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Timestamp: 2016-10-27 05:08:50+00:00

Document:
responsabilit� del lavoratore; incapacit� di discernimento; risarcimento del danno,
A.________ ha lavorato alle dipendenze della B.________ S.A. quale assistente di volo - incaricato della preparazione al suolo degli elicotteri - dalla primavera 1988 al 12 giugno 1989, quando � stato licenziato in tronco.
La disdetta del rapporto di lavoro con effetto immediato va ricondotta agli avvenimenti del 28 maggio 1989. Quella domenica, verso le 12.30, A.________ si � impossessato di un elicottero stazionato presso l'aerodromo di X.________ e, alzatosi in volo, si � diretto verso Y.________. Dopo circa 20 minuti, mentre tentava la manovra di atterraggio, si � schiantato in un campo di cavolfiori. L'elicottero ha subito un danno totale. A.________ � stato ricoverato prima in ospedale e poi in una clinica psichiatrica, durante alcuni mesi.
Il procedimento penale avviato nei suoi confronti si � concluso il 3 maggio 1990 con un decreto di abbandono per impunibilit� dell'agente, viste le risultanze della perizia psichiatrica esperita dal dottor C.________.
Dal 1� maggio 1990 egli � al beneficio di una rendita intera d'invalidit�.
Il 1� dicembre 1995 B.________ ha adito il Pretore del Distretto di Bellinzona onde ottenere la condanna dell'ex dipendente al pagamento di fr. 165'625.20.--, somma poi aumentata a fr. 194'083.--, a titolo di risarcimento per il danno patito. La petizione � stata accolta limitatamente a fr. 31'352.--, oltre interessi, il 21 gennaio 2003.
Il Pretore ha ravveduto nel comportamento di A.________ una violazione dell'obbligo contrattuale di diligenza e fedelt� (art. 321a cpv. 1 e 2 CO) e di osservanza delle direttive e delle istruzioni (art. 321d CO). Abusando del libero accesso ai capannoni - di cui beneficiava in quanto dipendente dell'attrice - e mettendosi ai comandi dell'elicottero egli ha infatti infranto le direttive per l'uso degli elicotteri emanate dalla datrice di lavoro, ch'era tenuto a rispettare anche se si trattava di un giorno festivo. Il suo agire � risultato ancor pi� grave alla luce del fatto ch'era sprovvisto dell'apposita licenza e privo della necessaria formazione. Donde il riconoscimento, di principio, della sua responsabilit� (art. 321e CO).
Sennonch� � stato provato che al momento dei fatti A.________ si trovava in uno stato di temporanea incapacit� di discernimento. Si � quindi posta la questione della sua responsabilit� ex art. 54 cpv. 2 CO, che il Pretore ha per� escluso, lo stato d'incapacit� non essendo riconducibile ad una colpa. Ciononostante il giudice ha concluso per la condanna al risarcimento parziale del danno in forza dell'art. 54 cpv. 1 CO.
Postulando la modifica della predetta sentenza nel senso della reiezione integrale della pretesa risarcitoria avanzata dall'ex datrice di lavoro, A.________ (convenuto) � insorto dinanzi al Tribunale federale il 18 maggio 2004 con un ricorso per riforma fondato sulla violazione degli art. 54, 97 segg. e 321e CO nonch� dell'art. 4 CC.
Dinanzi al Tribunale federale il convenuto non contesta pi� di aver violato i propri obblighi contrattuali. Egli � per� dell'avviso che nessuna responsabilit� possa essergli addebitata, difettando il requisito della colpa, indispensabile per l'applicazione dell'art. 321e CO.
2.1 Giusta l'art. 321e cpv. 1 CO il lavoratore � responsabile del danno che cagiona intenzionalmente o per negligenza al suo datore di lavoro.
La misura della diligenza che incombe al lavoratore va determinata in base alla natura del singolo rapporto di lavoro, avuto riguardo al rischio professionale, al grado d'istruzione o alle cognizioni tecniche che il lavoro richiede, nonch� alle capacit� e attitudini del lavoratore, quale il datore di lavoro conosceva o avrebbe dovuto conoscere (art. 321e cpv. 2 CO).
L'art. 321e CO ripropone in sostanza il principio generale della responsabilit� contrattuale sancito dall'art. 97 CO (cfr. fra tutti Tercier, Les contrats sp�ciaux, 3a ed., Zurigo 2003, n. 3082-3087), la quale presuppone la prova del danno, della violazione di obblighi contrattuali nonch� dell'esistenza di un nesso di causalit� naturale e adeguato fra i primi due elementi. La colpa � presunta (Gauch/Schluep/Schmid/Rey, Schweizerisches Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, vol. 1, 8a ed., Zurigo 2003, n. 2808). Tocca al datore di lavoro dimostrare la sussistenza dei primi tre requisiti, mentre al lavoratore incombe l'onere di provare l'assenza di ogni colpa (Wyler, Droit du travail, Berna 2002, pag. 101 segg. con numerosi rinvii giurisprudenziali e richiami dottrinali). Una volta ammessa la responsabilit�, spetta al giudice - il quale in questo ambito dispone di un ampio margine d'apprezzamento - stabilire in quale misura il lavoratore � tenuto a risarcire il danno (cfr. DTF 110 II 344 consid. 6b pag. 349).
2.2 In concreto il Tribunale d'appello, come gi� il Pretore, ha ammesso la sussistenza delle condizioni suscettibili di giustificare una responsabilit� del convenuto ex art. 321e CO. Ambedue le istanze cantonali, sulla scorta delle varie perizie psichiatriche agli atti, hanno poi riconosciuto al convenuto la possibilit� di prevalersi di un'incapacit� di discernimento al momento dei fatti. Per questo motivo la sua responsabilit� non � stata giudicata sulla base dell'art. 321e CO bens� dell'art. 54 CO.
Ci� significa che, contrariamente a quanto lasciato intendere nel ricorso, la Corte cantonale non ha applicato l'art. 321e CO nonostante l'impossibilit� di imputare al convenuto la colpa di quanto accaduto domenica 28 maggio 1989. Giovi ripeterlo, i giudici ticinesi, pur riconoscendo che il danno � stato causato dalla violazione degli obblighi contrattuali da parte del convenuto non l'hanno condannato al risarcimento in virt� dell'art. 321e CO bens� - tenuto conto dell'incapacit� di discernimento in cui egli versava al momento agli atti - dell'art. 54 cpv. 1 CO. La censura concernente la violazione dell'art. 321e CO si avvera dunque inconsistente.
Pur consapevole di una decisione in senso contrario del Tribunale federale, il convenuto contesta l'applicabilit� dell'art. 54 CO in materia contrattuale. A suo modo di vedere un'applicazione troppo estesa della citata norma condurrebbe ad un insostenibile svuotamento della protezione data dal nostro sistema giuridico alle persone incapaci di intendere e di volere.
3.1 Nel 1976 il Tribunale federale, modificando la sua precedente giurisprudenza, ha stabilito che il rinvio alle disposizioni sulla misura della responsabilit� per atti illeciti contenuto nell'art. 99 cpv. 3 CO include anche l'art. 54 CO. Questa norma sancisce infatti una responsabilit� fondata sull'equit�: la persona incapace di discernimento � tenuta a rispondere del pericolo che il suo stato costituisce per gli altri. Non potendosi affermare che il rischio che una persona incapace di discernimento cagioni un danno in ambito contrattuale sia inferiore a quello esistente in ambito extracontrattuale, la tutela della parte lesa si giustifica in ambedue i casi, se e nella misura in cui ci� � equo (DTF 102 II 226 consid. 2b pag. 230).
Anche se � vero che la fattispecie allora sottoposta al Tribunale federale differisce da quella attuale, il principio enunciato nella sentenza appena citata mantiene la sua validit�. A prescindere dalla contestazione generale esposta in ingresso al presente considerando, il convenuto non adduce d'altronde alcun argomento suscettibile di mettere in discussione questa giurisprudenza.
3.2 Anche la dottrina ha (perlopi�) aderito a questa decisione (cfr. fra tutti Gauch/Schluep/Schmid/Rey, op. cit., n. 2746 lett. c e 2814; Wiegand in: Basler Kommentar, n. 23 ad art. 99 CO e, sempre nella medesima opera, Schnyder, n. 2 ad art. 54; Werro, La capacit� de discernement et la faute dans le droit suisse de la responsabilit�, Friborgo 1986, n. 503).
L'argomentazione del convenuto si rif� invero alla critica sollevata da Honsell (Schweizerisches Haftpflichtrecht, 3a ed., Zurigo 2000, �16 n. 7), il quale effettivamente esprime il timore di veder elusa la protezione delle persone incapaci di discernimento mediante l'estensione dell'applicazione dell'art. 54 CO. A torto. L'art. 54 cpv. 1 CO non stabilisce infatti una regola generale bens� concede al giudice la facolt�, per motivi di equit�, di condannare una persona incapace di discernimento al risarcimento parziale o totale del danno.
� al giudice che incombe di decidere, di caso in caso, se e in che misura la persona incapace di discernimento debba effettivamente rispondere del danno causato (Schnyder, op. cit., n. 7 ad art. 54 CO).
3.3 Anche le ulteriori censure sollevate dal convenuto contro l'applicabilit� della citata norma alla fattispecie vanno disattese.
3.3.1 Si appalesa d'acchito volta all'insuccesso la tesi secondo la quale ammettere una responsabilit� causale fondata sull'equit� risulterebbe in contrasto con il divieto di pattuire una responsabilit� senza colpa dei lavoratori (cfr. art. 362 CO; Tercier, op. cit., n. 3082).
Il caso in esame non riguarda, infatti, la pattuizione di una responsabilit� del lavoratore che prescinde dalla colpa bens� un episodio specifico e ben delimitato, nel quale la responsabilit� del lavoratore � stata ammessa nonostante l'assenza di colpa in applicazione dell'art. 54 CO.
3.3.2 Il convenuto non ha miglior fortuna laddove asserisce che riconoscere una responsabilit� causale equivarrebbe a sanare il mancato ossequio del termine di prescrizione annuale (art. 60 CO).
Trattandosi di una responsabilit� di natura contrattuale il termine di prescrizione � infatti quello decennale dell'art. 127 CO, il rinvio contemplato dall'art. 99 cpv. 3 CO non includendo l'art. 60 CO (Gauch/ Schluep/Schmid/Rey, op. cit., n. 2746 lett. a).
3.3.3 Risulta per contro irricevibile l'argomento secondo cui anche ammettendo una responsabilit� contrattuale la stessa sarebbe perenta, non avendo il datore annunciato la propria pretesa di risarcimento prima della fine del rapporto contrattuale.
Su questo tema la sentenza impugnata � silente. L'attrice spiega l'assenza di accertamenti e considerazioni al riguardo rilevando che l'eccezione, sollevata dal convenuto negli allegati introduttivi e confutata dal Pretore, non � pi� stata fatta valere in appello. Essa deve pertanto essere considerata nuova e, di conseguenza, dichiarata inammissibile nel quadro del presente gravame (art. 55 cpv. 1 lett. c OG). A ragione.
Il convenuto non solo non afferma il contrario ma dichiara di esprimersi su questo tema "a titolo abbondanziale". Per completezza si pu� comunque osservare che il Pretore ha reputato dimostrato che, al momento della rescissione del contratto, l'attrice aveva comunicato al convenuto di ritenerlo responsabile del danno cagionato.
3.5 In conclusione, nulla osta all'applicabilit� dell'art. 54 CO nella fattispecie.
Nell'eventualit� in cui venisse ammessa l'applicabilit� dell'art. 54 cpv. 1 CO, il convenuto critica l'applicazione di questa norma nella sentenza impugnata. In particolare, data la sua precaria situazione economica, egli contesta la decisione di imporgli la rifusione di un terzo del danno patito dall'attrice.
4.1 Una volta stabilito che i requisiti per l'applicazione dell'art. 54 cpv. 1 CO - danno, comportamento illecito (rispettivamente violazione del contratto), nesso di causalit� nonch� incapacit� di discernimento - sono adempiuti, il giudice deve decidere, di caso in caso, se ed in quale misura la persona incapace di discernimento � tenuta a riparare il pregiudizio cagionato (Schnyder, op. cit., n. 4 segg. ad art. 54 CO). In altre parole, la decisione sul risarcimento ed il suo ammontare � lasciata al giudice, che decide secondo equit� (art. 4 CC; cfr. Werro, op. cit., n. 571).
4.1.1 A questo riguardo occorre rammentare che, pur disponendo in linea di principio di un potere d'esame illimitato, in simili casi il Tribunale federale interviene solo quando il giudice di merito cade nell'eccesso o nell'abuso del suo potere di apprezzamento, ossia quando si scosta senza motivo dai principi riconosciuti da dottrina e giurisprudenza, oppure quando si basa su criteri giuridicamente irrilevanti, tralascia importanti aspetti, rispettivamente effettua una ponderazione manifestamente errata delle circostanze del caso. Inoltre, una decisione fondata sull'apprezzamento verr� annullata qualora risulti palesemente iniqua (DTF 129 III 715 consid. 4.4 pag. 725 con rinvii).
4.1.2 Chiamato a pronunciarsi sull'opportunit� di imporre all'inabile un risarcimento pecuniario e sulla sua entit�, il giudice si trova confrontato con l'esigenza di riparare il pregiudizio subito dalla parte danneggiata, da un lato, e, dall'altro, con quella di non penalizzare eccessivamente l'autore, il quale - pur essendo all'origine del danno - � lui stesso vittima del proprio stato. In questo senso si pu� affermare che nel diritto della responsabilit� l'equit� ha una funzione sociale (cfr. Werro, op. cit., n. 577 e 579). Il giudice procede allora ad una valutazione comparativa delle condizioni economiche delle parti (Werro, op. cit., n. 586) al momento della sentenza (Schnyder, op. cit., n. 8 ad art. 54 CO) per poi decretare una ripartizione equa del danno tra la vittima e l'autore incapace (cfr. anche DTF 122 III 262 consid. 2a/aa pag. 266 seg.).
Contrariamente a quanto sostiene il convenuto, la condanna della persona incapace non presuppone ch'essa si trovi in una situazione finanziariamente migliore di quella del danneggiato; � per contro indispensabile che l'autore del danno disponga dei mezzi finanziari necessari al risarcimento (Werro, op. cit., n. 600). L'obbligo di pagamento non deve infatti condurre alla sua rovina (Schnyder, op. cit., n. 8 ad art. 54 CO).
4.1.3 L'accertamento quantitativo delle rispettive situazioni finanziarie delle parti - diversamente dai criteri giuridici che reggono la determinazione delle risorse a loro disposizione - attiene ai fatti ed � pertanto insindacabile nell'ambito di un ricorso per riforma.
Infatti, nella giurisdizione di riforma il Tribunale federale fonda il suo giudizio sui fatti cos� come accertati dall'ultima istanza cantonale, a meno che siano state violate disposizioni federali in materia di prove, debbano venire rettificati accertamenti di fatto derivanti da una svista manifesta (art. 63 cpv. 2 OG) o si renda necessario un complemento degli stessi a norma dell'art. 64 OG (DTF 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140), ovverosia mediante fatti allegati da una parte in sede cantonale in modo conforme alle norme sulla procedura, ma ritenuti a torto dall'autorit� cantonale come irrilevanti o da essa negletti a causa dell'errata comprensione del diritto federale (DTF 130 III 102 consid. 2.2 pag. 106; 127 III 248 consid. 2c con rinvii). Tutte queste critiche e gli atti cui si riferiscono devono essere debitamente specificati (art. 55 cpv. 1 lett. b e d OG). Fatte salve queste eccezioni, censure contro l'accertamento dei fatti e l'apprezzamento delle prove eseguiti dall'autorit� cantonale sono improponibili, cos� come non si pu� far riferimento a circostanze non accertate nel giudizio impugnato, trattandosi di fatti nuovi (art. 55 cpv. 1 lett. c OG; DTF citati). Questi principi sono applicabili anche alla risposta (art. 59 cpv. 3 OG).
A suo modo di vedere l'autorit� cantonale non avrebbe tenuto nella debita considerazione il fatto che, dopo il noto incidente, egli non � pi� stato in grado di riprendere un'attivit� lavorativa (prova ne sia il fatto che beneficia di una rendita d'invalidit� intera), che la sua salute psichica � stata ulteriormente pregiudicata dalle procedure giudiziarie e che la sua sostanza immobiliare � oberata dai debiti. Alla sua situazione precaria si contrappone quella consolidata dell'attrice, la cui attivit� non ha risentito dell'incidente. Egli evidenzia inoltre l'avvenuto rimborso del valore dell'elicottero andato distrutto, precisando che tale apparecchio, risalente al 1975, avrebbe dovuto in ogni caso essere sostituito a breve termine, sicch� per finire - lascia intendere il convenuto - il sinistro avrebbe addirittura procurato all'attrice un certo vantaggio.
4.3 Le circostanze esposte nel ricorso trovano solo parzialmente riscontro nella pronuncia impugnata. Il convenuto tace alcuni accertamenti effettuati dalle autorit� cantonali in merito alla sua situazione finanziaria e ne propone - inammissibilmente - dei nuovi con riferimento a quella della controparte.
Per quanto concerne in particolare la situazione dell'attrice, � stata appurata l'esistenza di un pregiudizio di fr. 94'056.--, pari alla differenza fra i danni accertati (fr. 659'056.--) e il risarcimento assicurativo (fr. 565'000.--). La tesi secondo la quale l'elicottero avrebbe dovuto in ogni caso venire cambiato di l� a poco non risulta essere mai stata proposta dinanzi alle autorit� giudiziarie ticinesi, sicch� essa non pu� essere tenuta in nessuna considerazione. Per il resto, anche se la situazione economica dell'attrice non � stata accertata con precisione, non si vede - a priori - per quale ragione essa dovrebbe sopportare da sola le conseguenze dell'incapacit� di discernimento temporanea del convenuto.
Decisivo � lo stato patrimoniale del convenuto. Stando a quanto accertato in sede cantonale, dalla notifica di tassazione del 24 giugno 2002 � emerso un reddito imponibile di fr. 36'910.--, immobili per fr. 387'000.--, titoli e numerari per fr. 182'216.-- e debiti privati per fr. 839'547.--. Ai fini del giudizio le autorit� cantonali hanno preso in considerazione la disponibilit� finanziaria garantita al convenuto dal reddito del lavoro presso la D.________ SA (fr. 10'000.-- annui), non menzionato nel ricorso, di cui il convenuto � pure azionista unico, dalle rendite d'invalidit�, dalla sostanza mobiliare (fr. 182'216.--, comprensiva delle 100 azioni D.________ SA) - che nel gravame non viene evocata - e dalla sostanza immobiliare. Con riferimento a quest'ultima risorsa, anche dinanzi al Tribunale federale il convenuto assevera che la sostanza immobiliare sarebbe fortemente ipotecata. Sennonch� il Tribunale d'appello ha rifiutato di tener conto di questa affermazione, non avendo egli dimostrato l'impossibilit� di trovare un ulteriore finanziamento. Trattandosi di una questione attinente la valutazione delle prove essa sfugge all'esame del Tribunale federale.
La determinazione delle risorse a disposizione del convenuto appare corretta - n� egli assevera il contrario - e gli importi accertati in sede cantonale vincolano il Tribunale federale. Ora, se alla luce dei dati sopra riferiti appare verosimile che la condanna del convenuto al pagamento di fr. 31'352.-- sia per lui gravosa, non si pu� per contro affermare ch'essa conduca alla sua rovina. La conclusione dei giudici ticinesi, per i quali la situazione finanziaria del convenuto gli consente di risarcire almeno in parte il danno subito dall'attrice, non pu� essere definita manifestamente iniqua.
La tassa di giustizia di fr. 2'000.-- � posta a carico del convenuto, il quale rifonder� all'attrice fr. 2'500.-- per ripetibili della sede federale.

References: art. 54
 sentenza 
 art. 54
 DTF 
 art. 321
 sentenza 
 art. 99
 art. 54
 art. 54
 art. 362
 sentenza 
 sentenza 
 art. 54
 sentenza 
 art. 54
 DTF 
 art. 54
 DTF