Source: http://notaiobissi.eu/index.php/2014/02/13/il-trasferimento-dellimmobile-a-seguito-di-separazione-o-divorzio-provoca-la-decadenza-dalle-agevolazioni-prima-casa/
Timestamp: 2020-07-13 19:52:11+00:00

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La corte di Cassazione si è occupata nel 2014 più volte delle norme in materia di agevolazioni previste dal testo unico dell’imposta di registro per l’acquisto della prima casa .
E lo ha fatto prendendo delle decisioni a volte tra loro contrastanti.
In una prima occasione il 3 febbraio 2014 ha affermato che l’alienazione avvenuta in seguito all’omologa della separazione personale tra coniugi di un’abitazione acquistata usufruendo dell’aliquota ridotta per l’acquisto della prima casa ( prevista dalla tariffa parte prima allegato A al d.p.r. n.131/1986) provoca la decadenza delle agevolazioni se avviene nel quinquennio .
Questo è il testo della decisione:
Con sentenza n. 16/13/09 depositata il 28/1/09, la CTR della Liguria confermava la decisione con cui la CTP di Genova aveva annullato l’avviso di liquidazione per il recupero delle ordinarie imposte di registro, ipotecarie e catastali, per avere trasferito alla moglie ed alla figlia l’immobile acquistato coi benefici “prima casa”, entro il quinquennio, senza provvedere ad acquistarne altro entro Panno successivo. I giudici d’appello ritenevano, in particolare, che il trasferimento della casa familiare, avvenuto a seguito di separazione consensuale, trovava il sua titolo nel relativo provvedimento di omologazione, che costituiva pur sempre un “provvedimento decisionale”.
Per la cassazione di tale sentenza, ha proposto 1’Agenzia delle Entrate con un motivo. L’intimato non ha depositato difese.
1. Col proposto ricorso, deducendo violazione e falsa applicazione degli artt. 1, nota II bis, co 4, della tariffa allegata al dPRn. 131 del 1986 e 711 cpc, in relazione all’art. 360, 1° co, n. 3 cpc, la ricorrente lamenta che, nel ritenere illegittima la. revoca dell’agevolazione, la CTR non abbia considerato che: a) la cessione della casa attuata in sede di separazione consensuale comporta, pur sempre, il trasferimento del diritto reale sul bene;
b) il titolo di detto trasferimento è costituito dall’accordo assunto volontariamente dai coniugi, e non già dal provvedimento di omologazione del Tribunale.
2. Il ricorso è fondato. 3. Secondo la giurisprudenza di questa Corte (Cass. n. 5741 del 2004; 5473 del 2006), le convenzioni concluse dai coniugi in sede di separazione personale, contenenti attribuzioni patrimoniali da parte dell’uno nei confronti dell’altro relative a beni mobili o immobili, non sono né legate alla presenza di un corrispettivo né costituiscono propriamente donazioni, ma rispondono, di norma, al peculiare spirito di sistemazione dei rapporti in occasione dell’evento di
“separazione consensuale“ (i1 fenomeno acquista ancora maggiore tipicità in sede di divorzio congiunto), in funzione della complessiva sistemazione “solutorio-compensativa” di tutta
la serie di possibili rapporti aventi significati patrimoniali maturati nel corso della convivenza matrimoniale. 4. Da tanto, consegue che il regolamento concordato fra i coniugi, pur acquistando efficacia giuridica solo in seguito al provvedimento di omologazione (Cass. n. 9174 del 2008), che svolge l’essenzìale funzione di controllare che i patti intervenuti siano conformi ai superiori interessi della famiglia, trova la sua fonte nell’accordo delle parti: il trasferimento di un bene attuato
mediante la fattispecie complessa cui dà vita il procedimento di cui all’art. 711 cpc costituisce, comunque, un trasferimento riconducibile alla volontà del cedente.
5. L’impugnata sentenza, che non si è attenuta a tale principio, va, in conseguenza, cassata, e, poiché non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, per essere incontroverso che l’intimato ha ceduto alla moglie ed alla figlia la casa acquistata coi beneñci prima casa entro il termine di cinque anni dall’acquisto, senza acquistarne altra nell’anno successivo, la causa può essere decisa nel merito, ai sensi del comma 4 della nota II bis in esame, coi rigetto del ricorso introduttivo.
6. Si ravvisano giusti motivi, in considerazione della novità delle questioni affrontate, per compensare interamente tra le partì le spese del giudizio.
La Corte accoglie il ricorso cassa e, decidendo nel merito,
rigetta il ricorso introduttivo. Compensa interamente tra le parti le spese del giudizio.
Così deciso in Roma, il 4 dicembre 2013.”
Successivamente con ordinanza 3753 del18 febbraio 2014 la medesima Suprema Corte ha affermato il principio esattamente opposto ovverosia che se avvenuta in seguito ad accordo di separazione omologato l’alienazione nel quinquennio dall’acquisto con i benefici per la prima casa non determina la decadenza dalle agevolazioni.
Quetso il testo
1. La sig.ra S.S. ricorre per cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio 103 /28/11 del 9 giugno 2011, che rigettava l’appello della contribuente avverso avviso di liquidazione con cui l’Agenzia dichiarava la decadenza della Sig.ra S. dalle agevolazioni per l’acquisto della “prima casa”.
2. L’Agenzia non si è costituita in giudizio. E’ stata depositata la seguente relazione:
L’attribuzione al coniuge della proprietà della casa coniugale in adempimento di una condizione inserita nell’atto di separazione consensuale, non costituisce infatti una forma di “alienazione” dell’immobile rilevante ai fini della decadenza dei benefici “prima casa”; bensì una forma di utilizzazione dello stesso ai fini della migliore sistemazione dei rapporti fra i coniugi, sia pure al venir meno della loro convivenza (e proprio in vista – della cessazione della convivenza stessa).
La controversia può essere decisa anche nel merito.
Accoglie il ricorso cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito accoglie il ricorso introduttivo della contribuente. Compensa le spese del giudizio di merito condanna la Agenzia alle spese del presente grado che liquida in euro 1500 complessivi, oltre accessori di legge.
Si riporta il testo della circolare n.27/E del 2012 richiamata nella decisione ora riportata
“2.2 Trasferimento, nell’ambito degli accordi di separazione o divorzio, dell’immobile acquistato fruendo delle agevolazioni ‘prima casa’ anteriormente al decorso del quinquennio
Al verificarsi della decadenza, l’Agenzia delle entrate provvede al recupero della “differenza fra l’imposta calcolata in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione dell’aliquota agevolata”, nonché all’irrogazione della sanzione amministrativa pari al 30 per cento e degli interessi di mora.
Come affermato dalla Corte Costituzionale (cfr. sentenza n. 202 dell’11 giugno 2003), il regime di esenzione disposto dall’articolo 19risponde all’esigenza “… di agevolare l’accesso alla tutela giurisdizionale che motiva e giustifica il beneficio fiscale con riguardo agli atti del giudizio divorzile…” e “… di separazione, anche in considerazione dell’esigenza di agevolare e promuovere, nel più breve tempo, una soluzione idonea a garantire l’adempimento delle obbligazioni che gravano, ad esempio sul coniuge non affidatario della prole”.
Come chiarito, sull’altro coniuge che percepisce l’intero corrispettivo della vendita incombe l’obbligo di riacquistare, entro un anno dall’alienazione, un altro immobile da adibire ad abitazione principale, secondo le regole ordinarie. Solo in tale ipotesi, non si verifica la decadenza dal regime agevolativo ‘prima casa’ fruito in relazione all’acquisto della casa coniugale.”
In un altra occasione con sentenza del 19 febbario 2014 n.3931 la Suprema Corte ha stabilito che la comproprietà di un’abitazione con il coniuge seprato legalmente non è ostativa all’acquisto di un’altra abitazione usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa, anche se tra i requisiti da dichiarare nell’atto di compravendita vi è quello di non essere proprietari esclusivi o in comunione con il coniuge nel Comune ove si trova l’immobile di altra abitazione.
Tale sentenza è stata pronunziata sotto l’implicito presupposto che l’immobile in comunione con il coniuge non fosse stato acquistato usufruendo già degli stessi benefici.
« Per evitare la decadenza dalle agevolazioni prima casa non basta riacquistare la nuda proprieta’	» La risoluzione della donazione sconta solo l’imposta fissa

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