Source: https://www.brogi.info/2012/12/alemanno-a-sorpresa-presenta-in-campidoglio-il-suo-micidiale-piano-di-dementificazione-che-porta-le-cubature-da-65-milioni-di-metri-cubi-a-100.html
Timestamp: 2020-08-10 10:36:43+00:00

Document:
Rinviato all’8 gennaio il blitz con cui Alemanno vuole far passare il suo piano di cementificazione che porta le cubature da 65 milioni di metri cubi a 100 ← Brogi.info
Browsing » Brogi.info » Società » Rinviato all’8 gennaio il blitz con cui Alemanno vuole far passare il suo piano di cementificazione che porta le cubature da 65 milioni di metri cubi a 100
Rinviato all’8 gennaio il blitz con cui Alemanno vuole far passare il suo piano di cementificazione che porta le cubature da 65 milioni di metri cubi a 100
E’ PROSEGUITO ANCHE OGGI AL COMUNE IL PRESIDIO DI ASSOCIAZIONI E COMITATI DI CITTADINI DI
“NO A ROMA CAPITALE DEL CEMENTO”
PER OTTENERE CHE NON VENGA POSTA IN VOTAZIONE LA MANOVRA URBANISTICA.
Anche oggi rappresentanti di Associazioni e Comitati dei cittadini hanno presidiato l’assemblea capitolina per controllare che non venissero portate in votazione le prime delibere della insostenibile manovra urbanistica dell’Assessore Corsini.
Anche oggi, le delibere non sono state poste in votazione e tutto sembra essere stato rinviato alla prima riunione dei Capigruppo prevista, dopo le vacanze, l’8 gennaio.
Non si fermerà, invece, durante questo periodo, l’azione d’informazione e di coinvolgimento del “NO A ROMA CAPITALE DEL CEMENTO” che cercherà di ottenere ancora più documentazioni possibili su tutti i progetti in elenco.
La Casa della Citta’ – che doveva essere il centro di documentazione delle trasformazioni previste sul territorio prima di essere decise – non è stata mai realizzata né è stato mai rispettato quanto prescriveva il “Regolamento della Partecipazione” per garantire quel diritto ben precisato dalla Costituzione e dalle
Normative europee e mai applicato a Roma Capitale.
La mobilitazione ambientalista in Aula Giulio Cesare è riuscita a far rinviare l’ndecente manovra elettorale con cui Alemanno un po’ a sorpresa aveva posto dal 20 dicembre all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di Roma una colata di cemento senza precedenti sullas città e sull’agro romano, ben sapendo che non potrà essere attuata in questo scorcio di consiliatura. E’ una sorta di ricatto posto dunque sul futuro della città, si tenta di creare un presupposto da cui poi sarà complicato recedere.
A reagire sono stati Legambiente e Italia Nostra, insieme al comitato “Carte in regola”.
La valanga di cemento che Alemanno vuole riversare su Roma e sul povero agro romano passa dunque attraverso una serie di provedimenti messi ora all’ordine del giorno del consiglio comunale di Roma, ora rinviati all’8 gennaio.
Come ha denunciato Legambiente si passa così da una colata di cemento già imponente di 65 milioni di metri cubi previsti nel Prg a 100 milioni.
Tutto fa brodo nei progetti cementificatori di Alemanno: la svendita dei mercati rionali, le cubature aggiunte in quartieri già saturi come San Giovanni o i Parioli. Per non parlare della delibera sulla Piccola Palocco, che va ad aggravare la situazione di un territorio che vive una gravissima emergenza idrogeologica e che avrebbe bisogno di opere primarie, non certo di altre abitazioni.
Alemanno, dunque, sembra voler puntare al 2013con un riassetto urbanistico della città che si muove lungo l’asse della cementificazione urbana, il sovvertimento del piano urbanistico, (masterplan, waterfront, ex Fiera di Roma), azioni di presunta edilizia popolare (i 35 mila alloggi dichiarati dal sindaco) e la costruzione di grattacieli (l’area dell’ex velodromo all’Eur).
Al suo fianco c’è ciò che resta di Renata Polverini, ma soprattutto il piano casa della Regione attraverso il quale sarà possibile intervenire più velocemente su nuovi progetti di riqualificazione.
Osservando la mole dei progetti e la vastità del cambiamento , è evidente che proposte con tempi di approvazioni così lunghi non possono comunque essere autorizzate entro il termine della consiliatura, che finisce presto (si vota nel 2013.
Uno sguardo alle elezioni mentre presenta il Prg lo dà, infatti, lo stesso Alemanno che, per decidere se costruire grattacieli nella città eterna, ha l’intenzione di proporre un referendum da accorpare alle elezioni stesse.
Uno sguardo generale sulla città basta per far notare che quasi ogni municipio ospita un’area interessata dal nuovo riassetto: il Masterplan di Tor Bella Monaca, il Waterfront di Ostia, l‘ex Fiera di Roma del Municipio XI, di cui si è parlato più spesso e, più all’ombra ma in contesti non meno battaglieri troviamo il parco di Casa Calda a Torre Maura nella parte dell’Agro Romano, piazza Minucciano a Serpentara, Romanina, il comprensorio Casilino, e Casal Monastero solo per citare i più famosi.
E dunque a chi si rivolge Alemanno? Ai poteri forti dei palazzinari. In modo indecente dice: ecco, io sono qui, e sono pronto a farvi cementificare dove e come volete. Ecco la nuova destra capitanata da Alemanno. Ci si aspetta battaglia nell’aula Giulio Cesare. Come è stato per la vendita dell’Acea poi tramontata.
Seguono dall’online “Roma Today” alcune messe a fuoco comprensoriali e poi l’elenco dei provvedimenti:
COMPRENSORIO CASILINO – Rappresentato da 143 ettari di agro romano tra le vie Casilina, Acqua Bullicante, Prenestina e Tor de Schiavi, il comprensorio Casilino è da lungo tempo al centro di una battaglia tra il comune, i residenti e la giunta municipale. L’area, principalmente verde, sembra destinata ad ospitare un nuovo plesso residenziale, idea che però fa tremare tutti i cittadini della zona che non vogliono vedersi sparire il verde intorno alle loro case a favore di nuovi palazzi. Il comprensorio Casilino ha anche un’altra particolarità: quella di far parte di una zona di interesse archeologico dove spiccano il mausoleo di S. Elena e l’acquedotto Alessandrino. Nel 2006 il colpo di scena, con una sentenza del Tar cade parte del vincolo posto dal Mibac e quel verde torna a sembrare più accessibile. A difenderlo rimangono i residenti uniti nell’Osservatorio Casilino. Qui è in atto una battaglia molto accesa che si sta consumando in intense attività da parte della giunta schierata insieme all’Osservatorio contro il progetto che “è destinato a diventare uno strumento per veicolare dissennate manovre speculative imposte dall’alto” e il comune che vorrebbe l’attuazione del progetto.
IV MUNICIPIO: CASALBOCCONE, SERPENTARA E METRO B1 – Il Municipio IV è tra quelli più interessati dal “pericolo cemento”. Qui sono in atto varianti, lavori e progetti di lunga data che continuano a non convincere e a destare la preoccupazione degli abitanti e che, nel caso della metro B1, vedono la situazione complicarsi notevolmente. PROGRAMMA CASAL BOCCONE – Qui a preoccupare comitati e residenti talentini, infatti, sono i nuovi 220 mila metri cubi, e il relativo cambio di destinazione d’uso da direzionale a residenziale, che ricadranno nell’area di proprietà del Gruppo Monte dei Paschi di Siena, per conto del quale la società Urb.a.m. ha già presentato il progetto all’amministrazione. Una battaglia ancora tutta da giocare, nell’attesa che il progetto venga discusso prima nella commissione Urbanistica del Comune e poi in aula Giulio Cesare. Di definito non c’è ancora molto e, intanto, si attende di conoscere gli sviluppi sull’accordo di programma “Casal Boccone”. PIAZZA MINUCCIANO – Da Talenti a Serpentara si arriva a Piazza Minucciano e gli ingredienti sono sempre simili: un’area urbana che improvvisamente il comunue vuole rendere diversa e le reazioni dei residenti che non voglio nuovo cemento sotto casa. Ad agosto 2011 il comitato Serpentara denuncia l‘arrivo nella piazza di vigili urbani e una squadra di operai che hanno tagliato anche diversi alberi. È allarme. Poco dopo la situazione si chiarisce: bonifica dell’area. Arriva il 2012 e il timore ha un nome: la variazione d’uso della zona che potrebbe concedere il comune, ovvero un lasciapassare per la variazione di destinazione d’uso da commerciale a residenziale, dei 55 mila metri cubi di cemento previsti dall’articolo 11. A piazza Minucciano la battaglia è ancora viva, ma i 55 mila metri si costruiranno. METRO B1 – Il Municipio IV è urbanisticamente e politicamente condizionato anche dalla Metro B1, quindi allontanandoci da Piazza Minucciano e Casal Boccone, si va verso Jonio e Bufalotta, interessati dall’ordinanza del Sindaco del 31 Gennaio 2012, avrebbe approvato il progetto di prolungamento della metro B1 da Jonio a Bufalotta. Il prospetto del piano finanziario di spesa del nuovo progetto prevede che l’opera sia finanziata quasi interamente da privati per oltre 580 milioni di euro. Quindi arriva il dubbio e la domanda: quanti metri cubi saranno utilizzati per immobili a uso di mercato? TENUTA CESARINA – Infine, rimane il progetto da 55mila metri cubi da sviluppare nella Tenuta della Cesarina presentato dal gruppo Ligresti, sul quale l’ente RomaNatura nel lontano 2009 aveva già espresso parere favorevole: ad oggi più nulla si sa del progetto.
CENTRALITA’ ROMANINA – Spostandosi dall’altro lato della città si arriva a un altro nodo da sbrogliare, quello che sta destando non poche discussioni nel Municipio X: Centralità Romanina. L’idea, come negli altri casi di cubature e interventi urbanistici, sarebbe quella di aumentare le porzioni residenziali del territorio a discapito di quelle “vuote”; in altre parole potrebbe essere definito come un progetto di densificazione metropolitana. Fu presentato dall’assessore Corsini e figlio della giunta comunale guidata dal sindaco Gianni Alemanno e prevede anche la construzione di tre torri di 64 metri e l’intensificazione dei trasporti tramite l’inserimento di una metro leggera o, in alternativa, il prolungamento della metro pesante. La Comunità Territoriale del Municipio X ha però dimostrato diffidenza sin dal momento della presentazione del progetto sottolineando, tramite un comunicato ufficiale “l’improprietà di una presentazione fatta dalle Istituzioni comunali e municipali in una sede di proprietà del beneficiario dell’intervento urbanistico progettato. Inoltre l’informazione data alla cittadinanza della presentazione medesima è stata pressoché nulla. Anche diversi consiglieri municipali non ne erano a conoscenza”. Anche nel Municipio X, dunque, si ripete il medesimo copione: la presentazione di un progetto di riassesto urbanistico volto a far aumentare le cubature della zona e le reazioni negative di chi nel quartiere ci vive.
EX FIERA DI ROMA – La sede del quartiere fieristico della capitale funzionante dal 1959 al 2007 è stata sostituita dalla nuova area a Ponte Galeria. Da quando è stata chiusa, l’ex Fiera di Roma ne ha viste tante: utilizzata per mostre, fiere e concorsi pubblici versa ora in un completo stato di degrado. Tra la Cristoforo Colombo e le palazzine dell’Ardeatino giace lo stabile abbandonato, divenuto dimora di nomadi e terreno di grandi controversie, soprattutto da parte di comitati e residenti terrorizzati dall’idea di veder sorgere nuovi palazzi al posto della ex fiera. Qui, una proposta di riqualificazione fu ventilata proprio dai residenti e avallata dal municipio: quella di un progetto calcolato in oltre 100.000 metri cubi, ripartiti per diverse funzioni. La metà della cubatura da adibire a parco pubblico, mentre il resto da dividere per il 50% da nuovi uffici della Regione Lazio, per il 40% da nuove abitazioni e il restante 10% da una zona commerciale a basso impatto.
A novembre del 2011 l’amministrazione Alemanno scese in campo con una squadra volta alla studio dell’area per la realizzazione di case di pregio sui 294.000 metri cubi della zona. In proposito il 23 marzo scorso Alemanno ha dichiarato: “Sarà un quartiere residenziale di pregio con una parte di superficie pubblica che l’amministrazione decidera’ a cosa destinare e verra’ riqualificata l’area rendendola residenziale di qualita.”
MASTERPLAN TOR BELLA MONACA – Siamo in piena estate del 2010 e l’agosto rovente della capitale viene scosso dall’annuncio di Alemanno che dichiara di voler radere al suolo Tor Bella Monaca e ricostruirla perché si deve avere “il coraggio di dare nuova dignità urbanistica alle periferie, intervenendo anche con una operazione di demolizione e ricostruzione delle zone più degradate, vere e proprie cisti urbane”.
Il progetto fu poi presentato a novembre del 2010 e prevedeva l’abbattimento progressivo delle quattordici torri, alte da dieci a dodici piani, e la loro sostituzione con palazzine di tre o quattro piani distribuite su un’area più vasta. In sostanza, considerati i pessimi risultati urbanistici ottenuti fino a oggi, l’amministrazione Alemanno ritiene migliore, come soluzione, ricominciare da capo, ricostruendo da zero. Quindi, nei nuovi alloggi dovrebbero essere spostati gli abitanti attuali delle torri. Il piano fu affidato, a titolo gratuito, all’architetto lussemburghese Leon Krier.
Quindi, l’altra novità: accanto alle case popolari dovrebbero essere costruite nuove abitazioni da vendere a prezzo di mercato per finanziare il piano che non dovrebbe gravare sul comune ma solo sulla regione. I residenti, da subito, hanno mostrato e manifestato le loro contrarietà al progetto, timorosi di ritrovarsi senza casa e che l’unico vero obiettivo sia quello di monetizzare con nuove case nel quartiere da vendere a prezzo di mercato.
WATERFRONT DI OSTIA – Cambia scenario, ma le modalità rimangono simili. Siamo sul lungomare di Ostia che, secondo i nuovi piani urbanistici, potrebbe essere stravolto per essere dotato di nuove strutture. Recentissime sono le proposte di realizzarci un casinò e addirittura una pista da sci. La presentazione del piano è recente: il 16 luglio scorso al Cineland di Ostia si presentò il waterfront, fino ad allora accorpato in qualche modo all’altro grande progetto del secondo polo turistico. Facendo un balzo indietro, troviamo già nel 2009, durante la presentazione del secondo polo turistico i primi accenni al progetto di una nuova realtà ricettiva sul lungomare di Ostia.
Concretamente si parò di 600 milioni di interventi, la maggior parte a carico dei privati, tutti necessari a riqualificare il lungomare, ovvero la zona antistante il polo turistico dotandola di tutte le strutture e infrastrutture necessarie. Il progetto include una serie di aree con residenze, zone commerciali, attrazioni e aree di divertimento. Le azioni previste si sviluppano lungo l’intera fascia costiera compresa tra la foce del fiume Tevere e la tenuta di Castel Porziano, spingendosi poi a ventaglio nell’entroterra, fino ad interessare l’area centrale di Ostia e la parte di Ostia Antica quella limitrofa al Castello Giulio II.
Venerdì 21 dicembre – ORE 15.30 IN CAMPIDOGLIO
Elenco proposte all’ordine dei lavori dell’assemblea capitolina del 20 dicembre 2012
Approvazione del nuovo schema di Convenzione per la Concessione in diritto di superficie, per la cessione in diritto di proprietà delle aree comprese nei Piani di Zona ex lege n. 167/62, rientranti nella manovra di completamento del II P.E.E.P., nonchè dello schema di convenzione integrativa per la realizzazione delle opere pubbliche assunte a scomputo del corrispettivo per l’urbanizzazione dei Piani di Zona.
Adozione del programma di assetto urbanistico definitivo del Programma integrato della Città da ristrutturare – Tessuto prevalentemente residenziale “Pietralata
Adozione variante agli artt. 13, 52 e 53 delle NTA del PRG vigente, approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 18 del 12.02.2008 ai sensi dell’art. 10 della legge n. 1150/42.
Attuazione del Piano casa di Roma Capitale, approvato con deliberazione di Consiglio comunale n. 23/2010. Adozione della variante al Piano di Zona “C8 Casal Brunori”, ai sensi del combinato disposto dell’art. 17 della R.L. n. 21/2009 e dell’art. 1 della L.R.L. n. 36/1987. Densificazione del comparto NR1, mediante incremento della capacità edificatoria e cambio di destinazione d’uso verso residenziale, finalizzata alla realizzazione di alloggi di edilizia convenzionata e di housing sociale. Assegnazione in proprietà alla società “Costruzioni Civili e Commerciali di Roma SpA” della volumetria aggiuntiva pari a 21.081 mc. Acquisizione, per via negoziale, al patrimonio indisponibile di Roma Capitale dell’area denominata “Strada di via Mezzocamino”.
Acquisizione del complesso immobiliare sito in località, Settecamini, via Affile comparto fondiario E3 destinato a spazi abitativi per anziani, di proprietà della Società “I.I.T. S.r.l. Iniziative Immobiliari Tiburtina”, a seguito delle risultanze del bando pubblicato sulla G.U.R.I. n. 144 del 10 dicembre 2007.
Adozione di variante al Piano Regolatore generale con modifica all’art. 19, comma 1, delle N.T.A. Riconoscimento di diritti edificatori in favore dei proprietari di terreni compresi nell’ex zona E1 di P.R.G. previgente denominata “Casal Giudeo”.
Indirizzi al Sindaco Ex Art. 24 dello Statuto Comunale ai fini della Sottoscrizione dell’Accordo di Programma ex Art. 34 T.U.E.E.L.L. concernente l’approvazione del Programma di Trasformazione Urbanistica denominata “PICCOLA PALOCCO” per la compensazione edificatoria dell’ex comprensorio E1 Casal Giudeo e dell’ex comprensorio G3 Ponte Fusano, attraverso la rilocalizzazione dei diritti edificatori nelle aree costituenti il Programma di Trasformazione “PICCOLA PALOCCO”. Approvazione dello schema preliminare di atto d’obbligo, sottoscritto in data 2.12.2010. Municipio Roma XIII.
CITTà CONS.
Deroga ai sensi dell’art. 14 del D.P.R. 380/01 alle N.T.A. del P.R.G. per l’ampliamento dell’immobile sito in Via Lucrezia Romana nn. 41/47, di proprietà della BCC Solutions S.p.A., e realizzazione del Parco Archeologico Lucrezia Romana con riqualificazione dell’area contigua.
Indirizzi al Sindaco ex art. 24 dello Statuto Comunale ai fini della Sottoscrizione dell’Accordo di Programma ex art. 34 T.U.E.E.L.L. per l’approvazione, in variante al PRG, del Programma di Trasformazione Urbanistica denominato “VIA DI BRAVA” avente ad oggetto la rilocalizzazione dei diritti edificatori derivanti dalla compensazione edificatoria dell’ex comprensorio M2 S. Fumia. Approvazione dell’atto d’obbligo, sottoscritto in data 04/06//2012 Municipio Roma XVI. Riconoscimento dei diritti edificatori derivanti dall’ex comprensorio M2 S. Fumia.
CONTRODEDUZIONI NON PERVENUTE DAGLI UFFICI
Indirizzi per la riqualificazione dei compendi immobiliari ubicati in via Chiana n. 115 (Trieste), via Antonelli n. 39 (Pinciano) e via Magna Grecia snc (Metronio ), nonché per il reperimento di immobili destinati all’Housing sociale.
Indirizzi al Sindaco Ex Art. 24 dello Statuto Comunale ai fini della Sottoscrizione dell’Accordo di Programma Ex Art. 34 T.U.E.E.L.L. concernente l’approvazione in variante al PRG vigente del Programma di Trasformazione Urbanistica denominato “PISANA – via degli ESTENSI”, avente ad oggetto la rilocalizzazione dei diritti edificatori derivanti dalla transazione “EGENCO” dell’Area Deposito Magliana – Pontina Intermetro, e dalla compensazione edificatoria dell’ex comprensorio F” Monte Arsiccio, nonché la rilocalizzazione dei diritti edificatori dell’ex Fosso della Valchetta. Approvazione dell’atto d’obbligo, sottoscritto in data 10.11.2010. Municipio Roma XVI.
Indirizzi al Sindaco ex art. 24 dello Statuto Comunale ai fini della sottoscrizione dell’Accordo di Programma ex art. 34 T.U.E.L. concernente l’approvazione del Programma di trasformazione Urbanistica denominato “Via Longoni” per la compensazione edificatoria dell’ex comprensorio G4 Settebagni, attraverso la rilocalizzazione dei diritti edificatori nelle aree costituenti il Programma di Trasformazione “Via Longoni”. Approvazione dell’atto d’obbligo in forma privata sottoscritto in data 8 luglio 2011. Municipio Roma VII.
Indirizzi al Sindaco, ai sensi dell’art. 24 dello Statuto Comunale, per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma con la Regione Lazio, ex art. 34 del D.Lgs 267/2000, concernente la Variante dell’intervento privato n. 8 del Programma di Recupero Urbano “Fidene Val Melaina”, approvato con DPRL 20 marzo 2006 n. 101 e pubblicato sul BURL n. 9 del 30 marzo 2006.
Adozione di varianti di PRG ai Piani di Zona. B41 (Settecamini Casal Bianco); C1 (Torraccia), C26 (Via di Tor Cervara), C22 (Casale Nei); B34 (Casale Rosso); B20 (Cesano); 20 (Ponte di Nona), B5 (Rocca Fiorita), C2 (Lunghezza); B4( Castel Verde) , D5 (Romanina) B36 (Acilia Saline); C10 (Malafede); B38 (Muratella); B25 (Massimina), C25 (Borghesiania Pantano); D6 (Osteria del Curato 2); B50 (Monte Stallonara); B51 (Via Ponderano); B24 (Cerquetta), in base alla normativa vigente.
tagged under: Alemanno.Fieri di Roma.Housing sociale.Italia Nostra.Legambiente.Ostia.Palazzinari.Roma
← India, forti proteste per lo stupro sull’autobus
Corriere del Mezzogiorno (Bari) su “Uomini e donne del Sud” →

References: sentenza 
 Art. 24
 Art. 34
 art. 24
 art. 34
 Art. 24
 Art. 34
 art. 24
 art. 34
 art. 34