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Timestamp: 2019-01-22 09:19:26+00:00

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﻿VI Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 30 aprile 2014
Mercoledì 30 aprile 2014. — Presidenza del vicepresidente Carla RUOCCO. — Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Enrico Zanetti.
5-02689 Causi: Revisione della normativa relativa all'accatastamento degli impianti fotovoltaici.
Marco CAUSI (PD) rinuncia ad illustrare la propria interrogazione.
Gian Mario FRAGOMELI (PD), replicando, si dichiara innanzitutto soddisfatto Pag. 24per la parte finale della risposta del Governo, nella quale si condivide l'opportunità di prevedere una specifica aliquota di ammortamento per gli impianti fotovoltaici, a prescindere dalla loro natura mobiliare o immobiliare, garantendo in tal modo il mantenimento del valore del 9 per cento quale percentuale di ammortamento annuo degli investimenti relativi a tali impianti.
Con riferimento al primo tema posto dall'interrogazione, relativo all'innalzamento della soglia di incremento del valore dell'impianto fotovoltaico, ora stabilita al 15 per cento rispetto al valore dell'immobile, oltre la quale scatta l'obbligo di aggiornamento catastale dell'immobile stesso, ritiene che tale percentuale risulti eccessivamente bassa, sia se si considerano gli investimenti effettuati a favore di abitazioni civili sia se si prendono in considerazione quelli relativi a impianti industriali. Sottolinea come tale problematica si ponga in particolare per quanto riguarda gli impianti collocati in edifici industriali, i quali non sono installati per effettuare scambio di energia sul posto, ma per la produzione di energia da fonte rinnovabile. Infatti, al fine non superare tale percentuale, le imprese saranno obbligate a ridurre drasticamente i propri investimento in questo settore, che non risulterebbero più convenienti, atteso che la predetta soglia del 15 per cento corrisponde a circa il 5 per cento delle superfici occupate dagli impianti ad uso produttivo mediamente presenti sul territorio italiano.
Chiede quindi al Governo di svolgere un'ulteriore attività istruttoria in materia, attraverso la ricognizione delle superfici occupate da impianti fotovoltaici inerenti agli impianti industriali, al fine di rivedere la quantificazione della suddetta soglia limite. Ritiene infatti che, in caso contrario, gli investimenti nelle energie rinnovabili potrebbero subire una brusca riduzione, in quanto eccessivamente onerosi per le imprese.
Il Sottosegretario Enrico ZANETTI, integrando la sua risposta, ricorda innanzitutto come il raggiungimento della soglia incrementale del 15 per cento del valore capitale, oltre la quale si hanno riflessi sul piano dell'aggiornamento catastale, quali il passaggio dell'immobile a una classe di redditività più elevata, sia prevista, in via generale, dal sistema estimativo del catasto edilizio urbano e non da una specifica previsione in materia.
Nel ringraziare per lo spunto fornito dall'atto di sindacato ispettivo, riferisce quindi come sia già in corso un ulteriore approfondimento su tale tema, al fine di verificare se le maggiori entrate derivanti dal riaccatastamento degli edifici in caso di superamento della predetta soglia del 15 per cento siano contabilizzati tra le entrate erariali, ritenendo, in caso contrario, possibile valutare l'ipotesi di un intervento normativo sulla questione posta dall'interrogazione.
Marco CAUSI (PD) ringrazia il Sottosegretario per la risposta, riservandosi di presentare una risoluzione in materia, all'esito degli approfondimenti che saranno svolti dal Governo.
Girolamo PISANO (M5S), intervenendo sull'ordine dei lavori, rileva come, alla luce dell'evoluzione verso una sempre maggiore efficienza energetica degli impianti degli edifici, la quale sta inducendo alla sostituzione delle tecnologie a gas con tecnologie più moderne, quali le pompe di calore, che comportano un più elevato utilizzo di energia elettrica, si ponga sempre più l'esigenza di ricorrere maggiormente a fonti alternative per la produzione di energia elettrica, quali gli impianti fotovoltaici, non solo per gli edifici industriali ma anche per gli edifici di civile abitazione.
5-02690 Paglia: Gratuità delle transazioni regolate con carte di pagamento presso gli impianti di distribuzione di carburanti.
Giovanni PAGLIA (SEL) dichiara che si sarebbe aspettato che nella risposta il Governo prospettasse la possibilità di ritornare al previgente regime di gratuità per l'utilizzo della moneta elettronica, rilevando come sia questa la soluzione cui occorre puntare.
Considera, infatti, infondata la tesi secondo la quale non si può imporre alle banche, in quanto soggetti privati, di assicurare la gratuità nell'uso di tali strumenti, dal momento che agli esercenti commerciali, anch'essi soggetti privati, è stato imposto l'obbligo di dotarsi di POS, ritenendo quindi del tutto opportuno fare carico alle banche dei costi impropriamente imposti all'intero sistema attraverso le commissioni richieste per l'uso di tali strumenti di pagamento, anche atteso che tali costi non potranno certamente incidere in modo destabilizzante sugli equilibri di bilancio delle stesse banche.
Invita pertanto l'Esecutivo a riconsiderare l'ipotesi di ripristinare il previgente regime di gratuità.
5-02691 Pisano: Contenzioso tributario sull'utilizzabilità a fini fiscali della cosiddetta «lista Falciani» e dati concernenti le maggiori entrate derivanti dall'acquisizione della predetta lista.
Girolamo PISANO (M5S) illustra la propria interrogazione, la quale è volta a conoscere l'esito del contenzioso tributario avente ad oggetto questioni relative all'utilizzabilità ai fini fiscali della cosiddetta «lista Falciani», nonché a sapere quale sia l'ammontare delle maggiori entrate derivanti dall'accertamento delle imposte evase e delle sanzioni irrogate grazie all'acquisizione della predetta lista. Ricorda, al riguardo, di aver già posto tali quesiti ai rappresentanti della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle entrate nel corso delle relative audizioni svolte presso la Commissione Finanze, senza tuttavia aver ricevuto alcuna risposta in materia, ritenendo che ciò evidenzi come gli stessi non dispongano di un quadro complessivo della questione.
Rileva inoltre come l'atto di sindacato ispettivo chieda al Governo quale sia lo stato delle trattative con la Svizzera per la stipula di un Accordo relativo alla trasmissione di informazioni in materia tributaria e finanziaria.
Girolamo PISANO (M5S), pur dichiarandosi nel complesso soddisfatto della risposta del Governo, rileva tuttavia come non siano stati forniti gli elementi conoscitivi richiesti dall'interrogazione sullo stato delle trattative in corso con la Svizzera.
Evidenzia quindi come tali elementi sarebbero particolarmente utili ai fini dell'esame in sede referente, attualmente in corso presso la Commissione, sulle proposte di legge C. 2247 e C. 2248, relative alla procedura della cosiddetta voluntary disclosure, in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all'estero.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 29 aprile scorso.
Carla RUOCCO, presidente, invita il relatore e il rappresentante del Governo a esprimere il parere sugli emendamenti presentati (vedi allegato 4).
Michele PELILLO (PD), relatore, per quanto riguarda l'emendamento Villarosa 1.1, il quale circoscrive la possibilità, per la Banca d'Italia, di avvalersi dei soggetti terzi al solo caso in cui la Banca stessa non possa provvedere alla valutazione approfondita sulle banche avvalendosi di risorse proprie, sottolinea come il Capo del Dipartimento di Vigilanza Bancaria e Finanziaria del medesimo Istituto, nel corso della sua audizione al Senato, abbia chiarito le ragioni che rendono necessario avvalersi, in questa particolare circostanza, di soggetti esterni, invitando pertanto al ritiro dell'emendamento.
Per quanto riguarda l'emendamento Villarosa 1.2, il quale elimina, al comma 1 dell'articolo 1, la possibilità di avvalersi di soggetti terzi selezionati dalla Banca Centrale Europea, evidenzia come tale possibilità sia prevista in tutti i Paesi dell'Area dell'euro e come tale ipotesi costituisca comunque una mera facoltà, della quale la Banca d'Italia ha scelto di non avvalersi, procedendo autonomamente alla selezione dei predetti soggetti. Invita pertanto al ritiro della proposta emendativa, la quale risulta, in tale contesto, sostanzialmente inutile.
In riferimento all'emendamento Villarosa 1.3, ritiene certamente condivisibile l'obiettivo, sotteso alla proposta emendativa, di specificare ancor meglio i casi di conflitto di interesse in capo ai soggetti terzi, rilevando tuttavia come la selezione dei predetti soggetti risulti ormai già svolta e come l'attività cui essi sono chiamati si svolgerà in un arco temporale piuttosto breve, dovendosi concludere entro il prossimo mese di ottobre. Richiama, inoltre, le rassicurazioni fornite sul punto dal Capo del Dipartimento di Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d'Italia, il quale ha specificato che, nella scelta dei soggetti consulenti, sono stati adottati criteri molto rigorosi anche per quanto riguarda il profilo degli eventuali conflitti di interesse, esprimendo pertanto parere contrario sull'emendamento.
In merito all'emendamento Pesco 1.4, il quale intende prevedere che i soggetti terzi hanno l'obbligo di riferire anche all'Autorità giudiziaria circa le irregolarità costituenti ipotesi di reato di cui siano venuti a conoscenza nel corso della loro attività, rileva come tale problematica sia già stata approfondita nel corso della discussione sul provvedimento svolta nella seduta di ieri. Al riguardo concorda con le considerazioni espresse dal deputato Causi, rilevando come il vincolo, posto a carico dei soggetti terzi, di riferire esclusivamente al Governatore della Banca d'Italia, in aderenza all'analoga previsione stabilita per i dipendenti della Banca d'Italia dall'articolo 7, comma 2, del Testo unico bancario, trovi fondamento nell'esigenza di evitare che la pubblicizzazione degli elementi emersi nel corso dell'attività di vigilanza possa creare nocumento ai risparmiatori ed alla stabilità dei singoli enti creditizi, fermo restando naturalmente l'obbligo, per il Governatore stesso, di comunicare all'Autorità giudiziaria le notizie di reato che gli siano state riferite. Esprime pertanto parere contrario sull'emendamento 1.4.
In riferimento all'emendamento Villarosa 1.5, soppressivo del comma 4 dell'articolo 1, non comprende le finalità della proposta emendativa, sulla quale esprime parere contrario.
In relazione all'emendamento Paglia 2.1, il quale integra la clausola di invarianza recata dall'articolo 2, specificando che la Banca d'Italia dovrà far fronte agli oneri derivanti dall'attuazione del provvedimento nell'ambito della sua autonomia finanziaria, a valere sui dividendi distribuiti annualmente ai soggetti detentori delle quote di partecipazione al capitale della Banca stessa, rileva come l'attuale formazione del predetto articolo 2 già indichi che gli oneri del provvedimento saranno posti a carico del bilancio della Banca d'Italia e come pertanto si ridurrà conseguentemente l'ammontare dei dividendi distribuiti dalla Banca medesima. Pag. 27Ritiene, peraltro, che la realizzazione delle finalità sottese all'emendamento richiederebbe una previsione più puntuale, esprimendo quindi parere contrario su di esso.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) illustra il proprio emendamento 1.1, sottolineando in tale contesto come le ragioni addotte dal Capo del Dipartimento di Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d'Italia per motivare il ricorso a soggetti terzi nello svolgimento delle attività di vigilanza, fondate sulla pretesa esigenza di rafforzare l'indipendenza della Banca, risultino infondate, sia in quanto già in occasione del decreto-legge n. 133 del 2013 si giustificò l'operazione di rivalutazione delle quote di partecipazione al capitale dell'Istituto sulla scorta delle medesime argomentazioni, sia in quanto gli stessi soggetti terzi di cui ci si avvarrà potrebbero risultare, a loro volta, non sufficientemente indipendenti nelle loro valutazioni, potendo essere inclini a fornire una rappresentazione delle banche italiane migliore di quella reale.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Villarosa 1.1 e 1.2.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) illustra il proprio emendamento 1.3, apprezzando la valutazione fondamentalmente positiva espressa dal relatore sul merito dell'emendamento. Non condivide tuttavia le ragioni che hanno comunque indotto il relatore stesso a esprimere parere contrario sulla proposta emendativa, in quanto, se è vero che la procedura di selezione dei soggetti terzi è già in corso, occorre tuttavia ricordare che la norma del comma 1-bis prevede la decadenza dall'incarico di quei soggetti terzi che vengano trovati, anche successivamente all'affidamento dell'incarico stesso, in una condizione di conflitto di interessi, risultando pertanto utile precisare ulteriormente quali siano le fattispecie di conflitto.
La Commissione respinge l'emendamento Villarosa 1.3.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) illustra l'emendamento Pesco 1.4, di cui è cofirmatario, il quale intende stabilire l'obbligo, per i soggetti terzi, di comunicare anche all'Autorità giudiziaria le notizie di reato di cui siano a conoscenza in ragione della loro attività, al fine di rafforzare le tutele penali in materia, alla luce dei numerosi scandali che hanno coinvolto, in anni recenti, diversi enti creditizi.
La Commissione respinge l'emendamento Pesco 1.4.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) ritira il proprio emendamento 1.5, riservandosi di trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno da presentare in Assemblea.
Giovanni PAGLIA (SEL) illustra il proprio emendamento 2.1, rilevando come una parte degli utili annuali della Banca d'Italia sia destinata a riserva, mentre un'altra parte viene destinata ai dividendi da distribuire ai partecipanti al capitale: in tale contesto considera necessario specificare che i costi derivanti dall'attuazione del provvedimento devono essere imputati a riduzione della quota di utili destinati ai dividendi, accollando, correttamente, alle banche i costi dell'attività di vigilanza esercitata su di esse.
Comprende, peraltro, il fatto che non sussistano i tempi necessari per modificare il provvedimento e prevedere un'ulteriore lettura al Senato, dichiarandosi pertanto disponibile a ritirare l'emendamento e a trasformarlo in ordine del giorno, qualora il Governo si dichiari disponibile a accogliere un atto di indirizzo in materia.
Il Sottosegretario Enrico ZANETTI si dichiara disponibile ad accogliere un ordine del giorno che specifichi ulteriormente Pag. 28la previsione dell'articolo 2 del decreto-legge.
Giovanni PAGLIA (SEL) ritira il proprio emendamento 2.1.
Alessio Mattia VILLAROSA (M5S) ritiene che il Governo debba chiarire meglio l'affermazione, resa dal Capo del Dipartimento di Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d'Italia nel corso della sua audizione al Senato, secondo la quale, laddove necessario, le banche procederanno ad aumenti di capitale sul mercato, e che ad eventuali, ulteriori residue esigenze di ricapitalizzazione delle stesse banche si potrebbe far fronte ricorrendo all'intervento pubblico.
Marco CAUSI (PD) evidenzia come il meccanismo di ricapitalizzazione delle banche richiamato dal deputato Villarosa non costituisca una novità, ma sia quello previsto dalla disciplina che regola l'Unione bancaria europea.
Carla RUOCCO, presidente, avverte che sono pervenuti i pareri del Comitato per la legislazione e di tutte le Commissioni competenti in sede consultiva.
Carla RUOCCO, presidente, avverte che la Presidenza si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.
C. 2247 Causi e C. 2248 Capezzone.
Il Comitato ristretto si è riunito dalle 14.15 alle 14.45.
7-00282 Ribaudo: Revisione della norma della legge di stabilità 2014 che prevede il preventivo controllo dell'Agenzia delle entrate sulle detrazioni IRPEF di importo superiore a 4.000 euro.

References: e contrario
e contrario
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 articolo 2
e contrario
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