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Timestamp: 2017-01-17 09:04:15+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 139 del 29.12.2010
Trattamento tributario ai fini IVA dei canoni percepiti da un Comune per la
concessione in uso a terzi di impianti pubblicitari
Con l�'interpello specificato in oggetto è stato
Il Comune di  riferisce di essere proprietario,
nell�'ambito del suo territorio e delle tipologie previste dal proprio
«Regolamento per la disciplina degli impianti pubblicitari su aree pubbliche o
di uso pubblico e su aree private e per la disciplina delle pubbliche
affissioni» (di seguito Regolamento), fra gli altri, dei seguenti impianti
- lotto di n. 228 impianti (costituito da
n. 80 poster e n. 148 stendardi) qualificati quali impianti pubblicitari per l�'affissione
diretta ai sensi dell�'articolo 57 del citato Regolamento comunale;
- lotto di n. 91 impianti qualificati come
impianti pubblicitari di servizio ai sensi dell�'articolo 10 del predetto
Regolamento, costituiti da pensiline attesa bus.
Il Comune istante, in merito ai predetti lotti di impianti pubblicitari, fa
presente di voler porre in essere, rispettivamente, le iniziative di seguito
A) Lotto di n. 228 impianti per l�'affissione diretta.
L�'ente istante, mediante l�'indizione di apposita
gara, intende affidare in concessione la gestione di detti impianti con la
previsione del pagamento di un canone annuo a carico del concessionario, il cui
importo previsto a base d�'asta è pari a  229.000,00 più IVA se dovuta.
Nell�'ambito del rapporto tra il Comune istante e il
concessionario, che sarà regolato da apposita concessione-contratto, il
concessionario assumerà l�'obbligo di sostituire integralmente alcuni
poster e di installare nuovi manufatti aventi le medesime dimensioni di
quelli esistenti e con determinate caratteristiche tecniche nonché l�'obbligo
di applicare una targhetta metallica sul palo di sostegno di ciascun impianto
() che resterà affissa anche dopo la riconsegna degli impianti al
termine della concessione.
Secondo quanto riferito dal Comune istante, l�'importo
dei lavori sopra indicati, risultante dalla fattura che verrà emessa dal
concessionario () nei confronti del Comune stesso, sarà riconosciuto a
scomputo del canone di concessione per un importo massimo di . 163.000,00
(IVA compresa).
B) Lotto di n. 91 impianti pubblicitari di servizio.
L�'ente istante ha previsto la concessione in gestione
di detti impianti mediante determinazione dirigenziale n.  del  giugno
2010 alla quale dovrà seguire la stipula della concessione-contratto.
Per tale concessione è previsto il pagamento, a carico
del concessionario, di un canone annuo di Euro 16.380,00 per il 2010, oltre
ad un�'indennità di occupazione di pari importo per il 2009.
Quanto sopra rappresentato il Comune interpellante
chiede di conoscere il trattamento tributario, agli effetti dell�'IVA,
applicabile ai canoni di concessione previsti relativamente alle fattispecie
descritte sub A) e B).
SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DALL�'INTERPELLANTE
Il Comune di  osserva che l�'utilizzo di
impianti del patrimonio indisponibile del Comune adibiti all�'attività
pubblicitaria mediante affissioni dirette (fattispecie sub A) e di
impianti di servizio recanti spazi pubblicitari (fattispecie sub B) è
soggetto alla disciplina recata dal decreto legislativo 15 novembre 1993, n.
507, nonché dal Regolamento comunale sugli impianti pubblicitari e pubbliche
affissioni, i quali stabiliscono, al riguardo, limitazioni, vincoli e
obblighi circa le modalità di effettuazione.
Il Comune istante fa presente, inoltre, di essere tenuto
a vigilare sulla corretta osservanza delle disposizioni legislative e
regolamentari riguardanti l�'effettuazione della pubblicità e riferisce che
alle violazioni di dette disposizioni conseguono sanzioni amministrative.
Lo stesso Comune sottolinea, altresì, che, pur
stipulando, in relazione alle concessioni in argomento, atti definiti concessione-contratto,
disciplinanti le reciproche obbligazioni intercorrenti tra le parti
contraenti, il rapporto con il concessionario è fortemente caratterizzato
dall�'esercizio di poteri unilaterali da parte del Comune concedente quali,
ad esempio, quelli in tema di controllo dei messaggi pubblicitari e di revoca
In base alle argomentazioni sopra svolte, l�'ente
interpellante è dell�'avviso che l�'attività di concessione in uso di n. 228
impianti pubblicitari per l�'affissione diretta (fattispecie sub A) e di n. 91
impianti pubblicitari di servizio (fattispecie sub B) sia dallo stesso svolta in
veste di pubblica autorità e che detta attività non determini
distorsioni di concorrenza.
Il Comune di  ritiene, quindi, che l�'attività di
concessione in argomento non rientri nel campo di applicazione dell�'IVA e che,
pertanto, gli importi che lo stesso riceverà dai concessionari a titolo di
canoni annui di concessione non dovranno essere assoggettati a tale imposta.
Si precisa, in via preliminare, che con il quesito
prospettato il Comune di  intende conoscere, in sostanza, se lo svolgimento
dell�'attività di affidamento in gestione degli impianti pubblicitari oggetto
del presente interpello integri o meno, per lo stesso Comune, il presupposto
soggettivo di applicazione dell�'IVA e, in particolare, se ricorrano, per l�'esercizio
di tale attività, i caratteri della pubblica autorità.
Al riguardo, si fa presente che la Direttiva CE del
Consiglio del 28 novembre 2006, n. 112 (con la quale è stata operata la
rifusione della Direttiva CEE del 17 maggio 1977, n. 388), in merito alle
attività svolte da enti di diritto pubblico, stabilisce, all�'articolo 13,
paragrafo 1 (già articolo 4, paragrafo 5, della Direttiva CEE n. 388), che
detti enti, fra i quali sono ricompresi i comuni, non sono soggetti passivi ai
fini IVA per le attività od operazioni poste in essere dagli stessi in
veste di pubbliche autorità, ad eccezione dell�'ipotesi in cui il loro
mancato assoggettamento all�'imposta provocherebbe distorsioni di concorrenza
di una certa importanza. Lo stesso articolo 13, paragrafo 1, della citata
Direttiva n. 112 del 2006, prevede, inoltre, che gli enti pubblici sono
considerati in ogni caso soggetti passivi se svolgono le attività indicate nell�'Allegato
In merito alla condizione che l�'ente pubblico agisca
in veste di pubblica autorità, come precisato più volte in precedenti
documenti di prassi (cfr. risoluzioni n. 352/E
del 5 dicembre 2007, n. 348/E del 7
agosto 2008 e n. 122/E del 6 maggio
2009) occorre far riferimento ai chiarimenti formulati, in proposito, dalla
Corte di Giustizia CE secondo la quale non assumono rilievo, al riguardo, l�'oggetto
o il fine dell�'attività svolta dal medesimo ente pubblico né l�'appartenenza
dei beni dallo stesso eventualmente utilizzati al demanio o al patrimonio dell�'ente
(cfr. sentenza Corte di Giustizia CE 14 dicembre 2000, causa C-446/98).
La Corte precisa, infatti, che il non assoggettamento
ad IVA degli enti pubblici dipende dalle modalità di esercizio delle
attività rese dagli stessi enti e, in particolare, dalla circostanza,
valutata con riferimento al regime giuridico applicato in base al diritto
nazionale, che detti enti agiscano in quanto soggetti di diritto pubblico o in
quanto soggetti di diritto privato.
In sostanza, è necessario verificare se il rapporto
fra l�'ente pubblico e il soggetto con il quale detto ente opera sia
caratterizzato dall�'esercizio di poteri di natura unilaterale e
autoritativa o se si svolga su base sostanzialmente pattizia, attraverso una
disciplina che individui, in via bilaterale, le reciproche posizioni soggettive
(cfr. risoluzioni n. 348/E del 2008 e n. 122/E del 2009).
Quanto sopra rappresentato, con riferimento alle
fattispecie oggetto di interpello, al fine di verificare la ricorrenza o meno
del carattere di pubblica autorità dell�'attività posta in essere dal Comune
istante, occorre esaminare, con riferimento ad ambedue le fattispecie
prospettate dall�'ente interpellante, i profili che contraddistinguono il
rapporto tra detto ente e i soggetti affidatari della gestione degli impianti
pubblicitari sulla base degli elementi desumibili dall�'istanza e dalla
A) Concessione in uso di n. 228 impianti per l�'affissione diretta.
La determinazione dirigenziale n.  del  aprile
2010 di approvazione del bando di gara, del capitolato speciale e dello schema
di concessione-contratto per la concessione in gestione degli impianti
pubblicitari in argomento prevede:
- la stipula, tra il Comune di  ed il
concessionario, di un atto bilaterale denominato contratto di concessione
avente ad oggetto la concessione in uso di impianti di proprietà comunale
per l�'attività pubblicitaria mediante affissioni dirette per la durata di
- l�'obbligo del concessionario di pagare
un canone annuo di concessione il cui importo a base d�'asta è pari a Euro
229.000,00 (più I.V.A. se dovuta);
- l�'obbligo del concessionario ()
di sostituire n. 62 poster esistenti ed installare n. 228 targhette metalliche
su tutti gli impianti oggetto della concessione la cui spesa sarà
sostenuta dal concessionario medesimo e, successivamente, scomputata dal canone
di concessione annuo () fino ad un importo totale massimo di Euro 163.000,00
IVA compresa.
Dall�'esame di tale documento emerge che il rapporto
tra il Comune di  e il concessionario degli impianti pubblicitari di cui
trattasi  caratterizzato dall�'assunzione di reciproche obbligazioni in capo
alle parti  troverà regolamentazione sulla base di una pattuizione
bilaterale costituente, nel complesso, una disciplina delle modalità di
svolgimento dell�'attività secondo moduli propri degli operatori economici
privati che, come tale, sembra escludere il carattere di pubblica autorità di
In ragione delle modalità di svolgimento, consistenti
nel compimento di una serie coordinata di atti economici, nonché delle
dimensioni e della rilevanza economica complessiva dell�'attività svolta dal
Comune istante, si ritiene che la stessa assuma i caratteri di attività
commerciale ai sensi dell�'articolo 4, primo comma, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (per la nozione di attività
commerciale, cfr. risoluzioni n. 286/E
datata 11 ottobre 2007, n. 348/E del 2008, n. 122/E del 2009, n. 169/E del 1° luglio 2009 e n.
27/E del 1° aprile 2010).
Detta attività, pertanto  contrariamente a quanto
sostenuto dall�'ente interpellante  rientra nel campo di applicazione dell�'IVA
e, conseguentemente, il canone annuo di concessione percepito dal Comune di
dovrà essere assoggettato ad imposta secondo le disposizioni di cui al DPR n.
Si precisa, infine, che rientra nel campo di
applicazione dell�'IVA  come ritenuto, peraltro, dallo stesso Comune istante
 anche la prestazione di servizi (interventi di sostituzione di poster e di
applicazione di targhette metalliche) che il concessionario si impegna a fornire
a detto Comune.
B) Concessione in uso di n. 91 impianti pubblicitari di servizio .
Dall�'analisi della determinazione dirigenziale n.
del  giugno 2010 e del relativo schema di concessione-contratto emerge che:
- il Comune di  () concede alla
Società ALFA S.p.A. l�'uso delle () pensiline attesa bus con spazi
pubblicitari per attività pubblicitaria mediante affissioni dirette per la
durata di anni 1 (uno) a decorrere dal 01/01/2010 fino al 31/12/2010 (cfr.
artt. 2 e 3 dello schema di concessione-contratto);
- il concessionario assume l�'obbligo di
pagare un canone annuo per la concessione delle pensiline attesa bus ()
pari a Euro 16.380,00 () (cfr. art. 4 dello schema di
concessione-contratto).
Nelle more della stipulazione del contratto di
concessione in uso la società ALFA SPA ha chiesto al Comune di poter
utilizzare, già a partire dall�'anno 2009, le strutture pubblicitarie in
argomento, pagando, anche per tale periodo, un canone annuo, qualificato quale
indennità di occupazione, di importo pari a quello previsto, per l�'anno
2010, nello schema di concessione-contratto (cfr. determinazione dirigenziale n.
827 del 25 giugno 2010).
Dall�'esame della documentazione sopra citata emerge
che il rapporto tra il Comune di  e ALFA SPA  pur presentando, come
sottolineato dal Comune istante, in considerazione della rilevanza pubblicistica
dell�'utilizzo di spazi pubblicitari, alcuni profili amministrativi specie in
fase di controllo e sanzionatoria  troverà regolamentazione sulla base di
pattuizioni bilaterali che costituiscono nel complesso una disciplina delle
modalità di svolgimento dell�'attività secondo moduli propri degli operatori
economici privati, caratterizzata dall�'assunzione di reciproche obbligazioni
in capo alle parti.
Si segnala, in particolare, che tra le facoltà
previste in favore del Comune di  nello schema di concessione-contratto, si
rinvengono pattuizioni tipiche dei rapporti negoziali di carattere privatistico
quali, ad esempio, la facoltà di risoluzione del contratto, previa costituzione
in mora del concessionario, in caso di inadempimento dell�'obbligo di
corresponsione del canone (cfr. art. 4), l�'onere del preavviso in caso di
esercizio del diritto di recesso dal contratto (cfr. art. 10) e il diritto di
pretendere il pagamento di una penale in caso di ritardo nella restituzione dei
beni oggetto di affidamento (cfr. art. 12).
Ciò posto, esclusa la ricorrenza dei caratteri della
pubblica autorità dell�'attività svolta dal Comune istante, si richiamano le
considerazioni svolte in merito alla fattispecie sub A) per quanto attiene alla
ricorrenza, anche nell�'ipotesi in esame, del carattere commerciale di detta
Conseguentemente, si ritiene che la concessione in uso
degli impianti pubblicitari di cui trattasi rientri nel campo di applicazione
dell�'IVA e che, conseguentemente, i relativi canoni concessori assumano
rilevanza agli effetti del tributo, anche relativamente agli importi previsti
per l�'anno 2009 e qualificati come indennità di occupazione.
Per completezza, si precisa che il Comune di  non ha
posto alcun dubbio interpretativo in ordine al trattamento fiscale del rapporto
 la cui esistenza emerge, peraltro, incidentalmente solo dall�'esame della
documentazione allegata  in precedenza intercorso tra detto Comune e la
società ALFA SPA (e venuto a scadenza il 31 dicembre 2008) relativo alla
concessione in favore della predetta società del diritto di occupare spazi ed
aree pubbliche del territorio comunale con le n. 91 pensiline attesa bus di cui
trattasi nonché al trasferimento al Comune di detti impianti previsto al
termine della stessa concessione di occupazione.

References: articolo 4
 articolo 13
 sentenza 
 art. 4
 art. 4
 art. 10
 art. 12