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Timestamp: 2017-05-22 17:26:14+00:00

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Esempio STATUTO DI SOCIETA’ SPA - Fisco e Conti
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STATUTO DI SOCIETÀ PER AZIONI
TITOLO I – DENOMINAZIONE,
OGGETTO, DURATA E SEDE
ARTICOLO 1) DENOMINAZIONE 1. È costituita la società per azioni
denominata: “Beta società per azioni” o, in forma abbreviata, “Beta s.p.a.”. (in alternativa) È
costituita la società per azioni denominata: “Società per azioni Beta” o, in
forma abbreviata, “S.p.a. Beta”.
o anche: È
costituita la società per azioni denominata:”Società Beta per azioni” o, in
forma abbreviata, “Società Beta s.p.a.”.
ARTICOLO 2) OGGETTO SOCIALE 1.
La società ha per oggetto: ...... 2.
La società può assumere e concedere agenzie, commissioni, rappresentanze, con o
senza deposito, e mandati, acquistare, utilizzare e trasferire brevetti e altre
opere dell’ingegno umano, compiere ricerche di mercato ed elaborazioni di dati
per conto proprio e per conto di terzi, concedere e ottenere licenze di
sfruttamento commerciale nonché compiere tutte le operazioni commerciali (anche
di import-export), finanziarie, mobiliari e immobiliari, necessarie o utili per
La società può altresì assumere interessenze e partecipazioni in altre società
o imprese di qualunque natura aventi oggetto analogo, affine o connesso al
proprio, rilasciare fideiussioni e altre garanzie in genere, anche reali.
Tutte tali attività debbono essere svolte nei limiti e nel rispetto delle norme
che ne disciplinano l’esercizio; in particolare, le attività di natura
finanziaria debbono essere svolte in ossequio al disposto delle leggi in
materia e, in specie: – della
legge 23 novembre 1939 n. 1966, sulla disciplina delle società fiduciarie e di
revisione; – della
legge 7 giugno 1974 n. 216, in tema di circolazione di valori mobiliari e di
sollecitazione al pubblico risparmio; – della
legge 5 agosto 1981 n. 416, in tema di imprese editoriali; – della
legge 23 marzo 1983 n. 77, in tema di fondi comuni di investimento mobiliare; – della
legge 10 ottobre 1990 n. 287, in tema di tutela della concorrenza e del
mercato; – della
legge 2 gennaio 1991 n. 1, in tema di attività di intermediazione mobiliare; – del
d.lgs. 1° settembre 1993 n. 385, in materia di attività bancaria e finanziaria;
– dell’articolo
26 legge 7 marzo 1996 n. 108 in tema di mediazione e consulenza nella
concessione di finanziamenti; – del
d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 in materia di intermediazione finanziaria; – del
d.lgs. 25 settembre 1999 n. 374 (e d.m. 13 dicembre 2001 n. 485) in tema di
attività finanziarie suscettibili di utilizzo a fini di riciclaggio e in tema
di agenzia in attività finanziaria;
nel rispetto della normativa in tema di attività riservate a iscritti a
Collegi, Ordini o Albi professionali.
ARTICOLO 3) DURATA DELLA SOCIETÀ
La durata della società è fissata fino al .... (in alternativa) 1. La durata della società è indeterminata. Il socio può recedere
dalla società solo dopo il decorso di ... mesi (massimo un anno) dalla costituzione della società e comunque con
un preavviso di … (minimo 180 giorni,
massimo un anno).
ARTICOLO 4) SEDE SOCIALE E DOMICILIO DEI
La società ha sede in ......... (indicare
solo il Comune); l’organo amministrativo può istituire, modificare o
sopprimere, in Italia e all’estero, filiali, succursali, agenzie o unità locali
comunque denominate. 2.
La decisione di istituire, modificare o sopprimere sedi secondarie compete
all’assemblea straordinaria dei soci.
(in alternativa) 2. La decisione di
istituire, modificare o sopprimere sedi secondarie compete all’organo
(opzionale) 3.
La decisione di trasferire la sede sociale nel territorio nazionale compete
all’organo amministrativo.
Il domicilio dei soci, per tutti i rapporti con la società, si intende a tutti
gli effetti quello risultante dal libro soci; è onere del socio comunicare il
cambiamento del proprio domicilio. In mancanza dell’indicazione del domicilio
nel libro dei soci si fa riferimento alla residenza anagrafica. TITOLO II – CAPITALE,
AZIONI, STRUMENTI FINANZIARI E FINANZIAMENTI DEI SOCI
ARTICOLO 5) CAPITALE SOCIALE E CATEGORIE
DI AZIONI 1.
Il capitale sociale è di euro ... (minimo 120.000).
Il capitale sociale è diviso in numero ... azioni nominative del valore
nominale di 1 (uno) euro cadauna (oppure:
i titoli azionari sono al portatore; oppure: i titoli azionari sono nominativi
o al portatore, a scelta del socio).
(opzionale) 2.
nominale di 1 (uno) euro cadauna, ma la società non emette i relativi titoli;
la qualità di socio è provata dall’iscrizione nel libro soci e i vincoli reali
sulle azioni si costituiscono mediante annotazione nel libro stesso.
nominale di 1 (uno) euro cadauna. Il titolo azionario è dematerializzato ed è
sostituito da un’iscrizione contabile eseguita nel registro elettronico tenuto
dal soggetto individuato dall’organo amministrativo il quale, a richiesta del
socio, rilascia, in forma cartacea o digitale, un certificato che attesta
l’iscrizione a libro soci per permettere al socio l’esercizio dei diritti
sociali. Nel registro elettronico sono altresì documentati i trasferimenti
delle azioni e la costituzione di diritti reali sulle medesime.
(In alternativa) 2.
Il capitale sociale è diviso in numero ... azioni prive di valore nominale.
nominale di 1 (uno) euro cadauna, di cui: (per esempio)
a) n. …
azioni privilegiate di categoria “A”, che concorrono al riparto esclusivo di
una quota pari al … per cento del dividendo complessivo, oltre a partecipare al
riparto della restante quota del dividendo complessivo in concorso con le
b) n. …
azioni privilegiate di categoria “B”, che concorrono al ripianamento delle
perdite in via postergata rispetto alle azioni ordinarie e cioè (per esempio) dopo che le azioni
ordinarie abbiano subito una diminuzione del 60 per cento del loro valore
c) n. …
azioni privilegiate di categoria “C”, che, in sede di liquidazione della
società, concorrono al riparto esclusivo di una quota pari al … per cento del
patrimonio da suddividere tra i soci, oltre a partecipare al riparto della
restante quota del patrimonio da suddividere tra i soci in concorso con le
d) n. …
azioni (non possono superare la metà del
capitale sociale) senza diritto di voto di categoria “D”, cui non spetta il
diritto di voto né nelle assemblee straordinarie né nelle assemblee ordinarie;
e) n. …
capitale sociale) con diritto di voto limitato di categoria “E”, …
cioè con diritto di voto limitato ai seguenti argomenti: ... (per esempio: approvazione del bilancio,
nomina delle cariche sociali, modificazioni statutarie ecc.);
oppure … e
cioè con diritto di voto subordinato al verificarsi delle seguenti particolari
condizioni non meramente potestative: (per
esempio: il diritto di voto di un socio finanziatore potrebbe essere
subordinato al fatto che la società non consegua dati risultati o che abbia
indici di bilancio ritenuti allarmanti);
oppure, per le spa che non fanno ricorso al mercato
del capitale di rischio: … e
cioè con diritto di voto limitato a una misura massima (per esempio: il voto spetta
solo per un numero di azioni che non ecceda il 30 per cento del capitale
cioè con diritto di voto scaglionato (per
esempio, il voto è triplo per le prime 10.000 azioni, è doppio per le azioni
tra la n. 10.001 e la n. 20.000, è singolo dalla azione n. 20.001 in su);
f) azioni
correlate di categoria “F”, che partecipano solamente agli utili e alle perdite correlati (lo statuto deve stabilire i criteri di
individuazione dei costi e ricavi imputabili al settore e le modalità di
rendicontazione) al ramo d’azienda esercitato dalla società nello
stabilimento ubicato in … e avente a oggetto la produzione di … [Si possono prevedere anche limitazioni al
diritto di voto, per esempio con riferimento alle decisioni di competenza dei
soci che attengano al ramo d’azienda ai cui risultati queste azioni sono
correlate];
(opzionale: Le azioni correlate possono essere convertite in azioni
ordinarie (oppure: di altra categoria)
mediante deliberazione assunta dall’assemblea straordinaria dei soci (opzionale: assunta con il voto favorevole
del ... per cento del capitale sociale) approvata con deliberazione
dell’assemblea dei titolari delle azioni correlate (opzionale: assunta con il voto favorevole del ... per cento delle
azioni correlate)
g) azioni
riscattabili di categoria “G”, che sono riscattabili da parte della società (oppure: da parte dei soci, ciascuno in
proporzione alla sua quota di partecipazione al capitale sociale), al
verificarsi dei seguenti eventi: ... 3.
L’assemblea straordinaria dei soci può deliberare l’emissione di speciali
categorie di azioni, stabilendo la forma, il modo di trasferimento e i diritti
spettanti ai possessori di tali azioni, da assegnare individualmente ai
prestatori di lavoro dipendenti della società o di società controllate, per un
ammontare corrispondente agli utili destinati ai prestatori di lavoro. 4.
Alle azioni di godimento attribuite ai possessori delle azioni rimborsate non
compete (oppure: compete) il diritto
ARTICOLO 6) STRUMENTI FINANZIARI DIVERSI
L’assemblea straordinaria dei soci può deliberare, a fronte di apporti di soci
o di terzi diversi dai conferimenti nel capitale sociale, l’emissione di
strumenti finanziari ai sensi dell’articolo 2346, comma 6, del codice civile,
che consistono in certificati di partecipazione, dotati dei seguenti diritti:
(per esempio) il diritto di concorrere al
riparto esclusivo di una quota pari al … per cento del dividendo complessivo;
riparto esclusivo di una quota pari al … per cento del dividendo complessivo,
ove ricorrano le seguenti condizioni … (per
esempio) il conseguimento da parte della società di determinati risultati,
indici, ecc.);
(per esempio) il diritto di nominare,
mediante deliberazione della loro assemblea speciale, un componente dell’organo
amministrativo e un membro del collegio sindacale.
certificati di partecipazione di cui al precedente comma sono (oppure: non sono) liberamente
In caso di inadempimento del socio o del terzo all’effettuazione della
prestazione promessa, … [prevedere la
sanzione per l’inadempimento; per esempio, l’organo amministrativo può
riscattare gli strumenti finanziari dai possessori a un prezzo prefissato].
ARTICOLO 7) FORMAZIONE E VARIAZIONI DEL
Sia in sede di costituzione della società sia in sede di decisione di aumento
del capitale sociale può essere derogato il disposto dell’articolo 2342, comma
1, del codice civile sulla necessità di eseguire i conferimenti in danaro. (opzionale) 2.
L’assegnazione delle azioni può avvenire per un valore non proporzionale alla
parte di capitale sociale sottoscritta da ciascun socio.
(opzionale per spa quotate nei mercati
regolamentati) 3. Il diritto di opzione spettante ai soci
sulle azioni di nuova emissione può essere escluso nei limiti del ... (massimo dieci per cento) dell’ammontare
del capitale sociale preesistente a condizione che il prezzo di emissione
corrisponda al valore di mercato delle azioni e ciò sia confermato in apposita
relazione dalla società incaricata della revisione contabile.
(opzionale) 4.
L’organo amministrativo è delegato ad aumentare, in una o più volte, il capitale sociale non oltre il limite di
euro ... (occorre indicare l’ammontare
massimo cui può essere aumentato il capitale sociale), entro ... (massimo 5) anni dall’iscrizione della
società nel Registro delle Imprese, con la facoltà di prevedere un sovrapprezzo
(indicare le modalità di sua
determinazione) e pure con la facoltà (inserire
eventuale maggioranza qualificata), quando l’interesse della società lo
esige, di escludere (in tutto o in parte)
il diritto di opzione spettante ai soci sulle azioni di nuova emissione (inserire eventuali indicazioni sui criteri
da seguire per individuare l’interesse della società a escludere il diritto di
opzione); in ogni caso, il diritto di opzione non spetta per quelle azioni
di nuova emissione che, secondo la decisione di aumento del capitale sociale,
devono essere liberate mediante conferimenti in natura.
Nel caso in cui si proceda alla riduzione del capitale sociale con annullamento
delle azioni, ai sensi dell’articolo 2343, comma 4, del codice civile, può
essere stabilita una diversa ripartizione delle azioni. (opzionale) 6.
L’organo amministrativo delibera la riduzione del capitale sociale ai sensi
dell’articolo 2446, commi 2 e 3, del codice civile, nel caso in cui la società
abbia emesso azioni senza indicazione del loro valore nominale.
7. Il socio … è obbligato a effettuare, oltre al
conferimento corrispondente alla quota di capitale sottoscritta, la prestazione
accessoria in favore della società consistente nel ... (indicazione delle prestazioni) per un periodo di ... anni verso il
compenso annuo di euro ...; in caso di inadempimento, … (prevedere le sanzioni per il caso di inadempimento: per esempio, riscatto
delle azioni, preclusione del diritto agli utili ecc.); il predetto obbligo
di prestazioni accessorie è modificabile solo con il voto favorevole dei soci
che rappresentino il … cento del capitale sociale.
ARTICOLO 8) FINANZIAMENTI DEI SOCI ALLA
SOCIETÀ 1. I
(in alternativa) 1. I finanziamenti con
diritto a restituzione della somma versata possono essere effettuati a favore
della società esclusivamente dai soci, anche non in proporzione alle rispettive
quote di partecipazione al capitale sociale, che risultano iscritti nel libro
soci da almeno 3 (tre) mesi e che detengano una partecipazione al capitale pari
almeno al 2 (due) per cento dell’ammontare del capitale nominale quale risulta
dall’ultimo bilancio approvato (o comunque nei limiti e con le modalità che
siano imposti dalla normativa tempo per tempo in vigore).
Salvo diversa determinazione, i versamenti effettuati dai soci a favore della
società devono considerarsi infruttiferi.
ARTICOLO 9) TRASFERIMENTO DELLE AZIONI Prima
opzione = divieto assoluto di trasferimento 1. È
vietato il “trasferimento” per atto tra vivi delle azioni e dei diritti di
opzione e di prelazione di cui all’articolo 2441, commi 1 e 3, del codice
civile per un periodo di ... (massimo 5
anni) dalla iscrizione della società nel Registro delle Imprese (oppure: dalla iscrizione nel Registro delle
Imprese della presente clausola statutaria). Per il medesimo periodo è
altresì vietata la costituzione del diritto di pegno.
Per “trasferimento” si intende qualsiasi negozio, a titolo oneroso o gratuito,
concernente la piena proprietà o la nuda proprietà o l’usufrutto di detti
azioni o diritti (ivi compresi, in via esemplificativa, la compravendita, la
donazione, la permuta, il conferimento in società, la costituzione di rendita,
la dazione in pagamento, la cessione “in blocco”, “forzata” o “coattiva”, la
trasmissione che si verifichi a seguito di operazioni di cessione o
conferimento d’azienda, fusione e scissione) in forza del quale si consegua, in
via diretta o indiretta, il risultato del mutamento di titolarità di detti
azioni o diritti. Nel
caso in cui il trasferimento di cui sopra:
l’effetto indiretto di una più complessa operazione (per esempio: di una
fusione, di una scissione, di una cessione o di un conferimento di azienda);
– sia l’effetto indiretto
della cessione della partecipazione di controllo della società socia della
presente società o di un qualsiasi altro mutamento in detta partecipazione di
controllo (come per esempio per effetto di fusione, scissione, conferimento)
che determini il subentro di un nuovo soggetto nella titolarità di detto
l’avente
causa del trasferimento delle azioni o dei diritti di sottoscrizione e di
prelazione di cui sopra è obbligato a offrire agli altri soci della presente
società l’acquisto delle azioni o dei diritti di sua titolarità nella presente
società entro 60 giorni (oppure: un altro
termine) dal giorno in cui sono avvenuti i trasferimenti o i mutamenti di
cui sopra; in caso di inadempimento di quest’obbligo di offerta, il dante causa
e l’avente causa del trasferimento delle azioni o dei diritti di cui sopra sono
in solido obbligati al pagamento di una penale pari al doppio (oppure: un’altra misura) del valore
delle azioni o dei diritti predetti (determinato con la procedura di
arbitraggio di cui oltre).
In caso di morte di un socio, si estinguono le azioni e i diritti di cui al
comma 1 del presente articolo e a chi succede al socio defunto spetta la
liquidazione del valore delle azioni e dei diritti già spettanti al defunto
stesso, determinato con gli stessi criteri di valutazione della partecipazione
del socio recedente previsti dal presente statuto. La liquidazione della
partecipazione del socio defunto è effettuata dagli altri soci, dai terzi o
dalla società applicando le stesse regole dettate per la liquidazione della
partecipazione del socio recedente.
Il divieto di alienazione è escluso:
a) (per esempio) nei trasferimenti che
avvengano a favore (per esempio) di
altri soci, nonché del coniuge, dei parenti dell’alienante entro il terzo grado
e dei suoi affini entro il secondo grado; b) (per esempio) nei trasferimenti
finalizzati all’instaurazione o alla cessazione di un mandato fiduciario e
quindi nei trasferimenti tra fiduciante e società fiduciaria e viceversa, ove
la società fiduciaria esibisca la scritturazione del proprio registro delle
intestazioni fiduciarie dalla quale risulti il mandato fiduciario tra
fiduciante e società fiduciaria e accetti espressamente l’osservanza delle
presenti norme statutarie in tema di diritto di prelazione; sono invece
soggetti a prelazione la sostituzione del fiduciante senza sostituzione della
società fiduciaria e pure qualsiasi trasferimento effettuato dalla società
fiduciaria a soggetti diversi dal proprio fiduciante e ancora qualsiasi
trasferimento effettuato dal fiduciante a soggetti diversi dalla propria
società fiduciaria;
c) (per esempio) nei trasferimenti a società
controllanti la società socia o a società controllate dalla medesima o soggette
al controllo della stessa società che controlla la società socia.
ARTICOLO 9) TRASFERIMENTO DELLE AZIONI
opzione = diritto di prelazione
In caso di trasferimento delle azioni e dei diritti di sottoscrizione e di prelazione di cui all’articolo 2441,
commi 1 e 3, del codice civile, spetta agli altri soci il diritto di
prelazione, precisandosi che:
“trasferimento” si intende qualsiasi negozio, a titolo oneroso o gratuito,
concernente o la piena proprietà o la nuda proprietà o l’usufrutto di detti
conferimento d’azienda, fusione e scissione), in forza del quale si consegua,
in via diretta o indiretta, il risultato del mutamento di titolarità di detti
azioni o diritti;
caso di costituzione del diritto di pegno, il diritto di voto deve permanere in
capo al datore di pegno che è obbligato pertanto a mantenerlo per sé senza
poterlo trasferire al soggetto che riceve il pegno, al quale la società non
riconosce il diritto di voto;
diritto di prelazione compete agli altri soci anche nel caso in cui venga
ceduta la partecipazione di controllo della società socia della presente
società o avvenga un qualsiasi altro mutamento in detta partecipazione di
controllo; in tal caso, l’organo amministrativo della società socia della
presente società (o suoi aventi causa) è obbligato a offrire agli altri soci
della presente società l’acquisto delle azioni o dei diritti di sua titolarità
della presente società entro 60 giorni (oppure:
un altro termine) dal giorno in cui sono avvenuti la cessione o i mutamenti
di cui sopra; in caso di inadempimento di quest’obbligo di offerta, la società
socia e i suoi aventi causa sono in solido obbligati al pagamento di una penale
pari al doppio (oppure: un’altra misura)
del valore delle azioni o dei diritti (determinato con la procedura di
arbitraggio di cui oltre) di cui avrebbe dovuto esser fatta offerta.
Il diritto di prelazione è escluso:
presenti norme statutarie in tema di diritto di prelazione; sono invece soggetti
a prelazione la sostituzione del fiduciante senza sostituzione della società
fiduciaria e pure qualsiasi trasferimento effettuato dalla società fiduciaria a
soggetti diversi dal proprio fiduciante e ancora qualsiasi trasferimento
effettuato dal fiduciante a soggetti diversi dalla propria società fiduciaria;
[Attenzione: se non viene escluso il
diritto di prelazione quando si tratta della cessione a un soggetto che sia già
socio, occorre prevedere una clausola che disponga il concorso proporzionale
nel diritto di prelazione sia del soggetto verso il quale il trasferimento è
ipotizzato nella proposta di cessione sia degli altri soci].
Il diritto di prelazione non può esercitarsi parzialmente e cioè deve
esercitarsi solo con riferimento all’intero oggetto dei negozi traslativi di
cui al primo comma. Nel caso di proposta di vendita congiunta da parte di più
soci, il diritto di prelazione degli altri soci non deve necessariamente avere
a oggetto il complesso delle azioni o dei diritti oggetto della proposta
congiunta ma può riguardare solo le azioni o i diritti di alcuno dei
Se sussiste concorso tra più richiedenti, ciascuno di essi effettua l’acquisto
in misura proporzionale alla partecipazione al capitale sociale già di propria
titolarità e quindi si accresce in capo a chi esercita la prelazione il diritto
di prelazione che altri soci non esercitino; chi esercita la prelazione può
tuttavia, all’atto dell’esercizio del diritto di prelazione, dichiarare di non
voler beneficiare di detto accrescimento; e se, per effetto di detta rinuncia
all’accrescimento, quanto è oggetto della proposta di trasferimento non sia per
intero prelazionato, si rientra nella previsione del primo periodo del comma
Il socio (d’ora innanzi “proponente”) che intende effettuare il trasferimento
mediante atto a titolo oneroso e con corrispettivo fungibile, deve prima farne
offerta (d’ora innanzi “la proposta”), alle stesse condizioni, agli altri soci
tramite l’organo amministrativo, al quale deve comunicare l’entità di quanto è
oggetto di trasferimento, il prezzo richiesto, le condizioni di pagamento, le
esatte generalità del terzo potenziale acquirente e i termini temporali di
stipula dell’atto traslativo.
Entro il termine di 15 (quindici) giorni (oppure:
altro termine) dalla data di ricevimento della predetta comunicazione,
l’organo amministrativo deve dare notizia della proposta di alienazione a tutti
i soci iscritti nel libro dei soci alla predetta data, assegnando agli stessi
un termine di 20 (venti) giorni (oppure:
altro termine) [questo termine va
correlato con quello di cui al comma 8], dal ricevimento della
comunicazione, per l’esercizio del diritto di prelazione.
Entro questo ultimo termine, i soci, a pena di decadenza, devono comunicare al
proponente e all’organo amministrativo la propria volontà di esercitare la
prelazione; il ricevimento di tale comunicazione da parte dell’organo
amministrativo costituisce il momento di perfezionamento del negozio
traslativo, e cioè intendendosi la proposta del proponente una proposta
contrattuale ai sensi dell’articolo 1326 codice civile e l’organo
amministrativo il domiciliatario del proponente medesimo per le comunicazioni
inerenti all’accettazione di detta proposta.
Qualora il corrispettivo proposto dal proponente sia ritenuto eccessivo da
alcuno degli altri soci, questi può richiedere la nomina di un arbitratore al
Presidente del Tribunale nella cui circoscrizione la società ha la propria sede
legale (dando di ciò notizia all’organo amministrativo entro il termine di 20 –
venti – giorni (oppure: altro termine)
[questo termine va correlato con quello
di cui al comma 6], dal ricevimento della notizia della proposta di
alienazione, il quale a sua volta ne fa tempestiva comunicazione al proponente
e agli altri soci).
L’arbitratore, che deve giudicare con “equo apprezzamento”, entro sessanta
giorni dal giorno del ricevimento dell’incarico, è nominato per determinare il
corrispettivo monetario delle azioni o dei diritti che sono oggetto del
proposto negozio traslativo; tale corrispettivo monetario deve essere determinato
con riferimento al valore effettivo delle azioni o dei diritti oggetto di
trasferimento alla data di scadenza del termine per l’esercizio del diritto di
prelazione e del diritto di richiedere l’arbitraggio.
La decisione dell’arbitratore circa l’ammontare del corrispettivo di quanto è
oggetto del proposto negozio traslativo deve essere notificata all’organo
amministrativo, il quale ne fa tempestiva comunicazione al proponente,
il corrispettivo proposto dal proponente sia maggiore del valore stabilito
dall’arbitratore, la proposta si intende fatta (fatto salvo il caso della
revoca di cui oltre) per il corrispettivo pari al valore stabilito
dall’arbitratore;
b) ove
il corrispettivo proposto dal proponente sia minore del valore stabilito
dall’arbitratore, la proposta si intende fatta per il corrispettivo proposto
dal proponente.
[si potrebbe anche immaginare una
“sanzione” a carico del proponente e quindi, nel caso in cui l’arbitratore
stabilisca un valore inferiore al prezzo proposto dal proponente, stabilire che
la proposta si intenda fatta per il valore stabilito dall’arbitratore diminuito
di una data percentuale, per esempio dimezzato: peraltro, in tal caso, occorre
prestare attenzione che lo svuotamento di valore della partecipazione che ne
consegue potrebbe far considerare la presente clausola in termini di clausola
di intrasferibilità, e quindi in termini di illegittimità].
Il proponente, ricevuta la comunicazione della decisione dell’arbitratore, può
revocare la propria proposta. Nel caso in cui intenda revocare tale proposta,
egli deve darne comunicazione all’organo amministrativo della società entro il
termine di 15 (quindici) giorni (oppure:
correlato con quello di cui al comma 12] dal giorno di ricevimento della
anzidetta comunicazione, a pena di decadenza dalla facoltà di revoca.
Sia nel caso in cui il proponente revochi la propria proposta, sia nel caso in
cui il medesimo confermi la propria proposta, sia nel caso in cui manchi
qualsiasi comunicazione da parte del proponente (una volta che, in quest’ultimo
caso, siano decorsi i 15 – quindici – giorni (oppure: altro termine) [questo
termine va correlato con quello di cui al comma 11] come sopra concessigli
per revocare la sua proposta e si sia verificata pertanto la decadenza dalla
facoltà di revoca), l’organo amministrativo deve darne comunicazione
(unitamente alla decisione dell’arbitratore) a tutti i soci.
I soci destinatari della comunicazione di cui al comma precedente (fatta
eccezione per il caso di intervenuta revoca della proposta) possono dunque
esercitare la prelazione dandone comunicazione al proponente e all’organo
amministrativo della società entro il termine di 15 (quindici) giorni (oppure: altro termine) da quello di
ricevimento della comunicazione di cui al comma precedente, a pena di
decadenza; il ricevimento di tale comunicazione da parte dell’organo
Qualora vi siano soci che intendano esercitare la prelazione senza adire
l’arbitratore per la determinazione del corrispettivo, mentre altri soci
domandino l’arbitraggio, si fa comunque luogo per tutti alla procedura di
arbitraggio. L’esercizio del diritto di prelazione che sia stato eventualmente
effettuato da taluno dei soci prima dell’inizio della procedura di arbitraggio
si intende pertanto come se non fosse stato effettuato.
Ove si tratti di trasferimento per atto tra vivi a titolo gratuito o a titolo
oneroso con corrispettivo infungibile, agli altri soci spetta il diritto di
prelazione, disciplinato con le medesime modalità descritte nei commi che
precedono, ove applicabili; in tal caso, il prelazionante deve corrispondere
all’avente causa a titolo gratuito o al cedente a titolo oneroso una somma in
valuta legale di valore nominale pari al valore effettivo delle azioni o dei
diritti per i quali è stato esercitato il diritto di prelazione. Tale valore
effettivo è da determinarsi a cura dell’arbitratore di cui sopra, con riferimento
al valore effettivo delle azioni o dei diritti per i quali è stato esercitato
il diritto di prelazione alla data di scadenza del termine per l’esercizio del
In caso di esercizio della prelazione, la stipula dell’atto traslativo e il
pagamento del corrispettivo dovuto devono avvenire nei medesimi termini
indicati nella proposta di alienazione formulata dal socio proponente. Nel caso
di termini già scaduti, a causa dell’espletamento delle procedure che
precedono, detta stipula e detto pagamento devono avvenire (per esempio) nei 15 (quindici) giorni
successivi a quello in cui l’alienazione si è perfezionata.
17. Nel caso che nessuno dei soci eserciti il diritto di
prelazione con le descritte modalità, il socio che intende procedere al
trasferimento può liberamente effettuare l’atto traslativo entro i termini
indicati nella sua proposta di alienazione; se detti termini sono scaduti a
causa dell’espletamento della procedura che precede, essi sono prorogati (per
esempio) di 30 (trenta) giorni a far tempo dal giorno in cui è
scaduto il termine per gli altri soci per esercitare il diritto di prelazione.
Ove l’atto traslativo non sia perfezionato nei termini che precedono, il socio
che intendere effettuare il trasferimento deve ripetere tutta la procedura di
Per i casi in cui debba come sopra procedersi alla determinazione del valore
effettivo delle azioni o dei diritti oggetto di trasferimento, esso è computato
tenendosi in considerazione la redditività normalizzata e prospettica della
società, il valore attuale del suo patrimonio e quindi dei suoi beni materiali
e immateriali e di ogni altra circostanza e condizione che siano normalmente
tenute in considerazione nella tecnica valutativa delle partecipazioni societarie
(opzionale: e pure considerando che,
ove si tratti di valutare un numero di azioni da cui derivi il controllo della
società, al suo valore è da aggiungere anche quello che viene comunemente
definito quale “premio di maggioranza”); nel calcolo del valore delle azioni o
dei diritti oggetto di trasferimento occorre computare pure il valore
dell’avviamento della società (opzionale:
da determinarsi – per esempio – in misura pari alla media, ridotta alla metà,
tra l’ammontare totale dei ricavi degli ultimi tre esercizi e l’ammontare
totale degli utili conseguiti negli ultimi tre esercizi. Nel caso in cui la
società non abbia ancora avuto tre esercizi non si computa alcun valore di
avviamento. La sussistenza dei tre esercizi va valutata con riguardo alla data
dell’atto costitutivo della società, ed è cioè ininfluente che, nel corso degli
ultimi 3 (tre) esercizi, sia avvenuta una qualsiasi trasformazione della forma
Le spese dell’arbitraggio sono a carico per metà del socio proponente e per
metà a carico di coloro che esercitano la prelazione o, in mancanza di
esercizio della prelazione, di coloro che hanno richiesto l’arbitrato; qualora
tuttavia dall’arbitraggio emerga che il valore delle azioni o dei diritti
oggetto di stima sia inferiore di oltre il 20 per cento (oppure: altra percentuale) al corrispettivo richiesto dal
proponente, l’intero costo dell’arbitraggio grava sul proponente.
al presente articolo si considera inefficace nei confronti della società e dei
soci cosicché la società non può iscrivere l’avente causa nel libro dei soci e
questi non può esercitare alcun diritto connesso alla titolarità dei diritti e
delle azioni acquisiti in violazione del diritto di prelazione e, in
particolare, il diritto agli utili, il diritto di voto e il diritto di
ripartizione del patrimonio sociale in sede di liquidazione della società.
opzione = clausola di gradimento non mero
Qualsiasi negozio traslativo inter vivos,
a titolo oneroso (con corrispettivo fungibile o infungibile) o gratuito, che
abbia a oggetto l’alienazione a soggetti estranei alla compagine sociale della
piena proprietà o della nuda proprietà o dell’usufrutto di azioni e di diritti
di sottoscrizione e di prelazione di cui all’articolo 2441, commi 1 e 3, del
codice civile, è subordinato al gradimento espresso dall’organo amministrativo
della società (all’espressione del
gradimento possono essere deputati anche i soci o soggetti terzi). Nel
caso in cui il trasferimento predetto:
l’effetto indiretto della cessione della partecipazione di controllo della
società socia della presente società o di un qualsiasi altro mutamento in detta
partecipazione di controllo (come per esempio per effetto di fusione,
scissione, conferimento) che determini il subentro di un nuovo soggetto nella
titolarità di detto controllo;
causa del trasferimento delle azioni o dei diritti di cui sopra è obbligato a
offrire agli altri soci della presente società l’acquisto delle azioni o dei
diritti di sua titolarità della presente società entro 60 giorni (oppure: un altro termine) dal giorno in
cui sono avvenuti i trasferimenti o i mutamenti di cui sopra; in caso di
inadempimento di quest’obbligo di offerta, il dante causa e l’avente causa del
trasferimento delle azioni o dei diritti di cui sopra sono in solido obbligati
al pagamento di una penale pari al doppio (oppure:
un’altra misura) del valore delle azioni o dei diritti predetti
(determinato con la procedura di arbitraggio di cui sopra).
Le condizioni e i limiti che devono sussistere per l’espressione del gradimento
di cui al comma 1 sono i seguenti: (elencare
i motivi in base ai quali il gradimento può essere negato e che vanno
esplicitati dall’organo deputato al gradimento nel caso in cui tale gradimento
non sia concesso).
Non sono sottoposti a giudizio di gradimento:
a) (per esempio) i trasferimenti che
e dei suoi affini entro il secondo grado; b) (per esempio) i trasferimenti finalizzati
all’instaurazione o alla cessazione di un mandato fiduciario e quindi i
trasferimenti tra fiduciante e società fiduciaria e viceversa, ove la società
fiduciaria esibisca la scritturazione del proprio registro delle intestazioni
fiduciarie dalla quale risulti il mandato fiduciario tra fiduciante e società
fiduciaria e accetti espressamente l’osservanza delle presenti norme statutarie
in tema di espressione del gradimento; sono invece soggetti a gradimento la
sostituzione del fiduciante senza sostituzione della società fiduciaria e pure
qualsiasi trasferimento effettuato dalla società fiduciaria a soggetti diversi
dal proprio fiduciante e ancora qualsiasi trasferimento effettuato dal
fiduciante a soggetti diversi dalla propria società fiduciaria;
c) (per esempio) i trasferimenti a società
Il socio che intende effettuare il trasferimento deve comunicare la propria
intenzione all’organo amministrativo (e/o
a chi sia tenuto a esprimere il gradimento), al quale deve illustrare
l’entità di quanto è oggetto di alienazione, il corrispettivo richiesto, le
condizioni di pagamento, le esatte generalità del terzo potenziale acquirente e
i termini temporali di stipula dell’atto traslativo.
l’organo amministrativo (o chi sia tenuto
a esprimere il gradimento) [Occorre precisare che, nel computo del quorum
deliberativo, non si deve tener conto del socio trasferente se egli faccia
parte del consesso cui è demandata la decisione] (opzionale: precisare il
quorum deliberativo per adottare la decisione di gradimento) deve
comunicare al socio alienante e al terzo potenziale avente causa la propria
decisione in merito al gradimento o al non gradimento; se il gradimento non
viene concesso, occorre inoltre corredare detta decisione con l’illustrazione
delle ragioni per le quali il gradimento è stato negato (opzionale: In mancanza di risposta entro il predetto termine, il
gradimento si intende concesso; oppure:
negato) [Attenzione: il silenzio rifiuto
mal si concilia con la necessità di esplicitare i motivi del mancato gradimento].
(opzionale per le sole società che non fanno
ricorso al mercato del capitale di rischio) 6. Se il gradimento viene negato, al socio alienante compete il
diritto di recesso [questo comma va però
coordinato con il successivo comma 7].
Se il gradimento viene negato, gli altri soci possono comunque esercitare il
diritto di prelazione intendendosi la richiesta di gradimento come proposta del
proponente agli altri soci di esercitare il loro diritto di prelazione. (in alternativa) 7. Se il gradimento
viene negato, gli altri soci non hanno diritto di prelazione, a meno che il
proponente l’alienazione dichiari che la sua richiesta di gradimento equivale a
proposta agli altri soci di esercitare il loro diritto di prelazione). Se
il gradimento viene concesso, compete comunque agli altri soci il diritto di
prelazione e la richiesta di gradimento si intende come proposta del proponente
agli altri soci di esercitare il loro diritto di prelazione.
opzione = clausola di gradimento mero
codice civile, è subordinato al mero gradimento espresso dall’organo
amministrativo della società (all’espressione
del gradimento possono essere deputati anche i soci o soggetti terzi).
Nel caso in cui il trasferimento predetto:
mancata espressione del gradimento obbliga l’avente causa del trasferimento
delle azioni o dei diritti di cui sopra a offrire agli altri soci della
presente società l’acquisto delle azioni o dei diritti di sua titolarità della
presente società entro 60 giorni (oppure:
un altro termine) dal giorno in cui sono avvenuti i trasferimenti o i
mutamenti di cui sopra; in caso di inadempimento di quest’obbligo di offerta,
il dante causa e l’avente causa del trasferimento delle azioni o dei diritti
predetti sono in solido obbligati al pagamento di una penale pari al doppio (oppure: un’altra misura) del valore
arbitraggio di cui sopra).
intenzione all’organo amministrativo (o a
chi sia tenuto a esprimere il gradimento), al quale deve illustrare
decisione in merito al gradimento o al non gradimento senza obbligo di
motivazione; se il gradimento non viene concesso, occorre inoltre corredare
detta decisione con l’illustrazione delle ragioni per le quali il gradimento è
stato negato (opzionale: In mancanza
di risposta entro il predetto termine, il gradimento si intende concesso; oppure: negato) [Attenzione: il silenzio rifiuto mal si concilia con la necessità di
esplicitare i motivi del mancato gradimento].
Se il gradimento viene negato, la società è tenuta (oppure: i soci sono tenuti) ad acquistare, nel rispetto della
disciplina di cui all’articolo 2357, le azioni o i diritti del socio alienante.
(In alternativa) 6.
Se il gradimento viene negato, spetta al socio alienante il diritto di recesso.
proponente agli altri soci di esercitare il loro diritto di prelazione.
(in alternativa). 7. Se il gradimento viene negato, gli
altri soci non hanno diritto di prelazione, a meno che il proponente
l’alienazione dichiari che la sua richiesta di gradimento equivale a proposta
agli altri soci di esercitare il loro diritto di prelazione).
[Eventualmente si può introdurre una clausola
che preveda la presentazione da parte della società di un altro acquirente in
luogo di quello “sgradito”].
ARTICOLO 10) MORTE DEL SOCIO 1.
In caso di morte di un socio, (Prima opzione) nelle azioni già di
titolarità del defunto e nei diritti di sottoscrizione e di prelazione di cui
all’articolo 2441, commi 1 e 3, del codice civile, subentrano i suoi eredi o
legatari.
(Seconda opzione) i soci superstiti
possono, con decisione unanime (oppure:
con decisione presa con il voto favorevole dei soci che rappresentino i 2/3 – o
altra percentuale – del capitale sociale),
che deve essere adottata (per esempio)
entro 60 (sessanta) giorni dal decesso del socio, stabilire che le azioni e i
diritti di cui all’articolo 2441, commi 1 e 3, del codice civile, si accrescano
automaticamente ai soci che intendono subentrare nelle azioni e nei diritti del
defunto, i quali, in tal caso, devono liquidare agli eredi o ai legatari del
socio defunto il valore delle azioni e dei diritti già di titolarità del
defunto stesso, determinato con le stesse modalità prescritte dal presente
statuto per il caso di esercizio del diritto di prelazione. (Terza opzione) il trasferimento agli
eredi o ai legatari della partecipazione o dei diritti del defunto è
subordinato al mero gradimento (oppure:
al gradimento motivato) dell’organo amministrativo (all’espressione del gradimento possono essere deputati anche i soci o
soggetti terzi); se il gradimento non è concesso, si fa luogo alla
liquidazione agli eredi o ai legatari delle azioni o dei diritti del defunto
mediante l’utilizzo dei medesimi criteri di valutazione e delle medesime
procedure previsti per la liquidazione del socio recedente.
Nel caso di subentro di più eredi o legatari nelle azioni del defunto, costoro
nominano un rappresentante comune e si applicano gli articoli 1105 e 1106 del
ARTICOLO 11) RECESSO DEL SOCIO 1.
Il socio può recedere dalla società, per tutte o parte delle sue azioni, nei
casi previsti dall’articolo 2437, comma 1, del codice civile.
(oppure, per le sole società che non fanno
ricorso al mercato del capitale di rischio) 1.
Oltre ai casi previsti dall’articolo 2437, comma 1, del codice civile, il socio
può recedere dalla società, per tutte o parte delle sue azioni, nei seguenti
a) (elencare)
Non spetta il diritto di recesso al socio che non ha concorso all’approvazione delle deliberazioni aventi a
l’introduzione o la rimozione di limiti alla circolazione delle azioni. 3. La dichiarazione di recesso è efficace dal primo giorno del secondo mese successivo a
quello in cui la dichiarazione di recesso giunge all’indirizzo della sede
legale della società. Se in questo lasso temporale venga contestata la
legittimità della dichiarazione di recesso e venga conseguentemente promosso un
giudizio di arbitrato, l’efficacia della dichiarazione di recesso è sospesa
fino al giorno di notifica del lodo al recedente. Il giorno di efficacia del
recesso è quello a cui deve far riferimento la valutazione delle azioni per le
quali è stato esercitato il diritto di recesso.
La valutazione delle azioni per le quali il recedente ha esercitato il diritto
di recesso è effettuata con le stesse modalità previste dal presente statuto
per la valutazione delle azioni per le quali sia stato esercitato il diritto di
(in alternativa) La
valutazione delle partecipazioni per le quali il recedente ha esercitato il
diritto di recesso è effettuata ai sensi dell’articolo 2437-ter del codice civile). (oppure aggiungere eventuali altri
criteri di valorizzazione delle partecipazioni del recedente).
questo titolo si disciplinano la competenza decisionale dei soci e le modalità
con le quali i soci assumono le loro determinazioni.
ARTICOLO 12) COMPETENZE DELL’ASSEMBLEA
Ove la società sia priva del consiglio di sorveglianza (e cioè nelle società che adottano il sistema di amministrazione
“tradizionale” o quello monistico), l’assemblea ordinaria dei soci
autorizza il compimento dei seguenti atti da parte dell’organo amministrativo:
a) (per esempio) le decisioni inerenti agli atti acquisitivi o alienativi di
diritti reali immobiliari e di concessione di garanzie reali e personali;
b) (per esempio) ogni atto il cui valore
superi i 500.000 euro, intendendosi tale limite superato anche quando si tratti
di atti di valore unitario inferiore ma che, in virtù del necessario
collegamento tra di essi sussistente, siano di valore complessivo superiore al
predetto limite di euro 500.000.
c) (altri esempi) ...
ARTICOLO 13) LUOGO DI CONVOCAZIONE
L’assemblea è convocata nel Comune dove ha sede la società oppure altrove,
purché (per esempio) in Italia, negli
Stati membri dell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America. ARTICOLO 14) CONVOCAZIONE
L’assemblea è convocata ogniqualvolta l’organo amministrativo lo ritenga
necessario od opportuno oppure quando all’organo amministrativo ne sia fatta
richiesta, con l’indicazione degli argomenti da trattare, dai soci che
rappresentino almeno il 10 (dieci) per cento (o una percentuale minore) del capitale sociale.
(Clausola riservata alle sole società
che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio)
L’assemblea è convocata mediante avviso spedito ai soci e da essi ricevuto
almeno 8 (otto) giorni prima del giorno fissato per l’assemblea. L’avviso può
essere redatto su qualsiasi supporto (cartaceo o magnetico) e può essere
spedito con qualsiasi sistema di comunicazione (compresi il telefax e la posta
elettronica). (Clausola da inserire per le società che
fanno ricorso al mercato del capitale di rischio)
L’assemblea è convocata mediante avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica oppure nel quotidiano ... (indicazione di almeno un quotidiano),
almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’assemblea. ARTICOLO 15) INTERVENTO IN ASSEMBLEA
Possono intervenire all’assemblea gli azionisti e i titolari di strumenti
finanziari che hanno il diritto di voto nelle materie iscritte nell’ordine del
Chi intende intervenire all’assemblea è tenuto a depositare presso la sede
sociale o le banche indicate nell’avviso di convocazione, entro … giorni (per le società che fanno ricorso al mercato
del capitale di rischio il termine non può essere superiore ai due giorni) dalla
data fissata per l’assemblea, le azioni (oppure:
la certificazione del gestore delle azioni dematerializzate) e i
certificati rappresentativi degli strumenti finanziari aventi diritto di voto.
Le azioni e i certificati non possono essere ritirati prima che l’assemblea
abbia avuto luogo. 3.
L’assemblea può svolgersi anche con gli intervenuti dislocati in più luoghi,
contigui o distanti, audio/videocollegati (il collegamento solo in via audio è
consentito unicamente quando a libro soci non risultino iscritti più di venti
soci oppure: altro numero inferiore),
a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona
fede e di parità di trattamento dei soci. In tal caso, è necessario che: a) sia
consentito al presidente dell’assemblea, anche a mezzo del proprio ufficio di
presidenza, di accertare inequivocabilmente l’identità e la legittimazione
degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell’adunanza, constatare e
proclamare i risultati della votazione; b) sia
consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi
assembleari oggetto di verbalizzazione; c) sia
consentito agli intervenuti di partecipare in tempo reale alla discussione e
alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno; d) ove
non si tratti di assemblea totalitaria, vengano indicati nell’avviso di
convocazione i luoghi audio/videocollegati a cura della società, nei quali gli
intervenuti possano affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo
ove siano presenti il presidente e il soggetto verbalizzante.
(opzionale) 4. È
consentita l’espressione del voto mediante corrispondenza.
ARTICOLO 16) RAPPRESENTANZA Prima
opzione = divieto di rappresentanza
soci non possono farsi rappresentare in assemblea. Seconda
opzione = rappresentanza dei soci
La rappresentanza in assemblea deve essere conferita con delega scritta,
consegnata al delegato anche via telefax o via posta elettronica con firma
digitale. (Per le spa che non fanno
ricorso al mercato del capitale di rischio: La delega può essere conferita
per più assemblee; oppure: La delega non può essere conferita
che per una sola assemblea, con effetto anche per le successive convocazioni). ARTICOLO 17) PRESIDENZA 1.
La presidenza dell’assemblea spetta all’amministratore unico o al presidente
dell’organo amministrativo oppure, in caso di sua mancanza o assenza, al
consigliere più anziano di età. In via subordinata, l’assemblea designa come
presidente uno qualsiasi degli intervenuti a maggioranza semplice del capitale
Il presidente dell’assemblea è assistito da un segretario designato
dall’assemblea a maggioranza semplice del capitale presente.
Ove prescritto dalla legge e pure in ogni caso l’organo amministrativo lo
ritenga opportuno, le funzioni di segretario sono attribuite a un notaio
designato dall’organo amministrativo medesimo.
Il presidente dell’assemblea verifica la regolarità della costituzione
dell’assemblea, accerta l’identità e la legittimazione dei presenti, regola il
suo svolgimento e accerta i risultati delle votazioni; di tutto quanto precede
viene dato conto nel verbale dell’adunanza, che egli sottoscrive dopo aver
svolto attività di supervisione durante la sua redazione.
ARTICOLO 18) QUORUM 1.
prima convocazione, è validamente costituita con l’intervento dei soci che
rappresentino almeno la metà del capitale sociale e delibera a maggioranza
assoluta (oppure: altra percentuale
superiore) del capitale presente;
seconda convocazione, è validamente
costituita qualunque sia il capitale rappresentato dai soci intervenuti e
delibera a maggioranza assoluta del capitale presente [Si possono prevedere quorum costitutivi e deliberativi superiori, ma
non per le deliberazioni aventi a oggetto l’approvazione del bilancio e la
nomina delle cariche sociali].
Nel caso di previsione di quorum per la
seconda convocazione, si possono prevedere convocazioni successive alla
seconda, con la seguente normativa:
terza convocazione e nelle convocazioni successive, è validamente costituita
qualunque sia il capitale rappresentato dai soci intervenuti e delibera a
maggioranza assoluta del capitale presente [Si
possono prevedere quorum costitutivi e deliberativi superiori, ma non per le
deliberazioni aventi a oggetto l’approvazione del bilancio e la nomina delle
cariche sociali].
(opzionale) 2. La nomina alle cariche
sociali avviene secondo le seguenti modalità:
(per esempio) quorum particolari;
(per esempio) voto di lista;
un componente dell’organo amministrativo è nominato dall’assemblea speciale dei
titolari di strumenti finanziari. 3.
(per le spa che non fanno ricorso al mercato
del capitale di rischio)
delibera con il voto
favorevole dei soci che rappresentino più della metà del capitale sociale (oppure: altro quorum più elevato)
(opzionale, per le spa che fanno ricorso al
mercato del capitale di rischio)
è validamente costituita con
la presenza di tanti soci che rappresentano almeno la metà del capitale sociale
(oppure altra percentuale superiore)
e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale
rappresentato in assemblea)
– in seconda convocazione:
è costituita con la partecipazione dei soci che rappresentino
oltre un terzo del capitale sociale (oppure:
altra percentuale superiore) e delibera con il voto favorevole dei soci che
rappresentino almeno i due terzi (oppure:
altra percentuale superiore) del capitale sociale rappresentato in
(solo per le società che non fanno ricorso al
mercato del capitale di rischio) fermo restando che è necessario, anche in
seconda convocazione, il voto favorevole di tanti soci che rappresentino più di
un terzo del capitale sociale per le deliberazioni concernenti:
– il cambiamento dell’oggetto sociale; – la trasformazione della società;
– lo scioglimento anticipato; – la proroga della società; – la revoca dello stato di liquidazione; – il trasferimento della sede sociale
– l’emissione di azioni privilegiate;
Se si prevedono convocazioni successive alla
terza convocazione e nelle convocazioni successive, è costituita con la
partecipazione dei soci che rappresentino… – (società che non fanno ricorso al capitale di
rischio) …oltre un terzo del capitale sociale… (oppure: altra percentuale superiore) – (società che fanno ricorso al capitale di
rischio) …almeno un quinto del capitale sociale… (oppure: altra percentuale superiore) …e
delibera con il voto favorevole dei soci che rappresentino almeno i due terzi (oppure: altra percentuale superiore) del
capitale sociale rappresentato in assemblea;
(solo per le
società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio) fermo
restando che è necessario, anche in ulteriore convocazione, il voto favorevole
di tanti soci che rappresentino più di un terzo del capitale sociale per le
deliberazioni concernenti:
cambiamento dell’oggetto sociale; – la
scioglimento anticipato; – la
proroga della società; – la
revoca dello stato di liquidazione; – il
– l’emissione
di azioni privilegiate.
ARTICOLO 19) ASSEMBLEE SPECIALI 1.
Si riuniscono in assemblee speciali al fine di deliberare sui loro interessi
comuni e sulle deliberazioni degli organi societari che incidono sui loro
ciascuna emissione, i titolari di azioni fornite di diritti diversi da quelle
ciascuna emissione, i titolari di strumenti finanziari emessi ai sensi degli
articoli 2346, comma 6, e 2349 del codice civile;
ciascuna emissione, i titolari di obbligazioni.
Le deliberazioni degli organi sociali che incidano sui diritti dei soggetti di
cui al comma 1 sono inefficaci se non approvate dall’assemblea speciale.
Per il funzionamento delle assemblee speciali si applica la normativa di cui
all’articolo 2415 del codice civile.
ARTICOLO 20) IMPUGNAZIONE DELLE
(opzionale) 1.
L’impugnazione delle deliberazioni assembleari può essere proposta dai soci che
possiedono tante azioni aventi diritto di voto con riferimento alla
deliberazione, che rappresentino, anche congiuntamente, …
(nelle società che fanno ricorso al mercato
del capitale di rischio) …l’uno per mille (questo quoziente può essere ridotto o escluso) del capitale
(nelle società che non fanno ricorso al
mercato del capitale di rischio) …il cinque per cento (questo quoziente può essere ridotto o escluso) del capitale
TITOLO IV – ORGANO AMMINISTRATIVO, RAPPRESENTANZA
SOCIALE, CONTROLLI
opzione: sistema “tradizionale”
ARTICOLO 21) AMMINISTRAZIONE DELLA
L’amministrazione della società è affidata, ai sensi dell’articolo 2380, comma
1, del codice civile, a scelta dell’assemblea, al consiglio di amministrazione,
composto da un massimo di 9 (nove) membri, ovvero all’amministratore unico.
Gli amministratori possono anche non essere soci e durano in carica per tre
esercizi (con scadenza in coincidenza dell’assemblea convocata per
l’approvazione del bilancio del terzo esercizio della loro carica) o per il
minor periodo che sia fissato nell’atto costitutivo o dall’assemblea all’atto
della nomina; in mancanza di fissazione di termine, essi durano in carica per
tre esercizi (sempre con scadenza in coincidenza dell’assemblea convocata per
l’approvazione del bilancio del terzo esercizio della loro carica).
La revoca di uno o più amministratori può essere deliberata anche in assenza di
giusta causa, salvo il diritto dell’amministratore revocato al risarcimento del
danno se la revoca avviene senza giusta causa.
(in alternativa) 3.
La revoca può essere deliberata anche in assenza di giusta causa e, in tal
caso, nulla è dovuto all’amministratore revocato a titolo di risarcimento del
danno in mancanza della giusta causa di revoca, intendendosi l’assunzione dell’incarico
di amministrazione nella presente società come accettazione di questa clausola
e pertanto come rinuncia al risarcimento del danno.
(opzionale) 4. Se cessa dalla carica la
maggioranza dei componenti dell’organo amministrativo (oppure, anche uno solo dei componenti dell’organo amministrativo),
l’intero organo amministrativo decade e il collegio sindacale deve convocare
con urgenza l’assemblea per la sua integrale sostituzione e può compiere nel
amministratori sono (oppure non sono)
(opzionale) 6.
L’assunzione della carica di amministratore è subordinata al possesso dei
seguenti requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza:... (indicazione degli speciali requisiti richiesti
per la nomina, anche con riferimento ai requisiti al riguardo previsti da
codici di comportamento redatti da associazioni di categoria o da società di
gestione di mercati regolamentati).
Il consiglio di amministrazione elegge tra i suoi membri il presidente a
maggioranza assoluta dei suoi componenti (oppure:
a maggioranza dei consiglieri presenti), a meno che la funzione di
presidenza sia attribuita a uno dei componenti dell’organo amministrativo
all’atto della sua nomina; con le medesime modalità possono essere nominati
anche uno o più vice presidenti cui sono attribuiti i poteri di sostituzione
del presidente in caso di sua assenza o impedimento, secondo le modalità
stabilite all’atto della loro nomina. 8.
Ai componenti dell’organo amministrativo spetta il rimborso delle spese
sopportate per ragioni del loro ufficio.
Può essere assegnato, per ogni singolo esercizio o per più esercizi, un
compenso ai componenti dell’organo amministrativo; agli stessi può inoltre
essere attribuita un’indennità di cessazione di carica, costituibile anche
mediante accantonamenti periodici e pure con sistemi assicurativi o
previdenziali. Il compenso e l’indennità di cessazione di carica possono essere
costituiti in tutto o in parte da una partecipazione agli utili o
dall’attribuzione del diritto di sottoscrivere a prezzo predeterminato azioni
di futura emissione. In mancanza di determinazione del compenso, si intende che
i componenti dell’organo amministrativo vi abbiano rinunciato.
La rimunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche è
stabilita dal consiglio di amministrazione, sentito il parere del collegio
sindacale. L’assemblea può determinare un importo complessivo per la
remunerazione di tutti gli amministratori, inclusi quelli investiti di
particolari cariche.
ARTICOLO 22) ADUNANZA E DELIBERAZIONI
DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 1.
Il consiglio d’amministrazione si raduna, sia nella sede sociale, sia altrove,
Stati membri dell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America, tutte le volte
che il presidente lo giudichi necessario o quando ne sia fatta richiesta
scritta da almeno un terzo dei suoi membri o dal collegio sindacale.
Il consiglio viene convocato dal presidente con avviso da spedirsi (per esempio) almeno 7 (sette) giorni
prima dell’adunanza a ciascun componente del consiglio di amministrazione,
nonché ai sindaci effettivi e, nei casi di urgenza (per esempio) almeno 3 (tre) giorni prima. L’avviso può essere
redatto su qualsiasi supporto (cartaceo o magnetico) e può essere spedito con
qualsiasi sistema di comunicazione (compresi il telefax e la posta
3. Il consiglio di amministrazione è comunque validamente
costituito e atto a deliberare qualora, anche in assenza delle suddette
formalità, siano presenti tutti i membri del consiglio stesso e tutti i
componenti del collegio sindacale, fermo restando il diritto di ciascuno degli
intervenuti di opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si
ritenga sufficientemente informato.
Le adunanze del consiglio di amministrazione possono svolgersi anche con gli
intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/video o anche
solo audiocollegati, a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i
principi di buona fede e di parità di trattamento dei consiglieri. In tal caso,
è necessario che: a) sia
consentito al presidente di accertare inequivocabilmente l’identità e la
legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell’adunanza,
constatare e proclamare i risultati della votazione; b) sia
oggetto di verbalizzazione; c) sia
consentito agli intervenuti di scambiarsi documentazione e comunque di
partecipare in tempo reale alla discussione e alla votazione simultanea sugli
argomenti all’ordine del giorno; d) a
meno che si tratti di adunanza totalitaria, vengano indicati nell’avviso di
Per la validità delle deliberazioni del consiglio si richiede la presenza (per esempio) della maggioranza dei suoi
membri in carica.
Le deliberazioni dell’organo amministrativo, ivi compresa quella di
costituzione del patrimonio destinato (la
delibera di costituzione del patrimonio destinato richiede il voto a
maggioranza assoluta dei componenti dell’organo amministrativo, salvo diversa
disposizione statutaria) sono adottate con il voto favorevole (per esempio) della maggioranza dei
membri presenti (oppure: con il voto favorevole della maggioranza dei
componenti dell’organo amministrativo); il consigliere astenuto si considera
presente alla votazione. (Opzionale)
In caso di parità di voti, la deliberazione proposta si intende approvata o non
approvata a seconda di come ha votato chi presiede la seduta. Le modalità di
espressione del voto, fermo restando che deve in ogni caso trattarsi di una
modalità che consenta l’individuazione di coloro che esprimano voti contrari
oppure che si astengano, sono decise con il voto favorevole della maggioranza
dei consiglieri presenti (oppure: della
maggioranza dei componenti dell’organo amministrativo).
Il verbale delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di
amministrazione deve essere tempestivamente redatto ed è sottoscritto dal
presidente e dal segretario. 9.
data dell’adunanza;
b) anche
in allegato, l’identità dei partecipanti;
richiesta dei membri dell’organo amministrativo, le loro dichiarazioni
pertinenti all’ordine del giorno;
modalità e il risultato delle votazioni; e
deve consentire, anche per allegato, l’identificazione dei favorevoli, degli
astenuti o dei dissenzienti.
ARTICOLO 23) POTERI DEL CONSIGLIO DI
L’organo amministrativo gestisce l’impresa sociale con la diligenza richiesta
dalla natura dell’incarico e compie tutte le operazioni necessarie per il
raggiungimento dell’oggetto sociale essendo dotato di ogni potere per
l’amministrazione della società e della facoltà di compiere tutti gli atti
ritenuti necessari od opportuni per il raggiungimento degli scopi sociali. [Opzionale, occorre valutare
l’opportunità dell’inserimento delle singole ipotesi di deliberazione]
Spetta all’organo amministrativo l’adozione delle seguenti deliberazioni:
fusione nei casi previsti dagli articoli 2505 e 2505-bis;
b) l’indicazione
di quali tra gli amministratori hanno la rappresentanza della società;
riduzione del capitale in caso di recesso del socio;
adeguamenti dello statuto a disposizioni normative;
riduzione del capitale sociale per perdite, se le azioni sono senza valore
ARTICOLO 24) PRESIDENTE, COMITATO
ESECUTIVO, AMMINISTRATORI DELEGATI
Il presidente del consiglio di amministrazione convoca il consiglio di
amministrazione, ne fissa l’ordine del giorno e provvede affinché adeguate
informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno vengano fornite a
tutti i consiglieri; coordina inoltre i lavori del consiglio, verificando la
regolarità della costituzione dello stesso e accertando l’identità e la
legittimazione dei presenti e i risultati delle votazioni.
Il consiglio di amministrazione può nominare tra i suoi membri uno o più
amministratori delegati o un comitato esecutivo, fissando le relative
attribuzioni e la retribuzione. Non sono delegabili le materie elencate
nell’articolo 2381, comma 4, del codice civile.
Gli organi delegati sono tenuti a riferire al consiglio di amministrazione e al
collegio sindacale, ogni trimestre (o
altro termine, massimo 180 giorni), sul generale andamento della gestione,
sulla sua prevedibile evoluzione e sulle operazioni di maggiore rilievo.
uno o più membri dell’organo amministrativo possono essere delegate, in tutto
in parte, in via esclusiva: a) le
funzioni inerenti agli adempimenti normativi, amministrativi, retributivi,
contributivi, previdenziali, fiscali, doganali e comunque tutti gli adempimenti
inerenti ai rapporti con i soggetti che dalla società percepiscano redditi di
lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo e redditi di capitale, con
facoltà di presentare e sottoscrivere dichiarazioni fiscali di qualunque tipo,
ivi comprese le dichiarazioni dei redditi ai fini delle imposte dirette, le
dichiarazioni per l’Iva nonché quelle di sostituto d’imposta; b) le
funzioni inerenti all’assolvimento degli obblighi previsti dal decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modifiche, curando che il
trattamento dei dati personali di dipendenti, clienti e/o fornitori e di altri
terzi che entrino in contatto con la società, avvenga in conformità alla
normativa vigente in materia, anche per quanto riguarda l’osservanza delle
misure minime di sicurezza dei dati, nominando, se del caso, uno o più
responsabili del trattamento e impartendo loro le opportune istruzioni; c) le
funzioni inerenti all’attuazione delle disposizioni previste dalla legge 626/1994
e successive modifiche, e, in generale, dalla normativa sulla prevenzione degli
infortuni e l’igiene del lavoro, adottando le misure di prevenzione e di
protezione individuate nel piano per la sicurezza e ogni altra che ritenga o si
riveli necessaria per la tutela della sicurezza e salute dei lavoratori;
curando l’aggiornamento delle predette misure in relazione ai mutamenti
normativi, organizzativi e produttivi, ovvero in relazione al grado di
evoluzione della tecnica; esercitando il controllo, in particolare,
dell’idoneità e della conformità degli edifici, locali, impianti, macchinari,
attrezzature di lavoro, mezzi di trasporto e di sollevamento rispetto alle
norme vigenti in materia di igiene e sicurezza del lavoro, effettuando
verifiche periodiche di buon funzionamento, la loro pulitura e, in generale, la
loro manutenzione ordinaria e straordinaria;
funzioni inerenti alla cura e alla vigilanza del rispetto da parte della
società di ogni normativa relativa alla gestione dei rifiuti, alla tutela delle
acque dall’inquinamento, alle emissioni in atmosfera e alla tutela, in
generale, dell’ambiente esterno dall’inquinamento, alla prevenzione degli
incendi, alla sicurezza degli impianti;
chi è delegato per le funzioni che precedono spetta pertanto di esercitare,
sempre in via esclusiva, tutti gli inerenti poteri decisionali, di tenere i
rapporti con le Autorità e gli Uffici pubblici e privati preposti alla
trattazione di dette problematiche (in particolare l’Amministrazione
finanziaria, gli Istituti previdenziali, l’Amministrazione centrale e
periferica dello Stato, gli Enti locali e ogni altro Ente pubblico in genere) e pure, nelle stesse
materie, con l’Autorità giudiziaria di ogni ordine e grado.
La rappresentanza della società di fronte ai terzi e anche in giudizio, con
facoltà di agire in qualsiasi sede e grado di giurisdizione, anche
sovranazionale o internazionale e pure per giudizi di revocazione e di
cassazione e di nominare all’uopo avvocati e procuratori alle liti, spetta:
presidente del consiglio di amministrazione, previa deliberazione del consiglio
b) nell’ambito
dei poteri loro conferiti, agli amministratori delegati.
(opzionale) Per tutti gli atti di straordinaria
amministrazione e comunque per tutti quelli (anche se artificiosamente
frazionati ma che complessivamente siano) di valore superiore a euro 500.000
(cinquecentomila) occorre la firma congiunta del presidente del consiglio di
amministrazione e di un altro membro del consiglio di amministrazione oppure,
in caso di assenza o impedimento del presidente, di due membri del consiglio di
amministrazione, unicamente ai quali, sotto propria responsabilità nei
confronti della società ma senza che nulla in merito sia opponibile ai terzi,
spetterà anche di dichiarare ai terzi stessi la sussistenza del loro potere di
rappresentanza a causa dell’assenza o dell’impedimento del presidente del
L’organo amministrativo può nominare direttori e procuratori speciali e può
pure deliberare che l’uso della firma sociale sia conferito, sia congiuntamente
che disgiuntamente, per determinati atti o categorie di atti, a dipendenti
della società ed eventualmente a terzi.
ARTICOLO 26) AMMINISTRATORE UNICO 1.
Quando l’amministrazione della società è affidata all’amministratore unico,
questi riunisce in sé tutti i poteri e le facoltà del consiglio di
amministrazione e del suo presidente.
ARTICOLO 27) COLLEGIO SINDACALE 1.
Il collegio sindacale si compone di tre (oppure:
cinque) membri effettivi e di due
membri supplenti, nominati dall’assemblea, la quale attribuisce pure a un
sindaco effettivo la qualifica di presidente.
Non possono essere nominati sindaci e, se nominati, decadono dalla carica,
coloro che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 2399 e (opzionale) ... (indicazione delle ulteriori eventuali cause di ineleggibilità, di
incompatibilità e di decadenza e di eventuali criteri per evitare cumulo di
Il collegio sindacale, che deve riunirsi almeno ogni novanta giorni, viene
convocato dal presidente con avviso da spedirsi almeno otto giorni (oppure: altro termine) prima
dell’adunanza a ciascun sindaco e, nei casi di urgenza, almeno tre giorni (oppure: altro termine) prima. L’avviso
può essere redatto su qualsiasi supporto (cartaceo o magnetico) e può essere
Il collegio sindacale è comunque validamente costituito e atto a deliberare qualora,
anche in assenza delle suddette formalità, siano presenti tutti i membri del
collegio stesso, fermo restando il diritto di ciascuno degli intervenuti di
opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga
Le adunanze del collegio sindacale possono svolgersi anche con gli intervenuti
dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/video o anche solo
audio-collegati, a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i
principi di buona fede e di parità di trattamento dei componenti del collegio
sindacale. In tal caso, è necessario che: a) sia
legittimazione degli intervenuti e regolare lo svolgimento dell’adunanza; b) sia
convocazione i luoghi audio/video-collegati a cura della società, nei quali gli
ove sia presente il presidente e il soggetto verbalizzante.
ARTICOLO 28) CONTROLLO CONTABILE
Prima opzione: per le spa non quotate e non tenute alla redazione del
Il controllo contabile è esercitato dal collegio sindacale.
opzione: per
le spa quotate, per quelle tenute alla redazione del bilancio consolidato e
anche per le spa non quotate ove non si opti per la prima opzione di cui sopra.
Il controllo contabile è esercitato, a scelta dell’assemblea dei soci, salvo
quanto è stabilito dall’articolo 2409-bis,
comma 2, da un revisore contabile o da una società di revisione.
Non possono essere incaricati del controllo contabile e, se nominati, decadono
dalla carica coloro che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 2409-quinquies e (opzionale) ... (indicazione
delle ulteriori eventuali cause di incompatibilità e dei limiti e dei criteri
per il cumulo degli incarichi) (indicazione
della eventuale specifica qualificazione professionale richiesta per il
soggetto incaricato del controllo contabile). Nel caso di controllo
contabile affidato a società di revisione, le disposizioni del presente comma
si applicano con riferimento ai soci della medesima e ai soggetti incaricati
L’attività di controllo contabile è documentata dall’organo di controllo
contabile in un apposito libro, che resta depositato presso la sede della
società (in alternativa, può essere
indicato anche un luogo diverso).
ARTICOLO 29) AZIONE DI RESPONSABILITÀ
(opzionale, per spa che non fanno
ricorso al mercato del capitale di rischio)
L’azione sociale di responsabilità può essere esercitata dai soci che
rappresentino almeno il 20 (venti) per cento (o altra misura, comunque non superiore al terzo) del capitale
(opzionale, per spa che fanno ricorso al
mercato del capitale di rischio) 1.
rappresentino almeno il 5 (cinque) per cento (o altra misura, comunque inferiore al ventesimo) del capitale
DENUNCIA AL COLLEGIO SINDACALE E AL TRIBUNALE
La denuncia di cui all’articolo 2408, comma 2, del codice civile, è fatta da
tanti soci che rappresentino …
5 (cinque) per cento (o altra
percentuale, comunque inferiore al ventesimo) del capitale sociale.
l’1 (uno) per cento (o altra percentuale,
comunque inferiore al cinquantesimo) del capitale sociale. (opzionale) 2.
La denuncia di cui all’articolo 2409, comma 1, del codice civile, è fatta da
comunque inferiore al cinquantesimo) del capitale sociale. Seconda
opzione: sistema dualistico ARTICOLO 21) CONSIGLIO DI GESTIONE
L’amministrazione della società effettuata, ai sensi dell’articolo 2409-octies del codice civile, secondo il
sistema dualistico, spetta al consiglio di gestione, composto da un massimo di
9 (nove) membri, nominati dal consiglio di sorveglianza (oppure: dall’assemblea dei soci).
esercizi, con scadenza in coincidenza della riunione del consiglio di sorveglianza
(oppure: dell’assemblea) convocata
per l’approvazione del bilancio del
terzo esercizio della loro carica, o per il minor periodo che sia fissato
all’atto della nomina; in mancanza di fissazione di termine, essi durano in
carica per tre esercizi, sempre con scadenza in coincidenza della riunione del
consiglio di sorveglianza (oppure:
dell’assemblea) convocata per l’approvazione
del bilancio del terzo esercizio della loro carica.
danno in mancanza della giusta causa di revoca, intendendosi l’assunzione
dell’incarico di amministrazione nella presente società come accettazione di
questa clausola e pertanto come rinuncia al risarcimento del danno.
l’intero organo amministrativo decade e il consiglio di sorveglianza provvede
senza indugio alla sua integrale sostituzione.
Gli amministratori sono (oppure: non sono)
seguenti requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza:... (indicazione degli speciali requisiti
richiesti per la nomina, anche con riferimento ai requisiti al riguardo
previsti da codici di comportamento redatti da associazioni di categoria o da
società di gestione di mercati regolamentati).
Il consiglio di gestione elegge tra i suoi membri il presidente a maggioranza
assoluta dei suoi componenti (oppure: a
maggioranza dei consiglieri presenti), a meno che la funzione di presidenza
sia attribuita a uno dei componenti dell’organo amministrativo all’atto della
sua nomina; con le medesime modalità possono essere nominati anche uno o più
vice presidenti cui sono attribuiti i poteri di sostituzione del presidente in
caso di sua assenza o impedimento, secondo le modalità stabilite all’atto della
DEL CONSIGLIO DI GESTIONE 1.
Il consiglio di gestione si raduna, sia nella sede sociale, sia altrove, purché
(per esempio) in Italia, negli Stati
membri dell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America, tutte le volte che il
presidente lo giudichi necessario o quando ne sia fatta richiesta scritta da
almeno un terzo dei suoi membri o dal consiglio di sorveglianza.
prima dell’adunanza a ciascun componente del consiglio di amministrazione e del
consiglio di sorveglianza e, nei casi di urgenza, (per esempio) almeno 3 (tre) giorni prima. L’avviso può essere
Il consiglio di gestione è comunque validamente costituito e atto a deliberare
qualora, anche in assenza delle suddette formalità, siano presenti tutti i
membri del consiglio stesso e tutti i componenti del consiglio di sorveglianza,
fermo restando il diritto di ciascuno degli intervenuti di opporsi alla
discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato.
Le adunanze del consiglio di gestione possono svolgersi anche con gli
Le deliberazioni dell’organo amministrativo sono adottate con il voto
favorevole (per esempio) della
maggioranza dei membri presenti (oppure:
con il voto favorevole della maggioranza
dei componenti dell’organo amministrativo); il consigliere astenuto si
considera presente alla votazione. (opzionale)
In caso di parità di voti, la deliberazione proposta si intende (opzionale) approvata o non approvata a
seconda di come ha votato chi presiede la seduta. Le modalità di espressione
del voto, fermo restando che deve in ogni caso trattarsi di una modalità che
consenta l’individuazione di coloro che esprimano voti contrari oppure che si
astengano, sono decise con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri
presenti (oppure: della maggioranza dei
componenti dell’organo amministrativo).
Il verbale delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di gestione deve
essere tempestivamente redatto ed è sottoscritto dal presidente e dal
segretario. 9.
ritenuti necessari od opportuni per il raggiungimento degli scopi sociali.
[Opzionale, occorre valutare
ARTICOLO 24) PRESIDENTE, AMMINISTRATORI
DELEGATI, DIRETTORI E PROCURATORI
Il presidente del consiglio di gestione convoca il consiglio di gestione, ne
fissa l’ordine del giorno e provvede affinché adeguate informazioni sulle
materie iscritte all’ordine del giorno vengano fornite a tutti i consiglieri;
coordina inoltre i lavori del consiglio, verificando la regolarità della
costituzione dello stesso e accertando l’identità e la legittimazione dei
presenti e i risultati delle votazioni.
Il consiglio di gestione può delegare proprie attribuzioni a uno o più dei suoi
componenti, fissando le relative attribuzioni e la retribuzione. Non sono
delegabili le materie elencate nell’articolo 2381, comma 4, del codice civile.
consiglieri delegati sono tenuti a riferire al consiglio di gestione e al
consiglio di sorveglianza, ogni trimestre (o
uno o più membri del consiglio di gestione possono essere delegate, in tutto in
parte, in via esclusiva: a) le
funzioni inerenti all’attuazione delle disposizioni previste dalla legge
626/1994 e successive modifiche, e, in generale, dalla normativa sulla
prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro, adottando le misure di
prevenzione e di protezione individuate nel piano per la sicurezza e ogni altra
che ritenga o si riveli necessaria per la tutela della sicurezza e salute dei
lavoratori; curando l’aggiornamento delle predette misure in relazione ai
mutamenti normativi, organizzativi e produttivi, ovvero in relazione al grado
di evoluzione della tecnica; esercitando il controllo, in particolare,
presidente del consiglio di gestione, previa deliberazione del consiglio di
dei poteri loro conferiti, ai consiglieri delegati.
(Opzionale) Per
tutti gli atti di straordinaria amministrazione e comunque per tutti quelli
(anche se artificiosamente frazionati ma che complessivamente siano) di valore
superiore a euro 500.000 (cinquecentomila) occorre la firma congiunta del
presidente del consiglio di gestione e di un altro componente del consiglio di
gestione oppure, in caso di assenza o impedimento del presidente, di due membri
del consiglio di gestione, unicamente ai quali, sotto propria responsabilità
nei confronti della società ma senza che nulla in merito sia opponibile ai
terzi, spetterà anche di dichiarare ai terzi stessi la sussistenza del loro
potere di rappresentanza a causa dell’assenza o dell’impedimento del presidente
del consiglio di gestione. 2.
ARTICOLO 26) CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA
Il consiglio di sorveglianza si compone di 3 (tre) (oppure: un numero maggiore) membri nominati dall’assemblea, la
quale attribuisce pure a uno dei consiglieri la qualifica di presidente.
Il presidente del consiglio di sorveglianza convoca il consiglio, ne fissa
l’ordine del giorno e provvede affinché adeguate informazioni sulle materie
iscritte all’ordine del giorno vengano fornite a tutti i consiglieri, coordina
inoltre i lavori del consiglio, verificando la regolarità della costituzione
dello stesso e accertando l’identità e la legittimazione dei presenti e i
consiglieri possono anche non essere soci e durano in carica per tre esercizi,
con scadenza alla data della successiva assemblea prevista dall’articolo 2364-bis, comma 2, del codice civile.
La revoca dei consiglieri è adottata con il voto favorevole di almeno un quinto
del capitale sociale. La revoca può essere deliberata anche in assenza di
giusta causa, salvo il diritto del consigliere revocato al risarcimento del
(in alternativa) 4.
giusta causa e, in tal caso, nulla è dovuto al consigliere revocato a titolo di
risarcimento del danno in mancanza della giusta causa di revoca, intendendosi
l’assunzione dell’incarico di membro del consiglio di sorveglianza nella
presente società come accettazione di questa clausola e pertanto come rinuncia
componenti del consiglio di sorveglianza sono (oppure: non sono) rieleggibili.
Non possono essere nominati membri del consiglio di sorveglianza e se nominati
decadono dalla carica, coloro che si trovano nelle condizioni di cui
all’articolo 2409-duodecies e (opzionale) ... (indicazione delle ulteriori eventuali cause di ineleggibilità, di
incarichi). L’assunzione
della carica di componente del consiglio di sorveglianza è [inoltre] subordinata al possesso dei
Ai membri del consiglio di sorveglianza spettano il rimborso delle spese
sostenute per ragione del loro ufficio nonché un compenso per l’opera svolta;
detto compenso è determinato dalla assemblea all’atto della nomina dei
consiglieri di sorveglianza per l’intero periodo di durata del loro ufficio.
ARTICOLO 27) ADUNANZA E DELIBERAZIONI
DEL CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA
Il consiglio di sorveglianza, che deve riunirsi almeno ogni novanta giorni,
viene convocato dal presidente con avviso da spedirsi almeno otto giorni (oppure: altro termine) prima
dell’adunanza a ciascun membro del consiglio stesso e, nei casi di urgenza,
almeno tre giorni (oppure: altro termine)
prima. L’avviso può essere redatto su qualsiasi supporto (cartaceo o
magnetico) e può essere spedito con qualsiasi sistema di comunicazione
(compresi il telefax e la posta elettronica).
Il consiglio di sorveglianza è comunque validamente costituito e atto a
deliberare qualora, anche in assenza delle suddette formalità, siano presenti
tutti i membri del consiglio stesso, fermo restando il diritto di ciascuno
degli intervenuti di opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si
ritenga sufficiente informato.
Le adunanze del consiglio di sorveglianza possono svolgersi anche con gli
intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio-video o anche
Le deliberazioni sono adottate con il voto favorevole (per esempio) della maggioranza dei membri presenti (oppure: con il voto favorevole della maggioranza dei componenti dell’organo
amministrativo); il consigliere astenuto si considera presente alla
votazione. (opzionale) In caso di
parità di voti, la deliberazione proposta si intende approvata o non approvata
a seconda di come ha votato chi presiede la seduta. Le modalità di espressione
Il verbale delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di sorveglianza
deve essere tempestivamente redatto ed è sottoscritto dal presidente e dal
segretario. 8.
richiesta degli consiglieri di sorveglianza, le loro dichiarazioni pertinenti
Ove prescritto dalla legge e pure in ogni caso il consiglio di sorveglianza lo
designato dal consiglio di sorveglianza medesimo.
ARTICOLO 28) POTERI DEL CONSIGLIO DI
e revoca i componenti del consiglio di gestione e ne determina il compenso, salvo che il presente
statuto attribuisca la relativa competenza all’assemblea;
b) approva
il bilancio di esercizio e, ove redatto, il bilancio consolidato;
c) esercita
le funzioni di cui all’articolo 2403, primo comma, del codice civile;
l’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti dei componenti del
la denunzia al Tribunale di cui all’articolo 2409;
f) riferisce
per iscritto almeno una volta all’anno all’assemblea sull’attività di vigilanza
svolta, sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati.
(opzionale, occorre valutare
l’opportunità dell’inserimento delle singole ipotesi di deliberazione)
al consiglio di sorveglianza l’adozione delle seguenti deliberazioni:
In caso di mancata approvazione del bilancio da parte del consiglio di
sorveglianza o qualora ciò sia richiesto da almeno un terzo dei componenti del
consiglio di gestione o del consiglio di sorveglianza, la competenza per
l’approvazione del bilancio di esercizio è attribuita all’assemblea.
(opzionale, ove lo si ritenga ammissibile)
Il consiglio di sorveglianza autorizza il compimento dei seguenti atti da parte
del consiglio di gestione:
ARTICOLO 29) DENUNCIA AL CONSIGLIO DI
comunque inferiore al cinquantesimo) del capitale sociale.
Non possono essere incaricati del controllo contabile e, se nominati, decadono dalla
carica coloro che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 2409-quinquies e (opzionale) ... (indicazione delle ulteriori eventuali
cause di incompatibilità e dei limiti e dei criteri per il cumulo degli
incarichi) (indicazione della eventuale specifica
qualificazione professionale richiesta per il soggetto incaricato del controllo
contabile). Nel
caso di controllo contabile affidato a società di revisione, le disposizioni
del presente comma si applicano con riferimento ai soci della medesima e ai
soggetti incaricati della revisione.
opzione: sistema monistico
ARTICOLO 21) SISTEMA MONISTICO
L’amministrazione della società effettuata, ai sensi dell’articolo 2409-sexiesdecies del codice civile, secondo
il sistema monistico, spetta al consiglio di amministrazione.
ARTICOLO 22) CONSIGLIO DI
Il consiglio di amministrazione è nominato dall’assemblea dei soci e composto
da un massimo di 9 (nove) membri, che, per almeno un terzo, devono essere in
possesso dei requisiti di indipendenza previsti dall’articolo 2399, comma 1,
del codice civile e (opzionale), per
almeno un terzo (o altra percentuale)
dei suoi membri, da soggetti in possesso dei requisiti previsti da ... (codici di comportamento redatti da
associazioni di categoria o da società di gestione di mercati regolamentati).
maggioranza dei componenti dell’organo amministrativo (oppure: anche uno solo dei componenti dell’organo amministrativo),
Gli amministratori sono (oppure: non
sono) rieleggibili.
stabilite all’atto della loro nomina.
stabilita dal consiglio di amministrazione, sentito il parere del comitato per
il controllo della gestione. L’assemblea può determinare un importo complessivo
per la remunerazione di tutti gli amministratori, inclusi quelli investiti di
ARTICOLO 23) ADUNANZA E DELIBERAZIONI
scritta da almeno un terzo dei suoi membri o dal comitato per il controllo
consiglio viene convocato dal presidente con avviso da spedirsi (per esempio) almeno 7 (sette) giorni
comitato per il controllo sulla gestione e, nei casi di urgenza, (per esempio) almeno 3 (tre) giorni
prima. L’avviso può essere redatto su qualsiasi supporto (cartaceo o magnetico)
e può essere spedito con qualsiasi sistema di comunicazione (compresi il
telefax e la posta elettronica).
Il consiglio di amministrazione è comunque validamente costituito e atto a
tutti i membri del consiglio stesso e tutti i componenti del comitato per il
controllo sulla gestione, fermo restando il diritto di ciascuno degli
Le deliberazioni dell’organo amministrativo
sono adottate con il voto favorevole (per
esempio) della maggioranza dei membri presenti (oppure: con il voto
favorevole della maggioranza dei componenti dell’organo amministrativo); il
consigliere astenuto si considera presente alla votazione. (opzionale) In caso di parità di voti, la
deliberazione proposta si intende approvata o non approvata a seconda di come
ha votato chi presiede la seduta. Le modalità di espressione del voto, fermo
restando che deve in ogni caso trattarsi di una modalità che consenta
l’individuazione di coloro che esprimano voti contrari oppure che si astengano,
sono decise con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri presenti (oppure: della maggioranza dei componenti
dell’organo amministrativo).
ARTICOLO 24) POTERI DEL CONSIGLIO DI
ARTICOLO 25) PRESIDENTE, COMITATO
tutti i consiglieri; coordina inoltre i lavori del consiglio, verificando la regolarità
della costituzione dello stesso e accertando l’identità e la legittimazione dei
comitato per il controllo sulla gestione, ogni trimestre (o altro termine, massimo 180 giorni), sul generale andamento della
gestione, sulla sua prevedibile evoluzione e sulle operazioni di maggiore
terzi che entrino a contatto con la società, avvenga in conformità alla
incendi, alla sicurezza degli impianti.
ARTICOLO 26) RAPPRESENTANZA SOCIALE
ARTICOLO 27) COMITATO PER IL CONTROLLO
Al consiglio di amministrazione (oppure:
all’assemblea ordinaria) compete la determinazione del numero (minimo 3 nelle società che fanno ricorso al
mercato del capitale di rischio) e la nomina dei componenti del comitato
per il controllo sulla gestione (opzionale:
la determinazione nello statuto di un numero minimo e di un numero massimo di
componenti del comitato per il controllo sulla gestione: – non
devono essere amministratori delegati o membri del comitato esecutivo; – non
devono svolgere, anche di mero fatto, funzioni attinenti alla gestione
dell’impresa sociale o di società che la controllano o ne sono controllate;
– devono
essere in possesso dei requisiti stabiliti dall’articolo 2409-octiesdecies, commi 3 e 4, e
dell’articolo 2409 septiesdecies,
comma 2 (opzionale) nonché dei
seguenti requisiti: … (indicazione degli
speciali requisiti richiesti per la nomina, anche con riferimento ai requisiti
al riguardo previsti da codici di comportamento redatti da associazioni di
categoria o da società di gestione di mercati regolamentati).
Il comitato per il controllo sulla gestione, che deve riunirsi almeno ogni
novanta giorni, viene convocato dal presidente con avviso da spedirsi almeno
otto giorni (oppure: altro termine)
prima dell’adunanza a ciascun membro del comitato stesso e, nei casi di
urgenza, almeno tre giorni (oppure: altro
termine) prima. L’avviso può essere redatto su qualsiasi supporto (cartaceo
o magnetico) e può essere spedito con qualsiasi sistema di comunicazione
Per la validità delle deliberazioni del comitato si richiede la presenza (per esempio) della maggioranza dei suoi
membri in carica. Le deliberazioni sono adottate con il voto favorevole (per esempio) della maggioranza dei
componenti del comitato); il membro astenuto si considera presente alla
astengano, sono decise con il voto favorevole della maggioranza dei membri
presenti (oppure: della
maggioranza dei componenti del comitato).
Il comitato per il controllo sulla gestione è comunque validamente costituito e
atto a deliberare qualora, anche in assenza delle suddette formalità, siano
presenti tutti i membri del comitato stesso, fermo restando il diritto di
ciascuno degli intervenuti di opporsi alla discussione degli argomenti sui
quali non si ritenga sufficiente informato.
Le adunanze del comitato per il controllo sulla gestione possono svolgersi
anche con gli intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti,
audio-video o anche solo audiocollegati, a condizione che siano rispettati il
metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento dei
consiglieri. In tal caso, è necessario che: a) sia
argomenti all’ordine del giorno; d) a meno che si tratti di adunanza
totalitaria, vengano indicati nell’avviso di convocazione i luoghi
audio/videocollegati a cura della società, nei quali gli intervenuti possano
affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo ove sia presente il
presidente e il soggetto verbalizzante.
Il verbale delle adunanze e delle deliberazioni del comitato per il controllo
sulla gestione deve essere tempestivamente redatto ed è sottoscritto dal
richiesta dei membri del comitato, le loro dichiarazioni pertinenti all’ordine
Ove prescritto dalla legge e pure in ogni caso il comitato per il controllo
sulla gestione lo ritenga opportuno, le funzioni di segretario sono attribuite
a un notaio designato dal comitato medesimo.
ARTICOLO 28) DENUNCIA AL COMITATO PER IL
ARTICOLO 29) CONTROLLO CONTABILE
dalla carica coloro che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 2409-quinquies e (opzionale) ... (indicazione delle ulteriori eventuali
ARTICOLO 30) AZIONE DI RESPONSABILITÀ
TITOLO V – OBBLIGAZIONI
ARTICOLO 31) OBBLIGAZIONI
L’emissione di obbligazioni, ai sensi dell’articolo 2410, comma 1, è deliberata
dall’organo amministrativo (oppure:
dall’assemblea straordinaria dei soci).
L’organo amministrativo è delegato a
emettere, in una o più volte, obbligazioni convertibili in azioni (ad aumentare
di conseguenza il capitale sociale a servizio del prestito obbligazionario),
non oltre il valore nominale di euro ... (occorre
indicare l’ammontare massimo cui può essere emesso il prestito), entro ... (massimo 5) anni dall’iscrizione della
società nel Registro delle Imprese. TITOLO VI – PATRIMONI E FINANZIAMENTI DESTINATI A UNO SPECIFICO
ARTICOLO 32) PATRIMONI DESTINATI A UNO
SPECIFICO AFFARE
L’organo amministrativo (oppure, l’assemblea
straordinaria dei soci) può
costituire patrimoni destinati a uno specifico affare ai sensi dell’articolo
2447 bis del codice civile.
La deliberazione di costituzione di un patrimonio destinato è adottata con il
voto favorevole … (indicare il quorum).
TITOLO VII – ESERCIZI SOCIALI E BILANCIO
questo titolo si disciplina la materia degli esercizi sociali e del bilancio.
ARTICOLO 33) ESERCIZI SOCIALI E UTILI 1.
Il bilancio deve essere approvato entro … (il
termine massimo è di centoventi giorni) dalla chiusura dell’esercizio
sociale; il bilancio può tuttavia essere approvato entro … (il termine massimo è di centottanta giorni)
dalla chiusura dell’esercizio sociale nel caso che la società sia tenuta alla
redazione del bilancio consolidato e quando lo richiedono particolari esigenze
relative alla struttura e all’oggetto della società.
Gli utili netti risultanti dal bilancio, sono ripartiti come segue:
a) il 5
(cinque) per cento al fondo di riserva legale, fino a che non sia raggiunto il
quinto del capitale sociale;
residuo ai soci, in proporzione alle quote di capitale sociale rispettivamente
possedute, salvo diversa deliberazione dell’assemblea in sede di approvazione
del bilancio cui tali utili netti si riferiscono.
VIII – SCIOGLIMENTO
questo titolo si disciplina la materia dello scioglimento e della liquidazione
ARTICOLO 34) SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE
La società si scioglie nei casi previsti dalla legge.
(in alternativa) 1. La società si intende
sciolta, oltre che nei casi previsti dalla legge, anche nel caso in cui si
verifichi … (esempio: la morte di un
socio; il fallimento di un socio; ecc.),
il cui accadimento è da rilevare a cura dell’organo amministrativo, il quale
deve in tal caso curare pure i conseguenti adempimenti pubblicitari.
In caso di scioglimento della società, ogniqualvolta sulla nomina dei liquidatori
non intervenga una diversa decisione dei soci, l’organo di liquidazione è
composto da coloro che in quel momento compongono l’organo amministrativo.
In ogni caso diverso da quello in cui sulle modalità della liquidazione
intervenga una decisione dei soci, il funzionamento dell’organo di liquidazione
e la rappresentanza della società sono
disciplinate dalle medesime regole disposte dal presente statuto per
l’amministratore unico, se l’organo di liquidazione sia monocratico, o per il
consiglio di amministrazione o il consiglio di gestione, se l’organo di
liquidazione sia pluripersonale.
TITOLO IX – CLAUSOLA COMPROMISSORIA E FORO COMPETENTE
questo titolo viene disciplinata la materia delle controversie che si
sviluppino nel corso della vita societaria.
ARTICOLO 35) CLAUSOLA COMPROMISSORIA 1.
Qualunque controversia (fatta eccezione per quelle nelle quali la legge
richiede l’intervento obbligatorio del pubblico ministero) sorga fra i soci o i
soci e la società, l’organo amministrativo e l’organo di liquidazione o fra
detti organi o i membri di tali organi o fra alcuni di tali soggetti od organi,
in dipendenza dell’attività sociale e della interpretazione o esecuzione del
presente statuto e che possa formare oggetto di compromesso, è deferita al
giudizio di un arbitro che giudica ritualmente e secondo diritto.
L’arbitro è nominato dal Presidente del Tribunale ove la società ha la sua sede
ARTICOLO 36) FORO COMPETENTE
1. Per qualunque controversia sorga in dipendenza di
affari sociali e della interpretazione o esecuzione del presente statuto e che
non sia sottoponibile ad arbitrato è competente il foro del luogo ove la
società ha la propria sede legale.
il presente titolo si chiude lo statuto, ospitando le norme “generali” di
disciplina della vita societaria, non meglio collocabili in altri settori dello
ARTICOLO 37) LEGGE APPLICABILE 1.
ARTICOLO 38) COMUNICAZIONI
Tutte le comunicazioni da effettuarsi ai sensi del presente statuto si fanno,
ove non diversamente disposto, mediante lettera raccomandata con avviso di
ricevimento spedita al domicilio del destinatario, che coincide con la sua
residenza o la sua sede legale ove non sia stato eletto un domicilio speciale.
Le comunicazioni effettuabili mediante posta elettronica o telefax vanno
effettuate all’indirizzo di posta elettronica o al numero telefonico
ufficialmente depositati presso la sede della società e risultanti dai libri
sociali, utilizzandosi all’uopo:
libro dei soci, il libro delle obbligazioni e il libro degli strumenti
finanziari, per l’indirizzo di posta elettronica e il numero telefonico dei
soci, degli obbligazionisti, dei titolari di strumenti finanziari e del loro
libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo amministrativo, per
l’indirizzo di posta elettronica e il numero telefonico dei componenti
dell’organo amministrativo e dell’organo di liquidazione;
libro delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale, del
consiglio di sorveglianza e del comitato per il controllo sulla gestione, per
l’indirizzo di posta elettronica e il numero telefonico dei componenti di detti
Le comunicazioni effettuate con posta elettronica devono essere munite di firma
ogni comunicazione inviata via telefax deve seguire senza indugio, e comunque
non oltre dieci giorni, la trasmissione del documento originale al destinatario
del telefax; qualora la trasmissione del telefax abbia la società come
destinataria, il documento originale va conservato dalla società stessa
unitamente al documento risultante dalla trasmissione via telefax. In caso
di mancata trasmissione del documento
originale, detto documento si considera inesistente e la sua trasmissione via
telefax si considera come non avvenuta.
Tutte le comunicazioni per le quali non vi sia prova dell’avvenuta loro
ricezione da parte del rispettivo destinatario si considerano validamente
effettuate solo ove il destinatario dia atto di averle effettivamente ricevute.
Ogniqualvolta il presente statuto fa riferimento all’invio di una data
comunicazione, essa si intende efficace dal momento in cui perviene a
conoscenza del soggetto cui è destinata, fermo restando che essa si reputa
conosciuta nel momento in cui giunge al domicilio del destinatario.
ARTICOLO 39) COMPUTO DEI TERMINI
Tutti i termini previsti dal presente statuto vanno computati con riferimento
al concetto di “giorni liberi”, con ciò intendendosi che non si considera, al
fine del valido decorso del termine prescritto, né il giorno iniziale né quello
ARTICOLO 40) NOZIONE DI CONTROLLO
Ogniqualvolta nel presente statuto si faccia riferimento alla nozione di
“controllo”, per tale concetto si intende quello esplicitato nei nn. 1) e 2)

References: ARTICOLO 1

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ARTICOLO 9

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ARTICOLO 37

ARTICOLO 38

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ARTICOLO 40