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Timestamp: 2017-06-23 03:30:06+00:00

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 21/04/2016Diritti Europa
Home / In evidenza / Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 21/04/2016	Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 21/04/2016
21 aprile 2016	Quest’oggi la Corte europea di Strasburgo ha emesso quattro verdetti di condanna a carico di Grecia, Albania e Bulgaria (due sentenze). Nel caso Ivanova e Cherkezov il diritto alla casa di due cittadini bulgari si è scontrato con la repressione degli abusi edilizi: il Giudice europeo dei diritti umani ha ritenuto in contrasto con la Convenzione europea la misura della demolizione della casa, unica abitazione dei ricorrenti, in difficoltà economiche: essa era sproporzionata poiché nessun giudice bulgaro aveva mai valutato e ponderato la difficile situazione personale dei ricorrenti, limitandosi tutti piuttosto ad un controllo meramente formale sulla (il)legalità della costruzione.
Topallaj c. Albania32913/032Marketin Topallaj e' un cittadino albanese, naturalizzato statunitense, che nel febbraio del 1996 acquisto' un distributore di carburante da 24 eredi: tale impianto era di proprieta' pubblica, ma il Tribunale di Tirana aveva riconosciuto i diritti di proprieta' degli eredi e pertanto si attendeva la sola esecuzione della sentenza. Tuttavia negli anni successivi la Commissione per espropri ed indennizzi riconobbe agli eredi una minima estensione del terreno e ne escluse la proprieta' del distributore di carburante, il quale fu gestito da due compagnie pubbliche e conteso, anche giudizialmente, da diverse entita' statali. Lo stesso contratto tra il sig. Topallaj e gli eredi venne dichiarato nullo perche' l'impianto non era allora di proprieta' degli eredi, ne' lo divenne mai; tale procedimento si concluse nel 2010.
Oggi il sig. Topallaj lamenta l'eccessiva durata dei procedimenti relativi alla determinazione dei diritti degli eredi sul distributore di carburante, l'assenza di rimedi interni per far valere questi ritardi; lamenta inoltre che l'espropriazione dell'impianto e la declaratoria di nullita' del suo contratto di acquisto hanno violato il suo diritto di proprieta'.Articolo 6
Articolo 1 Prot. 1Eccezione preliminare respinta (articolo 34 - Vitima)
Resto irricevibile (articolo 35-3 - ratione personae)Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - processo civile; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)Violazione dell'Articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo)
Chengelyan e altri c. Bulgaria47405/073I ricorrenti sono sette cittadini bulgari che hanno ereditato il diritto di proprieta' su un terreno nella citta' di Plovdiv e sull'abitazione a due piani ivi edificata. Questi beni immobili erano stati espropriati nel 1966 ai loro dante causa, che avevano ricevuto un indennizzo di esproprio. Nel 1998 la Suprema Corte di Cassazione bulgara, applicando una novella legislativa, dispose la revoca del provvedimento espropriativo: per l'effetto, gli eredi ripagarono al Comune l'indennizzo di esproprio che i loro dante causa avevano ricevuto e divennero formalmente proprietari degli immobili. Lo stesso Comune riconobbe la loro proprieta' con atto notarile. Da allora, tuttavia, gli immobili non gli sono mai stati restituiti dal Comune: adite le vie giudiziarie, la Corte di Cassazione si pronuncio' nuovamente nel 2007 dichiarando che la precedente sentenza del 1998 non potesse eseguirsi perche' resa senza che al procedimento partecipasse il Comune interessato.
Oggi i ricorrenti lamentano l'inadempimento della Bulgaria nel dare esecuzione alla sentenza definitiva della Corte di Cassazione: i ricorrenti, nonostante siano trascorsi 18 anni, non sono ancora entrati in possesso dei beni immobili di loro proprieta'.Articolo 6
Articolo 1 Prot. 1Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - processo civile; Articolo 6-1 - Processo equo)Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n. 1 - Protezione della proprieta' (articolo 1, comma 1 del Protocollo n. 1 -. Rispetto dei beni)
Ivanova e Cherkezov c. Bulgaria46577/152Mavruda Ivanova e Ivan Cherkezov sono due cittadini bulgari a cui e' stata demolita la casa in cui vivevano. Tutto ha avuto origena dal loro trasferimento nella citta' di Sinemoret, dove la sig.ra Ivanova divenne proprietaria del 77 % di un terreno, grazie all'eredita' del padre ed a una donazione della madre. Qui i ricorrenti ristrutturarono una struttura fatiscente, realizzando un'abitazione in muratura a due piani, in cui si trasferirono. Tuttavia l'opera venne realizzata non a norma e senza alcun permesso di costruire ed i coproprietari del terreno denunciarono l'opera abusiva: dopo un processo durato quattro anni la Corte di Cassazione confermo' la demolizione dell'immobile.
Oggi i sig.ri Ivanova e Cherkezov lamentano la violazione del loro diritto al rispetto della vita privata e familiare e del domicilio (art. 8 CEDU) in conseguenza della demolizione dell'abitazione in cui vivevano e l'assenza di un rimedio interno per salvaguardare tale diritto; inoltre, la sig.ra Ivanova denuncia la violazione del suo diritto di proprieta' (art. 1 Prot. 1).Articolo 8
Articolo 1 Prot. 1Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art 8-1 - Rispetto del domicilio) (condizionale)Nessuna violazione dell'articolo 1 del Protocollo n. 1 - Protezione della proprieta' (articolo 1, comma 2 del Protocollo n. 1 - Controllo dell'uso dei beni) (condizionale)
Danno non patrimoniale - accertamento della violazione di per se' sufficiente (Articolo 41 - danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Ha.A. c. Grecia58387/113Il sig. Ha.A. e' un migrante iraniano arrestato al confine greco il 6 agosto 2010 e detenuto presso la stazione di frontiera di Tychero. La sua detenzione e' durata fino al 3 gennaio 2011, in ragione del suo ingresso illegale nel territorio e dell'asserito rischio di fuga: soltanto allora il Tribunale amministrativo greco, che aveva gia' respinto una sua prima richiesta di liberazione, dichiaro' illegittima la sua detenzione, perche' poteva essere ospitato a norma di legge da una associazione non governativa.
Oggi il sig. Ha.A. lamenta le cattive condizioni e l'illegittimita' della detenzione a cui e' stato sottoposto nella stazione di frontiera di Tychero, nonche' l'assenza di un riesame tempestivo sui requisiti di tale detenzione.Articolo 3
Articolo 5Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1-F - Espulsione)Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-4 - riesame della legittimita' della detenzione)
Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 21 aprile 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:
Welte (n. 3) c. Austria (n. 44591/12), Meyer c. Germania (n. 16722/10), Unifan Theatre Productions Limited e altri c. Malta (n. 37326/13), Atamaniuk c. Polonia (n. 70973/14), Chiriac c. Romania (n. 45558/08), Didina Marinescu c. Romania (n. 13942/06), Tilenschi c. Romania (n. 26916/06), Toma c. Romania (n. 56740/08), Al-Khadravi c. Russia (n. 1807/15), Astakhov c. Russia (n. 28463/13), Koblov c. Russia (n. 7285/07), Raush c. Russia (n. 17767/06), Serebryakov c. Russia (n. 54834/07), Allianz – Slovenská poisťovňa, a.s. c. Slovacchia (n. 42326/14), Havrilik c. Slovacchia (n. 1854/14), Palmen c. Svezia (n. 38292/15).	Albania Bulgaria Chengelyan e altri c. Bulgaria Grecia Ha.A. c. Grecia Ivanova e Cherkezov c. Bulgaria Topallaj c. Albania Tutte le sentenze	2016-04-21
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