Source: https://ordineveterinarial.com/codice-deontologico.html
Timestamp: 2020-05-27 10:16:42+00:00

Document:
- alla protezione dell'uomo dai pericoli e danni a lui derivanti dall'ambiente	in cui vivono gli animali, dalle malattie degli animali e dal consumo delle derrate o altri prodotti di origine animale;
- alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle malattie degli animali	e alla tutela del loro benessere;
- alla conservazione e allo sviluppo funzionale del patrimonio zootecnico;
- alla conservazione e alla salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio	faunistico ispirate ai principi di tutela delle biodiversità e della coesistenza compatibile con l’uomo;
- alle attività legate alla vita degli animali d’affezione, da competizione	sportiva
ed esotici;
- alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti;
- alla promozione di campagne di prevenzione igienico-sanitaria ed educazione	per un corretto rapporto uomo-animale;
- alle attività collegate alle produzioni alimentari, alla loro corretta	gestione e alla valutazione dei rischi connessi alla gestione della sicurezza alimentare.
Art. 4 - Potestà disciplinare - Spetta agli organi disciplinari la potestà di comminare sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione delle norme
Le sanzioni devono essere commisurate alla gravità dei fatti e devono	tener conto della reiterazione dei comportamenti, nonché delle specifiche circostanze, soggettive e oggettive, che hanno concorso a determinare la violazione.
Art. 6 - Attività all’estero e attività in Italia dei Medici Veterinari - Nell’esercizio di attività professionali all’estero, ove consentite, il Medico Veterinario italiano è tenuto al rispetto delle norme deontologiche	dello	Stato	in	cui	viene	svolta	l’attività.	Del	pari	il	Medico	Veterinario	comunitario	o	di	Paese	terzo,	nell’esercizio	dell’attività	professionale	in	Italia,	quando	questa	gli	sia	consentita,	è	tenuto	alla	conoscenza	e	al	rispetto	della	legislazione	e	delle	norme	deontologiche	vigenti	in	Italia.
Dovere del Medico Veterinario
Art. 7 - Status professionale - Il Medico Veterinario	non abusa del proprio status professionale in nessun caso. Il Medico	Veterinario che riveste cariche pubbliche non può avvalersene per vantaggio	professionale. Il Medico Veterinario svolge l’attività professionale	in adeguate condizioni psicofisiche.
Art. 8 - Comportamento secondo scienza, coscienza e professionalità - L’esercizio della professione del Medico Veterinario deve ispirarsi a scienza, coscienza e professionalità. Il Medico Veterinario non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con adeguata competenza e con assicurazione di mezzi e impegno professionale e temporale adeguato ai singoli casi. La diagnosi a fini preventivi, terapeutici e riabilitativi è una diretta, esclusiva e non delegabile competenza del Medico Veterinario, da esercitarsi in autonomia e responsabilità.
Art. 9 - Dovere di diligenza e prudenza - Il Medico Veterinario deve adempiere ai propri doveri professionali con diligenza e prudenza. Il Medico Veterinario ha l’obbligo di denunciare all’Ordine ogni tentativo tendente a imporgli comportamenti non conformi al Codice Deontologico, da qualunque parte provenga. Deve a tal proposito mettere l’Ordine nelle condizioni di provvedere alla sua tutela e a quella del decoro professionale proprio e della professione che rappresenta.
Art. 10 - Dovere di aggiornamento professionale - E’ dovere del Medico Veterinario curare costantemente nel corso della vita professionale, l’aggiornamento della propria preparazione professionale e la formazione continua, conservando e accrescendo le conoscenze e le competenze tecnicoscientifiche, etico-deontologiche e gestionali-organizzative con particolare riferimento ai settori nei quali è svolta l’attività.
E' inoltre dovere dello stesso informarsi in merito all'attualità e all’evoluzione professionale ed essere a conoscenza di norme, di leggi e di atti regolamentari di
interesse medico veterinario.Il Medico Veterinario, quando richiesto dall’Ordine professionale di appartenenza e in tutti i casi di interesse disciplinare, ove vengano ipotizzate condizioni di negligenza e/o di cattiva pratica professionale, deve documentare compiutamente l’attività di aggiornamento svolta.
Art. 11 - Doveri di probità, dignità e decoro - Il Medico Veterinario deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità ovvero onestà morale, dignità e decoro nell’esercizio della professione. Il Medico Veterinario deve svolgere la sua attività con lealtà e correttezza nei confronti degli utenti, dei Colleghi e degli animali, e della società.
Art. 12 - Dovere di indipendenza intellettuale - Nell’esercizio dell’attività professionale il Medico Veterinario ha il dovere di conservare la
propria indipendenza intellettuale e difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti esterni e imposizioni di carattere commerciale.
Il Medico Veterinario deve attenersi alle conoscenze scientifiche e ispirarsi ai valori etici della professione e non deve soggiacere a interessi, imposizioni e
suggestioni di qualsiasi natura. Il Medico Veterinario deve essere promotore della cultura della legalità.
Art. 13 - Dovere di segretezza e riservatezza – È dovere primario e fondamentale del Medico Veterinario mantenere il segreto sull’attività prestata e su tutte le informazioni di cui sia venuto a conoscenza nell’esercizio della professione, fatti salvi i casi previsti per Legge. L'obbligo di riservatezza viene superato in caso di qualsiasi circostanza che
possa configurare un rischio per la salute pubblica e / o per la salute	e il benessere degli animali.
Art. 14 - Dovere di assistenza - Il Medico Veterinario ha l'obbligo, nei casi di urgenza ai quali è presente, di prestare le prime cure agli animali nella misura
delle sue capacità e rapportate allo specifico contesto, eventualmente	anche solo attivandosi per assicurare ogni specifica e adeguata assistenza. Tale dovere non preclude la richiesta di un onorario commisurato all’entità	delle prestazioni.
Art. 18 - Rapporto fra Colleghi - I Medici Veterinari improntano il rapporto con i Colleghi ai principi di solidarietà e collaborazione, nel reciproco
rispetto delle competenze tecniche, funzionali nonché delle correlate	autonomie e responsabilità.
I Medici Veterinari devono svolgere le attività di consulenza, di consulto,	di prosecuzione delle cure, di vigilanza e di controllo mantenendo sempre	nei
confronti dei Colleghi un comportamento ispirato ai principi di correttezza,	lealtà e rispetto, evitando ogni abuso di posizione.
Il contrasto di opinione non deve violare i principi di un collegiale	dibattito e di un civile comportamento.
Il professionista deve astenersi dall’esprimere giudizi o dall’avviare	azioni suscettibili di nuocere alla reputazione dei Colleghi, senza fondato motivo.
Tali condotte devono essere mantenute nei confronti di tutti i Colleghi	indipendentemente dal tipo di rapporto in essere, secondo il principio	della
colleganza.
Ove non sia possibile risolvere direttamente un contrasto, occorre creare	le condizioni affinché il Consiglio dell'Ordine possa promuovere iniziative	di
Art. 19 - Rapporti con il Consiglio dell’Ordine - Il Medico Veterinario è tenuto a collaborare attivamente con il Consiglio dell’Ordine di appartenenza
per l’attuazione delle finalità deontologiche e istituzionali. Il Medico Veterinario deve dare tempestiva comunicazione all'Ordine di
appartenenza di tutti gli elementi costitutivi della propria anagrafica,	delle specializzazioni e degli altri titoli conseguiti e delle eventuali variazioni.
L’Ordine, nell’ambito dei suoi compiti e poteri di vigilanza deontologica,	può convocare i Colleghi esercenti la professione nella provincia di propria pertinenza, sia in ambito pubblico che privato, anche se iscritti ad un altro Ordine, informando l’Ordine di appartenenza per le eventuali conseguenti valutazioni.
Art. 20 - Rapporti con i collaboratori e sostituti - Il Medico Veterinario titolare di struttura o esercente attività professionale deve retribuire con adeguato compenso i Medici Veterinari suoi collaboratori e suoi sostituti. Lo stesso Medico Veterinario deve garantire a collaboratori e sostituti la sussistenza di idonee condizioni per lo svolgimento della professione in termini
di adeguatezza delle risorse, mezzi, attrezzature e di sicurezza. Allo	stesso modo questi ultimi, ferme restando le responsabilità professionali e contrattuali, devono garantire prestazioni adeguate rispetto alla collaborazione convenuta.
Art. 21 - Direzione sanitaria - Il Medico Veterinario nella sua funzione di Direttore Sanitario di strutture medico veterinarie private o pubbliche deve
garantire all’interno della struttura stessa, per quanto di sua competenza,	il rispetto delle norme di legge, del Codice Deontologico, dell’autonomia	e della dignità professionale. Al Direttore Sanitario competono la gestione, il controllo, la sorveglianza e la verifica di quanto concerne l’attività sanitaria. Per eventuali mancanze commesse nello svolgimento del suo ruolo può essere chiamato a rispondere per “culpa in agendo, omittendo e vigilando”.
Art. 22 - Natura del rapporto - L’attività professionale esercitata dal Medico Veterinario è di natura intellettuale. Pertanto tale attività è una
prestazione di mezzi e non di risultati.
Il Medico Veterinario deve esercitare la professione attenendosi a criteri	di qualità e secondo le buone pratiche veterinarie.
Art. 24 - Rapporto di fiducia – Il rapporto con il cliente è fondato sulla fiducia e sull’assunzione della responsabilità professionale. Il Medico Veterinario, qualora la legge preveda l’identificazione obbligatoria dell’animale, è tenuto a verificarla ed ad informare il proprietario relativamente ai doveri di legge.
Il Medico Veterinario, in armonia con le previsioni normative, provvede	a idonea copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi connessa alla propria attività professionale.
Il Medico Veterinario non deve consapevolmente consigliare interventi	inutilmente gravosi, né suggerire comportamenti, atti o negozi illeciti,	fraudolenti o affetti da nullità. Il Medico Veterinario deve rifiutare	di prestare la propria attività quando dagli elementi conosciuti possa fondatamente desumere che essa sia finalizzata alla realizzazione di un’operazione illecita
Art. 26 - Conflitto di interessi – Il Medico Veterinario ha l’obbligo di astenersi dal prestare attività professionale quando questa possa concretizzarsi in un conflitto d’interessi, anche potenziale. Il conflitto d’interessi si può verificare quando un interesse secondario o la ricerca di un indebito vantaggio personale di qualunque natura possa alterare il comportamento e le scelte nonché il giudizio professionale riguardante l’interesse primario ovvero: la salute pubblica, la salute del paziente, il benessere degli animali, la congruità e la veridicità di una ricerca scientifica e dei relativi risultati, l’oggettività della prestazione, della prescrizione diagnosticoterapeutica,dell’informazione, della formazione e dell’aggiornamento professionale, della divulgazione scientifica, le finalità istituzionali, i diritti del cliente, i rapporti individuali e di gruppo con industrie, enti, organizzazioni e istituzioni, o con la Pubblica Amministrazione.
Il Medico Veterinario, all’atto dell’assunzione di responsabilità contrattuale,	è tenuto ad informare chiaramente il cliente della situazione clinica e delle soluzioni terapeutiche esistenti, al fine di coinvolgerlo nel processo decisionale.
Deve precisare i rischi prevedibili, i costi presunti ed i benefici dei differenti ed Il Medico Veterinario nell'informare il cliente dovrà tenere conto delle sue capacità di comprensione, al fine di promuoverne la massima adesione alle proposte diagnostico-terapeutiche. Il Medico Veterinario non intraprende né prosegue in procedure diagnostiche e/o interventi terapeutici senza la preliminare acquisizione del consenso	informato o in presenza di dissenso informato, fatte salve le procedure	di primo soccorso e manovre salva-vita non procrastinabili. Il Medico Veterinario acquisisce, in forma scritta e sottoscritta o con altre modalità di pari efficacia documentale, il consenso o il dissenso del proprietario/detentore dell’animale nei casi prevedibilmente gravati da rischio elevato.
Il Medico Veterinario è altresì tenuto all’obbligo di consenso informato	ogni qualvolta ritenga di dover ricorrere, nell’interesse della salute e del benessere animale, all’impiego di farmaci non registrati per l’uso, oppure di protocolli diagnostici e/o terapeutici sperimentali o presidi non specificatamente dedicati all’uso veterinario.Il consenso prestato in forma scritta ha valore documentale.
Il Medico Veterinario verifica che il consenso informato sia prestato	dal proprietario dell’animale o da un detentore che dichiari di averne titolo.
Art. 30 - Eutanasia – L’eutanasia di un animale è atto esclusivamente medico veterinario, è un atto guidato dall’etica professionale del Medico Veterinario e può essere effettuata al fine di evitare all’animale paziente sofferenza psicofisica e/o dolore inaccettabili oppure nei casi consentiti dalla legge. E’ responsabilità professionale del Medico Veterinario garantire, quando si deve interrompere la vita di un animale, che ciò sia fatto con il maggior grado di rispetto e con l’impegno a indurre la morte nella massima assenza di dolore e stress possibile, tenendo conto del progresso scientifico.19/04/17 6.00.55	p.
Questa deve essere svolta nel rispetto dei doveri e della dignità professionali	e nell’esclusivo ambito della diretta e non delegabile responsabilità professionale, a tutela della salute e del benessere degli animali.
Art. 32 - Consegna di documenti - Il Medico Veterinario deve rilasciare	i documenti diagnostici, le prescrizioni e restituire ogni documentazione	eventualmente ricevuta dal cliente. Il Medico Veterinario rilascia la	relazione clinica qualora ne venga fatta formale richiesta da parte del cliente.
Il Medico Veterinario può trattenere la documentazione clinica sino alla liquidazione del compenso. Il Medico Veterinario può conservare copia della documentazione, anche senza il consenso del cliente, per utilizzarla per i necessari provvedimenti di registrazione a fini contabili, di archivio storico e di valutazione scientifica.
Art. 33 - Richiesta di pagamento e azioni - Il Medico Veterinario può	richiedere al cliente l’anticipazione delle spese e il versamento di adeguati acconti sull’onorario nel corso del rapporto e ottenere l’equo compenso al termine dell’incarico.
È consentito al Medico Veterinario concordare onorari, anche forfetari,	in caso di prestazioni continuative di consulenza ed assistenza.
Il Medico Veterinario, fatta eccezione per i casi di estrema urgenza,	può rifiutarsi di eseguire le prestazioni professionali richieste da clienti che lo abbiano offeso o che siano in condizioni di morosità.
Art. 35 - Rapporti con la stampa, mezzi di divulgazione e informazione sanitaria - Nei rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di informazione il Medico Veterinario deve ispirarsi a criteri di equilibrio e misura nel rilasciare dichiarazioni e interviste, aggiornandosi in merito all’argomento,	e assumendosi la responsabilità di quanto esposto.
Il Medico Veterinario promuove e attua un'informazione sanitaria accessibile,	trasparente, rigorosa e prudente, fondata sulle conoscenze scientifiche	acquisite e non divulga notizie che alimentino aspettative o timori infondati o, in ogni caso, idonee a determinare un pregiudizio dell'interesse generale.
Il Medico Veterinario deve dare comunicazione all’Ordine di appartenenza	di eventuali pubblicazioni a suo nome non rispondenti a quanto da lui dichiarato o scritto, per gli eventuali provvedimenti di competenza.
Sono sanzionabili, anche disciplinarmente l’uso di un titolo professionale	non posseduto o l’utilizzo di titoli professionali inesistenti o non riconosciuti.
Lo svolgimento di attività professionale in carenza dei titoli necessari,	o in periodo di sospensione, costituisce anche violazione del presente Codice e come tale è sanzionabile.
Risponde dell’infrazione anche il Medico Veterinario che abbia consapevolmente	reso possibile un’attività irregolare.
Art. 37 - Abuso di professione - Ferme restando le disposizioni civili	e penali in materia, al Medico Veterinario è vietato collaborare a qualsiasi	titolo e favorire, fungendo da prestanome, omettendo la dovuta vigilanza o in qualsiasi altra comprovata maniera, con chi eserciti abusivamente la professione. Il Medico Veterinario che venga a conoscenza di situazioni di abuso di
professione è tenuto a darne immediata comunicazione all’Ordine competente	per territorio, documentandone le circostanze, e anche all’Autorità Giudiziaria, fornendone evidenza. Il Medico Veterinario al quale sia stata irrogata la sanzione disciplinare della sospensione non potrà svolgere alcuna attività professionale nel periodo di sospensione. Qualora il Medico Veterinario, sospeso o radiato, continui a svolgere l’attività professionale, incorre nel reato di esercizio abusivo della professione, oltre ad un ulteriore ed autonomo procedimento disciplinare4.
Art. 38 - Attività medico-legale - L'esercizio dell'attività medico-legale	è esplicata ogni qual volta si ricorra alle conoscenze scientifiche del Medico Veterinario non con finalità diagnostiche-terapeutiche, ma per contribuire alla corretta applicazione delle norme giuridiche che regolano il rapporto con gli animali.
Il parere richiesto, scritto o verbale, dovrà essere fondato sulla piena	consapevolezza delle responsabilità etico - giuridiche e deontologiche	che ne derivano.
Il Medico Veterinario incaricato di attività medico-legali deve adoperarsi	per il raggiungimento degli scopi di cui al primo comma del presente articolo mediante l'analisi oggettiva dei fatti nell'osservanza dei criteri di fondatezza scientifica.
La consulenza di parte deve tendere, ancorché effettuata nell'interesse	dei patrocinati, alla interpretazione dei fatti alla luce delle evidenze scientifiche disponibili e in coerenza con le relative norme giuridiche.
Art. 39 - Sperimentazione scientifica - Il Medico Veterinario nell'attività	di sperimentazione persegue il progresso della medicina fondandolo sulla	ricerca scientifica, il cui obiettivo primario è quello di migliorare	le conoscenze e gli interventi preventivi, diagnostici e terapeutici al fine di tutelare la salute e il benessere degli animali e degli uomini.
La ricerca scientifica si avvale anche della sperimentazione animale,	programmata e attuata nel quadro dell'ordinamento vigente.Il Medico Veterinario persegue il principio delle 3 R (Refinement, Reduction,	Replacement), lo sviluppo di metodi alternativi senza l’utilizzo di animale e di mezzi idonei a evitare inutili sofferenze. Sono fatte salve le norme in materia di obiezione di coscienza.
Art. 40 - Tecnologie informatiche - Il consulto e le consulenze mediante	le tecnologie informatiche della comunicazione “a distanza” devono rispettare	tutte le norme deontologiche.
Il Medico Veterinario, facendo uso dei sistemi telematici, non può sostituire	la visita medica che si sostanzia nella relazione diretta con il paziente,	con una relazione esclusivamente virtuale; può invece utilizzare gli strumenti di telemedicina per le attività di rilevazione o monitoraggio a distanza dei parametri biologici e di sorveglianza clinica di soggetti già in cura.
Art. 43 - Tutela della professione – Il rispetto degli obblighi deontologici	e la tutela dell'autonomia, della libertà, della dignità e del decoro	professionale sono garantiti anche nelle convenzioni che disciplinano i rapporti tra i Medici
Veterinari liberi professionisti e i soggetti pubblici e privati.
Tutti i Medici Veterinari hanno obbligo di informare l’Ordine di appartenenza	di compiti e adempimenti richiesti anche dal S.S.N. che ritengono non essere conformi al Codice Deontologico.
A tutela della professione i Medici Veterinari sono tenuti a comunicare	all’Ordine di appartenenza i termini delle convenzioni da loro sottoscritte con soggetti pubblici e privati.
Art. 46 - Tempo per l’azione - Il Medico Veterinario non deve assumere	o deve sottrarsi al cumulo degli incarichi e delle prestazioni professionali,	quando questo possa incidere sulla qualità e la sicurezza dei suoi interventi.
Art. 47 - Certificazioni – Il Medico Veterinario, che rilascia un certificato,	deve attestare con precisione e accuratezza ciò che ha direttamente e personalmente riscontrato o può essere oggettivamente, scientificamente	e/o legalmente documentato.
Il Medico Veterinario nell'adempiere alle richieste è tenuto alla massima	diligenza, alla formulazione di giudizi obiettivi e scientificamente corretti, assumendosene la responsabilità.
Art. 48 - Prescrizioni - La prescrizione a fini di prevenzione, diagnosi,	cura e riabilitazione è una diretta, specifica, esclusiva e non delegabile competenza del Medico Veterinario, impegna la sua autonomia e responsabilità professionale e deve far seguito a una diagnosi circostanziata o a un fondato sospetto diagnostico.
La prescrizione deve fondarsi sulle evidenze scientifiche disponibili,	sull'uso ottimale delle risorse e sul rispetto dei principi di efficacia clinica, di sicurezza e di appropriatezza. Il Medico Veterinario tiene conto delle linee guida diagnostico-terapeutiche accreditate da fonti autorevoli e indipendenti quali raccomandazioni e ne valuta l’applicabilità al caso specifico.
L’adozione di protocolli diagnostico-terapeutici impegna la diretta responsabilità del Medico Veterinario nella verifica della tollerabilità	e dell’efficacia sui soggetti coinvolti. Il Medico Veterinario è tenuto	a un'adeguata conoscenza della natura e degli effetti dei farmaci prescritti, delle loro indicazioni, controindicazioni, interazioni e reazioni individuali prevedibili e delle modalità di impiego appropriato, efficace e sicuro dei mezzi diagnosticoterapeutici.
Il Medico Veterinario ha l’obbligo di ottemperare ai doveri di informazione	previsti dal sistema di farmacovigilanza.
Il Medico Veterinario non acconsente alla richiesta di una prescrizione	da parte del cliente al solo scopo di compiacerlo.
Il Medico Veterinario non adotta né diffonde pratiche diagnostiche o	terapeutiche delle quali non è resa disponibile idonea documentazione	scientifica e clinica valutabile dalla comunità professionale e dall’Autorità	competente.
Il Medico Veterinario non deve adottare né diffondere terapie segrete.	Al Medico Veterinario è vietata ogni forma di prescrizione concordata che possa procurare o procuri a se stesso o a terzi un illecito vantaggio economico o altre utilità.
Art. 49 - Associazioni e Società – II Medico Veterinario comunica tempestivamente all’Ordine di appartenenza ogni accordo, contratto o convenzione privata per lo svolgimento dell’attività professionale, per tutelarne i profili di autonomia e indipendenza.Il Medico Veterinario che esercita la professione in forma societaria trasmette all’Ordine di appartenenza copia dell’atto costitutivo della società, l’eventuale statuto, tutti i documenti relativi all’anagrafica della società stessa nonché ogni successiva variazione statutaria e organizzativa.
Il Medico Veterinario non può partecipare a intese dirette o indirette	con altre professioni sanitarie o categorie professionali per svolgere attività di impresa
industriale o commerciale o di altra natura che ne pregiudichino la	dignità e condizionino l’indipendenza e l’autonomia professionale.
Il Medico Veterinario che opera a qualsiasi titolo nell'ambito delle	forme societarie consentite per l’esercizio della professione, garantisce	sotto la propria responsabilità:
- l’esclusività dell’oggetto sociale relativo all’attività professionale	di cui agli Albi di appartenenza
- il possesso di partecipazioni societarie nel rispetto dell’ordinamento
- la diretta titolarità dei propri atti e delle proprie prescrizioni	sempre riconducibili alle competenze dell’Albo di appartenenza
- il rifiuto di qualsiasi tipo di condizionamento sulla propria autonomia	e indipendenza professionale.
Rapporti con le altre professioni
Art. 50 - Rapporti con altre professioni – Il Medico Veterinario, nell'esercizio della professione, deve attenersi al principio del reciproco rispetto nei confronti degli appartenenti alle altre categorie professionali	ed a quello della salvaguardia delle specifiche competenze. Eventuali violazioni vanno segnalate all'Ordine professionale di appartenenza.
Art. 51 - Pubblicità informativa sanitaria - Al Medico Veterinario e	alle strutture medico veterinarie è consentita la pubblicità informativa	circa l’attività professionale, possono essere indicati i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto nonché l’onorario relativo alle prestazioni.
Le informazioni non devono essere equivoche, ingannevoli, comparative	e suggestive.
La pubblicità deve essere resa secondo correttezza, trasparenza e verità,	il cui rispetto è verificato dall’Ordine di appartenenza e/o dall’Ordine competente per territorio.
Il Medico Veterinario che partecipa, collabora od offre testimonianza	all’informazione sanitaria deve osservare i principi di rigore scientifico,	di onestà intellettuale e di prudenza evitando qualsiasi forma diretta	o indiretta di pubblicità commerciale personale o a favore di altri.
Art. 52 - Onorari professionali - Il Medico Veterinario determina con	il cliente gli onorari professionali ai sensi dell’Art. 2233 del Codice	Civile. Fermo restando le previsioni di legge, l’onorario deve essere commisurato alla difficoltà, alla complessità, alla qualità delle prestazioni, alle competenze e all’impegno richiesti e ai mezzi impiegati, garantendo la qualità e la sicurezza della prestazione. L’onorario deve essere conforme al decoro della professione e non deve essere subordinato ai risultati delle prestazioni stesse. In caso di controversia con il cliente, per la liquidazione del compenso si fa riferimento a quanto previsto dalla normativa vigente.
Il Medico Veterinario, in particolari situazioni, e solo in forma sporadica	ed occasionale, può prestare la sua opera gratuitamente purché questo non costituisca concorrenza sleale o sia finalizzato a indebito accaparramento	di clientela.
Art. 53 - Giuramento professionale - I Medici Veterinari nuovi iscritti	devono prestare il “Giuramento professionale”. L’inosservanza degli	obblighi del presente articolo costituisce violazione del Codice Deontologico.
Art. 54 - Norma di chiusura - Le disposizioni specifiche di questo codice	costituiscono esemplificazione dei comportamenti più ricorrenti e non	limitano l’ambito di applicazione dei principi generali espressi.
Gli Ordini provinciali dei Medici Veterinari sono tenuti a inviare ai	propri Iscritti copia del Codice Deontologico ed a promuoverne la conoscenza, anche in funzione dell’attività istituzionale di aggiornamento e formazione.
Gli Ordini provinciali dei Medici Veterinari devono far prestare ai	nuovi iscritti il “Giuramento professionale” e promuoverlo verso tutti gli iscritti.

References: Art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 24

Art. 26

Art. 30

Art. 32

Art. 33

Art. 35

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 43

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54