Source: http://lexbrowser.provinz.bz.it/doc/20120911/it/dpgp-1992-19/decreto_del_presidente_della_giunta_provinciale_5_maggio_1992_n_19.aspx?view=1
Timestamp: 2020-02-23 15:25:35+00:00

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(1) Il presente regolamento contiene i criteri e le modalità di gestione, nonché le caratteristiche tecnicoedificali, le dimensioni minime e massime, nonché gli standards di personale per i centri di degenza, di cui all'articolo 22 della legge provinciale 18 agosto 1988, n. 33. Esso vale, in quanto applicabile, anche per i centri di degenza non convenzionati.
(1) Il centro di degenza (autonomo o annesso a struttura assistenziale o sanitaria) è quel servizio sociosanitario a carattere residenziale per l'accoglienza di malati cronici bisognosi di interventi di protezione assistenziale e abitativa, nonché di prestazioni sanitarie e riabilitative.
(2) Il centro di degenza deve essere gestito secondo i principi dell'attivazione e della riabilitazione e garantire un alto livello di protezione e di assistenza, nonché idonei interventi per il mantenimento delle funzioni e capacità residue.
Art. 3 (Destinatari del servizio)
(1) Nei centri di degenza sono ammessi malati cronici adulti che siano contemporaneamente:
abitualmente bisognosi di aiuto continuo per la soddisfazione dei bisogni fondamentali di vita. Sono bisogni fondamentali di vita quelli inerenti l'assunzione dei pasti, l'igiene personale, l'uso dei servizi igienici, l'alzarsi dal letto ed il vestirsi;
non bisognosi di assistenza medica specialistica continua e non in fase acuta di malattia;
bisognosi di assistenza infermieristica;
bisognosi di terapie riabilitative o quanto meno di attività rivolte alla massima conservazione delle capacità residue.
(2) Il servizio è destinato ai malati cronici che diventino tali al proprio domicilio o in ospedale.
Art. 4 (Gestione)
(1) Il centro di degenza è una struttura autonoma o aggregata a struttura sanitaria o sociale e viene gestita dalle unità sanitarie locali o, previo convenzionamento con l'unità sanitaria locale territorialmente competente, da altre istituzioni pubbliche o private.
Art. 5 (Servizi)
(1) Il centro di degenza garantisce ai propri ospiti:
l'assistenza alberghiera
l'assistenza e cura della persona
(2) L'assistenza sociale, la cura della persona, l'assistenza alberghiera e l'animazione sono garantite da personale dipendente dal centro di degenza.
(3) L'assisstenza medica è garantita da medici propri del centro di degenza o da uno o più medici di base del distretto sede del centro di degenza o da medici ospedalieri. Uno dei medici operanti si assume la responsabilità sanitaria del centro di degenza.
(4) L'assistenza infermieristica e riabilitativa è garantita da personale del centro di degenza o messo a disposizione dall'unità sanitaria locale.
(5) L'unità sanitaria locale garantisce un'adeguata assistenza dietologica e mette a disposizione del centro di degenza tutto il materiale sanitario ed i medicinali necessari.
(6) AI centro di degenza può essere annesso anche un centro di assistenza diurna.
Art. 6 (Organizzazione dell'assistenza infermieristica)
(1) Per garantire un'assistenza adeguata al fabbisogno degli ospiti, la responsabilità tecnico-assistenziale nel centro di degenza è assegnata ad un responsabile tecnico di cura, il quale deve essere in possesso del diploma per il profilo professionale per l'infermiere/a professionale.
(2) Il centro di degenza dispone di un proprio regolamento tecnico-assistenziale.2)
L'art. 6 è stato sostituito dall'art. 1 del D.P.P. 5 dicembre 2001, n. 81.
Art. 7 (Capacità ricettiva)
(1) I centri di degenza autonomi hanno una capacità ricettiva minima di 30 e massima di 60 posti-letto per persone in condizione di non autosufficienza media o grave. In zone ad alta densità abitativa ed urbana la capacità ricettiva può aumentare fino a 120 posti-letto.
(2) Nei centri di degenza aggregati a strutture assistenziali, la capacità minima ricettiva è di 15 posti-letto per persone in condizione di non autosufficienza media o grave.3)
L'art. 7 stato sostituito dall'art. 2 del D.P.P. 5 dicembre 2001, n. 81.
(1) Il personale dei centri di degenza è composto da:
addetti all'amministrazione, alla direzione e ai servizi alberghieri;
operatori/trici per l'assistenza diretta e l'organizzazione del tempo libero;
personale per l'assistenza infermieristica;
personale riabilitativo.
(2) La copertura dei posti di cui al comma 1, lettera b) avviene secondo i seguenti standard di personale:
un/a operatore/trice ogni tre posti letto per persone in condizione di non autosufficienza media,
un/a operatore/trice ogni due posti letto per persone gravemente non autosufficienti.
(3) Il personale di cui al comma 1, lettera b), deve essere in possesso del diploma per uno dei seguenti profili professionali:
assistente geriatrico e familiare;
educatore/trice per soggetti portatori di handicap;
educatore/trice;
tecnico di servizi sociali;
operatore/trice del tempo libero;
ausiliario socio assistenziale/operatore/trice ausiliario socio sanitario;
operatore/trice socio-assistenziale.
(4) Le unità di personale necessarie di cui al comma 2 sono calcolate come equivalenti a tempo pieno.
(5) In caso di comprovato, grave fabbisogno di assistenza, il rapporto assistente-assistito di cui al comma 2, lettera b), può essere portato fino a un massimo di uno a uno. La relativa autorizzazione viene rilasciata dalla Giunta provinciale previa richiesta motivata. Nel caso di persistenza del fabbisogno specifico, la domanda è da rinnovarsi ogni due anni.
(6) Almeno un terzo delle necessarie unità di personale di cui al comma 2 deve essere in possesso del diploma per uno dei seguenti profili professionali:
(7) La copertura dei posti di cui al comma 1, lettera c), segue i seguenti standard di personale: un/a operatore/trice ogni dieci posti letto per persone in condizione di non autosufficienza media e grave.
(8) In caso di comprovato, grave fabbisogno di assistenza infermieristica, il rapporto assistente - assistito di cui al comma 7 può essere portato fino ad un massimo di uno a cinque, senza necessità di ridurre il personale dell'assistenza diretta. La relativa autorizzazione viene rilasciata dalla Giunta provinciale previa richiesta motivata. Nel caso di persistenza del fabbisogno specifico, la domanda è da rinnovarsi ogni due anni. Fino ad un terzo del personale infermieristico di cui al comma 7 può essere sostituito da personale assistenziale qualificato in possesso dei requisiti previsti dal Decreto del Presidente della giunta provinciale 28 dicembre 1999, n. 72, qualora sia dimostrato con documentazione idonea che l'occupazione dei posti con personale infermieristico non è possibile. I costi per tale personale sono a carico dell'Azienda Speciale Unità Sanitaria Locale territorialmente competente.
(9) La copertura dei posti di cui al comma 1, lettera d) segue i seguenti standard di personale:
un operatore/trice addetto alla riabilitazione quale fisioterapista o massaggiatore ogni 25 posti letto per persone in condizione di non autosufficienza media o grave;
un ergoterapista o logopedista, ovvero entrambi, tenuto conto delle esigenze degli ospiti, con possibilità di utilizzo dell'operatore/trice presso più di una struttura.
(10) Gli standard di personale di cui al comma 2 e comma 7 sono indicatori di massima; è ammessa una tolleranza nella misura del 15 per cento in eccesso o in difetto.4)
L'art. 8 è stato sostituito dall'art. 3 del D.P.P. 5 dicembre 2001, n. 81.
Art. 9 (Ammissione)
(1) Sono ammesse al centro di degenza le persone in condizione di non autosufficienza media o grave. La non autosufficienza è valutata in base ai criteri fissati con decreto del Presidente della Provincia 5 ottobre 2001, n. 55.
(2) La domanda di ammissione va presentata al centro di degenza, dove, sentito il medico responsabile del centro, si deciderà in merito all'ammissione. Nei centri di degenza convenzionati l'ammissione è disposta previo parere positivo del medico responsabile del centro.
(3) L'avvenuta ammissione, l'uscita o il decesso nonché ogni altra notizia utile ai fini statistici, di rendicontazione o di controllo va notificata all'azienda sanitaria entro tre giorni.5)
L'art. 9 è stato sostituito dall'art. 4 del D.P.P. 5 dicembre 2001, n. 81.
Art. 9/bis (Norme transitorie)
(1) Per i centri di degenza il presente decreto ha efficacia a partire dal 1 gennaio 2002.
(2) Gli enti gestori dei centri di degenza adeguano la pianta organica alle presenti disposizioni entro il 31 dicembre 2002.
(3) Qualora in un centro di degenza, in base alla nuova classificazione degli ospiti prevista per l'anno 2002 e alla conseguente ridistribuzione degli stessi tra le singole categorie assistenziali, si riscontri un esubero di personale, non è necessario provvedere all'immediato ridimensionamento alla data del 1 gennaio 2002. Tuttavia, entro la data del 31 dicembre 2002, l'amministrazione del personale deve garantire, con adeguati provvedimenti, il rispetto dei nuovi standard di personale.6)
L'art. 9/bis è stato inserito dall'art. 5 del D.P.P. 5 dicembre 2001, n. 81.
Art. 10 (Costi, rette)
(1) La retta dei centri di degenza gestiti da enti pubblici è determinata a sensi dell'articolo 22 della legge provinciale 18 agosto 1988, n. 33, modificato dall'articolo 32, comma 11, della legge provinciale 30 aprile 1991, n. 13. La retta dei centri di degenza gestita da enti privati è concordata annualmente tra il centro e la Provincia in base ai criteri di cui sopra.
Art. 11 (Finanziamenti)
(1) I centri di degenza autonomi ed aggregati alle case di riposo accedono ai finanziamenti per lavori ed acquisti di cui alla legge provinciale 30 ottobre 1973, n. 77, e successive modificazioni, e del relativo regolamento di esecuzione approvato con decreto del Presidente della giunta provinciale 6 marzo 1974, n. 17.
(2) L'acquisto delle apparecchiature tecnico-sanitarie, dei dispositivi medici, nonché dei letti per malati cronici è finanziato attraverso il fondo sanitario provinciale.
Art. 12 (Autorizzazioni)
(1)La Giunta Provinciale autorizza:
la realizzazione dei centri e reparti di degenza per malati cronici, nonché l’ampliamento e la ristrutturazione di quelli già esistenti;
l’esercizio dell’attivitá dei centri e reparti di degenza per malati cronici.
(2) Le domande per le autorizzazioni di cui al comma 1 sono presentate all’Ufficio provinciale Anziani e Distretti Sociali.
(3) Il procedimento di autorizzazione di cui al comma 1 lettera a) è istruito dall’Ufficio provinciale Anziani e Distretti Sociali che si avvale per i pareri di competenza della “Sottocommissione per l’esame dei progetti di strutture per l’assistenza agli anziani”.
(4) Qualsiasi modifica o variazione in corso d’opera apportata al progetto approvato è autorizzata con il procedimento di cui al comma 3.
(5) Il procedimento di autorizzazione di cui al comma 1 lettera b) è istruito dall’Ufficio provinciale Anziani e Distretti Sociali, dopo aver accertato la conformitá della struttura al progetto approvato.
(6) Non sono assoggettate alle procedure autorizzative di cui al presente articolo, le strutture di degenza gestite direttamente dall’Azienda Sanitaria. Tali strutture sono assimilabili a reparti ospedalieri per lungodegenti e di conseguenza assoggettate alla normativa prevista per l’autorizzazione delle strutture sanitarie.7)
L'art. 12 è stato così sostituito dall'art. 2 del D.P.G.P. 20 febbraio 1995, n. 9, e dall'art. 1 del D.P.P. 21 luglio 2009, n. 34.
(1) I centri di degenza devono essere ubicati possibilmente in zone centrali degli abitati affinché:
gli ospiti possano partecipare alla vita sociale;
possano essere mantenuti i rapporti con la famiglia ed i conoscenti;
si possano soddisfare le particolari esigenze sociali e culturali delle persone anziane.
(2) Il centro di degenza dev'essere costruito in un luogo dal clima gradevole, lontano da immondezzai e canali di scarico, da acque stagnanti nonché da industrie che siano rumorose oppure emettano gas fastidiosi o nocivi.
(7) Almeno il 30 per cento dei letti dei centri di degenza deve essere disposto in camere singole.8)
Il comma 7 è stato sostituito dall'art. 3 del D.P.G.P. 20 febbraio 1995, n. 9.
Art. 22 (Riabilitazione)
(1) Ogni centro di degenza dispone di un servizio di riabilitazione di dimensioni adeguate al numero degli assistiti interni ed eventualmente esterni. Il centro è strutturato in modo tale da permettere un'adeguata dislocazione, anche tramite separazione spaziale, dei vari settori di terapia.
(2) Devono essere previsti un ingresso comune oppure ingressi separati per i pazienti interni e eventuali pazienti esterni.
Art. 25 (Il centro di assitenza diurna)
(1) Un centro di assistenza diurna comprende almeno le seguenti strutture:
locali da destinare alla segreteria ed alla direzione;
locali di servizio, quali il bagno, la cucina per la prima colazione, la sala da pranzo, la lavanderia;
locali per le attività terapeutiche, la fisioterapia, i lavori manuali, i colloqui, la musica, la cucina per gli ospiti ed i locali per altre attività di gruppo;
camere per quattro o cinque persone ciascuna con funzione di locali da riposo per il cinquanta per cento degli assistiti in forma ambulatoriale;
strutture comuni quali l'atrio, il bar, il giardino;
altri locali quali il guardaroba, il deposito merci, il magazzino materiali.
(2) I locali da destinare alla segreteria ed alla direzione, i locali per fisioterapia e la ginnastica, l'atrio, il bar, il refettorio o ristorante sono utilizzati sia dal centro di degenza che dal centro di assistenza diurna.
Art. 30 (Impianto elettrico di emergenza)
(1) Nei centri di degenza è previsto un impianto autogeno di energia elettrica per l'illuminazione dei corridoi e delle scale nonché per il funzionamento degli ascensori, che sia indipendente dalla rete pubblica di approvvigionamento e che si attivi automaticamente in casi di emergenza. Nel sistema va incluso inoltre, qualora non sia previsto in altra forma, il riscaldamento di una sala di uso comune.
Art. 39 (Centri di degenza esistenti)
(1) La Giunta provinciale può, in via eccezionale e sentito il comitato provinciale per la programmazione sanitaria e la consulta provinciale dell'assistenza sociale, autorizzare l'uso quali centri di degenza di edifici che alla data di entrata in vigore del presente regolamento erano già stati ultimati o erano in fase di costruzione ed utilizzati in difformità alle caratteristiche strutturali prescritte dagli articoli da 13 a 38.
(2) La Giunta provinciale può altresì autorizzare che edifici realizzati in difformità alle caratteristiche strutturali prescritti dagli articoli da 13 a 38 vengano adibiti in via transitoria a centri di degenza, per un periodo non superiore a cinque anni. Tale autorizzazione è rinnovabile una sola volta.
(3) La struttura del centro di degenza e le relative attrezzature devono in ogni caso garantire la funzionalità del centro e la sua adeguatezza alle esigenze delle persone assistite.
(4) In caso di trasformazione di case di riposo esistenti in centri di degenza si prescinde dalla larghezza minima delle stanze prevista dall'articolo 17, comma 5, qualora la casa sia stata riconosciuta idonea ai sensi dell'articolo 15 della L.P. n. 77/1973, sostituito dall'articolo 3 della legge provinciale 18 aprile 1978, n. 17.9)
L'art. 39 è stato sostituito dall'art. 4 del D.P.G.P. 20 febbraio 1995, n. 9.
Art. 40 (Ampliamenti)
(1) Qualora i centri di degenza dovessero venire ampliati devono essere osservate in ogni caso tutte le norme, i requisiti per la dotazione e i presupposti minimi di cui nel presente regolamento.
(2) Se la ristrutturazione interessa un edificio preesistente, per il quale, per determinate caratteristiche costruttive, sono state autorizzate delle eccezioni in base all'articolo 39, eventuali carenze vanno eliminate nel corso dei lavori di ampliamento; in caso di edifici nuovi vanno osservate le norme di cui agli articoli precedenti.
(3) In caso di ristrutturazione totale o parziale vanno osservati comunque i requisiti minimi.
disegni esecutivi almeno su scala 1:100, preferibilmente su scala di 1:50 e quotati, nonché dotati di misure di superficie con sistemazione degli esterni su scala di almeno 1:200. 10)

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 9

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 22

Art. 25

Art. 30

Art. 39

Art. 40