Source: https://www.laleggepertutti.it/74886_rifiuti-vietata-la-rimozione-di-alghe-meduse-e-materiali-lasciati-delle-mareggiate
Timestamp: 2018-12-19 16:49:28+00:00

Document:
29 Gennaio 2015 | Autore: Temistocle Marasco
Attenzione a pulire la spiaggia dalle alghe e meduse: l’impianto balneare rischia di creare una discarica abusiva.
Pulire la spiaggia dal pattume lasciato sulla riva dalle mareggiate comporta la creazione di una discarica abusiva, se le operazioni di recupero e stoccaggio dei rifiuti sono compiute senza rispettare le normative in materia di tutela ambientale.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una recente sentenza [1].
La sentenza in commento si riferisce in particolare alla pulizia dell’arenile dalle alghe e dalle meduse e, più in generale, da tutto il materiale organico che è possibile trovare in seguito a mare agitato. Lo smaltimento è corretto se la posidonia o le meduse [2]:
Si ricorda che, per discarica, si intende un’area adibita a smaltimento dei rifiuti sul suolo o nel suolo, compresa la zona interna al luogo di produzione dei rifiuti adibita allo smaltimento dal produttore degli stessi, nonché qualsiasi area ove i rifiuti siano sottoposti a deposito temporaneo per più di una anno [3].
Non sono ricompresi in questa definizione quei rifiuti stoccati temporaneamente (per un periodo inferiore ai 3 anni) in un dato luogo, per poi essere destinati a operazioni di recupero, trattamento e smaltimento.
Si parla di discarica abusiva quando, in maniera ripetuta, i rifiuti vengono scaricati in via definitiva in una determinata area, trasformata di fatto in deposito o ricettacolo di pattume, in considerazione delle quantità considerevoli dello stesso e dello spazio utilizzato [4].
Il proprietario del terreno è corresponsabile della realizzazione o gestione della discarica effettuata da altri, se l’accumulo continuato e sistematico di rifiuti sulla sua proprietà gli può essere addebitato almeno a titolo di negligenza: ad esempio, se pure essendo consapevole dell’attività di discarica effettuata da altri, non si attivi con segnalazioni, denunce all’autorità, installazione di una recinzione.
[1] Cass. sent. n. 3943/2015.
[2] Art. 39, c. 11, d.lgs. 205/10.
[3] Art. 2, c. 1, lett. g d.lgs. 36/2003.
[4] Cass. sent. n. 27296/04.

References: sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Art. 39
 Art. 2
 Cass.