Source: https://www.ecf.sm/ente-cassa-faetano/statuto
Timestamp: 2018-12-12 15:29:19+00:00

Document:
Statuto – Fondazione Ente Cassa di Faetano
Statuto Ente Cassa
Lo statuto dell’Ente Cassa di Faetano – Fondazione Banca di San Marino, aggiornato con le modifiche approvate dall’Assemblea dei Soci del 11 maggio 2014
L’Ente ha la sua sede legale nella Repubblica di San Marino, in Faetano, Strada della Croce, n. 48, ed ha durata illimitata.
L’Ente, con riferimento principale al territorio di San Marino, persegue fini di utilità sociale, in particolare, ma non esclusivamente, nei settori della cultura, dell’arte, dell’istruzione, dell’attività sportiva, dello sviluppo economico, della sanità, della ricerca scientifica e a tutela delle categorie sociali più deboli, attraverso le iniziative di volta in volta ritenute più idonee. L’Ente, inoltre, ha lo scopo di favorire lo sviluppo agricolo, artigianale, commerciale, turistico ed industriale nonché la cooperazione nel territorio della Repubblica.
L’Ente potrà raccordare la propria attività con quella di altri enti aventi analoghe finalità, anche attraverso la partecipazione ad istituzioni od organizzazioni di coordinamento nazionali ed internazionali, di natura sia pubblica che privata.
L’ente può dotarsi di un Codice Etico che contenga i valori etici, i principi di condotta e le regole di condotta, che devono ispirare le azioni e i comportamenti dei Soci e di tutti coloro che operano per l’Ente in riferimento sia ai rapporti interni che a quelli esterni, la previsione delle sanzioni in caso di violazioni, delle competenze e del procedimento per l’applicazione di dette sanzioni.
L’Ente con regolamento, approvato dall’Assemblea dei soci, vengono definiti i criteri per l’esecuzione degli interventi dell’Ente nei settori indicati nel primo comma del presente articolo nonché le linee guida del programma triennale elaborate dal Consiglio di Amministrazione.
L’Ente amministra il proprio patrimonio, compresa la partecipazione detenuta nella Società Bancaria nella quale è stata conferita l’azienda bancaria ai sensi del precedente articolo 1.
L’Ente può compiere ogni operazione finanziaria, commerciale, mobiliare ed immobiliare consentita dalle leggi vigenti e dal presente Statuto. Sono preclusi all’Ente l’esercizio diretto dell’impresa bancaria e il possesso di partecipazioni nel capitale di società bancarie o finanziarie diverse da quelle della Società Bancaria. Partecipazioni, in società operanti in settori diversi da quelli indicati dal presente comma, possono essere assunte qualora siano strumentali al perseguimento degli scopi istituzionali.
L’Ente, per il raggiungimento dei fini di cui al presente articolo, può anche assumere la gestione di servizi pubblici in regime di concessione.
L’Ente può avere proprio personale dipendente il cui organigramma è stabilito dal Consiglio di Amministrazione.
Il patrimonio dell’Ente, è costituito dalle quote sociali, dai beni propri e dalla partecipazione nella Società Bancaria, e si incrementa, di norma, per effetto degli avanzi di gestione non destinati a favore di terzi e delle liberalità a qualsiasi titolo pervenute e destinate ad accrescimento del patrimonio. In nessun caso la quota di spettanza dell’Ente nella Società Bancaria può risultare inferiore al 51% del capitale sociale.
Nelle ipotesi previste dall’articolo 2.1, comma 2, della legge del 29 novembre 1995, n. 130, l’Ente istituirà il fondo di riserva finalizzato alla sottoscrizione di aumenti di capitale della Società Bancaria nonché ad acquisto di azioni della Società Bancaria medesima.
Per lo svolgimento delle proprie attività ed il raggiungimento dei propri scopi istituzionali l’Ente può utilizzare:
a) i proventi e le rendite derivanti dalla gestione del proprio patrimonio, detratte le spese di funzionamento ed ogni altro onere previsto dalla legge o dallo statuto;
b) gli eventuali avanzi di gestione e le liberalità non destinate ad incremento del patrimonio;
c) i proventi di natura straordinaria non destinati ad incremento del patrimonio.
I proventi derivanti dalla cessione di azioni della Società Bancaria devono essere impiegati secondo criteri di diversificazione degli investimenti, al fine della salvaguardia del valore economico del patrimonio, fermo il rispetto dell’articolo 2.1 della legge del 29 novembre 1995, n. 130.
Il patrimonio dell’Ente è vincolato al perseguimento degli scopi statutari e la sua amministrazione deve essere condotta in modo da conservarne il valore nel tempo ed ottenerne adeguata redditività, anche attraverso la diversificazione degli investimenti. La gestione del patrimonio può essere affidata, in tutto o in parte, ad operatori specializzati.
I Soci non hanno diritto né sul patrimonio né sugli utili dell’Ente.
• il Collegio Sindacale.
I Soci provenienti dalla Banca di San Marino alla data della trasformazione costituiscono la continuità storica e giuridica dell’Ente con l’istituto originario. Ad essi non si applica la causa di decadenza di cui al successivo comma 7 b).
La qualità di socio si acquisisce per deliberazione del Consiglio di Amministrazione, che stabilisce anche l’ammontare della quota di partecipazione.
Il numero massimo dei soci è di 500 (cinquecento).
I Soci debbono essere scelti tra le persone fisiche rappresentative della realtà economica e del contesto sociale della Repubblica di San Marino e con preferenza tra quelle rappresentative dei settori cui si rivolgono le attività dell’Ente.
Non possono essere nominati soci:
a) coloro contro i quali pendano atti esecutivi per inadempienza alle loro obbligazioni verso l’Ente, e/o verso le società direttamente o indirettamente partecipate o che abbiano liti pendenti con esse o che ad esse abbiano cagionato danni o perdite;
b) i dipendenti dell’Ente o delle società da questa direttamente o indirettamente controllate.
La qualità di socio, personale e intrasmissibile, si perde per decadenza e per dimissioni.
Decadono dalla qualità di socio, con dichiarazione del Consiglio di Amministrazione:
a) coloro che siano interdetti, inabilitati o che perdano per qualsiasi causa la piena capacità civile;
b) coloro che vengano a trovarsi nelle condizioni previste dalle lettere a) e b) del precedente comma 5;
c) coloro che riportino una condanna definitiva per reati non colposi che comporti la pena alla reclusione per un tempo non inferiore a due anni;
d) coloro nei confronti dei quali venga dichiarato il concorso giudiziale dei creditori o il fallimento.
Possono essere dichiarati decaduti coloro che senza giustificato motivo non siano intervenuti a tre Assemblee consecutive.
La decadenza dalla qualità di socio è pronunciata dal Consiglio di Amministrazione.
Le dimissioni avranno effetto dalla data di ricevimento della relativa comunicazione scritta.
Non sono rieleggibili i soci decaduti o dimissionari salvo il caso in cui le dimissioni vengano date per rimuovere delle incompatibilità.
Costituiscono cause di sospensione:
a) la condanna con sentenza non definitiva che menomi l’onorabilità del Socio;
b) l’interdizione temporanea dai pubblici uffici. In tale caso la sospensione permane per l’intera durata dell’interdizione;
c) l’applicazione di una misura di sicurezza personale. In tale caso la sospensione permane per l’intera durata della misura applicata.
d) l’assunzione, a tempo determinato, di un Socio da parte dell’Ente o di una società da questo direttamente o indirettamente controllata.
• sulle norme che regolano il proprio funzionamento;
• sulla nomina e sulla revoca dei componenti il Consiglio di Amministrazione;
• sulla nomina e sulla revoca per giusta causa dei componenti il Collegio Sindacale;
• sulle modifiche statutarie, proposte dal Consiglio di Amministrazione;
• sull’adozione, sull’approvazione, la modifica e l’abrogazione del Codice Etico;
• sugli oggetti sottoposti al suo esame dal Consiglio di Amministrazione;
• sull’approvazione del bilancio consuntivo annuale;
• sulla proposizione dell’azione di responsabilità nei confronti dei componenti il Consiglio di Amministrazione o il Collegio Sindacale;
• sull’approvazione e la modifica del regolamento di cui all’articolo 3, comma 4, del presente Statuto;
• sulla determinazione dei compensi annui e dei gettoni di presenza per il Presidente, il Vice Presidente, i componenti il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale;
• sullo scioglimento, trasformazione e fusione dell’Ente e sulle determinazioni conseguenti.
Art. 8 - CONVOCAZIONE E COSTITUZIONE DELL’ASSEMBLEA
L’Assemblea dei soci deve essere convocata dal Presidente su delibera del Consiglio di Amministrazione almeno una volta l’anno entro il 31 maggio, in tempo utile per l’approvazione del bilancio consuntivo, e per gli adempimenti ad essa riservati.
Essa è inoltre convocata ad iniziativa del Consiglio di Amministrazione quando lo ritenga necessario o gliene facciano richiesta motivata almeno un quarto dei soci o il Collegio Sindacale.
Qualora non si provveda alla convocazione dell’Assemblea, ciascun Socio può chiedere al Magistrato Dirigente del Tribunale Unico di disporre la convocazione dell’Assemblea stessa e di designare la persona che deve presiederla.
L’Assemblea è convocata mediante avviso pubblicato “ad valvas” presso il Tribunale Unico almeno venti giorni prima della data fissata per la riunione e mediante quegli ulteriori mezzi di comunicazione che il Consiglio stesso ritenga di adottare. L’avviso deve contenere l’elenco delle materie da trattare e l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo della riunione in prima ed in seconda convocazione. La seconda convocazione può essere tenuta nello stesso giorno stabilito per la prima, purché almeno un’ora dopo. Il luogo della riunione deve essere ubicato nel territorio della Repubblica di San Marino. L’Assemblea dei Soci è validamente costituita quando sia presente o rappresentato, in prima convocazione, un numero di soci pari almeno alla metà più uno dei medesimi e, in seconda convocazione, almeno un ottavo di essi.
I soci che sono membri del Consiglio di Amministrazione o del Collegio Sindacale sono esclusi dal voto nelle deliberazioni concernenti la propria responsabilità.
Ogni socio può farsi rappresentare da altro socio mediante delega scritta. Nessun socio può essere portatore di più di due deleghe.
Art. 9 - DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBLEA
L’Assemblea dei Soci è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione ovvero, in caso di sua assenza o impedimento, da chi lo sostituisce a norma di Statuto, ovvero, in mancanza, dalla persona designata dagli intervenuti.
Salvi i casi in cui siano previste maggioranze qualificate, l’Assemblea dei Soci delibera a maggioranza assoluta dei votanti.
Nelle nomine alle cariche sociali ogni Socio ha tanti voti quanti sono i soggetti da nominare. Nella nomina alle cariche sociali risulteranno eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero di voti, purché con il voto favorevole di almeno un terzo dei soci votanti.
Nelle deliberazioni relative allo scioglimento, trasformazione e fusione dell’Ente, l’Assemblea delibera con la maggioranza dei due terzi dei votanti che rappresentino almeno la metà più uno dei soci in carica.
Nel computo dei votanti non si tiene conto degli astenuti; in caso di parità dei voti, in sede di votazione palese, prevarrà il voto di chi presiede l’Assemblea. Le votazioni che abbiano ad oggetto persone si svolgono a scrutinio segreto, salvo che l’Assemblea, all’unanimità, stabilisca altra forma di votazione.
Salvo il caso di nomina alle cariche sociali, nella votazione segreta, la proposta che avrà ottenuto il voto favorevole di metà dei votanti si intenderà respinta.
Il Presidente nomina eventuali scrutatori fra i soci ed un Segretario, anche non socio, con il compito di redigere il verbale e di sottoscriverlo unitamente al Presidente dell’Assemblea.
Il Consiglio di Amministrazione è composto dal Presidente e da otto Consiglieri, nominati dall’Assemblea dei soci nel proprio seno, preferibilmente fra soggetti che abbiano maturato comprovata esperienza nei settori di intervento dell’Ente purché muniti dei requisiti d’idoneità previsti dall’art. 1 della Legge N. 47/2006 (int. e mod.).
I membri del Consiglio di Amministrazione durano in carica tre anni e sono rieleggibili per un massimo di due volte consecutive. Al fine di tale computo si considera anche la nomina ad altre cariche sociali. Alla scadenza del terzo mandato consecutivo, essi non possono essere nuovamente nominati, né assumere altre cariche sociali, prima che siano trascorsi almeno tre anni dalla cessazione della carica.
Nel caso in cui vengano meno, per qualsiasi causa, uno o più membri del Consiglio di Amministrazione, vengono chiamati a sostituirli i primi candidati non eletti che nell’Assemblea di nomina hanno ottenuto il maggior numero di voti. I Consiglieri così nominati restano in carica fino alla prossima Assemblea. In mancanza di candidati non eletti, l’Assemblea verrà convocata senza indugio ed essa provvederà alla necessaria sostituzione. Il mandato dei Consiglieri nominati in sostituzione di coloro che siano venuti a mancare per morte, dimissioni o altre cause, avrà una durata corrispondente alla durata residua degli altri Consiglieri. Tale nomina in sostituzione non viene computata ai fini della rieleggibilità.
I componenti il Consiglio scaduti proseguono nel loro mandato fintanto che non entrino in carica i rispettivi successori, compatibilmente con le vigenti disposizioni normative.
Il Consiglio di Amministrazione elegge, nel proprio seno, il Vice Presidente, che dura in carica tre anni. Questi può essere revocato dal Consiglio di Amministrazione e non è rieleggibile a tale carica consecutivamente più di due volte.
Non possono far parte del Consiglio di Amministrazione e, se nominati, decadono immediatamente coloro che perdano la qualità di socio.
Decade altresì dalla carica il Consigliere nei confronti del quale è stata deliberata l’azione di responsabilità e il Consigliere che, senza giustificato motivo, non intervenga per tre volte consecutive alle riunioni del Consiglio.
In caso di decadenza il Consigliere non può essere rinominato per un triennio dalla data della dichiarazione di decadenza.
La decadenza dei Consiglieri è dichiarata dal Consiglio di Amministrazione, il quale assume le iniziative per la sostituzione dei Consiglieri decaduti.
Art. 11 - RIUNIONI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il Consiglio di Amministrazione viene convocato, presso la sede dell’Ente, o in ogni altro luogo nell’ambito del territorio della Repubblica di San Marino, dal Presidente, che ne determina anche l’ordine del giorno, almeno una volta al mese ed ogni qualvolta lo ritenga opportuno.
I Consiglieri, in numero di almeno tre, o il Collegio Sindacale possono chiedere la convocazione del Consiglio, indicando l’ordine del giorno.
L’avviso di convocazione, contenente l’ordine del giorno, dovrà essere inviato, almeno cinque giorni prima della data stabilita, ai componenti il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale.
In caso di urgenza la convocazione potrà essere effettuata mediante posta elettronica con avviso di ricevimento o fax inviati all’indirizzo o al numero telefonico allo scopo preventivamente comunicato da ciascun Consigliere.
Le adunanze sono presiedute dal Presidente o in caso di sua assenza o impedimento dal Vice Presidente; in caso di assenza o impedimento di entrambi, dal Consigliere Anziano. Si intende Consigliere Anziano colui che fa parte da maggior tempo, senza interruzione, del Consiglio di Amministrazione. In caso di nomina contemporanea prevale il più anziano di età.
Art. 12 - DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Per la validità delle deliberazioni, è richiesta la maggioranza assoluta dei voti dei presenti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede.
Quando le votazioni hanno ad oggetto persone, il Presidente dispone che si svolgano a scrutinio segreto. In tal caso la proposta che avrà ottenuto il voto favorevole di metà dei presenti si intenderà respinta.
I verbali delle adunanze sono redatti da colui che svolge le funzioni di Segretario e sottoscritti dal Segretario e da chi presiede.
Art. 13 - POTERI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Il Consiglio di Amministrazione, nei limiti delle disposizioni di legge e di Statuto, provvede a tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione e comunque a tutti gli atti non riservati alla competenza degli altri organi dell’Ente.
Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’Ente, convoca e presiede l’Assemblea dei soci, il Consiglio di Amministrazione e le commissioni eventualmente costituite, qualora non sia diversamente stabilito dal provvedimento istitutivo della commissione; svolge compiti di impulso e di coordinamento degli Organi collegiali e vigila sull’andamento generale dell’Ente nonché sull’esecuzione delle deliberazioni di detti Organi e sul conseguimento delle finalità istituzionali.
In situazioni di straordinaria necessità e urgenza, il Presidente adotta i provvedimenti di competenza del Consiglio, riferendone a quest’ultimo nella prima riunione.
In caso di assenza o impedimento del Presidente, ne adempie le funzioni il Vice Presidente ovvero, in caso di assenza o impedimento anche di questi, il Consigliere Anziano. Di fronte ai terzi la firma di chi sostituisce il Presidente costituisce prova dell’assenza o dell’impedimento dello stesso e di chi doveva nell’ordine sostituirlo.
Il Presidente di volta in volta e per singoli atti può nominare un delegato che lo sostituisca nella rappresentanza dell’Ente.
Art. 15 - COLLEGIO SINDACALE
Il Collegio Sindacale è composto da tre Sindaci effettivi eletti dall’Assemblea.
I Sindaci sono scelti tra persone esperte nelle materie amministrative e contabili aventi i requisiti di idoneità previsti dall’art. 1 della Legge N. 47/2006 (int. e mod.). Assume le funzioni di Presidente del Collegio il Sindaco che, in sede di votazione, ha ottenuto il maggior numero di voti; in caso di parità prevale il più anziano di carica e, in caso di nomina contemporanea, il più anziano di età.
I Sindaci durano in carica tre anni e sono rieleggibili per un massimo di due volte consecutive. Al fine di tale computo si considera anche la nomina ad altre cariche sociali. Alla scadenza del terzo mandato consecutivo, essi non possono essere nuovamente nominati, né assumere altre cariche sociali, prima che siano trascorsi almeno tre anni dalla cessazione della carica.
Nel caso in cui venga meno, per qualsiasi causa, un membro del Collegio, viene chiamato a sostituirlo il primo dei candidati non eletti che in sede di votazione ha ottenuto il maggior numero di voti, il quale resterà in carica fino alla prima assemblea.
In mancanza di candidati non eletti, l’Assemblea verrà convocata senza indugio ed essa provvederà alla necessaria sostituzione.
I componenti il Collegio Sindacale, scaduti, permangono nel loro incarico fintanto che non entrano in carica i rispettivi successori.
Decade dalla carica il Sindaco contro il quale è stata deliberata l’azione di responsabilità e il Sindaco che, senza giustificato motivo, non intervenga per tre volte consecutive alle riunioni del Collegio. In caso di decadenza il Sindaco non può essere rinominato per un triennio dalla data della dichiarazione di decadenza.
Il Collegio controlla l’amministrazione dell’Ente, vigila sull’osservanza della legge e dello statuto e accerta la regolare tenuta della contabilità sociale.
Le deliberazioni del Collegio Sindacale sono prese a maggioranza assoluta dei componenti.
Delle riunioni del Collegio viene redatto apposito verbale sottoscritto da tutti i presenti. Essi intervengono alle riunioni dell’Assemblea e del Consiglio di Amministrazione.
Il Collegio Sindacale redige apposita relazione sul bilancio consuntivo e sull’attività dell’Ente.
Art.15 bis – IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri di provata esperienza e specchiata moralità.
Il Collegio viene nominato, in occasione del rinnovo delle cariche sociali, dalla Assemblea dei Soci . Resta in carica per un triennio ed è rinnovabile, in tutto o in parte, per un massimo di altri due mandati. Funge da Presidente colui che ha ottenuto il maggior numero di voti. I componenti dovranno sottoscrivere all’atto dell’elezione l’accettazione dell’incarico, che viene svolto a titolo gratuito salvo eventuali rimborsi spese qualora documentati.
Nel caso in cui venga meno, per qualsiasi causa, un membro del Collegio viene chiamato a sostituirlo il primo dei non eletti. In caso di mancanza di candidati non eletti si dovrà provvedere alla necessaria sostituzione nella prima Assemblea utile.
Per le riunioni e le deliberazioni del Collegio dei Probiviri valgono le medesime disposizioni previste all’art. 11 e all’art. 12 dello Statuto sociale per il Consiglio di Amministrazione.
Il Collegio dei Probiviri ha sede presso la sede dell’Ente, ove pertanto deve essere inoltrata qualsiasi comunicazione ad esso rivolta.
Il Collegio dei Probiviri ha il compito di valutare le violazioni del Codice Etico che gli vengono segnalate dal Consiglio di Amministrazione e di adottare i provvedimenti disciplinari previsti dal Codice stesso.
Al Collegio dei Probiviri può fare inoltre ricorso il Socio che, avendo ricevuto dal Consiglio di Amministrazione contestazione di violazione del Codice Etico, ne intenda contestare la fondatezza. In tal caso il Socio deve provvedere all’inoltro del ricorso per iscritto al Collegio dei Probiviri mediante raccomandata A/R, entro 30 giorni dal ricevimento della contestazione della violazione da parte del Consiglio di Amministrazione. Il Collegio dei Probiviri, entro 90 giorni dal ricevimento del ricorso, assume la decisione su di esso e la comunica per iscritto sia al ricorrente, mediante inoltro di raccomandata AR, sia al Consiglio di Amministrazione. Qualora il Collegio dei Probiviri respinga il ricorso, provvede anche contestualmente ad emettere il provvedimento di richiamo dell’interessato.
Se il richiamo viene ignorato da parte del Socio, il Collegio dei Probiviri chiede al Consiglio di Amministrazione che la violazione venga notificata all’Assemblea dei Soci, fermo rimanendo che compete comunque al Consiglio di Amministrazione valutare se la violazione del codice etico è tale da esigere la notifica all’Assemblea dei Soci, nonché di procedere a tale notifica.
Art. 16 – COMPENSI
Al Presidente, al Vice Presidente, ai componenti il Consiglio di Amministrazione ed ai Sindaci, compete un compenso annuo e, per ogni partecipazione a riunioni del Consiglio di Amministrazione o del Collegio Sindacale, un gettone di presenza. La misura dei compensi annui e del gettone di presenza è determinata annualmente dall’Assemblea dei Soci.
E’ facoltà del Consiglio di Amministrazione stabilire l’emolumento da corrispondere per le riunioni delle commissioni e le modalità di erogazione degli eventuali rimborsi attribuiti per l’espletamento delle rispettive funzioni.
Art. 17 – INCOMPATIBILITÀ’
Oltre alle disposizioni in tema di incompatibilità dettate dalla legge, dall’Autorità di vigilanza e dal presente Statuto, non sono eleggibili alla carica di Consigliere o Sindaco:
a) coloro i quali sono legati tra loro da vincolo di coniugio, di parentela e/o affinità entro il secondo grado;
b) i dipendenti dell’Ente o coloro che sono legati da un rapporto continuativo retribuito con l’Ente, nonché coloro che sono legati ad essi da vincolo di coniugio, di parentela e/o affinità entro il secondo grado;
c) coloro i quali ricoprono cariche in organi di società controllate, direttamente o indirettamente, dall’Ente;
d) i dipendenti, gli amministratori o i sindaci di istituti di credito o di Società finanziarie o di enti la cui attività è in concorrenza con quella della Società Bancaria partecipata dall’Ente o quella delle imprese da questa controllate.
e) coloro che detengono, anche tramite società partecipate, partecipazioni superiori al 5 % del capitale sociale in banche e società finanziarie concorrenti del gruppo Bancario Banca di San Marino.
I componenti di ciascun organo sono obbligati a dare immediata comunicazione di eventuali cause di incompatibilità preesistenti o sopravvenute alla propria nomina. Decadono dalla carica coloro i quali incorrano in cause di incompatibilità che non siano rimosse entro trenta giorni dal loro verificarsi.
Alla prima riunione successiva a ciascuna nomina, il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale verificano la sussistenza, in capo ai propri membri, dei requisiti di appartenenza all’organo medesimo.
L’esercizio inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre. Il progetto di bilancio consuntivo è approvato dal Consiglio di Amministrazione e trasmesso al Collegio Sindacale almeno quindici giorni prima rispetto alla data prevista per l’Assemblea chiamata ad approvarlo.
Il progetto di bilancio con la relazione del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale devono restare depositati presso la sede dell’Ente negli otto giorni che precedono l’Assemblea chiamata ad approvarlo.
Il bilancio consuntivo è strutturato in modo da fornire una chiara rappresentazione del patrimonio e della situazione economico-finanziaria dell’Ente.
La relazione del Consiglio di Amministrazione che accompagna il bilancio deve, tra l’altro, illustrare la politica degli accantonamenti e degli investimenti, con particolare riguardo al mantenimento della sostanziale integrità economica del patrimonio dell’Ente.
Il bilancio, una volta approvato dall’Assemblea, è inviato, unitamente ai rispettivi allegati, entro trenta giorni dall’approvazione alla Divisione Vigilanza della Banca Centrale a cura del Presidente del Consiglio di Amministrazione.
Art. 19 – VIGILANZA
L’Ente è sottoposto alla vigilanza e al controllo della Divisione Vigilanza della Banca Centrale della Repubblica di San Marino.
Art. 20 - RELAZIONE ANNUALE SULL’ATTIVITA’ DELL’ENTE
In allegato al bilancio consuntivo di ogni anno il Consiglio di Amministrazione, predispone una dettagliata relazione sull’attività svolta dall’Ente e sulla situazione patrimoniale dello stesso.
Art. 21 – LIQUIDAZIONE
L’Ente si scioglie per deliberazione dell’Assemblea dei Soci, su proposta del Consiglio di Amministrazione.
La liquidazione verrà effettuata da uno o più liquidatori nominati dall’Assemblea dei Soci.
L’eventuale residuo patrimoniale risultante dal bilancio finale di liquidazione verrà attribuito, su deliberazione dell’Assemblea dei soci, ad enti che perseguono fini di beneficenza e/o assistenza ovvero fini identici o analoghi a quelli dell’Ente e che svolgano la propria attività prevalentemente nel territorio della Repubblica.

References: articolo 1
 sentenza 

Art. 8

Art. 9

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art.15

Art. 16

Art. 17

Art. 19

Art. 20

Art. 21