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Timestamp: 2016-10-20 19:51:05+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 150 del 22.05.2002
Interpello 954-78/2002 - art. 11, legge 27/07/2000,
n. 212. XZ S.P.A
Entrate in data 10/12/2001 e successivamente trasmessa alla scrivente, la
società in oggetto indicata ha chiesto chiarimenti circa la corretta interpretazione dell'art. 45, c. 25, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
in materia di agevolazioni fiscali a favore delle trasformazioni di enti pubblici, secondo cui "le operazioni connesse alla trasformazione in
società per azioni di enti pubblici ai sensi dell'art. 1, comma 83, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e dell'art. 14 della legge 15 marzo 1997, n.
59, nonché quelle poste in essere in applicazione dell'art. 19, comma 1 della presente legge, sono effettuate in regime di
neutralità fiscale."
La società istante risulta dalla trasformazione dell'Ente autonomo
XZ S.P.A. avvenuta per effetto del D.Lgs 20/10/1999, n. 442, in attuazione della delega
all'art. 11 della legge n. 59 del 1997.
Detto decreto, all'art. 1, comma 2, prevede la nomina da parte del
Ministro del Tesoro, bilancio e programmazione economica, di una apposita commissione incaricata di redigere una relazione di stima dei cespiti
appartenenti al patrimonio dell'ente trasformando.
Nel caso di specie, la relazione è stata approvata con decreto
ministeriale 11/12/2000 e conseguentemente, per effetto della previsione di cui all'art. 2, comma 1, del citato decreto legislativo, "il capitale della
XZ Spa è costituito dal patrimonio stimato ai sensi del comma 4 dell'art. 1", ovverosia coincide con le risultanze della relazione di stima redatta
A seguito della trasformazione, i beni immobili dell'Ente autonomo
risultano iscritti nel bilancio di apertura della società di capitali a valori superiori a quelli risultanti dal bilancio del soggetto preesistente.
Inoltre, nel patrimonio netto dell'Ente era presente una riserva in
sospensione d'imposta ex art. 55 del TUIR che è confluita nell'unica posta di patrimonio (capitale sociale) della
società risultante dalla trasformazione.
La società istante chiede di sapere:
- se i maggiori valori di iscrizione in bilancio dei beni immobili
costituiscano base di commisurazione delle componenti (ammortamenti, plusvalenze, minusvalenze) del reddito d'impresa oltre che del risultato
civilistico, realizzando in tal modo la piena coincidenza tra dati contabili e fiscali; ovvero, se la
società debba mantenere memoria dei dati ante-trasformazione, ai fini fiscali;
- se, a seguito della trasformazione, venga meno il regime di
sospensione d'imposta attribuito alla riserva per contributi ex art. 55 del TUIR allocata dall'Ente in una distinta voce di patrimonio e successivamente
confluita nell'unica voce di capitale sociale del bilancio della società risultante dalla trasformazione;
- se, infine, l'operazione di trasformazione sia comunque assistita
dal generale principio di continuità delle vicende fiscali generatesi in capo all'Ente preesistente in relazione al regime degli ammortamenti
anticipati, delle spese di manutenzione, delle spese di rappresentanza, delle plusvalenze rateizzate ecc..
In merito al primo quesito l'istante ritiene che l'iscrizione nel
bilancio iniziale dei cespiti ai maggiori valori di stima debba ottenere pieno riconoscimento fiscale senza alcun aggravio impositivo.
Ciò deriva dalla considerazione che la determinazione della
consistenza del capitale iniziale della società a valori di stima, così come previsto dal
D.Lgs. n. 442/99, rappresenta senz'altro un' "operazione connessa" alla trasformazione e, pertanto, suscettibile di beneficiare della
previsione di neutralità contenuta nell'art. 45, c. 25, della legge n. 448/98.
Se interpretata letteralmente nel senso di escludere la
tassabilità dei plusvalori iscritti, la norma di cui sopra, a parere dell'istante, non
avrebbe una concreta portata in quanto non comporterebbe alcuna ulteriore previsione rispetto al regime ordinario che, ai sensi dell'art. 76 c.1, lett. c), del TUIR già prevede nella vigente formulazione che "il costo dei
beni rivalutati non si intende comprensivo delle plusvalenze iscritte ad esclusione di quelle che per disposizione di legge, non concorrono a formare
il reddito".
Avvalendosi di un'interpretazione sistematica per risolvere la
questione, la società istante propone, inoltre, di procedere ad un confronto normativo con il disposto del D.L. 11/07/1992 convertito dalla
legge 08/08/1992, n. 359, relativo alla trasformazione in società per azioni dell'IRI, ENI, ENEL e INA, che all'art. 19 prevede che "tutte le operazioni
connesse con la trasformazione di cui al presente capo sono esenti da imposte e tasse".
Ad ulteriore sostegno della soluzione prospettata, la
società fa infine riferimento all'indirizzo che l'Amministrazione finanziaria avrebbe
suggerito con la risoluzione n. 153/E del 05/10/2001 avente ad oggetto una
fattispecie analoga e, per motivi logico-sistematici, applicabile al caso in questione.
In quel contesto si affermava la rilevanza fiscale, in esenzione
d'imposta, dei maggiori valori dei beni iscritti nel bilancio delle società di capitali derivanti dalla scissione parziale di un'azienda consortile di
trasporto pubblico, in applicazione dell'art. 115 del D.Lgs n. 267 del 18/08/2000 (T.U. degli enti locali) che, al ricorrere di tutti gli altri
requisiti soggettivi, prevede l'esenzione da imposizioni fiscali, dirette e indirette, statali e regionali, per determinate operazioni di conferimento o
assegnazioni di beni di enti pubblici e aziende speciali a favore di
In riferimento al secondo quesito posto, la
società istante ritiene decisiva la considerazione in base alla quale, non solo la determinazione
dell'entità del capitale iniziale, bensì anche la sua rappresentazione in bilancio sia "operazione connessa" alla trasformazione e, in quanto tale,
assistita egualmente dalle previsioni del già citato art. 45, c. 25, della legge n. 448/1998, in materia di
In altri termini, l'obbligo normativo di rappresentare il patrimonio
netto sociale "esclusivamente con la posta relativa al capitale" escluderebbe, a parere dell'istante, pena un'evidente
illogicità, l'ipotesi di imponibilità della riserva per contributi ex art. 55 del TUIR di cui è questione nel caso di mancata ricostituzione, atteso che la ricostituzione
Una soluzione alternativa all'intassabilità "tout court" della
riserva consisterebbe nell'impegno da parte della "XZ spa" a trasferire
"virtualmente" il vincolo di sospensione d'imposta su una corrispondente quota di capitale, sebbene non distintamente rappresentata, previa apposita
In merito alla terza questione rappresentata alla scrivente,
(continuità delle vicende fiscali pregresse), l'istante è del parere che valgano nel caso de quo le medesime considerazioni cui è giunta l'Amministrazione finanziaria nella
già citata risoluzione 153/E del 2001.
In quella occasione, l'Agenzia delle Entrate
affermò la riportabilità, da parte delle beneficiarie, delle perdite pregresse
maturate in capo al soggetto scisso, in coerenza con il principio generale di
continuità delle vicende fiscali in sede di operazioni di trasformazione o scissione.
A giudizio della società istante, il principio di cui sopra potrebbe
essere esteso a tutte le altre componenti di reddito positive e negative aventi carattere pluriennale formatesi in capo all'Ente trasformato (spese
di manutenzione, spese di rappresentanza, ammortamenti anticipati, plusvalenze rateizzate).
In relazione a quanto richiesto con il primo quesito, si ritiene
condivisibile l'applicazione alla fattispecie dell'art. 45, c. 25, della legge n. 448/98 (Legge Finanziaria per il 1999), che prevede un regime di
neutralità fiscale per le operazioni connesse alla trasformazione degli enti pubblici in
A parere della scrivente, nel caso di specie, rientra sicuramente tra
le "operazioni connesse" la determinazione del valore nominale delle azioni e, quindi,
l'entità del capitale sociale iniziale del soggetto trasformato, avvenuta sulla base della relazione di stima per espresso obbligo di legge.
Per quanto attiene il principio di
"neutralità fiscale" posto in luce dalla norma, si ritiene che esso assuma portata generale, tale da implicare
la non emersione di plusvalenze imponibili all'atto dell'operazione in
virtù della continuità dei valori fiscalmente riconosciuti.
neutralità è, nel caso de quo, l'irrilevanza fiscale dei maggiori valori iscritti nel
bilancio della società risultante dalla trasformazione a seguito della perizia di stima con mantenimento quindi della latenza d'imposta sui beni
A tali conclusioni la scrivente ritiene di dover giungere attraverso
l'interpretazione letterale della norma di cui all'art. 45, c. 25, della legge n. 448/98, che sul punto non ripropone le disposizioni di maggior
favore, contenute in altre norme speciali disciplinanti fattispecie analoghe, che prevedono il riconoscimento in esenzione fiscale dei maggiori
valori di perizia iscritti in bilancio.
Sulla base di quanto precedentemente affermato, la
società risultante dalla trasformazione avrà cura di tenere memoria in apposito
prospetto di riconciliazione dei dati esposti in bilancio e dei corrispondenti valori fiscalmente riconosciuti.
In merito al trattamento fiscale della riserva in sospensione
d'imposta costituita ex art. 55
del TUIR nel bilancio dell'Ente trasformando a seguito di contributi ricevuti, la scrivente non ritiene condivisibile la
prima soluzione proposta dall'istante circa la non tassabilità "tout court" della riserva una volta che la stessa "confluisce" nel capitale della
società per azioni per espresso obbligo di legge (art. 2 c. 1 del D.Lgs. n. 442/99).
A giudizio della scrivente, la norma di cui all'art. 2 c. 1 sopra
citato - laddove afferma che "il capitale della XZ Spa è costituito dal patrimonio stimato ai sensi del comma 4 dell'art. 1" -, nel quadro generale
di "neutralità fiscale" sopra delineato, implicitamente introduce una
deroga al normale regime che disciplina il trattamento fiscale dei fondi in sospensione d'imposta (tassabili in ogni caso) e ne prevede
l'imponibilità allorquando gli stessi non vengano ricostituiti in bilancio.
Per quanto sopra affermato si può accogliere, invece, la seconda
soluzione proposta dall'istante di trasferire il vincolo della sospensione di imposta su una corrispondente quota di capitale sociale dandone adeguata
rappresentazione in nota integrativa e in dichiarazione dei redditi.
La suddetta deroga, infatti, non fa venir meno la natura di fondo in
sospensione d'imposta per la riserva in questione - sebbene sia ricompresa nell'unica posta di capitale iniziale della
società derivante dalla trasformazione -, facendo permanere l'obbligo di
tassabilità della stessa ai sensi dell'art. 44, c. 2, del TUIR ogni qual volta il capitale sociale,
nei limiti della quota corrispondente alla riserva originaria, sarà ridotto.
In risposta, infine, a quanto richiesto circa il principio di
continuità applicabile a determinate vicende fiscali generatesi in capo all'Ente preesistente e riguardanti ad esempio, il regime degli ammortamenti
anticipati, delle spese di manutenzione, delle spese di rappresentanza e delle plusvalenze rateizzate, si ritiene che, limitatamente alle quattro
voci di bilancio sopra menzionate e riconducibili a componenti di reddito aventi carattere pluriennale, in
virtù dell'affermato principio di continuità che assiste le operazioni neutrali, le stesse componenti possano
essere riportate in capo alla società risultante dalla trasformazione per la parte ancora deducibile e rateizzabile.

References: art. 11
 art. 55
 art. 55
 art. 45
 art. 55
 art. 55