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Timestamp: 2015-02-27 07:35:59+00:00

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Trasparenza come integrità
Università degli Studi Magna GraeciaCatanzaro, 22 marzo 2011 La trasparenza , quale strumento di prevenzione della corruzione Consigliere del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione 2.
INDICEBrevi note introduttive su trasparenza, accessibilità, informazione, conoscibilità.Dalla teoria alla pratica: le iniziative sviluppate.La trasparenza informativa per definire il rischio oggettivo di corruzione e altri illeciti contro la PA.La trasparenza informativa per una percezione soggettiva aderente al rischio oggettivo di corruzione e altri illeciti contro la PA 3.
La trasparenzaL’art. 11 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, definisce latrasparenza come “accessibilità totale, anche attraverso lo strumentodella pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazionipubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspettodellorganizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali eallutilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali,dei risultati dellattività di misurazione e valutazione svolta dagliorgani competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo delrispetto dei principi di buon andamento e imparzialità. Essacostituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalleamministrazioni pubbliche ai sensi dellart. 117, secondo comma,lettera m), della Costituzione”. 4.
Trasparenza informativa e sito web 5.
Livelli di interazioneLivello di Obiettivi primari Servizi offertiinterazioneLivello 1 Informazione Sono fornite all’utente informazioni sul procedimento amministrativo (es. finalità, termini di richiesta, ecc.) ed eventualmente sulle modalità di espletamento (es. sedi, orari di sportello).Livello 2 Interazione a una via Oltre alle informazioni, sono resi disponibili all’utente i moduli per la richiesta dell’atto/procedimento amministrativo di interesse che dovrà poi essere inoltrata attraverso canali tradizionali (es. modulo di variazione residenza o moduli di autocertificazione).Livello 3 Interazione a due vie L’utente può avviare l’atto/procedimento amministrativo di interesse (es. il modulo può essere compilato e inviato on line) e viene garantita on line solo la presa in carico dei dati immessi dall’utente e non la loro contestuale elaborazione.Livello 4 Transazione L’utente può avviare l’atto/procedimento amministrativo di interesse fornendo i dati necessari ed eseguire la transazione corrispondente interamente on line, incluso leventuale pagamento dei costi previsti.Livello 5 Personalizzazione Lutente, oltre ad eseguire on line lintero ciclo del procedimento amministrativo di interesse riceve informazioni (sono ricordate le scadenze, è restituito l’esito del procedimento, ecc.), che gli sono inviate preventivamente, sulla base del profilo collegato (c.d. pro-attività). 6.
Trasparenza e partecipazione attiva (1 di 3)La partecipazione del cittadino alla vita democratica è un principio chediscende direttamente dal diritto di sovranità popolare e dal diritto dicittadinanza, riaffermato dalla normativa europea. Alcune azioni dell’Unione,quali la "Carta europea dei diritti delluomo nella città" (2000) e lAgendadella conferenza di Fuerteventura, "Sviluppo della cittadinanzademocratica e di una leadership responsabile a livello locale" (2002),sostengono la partecipazione diretta dei cittadini e la massima trasparenzanelle comunicazioni tra pubblica amministrazione e cittadini.Uno degli obiettivi fondamentali è trasformare, attraverso l’uso delle tecnologiedell’informazione e della comunicazione, le relazioni interne ed esterne delsettore pubblico, con il fine di migliorare l’erogazione dei servizi e lapartecipazione della società civile alla vita democratica. L’impiego delletecnologie costituisce lo strumento principale per il mutamento delle relazionifra soggetti, che richiede un rilevante cambiamento culturale, in particolare peri soggetti pubblici, i quali sono tenuti a rendere conoscibili e fruibili i dati in loropossesso, garantendone la qualità e l’aggiornamento. 7.
Trasparenza e partecipazione attiva (2 di 3)Il principio della partecipazione attiva e della trasparenza dell’azioneamministrativa, ribadito dalla "Carta europea per i diritti del cittadino nellaSocietà dellinformazione e della conoscenza", con particolare riferimentoalle tecnologie informatiche, sancisce quattro diritti fondamentali: il dirittoallaccesso,il diritto allinformazione, il diritto alla formazione, il diritto allapartecipazione.La partecipazione viaggia, dunque, di pari passo con un altro concettofondamentale: la “trasparenza”. La trasparenza intesa come “accessibilitàtotale” trova naturale attuazione, nell’era digitale, attraverso la pubblicazionesui siti web istituzionali delle amministrazioni pubbliche delle informazioniconcernenti ogni aspetto dellorganizzazione. I curricula, le retribuzioni, i tassidi assenza e di presenza del personale, i risultati dellattività di misurazione evalutazione svolta dagli organi competenti sono solo alcuni degli elementiessenziali per favorire la diffusione di forme di controllo del rispetto dei principidi buon andamento e imparzialità. 8.
Trasparenza e partecipazione attiva (3 di 3)La trasparenza costituisce, infatti, un livello essenziale delle prestazionierogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dellart. 117, secondocomma, lettera m) della Costituzione. Con il Decreto legislativo 27 ottobre2009, n. 150, il legislatore ha definito una serie di contenuti obbligatori che lepubbliche amministrazioni hanno l’onere di pubblicare in una apposita sezionesui propri siti web istituzionali.La Legge 7 giugno 2000, n. 150, nel disciplinare le attività di informazione edi comunicazione delle pubbliche amministrazioni, ha riconosciuto il diritto diaccesso del cittadino all’azione amministrativa anche attraverso il ricorso agliistituti della concertazione e della partecipazione attiva. 9.
Obiettivi primari di un sito web Obiettivi primari Contenuti caratterizzanti Livello di interazioneTipologia di sito webIstituzionale Informare gli utenti sulle attività dellente Chi siamo; dove siamo; attività istituzionali e correnti Dal 1 al 3 ° (news, comunicati stampa, etc.); organigramma; normativa; documentazione; concorsi; gare e appalti; ecc. Erogare servizi di competenza Servizi informativi; modulistica; servizi di interazione Dal 1 al 5° con l’utente (Scrivici, risposte a domande ricorrenti - Faq, ecc.); servizi transattivi e di pagamento.Tematico Presentare un progetto, un’iniziativa, un evento Interviste; interventi; sala stampa; comunicati stampa; Dal 1 al 3° speciali; approfondimenti; ecc. Gestire una community Forum; Wiki; bacheche; social navigation; ecc. Dal 3° al 5° Erogare specifici servizi anche trasversali a più Servizi informativi: modulistica; servizi di interazione Dal 1 al 5° amministrazioni con l’utente (Scrivici, risposte a domande ricorrenti - Faq, ecc.); servizi transattivi e di pagamento. Formare Documenti formativi; didattica on line; corsi on line (e- Dal 3° al 5° learning); tassonomie create dagli utenti (folksonomie). 10.
Contenuti minimi dei siti istituzionali Contenuto minimo Norma di riferimento Eventuali vincoliL’organigramma e l’articolazione degli art. 54 del Decreto legislativo 7 servizio di consultazione costantementeuffici, le attribuzioni e l’organizzazione di marzo 2005, n. 82 “Codice disponibile in homepage;ciascun ufficio anche di livello dirigenziale dell’Amministrazione digitale” elemento chiaramente indirizzato danon generale, i nomi dei dirigenti un’etichetta esplicativa;responsabili dei singoli uffici, nonché il informazioni costantemente aggiornate esettore dell’ordinamento giuridico riferibile corrispondenti a quanto indicato nell’attoall’attività da essi svolta normativo che regolamenta l’organizzazione della amministrazione.Le informazioni relative all’Ufficio Legge 150/2000 direttamente raggiungibili dalla testata orelazioni con il pubblico (URP) dalla home page; indirizzate dall’etichetta “URP” o “Ufficio Relazioni con il Pubblico”.Il programma triennale per la trasparenza e Decreto legislativo 150/2009 All’interno della Sezione denominatalintegrità ed il relativo stato di attuazione “Trasparenza, valutazione e merito”, raggiungibile da un link, chiaramente identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale. 11.
Contenuti minimi dei siti istituzionali Contenuto minimo Norma di riferimento Eventuali vincoliIl Piano e la Relazione sulle performance Decreto legislativo 150/2009 All’interno della Sezione denominata “Trasparenza, valutazione e merito”, raggiungibile da un link, chiaramente identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale.Lammontare complessivo dei premi Decreto legislativo 150/2009 All’interno della Sezione denominatacollegati alla performance stanziati e “Trasparenza, valutazione e merito”,lammontare dei premi effettivamente raggiungibile da un link, chiaramentedistribuiti identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale.Lanalisi dei dati relativi al grado di Decreto legislativo 150/2009 All’interno della Sezione denominatadifferenziazione nellutilizzo della “Trasparenza, valutazione e merito”,premialità sia per i dirigenti, sia per i raggiungibile da un link, chiaramentedipendenti identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale. 12.
Contenuti minimi dei siti istituzionali Contenuto minimo Norma di riferimento Eventuali vincoliI nominativi ed i curricula dei componenti Decreto legislativo 150/2009 All’interno della Sezione denominatadegli Organismi indipendenti di “Trasparenza, valutazione e merito”,valutazione e del Responsabile delle raggiungibile da un link, chiaramentefunzioni di misurazione della performance identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale.I nominativi e i curricula dei dirigenti e dei Decreto legislativo 150/2009 All’interno della Sezione denominatatitolari di posizioni organizzative, redatti in “Trasparenza, valutazione e merito”,conformità al vigente modello europeo raggiungibile da un link, chiaramente identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale.Le retribuzioni dei dirigenti, con specifica Decreto legislativo 150/2009 All’interno della Sezione denominataevidenza sulle componenti variabili della “Trasparenza, valutazione e merito”,retribuzione e delle componenti legate alla raggiungibile da un link, chiaramentevalutazione di risultato identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale. 13.
Contenuti minimi dei siti istituzionali Contenuto minimo Norma di riferimento Eventuali vincoliI curricula e le retribuzioni di coloro che Decreto legislativo 150/2009 All’interno della Sezione denominatarivestono incarichi di indirizzo politico “Trasparenza, valutazione e merito”,amministrativo raggiungibile da un link, chiaramente identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale.Gli incarichi, retribuiti e non retribuiti, Decreto legislativo 150/2009 All’interno della Sezione denominataconferiti ai dipendenti pubblici e a “Trasparenza, valutazione e merito”,soggetti privati raggiungibile da un link, chiaramente identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale.I tassi di assenza e di maggiore presenza Legge 18 giugno 2009 n. 69 All’interno della Sezione denominatadel personale distinti per uffici di livello “Trasparenza, valutazione e merito”,dirigenziale raggiungibile da un link, chiaramente identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale. 14.
Contenuti minimi dei siti istituzionali Contenuto minimo Norma di riferimento Eventuali vincoliIl ruolo dei dirigenti art.1, comma 7 del DPR 23 aprile All’interno della Sezione denominata 2004, n° 108 “Trasparenza, valutazione e merito”, raggiungibile da un link, chiaramente identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale.Il codice disciplinare art. 55, comma 2 del dlgs 30 All’interno della Sezione denominata marzo 2001, n°165 così come “Trasparenza, valutazione e merito”, modificato dall’art.68, comma 2 raggiungibile da un link, chiaramente del dlgs 150/2009 identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale.I contratti integrativi art. 40 bis, comma 4 del dlgs All’interno della Sezione denominata 165/2001 così come sostituito “Trasparenza, valutazione e merito”, dall’art. 55 del dlgs 150/2009 raggiungibile da un link, chiaramente identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale. 15.
Contenuti minimi dei siti istituzionali Contenuto minimo Norma di riferimento Eventuali vincoliLa contrattazione nazionale art 47, comma 8 del dlgs All’interno della Sezione denominata 165/2001 così come sostituito “Trasparenza, valutazione e merito”, dall’art. 59 del dlgs 150/2009 raggiungibile da un link, chiaramente identificabile dall’etichetta “Trasparenza, valutazione e merito”, posto nell’homepage del sito istituzionale.L’elenco delle tipologie di procedimento art. 54 del Decreto legislativo 7 raggiungibile dalla home page del sito, insvolte da ciascun ufficio di livello marzo 2005, n. 82 “Codice posizione ben evidente;dirigenziale non generale, i termini e le dell’Amministrazione digitale” correlato alle sezioni informative suiscadenze per la conclusione di ciascun procedimenti ed a quelle di distribuzioneprocedimento della modulistica e servizi on line.Il nome del responsabile e l’unità art. 54 del Decreto legislativo 7 raggiungibile dalla home page del sito, inorganizzativa responsabile dell’istruttoria e marzo 2005, n. 82 “Codice posizione ben evidente;di ogni altro adempimento procedimentale, dell’Amministrazione digitale” correlato alle sezioni informative suinonché dell’adozione del provvedimento procedimenti.finale, come individuati ai sensi degliarticoli 2, 4 e 5 della Legge 7 agosto 1990,n. 241 16.
Contenuti minimi dei siti istituzionali Contenuto minimo Norma di riferimento Eventuali vincoliLe scadenze e le modalità di art. 54 del Decreto legislativo 7 raggiungibile dalla home page del sito, inadempimento dei procedimenti individuati marzo 2005, n. 82 “Codice posizione evidente;ai sensi degli articoli 2 e 4 della Legge 7 dell’Amministrazione digitale” correlato alle sezioni informative suiagosto 1990, n. 241 procedimenti.L’elenco delle caselle di posta elettronica art. 54 del Decreto legislativo 7 associate al nome e cognome delistituzionali attive marzo 2005, n. 82 “Codice dipendente destinatario o titolo dell’ufficio dell’Amministrazione digitale” destinatario o descrizione della funzione cui la casella è riservata.L’elenco delle caselle di posta elettronica art. 54 del Decreto legislativo 7 costantemente disponibile all’internocertificata marzo 2005, n. 82 “Codice della testata ovvero collocato in posizione dell’Amministrazione digitale” privilegiata per visibilità della home page del sito.Le pubblicazioni, i messaggi di art. 54 del Decreto legislativo 7informazione e di comunicazione marzo 2005, n. 82 “Codice dell’Amministrazione digitale” 17.
Contenuti minimi dei siti istituzionali Contenuto minimo Norma di riferimento Eventuali vincoliL’elenco dei concorsi art. 54 del Decreto legislativo 7 raggiungibile dalla home page del sito; marzo 2005, n. 82 “Codice indirizzato dalla etichetta “Concorsi”. dell’Amministrazione digitale”L’elenco dei bandi di gara art. 54 del Decreto legislativo 7 raggiungibile dalla home page del sito; marzo 2005, n. 82 “Codice indirizzato dalla etichetta “Bandi di gara”. dell’Amministrazione digitale”La pubblicità legale art. 32 della Legge n 69/2009 raggiungibile dalla home page del sito; indirizzata dalla etichetta “Pubblicità legale” ovvero, per gli enti territoriali, “Albo pretorio” o “Albo pretorio on line”.L’elenco dei servizi forniti in rete art. 54 del Decreto legislativo 7 disponibile sulla barra di navigazione del marzo 2005, n. 82 “Codice sito ovvero sulla home page del sito in dell’Amministrazione digitale” posizione massimamente visibile; indirizzato dalla etichetta “Servizi on line”. 18.
Contenuti minimi dei siti istituzionali Contenuto minimo Norma di riferimento Eventuali vincoliL’elenco dei servizi di futura attivazione art. 54 del Decreto legislativo 7 disponibile all’interno della sezione servizi marzo 2005, n. 82 “Codice on line ovvero sulla home page del sito; dell’Amministrazione digitale” indirizzato dalla etichetta “Servizi di futura attivazione”.Privacy Decreto legislativo 2003, n. 196 disponibile, ove possibile, in un’area “Codice in materia di protezione informativa a piè di pagina (footer) o, ove dei dati personali” non previsto il footer, in una apposita sezione del sito, collegata da tutte le pagine indirizzato dalla etichetta “Privacy” o “Protezione dei dati personali”.Note legali disponibile, ove possibile, in un’area informativa a piè di pagina (footer) o, ove non previsto il footer, in una apposita sezione del sito, collegata da tutte le pagine indirizzato dalla etichetta “Note ” o “Note legali”. 19.
Contenuti minimi dei siti istituzionaliInoltre, l’art 17 del Decreto Legge del 01/07/2009 n. 78, ha previsto che leamministrazioni sono tenute ad aggiornare, con cadenza almeno semestrale,le informazioni presenti nell’Indice delle pubbliche amministrazioni (IPA),istituito con il DPCM 1 aprile 2008, per quanto riguarda la strutturaorganizzativa, lelenco dei servizi offerti e le informazioni relative al loroutilizzo e gli indirizzi di posta elettronica. Le indicazioni per la pubblicazionesull’IPA sono contenute nel documento “Guida ai servizi di Indice delleamministrazioni pubbliche e delle aree organizzative omogenee” disponibilesul sito www.indicepa.gov.it – sezione per le Amministrazioni, nonché nellasezione SPC del sito di DigitPA.La mancata comunicazione degli elementi necessari al completamentodellindice e del loro aggiornamento è valutata ai fini della responsabilitàdirigenziale e dellattribuzione della retribuzione di risultato ai dirigentiresponsabili. 20.
Dalla teoria alla pratica 21.
Dalla teoria alla pratica 22.
Dalla teoria alla pratica 23.
Dalla teoria alla pratica 24.
Dalla teoria alla pratica 25.
Dalla teoria alla pratica 26.
Dalla teoria alla pratica 27.
Dalla teoria alla pratica 28.
… e in pratica,VINCA IL MIGLIOREConcorso-Corso Comune di Napoli 2010112.572 iscritti67.000 partecipanti534 posti banditi per 10 profili3.785 ammessi alla seconda fase delle procedure selettiveche consentiranno di procedere a: • 534 ammissioni a fasi formative obbligatorie • 370.000 ore di formazione • 534 unità di personale formate 29.
… e in pratica,VINCA IL MIGLIORE, permette agli Enti locali:1. lottimizzazione generale del processo di recruiting. Sono azzerati i tempi per il data entry, necessari nella tradizionale modalità di acquisizione delle domande di partecipazione via posta ordinaria;2. lo screening immediato delle candidature in base ai requisiti richiesti dal bando;3. il sostanziale abbattimento dei costi di gestione. Il costo medio neo assunto in modalità tradizionale è stimato in € 51.800, con procedura Ripam-Vinca il migliore: € 15.740;4. una maggiore semplificazione e trasparenza, legata sia alle procedure di reclutamento e sia alla loro pubblicità;5. la diminuzione del livello di contenzioso grazie all’elevatissimo know how e alle massima trasparenza resa possibile dalla più agevole accessibilità alle procedure di evidenza pubblica da parte dei cittadini/utenti;6. riduzione dei tempi di assegnazione del personale. 30.
… e in pratica, 31.
… e in pratica, 32.
… e in pratica, 33.
… e in pratica, 34.
La trasparenza informativa per definire il rischio oggettivo dicorruzione e altri illeciti contro la PA 35.
La trasparenza informativaUna informazione trasparente e completa è considerata dagli stessi “addetti ai lavori” una esigenza imprescindibile ed equivalente alla stessaazione di contrasto, come ha ricordato recentemente il Direttore dellaDirezione Investigativa Antimafia, A. GIRONE, Audizione avanti alleCommissioni I e II Riunite del Senato della Repubblica nell’ambitodell’esame del ddl 2156, 6 luglio 2010, secondo il quale vi è “… la duplicenecessità di neutralizzare adeguatamente le condotte illecite e di garantireuna forte trasparenza sul fenomeno, anche per evitare che unaamplificazione di dati inesatti possa incidere sull’immagine del Paese e,conseguentemente, sul suo rating in sede internazionale…”.. 36.
La trasparenza informativaLe recentissime parole del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, Remarks to Inaugural Conference of the International Anti-CorruptionAcademy, CAC/COPS/WG.4/2010/4, Vienna, 2 settembre 2010, sembrano,però, ancora più significative, di fronte agli sforzi fatti da molti per immaginaree, poi, cosa più importante, per rendere noto a mezzo stampa, il “volume” ditangenti, mazzette e scambio di favori: “… One major handicap is that we don’tknow how to measure corruption …”.Una situazione nella quale, tanto più si enfatizza il numero degli illeciti chenon viene “misurato”, tanto più risulta facile muoversi lungo altre piste nellaquantificazione del “dato reale”, rispetto a quelle che emergono dal dato dellacriminalità registrata: un pericolo estremamente attuale, perché “… comericordava l’altro giorno il collega De Sena – la notazione è di G. PISANU,Comunicazioni, Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul fenomeno dellamafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, 2 dicembre 2008 -sull’entità di questo fatturato si conoscono valutazioni diverse, tutte per laverità impressionanti, ma raramente ben documentate….”. 37.
La trasparenza informativaAltri dati ufficiali non ne esistono: “… I dati sono dati – ha recentementericordato Luca RICOLFI, Il sacco del nord, Guerini, 2010 – ciò che cambiaè la prospettiva con i quali li interpretiamo…”.Non a caso chi si “… avventura sul rischioso terreno dei paralleli e deicalcoli […] custodisce con caparbietà – come ricordava E.NARDUCCI,Processi ai politici nella Roma antica, Laterza, Roma-Bari, 1995 - il segretodi questi risultati allegati e non dimostrati, facendo riferimento a parametrinoti solo a lui stesso ed eludendo con allegria una serie di evidentiinterrogativi….”. 38.
La “dittatura delle immagini influenti”. Prof. Giuliano Amato, Accademia dei Lincei, primavera del 2006.“… l’analisi delle notizie sulla criminalità proposte dai Tg prime time nel periodo 2005-2009,fornisce – secondo il prof. Ilvo DIAMANTI - alcune indicazioni interessanti:•non esiste correlazione tra l’andamento dei reati denunciati e il numero di notizie sulla criminalità;•esiste, invece, una forte correlazione tra il numero di notizie di reati e la percezione dellacriminalità,con una situazione che in Italia degrada ulteriormente se analizzata in una prospettiva comparatacon altri Paesi europei …. Il Tg1 – come emerge dalla rilevazione dell’Osservatorio di Pavia inrelazione alla “notiziabilità” del tema allargata ai principali Tg europei - ha il doppio di notizie del Tgspagnolo e venti volte in più rispetto al telegiornale tedesco;la pagina della criminalità in Italia ècostante, l’agenda dei telegiornali francesi, inglesi, tedeschi e spagnoli non rileva la presenzaquotidiana di notizie criminali …”. 39.
La “dittatura delle immagini influenti”. Prof. Giuliano Amato, Accademia dei Lincei, primavera del 2006.Bad news are good news, ma … alcuni silenzimaggio 2010: l’approvazione di disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrastoalle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra laltro, nella forma dei cosiddetti «caroselli» e«cartiere»,luglio 2010, l’approvazione, unico Paese del G20, nella manovra anticrisi estiva di unostanziamento dedicato di 2 Meuro per interventi di prevenzione della corruzione.agosto 2010, l’approvazione del Piano straordinario contro le mafie, che contiene pervasivemisure per il contrasto alla infiltrazione della criminalità nell’economia legale e nella PubblicaAmministrazione;settembre 2010, in Senato, il Relatore di maggioranza del disegno di legge anticorruzione depositaun emendamento per introdurre quelle misure preventive che a livello internazionali sonoconsiderate un efficace antidoto alla corruzione: whistleblowing, cioè la tutela del dipendente chesegnala abusi; conflitti di interesse e controlli su consulenze/incarichi; revolving doors, per limitarele riassunzioni “interessate” alla fine del servizio pubblico;settembre 2010, in Senato, l’approvazione del disegno di legge di ratifica della Convenzione delConsiglio d’Europa contro la corruzione civile firmata nel (!) 1997. 40.
La “dittatura delle immagini influenti”. Prof. Giuliano Amato, Accademia dei Lincei, primavera del 2006.Bad news are good news, ma … alcuni silenzi sul piano internazionale Transparency International nel Progress Report on OECD Convention Enforcement, in materia di implementazione degli strumenti e Convenzioni contro la corruzione, ha collocato l’Italia tra i Paesi Active Enforcement, insieme a Denmark, Germany, Norway, Switzerland, United Kingdom and United States. 41.
La “dittatura delle immagini influenti”.Prof. Giuliano Amato, Accademia dei Lincei, primavera del 2006. ECCO L’ERRORE: La mediana NON è rappresentativa della reale situazione del Paese 42.
Bad news are good news, ma … alcuni silenzi sul piano internazionaleTRAC - Transparency in Reporting on Anti-Corruption 1. Tra le aziende analizzate la media è di 17 punti su 50. 2. L’Italia si posiziona sopra la media mondiale davanti a Paesi come Germania, Svezia, Francia, Belgio. 43.
Bad news are good news, ma … alcuni silenzi sul piano internazionale Global Integrity Report 2008 (consultabile all’indirizzo www.report.globalintegrity.org/Italy/2008).Il Report annuale di Global Integrity - organizzazione indipendentee no-profit di Washington, nata nel 1999 come Centro perl’integrità pubblica grazie ad un gruppo di giornalisti e ricercatori, -è l’esito di una metodologia di ricerca che è considerata una bestpractice dalla World Bank: 1. il risultato finale di 79 su 100, subito dopo il Canada che ha raggiunto 80 su 100 e prima della Francia che nell’ultimo assessment del 2007 ha conseguito 78 su 100, colloca l’Italia al confine della fascia nella quale sono censiti i Paesi che presentano un impegno “strong” riguardo al tema dell’integrità e dell’anticorruzione; 2. le aree sulle quali viene indicata la necessità di intervenire, sono : a. la Judicial Accountabilty (voce III-3: very weak), b. le misure in materia di whistleblowing (voce IV-2: very weak), c. la funzionalità della PA (categoria IV: very weak), d. il finanziamento politico (voce II-3: very weak). 44.
La trasparenza informativa per una percezione soggettiva aderente al rischio oggettivo dicorruzione e altri illeciti contro la PA 45.
Le dimensioni del “tema” 46.
Bad news are good news, ma … alcuni silenzi sul piano internazionale CITIZENS’ PERCEPTIONS OF FRAUD ANDTHE FIGHT AGAINST FRAUD IN THE EU 27Indagine richiesta dall’European Anti-Fraud Office e realizzata dallaGallup Organization ( consultabile su http://ec.europa.eu ).Percezione della estensione della corruzione o di Cittadini che dichiarano di aver ricevuto laaltri illeciti nella pubblica amministrazione richiesta di una tangente negli ultimi 12 mesi.nazionale. 47.
Il paradosso dell’efficienzaL’ATTIVITA’ REPRESSIVA FUNZIONA.Per Franz - Hermann Bruener, compianto Direttore generale dell’OLAF, l’Ufficio anti-frode europeo, l’Italia “…dispone degliarsenali di protezione penale e investigativa tra i più avanzati a livello europeo …”, con “… strumenti di indagine utilizzati tra i piùavanzati al mondo … strumenti raramente utilizzati nella maggior parte degli altri Paesi per tali tipi di illeciti …” e con le Forze diPolizia e la Magistratura, per questo, “… spesso invidiati dai colleghi di altri Paesi…”. Nella giornata "porte aperte" delle Istituzioni comunitarie svoltasi a Bruxelles sabato 8 maggio 2010, l’OLAF ha presentato leForze di Polizia italiane come un "… modello di polizia europea per il contrasto alle frodi ai danni del bilancio comunitario. L’Italia- prosegue il lancio dell’agenzia - per troppo tempo allindice delle statistiche dei paesi a rischio di frode e corruzione, da temposta assumendo un nuovo ruolo sulla scena internazionale. Non più Paese della frode, ma quello che con maggiore vigore, maggioristrumenti normativi, maggior numero di mezzi e più spiccata professionalità investigativa e giudiziaria (sia penale cheamministrativa) combatte la criminalità finanziaria internazionale ….”.Siim Kallas, già Vice Presidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l’amministrazione, l’audit e la lottaantifrode, ha evidenziato che “… un numero crescente di irregolarità comunicate può essere un buon segnale del fatto che icontrolli sono migliorati …” : un alto livello di corruzione accertata dalle Forze di polizia NON EQUIVALE, in una prospettivacomparata con altri Paesi, a bassi livelli di integrità e moralità dell’apparato pubblico.L’Italia, a differenza di altri Paesi sistematicamente considerati a minor “rischio di corruzione”, non ha riportato segnalazioninegative nell’ultima Risoluzione legislativa sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunità e la lotta contro la frode delParlamento europeo del 24 aprile 2009 che si è detto “…profondamente colpito dalla mancanza di disciplina nella segnalazionedei casi da parte degli Stati membri dopo vari anni e ritiene inaccettabile che 6 Stati membri – Francia, Svezia, Spagna, Irlanda,Lettonia e Lussemburgo - non utilizzino ancora i sistemi di segnalazione per via elettronica, che 14 di essi – situazione checostituisce un problema, in particolare in Francia, Spagna e Paesi Bassi - non abbiano rispettato i termini per la segnalazione e chealcuni di essi non abbiano classificato i casi di irregolarità segnalati ….”. 48.
A proposito di RISCHIO OGGETTIVO Dato ITALIA 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010registrati 3.403 3.550 5.498 3.367 3.413 3.230Delitti F M F M F M F M F M F M F M 2.812 9.935 2.944 10.903 5.785 15.019 3.561 10.418 3.091 11.309 3.651 9.963 Persone denunciate 12.747 13.847 20.804 13.979 14.400 13.614 Fonte : Sistema di Indagine del Ministero dell’Interno. NOTA METODOLOGICA: sono state considerate le fattispecie p. e p. dagli artt. : 414, 316, 316 bis, 316 ter, 317, 318, 319, 319 ter, 320, 322, 322 bis, 323, 353, 354, 355, 356, 640 bis del codice penale. Pur se evidentemente significativa, la fattispecie p. e p. dall’art. 640, 2°comma, c.p., dedicata a punire la fattispecie aggravata prevista nei casi di consumazione a danno dello Stato, non è stata considerata, in quanto il Sistema di Indagine, nella registrazione delle denunce per l’art. 640 bis cp, prevede tale specificazione quale voce facoltativa lasciata alla discrezionalità dell’operatore. 49.
A proposito di RISCHIO OGGETTIVODENUNCE PER REATI CONTRO LA P.A., PER TIPOLOGIA DI REATO Delitti corruzione concussione abuso d’ufficio truffa per il … indebita percezione (art. 318, 319, 320 cp) (art. 317 cp) (art. 323 cp) (art.640 bis cp) (art. 316 ter cp) denunce Numero 939 881 7.386 7.515 3.099 M F M F M F M F M F denunciate 6.490 1.199 1.846 159 18.574 2.978 28.531 14.247 5.371 3.944 Persone 7.689 2.005 21.552 42.778 9.315Fonte : Sistema di Indagine del Ministero dell’Interno. 51.
Chi saccheggia la Pubblica Amministrazione …. 52.
A proposito di RISCHIO OGGETTIVODENUNCE PER REATI CONTRO LA P.A., PER TIPOLOGIA DI REATO 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 totale truffa per il conseguimento … 824 893 2.725 778 766 747 ( art.640 bis cp) indebita percezione 462 598 858 393 338 230 (art. 316 ter cp) TOTALE 3.403 3.550 5.498 3.367 3.413 3.230 Reati contro la PAFonte : Sistema di Indagine del Ministero dell’Interno. Le denunce per la violazione degli artt. 640 bis e 316 ter c.p. pesano complessivamente quasi il 42% del totale dei reati contro la P.A.. Una fenomenologia criminale che in alcune delle annualità esaminate assume dimensioni ancor più vaste: il 38 %, nel 2004, con 1.276 denunce sulle 3.403 totali registrate contro la PA; il 42 %, nel 2005, con 1.491 denunce su 3.550; il 66 %, nel 2006, con 3.583 denunce su 5.448; il 35 %,nel 2007, con 1.171 denunce su 3.367; il 32%,nel 2008, con 1.104 denunce su 3.413; il 30 %, nel 2009, 977 denunce su 3.230. 53.
Chi saccheggia la Pubblica Amministrazione …. 54.
Chi saccheggia la Pubblica Amministrazione …. Il “problema corruzione”, seppure IMPORTI DELLE CITAZIONI IN GIUDIZIO considerato insieme ad altri reati DELLE PROCURE REGIONALI, contro la P.A., pesa il 4% del PER TIPOLOGIA DI EVENTO DANNOSO. ANNO 2008. totale degli importi delle citazioni€ 1.000.000.000.000,00 in I grado: i 69 Meuro del 2008 restano stazionari nel 2009 € 1.386.038.981,65 € 57.607.164,42 € 139.297.932,34 € 69.013.083,11 E’ chiarissima l’importanza del € 100.000.000,00 € 36.859.370,20 dato relativo alla € 578.637,80 € 394.505,17 maladministration: l’82% degli € 10.000,00 importi fa riferimento a questa macroarea. € 1,00 Quasi il 10% invece fa riferimento CONCUSSIONE ED ALLIMMAGINE PERSONALE a reati che hanno inciso sulla MALADMINISTRATION (Consulenze) INCIDENTI FRODI COMUNITARIE ALTRE TIPOLOGIE CORRUZIONE, FINANZIAMENTI - ALTRI REATI TANGENTI, CONTRIBUTI E DANNO EROGAZIONE corretta allocazione di fondi e finanziamenti pubblici, nazionali e comunitari commessi da CHIUQUE. Fonte : allegato V alla Relazione scritta del Procuratore generale, cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, Adunanza dell’11 febbraio 2009. 55.
Rischio oggettivo e percezione soggettivaLa “falsa verità” dell’aumento delle denunce.La “vera bugia” del costo della corruzione di 60 miliardi di euro all’anno, i 1000 euro pro capite.Le “verità nascoste” degli Indici di percezione della corruzione.Su tutto la confusione tra corruzione e maladministration. 56.
L’ultima novità dall’OCSE. Ma….. da REPUBBLICA.IT del 26 ottobre 2010 LOcse: "Classifiche poco attendibili,possono produrre danni" Lorganizzazione lancia lallarme sul rapporto di Transparency International: "Metodologia poco chiara e viziata da pregiudizi, ma i risultati vengono usati da chi decide gli aiuti internazionali" di CARLO CLERICETTI ROMA - Era stato lanciato addirittura un allarme preventivo: con una mail inviata ieri un dipartimento dellOcse ha diffuso uno studio, "Measuring governance", in cui avvertiva di prendere con le molle la classifica del rapporto di Transparency International che sarebbe stato pubblicato oggi. "Senza entrare nel merito della discussione sullimportanza di questo o altri indicatori internazionali sulla governance - si dice nella mail - gli autori dello studio Ocse mettono in guardia i potenziali utenti del rapporto, invitandolicaldamente ad essere più attenti nellesame dei reali contenuti e alla precisione di tutti i sistemi di classifiche dellagovernance e di usare più cautela su come utilizzarli".I punteggi forniti da questi sistemi, continuano i ricercatori, sono spesso meno accurati di quanto molti utentisembrino pensare, e per di più la loro costruzione risente di pregiudizi dei quali gli utilizzatori sono spesso ignari.Lo studio Ocse analizza puntigliosamente le metodologie usate e lattendibilità di questi studi ne esce a pezzi.Lallarme Ocse, dunque, va preso molto sul serio. Queste classifiche possono sembrare una sorta di gioco di società,ma in effetti i danni che possono produrre sono reali e, come sempre, pesano sui più deboli. 57.
Grazie per l’attenzioneMaurizio Bortolettitelefono : 0668997552m.bortoletti@governo.it Recommended
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References: art. 54
 art.1
 art. 55
 art. 40
 art. 54
 art. 54
 art. 54
 art. 54
 art. 54
 art. 54
 art. 54
 art. 54
 art. 32
 art. 54
 art. 54
 art.640