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Timestamp: 2020-05-26 13:56:18+00:00

Document:
Chimici - Lavorazione gas liquefatti, Industria: CCNL, 30 gennaio 1963
Data firma: 30 gennaio 1963
Validità: 01.01.1963 - 31.12.1965
Parti: Associazione nazionale dell’industria chimica - Confederazione generale dell’industria italiana e Silp-Filcep-Cgil, Spem-Cisl, Uilpem-Uil e Snalpem
Settori: Chimici, Lavorazione gas liquefatti, Industria
Art. 12. - Premio di produzione - Incentivi.
Art. 13. - Aspettative per cariche sindacali - Cariche pubbliche.
Art. 14. - Permessi per cariche sindacali.
Art. 15. - Regolamento interno.
Art. 16. - Patto di non concorrenza.
Art. 17. - Proprietà intellettuale.
Art. 18. - Tutela delle lavoratrici madri.
Art. 19. - Contestazioni sulla retribuzione.
Art. 20. - Cessione o trasformazione dell’azienda.
Art. 21. - Controversie individuali e plurime.
Art. 22. Parte disciplinare.
III - Ammonizione e sospensione.
Art. 23. - Abrogazione del precedente contratto. Condizioni di miglior favore.
Art. 24. - Terminologia usata nel presente Contratto.
Art. 5. Passaggio temporaneo di mansioni.
Art. 8. Orario di lavoro.
Art. 12. - Sospensione e interruzione di lavoro.
Art. 21. - Compenso speciale autisti incaricati delle riscossioni.
Allegato n. 1 - Tabelle dei minimi di paga per gli operai
Allegato n. 2 - Norme per la disciplina dell’apprendistato degli operai
Art. 2. - Durata dell’apprendistato.
Art. 3. - Retribuzione. Art. 4. - Insegnamento complementare.
Art. 7. - Trattamento in caso di malattia od infortunio.
Art. 8. - Prove di idoneità.
Art. 9. - Anzianità di servizio.
Art. 10. - Condizioni di miglior favore.
Art. 1. - Criteri di appartenenza - Criteri per l’assegnazione ai gradi.
Art. 22. - Preavviso di licenziamento o di dimissioni.
Art. 23. - Indennità di anzianità per licenziamento o dimissioni.
Allegato n. 1 - Tabelle dei minimi mensili
Art. 5. - Passaggio dalla categoria intermedia ad impiegalo.
Art. 20. - Preavviso di licenziamento e di dimissioni.
Art. 21. - Indennità di anzianità per licenziamento o dimissioni.
Allegato n. 1 - Tabelle dei minimi mensili di stipendio
Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti ad imprese industriali esercenti la lavorazione, l’imbidonamento e la vendita dei gas liquefatti butani, propani e loro miscele
Addì 30 gennaio 1963, in Milano, presso la sede dell’Associazione nazionale dell’industria chimica, tra l’Associazione nazionale dell’industria chimica, per il suo Gruppo aziendale gas di petrolio liquefatti [...] con la partecipazione di una Delegazione industriale [...] con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana [...] e il Sindacato italiano lavoratori del petrolio (Silp) [...], con l’intervento della Federazione italiana lavoratori Chimici e petrolieri (Filcep) [...] e l’assistenza della Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil) [...] con la partecipazione di una delegazione di lavoratori [...], il Sindacato petrolieri e metanieri (Spem) [...] con l’intervento della Confederazione italiana sindacati lavoratori (Cisl) [...] e da una delegazione di lavoratori [...], l’Unione italiana petrolieri e metanieri (Uilpem) [...], con l’assistenza dell’Unione italiana del lavoro (Uil) [...], si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro a valere dal 1° gennaio 1963.
Il presente Contratto collettivo nazionale disciplina il rapporto di lavoro fra imprese industriali che esercitano la lavorazione, l’imbidonamento e la vendita dei gas liquefatti butani, propani e loro miscele ed i lavoratori di ambo i sessi da esse dipendenti.
Il presente Contratto si compone di una parte comune, una regolamentazione per gli operai, una regolamentazione per gli appartenenti alle categorie intermedie e una regolamentazione per gli impiegati.
Addì 30 gennaio 1963, in Milano, presso la sede dell’Associazione nazionale dell’industria chimica, tra l’Associazione nazionale dell'industria chimica, per il suo Gruppo aziende gas di petrolio liquefatti [...] con la partecipazione di una Delegazione industriale [...], con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana [...] e il Sindacato nazionale lavoratori petrolieri e metanieri (Snalpem) [...] si è stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro a valere dal 1° gennaio 1963.
Per l’assunzione delle donne e dei minori valgono le disposizioni di legge.
Il rapporto di lavoro a tempo determinato è disciplinato dalla legge 18 aprile 1962, n. 230.
Le norme previste nel presente Contratto nazionale si applicano, sino alla scadenza del termine, anche ai contratti a tempo determinato in quanto compatibili con la natura del rapporto, eccezione fatta per quelle relative al preavviso ed all’indennità di licenziamento.
Ai lavoratori che, per ragioni di lavoro, da località non malarica vengono destinati o trasferiti in zona riconosciuta malarica, verrà corrisposta una speciale indennità pro tempore, in lire 40 per ogni giornata lavorativa.
Le zone da considerarsi malariche ai fini dei precedenti comma sono quelle riconosciute tali dalle Autorità sanitarie locali anche in base ai casi di malattia concretamente verificatisi negli ultimi 5 anni e nelle quali esista di fatto, e non solamente allo stato potenziale, un effettivo pericolo di contrarre la malattia da parte dei lavoratori che esplicano la loro attività nelle zone stesse.
L’accertamento delle condizioni di cui sopra sarà effettuato a cura delle parti stipulanti entro 90 giorni dalla richiesta che in proposito verrà avanzata dalle parti interessate.
Esso tra l’altro disporrà circa la disciplina dell’entrata e uscita dai luoghi di lavoro, le modalità di corresponsione della retribuzione e i reclami sul relativo conteggio, i controlli di presenza, la consegna c la conservazione degli utensili e dei materiali, nonché le visite di inventario e di controllo.
Allo scopo di permettere la rapida soluzione delle controversi«! insorgenti nell’ambito aziendale si seguirà la seguente procedura che verrà adottata per tutte le controversie individuali e plurime da qualsiasi motivo causate.
La seguente procedura sarà anche adottata per le controversie relative ad inquadramenti e classificazioni.
Restano altresì salve le procedure previste all’art. 14 dell’accordo interconfederale per la costituzione ed il funzionamento delle Commissioni interne.
Il lavoratore o i lavoratori che ritengano di dover ricorrere contro un provvedimento aziendale o che si ritengano lesi nei loro diritti, esporranno i motivi di tale ricorso, attraverso un apposito modulo, dagli stessi sottoscritto, che verrà consegnato alla Commissione interna o al Delegato di impresa.
La Commissione interna o il Delegato di impresa presenteranno, entro i successivi 10 giorni il ricorso alla Direzione aziendale, che dovrà fornire motivata risposta scritta entro il termine di 20 giorni dal ricevimento del ricorso.
A questo grado saranno deferite le controversie in sede di appello.
Da richiesta di esame della controversia in 2" Grado dovrà essere avanzata, entro il termine massimo di 10 giorni dal risultato negativo del tentativo di conciliazione in 1° Grado, dal lavoratore o dai lavoratori interessati alle Organizzazioni sindacali provinciali dei lavoratori, cui conferiscono il mandato, che dovranno trasmetterla entro i successivi 5 giorni all’organizzazione sindacale provinciale dei datori di lavoro.
L’esame della controversia sarà effettuato da una Commissione paritetica di volta in volta nominata a cura delle Organizzazioni provinciali sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori.
La Commissione paritetica dovrà riunirsi entro 20 giorni dalla sua nomina e dovrà esprimere per iscritto il proprio motivato giudizio sulla controversia esaminata.
Il lavoratore in tutte le manifestazioni del rapporto di lavoro, dipende dai superiori, come previsto dall’organizzazione aziendale.
4) avere cura dei locali, mobili oggetti, macchinari e strumenti a lui affidati.
Le mancanza del lavoratori saranno punite a seconda della loro gravità o della loro recidività senza riguardo all’ordine con cui i provvedimenti disciplinari sono di seguito elencati.
a) non osservi l’orario di lavoro e non adempia alle formalità prescritte dall’azienda per il controllo delle presenze;
Il licenziamento con immediata rescissione del rapporto di lavoro per motivi disciplinari potrà essere inflitto in tutti quei casi in cui il lavoratore commetta mancanze così gravi da non consentire la prosecuzione neanche provvisoria del rapporto stesso. Detto licenziamento può essere inflitto:
a) senza preavviso, ma con la corresponsione dell’indennità di anzianità di licenziamento.
In tale provvedimento incorre il lavoratore che commetta gravi infrazioni alla disciplina o alla diligenza del lavoro. In via esemplificativa ricadono normalmente sotto tale provvedimento le seguenti infrazioni:
3) recidiva nelle mancanze di cui alla precedente parte III o inadempimento degli obblighi contrattuali o derivanti da eventuale regolamento interno o da altre norme aziendali, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di minore gravità o quando la gravità dell’inadempimento comporti l’applicazione diretta della sanzione prevista al punto a) della presente parte IV, sempre che negli adempimenti non si riscontri il dolo;
In tale provvedimento incorre il lavoratore che provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale o che compia azioni che siano considerate delittuose a termine di legge.
D’applicazione delle sanzioni previste nel presente articolo prescinde dal diritto dell’azienda al risarcimento dei danni.
Le parti nello stabilire la durata del Contratto, tenuto anche conto della speciale caratteristica del settore e della prevista procedura di conciliazione delle controversie individuali e plurime nel quadro di una corretta applicazione dello stesso, confermano che il Contratto stipulato rappresenta, per tutta la sua concordata durata, l’unico strumento regolatore del rapporto di lavoro insieme con quegli accordi che vanno sottoscritti per le materie ed istituti la cui regolamentazione è demandata specificatamente dal Contratto stesso al livello aziendale con le Organizzazioni sindacali.
Assumono l’impegno, anche per conto dei loro mandanti, della scrupolosa osservanza del Contratto fino alla sua scadenza, restando inteso che esso nel corso del periodo di durata sopra indicato, potrà subire variazioni, oltre che a seguito di norme di legge, a seguito di norme modificatrici contenute in quegli accordi interconfederali che dovessero nel frattempo essere stipulati ed esclusivamente in relazione ad esse.
D’apprendistato è disciplinato da separato accordo che viene allegato alla presente regolamentazione e che deve intendersi parte integrante del presente contratto di cui seguirà le sorti.
L’operaio in relazione alle esigenze aziendali, può essere assegnato temporaneamente a mansioni diverse da quelle inerenti alla sua categoria, purché ciò non comporti una diminuzione della retribuzione di fatto né un mutamento sostanziale della sua posizione.
Le parti stipulanti riconoscono nell’attuazione dei corsi di istruzione professionale, in quanto realizzabili in relazione alle caratteristiche proprio del settore, un mezzo per affinare le capacità tecniche delle maestranze e per migliorare il loro rendimento nella produzione.
Per la disciplina della materia le parti fanno riferimento alle disposizione generali in vigore, ed in particolare al punto 5) dell’articolo 2 del vigente accordo interconfederale sulle Commissioni Interne.
Sono esclusi dalla concessione di cui sopra i lavoratori in prova.
Allo scopo di assicurare la normale manutenzione (lavaggio, riparazione, ecc.) le aziende forniranno una tantum una seconda tuta all’atto delle conferma in servizio.
Ai lavoratori addetti a lavorazioni che arrechino facile deterioramenti al vestiario o che ne comportino uno speciale, sarà fornito in uso l’abito da lavoro, tenendo presente la necessità di assicurare l’efficienza di detto abito agli effetti della sicurezza e dell’igiene del lavoro.
Le modalità concernenti la distribuzione, l’uso, il rinnovo e il controllo degli abiti e degli indumenti speciali di lavoro formeranno oggetto di intese in sede aziendale fra i rappresentanti delle parti interessate.
Premesso che la durata massima dell’orario di lavoro è disciplinata dalle norme di legge e che nulla viene innovato a tali disposizioni, si conviene che la durata media settimanale dell’orario normale per il singolo operaio venga ridotta nel ciclo annuo per il 1963, 1964 e 1965 rispettivamente a 46, 45 e 44 ore settimanali senza decurtazione della retribuzione.
La riduzione di cui sopra potrà essere attuata dalle Direzioni aziendali attraverso una riduzione dell’orario di lavoro settimanale oppure mediante la concessione, durante l’anno, di corrispondenti ore di riposo retribuite (riposi di conguaglio) aventi ciascuno durata non inferiore a 4 ore o anche concentrando la riduzione di orario stagionalmente.
Nel caso in cui si debba scegliere tra i due sistemi dei riposi di conguaglio o di concentrare la riduzione di orario stagionalmente, la scelta sarà operata con un accordo avente durata annuale da stipularsi a livello aziendale entro il mese di gennaio di ciascun anno.
Tale accordo sarà stipulato tra l’Associazione imprenditoriale territoriale, assistita dalla Direzione aziendale, e i Sindacati competenti con la presenza della Commissione interna.
L’orario normale di lavoro per gli addetti a lavori discontinui o di semplice attesa o custodia viene ridotto come sopraindicato e non potrà eccedere le 10 ore giornaliere o rispettivamente negli anni 1963, 1964 e 1965, le 58, 57 e 56 ore settimanali, potendosi anche per essi adottare una dei tre sopra descritti sistemi di riduzione di orario.
I lavoratori non possono esimersi, salvo giustificati motivi individuali di impedimento, dall’effettuare i lavori a turno e sono tenuti a prestare la loro opera in turni prestabiliti per i lavori cui sono adibiti.
Il recupero delle ore mancanti al limite dell’orario normale di lavori, in quanto non effettuate nel pomeriggio del sabato, non potrà superare la misura massima di un’ora giornaliera negli altri giorni della settimana in corso o di quella successiva. Le ore come sopra recuperate saranno comunque compensate a retribuzione normale di fatto.
Restano esclusi dalla disciplina di cui al primo comma i seguenti lavoratori:
3) lavoratori aventi mansioni che pur non rientrando in quelle di cui al punto 2), vi sono connesse in modo tale che la sospensione nel pomeriggio del sabato pregiudicherebbe il normale andamento del lavoro, e cioè:
mansioni inerenti alle operazioni di scarico, carico e spedizione, qualora la sospensione del lavoro nel pomeriggio del sabato intralci il normale svolgimento dell’attività dell’azienda;
mansioni svolte dal personale addetto a prove di laboratorio, qualora la sospensione pregiudichi le prove in corso;
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti degli orari normali di legge.
È ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore e per interruzioni di lavoro concordate tra le aziende e i lavoratori, purché esso sia contenuto nei limiti di un’ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni immediatamente successivi alla settimana in cui è avvenuta la interruzione.
Allo scopo di conseguire l’incremento della produzione è ammesso il lavoro a cottimo, sia collettivo che Individuale.
Nel caso in cui la valutazione del lavoro richiesto all’operaio sia il risultato della misurazione dei tempi di lavorazione e sia richiesta una resa di produzione superiore a quella normale ad economia, l’operaio sarà retribuito a cottimo.
Le tariffe di cottimo devono essere fissate dall’azienda in modo da consentire alla generalità degli operai di normale capacità ed operosità lavoranti a cottimo in un medesimo reparto, nei periodi di paga normalmente considerati, un guadagno che sia di almeno il 12 % superiore al minimo di paga della propria categoria.
Nel caso in cui un operaio lavorante a cottimo non riesca a conseguire il minimo previsto dal precedente comma per cause indipendenti dalla sua capacità e volontà, la retribuzione gli verrà integrata fino al raggiungimento di detto minimo.
Eventuali contestazioni circa la valutazione delle cause di cui al comma precedente, nonché qualsiasi altra contestazione sul sistema di cottimo introdotto o modificato, saranno esaminate secondo la procedura prevista per il 2° Grado dei reclami e controversie di cui all'art. 21 della parte Comune.
Quando gli operai siano vincolati nel loro lavoro al ritmo di altri lavoratori retribuiti a cottimo, sarà ad essi corrisposta, in aggiunta alla paga base, la percentuale minima di cottimo.
Tra le parti stipulanti il Contratto collettivo nazionale di lavoro 30 gennaio 1963 per gli addetti ad imprese Industriali esercenti la lavorazione, l’imbidonamento e la vendita dei gas liquefatti butani, propani e loro miscele, premesso che la legge 19 gennaio 1955, n. 25 e successive norme demandano alla regolamentazione contrattuale, una integrazione delle norme stesse; confermato, quindi, che per quanto non espressamente previsto e disciplinato dalle successive norme, sono applicabili agli apprendisti i principi e le disposizioni della legge 19 gennaio 1955, n. 25, modificata con la legge 8 luglio 1956, n. 706 e del Regolamento approvato con D.P.R. 30 dicembre 1956, n. 1668, nonché le norme contrattuali, salvo quelle non riferibili agli apprendisti;
si sono convenute le seguenti Norme per la disciplina dell’apprendistato degli operai dipendenti dalle aziende esercenti la lavorazione, l’imbidonamento e la vendita dei gasi liquefatti butani, propani e loro miscele.
La durata massima dell’apprendistato è di 4 anni.
La durata massima si riduce, in base all’età ed al titolo di studio, secondo la seguente tabella:
14-15 anni 16-17 anni 18-19-20 anni
1) licenza elementare anni 4 anni 3 anni 2
2) Licenza di avviamento professionale o di scuola media o titolo equipollente anni 3 anni 2 e mesi 6 anni 1 e mesi 6
3)Licenza di scuola tecnica od ammissione al terzo anno di Istituto tecnico o titolo equipollente - anni 2 anni 1 e mesi 6
4) Licenza di Istituto professionale di Stati o di scuola tecnica industriale ad indirizzo corrispondente al tipo di tirocinio cui l’apprendista viene avviato o ammissione al terzo anno di Istituto tecnico industriale ad indirizzo chimico o titolo equipollente - anni 1 e mesi 6 anni 1
Art. 4. - Insegnamento complementare.
Le ore destinate all’insegnamento complementare disciplinato dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25 e dal Regolamento relativo non potranno essere meno di 140 per ogni anno di apprendistato.
b) le mansioni che, non essendo di guida e controllo, rivestono un carattere di specifica e particolare importanza rispetto a quella insita nelle mansioni attribuite agli operai a norma delle declaratorie delle relative classificazioni, oppure le mansioni che comportano fiducia e responsabilità tali da farle ritenere, per analogia, equivalenti a quelle della prima parte del presente punto 6).
Il lavoratore, in relazione alle esigenze aziendali, può essere assegnato temporaneamente a mansioni diverse da quelle inerenti alla sua categoria, purché ciò non comporti una diminuzione del trattamento economico né un mutamento sostanziale della sua posizione.
Ogni 12 mesi verrà rinnovata una tuta da lavoro: qualora la sostituzione dovesse essere effettuata prima di detto termine per cause attribuibili al lavoratore, quest’ultimo sarà tenuto a risarcire l’azienda del relativo danno.
Ai lavoratori addetti a lavorazioni che arrechino facile deterioramento al vestiario o che ne comportino uno speciale sarà fornito in uso l’abito da lavoro, tenendo presente la necessità di assicurare l'efficienza di detto abito agli effetti della sicurezza e dell’igiene del lavoro.
Al lavoratori addetti a lavori particolarmente imbrattanti l’azienda assicurerà la possibilità del ricambio dell’abito durante il lavoro.
Premesso che la durata massima dell’orario di lavoro è disciplinata dalle norme di legge e che nulla viene innovato a tali disposizioni, si conviene che la durata media settimanale dell’orario normale per il singolo lavoratore venga ridotta nel ciclo annuo per il 1963, 1964 e 1965 rispettivamente a 46, 45 e 44 ore settimanali senza decurtazione della retribuzione.
La riduzione di cui sopra potrà essere attuata dalle Direzioni aziendali attraverso una riduzione dell’orario di lavoro settimanale oppure mediante la concessione, durante l’anno, di corrispondenti ore di riposo retribuite (riposi di conguaglio) aventi durata non inferiore a 4 ore o anche concentrando la riduzione di orario stagionalmente.
L’orario normale per gli addetti a lavori discontinui o di semplice attesa o custodia viene ridotto come sopra indicato e non potrà eccedere le 10 ore giornaliere o rispettivamente negli anni 1963, 1964 e 1965 le 58, 57 e 56 ore settimanali, potendosi anche per essi adottare uno dei tre sopra descritti sistemi di riduzione di orario.
I lavoratori non possono esimersi, salvo giustificati motivi individuali di impedimento, nell’effettuare i lavori a turni e sono tenuti a prestare la loro opera nei turni prestabiliti per i lavori cui sono adibiti.
Il recupero delle ore mancanti al limite dell’orario normale di lavoro, in quanto non effettuate nel pomeriggio del sabato, non potrà superare la misura di un’ora giornaliera negli altri giorni della settimana in corso o di quella successiva. Le ore come sopra recuperate saranno comunque compensate a retribuzione normale.
1) lavoratori addetti a lavorazioni eseguite a turni continuativi
o avvicendati;
2) lavoratori addetti ad attività di cui agli articoli 5, 10, 11 e 16 della L. 22 febbraio 1934, n. 370, ed alle tabelle approvate con D.M. 22 giugno 1985;
- mansioni inerenti alle operazioni di scarico, carico e spedizione, qualora la sospensione del lavoro nel pomeriggio del sabato intralci il normale svolgimento dell’attività dell’azienda;
Non è ammessa la rinuncia o la non concessione delle ferie. In caso di giustificato impedimento, il mancato godimento delle ferie verrà risarcito con un’indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione non dovuta per le giornate di ferie non godute.
Per il caso di infortunio o malattia professionale, intendendosi; per tali quelli disciplinati dal R.D. 17 agosto 1935, n. 1765, e dal R.D. 15 dicembre 1936, n. 2276, e successive norme regolamentari e integrative si fa richiamo a quanto previsto nelle predette norme.
L’infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione della attività lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto, perché possano essere prestate 1 le previste cure di pronto soccorso ed effettuate le denunce di legge,
L’impiegato, in relazione alle esigenze aziendali può essere assegnato temporaneamente a mansioni diverse da quelle inerenti alla sua categoria, purché ciò non comporti alcun peggioramento economico né alcun mutamento sostanziale della sua posizione.
Agli impiegati tecnici di stabilimento, stazione, deposito o laboratorio, che abbiano superato il periodo di prova, il cui vestiario sia esposto a particolare deterioramento durante l’esercizio delle loro attribuzione a causa delle stesse, verrà fornito gratuitamente in uso, ogni 12 mesi, un abito da lavoro (tuta o camice), tenendo tuttavia presente la necessità di assicurare l’efficienza di detto abito agli effetti della sicurezza e dell’igiene del lavoro.
Per gli impiegati in servizio presso gli stabilimenti, le stazioni e i depositi, in caso di effettuazione di lavoro oltre le 42 ore settimanali, dovrà essere corrisposto lo stipendio di fatto senza alcuna maggiorazione per le ore lavorate in più fino alle 48 ore settimanali. Per gli impiegati di cui al presente comma le ore comprese fra le 42 e le 48 settimanali, potranno essere effettuate nel pomeriggio del sabato o negli altri giorni della settimana.
Per la determinazione degli orari normali, varranno le disposizioni di cui all’art. 12 del R.D.L. 10 settembre 192.3, n. 1955.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti degli orari di cui all’articolo 7, salvo quanto diversamente disposto dall’articolo stesso.
Nessun impiegato può esimersi dall’effettuare, nei limiti previsti dalla legge, il lavoro straordinario, quello notturno e quello festivo, salvo motivi individuali di impedimento.

References: Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 5

Art. 8

Art. 12

Art. 21

Art. 2

Art. 3
 Art. 4

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 1

Art. 22

Art. 23

Art. 5

Art. 20

Art. 21

Art. 4