Source: https://www.giustiziadipace.it/il-proprietario-del-veicolo-obbligato-in-solido-non-e-identificabile-come-responsabile-sentenza-n-100117-del-11-gennaio-2012/
Timestamp: 2020-01-22 09:11:11+00:00

Document:
Il proprietario del veicolo obbligato in solido non è identificabile come responsabile – Sentenza n. 100117 del 11 gennaio 2012 – Confederazione Giudici di Pace
Procedimento: Sentenza n. 100117 del 11 gennaio 2012
Il proprietario del veicolo obbligato in solido non è identificabile come responsabile
Interessante sentenza del Giudice di Pace di Milano (n. 100117 del 11 gennaio 2012), nella quale specifica che il proprietario del mezzo, seppur responsabile in solido della violazione, non può essere individuato automaticamente come responsabile del mezzo, allorché questo non venga accertato o vi siano prove che lo dimostrino (artt. 6 e 7 D.L.vo n. 150/2011).
Nella fattispecie il Comune di Milano accertava sedici infrazioni di un veicolo che accedeva alla zona a traffico limitato (Cerchia dei Bastioni) senza aver attivato l’Ecopass corrispondente alla categoria di inquinamento e, non avendo identificato l’effettivo trasgressore, notificava ex art. 201, comma 1, CdS, i relativi verbali al proprietario del veicolo, obbligato in solido ex art. 196 CdS con l’autore della violazione al pagamento della somma da questi dovuta.
La proprietaria del veicolo proponeva dunque ricorso adducendo di aver avuto la convinzione che la sua autovettura fosse munita di impianto antinquinamento ma l’Amministrazione nel costituirsi sosteneva in ogni caso che il proprietario del veicolo fosse comunque responsabile della violazione fino a prova contraria.
Tale considerazione, tuttavia è stata ritenuta dal Giudice adito errata e priva di fondamento normativo. Osserva il Giudice in proposito come la responsabilità presupponga l’accertamento non solo di un’azione o una omissione (elemento oggettivo dell’illecito), ma anche di un comportamento cosciente e volontario, doloso o colposo (elemento soggettivo dell’illecito). E sia l’elemento oggettivo sia l’elemento soggettivo possono e debbono essere riferiti soltanto all’autore della violazione e non anche al proprietario (non conducente) del veicolo.
Nel caso di specie il comune ha provato soltanto che l’autovettura della ricorrente aveva circolato nella zona a traffico limitato ma non anche che l’opponente fosse stata la conducente e quindi responsabile della violazione o delle violazioni. Non essendo emerse prove sufficienti per affermare la responsabilità dell’opponente (la quale aveva altresì dichiarato che la sua autovettura veniva guidata non soltanto da lei ma anche dal di lei marito) il Giudice ha dunque accolto l’opposizione proposta.
Oggetto: Opposizione avverso sedici verbali di accertamento di infrazione del Codice della Strada (vv. nn. 514400, 513345, 407912, 848814, 762335, 813757, 847463, 761440, 674318, 900353, 969211, 813581, 513948, 516434, 562117, 599076/2011/1/1/1) “Accedeva alla zona a traffico limitato –Cerchia dei Bastioni- senza aver attivato l’Ecopass corrispondente alla categoria di inquinamento Art. 7/9-14 CdS” Autovettura***.
La disposizione di cui al citato art. 201/1, infatti, non considera in alcun modo il proprietario del veicolo “responsabile della violazione” né prevede né consente alcuna prova contraria da parte del proprietario-destinatario del verbale di accertamento, prevede soltanto che “il verbale … venga notificato ad uno dei soggetti indicati nell’art. 196 (in quanto obbligati in solido)” tra i quali il proprietario, quale risulta dai pubblici registri alla data dell’accertamento..
E non si può non rilevare che, coerentemente con questo orientamento interpretativo, la stessa Amministrazione opposta, con la sua comparsa con la quale ha espressamente chiesto il rigetto del ricorso, ha preliminarmente sottoposto all’attenzione di questo giudice la seguente osservazione “dai dati in nostro possesso emerge che l’opponente ha circolato con un’autovettura compresa nella categoria di inquinamento …”.
Ma né con l’anzidetta comparsa né con la documentazione ad essa allegata né all’udienza di discussione (alla quale ha partecipato soltanto la ricorrente ma non anche l’Amministrazione opposta) il Comune di Milano ha provato che l’opponente (*** ***) abbia circolato nella zona a traffico limitato senza aver attivato l’Ecopass. Se l’Amministrazione opposta avesse provato quanto ha affermato e cioè che “l’opponente ha circolato con un’autovettura compresa nella categoria di inquinamento …”, l’opposizione non avrebbe potuto trovare accoglimento.

References: Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 201
 art. 196
 Art. 7
 art. 201