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Timestamp: 2020-05-29 14:51:52+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 381 del 10/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 381 del 10/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/01/2017, (ud. 03/11/2016, dep.10/01/2017), n. 381
sul ricorso 21224/2015 proposto da:
G.E., M.F.M., elettivamente domiciliati in
ROMA, VIALE ANGELICO 301, presso lo studio dell’avvocato BASILIO
PERUGINI, rappresentati e difesi dall’avvocato ALDO PALMIERI, giusta
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CAMESANA 46, presso lo studio
dell’avvocato FRANCESCO MIRENZI, rappresentato e difeso dagli
avvocati SALVATORE LEONE, FRANCESCO CARNOVALE SCALZO, CATERINA FLORA
RESTUCCIA, giusta procura in atti;
avverso la sentenza n. 64/01/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di CATANZARO del 26/11/2014, depositata il 22/01/2015;
La CTR della Calabria con sentenza n. 64/01/15, depositata il 22 gennaio 2015, non notificata, rigettò l’appello proposto dai contribuenti indicati in epigrafe nei confronti del Comune di Lamezia Terme, avverso la sentenza della CTP di Catanzaro, che aveva a sua volta respinto i ricorsi, proposti separatamente dai contribuenti e di seguito riuniti, avverso avviso di accertamento per ICI per gli anni 2005, 2006 e 2007.
Avverso la pronuncia della CTR i ricorrenti hanno proposto ricorso per cassazione affidato ad un solo motivo. L’intimato Comune resiste con controricorso.
Con l’unico motivo i ricorrenti deducono violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, artt. 1 e 2 (erroneamente indicato come n. 546/1994), in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, lamentando l’erroneità in diritto della sentenza impugnata, nella parte in cui non ha escluso la vocazione edificatoria del terreno oggetto della pretesa impositiva, perchè incluso dal PRG del Comune di Lamezia Terme nella categoria FL, comprendente le zone destinate a servizi pubblici locali.
Il motivo, nei termini in cui è formulato, è manifestamente infondato. L’edificabilità di un’area ai fini della determinazione della base imponibile ICI, in forza del criterio fondato sul valore venale, secondo i principi posti dalle Sezioni Unite di questa Corte 30 novembre 2006, n. 25506 e successive pronunce conformi, va desunta in base alla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente dalla sua approvazione.
Orbene l’inclusione di un’area in zona destinata dal PRG a servizi pubblici o interesse pubblico, se è certamente in grado d’incidere sulla determinazione in concreto del quantum del valore venale attribuibile all’immobile (profilo in questa sede peraltro non dedotto nel motivo di ricorso dei contribuenti), non ne esclude l’oggettivo carattere edificabile del D.Lgs. n. 504 del 1992, ex art. 2, atteso che i vincoli d’inedificabilità assoluta, stabiliti in via generale e preventiva nel piano regolatore generale, vanno tenuti distinti dai vincoli di destinazione (cfr. Cass. sez. 5, 15 luglio 2015, n. 14763; Cass. sez. 5 marzo 2014, n. 5161; Cass. sez. 5, 16 novembre 2012, n. 20137).
I ricorrenti hanno insistito in memoria nel proprio assunto, replicando, segnatamente con riferimento alla citata pronuncia di questa Corte (Cass. sez. 5, 25 marzo 2015, n. 5992), così come ad altre pronunce analoghe, che i ricorrenti hanno citato a preteso sostegno della fondatezza del motivo di ricorso, che in essa si fa riferimento non solo ad inclusione di area in zona destinata in base al piano regolatore generale a verde pubblico attrezzato, ma anche ad attrezzature pubbliche.
In realtà, in fatto, non emerge in modo chiaro dalla citata pronuncia se il vincolo, nella fattispecie concreta allora sottoposta all’esame di questa Corte, comportasse inedificabilità assoluta o consentisse una residua utilizzazione edificatoria dell’area.
Viceversa – e non solo con specifico riguardo alla determinazione della base imponibile dell’ICI, di cui al presente giudizio, ma riguardo anche alla capacità dei terreni di generare, in caso di cessione, plusvalenza tassabile ai fini IRPEF – questa Corte ha specificamente ritenuto edificabili aree incluse, come nel caso in esame, dal PRG in zona destinata a servizi pubblici o di interesse pubblico (così Cass. sez. 5, 15 luglio 2016, n. 14503; Cass. sez. 5, 19 giugno 2013, n. 15320), proprio sul presupposto, innanzi esplicitato, che, se è vero che tale inclusione incide senz’altro nella determinazione del valore venale dell’immobile, non ne esclude però l’oggettivo carattere edificabile alla stregua delle previsioni di piano stabilite in via generale e preventiva.
Ritiene pertanto la Corte che a detto indirizzo debba essere data ulteriore continuità.
La Corte rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti in solido alla rifusione in favore del Comune di Lametia Terme delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 200,00 per esborsi ed in Euro 2300,00 per compenso, oltre rimborso spese forfettarie ed accessori, se dovuti.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 2
 Cass. sez. 
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 Cass. sez. 
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