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Timestamp: 2019-08-26 03:28:29+00:00

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Pasto da casa al posto della mensa scolastica. Un vero DIRITTO Costituzionale ~ SuperMamma
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Educazione e Scuola, Utilità
Vi siete mai domandate se ci sia un’alternativa al servizio di mensa scolastica, magari più sana ed economica? Quante volte i Vostri figli sono usciti da scuola quasi digiuni? Quante volte avete visto bidoni dell’immondizia pieni di cibi della mensa, intatti?
Ebbene, l’alternativa ESISTE grazie a centinaia di genitori che a partire dal 2014 hanno aperto la strada attraverso decine di procedimenti giudiziari; grazie a loro in Italia è stato affermato il diritto all’autorefezione o “pasto da casa”. Invano dirigenze scolastiche, amministrazioni comunali e lo stesso Ministero dell’Istruzione hanno tentato di resistere, ma sono sempre stati travolti dalla portata
costituzionale del diritto all’autorefezione.
Cerchiamo di ripercorrere questa storia avviata dai genitori di Torino.
I principi generali del tempo mensa
Il refettorio è un locale scolastico pubblico, aperto a tutti i bambini, anche se mangiano quello che preparano loro i genitori, quindi è diritto di tutti i bambini servirsene perché è lì che gli insegnanti assolvono alla loro funzione educativa, anche a tavola. Ciò significa che non è necessario personale aggiuntivo e che nulla può essere chiesto alle famiglie a livello economico. Quanto alle pulizie
del locale, se non vi provvede la ditta comunale per contratto, ci dovrà pensare il personale ATA, già pagato con le Vostre tasse.
Tutto nasce a Torino quando nel 2014, centinaia di famiglie dopo che il TAR Piemonte aveva respinto il loro ricorso contro l’ennesimo rincaro della tariffa mensa (legittimando i Comuni a “far da padroni” e stabilire le tariffa in base alle esigenze di bilancio) decidevano di non fermarsi li.
Queste famiglie allora chiesero al Tribunale di accertare il diritto di portare a scuola i “pasti da casa”; il Tribunale disse di NO, ma la Corte di Appello di Torino disse, invece, l’esatto contrario. È la fondamentale sentenza 21 giugno 2016 n. 1049 che ha accertato per la prima
volta la sussistenza del diritto all’autorefezione a scuola. Dopo questa sentenza centinaia di famiglie a Torino rivendicarono lo stesso diritto,
ma il Comune e le dirigenze scolastiche continuavano a negarlo. Così, tra l’agosto ed il settembre 2016 furono depositati 15 ricorsi d’urgenza ed il Tribunale di Torino con 15 Ordinanze cautelari questa volta disse di SI. Il diritto venne anche confermato dal Collegio del Tribunale di Torino il 9 settembre 2016, respinse il reclamo del MIUR contro una delle 15 ordinanze cautelari.
Da allora il Pasto da Casa a Torino si è fatto strada ed oggi ne fruisce quasi 1 alunno su 3.
Tribunale Milano – due conciliazioni con il MIUR che si è arreso senza nemmeno combattere.
Tribunale Bologna – conciliazione col MIUR per le famiglie di Ferrara.
Tribunale Genova e Tribunale Roma: con ordinanza riconoscono il diritto all’autorefezione lasciando autonomia organizzativa ai dirigenti.
Tribunale Potenza: accerta il diritto e impone alla dirigente di organizzarsi
T.A.R. Campania, sentenza n. 1566/18 annulla il regolamento del Comune di Benevento che rendeva obbligatoria la mensa comunale lasciando come unica alternativa l’uscita ed il rientro durante il tempo mensa.
T.A.R. Lazio, sentenza n. 1641/2018, respinge il ricorso di una ditta di ristorazione che si opponeva all’ingresso dei bimbi col pasto da casa in refettorio.
TAR Liguria: ordinanza n. 269/2018 riconosce il diritto lasciando autonomia organizzativa discrezionale, ma non arbitraria, alla dirigente.
Consiglio di Stato, sentenza n. 5156 del 3 settembre 2018 (uesta è la vera ciliegina sulla torta); il C.d.S., respingendo l’appello del Comune di Benevento contro la sentenza n. 1566/18 ha sancito che i dinieghi opposti alle famiglie ... limitano una naturale facoltà dell’individuo - afferente alla sua libertà personale; il diritto di scelta è per sua natura e in principio libero e deve potersi esplicare vuoi all’interno delle mura domestiche vuoi al loro esterno: in luoghi altrui, in luoghi aperti al pubblico, in luoghi pubblici, salvo che non vi siano opposti interessi pubblici o generali, fermo comunque l’obbligo di ricercare un bilanciamento degli interessi.
Sportivamente parlando: Famiglie 26 – M.I.U.R 0
E parliamo di “signori Giudici” (Tribunali, Corte di appello, TT.AA.RR. e Consiglio di Stato), mica del Giudice di Pace di Rocca Cannuccia Sottana!!!
Dato che celiaci, intolleranti o bambini con diete etiche o religiose non sono relegati a mangiare in classe o in corridoio, ma siedono accanto ai compagni, perché mai accettare che i bambini col pasto da casa debbano essere reietti e discriminati?
La convenzione di New York 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (legge 27.5.1991 n. 176), dovrebbe darVi qualche chiave di lettura!
Generalmente i bambini col pasto da casa sono accusati di essere dei CONTAMINATORI, di essere potenziali UNTORI di manzoniana memoria e fonti di INTOSSICAZIONE!
Ed ecco, quindi, che i detrattori (che pensano solo al business) fan partire la caccia alle streghe. Ma le streghe altro non sono che le mamme, evidentemente giudicate inadatte a nutrire in modo sano i propri figli mentre le ditte di ristorazione, quelle si sarebbero ineccepibili.
Andate a chiederlo ai genitori di Pescara dove centinaia di bambini sono stati ricoverati in ospedale con il solito valzer di scaricabarile sulle responsabilità. O seguite sulla pagina FB del Caromensa Torino la simpatica rubrica “mense da incubo”; ce n’è una quasi ogni giorno.
O leggete il rapporto NAS 2018 dal quale emerge che una ditta su tre è IRREGOLARE.
Anche alcune Regioni non sono state a guardare ed hanno disciplinato la materia:
Toscana - Emilia Romagna - Lazio -Veneto
Concludiamo allegramente …
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References: sentenza 
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