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Timestamp: 2018-07-16 01:00:26+00:00

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GURS Parte I n. 39 del 2000 Supp. Straordinario
PARTE PRIMA PALERMO - VENERDÌ 25 AGOSTO 2000 - N. 39
Statuto del Comune di Favara Pag. 3
Statuto del Comune di Favara
1. Il Comune di Favara è ente locale autonomo nell'ambito dei principi generali fissati dalle leggi dello Stato e della Regione, che ne determinano le funzioni.
2. L'ordinamento giuridico autonomo garantisce ai cittadini appartenenti alla comunità locale l'effettiva partecipazione, libera e democratica, all'attività politica ed amministrativa del Comune.
3. L'autogoverno della comunità locale si realizza con i poteri previsti e disciplinati dallo statuto. Ad esso devono conformarsi i regolamenti e l'attività amministrativa del Comune.
4. Il Comune tutela la sua denominazione, che può essere modificata con l'osservanza delle norme di cui all'art. 133 della Costituzione ed all'art. 15 dello Statuto della Regione.
1. Il Comune di Favara è parte integrante ed indivisibile del territorio nazionale e regionale, e comprende la parte del suolo nazionale delimitato con il piano topografico approvato dall'Istituto nazionale di statistica.
2. Il territorio del Comune si estende per 81,32 chilometri quadrati, confina con quello dei Comuni di Agrigento, Aragona, Comitini, Grotte, Racalmuto, Castrofilippo e Naro, e comprende, oltre al capoluogo denominato Favara, la frazione di Quattro Strade.
3. La sede del Comune, degli organi istituzionali e degli uffici è posta nel capoluogo, in piazza don Giustino n. 1.
4. Le adunanze degli organi collegiali si svolgono di norma nella sede comunale; esse possono tenersi in luoghi diversi in caso di necessità o per particolari esigenze.
5. Il Comune esercita di norma le sue funzioni ed i suoi poteri entro i confini geografici che delimitano la superficie del territorio comunale; può estendere i suoi interventi ai propri cittadini che si trovano al di fuori della propria circoscrizione o all'estero, attraverso la cura dei loro interessi generali sul proprio territorio e forme di assistenza nelle località nelle quali dimorano.
1. Il gonfalone e lo stemma del Comune sono quelli consegnati dalla tradizione e rappresentano un castello moresco con cupola d'oro finestrato in un campo azzurro ed aperto di verde, fondato su rocce al naturale, ai piedi del quale sgorga tra la roccia una vena d'acqua, distendentesi in un laghetto, il tutto al naturale.
2. Nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze, ed ogni qualvolta sia necessario rendere ufficiale la partecipazione del Comune ad una particolare iniziativa, il sindaco può disporre che venga esibito il gonfalone con lo stemma del Comune.
3. Il regolamento disciplina l'uso del gonfalone e dello stemma, nonché i casi in cui è possibile autorizzarne l'uso e la riproduzione da parte di soggetti diversi dal Comune.
4. Il Comune espone nell'aula consiliare, accanto alla bandiera nazionale ed al gonfalone, anche la bandiera dell'Unione europea.
1. Il Comune ha potestà normativa autonoma; essa è esercitata attraverso lo statuto ed i regolamenti.
2. Il Comune rappresenta la propria comunità e ne cura gli interessi nei rapporti con lo Stato, con la Regione, con la Provincia regionale e con gli altri enti o soggetti pubblici e privati e, nell'ambito degli obiettivi indicati nello statuto, nei confronti della comunità internazionale.
3. Il Comune ha potestà di governo su tutti gli interessi di rilievo locale, con esclusione di quelli che la Costituzione, lo Statuto della Regione e la legge statale e regionale attribuiscono ad altri soggetti.
1. Il Comune promuove lo sviluppo ed il progresso civile, sociale ed economico della comunità locale ispirandosi ai valori ed agli obiettivi della Costituzione.
3. In particolare, il Comune assume e sostiene iniziative volte a:
a) proteggere e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale della città e del territorio;
b) proteggere e valorizzare l'ambiente naturale;
c) individuare e valorizzare le risorse possibili per lo sviluppo dell'economia locale, favorendo il rilancio produttivo di un'agricoltura innovativa e di una zootecnia che tenga conto della vocazione del territorio; la gestione produttiva dei beni ambientali e culturali; l'artigianato e la piccola industria, operando per rivitalizzare le tradizioni e promuovendo la formazione professionale;
d) prevenire il disagio giovanile, moltiplicando le occasioni di ascolto delle richieste dei giovani;
e) promuovere le più ampie iniziative in materia di assistenza ed integrazione delle persone in condizioni di handicap;
e bis) riconoscere il ruolo sociale degli anziani, valorizzandone l'esperienza e tutelandone i diritti e gli interessi;
f) offrire, in linea con la propria tradizione, ospitalità e accoglienza a quanti, per lavoro, studio o altro, transitano o dimorano nel territorio comunale, con particolare riguardo all'integrazione degli immigrati extracomunitari, secondo i principi della tolleranza e della pari dignità;
g) promuovere e sostenere le iniziative economiche pubbliche e private, il cooperativismo e l'associazionismo imprenditoriale, e in particolare quello giovanile, per favorire l'occupazione e il benessere della popolazione;
h) sviluppare, sostenere e diffondere le attività educative, sociali, formative, culturali, sportive e ricreative, le più ampie collaborazioni con gli altri enti pubblici, con le associazioni, il volontariato organizzato e individuale;
i) valorizzare il ruolo della biblioteca comunale, come centro di informazione, di divulgazione culturale e di orientamento giovanile;
j) promuovere la diffusione e la qualificazione del l'istruzione;
k) favorire la nascita di organismi di aggregazione e di tutela delle donne;
l) promuovere opportune forme di tutela della salute individuale e collettiva, della salubrità e della sicurezza dell'ambiente e del posto di lavoro, della maternità e della prima infanzia;
m) perseguire una politica di recupero urbano, rivitalizzando il centro storico, risanando i quartieri moderni sorti in modo disordinato, combattendo l'abusivismo edilizio, per soddisfare le aspettative di ogni cittadino a un alloggio decoroso;
n) affermare i valori migliori della cultura, della storia, della tradizione della Regione Sicilia e contribuire alla piena valorizzazione economica e sociale delle risorse e del patrimonio artistico e culturale dell'isola;
o) partecipare alle associazioni nazionali ed internazionali degli enti locali, promuovendo ogni forma di collaborazione utile alla costruzione dell'Unione europea e al superamento di ogni barriera e di ogni pregiudizio tra popoli e culture;
p) promuovere ogni azione possibile per conseguire gli obiettivi fissati dalla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, approvata dall'assemblea generale dell'O.N.U. il 20 novembre 1989 e recepita con valore normativo nella nostra Nazione con legge 27 maggio 1991, n. 176. In particolare, il consiglio comunale, all'inizio di ogni legislatura, di concerto con l'amministrazione comunale, approva il piano/programma finalizzato all'applicazione nel territorio comunale degli obiettivi che la convenzione dell'O.N.U. si è posta, in particolare quelli relativi alla prevenzione intesa come azioni volte ad affermare, attraverso il coinvolgimento attivo di tutta la comunità cittadina:
- i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, quelli relativi alla protezione di cui i bambini ed i ragazzi necessitano in particolari difficili situazioni di disagio o di povertà culturale;
- azioni di coinvolgimento e partecipazione alle decisioni delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi per la verifica della correttezza delle scelte che li riguardano;
- creazione di spazi e di percorsi protetti per consentire ai minori di muoversi a piedi e di avere nella città esperienze di gioco libero e non assistito;
- creazione di spazi di cultura per i minori;
- creazione fra gli adulti di forme di partecipazione per rendere la città più sicura ed accogliente;
q) tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico, naturalistico, archeologico, culturale e le tradizioni popolari della città, garantendone il godimento da parte della collettività, promuovendo la più ampia collaborazione con le università e le istituzioni culturali al fine di incentivare attività formative e di ricerca.
4. Il Comune assume, quale obiettivo fondamentale, nell'ambito delle proprie competenze, la lotta al fenomeno mafioso, anche attraverso la sua costituzione come parte civile nei processi di mafia nell'ambito del territorio di competenza e attraverso ogni iniziativa tesa a contrastare ogni forma di violenza, di corruzione e di sopraffazione. A tal fine il Comune dedica annualmente una sessione del consiglio comunale aperta alla società civile per dibattere tali problematiche e propone eventuali iniziative. Tale sessione si terrà preferibilmente nel periodo compreso fra i due anniversari della morte dei giudici Falcone e Borsellino, e cioè tra il mese di maggio ed il mese di luglio.
5. Il Comune promuove la cultura della pace e della non violenza e del rispetto dei diritti umani, mediante iniziative di ricerca, di educazione, di informazione, di cooperazione, di convenzionamento con il Ministero della difesa per l'utilizzazione degli obiettori di coscienza, istituendo e partecipando anche ad appositi organismi. Contribuisce, nell'ambito delle sue competenze, a favorire il processo di integrazione europea anche mediante lo sviluppo dei gemellaggi. Il Comune favorisce, inoltre, data la sua posizione geografica, le relazioni culturali fra i popoli del Mediterraneo e riconosce le potenzialità rappresentate dalla presenza degli extracomunitari, favorendone l'integrazione nella comunità sulla base del reciproco rispetto dei diritti e dei doveri per il progresso verso una società multietnica.
6. Il Comune concorre a garantire, nell'ambito delle proprie competenze, il diritto alla salute. Promuove un'ampia educazione sanitaria per realizzare un'efficace opera di prevenzione.
7. Il Comune, anche a nome delle generazioni future, assicura la salvaguardia dell'ambiente come tratto qualificante della sua azione, opera per mantenere il suo territorio libero da impianti nucleari e tende a ridurre le fonti inquinanti. Favorisce la collaborazione con i comuni limitrofi, con la Provincia regionale, con la Regione, con lo Stato, con le associazioni interessate alla salvaguardia ed alla tutela dell'ambiente e predispone, nell'ambito delle proprie competenze, idonei strumenti di protezione civile nell'ottica della prevenzione e del pronto intervento.
2. Il Comune ricerca, in modo particolare, la collaborazione e la cooperazione con i Comuni vicini, con la Provincia regionale e con la Regione.
3. Il Comune concorre alla determinazione degli obiettivi contenuti nei programmi e nei piani dello Stato e della Regione e provvede, per quanto di sua specifica competenza, alla loro attuazione.
4. Il Comune partecipa, con proprie proposte, alla programmazione economica, territoriale e ambientale della Regione e concorre alla formazione dei programmi pluriennali e dei piani territoriali di coordinamento, secondo le norme della legge regionale.
1. Il Comune, nell'ambito dei propri poteri e delle proprie funzioni, promuove le iniziative necessarie per superare la discriminazione di fatto esistente tra i sessi, determinando, anche con specifiche azioni positive, condizioni di pari opportunità nel lavoro al fine di determinare la piena integrazione e partecipazione alla vita sociale e politica di donne e uomini.
1. L'attività del Comune si svolge secondo il principio della massima pubblicità.
2. Nel palazzo comunale sono previsti appositi spazi da destinare ad albo pretorio per la pubblicazione degli atti.
3. Allo scopo di garantire ai cittadini una informazione adeguata sulle attività del Comune, con apposito regolamento, sono previste ulteriori forme di pubblicità.
1. Il Comune di Favara favorisce l'attuazione di opere nel settore dei lavori pubblici e di interventi nel campo scolastico, dell'agricoltura e dello sviluppo economico in genere, possibilmente servendosi dell'azione integrata dei Comuni confinanti, al fine di promuovere l'occupazione e forme di crescita socio-culturale nel l'area interessata.
1. Sono organi istituzionali del Comune il consiglio comunale, il sindaco e la giunta. Essi sono, ciascuno per la propria competenza, organi di governo del Comune, ai quali spettano la rappresentanza democratica della comunità locale e la realizzazione dei principi fissati dallo statuto.
2. Sono organi a rilevanza istituzionale: il presidente ed il vice presidente del consiglio comunale, il vice sindaco e gli assessori comunali, ciascuno per gli affari affidati, nonché la conferenza dei capigruppo consiliari, le commissioni consiliari ed il collegio dei revisori dei conti.
3. La legge e lo statuto regolano l'attribuzione delle funzioni ed i rapporti fra gli organi del Comune, per realizzare una efficiente ed efficace forma di governo della collettività locale.
2. L'istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazione avvengono attraverso i responsabili dei servizi e uffici; la verbalizzazione degli atti e delle sedute del consiglio e della giunta è curata dal segretario generale, secondo le modalità e i termini stabiliti dal regolamento per il funzionamento del consiglio comunale e della giunta comunale.
3. I verbali delle sedute di giunta sono firmati dal sindaco, dall'assessore anziano e dal segretario generale, mentre quelli delle sedute del consiglio sono firmati dal presidente, dal consigliere anziano e dal segretario generale.
1. I componenti degli organi del Comune devono astenersi dal prendere parte agli atti, ai provvedimenti ed alle disposizioni riguardanti liti, contabilità loro proprie, del Comune e degli enti o aziende da esso dipendenti o soggetti alla sua amministrazione o vigilanza.
2. Parimenti devono astenersi, quando si tratta di interesse proprio o di interesse, liti o contabilità dei loro parenti o affini fino al quarto grado, o del coniuge, o di conferire impieghi ai medesimi; devono, altresì, astenersi dal prendere parte direttamente o indirettamente in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni di beni e servizi o appalti di opere del Comune o degli enti soggetti alla sua amministrazione, vigilanza o tutela.
3. Il divieto di cui ai commi precedenti, per i componenti degli organi collegiali, comporta l'obbligo di allontanarsi dalla sala delle adunanze durante la trattazione di detti affari.
4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche al vice sindaco ed agli altri assessori o consiglieri che lo sostituiscono in caso di assenza o impedimento, al segretario generale, al direttore generale ed agli altri funzionari dirigenti.
Funzioni, composizione ed elezione
1. Il consiglio è la diretta espressione della autonomia locale, rappresenta la comunità locale e ne individua ed interpreta gli interessi generali.
2. Il consiglio determina l'indirizzo politico-amministrativo del Comune e ne controlla l'attuazione; esplica la propria attività attraverso atti di indirizzo, atti fondamentali ed atti di controllo. L'esercizio di tali funzioni non può essere delegato ad altri organi.
2bis Il Comune di Favara, al fine di valorizzare sempre più l'autonomia e la rappresentatività politica del consiglio, che gli deriva dall'essere interprete permanente della volontà popolare espressa dai vari gruppi consiliari, istituisce nel proprio bilancio un proprio fondo per finanziare le spese e le iniziative proprie dei gruppi consiliari e della presidenza del consiglio.
3. Il consiglio esercita la propria potestà di auto organizzazione secondo le modalità stabilite dal regolamento.
4. L'elezione del consiglio, la durata in carica, il numero dei consiglieri e la loro posizione giuridica sono regolati dalla legge.
5. Il consiglio rimane in carica sino all'elezione del nuovo, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili.
1. Il consiglio esprime l'indirizzo politico-amministrativo in atti, quali risoluzioni e ordini del giorno, contenenti obiettivi, principi e criteri informatori dell'attività del Comune.
2. A tali atti può essere attribuito valore di direttiva. In questo caso l'attività degli altri organi del Comune, delle aziende speciali e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza, deve conformarsi ai contenuti degli stessi, salva la possibilità di discostarsene quando ciò si renda necessario per il migliore perseguimento dell'interesse pubblico, dandone comunicazione tempestiva al consiglio.
3. Il consiglio definisce ed esprime il proprio indirizzo politico-amministrativo secondo i principi affermati dallo statuto, stabilendo la programmazione generale del Comune ed adottando gli atti fondamentali che ne guidano operativamente l'attività, ed in particolare:
a) gli atti che determinano il quadro istituzionale, comprendenti i regolamenti per il funzionamento degli organi elettivi e degli istituti di partecipazione popolare, gli organismi costituiti per la gestione dei servizi, le forme associative e di collaborazione con altri soggetti;
b) gli atti che disciplinano l'ordinamento organizzativo comunale, quali i regolamenti recanti i criteri generali per l'organizzazione degli uffici e dei servizi, nonché la determinazione dei tributi e delle tariffe;
c) gli atti di pianificazione finanziaria annuale e pluriennale, del bilancio, dei programmi operativi e dei progetti che costituiscono i piani di investimento;
d) gli atti che incidono sulla consistenza del patrimonio immobiliare del Comune e di definizione degli indirizzi per la sua utilizzazione e gestione;
e) gli atti di pianificazione urbanistica ed economica generale e di programmazione attuativa.
1. Il consiglio esercita le funzioni di controllo politico-amministrativo, con le modalità stabilite dallo statuto e dai regolamenti, per le attività:
a) degli organi e dell'organizzazione del Comune;
b) delle istituzioni, aziende speciali, gestioni convenzionate e coordinate, consorzi, società che hanno per fine l'esercizio di servizi pubblici e la realizzazione di opere, progetti ed interventi effettuati per conto del Comune o alle quali lo stesso partecipa con altri soggetti.
2. Per l'esercizio delle funzioni di controllo, il regolamento di contabilità disciplina le modalità di esame e controllo dei consuntivi, delle relazioni della giunta e del collegio dei revisori dei conti, dei rendiconti previsti in atti fondamentali, le interrogazioni e le interpellanze, le indagini conoscitive.
3. Il consiglio, con specifica deliberazione, può procedere ad inchieste, nominando apposite commissioni ai sensi dell'art. 35 dello statuto.
1. Il consiglio ha competenza esclusiva per l'adozione degli atti stabiliti dalla legge, attraverso i quali esercita le funzioni fondamentali per l'organizzazione e lo sviluppo della comunità locale e determina gli indirizzi della politica amministrativa del Comune.
2. Gli atti fondamentali contengono l'individuazione degli obiettivi e delle finalità da raggiungere, le risorse e gli strumenti dell'azione e le prescrizioni da osservare.
3. Negli atti fondamentali sono indicati gli elementi la cui variazione richiede un ulteriore intervento del consiglio. In essi non possono essere ricomprese determinazioni di carattere attuativo od esecutivo.
4. Le deliberazioni che abbiano per oggetto atti fondamentali non possono essere adottate in via d'urgenza da altri organi del Comune.
5. Il consiglio può:
a) disporre, per il tramite delle commissioni consiliari competenti, consultazioni con le associazioni economiche, sindacali, culturali e di volontariato e con gli organi del decentramento;
b) incaricare uno o più consiglieri a riferire su specifiche materie o argomenti, in occasioni determinate e su mandato temporaneo.
1. Il consiglio, dopo avere espletato le operazioni di giuramento, convalida e surroga, procede all'elezione nel suo seno di un presidente.
2. Per l'elezione del presidente, alla prima votazione è richiesta la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, mentre alla seconda votazione è richiesta la maggioranza semplice; in caso di parità di voti, è eletto il consigliere più anziano di età.
3. Il consiglio comunale elegge altresì un vice presidente. Per l'elezione del vice presidente è richiesta sempre la maggioranza dei presenti.
5. Il presidente convoca e presiede il consiglio comunale; dura in carica quanto il consiglio comunale che lo ha eletto.
6. In caso di morte, dimissioni o decadenza, il presidente viene surrogato nella prima seduta del consiglio successiva all'evento.
7. Le prerogative del presidente sono stabilite dalla legge, dallo statuto e dal regolamento.
1. L'ufficio di presidenza del consiglio comunale è composto:
a) dal presidente del consiglio comunale, che lo presiede;
b) dal vice presidente del consiglio comunale;
c) dal consigliere anziano.
2. Le funzioni dell'ufficio di presidenza del consiglio comunale e le modalità di funzionamento dello stesso sono stabilite dal regolamento.
3. L'ufficio di presidenza ha sede nel palazzo comunale.
Diritti e prerogative dei consiglieri comunali
1. I diritti e le prerogative dei consiglieri comunali sono previsti dalla legge e sono esercitati secondo le modalità e le forme stabilite dal regolamento.
2. Ciascun consigliere rappresenta l'intero Comune, senza vincolo di mandato e non può essere chiamato a rispondere per le opinioni espresse e per i voti dati nell'esercizio delle sue funzioni.
3. L'entità ed i tipi di indennità spettanti ad ogni consigliere, a seconda delle proprie funzioni ed attività, sono stabiliti in conformità alla legge.
4. Il consigliere esercita il diritto di iniziativa deliberativa per tutti gli atti di competenza del consiglio comunale, sotto forma di proposta di specifica deliberazione; ha diritto di ottenere dagli uffici del Comune e delle aziende ed enti da esso dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza, tutte le notizie, informazioni e copie di atti e documenti utili per l'espletamento del mandato, nonché di visionare gli atti e i documenti, anche preparatori, e di conoscere ogni altro atto utilizzato ai fini dell'attività amministrativa.
5. La proposta di deliberazione, redatta anche in forma riassuntiva, è presentata al presidente, il quale, dopo che il competente servizio abbia provveduto alla relativa istruttoria ed all'acquisizione dei pareri previsti dalla legge, la inserisce all'ordine del giorno della prima riunione del consiglio che venga convocato successivamente al completamento dell'istruttoria.
6. Il consigliere può formulare interrogazioni, interpellanze, mozioni ed emendamenti nelle forme e nei modi previsti dal regolamento.
1. E' consigliere anziano colui che, in occasioni delle elezioni, ha ottenuto il maggior numero di preferenze individuali; a parità di preferenze individuali, il più anziano di età.
2. Il consigliere anziano esercita le funzioni previste dalla legge e dallo statuto. Nelle adunanze del consiglio comunale esercita tali funzioni il consigliere che, tra i presenti, risulti essere anziano secondo quanto indicato nel comma precedente.
1. Il regolamento disciplina la costituzione dei gruppi consiliari e l'istituzione e le attribuzioni della conferenza dei capigruppo.
2. Ai capigruppo consiliari sono assicurati, per l'esercizio delle loro funzioni, tempestive informazioni e rapporti diretti con i funzionari responsabili degli uffici e dei servizi.
3. Ai capigruppo consiliari debbono essere fornite copie di tutti gli atti prodotti dal sindaco, dalla giunta municipale e dai dirigenti per potere esercitare le proprie funzioni.
1. Il consigliere può presentare in forma scritta le proprie dimissioni, depositandole nella segreteria del Comune, ovvero può formalizzarle durante la seduta del consiglio. Le dimissioni dalla carica sono irrevocabili, definitive ed efficaci dal momento della presentazione, e non necessitano di presa d'atto.
1. I consiglieri hanno il dovere di intervenire alle sedute del consiglio e di partecipare ai lavori delle commissioni consiliari permanenti delle quali fanno parte.
2. I consiglieri che per qualunque motivo non possano partecipare alla seduta sono tenuti a darne tempestiva comunicazione al presidente, che provvede ad informarne il consiglio.
3. Sono tenuti al segreto d'ufficio nei casi specificatamente determinati dalla legge.
1. Il deposito delle liste o delle candidature deve essere accompagnato dalla presentazione preventiva di spesa cui le liste ed i candidati intendono vincolarsi. Tale documento deve essere reso pubblico a cura della segreteria generale tramite affissione all'albo pretorio del Comune.
2. Entro trenta giorni dal termine della campagna elettorale i candidati eletti dovranno presentare alla segreteria generale il rendiconto delle spese per la campagna elettorale. Tali documenti devono essere resi pubblici tramite affissione all'albo pretorio e tramite pubblicazione, con le stesse modalità previste dalla normativa legislativa per la pubblicità della situazione patrimoniale dei consiglieri.
1. La cessazione dalla carica del sindaco, per dimissioni, revoca, rimozione, morte o impedimento permanente, comporta la cessazione dalla carica dei consiglieri comunali.
2. Le dimissioni contestuali della maggioranza assoluta dei consiglieri comporta la cessazione del consiglio comunale.
3. Il consiglio comunale è sciolto in caso di approvazione di una mozione di sfiducia al sindaco ed alla giunta e negli altri casi previsti dalla legge.
1. Il consiglio si riunisce in sessione ordinaria dal 1° gennaio al 15 luglio e dal 1° settembre al 31 dicembre di ciascun anno.
2. Il consiglio è convocato, altresì, in sessione straordinaria:
b) su richiesta del sindaco;
c) su richiesta di almeno un quinto dei consiglieri assegnati al Comune.
3. Nei casi di cui alle lett. b) e c) del precedente comma 2, l'adunanza deve essere tenuta entro venti giorni dalla data di presentazione della richiesta all'ufficio di presidenza del consiglio comunale. Trascorso il termine di quindici giorni da tale data, senza che il presidente abbia convocato il consiglio, la convocazione è disposta, con il preavviso previsto e con gli stessi oggetti indicati dalla richiesta, dal vice presidente, dal sindaco richiedente o dal componente più anziano fra i consiglieri richiedenti.
1. L'avviso di convocazione, con allegato l'ordine del giorno, deve essere pubblicato all'albo pretorio e notificato dal messo comunale al domicilio dei consiglieri almeno cinque giorni prima di quello stabilito per l'adunanza.
2. Nel caso in cui il consiglio sia convocato d'urgenza, o per gli oggetti da trattarsi in aggiunta ad altri iscritti nell'ordine del giorno già notificato, il relativo avviso deve essere pubblicato e notificato almeno ventiquattro ore prima.
3. Nessuna proposta può essere sottoposta a deliberazione se non sia stata iscritta all'ordine del giorno e se gli atti non siano stati messi a disposizione dei consiglieri almeno tre giorni prima o ventiquattro ore prima nei casi di urgenza.
4. Nei casi d'urgenza, unitamente all'avviso di convocazione, devono essere notificate le proposte di deliberazione inserite all'ordine del giorno.
1. Il consiglio si riunisce validamente con la presenza della maggioranza dei consiglieri in carica, salvo i casi in cui sia richiesta una maggioranza speciale.
2. La mancanza del numero legale comporta la sospensione di un'ora della seduta in corso. Qualora dopo la ripresa dei lavori non si raggiunga o venga meno di nuovo il numero legale, la seduta è rinviata al giorno successivo con il medesimo ordine del giorno e senza ulteriore avviso di convocazione per i presenti.
3. Nella seduta di prosecuzione è sufficiente per la validità della seduta l'intervento dei due quinti dei consiglieri in carica. Le eventuali frazioni, ai fini del calcolo dei due quinti, si computano per unità.
4. Nella seduta di prosecuzione non possono essere aggiunti argomenti a quelli già iscritti all'ordine del giorno.
b) i consiglieri che escono dall'aula prima della votazione.
1. Nessuna deliberazione è valida se non ottiene la maggioranza assoluta dei presenti, fatti salvi i casi in cui sia richiesta una maggioranza speciale.
2. Nei casi di urgenza le deliberazioni possono essere dichiarate immediatamente esecutive, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al Comune. Se trattasi di deliberazioni soggette al controllo preventivo di legittimità, è sufficiente il voto favorevole dei due terzi dei votanti.
3. Per quanto non espressamente previsto dallo statuto, lo svolgimento dei lavori consiliari è disciplinato dal regolamento.
1. Il consiglio nella prima adunanza successiva alle elezioni procede alla convalida degli eletti ed alla surroga dei consiglieri dimissionari, ineleggibili o incompatibili.
2. La prima convocazione del consiglio è disposta dal presidente uscente e deve avere luogo entro quindici giorni dalla proclamazione degli eletti, con invito da notificarsi entro dieci giorni prima di quello stabilito per l'adunanza. Qualora il presidente uscente non provveda, la convocazione del consiglio è disposta dal consigliere anziano, al quale spetta, in ogni caso, la presidenza provvisoria dell'assemblea fino all'elezione del presidente.
4. Per la validità dell'adunanza e delle deliberazioni si applicano le norme previste, rispettivamente, dagli artt. 29 e 30 del presente statuto.
Pubblicità delle sedute e delle votazioni
1. Le sedute del consiglio sono pubbliche. Le eccezioni alla pubblicità delle sedute sono previste dal regolamento soltanto per esigenze di salvaguardia dell'ordine pubblico e della riservatezza di persone o gruppi.
2. Le votazioni hanno luogo, di norma, in forma palese. Le votazioni a scrutinio segreto sono limitate ai casi previsti dal regolamento, nel quale sono stabilite le modalità relative.
1. (Omissis - comma annullato dall'organo regionale di controllo).
2. Salvo che non sia diversamente disposto nell'atto deliberativo di approvazione, i regolamenti entrano in vigore, dopo il favorevole riscontro da parte del Comitato regionale di controllo degli atti degli enti locali, il quindicesimo giorni successivo alla loro pubblicazione all'albo pretorio.
3. La giunta cura che ai regolamenti venga data idonea pubblicità, affinché gli stessi possano essere effettivamente conosciuti da tutti gli interessati.
4. Presso l'ufficio di segreteria del Comune è tenuta un'apposita raccolta contenente tutti i regolamenti vigenti.
1. Il consiglio istituisce, nel suo seno, commissioni permanenti aventi funzioni consultive, di controllo, referenti ed eventualmente redigenti, secondo le previsioni del regolamento.
2. Il regolamento ne determina il numero, il funzionamento e la composizione, garantendo la rappresentanza, con criterio complessivamente proporzionale, di tutti i gruppi consiliari.
3. Le sedute delle commissioni consiliari permanenti sono pubbliche, tranne i casi previsti dal regolamento.
5. Alle commissioni può essere affidato, sentita la conferenza dei capigruppo, il compito di redigere il testo dei provvedimenti, anche di natura regolamentare, da sottoporre all'approvazione del consiglio comunale.
6. Le commissioni consiliari permanenti hanno diritto di ottenere l'intervento alle proprie riunioni del sindaco, degli assessori, del segretario generale, del direttore generale e dei funzionari responsabili degli uffici e dei servizi, nonché dei dirigenti delle aziende e degli enti controllati dal Comune.
7. Alle sedute delle commissioni hanno facoltà di partecipare, anche su invito della commissione, il sindaco e gli assessori, senza diritto di voto. Le commissioni possono chiedere l'intervento alle proprie riunioni dei dirigenti e dei titolari degli uffici comunali e, previa comunicazione alla giunta, senza diritto di voto, di esperti esterni, di rappresentanti di associazioni, di consulte, di istituzioni, di enti e altresì di tutti coloro che le stesse commissioni ritengano di dovere ascoltare. Possono, altresì, partecipare, senza diritto di parola, i consiglieri non componenti.
Commissione per le garanzie statutarie
1. Il consiglio comunale nomina la commissione per le garanzie statutarie.
a) dal presidente del consiglio comunale, che la presiede;
b) da quattro consiglieri comunali.
a) vigila sull'applicazione dello statuto e ne riferisce al consiglio almeno ogni due anni;
b) esprime il giudizio di ammissibilità dei referendum consultivi;
c) esprime parere su ogni proposta di modifica statutaria o regolamentare;
d) esprime parere su tutti gli argomenti sottoposti ad essa dal difensore civico;
e) esercita ogni altra funzione ad essa attribuita dallo statuto.
1. Il consiglio comunale, con le modalità di cui al precedente art. 34, istituisce:
a) commissioni speciali incaricate di esperire indagini conoscitive ed in generale di esaminare, per riferirne al consiglio, argomenti ritenuti di particolare interesse ai fini dell'attività del Comune;
b) commissioni speciali di inchiesta alle quali il sindaco, i singoli assessori, i consiglieri, il segretario generale, il direttore generale ed i funzionari responsabili degli uffici e dei servizi, i dirigenti di aziende ed enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza del Comune, hanno l'obbligo di fornire tutti i dati e le informazioni necessarie, senza vincolo di segreto d'ufficio. I componenti delle commissioni di inchiesta sono tenuti a rispettare il segreto d'ufficio per quelle notizie ed atti che ne siano ricoperti.
2. Le commissioni speciali possono avvalersi anche dell'audizione di soggetti pubblici e privati. Possono, altresì, chiedere che il parere espresso sia trascritto integralmente nell'atto deliberativo.
3. Un quinto dei consiglieri assegnati al Comune può chiedere l'istituzione di una commissione di inchiesta, indicandone i motivi; la relativa deliberazione istitutiva deve essere approvata a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
1. Il consiglio comunale, al fine di meglio programmare le attività rivolte al superamento della discriminazione di fatto esistente tra i sessi, nomina la commissione per le pari opportunità.
a) dalle donne elette nel consiglio comunale;
b) da esperte di accertata esperienza professionale.
3. La commissione elegge, nel suo seno, la presidente.
4. La commissione formula al consiglio proposte e osservazioni su tutte le questioni che possano avere attinenza alla condizione femminile e che possano essere sviluppate in direzione delle pari opportunità.
5. La commissione dura in carica per l'intero mandato del consiglio e al termine redige una relazione conclusiva sulle attività svolte.
6. La giunta comunale può consultare preventivamente la commissione sugli atti di indirizzo da proporre al consiglio particolarmente rivolti alla popolazione femminile.
1. Il sindaco è eletto a suffragio universale e diretto dai cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune, secondo le modalità stabilite nella legge che disciplina altresì i casi di ineleggibilità, di incompatibilità, lo stato giuridico e le cause di cessazione dalla carica.
2. La durata in carica del sindaco è fissata dalla legge. Egli rimane in carica sino alla elezione ed insediamento del successore, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili.
1. Il sindaco assume la carica all'atto della proclamazione della elezione e presta giuramento davanti al consiglio comunale, nella seduta di insediamento, secondo la formula prevista dalla legge.
2. Distintivo del sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune, da portarsi a tracolla della spalla destra.
1. Il sindaco nomina, tra gli assessori, il vice sindaco, che lo sostituisce, in caso di assenza o impedimento, in tutte le funzioni a lui attribuite dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti.
2. Qualora sia assente o impedito anche il vice sindaco, fa le veci l'assessore anziano.
3. Nel caso siano assenti o impediti anche gli altri assessori, le funzioni del sindaco sono esercitate dal consigliere anziano.
1. Il sindaco, quale capo dell'amministrazione comunale ed ufficiale di Governo, ha la responsabilità del governo locale. Egli rappresenta il Comune, sovrintende alle verifiche di risultato connesse al funzionamento dei servizi comunali ed impartisce direttive al segretario generale, al direttore generale, se nominato, ed ai funzionari responsabili degli uffici e dei servizi in ordine agli indirizzi amministrativi e gestionali, nonché sull'esecuzione degli atti.
2. Il sindaco compie tutti gli atti di amministrazione che dalla legge o dallo statuto non siano specificatamente attribuiti alla competenza del consiglio, della giunta, del segretario generale, del direttore generale, se nominato, e dei funzionari responsabili degli uffici e dei servizi.
Attribuzioni del sindaco quale capo dell'amministrazione comunale
1. Il sindaco, quale capo dell'amministrazione comunale:
a) dirige e coordina l'attività politica e amministrativa del Comune, nonché l'attività della giunta e dei singoli assessori;
b) vigila su funzionamento delle istituzioni comunali e sugli organi del decentramento;
c) impartisce direttive, nell'esercizio delle funzioni di polizia locale, al corpo dei vigili urbani e vigila sull'espletamento del relativo servizio;
d) promuove ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge, sentito il consiglio comunale e sulla base degli indirizzi formulati dallo stesso consiglio comunale;
f) adotta i provvedimenti cautelari a tutela degli interessi del Comune e promuove le azioni possessorie, che non siano di competenza dei funzionari responsabili degli uffici e dei servizi;
g) nomina il segretario generale, scegliendolo dall'apposito albo;
h) nomina il direttore generale, previa deliberazione della giunta comunale;
i) nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna in base ad esigenze effettive e verificabili;
j) emette i provvedimenti in materia di occupazione d'urgenza che la legge attribuisce alla competenza del Comune;
k) coordina, nell'ambito della disciplina regionale e sulla base degli indirizzi impartiti dal consiglio, gli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici, nonché gli orari di apertura al pubblico degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche, al fine di armonizzare l'esplicazione dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti.
a) alla tenuta dei registri di stato civile, di popolazione, di leva militare e di statistica;
2. Ove il sindaco o chi ne esercita le funzioni non adempia ai compiti di cui al comma precedente, è tenuto a rimborsare al Comune le indennità corrisposte al commissario eventualmente inviato dal prefetto per l'adempimento delle funzioni stesse.
1. Il sindaco, quale ufficiale di Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili ed urgenti in materia di sanità ed igiene, edilizia e polizia locale, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini.
2. Se l'ordinanza adottata ai sensi del comma precedente è rivolta a persone determinate e queste non ottemperano all'ordine impartito, il sindaco può provvedere d'ufficio a spese degli interessati, senza pregiudizio in cui fossero incorsi.
1. Il sindaco ha la facoltà di assegnare, con suo provvedimento, ad ogni assessore funzioni ordinate organicamente per gruppi di materie e con delega a firmare gli atti di amministrazione relativi alle funzioni loro assegnate.
2. Il sindaco può modificare l'attribuzione dei compiti e delle funzioni di ogni assessore ogni qualvolta, per motivi di coordinamento e funzionalità, lo ritenga opportuno.
3. Le delegazioni e le eventuali modificazioni devono essere fatte in forma scritta e comunicate al consiglio comunale.
4. Nell'esercizio delle attività delegate gli assessori sono responsabili di fronte al sindaco.
1. Il sindaco provvede alla nomina, designazione e revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni operanti nell'ambito comunale, ovvero dipendenti o controllati dal Comune.
2. Non possono essere nominati rappresentanti del Comune il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti ed affini fino al secondo grado del sindaco.
1. Il voto del consiglio comunale contrario ad una proposta del sindaco o della giunta comunale non comporta le dimissioni degli stessi.
2. Il sindaco e la giunta comunale cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dal sessanta per cento dei componenti il consiglio comunale.
3. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati al Comune e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.
Altre cause di cessazione dalla carica
1. Il sindaco cessa dalla carica, inoltre, per:
c) rimozione o decadenza.
2. Le dimissioni sono presentate in forma scritta, depositandole nella segreteria del Comune, ovvero sono formalizzate durante la seduta di giunta o del consiglio. Sono irrevocabili, definitive e non necessitano di presa d'atto.
3. La rimozione e decadenza del sindaco sono disciplinate dalla legge.
4. Qualora nel corso del mandato il sindaco venga a cessare dalla carica, le relative funzioni e quelle della giunta sono esercitate dal commissario nominato dal Presidente della Regione. Sino all'insediamento del commissario straordinario, il vice sindaco e la giunta esercitano le attribuzioni indifferibili di competenza del sindaco e della giunta.
1. La giunta è composta dal sindaco, che la presiede, e da otto assessori nominati dal sindaco tra soggetti in possesso dei requisiti di eleggibilità per la elezione alla carica di consigliere comunale e di sindaco.
2. La carica di componente della giunta è incompatibile con quella di consigliere comunale. Il consigliere che sia stato nominato assessore ha facoltà di dichiarare, entro dieci giorni dalla nomina, per quale ufficio intende optare; se non rilascia tale dichiarazione, decade dalla carica di assessore.
3. La composizione della giunta, e qualsiasi modificazione della stessa, è comunicata, entro dieci giorni dall'insediamento, in seduta pubblica, al consiglio comunale, che può esprimere formalmente le proprie valutazioni, al Comitato regionale di controllo sugli atti degli enti locali ed all'Assessorato regionale degli enti locali.
4. Prima di assumere le funzioni, gli assessori, in presenza del segretario generale che redige il processo verbale, prestano giuramento secondo la formula stabilita per i consiglieri comunali. Gli assessori che rifiutino di prestare giuramento sono dichiarati decaduti dal sindaco.
1. E' assessore anziano il più anziano di età degli assessori.
Ineleggibilità ed incompatibilità alla carica di assessore
1. Le cause di incompatibilità alla carica di componente della giunta sono stabilite dalla legge.
2. Non possono far parte della giunta il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti ed affini fino al secondo grado del sindaco.
1. La giunta dura in carica quanto il sindaco che l'ha nominata.
2. La giunta decade in caso di dimissioni, decadenza, rimozione o morte del sindaco, o di dimissioni, decadenza o morte di oltre metà degli assessori.
2. Le dimissioni sono presentate in forma scritta, depositandole nella segreteria del Comune o formalizzandole nella seduta della giunta. Le dimissioni sono irrevocabili, definitive ed efficaci dal momento della presentazione e non necessitano di presa d'atto.
3. Il sindaco può, in ogni tempo, revocare uno o più componenti della giunta. In tal caso, egli deve, entro sette giorni, fornire al consiglio comunale circostanziata relazione sulle ragioni del provvedimento, sulla quale il consiglio può esprimere valutazioni.
4. Gli assessori singoli decadono dalla carica nei casi previsti dalla legge. La decadenza è dichiarata dal consiglio, su proposta anche di un solo consigliere comunale o su istanza di qualunque elettore del Comune, con votazione palese ed a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al Comune.
1. La giunta è convocata e presieduta dal sindaco, che stabilisce l'ordine del giorno delle riunioni.
2. Il sindaco dirige e coordina l'attività della giunta ed assicura l'unità di indirizzo politico-amministrativo e la collegiale responsabilità di decisione della stessa.
3. Le sedute della giunta sono valide se sono presenti almeno cinque componenti e le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo i casi in cui sia prevista una maggioranza speciale.
4. Le sedute della giunta non sono pubbliche. Le votazioni hanno luogo, di norma, in forma palese. Le votazioni a scrutinio segreto sono limitate ai casi previsti dal regolamento.
5. Il sindaco può ammettere persone estranee alle sedute di giunta, in occasione della trattazione di specifici argomenti.
1. In generale la giunta comunale:
a) svolge attività propositiva e di impulso nei confronti del consiglio comunale;
b) riferisce semestralmente al consiglio comunale sulla propria attività e ne attua gli indirizzi generali;
c) riferisce annualmente al consiglio comunale, preliminarmente all'esame del bilancio di previsione, sull'attività svolta, sui risultati ottenuti e sullo stato di attuazione del bilancio pluriennale, del programma delle opere pubbliche e dei singoli piani;
d) adotta tutti gli atti di amministrazione espressamente attribuiti dalla legge e dallo statuto alla sua competenza.
2. Nell'esercizio dell'attività propositiva, spetta alla giunta, in particolare:
a) predisporre il bilancio preventivo ed il conto consuntivo da sottoporre all'approvazione del consiglio comunale;
b) predisporre, in collaborazione con le competenti commissioni consiliari, i programmi, i piani finanziari ed i programmi di opere pubbliche, i piani territoriali e urbanistici e le relative varianti, le direttive generali da osservarsi nella stesura del piano regolatore generale ed il relativo schema di massima, i programmi annuali e pluriennali di attuazione e le eventuali deroghe;
c) proporre i regolamenti da sottoporsi alla deliberazione del consiglio;
d) proporre al consiglio le convenzioni con altri Comuni e con la Provincia regionale, la costituzione e la modificazione di forme associative, l'assunzione di pubblici servizi e la forma della loro gestione;
e) proporre al consiglio l'istituzione e l'ordinamento dei tributi, nonché la disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi;
f) proporre al consiglio la contrazione di mutui e l'emissione di prestiti obbligazionari.
3. Nell'esercizio dell'attività di amministrazione e di gestione, spetta alla giunta:
a) approvare il piano esecutivo di gestione, su proposta del direttore generale;
b) approvare i progetti, i programmi esecutivi e i disegni attuativi dei programmi approvati dal consiglio;
c) approvare le modalità di scelta del contraente per l'affidamento dell'appalto di opere pubbliche, di forniture e di servizi diverse dal pubblico incanto, su conforme autorizzazione, ove occorra, del consiglio comunale;
d) approvare l'albo dei fornitori e degli appaltatori per l'affidamento di lavori e forniture mediante trattativa privata o cottimo fiduciario;
e) approvare gli atti di collaudo o il certificato di regolare esecuzione di opere pubbliche, nonché di regolare fornitura di beni e servizi, esclusi gli atti relativi a lavori e forniture di beni e servizi che rientrano nell'ordinaria amministrazione e gestione di servizi condotti in economia;
f) approvare il regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio;
g) approvare gli accordi di contrattazione decentrata, fatta salva la materia riservata alla competenza normativa del consiglio comunale;
h) fissare, ai sensi del regolamento e degli accordi decentrati, i parametri, gli standard ed i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività dell'apparato, sentito il direttore generale;
i) determinare, sentito il collegio dei revisori dei conti, i misuratori ed i modelli di rilevazione del controllo interno di gestione secondo i principi stabiliti dal consiglio;
j) approvare il programma delle assunzioni di personale;
k) esprimere parere sulla nomina e revoca del direttore generale e sul conferimento delle relative funzioni al segretario generale;
l) disporre gli acquisti e le alienazioni immobiliari, le relative permute e le concessioni, nonché l'accettazione o il rifiuto di lasciti e donazione di beni mobili ed immobili;
m) adottare le tariffe relative ai tributi comunali;
n) adottare i criteri generali per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici di qualunque genere ad enti e persone;
o) assumere attività di iniziativa, di impulso e di raccordo con gli organi di partecipazione e di decentramento.
4. La giunta svolge le funzioni di sua competenza con provvedimenti aventi contenuto generale. Nei provvedimenti è indicato lo scopo e gli obiettivi perseguiti, i mezzi idonei ed i criteri e le modalità generali cui dovranno attenersi gli altri organi nell'esercizio delle proprie competenze gestionali ed esecutive loro attribuite dalla legge e dallo statuto.
5. Tutte le attività non espressamente e puntualmente determinate nella deliberazione generale di indirizzo della giunta costituiscono attività di gestione amministrativa riservata al direttore generale ed ai funzionari responsabili degli uffici e dei servizi, secondo le rispettive competenze.
1. Il territorio del Comune è suddiviso in circoscrizioni.
2. La delimitazione territoriale, il numero, la composizione e la denominazione delle circoscrizioni sono stabiliti dal regolamento comunale sul decentramento, approvato dal consiglio comunale a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al Comune.
3. Le relative modifiche sono approvate dal consiglio comunale con la stessa maggioranza necessaria per la creazione.
4. I componenti dei consigli circoscrizionali non possono superare i due quinti dei consiglieri assegnati al Comune.
1. Sono organi della circoscrizione il consiglio circoscrizionale e il presidente del consiglio circoscrizionale.
2. Nell'esercizio delle sue funzioni, il presidente può essere coadiuvato da un vice presidente.
1. Il presidente ed il vice presidente sono eletti dal consiglio circoscrizionale tra i propri membri, con voto palese ed a maggioranza assoluta dei componenti.
2. Il regolamento disciplina le ulteriori modalità dell'elezione.
a) rappresenta la circoscrizione nei rapporti con gli organi del Comune e con i terzi;
b) convoca e presiede il consiglio circoscrizionale secondo le modalità previste dal regolamento;
c) propone al consiglio, per l'approvazione, le proposte di deliberazione;
d) tutela le prerogative dei consiglieri circoscrizionali e garantisce l'esercizio effettivo delle loro funzioni;
e) sovrintende all'attività degli uffici e dei servizi di circoscrizione;
f) esercita le funzioni delegategli dal sindaco anche nella sua qualità di ufficiale del Governo;
g) esercita ogni altra funzione a lui attribuita dal regolamento.
1. Il consiglio circoscrizionale è composto da cittadini residenti nel Comune.
Il regolamento comunale sul decentramento ne disciplina l'elezione, le modalità di organizzazione e di funzionamento, nonchè i rapporti con gli altri organi del Comune.
2. Il consiglio circoscrizionale dura in carica per il periodo corrispondente a quello del consiglio comunale e cessa in caso di scioglimento o cessazione anticipata dello stesso per le cause previste dalla legge.
3. Il consiglio circoscrizionale è sciolto anticipatamente quando, nonostante la diffida motivata espressa dal sindaco su mandato del consiglio comunale, insista in gravi e persistenti violazioni di legge, del presente statuto o dei regolamenti o quando sia impossibilitato a funzionare per le dimissioni di oltre la metà dei suoi componenti.
4. Ai consiglieri circoscrizionali si applicano le norme di ineleggibilità e incompatibilità previste per i consiglieri comunali; essi godono delle stesse prerogative di questi ultimi.
5. La carica di consigliere circoscrizionale è incompatibile con quella di sindaco, assessore e consigliere comunale.
Funzioni dei consigli circoscrizionali
1. Il consiglio circoscrizionale:
a) rappresenta le esigenze della popolazione della nell'ambito dell'unità del Comune;
b) promuove l'informazione e la partecipazione dei cittadini in ordine all'attività del Comune;
c) verifica l'efficacia dell'attività e dei servizi comunali di interesse della circoscrizione;
d) esercita funzioni consultive e poteri di iniziativa nei confronti degli organi del Comune, con particolare riguardo agli atti di pianificazione e di programmazione.
Partecipazione di cittadini
1. Il Comune garantisce l'effettiva partecipazione democratica di tutti i cittadini all'attività politica, amministrativa, economica e sociale della comunità locale; nell'esercizio delle sue funzioni e nella formazione ed attuazione dei programmi gestionali, assicura la partecipazione dei cittadini, dei sindacati e delle altre organizzazioni sociali.
2. Il consiglio, entro trenta giorni dal suo insediamento, elegge una commissione consiliare permanente con il compito di garantire l'esercizio del diritto di partecipazione, di informazione e di accesso alla vita del Comune.
1. Il Comune favorisce la formazione di organismi a base associativa, con il compito di promuovere iniziative nel campo della vita sociale, delle attività culturali, sportive e ricreative, e di concorrere alla gestione dei servizi comunali a domanda individuale, anche mediante la costituzione di comitati di gestione, secondo le norme del regolamento, che ne definisce le funzioni, gli organi rappresentativi e i mezzi.
2. Le libere forme associative comprendono le locali associazioni sindacali dei lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati, degli esercenti di arti ed attività gestionali, commerciali, industriali, professionali ed agricole.
3. Il regolamento disciplina la formazione di appositi albi degli organismi a base associativa, nei quali sono registrate le associazioni e le organizzazioni che ne facciano richiesta. Esse devono avere una effettiva rappresentatività di interessi generali e diffusi ed una adeguata organizzazione.
4. Il regolamento disciplina, altresì, la concessione di strutture, beni strumentali, contributi e servizi alle associazioni ed agli altri organismi privati. La giunta annualmente rende pubblico l'elenco di tutte le associazioni o altri organismi privati che hanno beneficiato della concessione di strutture, beni strumentali, contributi o servizi.
5. La commissione consiliare permanente di cui al precedente art. 34 cura l'organizzazione dei rapporti fra gli organi del Comune e le associazioni dei cittadini.
1. Il Comune promuove la costituzione della consulta dell'economia, del lavoro e delle attività sociali e della consulta della cultura, della istruzione, dello sport e della qualità della vita.
2. Le consulte sono elette ogni tre anni dalle associazioni ed organizzazioni registrate nei rispettivi albi. Il regolamento per la partecipazione popolare ne disciplina la composizione e le modalità di elezione e di funzionamento. Ciascuna consulta elegge il proprio presidente.
3. Le consulte esercitano funzioni consultive e propositive nei confronti del consiglio e degli altri organi elettivi.
4. Gli amministratori del Comune, delle aziende speciali, dei consorzi e delle istituzioni comunali e i dipendenti di detti enti e organismi non possono far parte delle consulte.
1. Nella fase preparatoria di provvedimenti di rilevante importanza, l'amministrazione comunale provvede a consultare i cittadini interessati, individuabili attraverso le risultanze degli uffici comunali, di albi pubblici o di associazioni di categoria.
2. In particolare devono essere consultate le organizzazioni sindacali dei lavoratori ed altre associazioni di carattere economico e sociale, anche a carattere cooperativo e di volontariato.
3. Il regolamento per la partecipazione popolare stabilisce le modalità di effettuazione della consultazione, anche attraverso assemblee, questionari, sondaggi di opinione ed altre forme che possono prevedere l'utilizzazione di mezzi informatici e telematici.
4. La consultazione può essere indetta anche dal consiglio comunale, su proposta della giunta o di almeno un terzo dei consiglieri in carica, ovvero di due consigli circoscrizionali.
5. La consultazione può essere indetta, altresì, da ciascun consiglio di circoscrizione, su questioni che interessano la propria popolazione o parte di essa.
6. Il sindaco provvede a sottoporre tempestivamente le risultanze della consultazione all'esame del consiglio comunale, dandone adeguata pubblicità nelle forme ritenute più idonee.
1. Cittadini, organizzazioni, enti o associazioni possono rivolgere al Comune istanze e petizioni per esporre problemi, chiedere interventi e provvedimenti da parte dell'amministrazione comunale.
2. All'istanza o petizione deve essere data risposta nel termine di trenta giorni dalla data di presentazione. Ove ciò non sia possibile, entro lo stesso termine, deve essere data risposta con l'indicazione dei motivi ostativi.
3. Il regolamento per la partecipazione popolare stabilisce le modalità di esercizio del diritto di petizione.
1. Cittadini, organizzazioni, enti o associazioni possono chiedere di essere sentiti dal sindaco, dalla giunta, dal consiglio comunale, dal segretario comunale, dal direttore generale e dai funzionari responsabili degli uffici e dei servizi, in relazione alle rispettive competenze, per esporre eventuali problemi.
2. Il regolamento per la partecipazione popolare stabilisce le modalità di esercizio del diritto di udienza.
1. Ogni soggetto che si ritenga leso da un provvedimento amministrativo può proporre reclamo scritto all'organo che l'ha emanato, richiedendone la riforma, la revoca o l'annullamento.
2. E' istituito un organismo collegiale, composto dal segretario generale, che lo presiede, e da due esperti nella materia individuati dal consiglio, con il compito di esaminare il reclamo e di proporre, entro trenta giorni dal ricevimento, sentito l'interessato qualora ne faccia richiesta, all'organo che ha emanato il provvedimento, l'accoglimento o il rigetto dello stesso.
3. L'organo competente è tenuto a provvedere espressamente e a motivare il mancato accoglimento del reclamo.
4. Il regolamento disciplina i le modalità di presentazione e le procedure di esame del reclamo, nonché la durata ed il funzionamento dell'organismo collegiale di cui al comma 2.
1. L'iniziativa per l'adozione di atti amministrativi, anche a contenuto generale o normativo, può essere esercitata, con la presentazione di una proposta, redatta in schema di deliberazione e sottoscritta da almeno cinquecento residenti nel Comune. Il regolamento disciplina le modalità per la raccolta e l'autenticazione delle firme dei sottoscrittori. Le associazioni e le organizzazioni di cui all'art. 62, comma 3, possono presentare le loro proposte senza sottoscrizioni di residenti nel Comune.
2. L'iniziativa popolare può avere ad oggetto anche l'istituzione di commissioni d'inchiesta.
3. Sono escluse dall'esercizio del diritto di iniziativa le seguenti materie:
4. Tra il Comune, il comitato promotore ed i soggetti che, avendone titolo, intervengono nel procedimento di formazione dell'atto, si può giungere alla stipulazione di accordi, al fine di determinare il contenuto o, nei casi previsti dalla legge, di sostituire il provvedimento per cui é stata promossa l'iniziativa popolare.
5. Il regolamento determina tempi e modalità di presentazione della proposta e di esame della stessa da parte del competente organo, nonché i mezzi di controllo di cui dispone il comitato promotore.
1. I diritti di partecipazione sono riconosciuti, in mancanza di una diversa ed esplicita previsione, a tutti coloro che sono residenti nel territorio comunale e a coloro che con esso abbiano un rapporto qualificato per ragioni di lavoro, di studio o di utenza dei servizi.
2. Possono partecipare alla formazione dell'indirizzo politico-amministrativo del Comune tutti coloro che abbiano compiuto gli anni diciotto e, nei casi previsti dal regolamento, anche chi abbia compiuto gli anni quattordici.
Principi sul procedimento amministrativo
1. Nell'esercizio dell'azione amministrativa, gli organi del Comune e i dipendenti sono tenuti a rispettare i fini indicati dalla legge e ad ispirarsi a criteri di economicità, di efficacia e pubblicità, assicurando la partecipazione dei cittadini in conformità a quanto disposto dalla legge sul procedimento amministrativo, dallo statuto e dai regolamenti comunali.
2. Con il regolamento sul procedimento amministrativo sono disciplinati i metodi per l'effettiva realizzazione della trasparenza dell'attività amministrativa e per l'esercizio del diritto di accesso dei cittadini.
Titolari del diritto di partecipazione
1. Tutti coloro nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti e qualunque soggetto portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento.
2. Tali soggetti, qualora ne facciano richiesta, hanno diritto ad essere sentiti dall'organo competente all'emanazione del provvedimento.
3. Il regolamento disciplina le modalità e termini dell'intervento.
Oggetto del diritto di partecipazione
1. I soggetti di cui all'articolo precedente hanno diritto di prendere visione degli atti del procedimento, ad eccezione di quelli soggetti a divieto di divulgazione imposto dalla legge o relativi a casi di esenzione indicati nel regolamento, e di presentare memorie scritte e documenti che l'amministrazione comunale ha l'obbligo di esaminare ove siano pertinenti all'oggetto del procedimento.
1. L'avvio del procedimento amministrativo è tempestivamente comunicato ai diretti interessati ed a quelli cui può derivare un pregiudizio dal provvedimento, quando siano facilmente individuabili.
2. I regolamenti che disciplinano il procedimento di formazione dei provvedimenti possono individuare i soggetti cui deve essere comunicato l'avvio del procedimento stesso. Il responsabile del procedimento valuta, caso per caso, se ci siano altri interessati.
3. Qualora, nei casi di estrema urgenza, non sia possibile comunicare l'avvio del procedimento, dovrà comunque essere garantita la partecipazione nelle forme e nei tempi consentiti dalla situazione. Nel provvedimento dovranno essere indicati i motivi che hanno impedito una completa partecipazione.
4. Il regolamento sulla partecipazione prevede tempi e modalità dell'informazione dei cittadini allo stato degli atti e della procedura sull'ordine di esame di atti, progetti e documenti che comunque li riguardino.
1. Nei procedimenti amministrativi che riguardano la formazione di atti amministrativi o normativi di carattere generale, l'adozione del provvedimento finale può essere preceduta da istruttoria pubblica secondo le modalità previste dal regolamento.
1. Per i fini di cui all'art. 3, comma 2, della Costituzione, il Comune mette a disposizione dei soggetti portatori di interessi collettivi o diffusi uno o più locali ed assicura agli stessi i servizi indispensabili all'esercizio dei diritti di cui al titolo III dello statuto.
1. Tutti gli atti del Comune sono pubblici.
2. Il regolamento individua, per categorie, gli atti amministrativi e i documenti che sono sottratti all'accesso per motivi attinenti alla sicurezza, all'ordine pubblico, alla riservatezza di persone, gruppi e imprese e per la salvaguardia degli interessi pubblici previsti dalle norme che regolano il procedimento amministrativo.
3. E' istituito un organismo collegiale, formato dal sindaco, dal segretario generale e da un esperto nella materia, avente il compito di proporre al consiglio l'inclusione o la cancellazione di determinati atti o categorie di atti dall'elenco degli atti esclusi dall'accesso. Il regolamento determina le procedure e le scadenze per le riunioni di tale organismo.
4. Nei confronti di coloro che non abbiano un interesse giuridicamente rilevante, diverso dal diritto di accesso, il sindaco ha il potere di dichiarare, temporaneamente e motivatamente, sottratti all'accesso, per motivi attinenti alla riservatezza di persone, gruppi o imprese, atti o documenti che non lo sarebbero in via generale.
1 Il Comune cura la più ampia informazione dei cittadini, secondo le modalità stabilite nel regolamento, sulle proprie attività, con particolare riguardo a:
a) bilancio preventivi e consuntivi;
b) strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica;
c) valutazione di impatto ambientale delle opere pubbliche;
d) regolamenti e comunque iniziative che attengano ai rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini.
2. E' consentito ai cittadini l'accesso alle informazioni, in generale, di cui è in possesso l'amministrazione comunale secondo le modalità stabilite dal regolamento.
3. Con il regolamento è istituito idoneo ufficio presso il quale sono fornite tutte le indicazioni necessarie per agevolare l'esercizio, da parte del cittadino, del diritto di partecipazione al procedimento amministrativo, del diritto di accesso agli atti, ai documenti amministrativi ed agli uffici e servizi in grado di fornire le informazioni.
Referendum e difensore civico
1. E' indetto referendum popolare consultivo, per consentire ai cittadini di pronunciarsi sulla revoca o adozione di specifici provvedimenti comunali, quando:
a) lo richieda non meno del dieci per cento degli aventi diritto ai sensi del successivo comma 3;
b) lo richieda almeno un terzo dei consiglieri assegnati al Comune.
2. Non è ammesso referendum per chiedere la revoca o l'adozione di deliberazioni o in genere provvedimenti costituenti atti dovuti o riguardanti le seguenti materie:
a) lo statuto, il regolamento per il funzionamento del consiglio comunale e del decentramento;
b) il bilancio di previsione ed il conto consuntivo;
c) elezioni, nomine, designazioni, revoche o decadenze;
d) personale comunale, delle istituzioni e delle aziende speciali e delle società a prevalente capitale pubblico;
e) assunzione mutui, applicazione di tributi o tariffe, emissioni di prestiti, nonché approvazione del bilancio preventivo e del conto consuntivo;
f) piano regolatore generale e strumenti attuativi.
3. Hanno diritto di partecipare al referendum gli aventi diritto al voto per le elezioni amministrative comunali, nonché i residenti che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età alla data di svolgimento del referendum.
4. Per la validità del referendum è necessaria la partecipazione di almeno la maggioranza degli aventi diritto. La proposta soggetta a referendum si intende accolta, ai sensi e per gli effetti del successivo art. 81, quando raggiunga la maggioranza dei voti validamente espressi.
5. Il regolamento disciplina le modalità di attuazione del referendum.
1. Prima della raccolta delle firme per la promozione del referendum, il testo dei quesiti viene sottoposto al giudizio della commissione per le garanzie statutarie, che ne valuta l'ammissibilità.
2. Si può procedere alla raccolta delle firme solo se la commissione abbia espresso parere positivo.
3. Il regolamento sulla partecipazione disciplina il procedimento relativo al giudizio di ammissibilità.
1. Il comitato promotore, composto da almeno dieci cittadini aventi diritto, ha poteri di controllo sulle procedure di svolgimento del referendum; deve essere udito dalla commissione per le garanzie statutarie in sede di giudizio sull'ammissibilità del referendum.
2. Tra il Comune, il comitato promotore ed i soggetti che, avendone titolo, possono intervenire nel procedimento di formazione o revoca dell'atto, si può giungere alla stipulazione di accordi, al fine di determinare il contenuto o sostituire il provvedimento relativamente al quale è stata promossa l'iniziativa referendaria. Quando l'accordo sia stato raggiunto, il referendum non ha luogo.
3. Nelle forme e nei limiti previsti dal regolamento, il Comune può modificare gli atti sottoposti a referendum nel senso indicato dalla richiesta popolare. In tal caso la commissione per le garanzie statutarie decide se il referendum debba aver luogo.
1. Al momento dell'indizione del referendum consultivo, quando la proposta riguardi un atto che non sia ancora stato eseguito o che sia ad esecuzione continuata, frazionata o differita, l'organo competente alla sua adozione può sospendere l'efficacia, salvi e impregiudicati i provvedimenti definitivi conseguenti allo svolgimento della consultazione referendaria.
2. Nel caso in cui la proposta sia stata accolta dagli elettori, l'organo competente alla adozione o revoca dell'atto ha l'obbligo di pronunciarsi sulla questione oggetto del referendum, entro novanta giorni dalla proclamazione del risultato, e, qualora ritenga di non aderire al parere espresso dagli elettori, tale volontà deve essere espressa con provvedimento adeguatamente motivato.
3. Qualora l'organo competente all'adozione o revoca dell'atto non si pronunci sulla questione oggetto del referendum entro il termine indicato dal comma 2, l'atto si intende adottato o revocato conformemente alla proposta accolta dagli elettori.
4. Il consiglio comunale, entro trenta giorni dalla proclamazione del risultato del referendum, adotta comunque gli atti di indirizzo che siano ritenuti necessari ed opportuni.
1. A garanzia del buon andamento, dell'imparzialità, della tempestività e della correttezza dell'amministrazione comunale è istituito l'ufficio del difensore civico.
2. Il difensore civico non è organo di amministrazione attiva, ma è preposto alla tutela dei diritti dei cittadini; non è sottoposto ad alcuna forma di dipendenza gerarchica o funzionale degli organi del Comune ed è tenuto esclusivamente all'ordinamento vigente.
1. Il difensore civico è nominato dal consiglio, a scrutinio segreto e con la maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati al Comune.
2. Se dopo due votazioni nessun candidato ottiene la predetta maggioranza, si procede ad una terza votazione, nella quale è richiesta la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
3. Il consiglio comunale è convocato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato del difensore civico. In caso di vacanza dell'incarico, la convocazione deve avvenire entro trenta giorni. In sede di prima applicazione, il consiglio deve essere convocato entro trenta giorni dall'approvazione del presente statuto.
4. Per essere nominato alla carica di difensore civico è necessario essere in possesso del titolo di studio della laurea in giurisprudenza, nonché di esperienza e conoscenza amministrativa debitamente documentata.
5. Non sono eleggibili alla carica di difensore civico:
a) coloro che ricoprono la carica di difensore civico in un altro Comune;
b) coloro che versano in una causa di ineleggibilità o di incompatibilità alla carica di consigliere comunale;
c) i membri del parlamento, i deputati regionali e i consiglieri provinciali e comunali;
e) chi non ha compiuto l'età di quarant'anni;
f) chi non risiede nel Comune da almeno cinque anni;
g) i membri del Comitato regionale di controllo sugli atti del Comune e della sezione provinciale, nonché i funzionari pubblici che, per ragioni del loro ufficio, svolgano attività di controllo sugli atti o organi del Comune;
h) chi ricopre la carica di sindaco o assessore del Comune;
i) gli amministratori e dipendenti di enti o aziende posti alle dipendenze del Comune o sottoposti alla sua vigilanza;
j) chi esercita qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato, nonché qualsiasi attività professionale o commerciale, che costituisca l'oggetto di rapporti giuridici con il Comune.
Durata in carica, decadenza, revoca e dimissioni
1. Il difensore civico dura in carica quattro anni ed è immediatamente rieleggibile; decade dalla carica in caso di perdita dei requisiti richiesti per la nomina.
2. Il difensore civico può essere revocato, con voto adottato dal consiglio a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati, quando tenga un comportamento pubblico o privato che possa menomare il prestigio della carica, nonché per gravi e comprovati motivi connessi all'esercizio delle sue funzioni.
3. La deliberazione consiliare, con la quale viene pronunciata la decadenza o disposta la revoca, deve essere preceduta dalla comunicazione dei motivi all'interessato, il quale ha dieci giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni.
4. Il difensore civico cessa dalla carica, inoltre:
a) per dimissioni, morte o impedimento grave;
b) in caso di rinvio a giudizio o di sottoposizione a custodia cautelare;
c) in caso di sopravvenienza delle incompatibilità previste dal precedente art. 83.
5. Le dimissioni hanno effetto dalla data della presa d'atto da parte del consiglio.
1. L'ufficio del difensore civico ha sede nel palazzo comunale. Per lo svolgimento della propria funzione il difensore civico si avvale del personale e dei mezzi del Comune.
2. Al difensore civico sono attribuite l'indennità di carica e l'indennità di missione con le modalità e secondo gli importi previsti per gli assessori.
1. A richiesta di chiunque vi abbia interesse o d'ufficio, il difensore civico interviene presso l'amministrazione comunale.
2. Nello svolgimento della sua azione il difensore civico rileva eventuali irregolarità, negligenze, ritardi, disfunzioni, carenze o disservizi, valutando in relazione alle questioni sottoposte al suo esame anche la rispondenza alle norme di buona amministrazione e suggerendo i mezzi e i rimedi per l'eliminazione delle disfunzioni rilevate.
1. Le persone che abbiano in corso una pratica o abbiano interesse ad un procedimento amministrativo in corso presso l'amministrazione comunale o gli enti o le aziende da esso dipendenti, hanno diritto di chiedere per iscritto notizie sullo stato della pratica o del procedimento.
2. Se non abbiano ricevuto risposta alcuna o qualora abbiano ricevuto una non adeguata, possono chiedere l'intervento del difensore civico.
3 Il difensore civico trasmette al sindaco ed al responsabile del provvedimento, con comunicazione scritta, le eventuali disfunzioni delle quali sia venuto a conoscenza nell'esercizio del suo mandato. In caso di gravi e persistenti inadempienze dell'amministrazione, segnala il caso agli organi competenti perché assumano i conseguenti provvedimenti, informandone contestualmente il consiglio comunale. Entro dieci giorni, gli organi competenti debbono provvedere di conseguenza.
4. Il difensore civico ha libero accesso agli uffici del Comune, degli enti o delle aziende comunali; ha diritto di visione degli atti e documenti e di averne copia, nonché di ottenere ogni notizia connessa alla questione trattata. Non può essergli opposto il segreto d'ufficio, né la riservatezza.
5. Il rilascio di atti e documenti è a titolo gratuito. Il difensore civico non può utilizzare tali atti per fini diversi da quelli dell'ufficio ed è tenuto al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge e dal regolamento.
6. Il difensore civico può convocare i funzionari per ottenere chiarimenti ed informazioni ed eventualmente procedere ad un esame congiunto di ogni problematica.
7. Il difensore civico deve sospendere ogni intervento sui fatti dei quali sia investita qualsiasi autorità avente funzioni giurisdizionali, ed è tenuto al rapporto nel caso in cui venga a conoscenza di un fatto costituente reato.
Rapporto con gli organi comunali
1. Il difensore civico, oltre alle comunicazioni ai cittadini che ne abbiano provocato l'azione, invia relazioni al sindaco e alla giunta su argomenti che ritiene opportuno segnalare.
2. Il difensore civico invia al consiglio comunale, entro il 31 marzo di ogni anno, la relazione sull'attività svolta nell'anno precedente, segnalando i casi in cui si sono verificati ritardi e irregolarità e formulando osservazioni e suggerimenti, nonché indagini ed inchieste amministrative.
3. La relazione del difensore civico è iscritta all'ordine del giorno della prima seduta utile del consiglio comunale e, dopo la discussione, viene pubblicata all'albo pretorio. Alla seduta partecipa il difensore civico.
1. Il Comune informa la propria attività amministrativa ai principi di democrazia, di programmazione, di partecipazione, di trasparenza e di semplicità di procedure; svolge tale attività nel rispetto della separazione tra poteri di indirizzo e di controllo, affidati agli organi elettivi, e di gestione amministrativa, attribuita al direttore generale ed ai funzionari responsabili dei servizi e degli uffici.
2. La qualificazione della natura degli atti, ai fini dell'esercizio delle relative competenze, è effettuato sulla base delle norme contenute nel regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi.
3. Il Comune assume come caratteri essenziali della propria organizzazione i criteri dell'autonomia, della funzionalità ed economicità di gestione, secondo i principi di professionalità e responsabilità.
4. L'attività amministrativa si esplica mediante il perseguimento di obiettivi specifici e deve essere improntata ai seguenti principi:
1. Il Comune attraverso il regolamento di organizzazione stabilisce le norme generali per l'organizzazione ed il funzionamento degli uffici e, in particolare, le attribuzioni e le responsabilità di ciascuna struttura organizzativa, i rapporti reciproci tra uffici e servizi e tra questi, il direttore generale e gli organi amministrativi.
2. I regolamenti si uniformano al principio secondo cui agli organi di governo è attribuita la funzione politica di indirizzo e di controllo, intesa come potestà di stabilire in piena autonomia obiettivi e finalità dell'azione amministrativa in ciascun settore e di verificarne il conseguimento; al direttore generale ed ai funzionari responsabili dei servizi e degli uffici spetta, ai fini del perseguimento degli obiettivi assegnati, il compito di definire, congruamente con i fini istituzionali, gli obiettivi più operativi e la gestione amministrativa, tecnica e contabile secondo principi di professionalità e responsabilità.
3. L'organizzazione del Comune si articola in unità operative che sono aggregate, secondo criteri di omogeneità, in strutture progressivamente più ampie, anche mediante il ricorso a strutture trasversali o di staff intersettoriali.
2. Le tematiche inerenti all'organizzazione del lavoro. alla gestione del personale, all'istituzione, alla riorganizzazione e alla razionalizzazione dei servizi formano oggetto di informazione e di contrattazione obbligatoria con le organizzazioni sindacali di categoria, secondo la disciplina di legge e le contrattazioni collettive nazionali.
1. Al fine di garantire la piena attuazione delle leggi in materia di procedimento e di diritto di accesso e partecipazione, l'amministrazione comunale istituisce, nell'ambito della propria struttura organica, l'ufficio per le relazioni col pubblico.
2. Tale ufficio è alle dirette dipendenze del segretario generale o di un suo delegato con funzioni di dirigente.
3. Dotato di personale specializzato per le relazioni col pubblico e di mezzi informatici, è preposto:
a) al servizio all'utenza per i diritti di accesso agli atti e documenti e di partecipazione al procedimento;
1. Il regolamento può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, della giunta comunale o degli assessori, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti del Comune o da collaboratori assunti a tempo determinato.
2. Ogni dipendente comunale è tenuto ad assolvere con correttezza e tempestività agli incarichi di competenza dei relativi uffici e servizi , nel rispetto delle competenze dei rispettivi ruoli, a raggiungere gli obiettivi assegnati. Egli è altresì direttamente responsabile verso il direttore generale, il funzionario responsabile degli uffici e dei servizi e l'amministrazione comunale degli atti compiuti e dei risultati conseguiti nell'esercizio delle proprie funzioni.
3. Il regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi determina le condizioni e le modalità con le quali il Comune promuove l'aggiornamento e l'elevazione professionale del personale, assicura condizioni di lavoro idonee a preservarne la salute e l'integrità psicofisica e garantisce pieno ed effettivo esercizio delle libertà e dei diritti sindacali.
2. Lo stato giuridico ed il trattamento economico del segretario generale sono stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva di lavoro.
1. Il segretario generale svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi del Comune in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti.
a) sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei funzionari responsabili degli uffici e servizi e ne coordina l'attività, salvo quando il sindaco abbia nominato il direttore generale;
3. Il segretario generale presiede l'ufficio comunale per le elezioni in occasione delle consultazioni popolari e dei referendum; riceve le dimissioni del sindaco, degli assessori e dei consiglieri comunali, nonché la proposta di mozione di sfiducia.
4. Il segretario generale riceve le richieste di sottoposizione al controllo preventivo di legittimità delle deliberazioni del consiglio comunale e della giunta comunale, presentate dai consiglieri comunali.
5. Il segretario generale, per l'esercizio delle sue funzioni, si avvale direttamente della struttura, dei servizi e del personale comunale.
1. Il Comune ha un vice segretario generale per lo svolgimento delle funzioni vicarie del segretario generale.
2. Il vice segretario generale coadiuva il segretario generale e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.
3. Le modalità ed i criteri di nomina o di conferimento delle relative funzioni sono stabilite dal regolamento di organizzazione degli uffici e servizi.
1. Il sindaco, previa deliberazione della giunta comunale, può nominare il direttore generale, al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato, secondo i criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi. La durata dell'incarico non può eccedere quella del mandato del sindaco.
2. Il direttore generale è revocato dal sindaco, previa deliberazione della giunta comunale, quando non riesca a raggiungere gli obiettivi fissati o quando si ponga in contrasto con le linee di politica amministrativa del sindaco e della giunta comunale.
3. Il sindaco può conferire le funzioni di direttore generale al segretario generale del Comune.
1. Il direttore generale provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo del Comune, secondo le direttive impartite dal sindaco.
2. Il direttore generale sovraintende alla gestione del Comune, perseguendo livelli ottimali di efficacia e di efficienza; a lui rispondono, nell'esercizio delle funzioni loro assegnate, i funzionari responsabili degli uffici e dei servizi.
3. I rapporti tra il segretario generale e il direttore generale sono disciplinati dal sindaco, contestualmente al provvedimento di nomina del direttore generale, nel rispetto dei loro distinti e autonomi ruoli. E' esclusa ogni forma di dipendenza gerarchica o funzionale dell'uno dall'altro.
1. Il direttore generale predispone, sulla base degli indirizzi forniti dal sindaco e della giunta, la proposta di piano esecutivo di gestione e del piano dettagliato degli obiettivi, come previsto dall'ordinamento finanziario e contabile degli enti locali.
a) predispone, sulla base delle direttive impartite dal sindaco, programmi organizzativi o di attuazione, relazioni o studi particolari;
b) organizza e dirige il personale, coerentemente con gli indirizzi funzionali stabiliti dal sindaco e dalla giunta comunale;
d) presiede le commissioni di concorso a posti apicali;
e) promuove i procedimenti disciplinari nei confronti dei funzionari responsabili degli uffici e dei servizi ed adotta le sanzioni sulla base di quanto prescrive il regolamento, in armonia con le previsioni dei contratti collettivi di lavoro;
f) autorizza le missioni, le prestazioni di lavoro straordinario, i congedi e i permessi dei funzionari responsabili degli uffici e dei servizi;
g) emana gli atti di esecuzione delle deliberazioni non demandati alla competenza del sindaco o dei funzionari responsabili degli uffici e dei servizi;
h) gestisce i processi di mobilità intersettoriale del personale;
i) riesamina annualmente, sentiti i funzionari responsabili degli uffici e dei servizi, l'assetto organizzativo del Comune e la distribuzione dell'organico effettivo, proponendo al sindaco e alla giunta comunale eventuali provvedimenti in merito;
j) promuove e resiste alle liti ed ha il potere di conciliare e transigere.
2. Essi provvedono ad organizzare gli uffici e i servizi assegnati in base alle indicazioni ricevute dal direttore generale, se nominato, ovvero dal segretario generale e secondo le direttive impartite dal sindaco e dalla giunta comunale.
3. Nell'ambito delle competenze loro attribuite, inoltre, essi provvedono a gestire l'attività del Comune e ad attuare gli indirizzi ed a raggiungere gli obiettivi indicati dal direttore generale, se nominato, dal sindaco e dalla giunta comunale.
1. I funzionari responsabili degli uffici e dei servizi, nell'ambito delle rispettive competenze, adottano tutti gli atti di amministrazione attribuiti dallo statuto alla loro competenza, nel rispetto delle direttive impartite dal sindaco e dalla giunta; adottano, altresì, tutti gli atti di gestione non riservati dallo statuto alla giunta, al sindaco e al direttore generale.
2. I funzionari responsabili degli uffici e dei servizi, in particolare:
a) presiedono le commissione di gara e di concorso ed hanno la responsabilità dei relativi procedimenti;
b) stipulano i contratti in rappresentanza del Comune;
c) provvedono agli atti di gestione finanziaria, ivi compresa l'assunzione degli impegni di spesa sul bilancio annuale e pluriennale;
d) approvano i ruoli dei tributi e dei canoni;
e) provvedono agli atti di amministrazione e gestione del personale comunale, o di altro personale distaccato o comunque utilizzato dal Comune, ivi compresi i provvedimenti di applicazione di sanzioni disciplinari nei confronti del personale ad essi sottoposto, nonché di autorizzazione di prestazioni di lavoro straordinario, di ferie, di recuperi e di missioni secondo le direttive impartite dal sindaco e dal direttore generale;
f) rilasciano le autorizzazioni, concessioni o analoghi provvedimenti, nel rispetto dei criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti e da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le concessioni edilizie;
g) pronunciano le ordinanze di demolizione dei manufatti abusivi e ne curano l'esecuzione;
h) provvedono alle autenticazioni ed alle legalizzazioni;
i) rilasciano le attestazioni e le certificazioni;
j) emettono le comunicazioni, i verbali, le diffide ed ogni altro atto costituente manifestazione di giudizio e di conoscenza;
k) emettono le ordinanze di ingiunzione di pagamento di sanzioni amministrative e dispongono l'applicazione delle sanzioni accessorie nell'ambito delle direttive impartite dal sindaco;
l) emettono le altre ordinanze previste dalla legge e dai regolamenti, ad eccezione delle ordinanze di competenza del sindaco nella sua qualità di ufficiale di Governo;
m) forniscono al direttore generale, entro i termini previsti nel regolamento di contabilità, gli elementi necessari per la predisposizione della proposta di piano esecutivo di gestione;
n) provvedono a dare pronta esecuzione alle deliberazioni del consiglio e della giunta ed alle direttive impartite dal sindaco e dal direttore generale, nei confronti dei quali rispondono del mancato raggiungimento degli obiettivi loro assegnati
3. I funzionari responsabili degli uffici e dei servizi possono delegare alcune delle funzioni loro attribuite al personale ad essi sottoposto, pur rimanendo responsabili del regolare adempimento dei compiti assegnati;
4. Il sindaco può delegare ai funzionari responsabili degli uffici e dei servizi ulteriori funzioni non previste dallo statuto e dai regolamenti, impartendo contestualmente le necessarie direttive per il loro corretto espletamento.
1. La giunta comunale, nelle forme, con i limiti e le modalità previste dalla legge e dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, può deliberare l'assunzione di personale dirigenziale o di alta specializzazione, al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato, nel caso in cui tra il personale dipendente non siano presenti analoghe professionalità.
2. La giunta, nel caso di vacanza del posto o per altri gravi motivi, può assegnare, nelle forme e con le modalità previste dal regolamento, la titolarità di uffici e servizi a personale assunto con contratto a tempo determinato o incaricato con contratto di lavoro autonomo.
1. Lo sviluppo sociale, culturale ed economico, nonché la valorizzazione delle risorse territoriali, ambientali ed umane sono perseguiti attraverso la gestione diretta ed indiretta dei servizi ed attraverso la pianificazione, programmazione e promozione delle attività dei soggetti pubblici e privati operanti nel Comune.
2. Per tali fini il Comune promuove intese e accordi con i soggetti pubblici o privati che esercitano attività o svolgono funzioni che interessano la popolazione e il territorio; emana direttive e fornisce indicazioni di cui gli stessi devono tenere conto; provvede a coordinare, non inteiferendo con il corretto esercizio delle loro funzioni, l'erogazione dei servizi resi da soggetti pubblici e privati, per armonizzarli con le esigenze della comunità.
3. In particolare, il Comune cura lo sviluppo economico, nel rispetto della programmazione nazionale, regionale e comunale, adottando piani di intervento volti precipuamente a favorire l'occupazione, anche nelle forme di cui all'articolo seguente.
4. I servizi pubblici comunali sono offerti, ove possibile, a tutti i soggetti che nel territorio comunale lavorano, studiano, vivono, a prescindere dalla loro cittadinanza o residenza. I servizi scolastici e sanitari sono offerti a chiunque viva sul territorio, a prescindere dal titolo della loro presenza.
1. Il Comune approva annualmente, come allegato della relazione previsionale e programmatica, il piano generale dei servizi pubblici gestiti dal Comune.
Il piano deve indicare:
a) l'oggetto, le dimensioni e le caratteristiche dei servizi;
b) la forma di gestione scelta, previa valutazione comparativa; le dotazioni patrimoniali e di personale;
c) le finalità che si intendono perseguire attraverso la gestione dei singoli servizi;
d) il piano finanziario di investimento e di gestione.
2. L'assunzione di un nuovo servizio da parte del Comune deve essere corredata da un piano tecnico - finanziario che contenga adeguate motivazioni circa la forma di gestione prescelta, anche con riferimento all'ambito territoriale ottimale.
3. La valutazione comparativa deve tenere conto di tutte le forme di gestione, comprese quelle di associazione mediante convenzione o consorzio, anche previo accordo di programma.
4. Le forme di gestione debbono informarsi ai principi di informazione, partecipazione e tutela degli utenti e debbono assicurare efficienza, efficacia ed economicità di gestione.
5. Il personale del Comune adibito a servizi per i quali sia stata scelta una forma di gestione diversa da quella diretta, deve, se ciò non risulti impossibile per motivi funzionali od economici, essere assegnato ai nuovi soggetti gestori o mantenuto in servizio presso il Comune.
6. La disposizione di cui al comma precedente si applica altresì al personale delle aziende speciali, istituzioni e consorzi.
7. Qualunque sia la forma di gestione prescelta, dovranno essere previste modalità di rapporto e forme di raccordo tra il soggetto gestore ed il Comune idonee ad assicurare il perseguimento del pubblico interesse.
1. Il Comune adotta il regolamento dei servizi, che, nel rispetto dei principi di cui al precedente art. 107, determina, per ciascuna forma di gestione, le dotazioni di beni e di personale, la struttura organizzativa, le norme finanziarie e contabili, le forme di vigilanza e di verifica gestionale da parte dei competenti organi del Comune e le modalità di indirizzo da parte del consiglio.
1. I servizi pubblici sono di regola condotti in economia.
2. Tuttavia, ove ricorrano particolari condizioni per le dimensioni o le caratteristiche del servizio o per economicità dello stesso, può essere costituita un'idonea istituzione ed azienda speciale.
3. Apposito regolamento ne disciplina le modalità di gestione.
1. Il consiglio comunale può deliberare la costituzione di istituzioni per la gestione di servizi sociali, culturali, educativi.
2. Sono organi dell'istituzione il presidente, il consiglio di amministrazione e il direttore, nominato nel rispetto delle norme statutarie della istituzione al quale compete la responsabilità gestionale.
3. L'istituzione non ha personalità giuridica: i suoi atti sono imputabili al Comune. Essa ha solo autonomia gestionale e i regolamenti sono approvati dal consiglio comunale.
4. La gestione finanziaria è parte del bilancio comunale, in apposite voci. Il bilancio delle istituzioni costituisce allegato al bilancio del Comune. L'istituzione è vincolata ad agire nei limiti del pareggio del proprio bilancio.
5. La verifica dei risultati della gestione è affidata al collegio dei revisori dei conti del Comune, che trasmette annualmente al consiglio le risultanze della verifica.
6. Le deliberazioni del consiglio di amministrazione sono sottoposte per presa d'atto alla giunta comunale a cura del presidente. Esse possono essere annullate con deliberazione del consiglio comunale per violazione di legge o quando contrastino con l'interesse generale del Comune o con quello di un'altra istituzione.
7. Il Comune conferisce all'istituzione il capitale di dotazione, approva le tariffe dei servizi, sulla base delle proposte avanzate dal consiglio di amministrazione, determina le finalità e gli indirizzi, che siano compatibili con l'economicità del servizio.
8. All'istituzione è assegnato personale comunale nell'ambito della dotazione organica del Comune.
1. Il consiglio comunale può deliberare l'affidamento di servizi di carattere imprenditoriale, rivolti anche a fini sociali e di promozione dello sviluppo economico-sociale della comunità locale, ad aziende speciali costituite o da costituirsi.
2. Le aziende speciali hanno personalità giuridica a sensi di legge e hanno l'obbligo del pareggio di bilancio.
3. Sono organi delle aziende speciali: il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore.
4. La composizione del consiglio di amministrazione è stabilita nello statuto delle singole aziende.
5. La nomina del direttore, al quale compete la responsabilità gestionale, avviene nelle forme e nei modi previsti dalla legge e dallo statuto dell'azienda.
6. Compete al consiglio comunale approvare gli atti fondamentali dell'azienda, il piano programma, il bilancio annuale e triennale di previsione, la relazione previsionale annuale e il conto consuntivo, verificare la rispondenza della gestione agli indirizzi deliberati, provvedere alla copertura degli eventuali costi sociali. La verifica dei risultati di gestione è di competenza del consiglio comunale.
1. Quando ne ricorrano le condizioni tecniche, economiche e di opportunità sociale, il consiglio comunale può deliberare la concessione della gestione di servizi a terzi, sempre mediante pubblica gara.
2. La deliberazione di concessione deve prevedere la durata adeguatamente motivata e l'esclusione del rinnovo tacito.
3. La concessione, per la gestione dei servizi, disciplinata secondo le vigenti norme in materia, deve essere inoltre regolata da condizioni che devono garantire l'espletamento del servizio a livelli qualitativi corrispondenti alle esigenze dei cittadini utenti, la razionalità economica dalla gestione con i conseguenti effetti sui costi sostenuti dal Comune e dall'utenza e la realizzazione degli interessi pubblici generali.
1. Per la gestione di un servizio pubblico locale il Comune può, secondo la legge, promuovere la costituzione o partecipare a società per azioni, senza il vincolo della proprietà maggioritaria anche mediante accordi di programma, a prevalente capitale pubblico.
2. La deliberazione consiliare deve contenere in allegato uno schema di convenzione da stipularsi, successivamente alla costituzione, con la società a cui è affidata la gestione del servizio.
3. Può altresì partecipare, anche con quote di minoranza, a società di capitali aventi come scopo la programmazione ed il sostegno dello sviluppo economico e sociale della comunità locale e la gestione di attività strumentali per le quali sia prioritario ricercare una maggiore efficienza.
1. La nomina degli amministratori delle aziende e delle istituzioni comunali è effettuata dal sindaco, sulla base degli indirizzi formulati dal consiglio comunale.
2. Gli amministratori debbono essere nominati fra coloro che hanno i requisiti per l'elezione a consigliere comunale ed una speciale competenza tecnica e amministrativa, per studi compiuti, per flinzioni disimpegnate presso aziende pubbliche o private, per uffici ricoperti.
3. Il presidente ed i singoli componenti del consiglio di amministrazione possono essere revocati dal sindaco, nei casi di gravi irregolarità nella gestione o di esplicito contrasto con gli indirizzi deliberati dagli organi di governo del Comune o di documentata inefficienza, ovvero di comprovato pregiudizio degli interessi del Comune o dell'ente, azienda o istituzione. Contemporaneamente il sindaco provvede alla sostituzione degli amministratori revocati.
Direttore e personale delle aziende e delle istituzioni
1. La nomina del direttore delle aziende e istituzioni può avvenire per concorso pubblico o per contratto a tempo determinato di diritto pubblico o privato.
2. La revoca del direttore può essere disposta dalla giunta, previo parere del direttore generale del Comune, o per inefficienza o incompatibilità. La revoca deve avvenire previa contestazione degli addebiti, assicurando il contraddittorio con l'interessato.
3. Per la copertura dei posti delle istituzioni e delle aziende speciali, il Comune può ricorrere a contratti a tempo determinato di diritto pubblico o di diritto privato.
1. Il Comune può provvedere alla gestione di servizi anche tramite la partecipazione a consorzi con altri Comuni.
2. Il consorzio è regolato secondo le clausole previste dalla convenzione e le norme del proprio statuto; per quanto non espressamente previsto, si applicano le norme relative alle aziende speciali.
3. Lo statuto e le convenzioni sono approvati dal consiglio comunale a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati al Comune.
1. Il Comune delibera apposite convenzioni da stipularsi con altri Comuni, al fine di svolgere in modo coordinato funzioni e servizi determinati.
2. Le convenzioni debbono stabilire i fini, la durata, le forme di consultazione degli enti contraenti, i loro rapporti finanziari ed i reciproci obblighi e garanzie, nonché le forme di controllo e di indirizzo da parte del consiglio comunale.
1. Il Comune, per l'attuazione di opere, di interventi o programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di altri Comuni, della Provincia regionale, della Regione, di amministrazioni statali, di altri soggetti pubblici, o comunque di due o più tra i soggetti predetti, può concludere un accordo di programma per assicurare il coordinamento delle azioni e determinare i tempi, le modalità, il finanziamento ed ogni altro connesso adempimento.
2. La competenza a stipulare l'accordo di programma è del sindaco; il contenuto generale dell'accordo viene determinato dal consiglio o dalla giunta con propri atti, secondo le rispettive competenze.
1. La gestione finanziaria e contabile del Comune si svolge secondo le modalità, le attribuzioni e competenze definite dalla legge, dal presente statuto e dai regolamenti.
2. La gestione finanziaria dei Comune si svolge in base al bilancio annuale di previsione, coincidente con l'anno solare, redatto in termini di competenza, osservando i principi di unità, annualità, universalità, integrità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità.
3. La definizione delle previsioni di entrata e di spesa è ispirata al metodo della programmazione finanziaria. A tal fine entro il mese di novembre di ogni anno, la giunta presenta al consiglio il progetto di bilancio per l'esercizio successivo, corredato dalla relazione previsionale e programmatica e dal progetto di bilancio pluriennale, la proposta di piano degli investimenti e le proposte di provvedimenti eventualmente necessari a dare coerenza alla manovra finanziaria nel campo delle entrate comunali.
1. Nel rispetto dei principi dell'ordinamento finanziario e contabile, per permettere il controllo economico sulla gestione e il controllo sull'efficacia dell'azione del Comune, il bilancio di previsione, il conto consuntivo e gli altri documenti contabili saranno redatti in modo da consentirne la lettura per programmi, progetti, servizi e obiettivi.
2. Nel regolamento di contabilità saranno previste metodologie di analisi e valutazioni, indicatori e parametri, nonché scritture contabili che consentano, oltre al controllo sull'equilibrio finanziario, della gestione del bilancio, la valutazione dei costi economici dei servizi, l'uso ottimale del patrimonio e delle risorse umane, la verifica de risultati raggiunti rispetto a quelli progettati con l'analisi delle cause degli scostamenti e le misure per eliminarli.
3. Sulla base dei criteri e delle metodologie individuate nel regolamento di contabilità, i funzionari responsabili dei servizi dovranno periodicamente riferire circa l'andamento dei servizi e delle attività a cui sono preposti con riferimento all'efficacia ed economicità degli stessi.
4. Il consiglio conosce dell'andamento della gestione finanziaria ed economica del Comune anche attraverso la richiesta di relazioni informative e propositive alla giunta, al collegio dei revisori dei conti, al direttore generale ed ai funzionari responsabili dei servizi sugli aspetti gestionali delle attività e dei singoli atti fondamentali con particolare riguardo all'organizzazione e gestione dei servizi allo stato di attuazione dei programmi.
1. Il regolamento di contabilità disciplina l'organizzazione e le modalità di funzionamento del collegio dei revisori dei conti, individuando le funzioni di verifica, di impulso, di proposta e di garanzia. Sono altresì previsti i sistemi e i meccanismi tesi ad assicurare idonee forme di collegamento e cooperazione tra gli organi elettivi e burocratici del Comune e i revisori dei conti.
2. La legge disciplina le cause di ineleggibilità ed incompatibilità all'ufficio di revisore dei conti, nonché le modalità di revoca e di decadenza.
3. La legge ed il regolamento fissano limiti all'affidamento degli incarichi di revisore dei conti.
a) la riscossione delle entrate di pertinenza comunale, escluse quelle esatte direttamente dal Comune, versate dai debitori in base ad ordini di incasso e liste di carico e dal concessionario del servizio di riscossione dei tributi;
c) il pagamento, anche in mancanza dei relativi mandati, delle rate di ammortamento dei mutui e dei contributi previdenziali ai sensi della normativa vigente.
2. I rapporti tra Comune con il tesoriere sono regolati dalla legge e dal regolamento di contabilità, nonché da apposita convenzione deliberata dal consiglio comunale.
1. Il Comune approva il regolamento di contabilità nel rispetto dei principi fissati dallo statuto e dall'ordinamento finanziario e contabile disciplinato dalla legge dello Stato.
1. Gli amministratori ed i dipendenti comunali sono tenuti a risarcire al Comune i danni derivanti da violazione di obblighi di servizio.
3. Il sindaco, il segretario generale, il direttore generale, il responsabile del servizio che vengono a conoscenza, direttamente o in seguito a rapporto cui sono tenuti gli organi inferiori, di fatti che diano luogo a responsabilità ai sensi del comma 1, devono farne denuncia al procuratore generale della Corte dei conti, indicando tutti gli elementi raccolti per l'accertamento della responsabilità e la determinazione dei danni.
4. Se il fatto dannoso sia imputabile al segretario generale o al direttore generale la denuncia è fatta a cura del sindaco.
4. La responsabilità personale dell'amministratore o del dipendente sussiste tanto se la violazione del diritto del terzo sia cagionata dal compimento di atti o di operazioni, quanto se la violazione consista nella omissione o nel ritardo ingiustificato di operazioni al cui compimento l'amministratore o il dipendente siano obbligati per legge, per statuto o per regolamento.
5. Quando la violazione del diritto sia derivata da atti od operazioni di organi collegiali del Comune, sono responsabili, in solido, il presidente ed i membri del collegio che hanno partecipato all'atto od operazione. La responsabilità é esclusa per coloro che abbiano fatto constare nel verbale il proprio dissenso.
1. Il tesoriere ed ogni altro contabile che abbia maneggio di danaro del Comune o sia incaricato della gestione dei beni comunali, nonché chiunque si ingerisca, senza legale autorizzazione, nel maneggio del danaro del Comune deve rendere il conto di gestione.
1. Il segretario generale, il responsabile del servizio interessato e il responsabile del servizio di ragioneria rispondono in via amministrativa e contabile dei pareri espressi sulle proposte di deliberazione del consiglio e della giunta.
2. I funzionari responsabili degli uffici e dei servizi sono responsabili degli atti e delle procedure attuative delle deliberazioni del consiglio e della giunta.
1. Le modificazioni soppressive, aggiuntive e sostitutive e l'abrogazione totale o parziale dello statuto sono approvate dal consiglio con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati.
2. Qualora la proposta di modifica o di abrogazione dello statuto ottenga soltanto il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, la votazione é ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e la proposta è approvata se viene raggiunta per due volte tale maggioranza.
3. La deliberazione di abrogazione totale dello statuto non è valida se non è accompagnata dalla deliberazione di un nuovo statuto, che sostituisca il precedente, e diviene operante dal giorno di entrata in vigore del nuovo statuto.
4. Nessuna revisione o abrogazione, totale o parziale, dello statuto può essere approvata, salvo specifiche disposizioni di legge:
a) se non sia trascorso almeno un anno dall'entrata in vigore dello statuto o dell'ultima revisione o abrogazione;
b) nel semestre antecedente il rinnovo dei consiglio.
5. Una iniziativa di revisione o di abrogazione dello statuto respinta dal consiglio può essere rinnovata solo dopo che sia decorso un anno dalla reiezione, ovvero successivamente al rinnovo del consiglio.
1. Il consiglio approva i regolamenti previsti dal presente statuto entro diciotto mesi dall'entrata in vigore dello stesso.
2. Fino all'entrata in vigore dei regolamenti, limitatamente alle materie e discipline ad essi espressamente demandati, continuano ad applicarli le norme vigenti alla data di entrata in vigore del presente statuto, in quanto con esso compatibili.
3. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente statuto il consiglio effettua una ricognizione di tutte la norme regolamentari approvate prima dell'entrata in vigore dello statuto, al fine di abrogare espressamente, modificarle e adeguarle al nuovo ordinamento comunale.
1. Il presente statuto, dopo l'espletamento del controllo da parte del competente organo regionale, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione ed affisso all'albo pretorio comunale per trenta giorni consecutivi.
2. Lo statuto, munito della certificazione delle avvenute pubblicazioni è inviato al Ministero dell'interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti.
3. Il presente statuto entra in vigore il trentunesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione o successivo all'affissione all'albo pretorio, se posteriore.
4. La giunta promuove le iniziative più idonee per assicurare la divulgazione e la conoscenza dello statuto tra la popolazione del Comune.
5. Il segretario generale appone in calce all'originale dello statuto la dichiarazione dell'entrata in vigore.
Adottato con deliberazione consiliare n. 23 dell'11 febbraio 2000 ed esitato con annullamento parziale dal CO.RE.CO., sezione centrale di Palermo, con decisione n. 3106/3038 del 25 febbraio 2000.
(2000-29-1642)

References: art. 34
e contrario
 art. 34
 art. 81
 art. 83
 art. 107