Source: https://www.diritto.it/legge-di-stabilita-2020-verso-una-rivoluzione-nella-direzione-gestione-degli-uffici-giudiziari/
Timestamp: 2020-04-10 07:24:09+00:00

Document:
Per il disposto normativo [comma 435 della legge di stabilità 2020], vengono soppressi i richiami, nel D.Lgs. 25 luglio 2006 n. 240, a figure mai entrate in vigore e, nello specifico, quelle di direttore generale regionale o interregionale competente [3], direttore generale o interregionale e al direttore tecnico per i distretti di Roma, Milano, Napoli e Palermo [4] e abrogato l’intero articolo 5 [5] .
Riscritto, ed è quello che qui ci interessa, l’intero Capo II – articolazioni decentrate del Ministero della Giustizia – articoli 6,7 e 8 del decreto legislativo 25 luglio 2006 n. 240.
Coabitazione che, per anni, ha portato,erroneamente [7], a parlare di “doppia dirigenza” [8], e trovava soluzione nella competenza del “ magistrato dirigente dell’ufficio tutto quello che riguarda la giurisdizione in senso proprio “ e nella competenza del “ funzionario dirigente tutto quanto riguarda la gestione del personale amministrativo e l’amministrazione dei mezzi e presidi strumentali.” [9]
Articolo 1 che attribuisce “al magistrato capo dell’ufficio giudiziario la titolarità e la rappresentanza dell’ufficio, nei rapporti con enti istituzionali e con i rappresentanti degli altri uffici giudiziari, nonché la competenza ad adottare i provvedimenti necessari per l’organizzazione dell’attività giudiziaria e, comunque, concernenti la gestione del personale di magistratura ed il suo stato giuridico.”
Con l’articolo 2, viene attribuita al Dirigente Amministrativo la “responsabilità della gestione del personale amministrativo, da attuare in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo dell’ufficio[11] e con il programma annuale delle attività di cui all’articolo 4.” nonché il potere disciplinare nei confronti del personale amministrativo [12].
Punto qualificante del decreto legislativo 240/2006, vero punto di rottura con il passato gestionale degli uffici giudiziari, doveva essere quanto previsto dal successivo articolo 3 relativo alla “gestione delle risorse finanziarie e strumentali” che si concretizzava, articolo 3 comma 2, con la competenza, del dirigente amministrativo “ad adottare atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, anche nel caso in cui comportino oneri di spesa, nei limiti individuati dal provvedimento di assegnazione delle risorse di cui al comma 1” e con la nomina, del Dirigente Amministrativo, articolo 3 comma 3,a Funzionario delegato [13].
La Costituzione italiana“prevede una netta separazione tra i poteri dello Stato”, in particolare, “alla magistratura spetta l’esercizio della funzione giurisdizionale, mentre al potere esecutivo, che esercita la funzione amministrativa, spetta la predisposizione di tutto quanto necessario perché la funzione giudiziaria possa essere esercitata efficacemente”. [14]
Inutile evidenziare che quanto previsto dal citato decreto legislativo 240/2006 è rimasto lettera morta, con eccezione della nomina di Funzionario Delegato [16], con assegnazione dei specifici capitoli di spesa , anch’essa in “coabitazione” considerato che anche il magistrato capo dell’Ufficio è, se pur per altri capitoli di spesa, Funzionario Delegato.
Sostanzialmente annullato il potere disciplinare [18] e mai attuata la competenza “ad adottare atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, anche nel caso in cui comportino oneri di spesa”.
Infatti il Ministero delega per la stipula dei contratti il magistrato capo dell’ufficio relegando, in alcuni casi, il Dirigente amministrativo al secondario compito di Responsabile Unico del procedimento [19] .
L’istituzione, ex D. P.R.18 agosto 2015 n. 133 [20] , delle Conferenze Permanenti che hanno sostituito le Commissioni di manutenzione nella gestione spese di funzionamento degli uffici giudiziari a seguito del passaggio di competenza dai Comuni al Ministero della Giustizia ha determinato altre criticità nell’ambito della materiale gestione della spese.
Per il Decreto Ministro Giustizia 01/10/2015 [21] attuativo dell’Ufficio del processo, articolo 2 punto 1, “ Il dirigente amministrativo adotta le misure di gestione del personale di cancelleria coerenti con le determinazioni del capo dell’ufficio ” salvo poi statuire, articolo 2 punto 4, che “Il coordinamento e il controllo delle strutture organizzative di cui al comma 1 sono esercitati dai presidenti di sezione, o dai giudici delegati allo svolgimento dei predetti compiti “.
Coloro che lavorano nell’Ufficio del Giudice
Dell’Ufficio del processo fa parte “oltre che i giudici ausiliari o i giudici onorari di tribunale o coloro che svolgono lo stage di cui all’art. 73 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69..” anche “il personale di cancelleria” il cui coordinamento e controllo è ( sarebbe), per legge, di esclusiva competenza del Dirigente amministrativo..
Il 31 luglio 2019, l’Associazione Dirigenti Giustizia scrive [22] al Ministro della Giustizia: “da alcuni anni, a partire dalla scorsa legislatura, sono stati attuati una serie di interventi, normativi e gestionali, finalizzati a ridimensionare -quando non completamente escludere- la presenza e il ruolo della Dirigenza dello Stato nel Ministero della Giustizia.
Ne citiamo soltanto i più rilevanti: esclusione dei Dirigenti informatici dalla DGSIA e conferimento del 100% degli incarichi a funzionari, utilizzando in maniera sistematica una facoltà prevista dalla vigente normativa per casi residuali ed eccezionali; assegnazione al magistrato capo ufficio, nell’ambito del D.M sul c.d. Ufficio per il Processo, del potere di “articolarne” la composizione (esautorando il dirigente amministrativo dalla competenza, attribuita da norma primaria, di gestire pienamente il personale); assegnazione al Presidente del Tribunale, e non al Dirigente Amministrativo del medesimo ufficio, della gestione del personale degli Uffici del Giudice di Pace del Circondario; mancato coinvolgimento dei Dirigenti amministrativi in molte delle riunioni che hanno trattato questioni gestionali.
La novità, in legge di stabilità anno 2020, sembrerebbe [23] prendere “le mosse da un documento sottoscritto da molti presidenti di tribunale e inviato al CSM, al Ministero della Giustizia e alla ANM a febbraio/ marzo 2019” e, nascere, dal tavolo di confronto promosso dal Ministero della giustizia al quale “ hanno partecipato alcuni Presidenti di Corte, alcuni Procuratori Generali e alcuni Dirigenti amministrativi”.
Inoltre, sempre a fronte delle novità normative in oggetto, la prima domanda da farsi non è, come è stato fatto [27] , “in quali casi il magistrato capo Ufficio può chiedere al Ministero intervento in via sostitutiva e nei casi più gravi, la revoca del dirigente.”[28]
Importante sarebbe adoperarsi per la costruzione di un rapporto che trovi (o troverebbe) soluzione non in inesistenti rapporti gerarchici (inesistenti in diritto ma, purtroppo, esistenti di fatto ed emergenti nei caso di contrasti tra magistrati capo dell’ufficio e dirigente [29]) ma su una chiara e definitiva distinzione di ruoli, competenze, funzioni e soprattutto responsabilità.
Occorre aspirare a distinzioni di ruoli e funzioni che portino ad una collaborazione reale ed efficace e, in quanto tale, non “condizionata” da un rapporto di subordinazione di fatto, che troverebbe errata legittimazione nella valutazione annuale del magistrato capo dell’ufficio sull’operato del dirigente [30] e nel “ rapporto funzionale tra presidente della conferenza permanente [ un magistrato] che comporterebbe [31] un inesistente “ potere/dovere del presidente di esercitare una costante attività di vigilanza sul dirigente amministrativo” .
In un contesto responsabile di rispetto reciproco, superamento di autoreferenzialità e di fattiva collaborazione si eviterebbero i recenti – troppi – episodi in cui, aprioristicamente, i meriti si attribuiscono al magistrato capo dell’ufficio e le colpe al dirigente amministrativo.
È stato scritto [32], che molte delle novità normative della legge 160/2019 avrebbero potuto attuarsi per via “ meramente amministrativa, senza necessità di modificare nessuna norma (né regolamentare né tantomeno legislativa)”.
L’entrata in vigore dell’articolo 1, commi 526 e 527, legge 23 dicembre 2014 che ha portato al subentro del Ministero della Giustizia nelle spese di funzionamento degli uffici giudiziari prima a carico [= anticipate] dei Comuni [36], dal 1 settembre 2015 , ha aumentato le complessità della direzione di un ufficio giudiziario.
Oggi dirigere e gestire un ufficio giudiziario, specie in quelle realtà in cui i comuni, per questioni di bilancio, hanno limitato le collaborazioni [37], comporta specificità e competenze del tutto estranee alla giurisdizione e che solo la categoria della Dirigenza amministrativa ha, e soprattutto, garantisce .
È notorio che, riportiamo quanto scriveva il 6 novembre 2019 l’Associazione Dirigenti Giustizia [41] “ le posizioni dirigenziali degli Uffici Giudiziari non sono state riviste dopo il DPCM 84 del 2015, né successivamente alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie.
Per poter garantire in tutti gli uffici giudiziari il rispetto dei sopra descritti principi di separazione tra funzione giurisdizionale e funzione amministrativa non rimane che ricorrere alla norma di cui all’art. 2 bis del decreto legislativo 240 del 2006, comma aggiunto dall’articolo 4, comma 18, della legge 30 luglio 2007, n. 111, che dispone:
E, non da ultimo, occorre una ulteriore modifica normativa, indirizzata a una definitiva e piena attuazione del disposto di cui punto 1 dell’articolo 2 del Decreto Legislativo 25 luglio 2006, n. 240 ai sensi del quale “ Il dirigente amministrativo preposto all’ufficio giudiziario e’ responsabile della gestione del personale amministrativo, da attuare in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo dell’ufficio e con il programma annuale delle attività di cui all’articolo 4 “ sostituendo l’inciso “da attuare in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo dell’ufficio e con il programma annuale delle attività di cui all’articolo 4 “ con “da attuare in coerenza con le attività giurisdizionali, amministrative e contabili proprie dell’ufficio giudiziario “ ridando centralità all’Ufficio in quello che è il suo vero compito: il servizio al cittadino.
[6] interventi caratterizzate una eccezionale politica di assunzioni di personale amministrativo, alcune in atto altre previste in tempi brevi,nonché l’istituzione , con previsione di apposite qualifiche, di un ufficio tecnico in supporto alle attività di spesa per il funzionamento degli uffici presso gli uffici giudiziari nazionali e gli uffici giudiziari distrettuali
[7] la normativa sulla dirigenza statale , in particolare l’articolo 37 del D.P.R. 748/1972, manteneva ferma la vigenza degli artt. 101 e 102 della legge 1196/1960 in materia di ordinamento del personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie, confermando che “nulla è innovato alle disposizioni che attribuiscono la dirigenza degli organi ed uffici giudiziari ai magistrati”
[8] le delibere del Consiglio Superiore della Magistratura del 3 maggio 1995 e 19 giugno 1996 escludevano , nel silenzio del decreto legislativo 29/1993, il principio della doppia dirigenza ritenendo pienamente operante il potere di direzione e sorveglianza da parte del magistrato capo dell’ufficio .
[11] il Consiglio Superiore della Magistratura nella delibera del 14 giugno 2017 ha escluso che “ i poteri di indirizzo riconosciuti al magistrato capo dell’ufficio si traducano in un rapporto di gerarchia verticale tra le due figure dirigenziali”.
[12] ai sensi dall’articolo 55, comma 4, terzo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
[13] Funzionario Delegato è “ l’ordinatore secondario di spesa il quale eroga fondi posti a sua disposizione a mezzo di ordinativi di pagamento da un organo ordinatore primario di spesa”. (cfr= pagina 5 “manuale della contabilità di Stato” Papiano)
[14] cfr “Ruoli e responsabilità in materia di gestione delle spese di funzionamento e di edilizia giudiziaria “- 6 novembre 2019 – Associazione Dirigenti Giustizia.
[15] nel Ministero della Giustizia su sette posizioni di Capo Dipartimento e Vice Capo Dipartimento nessuna è assegnata ad un dirigente amministrativo e su diciassette posizioni di Direttore Generale una sola posizione è assegnata ad un dirigente amministrativo della giustizia ( fonte= sito Ministero della Giustizia – Percorsi chiari e precisi, un tuo diritto)
[16] negli Uffici Giudiziari Distrettuali e in alcuni Uffici Giudiziari Circondariale sono individuate le figure del Funzionario Delegato espletate, in relazione ai capitoli di competenza, dal Magistrato Capo Ufficio e dal Dirigente Amministrativo. Quest’ultimo è competente per i capitoli 1360,1362 e 1363 che afferiscono alle liquidazioni inerenti : intercettazioni ambientali e telefoniche , consulenze, perizie, custodie dei beni confiscati, onorari e spese agli avvocati e all’ausiliari del magistrato nel patrocinio a spese dello Stato, onorari e spese agli avvocati nelle ipotesi di cui agli articoli dal 115 al 118 DPR 115/02 , testimonianze, indennità ai giudici popolari.
[23] è quanto riportato in “La gestione delle risorse dell’ufficio giudiziario e i rapporti tra capo dell’ Ufficio giudiziario e dirigente amministrativo” in Questione Giustizia – 14 gennaio 2020.
[25] in “La gestione delle risorse dell’ufficio giudiziario e i rapporti tra capo dell’ Ufficio giudiziario e dirigente amministrativo” in Questione Giustizia – 14 gennaio 2020.
[27] sempre in “La gestione delle risorse dell’ufficio giudiziario e i rapporti tra capo dell’ Ufficio giudiziario e dirigente amministrativo” in Questione Giustizia – 14 gennaio 2020.
[28] ancora una volta riemergono nostalgie, mai sopite, per la normativa del 1960, nello specifico articoli 101 e 102 della legge 1196/1960, che disponeva da un lato il principio generale del potere di sorveglianza dei magistrati dirigenti gli uffici giudiziari sul personale amministrativo dell’ufficio medesimo e, dall’altro,prescrivono che la direzione dei servizi affidata ai capi delle cancellerie e delle segreterie , sia esercitata con il necessario consenso e con la prescritta collaborazione del magistrato dirigente “ dal quale sono sentiti in ordine a qualsiasi provvedimento che attinenza con servizi di cancelleria e segreteria”e al quale rispondono ( cfr= delibera Consiglio Superiore della Magistratura del 19 giugno 1996)
[29] segnali evidenti le innumerevoli e spiacevoli situazioni che si sono avuti anche in tempi recenti con episodi di palese prevaricazioni di funzioni.
[30] una normativa che vede un soggetto, il Dirigente Amministrativo soggetto al controllo di un altro soggetto, il magistrato capo ufficio, nei confronti del quale non esiste nessun rapporto gerarchico verticale ma che ne condiziona, con il visto, anche gli obiettivi .
[31] cfr =in “La gestione delle risorse dell’ufficio giudiziario e i rapporti tra capo dell’ Ufficio giudiziario e dirigente amministrativo” in Questione Giustizia – 14 gennaio 2020.
[32] “La gestione delle risorse dell’ufficio giudiziario e i rapporti tra capo dell’ Ufficio giudiziario e dirigente amministrativo” in Questione Giustizia – 14 gennaio 2020.
[35] Si pensi oltre all’esecuzione materiale dei provvedimenti giurisdizionali e per rimanere ai servizi resi all’utenza esterna :al recupero delle spese anticipate e/o prenotate a debito, alle attività di registrazione e rilascio copie atti, all’attività di pagamento e recupero delle spese di giustizia, alla gestione applicativi informatici, alle attività documentali, elettorali, di esecuzione dei contratti ecc..
[36] ai sensi dell’articolo 1 , comma 2, legge 24 aprile 1941 n. 392 ora abrogato
[37] per sopperire alle difficoltà dovute all’entrata in vigore della norma che ha previsto il subentro del Ministero è stata sottoscritta , il 27 agosto 2015, tra lo stesso Ministero della Giustizia e l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI) una convenzione quadro che ha avuto effetti risibili
[38] D.P.R. 15 dicembre 1959 n. 1229 ( ordinamento degli ufficiali giudiziari e degli aiutanti ufficiali giudiziari)
[41] In Ruoli e responsabilità in materia di gestione delle spese di funzionamento e di edilizia giudiziaria – 6 novembre 2019 Nicola Stellato Presidente Associazione Dirigenti Giustizia

References: articolo 5

Articolo 1
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 2
 articolo 2