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Estensione domanda al chiamato in causa - Iussit.com
27 gennaio 2016 Civile, Giudice di Pace, Giurisprudenza civile
Giudice di Pace di Napoli ex Pozzuoli, sentenza del 31 dicembre 2015 – – Risarcimento danni da circolazione stradale. L’accertamento contenuto nella sentenza passata in cosa giudicata non estende i suoi effetti a terzi né può essere vincolante per questi ultimi – La domanda principale dell’attore si estende automaticamente al chiamato in causa dal convenuto quando la chiamata del terzo sia effettuata per ottenere la liberazione dello stesso convenuto dalla pretesa attorea
Giudice di Pace di Napoli ex Pozzuoli, Avv. Italo Bruno
Sentenza del 31 dicembre 2015
L’accertamento contenuto nella sentenza passata in cosa giudicata non estende i suoi effetti a terzi né può essere vincolante per questi ultimi.
La domanda principale dell’attore si estende automaticamente al chiamato in causa dal convenuto quando la chiamata del terzo sia effettuata per ottenere la liberazione dello stesso convenuto dalla pretesa attorea, individuandosi il terzo come l’unico obbligato nei confronti dell’attore, in posizione alternativa con il convenuto ed in relazione alla medesima obbligazione dedotta nel giudizio: ne consegue che, in tema di sinistri stradali, laddove il convenuto chiami in causa un terzo e il Giudice accerti la responsabilità esclusiva del veicolo rimasto sconosciuto, la domanda di risarcimento proposta dall’attore deve intendersi, automaticamente, estesa all’Impresa assicurativa designata dal fondo di garanzia per le vittime della strada.
Nella causa iscritta al n. nnn/14 R.G. – Affari Contenziosi Civili – avente ad oggetto:
TIZIO; Attore E
CAIO; Convenuto – Contumace
TIZIO, con atto di citazione ritualmente notificato il 18/2/15 e 6/5/14 a CAIO ed alla S.p.A. IPSILON (ora S.p.A. ZETA), conveniva innanzi a questo Giudice i predetti soggetti, affinché – previa declaratoria dell’esclusiva responsabilità di Caio nella produzione del sinistro avvenuto il giorno 11/5/10 in Pozzuoli sulla Variante SS7 quater, in occasione del quale, mentre era intento ad aprire il cofano della propria auto in avaria su un’area di sosta di detta strada, veniva investito in uno alla sua auto dall’auto Fiat Punto tg.(…) di proprietà del convenuto – fosse condannato il medesimo Caio in solido con la Spa Ipsilon (ora Spa Zeta), in persona del legale rapp.te pro-tempore, come da richieste in epigrafe riportate.
– che in dipendenza dell’investimento, subiva lesioni per le quali veniva trasportato al p.s. dell’Ospedale “…” di … dove i sanitari di turno gli diagnosticavano: “trauma cranico frontale sinistro non commotivo con flc suturata in p.s.; trauma contusivo ginocchio sinistro e gomito sinistro; escoriazioni multiple per il corpo”;
– che il veicolo danneggiante era assicurato per RCA presso la Spa Ipsilon (ora Spa Zeta) che, sebbene ritualmente invitata a risarcire i danni con racc.te a.r. Sda Express n. … ricevuta il 10/5/12 e n. … ricevuta l’11/5/12, non vi provvedeva.
Quindi, l’accertamento contenuto nella sentenza non estende i suoi effetti a terzi né può essere vincolante per questi ultimi.
– “La domanda principale dell’attore si estende automaticamente al chiamato in causa dal convenuto quando la chiamata del terzo sia effettuata per ottenere la liberazione dello stesso convenuto dalla pretesa attorea, individuandosi il terzo come l’unico obbligato nei confronti dell’attore, in posizione alternativa con il convenuto ed in relazione alla medesima obbligazione dedotta nel giudizio: ne consegue che, in tema di sinistri stradali, laddove il convenuto chiami in causa un terzo e il Giudice accerti la responsabilità esclusiva del veicolo rimasto sconosciuto, la domanda di risarcimento proposta dall’attore deve intendersi, automaticamente, estesa all’Impresa assicurativa designata dal fondo di garanzia per le vittime della strada” (Cass. Sent. n.3641 del 4/2/13).
– per la invalidità temporanea totale e parziale, assumendo un valore economico di € 46,00/giorno si determina un indennizzo di € 1.480,00;
– per il compenso forfetario, per i disagi derivati dall’infermità, per le spese mediche e per le vittitazioni, si ritiene equa la liquidazione complessiva di € 140,00;
– per il danno morale, alla luce del d.P.R. 3 marzo 2009 n.37 che ha introdotto criteri legali per la determinazione dell’invalidità permanente, questo Giudice ritiene di liquidare 1/3 del danno biologico più l’invalidità temporanea e, quindi, € 2.665,00, tenendo conto delle condizioni soggettive della vittima, della entità delle lesioni e delle altre circostanze che attengono alla valutazione della condotta dell’autore del danno.
Ma, il Legislatore nel d.P.R. citato, al contrario, ha statuito che: “la determinazione della percentuale del danno morale (DM) viene effettuata, caso per caso, tenendo conto della entità della sofferenza e del turbamento dello stato d’animo, oltre che della lesione alla dignità della persona, connessi e in rapporto all’evento dannoso, in una misura fino a un massimo di due terzi del valore percentuale del danno biologico”.
2) condanna i suddetti convenuti, in solido, alla rifusione delle spese processuali che liquida in complessivi € 2.800,00 di cui € 400,00 per consulenza medica, € 200,00 per spese ed € 2.200,00 per compensi professionali, oltre il 15% ex art. 2 D.M. n.55 del 10/3/14 – IVA e CPA se ed in quanto ricorrano i presupposti di legge per tale ripetibilità;
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 art. 2