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Timestamp: 2019-06-16 02:37:29+00:00

Document:
Nella causa C‑706/17,
– per l’AB «Achema», l’AB «Orlen Lietuva» e l’AB «Lifosa», da G. Balčiūnas e V. Radvila, advokatai, E. Righini, G. Catti De Gasperi avvocati e C. Cluzel avocate;
– per l’UAB «Baltpool», da A. Smaliukas e E. Junčienė;
– per il governo lituano, da R. Krasuckaitė, D. Stepanienė, R. Dzikovič e D. Kriaučiūnas, in qualità di agenti;
– per la Commissione europea, da P. Němečková, D. Recchia e A. Steiblytė, in qualità di agenti,
2 Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia che contrappone l’AB «Achema», l’AB «Orlen Lietuva» e l’AB «Lifosa» alla Valstybinė kainų ir energetikos kontrolės komisija (commissione nazionale per il controllo dei prezzi e dell’energia; in prosieguo: la «CNCPE») in merito alla decisione n. O3-442 della CNCPE, dell’11 ottobre 2013, relativa alla fissazione, per il 2014, dell’importo dei fondi destinati ai servizi di interesse pubblico e alle loro tariffe (in prosieguo: la «decisione controversa»).
5 L’articolo 2, paragrafo 51, della Lietuvos Respublikos Elektros energetikos įstatymas Nr. VIII‑1881 (legge n. VIII‑1881 relativa all’energia elettrica), del 20 luglio 2000 (Žin., 2000, n. 66‑1984, nella sua versione risultante dalla legge XI‑1919, del 17 gennaio 2012; in prosieguo: la «legge sull’energia elettrica»), definisce «l’interesse pubblico nel settore dell’energia elettrica» come un’azione o un’omissione in tale settore, direttamente o indirettamente connesse alla sicurezza dello Stato nel settore dell’energia e/o della pubblica sicurezza, alla sicurezza del funzionamento della rete elettrica, alla riduzione dell’impatto negativo di tale settore sull’ambiente, alla diversificazione delle fonti energetiche e agli altri obiettivi di sviluppo sostenibile dello stesso settore previsti dalla suddetta legge.
9 In base all’articolo 74 della legge sull’energia elettrica è stato adottato il Lietuvos Respublikos Vyriausybės nutarimas Nr. 916 «Dėl viešuosius interesus atitinkančių paslaugų elektros energetikos sektoriuje teikimo tvarkos aprašo patvirtinimo» (decreto governativo n. 916, recante approvazione della descrizione del regime di prestazione di servizi di interesse pubblico nel settore dell’energia elettrica), del 18 luglio 2012 (Žin., 2012, n. 88-4609; nella sua versione risultante dal decreto n. 1216 del 18 dicembre 2013; in prosieguo: il «decreto n. 916»).
«11. Entro il 1o settembre dell’anno in corso, il governo approva, su proposta del Ministero dell’energia e per i futuri anni civili, i nominativi delle persone che forniscono i servizi di interesse pubblico di cui ai punti da 7.2 a 7.6 della [descrizione allegata], i progetti di cui ai punti 7.5 e 7.6 della [descrizione allegata] nonché il volume di produzione di energia elettrica sovvenzionato per i fornitori di servizi di interesse pubblico.
14 Il Vyriausybės nutarimas Nr. 1157 «Dėl viešuosius interesus atitinkančių paslaugų elektros energetikos sektoriuje lėšų administravimo tvarkos aprašo patvirtinimo» (decreto governativo n. 1157 recante approvazione della descrizione delle modalità di gestione dei fondi destinati ai servizi di interesse pubblico nel settore dell’energia elettrica), del 19 settembre 2012 (Žin., 2012, n. 113-5704, nella sua versione risultante dal decreto n. 1537 del 19 dicembre 2012; in prosieguo: il «decreto n. 1157») fissa le norme per il prelievo dei fondi destinati ai SIP, per la loro gestione e la loro ripartizione tra i prestatori di SIP.
16 Con il Vyriausybės nutarimas Nr. 1338 «Dėl viešuosius interesus atitinkančių paslaugų elektros energetikos sektoriuje lėšų administratoriaus paskyrimo» (decreto governativo n. 1338 relativo alla designazione del gestore dei fondi destinati ai servizi di interesse pubblico nel settore dell’energia elettrica), del 7 novembre 2012 (Žin., 2012, n. 130-6560), l’UAB «Baltpool» è stata designata come gestore dei fondi a tempo indeterminato.
21 L’articolo 20, intitolato «Promozione dell’uso di fonti di energia rinnovabili per la produzione di energia elettrica», della Lietuvos Respublikos atsinaujinančių išteklių energetikos įstatymo Nr. XI–1375 (legge lituana n. XI–1375 sulle fonti di energia rinnovabili), del 12 maggio 2011 (Žin., 2011, n. 62-2936, nella sua versione derivante dalla legge n.oXII‑169, del 17 gennaio 2013), ai suoi paragrafi da 1 a 3 e 6, così dispone:
3. Tariffe fisse sono stabilite e quote di promozione per le centrali con una potenza installata superiore a 10 kW sono assegnate mediante asta per il conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 13, paragrafo 3, della presente legge. La quote di promozione e le regioni delle aste, nonché le modalità di ripartizione delle quote di promozione per le centrali con una potenza installata inferiore o pari a 10 kW sono stabilite e approvate dal governo. Aste separate sono organizzate per l’allaccio alle reti elettriche a livello regionale per ogni gruppo di produttori entro i termini stabiliti dalla [CNCPE], e comunque non oltre 180 giorni dalla data della richiesta di un produttore di organizzare aste per un determinato gruppo di produttori e per una determinata regione. Tutti i produttori che hanno firmato la lettera di intenti di cui all’articolo 14, paragrafo 11 e fornito la garanzia di esecuzione degli impegni del produttore di cui all’articolo 14, paragrafo 13, della presente legge hanno il diritto di partecipare all’asta. La tariffa fissa massima è stabilita dalla [CNCPE] su base trimestrale. Le aste sono vinte dal partecipante che ha indicato la tariffa fissa desiderata più bassa, precisando che la potenza massima installata di un parco di produzione in una regione d’asta non può rappresentare più del 40% della potenza massima di generazione di energia termica in siffatta regione che può essere allacciata. (…)
25 Secondo l’Elektros energijos supirkimo iš bendrų šilumos ir elektros energijos gamintojų taisyklės, patvirtintos Lietuvos Respublikos energetikos ministro įsakymu Nr. 1-219 (decreto n. 1-219 del Ministro lituano dell’Energia, recante approvazione delle norme per l’acquisto di energia elettrica presso produttori cogeneranti energia termica ed elettrica), del 24 novembre 2009 (Žin., 2009, n. 140-6160), i produttori che desiderano fornire tali SIP presentano le loro richieste al Ministro dell’Energia.
28 Una succursale dell’AB «Lietuvos energijos gamyba», «Lietuvos Elektrinė», è stata designata come prestatore dei SIP relativi alla sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica per il 2014.
29 Con decisione n. O3-703, del 22 novembre 2013, relativa alla produzione di energia elettrica della Repubblica di Lituania e alla fissazione del prezzo di acquisto dell’energia elettrica prodotta dal Lietuvos Elektrinė, la CNCPE ha fissato tale prezzo di acquisto per il 2014, ripartendolo tra una parte rappresentante i costi variabili e una parte rappresentante i costi fissi.
30 L’articolo 3 della Lietuvos Respublikos elektros energetikos sistemos integracijos į Europos elektros energetikos sistemas įstatymas Nr. XI – 2052 (legge n. XI‑2052 relativa all’integrazione della rete elettrica della Repubblica di Lituania nelle reti elettriche europee), del 12 giugno 2012 (Žin., 2012, n. 68-3465), prevede che, al fine di assicurare la piena integrazione della rete elettrica lituana nelle reti elettriche europee, lo sfruttamento della connessione della rete di trasporto di energia elettrica della Repubblica di Lituania con la rete di trasporto di energia elettrica del Regno di Svezia (in prosieguo: il «progetto NordBalt») abbia inizio nel 2015.
33 Sulla base dell’articolo 3, paragrafo 3, della Lietuvos Respublikos atsinaujinančių išteklių energetikos įstatymo 2, 11, 13, 14, 16, 20, 21 straipsnių pakeitimo ir papildymo įstatymo įgyvendinimo įstatymas Nr. XII‑170 (legge lituana di esecuzione n. XII‑170 che modifica e integra gli articoli 2, 11, 13, 14, 16, 20 e 21 della legge sulle fonti di energia rinnovabili), del 17 gennaio 2013 (Žin., 2013, n. 12-561), le spese di sviluppo di progetti di centrali elettriche ad energia solare, per i quali le autorizzazioni a sviluppare capacità di produzione di energia elettrica derivante da fonti di energia rinnovabili costruendo siffatte centrali non sono state messe in atto prima della data prevista dalla legislazione iniziale o non sono state prorogate, sono riconosciute come costi attinenti ai SIP.
34 In forza della normativa in parola, le persone che hanno sviluppato progetti di centrali elettriche ad energia solare, rimessi in discussione dalla modifica legislativa operata nel 2013, hanno la possibilità di chiedere a una commissione di compensazione istituita dal governo lituano di fissare l’importo della compensazione loro dovuta per le spese sostenute prima del 1o febbraio 2013. Tale compensazione è trasmessa direttamente alle suddette persone dal gestore dei fondi.
43 In tale contesto, i quesiti del giudice del rinvio riguardano la questione se taluni elementi dei SIP e del loro finanziamento debbano essere considerati un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE. In particolare, tali quesiti riguardano la nozione di «risorse statali», contenuta in tale disposizione e le condizioni derivanti dalla sentenza del 24 luglio 2003, Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg (C‑280/00, EU:C:2003:415).
«Se il regime normativo in materia di [SIP] e relativo finanziamento (compensazione) (in prosieguo: il “regime SIP”) – stabilito dalla Legge lituana sull’energia elettrica, dalla Legge lituana sull’energia proveniente da fonti energetiche rinnovabili, dalla Legge lituana sull’integrazione della rete elettrica nel sistema di reti elettriche europee, dalla Legge lituana di attuazione della Legge di modifica e integrazione degli articoli 2, 11, 13, 14, 16, 20 e 21 della Legge sull’energia proveniente da fonti energetiche rinnovabili, e dai provvedimenti giuridici di attuazione delle suddette normative, compresa la descrizione del regime di prestazione di [SIP], approvata con decreto n. 916 (…), la descrizione delle modalità di amministrazione dei fondi per i [SIP] approvata con decreto n. 1157 (…) – in vigore nel 2014, o parte di tale regime normativo, debba essere considerato un aiuto di Stato (un regime di aiuto di Stato) ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, [TFUE], e, in particolare:
3) se l’articolo 107, paragrafo 1, TFUE debba essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle del caso di specie, debbano, o non debbano essere considerate come selettive e/o idonee a pregiudicare il commercio fra gli Stati membri le seguenti misure di sostegno: il sostegno concesso a un’impresa che realizzi un progetto di importanza strategica, quale il progetto “NordBalt”; il sostegno concesso alle imprese alle quali viene affidato il compito di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento dell’energia elettrica per un dato periodo; il sostegno per la compensazione delle perdite che riflettono le condizioni di mercato effettivamente sostenute da soggetti, come i produttori di impianti solari fotovoltaici in questione, a causa del rifiuto dello Stato di adempiere gli impegni assunti (a causa di modifiche della regolamentazione nazionale); il sostegno concesso alle imprese (gestori di rete) con l’obiettivo di compensare le perdite effettivamente subite nell’adempimento dell’obbligo di acquistare energia elettrica ad un prezzo fisso da produttori di energia elettrica che forniscono SIP e di bilanciamento dell’energia elettrica;
4) se l’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, in combinato disposto con l’articolo 106, paragrafo 2, del TFUE, debba essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle del caso di specie, il regime SIP in questione (o parte di esso) debba, o non debba, essere considerato conforme ai criteri stabiliti ai punti da 88 a 93 della sentenza (…) del 24 luglio 2003, Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg [C‑280/00, EU:C:2003:415];
46 Va anzitutto ricordato che la qualificazione come «aiuto di Stato» ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE presuppone la presenza di quattro condizioni, ovvero che sussista un intervento dello Stato o effettuato mediante risorse statali, che tale intervento possa incidere sugli scambi tra gli Stati membri, che esso conceda un vantaggio selettivo al suo beneficiario e che falsi o minacci di falsare la concorrenza (sentenze del 17 marzo 1993, Sloman Neptun, C‑72/91 e C‑73/91, EU:C:1993:97, punto 18; del 19 dicembre 2013, Association Vent De Colère! e a., C‑262/12, EU:C:2013:851, punto 15 e del 13 settembre 2017, ENEA, C‑329/15, EU:C:2017:671, punto 17).
47 Va altresì ricordato che, affinché determinati vantaggi possano essere qualificati come «aiuti» ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, da un lato, essi devono essere concessi direttamente o indirettamente mediante risorse statali e, dall’altro, essi devono essere imputabili allo Stato (sentenze del 19 dicembre 2013, Association Vent De Colère! e a., C‑262/12, EU:C:2013:851, punto 16, nonché del 13 settembre 2017, ENEA, C‑329/15, EU:C:2017:671, punto 20 e giurisprudenza ivi citata).
48 In primo luogo, al fine di valutare l’imputabilità di una misura allo Stato, occorre esaminare se le autorità pubbliche siano state coinvolte nell’adozione di tale misura (sentenze del 19 dicembre 2013, Association Vent De Colère! e a., C‑262/12, EU:C:2013:851, punto 17, nonché del 13 settembre 2017, ENEA, C‑329/15, EU:C:2017:671, punto 21).
50 In secondo luogo, al fine di determinare se il vantaggio sia stato concesso direttamente o indirettamente mediante risorse statali, occorre ricordare che, secondo giurisprudenza costante della Corte, il divieto sancito all’articolo 107, paragrafo 1, TFUE comprende sia gli aiuti direttamente concessi dallo Stato o mediante risorse statali sia quelli concessi da organismi pubblici o privati istituiti o designati da quest’ultimo al fine della loro gestione (sentenze del 22 marzo 1977, Steinike & Weinlig, 78/76, EU:C:1977:52, punto 21; del 19 dicembre 2013, Association Vent De Colère! e a., C‑262/12, EU:C:2013:851, punto 20, nonché del 13 settembre 2017, ENEA, C‑329/15, EU:C:2017:671, punto 23).
51 Infatti, il diritto dell’Unione non può ammettere che il semplice fatto di creare enti autonomi incaricati della distribuzione di aiuti permetta di aggirare le norme in materia di aiuti di Stato (sentenze del 16 maggio 2002, Francia/Commissione, C‑482/99, EU:C:2002:294, punto 23 e del 9 novembre 2017, Commissione/TV2/Danmark, C‑656/15 P, EU:C:2017:836, punto 45).
52 Dalla giurisprudenza della Corte emerge altresì che una misura consistente, in particolare, in un obbligo di acquisto di energia può rientrare nella nozione di «aiuto», sebbene non comporti un trasferimento di risorse statali (v., in tal senso, sentenze del 19 dicembre 2013, Association Vent De Colère! e a., C‑262/12, EU:C:2013:851, punto 19, nonché del 13 settembre 2017, ENEA, C‑329/15, EU:C:2017:671, punto 24).
53 L’articolo 107, paragrafo 1, TFUE comprende infatti tutti gli strumenti pecuniari che le autorità pubbliche possono realmente usare per sostenere imprese, a prescindere dal fatto che questi strumenti appartengano o meno permanentemente al patrimonio dello Stato. Anche se le somme corrispondenti alla misura di aiuto in questione non sono permanentemente in possesso del Tesoro pubblico, il fatto che restino costantemente sotto controllo pubblico, e dunque a disposizione delle autorità nazionali competenti, è sufficiente perché esse siano qualificate come «risorse statali» (sentenze del 19 dicembre 2013, Association Vent De Colère! e a., C‑262/12, EU:C:2013:851, punto 21, e del 13 settembre 2017, ENEA, C‑329/15, EU:C:2017:671, punto 25 nonché giurisprudenza ivi citata).
54 La Corte ha più precisamente dichiarato che fondi alimentati mediante contributi obbligatori imposti dalla legislazione dello Stato, gestiti e ripartiti conformemente a tale legislazione possono essere considerati risorse statali, ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, anche qualora siano amministrati da enti distinti dagli organi statali (sentenze del 2 luglio 1974, Italia/Commissione, 173/73, EU:C:1974:71, punto 35, nonché del 19 dicembre 2013, Association Vent De Colère! e a., C‑262/12, EU:C:2013:851, punto 25).
55 L’elemento deciso, a tal riguardo, è costituito dal fatto che tali enti sono incaricati dallo Stato di gestire una risorsa statale, e non sono semplicemente vincolati a un obbligo di acquisto mediante risorse finanziarie proprie (v., in tal senso, sentenze del 17 luglio 2008, Essent Netwerk Noord e a., C‑206/06, EU:C:2008:413, punto 74; del 19 dicembre 2013, Association Vent De Colère! e a., C‑262/12, EU:C:2013:851, punti 30 e 35, nonché del 13 settembre 2017, ENEA, C‑329/15, EU:C:2017:671, punti 26 e 30).
68 Orbene, come già statuito dalla Corte, si deve considerare che un meccanismo di compensazione dei costi supplementari, il cui finanziamento grava su tutti i consumatori finali di energia elettrica situati nel territorio nazionale, e le cui somme in tal modo raccolte sono ripartite e distribuite alle imprese beneficiarie, conformemente alla normativa dello Stato membro, da un ente pubblico, costituisce un intervento dello Stato o effettuato mediante risorse statali, a norma dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE (v., in tal senso, sentenza del 19 dicembre 2013, Association Vent De Colère! e a., C‑262/12, EU:C:2013:851, punto 37, nonché ordinanza del 22 ottobre 2014, Elcogás, C‑275/13, non pubblicata, EU:C:2014:2314, punto 30).
69 Inoltre, una situazione come quella di cui trattasi nel procedimento principale, si distingue da quelle riguardo alle quali la Corte ha statuito che l’obbligo, imposto a imprese private di fornitura di energia elettrica, di acquistare a prezzi minimi prefissati l’energia elettrica prodotta da fonti di energia rinnovabili non può essere considerato un intervento effettuato mediante risorse statali in quanto non determina alcun trasferimento diretto o indiretto di risorse statali alle imprese produttrici di tale tipo di energia elettrica (v., in tal senso, sentenze del 13 marzo 2001, PreussenElektra, C‑379/98, EU:C:2001:160, punto 59, nonché del 19 dicembre 2013, Association Vent De Colère! e a., C‑262/12, EU:C:2013:851, punto 34).
70 Infatti, in tali situazioni, la Corte ha rilevato che le imprese private non erano incaricate dallo Stato membro interessato di gestire una risorsa statale, ma erano vincolate a un obbligo di acquisto mediante risorse finanziarie proprie (v., in tal senso, sentenze del 17 luglio 2008, Essent Netwerk Noord e a., C‑206/06, EU:C:2008:413, punto 74; nonché del 19 dicembre 2013, Association Vent De Colère! e a., C‑262/12, EU:C:2013:851, punto 35).
74 A tal proposito, si deve ricordare che sono considerati aiuti di Stato gli interventi che, sotto qualsiasi forma, sono atti a favorire direttamente o indirettamente determinate imprese, o che devono ritenersi un vantaggio economico che l’impresa beneficiaria non avrebbe ottenuto in condizioni normali di mercato (sentenze del 17 luglio 2008, Essent Netwerk Noord e a., C‑206/06, EU:C:2008:413, punto 79, nonché del 27 giugno 2017, Congregación de Escuelas Pías Provincia Betania, C‑74/16, EU:C:2017:496, punto 65).
75 Va altresì ricordato che la giurisprudenza ha ammesso che un vantaggio direttamente conferito a talune persone fisiche o giuridiche può costituire un vantaggio indiretto e, pertanto, un aiuto di Stato per altre persone fisiche o giuridiche, che sono imprese (v., in tal senso, sentenza del 13 giugno 2002, Paesi Bassi/Commissione, C‑382/99, EU:C:2002:363, punti 38 e da 60 a 66).
83 In primo luogo, si deve ricordare che sono considerati aiuti di Stato gli interventi che, sotto qualsiasi forma, sono atti a favorire direttamente o indirettamente determinate imprese, o che devono ritenersi un vantaggio economico che l’impresa beneficiaria non avrebbe ottenuto in condizioni normali di mercato (sentenze del 17 luglio 2008, Essent Netwerk Noord e a., C‑206/06, EU:C:2008:413, punto 79, nonché del 27 giugno 2017, Congregación de Escuelas Pías Provincia Betania, C‑74/16, EU:C:2017:496, punto 65).
84 A tal riguardo, la Corte ha statuito che la valutazione di tale condizione relativa alla selettività del vantaggio richiede di stabilire se, nell’ambito di un dato regime giuridico, la misura nazionale in discussione sia tale da favorire «talune imprese o talune produzioni» rispetto ad altre che si trovino in una situazione materiale e giuridica analoga, tenuto conto dell’obiettivo perseguito da detto regime e che sono quindi oggetto di un trattamento differenziato idoneo, in sostanza, ad essere qualificato come «discriminatorio» (sentenze del 14 gennaio 2015, Eventech, C‑518/13, EU:C:2015:9, punti da 53 a 55, nonché del 21 dicembre 2016, Commissione/World Duty Free Group e a., C‑20/15 P e C‑21/15 P, EU:C:2016:981, punto 54).
86 L’articolo 107, paragrafo 1, TFUE, infatti, non distingue tra le cause o gli obiettivi degli interventi statali, bensì li definisce in funzione dei loro effetti e, quindi, indipendentemente dalle tecniche impiegate (sentenze del 15 novembre 2011, Commissione e Spagna/Government of Gibraltar e Regno Unito, C‑106/09 P e C‑107/09 P, EU:C:2011:732, punti 87, nonché del 21 dicembre 2016, Commissione/Hansestadt Lübeck, C‑524/14 P, EU:C:2016:971, punto 48).
89 In secondo luogo, ai fini della qualificazione di una misura nazionale come «aiuto di Stato», non è necessario dimostrare l’esistenza di un’incidenza reale dell’aiuto sugli scambi tra gli Stati membri, ma è sufficiente esaminare se l’aiuto di cui trattasi sia idoneo a incidere su tali scambi (sentenze del 26 ottobre 2016, Orange/Commissione, C‑211/15 P, EU:C:2016:798, punto 64, e del 18 maggio 2017, Fondul Proprietatea, C‑150/16, EU:C:2017:388, punto 29).
90 Tuttavia, il pregiudizio arrecato agli scambi tra gli Stati membri non può essere puramente ipotetico o presunto. Pertanto, è necessario determinare il motivo per cui la misura in questione può incidere, per i suoi effetti prevedibili, sugli scambi tra gli Stati membri (sentenza del 18 maggio 2017, Fondul Proprietatea, C‑150/16, EU:C:2017:388, punto 30 e giurisprudenza ivi citata).
92 Inoltre, allorché un aiuto concesso da uno Stato membro rafforza la posizione di un’impresa nei confronti di altre imprese concorrenti negli scambi intracomunitari, detti scambi sono da considerarsi influenzati dall’aiuto in questione (sentenze del 10 gennaio 2006, Cassa di Risparmio di Firenze e a., C‑222/04, EU:C:2006:8, punto 141, nonché del 18 maggio 2017, Fondul Proprietatea, C‑150/16, EU:C:2017:388, punto 31).
93 A tal proposito, non è necessario che le imprese beneficiarie partecipino direttamente agli scambi intracomunitari. Infatti, quando uno Stato membro concede un aiuto a delle imprese, l’attività sul piano interno può risultarne mantenuta o incrementata, con conseguente diminuzione delle opportunità per le imprese stabilite in altri Stati membri di penetrare nel mercato di tale Stato membro (sentenze del 14 gennaio 2015, Eventech, C‑518/13, EU:C:2015:9, punto 67, e del 18 maggio 2017, Fondul Proprietatea, C‑150/16, EU:C:2017:388, punto 32).
94 Peraltro, la circostanza che un settore economico, come quello dell’energia, sia stato oggetto di una liberalizzazione a livello dell’Unione è atta a configurare un’incidenza reale o potenziale degli aiuti sugli scambi fra gli Stati membri (v., in tal senso, sentenze del 5 marzo 2015, Banco Privado Português e Massa Insolvente do Banco Privado Português, C‑667/13, EU:C:2015:151, punto 51, nonché del 18 maggio 2017, Fondul Proprietatea, C‑150/16, EU:C:2017:388, punto 34).
96 Orbene, poiché l’energia elettrica è oggetto di scambi commerciali transfrontalieri, la concessione dei fondi destinati ai SIP ai prestatori di SIP menzionati al punto 82 della presente sentenza può produrre effetti sul commercio tra detti Stati (v., in tal senso, sentenza del 18 maggio 2017, Fondul Proprietatea, C‑150/16, EU:C:2017:388, punto 35).
99 Con la sua quarta questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se l’articolo 107, paragrafo 1, TFUE debba essere interpretato nel senso che un intervento dello Stato, quale il regime dei SIP, debba essere considerato come una compensazione che rappresenta la contropartita di prestazioni effettuate dalle imprese beneficiarie per adempiere obblighi di servizio pubblico, ai sensi della sentenza del 24 luglio 2003, Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg (C‑280/00, EU:C:2003:415).
100 A tal riguardo, la Corte ha precisato che, nei limiti in cui un intervento statale debba essere considerato come una compensazione che rappresenta la contropartita delle prestazioni effettuate dalle imprese beneficiarie per adempiere obblighi di servizio pubblico, cosicché tali imprese non traggono, in realtà, un vantaggio finanziario e il suddetto intervento non ha quindi l’effetto di collocarle in una posizione concorrenziale più favorevole rispetto alle imprese che fanno loro concorrenza, tale intervento non ricade nell’ambito di applicazione dell’articolo 107, paragrafo 1, TFUE (sentenze del 24 luglio 2003, Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg, (C‑280/00, EU:C:2003:415), punto 87; nonché dell’8 marzo 2017, Viasat Broadcasting UK/Commissione, C‑660/15 P, EU:C:2017:178, punto 25).
101 Conformemente ai punti da 88 a 93 della sentenza del 24 luglio 2003, Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg (C‑280/00, EU:C:2003:415), affinché un siffatto intervento possa sottrarsi alla qualificazione come «aiuto di Stato» devono essere soddisfatte talune condizioni. In primo luogo, l’impresa beneficiaria dev’essere stata effettivamente incaricata dell’adempimento di obblighi di servizio pubblico e detti obblighi devono essere definiti in modo chiaro. In secondo luogo, i parametri sulla base dei quali viene calcolata la compensazione devono essere previamente definiti in modo obiettivo e trasparente. In terzo luogo, la compensazione non può eccedere quanto necessario per coprire interamente o in parte i costi originati dall’adempimento degli obblighi di servizio pubblico. In quarto luogo, il livello della compensazione necessaria deve essere determinato sulla base di un’analisi dei costi che un’impresa media, gestita in modo efficiente e adeguatamente attrezzata al fine di poter soddisfare le esigenze di servizio pubblico richieste, avrebbe dovuto sopportare per adempiere tali obblighi.
102 Il controllo del rispetto delle condizioni poste dalla giurisprudenza risultanti dalla suddetta sentenza è operato al fine di determinare se le misure di cui trattasi debbano essere qualificate come «aiuti di Stato», il che costituisce una questione preliminare a quella consistente nel verificare, ove necessario, se un aiuto incompatibile sia nondimeno necessario al compimento del compito impartito al beneficiario della misura di cui trattasi, ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2, TFUE (sentenza dell’8 marzo 2017, Viasat Broadcasting UK/Commissione, C‑660/15 P, EU:C:2017:178, punto 34).
103 Per contro, non è più necessario applicare le condizioni sancite da detta giurisprudenza quando è stato constatato che una misura doveva essere qualificata come «aiuto», in particolare, in quanto l’impresa beneficiaria non è in grado di soddisfare il criterio del confronto con un’impresa media, gestita in modo efficiente e adeguatamente attrezzata al fine di poter soddisfare le esigenze di servizio pubblico richieste, e che è necessario esaminare se tale aiuto possa essere giustificato ai sensi dell’articolo 106, paragrafo 2, TFUE (sentenza dell’8 marzo 2017, Viasat Broadcasting UK/Commissione, C‑660/15 P, EU:C:2017:178, punto 35).
104 In primo luogo, occorre ricordare che gli Stati membri possono, nel rispetto del diritto dell’Unione, definire l’ampiezza e l’organizzazione dei loro servizi di interesse economico generale tenendo conto, in particolare, di obiettivi propri della loro politica nazionale e che, a tale proposito, gli Stati membri dispongono di un ampio potere discrezionale, che può essere rimesso in discussione solo in caso di errore manifesto (sentenza del 20 dicembre 2017, Comunidad Autónoma del País Vasco e a./Commissione, da C‑66/16 P a C‑69/16 P, EU:C:2017:999, punti 69 e 70).
107 In secondo luogo, emerge dalla ratio della deroga introdotta dalla sentenza del 24 luglio 2003, Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg (C‑280/00, EU:C:2003:415), che la prima condizione enunciata dalla predetta sentenza implica che, come rilevato dall’avvocato generale al paragrafo 78 delle sue conclusioni, l’impresa beneficiaria sia soggetta a un vero e proprio obbligo di fornire il servizio di cui trattasi in determinate condizioni, e non soltanto che essa sia autorizzata a fornire tale servizio.
113 In terzo luogo, la seconda e la terza condizione fissate dalla sentenza del 24 luglio 2003, Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg (C‑280/00, EU:C:2003:415), richiedono che i parametri sulla base dei quali viene calcolata la compensazione siano previamente definiti in modo obiettivo e trasparente, e che la compensazione non debba eccedere quanto necessario per coprire interamente o in parte i costi originati dall’adempimento degli obblighi di servizio pubblico.
118 In quarto luogo, si deve constatare che la quarta condizione sancita dalla sentenza del 24 luglio 2003, Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg (C‑280/00, EU:C:2003:415), non sembra soddisfatta per i SIP menzionati ai punti 115 e 116 della presente sentenza. Infatti, la mancanza di informazioni sulle modalità con cui i fondi destinati ai suddetti SIP sono calcolati implica necessariamente che non è possibile sapere se il livello delle compensazioni necessarie a tale titolo sia stato determinato sulla base di un’analisi dei costi che un’impresa media, gestita in modo efficiente e adeguatamente attrezzata al fine di poter soddisfare le esigenze di servizio pubblico richieste, avrebbe dovuto sostenere per adempiere tali obblighi.
120 Spetterà pertanto al giudice del rinvio sincerarsi che, nella presente causa, i prestatori di SIP siano stati selezionati secondo modalità che consentono di soddisfare la quarta condizione posta dalla sentenza del 24 luglio 2003, Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg (C‑280/00, EU:C:2003:415).
121 Di conseguenza, occorre rispondere alla quarta questione dichiarando che l’articolo 107, paragrafo 1, TFUE deve essere interpretato nel senso che un intervento statale, quale il regime dei SIP, non deve essere considerato una compensazione rappresentante la contropartita di prestazioni effettuate dalle imprese beneficiarie per adempiere obblighi di servizio pubblico, ai sensi della sentenza del 24 luglio 2003, Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg (C‑280/00, EU:C:2003:415), a meno che il giudice del rinvio non accerti che l’uno o l’altro dei SIP soddisfi effettivamente le quattro condizioni enunciate ai punti da 88 a 93 di detta sentenza.
124 Ai fini della qualificazione di una misura nazionale come «aiuto di Stato», non è necessario dimostrare un’effettiva distorsione della concorrenza, ma si deve solamente esaminare se l’aiuto sia idoneo a falsare la concorrenza (sentenza del 18 maggio 2017, Fondul Proprietatea, C‑150/16, EU:C:2017:388, punto 29 e giurisprudenza ivi citata).
125 Tuttavia, l’effettiva distorsione della concorrenza non può essere meramente ipotetica o presunta. Pertanto, è necessario determinare il motivo per cui la misura di cui trattasi falsa o minaccia di falsare la concorrenza (sentenza del 18 maggio 2017, Fondul Proprietatea, C‑150/16, EU:C:2017:388, punto 30 e giurisprudenza ivi citata).
126 A tal riguardo, occorre ricordare che gli aiuti diretti a sgravare un’impresa dai costi cui avrebbe dovuto normalmente far fronte nell’ambito della propria gestione corrente o delle proprie normali attività falsano in linea di principio le condizioni di concorrenza (sentenza del 18 maggio 2017, Fondul Proprietatea, C‑150/16, EU:C:2017:388, punto 33 e giurisprudenza ivi citata).
4) L’articolo 107, paragrafo 1, TFUE deve essere interpretato nel senso che un intervento statale, quale il regime dei servizi di interesse pubblico nel settore dell’energia elettrica, non deve essere considerato una compensazione rappresentante la contropartita di prestazioni effettuate dalle imprese beneficiarie per adempiere obblighi di servizio pubblico, ai sensi della sentenza del 24 luglio 2003, Altmark Trans e Regierungspräsidium Magdeburg (C‑280/00, EU:C:2003:415), a meno che il giudice del rinvio non accerti che l’uno o l’altro dei servizi di interesse pubblico nel settore dell’energia elettrica soddisfi effettivamente le quattro condizioni enunciate ai punti da 88 a 93 di detta sentenza.

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