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Timestamp: 2020-08-15 08:32:08+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7715 del 24/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7715 del 24/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/03/2017, (ud. 11/01/2017, dep.24/03/2017), n. 7715
sul ricorso 28461/2015 proposto da:
S.N., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ORIANI,
32, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE BERTI, rappresentato e
difeso dall’avvocato GIAN BATTISTA ROSELLA, giusta procura in calce
avverso la sentenza n. 2630/39/2015, emessa il 23/04/2015 della
L’Agenzia delle Entrate ha contestato al contribuente di avere utilizzato, per l’anno di imposta 2006, alcune fatture fittizie, in quanto emesse a suo favore da una società (peraltro di un consanguineo) che era da tempo cancellata e non operativa. Inoltre le fatture era criptiche, non indicando chiaramente i lavori eseguiti.
Il ricorso del contribuente avverso tale accertamento è stato respinto sia in primo che in secondo grado.
La sentenza della CTR sostanzialmente motiva per relationem a quella di primo grado.
Il contribuente si duole con due motivi di tale difetto di motivazione. L’Agenzia si è costituita con controricorso.
Con il primo motivo viene censurata la motivazione della sentenza impugnata su un punto decisivo della controversia in quanto apparente o meramente – grafica -.
Con il secondo motivo, viene eccepita la violazione di legge non avendo la CTR tenuto in conto che se anche le fatture sono soggettivamente inesistenti, la loro utilizzazione è lecita sempre che le prestazioni oggettivamente siano state effettuate.
E’ fondato il primo motivo con assorbimento del secondo; è, infatti, insegnamento di questa Corte quello secondo cui “il vizio di motivazione sussiste quando il giudice non indichi affatto le ragioni del proprio convincimento rinviando, genericamente e “per relationem”, al quadro probatorio acquisito, senza alcuna esplicitazione al riguardo, nè alcuna disamina logico-giuridica che lasci trasparire il percorso argomentativo seguito – (Cass. n. 12664/12).
Nel caso di specie, la motivazione della sentenza impugnata è generica e apparente, cioè, priva di qualsivoglia indicazione degli elementi di fatto da cui ha tratto il proprio convincimento, infatti, è inesistente il percorso argomentativo volto a far proprie, condividendole, le ragioni della sentenza di primo grado, in relazione ai motivi d’impugnazione proposti.
La sentenza va, pertanto, cassata e rinviata nuovamente alla sezione regionale del Lazio, sezione di Latina, in diversa composizione, affinchè, riesamini il merito della controversia.
Accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione tributaria regionale per il Lazio, sezione di Latina, in diversa composizione.

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