Source: https://www.azione.ch/attualita/dettaglio/articolo/sussidi-di-cassa-malati-quasi-per-tutti.html
Timestamp: 2019-04-18 12:48:27+00:00

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Azione - Settimanale di Migros Ticino Sussidi di cassa malati quasi per tutti
La Legge federale prevede che i cantoni sussidino al 50% i premi per le famiglie con minori e giovani in formazione, con un reddito medio e basso (Ti-Press)
Sussidi di cassa malati quasi per tutti
Sanità - Una sentenza del Tribunale federale chiede di estendere anche al ceto medio gli aiuti sui premi, alzando parecchie delle attuali soglie fissate dai cantoni. Sorgono parecchi problemi tecnici, ma anche politici
Ha destato dapprima una certa sorpresa, ma anche qualche preoccupazione, la sentenza del Tribunale federale che chiedeva in sostanza al canton Lucerna di rivedere la sua politica di sostegno alle famiglie per il pagamento dei premi di cassa malati. Alle prese con problemi di contenimento delle spese, Lucerna decideva nel 2017 di ridurre il limite di reddito che dà diritto a sussidi sui premi di cassa malati. Contro la decisione insorgeva il partito socialista lucernese con un ricorso al Tribunale federale, ottenendo ragione.
Il canton Lucerna aveva deciso di ridurre a 54’000 franchi il reddito massimo che dà diritto ai sussidi. Il Tribunale federale ha però sentenziato che tale soglia è troppo bassa, dato che soltanto il 20% delle famiglie lucernesi avrebbero diritto a questo sussidio, per cui non rispetterebbe la legge federale. Quest’ultima prevede che i cantoni dovrebbero sussidiare almeno per il 50% i premi per le famiglie, con i minori e giovani adulti in formazione, con un reddito medio e basso.
La sentenza non definisce però il concetto di reddito medio e basso, per cui sono subito venuti alla luce due problemi: chi definisce e come un reddito basso o medio, e quale autonomia hanno i cantoni nel fissare i loro sussidi. Il Partito socialista svizzero ha subito approfittato della situazione per chiedere a tutti i cantoni di rivedere i loro limiti di reddito per l’ottenimento di sussidi sui premi di cassa malati. Il PS ha dato un mese di tempo ai cantoni per mettersi in regola, minacciando di denunciare coloro che non lo fanno. Nel contempo offre un forte sostegno alla sua iniziativa che vuole lanciare in primavera, con lo scopo di limitare al massimo al 10% del reddito disponibile l’incidenza dei premi di cassa malati.
Il perno della discussione è ancora una volta il limite del reddito per definire il livello basso e medio. Secondo il rapporto 2017 sull’efficacia della riduzione dei premi di cassa malati, chiesto dall’Ufficio federale della sanità, una famiglia con due figli, con un reddito fra i 97’000 e i 208’000 franchi annui, farebbe ancora parte del ceto medio e avrebbe diritto ai sussidi. Ben 14 cantoni non rispettano questi limiti. Tra i cantoni che rispettano il limite minimo di 97’300 franchi figurano il Grigioni (il più generoso), il Ticino, Nidvaldo e qualche altro appena al di sopra. Questo perché l’UFS definisce «ceto medio» (secondo la sentenza del TF) coloro che dispongono di un reddito lordo tra il 70 e il 150% del reddito mediano. In base ai calcoli, il reddito mediano si fissa a 139’000 franchi. La definizione suscita qualche perplessità. Veramente la metà delle famiglie svizzere con due figli dispone di oltre 139’000 franchi all’anno? Si tratta di reddito lordo, cioè prima delle deduzioni di contributi AVS, ma che comprende anche entrate da attività indipendenti o dalle assicurazioni sociali.
Questi dati non sono dedotti da indagini empiriche, ma si tratta piuttosto di costruzioni teoriche. Per farle, L’UFS utilizza la scala OCSE, che calcola quanto dovrebbe disporre una famiglia di quattro persone per garantirsi lo stesso livello di vita di una persona sola. Il risultato è che una famiglia dovrebbe disporre di un reddito 2,1 volte superiore a quello della persona sola. Il reddito mediano di quest’ultima, secondo indagini, sarebbe di 66’000 franchi.
Al di là delle considerazioni tecnico-statistiche – che dovrebbero definire chi è sopra, chi sotto e chi nel ceto medio- – restano alcuni problemi politici di fondo. Intanto, in molti si sono chiesti se una forza politica può imporre una sorta di ultimatum ai cantoni. Poi, ovviamente, fin dove la giustizia può analogamente pesare sull’autonomia dei cantoni, che poi sono chiamati a pagare e, infine, anche sul tipo di intervento, che in sostanza favorisce il rincaro dei costi della salute.
Ma la sentenza del TF apre parecchie altre questioni. I cantoni devono pagare anche per il ceto medio: ma solo in quanto famiglie con due figli minori o in formazione? La sentenza mette però in evidenza anche quanto sia difficile gestire problemi in comune tra Confederazione e cantoni. E non sono bazzecole, poiché si tratta di 4,5 miliardi. Per i quali Berna stabilisce un ammontare totale, sul quale i cantoni sono liberi (?) di fissare i loro sussidi. Il problema è molto vasto, tanto che la Confederazione sta valutando un alleggerimento dei suoi compiti: dalle prestazioni complementari AVS, al traffico regionale e anche ai sussidi sui premi di cassa malati. In fondo sono da fare scelte quali una centralizzazione o una maggior autonomia cantonale, che è anche segno di un maggior controllo democratico, come dimostrano anche alcuni recenti referendum cantonali sul tema.

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