Source: http://pmbitonto.altervista.org/art__22.htm
Timestamp: 2017-08-23 15:44:38+00:00

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Il rilascio dell'autorizzazione di accessi a servizio di insediamenti di qualsiasi tipo e' subordinato alla realizzazione di parcheggi nel rispetto delle normative vigenti in materia. 9. Nel caso di proprieta' naturalmente incluse o risultanti tali a seguito di costruzioni o modifiche di opere di pubblica utilita', nei casi di impossibilita' di regolarizzare in linea tecnica gli accessi esistenti, nonche' in caso di forte densita' degli accessi stessi e ogni qualvolta le caratteristiche plano-altimetriche nel tratto stradale interessato dagli accessi o diramazioni non garantiscano requisiti di sicurezza e fluidita' per la circolazione, I'ente proprietario della strada rilascia l'autorizzazione per l'accesso o la diramazione subordinatamente alla realizzazione di particolari opere quali innesti attrezzati, intersezioni a livelli diversi e strade parallele, anche se le stesse, interessando piu' proprieta', comportino la costituzione di consorzi obbligatori per la costruzione e la manutenzione delle opere stesse.
Chiunque apre nuovi accessi o nuove diramazioni ovvero li trasforma o ne varia l'uso senza l'autorizzazione dell'ente proprietario, oppure mantiene in esercizio accessi preesistenti privi di autorizzazione, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire duecentomila a lire ottocentomila. La violazione importa la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo del ripristino dei luoghi, a carico dell'autore della violazione stessa e a proprie spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. La sanzione accessoria non si applica se le opere effettuate possono essere regolarizzate mediante autorizzazione successiva. Il rilascio di questa non esime dall'obbligo di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria.
Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo e del regolamento e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila.
Norme di attuazione collegate
Art. 44 (Art. 22 Codice della strada)
(Accessi in generale)
le immissioni di una strada privata su una strada ad uso pubblico;
Art. 45 (art. 22 Codice della strada)
(Accessi alle strade extraurbane)
Nelle strade extraurbane secondarie sono consentiti accessi privati purche' realizzati a distanza non inferiore di norma a 300 m tra loro, misurata tra gli assi degli accessi consecutivi per ogni senso di marcia. L'ente proprietario della strada puo' derogare a tale distanza, fino a un minimo di 100 m, qualora, in relazione alla situazione morfologica, risulti particolarmente gravosa la realizzazione di strade parallele. La stessa deroga puo' essere applicata per tratti di strade che, in considerazione della densita' di insediamenti di attivita' o di abitazioni, sono soggetti a limitazioni di velocita' e per i tratti di strade compresi all'interno di zone previste come edificabili o trasferibili dagli strumenti urbanistici generali o attuativi vigenti.
qualora l'accesso alle proprieta' laterali sia destinato anche a notevole traffico pedonale, deve essere prevista una separazione dell'entrata carrabile da quella pedonale.
Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 13744 del 12/06/2009
Circolazione stradale - Art. 22 del Codice della Strada - Mantenenimento di un accesso preesistente senza munirsi della necessaria autorizzazione - L'art. 22 C.d.S. contempla anche il mantenimento di accessi preesistenti senza che sia stata richiesta l'autorizzazione all'ente proprietario. Quindi non già la realizzazione dell'accesso, ma anche la mancata regolarizzazione dello stesso dopo l'entrata in vigore della norma.
L'ANAS s.p.a. ricorre per Cassazione avverso la sentenza del giudice di pace di Isernia depositata il (OMISSIS) novembre 2003 che, accogliendo l'opposizione di S. G., ha annullato il verbale di contestazione n. (OMISSIS), compartimento di Campobasso, elevato per violazione dell'art. 22 C.d.S. perchè manteneva un accesso preesistente senza munirsi della necessaria autorizzazione.
Non svolge difese lo S..
La sentenza impugnata deduce che l'accesso in contestazione risulta ab immemorabili: solo qualora non sia possibile pervenire alla regolarizzazione, l'autorità competente, deve intimare il ripristino dei luoghi.
Col primo motivo la ricorrente denunzia violazione e falsa applicazione dell'art. 22 C.d.S. ed insufficiente motivazione su un punto decisivo in relazione all'art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5 col secondo dell'art. 22 C.d.S., comma 11 ed insufficiente motivazione, col terzo sempre dell'art. 22 C.d.S. ed insufficiente motivazione.
Le censure meritano accoglimento, posto che l'art. 22 C.d.S., comma 11, espressamente contempla tra i fatti assoggettabili alla sanzione amministrativa anche il mantenimento di accessi preesistenti, senza che sia stata richiesta l'autorizzazione all'ente proprietario.
L'illecito contestato consiste non già nella realizzazione dell'accesso, ma nella mancata regolarizzazione dello stesso dopo l'entrata in vigore della norma.
Gli elementi costitutivi dell'illecito presi in considerazione dall'art. 22 del nuovo C.d.S. sono il fatto che colui il quale ha la disponibilità dell'accesso lo abbia mantenuto in esercizio dopo l'entrata in vigore della nuova normativa ed il fatto che non siasi attivato onde ottenere la necessaria autorizzazione.
La preesistenza dell'accesso non esonera affatto colui che lo mantiene dall'obbligo di chiedere l'autorizzazione e la sanatoria.
La norma prevede la sanzione accessoria del ripristino che non si applica solo se le opere possono essere regolarizzate da autorizzazione successiva, che nella specie non risulta richiesta, donde l'accoglimento del ricorso.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito rigetta l'originaria opposizione e condanna l'opponente alle spese liquidate in Euro 400,00 per compensi, oltre quelle prenotate a debito.

References: Art. 44

Art. 45
 Sentenza 
 Art. 22
 sentenza 
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