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Timestamp: 2019-07-17 20:22:25+00:00

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Il titolo esecutivo europeo: il “passaporto giudiziario europeo”?
La libertà di circolazione dei cittadini è da intendersi in senso “globale” e dunque comporta anche il diritto per il cittadino di ogni Paese dell’UE di poter rendere esecutive, senza troppe difficoltà burocratiche, le decisioni rese dalla giurisdizione di un altro Paese dell’UE o risultanti da atto autentico o transazione giudiziaria. In parole povere, in un linguaggio che vuole essere semplicista, parliamo di “mobilità” della Giustizia. E’ con questo scopo sicuramente che il legislatore europeo ha dato nascita al regolamento CE n°805/2004, regolamento che è stato recepito nella legislazione belga in data 21 ottobre 2005. Come recita il suo stesso primo articolo, tale legislazione “istituisce un titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati al fine di consentire, grazie alla definizione di norme minime, la libera circolazione delle decisioni giudiziarie, (..) senza che siano necessari, nello Stato membro dell'esecuzione, procedimenti intermedi per il riconoscimento e l'esecuzione”. In pratica il creditore, munito di un titolo che afferma il suo credito (attenzione parliamo di credito “non contestato” dal debitore!) non deve più passare dinanzi ad un tribunale eventualmente di un Paese altro che quello adito nel merito del litigio per fare riconsocere il proprio diritto all’esecuzione della sentenza ottenuta o l’atto autentico che consacra il suo diritto. E’ cosi’e che questo regolamento si pone quindi come un’alternativa alla classica procedura di exequatur (reg. CE 44/2001), la quale invece richiede il previo riconoscimento della sentenza straniera nello Stato dell’esecuzione dai tribunali di questo Stato. Si tratta unicamente di trasmettere all’Ufficiale giudiziario del Paese dell’esecuzione il certificato detto TTE, rilasciato dalla cancelleria della giurisdizione che ha pronunziato la sentenza da portare ad esecuzione, perchè l’esecuzione venga messa in atto presso il debitore! Ora la pratica giudiziaria dimostra che in realtà l’applicazione di questo regolamento europeo è tutt’altro che facile. In Belgio, per esempio, dove il legislatore nazionale nel recepire questo regolamento non ha adottato una legge, bensi una circolare (del 22 giugno 2005), con la quale è stata fatta salva “l’interpretazione delle corti e dei tribunali”. Questa infelice scelta del legislatore belga ha avuto delle conseguenze negative che si sono ripercosse sui creditori, i quali avrebbero dovuto conoscere a priori l’indirizzo giurisprudenziale adottato nel cantone in cui si trovano ad eseguire la propria sentenza.L’art. 3 del regolamento infatti elenca due tipi di crediti non contestati: i crediti non contestati espressamente riconosciuti dal creditore, e quelli non contestati non riconosciuti dal debitore.Mentre per il primo tipo di crediti non si pone alcun problema, per il secondo, a causa appunto della riserva lasciata aperta dalla circolare del 22 giugno 2005, ci si è posti la domanda se anche una sentenza resa in contumacia possa rientrare nel novero dei crediti incontestati non riconosciuti dal debitore. La questione non è di poca importanza, dato che la giurisprudenza della Corte di Cassazione belga, precedente al regolamento, considerava che la contumacia del debitore corrispondeva ad una contestazione del credito che il giudice aveva l’obbligo di sollevare al posto del beditore! Ed è sulla base di questa giurisprudenza che, subito dopo l’introduzione del regolamento, alcuni Tribunali del Belgio, fedeli al precedente orientamento della cassazione, si rifiutavano di certificare od eseguire un titolo esecutivo europeo basato su una sentenza resa in contumacia. Fortunatamente in seguito la maggior parte della giurisprudenza balga ha modificato il proprio orientamento, adattandosi all’interpretazione europea ed accettando di certificare una sentenza resa in contumacia come certificato di titolo esecutivo europeo.
In conclusione, l’armonizzazione del diritto nello spazio europeo non puo dirsi completata ancora dal punto di vista dell’esecuzione. In effetti, una decisione certificata come titolo esecutivo europeo sarà applicata nello stato membro d’esecuzione conformemente alle regole di procedura applicabili in questo paese.

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