uditivi e oftalmici
simili a quelli osservati nella sindrome di Waardenburg dell’uomo,
caratterizzata da disordini uditivi e
della pigmentazione e responsabile del 2-5% di tutti i casi di sordità
umana congenita. L’ereditarietà di
questo carattere è autosomica a
dominanza incompleta. I cani eterozigoti od omozigoti per il locus
merle esibiscono un’ampia gamma di anomalie uditive e oftalmiche simili a quelle della sindrome
di Waardenburg. Mutazioni in almeno cinque geni sono state identificate come responsabili di questa sindrome, ma non è stata de-
terminata la base genetica di tutti i
casi. Nello Shetland Sheepdog
con fenotipo merle è stato individuato uno squilibrio di linkage per
un marker microsatellite. Il marker
è localizzato in una regione del genoma umano che contiene SILV,
gene importante per la pigmentazione dei mammiferi. Questo gene
è stato quindi candidato per il pattern merle. I dati dello studio mostrano che SILV è responsabile del
pattern merle ed è associato a
un’anomala funzionalità del sistema uditivo e visivo.
toracica e IAD
a diagnosi di malattia infiammatoria delle vie
respiratorie (IAD) si basa sull’esame citologico del lavaggio
broncoalveolare (BAL), sui test
di funzionalità polmonare e sulla broncoprovocazione con
istamina ((HBP), nessuno dei
quali in grado di fornire informazioni dirette circa le alterazioni
strutturali polmonari. Uno studio
ha ipotizzato che la radiologia
toracica potesse rivelare meglio
le alterazioni strutturali dei polmoni e fornire quindi una buona
valutazione clinica della IAD. È
stato sviluppato un sistema di
punteggio radiografico per valutare l’estensione delle alterazioni bronchiali e interstiziali nei
radiogrammi toracici delle regioni dorsocaudale, dorsocraniale e caudoventrale in 16 cavalli di controllo e 33 cavalli affetti da IAD. Sono stati confrontati i punteggi medi per verificare se i radiogrammi toracici potessero differenziare i due gruppi. Sono state esaminate le correlazioni tra il punteggio radiografico, la citologia BAL, i test di
funzionalità polmonare mediante tecnica oscillatoria forzata e
l’HBP. Il punteggio radiografico
non mostrava differenze tra i
due gruppi. Non vi erano correlazioni tra citologia BAL, test di
funzionalità polmonare, HBP e
punteggio radiografico. Gli autori concludono che la radiologia toracica è una metodica a
basso valore diagnostico nei
cavalli con anamnesi clinica
compatibile con IAD. In assenza di evidenze cliniche di malattie infettive più estese, la radiologia toracica non definisce né
migliora la diagnosi di IAD,
mentre ne aumenta i costi.
Agrolabo, Filarcheck: un nuovo test per la filaria nel cane
ziosa esperienza che ci ha permesso di sviluppare un prodotto
calibrato sulle specifiche esigenze del Medico Veterinario. L’affidabilità tecnologica del test e l’elevata specificità faranno sicuramente del Filarcheck il prodotto
diagnostico di riferimento di questa importante patologia cardiaca del cane” afferma il Dr. Graziano Lusuardi direttore della di-
visione diagnostici BIOPRONIX.
“La collaborazione tra i ricercatori
Agrolabo e il Dipartimento di Patologia Animale dell’Università di Torino ha consentito di mettere a
punto un test innovativo per la diagnosi di filariosi del cane, caratterizzato da elevate sensibilità e
specificità, basato su reagenti e
metodiche perfezionate grazie ad
accurate indagini di laboratorio.
L’impegno dei ricercatori nel controllo e nella messa a punto di ogni
singolo componente del test, nonché la particolare attenzione posta
nell’esclusione delle possibili reazioni crociate con antigeni correlati, hanno consentito di ottenere un
prodotto diagnostico all’avanguardia. Filarcheck rappresenta pertanto per il Medico Veterinario un
sussidio diagnostico moderno, al-
tamente affidabile, di rapida e
semplice esecuzione” a dirlo è il
Prof. Enrico Bollo docente dell’Università degli Studi di Torino.
Il nuovo test è disponibile sul mercato a partire da Gennaio 2006,
preliminarmente in Europa, in due
versatili confezioni da 48 e 96
marketing@agrolabo.it
Dr. Paolo Poletti - Direttore Generale - Agrolabo.
on un’esperienza pluriennale nel settore della
diagnostica veterinaria,
Agrolabo lancia sul mercato internazionale la seconda generazione del test ELISA per la determinazione della Filaria nel cane (Dirofilaria immitis), il FILARCHECK.
Colmando un’ampia lacuna del
mercato, BIOPRONIX, divisione
diagnostici del gruppo Agrolabo
S.p.A., ha sviluppato un innovativo test ELISA su metodo Sandwich, di rapido utilizzo. In soli 20 minuti il Medico Veterinario ha la
possibilità di analizzare da 1 a 94
campioni con una sensibilità del
98% ed una specificità del 100%.
Rapidità e soprattutto specificità,
sono alla base dell’innovativo test
diagnostico, frutto di due anni di
investimenti mirati. L’ampia validazione del test eseguita su più di
500 campioni provenienti da tutto
il mondo, è la più significativa garanzia di affidabilità della nuova
generazione di test.
“Filarcheck apre una nuova ed innovativa alternativa al controllo
diagnostico preventivo della filariosi nel cane. Il nuovo test sviluppato sulla base dell’attuale situazione epimediologica della patologia, è la più moderna risposta
alle nuove esigenze maturate alla
luce dei positivi effetti delle campagne di trattamento preventivo,
che hanno determinato importanti
e significativi adeguamenti dei sistemi di indagine sierologica.
Lanceremo il prodotto inizialmente in Europa, per arrivare a breve
ad essere presenti sui mercati internazionali maggiormente significativi”, afferma il direttore generale della Agrolabo S.p.A., Dr. Paolo
“Agrolabo attraverso la propria affermata divisione diagnostici BIOPRONIX, testimonia la continua
volontà di fronteggiare le attuali
complesse situazioni di mercato,
attraverso il continuo impegno
nella ricerca sia per il miglioramento che per lo sviluppo di nuovi prodotti”, sostiene il Dr. Germano Cagliero CEO del gruppo.
“Abbiamo la possibilità di offrire
una nuova ed innovativa carta
vincente al Medico Veterinario.
La seconda generazione del prodotto nasce dall’esperienza di
più di dieci anni di presenza nel
mercato della filariosi; una pre-
La SIVE ringrazia, tutti i congressisti, i relatori, i collaboratori, gli sponsor
e le aziende espositrici per il buon esito del XII Congresso Multisala SIVE.
INCONTRO GRUPPO DI STUDIO
INCONTRO SIARMUV IN COLLABORAZIONE
CON MEDICINA D’URGENZA
INCONTRO SINVET / SVIDI
IN COLLABORAZIONE CON SINUV E SIMIV
CON IZS PALERMO E AIVEMP
LA COMUNICAZIONE: STRUMENTO DI RELAZIONE NELLA PROFESSIONE VETERINARIA COME
VALORE AGGIUNTO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per
info: Elena Piccioni - Segr. Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it
DIAGNOSI E TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE SPINALI - Hotel Melià Roma Aurelia Antica, Roma - Via
degli Aldobrandeschi 223 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel.
CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA DELL’APPROCCIO ORIENTATO AL PROBLEMA (POA) - Hotel
Leonardo Da Vinci, Milano - Via Senigallia, 6 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola
LA RICERCA DOCUMENTARIA NELLE BANCHE DATI SPECIALIZZATE IN MEDICINA VETERINARIA:
CAB E PUBMED - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Crediti non previsti - Per
IL LINFOMA - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail:
PRIMO INTERVENTO NELLE PATOLOGIE SPINALI DEL CANE - Auditorium Comunale - Villair di Quart
(AO) - Fraz. Bas Villair ,19 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni
Trecchi, 20 - ECM: 19 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372
2° IT. NEUROLOGIA VETERINARIA: I PARTE - ESAME NEUROLOGICO E LOCALIZZAZIONE - Centro
Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 31 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria
MALATTIE TRASMESSE DA VETTORI NEL CANE E NEL GATTO - Hotel Excelsior, Bari - Via Giulio Petroni,
15 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372
LA COMUNICAZIONE E IL SETTING - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per
informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail:
ALIMENTAZIONE DEL CANE DURANTE L’ACCRESCIMENTO E PATOLOGIE CONNESSE - Palazzo
Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc.
EMERGENZE CARDIOCIRCOLATORIE, COME AFFRONTARLE? - Centro Studi - Palazzo Trecchi,
NEUROLOGIA VETERINARIA: III PARTE - GLI ESAMI COLLATERALI - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: 18 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372
INTRODUZIONE ALLA DIAGNOSTICA PER IMMAGINI AVANZATA: TAC E RMN - Palazzo Trecchi,
Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche
NEOPLASIE MESENCHIMALI. QUANDO L’ESAME CITOPATOLOGICO CI PUÒ ESSERE DI AIUTO? Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni
QUANTI DETTAGLI CI SFUGGONO IN UNA RADIOGRAFIA ADDOMINALE? - Hotel San Domenico Soverato (CZ) - Via della Galleria - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria
DERMATOLOGIA: I PARTE: APPROCCIO DIAGNOSTICO AI PROBLEMI DERMATOLOGICI - Centro Studi
SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 22 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria
52° CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC - Grand Hotel Barone Di Sassj, Sesto San Giovanni (MI) - Via
Padovani, 38 - ECM: 11 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372
CORSO BASE DI DIAGNOSTICA PER IMMAGINI DEL PIEDE, DEL NODELLO E DELLA GRASSELLA Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: 13 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria
LE PATOLOGIE DELL’ORECCHIO ESTERNO E MEDIO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM:
6 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 E-mail: socspec@scivac.it
PRESENTAZIONE DA PARTE DEI SOCI DI CASI CLINICI DI DERMATITI NODULARI NON
NEOPLASTICHE NEL CANE E NEL GATTO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto
L’IMPORTANZA DI UNA SCELTA ALIMENTARE IN PEDIATRIA IN CONSIDERAZIONE DELLE PRINCIPALI
PATOLOGIE DELL’ACCRESCIMENTO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto
DIAGNOSI E TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE DELLE GHIANDOLE SALIVARI, DELL’ARTICOLAZIONE TEMPOROMANDIBOLARE
E DELLE PIÙ COMUNI AFFEZIONI ODONTOSTOMATOLOGICHE - Hotel Miramare, Città Sant’Angelo (PE) - Via Tito De Caesars, 8 - ECM:
4 Crediti - Per info: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
LA GESTIONE DELLE PIÙ COMUNI CARDIOPATIE DI RISCONTRO AMBULATORIALE - Palace Hotel
Bari - Via Lombardi,13 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni
ANESTESIA: I PARTE - FISICA, APPARECCHIATURE E FARMACOLOGIA PER L’ANESTESISTA - Centro
Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola
TERAPEUTICI - Grand Hotel Vittoria, Montecatini Terme (PT) - Via Baccelli, 2 - ECM: Richiesto Accr. - Per
info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it
PRIMO SEMESTRE: “AGGIORNAMENTO IN MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI I” - Centro Studi,
Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria
SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it
ANESTESIA DEL PAZIENTE CRITICO IN EMERGENZA - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it
AGGIORNAMENTI PRATICI IN RIPRODUZIONE DEL CANE E DEL GATTO: DALLA CHIRURGIA D’URGENZA
ALLA CHIRURGIA PROSTATICA - Ordine dei Medici Veterinari di Trento - Via V. Zambra, 36 - ECM: Richiesto Accr.
- Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it
Chiuso in stampa il 13 febbraio 2006
una frattura diafisaria
una frattura spiroide
una frattura da avulsione
Corpi estranei ed ernia iatale
una frattura con frammento a farfalla
Seminario SCIVAC di
Che tipo di frattura si forma quando un
raggio osseo è sottoposto a una forza di
SCIVAC, Perugia,
Quale delle seguenti NON è una causa
importante di esofagite nel cane e nel gatto?
Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 6

References: articolo 117
 Art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 17