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Timestamp: 2020-05-31 17:56:27+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25796 del 30/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25796 del 30/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 30/10/2017, (ud. 26/09/2017, dep.30/10/2017), n. 25796
sul ricorso 19120-2016 proposto da:
difesa dall’avvocato SCAFATI ANNA;
avverso la sentenza n. 59/1/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di CAMPOBASSO, depositata il 02/02/2016;
Con sentenza in data 25 gennaio 2016 la Commissione tributaria regionale del Molise accoglieva l’appello proposto da L.R. avverso la sentenza n. 209/3/13 della Commissione tributaria provinciale di Campobasso che ne aveva respinto i ricorsi contro gli avvisi di accertamento IRAP, IRPEF, IVA 2006-2007-2008. La CTR osservava in particolare che gli atti impositivi impugnati dovevano considerarsi invalidi in quanto sottoscritti da funzionario non legittimato a causa del difetto (impersonalità) della delega conferitagli. Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione L’Agenzia delle entrate deducendo quattro motivi.
Resiste con controricorso la contribuente, che successivamente ha presentanto memoria.
Con il secondo mezzo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4, l’agenzia fiscale ricorrente lamenta violazione/falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57,art. 345 c.p.c., poichè la CTR ha accolto un’eccezione della contribuente relativa alla invalidità della sottoscrizione degli avvisi di accertamento impugnati sollevata per la prima volta soltanto con le memorie integrative in grado di appello.
Va infatti ribadito che “In materia tributaria, alla sanzione della nullità comminata dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, comma 3, o da altre deposizioni non si applica il regime di diritto amministrativo di cui alla L. n. 241 del 1990, art. 21 septies e il D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 31, comma 4, che risulta incompatibile con le specificità degli atti tributari relativamente ai quali il legislatore, nella sua discrezionalità, ha configurato una categoria unitaria d’invalidità- annullabilità, sicchè il contribuente ha l’onere della tempestiva impugnazione nel termine decadenziale di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 21, onde evitare il definitivo consolidarsi della pretesa tributaria, senza che alcun vizio possa, poi, essere invocato nel giudizio avverso l’atto consequenziale o, emergendo dagli atti processuali, possa essere rilevato di ufficio dal giudice” (Sez. 5, Sentenza n. 18448 del 18/09/2015, Rv. 636451 – 01). In osservanza del principio di autosufficienza del ricorso, l’agenzia fiscale ricorrente ha compiutamente evidenziato che tale ragione di impugnativa è stata fatta valere soltanto con la memoria illustrativa in grado di appello e quindi non con il ricorso introduttivo della lite nè con il gravame alla sentenza sfavorevole della CTP.
E’ quindi evidente che, in aperta violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57, comma 2, il giudice tributario di appello ha rilevato l’illegittimità degli atti impositivi impugnati sulla base di un’eccezione del tutto nuova, che perciò doveva essere considerata inammissibile ai sensi della citata disposizione legislativa procedurale.
La sentenza impugnata va dunque cassata in relazione al secondo motivo, assorbiti il primo, il terzo ed il quarto, con rinvio al giudice a quo per nuovo esame.
La Corte accoglie il secondo motivo di ricorso, assorbiti il primo, il terzo ed il quarto motivo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Molise, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 57
 art. 42
 art. 21
 art. 31
 art. 21
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 57
 sentenza 
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