Source: http://concordati.ilcaso.it/codice_amministrazionestraordinaria/2
Timestamp: 2020-01-28 19:32:56+00:00

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Amministrazione straordinaria - Procedimento - Principio dispositivo - Esclusione..
La valutazione relativa all'ammissione o meno di una società alla procedura di amministrazione straordinaria non è ispirata al principio dispositivo di parte bensì ad interessi di ordine generale e di rilevanza pubblicistica, i quali consentono di travalicare lo specifico interesse della società debitrice e dei suoi creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20 Gennaio 2012. Segue...
Fallimento - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Decreto del tribunale che dichiara il fallimento in alternativa all'apertura della procedura - Presupposto - Sussistenza di concrete prospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attività d'impresa - Cessione dei complessi aziendali ex art. 27, comma 2, lett. a), d.lgs. n. 270 del 1999 - Valutazione spettante al tribunale - Giudizio prognostico - Oggetto. .
Il decreto con cui il tribunale dichiara il fallimento, in difetto delle condizioni per l'apertura della procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, presuppone, ai sensi dell'art. 30 del d.lgs. n. 270 del 1999, che non sussistano concrete prospettive di recupero dell'equilibrio economico delle attività imprenditoriali, da realizzarsi tramite la cessione dei complessi aziendali o la ristrutturazione economica e finanziaria dell'impresa, come prevede l'art. 27,comma 1, del d.lgs. citato; ne consegue che la predetta cessione implica un giudizio prognostico, rimesso al giudice di merito, avente ad oggetto l'idoneità della dismissione dell'azienda a condurre al risultato finale dell'equilibrio economico, potendo l'impresa restare nel mercato per effetto delle risorse così acquisite, e residuate dopo il soddisfacimento dei creditori o la liberazione delle passività. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 17 Febbraio 2009, n. 3769. Segue...
Comunità europea - Comunità economica europea - Istituzioni - Commissione - Atti - "Raccomandazioni" della Commissione europea - Efficacia nell'ordinamento nazionale - Efficacia vincolante - Esclusione - Contrasto della norma interna con la "raccomandazione" - Dovere del giudice nazionale di disapplicare la norma - Esclusione - Fattispecie in materia di requisiti dimensionali per l'assoggettamento delle imprese ad amministrazione straordinaria.
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Assoggettamento dell'impresa ad amministrazione straordinaria ex legge n. 270 del 1990 - Requisiti dimensionali - Numero dei dipendenti - Computo dei lavoratori a tempo parziale - Criteri - Disciplina ex art. 6, D.Lgs. n. 61 del 2000 - Modifiche ex art. 1, D.Lgs. n. 100 del 2001 - Norma interpretativa - Configurabilità - Esclusione - Conseguenze.
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Dichiarazione di fallimento - Domanda di conversione in amministrazione straordinaria - Forme e termini - Proposizione dell'opposizione alla sentenza di fallimento ex art. 18, legge fall. - Necessità. .
Le "raccomandazioni" emanate dalla Commissione europea costituiscono atti comunitari tipici, non obbligatori, preordinati allo scopo di assicurare il funzionamento e lo sviluppo della Comunità europea, mediante la prospettazione della soluzione che appare preferibile adottare nell'ottica comunitaria e, conseguentemente, essendo privi di carattere vincolante nei confronti del legislatore nazionale, il giudice ordinario non è tenuto a disapplicare la norma statale che, eventualmente, si ponga in contrasto con esse. (In applicazione del succitato principio di diritto, la S.C. ha escluso il potere - dovere di disapplicazione dell'art. 2, D.Lgs. n. 270 del 1999 che, nello stabilire i requisiti dimensionali necessari per l'assoggettamento dell'impresa in crisi all'amministrazione straordinaria, prevede che l'impresa debba avere un numero di dipendenti inferiore a quello stabilito da una raccomandazione della Commissione europea). (massima ufficiale)
In tema di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, ai sensi del D.Lgs. n. 270 del 1999, il requisito dimensionale, in riferimento al numero dei lavoratori subordinati, va determinato, ex art. 6, D.Lgs. n. 61 del 2000, nel testo anteriore alla modifica introdotta dall'art. 1, D.Lgs. n. 100 del 2001, computando i lavoratori a tempo parziale nel numero complessivo dei dipendenti in proporzione all'orario svolto riferito alle ore lavorative ordinarie effettuate in azienda con arrotondamento all'unità della frazione di orario superiore alla metà di quello normale e, quindi, calcolando il lavoratore a tempo parziale come una unità, qualora l'orario di lavoro sia superiore alla metà di quello osservato dal lavoratore a tempo pieno, risultando questa interpretazione conforme alla direttiva 97/81/CE e dovendo altresì ritenersi che l'art. 1, D.Lgs. n. 100 del 2001 - in virtù del quale i lavoratori a tempo parziale sono computati nel complesso del numero dei lavoratori dipendenti in proporzione all'orario svolto e l'arrotondamento del tempo parziale opera per le frazioni di orario eccedenti la somma degli orari individuati a tempo parziale corrispondente a unità intere di orario a tempo pieno - non ha natura interpretativa e, conseguentemente, non è applicabile alle fattispecie perfezionatesi anteriormente alla sua entrata in vigore. (massima ufficiale)
Nel caso di assoggettamento dell'impresa al fallimento, la conversione del fallimento in amministrazione straordinaria ai sensi dell'art. 35, legge n. 270 del 1999, diversamente da quanto previsto in precedenza dalla legge n, 95 del 1979, può essere richiesta esclusivamente mediante l'opposizione alla sentenza di fallimento ex art. 18, legge fall., che deve essere, quindi, proposta entro il termine di quindi giorni dalla notifica dell'estratto della sentenza di fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Dicembre 2003, n. 18620. Segue...

References: art. 27
 art. 6
 art. 1
 sentenza 
 art. 18
 art. 6
 sentenza 
 art. 18
 sentenza