Source: http://www.gammaquality.it/contenuti/normativa/sicurezza-sul-lavoro/D.Lgs.03-08-2009_n.106.html
Timestamp: 2018-05-26 00:43:05+00:00

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Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della
VISTO il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante attuazione dell'articolo 1 della
legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
VISTA la legge 3 agosto 2007, n. 123, recante misure in tema di tutela della salute e della
sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia, ed
in particolare l'articolo 1, comma 6, che prevede la possibilità di emanare disposizioni integrative e
correttive del citato decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, entro dodici mesi dalla data di entrata in
VISTO il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge
14 luglio 2008, n. 121;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, recante norme per
la prevenzione degli infortuni sul lavoro;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, recante norme per
la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, recante norme
generali per l'igiene del lavoro;
VISTO il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, recante attuazione delle direttive n.
80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia di
protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici
durante il lavoro, a norma dell'articolo 7 della legge. 30 luglio 1990, n. 212;
VISTO il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante attuazione delle direttive
90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE,
2003/10/CE, 2003/18/CE e 2004/40/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute
dei lavoratori durante il lavoro;
VISTO il decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, recante modificazioni alla disciplina
sanzionatoria in materia di lavoro;
VISTO il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493, recante attuazione della direttiva
92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo
VISTO il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, recante attuazione della direttiva
92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri
VISTO il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante disciplina della responsabilità
amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità
giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300;
VISTO il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, recante attuazione delle deleghe in
materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30;
VISTA la direttiva 2004/40/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004,
sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici);
VISTO il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187, recante attuazione della direttiva
2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori
ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche;
VISTA la direttiva 2006/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006,
concernente le prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai
rischi derivanti dagli agenti fisici (radiazioni ottiche);
VISTA la legge comunitaria 2006 del 6 febbraio 2007, n. 13, recante disposizioni per
comunitaria 2006;
VISTO il decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 257, recante attuazione della direttiva
2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori
ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici);
SENTITE le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori e dei
ACQUISITO il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano, adottata nella riunione del 29 aprile 2009;
ACQUISITI i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei deputati
VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 31 luglio
SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri del lavoro,
della salute e delle politiche sociali, delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico,
di concerto con i Ministri per le politiche europee, della giustizia, dell'economia e delle finanze,
dell'interno e per i rapporti con le regioni;
(Attuazione dell'articolo 1 del decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 luglio 2008, n. 121)
b) le parole: "Ministero delle infrastrutture", ovunque presenti, sono sostituite dalle seguenti:
"Ministero delle infrastrutture e dei trasporti" e le parole:"Ministro delle infrastrutture", ovunque presenti, sono sostituite dalle seguenti: "Ministro delle infrastrutture e dei trasporti".
a) al comma 2 le parole: "delle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266" sono sostituite dalle seguenti: "degli uffici all'estero di cui all'articolo 30 del decreto del
Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18" e le parole: "particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative individuate entro e non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400" sono sostituite dalle seguenti:
"particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative ivi comprese
quelle per la tutela della salute e sicurezza del personale nel corso di operazioni ed attività
condotte dalla Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, nonché dalle altre Forze di polizia e dal Corpo dei vigili del fuoco, nonché dal Dipartimento della protezione civile fuori dal territorio nazionale, individuate entro e non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400";
b) dopo il comma 3 è inserito il seguente: "3-bis. Nei riguardi delle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, e delle organizzazioni di volontariato della protezione civile, ivi compresi i volontari della Croce Rossa Italiana e del Corpo Nazionale soccorso alpino e speleologico, e i volontari dei vigili del fuoco, le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle particolari modalità di svolgimento delle rispettive attività,
individuate entro il 31 dicembre 2010 con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche sociali, di concerto con il Dipartimento della protezione civile e il Ministero dell'interno,
sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro.".
c) al comma 9 le parole: "Nei confronti dei lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre
1973, n. 877, e dei" sono sostituite dalle seguenti: "Fermo restando quanto previsto dalla legge 18 dicembre 1973, n. 877, ai lavoratori a domicilio ed ai";
d) al comma 12, le parole: "dei piccoli imprenditori di cui all'articolo 2083 del codice civile" sono sostituite dalle seguenti: "dei coltivatori diretti del fondo, degli artigiani e dei piccoli
commercianti".
"12-bis. Nei confronti dei volontari di cui alla legge 1° agosto 1991, n. 266, e dei volontari che
effettuano servizio civile si applicano le disposizioni relative ai lavoratori autonomi di cui
all'articolo 21. Con accordi tra il volontario e l'associazione di volontariato o l'ente di servizio
civile possono essere individuate le modalità di attuazione della tutela di cui al precedente periodo.
Ove il volontario svolga la propria prestazione nell'ambito dell'organizzazione di un datore di
lavoro, questi è tenuto a fornire al volontario dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività. Egli è altresì tenuto ad adottare le misure utili ad eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del volontario e altre attività che si svolgano nell'ambito della medesima organizzazione.".
a) al comma 1, lettera b), dopo le parole: "formativi e di orientamento", le parole: "di cui
all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi
regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro" sono soppresse;
"m-bis) elaborare criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul
lavoro, anche tenendo conto delle peculiarità dei settori di riferimento;
m-ter) elaborare le procedure standardizzate per la redazione del documento di valutazione dei
rischi di cui all'articolo 26, comma 3, anche previa individuazione di tipologie di attività per le
quali l'obbligo in parola non operi in quanto l'interferenza delle lavorazioni in tali ambiti risulti
m-quater) elaborare le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio da stress lavorocorrelato.".
c) dopo la lettera e) è aggiunta la seguente: "e-bis) i dati degli infortuni sotto la soglia
indennizzabile dall'INAIL.".
a) alla lettera d) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le somme eventualmente riversate
all'entrata del bilancio dello Stato a seguito di economie di gestione realizzatesi nell'esercizio
finanziario sono riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali.";
"d-bis) può erogare prestazioni di assistenza sanitaria riabilitativa non ospedaliera, previo
accordo quadro stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, sentito l'INAIL, che definisca le modalità di erogazione delle prestazioni da parte dell'INAIL, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.".
2. All'articolo 9, comma 6, lettera i), del decreto, la parola: "svolge" è sostituta dalle seguenti:
"può svolgere".
3.All'articolo 9, comma 7, del decreto, alla lettera e) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: " Le somme eventualmente riversate all'entrata del bilancio dello Stato a seguito di economie di
gestione realizzatesi nell'esercizio finanziario sono riassegnate al pertinente capitolo dello
stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.".
"3-bis. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto delle proprie
competenze e con l'utilizzo appropriato di risorse già disponibili, finanziano progetti diretti a
favorire la diffusione di soluzioni tecnologiche o organizzative avanzate in materia di salute e
sicurezza sul lavoro, sulla base di specifici protocolli di intesa tra le parti sociali, o gli enti
bilaterali, e l'INAIL. Ai fini della riduzione del tasso dei premi per l'assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 23
febbraio 2000, n. 38, ferma restando la verifica dei criteri di cui al comma 1 del predetto articolo 3, si tiene anche conto dell'adozione , da parte delle imprese, delle soluzioni tecnologiche o organizzative di cui al precedente periodo, verificate dall'INAIL.";
e) al comma 5, le parole: "Nell'ambito e nei limiti delle risorse di cui al comma 2 trasferite dal
Ministero del lavoro e della previdenza sociale, l'INAIL" sono sostituite dalle seguenti: "L'INAIL
finanzia con risorse proprie, anche nell'ambito della bilateralità e di protocolli con le parti sociali e le associazioni nazionali di tutela degli invalidi del lavoro," ed è aggiunto infine il seguente periodo: "L'INAIL svolge tali compiti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili alegislazione vigente.";
f) dopo il comma 5 è inserito il seguente: "5-bis. Al fine di garantire il diritto degli infortunati e
tecnopatici a tutte le cure necessarie ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni, l'INAIL può provvedere utilizzando servizi pubblici e privati, d'intesa con le regioni interessate. L'INAIL svolge tali compiti con le risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza incremento di oneri per le imprese.".
a) dopo il comma 1, è inserito il seguente: "1-bis. Nei luoghi di lavoro delle Forze armate, delle
Forze di polizia e dei vigili del fuoco la vigilanza sulla applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è svolta esclusivamente dai servizi sanitari e tecnici istituiti presso le predette amministrazioni.";
b) al comma 2, dopo le parole: "previdenza sociale" sono inserite le seguenti: ", ivi compresa
quella in materia di salute e sicurezza dei lavoratori di cui all'articolo 35 della legge 26 aprile
1974, n. 191,"; le parole: "lo stessi personale può esercitare" sono sostituite dalle seguenti: "lo
stesso personale esercita" e le parole: "informandone preventivamente il servizio di
prevenzione e sicurezza dell'Azienda sanitaria locale competente per territorio" sono sostituite
dalle seguenti: "nel quadro del coordinamento territoriale di cui all'articolo 7".
a) il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. Al fine di far cessare il pericolo per la tutela della
salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e
irregolare, ferme restando le attribuzioni del coordinatore per l'esecuzione dei lavori di cui
all'articolo 92, comma 1, lettera e), gli organi di vigilanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, possono adottare provvedimenti di sospensione in relazione alla parte dell'attività imprenditoriale interessata dalle violazioni quando riscontrano l'impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, nonché in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuate con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, adottato sentito il Ministero dell'interno e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. In attesa della adozione del citato decreto, le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro che costituiscono il presupposto per l'adozione del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale sono quelle individuate nell'Allegato I. Si ha reiterazione quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione oggetto di prescrizione dell'organo di vigilanza ottemperata dal contravventore o di una violazione accertata con sentenza definitiva, lo stesso soggetto commette più violazioni della stessa indole. Si considerano della stessa indole le violazioni della medesima disposizione e quelle di disposizioni diverse individuate, in attesa della adozione del decreto di cui al precedente periodo, nell'allegato I. L'adozione del provvedimento di sospensione è comunicata all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ed al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per gli aspetti di rispettiva competenza, al fine dell'adozione, da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare
pubbliche. La durata del provvedimento è pari alla citata sospensione nel caso in cui la
percentuale dei lavoratori irregolari sia inferiore al 50 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro; nel caso in cui la percentuale dei lavoratori irregolari sia pari o superiore al 50 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, ovvero nei casi di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, ovvero nei casi di reiterazione la durata è incrementata di un ulteriore periodo di tempo pari al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni; nel caso di reiterazione la decorrenza del periodo di interdizione è successiva al termine del precedente periodo di interdizione; nel caso di non intervenuta revoca del provvedimento di sospensione entro quattro mesi dalla data della sua emissione, la durata del provvedimento è pari a due anni, fatta salva l'adozione di eventuali successivi provvedimenti di rideterminazione della durata dell'interdizione a seguito dell'acquisizione della revoca della sospensione. Le disposizioni del presente comma si applicano anche con riferimento ai lavori nell'ambito dei cantieri edili. Ai provvedimenti del presente articolo non si applicano le disposizioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241. Limitatamente alla sospensione dell'attività di impresa, all'accertamento delle violazioni in materia di prevenzione incendi, indicate all'allegato I, provvede il comando provinciale dei vigili del fuoco territorialmente competente. Ove gli organi di vigilanza o le altre amministrazioni pubbliche rilevino possibili violazioni in materia di prevenzione incendi, ne danno segnalazione al competente Comando provinciale dei vigili del fuoco, il quale procede ai sensi delle disposizioni del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, e di cui al comma 2.";
b) al comma 2, dopo le parole: "in materia di prevenzioni incendi" sono inserite le seguenti: "in
ragione della competenza esclusiva del Corpo nazionale dei vigili del fuoco di cui all'articolo 46";
d) il comma 10 è sostituito dal seguente: "10. Il datore di lavoro che non ottempera al
provvedimento di sospensione di cui al presente articolo è punito con l'arresto fino a sei mesi nelle ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare.";
a) la lettera g) è sostituita dalla seguente: "g) inviare i lavoratori alla visita medica entro le
scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente
l'osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente decreto;";
"g-bis) nei casi di sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41, comunicare tempestivamente al
medico competente la cessazione del rapporto di lavoro;";
c) la lettera o) è sostituita dalla seguente: "o) consegnare tempestivamente al rappresentante
dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione,
copia del documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche su supporto informatico
come previsto dall'articolo 53, comma 5, nonché consentire al medesimo rappresentante di
accedere ai dati di cui alla lettera r); il documento è consultato esclusivamente in azienda;";
d) alla lettera p), dopo le parole: "comma 3" sono inserite le seguenti: "anche su supporto
informatico come previsto dall'articolo 53, comma 5," ed è aggiunto, infine, il seguente
periodo: "Il documento è consultato esclusivamente in azienda.";
f) la lettera aa) è sostituita dalla seguente: "aa) comunicare in via telematica all'INAIL e
all'IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei
luoghi di lavoro di cui all'articolo 8, in caso di nuova elezione o designazione, i nominativi dei
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; in fase di prima applicazione l'obbligo di cui alla
presente lettera riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori già eletti o designati;".
"1-bis. L'obbligo di cui alla lettera r) del comma 1, relativo alla comunicazione a fini statistici e
informativi dei dati relativi agli infortuni che comportano l'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento, decorre dalla scadenza del termine di sei mesi dall'adozione del decreto di cui all'articolo 8, comma 4.".
"3-bis. Il datore di lavoro e i dirigenti sono tenuti altresì a vigilare in ordine all'adempimento degli obblighi di cui agli articoli 19, 20, 22, 23, 24 e 25, ferma restando l'esclusiva responsabilità dei soggetti obbligati ai sensi dei medesimi articoli qualora la mancata attuazione dei predetti obblighi sia addebitabile unicamente agli stessi e non sia
riscontrabile un difetto di vigilanza del datore di lavoro e dei dirigenti.".
1. All'articolo 21, comma 1, del decreto, le parole: "i piccoli imprenditori di cui all'articolo 2083
del codice civile e i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo" sono sostituite dalle
seguenti: "i coltivatori diretti del fondo, i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti".
a) la lettera c) è sostituita dalla seguente: "c) istituisce, aggiorna e custodisce, sotto la propria
responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza
sanitaria; tale cartella è conservata con salvaguardia del segreto professionale e, salvo il tempo strettamente necessario per l'esecuzione della sorveglianza sanitaria e la trascrizione dei relativi risultati, presso il luogo di custodia concordato al momento della nomina del medico competente;".
b) la lettera e) è sostituita dalla seguente:"e) consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio, e gli fornisce le informazioni necessarie relative alla conservazione della medesima; l'originale della cartella sanitaria e di rischio va conservata, nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, da parte del datore di lavoro, per almeno dieci anni, salvo il diverso termine previsto da altre disposizioni del presente decreto;";
a) nell'alinea, le parole: "dei lavori" sono sostituite dalle seguenti: "di lavori, servizi e forniture" e dopo le parole: "dell'azienda medesima" sono aggiunte le seguenti: ", sempre che abbia la
disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l'appalto o la prestazione di lavoro autonomo";
a) dopo le parole: "Tale documento è allegato al contratto d'appalto o di opera" sono inserite le
seguenti: "e va adeguato in funzione dell'evoluzione dei lavori, servizi e forniture";
b) è aggiunto in fine il seguente periodo:"Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12
aprile 2006 n. 163, e successive modificazioni, tale documento è redatto, ai fini dell'affidamento del contratto, dal soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dello specifico appalto.";
"3-bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, l'obbligo di cui al comma 3 non si
applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, nonché ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all'allegato XI.
3-ter. Nei casi in cui il contratto sia affidato dai soggetti di cui all'articolo 3, comma 34, del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o in tutti i casi in cui il datore di lavoro non coincide con il committente, il soggetto che affida il contratto redige il documento di valutazione dei rischi da interferenze recante una valutazione ricognitiva dei rischi standard relativi alla tipologia della prestazione che potrebbero potenzialmente derivare dall'esecuzione del contratto. Il soggetto presso il quale deve essere eseguito il contratto, prima dell'inizio dell'esecuzione, integra il predetto documento riferendolo ai rischi specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verrà espletato l'appalto; l'integrazione, sottoscritta per accettazione dall'esecutore, integra gli atti contrattuali.".
4. All'articolo 26, comma 5, le parole: "i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare
riferimento a quelli propri dello specifico appalto" sono sostituite dalle seguenti: "i costi delle
misure adottate per eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro derivanti dalle interferenze delle lavorazioni"; dopo il primo periodo è inserito il seguente: "I costi di cui primo periodo non sono soggetti a ribasso.".
a) il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. Nell'ambito della Commissione di cui all'articolo 6,
anche tenendo conto delle indicazioni provenienti da organismi paritetici, vengono individuati
settori, ivi compreso il settore della sanificazione del tessile e dello strumentario chirurgico, e
criteri finalizzati alla definizione di un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori
autonomi, con riferimento alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, fondato sulla base della specifica esperienza, competenza e conoscenza, acquisite anche attraverso percorsi formativi mirati, e sulla base delle attività di cui all'articolo 21, comma 2, nonché sulla applicazione di determinati standard contrattuali e organizzativi nell'impiego della manodopera, anche in relazione agli appalti e alle tipologie di lavoro flessibile, certificati ai sensi del titolo VIII, capo I, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.";
b) dopo il comma 1 è inserito il seguente: "1-bis. Con riferimento all'edilizia, il sistema di
qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi si realizza almeno attraverso la adozione e diffusione, nei termini e alle condizioni individuati dal decreto del Presidente della Repubblica di cui all'articolo 6, comma 8, lettera g), di uno strumento che consenta la continua verifica della idoneità delle imprese e dei lavoratori autonomi, in assenza di violazioni alle disposizioni di legge e con riferimento ai requisiti previsti, tra cui la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e i provvedimenti impartiti dagli organi di vigilanza. Tale strumento opera per mezzo della attribuzione alle imprese ed ai lavoratori autonomi di un punteggio iniziale che misuri tale idoneità, soggetto a decurtazione a seguito di accertate violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L'azzeramento del punteggio per la ripetizione di violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro determina l'impossibilità per l'impresa o per il lavoratore autonomo di svolgere attività nel settore edile.";
c) al comma 2, le parole: "Il possesso dei requisiti" sono sostituite dalle seguenti: "Fermo
restando quanto previsto dal comma 1-bis, che potrà, con le modalità ivi previste, essere esteso ad altri settori di attività individuati con uno o più accordi interconfederali stipulati a livello nazionale dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative, il possesso dei requisiti " e la parola: "vincolante" è sostituita dalla seguente: "preferenziale";
c) al comma 2, alinea, dopo le parole: "della valutazione," sono inserite le seguenti: "può essere tenuto, nel rispetto delle previsioni di cui all'articolo 53, su supporto informatico e "; le parole:
"deve avere data certa" sono sostituite dalle seguenti: "deve essere munito anche tramite le
procedure applicabili ai supporti informatici di cui all'articolo 53, di data certa o attestata dalla
sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro, nonché, ai soli fini della
prova della data, dalla sottoscrizione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale e del medico competente, ove nominato,";
e) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:"3-bis. In caso di costituzione di nuova impresa, il
datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il
relativo documento entro novanta giorni dalla data di inizio della propria attività.".
1.All'articolo 30 del decreto, dopo il comma 5, è inserito il seguente: "5-bis. La commissione
consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro elabora procedure semplificate per la adozione e la efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza nelle piccole e medie imprese. Tali procedure sono recepite con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.".
c) al comma 7, dopo le parole: "successive modificazioni" sono aggiunte le seguenti: ", se
concretamente disponibile in quanto attivato nel rispetto delle vigenti disposizioni.
a) dopo il comma 1 è inserito il seguente: "1- bis. Salvo che nei casi di cui all'articolo 31,
comma 6, nelle imprese o unità produttive fino a cinque lavoratori il datore di lavoro può
svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione degli incendi e di
evacuazione, anche in caso di affidamento dell'incarico di responsabile del servizio di
prevenzione e protezione a persone interne all'azienda o all'unità produttiva o a servizi
esterni così come previsto all'articolo 31, dandone preventiva informazione al
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui al comma 2-bis;";
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente:"2-bis. Il datore di lavoro che svolge
direttamente i compiti di cui al comma 1-bis deve frequentare gli specifici corsi formazione
previsti agli articoli 45 e 46.".
b) dopo il comma 7 è inserito il seguente: "7-bis. La formazione di cui al comma 7 può essere
effettuata anche presso gli organismi paritetici di cui all'articolo 51 o le scuole edili, ove esistenti, o presso le associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori.";
d) al comma 14, dopo le parole: "successive modificazioni" sono inserite le seguenti: " , se
concretamente disponibile in quanto attivato nel rispetto delle vigenti disposizioni".
"d-bis) con esclusivo riferimento al ruolo dei sanitari delle Forze armate, compresa l'Arma dei
carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di finanza, svolgimento di attività di medico nel settore del lavoro per almeno quattro anni.".
"2-bis. Entro il 31 dicembre 2009, con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definiti, secondo criteri di semplicità e certezza, i contenuti degli Allegati 3A e 3B e le modalità di trasmissione delle informazioni di cui al comma
1. Gli obblighi di redazione e trasmissione relativi alle informazioni di cui al comma 1 decorrono
dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al primo periodo.".
3. All'articolo 41 del decreto, dopo il comma 2 è inserito il seguente: "2-bis. Le visite mediche
preventive possono essere svolte in fase preassuntiva, su scelta del datore di lavoro, dal medico competente o dai dipartimenti di prevenzione delle ASL. La scelta dei dipartimenti di prevenzione non è incompatibile con le disposizioni dell'articolo 39, comma 3.".
5. All'articolo 41, comma 4, del decreto, le parole: "lettere a), b) e d)" sono sostituite dalle seguenti:
"lettere a), b), d), e-bis) e e-ter)".
7.All'articolo 41 del decreto, dopo il comma 6 è inserito il seguente: "6-bis. Nei casi di cui alle
lettere a), b), c) e d) del comma 6 il medico competente esprime il proprio giudizio per iscritto
dando copia del giudizio medesimo al lavoratore e al datore di lavoro.".
9. All'articolo 41, comma 9, del decreto, dopo le parole: "i giudizi del medico competente" sono
inserite le seguenti: ", ivi compresi quelli formulati in fase preassuntiva,".
"1. Il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, in relazione ai giudizi di cui all'articolo 41, comma 6, attua le misure indicate dal medico
competente e qualora le stesse prevedano un'inidoneità alla mansione specifica adibisce il
lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il
"e-bis) garantisce la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio ed al livello di
rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anche conto delle particolari condizioni in cui possono essere usati. L'obbligo si applica anche agli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in relazione alla valutazione dei rischi.";
b) al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Con riguardo al personale della Difesa la formazione specifica svolta presso gli istituti o la scuole della stessa Amministrazione è abilitativi alla funzione di addetto alla gestione delle emergenze.".
1.All'articolo 48, comma 3, del decreto è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Con uno o più
accordi interconfederali stipulati a livello nazionale dalle organizzazioni sindacali dei datori di
lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative vengono individuati settori e attività, oltre all'edilizia, nei quali, in ragione della presenza di adeguati sistemi di rappresentanza dei lavoratori in materia di sicurezza o di pariteticità, le aziende o unità produttive, a condizione che aderiscano a tali sistemi di rappresentanza o di pariteticità, non siano tenute a partecipare al Fondo di cui all'articolo 52.".
a) dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti: "3-bis. Gli organismi paritetici svolgono o
promuovono attività di formazione, anche attraverso l'impiego dei fondi interprofessionali di cui
all'articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, e dei fondi di cui all'articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, nonché, su richiesta delle imprese, rilasciano una attestazione dello svolgimento delle attività e dei servizi di supporto al sistema delle imprese, tra cui l'asseverazione della adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza di cui all'articolo 30, della quale gli organi di vigilanza possono tener conto ai fini della programmazione delle proprie attività;
3-ter. Ai fini di cui al comma 3-bis, gli organismi paritetici istituiscono specifiche commissioni
paritetiche, tecnicamente competenti.";
b) dopo il comma 8 è aggiunto il seguente: " 8-bis. Gli organismi paritetici comunicano
all'INAIL i nominativi delle imprese che hanno aderito al sistema degli organismi paritetici e il
nominativo o i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali.".
1. All'articolo 52, comma 1, del decreto, al secondo periodo, dopo le parole: "preveda o
costituisca" sono inserite le seguenti: ", come nel settore edile,".
a) alla lettera a), dopo le parole: "presso l'azienda ovvero l'unità produttiva" sono aggiunte le
seguenti: "calcolate sulla base della retribuzione media giornaliera per il settore industria e
convenzionale per il settore agricoltura determinate annualmente per il calcolo del minimale e
massimale delle prestazioni economiche erogate dall'INAIL. Il computo dei lavoratori è effettuato in base all'articolo 4 e la giornata lavorativa convenzionale è stabilita in 8 ore";
b) dopo le parole: "modalità di funzionamento, sono inserite le seguenti: "e di articolazione
settoriale e territoriale del Fondo";
"ART. 55"
1. E' punito con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400 euro il datore di
all'articolo 268, comma 1, lettere c) e d), da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, e da
attività di manutenzione, rimozione smaltimento e bonifica di amianto;
a) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione
degli articoli 3, comma 12-bis, 18, comma 1, lettera o), 26, comma 1, lettera b), 43, commi 1,
lettere a), b), c) ed e), e 4, 45, comma 1;
b)con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.000 a 4.800 euro per la violazione
dell'articolo 26, comma 1, lettera a);
c)con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.200 a 5.200 euro per la violazione
dell'articolo 18, comma 1, lettere c), e), f) e q), 36, commi 1 e 2, 37, commi 1, 7, 9 e 10, 43, comma 1, lettere d) ed e-bis), 46, comma 2;
d) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 1.500 a 6.000 euro per la
violazione degli articoli 18, comma 1, lettere a), d) e z) prima parte, e 26, commi 2 e 3, primo
periodo. Medesima pena si applica al soggetto che viola l'articolo 26, commi 3, quarto
periodo, o 3-ter.
h) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per la violazione dell'articolo
18, comma 1, lettere g-bis) e r), con riferimento agli infortuni superiori ad un giorno, e
dell'articolo 25, comma 1, lettera e), secondo periodo, e dell'articolo 35, comma 5;
l) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro in caso di violazione dell'articolo
18, comma 1, lettera aa).
6. L'applicazione della sanzione di cui al comma 5, lettera g), con riferimento agli infortuni
superiori ai tre giorni, esclude l'applicazione delle sanzioni conseguenti alla violazione
dell'articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.".
"ART. 56"
1. Con riferimento a tutte le disposizioni del presente decreto, i preposti, nei limiti delle proprie
"ART. 57"
1. I progettisti che violano il disposto dell'articolo 22 sono puniti con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da 1.500 a 6.000 euro.
"ART. 58"
"ART. 59"
"ART. 60"
b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per ciascun soggetto per la
violazione dell'articolo 21, comma 1, lettera c).
a) il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. L'obbligo di cui al comma 2 vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, gli ascensori e le relative pulsantiere, le scale e gli accessi alle
medesime, le docce, i gabinetti ed i posi di lavoro utilizzati da lavoratori disabili.";
1. All'articolo 67, comma 2, lettera b), le parole: "L'organo di vigilanza" sono sostituite dalle
seguenti: "Entro trenta giorni dalla data di notifica, l'organo di vigilanza".
"ART. 68"
a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione
dell'articolo 66;
2. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza
relativi ai luoghi di lavoro di cui all'allegato IV, punti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14, 2.1, 2.2, 3, 4, 6.1, 6.2, 6.3, 6.4, 6.5, e 6.6, è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera b). L'organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati."».
1. All'articolo 69, comma 1, lettera a), del decreto, dopo le parole: "utensile o impianto" sono
inserite le seguenti: ", inteso come il complesso di macchine, attrezzature e componenti necessari all'attuazione di un processo produttivo,".
"4. Qualora gli organi di vigilanza, nell'espletamento delle loro funzioni ispettive in materia di
salute e sicurezza sul lavoro, constatino che un'attrezzatura di lavoro, messa a disposizione dei
lavoratori dopo essere stata immessa sul mercato o messa in servizio conformemente alla
legislazione nazionale di recepimento delle direttive comunitarie ad essa applicabili ed utilizzata
conformemente alle indicazioni del fabbricante, presenti una situazione di rischio riconducibile al mancato rispetto di uno o più requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 1, ne informano immediatamente l'autorità nazionale di sorveglianza del mercato competente per tipo di prodotto. In tale caso le procedure previste dagli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, vengono espletate:
b) al comma 7, lettera a), le parole: "formazione adeguata e specifica" sono sostituite dalle seguenti:
"informazione, formazione ed addestramento adeguati".
1) nell'alinea, dopo le parole: "datore di lavoro" sono inserite le seguenti: ", secondo le
indicazioni fornite dai fabbricanti ovvero, in assenza di queste, dalle pertinenti norme tecniche o dalle buone prassi o da linee guida,";
3) alla lettera b), così come sostituita dal precedente numero 2, ai numeri 1) e 2), le parole: "a
controlli" sono sostituite dalle seguenti: "ad interventi di controllo";
4) alla lettera c) le parole: "i controlli" sono sostituite dalle seguenti: "Gli interventi di
d) al comma 11, dopo le parole: "verifiche periodiche" sono inserite le seguenti: "volte a valutarne l'effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza," ed il secondo periodo è sostituito dal seguente: "La prima di tali verifiche è effettuata dall'ISPESL che vi provvede nel termine di sessanta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi delle ASL e o di soggetti pubblici o privati abilitati con le modalità di cui al comma 13.
Le successive verifiche sono effettuate dai soggetti di cui al precedente periodo, che vi provvedono nel termine di trenta giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il datore di lavoro può avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati, con le modalità di cui al comma 13.";
e) al comma 13, dopo le parole: "Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali", così
come modificate dall'articolo 1, comma 1, sono inserite le seguenti: ", di concerto con il Ministro dello sviluppo economico";
a) il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria macchine, apparecchi o utensili costruiti o messi in servizio al di fuori della disciplina di cui all'articolo 70, comma 1, attesta, sotto la propria responsabilita', che le stesse siano conformi, al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria, ai requisiti di sicurezza di cui all'allegato V.";
b) al comma 2 le parole: "ad un datore di lavoro" sono soppresse; la parola: "conduttore" è
sostituita dalla seguente:"operatore" e dopo le parole: "disposizioni del presente titolo" sono
aggiunte, in fine, le seguenti: "e, ove si tratti di attrezzature di cui all'articolo 73, comma 5, siano in possesso della specifica abilitazione ivi prevista".
b) al comma 1, le parole:"una formazione adeguata" sono sostituite dalle seguenti: "una
formazione e un addestramento adeguati,";
1.All'articolo 74, comma 2, lettera d), del decreto, la parola: "stradali" è soppressa.
1.All'articolo 79 del decreto dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: "2-bis. Fino alla adozione del decreto di cui al comma 2 restano ferme le disposizioni di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale in data 2 maggio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 1° giugno 2001.".
a) al comma 1, l'alinea è sostituito dal seguente:"1. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi all'impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, da quelli derivanti da:";
b) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:"3-bis. Il datore di lavoro prende, altresì, le misure
attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d'uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.".
a) al comma 1, alinea, le parole:"secondo la migliore scienza ed esperienza, nonché" sono
sostituite dalla seguente: "o";
d) al comma 1, la lettera c) è sostituita dalla seguente: "c) per sistemi di II e III categoria purchè:
a) al comma 1, le parole: "in prossimità di linee elettriche" sono sostituite dalle seguenti: "non
elettrici in vicinanza di linee elettriche";
b) al comma 2, le parole: "nella pertinente normativa di buona tecnica" sono sostituite dalle
seguenti: "nelle pertinenti norme tecniche".
1. All'articolo 84, comma 1, del decreto, le parole:"di buona tecnica" sono sostituite dalla seguente:
"tecniche" e le parole: "con sistemi di protezione" sono soppresse.
"ART. 86"
1. Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre
2001, n. 462, in materia di verifiche periodiche, il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.
2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro,
della salute e delle politiche sociali, adottato sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabilite le modalità ed i criteri per l'effettuazione delle verifiche e dei controlli di cui al comma 1.
3. L'esito dei controlli di cui al comma 1 è verbalizzato e tenuto a disposizione dell'autorità di
vigilanza.".
"ART. 87"
b) dell'articolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 3.2.1, 5.6.1, 5.6.6, 5.6.7, 5.9.1, 5.9.2,
a) dell'articolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 2.10, 3.1.8, 3.1.11, 3.3.1, 5.1.3, 5.1.4,
5.5.3, 5.5.7, 5.7.1, 5.7.3, 5.12.1, 5.15.2, 5.16.2, 5.16.4, dell'allegato V, parte II;
b) dell'articolo 71, comma 3, limitatamente ai punti 3.1.3, 3.1.4, 3.1.5, 3.1.6, 3.1.7, 3.2.1
dell'allegato VI;
a) dell'articolo 70, comma 2, limitatamente ai punti dell'allegato V, parte II, diversi da quelli
indicati alla lettera a) del comma 3 e alla lettera b) del comma 2;
b) dell'articolo 71, comma 3, limitatamente ai punti dell'allegato VI diversi da quelli indicati
alla lettera b) del comma 2, e commi 6, 9, 10 e 11;
5. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza
relativi ai luoghi di lavoro di cui all'allegato V, parte II, punti 1, 2, 3.1, 3.2, 3.3, 3.4, 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 5.1, 5.2, 5.3, 5.4, 5.5, 5.6, 5.7, 5.8, 5.9, 5.10, 5.11, 5.12, 5.13, 5.14, 5.15 e 5.16 è considerata una unica violazione, penale o amministrativa a seconda della natura dell'illecito, ed è punita con la pena o la sanzione amministrativa pecuniaria rispettivamente previste dai precedenti commi. L'organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.
6. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza
relativi ai luoghi di lavoro di cui all'allegato VI, punti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 2, 3.1, 3.2, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 2, lettera b). L'organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.
7. Il venditore, il noleggiatore o il concedente in uso è punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria da 750 a 2.700 euro per la violazione dell'articolo 72.".
1. All'articolo 88, comma 2, del decreto, dopo la lettera g) sono aggiunte le seguenti:"g-bis) ai
lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento che non comportino lavori edili o di ingegneria civile di cui all'allegato X; g-ter), alle attività di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, che non comportino lavori edili o di ingegneria civile di cui all'allegato X.".
a) la lettera c) è sostituita dalla seguente:"c) responsabile dei lavori: soggetto che può essere
incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti dal presente decreto; nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento.";
b) dopo il comma 1 è inserito il seguente: "1-bis. Per i lavori pubblici l'attuazione di quanto
previsto al comma 1 avviene nel rispetto dei compiti attribuiti al responsabile del procedimento e al progettista.";
f) al comma 7, dopo le parole: "dei lavori comunica" sono inserite le seguenti: "alle imprese
affidatarie,";
g) al comma 9, alinea, dopo le parole: "un'unica impresa" sono inserite le seguenti: "o ad un
lavoratore autonomo";
m) al comma 9 la lettera c) è sostituita dalla seguente: "c) trasmette all'amministrazione
concedente, prima dell'inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, copia della notifica preliminare di cui all'articolo 99, il documento unico di regolarità contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 16- bis, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e una dichiarazione attestante l'avvenuta verifica della ulteriore documentazione di cui alle lettere a) e b).";
b) alla lettera b), dopo le parole: "con quest'ultimo" sono inserite le seguenti: ",ove previsto" e
dopo le parole: "all'articolo 100" sono inserite le seguenti: ",ove previsto,";
2. All'articolo 92, comma 2, del decreto, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", fermo
restando quanto previsto al secondo periodo della medesima lettera b)".
b) al comma 2 dopo le parole: "coordinatore per l'esecuzione" sono inserite le seguenti: "dei
lavori" dopo le parole: "non esonera" sono inserite le seguenti: " il committente o" e le parole:
"lettere a), b), c) e d)" sono sostituite dalle seguenti: "lettere a), b), c) d) ed e)".
a) alla lettera d), dopo le parole: "controllo periodico" sono inserite le seguenti: "degli
apprestamenti, delle attrezzature di lavoro";
a) al comma 1, le parole: "vigila sulla" sono sostituite dalle seguenti: "verifica le condizioni di", le parole: "e sull'applicazione" sono sostituite dalle seguenti: "e l'applicazione." ;
"3-bis. In relazione ai lavori affidati in subappalto, ove gli apprestamenti, gli impianti e le altre
attività di cui al punto 4 dell'allegato XV siano effettuati dalle imprese esecutrici, l'impresa
affidataria corrisponde ad esse senza alcun ribasso i relativi oneri della sicurezza.
b) alla lettera a), le parole: "in data 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000" sono sostituite dalla seguenti: "in data 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001";
2. All'articolo 98, comma 2, del decreto, le parole: "dai rispettivi ordini o collegi professionali "
sono sostituite dalle seguenti: "dagli ordini o collegi professionali" ed, in fine, è aggiunto il
seguente periodo:"Fermo restando l'obbligo di aggiornamento di cui all'allegato XIV, sono fatti
salvi gli attestati rilasciati nel rispetto della previgente normativa a conclusione di corsi avviati
prima della data di entrata in vigore del presente decreto.".
3. All'articolo 98, comma 4, del decreto, le parole: "con i medesimi contenuti minimi" sono
sostituite dalle seguenti: "i cui programmi e le relative modalità di svolgimento siano conformi
all'allegato XIV".
2. All'articolo 100, del decreto, è aggiunto il seguente comma: "6-bis. Il committente o il
responsabile dei lavori, se nominato, assicura l'attuazione degli obblighi a carico del datore di
lavoro dell'impresa affidataria previsti dall'articolo 97, comma 3-bis e 3-ter. Nel campo di
applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, si applica l'articolo 118, comma 4, secondo periodo, del medesimo decreto legislativo.".
1. All'articolo 108 del decreto, il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. Fermo restando quanto
previsto al punto 1 dell'allegato XVIII, durante i lavori deve essere assicurata nei cantieri la
viabilità delle persone e dei veicoli." .
1. All'articolo 111, comma 8, del decreto, le parole: "lavori in quota" sono sostituite dalle
seguenti: "cantieri temporanei e mobili e ai lavori in quota".
1. All'articolo 118, comma 1, del decreto, le parole:"eseguiti senza l'impiego di escavatori
meccanici," sono sostituite dalle seguenti: "se previsto l'accesso di lavoratori,".
1. Dopo l'articolo 121 del decreto la rubrica della sezione IV del capo II del titolo IV è sostituita
dalla seguente: "Sezione IV Ponteggi in legname e altre opere provvisionali.".
1. All'articolo 122, comma 1, del decreto, le parole: "Nei lavori che sono eseguiti ad un'altezza
superiore ai m 2"sono sostituite dalle seguenti: "Nei lavori in quota" e le parole: "al punto 2" sono sostituite dalle seguenti: "ai punti 2, 3.1, 3.2 e 3.3".
1. All'articolo 125, del decreto, il comma 4 è sostituito dal seguente: "4. L'altezza dei montanti
deve superare di almeno m 1,20 l'ultimo impalcato; dalla parte interna dei montanti devono essere applicati correnti e tavola fermapiede a protezione esclusivamente dei lavoratori che operano sull'ultimo impalcato.".
1. All'articolo 137, comma 1, del decreto, le parole: "Il responsabile di cantiere" sono sostituite
dalle seguenti: "Il preposto".
2.All'articolo 138, comma 5, del decreto, alla lettera a) le parole: "o il piano di gronda" sono
soppresse e la lettera d) è soppressa.
1. All'articolo 139, comma 1, del decreto, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "I ponti su
cavalletti devono essere conformi ai requisiti specifici indicati nel punto 2.2.2. dell'allegato
XVIII.".
1. All'articolo 140 del decreto, il comma 3 è sostituito dal seguente:"3. Le ruote del ponte in opera devono essere saldamente bloccate con cunei dalle due parti o con sistemi equivalenti. In ogni caso dispositivi appropriati devono impedire lo spostamento involontario dei ponti su ruote durante l'esecuzione dei lavori in quota.".
1. All'articolo 148 del decreto, il comma 1 è sostituito dal seguente:"1. Prima di procedere alla
esecuzione di lavori su lucernari, tetti, coperture e simili, fermo restando l'obbligo di predisporre misure di protezione collettiva, deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego.".
"ART. 157"
dell'articolo 90, commi 3, 4 e 5;
c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per la violazione degli articoli
90, commi 7 e 9, lettera c), 101, comma 1, primo periodo.".
"ART. 158"
dell'articolo 92, commi 1, lettere a), b), c), e) ed f), e 2;
"ART. 159"
1. Il datore di lavoro è punito con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400
euro per la violazione dell'articolo 96, comma 1, lettera g); si applica la pena dell'arresto da 4 a 8 mesi o l'ammenda da 2.000 a 8.000 euro se la violazione è commessa in cantieri temporanei o mobili in cui l'impresa svolga lavorazioni in presenza di rischi particolari, individuati in base all'allegato XI; si applica la pena dell'ammenda da 2.000 a 4.000 euro se il piano operativo di sicurezza è redatto in assenza di uno o più degli elementi di cui all'allegato XV.
a) con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 a 6.400 euro per la violazione degli
articoli 97, comma 1, 100, comma 3, 111, commi 1, lettera a), e 6, 114, comma 1, 117, 118, 121, 122, 126, 128, comma 1, 145, commi 1 e 2 e 148;
c) con l'arresto sino a due mesi o con l'ammenda da 500 a 2.000 euro per la violazione degli
articoli 96, comma 1, lettere. a), b), c), d), e) ed f), e 97, commi 3 e 3-ter, nonché per la violazione delle disposizioni del capo II del presente titolo non altrimenti sanzionate;
3. La violazione di più precetti riconducibili alla categoria omogenea di requisiti di sicurezza relativi ai luoghi di lavoro di cui all'allegato XIII, nella parte relativa alle "Prescrizioni per i servizi igienicoassistenziali
a disposizione dei lavoratori nei cantieri", punti 1, 2, 3, 4, 5 e 6, e nella parte relativa alle
"Prescrizioni per i posti di lavoro nei cantieri" per i punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 2, lettera c). L'organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati. ».
"ART. 160"
a) con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da 400 a 1.600 euro per la violazione
dell'articolo 100, comma 3;
b) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 300 a 800 euro per la violazione
dell'articolo 94;
c) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 200 a 600 euro per la violazione degli
articoli 124, 138, commi 3 e 4, e 152, comma 2.".
"ART. 165"
b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 750 a 4.000 euro per la violazione
dell'articolo 164.
relativi alla segnaletica di sicurezza di cui agli allegati XXIV, punti 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11 e 12, XXV, punti 1, 2 e 3, XXVI, per l'intero, XXVII, per l'intero, XXVIII, punti 1 e 2, XXIX, punti 1 e 2, XXX, punti 1 e 2, XXXI, punti 1 e 2, e XXXII, punti 1, 2 e 3 è considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera a). L'organo di vigilanza è tenuto a precisare in ogni caso, in sede di contestazione, i diversi precetti violati.".
"ART. 170"
a) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.500 fino a 6.400 euro per la violazione
dell'articolo 168, commi 1 e 2.
dell'articolo 169, comma 1.".
"ART. 178"
degli articoli 174, comma 2 e 3, 175, commi 1 e 3, e 176, commi 1, 3, 5;
degli articoli 176, comma 6, e 177.
relativi alle attrezzature munite di videoterminale di cui all'allegato XXXIV, punti 1, 2 e 3 è
considerata una unica violazione ed è punita con la pena prevista dal comma 1, lettera a).
1.All'articolo 192, comma 2, del decreto, la parola: "inferiori" è sostituita dalla seguente:
1.All'articolo 193, comma 2, del decreto, le parole: "mantengono un livello di rischio uguale od
inferiore ai livelli inferiori di azione" sono sostituite dalle seguenti: "e comunque rispettano le
prestazioni richieste dalle normative tecniche".
1.All'articolo 198, comma 1, del decreto, dopo la parola: "sentite" la parola: "la" è sostituita dalla seguente: "le" e le parole: "entro un anno" sono sostituite dalle seguenti: "entro due anni".
1. All'articolo 207, comma 1, lettera c), del decreto, dopo le parole: "induzione magnetica (B)"
sono inserite le seguenti: ", corrente indotta attraverso gli arti (IL)".
1. All'articolo 209, comma 1, del decreto, le parole: "linee guida" sono sostituite dalle seguenti:
"buone prassi".
1. All'articolo 211, comma 2, del decreto, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "a meno che la valutazione effettuata a norma dell'articolo 209, comma 2, dimostri che i valori limite di
esposizione non sono superati e che possono essere esclusi rischi relativi alla sicurezza".
1. All'articolo 214, comma 1, lettera a), del decreto, i numeri 1), 2) e 3) sono sostituiti dai seguenti: "1) radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 100 e 400 nm. La banda degli ultravioletti è suddivisa in UVA (315-400 nm), UVB (280-315 nm) e UVC (100-280 nm); 2) radiazioni visibili : radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 380 e 780 nm; 3) radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 780 nm e 1 mm. La regione degli infrarossi è suddivisa in IRA (780-1400 nm), IRB (1400-3000 nm) e IRC (3000 nm-1 mm);".
1. All'articolo 217, comma 2, del decreto, le parole: "di azione" sono sostituite dalle seguenti:
"limite di esposizione".
"ART. 219"
a) con arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione degli
articoli 182, comma 2, 185, 192, comma 2, 193, comma 1, 195, 196, 197, comma 3, secondo
periodo, 203, 205, comma 4, secondo periodo, 210, comma 1, e 217, comma 1;
b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da euro 750 a euro 4.000 per la violazione degli articoli 184, 192, comma 3, primo periodo, 210, commi 2 e 3, e 217, commi 2 e 3.".
"ART. 220"
b) al comma 1, la lettera c) è sostituita dalla seguente: "c) il livello, il modo e la durata della
esposizione;";
c) al comma 1, la lettera d) è sostituita dalla seguente: "d) le circostanze in cui viene svolto il
lavoro in presenza di tali agenti tenuto conto della quantità delle sostanze e dei preparati che li
contengono o li possono generare;".
1. All'articolo 246, comma 1, del decreto, le parole: "alle rimanenti attività lavorative che
possono comportare, per i lavoratori, il rischio di esposizione ad amianto, quali manutenzione,
rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei
relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate." sono sostituite dalle seguenti: "a tutte le
rimanenti attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, un'esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate." .
2. All'articolo 251, comma 1, del decreto, la lettera b) è sostituita dalla seguente: "b) i lavoratori esposti devono sempre utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI) delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo adeguato alla concentrazione di amianto nell'aria. La protezione deve essere tale da garantire all'utilizzatore in ogni caso che la stima della concentrazione di amianto nell'aria filtrata, ottenuta dividendo la concentrazione misurata
nell'aria ambiente per il fattore di protezione operativo, sia non superiore ad un decimo del valore limite indicato all'articolo 254;".
a) al comma 2 le parole: "dell'esposizione personale del lavoratore alla" sono sostituite dalle
seguenti: "della concentrazione nell'aria della";
b) al comma 4 dopo le parole:"successivamente analizzati" sono inserite le seguenti: "da
laboratori qualificati".
1. All'articolo 254 , comma 4, del decreto, dopo le parole: "con altri mezzi" sono inserite le
seguenti: "e per rispettare il valore limite".
c) al comma 5 è aggiunto in fine il seguente periodo: "Se entro il periodo di cui al precedente
capoverso l'organo di vigilanza non formula motivata richiesta di integrazione o modifica del
piano di lavoro e non rilascia prescrizione operativa, il datore di lavoro può eseguire i lavori.
L'obbligo del preavviso di trenta giorni prima dell'inizio dei lavori non si applica nei casi di
urgenza. In tale ultima ipotesi, oltre alla data di inizio, deve essere fornita dal datore di lavoro
indicazione dell'orario di inizio delle attività.";
a) al comma 1 dopo le parole: "aree interessate" è inserita la seguente: "di" e le parole:"ad un
controllo sanitario volto a verificare"sono sostituite dalle seguenti: "a sorveglianza sanitaria
finalizzata anche a verificare";
b) al comma 4 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Ai fini della valutazione di cui al primo
periodo il medico competente privilegia gli esami non invasivi e quelli per i quali è documentata l'efficacia diagnostica.".
1. All'articolo 260, comma 3, del decreto, dopo la parola: "ISPESL" sono inserite le seguenti: ",
per il tramite del medico competente,".
"ART. 262"
degli articoli 223, commi 1, 2 e 3, 236, commi 1, 2, 3, 4 e 5, e 249, commi 1 e 3;
b) con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a 4.000 euro per la violazione
dell'articolo 223, comma 6.
degli articoli 225, 226, 228, commi 1, 3, 4 e 5, 229, comma 7, 235, 237, 238, comma 1, 240, commi 1 e 2, 241, 242, commi 1, 2 e 5, lettera b), 248, comma 1, 250, commi 1 e 4, 251, 252, 253, comma 1, 254, 255, 256, commi 1, 2, 3 e 4, 257, 258, 259, commi 1, 2 e 3, e 260, comma 1;
degli articoli 227, commi 1, 2 e 3, 229, commi 1, 2, 3 e 5, 239, commi 1, 2 e 4, e 240, comma 3;
c) con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da 800 a 2.000 euro per la violazione degli
articoli 250, commi 2 e 3, e 256, commi 5 e 7;
d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per la violazione degli
articoli 243, commi 3, 4, 5, 6 e 8, 253, comma 3, e 260, commi 2 e 3.".
"ART. 263"
a) con l'arresto sino a due mesi o con l'ammenda da 400 a 1.600 euro per la violazione degli
articoli 225, 226, 228, commi 1, 3, 4 e 5, 235, 236, comma 3, 240, commi 1 e 2, 241, 242, commi 1 e 2, 248, comma 1, e 254;
b) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 250 a 1000 euro per la violazione degli
articoli 229, commi 1, 2, 3 e 5, e 239, commi 1, 2 e 4.".
"ART. 264"
a) con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda da 300 a 1.200 euro per la violazione
degli articoli 229, commi 3, primo periodo, e 6, 230, e 242, comma 4;
b) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda da 200 a 800 euro per la violazione
dell'articolo 243, comma 2.".
"ART. 264-bis"
1. Chiunque viola le disposizioni di cui all'articolo 238, comma 2, è punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 100 a 450 euro.".
1. L'articolo 265 del decreto è abrogato .
1. All'articolo 274 del decreto, il comma 3 è sostituito dal seguente: "3. Nelle strutture di
isolamento che ospitano pazienti od animali che sono, o potrebbero essere, contaminati da agenti biologici del gruppo 2, 3 o 4, le misure di contenimento da attuare per ridurre al minimo il rischio di infezione sono scelte tra quelle indicate nell' allegato XLVII in funzione delle modalità di trasmissione dell'agente biologico.".
"2. Il datore di lavoro istituisce ed aggiorna il registro di cui al comma 1 e ne cura la tenuta
tramite il responsabile del servizio di prevenzione e protezione .Il medico competente e il
rappresentante per la sicurezza hanno accesso a detto registro.
b) comunica all'ISPESL e all'organo di vigilanza competente per territorio la cessazione del
rapporto di lavoro,dei lavoratori di cui al comma 1, fornendo al contempo l'aggiornamento dei
dati che li riguardano e consegna al medesimo Istituto per tramite del medico competente le
relative cartelle sanitarie e di rischio;
c) in caso di cessazione di attività dell'azienda, consegna all'Istituto superiore di sanità e
all'organo di vigilanza competente per territorio copia del registro di cui al comma 1 ed all'ISPESL copia del medesimo registro nonché per il tramite del medico competente le cartelle sanitarie e di rischio;
d) in caso di assunzione di lavoratori che hanno esercitato attività che comportano rischio di
esposizione allo stesso agente richiede all'ISPESL copia delle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1, nonché copia della cartella sanitaria e di rischio;".
"ART. 282"
euro per la violazione dell'articolo 271, commi 1, 3 e 5.
degli articoli 270, commi 1 e 4, 271, comma 2, 272, 273, comma 1, 274, commi 2 e 3, 275; 276, 278, 279, commi 1, 2, e 280, commi 1 e 2;
b) con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da 800 a 2.000 euro per la violazione degli
articoli 269, commi 1, 2 e 3, e 277, comma 2;
"ART. 283"
"ART. 284"
"ART. 285"
b) con l'arresto fino a quindici giorni o con l'ammenda da 100 a 400 euro per la violazione
dell'articolo 277, comma 1.".
"ART. 286"
1. Chiunque viola le disposizioni di cui all'articolo 273, comma 2, è punito con la sanzione
a) al comma 1, dopo le parole: "nebbie o polveri" sono aggiunte le seguenti: "in cui, dopo
accensione, la combustione si propaga nell'insieme della miscela incombusta";
b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente "1-bis Per condizioni atmosferiche si intendono
condizioni nelle quali la concentrazione di ossigeno nell'atmosfera è approssimativamente del 21 per cento e che includono variazioni di pressione e temperatura al di sopra e al di sotto dei livelli di riferimento, denominate condizioni atmosferiche normali (pressione pari a 101325 Pa,
temperatura pari a 293 K), purché tali variazioni abbiano un effetto trascurabile sulle proprietà
esplosive della sostanza infiammabile o combustibile.".
1. All'articolo 293, comma 3, del decreto, dopo le parole: "allegato LI" sono aggiunte le seguenti:
"e provviste di allarmi ottico/acustici che segnalino l'avvio e la fermata dell'impianto, sia durante il normale ciclo sia nell'eventualità di un'emergenza in atto".
"ART. 294-bis"
1. Nell'ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37, il datore di lavoro provvede affinché i
lavoratori esposti al rischio di esplosione e i loro rappresentanti vengano informati e formati in
relazione al risultato della valutazione dei rischi, con particolare riguardo:
c) alle modalità operative necessarie a minimizzare la presenza e l'efficacia delle sorgenti di
g) agli eventuali rischi connessi alla presenza di sistemi di prevenzione delle atmosfere esplosive,
con particolare riferimento all'asfissia;
h) all'uso corretto di adeguati dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni e
controindicazioni all'uso.".
1. Dopo l'articolo 296 del decreto le parole: "Capo II Sanzioni" sono sostituite dalle seguenti:
"Capo III Sanzioni".
"ART. 297"
euro per la violazione dell'articolo 290.
2. Il datore di lavoro e i dirigenti sono puniti con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da
2.500 a 6.400 euro per la violazione degli articoli 289, comma 2, 291, 292, comma 2, 293, commi 1 e 2, 294, commi 1, 2 e 3, 294-bis e 296.".
1. All'articolo 301, comma 1, del decreto, dopo le parole: "dell'ammenda" sono inserite le
seguenti: "ovvero la pena della sola ammenda".
"ART. 301-bis"
1. In tutti i casi di inosservanza degli obblighi puniti con sanzione pecuniaria amministrativa il
trasgressore, al fine di estinguere l'illecito amministrativo, è ammesso al pagamento di una somma pari alla misura minima prevista dalla legge qualora provveda a regolarizzare la propria posizione non oltre il termine assegnato dall'organo di vigilanza mediante verbale di primo accesso ispettivo.".
"Articolo 302"
1. Per le contravvenzioni punite con la sola pena dell'arresto, il giudice può, su richiesta
dell'imputato, sostituire la pena irrogata nel limite di dodici mesi con il pagamento di una somma determinata secondo i criteri di ragguaglio di cui all'articolo 135 del codice penale. La sostituzione può avvenire solo quando siano state eliminate tutte le fonti di rischio e le conseguenze dannose del reato. La somma non può essere comunque inferiore a euro 2.000.
3. Decorso un periodo di tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza che ha operato la
sostituzione di cui al comma 1 senza che l'imputato abbia commesso ulteriori reati tra quelli
previsti dal presente testo unico, ovvero i reati di cui all'articolo 589, secondo comma, e 590, terzo comma, del codice penale, limitatamente all'ipotesi di violazione delle norme relative alla
prevenzione degli infortuni sul lavoro, il reato si estingue.".
"ART. 302-bis
1. Gli organi di vigilanza impartiscono disposizioni esecutive ai fini dell'applicazione delle
norme tecniche e delle buone prassi, laddove volontariamente adottate dal datore di lavoro e da questi espressamente richiamate in sede ispettiva, qualora ne riscontrino la non corretta adozione, e salvo che il fatto non costituisca reato.
2. Avverso le disposizioni di cui al comma 1 è ammesso ricorso, entro trenta giorni, con
eventuale richiesta di sospensione dell'esecutività dei provvedimenti, all'autorità gerarchicamente sovraordinata nell'ambito dei rispettivi organi di vigilanza, che decide il ricorso entro quindici giorni. Decorso inutilmente il termine previsto per la decisione il ricorso si intende respinto. Con riferimento ai provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, la autorità gerarchicamente sovraordinata è il dirigente della Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente.".
a) al comma 1, dopo la lettera d) sono aggiunte le seguenti:"d-bis) la lettera c) del terzo comma dell'articolo 3, della legge 22 luglio 1961, n. 628; d-ter) gli articoli 42 e 43 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320; d-quater: il decreto del Presidente della Repubblica 3 luglio 2003, n. 222.";
b) dopo il comma 1, è inserito il seguente: "1-bis. Le funzioni attribuite all'ispettorato medico
centrale dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni, sono svolte dalla struttura di livello dirigenziale generale del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, individuata in sede regolamentare nell'ambito del complessivo processo di
riorganizzazione dello stesso Dicastero, in attuazione dell'articolo 74 del decreto- legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.".
a) al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In caso di attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori anteriormente al 6 luglio 2007 e che non permettono il rispetto dei
valori limite di esposizione tenuto conto del progresso tecnico e delle misure organizzative messe in atto, l'obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione di cui all'articolo 201 entra in vigore il 6 luglio 2010. Per il settore agricolo e forestale l'obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione di cui all'articolo 201, ferme restando le condizioni di cui al precedente periodo, entra in vigore il 6 luglio 2014. Per il settore della navigazione aerea e marittima, l'obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione al rumore di cui all'articolo 189 entra in vigore il 15 febbraio 2011.";
XXI, XXII, XXIII, XXIV, XXV, XXVI, XXVII, XXIX, XXXI, XXXIII, XXXIV, XXXV, XXXVI,
XXXVIII, XXXIX, XLVI, XLVIII, XLIX, L, LI del decreto sono sostituiti dai corrispondenti
allegati I, II, IIIA, IIIB, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XIII, XIV, XV, XVII, XVIII, XIX, XXI,
XXII, XXIII, XXIV, XXV, XXVI, XXVII, XXIX, XXXI, XXXIII, XXXIV, XXXV, XXXVI,
XXXVIII, XXXIX, XLVI, XLVIII, XLIX, L, LI del presente decreto.
Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di ossevarlo e di farlo osservare.

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 articolo 3
 sentenza 
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