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Timestamp: 2020-04-08 07:07:34+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1452 del 20/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1452 del 20/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/01/2017, (ud. 16/11/2016, dep.20/01/2017), n. 1452
sul ricorso 26537/2015 proposto da:
DECCO ITALIA SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA L. SETTEMBRINI 28, presso lo
studio dell’avvocato MARIA TERESA PERSICO, rappresentata e difesa
dall’avvocato ENZO DI CARLO, giusta procura in calce al
avverso la sentenza n. 1376/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di MILANO del 9/04/2015, depositata il 09/04/2015;
udito l’Avvocato Federico di Matteo (Avvocatura) difensore della
“Con sentenza in data 25 marzo 2015 la Commissione tributaria regionale della Lombardia respingeva l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 244/43/13 della Commissione tributaria provinciale di Milano che aveva accolto il ricorso proposto dalla Decco Italia srl contro l’avviso di accertamento IRES ed altro 2005. In particolare la CTR rilevava che gli atti impositivi impugnati dovevano considerarsi invalidi poichè tardivamente notificati alla società contribuente oltre il termine di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43.
Resiste con controricosto la società contribuente.
Con il primo motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 – la ricorrente lamenta violazione dell’art. 81 c.p.c., per il mancato accoglimento della reiterata eccezione di difetto di legittimazione attiva della Decco Italia srl, asserendo che oggetto del processo è un avviso di accertamento riguardante diverso soggetto contribuente ossia la consolidante Arkema srl. A sostegno di tale eccezione l’Agenzia delle Entrate pone in evidenza che nell’atto impositivo de quo è indicato il codice fiscale della consolidante e non quello della consolidata.
esaminato l’atto impugnato (allegato 1 della controricorrente), come d’obbligo trattandosi di denunciata violazione procedurale, emerge inequivocabilmente che lo stesso è intestato alla Decco Italia, con tutti i correlativi elementi identificativi, compreso il codice fiscale.
E’ vero peraltro che nell’atto stesso si indica anche un diverso codice fiscale, che corrisponde a quello che la ricorrente riferisce alla Arkema srl, e nella parte motiva si fa riferimento alla qualità di consolidante della società attinta, su di essa titolando la pretesa fiscale.
Orbene, prescindendo dall’eventuale nullità di atto siffatto per assoluta incertezza del destinatario, questione mai introdotta nel processo e non rilevabile d’ufficio, sul piano strettamente procedurale in esame non può dubitarsi circa la legittimazione della Decco Italia a proporre ricorso contro l’atto medesimo, essendole intestato e notificato, ma anche l’interesse ad agire, per gli effetti sostanziali di cui è cenno nel controricorso.
Con il secondo motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – la ricorrente si duole di violazione/falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43, allegando che l’avviso di accertamento sia stato notificato il 16 novembre 2010 e quindi nel termine quadriennale previsto da tale disposizione legislativa, trattandosi di redditi 2005, dichiarati nel 2006.
Sempre sulla base degli atti dimessi dalla controricorrente risulta che l’atto impositivo oggetto del presente procedimento le è stato notificato l’11 gennaio 2011, essendo peraltro datato 30 dicembre 2010, dunque oltre il termine decadenziale di legge, come rilevatosi in entrambi i giudizi di merito.
Il ricorso va dunque rigettato e l’Agenzia fiscale ricorrente condannata alle spese del presente giudizio.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alle spese del presente giudizio che liquida in Euro 4.500,00, oltre a spese e accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 43
 art. 360
 art. 360
 art. 43