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Timestamp: 2019-01-18 01:07:45+00:00

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Ipoteca per debiti inferiori a 8000 euro
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La sentenza 12 aprile 2012, n. 5771 ha stabilito che nessuna ipoteca può essere posta da parte di Equitalia se il debito dovuto dl cittadino o dall’impresa è inferiore a 8000 euro.
La sentenza 12 aprile 2012, n. 5771, a conferma dei precedenti orientamenti (Cass. civ., sez. un., sentenza 8.7.2007, n. 16412, Cass. civ., sez. un., 22.02.2010 n. 4077 e, di recente, Commiss. Trib. Reg. Lombardia Milano, Sez. VIII, 28 aprile 2010, n. 46) ha dichiarato definitivamente l’illegittimità dell’adozione da parte dell’Equitalia – Agente della Riscossione – della misura cautelare dell’iscrizione ipotecaria laddove l’importo a ruolo rechi un debito inferiore alla soglia di Euro 8.000,00 prescritta dalla disciplina del D.P.R. 602/1973.
Equitalia ha tentato, invano, di difendersi sostenendo che due circolari dell’Agenzia delle Entrate ed una interrogazione parlamentare, oltre al decreto 40/2010, convertito in legge 73/2010, avrebbero sì vietato di iscrivere ipoteca sotto gli 8.000 euro ma solo a decorre dall’entrata in vigore della legge di conversione.
Per gli ermellini tale disposizione non autorizza a ritenere che per il periodo pregresso non esistesse alcun limite, bocciando quel filone interpretativo per il quale l’ipoteca: “assolvendo anche ad una autonoma funzione anticipatoria e cautelativa, poteva essere iscritta pure per crediti che non avrebbero autorizzato il concessionario a procedere ad espropriazione forzata», e dunque anche al di sotto degli 8000 euro.
Sul punto, già con sentenza 2053/06 la Corte aveva rilevato che l’ipoteca, come il fermo amministrativo, preordinata all’espropriazione forzata qualora sia decorso un anno dalla notifica della cartella di pagamento, permette l’avvio dell’espropriazione e, dunque, l’iscrizione ipotecaria può essere eseguita solo dopo la notifica di intimazione di pagamento di cui al secondo comma dell’art. 50 del D.P.R. 602/1973.
Ciò in quanto il mancato avvio della procedura espropriativa nel termine annuale determina il venir meno dell’esecutività del ruolo, essendo la sua efficacia sospesa ex lege sino a quando non vieneripristinata dalla notificazione dell’intimazione ad adempiere.
Inoltre la stessa Corte con la sentenza 4077/10 aveva dichiarato illegittime le ipoteche iscritte sugli immobili per i debiti di importo inferiore agli 8.000 Euro. La pronuncia della Corte suprema è stata poi recepita in un decreto legge (art. 3, comma 2ter, del D.L. 25 marzo 2010, n. 40, convertito in L. 22 maggio 2010, n. 73).
Cass. sez. un. del 10 aprile 2012 n. 5771
”Secondo il ricorrente dal tenore letterale del comma 2 ter dell’art. 3 del DL 25/3/2010, n. 40, convertito dalla legge n. 73/2010, che aveva si vietato d’iscrivere ipoteca per crediti minori di ottomila Euro, ma soltanto «a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione» si ha la conferma che per il periodo pregresso non esisteva nessun limite di valore per l’iscrizione, Ma tali considerazioni non appaiono decisive, perché quello che conta ai fini dell’interpretazione di un atto normativo non è l’intenzione del Legislatore (Cass. n. 2454 del 1983) o la lettura fattane da ministeri od altri enti, ma la volontà oggettiva della legge (Cass. n. 3550 del 1988) quale risultante dal suo dato letterale, che nel caso di specie depone, per l’appunto, nel senso della non iscrivibilità dell’ipoteca per crediti non realizzabili a mezzo di espropriazione immobiliare; del resto che per valere come smentita della predetta interpretazione, il comma 2 ter dell’art. 3 del DL n. 40/2010 avrebbe dovuto stabilire il contrario e, cioè, che a partire dal momento della emanazione della legge di conversione non sarebbe più stato possibile iscrivere ipoteca per crediti non realizzabili a mezzo di espropriazione immobiliare; che in applicazione del principio stabilito da Cass. n. 4077 del 2010, deve quindi affermarsi che bene ha fatto il giudice a quo a confermare l’annullamento dell’ipoteca perché iscritta per un credito di appena 2.028, 66 Euro”
io avrei un’ulteriore domanda:
a causa di una enormità di tasse ecc..
ho chiuso l’azienda ad aprile 2013( con un mancato pagamento per problemi di INPS pari a 1999€ e INAIL 147€ , il mio reddito era a -2000, di cui 1600€ che lo stato MI DEVE restituire IN UN ANNO e questa è una vergogna che speravo di ricevere presto).
E’ arrivato circa 40g fa la lettera di equitalia con atto notarile INAIL di 190€ da pagare entro 60G. pena avvio dei discorsi. cosa che cmq pagherò a breve visto l’ importo
Ma per quanto riguarda INPS sono 1999€ che devo sborsare e non ne ho possibilità, che rischi ci sono ? mi pignorano qualcosa o posso prendere tempo per pagare (magari quando vedo i soldi dallo stato).
carte alla mano, vada da un legale per valutarne l’opponibilità.
Circa due anni or sono, mi e’ stato notificato dalla soget, un avviso di fermo amministrativo alla mia autovettura per un importo di circa 700 euro, lievitati, a strozzo a circa 3200 euro. Faccio presente che l’auto da allora e’ ferma in garage privato. Tra circa un mese, mi riconosceranno l’invalidita’ civile, e vorrei un Vostro autorevole parere in merito. Con l’occasione ringrazio ed ossequio.

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 Cass. 
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