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Progetto del processo di comunicazione e partecipazione pubblica del Piano di gestione del rischio di alluvioni - PDF
Progetto del processo di comunicazione e partecipazione pubblica del Piano di gestione del rischio di alluvioni
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Luigina Gerardina Pini
1 Progetto del processo di comunicazione e partecipazione pubblica del Piano di gestione del rischio di alluvioni 1
2 INDICE PREMESSA...3 Obiettivo del progetto...4 La partecipazione nella Direttiva 2007/60 e D.Lgs.49/ La partecipazione pubblica nel D.Lgs 152/ Le procedure di adozione dei progetti di piano stralcio, comma 3, dell art.68 del D.Lgs 152/ Coordinare il processo della partecipazione pubblica con la procedura di adozione del Piano? Possibili sinergie!9 Proposta di un modello organizzativo della partecipazione pubblica...11 Fasi delle attività del processo partecipato Calendario, programma di lavoro e misure consultive per l elaborazione del Piano Valutazione globale e provvisoria Consultazione sul progetto di Piano di gestione delle alluvioni Altre modalità di partecipazione pubblica...18 Quali i temi che potranno essere trattati nel processo partecipato?...19 Allegato
3 PREMESSA Nel distretto padano le inondazioni sono gli eventi naturali più frequenti fra quelli con conseguenze disastrose per le persone, i territori ed i beni. Secondo valutazioni ormai diffusamente condivise le superfici soggette a inondazioni sono destinate a crescere, così come il numero di persone potenzialmente esposte anche a causa delle trasformazioni dell uso dei suoli, della conurbazione e dei cambiamenti climatici. La gestione dei rischi di alluvione è quindi una componente complessa e critica che interferisce con la sicurezza pubblica e la qualità della vita. La comunicazione e la partecipazione pubblica nell ambito della costruzione dei piani di gestione del rischio alluvione riveste un ruolo strategico per la condivisione e legittimazione del piano stesso. Il processo di pianificazione avviato in adempimento delle disposizioni della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE è soggetto alle disposizioni previste dalla normativa europea e definite in particolare agli articoli 9 e 10 della citata Direttiva. Poiché tale processo è riconducibile ad una attività di integrazione e aggiornamento della pianificazione di bacino vigente, riconducibile al PAI ed ai Piani straordinari per la riduzione del rischio. Ai sensi delle norme del PAI medesimo, art 1, comma 9, esso è soggetto alle disposizioni del D.Lgs. 152/2006 relative alla partecipazione pubblica ed in particolare all art 67 che prevede che la partecipazione sia avviata a partire dal terzo anno antecedente la data di riferimento del Progetto di Piano. Non si può infine trascurare che l attuale assetto legislativo prevede che il Progetto di Piano sia assoggettato ad una fase di pubblicazione e di raccolta di osservazioni e che infine attraverso la convocazione di conferenze programmatiche a livello provinciale sia acquisito il parere degli Enti locali in relazione alla compatibilità delle previsioni del Progetto di piano con la pianificazione urbanistica e territoriale. La complessità delle relazioni fra i 3 diversi processi artt del D.lgs.49/2010, artt del D.Lgs.152/ il numero rilevante di soggetti istituzionali e di portatori di interesse da coinvolgere, la concomitanza di alcune fasi temporali e la necessità di definire chi coinvolgere e con quali modalità, hanno reso opportuna la progettazione e realizzazione di processi di comunicazione e partecipazione pubblica. 3
4 Obiettivo del progetto Il presente progetto si propone di delineare, a fronte dei dispositivi di legge previsti sulla partecipazione, una proposta riguardante il processo di comunicazione e partecipazione pubblica del Piano di gestione del rischio di alluvioni da condividere con i membri del Comitato Tecnico. I principi generali alla base del presente progetto esecutivo sono: - utilizzare e valorizzare tutte le esperienze condotte nel bacino del Po, sia a scala di intero bacino che a scala locale, che hanno dato efficaci risultati nell attuazione dei processi partecipati, in continuità con quanto già attuato per l approvazione della pianificazione di bacino vigente; - garantire l articolazione e la modulazione partecipazione pubblica in modo transcalare, in modo da intercettare efficacemente tutte le parti interessate dal Piano di gestione delle alluvioni; - integrare e coordinare la partecipazione pubblica con le procedure di approvazione del Piano di gestione delle alluvioni, e se opportuno con la partecipazione pubblica prevista per il PdGPo; - utilizzare strutture di governance già attive sul territorio (es. contratti di fiume); - seguire le raccomandazioni della Common implementation strategy (CIS) della Direttiva 2000/60 CE, sulla partecipazione pubblica (Guidance document n.8) e del progetto CRUE ERA-Net in merito al settore strategico relativo alla conoscenza, al rafforzamento della consapevolezza, percezione e comunicazione del rischio di alluvion. La partecipazione pubblica nella normativa vigente Visto il numero rilevante di disposizioni che riguardano la partecipazione nell ambito del processo di pianificazione avviato, appare opportuno riportarle di seguito in modo integrale. Direttiva 2007/60/Ce La partecipazione attiva di tutte le parti interessate è prevista all art 10 la cui parte d interesse è riportata nel sottostante riquadro. Art "Ai sensi della normativa comunitaria applicabile, gli Stati membri mettono a disposizione del pubblico la valutazione preliminare del rischio di alluvione, le mappe della pericolosità da alluvione, le mappe del rischio di alluvioni ed i piani di gestione del rischio inondazione." 2. "Gli Stati membri incoraggiano la partecipazione attiva delle parti interessate alla revisione e all'aggiornamento 4
5 dei piani di gestione del rischio di cui al capo IV." Sono importanti anche le diposizioni contenute al Capo V, art.9, riguardante il Coordinamento con la Direttiva 2000/60/CE, l informazione e consultazione del pubblico che al comma 3 prevede che la partecipazione attiva di tutte le parti interessate, prevista dall articolo 10 sopra riportato, sia coordinata, se opportuno, con la partecipazione attiva delle parti interessate prevista dall art. 14 della direttiva 2000/60/CE. Art. 9 la partecipazione attiva di tutte le parti interessate, prevista dall articolo 10 della presente direttiva, è coordinata, se opportuno, con la partecipazione attiva delle parti interessate prevista dall articolo 14 della direttiva 2000/60/CE. E evidente che tale disposizione non è al momento di interesse, ma a breve è da considerare visto che è prevista la revisione del PdGPo al 2015 e pertanto per dicembre di quest anno dovrà essere pubblicato il Calendario e programma di lavoro per la presentazione del piano (art. 66, comma 7, DLgs.152/2006). Direttiva 2000/60/Ce Ad ogni buon conto nel sottostante riquadro si riporta il testo della direttiva 2000/60, di cui l articolo 14 è quello essenziale per la questione della partecipazione pubblica. Preambolo 14 (14) Il successo della presente direttiva dipende da una stretta collaborazione e da un azione coerente a livello locale, della Comunità e degli Stati membri, oltre che dall informazione, dalla consultazione e dalla partecipazione dell opinione pubblica, compresi gli utenti. Preambolo 46 (46) Per garantire la partecipazione del pubblico, compresi gli utenti dell acqua, nel processo di elaborazione ed aggiornamento dei piani di gestione dei bacini idrografici, è necessario fornire informazioni adeguate sulle misure previste e riferire in merito ai progressi della loro attuazione in modo da coinvolgere il pubblico prima di adottare le decisioni definitive e le misure necessarie. Articolo 14 Informazione e consultazione pubblica 1. Gli Stati membri promuovono la partecipazione attiva di tutte le parti interessate all attuazione della presente direttiva, in particolare all elaborazione,al riesame e all aggiornamento dei piani di gestione dei bacini idrografici. Gli Stati membri provvedono affinché, per ciascun distretto idrografico, siano pubblicati e resi disponibili per eventuali osservazioni del pubblico, inclusi gli utenti: a) il calendario e il programma di lavoro per la presentazione del piano, inclusa una dichiarazione delle misure consultive che devono essere prese almeno tre anni prima dell inizio del periodo cui il piano si riferisce; b) una valutazione globale provvisoria dei problemi di gestione delle acque importanti, identificati nel bacino idrografico, almeno due anni prima dell inizio del periodo cui si riferisce il piano; c) copie del progetto del piano di gestione del bacino idrografico, almeno un anno prima dell inizio del periodo cui il piano si riferisce. Su richiesta, si autorizza l accesso ai documenti di riferimento e alle informazioni in base ai quali è stato elaborato il progetto del piano di gestione del bacino idrografico. 2. Per garantire l attiva partecipazione e la consultazione, gli Stati membri concedono un periodo minimo di sei mesi per la presentazione di osservazioni scritte sui documenti in questione. 5
6 3. I paragrafi 1 e 2 si applicano anche agli aggiornamenti dei piani in questione. Allegato VII Piani di gestione dei bacini idrografici A. I piani di gestione dei bacini idrografici comprendono i seguenti elementi. 9. Sintesi delle misure adottate in materia di informazione e consultazione pubblica, con relativi risultati ed eventuali conseguenti modifiche del piano. 11. Referenti e procedure per ottenere la documentazione e le informazioni di base di cui all articolo 14, paragrafo 1, in particolare dettagli sulle misure di controllo adottate a norma dell articolo 11, paragrafo 3, lettere g) e i), e sugli effettivi dati del monitoraggio raccolti a norma dell articolo 8 e dell Allegato V. L articolo 14 rappresenta la norma chiave per la interpretazione della partecipazione pubblica anche per quanto attiene la Direttiva 2007/60. In esso, infatti, vengono definite le tre forme principali di partecipazione con un livello di coinvolgimento crescente: accesso alle informazioni di riferimento: l informazione deve essere strutturata in modo utile per le parti sociali interessate e per il pubblico; consultazione, nelle tre fasi del processo di elaborazione le amministrazioni consultano il pubblico e le parti interessate per raccogliere le loro competenze, i punti di vista, le esperienze e le idee. Le informazioni e le opinioni raccolte mediante la consultazione costituiscono un sapere che verrà poi impiegato nell elaborazione delle soluzioni; partecipazione attiva in tutti gli aspetti dell attuazione della direttiva, in special modo - ma non esclusivamente - al processo di elaborazione dei piani. I principi di riferimento per la partecipazione pubblica sono che gli Stati membri devono incoraggiare la partecipazione attiva e garantire la consultazione e l accesso alle informazioni di riferimento. La partecipazione pubblica non si deve limitare al piano di gestione del bacino idrografico ma riguarda anche i programmi di misure e le singole azioni da intraprendere rispetto ai quali essa assume una rilevanza ancora più importante ed inderogabile per l efficace attuazione del Piano. Partecipazione pubblica Partecipazione attiva Consultazione Diffusione delle informazioni Deve essere incoraggiata Devono essere garantite La partecipazione pubblica nel D.Lgs 152/2006 Nel seguente riquadro è contenuto il testo pertinente dell articolo 66 che è quello essenziale per la 6
7 questione della partecipazione pubblica. 66. Adozione ed approvazione dei piani di bacino 7.Le Autorità di bacino promuovono la partecipazione attiva di tutte le parti interessate all'elaborazione, al riesame e all'aggiornamento dei piani di bacino, provvedendo affinché, per ciascun distretto idrografico, siano pubblicati e resi disponibili per eventuali osservazioni del pubblico, inclusi gli utenti, concedendo un periodo minimo di sei mesi per la presentazione di osservazioni scritte, i seguenti documenti: a) il calendario e il programma di lavoro per la presentazione del piano, inclusa una dichiarazione delle misure consultive che devono essere prese almeno tre anni prima dell'inizio del periodo cui il piano si riferisce; b) una valutazione globale provvisoria dei principali problemi di gestione delle acque, identificati nel bacino idrografico almeno due anni prima dell'inizio del periodo cui si riferisce il piano; c) copie del progetto del piano di bacino, almeno un anno prima dell'inizio del periodo cui il piano si riferisce. La sviluppo del processo di partecipazione relativo ai piani di bacino ricalca fedelmente le previsioni dell art 14 della Direttiva 2000/60/Ce per il piano di gestione di bacino idrografico, essa infatti deve quindi obbligatoriamente seguire tre momenti diversi: informazione, consultazione e coinvolgimento, per i quali vanno previsti tempi adeguati affinché pubblico e specifici portatori d interessi abbiano la reale opportunità di confrontarsi con quanto predisposto. Le procedure di adozione dei progetti di piano stralcio, comma 3, dell art.68 del D.Lgs 152/2006 Le conferenze programmatiche, riprese dal D.Lgs 152/2006, sono state introdotte con la cosiddetta Legge Soverato (decreto legge 12 ottobre 2000, n. 279, convertito in legge 11 dicembre 2000, n 365) e che hanno parzialmente modificato ed integrato le procedure della legge 18 maggio 1989, n La Legge 365/2000 ha imposto di verificare la coerenza tra pianificazione di bacino e pianificazione territoriale attraverso conferenze programmatiche convocate dalle Regioni ed articolate per sezioni provinciali o per altro ambito territoriale deliberato dalle Regioni stesse. Tali conferenze esprimono "un parere sul progetto di piano con particolare riferimento alla integrazione a scala provinciale e comunale dei contenuti del piano, prevedendo le necessarie prescrizioni idrogeologiche ed urbanistiche. Il parere tiene luogo di quello di cui all'articolo 1, comma 9, della legge 18 maggio 1989 n Il Comitato Istituzionale, di cui all'articolo 12, comma 2, lettera a della legge 18 maggio 1989 n. 183, sulla base dell'unitarietà della pianificazione di bacino, tiene conto delle determinazioni della Conferenza, in sede di adozione del Piano. 68. Procedura dell adozione dei progetti di piano stralcio 3.Ai fini dell'adozione ed attuazione dei piani stralcio e della necessaria coerenza tra pianificazione di distretto e pianificazione territoriale, le regioni convocano una conferenza programmatica, articolata per sezioni provinciali, o per altro ambito territoriale deliberato dalle regioni stesse, alla quale partecipano le province ed i comuni interessati, unitamente alla regione e ad un rappresentante dell'autorità di bacino. 4. La conferenza di cui al comma 3 esprime un parere sul progetto di piano con particolare riferimento alla 7
8 integrazione su scala provinciale e comunale dei contenuti del piano, prevedendo le necessarie prescrizioni idrogeologiche ed urbanistiche. Si tratta di una forma di consultazione diversa da quella prevista dalla normativa europea,: infatti la consultazione avviene sul Progetto di piano ovvero a processo di elaborazione concluso e quindi con una debole capacità degli interessati di incidere sulle scelte strategiche del Piano. Inoltre, la partecipazione é limitata ai soggetti istituzionali titolari di competenze in tema di pianificazione territoriale. Questo approccio da un lato non è più adeguato e dall altro evidenzia sempre più i suoi limiti, che si traducono nell impossibilità di coinvolgere proporzionatamente tutti i portatori d interesse in scelte complesse che possono generare conflitti e contrasti che possono sfociare nell immobilismo delle istituzioni, incapaci a portare a termine le politiche contenute nel piano. Tuttavia si ritiene che l integrazione e il coordinamento di tale procedura con i processi di partecipazione possono concorrere a migliorare l elaborazione condivisa del progetto di piano, ad assicurare l adozione del Piano nei termini previsti e la sua efficace gestione e attuazione. 8
9 Coordinare il processo della partecipazione pubblica con la procedura di adozione del Piano? Possibili sinergie! In primo luogo appare opportuno ordinare e confrontare le scadenze previsti nei processi di partecipazione con quelle indicate per l procedure di adozione del Piano. La struttura della procedure di adozione dei piani è per sua natura chiaramente ben definita, mentre per i processi di partecipazione pubblica è importante che venga progettata nella sua articolazioni per fasi, per ognuna delle quali è opportuno definire motivazione, soggetti e scala. Il ruolo e il coinvolgimento degli attori sociali può differenziarsi da fase a fase, così come la scala territoriale di riferimento. Il momento in cui coinvolgere nel processo gli attori sociali dipende da numerosi fattori. La prima questione da affrontare è quella di mettere in fase i diversi processi di partecipazione pubblica previsti dalla diversa normativa concorrente nella materia, in modo tale da garantire la coerenza del processo di partecipazione con le diverse fasi di avanzamento della pianificazione previste a partire dalle attività per la redazione di mappe della pericolosità e del rischio alluvioni fino all adozione del Piano. Nello schema riportato di seguito sono state indicate le scadenze previste dalla normativa vigente per la predisposizione e la pubblicazione dei diversi documenti di Piano - Valutazione preliminare, Mappe di pericolosità e di rischio e Piano di gestione - in parallelo con le diverse scadenze previste per il processo di partecipazione pubblica, sono inoltre state rappresentate le procedure per l adozione e approvazione del Piano. Dal raffronto fra le diverse scadenze si possono evidenziare alcune possibili sinergie in grado di ottimizzare l organizzazione dei diversi processi, di attivare economie di gestione riunificando alcuni procedimenti ed infine l opportunità di valorizzare le attività in sede Regionale e locale. Tabella n.1 9
10 Processo di partecipazione art.9-10 D.Lgs.49/ art. 67 d.lgs.152/2006 Procedura di adoz./approvazione Piano art. 68 d.lgs.152/ CALENDARIO VALUTAZ. PRELIMINARE DEL RISCHIO DI ALLUVIONI VALUTAZIONE GLOBALE MAPPE PERICOLOSITA E RISCHIO PROGETTO DI PIANO CONF. PROGRAMMATICHE PROGETTO DI PIANO Tab. 2 A fronte del complesso quadro rappresentato si propone di attivare il processo di partecipazione al 2012 ed a seguire, attivando le possibili sinergie, attraverso le opportune forme di consultazione già a partire dal giugno 2013, data per la quale saranno rese disponibili le mappe di pericolosità e rischio. Sulla base di tale proposta sono da prevedere una serie di forme di consultazione pubblica sulle mappe di pericolosità e rischio e la convocazione delle conferenze programmatiche(ex art.68, comma 2, del D.Lgs.152/2006) sul progetto di piano nel periodo da gennaio a giugno La prima serie di conferenze programmatiche verranno anticipate dagli incontri programmati nell ambito del processo partecipato, che avranno l obiettivo principale di informare e comunicare le parti interessate sulle finalità dell attività e sui criteri e metodi in base ai quali sono state svolte le analisi di pericolosità e rischio. Mentre a seguire dopo la prima serie di conferenze programmatiche, in cui verranno rappresentate le mappe di pericolosità e rischio, saranno avviati incontri a livello provinciale/sottobacino in cui saranno affrontati le questioni a scala locale. PROCESSO PARTECIPATO 06/ /2015 Forme di consultazione CONFERENZE PROGRAMMATICHE 06/ giugno 2013 Gen - giugno
11 Proposta di un modello organizzativo della partecipazione pubblica Preso atto che un processo di partecipazione pubblica ben gestito rappresenta in generale una delle chiavi principali che possono garantire la sostenibilità sociale, tecnico-amministrativa e scientifica di un Piano e che in particolare il processo di attuazione e aggiornamento del PAI, avviato oramai da più di dieci anni, ha raggiunto mediamente nel bacino un buon livello di diffusione sul tema della pericolosità e rischio di alluvione, presentano un sufficiente livello di preparazione, è apparsa da subito evidente l opportunità di avvalersi del processo partecipato quale momento per promuovere un attività di reciproco apprendimento ossia migliorare la capacità di comunicare il tema del rischio di alluvione da parte degli addetti ai lavori per potenziare l interpretazione dei fenomeni alluvionali da parte del pubblico al fine di aumentare la resilienza del territorio e al tempo stesso l efficacia dei contributi del pubblico nell ambito della elaborazione e gestione del piano. A fronte di tali valutazione è comunque necessario considerare che la partecipazione pubblica implica dei costi che in parte possono essere sopportati attraverso la strutturazione di un modello organizzativo inclusivo ispirato ai principi di adeguatezza e sussidiarietà. In tal senso si propone di costituire un gruppo di coordinamento costituito da funzionari dell Autorità di bacino e dai funzionari regionali; obiettivo prioritario del gruppo di lavoro sarà quello di garantire l accesso all informazione la consultazione e di promuovere forme di partecipazione attiva proporzionate alle risorse disponibili Finalità e tempi Il modello organizzativo proposto, nell ambito del primo ciclo di pianificazione , deve essere strutturato per garantire la consultazione e l accesso alle informazioni di riferimento al fine di: rendere costantemente trasparente tutti i processi decisionali che caratterizzano il lungo percorso di elaborazione del progetto Piano; garantire la costante e completa comunicazione sulle attività; responsabilizzare i diversi soggetti coinvolti; e per promuovere, qualora sostenibili utilizzando tutte le possibili sinergie, la partecipazione attiva. Come indicato nella tabella n.1(pg.xxxx) devono essere prodotti i seguenti elaborati nei tempi indicati: 1. Pubblicazione del Calendario e programma di lavoro entro il 22/06/2012; 2. Pubblicazione della Valutazione globale e provvisoria entro il 22/06/2013; 3. Pubblicazione del Progetto di Piano entro il 22/06/2014. Nell ambito del processo di gestione e primo aggiornamento del Piano tale modello organizzativo potrebbe costituire la fonte per promuovere un dialogo continuo sull attuazione del Piano e sul suo aggiornamento con tutti gli 11 Enti territorialmente interessati ed il pubblico in generale.
12 In relazione alla disponibilità delle risorse che potranno essere rese disponibili, e coerentemente con i criteri già proposti nel Progetto esecutivo di attuazione della Direttiva, è possibile prefigurare tre diverse modalità di lavoro a cui corrispondono livelli di coinvolgimento crescenti di risorse umane e finanziarie. Livelli di partecipazione pubblica Livello minimo: garantire la consultazione e l accesso alle informazioni di riferimento utilizzando come canale di comunicazione il sito web dell Autorità di bacino, incontri istituzionali (Comitato tecnico e Istituzionale) e incontri territoriali nei capoluoghi di Regione. Livello medio: garantire la consultazione e l accesso alle informazioni di riferimento utilizzando come canale di comunicazione il sito web dell Autorità di bacino e delle Regioni, oltre ad altri possibili canali di comunicazione (riviste a stampa, canali web tematici) utilizzati dalle Regioni, incontri territoriali nei capoluoghi di Regione e di Provincia - coordinati se opportuno con le Conferenze programmatiche - e workshop tematici focus group, work out, tavoli tematici di approfondimento, finalizzati a promuovere la partecipazione attiva, organizzati su base territoriale qualora riguardanti temi peculiari di un certo ambito territoriali. Livello massimo: redazione di un progetto sul processo e gestione della partecipazione pubblica, coordinato dall Autorità di bacino e affidato ad una società di servizi specializzata che preveda : forme di comunicazione istantanea basate sui social network più diffusi, organizzazione di incontri locali con le parti sociali anche in orari serali/non lavorativi e in sedi diverse da quelle prettamente istituzionali, utilizzo di piattaforme informatiche specificatamente dedicate alla partecipazione pubblica; creazione di una rete di informazione e comunicazione mediante i quotidiani nazionali e locali e stampa degli enti coi; pubblicazione di articoli sulle principali riviste scientifiche; etc Il presente Progetto si propone di definire una proposta per il raggiungimento del livello medio, prospettando il raggiungimento del livello massimo nelle successive fasi dei cicli di gestione sessennali previsti dalla Direttiva Alluvione. Quale livello di scala? Le attività richieste di partecipazione pubblica possono essere applicate a diversi livelli di scala fisiografica e/o amministrativa: bacino idrografico, sottobacino, corpo idrico, livello nazionale, livello regionale, livello provinciale e di governo locale. Il livello di scala prescelta determina modalità e temi che possono essere trattati. Ad esempio, se vengono organizzate riunioni a livello di distretto a Parma, sarà possibile affrontare principalmente problemi solo a livello generale, e i partecipanti saranno, oltre che costretti a spostarsi per prendervi parte, costituiti per la maggior parte da soggetti interessati ai principi e criteri generali del Piano. Un tale approccio limiterebbe pertanto la possibilità di intercettare tutte le parti interessate dal Piano; solitamente la regola è fare partecipazione pubblica il più possibile 12
13 nelle vicinanze del pubblico interessato. In tal senso, è possibile prevedere, riunioni di carattere generale a Parma seguite da riunioni a livello regionale, provinciale e/o sottobacino, da organizzare congiuntamente dalla Segreteria tecnica dell Adbpo con i rappresentanti Regionali su temi da concordare, che possono anche provenire dal livello locale attraverso opportune modalità di coinvolgimento. Al fine di definire l adeguato livello di scala, è comunque necessario considerare, oltre alla scala fisiografica del problema, anche la struttura istituzionale esistente, in particolare la distribuzione dei compiti e delle competenze. Pertanto si propongono livelli di scala modulati sulla base degli ordinamenti regionali. A titolo esemplificativo possono essere previsti incontri provinciali in Regione Emilia Romagna e incontri di sottobacino in Lombardia e Piemonte, ed in particolare tavoli già formalizzati quali quelli dei contratti di fiume. Ovviamente nella scelta del modello da seguire è necessario tenere in considerazione le richieste di personale ed i costi relativi. E comunque opportuno nel valutare le diverse modalità di partecipazione pubblica, quelle che riescono ad assicurare le più efficaci sinergie con le procedure previste per l adozione e approvazione del Piano. Workshop di sottobacino Forum regionale Forum regionale Forum di distretto Workshop di sottobacino Forum regionale Forum regionale Workshop provinciali Fig. 01 Rete del processo partecipato e relativi livelli di scala 13
14 Fasi delle attività del processo partecipato 1. Calendario, programma di lavoro e misure consultive per l elaborazione del Piano Il documento Calendario, programma di lavoro e misure consultive per l elaborazione del Piano (art.66, comma 7, lett. a, D.lgs.152/2006), ha la finalità di descrivere il percorso di partecipazione pubblica che l Autorità di bacino intende avviare per l elaborazione condivisa del Piano di Gestione del rischio di alluvioni. Il documento è indirizzato al pubblico in senso lato e alle parti interessate e si prefigge di garantire la più ampia informazione e trasparenza sulle fasi di partecipazione, per ognuna delle quali vengono, quindi, descritti obiettivi generali, termini temporali, modalità di coinvolgimento degli attori nonché di elaborati di volta in volta oggetto di attenzione. Il Calendario sarà pubblicato sul sito nell area dedicata al Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni, e dell avvenuta pubblicazione sarà data notizia, via posta elettronica, alle parti interessate. Si propone di pubblicare il Calendario sui siti delle Regioni del bacino del fiume Po e su quelli provinciali. Considerati i ristretti tempi per la pubblicazione del Calendario, si propone di trasmettere una bozza alle Regioni e raccogliere eventuali integrazioni e modifiche e se necessario convocare una riunione/tele riunione prima della pubblicazione e di concordare le modalità di trasferimento del calendario nei siti web regionali. I contributi sul Calendario saranno raccolti utilizzando l indirizzo di posta elettronica In questa fase della partecipazione pubblica si propone di redigere un questionario rivolto ai Comuni del bacino del Po che, a partire da quelli già svolti dall AdbPo nel 1995 e nel 2002, ha l obiettivo di affrontare i seguenti temi: 1) Pianificazione: efficacia del processo di integrazione dei Piani stralcio con la pianificazione urbanistica; 2) Visione di sistema: valutazione della percezione del sistema bacino; 3) Interventi: opere vs interventi non strutturali. Tale questionario sarà oggetto di condivisione con le Regioni e successivamente con ANCI e UNCEM che si intende coinvolgere per promuovere l iniziativa a livello locale. Tempi e prodotti Maggio 2012 Giugno 2012 Luglio 2012 Agosto 2012 Settembre 2012 Ottobre 2012 Novembre 2012 Dicembre 2012 Elaborazione del Calendario Consultazione del Calendario 14
15 2. Valutazione globale provvisoria Il documento Valutazione globale provvisoria dei principali problemi di gestione delle acque (art.66, comma 7, lett. b, D.lgs.152/2006), ha la finalità di rappresentare al pubblico lo stato di criticità del territorio rispetto alla pericolosità e rischio da alluvione a partire da quanto rappresentato dal PAI. Considerato che tale documento dovrà essere pubblicato due anni prima della pubblicazione del Piano di gestione delle alluvioni, e quindi il 22 giugno 2013, data per la quale devono essere rese anche disponibili le mappe di pericolosità e rischio da alluvioni, si intende elaborare la Valutazione globale e provvisoria sulla base degli esiti delle attività di redazione delle mappe di pericolosità e rischio da alluvione, rappresentandoli in una forma divulgativa. La Valutazione globale provvisoria sarà pubblicata sul sito nell area dedicata al Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni, e dell avvenuta pubblicazione sarà data notizia, via posta elettronica, alle parti interessate. Si propone, anche in questo caso la pubblicizzazione della Valutazione globale e provvisoria sui siti delle Regioni del bacino del fiume Po e su quelli provinciali. I contributi sulla Valutazione globale e provvisoria sono raccolti utilizzando l indirizzo di posta elettronica Livello di scala Atteso l interesse che, ad oltre dieci anni dall approvazione del PAI, provocheranno le analisi di aggiornamento/sistematizzazione delle mappe di pericolosità e rischio, e alla necessità di assicurare l adeguata condivisione sugli esiti di tali analisi, si propone di attivare tutti i canali di comunicazione utili ad informare il pubblico alle differenti scale sugli esiti di tale valutazione e sulle iniziative che verranno prese in merito. In tal senso si chiede alle Regioni di valutare al loro interno le strutture addette alla comunicazione che potrebbero essere utilizzate allo scopo. In generale è possibile prevedere, a partire dall apertura di questa fase di partecipazione con una riunione a Parma di livello di bacino, diverse riunioni a livello regionale e locali. Diventa importante, in particolare sulla Valutazione globale e provvisoria, garantire un articolazione transcalare sostenibile, in relazione alle risorse disponibile, che riesca ad intercettare efficacemente tutte le parti interessate dal Piano. Si propone un articolazione del livello di estensione della partecipazione pubblica e una sua specifica finalità, che garantisca l attivazione del processo di partecipazione almeno a tre livelli di scala: Scala di bacino del fiume Po: Forum di informazione pubblica COINVOLGERE CONSULTARE INFORMARE 15
16 Scala regionale: Forum di informazione/consultazione pubblica COINVOLGERE CONSULTARE INFORMARE Scala provinciali /sottobacini: Incontri territoriali COINVOLGERE CONSULTARE INFORMARE Tempi e prodotti Maggio Giugno luglio agosto settembre Ottobre novembre dicembre Elaborazione della Valutazione globale e provvisoria Consultazione sulla Valutazione globale e provvisoria 16
17 3. Consultazione sul progetto di Piano di gestione delle alluvioni Si propone un articolazione del livello di estensione della partecipazione pubblica che sulla scorta della fase precedente garantisca almeno tre livelli di scala: Scala di bacino del fiume Po: Forum di informazione pubblica COINVOLGERE CONSULTARE INFORMARE Scala regionale: Forum di informazione/consultazione pubblica COINVOLGERE CONSULTARE INFORMARE Scala provinciali /sottobacini: incontri territoriali COINVOLGERE CONSULTARE INFORMARE Tempi e prodotti Marzo Aprile Maggio Giugno luglio agosto settembre Ottobre novembre dicembre Elaborazione Progetto di Piano Consultazione sul Progetto di Piano 17
18 4. Altre modalità di partecipazione pubblica Ad integrazione delle forme di partecipazione pubblica riportate, si ritiene opportuno avviare una serie di iniziative utili ad organizzare modalità di partecipazione pubblica mirate a coinvolgere: le Università e gli Enti di ricerca; le associazioni professionali; le redazioni delle riviste scientifiche e delle pagine scientifiche dei quotidiani nazionali; in modo trasversale alle fasi descritte nei paragrafi precedenti al fine di promuovere un periodico confronto sulle attività con il mondo accademico e categorie professionali e un attività di comunicazione mediata con un linguaggio divulgativo dalle redazione delle riviste scientifiche e delle pagine scientifiche dei principali quotidiani scientifici. 18
19 Quali i temi che potranno essere trattati nel processo partecipato? Di seguito si riporta un elenco di temi che potranno essere oggetto degli incontri programmati nell ambito del processo partecipato che riguardano principalmente questioni di carattere generale che possono essere integrate e specificate in relazione al livello di scala nella quale verranno trattate. 1 Sicurezza delle città Temi 2 Mappatura e valutazione della vulnerabilità territoriale 3 Previsione e Prevenzione 4 Certificazione dei modelli idraulici 5 Certificazione dei sistemi difensivi 6 Interventi strutturali e interventi non strutturali 7 L integrazione della pianificazione territoriale e quella del rischio 8 Manutenzione e gestione dei sistemi difensivi e dei corsi d acqua 9 Modelli organizzativi sostenibili 10 Sicurezza assoluta è un illusione. Definizione del livello di protezione che è possibile garantire 11 Conoscenza adeguata dei pericoli 12 Impatto dei cambiamenti climatici sulle alluvioni 13 Differenziazione degli obiettivi di protezione 14 Accettabilità dei livelli di rischio residuale 15 Rapporto fra manutenzione, misure pianificatorie e misure strutturali 16 Coerenza fra Piano di gestione delle acque e piano di gestione delle alluvioni 19
20 Allegato 1 Al fine di garantire l attuazione di quanto proposto nel presente Progetto, è necessario quale condizione necessaria poter contare almeno sulle risorse umane disponibili negli Enti che compongono l AdbPo, e di conseguenza si chiede ai membri del Comitato Tecnico di designare i referenti che in rappresentanza della propria amministrazione svolgeranno all interno dello Staff di Direzione di Progetto le funzioni di coordinamento ed attuazione del processo partecipato. Per la Regione xxxxxxx e di altri enti territoriali Nome/COGNOME Ente Coordinatore delle attività Membri 20

References: art.68
 art.9
 articolo 10
 art. 14
 Art. 9
 articolo 10
 articolo 14
 articolo 14
 Articolo 14
 articolo 14
 articolo 11
 articolo 8
 articolo 14
 articolo 66
 art.68
 art.9
 art. 67
 art. 68
 art.68