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Timestamp: 2019-09-20 01:33:07+00:00

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Ricerca sentenza cassazione: aiuto!
Da gondar, 2 Novembre, 2014
sono un crapone...ma prima di chiedere ho cercato di farcela da solo
ho una questione che riguarda la ripartizione delle spese per la parte aggettante di un lastrico di proprietà esclusiva, che il proprietario considera cornicione e quindi 1123 per me invece è continuazione del terrazzo quindi a suo carico
in post precedenti ho trovato queste sentenze, di cui vorrei avere le massime: come faccio?
Cassaz. 941/2011;
Cassaz. 15913/2007;
Cassaz. 14576/2006;
Cassaz. 637/2000;
Cassaz.8159/1996
Non le ho trovate tutte ma quattro su cinque si, buona lettura
Con la sentenza numero 14576 del 30 luglio 2004, la Corte di Cassazione ha preso in esame la ripartizione delle spese dovute per quanto riguarda i balconi aggettanti affermando che essi costituiscono un "prolungamento" della corrispondente unità immobiliare e, quindi, appartengono in via esclusiva al proprietario di questa;
Attenzione forse è il 2004 e non il 2006
Questa è solamente citata in una Sentenza successiva
Contro tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione Ma. Ma., in base a due motivi.
Ro. Di Le. si è costituita con controricorso, formulando a propria volta due motivi di impugnazione in via incidentale e
condizionata, cui Ma. Ma. ha opposto un proprio controricorso.
La ricorrente principale ha presentato una memoria, con cui ha chiesto che la causa venga assegnata alle sezioni
unite, nel presupposto che nella materia in contestazione si sia verificato un contrasto nell'ambito della giurisprudenza
In quanto proposte contro la stessa sentenza, le due impugnazioni debbono essere riunite in un solo processo, in
applicazione dell'art. 335 c. p.c..
Con il primo motivo, del ricorso principale Ma. Ma., denunciando “violazione e falsa applicazione degli artt. 1125 c. c.,
100 e 116 c. p.c., in relazione all'art. 360 n. 5 stesso codice, omessa o insufficiente motivazione su di un punto
decisivo della controversia”, sostiene che il Tribunale non avrebbe dovuto affrontare le questioni poste dall'appellante
relativamente all'an, poiché in primo grado Ro. Di Le., rimasta contumace, ....
La censura va disattesa, per l'assorbente ragione che le presunte ammissioni ravvisabili, secondo la ricorrente, nelle
dichiarazioni rese dalla convenuta, non attenevano ai fatti costitutivi del diritto vantato nei suoi confronti, ma semmai
all'astratta fondatezza, sotto il profilo giuridico, della pretesa fatta valere dall'attrice: fondatezza che il Giudice doveva
comunque vagliare di ufficio, indipendentemente da qualsiasi eventuale riconoscimento da parte della destinataria
della domanda (cfr., per tutte, Cass. 6 agosto 2003 n. 11881, 18 giugno 2003 n. 9687, 30 luglio 2002 n. 11266, 27
febbraio 2001 n. 2903).
Con il secondo motivo di ricorso Ma. .... in conformità anche con il
principio secondo cui la proprietà comporta non solo diritti, ma anche obblighi. Neppure questa doglianza può essere accolta.
Con riferimento ai rapporti con la generalità degli altri condomini, questa Corte si è costantemente e univocamente
orientata nel senso che i balconi aggettanti, costituendo un "prolungamento" della corrispondente unità immobiliare,
appartengono in via esclusiva al proprietario di questa; soltanto i rivestimenti e gli elementi decorativi della parte
frontale e di quella inferiore si debbono considerare beni comuni a tutti, quando si inseriscono nel prospetto
dell'edificio e contribuiscono a renderlo esteticamente gradevole (v., da ultimo, Cass. 23 settembre 2003 n. 14076).
A proposito invece dei rapporti con il proprietario di un analogo manufatto, che sia posto al piano sottostante sulla
stessa verticale, si è talvolta ritenuta operante una presunzione di comunione. Il principio è stato tuttavia enunciato al
limitato fine del riconoscimento della liceità di particolari utilizzazioni della faccia inferiore, come l'ancoraggio di telai,
la collocazione di apparecchi di illuminazione, l'impegno con piante rampicanti (Cass. 14 luglio 1983 n. 4821, 16
gennaio 1987 n. 283, 26 gennaio 2001 n. 1101, in motivazione). D'altra parte, le sentenze citate si riferivano a casi in
cui i balconi sovrastanti svolgevano contemporaneamente funzioni sia di separazione, sia di copertura, sia di sostegno,
come può avvenire quando essi sono "incassati" nel corpo dell'edificio. Ma nella specie, come risulta dalla sentenza
impugnata, si verte in ipotesi di strutture completamente "aggettanti", in cui “può riconoscersi alla soletta del balcone
funzione di copertura rispetto al balcone sottostante, tuttavia, trattandosi di copertura disgiunta dalla funzione di
sostegno, e quindi non indispensabile per l'esistenza stessa dei piani sovrapposti, non può parlarsi di elemento a
servizio di entrambi gli immobili posti su piani sovrastanti, né, quindi, di presunzione di proprietà comune del balcone
aggettante riferita ai proprietari dei singoli piani”.
In tali termini si è pronunciata questa Corte, nelle uniche due decisioni con cui, per quanto consta, ha affrontato
specificamente - risolvendola in senso negativo - la questione dell'obbligo di partecipazione del proprietario del
balcone sottostante alle spese per la manutenzione e ricostruzione di quello superiore (Cass. 24 dicembre 1994 n.
11155 e 21 gennaio 2000 n. 637, in motivazione). Non è quindi effettivo, nella giurisprudenza di legittimità, il
contrasto che la ricorrente ha segnalato, con la sua istanza di assegnazione del ricorso alle sezioni unite. Né d'altra
parte vi è ragione di discostarsi dal principio enunciato con le due sentenze da ultimo richiamate, stante la sua
coerenza con la lettera e con la ratio dell'art. 1125 c. c., che testualmente si riferisce alle “spese per la manutenzione
e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai” posti tra “due piani l'uno all'altro sovrastanti” .... i annessi balconi; la
mancanza di prove in ordine a una previa comune deliberazione avente per oggetto l'esecuzione dei lavori in
questione o al loro carattere di indifferibilità) su cui non vi è stata decisione e che pertanto, in caso di accoglimento
dell'impugnazione principale, Ro. Di Le. avrebbe potuto comunque riproporre in sede di rinvio (cfr., tra le altre, Cass.
29 agosto 2003 n. 12680).
La Corte riunisce i ricorsi; rigetta il principale; dichiara inammissibile l'incidentale; compensa tra le parti le spese del
giudizio di cassazione. E' il proprietario del balcone che ha l'onere di provare che il materiale distaccato dai balconi che hanno causato il danno, era parte di quelle parti del balcone
I balconi sono elementi accidentali e non portanti della struttura del fabbricato, non costituiscono parti comuni dell'edificio e appartengono ai proprietari delle unità immobiliari corrispondenti, che sono gli unici responsabili dei danni cagionati dalla caduta di frammenti di intonaco o muratura, che si siano da essi staccati, mentre i fregi ornamentali e gli elementi decorativi, che ad essi ineriscono (quali i rivestimenti della fronte o della parte sottostante della soletta, i frontalini e i pilastrini), sono condominiali, se adempiono prevalentemente alla funzione ornamentale dell'intero edificio e non solamente al decoro delle porzioni immobiliari ad essi corrispondenti, con la conseguenza che è onere di chi vi ha interesse (il proprietario del balcone, da cui si sono distaccati i frammenti, citato per il risarcimento), al fine da esimersi da responsabilità, provare che il danno fù causato dal distacco di elementi decorativi, che per la loro funzione ornamentale dell'intero edificio appartenevano alle parti comuni di esso. (Art.1117 cod.civ). (Cassazione del 07/09/1996 n. 8159)
(ho dovuto tagliare il testo)
http://www.civile.it/condominio/visual.php?num=76820
http://www.lavvocato.net/sentenze/cassazione-civile-sezione-seconda-sentenza-n-14576-2004
velocissimo !!!
http://www.anaciroma.it/images/eventi/relazione_avv-carloni.pdf
Grazie Mario, ci sono molte sentenze nel mio archivio, moltissime copiate da Topic discussi in questo Forum in tutti questi anni di permanenza tra voi.
ho passato circa 1 ora tra forum e google senza trovare granchè...quindi COMPLIMENTI!
ora però, da una lettura superficiale mi sembra che le sentenze non mi aiutano nel problema posto, ovvero la ripartizione delle spese per la parte aggettante di un lastrico di proprietà esclusiva, che il proprietario considera cornicione e quindi 1123 per me invece è continuazione del terrazzo quindi a suo carico
mi potete aiutare o apro un argomento specifico?
In tema di lastrico ad uso esclusivo di un condomino, le spese per la riparazione o ricostruzione del lastrico possono essere ripartite, con gli altri condomini, solo se si riferiscono alle componenti essenziali della struttura; ovvero ad opere murarie o di impermeabilizzazione, e che effettivamente svolgono funzioni di protezione e copertura.
Sono invece interamente a carico del condomino, che utilizza in modo esclusivo il lastrico, le spese sostenute per consentirne un migliore utilizzo (muretti, pavimenti, etc.), salvo che la demolizione di queste parti sia necessaria per interventi di ricostruzione del lastrico vero e proprio.
Cassazione Sez. II, N° 735 del 19/01/2004
Le spese per la manutenzione della parte in aggetto di un lastrico solare di proprietà esclusiva sono di competenza del proprietario stesso.
peraltro ti ho intercettato in un altra discussione dove avevi proposto questa sentenza di primo grado
c'è qualche conferma di cassazione?
...sarò ripetitivo...ma sento doveroso ringraziare
la parte aggettante è consistente o di 10/15 cm ? perchè se è consistente puoi sostenere che è un balcone, se è cosa da poco, ha la funzione di un cornicione
non sono 10 cm , ma neanche 2 metri...siamo sugli 80 cm di aggetto e la balaustra del lastrico di proprietà si ferma a 70-65 di aggetto.
la tesi del proprietario è che tutto ciò che è in aggetto è cornicione, mentre a me sembra una interpretazione di parte
il proprietario ritiene l'aggetto=cornicione, quindi bene comune (spese con il 1123), tuttavia il 1117 dice "se il contrario non risulta dal titolo"
in questo caso il titolo ce l'abbiamo: è una continuazione in aggetto di un lastrico di proprietà, continuazione calpestabile dal proprietario e che può anche fungere da copertura alla facciata, ma è la stessa copertura che possono fare altri aggetti come i balconi veri e propri?
ci sono sentenze di cassazione in merito, o altri gradi di giudizio oltre al Tribunale di Roma del 1989?
Ballatoi e sentenza cassazione ottobre 2013
Sentenza cassazione n.5163 del 10/06/1997

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