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Le sentenze CEDU del 27/11/2012Diritti Europa
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Le sentenze CEDU del 27/11/2012
Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 27 novembre 2012
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 27 Novembre 2012, di
cui, per ciascuna, si ripropongono:
Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int;
Corte I.L. : l’Importance Level attribuito dalla Corte;
and Others v. Armenia
no. 23978/06
I ricorrenti, 19 testimoni di Geova, cittadini armeni, per obiezione di coscienza chiedono di svolgere un servizio alternativo al servizio militare; sono affidati a ospedali e luoghi di cura; tuttavia si rifiutano di prestare il servizio perché le strutture sanitarie sono controllate dai militari. Così sono processati per abbandono del posto e
sottoposti a detenzione: oggi lamentano l’illegittimità di quella detenzione ne chiedono una compensazione.
Articolo 5 § 1 (diritto alla libertà e alla sicurezza)
Articolo 5 § 5 (diritto alla compensazione per detenzione illegale)
Violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-1-c – ragionevole sospetto)
– Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 – Ragionevolezza di
custodia cautelare)
– Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-5 – Compensazione)
no. 45358/04
Zhivko Tonev Chervenkov, cittadino ucraino, è condannato
all’ergastolo e detenuto presso il carcere di Burgas Prison (Bulgaria) in un regime di detenzione molto severo; successivamente tale regime diventa meno gravoso. Agisce per denunciare il trattamento subito, e in particolare il controllo della corrispondenza e delle telefonate col suo avvocato.
Articolo 3 (Proibizione della tortura e dei trattamenti inumani o degradanti)
(diritto a un ricorso effettivo)
(diritto al rispetto della vita privata e familiare
Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – trattamento degradante
Trattamenti inumani)
(aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 13 +3 – Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 – ricorso effettivo) (Articolo 3 – trattamento degradante; Trattamenti inumani; Proibizione
della tortura)
– Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 – Rispetto della corrispondenza)
Nessuna violazione dell’Articolo 13 8-1 – Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 -ricorso effettivo) (Articolo 8-1 – Rispetto della corrispondenza; Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare)
no. 3832/06
M.N., cittadina bulgaro, è stuprata da quattro
assalitori; dopo la violenza denuncia i colpevoli, identificandone tre; il giorno dopo il referto medico conferma la sua versione e gli assalitori
identificati confessano la propria colpevolezza, identificando anche il quarto del gruppo. Nei giorni successivi M.N. tenterà il suicidio due volte. Avviato il processo, gli indagati ritrattano le proprie confessioni; questo, insieme ad una giustizia lenta e a delle indagini inefficienti – così
lamentano i ricorrenti – consente a tre dei quattro assalitori di non essere condannati: uno perché non identificabile, due per l’avvento della prescrizione decennale.
Articoli 3 (proibizione della tortura e
delle pene o trattamento)
(diritto al rispetto della vita privata e familiare) Articolo 13
(diritto ad un efficace rimedio)
– Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo 8 – obblighi positivi; Articolo 8-1 – Il rispetto della vita privata)
no. 7222/05
Aleksandar Savov, insieme alla moglie e i figli, tutti cittadini bulgari, è sospettato, in qualità di commissario del dipartimento di polizia di Smolyan, di essere coinvolto in attività criminali: perciò è indagato e la sua abitazione sottoposta a sorveglianza. Successivamente le indagini si dimostrano infruttuose. Oggi lamenta, con la famiglia, l’illegittimità di quel regime di controlli sulla sua vita.
Articolo 8 (diritto al rispetto della vita
privata e familiare) Articolo 13 (diritto a un ricorso effettivo)
della vita privata)
– aggiudicato
Stamose
no. 29713/05
Teodor Stamose, cittadino bulgaro, emigra negli Stati Uniti in qualità di studente; lì si ricongiunge con al madre e il fratello, ma quando abbandona gli studi viene espulso dal paese. Ritornato in patria, la polizia di confine lo sanziona per violazione della normativa
statunitense in tema di emigrazione e gli preclude l’espatrio per 2 anni.
Oggi Starmose lamenta una sanzione sproporzionata e ingiustificata, invasiva della sua libertà di circolazione.
(diritto al
rispetto della vita privata e familiare)
del Protocollo n ° 4 (libertà di circolazione)
Violazione dell’Articolo 2 del Protocollo n ° 4 – Libertà di movimento, parte generale (Articolo 2, paragrafo 2 del Protocollo n ° 4 -. Libertà di lasciare un paese)
13 – Diritto ad un ricorso effettivo (art. 13 – ricorso effettivo)
no. 43947/10
Veselin Golubović, cittadino croato, era professore di Filosofia all’Università di Zagabria. Nel 1995 è sospeso dall’insegnamento e nel 1996 licenziato. Agisce in giudizio e avvia due procedimenti civili, dove le sue ragioni sono accolte. Tuttavia lamenta che in due gradi dello stesso giudizio, davanti a corti differenti, fosse presente lo stesso giudice, il quale significativamente fu decisivo per la sua soccombenza in entrambi i giudizi.
– Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile
Articolo 6-1 – giudice imparziale)
no. 38380/08
V.K., cittadino croato, vuole divorziare dalla moglie. Attende dal 2004 al 2010 per divorziare e per accertare la paternità di suo figlio, K. Oggi agisce per l’eccessiva durata della giustizia croata, che da un alto ha prolungato lo stato di incertezza sulla paternità del figlio, dall’altro ha impedito a V.K. di risposarsi con la nuova compagna, fervente cattolica.
Articolo 6 § 1 (diritto ad un processo equo
entro un tempo ragionevole)
Articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e
Articolo 12 (diritto al matrimonio)
Articolo 6-1 – Termine
ragionevole)
Violazione dell’Articolo 12 – Diritto al matrimonio (art. 12 – Matrimonio)
Danno patrimoniale –
no. 35887/05
Givi Janiashvili, cittadino georgiano, è condannato a 15 anni per acquisto e detenzione di notevoli quantità di
eroina. Lamenta maltrattamenti durante l’arresto, ispezioni illegittime alla sua abitazione, una detenzione cautelare eccessivamente lunga e pessime condizioni di detenzione, inadeguate alle sue condizioni mediche e psichiatriche.
Articolo 3 (divieto di trattamenti inumani e
Articolo 5 (diritto alla libertà e la sicurezza)
privata e familiare e casa)
– Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 Ragionevolezza di custodia
cautelare)
no. 58050/08
Béla Sáska, cittadino ungherese, organizza una manifestazione a favore della legalità difronte al Parlamento ungherese ma non ottiene l’autorizzazione necessaria. L’autorità argomenta che la
manifestazione avrebbe certamente disturbato il lavoro dei parlamentari, sebbene – come il ricorrente sottolineava – non erano previsti lavori parlamentari nella data della manifestazione.
Articolo 11 (libertà di riunione e di
Violazione dell’Articolo 11 – Libertà di riunione e di associazione (art. 11-1 – Libertà di riunione pacifica)
Savičs
v. Latvia
no. 17892/03
Valerijs Savičs, cittadino lettone, è
condannato all’ergastolo per vari reati, fra i quali omicidio, rapina e
stupro. Denuncia che nella prigione di Jelgava Prison è riservato agli
ergastolani un trattamento inumano e rasente la tortura: in particolare, il
ricorrente non poteva usare la brandina di giorno, era sempre in isolamento e sottoposto continuamente a ispezioni della cella e corporali, nonché i suoi
spostamenti dentro la struttura avvenivano con l’uso di cani da guardia.
Articolo 3 (divieto di inumani e degradanti trattamento)
Respinta l’eccezione preliminare (art. 35-1 – efficace rimedio interno)
v. Lithuania
no. 29474/09
Andrius Tautkus, cittadino lituano, è
condannato a 14 anni di carcere per induzione alla prostituzione e omicidio di una prostituta. In carcere, ha una violenta lite con un altro carcerato, da cui esce con un cranio rotto e una disabilità tale da portare alla sua scarcerazione. Oggi accusa la polizia penitenziaria di non averlo protetto
mentre di trovava costretto in cella.
Nessuna Violazione dell’Articolo 3 – Divieto della tortura (art. 3 – obblighi positivi)
(aspetto procedurale)
no. 29117/05
Constantin Dimon, cittadino rumeno, lamenta la rigidità della normativa processuale del suo paese: in particolare il suo ricorso per impugnare una precedente sentenza, concernente una disputa sulla
attribuzione di terreni in passato nazionalizzati, era stato rigettato perché privo del nome e dell’indirizzo ufficiali del convenuto.
Articolo 6 § 1 (diritto di accesso alla
– Diritto a un equo processo
no. 37379/02
Elena Pop Blaga, cittadina rumena, giudice presso la Bihor County Court, è arrestata e condannata per corruzione. Le bustarelle tuttavia sarebbero state provate tramite intercettazioni ottenute illegalmente; inoltre sia durante il fermo di polizia presso Oradea sia al trasferimento al carcere di Bucarest avrebbe subito trattamenti degradanti.
Articolo 3 (proibizione della tortura e delle
pene o trattamenti degradanti)
Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura civile; Articolo 6-1 – l’accesso alla giustizia)
Dirdizov
no. 41461/10
Farit Fatykhovich Dirdizov, cittadino russo, è indagato per tentato omicidio e infine condannato per furto aggravato e possesso illegale di armi da fuoco. Soffre della morbo di Bechterew, malattia ereditaria che colpisce la colonna vertebrale, e necessità di particolari e adeguate cure che tuttavia – qui la sua denuncia – non avrebbe ricevuto
presso la colonia correzionale dove p stato detenuto; infine lamenta una
detenzione cautelare eccessivamente lunga.
Articolo 3 (divieto di trattamento inumano e degradante)
Articolo 5 § 3 (diritto di libertà e alla sicurezza)
Articolo 13 (diritto ad un efficace rimedio)
Violazione dell’Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 – Il rispetto della vita privata)
no. 48562/06
Sergey Nikolayevich Kulikov, cittadino russo, sconta la pena detentiva in vari istituti carcerari della regione di Sverdlovsk.
Lamenta condizioni di sovraffollamento indicibili e di aver subito violenze di vario tipo, anche sessuali da parte di due carcerati.
no. 5515/09
Matej Horváth, cittadino slovacco, è
sottoposto a processo per oppressione, rapina e altri reati; detenuto, chiede nelle more del processo di essere rilasciato, ma la sua richiesta non viene esaminata.
Articolo 5 § 4 (diritto ad una detenzione
legittima e decisa rapidamente da un tribunale)
– Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 – rapidità della pronuncia)
v. “The former Yugoslav Republic of Macedonia”
no. 25248/05
Velko Naumoski, cittadino macedone, insegnante, agisce in sede civile contro il proprio licenziamento. Del processo celebrato in macedonia oggi lamenta l’eccessiva durata, l’iniquità e
le mancanze nella comunicazione degli atti del convenuto.
Violazione dell’Articolo 6 – Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedura
civile; Articolo 6-1 – DIFESA;
and Gürbüz v. Turkey
no. 37569/06
Hasan Bayar e Ali Gürbüz, cittadini turchi, sono rispettivamente proprietario e caporedattore del quotidiano Free National
Agenda; entrambi sanzionati dalla legge turca per la pubblicazione di
articoli sul PKK, oggi agiscono per la difesa della libertà di informazione.
Articolo 6 (diritto ad un processo equo)
Violazione dell’Articolo 10 – Libertà di espressione – {Generale} (Articolo 10-1 – Libertà
di espressione)
– Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedimento penale; Articolo 6-1
– accesso alla giustizia)
(art. 41 – Danno morale)
domanda respinta (art. 41 – danno patrimoniale)
and Kesk v. Turkey
no. 38676/08
DİSK (Devrimci İşçi Sendikaları Konfederasyonu – Confederazione delle Sindacati operaio
rivoluzionario) e KESK (Kamu Emekçileri Sendikaları Konfederasyonu – Confederazione dei sindacati dei pubblici dipendenti), sono due importanti sindacati turchi; denunciano un intervento eccessivo delle forze di polizia durante la manifestazione del 1° Maggio 2008, tenutasi a Istanbul, durante la quale gli agenti usarono acqua pressurizzata, vernice e gas lacrimogeni.
Articolo 11 (libertà di riunione e di associazione)
Violazione dell’Articolo 11 – Libertà di riunione e di associazione (art. 11-1 –
Libertà di riunione pacifica)
– accertamento di infrazione sufficiente
nos. 13471/05 and 38787/07
Nesibe Ruhat Mengi, cittadina turca, è autrice di molti libri; come giornalista pubblica sul quotidiano Vatan, alcuni articoli sui lavori della commissione tecnica per la redazione di un nuovo codice penale turco, e in particolare critica la riduzione del prospetto sanzionatorio di alcun i reati contro donne e bambini, come il delitto d’onore e stupro. È condannata per diffamazione su querela dei membri della
commissione e oggi rivendica la sua libertà di parola.
10 – Libertà di espressione – {Generale} (Articolo 10-1 – Libertà di espressione)
Goterris and Llop Garcia v. Spain
nos. 5606/09 and 17516/09
Articolo 6 § 1 (diritto di accesso ad un
tribunale)
– Diritto ad un processo equo (art. 6 – Procedimento penale)
Doğan v. Turkey
no. 28053/10
Bilal Doğan, cittadino turco, quando
minorenne partecipa ad una manifestazione del PKK e viene arrestato. Lamenta una custodia cautelare illegale, la violazione della sua libertà d’espressione nonché la preclusione alla frequenza scolastica.
Articolo 6 (diritto ad un equo processo)
Articolo 13 (diritto di un ricorso effettivo)
Articolo 2 del Protocollo n ° 1 (diritto all’istruzione)
– Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 – Ragionevolezza della
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References: sentenza 

Articolo 5
 § 1

Articolo 5
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Articolo 3
 Articolo 8
 Articolo 13
 Articolo 8

Articolo 8
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Articolo 6

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Articolo 12

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Articolo 2