Source: http://infotelsoftware.blogspot.it/2009/04/
Timestamp: 2017-07-22 04:32:47+00:00

Document:
Infotel Software: aprile 2009
Lilino Albanese | 18:12
modifica al T.U. sulla sicurezza sul lavoro,
La mancata comunicazione alle Commissioni parlamentari competenti dello schema di decreto legislativo di modifica al T.U. sulla sicurezza sul lavoro (approvato dal Consiglio dei Ministri il 27 marzo) ha ampliato i margini temporali per il varo delle modifiche da parte dell'Esecutivo.Infatti la legge delega (l. n. 123/2007) contempla la possibilità di prorogare di 3 mesi il termine inizialmente previsto per il 16 maggio, pertanto, ora posticipato al 16 agosto.Tuttavia prosegue il lavoro per giungere ad un testo il più possibile condiviso da tutti gli organismi interessati.La road map, infatti, prevede dei tempi molto stretti per ricevere l'adesione della Conferenza Stato-Regioni, il cui parere è vincolante (al contrario di quello delle Commissioni): il 20 aprile è previsto un tavolo "tecnico" che dovrebbe sciogliere tutti i nodi, per poi arrivare al 30 del mese in corso al tavolo "politico" ed incassare l'approvazione dell'organo in cui le Regioni trovano spazio per intervenire negli atti governativi.Oltre che per una condivisione "politica" delle scelte, l'adesione della Conferenza è indispensabile anche per il funzionamento di alcuni meccanismi previsti dalla normativa in studio, in quanto (tramite le Asl) le Regioni dovranno gestire il controllo nelle aziende, mentre altri controlli saranno a carico dello Stato e dei suoi ispettori (ad esempio i cantieri).In ogni caso rimarrebbero saldi i principi fondamentali, ispiratori della riforma: semplificazione delle procedure, riforma dell'apparato sanzionatorio e delle singole sanzioni, principio della bilateralità azienda-lavoratore nella gestione complessiva della sicurezza.L'approvazione dello schema di decreto legislativo di modifica al T.U. della Sicurezza sul lavoro, avvenuta lo scorso 27 marzo da parte del Governo, attualmente all'esame della Conferenza Stato-Regioni non ha derogato alcuni obblighi già previsti dal D.Lgs.Tali adempimenti sono stati oggetto di successive proroghe: la prima li aveva posticipati al 31 dicembre 2008; successivamente il D.L. 207/2008 (c.d. mille proroghe), convertito dalla Legge 14/2009, ha spostato la loro entrata in vigore al 16 maggio, termine entro il quale potevano essere emanate anche le modifiche e le integrazioni all'originario D.Lgs. 81/2008.La proroga era stata necessaria in quanto gli organi competenti non avevano fornito le chiavi interpretative per un corretto funzionamento della norma, né erano stati emanati i decreti integrativi.La mancata trasmissione alle Camere per il parere ha fatto slittare il termine per l'approvazione definitiva dello schema al 16 agosto, ma nulla è stato previsto per un'eventuale allineamento tra il varo delle modifiche e gli obblighi previsti da un T.U. soggetto a modifiche.Pertanto il 16 maggio entreranno (salvo ulteriori interventi) in vigore gli adempimenti previsti in materia di:- Comunicazione all'Inail o all'Ipsema (per i lavori marittimi) degli infortuni sul lavoro che comportano un'assenza dal lavoro di almeno un giorno, ad esclusione di quello dell'evento;- Divieto di visite mediche obbligatorio "preassuntive" da parte del medico competente;- Valutazione dello stress da lavoro correlato;- Data certa sul nuovo documento di valutazione dei rischi
Un manuale multilingue sulla sicurezza sul lavoro per gli immigrati e corsi di formazione per immigrati vittime del caporalato. L'iniziativa dell'assessorato alle Politiche della sicurezza e dell'assessorato alle Politiche della Formazione e del lavoro della Provincia di Roma e' stata presentata stamattina a Palazzo Valentini in occasione della 'Giornata mondiale sulla sicurezza sul lavoro'. All'incontro erano presenti Fabio Nobile, delegato del presidente Zingaretti per la sicurezza sul lavoro, Ezio Paluzzi, assessore alle Politiche della sicurezza, Carlo Nicolini, presidente del Ctp (Comitato territoriale paritetico che si occupa di formazione e informazione sui cantieri edili), il direttore dell'Asl RmG Vladimiro Perretta, Antonio Capitani del Dipartimento XI e Luca Odevaine direttore della Polizia provinciale. Oltre 50mila manuali multilingue, in inglese, francese, arabo, russo e italiano saranno distribuiti ai lavoratori immigrati da oggi presso le Asl, i Ctp e i Centri per l'impiego della capitale. "Questo manuale si propone come un aiuto concreto ai tanti lavoratori immigrati che prestano la propria attivita' sul territorio della provincia di Roma", ha detto Fabio Nobile. Un vademecum che risponde all'esigenza di fornire un linguaggio comune in ambienti di lavoro come i cantieri edili dove, come spiega Nicolini, "tra i circa 70mila iscritti alle casse edili, molto probabilmente quest'anno si avra' il sorpasso dei lavoratori immigrati che supereranno il 50% degli occupati". Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro
| Giornata mondiale,
Messaggio di Juan Somavia, Direttore Generale dell’ILOMartedì 28 aprile 2009Quest’anno ricorre il novantesimo anniversario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e nel momento in cui celebriamo la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro non possiamo non ricordare il nostro mandato.Novanta anni fa, il 28 aprile 1919, durante la Conferenza di Pace di Versailles veniva redatta la Costituzione dell’ILO. Questa Organizzazione tripartita, che comprende i rappresentanti dei governi, degli imprenditori e dei lavoratori, è stata fondata sul presupposto che “una pace universale e duratura è possibile solo se basata sulla giustizia sociale”. In un mondo in cui le condizioni di lavoro erano caratterizzate da “ingiustizie, avversità e privazioni” tali da creare un malcontento così grande da minacciare la pace e l’armonia, all’ILO è stato assegnato il compito di promuovere la giustizia sociale nel e attraverso il mondo del lavoro.Allora, come oggi, la necessità di proteggere i lavoratori dalle malattie professionali e dagli infortuni sul lavoro è stata tra le priorità dell’ILO e una tematica fondamentale dell’attività normativa e degli altri strumenti di intervento dell’Organizzazione.La salute e la sicurezza sul lavoro è un diritto umano e parte integrante di un’agenda per lo sviluppo incentrata sull’individuo. Un lavoro non sicuro è una tragedia umana – una preoccupazione quotidiana; la povertà aumenta laddove le malattie o gli infortuni riducono o eliminano la capacità di lavorare e quando non sono presenti meccanismi di sostegno; le vite vengono spezzate. Molte di queste tragedie che interessano ogni anno milioni di lavoratori rimangono sconosciute e lontane dalle prime pagine dei giornali. Eppure si potrebbe fare molto per prevenirle.Ci guadagnano tutti ad avere un ambiente di lavoro sicuro e salubre. I lavoratori e le loro famiglie, i governi, le imprese, le società e le economie hanno dei vantaggi a ridurre gli incidenti sul lavoro, gli infortuni e le malattie professionali.Un lavoro sicuro è alla base delle imprese sostenibili che ne traggono benefici in termini di crescita della produttività, della qualità e di una maggiore motivazione della manodopera. Lavoratori in buona salute e imprese sicure e produttive sono parte integrante di strategie di sviluppo sostenibile di successo.L’ILO celebra il suo novantesimo anniversario e questa Giornata mondiale in un momento di crisi globale – la crisi finanziaria, economica ed occupazionale. Dobbiamo vigliare affinché le politiche di aggiustamento e le strategie per la ripresa economica non vadano a scapito della vita umana e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Le parole della nostra Costituzione, anch’esse scritte in un momento di crisi, risuonano ancora oggi – “Il lavoro non è una merce”. Questo è il motivo per il quale l’ILO insiste sull’obiettivo del lavoro dignitoso che comprende il lavoro stesso, la protezione sociale nella quale è inclusa la salute e la sicurezza sul lavoro, i diritti del lavoro e il dialogo sociale.Tenendo questo in mente, dobbiamo ora assumerci le nostre responsabilità – governi, imprenditori, lavoratori e le loro organizzazioni, enti no-profit e autorità locali, sistema multilaterale, agenzie finanziatrici – e fare la nostra parte affinché la salute e la sicurezza sul lavoro diventino un messaggio e un impegno globale sostenuto da azioni a livello nazionale.Partendo dal rispetto della dignità della vita umana nel lavoro, possiamo mettere insieme gli strumenti normativi, le conoscenze e le esperienze per promuovere una cultura della prevenzione. Dobbiamo andare oltre gli ambienti di lavoro per creare una maggiore consapevolezza sulla salute e la sicurezza sul lavoro come una questione economica e sociale e per assicurare un’ampia mobilitazione intorno all’obiettivo del lavoro sicuro. Non possiamo inoltre dimenticare la questione altrettanto importante della salute e della sicurezza dei lavoratori nell’economia informale – che in molti paesi coinvolge la maggior parte dei lavoratori. Aiutarli a lavorare in un ambiente sicuro rientra tra le nostre responsabilità.In occasione di questa Giornata mondiale possiamo prendere una posizione comune a favore della dignità della vita umana nel lavoro. Il lavoro deve dare la vita, non toglierla. Il lavoro dignitoso è anche un lavoro sicuro.
| Lavoro sicurezza,
PATCH LAVORO SYSTEM 3.1.2· Inserita tabulazione nei documenti di stampa· Creazione Sommario con relativo aggiornamento· Modifica in Stampa Nomina Medico Competente, Salva Prototipo, Stampa PELa Patch e' per chi possiede Lavoro System le versioni 3.0 - 3.1 - 3.1.1Scarica Patch
| rischio stress lavoro-correlato,
Software rischio stress L.C.La scelta di utilizzare una scala qualitativa di valutazione del rischio e non la matrice di rischio espressa dalla formula R=FxM (o PxD) (4X4)comunemente utilizzata per i rischi fisici, deriva dal fatto che per il rischio stress è alquanto problematico stabilire un nesso di causalità certo tra esposizione al rischio, tipo di danno e gravità del danno. In particolare risulta difficile stabilire con la necessaria obiettività il valore di M, ossia la gravità delle conseguenze del rischio stress sulla salute dei soggetti esposti. Per ovviare a questo inconveniente si è dunque preferito adottare per il software Rischio stress l.c., una valutazione del rischio basata su una scala di valutazione qualitativa (a 6 livelli), desunta dalle linee guida europee sulla valutazione del rischio, che offre un dato di sintesi del prodotto dei due valori (PxD) associato agli effetti del livello di rischio trovato, cui si accompagna una sintetica indicazione degli effetti e delle misure da adottare.Studio Frasca - Dott. Piergiorgio Frasca - Coordinatore Comitato AIAS Formazione - RSPP Certificato ICPPrev Sincert L’utilizzo del DVR da parte degli RLS
Domanda Ciao, sono un Rls……, standomi a cuore oramai da anni il benedetto problema della consegna del Documento Valutazione Rischi e avendo avuto moltissimi problemi con l'azienda anche per questo, mi chiedevo: in tutti i convegni e varie sulla sicurezza, nonché in testi e comunicati sindacali, si continua a dire che il DVR deve essere consegnato al Rls che lo può portare fuori dall'azienda, poi però mi leggo il nuovo testo del Ccnl (titolo V, art. 1, lettera E) e leggo la seguente frase “gli rls sono tenuti a fare un uso strettamente riservato ed interno dei documenti ricevuti”. Risposta Chiarimenti su CCNL e Documento di valutazione dei rischi L'art. 50 comma 6 del DL81 dice che il Rls "è tenuto al rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (la legge sulla privacy) e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel documento di valutazione dei rischi" Il CCNL metalmeccanico 2008 (Tit V art. 1 lett. E) dice che gli Rls "sono tenuti a fare un uso strettamente riservato ed interno dei documenti ricevuti connesso all'espletamento delle proprie funzioni..." In sostanza il Dl 81 non vieta agli Rls di portare il DVR fuori dall'azienda, il CCNL parla di "uso interno" del DVR ( nel senso di uso strettamente connesso all'attività degli Rls),ma non vieta di portarlo “fisicamente” all'esterno dell'azienda. In sintesi, quindi, è possibile per gli Rls portare il DVR all'esterno dell'azienda; in caso di problemi conviene rivolgersi prima alla struttura territoriale Fiom e, se necessario, anche all'Ufficio Salute e sicurezza della Fiom nazionale. Fonte CGIL
| DL81 è stato prorogato a giugno 2009,
Domanda Il termine per le aziende di rifare o presentare il DVR ai sensi del DL81 è stato prorogato a giugno 2009 ? Risposta Ti allego il decreto del governo in cui si parla degli obblighi del Dl 81 che hanno subito un rinvio. Come vedrai l'obbligo di aggiornare il documento di valutazione rischi è scaduto il primo gennaio 2009. Sono stati rinviati a maggio 2009 solo gli obblighi della valutazione del rischio stress e quello di apporre la data certa (significa su ogni pagina del DVR). Fonte CGIL
La firma del Rls sul Documento di valutazione dei rischi (DVR)
| dvr,
Domanda L'RSPP mi ha sottoposto "l'addendum al documento di valutazione dei rischi" da sottoscrivere in cui spiegano che il DVR elaborato in conformità al art. 4 della 626 è rispondente al art 28 della legge 818 e la rielaborazione avverrà come detta l'art. 29 della suddetta legge. Come devo agire? Risposta La richiesta dell'azienda di firmare un'appendice (addendum) in cui si attesta che il DVR esistente, redatto ai sensi della 626, sarà conforme all'art. 29 del Dlgs 81 è da rifiutare. IL Dvr da firmare è quello redatto ai sensi degli art 28-29 del Dlgs 81/08; devi firmare solo dopo aver analizzato bene il DVR e se condividi quello che c'è scritto. Il termine, per le aziende, di rifare il DVR ai sensi del DL81 è già scaduto a gennaio 2009; quindi la tua azienda è già soggetta alle sanzioni previste dal Dl 81. Domanda Oggi abbiamo una riunione sulla sicurezza con il RSPP ed un consulente esterno; i dubbi che ho sono relativi alla "data certa" che, secondo me, si presta a molte interpretazioni. Mi è stato fatto osservare che si tratterebbe solo di cambiare le date sul DVR precedente e di aggiungere gli aggiornamenti e le integrazioni richiesti dalle ASL a seguito dell'ultimo incidente. Risposta L’obbligo della “data certa” del DVR è stato oggetto di varie interpretazioni, quella più “restrittiva” sostiene che la data andrebbe messa su ogni pagina del DVR; in ogni caso, comunque, almeno sulla pagina finale del DVR, ci devono essere la data di effettuazione e le firme di: Datore di lavoro, Rspp, Rls, medico competente. Il DVR, secondo il Dl 81, deve avere le seguenti caratteristiche: individuare i rischi per reparti-uffici, mansione e lavoratore valutarli ( secondo la matrice P*G, probabilità * gravità delle conseguenze) individuare le misure di prevenzione e protezione individuare le procedure ed i referenti per la loro attuazione indicare, rispetto alla gravità del rischio, i tempi per l’attuazione delle misure. Quindi bisogna verificare se nel DVR per ogni rischio individuato ci sia la valutazione (espressa con un valore numerico dato dal prodotto PxD); l’indicazione delle misure da attuare; le modalità d’attuazione delle misure ed il nome di chi le attua (il Rspp, il preposto ecc); i tempi per l’attuazione. Questo è lo schema che deve avere un DVR secondo il Dl 81; chiaramente un Rls, prima di firmarlo, deve verificare se la Valutazione dei rischi corrisponde alla realtà delle condizioni di lavoro. L’acquisizione di queste competenze è lo scopo fondamentale del corso per Rls organizzato dalla Fiom. FONTE CGIL
Accertamenti sanitari su tossicodipendenze e alcol
Lilino Albanese | 15:47
| Accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza
Accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi.Legislazione di riferimento1. LEGGE QUADRO in materia di alcol e problemi alcol correlati 125/2001 art.15- Comma 1 (divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche per le attività lavorative che comportano elevato rischio di infortuni sul lavoro o sicurezza per la salute di terzi)- Comma 2 (deputate ai controlli alcoli metrici sono il medico competente ed il MDL dei servizi PSAL con funzioni di vigilanza)- Comma 3 (programmi terapeutici e riabilitativi)2. INTESA ai sensi art. 8 L.131/2003 – CONF. PERMANENTE STATO-REGIONI. G.U. 75 30 marzo 2006Individuazione attività lavorative che comportano elevato rischio di infortuni o per la sicurezza di terzi ai fini del divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche3. DLG 81/2008 art.41 comma 4 – sorveglianza sanitaria - “verifica di assenza di condizioni di alcol-dipendenza”Mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l'incolumità e la salute dei terzi (soggette agli accertamenti sanitari)1) Attività per le quali è richiesto un certificato di abilitazione per l'espletamento dei seguenti lavori pericolosi:a) impiego di gas tossici (art. 8 del regio decreto 1927, e successive modificazioni);b) fabbricazione e uso di fuochi di artificio (di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635) e posizionamento e brillamento mine (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 302);c) direzione tecnica e conduzione di impianti nucleari (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1970, n. 1450, e s.m.).2) Mansioni inerenti le attività di trasporto:a) conducenti di veicoli stradali per i quali e' richiesto il possesso della patente di guida categoria C, D, E, e quelli per i quali e' richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente, ovvero il certificato di formazione professionale per guida di veicoli che trasportano merci pericolose su strada;b) personale addetto direttamente alla circolazione dei treni e alla sicurezza dell'esercizio ferroviario che esplichi attività di condotta, verifica materiale rotabile, manovra apparati di sicurezza, formazione treni, accompagnamento treni, gestione della circolazione, manutenzione infrastruttura e coordinamento e vigilanza di una o più attività di sicurezza;c) personale ferroviario navigante sulle navi del gestore dell'infrastruttura ferroviaria con esclusione del personale di camera e di mensa;d) personale navigante delle acque interne con qualifica di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite a noleggio;e) personale addetto alla circolazione e a sicurezza delle ferrovie in concessione e in gestione governativa, metropolitane, tranvie e impianti assimilati, filovie, autolinee e impianti funicolari, aerei e terrestri;f) conducenti, conduttori, manovratori e addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie o di apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra e di monorotaie;g) personale marittimo di prima categoria delle sezioni di coperta e macchina, limitatamente allo Stato maggiore e sottufficiali componenti l'equipaggio di navi mercantili e passeggeri, nonché il personale marittimo e tecnico delle piattaforme in mare, dei pontoni galleggianti, adibito ad attività off-shore e delle navi posatubi;h) controllori di volo ed esperti di assistenza al volo;i) personale certificato dal registro aeronautico italiano;l) collaudatori di mezzi di navigazione marittima, terrestre ed aerea;m) addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti;n) addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci.3) Funzioni operative proprie degli addetti e dei responsabili della produzione, del confezionamento, della detenzione, del trasporto e della vendita di esplosivi fONTE CGIL Stress da lavoro: valutazione del rischio nelle Pmi
| Stress da lavoro: valutazione del rischio nelle Pmi
I drammatici eventi che recentemente hanno listato a lutto la cronaca, hanno indotto il nostro ordinamento ad attuare urgentemente provvedimenti volti a ridisegnare la materia in tema di salute e sicurezza sul lavoro. Lo strumento utilizzato è stato il decreto legislativo n.81 del 9 aprile 2008 (G.U. 30 aprile 2008, n.101) nel quale è previsto l'arresto fino a 18 mesi e sanzioni amministrative fino ad 24mila euro per il datore di lavoro inadempiente.Tale provvedimento, che ha recepito la Direttiva Europea 2002/44/CE del 25.06.2002 (peraltro già recepita con il D. Lgs. 187/059 è espressione dell'ordinamento europeo: partendo dalla valutazione dell'elemento debilitante qual è lo stress (che potrebbe essere anche causato da mobbing), ha introdotto una norma di natura prevenzionale con due soglie di intervento: * una inferiore (valore d'azione) che implica l'avvio di alcuni provvedimenti di base che fissano i requisiti minimi per la sicurezza e la salute dei lavoratori a tutela dell'eventuale insorgenza di patologie a loro carico; * una superiore (valore limite) che, se superata, implica l'immediata adozione di provvedimenti atti a riportare l'esposizione al di sotto della soglia di allarme, avviando le operazioni atte a identificare le fonti di pericolo e ad adottare le contromisure più idonee al caso.Le motivazioni che hanno mosso l'Agenzia Europea hanno trovato il loro fondamento anche nella consapevolezza che le Pmi, allo stato, rappresentano il 99% delle imprese europee e che impiegano almeno il 65% della manodopera, con una percentuale di rischio infortuni doppia rispetto a imprese più grandi. La maggiore incidenza dipende soprattutto dalla difficoltà che le Pmi incontrano nell'adempimento degli obblighi in materia di sicurezza e salute a causa della carenza di conoscenze e risorse.I fattori scatenanti? Innovazioni alla progettazione, organizzazione e gestione del lavoro; precarietà del lavoro; aumento del suo carico e del ritmo; elevate pressioni emotive esercitate sui lavoratori; violenza e molestie di natura psicologica; scarso equilibrio tra lavoro e vita privata.Incidenza maggiore si registrerà a carico di quei soggetti che più recepiscono lo squilibrio tra richieste avanzate nei propri confronti e risorse a disposizione per farvi fronte.Le sue caratteristiche possono riassumersi in due sfere di riferimento. Quelle inerenti il contesto lavorativo (scarsa comunicazione, mancanza di definizione di obiettivi, conflitti di ruolo, incertezza della carriera, retribuzione bassa, insicurezza dell’impiego, scarso valore sociale attribuito al lavoro, partecipazione ridotta al processo decisionale) e quelle inerenti il contenuto del lavoro (problemi di affidabilità, disponibilità o idoneità, manutenzione o riparazione di strutture e attrezzature, carico di lavoro eccesivo o ridotto, mancanza di ritmo sul lavoro, livelli elevati di pressione in relazione al tempo, lavoro a turni, orari di lavoro poco flessibili, imprevedibili o lunghi).Tale stress da lavoro sarà oggetto di valutazione da parte del medico competente che dovrà occuparsi di: partecipazione alla valutazione del rischio; informazione e formazione; ascolto qualificato; riconoscimento del fenomeno in fase iniziale; diagnosi precoce degli effetti sulla salute; valutazione dell’eventuale relazione tra lavoro e disturbi lamentati; promozione di interventi al fine di modificare la situazione negativa.La metodologia tramite cui giungere a una valutazione oggettiva si poggia su due strumenti, lo JCQ - Job Content Questionnaire (Karasek 1985, 1998) e l'ERI – Effort Reward Inbalance (Siegrist, 1996), finalizzati all'attuazione di strategie di gestione del rischio stress.Esse mirano a ottimizzare l'organizzazione lavorativa e le modalità operative e comportamentali degli operatori (prevenzione primaria); raggiungere un alto livello di sorveglianza sanitaria e di attività di supporto (prevenzione secondaria); attuare interventi di compensazione, terapia e riabilitazione (prevenzione terziaria); monitorare e valutare le misure adottate con periodico riesame di tutto il processo.Questo progetto assai ambizioso costituisce uno dei cardini fondamentali della direttiva quadro e delle altre direttive in tema di sicurezza e salute sul lavoro il quale, tra l'altro, mira a ridurre i costi sostenuti dalle aziende a titolo di congedi per malattia, costi assicurativi, calo della produttività, rotazione dei lavoratori, demotivazione dei lavoratori, perdita di competitività.La campagna 2008 – 2009 Eu – Osha (Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro) promuove un processo gestionale integrato, per dimostrare che la valutazione dei rischi non è necessariamente complicata, essendo finalizzata a rendere più agevole ai datori di lavoro gli interventi volti ad eliminare o controllare rischi sul lavoro.Le Micro e Piccole imprese stanno vivendo tale trasformazione in maniera piuttosto traumatica, date le difficoltà derivanti dal sottodimensionamento delle stesse a fronte dell’impegno organizzativo previsto dal D. Lgs. n°81/08.Innanzitutto, occorre evidenziare che a tutt’oggi lo stress da lavoro è un concetto astratto: le Pmi lo ricollegano ad atteggiamenti individuali e a problemi caratteriali astraendolo dal contesto relazionale e tecnologico. Inoltre, se esistono categorie di stressor (fattori di stress) positive, è chiaro che ve ne sono anche di negative. Ecco perchè all'interno delle Pmi, la normativa in questione finisce spesso per venire approcciata in maniera errata, non valutando l’elemento stress come fattore di rischio sul lavoro.Senza il giusto contesto organizzativo (datore di lavoro, responsabile del servizio di prevenzione, medico competente e consultazione del rappresentante dei lavoratori), anche la parte più prettamente tecnica realizzata con il contributo degli psicologi e di altri esperti può perdere totalmente di significato.La valutazione che si chiede alle Pmi, infatti, non ha lo scopo di dimensionare il fenomeno bensì di porre in atto misure ancora più idonee al caso. Dissociando questo percorso - peraltro non facile data la complessità dei questionari o la genericità delle direttive - dall'attuazione degli adempimenti, si commette uno dei più frequenti errori, anche se è comprensibile la difficoltà di calare in una piccola azienda la complessa organizzazione prevista dalla normativa.Molto spesso, nelle Pmi il responsabile del servizio di prevenzione è anche il datore di lavoro che, in virtù di quanto disposto degli artt. 17 co. 1 lett. a) e 28, dovrebbe effettuare la valutazione dei rischi ed elaborare documento e oggetto di valutazione dei rischi, per cui l'assorbimento delle sue energie nello svolgimento della funzione principale va a discapito di quella di responsabile.A tale riguardo, non bisogna trascurare un altro rischio: incappare, anche involontariamente, nel reato di "omessa valutazione dei rischi". Per scongiurare il rischio, è necessario attuare la corretta procedura.Essa prevede la compilazione di un DVR (Documenti di Valutazione dei Rischi) che, ex art. 17 co.1 Lett. a) del decreto in argomento, deve riportare data certa, contenere una relazione sulla valutazione dei rischi in base a criteri chiaramente descritti, contenere l’indicazione delle misure di prevenzione e attuazione dei dispositivi adottati ed indicare le mansioni esplicate dai lavoratori esposti a rischi per i quali sarebbe richiesta una specifica professionalità, esperienza, formazione e addestramento.Tale documento, da conservarsi presso l'unità produttiva di riferimento, deve essere compilato in collaborazione con RSPP, medico competente e RLS, a seguito di continuo e ininterrotto interfacciamento, e dovrà essere aggiornato in caso di: modifiche significative agli effetti della salubrità del processo produttivo od organizzativo, infortuni di una certa importanza, evidenze derivanti da sorveglianza sanitaria.Uno scenario procedurale molto complesso per l'azienda, ma anche per gli altri attori coinvolti: spesso la figura del rappresentante dei lavoratori o manca o è territoriale, oppure non ha alle sue spalle un numero di lavoratori tale da garantirgli fattiva rappresentanza; inoltre, anche la figura del medico competente non appare in sintonia con le previsioni legislative, visto che spesso non ha la frequentazione necessaria per conoscere a fondo il contesto in cui dovrebbe operare.Attualmente, quindi, in conseguenza dello scollamento tra modello legislativo e realtà oggettive, l'attuazione del testo appare molto ostica e necessiterebbe di una sostanziale semplificazione a livello applicativo e culturale. Il legislatore, consapevole della farraginosità della normativa, ha comunque previsto alcuni temperamenti rivolti alle piccole realtà che, in caso contrario, non riuscirebbero loro malgrado a conformarsi alla legge.Di fatto, nel D. Lgs. 81/08 è prevista l'autocertificazione della valutazione dei rischi per le aziende che occupano fino a 10 lavoratori. Questa disposizione scadrà il 30 giugno 2012, quando saranno introdotte in maniera definitiva le procedure di standardizzazione per la predisposizione del documento in argomento che, elaborate dalla Commissione consultiva permanente per la sicurezza, terranno conto dei profili di rischio e degli indici infortunistici di settore. In tal modo, si è voluto riproporre ciò che già era stato previsto nel D. Lgs. n.626/94.Resta, comunque, un altro aspetto dai tratti alquanto indefiniti: la modalità per attribuire datazione certa del DVR, in merito alla quale il decreto non si è minimamente espresso. In soccorso vengono le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali di cui al provvedimento del 5 dicembre 2000, nel quale si fa espresso riferimento all’autoprestazione di cui all’art. 8 D. Lgs. n.261/99, con apposizione del timbro direttamente sul documento avente corpo unico mediante richiesta ad un qualsiasi ufficio postale della certificazione dell’esistenza di un documento in una certa data, servizio disciplinato dalla disposizione di servizio n.93 del 06.09.2007.Ferma restando la proroga al primo settembre 2009 dell'adeguamento del DVR alle nuove indicazioni del Decreto, così come previsto dalla L. n°129/08 del 02.08.08, si resta in attesa di maggiori chiarimenti sul punto affinché gli operatori possano agire con maggiore cognizione di causa.
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81
Lilino Albanese | 19:21
D. Lgs. n. 81 del 9 Aprile 2008,
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE: DISPOSIZIONI INTEGRATIVE E CORRETTIVE AL DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81 RECANTE: ATTUAZIONE DELL’ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 3 AGOSTO 2007, N. 123, IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO.IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;Vista la legge 3 agosto 2007, n. 123, recante misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia, ed in particolare l’articolo 1, comma 6, che prevede la possibilità di emanare disposizioni integrative e correttive del citato decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore;Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121;VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, recante norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro;VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, recante norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni;VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, recante norme generali per l'igiene del lavoro;VISTO il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, recante attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell'articolo 7 della legge. 30 luglio 1990, n. 212;VISTO il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE, 2003/18/CE e 2004/40/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro;VISTO il decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, recante modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro;VISTO il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493, recante attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro;VISTO il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, recante attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili;VISTO il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300;VISTO il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, recante attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30;VISTA la direttiva 2004/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici);VISTO il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187, recante attuazione della direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche;VISTA la direttiva 2006/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente le prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (radiazioni ottiche);VISTA la legge comunitaria 2006 del 6 febbraio 2007, n. 13 recante disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2006;VISTO il decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 257, recante attuazione della direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici);Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del …;Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro;Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, adottata nella riunione del …. ;Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del ….Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche europee, il Ministro della giustizia ed il Ministro dell’economia e delle finanze;EMANAil seguente decreto legislativo:ART. 1(Attuazione dell’art. 1 del decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121)1. Le parole “Ministero del lavoro e della previdenza sociale” e quelle “Ministero della salute”, ovunque presenti, sono sostituite dalle seguenti: “Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali” e le parole “Ministro del lavoro e della previdenza sociale” e quelle “Ministro della salute”, ovunque presenti, sono sostituite dalle seguenti: “Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali”.2. Le parole “Ministero delle infrastrutture”, ovunque presenti, sono sostituite dalle seguenti: “Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”e le parole“Ministro delle infrastrutture”, ovunque presenti, sono sostituite dalle seguenti: “Ministro delle infrastrutture e dei trasporti”.ART. 2(Modifiche all’articolo 2 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, di seguito denominato per brevità “decreto” le parole: “il volontario, come definito dalla legge 1° agosto 1991, n. 266” sono sostituite dalle seguenti: “i volontari della Croce rossa italiana e del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico impegnato in attività di protezione vivile” e le parole: “il volontario che effettua il servizio civile” sono soppresse.2. Dopo l’articolo 2 del decreto è inserito il seguente:“ART. 2-bis.(Presunzione di conformità) 1. La corretta L’efficace attuazione delle norme tecniche e delle buone prassi, di cui all’articolo 2, comma 1, lettere u) e v), conferisce una presunzione di conformità alle prescrizioni di corrispondente contenuto del presente decreto legislativo. Conferisce altresì una presunzione di conformità alle prescrizioni del presente decreto legislativo la certificazione della adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione di cui all’articolo 30 del presente decreto ad opera delle commissioni di certificazione istituite presso gli enti bilaterali e le università ai sensi dell’articolo 76, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 10 ottobre 2003, n. 276, e l’utilizzo di macchine marcate CE e, per l’Amministrazione della Difesa e della pubblica sicurezza, ad opera delle competenti strutture tecnico-sanitarie istituite presso gli i rispettivi organi di vigilanza militari.”.ART. 3(Modifiche all’articolo 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 3 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 2 le parole: “delle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 1° agosto 1991, n. 266” sono sostituite dalle seguenti: “degli uffici all’estero di cui all’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18” e le parole: “particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative individuate entro e non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400” sono sostituite dalle seguenti: “particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative ivi comprese quelle per la tutela della salute e sicurezza del personale nel corso di operazioni ed attività condotte dalla Forze armate, compresa l’Arma dei Carabinieri, nonché dalle altre Forze di polizia e dal Corpo dei Vigili del fuoco, fuori dal territorio nazionale, individuate entro e non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400”;b) al comma 9 le parole: “Nei confronti dei lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, e dei” sono sostituite dalle seguenti: “Fermo restando quanto previsto dalla legge 18 dicembre 1973, n. 877, ai lavoratori a domicilio ed ai”;c) al comma 12, le parole: “dei piccoli imprenditori di cui all’articolo 2083 del codice civile” sono sostituite dalle seguenti: “dei coltivatori diretti del fondo, degli artigiani.”.d) dopo il comma 12, è inserito il seguente: “12-bis. Nei confronti dei volontari di cui alla legge 1° agosto 1991, n. 266, e dei volontari che effettuano servizio civile si applicano le disposizioni relative ai lavoratori autonomi di cui all’articolo 21 del presente decreto. Con accordi tra il volontario e l’associazione di volontariato o l’amministrazione del l’ente di servizio civile possono essere individuate le modalità di attuazione della tutela di cui al precedente periodo. Ove il volontario svolga la propria prestazione nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro, questi è tenuto a fornire al volontario dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività. Egli è altresì tenuto ad adottare le misure utili ad eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del volontario e altre attività che si svolgano nell’ambito della medesima organizzazione.”. ART. 4(Modifiche all’articolo 4 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 4 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1 dopo la lettera l) è aggiunta la seguente: “l-bis i lavoratori in prova”;b) il comma 4 è sostituito dal seguente:“4. Il numero degli operai impiegati a tempo determinato, anche stagionali, nel settore agricolo si computa per frazioni di unità lavorative anno (ULA) come individuate sulla base della normativa comunitaria”.ART. 5(Modifiche all’articolo 5 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 5, comma 1, del decreto, dopo le parole: “Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali” sono inserite le seguenti: “è istituito”; la lettera a) è sostituita dalla seguente: “tre rappresentanti del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali” e dopo la lettera b) è inserita sostituita dalla seguente: “ b-bis) un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”.ART. 6(Modifiche all’articolo 6 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)01. All’articolo 6, comma 1, del decreto, la lettera a) è sostituita dalla seguente. “a) un rappresentante del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali” e la lettera b) è sostituita dalla seguente: “un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le pari opportunità”.1. All’articolo 6, comma 8, del decreto, dopo la lettera m) sono aggiunte le seguenti: “m-bis) elaborare criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro, anche tenendo conto delle peculiarità dei settori di riferimento;m-ter) elaborare le procedure standardizzate per la redazione del documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 26, comma 3, del presente decreto, anche previa individuazione, se del caso, di tipologie di attività per le quali l’obbligo in parola non operi in quanto l’interferenza delle lavorazioni in tali ambiti risulti irrilevante;”.ART. 6 bis(Modifiche all’articolo 8 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 8, comma 6, del decreto, sono apportate le seguenti modifiche:a) alla lettera b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “anche in un’ottica di genere”;b) alla lettera c) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e delle lavoratrici”.ART. 7(Modifiche all’articolo 9 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 9, comma 4, del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) alla lettera d) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Le somme eventualmente riversate all’entrata del bilancio dello Stato a seguito di economie di gestione realizzatesi nell’esercizio finanziario sono riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.”;b) dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:“d-bis) finanzia, nell'ambito e nei limiti delle proprie spese istituzionali, progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro;d-ter) eroga, in raccordo con le strutture del Servizio sanitario nazionale e nel rispetto della competenza delle Regioni in materia di tutela della salute, le prime cure ambulatoriali di cui all’articolo 12 della legge 11 marzo 1988, n. 67, comprensive delle prestazioni di assistenza sanitaria riabilitativa e di fisiochinesiterapia, al fine di realizzare per gli infortunati sul lavoro ed i tecnopatici l’effettiva garanzia di cui all’articolo 95 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nonché il loro reinserimento lavorativo”. d-bis) può erogare prestazioni di assistenza sanitaria riabilitativa non ospedaliera, previo accordo quadro stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentito l’INAIL, che definisca le modalità di erogazione delle prestazioni da parte dell’INAIL, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica”.2. All’articolo 9, comma 7, del decreto, alla lettera e), è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Le somme eventualmente riversate all’entrata del bilancio dello Stato a seguito di economie di gestione realizzatesi nell’esercizio finanziario sono rassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.”.ART. 8(Modifiche all’articolo 11 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 11 del decreto, sono apportate le seguenti modifiche:a) dopo il comma 3, è inserito il seguente:“3-bis. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto delle proprie competenze e con l’utilizzo appropriato di risorse già disponibili, finanziano progetti diretti a favorire la diffusione di soluzioni tecnologiche avanzate in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sulla base di specifici protocolli di intesa tra le parti sociali, o gli enti bilaterali, e l’INAIL. Ai fini della riduzione del tasso dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 3 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, si tiene conto della adozione ed efficace attuazione, verificate dall’INAIL, da parte delle imprese delle soluzioni organizzative di cui al precedente periodo, nonché della adozione ed efficace attuazione, verificate dall’INAIL, di buone prassi validate dalla commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. L’INAIL svolge i compiti di cui al presente comma con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Ai fini della riduzione del tasso dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui all’articolo 3, del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, ferma restando la verifica dei criteri di cui al comma 1 del predetto articolo 3, si tiene anche conto dell’adozione ed efficace attuazione, da parte delle imprese, delle soluzioni organizzative di cui al precedente periodo, verificate dall’INAIL.a) al comma 5, le parole: “Nell’ambito e nei limiti delle risorse di cui al comma 2 trasferite dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale” sono soppresse; dopo le parole: “l’INAIL finanzia” sono inserite le seguenti: “con risorse proprie” ed è aggiunto infine il seguente periodo: “L’INAIL svolge tali compiti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”.ART. 8-bis(Modifiche all’articolo 12 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 12 del decreto, il comma 3 è sostituito dal seguente:“3. Le indicazioni fornite nelle risposte ai quesiti di cui al comma 1 costituiscono criteri vincolanti per l’esercizio delle attività di vigilanza.”ART. 9(Modifiche all’articolo 13 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 13 del decreto, il comma 5 è sostituito dal seguente: “5. Il personale delle pubbliche amministrazioni che svolga attività di vigilanza non può prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale, attività di consulenza.”.ART. 10(Modifiche all’articolo 14 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 14 del decreto, sono apportate le seguenti modifiche:a) il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. Al fine di garantire la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, ferme restando le attribuzioni del coordinatore per l’esecuzione dei lavori di cui all’articolo 92, comma 1, lettera e), gli organi di vigilanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, adottano provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale quando riscontrano l’impiego di personale senza preventiva regolare occupazione in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, nonché in caso di gravi e plurime violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuate con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, adottato sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. In attesa della adozione del citato decreto, le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro che costituiscono il presupposto per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale sono quelle individuate nell’Allegato I. Si considerano plurime la contestuale realizzazione di almeno tre ipotesi di gravi violazioni rilevate in occasione di un medesimo accertamento ispettivo o la ripetizione per la seconda volta in un biennio di una stessa grave violazione. L’adozione del provvedimento di sospensione è comunicata all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 ed al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per gli aspetti di rispettiva competenza, al fine dell’emanazione, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche. La durata del provvedimento è pari alla citata sospensione nel caso in cui la percentuale dei lavoratori irregolari sia inferiore al 50% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro; nel caso in cui la percentuale dei lavoratori irregolari sia pari o superiore al 50% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, ovvero nei casi di gravi e plurime violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, ovvero nei casi di recidiva la durata è incrementata di un ulteriore periodo di tempo pari al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni; nel caso di non intervenuta revoca del provvedimento di sospensione entro quattro mesi dalla data della sua emissione, la durata del provvedimento è pari a due anni, fatta salva l’adozione di eventuali successivi provvedimenti di rideterminazione della durata dell’interdizione a seguito dell’acquisizione della revoca della sospensione.Le disposizioni del presente comma si applicano anche con riferimento ai lavori nell’ambito dei cantieri edili. Ai provvedimenti del presente articolo non si applicano le disposizioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241. All’accertamento delle violazioni in materia di prevenzione incendi, indicate all’allegato I del presente decreto, provvede il comando provinciale dei vigili del fuoco territorialmente competente. Ove gli organi di vigilanza o le altre amministrazioni pubbliche rilevino possibili violazioni in materia di prevenzione incendi, ne danno segnalazione al competente Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, il quale procede ai sensi delle disposizioni del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, e di cui al comma 2 del presente articolo”;a bis) al comma 2, dopo le parole: “in materia di prevenzione incendi”, sono inserite le seguenti: in ragione della competenza esclusiva del Corpo nazionale dei vigili del fuoco di cui all’articolo 46 del presente decreto”.b) la lettera c) del comma 4 è sostituita dalla seguente: “c) il pagamento di una somma aggiuntiva rispetto a quelle di cui al comma 6 pari a 1.500 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare e a 2.500 euro nelle ipotesi di sospensione per gravi e plurime violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.”.c) il comma 10 è sostituito dal seguente: “10. Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione di cui al presente articolo è punito con l’arresto fino a sei mesi nelle ipotesi di sospensione per gravi e plurime violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da euro 2.500 a euro 6.400 nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare”.d) dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:“11-bis. Il provvedimento di sospensione nelle ipotesi di lavoro irregolare non si applica nel caso del primo lavoratore occupato dall’impresa che non abbia mai avuto in precedenza dipendenti. In ogni caso di sospensione nelle ipotesi di lavoro irregolare gli effetti della sospensione possono essere fatti decorrere dalle ore dodici del giorno lavorativo successivo ovvero dalla cessazione dell’attività lavorativa in corso che non può essere interrotta, salvo che non si riscontrino situazioni di pericolo imminente o di grave rischio per la salute dei lavoratori o dei terzi”.ART. 11(Modifiche all’articolo 16 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 16, comma 3, del decreto il secondo periodo è sostituito dal seguente: “L’obbligo di cui al precedente capoverso si intende assolto in caso di adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo di cui all’articolo 30, comma 4”.ART. 12(Modifiche all’articolo 18 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 18, comma 1, del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) la lettera g) è sostituita dalla seguente: “g) inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste e richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente decreto;”;b) la lettera r) è sostituita dalla seguente: “r) comunicare al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 8, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e, ai fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza al lavoro superiore a tre giorni. Tali obblighi si considerano comunque assolti per mezzo della denuncia di cui all’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;”;c) la lettera aa) è sostituita dalla seguente: “aa) comunicare al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 8, in caso di nuova elezione o designazione, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;”.2. All’articolo 18, dopo il comma 1 è inserito il seguente:“1-bis. L’obbligo di cui alla lettera r) del comma 1, relativo alla comunicazione a fini statistici dei dati relativi agli infortuni che comportano l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento, decorre dalla scadenza del termine di sei mesi dall’adozione del decreto interministeriale di cui all’articolo 8, comma 4.”.ART. 13(Modifiche all’articolo 25 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 25, comma 1, del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) la lettera c) è sostituita dalla seguente: “c) istituisce, aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria. Tale cartella è conservata con salvaguardia del segreto professionale e, salvo il tempo strettamente necessario per l’esecuzione della sorveglianza sanitaria e la trascrizione dei relativi risultati, presso la sede di lavoro o la sede legale del datore di lavoro;”;b) la lettera e) è sostituita dalla seguente:“e) consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio, la quale deve essere tempestivamente comunicata dal datore di lavoro, e gli fornisce le informazioni necessarie relative alla conservazione della medesima. L’originale della cartella sanitaria e di rischio va conservata, nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, da parte del datore di lavoro, per almeno dieci anni, salvo il diverso termine previsto da altre disposizioni del presente decreto;”;c) la lettera f) è abrogata.ART. 14(Modifiche all’articolo 26 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 26, comma 3, del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) dopo le parole: “Tale documento è allegato al contratto d’appalto o di opera” sono inserite le seguenti: “e va adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori”;b) è aggiunto in fine il seguente periodo:“Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006. n. 163, e successive modificazioni, tale documento è redatto, ai fini dell’affidamento del contratto, dal soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dello specifico appalto.”;2. All’articolo 26, dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:“3-bis. Le disposizioni di cui al comma 3 non si applicano alle mere forniture di materiali, ai servizi di natura intellettuale e ai lavori la cui durata non sia superiore ai due giorni, sempre che non sussistano rischi da interferenza derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive.3-ter. Nei casi in cui il contratto sia affidato dai soggetti di cui all’articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o in tutti i casi in cui il datore di lavoro non coincide con il committente, il soggetto che affida il contratto redige il documento di valutazione dei rischi da interferenze recante una valutazione ricognitiva dei rischi standard relativi alla tipologia della prestazione che potrebbero potenzialmente derivare dall’esecuzione del contratto. Il soggetto presso il quale deve essere eseguito il contratto, prima dell’inizio dell’esecuzione, integra il predetto documento riferendolo ai rischi specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verrà espletato l’appalto; l’integrazione, sottoscritta per accettazione dall’esecutore, integra gli atti contrattuali.”.3. All’articolo 26, comma 5, le parole: “a pena di nullità ai sensi dell’articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri dello specifico appalto” sono sostituite dalle seguenti: “i costi delle misure adottate per eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro derivanti dalle interferenze delle lavorazioni”; dopo il primo periodo è inserito il seguente: “I costi di cui al precedente capoverso non sono soggetti a ribasso.”.ART. 15(Modifiche all’articolo 27 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 27 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) il comma 1 è sostituito dal seguente:“1. Nell’ambito della Commissione di cui all’articolo 6, anche tenendo conto delle indicazioni provenienti da organismi paritetici, vengono individuati settori, ivi compreso il settore della sanificazione del tessile e dello strumentario chirurgico, e criteri finalizzati alla definizione di un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, con riferimento alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, fondato sulla base della specifica esperienza, competenza e conoscenza, acquisite anche attraverso percorsi formativi mirati, e sulla base delle attività di cui all’articolo 21, comma 2, nonché sulla applicazione di determinati standard contrattuali ed organizzativi, anche in relazione agli appalti, certificati ai sensi del Titolo VIII, capo I, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, ovvero ai sensi dell'articolo 30, comma 5- bis, del presente decreto.”;b)al comma 2 la parola: “vincolante” è sostituita dalla seguente: “preferenziale”;c) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: “ 2 bis. Sono fatte salve le disposizioni in materia di qualificazione previste dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni ed integrazioni”.«Articolo 15-bis(Obbligo di impedimento)1. Nei reati commessi mediante violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all’igiene sul lavoro il non impedire l’evento equivale a cagionarlo alle seguenti condizioni:a) che sia stato violato un obbligo derivante da una posizione di garanzia nei confronti del bene giuridico tutelato;b) che il titolare della posizione di garanzia sia in possesso dei poteri giuridici o di fatto idonei ad impedire l’evento;c) che la posizione di garanzia sia tassativamente istituita dalla legge, salvo poter essere, nei limiti da essa determinati, specificata da regolamenti, provvedimenti della pubblica autorità, ordini o atti di autonomia privata.d) che l’evento non sia imputabile ai soggetti di cui agli articoli 56, 57, 58, 59 e 60 del presente decreto legislativo per la violazione delle disposizioni ivi richiamate.2. Il trasferimento degli obblighi derivanti dalla posizione di garanzia è consentito nei modi e nei limiti previsti dal presente decreto.».ART. 16(Modifiche all’articolo 28 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 28 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1, dopo le parole:“dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004”, sono inserite le seguenti:“nel rispetto delle indicazioni fornite dalla Commissione di cui all’articolo 6 ed entro 180 giorni dalla emanazione delle stesse” e dopo le parole “da altri Paesi”, sono aggiunte le seguenti: “e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro”;b) al comma 2, alinea, le parole: “deve avere data certa” sono sostituite dalle seguenti: “deve essere munito di data certa e o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro e, ai soli fini della prova della data, nonché dalla sottoscrizione per presa visione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale secondo le procedure definite dalle parti sociali”;c) al comma 2, lettera a), è aggiunto in fine il seguente periodo: “.La scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione”;d) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma:“3-bis. Le imprese di nuova costituzione sono tenute ad effettuare la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro novanta giorni dalla data di inizio della propria attività.”.ART. 17(Modifiche all’articolo 29 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 29, comma 7, del decreto le lettere b) e c) sono abrogate.ART. 18(Modifiche all’articolo 30 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 30 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 2, dopo le parole: “idonei sistemi di registrazione” sono aggiunte le seguenti: «o di certificazione, ai sensi del comma 5-bis,”;b) dopo il comma 5 è inserito il seguente:“5-bis. Le commissioni di certificazione, istituite presso gli enti bilaterali e le università ai sensi dell’articolo 76, comma 1, lettere a) e c) del decreto legislativo 10 ottobre 2003, n. 276, sono soggetti abilitati a certificare anche ai fini di cui all’articolo 2-bis, i modelli di organizzazione e di gestione nel rispetto delle disposizioni contenute nel presente articolo.».ART. 19(Modifiche all’articolo 32 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 32 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 5, dopo le parole: “L17, L23, “, sono inserite le seguenti: “e della laurea magistrale LM26” e dopo le parole: “sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui al comma 2, primo periodo”, sono inserite le parole: “purché esibiscano un’attestazione comprovante l’espletamento di attività lavorativa per almeno un anno, maturata nel settore in cui intendono svolgere il ruolo di responsabili o addetti al servizio di prevenzione e protezione”;b) al comma 5 le parole: “ovvero di altre lauree riconosciute corrispondenti” sono sostituite dalle seguenti: “ovvero di altre lauree e lauree magistrali riconosciute corrispondenti ai sensi della normativa vigente con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, su parere conforme del Consiglio universitario nazionale”.b) al comma 7, dopo le parole: “successive modificazioni” sono aggiunte le seguenti: “se concretamente disponibile in quanto attivato nel rispetto delle vigenti disposizioni”.ART. 20(Modifiche all’articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 37 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) dopo il comma 7 è inserito il seguente:“7-bis. Nel settore edile la formazione di cui al precedente comma può essere effettuata anche presso gli organismi paritetici di cui all’articolo 51 o le scuole edili, ove esistenti.”;b) il comma 12 è sostituito dal seguente:“12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori. La formazione di cui al precedente periodo può essere effettuata in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all’articolo 51, ove presenti”;c) al comma 14, dopo le parole: “successive modificazioni”, sono inserite le seguenti: “se concretamente disponibile in quanto attivato nel rispetto delle vigenti disposizioni”.ART. 21(Modifiche all’articolo 38 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 38, comma 1, del decreto dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:“d-bis) con esclusivo riferimento al ruolo dei sanitari delle Forze Armate, compresa l’Arma dei carabinieri, e della Polizia di Stato, svolgimento di attività di medico nel settore del lavoro per almeno quattro anni.”.ART. 22(Modifiche all’articolo 39 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 39, comma 3, del decreto le parole: “assegnato agli uffici che svolgono attività di vigilanza” sono sostituite con le seguenti: “che svolga attività di vigilanza”.ART. 23(Modifiche all’articolo 40 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. L’articolo 40 del decreto è abrogato.ART. 24(Modifiche all’articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81) 1. All’articolo 41, comma 1, del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) alla lettera a) le parole: “dalle direttive europee nonché” sono soppresse;b) dopo la lettera b) è aggiunta la seguente: “b-bis) in ogni caso ne venga individuata la necessità all’esito della valutazione dei rischi”.2. All’articolo 41, comma 2, dopo la lettera e) sono aggiunte le seguenti lettere: “e-bis) visita medica in fase preassuntiva; e-ter) visita medica alla ripresa dal lavoro, a seguito di assenza per malattia di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alle mansioni.”;3. All’articolo 41 dopo il comma 2 è inserito il seguente: “2-bis. Le visite mediche possono essere svolte, su scelta del datore di lavoro, anche in fase precedente alla assunzione dal medico competente o dai dipartimenti di prevenzione delle ASL.”4. All’articolo 41, comma 3 la lettera a) è abrogata.5. All’articolo 41, dopo il comma 5 è inserito il seguente: “5-bis. Entro il 31 dicembre 2009 con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali verranno definite, secondo criteri di semplicità e certezza, i contenuti, le modalità di tenuta dei dati di cui all’Allegato 3A del presente decreto”.6. All’articolo 41, dopo il comma 6 è inserito il seguente: “6-bis. Nei casi di cui alle lettere b), c) e d) del comma 6 il medico competente esprime il proprio giudizio per iscritto dando copia del giudizio medesimo al lavoratore.”.7. All’articolo 41, comma 9, dopo le parole: “i giudizi del medico competente” sono inserite le seguenti: “ivi compresi quelli formulati in fase preassuntiva”.ART. 25(Modifiche all’articolo 42 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 42 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) il comma 1 è sostituito dal seguente:“1. Il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, in relazione ai giudizi di cui all’articolo 41, comma 6, attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un’inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.”;b) il comma 2 è abrogato.ART. 26(Modifiche all’articolo 43 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 43 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1, dopo la lettera e) è aggiunta la seguente:“e-bis) garantisce la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio ed al livello di rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anche conto delle particolari condizioni in cui possono essere usati. L’obbligo si applica anche agli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in relazione alla valutazione dei rischi.”.b) al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo “Con riguardo al personale della Difesa la formazione specifica svolta presso gli istituti o la scuole della stessa Amministrazione è abilitativa alla funzione di addetto alla gestione delle emergenze”.ART. 27(Modifiche all’articolo 47 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 47, comma 8, del decreto è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “I lavoratori comunicano la mancata elezione del rappresentante al datore di lavoro, il quale procederà a darne successiva comunicazione agli organismi paritetici di cui all’articolo 51 perché questi possano procedere all’assegnazione dei rappresentanti per la sicurezza territoriali.”.ART. 28(Modifiche all’articolo 50 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 50 del decreto, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:“7-bis. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza svolge le funzioni di cui all’articolo 9 della legge 30 maggio 1970, n. 300”.ART. 29(Modifiche all’articolo 51 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 51 del decreto, dopo il comma 3 è inserito il seguente:“3-bis. Gli organismi paritetici svolgono attività di formazione, anche attraverso l’impiego dei fondi interprofessionali di cui all’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, e dei fondi di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, nonché, su richiesta delle imprese, rilasciano una attestazione dello svolgimento delle attività e dei servizi di supporto al sistema delle imprese della quale gli organi di vigilanza tengono conto ai fini della programmazione delle proprie attività.”.ART. 30(Modifiche all’articolo 52 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 52, comma 1, del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) alla lettera a) le parole:“in misura non inferiore al cinquanta per cento delle disponibilità del Fondo”sono soppresse;b) alla lettera c) dopo la parola: “sostegno” sono inserite le seguenti: “, in misura non inferiore al cinquanta per cento delle disponibilità del Fondo,”.2. All’articolo 52, comma 2 sono apportate le seguenti modifiche:a) alla lettera a), dopo le parole: “presso l’azienda ovvero l’unità produttiva”, sono aggiunte le seguenti: “calcolate sulla base della retribuzione media giornaliera per il settore industria e convenzionale per il settore agricoltura determinate annualmente per il calcolo del minimale e massimale delle prestazioni economiche erogate dall’INAIL. Il computo dei lavoratori è effettuato in base all’articolo 4 e la giornata lavorativa convenzionale è stabilita in 8 ore”.b) le lettere b), c) e d) sono abrogate.3. All’articolo 52, comma 3, sono apportate le seguenti modifiche:a) le parole: “dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto” sono sostituite dalle seguenti: “il 31 dicembre 2009”;b) dopo le parole: “di alimentazione”, sono aggiunte le seguenti: “e la composizione e le funzioni del comitato amministratore del fondo”.4. All’articolo 52, dopo il comma 3 è inserito il seguente:“3-bis. In fase di prima attuazione il fondo è alimentato con i residui iscritti nel bilancio dell’INAIL delle risorse previste per le finalità di cui all’articolo 23, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38”. ART. 31(Modifiche all’articolo 55 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. L’articolo 55 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 55Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente1. E’ punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di lavoro:a) per la violazione dell’articolo 29, comma 1;b) che non provvede alla nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera b), o per la violazione dell’articolo 34, comma 2;c) che non provvede alla nomina di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a).2. Nei casi previsti al comma 1, lettera a), si applica la pena dell’arresto da quattro a otto mesi se la violazione è commessa:a) nelle aziende di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d), f) e g);b) in aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi biologici di cui all’articolo 268, comma 1, lettere c) e d), da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, e da attività di manutenzione, rimozione smaltimento e bonifica di amianto.3. E’ punito con l’ammenda da 2.000 a 4.000 euro il datore di lavoro che adotta il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), in assenza degli elementi di cui all’articolo 28, comma 2, lettere c) e d), o senza le modalità di cui all’articolo 29, commi 2 e 3.3-bis. E’ punito con l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro il datore di lavoro che adotta il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), in assenza degli elementi di cui all’articolo 28, comma 2, lettere a), b), e) e f).4. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:a) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 18, comma 1, lettera o), 43, commi 1, lettere a), b), c), ed e) e 4, 45, comma 1;b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione degli articoli 26, commi 1, lettera a);c) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro per la violazione dell’articolo 18, comma 1, lettere c), e), f), q), 36, commi 1 e 2, 37, commi 1, 7, 9 e 10, 43, comma 1, lettere d) e f), 46, comma 2;d) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro per la violazione degli articoli 18, comma 1, lettera z) prima parte, 26, commi 2 e 3;e) con l’ammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione dell’articolo 18, comma 1, lettere g), n), p) seconda parte, s) e v), 35, comma 4;f) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 6.000 euro per la violazione degli articoli 29, comma 4, 35, comma 2, 41, comma 3;g) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro per la violazione dell’articolo 18, comma 1, lettere d) seconda parte, r) con riferimento agli infortuni superiori ai tre giorni e bb), e comma 2;h) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.000 euro per la violazione dell’articolo 18, comma 1, lettera r), con riferimento agli infortuni superiori ad un giorno, e dell’articolo 35, comma 5;i) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per ciascun lavoratore, in caso di violazione dell’articolo 26, comma 8.5. L’applicazione della sanzione di cui al comma 4, lettera g), con riferimento agli infortuni superiori ai tre giorni, esclude l’applicazione delle sanzioni conseguenti alla violazione dell’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.”.ART. 32(Modifiche all’articolo 56 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. L’articolo 56 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 56Sanzioni per il preposto1. Con riferimento a tutte le disposizioni del presente decreto, i preposti, nei limiti delle proprie attribuzioni e competenze, sono puniti:a) con l’arresto fino a due mesi o con l’ammenda da 400 a 1.200 euro per la violazione dell’articolo 19, comma 1, lettere a), c), e) ed f);b) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 800 euro per la violazione dell’articolo 19, comma 1, lett. b), d) e g).”.ART. 33(Modifiche all’articolo 57 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. L’articolo 57 del Decreto è sostituito dal seguente:“ART. 57Sanzioni per i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori1. I progettisti che violano il disposto dell’articolo 22 sono puniti con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro.2. I fabbricanti e i fornitori che violano il disposto dell’articolo 23 sono puniti con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 10.000 a 40.000 euro.3. Gli installatori che violano il disposto dell’articolo 24 sono puniti con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro.”.ART. 34(Modifiche all’articolo 58 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. L’articolo 58 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 58Sanzioni per il medico competente1. Il medico competente è punito:a) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a euro 800 per la violazione dell’articolo 25, comma 1, lettere d) ed e);b) con l’arresto fino a due mesi o con l’ammenda da 300 a 1.200 euro per la violazione dell’articolo 25, comma 1, lettere b), c) e g);c) con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 400 a 1.600 euro per la violazione dell’articolo 25, comma 1, lettere a), con riferimento alla valutazione dei rischi, e l);d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 600 a 2.000 euro per la violazione dell’articolo 25, comma 1, lettere f), h) ed i);e) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.000 euro per la violazione dell’ articolo 41, commi 3, 5 e 8”. ART. 35(Modifiche all’articolo 59 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. L’articolo 59 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 59Sanzioni per i lavoratori1. I lavoratori sono puniti:a) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 300 a 800 euro per la violazione degli articoli 20, comma 2, lettere b), c), d), e), f), g), h) ed i), e 43, comma 3, primo periodo;b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 200 euro per la violazione dell’articolo 20, comma 3; la stessa sanzione si applica ai lavoratori autonomi di cui alla medesima disposizione.”.ART. 36(Modifiche all’articolo 60 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. L’articolo 60 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 60Sanzioni per i lavoratori autonomi, i piccoli imprenditori e i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo1. I soggetti di cui all’articolo 21 sono puniti con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 100 a 500 euro per la violazione dell’articolo 21, comma 1, lettere a) e b).”.ART. 37(Modifiche all’articolo 62 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 62 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) il comma 1 è sostituito dal seguente:“1. Ferme restando le disposizioni di cui al titolo I, si intendono per luoghi di lavoro, unicamente ai fini della applicazione del presente titolo, i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro.”;b) al comma 2, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente: “d-bis): ai campi, ai boschi e agli altri terreni facenti parte di un’azienda agricola o forestale.”. ART. 38(Modifiche all’articolo 63 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 63 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) il comma 3 è sostituito dal seguente: “3. L’obbligo di cui al comma 2 vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, gli ascensori e le relative pulsantiere, le scale e gli accessi alle medesime, le docce, i gabinetti ed i posi di lavoro utilizzati da lavoratori disabili.”.b) al comma 6 le parole: “punto 7” sono sostituite dalle seguenti: “punto 6”.ART. 39(Modifiche all’articolo 67 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. All’articolo 67, comma 2, prima delle parole: “L’organo di vigilanza”, sono anteposte le seguenti: “Entro trenta giorni dalla data di notifica”.ART. 40(Modifiche all’articolo 68 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. L’articolo 68 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 68Sanzioni per il datore di lavoro1. Il datore di lavoro è punito:a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 66;b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione dell’articolo 64, comma 1, e 65, commi 1 e 2;c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.000 euro per la violazione dell’articolo 67, commi 1 e 2.2. L’allegato IV identifica, per ognuno dei seguenti punti: 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14, 2.1, 2.2, 3, 4, 6.1, 6.2, 6.3, 6.4, 6.5, e 6.6, una fattispecie omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro, nel cui ambito sono presenti diversi precetti. In caso di violazione di più precetti riconducibili alla medesima fattispecie, l’organo di vigilanza applicherà una unica sanzione contravvenzionale, individuata ai sensi del comma 1, lettera b), puntualizzando, in ogni caso, in sede di verbalizzazione, i diversi precetti violati.”.2. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui all’allegato IV, punti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14, 2.1, 2.2, 3, 4, 6.1, 6.2, 6.3, 6.4, 6.5, e 6.6, è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera b). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati».ART. 41Modifiche all’articolo 69 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 69, comma 1, lettera a), del decreto dopo le parole: “utensile o impianto” sono inserite le seguenti: “, inteso come il complesso di macchine, attrezzature e componenti e necessari allo svolgimento di un’attività o all’attuazione di un processo produttivo,”.ART. 42Modifiche all’articolo 70 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 70 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) dopo il comma 2 è inserito il seguente:“2-bis. Gli impianti e gli insiemi complessi di macchine assemblati ma provenienti da costruttori diversi devono essere valutati complessivamente secondo i requisiti di sicurezza di cui all’allegato V, approfondendo, in particolare, le problematiche ed i rischi di interferenza ed interazione.”;b) il comma 4 è sostituito dal seguente: “4. Qualora gli organi di vigilanza, nell’espletamento delle loro funzioni ispettive in materia di salute e sicurezza sul lavoro, accertino rilevino che un’attrezzatura di lavoro, messa a disposizione dei lavoratori dopo essere stata immessa sul mercato o messa in servizio ai sensi della direttiva di prodotto, in tutto o in parte, non risulti non rispondente presenti una situazione di rischio imputabile ad uno o più requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative regolamentari di cui al comma 1, ne informano immediatamente l’autorità nazionale di sorveglianza del mercato competente per tipo di prodotto. In tal caso:a) l’organo di vigilanza che ha accertato la non rispondenza rilevato in sede di utilizzo dell’attrezzatura la presenza di una situazione di rischio imputabile alla mancata corrispondenza ad uno o più requisiti essenziali di sicurezza, impartisce nei confronti del datore di lavoro apposita prescrizione diretta a rimuovere la situazione di rischio determinata dalla mancata corrispondenza ad uno o più dei requisiti essenziali di sicurezza oppure idonea disposizione in ordine alle modalità di uso in sicurezza dell’attrezzatura di lavoro. La disposizione ha efficacia provvisoria fino alla pronuncia dell’autorità nazionale di controllo del mercato;b) l’organo di vigilanza territorialmente competente per localizzazione del fabbricante, procede secondo quanto previsto dalla vigente normativa nei confronti del fabbricante e dei soggetti della catena della distribuzione, qualora, alla conclusione dell'accertamento tecnico effettuato dall'autorita' nazionale per la sorveglianza del mercato, risulti la non conformità dell’attrezzatura ad uno o piu' requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1.”.ART. 43Modifiche all’articolo 71 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 71 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 4, lettera a), il numero 3) è sostituito dal seguente:“3) assoggettate a misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza quando, in presenza di elevati livelli di rischio, le loro adozione ne garantisca una significativa riduzione;”;b) al comma 5, dopo le parole: “condizioni di sicurezza” sono inserite le seguenti: “in rapporto alle previsioni del comma 1, ovvero del comma 4, lettera a), numero 3”;c) al comma 7, lettera a), le parole: “formazione adeguata e specifica” sono sostituite dalle seguenti: “informazione, formazione ed addestramento adeguati”.d) al comma 8, sono apportate le seguenti modifiche: 1) dopo le parole: “datore di lavoro” sono inserite le seguenti: “, secondo le indicazioni fornite dai fabbricanti ovvero, in assenza di queste, dalle pertinenti norme tecniche o dalle buone prassi o da linee guida,”; 2) i numeri: “1)” e “2)” sono sostituiti dalle lettere: “a)” e “b)”; 3) alla lettera b), numeri 1 e 2, le parole: “a controlli” sono sostituite dalle seguenti: “ad interventi di controllo”; 4) alla lettera c) le parole: “i controlli” sono sostituite dalle seguenti: “Gli interventi di controllo”e) al comma 11, dopo le parole: “verifiche periodiche” sono inserite le seguenti: “volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza,” ed il secondo periodo è sostituito dal seguente: “La prima di tali verifiche è effettuata dall’ISPESL che vi provvede nel termine di trenta sessanta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi delle ASL e di soggetti pubblici o privati abilitati con le modalità di cui al comma 13. Le successive verifiche sono effettuate dalle ASL che vi provvedono nel termine di trenta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati con le modalità del comma 13.”.f) al comma 12 il secondo periodo è sostituito dal seguente: “I soggetti pubblici o privati abilitati acquistano la qualifica di incaricato di pubblico servizio.”.g) al comma 13, dopo le parole: “Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali”, così come modificate dall’articolo 1, comma 1, sono inserite le seguenti: “, “di concerto con il Ministro dello sviluppo economico”.h) al comma 14 le parole: “sentiti i Ministri della salute e dello sviluppo economico” sono sostituite dalle seguenti: “di concerto con il Ministro dello sviluppo economico”.ART. 44Modifiche all’articolo 72 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 72 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria macchine, apparecchi o utensili costruiti o messi in servizio al di fuori della disciplina di cui all'articolo 70, comma 1, deve attestare, sotto la propria responsabilita', che le stesse siano conformi, al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria, ai requisiti di sicurezza di cui all’allegato V.”;b) al comma 2 le parole: “ad un datore di lavoro” sono soppresse e sono aggiunte, in fine, dopo le parole:“disposizioni del presente titolo”, le seguenti: “e, ove si tratti di attrezzature di cui all’art. 73, comma 5, siano in possesso della specifica abilitazione ivi prevista.”.ART. 45Modifiche all’articolo 73 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 73 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) la rubrica è sostituita dalla seguente: “Informazione, formazione e addestramento”;b) al comma 1, le parole:“una formazione adeguata”, sono sostituite dalle seguenti: “una formazione e un addestramento adeguati,”;c) al comma 4, le parole: “una formazione adeguata e specifica, tale da consentirne l’utilizzo” sono sostituite dalle seguenti: “una formazione, informazione ed addestramento adeguati e specifici, tali da consentire l’utilizzo”.ART. 46Modifiche all’articolo 74 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811.All’articolo 74, comma 2, lettera d), del decreto la parola: “stradali”. è soppressa.ART. 47Modifiche all’articolo 79 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811.All’articolo 79 del decreto dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: “2-bis. Fino alla adozione del decreto di cui al comma 2 restano ferme le disposizioni di cui al decreto 2 maggio 2001 del Ministro del lavoro e della previdenza sociale.”.ART. 48Modifiche all’articolo 80 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 80 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1, l’alinea è sostituito dal seguente:“1. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, da quelli derivanti da:”;b) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:“3-bis. Il datore di lavoro prende, altresì, le misure necessarie affinché le procedure di uso e manutenzione di cui al comma 3 siano predisposte ed attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d'uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.”.ART. 49Modifiche all’articolo 81 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 81, del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 2 le parole: “norme di buona tecnica contenute nell’allegato IX” sono sostituite dalle seguenti: “pertinenti norme tecniche”;b) il comma 3 è abrogato.ART. 50Modifiche all’articolo 82 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 82 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1, alinea, le parole:“secondo la migliore scienza ed esperienza, nonché” sono sostituite dalla seguente: “o”;b) al comma 1, lettera a), le parole: “di buona tecnica” sono sostituite dalla seguente: “tecniche”;c) al comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente: “b) per sistemi di categoria 0 e I purché l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica:” ed il numero 2) è abrogato;d) al comma 1, la lettera c) è sostituita dalla seguente: “c) per sistemi di II e III categoria purchè:1) i lavori su parti in tensione siano effettuati da aziende autorizzate, con specifico provvedimento del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, ad operare sotto tensione;2) l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica riconosciuti idonei per tale attivita'.”.ART. 51Modifiche all’articolo 83 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811.All’articolo 83 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1, le parole: “in prossimità di linee elettriche” sono sostituite dalle seguenti: “non elettrici in vicinanza di linee elettriche”;b) al comma 2, le parole: “nella pertinente normativa di buona tecnica” sono sostituite dalle seguenti: “nelle pertinenti norme tecniche”.ART. 52Modifiche all’articolo 84 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 84, comma 1 del decreto, le parole:“di buona tecnica” sono sostituite dalla seguente: “tecniche”.ART. 53Modifiche all’articolo 85 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811.All’articolo 85 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1 la parola: “infiammabili” è sostituita dalla seguente: “esplosive”;b) al comma 2, le parole: “di buona tecnica” sono sostituite dalla seguente: “tecniche”.ART. 54Modifiche all’articolo 86 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 86 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 86(Verifiche e controlli)1. Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, in materia di verifiche periodiche, il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, , adottato sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabilite le modalità ed i criteri per l’effettuazione delle verifiche e dei controlli di cui al comma 1.3. L’esito dei controlli di cui al comma 1 deve essere verbalizzato e tenuto a disposizione dell’autorità di vigilanza.”.ART. 55Modifiche all’articolo 87 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 87 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 87(Sanzioni a carico del datore di lavoro, del noleggiatore e del concedente in uso)“1. Il datore di lavoro è punito con la pena dell’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione:a) dell’articolo 70, comma 1;b) dell’articolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 3.2.1, 5.6.1, 5.6.6, 5.6.7, 5.9.1, 5.9.2, 5.13.8 e 5.13.9 dell’allegato V, parte II;c) dell’articolo 71, commi 1, 2, 4, 7 e 8;d) degli articoli 75 e 77, commi 3, 4, lettere a), b) e d), e 5;e) degli articoli 80, comma 2, 82, comma 1, 83, comma 1, e 85, comma 1.2. Il datore di lavoro è punito con la pena dell’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione:a) dell’articolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 2.10, 3.1.8, 3.1.11, 3.3.1, 5.1.3, 5.1.4, 5.5.3, 5.5.8, 5.7.1, 5.7.3, 5.12.1, 5.15.2, 5.16.2, 5.16.4, dell’allegato V, parte II;b) dell’articolo 71, comma 3, limitatamente ai punti 2.6, 2.11, 3.1.3, 3.1.4, 3.1.5, 3.1.6, 3.1.7, 3.2.1 dell’allegato VI;c) dell’articolo 77, comma 4, lettere e), f) ed h);d) dell’articolo 80, commi 3 e 4.3. Il datore di lavoro è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 1.000 per la violazione:a) dell’articolo 70, comma 2, limitatamente ai punti dell’allegato V, parte II, e dell’allegato VI diversi da quelli indicati alle lettere a) e b) del comma 2;b) dell’articolo 71, commi 6, 9, 10 e 11;c) dell’articolo 77, comma 4, lettere c) e g);d) dell’articolo 86, commi 1 e 3.4. L’allegato V, parte II identifica, per ognuno dei seguenti punti: 1, 2, 3.1, 3.2, 3.3, 3.4, 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 5.1, 5.2, 5.3, 5.4, 5.5, 5.6, 5.7, 5.8, 5.9, 5.10, 5.11, 5.12, 5.13, 5.14, 5.15 e 5.16 una fattispecie omogenea di requisiti di sicurezza relativi alle prescrizioni supplementari applicabili ad attrezzature di lavoro specifiche, nel cui ambito sono presenti diversi precetti. In caso di violazione di più precetti riconducibili alla medesima fattispecie, con eccezione di quelli espressamente indicati nei commi 1, lettere b), e 2, lettera a), l’organo di vigilanza applicherà una unica sanzione contravvenzionale, individuata ai sensi del comma 3, lettera a), puntualizzando, in ogni caso, in sede di verbalizzazione, i diversi precetti violati.5. L’allegato VI identifica, per ognuno dei seguenti punti: 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 2, 3.1, 3.2, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 una fattispecie omogenea di requisiti di sicurezza relativi alle disposizioni concernenti l’uso delle attrezzature di lavoro, nel cui ambito sono presenti diversi precetti. In caso di violazione di più precetti riconducibili alla medesima fattispecie, con eccezione di quelli espressamente indicati nel comma 2, lettera. b), l’organo di vigilanza applicherà una unica sanzione contravvenzionale, individuata ai sensi del comma 3, lettera a), puntualizzando, in ogni caso, in sede di verbalizzazione, i diversi precetti violati.4. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui all’allegato V, parte II, punti 1, 2, 3.1, 3.2, 3.3, 3.4, 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 5.1, 5.2, 5.3, 5.4, 5.5, 5.6, 5.7, 5.8, 5.9, 5.10, 5.11, 5.12, 5.13, 5.14, 5.15 e 5.16 è considerata una unica violazione ed è punita con la pena rispettivamente prevista dal comma 1, lettera b) e comma 2, lettera a). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati».5. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui all’allegato VI, punti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 2, 3.1, 3.2, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 2, lettera b). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati».6. Il noleggiatore o il concedente in uso è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 750 a 2.500 euro per la violazione dell’articolo 72.”.ART. 56Modifiche all’articolo 88 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 88, comma 2, del decreto dopo la lettera g) sono aggiunte le seguenti:“g-bis) ai lavori di manutenzione relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento che non comportino lavori edili o di ingegneria civile di cui all’allegato X; g-ter), alle attività di cui al Decreto Legislativo 27 luglio 1999, n. 272.”.ART. 57Modifiche all’articolo 89 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 89, comma 1, del decreto sono apportate le seguenti modifiche :a) la lettera c) è sostituita dalla seguente:“c) responsabile dei lavori: soggetto che può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti dal presente decreto; nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento.”;b) alla lettera f), è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Le incompatibilità di cui al precedente periodo non operano in caso di coincidenza fra committente e impresa esecutrice.”;c) dopo la lettera i) sono inserite le seguenti:“i-bis) impresa esecutrice: impresa che esegue un’opera o parte di essa impegnando proprie risorse umane e material; i-ter) progettista dell’opera: il soggetto incaricato dal committente della progettazione dei lavori.”.ART. 58Modifiche all’articolo 90 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 90 sono apportate le seguenti modifiche:0a) al comma 1 il secondo periodo è soppresso;a) al comma 2 la parola: “valuta” è sostituita dalle seguenti: “prende in considerazione”;b) al comma 4 le parole: “ Nel caso di cui al comma 3” sono sostituite dalle seguenti: “Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea”;c) dopo il comma 5 è inserito il seguente:“5-bis. La redazione del piano di sicurezza e di coordinamento non è richiesta nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno ed i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’allegato XI. In tali casi non si applica la disposizione di cui al comma 3 e il fascicolo di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), è redatto dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori.”;d) al comma 7, dopo le parole: “dei lavori comunica”, sono inserite le seguenti: “alle imprese affidatarie”;e) al comma 9, alinea, dopo le parole: “un’unica impresa”, sono inserite le seguenti: “o ad un lavoratore autonomo”;f) al comma 9, lettera a), secondo periodo, le parole: “Nei casi di cui al comma 11” sono sostituite dalle seguenti: “Nei casi di cui al comma 5-bis” e dopo le parole: da parte delle imprese” sono inserite le seguenti:“e dei lavoratori autonomi”;g) al comma 9, lettera b), secondo periodo, le parole: “Nei casi di cui al comma 11” sono sostituite dalle seguenti: “Nei casi di cui al comma 5-bis” e, dopo le parole “documento unico di regolarità contributiva” sono aggiunte le seguenti: “, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,” ;h) al comma 9 la lettera c) è sostituita dalla seguente: “c) trasmette all’amministrazione concedente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, copia della notifica preliminare di cui all’articolo 99, il documento unico di regolarità contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e una dichiarazione attestante l’avvenuta verifica della ulteriore documentazione di cui alle lettere a) e b).”;i) al comma 10, dopo le parole,: “quando prevista”, sono inserite le seguenti: “oppure in assenza del documento unico di regolarità contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi”;l) il comma 11 è abrogato.ART. 59Modifiche all’articolo 91 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 91, comma 1, del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) alla lettera b), dopo le parole: “un fascicolo”, sono inserite le seguenti: “adattato alle caratteristiche dell’opera”;b) dopo la lettera b) è aggiunta la seguente:“b-bis) coordina l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 90, comma 1.”.2. All’articolo 91, del decreto, dopo il comma 2 è inserito il seguente:“2-bis. Al fine di permettere la pianificazione dell'esecuzione in condizioni di sicurezza dei lavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente o successivamente tra loro, il progettista, in accordo con il coordinatore per la progettazione, prevede nel progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro.”ART. 60Modifiche all’articolo 92 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 92, comma 1, del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) alla lettera a), dopo le parole: “all’articolo 100”, sono inserite le seguenti: “ove previsto”;b) alla lettera b), dopo le parole: “con quest’ultimo”, sono inserite le seguenti: “ove previsto” e, a seguire, dopo le parole: “all’articolo 100”, sono inserite le seguenti: “ove previsto”;c) alla lettera e), le parole: “segnala al committente e”, sono sostituite dalle seguenti: “segnala al committente o” e dopo le parole: “all’articolo 100” sono inserite le seguenti: “ove previsto”.2. All’articolo 92, comma 2, del decreto dopo le parole: “Nei casi di cui all’articolo 90, comma 5” sono inserite le seguenti: “Ad eccezione dei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno ed i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’allegato XI”.ART. 61Modifiche all’articolo 93 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 93 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1 il secondo periodo è soppresso;b) al comma 2 dopo le parole: “coordinatore per l’esecuzione” sono inserite le seguenti: “dei lavori”, dopo le parole: “non esonera” sono inserite le seguenti: “ il committente o” e le parole: “lettere a), b), c) e d)” sono sostituite dalle seguenti: “lettere a), b), c) d) ed e)”.ART. 62Modifiche all’articolo 95 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 95, comma 1, del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) alla lettera d), dopo le parole: “controllo periodico”, sono inserite le seguenti: “degli apprestamenti, delle attrezzature di lavoro”;b) alla lettera g), dopo le parole: “la cooperazione”, sono inserite le seguenti: “e il coordinamento”.ART. 63Modifiche all’articolo 96 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 96 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) dopo il comma 1 è inserito il seguente: “1-bis. La previsione di cui al comma 1, lettera g), non si applica alle mere forniture di materiali o attrezzature. In tali casi trovano comunque applicazione le disposizioni di cui all’articolo 26 del presente decreto”;b) il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. L'accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100 nonché la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 17 comma 1, lettera a), all’articolo 26, commi 1, lettera b), 3 e 5, e all’articolo 29, comma 3.”.ART. 64Modifiche all’articolo 97 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 97 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1, le parole: “vigila sulla” sono sostituite dalle seguenti: “verifica le condizioni di”, le parole: “e sull’applicazione” sono sostituite dalle seguenti: “e l’applicazione” e, in fine, è aggiunto il seguente periodo“Nel caso di affidamenti la cui esecuzione sia frazionata o suddivisa in lavorazioni scorporate, con presenza di più imprese affidatarie, i compiti previsti dal presente articolo sono demandati al datore di lavoro dell'impresa affidataria dei lavori di contratto il cui importo risulti prevalente.”b) dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:“3-bis. In relazione ai lavori affidati in subappalto, ove gli apprestamenti, gli impianti e le altre attività di cui al punto 4 dell’allegato XV siano effettuati dalle imprese esecutrici, l’impresa affidataria corrisponde ad esse senza alcun ribasso i relativi oneri della sicurezza.3-ter. Per le attività di cui al presente articolo, il datore di lavoro dell’impresa affidataria deve utilizzare personale in possesso di adeguata professionalità, in possesso di attestato di frequenza ad un corso di contenuti, modalità e durata specificati all’allegato XIV.”.ART. 65Modifiche all’articolo 98 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 98, comma 1, del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) in alinea, dopo le parole:“in possesso” sono inserite le seguenti: “di uno”;b) alla lettera a), e le parole: “in data 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000” sono sostituite dalla seguenti: “in data 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001”c) alla lettera b), le parole: “citato decreto ministeriale in data 4 agosto 2000” sono sostituite dalle seguenti: “decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000”.2. All’articolo 98, comma 2, del decreto le parole: “dai rispettivi ordini o collegi professionali ” sono sostituite dalle seguenti: “dagli ordini o collegi professionali” e, in fine, è aggiunto il seguente periodo:”Fermo restando l’obbligo di aggiornamento di cui all’allegato XIV, sono fatti salvi gli attestati rilasciati nel rispetto della previgente normativa a conclusione di corsi avviati prima dell’entrata in vigore del presente decreto.”.3. All’articolo 98, comma 4, del decreto le parole: “con i medesimi contenuti minimi” sono sostituite dalle seguenti: “i cui programmi e le relative modalità di svolgimento siano conformi all’allegato XIV”.ART. 66Modifiche all’articolo 100 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 100, del decreto, è aggiunto il seguente comma: “6 bis Il responsabile dei lavori, se nominato, e il direttore dei lavori assicurano l’attuazione degli obblighi a carico del datore di lavoro dell’impresa affidataria previsti dall’articolo 97, commi 3 bis e 3 ter . Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, si applica l’articolo 118, comma 4, secondo periodo, del medesimo decreto legislativo”.ART. 67Modifiche all’articolo 103 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 103 del decreto è abrogato.ART. 68Modifiche all’articolo 106 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 106, comma 1, dopo le parole: “presente capo”, sono inserite le seguenti: “, ad esclusione delle sole disposizioni relative ai lavori in quota,”.ART. 69Modifiche all’articolo 111 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 111, comma 8, del decreto dopo le parole: “lavoratori addetti ai”, sono inserite le seguenti: “cantieri temporanei e mobili”.ART. 70Modifiche all’articolo 115 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 115 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1, dopo le parole: “sistemi di protezione”, sono inserite le seguenti: “idonei per l’uso specifico” e dopo le parole: “presenti contemporaneamente,” sono inserite le seguenti: “conformi alle norme tecniche,”;b) il comma 2 è abrogato;c) al comma 3 le parole: “Il cordino” sono sostituite dalle seguenti: “Il sistema di protezione”.ART. 71Modifiche all’articolo 117 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 117, comma 1, del decreto le parole: “Quando occorre effettuare “ sono sostituite dalle seguenti: “Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 83, quando occorre effettuare”.2. All’articolo 117, comma 2, del decreto dopo le parole: “e delle tensioni presenti”, sono aggiunte, infine, le seguenti: “e comunque la distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai limiti di cui all’allegato IX o a quelli risultanti dall’applicazione delle pertinenti norme tecniche”.ART. 72Modifiche all’articolo 118 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 118, comma 1, del decreto le parole:“eseguiti senza l’impiego di escavatori meccanici,” sono sostituite dalle seguenti: “se previsto l’accesso di lavoratori,”.ART. 73Modifiche all’articolo 121 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. Dopo l’articolo 121 del decreto le parole “Sezione IV Ponteggi e impalcature in legname” sono sostituite dalle seguenti: “Sezione IV Ponteggi in legname e altre opere provvisionali”.ART. 74Modifiche all’articolo 122 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 122, comma 1, del decreto le parole “Nei lavori che sono eseguiti ad un’altezza superiore ai m 2”sono sostituite dalle seguenti: “Nei lavori in quota”.ART. 75Modifiche all’articolo 125 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 125, comma 4, del decreto il comma 4 è sostituito dal seguente: “4. L’altezza dei montanti deve superare di almeno m 1,20 l’ultimo impalcato; dalla parte interna dei montanti devono essere applicati correnti e tavola fermapiede a protezione esclusivamente dei lavoratori che operano sull’ultimo impalcato.”.ART. 76Modifiche all’articolo 136 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 136, comma 4, del decreto la lettera d) è soppressa.ART. 77Modifiche all’articolo 137 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 137, comma 1, del decreto le parole: “Il responsabile di cantiere” sono sostituite dalle seguenti: “Il preposto”.ART. 78Modifiche all’articolo 138 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811.All’articolo 138, comma 5, del decreto alla lettera a) le parole: “o il piano di gronda” sono soppresse e la lettera d) è soppressa.ART. 78 bisModifiche all’articolo 139 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 139, comma 1, del decreto è aggiunto in fine il seguente periodo: “I ponti su cavalletti devono essere conformi ai requisiti specifici indicati nel punto 2.2.2. dell'Allegato XVIII”.ART. 79Modifiche all’articolo 140 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 140 del decreto il comma 3 è sostituito dal seguente:“3. Le ruote del ponte in opera devono essere saldamente bloccate con cunei dalle due parti o con sistemi equivalenti. In ogni caso dispositivi appropriati devono impedire lo spostamento involontario dei ponti su ruote durante l’esecuzione dei lavori in quota.”.ART. 80Modifiche all’articolo 148 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 148 del decreto il comma 1 è sostituito dal seguente:“1. Prima di procedere alla esecuzione di lavori su lucernari, tetti, coperture e simili, fermo restando l’obbligo di predisporre sistemi collettivi di protezione dei bordi, deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego.”.ART. 81Modifiche all’articolo 157 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 157 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 157(Sanzioni per i committenti e i responsabili dei lavori)“1. Il committente o il responsabile dei lavori sono puniti:a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione degli articoli 90, commi 1, secondo periodo, 3, 4 e 5;b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione degli articoli 90, commi 5-ter e 9, lettera a), e 93, comma 2;c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.000 euro per la violazione degli articoli 90, commi 7 e 9, lettera c), 101, comma 1, primo periodo.”.ART. 82Articolo aggiuntivo al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. Dopo l’articolo 157 del decreto è inserito il seguente:“ART. 157-bis(Sanzioni per il progettista dell’opera)“1. Il progettista dell’opera è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 91 comma 2-bis..”.ART. 83Modifiche all’articolo 158 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 158 del decreto è sostituito dal seguente: “ART. 158(Sanzioni per i coordinatori)1. Il coordinatore per la progettazione è punito:a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 3.000 a 12.000 euro per la violazione dell’articolo 91, comma 1;b) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 91, comma 2-bis.2. Il coordinatore per l’esecuzione dei lavori è punito:c) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 92, commi 1, lettere a), b), c), e) ed f), e 2;d) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione dell’articolo 92, comma 1, lettera d).”.ART. 84Modifiche all’articolo 159 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 159 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 159(Sanzioni per i datori di lavoro e dirigenti)1. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 96, comma 1, lettera g); si applica la pena dell’arresto da 4 a 8 mesi o l’ammenda da 2.000 a 8.000 euro se la violazione è commessa in cantieri temporanei o mobili in cui l’impresa svolga lavorazioni in presenza di rischi particolari, individuati in base all’allegato XI; si applica la pena dell’ammenda da 2.000 a 4.000 euro se il piano operativo di sicurezza è redatto in assenza di uno o più degli elementi di cui all’allegato XV;b) con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione degli articoli 97, comma 1, 100, comma 3, 111, commi 1, lettera a), e 6, 114, comma 1, 117, 118, 121, 122, 126, 128, comma 1, 145, commi 1 e 2 e 148;c) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione degli articoli 108, 112, 119, 123, 125, commi 1, 2 e 3, 127, 129, comma 1, 136, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, 140, comma 3, 147, comma 1, 151, comma 1, 152, commi 1 e 2 e 154;d) con l’arresto sino a due mesi o con l’ammenda da 500 a 2.000 euro per la violazione degli articoli 90, comma 7, 96, comma 1, lettere. a), b), c), d), e) ed f), e 97, commi 3 e 4, nonché per la violazione delle disposizioni del Capo II del presente Titolo non altrimenti sanzionate;e) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.000 euro per la violazione degli articoli 100, comma 4, e 101, commi 2 e 3.2. L’allegato XIII, nella parte “Prescrizioni per i servizi igienico-assistenziali a disposizione dei lavoratori nei cantieri” per ognuno dei seguenti punti: 1, 2, 3, 4, 5 e 6, e nella parte “Prescrizioni per i posti di lavoro nei cantieri” per ognuno dei seguenti punti: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, identifica una fattispecie omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai cantieri edili, nel cui ambito sono presenti diversi precetti. In caso di violazione di più precetti riconducibili alla medesima fattispecie, l’organo di vigilanza applicherà una unica sanzione contravvenzionale, individuata ai sensi del comma 1, lettera a), puntualizzando, in ogni caso, in sede di verbalizzazione, i diversi precetti violati.3. L’allegato XVIII identifica, per ognuno dei seguenti punti: 1, 2.1, 2.2, 3.1, 3.2, 3.3, 3.4 una fattispecie omogenea di requisiti di sicurezza relativi alla viabilità nei cantieri, ai ponteggi e al trasporto dei materiali nel cui ambito sono presenti diversi precetti. In caso di violazione di più precetti riconducibili alla medesima fattispecie, l’organo di vigilanza applicherà una unica sanzione contravvenzionale, individuata ai sensi del comma 1, lettera c), puntualizzando, in ogni caso, in sede di verbalizzazione, i diversi precetti violati.”.2. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui all’allegato XIII, nella parte relativa alle “Prescrizioni per i servizi igienico-assistenziali a disposizione dei lavoratori nei cantieri”, punti 1, 2, 3, 4, 5 e 6, e nella parte relativa alle “Prescrizioni per i posti di lavoro nei cantieri” per i punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera a). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati».3. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui all’allegato VI, punti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 2, 3.1, 3.2, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera c). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati».ART. 85Modifiche all’articolo 160 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 160 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 160(Sanzioni per i lavoratori autonomi)1. I lavoratori autonomi sono puniti:a) con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 400 a 1.600 euro per la violazione dell’articolo 100, comma 3;b) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 300 a 800 euro per la violazione dell’articolo 94;c) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 600 euro per la violazione degli articoli 124, 138, commi 3 e 4 e 152, comma 2.”.ART. 86Modifiche all’articolo 165 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 165 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 165Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 163;b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione dell’articolo 164.2. Gli allegati XXIV, per ognuno dei punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12, XXV, per ognuno dei punti 1, 2 e 3, XXVI, per l’intero, XXVII, per l’intero, XXVIII, per ognuno dei punti 1 e 2, XXIX, per ognuno dei punti 1 e 2, XXX, per ognuno dei punti 1 e 2, XXXI, per ognuno dei punti 1 e 2, e XXXII, per ognuno dei punti 1, 2 e 3, identificano ciascuno, rispettivamente, una fattispecie omogenea di requisiti di sicurezza relativi alla segnaletica di sicurezza, nel cui ambito sono presenti diversi precetti. In caso di violazione di più precetti riconducibili alla medesima fattispecie, l’organo di vigilanza applicherà una unica sanzione contravvenzionale, individuata ai sensi del comma 1, lettera a), puntualizzando, in ogni caso, in sede di verbalizzazione, i diversi precetti violati.”.2. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi alla segnaletica di sicurezza di cui agli allegati XXIV, punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12, XXV, punti 1, 2 e 3, XXVI, per l’intero, XXVII, per l’intero, XXVIII, punti 1 e 2, XXIX, punti 1 e 2, XXX, punti 1 e 2, XXXI, punti 1 e 2, e XXXII, punti 1, 2 e 3 è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera a). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.ART. 87Modifiche all’articolo 166 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 166 del decreto è abrogato.ART. 88Modifiche all’articolo 170 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 170 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 170Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 fino a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 168, commi 1 e 2.b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione dell’articolo 169, comma 1.”.ART. 89Modifiche all’articolo 171 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 171 del decreto è abrogato.ART. 90Modifiche all’articolo 178 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 178 del decreto è sostituito dal seguente: “ART. 178Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 fino a 6.400 euro per la violazione degli articoli 174, comma 2 e 3, 175, commi 1 e 3 e 176, commi 1, 3, 5;b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 176, comma 6, e 177.2. L’allegato XXXIV identifica, per ognuno dei punti: 1, 2 e 3 una fattispecie omogenea di requisiti di sicurezza relativi alle attrezzature munite di videoterminale, nel cui ambito sono presenti diversi precetti. In caso di violazione di più precetti riconducibili alla medesima fattispecie, l’organo di vigilanza applicherà una unica sanzione contravvenzionale, individuata ai sensi del comma 1, lettera a), puntualizzando, in ogni caso, in sede di verbalizzazione, i diversi precetti violati.”2. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi alle attrezzature munite di videoterminale di cui all’allegato XXXIV, punti 1, 2 e 3 è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera a). L’organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.ART. 91Abrogazione dell’articolo 179 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 179 del decreto è abrogato.ART. 92Modifiche all’articolo 189 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 189 del decreto il comma 1 è sostituito dal seguente:“1. I valori limite di esposizione e i valori di azione, in relazione al livello di esposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco, sono fissati a:a) valori limite di esposizione rispettivamente LEX = 87 dB(A) o ppeak = 200 Pa (140 dB(C) riferito a 20 μPa);b) valori superiori di azione: rispettivamente LEX = 85 dB(A) o ppeak = 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20 μPa);c) valori inferiori di azione: rispettivamente LEX = 80 dB(A) o ppeak = 112 Pa (135 dB(C) riferito a 20 μPa).”.ART. 93Modifiche all’articolo 190 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 190 del decreto, dopo il comma 5 è aggiunto, in fine, il seguente:“5-bis. L’emissione sonora di attrezzature di lavoro, macchine e impianti può essere stimata in fase preventiva facendo riferimento a livelli di rumore standard individuati da studi e misurazioni la cui validità è riconosciuta dalla Commissione consultiva permanente di cui all’articolo 6, riportando la fonte documentale cui si è fatto riferimento.”.ART. 94Modifiche all’articolo 192 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81All’articolo 192, comma 2, del decreto la parola: “inferiori” è sostituita dalla seguente: “superiori”.ART. 95Modifiche all’articolo 193 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81All’articolo 193, comma 2, del decreto le parole: “mantengono un livello di rischio uguale od inferiore ai livelli inferiori di azione” sono sostituite dalle seguenti: “e comunque rispettano le prestazioni richieste dalle normative tecniche”.ART. 96Modifiche all’articolo 198 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81All’articolo 198, comma 1, del decreto dopo la parola: “sentite” la parola: “la” è sostituita dalla seguente: “le” e le parole: “entro un anno” sono sostituite dalle seguenti: “entro due anni”.ART. 97Modifiche all’articolo 207 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 207, comma 1, lettera c), del decreto dopo le parole: “induzione magnetica (B)” sono inserite le seguenti: “, corrente indotta attraverso gli arti (IL)”.ART. 98Modifiche all’articolo 209 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 209, comma 1, del decreto le parole: “linee guida” sono sostituite dalle seguenti: “buone prassi”.ART. 99Modifiche all’articolo 211 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 211, comma 2, del decreto sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “a meno che la valutazione effettuata a norma dell'articolo 209, comma 2, dimostri che i valori limite di esposizione non sono superati e che possono essere esclusi rischi relativi alla sicurezza”.ART. 100Modifiche all’articolo 214 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 214, comma 1, lettera a), del decreto i numeri 1), 2) e 3) sono sostituiti dai seguenti: “1) radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 100 e 400 nm. La banda degli ultravioletti è suddivisa in UVA (315-400 nm), UVB (280-315 nm) e UVC (100-280 nm); 2) radiazioni visibili : radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 380 e 780 nm; 3) radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 780 nm e 1 mm. La regione degli infrarossi è suddivisa in IRA (780-1400 nm), IRB (1400-3000 nm) e IRC (3000 nm-1 mm);”.ART. 101Modifiche all’articolo 216 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 216, comma 1, del decreto le parole: “le specifiche linee guida” sono sostituite dalla seguenti: “le buone prassi”.ART. 102Modifiche all’articolo 217 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 217, comma 2, del decreto le parole: “di azione” sono sostituite dalle seguenti: “limite di esposizione”.ART. 103Modifiche all’articolo 219 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 219 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 219Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente1. Il datore di lavoro è punito:a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dagli articoli 181, comma 2, 190, commi 1 e 5, 202, commi 1 e 5, 209, commi 1 e 5, e 216;b) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 190, commi 2 e 3, 202, commi 3 e 4, e 209, commi 2 e 4.2. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:a) con arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 182, comma 2, 185, 192, comma 2, 193, comma 1, 195, 196, 197, secondo periodo, 203, 205, comma 4, secondo periodo, 210, comma 1, e 217, comma 1;b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da euro 750 a euro 4.000 per la violazione degli articoli 184, 192, comma 3, primo periodo, 210, commi 2 e 3, e 217, commi 2 e 3.”.ART. 104Modifiche all’articolo 220 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 220 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 220Sanzioni a carico del medico competente1. Il medico competente è punito con l’arresto fino tre mesi o con l’ammenda da 400 a 1.600 euro per la violazione degli articoli 185 e 186.”.ART. 105Modifiche all’articolo 222 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 222, comma 1, del decreto dopo la lettera h) sono aggiunte le seguenti lettere: “h-bis) rischio basso per la sicurezza: rischio per la sicurezza esistente nei luoghi di lavoro o parte di essi in cui sono presenti agenti di bassa pericolosità in cui le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di eventi incidentali ed in cui, in caso di tali eventi, la probabilità di propagazione degli effetti dell’incidente è da ritenersi limitata; h-ter) rischio irrilevante per la salute: rischio generato da esposizioni lavorative il cui livello medio è dello stesso ordine di grandezza di quello medio della popolazione generale.”.ART. 106Modifiche all’articolo 223 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 223, comma 1, del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) dopo la parola: “determina” il simbolo “,” è soppresso;b) alla lettera c) la parola: “tipo” è sostituita dalla seguente: “modo”;c) alla lettera d), le parole: “compresa la quantità degli stessi” sono sostituite dalle seguenti: “tenuto conto della quantità delle sostanze e dei preparati che li contengono o li possono generare”;d) alla lettera e), dopo la parola: “biologici” il simbolo “;” è soppresso.ART. 107Modifiche all’articolo 232 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 232, comma 4, del decreto la parola: “moderato” è sostituita dalle seguenti: “basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori”.ART. 108Modifiche all’articolo 251 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 251, comma 1, del decreto la lettera b) è sostituita dalla seguente: “b) i lavoratori esposti devono sempre utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI) delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo adeguato alla concentrazione di amianto nell’aria. La protezione deve essere tale da garantire all’utilizzatore in ogni caso che la stima della concentrazione di amianto nell’aria filtrata, ottenuta dividendo la concentrazione misurata nell’aria ambiente per il fattore di protezione operativo, sia non superiore ad un decimo del valore limite indicato all’articolo 254.”.ART. 109Modifiche all’articolo 256 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 256 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1 le parole: “all’articolo 30, comma 4, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22”, sono sostituite dalle seguenti: “all’articolo 212, comma 8, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”;b) al comma 5 è aggiunto in fine il seguente periodo: “Se entro il periodo di cui al precedente capoverso l’organo di vigilanza non formula motivata richiesta di integrazione o modifica del piano di lavoro e non rilascia prescrizione operativa, il datore di lavoro può eseguire i lavori. L’obbligo del preavviso di trenta giorni prima dell’inizio dei lavori non si applica nei casi di urgenza, confermata dall’organo di vigilanza. In tale ultima ipotesi, oltre alla data di inizio, deve essere fornita dal datore di lavoro indicazione dell’orario di inizio delle attività.”;c) al comma 6 le parole: “di cui all’articolo 50” sono sostituite dalle seguenti: “di cui all’articolo 250”.ART. 110Modifiche all’articolo 259 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 259 del Decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1 dopo le parole: “aree interessate” è inserita la seguente: “di” e le parole:“un controllo sanitario volto a verificare”sono sostituite dalle seguenti: “a sorveglianza sanitaria finalizzata anche a verificare”;b) al comma 4 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Ai fini della valutazione di cui al precedente capoverso il medico competente privilegia gli esami non invasivi e quelli per i quali è documentata l’efficacia diagnostica.”.ART. 111Modifiche all’articolo 261 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 261, comma 1, del decreto dopo la parola: “casi”, la parola: “accertati” è soppressa.ART. 112Modifiche all’articolo 262 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 262 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 262Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente1. Il datore di lavoro è punito: a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione degli articoli 223, commi 1, 2 e 3, 236, commi 1, 2, 3, 4, 5, e 249, commi 1 e 3;b) con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione dell’articolo 223, comma 6.2. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione degli articoli 225, 226, 228, commi 1, 3, 4 e 5, 229, comma 7, 235, 237, 238, comma 1, 240, commi 1 e 2, 241, 242, commi 1, 2 e 5, lettera b), 248, comma 1, 250, commi 1 e 4, 251, 252, 253, comma 1, 254, 255, 256, commi da 1 a 4, 257, 258, 259, commi 1, 2 e 3, e 260, comma 1;b) con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione degli articoli 227, commi 1, 2 e 3, 229, commi 1, 2, 3 e 5, 239, commi 1, 2 e 4, e 240, comma 3;c) con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 800 a 2.000 euro per la violazione degli articoli 250, commi 2 e 3, e 256, commi 5 e 7;d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.000 euro per la violazione degli articoli 243, commi 3, 4, 5, 6 e 8, 253, comma 3, e 260, commi 2 e 3.”.ART. 113Modifiche all’articolo 263 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 263 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 263Sanzioni per il preposto 1. Con riferimento alle previsioni di cui al presente Titolo, il preposto è punito:a) con l’arresto sino a due mesi o con l’ammenda da 400 a 1.600 euro per la violazione degli articoli 225, 226, 228, commi 1, 3, 4 e 5, 235, 236, comma 3, 240, commi 1 e 2, 241, 242, commi 1 e 2, 248, comma 1, e 254;b) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 900 euro per la violazione degli articoli 229, commi 1, 2, 3, 5, e 239, commi 1, 2 e 4.”.ART. 115Modifiche all’articolo 264 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 264 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 264Sanzioni per il medico competente1. Il medico competente è punito:a) con l’arresto fino a due mesi o con l’ammenda da 300 a 1.200 euro per la violazione degli articoli 229, commi 3, primo periodo, e 6, 230, e 242, comma 4;b) con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda da 200 a 800 euro per la violazione dell’articolo 243, comma 2.”.ART. 116Modifiche all’articolo 264 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. Dopo l’articolo 264 del decreto è inserito il seguente articolo:“ART. 264-bisSanzioni concernenti il divieto di assunzione in luoghi esposti1. Chiunque viola le disposizioni di cui all’articolo 238, comma 2, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 80 a 400 euro.”.ART. 117Modifiche all’articolo 265 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 265 del decreto è abrogato .ART. 118Modifiche all’articolo 282 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 282 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 282Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti1. Il datore di lavoro è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 271, commi 1, 3 e 5;2. Il datore di lavoro e i dirigenti sono puniti:a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione degli articoli 270, commi 1 e 4, 271, comma 2, 272, 273, comma 1, 274, commi 2 e 3, 275; 276, 278, 279, commi 1, 2, e 280, commi 1 e 2;b) con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 800 a 2.000 euro per la violazione degli articoli 269, commi 1, 2 e 3, e 277, comma 2;c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.000 euro per la violazione dell’articolo 280, commi 3 e 4.”.ART. 119Modifiche all’articolo 283 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 283 del decreto è sostituito dal seguente: “ART. 283Sanzioni a carico dei preposti1. Con riferimento alle previsioni di cui al presente Titolo, il preposto è punito con l’arresto fino a due mesi o con l’ammenda da 400 a 1.600 euro per la violazione degli articoli 271, comma 2, 272, 274, commi 2 e 3, 275, 276, e 278, commi 1 e 3.”.ART. 120Modifiche all’articolo 284 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 284 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 284(Sanzioni a carico del medico competente)1. Il medico competente è punito con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda da 300 a 1.200 euro per la violazione dell’articolo 279, comma 3.”.ART. 121Modifiche all’articolo 285 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 285 del decreto è sostituito dal seguente: “ART. 285(Sanzioni a carico dei lavoratori)1. I lavoratori sono puniti:a) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 300 a 900 euro per la violazione dell’articolo 277, comma 3;b) con l'arresto fino a quindici giorni o con l'ammenda da 100 a 400 euro per la violazione dell’articolo 277, comma 1.”.ART. 122Modifiche all’articolo 286 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 286 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 286Sanzioni concernenti il divieto di assunzione in luoghi esposti1. Chiunque viola le disposizioni di cui all’articolo 273, comma 2, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 80 a 400 euro.”.ART. 123Modifiche all’articolo 288 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 288 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1, dopo le parole: “nebbie o polveri”, sono aggiunte le seguenti: “in cui, dopo accensione, la combustione si propaga nell’insieme della miscela incombusta”;b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente “1-bis Per condizioni atmosferiche si intendono condizioni nelle quali la concentrazione di ossigeno nell’atmosfera è approssimativamente del 21 per cento e che includono variazioni di pressione e temperatura al di sopra e al di sotto dei livelli di riferimento, denominate condizioni atmosferiche normali (pressione pari a 101325 Pa, temperatura pari a 293 K), purché tali variazioni abbiano un effetto trascurabile sulle proprietà esplosive della sostanza infiammabile o combustibile.”.ART. 124Modifiche all’articolo 292 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 292, comma 2, del decreto la parola: “Fermo” è sostituita dalla seguente: “Ferma”.ART. 125Modifiche all’articolo 293 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 293, comma 3, del decreto dopo le parole: “allegato LI”, sono aggiunte le seguenti: “e provviste di allarmi ottico/acustici che segnalino l’avvio e la fermata dell’impianto, sia durante il normale ciclo sia nell’eventualità di un’emergenza in atto.”.ART. 126Modifiche all’articolo 294 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. Dopo l’articolo 294 è aggiunto il seguente articolo:“ART. 294-bisInformazione e formazione dei lavoratori1. Nell’ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37, il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori esposti al rischio di esplosione e i loro rappresentanti vengano informati e formati in relazione al risultato della valutazione dei rischi, con particolare riguardo:a) alle misure adottate in applicazione del presente titolo;b) alla classificazione delle zone;c) alle modalità operative necessarie a minimizzare la presenza e l’efficacia delle sorgenti di accensione;d) ai rischi connessi alla presenza di sistemi di protezione dell’impianto;e) ai rischi connessi alla manipolazione ed al travaso di liquidi infiammabili e/o polveri combustibili;f) al significato della segnaletica di sicurezza e degli allarmi ottico/acustici;g) agli eventuali rischi connessi alla presenza di sistemi di prevenzione delle atmosfere esplosive, con particolare riferimento all’asfissia;h) all’uso corretto di adeguati dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e controindicazioni all’uso.”.ART. 127Modifiche all’articolo 296 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. Dopo l’articolo 296 del decreto, le parole: “Capo II Sanzioni” sono sostituite dalle seguenti: “Capo III Sanzioni”.ART. 128Modifiche all’articolo 297 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 297 del decreto è sostituito dal seguente:“ART. 297Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti1. Il datore di lavoro è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione dell’articolo 290.2. Il datore di lavoro e i dirigenti sono puniti con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione degli articoli 289, comma 2, 291, 292, comma 2, 293, commi 1 e 2, 294, commi 1, 2 e 3, 294-bis e 296.”ART. 129Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n.231 1. Il testo dell’articolo 25-septies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, come da ultimo modificato dall’articolo 300 del decreto, è sostituito dal seguente:“ART. 25-septies” (Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della igiene e della salute sul lavoro)1. Ove il delitto di cui all’articolo 589 del codice penale, all’esito dei relativi accertamenti, risulti causalmente collegato in maniera diretta ed efficiente alla violazione dell’articolo 55, comma 2, del presente decreto legislativo, si applica una sanzione pecuniaria in misura pari a 400 quote. Nel caso di condanna per il delitto di cui al precedente periodo si applicano le sanzioni interdittive di cui all’articolo 9, comma 2, per una durata non superiore a sei mesi.2. Salvo quanto previsto dal comma 1, ove il delitto di cui all’articolo 589 del codice penale, all’esito dei relativi accertamenti, risulti causalmente collegato in maniera diretta ed efficiente alla violazione delle norme antinfortunistiche ed in materia di igiene e salute e sicurezza sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura non superiore a 200 quote. Nel caso di condanna per il delitto di cui al precedente periodo si applicano le sanzioni interdittive di cui all’articolo 9, comma 2, per una durata non superiore a tre mesi.3. Ove il delitto di cui all’articolo 590, terzo comma, del codice penale, all’esito dei relativi accertamenti, risulti causalmente collegato in maniera diretta ed efficiente alla violazione delle norme antinfortunistiche ed in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura non superiore a 200 quote. Nel caso di condanna per il delitto di cui al precedente periodo si applicano le sanzioni interdittive di cui all’articolo 9, comma 2, per una durata non superiore a tre mesi».”.ART. 130Modifiche all’articolo 301 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 301, comma 1, del decreto dopo le parole: “dell’ammenda” sono inserite le seguenti: “ovvero la pena della sola ammenda”.ART. 131Articoli aggiuntivi al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. Dopo l’articolo 301 del decreto è inserito il seguente: “ART. 301-bisEstinzione agevolata degli illeciti amministrativi a seguito di regolarizzazione1. In tutti i casi di inosservanza degli obblighi puniti con sanzione pecuniaria amministrativa il trasgressore, al fine di estinguere l’illecito amministrativo, è ammesso al pagamento di una somma pari alla misura minima prevista dalla legge qualora provveda a regolarizzare la propria posizione non oltre il termine assegnato dall’organo di vigilanza mediante verbale di primo accesso ispettivo.”.ART. 132(Modifiche all’articolo 302 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)1. L’articolo 302 del decreto è sostituito dal seguente:Articolo 302(Definizione delle contravvenzioni punite con la sola pena dell’arresto)1. Per le contravvenzioni punite con la sola pena dell’arresto, il giudice può, su richiesta dell’imputato, sostituire la pena irrogata nel limite di dodici mesi con il pagamento di una somma determinata secondo i criteri di ragguaglio di cui all’articolo 135 del codice penale. La sostituzione può avvenire solo quando siano state eliminate tutte le fonti di rischio e le conseguenze dannose del reato. La somma non può essere comunque inferiore a euro 2.000.2. La sostituzione di cui al comma 1 non è consentita quando la violazione ha avuto un contributo causale nel verificarsi di un infortunio sul lavoro da cui sia derivata la morte ovvero una lesione personale che abbia comportato l’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un periodo superiore ai quaranta giorni.3. Decorso un periodo di tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza che ha operato la sostituzione di cui al comma 1 senza che l’imputato abbia commesso ulteriori reati tra quelli previsti dal presente testo unico, ovvero i reati di cui all’articolo 589, comma 2 e 590, comma 3, del codice penale, limitatamente all’ipotesi di violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro, il reato si estingue.2. Dopo l’articolo 302 del decreto è inserito il seguente: “ART. 302bisPotere di disposizione1. Gli organi di vigilanza impartiscono disposizioni esecutive ai fini dell’applicazione delle norme tecniche e delle buone prassi, laddove volontariamente adottate dal datore di lavoro e da questi espressamente richiamate in sede ispettiva, qualora ne riscontrino la mancata adozione, e salvo che il fatto non costituisca reato.2. Avverso le disposizioni di cui al comma 1 è ammesso ricorso, entro trenta giorni, con eventuale richiesta di sospensione dell’esecutività dei provvedimenti, all’autorità gerarchicamente sovraordinata nell’ambito dei rispettivi organi di vigilanza, che deve decidere il ricorso entro quindici giorni. Decorso inutilmente il termine previsto per la decisione il ricorso si intende respinto.”.ART. 133Modifiche all’articolo 303 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. L’articolo 303 del decreto è abrogato.ART. 134Modifiche all’articolo 304 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 304 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 1, dopo la lettera d) sono aggiunte le seguenti:“d-bis) la lettera c) dell’articolo 3, della legge 22 luglio 1961, n. 628;d-ter) gli articoli 42 e 43 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 520.b) dopo il comma 1, è inserito il seguente: “1-bis. Le funzioni attribuite all’ispettorato medico centrale dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modifiche ed integrazioni, sono svolte dalla Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.” .b) dopo il comma 1, è inserito il seguente: “1-bis. Le funzioni attribuite all’ispettorato medico centrale dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modifiche ed integrazioni, sono svolte dalla struttura di livello dirigenziale generale del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, individuata in sede regolamentare nell’ambito del complessivo processo di riorganizzazione dello stesso Dicastero, in attuazione dell’articolo 74 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.”ART. 135Modifiche all’articolo 306 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. All’articolo 306 del decreto sono apportate le seguenti modifiche:a) al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “In caso di attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori anteriormente al 6 luglio 2007 e che non permettono il rispetto dei valori limite di esposizione tenuto conto del progresso tecnico e delle misure organizzative messe in atto, l'obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione di cui all'articolo 201 entra in vigore il 6 luglio 2010. Per il settore agricolo e forestale l'obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione di cui all'articolo 201, ferme restando le condizioni di cui al precedente periodo, entra in vigore il 6 luglio 2014. Per il settore della navigazione aerea e marittima, l'obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione al rumore di cui all’articolo 189 entra in vigore il 15 febbraio 2011.”;b) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma: “4-bis. Le ammende previste con riferimento alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro e le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente decreto nonché da atti aventi forza di legge vengono rivalutate ogni cinque anni a far data dall’entrata in vigore del presente decreto in misura pari all’indice ISTAT dei prezzi al consumo per il corrispondente periodo, previo arrotondamento delle cifre al decimale superiore.”.ART. 136Clausola finanziaria1. Dall’esecuzione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni competenti provvedono agli adempimenti derivanti dal presente decreto attraverso una diversa allocazione delle ordinarie risorse umane, strumentali ed economiche, allo stato in dotazione alle medesime amministrazioni.ART. 136Modifiche agli Allegati del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 811. Gli allegati I, II, IIIA, IIIB, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XIII, XIV, XV, XVII, XVIII, XIX, XXII, XXIII, XXIV, XXV, XXVI, XXVII, XXIX, XXXI, XXXIII, XXXIV, XXXVI, XXXIX, XLIX, L, LI del decreto sono sostituiti dai corrispondenti allegati I, II, IIIA, IIIB, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XIII, XIV, XV, XVII, XVIII, XIX, XXII, XXIII, XXIV, XXV, XXVI, XXVII, XXIX, XXXI, XXXIII, XXXIV, XXXVI, XXXIX, XLIX, L, LI del presente decreto.2. L’allegato IIIB è soppresso.3. Dopo l’allegato VII è inserito l’allegato VII bis.
Le scadenze per rifare il DVR ai sensi del DLgs 81...
La firma del Rls sul Documento di valutazione dei ...
Accertamenti sanitari su tossicodipendenze e alcol...
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81...
Ricerca per la Valutazione e la Gestione dello Str...
Thyssen. I consulenti della pubblica accusa ricost...
Sommerso: nel 2006 stimati circa 175mila infortuni...
STRESS Chek-List di Valutazione D lgs 81
Sicurezza nell'edilizia e stress da lavoro correla...

References: art. 1
 art. 1
 art. 4
 art.15
 art. 8
 art.41
 art. 17
 ART. 4
in fine
in fine
in fine
in fine
 articolo 3
in fine
in fine
in fine
in fine
 ART. 31
 articolo 41
 ART. 35
 ART. 38
in fine
in fine
in fine
in fine
in fine
in fine
in fine
in fine
in fine
 sentenza 
in fine