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Timestamp: 2017-10-18 05:28:42+00:00

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Dir. UE 23/10/2000, n. 60 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NE82
G.U.C.E. L 22/12/2000, n. 327
DIRETTIVA 2014/101/UE DELLA COMMISSIONE del 30 ottobre 2014 che modifica la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.
Viene modificata la Direttiva n. 2000/60/CE in materia di acque.
Entrando nel dettaglio, le modifiche della Direttiva n. 2014/101/UE riguardano i metodi indicati dal punto 1.3.6. dell'allegato V della Direttiva n. 2000/60/CE, che devono essere conformi alle norme internazionali elencate, oppure ad altre norme nazionali o internazionali analoghe che assicurino dati comparabili ed equivalenti sotto il profilo della qualità scientifica.
A partire dalla pubblicazione della Direttiva n. 2000/60/CE il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) ha sancito una serie di norme, di cui alcune in accordo con l’Organizzazione internazionale per la standardizzazione. Tali norme riguardano il prelievo di campioni biologici di fitoplancton, macrofite e fitobentos, invertebrati bentonici, pesci nonché caratteristiche idromorfologiche.
Pubblicando il provvedimento in commento, si è ritenuto opportuno aggiungere tali norme al punto 1.3.6. dell'allegato V della Direttiva n. 2000/60/CE.
Gli Stati membri sono tenuti a mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva entro il 20 maggio 2016.
Approvazione del secondo Piano di gestione delle acque del distretto idrografico della Sardegna.
Approvazione del secondo Piano di gestione delle acque del distretto idrografico della Sicilia.
Approvazione del secondo Piano di gestione delle acque del distretto idrografico dell'Appennino Meridionale.
Approvazione del secondo Piano di gestione delle acque del distretto idrografico dell'Appennino Settentrionale.
Approvazione del secondo Piano di gestione delle acque del distretto idrografico delle Alpi Orientali.
Approvazione del secondo Piano di gestione delle acque del distretto idrografico Padano.
Approvazione del secondo Piano di gestione delle acque del distretto idrografico del fiume Serchio.
Deliberaz. G.R. Veneto 26/04/2016, n. 551
Deliberaz. G.R. Veneto 26/04/2016, n. 552
Classificazione dello stato quantitativo dei corpi idrici sotterranei. Direttiva 2000/60/CE; D.Lgs 30/2009. Deliberazione n. 15/CR del 23/02/2016.
L. R. Abruzzo 20/08/2015, n. 22
Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Regione Abruzzo derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea. Disposizioni per l’attuazione della direttiva 2012/12/UE, della direttiva 2002/89/CE, della direttiva 2000/60/CE, della direttiva 92/43/CEE, per l’applicazione del regolamento (UE) n. 702/2014 e del regolamento (UE) n. 651/2014, nonché per l’attuazione della comunicazione della Commissione Europea COM (2008) 394 e della comunicazione della Commissione Europea COM (2011) 78. (Legge europea regionale 2015).
D. P.C.M. 07/08/2015
Il provvedimento, in attuazione dell'art. 117 del D. Leg.vo 152/2006 (Codice dell'ambiente), approva il Piano di gestione dei bacini idrografici del distretto di Sicilia.
Le pubbliche amministrazioni sono chiamate a conformarsi al Piano, in quanto strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo, attraverso il quale sono pianificate e programmate le azioni volte a garantire, per il territorio del distretto idrografico della Sicilia, il perseguimento degli obiettivi ambientali stabiliti dalla Direttiva 2000/60/CE (cosiddetta "Direttiva acque").
Si segnala che il Piano di gestione completo è pubblicato sul sito web del distretto idrografico della Sicilia al seguente indirizzo: http://www.osservatorioacque.it.
D. P.C.M. 23/04/2014
Approvazione del Piano di gestione dei bacini idrografici del distretto idrografico delle Alpi Orientali.
Deliberaz. G.R. Emilia Romagna 16/12/2013, n. 1865
L.R. 44/95. Concessione finanziamento ad ARPA finalizzato alla realizzazione dei progetti inerenti l’acquisto di attrezzature per l’adeguamento alla direttiva 2000/60/CE inerente il monitoraggio delle acque marino-costiere e delle acque interne.
D. P.C.M. 21/11/2013
Approvazione del "Piano di gestione dei bacini del distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale".
Approvazione del "Piano di gestione del bacino idrografico del distretto idrografico dell’Appennino centrale".
D. P.C.M. 17/05/2013
Approvazione del Piano di gestione del bacino idrografico del distretto idrografico della Sardegna, adottata dal Comitato istituzionale dell’Autorità di bacino della Sardegna, con delibera n. 1 del 3 giugno 2010.
D. P.C.M. 10/04/2013
Approvazione del Piano di gestione del bacino idrografico del distretto idrografico dell’Appennino meridionale.
D. P.C.M. 08/02/2013
Approvazione del Piano di gestione del distretto idrografico Padano.
Approvazione del Piano di gestione del distretto idrografico pilota del Fiume Serchio.
Sent. C. Giustizia UE 01/06/2017, n. C-529/15
Rinvio pregiudiziale - Responsabilità ambientale - Direttiva 2004/35/CE - Articolo 17 - Applicabilità nel tempo - Gestione di una centrale idroelettrica messa in funzione anteriormente alla scadenza del termine di trasposizione della direttiva - Articolo 2, punto 1, lettera b) - Nozione di «danno ambientale» - Normativa nazionale che esclude il danno in presenza di autorizzazione - Articolo 12, paragrafo 1 - Ricorso alle vie legali in materia di diritto dell’ambiente - Legittimazione ad agire - Direttiva 2000/60/CE - Articolo 4, paragrafo 7 - Effetto diretto.
Sent. C. Giustizia UE 07/12/2016, n. C-686/15
Rinvio pregiudiziale - Ambiente - Direttiva 2000/60/CE - Quadro per l’azione dell’Unione europea in materia di acque - Recupero dei costi relativi ai servizi idrici - Calcolo dell’importo dovuto dal consumatore - Parte variabile connessa al consumo effettivo e parte fissa indipendente da tale consumo.
La direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, deve essere interpretata nel senso che essa non osta ad una normativa nazionale, come quella in discussione nel procedimento principale, la quale preveda che il prezzo dei servizi idrici fatturato al consumatore comprenda non soltanto una parte variabile calcolata in funzione del volume di acqua effettivamente consumato dall’interessato, ma anche una parte fissa non correlata a tale volume.
Sent. C. Giustizia UE 01/07/2015, n. C-461/13
Rinvio pregiudiziale - Ambiente - Politica dell’Unione europea nel settore dell’acqua - Direttiva 2000/60/CE - Articolo 4, paragrafo 1 - Obiettivi ambientali relativi alle acque superficiali - Deterioramento dello stato di un corpo idrico superficiale - Progetto di riassetto di una via navigabile - Obbligo degli Stati membri di non autorizzare un progetto che produca un deterioramento dello stato di un corpo idrico superficiale - Criteri determinanti per valutare l’esistenza di un deterioramento dello stato di un corpo idrico.
Articolo 4, paragrafo 1, lettera a), da sub i) a sub iii).
1) L’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), da sub i) a sub iii), della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, deve essere interpretato nel senso che gli Stati membri sono tenuti - salvo concessione di una deroga - a negare l’autorizzazione di un particolare progetto qualora esso sia idoneo a provocare un deterioramento dello stato di un corpo idrico superficiale oppure qualora pregiudichi il raggiungimento di un buono stato delle acque superficiali o di un buon potenziale ecologico e di un buono stato chimico di tali acque alla data prevista da tale direttiva.
2) La nozione di «deterioramento dello stato» di un corpo idrico superficiale, ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), sub i), della direttiva 2000/60 dev’essere interpretata nel senso che si è in presenza di un deterioramento quando lo stato di almeno uno degli elementi di qualità, ai sensi dell’allegato V di tale direttiva, si degradi di una classe, anche se tale deterioramento non si traduce in un deterioramento nella classificazione, nel complesso, del corpo idrico superficiale. Tuttavia, se l’elemento di qualità di cui trattasi, ai sensi di tale allegato, si trova già nella classe più bassa, qualunque deterioramento di detto elemento costituisce un «deterioramento dello stato» di un corpo idrico superficiale, ai sensi di tale articolo 4, paragrafo 1, lettera a), sub i).
Monitoraggio sostanze inquinanti nelle acque (Decisione UE 495/2015)
La Decisione di esecuzione (UE) n. 2015/495 che stabilisce il primo elenco di controllo delle sostanze da sottoporre a monitoraggio a livello dell’Unione europea, in linea con l’articolo 8-ter della Direttiva n. 2008/105/CE, relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque.
Acqua: costo ambientale e costo della risorsa per i vari settori d’impiego dell’acqua (D.M. 39/2015)
Commento al D.M. 24 febbraio 2015, n. 39 che stabilisce i criteri per la definizione del costo ambientale e del costo della risorsa per i vari settori d’impiego dell’acqua, anche in proporzione al grado di inquinamento ambientale derivante dai diversi tipi e settori d’impiego e ai costi conseguenti a carico della collettività, in attuazione del principio del recupero integrale del costo del servizio e del principio "chi inquina paga".

References: Articolo 17
 Articolo 2
 Articolo 12
 Articolo 4
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Articolo 4
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