Source: http://flaminiocozzaglio.info/2017/12/
Timestamp: 2020-04-03 04:33:23+00:00

Document:
la legge del più forte-settecentoquarantacinque 31 12 2017
LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SETTECENTOQUARANTACINQUE
L’intervista di Ingroia al Dubbio, che ho riportata ieri, è tremenda; oggi la riduco, perché sia ancor più tremenda! Premessa:
—Il nostro giornale ha reso noto il caso dell’ufficio gip/ gup del Tribunale di Milano: sono pressoché inesistenti i casi in cui, davanti alle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura, il giudice dell’udienza preliminare emetta sentenza di non luogo a provvedere—
Entra in scena Ingroia:
—Dottor Ingroia, lei è stato da entrambi i lati della “barricata”. Come mai i gip sono così “appiattiti” sul pm? Più che di “appiattimento” parlerei di “pigrizia”, i giudici dell’indagine preliminare difficilmente studiano con attenzione le carte del pm. Si limitano ad una attività “notarile”….. da avvocato vedo cose che prima faticavo ad immaginare—
Quand’era Pm Ingroia mai si accorse che i colleghi Gip/Gup gli rispondevano: obbedisco! Adesso Il Dubbio e Ingroia arrivano al nocciolo del problema:
— Ma insomma, i gip sono dei “passacarte”? Il giudice se emette sentenza di non luogo a procedere deve poi redigere la motivazione scritta. Quindi deve conoscere a fondo il fascicolo processuale, vagliare la completezza e correttezza delle investigazioni svolte, nella consapevolezza che la sua sentenza potrà essere oggetto di impugnazione con ricorso in Cassazione da parte dell’accusa. Tutto è molto più semplice, per il giudice, se dispone il rinvio a giudizio. Deve compilare un modulo prestampato con un rigo che indica la data della prima udienza del dibattimento. Nessun rischio di essere smentito dalla Cassazione in quanto il decreto che dispone il processo non è oggetto di alcuna impugnativa— E’ Ingroia a render spontanea la domanda: qual è l’occupazione del Gip/Gup?
Cremona 31 12 2017 www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio@gmail.com
è ora di pensare in grande 31 12 2017
E’ ORA DI PENSARE IN GRANDE
Titolo di una specie di “qui si fa l’Italia o si muore” apparso stamattina sul blog del Maestro, a firma Di Maio Luigi, e io mi ripeto sempre la stessa domanda: che faccia ha quel 30% di italiani che li vota? Un estratto: —Per poterci presentare alle elezioni ci siamo dovuti dotare di un nuovo Statuto e di un nuovo Codice Etico. Il Garante resta Beppe Grillo, come sancito dalle votazioni online di settembre, io ho accettato la carica di Capo Politico con tutte le responsabilità che ne derivano: la presentazione delle liste, del simbolo e del programma e la definizione della squadra di governo. Ci saranno il Comitato di Garanzia e il Collegio dei Probiviri. I componenti del primo sono Giancarlo Cancelleri, Vito Crimi e Roberta Lombardi, quelli del secondo Paola Carinelli, Nunzia Catalfo e Riccardo Fraccaro—
La sera, il discorso di fine anno di Beppe Grillo in persona: ma chi lo vota, lo legge? Come può non reagire di fronte a un avviso tanto chiaro: “ o mi voti o ti cambio?”
—A noi non c’è niente che ci può spaventare dopo che abbiamo fatto cinque anni di politica in questo paese. Non c’è più niente che ci possa spaventare. Andremo avanti e se non saremo eletti questa volta allora dovremo pensare a delle elezioni per eleggere un popolo nuovo. Auguri! Vi abbraccio in una maniera strepitosa questa volta! Lo dovete sentire fisicamente. E io ci sono! Sarò un po’ defilato, un po’ lì, ma io sono sopra perché io sono l’Elevato. BUON 2018 A TUTTI!—
la duchessa 31 12 2017
LA DUCHESSA Benito Mussolini, bastian contrario, ha lasciato alla famiglia una dignitosa povertà; dal Corriere on line: —María del Carmen Ramona Felipa María de la Cruz Franco Polo, duchessa di Franco, marchesa di Villaverde, signora di Meirás e Grande di Spagna, soprannominata «Nenuca» da parenti e amici è morta venerdì a 91 anni, circondata da familiari, opere d’arte, mobili antichi e ritratti del padre. La figlia di Francisco Franco si è spenta per un tumore che si era ostinata a non voler curare («Non ho paura della morte, non mi prenderà quieta», disse pochi mesi fa). E adesso, preannuncia la stampa iberica, si scatenerà una guerra feroce per la spartizione del suo patrimonio, che i più cauti stimano in 500-600 milioni di euro e in molti definiscono «assolutamente incalcolabile».
il giustiziere della domenica 31 12 2017
IL GIUSTIZIERE DELLA DOMENICA
Scalfari Eugenio Magno ha messo a pagamento l’Editoriale su Repubblica on line; peccato, mi divertivo; però spesso le prime righe, le uniche gratis, bastano; l’altro mese ha scatenato un putiferio dicendo che avrebbe scelto Berlusconi, se l’alternativa fosse stata il solo Di Maio Luigi; dio sa che dovrebbe succedere da un momento all’altro se Casini Pier Ferdinando, un grande avvenire dietro le spalle, è uno dei pochissimi politici da salvare…….
—Nei giorni di Capodanno, che seguono quelli religiosi del Natale, è assai difficile parlar male degli altri. Eppure sembra quasi impossibile parlarne bene, politicamente intendo. Le eccezioni sono pochissime: De Mita e Casini al centro, nessuno a destra, pochissimi a sinistra fuori del Pd e non molti anche dentro il Partito democratico.
la via maestra 31 12 2017
Published by admin under cronaca cremonese,golosità,Striscia La Provincia
Dalla prima edizione della Guida dei ristoranti del cremonese, 2005, pagina 97:
“è facile da trovare, basta cercarlo”
Oggi, sulla Provincia fin che c’è:
“è facile trovare la trattoria: basta avere un po’ di pazienza e attenersi alle indicazioni del navigatore”
giocare a nascondino 31 12 2017
Prima ancora lo chiedano, facciamo sparire crocifissi preghiere donne vestite male vino prosciutto e senz’altro ho dimenticato molto: ci penseranno loro a ricordarcelo!
concorso molto esterno 31 12 2017
CONCORSO MOLTO ESTERNO NELL’INTERPRETARE LA LINGUA
Quando Caselli Gian Carlo scrive sul Fatto Quotidiano:
“Tesi grossolana e infondata, perché il concorso esterno nel nostro ordinamento esiste da sempre e per tutti i reati, in base all’art.110 codice penale. Responsabile di furto è non solo il ladro ma anche il palo, colpevole di concorso esterno”
conferma che tra i poteri del giudice italiano c’è anche quello di far dire alla legge ciò che non dice, perché il 110 si riferisce a soggetti di pari responsabilità nel commettere il reato:
“Art 110cp: Quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita, salve le disposizioni degli articoli seguenti”
Magari una rilettura del 12 sulla legge in generale potrebbe fargli bene:
“Art. 12 Interpretazione della legge Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, eccetera”
oggi a iori, domani a te 31 12 2017
la quintessenza della cremonesità-quattrocentodiciotto 31 12 2017
LA QUINTESSENZA DELLA CREMONESITA’ – QUATTROCENTODICIOTTO
Tra pochi giorni viene eletto il presidente del Dugali e finalmente Alessandro Bettoni otterrà la meritata poltrona che insegue invano da anni, ovunque sia, in genere falciato dai suoi….
Mentre a falciare il suo editore provvede al solito Zanolli Pennadoro Vittoriano:
–Uno dei pochi appigli che abbiamo è la Regione Lombardia, un’istituzione che al netto di inchieste, scandali, ruberie e arresti ha sempre garantito stabilità e continuità amministrativa–
E’ il Punto di oggi, quasi un inno a Gori “ottimo sindaco di Bergamo e volto televisivo”, sotto l’ala protettrice del compagno Pizzetti; nel momento adatto, cioè mentre appare certa la vittoria della Destra in Lombardia, se non in Italia; e non penso che i 1400 soci Libera rimasti pendano improvvisamente a Sinistra.
Ancor più divertente che il Punto inizi così:
–Quasi cinque anni fa Pierluigi Bersani fu ridicolizzato in diretta internet dai pentastellati coi quali cercava un accordo per la formazione del nuovo governo. Per il presidente del Consiglio incaricato quell’umiliazione segnò la fine della carriera come segretario del Pd e l’inizio di un percorso che l’ha portato a rompere col centrosinistra e a diventare uno degli artefici della prossima prevedibile sconfitta dei dem–
Prevedibile sconfitta, quindi il Pennadoro sa di creare in anticipo al suo editore amici pronti a ringraziarlo!
Ma che vogliamo farci, il Pennadoro si esprime così, quando il fatto è certo, puntualizza, come il cuoco dell’altra domenica figlio di Tommaso (suo padre) e di Giuseppina (sua madre); quando la precisione servirebbe, il titolo a pagina 4 della Provincia fin che c’è di oggi:
–Carabinieri Viola i divieti e va a ballare: arrestato–
Occhio, appassionati, prima di spingere la porta che quella non sia una sala vietata!
Intervista di Simone Bacchetta, www.cremonaoggi.it, al sindaco Gianluca Galimberti, Cilecca per gli amici, che riesce a contenersi in 12.08 minuti di autoelogi: Cremona di notte è illuminata a giorno, come allo stadio, grazie alla sua riforma, e diventerà in fretta una città per giovani; ovvio, tra le opere compiute, un solo accenno alle Colonie Padane senza indicare chi le ha rimesse in uso: per quanto attivo, a 80 Arvedi non può essere considerato un giovane! M’è sembrato di udire un qualcosa sulla nuova piscina, forse un lapsus, forse il Cilecca voleva dire che per i prossimi 120 anni avremo un nuovo gestore.
Capitolo Fiera: posso solo garantire che le Audi A6 di rappresentanza ci sono ancora, ma a oggi nessun consigliere, nemmeno a titolo personale, nemmeno il Cilecca che è lì a nome di Cremona, ha detto chi le usa; il dottor Pivantonio avrà accennato a una specie di segreto di Stato, la Fiera è in parte pubblica, e tutti i consiglieri, senza eccezione, ci hanno creduto!
la legge del più forte-settecentoquarantaquattro 30 12 2017
LA LEGGE DEL PIU’ FORTE – SETTECENTOQUARANTAQUATTRO Intervista del Dubbio a Ingroia Antonio, già Pm di spicco, già politico, già direttore generale di qualcosa appena dismessa la toga, che solo ora, da avvocato, si rende conto del sistema penale che non funziona e del perché, e lo dipinge, spietato. Se un commentatore, concordando, aggiungesse pochi aggettivi ai giudizi di Ingroia Antonio rischierebbe una montagna di querele da vendere la casa, ma Ingroia Antonio, come Di Pietro, è un ex collega. Normale quindi che in un sistema che “fa acqua da tutte le parti”, lo dichiara Ingroia Antonio, si possano infilare, numerose, le sfere di cristallo dei processi Iori……………….. —–Il pm ordina ed il giudice obbedisce. Il sospetto degli avvocati è statisticamente confermato. Il nostro giornale ha reso noto il caso dell’ufficio gip/ gup ( i giudici che si occupano delle indagini preliminari e del vaglio sull’esercizio dell’azione penale da parte dei pm, ndr) del Tribunale di Milano: sono pressoché inesistenti i casi in cui, davanti alle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura, il giudice dell’udienza preliminare emetta sentenza di non luogo a provvedere. Così come sono sostanzialmente inesistenti i casi in cui i giudici non accolgano l’archiviazione dei pm. I provvedimenti sono sovrapponibili. L’udienza preliminare, da “filtro” per evitare dibattimenti inutili, si è trasformata in un mero passaggio obbligato dall’esito scontato. A tal punto che sta prendendo piede la prassi difensiva di richiedere il giudizio immediato e saltare un passaggio che in concreto si rivela inutile prima del processo. Con Antonio Ingroia, ex aggiunto alla Procura di Palermo ed ora avvocato, approfondiamo il tema. Dottor Ingroia, lei è stato da entrambi i lati della “barricata”. Come mai i gip sono così “appiattiti” sul pm? Più che di “appiattimento” parlerei di “pigrizia”. In che senso? Mi spiego, i giudici dell’indagine preliminare difficilmente studiano con attenzione le carte del pm. Si limitano ad una attività “notarile”. Non è confortante per l’imputato… Da avvocato vedo cose che prima faticavo ad immaginare. Nessuno legge nulla? I primi che leggono gli atti facendo un vaglio effettivo sono i giudici del dibattimento. Nel frattempo, però, passano anni dal fatto e dalle indagini. Ebbene sì. Premesso che non tutti gli imputati sono innocenti, questi ultimi sono proprio quelli devono attendere molto tempo per vedersi scagionati. L’udienza preliminare è inutile? Allo stato, sì. Il giudice, come ho detto, svolge una funzione notarile rispetto al pm. Ma non solo quando formula il rinvio a giudizio. Se una parte, ad esempio, presenta opposizione alla richiesta di archiviazione del pm, nella quasi totalità dei casi ( oltre il 90%) il giudice respinge l’opposizione convalidando la decisione del pm. Ma insomma, i gip sono dei “passacarte”? Il problema è il sistema. Il giudice se emette sentenza di non luogo a procedere deve poi redigere la motivazione scritta. Quindi deve conoscere a fondo il fascicolo processuale, vagliare la completezza e correttezza delle investigazioni svolte, nella consapevolezza che la sua sentenza potrà essere oggetto di impugnazione con ricorso in Cassazione da parte dell’accusa. Tutto è molto più semplice, per il giudice, se dispone il rinvio a giudizio. Deve compilare un modulo prestampato con un rigo che indica la data della prima udienza del dibattimento. Nessun rischio di essere smentito dalla Cassazione in quanto il decreto che dispone il processo non è oggetto di alcuna impugnativa. E’ stato anche notato che spesso i provvedimento dei gip/ gup riportano fedelmente le medesime frasi delle relative richieste dei pm. Concorda? Questa è la tecnica del “copia e incolla” che conferma quanto ho detto prima: se il giudice avesse una conoscenza approfondita degli atti non avrebbe bisogno di copiare le motivazione del pm. Ci sono rimedi? Bisognerebbe partire dalle risorse e potenziare gli organici dei magistrati. Su questo la blocco subito. Uno dei vanti del ministro della Giustizia Andrea Orlando è proprio quello di aver ripianato le carenze di organico dei magistrati con più bandi di concorso per centinaia di posti che si sono susseguiti nel suo mandato. Si tratta di un problema di allocazione dei magistrati. Nel caso specifico la proporzione gip/ pm è squilibrata. Ci sono troppi pm rispetto al numero dei gip/ gup. Cosa comporta? Il sistema si congestiona. Ogni gip/ gup ha un carico eccessivo di fascicoli sul ruolo. Questo si riscontra sui tempi di emissione di custodia cautelare che arrivano ad anni di distanza dalla richiesta del pm. Aspetti organizzativi a parte, cosa può fare il legislatore? Ci sono troppe fattispecie di reati. Tutto è penale. Bisognerebbe procedere con una seria depenalizzazione. Penso ad esempio in campo finanziario. E poi incentivare i riti alternativi ed il patteggiamento. In una battuta, come valuta la giustizia penale? Il sistema fa acqua da tutte le parti.
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