Source: https://granosalus.it/2020/01/09/sentenza-tar-annulla-listini-grano-duro-a-foggia-ma-chi-risarcisce-gli-agricoltori-meridionali/
Timestamp: 2020-02-28 02:39:10+00:00

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Sentenza Tar annulla listini grano duro a Foggia. Ma chi risarcisce gli agricoltori meridionali? • Produttori in difesa dei consumatori
9 Gennaio, 2020 Grano Salus
Sentenza Tar annulla listini grano duro a Foggia. Ma chi risarcisce gli agricoltori meridionali?
Dopo la Sentenza positiva del TAR, che è passata in giudicato ed ha annullato i listini del grano, si pone non solo il tema di accelerare l'istituzione della CUN, ma anche di individuare le modalità con cui chi ha sbagliato paghi i danni agli agricoltori stimati in circa un miliardo di euro annui. Il ruolo dell' Antitrust.
L’associazione Granosalus gravemente preoccupata sui meccanismi di formazione del prezzo del Grano presso la Camera di Commercio di Foggia ha ritenuto di dovere adire il TAR Puglia al fine di far valere gli interessi legittimi degli agricoltori.
Cerealicoltori penalizzati da un meccanismo che non di rado ha assunto i profili di un vero e proprio cartello mascherato, su cui adesso auspichiamo che l’Antitrust accenda i suoi fari, visto che la sentenza non è stata appellata, e chiarisca se vi siano state violazioni alle norme sulla concorrenza da parte dei membri della Commissione prezzi.
Granosalus da sempre ha denunciato che le rilevazioni dei prezzi non si basano su dati documentati da fatture o da altri riscontri certi e facilmente verificabili, ma su dati riportati solo oralmente dai presenti; e, pertanto, frutto di un'istruttoria deficitaria, in contrasto con le delibere di giunta nn 52 del 2009 e 67 del 2016 a mente delle quali le quotazioni devono essere basate su elementi certi di valutazione.
Il TAR Puglia ha, dunque, accolto le nostre lamentele e la Camera di Commercio non si è opposta.
Vizi formali e sostanziali hanno portato il Tar Puglia, con la sentenza n. 01200/2019, ad annullare i listini settimanali dei prezzi del grano duro della Cciaa di Foggia per gli anni 2016 e 2017.
Doveroso precisare che l’ associazione sta procedendo all’ accesso anche dei listini degli anni successivi.
Tra le ragioni alla base della menzionata sentenza vi è la mancata compilazione dei moduli di rilevamento da parte dei membri della Commissione prezzi e la discrezionalità da parte del presidente della Commissione stessa, che avrebbe dovuto, data l’esiguità e scarsa rappresentatività delle transazioni prese a riferimento - due sole fatture di vendita per un ammontare totale di 150 mila euro, all’ epoca equivalenti a circa 700 tonnellate di merce - lasciare il listino invariato o addirittura non quotare il grano duro durante quel periodo.
In altri termini, la Commissione prezzi di Foggia ha determinato i prezzi del grano in completo difetto motivazionale, generando dei listini sganciati rispetto alla realtà. E spesso condizionati anche dalla presenza di fatture canadesi.
Nell’ambito del procedimento amministrativo, la stessa Camera di Commercio non ha fornito elementi probatori sufficienti a motivare la determinazione dei prezzi.
Pertanto, Granosalus ha provato il difetto di istruttoria e motivazionale nella formazione del prezzo, non essendovi peraltro prova in atti che il contenuto dei listini gravati non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato.
Da chi è composta la Commissione prezzi ?
Di Pietro Giacomo Rappr. Agricoltori Coldiretti
Letizia Michele " "
Fratta Vincenzo " Confagricoltura
Di Mola Francesco Saverio " "
Roberto Silvana " Cia
Ciccone Domenico " Copagri
Cirulli Vincenzo Rappr. Commercianti Confcommercio
Balletta Giorgio " "
Santacroce Giovanni " "
Iamele Luigi " "
Martino Valeria Rappr. Industriali Confindustria
Pece Giovanni " Confindustria
Lacava Paolo " Barilla
Zezza Vincenzo " Casillo
Caione Giannicola Rappr. Cooperazione Fedagri
Caione Antonio " Fedagri
In base al provvedimento reso dal Tar è possibile affermare ragionevolmente che i prezzi fissati dalla Commissione sono il frutto di un iter procedurale deficitario.
Tale condotta potrebbe prefigurare anche un illecito concorrenziale idoneo a viziare anche i contratti di filiera, a vantaggio dei soggetti più forti.
Il comportamento anticoncorrenziale, teso a fissare il prezzo, potrebbe aver inciso anche sulla qualità e salubrità di un prodotto fondamentale della nostra dieta mediterranea. Di fronte a questa decisione, il governo non può rimanere fermo o rilanciare contratti di filiera con Barilla, come ha ribadito nuovamente il Ministro a Foggia.
La ragione è semplice: se sono nulli i listini, sono altrettanto nulli tutti i contratti ancorati a quei listini, compresi quelli di filiera.
Bisogna quindi preliminarmente dare impulso all’istituzione di una Commissione unica nazionale, rinnovata nei componenti, non sperimentale, la cui sede dovrebbe essere Foggia per garantire - anche attraverso una griglia di qualità tossicologica - trasparenza ed equità nella formazione del prezzo del grano e dunque nell’andamento del mercato. È un passo che va fatto con urgenza, perché ne va della sopravvivenza di migliaia di aziende agricole.
Ma il Ministro Bellanova, che finalmente ha annunciato la raccolta delle deleghe CUN nei prossimi due mesi, dovrebbe anche garantire libertà di scelta da parte dei produttori. Quando afferma che: “ognuno deve avere dietro di sé una reale rappresentanza” dimentica di dire che i produttori agricoli devono essere liberi di affidare le deleghe anche ad associazioni diverse, più vocate a rappresentare le imprese non solo dal punto di vista burocratico, ma anche economico. Atteso che molte di quelle presenti in Commissione prezzi a Foggia, come si evince dall' elenco di cui sopra, non hanno brillato nel difendere gli interessi dei cerealicoltori... Anzi!
Altrimenti che facciamo adesso? Con l' alibi della rappresentatività diamo una seconda chance a chi in qualche modo ha contribuito a rendere nulli i listini?
E’ opportuno pertanto, lo ribadiamo, che ogni agricoltore possa esprimere liberamente a chi conferire la propria delega, senza sottoscrivere un mandato "ad uso esclusivo" dell' associazione che detiene il fascicolo e le superfici aziendali. Ciò sarebbe lesivo della libertà economica.
La conferenza stampa al Senato
Adesso chi risarcirà i danni agli agricoltori?
Peccato che la ministra Bellanova in Camera di Commercio non abbia fatto alcun riferimento alla sentenza del TAR che deve essere presa dal governo nazionale come uno stimolo non solo a istituire quanto prima la CUN, per ridare certezze al mercato, ma anche per dare una risposta agli agricoltori danneggiati.
Adesso, infatti, si apre il delicato capitolo sulle responsabilità per i danni provocati agli agricoltori derivanti da eventuali violazioni delle norme sulla concorrenza. Da nostre stime per ogni anno le aziende agricole italiane hanno perso circa un miliardo di euro. A chi spetta risarcire questo danno economico che ha messo in ginocchio migliaia di aziende ?
In conclusione, si ribadisce che la vicenda in esame impone di accelerare sul processo di istituzione della CUN per il grano duro a Foggia, al fine di ridare al mercato la trasparenza necessaria ad addivenire al giusto prezzo idoneo ad assicurare un reddito dignitoso ai cerealicoltori meridionali e un prodotto salubre ai consumatori.
DannigranoPrezziSentenzaTar
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10 Gennaio, 2020 alle 2:32 pm
Una commissione costituita da elementi tutti contro ai produttori di grano privi di elementi valutativi. Chissà se ai verbali sono allegate le fatture per gli acquisti/vendite di grano duro. Gli unici coalizzati sono i pastai di foggia, compreso, credo, il presidente della commissione di Bari. Gli stoccatori, e le coop. non si capisce chi rappresentano e chi li ha messi in commissione. Un minestrone sciapo.

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