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Timestamp: 2020-01-27 17:49:22+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14959 del 15/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14959 del 15/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 15/06/2017, (ud. 16/05/2017, dep.15/06/2017), n. 14959
sul ricorso iscritto al n. 28190/2017 R.G. proposto da:
N.A., rappresentato e difeso dall’Avv. Fulvio Romanelli, con
avverso la sentenza della Corte d’appello di Catanzaro n. 587/16
depositata il 22 aprile 2016;
1. N.A. ha proposto ricorso per cassazione, per un solo motivo, avverso la sentenza del 22 aprile 2016, con cui la Corte d’appello di Catanzaro ha accolto il gravame interposto dal Ministero dell’interno avverso l’ordinanza emessa il 22 giugno 2014 dal Tribunale di Catanzaro, rigettando la domanda di riconoscimento della protezione sussidiaria proposta dall’appellato.
2.1. Il ricorso non merita accoglimento, pur dovendosi procedere, ai sensi dell’art. 384 c.p.c., u.c., alla correzione della motivazione della sentenza impugnata, il cui dispositivo è conforme al diritto.
Com’è noto, il mancato esame da parte del giudice di una questione puramente processuale non dà luogo al vizio di omessa pronuncia, configurabile esclusivamente nel caso di mancato esame di domande od eccezioni di merito, ma può tradursi in un vizio della decisione per violazione di norme diverse dall’art. 112 c.p.c., se ed in quanto si riveli erronea e censurabile, oltre che utilmente censurata, la soluzione implicitamente data dal giudice alla problematica prospettata dalla parte (cfr. Cass., Sez. 6, 12/01/2016, n. 321; Cass., Sez. 1, 10/11/2015, n. 22952; 26/09/2013, n. 22083). In ogni caso, la sentenza impugnata non ha affatto omesso di pronunciare in ordine all’eccepita irritualità della notificazione dell’atto d’appello, rilevabile anche d’ufficio, ma ne ha espressamente riconosciuto la validità, escludendo che la consegna dell’atto presso la cancelleria dovesse essere preceduta da un tentativo effettuato in via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata del procuratore costituito in primo grado, in quanto la notifica aveva avuto luogo in data anteriore all’entrata in vigore del D.L. n. 179 del 2012, art. 16-sexies.
2.2. In effetti, la notifica presso la cancelleria sarebbe stata imposta, ai sensi dell’art. 330 c.p.c., comma 1, dalla circostanza che il procuratore dell’attore, avv. Piero Lucà, iscritto nell’albo dell’Ordine degli Avvocati del Tribunale di Crotone, all’atto della costituzione in giudizio dinanzi al Tribunale di Catanzaro non aveva eletto domicilio in quel Comune, come prescritto dal R.D. 22 gennaio 1934, n. 37, art. 82 con la conseguenza che, dovendosi intendere domiciliato ex lege presso la cancelleria del giudice adito, come previsto dal secondo comma del medesimo articolo, era in quest’ultimo luogo che avrebbe dovuto essere eseguita la notificazione, ai sensi dell’art. 170 c.p.c..
L’onere di procedere prioritariamente alla notifica in via telematica è stato infatti introdotto formalmente soltanto dal D.L. 24 giugno 2014, n. 90, art. 52, comma 1, lett. b), convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 114, che ha inserito nel D.L. n. 179 del 2012 l’art. 16-sexies cit., ai sensi del quale, quando la legge prevede che le notificazioni degli atti in materia civile al difensore siano eseguite, ad istanza di parte, presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario, alla notificazione con le predette modalità può procedersi esclusivamente quando non sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione presso l’indirizzo di posta elettronica certificata, risultante dagli elenchi di cui al D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82, art. 6-bis nonchè dal registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero della giustizia. All’epoca in cui fu effettuata la notificazione, era in vigore soltanto il D.L. n. 179, art. 16, comma 4, il quale tuttavia non può assumere alcun rilievo ai fini che qui interessano, dal momento che si limitava a prescrivere l’utilizzazione della posta elettronica certificata esclusivamente per le comunicazioni e le notificazioni da effettuarsi a cura della cancelleria, e non anche per quelle ad istanza di parte.
2.3. La regola introdotta dal D.L. n. 179 del 2012, art. 16-sexies è peraltro intervenuta a conferire valore formale di legge ad un principio già affermatosi nell’ordinamento, e quindi applicabile anche alla fattispecie in esame, per effetto di una precedente pronuncia di legittimità, con cui le Sezioni Unite di questa Corte, nel comporre un contrasto di giurisprudenza riguardante l’ambito applicativo del R.D. n. 37 del 1934, art. 82 avevano avuto modo di chiarirne anche i rapporti con la nuova disciplina delle notificazioni in via telematica.
Nell’enunciare il predetto principio, le Sezioni Unite non avevano peraltro chiarito quali fossero, sul piano della validità della notificazione, gli effetti dell’inosservanza della regola che ne imponeva l’effettuazione in via prioritaria presso l’indirizzo di posta elettronica certificata: nè tale chiarimento risultava necessario nella fattispecie presa in esame dalla predetta sentenza, avendo avuto luogo la notificazione in epoca anteriore all’introduzione delle disposizioni riguardanti la notificazione in via telematica. Sostiene invece il ricorrente che per effetto di tali disposizioni sarebbe venuta meno la possibilità di ravvisare qualsiasi collegamento tra il destinatario dell’atto e la cancelleria del giudice adito, con la conseguenza che l’avvenuta consegna presso la cancelleria, anzichè all’indirizzo di posta elettronica indicato nell’atto di costituzione, comporterebbe non già la nullità, ma l’inesistenza della notifica, non suscettibile di sanatoria in caso di costituzione in giudizio del destinatario. La tesi trova conforto in un radicato orientamento della giurisprudenza di legittimità, secondo cui la notificazione dell’atto di impugnazione deve considerarsi inesistente, e dunque insanabile, soltanto allorchè la relativa abnormità sia tale da non consentirne in alcun modo l’inserimento nello sviluppo del processo, come nel caso in cui la consegna sia fatta a soggetto o in luogo totalmente estranei al destinatario, mentre è nulla, e quindi suscettibile di sanatoria con efficacia ex tunc, quando sia effettuata in luogo o a persona che, pur diversi da quelli indicati dalla norma processuale, abbiano, in base ad una valutazione ex ante avente ad oggetto l’astratto raggiungimento dello scopo nonostante il vizio della notificazione, un qualche riferimento con il destinatario (cfr. Cass., Sez. 3, 30/05/2014, n. 12301; Cass., Sez. 5, 18/12/2013, n. 28285; 27/05/2009, n. 12381).
Alla stregua di tale principio, la notificazione dell’atto di appello effettuata presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario, anzichè in via telematica all’indirizzo di posta elettronica indicato dal procuratore costituito nell’atto di citazione in primo grado, non può considerarsi inesistente: nonostante l’errata individuazione da parte dell’appellante delle modalità di notificazione applicabili alla fattispecie, l’avvenuta consegna dell’atto ad opera dell’ufficiale giudiziario competente in forme corrispondenti a quelle consentite da disposizioni tuttora in vigore, sia pure in via sussidiaria rispetto a quelle concretamente applicabili, assicura infatti la riconducibilità del procedimento notificatorio ad uno degli schemi astrattamente prefigurati dal legislatore;
risulta pertanto giustificata l’affermazione della mera nullità della notifica e dell’intervenuta sanatoria della stessa, con efficacia retroattiva, per effetto della costituzione dell’appellato, con la conseguente esclusione dell’inammissibilità del gravame.
L’oggettiva incertezza in ordine alla natura del vizio lamentato, superata in epoca pressocchè contemporanea alla proposizione dell’impugnazione, giustifica peraltro la dichiarazione dell’integrale compensazione delle spese processuali tra le parti.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 16
 art. 82
 art. 52
 art. 6
 art. 16
 art. 16
 art. 82
 art. 13
 art. 1
 art. 13