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Timestamp: 2020-06-02 22:21:38+00:00

Document:
PDL 2803
Presentato il 31 dicembre 2014
Tuttavia, occorre evidenziare che – in seguito all'entrata in vigore del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2013, n. 135 (cosiddetta spending review), in particolare articolo 2, e alla pubblicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 gennaio 2013 – anche l'AIFA è stata oggetto di riduzione del proprio assetto organizzativo, dirigenziale e non dirigenziale. Allo stato attuale, pertanto, la dotazione organica dell'AIFA, come sopra ricordato, è pari a 389 unità.
DVB-T2 almeno con codifica MPEG 4 negli apparecchi atti a ricevere servizi radiotelevisivi; in particolare, tale introduzione è prevista dal 1o gennaio 2015 per le aziende produttrici e dal 1o luglio 2015 per la vendita al dettaglio ai consumatori finali.
La disposizione proroga i suddetti termini rispettivamente al 1o luglio 2016 e 1o gennaio 2017, in considerazione della difficoltà di individuare uno specifico standard, attualmente oggetto di evoluzione tecnologica tra lo standard H.264 e lo standard HEVC, da applicare in tale ambito da parte delle aziende produttrici.
Il comma 1 proroga per l'anno 2015 l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2004, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o marzo 2005, n. 26, il quale disciplina la procedura attraverso cui il prefetto interviene con poteri sostitutivi per l'approvazione del bilancio di previsione degli enti locali, qualora il documento contabile non sia stato approvato dall'ente nei termini. Tale disposizione, prevista per l'anno finanziario
Infatti, il 31 dicembre 2014 scade il termine per l'impiego del contingente di 4.250 militari delle Forze armate, attualmente destinati in diverse aree del Paese all'espletamento – nell'ambito della cosiddetta «Operazione strade sicure» – dei servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, tra cui il sito per la realizzazione della TAV e la vigilanza presso i centri di permanenza per immigrati, nonché per il concorso, con il personale delle Forze di polizia, ai servizi di perlustrazione e pattugliamento, ai sensi dell'articolo 7-bis del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, nonché dell'articolo 24, commi 74 e 75, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.
Il comma 1 proroga al 31 dicembre 2015 il termine entro il quale sono considerati pienamente validi ed efficaci gli atti e i provvedimenti adottati in assenza dei pareri obbligatori e facoltativi dell'organo collegiale consultivo nazionale della scuola. L'organo consultivo a livello nazionale, il Consiglio nazionale della pubblica istruzione (CNPI), pur disciplinato dal testo unico sull'istruzione, dal 1o gennaio 2013 non è stato più prorogato e quello che avrebbe dovuto sostituirlo sulla base della riforma del 1999, ossia il Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI), non è mai stato attivato, con conseguente blocco di tutta l'attività regolamentare e amministrativa del Ministero relativamente alla scuola e relativo contenzioso sugli atti già adottati in assenza del prescritto parere. La norma di cui al comma 1, pertanto, anche al fine di garantire il regolare avvio dell'anno scolastico 2014/2015, sancisce la piena efficacia degli atti e dei provvedimenti che saranno adottati in assenza del prescritto parere fino al momento in cui saranno definiti il riordino e la ricostituzione degli organi collegiali della scuola e comunque non oltre il 31 dicembre 2015. Con la disposizione in esame si posticipa altresì il termine per l'avvio delle elezioni del Consiglio superiore della pubblica istruzione, nelle more del complessivo riordino degli organi collegiali della scuola.
La disposizione di cui al comma 2 rinvia il processo di privatizzazione di quella parte della Croce Rossa italiana (CRI) ancora in regime di diritto pubblico, intervenendo sulla revisione di alcuni elementi qualificanti il decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178. La previsione, tuttavia, non intende intervenire sul processo di privatizzazione già avviato dal 1o gennaio 2014 presso le unità operative della CRI, comitati locali e provinciali, né s'intende variare l'assetto complessivamente previsto dal citato decreto legislativo per quanto attiene a tutti gli aspetti in esso disciplinati, ivi compresi quelli relativi al personale, ma è finalizzata alla tutela dell'interesse generale e alla garanzia per tutte le attività previste dall'articolo 1 del medesimo decreto legislativo n. 178 del 2012 e le attività svolte in ausilio delle Forze armate. Il rinvio di un anno, rispetto ai termini attualmente previsti, in
Il comma 3 posticipa di un anno il termine del 1o gennaio 2015 per l'adozione del decreto finalizzato a rivedere l'attuale sistema e il metodo della remunerazione della filiera del farmaco, tenendo conto della complessità della procedura prescritta dall'articolo 15, comma 2 del decreto-legge 6 luglio 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. La proroga è necessaria anche in considerazione del fatto che i lavori tecnici di coordinamento presso la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla proposta delle nuove modalità di remunerazione della filiera distributiva sono già stati avviati e necessitano, tuttavia, di un ulteriore periodo per consentire l'adozione, entro l'anno 2015, del processo di riforma previsto dalla legge.
la cui validità è stata fissata al 31 dicembre 2014, secondo quanto previsto dal comma 16 del predetto articolo 15. Quindi, entro la fine del corrente anno dovrebbero essere state individuate da parte del Ministero della salute nuove tariffe massime di riferimento con decorrenza dal 1o gennaio 2015. Come noto, in data 10 luglio 2014 è intervenuta l'intesa tra Governo, regioni e province autonome di Trento e di Bolzano sul testo del nuovo Patto per la salute per gli anni 2014-2016 che, tra l'altro, ha previsto all'articolo 1, comma 3, l'aggiornamento, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, dei livelli essenziali di assistenza (LEA), in attuazione dei princìpi di equità, innovazione e appropriatezza e nel rispetto degli equilibri programmati della finanza pubblica. Appare evidente che la programmata attività di aggiornamento dei LEA rappresenta un presupposto fondamentale per l'individuazione delle nuove tariffe massime di riferimento: l'emanazione del nuovo decreto sui LEA impone, infatti, l'esigenza di provvedere alla definizione di tariffe nazionali per tutte le prestazioni nuove o modificate incluse nei «nuovi LEA». La definizione delle tariffe massime di riferimento prima della emanazione del nuovo decreto sui LEA renderebbe di fatto necessaria la predisposizione di un ulteriore decreto di aggiornamento delle tariffe nazionali che includa prestazioni diverse, in numero e in specie, da quelle che potrebbero essere contenute nello schema di decreto da predisporsi prima del 31 dicembre 2014. A tal fine, il comma 4 in esame, da cui non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, novellando il comma 16 del decreto-legge n. 95 del 2012, dispone la proroga, prudenzialmente fino al 31 dicembre 2015, della validità delle vigenti tariffe come determinate dal decreto ministeriale 18 ottobre 2012.
Con riferimento al comma 3 si fa presente che l'articolo 11, comma 3-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, relativo alla semplificazione e razionalizzazione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti e in materia di energia, prevede che sino alla data del 31 dicembre 2014 continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi di cui agli articoli 188, 189, 190 e 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (cosiddetto «codice dell'ambiente»), nel testo previgente alle modifiche apportate dal decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205, nonché le relative sanzioni. La proroga del termine al 31 dicembre 2015 è, pertanto, necessaria al fine di consentire l'applicazione delle semplificazioni e le opportune modifiche normative. Contestualmente si prevede che durante detto periodo non si applichino le sanzioni relative al SISTRI, di cui all'articolo 260-bis, commi da 3 a 9, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e che le sanzioni di cui al citato articolo 260-bis, commi 1 e 2, si applichino a decorrere dal 1o febbraio 2015.
In relazione al comma 9 si rappresenta che in attuazione dall'articolo 15, comma 4, secondo periodo, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, è stato adottato il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 30 novembre 2013, a seguito del monitoraggio sulle entrate di cui alle lettere e) e f) del comma 3 del medesimo decreto-legge. Tale monitoraggio evidenziò un andamento che non consentiva il raggiungimento degli obiettivi di maggior gettito indicati alle predette lettere, per complessivi 645 milioni di euro per l'anno 2013. Con il citato decreto 30 novembre 2013 è stato stabilito l'aumento della misura degli acconti ai fini dell'IRES e dell'IRAP, dovuti per i periodi d'imposta 2013 e 2014, e preordinato l'aumento, a decorrere dal 1o gennaio 2015, delle accise di cui alla direttiva del Consiglio 2008/118/CE del 16 dicembre 2008, in misura tale da assicurare il conseguimento del predetto maggior gettito compensando le minori entrate che si genererebbero sul 2015 per effetto dell'aumento degli acconti nei suindicati periodi d'imposta. Di fatto l'aumento dell'acconto è già intervenuto. Il primo comma della norma in esame dispone in sostanza che per il 2015 le maggiori risorse rinvenibili dall'aumento delle accise preordinato con il decreto 30 novembre 2013 per compensare le minori entrate sul saldo IRES e IRAP del 2015 per effetto dell'aumento degli acconti, saranno rimpiazzate utilizzando parte delle maggiori entrate rivenienti dalla legge 15 dicembre 2014, n. 186, recante «Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale». In particolare è utilizzata quota parte delle maggiori entrate in materia di cui all'articolo 1, comma 7, della predetta legge. In base a detto decreto l'aumento delle accise decorrente dal 1o gennaio 2015 al 15 febbraio 2016 si dovrebbe applicare in misura tale da determinare maggiori entrate nette pari a 671,1 milioni di euro per l'anno 2015 e a 17,8 milioni di euro per l'anno 2016. In bilancio sono quindi scontati detti effetti per dette annualità. In sostituzione delle maggiori entrate rinvenibili dall'aumento delle accise per gli importi suindicati la norma in esame individua nuove risorse indicando l'utilizzo di quota parte delle maggiori entrate di cui all'articolo 1, comma 7, della legge 15 dicembre 2014, n. 186.
non consenta la copertura degli oneri derivanti dal citato articolo 15 del decreto-legge n. 102 del 2013, il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio decreto, da emanare entro il 30 settembre 2015, stabilisce l'aumento della misura degli acconti ai fini dell'IRES e dell'IRAP, dovuti per il periodo d'imposta 2015, e l'aumento, a decorrere dal 1o gennaio 2016, delle accise in misura tale da assicurare il conseguimento dei predetti obiettivi anche ai fini della eventuale compensazione delle minori entrate che si dovessero generare per effetto dell'aumento degli acconti.
La proroga al 1o gennaio 2016 è necessaria per preservare l'attività sportiva delle Federazioni sportive nazionali affiliate al Comitato olimpico nazionale italiano. L'applicazione meccanica delle norme per il contenimento delle spese al mondo sportivo produrrebbe infatti una immediata e drastica riduzione dell'attività, con conseguente impossibilità di partecipare alla maggior parte delle gare di qualificazione per le Olimpiadi, delle gare preparatorie delle Olimpiadi stesse e dei Campionati del mondo.
di conseguenza, per il 2015, l'onere derivante dalla norma è pari a 495.440 euro (141.556 + 141.556 + 106.164 + 106.164).
Lettera b): la proposta intende prorogare il termine previsto dall'articolo 38, comma 1-bis, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, per l'avvio del processo amministrativo digitale, differendolo dal 1o gennaio 2015 al 1o luglio 2015. Il differimento del termine non produce nuovi oneri per la finanza pubblica, tenuto anche conto della specifica clausola d'invarianza di cui è munita la disposizione modificata.
Il comma 1 (standard DVB-T2 in sintonizzatori digitali), che modifica l'articolo 3-quinquies, comma 5, del decreto-legge n. 16 del 2012, è volto a prorogare al 1o luglio 2016 per le aziende produttrici e al 1o gennaio 2017 per la vendita al dettaglio ai consumatori finali i termini in scadenza per l'introduzione dei sintonizzatori digitali per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2 con tutte le codifiche approvate nell'ambito dell'Unione internazionale comunicazioni (ITU). La disposizione di carattere ordinamentale non comporta effetti per la finanza pubblica.
La norma di cui al comma 1 (poteri sostitutivi in materia di approvazione del bilancio di previsione degli enti locali) è volta a prorogare per l'anno 2015 l'applicazione dell'articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2004, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o marzo 2005, n. 26, il quale disciplina la procedura attraverso la quale il prefetto interviene con poteri sostitutivi per l'approvazione del bilancio di previsione degli enti locali, qualora il documento contabile non sia stato approvato dall'ente nei termini. La proposta non comporta nuovi o maggiori oneri finanziari a carico della finanza pubblica.
Autorizza la spesa di euro 9.700.000, al fine di assicurare dal 1o gennaio al 31 marzo 2015, la prosecuzione degli interventi di cui all'articolo 24, comma 74, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 (concorso delle Forze armate nel controllo del territorio) nonché la prosecuzione, per il medesimo trimestre, del concorso delle Forze armate alle operazioni di sicurezza e controllo del territorio finalizzate alla prevenzione dei delitti di criminalità organizzata e ambientale nelle province della regione Campania (articolo 3, comma 2, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6).
di servizio e 2.400 unità nella sede di servizio dal 1o gennaio al 31 marzo 2015. I relativi oneri sono quantificati in euro 9.700.000.
Si dispone che il decreto sul nuovo metodo di remunerazione della filiera distributiva del farmaco da definire con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni sia adottato entro il 1o gennaio 2016. Alla disposizione non si ascrivono effetti finanziari.
e delle finanze 30 novembre 2013, a seguito del monitoraggio sulle entrate di cui alle lettere e) e f) del comma 3 del medesimo articolo. Tale monitoraggio evidenziò un andamento che non consentiva il raggiungimento degli obiettivi di maggior gettito indicati alle predette lettere, per complessivi 645 milioni di euro per l'anno 2013. Con il citato decreto 30 novembre 2013 è stato stabilito l'aumento della misura degli acconti ai fini dell'IRES e dell'IRAP, dovuti per i periodi d'imposta 2013 e 2014, e preordinato l'aumento, a decorrere dal 1o gennaio 2015, delle accise di cui alla direttiva del Consiglio 2008/118/CE, del 16 dicembre 2008, in misura tale da assicurare il conseguimento del predetto maggior gettito compensando le minori entrate che si genererebbero sul 2015 per effetto dell'aumento degli acconti nei suindicati periodi d'imposta. Di fatto l'aumento dell'acconto è già intervenuto. Il primo comma della norma in esame dispone in sostanza che per il 2015 le maggiori risorse rinvenibili dall'aumento delle accise preordinato con il decreto 30 novembre 2013 per compensare le minori entrate sul saldo IRES e IRAP del 2015, per effetto dell'aumento degli acconti, saranno rimpiazzate utilizzando parte delle maggiori entrate rivenienti dalla legge 15 dicembre 2014, n. 186, recante «Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale». In particolare è utilizzata quota parte delle maggiori entrate in materia di cui all'articolo 1, comma 7, della predetta legge. In base a detto decreto l'aumento delle accise decorrente dal 1o gennaio 2015 al 15 febbraio 2016 si dovrebbe applicare in misura tale da determinare maggiori entrate nette pari a 671,1 milioni di euro per l'anno 2015 e a 17,8 milioni di euro per l'anno 2016. In bilancio sono quindi scontati detti effetti per dette annualità. In sostituzione delle maggiori entrate rinvenibili dall'aumento delle accise per gli importi suindicati la norma in esame individua nuove risorse indicando l'utilizzo di quota parte delle maggiori entrate di cui all'articolo 1, comma 7, della legge 15 dicembre 2014, n. 186.
Se dal monitoraggio delle entrate derivanti dal citato articolo 1, comma 7, della legge n. 186 del 2014 emerge un andamento che non consenta la copertura degli oneri derivanti dal citato articolo 15 del decreto-legge n. 102 del 2013, il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio decreto, da emanare entro il 30 settembre 2015, stabilisce l'aumento della misura degli acconti ai fini dell'IRES e dell'IRAP, dovuti per il periodo d'imposta 2015, e l'aumento, a decorrere dal 1o gennaio 2016, delle accise in misura tale da assicurare il conseguimento dei predetti obiettivi anche ai fini della eventuale compensazione delle minori entrate che si dovessero generare per effetto dell'aumento degli acconti.
Decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2014.
b) all'articolo 38, comma 1-bis, le parole: «1o gennaio 2015» sono sostituite dalle seguenti: «1o luglio 2015».
1. All'articolo 3-quinquies, comma 5, secondo e terzo periodo, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, le parole: «1o gennaio 2015» e le parole: «1o luglio 2015» sono rispettivamente sostituite dalle seguenti: «1o luglio 2016» e «1o gennaio 2017».
1. È prorogata, per l'anno 2015, l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2004, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o marzo 2005, n. 26.
6. Al fine di assicurare la prosecuzione degli interventi di cui all'articolo 24, commi 74 e 75, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, nonché di quelli previsti dall'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6, a decorrere dal 1o gennaio 2015, anche in relazione alle straordinarie esigenze di sicurezza connesse alla realizzazione dell'Expo Milano 2015, il piano di impiego di cui all'articolo 7-bis, comma 1, terzo periodo, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, limitatamente ai servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili, può essere prorogato, per un contingente non superiore a 3.000 unità e comunque nel rispetto del limite complessivo della spesa autorizzata, fino al 31 marzo 2015. Si applicano le disposizioni di cui al medesimo articolo 7-bis, commi 1, 2 e 3, del decreto-legge n. 92 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 2008, e successive modificazioni. A tal fine è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2015, con specifica destinazione di 9,7 milioni di euro per il personale di cui al comma 74 e di 0,3 milioni di euro per il personale di cui al comma 75 dell'articolo 24 del decreto-legge n. 78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009. Al relativo onere per l'anno 2015, pari a 10 milioni di euro, si provvede, mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, con riferimento alla quota destinata, dall'elenco n. 1 della medesima legge, alla prosecuzione del concorso delle forze armate alle operazioni di sicurezza e di controllo del territorio finalizzate alla prevenzione dei delitti di criminalità organizzata e ambientale nelle province della regione Campania per l'anno 2015.
febbraio 2014, n. 9, le parole: «entro il 31 marzo 2015» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 giugno 2015».
Articolo 6. (Proroga di termini in materia di istruzione).
a) le parole: «1o gennaio 2015», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «1o gennaio 2016»;
d) le parole: «1o gennaio 2017», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «1o gennaio 2018»;
3. All'articolo 15, comma 2, quinto periodo, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le parole: «Entro il 1o gennaio 2015», sono sostituite dalle seguenti: «Entro il 1o gennaio 2016».
c) dopo il secondo periodo è aggiunto il seguente: «Le sanzioni relative al SISTRI di cui all'articolo 260-bis, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, si applicano a decorrere dal 1o febbraio 2015».
9. Ai fini di quanto previsto dall'articolo 15, comma 4, secondo periodo, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate di cui all'articolo 1, comma 7, della legge 15 dicembre 2014, n. 186. Qualora dal monitoraggio delle entrate di cui al periodo precedente emerga un andamento che non consenta la copertura degli oneri derivanti dal citato articolo 15 del decreto-legge n. 102 del 2013, il Ministro dell'economia e delle finanze, con proprio decreto, da emanare entro il 30 settembre 2015, stabilisce l'aumento della misura degli acconti ai fini dell'IRES e dell'IRAP, dovuti per il periodo d'imposta 2015, e l'aumento, a decorrere dal 1o gennaio 2016, delle accise di cui alla Direttiva del Consiglio 2008/118/CE del 16 dicembre 2008, in misura tale da assicurare il conseguimento dei predetti obiettivi anche ai fini della eventuale compensazione delle minori entrate che si dovessero generare per effetto dell'aumento degli acconti. È abrogato il comma 2 dell'articolo 1 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 30 novembre 2013, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 282 del 2 dicembre 2013.
1. È differita al 1o gennaio 2016 l'applicazione alle Federazioni sportive nazionali affiliate al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) delle norme di contenimento delle spese previste dalla legislazione vigente a carico dei soggetti inclusi nell'elenco dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni. All'attuazione della disposizione di cui al precedente periodo si provvede nell'ambito degli stanziamenti autorizzati a legislazione vigente.
1. Nelle more del riordino delle funzioni di cui all'articolo 1, commi 85 e seguenti, della legge 7 aprile 2014, n. 56 e al fine di assicurare la continuità delle attività dei centri dell'impiego connesse con la realizzazione degli interventi cofinanziati dai fondi strutturali europei 2007-2013, in scadenza il 31 dicembre 2015, i contratti di affidamenti di servizi per l'impiego e le politiche attive, in scadenza a partire dal 1o gennaio 2015, stipulati dai centri per l'impiego, possono essere prorogati fino al 31 dicembre 2015. Gli oneri relativi a detti contratti, per la parte riguardante le spese ammissibili ai fondi strutturali, sono posti a carico dei programmi operativi FSE 2007-2013 delle Regioni interessate.

References: articolo 2
 articolo 15
 articolo 260
 articolo 15
 articolo 1
 articolo 15
 articolo 7

Articolo 6
 articolo 15