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Sentenza n. 5062 del 5 giugno 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio | Tutto Stranieri
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Sentenza n. 5062 del 5 giugno 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
Decreto di inammissibilità dell’istanza finalizzata all’ottenimento della cittadinanza
sul ricorso numero di registro generale 1244 del 2012, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall’avv. Valentina Milanese, con domicilio eletto presso Valentina Milanese in Roma, viale G. Mazzini, 131;
Prefetto di Ravenna-Ministero dell’Interno, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso la quale per legge è domiciliato in Roma, via dei Portoghesi, 12;
per l’annullamento del
DECRETO DI INAMMISSIBILITA’ DELL’ISTANZA FINALIZZATA ALL’OTTENIMENTO DELLA CITTADINANZA ITALIANA
Visto le memorie difensive;
Visto tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 12 aprile 2012 il Pres. Angelo Scafuri e udito per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentito le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;
RITENUTO in fatto che la ricorrente si duole del provvedimento di inammissibilità dell’istanza diretta ad ottenere la cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 5 della legge 5 febbraio 1992 n. 91 e successive modifiche ed integrazioni;
– a sostegno del gravame l’interessata deduce violazione di legge ed eccesso di potere;
– la cognizione della controversia rientra nell’ambito della giurisdizione del giudice ordinario;
– per pacifica e consolidata giurisprudenza, in materia di acquisto della cittadinanza iuris communicatione da parte del coniuge -straniero o apolide- di cittadino italiano, il diritto soggettivo dello stesso affievolisce ad interesse legittimo unicamente nell’ipotesi prevista dall’art. 6, comma 1, lett. c) della legge n. 91/1992, relativa alla “sussistenza, nel caso specifico, di comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica” (cfr. Cons. Stato, sezione sesta, 22 marzo 2007, n. 1355; id., 11 agosto, 2005, n. 4334; id., sezione quarta, 15 dicembre 2000, n. 6707; Cass., sezioni unite, 27 gennaio 1995, n. 1000; 7 luglio 1993, n. 7441; Tar Lazio, Roma, sezione prima, 26 gennaio 2010, n. 945; sezione seconda, 7 gennaio 2010, n. 90 e sezione seconda quater, n. 7188 del 20 luglio 2009);
– invero soltanto nella predetta unica ipotesi è riconosciuto all’amministrazione un potere discrezionale di valutazione, con conseguente devoluzione della controversia al giudice amministrativo;
– nel caso di specie è viceversa assente ogni potestà discrezionale in quanto – avendo la valutazione amministrativa avuto ad oggetto la sussistenza dei requisiti di legge (“è emersa la separazione…è venuto a mancare il vincolo del coniugio”) – la controversia concerne il diritto soggettivo all’emanazione del decreto di acquisto della cittadinanza, con conseguente necessità per l’istante di “adire il giudice ordinario al fine di far dichiarare, previa verifica dei requisiti di legge, che egli è cittadino” (Cass., sezioni unite, n. 7741/1993 cit.);
– a tale stregua il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione, spettando la stessa al giudice ordinario;
– conservati gli effetti sostanziali e processuali dell’originaria domanda, il presente giudizio deve proseguire davanti al giudice ordinario, dove potrà essere riassunto nel termine decadenziale di tre mesi dal passaggio in giudicato della presente sentenza, così come stabilito dall’art. 11 c.p.a.;
RITENUTO infine che sussistano giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese di giudizio;
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio-sede di Roma, sez. II quater DICHIARA INAMMISSIBILE il ricorso in epigrafe n.1244/2012 per difetto di giurisdizione, con gli effetti indicati in motivazione.
Così deciso in Roma nelle camere di consiglio del 12 e 27 aprile 2012
Il 05/06/2012
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