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Timestamp: 2020-08-06 01:42:16+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8378 del 12/04/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8378 del 12/04/2011
Cassazione civile sez. II, 12/04/2011, (ud. 22/03/2011, dep. 12/04/2011), n.8378
ROMA, VIA T. MONTICELLI 2, presso lo studio dell’avvocato SESTITO
avverso la sentenza n. 873/2007 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
depositata il 23/03/2007;
Con atto notificato il 20 ottobre 1994 C.P. conveniva la SO.FI Coop s.r.l. davanti al Tribunale di Napoli, chiedendo che fosse emessa in suo favore la sentenza ex art. 2932 c.c. in relazione ad un contratto preliminare con il quale la convenuta le aveva promesso in vendita un appartamento realizzato su terreno alla stessa concesso in proprietà dal Comune di Somma Vesuviana a seguito di convenzione stipulata ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 35.
Con sentenza in data 3 giugno 2002 il Tribunale di Napoli rigettava la domanda ex art. 2932 c.c. sia la domanda riconvenzionale.
C.P. proponeva appello incidentale, chiedendo la dichiarazione di nullità del contratto preliminare.
Con sentenza in data 23 marzo 2007 la Corte di appello di Napoli dichiarava la nullità del giudizio di primo grado ex art. 354 cod. proc. civ., rimettendo la causa al Tribunale di Napoli, sul presupposto che il contraddittorio avrebbe dovuto essere integrato nei confronti dei proprietari delle aree sulle quali era stato realizzato il complesso immobiliare di cui faceva parte l’appartamento all’origine della controversia e l’ente espropriante, in base alla seguente motivazione:
osserva la Corte come, sia sotto il profilo logico che giuridico, va in primo luogo esaminato l’assunto difensivo – dell’ A. mediante il quale egli, denunciando la violazione del principio dell’integrità del contraddittorio, ha richiesto la declaratoria della nullità della sentenza impugnata.
Le argomentazioni dell’appellato come sopra esposte sono fondate e vanno accolte per quanto di ragione.
E valga il vero: il contratto preliminare di vendita in favore della C. venne dichiaratamente stipulato dalla Soficoop in attuazione della convenzione intercorsa in data 14 dicembre ’79 ai sensi della L. n. 865 del 1971, art. 35, con il predetto Comune.
Con l’atto introduttivo del giudizio l’attuale appellato ebbe a proporre una domanda diretta ad ottenere che fosse emessa “sentenza ai sensi dell’art. 2932 c.c., produttiva degli stessi effetti del contratto non concluso trasferendo così la proprietà dei beni immobili” di che trattasi.
Una tale domanda evidentemente presupponeva, quale suo naturale presupposto, l’accertamento della titolarità del diritto di proprietà dell’area occupata dall’edificio in cui è sito l’appartamento compromesso.
E’ noto infatti che la pronuncia di trasferimento ai sensi del citato art. 2932 è ammissibile e, comunque, produce reali effetti traslativi solo se il bene oggetto del contratto preliminare di vendita appartenga al promittente venditore, ovvero questi possa determinare gli effetti stessi: e ciò è tanto vero che, “Nel caso in cui il bene promesso in vendita appartenga a terzi, l’acquisto della relativa proprietà da parte del prominente venditore costituisce condizione dell’azione di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c.” (Cass., 22.6.’04, n. 11.572).
Nè può dubitarsi, alla luce degli stessi scritti difensivi delle parti, che nel caso di specie la questione si pone concretamente in modo del tutto evidente, emergendo in modo chiaro dal sostanziale conflitto esistente in ordine al diritto di proprietà dell’area in questione tra: gli originar proprietari, l’Ente pubblico espropriante e la Soficoop, delegata all’espropriazione e cessionaria, per patto espresso, del diritto di proprietà ad aedificandum solo all’esito dell’espletamento del procedimento ablativo e delle correlative trascrizioni.
L’accertamento stesso inerisce – e ciò è indiscutibile- ad una situazione giuridica unitaria ed inscindibile e può pertanto conseguire un risultato utile agli effetti reali solo se ed in quanto la relativa decisione venga pronunciata in contraddittorio di tutti i soggetti destinati ad essere avvantaggiati o pregiudicati dalla decisione in ordine al conflitto dei rispettivi titoli di proprietà emergenti dagli atti.
Orbene, nel giudizio di primo grado non è stato integrato il contraddittorio nei sensi sopra specificati e, pertanto, la conseguente nullità impone la pronuncia prevista dall’art. 354 c.p.c., comma 1. Ed infatti la domanda a suo tempo proposta dalla C. dinanzi al Tribunale presupponeva necessariamente l’accertamento in ordine all’appartenenza dell’area ricordata, epperò l’intima connessione esistente tra tale pronuncia e tutte le altre consequenziali comporta la caducazione dell’intera decisione:
non è invero revocabile in dubbio che, a seconda dell’accertamento indicato, può farsi, o meno, luogo al trasferimento dell’appartamento oggetto del contratto preliminare ovvero alla pronuncia di risoluzione ed a quelle risarcitorie o agli ulteriori profili dipendenti e subordinati.
Deducono, poi, le ricorrenti che comunque non sussisteva una ipotesi di litisconsorzio necessario, potendo la questione della proprietà dell’area essere oggetto di accertamento incidentale e portare al rigetto della domanda principale nel caso in cui fosse emerso che l’area sulla quale era stato realizzato l’edificio oggetto del contratto preliminare era mai pervenuto in proprietà alla SO.FI Coop s.r.l., conformemente a quanto deciso da questa S.C. con sentenza in data 26 luglio 2006 n. 17027 (erroneamente indicata con il numero 10927 nel ricorso), emessa in una controversia analoga, in cui era parte la SO.FI Coop s.r.l. e che ha confermato la sentenza del giudice di merito che aveva escluso che l’accertamento in via incidentale della proprietà del bene in capo al promittente venditore desse luogo da una ipotesi di litisconsorzio necessario, affermando il seguente principio: Al di fuori dei casi in cui la legge espressamente impone la partecipazione di più soggetti al giudizio instaurato nei confronti di uno di essi, vi è litisconsorzio necessario solo allorquando l’azione tenda alla costituzione o alla modifica di un rapporto plurisoggettivo unico, ovvero all’adempimento di una prestazione inscindibile comune a più soggetti; pertanto non ricorre litisconsorzio necessario allorchè il giudice proceda, in via meramente incidentale, ad accertare una situazione giuridica che riguardi anche un terzo, dal momento che gli effetti di tale accertamento non si estendono a quest’ultimo ma restano limitati alle parti in causa.
In relazione al motivo accolto la sentenza impugnata va cassata, con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Napoli, che provvedere anche in ordine alle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2932
 art. 35
 sentenza 
 art. 2932
 sentenza 
 art. 354
 sentenza 
 art. 35
 art. 2932
 art. 2932
 sentenza 
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