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Timestamp: 2020-08-07 10:20:35+00:00

Document:
Reati che impediscono la prosecuzione del lavoro pubblico impiego
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Il mio quesito è questo: sono un dipendente pubblico in periodo di prova. Assunto il 13/05/2019. La prova dura 6 mesi.
Ma non è questo il punto. Diciamo che temo di essere stato querelato ai sensi dell'art 660 cp per molestie in chat.
Una cosa che neanche volevo fare... ad oggi, non ho ricevuto nulla da nessuna Procura.
Ora, la domanda è: se venissi condannato, pur trattandosi di una contravvenzione punibile alternativamente o con l'arresto fino a 6 mesi o con ammenda fino a 516 euro, il posto di lavoro al comune di XXXXXXX lo perderei? Sono incensurato.
Attendo vostre notizie con ansia. Grazie e distinti saluti
Anche nella denegata ipotesi di condanna penale, non perderesti il posto di lavoro presso il comune di XXXXXXXXXX. Tra i requisti generali per l'ammissione ai concorsi pubblici quindi anche per mantenere in essere il rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione, abbiamo i seguenti:
• non aver riportato condanne penali o procedimenti penali che impediscano la costituzione del rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione;
• non aver subito condanne penali, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati indicati nel capo I, titolo II del Codice Penale ai sensi dell’art. 35 bis del D.Lgs. 165/01 (delitti contro la pubblica amministrazione);
Art. 35-bis del D.LGS. 165/2001. Prevenzione del fenomeno della corruzione nella formazione di commissioni e nelle assegnazioni agli uffici
2. La disposizione prevista al comma 1 integra le leggi e regolamenti che disciplinano la formazione di commissioni e la nomina dei relativi segretari.
Si tratta dei così detti reati impeditivi della costituzione e della prosecuzione del rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione.
Il reato per cui saresti stato querelato, non può essere considerato impeditivo della prosecuzione del rapporto di lavoro con l'ente comunale, in quanto da un'eventuale condanna penale non deriverebbero le pene accessorie dell'interdizione dai pubblici uffici, ovvero dell’incapacità di contrarre con la p.a. (artt. 28, 29, 32-ter, 32-quater, 32-quinquies Codice penale, artt. 3,4, 5, legge 27 marzo 2001, n. 97).
Non può essere inoltre considerato impeditivo della prosecuzione del rapporto di lavoro, in quanto una sentenza penale definitiva di condanna non potrebbe assumere rilievo in relazione a quanto previsto dall'art.2, comma 3 del DPR 487/1994, giacché non determinerebbe la perdita dell'elettorato politico attivo ovvero la destituzione dall'impiego presso una pubblica amministrazione.
Né tanto meno si tratta di un reato idoneo, per la sua particolare connotazione giuridica, a comportare il licenziamento del lavoratore, non avendo alcuna connessione con il regolare svolgimento del periodo di prova del dipendente.
Per completezza espositiva, secondo la giurisprudenza di Cassazione, il reato di cui all'articolo 660 del codice penale, si configura anche attraverso l'invio di SMS (Cass. n. 30294/2011; Cass. n. 10983/2011) ovvero tramite le varie agorà virtuali come Facebook (Cassazione penale Sezione I sentenza del 11/07/2014 n. 37596).
Art. 28, 29, 32 del codice penale
DECRETO LEGISLATIVO 30 marzo 2001, n. 165 Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 maggio 1994, n. 487 Regolamento recante norme sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalita' di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi.
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References: sentenza 

Art. 35
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 

Art. 28