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Timestamp: 2018-02-25 19:45:38+00:00

Document:
Annunziata Orlandi
1 IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA Di Luca Bazzani Web: Liberamente scaricabile dal sito Internet nella pagina Download.
2 SOMMARIO IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA...1 SOMMARIO...2 LA FIGURA DEL RLS NEL TESTO UNICO SULLA SICUREZZA...3 IL DECRETO LEGISLATIVO 81/ LA FIGURA DEL RLS NEGLI ARTICOLI DEL TESTO UNICO...7 LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI CON IL SUPPORTO DEL RLS...8 IL DIRITTO/DOVERE ALLA SICUREZZA DEI LAVORATORI...10 IL DUVRI...11 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI...13 L RLS E IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI...14 QUANDO IL DATORE DI LAVORO PUO SVOLGERE LA FUNZIONE DI RSPP...15 LA RIUNIONE PERIODICA...16 I CORSI DI FORMAZIONE PREVISTI PER I LAVORATORI E GLI RLS...18 LA DESIGNAZIONE/ELEZIONE DEL RLS...20 IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI TERRITORIALE, QUANDO NON ESISTE L RLS INTERNO...23 LA FIGURA DEL RLS DI SITO PRODUTTIVO, PER OPERE DI GRANDI DIMENSIONI E ALTRE SITUAZIONI PARTICOLARI...26 DIRITTI/DOVERI DEL RLS...27 GLI ORGANISMI PARITETICI GESTISCONO I FONDI PER GLI RLS TERRITORIALI...30 LE ORIGINI DEI FONDI PER GLI RLS TERRITORIALI (ANCORA NON COMPLETAMENTE OPERATIVI)...32 I REQUISITI DI SALUTE E SICUREZZA DEI LUOGHI DI LAVORO...34 I DIRITTI DEL RLS IN PRESENZA DI CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI...35 CHIARIMENTI RELATIVI ALCUNI OBBLIGHI INERENTI I CANTIERI...36 LE SOSTANZE PERICOLOSE...38 ESPOSIZIONI NON PREVEDIBILI A SOSTANZE PERICOLOSE...39 PROCEDURE PER LO SVOLGIMENTO DI OPERAZIONI PARTICOLARI CON SOSTANZE PERICOLOSE...40 L OBBLIGO DELLA COMUNICAZIONE DI INFORMAZIONI INERENTI LE SOSTANZE CHE CAUSANO RISCHIO BIOLOGICO...42 LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO IN PRESENZA DI SOSTANZE PERICOLOSE DI NATURA BIOLOGICA...43 IL REGISTRO DEGLI ESPOSTI
3 LA FIGURA DEL RLS NEL TESTO UNICO SULLA SICUREZZA Nel presente documento si intende commentare la figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (di seguito definito RLS nelle parti commentate) analizzando le disposizioni di legge inerenti la figura professionale in questione. Tale figura, già presente nel impianto legislativo del D.Lgs. 626/94, viene ulteriormente rafforzata con il D.Lgs. 81/08 che attribuisce una sempre crescente importanza a tale figura professionale. Per tal ragione diventa essenziale una sempre crescente professionalità da parte di questa figura, diretta emanazione dei Lavoratori. Per ottemperare alle imposizioni di Legge è necessaria una scrupolosa formazione e un costante aggiornamento per essere sempre al passo con i tempi e proteggere sé stessi e i propri colleghi nello svolgimento delle rispettive mansioni. Per raggiungere lo scopo prefissato, si riporteranno i passaggi principali in cui viene nominato l RLS nel D.Lgs. 81/08, più noto come Testo Unico sulla Sicurezza. In seguito i singoli punti verranno commentati per comprendere maggiormente oneri e onori della figura professionale in questione. A tal fine si utilizzeranno di seguito una serie di convenzioni che vengono ora anticipate: Il testo scritto in corsivo e rientrato rispetto ai margini della pagina, come il presente passaggio, è tratto dal D.Lgs. 81/08, al netto di ogni eventuale modifica e proroga (delle quali verrà fornita nota integrativa alla fine del documento presente) Il testo scritto come il paragrafo presente, senza rientri, è una rielaborazione dello scrivente. Nel testo sono presenti differenti acronimi che vengono di seguito riportati e dati per noti nel corso della lettura: RSPP: Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ASPP: Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione RLS: Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza MC: Medico competente DL: Datore di Lavoro DVR: Documento di Valutazione dei Rischi DUVRI: Documento Unico di Valutazione dei Rischi per Interferenza DPI: Dispositivi di protezione individuale DPC: Dispositivi di protezione collettiva Si è scelto di strutturare il presente documento secondo il seguente schema: Presentazione del testo dell articolo 3
4 Commento dell articolo Presentazione delle sanzioni riportate nel Testo Unico riguardanti l articolo precedentemente commentato Commento delle eventuali sanzioni Una precisazione va fatta fin dal principio. Al RLS sono riconosciute in larga parte tutele assimilabili a quelle sindacali. Inoltre nel D.Lgs. 81/08 NON sono presenti indicazioni che possano portare a sanzioni nei confronti della figura in questione. Lo scrivente intende chiarire fin da subito che le interpretazioni fornite di seguito sono personali e NON si devono intendere in alcun modo vincolanti dal punto di vista legislativo. Trattasi di interpretazioni derivanti dall esperienza lavorativa dello scrivente e da altre fonti non normative. Per leggere la versione del Decreto Legislativo, cogente dal punto di vista legale, consultare i seguenti link: 064DE686809A/0/ _Dlgs_81.pdf (documento in formato PDF disponibile sul sito del Ministero del Lavoro) (sito del Parlamento Italiano) 30&task=dettaglio&numgu=101&redaz=008G0104&tmstp= (così come pubblicato in Gazzetta Ufficiale) Le ultime modifiche al D.Lgs. 81/08 sono state integrate nel cosiddetto Decrero Mille Proroghe di fine anno Le prossime scadenze cadono nel mesi di maggio e giugno Di seguito il link per verificare le proroghe inserite nel soprannominato decreto: 31&task=dettaglio&numgu=304&redaz=008G0232&tmstp=
5 IL DECRETO LEGISLATIVO 81/08 Il Decreto Legislativo 81 non è altro che l Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Alcune delle innovazioni del D.Lgs. 81/08 erano già state anticipate da questo decreto che forse era più noto alla maggior parte delle Imprese per l imposizione del utilizzo del cartellino per tutte le attività svolte in esterno. Il nuovo Testo Unico (anche se ormai ha quasi raggiunto un anno di vita e ha già goduto di ben due proroghe, inserite nei così detti Decreti Mille Proroghe) pone ordine in quel grande marasma che era la legislazione sulla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro per cui principalmente recupera parte di vecchia legislazione e la aggiorna. È diviso in 306 articoli raggruppati secondo 13 titoli con un set di allegati tecnici che dovrebbero fornire informazioni per l attuazione delle normative. Al solito nel Decreto il Governo si è riservato la possibilità di legiferare su alcuni aspetti normativi entro un lasso di tempo variabile in funzione degli argomenti. Di conseguenza tale intervallo di tempo è sottoposto ad ogni eventuale proroga che venga decisa, secondo miglior tradizione italiana. Analizzando la struttura del D.Lgs. 81/08 si nota subito che è diviso in 13 titoli, come già detto, che sono poi i seguenti: Titolo I - (art. 1-61) o Principi comuni (Disposizioni generali, sistema istituzionale, gestione della previdenza nei luoghi di lavoro, disposizioni penali) Titolo II (art ) o Luoghi di lavoro (Disposizioni generali, Sanzioni) Titolo III (art ) o Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale (Uso delle attrezzature di lavoro, uso dei dispositivi di protezione individuale, impianti e apparecchiature elettriche) Titolo IV (art ) o Cantieri temporanei o mobili (Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei e mobili, Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota, sanzioni) Titolo V (art ) o Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro (Disposizioni generali, sanzioni) Titolo VI (art ) o Movimentazione manuale dei carichi (Disposizioni generali, sanzioni) Titolo VII (art ) o Attrezzature munite di videoterminali (Disposizioni generali, obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti, sanzioni) Titolo VIII (art ) 5
6 o Agenti fisici (Disposizioni generali, protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro, protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni, protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagnetici, protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche, sanzioni) Titolo IX (art ) o Sostanze pericolose (protezione da agenti chimici, protezione da agenti cancerogeni e mutageni, protezione dai rischi connessi all esposizione all amianto, sanzioni) Titolo X (art ) o Esposizione ad agenti biologici (obblighi del datore di lavoro, sorveglianza sanitaria, sanzioni) Titolo XI (art ) o Protezione da atmosfere esplosive (disposizioni generali, obblighi del datore di lavoro, sanzioni) Titolo XII (art ) o Disposizioni diverse in materia penale e di procedura penale Titolo XIII (art ) o Disposizioni finali Interessante è la struttura dei singoli titoli che contengono una parte legislativa e integrano direttamente la definizione delle eventuali sanzioni al termine del titolo in questione. Ciò semplifica notevolmente l attività di lettura del testo, nonostante la lunghezza del medesimo scoraggi chiunque dal tentarne l approccio. Per porre rimedio a tale inconveniente si è deciso di condensare la normativa inerente la figura in questione con brevi commenti in un unico documento più breve. D altra parte, la figura del RLS esce rafforzata dal decreto legislativo e pertanto compare in larga parte degli articoli di legge. In pratica risulta evidente la necessità da parte del Datore di Lavoro di interfacciarsi con l incaricato per migliorare le condizioni di Sicurezza sul luogo di Lavoro e la Salute dei propri Collaboratori. L RLS diventa così un investimento economico per il miglioramento non solo delle condizioni di lavoro ma anche dei conti aziendali. In questa sede non si intendono rammentare differenti studi che hanno dimostrato l evidenza di tale supposizione. Ovviamente si raccomanda di applicare le disposizioni di Legge cum grano salis, basandosi sul principio del buon senso sia da parte del RLS che da parte del Datore di Lavoro. Una reciproca e fattiva collaborazione non potrà che giovare a tutti. Buona lettura. 6
7 LA FIGURA DEL RLS NEGLI ARTICOLI DEL TESTO UNICO In principio furono le definizioni. Nel I Titolo del Decreto vengono fornite le definizioni che verranno poi utilizzate come base per lo sviluppo dei vari articoli. Di seguito viene fornita la definizione di RLS così come riportata nel Decreto: Art.2 i) «rappresentante dei lavoratori per la sicurezza»: persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro; Viene precisato che la figura professionale in questione è un emanazione della volontà dei lavoratori sia esso eletto o designato. La differenza tra elezione e designazione risiede in caratteristiche che verranno poi presentate in successivi articoli. Principalmente si fonda sulla provenienza della figura in questione. In taluni casi si tratta di un lavoratore di estrazione sindacale, in altri di un lavoratore candidatosi in occasione delle elezioni. Quando si applica un caso piuttosto che l altro viene precisato in vari articoli. Semplificando, si potrebbe dire che dipende dal numero di dipendenti dell Azienda e dalla presenza (o meno) delle RSU. 7
8 LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI CON IL SUPPORTO DEL RLS Art. 18. Obblighi del datore di lavoro e del dirigente n) consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l'applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute; o) consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), nonche' consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r); p) elaborare il documento di cui all'articolo 26, comma 3, e, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamente copia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; s) consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle ipotesi di cui all'articolo 50; Tra i vari obblighi del Datore di Lavoro ve ne sono differenti in cui si pone la necessità di comunicare con l RLS. Per tale motivo nella formazione degli RLS sono previste delle ore che abbiano come argomento la Comunicazione. Nel comma n l RLS viene rappresentato come una sorta di controllore che verifica e sovrintende all applicazione delle misure di Sicurezza e di protezione della Salute. Attenzione però a non confondere l RLS con un Preposto o un Dirigente(anche se potrebbe esserci sovrapposizione tra le cariche, in quanto non espressamente vietato dalla normativa)! Il compito del RLS è eminentemente consultivo e non è sanzionatorio nei confronti dei colleghi. La Legge precisa il concetto con l utilizzo della forma Verificare l applicazione, distinguendo chiaramente da Applicare. Nel comma o si fa riferimento al Documento di Valutazione dei Rischi che il Datore di Lavoro è tenuto a compilare. Come già previsto dalla 123/07 l RLS ha diritto a riceverne copia (mentre nella normativa precedente si limitava il tutto alla consultazione). Il riferimento al comma r si intende invece alle statistiche sugli infortuni che il Datore di Lavoro deve comunicare a vari organi competenti. Al comma p viene fatto riferimento ad altro documento che il Datore di Lavoro deve rendere disponibile al RLS. Si tratta, in questo caso, del DUVRI (Documento Unico per la Valutazione del Rischio Interferenza), in cui vengono analizzati i rischi normalmente non presenti sui luoghi di lavoro che si generano quando si ha svolgimento di attività lavorative negli ambienti di lavoro da parte di esterni e quando tali attività non rientrino nella cosiddetta gestione dei cantieri. Con notevole semplificazione si parla di DUVRI quando C è un attività da parte di esterni negli ambienti di lavoro dell Impresa 8
9 I lavoratori dell Impresa sono comunque presenti e svolgono le loro normali attività Non c è chiara e netta demarcazione dell area della lavorazione in questione Si potrebbero considerare lavorazioni da DUVRI (ma sono sempre da analizzare nel caso specifico) ad esempio: Lo svolgimento di pulizie degli ambienti di lavoro da parte di un Impresa esterna in normale orario di lavoro con presenza di lavoratori Eventuali interventi di riparazione svolti da esterni (dal piastrellista al idraulico, elettricista o altri) sempre negli ambienti di lavoro da parte di un Impresa esterna in normale orario di lavoro con presenza di lavoratori Il comma s verrà ripreso in seguito quando si analizzerà proprio l articolo 50. In tale articolo vengono analizzate tutte le attribuzioni del RLS. SANZIONI 4. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 800 a euro per la violazione degli articoli 18, comma 1, lettere b), e), g), i), m), n), o), p), 34, comma 3, 36, commi 1, 2 e 3, 43, comma 1, lettere a), b) e c); Nel caso il Datore di Lavoro si opponga alla verifica delle condizioni di Sicurezza da parte del RLS la sanzione comincia ad avere ricadute anche nel penale (comma n). Alla stessa maniera nei commi o e p nel caso in cui non consegni al RLS il DVR e il DUVRI (quest ultimo solo su richiesta specifica da parte del RLS). m) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per ciascun lavoratore, in caso di violazione dell'articolo 26, comma 8; n) con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro a euro in caso di violazione dall'articolo 18, comma 1, lettera s); Nel caso il Datore di Lavoro ometta di consultare l RLS per quanto riguarda i suoi attributi (tra gli altri, la formazione dei lavoratori, la nomina degli addetti antincendio e primo soccorso, la formazione del RLS ecc ecc) la sanzione è di natura pecuniaria, ma non penale. 9
10 IL DIRITTO/DOVERE ALLA SICUREZZA DEI LAVORATORI Art. 20. Obblighi dei lavoratori e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonche' qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle proprie competenze e possibilita' e fatto salvo l'obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; L articolo 20 analizza gli obblighi dei lavoratori, con le dovute raccomandazioni sui comportamenti da tenere sui luoghi di lavoro. L RLS viene nominato al comma e in quanto interfaccia a cui i lavoratori si rivolgono per presentare le problematiche inerenti la Sicurezza che l RLS provvederà a inoltrato al SPP (Servizio di Prevenzione e Protezione) dell Impresa. Si rafforza il diritto/dovere dei lavoratori di lavorare in Sicurezza. Anche il dovere (ad esempio con la raccomandazione di utilizzare i DPI correttamente e di NON rimuovere i dispositivi di protezione installati sulle macchine). ATTENZIONE! L RLS è la figura che raccoglie il punto di vista dei Lavoratori, non il vigile del sistema Sicurezza aziendale. SANZIONI Sanzioni per i lavoratori 1. I lavoratori sono puniti: a) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 200 a 600 euro per la violazione dell'articolo 20, comma 2, lettere b), c), d), e), f), g), h) e i); Si conferma che l RLS non è in alcun modo sanzionabile in quanto tale, ma lo è il Lavoratore nel caso in cui non adempia ai suoi doveri, come riportato all articolo 20. Sulla base della normativa risulta che, qualora il Lavoratore ometta di comunicare al RLS situazioni che potrebbero essere essenziali al fine del raggiungimento della Sicurezza sui luoghi di lavoro, è sanzionabile con l arresto fino a un mese o con l ammenda da 200 a
11 IL DUVRI Art. 26. Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione 5. Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullita' ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto. Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25 agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale. Il 26 è uno degli articoli più controversi e impegnativi dell intero Testo Unico. Da esso trae origine il cosiddetto DUVRI (Documento Unico per la Valutazione dei Rischi da Interferenza). In questa sede non si intende discutere il documento in questione, di cui è già stata fornita qualche anticipazione in occasione dell articolo 18. L RLS ha diritto di consultazione della documentazione ad esso inerente. Allo stato attuale si attendono ulteriori precisazioni sul sistema di qualifica contrattuale per il quale il Governo si è riservato un adeguato lasso di tempo per legiferare. Sulla base della normativa vigente il DUVRI in questione deve essere composto da: certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato; autocertificazione dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneita' tecnico professionale, dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività misure adottate per eliminare o, ove cio' non e' possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze i costi inerenti la Sicurezza. Tutta questa documentazione viene raggruppata in un unico documento, il DUVRI appunto. Tale documento diventa un aggiunta al contratto di appalto o assegnazione d opera. Anche la scadenza per l implementazione del medesimo documento fa parte del gruppo di voci del Testo Unico che è già stato sottoposto 11
12 a proroghe. L RLS ha diritto di accesso a tutta la documentazione in questione. ATTENZIONE! In questo caso si precisa che deve avvenire PREVIA RICHIESTA, il che vuol dire che non è automatico che l RLS possa conoscerlo. Deve farne espressa richiesta al Datore di Lavoro. SANZIONI 4. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: b) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione degli articoli 18, commi 1, lettere d), h), e v), e 2, 26, comma 1, lettera b), 43, comma 1, lettere d) ed e), 45, comma 1, 46, comma 2; Il Datore di Lavoro che non ottemperi all obbligo di comunicazione dei rischi presenti sugli ambienti di lavoro presso il quale devono essere svolte operazioni da parte di aziende viene sanzionato secondo la precedente definizione. L RLS compare in questo articolo principalmente come persona informata sulla redazione del DUVRI, documento che rappresenta il nucleo centrale della disposizione normativa in analisi. 12
13 LA VALUTAZIONE DEI RISCHI Art. 28. Oggetto della valutazione dei rischi 2. Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa e contenere: e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; Passaggio molto semplice. Viene precisato che nel Documento di Valutazione dei Rischi deve essere inserito il nominativo del RLS o del RLS territoriale. Non si ritiene che tale passaggio necessiti ulteriori commenti. SANZIONI Art. 55. Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente 3. E' punito con l'ammenda da a euro il datore di lavoro che non redige il documento di cui all'articolo 17, comma 1,lettera a), secondo le modalita' di cui all'articolo 29, commi 1, 2 e 3, nonche' nei casi in cui nel documento di valutazione dei rischi manchino una o piu' delle indicazioni di cui all'articolo 28, comma 2, lettere c) ed e). Nel caso in cui nel DVR non compaia ad esempio il nome di una della figure definite dal decreto per il sistema Sicurezza aziendale, il Datore di Lavoro rischia una sanzione da 3000 a Quindi, se ad esempio non viene indicato il nome del RLS la sanzione comminata corrisponde ai valori appena indicati. 13
14 L RLS E IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Art. 29. Modalita' di effettuazione della valutazione dei rischi 1. Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, nei casi di cui all'articolo Le attivita' di cui al comma 1 sono realizzate previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Nell articolo immediatamente successivo viene ricordato che la Valutazione dei Rischi va effettuata dopo aver consultato l RLS, il quale può portare il punto di vista dei Lavoratori ed eventuali migliorie o richieste. SANZIONI Art. 55. Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente 3. E' punito con l'ammenda da a euro il datore di lavoro che non redige il documento di cui all'articolo 17, comma 1,lettera a), secondo le modalita' di cui all'articolo 29, commi 1, 2 e 3, nonche' nei casi in cui nel documento di valutazione dei rischi manchino una o piu' delle indicazioni di cui all'articolo 28, comma 2, lettere c) ed e). Anche in questo caso sanzione da 3000 a 9000 per il Datore di Lavoro che effettua una valutazione dei rischi senza la consultazione preventiva del RLS. 14
15 QUANDO IL DATORE DI LAVORO PUO SVOLGERE LA FUNZIONE DI RSPP Art. 34. Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi 1. Salvo che nei casi di cui all'articolo 31, comma 6, il datore di lavoro puo' svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, di primo soccorso, nonche' di prevenzione incendi e di evacuazione, nelle ipotesi previste nell'allegato 2 dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui ai commi successivi. In talune Imprese, soprattutto di piccole dimensioni, è ammessa l opportunità che il Datore di Lavoro svolga direttamente l incarico di RSPP, Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione. Tali Aziende vengono listate nell allegato 2 del D.Lgs. 81/08 con alcune postille ed eccezioni che si possono ritrovare al loro interno: Aziende artigianali e industriali fino a 30 addetti Aziende agricole e zootecniche fino a 10 addetti Aziende della pesca fino a 20 addetti Altre aziende fino a 200 addetti Se il Datore di Lavoro opta per svolgere il ruolo di RSPP deve dare comunicazione al RLS della sua scelta. Si tratta di una mera comunicazione a cui l RLS non può fare opposizione. SANZIONI Art. 55. Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente 4. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: d) con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da a euro per la violazione degli articoli 26, comma 1, e 2, lettere a) e b), 34, commi 1 e 2; Posto che l articolo 34 offre l opportunità al Datore di Lavoro di svolgere direttamente l attività di RSPP sotto determinate condizioni, previa comunicazione al RLS, risulta che il Datore di Lavoro che non effettui la comunicazione del caso sia sanzionabile con ammenda da 1500 a
16 LA RIUNIONE PERIODICA Art. 35. Riunione periodica 1. Nelle aziende e nelle unita' produttive che occupano piu' di 15 lavoratori, il datore di lavoro, direttamente o tramite il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, indice almeno una volta all'anno una riunione cui partecipano: a) il datore di lavoro o un suo rappresentante; b) il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi; c) il medico competente, ove nominato; d) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 2. Nel corso della riunione il datore di lavoro sottopone all'esame dei partecipanti: a) il documento di valutazione dei rischi; b) l'andamento degli infortuni e delle malattie professionali e della sorveglianza sanitaria; c) i criteri di scelta, le caratteristiche tecniche e l'efficacia dei dispositivi di protezione individuale; d) i programmi di informazione e formazione dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori ai fini della sicurezza e della protezione della loro salute. 3. Nel corso della riunione possono essere individuati: a) codici di comportamento e buone prassi per prevenire i rischi di infortuni e di malattie professionali; b) obiettivi di miglioramento della sicurezza complessiva sulla base delle linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. 4. La riunione ha altresi' luogo in occasione di eventuali significative variazioni delle condizioni di esposizione al rischio, compresa la programmazione e l'introduzione di nuove tecnologie che hanno riflessi sulla sicurezza e salute dei lavoratori. Nelle ipotesi di cui al presente articolo, nelle unita' produttive che occupano fino a 15 lavoratori e' facolta' del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza chiedere la convocazione di un'apposita riunione. 5. Della riunione deve essere redatto un verbale che e' a disposizione dei partecipanti per la sua consultazione La Riunione Periodica, di cadenza almeno annuale, è la sede in cui viene discusso il sistema Sicurezza aziendale. Pertanto tra le figure che vi devono partecipare è giustamente annoverato l RLS. ATTENZIONE! La Riunione è come minimo annuale. Come viene precisato al paragrafo 4, in caso di modifiche alle condizioni di Sicurezza tale riunione deve essere svolta immediatamente, senza indugiare 16
17 nell attesa della scadenza annuale. Per assurdo, si potrebbe configurare la situazione per cui si ha un miglioramento della Sicurezza sui luoghi di lavoro e una convocazione della riunione. Sulla base delle indicazioni di legge, pare che si debba intendere che in assenza di una delle figure nominate la riunione debba essere aggiornata a data da destinarsi. Nella Riunione viene analizzato il DVR al fine di provvedere ad eventuali aggiornamenti, proposta l introduzione o sostituzione dei DPI in base ai rischi contenuti nel DVR, discussa la situazione dell informazione e formazione dei Lavoratori (per i quali punti altri articoli precisano che è OBBLIGATORIA la consultazione del RL). Infine nella riunione, oltre a discutere della definizione di procedure per la gestione di lavorazioni particolarmente pericolose, si prendono in considerazione informazioni sulle statistiche degli infortuni e delle malattie professionali. Si tratta di informazioni statistiche che, quindi, non devono includere indicazioni che permettano l identificazione dei lavoratori. Un interessante postilla al paragrafo 4 riguarda sensibili modifiche nelle aziende di ridotte dimensioni (nello specifico aziende con meno di 15 addetti, indipendentemente dal settore). In tal caso la Riunione viene convocata SOLAMENTE su richiesta del RLS. Si parte dalla presupposizione che in aziende di ridotte dimensioni la comunicazione dei cambiamenti sia estremamente rapida e diretta. Resta, tuttavia, la facoltà per l RLS di richiederne la convocazione. Comunque è la Riunione Periodica la sede in cui l RLS può maggiormente esercitare i suoi attributi e le sue funzioni (non escludendo con questo che egli debba agire anche nella quotidianità lavorativa) ed è bene che essa venga preparata con particolare cura e attenzione, documentandosi e richiedendo preventivamente tutta la documentazione a cui si ha diritto. SANZIONI Art. 55. Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente 4. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti h) con la sanzione amministrativa pecuniaria da a euro per la violazione degli articoli 18, comma 1, lettera u), 29, comma 4, e 35, comma 2; Per violazioni riguardanti lo svolgimento della Riunione Periodica la sanzione applicata al Datore di Lavoro è compresa tra 2500 e
18 I CORSI DI FORMAZIONE PREVISTI PER I LAVORATORI E GLI RLS Art. 37. Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti 10. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. 11. Le modalita', la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi: a) principi giuridici comunitari e nazionali; b) legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; c) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; d) definizione e individuazione dei fattori di rischio; e) valutazione dei rischi; f) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; g) aspetti normativi dell'attivita' di rappresentanza dei lavoratori; h) nozioni di tecnica della comunicazione. La durata minima dei corsi e' di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalita' dell'obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non puo' essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano piu' di 50 lavoratori. 12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all'articolo 50 ove presenti, durante l'orario di lavoro e non puo' comportare oneri economici a carico dei lavoratori. Nell articolo in questione viene presentata la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti. Ovviamente la formazione del RLS diventa essenziale per un corretto esercizio delle sue prerogative. La formazione deve essere realizzata attraverso un corso di 32 ore con i contenuti definiti dal Decreto Legislativo, con successivi aggiornamenti periodici (almeno 4 ore per RLS di aziende con un numero di lavoratori compreso tra 15 e 50, almeno 8 ore per gli RLS di aziende con più di 50 collaboratori). Confrontando gli argomenti proposti per gli RLS con 18
19 quelli proposti per gli RSPP si nota che non vi è grandissima differenza. Si pone particolare attenzione sull aspetto comunicativo. Soprattutto l RLS necessita di una corretta formazione su tale aspetto. È una figura chiusa tra incudine e martello. Da una parte ha i suoi colleghi che desiderano lavorare in sicurezza ed effettuano le loro richieste. Dall altra l RLS trova il DL che potrebbe non essere molto ben disposto nei suoi confronti. D altro canto l RLS NON viene scelto dal DL ma dai Lavoratori secondo indicazioni riportate nell apposito articolo. In più potrebbe accadere che le proposte avanzate dal RLS richiedano cospicui investimenti per il DL che quindi farà di tutto per opporvisi. È bene non dimenticare mai che molteplici studi hanno dimostrato che investimenti nella Sicurezza del lavoro hanno portato a grandissimi ritorni dal punto di vista economico per le aziende. È sufficiente pensare al caso in cui in una linea di montaggio, con postazione dei lavoratori a bordo linea, da quando sono stati introdotti sedie regolabili a razze con ruote, ha causato un drastico calo dei costi affondati e un aumento sensibile delle redditività dell azienda, a fronte di un investimento esiguo. Pertanto il decreto riconosce la necessità che l RLS venga formato specificamente anche sulla Comunicazione. La formazione DEVE essere svolta in orario di lavoro e non deve comportare costi per l RLS. Ad esempio, se la formazione svolta comporta che il lavoratore superi il monte ore giornaliero previsto dal suo contratto, le ore in eccesso dovranno essere retribuite come straordinarie. Le eventuali trasferte per recarsi sui luoghi di svolgimento dei corsi di formazione e aggiornamento devono essere quindi conteggiate come trasferte di lavoro. 19
20 LA DESIGNAZIONE/ELEZIONE DEL RLS Art. 47. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza 1. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e' istituito a livello territoriale o di comparto, aziendale e di sito produttivo. L'elezione dei rappresentanti per la sicurezza avviene secondo le modalita' di cui al comma In tutte le aziende, o unita' produttive, e' eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 3. Nelle aziende o unita' produttive che occupano fino a 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e' di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure e' individuato per piu' aziende nell'ambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dall'articolo Nelle aziende o unita' produttive con piu' di 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e' eletto o designato dai lavoratori nell'ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il rappresentante e' eletto dai lavoratori della azienda al loro interno. 5. Il numero, le modalita' di designazione o di elezione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, nonche' il tempo di lavoro retribuito e gli strumenti per l'espletamento delle funzioni sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva. 6. L'elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali, territoriali o di comparto, salvo diverse determinazioni in sede di contrattazione collettiva, avviene di norma in corrispondenza della giornata nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro, individuata, nell'ambito della settimana europea per la salute e sicurezza sul lavoro, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro della salute, sentite le confederazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale. Con il medesimo decreto sono disciplinate le modalita' di attuazione del presente comma. 7. In ogni caso il numero minimo dei rappresentanti di cui al comma 2 e' il seguente: a) un rappresentante nelle aziende ovvero unita' produttive sino a 200 lavoratori; b) tre rappresentanti nelle aziende ovvero unita' produttive da 201 a lavoratori; c) sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unita' produttive oltre i lavoratori. In tali aziende il numero dei rappresentanti e' aumentato nella misura individuata dagli accordi interconfederali o dalla contrattazione collettiva. 20

References: articolo 3
 Art.2
 Art. 18
 articolo 50
 Art. 20
 articolo 20
 articolo 20
 Art. 26
 articolo 18
 Art. 28
 Art. 55
 Art. 29
 Art. 55
 Art. 34
 Art. 55
 articolo 34
 Art. 35
 Art. 55
 Art. 37
 Art. 47