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Timestamp: 2019-11-17 17:20:51+00:00

Document:
Avvocato civilista separazioni divorzi Malalbergo Baricella, Bentivoglio, Galliera, Minerbio, Poggio Renatico (FE), San Pietro in Casale - Studio Legale Bologna
BOLOGNA AVVOCATO SEPARAZIONI Avvocato civilista separazioni divorzi eredita’ cause civili
GIOVANNI l’incredibile storia di Giovanni
Giovanni è un distinto signore sui 50 anni, ne dimostra meno, elegante, raffinato colto, spesato con Bianca, una signora di 38 anni, molto bella ,architetto,
Hanno una bambina di nome Paola, come la madre di Giovanni.
Giovanni ha scoperto la moglie sulle chat di incontri, perché la moglie aveva lasciato aperto il computer, distrattamente, e stava chattando con un uomo per un incontro della settimana
Giovanni era stordito dalla scoperta, non aveva piu’ fiducia nella moglie, si sentiva peggio che tradito.
La moglie confessa a Giovanni di aver avuto diverse relazioni, ma solo a sfondo sessuale, per Giovanni è una mazzata incredibile, piange…
Mi dice che non potra’ piu guardare la moglie, e non vuole piu’ vederla.
Ricevo Bianca dopo alcuni giorni ,senza Giovanni e la moglie mi dice di non sopportare piu la gelosia del marito che a stava soffocando e che trovava il marito invecchiato e noioso e comunque non aveva piu’ interesse per lui ma voleva che la bambina non soffrisse dalla separazione.
Erano sposati da 15 anni e il grande amore era svanito, non ve ne era piu’ traccia.
Consigliai ai coniugi una separazione consensuale , che è sempre la meno traumatica, oltre che la piu’ economica.
I coniugi mi chiesero un mese per pensarci, e dopo un mese successe una cosa incredibile:
Vennero in studio entrambi, tra loro era scoppiata nuovamente l a passione, si amavano e Giovanni aveva perdonato Bianca che prometteva che con le chat di incontri aveva chiuso
BOLOGNA AVVOCATO SEPARAZIONI
SAPER GESTIRE UNA SEPARAZIONE E CREDIMI NON E’ UNA COSA FACILE AFFIDATI CHIAMA
SEPARAZIONI CONIUGI PROBLEMATICHE:
AFFIDO FIGLI, SU QUESTO SI LITIGA MOLTO NELLE SEPARAZIONI
MUTUO EVENTUALE
5BIS )ASSEGNO PER IL CONIUGE
DIVIISONE DEI MOBILI
DIVISIONE CON CORRENTI E SOMME
RIPARTIZIONE REGALI DI NOZZE
PAGAMENTO DELL’AUTO
PAGAMENTO DEBITI CONTRATTI INSIEME VERSO BANCHE O FINANZIARIE
La separazione consensuale da’ rilevanza alla volontà dei coniugi di separarsi personalmente, nonché di stabilire concordemente le condizioni e le modalità degli spetti personali e patrimoniali della loro vita futura.
Anche nella seprazione consensuale, così come in quella giudiziale, non è necessario che la causa della crisi coniugale sia imputabile ad entrambi i coniugi, poiché quest’ultima ben può essere rapresentata dalla perdita di affetto, disaffezione e distacco di uno solo dei coniugi, tanto è vero che ai sensi dell’art. 711, comma 2, c.p.c. il ricorso per separazione consensuale può essere proposto anche da uno solo dei coniugi.
La condizione affinché si possa giungere alla
fra i coniugi vi sia un accordo, cioè il consenso alla separazione, in difetto del quale tale tipo di separazione non può ritenersi possibile, fermo restando che essa acquista rilevanza giuridica solo attraverso l’omologazione da parte del Tribunale
Nella prima ipotesi il ricorso andrà proposto al Tribunale del luogo in cui i coniugi hanno avuto l’ultima residenza comune. Nel caso in cui essi non abbiano mai avuto una residenza comune o da molto tempo non abitano più in una residenza comune (ad esempio per motivi di lavoro o di studio) il Tribunale territorialemnte competente è quello del luogo in cui uno dei coniugi risieda o abbia domicilio.
Nella seconda ipotesi, cioè qualora il ricorso venga proposto da uno solo dei coniugi, Tribunale territorialmente competente è quello del luogo di residenza del coniuge che non propone il ricorso.
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L’attività tratta il diritto di famiglia
e delle persone, con particolare riferimento ai rapporti tra genitori e figli e a quelli personali e patrimoniali tra coniugi, al riconoscimento e al disconoscimento della paternità, alle cause di separazione e divorzio, alle procedure di affidamento dei minori e alla protezione contro gli abusi e la violenza. I professionisti guidati dall’avvocato esperto in separazioni a Bologna si occupano sia della crisi del matrimonio, della separazione e del divorzio, sia dell’affidamento dei figli minori. Il sistema giuridico offre oggi strumenti giuridici di ogni tipo: patti prematrimoniali, accordi tra conviventi, sistemazioni e cause successorie, responsabilità civile, tutela penale, amministrazione di sostegno, trascrizione di vincoli alla proprietà in funzione di tutela di molteplici interessi familiari.
Fondamentale nel ricorso per separazione consensuale
che va firmato da entrambi i coniugi con particolare riferimento all’affidamento dei figli, sul mantenimento e sulle modalità di frequentazione degli stessi, sulla somma periodica da corrispondere eventualmente al coniuge meno abbiente, all’assegnazione della casa coniugale e così via. Le attività svolte dallo Studio riguardano:
sara’ una udienza del presidente del Tribunale (a volte presidente di sezione o magistrato facente funzioni di presidente).
spesso è sinonimo di cause di separazione e di divorzio. La posizione dell’ Avvocato Sergio Armaroli separazioni e divorzi Bologna in questi casi, sebbene specializzato come avvocato divorzista, al di là di qualsiasi interesse, suggerisce di applicare e studiare tutti i mezzi e strumenti per evitare di arrivare a questa situazione di separazione definitiva.
Si intende come separazione
lo stato di sospensione del contratto del matrimonio, in attesa di una riappacificazione o del definitivo scioglimento. Si intende invece come divorzio l’effettivo scioglimento del contratto del matrimonio, che può avvenire in modo consensuale, se entrambe le parti trovano appunto un accordo sullo scioglimento, oppure in modo giudiziale, quando una delle due parti si oppone.
Nella ben più frequente ipotesi in cui le parti rinnovano la loro volontà di separarsi alle condizioni riportate nel ricorso, il Tribunale adito opera un controllo di conformità tra le richieste dei coniugi e la normativa vigente, prestando grande attenzione alle statuizioni inerenti l’affidamento della prole ed il suo mantenimento.
In seguito alla proposizione del ricorso, il Presidente del Tribunale fissa l’udienza di comparizione personale dei coniugi
a sé stesso. Il ricorso ed il decreto presidenziale, ovviamente, non dovranno essere notificati ad alcuno dei coniugi, mentre la comunicazione al pubblico ministero, che, come già precisato, è parte essenziale del procedimento viene disposta d’ufficio dal Giudice competente per la separazione al fine di consentirne l’intervento in giudizio, ed è a cura della cancelleria. Solo nell’eventualità in cui il ricorso di separazione consensuale sia presentato da un solo coniuge, allora quest’ultimo dovrà provvedere alla notifica all’altro coniuge sia del ricorso, sia del decreto con cui il Presidente del Tribunale fissa l’udienza di comparizione personale dei coniugi avanti a sé. Anche in questo caso la comunicazione al pubblico ministero avviene d’ufficio.
Avvocato civilista separazioni divorzi
1) SEPARAZIONI CONIUGI PROBLEMATICHE: 2) AFFIDO FIGLI, SU QUESTO SI LITIGA MOLTO NELLE SEPARAZIONI 3) CASA CONIUGALE 4) MUTUO EVENTUALE 5) ASSEGNO PER I FIGLI 5BIS )ASSEGNO PER IL CONIUGE 6) SPESE STRAORDINARIE 7) DIVIISONE DEI MOBILI 8) DIVISIONE CON CORRENTI E SOMME 9) RIPARTIZIONE REGALI DI NOZZE 10) AFFIDO DEL CANE 11) PAGAMENTO DELL’AUTO 12) PAGAMENTO DEBITI CONTRATTI INSIEME VERSO BANCHE O FINANZIARIE
CHI TI DICE CHE UNA SEPARAZIONE E’ UNA COSA FACILE TI INGANNA, OCCORRE PRIMA DI TUTTO AVERCI PENSATO BENE ALMENO 100 VOLTE, POI PREPARARSI A UN GRANDE CAMBIO DELLA PROPRIA VITA TE LO ASSICURO!!
– Separazione personale dei coniugi – Effetti – In genere – Condotte violente di un coniuge nei confronti dell’altro – Motivo di addebito della separazione – Sussistenza – Comparazione con i comportamenti del coniuge vittima delle stesse – Necessità – Esclusione – Condizioni.
A seguito della riforma del diritto di famiglia, la violazione del reciproco dovere di fedeltà, ancorché ribadito come regola di condotta dei coniugi (art. 143 cod. civ.), non legittima di per sé, automaticamente, la pronunzia di separazione con addebito, ma solo se abbia reso intollerabile la prosecuzione della convivenza o recato grave pregiudizio all’educazione della prole. Pertanto, il giudice deve accertare se tali conseguenze si siano in concreto verificate, valutando in qual misura la violazione medesima abbia inciso sulla vita familiare, tenuto conto delle modalità e frequenza dei fatti, del tipo di ambiente in cui sono accaduti e della sensibilità morale dei soggetti interessati.
Costituisce circostanza idonea a determinare l’addebito della separazione coniugale ex art. 151 c.c. la relazione dell’un coniuge con altri, qualora, considerati gli aspetti esteriori caratterizzanti la stessa nell’ambiente in cui i coniugi vivono, sia tale da dar luogo a plausibili sospetti di infedeltà. In circostanze siffatte, invero, a nulla rileva che la relazione non si sostanzi in un vero e proprio adulterio, in quanto in ogni caso tale da determinare l’offesa alla dignità ed all’onore dell’altro coniuge. Nella fattispecie concreta le risultanze istruttorie hanno consentito di accertare che il rapporto dalla ricorrente intrattenuto con terzi, del quale ella afferma la natura amichevole, è stato in realtà percepito agli estranei come un vero e proprio tradimento, come confermato dai terzi escussi, per cui deve concludersi per l’accoglimento della proposta domanda di addebito della separazione.
Il tradimento del coniuge e la conseguente separazione con addebito non comporta automaticamente il diritto del partner tradito a ricevere l’assegno di mantenimento. Il giudice, infatti, dovrà valutare caso per caso se il “coniuge cui non sia addebitabile la separazione” sia “privo di adeguati redditi propri”. E solo se non potrà “mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio” o sussista “una disparità economica tra i coniugi”, allora scatterà l’assegno.
Deve essere rigettata, in sede di separazione personale dei coniugi, la domanda di addebito qualora, non emergano dall’istruttoria elementi atti a comprovare che il coniuge convenuto abbia tenuto condotte contrarie ai doveri nascenti dal matrimonio – in particolare relazioni extraconiugali – ovvero che il suo allontanamento dalla casa coniugale sia stato causa del fallimento dell’unione coniugale e non invece l’effetto di una crisi già in atto da tempo e dovuta a una progressiva disaffezione tra i coniugi, che li ha portati a condurre vite sempre più autonome fino a giungere alla definitiva separazione (1). (S.Gall.)
(1) La pronuncia è conforme all’orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo la quale la violazione, da parte di uno dei coniugi, dei doveri nascenti dal matrimonio può comportare l’addebito della separazione solo qualora sia la causa dell’intollerabilità della convivenza, e non invece l’effetto di una frattura già in atto nel rapporto matrimoniale. Il giudice pertanto «non può fondare una pronuncia di addebito sulla sola inosservanza dei doveri che l’art. 143 c.c. pone a carico dei coniugi, essendo, invece, tenuto a verificare se tale violazione sia stata l’unica causa della separazione, ovvero se preesistesse una situazione di intollerabilità della convivenza» (Cass., sentenza 11 dicembre 1998, n. 12489; Cass., sentenza 27 novembre 2003, n. 18132). Emblematico è proprio il caso della violazione del dovere di fedeltà. che non rileva più come causa autonoma di separazione per colpa (Cass., s.u., sentenza 23 aprile 1982, n. 2494; Cass., sentenza 20 ottobre 2000, n. 321), ma può essere invece individuata come causa di quell’intollerabilità della convivenza che conduce i coniugi alla separazione. La giurisprudenza ritiene inoltre che, ai fini dell’addebito, più che l’atto infedele rilevi tutto ciò che può determinare forme di pubblicità della vicenda. Così si è anche addebitato ad un coniuge l’adulterio apparente, cioè l’adulterio mostrato e ostentato, pur in mancanza di un effettivo tradimento. Allo stesso modo è stata considerata rilevante ai fini dell’addebito l’infedeltà rimasta allo stadio di mero tentativo per la resistenza del terzo alle proposte (Cass., sentenza 7 settembre 1999, n. 9472).
di disconoscimento della paternità è tempestiva
qualora proposta entro l’anno dal giorno in cui il marito (attore) è venuto a conoscenza del tradimento della moglie. Sul punto occorre avere riguardo all’adulterio della moglie che sia contestuale e cronologicamente prossimo all’epoca del concepimento del figlio, essendo irrilevante la circostanza che il marito avesse già avuto notizia di altre e (assai) precedenti infedeltà coniugali della consorte. (Non giova, per l’effetto, al fine di ritenere tardiva la proposizione della domanda di disconoscimento la circostanza che la convenuta faccia riferimento ai sospetti del marito circa gli incontri amorosi di lei con altri uomini molto anteriori al concepimento del figlio e avvenuti in diversi periodi pregressi di loro separazione di fatto discontinua, poi invece sanata dalla temporanea riconciliazione e ripresa della vita matrimoniale insieme proprio in costanza della quale è stato dapprima generato ed è poi nato il presunto figlio di entrambi).
L’esistenza di una stabile relazione extraconiugale ) rappresenta una violazione particolarmente grave dell’obbligo della fedeltà coniugale, che, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, deve ritenersi di regola causa della separazionepersonale dei coniugi e, dunque, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge che ne è responsabile. È, tuttavia, necessario che non si accerti la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, mediante un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, da cui risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.
Nel giudizio di separazione personale diversamente da quello di divorzio, ove le ragioni della decisione e più genericamente le condizioni dei coniugi assumono rilievo ai fini della determinazione dell’assegno insieme con numerosi altri elementi, le condizioni alle quali sono sottoposti il diritto al mantenimento ed il suo concreto ammontare consistono soltanto nella non addebitabilità della separazione al coniuge in favore del quale viene disposto il mantenimento, nella mancanza, per il beneficiario, di adeguati redditi propri e nella sussistenza di una disparità economica fra i due coniugi, con la conseguenza che a quello cui non sia stata addebitata la separazione il mantenimento spetta nel concorso delle altre condizioni, a prescindere dal fatto che la prima sia stata promossa con o senza addebito alla controparte.
NEL MATRIMONIO IN UNA COPPIA VI E’ UNA INTESA PER DIVIDERSI I VARI COMPITI DELLA QUOTIDIANITA’ DOPO OGNI CONIUGE DOVRA’ FARE TUTTO DA SOLO!! CI HAI MAI PENSATO?
NEL MATRIMONIO ARRIVI A CASA, TROVI I FIGLI E LA MOGLIE, DOPO DEVI RECARTI dall’ex moglie o marito a prendere i figli, per vederli, e a volte vi sono discussioni su chi li deve tenere
l’Avv. Sergio Armaroli di Bologna garantisce un’assistenza legale di alto profilo in tutti i settori del diritto civile, ad esempio in materia di:
decreti ingiuntivi ed esecuzioni
cause successorie, liti fra eredi, divisioni ereditarie; La separazione personale dei coniugi è un istituto regolamentato dalle norme del codice civile (artt. 150 e ss.), dal codice di procedura civile e da una serie di norme speciali.
Avvocato civilista cause civili
Evidente punto di forza dello Studio AVVOCATO SERGIO ARMAROLI è il possesso di competenze riferite a qualsiasi branca del diritto, che consente di fornire assistenza legale completa e di affrontare un problema di ordine giuridico nei suoi profili civilistici e penalistici.
separazioni, divorzi, affidamento minori, controversie ereditarie;
interdizione, inabilitazione o amministrazione di sostegno; redazione di denunce o querele;
difesa dell’imputato in un processo penale;
difesa della vittima di reato mediante costituzione di parte civile in un processo penale.
risarcimento danni da infortuni stradali o sul lavoro;
malasanità e responsabilità penale del medico;
Avvocato civilista eredita’ cause civili
Parliamo di eredi legittimi solo in quei casi in cui il defunto non abbia lasciato alcuna disposizione testamentaria, così che la ripartizione dei beni avverrà secondo i criteri stabiliti dal codice civile. Si parla in questo caso di successione legittima, e in questo contesto, sono, quindi, indicati come eredi legittimi coloro i quali sono designati destinatari dei beni, per espressa previsione della leggeProprio per rispondere alle tante differenti situazioni possibili, la legge prevede una fitta rete di criteri a cui dover fare riferimento, per poter individuare in ogni situazione chi siano gli eredi legittimi.

References: art. 151
 sentenza 
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