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⭐Istruzioni di base per il campionamento di alimenti da sottoporre ad analisi chimica
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Gianpiero Franchini
1 Istruzioni di base per il campionamento di alimenti da sottoporre ad analisi chimica2 Autore: Felice Sansonetti Reperibile presso: Azienda Sanitaria dell Alto Adige Comprensorio Sanitario di Bolzano Servizio igiene e sanità pubblica Via Amba Alagi, 33 ((0471/ * Bolzano3 Indice Elenco delle revisioni 4 Legenda 4 1. Presentazione 4 2. Norme di riferimento 6 3. Parte generale Il verbale di campionamento Sigillatura di ogni parte del campione Chiusura dei sacchetti Albero delle decisioni n. 1: campionamento ai sensi del DPR /1980 o ai sensi di altra norma? 3.4 Albero delle decisioni n. 2: quali parti del DPR 327/1980 devono 11 essere osservate? Procedura A: campionamento per analisi chimiche generiche Procedura B: campionamento di alimenti per la determinazione 14 della tolleranza di peso o del volume Procedura C: campionamento per il controllo del contenuto di umidità Parte speciale Albero delle decisioni n. 3: a quale tipo di analisi chimica non 16 generica è destinato il campione? Procedura D: campionamento per la ricerca di residui di fitosanitari Procedura E: campionamento per il controllo del tenore di 20 micotossine Formazione delle Campionamento nella fase della distribuzione al dettaglio Procedura F: campionamento per analisi chimiche sull olio d oliva Procedura G: campionamento per la ricerca di alcuni contaminanti Procedura H: campionamento per la ricerca di istamina 29 Appunti 31 Bibliografia 32 34 Elenco delle revisioni Revisione n. Data Descrizione delle modifiche Autore Prima emissione Felice Sansonetti Prima revisione con correzioni dell indice; della legenda; dei capitoli 1 e 2; dei paragrafi 3.1, 3.2.1, 4.1, 4.1.1, 4.1.2, e 4.1.5; della tabella IX, della bibliografia; del layout Felice Sansonetti Legenda APPA DM DPR GU GUUE Agenzia Provinciale per l Ambiente della Provincia Autonoma di Bolzano Decreto ministeriale Decreto del Presidente della Repubblica Gazzetta ufficiale Gazzetta ufficiale dell Unione europea Reg. (CE) Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio o della Commissione SISP SVET Servizi(o) igiene e sanità pubblica Servizi(o) veterinari(o) 1. Presentazione Il presente documento è destinato al personale che esegue i controlli ufficiali sulla sicurezza alimentare, dipendente dei SISP e degli SVET dei quattro Comprensori dell Azienda Sanitaria dell Alto Adige. Il testo contiene le istruzioni per il prelievo di campioni per le analisi chimiche svolte dal competente laboratorio dell APPA, per alcuni tipi di prodotti, prevalentemente di origine vegetale, ed è diviso in due parti. 45 Nella parte generale, sono fornite informazioni di base riguardanti il verbale di campionamento ed il confezionamento delle, e istruzioni di base sul campionamento di alimenti: - per analisi chimiche generiche, - per analisi chimiche per la determinazione della tolleranza di peso o volume, - per analisi chimiche per il controllo del tenore di umidità. Nella parte speciale, sono fornite istruzioni di base sul campionamento di alimenti: - per la ricerca di fitosanitari, - per la ricerca delle micotossine, - per le analisi chimiche sull olio d oliva, - per la ricerca di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari, quali piombo, cadmio, mercurio, stagno inorganico, 3-MCPD e benzo[a]pirene, - per la ricerca di istamina. Le istruzioni descrivono le principali regole di campionamento, informano sul numero di necessarie a costituire il campione globale e sul suo peso complessivo; non si occupano di strumenti e di metodi di campionamento. Queste istruzioni non sostituiscono le norme di riferimento, ma sono esclusivamente di supporto ad esse. Si prega gentilmente di segnalare eventuali osservazioni, errori, suggerimenti, al seguente recapito: - Felice Sansonetti, Tel. 0471/909223, A tal fine, a pag. 31 è stato predisposto un apposito spazio appunti. 56 2. Norme di riferimento Le norme di riferimento sulle quali si basano le istruzioni sono elencate di seguito in ordine cronologico (tabella I): Tabella I: elenco cronologico delle norme di riferimento alle presenti istruzioni. Norma DPR 327/1980 Oggetto Regolamento di esecuzione alla legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande. Reg. (CE) 2568/1991 Relativo alle caratteristiche degli oli d oliva e di sansa d oliva nonché ai metodi ad essi attinenti. DM Salute 23/07/2003 Attuazione della direttiva 2002/63/CE 11 luglio 2002 relativa ai metodi di campionamento ai fini del controllo ufficiale dei residui di antiparassitari nei prodotti alimentari di origine vegetale e animale. Reg. (CE) 1989/2003 Modifica il regolamento (CEE) n. 2568/91 relativo alle caratteristiche degli oli di oliva e degli oli di sansa di oliva nonché ai metodi di analisi ad essi attinenti. Reg. (CE) 882/2004 Relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali. Reg. (CE) 2073/2005 Reg. (CE) 401/2006 Sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari. Relativo ai metodi di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale dei tenori di micotossine nei prodotti alimentari. Reg. (CE) 333/2007 Relativo ai metodi di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale dei tenori di piombo, cadmio, mercurio, stagno inorganico, 3-MCPD e benzo[a]pirene nei prodotti alimentari. Intesa N. 93/CSR del 10 maggio 2007 Intesa, ai sensi dell art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano su Linee guida relative all applicazione del regolamento CE della Commissione europea n del 15 novembre 2005 che stabilisce i criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari. Reg. (CE) 1441/2007 Modifica il regolamento (CE) n. 2073/2005 sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari. Reg. (CE) 178/2010 Modifica il regolamento (CE) n. 401/2006 per quanto concerne le arachidi, gli altri semi oleosi, la frutta a guscio, le mandorle di albicocche, la liquirizia e l olio vegetale. 67 3. Parte generale 3.1 Il verbale di campionamento Ogni campione dovrà essere accompagnato dal verbale di cui all art. 15 del DPR 327/1980. Il verbale deve contenere: - il numero d'ordine per ciascun prelievo, - la data, l'ora e il luogo del prelievo, - le generalità e la qualifica della o delle persone che eseguono il prelievo, - il nome o la ragione sociale e l'ubicazione dello stabilimento, deposito od esercizio in cui è stato eseguito il prelievo, nonché le generalità della persona che ha assistito al prelievo della merce in qualità di titolare dell'impresa, di rappresentante o di detentore della merce, - l'indicazione della natura della merce, la descrizione delle condizioni ambientali di conservazione e le indicazioni con cui è posta in vendita, o le diciture apposte sulle etichette e la dichiarazione se la merce è posta in vendita sfusa o in contenitori originali, con particolare cenno all'eventuale originalità ed integrità delle confezioni, - le modalità seguite nel prelievo (es.: dalla partita del peso di 100 kg, in 50 punti sono stati prelevati 50 campioni elementari che sono stati miscelati fra loro fino a formare una massa di ca. 10 kg che è stata divisa in 5 parti uguali; ciascuna parte rappresenta una delle 5 di cui si compone il campione), - la dichiarazione del prelevatore o dei prelevatori dalla quale risulti se si è proceduto o meno all'eventuale sequestro della merce da cui è prelevato il campione e, in tal caso, la specifica indicazione della merce eventualmente sequestrata, oggetto del prelievo, - la dichiarazione che il titolare dell'impresa o un suo rappresentante o il detentore ha trattenuti una copia del verbale e un campione, - la dichiarazione che il verbale è stato letto alla presenza dell'interessato - titolare dell'impresa, rappresentante o detentore - e che è stato sottoscritto anche dal medesimo, o che lo stesso si è rifiutato di sottoscriverlo, - la firma del o dei verbalizzanti e quella del titolare dell'impresa o di un suo rappresentante, o del detentore della merce, - le eventuali dichiarazioni del titolare dell'impresa o del rappresentante o del detentore sul nome e residenza del fornitore della merce e sulla data della consegna della merce medesima, 78 - le eventuali dichiarazioni del titolare dell'impresa, del rappresentante o del detentore sulle aggiunte o manipolazioni subite dalla merce dopo il ricevimento della stessa, - le eventuali altre osservazioni o dichiarazioni, anche se fatte dal titolare dell'impresa, dal rappresentante o dal detentore, - l'eventuale peso lordo riportato sul campione, - l'indicazione di eventuali aggiunte o trattamenti subiti dalla merce all'atto del prelievo. Inoltre, è buona regola indicare il volume della partita e/o della sottopartita da cui il campione è stato ricavato, considerato che si tratta spesso del dato di partenza necessario per calcolare il numero di unità / campioni elementari da prelevare. Nel caso in cui si adottino procedure di campionamento diverse da quelle stabilite nelle norme di riferimento, se ne deve far menzione sul verbale, specificandone i motivi. Il verbale deve essere compilato in quattro copie, tre delle quali sono inviate al laboratorio che eseguirà gli accertamenti, mentre un quarto esemplare viene rilasciato all'interessato o a chi lo rappresenta. In caso di prelievo di campioni di prodotti confezionati, deve essere redatto un quinto esemplare che sarà spedito all'impresa produttrice. 3.2 Sigillatura di ogni parte del campione La sigillatura ed il confezionamento delle parti del campione devono essere eseguite con la massima cura. Ai sensi dell art. 7 del DPR 327/1980, ogni parte del campione deve essere chiusa e sigillata, preferibilmente con piombini e con sigillo recante impressa la dicitura dell'ufficio che ha disposto il prelievo. Il responsabile dell'esercizio, un suo rappresentante, o il detentore della merce, ha facoltà di apporvi un proprio timbro o sigillo e del fatto si deve far menzione nel verbale di prelevamento. Su ogni parte del campione devono figurare: - l'intestazione dell'ufficio che ha disposto il prelievo, - la data del prelievo, - la natura della merce prelevata, - il numero del verbale di prelevamento, - la firma di chi esegue il prelievo e del responsabile dell'esercizio o di un suo rappresentante o del detentore della merce. Ove questi ultimi dovessero rifiutarsi di firmare, del fatto deve farsi menzione nel verbale di prelevamento. 89 Le indicazioni devono essere riportate, preferibilmente, su di un cartellino assicurato al campione, o alle parti equivalenti che lo compongono in modo da impedirne il distacco. In caso d utilizzazione di un codice a barre si raccomanda di fornire anche le informazioni alfanumeriche, come richiesto, ad esempio, dal paragrafo 4.6 del DM Salute 23 luglio Chiusura dei sacchetti I sacchetti di plastica trasparente sono il contenitore più usato per confezionare ciascuna parte del campione. Qualora il sacchetto venga sigillato con spago e piombino, si consiglia di chiudere il sacchetto nel modo illustrato nelle figure I - IX. Figura I: riempire il sacchetto con l aliquota del campione. Figura II: far penzolare lo spago lungo il collo del sacchetto. Figura III: avvolgere lo spago a spirale larga, lungo il collo del sacchetto. Figura IV: annodare il collo del sacchetto insieme allo spago. Figura V: prendere le due estremità libere dello spago per formare uno o più nodi, da stringere con forza. 910 Figura VI: piegare il collo del sacchetto in modo da formare un ansa, da bloccare con uno o più nodi. Figura VII: annodare il cartellino al sacchetto. Figura VIII: sigillare il sacchetto con un piombino, fare uno o più nodi e chiudere bene con l apposita pinza. Figura IX: il sacchetto è ora ben sigillato. 3.3 Albero delle decisioni n. 1: campionamento ai sensi del DPR 327/1980 o ai sensi di altra norma? L art. 11 del Reg. (CE) 29 aprile 2004, n. 882, richiede che i metodi di campionamento utilizzati nei controlli ufficiali siano conformi alle rispettive norme comunitarie. 1011 Solo qualora esse non esistano, si possono utilizzare le procedure previste dalla legislazione nazionale o da organismi riconosciuti internazionalmente (es.: ISO). Il prelievo può essere fatto secondo il DPR 327/1980 solo in assenza di norma comunitaria. Prima di procedere al campionamento consultare la tabella I a pag. 6 e quindi seguire lo schema I. Schema I: Albero delle decisioni n. 1 - Campionamento ai sensi del DPR 327/1980 o ai sensi di altra norma? Per il campionamento da eseguire esistono norme diverse dal DPR 327/1980? Cfr. tabella I a pag. 6 NO SI Vai all albero delle decisioni n. 2 pagg. 11 e 12 Vai all albero delle decisioni n. 3 pag Albero delle decisioni n. 2: quali parti del DPR 327/1980 devono essere osservate? Prima di procedere al campionamento, si prega di seguire il seguente schema II: 1112 Schema II: Albero delle decisioni n. 2. Quali parti del DPR 327/1980 devono essere osservate? Campione ai sensi del DPR 327/1980 Sarà richiesta analisi chimica generica? Sarà richiesta analisi chimica sulla tolleranza peso / volume? Sarà richiesta analisi chimica di controllo tenore umidità in pane, farine? Vai alla procedura A pag. 12 Vai alla procedura B pag. 14 Vai alla procedura C pag Procedura A: campionamento per analisi chimiche generiche Il campionamento per analisi chimiche generiche deve essere effettuato seguendo le istruzioni di cui alle sezioni 1, 2 e 3 dell allegato A del DPR 327/1980, riassunte di seguito. Il campione totale deve avere il peso minimo previsto dalle sezione 1 e 2 dell allegato A del DPR 327/1980, come riportato nella tabella II: Tabella II (a) : quantità del campione e numero di per l esecuzione delle analisi chimiche generiche. Natura del campione Peso / Vol (b) Aliquote (c) Aceti 2,5 L 5 Acquaviti 1,5 " 5 Acque gassate e bevande analcoliche 2,5 " 5 Additivi (d) non meno di 250 g 5 Alcool etilico 1 L 5 Aperitivi a base di vino 2 " 5 Birra 2 " 5 Burro g 5 (a) Tabella realizzata unendo le sezioni 1 e 2 dell allegato A del DPR 327/1980. (b) In casi particolari l'autorità che ordina il prelevamento può disporre il prelievo di quantità superiori. (c) Art. 7, comma 1, DPR 327/1980. (d) In casi particolari l'autorità che ordina il prelevamento può disporre il prelievo di quantità diverse indicando anche le modalità per i prodotti allo stato gassoso. 1213 segue Tabella II (a) : quantità del campione e numero di per l esecuzione delle analisi chimiche generiche. Natura del campione Peso / Vol (b) Aliquote (c) Cacao 500 g 5 Caffé ed estratti di caffé e surrogati 500 " 5 Caramelle, confetti e chewing-gum 500 " 5 Carne fresca " 5 Carni conservate - insaccati " 5 Cereali Cioccolati farciti e/o ripieni " 5 Cioccolato 500 " 5 Coloranti (d) non meno di 250 " 5 Conserve di origine vegetale " 5 Conserve e semiconserve di origine animale " 5 Crema di latte o panna 500 " 5 Crema per pasticceria e budini 500 " 5 Estratti alimentari e prodotti affini 500 " 5 Farine " 5 Formaggi " 5 Frutta e vegetali secchi " 5 Frutta, ortaggi freschi e surgelati 500 " 5 Gelati " 5 Grassi emulsionati per panificazione " 5 Grassi idrogenati " 5 Margarina g 5 Latte 1 L 5 Latte condensato 750 g 5 Latte in polvere 500 " 5 Liquori 1,5 L 5 Marmellata, confettura, mostarda, gelatina di frutta g 5 Miele 500 " 5 Olio (di oliva o di semi) " 5 Pane " 5 Pane speciale " 5 Paste alimentari " 5 Paste alimentari speciali " 5 Polveri per acqua da tavola 20 " 5 Prodotti da forno diversi dal pane " 5 Prodotti dolciari " 5 Sciroppi " 5 Strutto " 5 Succhi e nettare di frutta " 5 Vini 5 L 5 Zucchero 500 g 5 (a) Tabella realizzata unendo le sezioni 1 e 2 dell allegato A del DPR 327/1980. (b) In casi particolari l'autorità che ordina il prelevamento può disporre il prelievo di quantità superiori. (c) Art. 7, comma 1, DPR 327/1980. (d) In casi particolari l'autorità che ordina il prelevamento può disporre il prelievo di quantità diverse indicando anche le modalità per i prodotti allo stato gassoso. 1314 Ai sensi della sezione 3 dell allegato A del DPR 327/1980, nel caso di sostanze o prodotti omogenei, contenuti in un unico recipiente, si preleva una quantità rappresentativa della massa, dalla quale si ricava il campione per l analisi. Nel caso di sostanze o prodotti omogenei contenuti in più recipienti, si prelevano quantità parziali da diversi recipienti, scelti a caso, e rappresentativi della partita: le quantità parziali sono riunite e mescolate per ricavare il campione per l analisi. Nel caso di sostanze o prodotti non omogenei, contenuti in un unico recipiente e conservati alla rinfusa, si prelevano quantità parziali nella parte superiore, centrale e inferiore della massa; l insieme delle quantità parziali sono riunite e mescolate per ricavare il campione per l analisi. Nel caso di sostanze o prodotti non omogenei contenuti in più recipienti, si prelevano quantità parziali da diversi recipienti, scelti a caso, e rappresentativi della partita; le quantità parziali sono riunite e mescolate per ricavare il campione per l analisi. Nel caso di sostanze o prodotti contenuti in confezioni originali chiuse, ove la natura della sostanza o del prodotto, e il tipo di controllo analitico da effettuare consentano l apertura, si prelevano a caso, da un numero di confezioni rappresentative della partita, le che, riunite e mescolate, costituiscono il campione per l analisi. Nel caso di sostanze o prodotti contenuti in confezioni originali chiuse, ove la natura delle sostanze o dei prodotti, e il tipo di controllo analitico da effettuare non consentano l apertura, si preleva a caso, dalla partita, un numero rappresentativo di confezioni per formare il campione per l analisi. Nel caso di latte in confezioni originali chiuse, destinate alla vendita al dettaglio, si prelevano cinque confezioni, indipendentemente dal loro volume Procedura B: campionamento di alimenti per la determinazione della tolleranza di peso o del volume Se da una prima analisi emerge una difformità di peso o volume rispetto al contenuto dichiarato di un prodotto alimentare, la violazione potrà essere contestata solo a seguito di una seconda analisi, eseguita su di un campione prelevato ai sensi dell art. 67 del DPR 327/1980 (tabella III). In questo caso il campione deve essere prelevato presso il produttore o presso un rivenditore diverso da quello in cui si è fatto il primo campione. È auspicabile che anche il primo campione sia in ogni caso prelevato ai sensi dell art. 67 del DPR 327/15 Tabella III: analisi chimiche per la determinazione della tolleranza di peso o del volume; quantità del campione e numero di. Peso / volume singola confezione (a) N. confezioni totali N. N. confezioni x aliquota (a) (b) fino a 250 g / fino a 250 ml > 250 g / > 250 ml > g / > ml 3 (b) 5 1 Devono essere confezioni dello stesso tipo. L art. 67 del DPR 327/1980, prevede che la campionatura sia composta di tre confezioni, si tratta però di numero non divisibile per cinque. Si suggerisce pertanto di prelevare comunque cinque, ciascuna costituita da una confezione. Sul verbale di prelevamento deve essere fatta menzione del fatto che il numero d imballaggi è stato incrementato al prossimo multiplo di 5, allo scopo di consentire la suddivisione in Procedura C: campionamento per il controllo del contenuto di umidità I campioni prelevati devono essere posti, di regola, in recipienti di vetro a chiusura ermetica, al fine di preservarli dall assorbimento o dalla perdita di acqua. Nel caso di sostanze alimentari che, per la loro natura, posti in recipienti stagni a chiusura ermetica si alterano per ammuffimento o putrefazione, si dovranno impiegare sacchetti di carta resistente o altro materiale idoneo (cfr. sezione 4 dell allegato A del DPR 327/1980). In questi casi, come pure ogni volta che si dovrà controllare il contenuto di umidità e per mancanza di recipienti a chiusura ermetica si impieghino sacchetti di carta o altri contenitori non stagni e non a chiusura ermetica (es.: pane, farina), si dovrà determinare mediante bilancia sensibile al decigrammo il peso lordo di ogni singola aliquota, annotandolo sull involucro del campione, assieme alla data ed ora della pesatura. Il peso di ciascuna aliquota, preciso al decigrammo, dovrà essere riportato, inoltre, anche sul verbale di prelevamento. Il responsabile dello stabilimento o deposito od esercizio presso cui è stato prelevato il campione od il suo rappresentante ha diritto ad assistere alla pesata. 1516 4. Parte speciale 4.1 Albero delle decisioni n. 3: a quale tipo di analisi chimica non generica è destinato il campione? Schema III: Albero delle decisioni n. 3. A quale tipo di analisi chimica non generica è destinato il campione? Il campione è destinato alle analisi chimiche per la ricerca di residui di fitosanitari? SI Vai alla procedura D - pag. 17 NO SI Vai alla procedura E - pag. 20 Il campione è destinato al controllo ufficiale del tenore di micotossine? NO SI Vai alla procedura F - pag. 26 Il campione è destinato alle analisi chimiche sull olio d oliva? NO Il campione è destinato alle analisi chimiche per la ricerca di alcuni contaminanti? (a) SI Vai alla procedura G - pag. 28 NO SI Vai alla procedura H - pag. 29 Il campione è destinato alle analisi chimiche per la ricerca di istamina? NO (a) Piombo, cadmio, mercurio, stagno inorganico, 3-MPCD e benzo[a]pirene. 1617 4.1.1 Procedura D: campionamento per la ricerca di residui di fitosanitari Nel prelievo di alimenti per la ricerca di residui di fitosanitari, deve essere applicato il DM Salute 23 luglio 2003, del quale si riassumono di seguito alcuni concetti base: - la partita è l insieme di prodotti di uguale origine, produzione, varietà, confezione, tipo di imballaggio, marca e spedizione, - le unità sono singoli prodotti interi, non tagliati né spezzati, prelevati a caso nella partita, - il campione elementare è una o più unità prelevate in un solo punto della partita; deve essere rappresentativo del campione globale; è costituito da prodotti interi, non tagliati né spezzati a meno che non sia espressamente specificato nella tabella 3 del DM Salute 23 luglio 2003, - il campione globale è il totale combinato e accuratamente mescolato dei campioni elementari. Per i prodotti vegetali, le uova e i prodotti lattiero-caseari è ottenuto da 1-10 campioni elementari, - il campione di laboratorio è la quantità rappresentativa di materiale, prelevata dal campione globale. Può essere costituito dalla totalità o da una parte del campione globale, e deve essere composto da unità intere, salvo casi particolari; è possibile preparare duplicati del campione di laboratorio, - dal campione di laboratorio devono essere ricavate quattro, cinque nel caso di prodotti confezionati non prelevati presso il produttore. Le devono essere costituite da una quantità rappresentativa di prodotto prelevato dal campione di laboratorio, - la porzione da analizzare è la quantità di prodotto prelevata dall aliquota, di entità sufficiente per la misura della concentrazione dei residui. Il numero di campioni elementari è determinato da apposite tabelle dell allegato DM Salute 23 luglio Di seguito sono riportate le tabelle, adattate dall autore, relative alla descrizione dei campioni elementari e delle da prelevare nel campionamento dei prodotti alimentari primari di origine vegetale per la ricerca di residui di antiparassitari (tabella IV) e nel campionamento dei prodotti alimentari trasformati di origine vegetale per la ricerca di residui di antiparassitari (tabella IV bis); entrambe sono l adattamento della tabella 4. dell allegato al DM Sanità 23 luglio18 Tabella IV: ricerca di residui di antiparassitari nei prodotti alimentari primari di origine vegetale; descrizione dei campioni elementari (a) ed entità minima delle. Classificazione del prodotto Esempi Composizione Quantità minima dell aliquota N. (b) Peso totale del campione elementare Prodotti freschi di piccole dimensioni generalmente < 25 g l unità Prodotti freschi di medie dimensioni generalmente da 25 a 250 g l unità Prodotti freschi di grandi dimensioni generalmente maggiori a 250 g l unità Legumi da granella Bacche, piselli, olive Unità intere o imballaggi, oppure unità prelevate mediante campionatore Mele, arance Unità intere 1 kg Cavoli, cetrioli, uva (grappoli) Fagioli essiccati, piselli essiccati Unità intere 1 kg 4 o 5 (b) 4 kg se 4 (almeno 10 unità) 2 kg (almeno 5 unità) 5 kg se 5 4 o 5 (b) 4 kg se 4 (minimo 40 unità) 5 kg se 5 (minimo 50 unità) 4 o 5 (b) 4 kg se 4 (minimo 20 unità) 5 kg se 5 (minimo 25 unità) 1 kg 4 o 5 (b) 4 kg se 4 5 kg se 5 Cereali Riso, frumento 1 kg 4 o 5 (b) 4 kg se 4 Frutti a guscio eccetto noci di cocco 5 kg se 5 Noci, nocciole 1 kg 4 o 5 (b) 4 kg se 4 5 kg se 5 Noci di cocco 5 unità 4 o 5 (b) 20 u. se 4 25 u. se 5 Semi oleosi Arachidi 0,5 kg 4 o 5 (b) 2 kg se 4 Semi per bevande e dolciumi (a) (b) 2,5 kg se 5 Chicchi di caffé 0,5 kg 4 o 5 (b) 2 kg se 4 2,5 kg se 5 Tutti i frutti freschi e tutti gli ortaggi freschi, comprese le patate e le barbabietole da zucchero. Sono escluse le erbe aromatiche. Ai sensi del capitolo 3., pgf. Campione di laboratorio, nota 4), dell allegato al DM Sanità 23 luglio 2003, il campione deve essere costituito sempre da quattro ; cinque solo nel caso di prodotti confezionati non prelevati presso il produttore. 1819 segue Tabella IV: ricerca di residui di antiparassitari nei prodotti alimentari primari di origine vegetale; descrizione dei campioni elementari (a) ed entità minima delle. Classificazione del prodotto Esempi Composizione Quantità minima dell aliquota N. (b) Peso totale del campione elementare Prezzemolo fresco Altre erbe fresche Spezie Spezie essiccate Unità intere 0,5 kg 4 o 5 (b) 2 kg se 4 2,5 kg se 5 Unità intere 0,2 kg 4 o 5 (b) 0,8 kg se 4 Unità intere o unità prelevate mediante campionatore 1 kg se 5 0, 1 kg 4 o 5 (b) 0,4 kg se 4 0,5 kg se 5 Tabella IV bis: ricerca di residui di antiparassitari nei prodotti alimentari trasformati (a) di origine vegetale; descrizione dei campioni elementari di prodotti vegetali ed entità minima delle. Classificazione del prodotto Esempi Composizione Prodotti ad alto valore unitario Prodotti solidi leggeri Altri prodotti solidi Prodotti liquidi (a) (b) (c) (d) (e) Luppolo, tè, infuso di erbe Pane, farina, frutta secca, confetture e prodotti similari (d) Oli vegetali, succhi, vino e bevande alcoliche (e) Imballaggi o unità prelevate mediante campionatore Unità imballate o unità prelevate mediante campionatore Imballaggi o altre unità intere, oppure unità prelevate mediante campionatore Unità imballate o unità prelevate mediante campionatore Quantità minima dell aliquota N. (c) Peso totale del campione elementare 0,1 kg (b) 4 o 5 (c) 0,4 kg se 4 0,5 kg se 5 0,2 kg 4 o 5 (c) 0,8 kg se 4 1 kg se 5 0,5 kg 4 o 5 (c) 2 kg se 4 0,5 L o 0,5 kg 2,5 kg se 5 4 o 5 (c) 2 kg o 2 L se 4 2,5 kg o 2,5 L se 5 Si intendono: - Prodotti alimentari secondari di origine vegetale, frutta secca, ortaggi, erbe aromatiche, luppolo, prodotti dell industria molitoria. - Prodotti derivati di origine vegetale, tè, infusi di erbe, oli vegetali, succhi e prodotti vari, ad esempio olive trasformate e melasse d agrumi. - Prodotti alimentari fabbricati con un solo ingrediente, di origine vegetale, con o senza un mezzo di confezionamento o ingredienti minori quali sostanze aromatizzanti, spezie, condimenti, normalmente preconfezionati e pronti al consumo cotti o non cotti. - Prodotti alimentari fabbricati con più ingredienti, di origine vegetale, compresi i prodotti con ingredienti di origine animale in cui predominano gli ingredienti di origine vegetale, prodotti della panificazione. Un aliquota più piccola può essere prelevata da un prodotto di valore eccezionalmente elevato, annotando i motivi di tale decisione. Ai sensi del capitolo 3., paragrafo Campione di laboratorio, nota 4), dell allegato al DM Sanità 23 luglio 2003, il campione deve essere costituito sempre da quattro ; cinque solo nel caso di prodotti confezionati non prelevati presso il produttore. N.d.A.: si ritiene che alla categoria prodotti solidi possano appartenere anche le confetture e prodotti similari. N.d.A.: si ritiene che alla categoria prodotti liquidi possano appartenere anche il vino e le bevande alcoliche. 1920 4.1.2 Procedura E: campionamento per il controllo del tenore di micotossine Nel prelievo di alimenti per il controllo ufficiale del tenore di micotossine, deve essere osservato l allegato I del Reg. (CE) 401/2006 e successive modifiche. Una guida destinata alle autorità competenti può essere reperita al seguente indirizzo internet: htpp://europa.eu.int/comm/food/chemicalsafety/contaminants/aflatoxun_guidance _it.pdf Il Reg. (CE) 401/2006 e successive modifiche si occupa del campionamento di cereali e prodotti derivati, di frutta secca, di uve secche e prodotti derivati, di fichi secchi, di arachidi ed altri semi oleosi, di mandorle di albicocche e di frutta a guscio, di spezie, di latte, di prodotti lattiero caseari, di alimenti per lattanti ed alimenti di proseguimento, di caffé e prodotti a base di caffé, di radice ed estratto di liquirizia, di succhi di frutta e d uva, di mosti d uva, di sidro e di vino, di prodotti solidi a base di mela, di succo di mela e di prodotti solidi a base di mela destinati ai lattanti e alla prima infanzia, di oli vegetali. Le grandi partite devono essere suddivise in sottopartite, ciascuna da sottoporre a campionamento separato (per la formazione delle si veda il paragrafo ). Nella tabella V, adattata dall autore, è riepilogata la suddivisone delle partite in sottopartite, in funzione del tipo di prodotto da prelevare e del peso della partita. Tabella V: controllo ufficiale del tenore delle micotossine; suddivisione delle partite in sottopartite in funzione del tipo di prodotto e del peso della partita. Prodotto Cereali e prodotti derivati (a) Peso della partita in tonnellate Peso in tonnellate o numero delle sottopartite Numero e peso dei campioni elementari Peso del campione globale in kg t 100 da ca. 100 g 10 > 300 e < sottopartite 100 da ca. 100 g e t 100 da ca. 100 g 10 < (h) 1-10 (h) Frutta secca esclusi i t 100 da ca. 100 g 10 fichi (b) < (h) 1-10 (h) Fichi secchi (c) t 100 da ca. 300 g 30 < (h) a30 (h) Arachidi altri semi t 100 da ca. 200 g 20 oleosi, mandorle di > 125 e < sottopartite 100 da ca. 200 g 20 albicocche e la frutta a guscio (d) 15 e t 100 da ca. 200 g 20 < (h) a 20 (h) (a) Paragrafo B.2., tabella 1, Reg. (CE) 401/2006. (b) Paragrafo C.2., tabella 1, Reg. (CE) 401/2006. (c) Paragrafo D.1.2., tabella 1, Reg. (CE) 401/2006 come sostituita dall allegato I del Reg. (CE) 178/2010. (d) Paragrafo D.2.2., tabella 1, Reg. (CE) 401/2006 come sostituita dall allegato I del Reg. (CE) 178/2010. (h) Vedi tabella VI. 20 Vedere altro
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