Source: https://www.laleggepertutti.it/78891_lettere-raccomandate-si-considera-lavviso-di-giacenza-per-la-conoscenza
Timestamp: 2020-08-15 05:22:52+00:00

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Lettere raccomandate: si considera l'avviso di giacenza per la conoscenza
Lettere raccomandate: si considera l’avviso di giacenza per la conoscenza
Non conta la data dell’eventuale ritiro da parte del destinatario, ma quella in cui è rilasciato l’avviso di giacenza.
Sei appena rientrato a casa dal lavoro e nella cassetta delle lettere, in mezzo alle bollette e ai numerosi volantini pubblicitari, hai trovato una cartolina bianca che ti avvisa del tentativo del postino di consegnarti una raccomandata. Il postino, infatti, tutte le volte in cui non può consegnarti materialmente la raccomandata, lascia un avviso di giacenza della raccomandata. E ciò può accadere perché non eri in casa in quanto, appunto, ti trovavi a lavoro, o perché il portiere del tuo palazzo si è rifiutato di ritirare la raccomandata al tuo posto. Ma hai pensato a cosa potrebbe accadere nel caso in cui tu dovessi decidere di non ritirare la raccomandata che il postino ha tentato di consegnarti? Di seguito, cercheremo di spiegarti quali sono le conseguenze del mancato ritiro delle raccomandate e perché l’avviso di giacenza si considera per la conoscenza delle lettere raccomandate stesse.
1 Raccomandate: che succede se non sono a casa?
2 Che cosa significa “compiuta giacenza”?
3 Quando si presume conosciuta la raccomandata?
Raccomandate: che succede se non sono a casa?
Tutte le volte in cui il postino non riesce a consegnarti la raccomandata perché non hai risposto al citofono, o perché nessuno dei soggetti che potrebbero ritirare la posta al tuo posto accettano di farlo (i tuoi familiari conviventi se maggiori di 14 anni o il portiere del tuo palazzo o, ancora, il personale di servizio), o per la tua momentanea assenza da casa, oppure a seguito di un cambio di residenza non ancora comunicato alle autorità amministrative, lascia l’avviso di giacenza nella cassetta delle lettere (si tratta di una cartolina bianca o di uno “scontrino” stampato da moderni terminali).
L’avviso di giacenza contiene l’indicazione dell’ufficio postale e del giorno a partire dal quale sarà possibile andare a ritirare la raccomandata. Inoltre, in base al codice riportato nell’avviso potrai farti una prima idea sul tipo di raccomandata che hai ricevuto. Per esempio, se nell’avviso di giacenza sono indicati i codici 76, 77, 78 o 79 significa che hai ricevuto un atto giudiziario o una multa; se, invece, il codice indicato è il 650 significa che la raccomandata la sta inviando l’Inps.
Dopo aver lasciato l’avviso di giacenza, il postino riporterà la raccomandata presso l’ufficio postale incaricato di consegnarti il plico, e qui la tua lettera resterà in giacenza per 30 giorni (o 180 giorni se si tratta di atti giudiziari). Trascorso il periodo di giacenza senza che tu abbia provveduto al ritiro della raccomandata, l’ufficio postale si occuperà di rispedirla al mittente con la dicitura “compiuta giacenza”.
Che cosa significa “compiuta giacenza”?
Abbiamo detto che, se entro 30 giorni il destinatario non ritira la lettera presso l’ufficio postale indicato nell’avviso di giacenza, si forma quella che tecnicamente viene detta “compiuta giacenza”, ossia la raccomandata si presume come consegnata (almeno ai fini legali) e, nello stesso tempo, viene restituita al mittente con un timbro (o una scritta a penna del postino) che indica, appunto, la compiuta giacenza. In questo modo, la busta così riconsegnata al mittente farà fede sia ai fini della prova dell’avvenuta spedizione che del tentativo di consegna.
In pratica, anche se non ti sei recato presso l’ufficio postale a ritirare la lettera raccomandata e quindi non hai alcuna idea sul suo contenuto, la legge presume che, invece, tu conosca perfettamente quello che c’è scritto, a meno che tu non riesca a provare che incolpevolmente non potevi sapere che vi fosse una raccomandata in giacenza alle Poste [1]. Per esempio, potrebbe succedere che tu abbia regolarmente cambiato l’indirizzo di residenza, comunicandolo a chi di dovere: se la raccomandata è stata erroneamente indirizzata al tuo precedente indirizzo, è ovvio che tu non potevi avere alcuna possibilità di venire a conoscenza della raccomandata.
Quando si presume conosciuta la raccomandata?
Come detto, ai fini della legge, la raccomandata che hai deciso di non ritirare è considerata al pari di una raccomandata regolarmente consegnata. Abbiamo anche detto che, tuttavia, potresti sempre cercare di provare il contrario.
Ma, nel caso in cui deve considerarsi consegnata, a partire da quando possiamo dire che tu abbia avuto conoscenza della raccomandata? Dal giorno in cui il postino ti ha lasciato l’avviso di giacenza nella cassetta delle lettere (e quindi ha riportato la raccomandata presso l’ufficio postale) o dopo la scadenza del periodo di giacenza di 30 giorni?
A chiarire questo punto, è intervenuta in più occasioni la Corte di Cassazione: è dal giorno in cui il postino lascia l’avviso di giacenza nella cassetta delle lettere che la raccomandata si deve considerare ricevuta, proprio come stabilisce l’art. 1335 del Codice civile, per il quale tutte le comunicazioni si devono considerare conosciute sin dal momento in cui arrivano al domicilio del destinatario.
In particolare, con una recente sentenza [2], la Corte di Cassazione ha stabilito che se l’avviso di convocazione dell’assemblea condominiale è spedito a mezzo lettera raccomandata, la convocazione deve ritenersi conosciuta dal condomino dal giorno in cui il postino ha lasciato l’avviso di giacenza.
In proposito, si segnala un’altra sentenza [3] resa in tema di locazioni. La Cassazione ha stabilito che la lettera raccomandata spedita a mezzo del servizio postale e contenente la disdetta di un contratto di affitto, non consegnata al destinatario a causa della sua assenza e/o dell’assenza delle persone abilitate a riceverla, si presume pervenuta alla data in cui è rilasciato il relativo avviso di giacenza presso l’ufficio postale.
Resta da capire, dunque, quali sono le conseguenze della compiuta giacenza. Supponiamo che l’avviso di giacenza che hai trovato nella cassetta delle lettere si riferisca ad una raccomandata contenente una multa per divieto di sosta. Se decidi di non ritirare la raccomandata, non per questo non dovrai pagare la multa. Non dimenticare, infatti, che la legge presume che tu conosca l’importo della multa e i motivi per cui ti è stata comminata, proprio dal giorno in cui il postino ti ha lasciato l’avviso di giacenza.
Immaginiamo, allora, che tu decida di andare a ritirare la raccomandata, ma di farlo dopo due settimane dal ricevimento dell’avviso di giacenza. In questo caso, la prima conseguenza negativa consisterà nel non poter pagare la multa in misura ridotta (la legge, infatti, consente di pagare la multa in misura ridotta del 30% entro 5 giorni dal giorno del suo ricevimento tramite raccomandata). Inoltre, se ritieni che i motivi della multa siano infondati, potresti impugnare il verbale di accertamento entro 30 giorni davanti al giudice di pace ed entro 60 giorni davanti al prefetto, sempre dal giorno del ricevimento della raccomandata che, nel tuo caso, è il giorno in cui il postino ti ha lasciato l’avviso di giacenza. È evidente che, ritirando la raccomandata dopo 15 giorni, avrai meno tempo a disposizione per ponderare l’eventuale impugnazione.
Vediamo insieme degli altri esempi. Nel caso dell’avviso di convocazione dell’assemblea condominiale inviato a mezzo raccomandata, la Corte di Cassazione lo ritiene conosciuto dal giorno di immissione del relativo avviso di giacenza nella cassetta delle lettere. Pertanto, se non ci si presenta all’assemblea di condominio, non si potrà impugnare la deliberazione assembleare perché non si potrà dire di non essere stati avvisati.
Nel caso della disdetta del contratto di locazione, per valutare se essa era pervenuta nei termini per interrompere l’automatico rinnovo del contratto, i giudici hanno ritenuto di dover prendere in considerazione il momento in cui il plico è stato recapitato all’indirizzo del destinatario e non il diverso momento in cui questi ne prenda effettiva conoscenza. Infatti, è irrilevante, ai fini della tempestività della disdetta, il periodo legale del compimento della giacenza e quello intercorso tra l’avviso di giacenza e l’eventuale ritiro da parte del destinatario.
[1] Cass. sent. n. 25824/2013 e Art. 1335 c.c.
[2] Cass. sent. n. 23396/2017.
25/02/2016 alle 19:43
Ci tengo a precisare che la sentenza in commento è la n, 27526/2013 della Terza Sezione, pubblicata il 10/12/2013 e non nel 2015. Cosi si fa disinformazione e potrebbe essere sconveniente per chi si affida a cio che viene riportato sul sito.

References: sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Art. 1335
 Cass. 
 sentenza