Source: http://docplayer.it/1912565-Linee-guida-per-la-rimozione-dei-rifiuti-abbandonati-o-depositati-in-modo-incontrollato.html
Timestamp: 2017-09-22 17:50:53+00:00

Document:
Linee guida per la rimozione dei rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato - PDF
Download "Linee guida per la rimozione dei rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato"
Fabiola Bettini
1 Linee guida per la rimozione dei rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato 1. Premessa Rimozione di rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato su strade ed aree pubbliche o su strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico Rimozione di rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato su strade o su aree private Rinvenimento di rifiuti combusti Operazioni successive alla rimozione... 6 Caso A): operazioni da effettuare su aree asfaltate/pavimentate... 6 Caso B): operazioni da effettuare su terreno parzialmente o totalmente nudo... 7 Allegato 1: Scheda guida per la identificazione del sito oggetto di rifiuti abbandonati, da trasmettere all ARPAC PARTE SECONDA Allegato 2: Modalità di caratterizzazione dei rifiuti abbandonati Modalità di campionamento Modalità di analisi Allegato 3: Modalità di indagine del suolo Caso A): Modalità di campionamento su superficie asfaltata/pavimentata Caso B): Modalità di campionamento su suolo nudo Modalità di analisi Allegato 4: Contenuti del Piano di rimozione dei Rifiuti
2 Linee guida per la rimozione dei rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato 1. Premessa Le presenti Linee Guida contengono gli indirizzi tecnico-operativi per lo svolgimento, in conformità alle vigenti normative, delle operazioni di rimozione di rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato, al fine di assicurare l uniforme esercizio delle attività di rimozione da parte dei diversi soggetti preposti, nel rispetto della tutela della salute umana e dell ambiente. Le Linee Guida potranno essere soggette a revisione nel tempo, in funzione della evoluzione tecnologica e, soprattutto, normativa. Nel seguito del presente documento sono descritte le procedure in riferimento a due casistiche principali: Rimozione di rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato su strade ed aree pubbliche o su strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico; Rimozione di rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato su strade o su aree private. 2. Rimozione di rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato su strade ed aree pubbliche o su strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico. Ai sensi del D. Lgs. 152/06, Parte IV, art. 184, comma 2), i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua sono rifiuti urbani. Pertanto, a fini della tutela della salute pubblica e dell ambiente, essi devono essere rimossi, dal Comune, anche se tra gli stessi sono presenti determinate tipologie di materiali, che, in base alla loro presumibile origine, sarebbero rifiuti speciali. In questo caso, il Comune procederà quindi come di seguito: 1. identificare il sito oggetto di rifiuti abbandonati (meglio se con coordinate GPS, corredate di report fotografico) e descriverne l uso o lo stato tramite l utilizzo della apposita scheda (Allegato 1) che dovrà essere implementata nell apposita piattaforma web; 2. determinare (o stimare) il volume dei rifiuti abbandonati e la superficie dell area di sedime interessata. E utile distinguere, ove possibile, le dimensioni dei singoli cumuli di 2
3 rifiuti, nonché la relativa volumetria, l area di sedime e la tipologia di rifiuto depositato per ogni singolo cumulo, individuando l eventuale presenza di materiali contenenti amianto o di materiali palesemente pericolosi; 3. nel caso in cui sul sito, interessato dall' abbandono incontrollato dei rifiuti, si rilevi la presenza di materiali, probabilmente, contenenti amianto bisogna procedere alla messa in sicurezza degli stessi coprendo detto materiale con cellophan a doppio telo, delimitando l'area con nastro rosso e bianco e apponendo un cartello con scritta presenza di rifiuti pericolosi contenenti amianto. la ditta incaricata dovrà predisporre apposito piano di lavoro che sará trasmesso alla competente asl. le operazioni di messa in sicurezza dei materiali contenenti amianto dovranno essere effettuati nel rispetto di quanto dettato dal d.lgs. 81/2008 e s.m.i. nel caso in cui si rilevi la presenza di materiali contenenti amianto in siti diversi nell'ambito dello stesso comune la ditta incaricata può presentare un unico piano di lavoro per la rimozione di detti materiali. Nel caso in cui sul sito siano presenti rifiuti sospetti (es. fusti, bidoni, big-bags etc.), sarà necessario, prima di movimentarli, procedere alla messa in sicurezza e richiedere l intervento degli Enti preposti (VV.FF., ARPAC, ASL, ecc.) al fine di definire le modalità per la successiva gestione; Qualora i rifiuti siano classificabili a vista e siano palesemente non pericolosi e comunemente gestibili e rientranti tra le tipologie di rifiuti contemplati nel DM e s.m.i. (es. pneumatici fuori uso, mobili, materassi etc.) gli stessi potranno essere rimossi e trasportati, con il relativo codice CER, dal gestore del servizio di igiene urbana presso il Centro di raccolta 1 ; 4. invece, i rifiuti non classificabili a vista, perché eterogenei oppure rientranti nelle categorie di rifiuti con codice CER a specchio, devono essere rimossi e trasportati presso un impianto di gestione di rifiuti autorizzato, dove, considerata la natura e la provenienza di questi rifiuti, gli stessi saranno sottoposti ad operazioni di selezione, classificazione a vista ed eventuale campionamento e caratterizzazione analitica, per il successivo avvio ad operazioni di recupero/smaltimento. Ai soli fini della rimozione e del successivo trasporto, a tali rifiuti può essere attribuito il codice CER (rifiuti urbani non differenziati 2 ). Il codice CER non può essere attribuito ai rifiuti combusti per i quali si applica quanto previsto dal successivo paragrafo 4; 5. per i rifiuti combusti si rimanda a quanto riportato nel paragrafo 4; 1 Art. 256 del D. Lgs n. 81 del 9 aprile Come detto, ai sensi del D. Lgs. 152/06, Parte IV, art. 184, comma 2), tali rifiuti sono rifiuti urbani. 3
4 6. a valle della rimozione dei rifiuti occorre implementare la seconda parte della scheda riportata nell allegato 1, nell apposita piattaforma web 3. Rimozione di rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato su strade o su aree private 3. Nel caso in cui i rifiuti abbandonati o depositati in maniera incontrollata si trovino su strade o aree private sarà in primo luogo necessario, durante l ispezione, valutare se, in base all origine, si tratti di rifiuti urbani o se siano presenti anche rifiuti speciali. Se il soggetto che procede alla rimozione è il Comune, i rifiuti palesemente di origine urbana potranno essere direttamente rimossi dall azienda di igiene urbana, mentre per la rimozione dei rifiuti speciali dovranno essere seguite le modalità descritte nei punti successivi. Se invece il soggetto che provvede alla rimozione dei rifiuti è un privato dovranno essere seguite le modalità di cui ai punti successivi, indipendentemente dalla tipologia di rifiuti (urbani o speciali). In ogni caso tutte le operazioni descritte nei punti successivi dovranno essere effettuate previa presentazione 4 di in un apposito Piano di Rimozione i cui contenuti sono descritti nell Allegato 4. Si procederà quindi come di seguito: 1. identificare il sito oggetto di rifiuti abbandonati (meglio se con coordinate GPS, corredate di report fotografico) e descriverne l uso o lo stato tramite l utilizzo della apposita scheda (Allegato 1) da implementare nell apposita piattaforma web; 2. determinare (o stimare) il volume dei rifiuti abbandonati e la superficie dell area di sedime interessata. E utile distinguere, ove possibile, le dimensioni dei singoli cumuli di rifiuti, nonché la relativa volumetria, l area di sedime e la tipologia di rifiuto depositato per ogni singolo cumulo; 3. nel caso sul sito, tra i rifiuti abbandonati, siano riconoscibili rifiuti contenenti amianto, è necessario in primis procedere alla loro messa in sicurezza e quindi a predisporre un apposito PIANO DI LAVORO 5 (da comunicare all ASL 3 Trattasi di rifiuti abbandonati su aree private non soggette ad uso pubblico che per origine non possono essere considerati rifiuti urbani 4 Nel caso in cui l intervento venga effettuato dal soggetto responsabile (privato/proprietario etc.) il Piano di rimozione deve essere presentato al Comune. Nel caso in cui l intervento sia effettuato dal Comune in danno del soggetto responsabile (privato/proprietario etc.), il Piano di Rimozione sarà presentato al Comune dalla società incaricata della rimozione. 5 Art. 256 del D. Lgs n. 81 del 9 aprile
5 competente per territorio) ed attivare le procedure e le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell'ambiente esterno; analogamente nel caso in cui sul sito siano presenti rifiuti sospetti (es. fusti, bidoni, big-bags etc.), sarà necessario, prima di movimentarli, procedere alla messa in sicurezza e richiedere l intervento degli Enti preposti (VV.FF., ARPAC, ASL) al fine di definire le modalità per la successiva gestione; 4. qualora i rifiuti siano classificabili a vista e siano palesemente non pericolosi e comunemente gestibili (es. pneumatici fuori uso, mobili, materassi etc.) gli stessi potranno essere rimossi tramite ditta all uopo autorizzata; 5. qualora, invece, i rifiuti non siano classificabili a vista, ovvero rientrino nelle categorie di rifiuti con codice CER a specchio oppure rifiuti combusti, sul sito dovrà essere allestita un apposita area di cantiere, tramite ditta autorizzata, per la esecuzione in sicurezza delle operazioni di separazione, campionamento e rimozione, come di seguito descritto : recinzione o delimitazione dell area interessata, chiudendo eventuali varchi di accesso; utilizzo di eventuali cassoni scarrabili per lo stoccaggio/trasporto, a perfetta tenuta; copertura dei rifiuti con teli impermeabili; allestimento di aree impermeabilizzate con telo HDPE (almeno 1,5 mm di spessore) per le operazioni di separazione, cernita, campionamento (quartature) eventualmente da realizzare sul posto; adozione di misure atte ad evitare la formazione o diffusione di polveri ed odori molesti (irrorazione di sostanze antimicrobiche, di deodorazione, ecc.); utilizzo di attrezzature e macchinari che limitano al massimo le operazioni di manipolazioni e trattamenti dei rifiuti in loco. Il campionamento dei rifiuti non classificabili a vista, e le relative determinazioni analitiche dovranno essere effettuate in conformità a quanto riportato nell Allegato 2; 6. attendere le risultanze analitiche in funzione delle quali procedere alla rimozione, avviando i rifiuti a recupero/smaltimento tramite ditte appositamente autorizzate in impianti autorizzati. La rimozione dei rifiuti dovrà essere effettuata in condizioni di sicurezza, adottando tutte le misure necessarie a tutelare la salute 5
6 degli operatori/cittadini e ad evitare rischi di contaminazione delle matrici ambientali 7. rimuovere i rifiuti adottando tutti gli accorgimenti possibili atti ad evitare o mitigare sia danni alle persone, cose ed animali che alle matrici ambientali. A valle della rimozione dei rifiuti occorre implementare la seconda parte della scheda riportata nell allegato 1, nell apposita piattaforma web 4. Rinvenimento di rifiuti combusti Durante le operazioni di cui ai paragrafi 2 e 3 possono essere rinvenuti rifiuti totalmente o parzialmente combusti. A tal proposito si deve rilevare che nel Catalogo europeo dei rifiuti non sono previsti codici CER per i rifiuti interessati, parzialmente o totalmente, da fenomeni di combustione. E opportuno in questi casi effettuare una valutazione ancora più accurata della tipologia dei rifiuti circostanti, per provare a comprenderne la loro origine e natura. In ogni caso i rifiuti combusti devono essere sottoposti a caratterizzazione analitica sia per definirne le eventuali caratteristiche di pericolosità che per le per le successive fasi di smaltimento/recupero. Le modalità di campionamento di detti rifiuti e i parametri da ricercare sono quelli riportati nell allegato 2, cui occorre aggiungere taluni parametri supplementari, quali PCI, Diossine ed IPA, oltre ad eventuali ulteriori parametri scaturenti da osservazioni di campo. Ai soli fini della rimozione e del successivo trasporto, a tali rifiuti rinvenuti sul suolo pubblico può essere attribuito il codice CER (Rifiuti urbani non specificati altrimenti) specificando sul formulario di identificazione dei rifiuti che trattasi di rifiuti combusti. 5. Operazioni successive alla rimozione A seguito della rimozione, sul sito, sia esso pubblico o privato, dovranno essere effettuate le operazioni di seguito descritte, in funzione della natura dell area di sedime (asfaltata/ pavimentata/terreno nudo). Caso A): operazioni da effettuare su aree asfaltate/pavimentate 1. pulire la superficie di sedime con materiali idonei a rimuovere sostanze potenzialmente contaminanti o dannose; 2. qualora sul sito oggetto di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti sussistano evidenze oggettive di una potenziale contaminazione di matrici ambientali (suolo, falda idrica, ecc.) si dovrà procedere a: 6
7 a. campionare e caratterizzare il suolo immediatamente sottostante (20 cm di profondità) secondo le modalità riportate nell Allegato 3; b. asportare, in relazione alle risultanze analitiche, la porzione di asfalto o di superficie pavimentata interessata. I materiali asportati vanno gestiti come rifiuti previo accertamento analitico per la caratterizzazione, adottando gli accorgimenti e le attrezzature necessarie per limitare l impatto ambientale; c. impedire l accesso all area investigata comprensiva di una zona di rispetto, fino all ottenimento dei risultati di indagine; d. nel caso in cui gli esiti delle indagini analitiche effettuate sul suolo evidenzino il superamento delle Concentrazioni di Soglia di Contaminazione di cui alla Tabella 1 dell Allegato 5 al Titolo V del D. Lgs. 152/06, in funzione della destinazione d uso, dovranno essere avviate le procedure per la caratterizzazione dell area di cui all art.242 del D.Lgs. 152/06. Caso B): operazioni da effettuare su terreno parzialmente o totalmente nudo 1. asportare almeno i primi 10 cm di suolo di sedime, che vanno gestiti come rifiuti, con il codice CER * oppure , previa caratterizzazione 6 ; 2. sull area di sedime del sito oggetto di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti, procedere al campionamento ed all analisi del top soil sottostante (20 cm di profondità) secondo le modalità riportate nell Allegato 3; tale operazione può essere evitata qualora dal sito siano stati rimossi soltanto rifiuti palesemente inerti o comunque rifiuti che non diano luogo ad eluati e cessioni; 3. impedire l accesso all area investigata comprensiva di una zona di rispetto, fino all ottenimento dei risultati di indagine; 4. nel caso in cui gli esiti delle indagini analitiche effettuate sul suolo evidenzino il superamento delle Concentrazioni di Soglia di Contaminazione di cui alla Tabella 1 dell Allegato 5 al Titolo V del D. Lgs. 152/06, in funzione della destinazione d uso, dovranno essere avviate le procedure per la caratterizzazione dell area di cui all art.242 del D.Lgs. 152/06; Una volta completata la rimozione dei rifiuti, occorre realizzare tempestivamente interventi dissuasivi di futuri abbandoni, quali recinzioni, sistemi di videosorveglianza fissi o mobili, vigilanza sul territorio, apposizione di cartellonistica, applicazione di sanzioni, ecc. 6 Qualora non si intenda procedere ad alcuna caratterizzazione dei suolo asportato, è obbligatorio, per il principio di precauzione attribuire a detto rifiuto il CER CER * relativo al rifiuto pericoloso 7
8 Allegato 1: Scheda guida per la identificazione del sito oggetto di rifiuti abbandonati, da trasmettere all ARPAC. PARTE PRIMA INDIVIDUAZIONE SITO Denominazione del sito: Indirizzo del sito: Comune di appartenenza : Prov: Sito di Interesse Nazionale (S.I.N.): : SI No ( Solo se alla precedente domanda avete risposto SI barrare la casella relativa al corrispondente SIN) Bagnoli- Coroglio Napoli Orientale Sito già soggetto ad interventi di caratterizzazione e/o bonifica: SI No Se SI descrivere sinteticamente gli interventi effettuati: DATI INERENTI IL SITO Superficie occupata da rifiuti : mq Volume totale di rifiuti presenti mc Destinazione d uso prevalente prevista dal PRGC: Uso verde pubblico, privato e residenziale: Uso commerciale e industriale: Uso agricolo e assimilabile (prati, pascoli, colture): Altro Tipologia dell area (contesto del territorio in cui è ubicato il sito di stoccaggio provvisorio) residenziale: agricola: commerciale: incolta: naturale/protetta: industriale: portuale: fluviale: lacuale: Morfologia dell area Pianeggiante: Area con pendenza < 25%: Area con pendenza 25% Pavimentazione dell area su cui sono allocati i rifiuti: Asfaltata Parzialmente asfaltata Massetto in CLS Terra Su terra sabbiosa Su terra ghiaiosa Su terra argillosa Presenza di colture in prossimità del sito di abbandono: Sono presenti culture agricole immediatamente prossime al sito: SI No ( Solo se alla precedente domanda avete risposto SI descrivere sinteticamente il tipo/i di culture presenti) Quali: Presenza di aree destinate a pascolo in prossimità del sito di abbandono: Sono presenti aree destinate a pascolo immediatamente prossime al sito: SI No ( Solo se alla precedente domanda avete risposto SI descrivere sinteticamente il tipo/i di animali da pascolo presenti) Quali: Presenza di pozzi o corsi d acqua superficiali in prossimità del sito: Sono presenti pozzi in aree immediatamente prossime al sito: SI No Sono presenti corsi d acqua in aree immediatamente prossime al sito: SI No Altro: LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA Coordinata EST (X) Coordinata NORD (Y) (Espresse in proiezione UTM WGS84 - Fuso di riferimento EST - 33) Tavoletta IGM (1:25000) 8
9 SOGGETTI Proprietario dell Area: Nome o Ragione sociale Pubblico Privato Indirizzo: n. CAP: Comune: Prov Concessionario dell Area Nome o Ragione sociale Pubblico Privato Indirizzo: n. CAP: Comune: Prov Altro: STATO DI FATTO DEL SITO: TIPOLOGIA PREVALENTE DEI RIFIUTI Tipologia rifiuti (Barrare le caselle corrispondenti alle diverse tipologie di rifiuti presenti ed indicarne la stima della percentuale sull intero volume conferito) Urbani non pericolosi: % (fonte del dato presunto accertato stima visiva); Urbani pericolosi: % (fonte del dato presunto accertato stima visiva); Speciali non pericolosi: % (fonte del dato presunto accertato stima visiva) ; Speciali pericolosi: % (fonte del dato presunto accertato stima visiva); ( In caso di rifiuti pericolosi riportarne la tipologia prevalente nel sottostante campo note, ad es. lastre di Eternit ecc ) Note NOTE Andrà compilata una scheda per ogni sito di abbandono illegale di rifiuti presente sul Territorio Comunale Qualora i campi nella scheda fossero insufficienti per le informazioni da riportare si prega di aggiungere le informazioni mancanti su opportuna nota integrativa da allegare alla scheda precisando nel campo note della presente la presenza dell allegato/i; Per informazioni in merito alla compilazione della Scheda contattare l ing. Rita Iorio ai numeri 081/ / ; 9
10 PARTE SECONDA INTERVENTI SUL SITO AI FINI DELLA RIMOZIONE A RIFIUTI RIMOSSI DAL SITO Data CER Eventuali Note descrittive Quantità (Kg) Tipologia di impianto di destinazione (Centro di Raccolta/Impianto autorizzato Destinatario Codice Fiscale Ragione sociale Comune Prov B - RIFIUTI ANCORA PRESENTI SUL SITO Data mc Descrizione C - ATTIVAZIONE DI PROCEDURE PER LA RIMOZIONE DI RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO E RIFIUTI SOSPETTI (Es. fusti, bidoni, big bags, etc.) D- PIANO DI LAVORO (Riferimento) E - RICHIESTA INTERVENTO (data) VV.FF ASL ARPAC Altri enti F - PRESCRIZIONI RILASCIATE G- INTERVENTI EFFETTUATI H - EVENTUALI RISULTANZE ANALITICHE 10
11 I - RIMOZIONE RIFIUTI Data CER Eventuali Note descrittive Quantità (Kg) Tipologia di impianto di destinazione (Centro di Raccolta/Impianto autorizzato Destinatario Codice Fiscale Ragione sociale Comune Prov L VERIFICHE DELLE AREE DI SEDIME Campionamento del suolo: SI NO Superamento delle CSC di cui alla tabella 1 dell allegato 5 al titolo V del D.Lgs 152/2006 e smi Parametro Concentrazione Parametro Concentrazione Parametro Concentrazione Avvio delle procedure di caratterizzazione del sito: SI NO 11
12 INTERVENTI DI DISSUASIONE E DI TRASFORMAZIONE DEL SITO (POST RIMOZIONE) Piantumazione Sistemi di videosorveglianza fissi mobili Coinvolgimento volontariato nelle attività di vigilanza sul territorio Affidamento area recuperata ad associazioni no profit, scuole, comitati Apposizione di cartellonistica Applicazione di sanzioni MISURE DI PREVENZIONE Centro di raccolta/isola ecologica attivata il Misure di incentivazione per il recupero dei rifiuti ingombranti recupero a domicilio carta verde a punti altre iniziative Iniziative con le associazioni di categoria locali per la diffusione di buone prassi Procedimenti tesi a favorire la verifica della correttezza delle procedure di smaltimento dei rifiuti da parte degli operatori economici: -acquisizione in sede di rilascio di provvedimenti concessori e autorizzatori, nonché di denuncia di inizio attività dei contratti di smaltimento dei rifiuti prodotti nei settori: edilizio-n manifatturiero-n commerciale-n artigianale-n agricolo-n acquisizione al termine delle attività edilizie e con controlli almeno a cadenza trimestrale, da parte dei competenti uffici, per gli altri settori della documentazione attestante l avvenuto smaltimento dei rifiuti a norma di legge in campo: edilizio-n manifatturiero-n commerciale-n artigianale-n agricolo-n irrogazione sanzioni per settore economico: edilizio-n manifatturiero-n commerciale-n artigianale-n agricolo-n
13 Allegato 2: Modalità di caratterizzazione dei rifiuti abbandonati La caratterizzazione dei rifiuti abbandonati deve prevedere il rispetto di: 1. modalità di campionamento 2. modalità di analisi 1 - Modalità di campionamento Al fine di uniformare il procedimento di campionamento dei rifiuti, indipendentemente dal loro diverso stato fisico e dalla loro giacitura (rifiuti stoccati in fusti, serbatoi, cisterne, autobotti, vasche, fosse, cumuli e silos) la campionatura deve essere eseguita secondo quanto previsto dalla norma UNI relativa al campionamento manuale, alla preparazione ed analisi degli eluati relativi a rifiuti solidi, rifiuti liquidi, granulari, pastosi e fanghi. La quantità del campione di rifiuto da prelevare e da avviare all analisi di laboratorio deve essere congrua e determinata in funzione dei parametri da ricercare, eventualmente concordata tra le parti, se diverse (soggetto incaricato del campionamento con il laboratorio incaricato delle analisi). Il campionamento deve essere eseguito da personale qualificato, utilizzando attrezzature e procedure di sicurezza adeguate al rifiuto da campionare. Il personale addetto al campionamento deve: 1. assicurarsi che i punti di campionamento siano accessibili in sicurezza e, ove necessario, siano disponibili i permessi per l accesso al sito; 2. assicurarsi che le attrezzature per il prelievo siano adatte allo scopo, pulite ed asciutte prima del loro utilizzo; 3. accertarsi che il materiale, le attrezzature e tutto ciò che si usa durante il campionamento sia chimicamente e fisicamente compatibile con il materiale da campionare; 4. assicurarsi che i campioni siano protetti da pioggia, polvere o altro materiale e siano sigillati immediatamente dopo il campionamento; 5. assicurarsi che gli imballaggi siano integri e che i contenitori rimangano ben chiusi nel tempo. La scelta dei contenitori in cui inserire il campione e le modalità di conservazione sono determinate essenzialmente dalla natura del rifiuto e dagli analiti da determinare, al fine di evitare cessioni da parte del contenitore e/o fenomeni corrosivi o di volatilizzazione o alterazioni e/o degradazioni. Le campionature devono sempre essere eseguite congiuntamente alla stesura di un verbale che deve contenere almeno le seguenti informazioni: A. Motivo dell intervento; B. Data, ora e luogo del prelievo; 13
14 C. Nominativo del personale prelevatore; D. Generalità del legale rappresentante della Ditta incaricata; E. Nominativi e qualifica delle persone presenti all atto del prelievo; F. Modalità di campionamento e sigillatura dei campioni; G. Eventuali comunicazioni al laboratorio finalizzate alle conclusioni finali; H. Firma degli intervenuti 2 Modalità di analisi I parametri da analizzare nei rifiuti abbandonati sono riportati nella successiva tabella 1 e si riferiscono ai solidi. Per i rifiuti liquidi abbandonati i parametri da ricercare ai fini della caratterizzazione di base sono dettati dalla tipologia di rifiuti abbandonati (solventi, oli, ecc.) in quanto destinati ad impianti di trattamento/recupero. Tabella n.1 Parametri da ricercare nei rifiuti solidi abbandonati CARATTERISTICHE CHIMICO-FISICHE ED ORGANOLETTICHE Aspetto: pd Colore: Odore: pd P.C.I. ( a ) T.O.C. pd CARATTERIZZAZIONE DI BASE COMPOSTI INORGANICI pd 1 Alluminio (Al) pd 2 Antimonio (Sb) pd 3 Arsenico (As) pd 4 Berillio (Be) pd 5 Cadmio (Cd) pd 6 Cobalto (Co) pd 7 Cromo totale (Cr) pd 8 Cromo VI (Cr) pd 9 Ferro (Fe) pd 10 Manganese (Mn) pd 11 Mercurio (Hg) pd 12 Nichel (Ni) pd 13 Piombo (Pb) pd 14 Rame totale (Cu) pd 15 Selenio (Se) pd 16 Stagno (Sn) pd 17 Tallio (Tl) pd 18 Vanadio (V) pd 19 Zinco (Zn) pd POLICLOROBIFENILI 20 PCB-28 pd 21 PCB-52 pd 14
15 22 PCB-95 pd 23 PCB-101 pd 24 PCB-99 pd 25 PCB-81 pd 26 PCB-110 pd 27 PCB-151 pd 28 PCB-77 pd 29 PCB-149 pd 30 PCB-123 pd 31 PCB-118 pd 32 PCB-114 pd 33 PCB-146 pd 34 PCB-153 pd 35 PCB-105 pd 36 PCB-138 pd 37 PCB-187 pd 38 PCB-183 pd 39 PCB-126 pd 40 PCB-128 pd 41 PCB-167 pd 42 PCB-177 pd 43 PCB-156 pd 44 PCB-157 pd 45 PCB-180 pd 46 PCB-170 pd 47 PCB-169 pd 48 PCB-189 pd 49 PCB (Congeneri totali) pd IDROCARBURI 50 Idrocarburi Leggeri (C 12) pd 51 Idrocarburi Pesanti (C>12) pd 52 Idrocarburi totali( C 12+C>12) pd IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI ( b ) 53 Naftalene 54 Acenaftilene 55 Acenaftene 56 Fluorene 57 Fenantrene 58 Antracene 59 Fluorantene 60 Benzo(j)Fluorantene rc 61 Benzo(e)Pirene rc 62 Pirene 63 Benzo(a)Antracene rc 64 Crisene rc 65 Benzo(b)Fluorantene rc 15
16 66 Benzo(k)Fluorantene rc 67 Benzo(a)Pirene rc 68 Indeno (1,2,3-c,d) Pirene 69 Dibenzo(a,h)Antracene rc 70 Benzo(g,h,i)Perilene 71 Dibenzo(a,e)Pirene rc 72 Dibenzo(a,h)Pirene rc 73 Dibenzo(a,i)Pirene 74 Dibenzo(a,l)Pirene rc 75 IPA totali 76 Benzene 77 Toluene 78 Etilbenzene 79 Stirene 80 p-xilene 81 Clorometano 82 Diclorometano 83 Triclorometano 84 Cloruro di Vinile 85 1,2-Dicloroetano 86 1,1-Dicloroetilene 87 Tricloroetilene 88 Tetracloroetilene SOLVENTI AROMATICI ( c ) ALIFATICI CLORURATI CANCEROGENI ( c ) ALIFATICI CLORURATI NON CANCEROGENI ( c ) 89 1,1-Dicloroetano 90 cis-1,2-dicloroetilene 91 trans-1,2-dicloroetilene 92 1,1,1-Tricloroetano 93 1,2-Dicloropropano 94 1,1,2-Tricloroetano 95 1,2,3-Tricloropropano 96 1,1,2,2-Tetracloroetano 97 Tribromometano 98 1,2-Dibromoetano 99 Dibromoclorometano 100 Bromodiclorometano 101 1,3-Butadiene 102 Metil-terbutil-metiletere (MTBE) 103 Piombo tetraetile 104 2,3,7,8-Tcdf 105 2,3,7,8-Tcdd ALIFATICI ALOGENATI CANCEROGENI ( c ) ALTRE SOSTANZE ( c ) DIOSSINE E FURANI ( d ) 16
17 106 1,2,3,7,8-Pcdf 107 2,3,4,7,8-Pcdf 108 1,2,3,7,8-Pcdd 109 1,2,3,4,7,8-Hxcdf 110 1,2,3,6,7,8-Hxcdf 111 2,3,4,6,7,8-Hxcdf 112 1,2,3,7,8,9-Hxcdf 113 1,2,3,4,7,8-Hxcdd 114 1,2,3,6,7,8-Hxcdd 115 1,2,3,7,8,9-Hxcdd 116 1,2,3,4,6,7,8-Hpcdf 117 1,2,3,4,7,8,9-Hpcdf 118 1,2,3,4,6,7,8-Hpcdd 119 Ocdf 120 Ocdd 121 Σ PCDD e PCDF (in T.E.) POP'S:" Regolamento 850/2004/CE e s.m.i. relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica la direttiva 79/117/CEE" ( e ) 122 Diossine e Furani 123 PCB 124 4,4'-DDT 125 Clordano (cis + trans) 126 alfa-esaclorocicloesano 127 beta-esaclorocicloesano 128 gamma-esaclorocicloesano 129 delta-esaclorocicloesano 130 Aldrin 131 Dieldrin 132 Endrin 133 Eptacloro 134 Clordecone 135 Mirex 136 Toxafene 137 Pentaclorobenzene 138 Esaclorobenzene 139 Esabromobifenile (PBB-128) PROVA DI LISCIVIAZIONE IN SOLUZIONE ACQUOSA : Liquido/Solido = 10 litri/kg - UNI 10802/2004 UNI ENV 13370/2002 UNI ENV 12506/2002) 140 Arsenico (As) 141 Bario (Ba) 142 Cadmio (Cd) 143 Cromo (Cr) 144 Rame (Cu) 145 Mercurio (Hg) 146 Molibdeno (Mo) 147 Nichel (Ni) 17
18 148 Piombo (Pb) 149 Antimonio (Sb) 150 Selenio (Se) 151 Zinco (Zn) 152 Cloruri (Cl - ) 153 Fluoruri (F - ) 154 Solfati (SO 4 2-) 155 D.O.C. (*) (*) Il limite di concentrazione per il parametro DOC non si applica alle seguenti tipologie di rifiuti: a. fanghi prodotti dal trattamento e dalla preparazione di alimenti individuati dai codici dell'elenco europeo dei rifiuti , , , , , , fanghi e rifiuti derivanti dalla produzione e dalla lavorazione di polpa carta e cartone (codici dell'elenco europeo dei rifiuti , , , , , , , e ), fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane (codice dell'elenco europeo dei rifiuti ) e fanghi delle fosse settiche (200304), purché trattati mediante processi idonei a ridurne in modo consistente l'attività' biologica; b. fanghi individuati dai codici dell'elenco europeo dei rifiuti , , , , , , , , , , , , , , , , , , , purché trattati mediante processi idonei a ridurre in modo consistente il contenuto di sostanze organiche; c. rifiuti prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane individuati dai codici dell'elenco europeo dei rifiuti e ; d. rifiuti della pulizia delle fognature (200306); e. rifiuti prodotti dalla pulizia di camini e ciminiere individuati dal codice dell'elenco europeo dei rifiuti ; f. rifiuti derivanti dal trattamento meccanico (ad esempio selezione) individuati dai codici e e dal trattamento biologico, individuati dal codice ; g. rifiuti derivanti dal trattamento biologico dei rifiuti urbani, individuati dai codici , e , purché sia garantita la conformità con quanto previsto dai Programmi regionali di cui all'articolo 5 del D.Lgs 36/2003 e presentino un indice di respirazione dinamico (determinato secondo la norma UNI/TS 11184) non superiore a 1000 mgo2 /kgsvh. Legenda: In giallo ( e con affianco le lettere pd) sono riportati i parametri di default da effettuare sui rifiuti solidi abbandonati; ( a ) il P.C.I., obbligatorio a partire dal , va eseguito solo se trattasi di rifiuti a matrice organica, termo distruttibili. Si rammenta che se il rifiuto presenta un P.C.I. > di Kj/Kg, lo stesso non può essere conferito in discarica; ( b ) Qualora gli idrocarburi totali risultano in concentrazione > 1000 mg/kg (parametro n. 52 della tabella), la determinazione degli idrocarburi Policiclici Aromatici è obbligatoria, quantomeno quelli a rischio cancerogeno, evidenziati in verde (e con a fianco le lettere rc); ( c ) la determinazione analitica dei corrispondenti parametri è obbligatoria solo nel caso di rifiuti con evidente odore di solventi; ( d ) nel caso di rifiuti combusti, si consiglia di procedere altresì alla determinazione delle Diossine e Furani; ( e ) Qualora per i rifiuti solidi da conferire in discarica non sia possibile escludere la presenza degli inquinati organici persistenti POP s, ovvero i parametri da 122 a 139 elencati in tabella, la determinazione degli stessi è obbligatoria ai sensi del D.M
19 Allegato 3: Modalità di indagine del suolo La caratterizzazione del suolo deve prevedere il rispetto di: 1. Modalità di campionamento 2. Modalità di analisi 1 - Modalità di campionamento Caso A): Modalità di campionamento su superficie asfaltata/pavimentata Qualora, a seguito della rimozione dei rifiuti, sulla superficie asfaltata o pavimentata sottostante si rinvengano evidenze di contaminazione, si procederà a rimuovere lo strato di asfalto o di pavimentazione sovrastante per una superficie pari a quella apparentemente contaminata, comprensiva di un area di rispetto. I materiali rimossi dovranno essere gestiti come rifiuti. Si procederà quindi al prelievo di uno o più campioni di suolo, in funzione della superficie dell area/aree interessata/e, nei primi 20 cm di strato, scartando in campo la frazione > di 2 cm. E necessario prelevare almeno 1 campione di suolo ogni 100 m 2 di area/aree di sedime interessata/e dall eventuale contaminazione. Ciascun campione dovrà essere prelevato in 2 aliquote, una delle quali deve rimanere a disposizione degli Enti di controllo per eventuali controanalisi. Caso B): Modalità di campionamento su suolo nudo Nel caso di rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato su suolo nudo o parzialmente tale, si dovrà sempre procedere alla rimozione dei primi 10 cm di suolo sottostante, che dovrà essere gestito come un rifiuto. Successivamente, qualora sia necessario sulla base di quanto riportato al paragrafo 5 si procederà ad effettuare prelievi di suolo nei primi 20 cm come di seguito specificato: in corrispondenza di evidenze di contaminazione, si procederà al prelievo di uno o più campioni di suolo, in funzione della superficie dell area/aree interessata/e, scartando in campo la frazione > di 2 cm. E necessario prelevare almeno 1 campione di suolo ogni 100 m 2 di area/aree di sedime interessata/e dall eventuale contaminazione. Ciascun campione dovrà essere prelevato in 2 aliquote, una delle quali deve rimanere a disposizione degli Enti di controllo per eventuali controanalisi. nelle rimanenti aree di sedime, precedentemente interessate dalla presenza di rifiuti, ma non connotate da evidenze di contaminazione, si procederà a prelevare almeno 1 campione di suolo ogni 500 m 2, scartando in campo la frazione > di 2 cm. Ciascun 19
20 campione dovrà essere prelevato in 2 aliquote, una delle quali deve rimanere a disposizione degli Enti di controllo per eventuali controanalisi. 2 - Modalità di analisi La selezione dei parametri da ricercare sul suolo dovrà avvenire sulla base delle caratteristiche dei rifiuti presenti sul sito. In ogni caso si dovrà procedere alla determinazione almeno del set standard di analiti riportato nella tabella 2. Le determinazioni analitiche in laboratorio dovranno essere condotte sull aliquota di granulometria inferiore ai 2 mm, mentre la concentrazione del campione dovrà essere determinata riferendosi alla totalità dei materiali secchi comprensiva anche dello scheletro. Le analisi chimiche saranno condotte adottando metodologie ufficialmente riconosciute, tali da garantire l ottenimento di valori 10 volte inferiori rispetto ai valori di concentrazione limite. Tabella 2: Set standard di analiti minimo da determinare nel suolo. Parametri All. 5 Parte IV Titolo V D.Lgs n. 152/06 Tab.1 Col. A (mg/kg s.s.) All. 5 Parte IV Titolo V D.Lgs n. 152/06 Tab.1 Col. B (mg/kg s.s.) COMPOSTI INORGANICI Antimonio (Sb) Arsenico (As) Berillio (Be) Cadmio (Cd) Cobalto (Co) Cromo totale (Cr) Cromo VI (Cr) Mercurio (Hg) Nichel (Ni) Piombo (Pb) Rame totale (Cu) Selenio (Se) Stagno (Sn) Tallio (Tl) Vanadio (V) Zinco (Zn) IDROCARBURI Idrocarburi Pesanti (C>12) ALTRE SOSTANZE 18. Amianto POLICLOROBIFENILI PCB PCB PCB PCB PCB PCB PCB PCB PCB PCB PCB PCB PCB PCB
L 223/20 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 25.8.2010 REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 756/2010 DELLA COMMISSIONE del 24 agosto 2010 recante modifica del regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento
PROGETTO DEFINITIVO-ESECUTIVO DI MESSA IN SICUREZZA DI EMERGENZA - PRIMO LOTTO - - ex stabilimento METALCHIMICA - RELAZIONE GENERALE
Regione Piemonte Comune di Caselle T.se PROGETTO DEFINITIVO-ESECUTIVO DI MESSA IN SICUREZZA DI EMERGENZA - PRIMO LOTTO - - ex stabilimento METALCHIMICA - RELAZIONE GENERALE Comune di CASELLE TORINESE Via
18.12.2014 L 363/67 REGOLAMENTO (UE) N. 1342/2014 DELLA COMMISSIONE del 17 dicembre 2014 recante modifica del regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli inquinanti
12 settembre 16:00 17:00 Chimico Dott. Livio Buffa Ecologica Buffa S.R.L.
Terre e rocce da scavo: prove di laboratorio sul campione tal quale e sul test di cessione ottenuto secondo la norma UNI EN 12457-2:2004; confronto con i limiti di legge 12 settembre 16:00 17:00 Chimico
pubblicato su fanpage.it
EMERGENZA TERRA DEI FUOCHI RISULTATI INERENTI IL MONITORAGGIO STRAORDINARIO EFFETTUATI A FRONTE DELL EMERGENZA TERRA DEI FUOCHI A seguito dell emergenza terra dei fuochi è stato organizzato un campionamento
814.600. Ordinanza tecnica sui rifiuti (OTR) Capitolo 1: Scopo, campo d applicazione e definizioni. del
Ordinanza tecnica sui rifiuti (OTR) del Il Consiglio federale svizzero, visti gli articoli 29, 30a lettera c, 30b, 30c capoverso 3, 30d, 30h capoverso 1, 39 capoverso 1, 45 e 46 capoverso 2 della legge
Introduzione. Le attività dell ARPACal
Sommario Premessa... 3 Introduzione... 4 Le attività dell ARPACal... 4 L attività di bonifica in Calabria... 5 I siti ad alto in provincia di Cosenza... 7 Risultati dell attività... 19 Conclusioni... 20
Risorsa Srl (referente dott. Antonio di Gennaro): traduzione dei protocolli tecnici in manuali operativi e strumenti normativi.
Total Cost = 5,774,074 EC contribution=2,707,256 Coordinatore del progetto: Centro Interdipartimentale di ricerca Ambiente dell Università degli Studi di Napoli Federico II (CIRAM, project manager Massimo
ENTE SVILUPPO AGRICOLO PERIZIA PER IL SERVIZIO DI RACCOLTA E SMALTIMENTO AMIANTO DISLOCATO ALL INTERNO DELL AREA DI PROPRIETA DELL ESA -EX SICILIANA ZOOTECNICA- ZONA INDUSTRIALE DI CATANIA ELABORATI: -RELAZIONE
Relazione Tecnico Descrittiva Piano di caratterizzazione dei Suoli nel Comune di Acerra
Piano di caratterizzazione dei Suoli nel Comune di Acerra SIN Litorale Domitio Flegreo ed Agro Aversano Maggio 2008 INDICE 1 PREMESSA... 3 1.2 Obiettivi... 4 1.3 Destinazione d uso... 4 2 INDAGINI PREGRESSE...
150599-02 Emissioni gassose
Rapporto di prova n Descrizione Accettazione Data Inizio prove Impianto: Emissioni gassose 150599 17-giu-15 Data fine prove 30-lug-15 Pagina 1\5 Spettabile: AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE
Ordinanza sulle sostanze pericolose per l ambiente
Ordinanza sulle sostanze pericolose per l ambiente (Ordinanza sulle sostanze, Osost) Modifica del 26 marzo 2003 Il Consiglio federale svizzero ordina: I L ordinanza del 9 giugno 1986 1 sulle sostanze è

References: art. 184
 Art. 256
 art. 184
 Art. 256
 art.242
 art.242