Source: http://docplayer.it/2266724-Oggetto-disposizioni-in-materia-di-apparecchi-da-gioco-di-cui-all-art-110-comma-6-del-r-d-18-06-1931-n-773-tulps-approvazione-regolamento.html
Timestamp: 2017-02-28 01:34:51+00:00

Document:
OGGETTO: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI APPARECCHI DA GIOCO DI CUI ALL ART. 110, COMMA 6 DEL R.D , N. 773 (TULPS). APPROVAZIONE REGOLAMENTO. - PDF
OGGETTO: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI APPARECCHI DA GIOCO DI CUI ALL ART. 110, COMMA 6 DEL R.D , N. 773 (TULPS). APPROVAZIONE REGOLAMENTO.
Download "OGGETTO: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI APPARECCHI DA GIOCO DI CUI ALL ART. 110, COMMA 6 DEL R.D. 18.06.1931, N. 773 (TULPS). APPROVAZIONE REGOLAMENTO."
1 Delibera N. 24 DD OGGETTO: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI APPARECCHI DA GIOCO DI CUI ALL ART. 110, COMMA 6 DEL R.D , N. 773 (TULPS). APPROVAZIONE REGOLAMENTO. RELAZIONE Il mercato dei giochi in Italia ha raggiunto dimensioni impressionanti, confermando un trend di crescita costantemente in aumento da molti anni a questa parte. Nel 2010 la raccolta dei giochi in Italia ha segnato un nuovo record superando i 60 miliardi di euro (esattamente 61,4 miliardi di euro con un incremento del 13 % rispetto al 2009), con un'entrata erariale complessiva che sfiora i 9 miliardi di euro, in sostanziale stabilità rispetto all'anno precedente. La grossa fetta del volume di gioco in Italia è costituita dagli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro, le cosiddette macchinette new slot, che sono state affiancate di recente dagli apparecchi da intrattenimento di ultima generazione (VLT Video Lottery Terminals), che distribuiscono più montepremi, consentono vincite più alte, anche di considerevole entità, con il meccanismo dei jackpot (di sala e nazionale). La raccolta giochi relativa alla tipologia degli apparecchi da intrattenimento (new slot e VLT) supera abbondantemente il 50% del totale e nel primo semestre del 2011 in Italia ha raggiunto i 20,4 miliardi di euro (su quasi 36 complessivi pari al 57% circa del totale). In Italia risultano installati ed in esercizio sul territorio nazionale, circa apparecchi new slot ai quali si aggiungono poco più di apparecchi VLT. Se si esaminano alcuni dati statistici significativi del mercato dei giochi, questa volta in una dimensione più locale, i dati relativi al Trentino - Alto Adige Sudtirol (non sono disponibili i dati provinciali riferiti al solo Trentino), indicano che nei primi dieci mesi del 2011 l'importo della raccolta giochi è stato pari a milioni di euro (1,07 miliardi di euro), che rappresenta comunque un dato minuscolo rispetto al totale nazionale (la nostra regione contribuisce con circa l'1,7 % di quanto si raccoglie in tutta Italia dal comparto giochi). Più interessante il dato scorporato relativo alla raccolta derivante dagli apparecchi da intrattenimento (new slot e VLT), che raggiunge una percentuale di circa il 70% della complessiva raccolta regionale, assai maggiore rispetto alla media nazionale (57 % circa). Le cifre come si vede, sono assai rilevanti; per dare un'idea di quanto si gioca, un dato è assai illuminante: nel primo semestre 2011 la spesa pro-capite di ogni abitante della nostra regione ha raggiunto i 585 euro, (421 euro per i soli apparecchi con vincita in denaro - new slot e VLT), che proiettato in ottica annuale (circa 1200 euro pro capite) rappresenta una somma rilevante, rispetto al reddito personale disponibile (quest ultimo è in diminuzione rispetto agli anni precedenti anche per effetto della crisi economica). Occorre tuttavia rilevare che tale parametro comunque ci pone a livello medio rispetto alla testa della classifica ove figurano regioni come Emilia Romagna, Lazio ecc.. Recenti ricerche effettuate da Eurisko ed Eurispes sul fenomeno hanno evidenziato che gli scommettitori in Italia sono oltre 30 milioni, l 80% della popolazione adulta (dati Eurisko): l Italia da un lato conserva una tradizionale propensione a risparmiare sui consumi ed al risparmio in generale, per quanto in misura fortemente ridotta rispetto al passato; dall altro costituisce il secondo mercato, per costi sociali, economici e relazionali mondiale, subito dopo quello americano, del gioco d azzardo legale in termini assoluti. Tutte le indicazioni provenienti dagli osservatori specializzati mostrano un dato comune e cioè che la crescita delle patologie compulsive legate al gioco d azzardo tocca in particolare le fasce sociali più deboli: minori, anziani e casalinghe. Ciò in conseguenza anche delle tipologie di gioco offerto e della loro immediata fruibilità, elementi che generano una sovraesposizione nei soggetti predisposti, allargando allo stesso tempo la fascia di quelli interessati. Secondo uno studio di Siipac (Società italiana di intervento sulle patologie compulsive) «i giocatori problematici sono ricompresi tra mila, dall 1,5 al 3% della popolazione, di questi il 53% sono uomini e il 47% donne. Il fenomeno interessa anche le fasce più giovani della popolazione: il 5,1% degli studenti giocatori è affetto da compulsione, mentre il 9,7% è a rischio dipendenza. Cresce, infatti, il livello di attenzione per le nuove generazioni, che sempre più spesso andrebbero incontro a una vera e propria sindrome da abuso in fatto di giochi e permanenza davanti al computer.2 L aumento dell offerta di azzardo popolare, promosso dallo Stato, fa sì che il gioco diventi un consumo collettivo di ampia diffusione e di facile utilizzo. Il bingo e le slot, in particolare, estendono la pratica a categorie come casalinghe e pensionati, comunicando allo stesso tempo un falso concetto di valenza sociale e di opportunità relazionale. Questo ha comportato peraltro anche la creazione di azioni di recupero da operatori sia medici che sociali anche per prevenire ed attenuare le conseguenze negative, sia familiari che patologiche, relative all'abuso del gioco in genere. L'evoluzione del settore, con riferimento alla tecnologia degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro, presuppone un graduale passaggio dagli apparecchi new slot agli apparecchi VLT, più somiglianti alle vere slot machine (per intenderci quelle installate nei veri casinò o quelle che si vedono a Las Vegas), sia per la possibilità di giocare e vincere somme molto più alte, sia per la possibilità di giocare in rete con il meccanismo dei jackpot (sia di sala che nazionali) con montepremi che possono raggiungere il milione di euro. Questi apparecchi inoltre consentono di giocare anche con banconote e distribuiscono un montepremi (con un minimo dell'85% circa delle giocate) più alto rispetto alle new slot. Risulta naturale quindi che il settore del gioco si stia evolvendo verso delle sale giochi molto più specializzate rispetto a quelle tradizionali; le VLT infatti possono essere installate solo in sale giochi specializzate, con l'esclusione di una commistione con altre attività (bar, negozi, tabacchini etc.): ciò comporta che questi veri e propri negozi di gioco specializzati siano riservati solo ai maggiorenni. Le normative europee di regolazione delle attività economiche si sono evolute in maniera tale da escludere, con qualche eccezione, una programmazione dall'alto tale da regolare il mercato. L'entità del fenomeno è andata via via ingigantendosi determinando anche conseguenze negative collaterali sia di ordine sociale che di ordine sanitario, provocando un diffuso allarme sociale, anche in relazione ai problemi correlati di sicurezza pubblica. La provincia di Bolzano ha approvato apposita normativa Legge provinciale 22 novembre 2010, n che ha introdotto dei vincoli di distanze minime, in particolare con la Legge provinciale 13 maggio 1992, n. 13, art. 5 bis e Legge provinciale 14 dicembre 1988, n. 58, art è stata fissata nella misura minima di mt. 300 la distanza delle nuove sale giochi e la collocazione dei giochi leciti dai seguenti siti sensibili: istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socioassistenziale. Con la stessa norma è stato demandata a delibera della Giunta provinciale l'individuazione di altri luoghi sensibili in cui può non essere concessa l'autorizzazione per l'esercizio di sala giochi o l'installazione di giochi leciti, tenuto conto dell'impatto della stessa sul contesto urbano e sulla sicurezza urbana nonché dei problemi connessi con la viabilità, l'inquinamento acustico e il disturbo alla quiete pubblica. Detta normativa è stata impugnata dal Governo, con ricorso depositato il 1 febbraio 2011: infatti il Presidente del Consiglio dei ministri ha sollevato la questione di legittimità costituzionale degli articoli 1 e 2 della Legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 13/2010 in quanto gli stessi eccederebbero la competenza legislativa della provincia invadendo quella statale. Con sentenza n. 300 di data 9 novembre 2011 la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale della normativa sopra richiamata riconoscendo in tal modo che le norme introdotte all'interno di corpi normativi, volti alla regolamentazione degli spettacoli e degli esercizi commerciali, non invadono la sfera di competenza esclusiva statale, in quanto dettano puramente limiti alla collocazione nel territorio delle sale gioco e di attrazione e delle apparecchiature per giochi leciti, con la dichiarata finalità di tutelare i soggetti ritenuti maggiormente vulnerabili, o per la giovane età o perché bisognosi di cure di tipo sanitario o socio assistenziale, di prevenire forme di gioco cosiddetto compulsivo nonché di evitare effetti pregiudizievoli per il contesto urbano, la viabilità e la quiete pubblica. La tutela dei minori e delle fasce deboli, attuata attraverso la disciplina provinciale sopra richiamata, in mancanza di una precipua disposizione statale di tutela, non è quindi di competenza esclusiva del legislatore ordinario ma ben può essere integrata anche dalla disciplina concorrente derivante dallo Statuto di Autonomia, con rilievo al fatto che la ratio della norma si preoccupa3 soprattutto delle conseguenze sociali dell'offerta dei giochi su fasce di consumatori psicologicamente più deboli nonché dell'impatto sul territorio dell'afflusso a detti luoghi di gioco. La normativa della provincia di Bolzano infatti non incide direttamente sull'individuazione ed installazione dei giochi leciti, ad esempio con norme di programmazione o con divieti generalizzati, ma su fattori quali la conclamata vicinanza a luoghi sensibili di una pluralità di soggetti psicologicamente più vulnerabili o immaturi e quindi maggiormente esposti alla capacità suggestiva dell'illusione di conseguire tramite il gioco vincite e facili guadagni. La Provincia Autonoma di Trento ha legiferato con procedura d'urgenza (legge finanziaria provinciale 2012) prevedendo all'interno dell'articolo 47, comma 6, della Legge provinciale 27 dicembre 2011 n. 18, la possibilità in capo ai comuni di limitare la collocazione di apparecchi da gioco, anche con vincita in denaro, attraverso un'integrazione della Legge provinciale 9/2000 (disciplina dell'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande ed attività alberghiera), con l'introduzione dell'articolo 13 bis disposizioni in materia di apparecchi da gioco. Nello specifico dispone: 1. Per tutelare determinate categorie di persone maggiormente vulnerabili e per prevenire la dipendenza dal gioco, i comuni possono adottare provvedimenti che limitano o vietano la collocazione di apparecchi da gioco individuati dall'articolo 110, commi 6 e 7, del regio decreto n. 773 del 1931 in un raggio non inferiore a trecento metri da luoghi sensibili e in particolare dai seguenti: a) istituti scolastici o formativi di qualsiasi ordine e grado; b) centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani, previsti o finanziati ai sensi della legge provinciale 14 febbraio 2007, n. 5 (legge provinciale sui giovani); c) strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario, scolastico o socioassistenziale. 2. In aree circoscritte, anche esterne a quelle del comma 1, i comuni possono limitare o vietare la collocazione di apparecchi da gioco come individuati dal comma 1, tenuto conto dell'impatto sulla qualità del contesto urbano e sulla sicurezza urbana nonché dei problemi connessi con la viabilità, l'inquinamento acustico e il disturbo della quiete pubblica. 3. Il limite o il divieto stabilito dal comune si applica ai nuovi apparecchi da gioco; non sono soggetti al divieto gli apparecchi da gioco già collocati negli esercizi pubblici prima della data stabilita dal comune. Il comune promuove il monitoraggio del numero e della tipologia degli apparecchi da gioco presenti nel comune e la loro progressiva rimozione a seguito del divieto di collocazione. Tenuto conto di quanto previsto al comma 2 i comuni possono prevedere prescrizioni di tipo urbanistico da applicare agli esercizi dove sono collocati apparecchi da gioco Il sopra citato art. 13 bis della L.P. 9/2000 ha di fatto introdotto la possibilità da parte delle amministrazioni comunali di limitare o vietare la collocazione di apparecchi da intrattenimento di cui all art. 110 commi 6 e 7 del TULPS. Il Consiglio comunale di Denno, conscio delle problematiche sopra descritte, intende per quanto possibile, adottare delle misure di contenimento del fenomeno, tutelando le zone più sensibili dell abitato e le categorie di persone più vulnerabili, al fine di prevenire la dipendenza da gioco e le relative conseguenze di carattere socio-economico, sanitario, di sicurezza anche in relazione alla viabilità, all inquinamento acustico e al disturbo della quiete pubblica. Per queste ragioni si propone l approvazione di un regolamento che prevede il divieto di installare apparecchi da gioco di cui all articolo 110 comma 6 (con vincite in denaro) del TULPS in un raggio di 300 metri dai seguenti luoghi, ritenuti sensibili, quali: Scuole dell infanzia Istituti scolastici (scuole elementari e medie) Luoghi di aggregazione giovanile quali l Oratorio parrocchiale e il campetto da gioco di Via Ossanna, il centro sportivo in loc. Valmaor, il parco giochi con entrata da Via Dante Strutture residenziali e semiresidenziali operanti in ambito socio-assistenziale (Villa Montini e Casa Zambiasi).4 L assenza di apparecchi da gioco, con vincite in denaro, nelle immediate vicinanze di tali luoghi sensibili può rappresentare una valida misura di prevenzione e un elemento di contenimento del fenomeno. IL CONSIGLIO COMUNALE Udita la relazione che precede e condivise le motivazioni che sono state oggetto di un ampio e articolato dibattito ancora nella seduta dd. 30 marzo u.sc., relativamente all opportunità di vietare la collocazione di nuovi apparecchi da gioco, soprattutto quelli con vincite in denaro piuttosto che quelli di semplice intrattenimento, nelle zone dell abitato ritenute sensibili, nonché di monitorare gli apparecchi da gioco esistenti sul territorio comunale, al fine della loro progressiva rimozione; nella predetta seduta peraltro si era soprasseduto alla votazione della proposta per verificare la portata dell intervenuta normativa provinciale nelle sedi competenti (Consorzio dei Comuni e Provincia Autonoma di Trento), ciò che è stato ora fatto, sostiene il Sindaco, come risulta dalla documentazione in atti; Udita peraltro la presa di posizione del cons. Luciano Dalpiaz che viene riportata per esteso a verbale e che in sintesi ritiene la regolamentazione proposta un rimedio sterile rispetto ad un fenomeno che definisce una vera e propria piaga sociale; Accertata la competenza nel merito del Consiglio comunale, posto che il presente provvedimento ha natura regolamentare; Visto il T.U.LL.RR.O.C. approvato con D.P.Reg , n. 3/L; Visto il T.U.L.P.S. approvato con R.D n. 773, in particolare l articolo 110 commi 6; Visto l articolo 13/bis della L.P , n. 9; Visto il parere favorevole relativo alla regolarità tecnico amministrativa del presente atto, espresso dal Segretario comunale e dato atto che non necessita per i contenuti della proposta il parere di regolarità contabile; Con voti favorevoli nr. 11, astenuti nr. 1 (cons. Luciano Dalpiaz), contrari nr. 0, espressi per alzata di mano dai nr. 12 consiglieri presenti, D E L I B E R A 1) di approvare il seguente Regolamento in materia di installazione di apparecchi da gioco, con articolo unico: ART. 1 LIMITAZIONI ALLA COLLOCAZIONE DI APPARECCHI DA GIOCO 1. In un raggio di 300 metri dai luoghi sensibili di seguito indicati è vietata la collocazione degli apparecchi da gioco di cui all articolo 110, commi 6 ( apparecchi con vincite in denaro) del R.D. 773/1931 (T.U.L.P.S.): - Scuola dell infanzia - Scuole elementari e scuole medie - Luoghi di aggregazione giovanile quali l Oratorio parrocchiale e il campetto da gioco di Via Ossanna, il centro sportivo in loc. Valmaor, il parco giochi con entrata da Via Dante - Strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito socio-assistenziale (Villa Montini e Casa Zambiasi). La predetta distanza viene misurata in ogni punto e in tutte le direzioni dall accesso principale dell esercizio ospitante gli apparecchi da gioco rispetto all accesso principale degli edifici sopraelencati. 2. Il divieto sub 1) si applica ai nuovi apparecchi da gioco; non sono soggetti al divieto gli apparecchi da gioco già collocati alla data della presente deliberazione. E ammessa la sostituzione degli apparecchi esistenti purchè a parità di tipologia e a condizione che tale sostituzione sia dovuta a danneggiamento, rottura degli apparecchi o condizioni similari.5 3. L Amministrazione comunale promuove il monitoraggio del numero e della tipologia degli apparecchi da gioco presenti nel comune e la loro progressiva rimozione a seguito del divieto di collocazione. 2) di trasmettere copia della presente deliberazione alla Comunità della Valle di Non e ai Comuni della Bassa valle di Non aderenti al progetto 7x7 ComunInsieme affinché tale azione di sensibilizzazione venga estesa al territorio circostante; 3) di dare evidenza, ai sensi dell art. 4 della L.P , n. 23, che avverso la presente deliberazione sono ammessi: - opposizione alla Giunta comunale durante il periodo di pubblicazione, ai sensi dell art comma 3 bis - della L.R. 4 gennaio 1993, n. 1, come sostituito con l art. 17 della L.R. 22 dicembre 2004, n. 7; - ricorso straordinario entro 120 giorni, ai sensi dell art. 8 del D.P.R , n. 1199; - ricorso giurisdizionale al T.A.R. entro 60 giorni ai sensi dell art. 29 del D.Lgs n. 104. Documenti analoghi
COMUNE DI DIMARO Provincia di Trento Verbale di deliberazione n. 47 della Giunta Comunale OGGETTO: A pprovazione disciplinare per il trasferimento volontario delle attività propedeutiche alla riscossione Dettagli dei cosiddetti ambienti dedicati
In risposta ad una richiesta di Sapar e con una propria circolare del 7 settembre l Amministrazione ha chiarito i vari dubbi interpretativi sugli ambienti dedicati introdotti dal Decreto del 22 gennaio Dettagli C:\DOCUME~1\ascanim\IMPOST~1\Temp\Domino Web Access\34\schema SCIA pe.doc Pagina 1 di 34
TIMBRO PROTOCOLLO MODULO DI SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA PER LA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE (SUBINGRESSO NUOVA APERTURA (di cui art. 4 comma 5^ L.R. 14/2003) - CESSAZIONE VARIAZIONI Dettagli Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano
Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 6 febbraio 2006 e rettificato con deliberazione del Consiglio Comunale Dettagli VERBALE DI DELIBERAZIONE N. 031 della Giunta Comunale
COMUNE DI FOLGARIA Provincia di Trento Via Roma, 60 - C.A.P. 38064 Tel. 0464/729333 - Fax 0464/729366 Codice Fiscale e P. IVA 00323920223 E-mail: info@comune.folgaria.tn.it PEC: comune@pec.comune.folgaria.tn.it Dettagli PICCOLI TRATTENIMENTI MUSICALI O DIFFUSIONE SONORA NEI DEHORS E NELLE AREE DI PERTINENZA PRIVATE ANNESSE AI LOCALI DI SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO
Dipartimento Economia e Promozione della Città Settore Attività Produttive e Commercio U.O. Somministrazione, manifestazioni, artigianato e ricettive 40129 Bologna Piazza Liber Paradisus, 10, Torre A - Dettagli LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE
6 PARTE PRIMA LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE Sezione I LEGGI REGIONALI LEGGE REGIONALE 17 settembre 2013, n. 16. Norme in materia di prevenzione delle cadute dall alto. Il Consiglio Dettagli VERBALE DI DELIBERAZIONE N. 317 della Giunta Comunale
Comune di Folgaria Provincia di Trento Via Roma, 60 - C.A.P. 38064 Tel. 0464/729333 - Fax 0464/729366 Codice Fiscale e P. IVA 00323920223 E-mail: info@comune.folgaria.tn.it PEC: comune@pec.comune.folgaria.tn.it Dettagli REGOLAMENTO Autorizzazione al funzionamento e Accreditamento delle strutture, Accreditamento Soggetti erogatori Servizi Sociali
COMUNE DI SOCCHIEVE Prov. Udine REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DELL ATTIVITA DI ALLIETAMENTO, DI TRATTENIMENTO E DI PUBBLICO SPETTACOLO Approvato con deliberazione Del C.C. n 29 del 24/8/2007 REGOLAMENTO Dettagli REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE
REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE I Progetti Personalizzati sono rivolti a minori e adulti con disabilità, residenti nel territorio dell Azienda ULSS n. Dettagli G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA
G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA AUDIMOB O SSERVATORIO SUI C OMPORTAMENTI DI M OBILITÀ DEGLI I TALIANI Maggio 2012 LE FERMATE AUDIMOB S U L L A M O B I L I T A n. 15 Dettagli II - COMPETENZE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO
Legge Regionale n 12 del 20/03/1998 Disposizioni in materia di inquinamento acustico emanata da: Regione Liguria e pubblicata su: Bollettino. Uff. Regione n 6 del 15/04/1998 Dettagli REGOLAZIONE REGIONALE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI. Aggiornamento al 31 dicembre 2013
REGOLAZIONE REGIONALE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI Aggiornamento al 31 dicembre 2013 Marzo 2014 REGOLAZIONE REGIONALE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI Aggiornamento Dettagli SCIA valida anche ai fini dell art. 86 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con R.D. 18/6/1931, n. 773.
Modulo di segnalazione certificata di inizio attività per la somministrazione di alimenti e bevande all' interno dei circoli privati da presentare in carta libera Spazio per apporre il timbro di protocollo Dettagli REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006)
REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) Articolo 1 - Ente gestore, denominazione, natura e sede della scuola 1. L Ente Ispettoria Salesiana Lombardo Emiliana, Ente Ecclesiastico Dettagli LA CONFERENZA UNIFICATA
Intesa tra il Governo e le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali sulla ripartizione del Fondo nazionale per le politiche giovanili di cui all art. 19, comma 2, del decreto legge Dettagli MODELLO DI ADESIONE ALLA CONSULTA COMUNALE. (inviare a: consultaorganizzazionisociali@comune.messina.it)
VADEMECUM SUI CIRCOLI PRIVATI La disciplina della somministrazione nei circoli privati I circoli privati rappresentano, da sempre, un problema nella gestione delle attività di controllo sul territorio Dettagli Articoli 6 e 8 dello Statuto; articoli 2, 3 e 4 del Regolamento per gli istituti di partecipazione
Proposta di iniziativa popolare concernente il programma di recupero urbano laurentino e l'inserimento del Fosso della Cecchignola nella componente primaria della rete ecologica e destinazione dell'intera Dettagli per la durata di seguito indicata: nel periodo dal al nella/e giornata/e:
Marca da bollo 14,62 AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI BERTINORO OGGETTO: Richiesta licenza di spettacolo o trattenimento pubblici di cui all art. 68/ 69 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, a carattere Dettagli SETTORE TERRITORIO Servizio Urbanistica
FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012) L art.19 del DL 95/2012 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, Dettagli RISOLUZIONE N. 211/E
RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine Dettagli DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE DIMENSIONI DELLE STRADE ED ALLE DISTANZE DI RISPETTO STRADALI E DEI TRACCIATI FERROVIARI DI PROGETTO
DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE DIMENSIONI DELLE ED ALLE DISTANZE DI RISPETTO STRADALI E DEI TRACCIATI FERROVIARI DI PROGETTO (articolo 70 della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22 articolo 64 della Dettagli Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale
Protocollo N. del. Deliberazione N. del ASSESSORATO SERVIZI SOCIALI Proposta N. 66 del 24/03/2015 SERVIZIO SERVIZI SOCIALI Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale Dettagli Deliberazione n.57/pareri/2008
L. 14 gennaio 1994, n. 20 (1). (commento di giurisprudenza) Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti. (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 14 gennaio 1994, n. 10. 1. Azione Dettagli COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE
COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE SUBINGRESSO NELL ESERCIZIO DELL ATTIVITÀ DI VENDITA SU AREE PUBBLICHE SIA DI TIPO A (su posteggi dati in concessione per dieci anni) SIA DI TIPO B (su qualsiasi area purché Dettagli Comune di Pistoia REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI PATROCINI O ALTRE UTILITA' ECONOMICHE A SOGGETTI RICHIEDENTI
Comune di Pistoia REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI PATROCINI O ALTRE UTILITA' ECONOMICHE A SOGGETTI RICHIEDENTI Approvato con Deliberazione consiliare n 94 del 21 giugno 2004 INDICE Articolo Dettagli Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti
........ Reperimento risorse per interventi in ambito culturale e sociale Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti di Federica Caponi Consulente di enti locali... Non è Dettagli LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014
LA FORMAZIONE DELLE CLASSI A.S. 2013/2014 CRITERI GENERALI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI La formazione delle classi e l assegnazione delle risorse di organico deve essere coerente: - con gli interventi Dettagli Comune di Carpineto Romano PROVINCIA DI ROMA
Comune di Carpineto Romano PROVINCIA DI ROMA N. 37 del 16.12.2013 OGGETTO: Legge Regionale N. 1 Del 03/01/1986, Art. 8. Alienazione di terreni di proprietà collettiva di uso civico edificati o edificabili. Dettagli CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001
CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 Repertorio Atti n. 1161 del 22 febbraio 2001 Oggetto: Accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro per la solidarietà sociale e le Regioni e Province Dettagli REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI S e z i o n e R e g i o n a l e d i C o n t r o l l o p e r l a L i g u r i a
Deliberazione n. 52 /2014 REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI S e z i o n e R e g i o n a l e d i C o n t r o l l o p e r l a L i g u r i a composta dai seguenti magistrati: Ennio COLASANTI Angela PRIA Dettagli LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2013. 14 luglio 2014
14 luglio 2014 Anno 2013 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28 Dettagli C M Y K C M Y K. 5. La normativa
5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione Dettagli Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo e Ata della scuola
Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo e Ata della scuola Scheda di lettura del contratto annuale integrativo del 15 luglio 2010. Di cosa si tratta Si tratta della possibilità Dettagli Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA
27 ottobre 2014 Anno L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA Nel, in Italia, il 53,1% delle persone di 18-74 anni (23 milioni 351mila individui) parla in prevalenza in famiglia. Dettagli DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE
DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE ai sensi dell'art. 2 e dell'art. 6 delle disposizioni AIM Italia in tema di Parti Correlate del maggio 2012, nonché Dettagli REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC.
Pagina 1 di 5 REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta ANNO 2004 ha pronunciato la seguente DECISIONE Dettagli Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo
ALL. 1) Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo 1. Sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale gli elettori di un qualsiasi Dettagli Le novità per gli appalti pubblici
Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici. Dettagli RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DI PUBBLICO SPETTACOLO
Esente da bollo N.B.: presentare almeno 10 giorni prima dell inizio SPAZIO PER ETICHETTA PROTOCOLLO COMUNALE Si consiglia di presentare in triplice copia di cui n.1 timbrata dall Ufficio PROTOCOLLO da Dettagli Istituto Comprensivo Statale Villanova d Asti (AT) Scuola dell Infanzia, Primaria, Secondaria di 1
Pagina 1 di 8 REGOLAMENTO SULL USO DI INTERNET E DELLA POSTA ELETTRONICA MESSO A DISPOSIZONE DEI DIPENDENTI PER L ESERCIZIO DELLE FUNZIONI D UFFICIO () Approvato con deliberazione del Consiglio di Istituto Dettagli 2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro.
L. 15 luglio 1966, n. 604 (1). Norme sui licenziamenti individuali (2). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 6 agosto 1966, n. 195. (2) Il comma 1 dell art. 1, D.Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179, in combinato 1. Dettagli COMUNE DI MULAZZO PROVINCIA DI MASSA CARRARA
COMUNE DI MULAZZO PROVINCIA DI MASSA CARRARA REGOLAMENTO COMUNALE per la disciplina della concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l attribuzione di vantaggi economici 1 CAPO Dettagli Sostegno della maternità e della paternità - Legge 8 marzo 2000, n. 53. (Circolare n. 4/1-S-729, in data 10 giugno 2000, del Min. Giustizia, Org.
Sostegno della maternità e della paternità - Legge 8 marzo 2000, n. 53. (Circolare n. 4/1-S-729, in data 10 giugno 2000, del Min. Giustizia, Org. giud., Uff, II) Con la presente nota-circolare si ritiene Dettagli SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO
COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus Carta dei Servizi Famiglie Anziani Infanzia Indice di revisione n. 1 del 1/3/2014 3 INDICE CHI SIAMO IDENTITA E VALORI 4 5 COSA FACCIAMO Dettagli I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE
I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE Circolare del 31 Marzo 2015 ABSTRACT Si fa seguito alla circolare FNC del 31 gennaio 2015 con la quale si sono offerte delle prime indicazioni Dettagli LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE
LIMITARE LA CIRCOLAZIONE DELLE AUTO? PER I CITTADINI SI PUÒ FARE AUDIMOB O SSERVATORIO SUI C OMPORTAMENTI DI M OBILITÀ DEGLI I TALIANI Dicembre 2007 LE FERMATE AUDIMOB S U L L A M O B I L I T A n. 3 La Dettagli Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015
IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 Modalità attuative Dettagli Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa
CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 marzo 2011 OGGETTO : Attività di controllo in relazione al divieto di compensazione, in presenza di ruoli scaduti, di cui all articolo 31, comma Dettagli STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE Amici della Pedagogia Waldorf Emil Molt. Art. 1 (Costituzione, denominazione e sede)
COMUNE DI CAMINO (AL) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 25/1/2013 INDICE TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 3 Articolo 1 Oggetto... 3 Articolo 2 Sistema Dettagli COMUNE DI MAGLIANO IN TOSCANA PROVINCIA DI GROSSETO
VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE ADUNANZA STRAORDINARIA DI 1 CONVOCAZIONE SEDUTA PUBBLICA N 25 DEL 14/08/2014 COPIA Oggetto: Tributo per i Servizi Indivisibili (TASI) - Aliquote per l'anno Dettagli DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014
DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014 Presidente ROBERTO MARONI Assessori regionali MARIO MANTOVANI Vice Presidente VALENTINA APREA VIVIANA BECCALOSSI SIMONA BORDONALI PAOLA BULBARELLI MARIA CRISTINA Dettagli Il Ministro della Pubblica Istruzione
Prot. n. 30/dip./segr. Roma, 15 marzo 2007 Ai Direttori Generali Regionali Loro Sedi Ai Dirigenti degli Uffici scolastici provinciali Loro Sedi Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano Dettagli Note inerenti chiarimenti in materia di prevenzione incendi - Trasmissione per via informatica.
DIREZIONE CENTRALE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA TECNICA Prot. n P 810 / 4101 sott. 72/C.1 (21).4 Roma, 2 LUGLIO 2003 Allegati: n 1 -AI SIGG. ISPETTORI REGIONALI DEI VIGILI DEL FUOCO LORO SEDI -AI Dettagli C O M U N E DI O P E R A
copia Codice Ente 11047 OGGETTO: APPROVAZIONE ALIQUOTE IMU ANNO 2014 VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE Adunanza Ordinaria di Prima convocazione - seduta Pubblica. L'anno duemilaquattordici Dettagli CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:
Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 Principi normativi Art. 3 Finalità Art. 4 Destinatari degli interventi Dettagli VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE OGGETTO: IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA. DETERMINAZIONE ALIQUOTE ANNO 2014
COMUNE DI TAINO Provincia di Varese Prot. N. 3207 VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE Copia N. 6 del 28/04/2014 OGGETTO: IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA. DETERMINAZIONE ALIQUOTE ANNO 2014 L'anno Dettagli CONFERENZA STATO-REGIONI. Seduta del 20 dicembre 2001
REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3 Dettagli Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006)
COMUNE DI SANTA CROCE SULL ARNO Provincia di Pisa DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE Nr. 263 di Mercoledi 7 Dicembre 2011 Oggetto: Determinazione dei valori minimi delle aree edificabili ai fini dell'imposta Dettagli Opere di urbanizzazione
Opere di urbanizzazione di Catia Carosi Con il termine opere di urbanizzazione si indica l insieme delle attrezzature necessarie a rendere una porzione di territorio idonea all uso insediativo previsto Dettagli REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA
Lombardia/169/2015/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott.ssa Simonetta Rosa dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone Dettagli COMUNE DI ALTISSIMO Provincia di Vicenza
COPIA COMUNE DI ALTISSIMO Provincia di Vicenza N. 64 del Reg. Delib. N. 6258 di Prot. Verbale letto approvato e sottoscritto. IL PRESIDENTE f.to Antecini IL SEGRETARIO COMUNALE f.to Scarpari N. 433 REP. Dettagli Il regime fiscale delle anticipazioni erogate dai fondi pensione Michela Magnani Dottore commercialista in Bologna
PREVIDENZA COMPLEMENTARE E TFR Guida al Lavoro Il regime fiscale delle anticipazioni erogate dai fondi pensione Michela Magnani Dottore commercialista in Bologna 14 Confronto di convenienza, anche fiscale, Dettagli Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).
Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo Dettagli Provincia di Udine. Copia. N. 120 Reg.
COMUNE DI PALMANOVA Provincia di Udine Verbale di deliberazione della Giunta Comunale Copia N. 120 Reg. OGGETTO: Integrazione del G.C. 34 dd. 11.04.2012 "Servizi pubblici a domanda individuale 2012 - determinazione Dettagli IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO
IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO TARDIVO OD OMESSO VERSAMENTO SANZIONI - RICORSI IL RAVVEDIMENTO - COMPENSAZIONE RIMBORSI SCHEDA N. 3 Claudio Venturi Camera di Commercio Diritto Annuale Dettagli DIRITTI DEI CONSUMATORI
DIRITTI DEI CONSUMATORI 1. Quali sono i diritti dei consumatori stabiliti dal Codice del Consumo 2. Qual è la portata della disposizione? 3. Qual è l origine dell elencazione? 4. In che cosa consiste il Dettagli Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola
Indagine sull utilizzo di Internet a casa e a scuola Realizzata da: Commissionata da: 1 INDICE 1. Metodologia della ricerca Pag. 3 2. Genitori e Internet 2.1 L utilizzo del computer e di Internet in famiglia Dettagli REGOLAMENTO GRUPPO ALLIEVI
COMUNE DI ALA REGOLAMENTO GRUPPO ALLIEVI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 11 dd. 19.06.2003 Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 11 dd. Dettagli - gestione procedimenti volti ad ottenere finanziamenti pubblici per lo sviluppo del territorio;
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART - TIME, DELLE INCOMPATIBILITÀ E DEI SERVIZI ISPETTIVI. APPROVATO CON DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 244 IN DATA 28 OTTOBRE 1997. MODIFICATO CON DELIBERAZIONI Dettagli LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170. Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. (10G0192)
Gazzetta Ufficiale N. 244 del 18 Ottobre 2010 LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. (10G0192) La Camera dei deputati ed il Senato Dettagli COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE
COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE Art. 1 - ISTITUZIONE E istituito presso il Comune di Golfo Aranci, un Centro di Aggregazione Dettagli Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT
Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT Fabrizio Muscas Firenze, 1 Luglio 2011 ANCoM chi rappresenta? 8 Consorzi regionali 98 Cooperative di MMG 5000 Medici di Medicina Generale (MMG) Dettagli I trasferimenti ai Comuni in cifre
I trasferimenti ai Comuni in cifre Dati quantitativi e parametri finanziari sulle attribuzioni ai Comuni (2012) Nel 2012 sono stati attribuiti ai Comuni sotto forma di trasferimenti, 9.519 milioni di euro, Dettagli Nuovo Piano Casa Regione Lazio. Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12
Nuovo Piano Casa Regione Lazio Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 AMBITO DI APPLICAZIONE (Art. 2) La Legge si applica agli edifici: Legittimamente realizzati Dettagli Quadro normativo: l impugnazione delle delibere sociali
Quadro normativo: l impugnazione delle delibere sociali Si è cercato il punto di equilibrio tra la tutela dei soci e la salvaguardia del buon funzionamento della società e della certezza dei rapporti societari Dettagli DIPARTIMENTO DI SCIENZE NEUROLOGICHE E PSICHIATRICHE Eugenio Ferrari
Bologna, 24 febbraio 2014 I D.S.A.: FISIOLOGIA E CASISTICA Rimedi procedimento giurisdizionale risultati ottenibili * Premessa: Le figure di rilievo nella SCUOLA Il P.O.F. La DIAGNOSI Il PDP Il GIUDIZIO Dettagli DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 760 DEL 08/07/2014
DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 760 DEL 08/07/2014 SETTORE SEGRETARIO GENERALE SERVIZIO ELABORAZIONE DATI OGGETTO: 97.404,80 I.C. SERVIZIO DI ASSISTENZA TECNICA INTEGRALE E FORNITURA DI MATERIALE CONSUMABILE Dettagli Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere
...... Le partecipate...... Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere le partecipate comunali in perdita, i Comuni italiani dispongono ancora di un portafoglio di partecipazioni molto rilevante, Dettagli La definizione L approccio
I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati Dettagli AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE
PROVINCIA DI FIRENZE AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE Variante normativa al Regolamento Urbanistico vigente di adeguamento al "regolamento di attuazione dell'articolo 144 della L.R. n. 1/2005 Dettagli Al Responsabile del S.U.A.P.
Marca da bollo Da inviare al Comune competente mediante lettera A/R Al Responsabile del S.U.A.P. Comune di Penna Sant Andrea (TE) M0297/83-AB OGGETTO: Domanda di rilascio nuova autorizzazione di tipo A Dettagli DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309
18120 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 104 del 16-06-2010 vista la dichiarazione posta in calce al presente provvedimento da parte dei Dirigenti responsabili per competenza in materia che Dettagli COMUNE DI VILLACHIARA. Provincia di Brescia REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART TIME, DELLE INCOMPATIBILITA E DEI SERVIZI ISPETTIVI
COMUNE DI VILLACHIARA Provincia di Brescia REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART TIME, DELLE INCOMPATIBILITA E DEI SERVIZI ISPETTIVI (Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 174 del 22/10/1997, Dettagli Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea

References: ART. 110
 ART. 110
 ART. 110
 ART. 110
 art. 5
 sentenza 
 art. 13
 art. 110
 articolo 110
 articolo 110
 articolo 13
 ART. 1
 articolo 110
 art. 4
 art. 17
 art. 8
 art. 29
 art. 4
 art. 86
 Articolo 1
 art. 19
 art. 68
 ART. 19
 art.19
 articolo 64
 Art. 8
 Articolo 55
 Articolo 55
 art. 1
 ART. 1
 articolo 31
 Art. 1
 Articolo 1
 Articolo 2
 art. 2
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 ARTICOLO 1
 art. 2363
 Art. 1