Source: https://renatodisa.com/2017/09/13/corte-di-cassazione-sezione-ii-civile-ordinanza-23-agosto-2017-n-20288/
Timestamp: 2017-09-21 15:41:42+00:00

Document:
Corte di Cassazione, sezione II civile, ordinanza 23 agosto 2017, n. 20288
Mentre nel caso di sopraelevazione effettuata dal proprietario dell’ultimo piano che alteri l’aspetto architettonico dell’intero edificio condominiale, l’azione diretta ad ottenere la “restitutio in integrum”, di cui gli altri condomini sono titolari, e’ soggetta a prescrizione ventennale, nell’ipotesi, quale quella in esame, in cui siano le condizioni statiche dell’edificio a non consentire la soprelevazione, e’ invece imprescrittibile l’azione di accertamento negativo tendente a far valere l’inesistenza del diritto di sopraelevare, mancando un presupposto della sua stessa esistenza
sul ricorso 131-2014 proposto da:
nonche’ sul ricorso 131-2014 proposto da:
avverso la sentenza n. 1318/2013 della CORTE D’APPELLO di PALERMO, depositata il 16/09/2013;
La causa aveva avuto inizio con citazione del 21 dicembre 1987, allorche’ alcuni condomini del Condominio di via Villafranca 33, Palermo, domandarono la condanna di (OMISSIS), proprietario dei locali siti all’ultimo piano, a demolire le sopraelevazioni realizzate ed a pagare quanto dovuto per le modifiche apportate, ovvero a corrispondere l’indennita’ ex articolo 1127 c.c.. Il Tribunale di Palermo, con sentenza del 25 gennaio 2001, accolse la domanda, ordino’ la demolizione della sopraelevazione e condanno’ il (OMISSIS) al risarcimento dei danni in favore degli attori per Lire 20.000.000. La Corte d’Appello di Palermo, in parziale riforma della decisione di primo grado, ha ordinato la demolizione delle opere realizzate dal (OMISSIS) sul locale ex stenditoio dell’immobile condominiale, ma ha respinto le domande di risarcimento dei danni e di condanna al pagamento delle quote condominiali “dall’1/1/1996 all’ultima emessa dall’amministratore condominiale”.
1. Il primo motivo del ricorso di (OMISSIS) denuncia la violazione degli articoli 102 e 305 c.p.c. e articolo 307 c.p.c., u.c., per la mancata notificazione dell’atto di riassunzione, dopo l’interruzione del giudizio di primo grado disposta con ordinanza del 22 ottobre 1997, al convenuto originario contumace Antonio Coppola.
2.1 Il secondo motivo del ricorso di (OMISSIS) denuncia l’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione in relazione all'”ex stenditoio”, cui si riferisce la sentenza impugnata nell’ordine di demolizione delle “opere di ampliamento realizzate sul penultimo piano dell’immobile”.
3. Il terzo motivo del ricorso di (OMISSIS) denuncia la violazione degli articoli 2934 e ss. e 2947 c.c., per aver la Corte d’Appello disatteso l’eccezione di prescrizione delle pretese che riguardano l’illegittimita’ delle opere realizzate dal (OMISSIS), in quanto basata sulla deduzione del pregiudizio all’equilibrio statico dell’edificio.
4. Il quarto motivo del ricorso di (OMISSIS) denuncia l’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione in relazione al “piano veranda”. Si contestano le risultanze peritali quanto al giudizio di sicurezza statica antisismica espresso riguardo a tale opera.
5. Quanto al ricorso incidentale, deve dapprima superarsi l’eccezione pregiudiziale contenuta nel controricorso ex articolo 371 c.p.c., comma 4, di (OMISSIS), circa la carenza di sottoscrizione “per autentica” del mandato speciale conferito dal ricorrenti incidentali e la carenza di sottoscrizione del difensore della copia notificata del controricorso.
Con tag:condominio,demolizione,Presidente BIANCHINI Bruno,Relatore SCARPA Antonio,sopraelevazione

References: sentenza 
 articolo 1127
 sentenza 
 articolo 307
 sentenza 
 articolo 371