Source: https://vaticanocattolico.com/geocentrismo-eliocentrismo-battesimo-desiderio/
Timestamp: 2018-10-21 20:04:50+00:00

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Nota. Tale articolo presenta un'importante citazione di un Papa con rispetto alla materia del geocentrismo, una citazione la quale, secondo la conoscenza dell'autore del presente documento, non è stata presentata in alcun'altra opera riguardante tale materia. Le pagine di introduzioni precedenti tale importante citazione sono cruciali alfine di comprendere la di essa significanza nell'orbita dell'argomento.
In tale articolo trattasi:
- storia e fatti introduttivi, stabilenti 5 atti od argomentazioni pertinenti alla negazione del geocentrismo;
- il testo della condanna e dell'abiura di Galileo Galilei da parte del Santo Uffizio, 1633;
- l'uopo dell'ammissione comune dell'impressione per la quale la Chiesa Cattolica sembri avere condannato ufficialmente più l'eliocentrismo che il "Battesimo" di desiderio;
- la reputazione da parte di San Roberto Bellarmino del geocentrismo come de Fide, dipoi contraddetta da alcuni seguenti Papi, creante dei problemi devastanti per le popolari argomentazioni a favore del "Battesimo" di desiderio;
- la dichiarazione in un'enciclica da parte di Papa Benedetto XV per cui la Terra potrebbe non costituire il centro dell'universo, contraddicendo gli 11 teologi del Santo Uffizio del 1616, la sentenza del medesimo del 1633 e ciò che San Roberto Bellarmino aveva insegnato essere de Fide;
- la giustapposizione donde od un Papa contraddisse quanto di de Fide e vincolante a mezzo di un'enciclica o nel sostenere che il geocentrismo sia de Fide e vincolante San Roberto Bellarmino, molti teologi del Santo Uffizio e la sentenza del medesimo del 1633 contro Galileo Galilei erano in completo errore;
- le conseguenze dell'ipotesi per cui il geocentrismo venga considerato essere de Fide e l'eliocentrismo un'eresia;
- le conseguenze dell'ipotesi per cui Papa Benedetto XV avesse ragione nello scrivere che la questione non era stata ancora risolta e che la Terra potrebbe non costituire il centro dell'universo;
- l'identificazione della conclusione propria circa il vero stato teologico del geocentrismo;
- l'esaminazione dell'infallibile docenza della Chiesa Cattolica;
- la specifica esaminazione di tutti e 5 gli atti od argomentazioni onde verificare se qualunque uno di essi o tutti possano costituire della docenza Ecclesiastica infallibile;
1) la condanna dell'eliocentrismo come eresia da parte di 11 teologi qualificatori del Santo Uffizio del 1616 con conoscenza ed approvazione del Papa, ma senza una specifica dichiarazione emanata dalla sua suprema autorità docente;
2) la concordanza di San Roberto Bellarmino, Dottore della Chiesa Cattolica, con la dichiarazione dell'eliocentrismo come eresia, informando persino Galileo Galilei della decisione;
3) l'interdizione da parte della Congregazione dell'indice della pubblicazione di opere eliocentriche;
4) la coercizione del 1633 di abiurare e di denunciare l'eliocentrismo nei confronti di Galileo Galilei, dovendo considerare la negazione del geocentrismo eresia, da parte del Santo Uffizio dell'Inquisizione, previa investigazione nei suoi confronti come sospetto di eresia;
- l'illuminazione dell'autorità del Santo Uffizio e di altre congregazioni Romane e quindi della presenza od assenza dell'infallibilità Ecclesiastica nelle decisioni contro Galileo Galilei da parte del processo a Santa Giovanna d'Arco;
- delle ulteriori analisi concernenti la distinzione tra gli atti delle congregazioni Romane approvati in forma comune e quelli approvati in forma specifica;
- la mostra da parte del linguaggio di Papa San Pio X della distinzione tra l'approvazione in forma comune e l'approvazione in forma specifica di atti propri alle congregazioni Romane;
- la continuazione del caso di Santa Giovanna d'Arco onde verificare quale cosa costituisce la fedeltà alla Chiesa Cattolica;
5) la promulgazione del 1664-1665 di un indice interdicente tutte le opere favorenti l'eliocentrismo e neganti il geocentrismo da parte di Papa Alessandro VII per mezzo della sua autorità propria, prefazionata dalla di lui bolla Papale dichiarante l'indice parte della bolla, sorreggente la sua autorità Papale;
- l'insegnamento della Sacra Scrittura circa l'uopo di accettare la visione geocentrica dell'universo;
- degli importanti punti conclusivi, includenti una tabella e dei commenti circa ciò che tale questione insegna con riguardo alle argomentazioni pertinenti ad altre materie controverse, come il "Battesimo" di desiderio, la Pianificazione famigliare "naturale"; la "corredenzione" Mariana e così via.
Storia e fatti introduttivi, stabilenti 5 atti od argomentazioni pertinenti alla negazione del geocentrismo
Si è sovente ricevuta la domanda circa quale cosa il Monastero della Famiglia Santissima pensi con riguardo al geocentrismo, la visione per la quale la Terra sia il centro fisso dell'universo attorno al quale ruota il sole. È il geocentrismo l'infallibile docenza della Chiesa Cattolica e della Sacra Scrittura? Fu la visione per cui il sole sia stazionario e la Terra rotante attorno ad esso, l'eliocentrismo, condannata infallibilmente allorché Galileo Galilei venne condannato nel secolo XVII? Nel presente articolo si desidera analizzare tale materia caldamente dibattuta assieme ad un'altra, il "Battesimo" di desiderio: si desidera esaminare la questione dello stato teologico del geocentrismo, mostrando ancora, a prescindere da quale fazione si scelga nell'affrontarla, come essa crei delle insolubili difficoltà per coloro sostenenti che il "Battesimo" di desiderio costituisca della vincolante docenza della Chiesa Cattolica; esaminati tali fatti, si offre la propria opinione sulla questione.
I fatti avanzati in tale articolo, inclusa una citazione di un Papa con riguardo alla materia del geocentrismo riscontrata durante il proprio studio, demoliscono la più parte delle argomentazioni molto amate dai difensori del "Battesimo" di desiderio: tali fatti dimostrano nuovamente la verità donde coloro aventi aderito all'insegnamento ex-cathedra della Chiesa Cattolica circa la necessità del Santo Battesimo di acqua hanno avuto ragione sin dal principio con rispetto a ciò che costituisce l'infallibile e vincolante docenza della Chiesa Cattolica.
Una piccola bensì significativa porzione di Cattolici professanti sostiene che la Chiesa Cattolica abbia sì infallibilmente insegnato il geocentrismo durante il XVII secolo, allorché certuni ufficiali Ecclesiastici condannarono Galileo Galilei per averla contraddetta mediante il modello eliocentrico: basandosi sull'affare Galilei, taluni argomentano che i credenti ostinati nell'eliocentrismo siano degli eretici o perlomeno dei peccatori mortali per la loro contraddizione dell'ufficiale insegnamento della Chiesa Cattolica; si è stati contattati da alcuni individui aventi aderito a tale posizione.
Alfine di esaminare le loro argomentazioni in maniera obbiettiva si sono letti numerosi articoli redatti da coloro aventi reso lo studio di tale particolare materia, lo stato teologico dell'eliocentrismo, una parte significativa del proprio lavoro. Di modo da introdurre alcuni fatti chiave del caso Galilei si desidera citare qualche passaggio proveniente dall'articolo di Giovanni Daly intitolato Lo stato teologico dell'eliocentrismo [The theological status of heliocentrism]. Egli ha sottolineato quanto segue.
Giovanni Daly, Lo stato teologico dell'eliocentrismo [The theological status of heliocentrism]: "Il 24/02/1616 gli 11 teologi qualificatori del Santo Uffizio si incontrarono onde considerare le proprie qualifiche teologiche da essere allegate alle seguenti posizioni: il sole costituisce il centro dell'universo, mundi, essendo assolutamente immobile in mozione locale; la Terra non costituisce il centro dell'universo, mundi, non essente immobile, bensì rotante attorno a sé stessa in maniera giornaliera. La prima proposizione venne ammonita da tutti unanimemente come folle, filosoficamente assurda, ossia, scientificamente insostenibile, e formalmente eretica sulla base della sua espressa contraddizione delle dichiarazioni da parte della Sacra Scrittura in molti luoghi, secondo il significato proprio delle parole, l'esposizione comune e la comprensione dei santi padri Ecclesiastici e dei teologi; la seconda proposizione venne ammonita unanimemente come parimenti filosoficamente assurda e teologicamente quantomeno erronea in materia di Fede Universale.
Il 25/02/1616 Papa Paolo V venne ufficialmente informato di questa qualifica teologica, confermandola ed ordinando al cardinale Bellarmino di convocare Galileo: avvisandolo di abbandonare dette opinioni; ordinandogli nel caso si fosse rifiutato di obbedire di astenersi dall'insegnare, dal difendere o dal trattare la sua dottrina ed opinione in modo alcuno e nel caso non avesse acquiesciuto anche in ciò di imprigionarlo.
Il 26/02/1616 il cardinale Bellarmino convocò Galileo presso la sua dimora e dinnanzi a testimoni trasmise gli ordini del Papa, comandandogli nel nome del Papa e dell'intera Congregazione del Santo Uffizio di abbandonare la posizione in questione, sostenendola, insegnandola o difendendola mai più sotto pena di processo da parte del Santo Uffizio. Galileo Galilei promise di obbedire.
Il 03/03/1616 Bellarmino riportò la sommissione di Galileo al Papa.
Il 04/03/1616 Pietro Guicciardini, l'ambasciatore Toscano presso la Santa Sede, riportò al Gran Duca che Papa Paolo V e Bellarmino avevano considerato l'opinione di Galileo erronea ed eretica, intendendo radunare una congregazione alfine di dichiararla tale.
Il 05/03/1616 la Congregazione dell'indice pubblicò un decreto su ordine di Papa Paolo V condannante in maniera assoluta lo studio del succitato Padre Foscarini e proibente la circolazione degli scritti di Copernico e di Zunica sinché venissero corretti; esso proibisce generalmente anche tutti i libri insegnanti la dottrina dell'immobilità del sole. Esso opera nessuna menzione specifica di Galileo né dei suoi scritti. Il decreto spiega come la ragione della condanna sia l'impressione per cui la dottrina dell'immobilità del sole sia falsa ed in contraddizione assoluta con la Sacra Scrittura, non utilizzando però la parola eretica. Questi editti vennero pubblicati dal maestro del palazzo Apostolico agli ordini del Papa."
Prima di procedere osservasi che nel 1616 11 teologi qualificatori del Santo Uffizio condannarono l'eliocentrismo come eretico. Ciò non fu un pronunciamento ex-cathedra, poiché Papa Paolo V non promulgò tale decisione solennemente mediante la sua autorità propria; egli lo firmò nemmeno, tuttavia, esso fu operato con la sua conoscenza ed approvazione. Anche San Roberto Bellarmino, un Dottore della Chiesa Cattolica, era al corrente della dichiarazione degli 11 membri del Santo Uffizio, concordando con essa: San Roberto Bellarmino informò Galileo Galilei della condanna del Santo Uffizio.
La Congregazione dell'indice, la congregazione Romana munita dell'incarico di porre attenzione ai libri pericolosi, pubblicò poi un decreto su ordine di Papa Paolo V, il quale proibì la circolazione di opere eliocentriche per la ragione che esse sarebbero state contrarie alla Sacra Scrittura. Dopo la condanna dell'eliocentrismo del 1616 ed il decreto proibente opere a suo favore Galileo Galilei si sottomise alla decisione: fu personalmente comunicato a Galileo Galilei di non scrivere più alcunché su di esso nel futuro.
Un decennio dopo circa, nondimeno, Galileo Galilei incominciò a lavorare su di un articolo appellato Dialogo di Galileo Galilei concernente i 2 grandi sistemi dell'universo: il tolemaico ed il copernicano [Dialogue of Galileo Galilei concerning the 2 great systems of the universe: the ptolemaic and the copernican]. Tale articolo non trattava solamente l'eliocentrismo bensì esprimeva favore nei di esso confronti; l'Inquisizione lo scoprì e convocò Galileo Galilei per un processo a Roma, Italia: il processo incominciò nella Primavera del 1633.
Giovanni Daly, Lo stato teologico dell'eliocentrismo [The theological status of heliocentrism]: "Il 12 ed il 30 Aprile ed il 10 Maggio 1633 Galileo venne esaminato e sostenne di avere inteso discutere la materia ipoteticamente, avanzando argomentazioni a favore e contro ciascun sistema; egli sostenne di avere dimenticato di essere stato interdetto dallo scrivere del tutto sulla materia dell'eliocentrismo nel 1616, professando [correttamente] come ciò non fosse stato dettato nella testimonianza di Bellarmino del 26/05/1616. Galileo ammise che alcune parti del dialogo apparivano essere eccessivamente favorevoli all'eliocentrismo, sostenendo che ciò era però stato nulla più che un atto di stolta vanità, donde egli si era dilettato nel trovare argomentazioni credibili a favore di un sistema tanto difficile da difendere; egli dichiarò di non credere personalmente nell'eliocentrismo, non avendo creduto nella verità di esso sin dal 1616 allorché informato della sua condanna da parte della Chiesa."
Il 22/06/1633 Galileo Galilei fu sentenziato dal Santo Uffizio dell'Inquisizione, la congregazione Romana trattante le offese contro la Fede Universale, come veementemente sospetto di eresia per avere apparentemente insegnato a favore dell'eliocentrismo.
Giovanni Daly, Lo stato teologico dell'eliocentrismo [The theological status of heliocentrism]: "Il 22/06/1633 Galileo venne sentenziato come veementemente sospetto di eresia, ricevendo la richiesta di abiurare l'eliocentrismo e di essere assolto dalle censure e pene nelle quali era stato reputato incorrere: Galileo operò l'abiura in questione e fu quindi assolto; egli fu sentenziato ad imprigionamento perpetuo da parte dell'Inquisizione, una sentenza commutata il medesimo giorno, potendo dunque risiedere come gentiluomo privato per il resto della sua vita, ancorché limitato nei suoi movimenti e nelle sue comunicazioni. Il testo della condanna ed abiura di Galileo è lungo, ma il suo studio accurato è necessario onde comprendere le questioni coinvolte nello stabilirsi del pensiero della Santa Sede nel 1633 circa lo stato teologico dell'eliocentrismo ed è a questo punto richiesto al lettore di riferirsi al testo intero incluso nell'Appendice I."
Laonde, riassumendo il punto: nel 1633 Galileo Galilei venne considerato sospetto di eresia per avere scritto qualcosa di favorevole all'eliocentrismo dopo che esso era stato precedentemente condannato da 11 teologi del Santo Uffizio. Il Santo Uffizio dell'Inquisizione considerava dunque l'aderenza all'eliocentrismo ovviamente eretica, sulla base della sua contraddizione del decreto degli 11 teologi qualificatori del Santo Uffizio del 1616, fra le altre cose. Nota. Non si sta ancora esaminando se una tale decisione da parte dell'Inquisizione dimostri l'eresia dell'eliocentrismo: prima di operare ciò si stanno semplicemente fornendo i fatti di quanto prese luogo.
Galileo Galilei operò l'abiura richiesta dall'Inquisizione e venne assolto. Ecco il testo della condanna di Galileo Galilei da parte dell'Inquisizione, oltreché dell'abiura dal medesimo operata. Nel testo disotto vedesi che tale abiura, composta dai cardinali del Santo Uffizio, identifica l'eliocentrismo come eretico, falso e contrario alle Sacre Scritture; esso identifica come eretica pure l'idea donde la Terra si muova e non sia il centro dell'universo.
Il testo della condanna e dell'abiura di Galileo Galilei da parte del Santo Uffizio, 1633
Giovanni Daly, Lo stato teologico dell'eliocentrismo [The theological status of heliocentrism], Condanna ed abiura di Galileo Galilei, 1633: "Noi diciamo, pronunciamo, sentenziamo e dichiariamo che tu, il detto Galileo, per ragione delle questioni addotte nel processo e da te disopra confessate, ti sei reso in giudizio del Santo Uffizio veementemente sospetto di eresia, cioè, di avere creduto e sostenuto la dottrina che il sole è il centro del mondo, che esso non si muove da Oriente ad Occidente, che la Terra si muove e che essa non è il centro del mondo, essente falsa e contraria alle Sacre e Divine Scritture, e che un'opinione può essere sostenuta e difesa come probabile dopo essere stata dichiarata e definita essere contraria alla Sacra Scrittura. Tu sei conseguentemente incorso in tutte le censure e punizioni imposte e promulgate nei sacri canoni ed altre costituzioni, generali e particolari, contro tali delinquenze, dalle quali noi siamo contenti che tu venga assolto, attesoché prima con cuore sincero e fede genuina tu abiuri, maledica e detesti dinnanzi a noi i suddetti errori ed eresie ed ogni altro errore ed eresia contraria alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana nella forma da essere da noi per te prescritta."
L'anno successivo di significanza per tale materia è il 1664, sotto il regno di Papa Alessandro VII.
Giovanni Daly, Lo stato teologico dell'eliocentrismo [The theological status of heliocentrism]: "Nel Marzo 1664 Papa Alessandro VII promulgò il suo Index librorum prohibitorum Alexandri VII Pontificis maximi jussu editus, prefazionato da una bolla Papale ove egli ordina che l'intero indice venga reputato parte della bolla stessa, condividendo la sua autorità direttamente Papale. Questo indice include tutte le precedenti condanne dei libri geocentrici [sic; eliocentrici] in generale ed in particolare, confermato ed approvato mediante autorità Apostolica.
Nel 1665 Papa Alessandro VII pubblicò un nuovo indice nel quale vengono proibiti tutti i libri e qualunque libretto, periodico, composizione, consultazione, lettera, scolio, opuscolo, discorso, risposta e trattato, sia stampati sia manoscritti, contenenti e trattanti o circa le seguenti materie… la mobilità della Terra e l'immobilità del sole."
Si permetta di indi riassumere i cruciali fatti sinora discussi.
1. Nel 1616 11 teologi del Santo Uffizio condannarono l'eliocentrismo come eretico, con la conoscenza e l'approvazione del Papa, ma senza una dichiarazione specifica emanata dalla sua suprema autorità docente.
2. Il Dottore della Chiesa Cattolica San Roberto Bellarmino concordò con la dichiarazione dell'eliocentrismo come eretico, informando persino Galileo Galilei della decisione.
3. La Congregazione dell'indice proibì la pubblicazione delle opere eliocentriche.
4. Nel 1633 l'Inquisizione, previa investigazione con sospetto di eresia, ordinò a Galileo Galilei di operare un'abiura in cui denunciasse l'eliocentrismo e considerasse la negazione del geocentrismo essere eretica.
5. Nel 1664 e 1665 Papa Alessandro VII promulgò a mezzo della sua autorità propria un indice proibente tutte le opere favorenti l'eliocentrismo e neganti il geocentrismo: esso fu prefazionato da una bolla Papale dichiarante l'indice essere parte della medesima e sorreggente la di lui autorità Papale.
Prima di offrire dell'ulteriore storia in relazione allo stato teologico del geocentrismo, oltreché una conclusione circa l'infallibilità di qualunque di tali atti o circa la loro costituzione di un obbligo o vincolo di rigetto dell'eliocentrismo a carico dei Cattolici - verso la fine di tale articolo si esamina ciascuno, individualmente -, si consenta di cambiare marcia ed esaminare tale materia assieme alla questione del "Battesimo" di desiderio.
Ci si voglia domandare: è stato l'equivalente di quanto letto disopra stato unque operato con riguardo a coloro i quali negano la posizione del "Battesimo" di desiderio, l'idea per la quale si è salvati senza il Sacramento del Santo Battesimo mediante il desiderio di esso? La risposta è assolutamente no: neppure lontanamente.
L'uopo dell'ammissione comune dell'impressione per la quale la Chiesa Cattolica sembri avere condannato ufficialmente più l'eliocentrismo che il "Battesimo" di desiderio
È appropriato richiamare in sede 2 delle argomentazioni più popolari a favore del "Battesimo" desiderio avanzate dalle persone. Una è l'idea per la quale la Chiesa Cattolica abbia condannato coloro neganti il "Battesimo" di desiderio mediante l'apparente condanna di Padre Leonardo Feeney in Suprema haec Sacra, lettera del 1949 indirizzata al pretesto arcivescovo Riccardo Cushing da parte del Santo Uffizio; fra coloro professantisi Cattolici, tradizionalmente, tale posizione è oggi largamente sostenuta.
Suprema haec sacra è una lettera inviata al presunto arcivescovo Riccardo Cushing in risposta al suo dubbio circa la predicazione del dogma Extra Ecclesiam Nulla Salus da parte di Padre Leonardo Feeney. Datata 08/08/1949, Suprema haec Sacra risponde negativamente circa la predicazione di Padre Leonardo Feeney ed insegna positivamente circa il "Battesimo" di desiderio, includendo il "Battesimo" di desiderio cosiddetto implicito, anche a beneficio di coloro trovantisi nella pretesa ignoranza invincibile, di coloro detti non essere membri della Chiesa Cattolica e di coloro detti non appartenere al corpo della stessa; essa fu firmata da 2 membri del Santo Uffizio: i presunti cardinali Francesco Marchetti Selvaggiani ed Alfredo Ottaviani.
Basandosi su tale lettera proveniente in apparenza dal Santo Uffizio, schiere di cosiddetti tradizionalisti e coorti di membri della setta del Vaticano II pensano che la Chiesa Cattolica abbia ufficialmente condannato Padre Leonardo Feeney per avere negato il "Battesimo" di desiderio.
Si tenga a mente che nella sua prima valutazione del 1616 la condanna dell'eliocentrismo venne approvata da 11 teologi qualificatori del Santo Uffizio. L'eliocentrismo fu dipoi nuovamente condannato da numerosi atti della Sacra congregazione dell'indice, oltreché da un altro atto del Santo Uffizio del 1633, avente coinvolto molti più teologi, un'abiura formale ed un testo di condanna identificante qualunque negazione della Terra come centro dell'universo come eresia. Se alcuno sostenesse che la condanna di Padre Leonardo Feeney rappresenti dunque la docenza vincolante della Chiesa Cattolica, siccome da moltissimi oggi operato, tale persona dovrebbe necessariamente sostenere che le numerose dichiarazioni da parte del Santo Uffizio e così via per cui l'eliocentrismo o la negazione del geocentrismo è eresia o falsità sono ancora ovviamente vincolanti. Ipocritamente, ben pochi dei difensori del "Battesimo" di desiderio, spargenti in lungo ed in largo la falsa idea donde la Chiesa Cattolica abbia ufficialmente condannato Padre Leonardo Feeney, comunicherebbero ancora che la Chiesa Cattolica avrebbe condannato ufficialmente l'eliocentrismo o la negazione del geocentrismo durante il tormento Galilei, tuttavia; difatti, molti di tali stessi esatti difensori del "Battesimo" di desiderio anti-Feeney, per così dire, credono nell'eliocentrismo o rigettano il geocentrismo. Ciò rappresenta solamente la prima delle maggiori contraddizioni insite nella loro posizione, avendo appena incominciato: si tratta di un'ipocrisia profonda e di un'inconsistenza teologica impossibile da sottostimare.
È quindi possibile e doveroso asserire quanto seguita: qualunque persona pensante che Suprema haec Sacra, ovvero lettera del 1949 contro Padre Leonardo Feeney, dimostri l'acattolicità della docenza di Padre Leonardo Feeney, per cui a riguardo il Papa abbia parlato, ciò è a dire, non sostenente ancora che tutti i non-geocentristi siano in eresia è una frode completa meritante nessun rispetto da parte dei Cattolici. Ciò include molti membri della setta del Vaticano II, ma ancora molti presunti tradizionalisti e preti tradizionali, verbigrazia, preti della FSSPV, CMRI, alcuni preti della FSSPX e così via, i quali amano condannare Padre Leonardo Feeney, bensì rimangono largamente silenziosi circa tale questione, dichiarando altrimenti la possibilità di sostegno dell'eliocentrismo o di negazione del geocentrismo: che lo si tenga a mente procedendo.
In seconda istanza, si desideri mirare un'altra delle argomentazioni predilette per conto della teoria del "Battesimo" di desiderio. Molti di essi argomentano che la considerazione del "Battesimo" di desiderio come de Fide da parte di Sant'Alfonso de' Liguori, Dottore della Chiesa Cattolica, significa il suo insegnamento ufficiale da parte della Chiesa Cattolica - si consulti il libro del presente autore dal titolo Al di fuori della Chiesa Cattolica esiste assolutamente nessuna salvezza. È impensabile che un Dottore della Chiesa Cattolica possa errare in una maniera così significativa, essi proclamano: egli non potrebbe possibilmente considerare come de Fide ciò che non lo è. Ecco come 2 difensori del "Battesimo" di desiderio espressero la loro argomentazione in un forum da discussione.
Domenico Pook, 11/02/2007: "Il fatto che un Dottore della Chiesa è stato in errore circa certi punti di teologia non significa che Sant'Alfonso possa essere in errore sul Battesimo di desiderio. Se Sant'Alfonso afferma che il Battesimo di desiderio è un insegnamento de Fide allora esso lo è. Io non credo che un Dottore della Chiesa possa avere insegnato essere una docenza de Fide ciò che in effetti è un errore, né è ciò possibile: è qualcuno d'accordo? È d'uopo conoscere solamente i prerequisiti della Chiesa per l'elevazione a Dottore Ecclesiastico affinché si sia in grado di raggiungere quella conclusione."
La sua posizione fu pubblicamente supportata dal difensore del "Battesimo" di desiderio e della FSSPX Giovanni Lane: sì, egli è un difensore e donatore della FSSPX, quantunque dichiari di essere sedevacantistico.
Giovanni Lane, 19/03/2007: "Caro Domenico, io sono interamente d'accordo. Un conto è comunicare che un Dottore possa avere errato - e chi desidererebbe operare una tale dichiarazione? - ed un altro è affermare che tutti i teologi abbiano errato per centinaia di anni senza correzione e che un Dottore della Chiesa abbia etichettato quell'errore come de Fide. Il primo è meramente assurdo o perlomeno usualmente tale; il secondo è un assalto alla Chiesa stessa… "
Si noti che i difensori del "Battesimo" di desiderio dichiararono l'impossibilità di pensare che un Dottore della Chiesa Cattolica possa operare un tale errore, ovverosia, considerare qualcosa non essentelo come de Fide, della Fede Universale. Si è sempre sostenuto l'opposto: come visibile nel libro del presente autore sulla materia, si è sottolineato che la posizione di Sant'Alfonso de' Liguori era basata su di un fraintendimento del Concilio di Trento, Sessione 6, Capitolo 4, assieme al suo fallimento nel riconoscere in quel periodo temporale il vero stato di certi documenti da lui creduti favorire il "Battesimo" di desiderio; si è inoltre notato che le argomentazioni da lui avanzate circa tale materia sono chiaramente fallate, quali la sua erronea citazione del Concilio di Trento in uno dei suoi passaggi. Ancorché gli errori di Sant'Alfonso de' Liguori fossero stati documentati il Signor Pook dichiarò arbitrariamente l'impossibilità di avere errato circa tale questione a beneficio di Sant'Alfonso de' Liguori; Giovanni Lane echeggiò tale sentimento nel domandare se alcuno potesse accusare un Dottore della Chiesa Cattolica di avere punto errato: egli dichiarò che si potrebbe forse affermare un ipotetico errore da parte di un Dottore Ecclesiastico, ma chi desidererebbe operare una tale dichiarazione? Guidati dallo spirito diabolico causante l'infezione dell'adorazione dell'uomo appo le persone, Giovanni Lane rimase ignaro del fatto donde erano stati documentati molti errori da parte dei Dottori della Chiesa Cattolica, mentre Domenico Pook decise arbitrariamente circa quali questioni essi avessero errato.
Or dunque, ampliando l'inquadratura sulla dichiarazione di Giovanni Lane donde suggerire che un Dottore della Chiesa Cattolica possa etichettare come de Fide ciò non essentelo è un assalto alla Chiesa Cattolica si miri quanto proclamato da San Roberto Bellarmino circa la nozione per la quale il sole e non già la Terra sia il centro fisso dell'universo. Come di già coperto, San Roberto Bellarmino fu intimamente coinvolto con la trasmissione della decisione del 1616 degli 11 teologi qualificatori del Santo Uffizio per cui l'eliocentrismo è contro la Fede Cattolica: seguono le sue parole.
La reputazione da parte di San Roberto Bellarmino del geocentrismo come de Fide, dipoi contraddetta da alcuni seguenti Papi, creante dei problemi devastanti per le popolari argomentazioni a favore del "Battesimo" di desiderio
San Roberto Bellarmino, Lettera a Padre Paolo Antonio Foscarini: "Tuttavia, volere affermare che il sole è realmente fissato al centro dei cieli, girando solamente attorno a sé stesso [al suo asse], senza viaggiare da Est ad Ovest, e che la Terra è situata nella terza sfera, girando con grande velocità attorno al sole, è una cosa molto pericolosa, non solamente irritante tutti i filosofi ed i teologi scolastici bensì ancora ingiuriante la nostra Santa Fede, rendendo le Sacre Scritture false…
Secondo. Io affermo che il Concilio di Trento proibisce lo spiegare le Scritture contrariamente alla concordia comune dei Santi Padri, come ella sa, e se la vostra reverenza leggesse non solamente i Padri bensì ancora i commentari della Genesi, dei Salmi, dell'Ecclesiaste e di Giosuè da parte degli autori moderni ella scoprirebbe che tutti concordano nello spiegare letteralmente, ad litteram, che il sole è nei cieli, in movimento rapido attorno alla Terra, e che la Terra è lungi dai cieli, levata immobile al centro dell'universo. Orbene, si consideri la possibilità di incoraggiare l'offerta di un senso contrario a quello dei Santi Padri e di tutti i commentatori Latini e Greci alla Scrittura da parte della Chiesa.
Né puossi rispondere che ciò non è materia di Fede, poiché se non fosse materia di Fede dal punto di vista della materia del soggetto lo sarebbe dalla parte di coloro cui hanno parlato: sarebbe eretico tanto quanto il negare che Abramo ebbe 2 figlioli e Giacobbe 12, siccome lo sarebbe il negare la nascita virginea del Cristo, poiché entrambi vennero dichiarati dallo Spirito Santo tramite le bocche dei Profeti e degli Apostoli."
Mirasi molto chiaramente che San Roberto Bellarmino sosteneva il geocentrismo essere de Fide; egli lo dichiarò pure posizione di tutti i teologi e di tutti i padri Ecclesiastici. Tale punto riguardante la docenza dei teologi è rilevante per il fatto donde la stessa folla di difensori del "Battesimo" di desiderio propugna che anche la docenza comune dei teologi rappresenti l'insegnamento vincolante della Chiesa Cattolica. Tale posizione viene confutata nella sezione 19 del libro del presente autore intitolato Al di fuori della Chiesa Cattolica esiste assolutamente nessuna salvezza, nondimeno, il punto in sede è che San Roberto Bellarmino sosteneva il geocentrismo essere de Fide, ossia, non solamente docenza dei teologi comune bensì unanime. Un altro autore sulla questione lo ha dichiarato come segue.
Paola Haigh, L'eresia di Galileo: "Il cardinale Bellarmino ci assicurò che il consenso dei Padri e dei loro commentatori nel sostenere una visione geocentrica e geostatica dell'universo basata sulla Sacra Scrittura è unanime (6)."
Citando l'ultima porzione della lettera di San Roberto Bellarmino indirizzata a Padre Paolo Antonio Foscarini alcuni tentano di argomentare che San Roberto Bellarmino non sostenesse necessariamente il geocentrismo essere de Fide. Nell'ultima porzione di tale lettera San Roberto Bellarmino indica apparentemente la possibilità di sostenere l'eliocentrismo come ipotesi, ma non come posizione provata, nondimeno, persino il difensore del "Battesimo" di desiderio Giovanni Daly dismette tale argomentazione, mediante i seguitanti punti.
Giovanni Daly, Lo stato teologico dell'eliocentrismo [The theological status of heliocentrism]: "Ward ha citato la lettera di San Roberto Bellarmino a Padre Foscarini in difesa di questa opinione, in quanto il santo vi afferma che scrivere dell'eliocentrismo come ipotesi è inobiettabile. Nulladimeno, questo fatto è di nessun ausilio per l'argomentazione perciocché: dal contesto e dal resto di quanto conosciamo del pensiero del Bellarmino sulla materia è alquanto palese che egli si riferiva solamente ad un'ipotesi per impossibile, forse utile come base per l'operazione di calcoli pratici, ma in nessun modo riconoscente l'eliocentrismo come possibilmente vero; questa lettera fu scritta né nel 1624, come preteso da Ward nel suo primo articolo appo la Rivista di Dublino [Dublin review] su questa materia, il santo autore essente a quel punto già morto da 3 anni, né nel 1620, come preteso nel suo secondo articolo, ma nel 1615, prima del pronunciamento definitivo sul tema da parte della Santa Sede. Nessuna dichiarazione del Bellarmino la quale apparirebbe attribuire a mezzo di qualunque allungamento dell'immaginazione della possibilità anche ipotetica al sistema eliocentrico può essere tracciata a dopo i decreti del 1616."
Di conseguenza, onde riassumere: il punto finale di San Roberto Bellarmino a Padre Paolo Antonio Foscarini, da certuni sostenuto offrire appoggio all'eliocentrismo come ipotesi, fu scritto nel contesto dell'utilizzo della posizione eliocentrica meramente alfine di operare calcoli, non già come se l'eliocentrismo fosse vero. Inoltre, quand'ancora si bramasse argomentare la presenza di un tocco di ambiguità nella sua lettera, una lettera la quale considera la negazione del geocentrismo eretica, giusta quanto disopra citato, la dichiarazione di San Roberto Bellarmino sotto scrutinio fu operata nel 1615, avanti la condanna eliocentrica da parte degli 11 teologi del Santo Uffizio: da tale tempo in poi nulla di San Roberto Bellarmino suggerisce che a suo vedere si sia liberi di propugnare l'eliocentrismo come possibilmente vero. Egli ovviamente concordava con la decisione degli 11 membri del Santo Uffizio dichiarante l'eliocentrismo falso ed eretico: è per ciò che San Roberto Bellarmino fu colui cui convocò Galileo Galieli presso la sua dimora e dinnanzi a testimoni trasmise gli ordini del Papa, comandandogli nel nome del Papa e dell'intera Congregazione del Santo Uffizio di abbandonare la posizione in questione, l'eliocentrismo, sostenendola, insegnandola o difendendola mai più sotto pena di processo da parte del Santo Uffizio, ai quali Galileo Galilei promise di obbedire.
Laonde, è chiaro che San Roberto Bellarmino sosteneva il geocentrismo essere de Fide e la di esso negazione eretica. Stabiliti tali fatti è dunque tempo di avanzare quell'evidenza cui allorché considerata assieme ai suddetti fatti mette assieme uno dei punti principali i quali l'autore tenta di proporre nel presente articolo. Considerando tutto quanto sinora affrontato, la seguente evidenza diviene superlativamente devastante per i correnti difensori del "Battesimo" di desiderio e per le loro argomentazioni, nonché un vero colpo da tappeto.
La dichiarazione in un'enciclica da parte di Papa Benedetto XV per cui la Terra potrebbe non costituire il centro dell'universo, contraddicendo gli 11 teologi del Santo Uffizio del 1616, la sentenza del medesimo del 1633 e ciò che San Roberto Bellarmino aveva insegnato essere de Fide
Papa Benedetto XV, In praeclara summorum (4), 20/04/1921: "Se il progresso della scienza avesse dipoi mostrato che la concezione del mondo riposava su nessun sicuro fondamento, che le sfere immaginate dai nostri antenati non erano esistite, che la natura, il numero ed il corso dei pianeti e delle stelle non sono invero come erano pensati essere, il principio fondamentale che l'universo, qualunque sia l'ordine esso sostenente nelle parti sue, è l'opera del segno creante e preservante dell'onnipotente Dio, Il Quale tutto governa e muove e la Cui gloria risplende in una parte più ed altrove meno, sarebbe ancora rimasto. Inoltre, ancorché questa Terra su cui noi viviamo non sia il centro dell'universo, come pensato un tempo, essa fu la scena della felicità originale dei nostri primi antenati, testimone della loro triste caduta, così come della Redenzione del genere umano tramite la Passione e morte di Gesù Cristo."
Mirasi in sede Papa Benedetto XV dichiarare presso un'enciclica del 1921 che la Terra su cui vivesi potrebbe non essere il centro dell'universo, come pensato un tempo. In tutte le discussioni inerenti alla tematica con le quali il presente autore è familiare l'avanzamento di tale citazione di Papa Benedetto XV è giammai stato osservato: persone come Giovanni Daly, Solenne [Solange] Hertz, Paola Haigh e così via, aventi speso molto tempo sulla tematica, erano ovviamente ignare di tale citazione.
Si tratta di una citazione riscontrata all'epoca del proprio dettagliato studio di ogni enciclica Papale dal 1740 in poi. Divulgata adesso dal presente articolo è possibile attendersi la di essa citazione da parte di altri nel futuro, senza probabilmente menzionare il luogo della sua prima osservazione dalla loro parte. Si è detto che tali autori erano ignari di tale citazione di Papa Benedetto XV perciocché le in sede riscontrate citazioni Papali sorprendenti o rilevanti con rispetto ad alcune materie o proprie alle eresie degli Antipapi del Vaticano II vengono spesso fatte circolare da altri senza menzionarne la fonte di ricerca originale.
Solenne [Solange] Herz, L'illusione scientifica [The scientific illusion]: "Come sappiamo, Galileo abiurò di modo da evitare la scomunica ed ad oggi la Chiesa non ha rimosso la sua condanna della di lui eretica teoria, la quale rimane come sempre indimostrata."
Paola Haigh, Fu od è infallibile? [Was it or is it infallibile?], pagina 20: "I teologi moderni hanno giammai fronteggiato il problema posto da questa bolla di Alessandro VII: se lo avessero fatto essi dovrebbero ammettere la di essa diretta autorità Papale, ricercando qualche documento susseguente da parte di un Papa successivo formalmente e specificatamente abrogante [ossia, nullificante] la bolla del 1664; nessun tale documento è però stato unque trovato o prodotto."
Osservasi il loro rimanere ignari circa qualunque dichiarazione Papale diretta impugnante la visione geocentrica dell'universo. Quantunque la suddetta citazione di Papa Benedetto XV non abroghi certamente la bolla di Papa Alessandro VII, una bolla la quale ha da discutersi, essa avanza una posizione permettente una credenza in qualche cosa di differente dal geocentrismo in maniera alquanto ovvia. Si ha da giungere alla propria opinione concernente quanto effettivamente insegnato dalla Chiesa Cattolica circa tale questione in luce dei fatti sinora analizzati ad un certo punto, tuttavia, si desidera prima continuare con l'esaminazione di tale materia in congiunzione alla questione del "Battesimo" di desiderio.
Sicché, dopo avere con cura esaminato la citazione di Papa Benedetto XV circa la possibilità donde la Terra non si trovi al centro dell'universo, come un tempo pensato, il massiccio problema a carico dei guidanti difensori del "Battesimo" di desiderio dovrebbe risultare molto ovvio.
La giustapposizione donde od un Papa contraddisse quanto di de Fide e vincolante a mezzo di un'enciclica o nel sostenere che il geocentrismo sia de Fide e vincolante San Roberto Bellarmino, molti teologi del Santo Uffizio e la sentenza del medesimo del 1633 contro Galileo Galilei erano in completo errore
Esistono solamente 2 possibilità. La prima è che nel sostenere il geocentrismo essere de Fide San Roberto Bellarmino ed i membri del Santo Uffizio avevano ragione: in tale caso nel dichiarare che la Terra potrebbe non essere il centro dell'universo Papa Benedetto XV ebbe torto, insegnando dell'eresia. La seconda è che nel narrare la questione come ancora non risolta, la Terra forse non trovantesi al centro dell'universo, Papa Benedetto XV aveva ragione e San Roberto Bellarmino, molti teologi del Santo Uffizio, la sentenza del medesimo del 1633 contro Galileo Galilei e così via avevano quindi torto, dichiarando l'eliocentrismo eretico o considerando il geocentrismo essere de Fide. Si voglia cortesemente sopportare il presente autore mentre egli esamina le ramificazioni di ciascuna possibilità, poiché una considerazione con cura di tale questione getta molta luce sui parametri dell'infallibilità Ecclesiastica, sulla costituzione della fedeltà al Magistero Ecclesiastico, precisamente, e su ciò che determina definitivamente la mente della Chiesa Cattolica.
Le conseguenze dell'ipotesi per cui il geocentrismo venga considerato essere de Fide e l'eliocentrismo un'eresia
Si assuma, per amore di argomentazione, che sia vera la prima posizione: nel sostenere che il geocentrismo sia de Fide San Roberto Bellarmino ed i membri del Santo Uffizio avevano ragione. Come di già visionato, ciò dovrebbe personificare la posizione dei guidanti difensori del "Battesimo" di desiderio, poiché pensare che un Dottore Ecclesiastico etichetti come de Fide quanto non lo è equivarrebbe ad un assalto alla Chiesa Cattolica, a loro avviso: ove non propugnassero la prima posizione essi sarebbero degli ipocriti mostruosi.
Se la prima posizione fosse vera essa significherebbe che Papa Benedetto XV insegna dell'eresia nella sua attinente enciclica; essa significherebbe ancora che egli e numerosi altri Papi, come da dipoi spiegare, erano ignoranti del vero stato teologico del geocentrismo. Nel suo articolo su Lo stato teologico dell'eliocentrismo [The theological status of heliocentrism] Giovanni Daly indica che il 16/04/1757, 164 anni avanti l'attinente enciclica di Papa Benedetto XV, Papa Benedetto XIV sospese i decreti della Congregazione dell'indice dei libri proibiti aventi interdetto le opere contraddicenti il geocentrismo; degli altri Papi seguitarono Papa Benedetto XIV, permettendo la pubblicazione di opere eliocentriche.
Giovanni Daly, Lo stato teologico dell'eliocentrismo [The theological status of heliocentrism]: "Il 16/04/1757, in riconoscimento del novello stato detenuto dall'eliocentrismo nel mondo studioso sin dai tempi di Isacco Newton, il Papa studioso Benedetto XIV sospese i decreti della Congregazione dell'indice contro le opere eliocentriche.
Nel 1820 il canone Settele inoltrò domanda per il Romano imprimatur da parte del Monsignor Anfossi, onde autorizzare la pubblicazione dei suoi apertamente eliocentrici Elementi di astronomia [Elements d'astronomie]: Anfossi la respinse, ma Settele si appellò a Papa Pio VII, il quale supportò l'appello e ne permise la pubblicazione.
L'11/09/1822 la Sacra congregazione dell'Inquisizione decise che la stampa di libri insegnanti il movimento della Terra sarebbe d'ivi innanzi stata a Roma permessa."
Laonde, qualora la prima posizione fosse vera non solamente significherebbe essa che Papa Benedetto XV insegnò eresia nella sua enciclica In praeclara summorum bensì che numerosi Papi permisero l'insegnamento dell'eresia, rimuovendo i decreti interdicenti la sua pubblicazione; verbigrazia, Papa Pio VII approvò il decreto testé menzionato, dell'11/09/1822, il quale permise la stampa di libri insegnanti il movimento della Terra: ciò dunque indica che i Papi aventi rimosso tali decreti sarebbero stati ignoranti del vero stato teologico del geocentrismo.
Orbene, accettare che tali Papi si trovassero in errore, cosa che falla operare laddove credenti che San Roberto Bellarmino ed i teologi del Santo Uffizio avessero ragione circa il geocentrismo, laddove accettanti le argomentazioni dei difensori del "Battesimo" di desiderio circa la pretesa autorità dei Dottori della Chiesa Cattolica e così via, in altre parole, equivale effettivamente a dimostrare che San Roberto Bellarmino si trovasse nell'errore, poiché se numerosi Papi avessero avuto torto circa lo stato teologico di una docenza essente effettivamente de Fide allora un mero Dottore Ecclesiastico avrebbe avuto certamente torto nella sua valutazione di una tale docenza come de Fide.
Ciò è per il fatto che a mezzo del medesimo Apostolico primato dal Pontefice Romano posseduto sulla Chiesa Universale è ancora compreso il supremo potere Magistrale, in quanto successore di Pietro, capo degli Apostoli, Concilio Vaticano I, Sessione 4, Capitolo 4, Denzinger 1832. Ciò è a dire che un Papa non esercita il potere supremo del Magistero Ecclesiastico in tutti gli atti suoi, però egli è colui cui lo possiede: il potere supremo del Magistero Ecclesiastico non è detenuto dai teologi o dai Dottori Ecclesiastici. Ove un Papa avesse avuto torto ed avesse fallito nel riconoscere qualche cosa essere de Fide, evento il quale conoscesi essere accaduto, incidentalmente, perocché le decisioni del Santo Uffizio del 1616 e del 1633 furono approvate dai Papi, quantunque non solennemente, allora un mero santo, teologo o Dottore Ecclesiastico avrebbe necessariamente avuto torto nel considerare qualche cosa essere de Fide. Conseguentemente, comunque la si miri, l'argomentazione per la quale dacché Sant'Alfonso de' Liguori insegnò che il "Battesimo" di desiderio è de Fide esso debba essere vero viene gettata via dalla finestra, poiché anche accettando la prima possibilità, donde nel sostenere il geocentrismo essere de Fide San Roberto Bellarmino avesse ragione, essa significa che i Papi aventilo seguito né riconobbero né condivisero tale valutazione: se essi avessero avuto torto allora sarebbe possibile, non già impossibile, che un Dottore della Chiesa Cattolica abbia avuto ancora torto.
Le conseguenze dell'ipotesi per cui Papa Benedetto XV avesse ragione nello scrivere che la questione non era stata ancora risolta e che la Terra potrebbe non costituire il centro dell'universo
Or dunque, si brami cambiare marcia, supponendo che sia vera la seconda posizione, ovverosia, nello scrivere che la questione non era stata ancora risolta e che la Terra potrebbe non costituire il centro dell'universo sulla base del fatto che le passate rilevanti decisioni non caratterizzavano degli insegnamenti infallibili ed irriformabili con rispetto alla Fede Universale Papa Benedetto XV, assieme agli altri Papi, quali Papa Benedetto XIV, avente concesso la pubblicazione delle opere eliocentriche, aveva ragione; nel dichiarare l'eliocentrismo eretico, nel considerare il geocentrismo essere de Fide e nel richiedere a Galileo Galilei di abiurare il movimento della Terra in quanto eretico San Roberto Bellarmino, i membri del Santo Uffizio e la di esso sentenza del 1633 contro Galileo Galilei avevano pertanto semplicemente torto.
In tale caso osserverebbesi immediatamente come l'infallibilità della Chiesa Cattolica sia molto più limitata di quanto propugnato da diversi cosiddetti esperti: osserverebbesi immediatamente come nel dichiarare l'eliocentrismo eretico ed il geocentrismo essere de Fide un Dottore Ecclesiastico, molti membri del Santo Uffizio, innumerevoli altri teologi e decreti ufficiali emanati dalle varie congregazioni Vaticane operanti sotto il Papa, Ufficio dell'Inquisizione incluso, nonché responsabile per lo stanare dell'eresia, si trovassero tutti in errore; osserverebbesi come lo stato di tale verità abbia delineato un mistero per secoli, per quanto molti Papi ed un Dottore Ecclesiastico siano stati coinvolti nella questione.
In tale caso osserverebbesi che le argomentazioni avanzate dai difensori del "Battesimo" di desiderio, donde la Chiesa Cattolica insegna necessariamente il "Battesimo" di desiderio perocché il Dottore Ecclesiastico Sant'Alfonso de' Liguori lo dichiarò essere de Fide e perocché una lettera di 2 membri del Santo Uffizio condanna Padre Leonardo Feeney, vengono non già indirettamente, come nel caso per il quale sia vera la prima posizione, bensì direttamente demolite, poiché vi esiste un parallelismo diretto: nell'etichettare il geocentrismo come de Fide e nel considerare la di esso negazione eretica il Dottore Ecclesiastico San Roberto Bellarmino aveva torto; nel condannare l'eliocentrismo come un'eresia e nell'insegnare il geocentrismo essere de Fide numerosi atti del Santo Uffizio approvati da oltre 10 suoi teologi, non solamente già da 2, come nel caso di Padre Leonardo Feeney, si trovavano in errore.
Coloro i quali hanno dunque insino ad ora seguitato l'articolo presente dovrebbero vedere facilmente come i fatti in sede coperti dimostrino che le argomentazioni essenti state ripetutamente menate a casa dai difensori del "Battesimo" di desiderio a mezzo di fonti meno che dogmatiche, verbigrazia, teologi, Sant'Alfonso de' Liguori, lettera contro Padre Leonardo Feeney, argomentazioni le quali essi dichiarano rappresentare definitamente l'ufficiale mente della Chiesa Cattolica a favore del "Battesimo" di desiderio, sono nulla più che delle falsità illudenti, le quali non dimostrano affatto che la Chiesa Cattolica ciò insegna. Esse sono state operate da uomini scevri di una vera comprensione di quanto deve offrire comprensione della mente della Chiesa Cattolica, quando il gioco si fa teologicamente duro: ora che tali uomini aventi colpito, disturbato e tentato di intimidire quei Cattolici rigettanti il "Battesimo" di desiderio sono stati totalmente confutati circa alcuni dei loro punti preferiti essi dovrebbero vergognarsi di avere attaccato la verità e di essere stati così fuorviati dalla loro mala volontà.
La verità è che comunque ci si schieri a loro riguardo i fatti del presente articolo servono come prova stupefacente a beneficio di quei Cattolici avanti propugnato, non senza dura resistenza e critica frequentemente, che la vera fedeltà al Magistero Ecclesiastico, la vera fedeltà alla mente della Chiesa Cattolica e la vera fedeltà alla docenza Cattolica esistano in aderenza alla docenza delle definizioni dogmatiche, quali quelle circa l'assoluta necessità del Santo Battesimo di acqua, ed alle chiare dichiarazioni dei Papi medesimi per le quali la Chiesa Cattolica ha sempre sostenuto principii determinati. Tali punti dimostrano che quand'anche qualche cosa venisse insegnata da un santo, nonché Dottore Ecclesiastico dichiarantela de Fide, dalla docenza comune od ancora dominante dei teologi per centinaia di anni e finanche dalle decisioni del Santo Uffizio non specificatamente approvate dal Papa mediante linguaggio autoritativo od essa non sarebbe necessariamente infallibile, vincolante o vera oppure numerosi Papi avrebbero fallito nel riconoscerla come tale quantomeno.
L'identificazione della conclusione propria circa il vero stato teologico del geocentrismo
Orbene, si desideri passare dalla disamina delle ipotetiche implicazioni necessariamente sorgenti laddove consideranti ciascuna posizione vera alla disamina di quale posizione sia effettivamente vera.
L'esaminazione dell'infallibile docenza della Chiesa Cattolica
Onde valutare se qualcosa delimiti dell'infallibile docenza circa la Fede Universale o la morale, essente la questione scrutinata, falla essere chiari circa le condizioni donde la Chiesa Cattolica insegna infallibilmente sulla Fede Universale o la morale. I prerequisiti definiti dal Concilio Vaticano I ché un pronunciamento del Romano Pontefice sia ex-cathedra vengono disotto citati.
Papa Pio IX, Concilio Vaticano I, Sessione 4, Capitolo 4, 1870: "… il Romano Pontefice laddove parlante ex-cathedra [dalla Sedia di San Pietro], ossia, laddove svolgente il dovere di pastore e docente di tutti i Cristiani in accordo con la sua suprema autorità Apostolica, spiegando una dottrina di Fede o morali da essere tenuta dalla Chiesa Universale, tramite la Divina assistenza lui promessa nel Beato Pietro, opera con quell'infallibilità con cui il Divino Redentore desiderò che la Sua Chiesa venisse istruita nel definire dottrina su Fede e morali; pertanto, tali definizioni del Romano Pontefice provenienti da lui stesso e non già dal consenso della Chiesa sono inalterabili." (Denzinger 1839)
Come visibile, affinché un pronunciamento venga promulgato ex-cathedra, infallibilmente, dalla Sedia di San Pietro, un Papa deve spiegare una dottrina di Fede Universale o morale innanzitutto, in virtù della sua autorità Apostolica dopodiché e da essere tenuta dalla Chiesa Universale infine. Se esistessero maniere alternative ché un Papa insegni infallibilmente il Concilio Vaticano I le avrebbe definite: la sola altra maniera ché si insegni infallibilmente, su Fede Universale o morale, per Magistero Ecclesiastico, indicata dal Concilio Vaticano I è quanto chiamato Magistero ordinario ed universale.
Ciò che costituisce il Magistero ordinario ed universale esattamente è mai stato definito, essente quindi una materia da dibattito. È però possibile affermare con sicurezza che il Magistero ordinario ed universale viene esercitato laddove il Papa medesimo dichiara specificatamente una docenza determinata essere sempre stata tenuta dalla Chiesa Cattolica mediante del linguaggio non essente ex-cathedra; ad esempio, ove un Papa dichiarasse in una bolla od un'enciclica che la Chiesa Cattolica ha sempre tenuto che la Terra sia il centro dell'universo allora ciò, ad avviso del presente autore, sarebbe un esempio di una docenza propria al Magistero ordinario ed universale, tuttavia, esso è ivi mai accaduto.
Stabiliti tali pensieri circa l'infallibile docenza Ecclesiastica, si brami incominciare a riosservare ciascuno dei 5 punti centrali avanzati onde dimostrare la rappresentazione della docenza vincolante della Chiesa Cattolica da parte del geocentrismo.
La specifica esaminazione di tutti e 5 gli atti od argomentazioni onde verificare se qualunque uno di essi o tutti possano costituire della docenza Ecclesiastica infallibile
1) La condanna dell'eliocentrismo come eresia da parte di 11 teologi qualificatori del Santo Uffizio del 1616 con conoscenza ed approvazione del Papa, ma senza una specifica dichiarazione emanata dalla sua suprema autorità docente
Essa fu una dichiarazione da parte di 11 teologi impiegati dal Santo Uffizio: essa è chiaramente fallibile. Comecché il Papa dell'epoca, Papa Paolo V, vale a dire, fosse al corrente di tale decisione, avendola approvata, egli la approvò né solennemente né finanche per iscritto. Dovrebbe essere pure enfatizzato come esista un'importante distinzione tra gli atti delle congregazioni Romane, quali quelli del Santo Uffizio, approvati dal Papa in forma communi, nonché forma comune, e gli atti approvati in forma specifica; l'Enciclopedia Cattolica illustra la differenza.
L'enciclopedia Cattolica, Volume 13, pagina 138, 1908: "Per quanto concerne il valore dottrinale dei decreti del Santo Uffizio andrebbe osservato che i canonisti differenziano 2 tipi di approvazione di atti di inferiori da parte di superiori. Innanzitutto, l'approvazione in forma comune, in forma communi, come viene talora appellata, la quale non coglie dall'atto la sua natura e qualità come atto dell'inferiore; pertanto, i decreti di un concilio provinciale, ad esempio, ancorché approvati dalla congregazione del concilio o dalla Santa Sede rimangono sempre decreti conciliari provinciali. Dopodiché, l'approvazione specifica, in forma specifica, la quale coglie dall'atto approvato il suo carattere di atto dell'inferiore, rendendolo l'atto del superiore esso approvante; questa approvazione è compresa laddove il Papa, per esempio, approva un decreto del Santo Uffizio ex certa scientia, motu proprio o plenitudine suae potestatis."
Gli atti delle congregazioni Romane o dei membri del Santo Uffizio approvati solamente in forma comune non sono infallibili: ciò è importante da tenere a mente circa una serie di punti seguitanti; si ha da espandere su di ciò con il proseguire del presente articolo. Essendo adesso chiaro che il sugo del primo punto non è infallibile, si brami passare alla seconda argomentazione.
2) La concordanza di San Roberto Bellarmino, Dottore della Chiesa Cattolica, con la dichiarazione dell'eliocentrismo come eresia, informando persino Galileo Galilei della decisione
Come disopra discusso, anche ciò non soddisfa i pertinenti prerequisiti del Concilio Vaticano I: malgrado quanto molti vogliono che oggigiorno credasi, sono i Papi, non già i Dottori Ecclesiastici, ad essere investiti della docenza infallibile, del Magistero Ecclesiastico.
Papa Benedetto XIV, Apostolica (6), 26/06/1749: "Il giudizio della Chiesa è preferibile a quello di un Dottore rinomato per la sua docenza e santità."
Papa Pio XII, Humani generis (21), 12/08/1950: "Questo deposito di Fede il nostro Divino Redentore ha donato per autentica interpretazione non a ciascuno dei fedeli, neppure ai teologi, ma solamente all'autorità docente della Chiesa."
3) L'interdizione da parte della Congregazione dell'indice della pubblicazione di opere eliocentriche
Tale è una decisione disciplinare da parte di una congregazione Romana e, siccome spiegato nel punto primo con riguardo agli atti delle congregazioni Romane approvate in forma comune, per quanto cotale congregazione includesse ragioni di Fede Universale circa la sua decisione essa non è comunque un atto infallibile della Chiesa Cattolica o del Romano Pontefice, su Fede Universale o morale. Essa certamente mostra che gli ecclesiastici dell'epoca consideravano il geocentrismo essere de Fide, tuttafiata, si analizza l'eventualità per cui la Chiesa Cattolica medesima abbia vincolato la sua infallibile autorità docente a tale posizione: tale fatto, nonché decisione disciplinare, non dimostra che lo fece ed è per ciò che i Papi, come di già coperto, furono in grado di rivertirla qualche centinaia di anni appresso. Anche la risposta al seguente punto getta dell'ulteriore luce su di ciò.
4) La coercizione del 1633 di abiurare e di denunciare l'eliocentrismo nei confronti di Galileo Galilei, dovendo considerare la negazione del geocentrismo eresia, da parte del Santo Uffizio dell'Inquisizione, previa investigazione nei suoi confronti come sospetto di eresia
Che Papa Urbano VIII fosse favorevole alla decisione del 1633, ordinando la sua cospicua circolazione, è vero, tuttavolta, egli non ne comandò l'accettazione da parte della Chiesa Universale, essente uno dei prerequisiti di una dichiarazione ex-cathedra. Ciò mostra certamente che gli ecclesiastici dell'epoca consideravano la negazione del geocentrismo eretica, di nuovo, tuttavolta, esso non mostra l'esercizio dell'infallibile autorità insegnante della Chiesa Cattolica onde promulgare tale posizione. Di modo da gettare dell'ulteriore luce sull'eventuale autorità delle decisioni promulgate dalle congregazioni, tribunali od uffici Romani dell'Inquisizione, in tale contesto, è di molto valore mirare il caso di Santa Giovanna d'Arco.
L'illuminazione dell'autorità del Santo Uffizio e di altre congregazioni Romane e quindi della presenza od assenza dell'infallibilità Ecclesiastica nelle decisioni contro Galileo Galilei da parte del processo a Santa Giovanna d'Arco
Con riguardo alla questione della costituzione della fedeltà alla Chiesa Cattolica è estremamente rilevante considerare il caso di Santa Giovanna d'Arco. Coloro familiari con la storia sua conoscono che Santa Giovanna d'Arco è una santa estremamente straordinaria le cui azioni inusuali nella Francia del secolo XV la hanno oggidì resa famosa finanche fra gli acattolici: dopo essere stata chiamata da Dio e diretta da voci sovrannaturali di modo da aiutare il re di Francia a cacciare gli invasori Inglesi dalla stessa ella venne catturata dagli Inglesi, condannata da un tribunale dell'Inquisizione ed arsa poscia al rogo quale eretica. Digressione: la risposta alla domanda per cui Iddio sarebbe miracolosamente intervenuto onde favorire un paese Cattolico piuttosto che un altro, nonché la Francia invece che l'Inghilterra, è da trovarsi, a parere del presente autore, nel fatto che Iddio previde la precipitazione del paese dell'Inghilterra nello scisma per mano del novello re di Inghilterra, Re Enrico VIII, un secolo dopo la vita di Santa Giovanna d'Arco, il quale si sarebbe portato appresso la Francia qualora l'Inghilterra l'avesse guadagnata, conseguentemente, Egli utilizzò Santa Giovanna d'Arco onde salvare la Francia dal Protestantesimo in anteprima, fornendo solamente un altro esempio della detestazione Divina del Protestantesimo. Il verdetto del tribunale dell'Inquisizione avente condannato Santa Giovanna d'Arco eretica non era chiaramente infallibile: esso venne dipoi ribaltato e Santa Giovanna d'Arco fu beatificata nel 1909 e canonizzata nel 1915.
È comunque importante rimembrare che Santa Giovanna d'Arco venne condannata eretica da parte di un tribunale dell'Inquisizione. Si voglia rimembrare che il Santo Uffizio è la mera corte suprema dell'Inquisizione: il suo nome ufficiale è Sacra congregatio Romanae et universalis Inquisitionis seu sancti officii; il Santo Uffizio dell'Inquisizione fu stabilito da Papa Paolo III il 21/07/1542. Occorre dunque porre la domanda seguitante: attesa la fallibilità degli altri tribunali dell'Inquisizione, quali quello avente condannato Santa Giovanna d'Arco, esiste qualche cosa di qualitativamente differente circa il Santo Uffizio, nonché corte suprema dell'Inquisizione ubicata in Roma, Italia, rendente le decisioni dei teologi e cardinali suoi infallibili? Con riguardo all'infallibilità la sola differenza tra il Santo Uffizio dell'Inquisizione ed i segmenti locali è che a capo del Santo Uffizio è presente il Papa, pertanto, qualunque infallibilità posseduta dagli atti del Santo Uffizio o di quale altra Romana congregazione proverrebbe dalla loro relazione con il Papa. Giungesi indi nuovamente all'importante distinzione tra gli atti del Santo Uffizio e delle altre Romane congregazioni approvati in forma comune e quelli approvati in forma specifica, alla distinzione tra quelle decisioni da un Papa approvate ma non ereditanti la di lui speciale autorità e quelle approvate a mezzo della sua speciale autorità.
Delle ulteriori analisi concernenti la distinzione tra gli atti delle congregazioni Romane approvati in forma comune e quelli approvati in forma specifica
Ove un atto del Santo Uffizio venisse approvato dal Papa in mera forma comune, quali gli atti contro Galileo Galilei, atto del 1633 da parte del Santo Uffizio incluso, allora dal punto di vista dell'infallibilità esso deterrebbe il medesimo grado di autorità di una qualunque dichiarazione operata e sposata dal Papa: è una qualunque dichiarazione operata e sposata dal Papa infallibile? Ovviamente no, siccome dimostrato da molte istanze di storia Ecclesiastica: tale genere di dichiarazione, nonché operata e sposata dal Papa, non soddisfacente i prerequisiti di una definizione dogmatica o di una chiara dichiarazione circa quanto sempre tenuto dalla Chiesa Cattolica, dovrebbe ricevere rispetto sintantoché non contraddica chiaramente un fatto conosciuto o qualche cosa dall'autorità maggiore, non possedendo infallibilità. Tale sarebbe la conclusione propria circa l'autorità degli atti del Santo Uffizio: gli atti del Santo Uffizio approvati dal Papa solamente in forma comune andrebbero ascoltati, rispettati ed obbediti a meno che non contraddicano un fatto conosciuto o qualche cosa dall'autorità maggiore, rimanendo fallibili sintantoché il Papa medesimo non li approvi mediante la sua speciale autorità, cioè, non li approvi propriamente in forma specifica. Tale posizione scorre logicamente laddove consideranti la storia della Divina Rivelazione.
Un Papa possiede infallibilità perciocché nella Chiesa Cattolica Gesù Cristo conferì suprema autorità su San Pietro ed i suoi successori presso la di lui Sedia: la promessa del Cristo ad un vero Papa non è tale per cui egli non può errare in maniera alcuna, essa è piuttosto una promessa tale per cui il Papa non può errare laddove vincolante la Chiesa Universale a credere qualcosa di Fede Universale o di morale in virtù della sua suprema autorità Apostolica. Le congregazioni Romane non furono istituite insino al secolo XVI: come testé mentovato, il Santo Uffizio venne istituito da Papa Paolo III il 21/07/1542. I cardinali assistenti il Papa non furono chiaramente inclusi nella promessa originale operata nei confronti di San Pietro, donde la di lui Fede Universale non sarebbe fallita, Luca 22:32: essa fu una promessa operata al solo San Pietro in virtù dell'ufficio il quale il Cristo avrebbe conferito lui ed i suoi successori. Propugnare che le decisioni del Santo Uffizio approvate dal Papa in mera forma comune siano infallibili richiederebbe logicamente il propugnare che gli associati dell'Episcopo di Roma, Italia, nella Chiesa Cattolica antica, quali la cerchia ristretta del clero Romano nei primi secoli DC, fossero infallibili nelle loro decisioni circa tematiche Cattoliche laddove in concordanza con il Papa: la Chiesa Cattolica non insegna ciò ovviamente. È anche degno mentovare che il Santo Uffizio non detiene giurisdizione sui cardinali, Enciclopedia Cattolica, Volume 13, pagina 138, 1913; secondo il Concilio Vaticano I, talché qualche cosa sia infallibile essa deve vincolare tutti i Cristiani.
A tale posizione, per cui gli atti delle congregazioni Romane approvati in mera forma comune siano fallibili, alcuni tenterebbero di rispondere come operato da Padre Guglielmo Roberts, sul quale ha da espandersi in seguito, citando un caso risalente al regno di Papa Pio IX. Dopo che le opere di un certo Antonio Guenther furono condannate dalla Sacra congregazione dell'indice per mezzo di approvazione Papale in forma comune alcuni si domandarono se fossero vincolati ad aderire alla condanna; Papa Pio IX rispose all'arcivescovo di Colonia, Germania, tramite un breve, datato 15/06/1857: Papa Pio IX rispose che il decreto della Sacra congregazione dell'indice, da lui approvato in forma comune, sarebbe bastato per tutti di modo da risolvere la questione.
Nell'analizzare tale argomentazione, avanzata da Padre Guglielmo Roberts, Giovanni Daly dettò come segue: "A nostro avviso, questa argomentazione costringe assolutamente qualunque Cattolico sostenente che dopo i decreti del 1616 e del 1633 fosse lecito continuare a credere nell'eliocentrismo, quantomeno privatamente, a propugnare che Papa Pio IX allorché chiamato a valutare l'obbligo in coscienza creato dalla decisione delle sue Sacre congregazioni per suo conto lo abbia gravemente esagerato: ciò è naturalmente difficile da accreditare.". Al contrario: non è difficile sostenere che Papa Pio IX avesse torto circa tale materia o che egli abbia esagerato l'obbligo creato dalla sua approvazione di un atto di una congregazione Romana in forma comune.
Innanzitutto, nell'esprimere la sufficienza della sua approvazione in forma comune onde risolvere la questione in un breve indirizzato ad un arcivescovo Papa Pio IX non utilizzò affatto del linguaggio richiedente la reputazione della decisione come infallibile: essa potrebbe essere interpretata significare che la decisione richiede semplicemente obbedienza, la quale è ciò che gli atti della congregazioni Romane devono ricevere a meno che non contraddicano un fatto o chiarezza o qualche cosa dall'autorità maggiore, come testé menzionato; quale buona ragione esisteva di modo da rigettare la decisione contro le opere di Antonio Guenther, oltretutto? La decisione originale sarebbe dovuta bastare per tutti.
Dopodiché, ove cotale caso mostrasse che le decisioni delle congregazioni Romane approvate dal Papa in forma comune risolvono le questioni di Fede Universale in maniera vincolante, una volta per tutte, allora Papa Pio IX si sarebbe trovato in violazione del suo medesimo principio, perciocché egli, assieme ai suoi immediati predecessori e successori, permise l'insegnamento dell'eliocentrismo molto appresso la di esso condanna nel secolo XVII da parte di numerose Romane congregazioni: egli sarebbe dunque ovviamente stato od ignaro od in sciente rigetto della vincolante natura delle passate decisioni delle Romane congregazioni contro l'eliocentrismo. Orbene, è certamente possibile che Papa Pio IX, nonché Papa regnante, fosse ignaro delle specifiche appartenenti al caso Galilei e ciò sarebbe in linea con la propria posizione donde molti teologi e finanche alcuni Papi abbiano fallito nell'investigare, riconoscere o valutare appieno lo stato dogmatico dell'assoluta necessità del Santo Battesimo di acqua, escludente il "Battesimo" di desiderio; nulladimeno, se Papa Pio IX ed altri Papi avessero fallito nel vedere o fossero rimasti ignari della significanza propria alla presunta natura vincolante delle decisioni delle Romane congregazioni con riguardo al caso Galilei, approvate in forma comune dai loro predecessori, allora sarebbe ugualmente possibile che nell'esprimere la normale obbedienza richiesta nei confronti della decisione di una congregazione Romana, in relazione agli ovvi errori di Antonio Guenther, nel suo breve indirizzato all'arcivescovo il medesimo Papa abbia esagerato il significato della sua approvazione in forma comune, avendo altrimenti fallito nel notare che siffatte decisioni non sono assolutamente vincolanti in ogni caso, bensì solamente laddove non contrapposte a qualche cosa dalla maggiore autorità, normalmente parlando.
La mostra da parte del linguaggio di Papa San Pio X della distinzione tra l'approvazione in forma comune e l'approvazione in forma specifica di atti propri alle congregazioni Romane
A tale riguardo è molto utile osservare il linguaggio adoperato da Papa San Pio X nel suo Motu proprio del 18/11/1907. Nella prima parte di tale estratto osservasi Papa San Pio X fronteggiare l'autorità delle decisioni proprie alla Pontificia commissione Biblica, nonché ulteriore congregazione Romana, da lui approvate in forma comune. Quanto osservasi è che Papa San Pio X enfatizzò ripetutamente la loro esigenza di obbedienza, persino dopo essere intervenuto di modo da enfatizzare l'autorità di tali decisioni, approvate in forma comune: ciò offre forte appoggio alla posizione donde le decisioni delle congregazioni Romane approvate dal Papa vadano seguite, esigendo obbedienza, secondo il normale corso di azione, senza essere però infallibili, indi da contraddire laddove esse stesse contraddicenti un fatto conosciuto o qualche cosa dall'autorità maggiore.
Papa San Pio X, Motu proprio, 18/11/1907: "… certe eccellenti decisioni sono state pubblicate dalla Pontifica commissione Biblica, molto utili per il vero avanzamento degli studi Biblici e per la direzione degli stessi a mezzo di una norma definita. Eppure, Noi notiamo che non mancano coloro cui non hanno ricevuto tali decisioni con l'obbedienza propria, benché approvate dal Pontefice.
Di conseguenza, vediamo che, siccome adesso Noi ordiniamo e dichiariamo espressamente, deve essere dichiarato ed ordinato il vincolo di sottomettersi alle decisioni della Pontifica commissione Biblica, sia a quelle sinora pubblicate sia a quelle cui saranno quinci proclamate, così come ai decreti delle Sacre congregazioni pertinenti alla dottrina approvati dal Pontefice, per dovere di obbedienza di coscienza a carico di tutti: tutti coloro cui impugnano tali decisioni quali quelle per parola o per iscritto non possono essere ivi privi di peccato grave od evitare la carica della disobbedienza, oltreché lo scandalo per cui essi offendono e le altre questioni per le quali essi possono essere responsabili dinnanzi a Dio, causa specialmente pronunciamenti altri in questi ambiti operati incautamente ed erroneamente." (Denzinger 2113)
L'enfasi sulla obbedienza è visibile. Papa San Pio X mentova sì il concetto del peccato grave a carico di coloro cui impugnano tali decisioni, tuttafiata, egli lo mentova nel contesto della disobbedienza; ciò è logico: impugnare incautamente la decisione di una congregazione Romana sarebbe molto errato, giacché essa rappresenta l'accurata decisione dei cardinali scelti dal Papa, agenti con la di lui approvazione tacita. Nonpertanto, ciò non significa che qualora qualche cosa dall'autorità maggiore dovesse rarissimamente contraddire una tale decisione non la si potrebbe allora rigettare: ciò viene ulteriormente corroborato dal seguente punto.
Si brami ora notare cortesemente il linguaggio molto differente adoperato da Papa San Pio X in referenza al decreto del Santo Uffizio intitolato Lamentabili sane exitu: esso è la lista degli errori dei modernisti condannati dal Santo Uffizio il 03/07/1907; tale decreto del Santo Uffizio raffigura un esempio primario di un medesimo approvato dal Papa in forma specifica.
Papa San Pio X, Motu proprio, Praestantia Scripturae, 18/11/1907: "Oltre a ciò, intendendo reprimere la baldanza di spirito di molti modernisti crescente giornalmente, i quali per sofismi ed articoli di ogni genere si sforzano a distruggere la forza ed efficacia non solamente del decreto Lamentabili sane exitu, pubblicato su Nostro ordine dalla Sacra Inquisizione Romana universale li 3 di Luglio del corrente anno, bensì ancora della Nostra lettera enciclica Pascendi Dominici gregis, offerta dalla Nostra autorità Apostolica li 8 di Settembre di questo stesso anno, Noi ripetiamo e confermiamo non solamente quel decreto della Sacra e suprema congregazione bensì ancora quella Nostra lettera enciclica, aggiungendo la pena della scomunica contro tutti coloro essi contraddicenti, dichiarando e decretando ciò: se alcuno, Iddio non voglia, procedesse insino ad un tale punto di baldanza da difendere alcuna delle proposizioni, opinioni e dottrine refutate in uno qualunque dei summentovati documenti egli sarebbe afflitto ipso facto dalla reprimenda imposta dal capitolo Docentes della Costituzione della Sede Apostolica, prima fra quelle scomuniche latae sententiae… "
Mirasi che Papa San Pio X ripeté e confermò specificatamente il decreto del Santo Uffizio Lamentabili sane exitu, indi ratificandolo in forma specifica; mirasi pure che il linguaggio di Papa San Pio X concernente coloro contraddicenti il decreto Lamentabili sane exitu, approvato da lui in forma specifica, è molto più forte di quello utilizzato per coloro contraddicenti le decisioni della Pontificia commissione Biblica, promulgati in forma comune. Coloro contraddicenti Lamentabili sane exitu, avente ricevuto la sua approvazione in forma specifica, sono scomunicati: ciò offre forte appoggio alla posizione testé discussa circa la distinzione di autorità tra gli atti delle congregazioni Romane approvati in forma comune e quelli approvati in forma specifica, corroborando ulteriormente la posizione circa la propria valutazione degli atti delle congregazioni Romane con rispetto a Galileo Galilei, il geocentrismo e l'eliocentrismo disopra enunciata.
Obiezione. Papa Pio IX, Sillabo degli errori (12), 08/12/1864: "I decreti della Sede Apostolica e delle congregazioni Romane ostacolano il libero progresso della scienza. Condannata." (Denzinger 1712)
Alcuni adopererebbero tale citazione onde argomentare che i decreti delle congregazioni Romane contro l'eliocentrismo e la negazione del geocentrismo avessero da essere corrette, altrimenti esse avrebbero ostacolato il libero progresso della scienza, essi asseriscono. Si risponderebbe sottolineando come l'errore e la condanna siano a carico di coloro i quali affermano che i decreti della Sede Apostolica e delle congregazioni Romane ostacolano il libero progresso della scienza: la Sede Apostolica è la sede o Sedia dell'Episcopo di Roma, Italia, in altre parole, la dicitura Sede Apostolica si riferisce agli atti della Sedia di San Pietro; malgrado alcuni utilizzino la dicitura Sede Apostolica imprecisamente ed incorrettamente di modo da descrivere le congregazioni Romane essa descrive solamente gli atti provenienti dalla Sedia di San Pietro, siccome osservato appo le dogmatiche definizioni del Concilio Vaticano I. Il Concilio Vaticano I uguaglia gli atti della Sede Apostolica con le dichiarazioni infallibili provenienti dalla Sedia di San Pietro.
Papa Pio IX, Concilio Vaticano I, Sessione 4, Capitolo 4, 1870: "Giacché non è dopodiché possibile passare oltre il sentimento di nostro Signore Gesù Cristo allorché dicente Tu sei Pietro e su questa pietra Io edificherò la Mia Chiesa, Matteo 16:18, queste parole parlate sono provate essere vere mediante risultati effettivi, dacché presso la Sede Apostolica la religione Cristiana è sempre stata preservata senza macchia e la santa dottrina sempre celebrata." (Denzinger 1833)
Papa Pio IX, Concilio Vaticano I, Sessione 4, Capitolo 4, 1870, ex-cathedra: "… sapendo benissimo che la Sedia di San Pietro rimane sempre immacolata da qualunque errore, secondo la Divina promessa di nostro Signore il Salvatore operata al capo dei Suoi discepoli: Io ho pregato per te [San Pietro], ché la tua Fede non fallisca, e tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli, Luca 22:32." (Denzinger 1836)
Sicché, il dodicesimo punto nel Sillabo degli errori non indica che gli atti delle congregazioni Romane sono infallibili: esso indica che i decreti della Sede Apostolica, nonché il Papa parlante dalla Pietrina Sedia, e delle congregazioni Romane non possono, entrambi, ostacolare il libero progresso della scienza.
La continuazione del caso di Santa Giovanna d'Arco onde verificare quale cosa costituisce la fedeltà alla Chiesa Cattolica
È ora importante continuare con l'analisi del caso di Santa Giovanna d'Arco. Dacché gli Inglesi catturarono Santa Giovanna d'Arco in Francia ella venne consegnata al vescovo Francese, Pietro Cauchon: egli era il vecchio rettore dell'Università di Parigi, Francia, considerata l'università più prestigiosa al mondo dell'epoca. Ella fu finalmente consegnata ad un tribunale dell'Inquisizione, dominato da molti dotti teologi del suo paese: il soggetto in questione era l'origine delle voci che ella udiva, oltreché la sua sottomissione alla decisione Ecclesiastica circa le medesime.
Giovanni Beevers, Santa Giovanna d'Arco [Saint Joan of Arc], 1959, Doppiodì [Doubleday], SUA, pagine 138-139: "Una volta ascoltate tutte le argomentazioni circa la responsabilità rimane un fatto certo: i sacerdoti e gli avvocati Francesi condannarono Giovanna ed ogni testimone contro di lei era Francese… Così, nel suo processo furono coinvolti 5 vescovi, 32 dottori di teologia, 16 baccellieri di teologia, 9 dottori di diritto civile e canonico, 7 dottori di medicina ed oltre 80 sacerdoti ed avvocati: eccetto 5 ognuno di essi era Francese."
Ciò tipifica nuovamente una possente illustrazione della falsità dell'argomentazione donde non si debba dipartire dalle docenze dei teologi, sovente predicata dai tetti delle case da parte dei sostenitori del "Battesimo" di desiderio. Ciò che è affascinantissimo con rispetto a tale caso, comunque sia, è la carica centrale presentata contro Santa Giovanna d'Arco durante il suo processo: la carica centrale presentata contro Santa Giovanna d'Arco durante il suo processo, quella carica la quale la fece condannare primariamente dal tribunale quale eretica, è tale per cui ella si rifiutava di sottomettersi alla decisione della Chiesa Cattolica. Desiderasi citare alcuni paragrafi acciocché il lettore acquisisca familiarità con alcuni dei dettagli.
Giovanni Beevers, Santa Giovanna d'Arco [Saint Joan of Arc], 1959, Doppiodì [Doubleday], SUA, pagine 138-139: "Fu quindi presentato a Giovanna qualcosa di nuovo [durante il suo processo]; si tratta dell'eccessivamente pericolosa domanda: sottometterai tu ciò che hai detto e fatto alla decisione della Chiesa?
La sua risposta fu: tutto ciò che ho detto e fatto è nelle mani di Dio ed io mi rimetto a Lui; io né direi né farei alcunché contro la Fede Cattolica ed ove avessi sostenuto alcunché il quale il clero dichiari contro la Fede io non lo terrei, bensì lo scaccerei. Orbene, ciò non era punto una risposta soddisfacente; il clero non è la Chiesa, né disse Giovanna a quali membri del clero ella avrebbe obbedito: ella avrebbe potuto avere a mente quegli ecclesiastici di Petari [Poitiers] i quali la avevano molto tempo addietro trovata senza colpa. Le fu nuovamente domandato se ella si sarebbe sottomessa alla decisione della Chiesa; questa volta ella rispose: io mi rimetto a nostro Signore, Il Quale mi ha inviato, a nostra Signora ed a tutti i santi del Paradiso; nostro Signore e la Chiesa sono tutti uno, perché operate voi dunque delle difficoltà?
La rassegna del processo continua. Le fu detto che esiste la Chiesa trionfante, ove è Iddio assieme ai santi ed a tutte le anime salvate, ed anche la Chiesa militante, consistente del nostro Santo Padre, il Papa, il Vicario del Cristo in Terra, dei prelati della Chiesa, del clero e di tutti i buoni Cattolici: questa Chiesa in buona assemblea non può errare sotto la guida dello Spirito Santo, laonde, le fu chiesto se si sarebbe sottomessa alla Chiesa militante, ossia, alla Chiesa in Terra. Ella rispose di essersi recata dal re di Francia nei nomi di Dio, della Beata Vergine, di tutti beati santi in Paradiso e della Chiesa trionfate disopra: a quella Chiesa avrebbe ella sottomesso tutte le sue buone azioni e tutto ciò che aveva od avrebbe fatto, operando nulla più circa la sua sottomissione alla Chiesa militante."
Si è rimasti colpiti con rispetto al cuore di tale controversa tematica o questione, oltreché di molte altre questioni oggigiorno rilevanti: che cosa costituisce effettivamente la sottomissione alla decisione della Chiesa Cattolica? È essa da trovare necessariamente nella sottomissione alla docenza dei teologi? È essa da trovare in ogni caso nella sottomissione alla decisione dei tribunali Ecclesiastici? Secondo i suoi giudici Ecclesiastici, nel rifiutarsi di rigettare le voci che ella udiva allorché giudicate essere diaboliche dal tribunale Santa Giovanna d'Arco si sarebbe rifiutata di sottomettersi alla Chiesa Cattolica. Nonpertanto, ella sapeva che non avrebbe potuto denunciare tali voci, sovrannaturali, come diaboliche solamente perciocché un branco di teologi aveva ciò ordinato, delle voci le quali la avevano guidata sin dalla sua giovinezza, confermate per mezzo di risultati straordinari ed aventi stupito le moltitudini; allo stesso tempo, Santa Giovanna d'Arco non era abbastanza erudita onde sottolineare che nel rifiutare la sottomissione alla decisione di tale tribunale Ecclesiastico di teologi ubicato in Francia ella non avrebbe rifiutato la sottomissione all'infallibile Chiesa Universale, né erano tutte le coinvolte distinzioni necessariamente chiare finanche agli eruditi dell'epoca, siccome non lo sono a molti al giorno d'oggi: ella fu incapace di dibattere con i suoi giudici teologi allorquando essi definirono la decisione del loro tribunale essere la decisione della Chiesa Universale militante, indi esitando onestamente nell'offrire assenso alla medesima.
È possibile osservare quanto seguita. Qualora essi vi fossero stati non pochi fra i più vociferanti proponenti del "Battesimo" di desiderio della presente epoca, molti preti sedevacantistici consideranti la negazione del "Battesimo" di desiderio eresia o peccato mortale inclusi, sarebbero quasi certamente stati presenti assieme ai giudici nel condannare Santa Giovanna d'Arco quale eretica, un'eretica essente dipartita dalla docenza della Chiesa Cattolica, consegnandola al rogo: è per ciò che essi sostengono una visione di ciò che costituisce la fedeltà alla docenza della Chiesa Universale gravemente fallata. Tutto ciò dimostra nuovamente che la fedeltà alla Chiesa Universale, al Magistero Ecclesiastico, alla mente della Chiesa Cattolica non è da trovarsi necessariamente nella fedeltà alla docenza dei teologi, delle congregazioni Romane o delle decisioni minori, bensì massimamente nella fedeltà all'indisputabilmente infallibile docenza della Chiesa Cattolica.
5) La promulgazione del 1664-1665 di un indice interdicente tutte le opere favorenti l'eliocentrismo e neganti il geocentrismo da parte di Papa Alessandro VII per mezzo della sua autorità propria, prefazionata dalla di lui bolla Papale dichiarante l'indice parte della bolla, sorreggente la sua autorità Papale
Di tutte le argomentazioni a favore dell'infallibilità della posizione geocentrica tale sarebbe la più forte per il fatto che essa è l'unica coinvolgente qualcosa di emanato dal Papa in forma specifica. A proprio avviso, tuttafiata, anche tale argomentazione fallisce nel dimostrare il punto: tale argomentazione fallirebbe perciocché la bolla di Papa Alessandro VII concerne la promulgazione di un indice di libri proibiti, essente una misura disciplinare, non già una definizione di un punto di Fede Universale o morale da essere creduto da parte dell'intera Chiesa Universale, giusta il Magistero straordinario, né costituisce essa una dichiarazione Papale donde la Chiesa Cattolica ha sempre tenuto un determinato punto di Fede Universale, la quale coinvolgerebbe il Magistero ordinario ed universale.
Il solo fatto per cui un Papa utilizza del linguaggio solenne di modo da interdire la propagazione di un libro non dimostra infallibilmente che un tale libro è errato. Alfine di illustrare tale punto è utile mentovare che nel 1773 Papa Clemente XIV soppresse solennemente l'Ordine Gesuitico a mezzo di una bolla munita della pienezza della sua autorità Papale; Papa Clemente XIV dichiarò inoltre che la sua costituzione sarebbe mai stata revocabile.
Papa Clemente XIV, Dominus ac Redemptor noster, 1773: "Noi dichiariamo la suddetta società dissolta, soppressa, sbandata ed abolita per l'eternità… Noi dichiariamo tutti i suoi uffici e tutte le sue autorità e funzioni nulle e vuote… "
Dimostra ciò infallibilmente che l'Ordine Gesuitico è malo? No: chiaramente no; si trattò di una misura disciplinare, dipoi ribaltata.
Tuttavolta, che cosa dire del fatto donde l'indice promulgato dalla bolla di Papa Alessandro VII include quei passati decreti del Santo Uffizio aventi condannato la nozione del movimento della Terra sulle basi di una di essa negazione della Fede Universale? In altre parole, i decreti delle Romane congregazioni contro l'eliocentrismo, precedentemente coperti, vennero allegati alla sua bolla: non mostra ciò l'insegnamento infallibile del contenuto dei passati decreti contro il movimento della Terra sulle basi della Fede Universale da parte della bolla di Papa Alessandro VII? A proprio avviso, la risposta è negativa. Tentasi di adesso sostanziare tale posizione: la risposta sarebbe negativa perciocché Papa Alessandro VII chiarificò il motivo del suo allegamento dei passati e minori decreti contro il movimento della Terra alla sua bolla disciplinare. Onde operare tale punto bisogna ora introdurre Padre Guglielmo Roberts; questi fu l'autore de I decreti Pontifici contro il movimento della Terra e la loro difesa Ultramontana [The Pontifical decrees against the movement of the Earth and the Ultramontane defence of them].
Padre Guglielmo Roberts fu un presunto prete Cattolico con dei maggiori problemi circa il dogma Universale dell'Infallibilità Papale attorno all'epoca della sua definizione del 1870; in altre parole, egli era un eretico. Egli era ancora un difensore totalmente convinto della posizione donde la Terra non sia il centro dell'universo; egli scrisse un libro trattante le decisioni contro Galileo Galilei e contro l'eliocentrismo nel dettaglio: dacché a vedere suo la condannata posizione non geocentrica demarca indisputabilmente quella vera egli tentò di mostrare che tali decisioni erano state appoggiate dal Pontefice Romano in maniera apparentemente autoritativa, presso una presunta capacità infallibile, indi costituendo una pretesa prova indiscutibile dalla falsità dell'Infallibilità Papale. Quanto avanzato da Padre Guglielmo Roberts disotto, nel tentativo di operare la sua argomentazione per la quale la bolla di Papa Alessandro VII, testé trattata, sembri infallibile, è estremamente rilevante; dopo averlo citato ci si ha da focalizzare su alcune parole da lui adoperate nel riassunto dei punti della pertinente bolla di Papa Alessandro VII: il punto sul quale ci si ha da concentrare è quanto reputato refutare la sua argomentazione donde la pertinente bolla di Papa Alessandro VII sembri infallibile.
Padre Guglielmo Roberts, I decreti Pontifici contro il movimento della Terra e la loro difesa Ultramontana [The Pontifical decrees against the movement of the Earth and the Ultramontane defence of them], 1885, Parker e compagnia [Parker and company], Regno Unito: "Verso la fine del suo Pontificato sovvenne ad Alessandro VII che in qualità di guardiano della famiglia di Israele comporre e porre dinnanzi ai fedeli un nuovo indice di libri proibiti, completo insino alla sua epoca ed arrangiato più convenientemente di quelli precedenti, era suo dovere; sicché, egli iniziò a lavorare con una serie di cardinali specificatamente scelta e nel Marzo del 1664 la stampa Vaticana emise un libro intitolato Index librorum prohibitorum Alexandri VII Pontificis maximi jussu editus: esso fu prefazionato da una bolla nella quale il Papa descrive la composizione del suo indice, offrendo ragioni per il suo avanzamento. Fra le altre cose, il Papa dettò che a differenza di quanto avvenuto circa l'indice Tridentino i libri ivi notati non sarebbero stati trovati distribuiti in 3 classi: quel metodo di arrangiamento era stato trovato essere inconveniente, avendo scaturito stime errate del relativamente malvagio carattere dei libri proibiti; eppure, è tutt'oggi ricordato che nel luogo ove viene nominato il libro trovasi citata la classe a cui appartiene ciascun libro, oltreché il decreto per il quale il libro era stato originariamente proibito, acciocché l'intera storia di ciascun caso possa essere conosciuta.
'Per questo scopo', perseguiva il Pontefice, 'abbiamo fatto sì che l'indice Tridentino e quello Clementino venissero aggiunti a questo indice generale, assieme a tutti i rilevanti decreti emessi sin dall'indice del Nostro predecessore Clemente insino al tempo presente, ché nulla di profittante inserito in tali questioni apparisse ai fedeli omesso. Da allora tutte queste direzioni sono state svolte fedelmente ed accuratamente ed è stato composto un indice generale di questo genere, al quale sono state anche prefisse le regole dell'indice Tridentino, oltreché le osservazioni ed istruzioni aggiunte all'indice Clementino; avendo accolto l'avviso dei Nostri cardinali, per il tenore di questi presenti con autorità Apostolica Noi confermiamo ed approviamo questo medesimo indice generale così come esso è avanzato, composto per ordine Nostro e revisionato e stampato appo la stamperia della Nostra camera Apostolica, da essere considerato come inserito in questi presenti, assieme alle cose tutte e singolari ivi contenute, e comandiamo ed ingiungiamo a tutte le persone ovunque di arrendere a questo indice un'obbedienza costante e completa.'
Voltandoci verso questo indice [detta Padre Guglielmo Roberts] fra i decreti i quali il Papa fece sì che vi venissero inseriti troviamo i seguenti: Quia ad notitiam del 1616; il monito del 1620, dichiarante i principii difesi da Copernico sulla posizione ed il movimento della Terra essere ripugnanti alla Scrittura ed alla sua vera e Cattolica interpretazione; l'editto proibente e condannante l'epitomo di Cheplero Astronomie Copernicanae firmato dal Bellarmino; l'editto del 10/08/1634 proibente e condannante il dialogo di Galileo Galilei. Sotto la testata Libri poi troviamo: Libri omnes docentes mobilitatem Terrae et immobilitatem solis, in decr. 5 Martii, 0505.
Queste sono quinci alcune delle cose confermate ed approvate dal Papa con autorità Apostolica per il tenore della bolla sua."
Innanzitutto, si brami notare che la rilevante bolla di Papa Alessandro VII detiene una misura disciplinare come suo soggetto, la promulgazione di un nuovo indice dei libri proibiti, vale a dire: è per ciò che fu richiesta obbedienza ad essa. Come letto disopra, tale nuovo indice promosse molti decreti a sé allegati: nel promulgare tale misura disciplinare il Papa non dichiarò infallibilmente che tutti avrebbero dovuto credere nelle cose contenute in tali decreti passati da parte del Santo Uffizio e così via allegati all'indice, negativo, come affermato da Padre Guglielmo Roberts, Papa Alessandro VII allegò tali altri decreti acciocché l'intera storia di ciascun caso fosse conosciuta. Allegare decreti minori ad una misura disciplinare acciocché la storia di ciascun caso sia conosciuta è molto differente dal dichiarare solennemente che tutti i punti contenuti in tali decreti, allegati all'indice, sono da essere creduti da parte della Chiesa Universale. Credesi che ciò mostri chiaramente come la bolla di Papa Alessandro VII fosse una misura disciplinare non promulgante infallibilmente i decreti ad essa allegati: giacché la bolla sua non dichiarò solennemente punto di Fede Universale alcuno essa non delineò un pronunciamento ex-cathedra. I Papi negli anni a seguire, quali Papa Benedetto XIV, Papa Pio VII, Papa Gregorio XVI, Papa Leone XIII, Papa Benedetto XV e così via, concordarono ovviamente con tale valutazione.
Ha la Chiesa Cattolica quindi unque infallibilmente definito la visione geocentrica dell'universo essere docenza vincolante? Reputasi che la corretta posizione circa tale controversa questione sia che essa non ha ciò operato.
Che cosa dire, invece, della docenza propria alla Sacra Scrittura medesima?
L'insegnamento della Sacra Scrittura circa l'uopo di accettare la visione geocentrica dell'universo
Si è sinora valutata la questione riguardante la costituzione di un insegnamento infallibile della Chiesa Universale a favore della visione geocentrica dell'universo da parte degli atti contro Galileo Galilei o conto il movimento della Terra: credesi di avere mostrato la sua insussistenza; richiede però il linguaggio Scritturale il sostegno di una tale visione?
Salmi 103:6: "Tu [Iddio], che la terra fondasti sopra la propria stabilità: ella non varierà di sito giammai."
Certuni difensori della visione geocentrica dell'universo proclamano che tale passaggio Scritturale vincola tutti alla posizione geocentrica.
Giovanni Daly, Lo stato teologico dell'eliocentrismo [The theological status of heliocentrism]: "Tuttoché alcuni degli altri testi naturalmente supponenti un sistema geocentrico, Matteo 45:45 [sic] ed Efesini 4:26, verbigrazia, possano, difficilmente, essere compresi riferirsi ad apparenze, impiegando parlare comune senza asseverare la loro accuratezza scientifica, ciò non applicasi chiaramente a quanto detto od a Salmi 103:5: 'Che hai fondato la Terra sopra le sue basi: essa non sarà mossa nei secoli dei secoli.'."
In tale contesto le persone citano sovente un verso simile proveniente da Salmi 92.
Salmi 92:1-2: "Il Signore ha preso possesso del Regno, si è ammantato di splendore, si è ammantato di fortezza, e ne ha cinti i suoi fianchi. Perocché egli diede fermo stato alla terra, la quale non sarà smossa."
Alfine di formare una migliore opinione circa la dimostrazione della visione geocentrica dell'universo da parte di tali testi ecco 3 passaggi Scritturali i quali a propria conoscenza non sono ancora stati avanzati in tale contesto.
Proverbi 10:30: "Il giusto non sarà smosso giammai; ma gli empj non avranno abitazione sopra la terra."
Salmi 14:5: "Non dà il suo denaro ad usura; e non riceve regali contro dell'innocente. Chi fa tali cose non sarà smosso in eterno."
Salmi 111:5: "Fortunato l'uomo, che è compassionevole, e dà in prestito: e con sapienza dispensa le sue parole: perocché egli non sarà mai vacillante."
Psalmi 111:5: "Jucundus homo, qui miseretur, et commodat, disponet sermones suos in judicio: quia in aeternum non commovebitur."
La dichiarazione Scritturale Non sarà mosso per sempre è osservata non essere applicata solamente alla Terra bensì 3 volte all'uomo giusto: dacché non è ovviamente richiesto sostenere che l'uomo giusto sia l'immobile centro dell'universo ciò potrebbe mostrare come le parole del Libro dei Salmi non significhino necessariamente che la Terra si leva immobile al centro dell'universo.
Che cosa dire degli altri passaggi della Sacra Scrittura frequentemente citati a tale riguardo?
Giovanni Daly: "Quanto alla questione fattuale dell'insegnamento inequivocabile del sistema geocentrico da parte della Sacra Scrittura possiamo considerare tentativo alcuno di negare il fatto condividere la stessa assurdità della tentata riconciliazione della Genesi con l'evoluzione da parte di certuni. In Giosuè 10:12-13 viene raccontato il miracolo donde Iddio arrestò il movimento del sole e della luna di modo da prolungare il giorno a favore degli Israeliti, sconfiggendo i 5 regi i quali avevano attaccato Gabaon: 'Il sole e la luna rimasero poi fermi… il sole rimase fermo in mezzo al cielo e non si affrettò a calare per lo spazio di un giorno.'.
Un miracolo simile viene raccontato in 4 Regi 20:1, allorquando il Profeta Isaia fece effettivamente sì che il sole si muovesse all'indietro come segno per Acaz; è vero che il testo si riferisce solamente alla mozione retrograda dell'ombra della meridiana, la quale, secondo l'ipotesi eliocentrica, sarebbe stata ugualmente prodotta rivertendo la mozione diurna della Terra, ma questa interpretazione viene eliminata da Isaia 38:8, raccontante il medesimo evento in termini oggettivi: 'Il sole tornò quindi indietro di 10 linee per i gradi a mezzo dei quali era calato.'."
Che cosa dire di tali argomentazioni provenienti dai Libri di Giosuè e di 4 Regi? Nell'a ciò rispondere occorre nuovamente ricordare che la Sacra Bibbia è la parola inerrante ed infallibile di Dio: essa è vera in tutte le sue parti, in tutta la sua storia ed in tutte le materie che essa insegna; asserire che la Sacra Scrittura erra nella sua storia o nella sua descrizione delle cose così come avvenute sarebbe eretico. Nondimeno, nella sua enciclica sulla Sacra Scrittura Papa Leone XIII sottolineò quanto segue.
Papa Leone XIII, Providentissimus Deus (18), 18/11/1893: "… i sacri scrittori o, per parlare più accuratamente, lo Spirito Santo, 'Il Quale parlava a mezzo di loro, non intendeva insegnare agli uomini queste cose, ciò è a dire, la natura essenziale delle cose dell'universo visibile, cose per nulla di profitto per la salvezza' [Sant'Agostino]. Laonde, essi non intendevano penetrare i segreti della natura, ma piuttosto descrivevano e trattavano cose mediante linguaggio più o meno figurativo od in termini all'epoca comunemente utilizzati, i quali sono al giorno d'oggi in molte istanze in uso giornaliero, persino da parte degli uomini più eminenti della scienza. Il discorso ordinario proviene primariamente e propriamente dai sensi e nella medesima maniera i sacri scrittori in un certo senso, come ci rammenta il Dottore Angelico [San Tommaso di Aquino], seguivano quanto sensibilmente appariva [Somma teologica, Parte I, Domanda 70, Articolo 1, Aggiunta 3] oppure mettevano giù ciò che Iddio parlando agli uomini significava, sintantoché gli uomini potessero comprendere e fossero acclimatati a farlo."
Come esempio di quanto discusso da Papa Leone XIII si voglia considerare il seguente passaggio proveniente da Giosuè 18, il medesimo libro figurante molto prominentemente presso il cuore della controversia geocentrica.
Giosuè 18:15-16: "Da mezzodì poi i suoi confini cominciano dalla parte di Cariath-iarim verso il mare, e arrivano fino alla fontana di Nephtoa. E scendono fino alla parte del monte, che guarda la valle de' figliuoli di Ennom: ed è a settentrione nel fondo della valle di Raphaim. E scendono in Geennom (vale a dire valle di Ennom) accanto alli Jebusei a mezzodì, e arrivano alla fonte di Rogel,"
Mirasi un chiaro esempio di quanto discusso da Papa Leone XIII: guardano le montagne le cose? No; il dettato della Sacra Scrittura circa le montagne è nonpertanto assolutamente vero: esso descrive il lato della montagna guardante la valle dei figlioli di Ennom, significato, come scrisse Papa Leone XIII, acciocché gli uomini potessero capire e fossero acclimatati a farlo, riferendosi in tale caso a quella parte della montagna guardante la valle, tuttoché le montagne non guardino letteralmente le cose.
Un altro esempio concernerebbe una frase ricorrente attraverso il Vecchio Testamento: Iddio prometteva al Suo popolo di consegnare i suoi nemici nelle loro mani ripetutamente.
Giosuè 10:8: "E il Signore disse a Giosuè: non aver paura di coloro: perocché io gli ho dati in tuo potere: nissuno di loro potrà resistere a te."
Josue 10:8: "Dixitque Dominus ad Josue: Ne timeas eos: in manus enim tuas tradidi illos: nullus ex eis tibi resistere poterit."
La Sacra Bibbia detta anche il fatto, nonché fatto storico, per il quale il Signore consegnò il Cananeo ed il Ferezeo nelle di esso mani.
Giudici 1:4: "E Giuda si mosse; e il Signore li fe' vincitori del Chananeo, e del Pherezeo: e uccisero in Bezec dieci mila uomini."
Judices 1:4: "Ascenditque Judas; et tradidit Dominus Chananaeum, ac Pherezaeum in manus eorum: et percusserunt in Bezec decem millia virorum."
Consegnò letteralmente il Signore tutti i 10000 uomini nelle loro mani? La più parte di loro venne probabilmente uccisa per spada, senza cadere letteralmente in tutte le loro mani. Conseguentemente, per quanto alcuni oggidì considerino tale dichiarazione essere impropria secondo la regola letterale di come le cose vengono al giorno d'oggi comprese ed espresse, essa è assolutamente corretta e storicamente accurata secondo come le cose venivano espresse e comprese allora, poiché il Signore consegnò i loro nemici in loro potere acciocché fossero eliminati.
Oltretutto, Papa Leone XIII enfatizzò che i sacri scrittori esprimevano in maniera accurata quanto sensibilmente appariva.
Giosuè 10:12-13: "Allora si fu, che Giosuè parlò al Signore nel giorno, in cui egli abbandonò gli Amorrhei al potere de' figliuoli d'Israele, e disse alla loro presenza: Sole, non ti muovere di sopra Gabaon, Luna, non muoverti di sopra la valle di Ajalon. E si fermarono il sole, e la luna, fintantoché il popolo facesse vendetta de' suoi nemici. Questa cosa non è ella scritta nel libro de' giusti? Stette adunque fermo il sole nel mezzo del cielo, e non si affrettò a tramontare per lo spazio di un giorno."
Tutti coloro presenti a tale miracolo avrebbero visto la medesima cosa secondo le apparenze, l'esterno: il sole e la luna rimasero immobili, senza discendere. Tuttavia, come enfatizzato da Papa Leone XIII, nel riportare tale miracolo e quanto avvenuto secondo i fenomeni esterni accuratamente non si cercò di penetrare i segreti della natura, ciò sta a dire, i Libri Sacri ivi non intendono o cercano di spiegare tale apparenza, tale esterno: il sole potrebbe essere stato effettivamente immobile oppure creato per una Terra invero ferma. Finanche oggigiorno gli astronomi trattano del sorgere del sole in Roma, Italia.
Pertanto, quand'anche la visione geocentrica dell'universo non fosse corretta tali passaggi Biblici non detrarrebbero in modo alcuno la possanza, la verità storica o l'accuratezza della Sacra Scrittura in tutti gli aspetti della sua docenza, poiché ciò che venne registrato è esattamente quanto osservato secondo i fenomeni esterni, giusta i Divini miracoli, senza penetrare nelle ragioni per la creazione dei medesimi.
Tutto ciò detto, si è aperti alla possibilità donde cotali passaggi di Sacra Scrittura insegnino invero la visione geocentrica dell'universo: non sassilo semplicemente, in una maniera o l'altra. Il punto del presente articolo non è quello di tentare la dimostrazione della veridicità di una delle 2 posizioni, bensì quello di esaminare l'eventualità per la quale la Chiesa Cattolica abbia infallibilmente insegnato la visione geocentrica dell'universo o condannatone la negazione: reputasi che la risposta all'eventuale domanda sia negativa.
Degli importanti punti conclusivi, includenti una tabella e dei commenti circa ciò che tale questione insegna con riguardo alle argomentazioni pertinenti ad altre materie controverse, come il "Battesimo" di desiderio, la Pianificazione famigliare "naturale", la "corredenzione" Mariana e così via
A favore della vincolatività del geocentrismo
Contro la vincolatività del geocentrismo
Nel 1616 11 teologi del Santo Uffizio condannarono l'eliocentrismo con l'approvazione tacita di Papa Paolo V.
San Roberto Bellarmino trasmise tale decisione a Galileo Galilei, considerandola vincolante: egli considerava il geocentrismo essere de Fide.
Nel 1757 Papa Benedetto XIV sospese i decreti della Congregazione dell'indice contro le opere eliocentriche.
Nel 1822 il Santo Uffizio decise con l'approvazione di Papa Pio VII che i libri sul movimento della Terra si sarebbero potuti stampare in Roma, Italia.
La Congregazione dell'indice pubblicò un decreto interdicente tutte le opere favorenti l'eliocentrismo.
Nel 1633 il Santo Uffizio considerò Galileo Galilei sospetto di eresia causa favoreggiamento dell'eliocentrismo; gli venne richiesto di operare un'abiura indicante che l'eliocentrismo è eretico e che il geocentrismo è de Fide: egli lo operò con l'approvazione di Papa Urbano VIII.
Nel 1664-1665 Papa Alessandro VII promulgò un indice per sua autorità propria interdicente tutte le opere contraddicenti il geocentrismo.
Nel 1921 Papa Benedetto XV dichiarò esplicitamente che la Terra potrebbe non essere il centro dell'universo appo In praeclara summorum.
Tutti i Papi dal 1757 al 1958 concordavano quantomeno tacitamente che l'eliocentrismo od una visione non geocentrica dell'universo possa essere propugnata.
Si reputa di avere mostrato che gli atti contro la negazione del geocentrismo non sono infallibili. In conclusione, si bramerebbe enfatizzare che tale caso proietta molta luce sui parametri dell'infallibilità Ecclesiastica, difatti, esso detiene delle ramificazioni presso talmente tante tematiche che sarebbe molto difficile includerle tutte nel presente articolo. I fatti inerenti a tale tematica obliterano le argomentazioni popolari a favore del "Battesimo" di desiderio; in aggiunta, tali fatti detengono della maggiore significanza nella refutazione delle argomentazioni a favore della Pianificazione famigliare "naturale", della "corredenzione" Mariana, dell'inerranza dei santi circa lo stato dogmatico delle verità, potenti invece errare in buonafede senza essere eretici o scismatici, e così via. Si consenta di riassumere.
- L'argomentazione donde il "Battesimo" di desiderio debba essere vero perciocché Sant'Alfonso de' Liguori lo insegnò essere de Fide è stata totalmente refutata: San Roberto Bellarmino pensava che il geocentrismo fosse de Fide ed egli venne contraddetto da numerosi Papi.
- L'argomentazione donde negare il "Battesimo" di desiderio sia contrario alla docenza della Chiesa Cattolica perciocché Padre Leonardo Feeney venne denunciato in una lettera del 1949 da parte di 2 membri del Santo Uffizio è stata obliterata. È stato mostrato che nel 1616 11 teologi del Santo Uffizio denunciarono l'eliocentrismo e che in un'abiura del 1633 composta dal Santo Uffizio il geocentrismo venne dichiarato essere de Fide e la sua negazione eretica: entrambi gli atti furono contraddetti da Papi successivi.
- La simile ma differente argomentazione donde l'assoluta necessità del Santo Battesimo di acqua possa non essere stata solennemente definita da Papa San Leone Magno o dai Concili di Firenze e Trento perciocché Sant'Alfonso de' Liguori sarebbe altrimenti stato un eretico è stata ancora refutata. Citasi il difensore del "Battesimo" di desiderio Giovanni Daly, provante il punto inconsciamente: "… se l'eliocentrismo fosse stato condannato dalla Santa Sede sarebbe mai esistito punto alcuno nella storia della Chiesa ove ciò è stato universalmente riconosciuto essere il caso, essendo ormai passati quasi 4 secoli durante i quali difficilmente alcun Cattolico avrebbe correttamente realizzato il vero stato teologico dell'eliocentrismo."; quanto egli non aggiunse è che se l'eliocentrismo non è stato condannato infallibilmente dalla Santa Sede allora numerosi Papi, quali Paolo V ed Urbano VIII, ed un dottore della Chiesa Universale, cioè, San Roberto Bellarmino, si atteggiarono come se esso lo fosse stato, indi ignari del vero stato teologico di tale tematica. Se essi avessero avuto torto completo circa il vero stato teologico di tale punto controverso allora certamente Sant'Alfonso de' Liguori ed altri ne avrebbero avuto altrettanto circa lo stato dogmatico dell'assoluta necessità del Santo Battesimo di acqua; sicché, in qualunque maniera il proprio punto è provato.
- L'argomentazione donde il "Battesimo" di desiderio o la salute a beneficio degli "invincibilmente ignoranti" possa non essere eretica perciocché numerosi Papi, specialmente a partire dal tardo 1800, permisero la circolazione e la divulgazione di tali idee tramite fonti fallibili, quali catechismi, manuali teologici e così via, senza condannarle è stata totalmente refutata. Come mostrato dalla tabella, numerosi Papi proibirono la circolazione dell'eliocentrismo per ragioni di Fede Universale e poscia altrettanti la permisero; sicché, il fatto che Papi come Pio IX, Leone XIII e Pio XI regnarono allorquando venivano insegnate delle chiare eresie contro il dogma Cattolico della salute presso catechismi, manuali teologici e così via prova assolutamente nulla.
- L'argomentazione avanzata dalla presunto vescovo Marco Pivarunas della CMRI, nonché vigoroso difensore del controllo natale "naturale", donde la Pianificazione famigliare "naturale" o la metodologia ritmica debba essere accettabile in quanto insegnata da Papa Pio XII in dei discorsi e finanche da membri del Santo Uffizio in risposta a domande addirittura nel 1880 è stata totalmente refutata. Così come le numerose decisioni operate da membri del Santo Uffizio nell'affare Galilei non risolsero tale caso, essenti state completamente contraddette da Papa Benedetto XV, le decisioni e le dichiarazioni provenienti da membri del Santo Uffizio e da Papa Pio XII circa la Pianificazione famigliare "naturale" non sono infallibili, contraddicenti la più solenne docenza di Papa Pio XI presente in Casti connubii. Inoltre, la dichiarazione di Papa Benedetto XV donde la Terra non sarebbe il centro dell'universo presso un'enciclica è più formale dei discorsi per i quali Papa Pio XII insegnò la Pianificazione famigliare "naturale" ed il "Battesimo" di desiderio, eppure, la posizione enunciata da Papa Benedetto XV nella sua enciclica del 1921 non era tenuta dai Papi Paolo V ed Urbano VIII, i quali offrirono la loro approvazione alla posizione opposta.
- L'argomentazione donde affermare che Maria Santissima è la Corredentrice del genere umano non sia contrario al dogma Cattolico giacché così appellata da Papa Leone XIII e da qualche altro Papa presso dichiarazioni fallibili è stata refutata. Cotali fatti mostrano come numerosi Papi sostenessero che il geocentrismo fosse una tematica di Fede Cattolica risolta, mentre numerosi altri Papi non lo sostenevano, pertanto, la propria posizione per la quale non è possibile appellare la Madonna Corredentrice giusta i Concili di Trento e Firenze (Denzinger 984-987 e 711) specificatamente proclamanti Gesù Cristo solo Redentore del genere umano è perfettamente ferrea teologicamente, nonché dal punto di vista dell'evidenza Papale e dal fatto che i Papi possono fallire nel riconoscerlo appo le loro capacità fallibili.
Tali fatti forniscono una conferma stupefacente dell'approccio enunciato presso il Monastero della Famiglia Santissima con riguardo a tali tematiche: tale approccio rimane aderito alle definizioni infallibili della Chiesa Cattolica siccome una volta dichiarate, secondo Concilio Vaticano I (Denzinger 1800), senza compresso, quand'anche numerose dichiarazioni da parte di stimate autorità fallibili o Papi presso le loro capacità fallibili le contraddicessero. Tali informazioni non confermano solamente la propria posizione bensì illustrano in maniera possente che i perniciosi eretici, quali Padre Antonio Cekada, i "vescovi" Daniele Dolan, Clarenzio Kelly, Roberto McKenna, Marco Pivarunas, Donno [Donald] Sanborn, i laici Giovanni Daly, Giovanni Lane e così via, aventi fuorviato molte persone in base alla loro apparenza di fedeltà alla Chiesa Cattolica pseudo-intellettuale a mezzo di argomentazioni provenienti da teologi, da Sant'Alfonso de' Liguori e dalla condanna di Padre Leonardo Feeney, ed in base alla loro noncuranza per le argomentazioni provenienti dalle definizioni dogmatiche, sono stati completamente refutati e provati essere nell'errore.
Per coloro aderenti alle definizioni dogmatiche indisputabilmente infallibili senza compromesso e non essenti stati intimiditi dagli appellantisi all'autorità degli uomini mediante l'autorità della Chiesa Cattolica stessa vittoria, vittoria, vittoria di nuovo e sempre.
Papa San Leone Magno, Lettera dogmatica a Flaviano, Concilio di Calcedonia, 451 DC: "Che egli oda ciò che il Beato Apostolo Pietro insegna, che la santificazione mediante lo Spirito è effettuata per mezzo dell'aspersione del sangue del Cristo, 1 Pietro 1:2, e che egli non sorvoli le parole medesime dell'Apostolo, sapendo che voi siete stati redenti dal vuoto sentiero di vita ereditato dai vostri padri non con corruttibile oro ed argento ma per mezzo del sangue prezioso di Gesù Cristo, come quello di un agnello senza macchia o polluzione, 1 Pietro 1:18. Né dovrebbe egli resistere alla testimonianza del Beato Giovanni Apostolo: '… ed il sangue di Gesù, il Figliolo di Dio, ci purifica da ogni peccato.', 1 Giovanni 1:7. Ancora: 'Questa è la vittoria conquistante il mondo, la nostra Fede. Chi v'è che conquista il mondo salvo colui credente che Gesù sia il Figliolo di Dio? Egli, Gesù Cristo, è Colui Che è venuto tramite l'acqua ed il sangue, non solamente in acqua bensì in acqua ed in sangue. Dunque, giacché lo Spirito è verità è lo Spirito a testificare. Poiché vi sono 3 che rendono testimonianza: lo Spirito; l'acqua ed il sangue. I 3 sono uno.', 1 Giovanni 5:4-8. In altre parole, lo Spirito della santificazione, il sangue della Redenzione e l'acqua del Battesimo. Questi 3 sono uno e rimangono indivisibili. Nessuno di essi è separabile dal suo legame con gli altri."
Papa Paolo III, Concilio di Trento, Sessione 7, Canone 2, Sul Sacramento del Santo Battesimo, 1547, ex-cathedra: "Se alcuno affermasse che l'acqua reale e naturale non è necessaria per il Battesimo e che pertanto quelle parole di nostro Signore Gesù Cristo: 'A meno che un uomo rinasca di acqua e di Spirito Santo.' [Giovanni 3:5] vengano in qualche maniera distorte in una metafora, che egli sia anatema." (Denzinger 858)
Papa Eugenio IV, Concilio di Firenze, Exultate Deo, 22/11/1439: "Il Santo Battesimo, il quale è il passaggio per la vita spirituale, detiene il primo posto fra tutti i Sacramenti; tramite esso noi siamo resi membri del Cristo e del corpo della Chiesa. Giacché la morte entrò nell'universo tramite il primo uomo 'a meno che noi rinasciamo di acqua e di Spirito noi non possiamo - come disse la Verità - entrare nel Regno del Cielo, Giovanni 3:5.' La materia di questo Sacramento è l'acqua reale e naturale." (Denzinger 696)
Papa Paolo III, Concilio di Trento, Sessione 7, Canone 5, Sul Sacramento del Santo Battesimo, ex-cathedra: "Se alcuno asserisse che il Battesimo è opzionale, cioè, non necessario per la salvazione, Giovanni 3:5, che egli sia anatema." (Denzinger 861)
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Targhe: Anthony Cekada / Anticristo / Apostasia / Clarence Kelly / CMRI / Concilio di Calcedonia / Concilio di Firenze (Basilea / Concilio di Trento / Concilio Vaticano I / Concilio Vaticano II / Daniel Dolan / Donald Sanborn / Eresia / Extra Ecclesiam Nulla Salus / Falso tradizionalismo / Ferrara e Roma) / FSSPV / FSSPX / Galileo Galilei / Geocentrismo / Mark Pivarunas / Nuovo Testamento / Padre Feeney / Papa Alessandro VII / Papa Benedetto XIV / Papa Benedetto XV / Papa Clemente XIV / Papa Eugenio IV / Papa Gregorio XVI / Papa Leone XIII / Papa Paolo III / Papa Paolo V / Papa Pio IX / Papa Pio VII / Papa Pio XI / Papa Pio XII / Papa San Leone Magno / Papa San Pio X / Papa Urbano VIII / Peccato mortale / PFN / Profeta Giosuè / Profeta Samuele / Profeti / Protestantesimo / Protocollo 122/49 - Suprema haec Sacra / Re Davide / Re Salomone / Robert McKenna / San Giovanni Apostolo / San Pietro Apostolo / San Roberto Bellarmino / Sant'Alfonso Maria de' Liguori / Sant'Uffizio / Santa Giovanna d'Arco / Santi Gesuiti / Santo Battesimo / Scritti / Vecchio Testamento
Nome: Un'esaminazione dello stato teologico del geocentrismo e dell'eliocentrismo ed i devastanti problemi da ciò creati per le argomentazioni a favore del "Battesimo" di desiderio

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