Source: https://www.ancot.it/legge-4-2013-elenco-voci/858-codice-deontologio-e-di-condotta-del-tributarista.html
Timestamp: 2018-06-22 01:47:44+00:00

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Tributarista A.N.CO.T. - Associazione Nazionale Consulenti Tributari - Codice Deontologio e di Condotta del Tributarista
Codice Deontologio e di Condotta del Tributarista
Iscritto all’Associazione Nazionale Consulenti Tributari - A.N.CO.T
(Approvato dall’Assemblea Nazionale di Rimini del 17/05/2013)
Il Codice deontologico e di Condotta, redatto in lingua italiana ed in inglese, pubblicato sul sito internet dell’Associazione, rappresenta il modello comportamentale, ai cui principi si ispira l’attività professionale svolta dagli Associati A.N.CO.T., ogni attività posta in essere nei rapporti interni all’Associazione e coi terzi.
E’ guida all’attività del Tributarista che esercita in piena libertà, autonomia ed indipendenza, per tutelare i diritti e gli interessi del contribuente, assicurando la conoscenza delle leggi e delle normative vigenti.
Rappresenta, inoltre, parte delle misure adottate da A.N.CO.T per adeguare la propria struttura ai requisiti previsti dalla Legge 4/2013, al fine di predisporre le linee di condotta, interne ed esterne, che l’Associazione deve seguire per la realizzazione degli obiettivi statutari.
L’associazione predispone adeguati strumenti di informazione, prevenzione e controllo, vigilando sulla condotta professionale degli associati ed intervenendo, quando necessario o richiesto, con sanzioni disciplinari per le violazioni del Codice stesso.
Le norme deontologiche e di condotta si applicano a tutti i Tributaristi nella loro attività, nei loro reciproci rapporti, nei rapporti con l’Associazione e nei confronti dei terzi.
ART. 2 - POTESTÀ DISCIPLINARE
Spetta agli organi disciplinari statutari la potestà di infliggere le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione dello Statuto e delle norme deontologiche e di condotta, nei rapporti fra Associati e con l’Associazione.
Per i rapporti con la parte assistita è costituita la Commissione disciplinare paritaria composta da un rappresentante di A.N.CO.T., nominato dal Consiglio Nazionale, ed un rappresentante ADICONSUM.
ART. 3 - VOLONTARIETÀ DELL’AZIONE
ART. 4 - ATTIVITÀ ALL’ESTERO E ATTIVITÀ IN ITALIA DELLO STRANIERO
Nell’esercizio di attività professionali all’estero, che siano consentite dalle disposizioni in vigore, il Tributarista italiano è tenuto al rispetto delle norme deontologiche e di condotta del paese in cui viene svolta l’attività. Del pari il Tributarista straniero, nell’esercizio dell’attività professionale in Italia, quando questa sia consentita, è tenuto al rispetto delle norme deontologiche e di condotta italiane.
ART. 5 - DOVERI DI PROBITÀ, DIGNITÀ E DECORO
Il Tributarista deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro in particolare nel corso di manifestazioni pubbliche organizzate dall’Associazione.
I - Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare il Tributarista cui sia imputabile un comportamento non colposo che abbia violato la legge penale, salva autonoma valutazione sul fatto commesso.
II – Il Tributarista è soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti l’attività tributaria quando si riflettano sulla sua reputazione professionale o compromettano l’immagine dell’Associazione e della classe dei Tributaristi
ART. 6 - DOVERI DI LEALTÀ E CORRETTEZZA/FEDELTÀ E DILIGENZA
ART. 7 - DOVERE DI SEGRETEZZA E RISERVATEZZA
E’ dovere, oltre ché diritto, primario e fondamentale del Tributarista mantenere il segreto sull’attività prestata e su tutte le informazioni che siano a lui fornite dalla parte assistita o di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato.
I - Il Tributarista è tenuto al dovere di segretezza e riservatezza anche nei confronti degli ex-clienti, sia per l’attività fiscale che per l’attività contenziosa o aziendale.
II - La segretezza deve essere rispettata anche nei confronti di colui che si rivolga al Tributarista per chiedere assistenza senza che il mandato sia accettato.
III - Il Tributarista è tenuto a richiedere il rispetto del segreto professionale anche ai propri collaboratori e dipendenti e a tutte le persone che cooperano nello svolgimento dell’attività professionale.
IV - Costituiscono eccezione alla regola generale i casi in cui la divulgazione di alcune informazioni relative alla parte assistita sia richiesta dall’Autorità Giudiziaria.
ART. 8 - DOVERE DI INDIPENDENZA
Nell’esercizio dell’attività professionale il Tributarista ha il dovere di conservare la propria indipendenza e difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti esterni.
I - Il Tributarista non deve tener conto di interessi riguardanti la propria sfera personale.
ART. 9 - DOVERE DI COMPETENZA
Il Tributarista non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con adeguata competenza.
I – Il Tributarista, in ogni documento e rapporto scritto coi clienti, contraddistingue la sua attività come professionista che esercita ex lege 4/2013
II - Il Tributarista deve comunicare all’assistito le circostanze impeditive alla prestazione dell’attività richiesta, valutando, per il caso di contenzioso di particolare impegno e complessità, l’opportunità della integrazione della difesa con altro professionista.
ART.10 -DOVERE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
E’ dovere del Tributarista curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando ed accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori nei quali è svolta l’attività. E’ dovere del Tributarista adempiere agli obblighi di formazione e aggiornamento, partecipando al programma di formazione permanente organizzato dall’A.N.CO.T. , a livello provinciale, regionale e nazionale.
Il Tributarista deve provvedere agli adempimenti previdenziali e fiscali a suo carico, secondo le norme vigenti. Deve altresì assolvere ogni impegno nei confronti dell’associazione di categoria cui appartiene.
Fatta salva l’esplicita indicazione alla legge 4/2013, così come previsto all’art. 9 del presente Codice, è consentito al Tributarista dare informazioni sulla propria attività professionale, secondo correttezza e verità, nel rispetto della dignità e del decoro della professione e degli obblighi di segretezza e di riservatezza.
I - L’informazione può essere data attraverso opuscoli, carta da lettera, rubriche professionali e telefoniche, repertori, reti telematiche, anche a diffusione internazionale. Sia sulle targa che sulla carta intestata è consentito al Tributarista, iscritto regolarmente all’A.N.CO.T., l’utilizzo del logo nei colori e nelle forme previste dal Consiglio Nazionale A.N.CO.T., a condizione che sia da questo preventivamente autorizzato per iscritto e sia in regola col versamento delle quote associative, in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata, in possesso della prevista copertura assicurativa per i rischi professionali, in regola con gli adempimenti connessi all’aggiornamento professionale obbligatorio per il rispetto degli standar qualitativi e di qualificazione professionale previsti dall’Associazione per il mantenimento dell’iscrizione.
Nei rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di diffusione il Tributarista deve ispirarsi a criteri di equilibrio e misura nel rilasciare dichiarazioni e interviste, sia per il rispetto dei doveri di discrezione e di riservatezza verso la parte assistita, sia per evitare atteggiamenti concorrenziali verso i colleghi.
I - Costituisce violazione della regola deontologica, in ogni caso, perseguire fini pubblicitari anche mediante contributi indiretti ad articoli di stampa;
II - Enfatizzare le proprie prestazioni o i propri successi; spendere il nome dei clienti; offrire servizi professionali; intrattenere rapporti con gli organi di informazione e di stampa al solo fine di pubblicità personale.
ART.14- ACQUISIZIONE DELLA CLIENTELA - DIVIETI
I - Il Tributarista non deve corrispondere ad un collega, o ad un altro soggetto, un onorario, una provvigione o qualsiasi altro compenso quale corrispettivo per la prestazione di un cliente.
II - Costituisce infrazione disciplinare l’offerta di omaggi o di prestazioni a terzi ovvero la corresponsione o la promessa di vantaggi per ottenere incarichi.
Indipendentemente dalle disposizioni civili e penali, il Tributarista deve evitare di usare espressioni sconvenienti ed offensive negli scritti in giudizio e nell’attività professionale in genere, sia nei confronti
dei colleghi che nei confronti delle controparti e dei terzi.
Il Tributarista deve mantenere sempre nei confronti dei colleghi un comportamento ispirato a correttezza e lealtà.
I - Il Tributarista è tenuto a rispondere con sollecitudine alle richieste di informativa del collega.
II - Il Tributarista, salvo particolari ragioni, non può rifiutare il mandato ad agire nei confronti di un collega, quando ritenga fondata la richiesta della parte o infondata la pretesa del collega; tuttavia è
obbligo del Tributarista informare appena possibile il Consiglio Nazionale A.N.CO.T. delle iniziative giudiziarie penali e civili da promuovere nei confronti del collega per consentire un tentativo di conciliazione, salvo che sussistano esigenze di urgenza o di riservatezza; in tal caso la comunicazione può essere anche successiva.
III - Il Tributarista non può registrare una conversazione telefonica con il collega. La registrazione, nel corso di una riunione, è consentita soltanto con il consenso di tutti i presenti.
ART.17- RAPPORTI CON I COLLABORATORI DELLO STUDIO
Il Tributarista deve consentire ai propri collaboratori di migliorare la preparazione professionale, compensandone la collaborazione in proporzione all’apporto ricevuto.
Il Tributarista è tenuto verso i praticanti ad assicurare la effettività ed a favorire la proficuità della pratica tributaria al fine di consentire un’adeguata formazione.
Costituisce illecito disciplinare il comportamento del Tributarista che accetti di ricevere la controparte, sapendo che essa è assistita da un collega, senza informare quest’ultimo e ottenere il consenso.
ART.20-OBBLIGO DI SODDISFARE LE PRESTAZIONI AFFIDATE AD ALTRO COLLEGA
Salvo diversa pattuizione, il Tributarista che scelga e incarichi direttamente altro collega di esercitare le funzioni di rappresentanza o assistenza deve provvedere a retribuirlo, ove non adempia la parte assistita.
Il Tributarista è tenuto a dare tempestive istruzioni al collega corrispondente. Quest’ultimo, del pari, è tenuto a dare tempestivamente al collega informazioni dettagliate sull’attività svolta e da svolgere.
I - E’ fatto divieto al Tributarista corrispondente di definire direttamente una controversia, in via transattiva, senza informare il collega che gli ha affidato l’incarico.
II - Il Tributarista corrispondente, in difetto di istruzioni, deve adoperarsi nel modo più opportuno per la tutela degli interessi della parte, informando non appena possibile il collega che gli ha affidato l’incarico.
Nel caso di sostituzione di un collega nel corso di un procedimento di contenzioso, per revoca dell’incarico o rinuncia, il nuovo difensore dovrà rendere nota la propria nomina al collega sostituito, adoperandosi, senza pregiudizio per l’attività difensiva, perché siano soddisfatte le legittime richieste per le prestazioni svolte.
I – Il Tributarista sostituito deve adoperarsi affinché la successione nel mandato avvenga senza danni per l’assistito, fornendo al nuovo difensore tutti gli elementi per facilitargli la prosecuzione della difesa.
ART.23- RESPONSABILITÀ DEI COLLABORATORI, SOSTITUTI E ASSOCIATI
I - Nel caso di associazione professionale, è disciplinarmente responsabile soltanto il Tributarista o i Tributaristi a cui si riferiscano i fatti specifici commessi.
I - L’incarico deve essere conferito dalla parte assistita o da altro professionista che l’assista.
Il Tributarista ha l’obbligo di curare gli interessi della parte assistita nel miglior modo possibile nei limiti del mandato, nell’osservanza della legge e dei principi del codice deontologico e di condotta.
I - Il Tributarista non deve consapevolmente consigliare azioni inutilmente gravose, né suggerire comportamenti, atti o negozi illeciti, fraudolenti o colpiti da nullità.
ART.26- CONFLITTO DI INTERESSI
Il Tributarista ha l’obbligo di astenersi dal prestare attività professionale quando questa determini un conflitto con gli interessi di un proprio assistito.
Non può assumere incarichi o svolgere attività che comportino conflitto di interessi, senza il consenso esplicito del committente
ART.27- INADEMPIMENTO AL MANDATO
Il Tributarista esercita l’attività professionale ex lege 4/2013 ed è tenuto ad informare chiaramente il proprio assistito all’atto dell’incarico delle caratteristiche e della importanza delle attività da espletare, precisando le iniziative e le ipotesi di soluzione possibili. Il Tributarista è tenuto altresì ad informare il proprio assistito sullo svolgimento del mandato affidatogli, quando lo reputi opportuno e ogni qualvolta l’assistito ne faccia richiesta.
In presenza di esplicita richiesta scritta e/o di reclamo scritto formulato dall’assistito, il Tributarista si impegna a rispondere tempestivamente, comunque entro trenta giorni, in maniera esaustiva.
Per incarichi riguardanti il contenzioso:
I - Se richiesto, è obbligo del Tributarista informare la parte assistita sulle previsioni di massima inerenti alla durata e ai costi presumibili del processo.
II - E’ obbligo del Tributario comunicare alla parte assistita la necessità del compimento di determinati atti al fine di evitare prescrizioni, decadenze o altri effetti pregiudizievoli.
Il Tributarista deve comportarsi con puntualità e diligenza nella gestione del denaro ricevuto dal proprio assistito o da terzi per determinati affari o adempimenti (versamento imposte, diritti ecc.) ovvero ricevuto per conto della parte assistita, ed ha l’obbligo di renderne sollecitamente conto.
Il Tributarista è in ogni caso obbligato a restituire senza ritardo alla parte assistita la documentazione dalla stessa ricevuta per l’espletamento del mandato quando questa faccia richiesta.
I - Il Tributarista può trattenere copia della documentazione, senza il consenso della parte assistita, solo quando ciò sia necessario ai fini della liquidazione del compenso e non oltre l’avvenuto pagamento.
Di norma il Tributario richiede alla parte assistita l’anticipazione delle spese e il versamento di adeguati acconti sull’onorario nel corso del rapporto e il giusto compenso al compimento dell’incarico.
I - Il Tributarista non deve richiedere compensi manifestamente sproporzionati all’attività svolta e comunque eccessivi.
II - Il Tributarista nella determinazione del proprio compenso, è tenuto ad utilizzare le indicazioni fornite dal tariffario nazionale A.N.CO.T.. Non può richiedere un compenso maggiore di quello già indicato, in caso di mancato spontaneo pagamento, salvo che ne abbia fatto formale riserva.
III - L’onorario relativo agli incarichi professionali é normalmente predeterminato, commisurato alla complessità delle prestazioni ed eventualmente al raggiungimento dei risultati; le prestazioni non preventivate, sono calcolate con riferimento alla Tariffa Professionale A.N.CO.T., preventivamente visionata dal Committente e reperibile sul sito internet dell’Associazione
ART.32- PER IL CONTENZIOSO IN GENERE
Fermo restando ogni diritto del consumatore, un eventuale contenzioso deve prioritariamente essere sottoposto al tentativo di conciliazione presso un’apposita commissione paritaria composta da un rappresentante dell’A.N.CO.T. ed un rappresentante ADICONSUM.
Il Tributarista può agire giudizialmente nei confronti della parte assistita per il pagamento delle proprie prestazioni professionali, previa rinuncia al mandato e solo dopo aver espletato il tentativo di conciliazione.
Il Tributarista ha diritto di rinunciare al mandato.
I - In caso di rinuncia al mandato il Tributarista deve dare alla parte assistita un preavviso adeguato alle circostanze, e deve informarla di quanto è necessario fare per non pregiudicare il corretto adempimento delle norme fiscali.
ART. 34 – REALIZZAZIONE DELLINFORMAZIONE PUBBLICA E VIGILANZA
Conformemente a quanto disposta dalla legga 4/2013, l’A.N.CO.T. provvede a pubblicare sul proprio sito internet
- l’atto costitutivo e lo statuto dell’Associazione
- l’esplicita identificazione dell’attività professionale cui si riferisce
- la propria struttura organizzativa
- i requisiti necessari per la partecipazione all’associazione
- l’assenza di scopo di lucro
- l’elenco degli iscritti, aggiornato annualmente
Istituisce, inoltre, uno sportello di riferimento per il cittadino, per le opportune informazioni relative all’attività svolta, la struttura organizzativa e la gestione di eventuali contenziosi.
Il Consiglio Nazionale dell’Associazione è il soggetto preposto alla corretta applicazione del presente Codice Deontologico e di Condotta e provvede al suo monitoraggio nel tempo, adeguandolo alle esigenze evolutive dell’Associazione e del mercato.
ART.35- VIOLAZIONI NEI RAPPORTI CON L’ASSOCIAZIONE E GLI ASSOCIATI
Il Consiglio Nazionale è l’organo disciplinare statutario preposto a valutare le inadempienze degli Associati alle obbligazioni derivanti dalla legge, dallo Statuto dell’Associazione e dal Codice Deontologico e di Condotta.
Valuta i comportamenti lesivi dell’etica e dei doveri professionali, l’illegittimo utilizzo del logo dell’Associazione (Marchio) e comunque qualsiasi altra pratica commerciale scorretta, ai sensi del codice del consumo.
Adotta, a secondo della gravità della mancanza:
- l’ammonizione
- la censura scritta
- la sospensione cautelativa, per un periodo non superiore a sei mesi
- l’espulsione e/o il risarcimento del danno
ART.36- VIOLAZIONI NEI RAPPORTI CON LA PARTE ASSISTITA
La Commissione disciplinare paritaria, composta da un rappresentante di A.N.CO.T. nominato dal Consiglio Nazionale e da un rappresentante ADICONSUM, è l’organo disciplinare preposto a valutare le inadempienze del Tributarista nei rapporti con la parte assistita e le istanze presentate allo sportello di riferimento per il cittadino.
Le sanzioni che adotta, valutata la gravità dei fatti e tenuto conto dei comportamenti, nonché delle specifiche circostanze, soggettive ed oggettive, che hanno concorso sono:
- il risarcimento del danno, anche attraverso la copertura assicurativa obbligatoria, per i rischi professionali
- l’invio all’organo disciplinare di cui al precedente art. 35, per eventuali provvedimenti di ammonizione, censura scritta, sospensione cautelativa ed espulsione.
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References: ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART.10

ART.14

ART.17

ART.20

ART.23

ART.26

ART.27

ART.32

ART. 34

ART.35

ART.36
 art. 35