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Timestamp: 2020-05-27 03:31:10+00:00

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Società sportive dilettantistiche, approfondimento chiaro e professionale
La disciplina fiscale riguardante le Società Sportive Dilettantistiche di capitali senza scopo di lucro (di seguito per brevità SSD), previste dall’art. 90 della legge 289/2002, presenta due principali argomenti di confronto in dottrina.
Una parte della dottrina sostiene che le SSD, per poter beneficiare delle normative fiscali di favore previste per le associazioni sportive dilettantistiche (di seguito ASD), devono includere nei propri statuti due specifiche clausole:
– la clausola del “voto capitario” (o “voto per testa”);
– la clausola dell’intrasmissibilità della quota per atto tra vivi.
Tale impostazione fonda le proprie ragioni sul presupposto chele agevolazioni fiscalisiano condizionate alla presenza negli statuti, sia per le ASD che per le SSD, di tutte le clausole previste dall’art. 148, comma 8, del TUIR, tra le quali anche appunto la clausola del “voto per testa” e dell’intrasmissibilità della quota per atto tra vivi.
Un’altra parte della dottrina, invece, sostiene che le norme tributarie agevolative previste per le ASD si estendano anche alle SSD senza la necessità dell’inclusione negli statuti di quest’ultime delle due predette clausole.
In altri termini le SSD che prevedono nel proprio statuto l’attribuzione del “voto proporzionale” alle quote di partecipazione dei singoli soci nonchè la libera trasferibilità delle quote per atto tra vivi, possono beneficiare di tutte le disposizioni fiscali agevolative previste per le ASD – dalla legge 398/1991 alla “decommercializzazione” dei corrispettivi specifici di cui all’art. 148, comma 3 del TUIR – relativamente alle entrate provenienti da propri “tesserati”.
In questo approfondimento si evidenziano le ragioni a sostegno di quest’ultima tesi.
1. LA GENESI DELLE SSD quale fondamento della differenziazione statutaria rispetto alle ASD pur nella equiparazione fiscale: L’ART.90 DELLA LEGGE 289/2002
Fino al 2002, la gestione delle attività sportive dilettantistiche era di prevalente appannaggio delle associazioni. Anche altre organizzazioni giuridiche (società di persone, società di capitali) potevano – possono tuttora – svolgere attività sportive dilettantistiche, ma ad esse non vengono e non venivano riconosciuti i benefici fiscali concessi alle ASD, quali appunto, tra l’altro, la “decommercializzazione” dei corrispettivi provenienti dai propri associati e le agevolazioni previste dalla legge 398/1991, limitando così l’appeal alla scelta di queste altre formule societarie.
La scelta del legislatore del 2002 di “aprire” con enfasi la porta alla diffusione nello sport dilettantistico di formule societarie più stabili e “codificate”, quale quella della società di capitali, si è evidenziata con la legge 289 (la legge finanziaria del 2003) e specificamente con l’art. 90.
È doveroso subito chiedersi cosa abbia spinto il legislatore ad introdurre nel nostro ordinamento giuridico la figura della “società sportiva dilettantistica di capitali senza scopo di lucro”.
La risposta è da rinvenirsi proprio negli elementi differenziali sussistenti tra le società di capitali e le associazioni.
Le società di capitali godono della limitazione delle responsabilità dei soci ed inoltre fondano la propria governance su un rapporto non egualitario tra i soci stessi. Anche gli amministratori delle società di capitali hanno una maggior tutela rispetto agli amministratori di una ASD, si pensi solo all’automatica illimitata e solidale responsabilità di “chi ha agito” per l’ASD, prevista dall’art. 38 del codice civile per le associazioni non riconosciute che testualmente cita “delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione“.
In questi elementi si individua la ratio dell’art. 90 della legge 289/2002 riguardo alla “nascita” delle società sportive dilettantistiche di capitali (srl, spa) e specificamente nell’intento del legislatore di porre una limitazione della responsabilità e di fornire strumenti di governance non attribuibili a tutti gli associati in maniera diffusa e paritaria (come nelle associazioni), ma ai soli “soci” apportatori dei capitali e in misura proporzionale agli apporti di ciascuno di essi, secondo lo schema classico di funzionamento delle stesse società di capitali.
Infatti le società di capitali già esistevano ed erano puntualmente disciplinate dal codice civile.
Cosa mancava allora affinché le stesse si potessero affermare nello sport dilettantistico? Mancava solo l’ultimo elemento di appeal rappresentato, appunto, dalle “agevolazioni fiscali”.
Ecco allora che il legislatore del 2002 non ha fatto altro che unire i tre punti (responsabilità limitata –governance non democratica – agevolazioni fiscali) e prevedere espressamente che le società sportive dilettantistiche di capitali potessero “godere” dei benefici fiscali previsti per le associazioni sportive, fino ad allora naturali gestori dello sport dilettantistico.
Si riporta di seguito il testo integrale dell’art. 90 della legge 289/2002, nell’attuale versione, al fine di agevolare la lettura del presente approfondimento:
1. Le disposizioni della legge 16 dicembre 1991, n. 398, e successive modificazioni, e le altre disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche si applicano anche alle società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro. 2. A decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, l’importo fissato dall’articolo 1, comma 1, della legge 16 dicembre 1991, n. 398, come sostituito dall’articolo 25 della legge 13 maggio 1999, n. 133, e successive modificazioni, è elevato a 250.000 euro. 3. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 81, comma 1, lettera m), [OGGI art. 67, comma 1, lett. m)] è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Tale disposizione si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche.»; b) all’articolo 83, comma 2, [OGGI art. 69, comma 2,] le parole: «a lire 10.000.000» sono sostituite dalle seguenti: «a 7.500 euro». 4. Il CONI, le Federazioni sportive nazionali e gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI non sono obbligati ad operare la ritenuta del 4 per cento a titolo di acconto sui contributi erogati alle società e associazioni sportive dilettantistiche, stabilita dall’articolo 28, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. 5. Gli atti costitutivi e di trasformazione delle società e associazioni sportive dilettantistiche, nonché delle Federazioni sportive e degli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI direttamente connessi allo svolgimento dell’attività sportiva, sono soggetti all’imposta di registro in misura fissa. 6. Al n. 27-bis della tabella di cui all’allegato B annesso al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e dalle federazioni sportive ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI». 7. All’articolo 13-bis, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, dopo le parole: «organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS)» sono inserite le seguenti: «e le società e associazioni sportive dilettantistiche». 8. Il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attività nei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva costituisce, per il soggetto erogante, fino ad un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 euro, spesa di pubblicità, volta alla promozione dell’immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario, ai sensi dell’articolo 74, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 9. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 13-bis, comma 1, la lettera i-ter) è sostituita dalla seguente: «i-ter) le erogazioni liberali in denaro per un importo complessivo in ciascun periodo d’imposta non superiore a 1.500 euro, in favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche, a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero secondo altre modalità stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400»; b) all’articolo 65, comma 2, la lettera c-octies) è abrogata. 10. All’articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le parole: «delle indennità e dei rimborsi di cui all’articolo 81, comma 1, lettera m) [OGGI art. 67, comma 1, lett. m)], del citato testo unico delle imposte sui redditi» sono soppresse. 11. All’articolo 111-bis, comma 4, [OGGI art. 149, comma 4],, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «ed alle associazioni sportive dilettantistiche». 11-bis. Per i soggetti di cui al comma 1 la pubblicità, in qualunque modo realizzata negli impianti utilizzati per manifestazioni sportive dilettantistiche con capienza inferiore ai tremila posti, è da considerarsi, ai fini dell’applicazione delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, in rapporto di occasionalità rispetto all’evento sportivo direttamente organizzato. (2) 12. Presso l’Istituto per il credito sportivo è istituito il Fondo di garanzia per i mutui relativi alla costruzione, all’ampliamento, all’attrezzatura, al miglioramento o all’acquisto di impianti sportivi, ivi compresa l’acquisizione delle relative aree, da parte di società o associazioni sportive nonché di ogni altro soggetto pubblico o privato chepersegua, anche indirettamente, finalità sportive. 13. Il Fondo è gestito in base a criteri approvati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, o dall’Autorità di Governo delegata per lo sport, ove nominata, su proposta dell’Istituto per il credito sportivo, sentito il Comitato olimpico nazionale italiano. Al Fondo, che può prestare garanzia con la sua dotazione finanziaria, possono essere destinati i nuovi apporti conferiti direttamente o indirettamente dallo Stato o da enti pubblici (3). 14. Il Fondo è gestito e amministrato a titolo gratuito dall’Istituto per il credito sportivo in gestione separata (4). [15. …] 16. La dotazione finanziaria del Fondo è costituita dall’importo annuale acquisito dal fondo speciale di cui all’articolo 5 della legge 24 dicembre 1957, n. 1295, e successive modificazioni, dei premi riservati al CONI a norma dell’articolo 6 del decreto legislativo 14 aprile 1948, n. 496, colpiti da decadenza. 17. Le società e associazioni sportive dilettantistiche devono indicare nella denominazione sociale la finalità sportiva e la ragione o la denominazione sociale dilettantistica e possono assumere una delle seguenti forme: a) associazione sportiva priva di personalità giuridica disciplinata dagli articoli 36 e seguenti del codice civile; b) associazione sportiva con personalità giuridica di diritto privato ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361; c) società sportiva di capitali o cooperativa costituita secondo le disposizioni vigenti, ad eccezione di quelle che prevedono le finalità di lucro. 18. Le società e le associazioni sportive dilettantistiche si costituiscono con atto scritto nel quale deve tra l’altro essere indicata la sede legale. Nello statuto devono essere espressamente previsti: a) la denominazione; b) l’oggetto sociale con riferimento all’organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa l’attività didattica; c) l’attribuzione della rappresentanza legale dell’associazione; d) l’assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli, associati, anche in forme indirette; e) le norme sull’ordinamento interno ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con la previsione dell’elettività delle cariche sociali, fatte salve le società sportive dilettantistiche che assumono la forma di società di capitali o cooperative per le quali si applicano le disposizioni del codice civile; f) l’obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari, nonché le modalità di approvazione degli stessi da parte degli organi statutari; g) le modalità di scioglimento dell’associazione; h) l’obbligo di devoluzione ai fini sportivi del patrimonio in caso di scioglimento delle società e delle associazioni. 18-bis. È fatto divieto agli amministratori delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche di ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche nell’ambito della medesima federazione sportiva o disciplina associata se riconosciute dal CONI, ovvero nell’ambito della medesima disciplina facente capo ad un ente di promozione sportiva. 18-ter. Le società e le associazioni sportive dilettantistiche che, alla data di entrata in vigore della presente legge, sono in possesso dei requisiti di cui al comma 18, possono provvedere all’integrazione della denominazione sociale di cui al comma 17 attraverso verbale della determinazione assunta in tale senso dall’assemblea dei soci. 19. Sono fatte salve le disposizioni relative ai gruppi sportivi delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, di cui all’articolo 6, comma 4, della legge 31 marzo 2000, n. 78, firmatari di apposite convenzioni con il CONI. [20. …] [21. …] [22. …] 23. I dipendenti pubblici possono prestare la propria attività, nell’ambito delle società e associazioni sportive dilettantistiche, fuori dall’orario di lavoro, purché a titolo gratuito e fatti salvi gli obblighi di servizio, previa comunicazione all’amministrazione di appartenenza. Ai medesimi soggetti possono essere riconosciuti esclusivamente le indennità e i rimborsi di cui all’articolo 81, comma 1, lettera m) [OGGI art. 67, comma 1, lett. m)],, del testo unicodelle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 24. L’uso degli impianti sportivi in esercizio da parte degli enti locali territoriali è aperto a tutti i cittadini e deve essere garantito, sulla base di criteri obiettivi, a tutte le società e associazioni sportive. 25. Ai fini del conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 29 della presente legge, nei casi in cui l’ente pubblico territoriale non intenda gestire direttamente gli impianti sportivi, la gestione è affidata in via preferenziale a società e associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e Federazioni sportive nazionali, sulla base di convenzioni che ne stabiliscono i criteri d’uso e previa determinazione di criteri generali e obiettivi per l’individuazione dei soggetti affidatari. Le regioni disciplinano, conpropria legge, le modalità di affidamento. 26. Le palestre, le aree di gioco e gli impianti sportivi scolastici, compatibilmente con le esigenze dell’attività didattica e delle attività sportive della scuola, comprese quelle extracurriculari ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1996, n. 567, devono essere posti a disposizione di società e associazioni sportive dilettantistiche aventi sede nel medesimo comune in cui ha sede l’istituto scolastico o in comuni confinanti.
Continua …. la prossima settimana con il capitolo 2
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By SportScanner|2017-04-09T13:35:16+00:00aprile 9th, 2017|Novità per i Gestori, Senza categoria, Società sportive, Tempo libero|0 Comments

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