Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_fallimentare/72
Timestamp: 2020-08-07 00:36:25+00:00

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I. Se un contratto è ancora ineseguito o non compiutamente eseguito da entrambe le parti quando, nei confronti di una di esse, è dichiarato il fallimento, l’esecuzione del contratto, fatte salve le diverse disposizioni della presente Sezione, rimane sospesa fino a quando il curatore, con l’autorizzazione del comitato dei creditori, dichiara di subentrare nel contratto in luogo del fallito, assumendo tutti i relativi obblighi, ovvero di sciogliersi dal medesimo, salvo che, nei contratti ad effetti reali, sia già avvenuto il trasferimento del diritto. (1)
II. Il contraente può mettere in mora il curatore, facendogli assegnare dal giudice delegato un termine non superiore a sessanta giorni, decorso il quale il contratto si intende sciolto.
III. La disposizione di cui al primo comma si applica anche al contratto preliminare salvo quanto previsto nell’articolo 72-bis.
IV. In caso di scioglimento, il contraente ha diritto di far valere nel passivo il credito conseguente al mancato adempimento , senza che gli sia dovuto risarcimento del danno. (2)
V. L’azione di risoluzione del contratto promossa prima del fallimento nei confronti della parte inadempiente spiega i suoi effetti nei confronti del curatore, fatta salva, nei casi previsti, l’efficacia della trascrizione della domanda; se il contraente intende ottenere con la pronuncia di risoluzione la restituzione di una somma o di un bene, ovvero il risarcimento del danno, deve proporre la domanda secondo le disposizioni di cui al Capo V.
VI. Sono inefficaci le clausole negoziali che fanno dipendere la risoluzione del contratto dal fallimento.
VII. In caso di scioglimento del contratto preliminare di vendita immobiliare trascritto ai sensi dell'articolo 2645-bis del codice civile, l'acquirente ha diritto di far valere il proprio credito nel passivo, senza che gli sia dovuto il risarcimento del danno e gode del privilegio di cui all'articolo 2775-bis del codice civile a condizione che gli effetti della trascrizione del contratto preliminare non siano cessati anteriormente alla data della dichiarazione di fallimento. (3)
VIII. Le disposizioni di cui al primo comma non si applicano al contratto preliminare di vendita trascritto ai sensi dell’articolo 2645-bis del codice civile avente ad oggetto un immobile ad uso abitativo destinato a costituire l’abitazione principale dell’acquirente o di suoi parenti ed affini entro il terzo grado ovvero un immobile ad uso non abitativo destinato a costituire la sede principale dell'attività d'impresa dell'acquirente. (4) (5)
(2) Comma modificato dall’art. 4 del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169.
(3) Comma sostituito dall’art. 4 del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169.
(4) Comma aggiunto dall’art. 4 del D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169.
Le modifiche (1), (2), (3) e (4) si applicano ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data del 1 gennaio 2008, nonché alle procedure concorsuali e di concordato aperte successivamente (art. 22 d.lgs. cit.).
(5) Le parole «ovvero un immobile ad uso non abitativo destinato a costituire la sede principale dell'attività d'impresa dell'acquirente» sono state inserite dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 che ha convertito il d.l. 22 giugno 2012, n. 83. La modifica di applica dal giorno 12 agosto 2012, data di entrata in vigore della legge di conversione citata.
L’art. 72 comma 5 l. fall. consente di proseguire nei confronti del curatore soltanto la domanda di risoluzione contrattuale che sia stata proposta prima del fallimento della controparte al mero fine di ottenere lo scioglimento del contratto, mentre, qualora la domanda risolutoria sia stata proposta (prima del fallimento della controparte) per ottenere, oltre allo scioglimento del vincolo contrattuale, anche il risarcimento del danno o la restituzione delle prestazioni già eseguite, la suddetta domanda risolutoria va riproposta, unitamente alle domande risarcitorie o restitutorie, dinanzi al Tribunale fallimentare ed è assoggettata al procedimento di cui agli artt. 92 ss l. fall. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Gennaio 2020. Segue...
Fallimento - Locazione di aeromobile - Amministrazione straordinaria del conduttore - Scioglimento del contratto da parte del commissario - Equo indennizzo - Applicazione della disciplina della locazione di immobili - Esclusione - Ragioni.
In tema di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, qualora il commissario dell'impresa conduttrice abbia esercitato il diritto di recedere dal contratto di locazione di un aeromobile, non spetta al locatore del veicolo l'equo indennizzo di cui all'art. 80 l.fall., perché detta norma riguarda solo il recesso del conduttore dalla locazione di beni immobili, mentre l'aeromobile è un bene mobile registrato, assoggettato al relativo regime secondo la previsione di cui all'art. 815 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Novembre 2019, n. 28962. Segue...
Fallimento del conduttore - Locazione di immobile - Recesso dal contratto da parte del curatore - Diritto del locatore all’equo indennizzo - Determinazione convenzionale - Non consentita - Liquidazione dell’indennizzo - Sindacato di legittimità - Limiti.
In caso di fallimento del conduttore di immobile, quando il curatore esercita la facoltà di recedere anticipatamente dal contratto di locazione, ai sensi dell'art. 80, comma 3, l.fall., al locatore spetta un equo indennizzo, il cui importo non è disponibile da parte dell'autonomia dei privati, dovendo essere sempre determinato discrezionalmente dal giudice del merito con valutazione che, se adeguatamente motivata, non è sindacabile dal giudice di legittimità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Novembre 2019, n. 28961. Segue...
Contratto di affitto di azienda - Fallimento dell'affittante - Recesso del curatore - Credito da restituzione dei canoni versati prima del fallimento - Prededucibilità - Esclusione - Fondamento.
In caso di contratto d'affitto d'azienda pendente al momento della dichiarazione di fallimento dell'affittante, quando il curatore abbia esercitato il suo diritto di recesso ex art. 79 l.fall., il credito restitutorio vantato dall'affittuario per i canoni pagati anticipatamente, prima dell'apertura del concorso, non è prededucibile, essendo insufficiente che il credito sia sorto durante la procedura, poichè anche la genesi della relativa obbligazione deve intervenire in un periodo successivo alla sua apertura. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Ottobre 2019, n. 25470. Segue...
Contratto preliminare di compravendita - Fallimento del promittente venditore - Scelta del curatore fra l'esecuzione e lo scioglimento del contratto - Manifestazione di volontà tacita o per fatti concludenti - Validità - Fattispecie.
In tema di contratto preliminare di compravendita immobiliare ed in ipotesi di fallimento del promittente venditore, l'esercizio da parte del curatore della facoltà di scelta tra lo scioglimento o il subingresso nel contratto, ai sensi dell'art. 72 l.fall. (nel testo previgente alle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 5 del 2006), può anche essere tacito, ovvero espresso per fatti concludenti, non essendo necessario un negozio formale, né un atto di straordinaria amministrazione soggetto ad autorizzazione del giudice delegato, in quanto tale scelta costituisce espressione di una prerogativa discrezionale del curatore stesso. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il curatore avesse validamente espresso la volontà di sciogliersi dal vincolo contrattuale, proponendo l'azione di rilascio dell'immobile promesso in vendita dal fallito). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 25 Luglio 2019, n. 20215. Segue...
Preliminare di vendita trascritto – Immobile da costruire – Scioglimento del curatore ex art. 72 bis l.fall. – Legittimo.
Fallimento – Domanda di esecuzione in forma specifica – Domanda proposta anteriormente alla dichiarazione di fallimento del promittente venditore – Effetti della trascrizione.
In conclusione, il giudice può senz'altro accogliere la domanda pur a fronte della scelta del curatore di recedere dal contratto con una sentenza che, a norma dell'articolo 2652 c.c., n. 2, se trascritta, retroagisce alla trascrizione della domanda stessa e sottrae, in modo opponibile al curatore, il bene dalla massa attiva del fallimento. Diversamente, se la domanda trascritta non viene accolta, l'effetto prenotativo della trascrizione della domanda cessa, con la conseguente opponibilità all'attore della sentenza dichiarativa di fallimento rendendo, in tal modo, efficace, nei suoi confronti, la scelta del curatore di sciogliersi dal rapporto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bari, 28 Maggio 2019. Segue...
Amministrazione straordinaria - Art. 50 del d.lgs. n. 270 del 1999 - Interpretazione autentica fornita dall’art. 1 bis del d.l. n. 134 del 2008, come conv. - Illegittimità costituzionale - Insussistenza.
E' manifestamente infondata l'eccezione di incostituzionalità dell'art. 1 bis del d.l. n. 134 del 2008, come conv. dalla l. n. 166 del 2008, che ha fornito l'interpretazione autentica del disposto di cui all'art. 50, comma 2, del d.lgs. n. 270 del 1999, nella parte in cui prevede che, nell'ambito dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, la stabilizzazione dei rapporti contrattuali in corso consegue solo alla positiva manifestazione di volontà del commissario straordinario di subentrare in tali rapporti, perché la norma ha positivizzato un principio già implicitamente contenuto nella norma interpretata, trattandosi di una delle possibili letture del testo originario, idonea ad assicurare tutela alla certezza del diritto ed all'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, principi di preminente interesse costituzionale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Febbraio 2019, n. 5249. Segue...
Dichiarazione di fallimento - Efficacia “erga omnes” della sentenza - Interesse ad impugnare - Utilità giuridica discendente dalla sua rimozione - Sufficienza - Fattispecie.
Fallimento – Contratti pendenti – Preliminare di vendita – Domanda ex art. 2932 c.c. trascritta prima del fallimento – Facoltà di scioglimento del curatore – Effetti.
Il curatore conserva il potere di sciogliersi dal contratto previsto dall'art. 72 L. Fall., ma l'esercizio di detto potere resta inopponibile nei confronti del promissario acquirente che abbia trascritto la domanda ex art. 2932 c.c. prima del fallimento, grazie all'effetto prenotativo contemplato dall'art. 2652 c.c., comma 1, n. 2), il cui meccanismo pubblicitario si articola in una duplice fase, quella iniziale (trascrizione della domanda) e quella finale (trascrizione della sentenza di accoglimento della domanda); di conseguenza, il giudice può accogliere la domanda ex art. 2932 c.c. pure a fronte della scelta del curatore di recedere dal contratto, con una sentenza che, se trascritta, retroagisce alla trascrizione della domanda stessa e sottrae, in modo opponibile al curatore, il bene della massa attiva del fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Ottobre 2018, n. 26641. Segue...
Fallimento - Opponibilità al fallimento del venditore di un contratto di vendita immobiliare - Presupposto - Prova.
L'opponibilità al fallimento del venditore di un contratto di cessione immobiliare presuppone la trascrizione del contratto stesso in data antecedente alla dichiarazione di fallimento, la cui prova può essere fornita esclusivamente a mezzo della produzione in giudizio, in originale o in copia conforme, della nota di trascrizione, in quanto solo le indicazioni in essa riportate consentono di individuare, senza possibilità di equivoci, gli elementi essenziali del negozio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 13 Settembre 2018, n. 22419. Segue...
Concordato preventivo – Contratti bancari – Patto di compensazione – Compensazione ex at. 56 legge fall. – Esclusione.
Il curatore fallimentare del promittente venditore di un immobile non può sciogliersi dal contratto preliminare ai sensi dell'art. 72 l.fall. con effetto verso il promissario acquirente, se quest'ultimo abbia trascritto prima del fallimento la domanda ex art. 2932 c.c. e successivamente anche la sentenza di accoglimento della stessa, in quanto, a norma dell'art. 2652, n. 2, c.c., detta trascrizione prevale sull'iscrizione della sentenza di fallimento nel registro delle imprese. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Maggio 2018, n. 13687. Segue...
Fallimento - Licenziamento intimato dal curatore - Illegittimità - Conseguenze - Retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento a quello della reintegrazione.
Volta che la scelta di sciogliersi dal rapporto di lavoro pendente è stata effettuata dal curatore del fallimento con modalità giudicate errate con sentenza passata in cosa giudicata, la curatela è soggetta al principio, valido per ogni datore di lavoro, secondo cui nell'ipotesi di licenziamento illegittimo il legislatore ha inteso attribuire diritti retributivi al lavoratore malgrado la non avvenuta prestazione lavorativa, prevedendo analiticamente il risarcimento del danno commisurato alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento a quello della reintegrazione (secondo la formulazione della L. n. 300 del 1970, art. 18, vigente all'epoca dei fatti), e ciò in ragione del fatto che nel caso di licenziamento illegittimo l'equiparazione della mera utilizzabilità delle energie lavorative del prestatore alla loro effettiva utilizzazione consegue, oltre che alla ricostituzione del rapporto e al ripristino della lex contractus, all'accertamento giudiziale dell'illegittimità del comportamento datoriale, e cioè dell'imputabilità al datore di lavoro della mancata prestazione lavorativa (tra molte, cfr. Cass. SS.UU. n. 2334 del 1991 e n. 508 del 1999; Cass. n. 13953 del 2000; Cass. n. 6155 del 2004). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 23 Marzo 2018, n. 7308. Segue...
In caso di fallimento del datore di lavoro, ove non vi sia esercizio provvisorio di impresa, il rapporto di lavoro entra in una fase di sospensione, con conseguente venir meno dell'obbligo di corrispondere la retribuzione in difetto dell'esecuzione della prestazione lavorativa, sino a quando il curatore non decida la prosecuzione o lo scioglimento del rapporto ex art. 72 l.fall., "ratione temporis" applicabile, nell'esercizio di una facoltà comunque sottoposta al rispetto delle norme limitative dei licenziamenti individuali e collettivi; ne deriva che, qualora sia accertata la illegittimità del licenziamento intimato dal curatore, il lavoratore ha diritto all'ammissione al passivo fallimentare per il credito risarcitorio che ne consegue, corrispondente alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quella della reintegra. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 11 Gennaio 2018, n. 522. Segue...
Nullità speciali – Legittimazione a valersene sul piano sostanziale e processuale – Contraente c.d. “forte” – Esclusione.
Il costruttore che abbia omesso di fornire la garanzia richiesta dall’art. 2 d.lgs. n. 122/05, non può invocare a proprio vantaggio la conseguente nullità del contratto preliminare per ottenere dal mediatore la restituzione delle somme pagate a quest’ultimo in ragione della conclusione dell’affare poi dichiarato nullo. (Gioacchino La Rocca) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 23 Marzo 2016. Segue...
Liquidazione coatta amministrativa di imprese di assicurazione - Cessazione ex lege dei contratti di assicurazione - Applicazione alla polizza fideiussoria - Esclusione.
L'articolo 83 del d.P.R. n. 449 del 1959, laddove stabilisce la cessazione ex lege degli effetti dei contratti di assicurazione stipulati dalle imprese poste in liquidazione coatta amministrativa trascorsi sessanta giorni da tale evento, non si applica alla polizza fideiussoria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Marzo 2015, n. 4751. Segue...
Concordato preventivo - Contratti in corso di esecuzione ex articolo 169 bis L.F. - Distinzione dall’ambito applicativo dei contratti pendenti di cui all’articolo 72 L.F..
Contratti in corso di esecuzione nel concordato preventivo - Scioglimento - Scioglimento dell’obbligazione accessoria di garanzia.
Lo scioglimento del contratto operato ai sensi dell’articolo 169 bis L.F. comporta anche lo scioglimento della obbligazione accessoria fideiussoria prestata allo scopo di garantire l’esecuzione delle prestazioni successive non ancora eseguite. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Settembre 2014. Segue...
Esecuzione in forma specifica - Sentenza costitutiva che produce gli effetti del contratto non concluso - Sopravvenienza del fallimento - Effetti..
Nei confronti del curatore non può essere pronunciata la sentenza costitutiva che produca gli effetti del contratto non concluso, sia perché il fallimento immobilizza il patrimonio, sia perché il curatore è terzo rispetto alle parti. La sopravvivenza del fallimento consente al curatore di ottenere una pronuncia di rigetto della domanda di esecuzione in forma specifica e di optare per lo scioglimento del contratto anche in presenza della trascrizione della domanda e dell'avvenuto pagamento del prezzo. L'effetto prenotativo della trascrizione vale, infatti, solo per le sentenze dichiarative e non per quelle costitutive in relazione alla facoltà di scelta del curatore di sciogliersi o di subentrare nel contratto, la quale trova il solo limite del giudicato. (Franco Benassi) (1) Cassazione civile, sez. II, 05 Maggio 2014, n. 9619. Segue...
Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Non eseguita - Contratto preliminare - Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto - Trascrizione della relativa domanda - Rilevanza in caso di successivo fallimento del promissario inadempiente - Conseguenze..
In tema di contratto preliminare di compravendita immobiliare, se la domanda diretta ad ottenere l’esecuzione in forma specifica dell’obbligo di concludere il contratto è stata trascritta prima della dichiarazione di fallimento del promittente venditore, la sentenza che l’accoglie, anche se trascritta successivamente, è opponibile alla massa dei creditori e impedisce l’apprensione del bene da parte del curatore del contraente fallito, il quale non può quindi avvalersi del potere di scioglimento accordatogli, in via generale, dall’art. 72 della legge fallimentare. Tribunale Udine, 13 Febbraio 2014. Segue...
La norma di cui all’art. 169bis l.f. si applica al preconcordato solo per la parte in cui prevede la sospensione dei contratti pendenti, che non ha effetti definitivi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Rapporti pendenti - Azione di risoluzione promossa prima del fallimento - Prosecuzione con il rito ordinario - Domande di risarcimento di restituzione - Improcedibilità..
Il quinto comma dell'articolo 72, legge fallimentare, il quale dispone che l'azione di risoluzione del contratto promossa prima del fallimento spiega i suoi effetti nei confronti del curatore, deve essere interpretato nel senso che le azioni di risoluzione proposte prima dell'apertura del concorso restano assegnate al giudice ordinario e sottoposte, quindi, al rito del giudizio di cognizione, con conseguente opponibilità della sentenza alla massa dei creditori, e ciò anche quando il contraente abbia proposto, oltre alla domanda di risoluzione, anche quelle di risarcimento e restituzione, con la precisazione che queste ultime domande andranno comunque proposte in sede di accertamento del passivo. (Giovanni Noschese) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 01 Febbraio 2013. Segue...
Procedimento civile - Esercizio dell'azione in forme eccedenti o devianti rispetto alla tutela dell'interesse sostanziale - Abuso del processo - Violazione degli articoli 2 e 111 della Costituzione.
Immobili da costruire - Preliminare di vendita - Fideiussione obbligatoria e nullità del contratto - Ratio.
Immobili da costruire - Preliminare di vendita - Nullità per mancanza della garanzia accessoria - Proposizione della domanda in assenza di qualunque inadempimento o stato di crisi del promettente venditore - Abuso del processo..
Costituisce abuso del processo, la cui tutela trova fondamento negli artt. 2 e 111 Cost. ed il cui accertamento comporta la reiezione della domanda, l’esercizio dell'azione in forme eccedenti, o devianti, rispetto alla tutela dell'interesse sostanziale, che segna il limite, oltreché la ragione dell'attribuzione, al suo titolare, della potestas agendi. (Andrea Balba) (riproduzione riservata)
L' art. 2, comma 1, del D.Lgs. 122/2005 secondo cui “All'atto della stipula di un contratto che abbia come finalità il trasferimento non immediato della proprietà o di altro diritto reale di godimento su un immobile da costruire o di un atto avente le medesime finalità, ovvero in un momento precedente, il costruttore è obbligato, a pena di nullità del contratto che può essere fatta valere unicamente dall'acquirente, a procurare il rilascio ed a consegnare all'acquirente una fideiussione, anche secondo quanto previsto dall'articolo 1938 del codice civile, di importo corrispondente alle somme e al valore di ogni altro eventuale corrispettivo che il costruttore ha riscosso e, secondo i termini e le modalità stabilite nel contratto, deve ancora riscuotere dall'acquirente prima del trasferimento della proprietà o di altro diritto reale di godimento...” é volto a tutelare il promissario acquirente permettendo il recupero delle somme versate fino alla stipula del contratto definitivo per il caso di inadempimento o stato di crisi del promittente venditore. (Andrea Balba) (riproduzione riservata)
La proposizione della domanda di nullità del contratto preliminare per mancanza della garanzia accessoria ex d. Lgs. 122/2005 una volta che l’immobile promesso in vendita aveva già ottenuto l’agibilità in assenza di qualunque inadempimento o stato di crisi della promittente venditrice, costituisce abuso del processo per essere venute meno le ragioni di tutela specifiche accordate dalla normativa attributiva del diritto. (Andrea Balba) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 17 Aprile 2012. Segue...
Fallimento – Accertamento del passivo – Domanda di trasferimento coattivo ex art. 2932 c.c. o di risoluzione del contratto preliminare – Improponibilità nelle forme di cui agli artt. 93 sg. L.F. – Conseguenze. .
La domanda di trasferimento coattivo del bene non può essere proposta nelle forme dell’ammissione al passivo ed anzi, ai sensi dell’art. 24 L.F., non è neppure di competenza del giudice fallimentare, nel caso in cui il curatore, non solo non si sia avvalso della facoltà di sciogliersi dal contratto preliminare, ma abbia addirittura espressamente aderito alla domanda ex art. 2932 c.c. proposta dal promissario acquirente prima del fallimento; nemmeno la domanda di risoluzione del contratto preliminare può essere proposta nelle forme dell’ammissione al passivo, ancorché con tale forma debba esser fatto valere - ex art. 72, 5° comma, L.F. - il credito per le eventuali restituzioni che conseguano alla risoluzione del contratto. (Giorgio Musio) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 17 Aprile 2012. Segue...
Fallimento – Rapporti pendenti – Contratto preliminare – Domanda di esecuzione in forma specifica e subordinata di risoluzione proposte ante fallimento contro l’imprenditore – Competenza del giudice adito ante fallimento – Sussiste..
Il legislatore ha modificato l’art. 72 L.F. disponendo che l’azione di risoluzione, proposta prima della dichiarazione del fallimento della parte inadempiente, spieghi i suoi effetti nei confronti della sopravvenuta procedura; pertanto, nel caso in cui il promissario acquirente abbia promosso nei confronti della venditrice, poi fallita, giudizio ordinario inteso all’esecuzione del preliminare ex art. 2932 c.c. e, in via subordinata, alla risoluzione del preliminare stesso, competente a conoscere anche di quest’ultima domanda è il giudice già adito prima del fallimento e non il giudice fallimentare. (Giorgio Musio) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 17 Aprile 2012. Segue...
Fallimento – Rapporti pendenti – Contratto preliminare – Domanda di risoluzione proposta ante fallimento contro l’imprenditore – Competenza del giudice adito ante fallimento – Sussiste – Domanda di ammissione al passivo per le restituzioni conseguenti all’esito del giudizio ordinario – Ammissibilità – Natura condizionale del credito – Conseguenze..
Ove, all’atto del fallimento del promittente venditore, risulti già pendente il giudizio promosso dal promissario acquirente per l’esecuzione ex art. 2932 c.c. del contratto preliminare e, in via subordinata, per la risoluzione del contratto stesso e la restituzione della caparra, la possibilità che il promissario acquirente venga ammesso al passivo a tale ultimo titolo dipende dall’esito del giudizio ordinario ancora pendente; tale subordinazione rende condizionale, ai sensi dell’art. 96 L.F., la domanda di ammissione al passivo che andrà, pertanto, accolta; sarà poi rimesso al giudice delegato il compito di procedere alla conseguente modifica dello stato passivo ai sensi dell’art. 113 bis L.F., nella misura che verrà determinata ad esito del giudizio pendente. (Giorgio Musio) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 17 Aprile 2012. Segue...
Fallimento - Contratti pendenti - Contratti ad esecuzione continuata o periodica e di assicurazione - Norme speciali - Applicazione a tutti i casi di continuazione del rapporto nel corso di procedure concorsuali - Esclusione..
Fallimento - Contratti pendenti - Azione di risoluzione - Esperimento nei confronti della curatela - Ammissibilità - Prosecuzione - Condizioni..
L'azione di risoluzione contrattuale ex art. 72, comma 5, l.f. può essere esperita nei confronti della curatela fallimentare avanti al tribunale ordinario ovvero proseguita avanti al medesimo, nell'ipotesi in cui sia stata iniziata prima del fallimento del convenuto, soltanto quando alla richiesta di risoluzione del contratto non si accompagni la contestuale domanda di restituzione del prezzo e di risarcimento dei danni conseguenti. Laddove invero vengano chieste contemporaneamente l'azione di risoluzione e la conseguente azione di ripetizione e condanna, entrambe le domande dovranno essere trasferite in sede fallimentare, in quanto legate da un vincolo di connessione e dipendenza tale da rendere indispensabile una loro trattazione unitaria, posto che la regola dell'unicità del concorso impone la concentrazione processuale davanti al Giudice fallimentare di tutte le controversie che possono incidere nella esatta individuazione del passivo fallimentare. (Anna Serafini - Laura Trovò) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 16 Marzo 2012. Segue...
Fallimento - Contratti pendenti - Contratto di agenzia - Scioglimento ope legis - Indennità per cessato rapporto del mancato preavviso - Esclusione..
Non è applicabile al contratto di agenzia, in ragione del carattere fiduciario del rapporto, la nuova disciplina introdotta all'articolo 72, legge fallimentare, secondo la quale il contratto in corso di esecuzione al momento del fallimento, per il quale non sia prevista una peculiare disciplina, non si scioglie e rimane sospeso fin tanto che il curatore non opti per la cessazione ovvero per la prosecuzione. Deve, quindi, essere ribadito l'orientamento giurisprudenziale che afferma lo scioglimento di detto contratto per cause indipendenti dalla volontà delle parti, con esclusione del diritto dell’agente alla corresponsione delle indennità per cessato rapporto e di mancato preavviso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 18 Gennaio 2012. Segue...
Contratto preliminare – Facoltà di scelta del curatore – Recesso – Acconti – Caparra Confirmatoria – Regime.
Contratto preliminare – Facoltà di scelta del curatore – Recesso – Mancato versamento di acconti o caparre confirmatorie – Obbligo del contraente in bonis – Insussistenza..
In virtù dell’esercizio della facoltà di scelta prevista dall’art. 72 l.f. (nella specie, scioglimento), rimane privo di giustificazione causale il versameno di acconti o caparre confirmatorie eventualmente intervenute tra le parti signatarie di un contratto preliminare di vendita di bene immobile, le quali dovranno essere oggetto di restituzioni e rimborsi in favore del contraente in bonis. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)
Ove alla data di esercizio della facoltà di scelta da parte del curatore, i versamenti di acconti o di caparre confirmatorie in esecuzione di un contratto preliminare non siano stati ancora effettuati, quest’ultimo non può pretendere tale attività da parte del contraente in bonis atteso che si sostenzierebbe in un adempimento richiesto in assenza di una valida ragione giustificatrice. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 07 Giugno 2011. Segue...
Fallimento - Effetti sui contratti pendenti - Assegnazione di alloggio di società cooperativa edilizia - Esenzione di cui al comma 8 dell'articolo 72, L.F. - Applicabilità..
La disposizione di cui al comma 8 dell'articolo 72, legge fallimentare, la quale esclude dall'applicazione della regola generale enunciata nel primo comma i contratti preliminari di vendita trascritti ai sensi dell'articolo 2645 bis c.c., avente ad oggetto un immobile ad uso abitativo destinato a costituire l'abitazione principale dell'acquirente o di suoi parenti ed affini entro il terzo grado, è applicabile anche al contratto preliminare che contenga un'obbligazione di assegnazione dell'alloggio di società cooperative edilizia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Maggio 2011. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Non eseguita - Contratto preliminare di vendita di cosa futura - Natura giuridica - Azione ex art. 2932 cod. civ. del promissario acquirente - Sopravvenuta dichiarazione di fallimento del promittente venditore - Trasferimento della proprietà al promissario acquirente - Insussistenza - Facoltà del curatore di sciogliersi dal contratto - Conseguenze - Insinuazione al passivo del doppio della caparra versata - Esclusione - Fondamento.
Vendita - Cose future - In genere - Contratto preliminare di vendita di cosa futura - Natura giuridica - Azione ex art. 2932 cod. civ. del promissario acquirente - Sopravvenuta dichiarazione di fallimento del promittente venditore - Trasferimento della proprietà al promissario acquirente - Insussistenza - Facoltà del curatore di sciogliersi dal contratto - Conseguenze - Insinuazione al passivo del doppio della caparra versata - Esclusione - Fondamento..
Il contratto preliminare di vendita di cosa futura ha come contenuto la stipulazione di un successivo contratto definitivo e costituisce, pertanto, un contratto in formazione, produttivo dal momento in cui si perfeziona, di semplici effetti obbligatori preliminari, distinguendosi dal contratto di vendita di cosa futura che si perfeziona "ab initio" ed attribuisce lo "ius ad habendam rem" nel momento in cui la cosa venga ad esistenza; ne consegue che, accertata la sussistenza di un contratto preliminare di vendita di cosa futura, nel caso di fallimento del promittente venditore, anche quando il promissario acquirente abbia già proposto domanda giudiziale per l'adempimento in forma specifica ai sensi dell'art. 2932 cod. civ. ed abbia, inoltre, trascritto la domanda stessa, resta impregiudicata per il curatore - ai sensi dell'art. 72 legge fall. - la facoltà di dare esecuzione al contratto, oppure (come nel caso di specie) di chiederne lo scioglimento, con l'effetto, in tal caso, che la parte non inadempiente non può insinuare al passivo il credito risarcitorio costituito dal doppio della caparra confirmatoria versata, dal momento che la "res futura" non è ancora venuta ad esistenza e, conseguentemente, anteriormente all'apertura della procedura concorsuale, non era ancora sorto, in capo al promissario acquirente il diritto al recesso derivante dall'inadempimento dell'altro contraente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Dicembre 2010, n. 24396. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Non eseguita - Contratto preliminare di vendita - Fallimento del promittente venditore - Scelta del curatore fra l'esecuzione e lo scioglimento del contratto - Potere discrezionale del curatore - Configurabilità - Autorizzazione del giudice delegato - Necessità - Esclusione - Manifestazione di volontà del curatore - Atto formale - Necessità - Esclusione - Manifestazione tacita - "Per facta concludentia" - Validità - Fattispecie. .
L'esercizio da parte del curatore della facoltà di scelta tra lo scioglimento o il subingresso nel contratto preliminare di vendita pendente, ai sensi dell'art. 72 legge fall. (nel testo, vigente "ratione temporis", anteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 5 del 2006), può anche essere tacito, ovvero espresso per fatti concludenti, non essendo necessario un negozio formale, né un atto di straordinaria amministrazione e dunque non ricorrendo la necessità dell'autorizzazione del giudice delegato, trattandosi di una prerogativa discrezionale del curatore. (Principio affermato dalla S.C. con riguardo alla scelta del curatore, di promuovere una causa di rilascio dell'immobile, detenuto dalla promissaria acquirente e non riconsegnato dopo il fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 Settembre 2010, n. 19035. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Non eseguita - Contratto preliminare di compravendita immobiliare - Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto - Trascrizione della relativa domanda giudiziaria prima del fallimento del promittente venditore - Rilevanza - Opponibilità alla massa - Sussistenza - Preclusione allo scioglimento del contratto, da parte del curatore, ex art. 72 della legge fall. - Sussistenza - Fondamento..
In tema di contratto preliminare di compravendita immobiliare, se la domanda diretta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere detto contratto è stata trascritta prima della dichiarazione di fallimento del promittente venditore, la sentenza che l'accoglie, anche se trascritta successivamente, è opponibile alla massa dei creditori e impedisce l'apprensione del bene da parte del curatore del contraente fallito, che non può quindi avvalersi del potere di scioglimento accordatogli, in via generale, dall'art. 72 della legge fall. Infatti, gli effetti della anzidetta sentenza di accoglimento retroagiscono alla data della trascrizione della domanda (così da rendere la situazione controversa insensibile agli eventi successivi incidenti sulla titolarità e sulla disponibilità del bene oggetto della pretesa) ed altresì, alla luce dei principi del giusto processo e della sua durata ragionevole, le posizioni delle parti ed i diritti da esse inizialmente fatti valere non possono subire conseguenze pregiudizievoli a causa del tempo di trattazione necessario per la definizione del giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Giugno 2010, n. 15218. Segue...
Fallimento – Vendita di immobili – Fallimento del venditore – Obbligo del curatore di liberare l’immobile dall’ipoteca – Esclusione – Rivalsa del terzo con surroga nell’ipoteca. (29/06/2010).
In caso di fallimento del venditore, il curatore non soggiace all'obbligo di liberare l'immobile dell'ipoteca. In tale ipotesi, l’unico mezzo a disposizione dell’acquirente in bonis per rivalersi in nei confronti della venditrice è il pagamento del creditore iscritto e la conseguente azione di rivalsa contro la curatela, con annessa surrogazione legale nel credito. (Enrico Quaranta) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 19 Maggio 2010, n. 0. Segue...
Fallimento – Rapporti pendenti – Privilegio del promissario acquirente – Prevalenza dell’ipoteca del costruttore iscritta in data anteriore..
Il privilegio speciale sul bene immobile, che assiste (ai sensi dell’art. 2775-bis cod. civ.) i crediti del promissario acquirente conseguenti alla mancata esecuzione del contratto preliminare trascritto ai sensi dell’art. 2645-bis cod. civ., siccome subordinato ad una particolare forma di pubblicità costitutiva (come previsto dall’ultima parte dell’art. 2745 cod. civ.), resta sottratto alla regola generale di prevalenza del privilegio sull’ipoteca, sancita, se non diversamente disposto, dal secondo comma dell’art. 2748 cod. civ. e soggiace agli ordinari principi in tema di pubblicità degli atti. Ne consegue che, nel caso in cui il curatore del fallimento della società costruttrice dell’immobile scelga lo scioglimento del contratto preliminare (ai sensi dell’art. 72 della legge fallimentare), il conseguente credito del promissario acquirente – avente ad oggetto la restituzione della caparra versata contestualmente alla stipula del contratto preliminare – benché assistito da privilegio speciale, deve essere collocato con grado inferiore, in sede di riparto, rispetto a quello dell’istituto di credito che, precedentemente alla trascrizione del contratto preliminare, abbia iscritto sull’immobile stesso ipoteca a garanzia del finanziamento concesso alla società costruttrice. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione Sez. Un. Civili, 01 Ottobre 2009, n. 21045. Segue...
Fallimento – Transazione – Diritto del curatore di sciogliersi dal contratto – Riassunzione del giudizio – Accertamento incidentale dello scioglimento – Ammissibilità..
Ove l’imprenditore, prima di fallire, abbia transatto una lite pendente pattuendo l’abbandono del giudizio per inattività delle parti nonché il pagamento rateale del proprio credito, qualora il fallimento venga dichiarato prima che detto pagamento sia integralmente avvenuto, il curatore, se non ritiene conveniente la transazione, può comunicare all’altra parte la volontà di sciogliersi da tale contratto e riassumere il giudizio nell’ambito del quale far accertare in via incidentale il verificarsi dei presupposti per lo scioglimento del contratto ai sensi dell’art. 72 legge fall. ed ottenere, quindi, il pagamento del proprio credito residuo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24 Luglio 2009. Segue...
Obbligazioni in genere - Solidarietà - In genere - Contratto preliminare di vendita di bene comune indiviso - Sopravvenuto fallimento di uno dei promittenti venditori - Dichiarazione del curatore di scioglimento del contratto ex art. 72 della legge fall. - Obbligazioni restitutorie - Solidarietà passiva - Configurabilità - Conseguenze - Disparità delle quote ideali dei comproprietari - Rilevanza solo nei rapporti interni - Fondamento - Fattispecie..
In tema di contratto preliminare di vendita di un bene immobile considerato come un "unicum" inscindibile, sussistono i presupposti dell'obbligazione solidale passiva, ex artt. 1292 e 1294 cod. civ., e cioè la pluralità dei soggetti, l'identità della prestazione cui essi sono tenuti (la prestazione del consenso alla stipula di quello definitivo) e l'identità della fonte dell'obbligazione (il contratto preliminare stipulato), non rilevando la eventuale disparità delle singole quote, la quale concerne solamente il rapporto interno tra i debitori, e non anche quello esterno con i creditori. Ne consegue che, se fallisce uno dei comproprietari promittenti venditori ed il curatore dichiara lo scioglimento del contratto preliminare ex art. 72, quarto comma, della legge fall., ciascuno dei promittenti venditori "in bonis" è tenuto per intero alle restituzioni dovute. (In applicazione di tale principio, la S.C ha cassato, sul punto, la sentenza impugnata, che aveva diviso a metà la somma da restituire al promittente acquirente - in quanto versata a titolo di cauzione - tra la parte dichiarata fallita e le parti non fallite, in proporzione alle quote dominicali sul bene). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Luglio 2009, n. 17405. Segue...
Fallimento – Rapporti pendenti – Inefficacia di clausole risolutive – Applicazione ai soli casi di cui all’art. 72 legge fallim...
La disposizione di cui al sesto comma dell’art. 72 legge fallim., secondo la quale sono inefficaci le clausole negoziali che fanno dipendere la risoluzione del contratto dal fallimento, si riferisce ai soli contratti bilateralmente ineseguiti regolati dal suddetto articolo 72; depongono a favore di questa interpretazione il fatto che la norma è collocata nel contesto dell’art. 72, che regola appunto i contratti non ancora eseguiti da entrambe le parti (argomento testuale) nonché la considerazione (argomento funzionale) che la norma è posta a tutela del diritto del curatore di subentrare nel contratto, il quale, non essendo ancora stato eseguito da entrambi i contraenti, potrebbe costituire una posta attiva per la massa dei creditori, il che non può dirsi di un contratto non più in esecuzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 02 Luglio 2009, n. 0. Segue...
Fallimento – Rapporti pendenti – Inefficacia di clausole risolutive – Applicabilità alla condizione risolutiva – Esclusione..
Qualora la circostanza della dichiarazione di fallimento sia dedotta in contratto non come clausola, bensì come condizione risolutiva, non potrà a tale fattispecie applicarsi l’art. 72, comma 6, legge fallim., la quale stabilisce l’inefficacia delle clausole negoziali che fanno dipendere dal fallimento la risoluzione del contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 02 Luglio 2009, n. 0. Segue...
Fallimento – Contratti pendenti – Contratto preliminare di vendita – Facoltà di scioglimento del curatore – Limiti – Modalità – Manifestazione in atto processuale non sottoscritto dalla parte – Ammissibilità..
La facoltà del curatore di sciogliersi dal contratto preliminare di vendita stipulato dal fallito e non ancora eseguito, ai sensi dell'art. 72, comma 4, legge fall., può essere esercitata fino all'avvenuto trasferimento del bene, ossia fino all'esecuzione del contratto preliminare attraverso la stipula di quello definitivo, ovvero fino al passaggio in giudicato della sentenza costitutiva ex art. 2932 cod. civ., resa in difetto di adempimento del preliminare; tale facoltà può essere esercitata anche mediante dichiarazione in corso di giudizio, resa nella comparsa di costituzione o in qualunque altro scritto difensivo o atto processuale, pur se non sottoscritto dalla parte, atteso che l’opzione in questione si traduce nell'esercizio del potere dispositivo della parte, non riconducibile, di norma, ad esclusiva iniziativa del difensore in contrasto con la volontà del proprio rappresentato. (Fattispecie relativa a fallimento dichiarato nell’anno 1998). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 05 Gennaio 2009, n. 0. Segue...
Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Somministrazione - Scioglimento dal contratto o subingresso - Scelta da parte del curatore - Forma tacita - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie in tema di somministrazione.
Fallimento – Contratti pendenti – Manifestazione della volontà di scioglimento da aprte del curatore – Facta concludentia – Ammissibilità - Conseguenze..
La scelta del curatore fallimentare di sciogliersi da un contratto di compravendita in corso di esecuzione può essere manifestata anche per fatti concludenti ed il contraente in bonis, in conseguenza di tale scelta del curatore, può richiedere ai sensi dell’art. 103, legge fallimentare, la restituzione dei beni oggetto del contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 23 Maggio 2008, n. 0. Segue...
Concordato preventivo - Disposizione ex art. 74, secondo comma, legge fall. - Applicabilità alla procedura di concordato preventivo - Esclusione - Credito del somministrante per prestazioni eseguite prima dell'ammissione del debitore al concordato - Soggezione al concorso ex art. 184 legge fall. - Necessità - Credito del somministrante per prestazioni eseguite dopo l'ammissione al concordato - Prededuzione - Ammissibilità.
Subentro del commissario nel contratto di somministrazione pendente - Necessità di apposita autorizzazione - Esclusione - Scelta se subentrare o meno nel predetto contratto - Potere del commissario - Sussistenza - Effetti.
Concordato preventivo - Effetti - Per i creditori - Apertura del concordato a carico dell'assicurato - Conseguente scioglimento del contratto di assicurazione contro i danni - Esclusione - Premi inerenti a periodi assicurativi esauritisi prima di detta apertura - Assoggettamento al pagamento nella percentuale concordataria - Premi attinenti a periodi assicurativi in corso - Soddisfazioni integrali - Necessità.
Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Commissario della procedura autorizzato alla prosecuzione della impresa - Rapporti preesistenti - Somministrazioni di energia elettrica - Comportamento concludente del commissario - Successione nel contratto di somministrazione - Effetti - Prededucibilità del credito per le erogazioni anteriori e successive.

References: art. 79
 art. 72
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 50
 sentenza 
 art. 2932
 art. 2932
 sentenza 
 art. 2932
 sentenza 
 art. 2932
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 18
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 72
 articolo 169
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 art. 2932
 art. 2932
 art. 72
 art. 2932
 art. 2932
 art. 72
 art. 2932
 art. 2932
 art. 72
 sentenza 
 sentenza 
 art. 72
 art. 72
 sentenza 
 articolo 72
 sentenza 
 art. 2932
 art. 74
 art. 184