Source: http://www.ppplegal.it/?p=1914
Timestamp: 2019-09-20 20:33:56+00:00

Document:
Studio Legale Petrucci, Pineschi & Partners | Considerazioni degli avvocati sulla sentenza della cassazione sulla vicenda Fedit
Oggetto: sentenza della Corte di Cassazione n. 6977/2019
Con ricorso per revocazione del settembre 2017 è stata impugnata la sentenza della Corte di Cassazione n. 9887/2016 che aveva omesso di affermare l’esistenza dell’art. 12 comma 6 d.l. n. 16 del 2012, convertito in legge 26 aprile 2012, n. 44, normativa sulla cui base è stata definita la transazione firmata, nell’aprile 2013, con il Ministero delle Politiche Agricole per il tramite del Commissario Governativo della Federazione italiana dei Consorzi Agrari (in bonis a seguito dell’esecuzione del Concordato preventivo).
La questione posta, è che la sentenza della Corte di Cassazione n. 9887/2016, non facendo riferimento alla predetta normativa, aveva permesso all’Avvocatura dello Stato di sostenere che non vi fosse la provvista necessaria per il pagamento della transazione. Pertanto, in via autonoma, con il ricorso, sopra indicato, abbiamo contestato il fatto che, così operando la Corte di Cassazione, avesse “abrogato” la predetta normativa non avendola menzionata nella contenuto della richiamata sentenza.
Unitamente al nostro ricorso anche il Commissario Governativo ha avanzato il suo ricorso per revocazione.
Ora, La Corte di Cassazione con la sentenza indicata in oggetto n. 6977/2019, ha dichiarato, i ricorsi presentati, inammissibili, sostenendo nella sostanza che non vi è stato nel caso in specie alcun errore tale da giustificare una revocazione della sentenza, in quanto la Corte di Cassazione nella sentenza del 2016 si è pronunciata solo sulla originaria domanda senza tenere conto dello ius superveniens dell’art. 12 comma 6 d.l. n. 16 del 2012, convertito in legge 26 aprile 2012, n. 44.
Invero al punto 2.5.3. della sentenza n. 6977/2019 si legge che:
“(…) E’ di tutta evidenza che l’impugnata sentenza non ha affatto ignorato l’esistenza della normativa sopravvenuta, di cui all’art. 12, comma 6 della legge n. 44 del 2012, come dedotto dalla ricorrente, ma l’ha ritenuta non applicabile al caso concreto per ragioni di diritto processuale connesse alla strutturazione del ricorso, il cui ordine dei motivi non potrebbe essere sovvertito dal richiamo allo IUS superveniens operato in un atto successivo, la memoria ex art. 378 cod. proc. civ., finalizzato ala sola illustrazione e specificazione delle doglianze così come proposte nel ricorso per Cassazione. L’istanza di revocazione proposta nella specie non è, di conseguenza, rivolta a censurare un errore di fatto della Corte, bensì una valutazione in diritto adottata sulla base della corretta percezione della situazione processuale, sulla quale si è comunque pronunciata la sentenza impugnata”.
In altri termini la Corte di Cassazione per non smentire quanto scritto nella precedente sentenza del 2016, ma al tempo stesso non violare il vincolo dello ius superveniens, che obbliga il Giudice a dover applicare la legge e non disapplicarla nel rispetto del sovrano potere legislativo, afferma di aver deciso in ragione di una esigenza meramente processuale. Per questo ha affermato “ non ha affatto ignorato l’esistenza della normativa sopravvenuta, di cui all’art. 12, comma 6 della legge n. 44 del 2012, come dedotto dalla ricorrente, ma l’ha ritenuta non applicabile al caso concreto per ragioni di diritto processuale connesse alla strutturazione del ricorso”.
In buona sostanza con la sentenza del 2016 la vicenda è stata decisa sulla base dei fatti antecedenti alla emanazione dell’art. 12, comma 6 della legge n. 44 del 2012, che è andata a regolare i fatti successivi.
Di qui seguendo questa costruzione la transazione da noi sottoscritta è sottoposta proprio alla disciplina di quest’ultima norma dell’art. 12, comma 6 della legge n. 44 del 2012, come, espressamente, indicato nella stesa transazione.
In definitiva, la sentenza della Corte di Cassazione n. 6977/2019, seppure ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione, ha chiarito che la sentenza del 2016 non ha preso in considerazione la nuova legge e quindi non ha inciso sulla vostra posizione ma, anzi, ha ammesso la vigenza della stessa norma contenuta dell’art. 12, comma 6 della legge n. 44 del 2012.
Questo aspetto è per noi molto importante ai fini di obbligare l’Amministrazione a pagamento di quanto dovuto. Ora, dobbiamo aspettare la prossima udienza di luglio relativa all’appello avanzato dall’Avvocatura dello Stato avverso la Sentenza Tribunale civile di Roma n. 24512/2013 del 6 dicembre 2013 che ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in ragione della transazione sottoscritta.
Avv. Francesco Rosi

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 378
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza