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Timestamp: 2019-07-18 19:31:50+00:00

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Consiglio di Stato Sentenza 05986, 2018 | JurisWiki.it
Consiglio di Stato Sentenza 05986, 2018
D. C., S. C., D. M., A. M., S. S., rappresentati e difesi dall'avvocato Giovanni Canino, domiciliato ex art. 25 c.p.a. presso la Segreteria della VI Sezione del Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro, 13;
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in persona del Ministro pro tempore, e Segretariato Regionale Ministero Beni e Attività Culturali e del Turismo per l'Emilia Romagna, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici sono domiciliati in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna, Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale per L'Emilia Romagna, non costituiti in giudizio;
Z. L., in persona del Procuratore Generale Alessandra Bonazzi, rappresentato e difeso dall'avvocato Silva Gotti, domiciliato ex art. 25 c.p.a. presso la Segreteria della VI Sezione del Consiglio di Stato in Roma, piazza Capo di Ferro, 13;
della sentenza del T.A.R. Emilia-Romagna – Bologna - Sezione I, n. 153/2017, resa tra le parti, concernente impugnazione di dichiarazione di interesse culturale emesso dalla Direzione Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo – Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna, con cui si dichiara “ai sensi degli artt. 10, comma 3, lett. d) e 13, comma 1 del D.L.vo n. 42/2004 l’interesse particolarmente importante dell’immobile con gli annessi beni mobili denominato Casa-Studio Dalla”.
della sentenza del T.A.R. Emilia-Romagna – Bologna - Sezione I n. 153/2017, resa tra le parti, concernente impugnazione di dichiarazione di interesse culturale emesso dalla Direzione Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo – Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna, con cui si dichiara “ai sensi degli artt. 10, comma 3, lett. d) e 13, comma 1 del D.L.vo n. 42/2004 l’interesse particolarmente importante dell’immobile con gli annessi beni mobili denominato Casa-Studio Dalla” e domanda di risarcimento danni.
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del Segretariato Regionale Ministero Beni e Attività Culturali e del Turismo per L'Emilia Romagna;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 11 ottobre 2018 il Consigliere Oswald Leitner e uditi, per gli appellanti D. C., S. C., D. M., A. M., S. S, l’avvocato Giovanni Canino, per l’appellante L. Z., l’avvocato Silva Gotti e, per le Amministrazioni intimate, l'avvocato dello Stato Stigliano Messuti.
2. Con separato ricorso proposto dinanzi al T.A.R. per l’Emilia Romagna, D. C., S. C., D. M., A. M., S. S. – eredi insieme ad altri cugini del musicista Lucio Dalla - hanno a loro volta impugnato il decreto in data 30/01/2015 (e i numerosi atti collegati), con il quale il MIBACT ha dichiarato, ai sensi degli artt. 10, co. 3, lett. d) e 13 del D.L.vo n. 42/2004, d’interesse particolarmente importante l’immobile, con gli annessi mobili ivi presenti, denominato Casa-Studio Dalla, sito in parte del primo piano del fabbricato di via Massimo D’Azeglio n. 15 in Bologna.
4) Assenza dell’interesse culturale. Difetto di collegamento con la storia e deformante interpretazione del collegamento identitario: - Falsa applicazione degli artt. 2 e 10, co. 3, lett. d) del D.L.vo n. 42/2004 – Eccesso di potere per travisamento dei fatti, per valutazione erronea dei presupposti di legge e per illogicità, per motivazione apparente e per difetto di istruttoria.
L’ampia discrezionalità deve essere ponderata alla luce: - del proporzionale bilanciamento degli interessi coinvolti, - dell’adeguatezza al caso concreto; - della ragionevolezza del provvedimento.
- nessuna valutazione sull’adeguatezza del vincolo, la cui estensione è totale;
- nessuna valutazione sulla ragionevolezza del provvedimento, che anzi nella prima stesura anticipa l’esigenza di svolgere necessariamente ulteriori attività istruttorie che poi non vengono svolte;
- nessun proporzionale bilanciamento degli interessi coinvolti.

References: Sentenza 
 Sentenza 
 art. 25
 art. 25
 sentenza 
 sentenza