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Timestamp: 2018-07-21 23:06:52+00:00

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Clamorosa sentenza ottenuta dal Codacons Sicilia contro le multinazionali Nestlè e Tetra Pack | Guida Sicilia
Clamorosa sentenza ottenuta dal Codacons Sicilia contro le multinazionali Nestlè e Tetra Pack
Con una clamorosa sentenza (n. 979/2009) senza precedenti il Giudice di pace Giuseppe Conselmo di Acireale (Catania) ha condannato sia la Nestlé Italiana s.p.a. che la Tetra Pack International S.A. e la Tetra Pack Hispania S.A a risarcire l’attrice, stabilendo che, oltre al danno patrimoniale, sia da risarcire anche il "danno non patrimoniale", oltre le spese del procedimento.
Una madre si era rivolta al Codacons Sicilia per ottenere il risarcimento del danno in quanto aveva scoperto di avere nutrito il figlio per sei mesi con latte Nestlè che, a seguito dei risultati delle analisi effettuate dall'Arpa – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, era risultato alterato per la presenza di tracce di un componente chimico utilizzato come fotoiniziatore di inchiostri nella fabbricazione di imballaggi, nelle confezioni in TetraPak a stampa off-set. Si tratta di un fissativo usato nella stampa tipografica per polimerizzare gli inchiostri; esso si fissa una volta esposto a raggi ultravioletti. Pertanto, i fogli stampati si sono "sporcati" con questa sostanza, causando la contaminazione del lato del cartone che finisce a contatto col latte e si presume che il problema si sia creato proprio nella fase di polimerizzazione.
Il Giudice di Pace di Acireale, condividendo le tesi degli avvocati Floriana Pisani e Simona Russo dell'Ufficio legale del Codacons Sicilia, ha riconosciuto, infatti, che "...dalla condotta inadempiente posta in essere dalla società convenuta (configurabile nella violazione dei doveri contrattuali di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, poiché la legge impone a ciascuna delle parti del rapporto obbligatorio, il dovere di agire in modo da preservare gli interessi dell’altra, oltre all’inadempimento, è configurabile la lesione, o più correttamente, la messa in pericolo dei diritti inviolabili della famiglia (art. 2, 29 e 30 Cost.) e segnatamente del rapporto parentale intercorrente tra l’attrice ed il proprio figlio minore, minacciato dai possibili sviluppi negativi della sua salute...".
E' da rilevare, afferma una nota del Codacons, che all'epoca dei fatti era stato disposto il ritiro dai banchi di vendita delle confezioni di latte che avevano subito l'alterazione, ma tale situazione di allarme ed incertezza, secondo quanto disposto dal giudice, ha causato un danno ingiusto, anche di natura non patrimoniale, alla madre, pregiudicandone le funzioni naturali nella dimensione biologica, psicologica e sociale. La mamma del piccolo, infatti, si è preoccupata enormemente per la salute del bambino, che quasi fin dalla nascita aveva assunto il latte contaminato. Il diritto alla salute ed alla sicurezza alimentare ha carattere fondamentale e riguarda l’uomo nella sua totalità, corpo e psiche. La tutela della salute è compresa non solo nell’art. 32 della Carta Costituzionale, ma anche nella normativa nazionale, ed in particolare nella legge n. 281/1998, oggi Codice del Consumo.
Il Giudice, dopo avere respinto ogni eccezione riguardante la competenza territoriale del procedimento, (la Nestlè voleva infatti spostare il tutto a Roma) ha sancito la competenza territoriale facendo riferimento al "foro del consumatore" e ha condannato al risarcimento del danno patrimoniale (latte comprato) valutato in via equitativa. Infine ha condannato al risarcimento del danno non patrimoniale sulla base della nuova impostazione data dalla sentenza della Cass. 26972/08, considerando la lesione dei diritti inviolabili della famiglia ex artt 2, 29, 30 Costituzione.
"E' ancora una volta una sentenza importantissima - dice Francesco Tanasi Segretario Nazionale del Codacons -, perché afferma che la commercializzazione del "prodotto inquinato" comporta una responsabilità di natura contrattuale in quanto si profila non solo una ipotesi di inadempimento contrattuale ma anche una ipotesi di danno non patrimoniale consistente nella lesione o più correttamente della messa in pericolo dei diritti inviolabili della famiglia". [Codacons.it]

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