Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00423645&part=doc_dc-ressomm_rs&parse=no&aj=no
Timestamp: 2013-06-18 06:18:22+00:00

Document:
La seduta inizia alle ore 9,31.
PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 9,33 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.
(1534) Conversione in legge del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile (Relazione orale) PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge, avvertendo che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire. Procede all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, ricordando che la Commissione bilancio ha espresso, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, parere contrario sugli emendamenti 1.600/1, 1.6, 1.7, 1.160, 1.306, 1.307, 1.18, 1.22, 1.23 e 1.30.
ASTORE (IdV). Illustra gli emendamenti presentati all'articolo 1 del decreto-legge. L'emendamento 1.305 estende i benefici di legge ai lavoratori dipendenti che, pur non residenti, abbiano fonti continuative di reddito nei Comuni interessati dagli eventi sismici. L'emendamento 1.310 estende il diritto all'indennizzo con riferimento ai beni danneggiati che siano localizzati in Comuni esterni al cratere sismico, e individua le priorità di intervento secondo una scala di gradualità basata sulla distanza dall'epicentro. A tutela delle competenze degli enti locali, l'emendamento 1.312 demanda ad un Comitato d'intesa istituzionale di programma la progettazione degli interventi di ricostruzione e sviluppo dei territori. L'emendamento 1.313 istituisce, senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica, un Comitato ispettivo per un'efficace supervisione della gestione delle risorse.
LUSI (PD). Segnala un refuso nel testo dell'emendamento 1.309 (testo corretto), non essendo riportato che gli interventi richiamati sono quelli di cui al comma 1 dell'articolo 3 e non quelli all'intero articolo. La proposta stabilisce che, in presenza di un nesso di causalità diretto o indiretto tra danno subito ed evento sismico, gli interventi riguardano anche beni mobili e immobili privati, pubblici o destinati ad attività economiche che siano localizzati al di fuori dei territori dei Comuni individuati dal decreto commissariale.
MASCITELLI (IdV). Illustra l'emendamento 1. 308 che, al fine di garantire un diritto soggettivo al risarcimento e assicurare l'eguaglianza di trattamento, trasforma la possibilità di estendere gli interventi in un dovere dello Stato a provvedere alla ricostruzione anche nei Comuni esterni al cratere, dove siano localizzati beni danneggiati dall'evento sismico. (Applausi dal Gruppo IdV).
D'ALI', relatore. Dà per illustrato l'emendamento 1.800, che apporta una modifica di carattere formale. L'emendamento 1.0.1/300, che precisa la proroga della normativa antisismica fissando un nuovo termine, sostituisce l'emendamento 1.0.1 e assorbe l'1.0.300. Invita a ritirare l'emendamento 1.301, il cui tema è affrontato in altra sede, nonché gli emendamenti 1.304, 1.160 e 1.21, che appaiono superflui. Chiede che siano accantonati gli emendamenti 1.600, 1.600/1 e 1.600/300. Stante il parere contrario della Commissione bilancio, invita a ritirare gli emendamenti 1.6, 1.306, 1.307, 1.22, 1.23 e 1.30, diversamente è contrario. Invita a trasformare l'emendamento 1.311 in un ordine del giorno. E' contrario alle restanti proposte di modifica.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Concorda sull'accantonamento degli emendamenti al comma 2, dal momento che è in fase di elaborazione una proposta emendativa del Governo. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 1.800 e 1.0.1/300. Esprime parere contrario sugli emendamenti 1.301, 1.6, 1.306, 1.307, 1.21, 1.22, 1.23 e 1.30. Sugli altri emendamenti il parere è conforme a quello del relatore.
Il Senato respinge l'emendamento 1.300. Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 1.2. ZANDA (PD). Premettendo un plauso al lavoro svolto dal sottosegretario Bertolaso e dalla Protezione civile per la gestione dell'emergenza rifiuti in Campania, non comprende il parere negativo del relatore e del Governo sugli emendamenti a sua firma, i quali dispongono che le ordinanze volte all'attuazione del decreto siano motivate, trasparenti e soggette al controllo di legittimità della Corte dei conti. Il fatto che Bertolaso cumuli su di sé la carica amministrativa di Capo del dipartimento della Protezione civile e il ruolo politico di Sottosegretario costituisce un'anomalia che non giova all'ottimale svolgimento dei suoi delicati compiti, come dimostra la sua assenza dall'Aula nel corso dell'odierna discussione parlamentare. Allo stesso modo sono da considerarsi anomali l'eccesso di competenze attribuite alla Protezione civile, che esulano dalla gestione dei soli eventi emergenziali, e la facoltà di derogare con atto amministrativo ad una quantità imponente di norme, comprensibile se riferita ai soli eventi emergenziali e per un periodo di tempo limitato, ma ingiustificata se concessa anche per la gestione di eventi ordinari e per un più lungo periodo di tempo. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).
D'ALI', relatore. Il parere sugli emendamenti a prima firma del senatore Zanda deriva dal fatto che le ordinanze, secondo la normativa che le regola, devono già avere le caratteristiche indicate negli emendamenti, quali la motivazione e il controllo di legittimità della Corte dei conti. Un'ulteriore specificazione in tal senso risulterebbe dunque ultronea ovvero sottintenderebbe l'esistenza di una tipologia di ordinanza non vincolata a tali caratteristiche. (Applausi del senatore Pastore).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 1.302. Il Senato respinge quindi gli emendamenti 1.301, 1.303 e 1.304.
PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento degli emendamenti da 1.600/1 a 1.307, come richiesto dal relatore e dal Governo.
Invita ad uno svolgimento dei lavori celere, ma ordinato, per consentire di procedere alla votazione finale del provvedimento entro le ore 13 della giornata di domani.
LEGNINI (PD). Chiede l'accantonamento dell'emendamento 1.309 (testo corretto), in quanto connesso al comma 2.
D'ALI', relatore. È favorevole all'accantonamento.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Concorda con il relatore.
PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento dell'emendamento 1.309 (testo corretto) e dei successivi 1.704, 1.21 e 1.800, che si riferiscono al medesimo comma.
Il Senato respinge l'emendamento 1.308.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 1.18, 1.22 e 1.23 sono improcedibili.
ASTORE (IdV). La contrarietà del relatore e del Governo all'emendamento 1.310 non può essere motivata da una supposta mancanza di copertura, visto che in Commissione è stato approvato l'integrale ristoro dei danni subiti dagli immobili adibiti ad abitazione principale senza che sia stata apportata alcuna modifica alla copertura del decreto-legge.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 1.310.
FLERES (PdL). Nella precedente votazione il sistema non ha registrato il suo voto.
MASCITELLI (IdV). Non accetta l'invito al ritiro dell'emendamento 1.311, ritenendo opportuno specificare che per la realizzazione delle opere e degli interventi emergenziali di cui al presente decreto non si può disporre alcuna deroga alla legislazione e alla normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro, anche alla luce dell'appello alla responsabilità da parte del Capo dello Stato.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori MASCITELLI (IdV), LEGNINI (PD) e GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 1.311, 1.705 (testo 2), 1.312, 1.313 e 1.0.301. Risulta respinto l'emendamento 1.706.
Il Senato approva gli emendamenti 1.0.1/300 e 1.0.1 nel testo emendato (con conseguente assorbimento dell'emendamento 1.0.300).
PICCONE (PdL). Ritira l'emendamento 1.30.
PRESIDENTE. Passa agli emendamenti e all'ordine del giorno riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, ricordando che sugli emendamenti 2.54 e 2.55 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
ASTORE (IdV). L'emendamento 2.300 prevede, ai commi 1 e 4 dell'articolo 2, l'obbligatorietà dell'intesa con i sindaci e con gli enti locali interessati, al fine di stemperare l'eccessivo dirigismo che caratterizza il provvedimento in esame e di valorizzare maggiormente il ruolo dei legittimi rappresentanti delle autonomie locali.
MASCITELLI (IdV). L'emendamento 2.301 intende fissare un termine certo di centoventi giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge in esame per il completamento e la messa a disposizione dei moduli abitativi di cui ai commi 1 e 2. L'emendamento 2.303 è volto a stabilire che, in materia di governance, la conferenza di servizi di cui al comma 3 proceda in accordo con le amministrazioni provinciale e comunale territorialmente competenti. L'emendamento 2.308 intende meglio specificare la deroga alla normativa in materia di subappalti prevista dal comma 9 ed incentivare il ricorso a piccole e medie imprese locali. L'emendamento 2.310, infine, prevede che l'uso degli alloggi provvisori assegnati dal Sindaco del Comune interessato, di cui al comma 11, sia esclusivamente e totalmente gratuito.
PRESIDENTE. Rivolge un saluto ad una rappresentanza di studenti dell'istituto comprensivo «Parco di Veio» di Roma, presenti in tribuna. (Applausi).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1534 MARINI (PD). Gli emendamenti 2.13 e 2.23 prevedono che vi sia l'intesa con i rappresentanti delle autonomie locali interessate, in luogo del semplice parere, nell'assunzione delle decisioni relative alla realizzazione urgente di abitazioni da parte del Commissario delegato. Appare infatti sbagliato, passata la prima fase dell'emergenza, realizzare un forte accentramento di poteri a livello governativo e non coinvolgere adeguatamente i sindaci su decisioni importanti che riguardano il futuro dei loro Comuni. Il ruolo dei sindaci può essere invece utile per accelerare i lavori ed aiutare l'azione del Commissario delegato, in considerazione anche dell'inevitabile urgenza della realizzazione dei nuovi alloggi al fine di garantire agli sfollati una sistemazione adeguata durante il rigido inverno abruzzese. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
D'ALI', relatore. Raccomanda l'approvazione degli emendamenti 2.600, 2.6, 2.800a, 2.270, 2.37, 2.601, 2.52, 2.630 e 2.64. Invita a trasformare in ordini del giorno gli emendamenti 2.4, 2.24, 2.30, 2.42, 2.44 e 2.309. Invita a ritirare gli emendamenti 2.12, 2.29 e 2.0.1. Si rimette al parere del Governo sull'emendamento 2.48, di cui suggerisce una riformulazione (v. Resoconto stenografico). Chiede lo spostamento all'articolo 3 degli emendamenti 2.570, 2.313 e 2.62 e segnala che manca ancora il parere della 5a Commissione sull'emendamento 2.800. Esprime parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G2.300. Esprime infine parere contrario su tutti i restanti emendamenti. Sottolinea che l'espressione di un parere contrario sugli emendamenti concernenti la ripartizione dei poteri tra Governo ed autonomie locali è dovuta al fatto che la fase dell'emergenza non è ancora terminata, stante la necessità di garantire un'adeguata sistemazione agli sfollati, e che pertanto si ritiene necessaria un'unica regia degli interventi da parte del Governo e del Commissario delegato, che se ne assumono l'intera responsabilità. Segnala comunque che il Governo sta per presentare un emendamento all'articolo 2 che prevede un maggiore coinvolgimento dei sindaci nella pianificazione degli interventi sul territorio.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Esprime parere favorevole sugli emendamenti della Commissione e contrario sull'emendamento 2.48. Propone una riformulazione dell'emendamento 2.800 ed annuncia la presentazione da parte del Governo dell'emendamento 2.2000, dandone lettura all'Aula (v. Resoconto stenografico). Accoglie l'ordine del giorno G2.300. Concorda con il relatore sui restanti emendamenti.
PASTORE (PdL). Ritira l'emendamento 2.29.
AZZOLLINI (PdL). A nome della 5a Commissione, esprime parere di nulla osta sull'emendamento 2.2000.
D'ALI', relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 2.2000 ed accetta la riformulazione dell'emendamento 2.800 proposta dal Governo. (v. testo 2 nell'Allegato A)
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 2.300. Il Senato respinge l'emendamento 2.3.
LEGNINI (PD). Trasforma l'emendamento 2.4 nell'ordine del giorno G2.4 (v. Allegato A).
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Accoglie l'ordine del giorno G2.4.
Il Senato approva gli emendamenti 2.600 e 2.6. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 2.301. Il Senato respinge gli emendamenti 2.11, 2.700 e 2.302.
ZANETTA (PdL). Ritira l'emendamento 2.12.
MARINI (PD). Ritira gli emendamenti 2.13 e 2.23.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 2.303. Il Senato respinge gli emendamenti 2.15, 2.19 e 2.22.
DELLA SETA (PD). Trasforma l'emendamento 2.24 nell'ordine del giorno G2.24. (v. Allegato A).
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Accoglie l'ordine del giorno G2.24.
Il Senato approva l'emendamento 2.800a e respinge gli emendamenti 2.701 e 2.304.
LEGNINI (PD). Intervenendo in dichiarazione di voto sull'emendamento 2.700/300, sottolinea l'esigenza di garantire un adeguato indennizzo ai proprietari dei terreni che verranno espropriati dal Commissario delegato per costruirvi i nuovi moduli abitativi. Tali proprietari, che sono spesso persone a loro volta già colpite e danneggiate economicamente dal terremoto, rischiano di veder indennizzati per pochi euro al metro quadro i loro terreni, se si tratta di terreni agricoli, in quanto l'emendamento 2.270 della Commissione prevede di tener conto delle destinazioni urbanistiche precedenti al 6 aprile 2009. Sarebbe invece più giusto tener conto della destinazione urbanistica che il Commissario delegato attribuirà a tali terreni ed indennizzarli conseguentemente secondo il loro valore di mercato. (Applausi dal Gruppo PD).
ORSI (PdL). Le obiezioni del senatore Legnini non sono condivisibili, in quanto la legge prevede che i terreni espropriati siano indennizzati in base alla loro destinazione d'uso al momento dell'esproprio e non in base all'utilizzo che se ne intende fare. Non si capisce perché in questo caso si dovrebbe introdurre una deroga alla procedura ordinaria.
LI GOTTI (IdV). È opportuno e risponde a principi di equità che, nella delicata situazione venutasi a creare dopo il terremoto, l'indennità corrisposta a seguito dell'espropriazione dei terreni agricoli tenga conto dell'effettiva destinazione urbanistica attribuita agli stessi dal Commissario. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
SCARPA BONAZZA BUORA (PdL). La legislazione già prevede per gli agricoltori professionali la triplicazione degli indennizzi da esproprio. Inoltre, in alcune Province si va verso un allineamento tra i valori di esproprio dei terreni agricoli e quelli venali. In ogni caso, gli estimi devono essere equivalenti ai valori reali. (Applausi dal Gruppo PdL).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 2.270/300.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore LEGNINI (PD), il Senato approva l'emendamento 2.270.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.29 è stato ritirato.
LEGNINI (PD). Trasforma l'emendamento 2.30 nell'ordine del giorno G2.30 (v. Allegato A).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno G2.30, accolto dal Governo, non viene posto in votazione.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore LEGNINI (PD), il Senato respinge l'emendamento 2.305.
RANUCCI (PD). Annuncia il voto favorevole sugli emendamenti 2.32, 2.33 e 2.47, che sono finalizzati a dare trasparenza agli appalti e ad evitare infiltrazioni della malavita negli stessi. In particolare, l'emendamento 2.32 propone che i documenti relativi al collaudo dei lavori e al rilascio del documento di abilità da parte del Comune siano correlati dalla dichiarazione che attesta l'incidenza della manodopera sul valore dell'intervento e ciò serve alle aziende ad operare in chiaro senza temere la concorrenza di chi utilizza il lavoro nero. L'emendamento 2.33 prevede che il subappalto delle lavorazioni della categoria prevalente sia consentito fino al 50 per cento. L'emendamento 2.47 indica che i pagamenti avvengano tramite bonifici bancari, perché in questo modo i passaggi di denaro sono tracciabili. (Applausi del senatore Villari).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore RANUCCI (PD), il Senato respinge l'emendamento 2.32.
PRESIDENTE. Rivolge il saluto dell'Assemblea agli studenti dell'Istituto tecnico commerciale e per geometri «Padre Salvatore Lener» di Marcianise, in provincia di Caserta. (Applausi).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1534 Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 2.33 e 2.34. (Proteste sulla regolarità delle operazioni di voto da parte del senatore Digilio, che si reca tra i banchi dell'opposizione. Richiami del Presidente).
PRESIDENTE. Richiama all'ordine il senatore Digilio. (Proteste del senatore Digilio e del Gruppo PdL). Il compito di vigilare sulla regolarità delle operazioni di voto è affidato ai senatori Segretari e non sono ammesse iniziative personali da parte degli altri senatori. (Applausi dal Gruppo PD).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 2.306.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.35 è stato trasformato in ordine del giorno.
D'ALI', relatore. Suggerisce una riformulazione dell'ordine del giorno e si rimette al Governo.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. E' disponibile ad accogliere l'ordine del giorno G2.35 nella formulazione proposta dal relatore come raccomandazione.
FLUTTERO (PdL). E' d'accordo all'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G2.35 nella formulazione proposta dal relatore.
Il Senato approva l'emendamento 2.37 e respinge l'emendamento 2.39.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori ZANDA (PD) e GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 2.307 e 2.308.
LUSI (PD). Mantiene l'emendamento 2.42.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 2.42.
DI STEFANO (PdL). Ritira gli emendamenti 2.43 e 2.48.
CICOLANI (PdL). Trasforma l'emendamento 2.44 nell'ordine del giorno G2.44 (v. Allegato A).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno G2.44, accolto dal Governo, non viene posto in votazione.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori D'ALIA (UDC-SVP-Aut) e INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 2.46, 2.47 e 2.702.
MASCITELLI (IdV). Mantiene l'emendamento 2.309.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 2.309.
FLUTTERO (PdL). Ritira gli emendamenti 2.51 e 2.55.
Il Senato approva gli emendamenti 2.601 e 2.52.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 2.310.
PRESIDENTE. Ricorda che l'emendamento 2.54 è improcedibile e che l'emendamento 2.800 è accantonato.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori INCOSTANTE (PD), GIAMBRONE (IdV) e D'ALIA (UDC-SVP-Aut), il Senato respinge gli emendamenti 2.703, 2.704, 2.311, 2.59, 2.705 e 2.312 (testo 2).
FLERES (PdL). Segnala il malfunzionamento della postazione di voto.
D'ALI', relatore. Riformula l'emendamento 2.630 e lo trasforma in un emendamento volto ad introdurre un articolo aggiuntivo dopo l'articolo 2. (v. emendamento 2.0.19 nell'Allegato A)
Il Senato approva gli emendamenti 2.2000 e 2.64.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 2.314.
D'ALI', relatore. Ribadisce il parere favorevole sull'ordine del giorno G2.300.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Accoglie l'ordine del giorno G2.300.
INCOSTANTE (PD). Aggiunge all'ordine del giorno G2.300 la sua firma e quella dei senatori Lusi, Della Seta e Legnini.
FLUTTERO (PdL). Chiede chiarimenti in ordine alla votazione degli emendamenti 2.570, 2.313 e 2.62.
PRESIDENTE. Tali proposte verranno trattate durante l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge.
Il Senato approva l'emendamento 2.0.19.
PICCONE (PdL). Ritira l'emendamento 2.0.1.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge gli emendamenti 2.0.300 e 2.0.301.
PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, ricordando che la Commissione bilancio ha espresso, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, parere contrario sugli emendamenti 3.18, 3.20, 3.28, 3.0.302 e 3.0.7.
LEGNINI (PD). Poiché il presidente Azzollini ha richiesto una relazione tecnica per verificare la copertura finanziaria degli emendamenti riferiti all'articolo 3 che attengono alla ricostruzione dell'abitazione principale ed in considerazione della rilevanza delle suddette proposte, chiede l'accantonamento dell'intero articolo 3.
D'ALI', relatore. Un chiarimento in ordine ai suddetti emendamenti è raggiungibile attraverso la discussione; tuttavia, ove si procedesse all'accantonamento, non sarebbe possibile continuare con l'esame delle proposte riferite all'articolo 4 del decreto-legge e quindi sarebbe necessaria una sospensione.
AZZOLLINI (PdL). L'accantonamento degli emendamenti per i quali è stata chiesta la relazione tecnica non impedisce la discussione delle altre proposte.
PRESIDENTE. In considerazione delle osservazioni del presidente Azzollini e valutando la rilevanza del provvedimento in esame, propone di procedere all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge.
LEGNINI (PD). Comprendere se ci siano risorse sufficienti per finanziare integralmente la ricostruzione dell'abitazione principale è un elemento centrale del provvedimento, pertanto non si comprende come si possa procedere con l'esame del decreto-legge in attesa della relazione tecnica Ci si potrebbe limitare alla illustrazione degli emendamenti.
PRESIDENTE. Ad un rapido esame, molti emendamenti appaiono condizionati dalle considerazioni appena svolte.
D'ALI', relatore. Non ritiene possibile procedere con l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4.
PRESIDENTE. Dispone che la seduta proceda con l'illustrazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3.
PASTORE (PdL). Gli emendamenti spostati dall'articolo 2 all'articolo 3 affrontano i problemi posti dalla ricostruzione dei condomini, riducendo i quorum assembleari necessari ad assumere le relative decisioni, pur salvaguardando il principio della maggioranza per proprietari. In tal modo le norme del codice civile che disciplinano la vita condominiale potranno trovare una più snella applicazione in relazione alle esigenze peculiari poste dalla ricostruzione delle zone terremotate.
ASTORE (IdV). Illustra l'emendamento 3.309 che estende il beneficio dell'esenzione fiscale per l'acquisto della prima casa ai soggetti, residenti nei Comuni esterni al cratere sismico, la cui abitazione principale sia stata distrutta.
MARINI (PD). Illustra l'emendamento 3.222 (testo corretto) che, al fine di favorire la ricostruzione o riparazione di palazzi storici distrutti, inagibili o danneggiati, prevede l'attribuzione ai proprietari di contributi a fondo perduto in misura da garantire la copertura integrale delle spese. Si tratta di un intervento a tutela dei centri storici dei Comuni colpiti dal sisma, che avrebbe ricadute positive sul tessuto economico-sociale. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).
VALENTINO (PdL). Chiede di poter sottoscrivere l'emendamento 3.222 (testo corretto).
D'ALI', relatore. Illustra l'emendamento 3.5000 della Commissione che chiarisce la portata dell'intervento statale, prevedendo il risarcimento integrale delle spese occorrenti per ricostruire o riparare l'abitazione principale e affidando al beneficiario la scelta tra il contributo a fondo perduto e il credito d'imposta. Si precisa infine che l'estinzione a carico dello Stato del mutuo contratto per l'acquisto dell'abitazione è un intervento aggiuntivo e non alternativo al contributo diretto. Sollecita l'approvazione degli emendamenti 3.50, 3.313, 3.810, 3.202, 3.100, 3.850 della Commissione o del relatore. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 3.63 e 3.100/1. Invita a ritirare gli emendamenti 3.20, 3.304, 3.305, 3.306 e 3.323, diversamente il parere è contrario. Invita i presentatori a trasformare in ordini del giorno gli emendamenti 3.713, 3.717, 3.718 e 3.719: tale indicazione vale più in generale per tutte le proposte riguardanti le aziende municipalizzate e gli interventi successivi alla fase dell'emergenza, per i quali non si dispone ancora di una valutazione complessiva. Chiede che l'emendamento 3.222 (testo corretto) sia discusso in sede di esame dell'articolo 14; lo stesso vale per l'emendamento 3.327, anche se le soluzioni prospettate dall'emendamento 3.222 (testo corretto) appaiono più meritevoli di attenzione. Invita a ritirare l'emendamento 3.726 o a posticiparne la trattazione al momento di esaminare la proposta della Commissione sulla istituzione di una zona franca. Formula un invito al ritiro per l'ordine del giorno G3.200 e per gli emendamenti 3.0.300, 3.0.303 (testo corretto), 3.0.701 (il tema potrà essere trattato in riferimento all'articolo 14) e 3.0.9. Esprime parere contrario sui restanti emendamenti, rilevando che alcune disposizioni saranno disciplinate tramite ordinanza.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Concorda con il parere del relatore dichiarando voto favorevole sugli emendamenti 3.50, 3.313, 3.810, 3.202, 3.100, 3.850 della Commissione o del relatore. Invita il senatore Marini a posporre l'esame dell'emendamento 3.222 (testo corretto) all'esame dell'articolo 14.
MORANDO (PD). Dichiarando voto favorevole all'emendamento 3.700, ribadisce l'opportunità, in attesa della relazione tecnica sull'emendamento 3.5000, di rinviare l'esame di tutte le proposte di modifica riferite all'articolo 3 del decreto-legge. L'approvazione dell'emendamento 3.5000, che prevede una positiva estensione dell'intervento a favore della ricostruzione, comporterà necessariamente una modifica della copertura finanziaria che al momento è garantita, al comma 1 dell'articolo 14, da risorse del Fondo strategico a sostegno dell'economia reale per un importo non inferiore a quattro miliardi. Bisogna considerare, peraltro, che i cittadini opteranno per il contributo a fondo perduto anziché per il credito di imposta e le risorse dovranno essere immediatamente disponibili. Poiché sul Fondo strategico sono disponibili risorse per sette miliardi, per ragioni di trasparenza il Governo dovrebbe indicare a quale finalità erano destinate le risorse che dovranno invece garantire la copertura finanziaria dell'emendamento 3.5000. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
AZZOLLINI (PdL). Dall'intervento del senatore Morando non deriva la necessità di sospendere l'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge. E' indubbio che l'emendamento 3.500 comporti maggiori oneri a carico dello Stato: la Commissione bilancio ha chiesto perciò al Governo di produrre la relazione tecnica, che sarà disponibile prima della conclusione dell'esame dell'articolo. La questione del mancato utilizzo delle risorse ancora disponibili sul Fondo strategico ha un rilievo politico piuttosto che contabile. PRESIDENTE. Pur considerando fondate le osservazioni dei senatori Morando e Legnini, la Presidenza ha deciso di non interrompere l'esame del testo e degli emendamenti per tener fede all'impegno di procedere alla votazione finale entro la giornata di domani, consentendo però un confronto quanto più possibile ampio e approfondito.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore LEGNINI (PD), il Senato respinge la prima parte dell'emendamento 3.700, con conseguente preclusione della restante parte e dell'emendamento 3.701. Il Senato approva quindi l'emendamento 3.600.
PRESIDENTE. Accantona gli emendamenti da 3.5000/430 a 3.306 e gli emendamenti 3.702, 3.28, 3.703, 3.33 e 3.706
FLUTTERO (PdL). Ritira l'emendamento 3.307 (testo 2).
RANUCCI (PD). L'emendamento 3.704 contiene una proposta di buon senso, volta a far sì che la Fintecna Spa, qualora divenga proprietaria di immobili in condominio, sia comunque tenuta ad intervenire nella ristrutturazione e nella riparazione dell'edificio in modo coordinato con gli altri proprietari.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 3.704. Il Senato respinge la prima parte dell'emendamento 3.705, con conseguente preclusione della restante parte e dell'emendamento 3.308. Il Senato respinge gli emendamenti 3.309, 3.310, 3.311 e 3.44.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 3.707.
D'ALI', relatore. Apporta una correzione formale al testo dell'emendamento 3.50 (v. testo 2 nell'Allegato A).
Il Senato approva l'emendamento 3.50 (testo 2).
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori INCOSTANTE (PD) e GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 3.708 prima parte (con conseguente preclusione della restante parte e dell'emendamento 3.709), 3.710, 3.55, 3.312 e 3.712. Il Senato respinge quindi gli emendamenti 3.711 e 3.57.
VIESPOLI (PdL). Chiede che risulti il suo voto contrario all'emendamento 3.312.
MORANDO (PD). Anche ai fini della successiva interpretazione della norma, chiede le ragioni che hanno motivato il respingimento degli emendamenti che specificano che gli indennizzi debbano essere assegnati alle attività commerciali, professionali e turistiche.
D'ALI', relatore. Il testo del provvedimento prevede che gli indennizzi siano assegnati in favore delle attività produttive e dunque ogni ulteriore specificazione produrrebbe una possibile restrizione del novero dei beneficiari.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori INCOSTANTE (PD) e GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 3.713, 3.714, 3.715, 3.716 e 3.314 (identico all'emendamento 3.315). Viene quindi respinto l'emendamento 3.450.
Il Senato approva gli emendamenti 3.63 e 3.313.
FLUTTERO (PdL). Ritira l'emendamento 3.316.
LUSI (PD). Mantiene l'emendamento 3.717.
LEGNINI (PD). Gli emendamenti 3.717 e 3.718 dispongono l'indennizzo degli enti locali e delle società che gestiscono i servizi pubblici per le ingenti perdite derivanti dal terremoto, che ne mettono in crisi i bilanci, fino al rischio del dissesto finanziario. Alla luce del parere negativo di relatore e Governo ne chiede quindi l'accantonamento, per discutere e trovare una soluzione a tale grave problema. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
D'ALI', relatore. Concorda con l'accantonamento, ma ritiene che al momento sia molto difficile trovare una quantificazione delle suddette perdite e che dunque il presente decreto non sia lo strumento più adatto per effettuare tale intervento.
MENIA, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Concorda con il relatore: l'opposizione non deve utilizzare l'atteggiamento dialogante della maggioranza e del Governo per avanzare ulteriori richieste. (Applausi dal Gruppo PdL. Vivaci proteste del senatore Lusi. Repliche del sottosegretario Menia. Richiami del Presidente).
PRESIDENTE. L'accantonamento richiesto è condizionato alla reale possibilità di raggiungere una mediazione sul tema in esame.
D'ALI', relatore. I margini per trovare una soluzione sono esigui proprio per la difficoltà di quantificare, in questo momento, le esigenze degli enti locali: per tale motivo aveva suggerito di trasformare l'emendamento in un ordine del giorno di analogo contenuto.
LEGNINI (PD). Gli emendamenti in esame non avanzano nuove e pretestuose richieste al Governo, ma costituiscono uno dei punti qualificanti della posizione del Gruppo, che si fa carico della drammatica situazione degli enti locali, che già ora si trovano in difficoltà nel pagare le retribuzioni dei propri dipendenti. Il Governo e la maggioranza, dunque, devono francamente assumersi la responsabilità di non voler trovare immediata soluzione a tale grave problema. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).
ASTORE (IdV). Ricorda che nel 2006 il Governo Prodi effettuò un intervento simile a quello proposto per venire incontro alle difficoltà di alcuni Comuni molisani. Il Ministero dell'interno potrà farsi carico di verificare in breve tempo il reale stato di sofferenza degli enti locali, attraverso l'opera dei prefetti o della stessa Protezione civile.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Esprime il proprio favore all'emendamento, ricordando l'eccezionalità della situazione in cui si trovano gli enti locali abruzzesi ed evidenziando che il Governo è in grado di reperire risorse quando ci sia una reale volontà, come dimostrano i finanziamenti straordinari recentemente accordati ai Comuni di Roma e Catania. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV).
D'ALI', relatore. Ribadisce la difficoltà a quantificare le esigenze degli enti locali: se però i senatori dell'opposizione ritengono si possa predisporre una quantificazione puntuale nelle prossime ore è disposto ad accantonare gli emendamenti. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Dispone dunque l'accantonamento degli emendamenti 3.717 e 3.718.
LANNUTTI (IdV). Chiede di aggiungere a tali emendamenti la firma propria e dei senatori Mascitelli, Astore, Pedica, Carlino e Giambrone.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori LEGNINI (PD), LUSI (PD), RUSSO (IdV) e GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 3.719, 3.720, 3.317, 3.319 e 3.721. Viene altresì respinto l'emendamento 3.318.
Il Senato approva l'emendamento 3.810.
LEGNINI (PD). Chiede l'accantonamento degli emendamenti 3.320, 3.321 e 3.323, che dispongono l'assegnazione di risorse a titolo di acconto per consentire l'avvio degli interventi di ricostruzione degli immobili adibiti ad abitazione principale.
D'ALI', relatore. Ribadisce la contrarietà alle proposte emendative, ritenendo che la quantificazione del contributo debba essere contenuta non nel decreto-legge, ma in una successiva ordinanza.
LEGNINI (PD). Le risorse stanziate dal decreto-legge per provvedere all'avvio della ricostruzione degli immobili adibiti a prima abitazione sono insufficienti e gli emendamenti tendono a sopperire, tramite un'anticipazione, a tale grave carenza di risorse finanziarie. Dunque se ne chiede l'accantonamento proprio perché essi potranno essere ritirati qualora si trovi un'intesa sulle risorse da destinare alla ricostruzione degli immobili.
PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento degli emendamenti 3.320, 3.321, 3.323 e 3.324.
PICCONE (PdL). Fa notare al senatore Legnini che per il 2009 vi sono risorse sufficienti a garantire la completa copertura degli stanziamenti previsti per la ricostruzione. Non appare pertanto utile né opportuno modificare le procedure di rimborso delle spese sostenute dai cittadini per riparare o ricostruire la propria abitazione; tali procedure prevedono che siano le banche ad erogare direttamente ai cittadini i rimborsi dietro presentazione delle relative fatture.
MARINI (PD). Accetta la proposta di esaminare l'emendamento 3.222 (testo corretto) con riferimento all'articolo 14. (Diventa emendamento 14.3000)
Il Senato respinge gli emendamenti 3.83 e 3.327. Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori LUSI (PD), GIAMBRONE (IdV) e DELLA SETA (PD), il Senato respinge gli emendamenti 3.84, 3.722, 3.325, 3.326, 3.89 e 3.723.
Il Senato approva l'emendamento 3.202.
VIESPOLI (PdL). Chiede che risulti il suo voto contrario sull'emendamento 3.325.
LANNUTTI (IdV). Esorta l'Aula ad approvare l'emendamento 3.328, che prevede che il Ministero dell'economia e delle finanze concorra alla fissazione del tasso di interesse relativo ai finanziamenti agevolati di cui all'articolo 3, al fine di evitare possibili comportamenti scorretti da parte delle banche.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore LANNUTTI (IdV), il Senato respinge l'emendamento 3.328.
D'ALI', relatore. Chiede l'accantonamento dell'emendamento 3.724, che rientra nel novero delle proposte a sostegno degli enti locali.
PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento dell'emendamento 3.724.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore LUSI (PD), il Senato respinge gli emendamenti 3.329 e 3.330. Il Senato respinge gli emendamenti 3.98 e 3.331.
AZZOLLINI (PdL). A nome della Commissione bilancio, esprime parere di nulla osta, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 3.100/1.
Il Senato approva gli emendamenti 3.100/1, 3.100 nel testo emendato e 3.850 (identico all'emendamento 3.1301). Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore LUSI (PD), il Senato respinge l'emendamento 3.101.
FLUTTERO (PdL). Ritira l'emendamento 3.1300.
D'ALI', relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 3.1302.
Il Senato approva l'emendamento 3.1302.
LUSI (PD). Ritira l'emendamento 3.725.
DELLA SETA (PD). Accetta la proposta di esaminare l'emendamento 3.726 con riferimento all'articolo 10. (Diventa emendamento 10.230).
ASTORE (IdV). Stigmatizza l'atteggiamento di chiusura da parte del relatore e del Governo di fronte a proposte emendative che riguardano i diritti dei cittadini, con riferimento, in particolare, all'emendamento 3.332, che prevede la possibilità di risparmiare preziose risorse riducendo le tariffe dei tecnici incaricati della progettazione degli interventi di ricostruzione e delle imprese che opereranno nei territori danneggiati.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore RUSSO (IdV), il Senato respinge l'emendamento 3.332.
D'ALI', relatore. Propone di esaminare l'emendamento 3.105 con riferimento all'articolo 15 (Diventa emendamento 15.6000) e gli emendamenti 3.0.303 (testo corretto) e 3.0.701 con riferimento all'articolo 14 (Diventano, rispettivamente, emendamento 14.0.6000 ed emendamento 14.0.4000).
LUSI (PD). Ritira l'ordine del giorno G3.200.
PASTORE (PdL). Ritira l'emendamento 3.0.300 (testo 2).
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori LUSI (PD) e RUSSO (IdV), il Senato respinge gli emendamenti 3.0.700 e 3.0.301 (testo 2).
PRESIDENTE. Gli emendamenti 3.0.302 e 3.0.7 sono improcedibili. Dispone l'accantonamento dell'emendamento 3.0.702, che verrà esaminato con riferimento all'articolo 14. (Diventa emendamento 14.0.6001).
FLUTTERO (PdL). Chiede l'accantonamento dell'emendamento 3.0.9, al fine di elaborarne una riformulazione che consenta di superare le osservazioni espresse dalla 1a Commissione.
D'ALI', relatore. Acconsente alla richiesta di accantonamento dell'emendamento 3.0.9, pur ribadendo il proprio parere contrario.
PRESIDENTE. Dispone l'accantonamento dell'emendamento 3.0.9. Rinvia il seguito dell'esame del disegno di legge in titolo alla seduta pomeridiana.
ZANETTA (PdL). Nei giorni scorsi Taiwan è stata invitata a partecipare in qualità di osservatore all'Assemblea mondiale della sanità a Ginevra; si tratta di una scelta felice e condivisibile, frutto di un lungo lavoro diplomatico portato avanti da molti Parlamenti, tra cui quello italiano. È auspicabile che tale soluzione venga ora adottata in tutti gli altri fori multilaterali internazionali. Annuncia pertanto il ritiro di una mozione presentata al fine di impegnare il Governo a sostenere la partecipazione di Taiwan all'Assemblea mondiale della sanità. (Applausi del senatore Malan).
Per fatto personale LUSI (PD). È assolutamente inaccettabile e censurabile il fatto che il sottosegretario Menia, in qualità di rappresentante del Governo in Aula, abbia giudicato eccessiva o fuori misura l'attività di presentazione e discussione degli emendamenti da parte dei senatori, in quanto tale attività rappresenta una delle prerogative dei parlamentari eletti dal popolo. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Le osservazioni espresse dal sottosegretario Menia contenevano un giudizio politico di merito, non una critica offensiva a livello personale; esse possono essere condivise o meno a livello politico, ma sono comunque legittime.
La seduta termina alle ore 13,34.

References: e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
 articolo 3
e contrario
e contrario