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Timestamp: 2017-11-21 13:59:55+00:00

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L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART. 21 CO. 3 D.P.R. N. 022/PRES. - PDF
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1 PROGRAMMA PROVINCIALE FINALIZZATO ALLA SPERIMENTAZIONE DI MODELLI ORGANIZZATIVI INNOVATIVI DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI DI RETE RIVOLTI ALLE PERSONE DISABILI L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART. 21 CO. 3 D.P.R. N. 022/PRES. TRIENNIO
2 1. METODO DI COSTRUZIONE/ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA PROVINCIALE Il Piano provinciale sperimentale è stato elaborato a seguito di un percorso partecipato avviato con i soggetti del territorio che si occupano della gestione dei servizi e degli interventi rivolti alle persone disabili. Il raffronto con gli interlocutori territoriali, l analisi e la positiva valutazione dei risultati ottenuti dagli interventi attivati nella programmazione precedente ha portato a proseguire e consolidare parte degli progetti già in essere, come peraltro indicato anche dal Regolamento per la definizione dei criteri e delle modalità di finanziamento alle Province dei programmi triennali finalizzati alla sperimentazione di modelli organizzativi innovativi degli interventi e dei servizi di rete rivolti alle persone disabili, in attuazione dell articolo 21, comma 3, della legge regionale 25 settembre 1996, n. 41. Gli interlocutori dei servizi territoriali sono stati dunque invitati a riformulare la progettazione per gli anni dando continuità agli interventi più significativi sulla base dei bisogni espressi dalle persone disabili e dalle famiglie del territorio e tenendo anche conto delle dimezzate disponibilità finanziarie. Le proposte di sperimentazione così elaborate sono state presentate al Referente della Consulta provinciale delle associazioni dei disabili della provincia di Gorizia per condividerne obiettivi, criteri e modalità operative. La stessa Consulta sarà costantemente coinvolta anche nella fasi successive di presentazione del programmazione, monitoraggio e verifiche periodiche. A conclusione della concertazione con tali Soggetti gestori, la Provincia ha proceduto a definire un Programma di sperimentazione di valenza provinciale che accorpasse in modo organico gli interventi dei singoli soggetti proponenti, prevedendo per sé un ruolo di promozione, coordinamento e monitoraggio delle sperimentazioni in esso contenute. Il programma è caratterizzato dal consolidamento dello strumento del progetto personalizzato al fine di perseguire il miglioramento della qualità della vita del disabile qualificando le risposte, e l'individuazione di interventi che a medio termine possano, a seguito della sperimentazione, rientrare nell attività ordinaria dei servizi competenti.
3 2. OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGRAMMA PROVINCIALE Il piano provinciale sperimentale per il triennio si pone in stretta continuità con la sperimentazione triennale precedente in relazione agli obiettivi, agli interventi e agli strumenti. In seguito al confronto con i soggetti territoriali competenti in materia di disabilità e alle valutazione degli esiti dei percorsi già messi in atto con la precedente programmazione, sono stati individuati e condivisi, in coerenza con gli obiettivi strategici regionali indicati nel Decreto del Presidente della Regione 8 febbraio 2011, n. 022/Pres, alcuni obiettivi specifici che necessitano di un periodo di ulteriore sperimentazione a livello provinciale. 1. Migliorare i percorsi per l autonomia della persona disabile attraverso l acquisizione di abilità inerenti azioni della vita quotidiana e la sperimentazione delle proprie competenze relazionali anche in nuovi contesti/attività socializzanti; 2. Promuovere maggiori livelli di autonomia nella fruizione del tempo libero, integrando i percorsi di inserimento lavorativo delle persone disabili con interventi di supporto alla gestione e all autogestione del tempo libero, al fine di soddisfare i bisogni ricreativi e relazionali, aumentare la qualità della vita e l autostima, il grado di integrazione, nonché determinare cambiamenti anche nell ambito domestico/familiare; 3. Promuovere nuove e più flessibili modalità di intervento che consentano il raggiungimento del massimo grado di autonomia, di integrazione e di inclusione sociale a favore di persone che presentano nuove forme di disabilità acquisita in età giovane o adulta a seguito di eventi di diversa natura tramite la realizzazione di progetti/percorsi individualizzati con attività sia all interno dei centri diurni sia all esterno, anche in ambiente domestico e con la partecipazione dei familiari e anche a supporto degli stessi; 4. Implementare gli interventi volti all autonomia di giovani disabili adolescenti volti a creare situazioni di sperimentazione diretta in contesti diversificati, sia di gruppo sia individuali; 5. Sostenere, informare/formare le famiglie e le agenzie educative del privato sociale realizzando anche spazi consulenziali rivolti a genitori, gestiti da operatori di servizi o consulenti, finalizzati ad approfondire i possibili percorsi futuri dei giovani disabili e a prefigurare percorsi innovativi ed integrati nei diversi ambiti di vita;
4 6. Sostenere le famiglie con ragazzi disabili nel processo di socializzazione, inclusione sociale e acquisizione delle autonomie quotidiane, oltre che di costruzione di progetti conseguenti all uscita dal mondo scolastico; 7. Supportare le famiglie per la promozione di atteggiamenti che facilitano lo sviluppo delle autonomie del disabile e l elaborazione di percorsi di separazione nell ambito di gruppi d auto-aiuto;
5 3. PROGETTI E SOGGETTI COINVOLTI NELL ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA La condivisioni di obiettivi e modalità di attuazione con i Soggetti gestori coinvolti nella pianificazione e attuazione degli interventi ha consentito di individuare quattro progetti da proseguire nel prossimo triennio: PIANO SPERIMENTALE PROVINCIALE DISABILITA Ambito Distrettuale Alto Isontino Ambito Distrettuale Basso Isontino" Consorzio Isontino Servizi Integrati CISI Famiglie in salita: percorsi possibili ImmaginAZIONE del futuro: percorsi di educazione all AUTONOMIA Interventi per il supporto alle famiglie nei percorsi di distanziamento e/o separazione e per la promozione dell autonomia ed integrazione del disabile nel proprio contesto di vita Progetto per nuovi interventi e nuovi bisogni
6 Ambito distrettuale "Alto Isontino" Progetto Famiglie in salita: percorsi possibili Il progetto intende implementare il sostegno alle famiglie con ragazzi disabili nel processo di socializzazione, inclusione sociale e acquisizione delle autonomie quotidiane, oltre che la realizzazione di interventi conseguenti all uscita dal mondo scolastico. Si ritiene opportuno mantenere delle risposte estive per quei ragazzi in condizione di disabilità grave e che per ragioni di età non possono più accedere a delle iniziative strutturate locali ed aprire dei contesti di confronto con i genitori per dar voce a riflessioni e preoccupazioni. Tali interventi si realizzano attraverso un confronto continuo e congiunto con i soggetti presenti sul territorio: Servizio Sociale dei Comuni, Consorzio Isontino Servizi Integrati, Azienda Sanitaria, associazioni e privato sociale. Ambito distrettuale "Basso Isontino" Progetto ImmaginAZIONE del futuro: percorsi di educazione all AUTONOMIA Si tratta di un progetto in continuità con il progetto ImmaginAZIONE del futuro, già avviato lo scorso triennio che prevedeva azioni qualificante rivolte ai giovani disabili e alle loro famiglie. Il confronto con le famiglie ha posto l accento sulle difficoltà correlate alle scelte da compiere dopo l uscita dal contesto scolastico e pertanto, per il triennio , a fronte dell analisi complessiva della tematica, si propone di attivare le seguenti azioni, centrate sul tema dell autonomia:
7 A. laboratori di educazione all autonomia rivolti a gruppi di giovani disabili adolescenti durante tutto l anno e/o in periodi specifici volti a creare situazioni di sperimentazione diretta in contesti diversificati, sia di gruppo che individuali (osservazione/valutazione autonomia in ingresso ed uscita, sperimentazione/rafforzamento competenze/ecc..). B. iniziative informative/formative rivolte alle famiglie, alle agenzie educative e del privato sociale territoriale (da soggetti che ascoltano esperti a soggetti che si incontrano/confrontano/condividono/elaborano/.). C. spazi consulenziali rivolti ai genitori, garantiti da parte degli operatori di servizi e/o da consulenti finalizzati ad approfondire i possibili percorsi futuri dei giovani disabili (lavorativi, abitativi, relazionali, ecc..) ed a prefigurare percorsi innovativi ed integrati nei diversi ambiti di vita. Consorzio Isontino Servizi Integrati CISI Progetto 1. Interventi per il supporto alle famiglie nei percorsi di distanziamento e/o separazione e per la promozione dell autonomia ed integrazione del disabile nel proprio contesto di vita. Il progetto prevede di dare continuità a quanto sperimentato nel precedente triennio implementando e ulteriormente un offerta variamente articolata in interventi rivolti alle famiglie e alle persone disabili in carico. In particolare verranno attivati interventi finalizzati a supportare le famiglie nella promozione di atteggiamenti che facilitano lo sviluppo delle autonomie del disabile e l elaborazione di percorsi di separazione nell ambito di gruppi d auto-aiuto. Il progetto rivolto alle famiglie con utenti giovani o che hanno avuto recentemente accesso ai servizi dei centri diurni prevede i seguenti interventi: Creazione di uno spazio di confronto/ascolto e condivisione sulla tematica dell handicap con particolare riferimento ai vissuti della famiglia;
8 Promozione/facilitazione di processi di auto mutuo aiuto tra i congiunti del disabile; Promozione dello scambio di informazioni sulla persona disabile per un accesso consapevole ed appropriato ai servizi della rete; Accompagnamento dei familiari verso un distanziamento graduale dal proprio congiunto. A conduzione dei gruppi di auto aiuto trova continuità la presenza di un esperto esterno ai servizi del CISI, in qualità di consulente. Si intende inoltre creare uno spazio di confronto/riflessione trasversale al territorio dell ente per le famiglie con disabili di giovane età e per questo impegnati in un percorso evolutivo sia dal punto di vista dell autonomia personale che socio-relazionale. L articolazione del progetto prevede una fase iniziale che comprende incontri individuali con le famiglie che avranno accesso ai servizi del CISI al fine di raccogliere delle prime informazioni sulla condizione personale e di vita del disabile, per poi introdurre i nuovi utenti nel gruppo già costituito. Si prevedono pertanto sei colloqui individuali e nove incontri di gruppo che avranno cadenza trisettimanale. Progetto 2. Nuovi interventi per nuovi bisogni. Il progetto si propone di implementare gli interventi a favore delle situazioni di nuova disabilità (disabilità acquisita in età giovane o adulta a seguito di eventi di diversa natura), prevede nuove modalità di intervento a favore di fasce di popolazione giovane in uscita da percorsi di inserimento scolastico nonché l integrazione degli interventi a favore delle persone impegnate in progetti di integrazione lavorativa con azioni volte a considerare i bisogni globali della persona. In particolare si prevede di aprire spazi operativi anche esterni ai Centri rivolti a soggetti più giovani dove sviluppare progetti individualizzati coprogettati con gli altri servizi o con soggetti territoriali, al fine di migliorare sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo le risposte integrate. Per le situazioni più gravi si ritiene indispensabile implementare l apporto di risorse operative anche interne ai centri diurni al fine di sviluppare il livello delle competenze in tale giovane età. Considerati inoltre i risultati più che significativi della sperimentalità attuata nel settore della promozione di attività di tempo libero a favore di persone in carico al SIL il progetto mira a dare maggior compiutezza ai percorsi di integrazione, integrando i percorsi lavorativi con azioni atte a sviluppare maggiori livelli di partecipazione e fruizione sociale, in quanto emergono delle lacune e dei vuoti di capacità e possibilità per le persone di spendere le competenze sociali acquisite nel mondo del lavoro anche in ambiti di tempo libero.
9 4. TEMPI DI REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA A seguito dell approvazione del piano triennale da parte della Direzione regionale competente si prevedono le seguenti fasi attuative: entro giugno 2014: definizione puntuale degli interventi dei progetti sperimentali esecutivi e stipula della convenzione annuale con i soggetti esecutori dei progetti sperimentali e assegnazione dei fondi relativi alla prima annualità di sperimentazione; entro maggio 2015: verifica andamento progetti con i soggetti gestori degli stessi e predisposizione piano operativo delle azioni progettuali riferito alla seconda annualità di sperimentazione; entro giugno 2015: stipula delle convenzioni annuali con i soggetti esecutori dei progetti sperimentali e assegnazione dei fondi relativi alla seconda annualità di sperimentazione a seguito di concessione del finanziamento regionale; entro maggio 2016: verifica andamento progetti con i soggetti gestori degli stessi e predisposizione piano operativo delle azioni progettuali riferito alla terza annualità di sperimentazione; entro giugno 2016: stipula delle convenzioni annuali con i soggetti esecutori dei progetti sperimentali e assegnazione dei fondi relativi alla terza annualità di sperimentazione a seguito di concessione del finanziamento regionale; 5. SISTEMA DI MONITORAGGIO E VERIFICA Nel contesto del piano provinciale sperimentale per il triennio verrà attivata un azione di sistema che riguarderà il monitoraggio dei progetti sperimentali in fase di attuazione con la seguente tempistica: entro giugno 2014: valutazione ex-ante per la definizione dei risultati attesi e la rilevazione a preventivo degli indicatori di risultato e del quadro economico afferenti ai singoli progetti; entro aprile 2015: monitoraggio relativo alla prima annualità di sperimentazione e valutazione dello stato di attuazione dei singoli progetti;
10 entro aprile 2016: monitoraggio relativo alle prime due annualità di sperimentazione e valutazione dello stato di attuazione dei singoli progetti; entro maggio 2017: monitoraggio conclusivo relativo al triennio di sperimentazione e valutazione dello stato di attuazione dei singoli progetti.
Piani di zona 2012-2014 e Piano di zona unitario 2015-2017 degli ambiti distrettuali di Bellano, Lecco e Merate
Servizi Sociali d Ambito Ente Capofila Ufficio di Piano di Lecco. Progetto sperimentale 2015/2017 Sperimentazione di nuovi Servizi per la disabilità (cfr. punto 5.2.2.3.2/e Piano di Zona di Lecco 2015-2017-

References: ART. 5
 ART. 21
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