Source: http://www.scadenzeprocessuali.it/calcolo-dei-termini-processuali/13.html
Timestamp: 2019-01-17 01:32:14+00:00

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La sospensione feriale dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative è prevista dalla legge 7 ottobre 1969, n. 742 nel periodo intercorrente tra il 1° agosto e il 15 settembre di ogni anno.
La sospensione è espressamente esclusa per le seguenti materie, indicate all'art. 92 della legge sull'Ordinamento giudiziario, 30 gennaio 1941, n. 1:
- cause di sfratto e relative opposizioni
- controversie individuali di lavoro (art. 409 c.p.c.)
- procedimenti cautelari
- controversie in materia di previdenza e di assistenza obbligatorie (art 442 c.p.c.)
- cause relative agli alimenti
- procedimenti per l'adozione di provvedimenti in materia di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione
- procedimenti contro gli abusi familiari
- dichiarazione e revoca di fallimenti.
- procedimenti di opposizione all’ esecuzione
Si osservi che qualora il dies a quo cada tra il 1° agosto e il 15 settembre occorre fare le seguenti distinzioni:
- ove non si applica la sospensione (vedi la normativa sotto), nulla questio, in quanto il computo dei termini non sarà inficiato da alcuna eccezione;
- ove invece si applica la sospensione feriale, il termine decorre dal 16 settembre compreso. Si rammenti che il giorno 16 settembre deve essere considerato nel conteggio come primo giorno utile, come oramai cristallizzato anche dalla Corte di Cassazione.
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Legge 7 ottobre 1969, n. 742 (Gazz. Uff., 6 novembre, n. 281).
La stessa disposizione si applica per il termine stabilito dall'articolo 201 del codice di procedura penale (1) (2).
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 7 febbraio 1985, n. 40, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo, nella parte in cui non dispone che la sospensione ivi prevista si applica anche al termine di cui all'art. 4, primo e secondo comma, della legge 25 giugno 1865, n. 2359. La stessa Corte, con sentenza 22 maggio 1987, n. 255, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo, nella parte in cui non dispone che la sospensione ivi prevista si applichi anche al termine di cui all'art. 19, comma primo, della l. 22 ottobre 1971, n. 865 nel testo sostituito dall'art. 14 della l. 28 gennaio 1977, n. 10. Con successiva sentenza 22 maggio 1987, n. 278, la stessa Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo, nella parte in cui non prevede la sospensione dei termini processuali, nel periodo feriale, relativamente ai processi militari in tempo di pace. Con sentenza 23 luglio 1987, n. 278 la Corte costituzionale, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale, del presente articolo nella parte in cui non prevede la sospensione dei termini processuali, nel periodo feriale, relativamente ai processi militari in tempo di pace. Con altra sentenza 2 febbraio 1990, n. 49, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo, nella parte in cui non dispone che la sospensione ivi prevista si applichi anche al termine di trenta giorni, di cui all'art. 1137, c.c., per l'impugnazione delle delibere dell'assemblea di condominio. Infine, la stessa Corte, con sentenza 29 luglio 1992, n. 380, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo, nella parte in cui non dispone che l'istituto della sospensione dei termini si applichi anche a quello stabilito per ricorrere, avverso le delibere dei Consigli provinciali, al Consiglio nazionale degli architetti.
(2) Ora art. 585, c.p.p.
Quando nel corso del dibattimento si presenta la necessità di assumere prove nel periodo feriale, si procede a norma dell'articolo 467 del codice di procedura penale. Se le prove non sono state già ammesse, il giudice, nella prima udienza successiva, provvede a norma dell'articolo 495 dello stesso codice; le prove dichiarate inammissibili non possono essere utilizzate (2).
(1) Comma aggiunto dall'art. 21-bis, d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv. in l. 7 agosto 1992, n. 356.
(2) Articolo così sostituito dall'art. 240-bis, d.lg. 28 luglio 1989, n. 271.
1. Nei procedimenti per l'applicazione di una misura di prevenzione, le disposizioni dell'articolo 1 non si applicano quando sia stata provvisoriamente disposta una misura personale o interdittiva o sia stato disposto il sequestro dei beni, qualora gli interessati o i loro difensori espressamente rinunzino alla sospensione dei termini, ovvero il giudice, a richiesta del pubblico ministero, dichiari, con ordinanza motivata non impugnabile, l'urgenza del procedimento (1).
(1) Articolo aggiunto dall'art. 33, l. 19 marzo 1990, n. 55.
In materia civile, l'articolo 1 non si applica alle cause ed ai procedimenti indicati nell'articolo 92 dell'ordinamento giudiziario 30 gennaio 1941, n. 12, nonché alle controversie previste dagli articoli 429 e 459 del codice di procedura civile (1).
(1) Ora 409 e 442 c.p.c.
Le norme degli articoli 2 e 3 si applicano alle cause prevedute dagli articoli 91 e 92 dell'ordinamento giudiziario di competenza del pretore e, per quelle indicate dall'articolo 92, anche a quelle di competenza del conciliatore (1).
(1) Ora giudice di pace ex art. 39, l. 21 novembre 1991, n. 374.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 585
 art. 39