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Timestamp: 2020-06-02 21:25:47+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 10451 del 27/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10451 del 27/04/2017
Cassazione civile, sez. I, 27/04/2017, (ud. 03/02/2017, dep.27/04/2017), n. 10451
sul ricorso 15690/2012 proposto da:
Azienda Sanitaria Locale ROMA (OMISSIS), già Azienda USL RM
elettivamente domiciliata in Roma, Borgo Santo Spirito n. 3, presso
l’Avvocatura dell’Azienda, rappresentata e difesa dall’avvocato Di
Gregorio Gloria, giusta procura per Notaio Dott. N.S. di
(OMISSIS) – Rep. n. (OMISSIS);
F.R., P.M., V.E.;
avverso la sentenza n. 1992/2012 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
udito, per la ricorrente, l’Avvocato GLORIA DI GREGORIO che ha
Luigi, che ha concluso per l’accoglimento del primo e secondo
motivo, assorbito il resto.
L’Avv. F.R. chiese ed ottenne dal Tribunale di Roma l’emissione di un decreto ingiuntivo per i compensi prestati per la difesa di P.M. e di V.E., medici della ASL Roma (OMISSIS), in un processo penale conclusosi col proscioglimento dei due imputati. Costoro proposero opposizione al decreto e contestualmente
chiamarono in giudizio la ASL Roma A per esserne garantiti. Il Tribunale adito confermò il decreto e condannò l’Azienda a rivalere i sanitari, e la decisione fu confermata, con la sentenza indicata in epigrafe, dalla Corte d’Appello di Roma, secondo cui: a) l’eccezione d’inammissibilità della chiamata in giudizio dell’Azienda, perchè contenuta nell’atto d’opposizione, era stata ritenuta rinunciata dal giudice di primo grado con l’ordinanza resa nel corso della prima udienza, e su tale provvedimento, avente natura di sentenza, non era stata fatta riserva d’impugnazione, sicchè la statuizione era passata in giudicato; b) a mente dell’art. 25 del CCNL di categoria per gli anni 1998-2001, sussisteva il diritto dei sanitari al rimborso delle spese legali, senza limitazioni ai minimi tariffari.
Per la cassazione della sentenza, ha proposto ricorso l’Azienda USL RM (OMISSIS) affidato a quattro motivi, gli intimati non hanno svolto difese.
2. Il primo ed il secondo motivo, con cui il ricorrente censura la statuizione sub a) di parte narrativa, rispettivamente, per violazione degli artt. 279 e 340 c.p.c. e per vizio di motivazione sono fondati. Il provvedimento con cui il giudice di primo grado ha ritenuto di esser esentato (per la supposta rinuncia) dal decidere sulla questione di ordine processuale sottopostagli, non ha natura di sentenza, non contenendo alcuna statuizione di natura decisoria, sicchè non vi era onere, per l’Azienda, di formulare riserva d’appello. Inoltre, secondo il consolidato insegnamento di questa Corte, cui va data continuità, l’opponente a decreto ingiuntivo che intenda chiamare in causa un terzo non può direttamente citarlo per la prima udienza ma deve chiedere al giudice, nell’atto di opposizione, di essere a ciò autorizzato, determinandosi, in mancanza, una decadenza rilevabile d’ufficio ed insuscettibile di sanatoria per effetto della costituzione del terzo chiamato (cfr. da ultimo, Cass. 29/10/2015 n.22113, e sentenze ivi richiamate).
3. La sentenza va, in conclusione, cassata, restando assorbiti i motivi terzo e quarto (relativi alla statuizione sub b), e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, va dichiarata ex art. 384 c.p.c., comma 2, la nullità della chiamata in causa della AUSL.
4. Le spese del giudizio tra opponenti e chiamata vanno interamente compensate, per essersi la giurisprudenza consolidata in epoca successiva alla proposizione del giudizio.
Accoglie il primo ed il secondo motivo, assorbiti gli altri; cassa e, decidendo nel merito, dichiara la nullità della chiamata in causa dell’Azienda USL Roma (OMISSIS). Spese compensate.

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 Cass. 
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 art. 384