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Timestamp: 2016-10-23 01:52:39+00:00

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⭐1.1 RIFERIMENTI PROGETTUALI E ASPETTI PRESCRITTIVI 5 2. PROGETTO DI COLLOCAZIONE A DEPOSITO DEI MATERIALI 11
1.1 RIFERIMENTI PROGETTUALI E ASPETTI PRESCRITTIVI 5 2. PROGETTO DI COLLOCAZIONE A DEPOSITO DEI MATERIALI 11
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1 2 INDICE DEI CONTENUTI 1. PREMESSA RIFERIMENTI PROGETTUALI E ASPETTI PRESCRITTIVI 5 2. PROGETTO DI COLLOCAZIONE A DEPOSITO DEI MATERIALI TIPOLOGIA DEI MATERIALI DA COLLOCARE NEL SITO IMPATTO PREVISIONALE ACUSTICO CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO AREE POTENZIALMENTE INTERESSATE DALLA RUMOROSITA DELL ATTIVITA E METODOLOGIE DI ANALISI VALUTAZIONE DEL RISPETTO DEI LIMITI ACCORGIMENTI TECNICI PER LIMITARE IL DISTURBO ACUSTICO 32 13 1. PREMESSA Il presente progetto nasce dalla volontà di ripristinare ambientalmente il sito degradato relativo alla ex cava Bruni, posta in località Stazione Masotti nel Comune di Serravalle Pistoiese (PT) e definita, nel successivo stralcio cartografico tratto dalla Carta UTOE del R.U.C., sotto la voce cave e discariche. In accordo, infatti, all art. 118 del R.U.C. in tali aree è previsto che si intervenga mediante Piano Particolareggiato di Recupero Ambientale, con la presente relazione che svolge il ruolo di relazione tecnica generale a supporto del Piano. A corredo del Piano, di seguito, si riporta l elenco completo degli elaborati costituenti il progetto nella sua interezza: Codice elaborato A B C D E F G Titolo elaborato Relazione tecnica generale Relazione tecnica aspetti vegetazionali Valutazione integrata Relazione geologica di fattibilità Relazione tecnica aspetti geologico-strutturali Documentazione fotografica Schema di convenzione e norme di attuazione Scala 1 Carta della visibilità 1: Planimetria stato attuale 1: Carta della vegetazione 1: Carta geologica 1: Carta geomorfologica 1: Planimetria e sezioni geologico-strutturali 1: Carta dei crolli e degli accumuli detritici 1: Carta di ubicazione delle indagini geologiche, geognostiche e geofisiche 1:4 9 Carta delle pericolosità e delle fattibilità 1: a,b Rilievo stato di fatto dei fabbricati presenti, 1:500, 1:100 planimetria posizione edifici 11 Planimetria di cantiere, pianta e prospetto locali uso 1:100, 1:250 uffici e servizi 12 Planimetria stato di progetto 1: a,b Sezioni di progetto Sezioni A-B-C-D-E-F-G-H-I 1: Stato ripristinato, sezione tipo di ripristino 1: Planimetria catastale 1: Fotomodellazione dello stato dei luoghi 17 Carta di ubicazione dei punti di ripresa fotografica 1:1.000 Il progetto di ripristino e recupero ambientale della ex Cava Bruni, prevede di realizzare il riempimento della ex area di cava, tramite il rimodellamento morfologico dell area, in modo da renderla compatibile con l assetto fisiografico dei luoghi limitrofi finalizzato a migliorare le caratteristiche paesaggistiche dell area. Il recupero del sito permetterà di eseguire quasi il totale riempimento dell ex cava a eccezione di una porzione di fronte di cava che rimarrà a vista; le pendenze del materiale abbancato saranno indicativamente dell ordine di 1:3, a eccezione di alcuni punti dove le pendenze saranno maggiori per la presenza di elementi di rinforzo, quali terre rinforzate di altezza 4 m, cui sono associate pendenze pari a circa 65 grazie all innesto di casseri metallici predimensionati e geogriglie in PVC e/o altri materiali geosintetici. Il recupero dell area, mediante quanto descritto sopra, trova accordo nei criteri e prescrizioni di cui alla Scheda D9 della Valutazione Integrata a supporto del R.U.C., di cui nei paragrafi successivi viene tenuto particolare conto e descritto specificamente le attuazioni. 35 CARTA UTOE SCALA 1: STRALCIO TRATTO DAL REGOLAMENTO URBANISTICO COMUNALE Il riempimento verrà effettuato mediante abbancamento di materiali terrigeni di caratteristiche chimico-fisiche e geotecniche idonee alla compatibilità ambientale del sito e alla sua destinazione d uso finale, come definito all art. 118 del R.U.C.; le caratteristiche geotecniche saranno tali, queste da verificare in corso d opera e mediante opera di monitoraggio come da bozza di norme di convenzione allegata al progetto di recupero ambientale della ex cava 46 Bruni, al fine di garantire la stabilità del rilevato nelle sue configurazioni finali. A completamento dell intervento di recupero verrà realizzata una serie di interventi di sistemazione a verde del rilevato (vedi Allegato B) che opteranno per una scelta delle essenze da piantumare compatibili con l attuale assetto vegetazionale presente, e rilevato in modo specifico per il presente intervento (vedi i risultati del rilievo vegetazionale Allegato B), in modo da rendere compatibile lo stato finale del sito con gli areali circostanti e le loro destinazioni d uso (E4 collina arborata ed E5 aree prev. boscate). 1.1 RIFERIMENTI PROGETTUALI E ASPETTI PRESCRITTIVI I tempi necessari per addivenire alla realizzazione dell intervento, nel suo complesso, sono stati valutati, in questa fase, come dimostra anche lo studio di impatto acustico sotto riportato nel paragrafo specifico, in 10 anni, in considerazione delle volumetrie di riempimento, del traffico veicolare in funzione delle volumetrie trasportate singolarmente, e delle varie lavorazioni necessarie alla realizzazione dell intervento secondo il perfetto stato dell arte. Come meglio evidenziato anche nelle tavole a corredo del presente progetto, l intervento permetterà il ripristino dell area, con creazione di area a destinazione agricola e giardino pubblico nelle zone non soggette a rischio per la pubblica incolumità. Allo stato finale, così, in corrispondenza dell area di cantiere necessaria all espletamento delle lavorazioni durante tutto il periodo temporale delle lavorazioni, si provvederà a realizzare un contesto 57 arboreo e arbustivo, nonché elementi tali da rendere fruibile al pubblico accesso l area secondo quanto specificato all art. 118 del R.U.C., che di seguito si riporta: 1. Sono le aree individuate nella Tav. n. P4 (N/S) del P.S e in cartografia di R.U. con apposita simbologia e sono costituite dall area di escavazione, nonché dagli eventuali spazi e strutture di servizio annesse (piazzali, ecc). 2. Per queste aree è previsto il ripristino ambientale a area boscata e/o sistemazione ad aree di fruizione pubblica ed agricole da prevedere con il progetto di recupero. 3. In tali aree si interviene attraverso un Piano Particolareggiato di recupero ambientale, di iniziativa e attuazione pubblica o privata, che persegua il risanamento delle situazioni di degrado ed il recupero ambientale della cava, anche dal punto di vista geologico, con parziale ripristino della morfologia preesistente (soprattutto relativamente alla ex-cava Bruni in Masotti) tramite riempimento con materiale idoneo e copertura con terreno vegetale. In sede di Piano Attuativo e di progettazione esecutiva, dovranno essere osservate quali prescrizioni le misure per impedire, ridurre e/o compensare eventuali effetti negativi, di cui alla scheda D9 della Valutazione Ambientale del Piano Strutturale. 4. Il progetto di sistemazione finale, dovrà comprendere anche la messa in essere di piantumazioni atte a garantire la ricostruzione di una situazione geologicamente stabilizzata, utilizzando soltanto piante erbacee, arbustive ed arboree locali. 5. La sistemazione finale, per la ex-cava Bruni, dovrà prevedere il prevalente rimboschimento dell area e, per le parti non 68 soggette a rischi per la pubblica incolumità, a zona agricola e giardino pubblico. L attuazione degli interventi di P.P. potrà avvenire anche per lotti funzionali, singolarmente approvati dalla A.C.. In caso di inerzia da parte delle proprietà, decorsi sei mesi dalla approvazione delle presenti norme, il Piano Particolareggiato sarà redatto con iniziativa pubblica, applicando, ove necessario, le disposizioni di cui all art. 23 della L.1150/1942 e s.m.i.. Il P.P. potrà prevedere le forme di attuazione e convenzionamento e l utilizzazione pubblica delle aree riqualificate. Allo stato attuale il sito in esame, oggetto di attività estrattiva per la produzione di inerti per calcestruzzo e rilevati fino agli anni 90 e successivamente dismesso, risulta ecologicamente degradato, sia in corrispondenza delle scarpate di escavazione che sono rimaste a vista, sia all interno del piazzale sottostante, dove sono ancora presenti parte delle infrastrutture e dei fabbricati di servizio all attività estrattiva, ora abbandonati. Da qui la necessità di proporre un progetto di recupero ambientale finalizzato a valorizzare il sito in esame sia dal punto di vista paesistico-ambientale che ad eliminare le potenziali condizioni di rischio di instabilità delle attuali ripide scarpate rocciose, attualmente prive di vegetazione ed esposte al degrado degli agenti atmosferici, con conseguenti cadute di blocchi come riportato nelle tavole e nelle relazioni a corredo del presente piano. In tale piano sono riportate n. 2 tavole (All. 10a e 10b) dove viene indicato lo stato edilizio presente all interno del sito, con ubicazione dei fabbricati ivi presenti, e rilievo dello stato di fatto attuale. 79 I fabbricati presenti, come da tavole allegate sono rappresentati e sono identificati come segue: - ufficio pesa - locale uso ufficio - cabina Enel e locale servizi igienici - fabbricato A - fabbricato B - vano interrato destinato all attività di cava. Di questi fabbricati, al fine della realizzazione dell intervento è prevista la demolizione di tutti i fabbricati presenti, in quanto non necessari alla conduzione delle lavorazioni e/o oggetto di ricoprimento mediante la collocazione delle terre e rocce da scavo, a eccezione della struttura in cls (vano interrato destinato alle attività di cava), in parte interrata, presente a ovest dell attuale piazzale di cava, prossima a uno dei tratti di viabilità di accesso dalla strada principale allo stesso piazzale. Tale struttura, un tempo impiegata per il carico e scarico di materiali mediante nastri trasportatori, verrà ristrutturata e reimpiegata per il recupero e il successivo riutilizzo delle acque all interno del cantiere, viste le notevoli dimensioni già potenzialmente a disposizione per lo stoccaggio della risorsa idrica. Verrà così eseguita opera di tamponamento del varco principale di accesso, impermeabilizzazione delle pareti perimetrali, nonché del fondo, previa verifica dello stato di conservazione dei materiali, lasciando liberi, altresì, i varchi superiori per poter convogliare le acque raccolte e poterle prelevare al fine del loro 810 successivo reimpiego durante le lavorazioni e durante le prime fasi di impianto delle essenze arboree e arbustive. I volumi edilizi totali presenti all interno dell area di intervento risultano così essere pari a circa 458 m 3, di cui circa 299 m 3 relativi allo stato edilizio che sarà oggetto di demolizione, mentre 159 m 3 relativi al vano interrato che, invece, verrà recuperato e ripristinato. Pertanto, nella nuova area e nella futura destinazione del sito, quale stato edilizio, sarà presente il vano interrato per 159 m 3 e il nuovo locale realizzato in legname per un miglior inserimento nel contesto ambientale, a uso pesa, ufficio e servizi, con dimensioni in pianta pari a 72 m 2, per un altezza media totale fuori tutto pari a circa 3 e quindi per una volumetria totale pari a 216 m 3. In sintesi, le volumetrie presenti alla fine dell intervento entro l area delle operazioni sarà pari a 375 m 3, inferiori al totale dei volumi edilizi presenti attualmente. Per quanto attiene alla Scheda D9 della Valutazione Integrata a supporto della variante del Piano Strutturale, va evidenziato che l intervento nel suo complesso tiene conto dei criteri prescrittivi presenti alla scheda sopra richiamata, proprio in funzione del carattere di recupero ambientale del sito che si intende eseguire. L opera di ripristino, infatti, costituisce opera di bonifica, nella sua quasi totalità, dei pericoli derivanti dalle pareti estrattive sub verticali attualmente insistenti sull area, prevedendo la riqualificazione del sito con recupero, mediante la configurazione finale come da progetto, delle morfologie presenti nei dintorni e delle associazioni arboree e arbustive che connotano l area. A tal proposito 911 alla scheda sopra richiamata viene prescritto l impiego di latifoglie autoctone, sia arbustive che arboree; in virtù di una scelta consapevole dell importanza ambientale di un associazione vegetazionale nel contesto generale, è stato eseguito per conto della Committenza, a opera del CNR-IPP, uno specifico rilievo vegetazionale (All. B) al fine di stabilire le giuste consociazioni. Di seguito si riportano, a titolo esemplificativo e sintetico, le essenze che verranno impiegate per la rinaturalizzazione della pendice di nuova costituzione: - cerro - roverella - orniello - carpino nero - ginestrino - corniolo - biancospino - rosa canina. Come presente nelle tavole a corredo del progetto, l intervento di ricostituzione della pendice prevede la realizzazione di pendenze pari a circa 1:3, con interruzioni costituite da scarpate realizzate in terra rinforzata, per dare movimento alla pendice, evitare il ruscellamente diffuso della pendice e fornire elementi di rinforzo all intero deposito. Per quanto riguarda l utilizzo di risorse e l aumento delle forniture di rete, in questa sede, si evidenzia che l intervento, secondo il progetto redatto, permette un minimale aumento rispetto all attuale (zero consumi a causa dello stato di abbandono) a causa della 1012 presenza di alcuni operai necessari alla conduzione del cantiere, ma ben lontano da un aumento importante delle forniture nel caso fossero stati realizzati dei fabbricati a uso residenziale e/o industriale, non previsti allo stato attuale. In ogni caso, al fine di contenere anche i costi di allaccio e gestione per il mantenimento e la fruizione della struttura di controllo costituita da ufficio pesa, servizi, sala riunione, mensa, sarà prevista l installazione di una caldaia a biomassa che permette la fornitura di acqua calda sanitaria e il riscaldamento degli ambienti durante i mesi invernali. Per la stessa natura dell intervento, inoltre, preme ribadire che tutta l area, a eccezione dell impronta dell unico fabbricato che rimarrà allo stato finale a disposizione della fruizione pubblica, risulterà essere totalmente permeabile, con conseguente regimazione necessaria delle acque meteoriche per impedire ruscellamenti e fenomeni erosivi e permettere il buon attecchimento delle associazioni vegetali impiantate. 2. PROGETTO DI COLLOCAZIONE A DEPOSITO DEI MATERIALI Facendo riferimento alla caratterizzazione territoriale ed ambientale descritta al capitolo precedente ed alle relative cartografie tematiche, è stato elaborato un progetto di deposito di terre e rocce da scavo come definite dalla normativa vigente, che prevede l allocamento di circa mc. 1113 Le operazioni di recupero del sito abbandonato inizierà con la sistemazione del cantiere, secondo le indicazioni fornite all Allegato 11, quale prima fase preparatoria di un cantiere di durata decennale. Con l arrivo di materiale terrigeno di idonee caratteristiche sia ambientali che geotecniche, oltre a iniziare le operazioni di abbancamento ai piedi delle porzioni dei fronti di cava messi in sicurezza, verrà posto in essere, contemporaneamente, un rilevato destinato alla funzione di berma paramassi e di limite, almeno nelle prime fasi, delle aree di lavorazione; grazie a tale accorgimento sarà possibile prevedere la sistemazione e il riempimento del sito secondo porzioni, mettendo, preventivamente, in sicurezza i relativi fronti di cava aggettanti sulle aree di lavorazione in modo da poter procedere alle lavorazioni in sicurezza per la salute degli operatori. Successivamente saranno realizzate le prime fosse perimetrali di protezione dalle acque di dilavamento provenienti da monte dei versante oggetto di intervento e dai rilevati in costruzione in modo da permettere il convogliamento delle acque verso il recapito finale ed evitare fenomeni di ristagno che potrebbero portare a difficoltà nelle operazioni. Completate le suddette operazioni preliminari si procederà ad abbancare i materiali terrigeni partendo dal piazzale esistente, progredendo a quote crescenti con il deposito in modo tale da attestarsi alla pendice, che verrà così progressivamente coperta dagli abbancamenti. La realizzazione dei rilevati, secondo le morfologie di progetto, avverrà mediante stesa su piani suborizzontali, compattatura e rullatura per strati di spessore compreso tra 30 e 50 cm dei materiali terrigeni in arrivo. 1214 Il trasporto in loco del materiale da porre a deposito avverrà con automezzi che utilizzeranno la viabilità pubblica ordinaria esistente fino al limite dell area di cava e la strada sterrata che, dalla viabilità pubblica (Via vicinale delle Cave), porta all ex piazzale di cava. A tal proposito, a corredo del presente progetto, è stata redatta una specifica tavola relativa alla planimetria di cantiere ove sono indicate le strutture di servizio, che resteranno a disposizione e a fruizione della popolazione una volta allestito il tutto secondo lo stato finale, e le viabilità impiegate nell ambito delle operazioni di recupero. Riteniamo opportuno precisare fin da adesso che in fase di uscita all area di cantiere gli automezzi saranno sottoposti al lavaggio dei pneumatici, che verrà effettuato nell area appositamente individuata all interno del cantiere, per impedire il rilascio di materiali terrigeni sulla sede stradale (vedi Allegato 11). La realizzazione del sistema di raccolta delle acque meteoriche, necessario per proteggere dall erosione le scarpate in terra realizzate, si evolverà in progressiva coerenza con lo sviluppo delle fasi di lavorazione e sarà costituito da: canalette in terra naturale al piede delle scarpate e lungo le banchine; canalette rivestite in materiale geocomposito tipo Trenchmat; pozzetti in cls di dissipazione di energia e di decantazione del materiale solido trasportato dalle acque; pozzetti di sedimentazione in scogliera per i tratti a forte pendenza; 1315 vasca di sedimentazione immediatamente a monte dello scarico finale delle acque raccolte nel fosso da realizzare lungo la vecchia strada di ingresso alla cava. Questa vasca presenterà uno sfioratore laterale collegato con un serbatoio di stoccaggio da circa 100 mc da ricavare nel vano interrato attualmente presente nella parte nord-ovest del piazzale di cava. Ciò consentirà di recuperare le acque drenate dal sistema sopra descritto al fine di utilizzarle per le attività di cantiere e per irrigare le specie vegetali messe a dimora nell ambito degli interventi di ripristino ambientale. 3. TIPOLOGIA DEI MATERIALI DA COLLOCARE NEL SITO Per la formazione dei rilevati in progetto verranno impiegate terre e rocce da scavo così come definite dalle normative attualmente vigenti (D.Lgs 152/06 e s.m.i., fino al più recente D.M. 161/12) attestando, in ogni caso, le caratteristiche fisico-chimiche e ambientali delle stesse nel rispetto delle destinazioni d uso finale come previsto dall art. 118 delle N.T.A. del R.U.C.. A tal proposito, deve essere evidenziato che, come definito all art. 118 del R.U.C. il ripristino paesaggistico dell area sarà effettuato mediante il prevalente rimboschimento venendo così a costituire un continuo con le attuali aree boscate poste in adiacenza al sito. Per le zone non soggette a rischi per la pubblica incolumità è previsto la realizzazione di zona agricola e giardino pubblico. Ciò comporta, per tali aree, previste nel presente piano in corrispondenza dell attuale area di cantiere, il livellamento del sito fino a quota di 1416 progetto, mediante messa a dimora di terre e rocce da scavo con caratteristiche chimiche (concentrazione soglia di contaminazione nel suolo) compatibili con la colonna A (siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale) della Tabella 1 di cui all allegato 5 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.. Nelle parti restanti, invece, dove si esegue il solo rimboschimento, al fine di mantenere la memoria dello stato delle cose anche e soprattutto a livello di strumenti urbanistici, a seguito del completamento delle operazioni di recupero ambientale, in questa sede si propone che debba essere prevista, come destinazione d uso finale, la dicitura sito estrattivo dismesso, ripristinato anziché l inserimento di quest area entro la destinazione definita alle classi E4 collina arborata ed E5 aree prevalentemente boscate. che cancellerebbe, di fatto, il trascorso storico del sito in esame. Si ritiene, infatti, che negli S.U.C. sia necessario provvedere a mantenere vivo il trascorso del sito, le sue vicissitudine storiche e urbanistiche, e, soprattutto il buon utilizzo del sito e del suo recupero che ha permesso il ripristino dei valori paesistici, il continuo arboreo e ricucito una ferita aperta sul territorio provocato dall abbandono dell attività estrattiva senza esecuzione di un recupero dell area nella sua totalità, una volta terminata la sua vita utile lavorativa. In tal senso, pertanto, in base alla futura destinazione d uso del sito come proposto in questa sede ( sito estrattivo dismesso, ripristinato ), le terre e rocce da scavo da mettere a dimora potranno avere caratteristiche chimiche (concentrazione soglia di contaminazione nel suolo) compatibili con la colonna B (siti a uso 1517 commerciale e industriale) della Tabella 1 di cui all allegato 5 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. che risultano essere coerenti con la realtà attuale del sito che si presenta come cava dismessa ormai dagli anni 90. In ogni caso, al di sopra del terreno di riempimento costituito da terre e rocce di scavo con le caratteristiche di compatibilità ambientale come sopra riportate verrà posto uno spessore di circa un metro di terreno vegetale e/o da coltivo in modo da permettere un migliore attecchimento delle specie arboree e arbustive che vi si andranno a impiantare secondo lo stato finale come da progetto. Al tempo stesso, quello spessore di terreno vegetale permetterà anche l insediamento di specie pioniere che andranno a costituire, insieme alle essenze vegetali impiantate, la nuova consociazione in linea con l assetto vegetazionale esistente e presente negli immediati areali circostanti. 4. IMPATTO PREVISIONALE ACUSTICO I contenuti del presente paragrafo sono relativi allo studio redatto dal Dott. Ing. Stefano Fedi, tecnico competente in acustica ai sensi dell art. 2, commi 6 e 7 della L. 477/95 (ordinanza n.1947 del Prot. N , Provincia di Pistoia), conformemente all art. 12, comma 2 della L.R.T. 89/98 e della Deliberazione della G.R. 788/99; ed è relativo all impatto previsionale acustico determinato dal ripristino ambientale in progetto per la ex-cava Bruni, situata nel Comune di Serravalle Pistoiese. I riferimenti normativi per il presente studio sono: 1618 La Deliberazione del Consiglio Regionale del 22 febbraio 2000, n 77 (Definizione dei criteri e degli indirizzi della pianificazione degli enti locali ai sensi dell Art.2 della L.R. 89/98 Norme in materia di inquinamento acustico ) La Deliberazione della Giunta Regionale Toscana n 788 del 13/07/1999 (Definizione dei criteri per la redazione della documentazione d impatto acustico e della relazione previsionale di clima acustico ai sensi dell Art. 12, comma 2 e 3 della Legge Regionale) La Deliberazione del Consiglio Regionale Toscana n 77 del 22/02/2000 (Definizione dei criteri e degli indirizzi della pianificazione degli enti locali ai sensi dell art. 2 della L.R. 89/98 norme in materia di inquinamento acustico ) La Legge Regionale del 01/12/1998 n 89 (Norme in materia d inquinamento acustico) Il Decreto del Ministero dell Ambiente del 16/03/1998 (Tecniche di rilevamento e di misurazione dell inquinamento acustico) Il D.P.C.M (determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore). Il fine della presente valutazione è la determinazione del disturbo acustico provocato dalle attività lavorative necessarie per effettuare il ripristino ambientale in progetto della cava dismessa Bruni, attualmente inutilizzata, situata in Comune di Serravalle Pistoiese. Tale intervento sarà eseguito mediante riempimento con 1719 terre e rocce da scavo, impiegando mezzi quali autocarro, escavatore e pala meccanica. Oggetto di valutazione sarà inoltre la verifica di rispondenza o meno dei livelli sonori attesi in facciata dei potenziali recettori con i limiti vigenti, nelle condizioni di esercizio più gravose condotte all interno del sito di intervento in riferimento al periodo diurno in cui saranno svolte le attività. Le considerazioni che seguono scaturiscono da sopralluoghi e rilievi fonometrici effettuati sul posto nonché dai dati forniti dalla committenza. 4.1 CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO Il sito di intervento è situato nel Comune di Serravalle Pistoiese, a Sud di Via Lucchese e dell Autostrada A11, in corrispondenza della Ex Cava Bruni, si colloca in un contesto a bassa densità di insediamenti abitativi, con prevalenza di attività agricole che si sviluppano sui terreni circostanti l area. L area a valle a Nord- Est risulta caratterizzata dalla presenza di attività industriale; tale attività determina un discreto transito di veicoli pesanti su parte della viabilità circostante (Via M. Collatini). L area di intervento è localizzata nella parte di territorio meglio individuata nella areofotogrammetria in colore giallo, riportata di seguito. 1820 Il Comune di Serravalle Pistoiese, in cui insiste l area in esame, ha provveduto ad effettuare la classificazione acustica del proprio territorio, per mezzo di redazione di Piano di Classificazione Acustica. La zona oggetto della realizzazione dell opera e quelle limitrofe appartengono alla Classe II, i recettori individuati invece, appartengono alle Classi II e IV. Di seguito è riportato un estratto del piano di classificazione acustica del Comune di Serravalle Pistoiese, ove è evidenziata l area di intervento e ove sono riportate le relative classi acustiche. 1921 La zona in oggetto, appartiene alle Classi II e IV (sorgenti e recettori), così come definita dalla tabella A allegata al D.P.C.M. 14/11/1997 e della quale si evidenzia di seguito i riferimenti della classe di interesse. Tabella A: classificazione del territorio comunale (art.1). 2022 I valori limite che interessano per la redazione della presente valutazione previsionale di impatto acustico sono i seguenti come riportati nelle tabelle allegate al D.P.C.M. 14/11/1997 e di seguito mostrati: 2123 Parallelamente al rispetto dei limiti indicati dal PCCA, è prevista l applicazione del criterio differenziale all interno degli ambienti abitativi più prossimi. Il DPCM 14 Novembre 1997 stabilisce, così come definito nel regolamento del PCCA comunale, le seguenti soglie di accettabilità del criterio differenziale: Se il rumore supera i valori riportati in tabella è prevista la verifica del rispetto del limite differenziale di immissione pari a 5 db(a) nel periodo diurno, mentre per valori inferiori, ogni effetto del rumore è da rendersi trascurabile. 2224 4.2 AREE POTENZIALMENTE INTERESSATE DALLA RUMOROSITA DELL ATTIVITA E METODOLOGIE DI ANALISI Data la collocazione del sito e la modalità con cui le operazioni saranno condotte, i recettori potenzialmente interessati dalla rumorosità delle lavorazioni sono le abitazioni più prossime al fondo della cava, ricadenti in classe II, e quelle prospicienti la viabilità per raggiungerla su Via M. Collatini, ricadenti in classe IV. Per quanto attiene alle abitazioni ed alle aree in Classe I poste al di sopra della cava (Area a Sud-Ovest), queste risultano schermate dalle emissioni acustico, dalla conformazione stessa del territorio e, di conseguenza, l analisi è condotta sui recettori individuati e maggiormente esposti. Nella stesura della presente relazione, per la stima delle emissioni sonore derivanti dalle macchine utilizzate per il riempimento della ex-cava, si sono utilizzati i seguenti valori di potenza acustica dedotti da specifica letteratura scientifica (banca dati del Comitato Paritetico Territoriale di Torino e provincia contenuta nel volume La valutazione dell inquinamento acustico prodotto dai cantieri edili ). I livelli di emissione delle sorgenti, sono definiti in termini di potenza acustica e sono riportati nella tabella di seguito: Nelle condizioni acustiche maggiormente critiche, oggetto della presente valutazione e corrispondenti all avvio dell attività, le macchine in esame saranno disposte in prossimità del centro della cava, ad una distanza dai recettori pari a: 2325 Non sono presenti connessioni strutturali tra le sorgenti e gli edifici limitrofi. L orario di lavoro presunto (dalle alle 17.00) ricade all interno del periodo diurno. Al fine di valutare il rumore ambientale prodotto dall attività in esame si sono effettuate le seguenti considerazioni: si ipotizzano le sorgenti in esame puntiformi ed omnidirezionali; -si trascurano, a titolo cautelativo per il recettore, le attenuazioni prodotte dall assorbimento dell aria, la presenza di ostacoli nella direzione di propagazione, e le più modeste attenuazioni dovute al suolo ed alla turbolenza atmosferica. i valori di pressione in facciata ai recettori, sono stati aumentati di 3 db(a) rispetto ai valori di propagazione all aperto su terreno riflettente, per tenere di conto anche della riflessione indotta dalle pareti del recettore A seguito delle ipotesi precedenti, nota la potenza Lw di ciascuna sorgente, è possibile stimare il valore di pressione sonora ad una distanza r dalla stessa, utilizzando la seguente relazione: L p (R) St = L WA (S i )-20log(d R-S )-11+3 dove: 2426 L p (R) St = livello di pressione al recettore emesso dalla sorgente i- esima) L WA (S i ) = livello di potenza emesso dalla sorgente puntiforme i- esima d R-S = è la distanza del recettore Ri dalla sorgente puntiforme S 1 ; Pertanto, la rumorosità di ciascuna sorgente prevista presso i recettori, posti alla distanza dall area di lavoro nella tabella precedente, è riportata nella tabella di seguito: Anche il passaggio dei mezzi pesanti sulla viabilità indotto dalla conduzione dell attività, costituisce una sorgente di rumore. Tale disturbo al recettore può essere stimato cautelativamente con la formula dell Ontario Ministring of Trasportation and Comunication (config urazione senza ostacoli tra sorgente e recettore): L eq (R) = 0.21V+10.2log(6Q p )-13.9logd+49.5 dove: V = è la velocità di transito dei mezzi espressa in miglia orarie (1km=0.621 miglia) Q p = sono i veicoli pesanti che transitano in un ora D = è la distanza della sede stradale dal recettore in piedi (1m=3.28 piedi) 25 Vedere altro
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