Source: https://www.diritto.it/disegno-di-legge-n-870-d-iniziativa-del-senatore-costa-comunicato-alla-presidenza-il-21-novembre-2001-ed-intitolato-norme-per-contrastare-il-fenomeno-del-mobbing/
Timestamp: 2018-04-23 09:29:09+00:00

Document:
Disegno di legge n. 870, d’iniziativa del senatore Costa, comunicato alla Presidenza il 21 novembre 2001 ed intitolato “Norme per contrastare il fenomeno del mobbing”.
3. Gli atti e comportamenti che rilevano ai fini della presente legge sono caratterizzati dal contenuto vessatorio e da finalità persecutorie che si traducono in molestie, in maltrattamenti verbali, nonchè in atteggiamenti tali da danneggiare la personalità e la dignità del lavoratore, incidendo sulla di lui immagine sociale, sulla situazione privata e professionale, nonchè sulle relazioni sociali, oltre che sulla salute.
5. Il danno di natura psico-fisica, provocato dagli atti e comportamenti di cui ai commi 3 e 4, rileva, ai fini della presente legge, quando incide sulla capacità lavorativa del lavoratore, sia pregiudicandone l’autostima, sia inducendo crisi depressive o danni diretti o indiretti sulla salute.
Art. 2 Annullabilità degli atti di discriminazione
Art. 3. Attività di prevenzione e informazione
1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali emana un apposito decreto con il quale individua le singole fattispecie di violenza e persecuzione ai danni dei lavoratori rilevanti ai sensi della presente legge.
6. A integrazione di quanto disposto dall’articolo 20 della legge 20 maggio 1970, n. 300, i lavoratori hanno diritto di riunirsi, fuori dall’orario di lavoro, nei limiti di sei ore, su base annuale, al fine di esaminare e dibattere riguardo alle violenze e alle persecuzioni psicologiche nei luoghi di lavoro con le modalità e con le forme previste dal citato articolo 20 della legge n. 300 del 1970.
Art. 4 Responsabilità disciplinare
2. Responsabilità analoga a quella di cui al comma 1 grava su chi consapevolmente denuncia gli atti e i comportamenti di cui all’articolo 1, ancorchè notoriamente inesistenti, al solo fine di trarne un qualsivoglia vantaggio.
Art. 5. Ricorso alla giustizia ordinaria
1. Ogni lavoratore che abbia subito violenza o persecuzione psicologica nel luogo di lavoro e non ritenga di avvalersi delle procedure di conciliazione previste dai contratti collettivi, ma intenda adire in giudizio, può promuovere il tentativo di conciliazione contemplato dall’articolo 410 del codice di procedura civile, ove del caso, anche con l’ausilio delle rappresentanze aziendali, là dove esistenti. Il procedimento è regolato dall’articolo 413 del codice di procedura civile.
2. II giudice condanna il responsabile del comportamento sanzionato al risarcimento del danno, la cui liquidazione ha luogo in forma equitativa.
Art. 6 Provvedimento del giudice e pubblicità
1. Il giudice, su istanza della parte interessata, può disporre idonea pubblicità al provvedimento di condanna, a cura e spese del datore di lavoro, ove del caso anche mediante lettera o comunicato, da indirizzare ai dipendenti interessati, appartenenti al reparto o all’unità lavorativa dove la violenza o la persecuzione hanno trovato attuazione.
Art. 7 Configurazione nell’ambito della vita dei partiti politici e delle associazioni

References: Art. 2

Art. 3
 articolo 20

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7