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Timestamp: 2020-04-07 10:50:31+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1725 del 23/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1725 del 23/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 23/01/2017, (ud. 17/11/2016, dep.23/01/2017), n. 1725
sul ricorso 25839-2015 proposto da:
CONFALONIERI 5, presso lo studio dell’avvocato GHERARDO MARIA
GISMONDI, rappresentato e difeso dall’avvocato LUCIANO VITTUCCI
SOCIETA’ GROUPAMA ASSICURAZIONI S.P.A., C.F. (OMISSIS), in persona
V.LE C. FELICE 103 C/O S.BERCHICCI, presso lo studio dell’avvocato
GIAN LUCA CORLEONE, che lo rappresenta e difende giusta procura
avverso la sentenza n. 2348/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
emessa e depositata il 14/04/2015;
“1. – La Corte di appello di Roma, con sentenza resa pubblica il 14 aprile 2015, rigettava l’impugnazione proposta da T.G. avverso la sentenza del Tribunale della medesima Città che, a sua volta, aveva respinto la domanda proposta dallo stesso attore per ottenere il risarcimento dei danni subiti nel sinistro stradale verificatosi il (OMISSIS) e del quale asseriva essere responsabile C.V., proprietario e conducente dell’autovettura, assicurata con la Nuova Tirrena S.p.A. (successivamente Groupama Assicurazioni S.p.A.), con la quale, alla guida del proprio motociclo, era venuto in collisione.
La Corte territoriale, nel confermare l’accertamento di fatto del primo giudice, ribadiva che il sinistro si era verificato per colpa del T. (che aveva invaso l’opposta corsia di marcia a seguito di un sorpasso in corrispondenza di un dosso) e che nessuna incidena causale aveva avuto la condotta del C. (seppure la velocità da questi tenuta “potesse essere lievemente superiore ai limiti vigenti in loco” e che il medesimo “procedesse non perfettamente accostato al margine destro”).
2. – Per la cassazione di tale sentenza ricorre T.G., affidandosi a due motivi (e chiedendo la decisione nel merito, con liquidazione dei danni, sub “3) Sulla quantificazione e liquidazione del danno patito dal T.G..
Resiste con controricorso la Società Groupama Assicurazioni S.p.A., mentre non ha svolto attività difensiva in questa sede l’intimato Vittorio C..
3. – Con il primo mezzo è denunciata violazione e falsa applicazione dell’art. 2054 c.c., commi 1 e 2 e “di ogni altra norma collegata in tema di risarcimento danni”.
Ci si duole – attraverso l’evidenziazione di omissioni ed aporie presenti nell’iter argomentativo seguito dal giudice di merito, anche alla luce di talune risultanze istruttorie non correttamente valutate – che la Corte di appello abbia stabilito l’esclusiva responsabilità di esso T. nella causazione del sinistro per cui è causa “non motivando… in maniera esaustiva e non contraddittoria la mancata attribuzione di una percentuale di responsabilità” in capo al C..
4. – Con il secondo mezzo è dedotta la violazione e falsa applicazione dell’art. 143 C.d.S., comma 1.
La Corte di appello, avendo riconosciuto che il C. non viaggiava tenendo rigorosamente il margine destro della propria carreggiata, avrebbe violato la disposi ione indicata in rubrica e con essa la preesunzione di cui all’art. 2054 c.c., comma 2 non essendo stato detto comportamento pienamente conforme alle regole della circolazione stradale e della comune prudenza.
4.1. – I motivi, da scrutinarsi congiuntamente per la loro stretta connessione, sono inammissibili (là dove gli argomenti sub 3, in ordine alla liquidazione del danno, rimangono assorbiti da detto esito delle veicolate censure).
Essi, infatti, lungi dal denunciare effittivamente degli errores in iudicando del giudice di appello (che non sono comunque ravvisabili, avendo la Corte territoriale escluso l’incidenza causale stessa della condotta del C. nella determinazione del sinistro e, quindi, correttamente operando sul piano della causalità materiale, ex artt. 40 e 41 c.p.), si incentrano su critiche riguardanti la ricostruzione della dinamica del sinistro e delle condotte dei soggetti ivi coinvolti, anche in relazione al punto specifico se il conducente di uno dei veicoli abbia fornito la prova liberatoria di cui all’art. 2054 cod. civ., ossia su aspetti che (come da giurisprudenza consolidata: tra le tante, Cass., 25 gennaio 2012, n. 1028) attengono ad un giudizio di fatto, sottratto al sindacato di legittimità, ove – alla stregua del paradigma censorio di cui al novellato e vigente art. 360 c.p.c., n. 5 (applicabile ratione temporis nella presente controversia) – non si denunci (e si possa quindi, in ipotesi, riscontrare) l’omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti.
Vizio, questo, che, nella specie, non viene affatto dedotto (e semmai avrebbe dovuto esserlo nel rigoroso rispetto delle previsioni di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6 e art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, con l’indicazione del fatto storico, il cui esame sia stato omesso, del “dato”, testuale o extratestuale, da cui ne risulti l’esistenza, del “come” e del “quando” – nel quadro processuale – tale fatto sia stato oggetto di discussione tra le parti, e della “decisività” del fatto stesso) e che, in ogni caso, non trova neppure rispondenza nella sostanza delle doglianze di parte ricorrente, là dove l’unica critica di omesso esame” attiene a circostanza (l’invasione della opposta corsia di marcia da parte dell’autovettura condotta dal C.) che, invero, è solo espressiva di una ricostruzione della dinamica del sinistro diversa ed alternativa rispetto a quella accertata dal giudice del merito.
che, pertanto, il ricorso va dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento, in favore del controricorrente, delle spese del presente giudizio di legittimità, come liquidate in dispositivo in conformità ai parametri introdotti dal D.M. n. 55 del 2014;
condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida, in favore della parte controricorrente, in complessivi Euro 3.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali ed accessori di legge.

References: Sentenza 
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 sentenza 
 art. 360
 art. 369