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Timestamp: 2020-02-21 00:09:11+00:00

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Servitù: compete al giudice del merito stabilire l'esistenza della interclusione di un fondo.
Servitù - Passaggio coattivo - Condizioni - Interclusione “assoluta” o “relativa” del fondo dominante - Necessità - Condizioni - Valutazione del giudice di merito.
Costituisce accertamento di fatto, demandato al giudice del merito e sottratto al sindacato della Corte di cassazione, se congruamente ed esattamente motivato, stabilire l'esistenza della interclusione di un fondo per effetto della mancanza di un qualunque accesso sulla via pubblica e dell'impossibilità di procurarselo senza eccessivo dispendio o disagio (interclusione assoluta), ovvero a causa del difetto di un accesso adatto o sufficiente alle necessità di utilizzazione del fondo (interclusione relativa). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 03 January 2020, n. 14.
Danno da perdita del rapporto di parentela e regime probatorio in caso di infortunio sul lavoro.
Risarcimento del danno - Morte di congiunti - Danni "iure proprio" da perdita di rapporto parentale - Decesso del dipendente imputabile ad inadempimento datoriale ex art. 2087 c.c. - Regime probatorio ex art. 2087 c.c. - Applicabilità - Esclusione.
La domanda di risarcimento dei danni conseguenti alla perdita del rapporto parentale, proposta "iure proprio" dai congiunti del lavoratore, quali soggetti estranei al rapporto di lavoro, anche se la morte del dipendente sia derivata da inadempimento contrattuale del datore di lavoro verso il dipendente, trova la sua fonte esclusiva nella responsabilità extracontrattuale di cui all'art. 2043 c.c., sicché non è soggetta al regime probatorio proprio della responsabilità ex art. 2087 c.c., né la circostanza che l'azione aquiliana, oggetto del giudizio, individui il nucleo dell'elemento soggettivo del convenuto in una "porzione" di un'azione contrattuale, soggetta a regole probatorie differenti, sposta il relativo onere ex art. 2697 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 02 January 2020, n. 2.
Criterio fondamentale di distinzione tra vendita a misura e vendita a corpo.
Vendita - Di cose immobili - A misura - A corpo - Criteri distintivi - Individuazione - Apprezzamento in concreto della natura del contratto da parte del giudice di merito - Incensurabilità.
Il criterio fondamentale di distinzione tra vendita a misura e vendita a corpo sta in ciò, che nella prima la determinazione dei confini della cosa venduta è effettuata attraverso la misurazione, mentre la seconda è caratterizzata dalla determinazione e delimitazione del bene in modo che esso resti identificato indipendentemente dalla misura. Il relativo apprezzamento, implicando valutazione della volontà contrattuale, è incensurabile in sede di legittimità se congruamente motivato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 19 December 2019, n. 34025.
Il potere di riduzione della penale ad equità attribuito al giudice.
Il potere di riduzione della penale ad equità, attribuito al giudice dall'art. 1384 c.c., a tutela dell'interesse generale dell'ordinamento, può essere esercitato d'ufficio, ma l'esercizio di tale potere è subordinato all'assolvimento degli oneri di allegazione e prova, incombenti sulla parte, circa le circostanze rilevanti per la valutazione dell'eccessività della penale, che deve risultare "ex actis", ossia dal materiale probatorio legittimamente acquisito al processo, senza che il giudice possa ricercarlo d'ufficio. (Nella specie la S.C., ha confermato la sentenza di merito, evidenziando che dal materiale probatorio acquisito agli atti doveva desumersi la eccessiva onerosità di una penale corrispondente alla metà del corrispettivo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 19 December 2019, n. 34021.
Efficacia della cessione del credito vantato nei confronti della P.A..
Cessione del credito vantato nei confronti di amministrazione diversa da quella statale - Forma dell'atto come prevista dall'art. 69 del r.d. n. 2440 del 1923 - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
L'art. 69 del r.d. n. 2440 del 1923 - il quale richiede, per l'efficacia della cessione del credito vantato nei confronti della P.A., che detta cessione risulti da atto pubblico o da scrittura privata autenticata da notaio e che il relativo atto sia notificato nelle forme di legge - è norma eccezionale e riguarda la sola amministrazione statale e, pertanto, è insuscettibile di applicazione analogica o estensiva con riguardo ad amministrazioni diverse. (In applicazione nel principio, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva preteso i menzionati requisiti di forma con riferimento alla cessione di un credito - vantato nei confronti di una Fondazione, di riconosciuta natura pubblica, poi diventata IPAB e successivamente ASP-Azienda pubblica di servizi alla persona - derivante da risarcimento danni per illegittima esclusione da una gara d'appalto e, quindi, non a titolo di corrispettivo di appalto, solo per il quale opera l'art. 115 del d.P.R. n. 554 del 1999 sugli appalti pubblici, poi modificato dal cd. "codice appalti", d.lgs. n. 163 del 2006). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 13 December 2019, n. 32788.
Danno permanente alla salute e condizioni per l’aumento della misura standard del risarcimento.
Danno non patrimoniale – Liquidazione forfetizzata dei pregiudizi ordinari attraverso i meccanismi tabellari – Ulteriori pregiudizi peculiari al caso concreto – Personalizzazione della liquidazione forfettaria – Ammissibilità – Condizioni – Oneri motivazionali del giudice – Contenuto.
In presenza di un danno permanente alla salute, la misura standard del risarcimento prevista può essere aumentata solo in presenza di conseguenze dannose del tutto anomale ed affatto peculiari, poiché le conseguenze dannose da ritenersi normali e indefettibili secondo l’id quod plerumque accidit, ovvero quelle che qualunque persona con la medesima invalidità non potrebbe non subire, non giustificano alcuna personalizzazione in aumento del risarcimento, che è dovuta solo in presenza di situazioni che connotano il caso concreto con modalità che non sono generali e inevitabili per tutti coloro che abbiano patito quel tipo di lesione ma straordinarie specifiche ed eccezionali, da indicare con motivazione analitica e non stereotipata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 11 December 2019.
Cessione di azienda, responsabilità del cessionario per debiti e finalità di protezione del creditore.
Cessione di azienda – Debiti dell’azienda ceduta – Principio di solidarietà fra cedente e cessionario – Libri contabili obbligatori – Finalità di protezione – Principio generale della responsabilità solidale del cessionario – Utilizzo della norma volto a perseguire fini diversi da quelli per i quali essa è stata introdotta – Tutela effettiva del creditore.
In tema di cessione di azienda, il principio di solidarietà fra cedente e cessionario, fissato dall’art. 2560 c.c., comma 2, con riferimento ai debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, principio condizionato al fatto che essi risultino dai libri contabili obbligatori, deve essere applicato tenendo conto della "finalità di protezione" della disposizione, finalità che consente all’interprete di far prevalere il principio generale della responsabilità solidale del cessionario ove venga riscontrato, da una parte, un utilizzo della norma volto a perseguire fini diversi da quelli per i quali essa è stata introdotta, e, dall’altra, un quadro probatorio che, ricondotto alle regole generali fondate anche sul valore delle presunzioni, consenta di fornire una tutela effettiva al creditore che deve essere salvaguardato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 10 December 2019, n. 32134.
Lavori di somma urgenza disposti da ente locale ed effetti dell’incarico svolto in assenza di contratto scritto e di formale delibera di assunzione di impegno contabile.
L'incarico che sia stato svolto in favore di un ente locale, in assenza di un contratto scritto e di una formale delibera di assunzione di impegno contabile ex D.Lgs. n. 267 del 2000 art. 191, comporta l'instaurazione del rapporto obbligatorio direttamente con l'amministratore, il funzionario o altro dipendente dell’ente che abbia disposto l’aggiudicazione dell’appalto o della fornitura, non risultando esperibile nei confronti dell'ente nemmeno l'azione di ingiustificato arricchimento ex art. 2041 c.c. (Gianluigi Passarelli) (riproduzione riservata) Tribunale Lagonegro, 08 December 2019.
Sulla risoluzione del Rent to buy aziendale in corso alla data del fallimento.
Rent to buy di azienda – Struttura e funzione
Rent to buy aziendale – Applicazione
Rent to buy aziendale – Applicazione dell’art. 72 l.f.
Azione di recupero – Azione revocatoria.
Il rent to buy di azienda ha la stessa funzione e la stessa ratio del c.d. rent to buy di immobili per quel che concerne la struttura e la funzione di questo contratto, con l’unica differenza che il primo ha nella sua regolamentazione negoziale un bene diverso dal secondo.
L’art. 23 del DL 133/2014 trova applicazione nel contratto di rent to buy tipico avente ad oggetto un complesso aziendale, comprensivo o meno di beni immobili e/o diritti reali immobiliari.
Al rent to buy aziendale non si applica l’art. 72 l.f. che consente al curatore di scegliere tra il subentrare nel contratto o lo sciogliersi dal medesimo; il contratto, pertanto, prosegue, senza che il curatore possa opporsi.
Il curatore fallimentare per non soggiacere al contratto di rent to buy, e quindi recuperare la disponibilità materiale dell’immobile, sciogliendosi dall’obbligo di cessione al termine del periodo di concessione in godimento, dovrà agire in revocatoria, semprechè ne ricorrano i presupposti. (Vincenzo Iiritano) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 05 December 2019.
Investimento del pedone e onere della prova a carico dell’automobilista.
Circolazione stradale – Investimento del pedone – Comportamento colposo del pedone investito – Presunzione di colpa a carico dell’investitore – Onere della prova.
L’accertamento del comportamento colposo del pedone investito da un veicolo non è sufficiente per l’affermazione della sua esclusiva responsabilità, essendo pur sempre necessario che l’investitore vinca la presunzione di colpa posta a suo carico dall’art. 2054 c.c., comma 1, dimostrando di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno e tenendo conto che, a tal fine, neanche rileva l’anomalia della condotta del primo, ma occorre la prova che la stessa non fosse ragionevolmente prevedibile e che il conducente avesse adottato tutte le cautele esigibili in relazione alle circostanze del caso concreto, anche sotto il profilo della velocità di guida mantenuta.
In caso di investimento di un pedone, la responsabilità del conducente è esclusa quando risulti provato che non vi era, da parte di quest’ultimo, alcuna possibilità di prevenire l’evento, situazione ricorrente allorché il pedone abbia tenuto una condotta imprevedibile ed anormale, sicché l’automobilista si sia trovato nell’oggettiva impossibilità di avvistarlo e comunque di osservarne tempestivamente i movimenti. Non è pertanto sufficiente la dimostrazione dell’imprevedibilità del comportamento del pedone, dovendo comunque il conducente investitore superare l’invocata presunzione, con dimostrazione di aver fatto tutto quanto possibile per evitare il danno. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 04 December 2019, n. 31714.
Contratto preliminare di vendita immobiliare e tutela del compratore per il caso di trascrizione di una domanda giudiziale.
Contratto preliminare - Trascrizione di una domanda giudiziale - Pericolo di evizione - Tutela del compratore.
La trascrizione di una domanda giudiziale contro il promittente venditore diretta a conseguire il trasferimento del bene promesso in vendita determina in capo al promissario acquirente un pericolo concreto e attuale di evizione, sicché il rifiuto di quest’ultimo di addivenire al definitivo prima della cancellazione della trascrizione non è contrario a buona fede.
Quella prevista dall’art. 1481 c.c. (che consente al compratore di sospendere il pagamento del prezzo, quando ha ragione di temere che la cosa o una parte di essa possa essere rivendicata da terzi, salvo che il venditore presti idonea garanzia), è una garanzia la quale opera per il fatto obiettivo del serio pericolo di evizione, a prescindere dalla colpa del venditore.
Inoltre, seguendo il nesso logico-sistematico tra l’autotutela ex art. 1481 c.c. e l’autotutela ex art. 1460 c.c., va ricordato che il compratore è legittimato a sollevare l’eccezione di inadempimento a prescindere dalla colpa del venditore, essendo obiettivamente meritevole di tutela l’interesse dell’acquirente a non eseguire la prestazione in difetto di controprestazione e a non trovarsi, così, in una situazione deteriore rispetto a controparte. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 29 November 2019, n. 31314.
Locazione: il conduttore può corrispondere il canone anche dopo la presentazione della domanda di risoluzione, ma il pagamento non sana o diminuisce le conseguenze dell'inadempimento.
Locazione - Domanda giudiziale di risoluzione per inadempimento - Adempimento successivo - Conseguenze.
In tema di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento, non trova applicazione la regola generale, relativa ai contratti di durata, secondo cui la proposizione della domanda di risoluzione comporta la cristallizzazione delle posizioni delle parti contraenti fino alla pronuncia giudiziale definitiva - nel senso che, come è vietato al convenuto di eseguire la prestazione, così non è consentito all'attore di pretenderla - atteso che in tale contratto, invece, vale il differente principio per il quale il conduttore può corrispondere il canone anche dopo la presentazione della detta domanda, ma il pagamento non sana o diminuisce le conseguenze dell'inadempimento precedente e rileva soltanto ai fini della valutazione della relativa gravità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 November 2019, n. 30730.
Credito privilegiato: diritto alla restituzione nei confronti dei garanti e indifferenza per il creditore tra surroga o regresso.
Diritto di rivalsa – Recupero somma dal debitore finale – Incidenza della surroga sul diritto del solvens.
La surroga per pagamento non comporta il venir meno del diritto di rivalsa del solvens, essendo l’art. 1203 cod. civ. “a vantaggio” di chi è tenuto con altri o per altri al pagamento del debito, in quanto il depauperamento patrimoniale conseguente alla sussistenza di un debito deve comunque ricadere sul debitore finale e non sul garante che ha pagato il creditore. (Lucrezia Cipriani) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 25 November 2019, n. 30621.
Tutela dell’acquirente e nullità del contratto preliminare per abuso del diritto.
Immobili da costruire – Tutela dell’acquirente – Contratto preliminare – Garanzia rilasciata in data successiva – Abuso del diritto.
La proposizione della domanda di nullità del contratto preliminare per mancanza della garanzia accessoria del D.Lgs. n. 122 del 2005, ex art. 2, una volta che sia stata rilasciata la garanzia prescritta per legge in data successiva alla stipula del preliminare, e senza che nelle more si sia manifestata l’insolvenza del promittente venditore ovvero che risulti altrimenti pregiudicato l’interesse del promissario acquirente alla cui tutela è preposta la nullità di protezione prevista dalla norma in esame, costituisce abuso del diritto e non può quindi essere accolta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 22 November 2019, n. 30555.
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References: art. 2087
 art. 2087
 art. 2087
 art. 2697
 sentenza 
 sentenza 
 art. 191
 art. 2041
 art. 1481
 art. 1460
 art. 2