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Timestamp: 2020-08-14 09:04:36+00:00

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Oneri concessione edilizia | Sentenze
Scritto il Gennaio 2, 2017 da sentenze
Oneri concessione edilizia: In tema oneri concessori ogni questione inerente l’esistenza e l’entità del debito comunque connesso involge posizioni di diritto soggettivo tutelabili in sede di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo secondo i normali termini di prescrizione.
In particolare, il computo degli oneri di urbanizzazione non è attività autoritativa e la contestazione sulla relativa corresponsione è proponibile nel termine di prescrizione decennale a prescindere dall’impugnazione dei provvedimenti adottati.
Consiglio di Stato sentenza n. 5546 30 dicembre 2016
della sentenza del TAR della Campania, sezione staccata di Salerno, sezione prima, n. 1321/2005, resa tra le parti, concernente la determinazione degli oneri concessori per rilascio di una concessione edilizia in sanatoria;
della sentenza del TAR della Campania, sezione staccata di Salerno, sezione prima, n. 1322/2005, resa tra le parti, concernente gli oneri concessori dovuti per rilascio di una concessione edilizia in sanatoria.
1. La società Omissis Srl ha ottenuto dal Comune di Salerno una concessione edilizia in sanatoria (n. 329/1998) per talune opere di ampliamento di un opificio industriale ubicato nell’ambito del comprensorio del consorzio per le Aree di Sviluppo Industriale.
A seguito del provvedimento del Comune del 23 dicembre 1997 di determinazione dei contributi concessori, la società Omissis ha versato la somma di 67.123.549 lire (pari a euro 34.666, 419).
2. Dopo circa sei anni, i signori Omissis e Omissis, soci unici della Omissis, nel frattempo messa in liquidazione e cancellata dal Registro delle Imprese, hanno presentato ricorso al TAR della Campania, sezione staccata di Salerno, contestando la determinazione degli oneri concessori nella parte in cui erano stati ricompresi anche i costi di urbanizzazione.
3. Il TAR di Salerno, con sentenza della seconda sezione n. 1321/2005, ha respinto il ricorso.
4. La sentenza del Tar di Salerno è stata impugnata dinanzi al Consiglio di Stato con il ricorso n. 8517/2006.
5.1. Error in iudicando. Violazione di legge: art. 21 della legge n. 1034/197 – artt. 3 e 5 della legge n. 10/1977 – artt. 16 e 17 del DPR n. 380/2001 – in relazione allo statuto del consorzio A.S.I. di Salerno, artt. 49 – 51 del DPR n. 218/1978 e artt. 4 – 10 della legge regionale della Campania n. 16/1998.
Il TAR di Salerno avrebbe erroneamente disatteso il principio secondo cui il contributo per gli oneri di urbanizzazione ha una funzione recuperatoria delle spese sostenute dalla collettività comunale in relazione alla trasformazione del territorio assentita al singolo e che pertanto lo stesso non è dovuto se il titolare della concessione edilizia provvede direttamente alla realizzazione delle opere di urbanizzazione.
6. Con ricorso n. 8518/2006 hanno poi impugnato anche la sentenza del TAR della Campania, sezione staccata di Salerno, sezione seconda n. 1322/2005, con la quale lo stesso Tribunale ha respinto il loro ricorso contro la determinazione degli oneri di concessione relativi ad una successiva sanatoria (n. 330/1998) per il cambio di destinazione d’uso dello stesso opificio industriale (168.850.806 lire, pari ad euro 87.607,30, versate dalla società Omissis).
Il TAR di Salerno ha rilevato, in aggiunta alle argomentazioni già svolte nella sentenza n. 1321/2005, che nel mutamento di destinazione d’uso erano state realizzate anche ulteriori opere.
8. Nel ricorso n. 8518/2006 i signori Omissis e Omissis hanno sostanzialmente riproposto i motivi di appello svolti nel ricorso n. 8517/2006, evidenziando peraltro che nel mutamento di destinazione d’uso non vi era stato un ampliamento volumetrico.
9. Il Comune di Salerno si è costituito in giudizio in entrambe le cause il 19 dicembre 2006 ed ha depositato una memoria il 9 giugno 2016, contestando la legittimazione dei ricorrenti, la tempestività dei ricorsi e comunque la fondatezza degli appelli.
10. I signori Omissis e Omissis hanno depositato un’ulteriore memoria nei due ricorsi il 3 ottobre 2016.
2. Ritiene poi infondate le eccezioni dedotte dal Comune di Salerno in ordine alla carenza di legittimazione attiva dei ricorrenti e alla tardività dei ricorsi proposti in primo grado.
2.1. Il Comune appellato sostiene che il solo soggetto legittimato a ricorrere fosse la Omissis Srl, proprietaria dell’immobile oggetto delle due sanatorie per le quali si contesta la determinazione degli oneri di concessione. Secondo l’Amministrazione, infatti, non sarebbe chiaro se la fase di liquidazione della Omissis Srl sia stata ultimata e se vi sia stato un formale atto di assegnazione dell’immobile agli appellanti, soci unici della stessa.
2.2. Il Comune ha anche eccepito la tardività dei ricorsi dinanzi al TAR di Salerno, in quanto proposti oltre il termine di sessanta giorni decorrenti dalla conoscenza degli atti di determinazione delle somme dovute a titolo di oneri concessori.
3. Ciò premesso, i motivi di appello proposti con i ricorsi nn.8517 e 8518/2006 sono esaminati congiuntamente, essendo riferiti, nella sostanza, allo stesso profilo di censura, cioè all’erronea determinazione delle sentenze del TAR di Salerno nn.1321 e 1322 del 2005 in ordine alla sussistenza dell’obbligo di versare gli oneri di urbanizzazione per un immobile compreso nel comparto A.S.I..
Invero, è già stato affermato da questa Sezione (sentenza n.4320/2012) che il rilascio della concessione edilizia si configura come fatto costitutivo dell’obbligo giuridico del concessionario di corrispondere il relativo contributo per oneri di urbanizzazione, ossia per gli oneri affrontati dall’ente locale per le opere indispensabile affinché l’area acquisti attitudine al recepimento dell’insediamento del tipo assentito e per le quali l’area acquista un beneficio economicamente rilevante. Il contributo per oneri di urbanizzazione è quindi dovuto per il solo rilascio della concessione, senza che neanche rilevi la già intervenuta realizzazione di opere di urbanizzazione (cfr. Cons. Stato, IV, n.1108/2011 e n. 8757/2009).
4.5. Altrettanto esente da censure appare poi la conclusione del Tar di Salerno relativamente all’infondatezza della tesi di parte appellante sulla “liberazione” dall’obbligo di corrispondere al Comune gli oneri di urbanizzazione in ragione dell’apporto finanziario di cui avrebbe usufruito il consorzio A.S.I. dalla Cassa per il Mezzogiorno, ai sensi dell’art. 49, comma 1, del DPR n. 218/1978, per le infrastrutture di uso collettivo necessarie alla localizzazione di attività industriali.
5. Per le ragioni sopra esposte, i riuniti appelli nn. 8517 e 8518 del 2006 vanno respinti e per l’effetto vanno confermate le sentenze del TAR di Salerno, seconda sezione, nn. 1321 e 1322 del 2005.
sentenza n. 5546 30 dicembre 2016
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