Source: https://www3.ti.ch/CAN/RLeggi/public/raccolta-leggi/legge/numero/6.4.2.1
Timestamp: 2018-02-23 10:44:23+00:00

Document:
CAN - Raccolta delle leggi vigenti del Cantone Ticino - 6.4.2.1 Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie)
DE concernente la determinazione dell'aliquota contributiva, incluse le spese amministrative, a carico delle salariate e dei salariati il cui datore di lavoro non sottostà all'obbligo contributivo affiliati alla Cassa cantonale per gli assegni familiari - 7 dicembre 2017
DE concernente la determinazione dell'aliquota contributiva, incluse le spese amministrative, a carico dei datori di lavoro affiliati alla Cassa cantonale per gli assegni familiari – 7 dicembre 2017
DE concernente la determinazione dell’aliquota contributiva, incluse le spese amministrative, a carico dei lavoratori indipendenti affiliati alla Cassa cantonale per gli assegni familiari - 7 dicembre 2017
DE concernente la determinazione dell’aliquota contributiva, incluse le spese amministrative, a carico delle persone senza attività lucrativa affiliate alla Cassa cantonale per gli assegni familiari - 7 dicembre 2017
R di applicazione della legge sull'abitazione - 18 dicembre 1985
R di applicazione del decreto legislativo concernente il rinnovo di abitazioni - 31 gennaio 1979
R del decreto legislativo concernente il miglioramento delle condizioni di abitazione nelle regioni di montagna - 17 giugno 1992
DE concernente il rimborso della spesa di collocamento del figlio - 18 ottobre 2017
L sulle misure restrittive della libertà dei minorenni nei centri educativi - 11 aprile 2017
Direttive concernenti l'applicazione ed il computo delle rette differenziate nelle case per anziani riconosciute in base alla legge anziani – gennaio 2014
DL di applicazione della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e superstiti - 28 gennaio 1948
L di applicazione della legge federale concernente le prestazioni complementari all'assicurazione federale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LaLPC) - 23 ottobre 2007
R della legge di applicazione della legge federale concernente le prestazioni complementari all'assicurazione federale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (Reg. LaLPC) – 19 dicembre 2007
DE concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità – 7 dicembre 2017
R della Commissione consultiva dei Comuni in base alla legge concernente il promovimento, il coordinamento e il finanziamento delle attività a favore delle persone anziane e alla legge sull’assistenza e cura a domicilio – 22 ottobre 2013
DE concernente la legge di applicazione della legge sull’assicurazione malattie – 9 settembre 2014
DE concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2018 - 15 novembre 2017
Accordo di collaborazione tra il Cantone Ticino e la Vigilanza sulle fondazioni e LPP della Svizzera orientale concernente la vigilanza sulle istituzioni della previdenza professionale aventi sede in Ticino e le fondazioni classiche sottoposte alla vigilanza del Cantone Ticino - 29 novembre 2011
Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge per le famiglie)
-	visto il messaggio 25 giugno 2002 n. 5280 del Consiglio di Stato;
-	visto il rapporto 3 settembre 2003. n. 5280 R della Commissione della legislazione,
-	richiamati:
-	l’art. 316 del Codice civile svizzero (CCS);
-	l’Ordinanza federale sull’accoglimento di minori a scopo di affiliazione e di adozione (OAMin);
-	ritenuto che i termini utilizzati in tutta la legge sono da intendere sia al maschile che al femminile,
Art. 1 La presente legge ha lo scopo di:
a)	favorire l’autonomia e la responsabilità delle famiglie, promuovendo le prestazioni finalizzate al loro sostegno nello svolgimento delle loro funzioni, allo sviluppo del benessere di tutti i loro componenti e della solidarietà tra i loro membri e tra le famiglie;
b)	assicurare le prestazioni di protezione rivolte alle gestanti, ai minorenni e alle famiglie confrontati con situazioni di disagio o crisi;
c)	coordinare le risorse disponibili sul territorio.
Art. 2 1Questa legge disciplina le attività di sostegno e di protezione rivolte ai minorenni e alle famiglie, nonché il loro finanziamento.
Art. 3 1…[1]
a)	assicura l’accesso ad un’adeguata informazione ai sensi dell’art. 33;
b)	promuove i progetti generali di cui al capitolo III;
c)	assicura la necessaria consulenza ai Comuni, agli enti pubblici o privati per l’esecuzione delle attività di sostegno alle famiglie di cui al capitolo I;
d)	rileva i bisogni esistenti nell’ambito dei provvedimenti di cui al capitolo II, ne definisce gli obiettivi, ne coordina gli interventi necessari e verifica l’esito delle misure adottate;
e)	coordina le attività di sostegno alle famiglie e di protezione dei minorenni, comprese quelle erogate da enti istituiti sulla base di altre leggi;
f)	…;[2]
g)	eroga gli altri sussidi previsti dalla legge;
h)	concede le autorizzazioni ai sensi delle norme federali in materia di affiliazione e di adozione.
a)	applica la legislazione federale in materia;
b)	definisce l’ammontare della spesa di collocamento rimborsata ai sensi degli art. 47a segg. della legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996 (LAF) per la cura del figlio durante l’esercizio di un’attività lucrativa;
c)	vigila sulla corretta applicazione della presente legge.
Art. 4 1I Comuni possono sostenere, con prestazioni finanziarie o in natura, le attività di sostegno alle famiglie riconosciute ai sensi del capitolo I, riservato l’art. 10. In questo caso essi beneficiano delle misure di incentivo nei limiti previsti dall’art. 30 cpv. 3 e 4.
Art. 5 1Il Consiglio di Stato istituisce l’Osservatorio cantonale della politica familiare.
a)	studia l’evoluzione delle strutture familiari e dei suoi bisogni nel territorio cantonale;
b)	valuta gli esiti delle misure di politica familiare della presente e di altre leggi cantonali.
Art. 6 1Il Consiglio di Stato nomina i membri dell’Osservatorio cantonale della politica familiare. Esso è composto da rappresentanti di tutti i Dipartimenti, dei Comuni e degli enti privati che operano nel settore del sostegno e della protezione delle famiglie.
Art. 7 1Sono attività di accoglienza complementari alle famiglie e alla scuola:
a)	gli affidamenti durante il giorno presso nidi dell’infanzia che accolgono di regola bambini fino ai 3 anni;
b)	gli affidamenti presso famiglie diurne coordinati da enti privati riconosciuti;
c)	gli affidamenti presso centri che organizzano attività extrascolastiche, regolarmente durante tutto l’anno civile che coprono cumulativamente tutti i momenti della giornata al di fuori dell’orario e del periodo scolastico e che si indirizzano prevalentemente a minorenni di età inferiore ai 15 anni.
2Queste attività sono finalizzate a sostenere i genitori nel conciliare famiglia e lavoro o formazione.
Art. 8 1Per l’avvio e la gestione delle attività di accoglienza complementari alle famiglie e alla scuola ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a) e c) situati nel Cantone e destinati ad accogliere e assistere regolarmente durante la giornata minorenni di meno di 12 anni è necessaria l’autorizzazione del Consiglio di Stato ai sensi dell’art. 13 OAMin.
Art. 9 Sono attività di incontro, di socializzazione e di partecipazione, l’insieme di attività particolari extrascolastiche e extrasportive, organizzate a livello locale da gruppi o associazioni di famiglie, indirizzate prevalentemente a minorenni di età inferiore ai 12 anni e finalizzate a favorire la partecipazione delle famiglie e a rispondere ai bisogni relazionali delle stesse.
Art. 10 Le gestanti e i genitori ricevono per sé e per i bambini in età prescolastica la consulenza sociale e sanitaria gratuita presso i Servizi di assistenza e cura a domicilio riconosciuti dallo Stato in base alla Legge sull’assistenza e cura a domicilio del 16 dicembre 1997.
Art. 11 1Al fine di garantire un regolare svolgimento e un’efficace realizzazione delle attività ai sensi degli art. 7 e 9 il Cantone può concedere sussidi.
a)	di mezzi propri e/o
b)	di ricavi dalle attività svolte e/o
c)	di altri contributi di enti pubblici o privati
d)	di un piano di finanziamento, e
e)	della autorizzazione ai sensi dell’OAMin, ove necessario, e che
f)	soddisfano i criteri di qualità e, per l’organizzazione delle attività ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a), i requisiti necessari definiti dalle direttive concernenti gli asili nido.
Art. 12 Il sussidio per l’acquisto, la costruzione, l’ampliamento, la ristrutturazione e l’acquisto di arredamento e attrezzature per la realizzazione di nidi dell’infanzia ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a), può ammontare fino ad un massimo del 50% delle spese riconosciute.
Art. 13 Il sussidio per le spese di esercizio delle attività di accoglienza complementari alle famiglie e alla scuola ai sensi dell’art. 7 e delle attività di incontro, socializzazione e partecipazione ai sensi dell’art. 9 consiste in un contributo fisso stabilito annualmente a preventivo.
1Il contributo fisso per le attività di accoglienza complementari alla famiglia e alla scuola ai sensi dell’art. 7 ammonta al massimo al 50% dei costi complessivi riconosciuti relativi alle spese di formazione, di aggiornamento e di supervisione, del materiale didattico e ai salari del personale educativo e delle famiglie diurne.
Art. 15 1L’intervento dello Stato nella sfera privata e familiare avviene su richiesta della famiglia, su segnalazione di terzi previo consenso del titolare dell’autorità parentale, o su decisione dell’autorità tutoria o giudiziaria.
Art. 16 1Sono prestazioni di servizio sociale individuale quelle indirizzate alle famiglie o ai loro singoli membri, segnatamente:
a)	l’esame dei bisogni;
b)	la valutazione socio-familiare richiesta dalle autorità tutorie o giudiziarie;
c)	le prestazioni di consulenza, mediazione e sostegno sociale;
d)	l’attivazione e il coordinamento delle risorse necessarie a fronteggiare i bisogni specifici delle famiglie;
e)	la preparazione, l’esecuzione e la verifica degli affidamenti di minorenni fuori dal loro ambiente familiare ai sensi dell’art. 20 della presente legge nel rispetto delle competenze della famiglia o dell’autorità collocante;
f)	la ricostituzione delle condizioni di accoglienza delle famiglie per i loro figli minorenni affidati ad altre famiglie o a centri educativi.
Art. 17 Ogni persona che opera nei settori dell’educazione, del sociale, della sanità, della giustizia e della polizia segnala all’unità amministrativa competente per l’esecuzione delle prestazioni di servizio sociale ai sensi dell’art. 16 i casi che potrebbero rendere necessario un suo intervento se li ha accertati nell’esercizio della sua attività ufficiale o professionale e la salute, lo sviluppo fisico, psichico o sociale del minorenne è minacciato.
Art. 18 Sono prestazioni di servizio educativo quelle assicurate da enti pubblici o privati e finalizzate:
a)	al sostegno e all’accompagnamento educativo dei minorenni nel proprio contesto familiare e ambientale e all’aiuto ai genitori nella presa a carico dei figli;
b)	al mantenimento delle relazioni personali tra figli minorenni e genitori.
Art. 19 Sono prestazioni di accoglienza delle famiglie quelle organizzate da enti pubblici o privati senza scopo di lucro che ospitano famiglie o membri di famiglie i quali necessitano di protezione in strutture adeguate al bisogno.
Art. 20 1Sono affidamenti di minorenni presso terzi i collocamenti:
a)	presso famiglie affidatarie;
b)	presso centri educativi gestiti da enti pubblici o privati senza scopo di lucro che accolgono più di 4 minorenni.
2Non sono centri educativi gli istituti cantonali, comunali o privati di utilità pubblica che sottostanno a vigilanza particolare in base alla legislazione scolastica, sanitaria o del settore invalidi, e i campi e le colonie di vacanza.[4]
Art. 21 1Il minorenne può essere affidato a terzi se privo di un ambiente familiare idoneo a garantire il suo sviluppo e benessere. Le condizioni di indigenza dei genitori non costituiscono motivo per un affidamento.
Art. 22 1Il Consiglio di Stato è l’autorità competente per l’obbligo di autorizzazione ai sensi della legislazione federale.
Art. 23 1Per ogni affidamento l’unità amministrativa competente o l’autorità tutoria o giudiziaria che ha ordinato l’affidamento, il responsabile del centro educativo o la famiglia affidataria in collaborazione con il detentore dell’autorità parentale, elaborano e applicano il progetto educativo di affidamento.
Art. 24 La famiglia affidataria di cui all’art. 21 ha diritto ad un contributo ai sensi dell’art. 294 CCS, corrisposto dallo Stato, che può esercitare eventuali regressi.
Art. 25 1Il Cantone promuove e coordina i provvedimenti di protezione con:
a)	iniziative proprie;
b)	il sussidiamento di iniziative di terzi riconosciute in base all’art. 26.
Art. 26 Il Cantone può riconoscere enti pubblici o privati senza scopo di lucro che erogano prestazioni ai sensi degli art. 18, 19 e 20 cpv. 1 lett. b) e che soddisfano in particolare le seguenti condizioni:
a)	sono in possesso, laddove necessaria, dell’autorizzazione ai sensi dell’OAMin;
b)	rispondono ad un bisogno ai sensi dell’art. 25 cpv. 2;
c)	garantiscono prestazioni di qualità e di economicità;
d)	si impegnano, limitatamente ai provvedimenti degli art. 19 e 20 cpv. 1 lett. b), ad accogliere famiglie e/o minorenni per i quali si rende necessario un provvedimento di protezione.
Art. 27 1Il Cantone può concedere, a enti pubblici o privati riconosciuti ai sensi degli art. 19 e 20 cpv. 1 lett. b), sussidi per l’acquisto, la costruzione, l’ampliamento e la ristrutturazione fino ad un massimo del 50% delle spese riconosciute.
a)	al profilo dell’ente;
b)	alla sua situazione finanziaria;
c)	all’importanza che la sua attività riveste per l’applicazione della presente legge.
Art. 28[5]
1Il finanziamento degli enti pubblici o privati riconosciuti dal Cantone destinati a svolgere una prestazione prevista dagli art. 18 e 19 è assicurato da tutte le entrate d’esercizio, dai contributi delle famiglie e dal contributo globale dello Stato.
Art. 29 1Il finanziamento degli enti pubblici o privati riconosciuti dal Cantone destinati a svolgere una prestazione prevista dall’art. 20 cpv. 1 lett. b) è assicurato da tutte le entrate d’esercizio, dai contributi delle famiglie e dal contributo globale composto dalla partecipazione dello Stato da una parte e da quella dei Comuni.
Art. 30 1I Comuni si assumono complessivamente 1/3 della somma dei contributi globali erogati agli enti riconosciuti in base all’art. 20 cpv. 1 lett. b) e ai costi del singolo collocamento ai sensi dell’art. 32.
3Il singolo Comune può beneficiare di uno sconto fino al massimo del 50% sulla somma complessiva del contributo in base al cpv. 2 se partecipa ai costi di esercizio delle attività di sostegno alle famiglie riconosciute ai sensi dell’art. 7 e se garantisce un accesso a questi servizi equo, differenziato e alla portata di tutti, e fino al massimo del 25% per le attività ai sensi dell’art. 9.
Art. 31 Nel calcolare il contributo globale il Consiglio di Stato tiene in particolare conto delle seguenti entrate:
a)	contributi corrisposti dalle famiglie o sussidiariamente dal Cantone in applicazione della presente legge;
b)	prestazioni assicurative particolari previste dalla legge federale del 19 giugno 1959 su l'assicurazione per l’invalidità (LAI);
c)	eventuali sussidi federali e cantonali;
d)	ogni altro ricavo stabilito dal Regolamento.
Art. 32 1Ove si verifichi l’impossibilità di far capo a centri educativi riconosciuti, lo Stato può assumere, in via eccezionale, le spese del singolo collocamento in altri centri educativi situati nel Cantone o fuori di esso.
Art. 33 1Il Cantone assicura alle famiglie e agli enti pubblici e privati l’accesso all’informazione sull’insieme delle attività e delle prestazioni di sostegno alle famiglie e protezione dei minorenni.
a)	mettere a disposizione la documentazione completa e aggiornata;
b)	assicurare al richiedente la capacità di potersi orientare tra le differenti risorse disponibili sul territorio e di potere scegliere autonomamente;
c)	indirizzare il richiedente in caso di bisogno e con il suo consenso verso servizi pubblici o privati specifici.
Art. 34 Sono progetti di prevenzione e sensibilizzazione quelli realizzati da enti pubblici o privati riconosciuti, finalizzati a favorire il benessere delle famiglie e intesi a:
a)	promuovere e rafforzare la responsabilità e le capacità delle famiglie e dei suoi singoli membri a far fronte alle situazioni critiche;
b)	identificare e a ridurre i fattori di pericolo, in particolare dello sviluppo fisico, psichico o sociale dei minorenni;
c)	sensibilizzare le persone che si occupano di minorenni sulle tematiche di politica familiare.
Art. 35 1Sono prestazioni di formazione e ricerca quelle organizzate da enti pubblici o privati riconosciuti che propongono:
a)	progetti extracurricolari di formazione finalizzati ad accrescere le competenze genitoriali;
b)	progetti extracurricolari di formazione e di aggiornamento per la conduzione delle attività di sostegno e di protezione di cui al capitolo I e II;
c)	progetti di ricerca e di approfondimento riconosciuti sulla condizione familiare e dei minorenni che rientrano nel piano delle priorità definito dall’Osservatorio cantonale della politica familiare.
Art. 36 Sono progetti di aiuto alle famiglie quelli organizzati da enti pubblici o privati riconosciuti e finalizzati all’assistenza delle famiglie in difficoltà nello svolgimento della loro funzione e nella cura dei figli.
Art. 37 Il Cantone promuove e sostiene i provvedimenti di cui al capitolo III con:
b)	il sussidiamento di iniziative di terzi.
Art. 38 1Il Cantone può sussidiare i progetti di cui agli art. 34 e 35 della legge presentati e gestiti da enti pubblici o privati senza scopo di lucro tramite un contributo fisso stabilito annualmente dal Consiglio di Stato.
Art. 39 Il Cantone può concedere sussidi a enti pubblici o privati che svolgono un progetto ai sensi dell’art. 36 della presente legge e che, cumulativamente:
a)	non perseguono scopo di lucro;
b)	dispongono di un piano di finanziamento;
c)	soddisfano criteri di qualità;
d)	svolgono un’attività che si rivolge all’intero territorio cantonale.
Art. 40[6]
1Il finanziamento delle spese di esercizio e di quelle relative all’acquisto di arredamento e di attrezzature è assicurato da tutte le entrate d’esercizio e dal contributo dello Stato.
Art. 41 1Gli enti pubblici o privati, i gruppi o le associazioni di famiglie sussidiati tramite la presente legge devono sottoporre ogni anno al Consiglio di Stato i conti d’esercizio, i bilanci patrimoniali e il preventivo di esercizio dell’anno successivo.
Art. 42 È escluso il cumulo con sussidi fondati su altre leggi cantonali.
Art. 43 Per quanto non disciplinato dalla presente legge sono applicabili le norme della legge sui sussidi cantonali.
Art. 44 1Contro le decisioni del Dipartimento è dato ricorso al Consiglio di Stato.[7]
3La procedura è quella prevista dalla legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013.[8]
4…[9]
Art. 45 1Contro le decisioni del Consiglio di Stato in materia di autorizzazione ad accogliere minorenni in affidamento famigliare e all’apertura e alla gestione di istituti ai sensi dell’OAMin così come contro le decisioni di revoca di queste autorizzazioni è dato ricorso alla Camera civile del Tribunale di appello.
2La procedura è quella prevista dalla legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013.[10]
Art. 46 La Legge per la protezione della maternità, dell’infanzia, della fanciullezza e dell’adolescenza del 15 gennaio 1963 è abrogata.
Art. 47 1Il sussidio per le spese di esercizio dei nidi dell’infanzia attualmente riconosciuti in base alla Legge per la protezione della maternità, dell’infanzia, della fanciullezza e dell’adolescenza (LMI) che svolgono un’attività ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a) consiste, per i 3 anni successivi all’entrata in vigore della presente legge, in un contributo fisso scalare rispetto al costo medio per giornata di presenza al momento dell’entrata in vigore della presente legge.
Art. 48 1Fino all’entrata in vigore dei contratti di prestazione ai sensi degli art. 28, 29 e 40 cpv. 1, 2 e 4 e del contributo fisso ai sensi dell’art. 40 cpv. 3 e 4, stabilita dal Consiglio di Stato, i sussidi ai costi di esercizio per i provvedimenti di cui agli art. 18, 19, 20 cpv. 1 lett. b) e 36 vengono erogati in base alle seguenti disposizioni:
A)	Sussidi per l’esercizio a progetti di aiuto ai genitori
B)	Sussidi per l’esercizio dei provvedimenti ai sensi degli art. 18, 19, 20 cpv. 1 lett. b)
(1)	Le spese di esercizio degli enti pubblici o privati riconosciuti dallo Stato che offrono prestazioni ai sensi degli art. 18, 19, 20 cpv. 1 lett. b) della presente legge, sono assunte dal Cantone con le riserve previste al secondo, al terzo e al quarto capoverso.
(2)	I Comuni si assumono complessivamente 1/3 della somma del contributo complessivo erogato dal Cantone per gli affidamenti di minorenni presso i centri educativi riconosciuti ai sensi dell’art. 20 cpv. 1 lett. b) e 27 e per i singoli collocamenti in centri non riconosciuti ai sensi dell’art. 32 nella misura corrispondente ad una percentuale uniforme del loro gettito di imposta cantonale.
(3)	Dall’intervento finanziario del Cantone sono dedotti:
a)	la partecipazione dei Comuni di cui al cpv. 2;
b)	la partecipazione delle famiglie o sussidiariamente del Cantone in applicazione della legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971, limitatamente alla retta nell’ammontare che verrà stabilito annualmente dal Dipartimento;
c)	i sussidi prescritti dalla legislazione federale e cantonale, con particolare riferimento alla legge sull’assicurazione invalidità del 19 giugno 1959, alla legge federale sulle prestazioni della Confederazione nel campo delle pene e delle misure del 5 ottobre 1967 e alla legge cantonale sulla scuola del 1° febbraio 1990;
d)	i redditi del patrimonio;
e)	una quota parte delle elargizioni e donazioni di enti pubblici o di enti privati nell’importo che verrà stabilito annualmente dal Dipartimento tenuto conto delle necessità dell’istituto di costituire una riserva finanziaria per nuove costruzioni o lavori di ammodernamento o ampliamento dei fabbricati e acquisto di attrezzature ed arredamenti.
(4)	Qualora gli enti pubblici o privati riconosciuti dallo Stato svolgessero solo parzialmente le prestazioni di cui agli art. 18, 19 e 20 cpv. 1 lett. b) della presente legge, l’intervento finanziario del Cantone sarà accordato parzialmente.
Art. 49 1Trascorsi i termini per l’esercizio del diritto di referendum la presente legge viene pubblicata nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del Cantone Ticino.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3
 art. 47

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11
 art. 7

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26
 art. 18
 art. 19

Art. 27
 art. 19

Art. 28
 art. 18

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38
 art. 34

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48
 art. 28
 art. 18
 art. 18
 art. 18
 art. 18

Art. 49