Source: https://www.versiliatoday.it/2019/06/20/strage-viareggio-lappello-conferma-la-condanna-primo-grado-a-7-anni-mauro-moretti/
Timestamp: 2020-01-27 08:26:13+00:00

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Strage di Viareggio, l’Appello conferma la condanna di primo grado a 7 anni per Mauro Moretti
L'accusa aveva chiesto il doppio
Strage di Viareggio, i giudici della Corte d’Appello di Firenze, ritiratisi in camera di consiglio questa mattina poco dopo le 10, hanno confermato la condanna di primo grado per Mauro Moretti, ex ad di Fs e Rfi, assente in aula: 7 anni per disastro e omicidio plurimo colposo L’accusa aveva chiesto il doppio, 15 anni e 6 mesi.
Michele Mario Elia e Vincenzo Soprano (nel 2009 rispettivamente ad di Rete ferroviaria italiana e ex ad di Trenitalia e di Fs Logistica) sono stati condannati a 6 anni. Le richieste da parte della Procura Generale erano state rispettivamente di 14 e 6 mesi e 7 anni e 6 mesi
Assolto perchè il fatto non sussiste Giulio Margarita (ex dirigente della direzione tecnica di Rfi e oggi dirigente di Ansf) che in primo grado era stato condannato a 6 anni e sei mesi.
La strage si poteva evitare, quanto confermato dai magistrati di Appello.
Tutti condannati i manager esteri tranbe il responsabile officina Jugenthal, assolto (in primo grado aveva avuto 8 anni e 6 mesi). Tra i condannati c’è Joachim Lehmann, supervisore presso l’Officina Jugenthal di Hannover, a cui la corte ha inflitto 7 anni e 3 mesi riformando la sentenza del tribunale di Lucca che lo aveva assolto. Il pg Luciana Piras aveva chiesto per lui 8 anni.La corte inoltre ha condannato, in parziale riforma della sentenza del primo grado e tenendo conto della prescrizione dei reati di incendio e lesioni colpose (sconto 6 mesi), a 8 anni e 8 mesi Rainer Kogelheide delle società Jungenthal e Peter Linowski di Gatx Rail Germania; a 8 anni Johannes Mansbarth ex ad di Gatx Rail Austria e Roman Mayer responsabile manutenzione flotta carri merci di Gatx Austria; a 6 anni e 10 mesi Andreas Schroter, tecnico, Uwe Kriebel, operaio addetto alla verifica dei materiali, e Helmut Brodel, tutti delle officine Jugenthal.
“Viareggio 29 giugno 2009, niente sarà più come prima”, “Verità, giustizia e sicurezza”, due degli striscioni affissi fuori del palazzo di giustizia da parte dei familiari delle vittime, mentre in aula su 32 sedie vuote, quante furono le vittime di quella di notte di inferno di 10 anni fa, erano appoggiate la magliette con i volti di chi ha perso la vita nel fuoco.
In primo grado, il 31 gennaio 2017, le condanne furono 23. Per tutti gli imputati è nel frattempo sopravvenuta la prescrizione per i reati di incendio colposo e lesioni colpose.
A pochi giorni dal decimo anniversario dalla strage si chiude oggi il secondo grado. Il 29 giugno 2009, poco prima di mezzanotte, un treno merci deragliò al passaggio in stazione e una cisterna si squarciò liberando Gpl, un gas killer che invase la vicina via Ponchielli seminando distruzione: seguì un’esplosione, con un incendio che devastò gran parte delle case, causando la morte di 32 persone e il ferimento di molte altre.
Qualcuno, al momento della lettura della sentenza di Appello, si è preso il volto tra le mani, qualcuno ha pianto, qualcuno si è aggrappato alla sedia cercando di contenere l’emozione: tutti hanno sussultato quando la corte ha condannato Mauro Moretti anche in qualità di ex ad di Fs. I familiari delle vittime della strage di Viareggio erano presenti in massa, questa mattina, alla lettura del dispositivo di secondo grado per l’ incidente ferroviario del 29 giugno 2009 costato la vita a 32 persone. Se Marco Piagentini, presidente dell’Associazione ‘Il mondo che vorrei’, preferisce restare in silenzio e annuncia una conferenza stampa per domani a Viareggio, dopo essere uscito dall’aula Claudio Menichetti, padre di Emanuela, morta per le gravi ferite riportate dopo l’esplosione del vagone cisterna, ha mostrato ai giornalisti una foto del volto della figlia in ospedale, reso irriconoscibile dalle ustioni: “Come potevo – ha detto rivolto ai cronisti – lasciare perdere una cosa del genere”. “Siamo arrivati a un buon giudizio – ha commentato – finalmente dopo questa sentenza riusciremo a fare qualcosa per la sicurezza”. Trattiene a stento le lacrime Luciana Beretta, che nella strage di Viareggio ha perso il figlio Federico Battistini: “Non so cosa farò oggi – ha detto – ma so che mi batte forte il cuore. Penso che finalmente non potranno cavarsela più solo voi risarcimenti”.
“La Corte d’Appello di Firenze in generale conferma le condanne che il Tribunale di Lucca comminó in primo grado due anni fa. Nel merito quindi vengono ribadite e rinnovate precise responsabilità. La macchina inesorabile della giustizia va avanti, anche se non attenua il dolore dei familiari e dell’intera cittá”, il commento del sindaco Giorgio Del Ghingaro, presente in aula in rappresentanza dell’intera città di Viareggio.
“Una sentenza di giustizia. Una giustizia che il grande cuore di questa Città attendeva da 15 anni”, aggiunge l’ex sindaco Luca Lunardini: ” Una sentenza che è anche monito per una maggiore, vera, sicurezza del nostro trasporto su rotaie, perché mai più riaccada. Una sentenza che è anche conferma dell’incredibile e certosino lavoro degli inquirenti, della forza della sentenza di primo grado e della determinazione della associazione delle vittime ‘il mondo che vorrei. Da oggi è un altra storia”
“Quella emessa oggi dal Tribunale di Firenze è una sentenza di secondo grado che conferma l’impianto della sentenza di primo grado, con l’aggiunta di alcune aggravanti per le cosiddette posizioni apicali coinvolte nel processo per la strage di Viareggio del 2009. Se quella emessa il 31 gennaio 2017 dal Tribunale di Lucca poteva essere una sentenza non scontata, in un dibattimento importante che ha acceso i riflettori su un tema come quello della sicurezza del trasporto merci ferroviario, quella emessa dalla Corte di Appello di Firenze rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la giustizia”. E’ questo il commento a caldo del presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini. “Un ente, l’amministrazione provinciale di Lucca, che si era subito dichiarato parte civile nel processo, sempre presente alle udienze con i propri amministratori, e che nel giugno del 2017 aveva rinunciato a 250mila euro di rimborso, cifra offerta dalle assicurazioni affinché la Provincia uscisse dal processo e che invece con la sentenza di primo grado si è vista assegnare una provvisionale di 150mila euro. “Certo – aggiunge il presidente Menesini – va ribadito che nessuna sentenza cancella il dolore di familiari delle 32 vittime e nessun verdetto le riporta in vita. Ritengo che l’unica strada perché gli errori non siano ripetuti e gli incidenti come questo siano in futuro evitati, sia non dimenticare e lottare con determinazione per la giustizia”. Un processo di appello che ha visto spesso la presenza dei rappresentanti istituzionali della Provincia, tra questi il consigliere provinciale Luca Poletti che è di Viareggio. “Rispetto alla prima sentenza – commenta – questo secondo pronunciamento dei giudici riconosce maggiori responsabilità ai vertici di ferrovie e all’ex a.d. Mauro Moretti. Dunque la battaglia dei familiari per ottenere giustizia trova la giusta risposta per una vicenda che ha sconvolto nel profondo la città di Viareggio e l’intero Paese. Colgo l’occasione, infine, per ringraziare i legali che hanno affiancato in questo processo la Provincia di Lucca che sarà sempre vicina ai familiari delle vittime”
“Una sentenza che restituisce alle famiglie prima di tutto il senso di una giustizia che individua responsabilità che, in tutta questa dolorosa vicenda e al di là del merito di ogni singola persona, sono evidenti e all’origine di quanto accaduto.” Così il presidente della Regione Enrico Rossi, commentando la sentenza della corte di appello di Firenze sulla strage alla stazione di Viareggio del 29 giugno 2009. “Nessuno – ha detto ancora Rossi – potrà mai restituire le persone morte alle famiglie e ai loro cari. E niente potrà mai rimediare alle ferite riportate nel corpo e nell’anima da tante persone a causa di quella tragedia. Ma la giustizia ha funzionato, è arrivata una sentenza in appello che pone tutti di fronte alle proprie responsabilità, anche oltre coloro che sono stati direttamente condannati”.”Dopo quella vicenda – ha aggiunto Rossi – io stesso mi sono occupato di come poteva essere alzato il livello di sicurezza dei trasporti su ferro a tutela prima di tutto delle popolazioni civili. Ed è stato stabilito un limite di velocità. Troppo tardi però, e troppo poco. Anche perché l’Ue non ha ancora individuato le modalità per consentire un controllo più efficace della sicurezza del materiale rotabile che viaggia sulle ferrovie. In questo giorno di amarezza, e allo stesso tempo di compimento di una tappa verso l’accertamento della verità, quello che resta da fare affinchè certi episodi non si ripetano deve costituire l’impegno di tutte le persone che hanno responsabilità in questo settore. E ovviamente in primo luogo della politica e delle istituzioni che hanno compiti di regolazione”.
“Con la sentenza d’appello pronunciata oggi per la strage di Viareggio possiamo a buon diritto affermare che la giustizia ha fatto il suo corso”. È il commento del consigliere regionale Stefano Baccelli:” Un corso sicuramente lungo, faticoso e impegnativo, perché sono passati dieci anni da quella maledetta notte del giugno 2009. Ma di certo quella di oggi è una tappa fondamentale, attesa da tutti da tanto tempo. Sono estremamente soddisfatto per questa sentenza come rappresentante della Regione Toscana che era parte civile ma anche come ex presidente della provincia di Lucca e soprattutto come cittadino. Avendo seguito questo percorso dalla fase dell’inchiesta a quella dell’incidente probatorio fino al processo di primo grado e infine questo d’appello, ho visto da vicino il lavoro complicato dietro a un processo come questo. Il risultato di oggi conferma l’impianto della sentenza di primo grado, introduce alcuni elementi rafforzativi, recependo alcune richieste della procura come la condanna di Moretti non solo come ex ad di Rfi ma anche come ex ad di Fs e alcuni aspetti di attenuazione per altri imputati del giudizio. Da’ in ogni caso il senso dell’attenzione e del coinvolgimento in merito alla vicenda da parte della Corte di Appello in questa fase del giudizio, un buon auspicio anche rispetto a un eventuale passaggio conclusivo in corte di Cassazione. Raggiunto questo obiettivo, il pensiero va inevitabilmente a loro, ai familiari delle vittime, che da dieci anni chiedono che vengano individuate e attribuite le giuste responsabilità per questa strage. In questo percorso, sono convinto che la giustizia italiana abbia dato oggi davvero buona prova di sé”.
“A 10 anni dalla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 la conferma delle condanne in appello è una buona notizia. Rinnoviamo la nostra solidarietà ai parenti delle vittime – commenta Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea: “Torniamo a sottolineare come i capi di imputazione siano tutti relativi a reati di natura colposa, mentre la strage di Viareggio è stata causata da omissioni e rimozione dolose di misure che avrebbero evitato la morte e le atroci sofferenze delle 32 vittime. Moretti e gli altri responsabili andavano processati per reati di natura dolosa e avrebbero meritato condanne ben più pesanti. La sentenza odierna conferma la condanna del principale protagonista della politica dei trasporti dagli anni ‘90, il manager ex sindacalista sostenuto dal centrosinistra ma gradito anche al centrodestra. Moretti fu riconfermato dopo la strage come amministratore delegato di FS e poi dal 2014 di Leonardo (ex Finmeccanica). Ricordiamo che lo Stato decise di non costituirsi parte civile e che ferrovieri solidali con le famiglie delle vittime hanno subito licenziamenti punitivi dopo querele di Moretti”.
“Apprendo con grande soddisfazione della conferma da parte della Corte di Appello di Firenze delle condanne già espresse in primo grado – afferma il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni – la mia non è una felicità perché in ogni caso 32 persone non sono più tra noi, la mia è soddisfazione nel vedere che la giustizia ha trionfato per assicurare i responsabili alle condanne loro comminate. Alle famiglie delle vittime va il mio costante, sincero cordoglio e apprezzamento per il grande impegno e la grande sobrietà che hanno dimostrato in tutti questi anni: ne sono passati 10 esatti dalla strage. A loro giunga il mio abbraccio personale e di tutta la comunità che rappresento”.
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Aggiornato il: 20-06-2019 13:53
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