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Timestamp: 2018-10-20 06:48:29+00:00

Document:
Tribunale di sorveglianza di Torino; decreto 27 febbraio 2013, Pres. Est. Vignera; ric. M. A.
DIFESA E DIFENSORI – PATROCINIO DEI NON ABBIENTI – COMPENSO DEL DIFENSORE – LIQUIDAZIONE – CRITERI – D.M. 140/2012 – PRESTAZIONE CONCLUSASI PRIMA DELLA SUA ENTRATA IN VIGORE – INAPPLICABILITA’ – MOMENTO CONCLUSIVO DELLA PRESTAZIONE – INDIVIDUAZIONE (D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, artt. 74 ss.; D. M. Giustizia 20 luglio 2012, n. 140, Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia, ai sensi dell’articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, art. 41).
DIFESA E DIFENSORI – COMPENSO DEL DIFENSORE – LIQUIDAZIONE – CRITERI – D. M. 140/2012 – PROCEDIMENTI DI SORVEGLIANZA – LIMITAZIONI (D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, artt. 74 ss.; D. M. Giustizia 20 luglio 2012, n. 140, Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia, ai sensi dell’articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, artt. 1, 9, 12, 14).
La liquidazione giudiziale del compenso spettante al professionista forense non può essere effettuata in base ai nuovi criteri introdotti dal D.M. 20 luglio 2012 n. 140, qualora alla data della sua entrata in vigore (23 agosto 2012) si fosse già interamente esaurita la prestazione professionale, il cui momento conclusivo per i difensori di soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato (o in ipotesi ad essa assimilate ex artt. 115 ss. D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115) di regola coincide con il deposito dell’istanza di liquidazione.
Nella liquidazione giudiziale del compenso spettante al difensore per l’attività svolta nei procedimenti di sorveglianza, di regola non deve tenersi conto dei valori medi previsti per la fase istruttoria e per la fase di esecuzione dalla tabella B – Avvocati richiamata dall’art. 14 D.M. 20 luglio 2012 n. 140 ai fini della determinazione del compenso per l’attività giudiziale penale innanzi al giudice monocratico, alla corte d’appello e alla magistratura di sorveglianza.
N. 4293/2012 Mod. 27
N. 3548/2012 SIUS
N…………………………………… Liquidazioni
La superiore richiesta riguarda l’attività difensiva svolta dall’istante a favore di soggetto ammesso al patrocinio a spese dello Stato, la quale (attività) è iniziata in epoca precedente l’entrata in vigore del D.M. 140/2012 (Decreto Ministero Giustizia 20 luglio 2012 n. 140, in Gazzetta Ufficiale 22 agosto 2012 n. 195, entrato in vigore il 23 agosto 2012).
A questo scopo soccorre il ragionamento posto da Cass. pen., Sez. IV, 21 maggio 2008, n. 30040 a base della massima, secondo cui “il difensore dell’imputato ammesso al patrocinio dei non abbienti ha diritto al compenso relativo anche all’attività di redazione dell’istanza di ammissione al suddetto patrocinio, nonchè a quella relativa alla redazione dell’istanza di liquidazione dei propri onorari”.
“il patrocinio per la difesa del cittadino non abbiente è assicurato – come si legge nel D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 74, comma 1, – <<nel processo penale>>, per tale intendendosi, secondo la disposizione definitoria di cui all’art. 3, comma 1, lett. f), sia la fase preprocessuale, sia quella successiva all’esercizio dell’azione penale”;
“precisa, poi, il successivo art. 75, comma 1, che l’ammissione al patrocinio è valida per ogni grado e per ogni fase del processo, nonchè <<per tutte le eventuali procedure, derivate ed accidentali, comunque connesse>>”;
tra queste ultime (“eventuali procedure, derivate ed accidentali, comunque connesse”) deve farsi rientrare pure il “subprocedimento” introdotto dall’istanza di ammissione al patrocinio;
“del tutto arbitrario sarebbe, dunque, escludere dall’ambito di applicabilità delineato dal combinato disposto dell’art. 74, comma 1, e art. 75, comma 1, il subprocedimento in questione”;
“non ha senso sostenere … che la domanda di ammissione al patrocinio è attività propria del richiedente e non del suo difensore e che, pertanto, le relative spese per l’assistenza difensiva non sarebbero rimborsabili. La domanda di ammissione al patrocinio è, anzi, una delle (prime, nelle sequenze del procedimento penale) manifestazioni del diritto di volersi avvalere di un’effettiva difesa tecnica”;
“analoghe considerazioni valgono con riferimento al riconoscimento delle voci relative al compenso per la redazione della istanza di liquidazione e deposito”.
la richiesta di liquidazione del compenso è stata depositata successivamente alla data (23 agosto 2012) della sua entrata in vigore ;
conseguentemente, a quella data la prestazione professionale in discorso non poteva considerarsi completamente esaurita.
Precisato che il valore complessivo medio “tabellare” deve essere in subiecta materia ridotto della metà (v. art. 9, ultima parte, D.M. 140/2012), deve evidenziarsi che:
nei procedimenti di sorveglianza di solito non c’è una istruttoria orale né si svolgono attività corrispondenti a quelle indicate a titolo esemplificativo dall’art 14, comma 5, del D.M. 140/2012;
tale articolo, poi, non parla di “esame dei documenti delle altre parti” (a differenza di quanto previsto per l’attività giudiziale civile dall’art. 11, comma 5, del D.M.) e, comunque, “l’altra parte” normalmente è il P.M., che altrettanto normalmente non produce alcunché;
la ricerca dei documenti prodotti dalla parte, infine, viene già prevista per la fase di di studio (art. 14, comma 3): di guisa che riconoscere qualcos’altro a tale titolo si risolverebbe in una inammissibile duplicazione di compenso per la stessa attività;
l’art. 14, comma 7, del D.M. 140/2012 precisa che “nella fase esecutiva sono comprese tutte le attività connesse all’esecuzione della pena o delle misure cautelari”, le quali non hanno attinenza con il procedimento di sorveglianza (per “attività connesse all’esecuzione della pena”, invero, si è inteso far riferimento alle attività tipiche del giudice dell’esecuzione: artt. 665-676 c.p.p.).
nei compensi non sono comprese le spese da rimborsare (art. 1, comma 2, D.M. 140/2012);
le spese da rimborsare vanno documentate;
non è più consentito il rimborso forfettario delle spese generali [introdotto dall’art. 15 della tariffa professionale approvata con D.M. 22 giugno 1982 e ribadito dalle tariffe successive (d.m. 31 ottobre 1985, art. 15; d.m. 24 novembre 1990 n.392, art. 11 dell’annesso "F”; d.m. 5 ottobre 1994 n. 585, art. 15; d.m. 8 aprile 2004 n. 127, art. 14)] per effetto dell’abrogazione delle tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico (art. 9, comma 1, d. l. 24 gennaio 2012 n. 1, convertito con modificazioni dalla l. 24 marzo 2012 n. 27);
i compensi liquidati sono onnicomprensivi (includono, cioè, pure le attività accessorie alla prestazione professionale) (art. 1, comma 3, D.M. 140/2012);
i compensi, però, non includono oneri e contributi dovuti a qualsiasi titolo (per esempio, IVA e CPA) (art. 1, comma 2, D.M. 140/2012);
i criteri numerici indicati dalla tabelle allegate al decreto non sono vincolanti per il giudice, ma costituiscono solo criteri di massima (v. art. 1, comma 7, D.M. 140/2012).
– vista la Tabella B allegata al D.M. 20 luglio 2012 n. 140;
– visti gli artt. 1, 9, 12 e 14 dello stesso D.M.;
– tenuto conto della natura del procedimento, della non particolare complessità (anche per numero ed importanza) delle questioni trattate, del pregio dell’opera prestata dal difensore e dei risultati conseguiti dal cliente;

References: art. 41
 Cass. 
 art. 74
 art. 75
 art. 75
 art. 9
 art. 15
 art. 11
 art. 15
 art. 14
 art. 1