Source: https://beta.e-justice.europa.eu/371/IT/service_of_documents_official_transmission_of_legal_documents?BELGIUM&member=1
Timestamp: 2019-12-14 09:14:07+00:00

Document:
In una causa portata davanti a un giudice la comunicazione è molto importante. È assolutamente necessario che le parti e il giudice siano informati sulle rivendicazioni dell'attore, le motivazioni del convenuto, lo svolgimento del procedimento e la decisione adottata. La parte che non concorda con la sentenza del giudice e che porta la causa dinanzi a un organo giurisdizionale superiore deve informare di ciò le altre parti. La comunicazione avviene con la consegna o l'invio di documenti (come citazioni, richieste, conclusioni, sentenze, ricorsi, ecc.). Il presente testo non tratta dei documenti in sé, quanto piuttosto del modo in cui essi sono portati a conoscenza delle parti ed eventualmente del giudice. Le norme in materia sono contenute negli articoli da 32 a 47 del Code judiciaire (codice giudiziario) belga.
In Belgio si opera una distinzione fra la notification (comunicazione) e la signification (notificazione).
La notificazione è essenzialmente il portare a conoscenza di un atto una persona tramite un pubblico ufficiale, che in Belgio è l'ufficiale giudiziario. La notificazione avviene tramite la consegna, da parte dell'ufficiale giudiziario, di una copia conforme dell'atto da notificare alla persona interessata.
L'ufficiale giudiziario può consegnare vari tipi di atti di notifica (di seguito denominati "notificazione" o "atto (di notificazione)"). Gli atti di notifica più conosciuti sono:
- l'atto di citazione a comparire in giudizio;
- l'atto di notificazione di una sentenza (eventualmente accompagnata da un ordine di pagamento);
- l'atto in materia di ordine di pagamento;
- l'atto in materia di ordine di evacuazione;
- l'atto di pignoramento (riferito, ad esempio, a mobilia, alloggio, ecc.);
- l'atto di notifica di preavviso;
La comunicazione è invece l'invio postale (quindi senza il tramite di un pubblico ufficiale) di un atto giudiziario, in originale o in copia.
La data di notificazione è importante.
Infatti, in caso di citazione, devono essere rispettate tempistiche ben precise tra il momento della notificazione e quello della trattazione della causa nell'udienza introduttiva dinanzi al giudice.
Nel momento in cui una sentenza viene notificata, questa data costituisce il punto di partenza del termine di opposizione o di ricorso che può essere eventualmente formulato.
Di regola si utilizza la notificazione. Si ricorre invece alla comunicazione in casi specifici previsti dalla legge.
Pena la nullità, l'atto di notificazione deve essere firmato dall'ufficiale giudiziario incaricato e deve indicare, ai sensi dell'articolo 43 del codice giudiziario:
1° il giorno, il mese, l'anno e il luogo della notificazione;
2° il cognome, il nome, la professione, il domicilio ed eventualmente la qualifica e l'iscrizione al registre de commerce (registro del commercio) o al registre de l'artisanat (registro dell'artigianato) della persona su richiesta della quale viene notificato l'atto;
3° il cognome, il nome, il domicilio o, in assenza di quest'ultimo, la residenza ed eventualmente la qualifica del destinatario dell'atto;
4° il cognome, il nome ed eventualmente la qualifica della persona alla quale la copia è stata consegnata o il deposito della copia nel caso previsto all'articolo 38, comma 1, o ancora il deposito dell'atto di notificazione alla posta, nei casi di cui all'articolo 40;
5° il cognome e il nome dell'ufficiale giudiziario e l'indicazione dell'indirizzo del suo ufficio;
6° il costo dettagliato dell'atto.
La persona alla quale viene consegnata la copia visiona l'originale. Se essa si rifiuta di firmare, l'ufficiale giudiziario annoterà tale fatto sull'atto.
Ai sensi dell'articolo 47 del codice giudiziario, l'ufficiale giudiziario non può effettuare notificazioni:
1° in un luogo non aperto al pubblico, prima delle ore 6:00 e dopo le ore 21:00;
2° il sabato, la domenica o un giorno festivo legale (tale restrizione non si applica alle notificazioni in materia penale: cfr. Cass., 27 marzo 1984, R.W. 1984-1985, 1093; Anversa, 2 ottobre 1975, R.W. 1976-1977, 1834), a meno che non vi sia urgenza e in virtù del permesso del giudice di pace, quando si tratta di una citazione per una causa che deve essere portata dinanzi a quest'ultimo, oppure del permesso del giudice che ha autorizzato l'atto, quando si tratta di un atto subordinato ad autorizzazione preventiva oppure, in tutti gli altri casi, del permesso del presidente del tribunale di primo grado.
Al momento della notificazione, la parte a cui dev'essere notificato l'atto ne riceverà una copia (notificazione), mentre l'ufficiale conserverà l'originale finché il fascicolo sarà trattato nel suo ufficio. Solo in caso di citazione, l'ufficiale giudiziario non conserverà l'originale, ma lo trasmetterà al tribunale in vista dell'iscrizione a ruolo (comunicazione della citazione al tribunale).
Pena la nullità, la copia dell'atto di notificazione deve contenere tutte le diciture dell'originale ed essere munita della firma dell'ufficiale giudiziario (articolo 43 del codice giudiziario).
La legge stabilisce quali documenti debbano eventualmente essere oggetto di notificazione o di comunicazione. Il loro numero è tuttavia troppo elevato per poter rientrare in un'elencazione esaustiva. Alcuni esempi sono: citazioni, richieste, sentenze, ricorsi, atti di opposizione.
La notificazione deve essere eseguita da un ufficiale giudiziario.
La comunicazione è eseguita da un cancelliere (raramente dal pubblico ministero) con plico giudiziario (un particolare tipo di raccomandata con ricevuta di ritorno) o per posta ordinaria o raccomandata. Le norme relative alle lettere giudiziarie figurano all'articolo 46 del codice giudiziario.
Gli organi riceventi nominati in applicazione dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1393/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007, relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale sono, per quanto riguarda il Belgio, gli ufficiali giudiziari territorialmente competenti.
Ai sensi dell'articolo 1 del regio decreto del 16 maggio 1986 che autorizza gli ufficiali giudiziari ad accedere al Registre national des personnes physiques (registro nazionale delle persone fisiche), gli ufficiali giudiziari sono autorizzati, ai fini dell'espletamento delle mansioni di loro competenza, ad accedere alle informazioni di cui all'articolo 3, comma 1, punti da 1 a 9, e comma 2, della legge dell'8 agosto 1983 che predispone un registro nazionale delle persone fisiche. Queste informazioni comprendono in particolare l'indirizzo al quale ogni persona fisica è iscritta a titolo principale nei registri dell'anagrafe (domicilio).
Di norma soltanto le persone, le autorità pubbliche, gli organismi pubblici e gli ordini professionali belgi, di cui all'articolo 5 della legge dell'8 agosto 1983 che predispone un registro nazionale delle persone fisiche, possono ottenere un'autorizzazione per accedere alle informazioni contenute nel registro nazionale delle persone fisiche.
L'autorizzazione in questione è rilasciata dal Comité sectoriel du Registre National (comitato settoriale del registro nazionale), istituito in seno alla Commission de la protection de la vie privée (commissione per la tutela della privacy) in virtù dell'articolo 15 della legge dell'8 agosto 1983 che predispone un registro nazionale delle persone fisiche.
Le autorità in questione non possono dare seguito a questa richiesta, a meno che la ricerca di tale indirizzo non sia considerata un atto istruttorio inteso a ottenere una prova destinata a essere utilizzata in un procedimento giudiziario pendente o previsto in materia civile o commerciale.
La nozione di "prova" non è definita dal regolamento (CE) n. 1206/2001 del Consiglio, del 28 maggio 2001, relativo alla cooperazione fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore dell'assunzione delle prove in materia civile o commerciale. Tale nozione comprende tra l'altro: audizioni di testimoni, delle parti o di esperti, produzione di documenti, verifiche, accertamento dei fatti, consultazione di specialisti della famiglia o del benessere del bambino.
Le richieste di assunzione di prove non possono - ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, del succitato regolamento (CE) n. 1206/2001 - essere "intese a ottenere prove che non siano destinate ad essere utilizzate in procedimenti giudiziari pendenti o previsti".
Di conseguenza, l'indirizzo di una persona alla quale deve essere comunicato o notificato un atto giudiziario o extragiudiziale non può, di norma, essere considerato una prova ai sensi dell'articolo 1 del regolamento (CE) n. 1206/2001 di cui sopra.
Tra l'altro, l'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1206/2001 stabilisce espressamente che la domanda deve contenere "l'identità e l'indirizzo delle parti […]".
a) Notificazione
La modalità di notificazione è disciplinata dagli articoli da 32 a 47 del codice giudiziario e vale sia per le notificazioni in materia civile che per quelle in materia penale.
- Notificazione a mani proprie (articoli 33-34 del codice giudiziario)
L'ufficiale giudiziario che intenda procedere alla notificazione di un atto si adopererà innanzitutto a notificare l'atto direttamente al destinatario. Si parla in tal caso di notificazione a mani proprie.
La notificazione a mani proprie può essere effettuata al destinatario ovunque l'ufficiale giudiziario lo trovi: non necessariamente nel luogo di residenza del destinatario, ma può essere valida, ad esempio, anche una notificazione effettuata sul posto di lavoro, sulla via pubblica o presso l'ufficio dell'ufficiale giudiziario.
In tal caso, la condizione da rispettare è che il luogo di notificazione si trovi nel territorio di competenza dell'ufficiale giudiziario.
In assenza di indicazioni sul luogo in cui si trova il destinatario, in pratica l'ufficiale giudiziario si presenta direttamente presso il domicilio del destinatario nella speranza di trovarlo.
Se l'ufficiale giudiziario incontra la parte alla quale dev'essere notificato l'atto (in qualsiasi luogo) e se quest'ultima si rifiuta di ricevere la copia dell'atto, l'ufficiale giudiziario annota tale fatto sull'originale (la copia viene allora allegata all'originale) e la notificazione è considerata effettuata a mani proprie.
In caso di notificazione a persona giuridica, essa è considerata effettuata a mani proprie quando la copia dell'atto è consegnata all'organo o all'addetto che, in base alla legge, allo statuto o a un mandato, può rappresentare in giudizio, anche insieme ad altri, la persona giuridica. Ad esempio, nel caso di una SPRL, la notificazione può essere validamente effettuata al gestore, indipendentemente dal fatto che questi si trovi presso la sede legale o al di fuori della sede legale.
- Notificazione presso il domicilio/la sede legale (articolo 35 del codice giudiziario)
Quando la notificazione non può essere effettuata direttamente al destinatario, essa avviene presso il suo domicilio. Con il termine "domicilio" s'intende il luogo nella cui anagrafe la persona è iscritta a titolo principale, ovvero l'indirizzo del domicilio.
Se il destinatario non ha un indirizzo di domicilio ufficiale, la notificazione può essere effettuata presso la sua residenza. Per "residenza" s'intende qualsiasi altro luogo, ad esempio il posto dove la persona ha un ufficio o svolge un'attività commerciale o industriale. Quando il fatto viene portato a conoscenza di un commissario di polizia, quest'ultimo deve fornire all'ufficiale giudiziario incaricato l'indicazione del luogo di residenza della parte che non dispone di un domicilio ufficiale.
Nel caso di una persona giuridica, se la notificazione non può essere effettuata a mani proprie, essa avviene presso la sede sociale o amministrativa.
Al momento della notificazione al domicilio, la copia dell'atto viene consegnata a un parente, a un affine, a un domestico o a un incaricato del destinatario. Non può essere consegnata ai minori di sedici anni. L'ufficiale giudiziario indicherà sull'originale e sulla copia la qualifica della persona alla quale consegna la copia (ad esempio il legame familiare con il destinatario).
- Notificazione con deposito (articolo 38, comma 1, del codice giudiziario)
Se l'ufficiale giudiziario non può procedere alla notificazione secondo una delle modalità previste (articoli 33-35 del codice giudiziario), essa sarà effettuata conformemente all'articolo 38, comma 1, del codice giudiziario, ovvero mediante il deposito dell'atto di notificazione presso il domicilio o, in assenza di quest'ultimo, presso la residenza del destinatario (notificazione con deposito).
La copia dell'atto viene allora lasciata in busta chiusa nella cassetta della posta del destinatario (indicando l'ufficio dell'ufficiale giudiziario, il cognome e nome del destinatario e il luogo della notificazione, oltre alla dicitura "Pro Justitia _ A remettre d'urgence").
In assenza della cassetta della posta, l'ufficiale giudiziario è autorizzato a depositare la copia (in busta chiusa) in qualunque altro modo (infilandola sotto la porta, inserendola in una cancellata o in una siepe, incollandola sulla porta con nastro adesivo, ecc.).
L'ufficiale giudiziario indica sull'originale dell'atto di notificazione e sulla copia notificata la data, l'ora e il luogo in cui tale copia è stata depositata.
Entro il primo giorno feriale successivo al deposito dell'atto di notificazione, l'ufficiale giudiziario invia al domicilio o, in mancanza di questo, alla residenza del destinatario una lettera da lui firmata. La lettera in questione indica la data e l'ora della presentazione, nonché la possibilità per il destinatario in persona, o per una persona munita di delega scritta, di ritirare una copia dell'atto presso l'ufficio dell'ufficiale giudiziario entro un termine massimo di tre mesi dalla notificazione.
Se il destinatario ha in corso un trasferimento di domicilio (richiesta di variazione di indirizzo), la lettera raccomandata di cui al terzo comma viene inviata nel luogo in cui il destinatario è iscritto all'anagrafe e all'indirizzo in cui egli ha annunciato di voler stabilire il nuovo domicilio.
Quando il destinatario è interessato da una proposta di cancellazione d'ufficio (dell'indirizzo del domicilio) e quando l'ufficiale giudiziario non può dedurre dalle circostanze di fatto che il destinatario non risiede più effettivamente all'indirizzo del domicilio, basta che la notificazione avvenga conformemente all'articolo 38, comma 2, del codice giudiziario (cfr. infra).
In caso di proposta di cancellazione d'ufficio, la notificazione al procuratore del re conformemente all'articolo 38, comma 2, del codice giudiziario (cfr. infra) è accettabile solo quando le circostanze di fatto forniscono all'ufficiale giudiziario la conferma che il destinatario non risiede più effettivamente all'indirizzo del domicilio (ad esempio, quando l'ufficiale giudiziario è venuto a conoscenza che il destinatario è stato sfrattato dall'indirizzo in questione) o quando è materialmente impossibile procedere alla notificazione.
Come già indicato, la comunicazione avviene per lettera ordinaria, per lettera raccomandata o con un plico giudiziario e in futuro potrebbe essere effettuata anche per posta elettronica.
- Impossibilità materiale di procedere alla notificazione (articolo 38, comma 2, del codice giudiziario)
Se dalle circostanze di fatto accertate sul posto (ad esempio in caso di alloggio andato distrutto da un incendio o se all'indirizzo del domicilio si trova in realtà un terreno abbandonato) risulta che è materialmente impossibile depositare una copia dell'atto di notificazione presso il domicilio del destinatario (o presso la sua residenza, in assenza di domicilio), si procede alla consegna della copia al procuratore del re del luogo in cui si verifica tale situazione.
Sull'originale e sulla copia vengono in tal caso indicate le circostanze di fatto che rendono necessaria la notificazione al procuratore del re.
Lo stesso accade quando il domicilio del destinatario è stato chiaramente abbandonato e non è in corso alcun trasferimento di domicilio (ad esempio, in caso di sfratto, la parte alla quale va notificato l'atto non è presente e la notificazione viene effettuata al procuratore del re conformemente all'articolo 38, comma 2, del codice giudiziario).
Come precedentemente indicato, la notificazione a norma dell'articolo 38, comma 2, del codice giudiziario si applica anche in caso di proposta di cancellazione d'ufficio e quando l'ufficiale giudiziario può constatare di fatto che la parte alla quale va notificato l'atto non abita più effettivamente all'indirizzo interessato.
La notificazione al procuratore del re non è valida se la parte su richiesta della quale essa è stata effettuata conosceva il domicilio eletto o, nel caso, la residenza del destinatario.
- Notificazione presso il domicilio eletto (articolo 39 del codice giudiziario)
Se il destinatario ha eletto domicilio presso un mandatario, la notificazione e la comunicazione possono essere effettuate presso il domicilio eletto, con la precisazione che si tratta di una facoltà e non di un obbligo. Questo significa che nulla vieta che, in caso di elezione di domicilio, la notificazione e la comunicazione possano essere effettuate presso il domicilio effettivo (in Belgio) (Cass. (prima sezione), 26 febbraio 2010, J.T., 2010, n. 6397, 371; Cass. (prima sezione), 10 maggio 2012, R.W., 2012-13, 1212).
Esiste una sola eccezione in tal senso: se il destinatario che ha il domicilio effettivo (o la sede legale) all'estero ha eletto domicilio in Belgio, la notificazione deve essere effettuata, pena la nullità, presso il domicilio eletto (articolo 40 del codice giudiziario, cfr. anche Cass. (prima sezione), 9 gennaio 1997, R.W. 1997-98, 811: "Quando la parte su richiesta della quale viene effettuata una notificazione conosce il domicilio eletto del soggetto notificato, essa è tenuta a far notificare l'atto in tale luogo; non si tratta di una facoltà bensì di un obbligo, peraltro di ordine pubblico").
Se la copia viene consegnata direttamente al mandatario presso il domicilio eletto, la notificazione è considerata effettuata a mani proprie. La notificazione e la comunicazione non possono più avvenire nel domicilio eletto se il mandatario è deceduto, se non è più domiciliato in tale luogo o se ha cessato la propria attività.
L'elezione di domicilio è effettuata nell'ambito di un rapporto giuridico tra le parti (ovvero nell'ambito di un procedimento tra parti). Questo significa che è valida solo tra le suddette parti e che si limita a tale rapporto giuridico. In tal senso la Corte di cassazione ha deciso che l'elezione di domicilio in un atto giudiziario di primo grado (come nel caso della citazione o delle conclusioni) è valida solo per tutto il procedimento di primo grado, per l'esecuzione della sentenza successiva e per l'introduzione del ricorso contro tale sentenza (da parte della controparte). Se l'elezione di domicilio non viene reiterata in una fase successiva del procedimento (ad esempio in appello), essa non vale per tale fase successiva (Cass. prima sezione, 30 maggio 2003, R.W. 2003-2004, 974; Cass. seconda sezione, 10 maggio 2006, R.W. 2008-2009, 455; Cass. prima sezione, 29 maggio 2009, R.W. 2010-2011, 1561).
Occorre operare una distinzione tra la nozione di "domicilio eletto" e quella di "indirizzo di riferimento" di cui infra.
Per quanto riguarda l'applicazione della legislazione in materia linguistica (legge del 15 giugno 1935 riguardante l'utilizzo delle lingue in ambito giudiziario), il juge des saisies (giudice dei procedimenti esecutivi) si è pronunciato chiaramente a Bruges (giudice dei procedimenti esecutivi, Bruges, 11 ottobre 2006, T.G.R. 2010, 95): non è il domicilio effettivo che conta, bensì il luogo nel quale si è di fatto proceduto alla notificazione (nella fattispecie, il domicilio eletto). Nella causa in questione sia l'attore che la parte citata abitavano nell'area francofona, ma la parte citata aveva eletto domicilio nell'area fiamminga. La citazione in opposizione (esclusivamente in lingua fiamminga) è stata effettuata dinanzi al giudice dei procedimenti esecutivi a Bruges. In virtù della legislazione in materia linguistica, la citazione doveva essere effettivamente redatta in fiammingo, ma bisognava capire se fosse necessario allegare una traduzione francese, conformemente all'articolo 38 della legge sull'utilizzo delle lingue. Il giudice ha ritenuto che non occorresse allegare alla citazione in fiammingo una traduzione in francese dal momento che per la scelta della lingua è determinante solo il luogo della notificazione.
- Notificazione in caso di domicilio sconosciuto (articolo 40 del codice giudiziario)
"A coloro che in Belgio non hanno né un domicilio, né una residenza e nemmeno un domicilio eletto conosciuti, l'ufficiale giudiziario invia al loro domicilio o alla loro residenza all'estero la copia dell'atto con lettera raccomandata, e per posta aerea se il luogo di destinazione non è in un paese limitrofo, fatte salve le altre modalità di trasmissione stabilite tra il Belgio e il paese del loro domicilio o della loro residenza. La notificazione si considera effettuata con la consegna dell'atto ai servizi postali a fronte della ricevuta di invio nelle forme previste al presente articolo.
A coloro che non hanno un domicilio, una residenza e nemmeno un domicilio eletto conosciuti, né in Belgio né all'estero, la notificazione viene effettuata al procuratore del re della circoscrizione di cui fa parte il giudice che deve conoscere o che ha conosciuto la domanda. Se nessuna domanda è o è stata portata dinanzi al giudice, la notificazione viene effettuata al procuratore del re del luogo in cui il richiedente ha il domicilio o, in assenza di domicilio in Belgio, al procuratore del re a Bruxelles.
Le notificazioni possono sempre essere effettuate al diretto interessato quando quest'ultimo viene trovato in Belgio.
La notificazione all'estero o al procuratore del re non produce effetti se la parte su richiesta della quale è stata effettuata conosceva il domicilio, la residenza o il domicilio eletto in Belgio o, eventualmente, all'estero della persona notificata".
La Corte di cassazione ritiene non si tratti in tal caso di una facoltà ma di un obbligo, peraltro di ordine pubblico (Cass., prima sezione, 9 gennaio 1997, R.W. 1997-1998, 811).
Se la parte alla quale va notificato l'atto sostiene che la controparte è ad esempio a conoscenza della sua residenza e invoca quindi la regola secondo cui la notificazione al procuratore del re è priva di effetti, deve fornirne la prova. Il rischio della prova è quindi a carico della parte alla quale va notificato l'atto (giudice dei procedimenti esecutivi di Gand, 18 marzo 2008, R.W. 2010-2011, 124).
- Norme specifiche in materia di notificazione (cfr. articoli 41 e 42 del codice giudiziario).
- Le notificazioni e le comunicazioni destinate alle persone che dispongono di un amministratore vengono effettuate, oltre che ai diretti interessati, al domicilio o alla residenza dell'amministrazione, a condizione che la notificazione/la comunicazione abbia un nesso con l'incarico dell'amministratore (articolo 499/12 del codice civile).
L'indirizzo di riferimento: Per "indirizzo di riferimento" occorre intendere "l'indirizzo di una persona fisica iscritta all'anagrafe del luogo in cui ha stabilito la propria residenza principale oppure l'indirizzo di una persona giuridica al quale, con il consenso di tale persona fisica o giuridica, è iscritta una persona fisica priva di residenza fissa" (articolo 1, comma 2, della legge del 19 luglio 1991).
Una persona priva di residenza fissa può utilizzare, per così dire, l'indirizzo del domicilio di un'altra persona. La persona che autorizza una persona fisica a utilizzare il suo indirizzo di domicilio come indirizzo di riferimento s'impegna a far pervenire a quest'ultima tutti i documenti ad essa destinati (ad esempio la posta) e senza scopo di lucro. L'indirizzo di riferimento permette inoltre di ricevere alcune indennità (come contributi familiari, assegni di disoccupazione, mutua, ecc.), che hanno come condizione quella di disporre di un indirizzo ufficiale (mentre non serve un indirizzo di riferimento per ottenere un revenu d'intégration sociale (reddito di inclusione sociale)!).
Le persone (prive di domicilio o di residenza fissa) che possono ricorrere a un indirizzo di riferimento sono:
- le persone che soggiornano in dimora mobile (come un'imbarcazione, una roulotte o un camper) (sono escluse le mobile home);
- le persone assenti per meno di un anno dal comune per viaggio di studio o di lavoro;
- i membri del personale civile e militare delle forze armate di stanza all'estero e le rispettive famiglie;
- le persone che non dispongono o che non dispongono più di una residenza a causa di risorse insufficienti.
L'indirizzo di riferimento può essere stabilito presso un centro pubblico di assistenza sociale o presso una persona fisica.
Quando una persona dispone di un indirizzo di riferimento, l'ufficiale giudiziario può effettuare tutte le notificazioni a tale indirizzo, e ciò contrariamente alla nozione di domicilio eletto precedentemente descritta: l'ufficiale giudiziario può notificare a questo indirizzo solo gli atti che riguardano l'atto giuridico/il procedimento per cui si è proceduto a tale elezione di domicilio.
L'ufficiale giudiziario non può tuttavia effettuare pignoramenti all'indirizzo di riferimento (a carico della persona con l'indirizzo di riferimento) dal momento che si ritiene che all'indirizzo di riferimento in questione questa persona non possieda mobilia di sorta.
b) Comunicazione
Articolo 46, comma 1 [...]
"Quando il plico giudiziario è trasmesso in versione stampata, esso viene consegnato dai servizi postali al destinatario in persona o al suo domicilio, come previsto dagli articoli 33, 34, 35 e 39. La persona alla quale viene consegnato il plico provvede a firmare e a datare la ricevuta di ritorno, che viene rispedita al mittente attraverso i servizi postali. Il rifiuto di firmarla o di datarla viene annotato dall'addetto della posta in calce alla ricevuta di ritorno.
Quando il plico giudiziario non può essere consegnato al destinatario in persona o al suo domicilio, l'addetto ai servizi postali lascia un avviso di passaggio. Il plico viene allora conservato presso il deposito dell'ufficio postale per un periodo di otto giorni. Durante questo periodo il plico può essere ritirato direttamente dal destinatario o da una persona munita di delega scritta.
Se invece il destinatario del plico giudiziario ha chiesto l'inoltro della corrispondenza a un altro indirizzo o se ne ha richiesto la conservazione presso l'ufficio postale, nel periodo coperto dalla domanda il plico viene inoltrato o conservato all'indirizzo indicato dal destinatario.
Il plico destinato a un soggetto fallito viene consegnato al curatore.
Il re definisce le modalità di applicazione dei commi da 3 a 5.
§4 Il ministro con delega alla giustizia può stabilire le forme e le diciture di servizio che devono accompagnare l'invio della lettera raccomandata. Se il luogo di destinazione si trova all'estero, il plico giudiziario viene sostituito da una lettera raccomandata inviata tramite i servizi postali, fatte salve le modalità di trasmissione previste dalle convenzioni internazionali e l'applicazione dei commi 2 e 3.
Quando una delle parti attrici o richiedenti ne esprime la volontà nell'atto di citazione introduttivo della causa o nella richiesta oppure per iscritto, al massimo alla prima comparizione dinanzi al giudice, le comunicazioni a mezzo plico giudiziario sono sostituite da notificazioni effettuate su richiesta della parte alla quale spetta far procedere in tal senso.
Art. 46/1 La comunicazione con lettera semplice destinata a una parte rappresentata da un avvocato a norma degli articoli 728, 729 o 729/1 viene effettuata con lettera semplice a questo avvocato, se quest'ultimo non ha informato la cancelleria, conformemente all'articolo 729/1, di aver cessato di rappresentare la parte in questione".
L'articolo 32 ter del codice giudiziario istituisce un quadro giuridico per le comunicazioni e le notificazioni tra vari operatori della giustizia.
In un prossimo futuro sarà istituito un sistema di notificazione tramite posta elettronica. L'impianto giuridico è stato già creato, ma non è ancora entrato in vigore. Gli ufficiali giudiziari potranno decidere in materia civile o penale se notificare l'atto con posta elettronica o direttamente alla persona. Il principio della territorialità resterà invariato.
In pratica la notificazione verrà effettuata a un indirizzo elettronico giudiziario imposto dalle autorità o a un indirizzo di elezione di domicilio digitale. Per poter ricevere la notificazione a quest'ultimo indirizzo, il destinatario dovrà dare esplicitamente il consenso tramite il proprio e-ID.
La legge belga prevede diverse modalità di trasmissione degli atti giudiziari (cfr. risposta alla domanda 5).
La modalità normale consiste nella notificazione tramite ufficiale giudiziario.
L'articolo 32 del codice giudiziario definisce la notificazione come "la consegna di un originale o di una copia dell'atto tramite ufficiale giudiziario o, nei casi previsti dalla legge, secondo le forme da essa prescritte".
La legge stabilisce tuttavia alcuni casi in cui gli atti possono essere trasmessi mediante semplice comunicazione.
Ai sensi dell'articolo 32 del codice giudiziario, la comunicazione è definita come "l'invio di un atto giudiziario in originale o in copia, effettuato tramite i servizi postali o a mezzo posta elettronica all'indirizzo elettronico giudiziario o, nei casi previsti dalla legge, via fax o secondo le forme prescritte dalla legge".
L'articolo 14 del regolamento (CE) n. 1393/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007, relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale precisa che la comunicazione tramite i servizi postali deve essere effettuata "mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o mezzo equivalente".
1. Le principali modalità di notificazione
a. La notificazione a mani proprie (articoli 33 e 34 del codice giudiziario)
Secondo l'articolo 33 del codice giudiziario, "la notificazione è effettuata al destinatario in persona quando la copia dell'atto è consegnata direttamente a quest'ultimo". La notificazione a mani proprie può essere effettuata al destinatario ovunque l'ufficiale giudiziario lo trovi. Se il destinatario si rifiuta di ricevere la copia dell'atto, l'ufficiale giudiziario annota tale fatto sull'originale e la notificazione è considerata effettuata a mani proprie".
L'articolo 34 del codice giudiziario aggiunge che "la notificazione a una persona giuridica è considerata effettuata a mani proprie quando la copia dell'atto è consegnata all'organo o all'addetto che, in base alla legge, allo statuto o a un mandato, può rappresentare in giudizio, anche insieme ad altri, la persona giuridica".
b. La notificazione a domicilio (articolo 35 del codice giudiziario)
L'articolo 35 del codice giudiziario stabilisce che "se la notificazione non può essere effettuata a mani proprie, essa avviene presso il domicilio o, in assenza di domicilio, presso la residenza del destinatario e, nel caso di una persona giuridica, presso la sua sede sociale o amministrativa. La copia dell'atto viene consegnata a un parente, a un affine, a un domestico o a un incaricato del destinatario. Non può essere consegnata ai minori di sedici anni […]".
Secondo l'articolo 36 del codice giudiziario, il "domicilio" è "il luogo nella cui anagrafe la persona è iscritta a titolo principale", mentre per "residenza" s'intende "qualsiasi altro luogo, ad esempio il posto dove la persona ha un ufficio o svolge un'attività commerciale o industriale".
c. La notificazione mediante deposito di una copia dell'atto (articolo 38, comma 1, del codice giudiziario).
L'articolo 38, comma 1, del codice giudiziario stabilisce che quando non è stato possibile effettuare la notificazione al destinatario in persona o al domicilio, "la notificazione consiste nel deposito, da parte dell'ufficiale giudiziario, presso il domicilio o, in assenza di domicilio, presso la residenza del destinatario, di una copia dell'atto in busta chiusa". Su questa busta devono essere riportate alcune indicazioni previste dall'articolo 44, comma 1, del codice giudiziario.
L'articolo 38, comma 1, del codice giudiziario aggiunge: "Entro il primo giorno feriale successivo alla notificazione dell'atto, l'ufficiale giudiziario invia al domicilio o, in mancanza di questo, alla residenza del destinatario, a mezzo raccomandata postale, una lettera da lui firmata. La lettera in questione indica la data e l'ora della presentazione, nonché la possibilità per il destinatario in persona, o per una persona munita di delega scritta, di ritirare una copia dell'atto presso l'ufficio dell'ufficiale giudiziario entro un termine massimo di tre mesi dalla notificazione".
d. L'elezione di domicilio (articolo 39 del codice giudiziario)
Secondo l'articolo 39 del codice giudiziario, "quando il destinatario ha eletto domicilio presso un mandatario, la notificazione e la comunicazione possono essere effettuate presso questo domicilio. Se la copia viene consegnata direttamente al mandatario presso il domicilio eletto, la notificazione è considerata effettuata a mani proprie. La notificazione e la comunicazione non possono avvenire nel domicilio eletto se il mandatario è deceduto, se non è più domiciliato in tale luogo oppure se ha cessato di esercitarvi la propria attività".
2. La comunicazione a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno
Quando l'atto è trasmesso mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, se il destinatario non viene trovato all'indirizzo indicato sulla lettera, viene lasciato un avviso a questo indirizzo. In tal caso, l'invio può essere ritirato nel luogo indicato sull'avviso o in quello stabilito tra il servizio postale e il destinatario entro 15 giorni, escluso il giorno della presentazione.
Quando l'atto viene trasmesso mediante notificazione, l'atto deve indicare la data della notificazione (articolo 43 del codice giudiziario).
Se invece l'atto è trasmesso mediante comunicazione, il Belgio applica un sistema di doppia data.
La data da considerare nei confronti del mittente è infatti diversa da quella nei confronti del destinatario dell'atto.
Per il mittente è la data di spedizione che vale come data di comunicazione.
L'articolo 53 bis del codice giudiziario indica che, salvo disposizione contraria della legge, i tempi decorrono nei confronti del destinatario dal primo giorno successivo alla presentazione della lettera al suo domicilio o, eventualmente, alla sua residenza o al domicilio eletto.
Per quanto riguarda la notificazione mediante deposito di una copia dell'atto, cfr. supra: la notificazione mediante deposito di una copia dell'atto (articolo 38, comma 1, del codice giudiziario).
Quando l'atto viene trasmesso mediante notificazione, il destinatario non ha la possibilità di opporvisi, fatto salvo il motivo di rifiuto di cui agli articoli 5 e 8 del regolamento (CE) n. 1393/2007 (esigenza di traduzione).
Quando l'atto viene trasmesso mediante comunicazione, l'articolo 53 bis del codice giudiziario indica che, salvo disposizione contraria della legge, i tempi decorrono nei confronti del destinatario dal primo giorno successivo alla presentazione della lettera al suo domicilio o, eventualmente, alla sua residenza o al domicilio eletto. Non esiste quindi la possibilità per il destinatario di opporsi a una comunicazione tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
Il destinatario di una comunicazione trasmessa mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno ha tuttavia la possibilità di contestare in seguito la validità di tale comunicazione dimostrando che non aveva né il domicilio, né la residenza, né aveva eletto domicilio all'indirizzo indicato sulla lettera raccomandata. La notificazione tramite ufficiale giudiziario è pertanto giuridicamente più sicura della comunicazione mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Infatti, nel caso della notificazione, l'ufficiale giudiziario incaricato verifica l'indirizzo del destinatario nel registro nazionale delle persone fisiche. Inoltre la data della comunicazione mediante lettera raccomandata non può essere stabilita con certezza se il destinatario non ha datato e firmato la ricevuta di ritorno durante la (prima) presentazione della lettera raccomandata al suo domicilio, alla sua residenza o al domicilio eletto. Viceversa, la data della notificazione è sempre indicata nell'atto di notificazione.
Emerge inoltre dai lavori preparatori del succitato regolamento (CE) n. 1393/2007 e soprattutto dalla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1348/2000 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale, presentata dalla Commissione l'11 luglio 2005, che la modifica dell'articolo 14 mirava a istituire "per tutti gli Stati membri una disposizione uniforme relativa ai servizi postali [prevedendo] una condizione uniforme (lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o tipo equivalente di invio) […]. Si tratta di una condizione che garantisce un grado consono di certezza che il destinatario ha ricevuto l'atto e che si disponga di una prova sufficiente". L'esigenza di una ricevuta di ritorno mira pertanto a garantire la certezza del diritto per le parti. Secondo questi lavori preparatori, è impossibile stabilire che il destinatario abbia effettivamente "ricevuto" l'atto se non ha firmato la ricevuta di ritorno. Tuttavia, secondo la soluzione scelta dall'articolo 53 bis del codice giudiziario, la comunicazione viene effettuata quando l'atto è "presentato" al domicilio, alla residenza o al domicilio eletto del destinatario senza che sia necessario che l'atto gli sia effettivamente consegnato, né che la ricevuta di ritorno venga firmata.
L'articolo 1 del regio decreto del 27 aprile 2007 recante regolamentazione del servizio postale indica che gli invii postali registrati sono gli invii postali raccomandati e quelli con valore dichiarato.
In linea di principio, l'invio raccomandato con ricevuta di ritorno può essere consegnato solo al destinatario, previa verifica della sua identità, a fronte della firma della ricevuta di ritorno (articoli 30, 53 e 54, a contrario, del regio decreto del 27 aprile 2007).
L'articolo 57 del regio decreto del 27 aprile 2007 stabilisce tuttavia che "gli invii postali registrati, il cui indirizzo indica una persona presso la quale il destinatario ha eletto domicilio, possono essere consegnati a tale persona".
L'articolo 62 del regio decreto del 27 aprile 2007 precisa che "sono considerate destinatarie della corrispondenza destinata a società, associazioni, organismi, aziende ed enti di ogni tipo le persone abilitate a ricevere la corrispondenza conformemente alle norme di diritto comune".
Secondo l'articolo 58 del regio decreto del 27 aprile 2007, "gli invii postali registrati destinati ai minori di quindici anni sono consegnati alle persone che ne hanno la custodia o la potestà genitoriale".
Infine, secondo l'articolo 65 del regio decreto del 27 aprile 2007, gli invii raccomandati "possono essere consegnati […] a un mandatario del destinatario, […] dietro presentazione di una procura postale, con formale delega a ritirare gli invii postali".
Gli invii postali sono recapitati all'indirizzo indicato, tranne in caso di errore manifesto (ad esempio, errore ortografico nell'indirizzo, numero civico errato, codice postale palesemente sbagliato, ecc.).
Se il destinatario non viene trovato all'indirizzo indicato, l'invio raccomandato non viene consegnato, a meno che il destinatario stesso non abbia chiesto di far recapitare gli invii postali a un altro indirizzo tramite un servizio di rispedizione (articolo 51 del regio decreto del 27 aprile 2007 recante regolamentazione del servizio postale).
Conformemente all'articolo 60 del regio decreto del 27 aprile 2007 recante regolamentazione del servizio postale, "in caso di fallita presentazione al domicilio degli invii registrati, viene lasciato un avviso. In tal caso, gli invii postali […] possono essere ritirati nel luogo indicato sull'avviso o in quello stabilito tra [il servizio postale] e il destinatario entro 15 giorni, escluso il giorno della presentazione".
L'articolo 66 del regio decreto del 27 aprile 2007 indica che "gli invii postali che non è stato possibile consegnare al destinatario sono rispediti al mittente […]. Gli invii raccomandati e i libri devono essere sempre rispediti al mittente".
Nel caso della notificazione, l'articolo 43 del codice giudiziario precisa che chi riceve la copia dell'atto a mani proprie deve firmare l'originale. Se si rifiuta di firmare, l'ufficiale giudiziario annoterà tale fatto sull'atto. Vi sarà quindi in ogni caso una prova scritta della notificazione. È molto difficile contestare la dichiarazione di un ufficiale giudiziario.
Per quanto riguarda la comunicazione, vi è chiaramente una prova scritta, nella misura in cui la comunicazione è effettuata con lettera raccomandata. L'articolo 46 del codice giudiziario prevede una prova della ricezione anche per il plico giudiziario. La prova viene conservata nel fascicolo del procedimento.
In generale è poco probabile che il destinatario non riceva l'atto, poiché la legge belga applica la notificazione a mani proprie. Ciò significa che l'ufficiale giudiziario consegna la copia personalmente al destinatario. La legge contempla tuttavia alcuni casi in cui l'atto viene notificato a terzi (articolo 35 del codice giudiziario) o lasciato semplicemente a un indirizzo (articolo 38). In tali casi la notificazione è assolutamente valida, anche se non è effettuata a mani proprie. Una persona che comunichi agli effetti di legge l'avvenuta ricezione dell'atto di notificazione, come previsto all'articolo 35, e che non lo trasmetta all'interessato o non lo informi in merito, può essere ritenuta civilmente responsabile. Nella pratica tale disposizione dà ottimi risultati.
Non sono tuttavia da escludere violazioni della legge nella notificazione o nella comunicazione (come l'omissione di determinate informazioni nell'atto di notificazione). La sanzione processuale per le notificazioni o le comunicazioni irregolari consiste nella nullità degli atti giudiziari. Le norme relative alla nullità figurano negli articoli da 860 a 866 del codice giudiziario.
Va infine indicato che chi causa la nullità può essere considerato responsabile se risulta che la nullità è dovuta a una sua colpa.
Per questo lavoro l'ufficiale giudiziario riceve una remunerazione che è disciplinata dall'articolo 522, comma 1, del codice giudiziario.
Le tariffe precise, che è opportuno rispettare, sono stabilite dal regio decreto del 30 novembre 1976 che fissa le tariffe per gli atti degli ufficiali giudiziari in materia civile e commerciale e quelle relative ad alcune indennità (cfr.: http://www.ejustice.just.fgov.be/cgi_loi/change_lg.pl?language=fr&la=F&cn=1976113030&table_name=loi ).

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 

Articolo 46

§4

Art. 46