Source: http://diritti-cedu.unipg.it/category/diritti-costituzione-e-cedu-rights-constitution-and-echr/
Timestamp: 2018-03-22 11:36:16+00:00

Document:
Diritti, Costituzione e CEDU | Rights, Constitution and ECHR Archivi -
Alla luce delle “storiche” decisioni della Corte costituzionale (nn.348 e 349 del 2007) , in cui per la prima volta i giudici costituzionali hanno riconosciuto rango sovra-legislativo, ai sensi dell’articolo 117, primo comma Cost., alle disposizioni della CEDU, purché queste ultime non siano in contrasto con i princìpi ed i diritti fondamentali stabiliti nella prima parte del testo della Costituzione, i ricercatori dell’area pubblicistica/costituzionalistica si propongono di analizzare i riflessi del sistema di protezione internazionale operante nell’ambito del Consiglio d’Europa rispetto agli standard costituzionali di garanzia e rispetto al livello di tutela garantito dall’ordinamento comunitario. Sono inoltre selezionati in particolare quei casi giurisprudenziali che hanno ampliato l’orizzonte del dibattito sui meccanismi di tutela dei diritti ben oltre i confini, più o meno espliciti, delle garanzie costituzionali ad esempio sul delicato fronte” del diritto alla vita (inizio vita, con le problematica connesse alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e fine vita, per le questioni relative al suicidio assistito) e della bioetica.
Anche sul versante del rapporto tra diritti e organizzazione costituzionale, è utile verificare la prospettiva dei giudici di Strasburgo in tema di immunità parlamentari ed in tema di autodichia (giurisdizione domestica per i dipendenti delle Camere).
In two “historic” judgements of the Constitutional Court (N. 348 and N.349/2007) for the first time the constitutional judges have recognized to the provisions of the European Convention on Human Rights (an international Treaty whose rules are introduced in the national system with parliamentary law – “legge di esecuzione” del trattato) an higher rank than ordinary legislation, in accordance with Article 117, first paragraph, of the Italian Constitution where is written that “ both national and regional laws have to be enacted in the respect of international law (obblighi internazionali)”.
The Constitutional Court has the power to decide if a primary law contains rules in conflict to the guarantees of the European Convention on Human rights: the protection of human rights written in the Convention, according to the interpretation given by the ECtHR (see Const.Court, Judgements N.311 and 317/2009), plays the role of a “special” parameter (“norma interposta”) in the constitutional review of legislation, because the violation of the Convention produces an indirect violation of the Constitution (art. 117, para.1, It.Const.).In this framework the researchers propose an analysis of the reflections of the specific international protection of human rights operating under Council of Europe standards, with respect to constitutional guarantees and the level of protection guaranteed by EU law and EU case-law.
The cases selected have in particular expanded the horizon of jurisprudential debate about the mechanisms of the protection of rights far beyond the borders, explicit or otherwise, of constitutional guarantees, in arguments such as the delicate question of the “right to life” and “bioethics”.
Also on the relationship between rights and constitutional organizations, it is useful to verify the perspective of the judges of Strasbourg on the subject of parliamentary immunity and domestic jurisdiction (“autodichia”) for employees of the Parliament .
Elenco sottosezioni / Subsections list
CIERVO A. - Una questione privata (e di diritto interno). La Consulta dichiara incostituzionale il divieto di accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo
CIERVO A. - “Illness” or “desease” ? La Corte di Strasburgo ritorna sulla legislazione svizzera in materia di “fine vita”
CIERVO A. - “Penser solidairement la fin de vie”: brevi osservazioni in margine ai lavori della Commissione Sicard
MALFATTI E. - La Corte di Strasburgo tra coerenze e incoerenze della disciplina in materia di procreazione assistita e interruzione volontaria della gravidanza: quando i “giochi di parole” divengono decisivi
CIERVO A. - Obblighi positivi dello Stato e tutela della vita umana: analisi di una recente tendenza giurisprudenziale della Grande Chambre della Corte di Strasburgo (Sent. Giuliani e Gaggio contro Italia del 24 marzo 2011)
REPETTO G. - La Corte di Strasburgo si confronta per la prima volta con il matrimonio omosessuale
PESOLE L. - La Corte europea dei diritti dell’uomo si pronuncia ancora una volta sulla limitazione del diritto di accesso alla giustizia determinata dall’insindacabilità parlamentare
PISANI M.- Mandato d’arresto europeo: se vi è rischio di trattamento inumano e degradante l'Autorità Giudiziaria d'esecuzione può decidere di porre fine alla procedura di esecuzione
FANCIULLO D. - Osservazioni a prima lettura sul parere 2/13 della Corte di giustizia dell’Unione europea
REPETTO G. - Il nodo delle irretroattività tra Corte costituzionale e Corte europea dei diritti dell’uomo
REPETTO G. - Tra continuità e nuovi scenari: l’efficacia della CEDU alla luce delle sentt. nn. 80 e 113/2011 della Corte costituzionale
REPETTO G. - Il Trattato di Lisbona ha attribuito alla CEDU un’efficacia diretta e prevalente nell’ordinamento interno? Consiglio di Stato e TAR Lazio alla ricerca di nuove (e discutibili) soluzioni
STEFANELLI S. - Illegittimo per violazione degli artt. 8 e 14 CEDU l’obbligo del cognome paterno
CIERVO A. - La “mala sanità” arriva a Strasburgo: l’Italia condannata per la mancata rivalutazione annuale dell’indennità complementare corrisposta per danno derivante da trasfusione di sangue infetto
CIERVO A. - L’articolo 14 della CEDU come parametro autonomo di giudizio ? Il caso Opuz contro Turchia.
LOCCHI M. C. - Alcune considerazioni su limiti e ambiguità del riconoscimento giuridico delle differenze culturali a partire dalla giurisprudenza sui rom della Corte europea dei diritti dell’uomo
CEDU e Costituzione; CEDU e diritto UE | ECHR and It.Constitution; ECHR and EU Law
PISANI M.- Mandato d’arresto europeo: se vi è rischio di trattamento inumano e degradante l’Autorità Giudiziaria d’esecuzione può decidere di porre fine alla procedura di esecuzione
Maria Mercedes Pisani
In its decision on the cases Aranyosi (C-404/15) and Căldăraru (C-659/15 PPU), The Court of Justice of the European Union (EUCJ) stated that, although Member States are obliged to respect the mutual recognition principle and cannot introduce non-execution mechanisms which are not provided in the Framework Decision on the European Arrest Warrant (EAW), they are obliged to respect the fundamental rights of the requested persons.
The Court of Luxemburg made it clear that fundamental rights, such as the prohibition of torture and ill treatments set out in Article 3 ECHR and in Article 4 of the EU Charter are absolute not derogable rights, thus Member States have the obligation to respect and protect them in every circumstance.
The decision supports the application of the proportionality principle in European criminal cooperation, that means that the European procedure on EAW should be activated when the scope is proportionate to the instrument and resources involved. The EUCJ considered some decisions of the ECHR relevant precedents in order to establish that there was a real risk that the requested persons, if surrendered to the requesting State, would be subjected to detention conditions that infringe their fundamental rights.
The decision requires national Judicial Authorities to defer the execution of an European Arrest Warrant until the requesting State provides sufficient information to ensure that the requested persons’ fundamental rights are effectively protected. If such information is insufficient or is not given within a reasonable period of time, it remains upon the Judicial Authority of the requested State to decide whether or not to complete the procedure. […]
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea si pronuncia ancora una volta in relazione alla procedura di esecuzione del mandato d’arresto europeo1, con una sentenza che mette nuovamente in risalto (ove ve ne fosse ancora il bisogno) la straordinaria rilevanza del dialogo tra le Corti internazionali e sovranazionali e quanto il diritto interno possa essere governato anche attraverso l’influenza di organismi diversi da quelli appartenenti strettamente al sistema dell’Unione europea.
FANCIULLO D. – Osservazioni a prima lettura sul parere 2/13 della Corte di giustizia dell’Unione europea
Daniela Fanciullo
CIERVO A. – Una questione privata (e di diritto interno). La Consulta dichiara incostituzionale il divieto di accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo
STEFANELLI S. – Illegittimo per violazione degli artt. 8 e 14 CEDU l’obbligo del cognome paterno
CIERVO A. – La “mala sanità” arriva a Strasburgo: l’Italia condannata per la mancata rivalutazione annuale dell’indennità complementare corrisposta per danno derivante da trasfusione di sangue infetto
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CGUE SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione) 5/12/2017 Rinvio pregiudiziale – Articolo 325 TFUE – Sentenza 8/09/2015, Taricco e a. (C 105/14, EU:C:2015:555)	(86 download)
CORTE COSTITUZIONALE ORDINANZA N. 187, N. 188 E N. 189 ANNO 2017	(110 download)
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE sentenza sul ricorso 25162/2013	(109 download)
CORTE COSTITUZIONALE SENTENZA N. 132 ANNO 2015	(116 download)
Corte di Giustizia - Sentenza 3 luglio 2014 cause riunite C 129/13 e C 130/13	(107 download)

References: sentenza 

CGUE 
 Articolo 325
 Sentenza 
 sentenza 
 SENTENZA 
 Sentenza