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Timestamp: 2017-11-23 05:43:16+00:00

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Sentenza n. 44327/2016 del 30/09/2016 della Corte di Cassazione Il datore di lavoro ha l’obbligo di verificare la sicurezza delle macchine introdotte nella propria azienda. | ILA - Ispettori del Lavoro Associati
Inviato da redazione il Sab, 28/01/2017 - 21:50
ritenendo di fare cosa gradita nei confronti degli associati e non, lo Staff ILA, segnala la Sentenza n. 44327/2016 del 30/09/2016 della Corte di Cassazione Il datore di lavoro ha l’obbligo di verificare la sicurezza delle macchine introdotte nella propria azienda.<
Penale Sent. Sez. 4 Num. 44327 Anno 2016 Presidente: BLAIOTTA ROCCO MARCO Relatore: PAVICH GIUSEPPE Data Udienza: 30/09/2016
XXXXXXX XXXXXXXX N. IL 26/10/1971
udita in PUBBLICA UDIENZA del 30/09/2016 la relazione fatta dal Consigliere Dott. GIUSEPPE PAVICH Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Paola Filippi
L'infortunio si verificava ai danni di Yyyyy yyyyyyy, dipendente della suddetta impresa, nella quale l'Xxxxxxx rivestiva la qualità di datore di lavoro. Il Yyyyyyy era impegnato, al momento del sinistro, nel taglio di alcuni tondini di ferro, impiegando a tal fine una cesoia marca Silla S.r.l. modello S.26; durante l'operazione, il Yyyyyyy aveva utilizzato il macchinario pur essendosi avveduto del sollevamento dell'apposita protezione mobile della zona di taglio della macchina, la quale però in tal modo funzionava più speditamente grazie all'elusione del dispositivo di interblocco. A un tratto, a causa dell'assenza della suddetta protezione mobile, l'operaio infilava inavvertitamente il dito all'interno del meccanismo, così da subire l'amputazione della falange distale del primo dito della mano destra: lesioni giudicate guaribili in 55 giorni.
All'Xxxxxxx é contestato di avere agito, nella sua qualità datoriale, senza adottare le necessarie misure di sicurezza, con particolare riguardo a quelle dianzi richiamate, mettendo a disposizione del lavoratore un macchinario non conforme alle normative di sicurezza, nonché omettendo di prendere le misure necessarie all'utilizzo in sicurezza dell'apparecchiatura e di fornire al Yyyyyyy le necessarie informazioni e istruzioni.
La sentenza d'appello, a fronte dei motivi di doglianza dell'imputato, escludeva in particolare che il sinistro fosse dovuto a comportamento abnorme del dipendente, non potendosi qualificare come tale la condotta del Yyyyyyy, pur imprudente e disattenta; ciò che non esime l'imputato, nella ridetta qualità, dalle sue responsabilità datoriali connesse al fatto che egli, titolare di posizione di garanzia in tema di sicurezza del lavoro, non ottemperava alle suddette prescrizioni e in tal modo non impediva il verificarsi dell'infortunio pur avendone l'obbligo giuridico.
2. Avverso la prefata sentenza ricorre l'Xxxxxxx. Il ricorso, da lui personalmente sottoscritto, é articolato in un singolo motivo, teso a contestare violazione di legge e vizio di motivazione nella detta pronunzia di condanna. In particolare, lamenta l'esponente che la Corte di merito ha errato nell'escludere l'abnormità del comportamento del Yyyyyyy (che invece, secondo l'esponente, doveva considerarsi imprevedibile e tale da sollevare l'Xxxxxxx da responsabilità) e nel ritenere viceversa che un comportamento negligente e disattento come quello tenuto dall'operaio non abbia interrotto il nesso causale tra la condotta attribuita all'imputato e l'evento lesivo.
Nell'articolare il motivo in esame, il ricorrente ripropone sostanzialmente le doglianze illustrate in sede d'appello, volte alla dimostrazione dell'imprevedibilità dell'accaduto da parte sua: ciò a fronte dell'accertamento dell'assoluta episodicità della condotta negligente da parte del Yyyyyyy, il quale in dibattimento ha dichiarato di avere sempre, in precedenza, operato in sicurezza, sostenendo che quel giorno egli aveva deciso di lavorare ugualmente con il dispositivo di sicurezza manomesso, del quale pure egli si era avveduto; né, prosegue l'esponente, é in alcun modo emerso che in precedenza il macchinario in questione risultasse già manomesso.
3. In tale quadro, la Corte territoriale ha correttamente escluso che il comportamento del Yyyyyyy potesse considerarsi abnorme e idoneo a interrompere il nesso causale fra la condotta contestata all'Xxxxxxx e l'evento lesivo: invero, le norme dettate in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro perseguono il fine di tutelare il lavoratore persino in ordine ad incidenti derivati da sua negligenza, imprudenza ed imperizia, sicché la condotta imprudente dell'infortunato non assurge a causa sopravvenuta da sola sufficiente a produrre l'evento quando sia comunque riconducibile all'area di rischio inerente all'attività svolta dal lavoratore ed all'omissione di doverose misure antinfortunistiche da parte del datore di lavoro.
Nella specie, é di tutta evidenza che la condotta del Yyyyyyy si inseriva invece pienamente, e in modo tutt'altro che imprevedibile o eccentrico, nell'area di rischio affidata alla gestione dell'Xxxxxxx, nella sua qualità datoriale: da un lato perché questi, sul piano generale, era affidatario in base al già richiamato art. 71 D.Lgs. n. 81/2008 della posizione di garanzia connessa al dovere di verificare la sicurezza delle macchine introdotte nella propria azienda e di rimuovere le fonti di pericolo per i lavoratori addetti all'utilizzazione di una macchina; dall'altro perché proprio il rischio di un utilizzo inidoneo del macchinario era a sua volta prevedibile ed evitabile, sia per l'esistenza del dispositivo di sicurezza più volte descritto, sia per il fatto che la prassi di rimuovere detto dispositivo risultava non sporadica.
‹ Sentenza n. 38196/2017 del 27.04.2017 della Corte di Cassazione “La prescrizione obbligatoria degli ispettori del lavoro o degli ispettori della Asl può essere notificata tramite raccomandata inviata presso la sede della società. su Sentenza n. 45862/2017 del 14.09.2017 della Corte di Cassazione “Coordinatore per non aver verificato la congruenza del POS al PSC.” ›

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 71
 Sentenza 
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