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Timestamp: 2019-12-09 20:41:52+00:00

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art. 4 - Volontarietà dell'azione (2014) - Foroeuropeo
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art. 4 - volontarietà dell'azione - codice deontologico forense (2014)
art. 4 - volontarietà dell'azione
2. L'avvocato, cui sia imputabile un comportamento non colposo che abbia violato la legge penale, è sottoposto a procedimento disciplinare, salva in questa sede ogni autonoma valutazione sul fatto commesso.
art. 3.Volontarietà dell'azione. [Comportamento complessivo dell'incolpato - Addebiti vari stesso procedimento]
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 27 settembre 2018, n. 112 Ai fini della sussistenza dell’illecito disciplinare, è sufficiente la volontarietà del comportamento dell’incolpato e, quindi, sotto il profilo soggettivo, è sufficiente la “suitas” della condotta intesa come volontà consapevole dell’atto che si compie, dovendo la coscienza e volontà essere interpretata in rapporto alla possibilità di esercitare...
Illecito disciplinare: ignorantia legis non excusat (soprattutto il giurisperito) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 aprile 2018, n. 38
Illecito disciplinare: ignorantia legis non excusat (soprattutto il giurisperito) - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 aprile 2018, n. 38 In materia di illeciti disciplinari, la «coscienza e volontà delle azioni o omissioni» di cui all’art. 4 del nuovo Codice Deontologico consistono nel dominio anche solo potenziale dell’azione o omissione, che possa essere impedita con uno sforzo del volere e sia quindi attribuibile alla volontà del soggetto. Il che fonda la presunzione di...
Doveri di probità, dignità e decoro- Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 207
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità Il nuovo sistema deontologico forense -governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c.3 – 17 c.1, e 51 c.1 della L. 247/2012) e secondarie (artt. 4 c.2, 20 e 21 del C.D.)- è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, cit.), poiché la variegata...
Doveri di probità, dignità e decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 198
Doveri di probità, dignità e decoro - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 novembre 2017, n. 186
Illecito disciplinare a forma libera o “atipico”: la violazione dei doveri di probità, dignità e decoro non è esclusa dalla sanzionabilità Il nuovo sistema deontologico forense -governato dall’insieme delle norme, primarie (artt. 3 c.3 – 17 c.1, e 51 c.1 della L. 247/2012) e secondarie (artt. 4 c.2, 20 e 21 del C.D.) - è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante e delle relative sanzioni “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, cit.), poiché la...
Illecito disciplinare: interpretazione della norma - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 181
Illecito disciplinare: l’errata interpretazione della norma deontologica non scusa La «coscienza e volontà delle azioni o omissioni» di cui all’art. 4 del nuovo Codice Deontologico (già art. 3 codice previgente) consistono nel dominio anche solo potenziale dell’azione o omissione, che possa essere impedita con uno sforzo del volere e sia quindi attribuibile alla volontà del soggetto. Il che fonda la presunzione di colpa per l’atto sconveniente o addirittura vietato a carico di chi lo abbia...
Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 181
La suitas, quale elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare Ai fini della sussistenza dell’illecito disciplinare, è sufficiente la volontarietà del comportamento dell’incolpato e, quindi, sotto il profilo soggettivo, è sufficiente la “suitas” della condotta intesa come volontà consapevole dell’atto che si compie, dovendo la coscienza e volontà essere interpretata in rapporto alla possibilità di esercitare sul proprio comportamento un controllo finalistico e, quindi,...
Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 178
Illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 ottobre 2017, n. 139
La suitas - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 settembre 2017, n. 113
La suitas - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 91
La suitas - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 3 luglio 2017, n. 79
La suitas - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 61
La suitas - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 9 marzo 2017, n. 9
Anche la colpa (e non solo il dolo) è fonte di responsabilità disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 217
Anche la colpa (e non solo il dolo) è fonte di responsabilità disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 217 Per l’imputabilità dell’infrazione disciplinare non è necessaria la consapevolezza dell’illegittimità dell’azione, dolo generico o specifico, ma è sufficiente la volontarietà con la quale è stato compiuto l’atto deontologicamente scorretto. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 217...
Anche la colpa (e non solo il dolo) può essere fonte di responsabilità disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 223
Anche la colpa (e non solo il dolo) può essere fonte di responsabilità disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 223 Per l’imputabilità dell’infrazione disciplinare non è necessaria la consapevolezza dell’illegittimità dell’azione, dolo generico o specifico, ma è sufficiente la volontarietà con la quale è stato compiuto l’atto deontologicamente scorretto. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 223...
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 206
L’illecito disciplinare a forma libera o “atipico” - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 28 dicembre 2015, n. 206 Il nuovo Codice Deontologico Forense è informato al principio della tipizzazione della condotta disciplinarmente rilevante, “per quanto possibile” (art. 3, co. 3, L. 247/2012), poiché la variegata e potenzialmente illimitata casistica di tutti i comportamenti (anche della vita privata) costituenti illecito disciplinare non ne consente una individuazione dettagliata,...
sussistenza illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 novembre 2015, n. 173
Illecito penale e prescrizione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 settembre 2015, n. 137
Illecito penale e prescrizione disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 settembre 2015, n. 137 In caso di identità dei fatti tra processo penale e procedimento disciplinare, il dies a quo per la decorrenza della prescrizione è quello della definitività della sentenza penale che costituisce fatto esterno alla condotta.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 settembre 2015, n. 137...
sussistenza illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 139
sussistenza illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 24 settembre 2015, n. 142
sussistenza illecito disciplinare - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 luglio 2015, n. 123
Avvocati di enti pubblici: i requisiti per l’iscrizione all’elenco speciale dell’albo professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 luglio 2015, n. 114 L’iscrizione nell’Elenco Speciale annesso all’Albo, nei limiti consentiti dall’art. 3 del R.D.L. n. 1578/1933 (ora, 18 L. n. 247/2012), presuppone il concorso di tre elementi imprescindibili: (i) deve esistere, nell’ambito strutturale dell’ente pubblico, un ufficio legale che costituisca un’unità organica autonoma; (ii)...
La violazione dell’obbligo di evitare attività incompatibili con la permanenza dell’iscrizione all’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 luglio 2015, n. 96 E’ deontologicamente rilevante il comportamento dell’avvocato che richieda o mantenga l’iscrizione all’albo in pendenza di una causa di incompatibilità con l’esercizio della professione (Nel caso di specie, trattavasi di contratto di formazione e lavoro poi convertito in rapporto di lavoro a tempo indeterminato alle...
suità della condotta - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 dicembre 2014, n. 214
elemento soggettivo (sufficiente) dell’illecito disciplinare Per la configurabilità dell’illecito disciplinare sotto il profilo dell’elemento soggettivo è sufficiente il dolo generico, dal momento che il professionista, essendo in possesso delle necessarie conoscenze giuridiche per prevenire ed evitare, in presenza di vicende non dovute a caso fortuito o forza maggiore, le conseguenze del suo comportamento, ben può rappresentarsi le stesse conseguenze. Per integrare l’elemento...
La carica di presidenza dell’API non è incompatibile con la professione forense - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 48 L’API (Associazione Piccole Imprese) è un’associazione con finalità lato sensu sindacali e non può pertanto qualificarsi come società commerciale, sicché la partecipazione al Consiglio di amministrazione non comporta, per conseguenza, esercizio del commercio, neppure in via indiretta, occulta o per conto terzi. Consiglio Nazionale Forense,...
Iscrizione all’albo ed incompatibilità sopravvenuta - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 2 marzo 2012, n. 36 L’art. 16 del R.D. n. 1578/1933, nel prevedere che debba essere sempre ordinata la cancellazione dall’albo quando vengano a mancare i titoli o i requisiti in base ai quali fu disposta l’iscrizione, non esclude che la legge possa prevedere cause sopravvenute, rispetto al tempo dell’iscrizione, di incompatibilità con l’esercizio della professione (Nel caso di specie, un...
attività incompatibile con la professione di avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 gennaio 2012, n. 10
La rilevanza deontologica dell’esercizio di attività incompatibile con la professione di avvocato - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 gennaio 2012, n. 10 La violazione della previsione sulla incompatibilità non solo genera una grave responsabilità deontologica per la sua contrarietà all’art. 3 delle norme istitutive dell’Ordinamento Professionale Forense, ma si pone in contrasto con i generali principi di autonomia e indipendenza ed i doveri di probità, dignità e decoro che...
L’esercizio di una attività commerciale è incompatibile con la professione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 gennaio 2012, n. 10 La professione di avvocato è incompatibile con l’esercizio del commercio in nome proprio o in nome altrui ai sensi dell’art. 3 del R.D.L. 27 novembre 1933 n. 1578, che si riferirisce anche all’amministratore di società di persone o di capitali che eserciti una attività commerciale, a meno che non ricopra una carica meramente rappresentativa e...
Avvocato – Tenuta degli albi – Elenco Speciale degli Avvocati di Enti Pubblici – Regime di incompatibilità ex art. 3 L.P.F. – Eccezione – Condizioni – Indipendenza ed autonomia – Contestuale svolgimento attività legale ed amministrativa e facoltà discrezionale di revoca – Esclusione – Cancellazione – Legittimità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2011, n. 213 L’ufficio legale dell’ente pubblico cui fa riferimento l’eccezione al regime delle incompatibilità...
Elenco Speciale degli Avvocati dipendenti da enti pubblici – Cancellazione ex art. 3 L.P. – Mancata comunicazione al p.m. della decisione di apertura del procedimento – Nullità della decisione – Esclusione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 no
Avvocato – Tenuta degli albi – Elenco Speciale degli Avvocati dipendenti da enti pubblici – Cancellazione ex art. 3 L.P. – Mancata comunicazione al p.m. della decisione di apertura del procedimento – Nullità della decisione – Esclusione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 14 novembre 2011, n. 175 Va esclusa la nullità della decisione con la quale il Consiglio dell’Ordine disponga la cancellazione ex art. 3 L.P. dall’Elenco speciale annesso all’Albo degli Avvocati in difetto della...
iscrizione all’elenco speciale annesso all’albo degli avvocati - Consiglio Naziona
Avvocato – Tenuta degli albi – Domanda di iscrizione all’elenco speciale annesso all’albo degli avvocati ex art. 3, co. 4 lett. b), R.D.L. n. 1578/1933 – Diniego – Impugnazione – Ricorso proposto personalmente dall’esponente privo di jus postulandi – Inammissibilità - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 luglio 2011, n. 117 È inammissibile per difetto di jus postulandi il ricorso al C.N.F. presentato personalmente dal ricorrente che non risulti iscritto all’albo degli avvocati,...
Avvocato – Tenuta degli albi – Domanda di iscrizione all’elenco speciale annesso all’albo degli avvocati ex art. 3, co. 4 lett. b), R.D.L. n. 1578/1933 – Diniego – Impugnazione – Duplice successivo tempestivo ricorso anteriore alla declaratoria di improcedibilità del primo – Ammissibilità – Deroga incompatibilità In materia disciplinare è applicabile il principio generale secondo cui l’impugnazione in due successivi ricorsi di una sentenza, e dunque della decisione del C.d.O., è...
Avvocato – Tenuta degli albi – Elenco Speciale degli Avvocati di Enti Pubblici – Regime di incompatibilità ex art. 3 L.P.F. – Eccezione – Condizioni – Indipendenza ed autonomia – Contestuale svolgimento attività legale ed amministrativa – Esclusione – Avvocato Dirigente della Segreteria Generale di Istituto bancario – Cancellazione amministrativa dall’Elenco speciale – Legittimità - Consiglio Nazionale Forense, decisione del 1° giugno 2011, n. 84 L’Ufficio Legale dell’Ente Pubblico, cui...
Avvocato – Tenuta degli albi – Dipendente pubblico – Incompatibilità sopravvenuta – Cancellazione – Legittimità - Consiglio Nazionale Forense, decisione del 21 aprile 2011, n. 57 Secondo il condiviso insegnamento della Suprema Corte “le attività il cui esercizio è ritenuto incompatibile, a norma dell’art. 3 R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, con le professioni forensi non sono caratterizzate dalla professionalità, ossia dalla normalità del loro esercizio in vista dell’attitudine a...
Avvocato – Tenuta albi – Albo Avvocati – Incompatibilità – Amministratore di condominio – Cancellazione – Art. 3 co. 3 r.d.l. n. 1578/33 – Natura eccezionale – Interpretazione estensiva – Esclusione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 16 marzo 2010, n. 13 Ad onta della sicura inadeguatezza dell’attuale sistema delle incompatibilità, lo svolgimento dell’attività di amministratore di condominio, fatto salvo il necessario dovere di adeguamento ai canoni di dignità e decoro propri...

References: art. 4

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art. 3
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