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Timestamp: 2018-11-16 06:15:11+00:00

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C. 5736 ed abb.-A. EMENDAMENTI, 29/06/2005, artt. 10-15
(Contributi in conto interessi su finanziamenti bancari da parte del Fondo per l'innovazione tecnologica e altri Fondi di garanzia).
Sostituire il comma 2, con il seguente:
2. Una quota delle risorse del Fondo di cui all'articolo 14 della legge 17 febbraio 1982, n. 46, è destinata alla promozione ed al sostegno di progetti finalizzati al trasferimento di tecnologie in favore delle piccole e medie imprese realizzati da nuove aggregazioni di soggetti, anche mediante interazione e collaborazione tra il settore pubblico e quello privato della ricerca. Con decreto del Ministro delle attività produttive, di concerto con il Ministro per l'innovazione e le tecnologie, sono stabiliti i criteri per il finanziamento dei relativi progetti, nonché per la definizione e la costituzione di dette aggregazioni e per l'utilizzo dei risultati della ricerca.
10. 200. Di Teodoro.
Dopo il comma 6, aggiungere i seguenti:
6-bis. Una quota delle risorse del Fondo di cui all'articolo 14 della legge 17 febbraio 1982, n. 46, è destinata alla concessione di agevolazioni alle imprese, nei limiti consentiti dalla vigente normativa comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e allo sviluppo, volti alla copertura dei costi, non superiori a 500.000 euro, sostenuti al fine di stimolare il consumo dei prodotti locali, attraverso una migliore e più efficace comunicazione di tali prodotti verso i consumatori da parte delle piccole e medie imprese.
6-ter. Un ulteriore finanziamento annuale, pari a 20 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2005 ai sensi dell'articolo 10 del decreto legge 27 agosto 1993, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422 è destinato alle prime settanta emittenti televisive locali, in base ad una graduatoria nazionale che tenga conto dell'Ascolto Minuto Medio annuale rilevato dall'Auditel. Ogni anno viene presa in considerazione la graduatoria riferita agli ascolti, così come sopra definiti, relativi all'anno precedente. Possono entrare nella suddetta graduatoria le emittenti televisive locali titolari di concessione o di autorizzazione rilasciata ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, che nell'anno precedente a quello per il quale si chiede di essere ammessi al finanziamento, siano state ammesse con provvedimento adottato ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 680, alle provvidenze di cui all'articolo 7 del decreto legge 27 agosto 1993, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422 ovvero abbiano ottenuto il parere favorevole all'ammissione stessa da parte della commissione per le provvidenze alle imprese di radiodiffusione televisiva di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente della repubblica 16 settembre 1996, n. 680, come sostituito dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 3 luglio 1997, n. 269.
6-quater. Il finanziamento viene distribuito, tra le emittenti aventi diritto, in misura proporzionale agli ascolti di cui al comma 3-ter.
6-quinquies. Le emittenti aventi diritto devono presentare regolare domanda al Ministero delle comunicazioni entro il 31 gennaio di ogni anno. Solo per l'anno 2005 la domanda deve essere presentata entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
6-sexies. L'erogazione alle emittenti aventi diritto avviene entro 120 giorni dalla data di presentazione della domanda di ammissione al finanziamento.
10. 201. Peretti, Giuseppe Gianni.
6-bis. Al fine di stimolare il consumo dei prodotti locali, attraverso una migliore e più efficace comunicazione di tali prodotti verso i consumatori da parte delle piccole e medie imprese un ulteriore finanziamento annuale, pari a 20 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2005 ai sensi dell'articolo 10 del decreto legge 27 agosto 1993, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422 è destinato alle prime settanta emittenti televisive locali, in base ad una graduatoria nazionale che tenga conto dell'Ascolto Minuto Medio annuale rilevato dall'Auditel. Ogni anno viene presa in considerazione la graduatoria riferita agli ascolti, così come sopra definiti, relativi all'anno precedente. Possono entrare nella suddetta graduatoria le emittenti televisive locali titolari di concessione o di autorizzazione rilasciata ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, che nell'anno precedente a quello per il quale si chiede di essere ammessi al finanziamento, siano state ammesse con provvedimento adottato ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 680, alle provvidenze di cui all'articolo 7 del decreto legge 27 agosto 1993, n. 323, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 1993, n. 422 ovvero abbiano ottenuto il parere favorevole all'ammissione stessa da parte della commissione per le provvidenze alle imprese di radiodiffusione televisiva di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente della repubblica 16 settembre 1996, n. 680, come sostituito dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 3 luglio 1997, n. 269.
6-ter. Il finanziamento viene distribuito, tra le emittenti aventi diritto, in misura proporzionale agli ascolti di cui al comma 3-ter.
6-quater. Le emittenti aventi diritto devono presentare regolare domanda al Ministero delle comunicazioni entro il 31 gennaio di ogni anno. Solo per l'anno 2005 la domanda deve essere presentata entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
6-quinquies. L'erogazione alle emittenti aventi diritto avviene entro 120 giorni dalla data di presentazione della domanda di ammissione al finanziamento.
10. 202. Peretti, Giuseppe Gianni.
Aggiungere in fine i seguenti commi:
8. Al fine della costituzione e dell'acquisto dei diritti di proprietà industriale in Italia e all'estero, mediante brevettazione, registrazione o negli altri modi previsti dal Codice della proprietà industriale di cui al Decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, alle piccole e medie imprese, così come definite dalla raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, è attribuito un credito d'imposta, di ammontare pari al 50 per cento delle spese complessive, documentate o documentabili, sostenute per la costituzione e l'acquisto di diritti di proprietà industriale relativi a prodotti o servizi, da utilizzare a decorrere dall'esercizio fiscale successivo alla domanda di registrazione. Il credito d'imposta è utilizzabile, a decorrere dal 1o gennaio 2006, esclusivamente in compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio i 997, n. 241. Il Ministro delle attività produttive, con proprio decreto, emanato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, entro 90 giorni dalla di entrata in vigore della presente legge, stabilisce modalità e criteri per la concessione del credito d'imposta.
9. Per il credito di imposta di cui al comma 8, e fino a concorrenza delle risorse, è autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per l'anno 2005 e di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2006 e 2007.
10. Con provvedimento direttoriale del Ministero dell'economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, tenuto anche conto dei provvedimenti di variazione delle tariffe dei prezzi di vendita al pubblico dei tabacchi lavorati, eventualmente intervenuti ai sensi dell'articolo 2 della legge 13 luglio 1965, n. 825, e successive modificazioni, può essere aumentata l'aliquota di base della tassazione dei tabacchi lavorati, di cui all'articolo 28, comma 1, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, al fine di assicurare un maggiore gettito complessivo pari a 15 milioni di euro per l'anno 2005 e a 30 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2006.
10. 11. Gambini, Villetti, Cazzaro, Cialente, Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia,Tedeschi, Ruggeri, Grotto, Zara, Ventura.
8. Ai sensi dell'articolo 64 del Codice dei diritti di proprietà industriale approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 settembre 2004, l'appartenenza dei risultati dell'attività di ricerca svolta nell'ambito dell'attività accademica o da pubblica amministrazione od ente pubblico avente tra i suoi scopi istituzionali finalità di ricerca, o realizzata nell'ambito dei contratti di ricerca, di consulenza ovvero di convenzioni di cui all'articolo 66 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, o di altri strumenti normativi ita- liani o comunitari relativi all'attività di ricerca, appartiene all'università od alla pubblica amministrazione od ente pubblico, avente tra i suoi scopi istituzionali finalità di ricerca, con le quali intercorre il rapporto di lavoro, salvo il diritto spettante all'inventore di esserne riconosciuto l'autore e di ottenere almeno il 30 per cento dei benefici economici derivanti dallo sfruttamento del brevetto. Le università e gli enti pubblici, nell'ambito della propria autonomia, stabiliscono la quota dei proventi spettante all'inventore. Ai fini di questa nonna si intendono enti pubblici di ricerca la pubblica amministrazione od ente pubblico avente tra i suoi scopi istituzionali finalità di ricerca.
9. In caso di più inventori, a tutti spetta il diritto di essere riconosciuti autori. In tal caso il diritto a percepire almeno il 30 per cento o dei diritti derivanti dallo sfruttamento del brevetto è da ripartirsi fra tutti gli autori in parti che si presumono eguali, salvo sia concordata od accertata una diversa partecipazione alla realizzazione dell'invenzione, nel qual caso la ripartizione deve avvenire in misura proporzionale al contributo da ciascuno offerto.
10. L'inventore comunica la sua invenzione all'Università od all'ente pubblico di ricerca con il quale intercorre il rapporto di lavoro secondo le modalità da questi stabilite, affinché l'università o l'ente pubblico di ricerca possano manifestare entro due mesi dalla comunicazione stessa, il proprio interesse ad esercitare il diritto di richiedere il relativo brevetto. Decorso il termine dei due mesi senza che l'università o l'ente pubblico di ricerca abbiano manifestato il proprio interesse ad esercitare il diritto a richiedere il brevetto, o comunque non abbiano proceduto a detto deposito entro i termine di sei mesi successivi a tale manifestazione, il diritto di deposito del brevetto spetta all'inventore.
11. Qualora l'università o l'ente pubblico di ricerca abbia esercitato il diritto di richiedere il brevetto, ma non ne abbia iniziato lo sfruttamento entro i due anni successivi, l'inventore, qualora ne faccia richiesta, acquisisce il diritto a sfruttare gratuitamente l'invenzione e ad esercitare i diritti patrimoniali ad essa connessi.
12. Le università e gli enti pubblici di ricerca hanno la facoltà di decidere in quali paesi si estende l'efficacia della domanda prioritaria di protezione. L'inventore ha diritto di decidere se l'estensione debba essere effettuata,, in territori esclusi dall'università o dagli enti pubblici di ricerca. Analogamente, in fase di rinnovo annuale, se l'università o l'ente pubblico di ricerca decidesse di non mantenere la corresponsione dell'annualità in paesi di non proprio interesse, l'inventore ha la possibilità di mantenere, a sue spese, il pagamento di tali annualità. In tutti i casi previsti nel presente comma, l'inventore è titolare del 70 per cento dei benefici economici derivanti dallo sfruttamento effettuato nei paesi da quest'ultimo prescelti o comunque rinnovati con tasse di mantenimento a suo carico, mentre il restante 30 per cento sarà devoluto all'università o all'ente pubblico di ricerca.
13. Qualora l'università o l'ente pubblico di ricerca decidessero, una volta depositato il brevetto, di offrirlo in cessione a terzi, all'inventore spetta il diritto di prelazione per l'acquisto. Nel caso di ricerche finanziate in tutto o in parte, da soggetti privati ovvero realizzate nell'ambito di specifici progetti di ricerca finanziati da enti pubblici diversi dall'università, ente o amministrazione di appartenenza dei ricercatori, le università e gli enti pubblici, nell'ambito della propria autonomia, stabiliscono ciascun aspetto dei rapporti reciproci, sempre fermo restando che all'inventore spetta il diritto di essere riconosciuto autore dell'invenzione e di una percentuale dei benefici derivanti dallo sfruttamento della stessa.
14. Le università e gli enti pubblici di ricerca, si dotano, singolarmente, o attraverso rapporti convenzionali o associativi, nell'ambito delle proprie risorse finanziarie, di strutture idonee a valorizzare le invenzioni realizzate dai ricercatori e delle quali sono titolari.
10. 205. Cialente, Tocci, Lulli, Mariotti, Gambini.
8. Con decreto del Ministro delle attività produttive sono determinate le modalità per l'accesso delle società cooperative e loro consorzi agli interventi di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415 convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992 n. 488.
9. Al fine di cui al comma 8, una quota delle risorse annualmente disposte a favore della legge 19 dicembre 1992 n. 488, è utilizzata per la concessione degli incentivi e finanziamenti per le società cooperative e loro consorzi.
10. Il Ministro delle attività produttive provvede, con il decreto di cui al comma 8, a disciplinare la concessione, l'erogazione e le modalità applicative relative agli incentivi pubblici concessi alle società cooperative e loro consorzi, fatta salva la verifica del rispetto dell'intensità degli aiuti e del divieto di cumulo delle agevolazioni, di cui alla normativa nazionale e comunitaria.
10. 5. Peretti, Di Giandomenico.
8. Alle società finanziarie costituite ai sensi del comma 1 dell'articolo 24 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, possono partecipare anche i confidi di cui all'articolo 13 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, operanti prevalentemente nei settori del commercio, del turismo e dei servizi. Al capitale sociale di tali società finanziarie possono partecipare anche soggetti diversi dai confidi entro il limite massimo complessivo del 49 per cento.
10. 3. Marras.
8. All'articolo 13 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 9, è aggiunto in fine, il seguente periodo: «Ai confidi costituiti come società cooperative possono partecipare, in qualità di soci sovventori, i Fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui all'articolo 11 della legge 31 gennaio 1992, n. 59»;
b) il comma 19 è abrogato;
c) il comma 43 è abrogato.
10. 6. Peretti, Di Giandomenico.
8. Il comma 2 dell'articolo 1 della legge 27 febbraio 1985, n. 49 è abrogato.
10. 204. Peretti.
8. All'articolo 13 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, i commi 25, 26, 27 e 61-ter sono abrogati. Conseguentemente al comma 1 è soppresso il secondo periodo e il riferimento al comma 25 contenuto nei commi 23 e 24 va inteso in relazione al Fondo di garanzia di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
10. 203. Nieddu, Gambini, Lulli, Quartini, Tedeschi, Nigra, Rugghia, CazzaroCialente,
(Votazione dell'articolo 10)
Dopo l'articolo 10 aggiungere il seguente:
Art. 10-bis. - (Disposizioni in materia di cambiali finanziarie). - 1. Alla legge 13 gennaio 1994, n. 43 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 1:
1) al comma 1, le parole: «ed aventi una scadenza non inferiore a tre mesi e non superiore a dodici mesi dalla data di emissione» sono sostituite dalle seguenti: «ed aventi una scadenza non inferiore ad un mese e non superiore a diciotto mesi dalla data di emissione, di taglio unitario non inferiore a 10.000 euro».
2) dopo il comma 2, è aggiunto il seguente:
«2-bis. Le cambiali finanziarie possono essere emesse da:
a) società ed enti con titoli negoziati in un mercato regolamentato;
b) società che abbiano acquisito una valutazione sulla classe di rischio dell'emissione da parte di una società di rating che corrisponda ai requisiti di professionalità di cui all'articolo 2, comma 5, della legge 30 aprile 1999, n. 130, e che siano iscritte all'Albo tenuto dalla Commissione nazionale per le società e la borsa;
c) società che abbiano avuto l'ultimo bilancio in utile e certificato da un revisore contabile o da una società di revisione iscritta al registro dei revisori contabili; in tale caso i titoli devono essere assistiti da garanzie in misura non inferiore al 25 per cento del loro valore di sottoscrizione rilasciate da soggetti vigilati».
b) All'articolo 4 è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«1-bis. Nei casi di emissione sulla base di un programma, il termine per gli adempimenti relativi alla sollecitazione all'investimento, ai sensi del capo I del titolo II della parte IV del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, è fissato in misura non superiore a dieci giorni».
2. Le cambiali finanziarie di cui alla legge 13 gennaio 1994, n. 43, come da ultimo modificata dal comma 1, possono essere emesse anche in forma dematerializzata; a tal fine l'emittente può avvalersi della Società Monte Titoli Spa, ovvero di una banca o di un intermediario finanziario iscritto nell'elenco speciale previsto dall'articolo 107 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1o settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni.
3. Per l'emissione di cambiali finanziarie in forma dematerializzata, l'emittente deve inviare una richiesta ad un soggetto di cui al comma 2, che deve contenere la promessa incondizionata di pagare alla scadenza le somme dovute, ed in cui siano specificati, altresì:
a) l'ammontare totale dell'emissione;
b) l'importo di ogni singola cambiale;
c) il numero delle cambiali;
d) l'importo dei proventi, totale e suddiviso per singola cambiale;
e) la data di emissione;
f) gli elementi specificati nell'articolo 100, primo comma, numeri da 3) a 7), del regio decreto 14 dicembre 1933, n. 1669;
g) le eventuali garanzie a supporto dell'emissione con l'indicazione dell'identità del garante e l'ammontare della garanzia;
h) l'ammontare del capitale sociale versato ed esistente alla data dell'emissione;
i) la denominazione, l'oggetto e la sede dell'emittente;
l) l'ufficio del registro cui l'emittente è iscritto.
4. Il firmatario della richiesta di cui al comma 3 deve specificare e documentare i propri poteri di firma, che sono controllati a cura e responsabilità del soggetto di cui al comma 2, che controlla, altresì, l'esistenza dei requisiti per procedere all'emissione.
5. La girata delle cambiali dematerializzate può avvenire a cura del soggetto di cui al comma 2, previo ordine di vendita da parte dell'ordinante e di acquisito da parte del nuovo sottoscrittore con le modalità in uso per gli ordini di titoli.
6. Per tutti gli effetti giuridici, compresi il possesso del titolo dematerializzato, l'impegno condizionato al pagamento della somma relativa alle cambiali e i relativi diritti, fanno fede le scritture contabili del soggetto di cui al comma 2.
7. Le cambiali emesse ai sensi del presente articolo sono esenti dall'imposta di bollo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, e successive modificazioni.
8. Al comma 1 dell'articolo 1 del decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239, e successive modificazioni, le parole: «con esclusione delle cambiali finanziarie» sono sostituite dalle seguenti: «comprese le cambiali finanziarie».
9. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, pari a 60.000 euro annui a decorrere dal 2005, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2005-2007, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2005, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
10. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
10. 01. Benvenuto, Lettieri, Pistone, Crisci, Fluvi, Nannicini.
Art. 10-bis. - 1. All'articolo 48, comma 5, lettera f) del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, le parole da: «a ridefinire» fino a: «maggiorazione dello sconto» sono sostituite dalle seguenti: «a ripianare il 60 per cento del superamento suddetto, al netto dell'IVA, tramite una riduzione temporanea del prezzo di vendita al pubblico dei farmaci rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale».
10. 02. Peretti, Di Giandomenico.
Art. 10-bis. - 1. Una quota, pari a 10 milioni di euro, delle risorse del Fondo di cui all'articolo 14 della legge 17 febbraio 1982, n. 46, è destinata alla concessione di agevolazioni alle imprese, nei limiti consentiti dalla vigente normativa comunitaria per gli aiuti di Stato, nelle aree sottoutilizzate determinate con le indagini conoscitive di cui all'articolo 1-ter legge 18 luglio 1993, n. 236, ed individuate con decreto del Ministero del lavoro 31 maggio 1999 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 26 luglio 1999, n. 173 di cui alla convenzione col Ministero del lavoro del 30 luglio 2001.
10. 06. Caparini, Sergio Rossi, Pagliarini, Stucchi.
Art. 10-bis. - 1. Una quota, pari a 10 milioni di euro, delle risorse del Fondo di cui agli articoli 60 e 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, è destinata al finanziamento di interventi per le aree sottoutilizzate individuate con le indagini conoscitive di cui all'articolo 1-ter legge 18 luglio 1993, n. 236, individuate con decreto del Ministero del lavoro 31 maggio 1999 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 26 luglio 1999, n. 173, di cui alla convenzione col Ministero del lavoro del 30 luglio 2001.
10. 08. Caparini, Sergio Rossi, Pagliarini, Stucchi.
Art. 10-bis. - 1. Al decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49, convertito con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 3:
1) il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. I quantitativi revocati ai sensi del comma 1, confluiscono annualmente nella riserva nazionale per essere riattribuiti dall'Agea, nella medesima campagna lattiera, alle regioni e province autonome cui afferivano e fino a un massimo della media dei quantitativi di latte commercializzati nei tre periodi precedenti. I quantitativi sono immediatamente assegnati dalle regioni o dalle province autonome ai produttori di latte secondo i criteri di priorità stabiliti dal comma 4 e fino a coprire la media produttiva delle ultime due annate di produzione commercializzata. La chiusura dell'attività produttiva determina l'automatico decadimento della assegnazione integrativa dei quantitativi e il loro rientro nella riserva regionale cui afferivano. I quantitativi non assegnati alle regioni o province autonome sono utilizzati per la compensazione nazionale di fine periodo proporzionalmente tra tutti i produttori»;
2) il comma 3 è abrogato;
b) all'articolo 10, i commi 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16 e 17 sono abrogati, a decorrere dal periodo di commercializzazione 2005/2006.
10. 0200. Pagliarini.
Art. 10-bis. - 1. I crediti liquidi ed esigibili che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione per forniture di beni o per servizi prestati possono essere ceduti ai soggetti autorizzati all'attività bancaria ai sensi del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, anche senza il consenso del debitore ceduto. I soggetti che hanno scontato il credito si sostituiscono al fornitore nei diritti vantati dal medesimo nei confronti della Pubblica Amministrazione.
2. Entro 15 giorni dalla data della notifica della cessione del credito, l'Ente Pubblico debitore ha obbligo di confermare espressamente al cessionario l'esistenza del proprio debito ovvero di comunicare eventuali difformità o riserve motivate rispetto alla qualità e all'ammontare del credito ceduto. La decorrenza del termine, in caso di silenzio dell'Ente Pubblico, equivale al riconoscimento del proprio debito nella qualità e nell'ammontare oggetto di cessione.
10. 012. Peretti, Di Giandomenico.
Art. 10-bis. (Finanziamento dei progetti delle aggregazioni su base contrattuale e consortile fra micro e piccole imprese) - 1. I contributi di cui all'articolo 9, comma 1, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, sono destinati prioritariamente alle forme di aggregazione su base contrattuale e consortile fra micro e piccole imprese, come definite dalla raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione del 6 maggio 2003, di cui alle lettere c) e d) del comma 1-bis del predetto articolo 9, per il finanziamento di progetti volti a:
a) favorire l'adozione di strumenti societari e aziendali di integrazione delle imprese in funzione del recupero di competitività nei loro mercati di riferimento;
b) sostenere l'adozione di strumenti che contribuiscano alla riqualificazione produttiva ed al recupero di competitività degli insediamenti produttivi distrettualizzati;
c) favorire l'individuazione di strumenti che siano in grado di valorizzare le potenziali o inespresse vocazioni produttive territoriali;
d) realizzare forme di partenariato e collaborazione tra imprese e gli altri soggetti o centri di competenze per la creazione di filiere complesse, per la ricerca e per l'innovazione;
e) sviluppare strumenti di certificazione e qualificazione collettiva dei prodotti anche attraverso la costituzione e la gestione di marchi collettivi;
f) dotare le piccole imprese di strumenti manageriali strutturati per la produzione di economie di scala e per la cooperazione interaziendale;
g) favorire l'allestimento di strutture e servizi che, per filiera o per settore, completino la dotazione di risorse e competenze esistenti a livello di singola impresa ed incentivino i processi di innovazione e trasferimento tecnologico nelle imprese;
h) incentivare l'apertura di nuovi canali di commercializzazione e l'internazionalizzazione delle imprese.
10. 0201. Morgando, Duilio, D'Antoni, Gerardo Bianco, Stradiotto, Milana.
Art. 10-bis. La disposizione di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 15 dicembre 1990, n. 385, per le aziende i cui servizi non hanno formato oggetto di delega di funzioni ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni, è da intendere estesa anche alle opere di ammodernamento e di potenziamento finanziate dal decreto-legge 4 ottobre 1996, n. 517, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1996, n. 611, e dalle legge 7 dicembre 1999, n. 472, 23 dicembre 1999, n. 488, e 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni.
10. 0202. Bornacin.
Art. 10-bis. (Modifiche alla legge finanziaria per il 2005) - 1. Le Autorità portuali sono escluse dalle amministrazioni pubbliche a cui viene applicato il limite all'incremento della spesa ai sensi dell'articolo 1, comma 57, della legge 30 dicembre 2004, n.311.
10. 0203. Rosato, Pasetto, Tuccillo, Carbonella.
Art. 10-bis. (Disposizioni fiscali a favore delle imprese turistiche) - 1. Per gli anni 2005, 2006 e 2007, in deroga alle disposizioni contenute nell'articolo 19-bis, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, è ammessa in detrazione l'IVA relativa:
a) a prestazioni alberghiere afferenti l'organizzazione di convegni, congressi ed eventi similari;
b) a somministrazioni di alimenti e bevande, con esclusione delle somministrazioni effettuate nei confronti dei datori di lavoro nei locali dell'impresa o locali adibiti a mensa scolastica, aziendale o interaziendale e delle somministrazioni effettuate sotto forma di commessa da imprese che forniscono servizi sostitutivi di mense aziendali e in occasione dell'organizzazione di congressi, convegni ed eventi similari;
c) a prestazioni di trasporto di persone ed al transito stradale delle autovetture e autoveicoli di cui all'articolo 54, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada).
Conseguentemente, dopo l'articolo 28 aggiungere il seguente:
Art. 28-bis. -(Aliquote relative alle rendite di capitale) - 1. Sono stabilite nella misura del 19 per cento le aliquote, che risultino inferiori a tale misura, relative ai redditi di capitale di cui alle seguenti disposizioni:
a) articoli 26, 26-ter e 27 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600;
b) articolo 1 del decreto-legge 2 ottobre 1981, n. 546, convertito, con modificazioni, dalla legge 1o dicembre 1981, n. 692;
c) articolo 9 della legge 23 marzo 1983, n. 77;
d) articoli 5 e 11-bis del decreto-legge 30 settembre 1983, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983, n. 649;
e) articolo 14 del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 84;
f) articolo 2 del decreto legislativo 1o aprile 1996, n. 239;
g) articoli 5 e 7 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.
10. 0204. Gambini, Cazzaro, Cialen e, Lulli, Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi, Grotto.
Art. 10-bis. - 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) provvede ad emanare direttive per la revisione delle tariffe di pedaggio autostradale prevedendo una maggiorazione pari all' 1 per cento sulle tariffe calcolate in base ai criteri stabiliti dall'articolo 11 della legge 23 dicembre 1992, n. 498.
2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono fissate le tariffe di pedaggio autostradale conformemente alle direttive del CIPE emanate ai sensi del comma l.
3. A decorrere dalla data di applicazione delle nuove tariffe le società concessionarie autostradali hanno l'obbligo di corrispondere un importo pari all' 1 per cento delle tariffe riscosse secondo modalità da stabilire con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tali somme confluiscono nel Fondo per le agevolazioni alla ricerca, di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, e successive modificazioni, con l'obbligo di destinarne il 50 per cento alla ricerca scientifica in campo medico.
10. 0205. Giuseppe Gianni, Antonio Leone, Di Teodoro, Grillo, Canelli, Romele, Gastaldi, Palumbo, Emerenzio Barbieri, Baiamonte, Amato, Boccia, Volontè, Ricciotti, Mereu, Di Giandomenico, Fatuzzo, Patarino, Meroi.
Art. 10-bis. (Programma di investimenti portuali). - 1. Per la realizzazione di opere infrastrutturali di ampliamento, ammodernamento e riqualificazione dei porti di interesse nazionale, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti adotta, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, sulla base delle richieste provenienti dalle autorità portuali, sentite le regioni interessate, un programma di investimenti finalizzato alla realizzazione di interventi di riqualificazione funzionale delle banchine, di manutenzione straordinaria delle infrastrutture portuali e di collegamento delle stesse con la rete stradale e ferroviaria nazionale.
2. Lo schema di programma degli investimenti finanziabili e la ripartizione delle risorse, prima della definitiva adozione, è trasmesso per il parere alle competenti commissioni parlamentari che si esprimono entro quarantacinque giorni dalla trasmissione.
3. Per finanziare gli investimenti presenti nel piano di cui al comma 1, le autorità portuali sono autorizzate a contrarre mutui quindicennali o ad effettuare altre operazioni finanziarie in relazione a rate di ammortamento per capitale ed interessi complessivamente determinati dai limiti di impegno quindicennali a carico dello Stato per euro 350 milioni annui a decorrere dall'anno 2005. II Ministro delle infrastrutture e dei trasporti provvede annualmente ad erogare direttamente a ciascuno degli istituti di credito interessati le quote di rate di ammortamento spettanti ovvero i complessivi oneri connessi ad altre operazioni finanziarie.
10. 0206. Rosato, Pasetto, Realacci, Carbonella, Tuccillo, Morgando.
Art. 10-bis. - 1 Per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007 ai soggetti insediati nelle aree di interesse nazionale di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 426, e successive modificazioni, è attribuito un credito d'imposta ai fini delle imposte sul reddito pari al 50 per cento annuo del valore degli investimenti effettuati e pagati dai medesimi soggetti in ciascuno dei tre indicati esercizi finanziari per la caratterizzazione e la bonifica di siti inquinati, estendibile al 100 per cento ove sia accertata la responsabilità dell'ente pubblico dello stato di inquinamento evidenziato. Il credito d'imposta può essere compensato ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, entro il limite di cinque esercizi finanziari a decorrenza dall'esercizio in cui le spese sono state sostenute.
2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle attività produttive, da emanare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le tipologie di costi ammessi e le modalità di attuazione, di controllo e di verifica delle disposizioni di cui al comma 1.
3. Le concessioni demaniali di aree incluse nei perimetri ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'ambiente 25 ottobre 1999, n. 471, in cui vengano effettuati interventi di bonifica sono prorogate, su richiesta degli interessati scomputando dal canone una quota degli investimenti privati per le bonifiche stesse, per un massimo di nove anni sulla base di criteri definiti, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, sentiti il Ministro dell'economia e delle finanze e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
4. È autorizzato l'utilizzo del fondo di rotazione, istituito ai sensi del comma 9-bis dell'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e le cui modalità di funzionamento sono disciplinate ai sensi del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 14 ottobre 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 28 aprile 2004, anche ai soggetti privati definiti dall'articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio 18 settembre 2001, n. 468, con le modalità previste con apposito decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio da emanare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge.
10. 0207. Rosato, Pasetto, Banti.
(Convenzioni per la gestione di interventi in favore delle imprese artigiane).
(Votazione dell'articolo 11)
Dopo l'articolo 11, aggiungere il seguente:
Art. 11-bis. - 1. Per migliorare e rafforzare la competitività dei prodotti agricoli nazionali, per il sostegno della ricerca nel campo delle produzioni agroalimentari di qualità del Mezzogiorno, per la valorizzazione dei centri di ricerche e studi in materia di biotecnologie applicate alla valorizzazione di prodotti tipici e di qualità e per il potenziamento delle iniziative a tutela della sicurezza alimentare, l'Istituto di ricerca di cui all'articolo 4, comma 46 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 opera come struttura nazionale nonché come struttura decentrata e di supporto dell'ente di cui al decreto legge 3 maggio 2004, n. 113, convertito con modificazioni in legge 2 luglio 2004, n. 164, anche ai fini di quanto previsto dal Regolamento (CE) n. 178/2002, articolo 33, paragrafi 2 e 3, e articolo 36. A tal fine, a decorrere dal 2005, con la stessa procedura prevista dall'articolo 1-bis, comma 2 del citato decreto legge n. 113 del 2004 possono essere individuati specifici interventi infrastrutturali richiesti per garantire la funzionalità della struttura di ricerca, a valere sulle risorse finanziarie previste dal citato articolo 1-bis.
11. 0200. Antonio Pepe, Antonio Leone, Alberto Giorgetti.
(Disposizioni in favore dell'internazionalizzazione delle imprese).
01. Il fondo rotativo di cui all'articolo 2 del decreto-legge 29 maggio 1981, n. 251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, può essere, a cura dell'ente gestore, garantito contro i rischi di mancato rimborso presso una compagnia di assicurazione o istituto di credito. I costi della garanzia o assicurazione sono dall'ente gestore addebitati agli operatori beneficiari dei finanziamenti a valere sul fondo. Le condizioni e le modalità del contratto di assicurazione o garanzia sono sottoposte all'approvazione del Comitato di gestione del fondo e non devono comportare oneri a carico del fondo.
12. 201. Alberto Giorgetti, Migliori.
12. 202. Nieddu, Gambini, Cazzaro, Cialente, Lulli, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi, Grotto.
Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: anche artigiane, aggiungere le seguenti: e alle cooperative, singole o associate,.
12. 203. Franci, Rava, Borrelli, Sandi, Sedioli, Preda, Oliverio, Sedioli, Stramaccioni.
1-bis. Il Governo è delegato ad adottare procedure e modalità semplificate per garantire l'accesso ai finanziamenti ai sensi della legge 29 luglio 1981, n. 394 anche alle piccole e medie imprese.
* 12. 11. Gambini, Cazzaro, Cialente, Lulli, Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi.
* 12. 200. Morgando, Duilio, Stradiotto, Milana, Gerardo Bianco, D'Antoni.
3. Allo scopo di ottimizzare, ai sensi e per gli effetti del Regolamento CE n. 1334/2000 del Consiglio, il sistema dei controlli, di cu all'articolo 12 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 96, sulle attività connesse alle esportazioni di beni a duplice uso sottoposte a procedura autorizzativa ai sensi dell'articolo 2 dello stesso decreto legislativo, è assegnato all'Autorità nazionale di cui al medesimo articolo 2 un contingente integrativo, nel numero massimo di quattro unità di personale, anche comandato, e di esperti.
4. Per le finalità di cui al comma 3 è autorizzata la spesa di 104.000 euro per l'anno 2005 e di 108.000 euro a decorrere dall'anno 2006, da iscrivere nello stato di previsione del Ministero delle attività produttive per affluire ad apposita contabilità speciale istituita presso la Tesoreria Provinciale di Roma, intestata all'Autorità nazionale competente.
5. All'onere derivante dall'attuazione del comma 4, pari a 104.000 euro per l'anno 2005 e a 108.000 euro per ciascuno degli anni 2006 e 2007, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2005-2007, nell'unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2005, all'uopo parzialmente utilizzando l'apposito accantonamento della voce «Ministero degli affari esteri».
6. Al fine di sostenere le piccole e medie imprese esportatrici italiane o loro consorzi nella competizione internazionale mediante il rinnovo della loro produzione, le disponibilità finanziarie di cui al Fondo istituito dall'articolo 2 del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, possono essere utilizzate anche per la concessione a dette imprese e consorzi di finanziamenti di attività da svolgere per l'innovazione, quali la progettazione, sperimentazione, prototipizzazione, ingegnerizzazione, collaudo e brevettazione di nuovi prodotti o modelli per il mercato internazionale.
7. Ai fini di quanto previsto al comma 6, per piccole e medie imprese si intendono le imprese definite tali dal Ministro delle attività produttive, con i decreti in vigore emessi in conformità con le disposizioni dell'Unione europea, e la cui quota di ricavi esteri risulti congruente con le finalità di internazionalizzazione del progetto presentato.
8. L'importo massimo del finanziamento concedibile ai sensi del comma 1 del presente articolo è pari al 100 per cento dell'importo complessivo delle spese ammissibili, ancora da sostenersi. Il limite massimo dell'importo del finanziamento concedibile è pari ad euro 500.000 per ciascun programma di innovazione. Tale importo è elevabile fino ad euro 1.000.000 qualora il soggetto beneficiano sia un consorzio.
9. Il tasso di interesse fisso è pari al 15 per cento del tasso di riferimento vigente alla data di stipula del relativo contratto, applicabile alle operazioni di credito agevolato alle esportazione a tasso variabile effettuate con raccolta sul mercato interno, stabilito dal Ministero del tesoro con decreto ministeriale 21 dicembre 1994. Il finanziamento può essere concesso per una durata non superiore a sei anni, di cui due di preammortamento, durante il quale sono corrisposti solo gli interessi, e quattro di ammortamento.
10. A totale copertura del rimborso del capitale, dei relativi interessi e di altri oneri accessori, le imprese beneficiarie dovranno prestare idonee garanzie. Le imprese potranno essere ammesse al beneficio della garanzia integrativa e sussidiaria (GIS) di cui all'articolo 21, comma 5, della legge 5 marzo 2001, n. 57.
11. Le condizioni, le modalità ed i limiti per la concessione e l'erogazione del finanziamento, le tipologie e le modalità delle garanzie sono determinate dal Comitato di cui alla Convenzione del 16 ottobre 1998 tra il Ministero del commercio con l'estero e la SIMEST SpA, stipulata ai sensi dell'articolo 25 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, nel rispetto delle disposizioni emanate in materia dall'Unione Europea. Detto Comitato stabilirà altresì i tempi e le condizioni, anche di tasso, da applicare in caso in etti l'impresa beneficiaria non realizzi le finalità di cui al primo comma del presente articolo.
12. Il Ministero delle attività produttive, anche mediante ispezioni in loco, può accertare la realizzazione del programma finanziato e verificare il relativo stato di attuazione. A tal fine il Ministero può avvalersi della collaborazione di propri uffici, enti e società ad esso collegate. Le spese relative all'effettuazione dei controlli sono a carico del Fondo di cui all'articolo 2 decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 1981, n. 394.
13. Per la gestione degli interventi di cui ai commi 6 e 12 e di tutti gli interventi effettuati a valere sul Fondo di cui all'articolo 2 decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, si applicano gli stessi parametri per la determinazione delle commissioni e quanto altro stabilito dalla convenzione sottoscritta tra la SIMEST S. P. A. e il Ministero delle attività produttive per la gestione di detto Fondo, ad eccezione di guanto previsto per la quantificazione complessiva delle commissioni. La revisione della citata convenzione dovrà essere effettuata limitatamente all'introduzione del pieno criterio di proporzionalità tra le commissioni da corrispondere alla SIMEST S. P. A e l'attività da essa svolta per la gestione di tutti gli interventi effettuati a valere sul predetto Fondo in ciascun anno di riferimento.
12. 205. Alberto Giorgetti, Migliori.
3. Per le piccole e medie imprese esportatrici che negli ultimi tre anni abbiano realizzato nei mercati extracomunitari almeno il 20 per cento del loro fatturato complessivo e che, nel primo semestre 2003 abbiano registrato un decremento pari almeno al 10 per cento del fatturato realizzato nei predetti mercati, confrontato con quello realizzato nel primo semestre del 2001, il limite massimo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, è fissato, per il periodo d'imposta in vigore al 1o gennaio 2005, in euro 5 milioni.
Conseguentemente, dopo l'articolo 12 aggiungere il seguente:
Art. 12-bis - (Adeguamento aliquote rendite finanziarie) - 1. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 3 dell'articolo 12, salvo quanto non sia previsto diversamente, si provvede, fino a concorrenza degli importi, mediante le maggiori entrate derivanti dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma 2.
2. Sono stabilite nella misura del 19 per cento le aliquote relative ai redditi di capitale di cui alle seguenti disposizioni:
b) articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 1983, n. 512, convertito dalla legge 25 novembre 1983, n. 649;
c) articolo 2 del decreto legislativo 1o aprile 1996, n. 239; articolo 1 del decreto legislativo 2 ottobre 1981, n. 546, convertito dalla legge 1o dicembre 1981, n. 692;
d) articolo 9 della legge 23 marzo 1983, n. 77;
f) articolo 11-bis del decreto-legge 30 settembre 1983, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983, n. 649;
g) articoli 5, 7 e 13 del decreto legislativo 21 novembre 1997 n. 461.
3. Il punto 2) dell'articolo 3, comma 1, lettera d) della legge 7 aprile 2003, n. 80, è soppresso.
12. 204. Nigra, Gambini, Cazzaro, Cialente, Lulli, Nieddu, Quartiani, Rugghia, Tedeschi, Grotto.
3. All'articolo 2, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 19, dopo le parole: «di cui all'articolo 1, comma 1» sono aggiunte le seguenti: «, nonché nella Repubblica popolare cinese e in India».
12. 209. Rosato, Damiani, Maran, Moretti.
3. All'articolo 2, della legge 9 gennaio 1991, n. 19, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
«1-bis. La FINEST Spa è autorizzata alla prestazione di garanzie in favore di aziende ed istituti di credito italiani o esteri per finanziamenti a soci esteri locali a fronte della loro partecipazione nelle società ed imprese estere, entro i limiti di cui al comma 5».
12. 208. Rosato, Damiani, Maran, Moretti.
3. All'articolo 2 della legge 9 gennaio 1991, n. 19, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, primo periodo, le parole: «società estera» sono sostituite dalle seguenti: «società mista»;
b) dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti:
«5-bis. Per le partecipazioni ed i finanziamenti di FINEST Spa si applicano le seguenti disposizioni:
a) FINEST Spa può concedere finanziamenti, di durata non superiore ad otto anni, alle imprese o società estere partecipate da FINEST Spa in misura non eccedente il 25 per cento dell'impegno finanziario previsto dal programma economico dell'impresa o società estera; tale limite è aumentato al 50 per cento per le piccole e medie imprese, come definite ai sensi della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003. I limiti riferiti alla durata del finanziamento, al destinatario dello stesso nonché all'impegno previsto dal programma economico dell'impresa o società estera, non si applicano alle operazioni effettuate su provvista fornita dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), dalla International Financial Corporation (IFC) o da altre organizzazioni finanziarie internazionali di cui lo Stato italiano è membro;
b) FINEST Spa può partecipare a società italiane o estere che abbiano finalità strumentali correlate al perseguimento degli obiettivi di promozione e di sviluppo delle iniziative di imprese italiane di investimento e di collaborazione commerciale ed industriale all'estero, quali società finanziarie, assicurative, di leasing e di factoring, nonché partecipare a società o fondi di investimento pubblici, privati e/o misti. In tali casi non si applicano la percentuale di partecipazione, il vincolo di durata e l'obbligo di cessione di cui al presente articolo;
c) FINEST Spa può costituire uno o più patrimoni ciascuno dei quali destinato in via esclusiva ad uno specifico affare;
d) in base ad apposite convenzioni con il Ministero delle attività produttive FINEST Spa può gestire i fondi rotativi di cui all'articolo 5, comma 2, lettera g) della legge 21 marzo 2001, n. 84.
5-ter. Il CIPE, con propria delibera adottata su proposta del Ministro delle attività produttive, sentito il Ministro dell'economia e delle finanze, stabilisce:
a) le ipotesi in cui il limite del 25 per cento della partecipazione può essere aumentato;
b) le ipotesi in cui il termine per la cessione può essere prorogato;
c) le ipotesi in cui, in ragione dell'uso di fondi specifici destinati allo scopo, non si applica il limite massimo di partecipazione o l'obbligo di cessione;
d) le ipotesi in cui FINEST Spa, in deroga ai limiti di cui al presente articolo, può essere autorizzata a partecipare ad aumenti del capitale sociale di società di diritto italiano interamente destinati a realizzare l'acquisizione di partecipazioni di imprese o società all'estero;
e) individua, ai fini degli interventi della FINEST Spa, i Paesi o le aree geografiche di interesse prioritario diversi dai Paesi di cui all'articolo 1, comma 1. FINEST Spa, in base ad apposite convenzioni con il Ministero delle attività produttive, può gestire quota parte dei fondi di cui all'articolo 25, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, nonché quota parte dei fondi rotativi istituiti ai sensi dell'articolo 46 della legge 12 dicembre 2002, n. 273.
5-quater. Il soggetto gestore del fondo di cui all'articolo 3 della legge 28 maggio 1973, n. 295, corrisponde contributi agli interessi agli operatori italiani a fronte di operazioni di finanziamento della loro quota, o di parte di essa, di capitale di rischio nelle società o imprese all'estero partecipate dalla FINEST Spa ed aventi sede in Paesi non facenti parte dell'Unione europea, con le modalità, le condizioni e l'importo massimo stabiliti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle attività produttive».
12. 206. Rosato, Damiani, Maran, Moretti.
3. Il Governo è delegato ad adottare procedure e modalità semplificate per garantire l'accesso ai finanziamenti ai sensi del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, anche alle piccole e medie imprese.
12. 207. Nieddu, Gambini, Cazzaro, Cialente, Lulli, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi, Grotto.
(Votazione dell'articolo 12)
Dopo l'articolo 12 aggiungere il seguente:
Art. 12-bis. - (Modifiche alla legge 29 dicembre 1993, n. 580). - 1. Alla legge 29 dicembre 1993, n. 580, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 14, il comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. La giunta nomina tra i suoi membri uno o più vicepresidenti secondo quanto previsto dallo statuto di cui all'articolo 3. In presenza di più vicepresidenti, uno di essi assume la funzione di vicepresidente vicario e in caso di assenza o di impedimento del presidente ne assume temporaneamente le funzioni.»;
b) all'articolo 20, comma 3, lettera a) dopo le parole: «dell'Unioncamere» sono aggiunte le seguenti: «delle Unioni regionali delle Camere di Commercio» ed alla lettera b), dopo le parole: «provenienti da imprese pubbliche o private» sono inserite le seguenti: «, da società consortili, anche in forma cooperativa, e da organizzazioni di rappresentanza delle categorie economiche, produttive e professionali».
12. 04. Peretti.
Art. 12-bis. - (Modifiche alla legge 29 dicembre 1993, n. 580). - 1. Alla legge 29 dicembre 1993, n. 580, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all'articolo 14 comma 3, dopo le parole «temporaneamente le funzioni» aggiungere il seguente paragrafo: «Nelle camere di commercio con oltre 70.000 imprese iscritte ovvero annotate nel relativo registro delle imprese, la giunta può nominare tra i suoi membri anche più di un vicepresidente secondo quanto previsto dallo statuto di cui all'articolo 3 della presente legge. In presenza di più vicepresidenti, uno di essi assume la funzione di vicepresidente vicario che, in caso di assenza o impedimento del presidente, ne assume temporaneamente le funzioni»;
b) all'articolo 20, comma 3, lettera b), le parole «provenienti da imprese pubbliche o private» sono sostituite dalle seguenti: «provenienti dalle unioni regionali delle camere dl commercio ovvero da imprese pubbliche o private,».
2. Dall'attuazione del comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
*12. 07. Cento, Zanella.
*12. 010. Mosella, Lusetti, Pasetto, Giachetti.
* 12. 013. Peretti, Di Giandomenico.
*12. 021. Rodeghiero, Pagliarini.
Art. 12-bis. (Norme per la semplificazione delle procedure di iscrizione al registro delle imprese ed al repertorio delle notizie economiche ed amministrative - REA). - 1. Con uno o più regolamenti emanati secondo quanto disposto dal comma 2, sono stabilite le norme di adeguamento del regolamento istitutivo del registro delle imprese, di cui all'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, che devono prevedere in particolare:
a) la razionalizzazione delle forme di pubblicità per le imprese, in coordinamento con le disposizioni di riforma del diritto societario, approvate con decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6, in esecuzione della legge 3 ottobre 2001, n. 366;
b) la semplificazione delle procedure di iscrizione, modifica e cancellazione delle imprese, in coerenza con i processi di riforma della regolazione e secondo criteri di omogeneità di disciplina, unicità di responsabilità, snellimento di fasi ed eliminazione di adempimenti ed oneri a carico delle imprese, anche in linea con i principi di telematizzazione del registro delle imprese, introdotti dall'articolo 31 della legge 24 novembre 2000, n. 340, prevedendo l'attivazione di collegamenti telematici con le pubbliche amministrazioni e l'utilizzo del portale per i servizi integrati per le imprese;
c) l'individuazione, nel rispetto delle disposizioni del codice civile ed in attuazione dei principi della legislazione in materia di imprese, degli elementi informativi su soggetti, atti e fatti che devono essere riportati nel REA, prevedendo altresì interventi di iscrizione e cancellazione d'ufficio ed evitando duplicazioni di adempimenti a carico delle imprese;
d) la disciplina di sanzioni amministrative, comprese tra un ammontare minimo di euro cinquanta ed un ammontare massimo di euro cinquecento, per il ritardo o l'omissione della presentazione delle domande d'iscrizione al REA, secondo criteri di tassatività, trasparenza e proporzionalità,
e) il rilascio, anche per corrispondenza e per via telematica, a chiunque ne faccia richiesta, di certificati e visure, di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA, o attestanti il deposito di atti a tal fine richiesti o che attestino la mancanza di iscrizione, nonché di copia integrale o parziale di ogni atto per il quale siano previsti l'iscrizione o il deposito nel registro delle imprese e nel REA, in conformità alle norme vigenti;
f) la disciplina semplificata delle misure da adottare in caso di smarrimento, distruzione o malfunzionamento del dispositivo di firma digitale o comunque impedimento da parte del soggetto obbligato, anche per motivi dipendenti da disfunzioni del sistema, in modo da garantire la continuità di gestione amministrativa delle attività di pubblicità presso il registro delle imprese;
g) l'espressa abrogazione delle disposizioni regolamentari nonché delle disposizioni legislative di natura procedimentale in materia di registro delle imprese incompatibili con la nuova normativa, con particolare riferimento al decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, ed al decreto del Presidente della Repubblica 14 dicembre 1999, n. 558.
h) l'integrazione della modulistica in uso per il registro delle imprese, per l'attivazione automatica dell'iscrizione agli enti previdenziali, ai sensi dell'articolo 44 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
2. I regolamenti di cui al comma 1 sono emanati ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle attività produttive, di concerto con i Ministri della giustizia e per la funzione pubblica, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, del parere del Consiglio di Stato nonché delle competenti Commissioni parlamentari. I pareri della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato sono resi entro novanta giorni dalla richiesta; quello delle Commissioni parlamentari è reso, successivamente ai precedenti, entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorsi i sessanta giorni dalla richiesta di parere alle Commissioni parlamentari, i regolamenti possono essere comunque emanati.
12. 0202. Alberto Giorgetti.
b) la semplificazione delle procedure di iscrizione, modifica e cancellazione delle imprese, in coerenza con i processi di riforma della regolazione e secondo criteri di omogeneità di disciplina, unicità di re

References: in fine
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Art. 10
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Art. 10
 articolo 9

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Art. 10

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Art. 28
 articolo 1
 articolo 9
 articolo 14
 articolo 2

Art. 10

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Art. 10

Art. 11
 articolo 33
 articolo 36
 articolo 1
 articolo 2

Art. 12
 articolo 5
 articolo 2
 articolo 1
 articolo 9
 articolo 11

Art. 12

Art. 12

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