Source: https://studiolegale-bologna.it/consulenza-legale-bologna-per-risolvere-i-tuoi-problemi-legali-1consulenza-legale-bologna-in-materia-di-separazione-e-divorzi-2consulenza-legale-bologna-in-materia-di-contratti-immobiliari/
Timestamp: 2019-11-17 17:21:05+00:00

Document:
CONSULENZA LEGALE BOLOGNACONSULENZA LEGALE BOLOGNA PER RISOLVERE I TUOI PROBLEMI LEGALI 1)consulenza legale Bologna in materia di separazione e divorziPER RISOLVERE I TUOI PROBLEMI LEGALI 1)consulenza legale Bologna in materia di separazione e divorzi 2)consulenza legale Bologna in materia di contratti immobiliari 3)consulenza legale bologna in mteria di eredità e successioni
CONSULENZA LEGALE BOLOGNA PER RISOLVERE I TUOI PROBLEMI LEGALI 1)consulenza legale Bologna in materia di separazione e divorzi 2)consulenza legale Bologna in materia di contratti immobiliari 3)consulenza legale bologna in mteria di eredità e successioni
da Sergio Armaroli | Giu 3, 2016
CONSULENZA LEGALE BOLOGNA PER RISOLVERE I TUOI PROBLEMI LEGALI
Consulenza e Assistenza Legale a Bologna e On Line
se cerchi a Bologna Consulenza e Assistenza Legale a Bologna e On Line chiama 051 6447838
Avvocati Consulenza Legale Bologna
CONSULENZA LEGALE BOLOGNA PER RISOLVERE I TUOI PROBLEMI LEGALI Consulenza e Assistenza Legale a Bologna e On Line se cerchi a Bologna Consulenza e Assistenza Legale a Bologna e On Line chiama 051 6447838 Avvocati Consulenza Legale Bologna
Avvocati e Studi Legali che si occupano di Consulenza Legale Bologna.
Studio di Consulenza Legale a Bologna
Studio Avvocato | Bologna
assistenza per questioni di diritto penale, … Assistenza e consulenza per questioni di diritto penale,
Il nostro obiettivo è quello di trasformare la consulenza legale Avvocati di Bologna.
Consulenza legale –
1)consulenza legale Bologna in materia di separazione e divorzi
2)consulenza legale Bologna in materia di contratti immobiliari
3)consulenza legale bologna in mteria di eredità e successioni
4)consulenza legale Bologna in materia di responsabilità medica
Grazie a spiccate doti umane e culturali, L’avvocato Sergio Armaroli mira alla creazione di un concreto rapporto di fiducia con i loro assistiti, a partire dal primo incontro, dedicato alla trattazione della questione legale e al conferimento di tutti gli elementi utili per la miglior difesa.
La metodologia di lavoro coniuga specifiche competenze con l’attenzione e la cura di un approccio personalizzato alle problematiche del cliente. In sede di colloquio verrà elaborato un preventivo relativo all’attività professionale che si dovrà compiere.
Consulenza legale Bologna Lo Studio assicura la massima trasparenza relativa alle tariffe professionali e alle possibili variazioni che potranno subire in ragione delle attività supplementari ed eventuali.
nostri professionisti hanno maturato una significativa esperienza e competenza nel Consulenza legale Bologna diritto di famiglia, volta alla tutela di nuclei famigliari costituiti tanto sul matrimonio quanto sulla convivenza; una particolare attenzione viene dedicata tanto alla fase pre-contenziosa quanto a quella contenziosa, assistendo i coniugi e le coppie di fatto prima nella programmazione economico- Consulenza legale Bologna patrimoniale della famiglia e, successivamente, nella gestione della crisi, nella separazione e nel divorzio ovvero nella fase di scioglimento dell’unione di fatto da cui siano nati figli.
Consulenza legale Bologna na particolar attenzione viene dedicata ai minori e alla loro tutela. Lo Studio è altresì strutturato per assistere le parti nella procedura di negoziazione assistita per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.
In tema di separazione personale tra i coniugi, al fine della quantificazione dell’assegno di mantenimento, il giudice del merito deve anzitutto accertare il tenore di vita dei coniugi durante il matrimonio, per poi verificare se i mezzi economici a disposizione del coniuge gli permettano di conservarlo indipendentemente dalla percezione di detto assegno e, in caso di esito negativo di questo esame, deve procedere alla valutazione comparativa dei mezzi economici a disposizione di ciascun coniuge al momento della separazione. In quest’ambito, la valutazione delle condizioni economiche delle parti non richiede la determinazione dell’esatto importo dei redditi posseduti attraverso l’acquisizione di dati numerici, in quanto è necessaria, ma anche sufficiente, un’attendibile ricostruzione delle complessive situazioni patrimoniali e reddituali dei coniugi, in relazione alle quali sia possibile pervenire a fissare l’erogazione, in favore di quello più debole, di una somma corrispondente alle sue esigenze (cfr, tra le altre, cass n. 13592 del 2006)
È solo in questo modo, d’altronde, che può essere assicurata quell’effettiva compartecipazione alle scelte riguardanti la crescita e la formazione del figlio in cui si sostanzia la c.d. bigenitorialità, quale principio solennemente affermato a livello internazionale dalla Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989 e ratificata con legge 27 maggio 1991, n. 176, che ha trovato attuazione in materia di separazione e divorzio attraverso la legge 8 febbraio 2006, n. 54, la quale ha modificato l’art. 155 cod. civ., introducendo l’istituto dell’affidamento condiviso.
Art. 269 del codice civile. Dichiarazione giudiziale di paternità e maternità. La paternità e la maternità naturale possono essere giudizialmente dichiarate nei casi in cui il riconoscimento è ammesso. La prova della paternità e della maternità può essere data con ogni mezzo. La maternità è dimostrata provando la identità di colui che si pretende essere figlio e di colui che fu partorito dalla donna, la quale si assume essere madre. La sola dichiarazione della madre e la sola esistenza di rapporti tra la madre e il preteso padre all’epoca del concepimento non costituiscono prova della paternità naturale. Art. 273 del codice civile. Azione nell’interesse del minore o dell’interdetto. L’azione per ottenere che sia giudizialmente dichiarata la paternità o la maternità naturale può essere promossa, nell’interesse del minore, dal genitore che esercita la potestà prevista dall’articolo 316 o dal tutore. Il tutore però deve chiedere l’autorizzazione del giudice, il quale può anche nominare un curatore speciale. Occorre il consenso del figlio per promuovere o per proseguire l’azione se egli ha compiuto l’età di sedici anni. Per l’interdetto l’azione può essere promossa dal tutore previa autorizzazione del giudice. Il tribunale dei minorenni ordinerà al presunto padre di sottoporsi al Test del DNA, al fine di accertare la paternità. Il rifiuto da parte del padre, a sottoporsi al test del DNA (con prelievo del sangue) comporta in concreto, l’ammissione di paternità, per giurisprudenza consolidata (vedi ad esempio sentenza del tribunale dei minorenni di L’Aquila del 19/04/2007). La madre non può impedire al padre di riconoscere il figlio; il figlio ha diritto di avere un padre ed una madre. Ha diritto di essere educato e mantenuto da un padre ed una madre !!! Ai sensi dell’articolo 250, comma 4 del codice civile, la madre non può impedire il riconoscimento del padre, laddove questo comportamento non risponda all’interesse del figlio. EREDI BOLOGNA IMPUGNAZIONE SUCCESSIONE BOLOGNA IMPUGNAZIONE TESTAMENTO BOLOGNA
L’inapplicabilità della relativa disciplina alla fattispecie in esame, tuttora regolata da una sentenza emessa in data anteriore all’entrata in vigo-re della predetta legge, non esclude la possibilità di desumerne elementi utili ai fini dell’interpretazione della normativa previgente, in una prospettiva evolutiva che tenga conto dell’indubbia comunanza di aspetti riscontrabile tra l’affidamento congiunto e quello condiviso. Significativa, al riguardo, appare la nuova formulazione dell’art. 155 cit., la quale, nel ribadire la necessità che le decisioni di maggior interesse siano prese di comune accordo tra i genitori, inquadra tale esigenza in una disciplina improntata alla riaffermazione dei principio di pari responsabilità di questi ultimi nella cura, nell’educazione e nell’istruzione dei figli. Tale principio, valido anche per l’ipotesi in cui il giudice ritenga preferibile l’affidamento esclusivo, non può non ricevere un’applicazione particolarmente rigorosa nel caso di affidamento congiunto o condiviso, riducendosi altrimenti l’apporto di uno dei genitori ad una mera erogazione di denaro, svincolata da qualsiasi contributo di carattere decisionale, in contrasto con gli obiettivi di responsabilizzazione di entrambe le figure genitoriali avuti di mira dal legislatore attraverso la previsione di queste forme di affidamento.
DANNO TANATOLOGICO CALCOLO, DANNO BIOLOGICO CALCOLO, DANNO MORALE CALCOLO,AVVOCATO CIVILISTA BOLOGNA
secondo cui quando, in sede di separazione personale dei coniugi, i figli siano stati affidati, con provvedimento presidenziale o con sentenza definitiva, ad uno dei coniugi, l’assegno posto a carico del coniuge non affidatario, quale suo concorso agli oneri economici derivanti dal mantenimento della prole, è determinato in misura forfettariamente proporzionata alle sostanze dei genitori, al numero ed alle esigenze dei figli. Il coniuge non affidatario non ha, quindi, diritto ad un rendiconto delle spese effettivamente sostenute per il suddetto mantenimento, slavo a far valere ogni rilevante circostanza in sede di revisione dell’entità dell’assegno (Cass., sez. 1, sentenza del 15 novembre 1974, n. 3618).
Art. 269 del codice civile. Dichiarazione giudiziale di paternità e maternità.
La paternità e la maternità naturale possono essere giudizialmente dichiarate nei casi in cui il riconoscimento è ammesso.
La maternità è dimostrata provando la identità di colui che si pretende essere figlio e di colui che fu partorito dalla donna, la quale si assume essere madre.
La sola dichiarazione della madre e la sola esistenza di rapporti tra la madre e il preteso padre all’epoca del concepimento non costituiscono prova della paternità naturale.
Art. 273 del codice civile. Azione nell’interesse del minore o dell’interdetto.
L’azione per ottenere che sia giudizialmente dichiarata la paternità o la maternità naturale può essere promossa, nell’interesse del minore, dal genitore che esercita la potestà prevista dall’articolo 316 o dal tutore. Il tutore però deve chiedere l’autorizzazione del giudice, il quale può anche nominare un curatore speciale.
Occorre il consenso del figlio per promuovere o per proseguire l’azione se egli ha compiuto l’età di sedici anni.
Per l’interdetto l’azione può essere promossa dal tutore previa autorizzazione del giudice.
Il tribunale dei minorenni ordinerà al presunto padre di sottoporsi al Test del DNA, al fine di accertare la paternità. Il rifiuto da parte del padre, a sottoporsi al test del DNA (con prelievo del sangue) comporta in concreto, l’ammissione di paternità, per giurisprudenza consolidata (vedi ad esempio sentenza del tribunale dei minorenni di L’Aquila del 19/04/2007).
La madre non può impedire al padre di riconoscere il figlio; il figlio ha diritto di avere un padre ed una madre. Ha diritto di essere educato e mantenuto da un padre ed una madre !!!
Ai sensi dell’articolo 250, comma 4 del codice civile, la madre non può impedire il riconoscimento del padre, laddove questo comportamento non risponda all’interesse del figlio.

References: Art. 269
 Art. 273
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Art. 269

Art. 273
 sentenza