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Timestamp: 2020-08-13 06:20:21+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 7659 del 24/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7659 del 24/03/2017
Cassazione civile, sez. trib., 24/03/2017, (ud. 28/02/2017, dep.24/03/2017), n. 7659
sul ricorso iscritto al numero 15893 del ruolo generale dell’anno
A.L., rappresentata e difesa, giusta procura speciale in
calce al controricorso, dall’avv. Luca Cirillo, col quale
elettivamente si domicilia in Roma, al piazzale Clodio, n. 18,
presso lo studio dell’avv. Gennaro Capasso;
regionale della Campania, sezione 45^, depositata in data 24
febbraio 2012, n. 63/45/1212;
28 febbraio 2017 dal Consigliere Dott. Angelina Maria Perrino;
L’Agenzia delle Entrate ha ricostruito nei confronti della contribuente maggior reddito, maggiore volume d’affari e maggiore valore della produzione ai fini dell’irpef, dell’iva e dell’irap in relazione all’anno d’imposta 2004, facendo leva sul mancato adeguamento allo studio di settore. La contribuente ha impugnato il relativo avviso, denunciando la mancanza di gravi incongruenze, e ne ha ottenuto l’annullamento dalla Commissione tributaria provinciale. Quella regionale ha respinto l’appello dell’Ufficio, considerando che i giudici di primo grado hanno valorizzato gli argomenti addotti per contrastare la pretesa impositiva e che l’Agenzia si è limitata a riproporre le medesime argomentazione del primo grado. Avverso questa sentenza propone ricorso l’Agenzia delle entrate per ottenerne la cassazione, che affida a due motivi, cui A.L. reagisce con controricorso.
1.- Il collegio ha autorizzato la redazione della sentenza in forma semplificata.
2.- Col primo motivo di ricorso, proposto ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Agenzia si duole della violazione della L. n. 427 del 1993, art. 62-bis (recte, del D.L. n. 331 del 1993, conv. con L. n. 427 del 1993), D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52 e del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 33 e col secondo motivo, proposto ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, lamenta il vizio di motivazione in ordine all’omessa valutazione dell’incongruenza reiterata nel tempo della redditività dell’impresa.
2.1.- Le doglianze comportano l’inammissibilità del ricorso. Ciò in quanto non censurano l’autonoma e concorrente ratio sulla quale si fonda la sentenza impugnata, basata sull’inadeguatezza delle contestazioni formulate in appello, avendo al riguardo la Commissione tributaria regionale osservato che “…l’Ufficio in questo grado di giudizio si è limitato a riproporre le medesime argomentazioni dedotte in primo grado senza avanzare motivi specifici attinenti alla sentenza contestata…”.
2.2.- Non può allora che essere ribadito il principio reiteratamente affermato da questa Corte, secondo il quale qualora la decisione impugnata si fondi su di una pluralità di ragioni, tra loro distinte ed autonome, ciascuna delle quali logicamente e giuridicamente sufficiente a sorreggerla, è inammissibile il ricorso che non formuli specifiche doglianze avverso una di tali rationes decidendi, neppure sotto il profilo del vizio di motivazione (tra varie, Cass., sez.un., 29 marzo 2013, n. 7931e 4 marzo 2016, n. 4293).
dichiara inammissibile il ricorso e condanna l’Agenzia a pagare le spese, che liquida in Euro 7500,00 per compensi, oltre al 15% a titolo di spese forfettarie ed oltre agli accessori.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 360
 art. 62
 art. 52
 art. 33
 art. 360
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