Source: http://docplayer.it/2418053-Regolamento-del-plus21-per-la-compartecipazione-dell-utenza-al-costo-dei-servizi-sociali-e-sociosanitari.html
Timestamp: 2016-10-22 09:17:17+00:00

Document:
⭐REGOLAMENTO DEL PLUS21 PER LA COMPARTECIPAZIONE DELL UTENZA AL COSTO DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOSANITARI
REGOLAMENTO DEL PLUS21 PER LA COMPARTECIPAZIONE DELL UTENZA AL COSTO DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOSANITARI
Download "REGOLAMENTO DEL PLUS21 PER LA COMPARTECIPAZIONE DELL UTENZA AL COSTO DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOSANITARI"
1 REGOLAMENTO DEL PLUS21 PER LA COMPARTECIPAZIONE DELL UTENZA AL COSTO DEI SERVIZI SOCIALI E SOCIOSANITARI Approvato dal Comune di con Delibera C.C. n. del e dalla Conferenza dei Servizi dell Ambito Plus21 del2 INDICE PARTE PRIMA PRINCIPI GENERALI ART. 1 - PRINCIPI ED OBIETTIVI. OGGETTO. ART. 2 - VINCOLI E DEROGHE. ART. 3 - INDIVIDUAZIONE DEI SERVIZI REGOLAMENTATI. RINVIO DINAMICO. ART. 4 - DEFINIZIONI. ART. 5 - FINANZIAMENTO DEI SERVIZI E PARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI AL COSTO. PARTE SECONDA PARAMETRI ECONOMICI E MODALITA PER L'ACCESSO AI SERVIZI ART. 6 - DESTINATARI DEI SERVIZI E DELLE PRESTAZIONI. ART. 7 - DEFINIZIONE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA DELL UTENZA IN RELAZIONE ALLA PRESTAZIONE AGEVOLATA RICHIESTA. ART. 8 - PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DA PARTE DELL UTENZA. ART. 9 - VARIAZIONE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA SOTTESA ALLA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA UNICA. DECORRENZA DELL AGGIORNAMENTO. ART CRITERI PER LA VALUTAZIONE DELL INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA (ISE ED ISEE). ART CRITERI ULTERIORI DI SELEZIONE DEI BENEFICIARI. ART CRITERI PER LA VALUTAZIONE DELL INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA (ISE ED ISEE). ART CONTROLLI SULLE DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE. ART MODALITA' DI ACCESSO ALLA RETE DEI SERVIZI E AI COSTI AGEVOLATI ART PRESA IN CARICO. PROGETTO ASSISTENZIALE INDIVIDUALE. ART AMMISSIONE ALLA PRESTAZIONE. PARTE TERZA UTILIZZO DEGLI ISEE RILEVANTI AI FINI DELL ACCESSO E DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO DEI SERVIZI. MINIMO VITALE RILEVANTE. ART UTILIZZO DELL'ISEE DELL UTENZA. ART REGOLE TECNICHE MINIME PER LA QUANTIFICAZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI ALLA SPESA. ART DEFINIZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO DELL UTENZA UTILIZZANDO L INDICE ISEE. FORMULA MATEMATICA. Art AGGIORNAMENTI. Art VALUTAZIONE E RILEVANZA DEL MINIMO VITALE. 23 PARTE QUARTA REGOLAMENTAZIONE DEI SINGOLI SERVIZI ART SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD) ART REGOLE GENERALI PER LA DEFINIZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO PER LA FREQUENTAZIONE DI SERVIZI DIURNI. ART DEFINIZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO RELATIVA AL SERVIZIO CENTRO SOCIO EDUCATIVO (CSE). ART DEFINIZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO RELATIVA AL SERVIZIO CENTRO PER LA FAMIGLIA ART REGOLE GENERALI PER LA DEFINIZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO PER L INSERIMENTO NELLE STRUTTURE RESIDENZIALI. ART DEFINIZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO RELATIVA AL SERVIZIO DI RESIDENZE SANITARIO-ASSISTENZIALI (RSA) ART DEFINIZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO RELATIVA AL SERVIZIO DI INSERIMENTO IN STRUTTURE RIABILITATIVE PER PERSONE CON DISTURBI MENTALI (IDM) ART STRUTTURA PER L ACCOGLIENZA RESIDENZIALE DI MINORI ART DEFINIZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO RIGUARDANTE IL SERVIZIO NIDO D INFANZIA. ART SERVIZIO DI EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ECONOMICI PARTE QUINTA DISPOSIZIONI GENERALI, TRANSITORIE E FINALI ART CARTA DEI SERVIZI. ART GESTIONE DEI RECLAMI ART DIRITTO DI ACCESSO ART RISERVATEZZA E TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI ART APPLICAZIONE, VALIDITÀ E DECORRENZA ART DISPOSIZIONI TRANSITORIE. ART DISPOSIZIONI ABROGATE. 34 PARTE PRIMA PRINCIPI GENERALI ART. 1 PRINCIPI ED OBIETTIVI. OGGETTO. 1. Il presente regolamento disciplina i principi e le modalità degli interventi, delle prestazioni e dei servizi sociali e sociosanitari dei Comuni appartenenti all Ambito del Piano Locale Unitario dei Servizi alla persona dell Area vasta di Cagliari (d ora in poi: Plus21) del quale fanno parte i Comuni di: Monastir, Monserrato, Quartucciu, Selargius, Sestu, Settimo San Pietro, Ussana, Provincia di Cagliari, ASL Cagliari - sulla base della L.R. n. 23 del (rubricata Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del Riordino delle funzioni socio-assistenziali), del D.P.G.R. n. 4 del 22 luglio 2008 (rubricato Regolamento di attuazione regionale di cui all art. 43 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23. Organizzazione e funzionamento delle strutture sociali, istituti di partecipazione e concertazione) e della L.R. del 28 luglio 2006, n. 10 (rubricata Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5) L obiettivo essenziale di una regolamentazione distrettuale risponde all esigenza di fornire risposte omogenee sul territorio di riferimento, finalizzate al raggiungimento di molteplici risultati, quali, in primis, il mantenimento a domicilio delle persone e lo sviluppo della loro autonomia, il superamento delle carenze del reddito familiare, il miglior soddisfacimento delle esigenze di tutela residenziale e semiresidenziale delle persone non autonome e non autosufficienti, la maggiore integrazione possibile delle persone disabili, l informazione e consulenza corrette e complete alle persone e alle famiglie per favorire la fruizione dei servizi, il tutto nell osservanza dei principi, anch essi di rilevanza costituzionale, sia dell erogazione dei servizi ricompresi tra i livelli essenziali di assistenza ai sensi e per gli effetti dell art. 117 co. 2 lett. m) Cost., sia di una sostenibilità finanziaria, vale a dire nel limite delle risorse disponibili ex L.R. 23/ Con riferimento poi alla regolamentazione dei Servizi socio-assistenziali e sociosanitari (per quanto di competenza) resi in favore di persone gravemente disabili (ex art. 3 co. 3 della l. 5 febbraio 1992, n. 104, accertato ai sensi dell'art. 4 della stessa legge) nonché a soggetti 1 In tutti i casi in cui è citata/richiamata una disposizione normativa e/o regolamentare, essa si intende, ovviamente, nel testo attualmente vigente 45 ultrasessantacinquenni la cui non autosufficienza fisica o psichica sia stata accertata dalle aziende unità sanitarie locali, e alla determinazione della compartecipazione alla spesa per l erogazione dei medesimi, i principi cui si ispira l Ambito Plus21 sono quelli generali di legittimità, equità, imparzialità, pari opportunità, trasparenza ed omogeneità sanciti già a livello costituzionale e sovranazionale. ART. 2 VINCOLI E DEROGHE. 1. Il presente Regolamento, pur disciplinando la rete dei Servizi presenti sul territorio dell Ambito Plus21, non ha la finalità di deprivare le singole Amministrazioni comunali della loro potestà riguardo alla disciplina puntuale dei singoli Servizi resi, ma ha lo scopo di delineare una cornice giuridica di garanzia, all interno della quale le medesime Amministrazioni sono tenute ad agire. 2. Atteso che la titolarità delle funzioni in materia è, e resta, in capo ai singoli suindicati Comuni, il presente Regolamento disciplina le modalità per l erogazione di prestazioni agevolate di carattere socioassistenziale e sociosanitario (per quanto di competenza). 3. Resta quindi inteso che i singoli Comuni, in presenza di specifiche esigenze di bilancio, oltre che di particolarità locali soggettive ed oggettive, motivatamente illustrate alla Conferenza dei Servizi dell Ambito Plus21, in relazione ai singoli Servizi di seguito disciplinati, possono, nel rispetto dei limiti appresso evidenziati, modificare alcuni parametri applicativi oggetto del presente Regolamento. 4. Nel caso in cui il costo/tariffa di un servizio, così come di seguito regolamentato, determini un aggravio ingiustificato delle procedure di individuazione della contribuzione degli utenti ovvero sia particolarmente ridotto, il singolo Comune ha altresì la facoltà di assumerlo interamente a proprio carico. 5. Per l eventuale regolamentazione comunale di Servizi ulteriori e/o diversi, inclusi nei livelli essenziali di assistenza e attualmente qui non disciplinati, il singolo Comune definirà la relativa compartecipazione degli utenti al costo nel rispetto dei principi, obiettivi e metodi qui indicati. 6. Il Comune che intendesse avvalersi delle predette facoltà di deroga, è tenuto a darne tempestiva notizia all Ufficio di Piano e, per il suo tramite, alla Conferenza dei Servizi dell Ambito Plus21, avendo cura di specificare, oltre ai motivi generali che sottendono tale scelta, le deroghe al presente Regolamento che sono state adottate, la disciplina di dettaglio del Servizio relativo che complessivamente ne risulta, gli atti amministrativi che hanno preceduto e formalizzato tale decisione. ART. 3 INDIVIDUAZIONE DEI SERVIZI REGOLAMENTATI. RINVIO DINAMICO. 1. I Servizi e le Prestazioni erogati in favore dell Utenza, oggetto di applicazione del presente Regolamento sono quelli di cui agli artt. 4 e 56 ss. del D.P.G.R. 22 luglio 2008, n. 4, in quanto attivati nell Ambito Plus21, oltre ad altri Servizi c.d. domiciliari di cui oltre. 2. Le procedure d inserimento/dimissione, per quanto concerne i Servizi che ciò prevedono, sono disciplinate dalle disposizioni vigenti, cui si fa integrale rinvio. 3. La natura socio-assistenziale o sociosanitaria dei singoli Servizi erogati, nonché la relativa regolamentazione, è conforme a quanto stabilito dalla normativa nazionale e regionale vigente, di rango primario ovvero secondario, cui, dunque, si fa integrale rinvio. 4. Qualora la Regione A.S. emanasse ulteriori norme che disciplinassero in termini differenti i Servizi qui regolamentati, esse, in quanto legittime, si intendono automaticamente recepite dal presente Regolamento, salvo diversa valutazione discrezionale operata dalla Conferenza dei Servizi dell Ambito Plus21 d intesa con le singole Amministrazioni comunali. Resta ferma la possibilità di procedere successivamente ad una modifica testuale dei presenti contenuti regolamentari. 5. Il presente Regolamento trova applicazione con riferimento ai Servizi erogati da strutture/soggetti accreditati/autorizzati in base alla normativa regionale vigente, cui si fa integrale rinvio. ART. 4 DEFINIZIONI. 1. Ai fini dell applicazione del presente Regolamento valgono le seguenti definizioni essenziali: a) Utenza: il termine Utenza è utilizzato nell ambito del presente Regolamento per indicare la parte destinataria delle prestazioni erogate ovvero la parte richiedente le medesime. b) Ufficio competente/procedente: con dette locuzioni s intende, ad esempio, il singolo Servizio Sociale ovvero l Ufficio di Piano, secondo che la procedura di riscontro all istanza dell Utenza sia gestita prevalentemente dal primo ovvero dal secondo e che il Servizio erogato abbia valenza comunale ovvero distrettuale/d ambito. In ogni caso, nessuna difficoltà comunicativa/operativa tra i due livelli potrà essere opposta all Utenza per giustificare inefficienze procedimentali. c) Servizi domiciliari: i Servizi domiciliari si sostanziano in un insieme d interventi resi al domicilio della persona destinataria, finalizzati alla permanenza della medesima all interno del proprio ambiente di vita. Detti Servizi sono modulati sulle necessità del destinatario e, ordinariamente, in osservanza di un Piano di Assistenza Individualizzato predisposto dai Servizi territorialmente competenti. Essi si caratterizzano per la complementarietà e specificità degli interventi. d) Servizi semiresidenziali: i Servizi semiresidenziali (ovvero a regime diurno), si sostanziano in un insieme d interventi resi in una struttura che la persona destinataria frequenta con cadenze temporali variabili. Detti Servizi sono modulati sulle necessità del 67 destinatario e, ordinariamente, in osservanza di un Piano di Assistenza Individualizzato predisposto dai Servizi territorialmente competenti. Essi si caratterizzano per la complementarietà e specificità degli interventi. e) Servizi residenziali: i Servizi residenziali costituiscono una soluzione di vita residenziale per le persone il cui nucleo familiare sia inesistente, impossibilitato o incapace ad assolvere il proprio compito d assistenza. Detti servizi sono modulati sulle necessità del destinatario e, ordinariamente, in osservanza di un Piano di Assistenza Individualizzato predisposto dai Servizi territorialmente competenti e/o in applicazione delle disposizione dell Autorità giudiziaria. f) Altri Servizi: per altri Servizi si devono intendere tutti i Servizi/prestazioni non ricompresi nelle precedenti voci, anche sperimentali, resi comunque all Utenza dai Servizi territoriali, siano essi con compartecipazione o meno ai costi. g) Accreditamento: l accreditamento è il presupposto necessario per ottenere la remunerazione delle prestazioni da parte del sistema socio-assistenziale e sociosanitario. L accreditamento istituzionale di un unità d offerta si manifesta con un provvedimento, a seguito di apposita istanza e compatibilmente con la programmazione regionale. Il presente Regolamento e le agevolazioni qui individuate sono applicabili alle strutture accreditate ai sensi della normativa regionale (ed eventualmente nazionale) vigente. h) Ufficio di Piano: l Ufficio di Piano partecipa alla realizzazione del servizio garantendone il funzionamento attraverso le figure professionali che lo costituiscono, con particolare riferimento alle figure del direttore, dell assistente sociale e dell istruttore amministrativo contabile, i quali esercitano i diversi compiti professionalmente loro assegnati. i) Ente pubblico gestore: il soggetto che provvede, a titolo esemplificativo, alla gestione del procedimento afferente l erogazione del servizio, alla medesima erogazione, alla tenuta dei rapporti con altri soggetti pubblici o privati facenti parte della rete d Ambito e/o istituzionali. j) Appaltatore: l operatore aggiudicatario dell appalto, il quale assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, l erogazione di un servizio verso un corrispettivo in danaro. In sede di erogazione delle prestazioni, l Appaltatore si attiene alle modalità, ai tempi e alle condizioni indicate nei Progetti Personalizzati di intervento e si raccorda con tutti gli altri soggetti coinvolti. k) ISEE Utenza: per ISEE dell Utenza si deve intendere l ISEE da utilizzare in sede di selezione/compartecipazione al costo dell Utenza rispetto al servizio/prestazione fruita. Esso è esplicitamente individuato, nei singoli articoli, in relazione al singolo Servizio fruito. l) Indennità assistenziali esenti IRPEF: trattasi di misure assistenziali, tra le quali, tipicamente, la pensione d invalidità e 78 l indennità di accompagnamento, che costituiscono i mezzi necessari per vivere che lo Stato, in attuazione dell art. 38 Cost., provvede ad ogni cittadino inabile al lavoro. L indennità di accompagnamento è concessa, ex art. 1 della l. n. 18/1980, a causa del bisogno di assistenza continua per l incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita, per favorire la permanenza dell assistito presso il nucleo familiare di appartenenza. 2. Per quanto concerne i servizi il cui accesso presuppone valutazioni di competenza dell ASL, l Ufficio di Piano, se necessario, promuoverà il coordinamento dell attività, in modo da consentire il coinvolgimento dei Comuni ed evitare aggravanti procedimentali all utenza. 3. Per quanto concerne i servizi di esclusiva competenza comunale, l accesso agevolato a quelli qui disciplinati è subordinato al fatto che l avvio della prestazione avvenga per il tramite dell Ufficio competente, che deve esser coinvolto sin dall iniziale richiesta. 4. All Utenza che già risulta autonomamente fruitrice di un Servizio componente la rete distrettuale, ma vincolata da accordi di natura privatistica, liberamente e privatamente assunti con il soggetto gestore al momento dell inizio di fruizione del servizio, non potrà essere riconosciuta alcuna agevolazione retroattiva. Qualora, in seguito, fosse presentata una richiesta di contributo/agevolazione comunale a copertura parziale/totale della quota sociale della retta, l Ufficio competente 2 valuterà, d intesa con i competenti Servizi specialistici nel caso in cui ciò sia necessario, oltre che con l Utenza stessa o chi ne ha la rappresentanza legale, la possibilità di modulare diversamente la prestazione, in senso sia qualitativo sia quantitativo, procedendo contestualmente alla determinazione della quota a carico dell Utenza, conformemente a quanto individuato più oltre dal presente Regolamento. 5. I servizi di seguito disciplinati sono erogati prevedendo la compartecipazione al costo da parte dell Utenza (utilizzando a tal fine l indicatore ISEE e tenendo conto dell esito della concertazione territoriale eseguita con le Associazioni di riferimento) ovvero a titolo gratuito. ART. 5 FINANZIAMENTO DEI SERVIZI E PARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI AL COSTO. 1. Il finanziamento dei Servizi che compongono la Rete delle unità di offerta, per quanto di competenza, salvo per quanto riguarda le prestazioni rientranti nei Livelli Essenziali di Assistenza, costituenti quel nucleo incomprimibile di prestazioni che devono comunque essere garantite ed erogate, avviene in base alle disponibilità di bilancio dell Ente e con riferimento alle risorse messe a disposizione anche dallo Stato, dalla Regione, dalla Provincia, dall Utenza, da Enti o Istituzioni private e del privato sociale. 2 Ad esempio il Servizio Sociale del Comune di residenza della persona che usufruisce/intende usufruire del Servizio. 89 2. Il sistema integrato dei Servizi valorizza il ruolo delle famiglie come soggetti attivi delle politiche sociali nella formazione della domanda e nelle proposte di offerta di servizi, con particolare riferimento alle forme di auto-aiuto e al concorso tra risorse pubbliche e private. 3. Ai fini dell accesso e della compartecipazione al costo dei Servizi qui regolamentati, l Ufficio procedente richiede e valuta, direttamente o indirettamente, l ISEE dell Utenza, così come di seguito individuato nella parte del Regolamento riguardante i singoli Servizi. 910 PARTE SECONDA PARAMETRI ECONOMICI E MODALITA PER L'ACCESSO AI SERVIZI ART. 6 DESTINATARI DEI SERVIZI E DELLE PRESTAZIONI. 1. I Servizi e le Prestazioni di cui al presente Regolamento, siano essi gestiti da soggetti pubblici ovvero privati, mediante contratto, convenzione o concessione, sono rivolti, indicativamente, ai soggetti di cui all art. 4 della l.r. 23 dicembre 2005, n. 23, cui dunque si fa integrale rinvio. 2. Restano ovviamente salve ulteriori previsioni contenute in discipline generali e settoriali, siano esse di fonte nazionale ovvero regionale, con particolare riferimento ai Programmi sperimentali rivolti a persone non autosufficienti e loro nuclei familiari, ai disabili psichici e intellettivi di cui alla l.r. n. 15/1992 e l.r. n. 20/1997, alle leggi di settore e/o appartenenti a particolari tipologie di cittadini individuate sia a livello regionale che dell Ambito Plus I Servizi/Prestazioni professionali dei Servizi Sociali comunali, di norma, non comprendono le attività istituzionalmente attribuite alle articolazioni del S.S.N. (ad esempio: Servizio del Consultorio, Materno- Infantile, Psicologo, ecc.). 4. Si individuano, indicativamente, le seguenti classi di priorità: - ai Servizi Comunali (non di Ambito) accedono con priorità i residenti nel Comune sede del Servizio, secondariamente quelli domiciliati nel medesimo, in terzo luogo quelli dell Ambito Plus21 e, in ultimo, quelli di altri Comuni; - ai Servizi definiti Servizio d Ambito accedono prioritariamente tutti i cittadini residenti nell Ambito Plus21; - ai Servizi intercomunali, di sub-ambito o comprendenti anche Comuni non del PLUS21, accedono prioritariamente i cittadini residenti nei Comuni associati. ART. 7 DEFINIZIONE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA DELL UTENZA IN RELAZIONE ALLA PRESTAZIONE AGEVOLATA RICHIESTA. 1. I servizi e le prestazioni inserite nel presente Regolamento sono assoggettate a quanto previsto dalla normativa vigente in materia 3, con la quale: 3 Segnatamente: il d.lgs. 31 marzo 1998, n. 109 (recante Definizioni di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell'articolo 59, comma 51, della L. 27 dicembre 1997, n. 449), dal d.p.c.m. 7 maggio 1999, n. 221 (recante Regolamento concernente le modalità attuative e gli ambiti di applicazione dei criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni agevolate) e dal d.p.c.m. 18 maggio 2001 (recante Approvazione dei modelli-tipo della dichiarazione sostitutiva unica e 1011 - si individuano le prestazioni socio-assistenziali agevolate; - si determina l indicatore della situazione economica (ISE); - si forniscono modalità per la presentazione delle dichiarazioni sostitutive (art. 6 del d.p.c.m. 7 maggio 1999, n. 221 e s.m.i.), per la determinazione dell ISE e del controllo dei dati dichiarati; - si indicano le tabelle sui criteri unificati di valutazione reddituale e la scala di equivalenza (ISEE). 2. Giusto il rinvio alla normativa di cui al comma precedente, sono diversi i servizi interessati alla definizione dei criteri per stabilire la partecipazione dell Utenza al costo dei medesimi, erogati nell Ambito Plus21. La regolamentazione puntuale, con indicazione dell ISEE corretto da utilizzare, è contenuta nei singoli articoli dedicati ad essi, cui, dunque, si rinvia. 3. Qualora uno o più Servizi siano gestiti a livello di Plus, l Ufficio di Piano assume, con riferimento all oggetto del presente articolo, integralmente su di sé funzioni e compiti del Servizio Sociale comunale, fatto salvo quanto diversamente specificato in Atti di programmazione o gestione per tale/i Servizio/i. ART. 8 PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DA PARTE DELL UTENZA. 1. Il richiedente la prestazione, ovvero il suo rappresentante legale, presenta la necessaria dichiarazione sostitutiva unica di cui all art. 4 del d.lgs. n. 109/1998 ovvero la dichiarazione ISEE di prestazione, riferita al solo nucleo familiare rilevante. Per la dichiarazione sostitutiva, si utilizzerà il modello-tipo approvato con d.p.c.m. 18 maggio Il vaglio dell ISEE dell Utenza è indispensabile per accertare il possesso dei requisiti per l eventuale riduzione o esenzione. Costituendo la presentazione dell ISEE ovvero della suindicata dichiarazione sostitutiva unica, un opportunità per l Utenza, che snellisce gli adempimenti a suo carico e che consente al medesimo di usufruire dei benefici previsti, la scelta consapevole di non presentare dette attestazioni è indice di rinuncia implicita ai benefici medesimi. La mancata presentazione della dichiarazione ISEE, così come l autocertificazione di avere una situazione economica di valore superiore previsto per accedere alle agevolazioni, comporta l inserimento nella fascia massima di contribuzione. È, in ogni caso, fatta salva l erogazione del servizio e delle agevolazioni non collegate alla situazione economica. 3. L Ufficio procedente raccoglie presso la banca dati dell INPS, ex art. 4- bis co. 2 del d.lgs. n. 109/1998, il dato riguardante la dichiarazione sostitutiva unica mediante accesso al relativo sistema informativo. Detta dichiarazione, munita dell attestazione rilasciata, ha, fatte salve le deroghe di cui al successivo art. 9, validità annuale dalla data di dell'attestazione, nonché delle relative istruzioni per la compilazione, a norma dell'art. 4, comma 6, del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 109, come modificato dal D.Lgs. 3 maggio 2000, n. 130) 4 La dichiarazione sostitutiva unica (DSU) deve essere riferita all intero nucleo familiare, mentre ove si applica l ISEE del solo assistito non è richiesta la DSU, ma solo l ISEE di prestazione, che come tale non deve essere trasmessa all INPS, poiché contiene dati incompatibili con le DSU di cui all art.4 del d.lgs. n. 109/12 presentazione e dovrà, comunque riferirsi ai redditi dell annualità richiesta dall Ammministrazione per l accesso auno specifico servizio. 4. L aggiornamento della dichiarazione sostitutiva unica avviene dal mese successivo allo scadere della validità della precedente attestazionein caso di mancata presentazione di tale aggiornamento ovvero di attestazioni incomplete o non corrette, l Ufficio procedente invita l Utenza alla regolarizzazione della propria posizione che deve avvenire entro 30 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta, decorsi i quali si procede ai sensi del precedente comma L Ufficio procedente richiede le eventuali integrazioni/rettifiche di quanto dichiarato, sollecitando l Utenza nei modi ritenuti più efficaci (verbalmente ovvero mediante raccomandata r/r. In quest ultimo caso l Utenza disporrà di 30 giorni lavorativi, calcolati a partire dalla data di ricevimento della richiesta stessa, per presentare le integrazioni e/o le modifiche necessarie). ART. 9 VARIAZIONE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA SOTTESA ALLA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA UNICA. DECORRENZA DELL AGGIORNAMENTO. 1. Qualora l Utenza intenda far valere mutamenti delle condizioni familiari ed economiche tali da rendere la propria attestazione più favorevole al riconoscimento di servizi agevolati, è riconosciuta la facoltà di presentare una nuova attestazione, entro l anno di validità della precedente. 2. Ricevuta la nuova dichiarazione, l Ufficio procedente adegua l agevolazione a favore dell Utenza con decorrenza dal primo giorno del mese successivo al momento dell accertamento del nuovo valore ISEE. 3. Ove giustificato da circostanziata e motivata richiesta, e a seguito di puntuale verifica dell Ufficio procedente, la decorrenza dell agevolazione è anticipata al momento del verificarsi dell evento che ha mutato la capacità economica dell Utenza. 4. Nel caso in cui l Utenza veda compromessa la propria situazione economica a seguito di eventi esterni transitori quali intervenuta disoccupazione, cassa integrazione, mobilità et simili, l Ufficio procedente, d intesa con la medesima, definisce tempi e modalità entro i quali sia possibile ristabilire, una volta superata la momentanea situazione di difficoltà, l applicazione generale della normativa sull ISEE. Nel frattempo, l Ufficio procedente provvede ad una nuova valutazione ISEE, tenendo conto dell effettiva disponibilità reddituale della stessa. 5. È consentito l aggiornamento del calcolo dell ISEE, nei termini suesposti, anche in caso di nascita o decesso di un familiare. 6. In applicazione dei generali principi di efficienza e imparzialità, e in presenza di bandi specifici per il riconoscimento di agevolazioni di qualsiasi tipo, ciascun Ufficio procedente, avendo la necessità di procedere a valutazioni fondate su dati omogenei, può chiedere 1213 all Utenza, con riferimento al periodo indicato nel medesimo bando, un aggiornata dichiarazione ai fini ISEE. ART. 10 CRITERI PER LA VALUTAZIONE DELL INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA (ISE ED ISEE). 1. La quantificazione della quota di compartecipazione al costo/tariffa dei servizi e prestazioni rese avviene mediante l utilizzo dell indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). 2. Per determinare l ISEE si considerano i tre fattori seguenti: a) l indicatore della situazione reddituale (ISR), b) l indicatore della situazione patrimoniale (ISP); c) il coefficiente della scala di equivalenza (vale a dire l indice della composizione quali/quantitativa del nucleo familiare), da utilizzarsi nella seguente formula: ISE = REDDITO (ISR) + PATRIMONIO (ISP) ISE (ISR + ISP) ISEE = COEFFICIENTE SCALA DI EQUIVALENZA 3. Per quanto concerne la definizione dell indicatore della situazione reddituale (ISR), dell indicatore della situazione patrimoniale (ISP) nonché della composizione del nucleo familiare, si rinvia a quanto stabilito nel d.lgs. n. 109/1998 e nel d.p.c.m. 7 maggio 1999, n Qualora il richiedente appartenga ad un nucleo familiare di più persone, la situazione economica relativa all intero nucleo è rapportata a quella del singolo, mediante l applicazione della scala di equivalenza di cui al d.lgs. n. 109/ Tabella n. 1 - Scala parametrale di equivalenza Numero dei componenti Parametro 1 1,00 2 1,57 3 2,04 4 2,46 5 2,85 per ogni ulteriore componente + 0,35 in caso di presenza nel nucleo di figli minori e di un solo + 0,20 genitore per ogni componente con handicap psicofisico permanente di cui all art. 3, comma 3, della l. 05 febbraio 1992 n. 104, o di + 0,50 invalidità superiore al 66% per nuclei familiari con figli minori, in cui entrambi i genitori + 0,20 svolgono attività di lavoro e di impresa 5 Conseguentemente, in caso di applicazione del criterio di evidenziazione della situazione economica del solo assistito, la situazione economica del richiedente andrà divisa, in assenza di altri soggetti a carico, per 1,5 1314 5. Il rapporto tra la situazione economica del nucleo familiare e la scala di equivalenza determina l ISEE del richiedente o, comunque, del singolo appartenente allo stesso nucleo. 6 ART. 11 CRITERI ULTERIORI DI SELEZIONE DEI BENEFICIARI. 1. L art. 3 co. 1 del d.lgs. n. 109/1998 contempla la possibilità di prevedere accanto all ISEE criteri ulteriori di selezione dei beneficiari. Detti criteri s intendono come aggiuntivi, che prescindono dalla valutazione del reddito, già puntualmente e normativamente disciplinato nella sua composizione Trattasi di criteri integrativi e mirati, riguardo ai seguenti elementi: - diversa considerazione del nucleo familiare, nel rispetto di quanto comunque previsto dal d.p.c.m. n. 242/2001; - considerazione della variazione della situazione economica in corso di validità di cui alla dichiarazione sostitutiva rilasciata ai fini ISEE; - declinazione personalizzata della tipologia della prestazione legata anche a particolari condizioni di bisogno. ART. 12 CRITERI PER LA VALUTAZIONE DELL INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA (ISE ED ISEE). 1. In sede d individuazione dell ISEE rilevante (rectius: da utilizzare) per definire la modalità e l entità della compartecipazione dell Utenza al costo dei servizi resi, si indicano di seguito i criteri generali: a) nel caso di prestazioni sociali agevolate assicurate nell'ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave, di cui all'articolo 3 co. 3 della l. 5 febbraio 1992, n. 104, accertato ai sensi dell'articolo 4 della stessa legge, nonché a soggetti ultrasessantacinquenni la cui non autosufficienza fisica o psichica sia stata accertata dalle competenti A.S.L., si tiene conto della situazione reddituale e patrimoniale del solo beneficiario della prestazione, determinata secondo la normativa in materia di ISEE (cfr. art. 3 co. 2-ter del d.lgs. n. 109/1998). In ogni caso, qualora detta tipologia di Utenza abbia familiari a carico, la quota di compartecipazione dovuta è calcolata tenendo conto dell'isee del nucleo familiare così come complessivamente risultante; b) nel caso di prestazioni sociali agevolate erogate a domicilio o in 6 L indicatore, infatti, è costruito a partire dalla situazione economica di tutti i componenti il nucleo familiare e tiene conto delle economie di scala derivanti dalla convivenza, così come di situazioni di particolare disagio presenti nella famiglia. Si distingue, pertanto, tra ISE e ISEE: mentre il primo fa riferimento alla situazione economica dell intero nucleo familiare di appartenenza, l ISEE (ottenuto dividendo l ISE per il coefficiente della scala di equivalenza corrispondente alla composizione del nucleo) riporta la situazione familiare a quella dei singoli componenti. E poiché il nucleo familiare è definito secondo criteri uniformi e generali di appartenenza (non fa differenza rispetto a chi tra i suoi membri richiede la prestazione), l ISEE è identico per tutti i componenti del nucleo. 7 Ad esempio, la composizione monogenitoriale del nucleo familiare. 1415 ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone non riconducibili alle due categorie di cui alla suindicata lettera a), la valutazione della situazione economica del richiedente è determinata con riferimento alle informazioni relative al nucleo familiare di appartenenza (ISEE del nucleo familiare), come definito dal d.lgs. n. 109/1998 e relative disposizioni attuative (cfr. art. 2 co. 1 d.lgs. n. 109/1998). (In questo caso, è data facoltà alle singole Amministrazioni comunali, ovvero all Ambito per quanto di propria competenza, di individuare nuclei familiari rilevanti differenti rispetto a quelli individuati testualmente dalla normativa, al fine di agevolare ulteriormente l Utenza nella individuazione della quota compartecipativa dovuta); c) in casi specifici e adeguatamente motivati, anche per periodi temporali limitati, è data facoltà agli Uffici procedenti, nel rispetto dei principi di equità e solidarietà, di prevedere ipotesi di esenzione totale/parziale dalla compartecipazione. ART. 13 CONTROLLI SULLE DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE. 1. L Ufficio procedente effettua, direttamente o indirettamente, opportuni controlli a campione sulla veridicità e completezza delle dichiarazioni presentate. 2. In caso di mendacità della dichiarazione sostitutiva, che non sia riconducibile a mero errore materiale e non sia di entità irrilevante o comunque minima, il dichiarante, ai sensi dell art. 75 del d.p.r. n. 445/2000, decade, nella misura risultante dall errore, dal beneficio relativo all agevolazione economica, anche indiretta, ed è tenuto alla restituzione delle somme indebitamente percepite, oltre agli interessi di Legge e ad eventuali spese. 3. È fatta salva l attivazione dei provvedimenti previsti per la violazioni delle norme di diritto penale e delle leggi speciali di cui all art. 76 del medesimo d.p.r. 4. Nel caso il dichiarante, accorgendosi di aver commesso un errore o un omissione nella compilazione della dichiarazione, ne dia immediata comunicazione all ufficio erogatore del servizio/prestazione, l Ufficio procedente provvederà a verificare se, a seguito della correzione dell errore, sussistono ancora le condizioni che giustificano l agevolazione, provvedendo eventualmente a recuperare le somme indebitamente riconosciute. L errore, così tempestivamente segnalato, non determina la necessità di segnalare il fatto all Autorità giudiziaria. ART. 14 MODALITA' DI ACCESSO ALLA RETE DEI SERVIZI E AI COSTI AGEVOLATI 1. L istanza di accesso è predisposta dall interessato, da un suo delegato ovvero dal proprio rappresentante legale a ciò abilitati. Sono quindi da ritenersi irricevibili, salvo situazioni debitamente motivate, in ossequio 1516 al rispetto della capacità di agire di ogni persona, quando non limitata (ovvero parzialmente limitata) da alcuna misura di protezione civilistica, le istanze presentate in nome e per conto di altre persone maggiorenni, da parte di soggetti che non hanno la rappresentanza legale dei medesimi e/o che sono sprovvisti di delega espressa da questi rilasciata, ancorché facenti parte del nucleo familiare. In caso d irregolarità in punto di rappresentanza, l Ufficio procedente può invitare ovvero attivare il procedimento di nomina di un amministratore di sostegno. È comunque fatta salva l erogazione dei servizi essenziali di cui al d.p.c.m. 29 novembre È comunque previsto che l avvio del procedimento per l accesso al servizio avvenga d ufficio in tutti quei casi in cui sussistano le condizioni di fatto e normative che lo prevedono. 3. L Ufficio procedente, a fini istruttori, ha facoltà di richiedere ogni documento ritenuto utile alla conclusione del procedimento. Per la gestione concreta del procedimento si fa espresso rinvio alla normativa generale di cui alla l. n. 241/1990 e regolamento attuativo e al d.p.r. n. 445/ È rilasciata all Utenza, a fini certificativi e probatori, copia dell istanza così presentata. 5. L accesso al servizio è regolato nel rispetto del principio di semplificazione cui deve ispirarsi l azione amministrativa e di non aggravamento del procedimento. 6. Per quanto concerne i servizi il cui accesso presuppone valutazioni di competenza dell ASL, l Ufficio procedente informa la propria attività ai principi di cui al comma precedente. 7. All istanza di cui al precedente comma 3 deve essere allegata la dichiarazione ISEE competente, così come dianzi illustrata. A tal fine, per l accesso ai Servizi distrettuali/d ambito, è predisposto dall Ufficio di Programmazione e Gestione apposito modulo. 8. Nel citato modulo sono raccolte, oltre alle informazioni di ordine anagrafico, anche tutti i dati necessari per l istruttoria e la conseguente erogazione di Servizi e prestazioni. 9. Il progetto personalizzato/individualizzato che riguarda l Utenza è soggetto a rivalutazione periodica per opera dell Ufficio procedente, secondo scadenze temporali autonomamente fissate ovvero dietro sollecitazione dell Utenza o del suo rappresentante legale ovvero degli Enti gestori il servizio fruito. All esito di ciò, si adottano le misure conseguenti del caso, ritenute più opportune per un miglior intervento sociale a favore dell Utenza. ART. 15 PRESA IN CARICO. PROGETTO ASSISTENZIALE INDIVIDUALE. 1. La presa in carico dell Utenza avviene, nei casi in cui il procedimento sia stato attivato a istanza di parte con esito positivo. Nei casi di attivazione d ufficio, la presa in carico si concreta nell esecuzione delle attività necessarie previste. 1617 2. In sede istruttoria, ricorrendo i presupposti per una conclusione positiva del procedimento, l Ufficio procedente definisce un progetto sociale d intervento modulato sulle specifiche esigenze del caso concreto. Detto progetto prevede, sinteticamente: a) la descrizione della situazione iniziale; b) gli strumenti pensati per eliminare/attenuare le problematiche connesse; c) gli obiettivi da raggiungere; d) tempistica; e) attività di verifica in itinere. 3. Il progetto è condiviso con l Utenza e/o proprio rappresentante legale e deve almeno indicare: - le misure di sostegno ritenute più utili/opportune/urgenti; - gli impegni a carico dell Utenza e/o proprio rappresentante legale; - la distribuzione degli oneri finanziari annessi al progetto, se previsti; - tempi e modalità di erogazione/fruizione; - tempi e modi di aggiornamento/verifica. 4. La mancata adesione al progetto e ai suoi contenuti, per quanto di competenza dell Utenza, comporta l erogazione delle sole attività di sostegno comunque dovute ex lege e, sussistendone i presupposti, l attivazione delle opportune/dovute azioni legali a difesa dell Amministrazione. ART. 16 AMMISSIONE ALLA PRESTAZIONE. 1. Gli interventi previsti nel suindicato Progetto assistenziale sono erogati ai richiedenti direttamente dal Comune di riferimento, dalla struttura accreditata o convenzionata con le Amministrazioni ovvero dall Ufficio di Programmazione e Gestione, a seconda del soggetto competente ad eseguirli. 2. L ammissione alle prestazioni è immediata ovvero differita con inserimento in liste di attesa, riguardo alle quali è garantita all Utenza, sussistendone i presupposti di legge, possibilità di accesso. 3. In ogni caso è fornita all Utenza tempestiva informazione in proposito. 4. È compito dell Ufficio procedente comunicare all Utenza, prima dell avvio della prestazione, le condizioni essenziali del servizio reso (modalità, eventuale quota di compartecipazione al costo, ecc.). 1718 PARTE TERZA UTILIZZO DEGLI ISEE RILEVANTI AI FINI DELL ACCESSO E DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO DEI SERVIZI. MINIMO VITALE RILEVANTE. ART. 17 UTILIZZO DELL'ISEE DELL UTENZA. 1. La compartecipazione dell Utenza al costo dei servizi qui disciplinati prevede necessariamente l utilizzo dell ISEE dell Utenza. 2. A tal fine è previsto l utilizzo della formula matematica di cui al successivo art. 19, differenziata a seconda della tipologia di servizio, che rappresenta una curva esprimente un criterio di proporzionalità, diversamente declinata, appunto, in relazione alla tipologia di servizio. 3. Per i valori di ISEE superiori al livello massimo espresso nei grafici di riferimento, all Utenza è ascritta la partecipazione massima prevista dal regolamento. 4. I valori dell ISEE sono soggetti a rivalutazione annuale, stabilita dalla Conferenza dei Servizi, sulla base degli indici ISTAT. ART. 18 REGOLE TECNICHE MINIME PER LA QUANTIFICAZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI ALLA SPESA. 1. Essendo il meccanismo del concorso dell Utenza costruito sul costo/tariffa del servizio, la quota su cui si applica la percentuale a carico dell Utenza è soggetta a variazioni in caso d incremento o decremento significativo del medesimo. 2. L Ufficio procedente, previa adeguata istruttoria, può prevedere una riduzione della quota a carico dell Utenza, operando sulla percentuale di contribuzione individuata utilizzando la c.d. progressione parabolica, strumento il quale garantisce che, ad ogni ammontare di ISEE, corrisponda una specifica e singola quota di compartecipazione La tariffa a carico dell Utenza è arrotondata, per eccesso (da 0,51 ) o per difetto (fino a 0,50 compresi), a un (1) euro. Tale arrotondamento è praticato sulla cifra complessiva, al momento dell emissione periodica del ruolo. ART. 19 DEFINIZIONE DELLA COMPARTECIPAZIONE AL COSTO DELL UTENZA UTILIZZANDO L INDICE ISEE. FORMULA MATEMATICA. 8 La progressione parabolica si basa sull applicazione all ISEE dell utente e/o familiare di un apposita formula matematica. Oltre alla linearità nell incremento delle percentuali di recupero, tale meccanismo garantisce che, ad ogni ammontare di ISEE, corrisponda uno specifico e singolo costo a carico del richiedente. 1819 1. Per determinare la percentuale di contribuzione dell Utenza al costo dei servizi di cui all oggetto con la suindicata metodologia della progressione parabolica, si utilizzerà la seguente formula matematica: % a carico dell Utenza = aisee 2 + bisee + c che esprime una parabola individuata da tre punti (a,b,c), che vede l aumento della compartecipazione in relazione alla crescita dell ISEE Art. 20 AGGIORNAMENTI. 1. Allorquando l Ufficio procedente debba aggiornare il costo dei Servizi erogati, e ciò determini un significativo aumento della percentuale da ascrivere all Utenza, sarà necessario procedere, prima di individuare i nuovi parametri matematici da utilizzare, ad una nuova fase concertativa, al fine di individuare soluzioni eque e sostenibili sia per l Amministrazione sia per l Utenza. Art. 21 VALUTAZIONE E RILEVANZA DEL MINIMO VITALE. 1. Con riferimento ai soli servizi diurni e domiciliari, l Utenza il cui ISEE rilevante sia inferiore alla soglia ricavata annualmente attraverso la conversione in valore ISEE delle soglie individuate dalla Regione per definire le risorse economiche corrispondenti al minimo vitale (MV), è esentata da ogni forma di compartecipazione al costo. 1920 PARTE QUARTA REGOLAMENTAZIONE DEI SINGOLI SERVIZI ART. 22 SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD) Punto a) Oggetto e finalità 1. Precipua finalità del Servizio è di favorire, per quanto possibile, la permanenza della persona nel proprio ambito familiare e, quindi, al proprio domicilio, garantendo prestazioni a carattere preventivo e/o riparatorio. La durata delle prestazioni è definita dall Ufficio procedente, in rapporto ai bisogni specifici della persona e ai progetti individuali. Gli interventi e le prestazioni possono assumere forme diverse (intervento diretto, voucher o altre forme indirette), secondo le esigenze dell Utenza, sulla base del Progetto Personalizzato predisposto dal Servizio Sociale comunale e/o dal servizio ADl dell A.S.L., il quale deve raccordarsi con il PUA. 2. Si distinguono le seguenti forme di Assistenza Domiciliare: a) Servizio di Assistenza Domiciliare associato (è la modalità di risposta al bisogno socioassistenziale dei cittadini, assicurata dai Comuni in forma omogenea e uniforme su tutto il territorio del Distretto); b) Assistenza Domiciliare Sanitaria (articolata in Assistenza Domiciliare Programmata (ADP), erogata dal Medico di Medicina Generale (MMG) e in Cure domiciliari, distinte siccome prestazionali, interventi di primo, secondo e terzo livello assistenziale, area critica dell ADI); c) Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) sociosanitaria (è un insieme coordinato di attività sanitarie e socioassistenziali integrate tra loro per la cura della persona nel proprio ambiente familiare, attraverso la continuità assistenziale). 3. Le finalità dell Assistenza Domiciliare sono, indicativamente, le seguenti: a) favorire l autonomia dell Utenza, la vita di relazione e la permanenza nel proprio ambiente familiare e sociale anche in situazioni di disagio; b) tutelare la salute psico-fisica sia in senso preventivo che di recupero e mantenimento delle residue capacità funzionali e della vita di relazione; c) limitare l'allontanamento dall'ambiente familiare e sociale alle sole situazioni di grave dipendenza, per le quali la permanenza nel proprio ambiente costituirebbe fattore di eccessivo disagio e deterioramento, riducendo così il ricorso all'ospedalizzazione impropria ed evitando, per quanto possibile, il ricovero in strutture residenziali; 20 Vedere altro
Provincia di Carbonia Iglesias Azienda Sanitaria Locale n. 7 Comuni di: Calasetta, Carbonia, Carloforte, Giba, Masainas, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant Dettagli REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ASSOCIATO E DI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA SOCIOSANITARIA
REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ASSOCIATO E DI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA SOCIOSANITARIA ART.1 - OGGETTO DEL REGOLAMENTO Il presente regolamento disciplina, nel rispetto della Dettagli REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI INTERVENTI, AI SERVIZI E ALLE PRESTAZIONI DI NATURA SOCIALE, SOCIO-ASSISTENZIALE E SOCIO-EDUCATIVA
Fondazione di partecipazione dei Comuni di Casole d Elsa Colle di Val d Elsa Poggibonsi San Gimignano Radicondoli REGOLAMENTO UNICO DI ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI - 1- INDICE Premessa... 5 Titolo Primo Dettagli REGOLAMENTO PER L ACCESSO AL SISTEMA INTEGRATO LOCALE DEI SERVIZI E DEGLI INTERVENTI SOCIALI E SOCIO-SANITARI
AMBITO TERRITORIALE N 1 Comuni di Calvizzano, Melito, Mugnano di Napoli, Qualiano, Villaricca ASL NA 2 Nord Comune capofila: Mugnano di Napoli Legge 328/00 REGOLAMENTO PER L ACCESSO AL SISTEMA INTEGRATO Dettagli ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI COMUNE DI CITTA SANT ANGELO AMBITO SOCIALE N 33 AREA PESCARA METROPOLITANA
ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI COMUNE DI CITTA SANT ANGELO AMBITO SOCIALE N 33 AREA PESCARA METROPOLITANA REGOLAMENTO DEI SERVIZI SOCIALI CAPO I FINALITA' ED AMBITO DI APPLICAZIONE Art. 1 Oggetto del Dettagli AMBITO TERRITORIALE DI FOGGIA
AMBITO TERRITORIALE DI FOGGIA CAPITOLATO SPECIALE D APPALTO PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DOMICILIARE PER L AIUTO ALLA PERSONA RIVOLTO AI CITTADINI DELL AMBITO TERRITORIALE DI FOGGIA DI ASSISTENZA DOMICILIARE Dettagli SISTEMA LOCALE DOMICILIARITA PIANO LOCALE DOMICILIARITA NEL TERRITORIO AFFERENTE ALL AZIENDA ULSS N. 19 ADRIA.
SISTEMA LOCALE DOMICILIARITA PIANO LOCALE DOMICILIARITA NEL TERRITORIO AFFERENTE ALL AZIENDA ULSS N. 19 ADRIA. La Regione Veneto con DGR n. 2359 del 30.07.2004 ha delineato sia la programmazione che gli Dettagli ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/20
giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATO A Dgr n. del pag. 1/20 1. PREMESSA L IMPEGNATIVA DI CURA DOMICILIARE (ICD) A sei anni dall introduzione dell Assegno di Cura con la DGR 4135/2006, la Regione del Dettagli REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI E DISABILI SADA SADH AMBITO B 04
AMBITO TERRITORIALE B 04 LEGGE 328/2000 e L. R. 11/2007 Ente Capofila COMUNE DI CERRETO SANNITA E I COMUNI DI: AMOROSI, CASTELVENERE, CUSANO MUTRI, DUGENTA, FAICCHIO, GUARDIA SANFRAMONDI, LIMATOLA, MELIZZANO, Dettagli REGOLAMENTO PER L'ACCESSO ALLE PRESTAZIONI DEL SISTEMA INTEGRATO DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI SOCIALI
REGOLAMENTO PER IL DIRITTO ALL APPRENDIMENTO IN OGNI ETA INDICE GENERALE SEZIONE I CARATTERISTICHE DEL SISTEMA LOCALE PER IL DIRITTO ALL APPRENDIMENTO ART. 1 PRINCIPI DI RIFERIMENTO ART. 2 FINALITA GENERALI Dettagli COMUNE PONTECAGNANO FAIANO Provincia di Salerno REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE PER SOGGETTI DISABILI
COMUNE PONTECAGNANO FAIANO Provincia di Salerno REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE PER SOGGETTI DISABILI Art.1 Oggetto del Regolamento Il presente Regolamento disciplina, nell ambito dei Dettagli COMUNE DI USSARAMANNA
COMUNE DI USSARAMANNA PROVINCIA DI CAGLIARI REGOLAMENTO *********** DI ATTUAZIONE SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI TITOLO I CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Finalità In esecuzione della L.R. 25.01.1988, Dettagli REGOLAMENTO PER L ACCESSO E LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE IN ATTUAZIONE DPCM 5 DICEMBRE 2013 N.
REGOLAMENTO PER L ACCESSO E LA PARTECIPAZIONE AL COSTO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE IN ATTUAZIONE DPCM 5 DICEMBRE 2013 N. 159 Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 6 del 26/02/2015 Dettagli COMUNITA MONTANA DEL GENNARGENTU - MANDROLISAI
COMUNITA MONTANA DEL GENNARGENTU - MANDROLISAI SORGONO ( Provincia di Nuoro) Via Bulgaria, s.n.c. - 08038 Sorgono - TEL. 0784 60099 - FAX 0784 60147 - P. I.V.A. 01345790917 e.mail ufficiodipianosorgono@hotmail.it Dettagli REGOLAMENTO PER L ACCESSO AL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE PER DISABILI GRAVI E GRAVISSIMI
REGOLAMENTO PER L ACCESSO AL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE PER DISABILI GRAVI E GRAVISSIMI ART. 1 DEFINIZIONE DEI SERVIZI OGGETTO DEL REGOLAMENTO Il presente regolamento disciplina il Servizio di Dettagli REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ECONOMICI AGLI INDIGENTI
CONSORZIO PER LA GESTIONE DEI SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ECONOMICI AGLI INDIGENTI (Approvato con Deliberazione dell Assemblea Consortile n. 04 del 28/04/2014) Dettagli COMUNE DI RHO REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DEL SERVIZIO DI ASSITENZA DOMICILIARE E DEI VOUCHER ASSISTENZIALI PER ANZIANI
COMUNE DI RHO REGOLAMENTO PER L EROGAZIONE DEL SERVIZIO DI ASSITENZA DOMICILIARE E DEI VOUCHER ASSISTENZIALI PER ANZIANI Approvato con Deliberazione Commissariale di Consiglio Comunale n. 97 del 29/03/2011 Dettagli Approvato con. D.C.C. n.17/2008
Approvato con. D.C.C. n.17/2008 REGOLAMENTO UNICO PER L ACCESSO AL SISTEMA INTEGRATO DI INTERVENTI E SERVIZI SOCIO -ASSISTENZIALI E PER LA COMPARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI AL COSTO DEI SERVIZI E DELLE PRESTAZIONI Dettagli REGOLAMENTO SERVIZIO ASSOCIATO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI - SAD
Comune Capofila San Benedetto del Tronto Acquaviva Picena Campofilone Carassai Cossignano Cupra Marittima Grottammare Massignano Monsampolo del Tronto Montalto delle Marche Montefiore dell Aso Monteprandone Dettagli PROGRAMMA D INTERVENTO SOCIO-ASSISTENZIALE
COMUNE DI VILLA SANT ANTONIO PROVINCIA DI ORISTANO PROGRAMMA D INTERVENTO SOCIO-ASSISTENZIALE ANNO 2014 Approvato con Deliberazione C.C. n. 24 del 11.06.2014 Comune di Villa Sant Antonio Programma di intervento Dettagli REGOLAMENTO CONSORTILE DI EROGAZIONE DI MISURE ECONOMICHE
REGOLAMENTO CONSORTILE DI EROGAZIONE DI MISURE ECONOMICHE Il presente regolamento disciplina i principi e le modalità attuative dell erogazione di misure economiche direttamente a favore di cittadini fruitori Dettagli C o m u n e d i S a r r o c h P r o v i n c i a d i C a g l i a r i S e t t o r e S e r v i z i S o c i a l i
C o m u n e d i S a r r o c h P r o v i n c i a d i C a g l i a r i S e t t o r e S e r v i z i S o c i a l i Allegato alla determinazione N del - Reg Gen n CAPITOLATO SPECIALE RELATIVO ALL AFFIDAMENTO Dettagli DELIBERAZIONE N. _379_ DEL _18/04/2013_
Pag. 1 di 33 Centro Direzionale Piazza Ospedale, 5 59100 - PRATO C.F. e P.IVA 01683070971 DELIBERAZIONE N. _379_ DEL _18/04/2013_ O GGETTO : Definizione del sistema dei titoli d'acquisto per l 'inserimento Dettagli Assistenza Domiciliare
Direzione Centrale Credito e Welfare Progetto Home Care Premium Assistenza Domiciliare Per i dipendenti e pensionati pubblici, iscritti all INPS Gestione Dipendenti Pubblici anche ai sensi del D.M. n. Dettagli Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia
Schema di disegno di legge recante norme relative alle persone non autosufficienti, alle politiche sociali e alla famiglia Art. 1 (Delega al Governo in materia di protezione sociale e cura delle persone Dettagli REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA ASSESSORATO DELL'IGIENE E SANITA' E DELL'ASSISTENZA SOCIALE
REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA ASSESSORATO DELL'IGIENE E SANITA' E DELL'ASSISTENZA SOCIALE GLI INTERVENTI PREVISTI DAL FONDO REGIONALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA Gennaio 2009 Indice Introduzione pag. Dettagli Approvato con deliberazione del C.D.A. N. 1 del 27/01/2010. Articolo 1 - Premessa
ISTITUZIONE PER L ESERCIZIO DEI SERVIZI ALLA PERSONA E ALLA FAMIGLIA CARTA DEI SERVIZI RECANTE DISPOSIZIONI PER LA GESTIONE E L APPLICAZIONE DELLE TARIFFE NEI SERVIZI ASSISTENZIALI A DOMANDA EROGATI IN Dettagli A.S.P. ISTITUZIONI ASSISTENZIALI RIUNITE DI PAVIA

References: ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART. 1
 art. 43
 art. 117
 art. 3
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 art. 38
 art. 1
 ART. 5
 ART. 6
 art. 4
 ART. 7
 ART. 8
 art. 4
 art. 4
 art. 9
 art.4
 ART. 9
 ART. 10
 art. 3
 ART. 11
 art. 3
 ART. 12
 art. 3
 art. 2
 ART. 13
 art. 75
 art. 76
 ART. 14
 ART. 15
 ART. 16
 ART. 17
 art. 19
 ART. 18
 ART. 19
 Art. 20
 Art. 21
 ART. 22
 ART.1
 Art. 1
 ART. 1
 ART. 2
 Art.1
 Art. 1
 ART. 1
 Art. 1
 Articolo 1