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Timestamp: 2020-04-06 20:44:38+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2541 del 31/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2541 del 31/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/01/2017, (ud. 11/01/2017, dep.31/01/2017), n. 2541
sul ricorso 9926-2014 proposto da:
L.P., elettivamente domiciliato in ROMA, V.LE DELLE
-MILIZIE 1, presso lo studio dell’avvocato EDOARDO rappresentato e
difeso dall’avvocato DOMENICO GAROFALO giusta procura speciale a
avverso la sentenza n. 4060/2013 della CORTE D’APPELLO di BARI,
emessa il 28/11/2013 e depositata il 5/12/2013;
partecipata dell’ 11/1/2017 dal Consigliere Relatore Dott. MAROTTA
– con l’indicata sentenza della Corte di appello di Bari confermava la pronuncia del Tribunale della stessa sede che aveva dichiarato il diritto di P.L., appartenente al personale universitario non medico ed inquadrato nella ex 7 qualifica funzionale in qualità di collaboratore tecnico, all’indennità di equiparazione di cui alla L. n. 200 del 1974, art. 1, comma 1, commisurata alla retribuzione complessiva della corrispondente ex 9 qualifica funzionale del c.c.n.l. Comparto sanità;
– L.P. resiste con controricorso;
– con il secondo motivo l’Università denuncia violazione o falsa applicazione dell’art. 53 del C.C.N.L. Comparto sanità 1994/1997, dell’art. dell’art. 51 C.C.N.L. Comparto sanità 1998/2001, dell’art. 28 del C.C.N.L. 2002/2005, rilevando che tali disposizioni pattizie avallano la propria tesi difensiva circa la natura provvisoria della tabella D, acclarando la piena legittimità dei provvedimenti di ordine generale assunti dalle Università nelle more della definizione della tabella di corrispondenza;
– è irrilevante la sopravvenuta perdita di efficacia del D.I. 9 novembre 1982 – con l’intervento del D.P.R. n. 348 del 1983 – o dal 1986 – a seguito della L. n. 23 del 1986 che ha istituito il ruolo speciale del personale medico – scientifico, posto che il nuovo contratto del personale USI – succeduto all’accordo del personale ospedaliero cui si richiama il citato D.I. non può avere altro effetto se non quello di comportare l’adeguamento dell’indennità di perequazione in parola; allo stesso modo, il richiamo, contenuto nel decreto del 1982, alla ridefinizione delle qualifiche ed alla riforma del ruolo del personale tecnico – scientifico non comporta limiti di durata alla disposta equiparazione, ma ne prospetta la perdurante operatività nel tempo;
– Il D.P.R. n. 761 del 1979, art. 31, ha continuato a trovare applicazione, nelle more dell’approvazione di una tabella nazionale per la ridefinizione delle corrispondenze economiche tra il trattamento del personale addetto a strutture sanitarie convenzionate e quello del personale del S.S.N., e sono state “conservate le indennità di perequazione in godimento e le collocazioni in essere” (sul punto v. Cass., Sez. Un., 19 aprile 2012, nn. 6104 e 6105).
– lo svolgimento di mansioni in concreto correlate alla qualifica presso la struttura ospedaliera che opera come termine di comparazione per l’indennità di equiparazione è rilevante solo in quelle controversie nelle quali si discute in specifico della spettanza anche dell’indennità di posizione minima (cosiddetta indennità di dirigenza) in relazione alla quale è stato posto il diverso problema dello svolgimento di fatto delle mansioni dirigenziali alla luce dell’art. 40 del C.C.N.L. 1998-2001 che connette tale specifica indennità allo svolgimento dell’incarico conferito; così in caso di equiparazione tra la VII o MIT qualifica funzionale di cui alla L. n. 312 del 1980 (dipendenti dell’Università) e il 9 o 10 livello sanitario (dipendenti ospedalieri), poi confluiti nell’unico ruolo dirigenziale, l’indennità di equiparazione deve essere determinata senza includere automaticamente nel criterio di computo la retribuzione di posizione dei dirigenti del comparto sanità, la quale può essere riconosciuta solo se collegata all’effettivo conferimento di un incarico direttivo (v. Cass., Sez. Un. n. 14799/2016 cit.; Cass., Sez. Un., 9 maggio 2016, n. 9279). Tuttavia tale questione non risulta essere stata mai prospettata (cfr. sentenza impugnata);
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002 dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 31
 sentenza 
 art. 13