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Timestamp: 2020-07-11 07:08:51+00:00

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Aggiornamento alla legge di riforma della giustizia penale n.103/17. Attuazione delle deleghe al governo – Ratio Legis
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15 settembre 2018 gestione In Primo Piano, Legislazione 0
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a cura di Patrizia Dibari[1] – La L. n.103 del 23 giugno 2017 intitolata: “Modifica al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario” (G.U. del 4 luglio 2017) in vigore dal 3 agosto 2017, introduceva importanti interventi al codice penale ed al codice di procedura penale.
Impegnava il Governo ad emanare decreti legislativi per la riforma della disciplina in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni; per la riforma della disciplina in materia di giudizi di impugnazione nel processo penale; per dare attuazione del principio della riserva di codice nella materia penale a norma dell’articolo 1, comma 85, lettera q) della legge 23 giugno 2017, n. 103, modifica di alcuni articoli del codice penale, inserimento di nuovi articoli e commi ed abrogazione di norme contenute in varie disposizioni vigenti; per modificare il regime di procedibilità per taluni reati e delle misure di sicurezza personali e per il riordino di alcuni settori del codice penale; per la riforma dell’ordinamento penitenziario, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettere a), d), i), l), m), o), r), t), e u), della legge 23 giugno 2017, n. 103; per la revisione della disciplina del casellario giudiziale, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 18 e 19, della legge 23 giugno 2017, n. 103; per l’armonizzazione della disciplina delle spese di giustizia funzionali alle operazioni di intercettazione, in attuazione dell’articolo 1, comma 91, della legge 23 giugno 2017, n. 103.
Per la disamina completa si rimanda alla “Guida alla Riforma della Giustizia penale”- PE Primiceri Editore – Novembre 2017 a cura di P. Dibari; ”La riforma della giustizia penale: le modifiche al codice penale e le deleghe collegate” – Rivista on line Ratiolegisweb – PE Primiceri Editore – Agosto 2017 a cura di P. Dibari; ”Riforma giustizia penale: tutte le modifiche al codice di procedura penale” – Rivista on line Ratiolegisweb – PE Primiceri Editore – Agosto 2017 a cura di P. Dibari; ”La Riforma delle intercettazioni” – Rivista on line Ratiolegisweb – PE Primiceri Editore – Febbraio 2018 a cura di P. Dibari .
L’ATTUAZIONE DELLE DELEGHE AL GOVERNO
RIFORMA INTERCETTAZIONI PROROGATA AL 31 MARZO 2019
Il Decreto Legislativo n.216 del 29 dicembre 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.8 dell’11.1.2018, entrato in vigore il 26 Gennaio 2018, dando attuazione alla delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 84, lettere a) b) c) d) e) L. 23 giugno 2017, n. 103, dettava disposizioni in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni (tradizionali e mediante immissione di captatori informatici in dispositivi elettronici portatili), posticipando di sei mesi l’entrata in vigore della normativa[2].
Il Decreto Mille proroghe del 24 luglio 2018 prorogava al 31 marzo 2019 l’entrata in vigore della disciplina in materia di intercettazione di conversazioni o comunicazioni: ”Al fine di completare le complesse misure organizzative in atto per l’attuazione delle nuove norme in materia di intercettazioni, introdotte dal decreto legislativo 29 dicembre 2017, n. 216, anche relativamente all’individuazione e all’adeguamento dei locali idonei per le cosiddette “sale di ascolto”, alla predisposizione di apparati elettronici e digitali e all’adeguamento delle attività e delle misure organizzative degli uffici, il termine di applicazione di dette disposizioni viene prorogato al 31 marzo 2019”[3].
RIFORMA IMPUGNAZIONI PENALI
La nuova disciplina in materia di giudizi di impugnazione nel processo penale è entrata in vigore il 6 marzo 2018, con Decreto Legislativo del 6 febbraio 2018 n.11, recante: “Disposizioni di modifica della disciplina in materia di giudizi di impugnazione, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 84, lettere f), g), h), i), l) e m), della legge 23 giugno 2017, n. 103″(G.U. n. 41 del 19 febbraio 2018)[4].
Le nuove disposizioni intendono semplificare e velocizzazione i processi di appello e di Cassazione, al fine di garantire l’attuazione del principio di ragionevole durata del processo.
Prevedono modifiche alle regole generali sulle impugnazioni, stabilendo nuovi limiti per l’appello del pubblico ministero che, in base al nuovo comma 4-bis dell’art. 568 del codice di procedura penale, potrà proporre impugnazione diretta a conseguire effetti favorevoli all’imputato solo con ricorso per cassazione.
Introducono limiti ai casi di appello del pubblico ministero e dell’imputato, sancendo per il pubblico ministero, la possibilità di appellare le sentenze di condanna solo se hanno modificato il titolo di reato o escluso la sussistenza di una circostanza ad effetto speciale o stabilito una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato.
Non consentono all’imputato di appellare le sentenze assolutorie con la formula: perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso;
Limitano, a tutte le parti processuali, l’appellabilità delle sentenze di proscioglimento o di non luogo a procedere relative a contravvenzioni punite con la sola pena dell’ammenda o con una pena alternativa (art. 593 c.p.p.).
Il nuovo art. 593-bis, rubricato “Appello del pubblico ministero”regolamenta ex novo la legittimazione ad appellare del pubblico ministero per evitare sovrapposizioni di azioni con il Procuratore Generale.
Modifiche importanti sono previste per l’appello incidentale ex art.595 cpp, rivisitato integralmente, escludendo che il pubblico ministero possa proporre appello incidentale e prevedendo che l’imputato, che non abbia proposto impugnazione, possa proporlo entro 15 giorni da quello in cui abbia ricevuto la notificazione dell’impugnazione e che entro 15 giorni dalla notificazione dell’impugnazione presentata da altre parti possa presentare al giudice memorie o richieste scritte.
La normativa introduce il nuovo comma 2-bis dell’art. 606 c.p.p. e il nuovo art. 39-bis al D.Lgs. n. 274/2000, che limitano i casi di ricorso per cassazione, in tema di appello delle sentenze del giudice di pace
Infine, è prevista l’abrogazione (art. 6) della disposizione sulla comunicazione al procuratore generale dell’appello dell’imputato e gli adempimenti connessi alla trasmissione degli atti al giudice dell’impugnazione (art.7)
INTRODUZIONE DELL’ART. 3 BIS CP PER L’ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DDELL RISERVA DI CODICE NELLA MATERIA PENALE
Il Legislatore della riforma con Decreto Legislativo 1 marzo 2018 n.21 recante :“Disposizioni di attuazione del principio di delega della riserva di codice nella materia penale a norma dell’articolo 1, comma 85, lettera q),della legge 23 giugno 2017, n. 103 (G.U. n.68 del 22.3.2018) in vigore dal 6 aprile 2018[5], ha introdotto il principio della riserva di codice contenuto nell’art.3 bis codice penale, stabilendo che: “Nuove disposizioni che prevedono reati possono essere introdotte nell’ordinamento solo se modificano il codice penale ovvero sono inserite in leggi che disciplinano in modo organico la materia”.
Il decreto inoltre apporta modifiche di alcuni articoli del codice penale e l’inserimento di nuovi articoli e commi; infine, abroga alcune norme contenute in varie disposizioni vigenti[6].
Le disposizioni di cui agli artt. 2, 3,4,5,6 apportano modifiche in materia di tutela della persona, di tutela dell’ambiente, di tutela del sistema finanziario, di associazioni di tipo mafioso e con finalità di terrorismo e di altri gravi reati, di confisca in casi particolari[7]. L’art 7 abroga alcune norme contenute in varie disposizioni vigenti[8]
MODIFICHE ALLA DISCIPLINA DEL REGIME DI PROCEDIBILITA’
Il Legislatore, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 16, lettere a) e b), e 17, della legge 23 giugno 2017 n. 103, con Decreto Legislativo 10 aprile 2018, n.36[9], ha introdotto modifiche alla disciplina del regime di procedibilità’ per alcuni reati contro la persona e contro il patrimonio, disponendo che, per i reati perseguibili a querela, commessi prima della data di entrata in vigore dello stesso, in base alle disposizioni del decreto: “il termine per la presentazione della querela decorre dalla predetta data, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizia del fatto costituente reato. Se è pendente il procedimento, il pubblico ministero, nel corso delle indagini preliminari, o il giudice, dopo l’esercizio dell’azione penale, anche, se necessario, previa ricerca anagrafica, informa la persona offesa dal reato della facoltà’ di esercitare il diritto di querela e il termine decorre dal giorno in cui la persona offesa è stata informata”.
La procedibilità d’ufficio per i reati contro la persona e contro il patrimonio, di modesta entità offensiva, risulta ridimensionata in considerazione dell’introduzione della procedibilità a querela per i reati contro la persona puniti con la sola pena pecuniaria o con pena detentiva non superiore a quattro anni, ad eccezione del delitto di violenza privata, nonché per i reati contro il patrimonio.
Per una rapida lettura, si elencano gli articoli del codice penale che hanno subito modifiche con riguardo al regime di procedibilità:
Art. 612 (Minaccia) – Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno e’ punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 1.032. Se la minaccia e’ grave, o e’ fatta in uno dei modi indicati nell’articolo 339, la pena e’ della reclusione fino a un anno. Si procede d’ufficio se la minaccia e’ fatta in uno dei modi indicati nell’articolo 339;
Art. 615 (Violazione di domicilio commessa da un pubblico ufficiale)– Il pubblico ufficiale, che, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, s’introduce o si trattiene nei luoghi indicati nell’articolo precedente, e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni. Se l’abuso consiste nell’introdursi nei detti luoghi senza l’osservanza delle formalita’ prescritte dalla legge, la pena e’ della reclusione fino a un anno. Nel caso previsto dal secondo comma il delitto e’ punibile a querela della persona offesa;
Art. 617-ter (Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche) – Chiunque, al fine di procurare a se’ o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, forma falsamente, in tutto o in parte, il testo di una comunicazione o di una conversazione telegrafica o telefonica ovvero altera o sopprime in tutto o in parte il contenuto di una comunicazione o di una conversazione telegrafica o telefonica vera, anche solo occasionalmente intercettata, e’ punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne faccia uso, con la reclusione da uno a quattro anni. La pena e’ della reclusione da uno a cinque anni se il fatto e’ commesso in danno di un pubblico ufficiale nell’esercizio o a causa delle sue funzioni ovvero da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato. Nel caso previsto dal primo comma il delitto e’ punibile a querela della persona offesa;
Art. 617-sexies (Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche) – Chiunque, al fine di procurare a se’ o ad altri un vantaggio o di arrecare ad altri un danno, forma falsamente ovvero altera o sopprime, in tutto o in parte, il contenuto, anche occasionalmente intercettato, di taluna delle comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra piu’ sistemi, e’ punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne facciano uso, con la reclusione da uno a quattro anni. La pena e’ della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell’articolo 617-quater. Nel caso previsto dal primo comma il delitto e’ punibile a querela della persona offesa;
Art. 619 (Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza commesse da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni) – L’addetto al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni, il quale, abusando di tale qualita’, commette alcuno dei fatti preveduti dalla prima parte dell’articolo 616, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, e’ punito, qualora il fatto non costituisca un piu’ grave reato, con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 30 a euro 516. Nel caso previsto dal primo comma il delitto e’ punibile a querela della persona offesa;
Art. 620 (Rivelazione del contenuto di corrispondenza, commessa da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni) – L’addetto al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni, che, avendo notizia, in questa sua qualita’, del contenuto di una corrispondenza aperta, o di una comunicazione telegrafica, o di una conversazione telefonica, lo rivela senza giusta causa ad altri che non sia il destinatario, ovvero a una persona diversa da quelle tra le quali la comunicazione o la conversazione e’ interceduta, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Il delitto e’ punibile a querela della persona offesa.
Con riguardo agli effetti sulla procedibilita’ delle circostanze aggravanti ad effetto speciale 1. Dopo il Capo III del Titolo XII del Libro II del codice penale, approvato con regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, e’ inserito il seguente: «Capo III-bis Disposizioni comuni sulla procedibilita’ Art. 623-ter (Casi di procedibilita’ d’ufficio). – Per i fatti perseguibili a querela preveduti dagli articoli 612, se la minaccia e’ grave, 615, secondo comma, 617-ter, primo comma, 617-sexies, primo comma, 619, primo comma, e 620 si procede d’ufficio qualora ricorrano circostanze aggravanti ad effetto speciale.
Art. 640 (Truffa) – Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a se’ o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032. La pena e’ della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549: 1. se il fatto e’ commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico o col pretesto di far esonerare taluno dal servizio militare; 2. se il fatto e’ commesso ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario o l’erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell’autorita’; 2-bis. se il fatto e’ commesso in presenza della circostanza di cui all’articolo 61, numero 5). Il delitto e’ punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze previste dal capoverso precedente o la circostanza aggravante prevista dall’articolo 61, primo comma, numero 7;
Art. 640-ter (Frode informatica) – Chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità’ su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a se’ o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032. La pena e’ della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549 se ricorre una delle circostanze previste dal numero 1) del secondo comma dell’articolo 640, ovvero se il fatto e’ commesso con abuso della qualita’ di operatore del sistema. La pena e’ della reclusione da due a sei anni e della multa da euro 600 a euro 3.000 se il fatto e’ commesso con furto o indebito utilizzo dell’identità’ digitale in danno di uno o piu’ soggetti. Il delitto e’ punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo e terzo comma o taluna delle circostanze previste dall’articolo 61, primo comma, numero 5, limitatamente all’aver approfittato di circostanze di persona, anche in riferimento all’età’, e numero 7;
Art. 646 (Appropriazione indebita) – Chiunque, per procurare a se’ o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, e’ punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032. Se il fatto e’ commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena e’ aumentata.
NUOVA DISCIPLINA DELL’ORDINAMENTO PENITENZIARIO-REVISIONE DELLA DISCIPLINA DEL CASELLARIO GIUDIZIALE- DISCIPLINA DELLE SPESE DI GIUSTIZIA FUNZIONALI ALLE OPERAZIONI DI INTERCETTAZIONE -ESAME PRELIMINARE
Il Consiglio dei Ministri n. 13 del 2 agosto 2018 ha approvato, in esame preliminare, tre decreti legislativi che, in attuazione della legge delega per la riforma del Codice penale, del Codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario (legge 23 giugno 2017, n. 103), introducono disposizioni volte a modificare l’ordinamento penitenziario, alla revisione della disciplina del casellario giudiziale e all’armonizzazione della disciplina delle spese di giustizia funzionali alle operazioni di intercettazione[10] [11] [12] [13]
Decreto Legislativo 29 dicembre n.216 – (G.U. n. 8 dell’11.1.2018) “Disposizioni in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni” in vigore dal 26.1.2018, posticipata di sei mesi; con decreto Mille proroghe del giorno 24 luglio 2018 prorogata l’entrata in vigore al 31.3.2019
Decreto Legislativo 6 febbraio 2018 n.11 – (G.U. n. 41 del 19.2.2018) in vigore dal 6.3.2018 – Riforma della disciplina in materia di giudizi di impugnazione nel processo penale
Decreto Legislativo 1 marzo 2018 n.21 – (G.U. n.68 del 22.3.2018) in vigore dal 6 aprile 2018 – Attuazione del principio della riserva di codice nella materia penale a norma dell’articolo 1, comma 85, lettera q) della legge 23 giugno 2017, n. 103, la modifica di alcuni articoli del codice penale, l’inserimento di nuovi articoli e commi ed abrogazione di norme contenute in varie disposizioni vigenti
Decreto Legislativo 10 aprile 2018, n. 36 – (G.U. n. 95 del 24.4.2018) in vigore dal 9.5.2018 -Modifica del regime di procedibilità per taluni reati e delle misure di sicurezza personali e per il riordino di alcuni settori del codice penale
Schema del decreto legislativo recante riforma dell’ordinamento penitenziario, in attuazione della delega di cui all’articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettere a), d), i), l), m), o), r), t), e u), della legge 23 giugno 2017, n. 103 ESAME PRELIMINARE.
Schema del decreto legislativo recante disposizioni per la revisione della disciplina del casellario giudiziale, in attuazione ella delega di cui all’articolo 1, commi 18 e 19, della legge 23 giugno 2017, n. 103. ESAME PRELIMINARE
Schema del decreto legislativo recante disposizioni per armonizzare la disciplina delle spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n.115, in materia di spese per le prestazioni obbligatorie e funzionali alle operazioni di intercettazione, in attuazione dell’articolo 1, comma 91, della legge 23 giugno 2017, n.103. ESAME PRELIMINARE
[1] Avvocato del Foro di Bari e Vice Procuratore Onorario presso la Procura della Repubblica di Bari; Docente presso la Scuola Superiore della Magistratura; Docente in “Diritto penale e processuale penale” presso la Scuola Allievi Finanzieri della Guardia di Finanza di Bari Relatrice di conferenze e corsi di formazione per gli ordini professionali. Autore di monografie in materia penale: “La funzione conciliativa del Giudice di Pace e la tutela della persona offesa. La giustizia ripartiva. Riflessi Giurisdizionali” – PE Primiceri Editore Padova – Aprile 2017; “Guida alla Riforma della Giustizia penale”- PE Primiceri Editore – Novembre 2017; Autore dell’articolo ”La riforma della giustizia penale: le modifiche al codice penale e le deleghe collegate” – Rivista on line Ratiolegisweb – PE Primiceri Editore – Agosto 2017; ”Riforma giustizia penale: tutte le modifiche al codice di procedura penale” – Rivista on line Ratiolegisweb – PE Primiceri Editore – Agosto 2017;”La Riforma delle intercettazioni” – Rivista on line Ratiolegisweb – PE Primiceri Editore – Febbraio 2018. Profilo linkedin https://www.linkedin.com/in/patrizia-dibari-77606a45/
[2] Per la disamina completa della disciplina si rimanda a P. Dibari:”La Riforma delle intercettazioni”, op.citata
[3] Comunicato stampa CdM n.11 del 24.7.2018 http://www.governo.it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n.11
[4] In appendice il testo integrale
[5] In appendice il testo integrale
[6] In appendice il testo integrale
[7] In appendice il testo integrale
[8] a) articoli 1152 e 1153 del codice della navigazione, approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327; b) articolo 12-sexies della legge 1° dicembre 1970, n. 898; c) articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654; d) articolo 3 del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205; e) articoli 17 e 18 della legge 22 maggio 1978, n. 194; f) articoli 1, 4 e 5 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1980, n. 15; g) articoli 3 e 4 della legge 26 novembre 1985, n. 718; h) articolo 7, comma 4, del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172; i) articoli 7 e 8 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203; l) articolo 12-sexies, commi 1, 2-ter, 4-bis, 4-quinquies, 4-sexies, 4-septies, 4-octies e 4-novies, del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356; m) articolo 22-bis, comma 1, della legge 1° aprile 1999, n. 91; n) articolo 9 della legge 14 dicembre 2000, n. 376; o) articolo 3 della legge 8 febbraio 2006, n. 54; p) articolo 4 della legge 16 marzo 2006, n. 146; q) articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152; r) articolo 6 della legge 4 aprile 2001, n. 154; s) articolo 55, commi 5 e 6, secondo periodo, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231; t) articolo 12-quinquies, comma 1, del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356.
[9] In appendice il testo integrale
[10] Comunicato stampa CdM n.13 del 2.8.2018http://www.governo.it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-13
[11] In appendice lo schema del decreto legislativo
[12] In appendice lo schema del decreto legislativo
[13] In appendice lo schema del decreto legislativo
legge 103/17
riforma giustizia penale
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References: art. 593
 art.595
 art. 39

Art. 612

Art. 615

Art. 617

Art. 617

Art. 619

Art. 620
 Art. 623

Art. 640

Art. 640

Art. 646
 articolo 12
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 7
 articolo 12
 articolo 22
 articolo 9
 articolo 3
 articolo 4
 articolo 260
 articolo 6
 articolo 55
 articolo 12
 § 1