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Timestamp: 2018-07-18 23:45:17+00:00

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Schemi operativi - Articolo 186 codice della strada
giovedì 19 luglio 2018 ..:: Schede operative » 20140408 Guida stato ebbrezza ::.. Login
Gli schemi operativi di
(a cura di Sansonne Gianni, Comm. Agg. della Polizia Locale di Milano
e della redazione di www.semaforo-verde.it)
Premessa comune a tutti i casi di seguito trattati e relativa alla disciplina della guida in stato di ebbrezza alcolica:
Confisca del veicolo (in generale) (a cura della redazione)
Con la sentenza applicativa di pena concordata dalle parti, il giudice deve applicare le sanzioni amministrative accessorie previste dalla legge come conseguenze del reato. Non fa eccezione il reato di guida in stato di ebbrezza, anche in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti ed in caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità per cui è disposta la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato (Corte di Cassazione Penale, sezione quarta - Sentenza n. 48264 del 13/12/2012).
Al fine di stabilire l'appartenza del veicolo al conducente che guida in stato di ebbrezza finalizzata alla applicazione della sanzione amministrativa accessoria della confisca, deve tenersi presente che non è decisiva l'interrogazione degli appositi registri del PRA poichè i contratti di compravendita di autoveicoli possono essere validamente conclusi anche mediante semplici manifestazioni verbali di consenso, a nulla rilevando, ai fini della validità ed efficacia del trasferimento, la mancata trascrizione presso gli appositi registri (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 11458 del 11/03/2013).
Il reato di cui all'art. 186 C.d.S., comma 2, lett. c) e comma 2 bis comporta l'ablazione definitiva ed irreversibile della proprietà del veicolo appartenente all'autore del reato. La stessa è di obbligatoria applicazione, anche se trattasi di sanzione amministrativa accessoria, in quanto posta a sussidio di sanzione penale (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 10924 del 06/03/2014).
Anche a seguito di patteggiamento per il reato di guida in stato di ebrezza, le valutazioni relative al concorso di circostanze eterogenee non producono effetti sulle sanzioni amministrative accessorie quali la revoca della patente di guida e la confisca del veicolo (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 17826 del 28/04/2014).
Nella guida in stato di ebbrezza, con la sentenza di condanna ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti, anche se è stata applicata la sospensione condizionale della pena, ove prevista è sempre disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, salvo che appartenga a persona estranea al reato, e sanzione accessoria della sospensione della patente di guida. Mentre la confisca può essere adottata dalla Corte di Cassazione, in quanto compatibile con la sua cognizione di mera legittimità, l'applicazione della sospensione della patente di guida comporta l'uso dei poteri discrezionali riservati al giudice di merito in ordine alla sua durata (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31370 del 22/07/2013).
In relazione alla sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo appartenente all'imputato, il requisito normativo dell'"appartenenza" va inteso non tanto nel dato della formale intestazione dei veicolo nei pubblici registri, bensì "l'effettivo e concreto dominio" sullo stesso insito nel possesso o nella disponibilità non occasionali, in capo al responsabile della contravvenzione (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 38425 del 18/09/2013).
Qualora il giudice non disponga, ove prevista, la confisca obbligatoria del veicolo appartenente all'imputato con il quale è stata commessa l'infrazione, la stessa Corte di Cassazione può annullare senza rinvio la sentenza, limitatamente all'omessa sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, ed adottare il provvedimento di confisca dello stesso (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 36428 del 05/09/2013).
Nel reato di guida in stato di ebbrezza, anche in occasione di pena concordata tra le parti e previa verifica della sussistenza dei relativi presupposti, il giudice deve disporre la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida e la confisca del veicolo che sia di proprietà dell'imputato (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 35842 del 02/09/2013) .
Veicolo appartenente a persona estranea al reato:
Nell'ipotesi più grave di guida in stato di ebbrezza commesso in ore notturne, la durata della sospensione della patente di guida del conducente è da uno a due anni, e va raddoppiata nel caso in cui il veicolo appartenga a persona diversa dall'imputato (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 1224 del 14/01/2014).
Nella guida in stato di ebbrezza non si applica la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo quando questo appartiene a persona estranea al reato, e per "estraneo al reato" si intende colui che non abbia avuto nessun collegamento diretto o indiretto con la commissione del fatto (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 15905 del 05/04/2013).
Nella guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, la confisca del veicolo intestato a un terzo è esclusa solo quando questi risulti del tutto estraneo al reato e sia in buona fede, intesa quest'ultima come assenza di condizioni che rendano profilabile a suo carico un qualsiasi addebito di negligenza da cui sia derivata la possibilità della circolazione del mezzo (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 36431 del 05/09/2013).
Nella fattispecie più grave del reato di guida in stato di ebbrezza commesso alla guida di veicolo appartenente a persona estranea al reato, è sempre previsto il raddoppio della durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, provvedimento che può adottare anche il giudice di legittimità investito del ricorso quando il giudice di prime cure ha già determinato il minimo della durata (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 69 del 02/01/2013).
Estraneo al reato è chi non abbia avuto nessun collegamento diretto o indiretto con la consumazione del reato stesso (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 34687 del 24/09/2010).
Veicolo co-intestato:
in tale circostanza, nonostante sia presente un secondo proprietario del veicolo, è necessario procedere alla stesura degli atti relativi, tenendo presente che il veicolo non appartiene a persona estranea al reato.
Sulla questione si è recentemente pronunciata la suprema Corte di Cassazione, affermando che, anche in caso di comproprietà, in tema di guida in stato di ebbrezza, è legittimo il sequestro di un veicolo "con il quale è stato commesso il reato" in vista della confisca della quota appartenente all'indagato/imputato (Corte di Cassazione Penale, sezione IV, Sentenza n. 38784 del 26/10/2011).
Nei casi previsti, nel reato di guida in stato di ebbrezza alcolica, anche quando il procedimento sia definito con pena patteggiata o sia disposta la sospensione condizionale della pena, è sempre prevista la confisca obbligatoria del veicolo con il quale è stata commessa l'infrazione, salvo che esso appartenga a persona estranea al reato. Tale obbligo non viene meno anche quando il veicolo appartiene all'imputato in comproprietà con persona estranea al reato; trattandosi di bene indivisibile, la confisca non può che riguardare l'intero, salvo poi il diritto della persona estranea al reato di rivalersi per la perdita sulla metà del prezzo ricavato con la vendita giudiziale (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 36432 del 05/09/2013).
Con la confisca del veicolo in comproprietà con un soggetto estraneo al reato di guida in stato di ebbrezza, il comproprietario conserva il diritto sulla quota derivante del ricavato della vendita del veicolo (Corte di Cassazione Penale - Sezione III, Sentenza n. 47480 del 29/11/2013).
Veicolo intestato ad impresa individuale:
qualora il veicolo sia condotto dal titolare dell'impresa individuale, è necessario procedere alla stesura degli atti relativi, tenendo presente che il veicolo non appartiene a persona estranea al reato.
Per tale motivo si procederà col fermo o col sequestro amministrativo del veicolo, ove previsto.
Sulla questione si è recentemente pronunciata la suprema Corte (Corte di Cassazione Penale, sezione IV, Sentenza n. 13751 del 07/04/2011).
Veicolo in leasing:
Non è confiscabile il veicolo condotto in stato di ebbrezza alcoloca dall'autore del reato, utilizzatore del veicolo in relazione ad un contratto di leasing, nel caso in cui il concedente, proprietario del mezzo stesso, sia estraneo al reato. In tal caso non si applica alcun provvedimento a carico del veicolo (Corte di Cassazione Penale, sezioni unite, Sentenza n. 14484 del 17/04/2012).
In tema di guida in stato di ebbrezza non può essere disposta la confisca del veicolo concesso in leasing all'utilizzatore dello stesso se il concedente, da ritenersi proprietario del mezzo, sia estraneo al reato. L'impugnazione non può, però, riconoscersi al condannato utilizzatore del veicolo, bensì da colui in grado di rivendicare la legittima appartenenza del bene sottoposto a confisca (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31303 del 22/07/2013).
In tema di guida in stato di ebbrezza, non è confiscabile il veicolo concesso in leasing all'utilizzatore dello stesso se il concedente, da ritenersi proprietario del mezzo, sia estraneo al reato (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 1873 del 17/01/2014).
Proprietario del veicolo a bordo dello stesso, in qualità di passeggero:
in tal caso si procede alla stesura degli atti di rito, tenendo presente che il veicolo non appartiene a persona estranea al reato (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 34687 del 24/09/2010).
Nel reato di guida in stato di ebbrezza, ai fini della sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, non può considerarsi estraneo al reato il proprietario del veicolo presente sul mezzo in qualità di passeggero (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 15898 del 05/04/2013).
Accertamenti sanitari (a cura della redazione)
Nella guida in stato di ebbrezza è irrilevante, ai fini dell'utilizzabilità processuale, la mancanza del consenso da parte dell'interessato dell'esecuzione del prelievo ematico effettuato durante il ricovero presso una struttura ospedaliera pubblica a seguito di incidente stradale, ove questo non sia stato eseguito su richiesta della Polizia stradale, trattandosi di elementi di prova acquisiti attraverso la documentazione medica (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 10605 del 07/03/2013).
Integra il reato di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti per stabilire l'eventuale tasso alcolemico il conducente che più volte emette una quantità di aria insufficiente nell'etilometro e poi rifiuta di recarsi al pronto soccorso per l'esame del sangue anche se, in autonomia e a distanza di quattro ore, si reca all'ospedale dove effettua il test con esito negativo (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 16062 del 11/04/2014).
E' legittimo l'accertamento del tasso alcolemico effettuato sui campioni ematici dell'imputato prelevati in precedenza, nel corso dei controlli ospedalieri eseguiti presso il pronto soccorso dopo la sua dimissione (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 15428 del 04/04/2014).
Sono utilizzabili i risultati dell'accertamento del tasso alcolemico conseguenti a prelievo ematico per gli esami medici di routine eseguito presso il posto di pronto soccorso dell'ospedale, previa richiesta della P.G., nei confronti del conducente trasportato presso il nosocomio perché rimasto coinvolto in incidente stradale, senza che per questo rilevi l'assenza del consenso dell'interessato (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 1827 del 15/01/2010).
I risultati del prelievo ematico effettuato, secondo i normali protocolli medici di pronto soccorso, durante il ricovero presso una struttura ospedaliera pubblica a seguito di incidente stradale, sono utilizzabili nei confronti dell'imputato per l'accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, trattandosi di elementi di prova acquisiti attraverso la documentazione medica e restando irrilevante, ai fini dell'utilizzabilità processuale, la mancanza del suo consenso (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 4118 del 28/01/2009).
Nell'ambito delle cure ospedaliere che vengono prestate attraverso il prelievo ematico, gli organi di P.G. sono legittimati a richiedere l'accertamento del tasso alcoolemico, i cui risultati possono essere utilizzati ai fini penali, indipendentemente dal consenso prestato o meno in tal senso dal guidatore. In tale caso, poichè l'acquisizione del risultato dell'accertamento ematico è previsto ex lege, non è affatto necessario, a tutela del diritto di difesa, che l'interessato venga avvertito della facoltà di nomina di un difensore (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 6755 del 11/02/2013).
I risultati del prelievo ematico effettuati per le terapie di pronto soccorso successive ad incidente stradale e non preordinato a fini di prova della responsabilità penale sono utilizzabili per l'accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, senza che rilevi l'assenza di consenso dell'interessato. Per il suo carattere invasivo, il conducente può opporre un rifiuto al prelievo ematico se sia finalizzato esclusivamente all'accertamento della presenza di alcol nel sangue (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 26108 del 05/07/2012).
Costituzionalmente legittimi gli articoli 186 e 187 del codice della strada nella parte in cui affidano alla discrezionalità degli agenti di polizia stradale la decisione di sottoporre ad accertamenti sanitari il conducente di veicolo ritenuto in stato di ebbrezza alcolica o in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, e sanzionando penalmente il relativo rifiuto (Corte Costituzionale - Sentenza n. 194 del 12/06/1996).
Conducente trasportato in ospedale. Accertamento del tasso alcolemico senza il consenso dell'interessato, in quanto impossibilitato a concederlo causa le condizioni fisiche in cui versa:
Qualora il conducente sia trasportato in ospedale a seguito di incidente stradale e non sia nelle condizioni di poter esprimere il proprio consenso al prelievo ematico per stabilire l'eventuale avvenuto uso di alcol e/o sostanze stupefacenti, sono utilizzabili i prelievi effettuati presso il pronto soccorso a seguito di normali controlli sanitari (Corte di Cassazione Penale, sezione IV, sentenza n. 38787 del 26/10/2011).
Incidente stradale. Definizione ed aggravanti (a cura della redazione)
Al conducente di veicolo che guida in stato di ebbrezza alcolica con valori che collocano il reato nella più grave delle ipotesi e che causa un sinistro stradale, si applica ope legis la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 17678 del 23/04/2014).
Anche in caso di patteggiamento, al conducente in stato di ebbrezza che provoca un incidente stradale e che gli sia stato accertato un valore del tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), si applica sempre la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida, fatto salvo quanto previsto dal quinto e sesto periodo del comma 2, lett. c) dello stesso articolo (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 14532 del 27/03/2014).
Ai fini dell'integrazione dell'aggravante prevista dell'art. 186 C.d.S., comma 2-bis, per "incidente stradale" non deve intendersi necessariamente come la produzione di danni a cose proprie o altrui o lo scontro con altri veicoli o comunque il coinvolgimento di terze persone con danni alle stesse, bensì qualunque situazione che esorbiti dalla normale marcia del veicolo in area aperta alla pubblica circolazione, con pericolo per l'incolumità altrui e dello stesso conducente (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 14531 del 27/03/2014).
Il richiamo operato all'art. 222 del c.d.s. non sta a significare che la revoca della patente di guida per colui che guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l trova applicazione solo quando il conducente abbia provocato un incidente stradale dal quale sia derivata una lesione personale grave o gravissima o la morte di una persona. Per la revoca del documento è sufficiente che si cagioni un incidente stradale (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 11448 del 11/03/2013).
L'applicazione della revoca della patente di guida per il conducente che guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l. si impone anche quando non si producono conseguenze di particolare gravità in danno della salute o della vita delle persone, essendo sufficiente che si cagioni un incidente stradale (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 11068 del 08/03/2013).
Spetta al giudice accertare l'eventuale inatteso avvenimento idoneo ad interrompere o turbare il normale svolgimento della circolazione stradale rilevando la potenziale idoneità del conducente in stato di ebbrezza a determinare un qualunque pericolo o danno alla collettività per l'applicazione dell'aggravante della provocazione dell'incidente stradale (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 15050 del 01/04/2014).
Ai fini nozionistici e dell'applicabilità dell'aggravante della revoca della patente di guida, l'incidente stradale è il ricorso in qualsiasi avvenimento inatteso che, interrompendo il normale svolgimento della circolazione stradale, possa provocare pericolo alla collettività, senza che assuma rilevanza l'avvenuto coinvolgimento di terzi o di altri veicoli (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 10906 del 06/03/2014).
Perchè possa ravvisarsi la circostanza aggravante del coinvolgimento in un "incidente stradale" è sufficiente che sia accertato un coefficiente causale della sua condotta rispetto al sinistro (Corte di Cassazione Penale - Sezione I, Sentenza n. 4974 del 31/01/2014).
Nella guida in stato di ebrezza alcolica, ai fini dell'applicazione dell'aggravante, per incidente stradale si intende qualsiasi avvenimento inatteso che, interrompendo il normale svolgimento della circolazione stradale, possa provocare pericolo alla collettività, senza che assuma rilevanza l'avvenuto coinvolgimento di terzi o di altri veicoli, e sono da ricomprendersi tanto l'urto del veicolo contro un ostacolo, quanto la sua fuoriuscita dalla sede stradale (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31360 del 22/07/2013).
Il mero coinvolgimento in un incidente, da parte di un soggetto che trovasi alla guida in stato di ebbrezza, da solo non integra l'aggravante di cui al comma 2 bis dell'art. 186 del C.d.S.. Tale norma, pretende che il soggetto abbia "provocato" un incidente e quindi che sia accertato un coefficiente causale della sua condotta rispetto al sinistro (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 37743 del 13/09/2013).
Per il conducente che guida in stato di ebbrezza alcolica si configura l'aggravante di aver provocato l'incidente stradale anche quando, senza coinvolgimento di terzi, impatta contro un muro e provocando solo a se' stesso lesioni, poiché a nulla rileva che nel sinistro non siano stati coinvolti altri veicoli, ovvero che non siano state provocate lesioni all'incolumità di altri utenti della strada (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 36393 del 05/09/2013).
Il comma 9-bis dell'articolo 186 del C.d.S., che ha introdotto la sanzione sostituiva del lavoro di pubblica utilità, esclude espressamente che l'istituto possa trovare applicazione quando ricorre l'aggravante afferente alla constatata causazione di un incidente stradale (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 19403 del 06/05/2013).
I commi 2-bis; 2 e 1-bis rispettivamente degli artt. 186, 186-bis e 187 C.d.S. prevedono l'aggravante qualora il conducente provochi un incidente stradale e versi in stato di ebbrezza o in stato di alterazione psico-fisica, anche se dal sinistro non siano derivati ne danni alle persone ne' danni alle cose (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 1208 del 14/01/2014).
Manifestatamente infondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 186, comma 2-bis, che preclude la sostituzione della pena pecuniaria e detentiva con quella del lavoro di pubblica utilità al conducente che in stato di ebbrezza, provoca un incidente stradale consistente in un lieve tamponamento con danni alle cose o con danni al solo stesso conducente. La ratio dell'aggravante è da ricercarsi nella volontà del legislatore di punire più gravemente qualsiasi turbativa delle corrette condizioni di guida, in quanto ritenuta potenzialmente idonea a porre in pericolo l'incolumità personale dei soggetti e dei beni coinvolti nella circolazione a causa della strutturale pericolosità connessa alla circolazione dei veicoli che richiedono una particolare abilitazione alla guida (Corte Costituzionale - Ordinanza n. 247 del 24/10/2013).
Circostanze aggravanti e circostanze attenuanti (a cura della redazione)
Anche se non ricompresa nel patteggiamento, il giudice penale può disporre le sanzioni amministrative accessorie, ivi comprese la sospensione e la revoca della patente di guida, previste dalla legge come conseguenza di determinati reati, e ciò anche nel caso di applicazione della pena su richiesta delle parti (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 49228 del 18/12/2012).
In tema di guida in stato di ebbrezza, ai fini del superamento delle soglie di punibilità stabilite dall'art. 186 C.d.S., comma 2, assumono rilievo anche i valori centesimali, e costituisce circostanza aggravante l'oggettiva pericolosità della guida di un ciclomotore, esercitata durante il tempo di notte e altresì gravata dal trasporto di una terza persona (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 2570 del 17/01/2013).
Anche per il reato di guida in stato di ebbrezza è esclusa la possibilità della sostituzione della pena detentiva con un periodo doppio di libertà controllata solo nei confronti di coloro che sono stati condannati nell'ultimo decennio più di due volte per reati della stessa indole, nel senso che sia intervenuta anche la terza condanna (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 32 del 02/01/2013).
Nel caso in cui sia stata riconosciuta la continuazione tra un reato più grave punito con la pena detentiva e quella pecuniaria e un reato meno grave punito con la sola pena pecuniaria, l'aumento per la continuazione deve riguardare entrambe le pene congiuntamente previste e inflitte per il reato più grave (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 10558 del 05/03/2014).
La disciplina contravvenzionale della guida in stato di ebbrezza vieta il giudizio di bilanciamento tra qualsivoglia circostanza attenuante e l'aggravante quando il suddetto reato è commesso durante le ore notturne (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 12369 del 17/03/2014).
Modalità di effettuazione delle prove etilometriche (in generale) (a cura della redazione)
Nel reato di guida in stato di ebbrezza, il dato leggermente inferiore del secondo rilevamento con l'etilometro non è affatto segno di inattendibilità della prova stessa, essendo fisiologica una differenza in più o in meno tra le due prove, a seconda dei tempi dei rilevamenti (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 11465 del 11/03/2013).
Nel reato di guida in stato di ebbrezza, la fondatezza dell'accusa del rifiuto di sottoporsi al test alcolemico per l'accertamento degli stati rilevanti ex artt 186 C.d.S. è stabilita anche con la testimonianza di uno solo degli operanti (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 11456 del 11/03/2013).
La mancata adeguata ed insufficiente espirazione da parte del conducente sottoposto al test alcolemico, cui consegue emissione di scontrino indicante la dicitura volume insufficiente, è idonea a fondare il giudizio di responsabilità per il reato di guida in stato di ebbrezza o, in alternativa, a ritenere configurabile il rifiuto, in ragione della dimostrata indisponibilità del soggetto a sottoporsi validamente all'accertamento (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 11499 del 11/03/2013).
Il dato identico dei valori in entrambe le prove effettuate con l'alcoltest potrebbe prefigurare un'anomalia dell'apparecchiatura in quanto, nella guida in stato di ebbrezza, la distanza tra le misurazioni dovrebbe fornire risultati sempre variabili, quantomeno alla seconda cifra decimale, a seconda della fase farmacocinetica in cui l'alcool è nel momento della misurazione e rispetto alla sua assunzione (Tribunale Milano - Sezione VIII Penale, Sentenza n. 8005 del 03/10/2012).
La correzione manuale degli orari operata dall'accertatore sugli scontrini a causa della discrepanza delle scansioni temporali riportate e dovuta al mancato aggiornamento dell'orologio interno dell'apparecchio, non incidono sull'attendibilità dei risultati delle misurazioni (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 13998 del 25/03/2014).
E' da ritenersi accettabile la distanza temporale intercorsa tra le due prove quando è di poco superiore a quella indicata dalla disposizione normativa indicata nel Regolamento del C.d.S. (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 10941 del 06/03/2014).
E' legittima la richiesta dell'esecuzione degli accertamenti strumentali finalizzata all'accertamento dello stato di ebbrezza alcoolica rivolta dagli operanti al conducente del veicolo anche circa tre ore dopo l'incidente stradale, fatto salvo ogni eventuale successivo apprezzamento critico dei risultati in sede giudiziale, ed il suo rifiuto di sottoporsi all'alcooltest ben configura la contravvenzione prevista dal comma 7 dell'art. 186 C.d.S. (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 16055 del 14/04/2014).
In relazione al dubbio corretto funzionamento dell'apparecchio etilometro, quando l'alcoltest risulti positivo, costituisce onere della difesa dell'imputato fornire una prova contraria a detto accertamento quale, ad esempio, la sussistenza di vizi dello strumento utilizzato, oppure l'utilizzo di una errata metodologia nell'esecuzione dell'aspirazione (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 5026 del 31/01/2014).
Il decorso di un intervallo temporale di alcune ore tra la condotta di guida incriminata e l'esecuzione del test alcolemico rende necessario, ai fini della sussunzione del fatto in una delle due ipotesi di rilievo penale, verificare la presenza di altri elementi indiziari, quali il rifiuto di sottoporsi all'accertamento del tasso alcolemico al momento del ricovero o dalle difficoltà di espressione e di coordinamento (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 5009 del 31/01/2014).
La volontaria sottrazione dell'imputato alla seconda prova dell'alcoltest configura la fattispecie incriminatrice del rifiuto, anche se lo stesso si è comunque sottoposto alla prima prova (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 45919 del 15/11/2013).
L'esito positivo dell'alcooltest eseguito dall'apposito strumento, in conformità alle modalità stabilite dall'art. 379 del regolamento del codice della strada, costituisce piena prova dello stato di ebbrezza (Corte di Cassazione Penale - Sezione III, Sentenza n. 38427 del 18/09/2013).
L'assoluzione dal reato di guida sotto l'influenza dell'alcool, nel caso di specie dovuta alla depenalizzazione dell'ipotesi di cui alla lett. a) dell'art. 186 C.d.S., non svuota di rilievo l'accertato rifiuto dell'imputato di sottoporsi all'esame alcolimetrico (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 36423 del 05/09/2013).
La concentrazione necessaria per ritenere sussistente lo stato di ebbrezza deve risultare da almeno due determinazioni concordanti effettuate ad un intervallo di tempo di cinque minuti, e non ha alcun rilievo che gli scontrini non riportino due numeri consecutivi ed i loro esiti non risultino agli atti (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 36407 del 05/09/2013).
Un valore alto del tasso alcolemico nella prima prova eseguita con l'etilometro, lo stato di alterazione estremo del conducente al punto di non essere neppure in condizione di effettuare la seconda prova accompagnato dalla descrizione di una grave sintomatologia, ben può offrire al giudice la sicura prova di uno stato di alterazione estremo che si colloca per forza nella fattispecie più grave prevista dal comma 2 dell'art. 186 del C.d.S. (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31350 del 22/07/2013).
L'esito positivo dell'alcoltest costituisce prova della sussistenza dello stato di ebbrezza, ed è onere dell'imputato fornire eventualmente la prova contraria a tale accertamento dimostrando vizi od errori di strumentazione o di metodo nell'esecuzione dell'aspirazione. Il Regolamento di esecuzione del C.d.S. si limita ad indicare le verifiche alle quali gli etilometri devono essere sottoposti per poter essere adoperati ed omologati, ma non prevede alcun divieto la cui violazione determini l'inutilizzabilità delle prove acquisite (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31302 del 22/07/2013).
La presenza della dicitura "volume insufficiente" riportata dopo il risultato positivo del test del tasso alcolemico è riferita al volume di aria immessa nell'apparecchio, ma ha comunque determinato validamente la misurazione del tasso alcolemico (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31269 del 22/07/2013).
Un certo distacco temporale (circa 30 minuti) tra il momento del sinistro e quello di esecuzione dell'alcoltest è inevitabile, e che comunque tale eccezione deve essere sostenuta da giuste ragioni per le quali tale lasso di tempo avrebbe dovuto avere incidenza sull'accertamento etilometrico, nonchè in che termini ciò sarebbe avvenuto (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 21991 del 22/05/2013).
L'incertezza delle risultanze delle prove alcolemiche dovute all'eccessivo lasso di tempo intercorso tra i controlli in strada e le stesse non può essere addotta dalla parte quando il ritardo nel rilevamento non dipende dagli agenti operanti ma dalla sua condotta vivacemente non collaborativa (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 18572 del 24/04/2013).
A fronte dei risultati delle due misurazioni rientranti in due ipotesi diverse, deve ritenersi, per il principio in dubio pro reo, applicabile l'ipotesi meno grave rilevata prevista dall'art. 186, comma 2 del C.d.S. (Corte di Cassazione Penale - Sezione VII, Sentenza n. 5517 del 04/02/2013).
Il presunto procedimento non corretto e la funzionalità del macchinario non sufficientemente certificata, come previsto dalla normativa in materia ed addotti dalla parte, devono essere sostenuti attraverso elementi che provino quanto dalla stessa parte sostenuto, e non solo genericamente menzionati (Corte di Cassazione Penale, Sezione IV, sentenza numero 2401 del 20/01/2012) .
Prove etilometriche. Valori decimali e centesimali (a cura della redazione)
Nella guida in stato di ebbrezza, ai fini del superamento delle soglie di punibilità stabilite dall'art. 186, comma 2, lett. a), b) e c), del codice della strada, assumono rilievo anche i valori centesimali in quanto, l'approssimazione dei valori accertati con l'etilometro ai soli decimi comporterebbe di fatto l'innalzamento dei valori soglia di un decimo di grammo/litro per ciascuna delle fattispecie (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 29891 del 08/07/2014).
In tema di guida in stato di ebbrezza non vi è alcuna ragione, ne logica, ne' normativamente evincibile dal testo dell'art. 186 C.d.S., che induca a ritenere che il legislatore abbia inteso considerare tamquam non essent i valori decimali, ai fini del superamento dei limiti di soglia individuati dalla medesima norma incriminatrice (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 45670 del 07/12/2011).
Nella guida in stato di ebbrezza alcolica, la sensibilità degli strumenti utilizzati con l'etilometro permette di rilevare i valori dell'alcolemia con capacità di approssimazione al centesimo di g/l, deve pertanto ritenersi che l'omessa indicazione della seconda cifra decimale nulla abbia a che vedere con la volontà di approssimare ai soli decimi di g/l gli accertamenti più corretti, puntuali e precisi forniti dalla strumentazione disponibile (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 18513 del 05/05/2014).
Ai fini del superamento delle soglie di punibilità stabilite dall'art. 186 C.d.S., comma 2, lett. a), b) e c), assumono rilievo anche le indicazione dei valori centesimali delle prove (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 38409 del 18/09/2013).
Aree pubbliche, private e private aperte al pubblico (a cura della redazione)
L'innosservanza all'obbligo di fermarsi intimato sulla pubblica via autorizza gli agenti a richiedere al conducente del veicolo inseguito di effettuare il test alcolimetrico anche quando questi è raggiunto in area privata (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 42497 del 16/10/2013).
La responsabilità penale per la guida sotto l'influenza dell'alcool o in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti non è esclusa anche in caso di fermata del veicolo (e quindi se la vettura fosse stata ferma od in leggero o significativo movimento, all'atto del controllo), giacché anche la fermata costituisce una fase della circolazione, a differenza della sosta (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31299 del 22/07/2013).
Presenza del difensore (a cura della redazione)
La violazione da parte della polizia giudiziaria dell'obbligo di avvertire l'indagato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia nel corso dell'alcoltest per accertare il reato di guida in stato di ebbrezza, integra una nullità generale a regime intermedio che va eccepita o prima del compimento dell'atto o immediatamente dopo, ossia subito dopo la nomina del difensore nel termine di cinque giorni concesso a quest'ultimo per l'esame degli atti (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 15887 del 05/04/2013).
Nella guida in stato di ebbrezza, l'avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia da parte degli operanti si ritiene assolto anche se il ricorrente dichiara che non fu in grado di rendersi conto dell’avvertimento, riportato nel verbale con una formula standard, limitandosi a sottoscrivere l'atto (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 36447 del 01/09/2014).
Nella guida in stato di ebbrezza, l'eccezione dell'omesso avviso al conducente sottoposto al test alcolemico della facoltà di farsi assistere da un difensore deve essere formulata dall'imputato stesso prima del compimento dell'atto, ovvero, se ciò non è possibile, immediatamente dopo (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 11467 del 11/03/2013).
Nella guida in stato di ebbrezza, la mancata preventiva informazione al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia comporta la nullità dell'accertamento al quale è stato sottoposto in quanto l'effettuazione della prova etilometrica è un accertamento tecnico irripetibile stante l'alterabilità, modificabilità e tendenza alla dispersione degli elementi di fatto che sono oggetto dell'analisi (Tribunale Milano - Ufficio del G.I.P., Sentenza n. 1619 del 15/05/2013).
Qualora ai sanitari presso i quali sia stato soccorso il conducente di un veicolo coinvolto in un sinistro stradale sia richiesto il prelievo ematico preordinato all'accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza, al trasgressore, previa informazione al medesimo della finalità per cui è effettuato il prelievo ematico, deve essere dato l'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia ( Corte di Cassazione Civile - Sezione VI, Sentenza n. 4405 del 24/02/2014).
Nel compimento dell'atto finalizzato all'esecuzione dell'alcoltest per verificare l'eventuale guida in stato di ebrezza, il mancato avviso alla persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia produce una nullità di ordine generale ma non assoluta, a meno che non sia eccepita prima del compimento dell'atto o immediatamente dopo, ossia subito dopo la nomina del difensore ovvero entro il termine di cinque giorni che l'art. 366 cod. proc. pen. concede a quest'ultimo per l'esame degli atti (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 36009 del 03/09/2013).
La procedura non richiede che l'avviso di farsi assistere da un difensore sia rivolta per iscritto: è prassi che l'interessato sia edotto oralmente dagli agenti operanti del suo diritto, avvertimento che, poi, viene trascritto nel verbale ove sono riportate tutte le attività di p.g. svolte in precedenza (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31269 del 22/07/2013).
Nell'ambito delle cure ospedaliere che vengono prestate attraverso il prelievo ematico presso il pronto soccorso, poichè l'acquisizione del risultato dell'accertamento ematico è previsto ex lege, non è affatto necessario, a tutela del diritto di difesa, che l'interessato venga avvertito della facoltà di nomina di un difensore (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 6755 del 11/02/2013) .
Sostituzione delle pene (in genere) (a cura della redazione)
Sostituzione della pena col lavoro di pubblica utilità (a cura della redazione)
La norma non introduce alcuna deroga al criterio di computo della pena sostitutiva stabilito dall'art. 54 del D.lgs. n. 274 del 2000, e pertanto un giorno di lavoro di pubblica utilità consiste nella prestazione di due ore di lavoro, criterio valevole anche in caso di applicazione per il reato previsto dall'art. 186 del C.d.S. (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 15501 del 07/04/2014).
Nel reato di guida in stato di ebbrezza alcolica, la sostituzione della pena con la misura del lavoro di pubblica utilità non è applicabile nel caso sia già stata accordata la sostituzione della pena originariamente inflitta con quella della sanzione sostitutiva di cui all'art. 53 della Legge n. 689 del 1981 (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31358 del 22/07/2013).
L'applicazione della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità è rimessa all'apprezzamento discrezionale del giudice e dallo stesso, dopo attenta valutazione, può essere negata a fronte dell'inadeguatezza del lavoro sostitutivo ed assicurare la funzione rieducativa della pena, in ragione della gravità della condotta e della capacità a delinquere dell'imputato, desunta da precedenti penali che hanno condotto già altro giudice a negare la sospensione condizionale della pena (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 15018 del 01/04/2014).
Nella guida in stato di ebbrezza, quando la richiesta della sostituzione della pena col lavoro di pubblica utilità non è stata formulata quale condizione a cui subordinare il patto intervenuto tra le parti, ma è avvenuta in udienza con istanza della difesa, non sussiste per il giudice l'obbligo di adeguarsi alla richiesta e, in caso di rigetto, ha solo l'obbligo di motivare il diniego (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31442 del 22/07/2013).
Illegittima la revoca della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità emessa con carenza motivazionale, senza accertare la sussistenza delle indicazioni concernenti le modalità di svolgimento dello stesso e l'Ente presso il quale le prestazioni avrebbero dovuto essere effettuate (Corte di Cassazione Penale - Sezione I, Sentenza n. 19964 del 14/05/2014).
E' facoltà del giudice negare la sostituzione della pena con l'ammissione al lavoro di pubblica utilità in presenza di precedenti specifici e la mancanza di un concreto atteggiamento dell'imputato sia di resipiscenza, sia di effettiva determinazione di affrancarsi dall'alcooldipendenza (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 16056 del 11/04/2014).
In caso di dichiarata estinzione del reato a seguito del positivo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice dispone la riduzione alla metà della sospensione della patente di guida che non può essere revocata ed evidenziando la temporaneità che deve caratterizzare la privazione del detto titolo nel sopra indicato specifico caso di estinzione del reato (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 1907 del 17/01/2014).
Vi è incompatibilità tra gli istituti della sanzione sostituiva del lavoro di pubblica utilità e beneficio della sospensione condizionale della pena, tanto che la richiesta della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità implica la tacita rinuncia al beneficio della sospensione condizionale della pena eventualmente concesso in precedenza (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 1755 del 16/01/2014).
La sanzione sostituiva del lavoro di pubblica utilità nel reato di guida in stato di ebrezza non esclude la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 1214 del 14/01/2014).
La normativa vigente non introduce alcuna deroga al criterio di computo della pena sostitutiva stabilito dall'art. 54 del d.lgs n. 274 del 2000, e pertanto un giorno di lavoro di pubblica utilità consiste nella prestazione di due ore di lavoro, criterio valevole anche in caso di applicazione per il reato previsto dall'art. 186 del C.d.S. (Corte di Cassazione Penale - Sezione I, Sentenza n. 64 del 02/01/2014).
La volontaria sottrazione dell'imputato alla seconda prova dell'alcoltest configura la fattispecie incriminatrice del rifiuto, anche se lo stesso si è comunque sottoposto alla prima prova. Resta comunque necessario verificare l'eventuale disponibilità dell'imputato a svolgere il lavoro di pubblica utilità in luogo della pena (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 45919 del 15/11/2013).
Con la sentenza di patteggiamento deve essere disposta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, anche se già disposta dal prefetto. Una volta stabilita dal giudice la durata della stessa, da questa dovrà detrarsi il periodo di tempo già scontato per effetto della sospensione ordinata dal prefetto. E l'applicazione del beneficio del lavoro di pubblica utilità esclude la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 44006 del 28/10/2013).
Nell'ipotesi di condanna in primo grado per guida in stato di ebbrezza a pena detentiva e pecuniaria, con sostituzione di quella detentiva con la corrispondente sanzione pecuniaria e senza la concessione della sospensione condizionale della pena, non può negarsi all'imputato, in sede di appello, la possibilità di rinunciare, con esplicita manifestazione di volontà, alla sostituzione della pena detentiva in quella pecuniaria al fine di accedere al regime, da lui stimato più vantaggioso, del lavoro di pubblica utilità con la durata dello stesso rideterminata in riferimento all'entità della pena detentiva e pecuniaria originariamente inflitta (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 37742 del 13/09/2013).
Modalità di accertamento del tasso alcoolemico su base sintomatica (a cura della redazione)
L'accertamento del tasso alcoolemico anche nella sua forma più grave dimostrato su base sintomatica, ben si presta al principio del libero convincimento del giudice quando l'unica prova effettuata registra un tasso alcoolemico superiore a 1,5 gr./litro ed è suffragata da un'accurata quanto eclatante manifestazione di ebbrezza da parte dell'organo accertatore (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 23306 del 29/05/2013).
Accertamento su base sintomatica della soglia più alta - Indipendentemente dall'accertamento strumentale, lo stato di ebbrezza può essere accertato anche su base sintomatica in tutte le ipotesi previste dall'art. 186 C.d.S., compresa il superamento della soglia di cui alla lett. c), purchè motivato congruamente (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 9700 del 27/02/2014).
Lo stato di ebbrezza può essere accertato, non soltanto per l'ipotesi di cui alla fascia a) ma anche per quelle più gravi, con qualsiasi mezzo, e quindi anche su base sintomatica, indipendentemente dall'accertamento strumentale. Nulla vieta che, a fronte di manifestazioni eclatanti di ebbrezza,il giudice, fornendo la sua decisione di adeguata motivazione, possa logicamente ritenere superata una delle due soglie superiori (Corte di Cassazione Penale, sezione quarta - Sentenza n. 48251 del 03/12/2012).
Lo stato di ebbrezza alcolico può essere accertato con qualsiasi mezzo, e quindi anche su base sintomatica, indipendentemente dall'accertamento strumentale, dovendosi comunque ravvisare l'ipotesi più lieve, priva di rilievo penale, quando, pur risultando accertato il superamento della soglia minima, non sia possibile affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che la condotta dell'agente rientri nell'ambito di una delle due altre ipotesi, che conservano rilievo penale (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 28787 del 19/07/2011).
Influenza di altre sostanze (farmaci, sostanze di abuso) con lo stato di ebbrezza alcolica (a cura della redazione)
Non sussiste continuazione o concorso formale tra il reato di guida in stato di ebbrezza e quello in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti posto che la continuazione può essere ravvisata tra contravvenzioni solo se l'elemento soggettivo ad esse comune sia il dolo e non la colpa e perché le condotte contestate non costituiscono affatto una realtà unica, ma si compongono di comportamenti ben distinti nel mondo dei fenomeni, nella fase della volizione e della attuazione, nei modi e nei mezzi di determinazione dell'uno e dell'altro stato (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 276 del 07/01/2013).
La condanna per i reati di guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti comportano la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, ed il periodo di tale sanzione accessoria deve essere calcolata per ognuno dei reati (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 12399 del 17/03/2014).
In relazione all'assunzione di alcol in sinergia con altre sostanze, poichè il reato è contravvenzionale, esso è punibile anche a titolo di colpa. Ne consegue che la mancanza di diligenza incide sulla valutazione della colpevolezza dell'agente, il quale deve evitare di assumere bevande alcoliche quando esse possono avere una pericolosa sinergia con eventuali altre sostanze assunte precedentemente o in modo concomitante (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 1882 del 17/01/2014).
Il parametro di riferimento adottato dal legislatore per valutare lo stato di ebbrezza non è rappresentata dalla quantità di alcol assunta, bensì da quella assorbita dal sangue. Si tratta di una presunzione "iuris et de iure", che porta a ritenere il soggetto in stato di ebbrezza ogni qualvolta venga accertato il superamento della soglia di alcolemia massima consentita, senza possibilità da parte del conducente di discolparsi fornendo una prova contraria circa le sue reali condizioni psicofisiche, la sua idoneità alla guida e l'influenza di farmaci (Corte di Cassazione Penale, sezione quarta - Sentenza n. 48239 del 13/12/2012).
Veicoli a motore: ciclomotori (a cura della redazione)
Nella guida in stato di ebbrezza o in stato di alterazione psico fisica per uso di sostanze stupefacenti, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida deve essere applicata anche quando il conducente guida un ciclomotore per la cui circolazione non è richiesta la patente, bensì il possesso del certificato di idoneità alla guida (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 2760 del 18/01/2013).
Veicoli non a motore (a cura della redazione)
E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale che vorrebbe non applicabile ai velocipedi l’articolo 186, in quanto non trattarsi di veicolo a motore (Corte Costituzionale - Ordinanza n. 94 del 18/04/2012).
Questioni di legittimità costituzionale (a cura della redazione)
Provvedimenti a carico del documento di guida (in generale) (a cura della redazione)
Con la pronuncia di assoluzione di uno dei reati, il giudicante deve eliminare tanto la pena inflitta per il reato non più ritenuto, quanto la sanzione accessoria ad esso relativa, essendo venuto meno il titolo giuridico per l'irrogazione di tale sanzione (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 12363 del 17/03/2014)..
Provvedimenti a carico del documento di guida (sospensione) (a cura della redazione)
La diminuzione fino ad un terzo della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, prevista dall'art. 222 C.d.S., comma 2 bis, deve ritenersi limitata, nel caso di patteggiamento, al solo reato di omicidio colposo commesso in violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale e non in caso di patteggiamento per il reato di lesioni personali colpose commesso in violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 7382 del 24/02/2012).
Ove previsto, nella guida in stato di ebbrezza è l'autorità giudiziaria che deve determinare autonomamente il periodo di sospensione definitiva della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida all'esito del procedimento penale, e per far questo il giudice non può richiamare, per la sua durata, il provvedimento prefettizio, che ha solo natura provvisoria e cautelare (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31369 del 22/07/2013).
Nell'applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida nel reato di guida in stato di ebbrezza, il prefetto, quale organo di esecuzione delle sanzione amministrativa accessoria, è tenuto a provvedere alla detrazione, obbligatoria, del periodo di sospensione eventualmente presofferto senza che vi sia bisogno di esplicita dichiarazione al riguardo da parte dell'autorità giudiziaria procedente (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31 del 02/01/2013).
In tema di applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida nel patteggiamento, quanto più il giudice intende discostarsi dal minimo edittale, tanto più ha il dovere di dare ragione del corretto esercizio del proprio potere discrezionale, indicando specificamente i criteri oggettivi e soggettivi ritenuti rilevanti ai fini di tale giudizio (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 11169 del 07/03/2014).
La sanzione accessoria della sospensione della patente di guida presuppone l'esistenza del documento ma, qualora il trasgressore non risulti più titolare di patente di guida perché revocata, la sospensione non può essere disposta per ineseguibilità derivante da mancanza del titolo (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 17677 del 23/04/2014).
Provvedimenti a carico del documento di guida (revoca) (a cura della redazione)
Nella guida in stato di ebbrezza, per applicare la revoca della patente di guida in base al principio della recidiva nel biennio per l'ipotesi più grave, il calcolo del biennio va effettuato considerando non la data di commissione dell'ultimo reato antecedente quello per cui è processato, bensì quella della sentenza di condanna divenuta irrevocabile antecedentemente alla commissione di quello per il quale si procede (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 15913 del 05/04/2013).
E' fondato il provvedimento di revisione della patente di guida al fine di verificare della persistenza dell'idoneità psico-fisica alla guida a carico del conducente che circola in manifesto stato di ebbrezza alcolica con valore che prevede un'ipotesi aggravata di reato (sanzione accessoria della revoca della patente di guida in caso di recidiva nel biennio) dalla quale deriva una forte diminuzione delle percezioni del conducente e l'inidoneità assoluta alla guida (Consiglio di Stato - Sezione VI, Decisione n. 1669 del 18/03/2011).
La recidiva nel biennio di guida in stato di ebrezza che comporta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida riguarda il medesimo reato disciplinato dall'ipotesi più grave dell'art. 186 C.d.S., comma 2, e nessuna delle altre ipotesi previste dal citato articolo (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 38161 del 17/09/2013).
Patteggiamento della pena (a cura della redazione)
Nella guida in stato di ebbrezza, il patteggiamento della pena può essere proposto dall'imputato o dal difensore munito di procura speciale o anche dal sostituto del difensore di fiducia purché, nella procura conferita al medesimo, sia espressamente prevista tale facoltà di delega (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 11087 del 08/03/2013).
Con la sentenza applicativa di pena concordata, il giudice deve disporre la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, e non rileva che nella richiesta di patteggiamento non si sia eventualmente fatta alcuna menzione di tale sanzione, in quanto questa non può formare oggetto dell'accordo tra le parti (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 12396 del 17/03/2014).
Nel patteggiamento, una volta che il giudice ha ratificato l'accordo, non è più consentito alle parti prospettare, in sede di legittimità, censure in relazione all'entità ed alle modalità di applicazione della pena, salvo che non si versi in ipotesi di pena illegale (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 36438 del 05/09/2013).
Pluralità di reati, istituto della continuazione e connessione con altri reati (a cura della redazione)
E' esclusa la configurabilità della continuazione tra il delitto di omicidio colposo, non aggravato dalla colpa con previsione, ed i reati contravvenzionali di guida in stato di ebbrezza descritti sub art. 186 del Codice della Strada (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 15885 del 05/04/2013).
Il reato continuato è configurabile nei reati colposi solo qualora è ravvisabile, a carico dell'autore, la colpa "cosciente". L'unicità del disegno criminoso non è ravvisabile nei reati colposi quando l'imputato non abbia agito nonostante la previsione dell'evento; ne consegue che non è configurabile l'ipotesi della continuazione tra il delitto di omicidio colposo e la contravvenzione di guida in stato di ebbrezza (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 31316 del 22/07/2013).
Con la pronuncia di assoluzione di uno dei reati, il giudicante deve eliminare tanto la pena inflitta per il reato non più ritenuto, quanto la sanzione accessoria ad esso relativa, essendo venuto meno il titolo giuridico per l'irrogazione di tale sanzione (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 12363 del 17/03/2014).
Il Giudice penale può assolvere l'imputato con la formula "perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato" nel caso di violazione amministrativa della guida in stato di ebbrezza di cui all'art. 186, comma 2, lett. a), ma non può dichiarare la propria incompetenza in favore dell'autorità amministrativa spogliandosi, in tal modo, del potere-dovere di decidere (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 16227 del 16/04/2014).
Qualora il fatto ascritto all'imputato sia contestato con chiarezza, l'erronea indicazione della norma violata si risolve in un mero errore materiale, atteso che, ai fini della contestazione dell'accusa, ciò che rileva è, non già l'indicazione degli articoli di legge che si assumono violati, bensì la compiuta descrizione del fatto (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 49828 del 21/12/2012).
Una volta eseguita ritualmente la notifica del decreto di citazione relativo al giudizio d'appello al difensore di fiducia, la nomina successiva di un nuovo difensore da parte dell'imputato non determina a carico dell'ufficio alcun obbligo di notificarlo anche a quest'ultimo e conseguentemente la sua omissione non è causa di nullità (Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 49816 del 21/12/2012).
DISCLAMER: I testi contenuti in questa sezione rappresentano esclusivamente l'opinione degli autori che hanno autorizzato Semaforo Verde alla loro pubblicazione. Semaforo Verde non si ritiene responsabile dei contenuti.
Caso 1 - Art. 186, comma 1, del Codice della strada
Cat. veicolo
Controllo stradale o incidente
stradale non provocato
a) elezione di domicilio
b) ritiro della patente
c) compilare il verbale di contestazione senza indicare l'obbligato in solido e senza accennare alla decurtazione dei punti dal documento
Il veicolo va affidato a terzi oppure, a spese del conducente, a carro attrezzi ACI
Il veicolo va affidato a terzi oppure, a spese del conducente, a carro attrezzi ACI.
A prescindere se il conducente sia anche proprietario, non ci sono provvedimenti da applicare a carico del veicolo.
b) ritiro della patente o del CIG
Se conducente non proprietario: Il veicolo va affidato a terzi oppure, a spese del conducente, a carro attrezzi ACI.
Se conducente proprietario:
a) sequestro ai fini della confisca (art. 213 C.d.S.). Per i primi 30 giorni immesso in depositeria;
b) compilare verbale di immissione c/o custode Acquirente [1];
c) ritirare documento di circolazione, o contestare art. 180 C.d.S.;
d) compilare avviso di ritiro [2].
[1] Per gli appartenenti al corpo della Polizia Locale di Milano, utilizzare il Modello 307;
[2] Per gli appartenenti al corpo della Polizia Locale di Milano, utilizzare il Modello 310.
Note: nel verbale di contestazione è necessario descrivere in maniera dettagliata sia la sintomatologia che l'incapacità a sottoporsi alla prova. In caso di effettiva incapacità a sottoporsi alla prova, valutare se necessario l'ausilio in luogo, tramite 118, di ambulanza per il trasporto del conducente presso il posto di pronto soccorso dell'ospedale.
Caso 2 - Art. 186, comma 2, lett. a) del Codice della strada
con tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l)
Non trattandosi di reato, ma di illecito amministrativo:
a) ritiro della patente
b) compilare il verbale di contestazione
p.m.r.: euro 527,00
p.m.r.: euro 702, 67 in caso di conducente di età inferiore a ventuno anni, per i neo-patentati e per chi esercita professionalmente l'attività di trasporto di persone o di cose (art. 186-bis C.d.S.)
Se conducente proprietario e ne accetta la custodia:
a) Fermo amministrativo di 180 giorni con le disposizioni di cui all'art. 214 C.d.S., ovvero:
- compilare atto notorio [1];
- compilare verbale di immissione [2];
- ritirare documento di circolazione, o contestare art. 180 C.d.S..
Se conducente proprietario e non ne accetta la custodia:
a) contestare violazione art. 214, comma 1, C.d.S.;
b) compilare verbale di immissione c/o custode Acquirente [3];
- non compilare avviso di ritiro;
a) ritiro della patente o del CIG
a) Fermo amministrativo di 180 giorni, di cui i primi 30 in deposito; successivamente potrà richiederne l'affidamento;
c) ritirare documento di circolazione, o contestare art. 180 C.d.S..
[1] Per gli appartenenti al corpo della Polizia Locale di Milano, utilizzare il Modello 301;
[2] Per gli appartenenti al corpo della Polizia Locale di Milano, utilizzare il Modello 306;
[3] Per gli appartenenti al corpo della Polizia Locale di Milano, utilizzare il Modello 308.
Caso 3 - Art. 186, comma 2, lett. b) del Codice della strada
con tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l)
c) compilare il verbale di contestazione senza indicare l'obbligato in solido
a) Fermo amministrativo di 30 giorni con le disposizioni di cui all'art. 224-ter, comma 3 C.d.S., ovvero:
- compilare atto notorio [3];
- compilare verbale di immissione [4];
b) compilare verbale di immissione c/o custode Acquirente [5];
d) non compilare avviso di ritiro;
a) sequestro ai fini della confisca (art. 213 C.d.S.), di cui i primi 30 in deposito;
[2] Per gli appartenenti al corpo della Polizia Locale di Milano, utilizzare il Modello 310;
[3] Per gli appartenenti al corpo della Polizia Locale di Milano, utilizzare il Modello 301;
[4] Per gli appartenenti al corpo della Polizia Locale di Milano, utilizzare il Modello 306;
[5] Per gli appartenenti al corpo della Polizia Locale di Milano, utilizzare il Modello 308.
Art. 186, comma 2, lett. c) del Codice della strada
con tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l)
Art. 186, comma 7 del Codice della strada
rifiuto di sottoporsi all’accertamento del tasso alcolemico
Se conducente non proprietario:
a) Il veicolo è immesso c/o Custode Acquirente (art. 224-ter, comma 1, C.d.S.), successivamente potrà richiederne l'affidamento;
b) compilare il verbale di immissione [1];
non compilare avviso di ritiro.
a) Il veicolo è immesso c/o Custode Acquirente (art. 224-ter, comma 1, C.d.S.) per almeno 30 giorni, successivamente potrà richiederne l'affidamento;
[1] Per gli appartenenti al corpo della Polizia Locale di Milano, utilizzare il Modello 309.

References: Articolo 186
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 Art. 186
 art. 180
 Art. 186
 art. 180
 art. 214
 art. 180
 Art. 186

Art. 186

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