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Timestamp: 2018-09-19 08:56:30+00:00

Document:
FORMULARIO FAC SIMILE RICORSO EX LEGGE PINTO POST RIFORMA 2012
La Sig.ra .............................. nata a .............................. il ................................., e residente in via ……………, ...... (c.a.p. ......), codice fiscale .................................... , rappresentata e difesa dall’avv. ……………… (cod. fisc. ………, ed elettivamente domiciliata presso lo studio di questi in …………, via ………, ……… (c.a.p. ………) come da procura a margine del presente atto il quale dichiara di voler ricevere le comunicazioni e notificazioni del procedimento al n. di fax …………… o all’indirizzo di posta certificata ………,
Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pt, domiciliato ex lege in Perugia via degli Offici, 12 presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Perugia.
La ricorrente, a mezzo del sottoscritto procuratore e difensore, chiede il risarcimento dei danni morali subiti per la durata del processo instaurato innanzi al Tribunale di Salerno, iscritto al n. RG ............, definito in I grado con sentenza n. ........., ed in II grado con sentenza n. .................. della Corte d’Appello di Salerno.
LO SVOLGIMENTO DEL GIUDIZIO DI PRIMO GRADO E LA DURATA DELLO STESSO
Con atto di citazione notificato in data ………, il sig. ……… conveniva in giudizio …………… davanti al Tribunale Ordinario di ……… al fine di sentire accolte le seguenti conclusioni:
A sostegno della propria tesi, il sig. ……… affermava quanto segue:
1) di aver …………;
2) ………;
3) ………;
Il convenuto si è ritualmente costituito in data ……… ed ha contro dedotto che:
3) …………;
A questo punto il giudizio è proseguito in n. …… udienze durante le quali:
- all’udienza del ………… si è provveduto a ………:
La discussione tra le parti è avvenuta in data ……… e solo in data ……… il Giudice ha depositato in cancelleria la relativa sentenza motivata.
Pertanto, tra la data di iscrizione al ruolo dell’atto di citazione (il giorno ……) e la data di pubblicazione della sentenza (il giorno ………) sono trascorsi ……… anni, che rappresentano una palese violazione al principio di ragionevole durata del processo.
A)Violazione del termine ragionevole di durata del procedimento e responsabilità del Ministero della Giustizia.
Ai sensi dell’art. 2, comma 2-bis, L. 89/01, la durata del suddetto processo civile, incardinato nel mese di ………… anno …… e definitivo solo …… anni dopo il suo inizio, è abnorme ed irragionevole. Il ricorrente, pertanto, ha diritto ad ottenere l’equa riparazione dei danni subiti, in quanto la durata del suddetto processo non trova giustificazione né nella complessità della vertenza né nella condotta delle parti.
Il presupposto della responsabilità del Ministero della Giustizia risiede nella violazione del termine di durata del procedimento, indicato nell’art. 2, comma 2-bis, L. 89/2001. Tuttavia, il temperamento non giustifica una radicale sterilizzazione del dato temporale. Infatti, anche le cause complesse e quelle in cui le parti abbiano tenuto un comportamento defatigatorio soggiacciono alla norma che ne impone la definizione in un tempo ragionevole, in quanto, secondo un principio enunciato dalle Sezioni Unite, il giudice deve fare fronte alla complessità del caso con un più risoluto ed incisivo impegno, ed al comportamento defatigatorio delle parti con l'attivazione dei rimedi all'uopo previsti dal codice di rito civile (Cass. n. 8600/2005; Cass. SS. UU., n. 1338 del 2004).
- la durata delle udienze, ed i continui rinvii d’ufficio hanno prolungato – in modo del tutto ingiustificato – il giudizio per ……… anni;
- il processo è stato “congelato” dal …… al …… a causa di ……;
- inoltre ……………;
- per tali ragioni, il diritto del ricorrente è stato ingiustamente compresso e lo stesso ha finito con vedersi arrecato un danno ingiusto ed irreparabile connesso al prolungarsi del giudizio di primo grado.
B)Competenza territoriale.
L’adita Corte d’Appello di Perugia deve inoltre ritenersi competente ai sensi dell’articolo 3 primo comma della legge 24/03/2001 n. 89, ed ai sensi dell’art. 11 del c.p.p., in quanto il distretto in cui si è concluso o estinto il giudizio relativamente ai gradi di merito, è quello di Roma.
C)Termine e condizioni di proponibilità del ricorso ai sensi dell’art. 4 L. 89/2001.
Quanto al termine dei sei mesi dalla decisione interna definitiva, al fine del vaglio di ricevibilità del presente ricorso, IL ricorrente precisa che la sentenza definitiva del giudizio di primo grado è stata emessa in data ……………, ma avverso la stessa è ancora possibile l’impugnazione in appello con i termini di cui all’art. 327 c.p.c., che non sono ancora decorsi, ad oggi, …………, non essendo ancora stata notificata la sentenza tra le parti.
Pertanto, il ricorrente propone tempestivamente il presente ricorso, cioè prima ancora che possa iniziare a decorrere il termine dei sei mesi dal momento in cui la decisione, che conclude il medesimo procedimento, passerà in giudicato.
D)An debeaturdella domanda di equa riparazione.
Pertanto, nel caso in esame, il danno non patrimoniale non può essere negato all’odierno ricorrente che ha visto violato il proprio diritto alla durata ragionevole del processo. Tanto anche perché l’equa riparazione riconosciuta dalla legge 89/2001 è un diritto non al risarcimento del danno, ma un indennizzo: di conseguenza, rimane irrilevante ogni eventuale riferimento all’elemento soggettivo della responsabilità (Cass. Sez. Un. 27/11/2003-26/01/2004 n. 1339).
E) Determinazione del quantumdella domanda per l’equa riparazione.
Il ricorrente, richiamati i parametri stabiliti dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nonché dall’art. 2-bis L. 89/01, chiede a titolo di equa riparazione un risarcimento per danno morale (non patrimoniale) nella misura che codesta Ecc.ma Corte di Appello riterrà equa e giusta.
2) Per l’effetto, condannare il Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pt, al risarcimento dei danni non patrimoniali subiti dal ricorrente, nella misura che codesta Ecc.ma Corte di Appello riterrà equa e giusta;
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