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Timestamp: 2018-02-21 01:45:23+00:00

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Legge 104 sentenza Corte di Cassazione
Legge 104: legittimo il licenziamento per giusta causa se l’assistenza non copre tutte le ore di permesso.
I permessi retribuiti dalla legge 104 sono permessi di cui possono beneficiare i lavoratori nel caso in cui siano affetti da disabilità grave o nel caso in cui debbano assistere familiari con handicap in situazione di gravità (L. 104/92 così come modificata dalla L. 53/2000, L. 183/2010 e dal d.lgs. 119/2011).
Tale strumento è utilizzato impropriamente ogni qualvolta il lavoratore beneficiario non utilizzi le ore di permesso per assistere il parente affetto da disabilità, integrando così un abuso di diritto, come accaduto nel caso su cui si è recentemente pronunciata la Corte di cassazione, con la sentenza n. 5574/2016.
Il lavoratore ricorrente, durante l’uso dei permessi previsti dalla legge 104, aveva dedicato solo una minima percentuale del tempo all’assistenza del prossimo congiunto malato (nella fattispecie il 17,5% del totale), ritenuta insufficiente a giustificare un’attività assistenziale conforme alle finalità del permesso di cui era beneficiario.
La Corte ha quindi ritenuto che, con tale condotta, il lavoratore avesse dimostrato “un sostanziale disinteresse per le esigenze aziendali” violando il principio di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto di lavoro, “tale da determinare nel datore di lavoro la perdita della fiducia nei successivi adempimenti e idoneo a giustificare il recesso per giusta causa” (cfr. Corte di Cass. n. 5574/2016).
Inoltre, la giurisprudenza è stata spesso interrogata sui mezzi che il datore di lavoro può impiegare per verificare se un proprio dipendente presta effettivamente assistenza al congiunto malato durante i permessi in oggetto.
Nel 2014, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4984, ha sancito la legittimità della condotta del datore di lavoro che, sospettando che un proprio dipendente utilizzi i permessi per scopi estranei a quelli per i quali sono stati concessi, conferisce incarico ad un’agenzia investigativa per svolgere le opportune verifiche.
Tale pronuncia ha infatti precisato che il divieto per il datore di lavoro di controllare l’adempimento delle prestazioni lavorative dei propri subalterni posto dagli art. 2 e 3 dello Statuto dei lavoratori (L. 300/1970), riguarda i luoghi di lavoro ed opera solo quando il controllo è volto a vigilare sull’adempimento degli obblighi previsti dal contratto.
Pertanto, il datore di lavoro può legittimamente svolgere indagini private se sussiste un fondato sospetto che il dipendente stia commettendo un illecito non rispettando la finalità assistenziale dei permessi ex lege 104, al fine di tutelare il patrimonio aziendale.
L'agenzia investigativa Gruppo Investigativo, presente con proprie sedi a Milano e Torino, ha le competenze per accertare, attraverso i propri investigatori privati, gli illeciti in merito agli abusi della legge 104.

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 Cass. 
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 art. 2