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Timestamp: 2017-12-17 21:31:30+00:00

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È andata così | sguardiepercorsi
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18 pensieri su “È andata così”
yourcenar11 13 novembre 2013 alle 15:06
Anch’io continuo a ripetermi che ” è andata così”, ma riguarda il presente che a volte è troppo difficile accettare, un presente che non posso modificare. Più che chiudersi una porta, a me è piombato addosso un masso che mi ha tramortito, cambiando di fatto il corso della mia vita. Ciao Chiara, mi fa bene leggerti.
sguardiepercorsi Autore articolo 13 novembre 2013 alle 16:29
Un grande abbraccio, Cristina… Ti penso. Mi fa piacere sapere che ti fa bene leggermi.
Pablo 12 novembre 2013 alle 23:49
Leggo molto dolore. E mi dispiace.
sguardiepercorsi Autore articolo 13 novembre 2013 alle 06:27
Tranquillo, non c’è dolore ora. Sono felice del mio percorso di vita, lo amo veramente.
Un abbraccio, Pablo…
Nicola Losito 12 novembre 2013 alle 19:21
Quante volte anch’io ho ripetuto: è andata così. Alcune volte, quando è andata male, ci metto davanti un bel “purtroppo”.
Ma la cosa che mi rasserena è che di notte mi diverto a pensare come sarebbe andata a finire se avessi preso una strada diversa. E allora mi sbizzarrisco nelle ipotesi più strampalate, svegliandomi al mattino con la convinzione che quel “è andata così” era il modo migliore in cui poteva andare la mia vita…
sguardiepercorsi Autore articolo 12 novembre 2013 alle 21:49
Ti auguro tanti buoni risvegli, fatti di buoni pensieri su come sono andate le cose!
(al_nick_ci_penserò!) 12 novembre 2013 alle 18:59
La dico anche io quella frase; poi mi incarto perchè poi la correggo con “l’ho fatta andare così” e la cosa mi fa anche crescere rabbia, perchè ancora non riesco a darmi pace .. nel senso che, aldilà del “è andata così” o del “l’ho fatta andare così”, a me quel “così” ancora pesa.
Fare pace con il proprio passato è difficile ma importante.
sguardiepercorsi Autore articolo 12 novembre 2013 alle 21:44
Sì, è difficile… Ma ti auguro di far pace presto… 🙂
luporenna 12 novembre 2013 alle 07:49
Tra le opportunità di riscatto, non trascurerei la metempsicosi
sguardiepercorsi Autore articolo 12 novembre 2013 alle 08:02
tramedipensieri 12 novembre 2013 alle 07:45
…in certi casi il rimpianto è inevitabile. Costa fatica e impegno e senza un vero affetto accanto è tutto molto più difficile.
Mi riferisco a circostanze come il fatto da te citato.
sguardiepercorsi Autore articolo 12 novembre 2013 alle 08:06
È vero. E comunque l’essere più o meno attraversati da quel vissuto non dipende da noi. Accade. Dipende in parte da noi quel che riusciamo a farci, il cercare di non farci bloccare dal rimpianto. Le reazioni degli esseri umani sono davvero molto diverse e complesse, lo vedo tutti i giorni!
tramedipensieri 12 novembre 2013 alle 08:17
Prigioniera_Del_Deserto 12 novembre 2013 alle 06:19
I miei “è andata così” cercano di non sottendere nulla. La vita è fatta di scelte e di eventi che succedono a prescindere dalla nostra volontà. In entrambi i casi preferisco focalizzare su quello che ho scelto o su quello che resta, perchè non vorrei mai perdermi il momento nel rimpianto di ciò che avrebbe potuto essere.
L’ho pensato così, magari non c’entra nulla.
sguardiepercorsi Autore articolo 12 novembre 2013 alle 06:45
C’entra, certo. È un altro possibile sguardo. I nostri sguardi dipendono da come siamo fatti, e il bello di dialogare su queste cose è proprio poter vedere anche sguardi diversi dai nostri, e rifletterci su. Le mie corde del rimpianto vibrano poco, ma credo di comprendere il tuo punto di vista.
giacani 11 novembre 2013 alle 22:20
Io invece sono quello delle seconde possibilità. Si chiude una porta, si apre un portone dicevano mia madre. E la vita mi sta insegnando che aveva ragione lei. Su per giù quello che scrivevo qui
http://giacani.wordpress.com/2013/11/03/giona-2013-3-il-trionfo/
sguardiepercorsi Autore articolo 11 novembre 2013 alle 22:46
Certo. Si chiudono e si aprono infinite porte. Mi riferivo solo al vissuto di irreversibilità: una separazione, un incidente, un lutto, una scelta che comporta conseguenze… Oggi parlavo con una donna a cui hanno amputato una gamba. Irreversibile, la sua gamba non l’avrà mai più, non ha una seconda possibilità di avere la sua gamba e la sua vita di prima. Ha molte possibilità di continuare anche bene la sua vita, di mettere una protesi, di fare mille cose significative. Ha molte altre possibilità.
Il senso dell’irreversibile non è impotenza. È però la consapevolezza che una porta che si chiude non si apre più. Se ne aprono altre, dopo.
giacani 11 novembre 2013 alle 22:48
Sì, certo. L’importante però è non rimanere lì a rimpiangere quello che è stato e così chiudersi alle nuove opportunità!

References: articolo 13
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 articolo 12
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 articolo 11