Source: http://fondazionemassimoconsoli.blogspot.com/2010/08/matrimonio-gay-sentenza-del-tribunale.html
Timestamp: 2017-12-16 01:37:31+00:00

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OMOdiario: MATRIMONIO GAY. SENTENZA DEL TRIBUNALE CALIFORNIANO, REAZIONI DELLA COMUNITA' LGBTQI
MATRIMONIO GAY. SENTENZA DEL TRIBUNALE CALIFORNIANO, REAZIONI DELLA COMUNITA' LGBTQI
MATRIMONIO GAY. CALIFORNIA, DIVIETO E' INCOSTITUZIONALE: INCAPACITA' DELLA POLITICA OBBLIGA INTERVENTO MAGISTRATURA.
Commento alla sentenza del tribunale californiano che ha stabilito incostituzionalità del divieto alle nozze gay.
Il giudice federale della California Vaughn R. Walker con la sentenza pronunciata ieri s'è espresso contro il divieto ai matrimoni gay, sancito tramite il referendum noto come "Proposition 8". Il referendum era stato promosso da una coalizione di confessioni religiose.
Secondo il giudice Walker, impedire agli omosessuali di sposarsi è discriminatorio. La Proposition 8, si legge nel pronunciamento, è "incostituzionale" e non fornisce al divieto "alcuna base razionale , ma si limita ad affermare perentoriamente che "le coppie eterosessuali sono superiori alle coppie omosessuali". "La sola disapprovazione morale è una base impropria per negare diritti a omosessuali e lesbiche", continua il giudice, che aggiunge: "è evidente che le concezioni morali e religiose sono l'unica base per credere che le coppie dello stesso sesso siano diverse da quelle eterosessuali". Come dire: uno stato di diritto non può farle proprie.
Walker, rilevando che l'opposizione ai matrimoni gay ha una forte motivazione religiosa, afferma di contro che "l'interesse di uno Stato nel momento in cui mette in atto una norma deve essere per sua stessa natura laico" e che "lo Stato non ha interesse nel rafforzare le credenze morali o religiose senza che ciò sia accompagnato da un proposito laico". Vietare i matrimoni gay è dunque "un artefatto di un tempo in cui i generi erano considerati come caratterizzati da diversi ruoli nella società e nel matrimonio", un tempo "che è passato", sottolinea Walker.
Ancora una volta - così come in Italia con la recente sentenza 138/2010 - l'incapacità della politica di legiferare laicamente a favore dell'uguaglianza di tutti i cittadini e le cittadine di fronte alla legge, sancita dalla nostra Costituzione, *ha obbligato la magistratura a intervenire.
Il successo del movimento lgbt californiano è una notizia che scalda i cuori di speranza e le mani di voglia di fare, perché la battaglia per la parità dei diritti riparte con slancio lì dov'era iniziata. E' proprio il caso di esclamare il celebre verso della canzone degli Eagles: "Welcome To The Hotel California".
Al Comitato "Sì, lo voglio!" aderiscono
3D - Democratici per pari Diritti e Dignità di lesbiche, gay, bisessuali e trans
Associazione Radicale Certi Diritti*
Associazione Stonewall d'iniziativa Gay Lesbica Bisex Trans di Siracusa
Comitato Provinciale Arcigay Firenze "Il Giglio Rosa" O.N.L.U.S.
Comitato Provinciale Arcigay Verona "Pianeta Urano"
California: Incostituzionale il No al matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Arcigay: i diritti civili non sono negoziabili.
Ieri sera il giudice federale Walker ha bocciato il divieto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, introdotto nello stato della California nel novembre 2008 da un referendum. Nei prossimi mesi la questione dovrebbe essere dibattuta davanti ai nove giudici della Corte Suprema dai quali ci si aspetta una sentenza definitiva valida in tutti gli stati americani.
"La sentenza della California -dichiara Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay - apre una riflessione universale sul valore inderogabile dei diritti e ci ricorda che l'oggettività del principio di uguaglianza e la fondamentale realizzazione della personalità di ciascun individuo, anche attraverso il diritto di crearsi una famiglia, non possono conoscere limiti o distinzioni o deroghe o negoziazioni, nè essere piegati agli umori mutevoli di minoranze o maggioranze. E' la società soltanto che dice ciò che è famiglia e le coppie lesbiche, gay e trans lo sono pienamente".
"Il giudice federale - commenta Stefano Bucaioni, responsabile relazioni internazionali di Arcigay - ha ribadito che il matrimonio è un diritto civile fondamentale di ogni essere umano e come tale non può essere soggetto a discriminazioni. Per questo uno stato di diritto non può venir meno al principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, anche se a chiederlo è un referendum popolare."
"Questa sentenza dovrebbe far riflettere anche le nostre istituzioni" continua Bucaioni "soprattutto coloro che si ostinano a far permanere l'Italia in una condizione di totale arretratezza sul fronte dei diritti civili. Siamo, insieme alla Grecia, l'unica nazione a non riconoscere diritti alle coppie dello stesso sesso e rappresentiamo un'eccezione in Europa e tra i paesi avanzati".
"La discriminazione che impedisce alle coppie omosessuali di accedere all'istituto del matrimonio - conclude Patanè - è tanto inaccettabile quanto assurda per uno stato di diritto che ha tra i suoi valori fondati l'uguaglianza e la libertà dei suoi cittadini. La Corte Costituzionale italiana ha recentemente affermato lo stesso concetto, impegnando il parlamento ad affrontare e risolvere le discriminazioni che affliggono le omosessuali."
Stefano Bucaioni [Responsabile relazioni internazionali Arcigay]

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