Source: https://business.laleggepertutti.it/31196_assegno-di-divorzio-di-nuovo-in-base-al-tenore-di-vita
Timestamp: 2018-05-25 03:22:14+00:00

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Assegno di divorzio: di nuovo in base al tenore di vita?
Lo sai che? Assegno di divorzio: di nuovo in base al tenore di vita?
Divorzio e mantenimento della ex moglie: cambia di nuovo tutto. Torna ad essere valido il criterio del tenore di vita. Ecco i dettagli
Lo avevamo già preannunciato in Divorzio e mantenimento della moglie: cambia di nuovo tutto: il mondo del diritto e soprattutto la gente coinvolta in contenziosi divorzili sono col fiato sospeso e attendono con ansia la decisione delle Sezioni Unite [1] che potrebbe reintrodurre il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio come criterio di riferimento per l’assegno divorzile, che a partire dall’anno scorso è stato sostituito, da parte dei giudici, con il parametro dell’autosufficienza economica dell’ex coniuge.
Mentre cresce l’attesa per il deposito della Sentenza delle Sezioni Unite che (a breve) finalmente farà chiarezza sul punto, spunta un’ordinanza della Cassazione [2] che accoglie il ricorso di una donna, riconoscendole il diritto all’assegno di divorzio proprio sulla base del criterio del tenore di vita. In particolare, si legge nella pronuncia in commento: «ciò che rileva ai fini del riconoscimento dell’assegno divorzile è l’impossibilità di ottenere risorse tali da consentire (da parte dell’ex coniuge) il raggiungimento di un tenore di vita sostanzialmente non diverso da quello goduto in costanza di matrimonio».
Ecco che allora il tenore di vita trova nuovamente ingresso come criterio di riferimento per l’assegnazione e il calcolo dell’assegno di divorzio.
Come premesso, siamo tutti in attesa di quanto chiarirà la Corte di Cassazione a Sezioni Unite. Nel frattempo (e manca davvero poco al deposito della sentenza) cerchiamo di fare il punto della situazione. Vediamo allora quali sono i possibili scenari che si profilano in tema di assegno di divorzio e mantenimento nei confronti del coniuge più debole, quasi sempre la ex moglie.
1 Assegno di divorzio: cambia di nuovo tutto?
2 Assegno di divorzio: il nodo del tenore di vita
5 Assegno di divorzio: a chi spetta fornire la prova
6 Assegno di divorzio e mantenimento della moglie: cosa cambierà
Assegno di divorzio: cambia di nuovo tutto?
Come anticipato, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite sta per emettere una sentenza che potrebbe stravolgere di nuovo tutto in materia di assegno divorzile e mantenimento del coniuge più debole (solitamente la moglie) in seguito al divorzio. E allora ci si domanda: sarà ancora applicabile il criterio del tenore di vita per stabilire l’importo dell’assegno? La moglie si potrà ancora far mantenere dal marito dopo il divorzio? La risposta potrebbe essere affermativa e tra non molto lo scopriremo.
Secondo il procuratore generale della Cassazione, Marcello Matera, è sbagliato non far più riferimento al criterio del tenore di vita, poiché così facendo si corre il rischio di favorire una sorta di giustizia di classe. Al contrario, la valutazione sull’assegno di divorzio deve essere fatta caso per caso e il criterio del tenore di vita goduto durante il matrimonio potrà continuare ad essere preso come riferimento nelle cause di divorzio per valutare il diritto del coniuge più debole a ricevere l’assegno divorzile. Il procuratore generale della Cassazione, pertanto, ha chiesto alle Sezioni unite della Suprema Corte, di “rivedere” quanto deciso con la famosissima sentenza “Grilli” [3] che, nel maggio 2017, ha mandato in soffitta il riferimento al tenore di vita che, fino ad allora, era sempre stato il criterio con il quale veniva stabilito l’importo dell’ “assegno di mantenimento”.
Dalla famosissima sentenza in commento, non è passato nemmeno un anno ed ecco che le cose potrebbero cambiare di nuovo. Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono i possibili scenari.
Come anticipato, la famosissima sentenza della Cassazione del 10 maggio 2017 ha portato ad una radicale rivisitazione dei criteri per il riconoscimento ed il calcolo dell’assegno di divorzio. Se, infatti, rispetto al passato, non è mutata la situazione con riferimento all’assegno di mantenimento dovuto dopo la separazione (e il cui scopo resta quello di consentire al coniuge più debole la conservazione di un tenore di vita analogo a quello goduto durante la vita matrimoniale); stessa cosa non può dirsi riguardo all’assegno di divorzio. Il divorzio, infatti, recide ogni legame tra gli ex coniugi, sicché uno di loro potrà aver diritto all’assegno solo in mancanza di autonomia economica e sempre che questa non sia determinata da propria colpa: si pensi, ad esempio, al coniuge che si dimette dal lavoro oppure all’ex che non si impegni affatto nella ricerca di un impiego. Scopo dell’assegno di divorzio, dunque, è quello di garantire al coniuge più “debole” l’autosufficienza economica che è cosa ben diversa dall’agiatezza.
La legge sul divorzio [4] elenca in modo più dettagliato i requisiti (corrispondenti alle “circostanze” e ai “redditi” di cui all’assegno di mantenimento) dei quali il giudice deve tener conto ai fini del riconoscimento e della quantificazione dell’assegno divorzile. Essi, tuttavia, non costituiscono un elenco tassativo, potendo il magistrato valutarne solo alcuni.
del contributo personale fornito alla vita familiaredurante il matrimonio: si pensi alla donna che pur non avendo mai lavorato abbia comunque consentito per anni al marito un notevole risparmio in quanto si sia sempre occupata della cura della casa e dei figli. Tale contributo deve essere stato effettivo e non potrebbe certamente ritenersi sussistente nel caso in cui la donna, pur essendo sempre rimasta in casa, si sia abitualmente avvalsa dell’aiuto di colf e di baby sitter, pesando parimenti sul bilancio familiare;
Come detto sopra, la sentenza delle Sezioni Unite sarà depositata tra poco. Vi terremo aggiornati.
[2] Cass. ord. n. 10417 del 02.05.2018.
[3] Cass. sent. n. 11504/17 del 10.05.2017.
[4] Art. 5 L. n. 898/70.

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 Art. 5