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Timestamp: 2019-05-25 11:02:18+00:00

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COSA POSSO FARE – Patrizia Cadau
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Approvato con deliberazione C.C. nr.48/1992 Modificato ed adeguato con delibere C.C. nr. 41/1996 e nr. 150/1996
Articolo 40 I consiglieri
1. I consiglieri rappresentano l’intero Comune ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato.
2. Il consigliere, secondo le procedure e le modalità stabilite dai regolamenti, ha diritto di:
a) partecipare alle sedute del Consiglio, prendere la parola, presentare proposte di emendamento alle delibere poste in discussione, e votare su ciascun oggetto dell’ordine del giorno del Consiglio posto in votazione;
b) presentare al Consiglio proposte relative ad oggetti sui quali il Consiglio è competente, salvi i casi in cui l’iniziativa è riservata ad altri organi in base alla legge;
c) presentare interrogazioni, interpellanze, e mozioni;
d) ottenere dagli uffici del Comune, nonché dalle aziende, enti ed organizzazioni dipendenti dal Comune, tutte le notizie e informazioni utili all’espletamento del proprio mandato.
3. Un quinto dei consiglieri comunali può chiedere la convocazione del Consiglio comunale al Presidente del Consiglio, che è tenuto a convocarlo entro un termine non superiore a venti giorni, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste.
4. I consiglieri in carica hanno la facoltà di attivare il controllo dell’organo regionale nei casi e con le modalità previste dalle disposizioni di legge vigenti.
5. Gli organi elettivi possono attribuire ad un consigliere comunale compiti di studio e proposta su oggetti specifici. 6. I consiglieri entrano in carica all’atto della proclamazione e, in caso di surrogazione, non appena adottata dal Consiglio la relativa deliberazione.
7. I consiglieri cessati dalla carica per effetto dello scioglimento del Consiglio continuano ad esercitare gli incarichi esterni ad essi eventualmente attribuiti fino alla nomina dei successori.
8. Ai sensi del comma 2 bis inserito nell’art.31 della legge 142/1990 dall’art. 7 della legge 15 ottobre 1993, n.415, le dimissioni dalla carica di consigliere sono presentate al Consiglio con atto scritto. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e diventano efficaci una volta adottata dal Consiglio la relativa surrogazione che deve avvenire entro venti giorni dalla data di presentazione delle dimissioni.
(APPROVATO CON DELIBERA COMMISSARIO STRAORDINARIO. N. 005 DEL 24.01.2002 MODIFICATO E INTEGRATO CON DELIBERAZIONE DI C.C. N. 171 DEL 09.12.2003)
TITOLO IV I CONSIGLIERI COMUNALI
CAPO I POTERI DEI CONSIGLIERI
Articolo 26 – Condizioni e limiti dell’esercizio del diritto di
1) Il Consigliere deve essere posto nelle migliori condizioni possibili per
l’esercizio del diritto di informazione. A tal fine é garantito il diritto dei
Consiglieri Comunali di accedere agli atti e alle informazioni, utili
all’espletamento del mandato, in possesso dell’Amministrazione, degli Enti ed
Organizzazioni dipendenti.
2) La richiesta di accesso dovrà essere avanzata in forma orale o scritta alla
3) Il Consigliere Comunale si rivolge alla Segreteria Generale sia per conoscere
gli estremi e la collocazione dei documenti, sia per sapere se
l’Amministrazione possiede documenti utili rispetto ad un determinato
argomento. Il Segretario Generale informa nel più breve tempo possibile il
Consigliere sull’esistenza dei documenti richiesti, sugli estremi e su ogni altro
elemento atto ad individuare il documento e la sua collocazione entro
l’Amministrazione, gli Enti e le Organizzazioni dipendenti.
4) Il Consigliere é tenuto al segreto nei casi previsti dalla Legge.
5) Nel caso di atti preparatori, l’accesso é ammesso nei confronti della
determinazione finale dell’unità organizzativa competente ad emanarla.
6) Il rilascio di copie dei documenti e l’accesso ai dati contenuti in strumenti
informatici é esente dal pagamento dei costi nei limiti dello stanziamento
fissato in sede di bilancio e delle successive variazioni.
Articolo 27 – Diniego di visione e di copia
1) Al Consigliere Comunale non può essere opposto il segreto d’ufficio se non nei casi
Articolo 28 – Iniziative
1) In ordine ad ogni questione di competenza del Consiglio, i membri del
Consiglio hanno diritto di:
a. presentare al Consiglio, nella forma e con i requisiti propri delle
deliberazioni consiliari, proposte di deliberazione relative a oggetti di
competenza del Consiglio, salvi i casi in cui l’iniziativa è riservata ad altri
organi in base alla Legge e allo Statuto;
b. proporre l’inversione dell’ordine del giorno nei casi di necessità ed
c. proporre la questione pregiudiziale o la sospensiva;
d. presentare emendamenti ed ordini del giorno;
e. presentare interrogazioni, interpellanze e mozioni;
f. esercitare gli altri diritti previsti dalla Legge, dallo Statuto, dal presente
Regolamento e dagli altri regolamenti comunali.
Articolo 29 – Emendamenti
1) Gli emendamenti a proposte di deliberazione sono presentati per iscritto
prima della seduta o durante la seduta o anche nel corso della discussione.
2) Gli emendamenti presentati prima della seduta vengono depositati presso la
Segreteria comunale. Gli emendamenti presentati prima della discussione
vengono letti dal Presidente prima dell’inizio della discussione; gli
emendamenti presentati durante la discussione vengono letti dal Presidente,
appena possibile, a meno che non siano stati letti dallo stesso presentatore nel
corso del suo intervento.
3) Per ciascun emendamento il Presidente del Consiglio dichiara se
l’emendamento sia ammissibile. In caso negativo il proponente o ritira
l’emendamento, ovvero può richiedere la votazione da parte del Consiglio
Comunale sull’ammissibilità o meno del medesimo.
4) Ove siano presentati più emendamenti sullo stesso argomento, il Presidente
ne fissa l’ordine dando la precedenza a quelli a contenuto più ampio.
5) Terminata la discussione generale, gli emendamenti relativi all’oggetto
discusso sono illustrati, secondo l’ordine di presentazione o secondo l’ordine
logico che il Presidente reputi opportuno, da uno soltanto dei firmatari, per
non più di cinque minuti, se non sono già stati illustrati nel corso della
6) Ogni membro del Consiglio non può intervenire più di una volta sullo stesso
emendamento. Non sono ammessi interventi per dichiarazione di voto.
7) La votazione degli emendamenti dichiarati ammissibili deve precedere quella
del testo della proposta originaria; sono votati prima gli emendamenti
soppressivi, poi quelli modificativi e da ultimo gli emendamenti aggiuntivi.
8) L’approvazione di un emendamento comporta la decadenza degli altri
emendamenti o ordini del giorno il cui contenuto sia dal primo superato o con
esso in contrasto.
9) L’approvazione di un emendamento che implichi un aumento di spesa o una
diminuzione di entrata comporta il rinvio della votazione finale della proposta
ad altra seduta per acquisire agli atti l’attestazione della relativa copertura
finanziaria da parte del funzionario responsabile, ai sensi dell’Art.49 del TUEL
n.ro 267/2000.
Articolo 30 – Interrogazioni
1) L’interrogazione consiste in una domanda formulata per iscritto al Sindaco e
al Presidente del Consiglio relativa a materie di competenza del Comune, al
fine di avere informazioni in merito. L’atto deve essere depositato presso la
segreteria comunale che lo protocolla, indicando la data e l’ora di
presentazione. I Consiglieri devono specificare nell’interrogazione se
intendono ricevere la risposta in Consiglio o per iscritto.
2) Le interrogazioni con risposta in Consiglio devono essere iscritte all’ordine del
giorno immediatamente successivo alla data di presentazione.
3) Alle interrogazioni viene data risposta entro trenta (30) giorni dalla data di
presentazione. Qualora non sia possibile dare risposta in aula consiliare, viene
comunque data risposta scritta entro il termine stabilito.
4) Alle interrogazioni con risposta in Consiglio risponde il Sindaco o l’Assessore,
di norma all’inizio di ogni seduta, alla presenza dell’interrogante pur in
assenza del numero legale. L’interrogazione decade qualora l’interrogante non
sia presente in aula quando il Sindaco o l’Assessore intendono rispondere,
tranne nel caso in cui l’assenza sia giustificata.
5) Il Consigliere interrogante può replicare per dichiarare se sia soddisfatto o
6) Ciascun intervento non può eccedere la durata di cinque (5) minuti.
7) Nessun Consigliere può intervenire sull’argomento oggetto
8) Alle interrogazioni viene dedicato un tempo non superiore a trenta (30) minuti
per ciascuna seduta, salvo il caso in cui sia necessario superare tale termine
per concludere una interrogazione. Qualora, a causa dello scadere del tempo,
non sia stato possibile rispondere a tutte le interrogazioni iscritte all’ordine del
giorno, ad esse si darà risposta nella seduta immediatamente successiva con
precedenza rispetto alle altre.
Articolo 31 – Interpellanze
1) L’ interpellanza consiste nella domanda formulata per iscritto al Presidente del
Consiglio e al Sindaco circa le iniziative della Giunta ovvero circa gli
intendimenti della stessa su questioni inerenti alle funzioni del Comune. L’atto
deve essere depositato presso la segreteria comunale che lo protocolla,
indicando la data e l’ora di presentazione.
2) L’interpellanza presentata da un Consigliere deve essere discussa non oltre
trenta (30) giorni dalla data di presentazione.
3) Nel caso di presentazione da parte di più Consiglieri illustra l’interpellanza il
primo firmatario. In caso di sua assenza la illustra il secondo firmatario.
4) Se nessuno dei firmatari è presente l’interpellanza decade, tranne nei casi in
cui l’assenza sia giustificata.
5) Il Sindaco o l’Assessore competente possono intervenire sull’argomento; il
Consigliere interpellante può replicare per dichiarare se sia soddisfatto o
meno e se, unitamente agli altri firmatari, intenda trasformare l’interpellanza
in mozione.
7) Il Presidente può a sua discrezione disporre che le interpellanze che abbiano
ad oggetto argomenti connessi o identici siano svolte contemporaneamente.
8) Le interpellanze possono essere ritirate in ogni momento con una
dichiarazione di tutti i firmatari.
Articolo 32 – Mozioni
1) La mozione consiste:
a. in un documento mediante il quale il Consiglio impegna politicamente la
Giunta ad adottare determinati provvedimenti o ad attenersi a specifici
criteri o perseguire determinati fini ed obiettivi o ad attuare programmi
b. in un documento mediante il quale il Consiglio esprime un giudizio su
atti, comportamenti e attività della Giunta, dell’Amministrazione e delle
Organizzazioni dipendenti, senza che ciò comporti l’obbligo di
dimissioni della Giunta;
c. in un documento mediante il quale il Consiglio esprime giudizi, o fa voti,
o manifesta sentimenti in nome della comunità.
2) Le mozioni sono formulate per iscritto e presentate alla Segreteria comunale
che le protocolla, indicando la data e l’ora di presentazione. Vengono iscritte
all’ordine del giorno della prima seduta utile dopo la loro presentazione e
svolte secondo l’ordine della loro presentazione. Devono essere discusse non
oltre trenta (30) giorni dalla data di presentazione.
3) La mozione viene illustrata dal primo tra i firmatari presenti per non più di
quindici (15) minuti. Subito dopo si apre la discussione, alla quale ciascun
membro del Consiglio può partecipare non più di una volta e per non più di
cinque (5) minuti. Al termine il Sindaco o l’Assessore da questo delegato,
esprime la posizione della Giunta, per non più di quindici (15) minuti. Subito
dopo la mozione viene posta in votazione senza interventi per dichiarazione
4) Qualora nel corso dello svolgimento della mozione vengano proposte
modificazioni alla medesima, queste dovranno essere sottoscritte da tutti i
firmatari della mozione stessa.
5) In occasione di avvenimenti di particolare gravità, il Presidente del Consiglio
può dichiarare l’urgenza dello svolgimento di mozioni relative a tale
6) Le mozioni possono essere ritirate in ogni momento con una dichiarazione di
tutti firmatari.

References: Articolo 40

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 28

Articolo 29

Articolo 30

Articolo 31

Articolo 32