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Timestamp: 2013-05-18 18:14:26+00:00

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ControStoria: Il Decreto Legge sulla socializzazione delle imprese LE SEZIONI
Il 12 Febbraio 1944 viene approvato dal Consiglio dei Ministri della Repubblica Sociale Italiana Il Decreto Legge sulla socializzazione delle imprese; esso rappresenta il primo concreto passo della nuova repubblica verso una concreta e per ora unica forma di socializzazione, che prevede fra l'altro la statalizzazione di numerose imprese e l'assorbimento dell'I.R.I. e dell'I.M.I.
Come tutte le opere intraprese e portate a termine da Mussolini durante il Ventennio e la successiva Repubblica Sociale, anche questa viene svuotata del significato reale e totalmente sminuita, ma la realtà e la consistenza di questo atto furono ben diverse: basta pensare che, seppur in stato di guerra, con un difficile controllo del territorio, ben in 6.000 imprese e nel giro di pochi mesi, tale normativa entrò pienamente in vigore. E nella peggiore tradizione italiana il governo nato al termine della guerra immediatamente abrogò il decreto legge.
Ma Mussolini operò in tal senso fin dall'inizio del suo regime e realizzò una serie d'interventi che rimangono unici nella storia del nostro Paese:
- Tutela lavoro donne e fanciulli con Regio Decreto 653 del 26 Aprile 1923,
- Maternità ed infanzia con Regio Decreto 2277 del 10 Dicembre 1923,
- Assistenza ospedaliera per i poveri con Regio Decreto 2841 del 30 Dicembre 1923,
- Assicurazione contro la disoccupazione con Regio Decreto 3158 del 30 Dicembre 1923,
- Assicurazione invalidità e vecchiaia con Regio Decreto 3184 del 30 Dicembre 1923,
- Riforma Gentile della scuola con Regio Decreto 2123 del 31 Dicembre 1923,
- Assistenza illegittimi e abbandonati con Regio Decreto 798 dell'8 Maggio 1927,
- Assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi con Regio Decreto 2055 del 27 Ottobre 1927,
- Esenzioni tributarie per famiglie numerose con Regio Decreto 1312 del 14 Giugno 1928,
- Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali con Regio Decreto 928 del 13 Maggio 1929,
- Opera nazionale orfani di guerra con Regio Decreto 1397 del 26 Luglio 1929,
- Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro I.N.A.I.L. con Regio Decreto 264 del 23 Marzo 1933,
- Istituzione del libretto del lavoro con Regio Decreto 112 del 10 Gennaio 1935,
- Istituto nazionale per la previdenza sociale I.N.P.S. con Regio Decreto 1827 del 4 Ottobre 1935,
- Riduzione della settimana lavorativa a 40 ore con Regio Decreto 1768 del 29 Maggio 1937,
- Ente comunale di assistenza E.C.A. con Regio Decreto 847 del 3 Giugno 1937,
- Istituzione degli assegni familiari con Regio Decreto 1048 del 17 Giugno 1937,
- Casse rurali ed artigiane con Regio Decreto 1706 del 26 Agosto 1937,
- Tessera sanitaria per addetti ai servizi domestici con Regio Decreto 1239 del 23 Giugno 1939,
- Istituto nazionale per le assicurazioni contro le malattie I.N.A.M. con Regio Decreto 318 dell'11 Gennaio 1943.
DECRETO LEGGE SULLA SOCIALIZZAZIONE DELLE IMPRESE.
- vista la Carta del Lavoro;
- vista la premessa alla nuova struttura economico-sociale approvata dal Consiglio dei ministri il 13 gennaio 1944;
- su proposta del ministri per la Economia Corporativa, di concerto con il ministro per le Finanze e col ministro per la Giustizia;
(TITOLO I).
Art. 1 - Gestione dell’impresa.
Art. 2 - Organi di gestione dell’impresa.
Gli organi di gestione della impresa sono: a) per le imprese private che abbiano forma di società per azione o di società a responsabilità limitata con almeno un milione di capitale: il capo dell’impresa, l’assemblea, il consiglio di amministrazione (di gestione) ed il collegio sindacale; b) per le imprese private che abbiano altra forma di società: il capo dell’impresa ed il consiglio di amministrazione; c) per le imprese private individuali: il capo dell’impresa ed il consiglio di gestione; d) per le imprese di proprietà dello Stato: il capo dell’impresa, il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale.
(TITOLO II) AMMINISTRZIONE DELLE IMPRESE A CAPITALE SOCIALE.
Art. 3 - Organi delle società per azioni e delle società a responsabilità limitata.
Art. 4 - Assemblea, consiglio di gestione, collegio sindacale.
All’assemblea, ferme restando le disposizioni degli artt.2368 e seguenti del Codice Civile sulla sua regolare costituzione, nonché quelle relative ai suoi poteri, partecipano i rappresentanti dei lavoratori con un numero di voti pari a quelli del capitale intervenuto. L’assemblea nomina un consiglio di amministrazione, formato per metà dai rappresentanti dei soci e per metà dai rappresentanti dei lavoratori. L’assemblea nomina altresì un collegio sindacale che deve avere tra i suoi componenti almeno un sindaco effettivo ed un supplente, proposti dai rappresentanti dei lavoratori, ferme restando le disposizioni del Codice Civile per i collegi sindacali.
Art. 5 - Votazioni.
Art. 6 - Consiglio di gestione delle società che non sono per azioni o a responsabilità limitata.
Nelle società non contemplate nel precedente art.3 e che abbiano almeno un milione di capitale o impieghino almeno cento lavoratori, il consiglio di amministrazione è formato dai soci e da un egual numero di rappresentanti, eletti dai lavoratori dell’impresa.
Art. 7 - Poteri del consiglio di gestione.
Il consiglio di amministrazione delle imprese private a capitale sociale, sulla base di un periodico e sistematico esame degli elementi tecnici, economici e finanziari della gestione: a) delibera su tutte le questioni relative alla vita dell’impresa, allo indirizzo ed allo svolgimento della produzione nel quadro del piano nazionale determinato dai competenti organi dello Stato; b) esprime il proprio parere sulla stipulazione dei contratti di lavoro aziendali con le associazioni sindacali facenti capo alla Confederazione Unica del Lavoro, della Tecnica e delle Arti e su ogni altra questione inerente alla disciplina e alla tutela del lavoro e della impresa; c) esercita in genere nell’impresa tutti i poteri attribuitigli dallo statuto e quelli previsti dalle leggi vigenti per gli amministratori, ove non siano in contrasto con le disposizioni del presente provvedimento; d) redige il bilancio dell’impresa e propone la ripartizione degli utili ai sensi delle disposizioni del presente provvedimento e del Codice Civile.
Art. 8 - Cauzione dei membri del consiglio di gestione.
Art. 9 - Capo dell’impresa.
Art. 10 - Poteri del capo dell’impresa.
Il capo dell’impresa convoca l’assemblea, nelle imprese in cui esiste, e la presiede; presiede altresì il consiglio di amministrazione; rappresenta l’impresa nei rapporti con i terzi. Egli ha le responsabilità e i doveri di cui agli artt.21 e seguenti e tutti i poteri riconosciutigli dallo statuto, nonché quelli previsti dalle leggi vigenti ove non contrastino con le disposizioni del presente provvedimento.
(TITOLO III) AMMINISTRAZIONE DELLE IMPRESE A CAPITALE INDIVIDUALE.
Art. 11 - Consiglio di gestione.
Art. 12 - Capo dell’impresa, poteri del consiglio di gestione.
Nelle imprese individuali l’imprenditore, il quale assume la figura giuridica di capo dell’impresa con le responsabilità e i doveri di cui ai successivi artt.21 e seguenti, è coadiuvato nella gestione dell’impresa stessa dal consiglio di gestione che dovrà uniformare la sua attività agli indirizzi della politica sociale dello Stato. L’imprenditore capo dell’impresa deve riunire periodicamente, almeno una volta al mese, il consiglio per sottoporgli le questioni relative alla vita produttiva dell’impresa ed ogni anno, alla chiusura della gestione, per l’approvazione del bilancio ed il riparto degli utili.
(TITOLO IV) AMMINISTRAZIONE DELLE IMPRESE DI PROPRIETA' DELLO STATO.
Art. 13 - Capo dell’impresa statale.
Il capo dell’impresa di proprietà dello Stato è nominato con decreto del Ministero per l’Economia Corporativa di concreto con il Ministero per le Finanze, su designazione dell’Istituto di Gestione e Finanziamento, tra i membri del consiglio di amministrazione dell’impresa e fra gli altri elementi dell’impresa stessa o di imprese del medesimo settore produttivo che diano speciali garanzie di comprovata capacità tecnica o amministrativa. Il capo dell’impresa ha la responsabilità e i doveri di cui agli artt.21, e seguenti, ed i poteri saranno determinati dallo Statuto di ogni impresa.
Art. 14 - Consiglio di gestione.
Il consiglio di amministrazione è presieduto dal capo dell’impresa ed è composto di rappresentanti eletti dalle varie categorie dei lavoratori dell’impresa: operai, impiegati tecnici, impiegati amministrativi, dirigenti, nonché di almeno un rappresentante, proposto dall’Istituto di Gestione e Finanziamento e nominato dal Ministero per l’Economia Corporativa, di concreto con il Ministero per le Finanze. Le modalità di elezione ed il numero dei membri del consiglio saranno determinati dallo statuto dell’impresa. Nessuno speciale compenso, salvo il rimborso delle spese, è dovuto ai membri del consiglio di amministrazione per tale loro attività.
Art. 15 - Poteri del consiglio di gestione.
Per i poteri dei consigli di amministrazione delle imprese di proprietà dello Stato valgono le norme contenute nel precedente art.7.
Art. 16 - Collegio sindacale.
Art. 17 - Approvazione del bilancio e riparto degli utili - Deliberazioni eccedenti l’ordinaria amministrazione.
(TITOLO V) DISPOSIZIONI COMUNI AI TITOLI PRECEDENTI.
Art. 18 - Atti costitutivi e statutari delle imprese di proprietà dello Stato.
Art. 19 - Statuti e regolamenti delle imprese di proprietà privata.
Art. 20 - Modalità di elezione dei rappresentanti dei lavoratori.
(TITOLO VI) IL CAPO DELL'IMPRESA E GLI AMMINISTRATORI.
Art. 21 - Responsabilità del capo dell’impresa.
Art. 22 - Sostituzione del capo dell’impresa di proprietà dello Stato.
Art. 23 - Sostituzione del capo dell’impresa privata a capitale sociale.
Nelle società per azioni, la sostituzione del capo dell’impresa è deliberata dall’assemblea. Nelle altre imprese a capitale sociale la sostituzione del capo dell’impresa è regolata dagli atti costitutivi, statuti e regolamenti, oppure può essere promossa dal consiglio di amministrazione, con la stessa procedura prevista dagli artt.24 e seguenti per le imprese private a capitale individuale. E’ in facoltà del Ministero per l’Economia corporativa di provvedere alla sostituzione d’ufficio del capo dell’impresa quando egli dimostri di non possedere senso di responsabilità e manchi ai doveri indicati dall’art.21.
Art. 24 - Sostituzione del capo dell’impresa a capitale individuale.
Art. 25 - Procedura davanti alla Magistratura del lavoro.
Art. 26 - Sanzioni contro il capo dell’impresa.
Art. 28 - Responsabilità del consiglio di gestione.
Qualora il consiglio d’amministrazione dell’impresa, sia di proprietà dello Stato , sia di proprietà privata, dimostri di non possedere sufficiente senso di responsabilità nell’assolvimento dei compiti affidatigli per l’adeguamento dell’attività dell’impresa alle esigenze dei piani di produzione e della politica sociale della Repubblica, il Ministero per l’Economia Corporativa, di concreto con il ministero per le finanze, può disporre, premessi gli opportuni accertamenti, lo scioglimento del consiglio e la nomina di un commissario per la temporanea gestione dell’impresa. L’intervento del Ministero per l’Economia Corporativa può avvenire di ufficio o su istanza dell’Istituto di Gestione e Finanziamento se interessato, o del capo dell’impresa, o dell’assemblea, o dei sindaci.
(TITOLO VII) RESPONSABILITA' DEL CAPO DELL'IMPRESA E DEGLI AMMINISTRATORI.
La proprietà di imprese che impegnino settori base per l’indipendenza politica ed economica del Paese, nonché di imprese fornitrici di materie prime, di energia e di servizi indispensabili al regolare svolgimento della vita sociale, può essere assunta dallo Stato secondo le norme del presente decreto. Quando l’impresa comprende aziende aventi attività produttiva diversa, lo Stato può assumere la proprietà di parte soltanto della impresa stessa. Lo Stato può inoltre partecipare alla formazione del capitale delle imprese private.
Art. 31 - Determinazione della impresa da passare in proprietà dello Stato.
Art. 32 - Sottoposizione a sindacato, nomina dei sindacatori e di commissari di Governo.
Con lo stesso decreto di cui allo articolo precedente e con decreti successivi, le imprese per le quali sia stato deciso il passaggio in proprietà dello Stato, vengono sottoposte al sindacato con la procedura di cui alla legge 17 luglio 1942 n. 1100, e vengono nominati i sindacatori. Potrà anche essere affidata ad uno degli amministratori dell’impresa la gestione straordinaria di questa, in qualità di commissario del Governo.
Art. 33 - Nullità dei negozi che modificano il rapporto di proprietà del capitale.
Saranno considerati nulli i negozi fra vivi che comunque modificano il rapporto di proprietà nei riguardi dei titoli azionari rappresentanti il capitale delle imprese, per le quali viene deciso il passaggio in proprietà dello Stato, effettuati dal giorno dell’entrata in vigore del provvedimento che decide il passaggio di proprietà.
Il capitale delle imprese assunte in proprietà dalla Stato è amministrato per mezzo di un Istituto di Gestione e Finanziamento, ente pubblico con propria personalità giuridica. La costituzione dell’Istituto e l’approvazione del relativo statuto saranno disposte con separati provvedimenti.
Art. 35 - Compito dell’Istituto di Gestione e Finanziamento.
L’Istituto di Gestione e Finanziamento controlla l’attività delle imprese di cui all’art.30, secondo le direttive del Ministero per l’Economia Corporativa ed amministra altresì le partecipazioni assunte dallo Stato in imprese private.
Il valore reale delle quote di capitale delle imprese da trasferire in proprietà dello Stato sarà determinato con decreto del Ministero per l’Economia Corporativa, di concreto con il Ministero per le Finanze, su proposta dell’Istituto di Gestione e Finanziamento, in contraddittorio con gli amministratori dell’impresa. Contro il decreto del Ministero per l’Economia Corporativa è ammesso ricorso, entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione, al Consiglio di Stato in sede di giurisdizione da parte degli amministratori dell’impresa o di tanti soci che rappresentino almeno il decimo del capitale sociale.
Art. 39 - Caratteristiche dei titoli dell’Istituto di Gestione e Finanziamento.
Art. 40 - Limitazioni alla negoziabilità dei titoli.
Art. 41 - Modalità del passaggio di proprietà allo Stato.
Con decreto che dispone il trapasso dell’imprese allo Stato verranno stabilite le norme integrative e di esecuzione, le modalità e i termini del trapasso medesimo, nonché quelle altre norme, modalità e termini che si renderanno necessari ed opportuni per il trasferimento del capitale allo Stato e per l’assegnazione e distribuzione dei titoli dell’Istituto di Gestione e Finanziamento agli aventi diritto.
(TITOLO VIII) QUOTE E CAPITALE.
Sugli utili netti, dopo le assegnazioni di legge alla riserva, e la costituzione di eventuali riserve speciali, che saranno stabilite dagli statuti e regolamenti, è ammessa una remunerazione al capitale investito nell’impresa in una misura massima fissata per i singoli settori produttivi dal Comitato ministeriale per la tutela del risparmio e l’esercizio del credito.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Sociale Italiana e iscritto, munito del sigillo dello Stato, nella raccolta ufficiale delle leggi e decreti, entrerà in vigore il giorno che sarà stabilito con successivo decreto del Duce della Repubblica Sociale Italiana.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6
 art.3

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15
 art.7

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 28

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 35

Art. 39

Art. 40

Art. 41