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Timestamp: 2020-07-16 17:14:02+00:00

Document:
Legge regionale 15 aprile 2014, n. 22
Modifiche alla legge regionale 21 marzo 2000, n. 39 (Legge forestale della Toscana).
Bollettino Ufficiale n. 18, parte prima, del 24 aprile 2014
Visto l’articolo 4 comma 1, lettera l) e n) dello Statuto;
1. Con le modifiche introdotte all’ articolo 2 del decreto legislativo 18 marzo 2001, n. 227 (Orientamento e modernizzazione del settore forestale, a norma dell' articolo 7 della l. 5 marzo 2001, n. 57 ) dal decreto legge 9 febbraio 2012 n. 5 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35 , il legislatore statale è intervenuto sulla definizione di “bosco”, in particolare, escludendo da tale definizione “i paesaggi agrari e pastorali di interesse storico coinvolti da processi di forestazione, naturale o artificiale, oggetto di recupero a fini produttivi”, al fine di favorirne il recupero produttivo;
2. Da tale esclusione discende la non assoggettabilità di tali paesaggi alla disciplina vincolistica prevista dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’ articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 ), in quanto la materia della tutela del paesaggio è competenza esclusiva dello Stato, come costantemente confermato anche dalla giurisprudenza costituzionale la quale, tuttavia, riconosce alle regioni la possibilità di stabilire forme di tutela più elevate;
3. Si interviene, pertanto, sulle norme relative alla trasformazione dei boschi e dei suoli per escludere l’applicazione del vincolo paesaggistico quando la trasformazione è finalizzata al recupero produttivo dei paesaggi agrari e pastorali di interesse storico, senza modificare la definizione di bosco, in quanto più ampia rispetto alla legislazione nazionale e quindi più tutelante sotto il profilo idrogeologico. I numerosi problemi di dissesto idrogeologico che sempre più frequentemente colpiscono i nostri territori inducono a ritenere che il mantenere i paesaggi citati, nell’ambito della definizione di bosco, possa, infatti, contribuire a garantire una maggiore stabilità del territorio;
4. L’ articolo 142, comma 1, lettera g), del d.lgs. 42/2004 individua tra i territori di interesse paesaggistico, quindi sottoposti alla relativa disciplina vincolistica: “i territori coperti da foreste o da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall’articolo 2, commi 2 e 6, del d.lgs. 227/2001 ”. Poiché il suddetto articolo richiama espressamente solo i commi 2 e 6 dell’ articolo 2 del d.lgs. 227/2001 , si ritiene opportuno chiarire che le aree assimilate a bosco, definite dall’ articolo 2, comma 3, del d.lgs. 227/2001 , sono da considerarsi escluse dal vincolo paesaggistico;
5. Al fine di assicurare, in relazione ai termini del procedimento, che gli interventi inerenti all’arboricoltura da legno, vengano attuati nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di valutazione di incidenza, è necessario prevedere la presentazione di una dichiarazione all’ente competente, in luogo della comunicazione;
6. Al fine di superare le criticità emerse in fase di applicazione delle modifiche introdotte con la legge regionale 27 dicembre 2012, n. 80 (Trasformazione dell’ente Azienda regionale agricola di Alberese in ente Terre regionali toscane. Modifiche alla l.r. 39/2000 , alla l.r. 77/2004 e alla l.r. 24/2000 ), è necessario reintrodurre la disposizione relativa alla definizione delle aree a rischio di incendio;
7. Per i casi nei quali, a seguito delle violazioni delle disposizioni della l.r. 39/2000 e del regolamento emanato con decreto del presidente della Giunta regionale 8 agosto 2003, n. 48/R (Regolamento forestale della Toscana), sono causati danni ai boschi ed alle aree forestali, l’articolo 84 della presente legge prevede una sanzione aggiuntiva dal doppio al sestuplo del valore medio di mercato delle piante tagliate o sradicate o del danno commesso; l’applicazione di tale sanzione anche agli incendi boschivi che, per la loro natura, sono soggetti ad una rapida espansione sul territorio, comporta il determinarsi di sanzioni sproporzionate; è necessario pertanto inserire un tetto massimo per i casi di danni determinati dagli incendi boschivi;
8. L’esperienza applicativa rende, inoltre, necessario effettuare alcune modifiche al sistema sanzionatorio;
9. Il continuo ripetersi di eventi calamitosi derivanti dall’abbandono colturale dei boschi rende necessario modificare la normativa vigente per consentire lo svolgimento di interventi pubblici sulla proprietà privata coinvolta da processi di degrado, anche nelle ipotesi in cui i proprietari non siano individuabili o reperibili;

References: articolo 2
 articolo 7
 articolo 10
 articolo 142
 articolo 2
 articolo 2