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SENTENZA N. 28 ANNO 2011 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALEcomposta dai signori: Presidente: Ugo DE SIERVO; Giudici : Paolo MADDALENA, AlfioFINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, GaetanoSILVESTRI, Sabino CASSESE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, GiuseppeFRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI, Giorgio LATTANZI,ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di ammissibilità, ai sensi dell’articolo 2, primo comma, della legge costituzionale11 marzo 1953, n. 1, della richiesta di referendum popolare per l’abrogazione del decreto-legge 25giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testorisultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante “Disposizioni urgenti perlo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblicae la perequazione tributaria”, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: “d) realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione dienergia nucleare;”; nonché la legge 23 luglio 2009, n. 99, nel testo risultante per effetto di modificazioni edintegrazioni successive, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delleimprese, nonché in materia di energia”, limitatamente alle seguenti parti: art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “della localizzazione nel territorio nazionale diimpianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibilenucleare,”; art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “Con i medesimi decreti sono altresì stabiliti leprocedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attività di costruzione, diesercizio e di disattivazione degli impianti di cui al primo periodo.”; art. 25, comma 2, lettera c), limitatamente alle parole: “, con oneri a carico delle impresecoinvolte nella costruzione o nell’esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali è fatto divietodi trasferire tali oneri a carico degli utenti finali”; art. 25, comma 2, lettera d), limitatamente alle parole: “che i titolari di autorizzazioni di attivitàdevono adottare”; art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alle parole: “la costruzione e l’esercizio di impiantiper la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per”; art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alla particella “per” che segue le parole “dei rifiutiradioattivi o”; 2.
art. 25, comma 2, lettera i): “i) previsione che le approvazioni relative ai requisiti e allespecifiche tecniche degli impianti nucleari, già concesse negli ultimi dieci anni dalle Autoritàcompetenti di Paesi membri dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’Organizzazione per lacooperazione e lo sviluppo economico (AENOCSE) o dalle autorità competenti di Paesi con i qualisiano definiti accordi bilaterali di cooperazione tecnologica e industriale nel settore nucleare, sianoconsiderate valide in Italia, previa approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare;”; art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “gli oneri relativi ai”; art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “a titolo oneroso a carico degli esercentile attività nucleari e possano essere”; art. 25, comma 2, lettera n): “n) previsione delle modalità attraverso le quali i produttori dienergia elettrica nucleare dovranno provvedere alla costituzione di un fondo per il«decommissioning»;”; art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alla virgola che segue le parole “per le popolazioni”; art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idoneeper l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”; art. 25, comma 2, lettera q): “q) previsione, nell’ambito delle risorse di bilancio disponibili alloscopo, di una opportuna campagna di informazione alla popolazione italiana sull’energia nucleare,con particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicità.”; art. 25, comma 3: “Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che comunqueriguardino le procedure di progettazione, approvazione e realizzazione delle opere, infrastrutture einsediamenti produttivi concernenti il settore dell’energia nucleare e relative attività diespropriazione, occupazione e asservimento si applicano le disposizioni di cui all’art. 246 delcodice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12aprile 2006, n. 163.”; art. 25, comma 4: “4. Al comma 4 dell’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79,dopo le parole: «fonti energetiche rinnovabili» sono inserite le seguenti: «, energia nucleareprodotta sul territorio nazionale».”; art. 26; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “gli impieghi pacifici dell’energia nucleare,”; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “sia da impianti di produzione di elettricità sia”; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “costruzione, l’esercizio e la”; art. 29, comma 4, limitatamente alle parole: “nell’ambito di priorità e indirizzi di politicaenergetica nazionale e”; art. 29, comma 5, lettera c), limitatamente alle parole: “sugli impianti nucleari nazionali e loroinfrastrutture,”; art. 29, comma 5, lettera e), limitatamente alle parole: “del progetto, della costruzione edell’esercizio degli impianti nucleari, nonché delle infrastrutture pertinenziali,”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “, diffidare i titolari delle autorizzazioni”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “da parte dei medesimi soggetti”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “di cui alle autorizzazioni”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alla parola: “medesime”; art. 29, comma 5, lettera h): “h) l’Agenzia informa il pubblico con trasparenza circa gli effettisulla popolazione e sull’ambiente delle radiazioni ionizzanti dovuti alle operazioni degli impiantinucleari ed all’utilizzo delle tecnologie nucleari, sia in situazioni ordinarie che straordinarie;”; art. 29, comma 5, lettera i), limitatamente alle parole: “all’esercizio o”; art. 133, comma 1, lettera o) del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 limitatamente alle parole “ivicomprese quelle inerenti l’energia di fonte nucleare”; nonché il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, nel testo risultante per effetto dimodificazioni ed integrazioni successive, recante “Disciplina della localizzazione, dellarealizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettricanucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del 3.
combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misure compensative e campagneinformative al pubblico, a norma dell’art. 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99”, limitatamente alleseguenti parti: il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “della localizzazione, dellarealizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettricanucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”; il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “e campagne informative alpubblico”; art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “della disciplina della localizzazione nel territorionazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione delcombustibile nucleare,”; art. 1, comma 1, lettera a): “a) le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi degli operatoriper lo svolgimento nel territorio nazionale delle attività di costruzione, di esercizio e didisattivazione degli impianti di cui all’art. 2, comma 1, lettera e), nonché per l’esercizio dellestrutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi ubicate nello stessosito dei suddetti impianti e ad essi direttamente connesse;”; art. 1, comma 1, lettera b): “b) il Fondo per la disattivazione degli impianti nucleari;”; art. 1, comma 1, lettera c): “c) le misure compensative relative alle attività di costruzione e diesercizio degli impianti di cui alla lettera a), da corrispondere in favore delle persone residenti, delleimprese operanti nel territorio circostante il sito e degli enti locali interessati;”; art. 1, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “e future”; art. 1, comma 1, lettera g): “g) un programma per la definizione e la realizzazione di una“Campagna di informazione nazionale in materia di produzione di energia elettrica da fontenucleare”;”; art. 1, comma 1, lettera h): “h) le sanzioni irrogabili in caso di violazione delle normeprescrittive di cui al presente decreto.”; art. 2, comma 1, lettera b): “b) “area idonea” è la porzione di territorio nazionale rispondentealle caratteristiche ambientali e tecniche ed ai relativi parametri di riferimento che qualificanol’idoneità all’insediamento di impianti nucleari;”; art. 2, comma 1, lettera c): “c) “sito” è la porzione dell’area idonea che viene certificata perl’insediamento di uno o più impianti nucleari;”; art. 2, comma 1, lettera e): “e) “impianti nucleari” sono gli impianti di produzione di energiaelettrica di origine nucleare e gli impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, realizzati neisiti, comprensivi delle opere connesse e delle relative pertinenze, ivi comprese le strutture ubicatenello stesso sito per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi direttamenteconnesse all’impianto nucleare, le infrastrutture indispensabili all’esercizio degli stessi, le opere disviluppo e adeguamento della rete elettrica di trasmissione nazionale necessarie all’immissione inrete dell’energia prodotta, le eventuali vie di accesso specifiche;”; art. 2, comma 1, lettera f): “f) “operatore” è la persona fisica o giuridica o il consorzio dipersone fisiche o giuridiche che manifesta l’interesse ovvero è titolare di autorizzazione allarealizzazione ed esercizio di un impianto nucleare;”; art. 2, comma 1, lettera i), limitatamente alle parole: “dall’esercizio di impianti nucleari,compresi i rifiuti derivanti”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, con il quale sono delineati gli obiettivi strategici inmateria nucleare, tra i quali, in via prioritaria, la protezione dalle radiazioni ionizzanti e la sicurezzanucleare”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “la potenza complessiva ed i tempi attesi dicostruzione e di messa in esercizio degli impianti nucleari da realizzare,”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “valuta il contributo dell’energia nucleare in terminidi sicurezza e diversificazione energetica,”; 4.
art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, benefici economici e sociali e delinea le lineeguida del processo di realizzazione”; art. 3, comma 2: “2. La Strategia nucleare costituisce parte integrante della strategia energeticanazionale di cui all’art. 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.”; art. 3, comma 1, lettera a): “a) l’affidabilità dell’energia nucleare, in termini di sicurezzanucleare ambientale e degli impianti, di eventuale impatto sulla radioprotezione della popolazione enei confronti dei rischi di proliferazione;”; art. 3, comma 3, lettera b): “b) i benefici, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti,derivanti dall’introduzione di una quota significativa di energia nucleare nel contesto energeticonazionale;”; art. 3, comma 3, lettera c): “c) gli obiettivi di capacità di potenza elettrica che si intendeinstallare in rapporto ai fabbisogni energetici nazionali ed i relativi archi temporali;”; art. 3, comma 3, lettera d): “d) il contributo che si intende apportare, attraverso il ricorsoall’energia nucleare, in quanto tecnologia a basso tenore di carbonio, al raggiungimento degliobiettivi ambientali assunti in sede europea nell’ambito del pacchetto clima energia nonché allariduzione degli inquinanti chimico-fisici;”; art. 3, comma 3, lettera e): “e) il sistema di alleanze e cooperazioni internazionali e la capacitàdell’industria nazionale ed internazionale di soddisfare gli obiettivi del programma;”; art. 3, comma 3, lettera f): “f) gli orientamenti sulle modalità realizzative tali da conseguireobiettivi di efficienza nei tempi e nei costi e fornire strumenti di garanzia, anche attraverso laformulazione o la previsione di emanazione di specifici indirizzi;”; art. 3, comma 3, lettera g), limitatamente alle parole: “impianti a fine vita, per i nuoviinsediamenti e per gli”; art. 3, comma 3, lettera h): “h) i benefici attesi per il sistema industriale italiano e i parametridelle compensazioni per popolazione e sistema delle imprese;”; art. 3, comma 3, lettera i): “i) la capacità di trasmissione della rete elettrica nazionale, conl’eventuale proposta di adeguamenti della stessa al fine di soddisfare l’obiettivo prefissato dipotenza da installare;”; art. 3, comma 3, lettera l): “l) gli obiettivi in materia di approvvigionamento, trattamento earricchimento del combustibile nucleare.”; l’intero Titolo II, rubricato “Procedimento unico per la localizzazione, la costruzione el’esercizio degli impianti nucleari; disposizioni sui benefici economici per le persone residenti, glienti locali e le imprese; disposizioni sulla disattivazione degli impianti”, contenente gli artt. da 4 a24; art. 26, comma 1, limitatamente alle parole: “della disattivazione”; art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “riceve dagli operatori interessati altrattamento ed allo smaltimento dei rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attività di cui all’art. 27,con modalità e secondo tariffe stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico diconcerto con il Ministero dell’economia e finanze, ed”; art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “, calcolate ai sensi dell’art. 29 delpresente decreto legislativo”; art. 26, comma 1, lettera e), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idoneeper l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”; art. 27, comma 1, limitatamente alle parole: “e sulla base delle valutazioni derivanti dalprocedimento di Valutazione Ambientale Strategica di cui all’art. 9”; art. 27, comma 4, limitatamente alle parole: “, comma 2”; art. 27, comma 10, limitatamente alle parole: “Si applica quanto previsto dall’art. 12.”; art. 29; 5.
art. 30, comma 1, limitatamente alle parole: “riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalleattività disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo ed uno riferito ai rifiuti radioattivirinvenienti dalle attività disciplinate da norme precedenti”; art. 30, comma 2: “2. Per quanto concerne i rifiuti radioattivi derivanti dalle attività disciplinatedal Titolo II del presente decreto legislativo, il contributo di cui al comma 1 è posto a carico dellaSogin S.p.A. secondo criteri definiti con decreto del Ministro dello Sviluppo economico, diconcerto con il Ministro dell’ambiente e la tutela del territorio e del mare e con il Ministrodell’economia e finanze che tiene conto del volume complessivo e del contenuto di radioattività.Tale contributo è ripartito secondo quanto previsto all’art. 23 comma 4.”; art. 30, comma 3: “3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai rifiuti radioattividerivanti da attività già esaurite al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, per i qualirimane ferma la disciplina di cui all’art. 4 del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito,con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, così come modificato dall’art. 7-ter deldecreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio2009, n 13.”; l’intero Titolo IV, rubricato “Campagna di informazione”, contenente gli artt. 31 e 32; art. 33; art. 34; art. 35, comma 1: “1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di legge: a) articolo 10 della legge31 dicembre 1962, n. 1860; b) articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 20, 22 e 23 della legge 2 agosto 1975, n.393.”, giudizio iscritto al n. 153 del registro referendum. Vista l’ordinanza del 6-7 dicembre 2010 con la quale l’Ufficio centrale per il referendum pressola Corte di cassazione ha dichiarato conforme a legge la richiesta; udito nella camera di consiglio del 12 gennaio 2011 il Giudice relatore Giuseppe Tesauro; uditi gli avvocati Alessandro Pace per i presentatori Di Pietro Antonio, De Filio Gianluca,Maruccio Vincenzo e Parenti Benedetta, Carlo Malinconico per il Movimento Fare Ambiente MED– ONLUS e per l’Associazione italiana nucleare, AIN, e l’avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli peril Presidente del Consiglio dei ministri. Ritenuto in fatto 1. – L’Ufficio centrale per il referendum, costituito presso la Corte di cassazione ai sensidell’articolo 12 della legge 25 maggio 1970, n. 352 (Norme sui referendum previsti dallaCostituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo), e successive modificazioni, con ordinanza del6-7 dicembre 2010 ha dichiarato conforme alle disposizioni di legge la richiesta di referendumpopolare (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 9 aprile 2010, serie generale, n. 82, con annunci direttifica nella Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2010, n. 87, del 16 aprile 2010, n. 88, e del 20 aprile2010, n. 91), promossa da diciotto cittadini italiani, sul quesito, così modificato: «Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito conmodificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni edintegrazioni successive, recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, lasemplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e perequazionetributaria”, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: “d) realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione dienergia nucleare;”; nonché la legge 23 luglio 2009, n. 99, nel testo risultante per effetto di modificazioni edintegrazioni successive, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delleimprese, nonché in materia di energia”, limitatamente alle seguenti parti: 6.
art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “della localizzazione nel territorio nazionale diimpianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibilenucleare,”; art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “Con i medesimi decreti sono altresì stabiliti leprocedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attività di costruzione, diesercizio e di disattivazione degli impianti di cui al primo periodo.”; art. 25, comma 2, lettera c), limitatamente alle parole: “, con oneri a carico delle impresecoinvolte nella costruzione o nell’esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali è fatto divietodi trasferire tali oneri a carico degli utenti finali”; art. 25, comma 2, lettera d), limitatamente alle parole: “che i titolari di autorizzazioni di attivitàdevono adottare”; art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alle parole: “la costruzione e l’esercizio di impiantiper la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per”; art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alla particella “per” che segue le parole “dei rifiutiradioattivi o”; art. 25, comma 2, lettera i): “i) previsione che le approvazioni relative ai requisiti e allespecifiche tecniche degli impianti nucleari, già concesse negli ultimi dieci anni dalle Autoritàcompetenti di Paesi membri dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’Organizzazione per lacooperazione e lo sviluppo economico (AENOCSE) o dalle autorità competenti di Paesi con i qualisiano definiti accordi bilaterali di cooperazione tecnologica e industriale nel settore nucleare, sianoconsiderate valide in Italia, previa approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare;”; art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “gli oneri relativi ai”; art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “a titolo oneroso a carico degli esercentile attività nucleari e possano essere”; art. 25, comma 2, lettera n): “n) previsione delle modalità attraverso le quali i produttori dienergia elettrica nucleare dovranno provvedere alla costituzione di un fondo per il«decommissioning»;”; art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alla virgola che segue le parole “per le popolazioni”; art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idoneeper l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”; art. 25, comma 2, lettera q): “q) previsione, nell’ambito delle risorse di bilancio disponibili alloscopo, di una opportuna campagna di informazione alla popolazione italiana sull’energia nucleare,con particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicità.”; art. 25, comma 3: “Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che comunqueriguardino le procedure di progettazione, approvazione e realizzazione delle opere, infrastrutture einsediamenti produttivi concernenti il settore dell’energia nucleare e relative attività diespropriazione, occupazione e asservimento si applicano le disposizioni di cui all’art. 246 delcodice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12aprile 2006, n. 163.”; art. 25, comma 4: “4. Al comma 4 dell’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79,dopo le parole: «fonti energetiche rinnovabili» sono inserite le seguenti: «, energia nucleareprodotta sul territorio nazionale».”; art. 26; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “gli impieghi pacifici dell’energia nucleare,”; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “sia da impianti di produzione di elettricità sia”; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “costruzione, l’esercizio e la”; art. 29, comma 4, limitatamente alle parole: “nell’ambito di priorità e indirizzi di politicaenergetica nazionale e”; art. 29, comma 5, lettera c), limitatamente alle parole: “sugli impianti nucleari nazionali e loroinfrastrutture,”; 7.
art. 29, comma 5, lettera e), limitatamente alle parole: “del progetto, della costruzione edell’esercizio degli impianti nucleari, nonché delle infrastrutture pertinenziali,”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “, diffidare i titolari delle autorizzazioni”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “da parte dei medesimi soggetti”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “di cui alle autorizzazioni”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alla parola: “medesime”; art. 29, comma 5, lettera h): “h) l’Agenzia informa il pubblico con trasparenza circa gli effettisulla popolazione e sull’ambiente delle radiazioni ionizzanti dovuti alle operazioni degli impiantinucleari ed all’utilizzo delle tecnologie nucleari, sia in situazioni ordinarie che straordinarie;”; art. 29, comma 5, lettera i), limitatamente alle parole: “all’esercizio o”; art. 133, comma 1, lettera o) del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 limitatamente alle parole “ivicomprese quelle inerenti l’energia di fonte nucleare”; nonché il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, nel testo risultante per effetto dimodificazioni ed integrazioni successive, recante “Disciplina della localizzazione, dellarealizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettricanucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio delcombustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misure compensative e campagneinformative al pubblico, a norma dell’art. 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99”, limitatamente alleseguenti parti: il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “della localizzazione, dellarealizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettricanucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”; il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “e campagne informative alpubblico”; art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “della disciplina della localizzazione nel territorionazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione delcombustibile nucleare,”; art. 1, comma 1, lettera a): “a) le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi degli operatoriper lo svolgimento nel territorio nazionale delle attività di costruzione, di esercizio e didisattivazione degli impianti di cui all’art. 2, comma 1, lettera e), nonché per l’esercizio dellestrutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi ubicate nello stessosito dei suddetti impianti e ad essi direttamente connesse;”; art. 1, comma 1, lettera b): “b) il Fondo per la disattivazione degli impianti nucleari;”; art. 1, comma 1, lettera c): “c) le misure compensative relative alle attività di costruzione e diesercizio degli impianti di cui alla lettera a), da corrispondere in favore delle persone residenti, delleimprese operanti nel territorio circostante il sito e degli enti locali interessati;”; art. 1, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “e future”; art. 1, comma 1, lettera g): “g) un programma per la definizione e la realizzazione di una“Campagna di informazione nazionale in materia di produzione di energia elettrica da fontenucleare”;”; art. 1, comma 1, lettera h): “h) le sanzioni irrogabili in caso di violazione delle normeprescrittive di cui al presente decreto.”; art. 2, comma 1, lettera b): “b) “area idonea” è la porzione di territorio nazionale rispondentealle caratteristiche ambientali e tecniche ed ai relativi parametri di riferimento che qualificanol’idoneità all’insediamento di impianti nucleari;”; art. 2, comma 1, lettera c): “c) “sito” è la porzione dell’area idonea che viene certificata perl’insediamento di uno o più impianti nucleari;”; art. 2, comma 1, lettera e): “e) “impianti nucleari” sono gli impianti di produzione di energiaelettrica di origine nucleare e gli impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, realizzati neisiti, comprensivi delle opere connesse e delle relative pertinenze, ivi comprese le strutture ubicatenello stesso sito per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi direttamente 8.
connesse all’impianto nucleare, le infrastrutture indispensabili all’esercizio degli stessi, le opere disviluppo e adeguamento della rete elettrica di trasmissione nazionale necessarie all’immissione inrete dell’energia prodotta, le eventuali vie di accesso specifiche;”; art. 2, comma 1, lettera f): “f) “operatore” è la persona fisica o giuridica o il consorzio dipersone fisiche o giuridiche che manifesta l’interesse ovvero è titolare di autorizzazione allarealizzazione ed esercizio di un impianto nucleare;”; art. 2, comma 1, lettera i), limitatamente alle parole: “dall’esercizio di impianti nucleari,compresi i rifiuti derivanti”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, con il quale sono delineati gli obiettivi strategici inmateria nucleare, tra i quali, in via prioritaria, la protezione dalle radiazioni ionizzanti e la sicurezzanucleare”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “la potenza complessiva ed i tempi attesi dicostruzione e di messa in esercizio degli impianti nucleari da realizzare,”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “valuta il contributo dell’energia nucleare in terminidi sicurezza e diversificazione energetica,”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, benefici economici e sociali e delinea le lineeguida del processo di realizzazione”; art. 3, comma 2: “2. La Strategia nucleare costituisce parte integrante della strategia energeticanazionale di cui all’art. 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.”; art. 3, comma 1, lettera a): “a) l’affidabilità dell’energia nucleare, in termini di sicurezzanucleare ambientale e degli impianti, di eventuale impatto sulla radioprotezione della popolazione enei confronti dei rischi di proliferazione;”; art. 3, comma 3, lettera b): “b) i benefici, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti,derivanti dall’introduzione di una quota significativa di energia nucleare nel contesto energeticonazionale;”; art. 3, comma 3, lettera c): “c) gli obiettivi di capacità di potenza elettrica che si intendeinstallare in rapporto ai fabbisogni energetici nazionali ed i relativi archi temporali;”; art. 3, comma 3, lettera d): “d) il contributo che si intende apportare, attraverso il ricorsoall’energia nucleare, in quanto tecnologia a basso tenore di carbonio, al raggiungimento degliobiettivi ambientali assunti in sede europea nell’ambito del pacchetto clima energia nonché allariduzione degli inquinanti chimico-fisici;”; art. 3, comma 3, lettera e): “e) il sistema di alleanze e cooperazioni internazionali e la capacitàdell’industria nazionale ed internazionale di soddisfare gli obiettivi del programma;”; art. 3, comma 3, lettera f): “f) gli orientamenti sulle modalità realizzative tali da conseguireobiettivi di efficienza nei tempi e nei costi e fornire strumenti di garanzia, anche attraverso laformulazione o la previsione di emanazione di specifici indirizzi;”; art. 3, comma 3, lettera g), limitatamente alle parole: “impianti a fine vita, per i nuoviinsediamenti e per gli”; art. 3, comma 3, lettera h): “h) i benefici attesi per il sistema industriale italiano e i parametridelle compensazioni per popolazione e sistema delle imprese;”; art. 3, comma 3, lettera i): “i) la capacità di trasmissione della rete elettrica nazionale, conl’eventuale proposta di adeguamenti della stessa al fine di soddisfare l’obiettivo prefissato dipotenza da installare;”; art. 3, comma 3, lettera l): “l) gli obiettivi in materia di approvvigionamento, trattamento earricchimento del combustibile nucleare.”; l’intero Titolo II, rubricato “Procedimento unico per la localizzazione, la costruzione el’esercizio degli impianti nucleari; disposizioni sui benefici economici per le persone residenti, glienti locali e le imprese; disposizioni sulla disattivazione degli impianti”, contenente gli artt. da 4 a24; art. 26, comma 1, limitatamente alle parole: “della disattivazione”; 9.
art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “riceve dagli operatori interessati altrattamento ed allo smaltimento dei rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attività di cui all’art. 27,con modalità e secondo tariffe stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico diconcerto con il Ministero dell’economia e finanze, ed”; art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “, calcolate ai sensi dell’art. 29 delpresente decreto legislativo”; art. 26, comma 1, lettera e), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idoneeper l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”; art. 27, comma 1, limitatamente alle parole: “e sulla base delle valutazioni derivanti dalprocedimento di Valutazione Ambientale Strategica di cui all’art. 9”; art. 27, comma 4, limitatamente alle parole: “, comma 2”; art. 27, comma 10, limitatamente alle parole: “Si applica quanto previsto dall’art. 12.”; art. 29; art. 30, comma 1, limitatamente alle parole: “riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalleattività disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo ed uno riferito ai rifiuti radioattivirinvenienti dalle attività disciplinate da norme precedenti”; art. 30, comma 2: “2. Per quanto concerne i rifiuti radioattivi derivanti dalle attività disciplinatedal Titolo II del presente decreto legislativo, il contributo di cui al comma 1 è posto a carico dellaSogin S.p.A. secondo criteri definiti con decreto del Ministro dello Sviluppo economico, diconcerto con il Ministro dell’ambiente e la tutela del territorio e del mare e con il Ministrodell’economia e finanze che tiene conto del volume complessivo e del contenuto di radioattività.Tale contributo è ripartito secondo quanto previsto all’art. 23 comma 4.”; art. 30, comma 3: “3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai rifiuti radioattividerivanti da attività già esaurite al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, per i qualirimane ferma la disciplina di cui all’art. 4 del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito,con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, così come modificato dall’art. 7-ter deldecreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio2009, n 13.”; l’intero Titolo IV, rubricato “Campagna di informazione”, contenente gli artt. 31 e 32; art. 33; art. 34; art. 35, comma 1: “1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di legge: a) articolo 10 della legge31 dicembre 1962, n. 1860; b) articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 20, 22 e 23 della legge 2 agosto 1975, n.393.”». 2. – L’Ufficio centrale per il referendum ha provveduto alla modifica del quesito n. 5 inconsiderazione del fatto che l’articolo 41 della legge 23 luglio 2009, n. 99 (Disposizioni per losviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia), contenuto nellaproposta dei richiedenti, era stato abrogato dall’articolo 4, comma 1, n. 43 dell’allegato 4 al decretolegislativo 2 luglio 2010, n. 104 (Attuazione dell’articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69,recante delega al governo per il riordino del processo amministrativo), ed era stato riprodotto, coneliminazione delle parole «di potenza termica superiore a 400MW, nonché», nell’art. 133, lettera o)del d.lgs. n. 104 del 2010 e che il Comitato promotore aveva chiesto che «la richiesta referendariasia estesa alle successive modificazioni di legge». 2.1. – L’Ufficio centrale, dato atto di siffatta modificazione, ha quindi espunto dal quesitoformulato dai proponenti il riferimento all’art. 41 della legge n. 99 del 2009, inserendo l’art. 133,lettera o) del d.lgs. n. 104 del 2010, nei termini risultanti dal quesito sopra trascritto ed ha attribuitoal medesimo il seguente titolo: «Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazioneparziale di norme». 3. – Ricevuta comunicazione dell’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum, ilPresidente della Corte costituzionale ha fissato, per la conseguente deliberazione, la camera diconsiglio del 12 gennaio 2011, disponendo che ne fosse data comunicazione ai presentatori della 10.
richiesta di referendum e al Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell’art. 33, secondocomma, della legge 25 maggio 1970, n. 352. 4. – In data 27 dicembre 2010, i presentatori del referendum hanno depositato una memoriaillustrativa, in cui precisano che il quesito referendario riguarda essenzialmente l’abrogazione del«preannuncio» contenuto nell’articolo 7 comma 1 lettera d) del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, lastabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito nella legge 6 agosto2008, n. 133 (che ipotizzava la «realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione dienergia nucleare») e talune disposizioni volte a permettere la produzione di energia elettricanucleare e, più in generale, a realizzare nel territorio nazionale impianti di produzione di energianucleare. La richiesta sarebbe, quindi, identica nell’oggetto a quella ritenuta già ammissibile dallasentenza n. 25 del 1987. Il quesito sarebbe pertanto ammissibile sia sotto il profilo del requisitodell’omogeneità, in quanto riguardante disposizioni accomunate da una medesima ratio, sia sotto ilprofilo della chiarezza, in quanto la volontà popolare si ispirerebbe ad una ratio puntuale, nellaquale è «incorporata l’evidenza del fine intrinseco dell’atto abrogativo». La richiesta tenderebbe, infatti, ad impedire, mediante l’abrogazione popolare di norme“facoltizzanti”, la possibilità di istituire e attivare strutture e centrali capaci di produrre e sfruttarel’energia nucleare elettrica. L’obiettivo immediato e diretto del quesito sarebbe del resto chiaramente evidenziato già dallaproposta abrogazione del comma 1, lettera d), dell’art. 7 del citato d.l. n. 112 del 2008 che enuncia,tra gli obiettivi della strategia energetica nazionale, la realizzazione di impianti di produzione dienergia nucleare. Osservano i promotori, inoltre, che prima dell’entrata in vigore delle disposizioni oggetto delquesito, la disciplina in materia di sorgenti e impianti nucleari era contenuta nel decreto legislativo17 marzo 1995, n. 230 (Attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratome 2006/117/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti) e nel decreto legislativo 6 febbraio 2007, n.52 (Attuazione della direttiva 2003/122/CE Euratom sul controllo delle sorgenti radioattive sigillatead alta attività e delle sorgenti orfane). Inoltre, la legge 25 febbraio 2008, n. 34 (Disposizioni perl’adempimento di obblighi derivanti dallappartenenza dellItalia alle Comunità europee. – Leggecomunitaria 2007), all’articolo 22, aveva delegato il Governo ad adottare un decreto legislativo alfine di dare organica attuazione alla direttiva 2006/117/EURATOM. L’abrogazione della legislazione nazionale attuativa di tali direttive non costituirebbe, tuttavia,l’oggetto della presente richiesta referendaria appunto perché essa non facoltizzava, direttamente oindirettamente, la «realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energianucleare». La permanenza in vigore delle discipline pregresse, quindi, a giudizio dei presentatori, nonrenderebbe disomogeneo il contesto normativo “di risulta”, perché esse riguarderebbero materiediverse dall’avvio di produzione di energia nucleare. La difesa dei presentatori, dopo aver richiamato la giurisprudenza di questa Corte suireferendum aventi ad oggetto norme elettorali, sottolinea come il quesito referendario rispetti tuttele condizioni poste da detta giurisprudenza. In particolare, esso sarebbe «dotato delle necessariequalità della chiarezza, univocità ed omogeneità, in quanto risponde ad una matrice razionalmenteunitaria»; inoltre, sarebbe diretto solo ad abrogare parzialmente la normativa, senza sostituirla conuna disciplina estranea allo stesso contesto normativo. 5. – Hanno depositato memorie il Movimento Fare Ambiente MED – ONLUS e l’Associazioneitaliana nucleare, AIN, entrambi sollecitando la declaratoria di inammissibilità del quesitoreferendario. 6. – Nella camera di consiglio del 12 gennaio 2011 sono intervenuti l’avvocato Alessandro Paceper i presentatori Di Pietro Antonio, De Filio Gianluca, Maruccio Vincenzo e Parenti Benedetta.Sono stati, altresì, sentiti gli avvocati Carlo Malinconico per Fare Ambiente MED – ONLUS e per 11.
l’Associazione italiana nucleare, AIN, e l’avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli per il Presidentedel Consiglio dei ministri. Considerato in diritto 1. – La richiesta di referendum abrogativo, così come modificata dall’Ufficio centrale per ilreferendum ed innanzi trascritta, sulla cui ammissibilità questa Corte è chiamata a pronunciarsi,riguarda una molteplicità di disposizioni, e di frammenti di disposizioni, che disciplinano lacostruzione e l’esercizio di nuove centrali nucleari, per la produzione di energia elettrica, contenute:nel decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, lasemplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazionetributaria), convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008,n. 133; nella legge 23 luglio 2009, n. 99 (Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazionedelle imprese, nonché in materia di energia); nel decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104(Attuazione dell’articolo 44 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante delega al governo per ilriordino del processo amministrativo); nel decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 (Disciplinadella localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti diproduzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, deisistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misurecompensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’articolo 25 della legge 23 luglio2009, n. 99). 2. – In linea preliminare, dando continuità alla costante giurisprudenza di questa Corte, devonoessere ritenuti ammissibili gli scritti presentati da soggetti diversi da quelli contemplati dall’articolo33 della legge 25 maggio 1970, n. 352 (Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sullainiziativa legislativa del popolo), interessati alla decisione sull’ammissibilità del referendum(sentenze n. 15 del 2008, n. 49, n. 48, n. 47, n. 46 e n. 45 del 2005). 3. – Il quesito è ammissibile. 3.1. – La richiesta referendaria non viola, anzitutto, i limiti stabiliti dall’art. 75, secondocomma, Cost. e quelli desumibili dall’interpretazione logico-sistematica della Costituzione, poichéle leggi delle quali si chiede l’abrogazione, di cui in epigrafe, non rientrano fra quelle per le qualidetta norma esclude il ricorso all’istituto referendario. In particolare, essa non si pone in contrastocon obblighi internazionali e, segnatamente, con il Trattato istitutivo della Comunità europeadell’energia atomica (EURATOM), firmato a Roma il 25 marzo 1957, ratificato in base alla legge14 ottobre 1957, n. 1203. Al riguardo, occorre osservare che questa Corte, in relazione a proposte referendarieconcernenti profili della disciplina in materia di energia nucleare, con una prima, risalente,sentenza, ritenne che il Trattato EURATOM mirasse ad agevolare investimenti e ad incoraggiareiniziative in grado di «assicurare la realizzazione degli impianti fondamentali necessari allosviluppo dell’energia nucleare nella Comunità» (art. 2, lettera c) ed il «progresso nell’utilizzazionepacifica dell’energia nucleare». Da tale premessa la pronuncia desunse che l’eventuale abrogazionedella normativa investita dal quesito, in quanto «strettamente collegata al richiamato ambito dioperatività del Trattato di Roma, indirizzato alla finalità di progresso nella utilizzazione pacificadell’energia nucleare, che lo Stato italiano ha fatto propria», avrebbe comportato una «violazione diun fondamentale impegno assunto dallo Stato italiano con l’adesione al Trattato di Roma»,vanificando l’obbligo di cooperazione imposto dall’articolo 192 del Trattato medesimo (sentenza n.31 del 1981). In seguito, questa premessa non è stata, sostanzialmente, disattesa dalla sentenza n. 25 del 1987,che pure ritenne ammissibili tre richieste di referendum relative ad alcune disposizioni in materia didisciplina delle centrali elettronucleari, avendo tuttavia cura di sottolineare, significativamente, cheesse avevano «un oggetto diverso da quella che ha dato luogo alla sentenza n. 31 del 1981», poiché 12.
concernevano esclusivamente profili di politica interna relativi ai rapporti economici tra enti cheoperano nell’ordinamento nazionale, alla distribuzione della competenza tra i vari organi ed entinazionali al fine di determinare la localizzazione delle centrali elettronucleari, nonché alla facoltàdell’Enel di promuovere la costituzione di società con imprese o enti stranieri ovvero di assumervipartecipazioni, se aventi quale scopo la realizzazione o l’esercizio di impianti elettronucleari. L’interpretazione delle norme del Trattato EURATOM, da ultimo, ha costituito oggetto dellasentenza n. 278 del 2010 che, in un giudizio di legittimità costituzionale in via principale, ha,invece, affermato che le norme di detto Trattato, quelle della direttiva 25 giugno 2009, n.2009/71/EURATOM (Direttiva del consiglio che istituisce un quadro comunitario per la sicurezzanucleare degli impianti nucleari) e quelle contenute nella legge 19 gennaio 1998, n. 10 (Ratifica edesecuzione della Convenzione sulla sicurezza nucleare degli impianti nucleari, fatta a Vienna il 20settembre 1994), non pregiudicano «la discrezionalità dello Stato italiano nello “stabilire il propriomix energetico in base alle politiche nazionali in materia” (punto 9 del Considerando della direttivan. 2009/71/EURATOM)», ma impongono «solo, una volta che il legislatore nazionale abbia optatoper l’energia atomica, nella misura ritenuta opportuna, misure e standard di garanzia “per laprotezione della popolazione e dell’ambiente contro i rischi di contaminazione” (punto 5dell’appena citato Considerando)». A questo recente orientamento va data continuità, in considerazione sia dell’evoluzionenormativa che ha caratterizzato la disciplina in esame, sia della precisazione pure operata da questaCorte, secondo la quale, affinché il limite in questione operi, «non è sufficiente che la richiestareferendaria si riferisca a materia la quale abbia formato oggetto di Convenzioni internazionali, maè necessario che essa si ponga in posizione di contrasto con uno specifico obbligo derivante daconvenzioni internazionali, sicché, in caso di abrogazione, sia pure attraverso il mezzo didemocrazia diretta, della norma di attuazione dell’obbligo suddetto, possa sorgere unaresponsabilità dello Stato» (sentenza n. 63 del 1990). L’art. 2, lettera c), del citato Trattato, benché indichi che tra le finalità dell’EURATOM vi èquella di assicurare la «realizzazione degli impianti fondamentali necessari allo sviluppodell’energia nucleare nella Comunità», precisa, infatti, che essa deve essere realizzata «nellecondizioni previste dal presente trattato». Tuttavia, quest’ultimo non contiene prescrizionispecifiche, che vincolino gli Stati ad installare centrali nucleari, o a non vietarle, e ciò neppure alivello di collaborazione nel quadro degli obiettivi dei Trattati, contenendo, invece, obblighispecifici in tema di ricerca e sicurezza. L’esatta identificazione dell’obbligo di cooperazionemenzionato dall’art. 192 del Trattato richiede, inoltre, di tenere conto dell’evoluzione delladisciplina in questione, da esaminare altresì nel contesto di quella più generale stabilita dall’Unioneeuropea in materia di energia. Al riguardo, assume rilievo la Comunicazione della Commissione al Consiglio europeo e alParlamento europeo, avente ad oggetto «Una politica energetica per l’Europa», del 10 gennaio2007, la quale, al punto 3.8, dedicato al «futuro dell’energia nucleare», indica espressamente che«spetta ad ogni Stato membro decidere se ricorrere all’energia nucleare», pur precisando che,«qualora il livello di energia nucleare diminuisse nell’UE, questa riduzione deve assolutamenteessere sincronizzata con l’introduzione di altre fonti energetiche a basse emissioni di carbonio per laproduzione di elettricità». Inoltre, e con riferimento ad un più generale contesto, il Trattato di Lisbona, entrato in vigore il1° dicembre 2009, ha inserito nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), il TitoloXXI, dedicato alla «Energia», il cui art. 194, paragrafo 2, attribuisce al Parlamento europeo ed alConsiglio l’adozione delle misure necessarie per conseguire gli obiettivi di cui al paragrafo 1, mastabilisce che «esse non incidono sul diritto di uno Stato membro di determinare le condizioni diutilizzo delle sue fonti energetiche, la scelta tra varie fonti energetiche e la struttura generale del suoapprovvigionamento energetico, fatto salvo l’articolo 192, paragrafo 2, lettera c)» (art. 194, n. 2).L’art. 192, paragrafo 2, lettera c), del TFUE, a sua volta, prevede che «il Consiglio, deliberandoall’unanimità secondo una procedura legislativa speciale e previa consultazione del Parlamento 13.
europeo, del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni» può adottare «misureaventi una sensibile incidenza sulla scelta di uno Stato membro tra diverse fonti di energia e sullastruttura generale dell’approvvigionamento energetico del medesimo» che, tuttavia, fino ad ogginon sono state adottate, con la conseguenza che la discrezionalità di ciascuno Stato membrodell’Unione europea, in ordine alla scelta di realizzare o meno impianti per la produzione di energiaelettrica alimentati con combustibile nucleare, resta piena. In definitiva, l’inesistenza di un preciso obbligo di realizzare o mantenere in esercizio impiantiper la produzione di energia nucleare conduce ad escludere che la richiesta referendaria si ponga inposizione di contrasto con uno specifico obbligo derivante da convenzioni internazionali o danorme comunitarie. 3.2. – Ad un giudizio positivo deve, altresì, pervenirsi in ordine ai requisiti di omogeneità,chiarezza ed univocità del quesito. Le disposizioni di cui si propone l’abrogazione, benché contenute in molteplici atti legislativi,sono, infatti, tra loro strettamente connesse, in quanto sono tutte accomunate dalla eadem ratio, diessere strumentali a permettere la costruzione o l’esercizio di nuove centrali nucleari, per laproduzione di energia elettrica. La matrice razionalmente unitaria di dette norme comporta che ilquesito in esame incorpora l’evidenza del fine intrinseco dell’atto abrogativo, consistentenell’intento di impedire la realizzazione e la gestione di tali centrali, mediante l’abrogazione di tuttele norme che rendono possibile questo effetto. Pertanto, l’elettore è messo in condizione diesprimersi, con un’unica risposta, affermativa o negativa, su di una questione ben determinata nelcontenuto e nelle finalità ed il quesito è idoneo al conseguimento del succitato scopo, quale risultaanche dal titolo formulato dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte dicassazione. L’esigenza di garantire al medesimo univocità ed omogeneità giustifica che in essosiano state talora incluse singole parole o singole frasi di alcune delle disposizioni che necostituiscono oggetto, benché esse, isolatamente considerate, siano prive di autonomo significatonormativo (sentenza n. 17 del 2008). Il quesito, nonostante sia caratterizzato dalla tecnica del ritaglio, mira, inoltre, a realizzare uneffetto di ablazione puro e semplice della disciplina concernente la realizzazione e gestione dinuove centrali nucleari e, perciò, non è connotato dal carattere della manipolatività; tale tecnica,nella specie, è anzi giustificata dall’esigenza di non incidere sulla regolamentazione degli impiantidi smaltimento dei rifiuti e degli impianti nucleari non in esercizio, palesemente estranea rispettoallo scopo avuto di mira dai presentatori del referendum. Non incide, infine, sui requisiti della chiarezza ed univocità la circostanza che una delledisposizioni oggetto del quesito (art. 35 del d.lgs. n. 31 del 2010) ha espressamente abrogato alcunepreesistenti norme concernenti la disciplina in esame. Indipendentemente da ogni considerazione inordine all’idoneità di queste ultime norme a permettere la realizzazione e la gestione di centralinucleari, l’abrogazione, a seguito dell’eventuale accoglimento della proposta referendaria, di unadisposizione abrogativa è, infatti, inidonea a rendere nuovamente operanti norme che, in virtù diquest’ultima, sono state già espunte dall’ordinamento (sentenza n. 31 del 2000). PER QUESTI MOTIVI LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara ammissibile la richiesta di referendum popolare, come modificata per effettodell’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum in data 6-7 dicembre 2010, avente ad oggetto“Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”. 14.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12gennaio 2011. F.to: Ugo DE SIERVO, Presidente Giuseppe TESAURO, Redattore Maria Rosaria FRUSCELLA, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 26 gennaio 2011. Il Cancelliere F.to: FRUSCELLA Recommended
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SENTENZA 
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 art. 133
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 art. 26
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 art. 27
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art. 30
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 art. 35
 articolo 10
 art. 7

art. 25
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 art. 26
 art. 29
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 art. 1
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 sentenza 
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