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Timestamp: 2020-08-12 09:53:16+00:00

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RAVENNA 27.05.1944
Questo è lo scenario in cui si registra un inasprimento degli omicidi di matrice partigiana e fascista. Questo è lo scenario in cui si registra un inasprimento degli omicidi di matrice partigiana e fascista. In aprile gli omicidi nazifascisti salgono a 7, in maggio si mantengono costanti mentre in giugno salgono a 11. La grande maggioranza sono compiuti in circostante diverse dallo scontro armato tipico della battaglia. Gli omicidi sono compiuti un po' ovunque nel territorio provinciale ed in particolar modo nelle frazioni dove la morte di una singola persona incide notevolmente sulle comunità di ridotte dimensioni. L'assassinio di Zoli si inserisce in questo contesto ed esprime l'inasprimento dello scontro.
Alla fine di maggio Mario Zoli viene catturato con i fratelli Achille e Aldo da alcuni militi fra i quali Arturo Zanzi.
Quando Alda, moglie di Mario, cerca di portargli da mangiare, Benigno Amati, che successivamente sarà nominato capo guardia delle carceri, glielo impedisce. Per ottenere il permesso deve prima versare £. 550 a titolo di deposito.
Anche Aldo, quando cerca di avvicinarsi alla cella del fratello, è maltrattato e allontanato a spintoni.
Senza alcun preavviso, il 27 maggio, il fascista Casalboni, insieme ad altri, lo preleva dalla sua cella, lo conduce nella zona petrolifera di Ravenna e lo uccide.
Estremi e note penali: Arcieri Luigi, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l' avere, in correità con altri e con premeditazione, causato volontariamente la morte per fine fascista di Zoli Mario. Con sentenza del 5/03/1946 la corte lo giudica colpevole dei reati ascrittigli nei limiti e nelle circostanze di cui alla sentenza e lo condanna ad anni trenta di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca dei suoi beni.
Con sentenza in data 9.4.47 la Corte di Cassazione annulla la sentenza impugnata per difetto di motivazione sulla richiesta di applicazione della diminuente dell’art. 26 cpmg. E limitatamente a questo punto rinvia, per nuovo giudizio, alla Corte d’assise di Bologna- sezione speciale. Rigetta nel resto.
Con sentenza 9.9.47 la Corte d’assise di Bologna- sezione speciale, nega all’Arcieri le attenuanti di cui all’art. 26 cpmg e conferma conseguentemente la sua condanna ad anni trenta di reclusione, pene accessorie di legge e spese processuali. V° l’art. 9 DP 22.6.46 n.4, riduce ad anni venti di reclusione la pena come sopra inflitta. Con sentenza 13.4.48 la Corte di Cassazione rigetta il ricorso e dichiara condonati altri dieci anni della pena inflitta.
Zanzi Arturo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la cattura e l'uccisione di Zoli Mario. Con sentenza del 2/04/46 la corte lo giudica colpevole del reato ascrittogli come in sentenza in concorso delle attenuanti di cui l’art. 62 bis cod. pen e lo condanna ad anni 6 e mesi 8 di reclusione, alle spese processuali, e alla tassa di sentenza. Ordina la confisca di un quinto dei suoi beni.
Ordinanza 16.7.46 dichiara inammissibile il ricorso in cassazione. Declaratoria 17.7.46, condonata pena anni 5.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-06-04 09:34:23
Arturo Zanzi
Cognome Zanzi
Note responsabile Zanzi Arturo, imputato di procedimento.
Note procedimento Zanzi Arturo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui la cattura e l\'uccisione di Zoli Mario. Con sentenza del 2/04/46 la corte lo giudica colpevole del reato ascrittogli come in sentenza in concorso delle attenuanti di cui l’art. 62 bis cod. pen e lo condanna ad anni 6 e mesi 8 di reclusione, alle spese processuali, e alla tassa di sentenza. Ordina la confisca di un quinto dei suoi beni. Ordinanza 16.7.46 dichiara inammissibile il ricorso in cassazione. Declaratoria 17.7.46, condonata pena anni 5.
Gino Casalboni
Cognome Casalboni
Note responsabile Casalboni Gino, autore dell\'omicidio di Zoli, è giustiziato a Castellana il 26 aprile 1946.
Cognome Arcieri
Note responsabile Arcieri Luigi, imputato di procedimento.
Note procedimento Arcieri Luigi, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\' avere, in correità con altri e con premeditazione, causato volontariamente la morte per fine fascista di Zoli Mario. Con sentenza del 5/03/1946 la corte lo giudica colpevole dei reati ascrittigli nei limiti e nelle circostanze di cui alla sentenza e lo condanna ad anni trenta di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca dei suoi beni. Con sentenza in data 9.4.47 la Corte di Cassazione annulla la sentenza impugnata per difetto di motivazione sulla richiesta di applicazione della diminuente dell’art. 26 cpmg. E limitatamente a questo punto rinvia, per nuovo giudizio, alla Corte d’assise di Bologna- sezione speciale. Rigetta nel resto. Con sentenza 9.9.47 la Corte d’assise di Bologna- sezione speciale, nega all’Arcieri le attenuanti di cui all’art. 26 cpmg e conferma conseguentemente la sua condanna ad anni trenta di reclusione, pene accessorie di legge e spese processuali. V° l’art. 9 DP 22.6.46 n.4, riduce ad anni venti di reclusione la pena come sopra inflitta. Con sentenza 13.4.48 la Corte di Cassazione rigetta il ricorso e dichiara condonati altri dieci anni della pena inflitta.
cippo a via D’Alaggio, Ravenna
Ubicazione: via D’Alaggio, Ravenna
Descrizione: Cippo posto a Ravenna in via D’Alaggio, presso il muro di recinzione dello stabilimento SAROM.
G. Casadio, La memoria della Resistenza nelle iscrizioni dei cippi, lapidi e monumenti della provincia di Ravenna, Longo Editore, Ravenna, 1995, vol. 1, p. 47.
E. Cavina, Crimini di guerra e violenza nazifascista nella provincia di Ravenna tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, tesi di dottorato di ricerca in Storia e Informatica - XVI Ciclo, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, a.a. 2003-2004, seconda parte p. 89.
ATRA, Sentenze Csa e Ca Sez. Speciale 1945-1947, sent. 02/04/46 n. 58 a carico di Zanzi Arturo; sent. 22/05/46 n. 87 a carico di Amati Benigno; sent. 5/03/46 n. 42 a carico di Arcieri Luigi.

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