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Timestamp: 2019-06-18 05:46:09+00:00

Document:
ILO - Dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale, 28 marzo 2006
Dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale, adottata dal Consiglio di amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro alla 204ª sessione (Ginevra, novembre 1977), ed emendata dal Consiglio alle 279ª (novembre 2000) e 295ª (marzo 2006) sessioni
Allegato: Elenco delle Convenzioni e Raccomandazioni internazionali del lavoro citate nella Dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale, adottata dal Consiglio di amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro alla 204ª sessione (Ginevra, novembre 1977), ed emendato dal Consiglio alle 279ª (novembre 2000) e 295ª (marzo 2006) sessioni
Addendum I alla Dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale, adottato dal Consiglio di amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro alla 238ª sessione (Ginevra, novembre 1987), ed emendato dal Consiglio alle 279ª (Ginevra, novembre 2000) e 295ª (Ginevra, marzo 2006) sessioni
Addendum II alla Dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale, adottato dal Consiglio di amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro alla 277ª sessione (Ginevra, marzo 2000)
Procedura per l’esame delle controversie relative all’applicazione della Dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale tramite l’interpretazione delle sue disposizioni, adottata dal Consiglio di amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro alla 232ª Sessione (Ginevra, marzo 1986)
Occorre sinceramente sperare che la Dichiarazione, che fissa principi di politica sociale in una materia delicata e molto complessa, possa ricevere l’adesione di tutte le parti interessate. Senza un tale sostegno, il suo obiettivo – l’instaurazione di un clima più propizio alla crescita economica ed al progresso sociale – rischierebbe di essere compromesso.
(adottata dal Consiglio di amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro alla 204ª sessione (Ginevra, novembre 1977), ed emendata dal Consiglio alle 279ª (novembre 2000) e 295ª (marzo 2006) sessioni)
considerato che l’OIL è l’unica organizzazione internazionale a struttura tripartita e che – per la sua competenza e lunga esperienza nel settore sociale – ha un ruolo essenziale da svolgere nell’elaborazione di principi atti ad orientare i governi, le organizzazioni di imprenditori e di lavoratori, nonché le stesse imprese multinazionali;
ricordato d’aver convocato nel 1972 la Riunione tripartita di esperti sul rapporto tra le attività delle imprese multinazionali e la politica sociale che raccomandò un programma di ricerca e di studi dell’OIL; che nel 1976 convocò la Riunione consultiva tripartita sulle relazioni tra le imprese multinazionali e la politica sociale allo scopo di passare in rassegna il programma di ricerca dell’OIL e di suggerire un’adeguata azione dell’OIL nel campo sociale e del lavoro;
avendo esaminato il rapporto e il progetto di Dichiarazione di principi sottopostogli dalla
Riunione consultiva tripartita nuovamente convocata;
1. Le imprese multinazionali svolgono nelle economie della maggior parte dei paesi e nelle relazioni economiche internazionali un ruolo importante, che interessa sempre di più i governi come pure gli imprenditori e i lavoratori e le loro rispettive organizzazioni. Queste imprese, grazie ai loro investimenti diretti internazionali e ad altri mezzi, possono apportare benefici sostanziali ai paesi della sede centrale ed a quelli di accoglimento, contribuendo in tal modo all’utilizzazione più efficace del capitale, della tecnologia e della manodopera. Nell’ambito delle politiche di sviluppo praticate dai governi, tali imprese multinazionali possono anche ampiamente contribuire alla promozione del benessere economico e sociale, al miglioramento dei livelli di vita e al soddisfacimento dei bisogni primari, alla creazione – diretta o indiretta – di possibilità di lavoro ed al godimento dei diritti fondamentali dell’uomo, compresa la libertà sindacale, nel mondo intero. D’altro canto, i progressi realizzati dalle imprese multinazionali nell’organizzare le loro attività fuori dall’ambito nazionale possono determinare concentrazioni abusive di potere economico e far insorgere conflitti con gli obiettivi delle politiche nazionali e gli interessi dei lavoratori. Inoltre, la complessità delle imprese multinazionali e la difficoltà di discernere chiaramente la diversità delle loro strutture, delle loro attività e delle loro politiche suscitano, talvolta, preoccupazioni nei paesi della sede centrale o in quelli di accoglimento, oppure sia negli uni che negli altri.
2. La presente Dichiarazione tripartita di principi ha lo scopo di incoraggiare le imprese multinazionali a contribuire positivamente al progresso economico e sociale, nonché a ridurre al minimo ed a risolvere le difficoltà che le loro diverse operazioni possono creare, tenuto conto delle risoluzioni delle Nazioni Unite, che preconizzano l’instaurazione di un nuovo ordine economico internazionale, e di ulteriori iniziative delle Nazioni Unite quali il Global Compact e gli obiettivi di sviluppo del millennio (Millenium Development Goals).
5. Questi principi serviranno da guida per i governi, per le organizzazioni di imprenditori e di lavoratori, nonché per le imprese multinazionali al fine dell’adozione dei provvedimenti, delle iniziative e delle politiche sociali – comprese quelle fondate sui principi enunciati nella Costituzione e nelle pertinenti Convenzioni e Raccomandazioni dell’OIL atte a promuovere il progresso sociale.
9. I governi degli Stati che non hanno ancora ratificato le convenzioni N. 29, 87, 98, 100, 105, 111, 122, 138 e 182 sono invitati a farlo immediatamente e, in ogni caso, ad applicare nella misura più ampia possibile, nel quadro della loro politica nazionale, i principi enunciati in tali convenzioni e nelle raccomandazioni N. 35, 90, 111, 119, 122, 146, 169, 189 e 190.1
14. Ciò è particolarmente importante nel caso dei governi dei paesi di accoglimento che sono situati nelle regioni in via di sviluppo, dove i problemi della disoccupazione e la sottoccupazione rivestono maggior gravità. A tal proposito è opportuno tenere presenti le conclusioni generali adottate dalla Conferenza mondiale tripartita sull’occupazione, la ripartizione del reddito, il progresso sociale e la divisione internazionale del lavoro (Ginevra, giugno 1976)3 e l’Agenda globale sull’occupazione (Ginevra, marzo 2003).4
19. Allorché effettuano investimenti nei paesi in via di sviluppo, le imprese multinazionali dovrebbero tenere presente l’importanza dell’utilizzo di tecniche suscettibili di creare posti di lavoro sia direttamente che indirettamente. Nella misura in cui sia possibile, tenendo conto della natura dei procedimenti di produzione e delle peculiarità del settore economico in causa, dovrebbero adattare le tecniche ai fabbisogni ed alle caratteristiche dei paesi che le ospitano. Dovrebbero inoltre partecipare, per quanto possibile, allo sviluppo di tecnologie appropriate nel paese di accoglimento.
21. Tutti i governi dovrebbero perseguire politiche volte a promuovere l’uguaglianza di possibilità e di trattamento in materia di occupazione, allo scopo di eliminare ogni discriminazione fondata sulla razza, il colore, il sesso, la religione, le idee politiche, l’origine nazionale o l’estrazione sociale.5
22. Le imprese multinazionali dovrebbero ispirarsi a tale principio generale in tutte le loro attività, senza pregiudizio delle misure previste al paragrafo 18 o delle politiche governative dirette a correggere situazioni storiche di discriminazione, ed a promuovere, in tal modo, la parità di possibilità e di trattamento in materia di occupazione.6 Le imprese multinazionali dovrebbero, di conseguenza, fare delle qualifiche, delle capacità e dell’esperienza i criteri per l’assunzione, il collocamento, la formazione ed il perfezionamento dei loro dipendenti in ogni categoria.
27. Le procedure di licenziamenti arbitrari dovrebbero essere evitate.7
28. I governi, in cooperazione con le imprese sia multinazionali che nazionali, dovrebbero assicurare qualche forma di protezione del reddito dei lavoratori il cui rapporto di lavoro venga a cessare.8
29. I governi, in cooperazione con tutte le parti interessate, dovrebbero sviluppare politiche nazionali di formazione e di orientamento professionale strettamente collegate con l’occupazione.9 È in questo contesto che le imprese multinazionali dovrebbero svolgere la loro politica di formazione.
30. Nel corso delle loro attività, le imprese multinazionali dovrebbero vegliare affinché i loro dipendenti nel paese ospitante beneficino, ad ogni livello, di formazione adeguata tale da rispondere alle esigenze dell’impresa come pure alla politica di sviluppo del paese. Per quanto possibile, tale formazione dovrebbe accrescere le attitudini utili in generale e promuovere le possibilità di carriera. All’occorrenza, tale compito dovrebbe essere svolto in collaborazione con le autorità del paese, le organizzazioni di imprenditori e di lavoratori nonché con le competenti istituzioni locali, nazionali ed internazionali.
34. Quando le imprese multinazionali operano in paesi in via di sviluppo ove possono non esistere datori di lavoro comparabili, esse dovrebbero accordare i migliori salari, prestazioni e condizioni di lavoro possibili nel contesto della politica governativa.10 I salari, le prestazioni e le condizioni di lavoro dovrebbero tener conto della situazione economica dell’impresa, ma dovrebbero essere sufficienti almeno a soddisfare i bisogni essenziali dei lavoratori e delle loro famiglie. Nelle situazioni in cui le imprese multinazionali fanno beneficiare i loro dipendenti di beni e servizi basilari quali l’alloggio, le cure mediche o l’approvvigionamento di derrate alimentari, tali vantaggi dovrebbero essere di livello adeguato.11
36. Le imprese multinazionali, come quelle nazionali, dovrebbero rispettare l’età minima di accesso all’impiego o al lavoro, in modo da assicurare l’effettiva abolizione del lavoro minorile e adottare urgentemente, nell’ambito delle loro competenze, misure efficaci per assicurare l’eliminazione immediata delle peggiori forme di lavoro minorile.12
37. I governi dovrebbero fare in modo che sia le imprese multinazionali che quelle nazionali facciano beneficiare i loro dipendenti di norme adeguate in materia di sicurezza ed igiene. I governi che non hanno ancora provveduto a ratificare le convenzioni dell’OIL sui dispositivi di sicurezza delle macchine (N. 119), sulla protezione contro le radiazioni ionizzanti (N. 115), sul benzene (N. 136) e sul cancro professionale (N. 139) sono comunque invitati ad applicare per quanto sia possibile i principi enunciati in tali convenzioni e nelle corrispondenti raccomandazioni (N. 118, 114, 144, 147). La lista delle malattie professionali e i codici di condotta e le guide che figurano nell’elenco delle pubblicazioni dell’Ufficio internazionale del Lavoro sulla sicurezza e l’igiene del lavoro dovrebbero ugualmente essere tenute in debita considerazione.13
42. I lavoratori occupati sia nelle imprese multinazionali che nelle imprese nazionali dovrebbero godere, senza distinzione alcuna e senza previa autorizzazione, del diritto di creare organizzazioni di loro scelta e di affiliarvisi, alla sola condizione di conformarsi ai loro statuti.14 Dovrebbero altresì beneficiare di un’adeguata protezione contro gli atti discriminatori in materia di occupazione volti ad arrecare pregiudizio alla libertà sindacale.15
43. Le organizzazioni che rappresentano le imprese multinazionali o i loro dipendenti dovrebbero beneficiare – al momento della loro costituzione, nell’esercizio delle loro funzioni e nella loro gestione – di un’adeguata protezione contro qualsiasi atto d’ingerenza delle une rispetto alle altre, sia direttamente che per tramite di loro agenti o membri.16
50. Dovrebbero essere adottate – se necessario – misure adeguate alle condizioni nazionali al fine di incoraggiare e promuovere al massimo lo sviluppo e l’applicazione di procedure di contrattazione volontaria tra gli imprenditori o le loro organizzazioni e le organizzazioni di lavoratori ai fini di regolamentare le condizioni d’impiego tramite i contratti collettivi.17
51. Le imprese multinazionali, analogamente alle imprese nazionali, dovrebbero fornire ai rappresentanti dei lavoratori i mezzi necessari per contribuire alla messa a punto di validi contratti collettivi.18
55. Le imprese multinazionali dovrebbero fornire ai rappresentanti dei lavoratori le informazioni necessarie per contrattazioni costruttive con l’unità interessata e dovrebbero altresì fornire, quando ciò è conforme alla legislazione e alla pratica locali, informazioni atte a consentir loro di formarsi un’opinione corretta e precisa dell’attività e dei risultati dell’unità oppure, se necessario, dell’impresa nel suo insieme.19
57. Nelle imprese multinazionali come in quelle nazionali, sistemi elaborati di comune accordo tra imprenditori, lavoratori e i loro rappresentanti dovrebbero prevedere, in conformità con la legislazione e la pratica nazionali, consultazioni regolari sulle questioni di reciproco interesse. Tali consultazioni non dovrebbero sostituirsi alle contrattazioni collettive.20
58. Le imprese multinazionali, al pari di quelle nazionali, dovrebbero rispettare il diritto dei loro dipendenti di ottenere un esame di tutti i loro reclami secondo le norme che seguono: ogni lavoratore che, agendo individualmente o con altri lavoratori, consideri d’aver motivo di reclamo dovrebbe avere il diritto di presentare il reclamo stesso senza subire, per tale atto, alcun pregiudizio; il lavoratore medesimo dovrebbe avere il diritto di far esaminare il reclamo in parola secondo un’appropriata procedura.21 Ciò è particolarmente importante quando le imprese multinazionali operano in paesi che non osservano i principi delle convenzioni dell’OIL relativi alla libertà sindacale, al diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva, alla discriminazione, al lavoro minorile e al lavoro forzato.22
59. Le imprese multinazionali come quelle nazionali, d’intesa con i rappresentanti e le organizzazioni dei loro dipendenti dovrebbero impegnarsi ad istituire un meccanismo di conciliazione volontaria, adattato alle circostanze nazionali, che includa disposizioni relative all’arbitrato volontario, al fine di contribuire alla prevenzione ed al regolamento dei conflitti di lavoro tra imprenditori e lavoratori. Tale procedura di conciliazione volontaria dovrebbe essere basata sulla parità di rappresentanza degli imprenditori e dei lavoratori.23
Ginevra, 28 marzo 2006
1 Convenzione (N. 29) sul lavoro forzato, 1930; convenzione (N. 87) sulla libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale, 1948; convenzione (N. 98) sull’applicazione dei principi del diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva, 1949; convenzione (N. 100) sulla parità di retribuzione, 1951; convenzione (N. 105) sull’abolizione del lavoro forzato, 1957; convenzione (N. 111) sulla discriminazione in materia di occupazione e di professione, 1958; convenzione (N. 122) riguardante la politica dell’occupazione, 1964; convenzione (N. 138) sull’età minima per l’assunzione all’impiego, 1973; convenzione (N. 182) sulla proibizione delle forme peggiori di lavoro minorile e l’azione immediata per la loro eliminazione, 1999; raccomandazione (N. 35) sulla costrizione indiretta al lavoro, 1930; raccomandazione (N. 90) sull’uguaglianza di retribuzione, 1951; raccomandazione (N. 111) sulla discriminazione in materia di occupazione e di professione, 1958; raccomandazione (N. 119) sulla cessazione del rapporto di lavoro per iniziativa del datore di lavoro, 1963; raccomandazione (N. 122) sulla politica dell’occupazione, 1964; raccomandazione (N. 146) sull’età minima per l’assunzione all’impiego, 1973; raccomandazione (N. 169) sulla politica dell’occupazione, 1984; raccomandazione (N. 189) sulle condizioni per stimolare la creazione di occupazione nelle piccole e medie imprese, 1998; raccomandazione (N. 190) sulla proibizione delle forme peggiori di lavoro minorile e l’azione immediata per la loro eliminazione, 1999.
2 Convenzione (N. 122) e raccomandazione (N. 122) sulla politica dell’occupazione, 1964; raccomandazione (N. 169) sulla politica dell’occupazione, 1984; raccomandazione (N. 189) sulle condizioni per stimolare la creazione di occupazione nelle piccole e medie imprese, 1998.
4 Agenda globale sull’occupazione dell’OIL, 2003, OIL, Ginevra.
5 Convenzione (N. 111) e raccomandazione (N. 111) sulla discriminazione in materia di occupazione e di professione, 1958; convenzione (N. 100) e raccomandazione (N. 90) sulla parità di retribuzione tra la manodopera maschile e la manodopera femminile per un lavoro di valore uguale, 1951.
6 Si veda i due documenti seguenti: il Codice di condotta dell’OIL: HIV/AIDS e il mondo del lavoro 2001, OIL, Ginevra; e il Codice di condotta dell’OIL sulla gestione dei disabili sul posto di lavoro, 2002, OIL, Ginevra.
7 Raccomandazione (N. 119) sulla cessazione del rapporto di lavoro per iniziativa del datore di lavoro, 1963.
9 Convenzione (N. 142) sullo sviluppo delle risorse umane, 1975 e raccomandazione (N. 195) sullo sviluppo delle risorse umane: educazione, formazione e apprendimento permanente, 2004, che richiama la natura volontaria della contrattazione collettiva relativamente ai suoi contenuti e ai diversi livelli in cui può esercitarsi.
10 Raccomandazione (N. 116) sulla riduzione dell’orario di lavoro, 1962.
11 Convenzione (N. 110) e raccomandazione (No 110) sulle condizioni d’impiego dei lavoratori delle piantagioni, 1958; raccomandazione (No 115) sull’alloggio dei lavoratori, 1961; raccomandazione (N. 69) sulle cure mediche, 1944; convenzione (N. 130) e raccomandazione (N. 134) sulle cure mediche e le indennità di malattia, 1969.
12 Convenzione N. 138, articolo 1; convenzione N. 182, articolo 1.
13 Raccomandazione (N. 194) sulla lista delle malattie professionali e la registrazione degli incidenti e delle malattie professionali, 2002. Le convenzioni e raccomandazioni dell’OIL sopra menzionate sono contenute nel Catalogue of ILO publications on occupational safety and health, Ginevra, BIT, 2000. Vedasi anche http://www.ilo.org/public/english/protection/safework/publicat/index.htm.
14 Convenzione N. 87, articolo 2.
15 Convenzione N. 98, articolo 1.1.
16 Convenzione N. 98, articolo 2.1.
17 Convenzione N. 98, articolo 4.
18 Convenzione (N. 135) sulla protezione e le facilitazioni da accordare ai rappresentanti dei lavoratori nell’impresa, 1971.
19 Raccomandazione (N. 129) sulle comunicazioni tra la direzione e i lavoratori nell’azienda, 1967.
20 Raccomandazione (N. 94) sulla consultazione e la collaborazione tra datori di lavoro e lavoratori sul piano aziendale, 1952; raccomandazione (N. 129) sulle comunicazioni tra la direzione ed i lavoratori nell’azienda, 1967.
21 Raccomandazione (N. 130) sull’esame dei reclami all’interno dell’azienda ai fini della loro soluzione, 1967.
22 Convenzione (N. 29) sul lavoro forzato e obbligatorio, 1930; convenzione (N. 87) sulla libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale, 1948; convenzione (N. 98) sull’applicazione dei principi del diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva, 1949; convenzione (N. 100) sulla parità di retribuzione, 1951; convenzione (N. 105) sull’abolizione del lavoro forzato, 1957; convenzione (N. 111) sulla discriminazione in materia di occupazione e di professione, 1958; convenzione (N. 138) sull’età minima per l’assunzione all’impiego, 1973; convenzione (N. 182) sulla proibizione delle forme peggiori di lavoro minorile e l’azione immediata per la loro eliminazione, 1999; raccomandazione (N. 35) sulla costrizione indiretta al lavoro, 1930; raccomandazione (N. 90) sull’uguaglianza di retribuzione, 1951; raccomandazione (N. 111) sulla discriminazione in materia di occupazione e di professione, 1958; raccomandazione (N. 146) sull’età minima per l’assunzione all’impiego, 1973; (N. 190) sulla proibizione delle forme peggiori di lavoro minorile e l’azione immediata per la loro eliminazione, 1999.
23 Raccomandazione (N. 92) sulla conciliazione e l’arbitraggio volontari, 1951.
(adottato dal Consiglio di amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro alla 204a sessione (Ginevra, novembre 1977), ed emendato dal Consiglio alle 279a (novembre 2000) e 295a (marzo 2006) sessioni)
N. 169 sulle politiche in materia di occupazione, 1984.
N. 189 sulle condizione per stimolare la creazione di occupazione nelle piccole e medie imprese, 1998.
N. 194 sulla lista di malattie professionali e la registrazione degli incidenti e delle malattie professionali, 2002.
N. 195 sullo sviluppo delle risorse umane: educazione, formazione e apprendimento permanente, 2004.
Elenco delle convenzioni e raccomandazioni adottate dopo il 1977 (compreso) e contenenti disposizioni pertinenti per la Dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale
(adottato dal Consiglio di amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro alla 238ª sessione (Ginevra, novembre 1987), ed emendato dal Consiglio alle 279ª (Ginevra, novembre 2000) e 295ª (Ginevra, marzo 2006) sessioni)
Numero e titolo delle convenzioni e raccomandazioni Paragrafi della Dichiarazione interessati
N. 154 sulla promozione della contrattazione collettiva, 1981 9, 50
N. 155 sulla sicurezza, la salute dei lavoratori e l’ambiente di lavoro, 1981 37
N. 156 sulla parità di opportunità e di trattamento per i lavoratori dei due sessi: lavoratori con responsabilità familiari, 1981 21
N. 158 sulla cessazione del rapporto di lavoro per iniziativa del datore di lavoro, 1982 9, 26, 27, 28
N. 161 sui servizi di igiene professionale, 1985 37
N. 162 sulla sicurezza nell’uso dell’amianto, 1986 37
N. 167 sulla sicurezza e l’igiene nella costruzione, 1988 37
N. 168 sulla promozione dell’occupazione e la difesa contro la disoccupazione, 1988 13
N. 170 sulla sicurezza nell’utilizzo dei prodotti chimici sul lavoro, 1990 37
N. 173 sulla tutela degli interessi dei lavoratori in caso d’insolvenza del datore di lavoro, 1992 28
N. 174 sulla prevenzione degli incidenti industriali più importanti, 1993 37
N. 176 sulla sicurezza e l’igiene nelle miniere, 1995 37
N. 184 sulla sicurezza e l’igiene nell’agricoltura, 2001 37
N. 156 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi professionali dovuti all’inquinamento dell’aria, al rumore ed alle vibrazioni nei luoghi di lavoro, 1977 37
N. 163 sulla promozione della contrattazione collettiva, 1981 52, 55, 56
N. 164 sulla sicurezza, la salute dei lavoratori e l’ambiente di lavoro, 1981 37
N. 165 sulla parità di opportunità e di trattamento per i lavoratori dei due sessi: lavoratori con responsabilità familiari, 1981 21
N. 166 sulla cessazione del rapporto di lavoro per iniziativa del datore di lavoro, 1982 9, 26, 27, 28
N. 171 sui servizi di igiene nel lavoro, 1985 37
N. 172 sulla sicurezza nell’uso dell’amianto, 1986 37
N. 175 sulla sicurezza e l’igiene nella costruzione, 1988 37
N. 176 sulla promozione dell’occupazione e la difesa contro la disoccupazione, 1988 13
N. 177 sulla sicurezza nell’utilizzo dei prodotti chimici sul lavoro, 1990 37
N. 180 sulla tutela degli interessi dei lavoratori in caso d’insolvenza del datore di lavoro, 1992 28
N. 181 sulla prevenzione degli incidenti industriali più importanti, 1993 37
N. 183 sulla sicurezza e l’igiene nelle miniere, 1995 37
N. 192 sulla sicurezza e l’igiene nell’agricoltura, 2001 37
(adottato dal Consiglio di amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro alla 277ª sessione (Ginevra, marzo 2000))
(adottata dal Consiglio di amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro alla 232ª Sessione (Ginevra, marzo 1986))*
2. La procedura non dovrebbe in alcun modo duplicare o entrare in conflitto con le procedure nazionali o le procedure dell’OIL in vigore. Pertanto, essa non può essere invocata: a) per quanto attiene alla legislazione ed alla prassi nazionali;
5. Le richieste d’interpretazione possono essere indirizzate all’Ufficio internazionale del Lavoro:
* Bollettino officiale (Ginevra, BIT), vol. LXIX, 1986, serie A, N. 3, p. 220-221 (in sostituzione della parte IV delle procedure adottate dal Consiglio di amministrazione alla 214ª Sessione (novembre 1980) ; vedasi Bollettino officiale, vol. LXIV, 1981, serie A, N. 1, p. 94-96).
Accordi, 40
Acquisizioni di imprese, 26
Alloggio, 34
Arbitrato volontario, 59
Assemblea generale delle Nazioni Unite, 8
Assunzione, 22
Atti d’ingerenza adeguata protezione contro gli, 43
volti ad arrecare pregiudizio alla libertà sindacale, 42
Attività dell'unità informazioni necessarie sulle, 55
Autorità competenti; di governo, 17, 18, 26, 30, 38, 40
Benessere economico e sociale, 1
Benzene (Convenzione N. 136), 37
Bisogni essenziali, 1, 34
Cancro professionale (Convenzione N. 139), 37
Commissione delle società transnazionali delle Nazioni Unite, Preambolo
Commissioni d'industria, Preambolo
Conciliazione meccanismo di, 59
Condizioni di lavoro (e di vita), 7, 33, 34, 53
Conferenza internazionale del Lavoro, Preambolo
Conferenza mondiale sull’occupazione, Preambolo
Conferenza mondiale tripartita sull’occupazione, la ripartizione del reddito, il progresso sociale e la divisione internazionale del lavoro, 14
Conferenze regionali, Preambolo
Consiglio di amministrazione, Preambolo
Consultazioni, 10, 12, 17, 47, 48, 57
Consultazioni regolari, 57
Contrattazione, 52, 53, 55
Contrattazione collettiva, 49, 56, 57
Contrattazione volontaria procedure di, 50
Contrattazioni svolte in buona fede, 53
Contratti collettivi, 50, 51, 54
Contratti con le imprese nazionali, 20
Convenzione N. 87, 9; 45
Convenzioni dell’OIL, 5, 7, 9, 37, 58
Convenzioni N. 98, 111, 122; 9
Convenzioni N. 115, 119, 136, 139; 37
Cooperazione, 3, 6, 18, 28, 29, 30, 32, 39, 40
Costituzione dell’OIL, 5, 8
Creazione di posti di lavoro, Preambolo, 1, 13, 16, 19, 20
Crescita e sviluppo economico, 13
Cure mediche, 34
Definizione delle vertenze, 54
Dichiarazione dell’OIL sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro, 8, Add. II
Dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale, Preambolo, 2, 4, 6,7, 8, 11, 12, 20
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, 8
Differenze di trattamento, 11
Diritto di contrattazione collettiva, 46, 58
vedere anche contrattazione collettiva
Diritto di organizzazione, 46, 53, 58
Diritti fondamentali dell’uomo, 1
Diritti sovrani, 8
Discriminazione, 21, 22, 23, 42
Disdette, 26
Disoccupazione, 13, 14, 25
Disoccupazione di lungo periodo, 25
Dispositivi di sicurezza delle macchine (Convenzione N. 119), 37
Elenchi di raccomandazioni pratiche, 37
Età minima, 36
Filiali, 53
Formazione adeguata, 30
Formazione professionale, 7, 22, 29, 30, 31
Formazione acquisizione e crescita di qualificazione, 31
Fusioni, 26
Global Compact, 2
Governo, Preambolo, 1, 3, 4, 5, 7, 9, 10, 12, 13, 14, 16, 21, 22, 23, 24, 26, 28, 29, 31, 32, 34, 35, 37, 45, 46, 48, 56
Governi dei paesi di accoglimento, 31
Gruppi a più basso reddito, 35
Impiego, Preambolo, 13, 16, 36, 50, 53
condizioni di, 53
sicurezza dell’impiego, 16
Imprenditori, 1, 50, 57, 59
Imprese multinazionali, Preambolo, 1, 2, 4, 5, 6, 7, 10, 11, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 22, 23, 24, 25, 26, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 47, 49, 51, 52, 53, 55, 56, 57, 58, 59
Imprese nazionali, 11, 17, 20, 25, 28, 31, 37, 42, 51, 56, 57, 58, 59
Influenza delle imprese multinazionali sull’occupazione, 15
Informazioni, 38, 55, 56
Investimenti, 1, 19, 46
Investimenti diretti internazionali, 1
vedere anche investimenti
Investimenti stranieri, 46
Lavoratori, 1, 18, 25, 28, 30, 33, 34, 37, 42, 43, 45, 49, 53, 57, 58
Lavoratori organizzazioni di
vedere organizzazioni di lavoratori
Lavoro forzato, 58
Lavoro minorile, 36
Leggi, legislazione, 3, 8, 12, 49, 55, 56, 57
Legislazione dei paesi di accoglimento, 12
Legislazione e pratiche, 47, 55, 56, 57
Legislazione e pratiche nazionali, 49, 57
Legislazione e regolamenti nazionali, 8
Libertà di espressione e di associazione, 8
Libertà sindacale, 1, 46, 58
Licenziamento, 26, 27
Livelli d’impiego, 16
Materie prime locali utilizzo di, 20
Meccanismo di conciliazione volontaria, 59
Mercato del lavoro, 24
Modifiche alle attività, 26
Nazioni Unite, 2, 8
obiettivi dello sviluppo delle, 2
Norme in materia di relazioni industriali, 41
Norme internazionali, 8, 12
Norme internazionali di sicurezza e d’igiene, 39
Nuovi prodotti e procedimenti, 38
Nuovo ordine economico internazionale, 2
Obblighi internazionali, 8
Obiettivi di politica generale, 1, 10
Obiettivi di sviluppo del millennio, 2
Occupazione, Preambolo, 1, 7, 13, 14, 15, 16, 18, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 28, 29, 42, 43, 45, 50, 52, 53
discriminazione in materia di, 23
sicurezza dell’occupazione, 25
stabilità dell’occupazione, 25
Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), Preambolo
Organizzazioni di imprenditori, Preambolo, 1, 3, 4, 5, 7, 10, 17, 30, 31, 38, 44, 48, 50
Organizzazioni di lavoratori, Preambolo, 1, 3, 4, 5, 7, 10, 17, 18, 26, 30, 31, 38, 40, 47, 48, 50, 56, 59
Organizzazione internazionale del Lavoro (OIL), Preambolo, 5, 7, 8, 37, 58
Organizzazioni internazionali, 39, 45
Orientamento professionale, 29, 31
Paesi della sede centrale e paesi di accoglimento, 1, 4, 12, 14, 15, 18, 19, 30, 46
Paesi in via di sviluppo, Preambolo, 16, 19, 20, 31, 34, 35
Parità di rappresentanza degli imprenditori e dei lavoratori, 59
Patti internazionali, 8
Piani riguardanti la manodopera, 17, 25
Pieno impiego, 13
Politica di sviluppo, 1, 30
Politica e obiettivi in materia di occupazione,16
Politica governativa, 22, 34
Politiche nazionali, 1, 9, 29
Politiche nazionali di sviluppo sociale, 17
Politiche sociali, Preambolo, 5, 9
Possibilità di carriera, 30
Possibilità d’impiego, 1, 16
Pratica, 8, 11, 12, 40, 49, 55, 56, 57
Pratiche locali, 8
Prestazioni, 33, 34
livello adeguato di, 34
Principi, Preambolo, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 11, 20, 22, 37, 45, 58
Principi e diritti fondamentali nel lavoro, 8, Add. II Priorità dello sviluppo, 10
Procedure di licenziamenti arbitrari, 27
Progresso economico e sociale, 2
Protezione contro le radiazioni (Convenzione N. 115), 37
Protezione del reddito, 28
Pubblicazioni dell’OIL sulla sicurezza e l’igiene del lavoro, 37
Quadri dirigenti locali, 32
Raccomandazioni dell’OIL, 5, 9, 37
Raccomandazioni N. 111, 119, 122; 9
Raccomandazioni N. 114, 118, 144, 147; 37
Rappresentanti della direzione, 52
Rappresentanti degli imprenditori, 57
Rappresentanti dei lavoratori, 18, 26, 38, 40, 47, 51, 52, 53, 55, 57, 59
Reclami, 58
Regioni meno sviluppate, 35
Regolamentazione nei paesi di accoglimento, 12
Relazioni industriali, 7, 32, 41
Ripercussioni, 26
Rischi speciali, 38
Riunione consultiva tripartita (sulle relazioni tra le imprese multinazionali e la politica sociale), Preambolo
Riunione tripartita (di esperti) sul rapporto tra le attività delle imprese multinazionali e la politica sociale, Preambolo
Salari, 33, 34
Segnalare modifiche alle attività, 26
Sicurezza ed igiene, 37, 38, 39, 40
Sicurezza sociale, 25
Società madre, 6
Sottoccupazione, 13, 14
Sviluppo nazionale, 31
Sviluppo professionale, 18
Tecnologia, 1, 19
Tecnologie appropriate, 19
vedere modifiche alle attività
Trasferimenti di produzione, 26
Ufficio internazionale del Lavoro, Preambolo
Uguaglianza di possibilità e di trattamento in materia di occupazione, 21, 22, 23
Vertenze di lavoro, 59

References: articolo 1
 articolo 1
 articolo 2
 articolo 1
 articolo 2
 articolo 4