Source: http://www.articolo29.it/bibliografia-identita-di-genere/diritti-dei-transessuali/previdenzacorte-europea-di-giustizia/?print=1
Timestamp: 2019-09-23 13:35:35+00:00

Document:
Corte di Giustizia dell’Unione europea, sentenza del 26/06/2018 PARITÀ DI TRATTAMENTO TRA GLI UOMINI E LE DONNE – CAMBIAMENTO DI SESSO – DIRITTO AL TRATTAMENTO PENSIONISTICO –
Nell’ipotesi di persona che ha cambiato sesso rimanendo, però, sposato con la precedente partner, la stessa è titolare del diritto alla pensione all’età prevista per le persone del sesso acquisito. La direttiva 77/7/CE, relativa alla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di sicurezza sociale, deve essere interpretata difatti nel senso di non ammettere una normativa nazionale che impone agli individui che abbiano cambiato sesso e vogliano beneficiare della pensione all’età prevista per le persone del sesso da essi acquisito, di soddisfare non solo requisiti di carattere fisico, sociale e psicologico ma anche di non essere sposati con persone del medesimo sesso.
Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Richards c. Secretary of State for Work and Pensions, Causa sentenza del 27 aprile 2006 IDENTITÀ DI GENERE – PRESTAZIONI PREVIDENZIALI – RICONOSCIMENTO DEL CAMBIAMENTO DI SESSO
È contraria al diritto comunitario (art. 4, n. 1, della direttiva del Consiglio 19 dicembre 1978, 79/7/CEE, relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale) la normativa che neghi il beneficio di una pensione di vecchiaia ad una persona che, in conformità alle condizioni stabilite dal diritto nazionale, sia passata dal sesso maschile al sesso femminile, per il motivo che essa non ha raggiunto l’età pensionabile prevista per gli uomini, quando invece questa stessa persona avrebbe avuto diritto a detta pensione ad una età inferiore se fosse stata considerata una donna in base al diritto nazionale.
RIFERIMENTI NORMATIVI: art. 141 TCE; art. 4, n. 1, della direttiva del Consiglio 19 dicembre 1978, 79/7/CEE
Corte di Giustizia dell’Unione Europea, K.B. – National Health Service Pensions Agency, Secretary of State for Health, Causa C-117/01, sentenza del 7 gennaio 2004 LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E LAVORATORI DI SESSO FEMMINILE — PARITÀ DI RETRIBUZIONE — NORMATIVA NAZIONALE CHE IMPEDISCE L’ACCESSO AL MATRIMONIO AI TRANSESSUALI OPERATI — INAMMISSIBILITÀ — DIRITTO PER I LORO CONVIVENTI DI FRUIRE DI UNA PENSIONE DI REVERSIBILITÀ — VALUTAZIONE DEL GIUDICE NAZIONALE
L’art. 141 CE osta, in linea di principio, ad una legislazione che, in violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, impedisca ad una coppia eterosessuale, in cui l’identità di uno dei due membri derivi da un’operazione medica di cambiamento di sesso, di soddisfare la condizione del matrimonio, necessaria affinché uno di essi possa godere di un elemento della retribuzione dell’altro; poiché spetta agli Stati membri determinare le condizioni per il riconoscimento giuridico del cambiamento di sesso di una persona che abbia cambiato sesso a seguito di un’operazione medica, il giudice nazionale è tenuto a verificare se il convivente di una tale persona transessuale possa invocare l’art. 141 CE affinché gli si riconosca il diritto di far beneficiare il proprio convivente transessuale di una pensione di reversibilità.
RIFERIMENTI NORMATIVI: Art. 141 CE; 12 Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
TRUCCO Transessuali e Regno Unito: anche la Corte di giustizia censura i britannici in Diritto pubblico comparato ed europeo 2004, 825.
ANSELMO I transessuali hanno diritto di sposarsi… e di ottenere la pensione di reversibilità in Diritto comunitario e degli scambi internazionali 2004, 719.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 141
 art. 4
 sentenza 
 Art. 141