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Timestamp: 2020-04-07 10:37:40+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3405 del 08/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3405 del 08/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 08/02/2017, (ud. 11/01/2017, dep.08/02/2017), n. 3405
sul ricorso 18394-2015 proposto da:
RESIDENZIALE DELLA COSTA SNC DI B.E. & C., in persona
del socio amministratore e legale rappresentante, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA GIUSEPPE AVEZZANA 31, presso lo studio
dell’avvocato ALESSANDRA FLAUTI, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato ANDREA GORGONI giusta procura speciale a
AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore
l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope
avverso la sentenza n. 152/6/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di MILANO del 9/12/2014, depositata il 21/01/2015;
partecipata dell’11/01/2017 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTA
CRUCITTI.
1. Residenziale della Costa s.n.c. di B.E. &amp; C. s.n.c. propone ricorso, su due motivi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (che resiste con controricorso) avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con la quale la C.T.R. della Lombardia, ne aveva dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione proposto contro la sentenza n. 67/11/2011 emessa dalla stessa C.T.R. In particolare, il Giudice della revocazione, rilevato che avverso la sentenza era stato anteriormente proposto dalla Società altro ricorso per revocazione, riteneva che, per il principio del ne bis in idem, la ricorrente avrebbe dovuto attendere per la proposizione di altro ricorso per revocazione che si definisse il primo.
2. La ricorrente – premesso di avere impugnato la sentenza n. 67/11/2011 contemporaneamente innanzi questa Corte e per revocazione e che, per mero errore materiale, erano state depositate due copie presso la C.T.P. e presso la C.T.R. e che, per automatismo, la Segreteria aveva incardinato un ulteriore procedimento di revocazione (rubricato al n. 4008/12), senza però che intervenisse alcun impulso processuale da parte della contribuente, la quale consapevole dell’errore non provvedeva all’iscrizione a ruolo – esponeva che la C.T.R. della Lombardia con sentenza – (n. 151/2015) emessa all’esito di tale giudizio (iscritto al n.4008/12) e depositata il 21.1.2015 – aveva dichiarato il ricorso per revocazione nullo perchè non depositato presso la segreteria del Giudice che aveva pronunciato la sentenza oggetto di revocazione.
3. Ciò premesso, in punto di ricostruzione della vicenda processuale, la ricorrente con il primo motivo denuncia le plurime violazioni di legge nella quali sarebbe incorsa la C.T.R. nel dichiarare inammissibile il ricorso per revocazione, quando quello automaticamente iscritto al n. 4008/12 non poteva neppure ritenersi pendente, in quanto mai notificato alla controparte e, nella specie, peraltro non si verteva nell’ipotesi di un possibile contrasto tra giudicati onde era inapplicabile il principio del ne bis in idem invocato, invece, dal Giudice della revocazione.
4. Con il secondo motivo, invece, si deduce la violazione dell’art. 358 c.p.c. laddove a mente dell’art. 358 c.p.c., non essendo stata dichiarata l’irritualità di una delle impugnazioni, nulla ostava alla proposizione di una seconda.
5. L’Agenzia delle Entrate, in controricorso, eccepisce l’inammissibilità del ricorso rilevando che la sentenza n. 151/2015 che aveva ritenuto nullo il ricorso per revocazione era, in mancanza di impugnazione, passata in giudicato.
6. A seguito di proposta ex art. 380 bis c.p.c. è stata fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituali comunicazioni.
7. Il Collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo Presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della presente motivazione in forma semplificata.
1. Il ricorso è manifestamente fondato. Sulla questione, introdotta con il secondo motivo (assorbente rispetto a quelle rassegnate con il primo) sono, di recente, intervenute le Sezioni Unite di questa Corte le quali, a composizione del contrasto, hanno ribadito il principio, applicabile per identità di ratio anche al giudizio di revocazione, già espresso nella sentenza n. 21864 del 2007 secondo cui se l’irritualità dell’impugnazione non è ancora stata espressamente dichiarata nulla osta che sia proposta una seconda impugnazione rituale, se non è ancora scaduto il relativo termine (cfr. Cass. Sez. Un. n. 12084/2016).
2. Nella specie, non essendo contestata la tempestività della proposizione del ricorso per revocazione che ci occupa, l’attuale ricorso (intervenuto secondo la ricostruzione operata dalla stessa C.T.R. successivamente a quello dichiarato nullo) era stato ammissibilmente incardinato, non essendo intervenuta a quel momento, alcuna declaratoria di improcedibilità ed essendo, peraltro, irrilevante, alla luce del medesimo principio, che nelle more, sia passata in cosa giudicata la sentenza che quella improcedibilità ebbe a dichiarare, trattandosi, tra l’altro, di pronuncia in rito.
3. Ne consegue, in accoglimento del secondo motivo di ricorso, assorbito il primo, la cassazione della sentenza impugnata, che si è discostata dai superiori principi, ed il rinvio alla C.T.R. della Lombardia perchè proceda all’esame del ricorso per revocazione oltre a regolare le spese processuali.
La Corte, in accoglimento del secondo motivo di ricorso, assorbito il primo, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione.
Così deciso in Roma, il 11 gennaio 2017.
Depositato in Cancelleria il 8 febbraio 2017

References: Sentenza 
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 sentenza 
 art. 380
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 Cass. Sez. 
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