Source: http://www.sindacatofsi.it/1999/12/10/ccnl-del-comparto-del-personale-del-servizio-sanitario-nazionale-parte-normativa-quadriennio-20022005-e-parte-economica-biennio-20022003/
Timestamp: 2018-11-17 17:17:13+00:00

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CCNL del comparto del personale del servizio sanitario nazionale – parte normativa quadriennio 2002/2005 e parte economica biennio 2002/2003 | Sindacato FSI
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CCNL del comparto del personale del servizio sanitario nazionale – parte normativa quadriennio 2002/2005 e parte economica biennio 2002/2003
DEL COMPARTO DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
PARTE NORMATIVA QUADRIENNIO 2002 – 2005
E PARTE ECONOMICA BIENNIO 2002 – 2003
In data 19 Aprile 2004, alle ore 17.30, ha avuto luogo l’incontro per la firma del CCNL relativo al quadriennio di parte normativa 2002-2005 ed al I Biennio economico 2002-2003 del personale del Comparto Sanità tra le parti sottoindicate:
Letto e siglato dalle parti sottoindicate
per l’ ARAN
nella persona del Prof. Mario Ricciardi,
componente del Comitato Direttivo ……………………………………….
CGIL FP (firmato) CGIL (firmato)
CISL FPS (firmato) CISL (firmato)
UIL FPL (firmato) UIL (firmato)
FSI (firmato) USAE (firmato)
FIALS (firmato) CONFSAL (firmato)
– art. 14, al comma 5 e al comma 9, la lettera di riferimento del comma 7 è h) e non g);
– art. 19, comma 1 lett. d), dopo le parole “come modificato dall’art. 23, comma 6” vanno aggiunte le parole “del presente CCNL”;
– art. 22, comma 2, dopo le parole “primo periodo” vanno aggiunte le parole “del CCNL integrativo del 20 settembre 2001”; al comma 4 del medesimo articolo al penultimo rigo il comma esatto è “2” e non “3”;
– art. 23, comma 3, punto 2, lett. c, il periodo “è disapplicato l’art. 49 del DPR n. 270 del 1987” è sostituito dal seguente “Sono disapplicati l’art. 49 del DPR n. 761 del 1979 e l’art. 63 del DPR n. 270 del 1987”;
– art. 33, comma 3, dopo le parole “entro trenta giorni” vanno aggiunte le parole “dall’entrata in vigore del presente CCNL”;
– art. 37, comma 1 dopo la parola “disapplicazione” sono abrogate le parole successive sino al punto. Esse sono sostituite dalle seguenti: “dell’art. 49 del DPR 761 del 1979, dell’art. 63 del DPR 270 del 1987 e dell’art. 47, comma 2 del CCNL Integrativo del 20 settembre 2001”
– allegato1, nelle modalità di accesso alla categoria C, con riferimento ai requisiti culturali e professionali per l’accesso dall’esterno al 1° alinea, dopo le parole “per il profilo della puericultrice” va aggiunta la parola “esperta”.
TITOLO II – Relazioni e Diritti Sindacali
TITOLO III – Classificazione del personale
PARTE II – TRATTAMENTO ECONOMICO
PARTE III – NORME FINALI E TRANSITORIE
2. Al personale dipendente da aziende o enti soggetti a provvedimenti di soppressione, fusione, scorporo, sperimentazioni gestionali, trasformazione e riordino – ivi compresi la costituzione in fondazioni ed i processi di privatizzazione – si applica il presente contratto sino all’individuazione o definizione, previo confronto con le organizzazioni sindacali nazionali firmatarie, della nuova specifica disciplina contrattuale del rapporto di lavoro ovvero sino alla stipulazione del relativo contratto collettivo quadro per la definizione del nuovo comparto pubblico di destinazione.
1. Il presente contratto concerne il periodo 1 gennaio 2002 – 31 dicembre 2005 per la parte normativa ed è valido dal 1 gennaio 2002 fino al 31 dicembre 2003 per la parte economica.
RELAZIONI E DIRITTI SINDACALI
Tempi e procedure per la stipulazione ed il rinnovo del contratto collettivo integrativo
2. L’azienda o ente provvede a costituire la delegazione di parte pubblica abilitata alle trattative di cui al comma 1 entro trenta giorni da quello successivo alla data di stipulazione del presente contratto ed a convocare la delegazione sindacale di cui all’art. 9, comma 2 del CCNL del 7 aprile 1999, per l’avvio del negoziato, entro trenta giorni dalla presentazione delle piattaforme.
Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing
1. Le parti prendono atto che il fenomeno del mobbing, inteso come forma di violenza morale o psichica in occasione di lavoro – attuato dal datore di lavoro o da altri dipendenti – nei confronti di un lavoratore, va prevenuto, rilevato e contrastato efficacemente. Esso è caratterizzato da una serie di atti, atteggiamenti o comportamenti, diversi e ripetuti nel tempo in modo sistematico ed abituale, aventi connotazioni aggressive, denigratorie e vessatorie tali da comportare un degrado delle condizioni di lavoro e idonei a compromettere la salute o la professionalità o la dignità del lavoratore stesso nell’ambito della unità operativa di appartenenza o, addirittura, tali da escluderlo dal contesto lavorativo di riferimento.
PREROGATIVE E DIRITTI SINDACALI
3. L’art. 6, comma 4 del CCNL 7 aprile 1999 dopo le parole “ed aggiornamento professionale” è integrato dal periodo ” e sulla la verifica dell’entità dei fondi di cui agli artt. 38 e 39 del CCNL 7 aprile 1999 (di pertinenza delle aziende e degli enti ai sensi dell’art. 4 del CCNL del 7 aprile 1999 ed ora, rispettivamente artt. 30 e 31 del presente contratto) limitatamente a quelli soggetti a riorganizzazione in conseguenza di atti di programmazione regionale, assunti in applicazione del d.lgs n. 229 del 1999, fermo restando il valore della spesa regionale dei fondi medesimi”. L’ultimo periodo del comma è abrogato.
IL SISTEMA CLASSIFICATORIO
Conferma dei principi del sistema
1. Nel quadro della riforma del lavoro pubblico, al fine di garantire il progressivo miglioramento della funzionalità dei servizi delle aziende ed enti nonché promuovere l’efficienza, l’efficacia e la qualità dell’assistenza erogata, le parti convengono sulla opportunità di confermare l’attuale sistema di classificazione previsto dal CCNL del 7 aprile 1999 e di proseguire, anche con il presente contratto, nel processo di valorizzazione professionale dei lavoratori, che si configura come strumento di supporto alla riforma stessa anche nell’ottica della piena armonizzazione con il settore privato.
2. Nella prospettiva di pervenire ad una gestione ottimale delle risorse umane e sulla base dell’esperienza maturata ed in relazione alla maggiore flessibilità organizzativa attuata con i contratti collettivi del precedente quadriennio, le parti ritengono che la contrattazione integrativa debba valorizzare, in particolare, i seguenti principi già enunciati nel citato sistema classificatorio:
a) rispetto delle percentuali di accesso dall’esterno secondo le vigenti disposizioni;
b) valutazione ponderata di tutti i titoli presentati dai candidati, in relazione alle peculiarità professionali che caratterizzano le categorie e i profili cui si riferiscono le selezioni. Pertanto, ai sensi dell’art. 16 del CCNL del 7 aprile 1999, all’esperienza professionale, al titolo di studio, agli altri titoli culturali e professionali, ai corsi di aggiornamento e qualificazione professionale ed alle prove selettive finali è attribuito un peso equilibrato ai fini della determinazione del punteggio complessivo ottenuto nella graduatoria finale dai dipendenti che hanno partecipato alla selezione, escludendo quindi automatismi generalizzati e basati solo sull’anzianità di servizio;
3. Un ruolo fondamentale è attribuito alla formazione continua, che attraverso una serie organica ed articolata di interventi, costituisce un fondamentale fattore di accrescimento professionale, di aggiornamento delle competenze, nonché di affermazione di una nuova cultura gestionale. A tal fine deve essere data piena attuazione all’art. 29 del CCNL del 7 aprile 1999, come integrato dall’art. 20 del presente contratto, in particolare rendendo disponibili le risorse indicate nell’ultimo comma di tale ultima norma.
4. Le parti confermano, altresì il sistema della progressione economica orizzontale disciplinato dall’art. 35 del CCNL del 7 aprile 1999, richiamando i criteri ivi indicati ed, in particolare, l’adozione di metodologie per la valutazione permanente delle prestazioni e dei risultati dei singoli dipendenti – oggetto di concertazione ai sensi dell’art. 6, lettera B) del CCNL 7 aprile 1999 – da utilizzare unitamente agli elementi previsti dalla medesima norma.
5. Infine le parti si danno reciproco atto della operatività dei contratti integrativi già stipulati aventi, tra l’altro, per oggetto il sistema classificatorio secondo i livelli e per le parti demandate a tale fonte e, conseguentemente, si impegnano ad assumere, ciascuna secondo la propria autonomia, ogni utile iniziativa finalizzata alla rapida applicazione degli stessi.
Commissione paritetica per il sistema di classificazione
2. A tal fine è istituita, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente CCNL, una Commissione Paritetica ARAN – Organizzazioni sindacali e Confederazioni firmatarie del presente CCNL, con il compito di acquisire tutti gli elementi di conoscenza idonei al monitoraggio del sistema classificatorio nonchè per formulare eventuali proposte dirette alla eventuale verifica del sistema nel senso indicato nel comma 1.
Modifiche all’art. 28 del CCNL dell’1 settembre 1995
c) al comma 3, lettera d) le parole “alla legge 4 gennaio 1968, n.15” vengono sostituite con “al DPR del 28 dicembre 2000, n. 445″(Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa);
Modifiche all’art. 29 del CCNL dell’1 settembre 1995
1. All’art. 29 del CCNL dell’1 settembre 1995 sono apportate le seguenti modifiche:
“1. Le violazioni, da parte dei lavoratori, degli obblighi disciplinati all’art. 28 del presente contratto danno luogo, secondo la gravità dell’infrazione, all’applicazione delle seguenti sanzioni previo procedimento disciplinare:
g) licenziamento senza preavviso.”
“2. L’azienda o ente, salvo il caso del rimprovero verbale, non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del dipendente, senza previa contestazione scritta dell’addebito – da effettuarsi tempestivamente e comunque entro 20 giorni da quando l’ufficio istruttore che, secondo l’ordinamento dell’azienda o ente è tenuto alla contestazione, è venuto a conoscenza del fatto – e senza averlo sentito a sua difesa con l’eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.
3. Nel caso in cui, ai sensi dell’art. 55, comma 4 del d.lgs. n. 165 del 2001, la sanzione da comminare non sia di sua competenza, il dirigente responsabile della struttura, dandone contestuale comunicazione all’interessato, segnala entro dieci giorni all’ufficio competente, i fatti da contestare al dipendente per l’istruzione del procedimento. Tale ufficio deve procedere alla contestazione entro i venti giorni successi dalla data della lettera di comunicazione. In ogni caso qualora non sia rispettato il termine di dieci giorni per la comunicazione all’ufficio competente si darà corso all’accertamento della responsabilità del soggetto tenuto alla comunicazione stessa.
3 bis. Qualora invece emerga nel corso del procedimento e, quindi, dopo la contestazione che la sanzione da applicare non sia di spettanza del responsabile della struttura questi, entro cinque giorni, trasmette tutti gli atti all’ufficio competente, dandone contestuale comunicazione all’interessato. Il procedimento prosegue senza soluzione di continuità presso quest’ultimo ufficio con salvezza degli atti.
“Con riferimento al presente articolo sono da intendersi perentori il termine iniziale e quello finale del procedimento disciplinare. Nelle fasi intermedie i termini ivi previsti saranno comunque applicati nel rispetto dei principi di tempestività ed immediatezza, che consentano la certezza delle situazioni giuridiche”.
“11. Per quanto non previsto dalla presente disposizione si rinvia all’art. 55 del d.lgs. n. 165 del 2001”.
d) commissione in genere – anche nei confronti di terzi – di fatti o atti anche dolosi, che, costituendo o meno illeciti di rilevanza penale, sono di gravità tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro;
9. Le mancanze non espressamente richiamate nei commi da 6 a 8 sono comunque sanzionate secondo i criteri previsti nei commi da 1 a 3, facendosi riferimento ai principi da essi desumibili quanto all’individuazione dei fatti sanzionabili, agli obblighi dei lavoratori di cui all’art. 28 del CCNL 1 settembre 1995 come modificato dal presente CCNL, nonchè al tipo e alla misura delle sanzioni.
1. Nel caso di commissione in servizio di gravi fatti illeciti di rilevanza penale l’azienda o ente inizia il procedimento disciplinare ed inoltra la denuncia penale. Il procedimento disciplinare rimane tuttavia sospeso fino alla sentenza definitiva. Analoga sospensione è disposta anche nel caso in cui l’obbligo della denuncia penale emerga nel corso del procedimento disciplinare già avviato.
2. Al di fuori dei casi previsti nel comma precedente, quando l’azienda o ente venga a conoscenza dell’esistenza di un procedimento penale a carico del dipendente per i medesimi fatti oggetto di procedimento disciplinare, questo è sospeso fino alla sentenza definitiva.
1. Il dipendente che sia colpito da misura restrittiva della libertà personale è sospeso d’ufficio dal servizio con privazione della retribuzione per la durata dello stato di detenzione o comunque dello stato restrittivo della libertà.
3. Il dipendente può essere sospeso dal servizio con privazione della retribuzione anche nel caso in cui venga sottoposto a procedimento penale che non comporti la restrizione della libertà personale quando sia stato rinviato a giudizio per fatti direttamente attinenti al rapporto di lavoro o comunque per fatti tali da comportare, se accertati, l’applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento ai sensi dell’art. 13 commi 7 e 8.
7. Al dipendente sospeso ai sensi dei commi da 1 a 5 sono corrisposti un’indennità pari al 50% della retribuzione indicata all’art. 37, comma 2, lettera b), del CCNL integrativo del 20 settembre 2001, nonchè gli assegni del nucleo familiare e la retribuzione individuale di anzianità, ove spettanti.
10. Quando vi sia stata sospensione cautelare dal servizio a causa di procedimento penale, la stessa conserva efficacia, se non revocata, per un periodo di tempo comunque non superiore a cinque anni. Decorso tale termine la sospensione cautelare è revocata di diritto e il dipendente riammesso in servizio. Il procedimento disciplinare rimane, comunque, sospeso sino all’esito del procedimento penale.
Norme transitorie per i procedimenti disciplinari
POLITICHE DI SVILUPPO E GESTIONE DEL PERSONALE
1. Con il presente contratto, inteso come strumento indispensabile per realizzare gli obiettivi delle riforme in atto, le parti intendono continuare a favorire il processo di riordino e riorganizzazione delle aziende ed enti iniziato sin dal quadriennio 1994 – 1997 ed incrementato nel quadriennio 1998 – 2001 con la nuova classificazione del personale.
3. Per il raggiungimento di tali obiettivi, compatibilmente con le risorse disponibili, le parti provvedono con gli istituti previsti nel presente capo e nella parte II – capo II – del trattamento economico.
Investimenti sul personale per il processo di riorganizzazione aziendale
a) l’art. 12, comma 2 del CCNL 20 settembre 2001, relativo al secondo biennio economico 2000 – 2001 è tuttora applicabile nei confronti del personale originariamente destinatario della norma esclusivamente presso le aziende ed enti che non abbiano provveduto a darne attuazione. Il finanziamento a suo tempo stabilito nella clausola contrattuale è confermato e lo sviluppo professionale – per quanto attiene la procedura – avviene secondo le precisazioni contenute nella lettera d).
2. Nei casi previsti dal comma 1 rimane ferma la facoltà delle aziende di individuare per i profili interessati ulteriori posti nelle relative dotazioni organiche con oneri a carico del proprio bilancio nel rispetto – per le procedure dell’art. 16 del CCNL 7 aprile 1999 – della garanzia dell’adeguato accesso dall’esterno secondo le vigenti disposizioni contrattuali.
3. Dato il carattere tuttora – almeno in parte – sperimentale della formazione continua, le parti concordano che – nel caso di mancato rispetto della garanzia prevista dal comma 2 circa l’ acquisizione nel triennio del minimo di crediti formativi da parte del personale interessato – non trova applicazione la specifica disciplina prevista dall’art. 16 quater del d.lgs 502 del 1992. Ne consegue che, in tali casi, le aziende ed enti non possono intraprendere iniziative unilaterali per la durata del presente contratto.
7. La formazione deve, inoltre, essere coerente con l’obiettivo di migliorare le prestazioni professionali del personale e, quindi, strettamente correlata alle attività di competenza in base ai piani di cui al comma 1. Ove il dipendente prescelga corsi di formazione non rientranti nei piani suddetti ovvero corsi che non corrispondano alle suddette caratteristiche, la formazione – anche quella continua – rientra nell’ambito della formazione facoltativa.
5. Nell’ambito della disciplina di cui all’art. 19 del CCNL integrativo del 20 settembre 2001, è tuttora consentita la mobilità a compensazione – all’interno del comparto – fra i dipendenti di corrispondente categoria, livello economico e profilo professionale, previo consenso dell’azienda od ente interessati.
– dopo il numero “476” sono aggiunte le parole “e successive modificazioni ed integrazioni”;
– all’ultimo rigo, dopo il punto è sostituito con una virgola e di seguito sono aggiunte le parole “fatta salva l’applicazione dell’art. 52, comma 57 della legge 28 dicembre 2001, n. 448. “.
– al termine del comma 2, dopo il punto, è aggiunta la seguente frase:
– al termine del comma 7, dopo il punto, è aggiunta la seguente frase:
7. Nella declaratoria della categoria B, livello economico Bs , profilo di operatore tecnico specializzato allegato 1 del CCNL integrativo del 20 settembre 2001, nel punto in cui sono indicate le caratteristiche del profilo, con riguardo alle funzioni dell’autista di autoambulanza, prima della fine del periodo sono aggiunte le parole ” tenuto conto – per quest’ultimo – di quanto stabilito nell’Accordo tra Ministro della Salute e le Regioni e le Province autonome del 22 maggio 2003 (pubblicato sulla G.U. n. 196 del 25 agosto 2003).
Stipendio tabellare, fasce e trattamento economico iniziale
Indennità per turni notturni e festivi
Indennità per l’assistenza domiciliare
1. Al fine di favorire il processo di de-ospedalizzazione e garantire le dimissioni protette dei pazienti nonchè l’assistenza agli anziani, ai disabili psico-fisici ed ai malati terminali, a decorrere dall’1 gennaio 2003, al personale del ruolo sanitario, nonché agli ausiliari specializzati addetti ai servizi socio assistenziali, agli operatori tecnici addetti all’assistenza e/o agli operatori socio sanitari, dipendenti dall’azienda o ente che espletano in via diretta le prestazioni di assistenza domiciliare presso l’utente compete una indennità giornaliera – nella misura sottoindicata – per ogni giorno di servizio prestato:
Indennità SERT
Indennità del personale del ruolo sanitario della categoria B, livello economico BS
Fondo per i compensi di lavoro straordinario
e per la remunerazione di particolari condizioni di disagio, pericolo o danno
Fondo della produttività collettiva per il miglioramento dei servizi
e per il premio della qualità delle prestazioni individuali
a) le risorse aggiuntive previste dall’art. 3, comma 2 , primo periodo e dall’art. 4 comma 1 del CCNL 20 settembre 2001, relativo al II biennio economico 2000 – 2001, queste ultime nella misura in cui – in contrattazione integrativa – sono state destinate ad incrementare il fondo stesso;
Fondo per il finanziamento delle fasce retributive, delle posizioni organizzative,
del valore comune delle ex indennità di qualificazione professionale e
dell’indennità professionale specifica
2. L’ ammontare del fondo al 1 gennaio 2002 è quello consolidato al 31 dicembre 2001, in applicazione del CCNL del 20 settembre 2001, II biennio economico 2000 – 2001. In particolare sono confermate le previsioni:
– € 2,00 mensili per tredici mensilità, per tutti i dipendenti in servizio come sopra indicato, per dare attuazione all’art. 18;
– € 4,05 mensili, per tredici mensilità, per tutti i dipendenti in servizio come sopra indicato, per dare attuazione all’art. 19, lettera d).
7. Tutte le risorse assegnate al fondo del comma 1 dal presente contratto per il raggiungimento delle finalità dallo stesso previste, ai sensi dell’art. 39 comma 2 del CCNL del 7 aprile 1999 tornano al fondo alla data di cessazione dal servizio a qualsiasi titolo avvenuta del personale che ne ha usufruito, fatto salvo – previa consultazione con i soggetti dell’art. 9 del CCNL del 7 aprile 1999 – quanto destinato al finanziamento degli artt.18 e 19, nonchè art. 12 del CCNL 20 settembre 2001- ove si confermino i posti in dotazione organica per i passaggi verticali interni.
Risorse per la contrattazione integrativa
Utilizzo delle risorse aggiuntive regionali per la contrattazione integrativa
Norma di riequilibrio
– CCNL del 1 settembre 1995, quadriennio 1994 – 1997 per la parte normativa e primo biennio 1994 1995 per la parte economica;
– CCNL del 27 giugno 1996, relativo al II biennio economico 1996 – 1997;
– CCNL integrativo del 22 maggio 1997;
– CCNL 7 aprile 1999, quadriennio 1998 – 2001 per la parte normativa e I biennio 1998 – 1999 per la parte economica;
– CCNL 27 gennaio 2000 per la formazione delle tabelle di equiparazione del personale delle ARPA a quello del comparto Sanità;
– CCNL 18 ottobre 2000, sull’interpretazione autentica dell’art. 16, comma 9 del CCNL 1994 – 1997 del 1 settembre 1995;
– CCNL 18 ottobre 2000 sull’interpretazione autentica dell’art. 44, comma 5 del CCNL 1994 – 1997 del 1 settembre 1995;
– CCNL 20 settembre 2001 , relativo al II biennio economico 2000 – 2001;
– CCNL del 20 settembre 2001, integrativo del CCNL del 7 aprile 1999.
1. In relazione all’art.23, comma 3 si conferma esplicitamente la disapplicazione dell’art. 49 del DPR 761 del 1979, dell’art. 63 del DPR 270 del 1987 e dell’art. 47, comma 2 del CCNL Integrativo del 20 settembre 2001.
Svolge mansioni amministrativo-contabili complesse – anche mediante l’ausilio di apparecchi terminali meccanografici od elettronici o di altro macchinario – quali, ad esempio, ricezione e l’istruttoria di documenti, compiti di segreteria, attività di informazione ai cittadini, collaborazione ad attività di programmazione, studio e ricerca.
– per il profilo della puericultrice esperta, oltre al requisito professionale previsto dalla legge istitutiva del profilo, cinque anni di esperienza professionale nel profilo di Bs in aziende ed enti del SSN;
– per il profilo di assistente tecnico, il possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado, obbligatorio ove sia abilitante per la specifica attività;
– per il profilo di programmatore, il possesso del diploma di perito in informatica o altro equipollente con specializzazione in informatica o altro diploma di scuola secondaria di secondo grado e corso di formazione in informatica riconosciuto;
– per l’operatore tecnico specializzato esperto cinque anni di esperienza professionale nel corrispondente profilo di Bs nelle aziende o enti del SSN ovvero in profilo equipollente in altre pubbliche amministrazioni o in imprese private, unitamente – ove necessari – a specifici titoli e abilitazioni professionali o attestati di qualifica di mestiere già indicate per gli operatori tecnici dai requisiti richiesti per l’accesso nel relativo profilo in Bs;
– per il profilo di assistente amministrativo, il possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo grado.
– per il profilo di puericultrice esperta, i medesimi requisiti per l’accesso dall’esterno;
– per i profili di infermiere generico, di infermiere psichiatrico con un anno di corso, di massaggiatore e di massofisioterapista esperti, trattandosi di profili ad esaurimento, l’accesso è solo dall’interno. I requisiti professionali sono quelli previsti dalle norme istitutive dei profili unitamente a cinque anni di esperienza professionale nel profilo di Bs;
– per il profilo di assistente tecnico, il possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado, obbligatorio ove sia abilitante per la specifica attività. Nei casi in cui il diploma non sia abilitante, è richiesto il possesso: del diploma di istruzione secondaria di primo grado unitamente ad esperienza professionale di quattro anni – maturata nella categoria B in profilo ritenuto corrispondente dall’azienda o ente – per il personale proveniente dalla categoria B, livello super o di otto anni per il personale proveniente dalla categoria B, livello iniziale;
– per il profilo di programmatore, il possesso del diploma e/o titoli professionali richiesti per l’accesso dall’esterno o – in mancanza – il possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado e corso di formazione in informatica riconosciuto unitamente ad esperienza professionale di quattro anni – maturata nella categoria B in profilo ritenuto corrispondente dall’azienda o ente – per il personale proveniente dal livello super o di otto anni per il personale proveniente dalla categoria B, livello iniziale;
– per il profilo di operatore tecnico specializzato esperto, il possesso degli stessi requisiti per l’accesso dall’esterno;
– per il profilo di assistente amministrativo, il possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo grado ovvero, in mancanza, il possesso del diploma di istruzione secondaria di 1° grado unitamente ad esperienza professionale di quattro anni maturata nel corrispondente profilo della categoria B per il personale proveniente dal livello super o di otto anni per il personale proveniente dalla categoria B, livello iniziale.
1. I principi e i contenuti del presente codice costituiscono specificazioni esemplificative degli obblighi di diligenza, lealtà e imparzialità, che qualificano il corretto adempimento della prestazione lavorativa. I dipendenti pubblici – escluso il personale militare, quello della polizia di Stato ed il Corpo di polizia penitenziaria, nonché i componenti delle magistrature e dell’Avvocatura dello Stato – si impegnano ad osservarli all’atto dell’assunzione in servizio.
1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire esclusivamente la Nazione con disciplina ed onore e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione. Nell’espletamento dei propri compiti, il dipendente assicura il rispetto della legge e persegue esclusivamente l’interesse pubblico; ispira le proprie decisioni ed i propri comportamenti alla cura dell’interesse pubblico che gli è affidato.
1. Il dipendente non chiede, per sé o per altri, né accetta, neanche in occasione di festività, regali o altre utilità salvo quelli d’uso di modico valore, da soggetti che abbiano tratto o comunque possano trarre benefici da decisioni o attività inerenti all’ufficio.
1. Il dipendente informa per iscritto il dirigente dell’ufficio di tutti i rapporti di collaborazione in qualunque modo retribuiti che egli abbia avuto nell’ultimo quinquennio, precisando: a) se egli, o suoi parenti entro il quarto grado o conviventi, abbiano ancora rapporti finanziari con il soggetto con cui ha avuto i predetti rapporti di collaborazione; b) se tali rapporti siano intercorsi o intercorrano con soggetti che abbiano interessi in attività o decisioni inerenti all’ufficio, limitatamente alle pratiche a lui affidate.
1. Il dirigente ed il dipendente forniscono all’ufficio interno di controllo tutte le informazioni necessarie ad una piena valutazione dei risultati conseguiti dall’ufficio presso il quale prestano servizio. L’informazione è resa con particolare riguardo alle seguenti finalità: modalità di svolgimento dell’attività dell’ufficio; qualità dei servizi prestati; parità di trattamento tra le diverse categorie di cittadini e utenti; agevole accesso agli uffici, specie per gli utenti disabili; semplificazione e celerità delle procedure; osservanza dei termini prescritti per la conclusione delle procedure; sollecita risposta a reclami, istanze e segnalazioni.

References: art. 14
 art. 19
 art. 22
 art. 23
 art. 33
 art. 37
 sentenza 
 sentenza 
 art. 12