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Timestamp: 2013-05-21 06:11:07+00:00

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COMUNE NOVARA - Statuto - Titoli
AREA RISERVATA	Home > comune > statuto > titolo primo COMUNE DI NOVARA
Titolo PrimoPRINCIPI GENERALI
Art.1 (Ruolo del Comune).
Il Comune di Novara, nel rispetto dei principi fissati dalla Costituzione, dalla legge e dal presente statuto, rappresenta la comunit� locale, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.
Il Comune di Novara riconosce, quali diritti e valori primari della comunit�, la libert�, il lavoro, la pace e la tolleranza quali diritti e valori primari della comunit�.
In conformit� ai principi costituzionali ed alle norme internazionali che riconoscono i diritti delle persone e sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, il Comune riconosce nella pace un diritto fondamentale delle persone e dei popoli. A tal fine promuove la cultura della pace e dei diritti umani mediante iniziative culturali, di ricerca, di educazione e di informazione che tendono a fare del territorio comunale una terra di pace. Sono di competenza del Comune tutti gli interessi, non meramente individuali, che riguardano la comunit� locale costituita dai cittadini che risiedono o che operano a Novara. Promuove lo sviluppo economico e sociale del proprio territorio. Il Comune di Novara opera per garantire a tutti i cittadini una migliore qualit� di vita e per attuare il principio di eguaglianza sancito dalla Costituzione, compresa la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena realizzazione di pari opportunit� di lavoro e nel lavoro, nella formazione e nella vita sociale tra uomini e donne. Orienta la vita urbana in modo da rispondere sempre meglio alle esigenze dei cittadini, delle famiglie e di tutte le componenti della Citt�. Privilegia la presenza di uomini e donne nella giunta, negli organi collegiali del Comune, negli enti, nelle aziende e istituzioni da esso dipendenti.
Il Comune promuove la piena affermazione dei diritti inviolabili della persona dei quali assicura a tutti il godimento, in particolare alle categorie pi� svantaggiate e alle persone pi� deboli.
Promuove e salvaguarda la salute dei cittadini e l'igiene pubblica.
Promuove ed educa alla tutela della vita umana, della persona e della famiglia, nonch� alla valorizzazione sociale della maternit� e della paternit�; assicura sostegno ai genitori nell'impegno corresponsabile di cura e di educazione dei figli.
Il Comune riconosce la priorit� dell'investimento sociale e culturale sull'infanzia e sull'adolescenza; promuove lo sviluppo di una societ� solidale che garantisca ai bambini, ai fanciulli ed agli adolescenti i diritti inalienabili alla vita, al rispetto dell'identit� individuale, etnica, linguistica, culturale, religiosa; promuove l'istruzione e la formazione nel quadro istituzionale dei valori fissati nella Costituzione.
Il Comune promuove servizi pubblici sociali ed educativi di qualit�, favorendo e sollecitando la partecipazione attiva degli utenti e degli operatori alla gestione degli stessi.
Il Comune promuove lo sviluppo della cultura, della ricerca scientifica e tecnologica, la salvaguardia dell'ambiente, l'organico ed equilibrato assetto del territorio, di cui tutela e valorizza il paesaggio ambientale, le risorse naturali, culturali, storiche ed artistiche; educa al risparmio delle risorse non rinnovabili e al rispetto verso tutte le forme di vita; riconosce il diritto umano all'acqua.
Il Comune concorre a promuovere la piena integrazione dei portatori di handicap nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella societ� e ne garantisce i diritti di libert� e autonomia.
Art.2 (Attribuzioni fondamentali del Comune).
Art.3 (Caratteri dell'azione amministrativa).
Il Comune di Novara assume come obiettivi fondamentali la salvaguardia e la promozione delle libert�, del lavoro, lo sviluppo sociale, culturale, economico, tecnologico della comunit� locale, la promozione della solidariet�, applicando i diversi strumenti. Il Comune di Novara si ispira ai principi della programmazione, della partecipazione e della trasparenza amministrativa e persegue obiettivi di efficienza, di efficacia, di economicit�, di imparzialit� e di equit�.
Il Comune struttura e adegua la propria organizzazione secondo i principi e le esigenze del decentramento e della partecipazione.
Art.4 (Rapporti con gli altri enti).
Il Comune di Novara si attiene al principio della collaborazione con le altre pubbliche amministrazioni. In particolare assume come criterio quello della consultazione con i comuni e con gli altri enti locali quando siano di sua competenza scelte o decisioni che possano coinvolgere interessi specifici di altre comunit� locali, nel rispetto delle autonomie decisionali. Il Comune di Novara promuove ogni forma di partecipazione e coordinamento finalizzata alla formazione dei piani e dei programmi della Regione Piemonte, della Provincia di Novara e di altri enti territoriali.
Il Comune di Novara, perseguendo l'obiettivo primario della tutela della salute dei cittadini, promuove e valorizza il rapporto di collaborazione con le aziende sanitarie e l'integrazione fra i servizi sociali e sanitari nel territorio.
Art.5 (Stemma e gonfalone).
Lo stemma del Comune di Novara, costituito da "scudo rosso, croce d'argento, fregiato di ornamenti di Citt�" � quello riconosciuto con R.D. 24 ottobre 1928, n. 7714.
Lo stemma � riprodotto sul gonfalone cittadino . Un apposito regolamento disciplina l'uso del gonfalone ed i casi di utilizzo dello stemma.
Art.6 (Pari opportunit� negli organismi collegiali).
1.	Nella Giunta comunale e negli altri Organi collegiali del Comune, degli enti, aziende e istituzioni operanti nell'ambito del Comune ovvero da esso dipendenti o controllati, entrambi i sessi devono essere di norma rappresentati.
Titolo SecondoORDINAMENTO DEL COMUNE
Capo primo: Gli organi del Comune
Art.7 (Gli organi del Comune).
Capo secondo: il Consiglio Comunale
Art.8 (Attribuzioni).
Il Consiglio Comunale si dota di un proprio apposito autonomo regolamento generale. Le sedute del Consiglio Comunale si svolgono in unica convocazione, con previsione di una o pi� sedute per ciascuna convocazione.
Il Consiglio Comunale � validamente costituito con la presenza di almeno 1/3 dei consiglieri assegnati, escluso il Sindaco. Il regolamento del Consiglio Comunale pu� prescrivere la presenza di un numero pi� elevato di consiglieri per l'assunzione, in casi tassativi, di determinate delibere o per gli atti di sindacato ispettivo.
Nell'esercizio delle sue competenze deliberative, il Consiglio, fra l'altro:
a)	esprime la propria funzione di programmazione, in particolare con l'adozione di un documento di indirizzo generale finalizzato alla predisposizione del bilancio annuale e pluriennale, comprendente l'analisi dell'andamento complessivo delle risorse disponibili, le priorit� di intervento e l'assegnazione delle risorse per grandi aggregati, sia in termini qualitativi che quantitativi
b)	nomina i rappresentanti del Comune di propria competenza; definisce gli indirizzi cui essi debbano attenersi nell'espletamento del mandato; delibera ai fini dell'eventuale dissenso motivato previsto dalla legge quando siano promosse o debbano essere promosse procedure per accordi di programma o conferenze di servizi, o programmi che riguardino atti di propria competenza
c)	esprime il punto di vista del Comune, nel caso di procedure di consultazione obbligatoria o di procedure di intesa previste dalla legge per l'adozione di atti di altre amministrazioni pubbliche che possano comportare la modifica di atti di competenza del Consiglio Comunale stesso.
Il Consiglio esercita inoltre, con riguardo all'assetto e all'amministrazione del Comune, delle istituzioni, delle societ� partecipate e/o controllate e degli altri enti dipendenti dal Comune, le funzioni di indirizzo e di controllo politico-amministrativo demandategli dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti.
In particolare il Consiglio Comunale :
a)	partecipa, secondo le modalit� fissate nel presente statuto, alla definizione e all'adeguamento delle linee programmatiche presentate dal Sindaco relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel proprio mandato; delibera, inoltre, gli indirizzi generali che devono essere attuati dal Sindaco, dalla Giunta Comunale e dagli altri organi e soggetti attraverso i quali si esplica l'azione del Comune.
b) verifica con periodicit� annuale, al momento della presentazione del bilancio consuntivo, l'attuazione delle linee programmatiche da parte del Sindaco, della Giunta Comunale e dei singoli assessori. Vota mozioni: sull'operato del Sindaco, della Giunta Comunale e dei singoli assessori; degli uffici e dei servizi comunali; sull'attivit� delle istituzioni, delle societ� partecipate e/o controllate e degli enti dipendenti dal Comune, sull'operato dei rappresentanti del Comune in enti e societ�
c)	approva gli indirizzi per il coordinamento degli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici e degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche
d)	esamina e discute interrogazioni, mozioni, anche in apposita seduta
e)	approva gli atti fondamentali delle istituzioni e delle societ� partecipate, nonch� ogni altro atto che la legge riserva alla competenza del Consiglio Comunale
f)	delibera gli indirizzi ai quali deve attenersi il Sindaco per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni.
Il Consiglio Comunale delibera il regolamento che fissa le modalit� attraverso le quali sono fornite al Consiglio e alle sue articolazioni i servizi, le attrezzature, le risorse finanziarie e le strutture apposite, necessarie per il suo funzionamento e per quello dei Gruppi Consiliari. Il Consiglio Comunale decide la quantificazione delle risorse economiche, finanziarie ed umane necessarie per il suo funzionamento.
Art.9 (Deliberazioni e atti fondamentali).
Ferme restando le disposizioni dello statuto e del regolamento generale del Consiglio Comunale circa il numero minimo dei consiglieri che devono essere presenti perch� il Consiglio possa deliberare, le deliberazioni sono adottate dal Consiglio Comunale con il voto favorevole della maggioranza dei voti validi, non incidendo il voto di astensione e/o la scheda bianca espresso dai consiglieri votanti. E' per� richiesta la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati per le seguenti deliberazioni e atti fondamentali:
a)	linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare, presentate dal Sindaco all'inizio del mandato
b)	bilancio annuale di previsione ed allegati, relazione previsionale e programmatica e bilancio pluriennale, variazione ai suddetti atti fondamentali e relative deliberazioni, nonch� il bilancio consuntivo
c) piano regolatore generale e sue varianti, nonch� ogni altro strumento di intervento che incida sugli stessi
d) proposta di indizione di referendum
e)	statuto delle societ� di capitale di propriet� e partecipate, indirizzi a societ� e aziende in cui il Comune � socio, nonch� statuto e regolamento delle istituzioni, variazioni ai suddetti atti fondamentali e relative deliberazioni
f)	scelta delle forme di gestione dei servizi pubblici
g)	in tutti i casi in cui la legge o il presente statuto lo prevedano.
Quando, nel corso della discussione, venga modificata una proposta di deliberazione comportante variazione dell'impegno di spesa o diminuzione delle entrate e sulla quale erano stati espressi i pareri dei dirigenti prescritti dalla legge, la proposta modificata viene posta in discussione nella stessa o in successiva seduta, solo dopo la nuova acquisizione dei pareri necessari.
Il voto dei consiglieri comunali � espresso, di norma, in forma palese. Il voto segreto � disciplinato dal regolamento generale del Consiglio, che � peraltro obbligatorio per le deliberazioni che investono questioni riguardanti persone.
Art. 10 (Presidenza - Sedute).
Il Consiglio � convocato e presieduto dal Presidente eletto dall'assemblea o, in caso di assenza o impedimento, dal Vice Presidente; in caso di assenza del Presidente e del Vice Presidente, dal consigliere anziano, come individuato dalla legge.
Il Presidente ed il Vice Presidente sono eletti dal Consiglio Comunale nel suo seno, a scrutinio segreto con votazioni separate, nella seduta convocata dal Sindaco immediatamente successiva all'elezione del Consiglio Comunale, presieduta dal consigliere anziano, subito dopo la convalida degli eletti, o nella seduta successiva alla vacanza per un qualsiasi motivo dell'ufficio.
L'elezione del Presidente e del Vice Presidente avvengono con il voto favorevole dei 2/3 dei consiglieri assegnati in prima votazione, con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri assegnati nella seconda votazione. Se, dopo due votazioni, nessuno ottiene tale maggioranza, si procede nella stessa seduta alla votazione di ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti nella seconda votazione ed � proclamato eletto chi ottiene il maggior numero di voti, o il pi� anziano di et� in caso di parit� di voti.
Il Presidente del Consiglio Comunale pu� essere revocato con delibera del Consiglio Comunale sulla base di una proposta motivata e sottoscritta da almeno i 2/5 dei consiglieri assegnati. La proposta di revoca � approvata, per appello nominale, dal Consiglio con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri assegnati.
Le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche o segrete nei casi previsti dal regolamento.
Il segretario generale partecipa alle sedute con funzioni consultive, referenti e di assistenza e ne cura la verbalizzazione. Il verbale � perfezionato con la sottoscrizione da parte del segretario e da parte di chi presiedeva la seduta consiliare all'atto della deliberazione.
Art.11 (Formazione dell'ordine del giorno - Potere di iniziativa).
Il Presidente del Consiglio convoca e presiede il Consiglio Comunale, ne assicura il regolare svolgimento ed esercita le funzioni di polizia consiliare. Il regolamento generale del Consiglio fissa le regole generali alle quali si deve attenere il Presidente per la determinazione dell'ordine di trattazione delle pratiche.
Il Presidente del Consiglio � tenuto a convocare il Consiglio in un termine non superiore a 20 giorni, quando lo richiedano 1/5 dei consiglieri, o il Sindaco, inserendo nell'ordine del giorno le questioni richieste.
Il Presidente del Consiglio Comunale � tenuto a inserire nell'ordine del giorno tutte le proposte di deliberazione, le interrogazioni e le mozioni che gli siano pervenute da parte della Giunta, delle Commissioni Consiliari o dai singoli consiglieri, nonch� le petizioni e le proposte dirette al Consiglio ai sensi del presente statuto, a condizione che esse siano pervenute entro i termini fissati nel regolamento generale del Consiglio. Sulle proposte di deliberazione, esclusi i meri atti di indirizzo, devono essere acquisiti il parere in ordine alla sola regolarit� tecnica del responsabile del servizio interessato, nonch� il parere del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarit� contabile ove la delibera comporti impegni di spesa o diminuzione di entrate.
Il Sindaco pu� richiedere l'inserimento nell'ordine del giorno di proposte di deliberazioni che abbiano carattere di urgenza e che siano state perfezionate dopo la scadenza del termine fissato al comma precedente. La richiesta deve comunque pervenire al Presidente del Consiglio almeno 24 ore prima del termine fissato al comma precedente. E' altres� consentita, nei medesimi termini, la richiesta di inserimento di interrogazioni e mozioni, purch� presentate da 1/5 dei consiglieri assegnati. Il Presidente del Consiglio proceder� ad inviare ai consiglieri ordine del giorno suppletivo, senza l'obbligo di sottoporre lo stesso alla Conferenza dei Capigruppo. Nel caso di presentazione di deliberazioni da parte del Sindaco o di mozioni e interrogazioni da parte di uno o pi� consiglieri comunali nelle 24 ore precedenti l'inizio dei lavori si pronuncer� il Consiglio, in apertura di seduta, a maggioranza assoluta dei consiglieri presenti. Spetta al Presidente stabilire le modalit� ed i tempi della discussione relativa all'oggetto. Art. 12 (I Consiglieri Comunali).
I consiglieri comunali rappresentano l'intera comunit� ed esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato.
Il consigliere comunale che, senza giustificato motivo, sia risultato assente per 3 convocazioni consecutive, seguite da regolari sedute, � dichiarato decaduto. A tal fine il Presidente del Consiglio Comunale segnala senza indugio al consigliere interessato il verificarsi della causa di decadenza e lo invita a presentare le proprie giustificazioni entro sette giorni dal ricevimento della segnalazione.
La decadenza � dichiarata dal Consiglio Comunale, a maggioranza dei consiglieri presenti, nella prima seduta utile successiva, previo esame delle giustificazioni eventualmente presentate dal consigliere.
Art. 13 (Diritti dei Consiglieri Comunali).
I consiglieri comunali possono presentare interrogazioni al Sindaco o agli assessori e mozioni, che vengono inserite nell'ordine del giorno del Consiglio. Hanno facolt� di presentare proposte di deliberazione al Consiglio Comunale, nonch� emendamenti alle proposte in discussione, con le modalit� fissate nel regolamento generale interno.
Ai consiglieri comunali sono assicurati i diritti di informazione previsti dalla legge. A tal fine i consiglieri hanno diritto di ottenere tutte le notizie e le informazioni necessarie per l'espletamento del loro mandato e hanno diritto di partecipare alle Commissioni Consiliari. A quelle cui non siano stati assegnati, hanno diritto di partecipare senza diritto di voto e senza incidenza sul numero richiesto per la validit� della seduta. Hanno diritto di prendere visione e di ottenere copia delle delibere e dei provvedimenti del Comune e delle aziende ed enti da esso dipendenti nonch� dei relativi atti interni o preparatori. I consiglieri non possono avere copia degli atti che siano permanentemente o temporaneamente riservati con motivato provvedimento formale del Sindaco.
I consiglieri formulano le loro richieste scritte direttamente ai dirigenti del Comune o alle aziende ed enti da esso dipendenti, che sono tenuti a prestare la loro piena collaborazione. I consiglieri hanno altres� diritto di avere adeguata informazione sugli atti e sull'attivit� delle aziende e societ� in cui il Comune � socio.
Il Presidente del Consiglio Comunale assicura che i fascicoli delle pratiche relative ad oggetti iscritti all'ordine del giorno del Consiglio Comunale siano depositate presso la segreteria comunale o apposito ufficio della presidenza del Consiglio, per la consultazione e l'esame da parte dei consiglieri comunali, per almeno tre giorni lavorativi prima della seduta del Consiglio, salvo che nell'ipotesi di convocazione urgente del Consiglio. In tal caso il deposito � effettuato almeno un giorno lavorativo prima della seduta del Consiglio. Entro la stessa scadenza devono essere depositate presso la segreteria comunale o apposito ufficio della presidenza del Consiglio, per la consultazione e l'esame da parte dei consiglieri comunali, secondo le modalit� previste dal Regolamento comunale, le proposte di deliberazione, corredate dai pareri prescritti e dall'attestazione della copertura finanziaria dell'eventuale spesa.
Se le pratiche e le proposte di deliberazioni non sono state poste a disposizione dei consiglieri comunali, su richiesta anche di un solo consigliere, il Presidente sospende la discussione e rinvia l'esame ad ulteriore seduta.
I consiglieri comunali sono tenuti al segreto nei casi contemplati dalla legge e dai regolamenti.
Art.14 (Commissioni consiliari).
Con propria delibera, il Consiglio Comunale istituisce apposite commissioni permanenti. Le commissioni esaminano preventivamente le proposte di deliberazione. Ad esse � attribuito il compito di esame e valutazione delle materie e dell'attivit� di competenza del Consiglio, nonch� d'ogni altra questione riconducibile alla competenza del Consiglio. Alle commissioni � riconosciuto il diritto di impulso nei confronti del Consiglio Comunale su questioni o materie ad esse attribuite.
Le Commissioni Consiliari svolgono funzioni consultive. Il regolamento pu� attribuire alle commissioni anche funzioni redigenti, riservando comunque al Consiglio l'approvazione finale degli atti. Il Consiglio pu� affidare alle commissioni compiti di studio su materie che interessino il Comune.
La delibera del Consiglio Comunale che istituisce una Commissione Consiliare permanente individua le materie di competenza della Commissione. Il regolamento del Consiglio Comunale disciplina la composizione, le modalit� di designazione dei componenti da parte di ciascun gruppo, le modalit� di elezione dei presidenti delle Commissioni Consiliari, le modalit� di funzionamento e le forme di pubblicit� dei lavori.
In ogni caso, i consiglieri che siano componenti della maggioranza consiliare non possono essere presidenti delle Commissioni Consiliari istituite per svolgere funzioni di controllo o di garanzia.
Il Consiglio Comunale pu� istituire, con propria delibera, Commissioni Consiliari speciali con compiti definiti dal Consiglio stesso. Tali Commissioni speciali sono composte e operano secondo le modalit� previste dal regolamento.
E' istituita una Commissione Consiliare permanente, formata da tutte le consigliere comunali, per promuovere la considerazione della condizione e delle esigenze femminili ai fini dell'attivit� amministrativa del Comune. La commissione elegge, fra le sue componenti, una consigliera con compiti di presidente.
Le sedute delle Commissioni Consiliari sono pubbliche salvo i casi previsti dal regolamento.
Art.15 (Conferenza dei Capigruppo).
La Conferenza dei Capigruppo � presieduta dal Presidente del Consiglio e vi sono rappresentati tutti i gruppi consiliari regolarmente costituiti e riconosciuti. La conferenza concorre a definire la programmazione dei lavori del Consiglio Comunale. E' altres� sede di esame preliminare degli argomenti di Consiglio Comunale.
La conferenza esercita inoltre le funzioni di commissione consiliare permanente ordinaria Affari Istituzionali ed esamina le questioni pregiudiziali di ammissibilit� di tutte le proposte per le quali viene chiesta oppure � stata applicata la procedura di urgenza. In detti casi � assimilata, a tutti gli effetti di legge, alle commissioni consiliari previste dal presente Statuto. Il regolamento disciplina la Conferenza dei Capigruppo. Alle riunioni partecipa di diritto il Sindaco e, se convocato, il Vice Presidente del Consiglio.
Il Presidente del Consiglio informa i componenti del gruppo misto delle decisioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo.
Art.16 (Gruppi consiliari).
Ogni gruppo consiliare, per costituirsi validamente, deve essere composto da almeno tre consiglieri. Se non viene raggiunto il numero di adesioni necessario per la formazione di un gruppo, i consiglieri confluiscono di diritto nel Gruppo misto, che non � soggetto ad alcuna limitazione di iscritti. E' ammessa la costituzione di gruppi consiliari con meno di tre iscritti, solo nel caso di consiglieri che rappresentino una lista che abbia partecipato autonomamente alle elezioni amministrative. In tal caso, indipendentemente dal loro numero, i consiglieri eletti in quella lista hanno facolt� di costituire un gruppo consiliare. Al candidato Sindaco di pi� liste collegate si applicano le stesse regole previste per le liste che partecipano autonomamente alle elezioni amministrative.
Ciascun consigliere, secondo le modalit� fissate nel regolamento generale interno del Consiglio, subito dopo la convalida, o in ogni momento durante il mandato amministrativo, comunica a quale gruppo consiliare intenda iscriversi. Se non indica alcun gruppo, egli viene iscritto di diritto nel Gruppo misto.
Ciascun Gruppo designa fra i suoi consiglieri un Capogruppo. La designazione del Capogruppo deve essere comunicata al Presidente del Consiglio Comunale (o qualora egli non sia stato eletto, al consigliere anziano) ed � efficace dopo tale comunicazione.
Il Gruppo misto indica un referente con il compito di raccordarsi e collegarsi con la presidenza del Consiglio Comunale.
Il passaggio di un consigliere comunale da un Gruppo Consiliare ad un altro deve essere comunicato al Presidente del Consiglio Comunale dal consigliere stesso e produce effetto solo quando il capogruppo del Gruppo Consiliare cui il consigliere intenda aderire abbia comunicato l'accettazione del passaggio al suo Gruppo. L'accettazione non � necessaria nel caso di passaggio al Gruppo misto.
Ai Gruppi consiliari e al Gruppo misto, sulla base della consistenza numerica, devono essere assegnati locali, attrezzature e risorse anche umane adeguate per l'assolvimento dei loro compiti istituzionali.
Art.17 (Regolamento generale del Consiglio comunale).
L'organizzazione interna e le modalit� per il funzionamento del Consiglio Comunale sono disciplinate dal regolamento del Consiglio. Il regolamento disciplina, altres�, le modalit� di funzionamento delle Commissioni Consiliari e di formazione dei Gruppi Consiliari.
Il regolamento generale del Consiglio Comunale deve disciplinare:
a)	l'iniziativa per le deliberazioni consiliari
b)	le modalit� di richiesta di convocazione del Consiglio
c)	le modalit� e i termini entro cui devono pervenire petizioni e proposte di deliberazioni ovvero mozioni e interrogazioni
d)	i criteri per la formazione dell'ordine del giorno, l'ordine di trattazione degli argomenti e le relative modifiche in sede assembleare
e)	le modalit� e i termini per la convocazione
f)	le sedute e relativi tempi e modalit� di discussione degli argomenti all'esame del Consiglio Comunale
g)	i casi nei quali il dibattito deve essere svolto in seduta segreta, nonch� le deliberazioni che devono essere assunte in seduta segreta, o che richiedano l'espressione di voto in forma segreta
h) le modalit� di voto del Consiglio Comunale, ivi comprese quelle relative alle nomine o alle designazioni della rappresentanza del Comune in altri enti. Il regolamento stabilir� le modalit� per garantire le minoranze sia nei casi in cui disposizioni normative garantiscano tale presenza sia in tutti gli altri casi di rappresentanza del Comune
i) le modalit� per la presentazione, da parte dei consiglieri, di interrogazioni e di istanze di sindacato ispettivo
l) le modalit� di messa a disposizione dei consiglieri delle deliberazioni adottate dalla Giunta
m) la gestione di tutte le risorse attribuite al Consiglio per il proprio funzionamento e per quello dei Gruppi Consiliari costituiti.
Fermo restando che sono pubbliche e con voto palese le sedute relative a conferimento di incarichi di nomina, di revoca o di sfiducia di amministratori di istituzioni, aziende, consorzi, societ� a partecipazione comunale, e comunque di enti dipendenti, sovvenzionati o soggetti a vigilanza del Comune, il regolamento del Consiglio Comunale stabilir� i casi in cui le sedute o il dibattito riguardante le nomine prima indicate si tengano in seduta segreta.
Art.18 (Nomina del Sindaco e della Giunta Comunale - Sfiducia).
L'elezione del Sindaco e la nomina della Giunta avvengono con le modalit� previste dalla legge.
Il Sindaco nomina i componenti della Giunta , tra cui un Vice Sindaco, e ne d� comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alla elezione.
Entro il termine fissato dal presente statuto, il Sindaco, sentita la Giunta, presenta al Consiglio Comunale le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato.
Il Sindaco pu� revocare la nomina ad assessore, o procedere a nuova nomina, dandone motivata comunicazione nella prima seduta successiva al Consiglio Comunale.
Il Sindaco e la rispettiva Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia, votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno 2/5 dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco, e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. L'approvazione della mozione comporta lo scioglimento del Consiglio Comunale.
Capo terzo: la Giunta Comunale
Art.19 (Composizione e nomina).
La Giunta Comunale � composta dal Sindaco e da un numero di componenti (assessori) non superiore a quello consentito dalla legge.
Gli assessori sono nominati dal Sindaco, anche al di fuori dei componenti del Consiglio, fra i cittadini in possesso dei requisiti di compatibilit� e di eleggibilit� alla carica di consigliere. Gli assessori hanno il diritto/dovere di partecipare alle sedute del Consiglio Comunale. Possono inoltre intervenire nel dibattito consiliare nelle materie relative alle competenze oggetto della delega assessorile. In caso di assenza ne danno comunicazione, in particolare quando il Consiglio Comunale tratta argomenti di loro competenza. Gli assessori, con le medesime modalit�, partecipano altres� alle commissioni consiliari alle quali sono formalmente invitati dai rispettivi presidenti.
Il Sindaco nell'esercizio del proprio potere di nomina attua le disposizioni di legge per promuovere la presenza di entrambi i sessi nella Giunta. Art. 20 (Funzionamento).
La Giunta Comunale � convocata dal Sindaco che la presiede e ne stabilisce l'ordine del giorno.
Per la validit� delle deliberazioni di Giunta � richiesta la presenza nonch� il voto favorevole della maggioranza dei suoi componenti.
Le riunioni della Giunta sono abitualmente segrete; la Giunta stessa, eccezionalmente, pu� disporre che esse si svolgano in seduta pubblica.
La Giunta pu� richiedere a dirigenti o ad altri dipendenti del Comune di intervenire alle sedute per esporre le loro considerazioni su determinate pratiche. Pu� invitare altres� esperti, anche esterni all'amministrazione, in relazione a specifici argomenti.
Alle sedute della Giunta partecipa il segretario generale o un suo sostituto.
Art.21 (Attivit�).
La Giunta collabora con il Sindaco nell'amministrazione del Comune e opera attraverso deliberazioni collegiali. Compie tutti gli atti di amministrazione non riservati dalla legge al Consiglio Comunale ed ai dirigenti e che non sono espressamente demandati dalla legge, dallo statuto o dai regolamenti alla competenza di altri organi; collabora con il Sindaco nell'attuazione degli indirizzi generali del Consiglio; svolge attivit� di impulso e proposta nei confronti dello stesso; delibera l'esercizio della rappresentanza legale ed in giudizio dell'ente.
La Giunta, quando gli elementi determinanti dell'intervento siano stati stabiliti in atti fondamentali del Consiglio, provvede in materia di acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti, concessioni.
E' fatto salvo quanto previsto in ordine alle competenze dei dirigenti in base alla legge ed allo statuto.
Il Sindaco pu� delegare ai singoli assessori competenze per ambiti omogenei di materie in conformit� alle leggi vigenti. Ciascun assessore concorre alla formazione degli indirizzi della Giunta e, con riferimento alla delega ricevuta, recepisce detti indirizzi nella propria azione e propone alla Giunta linee ed orientamenti di approfondimento degli indirizzi medesimi, nonch� l'adozione dei conseguenti atti di amministrazione.
Ferme le attribuzioni e la titolarit� propria delle competenze previste dalla legge in capo al Consiglio Comunale, la Giunta Comunale:
a) � titolare del potere di proposta al Consiglio Comunale per le deliberazioni riguardanti bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, assestamento annuale, conti consuntivi, piani finanziari degli investimenti, assunzione di mutui passivi, programmi delle opere pubbliche;
- � obbligata a presentare proposte al Consiglio Comunale per le seguenti deliberazioni:
-	atti di pianificazione generale territoriale o urbanistica e loro varianti
-	programmi pluriennali di attuazione di piani urbanistici; programmi annuali o pluriennali di attuazione dei piani sopra indicati
-	criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi
-	istituzione di tributi
b) pu� avanzare proposte al Consiglio Comunale per le attivit� e le deliberazioni non ricomprese nelle lettere a) e b) che precedono.
La Giunta Comunale assicura la concreta attuazione degli indirizzi politico-amministrativi deliberati dal Consiglio Comunale e presenta annualmente al Consiglio Comunale una relazione sullo stato di attuazione di piani e programmi ed un'altra relazione sulla propria attivit�.
La Giunta opera collegialmente e non pu� delegare ai propri componenti le sue competenze.
Art.22 (Assessori comunali).
Ciascun assessore, di norma, viene preposto, con provvedimento del Sindaco, a un settore dell'Amministrazione Comunale. I provvedimenti del Sindaco e le sue eventuali modificazioni o revoche sono comunicati immediatamente al Presidente del Consiglio Comunale, ai capigruppo nonch� al Consiglio Comunale nella seduta immediatamente successiva.
Il Sindaco pu� delegare l'adozione di atti di propria competenza a ciascun componente della Giunta, purch� tali atti siano inerenti al settore cui � preposto lo stesso componente.
Il Sindaco, inoltre, pu� incaricare un componente della Giunta a coordinare, entro limiti di tempo determinati, l'attuazione di singoli programmi che coinvolgono le competenze di pi� uffici comunali.
La delega pu� essere revocata o modificata dal Sindaco in qualsiasi momento.
Art.23 (Revoca e sostituzione di assessori - Dimissioni e altre cause di cessazione dalla carica di assessore).
Il Sindaco pu� revocare e sostituire uno o pi� assessori, con proprio provvedimento.
Le dimissioni di un assessore sono rese in forma scritta. Il segretario generale le trasmette al Sindaco.
Il Sindaco d� immediata comunicazione al Presidente del Consiglio Comunale, ai Capigruppo, nonch� nella seduta immediatamente successiva, al Consiglio Comunale, della revoca, della sostituzione e delle dimissioni nel frattempo intervenute.
Capo quarto: il Sindaco
Art.24 (Competenze del Sindaco).
Il Sindaco rappresenta il Comune, convoca e presiede la Giunta, sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici nonch� all'esecuzione degli atti degli organi del Comune. Assicura l'attuazione degli indirizzi politico-amministrativi del Consiglio e delle determinazioni della Giunta, con apposite direttive.
Il Sindaco assume gli atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno attribuiti specificamente alla sua competenza dalle leggi vigenti, fatte salve le competenze del segretario generale e dei dirigenti.
Sono, altres�, di sua competenza:
a)	la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni, conformemente a quanto previsto dalla legge e dal presente Statuto
b)	la nomina del segretario generale
c)	la nomina del direttore generale, previa deliberazione dell'organo collegiale competente, l'attribuzione e la definizione degli incarichi dirigenziali nonch� di quelli di collaborazione esterna ad alto contenuto di professionalit�
d)	gli atti necessari per la difesa giudiziale del Comune e)	il coordinamento e la riorganizzazione degli orari e dei servizi, nonch� la modifica degli orari medesimi, nel rispetto delle norme e disposizioni previste dalle leggi vigenti
f)	le attivit� e le attribuzioni previste quale ufficiale di governo; il Sindaco pu� delegare le predette attivit� e attribuzioni ai soggetti e/o dipendenti che abbiano i requisiti per il conferimento dell'eventuale delega.
Entro 60 giorni dalla sua elezione, il Sindaco, sentita la Giunta, presenta al Consiglio Comunale le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Ai sensi dell'art. 9 del presente statuto il documento viene posto all'esame ed all'approvazione del Consiglio.
Art.25 (Vicesindaco).
In caso di assenza o di impedimento del Sindaco, il Vice Sindaco esercita tutte le competenze spettanti al Sindaco, ivi comprese quelle di ufficiale del governo.
Qualora anche il Vice Sindaco sia assente o impedito, le competenze sono esercitate da un assessore, secondo l'ordine stabilito dal Sindaco.
Capo quinto: competenze del Segretario Generale e dei dirigenti
Art.26 (Segretario Generale).
Il segretario generale, nel rispetto delle direttive impartitegli dal Sindaco da cui dipende funzionalmente, cura l'attuazione dei provvedimenti, � responsabile dell'istruttoria delle deliberazioni, provvede ai relativi atti esecutivi, partecipa obbligatoriamente alle riunioni che prevedano atti deliberativi del Consiglio e della Giunta, esercita ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto o dai regolamenti, o conferitagli dal Sindaco.
Qualora il Sindaco non abbia nominato un direttore generale, le relative funzioni possono essere affidate al segretario generale.
In caso di assenza o impedimento del segretario generale, il Sindaco pu� assegnare le relative funzioni, limitatamente al periodo di assenza, ad un dirigente in possesso di laurea in giurisprudenza, scienze politiche, economia e commercio o equipollenti.
Art.27 (Dirigenti comunali).
I dirigenti, nell'ambito delle rispettive competenze, sono direttamente responsabili della correttezza e dell'efficienza dell'attivit� amministrativa del Comune e della attuazione degli obiettivi individuati dagli organi di governo dell'ente stesso. Alla formulazione di tali obiettivi partecipano svolgendo attivit� istruttoria e di analisi e con proprie proposte.
I dirigenti, in conformit� a quanto stabilito dalla legge, dal presente statuto e dal regolamento di organizzazione, godono di autonomia e responsabilit� nell'organizzazione degli uffici e del lavoro propri della struttura da essi diretta, nella gestione delle risorse umane loro assegnate, nell'acquisizione dei beni strumentali necessari in relazione ai fondi assegnati.
I dirigenti presentano al Sindaco relazioni sull'attivit� svolta entro i termini stabiliti nel Piano esecutivo di gestione e/o nel regolamento.
Fatte salve le competenze espressamente attribuite dalla legge e dal presente statuto ad altri organi del Comune, spetta ai dirigenti limitatamente alle materie di propria competenza:
a)	emanare provvedimenti di autorizzazione, licenza, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, secondo criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali o da deliberazioni comunali
b)	sottoscrivere gli atti costituenti manifestazione di giudizio e/o di conoscenza quali: relazioni, valutazioni e attestazioni, certificazioni, comunicazioni, diffide, verbali, nonch� autenticazioni e legalizzazioni
c)	adottare tutti i provvedimenti di competenza comunale in materia di vigilanza sull'attivit� edilizia e di tutela paesaggistico-ambientale compresa l'irrogazione delle relative sanzioni
d)	provvedere all'impegno, alla liquidazione e al pagamento delle spese in esecuzione del piano esecutivo di gestione o di altri atti di indirizzo adottati dai competenti organi politici
e)	conferire gli incarichi professionali nel rispetto delle norme che impongono procedure ad evidenza pubblica per la scelta del professionista. Tali conferimenti avvengono sulla base dei criteri predeterminati dalla Giunta
f)	provvedere alla riscossione delle entrate
g)	presiedere le commissioni di gara e di concorso
h)	assumere la responsabilit� delle procedure di gara, di aggiudicazione e di concorso
i)	stipulare contratti
l)	assumere gli atti di gestione finanziaria, ivi compresa l'assunzione degli impegni di spesa
m)	assumere gli atti di amministrazione e gestione del personale.
Ai fini dell'adozione degli atti suddetti, � competente il dirigente preposto alla struttura comunale cui � inerente, per materia, l'atto da compiere. Nel caso di atto o di categoria di atti che possano riguardare pi� dirigenti, l'assunzione dell'atto spetta al dirigente preposto alla struttura che svolge un ruolo prevalente nell'istruttoria.
Nell'esercizio delle funzioni relative al personale, i dirigenti sono specificamente coordinati dal segretario generale, qualora il Sindaco non abbia nominato un direttore generale, che � garante della necessaria parit� di trattamento del personale dipendente dal Comune.
I provvedimenti e le determinazioni dei dirigenti comunali sono pubblicati per dieci giorni all'albo pretorio. La pubblicazione non condiziona l'efficacia e l'esecuzione del provvedimento. Spetta in ogni caso ai dirigenti, nell'ambito della rispettiva competenza, l'assunzione di ogni atto di natura gestionale che la legge attribuisce agli stessi.
Titolo TerzoLA PARTECIPAZIONE E IL DECENTRAMENTO
Art.28 (Principi).
Il Comune valorizza le libere forme associative e promuove la partecipazione dei cittadini all'amministrazione locale, il concorso delle persone, singole o associate, all'indirizzo, allo svolgimento e al controllo delle attivit� poste in essere dall'amministrazione secondo quanto � previsto negli articoli seguenti.
Art.29 (Strumenti).
Il Comune promuove e favorisce il decentramento delle funzioni amministrative sul proprio territorio, onde facilitare l'accesso e la partecipazione dei cittadini. Favorisce ogni forma di partecipazione dei cittadini all'amministrazione locale. A tal fine il Comune:
a)	attua i principi sul diritto di accesso dei singoli cittadini e delle associazioni agli atti e ai documenti amministrativi
b)	istituisce le consulte, per promuovere la conoscenza dei problemi relativi a determinati settori e per acquisirne il contributo
c)	valorizza l' apporto delle associazioni operanti nell'ambito territoriale
d)	riconosce, ad ogni livello, anche forme diverse di partecipazione, quali "forum dei cittadini"(riunioni pubbliche finalizzate a migliorare la comunicazione tra popolazione e amministrazione...)
I cittadini, singoli o associati, hanno diritto a ricevere esauriente, corretta e tempestiva informazione sull'attivit� e sulle iniziative dell'amministrazione comunale.
A tal fine i regolamenti comunali determinano:
a)	le modalit� di preventiva consultazione delle associazioni sindacali e di categoria, nonch� delle libere associazioni maggiormente rappresentative sulla formazione del bilancio e degli altri atti, di rilevante importanza, definiti dal regolamento
b)	le modalit� organizzative atte a presentare e illustrare agli organi di informazione locale le deliberazioni di maggior interesse, settoriale o generale
c)	la disciplina della pubblicazione di notiziari dell'amministrazione per la pi� ampia pubblicizzazione dell'attivit� comunale complessiva, indipendentemente da quanto gi� disposto per la pubblicit� degli atti
d)	l'istituzione, anche in forma decentrata, di servizi di informazione ai cittadini sui modi di esercizio dei diritti e sull'accesso ai pubblici servizi.
Capo secondo: le consulte
Art.30 (Consulte).
Il Consiglio Comunale istituisce apposite consulte, relative a progetti o settori di rilevanza per gli interessi della comunit� locale e per le funzioni del Comune stesso.
Il regolamento di istituzione individua il settore di competenza di ciascuna consulta e ne disciplina composizione e modalit� di funzionamento.
Art.31 (Rapporti con le Associazioni).
Ai fini della composizione delle consulte, i regolamenti istitutivi delle medesime assicurano la presenza delle associazioni formalmente riconosciute o pi� rappresentative che nell'ambito comunale operano specificamente nel settore inerente alla consulta stessa.
Art.32 (Poteri delle Consulte).
Ciascuna consulta, nell'ambito del settore di propria competenza:
a)	avanza proposte al Consiglio, alla Giunta e al Sindaco, che sono tenuti a fornire formale risposta, per l'adozione di atti o per l'assunzione di iniziative spettanti a tali organi
b)	pu� esprimere agli organi del Comune il proprio parere in occasione della formulazione dei criteri per la formazione del bilancio preventivo del settore di competenza, o nei casi previsti da specifiche disposizioni regolamentari
c)	pu� rivolgere interpellanze al Sindaco o alla Giunta
d) esercita il diritto di accesso ai documenti e agli atti amministrativi
e) partecipa alla verifica della qualit� dei servizi offerti ai cittadini.
Capo terzo: le libere forme associative.
Art.33 (Libere Associazioni).
Il Comune favorisce la partecipazione alle attivit� amministrative delle libere associazioni operanti nel territorio comunale e, particolarmente, valorizza i loro contributi ai fini dell'attivit� e delle iniziative degli organi comunali.
Le libere associazioni prese in considerazione a questi fini sono quelle forme associative, diverse dai partiti politici e dalle associazioni sindacali, che operano nel territorio comunale perseguendo istituzionalmente scopi di interesse collettivo e senza fini di lucro, ivi incluse le associazioni che rappresentano le minoranze etniche e religiose e ne tutelano i diritti.
Art.34 (Individuazione delle Libere Associazioni).
Al fine di attuare gli obiettivi richiamati nell'articolo precedente, il Comune prende particolarmente in considerazione le libere associazioni iscritte in albi o registri previsti dalla legislazione nazionale o regionale, nonch� quelle che abbiano richiesto e ottenuto l'iscrizione in un apposito elenco, conservato negli uffici comunali e aggiornato a cura del Sindaco sentite le competenti commissioni consiliari. In tale elenco hanno diritto di essere iscritte le libere associazioni che rispondano a tutti i seguenti requisiti:
a)	che la forma associativa operi attivamente nel territorio comunale
b)	che la forma associativa sia costituita in associazione riconosciuta, a livello nazionale, regionale, territoriale, locale
c)	che la forma associativa abbia tenuto, nel corso del precedente anno solare, almeno un'assemblea degli associati
d)	che lo scopo sociale sia finalizzato alla tutela ed alla promozione di interessi generali o comunque di interessi significativi e rilevanti per la comunit� locale di Novara.
Art.35 (Rapporti con il Comune).
Le organizzazioni sindacali, nonch� le associazioni iscritte nell'elenco previsto dall'articolo precedente, possono collaborare all'attivit� istituzionale del Comune nell'ambito del rispettivo scopo sociale:
a)	avanzando istanze, petizioni e proposte al Consiglio, alla Giunta e al Sindaco per l'adozione di atti o per l'assunzione di iniziative spettanti a tali organi, con le modalit� e con gli effetti previsti dai successivi articoli 37 e seguenti
b)	esercitando il diritto di accesso ai documenti e agli atti amministrativi, di rilievo per il loro scopo sociale.
Art.36 (Partecipazione alla gestione dei servizi).
Capo quarto: la partecipazione dei cittadini
Art.37 (Istanze, petizioni e proposte).
I cittadini singoli o associati, residenti nel Comune, possono avanzare istanze, petizioni e proposte all'Amministrazione Comunale, al fine di promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi.
Art.38 (Istanza).
Si intende per "istanza", la richiesta scritta, presentata da cittadini singoli o associati per sollecitare, esclusivamente nell'interesse collettivo, il compimento di atti di competenza della Giunta, del Sindaco, del Segretario Generale o dei dirigenti comunali.
Sull'istanza il soggetto comunale competente provvede a fornire risposta entro trenta giorni dal ricevimento da parte del Comune.
Art.39 (Petizione).
Si intende per "petizione" la richiesta scritta, presentata al Presidente del Consiglio Comunale da almeno trecento cittadini residenti, diretta a porre all'attenzione del Consiglio Comunale una questione di interesse pubblico e collettivo.
La petizione � trasmessa in copia al Segretario Generale, che ne cura con sollecitudine l'affissione all'albo pretorio per la durata di almeno otto giorni consecutivi.
Il Presidente del Consiglio, sentito il Sindaco e la Conferenza dei Capigruppo, valuta se la materia oggetto della petizione rientra nelle competenze del Consiglio Comunale o di altro soggetto.
In caso affermativo, inserisce la petizione all'ordine del giorno del Consiglio, previa la necessaria istruttoria e dandone comunicazione al primo firmatario.
Qualora la materia non rientri tra quelle di competenza del Consiglio Comunale, il Presidente provvede a trasmettere la petizione al soggetto competente, affinch�, previa istruttoria, adotti i provvedimenti ritenuti necessari. Di tale trasmissione va data comunicazione al primo firmatario della petizione.
Art.40 (Proposta).
Si intende per "proposta" la richiesta scritta, presentata al da almeno cento cittadini residenti nel Comune, per l'adozione di un atto a contenuto determinato, rispondente a un interesse collettivo.
Uno dei firmatari proponenti pu� essere ammesso ad illustrare al Consiglio Comunale le proposte e le petizioni ammesse.
Art.41 (Petizioni e proposte - Procedura).
Il Presidente del Consiglio ha la competenza di dichiarare l'ammissibilit� delle petizioni e proposte ai fini della loro presentazione in Consiglio Comunale.
Per le petizioni e proposte ammesse, dopo aver sentito la Conferenza dei Capigruppo, il Presidente si avvale della struttura comunale di supporto per l'istruttoria. Il Presidente, entro sessanta giorni dal ricevimento, comunica al Sindaco ed al primo firmatario l'ammissibilit� o meno della petizione o della proposta.
Detto termine pu� essere differito per una sola volta e per uguale periodo in caso di istruttorie particolarmente complesse, o qualora sorgano oggettivi impedimenti all'acquisizione dei necessari dati od informazioni. Art.42 (Requisiti).
Le istanze, le petizioni e le proposte avanzate ai sensi dei precedenti articoli sono ammesse, purch� esse risultino effettivamente dirette a fini di tutela di interessi collettivi, non ledano diritti di cittadini e di minoranze etniche o religiose e rispondano agli altri requisiti fissati negli articoli 37 e seguenti.
L'accertamento dei requisiti di merito e di diritto dell'istanza, della petizione o della proposta � effettuato:
a)	nel caso di istanza al Sindaco, da parte dello stesso
b)	nel caso di petizione o proposta per un intervento o una delibera di competenza del Consiglio, da parte del Presidente del Consiglio, sentita la Conferenza dei Capigruppo.
Art.43 (Disposizioni comuni).
I provvedimenti o le deliberazioni assunti dalle autorit� comunali sulle istanze, petizioni e proposte sono comunicati, a cura degli uffici di riferimento - entro 20 giorni dall'adozione, al primo sottoscrittore dell'istanza, della petizione o della proposta, nel domicilio da questi indicato nell'atto e al Consiglio Comunale.
Capo quinto: il referendum
Art.44 (Referendum).
Per favorire la consultazione della cittadinanza su questioni di rilevante interesse della comunit� locale � istituito il referendum consultivo.
Il referendum viene indetto per consultare su una certa questione gli elettori dell'intero Comune.
Il referendum, in relazione alle sue caratteristiche, enunciate nell'articolo precedente, deve riguardare atti di competenza del Comune. Per il suo carattere consultivo, il referendum pu� essere indetto solo su un quesito che sia formulato come proposta al Consiglio Comunale per l'assunzione di un atto di propria competenza. A questi fini si intende per 'atto' anche l'abrogazione o la revoca di un atto che sia gi� stato precedentemente assunto dal Consiglio Comunale.
Non sono ammessi referendum che propongano l'abrogazione o la modifica di delibere concernenti tributi locali, tariffe dei servizi.
La proposta di referendum deve contenere l'enunciazione del quesito da sottoporre ai cittadini. Il quesito deve essere formulato in modo chiaro, deve riguardare un singolo oggetto; deve consentire ai cittadini una risposta in termini di "s�" o di "no".
Art.47 (Reiterabilit� della proposta).
La proposta di referendum pu� essere reiterata, a condizione che siano trascorsi almeno cinque anni dalla data in cui si sia concluso il referendum sulla precedente proposta.
Il referendum � indetto dal Sindaco:
a)	su deliberazione del Consiglio Comunale
Nel caso di richiesta di referendum avanzata direttamente da cittadini, i promotori, prima di procedere alla raccolta delle firme, debbono trasmettere il testo del quesito al Presidente del Consiglio Comunale. Il quesito deve essere sottoscritto da almeno 150 promotori, con firme autenticate da un notaio o dal segretario generale o da altro pubblico ufficiale competente. Sulla proposta di referendum viene espresso un parere di ammissibilit� preliminare. Il Presidente del Consiglio Comunale, acquisito il parere, ne d� comunicazione al Consiglio Comunale che delibera sulla sua ammissibilit�. Le condizioni di ammissibilit� sono:
a) la sussistenza dei requisiti previsti al secondo comma circa il numero e la qualit� dei promotori
b)	la conformit� dell'oggetto del referendum rispetto a quanto previsto dal precedente art.45
c) la conformit� del quesito rispetto a quanto previsto, in ordine alla sua formulazione, dal precedente art.46
d) l'insussistenza della condizione ostativa prevista dal precedente art. 47.
L'esame di ammissibilit� preliminare � effettuato da un organismo composto da: n. 2 consiglieri (1 di maggioranza e 1 di minoranza) e dal segretario generale o suo sostituto entro 30 giorni dal deposito del referendum.
La raccolta delle firme per la proposta di referendum d'iniziativa dei cittadini, nonch� i termini, le modalit� di indizione dei comizi, le modalit� di costituzione dei seggi e di svolgimento delle operazioni elettorali si svolgono secondo le norme di legge.
La commissione elettorale comunale verifica ed attesta il numero delle firme raccolte, nonch� il risultato elettorale conseguito dal referendum indetto.
Il referendum � valido se allo stesso ha partecipato almeno il 40% degli aventi diritto al voto.
L'esito del referendum � determinato dal voto degli elettori. La proposta � accolta quando sulla stessa si pronuncia favorevolmente la maggioranza dei votanti.
Nel caso in cui la proposta di referendum sia stata accolta, il Presidente del Consiglio Comunale � tenuto, entro 30 giorni dall'esito del referendum, a porre la questione all'ordine del giorno del Consiglio Comunale.
L'eventuale deliberazione difforme dall'esito del referendum deve essere adeguatamente motivata.
L'organo che dispone la consultazione ne stabilisce contestualmente tipo e modalit�.
Titolo QuartoL'AZIONE AMMINISTRATIVA.
Capo primo: principi generali sul procedimento
Art.53 (Principi).
L'attivit� amministrativa del Comune ha l'obiettivo di migliorare la citt� come qualit� di vita e di sviluppo e si ispira a criteri di efficacia, efficienza, economicit� e pubblicit�, e si svolge secondo le modalit� previste dalle leggi statali e regionali in materia dal presente Statuto e dai regolamenti comunali.
Art.54 (Responsabile del procedimento).
Con regolamento comunale sono identificati, per ogni tipo di procedimento amministrativo di competenza del Comune, le unit� organizzative cui i procedimenti devono essere assegnati.
Fino a quando non sar� emanato tale regolamento, all'identificazione procede ciascun dirigente di settore e nel caso di procedimenti che coinvolgano pi� di un dirigente, il segretario generale. Di tale adempimento viene data idonea pubblicit�.
Il funzionario di grado pi� elevato nell'unit� organizzativa � responsabile del procedimento, ad ogni effetto di legge. Egli pu� assegnare il procedimento a un altro impiegato addetto allo stesso ufficio.
Nel caso di procedimenti che coinvolgano pi� strutture organizzative generali viene designato un funzionario responsabile per ciascuna struttura, definendo modalit� di coordinamento idonee.
Il compito di vigilare sull'intero procedimento spetta al responsabile dell'unit� organizzativa rispetto alla quale si configura l'interesse prevalente.
Art.55 (Pareri).
Capo secondo: principi sui procedimenti che incidano su situazioni giuridiche di soggetti determinati
Art.56 (Termine per la conclusione del procedimento).
I procedimenti amministrativi che incidono su situazioni giuridiche di soggetti determinati devono concludersi con un provvedimento da emanarsi entro centoventi giorni dall'inizio d'ufficio del procedimento, o dal ricevimento della domanda se il procedimento � ad iniziativa di parte.
Art.57 (Trattazione delle pratiche).
Le pratiche di un medesimo genere devono essere trattate ed evase secondo l'ordine cronologico di presentazione delle relative istanze o delle eventuali integrazioni, o comunque di ricevimento della pratica da parte dell'ufficio.
Un'eventuale deroga all'ordine cronologico di trattazione della pratica pu� essere disposta dal dirigente competente, dal Sindaco o dall'assessore competente. Le deroghe devono essere disposte con atto motivato da inserire fra gli atti della procedura.
Art.58 (Inosservanza del termine).
Nel caso che non risulti possibile il rispetto dei termini di cui al presente capo, il responsabile del procedimento � tenuto a dare conto con proprio atto delle ragioni del ritardo. Tale atto va inserito nel fascicolo del procedimento.
Art.59 (Istruttoria).
Il responsabile del procedimento cura l'istruttoria in modo che essa si svolga con tempestivit� ed efficacia.
Non � ammessa la richiesta al cittadino di documenti o comunque di elementi di cui l'Amministrazione comunale sia gi� in possesso.
Eventuali richieste di documentazione integrativa devono essere formulate una volta sola.
Art.60 (Criteri per il regolamento sui diritti d'informazione del cittadino).
Capo terzo: procedimenti con incidenza negativa su situazioni giuridiche soggettive
Art.61 (Nozione).
Art.62 (Comunicazione agli interessati).
A tutela dell'interessato e delle sue ragioni, il responsabile del procedimento provvede a dare adeguata comunicazione per ogni effetto previsto dalle leggi vigenti. Nella comunicazione viene altres� indicato un termine entro il quale ogni interessato pu� presentare deduzioni o memorie, o pu� richiedere di essere sentito nelle forme di legge dal responsabile del procedimento.
La comunicazione deve essere effettuata entro trenta giorni dall'apertura del procedimento.
Art.63 (Procedimenti esclusi dall'applicazione delle disposizioni del presente capo; salvaguardia di discipline speciali).
L'amministrazione comunale pu� assumere, nei casi previsti dalla legge, provvedimenti cautelari.
Capo quarto: pubblicit� degli atti e diritto d'accesso
Art.64 (Pubblicit� di atti determinati).
Il segretario generale assicura che siano posti a disposizione, in idonei locali o mediante pubblicazione sul sito informatico del Comune, per la loro libera consultazione, i seguenti atti:
a)	lo statuto del Comune
b)	i regolamenti del Comune
c)	il bilancio pluriennale
d)	il bilancio preventivo dell'anno corrente e i documenti annessi
e) i piani urbanistici, il piano del commercio e tutti gli atti di programmazione e di pianificazione del Comune
f) ogni altro atto generale e fondamentale, che in base a delibera del Consiglio Comunale debba essere posto alla libera consultazione dei cittadini
g)	gli atti di identificazione delle unit� organizzative.
Art.65 (Pubblicit� dei documenti).
Tutti i documenti amministrativi e gli atti formali dell'amministrazione comunale sono pubblici e nei loro confronti pu� essere esercitato il diritto d'accesso. Il diritto d'accesso si estende anche ai documenti di altre amministrazioni o di privati che siano nella disponibilit� dell'amministrazione comunale e, in generale, a tutti i documenti inseriti nel fascicolo di una pratica.
Il Comune garantisce il diritto d'accesso anche attraverso il sistema informatico a disposizione del cittadino.
Al principio sancito nel comma precedente fanno eccezione solo i documenti che siano coperti da segreto in base alle leggi o ai regolamenti vigenti.
Art.66 (Legittimazione ad esercitare il diritto d'accesso).
Il diritto d'accesso rispetto a un provvedimento del Sindaco, del segretario, di un dirigente o rispetto a una delibera del Consiglio Comunale o della Giunta Comunale, di un'istituzione o di una societ� partecipata del Comune, pu� essere esercitato da qualsiasi cittadino, singolo o associato, previa presentazione di motivata richiesta.
Il diritto d'accesso nei confronti dei documenti amministrativi diversi da quelli indicati nel comma precedente � riconosciuto a qualsiasi cittadino, singolo o associato, che abbia interesse a conoscere il documento o ad averne copia per la tutela di un suo interesse soggettivo giuridicamente rilevante.
Il Sindaco, sentito il segretario generale, pu� autorizzare l'accesso a documenti amministrativi diversi da quelli indicati al primo comma, nei confronti di cittadini che chiedano di poterli esaminare o di trarne copia per ragioni di studio, o per altre ragioni diverse dalla tutela di un proprio interesse soggettivo giuridicamente rilevante.
Art.67 (Facolt� di differire l'accesso).
Il Sindaco, sentito il segretario generale, ha facolt� di differire il diritto d'accesso ai documenti richiesti sino a quando la conoscenza di essi possa impedire o gravemente ostacolare lo svolgimento dell'azione amministrativa. Tale facolt� non pu� essere esercitata nei confronti di chi sia interessato in un procedimento che incida negativamente su situazioni soggettive, secondo quanto � previsto dai precedenti articoli e seguenti.
Il regolamento comunale sul diritto d'accesso deve precisare, per quanto possibile, in quali ipotesi il Sindaco pu� esercitare la facolt� prevista nel comma precedente. Fatte salve diverse disposizioni di legge, non � comunque ammesso l'accesso agli atti preparatori nel corso della formazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, di progettazione di opere pubbliche, finch� non siano intervenute le delibere di adozione o di approvazione dei competenti organi comunali.
Art.68 (Regolamento comunale sul diritto d'accesso).
Il regolamento comunale deve disciplinare le modalit� di esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi in modo tale da consentire l'esercizio del diritto senza l'onere per il cittadino di ricerche o di indagini particolari. Nello stesso regolamento deve essere assicurato il diritto dei cittadini di accedere, in generale, alle informazioni di cui � in possesso l'amministrazione.
Art.69 (Accesso ai sistemi informativi).
Il diritto d'accesso � garantito ai cittadini, con le modalit� previste negli articoli precedenti, anche rispetto ai sistemi informativi comunali e anche nel caso di impiego, da parte del Comune, di tecnologie informatiche e telematiche.
Capo quinto: criteri per le sovvenzioni e i contributi
Art.70 (Modalit� per la determinazione dei criteri - Pubblicit�).
Il Consiglio Comunale con apposito regolamento determina i criteri e le modalit� in base ai quali la Giunta Comunale e i dirigenti possono concedere sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari, o comunque attribuire vantaggi economici di qualunque genere a persone o ad enti pubblici e privati, residenti ed operanti di norma nel territorio del Comune.
L'erogazione dei contributi riserva particolare attenzione alle libere associazioni, alle associazioni di volontariato ed a quelle riconosciute che svolgono iniziative di riconosciuto interesse pubblico o a favore di singoli cittadini in stato di necessit�.
La concessione di sussidi a singoli cittadini � disposta solo dopo idonee misure di pubblicit�, al fine di garantire a tutti i soggetti che si trovino nelle condizioni previste di fare richiesta del sussidio.
Titolo QuintoI SERVIZI
Art.71 (I servizi pubblici).
Il Comune provvede alla gestione di servizi ed attivit� rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico della comunit� locale.
Il Comune promuove la partecipazione dei cittadini singoli o associati ai fini della migliore gestione dei servizi pubblici locali. In particolare riconosce ai cittadini il diritto di avanzare proposte per una migliore gestione del servizio e di segnalare ai competenti organi comunali inefficienze o irregolarit�.
Il Comune assicura comunque l'attuazione dei principi fissati nei precedenti commi, anche nel caso di affidamento o concessione all'esterno dei servizi. Art.72 (Criteri generali per la scelta delle forme di gestione).
Nella scelta il Comune deve comunque perseguire obiettivi di qualit� del servizio, di adeguatezza delle prestazioni rispetto alle esigenze collettive e sociali, di economicit� e di efficienza.
La scelta fra le forme di gestione deve essere effettuata tenendo conto delle caratteristiche del servizio.
La deliberazione con la quale il Consiglio Comunale opera la scelta deve essere puntualmente motivata con riferimento a questi obiettivi e alle possibili alternative ammesse dalla legge.
Il Consiglio Comunale adotter� apposito regolamento per ciascuna forma di gestione, disciplinandone altres� il controllo e la vigilanza.
Il regolamento discipliner� inoltre particolari forme di sostegno alle fasce sociali svantaggiate o a soggetti che necessitano di particolare protezione.
Capo secondo: le gestioni in economia
Art. 73 (Delibera di gestione del servizio in economia).
La gestione in economia � limitata o a servizi di modeste dimensioni ed entit� o a servizi particolari individuati, di volta in volta, con delibera del Consiglio Comunale.
Capo terzo: le concessioni di servizi
Art. 74 (Scelta del concessionario).
Nel caso di concessione del servizio a terzi, il concessionario deve essere scelto mediante procedura ad evidenza pubblica tenendo conto particolarmente dell'esigenza di garantire una adeguata qualit� di gestione del servizio, condizioni tariffarie eque e la partecipazione del Comune agli eventuali utili della gestione.
Capo quarto: le societ� per la gestione di servizi pubblici locali
Art. 75 (Istituzione).
Il Comune pu�, previa adozione di apposita deliberazione da parte del Consiglio Comunale, provvedere alla gestione di servizi pubblici locali nelle seguenti forme:
a)	a mezzo di Societ� per Azioni o a responsabilit� limitata a prevalente o totale capitale pubblico locale;
b)	a mezzo di Societ� per Azioni o a responsabilit� limitata senza il vincolo della propriet� pubblica maggioritaria, limitatamente al servizio di gestione delle farmacie comunali.
L'attribuzione della gestione di un servizio deve essere deliberata dal Consiglio Comunale.
Per societ� per azioni a prevalente capitale pubblico comunale si intende una societ� per azioni nella quale la maggioranza di almeno il 50% +1 del capitale (maggioranza da verificarsi distintamente, sia con riferimento alle azioni ordinarie, sia con riferimento al complesso delle azioni ordinarie e privilegiate), sia detenuta dal Comune di Novara.
Nel caso di societ� gi� costituite o di nuova costituzione la partecipazione pu� riguardare sia soggetti pubblici, che soggetti privati o entrambi. L'eventuale partecipazione di soggetti privati alla societ� avviene con procedure ad evidenza pubblica e deve essere subordinata alle seguenti regole:
a)	i soggetti privati che partecipino come soci devono rispondere a requisiti di idoneit� morale e di capacit� finanziaria, e devono trovarsi nelle condizioni previste dalla legislazione anti-mafia per essere contraenti con pubbliche amministrazioni
b)	salvo che per particolari ragioni di ordine tecnico o finanziario non sia opportuna la partecipazione di determinati soggetti privati, deve essere consentito a tutti i soggetti privati, che posseggano i requisiti e che rispondano alle condizioni previste al punto precedente, di concorrere su un piano di parit� per acquisire la partecipazione di minoranza alla societ�.
Con disposizione che deve essere recepita nello statuto della societ�, ciascun socio privato non potr� detenere una quota del capitale superiore a una percentuale prefissata.
Art.76 (Statuto della Societ�).
Lo statuto della societ�, ad eccezione di quella eventualmente costituita per il servizio di gestione delle Farmacie Comunali, deve prevedere specifiche clausole a garanzia della conservazione delle caratteristiche essenziali delle societ� a prevalente partecipazione comunale e il mantenimento delle finalit� originarie previste dallo statuto.
Lo statuto della societ� � deliberato dal Consiglio Comunale con la maggioranza dei consiglieri assegnati contestualmente all'affidamento della gestione del servizio a tale societ�.
Art.77 (Partecipazioni in altre Societ�).
1.	Il Comune di Novara con atto del Consiglio Comunale pu� promuovere la formazione di societ� di capitale diverse da quelle disciplinate nei precedenti articoli e pu� acquisire partecipazioni azionarie o quota in societ� di capitale nell'interesse del Comune e della sua coerenza con i fini d'interesse pubblico.
Art.78 (Tariffe).
Capo quinto: le Istituzioni
Art.79 (Previsione).
Il Consiglio Comunale pu� prevedere che la gestione di uno o pi� servizi sociali sia affidata a una istituzione, quando risulti opportuno assicurare una autonomia gestionale a tali servizi.
L'attribuzione della gestione di un servizio a un'Istituzione deve essere deliberata dal Consiglio Comunale che verificher�, oltre a tutti gli altri elementi, anche l'adeguatezza del capitale di dotazione fornito dal Comune rispetto alle esigenze economiche del servizio.
Nell'attuazione delle disposizioni contenute nei due commi precedenti, il Comune considera come obiettivo anche quello di realizzare un accorpamento nella gestione di pi� servizi sociali omogenei, al fine di assicurare una maggiore efficacia della programmazione comunale e di realizzare economie di gestione.
Art.80 (Ordinamento).
L'ordinamento dell'istituzione � disciplinato, per quanto non previsto nel presente statuto, da un regolamento, che � di competenza del Consiglio Comunale e che deve essere deliberato contestualmente all'affidamento della gestione del servizio all'istituzione stessa.
Il regolamento deve prevedere, fra l'altro:
a)	l'indicazione puntuale dei servizi affidati all'istituzione
b)	l'ordinamento degli organi dell'istituzione e le relative competenze; a tal fine deve essere prevista la competenza del consiglio di amministrazione per gli atti gestionali a carattere generale e la competenza del direttore per gli atti di direzione aziendale
c)	il trattamento economico dei componenti del consiglio di amministrazione e del presidente
d)	la dotazione organica del personale e il relativo ordinamento
e)	le modalit� attraverso le quali il Consiglio e la Giunta Comunale esercitano la loro vigilanza
f)	le modalit� di verifica, da parte del Consiglio e della Giunta Comunale, dei risultati della gestione
g)	le norme per la gestione finanziaria, economica e contabile
h)	la garanzia del diritto d'accesso dei cittadini ai documenti amministrativi dell'istituzione e la partecipazione delle forme associative alla sua attivit� amministrativa, secondo modalit� analoghe a quelle previste dal presente statuto e dal regolamento rispetto ai documenti amministrativi e all'attivit� amministrativa del Comune
i)	la possibilit� di accesso alle strutture e ai servizi per le organizzazioni di volontariato e le forme associative, al fine di realizzare forme adeguate di coordinamento
j)	le modalit� di partecipazione degli utenti.
Sono soggetti ad approvazione del Consiglio Comunale i seguenti atti fondamentali dell'istituzione: bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, conto consuntivo o atti equipollenti, assunzione di finanziamenti a breve, medio e lungo termine, contratti e altri atti che vincolino il bilancio oltre l'anno, regolamenti.
Gli atti fondamentali delle istituzioni si intendono approvati se, decorsi 30 giorni dal loro ricevimento (ovvero 90 giorni nel caso del conto consuntivo), il Consiglio Comunale non abbia adottato un formale provvedimento espresso. E' sempre necessario un provvedimento espresso di approvazione o di diniego, nel caso di atti fondamentali delle Istituzioni che comportino la necessit� di modifiche al bilancio comunale.
Art.81 (Organi).
Organi dell'istituzione sono il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore.
Il consiglio di amministrazione � formato da un numero dispari di componenti, fissato dal regolamento previsto nell'articolo precedente, ed � nominato dal Sindaco.
Le competenze del consiglio di amministrazione sono fissate nel regolamento previsto all'articolo precedente. E' comunque di competenza del consiglio di amministrazione l'adozione degli atti fondamentali indicati nel regolamento.
Il presidente del consiglio di amministrazione � eletto dal consiglio. Il presidente presiede il consiglio, lo convoca, fissa l'ordine del giorno e sovrintende all'esecuzione delle determinazioni degli organi comunali e del consiglio di amministrazione inerenti agli indirizzi della gestione dei servizi affidati all'istituzione.
Il direttore viene nominato dalla Giunta Comunale, in relazione alla sua specifica professionalit� ed esperienza in gestioni aziendali. Ha la rappresentanza dell'istituzione ed � responsabile della sua direzione aziendale. Dal direttore dipende gerarchicamente il personale dell'istituzione.
Il rapporto con il direttore � disciplinato da un contratto di diritto privato.
I componenti del consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore rispondono, nei confronti dell'istituzione, del Comune, e dei terzi, per i danni da essi causati, secondo i principi previsti dal codice civile per gli amministratori e i dirigenti di societ� di capitale.
Art.82 (Autonomia gestionale).
L'istituzione � dotata di autonomia gestionale. Essa, pertanto, fatta salva l'approvazione da parte del Consiglio Comunale degli atti fondamentali, pu� stipulare i contratti inerenti alla gestione del servizio senza la necessit� di autorizzazioni da parte del Comune (a meno che essi non consistano in atti di disposizione di beni immobili conferiti all'istituzione dal Comune quale capitale di dotazione), sta in giudizio in persona del direttore, e ha un bilancio proprio. Il bilancio preventivo e quello consuntivo costituiscono allegato obbligatorio dei corrispondenti atti del Comune.
Delle obbligazioni assunte dall'istituzione risponde, nel caso di infruttuosa escussione dell'istituzione, il Comune con tutto il suo patrimonio.
Art.83 (Principi di carattere finanziario).
L'istituzione deve operare in modo da realizzare gli obiettivi di efficacia, efficienza ed economicit� e il principio del pareggio del bilancio.
Nel caso di servizi forniti a costi sociali o senza l'assunzione di costi per gli utenti, si applica la disciplina prevista dal precedente art. 78.
Il collegio dei revisori dei conti del Comune esercita la sua funzione, con i medesimi poteri e i medesimi obblighi, anche rispetto alle istituzioni.
Art.84 (Vigilanza).
La vigilanza sulle istituzioni � esercitata dalla Giunta comunale. La Giunta Comunale, in particolare pu�: disporre autonomamente la convocazione del consiglio di amministrazione dell'istituzione per l'esame di questioni determinate; convocare il presidente del consiglio di amministrazione o il direttore per chiarimenti sulla gestione del servizio.
Nel caso che siano accertate irregolarit� nella gestione, la Giunta Comunale pu� proporre al Consiglio Comunale di sciogliere il consiglio di amministrazione e di nominarne un altro, ovvero di porre in liquidazione l'istituzione e di provvedere per altra forma di gestione del servizio.
Capo sesto: disposizioni comuni ai capi precedenti
Art.85 (Nomina dei rappresentanti del Comune).
Il Sindaco, sulla base degli indirizzi deliberati dal Consiglio Comunale e del diritto di rappresentanza delle minoranze, nomina i rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni, consorzi e societ� quando la legge non attribuisca espressamente la competenza della nomina al Consiglio. Quando la nomina di rappresentanti del Comune spetti al Consiglio e sia prevista la designazione di almeno tre rappresentanti da parte del medesimo organo, i due terzi, con eventuale arrotondamento all'unit� superiore, sono nominati dalla maggioranza consiliare e gli altri dalla minoranza. A tal fine i consiglieri appartenenti alla maggioranza e quelli appartenenti alla minoranza si costituiscono in due collegi separati, e ciascun collegio elegge, con la maggioranza dei votanti, i rappresentanti di propria competenza.
Nei casi di non coincidenza, i rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni, consorzi e societ� rimangono in carica fino alla scadenza prevista dal rispettivo statuto o, nel caso di rinnovo del Consiglio Comunale, fino alla scadenza del mandato amministrativo e alla conseguente nomina dei nuovi rappresentanti.
I consiglieri comunali, i componenti della Giunta Comunale, i componenti degli organi degli enti locali, delle regioni e i rappresentanti del Parlamento non possono essere destinatari di nomina in rappresentanza del Comune negli enti e soggetti di cui al comma precedente. L'organo comunale competente designa o nomina persone dotate dei necessari requisiti morali e di specifica esperienza nel settore imprenditoriale, o professionale, o amministrativo, o tecnico, in coerenza con il tipo di organismo per il quale viene effettuata la designazione o la nomina.
Art.86 (Assoggettamento dei rappresentanti del Comune nelle societ� alle direttive del Consiglio e della Giunta comunale).
I componenti del consiglio di amministrazione di societ� nominati dal Comune sono soggetti alle direttive del Consiglio Comunale, al quale renderanno una relazione annuale sull'attivit� degli enti di rispettiva nomina.
Delle questioni che debbono essere trattate nel consiglio di amministrazione della societ� verr� data preventiva informazione al Sindaco mediante invio dell'ordine del giorno, che verr� altres� depositato presso la segreteria generale.
L'ordine del giorno viene comunicato anche ai capigruppo a cura del Comune.
Art.87 (Revoca dei rappresentanti del Comune).
I rappresentanti del Comune in enti, aziende, istituzioni, societ�, consorzi o altri enti richiamati nei due precedenti articoli possono essere revocati in qualsiasi momento per gravi motivi dall'organo comunale che ha proceduto alla loro nomina.
Titolo SestoFORME ASSOCIATIVE E DI COOPERAZIONE
Art.88 (Criteri generali).
Ogni qualvolta risulti socialmente o economicamente vantaggioso, il Comune ricorre alla gestione associata di funzioni o di servizi di competenza comunale mediante la stipula di convenzioni ovvero mediante altre forme associative consentite dalla legge. In tal caso dovr� essere stabilita la quota di partecipazione del Comune.
Il Comune � rappresentato dal Sindaco o, in caso di suo impedimento, da un suo delegato.
Art.89 (Convenzioni per la gestione associata di servizi).
Ferma restando l'esigenza di assicurare un pieno coordinamento con i comuni limitrofi, il Comune pu� stipulare convenzioni con altri comuni, con la provincia e con gli enti locali in genere.
Le convenzioni devono essere ispirate ai principi della qualit� e socialit� dei servizi, di economicit�, di pubblicit� dei risultati, previa determinazione della loro durata e della scadenza.
Titolo SettimoUFFICI
Art.90 (Regolamenti del personale e degli uffici).
Il Comune di Novara disciplina con propri regolamenti le dotazioni organiche del personale dipendente, conformemente alla legge.
L'ordinamento degli uffici e dei servizi � disciplinato dalla Giunta Comunale con proprio regolamento, nel rispetto e in applicazione dei criteri generali in materia di ordinamento degli uffici e dei servizi stabiliti dal Consiglio Comunale. Il regolamento comunale del personale individua l'ufficio competente per i procedimenti disciplinari.
Art.91 (Segretario Generale).
Il segretario generale svolge i compiti che gli sono assegnati dalla legge, dallo statuto, dai regolamenti o conferitigli dal Sindaco, assistendo gli organi del Comune nell'azione amministrativa. Il Sindaco definisce con proprio atto i rapporti tra segretario generale e direttore generale, se nominato.
Il segretario generale svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformit� dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti.
Il segretario sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l'attivit�, salva l'ipotesi che il Sindaco abbia nominato il direttore generale.
a)	partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della Giunta e ne cura la verbalizzazione
b)	pu� rogare tutti i contratti nei quali l'ente � parte ed autenticare scritture private ed atti unilaterali nell'interesse dell'ente
c)	esercita ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto o dai regolamenti o conferitagli dal Sindaco
d)	esercita le funzioni di direttore generale, se incaricato della funzione e ove non sia nominato il direttore generale.
Art.92 (Direttore Generale).
Il Sindaco, ai sensi e nel rispetto dei contenuti e limiti delle norme vigenti, previa delibera della Giunta Comunale, e secondo i criteri stabiliti nel regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, pu� nominare un direttore generale.
Il Sindaco informa il Consiglio Comunale della nomina del direttore generale ed indica le ragioni, le finalit�, gli obiettivi e i risultati da perseguire. Degli obiettivi raggiunti dall'azione del direttore generale il Sindaco riferisce al Consiglio Comunale in occasione dell'esame e approvazione del bilancio di previsione annuale.
Art.93 (Dirigenti comunali).
I dirigenti comunali sono responsabili dell'efficienza delle rispettive strutture amministrative e degli obiettivi loro assegnati, e assicurano che l'attivit� degli uffici da essi dipendenti si svolga nell'osservanza delle leggi vigenti e del principio di buon andamento.
I dirigenti comunali operano conformemente agli indirizzi dei competenti organi politici del Comune, e svolgono le loro funzioni sotto la sovrintendenza del segretario generale, che coordina la loro attivit� o del direttore generale, se nominato.
I dirigenti comunali svolgono le funzioni ed hanno le competenze stabilite dalle leggi sugli enti locali oltre a quelle derivanti da specifiche norme di legge o da altre disposizioni del presente statuto.
Titolo OttavoFINANZE E CONTABILIT�
Capo primo: il bilancio, le finanze e la contabilit� del Comune
Art.94 (Il Bilancio).
Il Comune annualmente, entro la scadenza prevista per legge, approva un proprio bilancio preventivo.
Ove il bilancio preventivo non venga approvato entro la scadenza di legge, il Presidente del Consiglio Comunale, previa consultazione congiunta con Sindaco e Conferenza dei Capigruppo, dispone, entro 5 giorni dalla scadenza di cui al 1� comma, la nomina di un commissario ad acta, da scegliersi tra i dottori commercialisti iscritti al collegio dei revisori degli enti locali, con l'obbligo di predisporre una proposta di schema di bilancio entro 30 giorni dalla scadenza del termine prescritto.
Il Consiglio Comunale, improrogabilmente entro i successivi 20 giorni, proceder� all'esame ed approvazione del bilancio di previsione, degli allegati e delle delibere collegate.
La mancata approvazione del bilancio entro i termini perentori di cui al 2� comma costituisce avvio della procedura per lo scioglimento del Consiglio Comunale, della quale verr� data, a cura del Presidente del Consiglio Comunale, immediata comunicazione al Prefetto.
Art.95 (Principi generali sulla gestione dei beni).
La gestione dei beni del Comune deve ispirarsi a criteri di trasparenza e di economicit�, e deve essere coerente con la destinazione di ciascun bene.
Il Comune provvede alla gestione dei propri beni, avendo cura di mantenere per essi la migliore conservazione possibile e di utilizzare i beni destinati a funzioni o servizi pubblici nel modo pi� coerente con la loro destinazione e i beni patrimoniali disponibili secondo criteri di redditivit�.
I criteri per la concessione in uso dei beni demaniali e per la concessione in uso e/o locazione dei beni patrimoniali, nonch� per la determinazione dei relativi canoni sono definiti nel regolamento di contabilit�.
Il Comune valorizza il proprio patrimonio immobiliare, assicurando i necessari interventi di manutenzione. Il Consiglio Comunale oltre al piano annuale e pluriennale delle opere pubbliche approva annualmente, quale collegato al bilancio preventivo, un programma delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili comunali, fissando un ordine di priorit�.
Nella sua relazione annuale al Consiglio, collegata al bilancio consuntivo, la Giunta Comunale riferisce sugli interventi eseguiti per la conservazione e la valorizzazione dei beni immobili del Comune, con particolare riferimento agli immobili comunali soggetti a tutela per il loro valore storico e artistico.
Art.96 (Principi sulle finanze e sulla contabilit�).
L'ordinamento finanziario e contabile del Comune � disciplinato dalla legge e dal regolamento comunale di contabilit�.
Il regolamento comunale di contabilit� � redatto in conformit� con le disposizioni di legge e con i principi della normativa di contabilit� dello Stato, della Regione e della Unione Europea, improntandosi a criteri di chiarezza contabile, di leggibilit� e di partecipazione, di possibilit� permanente di controlli tecnici e politici o di riscontri, di tempestivit� delle operazioni, di traspa-renza e di economicit� degli adempimenti, di leggibilit� dello strumento contabile e di formazione di un bilancio partecipato.
Ai bilanci del Comune devono essere allegati gli ultimi bilanci consuntivi approvati delle societ� partecipate e delle istituzioni, accompagnati da una relazione della Giunta Comunale.
Capo secondo: il Collegio dei revisori
Art.97 (Composizione ed elezione).
Il collegio dei revisori � costituito da tre componenti, scelti dal Consiglio Comunale nel rispetto delle norme vigenti. Non possono ricoprire l'incarico di revisore dei conti:
a)	i membri del Parlamento, i consiglieri regionali, provinciali, nonch� i consiglieri comunali o circoscrizionali del quinquennio precedente
b)	i coniugi, i parenti o affini entro il quarto grado, del Sindaco, degli assessori, del segretario generale e dei dirigenti comunali
c)	i dipendenti della Regione Piemonte, delle province o delle comunit� montane del Piemonte, del Comune o di sue societ� partecipate o istituzioni, o di consorzi d)	gli amministratori o direttori di istituzioni, o di societ� partecipate, o consorzi, o coniugi, o parenti o affini entro il quarto grado di persona che si trovi in tali condizioni
e)	coloro che abbiano in corso per conto del Comune o di sue istituzioni o di consorzi, o societ� cui il Comune partecipi, incarichi professionali, o di collaborazione o di consulenza di qualsiasi genere
f)	coloro che abbiano in corso liti giudiziali con il Comune, o con sue istituzioni o con consorzi o societ� a partecipazione comunale
g)	coloro che abbiano partecipazioni in societ� appaltatrici di opere o concessionarie di opere o di servizi per il Comune, o per sue istituzioni o societ� partecipate.
I componenti del collegio dei revisori sono nominati dal Consiglio Comunale.
Contestualmente all'elezione, il Consiglio Comunale approva la delibera d'incarico, nella quale deve essere fissato anche il compenso per i componenti del collegio dei revisori conformemente alle disposizioni vigenti.
Il Consiglio Comunale revoca, con deliberazione assunta dalla maggioranza dei consiglieri assegnati, il componente del collegio dei revisori che si renda inadempiente ai suoi doveri d'ufficio.
Art.98 (Attribuzioni).
Il collegio dei revisori svolge attivit� di collaborazione con l'organo consiliare e gli altri organi comunali, secondo le previsioni dei regolamenti comunali, dello statuto e delle leggi vigenti
- rilascia pareri motivati, secondo legge, sulla proposta del bilancio di previsione e dei documenti allegati e sulle variazioni di bilancio
- esercita la vigilanza sulla regolarit� economica e finanziaria, contabile della gestione del Comune e delle sue istituzioni
- attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione e relaziona sulla proposta di deliberazione consiliare inerente il rendiconto della gestione medesima e sul relativo schema
- relaziona il Consiglio Comunale sulle eventuali gravi irregolarit� di gestione e presenta contestuale denuncia, nelle ipotesi di responsabilit�, agli organi giurisdizionali competenti
- effettua le verifiche di cassa.
Il collegio dei revisori pu� presentare in qualsiasi momento informative o segnalazioni alla Giunta e al Consiglio Comunale.
Per l'esercizio delle loro funzioni, i componenti del collegio dei revisori possono, anche singolarmente, accedere negli uffici del Comune in orario d'ufficio, richiedere informazioni e copie di atti direttamente ai dirigenti del Comune, esigere informative scritte su pratiche anche in corso. I dirigenti e gli amministratori del Comune sono tenuti a dare riscontro con la massima sollecitudine alle richieste dei revisori, e non possono opporre ad essi alcun segreto amministrativo.
Il collegio dei revisori si riunisce con una periodicit� almeno trimestrale. Delle sue riunioni, degli accertamenti svolti e dei rilievi formulati il collegio redige processo verbale, che viene trascritto su un apposito registro, con la sottoscrizione di tutti i componenti.
I componenti del collegio dei revisori sono tenuti al segreto nei casi previsti dalla legge e dai relativi regolamenti applicativi.
Art.99 (Relazione annuale).
Nella relazione annuale al Consiglio Comunale, il collegio dei revisori riferisce sul complesso delle ricognizioni effettuate, sui controlli attuati e sull'esito degli stessi, esprime una propria valutazione sulla gestione economica e finanziaria del Comune e delle istituzioni, e formula rilievi e proposte tendenti a conseguire una migliore efficienza, produttivit� ed economicit� della gestione.
Titolo NonoISTITUTI PER LA TRASPARENZA AMMINISTRATIVA
Art.100 (Autorizzazioni di polizia).
Le autorit� comunali, per il rilascio di "autorizzazioni di polizia" di loro competenza, devono preventivamente verificare, in capo al destinatario del provvedimento richiesto, la sussistenza dei requisiti morali previsti dal vigente testo unico di pubblica sicurezza.
Per tale verifica il Comune promuove le opportune iniziative di coordinamento con le autorit� locali di pubblica sicurezza.
Titolo DecimoDISPOSIZIONI TRANSITORIE E DI ATTUAZIONE
I.	Restano in vigore, sino alla scadenza del mandato amministrativo in corso, le norme previste nello Statuto approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 37 del 20.04.2000 e s.m. e i., limitatamente al Titolo Terzo, Capo Sesto "Le Circoscrizioni" ed al Titolo Quinto "Il Difensore Civico", in quanto compatibili con le disposizioni di legge vigenti e pro tempore.

References: Art.1

Art.2

Art.3

Art.4

Art.5

Art.6

Art.7

Art.8

Art.9

Art. 10

Art.11
 Art. 12

Art. 13

Art.14

Art.15

Art.16

Art.17

Art.18

Art.19
 Art. 20

Art.21

Art.22

Art.23

Art.24

Art.25

Art.26

Art.27

Art.28

Art.29

Art.30

Art.31

Art.32

Art.33

Art.34

Art.35

Art.36

Art.37

Art.38

Art.39

Art.40

Art.41
 Art.42

Art.43

Art.44

Art.47
 art.45
 art.46
 art. 47

Art.53

Art.54

Art.55

Art.56

Art.57

Art.58

Art.59

Art.60

Art.61

Art.62

Art.63

Art.64

Art.65

Art.66

Art.67

Art.68

Art.69

Art.70

Art.71
 Art.72

Art. 73

Art. 74

Art. 75

Art.76

Art.77

Art.78

Art.79

Art.80

Art.81

Art.82

Art.83
 art. 78

Art.84

Art.85

Art.86

Art.87

Art.88

Art.89

Art.90

Art.91

Art.92

Art.93

Art.94

Art.95

Art.96

Art.97

Art.98

Art.99

Art.100