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Timestamp: 2020-06-02 21:13:41+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23877 del 11/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23877 del 11/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 11/10/2017, (ud. 06/09/2017, dep.11/10/2017), n. 23877
sul ricorso 22803-2013 proposto da:
V.O., C.E.;
avverso la sentenza n. 139/2013 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,
partecipata del 06/09/2017 dal Consigliere Dott. ARIENZO ROSA.
che la Corte di Appello di Genova ha respinto il gravame proposto da V.O. avverso la sentenza che l’aveva vista soccombente in relazione alle richieste di declaratoria dell’illegittimità del termine apposto ai contratti e di conversione degli stessi in rapporto a tempo indeterminato ed alla domanda di risarcimento del danno ed ha respinto l’appello proposto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca avverso la sentenza di primo grado, che aveva riconosciuto il diritto della V. e di C.E., insegnanti alle dipendenze del MIUR in forza di consecutivi contratti a tempo determinato, succedutisi ininterrottamente, alla progressione professionale retributiva in relazione al servizio prestato e condannato il Ministero a corrispondere ai predetti le differenze stipendiali in ragione dell’anzianità di servizio maturata;
che la Corte territoriale, per quel che rileva nella presente sede, ha posto a fondamento della pronuncia di rigetto del gravame del Ministero il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6, richiamandosi ai principi espressi dalla CGUE ed escludendo la rilevanza della specialità del sistema del reclutamento scolastico per giustificare la diversità del trattamento economico riservato agli assunti a tempo determinato precisando altresì l’incidenza dell’obbligo di disapplicazione delle norme in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato trasfuso nella indicata Direttiva;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 – bis c.p.c., è stata comunicata alla parte costituita, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio.
2. che viene denunziata violazione e falsa applicazione: del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, art. 6, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9 comma 18, come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, art. 526, e della direttiva 99/70/CE, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, assumendosi che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica 1 f disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001 e che il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, che nella specie deve essere escluso in quanto il ricorso alla stipula di contratti a termine del personale docente trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa;
3. che il ricorso è manifestamente infondato;
6. che nulla va statuito sulle spese del presente giudizio di legittimità, essendo le controparti rimaste intimate;
Così deciso in Roma il 6 settembre 2017

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 CGUE 
 art. 6
 art. 9
 art. 1
 art. 4
 art. 526