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Timestamp: 2019-02-24 01:28:37+00:00

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Art. CAPITOLO II
Art. CAPITOLO III
Piano Urbanistico Comunale di Viddalba (PUC)
Normativa Comunale: Viddalba
Pubblicazione Gazzetta Ufficiale n.18 del 2014-04-03
Zone residenziali di completamento "B".
Zone residenziali di nuova espansione "C".
Zona omogenea "D" - D1
Zona omogenea "D" - D2
Zona omogenea "D" - D3
Zona omogenea "D" - D4
Zona agricola "E" - "E2"
Zona agricola "E" - "E3"
Zona agricola "E" - "E4"
Zona agricola "E" - "E5"
Zona omogenea d'interesse turistico "F" - F1
Zona omogenea d'interesse turistico "F" - F2
Zona omogenea d'interesse turistico "F" - F3
Zona omogenea "G" - G1
Zona omogenea "G" - G2
Zona omogenea "G" - G3
Zona omogenea "G" - G4
Zone di salvaguardia e zone "H" - H1
Zone di salvaguardia e zone "H" - H2
S1 = Aree per l'istruzione, Asili nido, Scuole Materne e dell'obbligo
S2 = Aree per Attrezzature di interesse comune, Religiose, Culturali, Sociali, Assistenziali, Sanitarie, Amministrative, Pubblici servizi (PP.TT., protezione civile ecc.);
S3 = Aree per Spazi Pubblici Attrezzati, Parchi, parchi per il gioco e lo sport
S4 = Aree per parcheggi pubblici. E' la superficie a parcheggi in aggiunta a quella prevista dall'Art. 18 della Legge n.765
Aree da verificare
Articolo: 1 - Applicazione del P.U.C. e Territorio interessato.
Tutto il territorio del Comune di Viddalba è interessato dal P.U.C. che ne disciplina l'uso nei modi e con le caratteristiche indicate nelle planimetrie relative, tenute presenti le disposizioni della Legge Urbanistica 17.08.1942 n° 1150 e successive modifiche e integrazioni, del D.A. Enti Locali 20.12.1983 n° 2266/U, della Legge Urbanistica Regionale 22.12.1989 n° 45, del DPGR 3.8.93 n.228 e di tutte le altre norme nazionale e regionali applicabili.
Nel territorio Comunale l'edificazione è soggetta alle presenti norme, secondo la disciplina delle varie zone, nonché alle disposizioni del Regolamento Edilizio Comunale, come pure alle norme e prescrizioni degli altri regolamenti specifici vigenti in materia, e in quanto non siano in contrasto con le presenti Norme.
Il Comune si riserva, in base all'Art. 18 della Legge Urbanistica 18.08.1942 n° 1150, la facoltà di espropriare aree all'interno e/o all'esterno dell'aggregato Urbano del Capoluogo e nelle frazioni, allo scopo di predisporre l'ordinata attuazione del P.U.C. anche mediante l'applicazione della Legge 18.04.1962 n° 167 per l'Edilizia Economica Popolare.
Si riserva inoltre, in ossequio a quanto previsto dall'Art. 28 della Legge n° 765/67, di procedere a Piani di Lottizzazione d'ufficio, accertata l'inerzia dei privati, sempre per l'ordinata attuazione delle previsioni del P.U.C..
Articolo: 2 - Oggetto e finalità delle norme di attuazione
Le disposizioni che seguono integrano con norme scritte le previsioni di sviluppo contenute nelle tavole grafiche del P.U.C.. Esse prescrivono le modalità con le quali vengono realizzate le previsioni generali del Piano, indicate nelle tavole grafiche del P.U.C. che sono:
Tav. 1 - Inquadramento territoriale, in scala 1:175.000.
Tav. 2 - Carta tematica della geologia, morfologia, bacini idrografici, schemi idrici, unità idrografiche, emergenze idriche, in scala 1:10.000.
Tav. 3 - Carta tematica delle acclività, in scala 1:10.000.
Tav. 4 - Carta pedologica ed utilizzo dei suoli, in scala 1:10.000.
Tav. 5 - Carta tematica della vegetazione, in scala 1:10.000.
Tav. 6 - Carta tematica delle indicazioni paesistico-ambientali, in scala 1:10.000. Tav. 6/1 - Carta tematica dei vincoli di legge, in scala 1:10.000.
Tav. 6/2 – Carta delle unità di paesaggio e delle suscettività d'uso dei suoli, in scala 1:10.000.
Tav. 7 - Infrastrutture comunali attuali; scala 1:10.000.
Tav. 8 - Infrastrutture del capoluogo-viabilità; scala 1:2.000. Tav. 8bis - Rete idrica e fognaria nel capoluogo; scala 1:2.000.
Tav. 9 - Consistenza e stato del patrimonio edilizio del capoluogo; scala 1:2.000. Tav. 9bis - Tabelle della consistenza edilizia del capoluogo.
Tav. 10 - Attività socio-economiche e aree pubbliche; scala 1:2.000. Tav. 11 - P.R.G. vigente: previsioni generali di piano; scala 1:10.000. Tav. 12 - P.R.G. vigente: azzonamento capoluogo; scala 1:2.000.
Tav. 13 - P.R.G. vigente: azzonamento frazioni; scala 1:1.000.
Tav. 14 - Ambiti territoriali e azzonamento del territorio; scala 1:10.000. Tav. 15 -Viabilità comunale; scala 1:10.000.
Tav. 16 - Azzonamento capoluogo; scala 1:2.000. Tav. 17 - Azzonamento frazioni; scala 1:2.000.
Nel quadro di questa finalità le Norme di Attuazione forniscono indicazioni e prescrizioni, sia per la stesura dei Piani Particolareggiati d'iniziativa Pubblica, sia per la stesura di Piani d'iniziativa Privata, sia per la disciplina delle iniziative private dirette tendenti allo sviluppo edilizio ed alla trasformazione del territorio a scopi edificatori.
In mancanza di specifiche previsioni delle presenti Norme si applicano quelle contenute in altre disposizioni legislative e regolamenti regionali o, in difetto, statali.
Per le zone di interesse naturalistico che dovessero essere perimetrate durante la validità del presente PUC ai sensi della Legge Regionale 07.06.1989 n° 31 le norme del
P.U.C. sono integrate, soprattutto, per quanto riguarda le norme di salvaguardia, dalle disposizioni della legge stessa.
In caso di contrasto tra previsioni grafiche e prescrizioni contenute nelle Norme di Attuazione prevalgono queste ultime.
In caso di contrasto tra planimetrie in scala differente, prevalgono le previsioni della planimetria in scala più dettagliata.
Articolo: 3 - Regime autorizzatorio ex legge 29.06.1939 n° 1497
All'interno delle aree individuate come bosco nel presente piano qualsiasi intervento sul territorio è assoggettato al regime di tutela e di autorizzazione di cui alla Legge 29.06.1939 n° 1497; tali aree sono indicate alla Tav.14 di cui al precedente art. 2.
Sono esclusi dall'autorizzazione di cui all'Art. 7 L.1497/39 gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici, nonchè quelli per l'esercizio dell'attività agrosilvopastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi per costruzioni edilizie ed altre opere civili e semprechè si tratti di attività ed opere che non alterino l'assetto idrogeologico del territorio.
Per le opere pubbliche non ricomprese nell'elenco di cui al D.P.C.M. 27.12.1988, l'autorizzazione di cui all'Art. 7 della Legge 1497/39 è rilasciata a condizione che la previa verifica di compatibilità paesistico ambientale abbia avuto esito favorevole.
Tale verifica, in particolare, è obbligatoria per:
- opere stradali ed aeroportuali;
- opere portuali e strutture funzionali al loro servizio;
- opere pubbliche connesse al soddisfacimento del fabbisogno idrico regionale;
- i depuratori consortili.
La verifica è altresì estesa ai rilevanti insediamenti turistici ed alle opere di bonifica agraria.
Sono escluse dalla verifica di compatibilità paesistico ambientale le opere pubbliche o di preminente interesse pubblico che al 06.08.1993 fossero comprese negli atti della programmazione regionale, in quanto eseguibili.
Articolo: 4 - Deroghe
I poteri di deroga si possono esercitare nei soli casi previsti e nel rispetto delle procedure di cui all'art. 41 quater della Legge 17.8.1942 n. 1150 e successive modifiche e integrazioni.
Articolo: 5 - Organizzazione del territorio comunale e contenuto delle norme tecniche di attuazione
Il piano Urbanistico Comunale suddivide il territorio comunale in unita' territoriali che a loro volta sono suddivise in Zone Omogenee ed Aree per i servizi e la viabilità.
Le presenti Norme di Attuazione stabiliscono per ognuna di dette aree le destinazioni d'uso consentite, gli interventi ammessi, gli indici e i parametri urbanistici di applicazione, nonché gli strumenti attuativi del Piano.
Articolo: 6 - Destinazioni d'uso degli interventi.
Le destinazioni d'uso, anche parziali dei fabbricati compresi nel P.U.C. sono così distinte:
a - destinazioni residenziali:
a1 - residenze abitative;
a2 - residenziale collettiva (collegi, convitti, pensionati, alberghi, ecc.); a3 - residenziale legata all'attività agrisilvopastorale;
b - destinazioni complementari alla residenza:
b1 - esercizi commerciali al minuto (negozi, esercizi pubblici); b2 - grandi strutture di vendita (grandi magazzini, supermercati); b3 - uffici e studi privati;
b4 - uffici pubblici di livello urbano;
b5 - uffici pubblici di livello sovraurbano; b6 - banche;
b7 - artigianato di servizio ( laboratori di arte e mestieri); b8 - autorimesse e depositi di veicoli privati;
b9 - autorimesse pubbliche.
c - destinazioni per attrezzature civili e sociali:
c1 - asili; c2 - scuole;
c3 - biblioteche, musei; c4 - attrezzature culturali;
c5 - teatri, cinema, oratori;
c6 - locali di intrattenimento (sale da ballo, discoteche); c7 - attrezzature religiose;
c8 - ambulatori privati;
c9 - impianti sportivi pubblici e privati;
d - destinazioni Produttive:
d1 . agricole; d2 - artigianali; d3 - industriali;
d4 - commerciali (commercio all'ingrosso, grandi strutture di vendita, magazzini e depositi);
e - destinazioni turistiche:
e1 - turistico ricettiva (alberghi, pensioni);
e2 - turistico di servizio (ristoranti, pizzerie, ecc.);
e3 - turistico ricreative (impianti sportivi, piscine, ecc.);
e4 - turistico residenziali (abitazioni d'uso stagionale isolate o comprese in complessi turistici);
e5 - campeggi e attrezzature connesse; e6 - attrezzature balneari;
e8 - attrezzature per la nautica (pontili per imbarcazioni leggere); e9 - strutture per il rimessaggio e riparazioni dei natanti;
e10- case vacanze;
f - destinazioni sanitarie:
f1 - ambulatori pubblici e privati;
f2 - attrezzature sanitarie private (cliniche, case di cura, ecc.); f3 - attrezzature sanitarie pubbliche.
I progetti edilizi devono indicare la specifica destinazione d'uso di ogni unità immobiliare con esplicito inquadramento nelle classi di destinazioni sopra elencate.
In mancanza di esplicita previsione l'inquadramento va operato per analogia.
In caso di destinazione produttiva occorre indicare nel progetto e nella concessione anche la specifica produzione e/o funzione che sarà realizzata nell'immobile.
Le destinazioni d'uso ammesse per ogni Zona, in rapporto All'Unità Territoriale di appartenenza, sono specificate negli articoli che seguono.
E' consentito il mutamento di destinazione d'uso solo quando la destinazione richiesta sia conforme alle previsioni delle presenti Norme.
I mutamenti di destinazione d'uso non associati ad alcun intervento edilizio devono essere richiesti allegando i seguenti documenti:
- Tavole delle destinazioni d'uso attuali;
- Tavole delle destinazioni d'uso di progetto;
- Tabella delle verifiche dei parametri urbanistici ed edilizi.
Articolo: 7 - Tabella degli usi compatibili con i gradi di tutela paesistica per le aree interessate dal P.U.C
Sono qui di seguito elencati gli usi compatibili con la tutela paesistica delle varie unità ambientali individuate nel presente studio. Tra questi gli usi che sono effettivamente consentiti dal presente P.U.C. sono indicati nella normativa specifica delle singole zone omogenee.
A - Uso di area protetta
E' la destinazione d'uso del territorio di cui si riconosce l'eccezionalità ambientale e la cui caratterizzazione naturalistica o storico-culturale è tale da non ammettere alterazioni dello stato attuale.
A.a - Attività scientifiche, comprendenti l'insieme delle attività finalizzate allo studio, controllo e conservazione delle risorse ambientali;
A.b - Fruizione naturalistica, comprendente l'insieme delle attività di fruizione dell'ambiente a fini didattici e ricreativi, con eventuale realizzazione di infrastrutture leggere (sentieri natura, segnaletica) o strutture leggere di supporto (capanni di osservazione e per la sola somministrazione di bevande e alimenti, ecc.), aree belvedere e postazioni naturalistiche;
A.c - Fruizione culturale, comprendente l'insieme delle attività legate all'uso dei monumenti, zone archeologiche e beni culturali in genere, con eventuale realizzazione di infrastrutture e strutture leggere finalizzate alla conservazione del bene;
A.d - Opere a difesa e ripristino ambientale in presenza di alterazioni o manomissioni di origine antropica;
A.e - Pesca, itticoltura e/o acquacoltura estensiva: utilizzazione dei corpi idrici superficiali per attività volte alla produzione ittica in generale, e a interventi necessari per la tutela, valorizzazione e recupero degli ambienti umidi;
A.f - Il recupero delle strutture esistenti con le tipologie originarie;
A.h - L'installazione di tralicci, antenne e strutture simili se necessarie per la salvaguardia delle risorse naturali;
A.l- Interventi connessi alla realizzazione di opere pubbliche o di preminente interesse pubblico quali:
a) opere stradali, aeroportuali e ferroviarie;
b) opere portuali e strutture funzionali al loro esercizio;
c) opere pubbliche connesse al soddisfacimento del fabbisogno idrico regionale;
d) Tutte le altre opere di urbanizzazione, di servizio pubblico o di preminente interesse pubblico.
B - Uso ricreativo culturale
Riguarda la utilizzazione del territorio ai fini della fruizione ricreativa e culturale della risorsa.
B.a - Opere di accesso al mare, di supporto alla balneazione, della nautica e delle attività sportive; strutture leggere per le funzioni di spogliatoio, di ristoro, di ricovero di attrezzature da spiaggia e nautiche; posti di pronto soccorso e servizi igienici; parco gioco acquatici.
C - Uso silvo-pastorale
E' l'utilizzazione del territorio boscato per le attività tese alla conservazione, miglioramento e taglio colturale dei boschi e ricostruzione boschiva. La silvicoltura comprende le attività finalizzate alla valorizzazione dei popolamenti erbacei e arbustivi, attraverso la tutela della rinnovazione naturale, il controllo dei carichi zootecnici e la difesa dagli incendi.
C.a - Interventi volti alla realizzazione di opere di bonifica e antincendio, forestale e ricostruzione boschiva, ambientale naturale;
C.b - Opere di rimboschimento di iniziativa dei competenti Enti pubblici, o da loro autorizzati, semprechè effettuate col fine di ricostruire la copertura vegetale preesistente con essenze autoctone;
C.c - Il disboscamento e il decespugliamento anche al fine di ampliare le aree da destinare a pascolo o a colture agricole;
C.f - Opere per la realizzazione di impianti tecnici di modesta entità, quali punti di riserva d'acqua per lo spegnimento degli incendi, ecc.;
D - Uso tecnologico
E' l'utilizzazione del territorio per fini tecnologici e infrastrutturali. Usi compatibili:
E - Uso agricolo
E' la destinazione d'uso del territorio per attività volte alla produzione agricola e ad interventi necessari per la tutela, valorizzazione e recupero del patrimonio agricolo.
Usi compatibili:
E.a - interventi volti all'adeguamento tecnologico e a migliorare l'efficienza dell'unità produttiva.
E.b - interventi atti a rendere maggiormente funzionale l'uso agricolo del suolo (irrigazione, strade interpoderali, impianti di elettrificazione. reti di dreno, serre, ecc.);
E.c - interventi diretti alla realizzazione di impianti e manufatti destinati alla lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli, a scala aziendale;
E.d - nuove edificazioni, attinenti l'esercizio dell'attività agricola e legate all'esercizio delle attività di controllo e gestione delle risorse (in questi casi è ammesso anche
l'ampliamento controllato degli edifici esistenti), nonchè interventi diretti alla realizzazione di residenze strettamente necessarie alla conduzione del fondo e all'agriturismo.
F - Uso pascolativo zootecnico
Consiste nella utilizzazione del territorio per attività pascolative, zootecnica e per attività finalizzate all'uso e miglioramento dei prati, delle praterie, dei pascoli e dei parati pascoli.
F.e - interventi atti a migliorare e potenziare l'attività produttiva, diretti anche alla realizzazione di impianti e manufatti destinati alla lavorazione e trasformazione dei prodotti a scala aziendale;
F.f - nuove edificazioni attinenti l'esercizio dell'attività zootecnica e residenze strettamente necessarie alla conduzione dell'azienda.
G - Uso estrattivo
E' l'utilizzazione del territorio per la coltivazione e la escavazione di minerali, sabbie, ghiaie ed altri materiali industrialmente utilizzabili.
G.a - escavazione, lavorazione dei materiali di cava, a norma delle vigenti Leggi in materia, con l'obbligo del successivo ripristino ambientale;
G.c - cave di prestito;
H - Uso turistico
Consiste nella utilizzazione turistica del territorio per i suoi valori ambientali e storico-culturali, per fini ricreativi, per il tempo libero e per fini scientifico-culturali.
H.a - infrastrutture di base, fruizione e servizio: percorsi attrezzati, attrezzature di rifugio, ristoro e soccorso, verde attrezzato e attrezzature all'aperto per il tempo libero, impianti sportivi;
H.e - strutture ricettive all'aria aperta: campeggi, aree di sosta;
H.f - strutture residenziali stagionali;
H.g - punti di ristoro di cui al D.A. 2266/U e strutture a carattere turistico-ricettive di limitatissima volumetria.
I - Uso produttivo e diversi
I.b - impianti artigianali. Ic - impianti industriali.
Consiste nella utilizzazione del territorio a fine residenziale, turistico e produttivo e comprende anche gli interventi di trasformazione antropica, per la realizzazione di strutture abitative, produttive e di servizio.
L.a - opere di demolizione di edifici e manufatti in contrasto col contesto paesistico- ambientale.
L.b - interventi di riqualificazione (sono gli interventi insediativi rivolti al completamento e trasformazione dei processi insediativi in atto, mediante interventi di riordino funzionale e formale;
L.c - interventi di integrazione (sono interventi di ampliamento dell'esistente finalizzati al soddisfacimento del fabbisogno abitativo, produttivo e di servizio);
L.d - interventi a carattere residenziale e di attività terziarie e produttive legate alla residenza.
Articolo: 8 - Tipi di intervento edilizio
a) MANUTENZIONE ORDINARIA: interventi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare e mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
b) MANUTENZIONE STRAORDINARIA: opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire le parti, anche strutturali, degli edifici, nonchè per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso;
c) RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO: interventi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurare la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio;
d) RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA: interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino e la sostituzione degli elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento dei nuovi elementi ed impianti;
e) RICOSTRUZIONE EDILIZIA: interventi di demolizione e successiva ricostruzione di fabbricati esistenti, aventi come fine la razionalizzazione ed il risanamento del tessuto Urbano; i fabbricati ricostruiti dovranno riproporre l'ubicazione, le forme, in particolari costruttivi e l'uso dei materiali degli edifici preesistenti.
f) SOPRAELEVAZIONE: interventi che comportano la estensione in senso verticale di tutta o di parte della costruzione esistente;
g) AMPLIAMENTO: interventi non rientranti nella definizione di sopraelevazione che incrementando le dimensioni di una costruzione esistente con la creazione di spazi supplementari.
h) NUOVA COSTRUZIONE : interventi che realizzano nuove costruzioni o manufatti operati su aree non utilizzate in precedenza o rese libere mediante demolizione;
i) DEMOLIZIONE PARZIALE O TOTALE: interventi che tendono ad eliminare o ridurre i volumi di un edificio esistente;
j) RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA: interventi rivolti a sostituire l' esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale;
k) NUOVA URBANIZZAZIONE: interventi volti alla realizzazione di opere di urbanizzazione e di costruzione su aree non ancora utilizzate a tal fine.
Articolo: 9 - Indici e parametri d'intervento
Gli interventi Urbanistico-Edilizio da attuarsi nel territorio Comunale sono regolati dal rispetto dei seguenti parametri urbanistici e indici edilizi, indicati negli artt. successivi per ogni zona d'intervento:
9.1 - S t= SUPERFICIE TERRITORIALE espressa in mq.
E' la superficie totale di un' area con destinazione omogenea di zona, nella quale lo strumento urbanistico generale si attua a mezzo di strumento urbanistico attuativo, comprendente la superficie fondiaria, la superficie destinata ad opere di urbanizzazione primaria e quella destinata ad eventuali opere di urbanizzazione secondaria. Nel calcolo
della superficie territoriale non si computano:
1) le strade esistenti o previste dal P.U.C., con le relative aree per incroci;
2) gli spazi compresi in essa già di uso pubblico e quelli destinati all'uso pubblico nelle planimetrie del PUC che sono sottratti all'uso edilizio privato e/o pubblico.
9.2 - Sf = SUPERFICIE FONDIARIA espressa in mq.
E' la porzione di superficie territoriale destinata agli interventi edilizi da realizzarsi sia direttamente che previo strumento urbanistico attuativo, computata al netto delle aree destinate alla viabilità e delle aree destinate alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria (S1, S2, S3, S4). E' pertanto la superficie reale del lotto derivante da rilievo topografico misurata in proiezione orizzontale.
9.3 - Sup = SUPERFICIE PER OPERE DI URBANIZZAZIONE PRIMARIA (L.n.847/64)
E' la superficie interessata dalle seguenti infrastrutture:
a) Strade carrabili, ciclabili e pedonali;
b) Spazi di sosta;
c) Spazi di verde attrezzato di uso comune agli utenti degli edifici.
9.4 - Sus = SUPERFICIE PER OPERE DI URBANIZZAZIONE SECONDARIA E' la superficie destinata a standard pubblici distinti in:
S1 = Aree per l'istruzione, Asili nido, Scuole Materne e dell'obbligo;
S3 = Aree per Spazi Pubblici Attrezzati, Parchi, parchi per il gioco e lo sport;
S4 = Aree per parcheggi pubblici. E' la superficie a parcheggi in aggiunta a quella prevista dall'Art. 18 della Legge n.765.
9.5 - Sc = SUPERFICIE COPERTA espressa in mq.
E' la parte di superficie fondiaria comunque ed a qualunque quota racchiusa dalla costruzione. La misurazione deve essere effettuata nella proiezione della parte esterna delle strutture perimetrali della costruzione, con l'esclusione dei soli balconi.
9.6 - Ic = INDICE DI COPERTURA (Sc/sF)
Indica la percentuale della superficie fondiaria che può essere coperta da edifici.
9.7 - It = INDICE DI EDIFICABILITA' TERRITORIALE (V/St).
Rappresenta il volume massimo, espresso in MC, costruibile per ogni mq di superficie territoriale;
9.8 - If = INDICE DI EDIFICABILITA' FONDIARIA (V/Sf)
Rappresenta il volume massimo, espresso in MC, costruibile per ogni mq di superficie fondiaria;
9.9 - V=VOLUME espresso in mc.
E' la somma dei prodotti della superficie coperta dei singoli piani per le rispettive altezze computate da piano a piano dei vari intradossi; per gli edifici con copertura inclinata superiore al 35%, il calcolo dei volumi dovrà comprendere quello dell'intero sottotetto.
Il computo dei volumi ai fini dell'applicazione dell'indice di fabbricabilità va effettuato secondo le modalità seguenti indicate all'art. 60 del nuovo Regolamento Edilizio comunale.
I piani interrati o seminterrati per almeno un lato non partecipano al computo dei volumi solo se destinati a cantine, depositi, locali caldaie, garage o simili, e comunque non adibiti ad abitazione.
Nelle zone "F" turistiche ed in quelle "E" agricole devono essere computati tutti i volumi, salvo quelli relativi alle parti totalmente o parzialmente interrate per almeno due lati, destinate a cantine, depositi, locali caldaie, garage e simili, di altezza inferiore ai metri 2,40.
9.10 - H = ALTEZZA DEL FABBRICATO espressa in ml. E' quella indicata all'art. 64 del nuovo RE comunale..
9.11 - Hf = ALTEZZA DEI FRONTI espressa in ml.
E' quella indicata all'art. 64 del nuovo RE comunale..
D=DISTANZE espresse in ml.
9.12 - Ds = dal ciglio della strada: è la "distanza dalle strade" così come definita all'omonima voce dell'art. 64 del nuovo RE comunale.
9.13 - Dc = dal confine del lotto di proprietà. E' la distanza così come definita alla voce "distacco dai confini" all'art. 64 del nuovo RE comunale.
9.14 - Df = distacco tra i fabbricati: è anche questo definito alla omonima voce all'art. 64 del nuovo RE.
9.15 - Dpf = delle pareti da altre pareti finestrate.
Si misura in modo analogo alla precedente, ma si riferisce al caso di pareti fronteggianti, delle quali almeno una sia finestrata.
Articolo: 10 - Strumenti di attuazione del piano
Il Piano Urbanistico Comunale si attua con intervento diretto o, nelle zone individuate specificatamente nelle presenti NTA, previa disposizione di strumenti urbanistici di dettaglio.
Sono strumenti Urbanistici di dettaglio i Piani Particolareggiati, i Piani per l'Edilizia Economica e Popolare, i Piani per Insediamenti Produttivi, i Piani di Recupero, i Piani di Risanamento, i Piani di Lottizzazione ed i Piani di Utilizzo.
Il Piano di utilizzo è costituito dallo studio Urbanistico esteso ad un'intera sottozona al solo fine di evidenziare il rapporto tra il nuovo intervento proposto e l'edificato esistente, con particolare riferimento all' organizzazione della viabilità.
Quando sia obbligatoria la predisposizione di un Piano di Lottizzazione ad un intero comparto, tale strumento attuativo dovrà riguardare l'assetto complessivo dell'area interessata evidenziando il collegamento e l'integrazione delle sue varie zone, con particolare riferimento alle infrastrutture viarie. L'attuazione dell'intervento potrà avvenire per stralci funzionali convenzionabili separatamente.
Articolo: 11 - Studio di compatibilita' ambientale
In tutti i casi in cui è prescritta la predisposizione dello studio di Compatibilità Ambientale, i proponenti soggetti pubblici e privati debbono produrre all'Amministrazione Comunale almeno i seguenti elaborati illustrativi e di indagine in Scala non inferiore al 1:2000, facendo salva l'ulteriore documentazione prevista nel RE o in altre norme statali e/o regionali applicabili:
a) individuazione fisico-descrittiva dell'ambito dove è prevista la realizzazione della proposta di piano o edificatoria.
b) descrizione analitica sia dell'ambito oggetto dell'intervento che dei luoghi di vasta area ad esso circostanti, con evidenziazione del grado di vulnerabilità dell'Ambiente per effetto
dell'intervento proposto, avendo particolare riguardo ai valori naturalistici, ai beni storici e culturali, agli aspetti percettivi, alla conservazione dei suoli ed al rischio idrogeologico.
c) descrizione delle caratteristiche progettuali dell'intervento proposto ed illustrazione delle possibili alternative di localizzazione.
d) simulazione degli effetti dell'iniziativa sul paesaggio e sulle altre componenti ambientali, valutando anche le possibili alternative di localizzazione considerate.
e) descrizione delle misure per l'eliminazione dei possibili effetti negativi e, se ineliminabili, per minimizzarne e compensarne lo sfavorevole impatto sull'ambiente.
Articolo: CAPITOLO II - AZZONAMENTO DEL TERRITORIO
Articolo: 12 - Unita' territoriali e zone omogenee
Il territorio comunale di Viddalba, come indicato dalle tavole grafiche n. 14, 16 e 17, è suddiviso in zone omogenee secondo la seguente classificazione:
1) Zone di uso pubblico, di interesse comunale e sovracomunale.
a) Destinate alla viabilità;
b) Corsi d'acqua;
c) Standard pubblici (S1,S2,S3,S4)
d) Zone "G" servizi ed attrezzature di interesse comunale e sovracomunale
- Impianti sportivi a valenza comprensoriale
- Interventi di servizi generali, compresi quelli religiosi.
2) Zone residenziali.
- di completamento urbano"B","B3"
- di espansione urbana "C";
- turistiche ricettive e residenziali "F".
3) Zone produttive.
- Artigianali "D"
- Agricole "E"
4) Zone soggette a vincolo speciale di salvaguardia.
- Fascia di rispetto corsi d'acqua
- Fascia di rispetto stradale
- Zona di rispetto attorno all'impianto di depurazione
- Vincolo di zona archeologica
- Zona "H" di salvaguardia ambientale.
Articolo: 13 - Zone di uso pubblico e di interesse generale
1)- Di interesse sovracomunale (tipoC); la fascia di rispetto è di mt. 30,00; attualmente esistono a Viddalba per il collegamento con Tempio, Bortigiadas, Sassari Perfugas, Badesi; 2)- Di interesse comunale (tipo F): collegano il centro abitato di Viddalba con le frazioni di Giuncana, Tungoni, L'Avru e Giagazzu; la fascia di rispetto mt. 20,00 minima, salvo diverse prescrizioni previste per particolari localizzazioni (all'interno dei centri abitati).
3)- Locali: con funzione prevalente di collegamento fra le zone abitate del Comune e quelle agricole; sono accessibili anche dai lotti in qualunque punto mediante normali immissioni, con l'obbligo di dare la precedenza. Le costruzioni marginali osserveranno una distanza minima dal ciglio della strada di mt. 6,00.
4)- Urbane: con funzione di distribuzione capillare degli autoveicoli. La distanza minima viene fissata dai parametri previsti per le varia zone omogenee.
13.1 - PARCHEGGI PUBBLICI Si dividono in:
1)- Parcheggi della rete stradale.
Possono essere ubicati nelle fasce di rispetto stradali, unitamente alle stazioni di servizio e rifornimento, le quali devono essere dotate, quando esistono di:
2.00 mq di parcheggio per ogni metro quadro di sup. utile di servizio.
2.00 mq di sup. verde attrezzato e alberato per ogni mq di superficie utile di servizio (1/5 della sup. per la stazione di servizio, 2/5 per il parcheggio; 2/5 di verde attrezzato).
2)- Nei nuovi insediamenti di carattere commerciale e direzionale, nelle zone omogenee "C","D","G", ed "F" per ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento di edificio previsto, deve corrispondere la quantità minima di 80,00 mq di spazio pubblico o ad uso pubblico, escluse le reti viarie, di cui almeno la metà, destinata a parcheggi, in aggiunta a quanto previsto dall'Art. 18 della Legge n° 765.
3)- Spazi di sosta e parcheggi in zona residenziale.
Gli spazi di sosta e parcheggio devono essere previsti per ciascuna zona omogenea e riportati cartograficamente nelle tavole del PUC per le zone B di completamento, ed in quelle dei piani attuativi per le altre zone; vanno calcolati in relazione al numero degli abitanti insediabili nel comparto (DA 20.12.1983 n. 2266/U), ad eccezione dei seguenti casi particolari in cui la percentuale va riferita alla superficie d'intervento:
- Impianti sportivi da spettacolo coperti: mq 80 per ogni 100 mq di superficie coperta;
- Impianti sportivi da spettacolo scoperti: mq 1 per ogni 100 mq.
13.3 - LE AREE DI RISPETTO STRADALE
Sono necessarie alla realizzazione di nuove strade, all'ampliamento di quelle esistenti o alla protezione della sede stradale nei riguardi dell'edificazione. In tali aree è vietata ogni nuova costruzione, nonchè l'ampliamento delle costruzioni esistenti ad eccezione del lato posteriore della costruzione stessa.
13.4 - ZONE D'ACQUA
Le zone d'acqua sono quelle occupate da corsi o specchi d'acqua e le aree inondabili, demaniali e private, sui lati dei fiumi e dei torrenti.
Tali zone vengono disciplinate dalla Legge n° 431/1985.
13.5 - ZONE A PARCO PUBBLICO CON ATTREZZATURE
Le zone a verde pubblico sono destinate alla conservazione ed alla creazione di parchi urbani e di quartiere; indicate con S3 nelle tavole del PUC, esse sono state individuate per le zone omogenee "B"; per le altre zone saranno indicate dai rispettivi piani attuativi.
In queste zone sono consentite unicamente costruzioni che integrano la destinazione di zona, e cioè attrezzature per lo svago, per il gioco dei bambini, chiostri, ritrovi e ristoranti. Tali costruzioni possono essere costruite e gestite da privati mediante concessioni temporanee, con l'obbligo di sistemare a parco, conservando il verde esistente, le aree di
pertinenza delle costruzioni stesse, aree che dovranno comunque essere imprescindibilmente di uso pubblico.
Articolo: 14 - Zone residenziali di completamento "B"
14.1 - ZONA OMOGENEA "B"
Sono le zone di tipo "B" previste dal D.A. Enti Locali, Finanze ed Urbanistica n° 2266/U del 20.12.1983.
Comprende la parte di abitato nel centro di Viddalba, caratterizzata da un tessuto urbano ormai ampiamente consolidato o in via di consolidamento, per la quale va garantito un intervento consono alle caratteristiche fisiche e morfologiche del patrimonio edilizio esistente.
La perimetrazione della zona omogenea è individuata nelle Tavole grafiche N° 14, 16
Sono ammesse le seguenti destinazioni d'uso (vedi Art. 6):
a1,a2,b1,b3,b4,b5,b6,b7,b8,c1,c2,c3,c4,c5,c6,c7,c8,d2,e1,e2,e10,f1,f2,f3; la destinazione d2 è da intendersi limitata a quelle attività artigianali compatibili con la residenza e che possono svolgersi all'interno di edifici tipologicamente integrati con l'edificato circostante e che non comportino lavorazioni o stoccaggi di materiali all'esterno.
Nella sottozona sono ammessi i seguenti interventi:
- RICOSTRUZIONE EDILIZIA;
- SOPRAELEVAZIONE;
- DEMOLIZIONE PARZIALE O TOTALE;
In tali zone il piano si attua per interventi diretti su una superficie minima d'intervento di mq 200, salvo il caso in cui la proprietà, alla data di adozione delle presenti Norme, risulti essere inferiore a tali misure.
In tali zone il Piano si attua attraverso l'applicazione dei seguenti indici e parametri: Indici e parametri di applicazioni:
INDICE DI EDIFICABILITA' TERRITORIALE max It = 2,00 mc/mq; INDICE DI EDIFICABILITA' FONDIARIA If = 3,00 mc/mq; INDICE DI COPERTURA (Sc/Sf) Ic = 0,8 mq/mq;
ALTEZZA DEL FABBRICATO H = 7,5 m;
DISTANZA DAL CIGLIO DELLA STRADA Ds = allineamento con l'esistente DISTANZA MINIMA DAL CONFINE Dc = 4,00 m
DISTANZA MINIMA DA ALTRI FABBRICATI Df = 8,00 m DISTANZA FRA PARETI FINESTRATE Dpf = 8,00 m
Non è obbligatorio il rispetto della distanza "Df" e "Dc" nel caso in cui l'edificazione avvenga in aderenza o sul confine.
E' ammessa una riduzione della distanza "Dpf" solo nei casi di cui all'Art. 5 comma 7 del D.P.R. 20.12.1983 n° 2266/U.
E' obbligatorio il rispetto delle caratteristiche tipologiche, formali e strutturali degli edifici preesistenti o circostanti e dei rapporti con gli spazi esterni.
E' altresì obbligatorio il rispetto del disegno, della qualità dei materiali, della configurazione architettonica dei manufatti esistenti.
Sul fronte strada, gli edifici dovranno essere allineati con quelli adiacenti; nel caso in cui questi abbiano fra loro diverso allineamento, si dovrà tenere l'allineamento prevalente nella strada o piazza cui sono prospicienti, e comunque ad una distanza minima di 2 m dal fornte strada.
14.2 - SOTTOZONA "B3"
Sono le zone edificabili nelle frazioni di Giuncana, Tungoni e L'Avru, che per la loro configurazione di borgate rurali presentano la caratteristica di zone residenziali per l'agricoltura.
Esse sono a prevalente destinazione residenziale, ma vi è consentita anche l'edilizia ricettiva e le attrezzature per lo svago, incluse le attrezzature a campeggio.
La perimetrazione della sottozona è individuata nella Tavola grafica N° 17 denominata "AZZONAMENTO FRAZIONI".
Sono ammesse le seguenti destinazioni d'uso (vedi Art. 6): a1,a2,a3,b1,b3,b4,b5,b6,b7,b8,b9,c1,c2,c3,c4,c5,c6,c7,c8,d2,e1,e2,e4,e10,f1 e f2;
la destinazione d2 è da intendersi limitata a quelle attività artigianali compatibili con la residenza e che possono svolgersi all'interno di edifici tipologicamente integrati con l'edificato circostante e che non comportino lavorazioni o stoccaggi di materiali all'esterno.
In tali zone il piano si attua per intervento diretto, su di una superficie minima del lotto di 300 mq.
Indici e parametri di applicazioni:
INDICE DI EDIFICABILITA' TERRITORIALE max It = 0,50 mc/mq INDICE DI EDIFICABILITA' FONDIARIA If = 1,00 mc/mq INDICE DI COPERTURA (Sc/Sf) Ic = 0,50 mq/mq
ALTEZZA DEL FABBRICATO H = 7,50 m DISTANZA MIN. DAL CIGLIO STRADA Ds = 2,00 m DISTANZA MIN.DAL CONFINE Dc = 4,00 m DISTANZA MIN. DA ALTRI FABBRICATI Df = 8,00 m DISTANZA FRA PARETI FINESTRATE Dpf= 8,00 m
Sul fronte strada, gli edifici potranno essere allineati con quelli adiacenti.
Articolo: 15 - Zone residenziali di nuova espansione "C"
Sono le parti di territorio edificate nelle quali l'edificazione non raggiunge i limiti di cui all'Art. 3 del D.A. n° 2266/U del 20.12.1983 e le parti destinate a nuovi complessi residenziali.
Gli interventi nelle zone omogenee "C" si attuano secondo quanto previsto dalle seguenti Norme ed ai sensi del D.A. n° 2266/U del 20.12.1983.
E' obbligatorio l'intervento urbanistico preventivo esteso a tutto il comparto o ad una porzione di comparto di almeno 4.000 mq, e sempre che la parte residua non sia inferiore a
L'attuazione dovrà avvenire mediante intervento unitario, per formazione di un consorzio fra privati proprietari di almeno i 3/4 della superficie territoriale richiesta, oppure, per azione dirette del Comune con P.di L. d'ufficio, secondo i disposti dell'Art. 28 della Legge Urbanistica n° 1150 del 17.08.1942.
Le tavole di piano, oltre l'identificazione dei comparti di intervento, possono fissare la collocazione delle cessioni degli standard S1,S2,S3 e S4. Il loro posizionamento dovrà essere rispettato, pur consentendo lievi aggiustamenti alla sagoma originaria, in virtù di esigenze di pianificazione esecutiva (P. di L.).
Sono ammesse le seguenti destinazioni d'uso (vedi Art. 6): a1,a2,b1,b3,b4,b6,b7,c1,c2,c3,c4,c8,d2,e2,e10,f1.
INDICE DI EDIFICABILITA' TERRITORIALE It = 1,00 mc/mq INDICE DI EDIFICABILITA' FONDIARIA If = 2,00 mc/mq INDICE DI COPERTURA (Sc/Sf) Ic = 0,50 mq/mq
ALTEZZA DEL FABBRICATO H = 7,50 m
DISTANZA DAL CIGLIO DELLA STRADA Ds = 6,00 m DISTANZA MIN. DAL CONFINE Dc = 4,00 m o aderenza DISTANZA DA ALTRI FABBRICATI Df = 8,00 m o aderenza DISTANZA FRA PARETI FINESTRATE Dpf= 8,00 m SUPERFICI MIN. PER ATTREZZATURE (STANDARD) = 12,00 mq/ab
Il lotto minimo edificabile è di mq 600 per tipologia isolata, mentre può essere ridotto a mq 300 per case a schiera e comunque facenti parte di un unico progetto.
- 70 mc per la residenza;
- 20 mc per servizi annessi strettamente con la residenza od opere di urbanizzazione secondaria di iniziativa privata, quali negozi di prima necessità, studi professionali, bar, tavole calde, ecc.;
- 10 mc per servizi pubblici (standard).
Articolo: 16 - Zona residenziale di nuova espansione "C12", con piano per l'edilizia economica e popolare (PEEP)
Sono quelle aree destinate con piano attuativo approvato ad interventi di Edilizia Economica e Popolare.
E' consentita l'edificazione mediante l'applicazione delle Norme contenute nel Piano per l'Edilizia Economica e Popolare vigente.
Sono ammesse le seguenti destinazioni d'uso (vedi Art. 6): a1,a2,b1,b3,b4,b6,b7,c1,c2,c3,c4,c5,c8,e2,f1.
INDICE DI EDIFICABILITA' TERRITORIALE It = 1,00 mc/mq INDICE DI EDIFICABILITA' FONDIARIA If = 2,00 mc/mq
INDICE DI COPERTURA (Sc/Sf) Ic = 0,50 mq/mq
ALTEZZA DEL FABBRICATO H = 7,50 m DISTANZA DAL CIGLIO DELLA STRADA Ds = 6,00 m DISTANZA MIN. DAL CONFINE Dc = 4,00 m o aderenza DISTANZA MIN. DA ALTRI FABBRICATI Df = 8,00 m o aderenza DISTANZA FRA PARETI FINESTRATE Dpf= 8,00 m SUPERFICI MIN. PER ATTREZZATURE (STANDARD) = 12,00 mq/ab
Il Piano di Lottizzazione di iniziativa privata potrà comprendere anche solo una parte della sottozona, purchè di superficie non inferiore a mq 4.000.
In ottemperanza all'Art. 4 del D.A. 2266/U del 20.12.1983, la densità edilizia viene determinata mediante gli indici di fabbricabilità territoriale e fondiaria, che esprimono la misura del volume edificabile per ogni mq di superficie, rispettivamente territoriale e fondiaria.
- 10 mc per servizi pubblici.
Articolo: 17 - Zona omogenea "D"
Sono classificate zone "D", le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti per impianti produttivi, piccolo-industriali, artigianali, di stoccaggio, commerciali e ad essi assimilabili.
Tali zone si attuano attraverso strumenti urbanistici preventivi d'intervento pubblico e privato, con particolare riferimento alle aree da destinare a standard da individuarsi obbligatoriamente nelle zone di maggior pregio da salvaguardare.
Sono ammesse le seguenti destinazioni d'uso (vedi Art. 6): b2,b7,b8,b9,d2,d3,d4.
Non è consentito il mutamento delle destinazioni al di fuori di quelle previste al comma precedente.
INDICE DI EDIFICABILITA' TERRITORIALE It = ---------------
INDICE DI EDIFICABILITA' FONDIARIA If = ------------------- INDICE DI COPERTURA (Sc/Sf) Ic = 0,5 mq/mq
ALTEZZA DEL FABBRICATO H = 10,0 m DISTANZA DAL CIGLIO DELLA STRADA Ds = 6,00 m DISTANZA DAL CONFINE Dc = 5,00 m
DISTANZA DA ALTRI FABBRICATI Df = 10,00 m DISTANZA FRA PARETI FINESTRATE Dpf= --------------------
Il piano di Lottizzazione d'iniziativa privata potrà comprendere anche solo una parte della zona omogenea, purchè di superficie non inferiore a mq 9.000 e purchè la parte residua non risulti di superficie inferiore a 9.000 mq.
Si dovrà tuttavia prevedere l'organizzazione urbanistica, in scala appropriata, della viabilità e delle aree dei servizi estesa a tutta la zona omogenea. In particolare la superficie da destinare a spazio pubblico o ad attività collettive, verde pubblico o a parcheggi, escluse le sedi viarie, non può essere inferiore al 10% della superficie interessata dal piano attuativo. Inoltre ad ogni 100 mq di superficie lorda di pavimento degli edifici commerciali e direzionali previsti deve corrispondere una quantità minima di 80 mq di spazio pubblico,
escluse le sedi viarie, di cui almeno la metà da destinare a parcheggi
In queste zone è obbligatorio rispettare nell'edificazione le distanze dalla strada di tipo "F".
L'altezza "H" può essere superata solo per elementi tecnici particolari (ciminiere, torri di raffreddamento, ecc.)
Articolo: 18 - Zona omogenea d'interesse turistico "F".
Comprende tre zone: la prima ubicata (v. Tav 14) in prossimità delle sorgenti termali "Li Caldani", e le altre due sui rilievi ad Ovest del centro abitato di Viddalba, con vista verso il mare e "a cavallo" della strada "Viddalba-mare", in via di realizzazione da parte della Comunità Montana N. 2 e sovrastante la zona G3.
Sono ammesse le seguenti destinazioni d'uso (vedi Art. 6): c4, c5,c6,c7,c8,c9,e1,e2,e3,e4,e5,e6,e8,e10,f1,f2,f3.
INDICE DI EDIFICABILITA' TERRITORIALE It = 0,35 mc/mq INDICE DI EDIFICABILITA' FONDIARIA If = 0,70 mc/mq INDICE DI COPERTURA (Sc/Sf) Ic = 0,20 mq/mq
ALTEZZA DEL FABBRICATO H = 7,50 m DISTANZA DAL CIGLIO DELLA STRADA Ds = 20.00 m DISTANZA DAL CONFINE Dc = 7.50 m DISTANZA DA ALTRI FABBRICATI Df = 10,00 m DISTANZA FRA PARETI FINESTRATE Dpf= 10,00 m
E' obbligatorio lo strumento urbanistico preventivo, d'intervento pubblico o privato, su tutto il comparto o su di una superficie minima di 20.000 mq.
ATTREZZATURE PUBBLICHE: almeno il 50% della superficie di zona deve essere destinato a spazi per attrezzature di interesse comune, per verde attrezzato a parco, gioco e sport e parcheggi; almeno il 60% di tale area deve essere pubblica. La volumetria massima da destinare ad uso residenziale non può superare il 50% della volumetria totale costruita.
TIPOLOGIA DEGLI EDIFICI:
a) tetto a due falde con tegola a coppo antichizzata e gronda "alla sarda" il cui disegno o profilo deve essere indicato in progetto;
b) falde di copertura non sporgenti alle pareti laterali;
c) infissi esterni in legno con colori in armonia con le tradizioni, con esclusione dell'impiego di tapparelle avvolgibili e l'uso, invece, di persiane o portelloni;
d) tinteggiatura degli esterni secondo la tabella dei colori da prevedere nel regolamento edilizio, e con parte della facciata rivestita di pietrame a "faccia a vista";
e) scale esterne rettilinee con ringhiere esclusivamente in ferro e con disegni in armonia con le tradizioni;
f) messa a dimora, nell'area residua de lotto di pertinenza, di essenze arboree in armonia con gli endemismi in ragione di una pianta ogni 30 mq, con garanzia di attecchimento
ed altezza all'impianto di 1÷1,5 m;
g) recinzione del lotto realizzata con steccati in legno, oppure in pietra locale con muretti a secco, o rivestiti di pietrame "faccia a vista";
h) divieto di utilizzo del calcestruzzo, o bitume, o simili per i piani sistemati, ad esclusione delle strade di uso pubblico;
i) utilizzo, ogni qual volta possibile, di antenne centralizzate e obbligo di posizionamento di antenne paraboliche e pannelli solari sul piano di campagna.
Articolo: 19 - Zona omogenea "G".
Sono quelle zone omogenee destinate ad attrezzature e servizi urbani e territoriali di interesse generale.
E' consentita l'edificazione solo mediante strumento urbanistico preventivo esteso all'intero comparto, di iniziativa pubblica o di enti morali per pubbliche finalità.
- solo per la zona G2 indicata alla Tav. 14: a2,c1,c2,c3,c4,c5,c7,c9,e2,e3,f2,f3;
- per le altre zone G (1, 3, 4) indicate alla medesima Tav. 14:
a2,c9,e2,e3,f2,f3 ed in genere tutte le destinazioni d’uso che non siano in contrasto con quelle previste per le zone G all’art. 3 del D.A. 2266/U/83
Inoltre sono ammessi destinazioni d'uso per:
- Impianti tecnologici speciali (depuratori, impianti di potabilizzazione, ecc.)
- Aree per parchi pubblici (naturalistico e archeologico) e verde attrezzato .
Le eventuali attrezzature realizzate dai privati sono soggette alla stipula, con il Comune, di una convenzione che stabilisca i criteri di utilizzazione dell'area, la destinazione d'uso degli immobili in funzione della loro utilizzazione permanente a servizio del pubblico.
L'edificazione in tutte le zone omogenee "G", escluse le aree destinate a parco e salvo diverse prescrizioni di Norme di seguito riportate, deve rispettare i seguenti indici:
INDICE DI EDIFICABILITA' TERRITORIALE It = 0,20 mc/mq INDICE DI COPERTURA (Sc/Sf) Ic = 0,25
ALTEZZA DEL FABBRICATO H = 7,50 m DISTANZA DAL CIGLIO DELLA STRADA Ds = 20,00 m DISTANZA DAL CONFINE Dc = 7,50 m DISTANZA DA ALTRI FABBRICATI Df = 8,00 m
Nelle aree destinate a parco pubblico è vietata qualsiasi costruzione e comunque, qualunque alterazione dello stato dei luoghi in assenza dello strumento urbanistico preventivo.
Articolo: 20 - Zone di salvaguardia e zone "H"
Sono quelle parti del territorio nelle quali gli interventi sono regolamentati da leggi specifiche, che rivestono un particolare pregio naturalistico, geomorfologico, archeologico, paesaggistico o di particolare interesse per la collettività, quali:
a)- Fascia lungo le strade statali, provinciali e comunque nei casi indicati nella cartografia del P.U.C.;
b)- Golene e corsi d'acqua totalmente identificabili; c)- Aree di rispetto cimiteriale.
d)- area di rispetto dell'impianto di depurazione; e)- area di interesse archeologico
L'indice territoriale prescritto per tale zona omogenea è in generale di 0,001 mc/mq (art. 4 D.A. 2266/U/83), fatta eccezione per le previsioni più restrittive indicate ai punti 20.1 e seguenti e/o previste da leggi specifiche.
20.1 - FASCIA DI RISPETTO STRADALE
Sono destinate alla tutela della viabilità esistente o di progetto e sono dimensionate in relazione alle caratteristiche della strada, così come indicato nelle tavole progettuali del
P.U.C. o qualora manchino speciali prescrizioni dal D.P.R. n° 147 del 26.04.1993.
Per le strade vicinali la zona di rispetto è di mt. 6.00 da ambo i lati misurati dal ciglio stradale.
Nella zona di rispetto stradale, è però ammessa la realizzazione, attraverso concessioni temporanee, di attrezzature a servizio delle strade (stazioni di servizio, ecc.).
I tracciati e le tipologie indicate nel P.U.C., per le infrastrutture viarie, hanno valore vincolante nei confronti dei confinanti proprietari privati, fino alla redazione dei progetti esecutivi di sistemazione o di costruzione di singole strade.
Sino a tale momento le indicazioni del P.U.C. vanno considerate di massima per quanto attiene l'andamento generale del tracciato, le caratteristiche degli svincoli e la larghezza della carreggiata stradale.
Gli assestamenti di tracciato e gli altri eventuali ritocchi tecnici, sono definiti in sede di progetto esecutivo nell'ambito delle fasce di rispetto del P.U.C., senza che tali modifiche comportino variante alla stesso.
Le zone di rispetto stradale, confinanti con zone aventi destinazione diversa da quella agricola, devono essere sistemate a verde e alberate, ed in esse possono essere realizzati parcheggi pubblici e di uso pubblico, percorsi pedonali e ciclabili; se confinanti con zone soggette a piano particolareggiato d'esecuzione o a lottizzazione, devono essere sistemate nel quadro dell'intervento di pertinenza.
Se l'intervento consiste in una lottizzazione, la zona di rispetto stradale deve essere sistemata a cura e spese del lottizzante e la volumetria di competenza, ottenuta con l'applicazione dell'indice della zona omogenea immediatamente contigua, sarà distribuita nella retrostante superficie fondiaria.
Per gli edifici di abitazione, ubicati all'interno delle zone di rispetto, è ammesso un incremento, per una sola volta, dell'edificazione esistente al fine di una dotazione igienica mancante, a condizione che l'ampliamento non peggiori la distanza dalle strade e non venga edificato sul fronte strada.
Analogo ampliamento potrà essere consentito per gli edifici di servizio o adibiti alla conduzione agricola dei fondi, a condizione che l'ampliamento non interessi la fascia di rispetto così come definita dal D.P.R. 26.04.1993 n° 147 e non venga ridotto il distacco preesistente tra fabbricati.
20.2 - ZONA "H" DI MONTI RUIU E DEI CORSI D'ACQUA
Sono quelle indicate alla Tav.14 del P.U.C. Vi sono consentiti interventi per la difesa dell'equilibrio fisiologico e biologico del territorio, difesa del paesaggio, conservazione dei valori storico ambientali.
Per gli edifici esistenti è consentito "una tantum", l'adeguamento alle norme igienico sanitarie con un ampliamento della superficie utile del 10% fino ad un massimo di mq 15.
Non sono consentite nuove costruzioni in contrasto con la destinazione d'uso citate per tale zona omogenea.
Sono consentiti i seguenti usi fra quelli detti alla tabella A dell'art. 7 delle NTA: a.a, a.b, a.c, a.d, a.g, a.g, a.h, a.l, b.a, c.a, c.b, c.c, c.e, c.f, c.g, e.a, f.a.
20.3 - SOTTOZONA DI RISPETTO CIMITERIALE
Sono le fasce indicate nella planimetria della Zonizzazione.
Vi è consentita la formazione di aree a verde e di parcheggi pubblici.
Nelle parti a destinazione agricola di dette zone, separate dall'edificio cimiteriale da strade di traffico, sono consentite a non meno di mt. 50.00 dall'edificio cimiteriale stesso, attrezzature sportive all'aperto.
20.4 - SOTTOZONA DI RISPETTO IMPIANTO DI DEPURAZIONE.
E' indicata nelle planimetrie del PUC alla Tavv. 14 e 16. Essa ha la funzione di salvaguardia per motivi igienici e per le future estensioni dell'impianto. E' vietata all'interno della fascia di rispetto qualsiasi costruzione o lavorazione che possa compromettere tale destinazione.
20.5 - SOTTOZONE DI INTERESSE ARCHEOLOGICO.
Sono aree in cui il ritrovamento di reperti o l'esistenza di manufatti di interesse storico, architettonico e culturale fanno prevedere l'esistenza di tracce di antichi insediamenti abitativi di valore archeologico.
Ogni lavoro che modifichi lo stato dei luoghi deve essere autorizzato ai sensi della Legge 1.6.1939 n. 1089.
Sono consentiti i seguenti usi fra quelli detti alla tabella A dell'art. 7 delle NTA: a.a, a.b, a.c, a.d, a.e, a.f, a.g, a.h, a.i, a.l, b.a, c.a, c.b, c.c, c.e, c.f, c.g, e.a, f.a.
Articolo: 21 - 21 - Zona agricola "E"
Sono definite zone agricole le parti delterritorio destinate all'agricoltura, allapastorizia, alla zootecnia, all'itticoltura, alle attività di conservazione edi trasformazione dei
prodotti aziendali, all'agriturismo, alla silvicoltura e alla coltivazione industriale del legno, alla valorizzazione dei suoiprodotti, secondo le esigenze reali che tali attività pongono.
In tali zone è consentita la realizzazione dei seguenti interventi:
a) case rurali: favorendoper le abitazioni per uso stagionale stagionale, gli interventi di recupero del patrimonio esistente;
b) fabbricati ed impianti connessi alla conduzioneagricola e zootecnica del fondo, all'itticoltura,alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali, comprese le abitazioni per il personale dicustodia necessario alla sorveglianza dei macchinari, con esclusione degli impianti classificabili come industriali;
c) fabbricati per agriturismo, normati secondo ilsuccessivo Art 22.6 delle presenti Norme;
d) fabbricati funzionali alla conduzione e gestionedei boschi e degli impianti arborei industriali(forestazione produttiva);
e) strutture per il recupero terapeutico deidisabili, dei tossicodipendenti, e per il recupero del disagio sociale.
f) costruzioni direttamente connesse allosfruttamento in loco di risorse del sottosuolo;
g) punti di ristoro (bar, ristoranti, tavole calde)con struttura di servizio relativa e posti lettoin numero massimo di 20 unità, normati secondo il successivo Art. 21.7;
h) insediamenti,attrezzature ed impiantidi carattere particolare che per la loro naturanon possono essere localizzati in altre zone omogenee, purchè a distanzanon inferiore a mt. 500 dalperimetro urbano.
Sono inoltre consentiti, conautorizzazione del Comune i movimenti terra diqualsiasi natura (eccetto per le zone pianeggianti o i livellamenti o in genere le arature),i prelievi di sabbia e/o ghiaia che non sianoassimilabili ad attività di cava, i riporti di terra, le escavazioni per la formazione di invasi artificiali, gli invasi e gli scarichidi rifiuti solidi urbani ed industriali; laperforazione di pozzi di qualsiasi genere deve essere accompagnata da nullaosta da parte dell'Assessorato Regionaleai Lavori Pubblici.
21.1 - DETERMINAZIONEDELLA SUPERFICIE E DEI PARAMETRI D'INTERVENTO
In tutta la zona agricolail rilascio della Concessione Ediliziaè subordinato alla presentazione di documento di proprietà o di acquistodi terreno, ciò in quanto l'area di cuiall'atto (per la parte necessaria alla superficie concessa) verrà vincolata con trascrizione pubblica sottoforma didichiarazione sostitutiva di atto notorio, come pertinente alla costruzione nelle planimetriecatastali; ogni successivo frazionamento del terreno soggetto a tale atto di vincolo,necessiterà di atto registrato e trascritto presso la conservatoria immobiliare, a dimostrarel’inedificabilità per la quota di volumetria già impegnata.
Gli edifici esistentisono vincolati ai relativi fondi, secondo l'appoderamento in atto alla data diadozione delle presenti Norme.
La Superficie Agricola Utilizzabile(S.A.U.) di ogni unità poderale comprendesuperfici a seminativi, a prati e pascolipermanenti, colture specializzate, ecc., mentre sono escluse tutte le superfici a bosco etutte le altre aree a tare improduttive.
La superficie minimaS.A.U. per ciascunaunità poderale formatesidovrà essere di mq 10.000; deroghe a tale limite disuperficie potranno essere consentite, in diminuzione ai mq 10.000, su parere della Commissione Edilizia qualora sitratti di terreni a coltura intensiva (vigneti,impianti serricoli, coltivazioni orto-frutticole a pieno campo e impiantivivaistici in genere), comprovata da piano aziendale.
Inoltre per superfici comunque noninferiori a mq. 2.000, su parere della commissione edilizia, qualora sitratti di terreni a coltura intensiva (vigneti, impianti serricoli,coltivazioni orto-frutticole a pieno campo e impianti vivaistici in genere) è ammessala realizzazione di strutture che devono rispondere a requisiti di locale adibitoa deposito attrezzi, che rispettino la tipologia del luogo, ed inparticolare la casa rurale gallurese,delle seguenti dimensioni massime:
- superficie coperta: 15mq
- altezza massima............ 2,5m
INDICE DI EDIFICABILITA' FONDIARIA PER
LA RESIDENZA If= 0,03 mc/mq
OPERE CONNESSE AD ATTIVITA' AGRICOLA If=0,20 mc/mq
ALTEZZA DELFABBRIC. PER LA RESIDENZA H = 7,5 m DISTANZA DAL CIGLIO DELLA STRADA
(vicinale,consortili e comunali) Ds= 10,00 m DISTANZA DAL CONFINE Dc= 7,50 m
Con Deliberazione del Consiglio Comunalel'If può essere elevato fino a:
- 0,10 mc/mq per Punti di Ristoro, attrezzature edimpianti di carattere particolare che per laloro natura non possono essere localizzati in altra zona omogenea;
- 1,00 mc/mq per impianti di interesse pubblicoquali cabine Enel, centrali telefoniche, stazioni di ponti radio,ripetitori e simili.
TIPOLOGIADEGLI EDIFICI:
c) infissi esterni in legno con colori in armoniacon le tradizioni, con esclusione dell'impiegodi tapparelle avvolgibili e l'uso, invece, di persiane o portelloni;
d) tinteggiaturadegli esterni secondola tabella dei colori da prevedere nel regolamentoedilizio, e con parte della facciata rivestita di pietrame a faccia a vista;
e) scale esterne rettilinee con ringhiereesclusivamente in ferro e con disegni in armonia con le tradizioni;
f) messa a dimora nell'area residua de lotto dipertinenza di essenze arboree in armonia congli endemismi in ragione di una pianta ogni 30 mq, con garanzia diattecchimento ed altezza all'impiantodi 1÷1,5 m;
g) recinzione del lotto realizzata con steccati in legno, oppure in pietra locale con muretti a secco, o rivestiti di pietrame"faccia a vista";
h) divieto di utilizzodel calcestruzzo, o bitume, o simili per i piani sistemati, ad esclusionedelle strade di uso pubblico;
i) utilizzo , ogni qual volta possibile, di antennecentralizzate e obbligo di posizionamento diantenne paraboliche e pannelli solari sul piano di campagna.
21.2 OPERE DI RESTAURO EDI AMPLIAMENTO.
Per le costruzioni esistenti nelle zoneagricole sono ammessi i seguenti interventi:
- manutenzione ordinarie a straordinaria;
- ristrutturazione e ampliamento nei limiti consentiti;
- la demolizione e la ricostruzione in loco dei manufatti ediliziche presentino inderogabili motivi di staticità o ditutela della pubblica incolumità.
La destinazione d'uso di manufatti edilizi esistenti, non più funzionali alle esigenze del fondo, può essere trasformata con altra destinazione d'uso atta al soddisfacimento delle nuove esigenze della attivitàagricola di nuovo impianto.
Negli edifici a destinazione d'usoresidenziale, l'ampliamento del volume deveessere realizzato utilizzando l'eventuale parte rustica contiguaall'edificio, semprechè non necessaria alla conduzione del fondo.
21.3 ANNESSI RUSTICI,ALLEVAMENTI ZOOTECNICO INDUSTRIALI E ALTRIINSEDIAMENTI PRODUTTIVI AGRICOLI.
I nuovi fabbricati per allevamentizootecnico-intensivi debbono rispettare, dal limitedelle zone territoriali omogenee"B","C","F","G" le seguenti distanze:
- allevamento di suini distanza minima 500 mt.;
- allevamento per avicunicoli distanza minima 300 mt.;
- allevamento bovini, ovicaprini ed equinidistanza minima 100 mt.
Le distanze di cui al comma precedente, non si applicano agli impianti di acquacoltura e itticoltura e aifabbricati di loro pertinenza.
I fabbricati per allevamentizootecnico-intensivi devono rispettare il rapporto di copertura con l'area di pertinenza non superiore a 0,50 mq/mq.
Quando gli allevamentizootecnico-intensivi o gli impianti superano i 3.000 mc, o il numero di venti unità lavorative, o ilnumero di 100 capi bovini (o il numero equivalente di capi di altre specie), occorreoltre la deliberazione del Consiglio Comunaleil parere dei competenti Organi Regionali.
La richiesta deve essere inoltrataalla Divisione Urbanistica dell'Assessorato degliEnti Locali, Finanza ed Urbanistica, che provvederà a sentire gli altri Assessorati competenti, che esprimerannoil loro parere tramite i loro rappresentanti in sede di Commissioni consultive regionali.
La richiesta, accompagnata dal pareredella Commissione Edilizia Comunale, nonchèdal progetto (in duplice copia), dovrà essere opportunamente corredata della documentazione necessaria per un esameesauriente sotto i vari profili.
- ubicazione dell'insediamento o dell'impianto;
- distanza da agglomerati urbani comprese strade ecase sparse;
- direzione dei venti dominanti;
- numero di addetti;
- tipo di lavorazione e ciclo produttivo;
- numero di capi di bestiame, modalità di allevamento;
- approvvigionamento idrico per le diverse attività;
- tipo di trattamento adottato per i liquami di scarico;
- recapito finale degli scarichi.
Si precisa che per capi bovini devonointendersi capi boviniadulti a stabulazione permanente.
Il numero di capi di altre specie,equivalente a 100 capi bovini a stabulazionepermanete è il seguente:
- 200 scrofe in centro parentale permanente;
- 40 scrofe in centro parentale a ciclo integrale;
- 400 suini da ingrasso;
- 2000 agnelli daingrasso;
- 5000 conigli;
- 8000 polli ogalline.
21.4 - SMALTIMENTO DEI REFLUI
Per quanto riguarda lo smaltimento deiliquami nel sottosuolo, si fa espressoriferimento a quanto prescritto dalla Legge 10.05.1976 n° 319 e Circolare di attuazione.
Qualoralo smaltimento dei liquami sia previsto in acque superficiali, dal momento che dovrà essere rispettatoil rispetto degli standard di scarico di cui alla Tabella "A" della Legge 10.05.1976 n° 319, l'insediamento dovrà essere dotatodi impianto di trattamento il cui progetto dovrà essere allegato alladocumentazione progettuale a sostegno della richiestadi parere.
Ove i liquami vengano invece recapitatiin pubbliche fognature, dovrà essere garantito il rispetto dei limiti di accettabilità fissatidall'Ente gestore delle stesse, per cuil'insediamento dovrà esseredotato di idoneo impianto di pre-trattamento, il cui progetto dovrà essere allegato alladocumentazione progettuale a sostegno della richiesta di parere.
Per quanto riguarda in particolare gliallevamenti zootecnici il recapito finale ottimale è il suolo agricolo, per la sua capacità di depurazione naturale e per i vantaggiche potrebbero derivare agli effetti agronomici.
In tal caso la quantità di liquameammissibile per l'utilizzazione agronomica èquella corrispondente ad un carico per ha non superiore a 40 Q.li di peso vivo di bestiame di allevamento.
Le aziende che rispondono a tale caratteristica possono effettuare lo smaltimentoanche senza pre-trattamento a condizione che siano assicurata la salvaguardia della faldaidrica, la tutela igienica delle colture in atto e degli addetti.
21.5 SUDDIVISIONE DELLAZONA OMOGENEA "E" IN SOTTOZONE AGRICOLE
Il territorio interessato dalla zonaomogenea agricola viene suddiviso in sottozoneagricole, per meglio individuare le caratteristiche geopedologiche eagronomiche intrinseche dei suoli edella loro attitudine e potenzialità colturale.
Tali sottozone sono:
SOTTOZONA"E2" - Aree di primaria importanza per la funzione agricolo- produttiva, anche inrelazione all'estensione, composizione e localizzazione dei terreni.
Nellearee comprese nellasottozona "E2" ricadenti negli ambiti territoriali indicati con 2a alla Tav. 6 del P.U.C.sono possibili i seguenti usi tra quelliprevisti nella tabella A delprecedente art.7. delle presenti Norme:
Uso di area protetta: A.a,A.b,A.c,A.d,A.e,A.f,A.g,A.h,A.i,A.l Usosilvo-pastorale: C.a,C.b,C.d,C.e,C.f,C.g
Uso tecnologico: D.a, D.c,D.d,D.e Uso agricolo: E.a,E.b,E.c,E.d
Uso pascolativo zootecnico: F.a,F.b,F.c,F.d,F.e,F.F Uso produttivo ediversi: I.a,
Uso insediativo: L.a
Nelle aree comprese nella sottozona"E2" ricadenti negli ambiti territoriali indicati con 2b nellaprecitata Tav. 6 sono possibili i seguenti usi tra quelli previsti nellatabella A di cui all'Art. 7 dellepresenti Norme:
Uso tecnologico: D.a,D.c,D.d,D.e Uso agricolo: E.a,E.b,E.c,E.d
Uso pascolativo zootecnico: F.a,F.b,F.c,F.d,F.e,F.f Uso produttivo ediversi: I.a,I.b
Uso insediativo: L.a,L.b,L.c,L.d
SOTTOZONA "E3" - Aree che, caratterizzate da un elevatofrazionamento fondiario, sono contemporaneamente utilizzabili perscopi resisenziali.
SOTTOZONA "E4" - Aree che, caratterizzate dalla presenza di preesistenze insediative, sono utilizzabili perl'organizzazione dei centri rurali.
Nelle aree comprese nella sottozona"E4" sono possibili i seguenti usi tra quelli previsti nella tabellaA:
Uso di area protetta: A.a,A.b,A.c,A.d,A.e,A.f,A.g,A.h,A.i,A.l
Uso silvo-pastorale: C.a,C.b,C.d,C.e,C.f,C.g Uso tecnologico:D.a, D.c,D.d,D.e
Uso agricolo: E.a,E.b,E.c,E.d
SOTTOZONA "E5" - Areemarginali per attività agricola nelle quali viene ravvisata l'esigenza di garantire condizioni adeguate distabilità ambientale.
Nelle aree compresenella sottozona sono possibili i seguenti usi tra quelliprevisti nella tabella A:
Uso di area protetta: A.a,A.b,A.c,A.d,A.e,A.f,A.g,A.h,A.i,A.l Usosilvo-pastorale: C.a,C.b,C.f
Uso tecnologico: D.a,D.d,D.e Uso agricolo: E.a
Uso pascolativo zootecnico: F.a,F.b Uso insediativo: L.a
In tutte le zone agricole dove altre norme(Leggi) possano prevedere l'escavazione ela lavorazione dei materiali di cava (uso G.a), oltre alle limitazioni dette all'omonima voce della Tab. A (art. 7), devono ancherispettarsi le seguenti indicazioni:
- distanza minima dai confini delle zoneresidenziali e turistiche: 500m;
- obbligo della realizzazione e conservazione di cortina a verde che impedisca la visibilitàdei cantieri dalle strade provinciali e comunali di collegamento fra centri abitati.
21.6 ATTIVITA' AGRITURISTICHE
E' consentito, nelle zone omogenee"E" agricole, l'esercizio dell'agriturismo, qualeattività collaterale od ausiliaria a quella agricola e/o zootecnica.
Sono considerate Agrituristiche, leattività di ricreazione ed ospitalità svoltedall'Imprenditore agricolo in rapporto di comunione e complementarietàall'attività agricola.
Per l'espletamento di attività legateall'agriturismo, si deve far riferimento alledisposizione della Legge 05.12.1985 n° 730 e alla L.R. 20.06.1986 n° 32 in cui all'Art. 2 si dice quali sono i soggetti abilitatiall'esercizio di tale attività.
Sono utilizzabili, ai fini agrituristici, i locali siti nell'abitazione dell'imprenditore, posta nel fondo, o gli edificiesistenti sul fondo e non più funzionali alla conduzione dello stesso.
Lo svolgimento dell'attività dioperatore agrituristico, non costituisce distrazione alla destinazione d'uso agricola dei fondi e degli edifici interessati.
Per quanto concerne la richiesta diconcessione edilizia per la realizzazione dinuove strutture aziendali comprendenti l'attività agrituristica, si deve tenereconto del parametro insediativo massimo che fissa inn° 3 posti letto per ettaro di terreno a destinazioneagrituristica. Per ogni posto letto è fissata una volumetria massima di 50 mc; dettavolumetria deve intendersi aggiuntiva a quella volumetria massima ammissibileper la residenza nella medesimaazienda agricola in cui si esercita l'attivitàagrituristica.
La superficie minima del fondo,per l'esercizio dell'attività agrituristica non deve essere inferiore a ettari 3.
Il concessionario, prima del rilasciodella concessione edilizia, con atto d'obbligodeve impegnarsi a vincolare al fondo le strutture edilizia, a non frazionareuna superficie non inferiore a ettari 3 individuata nel progetto e a mantenere la destinazione agrituristica dei posti letto.
Il progetto ediliziodeve prevedere sia la residenzasia le attrezzature e gli impianti,sia nuovi che preesistenti.
Per quanto attieneagli altri parametri e agli altriindici si applicano quelli previsti all'Art.21.1 delle presenti Norme.
21.7 PUNTI DI RISTORO
Si definiscono Puntidi Ristoro i bar, i ristoranti e le tavole calde, sono previsti al servizio della viabilità e distano dalperimetro della altre zone omogenee"B","C","F","G" a non meno di 500 mt..
Ad essi possono essere annessi un numeromassimo di 20 posti letto o delle strutturesportive e ricreative purchè di dimensioni limitate.
Il lotto minimovincolato per la realizzazione di nuovi puntidi ristoro isolatideve essere di ettari 3. In tal caso, quando il punto di ristoro è incluso in un fondo agricolo che comprende attrezzature e residenze ad uso agrituristico, alla superficie minimadi ettari 3 vincolata al punto di ristoro, và aggiunta quellaminima relativa al fondo agricoload uso agrituristico.
Per quanto attienegli altri parametrie gli altri indici si applicano quelliprevisti all'Art. 21.1 delle presentiNorme.
Articolo: CAPITOLO III - NORME FINALI E TRANSITORIE
Articolo: 22 - Decadenza di norme in contrasto con il P.U.C.
Le norme del regolamento di Igiene e di Polizia Urbana, in contrasto con le prescrizioni e norme del P.U.C., sono sostituite da queste ultime.
Le prescrizioni e norme del P.U.C. prevalgono su tutte le precedenti previsioni urbanistiche e di riassetto del territorio, salvo che non esista un'esplicita diversa previsione nelle presenti Norme.
Articolo: 23 - Autorizzazioni, concessioni e costruzioni preesistenti in contrasto con il P.U.C
Le Autorizzazioni e le Concessioni Edilizie, rilasciate anteriormente alla data di approvazione del P..U.C., anche se in contrasto con prescrizioni del piano stesso, mantengono la loro validità, purchè venga dato inizio dei lavori entro i termini specificati nella Autorizzazione e Concessione Edilizia.
Gli edifici esistenti, in contrasto con le destinazioni d'uso previste dal P.U.C., in mancanza di piani particolareggiati, non sono soggetti ad alcuna procedura coattiva, ma possono subire trasformazioni, soltanto per adeguarsi alle norme e prescrizioni del P.U.C.
Fino all'invio alla Regione per l'inizio del procedimento di approvazione della Deliberazione di adozione del P.U.C., le Autorizzazione e le Concessioni Edilizie relative alle domande presentate e approvate dalla Commissione Edilizia entro la data di adozione, possono essere rilasciate dal Sindaco, secondo la normativa preesistente all'adozione del P.U.C., qualora non incompatibili con la destinazione pubblica graficamente indicata nelle tavole del P.U.C..

References: art. 2
 Art. 6
 Art. 6
 Art. 6
 Art. 6
 Art. 6
 Art. 6
 Art. 21
 art.7