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Timestamp: 2016-10-25 22:53:47+00:00

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Decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 - Art. 46-76
Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la
semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e
GU 147 del 25/06/2008 - SO n. 152
[ <-- Parte 1^ art. 1-45 ] [ Parte 2^
art. 46-76 ] [ --> Parte 3^ art. 77-85
Art. 46. Riduzione delle collaborazioni e
consulenze nella pubblica amministrazione
1. Il comma 6 dell'articolo 7 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dal decreto legge 4 luglio
2006, n. 233, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e da ultimo
dall'articolo 3, comma 76, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è così
sostituito: «6. Per esigenze cui non possono far fronte con personale in
servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali,
con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e
continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche
universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità:
a) l'oggetto della prestazione deve
corrispondere alle competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione
conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare
coerente con le esigenze di funzionalità dell'amministrazione conferente;
b) l'amministrazione deve avere
preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse
umane disponibili al suo interno;
c) la prestazione deve essere di natura
temporanea e altamente qualificata;
d) devono essere preventivamente
determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione.
Si prescinde dal requisito della comprovata
specializzazione universitaria in caso di stipulazione di contratti d'opera per
attività che debbano essere svolte da professionisti iscritti in ordini o albi
o con soggetti che operino nel campo dell'arte, dello spettacolo o dei mestieri
artigianali, ferma restando la necessità di accertare la maturata esperienza
Il ricorso a contratti di collaborazione coordinata e continuativa
per lo svolgimento di funzioni ordinarie o l'utilizzo dei collaboratori come
lavoratori subordinati è causa di responsabilità amministrativa per il
dirigente che ha stipulato i contratti. Il secondo periodo dell'articolo 1,
comma 9, del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2004, n. 191, è soppresso.».
2. L'articolo 3, comma 55, della legge 24 dicembre
2007, n. 244 è così sostituito: «Gli enti locali possono stipulare contratti
di collaborazione autonoma, indipendentemente dall'oggetto della prestazione,
solo con riferimento alle attività istituzionali stabilite dalla legge o
previste nel programma approvato dal Consiglio ai sensi dell'articolo 42, comma
2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267».
3. L'articolo 3, comma 56, della legge 24 dicembre
2007, n. 244 è così sostituito: «Con il regolamento di cui all'articolo 89
del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono fissati, in conformità a
quanto stabilito dalle disposizioni vigenti, i limiti, i criteri e le modalità
per l'affidamento di incarichi di collaborazione autonoma, che si applicano a
tutte le tipologie di prestazioni. La violazione delle disposizioni
regolamentari richiamate costituisce illecito disciplinare e determina
responsabilità erariale. Il limite massimo della spesa annua per incarichi di
collaborazione è fissato nel bilancio preventivo
degli enti territoriali».
Art. 46-bis. Revisione dei distacchi, delle aspettative e dei permessi sindacali
1. Al fine di valorizzare le professionalità interne alle
amministrazioni e di pervenire a riduzioni di spesa, con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, da emanare
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, è disposta una razionalizzazione e
progressiva riduzione dei distacchi, delle aspettative e dei permessi
sindacali. Le somme rivenienti dalle riduzioni di spesa di cui al presente comma, sono versate annualmente dagli enti e dalle
amministrazioni dotati di autonomia finanziaria ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato. La disposizione di cui al
primo ed al secondo periodo non si applica agli enti territoriali e
agli enti, di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano, del Servizio sanitario nazionale. Le somme
versate ai sensi del secondo periodo sono riassegnate ad un apposito
fondo di parte corrente. Con decreto del Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'interno e dell'economia e delle finanze, le risorse del fondo
sono destinate al finanziamento della contrattazione integrativa
delle amministrazioni indicate nell'articolo 67, comma 5, ovvero
delle amministrazioni interessate dall'applicazione dell'articolo 67,
Art. 47. Controlli su incompatibilità, cumulo
di impieghi e incarichi
1. Dopo il comma 16 dell'articolo 53 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 è aggiunto il seguente:
«16-bis. La Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, può disporre verifiche del
rispetto della disciplina delle incompatibilità di cui al presente articolo e
di cui all'articolo 1, comma 56 e seguenti, della legge 23 dicembre 1996, n.
662, per il tramite dell'Ispettorato per la funzione pubblica. A tale scopo
quest'ultimo stipula apposite convenzioni coi servizi ispettivi delle diverse
amministrazioni, avvalendosi, altresì, della Guardia di Finanza e collabora con
il Ministero dell'economia e delle finanze al fine dell'accertamento della
violazione di cui al comma 9.».
1. Le pubbliche amministrazioni statali di cui
all'articolo 1, comma 1, lettera z), del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82
sono tenute ad approvvigionarsi di combustibile da riscaldamento e dei relativi
servizi nonché di energia elettrica mediante le convenzioni Consip o comunque a
prezzi inferiori o uguali a quelli praticati dalla Consip.
2. Le altre pubbliche amministrazioni adottano misure
di contenimento delle spese di cui al comma 1 in modo da ottenere risparmi
Art. 49. Lavoro flessibile nelle pubbliche
1. L'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165 è sostituito dal seguente:
«36. (Utilizzo di contratti di lavoro
flessibile). - 1. Per le esigenze connesse con il proprio fabbisogno ordinario
le pubbliche amministrazioni assumono esclusivamente con contratti di lavoro
subordinato a tempo indeterminato seguendo le procedure di reclutamento previste
2. Per rispondere ad esigenze temporanee ed
eccezionali le amministrazioni pubbliche possono avvalersi delle forme
contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal
codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa, nel
rispetto delle procedure di reclutamento vigenti. Ferma restando la competenza
delle amministrazioni in ordine alla individuazione delle necessità
organizzative in coerenza con quanto stabilito dalle vigenti disposizioni di
legge, i contratti collettivi nazionali provvedono a disciplinare la materia dei
contratti di lavoro a tempo determinato, dei contratti di formazione e lavoro,
degli altri rapporti formativi e della somministrazione di lavoro, in
applicazione di quanto previsto dal decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, dall'articolo 3 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, dall'articolo 16 del
decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito con modificazioni, dalla legge
19 luglio 1994, n. 451, dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 per
quanto riguarda la somministrazione di lavoro, nonché da ogni successiva
modificazione o integrazione della relativa disciplina con riferimento alla
individuazione dei contingenti di personale utilizzabile. Non è possibile
ricorrere alla somministrazione di lavoro per l'esercizio di funzioni direttive
e dirigenziali.
3. Al fine di evitare abusi nell'utilizzo
del lavoro flessibile, le amministrazioni, nell'ambito delle rispettive
procedure, rispettano principi di imparzialità e trasparenza e non possono
ricorrere all'utilizzo del medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali
per periodi di servizio superiori al triennio nell'arco dell'ultimo quinquennio.
4. Le amministrazioni pubbliche trasmettono
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione
pubblica e al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato le convenzioni concernenti l'utilizzo dei
5. In ogni caso, la violazione di
disposizioni imperative riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori, da
parte delle pubbliche amministrazioni, non può comportare la costituzione di
rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche
amministrazioni, ferma restando ogni responsabilità e sanzione. Il lavoratore
interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di
lavoro in violazione di disposizioni imperative. Le amministrazioni hanno
l'obbligo di recuperare le somme pagate a tale titolo nei confronti dei
dirigenti responsabili, qualora la violazione sia dovuta a dolo o colpa grave. I
dirigenti che operano in violazione delle disposizioni del presente articolo
sono responsabili anche ai sensi dell'articolo 21 del presente decreto. Di tali
violazioni si terrà conto in sede di valutazione dell'operato del dirigente ai
sensi dell'articolo 5 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286.».
Art. 50. Cancellazione della causa dal ruolo
1. Il primo comma dell'articolo 181 del codice di
procedura civile è sostituito dal seguente:
«Se nessuna delle parti compare alla prima
udienza, il giudice fissa un'udienza successiva, di cui il cancelliere dà
comunicazione alle parti costituite. Se nessuna delle parti compare alla nuova
udienza, il giudice ordina che la causa sia cancellata dal ruolo e dichiara
l'estinzione del processo.».
Art. 51. Comunicazioni e notificazioni per via
1. A decorrere dalla data fissata con uno o più
decreti del Ministro della giustizia, le notificazioni e comunicazioni di cui al
primo comma dell'articolo 170 del codice di procedura civile, la notificazione
di cui al primo comma dell'articolo 192 del codice di procedura civile e ogni
altra comunicazione al consulente sono effettuate per via telematica
all'indirizzo elettronico comunicato ai sensi dell'articolo 7 del regolamento di cui al
Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123, nel rispetto della
normativa, anche regolamentare, relativa al processo telematico, concernente la
sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.
2. Il Ministro della giustizia adotta il decreto di cui
al comma 1 sentiti l'Avvocatura Generale dello Stato, il Consiglio Nazionale
Forense e i Consigli dell'Ordine degli Avvocati interessati, previa verifica
della funzionalità dei servizi di comunicazione dei documenti informatici degli
uffici giudiziari, individuando i circondari di tribunale nei quali trovano
le notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento alla parte
costituita e al consulente che non hanno comunicato l'indirizzo elettronico di
cui al medesimo comma, sono fatte presso la cancelleria.
le notificazioni e le comunicazioni di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 17 del
decreto legislativo 17 gennaio 2003 n. 5, si effettuano ai sensi dell'articolo
170 del codice di procedura civile.
5. All'articolo 16 del regio decreto legge 27 novembre
1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n.
36, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il primo comma è aggiunto il
seguente: «Nell'albo è indicato l'indirizzo elettronico attribuito a ciascun
professionista dal punto di accesso ai sensi dell'articolo 7 del
regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123»;
b) il quarto comma è sostituito dal
seguente: «A decorrere dalla data fissata dal Ministro della giustizia con
decreto emesso sentiti i Consigli dell'Ordine, gli albi riveduti debbono essere
comunicati per via telematica, a cura del Consiglio, al Ministero della
giustizia nelle forme previste dalle regole tecnico-operative per
l'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile».
Art. 52. Misure urgenti per il contenimento
delle spese di giustizia
1. Alla parte VII, titolo II, del testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, dopo
l'art. 227, è aggiunto il seguente capo::
«Capo VI-bis - Riscossione mediante ruolo
Art. 227-bis (L) - Quantificazione
dell'importo dovuto - 1. Per la quantificazione dell'importo si applica la
disposizione di cui all'articolo 211.
Art. 227-ter (L) - Riscossione a mezzo
ruolo - 1. Entro un mese dal passaggio in giudicato o dalla definitività del
provvedimento da cui sorge l'obbligo, l'ufficio procede all'iscrizione a ruolo.
2. L'agente della riscossione notifica al
debitore una comunicazione con l'intimazione a pagare l'importo dovuto nel
termine di un mese e contestuale cartella di pagamento contenente l'intimazione
ad adempiere entro il termine di giorni venti successivi alla scadenza del
termine di cui alla comunicazione con l'avvertenza che in mancanza si procederà
ad esecuzione forzata.
3. Se il ruolo è ripartito in più rate,
l'intimazione ad adempiere contenuta nella cartella di pagamento produce effetti
relativamente a tutte le rate.».
Art. 53. Razionalizzazione del processo del
1. Nel secondo comma dell'articolo 421 del Codice
di Procedura Civile le parole «dell'articolo precedente» sono sostituite dalle
parole «dell'articolo 420».
2. Il primo comma dell'articolo 429 del Codice di
Procedura Civile è sostituito dal seguente: «Nell'udienza il giudice, esaurita
la discussione orale e udite le conclusioni delle parti, pronuncia sentenza con
cui definisce il giudizio dando lettura del dispositivo e della esposizione
delle ragioni di fatto e di diritto della decisione. In caso di particolare
complessità della controversia, il giudice fissa nel dispositivo un termine,
non superiore a sessanta giorni, per il deposito della sentenza».
Art. 54. Accelerazione del processo
1. All'articolo 9, comma 2, della legge 21 luglio
2000, n. 205, le parole «dieci anni» sono sostituite con le seguenti: «cinque
2. La domanda di equa riparazione non è proponibile se
nel giudizio dinanzi al giudice amministrativo in cui si assume essersi
verificata la violazione di cui all'articolo 2, comma 1, della
legge 24 marzo 2001, n. 89, non è stata presentata
un'istanza ai sensi del secondo comma dell'articolo 51 del regio decreto 17
agosto 1907, n. 642, nei sei mesi antecedenti alla scadenza dei termini di
durata di cui all'articolo 4, comma 1-ter, lettera b).».
3. Alla legge 27 aprile 1982, n. 186, sono apportate le
a) all'articolo 1, secondo comma, le parole:
«le prime tre con funzioni consultive e le altre con funzioni giurisdizionali»
sono sostituite dalle parole: «con funzioni consultive o giurisdizionali, oltre
alla sezione normativa istituita dall'articolo 17, comma 28, della legge 15
maggio 1997, n. 127»;
b) all'articolo 1, dopo il quarto comma è
aggiunto il seguente: «Il Presidente del Consiglio di Stato, con proprio
provvedimento, all'inizio di ogni anno, sentito il Consiglio di Presidenza,
individua le sezioni che svolgono funzioni giurisdizionali e consultive,
determina le rispettive materie di competenza e la composizione, nonché la
composizione della Adunanza Plenaria ai sensi dell'articolo 5, primo comma.»;
c) all'articolo 5, primo comma, le parole
da «dal consiglio» sino alla parola: «giurisdizionali.» sono sostituite
dalle seguenti parole: «dal Presidente del Consiglio di Stato, sentito il
Consiglio di Presidenza.»;
d) all'articolo 5, comma secondo, le parole
«in modo da assicurare in ogni caso la presenza di quattro consiglieri per
ciascuna sezione giurisdizionale» sono soppresse.
Art. 55. Accelerazione del contenzioso
1. Relativamente ai soli processi pendenti, su
ricorso degli uffici dell'Amministrazione finanziaria, innanzi alla Commissione
tributaria centrale alla data di entrata in vigore dell'articolo 1, comma 351,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per i quali non è stata ancora fissata
l'udienza di trattazione alla data di entrata in vigore del presente articolo, i
predetti uffici depositano presso la competente segreteria, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore del presente articolo, apposita dichiarazione di
persistenza del loro interesse alla definizione del giudizio. In assenza di tale
dichiarazione i relativi processi si estinguono di diritto e le spese del
giudizio restano a carico della parte che le ha sopportate.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente articolo non si fa luogo alla nomina di nuovi giudici della Commissione
tributaria centrale e le sezioni della stessa, ove occorrente, sono integrate
esclusivamente con i componenti delle commissioni tributarie regionali presso le
quali le predette sezioni hanno sede.
1. Gli articoli 181 e 429 del codice di procedura
civile, come modificati dal presente decreto-legge, si applicano ai giudizi
instaurati dalla data della sua entrata in vigore.
Art. 57. Servizi di Cabotaggio
1. Le funzioni e i compiti di programmazione e di
amministrazione relative ai servizi di cabotaggio marittimo di servizio pubblico
che si svolgono all'interno di una Regione sono esercitati dalla Regione
interessata. Per le Regioni a statuto speciale il conferimento delle funzioni e
dei compiti avviene nel rispetto degli statuti speciali. La gestione dei servizi
di cabotaggio è regolata da contratti di servizio secondo quanto previsto dagli
articoli 17 e 19 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni,
in quanto applicabili
al settore. Le
disposizioni di cui al presente comma si applicano a decorrere dal 1 gennaio
2. Le risorse attualmente previste nel bilancio dello
Stato per il finanziamento dei contratti di servizio pubblico di cabotaggio
marittimo sono altresì destinate alla compartecipazione dello Stato alla spesa
sostenuta dalle Regioni per l'erogazione di tali servizi. Con decreti del
dell'economia e delle finanze, sentita la
province autonome di Trento e di Bolzano, è disposta,
nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente pro tempore, la
ripartizione di tali risorse. Al fine di assicurare la congruità e l'efficienza
della spesa statale, le Regioni, per accedere al contributo, stipulano i
contratti e determinano oneri di servizio pubblico e dinamiche tariffarie sulla
base di criteri comuni stabiliti dal CIPE, sentita la Conferenza permanente per i
5. All'articolo 2, comma 192, della legge 23 dicembre
1996, n. 662, il secondo periodo è soppresso.
Art. 58. Ricognizione e valorizzazione del
patrimonio immobiliare di regioni, comuni ed altri enti locali
1. Per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del
patrimonio immobiliare di Regioni, Province, Comuni e altri Enti locali, nonché
di società o Enti a totale partecipazione dei
predetti enti, ciascuno di essi, con delibera dell'organo di Governo
individua, redigendo apposito elenco, sulla base e nei limiti della
documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i singoli
beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di
valorizzazione ovvero di dismissione. Viene così redatto il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al bilancio
di previsione nel quale, previa intesa, sono inseriti immobili di proprietà dello Stato individuati dal Ministero dell'economia e
delle finanze - Agenzia del demanio tra quelli che insistono nel
relativo territorio.
2. L'inserimento degli immobili nel piano ne determina la
conseguente classificazione come patrimonio disponibile, fatto salvo
il rispetto delle tutele di natura storico-artistica, archeologica,
architettonica e paesaggistico-ambientale. Il piano è trasmesso agli Enti competenti, i quali si esprimono entro trenta giorni, decorsi i
quali, in caso di mancata espressione da parte dei medesimi Enti, la
predetta classificazione è resa definitiva. La deliberazione del
consiglio comunale di approvazione, ovvero di ratifica dell'atto di
deliberazione se trattasi di società o Ente a totale partecipazione
pubblica, del piano delle alienazioni e valorizzazioni determina le
destinazioni d'uso urbanistiche degli immobili. Le Regioni, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, disciplinano l'eventuale equivalenza della deliberazione del
consiglio comunale di approvazione quale variante allo strumento urbanistico generale, ai sensi dell'articolo 25 della legge 28
febbraio 1985, n. 47, anche disciplinando le procedure semplificate per la relativa approvazione. Le Regioni, nell'ambito della predetta
normativa approvano procedure di copianificazione per l'eventuale
verifica di conformità agli strumenti di pianificazione sovraordinata, al fine di concludere il procedimento entro il termine
perentorio di 90 giorni dalla deliberazione comunale. Trascorsi i
predetti 60 giorni, si applica il comma 2 dell'articolo 25 della
legge 28 febbraio 1985, n. 47. Le varianti urbanistiche di cui al
presente comma, qualora rientrino nelle previsioni di cui al
paragrafo 3 dell'articolo 3 della direttiva 2001/42/CE e al comma 4 dell'articolo 7 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e
s.m.i. non sono soggette a valutazione ambientale strategica.
3. Gli elenchi di cui al comma 1, da pubblicare
mediante le forme previste per ciascuno di tali enti, hanno effetto dichiarativo
della proprietà, in assenza di precedenti trascrizioni, e producono gli effetti
previsti dall'articolo 2644 del codice civile, nonché effetti sostitutivi
dell'iscrizione del bene in catasto.
4. Gli uffici competenti provvedono, se necessario,
alle conseguenti attività di trascrizione, intavolazione e voltura.
5. Contro l'iscrizione del bene negli elenchi di cui al comma 1, è ammesso ricorso amministrativo entro sessanta giorni dalla
pubblicazione, fermi gli altri rimedi di legge.
6. La procedura prevista dall'articolo 3-bis del
decreto-legge 25 settembre 2001 n. 351, convertito con modificazioni dalla legge
23 novembre 2001 n. 410, per la valorizzazione dei beni dello Stato si estende
ai beni immobili inclusi negli elenchi di cui al comma 1. In tal caso,
la procedura prevista al comma 2 dell'articolo
3-bis del citato decreto-legge n. 351 del 2001
si applica solo per i
soggetti diversi dai Comuni e l'iniziativa è rimessa all'Ente proprietario dei
beni da valorizzare. I bandi previsti dal comma 5
dell'articolo 3-bis del citato decreto-legge n. 351 del 2001 sono predisposti dall'Ente
7. I soggetti di cui al comma 1
possono in ogni
caso individuare forme di valorizzazione alternative, nel rispetto dei principi
di salvaguardia dell'interesse pubblico e mediante l'utilizzo di strumenti
competitivi, anche per
quanto attiene alla alienazione degli immobili di cui alla legge 24
dicembre 1993, n. 560.
8. Gli enti proprietari degli immobili inseriti negli elenchi di
cui al comma 1 possono conferire i propri beni immobili
anche residenziali a fondi comuni di investimento immobiliare ovvero promuoverne
la costituzione secondo le disposizioni degli articoli 4 e seguenti del
23 novembre 2001, n. 410.
9. Ai conferimenti di cui al presente articolo, nonché
alle dismissioni degli immobili inclusi negli elenchi di cui al comma 1, si
applicano le disposizione dei commi 18 e 19 dell'articolo 3 del decreto-legge 25
settembre 2001, n. 351, convertito con modificazioni dalla legge 23 novembre
2001 n. 410.
9-bis. In caso di conferimento a fondi di
investimento immobiliare dei beni inseriti negli elenchi di cui al comma 1, la
destinazione funzionale prevista dal piano delle alienazioni e delle
valorizzazioni, se in variante rispetto alle previsioni urbanistiche ed edilizie
vigenti ed in itinere, può essere conseguita mediante il procedimento di cui
all'articolo 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e delle
corrispondenti disposizioni previste dalla legislazione regionale. Il
procedimento si conclude entro il termine perentorio di 180 giorni dall'apporto
o dalla cessione sotto pena di retrocessione del bene all'ente locale. Con la
medesima procedura si procede alla regolarizzazione edilizia ed urbanistica
degli immobili conferiti.
Art. 59. Finmeccanica S.p.a.
1. In caso di delibera di aumenti di capitale nel
corso del corrente esercizio, da parte della società Finmeccanica S.p.a.,
finalizzati ad iniziative strategiche di sviluppo, il Ministero dell'economia e
delle finanze è autorizzato a sottoscrivere azioni di nuova emissione della
stessa società per un importo massimo di 250 milioni di euro, attraverso
l'esercizio di una quota dei diritti di opzione spettanti allo Stato, mediante
utilizzo delle risorse derivanti, almeno per pari importo, dalla distribuzione
di riserve disponibili da parte di società controllate dallo Stato e che
vengono versate su apposita contabilità speciale per le finalità del presente
articolo. In ogni caso, la quota percentuale del
capitale sociale detenuta dallo Stato non può risultare inferiore al
STABILIZZAZIONE DELLA FINANZA PUBBLICA
Art. 60. Missioni di spesa e monitoraggio
1. Per il triennio 2009-2011 le dotazioni
finanziarie, a legislazione vigente, delle missioni di spesa di ciascun
Ministero, sono ridotte per gli importi indicati nell'elenco n. 1, con separata
indicazione della componente relativa a competenze predeterminate per legge.
2. Dalle riduzioni di cui al comma 1 sono escluse le
dotazioni di spesa di ciascuna missione connesse a stipendi, assegni, pensioni e
altre spese fisse; alle spese per interessi; alle poste correttive e
compensative delle entrate, comprese le regolazioni contabili con le Regioni; ai
trasferimenti a favore degli enti territoriali aventi natura obbligatoria; del
fondo ordinario delle università; delle risorse destinate alla ricerca; delle
risorse destinate al finanziamento del 5 per mille delle imposte sui redditi
delle persone fisiche; nonché quelle dipendenti da parametri stabiliti dalla
legge o derivanti da accordi internazionali.
3. Fermo quanto previsto in materia di flessibilità con la
legge annuale di bilancio, in via sperimentale, limitatamente agli esercizi finanziari 2009 e
2010, nella legge di bilancio, nel rispetto dell'invarianza degli effetti sui saldi di finanza pubblica e
dell'obiettivo di pervenire ad un consolidamento per missioni e per
programmi di ciascuno stato di previsione, possono essere rimodulate
tra i programmi le dotazioni finanziarie di ciascuna missione di spesa, fatta eccezione per le spese di natura obbligatoria, per le
spese in annualità e a pagamento differito. Le rimodulazioni tra
spese di funzionamento e spese per interventi sono consentite nel
limite del 10 per cento delle risorse stanziate per gli interventi
stessi. Resta precluso l'utilizzo degli stanziamenti di spesa in
conto capitale per finanziare spese correnti. In apposito allegato a
ciascuno stato di previsione della spesa sono esposte le
autorizzazioni legislative e i relativi importi da utilizzare per
ciascun programma
4. Ciascun Ministro prospetta le ragioni della
riconfi-gurazione delle autorizzazioni di spesa di propria competenza
nonché i criteri per il miglioramento dell'economicità ed
efficienza e per la individuazione di indicatori di risultato
relativamente alla gestione di ciascun programma nelle relazioni al
Parlamento di cui al comma 68 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre
2007, n. 244. Il termine di cui al citato comma 68 dell'art. 3 della
legge n. 244 del 2007 è differito, per l'anno 2008, al 30 settembre
5. Le rimodulazioni di spesa tra i programmi di ciascun
Ministero di cui al comma 3 possono essere proposte nel disegno di
legge di assestamento e negli altri provvedimenti di cui all'articolo
17 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. In
tal caso, dopo la presentazione al Parlamento dei relativi disegni di
legge, le rimodulazioni possono essere comunque attuate,
limitatamente all'esercizio finanziario 2009, in via provvisoria ed
in misura tale da non pregiudicare il conseguimento delle finalità
definite dalle relative norme sostanziali e comunque non superiore al
10 per cento delle risorse finanziarie complessivamente stanziate
dalla medesime leggi, con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze di concerto con il Ministro competente. Gli schemi dei decreti di cui al precedente periodo sono trasmessi al Parlamento per
l'espressione del parere delle Commissioni competenti per materia e per i profili di carattere finanziario. I pareri devono essere
espressi entro quindici giorni dalla data di trasmissione. Decorso
inutilmente il termine senza che le Commissioni abbiano espresso i pareri di rispettiva competenza, i decreti possono essere adottati.
Il Governo, ove non intenda conformarsi alle condizioni formulate con
di decreto corredati dei necessari elementi integrativi di
per i profili finanziari, che devono essere espressi entro dieci
giorni. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 2, comma
4-quinquies, della citata legge n. 468 del 1978, e 3, comma 5, del
decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive
modificazioni, nel caso si tratti di dotazioni finanziarie
direttamente determinate da disposizioni di legge, i pareri espressi
dalle Commissioni competenti per i profili di carattere finanziario
sono vincolanti. I decreti di cui al secondo periodo perdono
efficacia fin dall'inizio qualora il parlamento non approvi la corrispondente variazione in sede di esame del disegno di legge di
assestamento o degli altri provvedimenti di cui all'articolo 17 della
legge n. 468 del 1978. Le rimodulazioni proposte con il disegno di
legge di assestamento o con gli altri provvedimenti adottabili ai
sensi dell'articolo 17 della legge n. 468 del 1978 o con i decreti
ministeriali si riferiscono esclusivamente all'esercizio in corso.
6. Il comma 3 dell'articolo 5 del decreto-legge 27 maggio 2008,
n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, è abrogato.
7. Ai fini di assicurare il rispetto effettivo dei parametri
imposti in sede internazionale e del patto di stabilità e crescita,
nel definire la copertura finanziaria dei provvedimenti legislativi,
qualora siano prevedibili specifici e rilevanti effetti sugli
andamenti tendenziali del fabbisogno del settore pubblico e
dell'indebitamento netto del conto consolidato delle pubbliche
amministrazioni, il Ministero dell'economia e delle finanze fornisce
i relativi elementi di valutazione nella relazione tecnica di cui
all'articolo 11-ter della legge n. 468 del 1978, con specifico
riferimento agli effetti che le innovazioni hanno sugli andamenti
tendenziali, o con apposita nota scritta negli altri casi. Entro il
31 gennaio 2009, il Ministro dell'economia e delle finanze presenta
al Parlamento, ai fini dell'adozione di atti di indirizzo da parte
delle competenti Commissioni parlamentari, una relazione contenente
informazioni sulle metodologie per la valutazione degli effetti sul
fabbisogno e sull'indebitamento netto del conto consolidato delle
pubbliche amministrazioni in ciascun settore di spesa.
8. Il fondo di cui all'articolo 5, comma 4, del decreto-legge 27
maggio 2008, n. 93, è integrato di 100 milioni di euro per l'anno
2009, 300 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011, da
utilizzare a reintegro delle dotazioni finanziarie dei programmi di
spesa. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma 4,
del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, come rideterminata ai sensi del presente comma, è ridotta dell'importo di 6 milioni di
euro per l'anno 2008, di 12 milioni di euro per l'anno 2009 e di 10 milioni di euro per l'anno 2010.
8-bis. Nello stato di previsione del Ministero della difesa è
istituito un fondo con una dotazione pari a 3 milioni di euro per
l'anno 2008, da utilizzare per far fronte alle esigenze prioritarie
8-ter. Agli oneri derivanti dal comma 8-bis si provvede
mediante corrispondente riduzione, per l'anno 2008, della dotazione
del fondo di cui all'articolo 5, comma 4, del decreto-legge 27 maggio
2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio
2008, n. 126.
8-quater. All'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225,
« 5-bis. Al fine del rispetto dei vincoli di finanza pubblica, la
situazione analitica dei crediti e dei debiti derivanti dalle
operazioni poste in essere dai Commissari delegati, a qualsiasi
titolo, anche in sostituzione di altri soggetti, deve essere
rendicontata annualmente, nonché al termine della gestione, e
trasmessa entro il 31 gennaio di ciascun anno alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri, al Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e all'ISTAT per la
valutazione degli effetti sui saldi di finanza pubblica. Per
l'omissione o il ritardo nella rendicontazione si applica la sanzione
prevista dall'articolo 337 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827,
e successive modificazioni 9. Il Ministro dell'economia e delle finanze è
10. Per l'anno 2009 non si applicano le disposizioni di
cui all'articolo 1, commi 507 e
508, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e la
quota resa indisponibile per detto anno, ai sensi del citato comma 507, è
portata in riduzione delle relative dotazioni di bilancio.
11. L'autorizzazione di spesa di cui alla legge 3
gennaio 1981, n. 7 e alla legge 26 febbraio 1987, n. 49 relativa all'aiuto
pubblico a favore dei Paesi in via di sviluppo è ridotta di 170 milioni di euro
annui a decorrere dall'anno 2009.
12. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1,
comma 896, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è ridotta di 183 milioni di
euro per l'anno 2009.
13. All'articolo 1, comma 21, primo periodo, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266 le parole «a singoli capitoli,» sono sostituite
dalle seguenti: «ai singoli programmi».
14. Fermo quanto previsto dall'articolo 1, comma 21 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, ai fini del controllo e monitoraggio della
spesa pubblica, la mancata segnalazione da parte del funzionario responsabile
dell'andamento della stessa in maniera tale da rischiare di non garantire il
rispetto delle originarie previsioni di spesa costituisce evento valutabile ai
fini della responsabilità disciplinare. Ai fini della responsabilità
contabile, il funzionario responsabile risponde del danno derivante dal mancato
rispetto dei limiti della spesa originariamente previsti, anche a causa della
mancata tempestiva adozione dei provvedimenti necessari ad evitare efficacemente
tale esito, nonché delle misure occorrenti per ricondurre la spesa entro i
predetti limiti.
15. Al fine di agevolare il perseguimento degli
obiettivi di finanza pubblica, a decorrere dall'esercizio finanziario 2009, le
amministrazioni dello Stato, escluso il comparto della sicurezza e del soccorso,
possono assumere mensilmente impegni per importi non superiori ad un dodicesimo
della spesa prevista da ciascuna unità previsionale di base, con esclusione
delle spese per stipendi, retribuzioni, pensioni e altre spese fisse o aventi
natura obbligatoria ovvero non frazionabili in dodicesimi, nonché per
interessi, poste correttive e compensative delle entrate, comprese le
regolazioni contabili, accordi internazionali, obblighi derivanti dalla
normativa comunitaria, annualità relative ai limiti di impegno e rate di
ammortamento mutui. La violazione del divieto di cui al presente comma rileva
agli effetti della responsabilità contabile.
Art. 61. Ulteriori misure di riduzione della spesa
ed abolizione della quota di partecipazione al costo
per le prestazioni di assistenza specialistica
1. A decorrere dall'anno 2009 la spesa complessiva sostenuta
dalle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico
dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 5
dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, con esclusione
delle Autorità indipendenti, per organi collegiali e altri
organismi, anche monocratici, comunque denominati, operanti nelle
predette amministrazioni, è ridotta del trenta per cento rispetto a
quella sostenuta nell'anno 2007. A tale fine le amministrazioni adottano con immediatezza, e comunque entro trenta giorni dalla data
le necessarie misure di adeguamento ai nuovi limiti di spesa.
2. Al fine di valorizzare le professionalità interne alle
amministrazioni, riducendo ulteriormente la spesa per studi e
consulenze, all'articolo 1, comma 9, della
legge 23 dicembre 2005, n.
266, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni: a) le parole: «al 40 per cento», sono sostituite dalle
seguenti: «al 30 per cento»;
b) in fine, è aggiunto il seguente periodo: «Nel limite di spesa
stabilito ai sensi del primo periodo deve rientrare anche la spesa
annua per studi ed incarichi di consulenza conferiti a pubblici
dipendenti». 3. Le disposizioni introdotte dal comma 2 si applicano a
4. All'articolo 53, comma 14, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «Entro il 31 dicembre di ciascun anno il
Dipartimento della funzione pubblica trasmette alla Corte dei conti
l'elenco delle amministrazioni che hanno omesso di effettuare la
comunicazione, avente ad oggetto l'elenco dei collaboratori esterni e
dei soggetti cui sono stati affidati incarichi di consulenza»
5. A decorrere dall'anno 2009 le amministrazioni pubbliche
30 dicembre 2004, n. 311, non possono effettuare spese per relazioni
pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, per un
ammontare superiore al 50 per cento della spesa sostenuta nell'anno
2007 per le medesime finalità. La disposizione del presente comma
non si applica alle spese per convegni organizzati dalle università e dagli enti di ricerca
6. A decorrere dall'anno 2009 le amministrazioni pubbliche
30 dicembre 2004, n. 311, non possono effettuare spese per
sponsorizzazioni per un ammontare superiore al 30 per cento della
spesa sostenuta nell'anno 2007 per la medesima finalità.
7. Le società,
inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di
precedenti commi 2, 5 e 6. In sede di rinnovo dei contratti di
servizio, i relativi corrispettivi sono ridotti in applicazione della
disposizione di cui al primo periodo del presente comma. I soggetti
che esercitano i poteri dell'azionista garantiscono che, all'atto
dell'approvazione del bilancio, sia comunque distribuito, ove
possibile, un dividendo corrispondente al relativo risparmio di spesa.
[7-bis. abrogato]
pubblico per l'attività di componente o di segretario del collegio arbitrale è versato direttamente ad apposito capitolo del bilancio
dello Stato; il predetto importo è riassegnato al fondo di
amministrazione per il finanziamento del trattamento economico
accessorio dei dirigenti ovvero ai fondi perequativi istituiti dagli
organi di autogoverno del personale di magistratura e dell'Avvocatura dello Stato, ove esistenti; la medesima disposizione si applica al
compenso spettante al dipendente pubblico per i collaudi svolti in
relazione a contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Le
disposizioni di cui al presente comma si applicano anche ai
corrispettivi non ancora riscossi relativi ai procedimenti arbitrali
ed ai collaudi in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. ))
10. A decorrere dal 1° gennaio 2009 le indennità di funzione
ed i gettoni di presenza indicati nell'articolo 82 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, sono rideterminati con una riduzione del 30 per cento rispetto
all'ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008 per gli enti
indicati nel medesimo articolo 82 che nell'anno precedente non hanno rispettato il patto di stabilità. Sino al 2011 è sospesa la
possibilità di incremento prevista nel comma 10 dell'articolo 82 del
citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000.
11. I contributi ordinari attribuiti dal Ministero dell'interno
a favore degli enti locali sono ridotti a decorrere dall'anno 2009 di un importo pari a 200 milioni di euro annui per i comuni ed a 50
milioni di euro annui per le province.
12. All'articolo 1, comma 725, della legge 27 dicembre 2006, n.
a) nel primo periodo, le parole: «all'80 per cento» e le parole:
«al 70 per cento» sono rispettivamente sostituite dalle seguenti: «al
70 per cento» ed «al 60 per cento»;
b) nel secondo periodo, le parole: «e in misura ragionevole e
proporzionata» sono sostituite dalle seguenti: «e in misura comunque
non superiore al doppio del compenso onnicomprensivo di cui al primo
periodo»;
c) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le disposizioni
del presente comma si applicano anche alle società controllate, ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, dalle società indicate
nel primo periodo del presente comma».
13. Le disposizioni di cui al comma 12 si applicano a decorrere
14. A decorrere dalla data di conferimento o di rinnovo degli
incarichi i trattamenti economici complessivi spettanti ai direttori
generali, ai direttori sanitari, e ai direttori amministrativi, ed i
compensi spettanti ai componenti dei collegi sindacali delle aziende
sanitarie locali, delle aziende ospedaliere, delle aziende
ospedaliero universitarie, degli istituti di ricovero e cura a
carattere scientifico e degli istituti zooprofilattici sono
rideterminati con una riduzione del 20 per cento rispetto
all'ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008.
15. Fermo quanto previsto dal comma 14, le disposizioni di cui
ai commi 1, 2, 5 e 6 non si applicano in via diretta alle regioni, alle province autonome, agli enti, di rispettiva competenza, del
Servizio sanitario nazionale ed agli enti locali. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 5 e 6 non si applicano agli enti previdenziali
16. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, le regioni,
entro il 31 dicembre 2008, adottano disposizioni, normative o
amministrative, finalizzate ad assicurare la riduzione degli oneri
degli organismi politici e degli apparati amministrativi, con
particolare riferimento alla diminuzione dell'ammontare dei compensi
e delle indennità dei componenti degli organi rappresentativi e del
numero di questi ultimi, alla soppressione degli enti inutili, alla fusione delle società partecipate, al ridimensionamento delle
strutture organizzative ed all'adozione di misure analoghe a quelle
previste nel presente articolo. La disposizione di cui al presente
comma costituisce principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, ai fini del rispetto dei parametri stabiliti dal
patto di stabilità e crescita dell'Unione europea. I risparmi di
spesa derivanti dall'attuazione del presente comma, aggiuntivi
rispetto a quelli previsti dal patto di stabilità interno,
concorrono alla copertura degli oneri derivanti dall'attuazione del
17. Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa e le maggiori
entrate di cui al presente articolo, con esclusione di quelle di cui ai commi 14 e 16, sono versate annualmente dagli enti e dalle
primo periodo non si applica agli enti territoriali e agli enti, di
competenza regionale o delle province autonome di Trento e di
Bolzano, del Servizio sanitario nazionale. Le somme versate ai sensi
del primo periodo sono riassegnate ad un apposito fondo di parte
corrente. La dotazione finanziaria del fondo è stabilita in 200
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009; la predetta
dotazione è incrementata con le somme riassegnate ai sensi del
periodo precedente. Con decreto del Ministro per la pubblica
dell'interno e con il Ministro dell'economia e delle finanze una quota del fondo di cui al terzo periodo può essere destinata alla
tutela della sicurezza pubblica e del soccorso pubblico, inclusa l'assunzione di personale in deroga ai limiti stabiliti dalla
legislazione vigente ai sensi e nei limiti di cui al comma 22;
un'ulteriore quota può essere destinata al finanziamento della
contrattazione integrativa delle amministrazioni indicate
nell'articolo 67, comma 5, ovvero delle amministrazioni interessate
dall'applicazione dell'articolo 67, comma 2. Le somme destinate alla tutela della sicurezza pubblica sono ripartite con decreto del
delle finanze, tra le unità previsionali di base interessate. La
quota del fondo eccedente la dotazione di 200 milioni di euro non
destinate alle predette finalità entro il 31 dicembre di ogni anno
18. Per l'anno 2009 è istituito nello stato di previsione del
Ministero dell'interno un apposito fondo, con una dotazione di 100
milioni di euro, per la realizzazione, sulla base di apposite
convenzioni tra il Ministero dell'interno ed i comuni interessati, delle iniziative urgenti occorrenti per il potenziamento della
sicurezza urbana e la tutela dell'ordine pubblico. Con decreto del
delle finanze, sono adottate le disposizioni per l'attuazione del
19. Per gli anni 2009, 2010 e 2011, la quota di partecipazione
al costo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale
per gli assistiti non esentati, di cui all'articolo 1, comma 796,
lettera p), primo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è abolita. Resta fermo quanto previsto dal comma 21 del presente
a) il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale
al quale concorre ordinariamente lo Stato, di cui all'articolo 79, comma 1, del presente decreto, è incrementato di 400 milioni di euro
su base annua per gli anni 2009, 2010 e 2011;
1) destinano, ciascuna al proprio servizio sanitario
regionale, le risorse provenienti dalle disposizioni di cui ai commi
14 e 16;
2) adottano ulteriori misure di incremento dell'efficienza e
di razionalizzazione della spesa, dirette a realizzare la parte
residuale della copertura degli oneri derivanti dall'attuazione del
21. Le regioni, comunque, in luogo della completa adozione
delle misure di cui ai commi 14 e 16 ed al numero 2) della lettera b) del comma 20 possono decidere di applicare, in misura integrale o
ridotta, la quota di partecipazione abolita ai sensi del comma 19,
ovvero altre forme di partecipazione dei cittadini alla spesa
sanitaria di effetto finanziario equivalente. Ai fini dell'attuazione
di quanto previsto al comma 20, lettera b) e al primo periodo del presente comma, il Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle
finanze, comunica alle regioni, entro il 30 settembre 2008, l'importo
che ciascuna di esse deve garantire ai fini dell'equivalenza
22. Per l'anno 2009, per le esigenze connesse alla tutela
dell'ordine pubblico, alla prevenzione ed al contrasto del crimine, alla repressione delle frodi e delle violazioni degli obblighi
fiscali ed alla tutela del patrimonio agroforestale, la Polizia di
Stato, Corpo dei vigili del fuoco, l'Arma dei carabinieri, il Corpo della guardia di finanza, il Corpo di polizia penitenziaria ed il
Corpo forestale dello Stato sono autorizzati ad effettuare assunzioni
in deroga alla normativa vigente entro un limite di spesa pari a 100
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009, a valere, quanto a
40 milioni di euro per l'anno 2009 e a 100 milioni di euro a
decorrere dall'anno 2010, sulle risorse di cui al comma 17, e quanto
a 60 milioni di euro per l'anno 2009 a valere sulle risorse di cui
all'articolo 60, comma 8. Tali risorse sono destinate
prioritariamente al reclutamento di personale proveniente dalle Forze
armate. Alla ripartizione delle predette risorse si provvede con
decreto del Presidente della Repubblica, da emanare entro il 30
aprile 2009, secondo le modalità di cui all'articolo 39, comma
3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive
23. Le somme di denaro sequestrate nell'ambito di procedimenti
penali o per l'applicazione di misure di prevenzione di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, o di
irrogazione di sanzioni amministrative, anche di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n.
231, affluiscono ad un unico fondo.
Allo stesso fondo affluiscono altresì i proventi derivanti dai beni
confiscati nell'ambito di procedimenti penali, amministrativi o per
l'applicazione di misure di prevenzione di cui alla legge 31 maggio
1965, n. 575, e successive modificazioni, nonché alla legge 27
dicembre 1956, n. 1423, e successive modificazioni, o di irrogazione
di sanzioni amministrative, anche di cui al decreto legislativo 8
giugno 2001, n. 231, e successive modificazioni. Per la gestione
delle predette risorse può essere utilizzata la società di cui
all'articolo 1, comma 367 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Con
il Ministro della giustizia e con il Ministro dell'interno, sono
adottate le disposizioni di attuazione del presente comma.
24. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
della giustizia e con il Ministro dell'interno, provvede annualmente
a determinare con decreto i risparmi conseguiti per effetto dell'applicazione delle disposizioni del comma 23, che sono devoluti
insieme ai proventi di cui al secondo periodo del citato comma 23,
previa verifica di compatibilità e ammissibilità finanziaria delle relative utilizzazioni, per quota parte alla tutela della sicurezza
pubblica e del soccorso pubblico, per altra quota al potenziamento
dei servizi istituzionali del Ministero della giustizia, e per la
restante parte sono versati all'entrata del bilancio dello Stato.
25. Sono abrogati i commi 102, 103 e 104 dell'articolo 2 della
26. All'articolo 301-bis del testo unico delle disposizioni
della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, nel comma 1, dopo le parole:
«beni mobili» sono inserite le seguenti: «compresi quelli».
27. Dopo il comma 345 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre
2005, n. 266, è inserito il seguente:
«345-bis. Quota parte del fondo di cui al comma 345, stabilita con
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, è destinata al
finanziamento della carta acquisti, di cui all'articolo 81, comma 32,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, finalizzata all'acquisto di beni e servizi a favore dei cittadini residenti che versano in
condizione di maggior disagio economico.».
Art. 62. Contenimento dell'uso degli strumenti derivati e
dell'indebitamento delle
regioni e degli enti locali
presente articolo costituiscono princìpi fondamentali per il coordinamento
della finanza pubblica e hanno il fine di assicurare la tutela dellunità economica della Repubblica ai sensi degli articoli
117, secondo comma,
lettera e), e terzo comma, 119, secondo comma, e 120 della Costituzione. Le disposizioni del presente articolo costituiscono altresì norme di
applicazione necessaria.
2. Alle regioni, alle province autonome di Trento e di Bolzano e agli
enti locali è fatto divieto di emettere titoli obbligazionari o altre passività che prevedano il rimborso del capitale in ununica soluzione alla
scadenza. Per tali enti, la durata di una singola operazione di indebitamento, anche se consistente nella rinegoziazione di una passività
esistente, non può essere superiore a trenta né inferiore a cinque anni.
3. Il Ministro delleconomia e delle finanze, sentite la Banca
dItalia e la Commissione nazionale per le società e la borsa, con uno o più
regolamenti da emanare ai sensi dellarticolo 17, comma 3, della legge 23
agosto 1988, n. 400, dintesa, per i profili dinteresse regionale, con la
autonome di Trento e di Bolzano, individua la tipologia dei contratti
relativi agli strumenti finanziari derivati previsti allarticolo 1, comma 3, del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione
finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che gli enti di cui al comma 2 possono concludere, e indica le componenti derivate,
implicite o esplicite, che gli stessi enti hanno facoltà di prevedere nei contratti di finanziamento. Al fine di assicurare la massima trasparenza dei
contratti relativi agli strumenti finanziari derivati nonché delle clausole
relative alle predette componenti derivate, il medesimo regolamento
individua altresì le informazioni, rese in lingua italiana, che gli stessi
4. Ai fini della conclusione di un contratto relativo a strumenti
finanziari derivati o di un contratto di finanziamento che include una componente derivata, il soggetto competente alla sottoscrizione del
contratto per lente pubblico attesta per iscritto di avere preso conoscenza dei rischi e delle caratteristiche dei medesimi.
5. Il contratto relativo a strumenti finanziari derivati o il
contratto di finanziamento che include una componente derivata, stipulato dagli enti di cui al comma 2 in violazione delle disposizioni previste dal
regolamento emanato in attuazione del comma 3 o privo dellattestazione di cui al comma 4, è nullo. La nullità può essere fatta valere solo dallente.
6. Agli enti di cui al comma 2 è fatto divieto di stipulare, fino
alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 3, e comunque
per il periodo minimo di un anno decorrente dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, contratti relativi agli strumenti finanziari derivati. Resta ferma la possibilità di ristrutturare il contratto derivato a seguito
di modifica della passività alla quale il medesimo contratto derivato è riferito, con la finalità di mantenere la corrispondenza tra la passività
rinegoziata e la collegata operazione di copertura.
7. Fermo restando quanto previsto in termini di comunicazione ai
sensi e per gli effetti dellarticolo 41, commi 2-bis e 2-ter, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, il Ministero delleconomia e delle finanze
trasmette altresì mensilmente alla Corte dei conti copia della documentazione ricevuta in relazione ai contratti stipulati di cui al comma
8. Gli enti di cui al comma 2 allegano al bilancio di previsione e al
bilancio consuntivo una nota informativa che evidenzi gli oneri e gli
impegni finanziari, rispettivamente stimati e sostenuti, derivanti da
contratti relativi a strumenti finanziari derivati o da contratti di
9. Allarticolo 3, comma 17, secondo periodo, della legge 24 dicembre
2003, n. 350, dopo le parole: cessioni di crediti vantati verso altre
amministrazioni pubbliche sono aggiunte le seguenti: nonché, sulla base
dei criteri definiti in sede europea dallUfficio statistico delle Comunità europee
(EUROSTAT), leventuale premio incassato al momento del
perfezionamento delle operazioni derivate.
10. Sono abrogati larticolo 41, comma 2, primo periodo, della legge
28 dicembre 2001, n. 448, nonché larticolo 1, commi 381, 382, 383 e 384, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Le disposizioni relative allutilizzo
degli strumenti derivati da parte degli enti territoriali emanate in attuazione dellarticolo
41, comma 1, ultimo periodo, della legge 28
dicembre 2001, n. 448, sono abrogate dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 3.
11. Restano salve tutte le disposizioni in materia di indebitamento
delle regioni, delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli enti locali che non siano in contrasto con le disposizioni del presente
Art. 63. Esigenze prioritarie
1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1,
comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è incrementata di euro 90
milioni per l'anno 2008, per il finanziamento della partecipazione italiana alle
missioni internazionali di pace. A tal fine è integrato l'apposito fondo
nell'ambito dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e
2. La disposizione di cui all'articolo 1, comma 621,
lettera a), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, non si applica limitatamente
all'anno 2008.
3. In relazione alle necessità connesse alle spese di
funzionamento delle istituzioni scolastiche il «Fondo per il funzionamento
delle istituzioni scolastiche» di cui all'articolo 1, comma 601, della legge 27
dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), iscritto nello stato di
previsione del Ministero della pubblica istruzione è incrementato dell'importo
di euro 200 milioni per l'anno 2008.
4. Per far fronte alle esigenze del Gruppo Ferrovie
dello Stato S.p.a. è autorizzata la spesa di 300 milioni di euro per l'anno
2008. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro 30 giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, è definita la destinazione del
5. Per far fronte alle obbligazioni già assunte per la
realizzazione di interventi previsti nel contratto di programma 2003-2005 e in
Accordi pregressi, a valere su residui passivi degli anni 2002 e precedenti, la
Società ANAS S.p.a. è autorizzata ad utilizzare, in via di anticipazione, le
disponibilità giacenti sul conto di tesoreria n. 20060, con obbligo di
reintegro entro il 31 dicembre 2008, previa presentazione di apposita
ricognizione riguardante il fabbisogno correlato all'attuazione degli interventi
per il corrente esercizio e per l'anno 2009.
6. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1,
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, relativa al Fondo per
l'occupazione è incrementata di euro 700 milioni per l'anno 2009.
7. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 20,
comma 8, della legge 8 novembre 2000, n. 328, relativa al Fondo da ripartire per
le politiche sociali, come determinata dalla tabella C della legge 24 dicembre
2007, n. 244, è integrata di 300 milioni di euro per l'anno 2009.
8. Nello stato di previsione della spesa del Ministero
dell'economia e delle finanze è costituito un apposito fondo, con una dotazione
finanziaria di 900 milioni di euro per l'anno 2009 e 500 milioni a decorrere dall'anno 2010, per il finanziamento, con
appositi provvedimenti normativi, delle misure di proroga di agevolazioni
fiscali riconosciute a legislazione vigente.
9. All'articolo 1, comma 282, secondo periodo, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, le parole «quadriennio 2005-2008» sono
sostituite dalle seguenti: «periodo 2005-2011».
9-bis Il contributo al Comitato italiano paraolimpico di cui
all'articolo 1, comma 580, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, è
incrementato di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009
10. Al fine di garantire le necessarie risorse
finanziarie a carico del bilancio dello Stato occorrenti per i rinnovi
contrattuali e gli adeguamenti retributivi del personale delle amministrazioni
statali nonché per l'attuazione delle misure di cui all'articolo 78, il Fondo
per interventi strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma
dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, è integrato dell'importo di 500 milioni
di euro per l'anno 2008
di 2.340 milioni di euro per gli anni 2009 e 2010 e di 2.310
milioni di euro a decorrere dall'anno 2011. Il predetto Fondo è
altresì incrementato, a valere, per quanto attiene all'anno 2008,
sulla quota delle maggiori entrate derivanti dalle modifiche
normative previste dagli articoli 81 e 82 del presente decreto, dei
seguenti importi: 0,8 milioni di euro per l'anno 2008, 20,6 milioni
di euro per l'anno 2009, 51,7 milioni di euro per l'anno 2010, 24,5
milioni di euro per l'anno 2011 e 25,5 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2012. La dotazione del fondo per interventi strutturali di
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, è ulteriormente
incrementata di 330 milioni di euro per l'anno 2009 e di 430 milioni
per ciascuno degli anni 2010 e 2011.
[11. soppresso]
12. Per promuovere lo sviluppo economico e rimuovere
gli squilibri economico-sociali è istituito, nello stato di previsione del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Fondo per la promozione e il
sostegno dello sviluppo del trasporto pubblico locale, con una dotazione di 113
milioni di euro per l'anno 2008, di 130 milioni di euro per l'anno 2009 e di 110
milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011. Per gli anni successivi, al
finanziamento del Fondo si provvede ai sensi dell'articolo 11, comma 3, lettera
f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. Le risorse
del Fondo sono destinate alle finalità di cui all'articolo 1, comma 1031, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, come modificato dal comma 306 dell'articolo 1 della legge 24
dicembre 2007, n. 244, e di cui
all'articolo 9 della legge 26 febbraio 1992, n. 211, con le procedure e le
modalità previste da tali disposizioni. Gli interventi finanziati, ai sensi e
con le modalità della legge 26 febbraio 1992, n. 211, con le risorse di cui al
presente comma, individuati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono destinati al completamento delle opere in corso di realizzazione
in misura non superiore al 20 per cento. Il finanziamento di nuovi interventi è
subordinato all'esistenza di parcheggi di interscambio, ovvero alla loro
realizzazione, che può essere finanziata con le risorse di cui al presente
13. La ripartizione delle risorse di cui al comma 12
tra le finalità ivi previste è definita con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con la Conferenza
1997, n. 281, e successive modificazioni. In fase
di prima applicazione, per il triennio 2008-2010, le risorse sono ripartite in
pari misura tra le finalità previste. A decorrere dall'anno 2011 la
ripartizione delle risorse tra le finalità di cui al comma 13 è effettuata con
il medesimo decreto, tenendo conto di principi di premialità che incentivino
l'efficienza, l'efficacia e la qualità nell'erogazione dei servizi, la
mobilità pubblica e la tutela ambientale. All'articolo 1, comma 1032, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, la lettera d) è abrogata.
13-bis. Per la realizzazione di progetti di settore finalizzati
al sostegno di produzioni e allevamenti di particolare rilievo
ambientale, economico, sociale ed occupazionale è autorizzata la
spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009.
All'attuazione degli interventi di cui al presente comma provvede con
proprio decreto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.
13-ter. All'articolo 5, comma 9, del decreto-legge 27 maggio
2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, la lettera a) è abrogata. Alle minori entrate
derivanti dall'attuazione del presente comma, valutate in 16.700.000 euro per l'anno 2008 e in 66.800.000 euro per ciascuno degli anni
2009 e 2010, si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma 4, del citato decreto-legge n.
93 del 2008, come integrata con le risorse di
cui all'articolo 60, comma 8, del presente decreto.
1. Per l'anno finanziario 2009, con riferimento alle dichiarazioni
dei redditi relative al periodo d'imposta 2008, sulla base dei
criteri e delle modalità di cui al decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 20 gennaio 2006, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 22 del 27 gennaio 2006, fermo quanto già dovuto dai
contribuenti a titolo di imposta sul reddito delle persone fisiche,
una quota pari al cinque per mille dell'imposta stessa è destinata in base alla scelta del contribuente alle seguenti finalità:
a) sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non
lucrative di utilità sociale di cui all'articolo 10 del decreto
legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni,
nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei
registri nazionale, regionali e provinciali previsti dall'articolo 7,
commi 1, 2, 3 e 4, della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle
associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui
all'articolo 10, comma 1, lettera a) , del citato decreto legislativo
n. 460 del 1997;
d) sostegno delle attività sociali svolte dal comune di
e) sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche
riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge.
2. Resta fermo il meccanismo dell'otto per mille di cui alla legge
20 maggio 1985, n. 222.
3. I soggetti di cui al comma 1 ammessi al riparto devono redigere,
entro un anno dalla ricezione delle somme ad essi destinate, un
apposito e separato rendiconto dal quale risulti, anche a mezzo di
una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente la
destinazione delle somme ad essi attribuite.
4. Con decreto di natura non regolamentare del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca e del Ministro del lavoro, della
salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di
richiesta, le liste dei soggetti ammessi al riparto e le modalità
del riparto delle somme stesse nonché le modalità e i termini del
recupero delle somme non rendicontate ai sensi del comma 3.
5. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3, comma 8, della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, è integrata di 20 milioni di euro
6. Le disposizioni che riconoscono contributi a favore di
associazioni sportive dilettantistiche a valere sulle risorse
derivanti dal 5 mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche
hanno effetto previa adozione di un decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze che disciplina le relative modalità di
attuazione, prevedendo particolari modalità di accesso al
contributo, di controllo e di rendicontazione, nonché la limitazione
dell'incentivo nei confronti delle sole associazioni sportive che
svolgono una rilevante attività di interesse sociale.
Art. 64. Disposizioni in materia di
1. Ai fini di una migliore qualificazione dei
servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale
docente, a decorrere dall'anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e
misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto
alunni/docente, da realizzare comunque entro l'anno scolastico 2011/2012, per un
accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni
2. Si procede, altresì, alla revisione dei criteri e
dei parametri previsti per la definizione delle dotazioni organiche del
personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), in modo da conseguire,
nel triennio 2009-2011 una riduzione complessiva del 17 per cento della
consistenza numerica della dotazione organica determinata per l'anno scolastico
2007/2008. Per ciascuno degli anni considerati, detto decremento non deve essere
inferiore ad un terzo della riduzione complessiva da conseguire, fermo restando
quanto disposto dall'articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007,
3. Per la realizzazione delle finalità previste dal
presente articolo, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza
Unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e
previo parere delle Commissioni Parlamentari competenti per materia e per le
conseguenze di carattere finanziario, predispone, entro quarantacinque giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano programmatico di
interventi volti ad una maggiore razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse
umane e strumentali disponibili, che conferiscano una maggiore efficacia ed
efficienza al sistema scolastico.
4. Per l'attuazione del piano di cui al comma 3, con
uno o più regolamenti da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata in
vigore del presente decreto ed in modo da assicurare comunque la puntuale
attuazione del piano di cui al comma 3, in relazione agli interventi annuali ivi
previsti, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.
400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca
unificata di cui al citato decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, anche
modificando le disposizioni legislative vigenti, si provvede ad una revisione
dell'attuale assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema
scolastico, attenendosi ai seguenti criteri:
a. razionalizzazione ed accorpamento delle
classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell'impiego dei docenti;
b. ridefinizione dei curricoli vigenti nei
diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di
studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti
tecnici e professionali;
c. revisione dei criteri vigenti in materia
di formazione delle classi;
d. rimodulazione dell'attuale
organizzazione didattica della scuola primaria ivi compresa la formazione professionale per il
personale docente interessato ai processi di innovazione
ordinamentale senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica;
e. revisione dei criteri e dei parametri
vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del
personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi;
f. ridefinizione dell'assetto
organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i
corsi serali, previsto dalla vigente normativa.
f-bis) definizione di criteri, tempi e modalità per la
determinazione e l'articolazione dell'azione di ridimensionamento
della rete scolastica prevedendo, nell'ambito delle risorse
disponibili a legislazione vigente, l'attivazione di servizi
qualificati per la migliore fruizione dell'offerta formativa;
f-ter) nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti
scolastici aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni e gli
enti locali possono prevedere specifiche misure finalizzate alla
riduzione del disagio degli utenti.
4-bis) Ai fini di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di
razionalizzazione dell'attuale assetto ordinamentale di cui al comma
4, nell'ambito del secondo ciclo di istruzione e formazione di cui al
decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, anche con l'obiettivo di
ottimizzare le risorse disponibili, all'articolo 1, comma 622, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, le parole da: «Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali e specifici» sino a: «Conferenza
autonome di Trento e Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «L'obbligo di istruzione si assolve anche nei percorsi di istruzione
e formazione professionale di cui al Capo III del decreto legislativo
17 ottobre 2005, n. 226, e, sino alla completa messa a regime delle
disposizioni ivi contenute, anche nei percorsi sperimentali di
istruzione e formazione professionale di cui al comma 624 del
4-ter) Le procedure per l'accesso alle Scuole di specializzazione
per l'insegnamento secondario attivate presso le università sono sospese per l'anno accademico 2008-2009 e fino al completamento degli
adempimenti di cui alle lettere a) ed e) del comma 4
5. I dirigenti del Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca, compresi i dirigenti scolastici, coinvolti nel
processo di razionalizzazione di cui al presente articolo, ne assicurano la
compiuta e puntuale realizzazione. Il mancato raggiungimento degli obiettivi
prefissati, verificato e valutato sulla base delle vigenti disposizioni anche
contrattuali, comporta l'applicazione delle misure connesse alla responsabilità
6. Fermo restando il disposto di cui all'articolo 2,
commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dall'attuazione dei commi
1, 2, 3, e 4 del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato
economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l'anno 2009, a
1.650 milioni di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l'anno 2011 e
a 3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012.
controllo e verifica in capo al Ministero dell'istruzione, dell'università e
della ricerca e al Ministero dell'economia e delle finanze, con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri è costituito, contestualmente all'avvio
dell'azione programmatica e senza maggiori oneri a carico del bilancio dello
Stato, un comitato di verifica tecnico-finanziaria composto da rappresentanti
del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e del Ministero
dell'economia e delle finanze, con lo scopo di monitorare il processo attuativo
delle disposizioni di cui al presente articolo, al fine di assicurare la
compiuta realizzazione degli obiettivi finanziari ivi previsti, segnalando
eventuali scostamenti per le occorrenti misure correttive. Ai componenti del
Comitato non spetta alcun compenso né rimborso spese a qualsiasi titolo dovuto.
8. Al fine di garantire l'effettivo conseguimento degli
obiettivi di risparmio di cui al comma 6, si applica la procedura prevista
dall'articolo 1, comma 621, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
comma 6 è destinata, nella misura del 30 per cento, ad incrementare le risorse
contrattuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo
sviluppo professionale della carriera del personale della Scuola a decorrere
dall'anno 2010, con riferimento ai risparmi conseguiti per ciascun anno
scolastico. Gli importi corrispondenti alle indicate economie di spesa vengono
iscritti in bilancio in un apposito Fondo istituito nello stato di previsione
del Ministero dell'istruzione dell'università e della ricerca, a decorrere
dall'anno successivo a quello dell'effettiva realizzazione dell'economia di
spesa, e saranno resi disponibili in gestione con decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca subordinatamente alla verifica dell'effettivo
ed integrale conseguimento delle stesse rispetto ai risparmi previsti.
Art. 65. Forze armate
1. In coerenza con il processo di revisione
organizzativa del Ministero della difesa e della politica di riallocazione e
ottimizzazione delle risorse, da perseguire anche mediante l'impiego in mansioni
tipicamente operative del personale utilizzato per compiti strumentali, gli
oneri previsti dalla tabella A allegata alla legge 14 novembre 2000, n. 331,
nonché dalla tabella C allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 226, così come
rideterminati dall'articolo 1, comma 570, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e
dall'articolo 2, comma 71, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 sono ridotti del
7 per cento per l'anno 2009 e del 40 per cento a decorrere dall'anno 2010.
2. A decorrere dall'anno 2010, i risparmi di cui al
comma 1 per la parte eccedente il 7 per cento, possono essere conseguiti in
alternativa anche parziale alle modalità ivi previste, mediante specifici piani
di razionalizzazione predisposti dal Ministero della difesa in altri settori di
3. Dall'attuazione del comma 1 devono conseguire
economie di spesa per un importo non inferiore a 304 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2010. Al fine di garantire l'effettivo conseguimento degli obiettivi
di risparmio di cui al presente comma, in caso di accertamento di minori
economie, si provvede a ridurre le dotazioni complessive di parte corrente dello
stato di previsione del Ministero della difesa ad eccezione di quelle relative
alle competenze spettanti al personale del dicastero medesimo.
1. Le amministrazioni di cui al presente articolo
provvedono, entro il 31 dicembre 2008 a rideterminare la programmazione
triennale del fabbisogno di personale in relazione alle misure di
razionalizzazione, di riduzione delle dotazioni organiche e di contenimento
delle assunzioni previste dal presente decreto.
2. All'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre
2006, n. 296 le parole «per gli anni 2008 e 2009» sono sostituite dalle parole
«per l'anno 2008» e le parole «per ciascun anno» sono sostituite dalle
parole «per il medesimo anno».
3. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 523, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono
procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad
assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di
personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di
quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. In ogni caso il
numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascuna
amministrazione, il 10 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
4. All'articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre
2006, n. 296 le parole «per gli anni 2008 e 2009» sono sostituite dalle
seguenti: «per l'anno 2008».
5. Per l'anno 2009 le amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 526, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono
procedere alla stabilizzazione di personale in possesso dei requisiti ivi
richiamati nel limite di un contingente di personale complessivamente
corrispondente ad una spesa pari al 10 per cento di quella relativa alle
cessazioni avvenute nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di
personale da stabilizzare non può eccedere, per ciascuna amministrazione, il 10
per cento delle unità cessate nell'anno precedente.
6. L'articolo 1, comma 527, della legge 27 dicembre
2006, n. 296 è sostituito dal seguente: «Per l'anno 2008 le amministrazioni di
449, e successive modificazioni.».
7. Il comma 102 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre
2007, n. 244, è sostituito dal seguente: «Per gli anni 2010 e 2011, le
amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523
della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle
procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel
limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una
spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno
precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non
può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unità cessate nell'anno
8. Sono abrogati i commi 103 e 104 dell'articolo 3,
9. Per l'anno 2014, le amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 523
della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ad
eccezione dei Corpi di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, possono
personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di
quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il
numero delle unità di personale da assumere non può eccedere il 50 per cento
delle unità cessate nell'anno precedente.
9-bis. A decorrere dall'anno 2010
Corpi di polizia e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco possono procedere,
secondo le modalità di cui al comma 10, ad assunzioni di personale a tempo
indeterminato, nel limite di un contingente di personale complessivamente
corrispondente a una spesa pari a quella relativa al personale cessato dal
servizio nel corso dell'anno precedente e per un numero di unità non superiore
a quelle cessate dal servizio nel corso dell'anno precedente.
10. Le assunzioni di cui ai commi 3, 5, 7 e 9 sono
autorizzate secondo le modalità di cui all'articolo 35, comma 4, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, previa richiesta
delle amministrazioni interessate, corredata da analitica dimostrazione delle
cessazioni avvenute nell'anno precedente e delle
conseguenti economie e dall'individuazione delle unità da assumere e dei
correlati oneri, asseverate dai relativi organi di controllo.
11. I limiti di cui ai commi 3, 7 e 9 si applicano
anche alle assunzioni del personale di cui all'articolo 3 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le limitazioni di
cui ai commi 3, 7 e 9 non si applicano alle assunzioni di personale appartenente
alle categorie protette e a quelle connesse con la professionalizzazione delle
forze armate cui si applica la specifica disciplina di settore.
12. All'articolo 1, comma 103 della legge 30 dicembre
2004, n. 311, come modificato da ultimo dall'articolo 3, comma 105 della legge
24 dicembre 2007, n. 244 le parole «A decorrere dall'anno 2011» sono
sostituite dalle parole «A decorrere dall'anno 2013».
13. Per il quadriennio 2009-2012, le università statali, fermi restando i limiti di cui all'articolo 1, comma 105, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, possono procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di personale nel limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari al cinquanta per cento di quella relativa al personale a tempo indeterminato complessivamente cessato dal servizio nell'anno precedente. Ciascuna
università destina tale somma per una quota non inferiore al 60 per cento all'assunzione di ricercatori a tempo determinato e indeterminato, e per una quota non superiore al 10 per cento all'assunzione di professori ordinari. Fermo restando il rispetto dei predetti limiti di spesa, le quote di cui al periodo precedente non si applicano agli Istituti di istruzione universitaria ad ordinamento speciale. Sono fatte salve le assunzioni dei ricercatori per i concorsi di cui all'articolo 1, comma 648, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nei limiti delle risorse residue previste dal predetto articolo 1, comma 650. Nei limiti previsti dal presente comma e' compreso, per l'anno 2009, anche il personale oggetto di procedure di stabilizzazione in possesso degli specifici requisiti previsti dalla normativa vigente. Nei confronti delle
università per l'anno 2012 si applica quanto disposto dal comma 9. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette.
14. Per l'anno 2010 gli enti di ricerca
possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad
assunzioni di personale a tempo indeterminato nei limiti di cui all'articolo 1,
comma 643 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Per il
triennio 2011-2013 gli enti di ricerca possono procedere, per ciascun
anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo
precedente, purché entro il limite del 20 per cento delle risorse
relative alla cessazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato intervenute nell'anno precedente. La predetta
facoltà assunzionale è fissata nella misura del 50 per cento per l'anno 2014 e del 100
per cento a decorrere dall'anno 2015. Art. 67. Norme in materia di contrattazione
integrativa e di controllo dei contratti nazionali ed integrativi
1. Le risorse determinate, per l'anno 2007, ai
sensi dell'articolo 12, del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive
modificazioni, sono ridotte del 10% ed un importo pari a 20 milioni di euro è
destinato al fondo di assistenza per i finanzieri di cui alla legge 20 ottobre
1960, n. 1265. A decorrere dall'anno 2012 una quota,
non inferiore al 10 per cento, delle risorse di cui all'articolo 12 del
28 maggio 1997, n. 140, e successive modificazioni, è destinata al
potenziamento e alla copertura di oneri indifferibili dell'Amministrazione
economico-finanziaria esclusi quelli di personale; con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze è stabilito il riparto della predetta quota tra
le diverse strutture, incluso il Corpo della Guardia di finanza.
2. Per l'anno 2009, nelle more di un generale riordino
della materia concernente la disciplina del trattamento economico accessorio, ai
sensi dell'articolo 45 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, rivolta a
definire una più stretta correlazione di tali trattamenti alle maggiori
prestazioni lavorative e allo svolgimento di attività di rilevanza
istituzionale che richiedono particolare impegno e responsabilità, tutte le
disposizioni speciali, di cui all'allegato B, che prevedono risorse aggiuntive a
favore dei fondi per il finanziamento della contrattazione integrativa delle
Amministrazioni statali, sono disapplicate.
3. A decorrere dall'anno 2010 le risorse previste dalle
disposizioni di cui all'allegato B, che vanno a confluire nei fondi per il
finanziamento della contrattazione integrativa delle Amministrazioni statali,
sono ridotte del 20% e sono utilizzate sulla base di nuovi criteri e modalità
di cui al comma 2 che tengano conto dell'apporto individuale degli uffici
e dell'effettiva applicazione ai processi di realizzazione degli obiettivi
istituzionali indicati dalle predette disposizioni.
4. I commi 2 e 3, trovano applicazione nei confronti di
ulteriori disposizioni speciali che prevedono risorse aggiuntive a favore dei
Fondi per il finanziamento della contrattazione integrativa delle
amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 189, della legge 23 dicembre 2005,
5. Per le medesime finalità di cui al comma 1, va
ridotta la consistenza dei Fondi per il finanziamento della contrattazione
integrativa delle Amministrazioni di cui al comma 189 dell'articolo 1, della
legge 266 del 2005. Conseguentemente il comma 189, dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n.
266 è così sostituito: «189. A decorrere dall'anno 2009,
l'ammontare complessivo dei fondi per il finanziamento della contrattazione
integrativa delle amministrazioni dello Stato, delle agenzie, incluse le Agenzie
fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300, e successive modificazioni, degli enti pubblici non economici, inclusi
gli enti di ricerca e quelli pubblici indicati all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e delle università,
determinato ai sensi delle rispettive normative contrattuali, non può eccedere
quello previsto per l'anno 2004 come certificato dagli organi di controllo di
cui all'articolo 48, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e,
ove previsto, all'articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n.
449, e successive modificazioni ridotto del 10 per cento.».
6. Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa di cui
al presente articolo sono versate annualmente dagli Enti e dalle amministrazioni
dotati di autonomia finanziaria entro il mese di ottobre all'entrata del
bilancio dello Stato con imputazione al capo X, capitolo 2368. 7. All'articolo 47 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 sono apportate le seguenti
«6. In caso di certificazione non positiva della Corte dei Conti le parti
contraenti non possono procedere alla sottoscrizione definitiva dell'ipotesi di
accordo. Il Presidente dell'Aran, sentito il Comitato di settore ed il
Presidente del Consiglio dei Ministri, provvede alla riapertura delle trattative
ed alla sottoscrizione di una nuova ipotesi di accordo adeguando i costi
contrattuali ai fini della certificazione. In seguito alla sottoscrizione della
nuova ipotesi si riapre la
procedura di certificazione prevista dai commi precedenti. Nel caso in cui la
certificazione non positiva sia limitata a singole clausole contrattuali
l'ipotesi può essere sottoscritta definitivamente ferma restando l'inefficacia
delle clausole contrattuali non positivamente certificate.»;
«7. L'ipotesi di accordo è trasmessa dall'Aran, corredata dalla prescritta
relazione tecnica, al comitato di settore ed al Presidente del Consiglio dei
Ministri entro 7 giorni dalla data di sottoscrizione. Il parere del Comitato di
settore e del Consiglio dei Ministri si intende reso favorevolmente trascorsi
quindici giorni dalla data di trasmissione della relazione tecnica da parte
dell'Aran. La procedura di certificazione dei contratti collettivi deve
concludersi entro quaranta giorni dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo
Ministri deve essere comunque essere adottata entro otto giorni dalla ricezione
dei chiarimenti richiesti, o dalla scadenza del termine assegnato all'Aran,
fatta salva l'autonomia negoziale delle parti in ordine ad un'eventuale modifica
delle clausole contrattuali. In ogni caso i contratti per i quali non si sia
conclusa la procedura di certificazione divengono efficaci trascorso il
cinquantacinquesimo giorno dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo. Resta
escluso comunque dall'applicazione del presente articolo ogni onere aggiuntivo a
carico del bilancio dello Stato anche nell'ipotesi in cui i comitati di settore
delle amministrazioni di cui all'articolo 41, comma 3, non si esprimano entro il
termine di cui al comma 3 del presente articolo;
c) dopo il comma 7 è inserito il seguente
comma: «7-bis. Tutti i termini indicati dal presente articolo si intendono
riferiti a giornate lavorative.».
8. In attuazione dei principi di responsabilizzazione e
di efficienza della pubblica amministrazione, le amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e
successive modificazioni, hanno l'obbligo di trasmettere alla Corte dei Conti,
tramite il Ministero economia e finanze - Dipartimento della Ragioneria generale
dello Stato, entro il 31 maggio di ogni anno, specifiche informazioni sulla
contrattazione integrativa, certificate dagli organi di controllo interno.
9. A tal fine, d'intesa con la Corte dei conti e la
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, il
Ministero economia e finanze - Dipartimento della ragioneria generale dello
Stato integra le informazioni annualmente richieste con il modello di cui
all'articolo 40-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
predisponendo un'apposita scheda con le ulteriori informazioni di interesse
della Corte dei Conti volte tra l'altro ad accertare, oltre il rispetto dei
vincoli finanziari previsti dalla vigente normativa in ordine alla consistenza
delle risorse assegnate ai fondi per la contrattazione integrativa ed
all'evoluzione della consistenza dei fondi e della spesa derivante dai contratti
integrativi applicati, anche la concreta definizione ed applicazione di criteri
improntati alla premialità, al riconoscimento del merito ed alla valorizzazione
dell'impegno e della qualità della prestazione individuale, con riguardo ai
diversi istituti finanziati dalla contrattazione integrativa, nonché a
parametri di selettività, con particolare riferimento alle progressioni
10. La Corte dei Conti utilizza tali informazioni,
unitamente a quelle trasmesse ai sensi del titolo V del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, ai fini del referto sul costo del lavoro e propone, in caso
di esorbitanza delle spese dai limiti imposti dai vincoli di finanza pubblica e
dagli indirizzi generali assunti in materia in sede di contrattazione collettiva
nazionale, interventi correttivi a livello di comparto o di singolo ente. Fatte
salve le ipotesi di responsabilità previste dalla normativa vigente, in caso di
accertato superamento di tali vincoli le corrispondenti clausole contrattuali
sono immediatamente sospese ed è fatto obbligo di recupero nell'ambito della
sessione negoziale successiva.
11. Le amministrazioni hanno l'obbligo di
pubblicare in modo permanente sul proprio sito web, con modalità che
garantiscano la piena visibilità e accessibilità delle informazioni ai
cittadini, la documentazione trasmessa annualmente all'organo di controllo in
materia di contrattazione integrativa.
12. In caso di mancato adempimento delle prescrizioni
del presente articolo, oltre alle sanzioni previste dall'articolo 60, comma 2,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è fatto divieto alle
amministrazioni di procedere a qualsiasi adeguamento delle risorse destinate
alla contrattazione integrativa. Il collegio dei revisori di ciascuna
amministrazione, o in sua assenza, l'organo di controllo interno equivalente
vigila sulla corretta applicazione delle disposizioni del presente articolo.
Art. 68. Riduzione degli organismi collegiali
e di duplicazioni di strutture
1. Ai fini dell'attuazione del comma 2-bis
dell'articolo 29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, improntato a criteri di
rigorosa selezione, per la valutazione della perdurante utilità degli organismi
collegiali operanti presso la Pubblica Amministrazione e per realizzare, entro
il triennio 2009-2011, la graduale riduzione di tali organismi fino al
definitivo trasferimento delle attività ad essi demandati nell'ambito di quelle
istituzionali delle Amministrazioni, vanno esclusi dalla proroga prevista dal
comma 2-bis del citato articolo 29 del decreto-legge n. 223 del 2006 gli organismi collegiali:
istituiti in data antecedente al 30 giugno 2004 da disposizioni legislative od
atti amministrativi la cui operatività è finalizzata al raggiungimento di
specifici obiettivi o alla definizione di particolari attività previste dai
provvedimenti di istituzione e non abbiano ancora conseguito le predette
finalità; istituiti successivamente alla data del 30 giugno 2004 che non
operano da almeno due anni antecedenti alla data di entrata in vigore del
presente decreto; svolgenti funzioni riconducibili alle competenze previste dai
regolamenti di organizzazione per gli uffici di struttura dirigenziale di 1° e
2° livello dell'Amministrazione presso la quale gli stessi operano ricorrendo,
ove vi siano competenze di più amministrazioni, alla conferenza di servizi.
dell'articolo 29 del citato decreto-legge n. 223 del 2006 venga riconosciuta
l'utilità degli organismi collegiali di cui al comma 1, la proroga è concessa
per un periodo non superiore a due anni. In sede di concessione della proroga
prevista dal citato comma 2-bis dovranno inoltre prevedersi ulteriori obiettivi
di contenimento dei trattamenti economici da corrispondere ai componenti
privilegiando i compensi collegati alla presenza rispetto a quelli forfetari od
onnicomprensivi stabilendo l'obbligo, a scadenza dei contratti, di nominare
componenti la cui sede di servizio coincida con la località sede
Ministri di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta
del Ministro competente, sono individuati gli organismi collegiali ritenuti
utili sulla base dei criteri di cui ai precedenti commi, in modo tale da
assicurare un ulteriore contenimento della spesa non inferiore a quello
conseguito in attuazione del citato articolo 29 del decreto-legge n. 223 del
4. La riduzione di spesa prevista dal comma 1
dell'articolo 29 del citato decreto-legge n. 223 del 2006 riferita all'anno 2006
si applica agli organismi collegiali ivi presenti istituiti dopo la data di entrata in vigore
del citato decreto-legge.
funzionali nonché di favorire una maggiore efficienza dei servizi e la
razionalizzazione delle procedure, le strutture amministrative che svolgono
prevalentemente attività a contenuto tecnico e di elevata specializzazione
riconducibili a funzioni istituzionali attribuite ad amministrazioni dello Stato
centrali o periferiche, sono soppresse e le relative competenze sono trasferite
alle Amministrazioni svolgenti funzioni omogenee.
a) Alto Commissario per la prevenzione ed
il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all'interno della
pubblica amministrazione di cui all'articolo 1 della legge 16 gennaio 2003, n. 3
b) Alto Commissario per la lotta alla
contraffazione di cui all'articolo 1-quater del decreto-legge 14 marzo 2005, n.
35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80 e
all'articolo 4-bis del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla
legge 11 marzo 2006, n. 81;
c) Commissione per l'inquadramento del
personale già dipendente da organismi militari operanti nel territorio
nazionale nell'ambito della Comunità Atlantica di cui all'articolo 2, comma 2,
della legge 9 marzo 1971, n. 98.
6-bis. Le funzioni delle strutture di cui al comma 6 lettere a)
e b) sono trasferite al Ministro competente che può delegare un
Dipartimento della Funzione Pubblica ed al Ministero dell'economia e delle
finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato - i provvedimenti
di attuazione del presente articolo.
presente articolo rimangono in carica per 60 giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto al fine di gestire l'ordinato trasferimento delle
funzioni. I risparmi derivanti dal presente articolo sono destinati al
miglioramento dei saldi di finanza pubblica. Le amministrazioni interessate
trasmettono al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della
ragioneria generale dello Stato i provvedimenti di attuazione del presente
Art. 69. Differimento di dodici mesi degli automatismi stipendiali
1. Con effetto dal 1° gennaio 2009, per le categorie di
personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, la maturazione dell'aumento biennale o della classe di
stipendio, nei limiti del 2,5 per cento, previsti dai rispettivi
ordinamenti è differita, una tantum, per un periodo di dodici
mesi, alla scadenza del quale è attribuito il corrispondente valore
economico maturato. Il periodo di dodici mesi di differimento è
utile anche ai fini della maturazione delle ulteriori successive
classi di stipendio o degli ulteriori aumenti biennali.
2. Per il personale che, nel corso del periodo di differimento
indicato al comma 1, effettua passaggi di qualifica comportanti
valutazione economica di anzianità pregressa, alla scadenza di tale
periodo e con la medesima decorrenza si procede a rideterminare il
trattamento economico spettante nella nuova qualifica considerando a
tal fine anche il valore economico della classe di stipendio o dell'aumento biennale maturato.
3. Per il personale che nel corso del periodo di differimento
indicato al comma 1 cessa dal servizio con diritto a pensione, alla
scadenza di tale periodo e con la medesima decorrenza si procede a
rideterminare il trattamento di pensione, considerando a tal fine
anche il valore economico della classe di stipendio o dell'aumento
biennale maturato. Il corrispondente valore forma oggetto di
contribuzione per i mesi di differimento.
4. Resta ferma la disciplina di cui all'articolo 11, commi 10 e
12, del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, come sostituito dall'articolo 2, comma 2, della legge 30 luglio 2007, n. 111.
5. In relazione ai risparmi lordi relativi al sistema
universitario, valutati in 13,5 milioni di euro per l'anno 2009, in
27 milioni di euro per l'anno 2010 e in 13,5 milioni di euro per
l'anno 2011, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, tenuto conto dell'articolazione del sistema universitario e
della distribuzione del personale interessato, definisce, d'intesa
con il Ministero dell'economia e delle finanze, le modalità di versamento, da parte delle singole università, delle relative
risorse con imputazione al capo X, capitolo 2368, dello stato di
previsione delle entrate del Bilancio dello Stato, assicurando le necessarie attività di monitoraggio.
6. Ai maggiori oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, si
provvede, quanto a 11 milioni di euro per l'anno 2009 mediante
all'articolo 5, comma 4 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, e,
quanto a 120 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010, mediante
riduzione lineare dello 0,83 per cento degli stanziamenti di parte
corrente relativi alle autorizzazioni di spesa come determinate dalla
tabella C allegata alla legge 24 dicembre 2007, n. 244.
Art. 70. Esclusione di trattamenti economici
aggiuntivi per infermità dipendente da causa di servizio
1. A decorrere dal 1° gennaio 2009 nei confronti
dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche ai quali sia stata riconosciuta
un'infermità dipendente da causa di servizio ed ascritta ad una delle categorie
della tabella A annessa al testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni, fermo restando il diritto all'equo indennizzo è esclusa
l'attribuzione di qualsiasi trattamento economico aggiuntivo previsto da norme
di legge o pattizie.
1-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano
al comparto sicurezza e difesa.
2. Con la decorrenza di cui al comma 1 sono
conseguentemente abrogati gli articoli 43 e 44 del testo unico di cui al Regio decreto 30 settembre
1922, n. 1290 e gli articoli 117 e 120 del Regio decreto 31 dicembre 1928, n.
3458 e successive modificazioni ed integrazioni.
Art. 71. Assenze per malattia e per permesso
retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni
1. Per i periodi di assenza per malattia, di
qualunque durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nei
primi dieci giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico
fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque
denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro
trattamento accessorio. Resta fermo il trattamento più favorevole eventualmente
previsto dai contratti collettivi o dalle specifiche normative di settore per le
assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio,
oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché per le assenze relative
a patologie gravi che richiedano terapie salvavita. I risparmi derivanti
dall'applicazione del presente comma costituiscono economie di bilancio per le
amministrazioni dello Stato e concorrono per gli enti diversi dalle
amministrazioni statali al miglioramento dei saldi di bilancio. Tali somme non
possono essere utilizzate per incrementare i fondi per la contrattazione
1-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
limitatamente alle assenze per malattia di cui al comma 1 del personale del
comparto sicurezza e difesa nonché del personale del Corpo nazionale dei vigili
del fuoco, gli emolumenti di carattere continuativo correlati allo specifico
status e alle peculiari condizioni di impiego di tale personale sono equiparati
al trattamento economico fondamentale.
2. Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per
un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di
malattia nell'anno solare l'assenza viene giustificata esclusivamente mediante
presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria
pubblica o da un medico convenzionato con il
3. L'Amministrazione dispone il controllo in ordine
alla sussistenza della malattia del dipendente anche nel caso di assenza di un
solo giorno, tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative.
4. La contrattazione collettiva ovvero le specifiche
normative di settore, fermi restando i limiti massimi delle assenze per permesso
retribuito previsti dalla normativa vigente, definiscono i termini e le
modalità di fruizione delle stesse, con l'obbligo di stabilire una
quantificazione esclusivamente ad ore delle tipologie di permesso retribuito,
per le quali la legge, i regolamenti, i contratti collettivi o gli accordi
sindacali prevedano una fruizione alternativa in ore o in giorni. Nel caso di
fruizione dell'intera giornata lavorativa, l'incidenza dell'assenza sul monte
ore a disposizione del dipendente, per ciascuna tipologia, viene computata con
riferimento all'orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella
giornata di assenza.
5-bis. Gli accertamenti
medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia effettuati dalle
aziende sanitarie locali su richiesta delle Amministrazioni pubbliche
interessate rientrano nei compiti istituzionali del Servizio sanitario
nazionale; conseguentemente i relativi oneri restano comunque a carico delle
5-ter. A decorrere dall'anno 2010 in
sede di riparto delle risorse per il finanziamento del Servizio sanitario
nazionale è individuata una quota di finanziamento destinata agli scopi di cui
al comma 5-bis, ripartita fra le regioni tenendo conto del numero dei dipendenti
pubblici presenti nei rispettivi territori; gli accertamenti di cui al medesimo
comma 5-bis sono effettuati nei limiti delle ordinarie risorse disponibili a
6. Le disposizioni del presente articolo costituiscono
norme non derogabili dai contratti o accordi collettivi.
Art. 72. Personale dipendente prossimo al
compimento dei limiti di età per il collocamento a riposo
1. Per gli anni 2009, 2010 2011, 2012, 2013 e 2014 il personale in
servizio presso le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo,
le Agenzie fiscali, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, gli Enti pubblici
non economici, le Università, le Istituzioni ed Enti di ricerca nonché gli
enti di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, può chiedere di essere esonerato dal servizio nel corso del quinquennio
antecedente la data di maturazione della anzianità massima contributiva di 40
anni. La richiesta di esonero dal servizio deve essere presentata dai soggetti
interessati, improrogabilmente, entro il 1° marzo di ciascun anno a condizione
che entro l'anno solare raggiungano il requisito minimo di anzianità
contributivo richiesto e non è revocabile. La disposizione non si applica al
1-bis. I posti resisi vacanti ai sensi del comma 1 non
sono reintegrabili negli anni nei quali può essere presentata la richiesta di
esonero ai sensi del primo periodo del medesimo comma 1.
2. E' data facoltà all'amministrazione, in base alle
proprie esigenze funzionali, di accogliere la richiesta dando priorità al
personale interessato da processi di riorganizzazione della rete centrale e
periferica o di razionalizzazione o appartenente a qualifiche di personale per
le quali è prevista una riduzione di organico.
3. Durante il periodo di esonero dal servizio al dipendente
spetta un trattamento temporaneo pari al cinquanta per cento di quello
complessivamente goduto, per competenze fisse ed accessorie, al momento del
collocamento nella nuova posizione. Ove durante tale periodo il dipendente
svolga in modo continuativo ed esclusivo attività di volontariato,
opportunamente documentata e certificata, presso organizzazioni non lucrative di
utilità sociale, associazioni di promozione sociale, organizzazioni non
governative che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di
sviluppo, ed altri soggetti da individuare con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze da emanarsi entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, la misura del predetto trattamento economico
temporaneo è elevata dal cinquanta al settanta per cento. Fino al collocamento
a riposo del personale in posizione di esonero gli importi del trattamento
economico posti a carico dei fondi unici di amministrazione non possono essere
utilizzati per nuove finalità.
4. All'atto del collocamento a riposo per raggiunti
limiti di età il dipendente ha diritto al trattamento di quiescenza e
previdenza che sarebbe spettato se fosse rimasto in servizio.
5. Il trattamento economico temporaneo spettante
durante il periodo di esonero dal servizio è cumulabile con altri redditi
derivanti da prestazioni lavorative rese dal dipendente come lavoratore autonomo
o per collaborazioni e consulenze con soggetti diversi dalle amministrazioni
pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165 o società e consorzi dalle stesse partecipati. In ogni caso non è
consentito l'esercizio di prestazioni lavorative da cui possa derivare un
pregiudizio all'amministrazione di appartenenza.
6. Le amministrazioni di appartenenza, in relazione
alle economie effettivamente derivanti dal collocamento in posizione di esonero
dal servizio, certificate dai competenti organi di controllo, possono procedere,
previa autorizzazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
della funzione pubblica e del Ministero dell'economia e delle finanze ad
assunzioni di personale in via anticipata rispetto a quelle consentite dalla
normativa vigente per l'anno di cessazione dal servizio per limiti di età del
dipendente collocato in posizione di esonero. Tali assunzioni vengono scomputate
da quelle consentite in tale anno.
7. All'articolo 16 comma 1 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 503, e successive modificazioni, dopo il primo periodo sono
aggiunti i seguenti: «In tal caso è data facoltà all'amministrazione, in base
alle proprie esigenze organizzative e funzionali, di accogliere la richiesta in
relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in
determinati o specifici ambiti ed in funzione dell'efficiente andamento dei
servizi. La domanda di trattenimento va presentata all'amministrazione di
appartenenza dai ventiquattro ai dodici mesi precedenti il compimento del limite
di età per il collocamento a riposo previsto dal proprio ordinamento.»
8. Sono fatti salvi i trattenimenti in servizio in
essere alla data di entrata in vigore del presente decreto e quelli disposti con
riferimento alle domande di trattenimento presentate nei sei mesi
successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto.
9. Le amministrazioni di cui al comma 7 riconsiderano,
con provvedimento motivato, tenuto conto di quanto ivi previsto, i provvedimenti
di trattenimento in servizio già adottati con decorrenza dal 1° gennaio al 31
10. I trattenimenti in servizio già autorizzati con
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2010 decadono ed i dipendenti interessati al
trattenimento sono tenuti a presentare una nuova istanza nei termini di cui al
11. Per gli anni 2009, 2010 e 2011, le
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, possono, a
decorrere dal compimento dell'anzianità massima contributiva di quaranta anni
del personale dipendente, nell'esercizio dei poteri di cui all'articolo 5 del
citato decreto legislativo n. 165 del 2001, risolvere unilateralmente il
rapporto di lavoro e il contratto individuale, anche del personale dirigenziale,
con un preavviso di sei mesi, fermo restando quanto previsto dalla disciplina
vigente in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici. Con appositi
decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro novanta
giorni dalla data di entrata vigore della presente disposizione, previa delibera
amministrazione e l'innovazione, di concerto con i Ministri dell'economia e
delle finanze, dell'interno, della difesa e degli affari esteri, sono definiti
gli specifici criteri e le modalità applicative dei principi della disposizione
di cui al presente comma relativamente al personale dei comparti sicurezza,
difesa ed esteri, tenendo conto delle rispettive peculiarità ordinamentali. Le
disposizioni di cui al presente comma si applicano anche nei confronti dei
soggetti che abbiano beneficiato dell'articolo 3, comma 57, della legge 24
dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni. Le disposizioni di cui al
presente comma non si applicano ai magistrati, ai professori universitari e ai
dirigenti medici responsabili di struttura complessa.
11-bis. Per le determinazioni relative ai trattenimenti in servizio
relativi all'anzianità contributiva dei dipendenti interessati.
1. All'articolo 1, comma 58, della legge 23
dicembre 1996, n. 662 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo le parole: «avviene
automaticamente» sono sostituite dalle seguenti: «può essere concessa
dall'amministrazione»;
b) al secondo periodo le parole «grave
pregiudizio» sono sostituite dalla seguente: «pregiudizio»;
c) al secondo periodo le parole da: «può
con provvedimento motivato» fino a «non superiore a sei mesi» sono soppresse;
d) all'ultimo periodo, dopo le parole: «il
Ministro della funzione pubblica e con il Ministro del tesoro» sono sostituite
dalle seguenti: «Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e
il Ministro dell'economia e delle finanze».
2. All'articolo 1, comma 59, della legge 23 dicembre
1996, n. 662 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «al 50» sono sostituite
dalle seguenti: «al 70»;
b) dopo le parole predetti risparmi, le
parole da «può essere utilizzata» fino a «dei commi da 45 a 55» sono
sostituite dalle seguenti: «è destinata, secondo le modalità ed i criteri
stabiliti dalla contrattazione integrativa, ad incentivare la mobilità del
personale esclusivamente per le amministrazioni che dimostrino di aver
provveduto ad attivare piani di mobilità e di riallocazione mediante
trasferimento di personale da una sede all'altra dell'amministrazione stessa.»;
c) le parole da «L'ulteriore quota» fino
a «produttività individuale e collettiva» sono soppresse.
d) all'ultimo periodo, le parole: «il Ministro della funzione
pubblica e con il Ministro del tesoro» sono sostituite dalle seguenti: «il Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze».
Art. 74. Riduzione degli assetti organizzativi
1. Le amministrazioni dello Stato, anche ad
ordinamento autonomo, le
agenzie, incluse le agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive modificazioni e integrazioni,
gli enti pubblici non economici, gli enti di ricerca, nonché gli enti pubblici
di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
e successive modificazioni ed integrazioni, provvedono entro il 30 novembre 2008,
secondo i rispettivi ordinamenti:
a) a ridimensionare gli assetti
organizzativi esistenti, secondo principi di efficienza, razionalità ed
economicità, operando la riduzione degli uffici dirigenziali di livello
generale e di quelli di livello non generale, in misura non inferiore,
rispettivamente, al 20 e al 15 per cento di quelli esistenti. A tal fine le
amministrazioni adottano misure volte: alla concentrazione dell'esercizio delle
funzioni istituzionali, attraverso il riordino delle competenze degli uffici;
all'unificazione delle strutture che svolgono funzioni logistiche e strumentali,
salvo specifiche esigenze organizzative, derivanti anche dalle connessioni con
la rete periferica, riducendo, in ogni caso, il numero degli uffici dirigenziali
di livello generale e di quelli di livello non generale adibiti allo svolgimento
di tali compiti.
Le dotazioni organiche del personale con
qualifica dirigenziale sono corrispondentemente ridotte, ferma restando la
possibilità dell'immissione di nuovi dirigenti, nei termini previsti
dall'articolo 1, comma 404, lettera a), della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
b) a ridurre il contingente di personale
adibito allo svolgimento di compiti logistico-strumentali e di supporto in
misura non inferiore al dieci per cento con contestuale riallocazione delle
risorse umane eccedenti tale limite negli uffici che svolgono funzioni
c) alla rideterminazione delle dotazioni
organiche del personale non dirigenziale, apportando una riduzione non inferiore
al dieci per cento della spesa complessiva relativa al numero dei posti di
organico di tale personale.
2. Ai fini dell'attuazione delle misure di cui al comma
1, le amministrazioni possono disciplinare, mediante appositi accordi, forme di
esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali, compresa la gestione
del personale, nonché l'utilizzo congiunto delle risorse umane in servizio
presso le strutture centrali e periferiche.
3. Con i medesimi provvedimenti di cui al comma 1, le
amministrazioni dello Stato rideterminano la rete periferica su base regionale o
interregionale, oppure, in alternativa, provvedono alla riorganizzazione delle
esistenti strutture periferiche nell'ambito
delle prefetture - uffici territoriali del Governo nel rispetto delle procedure previste dall'articolo 1, comma
404, lettera c),
4. Ai fini dell'attuazione delle misure previste dal comma 1,
lettera a) da parte dei Ministeri possono essere computate altresì
le riduzioni derivanti dai regolamenti emanati, nei termini di cui al
comma 1, ai sensi dell'articolo 1, comma 404, lettera a) della legge
27 dicembre 2006, n. 296, avuto riguardo anche ai Ministeri esistenti
anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto-legge 16
maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
luglio 2008, n. 121. In ogni caso per le amministrazioni che hanno
già adottato i predetti regolamenti resta salva la possibilità di
provvedere alla copertura dei posti di funzione dirigenziale generale
previsti in attuazione delle relative disposizioni, nonché nelle
disposizioni di rango primario successive alla data di entrata in
vigore della citata legge n. 296 del 2006. In considerazione delle esigenze generali di
compatibilità nonché degli assetti istituzionali, la Presidenza del Consiglio
dei Ministri assicura il conseguimento delle economie, corrispondenti a una
riduzione degli organici dirigenziali pari al 7 per cento della dotazione di
livello dirigenziale generale e al 15 per cento di quella di livello non
generale, con l'adozione di provvedimenti specifici del Presidente del Consiglio
dei Ministri ai sensi del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e
successive modificazioni, che tengono comunque conto dei criteri e dei principi
5. Sino all'emanazione dei provvedimenti di cui al
comma 1 le dotazioni organiche sono provvisoriamente individuate in misura pari
ai posti coperti alla data del 30 settembre 2008. Sono fatte salve le procedure
concorsuali e di mobilità avviate alla data di entrata in vigore del presente
5-bis. Al fine di assicurare il rispetto della disciplina
vigente sul bilinguismo e la riserva proporzionale di posti nel
pubblico impiego, gli uffici periferici delle amministrazioni dello
Stato, inclusi gli enti previdenziali situati sul territorio della provincia autonoma di Bolzano, sono autorizzati per l'anno 2008 ad
assumere personale risultato vincitore o idoneo a seguito di
procedure concorsuali pubbliche nel limite di spesa pari a 2 milioni di euro a valere sul fondo di cui all'articolo 1, comma
527, della
legge 24 dicembre 2006, n. 296.
6. Alle amministrazioni che non abbiano adempiuto a
quanto previsto dai commi 1 e 4 è fatto divieto di procedere ad assunzioni di
personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto.
6-bis. Restano escluse dall'applicazione del presente articolo
le strutture del comparto sicurezza, delle Forze armate e del Corpo
nazionale dei Vigili del fuoco, fermi restando gli obiettivi fissati
ai sensi del presente articolo da conseguire da parte di ciascuna
[Art. 75. soppresso].
Art. 76. Spese di personale per gli enti
locali e delle camere di commercio
3. L'articolo 82, comma 11, del testo unico delle leggi
2000, n. 267 e successive modificazioni è sostituito dal seguente: «La
corresponsione dei gettoni di presenza è comunque subordinata alla effettiva
partecipazione del consigliere a consigli e commissioni; il regolamento ne
stabilisce termini e modalità».
4. In caso di mancato rispetto del patto di stabilità
interno nell'esercizio precedente è fatto divieto agli enti di procedere ad
assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia
contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione continuata e
continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di
stabilizzazione in atto. E' fatto altresì divieto agli enti di stipulare
contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della
6. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
decreto, previo accordo tra Governo, regioni e autonomie locali da concludersi
in sede di conferenza unificata, sono definiti parametri e criteri di
virtuosità, con correlati obiettivi differenziati di risparmio, tenuto conto
delle dimensioni demografiche degli enti, delle percentuali di incidenza delle
spese di personale attualmente esistenti rispetto alla spesa corrente e
dell'andamento di tale tipologia di spesa nel quinquennio precedente. In tale
sede sono altresì definiti:
a) criteri e modalità per estendere la
norma anche agli enti non sottoposti al patto di stabilità interno;
b) criteri e parametri - con riferimento
agli articoli 90 e 110 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, e considerando in
via prioritaria il rapporto tra la popolazione dell'ente ed il numero dei
dipendenti in servizio - volti alla riduzione dell'affidamento di incarichi a
soggetti esterni all'ente, con particolare riferimento agli incarichi
dirigenziali e alla fissazione di tetti retributivi non superabili in relazione
ai singoli incarichi e di tetti di spesa complessivi per gli enti;
c) criteri e parametri - considerando quale
base di riferimento il rapporto tra numero dei dirigenti e dipendenti in
servizio negli enti - volti alla riduzione dell'incidenza percentuale delle
posizioni dirigenziali in organico.
6-bis. Sono ridotti dell'importo di 30 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011 i trasferimenti erariali a favore delle comunità montane. Alla riduzione si procede
intervenendo prioritariamente sulle comunità che si trovano ad una
altitudine media inferiore a settecentocinquanta metri sopra il
livello del mare. All'attuazione del presente comma si provvede con
decreto del Ministro dell'interno, da adottare di concerto con il
7. E' fatto divieto agli enti nei quali
l'incidenza delle spese di personale è pari o superiore al 50% delle
spese correnti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi
titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale; i restanti enti
possono procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite del
cento della spesa corrispondente alle cessazioni dell'anno precedente. Ai soli fini
del calcolo delle facoltà assunzionali, l'onere per le assunzioni del personale destinato allo svolgimento delle funzioni in materia di
polizia locale, di istruzione pubblica e del settore sociale è calcolato nella misura ridotta del 50 per cento; le predette
assunzioni continuano a rilevare per intero ai fini del calcolo delle spese di personale previsto dal primo periodo del presente comma.
Ai fini del computo della percentuale di cui al primo periodo si calcolano le spese sostenute anche dalle società a partecipazione
pubblica locale totale o di controllo che sono titolari di affidamento diretto
di servizi pubblici locali senza gara, ovvero che svolgono funzioni volte a
soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale, né
commerciale, ovvero che svolgono attività nei confronti della pubblica
amministrazione a supporto di funzioni amministrative di natura pubblicistica. Ferma
restando l'immediata applicazione della disposizione di cui al precedente periodo, con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, di concerto con i Ministri dell'economia e delle
finanze e dell'interno, d'intesa con la Conferenza unificata, possono essere ridefiniti i criteri di calcolo della spesa di personale per
le predette società. La disposizione di cui al terzo periodo non si applica alle società
quotate su mercati regolamentari. Per gli enti nei quali l'incidenza delle spese di
personale è pari o inferiore al 35 per cento delle spese correnti
sono ammesse, in deroga al limite del 40 per cento e comunque nel
rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno e dei limiti
di contenimento complessivi delle spese di personale, le assunzioni
per turn-over che consentano l'esercizio delle funzioni fondamentali
previste dall'articolo 21, comma 3, lettera b), della legge 5 maggio
2009, n. 42; in tal caso le disposizioni di cui
al secondo periodo trovano applicazione solo in riferimento alle assunzioni del personale destinato allo svolgimento delle funzioni in
materia di istruzione pubblica e del settore sociale.
8. Il personale delle aziende speciali create dalle
non può transitare, in caso di cessazione dell'attività
delle aziende medesime, alle camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura di riferimento, se non previa
procedura selettiva di natura concorsuale e, in ogni caso, a valere sui
contingenti di assunzioni effettuabili in base alla vigente normativa. Sono
disapplicate le eventuali disposizioni statutarie o regolamentari in contrasto
con il presente articolo.
8-bis. Le aziende speciali create dalle
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura sono soggette ai
vincoli in materia di personale previsti dalla vigente normativa per le
rispettive camere. In ogni caso gli atti di assunzione di personale a qualsiasi
titolo devono essere asseverati e autorizzati dalle rispettive camere.
[ <-- Parte 1^ art. 1-45 ]
[ --> Parte 3^ art. 77-85
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References: Art. 46
 art. 1

art. 46
 art. 77

Art. 46

Art. 46

Art. 47

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 227

Art. 227

Art. 53
 sentenza 

Art. 54

Art. 55

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61
in fine
in fine
 articolo 82
in fine

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65
 articolo 1
 Art. 67

Art. 68
 articolo 29
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Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 74

Art. 76
 art. 1
 art. 77