Source: http://www.archeologi-italiani.it/index.php?option=com_content&view=article&id=48&Itemid=234
Timestamp: 2017-07-25 14:33:37+00:00

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COMUNCATI STAMPARASSEGNA STAMPAARCHEONEWSFACEBOOKTWITTERLINKEDINYOUTUBEINSTAGRAMFAQ	ASSOCIAZIONEDOCUMENTIREGOLAMENTO
Regolamento	in vigore dal 18 febbraio 2017 TITOLO I - Regolamento associativo
Si possono iscrivere alla Confederazione Italiana Archeologi 4 diversi tipi di soci, come stabilito dall’art. 4 dello Statuto: Soci Ordinari, Soci Studenti, Soci Sostenitori e Soci Onorari. art. 2 - requisiti per l’iscrizione dei soci ordinari
Sono Soci Ordinari della Confederazione Italiana Archeologi coloro i quali siano in possesso dei requisiti stabiliti dall’art. 4 dello Statuto. art. 3 - requisiti supplementari per l’iscrizione come soci ordinari per coloro non in possesso dei requisiti di cui all’art. 2
Possesso della laurea triennale in materie aventi indirizzo archeologico o beni culturali rilasciato da un’università italiana o di titolo equipollente rilasciato da università straniera, secondo quanto indicato nell’art. 4 dello Statuto - 20/30. Ammissione al corso di dottorato di ricerca in archeologia o materie affini, iscrizione al I, al II, o al III anno - 20/30. Ammissione alla scuola di specializzazione in archeologia, iscrizione al I, al II o al III anno - 20/30. art. 3.2 - titoli professionali
Attestati di corsi di catalogazione (della durata minima di 200 ore di frequenza), o attestati di corsi di didattica museale (della durata minima di 150 ore) rilasciati da Enti autorizzati o specializzati; 5/30. Utilizzo di software per la catalogazione, secondo le direttive impartite dall'I.C.C.D. o concordati con esso (Regione, CEI, G.N.D.T., e varie) comprovata da documentazione ufficiale rilasciata dalle istituzioni competenti; 5/30. Attività di collaborazione con istituti universitari in attività professionali attinenti la materia (riordino e schedatura di archivi, diateche, fototeche, biblioteche, traduzioni di testi, organizzazione di seminari); 5/30.
Partecipazione a convegni di carattere archeologico in qualità di relatore o correlatore; fino ad un massimo di 5/30. Attività di didattica museale, nel territorio o nel turismo culturale comprovata da documentazione ufficiale rilasciata dalle istituzioni o dagli enti competenti; fino a un massimo di 5/30.
Contratti di lavoro a termine inerenti la disciplina, diversi da quelli di cui ai punti precedenti; fino a un massimo di 5/30. art. 3.5 - valutazione curriculum
Per valutare il curriculum complessivo dei candidati e le pubblicazioni scientifiche il Consiglio Direttivo Nazionale tiene in considerazione i seguenti criteri:
apporto individuale del candidato, analiticamente definito nei lavori in collaborazione; congruenza dell'attività del candidato con il settore attinente la materia ovvero con tematiche interdisciplinari che la comprendano; rilevanza delle pubblicazioni in base alla loro diffusione all'interno della comunità scientifica e alla loro collocazione editoriale; rilevanza degli Enti presso cui vengono svolte le attività professionali;
art. 4 - revisione curriculum Ogni tre anni i Soci Ordinari Confederazione Italiana Archeologi sono tenuti a sottoporre al controllo insindacabile del Consiglio Direttivo Nazionale l'aggiornamento del proprio curriculum professionale. La prima verifica avviene allo scadere del terzo anno solare successivo all'iscrizione; le verifiche ulteriori al termine del terzo anno solare successivo alla precedente valutazione. I Soci sono tenuti a presentare l'aggiornamento del curriculum entro il 1 dicembre precedente tale scadenza, senza alcun avviso del Consiglio, o alla presentazione della nuova richiesta di iscrizione qualora avvenga in un momento successivo al 1 dicembre. Trascorsa tale data senza ottenere documentazione il Consiglio è tenuto a procedere ugualmente alla valutazione, servendosi unicamente dei dati in suo possesso. L'esito della verifica verrà comunicata personalmente ai richiedenti.
Lo Status di Socio viene meno per le seguenti cause: decesso;
Sono organi territoriali della Confederazione Italiana Archeologi: le Assemblee Territoriali dei Soci; i Consigli Direttivi Territoriali; i Presidenti Territoriali;
Sono organi nazionali della Confederazione Italiana Archeologi: l'Assemblea Nazionale dei Soci; il Consiglio Direttivo Nazionale; il Presidente Nazionale;
Sono organi di controllo e disciplinari della Confederazione Italiana Archeologi: Il Collegio dei Probi Viri. Il Collegio dei Revisori dei Conti.
L'insieme dei Soci appartenenti alla Sede Territoriale ne forma l'Assemblea. La convocazione dell'Assemblea Costitutiva della Sede Territoriale viene indetta, su richiesta degli iscritti, dal Consiglio Direttivo Nazionale tramite comunicazione da inviare in via telematica all’indirizzo risultante dal libro soci e/o tramite annuncio sul portale web dell'Associazione, almeno 5 giorni prima della data dell’Assemblea.
L'Assemblea Territoriale di una sede esistente, che deve essere convocata, non meno di 10 5 giorni prima della data dell’Assemblea, tramite comunicazione da inviare in via telematica all’indirizzo risultante dal libro soci e/o tramite annuncio sul portale web dell'Associazione dal Presidente Territoriale almeno una volta l'anno entro il 01 marzo, elegge il Consiglio Direttivo Territoriale, elegge i Delegati Regionali al Congresso Nazionale, approva il programma di attività della Sede coerentemente con gli indirizzi e le deliberazioni dell'Assemblea Nazionale, formula, per il tramite del Presidente Territoriale, proposte al Presidente Nazionale.
Le sedute del Consiglio Direttivo Territoriale sono valide quando è presente almeno la metà più uno dei membri in forma fisica, telematica o per delega. Il Consiglio Direttivo Territoriale attua i programmi di attività fissati dall'Assemblea Territoriale per la realizzazione a livello locale degli scopi Sociali; amministra le risorse della Sede con obbligo di documentazione e rendiconto delle spese secondo le disposizioni contenute nel regolamento amministrativo; dà attuazione alle direttive del Consiglio Direttivo Nazionale con cui collabora per la realizzazione di eventuali iniziative di carattere nazionale dallo stesso promosse; elegge al suo interno due rappresentanti presso il Consiglio Direttivo Nazionale. 12.3 - presidente territoriale
Il voto dei Delegati per l'elezione dei componenti del Consiglio Direttivo Nazionale viene espresso nel corso del Congresso Nazionale mediante voto palese o a scrutinio segreto su richiesta di almeno la metà più uno dei votanti. I membri del Consiglio Direttivo Nazionale uscente partecipano all’elezione del nuovo Consiglio come delegati.
Il voto dei Soci per l'elezione dei componenti dei Consigli Direttivi Territoriali viene espresso nel corso dell'Assemblea Territoriale mediante voto palese o a scrutinio segreto su richiesta di almeno la metà più uno dei votanti. art. 16 - pubblicizzazione del voto
Alle operazioni di voto dovrà essere data opportuna pubblicità nel periodo precedente la data delle elezioni, anche attraverso gli organi d'informazione dell'Associazione. art. 17 - commissioni elettorali
Le Commissioni Elettorali dovranno provvedere, con le modalità più opportune, all'espletamento delle operazioni di voto garantendo la regolarità e se richiesto la segretezza delle operazioni e l'espletamento delle operazioni di spoglio. La Commissione Elettorale del Congresso Nazionale dovrà provvedere in tempo reale allo scrutinio dei voti espressi, alla redazione di un verbale di voto e alla comunicazione dell'avvenuta elezione del nuovo Consiglio Direttivo Nazionale tramite i canali ufficiali di comunicazione dell'associazione. Ciascuna Commissione Elettorale Territoriale dovrà inoltre provvedere, con le modalità più opportune, alla trasmissione al Consiglio Direttivo Nazionale dei risultati e di un verbale delle operazioni e delle eventuali contestazioni, entro 24 ore dalla chiusura delle operazioni di voto.
L'esercizio finanziario della Confederazione Italiana Archeologi ha la durata di un anno e coincide con l'anno solare. La gestione finanziaria si svolge sulla base del bilancio annuale di previsione. art. 21 - bilancio annuale di previsione
art. 23 - adempimento di chiusura d'esercizio Entro il 31 gennaio di ogni anno il Presidente Territoriale provvede a trasmettere alla sede centrale l'inventario dei beni presenti nella Sede Territoriale al 31 dicembre, i rendiconti di competenza, la chiusura di cassa dell'anno, evidenziando il fondo cassa residuo e le eventuali entrate e spese non riscosse o pagate e una relazione sull'attività svolta.
Il Consiglio Direttivo Nazionale, coadiuvato dal Segretario e dal Tesoriere, provvede alla compilazione del bilancio consuntivo che si compone di un conto consuntivo finanziario, redatto sulla base dello schema del correlativo bilancio di previsione, nonché di una situazione patrimoniale e di un conto economico; il bilancio deve essere presentato alla prima Assemblea Nazionale. Il bilancio deve restare depositato in copia nella sede dell'Associazione e sul sito web durante i 15 giorni che precedono l'Assemblea Nazionale sino alla sua approvazione, a disposizione dei Soci che ne possono prendere visione. TITOLO VI - Regolamento disciplinare
Il Collegio dei Probiviri viene chiamato, secondo le modalità indicate nell'art. 20 dello Statuto e negli artt. successivi del presente Regolamento, a pronunciarsi: sui provvedimenti disciplinari; sulle controversie tra gli organi Sociali, tra i Soci, ovvero tra i primi e i secondi, sorte nell'ambito delle attività Sociali; sull'interpretazione dello Statuto e dei regolamenti di attuazione dello stesso. La competenza del Collegio sulle predette materie ha carattere esclusivo e le sue decisioni sono inappellabili. Restano ferme le competenze del giudice ordinario in ogni altro campo e in particolare in tema di accertamento delle responsabilità civili e penali e di risarcimento del danno.
Si procede disciplinarmente nei confronti dell'iscritto che: non osservi i doveri sanciti dalla legge, dallo Statuto, dal Regolamento, dal Codice deontologico, dalle deliberazioni degli organi dell'associazione; tenga una condotta in contrasto con i principi della deontologia professionale; tenga comportamenti gravemente lesivi dell'immagine, degli interessi e delle finalità dell'associazione. art. 27 - procedimento disciplinare
Il Collegio, pervenuto l'atto di deferimento, deve tempestivamente trasmetterne copia all'interessato, mediante raccomandata con avviso di ricevimento o posta elettronica certificata, assegnando un congruo termine per la produzione di scritti difensivi e dei mezzi di prova reputati necessari. Può disporre qualsiasi atto istruttorio, nominare periti e consulenti, ascoltare testi. Detta, in relazione agli specifici casi, le regole e i termini delle ulteriori fasi del procedimento, garantendo comunque il contraddittorio tra le parti, anche disponendone l'audizione personale. Nelle more della pronuncia, anche su istanza del Presidente o dell'interessato, il Collegio può disporre provvedimenti cautelari ovvero revocare quelli già adottati, ma non porre anticipatamente termine all'ispezione o al commissariamento. art. 29 - decisione
Il Collegio, esaurita la fase istruttoria, e di norma entro tre mesi dalla ricezione dell'atto di deferimento, deve emettere una decisione motivata pubblicata negli organi di informazione interna della Confederazione Italiana Archeologi che preveda il proscioglimento dagli addebiti, ovvero, in caso di accertata fondatezza degli stessi, una delle seguenti sanzioni, in funzione della gravità delle inadempienze: lettera di richiamo;
art. 30 - controversie interne Qualunque controversia insorta tra gli organi Sociali, tra i Soci o tra i primi e i secondi, deve essere sottoposta dagli interessati al Consiglio Direttivo Nazionale che, solo qualora non riesca a dirimerla bonariamente e sempre che ne ravvisi la fondatezza, la sottopone al Collegio dei Probiviri. Solo nel caso in cui lo stesso Consiglio Direttivo Nazionale sia parte della controversia il Collegio dei Probiviri potrà essere investito dagli interessati in via diretta. Il Collegio dei Probiviri, espletata ogni necessaria istruttoria, garantendo comunque il contraddittorio tra le parti, pronuncia la propria decisione applicando le norme contenute nello Statuto e nel Regolamento dell'associazione. È fatto salvo, in difetto di espresse statuizioni, il ricorso ai principi generali di equità. art. 31 - interpretazione dello statuto Qualora sorgano dubbi sull'interpretazione di norme dello Statuto e/o di regolamenti adottati ai sensi dello stesso, il Consiglio Direttivo Nazionale, d'ufficio o su segnalazione di qualunque Socio, sempre che tale richiesta appaia fondata e rilevante, può richiedere al Collegio dei Probiviri l'interpretazione. L'interpretazione dovrà comunque essere fornita alla luce delle norme di legge e dei principi generali dell'ordinamento. art. 32 - norme comuni a tutti i procedimenti Il Consiglio dei Probiviri ha sede presso la sede dell'associazione ed è regolarmente costituito con la presenza di tutti e tre i componenti e delibera a maggioranza.
In caso di dimissioni di uno dei componenti del Collegio si provvederà alla sostituzione con un supplente nominato dal Consiglio Direttivo Nazionale, senza che ciò comporti interruzione di eventuali procedimenti in corso. In caso di accertata impossibilità di uno dei membri effettivi a svolgere l'incarico che si protragga per oltre 30 giorni, intervenuta nelle more di un procedimento, si procederà alla temporanea sostituzione con un supplente nominato dal Consiglio Direttivo Nazionale. La sostituzione non comporterà interruzione dei procedimenti e il membro supplente rimarrà in carica fino alla conclusione dei singoli procedimenti in corso. Qualora il procedimento interessi o sia promosso su segnalazione di uno dei componenti del Collegio dei Probiviri, lo stesso è temporaneamente sostituito dal primo dei membri supplenti. Nei procedimenti dinanzi al Collegio dei Probiviri le parti potranno farsi rappresentare e/o assistere da persone di fiducia. Le decisioni del Collegio sono immediatamente esecutive e dovranno essere comunicate mediante raccomandata con ricevuta di ritorno alle parti o agli interessati e al Presidente dell'associazione e contestualmente pubblicato sugli organi informativi dell’associazione. Il Presidente dell'associazione, ove necessario, ne cura l'attuazione.
Le Sezioni Tematiche dell'Associazione sono strumenti costituiti per il raggiungimento di quanto previsto dall’art. 2 dello Statuto. art. 34 – numero, composizione e scadenza
Il numero delle Sezioni Tematiche è deciso dal Consiglio Direttivo Nazionale o dai Consigli Direttivi Territoriali in base alle necessità. La loro composizione, scelta sempre dagli organi territoriali competenti, è variabile in base alla durata e alla complessità della Sezione. Le Sezioni, così costituite e composte, rimarranno in carica fino alla scadenza dell’organo che le ha costituite o fino al raggiungimento del loro scopo. art. 35 – costituzione, funzionamento e organizzazione
Le Sezioni Tematiche hanno un'autonomia e una responsabilità proprie, nei limiti di un programma concordato con gli organi esecutivi competenti. Sono escluse le funzioni di rappresentanza esterna, salvo che su specifica delega del Presidente Nazionale o degli organi esecutivi competenti. art. 37 - coordinatore della sezione
Il coordinatore della Sezione è tenuto a: - rappresentare ufficialmente la Confederazione Italiana Archeologi quando il Presidente o il Consiglio Direttivo Nazionale lo richieda in convegni, congressi e nelle sedi ove la tematica inerisce all'attività della commissione;
Il presente titolo del Regolamento detta disposizioni operative e di dettaglio finalizzate alla rendicontazione, al controllo e al contenimento della spesa. Si applica ai soci della Confederazione Italiana Archeologi, nonché a tutti i professionisti e consulenti che prestino la loro opera per l’associazione. Il disciplinare ribadisce e puntualizza le modalità operative e procedurali per il rilascio dell’autorizzazione, l’espletamento della missione, le spese rimborsabili e la relativa documentazione da produrre. Per quanto non espressamente indicato si fa rinvio alla vigente normativa generale relativa al trattamento economico delle missioni. art. 39 - missioni/trasferte Ogni missione o trasferimento per conto della Confederazione Italiana Archeologi deve essere autorizzata dal Consiglio Direttivo Nazionale, ovvero, nel caso di progetti specifici e/o attività soggette a finanziamento, dal referente di progetto; le autorizzazioni di invio in missione dovranno sempre essere fondate su concrete esigenze operative ed essere adottate nel rispetto del principio fondamentale di economicità (e in generale di massimo contenimento della spesa), con particolare riguardo alle modalità di svolgimento e alla durata della trasferta, che deve essere limitata al tempo strettamente necessario alle esigenze di impiego. Ai fini di una corretta contabilizzazione è essenziale che le richieste e i provvedimenti di autorizzazione alla missione indichino espressamente nell’interesse di quale Progetto/Iniziativa sono effettuate.
art. 40 - sede Per sede si intende il perimetro cittadino del territorio del Comune di residenza anagrafica del professionista impiegato, oppure del Comune della struttura di appartenenza dell’esperto, anche nel rispetto delle norme relative alle caratteristiche di impiego nel caso di contratti di lavoro parasubordinato. L’esperto inviato in missione nell’ambito del Comune della propria struttura di appartenenza e\o nel proprio Comune di residenza ha titolo all’eventuale solo rimborso delle spese dei mezzi pubblici di trasporto o, ricorrendone le condizioni tassativamente previste, del taxi. art. 41 - procedure di autorizzazione In base al vigente quadro normativo, la disposizione di invio in trasferta è competenza del referente di progetto o dell’attività svolta per la CIA. I professionisti per poter svolgere la missione devono essere preventivamente autorizzati. Nella nota di autorizzazione alla missione devono essere indicati: 1. cognome e nome del soggetto autorizzato; 2. località della missione; 3. giorno di inizio e di fine della missione; 4. sigla/nome del progetto/attività; 5. scopo della missione; 6. mezzo di trasporto usato (con idonea motivazione quando trattasi di mezzi straordinari). Con un unico provvedimento il referente può autorizzare fino a un massimo di quattro missioni dello stesso dipendente/esperto.
I soggetti interessati al termine della missione presentano al referente di progetto/attività i moduli di richiesta del rimborso missione/trasferta con allegata la documentazione di spesa in originale e una copia del provvedimento di autorizzazione alla missione. Le spese di cui si chiede il rimborso devono in ogni caso corrispondere a viaggi effettuati per lo svolgimento dell’incarico conferito; agli esperti inviati in missione, secondo le autorizzazioni ricevute con il provvedimento di missione, compete il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute e documentate. La rimborsabilità delle spese di trasporto effettivamente sostenute è inderogabilmente subordinata alla esibizione dei relativi titoli di viaggio in originale. art. 43 - viaggi in treno Per i viaggi in treno compete il rimborso del biglietto di II classe (comprensivo degli eventuali supplementi e prenotazioni). Spetta, altresì, il rimborso delle spese sostenute per l’uso di un posto letto. In caso di indisponibilità di tale sistemazione, spetta il rimborso delle spese sostenute per l’uso di un posto letto in compartimento singolo, sulla base di apposita documentazione in tal senso rilasciata al professionista. art. 44 - viaggi in nave Per i viaggi in nave (compresi aliscafo e nave veloce) compete il rimborso del biglietto di II classe (comprensivo degli eventuali supplementi e prenotazioni), nonché dell’eventuale spesa sostenuta per un posto letto. In caso di indisponibilità di tale sistemazione, spetta il rimborso delle spese sostenute per l’uso di un posto letto in compartimento singolo, sulla base di apposita documentazione in tal senso rilasciata al professionista.
art. 45 - viaggi aerei Per i viaggi aerei compete il rimborso del biglietto in classe economica, indipendentemente dalla durata del viaggio. Dovranno essere allegati alla richiesta di rimborso le relative carte d’imbarco. art. 46 - mezzi di trasporto pubblico e taxi Agli esperti, secondo le autorizzazioni ricevute con il provvedimento di missione, compete anche il rimborso delle spese sostenute e documentate per l’uso di mezzi di trasporto pubblico che, nella località in cui è svolta la missione, si rendano strettamente necessari per l’espletamento dell’incarico, nonché l’eventuale rimborso delle spese di taxi. Per il rimborso del taxi occorre presentare regolare ricevuta, datata, con indicazione del percorso effettuato. L’uso del taxi è consentito qualora ricorra almeno uno dei seguenti casi: 1. arrivo o partenza nella/dalla località di svolgimento della missione tra le ore 22 e le ore 7 (nel caso dell’aereo si intende l’orario di imbarco); 2. trasporto (effettivo) di materiale o strumenti occorrenti per l’espletamento dell’incarico particolarmente pesanti o ingombranti; 3. raggiungimento di destinazioni non servite da mezzi di trasporto pubblici o collegate in modo non agevole in relazione alla durata del tragitto, al numero di mezzi pubblici da utilizzare e allo svolgimento dell’attività lavorativa o ad altri motivi oggettivi (orario di convocazione di una riunione, imprevisti ritardi nel viaggio, comprovata impossibilità di rispettare l’orario di partenza, protrarsi dell’incarico da svolgere); 4. mancanza di mezzi pubblici di collegamento con gli aeroporti, porti, con le stazioni ferroviarie o di pullman di linea dovuta a sciopero, sospensione dei servizi in orari notturni; 5. il mezzo pubblico di trasporto, per cause impreviste, arrivi dopo le ore 22:00; 6. protrarsi della riunione che impedisca all’esperto di rispettare gli orari aerei o ferroviari di ritorno; 7. imprevista necessità di trasporto di materiale attinente all’incarico di peso e dimensioni rilevanti. Il rimborso delle spese di taxi verrà effettuato sulla base della ricevuta rilasciata dal conducente.
art. 47 - mezzo proprio Potrà essere utilizzato il mezzo proprio qualora l’uso di tale mezzo risulti più conveniente dei normali servizi di linea. Ai professionisti in missione/trasferta spetta, inoltre, il rimborso debitamente documentato del pedaggio autostradale. In caso di utilizzo di apparecchiature Telepass, in luogo delle ricevute potranno essere prodotte copie degli estratti conto Telepass, a condizione che risulti chiaramente la targa del veicolo utilizzato. art. 48 - autonoleggio Il noleggio di un’autovettura è consentito esclusivamente ove non sia riscontrabile un servizio pubblico adeguato. L’esperto che si serve dell’auto a noleggio è tenuto a presentare il contratto originale di noleggio, la fattura rilasciata dalla ditta che ha fornito il mezzo e/o la ricevuta di pagamento. Il tipo di vettura da noleggiare dovrà essere adeguato alle esigenze specifiche. art. 49 - spese di alloggio Il professionista in trasferta ha diritto ad alloggiare in alberghi con classificazione ufficiale fino a 5 stelle. Gli esperti in missione per un periodo di durata superiore alle dodici ore hanno diritto al rimborso della spesa effettivamente sostenuta e documentata per il pernottamento in alberghi in stanza singola o doppia a uso singolo, o in doppia condivisa con altro professionista in caso di mancanza della singola e sulla base di apposita dichiarazione in tal senso rilasciata dal consulente in calce alla richiesta di liquidazione. La spesa sostenuta per la prima colazione può essere ammessa al rimborso. La documentazione da produrre per ottenere il rimborso delle spese sostenute per l’alloggio deve risultare leggibile, essere conforme alle disposizioni in materia fiscale e consentire di accertare: il soggetto erogatore della prestazione, data e numero documento, nominativo e codice fiscale del destinatario della prestazione, il tipo di camera, la durata e l’importo della prestazione. La mancata presentazione delle ricevute fiscali o la loro incompleta compilazione impediscono il rimborso.
art. 50 - spese di vitto Al personale inviato in missione per un periodo di durata superiore a dodici ore compete il rimborso della spesa documentata per vitto, costituito dai pasti principali. Per pasto si intende il pranzo e\o la cena e pertanto non sono ammissibili le piccole consumazioni. Qualora la missione abbia una durata non inferiore a 8 ore e non superiore a 12 ore compete il rimborso di un solo pasto. È necessario ottenere il rilascio della tipologia di documentazione di seguito specificata: - ricevute fiscali; - scontrini fiscali dettagliati o comunque rilasciati da pubblici esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, sempre che sia rilevabile dallo scontrino fiscale la corretta natura dell’esercizio che eroga la prestazione (ristorante, trattoria e simili, bar, gastronomia, rosticceria,pasticceria e simili). Inoltre, pur nel rispetto dei limiti di spesa, del tipo di esercizio e di descrizione del servizio, non sono considerati rimborsabili ricevute/scontrini che risultino incongrui rispetto alla normale consumazione di un pasto, sia per quanto concerne il tipo di consumazione, che relativamente agli orari dei pasti. La documentazione da produrre per ottenere il rimborso delle spese sostenute per il vitto deve risultare leggibile, essere conforme alle disposizioni in materia fiscale e consentire di accertare: il soggetto erogatore della prestazione, data e numero documento, nominativo e codice fiscale del destinatario della prestazione, la descrizione del servizio fornito e l’importo della prestazione. Non è consentito il rimborso del pasto consumato al termine del viaggio di rientro dalla missione. Nel caso in cui la documentazione si riferisca a più di un coperto, verrà computato un solo coperto, dividendo il totale sulla base del numero totale dei coperti registrati. art. 51 - richiesta di liquidazione La richiesta di liquidazione delle spese sostenute è presentata dopo la conclusione della trasferta, allegando alla stessa la documentazione in originale. La presentazione dei documenti per la liquidazione non rappresenta solo un diritto dell'esperto al rimborso delle spese sostenute, ma anche un preciso dovere, cui adempiere con la massima precisione e tempestività. La cura nella custodia della documentazione relativa alla trasferta rientra nell'ambito delle responsabilità e dei doveri di diligenza richiesti. Ciò premesso, in caso di smarrimento o furto della documentazione relativa alle spese sostenute, la Confederazione Italiana Archeologi provvede al rimborso nei seguenti casi: - presentazione della documentazione in copia conforme in caso di smarrimento o furto; - presentazione della denuncia alle competenti autorità in caso di furto, nelle ipotesi in cui non sia oggettivamente ottenibile una copia conforme della documentazione. Al di fuori di tali ipotesi, non è assolutamente consentito procedere a qualsiasi rimborso. Non sono in alcun modo rimborsabili spese incoerenti e/o non supportate dalla relativa documentazione. Per quanto non previsto, si rinvia alla normativa di legge e contrattuale, anche con riferimento agli obblighi di lealtà e correttezza, e alle ipotesi di tentata truffa nei casi di dichiarazione fraudolenta e falsa documentazione.
art. 52 - ragione sociale e cariche elettive La Confederazione Italiana Archeologi è un'associazione professionale senza scopo di lucro, l'adesione è volontaria, così come il contributo in termini di tempo e impegno. Le cariche, elettive e democratiche, non presuppongono alcuna contribuzione pecuniaria da parte dell'associazione in favore degli eletti, nemmeno per il Presidente, come riportato dall'articolo 21 dello Statuto.
art. 53 - conferimento incarichi La Confederazione Italiana Archeologi non ha dipendenti, ma in occasione di progetti specifici può collaborare con professionisti e imprese per svolgere le attività nel modo più opportuno. Il conferimento di incarichi a professionisti coinvolti nei progetti avviene per decisione del Consiglio Direttivo Nazionale ovvero con delega al responsabile del progetto, a sua volta scelto dal Direttivo stesso.
art. 54 - retribuzioni Per quanto riguarda la retribuzione di eventuali collaboratori si fa riferimento alle tariffe riportate dai CCNL in cui sono inseriti gli archeologi (CCNL Edilizia, Studi Professionali); nel caso delle collaborazioni parasubordinate vige il principio per cui un collaboratore non può costare meno di un dipendente con il medesimo ruolo e mansione.
Nel caso di collaborazioni di natura parasubordinata e di durata limitata nel tempo il calcolo del compenso potrà essere effettuato su base giornaliera, facendo riferimento alle tariffe dei CCNL suindicati e sulla base di ricerche di mercato condotte al momento della stipula del contratto, coerentemente con i principi del codice deontologico dell'associazione. Stampa	Email	Indietro

References: art. 2
 art. 3
 art. 3
 art. 3

art. 4
 art. 16
 art. 17
 art. 21

art. 23
 art. 27
 art. 29

art. 30
 art. 31
 art. 32
 art. 34
 art. 35
 art. 37
 art. 39

art. 40
 art. 41
 art. 43
 art. 44

art. 45
 art. 46

art. 47
 art. 48
 art. 49

art. 50
 art. 51

art. 52

art. 53

art. 54