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1 Studio Santa Maria L.go Toscanini, Milano Tel Fax Via Carducci, Roma Tel Fax Italian Desk at Kramer Levin 919 Third Avenue New York, NY Tel. (212) Fax (212) VI - NEWSLETTER - N 19 Director: Prof. Avv. Alberto Santa Maria 2 luglio 2003 Il Sarbanes-Oxley Act del 2002 ed i suoi riflessi sulle società europee I. Introduzione Con la firma del Sarbanes-Oxley Act, il 30 giugno 2002, il Presidente George W. Bush ha promulgato quella che, non senza enfasi, è stata definita come la più estesa riforma del diritto societario americano dai tempi della Grande Depressione 1. Il provvedimento, concepito sull onda dei recenti scandali finanziari, persegue obiettivi di credibilità e trasparenza dell amministrazione societaria e contabile e si traduce in un importante riforma strutturale della corporate governance.la Legge prevede un incremento degli obblighi di comunicazione a carico delle società emittenti, inasprisce le sanzioni penali per i reati finanziari, contiene norme dirette a favorire la precisione e l affidabilità della certificazione finanziaria e introduce una nuova regolamentazione dell attività di revisione contabile, creando una commissione ad hoc per le aziende di revisione. Mentre alcuni articoli della Legge hanno esecutorietà immediata, altre disposizioni 1 Cfr., Sarbanes-Oxley Act of 2002, 107th Cong. (2002), H.R (la Legge ). corrispondono a principi-quadro che richiedono l intervento attuativo della Security Exchange Commission ( SEC ). Finora, la SEC ha emanato dei regolamenti esecutivi in materia di certificazioni contabili, corporate governance, obblighi di comunicazione, responsabilità professionale dei consulenti legali interni ed esterni ed indipendenza dei revisori contabili 2. 2 In particolare, sono entrate in vigore simultaneamente alla pubblicazione della Legge: il divieto di concedere mutui ad amministratori e consiglieri (cfr., parte III, par. 2.1 infra), l obbligo di restituzione da parte di CEO/CFO di incentivi e profitti (cfr., par. 2.2 infra) e le norme sulla protezione dei c.d. whistleblowers. Le disposizioni della Sezione 302 del Sarbanes-Oxley Act sulla certificazione delle relazioni finanziarie periodiche sono state rese esecutive con l adopting release emanato il 28 agosto 2002 (cfr., parte III, par. 1.1 infra). Allo stesso modo, recenti releases adottati della SEC hanno dato attuazione, attraverso l emanazione di c.d. final rules, alle disposizioni della Legge in materia di codice etico ed esperto in materie finanziarie (cfr., par. 3.1 infra), transazioni non riportate in bilancio (cfr., par. 3.2 infra), non-gaap financial measures (cfr., nota 47 infra), nonché alle norme sull indipendenza dei revisori contabili (cfr., par. 4.1 infra). Inoltre, il 9 aprile 2003, la SEC ha adottato delle final rules in materia di indipendenza dell audit committee, dando attuazione alla delega di cui alla Sezione 301 della Legge. Come si vedrà infra (cfr., parte IV, par. 1), l esecutorietà degli obblighi previsti dalla Rule 10A-3 in materia di audit committee è subordinata all adozione da parte delle borse nazionali di regolamenti condizionanti l ammissione alla quotazione nei propri listini agli standards minimi fissati dalla SEC. 12 La Legge, nella sua interezza, si applica genericamente, senza altre specificazioni, alla categoria degli issuers, come definita dalla Sezione 2(a)(7) della Legge. Tale riferimento vale ad estendere la nuova disciplina a tutte le società emittenti, statunitensi o straniere 3 che: a) abbiano titoli quotati, ai sensi della Sezione 12 del Securities Exchange Act ( Exchange Act ), presso un U.S. exchange o Nasdaq; b) siano comunque soggette ad obblighi di comunicazione in base alla Sezione 15(d) dello stesso atto 4 ; c) abbiano depositato un registration statement al fine di procedere ad un offerta pubblica di securities sul mercato statunitense, ai sensi del Securities Act del La Legge, quindi, è applicabile: alle società europee quotate negli Stati Uniti o che intendano procedere ad un offerta pubblica di securities per la quotazione sul mercato statunitense o, ancora, che siano, 3 Ai sensi della SEC Rule 3b-4, si definisce foreign private issuer ogni società costituita fuori dagli Stati Uniti che abbia i due seguenti requisiti: 1) che persone residenti negli Stati Uniti non detengano direttamente o indirettamente la maggioranza delle azioni della società; 2) che la maggioranza degli amministratori non sia composta da cittadini statunitensi o da residenti negli Stati Uniti; o che il business dell emittente sia gestito al di fuori degli Stati Uniti; o, infine, che la maggior parte del patrimonio sia situato al di fuori degli Stati Uniti. 4 Si segnala, infatti, che, ai sensi dell Exchange Act, sono soggette agli obblighi di comunicazione presso la SEC, e quindi sottoposte alla Legge, in qualità di reporting issuers, le società statunitensi anche non quotate che abbiano un patrimonio superiore a 10 milioni di dollari e un numero di azionisti nel mondo superiore a cinquecento. Come si dirà infra, i suddetti obblighi di comunicazione sorgono altresì per le società non statunitensi, anche non quotate, che, oltre ai requisiti previsti per le società statunitensi, abbiano un numero di azionisti residenti negli Stati Uniti pari o superiore a trecento. comunque, soggette ad un obbligo di comunicazione nei confronti della SEC, laddove, per esempio, abbiano un patrimonio superiore a 10 milioni di dollari e un numero di azionisti nel mondo superiore a cinquecento, di cui almeno trecento residenti negli Stati Uniti 5 ; un esenzione dagli obblighi di comunicazione è prevista per le società non statunitensi il cui unico contatto con i mercati americani avviene tramite investitori istituzionali ai sensi della SEC Rule 144A del 1990 o le cui azioni sono soggette al Level 1 American Depository Receipts ( ADRs ) 6 ; a quelle società europee che, pur non quotate in una borsa statunitense, siano però controllate da un issuer statunitense 7 ; alle società di revisione non statunitensi che svolgono attività di certificazione in favore degli issuers non statunitensi. I regolamenti di attuazione emanati ad oggi dalla SEC hanno reso esplicita 5 La Legge non si applica alle società non statunitensi che beneficiano dell esenzione prevista alla Sezione 12g3-2(b) dell Exchange Act. Centinaia di società straniere hanno beneficiato di tale esenzione. Nella lista più recente, pubblicata il 1 maggio 2002, disponibile al sito Internet compaiono le seguenti società italiane: AEM S.p.A., Banca Popolare di Brescia, Banca Popolare di Lodi, Cassa di Risparmio di Firenze, Davide Campari Milano S.p.A., ERG S.p.A., Interpump Group S.p.A., Olivetti S.p.A. e Saipem S.p.A.. 6 Il Level 1 American Depository Receipts rappresenta la categoria base di ADRs (vale a dire, titoli negoziabili sui mercati statunitensi che rappresentano un numero determinato di azioni di una società non statunitense). Ricorrono al Level 1 le società non statunitensi che non hanno i requisiti o l intenzione di quotarsi presso una borsa statunitense. 7 Si veda l intervento di SPAVENTA, in occasione del 23 l applicabilità di taluni precetti alle emittenti straniere, mentre soltanto in limitate e circoscritte ipotesi (che qui di seguito enumereremo, ove rilevanti) le regole di attuazione hanno previsto delle esplicite esenzioni. Lo scopo della presente newsletter è di presentare sinteticamente il contenuto degli obblighi che gravano sulle società emittenti italiane soggette alla Legge, prestando particolare attenzione alle questioni interpretative sottese all applicazione dei precetti e alle difficoltà pratiche legate all adempimento dei relativi obblighi. Motivi di complessità derivano dalla dimensione extra-territoriale della Legge e dalla manifesta incompatibilità di diverse norme con la normativa italiana vigente. Il dilemma che rischia di presentarsi ad amministratori e legali delle società di indirizzo è amplificato dalla severità delle sanzioni previste dalla Legge. Ciò che si ritiene ne consegua è la necessità di avvalersi di una base di risorse dotate della professionalità ed esperienza necessarie per districarsi nel coacervo di regole e Convegno Assiom-Associazione Italiana Operatori Mercati dei Capitali, Corporate governance e strutture del mercato, Montecatini, 19 ottobre 2002, disponibile sul sito internet Infatti, uno degli elementi fondamentali per realizzare un effettivo programma di corporate governance è quello della sua promozione e applicazione all intero gruppo societario. Ciò significa che la società deve effettivamente comunicare il programma a tutti i dipendenti e renderli attivi partecipanti dello stesso. Esistono ragioni di ordine legale che fondano tali obblighi: innanzitutto, molte società statunitensi con uffici all estero assumono dipendenti statunitensi, che sono soggetti alla legge penale statunitense ovunque essi si trovino; inoltre, molte società straniere possono essere di fatto controllate da una società statunitense, restando così sottoposte ad alcune leggi statunitensi. Alla luce di tutto ciò, la multinazionale statunitense può ottenere il rispetto dei suoi programmi di corporate governance ad ampio raggio. garantire il puntuale adempimento dei relativi obblighi. II. Il problema dell extraterritorialità- Reazioni europee alla Legge II. 1. Il problema dell extraterritorialità Con la Legge in commento torna di attualità la problematica relativa alla c.d. extraterritorialità delle leggi e della giurisdizione statunitense, ossia alla tendenza, da parte degli Stati Uniti, a legiferare con effetti extraterritoriali, al di fuori di trattati e al di fuori di procedure di formale cooperazione tra autorità statunitensi e quelle di altri Stati 8. Gli ambiti nei quali il principio dell extraterritorialità della giurisdizione statunitense si è manifestato con maggiore intensità e frequenza in passato sono: lotta alla droga, riciclaggio di denaro sporco, insider trading, pratiche illecite di concorrenza e segreto bancario. Tra questi, con particolare riferimento al money laundering, si ricorda che le norme del Money Laundering Control Act del 1986 si applicano non soltanto agli uffici di banche straniere negli Stati Uniti ma anche alle sedi centrali e agli uffici non stabiliti negli Stati Uniti. Ancora, si sono verificati molti casi nei quali le autorità statunitensi hanno ordinato a banche straniere aventi filiali negli Stati Uniti di bloccare depositi anche se costituiti presso filiali stabilite al di fuori degli Stati 8 GARONE, Extraterritorialità della jurisdiction statunitense, in Riv. dir. comm. int., 1996, fasc. 2-3 (settembre), pp4 Uniti (c.d. extraterritorial freeze orders) 9. Con specifico riferimento all ordinamento italiano, un ipotesi di extraterritorialità delle norme nazionali è rinvenibile in diritto bancario nel d. lgs. 1 settembre 1993, n. 385 (qui di seguito TUB ). La disciplina dei gruppi bancari, come è noto, è fondata sul principio dell Home Country Control 10, in base al quale perché sia applicabile la disciplina italiana è sufficiente che la capogruppo sia una banca italiana a prescindere dalla nazionalità delle altre componenti del gruppo. In particolare, esistono disposizioni che impongono determinati comportamenti, nell ambito della vigilanza consolidata, agli amministratori delle società estere componenti del gruppo bancario GARONE, op. cit., pp Secondo l Autore, in caso di provvedimenti amministrativi, come quelli emessi dalla SEC, sebbene ciò non fosse esplicitato formalmente, spesso è risultato chiaro che il provvedimento intendeva essere applicato in tutto il mondo. 10 Si veda, SANTA MARIA, voce Società (dir. Int. Priv.), in Enc. Giur. Treccani, Roma, 1989; ID., Spunti di riflessione sulla norma di diritto internazionale privato in materia di società ed altri enti, in Riv. soc., 1996, pp ss. 11 Cfr., SANTA MARIA, Consolidated supervision of a banking group in the relations between Italy and Poland, in Comunicazioni e Studi, 2002, pp. 299 ss. Tra le disposizioni che presentano profili di extraterritorialità sono di particolare rilevanza quelle contenute nell art. 64, par. 4, TUB, che impongono agli amministratori delle controllate, anche estere, di dare attuazione alle disposizioni emanate dalla capogruppo in esecuzione delle istruzioni impartite dalla Banca d Italia nell interesse della stabilità del gruppo e di fornire ogni dato e informazione alla capogruppo per l emanazione delle disposizioni da parte di quest ultima. Tali disposizioni, secondo l Autore, sono da considerarsi come norme di applicazione necessaria secondo l art. 17 della l. 31 maggio 1995, n Avanti ad un autorità statunitense, sia essa amministrativa o giudiziaria, una società italiana che rientri, in ipotesi, nell ambito di applicazione della Legge è necessariamente soggetta alle prescrizioni contenute nella stessa. L unica forma di difesa, a carattere preventivo, risiede nella possibilità per le società europee di ottenere dalla SEC esenzioni (che in parte sono state concesse, come si vedrà infra), in via generale o in via individuale, a seguito di negoziati di tipo politico. Diversa sarebbe l ipotesi di applicazione indiretta della Legge da parte di un giudice italiano, chiamato ad applicarne le disposizioni a seguito dei rinvii internazionalprivatistici o a riconoscere una sentenza o un provvedimento statunitense che ne faccia applicazione diretta. In ambedue i casi, la società italiana o il dipendente italiano potranno eventualmente invocare il limite dell ordine pubblico internazionale (artt. 16 e 64 della l. 31 maggio 1995, n. 218) 12. II.2. Le reazioni europee Il Commissario europeo per il Mercato Interno, Frits Bolkestein, ha affrontato in alcuni suoi interventi pubblici l argomento relativo agli effetti che la Legge potrebbe avere per le imprese comunitarie 13. Rispondendo ad 12 Si ricorda, sul punto, che alcune disposizioni contenute nella Legge potrebbero scontrarsi con le norme di applicazione necessaria che si rinvengono nell ordinamento italiano. A titolo di esempio, si ricorda che la Sezione 304 della Legge - che obbliga in determinate ipotesi l amministratore delegato e il direttore finanziario delle società quotate a rimborsare ogni bonus - pone seri dubbi di compatibilità con il diritto italiano del lavoro (si veda infra). 45 un interrogazione parlamentare per conto della Commissione in data 26 settembre , lo stesso Bolkenstein ha dichiarato: la Commissione è preoccupata per gli effetti a lungo termine che la legge Sarbanes-Oxley potrebbe avere per le imprese comunitarie quotate in borsa negli Stati Uniti, per le filiali straniere di imprese americane e per le imprese di revisione dei conti comunitarie. Alla Commissione, peraltro, risulta che, in seguito ai regolamenti applicativi che dovrebbero essere adottati dalla Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti, dovrebbe esservi spazio sufficiente per concedere alcune esenzioni alle imprese di revisione dei conti straniere. Per quanto riguarda le società straniere quotate negli Stati Uniti, la Securities and Exchange Commission dispone di limitate facoltà di esonero; tuttavia, potrebbe esservi la possibilità di applicare la normativa in maniera compatibile con la legislazione e la prassi dei paesi di provenienza delle società quotate. Nella stessa occasione, la Commissione ha comunque garantito di voler proseguire il dialogo con la SEC a livello politico e tecnico, allo scopo di ridurre al minimo le duplicazioni di norme societarie e requisiti contabili fra la Legge e il diritto comunitario. Nel Settimo Rapporto della 13 Si veda, tra gli altri, il discorso di Frits Bolkenstein, Financial Markets a matter of trust, tenuto ad Amsterdam il 6 ottobre Risposta di Frits Bolkenstein per conto della Commissione del 26 settembre 2002 all interrogazione scritta P-2537, in GUCE C 28E/247 del 6 febbraio Commissione sui Servizi Finanziari 15, si legge che l adozione della Legge è un esempio dell impatto globale che decisioni nazionali possono avere sul settore finanziario considerato nel suo complesso. Tra le reazioni delle imprese europee, si segnala la ferma posizione della Federazione delle Industrie Tedesche (BDI) che, per prima, ha contestato la validità della Legge sostenendone l incompatibilità con il diritto tedesco nonché con quello comunitario. La stessa UNICE (Union of Industrial and Employers Confederation of Europe), nei suoi commenti al Sarbanes-Oxley Act del 10 ottobre 2002, manifesta le proprie preoccupazioni in relazione alla circostanza che la Legge non opera alcuna distinzione tra le società statunitensi e quelle straniere i cui titoli azionari sono quotati negli Stati Uniti. In particolare, l UNICE evidenzia il rischio di un potenziale conflitto tra legislazioni specie in relazione alle varie normative nazionali in tema di corporate governance. A supporto di tali tesi, l UNICE effettua un analisi comparativa 15 Si veda il Seventh Report, Financial Services, Meeting the Barcelona Priorities & Looking Ahead: Implementation del 3 dicembre 2002, p. 12. Nel corso dei loro costanti contatti con il Federal Reserve Board e con la SEC, la Commissione e gli Stati membri avrebbero individuato alcuni degli effetti indesiderati della normativa statunitense e, in particolare, hanno messo in luce sette questioni da risolvere; si tratta, precisamente, di registration of EU audit firms, US access to EU audit working papers, auditor independence, audit committee requirements, loans to directors, certification of financial reports and certification of internal controls. Si veda anche il 18th Annual Report on US Barriers to trade and investment (Comunicato stampa del 20 novembre 2002), ove sono messi in luce i potenziali effetti distorsivi della Legge sulle relazioni commerciali bilaterali tra Unione europea e Stati Uniti. Si veda, infine, la recente Comunicazione della Commissione al Consiglio ed al Parlamento europeo, Reinforcing the statutory audit in the EU, del 21 maggio 2003, citata infra. 56 tra il Sarbanes-Oxley Act e le leggi nazionali di nove Stati europei, tra cui l Italia. Per quello che attiene all Italia, va ricordata la lettera del Presidente dell Assonime all ex Chairman della SEC, Harvey Pitt, del 29 ottobre 2002, avente lo scopo, nel sottolineare le profonde differenze tra la legislazione italiana in materia di corporate governance e la nuova normativa statunitense, di ottenere un esenzione dall applicazione di alcune sezioni dello stesso Sarbanes-Oxley Act in favore delle imprese italiane quotate alla Borsa americana (che, attualmente, sono undici 16 ). La SEC, nelle proposte di modifica dei regolamenti della Legge dell 8 gennaio 2003 ( Proposed Rule ), è parsa favorevole ad accordare un esenzione alle imprese straniere (dal rispetto di alcuni dei requisiti introdotti dalla Sezione 301) che, ai sensi della rispettiva legge nazionale, fossero già dotate di organi di controllo analoghi all audit committee Si tratta di Fiat, Eni, Enel, San Paolo-IMI, Benetton, Luxottica e Ducati che sono presenti sia sui listini di Piazza Affari che su quelli di Wall Street. Ad esse si aggiungono, poi, Natuzzi, De Rigo e Fila Holding, i cui titoli vengono scambiati soltanto alla Borsa di New York. Più coinvolte appaiono invece Francia, Germania e Gran Bretagna che contano, rispettivamente, 22, 24 e 47 società quotate anche a Wall Street. 17 La SEC, nella Proposed Rule, ha riconosciuto come legittime le richieste europee (specie tedesche) e giapponesi. In Germania, infatti, l indipendenza degli audit committee è garantita dalla presenza di delegati dei dipendenti; in Giappone, le grandi società devono dotarsi di un consiglio di statutory auditors, giuridicamente separato ed indipendente dal consiglio di amministrazione. Secondo la proposta di modifica, la società quotata straniera che volesse avvalersi di tale esenzione dovrebbe rispettare degli obblighi di trasparenza a tutela degli investitori. L Assonime, a sua volta, con lettera alla SEC del 18 febbraio , si è dichiarata convinta che le norme e le pratiche italiane di corporate governance siano di per sé equivalenti a quelle introdotte dalla Sezione 301 della Legge. Tuttavia, la stessa Assonime, nel rilevare che le esenzioni proposte erano ancora troppo restrittive, suggeriva una formula più ampia di esenzione 19. Più in generale, l Assonime riteneva che la Legge dovesse essere resa sufficientemente flessibile così da avallare, dopo un analisi caso per caso, le norme e le pratiche di corporate governance di altri ordinamenti, in ipotesi competenti a titolo del richiamo alla legge d origine della società interessata, che siano in modo equivalente o addirittura più protettive degli investitori statunitensi rispetto alle prescrizioni della stessa Legge. Anche la Commissione europea si è dichiarata insoddisfatta delle esenzioni contenute nella Proposed Rule riguardo alla Sezione 301 della Legge ed ha richiesto un esenzione generale per le società europee proprio in virtù dell equivalenza dei sistemi di corporate governance nell Unione 18 Si veda la lettera dell Assonime a Jonathan Katz, Segretario della SEC, del 18 febbraio Si veda la citata lettera dell Assonime, pp. 2-3: we would like to suggest that the exemption for foreign private issuers in Rule 10A-3(c)(2)(E) should be modified as follows: (E) Home country legal or listing provisions require that the board or body, or statutory auditors, provide independent oversight or evaluation (to the benefit of the issuer s corporate body entrusted of power to propose or to approve annual financial statements) of the work of any public registered accounting firm engaged for the purpose of preparing or issuing an audit report on the foreign private issuer s annual financial statements, prepared in accordance with home country legal or listing provisions. 67 europea e negli Stati Uniti 20. In virtù delle reazioni sopra illustrate, la SEC, nella propria Final Rule entrata in vigore il 25 aprile 2003, nell apportare alcune modifiche alla Proposed Rule, pare avere in gran parte tenuto conto delle richieste delle società emittenti straniere. In base alla Final Rule, dunque, una società emittente straniera quotata negli Stati Uniti sarà esente da tutti gli obblighi relativi all istituzione di un audit committee ai sensi della Sezione 301 della Legge, laddove: la società abbia un board of auditors (grosso modo corrispondente al Collegio sindacale ai sensi dell ordinamento italiano 21 ) previsto dalla propria legislazione nazionale; il board of auditors sia distinto dal Consiglio di Amministrazione o, per lo meno, che alcuni dei suoi componenti non siano membri del Consiglio di Amministrazione; nessun amministratore esecutivo della società emittente sia membro del board of auditors; il board of auditors non sia nominato dagli amministratori della società 20 Si veda la lettera del Direttore generale per il Mercato Interno, Alexander Schaub, del 18 febbraio In particolare, la Commissione rileva come, nel diritto societario degli Stati membri, sia l assemblea degli azionisti a conferire l incarico al revisore contabile (e non il collegio sindacale o l audit committee come prevede la Legge). Si veda, per l Italia, l art. 159 del d. lgs. 158/1998. Anche l Assonime ha chiesto un esenzione su quest ultimo punto. 21 Si segnala che, per la prima volta, la SEC, nella Final Rule, ha fatto riferimento (sebbene soltanto a fini illustrativi) al regime italiano di corporate governance basato sul ruolo del Collegio sindacale. emittente; la legislazione nazionale della società emittente preveda standard che garantiscano l indipendenza del board of auditors dalla società emittente stessa o dal suo management; la legge nazionale o lo statuto della società emittente prevedano una responsabilità del board of auditors 22 per la nomina e la sorveglianza dell attività del revisore ufficiale dei conti (inclusa la soluzione di eventuali conflitti 23 che possano insorgere tra il revisore e gli amministratori su questioni relative alla tenuta della contabilità); i restanti obblighi previsti dalla Final Rule per l audit committee (denunce, reclami, spese) si applichino anche al board of auditors nei limiti consentiti dalla legge nazionale della società emittente. 22 La SEC, nella Final Rule, riconosce che i board of auditors (o organi simili) di società emittenti straniere may not [ ] have all the responsibilities set forth in Exchange Act Rule 10A-3. This approach nonetheless is a preferable method of implementing the protection of the Sarbanes-Oxley Act against the backdrop of this particular category of conflicting home country governance framework. Già nella lettera del 18 febbraio 2003, l Assonime rilevava come, ai sensi dell ordinamento italiano, il collegio sindacale non sia direttamente responsabile per l attività di controllo svolta da revisori esterni, al contrario di quanto previsto dalla Legge per l audit committee. Tuttavia, si veda l art. 149, comma primo, lett. c) del d. lgs. 58/1998: Il collegio sindacale vigila ( ) c) sull adeguatezza della struttura organizzativa della società per gli aspetti di competenza, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile nonché sull affidabilità di quest ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione. In altre parole, il Collegio sindacale è responsabile per la vigilanza dei controlli interni e delle procedure di revisione contabile. 23 Su questo punto la SEC non pare aver tenuto in considerazione i commenti dell Assonime, nella già citata lettera del 18 febbraio 2003, laddove quest ultima segnalava che nell ordinamento italiano la soluzione di eventuali conflitti tra il revisore e gli amministratori non rientra propriamente tra i doveri del Collegio sindacale. 78 Più in generale, si segnala il Final Report dell High Level Group of Company Law Experts presieduto dal consulente legale dell Unilever, l olandese Jaap Winter, pubblicato il 4 novembre 2002, per arrivare ad una definizione europea di corporate governance 24. Winter ha sottolineato come, a differenza delle misure prese negli Stati Uniti con la Legge, le raccomandazioni del rapporto si applicherebbero soltanto a società quotate e con sedi in Europa, senza perciò elementi di extraterritorialità. Il Rapporto Winter ha, poi, ritenuto opportuno riaffermare la responsabilità collettiva del Consiglio di Amministrazione sulla veridicità dei bilanci e non quella dei top managers (CEO e CFO) come stabilisce la Legge. Inoltre, il Rapporto Winter suggerisce che nel breve periodo ci si concentri sul rafforzamento del ruolo dei membri del Consiglio di Amministrazione indipendenti, con funzioni non operative o di supervisione, soprattutto nelle tre aree ove gli amministratori esecutivi possono avere conflitti di interesse: nomina e remunerazione dei membri del Consiglio di Amministrazione e supervisione della revisione dei conti di un impresa. Ancora, viene suggerito di rendere pubblico il regime retributivo degli amministratori nonché di sottoporre al giudizio degli azionisti i piani di stock-option con partecipazione degli amministratori In linea generale, appare evidente che le norme del Sarbanes-Oxley Act abbiano, comunque, influenzato i lavori che hanno portato alla realizzazione del Final Report del gruppo di esperti guidato da Winter. Se è vero che l obiettivo di questo studio, per citare Bolkestein, è quello di put into place the best corporate governance standards in the world, è altrettanto vero che questo non può considerarsi come la risposta comunitaria alla nuova legislazione statunitense, tenuto conto del fatto che rappresenta semplicemente un primo passo nel progetto di creazione in Europa di un mercato dei capitali efficace e concorrenziale che non sarà terminato prima del La Commissione europea ha di recente predisposto un organico piano d azione in tema di corporate governance, che fa seguito al rapporto Winter 26. Tale piano definisce i principali obiettivi che dovrebbero ispirare qualsiasi azione futura da adottare a livello comunitario in questo settore. La comunicazione comprende una pianificazione, in ordine di priorità, delle diverse azioni che appaiono necessarie a breve, medio e lungo termine. In ultima analisi, si rileva che è stata definitivamente approvata la direttiva che reprime i reati di market abuse, tra i quali rientra anche l utilizzo privato di informazioni riservate (insider trading) e l aggiotaggio sui titoli quotati 27. Tale direttiva, tra l altro, ha imposto una 25 Tale proposta è condivisa, a livello nazionale, dalla Relazione finale della Commissione di studio presieduta da Galgano. Si veda anche il nuovo testo dell art c.c., introdotto dal d. lgs. 17 gennaio 2003, n. 6: I compensi spettanti ai membri del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo sono stabiliti all atto della nomina o dall assemblea. Essi possono essere costituiti in tutto o in parte da partecipazioni agli utili o dall attribuzione del diritto di sottoscrivere a prezzo predeterminato azioni di futura emissione. La rimunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche in conformità dello statuto è stabilita dal consiglio di amministrazione, sentito il parere del collegio sindacale. Se lo statuto lo prevede, l assemblea può determinare un importo complessivo per la remunerazione di tutti gli amministratori, inclusi quelli investiti di particolari cariche. 26 Comunicazione della Commissione al Consiglio ed al Parlamento europeo, Modernizzare il diritto delle società e rafforzare il governo societario nell Unione europea Un piano per progredire, 21 maggio 2003, COM (2003) 284 def. 27 La direttiva 2003/6/CE del 28 gennaio 2003, in GUCE, L 96, del 12 aprile 2003, p. 16, relativa all abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato, abroga la direttiva 89/592/CEE del 13 novembre 1989 sull insider trading. Essa dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 12 ottobre Vedere altro
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References: art. 64
 art. 17
 sentenza 
 art. 159
 art. 149
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