Source: https://www.avvocatorotalebrunochiara.it/separazione-personale
Timestamp: 2017-11-23 22:27:16+00:00

Document:
Avvocato matrimonialista - Bologna - Milano - Studio legale avvocato Chiara Bruno
Articolo 149. Scioglimento del matrimonio
Il matrimonio si scioglie con la morte di uno dei coniugi e negli altri casi previsti dalla legge.
Gli effetti civili del matrimonio celebrato con rito religioso, ai sensi dell'articolo 82 o dell'articolo 83, e regolarmente trascritto, cessano alla morte di uno dei coniugi e negli altri casi previsti dalla legge.
Articolo 150. Separazione personale
È ammessa la separazione personale dei coniugi [70, 706 ss. c.p.c.].
La separazione può essere giudiziale o consensuale [151, 158].
Articolo 151. Separazione giudiziale
Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze, e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione [5482, 5852], in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio [1432, 147].
Articolo 152. Separazione per condanna penale
Articolo abrogato dall'art. 34 l. 19 maggio 1975, n. 151.
Articolo 153. Separazione per non fissata residenza
Articolo 154. Riconciliazione
La riconciliazione tra i coniugi comporta l'abbandono della domanda di separazione personale già proposta [157].
Articolo 155.Provvedimenti riguardo ai figli (1)
Per realizzare la finalità indicata dal primo comma, il giudice che pronuncia la separazione personale dei coniugi adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di essa. Valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati, determina i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all'istruzione e all'eduzione dei figli. Prende atto, se non contrari all'interesse dei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori. Adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole.
(1) Articolo così sostituito dall'art. 11l. 8 febbraio 2006, n. 54. Il testo dell'articolo, come sostituito dall'art. 36 l. 19 maggio 1975 n. 151, era il seguente: «[I]. Il giudice che pronunzia la separazione dichiara a quale dei coniugi i figli sono affidati e adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole, con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di essa. [II]. In particolare il giudice stabilisce la misura e il modo con cui l'altro coniuge deve contribuire al mantenimento, all'istruzione e all'educazione dei figli, nonché le modalità di esercizio dei suoi diritti nei rapporti con essi. [III]. Il coniuge cui sono affidati i figli, salva diversa disposizione del giudice, ha l'esercizio esclusivo della potestà su di essi; egli deve attenersi alle condizioni determinate dal giudice. Salvo che sia diversamente stabilito, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i coniugi. Il coniuge cui i figli non siano affidati ha il diritto e il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e può ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse. [IV]. L'abitazione nella casa familiare spetta di preferenza, e ove sia possibile, al coniuge cui vengono affidati i figli. [V]. Il giudice dà inoltre disposizioni circa l'amministrazione dei beni dei figli e, nell'ipotesi che l'esercizio della potestà sia affidato ad entrambi i genitori, il concorso degli stessi al godimento dell'usufrutto legale. [VI]. In ogni caso il giudice può per gravi motivi ordinare che la prole sia collocata presso una terza persona o, nella impossibilità, in un istituto di educazione. [VII]. Nell'emanare i provvedimenti relativi all'affidamento dei figli e al contributo al loro mantenimento, il giudice deve tener conto dell'accordo fra le parti: i provvedimenti possono essere diversi rispetto alle domande delle parti o al loro accordo, ed emessi dopo l'assunzione di mezzi di prova dedotti dalle parti o disposti d'ufficio dal giudice. [VIII]. I coniugi hanno diritto di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni concernenti l'affidamento dei figli, l'attribuzione dell'esercizio della potestà su di essi e le disposizioni relative alla misura e alle modalità del contributo». Precedentemente la Corte cost., con sentenza 27 luglio 1989, n. 454 aveva dichiarato l'illegittimità costituzionale del quarto comma «nella parte in cui non prevede la trascrizione del provvedimento giudiziale di assegnazione della abitazione nella casa familiare al coniuge affidatario della prole, ai fini della opponibilità ai terzi»; v. ora l'art. 155-quater.
V. anche art. 42 l. n. 54, cit., che così dispone: «2. Le disposizioni della presente legge si applicano anche in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio, nonché ai procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati».
Articolo 155 bis. Affidamento a un solo genitore e opposizione all'affidamento condiviso
Articolo 155 ter. Revisione delle disposizioni concernenti l'affidamento dei figli
I genitori hanno diritto di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni concernenti l'affidamento dei figli, l'attribuzione dell'esercizio della potestà su di essi e delle eventuali disposizioni relative alla misura e alla modalità del contributo.
Articolo 155 quater. Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza
Articolo 155 quinquies. Disposizioni in favore dei figli maggiorenni
Articolo 155 sexies. Poteri del giudice e ascolto del minore
Articolo 156. Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi (1).
Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione [1512] il diritto di ricevere dall'altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri [5481, 5851].
Resta fermo l'obbligo di prestare gli alimenti di cui agli articoli 433 e seguenti [4382].
Il giudice che pronunzia la separazione può imporre al coniuge di prestare idonea garanzia reale o personale [1179] se esiste il pericolo che egli possa sottrarsi all'adempimento degli obblighi previsti dai precedenti commi e dall'articolo 155.
In caso di inadempienza, su richiesta dell'avente diritto, il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato [671 c.p.c.] e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all'obbligato, che una parte di esse venga versata direttamente agli aventi diritto [1482] (2).
Qualora sopravvengano giustificati motivi il giudice, su istanza di parte, può disporre la revoca o la modifica dei provvedimenti di cui ai commi precedenti [710 c.p.c.].
(1) Articolo così sostituito dall'art. 37 l. 19 maggio 1975, n. 151.
(2) La Corte cost., con sentenza 12 maggio 1983, n. 144 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma «nella parte in cui non prevede che le disposizioni ivi contenute si applichino a favore dei figli di coniugi consensualmente separati» e successivamente con sentenza 19 gennaio 1987, n. 5 «nella parte in cui non prevede che le disposizioni ivi contenute si applichino ai coniugi consensualmente separati»; e con sentenza 6 luglio 1994, n. 278 «nella parte in cui non prevede che il giudice istruttore possa adottare, nel corso della causa di separazione, il provvedimento di ordinare ai terzi debitori del coniuge obbligato al mantenimento, di versare una parte delle somme direttamente agli aventi diritto» e, ancora, con sentenza 19 luglio 1996, n. 258 «nella parte in cui non prevede che il giudice istruttore possa adottare, nel corso della causa di separazione, il provvedimento di sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato al mantenimento».
Articolo 156 bis. Cognome della moglie
Il giudice può vietare alla moglie l'uso del cognome del marito [143-bis] quando tale uso sia a lui gravemente pregiudizievole, e può parimenti autorizzare la moglie a non usare il cognome stesso, qualora dall'uso possa derivarle grave pregiudizio.
Articolo 157. Cessazione degli effetti della separazione
Articolo 158. Separazione consensuale (1).
La separazione per il solo consenso dei coniugi non ha effetto senza l'omologazione del giudice [1503; 711 c.p.c.].
(1) Articolo così sostituito dall'art. 40 l. 19 maggio 1975, n. 151. Successivamente la Corte cost., con sentenza 18 febbraio 1988, n. 186, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo «nella parte in cui non prevede che il decreto di omologazione della separazione consensuale costituisce titolo per l'iscrizione dell'ipoteca giudiziale ai sensi dell'art. 2818 c.c.».
Articolo 706. Forma della domanda
Articolo 707. Comparizione personale delle parti
Articolo 708. Tentativo di conciliazione e provvedimenti del presidente
Articolo 709. Notificazione dell'ordinanza e fissazione dell'udienza
Articolo 709 bis. Udienza di comparizione e trattazione davanti al giudice istruttore
All'udienza davanti al giudice istruttore si applicano le disposizioni di cui agli articoli 180 e 183, commi primo, secondo e dal quarto al decimo. Si applica altresì l'articolo 184. Nel caso in cui il processo debba continuare per la richiesta di addebito, per l'affidamento dei figli o per le questioni economiche, il tribunale emette sentenza non definitiva relativa alla separazione. Avverso tale sentenza è ammesso soltanto appello immediato che è deciso in camera di consiglio [340, 361].
Articolo 709 ter. Soluzione delle controversie e provvedimenti in caso di inadempienze o violazioni
Per la soluzione delle controversie insorte tra i genitori in ordine all'esercizio della potestà genitoriale o delle modalità dell'affidamento è competente il giudice del procedimento in corso. Per i procedimenti di cui all'articolo 710 è competente il tribunale del luogo di residenza del minore.
Articolo 710. Modificabilità dei provvedimenti relativi alla separazione dei coniugi
Le parti possono sempre chiedere, con le forme del procedimento in camera di consiglio [737 ss.], la modificazione dei provvedimenti riguardanti i coniugi e la prole conseguenti la separazione.
Articolo 711. Separazione consensuale
Nel caso di separazione consensuale previsto nell'articolo 158 del codice civile, il presidente, su ricorso di entrambi i coniugi, deve sentirli nel giorno da lui stabilito e procurare di conciliarli nel modo indicato nell'articolo 708 (1).
Se il ricorso è presentato da uno solo dei coniugi, si applica l'articolo 706 ultimo comma.
1. La domanda per ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio si propone al tribunale del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza, del luogo in cui il coniuge convenuto ha residenza o domicilio. Qualora il coniuge convenuto sia residente all'estero o risulti irreperibile, la domanda si propone al tribunale del luogo di residenza o di domicilio del ricorrente e, se anche questi è residente all'estero, a qualunque tribunale della Repubblica. La domanda congiunta può essere proposta al tribunale del luogo di residenza o di domicilio dell'uno o dell'altro coniuge (1).
9. Tra la data dell'ordinanza, ovvero tra la data entro cui la stessa deve essere notificata al convenuto non comparso, e quella dell'udienza di comparizione e trattazione devono intercorrere i termini di cui all'articolo 163-bis del codice di procedura civile ridotti a metà.
10. Con l'ordinanza di cui al comma 8, il presidente assegna altresì termine al ricorrente per il deposito in cancelleria di memoria integrativa, che deve avere il contenuto di cui all'articolo 163, terzo comma, numeri 2), 3), 4), 5) e 6), del codice di procedura civile e termine al convenuto per la costituzione in giudizio ai sensi degli articoli 166 e 167, primo e secondo comma, dello stesso codice nonché per la proposizione delle eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio. L'ordinanza deve contenere l'avvertimento al convenuto che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze di cui all' articolo 167 del codice di procedura civile e che oltre il termine stesso non potranno più essere proposte le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d'ufficio.
(1) La Corte Costituzionale con sentenza 23 maggio 2008 , n. 169 (in Gazz. Uff., 28 maggio 2008, n. 23) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale del presente comma, limitatamente alle parole «del luogo dell'ultima residenza comune dei coniugi ovvero, in mancanza,».

References: Articolo 149

Articolo 150

Articolo 151

Articolo 152

Articolo 153

Articolo 154

Articolo 155
 sentenza 
 art. 42

Articolo 155

Articolo 155

Articolo 155

Articolo 155

Articolo 155

Articolo 156
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Articolo 156

Articolo 157

Articolo 158
 sentenza 

Articolo 706

Articolo 707

Articolo 708

Articolo 709

Articolo 709
 sentenza 
 sentenza 

Articolo 709

Articolo 710

Articolo 711
 articolo 167
 sentenza