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Timestamp: 2019-06-26 07:53:30+00:00

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Art.57.(Divieto di cancellazione) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
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Cancellazione dall’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 123 - 2
Il divieto di cancellazione dall’albo dal momento dell’invio degli atti al CDD E’ manifestamente infondata, per asserito contrasto con gli artt. 3, 13, 16 e 35 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 57 L. n. 247/2012 (già art. 37, co. 8, RDL n. 1578/1933) nella parte in cui vieta la cancellazione dall’albo (ed il trasferimento presso altro COA) del professionista sottoposto a procedimento disciplinare, stante la ragionevolezza delle esigenze sottese alla norma stessa, la quale infatti, oltre a non comportare alcuna limitazione all’esercizio dell’attività professionale in Italia e all’estero, ha da un lato la finalità di vietare che il COA possa fare ricorso alla cancellazione come misura di autotutela nei confronti degli iscritti e, dall’altro lato, di tutelare la credibilità dell’ordine professionale e di non sottrarre l’iscritto al controllo del COA che ha in custodia l’albo. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 123 ...
Cancellazione dall’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 123
Dall’invio degli atti al CDD, vietato cancellarsi dall’albo o trasferirsi presso altro COA Il divieto di cancellazione dall’albo del professionista sottoposto a procedimento disciplinare (artt. 57 L. n. 247/2012 e 13 Reg. CNF n. 2/2014) opera anche nell’ipotesi di domanda di mobilità avanzata dall’avvocato nei cui confronti il COA ha inviato gli atti al consiglio di disciplina, atteso che il procedimento di trasferimento si perfeziona necessariamente con apposita deliberazione di cancellazione dall’albo, e cioè con un atto che, nell’ipotesi in esame, la legge vieta di adottare. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 123 ...
Cancellazione dall’Albo - Consiglio nazionale forense, 24 maggio 2017, n. 35
Il COA di Roma chiede di sapere se possa procedersi alla cancellazione dall’Albo di un iscritto che, pur ancora soggetto a procedimento disciplinare dinanzi al locale Consiglio distrettuale di disciplina, abbia ottenuto per il medesimo fatto sentenza di assoluzione da parte del Tribunale penale. (Quesito n. 273, COA di Roma) Ritiene la Commissione che dispieghi piena efficacia, nella specie, il divieto di cancellazione in pendenza di procedimento disciplinare, ribadito dall’art. 57 della legge n. 247/12. Permane infatti, pure a seguito della sentenza di assoluzione in sede penale, l’interesse del CDD ad accertare la rilevanza disciplinare delle condotte che, come insegna la giurisprudenza di questo Consiglio, non è esclusa per il sol fatto dell’intervenuta assoluzione in sede penale. Se è infatti pacifico che “la sentenza penale irrevocabile ha efficacia di giudicato nel giudizio disciplinare quanto all’accertamento del fatto, alla eventuale sua illiceità penale e all’affermazione che l’imputato lo ha commesso” (così, tra le molte, CNF, sent. n. 72/14), solo l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” o “per non aver commesso il fatto” esclude la responsabilità disciplinare; anche in questo caso, tuttavia, è pur sempre necessario che l’insussistenza della responsabilità venga dichiarata dall’organo procedente. Nelle altre ipotesi, come noto, resta nella competenza dell’organo disciplinare “verificare se il comportamento accertato sia disciplinarmente sanzionabile” (così CNF n. 80/2013). Consiglio nazionale forense, 24 maggio 2017, n. 35 ...
Il Coa di Roma formula il seguente quesito: “Si valuti se un avvocato che abbia pratiche disciplinari pendenti davanti al Consiglio Distrettuale di Disciplina della propria regione, possa richiedere ed ottenere il trasferimento ad altro Ordine del Distretto della Corte d’Appello, anche se ciò rischi di incidere sulla terzietà e composizione del Collegio giudicante, creando i presupposti per eventuali incompatibilità con uno di componenti”. La risposta è nei seguenti termini: Ai sensi dell’art. 57 della L. 247/2012 “durante lo svolgimento del procedimento, dal giorno dell’invio degli atti al consiglio distrettuale di disciplina non può essere deliberata la cancellazione dall’albo”. Pur essendo il trasferimento provvedimento diverso dalla cancellazione, deve ritenersi che il divieto posto dalla disposizione testè richiamata operi anche nell’ipotesi di domanda di mobilità avanzata dall’avvocato nei cui confronti il COA ha inviato gli atti al consiglio di disciplina, atteso che il procedimento di trasferimento si perfeziona necessariamente con apposita deliberazione di cancellazione dall’albo, e cioè con un atto che, nell’ipotesi in esame, la legge vieta di adottare. Siffatta conclusione trova conferma nella formula della disposizione che fissa l’operatività del divieto di cancellazione al momento dell’invio degli atti al consiglio distrettuale di disciplina da parte del COA, così privando quest’ultimo, a far data da detto invio, del potere di deliberare la cancellazione dall’albo del proprio iscritto. Consiglio nazionale forense, 28 aprile 2017, n. 23...

References: sentenza 
 art. 37
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