Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2010/11/novita-fiscali-del-16-novembre-2010-disposizioni-sulla-tracciabilita-dei-flussi-finanziari-in-gu-rimborsi-iva-ue-2009.html
Timestamp: 2018-12-10 12:34:16+00:00

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Novità fiscali del 16 novembre 2010: disposizioni sulla tracciabilità dei flussi finanziari in G.U.; rimborsi Iva UE 2009 ai tempi supplementari per presentazione delle istanze; nuovi chiarimenti in materia di lavoro occasionale accessorio; TARSU, TIA e Tariffa integrata ambientale: chiarimenti in merito ad attuali problematiche; prime istruzioni operative in materia di maxisanzione contro il lavoro sommerso; associazioni sportive dilettanti: sui compensi erogati niente contributi INPS | Commercialista Telematico
1) Disposizioni sulla tracciabilità dei flussi finanziari in G.U.
2) Rimborsi Iva Ue 2009 ai tempi supplementari per la presentazione delle istanze
3) Nuovi chiarimenti in materia di lavoro occasionale accessorio
4) TARSU, TIA e Tariffa integrata ambientale: chiarimenti in merito alle attuali problematiche
5) Prime istruzioni operative in materia di maxisanzione contro il lavoro sommerso
6) Associazioni sportive dilettanti: sui compensi erogati niente contributi Inps
7) In rete la nuova bozza del modello Iva 26
E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 265 del 12/11/2010, il Decreto Legge n. 187 del 12 novembre 2010, recante misure urgenti in materia di sicurezza, la cui entrata in vigore è stata prevista dal 13/11/2010.
Tale Decreto, oltre a contenere misure per gli impianti sportivi (in particolare, disposizioni urgenti per garantire la sicurezza dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive e disposizioni urgenti per il personale addetto agli impianti sportivi), nonché misure necessarie per contrastare la criminalità mafiosa, si occupa della tracciabilità dei flussi finanziari.
In particolare, l’art. 6 di tale Decreto contiene disposizioni interpretative e attuative delle norme dell’art. 3 della Legge 13 agosto 2010, n. 136, in materia di tracciabilità dei flussi finanziari.
L’art. 3 della Legge 13 agosto 2010, n. 136, si interpreta nel senso che le disposizioni ivi contenute si applicano ai contratti sottoscritti dopo la data di entrata in vigore della legge e ai contratti di subappalto e ai subcontratti da essi derivanti, quindi dopo il 7 settembre 2010.
I contratti stipulati precedentemente alla data di entrata in vigore di tale Legge n. 136/2010 ed i contratti di subappalto e i subcontratti da essi derivanti vanno adeguati alle neo disposizioni entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della stessa legge.
L’espressione: “possono essere utilizzati anche strumenti diversi” si interpreta nel senso che viene consentita l’adozione di strumenti di pagamento differenti dal bonifico bancario o postale, purché siano idonei ad assicurare la piena tracciabilità della transazione finanziaria.
Inoltre, l’art. 7 del medesimo neo Decreto contiene delle modifiche alla legge 13 agosto 2010, n. 136, in materia di tracciabilità dei flussi finanziari.
Guadagna sei mesi il calendario per l’inoltro delle richieste di rimborso dell’Imposta sul valore aggiunto assolta, nel 2009, per l’acquisto di beni e servizi in altri Stati Ue, dagli operatori nazionali, e in Italia, da quelli stranieri comunque residenti in uno Stato membro dell’Unione europea.
Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12/11/2010 sono state, infatti, stabilite le nuove date per la presentazione delle istanze di rimborso, prorogando il precedente termine ultimo per l’invio delle richieste dal 30 settembre 2010 al 31 marzo 2011.
In linea con l’agenda Ue
La proroga segue le modifiche dettate dalla Direttiva 2010/66/UE del 14 ottobre 2010 che ha stabilito nuove norme dettagliate in materia di rimborso dell’imposta sul valore aggiunto.
Variazioni che hanno reso necessario, con il neo Provvedimento, prorogare al 31 marzo del prossimo anno i termini per la presentazione delle istanze a rimborso.
Nuovi chiarimenti sono arrivati dall’Inail in materia di lavoro occasionale accessorio.
In questa particolare forma di lavoro il committente utilizza i voucher (o buoni lavoro) per compensare il lavoro prestato in modo occasionale e discontinuo in alcuni particolari settori (es. domestico, agricoltura, imprese familiari) e/o con determinati soggetti (es. studenti under 25, pensionati, part-time, cassaintegrati).
L’Inail con due recenti note (6464 e 7969), dopo aver delineato i passaggi normativi che hanno portato a determinare in 10 euro lordi il valore nominale del voucher, esclude categoricamente la possibilità di ricondurre il buono lavoro ad una retribuzione minima oraria.
Secondo l’Istituto la determinazione del compenso è lasciata all’autonomia di committente e prestatore che sono liberi di contrattare il compenso rapportandolo sia all’unità temporale, sia al raggiungimento di un risultato.
A diversa conclusione, invece, è giunta la Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro affermando che il parametro di pagamento minimo è pari ad un buono per ogni ora di lavoro, salvo miglior favore.
Viene ricordato che, dopo l’acquisto dei buoni lavoro (on line al sito Inps anche tramite i Consulenti del lavoro, cartacei presso le sedi Inps o in alcune tabaccherie autorizzate) il committente deve procedere con la comunicazione preventiva all’Inail contenente i dati del lavoratore che intende occupare. Proprio la caratteristica di occasionalità del rapporto, spesso discontinuo e prestato con ciclicità settimanale, mensile, o annuale, sta alla base dell’indicazione dell’Inail in merito alla necessità di procedere ad una singola comunicazione preventiva di attivazione del rapporto, anche se all’interno del periodo esistono giornate non interessate dall’attività.
Il committente dovrà procedere con le opportune variazioni solo in ipotesi di mutamento del periodo in precedenza comunicato.
Per le comunicazioni preventive l’Inail ha previsto un nuovo modello per l’invio via fax al n. gratuito 800.657.657.
Nuovo modello anche per le variazioni dei dati nel caso di comunicazioni preventive errate da modificare o annullare. Sono state, inoltre, adeguate le tabelle dei codici di lavoro occasionale in base alla diverse tipologie di committenti.
Per le comunicazioni è sempre possibile utilizzare anche il contact center n.803.164 o accedere al sito www.inail.it sezione Punto cliente.
(Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, nota del 12/11/2010)
La TIA non è un tributo, quindi, su di essa si applica l’Iva e non è perciò possibile ottenerne il rimborso.
Il Ministero dell’Economia e Finanze, con la circolare n. 3/DF del 11/11/2010, ha fornito chiarimenti sulle problematiche concernenti la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), tariffa di igiene ambientale di cui all’art. 49 del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e tariffa integrata ambientale di cui all’art. 238 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.
Ha, quindi, inteso sciogliere i nodi sull’applicabilità della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) di cui al Capo III del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, della tariffa di igiene ambientale (TIA1) prevista dall’art. 49 del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, nonché della tariffa integrata ambientale (TIA2) di cui all’art. 238 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.
In proposito, tale Ministero è pervenuto alle seguenti conclusioni:
– I regolamenti già approvati dai comuni che avevano introdotto la TARSU e, in via sperimentale, la TIA1 conservano sostanzialmente la loro validità e possono essere adattati all’evoluzione interpretativa della normativa vigente;
– i comuni possono introdurre la TIA2, poiché entro il 30 giugno 2010 non è stato emanato il regolamento previsto dall’art. 238, comma 6, del D.Lgs. n. 152 del 2006;
– si applicano anche alla TIA1 le nuove disposizioni recate dall’art. 14, comma 33, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il quale ha previsto in ordine alla TIA2 che le disposizioni di cui all’art. 238 del D. Lgs. n. 152 del 2006, “si interpretano nel senso che la natura della tariffa ivi prevista non è tributaria. Le controversie relative alla predetta tariffa, sorte successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, rientrano nella giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria”.
La maxsanzione non si applica, nell’ipotesi di mancata comunicazione al centro per l’impiego, in relazione ai rapporti di lavoro autonomi e parasubordinati.
Ovviamente rimane l’applicazione della sanzione per l’omessa comunicazione (non, quindi, la maxsanzione).
Ciò poiché l’adozione della maxsanzione è limitata per legge alla sola fattispecie di lavoro subordinato.
Lo ha precisato il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 38 del 12 novembre 2010, che, peraltro, ha fornito le prime istruzioni operative in materia di maxisanzione contro il lavoro sommerso, ai sensi dell’art. 4 della Legge n. 183/2010 (c.d. Collegato lavoro).
Il Collegato lavoro ha,infatti, introdotto una nuova nozione di lavoratore in nero, prevedendo una diversa modulazione degli importi sanzionatori.
Cambiano anche le sanzioni civili connesse all’impiego di personale irregolare e da ultimo i soggetti competenti ad irrogare la sanzione.
Non sono, perciò, interessati dalla maxsanzione i rapporti di lavoro autonomo e parasubordinato, tra cui rientrano, ad es., le collaborazioni coordinate e continuative (in qualunque modalità), anche a progetto, associati in partecipazione con apporto di lavoro, per i quali non è stata effettuata, ove prevista, la comunicazione preventiva al centro per l’impiego.
Non sono dovuti i contributi previdenziali (invece, previsti per la gestione separata Inps) sui compensi pagati per collaborazioni di natura amministrativo/gestionale dalle associazioni/società sportive dilettantistiche.
Lo ha precisato l’Inps, che già in precedenza aveva “esentato” da contribuzione previdenziale (gestione separata Inps) anche i compensi pagati, dalle stesse associazioni, agli sportivi dilettanti (circolare Inps n. 42 del 2003).
Secondo tale Istituto previdenziale, poiché sia i compensi erogati agli sportivi dilettanti sia i compensi pagati ai collaboratori amministrativo/gestionali, ai fini fiscali, rientrano tra i redditi diversi (art. 67 del TUIR), non è possibile invocare l’applicazione dei contributi previsti, invece, per i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50 del TUIR).
Infatti, in genere, per gli altri soggetti (imprese, ecc.), invece, rientrano nella gestione separata Inps le collaborazioni coordinate e continuative anche a progetto (lavoro a progetto).
Si ricorda, che tale situazione, viene, invece, inquadrata diversamente dall’Enpals, il quale con i suoi documenti di prassi, è giunto a conclusioni opposte per i compensi pagati, ad es. esempio, agli istruttori sportivi (per i particolari sulla situazione Enpals, si rinvia all’articolo sulle novità fiscali del 12 novembre 2010: “Associazioni sportive: compensi sportivi e collaborazioni amministrativo/gestionali”).
Debutto in linea per la versione provvisoria del modello Iva 26, che consente l’adesione alla procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo.
La bozza è disponibile dal 15/11/2010 sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Modelli in bozza”, e sostituisce i vecchi modelli cartacei Iva 26 e 26-bis.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 15/11/2010)
– E’ valido l’accertamento fiscale notificato nella sede sociale anche se il socio rifiuta il plico
La notifica é comunque valida anche se il socio rifiuta il plico. È sufficiente che l’atto impositivo raggiunga il domicilio fiscale
Dunque, la notifica dell’accertamento fiscale all’azienda è valida anche in caso di rifiuto del socio a ricevere il plico.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 22993 del 12/11/2010)
– Senza scontrino licenza sospesa anche se il contribuente ha aderito alla definizione agevolata‏
Mancata emissione dello scontrino fiscale, niente sconti sulle sanzioni accessorie.
Una sentenza della Corte di Cassazione sui decreti del 1997 ha accolto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria.
Stop alla licenza commerciale anche se vi sia stato il pagamento parziale della sanzione.
In caso di mancata emissione di ricevuta o scontrino fiscale la licenza può essere temporaneamente sospesa anche se il contribuente ha pagato 1/4 dell’importo della sanzione entro 60 giorni.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 22976 del 12/11/2010)
– Non può essere detratta l’Iva sulla merce pagata che proviene da un’azienda diversa da quella indicata in fattura‏
Il contribuente non può invocare la tutela del terzo in buona Azienda estranea, imposta indetraibile-
Non è, quindi, detraibile l’Iva sulle fattura emessa a fronte di merce effettivamente pagata ma proveniente da un’azienda diversa da quella figurante sul documento contabile.
(Corte di cassazione, sentenza n. 22979 del 12/11/2010)
– Per la truffa ai danni dello Stato, condannato anche il Commercialista che prepara la domanda di finanziamento‏
Contributi illeciti, è truffa aggravata anche del Commercialista che aiuta l’imprenditore ad ottenere illegalmente i contributi pubblici.
Risponde, quindi, di truffa aggravata il Commercialista che aiuta l’imprenditore a ottenere finanziamenti pubblici in modo illecito.
(Corte di Cassazione, sentenza 40107 del 12/11/2010)
– Dividend washing: censurate le operazioni prive di giustificazione economica
Le operazioni di dividend washing, prive di ragioni economiche, configuano abuso del diritto.
Non è lecito che il contribuente tragga indebiti vantaggi fiscali dall’utilizzo distorto di strumenti giuridici idonei a procurare un vantaggio fiscale in difetto di ragioni economicamente apprezzabili.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 22994 del 12/11/2010)
– Parti correlate sotto esame
Si avvicina la scadenza del 1/12/2010, data entro la quale i consigli di amministrazione (o di gestione) dovranno approvare le procedure operative, secondo i principi indicati nel regolamento Consob n. 17221 del 12/03/2010 con l’obiettivo di assicurare trasparenza e correttezza all’operatività posta in essere con parti correlate.
(Il Sole 24 Ore del 14/11/2010)
– Modello F24: Istituito codice tributo per far fronte alla convezione stipulata tra Agenzia Entrate e Regione Sardegna per facilitare la fruizione del contributo
E’ stato istituito il seguente codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta previsto dall’articolo 3, legge regionale 28 dicembre 2009, n. 5 della Regione Autonoma della Sardegna.
– 6831 denominato “Credito d’imposta L.R. della Sardegna n. 5/09”:
Ciò mediante la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 118/E del 15/11/2010.

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