Source: https://renatodisa.com/ai-fini-della-determinazione-del-tempo-necessario-a-prescrivere/
Timestamp: 2019-10-22 11:03:08+00:00

Document:
Ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere
Home Corte di Cassazione Cassazione penale 2019 Ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere
Corte di Cassazione, sezione terza penale, Sentenza 18 giugno 2019, n. 26868.
Sentenza 18 giugno 2019, n. 26868
Data udienza 19 aprile 2019
Dott. ANDREAZZA Gastone – Presidente
Dott. CORBETTA Stefano – rel. Consigliere
Ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere, nei casi di delitti puniti, nel massimo, con la pena inferiore a sei anni di reclusione, ove sia contestata una circostanza ad effetto speciale, l’aumento per detta aggravante va operato sulla pena massima stabilita per il reato consumato o tentato e non sul termine dei sei anni previsto dall’art. 157, comma 1, cod. pen. (Fattispecie relativa al reato di cui all’art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, con contestata recidiva reiterata).
avverso la sentenza del 10/07/2018 del Tribunale di Lecco;
letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Molino Pietro, che ha concluso chiedendo l’inammissibilita’ del ricorso.
1. Con la sentenza impugnata, il Tribunale di Lecco dichiarava non doversi procedere nei confronti di (OMISSIS) in relazione al reato di cui all’articolo 81 cpv. c.p., articolo 99 c.p., comma 2 e Decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, articolo 73, comma 5, commesso fino all'(OMISSIS), essendo il medesimo reato estinto per prescrizione.
2. Avverso l’indicata sentenza, il P.G. territoriale propone ricorso per cassazione affidato a un motivo, con cui denuncia la violazione degli articoli 157 e 161 c.p.. Assume il ricorrente che il Tribunale avrebbe erroneamente dichiarato la prescrizione del reato, senza tener conto dell’aumento ex articolo 161 c.p., comma 2, per effetto della contestata recidiva.
3. In data 27/03/2019 il difensore dell’imputato ha depositato memoria con cui chiede il rigetto del ricorso.
2. Invero, il Tribunale ha indicato in nove anni (sei anni, aumentati della meta’ per la contestata recidiva) il termine massimo di prescrizione, maturato il 01/05/2018, essendo i fatti contestati fino all'(OMISSIS).
E’ ben vero che il Tribunale, come dedotto dal ricorrente, non ha tenuto conto del principio, costantemente affermato da questa Corte, secondo cui la recidiva qualificata – come la recidiva reiterata – quale circostanza ad effetto speciale, incide sul calcolo del termine prescrizionale minimo del reato, ai sensi dell’articolo 157 c.p., comma 2, e, in presenza di atti interruttivi, anche su quello del termine massimo, in ragione della entita’ della proroga, ex articolo 161 c.p., comma 2, (Sez. 2, n. 5985 del 10/11/2017 – dep. 08/02/2018, Scaragli, Rv. 272015; Sez. 6, n. 50089 del 28/10/2016 – dep. 25/11/2016, Lofiego Raco, Rv. 268214).
Si osserva, tuttavia – in cio’ correggendo in parte qua la motivazione della sentenza impugnata – che il reato si era prescritto in data antecedente all’emissione del decreto di citazione il 13/10/2017, primo atto interruttivo.
3. Ai sensi dell’articolo 157 c.p., comma 1, “la prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto”. Il successivo comma 2 stabilisce che “per determinare il tempo necessario a prescrivere si ha riguardo alla pena stabilita dalla legge per il reato consumato o tentato, senza tener conto della diminuzione per le circostanze attenuanti e dell’aumento per le circostanze aggravanti, salvo che per le aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria e per quelle ad effetto speciale, nel qual caso si tiene conto dell’aumento massimo di pena previsto per l’aggravante”.
Di conseguenza, come si desume dalle disposizioni appena indicate, per determinare il tempo necessario a prescrivere il reato occorre tener conto dell’aumento massimo delle circostanze aggravanti ad effetto speciale, da applicarsi sulla pena massima prevista per il singolo reato, e non, come implicitamente pare assumere il ricorrente, sul termine di sei anni, ove, come nella specie, il delitto sia punito, nel massimo, con una pena inferiore a quel termine. Invero, la previsione di cui alla parte finale dell’articolo 157 c.p., comma 1, (secondo cui il reato si estingue decorso “comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto”) puo’ trovare applicazione solo nel caso in cui, anche all’esito dell’aumento per le circostanze aggravanti ad effetto speciale, il termine risulti inferiore a sei anni.
Deve percio’ affermarsi il seguente principio: nel caso in cui un delitto sia punito, nel massimo, con la pena inferiore a sei anni di reclusione, ove sia contestata una circostanza ad effetto speciale, per determinare il tempo necessario a prescrivere l’aumento per detta aggravante va calcolato sul massimo edittale e non sul termine di sei anni.
4. Venendo al caso in esame, il reato di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, articolo 73, comma 5, e’ punito, nel massimo, con la pena di quattro anni di reclusione; su tale pena va calcolato l’aumento della meta’ per la recidiva, quale circostanza ad effetto speciale (comportando, la relativa applicazione, l’aumento della meta’, quindi superiore a un terzo), sicche’ il termine di prescrizione e’ di sei anni. Pertanto, poiche’ il reato e’ stato commesso il (OMISSIS), la prescrizione e’ maturata il 01/05/2015: prima, come detto, dell’emissione del decreto di citazione a giudizio, sicche’, ovviamente, una volta che il reato e’ prescritto, non puo’ tenersi conto dell’ulteriore aumento ex articolo 161 c.p..
Dichiara inammissibile il ricorso del P.G..
In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti interessati.
Sentenze - Ordinanze19804
Corte di Cassazione14067
Diritto Civile e Procedura Civile7386
Diritto Penale e Procedura Penale6903
Sezioni Diritto5778
Diritto Amministrativo3331
Archivi Seleziona il mese Ottobre 2019 (234) Settembre 2019 (308) Agosto 2019 (173) Luglio 2019 (288) Giugno 2019 (283) Maggio 2019 (318) Aprile 2019 (266) Marzo 2019 (311) Febbraio 2019 (282) Gennaio 2019 (284) Dicembre 2018 (238) Novembre 2018 (209) Ottobre 2018 (345) Settembre 2018 (290) Agosto 2018 (166) Luglio 2018 (296) Giugno 2018 (262) Maggio 2018 (324) Aprile 2018 (299) Marzo 2018 (316) Febbraio 2018 (258) Gennaio 2018 (246) Dicembre 2017 (224) Novembre 2017 (306) Ottobre 2017 (300) Settembre 2017 (300) Agosto 2017 (125) Luglio 2017 (286) Giugno 2017 (247) Maggio 2017 (282) Aprile 2017 (252) Marzo 2017 (324) Febbraio 2017 (255) Gennaio 2017 (271) Dicembre 2016 (195) Novembre 2016 (267) Ottobre 2016 (285) Settembre 2016 (259) Agosto 2016 (124) Luglio 2016 (244) Giugno 2016 (299) Maggio 2016 (255) Aprile 2016 (238) Marzo 2016 (238) Febbraio 2016 (237) Gennaio 2016 (229) Dicembre 2015 (211) Novembre 2015 (217) Ottobre 2015 (248) Settembre 2015 (248) Agosto 2015 (114) Luglio 2015 (231) Giugno 2015 (236) Maggio 2015 (228) Aprile 2015 (215) Marzo 2015 (270) Febbraio 2015 (224) Gennaio 2015 (236) Dicembre 2014 (189) Novembre 2014 (226) Ottobre 2014 (276) Settembre 2014 (246) Agosto 2014 (67) Luglio 2014 (184) Giugno 2014 (204) Maggio 2014 (175) Aprile 2014 (207) Marzo 2014 (235) Febbraio 2014 (223) Gennaio 2014 (177) Dicembre 2013 (134) Novembre 2013 (172) Ottobre 2013 (205) Settembre 2013 (190) Agosto 2013 (57) Luglio 2013 (169) Giugno 2013 (129) Maggio 2013 (163) Aprile 2013 (112) Marzo 2013 (128) Febbraio 2013 (107) Gennaio 2013 (144) Dicembre 2012 (111) Novembre 2012 (148) Ottobre 2012 (156) Settembre 2012 (112) Agosto 2012 (83) Luglio 2012 (91) Giugno 2012 (96) Maggio 2012 (92) Aprile 2012 (88) Marzo 2012 (60) Febbraio 2012 (66) Gennaio 2012 (63) Dicembre 2011 (51) Novembre 2011 (69) Ottobre 2011 (62) Settembre 2011 (2) Agosto 2011 (1) Luglio 2011 (1) Giugno 2011 (2) Maggio 2011 (4) Aprile 2011 (5) Marzo 2011 (7) Febbraio 2011 (6) Gennaio 2011 (13) Dicembre 2010 (3)
In tema di ingiusta detenzione
renatodisa - 24 Luglio 2019

References: Sentenza 

Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 99
 articolo 73
 articolo 161
 articolo 161
 sentenza 
 articolo 73
 articolo 161