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Timestamp: 2018-12-12 03:10:45+00:00

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Individuazione della competenza ad amministrare i beni immobili dello Stato. Amministrazione dei beni mobili
G.U. 23/11/1923 n. 275
TITOLO I – Del patrimonio dello Stato. Dei contratti
I beni immobili dello Stato, tanto pubblici quanto posseduti a titolo di privata proprietà, sono amministrati a cura del Ministero delle finanze, salve le eccezioni stabilite da leggi speciali.
I beni immobili assegnati ad un servizio governativo s’intendono concessi in uso gratuito al ministero da cui il servizio dipende e sono da esso amministrati. Tosto che cessi tale uso passano all’amministrazione delle finanze.
Ciascun ministero provvede all’amministrazione dei beni mobili assegnati ad uso proprio o di servizi da esso dipendenti, salve le disposizioni speciali riguardanti i mobili di ufficio.
A cura del Ministro delle finanze deve formarsi l’inventario dei beni immobili di pertinenza dello Stato, distinguendo quelli destinati in servizio governativo dagli altri, e indicando gli elementi atti a farne conoscere la consistenza ed il valore.
Ciascun ministro deve far compilare l’inventario dei mobili e dei materiali di spettanza dello Stato.
MODIFICATO DALL’ART. 2 DPR 30/06/72 N. 627
[SOST COMMA 1 CON I COMMI 1 E 2]
I contratti dai quali derivi un’entrata per lo Stato debbono essere preceduti da pubblici incanti, salvo che per particolari ragioni, delle quali dovrà farsi menzione nel decreto di approvazione del contratto, e limitatamente ai casi da determinare con il regolamento, l’amministrazione non intenda far ricorso alla licitazione ovvero nei casi di necessità alla trattativa privata.
I contratti dai quali derivi una spesa per lo Stato debbono essere preceduti da gare mediante pubblico incanto o licitazione privata, a giudizio discrezionale dell’amministrazione.
Sono escluse dal fare offerte per tutti i contratti le persone o ditte che nell’eseguire altra impresa si siano rese colpevoli di negligenza o malafede. L’esclusione è dichiarata con atto insindacabile della competente amministrazione centrale, la quale ne dà comunicazione alle altre amministrazioni.
Nei modi e nelle forme che saranno stabilite nell’invito, si procede, a giudizio insindacabile dell’amministrazione, alla scelta del progetto che risulti preferibile, tenuto conto degli elementi economici e tecnici delle singole offerte e delle garanzie di capacità e serietà che presentano gli offerenti, e si fa quindi luogo alla stipulazione del contratto.
MODIFICATO DALL’ART. 20 DPR 20/04/94 N. 367
[MOD COMMA 1]
I progetti di contratti devono essere comunicati al Consiglio di Stato, per averne il parere, quando l’importo previsto superi le lire 600.000.000 se si tratta di contratti da stipularsi dopo pubblici incanti o le lire 300.000.000 se da stipularsi dopo privata licitazione o nel modo di cui al precedente art. 4.
Il Consiglio di Stato darà il parere, tanto sulla regolarità del contratto, quanto sulla convenienza amministrativa, al quale uopo gli saranno forniti dai ministeri i documenti, le giustificazioni e le notizie che riterrà di chiedere.
Il parere del Consiglio di Stato sarà dal ministero comunicato alla Corte dei conti a corredo del decreto di approvazione del contratto, del quale viene chiesta la registrazione.
Per ragioni di evidente urgenza, prodotte da circostanze non prevedibili, da farsi risultare nel decreto di approvazione del contratto, potranno comunicarsi al Consiglio di Stato, prima dell’approvazione ministeriale, in luogo dei progetti di contratti, i verbali di aggiudicazione o gli schemi di contratto sottoscritti dalla parte.
ARTICOLO SOSTITUITO DALL’ART. 13 L. 22/02/94 N. 146
1. Per l’acquisto di autoveicoli, motoveicoli, mezzi di trasporto in genere e loro parti di ricambio, prodotti dall’industria nazionale ovvero da un’industria di uno Stato membro della Comunità europea, nonché per l’acquisto di carburanti, lubrificanti e ossigeno liquido avio destinati alle Forze armate e forniti dall’industria nazionale ovvero da un’industria di uno Stato membro della Comunità europea, non si applica il disposto del precedente art. 5 e quello del successivo art. 6, secondo comma.
MOD COMMA 2
Qualora, per speciali ed eccezionali circostanze, che dovranno risultare nel decreto di approvazione del contratto, non possano essere utilmente seguite le forme indicate negli artt. 3 e 4, il contratto potrà essere concluso a trattativa privata.
Se l’importo previsto superi le lire 150.000.000 il progetto di contratto o, nel caso di cui al precedente art. 5, comma ultimo, lo schema di contratto firmato dalla ditta contraente sarà, ai sensi dell’articolo medesimo, comunicato al Consiglio di Stato per il parere.
Ove il contratto riguardi materia per la quale esistono capitolati d’oneri approvati dopo sentito il Consiglio di Stato e le condizioni del contratto siano conformi a quelle dei detti capitolati, i limiti di somma stabiliti per il parere del Consiglio stesso dagli artt. 5 e 6 sono aumentati della metà.
I servizi che per la loro natura debbono farsi in economia sono determinati e retti da speciali regolamenti approvati con decreto reale previo parere del Consiglio di Stato.
Quando ricorrano speciali circostanze potranno eseguirsi in economia, in base ad autorizzazione data con decreto motivato del ministro, servizi non preveduti dai regolamenti. Sarà in tal caso sentito il Consiglio di Stato, ove l’importo superi le lire 60.000.000.
Qualora, nella esecuzione di un contratto, pel quale non sia intervenuto il parere del Consiglio di Stato, sorga la necessità di arrecarvi mutamenti che ne facciano crescere l’ammontare oltre i limiti indicati negli artt. 5, 6 e 7 prima che si provveda al pagamento finale, dovranno gli atti relativi comunicarsi al Consiglio di Stato per il parere.
Se trattasi di spese in economia gli atti dovranno comunicarsi al Consiglio di Stato, quando l’importo preveduto in cifra non eccedente le lire 60.000.000, venga nel fatto a superare tale somma.
MODIFICATO DALL’ART. 1 DPR 30/06/72 N. 627
[SOST COMMA 1 CON I COMMI 1, 2 E 3]
Per l’acquisto all’estero di combustibili, di tabacchi, di beni la cui produzione è garantita da privativa industriale, di macchinari, di strumenti ed oggetti di precisione che solo ditte straniere possono fornire con i requisiti tecnici ed il grado di perfezione richiesti, nonché per l’esecuzione all’estero di lavori relativi ai beni predetti e per il noleggio delle navi destinate ai trasporti di combustibili, l’amministrazione può provvedere direttamente nei luoghi di produzione e nei principali mercati stranieri a trattativa privata.
Per l’acquisto e la permuta all’estero di terreni edificatori ed edifici da destinarsi a sedi di rappresentanze diplomatiche e consolari non si applica il disposto degli articoli 5 e 6, secondo comma, del presente decreto.
Alle relative convenzioni non è applicabile il disposto degli artt. 5, 6, 2° comma, e 19 del presente decreto.
Qualora, nel corso di esecuzione di un contratto, occorra un aumento od una diminuzione nelle opere, lavori o forniture, l’appaltatore è obbligato ad assoggettarvisi, alle stesse condizioni, fino a concorrenza del quinto del prezzo di appalto. Al di là di questo limite egli ha diritto alla risoluzione del contratto.
In questo caso sarà all’appaltatore pagato il prezzo delle opere, dei lavori o delle forniture eseguite, a termini di contratto.
L’aumento entro il limite del quinto della somma preventivata non rende, in verun caso, necessario il parere del Consiglio di Stato.
MODIFICATO DALL’ART. 2 DL 02/03/89 N. 65 CONVERTITO IN L. 26/04/89 N. 155
[ABR COMMA 5]
[SOST COMMI 6 E 7]
Non si possono stipulare interessi e provvigioni a favore di fornitori e intraprenditori sulle somme che fossero obbligati di anticipare per l’esecuzione dei contratti.
Nei contratti per forniture, trasporti e lavori non si può stipulare l’obbligo di far pagamenti in conto, se non in ragione dell’opera prestata o della materia fornita.
Con decreto del Ministero del Tesoro può consentirsi, per periodi di durata determinata, che, in deroga a quanto disposto dal precedente quarto comma, le amministrazioni dello Stato, comprese quelle autonome, anticipino fino al 10 per cento del prezzo, a fronte della prestazione di idonee garanzie bancarie o equivalenti da parte del contraente; l’erogazione dell’anticipazione è subordinata all’avvenuto inizio dei lavori, ovvero dell’esecuzione della fornitura. La misura dell’anticipazione, il graduale recupero della medesima e il grado delle garanzie, sono stabiliti con il suddetto decreto.
Le anticipazioni sono revocate ove l’esecuzione del contratto non sia proseguita secondo gli obblighi contrattuali. In tal caso spettano all’Amministrazione anche gli interessi legali sulle somme anticipate.
Le disposizioni di cui ai precedenti commi sesto e settimo si applicano agli enti locali e agli altri enti pubblici nonché agli istituti ed aziende operanti comunque nell’ambito della pubblica amministrazione.
ARTICOLO AGGIUNTO DALLA. L. 01/11/73, N. 774 E SUCCESSIVAMENTE ABROGATO DALL’ART. 2, DL 02/03/89 N. 65
Per esigenze connesse con la situazione economica del Paese, con decreto del Ministro per il tesoro può consentirsi, per periodi di durata determinata, che le amministrazioni dello Stato, comprese quelle autonome, concedano a richiesta delle imprese appaltatrici o fornitrici di beni o di servizi, dopo l’ultimazione dei lavori, ovvero dopo la consegna dei beni o la prestazione dei servizi oggetto della fornitura, una anticipazione nel limite massimo del settantacinque per cento delle somme eventualmente ancora dovute – a norma di legge o di contratto – sui pagamenti in conto nonché di quelle dovute dopo il collaudo, o l’atto a questo equivalente, dei lavori e delle forniture.
Per la concessione dell’anticipazione l’impresa contraente è tenuta a prestare idonee garanzie bancarie o equivalenti.
Sull’importo dell’anticipazione concessa a norma del presente articolo sarà trattenuta l’eventuale somma da recuperare a saldo delle anticipazioni concesse ai sensi del precendente articolo 12.
Il recupero dell’anticipazione di cui al presente articolo sarà effettuato sul saldo del prezzo contrattuale e, quanto occorra, mediante le garanzie di cui al precedente secondo comma.
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli enti, istituti ed aziende di cui all’ottavo comma del precedente articolo 12.
Le anticipazioni di cui al presente articolo e quelle di cui all’articolo precedente sono effettuate in conto mutuo dagli istituti mutuanti qualora i lavori e le forniture siano eseguiti dagli enti, istituti ed aziende, di cui al comma precedente, con mutui assistiti o meno da contributi. Negli altri casi è in facoltà dei predetti enti, istituti ed aziende di concedere le anticipazioni.
Resta comunque salva la disciplina prevista, per gli appalti di opere pubbliche, dall’articolo 4 della legge 17 febbraio 1968, n. 93.
Deve essere nuovamente sentito il Consiglio di Stato, prima di rescindere o variare un contratto per causa in esso prevista, se il contratto stesso venne già sottoposto all’esame di detto Consiglio.
Deve essere sentito il parere del Consiglio di Stato prima di approvare gli atti di transazione diretti a prevenire od a troncare contestazioni giudiziarie qualunque sia l’oggetto della controversia, quando ciò che l’amministrazione dà o abbandona sia determinato o determinabile in somma eccedente le lire 20.000.000.
A formare la somma anzidetta concorrono le transazioni che siano intervenute precedentemente per lo stesso oggetto o per l’esecuzione del medesimo contratto.
Deve essere sentito il Consiglio di Stato anche per le transazioni di minore importo, quando l’amministrazione non si uniformi per esse all’avviso espresso dall’avvocatura erariale.
[MOD COMMI 1 E 2]
Deve essere sentito il Consiglio di Stato, qualunque sia l’oggetto ed il valore del contratto, nei casi nei quali si tratti di riconoscere se siano in tutto od in parte applicabili le clausole penali stipulate a carico dei fornitori o appaltatori, quando la somma in controversia o che l’amministrazione abbandoni superi le lire 5.000.000.
I contratti sono stipulati da un pubblico ufficiale delegato a rappresentare l’amministrazione e ricevuti da un funzionario designato quale ufficiale rogante, con le norme stabilite dal regolamento.
I processi verbali di aggiudicazione nelle aste e nelle licitazioni private sono parimenti formati da quest’ultimo funzionario.
I contratti ed i verbali anzidetti hanno forza di titolo autentico.
I processi verbali di aggiudicazione definitiva, in seguito ad incanti pubblici o a private licitazioni, equivalgono per ogni legale effetto al contratto.
Il deliberatario non può impugnare l’efficacia dell’atto o incanto pel motivo che non sia stato da lui firmato il relativo verbale d’asta o di licitazione privata.
ARTICOLO AGGIUNTO DALL’ART. 1, L. 27/12/75 N. 790
Sono altresì a carico di detti contraenti le spese di registrazione dei contratti, in conformità del disposto dell’articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 634, sull’imposta di registro.
Le spese di copia di cui al precedente primo comma sono determinate sulla base di apposite tariffe predisposte dal Provveditorato generale dello Stato e approvate con decreto del Ministro per il tesoro. Dette tariffe si applicano anche nei confronti delle ditte cui siano affidati eccezionalmente lavori di copia.
Gli importi delle spese di cui al primo comma, nonché quelle di cui al secondo comma, sono versati dal contraente, entro cinque giorni dalla data di stipulazione del contratto, sul conto corrente postale intestato alla sezione di tesoreria provinciale dello Stato e con imputazione ad apposito capitolo dello stato di Previsione dell’entrata del bilancio dello Stato o del bilancio delle amministrazioni o aziende autonome. La causale del versamento dovrà indicare, oltre il capitolo di entrata sul quale affluisce l’importo, la specificazione analitica delle spese da comunicarsi dall’ufficiale rogante o, ove occorra, dal funzionario che stipula il contratto, all’atto della stipulazione del medesimo.
L’attestato del versamento di cui al comma precedente deve essere consegnato all’amministrazione per essere allegato al contratto.
In caso di ritardo nel versamento, l’importo delle spese di cui al primo comma è aumentato degli interessi legali decorrenti dalla scadenza del termine fissato dal precedente quarto comma fino alla data dell’effettivo versamento sul conto corrente postale.
In caso di mancato versamento ovvero di mancata consegna dell’attestato di versamento, l’amministrazione trattiene la somma dovuta dal contraente, aumentata degli interessi, sul primo pagamento relativo al contratto e la versa direttamente al capitolo di entrata di cui al precedente quarto comma.
Ai fini di cui al precedente comma, l’atto approvativo del contratto deve contenere l’attestazione circa la disponibilità della somma necessaria al pagamento delle spese di registrazione.
Restano comunque fermi gli obblighi e le responsabilità previsti dalle vigenti disposizioni sull’imposta di registro a carico del pubblico ufficiale che ha redatto l’atto.
per mezzo di corrispondenza, secondo l’uso del commercio, quando sono conclusi con ditte commerciali.
TITOLO I – Del patrimonio dello Stato. Dei contratti.
L’accertamento della capacità dello stipulante ad impegnare legalmente la ditta o società, come pure il riconoscimento della facoltà delle persone che nei contratti vengono designate a riscuotere, incombe al funzionario rogante, nei contratti in forma pubblica amministrativa, ed al funzionario che stipula e riceve l’impegno contrattuale, nei contratti in forma privata.
I pagamenti fatti alle persone autorizzate dai creditori a riscuotere per loro conto ed a rilasciare quietanza si ritengono validamente, eseguiti, finché la revoca del mandato, conferito alle persone stesse, non sia notificata nelle forme di legge alle amministrazioni, agli uffici, agli enti o ai funzionari cui spetta ordinare il pagamento, salvo il disposto del secondo comma dell’art. 69 del presente decreto, riguardo agli ordini di pagamento che risultino già emessi.
[MOD COMMA 3]
Gli atti di aggiudicazione definitiva ed i contratti, anche se stipulati per corrispondenza ai sensi del precedente art. 17, non sono obbligatori per l’amministrazione, finché non sono approvati dal ministro o dall’ufficiale all’uopo delegato e non sono eseguibili che dopo l’approvazione.
L’approvazione dei contratti pei quali sia richiesto il parere del Consiglio di Stato deve essere data con decreto ministeriale. Il decreto sarà motivato quando non sia seguito in tutto o in parte tale parere.
Quando si tratti di oggetti che, per la loro natura o per il luogo in cui si effettua la vendita, debbono essere immediatamente consegnati all’acquirente, il ministro può conferire all’autorità che presiede l’asta la facoltà di approvare e rendere eseguibile il contratto.
Alla fine di ogni anno la Corte dei conti comunicherà al Parlamento l’elenco dei contratti da essa registrati e per i quali l’amministrazione non abbia seguito il parere del Consiglio di Stato, indicando le ragioni all’uopo addotte dall’amministrazione.

References: art. 4
 art. 5
 art. 6
 art. 5
 articolo 12
 articolo 12
 art. 17