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Timestamp: 2018-11-12 19:40:27+00:00

Document:
Consiglio Regionale della Valle d'Aosta - Statuto speciale
Legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4
(Testo coordinato con le modificazioni introdotte dalla legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, corredato di note, dell'elenco degli articoli modificati, delle leggi costituzionali di modifica e delle norme di attuazione)
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In armonia con la Costituzione e i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica (1)e col rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica, la Regione ha potestà legislativa nelle seguenti materie (2):
b) ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni (3);
La Regione ha la potestà di emanare norme legislative di integrazione e di attuazione (4)delle leggi della Repubblica, entro i limiti indicati nell'articolo precedente, per adattarle alle condizioni regionali, nelle seguenti materie:
a) industria e commercio;
b) istituzione di enti di credito di carattere locale;
c) espropriazione per pubblica utilità per opere non a carico dello Stato;
d) disciplina dell'utilizzazione delle acque pubbliche ad uso idroelettrico;
e) disciplina della utilizzazione delle miniere;
f) finanze regionali e comunali;
g) istruzione materna, elementare e media;
h) previdenza e assicurazioni sociali;
i) assistenza e beneficenza pubblica;
l) igiene e sanità, assistenza ospedaliera e profilattica;
m) antichità e belle arti;
n) annona;
o) assunzione di pubblici servizi.
Fanno parte del patrimonio indisponibile della Regione:
le foreste che, a norma delle leggi vigenti, appartengono allo Stato;
le cave, quando la disponibilità ne è sottratta al proprietario del fondo;
gli edifici destinati a sede di uffici pubblici della Regione e gli altri beni destinati a un pubblico servizio della Regione.
Le acque pubbliche esistenti nella Regione, eccettuate quelle indicate nell'art. 5, sono date in concessione gratuita per novantanove anni alla Regione. La concessione potrà essere rinnovata.
Il Presidente della Regione 5 ha facoltà di provocare dagli organi competenti la dichiarazione di decadenza delle concessioni, ove ricorrano le condizioni previste dalla legge.
Non è ammessa la cessione delle concessioni indicate nel presente articolo. Le acque concesse alla Regione potranno da questa essere subconcesse, purché la loro utilizzazione avvenga nel territorio dello Stato e secondo un piano generale da stabilirsi da un Comitato misto, composto di rappresentanti del Ministero dei lavori pubblici e della Giunta regionale.
La Giunta esamina la lista, la completa e la rettifica, aggiungendovi coloro che furono omessi e che vi dovevano essere compresi e cancellandone coloro che per qualsiasi causa vi furono indebitamente iscritti o che per motivi sopravvenuti ne debbono essere esclusi.
Delle variazioni introdotte la Giunta deve indicare la ragione.
Sono organi della Regione: il Consiglio della Valle, la Giunta regionale e il Presidente della Regione (5).
In armonia con la Costituzione e i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica e con l'osservanza di quanto disposto dal presente Titolo, la legge regionale, approvata con la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, determina la forma di governo della Regione e, specificatamente, le modalità di elezione del Consiglio della Valle, del Presidente della Regione e degli assessori, i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con le predette cariche, i rapporti tra gli organi della Regione, la presentazione e l'approvazione della mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione, nonché l'esercizio del diritto di iniziativa popolare delle leggi regionali e del referendum regionale abrogativo, propositivo e consultivo (7). Al fine di conseguire l'equilibrio della rappresentanza dei sessi, la medesima legge promuove condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali. L'approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione, se eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l'impedimento permanente, la morte o le dimissioni dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio regionale. In ogni caso, i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti del Consiglio della Valle (8).
La legge regionale di cui al secondo comma non è sottoposta al visto di cui al primo comma dell'articolo 31 (9). Su di essa il Governo della Repubblica può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla sua pubblicazione. Nel caso in cui il Presidente della Regione sia eletto dal Consiglio della Valle, il Consiglio è sciolto quando non sia in grado di funzionare per l'impossibilità di formare una maggioranza entro sessanta giorni dalle elezioni o dalle dimissioni del Presidente stesso (10).
La legge regionale di cui al secondo comma è sottoposta a referendum regionale, la cui disciplina è prevista da apposita legge regionale (11), qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti il Consiglio della Valle. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi (12).
Se la legge è stata approvata a maggioranza dei due terzi dei componenti il Consiglio della Valle, si fa luogo a referendum soltanto se, entro tre mesi dalla sua pubblicazione, la richiesta è sottoscritta da un quindicesimo degli aventi diritto al voto per l'elezione del Consiglio della Valle (13).
Il Consiglio della Valle è composto di trentacinque consiglieri, eletti a suffragio universale, uguale, diretto e segreto.
Per l'esercizio del diritto elettorale attivo e passivo può essere stabilito il requisito della residenza nel territorio della Regione per un periodo non superiore a un anno (15).
L'ufficio di consigliere regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere o di un altro Consiglio regionale, ovvero del Parlamento europeo (16).
(...) (17)
Art. 18 (18)
Il consiglio regionale è eletto per cinque anni. Il quinquennio decorre dalla data delle elezioni (19).
Le elezioni del nuovo consiglio sono indette dal Presidente della Regione (5)e potranno aver luogo a decorrere dalla quarta domenica precedente e non oltre la seconda domenica successiva al compimento del periodo di cui al precedente comma.
Il nuovo consiglio si riunisce entro i venti giorni dalla proclamazione degli eletti su convocazione del Presidente della Regione (5)in carica.
Il Consiglio regionale elegge, fra i suoi componenti, il Presidente, l'Ufficio di presidenza e le Commissioni, in conformità al regolamento interno (20), che esso adotta a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Il Consiglio è convocato dal suo Presidente in sessione ordinaria nella prima settimana di aprile e di ottobre di ogni anno e in sessione straordinaria su richiesta del Presidente della Regione (5)o di almeno un terzo dei consiglieri.
I consiglieri regionali ricevono una indennità fissata con legge della Regione (21).
Art. 27 (22)
L'iniziativa delle leggi regionali spetta alla Giunta regionale e ai membri del Consiglio della Valle.
L'iniziativa popolare delle leggi regionali e il referendum sulle leggi della Regione sono disciplinati dalla legge di cui al secondo comma dell'articolo 15 (23).
Art. 28 (24)
Art. 30 (25)
Art. 31 (26)
Ogni legge approvata dal Consiglio della Valle è comunicata al rappresentante del Ministero dell'interno, presidente della Commissione di coordinamento, preveduta dall'art. 45, che, salvo il caso di opposizione, deve vistarla nel termine di trenta giorni dalla comunicazione.
Il Presidente della Regione (5), la Giunta e gli assessori che la compongono sono organi esecutivi della Regione.
Art. 33 (27)
Il Presidente della Regione (5)è il capo dell'Amministrazione regionale e rappresenta la Regione.
L'ufficio di Presidente della Regione (5)o di assessore è incompatibile con qualsiasi altro ufficio pubblico.
LINGUA E ORDINAMENTO SCOLASTICO
Art. 40bis (28)
Le popolazioni di lingua tedesca dei comuni della Valle del Lys individuati con legge regionale (29)hanno diritto alla salvaguardia delle proprie caratteristiche e tradizioni linguistiche e culturali.
Alle popolazioni di cui al primo comma è garantito l'insegnamento della lingua tedesca nelle scuole attraverso gli opportuni adattamenti alle necessità locali.
ORDINAMENTO DEGLI UFFICI DI CONCILIAZIONE
L'istituzione degli uffici di conciliazione nei comuni della Valle d'Aosta è disposta con decreto del Presidente della Regione (5), previa deliberazione della Giunta (30).
Il Presidente della Regione (5), in virtù di delegazione del Presidente della Repubblica e osservate le altre norme in materia, stabilite dall'ordinamento giudiziario, provvede alla nomina, alla decadenza, alla revoca e alla dispensa dall'ufficio dei giudici conciliatori e viceconciliatori; autorizza, inoltre, all'esercizio delle funzioni di cancelliere e di usciere presso gli uffici di conciliazione le persone che hanno i requisiti prescritti dall'ordinamento predetto; e provvede alla revoca e alla sospensione temporanea dell'autorizzazione, nei casi da esso previsti.
La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con legge (31)istituire nei propri territori nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni.
Il controllo sugli atti dei comuni, delle istituzioni pubbliche di beneficenza, dei consorzi e delle consorterie ed altri enti locali è esercitato dalla Regione nei modi e limiti stabiliti con legge regionale (32)in armonia coi principi delle leggi dello Stato.
Il Presidente della Regione (5)per delegazione del Governo della Repubblica provvede al mantenimento dell'ordine pubblico, secondo le disposizioni del Governo, verso il quale è responsabile, mediante reparti di polizia dello Stato e di polizia locale. In casi eccezionali, quando la sicurezza dello Stato lo richieda, il Governo assume direttamente la tutela dell'ordine pubblico.
Art. 46 (33)
Agli effetti delle elezioni per la Camera dei deputati e per il Senato, la Valle d'Aosta forma una circoscrizione elettorale (34).
Può essere sciolto anche per ragioni di sicurezza nazionale (35).
Col decreto di scioglimento è nominata una Commissione di tre cittadini eleggibili al Consiglio della Valle, che provvede all'ordinaria amministrazione di competenza della Giunta ed agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo Consiglio. Essa indice le elezioni, che debbono aver luogo entro tre mesi dallo scioglimento.
Con decreto motivato del Presidente della Repubblica e con l'osservanza delle forme di cui al terzo comma è disposta la rimozione del Presidente della Regione, se eletto a suffragio universale e diretto, che abbia compiuto atti contrari alla Costituzione o reiterate e gravi violazioni di legge. La rimozione può altresì essere disposta per ragioni di sicurezza nazionale e comporta il contestuale scioglimento del Consiglio della Valle (36).
Art. 48bis (37)
Il Governo è delegato ad emanare uno o più decreti legislativi recanti le disposizioni di attuazione del presente Statuto e le disposizioni per armonizzare la legislazione nazionale con l'ordinamento della regione Valle d'Aosta, tenendo conto delle particolari condizioni di autonomia attribuita alla regione (38).
Gli schemi dei decreti legislativi sono elaborati da una commissione paritetica composta da sei membri nominati, rispettivamente, tre dal Governo e tre dal consiglio regionale della Valle d'Aosta e sono sottoposti al parere del consiglio stesso.
La prima elezione del Consiglio della Valle avrà luogo, in conformità all'art. 16 del presente Statuto, secondo le norme che saranno stabilite con decreto legislativo sentito il Consiglio della Valle.
Per le modificazioni del presente Statuto si applica il procedimento stabilito dalla Costituzione per le leggi costituzionali (39).
I progetti di modificazione del presente Statuto di iniziativa governativa o parlamentare sono comunicati dal Governo della Repubblica al Consiglio regionale, che esprime il suo parere entro due mesi (40).
Le modificazioni allo Statuto approvate non sono comunque sottoposte a referendum nazionale (41).
Entro due anni dall'elezione del Consiglio della Valle, con legge dello Stato (42), in accordo con la Giunta regionale, sarà stabilito, a modifica degli articoli 12 e 13, un ordinamento finanziario della Regione.
(...) (43)
La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica (44).
(1) L'articolo 2, comma 1, lettera b), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2 (G.U. 1° febbraio 2001, n. 26), ha disposto la sostituzione delle parole "dello Stato" con "della Repubblica".
Nota all'alinea dell'art. 2.
(2) In merito alle materie nelle quali la Regione ha potestà legislativa ed ai relativi vincoli, si veda anche il combinato disposto dell'articolo 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (G.U. 24 ottobre 2001, n. 248), e dell'articolo 117 della Costituzione.
Nota alla lett. b) del primo comma dell'art. 2.
(3) Lettera così sostituita dall'articolo 1 della legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2 (G.U. 25 settembre 1993, n. 226). Nella formulazione originaria, il testo della lettera b) del comma primo dell'articolo 2 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (G.U. 10 marzo 1948, n. 59), recitava:
"b) circoscrizioni comunali;"
Nota all'alinea dell'art. 3.
(4) Si veda, tuttavia, il combinato disposto dell'articolo 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, e dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione.
Nota all'intero Statuto.
(5) L'articolo 2, comma 1, lettera a), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, ha disposto la sostituzione delle parole "Presidente della Giunta" con "Presidente della Regione" ovunque ricorrano.
Nota all'art. 14.
(6) In attesa che sia attuato il regime di zona franca, si veda la legge 3 agosto 1949, n. 623 (G.U. 15 settembre 1949, n. 212).
Nota al secondo comma dell'art. 15.
(7) Si vedano le leggi regionali 25 giugno 2003, n. 19, 7 agosto 2007, n. 20 e 7 agosto 2007, n. 21.
(8) Comma aggiunto dall'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nota al terzo comma dell'art. 15.
(9) Si veda la nota all'articolo 31.
(10) Comma aggiunto dall'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nota al quarto comma dell'art. 15.
(11) Si veda la legge regionale 22 aprile 2002, n. 4 (B.U. 21 maggio 2002, n. 22).
(12) Comma aggiunto dall'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nota al quinto comma dell'art. 15.
(13) Comma aggiunto dall'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nota all'art. 16.
(14) Articolo così sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera d), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Il primo comma era già stato sostituito dalla legge costituzionale 12 aprile 1989, n. 3 (G.U. 14 aprile 1989, n. 87), nel modo seguente:
"Il consiglio della Valle è composto di trentacinque consiglieri, eletti a suffragio universale, uguale, diretto e segreto secondo le norme stabilite con legge regionale adottata con la maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati.".
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 16 dello Statuto recitava:
"Il Consiglio della Valle è composto di trentacinque consiglieri, eletti a suffragio universale, uguale, diretto e segreto secondo le norme stabilite con legge dello Stato, sentita la Regione.
Per l'esercizio del diritto elettorale attivo può essere stabilito il requisito della residenza nel territorio della Regione per un periodo non superiore a un anno, e per l'eleggibilità quello della nascita o della residenza per un periodo non superiore a tre anni.".
Nota al secondo comma dell'art. 16.
(15) Si veda l'articolo 3 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3 (B.U. 19 gennaio 1993, n. 3).
Nota al primo comma dell'art. 17.
(16) Le parole ", ovvero del Parlamento europeo" sono state aggiunte dall'articolo 2, comma 1, lettera e), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nota al secondo comma dell'art. 17.
(17) Comma abrogato dall'articolo 2, comma 1, lettera f), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Tale disposizione recitava:
"I casi di ineleggibilità e gli altri casi di incompatibilità sono stabiliti con legge dello Stato".
In materia di ineleggibilità e di incompatibilità, si veda la legge regionale 7 agosto 2007, n. 20.
Nota all'art. 18.
(18) Articolo così sostituito dall'articolo 4 della legge costituzionale 12 aprile 1989, n. 3.
Tale articolo era già stato sostituito dalla legge costituzionale 23 febbraio 1972, n. 1 (G.U. 7 marzo 1972, n. 63), nel modo seguente:
"Il Consiglio regionale è eletto per cinque anni.
Le elezioni del nuovo Consiglio sono indette dal presidente della Giunta regionale non meno di trenta e non più di quarantacinque giorni prima della scadenza del quinquennio, e per un giorno anteriore al sessantesimo giorno successivo alla scadenza del quinquennio stesso.
Il nuovo Consiglio si riunisce entro i venti giorni dalla proclamazione degli eletti su convocazione del presidente della Giunta regionale in carica.".
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 18 dello Statuto recitava:
"Il Consiglio della Valle è eletto per quattro anni.
Le elezioni sono indette dal Presidente della Giunta regionale entro quindici giorni dalla fine del precedente Consiglio e hanno luogo non oltre il sessantesimo giorno."
Nota al primo comma dell'art. 18.
(19) Le norme per l'elezione del Consiglio regionale sono stabilite dalla legge regionale 12 gennaio 1993, n. 3.
Nota al primo comma dell'art. 19.
(20) Il testo del regolamento interno del Consiglio regionale è stato approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 3690/VIII del 20 aprile 1988.
Nota al primo comma dell'art. 25.
(21) Si vedano la legge regionale 21 agosto 1995, n. 33 (B.U. 12 settembre 1995, n. 41), e l'articolo 10bis della legge regionale 25 ottobre 1982, n. 69 (B.U. 29 novembre 1982, n. 15).
Nota all'art. 27.
(22) Articolo così sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera g), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 27 dello Statuto recitava:
"L'iniziativa delle leggi regionali spetta alla Giunta regionale, ai membri del Consiglio della Valle ed al popolo valdostano".
Nota al secondo comma dell'art. 27.
(23) Si veda la legge regionale 25 giugno 2003, n. 19.
Nota all'art. 28.
(24) Articolo abrogato dall'articolo 2, comma 1, lettera h), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 28 dello Statuto recitava:
"L'iniziativa popolare si esercita mediante la presentazione di un disegno di legge da parte di almeno tremila elettori".
Nota all'art. 30.
(25) Articolo abrogato dall'articolo 2, comma 1, lettera h), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 30 dello Statuto recitava:
"Un disegno di legge adottato dal Consiglio della Valle è sottoposto a "referendum" popolare su deliberazione della Giunta o quando ne sia fatta domanda da un terzo dei consiglieri o da almeno quattromila elettori.
Non è ammesso il "referendum" per le leggi tributarie e di approvazione di bilanci.
Le modalità di attuazione del "referendum" sono stabilite con legge regionale".
Nota all'art. 31.
(26) Disposizione non più applicabile in forza del combinato disposto dell'articolo 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, e dell'articolo 127 della Costituzione.
Nota all'art. 33.
(27) Articolo abrogato dall'articolo 2, comma 1, lettera h), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Il comma 2 dell'articolo 2 della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2 stabiliva peraltro che le disposizioni di cui all'articolo 33 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta continuassero ad applicarsi sino alla data di entrata in vigore della legge regionale disciplinante le modalità di elezione del Presidente della Regione e degli assessori, di cui al secondo comma dell'articolo 15 del medesimo Statuto. Tale legge è la legge regionale 7 agosto 2007, n. 21.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 33 dello Statuto recitava:
"Il Presidente della Giunta regionale è eletto dal Consiglio fra i suoi componenti, subito dopo la nomina del Presidente del Consiglio e dell'Ufficio di presidenza.
L'elezione ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza assoluta e, dopo il secondo scrutinio, a maggioranza relativa.
Gli assessori preposti ai singoli rami dell'Amministrazione sono nominati dal Consiglio su proposta del Presidente della Giunta".
Nota all'art. 40-bis.
(28) Articolo inserito dall'articolo 2 della legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2.
Nota al primo comma dell'art. 40-bis.
(29) Si veda la legge regionale 19 agosto 1998, n. 47 (B.U. 25 agosto 1998, n. 36).
Nota al primo comma dell'art. 41.
(30) Comma così modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera i), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 41, primo comma, dello Statuto recitava:
"L'istituzione degli uffici di conciliazione nei comuni della Valle d'Aosta è disposta con decreto del Presidente della Giunta, previa deliberazione di questa".
Nota al primo comma dell'art. 42.
(31) Si veda il Capo IV della legge regionale 25 giugno 2003, n. 19.
Nota al primo comma dell'art. 43.
(32) Si veda il Capo II della legge regionale 21 gennaio 2003, n. 3 (B.U. 25 febbraio 2003, n. 8).
Nota all'art. 46.
(33) Disposizione non più applicabile in forza del combinato disposto dell'articolo 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, e dell'articolo 125 della Costituzione.
Nota al primo comma dell'art. 47.
(34) Si vedano il decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati), e il decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica).
Nota al secondo comma dell'art. 48.
(35) Comma così modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera l), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 48, secondo comma, dello Statuto recitava:
"Può essere sciolto anche per ragioni di sicurezza nazionale o quando, per dimissioni od altra causa, non sia in grado di funzionare".
Nota al sesto comma dell'art. 48.
(36) Comma aggiunto dall'articolo 2, comma 1, lettera m), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nota all'art. 48bis.
(37) Articolo inserito dall'articolo 3 della legge costituzionale 23 settembre 1993, n. 2.
Nota al primo comma dell'art. 48bis.
(38) Si veda l'elenco delle norme di attuazione dello Statuto speciale allegato alla presente pubblicazione.
Nota al primo comma dell'art. 50.
(39) Si veda l'articolo 138 della Costituzione.
Nota al terzo comma dell'art. 50.
(40) Comma inserito dall'articolo 2, comma 1, lettera n), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nota al quarto comma dell'art. 50.
(41) Comma inserito dall'articolo 2, comma 1, lettera n), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nota al quinto comma dell'art. 50.
(42) Si veda la legge 26 novembre 1981, n. 690 (G.U. 2 dicembre 1981, n. 331).
Nota al sesto comma dell'art. 50.
(43) Comma abrogato dall'articolo 2, comma 1, lettera h), della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2.
Nella formulazione originaria, il testo dell'articolo 50, sesto comma, dello Statuto recitava:
"Le disposizioni concernenti le materie indicate nell'art. 123 della Costituzione della Repubblica possono essere modificate con le forme prevedute nello stesso articolo".
Nota al primo comma dell'art. 52.
(44) Si veda la Gazzetta ufficiale 10 marzo 1948, n. 59.
Leggi costituzionali di modifica

References: Art. 18

Art. 27

Art. 28

Art. 30

Art. 31

Art. 33

Art. 40

Art. 46

Art. 48