Source: http://www.artiemestierisociali.org/statuto.asp
Timestamp: 2014-10-23 11:00:42+00:00

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Arti & Mestieri Sociali - STATUTO
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Notizie da Arti & Mestieri Sociali
TITOLO IV: Recesso - Esclusione
TITOLO V: Disciplina della prestazione mutualistica e regolamento interno
TITOLO VI: Requisiti mutualistici
TITOLO VII: Soci finanziatori e alti strumenti finanziari
TITOLO VIII: Ristorni
TITOLO IX: Patrimonio
TITOLO X: Organi sociali
TITOLO XI: Risoluzione delle controversie
TITOLO XIII: Disposizioni finali
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E' costituita la Societ� Cooperativa denominata:
"Libera Compagnia di Arti & Mestieri Sociali - Cooperativa Sociale a R.L."
La Cooperativa potr� istituire, su delibera del Consiglio di Amministrazione, uffici amministrativi e/o stabilimenti operativi aventi carattere di sedi secondarie o di succursali sia in Italia che nei Paesi della Comunit� Europea.
La Societ� ha sede legale in San Donato Milanese (Mi).
Per tutto quanto non espressamente previsto dallo statuto e nei relativi regolamenti attuativi, si applicano le disposizioni del codice civile e delle leggi speciali sulle cooperative, nonch� le disposizioni in materia di societ� per azioni in quanto compatibili con la disciplina cooperativistica.
La Cooperativa ha durata fino al 31 (trentuno) dicembre 2100 (duemilacento); tale durata potr� essere prorogata con deliberazione della Assemblea Straordinaria.
Scopo della cooperativa � quello di perseguire l'interesse generale della comunit� alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi socio sanitari ed educativi ai sensi dell'articolo uno, primo comma punto a), della legge 8 novembre 1991 n. 381 e successive modificazioni e integrazioni. La Cooperativa organizza un'impresa che persegue, mediante la solidale partecipazione dei soci e di tutto il gruppo sociale che ad essa fa riferimento, gli obiettivi della legge predetta.
La Cooperativa � retta dal principio della mutualit�, in ossequio a quanto disposto dall'art. 2511 del Codice Civile e dalle vigenti leggi in materia di cooperazione.
Lo scopo che i Soci della Cooperativa intendono perseguire � quello di ottenere, tramite la gestione in forma associata della Azienda, continuit� di occupazione e migliori condizioni economiche, sociali e professionali.
Per il conseguimento dello scopo ed in relazione alle concrete esigenze produttive la Cooperativa stipula con i Soci contratti di lavoro ulteriore, in forma subordinata o autonoma o in qualsiasi altra forma, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata continuativa.
Analoghi contratti di lavoro potranno essere stipulati dalla Cooperativa anche con soggetti non Soci, al fine del conseguimento dello scopo sociale.
La Societ� si propone:
1 - di assicurare ai propri Soci lavoro giustamente remunerato e distribuito;
2 - di assicurare ai propri Soci una adeguata remunerazione del capitale investito entro i limiti consentiti dalle leggi che regolano la cooperazione;
3 - di stimolare lo spirito di previdenza, di risparmio e di solidariet� dei Soci in conformit� delle vigenti disposizioni di legge in materia di raccolta del risparmio, anche istituendo una sezione di attivit� - appositamente regolamentata - per la raccolta di prestiti, limitata ai soli Soci, effettuata esclusivamente ai fini del pi� ampio conseguimento dell'oggetto sociale;
Oggetto della cooperativa sono le attivit� socio sanitarie ed educative di cui all'articolo uno, primo comma punto a), della legge 8 novembre 1991 n. 381, e specificatamente le seguenti:
a) attivit� rivolte ai minori ed ai giovani:
- interventi e servizi per la promozione dei diritti dei minori e giovani: centri di aggregazione giovanile, educativa di strada, progetti con le scuole, attivit� di orientamento, orientamento attivo con borse lavoro, facilitazione Consigli Comunali Ragazzi;
- interventi e servizi per la tutela del minore anche a carattere residenziale: Assistenza Domiciliare Minori, Comunit� per bambini, adolescenti e giovani, residenziali e diurne, accoglienza in Pronto Intervento, Comunit� Diurna per il sostegno alla genitorialit�, gruppi appartamento, tutoring educativo, interventi educativi nelle scuole, spazio neutro, attivit� di sostegno alla genitorialit�, Servizi Minori Famiglia, etc.;
- interventi volti a contrastare e prevenire il fenomeno del maltrattamento e dell'abuso all'infanzia; interventi di accoglienza e trattamento delle vittime di maltrattamento e abuso;
- progettualit� di integrazione e promozione dei diritti dei soggetti stranieri: facilitazione linguistica, mediazione culturale, educazione interculturale;
- attivit� socio-culturali;
- attivit� di animazione e di gestione delle vacanze;
- gestione di servizi per la prima infanzia, asili nido, tempi per le famiglie e simili;
b) attivit� rivolte a portatori di handicap:
- la gestione di centri socio-educativi, educazione ed assistenza;
- il sostegno e stimolo all'autonomia personale ed assistenza: domiciliare, residenziale ed all'interno della scuola;
- attivit� di animazione e di gestione del tempo libero;
- attivit� di riabilitazione;
c) attivit� rivolta ad anziani:
- servizi domiciliari e residenziali di sostegno all'autonomia personale;
- attivit� di animazione e socio-culturale;
- centri diurni.
d) attivit� di formazione, consulenza e supervisione psicopedagogia;
e) la gestione di circoli sociali, culturali, ricreativi, con annessi pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande anche alcoliche e superalcoliche, centri polivalenti, sale di ritrovo e ricreazione, biblioteche, sale di lettura, sale da ballo, impianti sportivi in genere, condotti in proprio o ceduti in gestione a terzi;
f) l'acquisto e la vendita di libri usati.
La Cooperativa potr�, inoltre, svolgere qualsiasi altra attivit� connessa ed affine a quelle sopra elencate, nonch� compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni di natura immobiliare e mobiliare, industriale e finanziaria necessarie od utili alla realizzazione degli scopi sociali e, comunque sia direttamente che indirettamente, attinenti ai medesimi nonch�, tra l'altro, per la sola identificazione esemplificativa:
a) concorrere ad aste pubbliche e private ed a licitazioni private ed altre;
b) istituire e gestire cantieri, stabilimenti, officine, impianti e magazzini necessari per l'espletamento delle attivit� sociali;
c) assumere interessenze e partecipazioni, sotto qualsiasi forma, in societ� di capitali comunque costituite, specie se svolgono attivit� analoghe e comunque accessorie all'attivit� sociale;
d) dare adesioni e partecipazioni ad Enti ed Organismi economici, consortili e fidejussori pubblici o privati, diretti a consolidare e sviluppare il Movimento cooperativo ed agevolarne gli scambi, gli approvvigionamenti ed il credito;
e) concedere avalli cambiari, fidejussioni ed ogni qualsiasi altra garanzia sotto qualsivoglia forma agli Enti cui la Cooperativa aderisce, nonch� a favore di terzi, nel tassativo rispetto dei limiti previsti dalle vigenti leggi;
f) favorire e sviluppare iniziative sociali, mutualistiche, previdenziali, assistenziali culturali e ricreative sia con creazione di apposite Sezioni, sia con partecipazione ad Organismi ed Enti idonei.
Per agevolare il conseguimento dello scopo sociale e quindi la realizzazione dell'oggetto sociale, la Cooperativa potr� provvedere alla costituzione di fondi per lo sviluppo tecnologico o la ristrutturazione o il potenziamento aziendale.
ART. 5 Numero e requisiti
Il numero di Soci � illimitato; non potr� essere inferiore al minimo stabilito dalla legge.
Possono essere Soci cooperatori i lavoratori di ambo i sessi che abbiano compiuto il diciottesimo anno di et� che esercitino o siano in grado di acquisire la professionalit� necessaria all'esercizio di mestieri attinenti alla natura della attivit� della Cooperativa e che, per la loro capacit� effettiva di lavoro, attitudine e specializzazione professionale, possano partecipare direttamente ai lavori della Cooperativa ed attivamente cooperare al suo esercizio ed al suo sviluppo.
Possono essere ammessi soci cooperatori volontari, di cui all'articolo due della legge 8 novembre 1991, n. 381, che prestino la loro attivit� gratuitamente. I soci cooperatori volontari sono iscritti in una apposita sezione del libro dei soci, il loro numero non pu� superare la met� del numero complessivo dei soci. Ai soci cooperatori volontari pu� essere corrisposto soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate, sulla base di parametri stabiliti dalla cooperativa per la totalit� dei soci. Le prestazioni dei soci cooperatori volontari possono essere utilizzate in misura complementare e non sostitutiva rispetto ai parametri di impiego di operatori professionali.
Possono essere altres� ammessi coloro che in base alle proprie esigenze o condizioni personali, familiari o professionali intendono avvalersi dei servizi svolti dalla cooperativa.
Nel caso in cui, con apposito Regolamento, sia disciplinata la raccolta dei prestiti, limitatamente ai Soci, sia cooperatori che sovventori, ed esclusivamente ai fini del conseguimento dello scopo sociale, � data facolt� ai Soci stessi di conferire i propri risparmi nel Fondo all'uopo istituito.
ART. 6 Procedure di ammissione
Chi intende essere ammesso come Socio dovr� presentare al Consiglio di Amministrazione domanda scritta, con i seguenti dati ed elementi:
a. cognome, nome, luogo e data di nascita, domicilio, cittadinanza;
b. precisazione delle attitudini e capacit� professionali;
c. l'ammontare del Capitale Sociale che si propone di sottoscrivere, entro i limiti minimi e massimi di legge e del presente Statuto;
d. versamento della tassa di ammissione, se e nella misura stabilita dal Consiglio di Amministrazione;
e. dichiarazione di attenersi al presente Statuto, ai Regolamenti ed alle deliberazioni legalmente adottate dagli Organi Sociali.
La domanda di ammissione da parte del Socio non persona fisica (Ente, Organismo o Persona giuridica) dovr� contenere:
1) denominazione o ragione sociale, sede, attivit�;
2) delibera di autorizzazione con indicazione della persona fisica designata a rappresentare l'Ente, Organismo o Persona giuridica;
3) caratteristiche ed entit� degli associati;
4) ammontare del Capitale Sociale che si propone di sottoscrivere;
5) copia dello Statuto e della delibera di autorizzazione.
Il consiglio d'amministrazione, accertata la sussistenza dei requisiti e delle condizioni di cui al presente statuto e l'inesistenza delle cause di incompatibilit�, delibera entro sessanta giorni sulla domanda e stabilisce le modalit� ed i termini per il versamento del capitale sociale.
La delibera di ammissione deve essere comunicata all'interessato e annotata a cura degli amministratori nel libro dei soci.
In caso di rigetto della domanda di ammissione, il consiglio di amministrazione deve motivare entro sessanta giorni la relativa delibera e comunicarla all'interessato. In tal caso, l'aspirante socio pu�, entro sessanta giorni dalla comunicazione, chiedere che sulla domanda di ammissione si pronunci l'assemblea dei soci in occasione della sua prima successiva convocazione.
Nel caso di deliberazione difforme da quella del consiglio di amministrazione, quest'ultimo � tenuto a recepire quanto stabilito dall'assemblea con deliberazione da assumersi entro trenta giorni dalla data dell'assemblea stessa.
Il consiglio di amministrazione illustra nella relazione di bilancio le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all'ammissione di nuovi soci.
Il domicilio dei Soci, relativamente a tutti i rapporti con la Societ�, � quello risultante dal Libro dei Soci; il Socio � tenuto a comunicare tempestivamente ogni variazione dei dati previsti dal presente articolo.
I Soci dovranno versare la tassa di ammissione se e nella misura stabilita dal Consiglio di Amministrazione ed in nessun caso restituibile.
Essi sono, inoltre, obbligati:
a) al versamento del Capitale Sociale sottoscritto con le modalit� e nei termini previsti dalla legge e dal presente statuto;
b) all'osservanza dello Statuto, dei Regolamenti e delle deliberazioni legalmente adottate dagli Organi sociali;
c) a prestare il proprio lavoro nella Cooperativa in relazione alla quantit� e qualit� delle prestazioni di lavoro disponibili secondo le esigenze in atto e secondo quanto previsto nel Regolamento Interno;
d) al versamento del sovrapprezzo approvato dall'assemblea dei soci su proposta del consiglio di amministrazione.
Le prestazioni di cui al punto c) si applicano esclusivamente ai Soci lavoratori.
Quando almeno un decimo del numero complessivo dei soci lo richieda, ovvero almeno un ventesimo quando la cooperativa ha pi� di tremila soci, gli stessi hanno inoltre diritto ad esaminare il libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione e il libro delle deliberazioni del comitato esecutivo, se esiste. L'esame deve essere svolto attraverso un rappresentante, eventualmente assistito da un professionista di sua fiducia.
Tali diritti non spettano ai soci in mora per la mancata esecuzione dei conferimenti o inadempienti rispetto alle obbligazioni contratte con la societ�.
É fatto divieto ai Soci cooperatori, ancorch� non titolari di rapporto ulteriore, di iscriversi contemporaneamente ad altre Cooperative e/o di associarsi a Societ� che perseguano identici scopi sociali, o che comunque esplichino attivit� nel medesimo settore economico-produttivo, salvo specifico assenso del Consiglio di Amministrazione in ordine a particolari motivi di convenienza attinenti allo sviluppo delle relazioni interaziendali tra Cooperative dello stesso settore.
É, altres�, vietato al Socio cooperatore, ancorch� non titolare di rapporto ulteriore, di prestare lavoro comunque retribuito a favore di terzi esercenti Imprese che operano nel medesimo settore economico-produttivo della Cooperativa, nonch� svolgere attivit� concorrenti in proprio, salvo specifico assenso del Consiglio di Amministrazione.
Il Socio deve, inoltre, astenersi anche al di fuori dello svolgimento del rapporto sociale e di lavoro ulteriore, dal tenere comportamenti incompatibili con l'affidamento che la Cooperativa deve riporre nella sua attitudine professionale e personale a partecipare alla attivit� sociale ed al conseguimento degli scopi sociali.
ART. 9 Soci ammessi nella categoria speciale
Il Consiglio di Amministrazione pu� deliberare, nei limiti previsti dalla legge, l'ammissione di nuovi soci cooperatori in una categoria speciale in ragione dell'interesse:
Nel caso di cui alla lettera a) del comma 1, il consiglio di amministrazione pu� ammettere alla categoria speciale coloro che debbano acquisire, completare o integrare la loro formazione professionale in ragione del perseguimento degli scopi sociali ed economici, in coerenza con le strategie di medio e lungo periodo della cooperativa.
Nel caso di cui alla lettera b) del comma 1, il consiglio di amministrazione pu� ammettere alla categoria speciale coloro che sono in grado di concorrere, ancorch� parzialmente, al raggiungimento degli scopi sociali ed economici, in coerenza con le strategie di medio e lungo periodo della cooperativa.
La delibera di ammissione del consiglio di amministrazione, in conformit� con quanto previsto da apposito regolamento, stabilisce:
1) la durata del periodo di formazione o di inserimento del socio nella categoria speciale;
2) i criteri e le modalit� attraverso i quali si articolano le fasi di formazione professionale o di inserimento nell'assetto produttivo della cooperativa;
3) le azioni o la quota che il socio iscritto nella categoria speciale deve sottoscrivere al momento dell'ammissione
Ai soci iscritti nella categoria speciale pu� essere erogato il ristorno anche in misura inferiore rispetto ai soci ordinari, in relazione ai costi di formazione professionale o di inserimento nell'impresa cooperativa. Agli stessi soci non spetta comunque l'attribuzione dei ristorni nelle forme di aumento del capitale sociale o di emissione di strumenti finanziari.
Il socio appartenente alla categoria speciale ha il dovere di partecipare alle assemblee ed esercita il diritto di voto al termine del periodo di inserimento stabilito ai punti precedenti. Non pu� rappresentare in assemblea altri soci.
Il socio appartenente alla categoria speciale non pu� essere eletto nel consiglio di amministrazione della cooperativa.
I soci iscritti nella categoria speciale non possono esercitare i diritti previsti dall'articolo 2545-bis del codice civile.
Salvi i casi di recesso ed esclusione previsti dal presente statuto, alla data di scadenza del periodo di formazione od inserimento, il socio iscritto nella categoria speciale � ammesso a godere i diritti che spettano agli altri soci cooperatori a condizione che, come previsto dal regolamento e dalla delibera di ammissione, egli abbia rispettato i doveri inerenti la formazione professionale, conseguendo i livelli qualitativi prestabiliti dalla cooperativa, ovvero abbia rispettato gli impegni di partecipazione all'attivit� economica della cooperativa, finalizzati al proprio inserimento nell'organizzazione aziendale. In tal caso, il consiglio di amministrazione deve comunicare la delibera di ammissione in qualit� di socio ordinario all'interessato, secondo le modalit� e con gli effetti previsti dal presente statuto.
La qualit� di Socio si perde per recesso, esclusione e per causa di morte o scioglimento dell'Ente, Organismo o Persona giuridica.
ART. Il Recesso
Oltre che nei casi stabiliti dalla legge, pu� recedere il Socio cooperatore:
a) che non si trovi pi� in grado, per gravi e comprovati motivi di ordine familiare o personale, di partecipare al raggiungimento degli scopi sociali;
b) la cui prestazione lavorativa sia stata sospesa per temporanea indisponibilit� di occasioni di lavoro.
Qualora i presupposti del recesso siano ritenuti insussistenti, gli amministratori debbono darne immediata comunicazione al socio, che entro sessanta giorni potr� attivare le relative procedure di legge e di Statuto.
Il recesso ha effetto per quanto riguarda il rapporto sociale dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda, mentre per il rapporto di prestazione mutualistica il recesso ha effetto alla scadenza dell'eventuale periodo di preavviso previsto dal regolamento.
Le azioni nominative emesse ai Soci sovventori e le azioni di partecipazione cooperativa potranno indicare un termine decorso il quale il titolare dell'azione avr� diritto a recedere dalla societ�.
Salvo interesse della cooperativa alla prosecuzione del rapporto societario l'esclusione viene deliberata dal Consiglio di Amministrazione nei confronti del Socio:
a) che commetta gravi inadempienze delle obbligazioni che derivano dalla legge, dal presente Statuto, dai Regolamenti Sociali, dalle deliberazioni degli Organi Sociali;
b) che nell'esecuzione del proprio lavoro oggetto del rapporto mutualistico si renda responsabile di inadempimenti che incidano sull'elemento fiduciario, nonch� nei casi di riduzione individuale o collettiva di personale per esigenze tecniche, organizzative, produttive, aziendali, per superamento del periodo di conservazione del posto per infermit� a qualsiasi causa dovuta, per inabilit� sopravvenuta, per mancato superamento del periodo di prova, per mancato raggiungimento degli obiettivi formativi o partecipativi da parte dei soci iscritti nella categoria speciale;
c) che non partecipi per pi� di tre volte consecutive alle Assemblee regolarmente convocate in difetto di idonei motivi da comunicare entro i cinque giorni successivi;
e) che venga a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilit� previste dall'art. 8;
g) che venga condannato con sentenza penale passata in giudicato per reati infamanti;
h) che venga dichiarato inabilitato o fallito durante il corso del rapporto associativo;
i) che sia in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia, salvo interesse della Cooperativa alla prosecuzione del rapporto.
L'esclusione del socio determina la cessazione del rapporto di prestazione mutualistica contestualmente, o alla scadenza del termine di preavviso eventualmente previsto dal Regolamento.
ART. 13 Provvedimenti in caso di recesso ed esclusione
Le deliberazioni prese in materia di esclusione debbono essere comunicate ai Soci destinatari mediante Raccomandata o mediante Raccomandata a mano.
ART. 14 Liquidazione
I Soci receduti od esclusi hanno soltanto il diritto al rimborso del Capitale Sociale da essi effettivamente versato, o successivamente incrementato la cui liquidazione avr� luogo sulla base del Bilancio di esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale, limitatamente al Socio, divenga operativo.
Il rimborso, fatto salvo il diritto di ritenzione spettante alla Cooperativa fino alla concorrenza di ogni proprio eventuale credito certo, verr� effettuato nei termini previsti dall'art. 2535 del Codice Civile.
Ad ogni modo il rimborso verr� liquidato su richiesta scritta dell'interessato.
Il sovrapprezzo versato dal socio non � rimborsabile.
I Soci receduti od esclusi dovranno richiedere in forma scritta il rimborso, entro e non oltre l'anno di scadenza come indicato dall'art. 2535 del Codice Civile.
In caso di morte spetta agli eredi il rimborso della quota effettivamente versata ed eventualmente rivalutata, nella misura e con le modalit� di cui al precedente articolo.
Gli eredi del Socio cooperatore defunto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione della quota, idonea documentazione ed atto notorio, comprovanti che essi sono gli aventi diritto alla riscossione e la nomina di un unico delegato alla riscossione medesima. Le quote per le quali non sar� richiesto il rimborso entro il termine suddetto e quelle comunque non rimborsate verranno destinate al fondo di riserva.
In considerazione della peculiare posizione giuridica del Socio cooperatore titolare di un rapporto di lavoro ulteriore, la prestazione di lavoro del Socio stesso e la relativa retribuzione sono disciplinate dall'apposito Regolamento Interno che dovr� contenere quanto previsto dalla legge n.142/2001 e successive modificazioni ed integrazioni alla medesima.
� vietato distribuire i dividendi in misura superiore all'interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato.
� vietato remunerare gli strumenti finanziari, offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori, in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi.
Le riserve obbligatorie per legge cos� come individuate dall'art. 2545-ter del codice civile sono indivisibili e ne � vietata la distribuzione, sotto qualsiasi forma, durante la vita della cooperativa e all'atto del suo scioglimento.
In caso di scioglimento della societ�, l'intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, deve essere devoluto ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
Le clausole del presente titolo sono inderogabili e devono essere in fatto osservate; in ogni caso, la loro modifica o soppressione deve essere deliberate dall'assemblea straordinaria con le stesse maggioranze previste per la modificazione dello statuto.
ART.18 Norme applicabili
Ferme restando le disposizioni di cui al Titolo III del presente Statuto, possono essere ammessi alla Cooperativa soci finanziatori, di cui all'art. 2526 cod. civ.
Rientrano in tale categoria anche i soci sovventori disciplinati dall'art. 4 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, nonch� i sottoscrittori delle azioni di partecipazione cooperativa di cui agli artt. 5 e 6 della stessa legge n. 59.
Oltre a quanto espressamente stabilito dal presente Titolo, ai soci finanziatori si applicano le disposizioni dettate a proposito dei soci ordinari, in quanto compatibili con la natura del rapporto. Non si applicano le disposizioni concernenti i requisiti di ammissione, le cause di incompatibilit� e le condizioni di trasferimento.
ART. 19 Imputazione a capitale sociale
I conferimenti dei soci finanziatori sono imputati ad una specifica sezione del capitale sociale della Cooperativa. A tale sezione del capitale sociale � altres� imputato il fondo per il potenziamento aziendale costituito con i conferimenti dei sovventori, di cui al successivo art. 27 del presente Statuto.
I conferimenti dei soci finanziatori possono avere ad oggetto denaro, beni in natura o crediti, e sono rappresentati da azioni nominative trasferibili di valore non inferiore e non superiore ai limiti di legge.
I versamenti sulle azioni sottoscritte dai soci finanziatori da liberarsi in denaro potranno essere effettuati quanto al venticinque per cento all'atto della sottoscrizione e la parte restante nei termini da stabilirsi dal consiglio di amministrazione.
ART. 20 Trasferibilit� dei titoli
Salvo contraria disposizione adottata dall'assemblea in sede di emissione dei titoli, le azioni dei soci finanziatori possono essere sottoscritte e trasferite esclusivamente previo gradimento del consiglio di amministrazione. Il socio finanziatore che intenda trasferire le azioni deve comunicare al consiglio di amministrazione il proposto acquirente ed il consiglio ha la facolt� di pronunciarsi entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione. In caso di mancato gradimento del soggetto acquirente indicato dal socio che intende trasferire i titoli, il consiglio provveder� ad indicarne altro gradito. Decorso il predetto termine, il socio sar� libero di vendere al proposto acquirente.
Salva contraria disposizione adottata dall'assemblea in sede di emissione dei titoli, il socio finanziatore, ad eccezione delle azioni di socio sovventore e delle azioni di partecipazione cooperativa, non pu� trasferire i titoli ai soci ordinari.
La societ� ha facolt� di non emettere i titoli ai sensi dell'art. 2346, comma 1.
ART. 21 Modalit� di emissione e diritti amministrativi dei soci finanziatori
L'emissione delle azioni destinate ai soci finanziatori deve essere disciplinata con deliberazione dell'assemblea straordinaria con la quale devono essere stabiliti l'importo complessivo dell'emissione e le modalit� di esercizio del diritto di opzione dei soci sulle azioni emesse, ovvero l'autorizzazione agli amministratori ad escludere o limitare lo stesso, in conformit� con quanto previsto dagli artt. 2524 e 2441 cod. civ. e in considerazione dei limiti disposti per i soci ordinari dalle lettere b) e c) dell'articolo 2514, che dovr� essere specificata su proposta motivata degli amministratori.
Con la stessa deliberazione potranno altres� essere stabiliti il prezzo di emissione delle azioni, in proporzione all'importo delle riserve divisibili, ad esse spettante, e gli eventuali diritti patrimoniali ovvero amministrativi eventualmente attribuiti ai portatori delle azioni stesse in deroga alle disposizioni generali contenute nel presente statuto.
A ciascun socio finanziatore � attribuito un numero di voti proporzionale al numero delle azioni sottoscritte. A ciascun socio sovventore non possono tuttavia essere attribuiti pi� di cinque voti.
Ai soci ordinari non possono essere attribuiti voti in qualit� di sottoscrittori di strumenti finanziari.
I voti complessivamente attribuiti ai soci finanziatori non devono superare il terzo dei voti spettanti all'insieme dei soci presenti o rappresentati in ciascuna assemblea. Qualora, per qualunque motivo, si superi tale limite, i voti dei soci finanziatori saranno ricondotti automaticamente entro la misura consentita, applicando un coefficiente correttivo determinato dal rapporto tra il numero massimo dei voti ad essi attribuibili per legge e il numero di voti da essi portato.
Ai soci finanziatori, in considerazione dell'interesse che essi hanno nell'attivit� sociale, � riservata la nomina di almeno un amministratore e un sindaco effettivo e supplente nonch� di un liquidatore in caso di scioglimento della cooperativa. Tale nomina sar� deliberata a maggioranza dei voti spettanti ai soli soci finanziatori. La deliberazione dell'assemblea di emissione delle azioni destinate ai soci finanziatori pu� prevedere la nomina da parte di tale categoria di un numero maggiore di amministratori o sindaci, purch� non superiore ad un terzo dei complessivi membri dell'organo.
La deliberazione dell'assemblea stabilisce altres� i compiti che vengono attribuiti al consiglio di amministrazione ai fini del collocamento dei titoli.
ART. 22 Diritti patrimoniali e recesso dei soci finanziatori
Le azioni dei soci finanziatori sono privilegiate nella ripartizione degli utili nella misura stabilita dalla deliberazione dell'assemblea straordinaria. Qualora sia attribuito, il privilegio deve essere corrisposto anche nel caso in cui l'Assemblea decida di non remunerare le azioni dei soci cooperatori.
A favore dei soci sovventori e delle azioni di partecipazione cooperativa il privilegio opera comunque in misura non superiore a due punti percentuali rispetto alla remunerazione delle azioni dei soci cooperatori stabilita dall'Assemblea ordinaria dei soci.
La remunerazione delle azioni sottoscritte dai soci cooperatori, in qualit� di soci finanziatori, non pu� essere superiore a due punti rispetto al limite previsto per i dividendi dalla lettera a) dell'articolo 2514 del codice civile.
La delibera di emissione pu� stabilire in favore delle azioni destinate ai soci finanziatori l'accantonamento di parte degli utili netti annuali a riserva divisibile, in misura proporzionale al rapporto tra capitale conferito dai soci finanziatori medesimi e patrimonio netto.
In caso di scioglimento della Cooperativa, le azioni di socio finanziatore hanno diritto di prelazione nel rimborso del capitale sociale, rispetto a quelle dei soci cooperatori, per il loro intero valore. Ai fini della determinazione del valore delle azioni si terr� conto sia del valore nominale, sia della quota parte di riserve divisibili, ivi compresa la riserva da sovrapprezzo.
Oltre che nei casi previsti dall'art. 2437 cod. civ., ai soci finanziatori il diritto di recesso spetta quando sia decorso il periodo minimo di tre anni a decorrere dalla data di iscrizione nel libro soci. Fermi restando i casi previsti dalla legge, la deliberazione di emissione delle azioni pu� escludere la possibilit� di recesso, ovvero stabilire un periodo maggiore.
In tutti i casi in cui � ammesso il recesso, il rimborso delle azioni dovr� avvenire secondo le modalit� previste dagli artt. 2437-bis e seguenti, cod. civ., per un importo corrispondente al valore nominale e alla quota parte di riserve divisibili ad esse spettanti, ivi compresa la riserva da sovrapprezzo.
ART 23 Azioni di partecipazione cooperativa
Con deliberazione dell'assemblea ordinaria la Cooperativa pu� adottare procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo e all'ammodernamento aziendale, secondo quanto stabilito dall'art. 5, legge 59/1992. In tal caso la Cooperativa pu� emettere azioni di partecipazione cooperativa, anche al portatore se interamente liberate, prive del diritto di voto e privilegiate nella ripartizione degli utili.
Le azioni di partecipazione cooperativa possono essere emesse per un ammontare non superiore alla minor somma tra il valore contabile delle riserve indivisibili o del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio certificato e depositato presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale.
Le azioni di partecipazione cooperativa devono essere offerte in opzione, in misura non inferiore alla met�, ai soci e ai lavoratori dipendenti della Cooperativa.
Alle azioni di partecipazione cooperativa spettano i privilegi patrimoniali stabiliti dall'articolo precedente.
Con apposito regolamento, approvato dall'assemblea ordinaria dei soci, sono determinate le modalit� attuative delle procedure di programmazione di cui all'alinea del presente articolo. L'assemblea speciale degli azionisti di partecipazione determina le modalit� di funzionamento dell'assemblea stessa e di nomina del rappresentante comune.
Il rappresentante comune degli azionisti di partecipazione pu� esaminare i libri sociali e chiederne estratti, pu� assistere alle assemblee dei soci, con facolt� di impugnarne le deliberazioni; provvede all'esecuzione delle deliberazioni dell'assemblea speciale e tutela gli interessi dei possessori di azioni di partecipazione cooperativa nei confronti della Societ�.
ART. 24 Diritti di partecipazione alle assemblee
L'assemblea speciale � convocata dal consiglio di amministrazione della Cooperativa o dal rappresentante comune della categoria, quando questi lo ritengano necessario o quando ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei possessori di azioni nominative della categoria.
Le modalit� di funzionamento delle assemblee speciali sono determinate in base a quanto previsto dagli artt. 2363 e seguenti, codice civile, in quanto compatibili con le successive disposizioni del presente Statuto.
ART. 25 Strumenti finanziari di debito
Con deliberazione dell'assemblea straordinaria, la Cooperativa pu� emettere obbligazioni nonch� strumenti finanziari di debito, diversi dalle obbligazioni, ai sensi degli artt. 2410 e seguenti, codice civile.
a) l'importo complessivo dell'emissione, il numero dei titoli emessi ed il relativo valore nominale unitario;
b) le modalit� di circolazione;
c) i criteri di determinazione del rendimento e le modalit� di corresponsione degli interessi;
d) il termine di scadenza e le modalit� di rimborso.
All'assemblea speciale degli obbligazionisti ed al relativo rappresentante comune si applica quanto previsto dalle norme di legge e dal presente statuto.
L'assemblea che approva il bilancio pu� deliberare, su proposta del consiglio di amministrazione, l'erogazione del ristorno ai soci cooperatori, nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabilite dalla normativa vigente, dalle disposizioni del presente statuto e dal relativo apposito regolamento.
Il ristorno � ripartito tra i soci cooperatori proporzionalmente alla qualit� e alla quantit� degli scambi mutualistici, in relazione all'entit� della retribuzione e all'inquadramento professionale, in conformit� con i criteri stabiliti dall'apposito regolamento che in via preliminare deve tenere conto delle retribuzioni dei soci.
L'assemblea pu� deliberare la ripartizione dei ristorni a ciascun socio:
b) mediante aumento proporzionale delle rispettive quote con l'emissione di nuove azioni di capitale;
c) mediante l'emissione di strumenti finanziari di cui al presente statuto.
ART. 27 Patrimonio sociale
1. da un numero illimitato di quote dei soci cooperatori, ciascuna del valore di 25 (venticinque) euro;
2. dalle azioni dei soci finanziatori, ciascuna di importo non inferiore e non superiore ai limiti massimo e minimo stabiliti dalla legge;
3. dalle azioni dei soci sovventori, ciascuna di importo non inferiore e non superiore ai limiti massimo e minimo stabiliti dalla legge, destinate al Fondo dedicato allo sviluppo tecnologico o alla ristrutturazione o al potenziamento aziendale di cui all'art. 22 del presente statuto;
4. dalle azioni di partecipazione cooperativa, ciascuna di importo non inferiore e non superiore ai limiti massimo e minimo stabiliti dalla legge, destinate alla realizzazione di programmi pluriennali di sviluppo ed ammodernamento;
b) dalla riserva legale formata con gli utili e con il valore delle quote eventualmente non rimborsate ai soci receduti o esclusi ed agli eredi dei soci deceduti;
c) dall'eventuale sovrapprezzo azioni formato con le somme versate dai soci;
e) dalle riserve divisibili (in favore dei soci finanziatori);
f) da ogni altro fondo di riserva previsto per legge;
g) da ogni altro fondo di riserva previsto dall'assemblea.
Le riserve, salve quelle di cui alla lettera e), sono indivisibili e, conseguentemente, non possono essere ripartite tra i soci cooperatori durante la vita della cooperativa, n� all'atto del suo scioglimento.
ART. 28 Quote cooperative
Le quote dei soci cooperatori non possono essere sottoposte a pegno o a vincoli volontari, n� essere cedute.
La societ� ha facolt� di non emettere le azioni ai sensi dell'art. 2346, comma 1.
Alla fine di ogni esercizio sociale il consiglio d'amministrazione provvede alla redazione del bilancio, previo esatto inventario, da compilarsi in conformit� ai principi di legge.
Il bilancio deve essere presentato all'assemblea dei soci per l'approvazione entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale, ovvero entro centottanta giorni qualora ricorrano le condizioni di cui all'ultimo comma dell'articolo 2364 c.c., certificate dal consiglio di amministrazione in sede di relazione sulla gestione.
L'assemblea che approva il bilancio delibera sulla ripartizione dei ristorni nel rispetto dei limiti e delle modalit� previste dal presente statuto e, successivamente, sulla distribuzione degli utili annuali destinandoli:
b) al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui all'art. 11 della legge 31.1.92 n. 59, e successive modificazioni ed integrazioni nella misura contemplata dalla legge;
c) a rivalutazione gratuita del capitale sociale, nei limiti ed alle condizioni previsti dall'art. 7 della legge 31 gennaio 1992, n. 59 e successive modificazioni ed integrazioni;
e) ad eventuale remunerazione delle azioni dei soci finanziatori, dei soci sovventori e delle azioni di partecipazione cooperativa nei limiti e secondo le modalit� stabiliti dal presente statuto;
f) la restante parte a riserva straordinaria ovvero ai fondi di cui alle lettere e) ed f) dell'art. 27.
b) Consiglio d'Amministrazione;
ART. 31 Modalit� di convocazione
Il consiglio di amministrazione convoca le assemblee ordinarie e straordinarie mediante avviso contenente l'ordine del giorno, il luogo, la data, l'ora della prima e della seconda convocazione, che deve essere fissata almeno 24 ore dopo la prima.
L'avviso � inviato per lettera raccomandata o comunicazione via fax, Internet, o altro mezzo idoneo a garantire la prova del ricevimento da parte di ciascun socio avente diritto di voto e del rappresentante comune di ciascuna categoria di strumenti finanziari privi del diritto di voto, almeno 15 giorni prima dell'adunanza.
Il consiglio di amministrazione pu�, a sua discrezione e in aggiunta a quella obbligatoria stabilita nel secondo comma, usare qualunque altra forma di pubblicit� diretta a meglio diffondere fra i soci l'avviso di convocazione delle assemblee.
L'assemblea deve essere convocata nei successivi trenta giorni quando ne sia fatta richiesta, con l'indicazione delle materie da trattare, dall'organo di controllo o da almeno un decimo dei soci; qualora il consiglio di amministrazione non vi provveda, la convocazione � effettuata dall'organo di controllo.
L'assemblea � convocata nella sede sociale o in qualsiasi altro luogo, purch� in Lombardia.
In mancanza dell'adempimento della suddetta formalit� l'Assemblea si reputa validamente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto e siano presenti tutti gli amministratori e tutti i sindaci effettivi.
Le deliberazioni dell'assemblea devono constare dal relativo verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario o, quando previsto, dal notaio.
Il verbale deve indicare la data dell'assemblea e, anche in allegato, l'identit� dei partecipanti e il capitale rappresentato da ciascuno; deve altres� indicare le modalit� e il risultato delle votazioni e deve consentire, anche per allegato, l'identificazione dei soci favorevoli astenuti o dissenzienti.
ART. 32 Assemblea ordinaria
1) approva il Bilancio consuntivo e, qualora lo ritenesse utile, il Bilancio preventivo;
2) procede alla nomina delle cariche sociali, nel rispetto della eventuale riserva di nomina a favore dei possessori di strumenti finanziari e in ogni caso con modalit� tali da consentire ai soci finanziatori la nomina in assemblea generale del numero di amministratori loro spettante;
3) delibera sull'eventuale domanda di ammissione proposta dall'aspirante socio;
4) delibera sull'eventuale erogazione del ristorno ai sensi del presente statuto;
5) determina la misura degli emolumenti da corrispondersi agli Amministratori, per la loro attivit� collegiale e la retribuzione annuale dei Sindaci;
6) approva e modifica i Regolamenti previsti dalla legge e dal presente Statuto;
7) delibera sulle responsabilit� degli Amministratori e dei Sindaci;
8) delibera su tutti gli altri oggetti attinenti alla gestione sociale riservati alla sua competenza dal presente Statuto o sottoposti al suo esame dagli Amministratori;
9) delibera sulla costituzione di fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o il potenziamento aziendale;
10) delibera, su proposta del Consiglio di Amministrazione, circa l'adozione di procedure di programma pluriennale finalizzati allo sviluppo e all'ammodernamento aziendale;
11) approva il programma di mobilit� di cui all'art. 8 L. 236/93 in base al criterio secondo cui nella scelta degli esuberi concorre in via prioritaria il Personale non titolare di rapporto di lavoro ulteriore;
12) delibera il piano di promozione di nuova imprenditorialit� alle condizioni e secondo i criteri fissati dalla legge;
13) delibera, all'occorrenza, il piano di crisi aziendale ai sensi del Regolamento delle prestazioni dei soci;
Essa ha luogo almeno una volta all'anno entro i 120 (centoventi) giorni, od eccezionalmente e per speciali motivi, di cui all'art. 2364 c.c. entro i centottanta giorni successivi alla chiusura dell'Esercizio sociale.
L'Assemblea si riunisce, inoltre, quante volte il Consiglio di Amministrazione lo creda necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto, con l'indicazione delle materie da trattare, dal Collegio Sindacale o da almeno un quinto dei Soci in questi ultimi casi la convocazione deve avere luogo entro venti giorni dalla data della richiesta.
ART.33 Assemblea straordinaria
L'Assemblea, a norma di legge, � considerata straordinaria quando si riunisce per deliberare:
a) sulle modificazioni dell'atto costitutivo e dello Statuto;
b) sulla proroga della durata;
c) sullo scioglimento anticipato della Cooperativa;
d) sulla nomina e sui poteri dei Liquidatori;
e) sulla emissione degli strumenti finanziari ai sensi del presente statuto.
La proposta di competenza dell'Assemblea straordinaria ed il bilancio devono essere illustrati dagli amministratori nel modo pi� semplice, ai soci che ne facciano richiesta, nei dieci giorni antecedenti a quello fissato per l'Assemblea che deve discuterli.
ART. 34 Maggioranze
In prima convocazione l'Assemblea, sia Ordinaria che Straordinaria, � regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati la met� pi� uno dei Soci aventi diritto al voto.
In seconda convocazione l'Assemblea, sia Ordinaria che Straordinaria, � regolarmente costituita qualunque sia il numero dei Soci intervenuti o rappresentati aventi diritto al voto.
Sia in prima che in seconda convocazione, l'Assemblea delibera validamente a maggioranza assoluta dei voti dei presenti o rappresentati su tutti gli oggetti posti all'Ordine del Giorno, salvo che sui per lo scioglimento e la liquidazione della societ�, per cui sar� necessaria la presenza diretta o per delega di almeno un quarto dei voti esprimibili ed il voto favorevole dei tre quinti dei voti dei Soci presenti o rappresentati aventi diritto al voto.
Per le votazioni si proceder� normalmente col sistema della alzata di mano; � data, peraltro, facolt� all'Assemblea di stabilire diverse modalit� di votazione.
ART. 35 Diritto di voto
Ogni Socio ha un solo voto, qualunque sia l'importo della quota posseduta; in deroga a ci�, ciascuno dei Soci sovventori ha diritto ad un voto per ogni azione posseduta, fino ad un massimo di cinque; i voti complessivamente attribuiti ai Soci sovventori non devono in ogni caso superare un terzo del totale dei voti spettanti a tutti i Soci.
Qualora si verifichi il superamento di tale limite legale, e per tutto il periodo in cui perduri, i voti attribuiti ai Soci sovventori a norma del comma precedente sono proporzionalmente ridotti, all'occorrenza anche al di sotto dell'unit�.
Per i soci finanziatori si applica l'articolo 21 del presente statuto.
Per i soci iscritti nella categoria speciale si applica l'articolo 9 del presente statuto.
I soci persone giuridiche possono esprimere fino a cinque voti in relazione all'ammontare della quota o del numero dei loro membri.
Ai soci che realizzano lo scambio mutualistico attraverso l'integrazione delle rispettive imprese, oltre al voto spettante ad ogni socio in quanto tale � possibile attribuire un numero di voti in ragione della qualit� e quantit� degli scambi mutualistici e in conformit� con i criteri stabiliti da un apposito regolamento.
In particolare, il regolamento definisce i parametri relativi alla quantit� e qualit� dello scambio mutualistico attraverso i quali la cooperativa individua i soci che possono accedere al voto plurimo.
I soci cooperatori muniti di voto plurimo non possono singolarmente esprimere pi� del decimo dei voti in ogni assemblea generale. In ogni caso, ad essi congiuntamente non pu� essere attribuito pi� di un terzo dei voti spettanti all'insieme dei soci presenti o rappresentati in ogni singola assemblea generale. Qualora, per qualunque motivo, si superino tali limiti, i voti saranno ricondotti automaticamente entro la misura consentita, applicando un coefficiente correttivo determinato dal rapporto tra il numero massimo dei voti ad essi attribuibili per legge e il numero di voti da essi portato.
ART. 36 Delega di voto
I soci cooperatori che, per qualsiasi motivo, non possono intervenire personalmente all'assemblea, hanno la facolt� di farsi rappresentare, mediante delega scritta, soltanto da un altro socio avente diritto al voto. Ad ogni socio non possono essere conferite pi� di tre deleghe. Le deleghe devono essere menzionate nel verbale.
I soci finanziatori possono conferire delega alle condizioni e nei limiti di cui all'articolo 2372 codice civile.
Il socio imprenditore individuale pu� essere rappresentato anche dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado e dagli affini entro il secondo, a condizione che collaborino nell'impresa del socio.
ART. 37 Presidenza
L'Assemblea, tanto in sede Ordinaria che Straordinaria, � presieduta da un Socio eletto dall'Assemblea stessa, che nomina, inoltre, un Segretario e, all'occorrenza, due scrutatori.
Le deliberazioni devono constare dal Verbale sottoscritto dal Presidente dell'Assemblea e dal Segretario; nelle Assemblee in sede Straordinaria il Verbale deve essere redatto da un Notaio.
ART. 38 Assemblea dei titolari di azioni di partecipazione cooperativa
Il funzionamento dell'Assemblea dei titolari di azioni di partecipazione cooperativa eventualmente emesse dalla Cooperativa � regolato dalle norme previste dal presente Statuto per l'Assemblea Ordinaria, per quanto compatibili, precisandosi che essa potr� essere convocata quando ne faccia richiesta un terzo dei possessori di tali azioni.
L'Assemblea delibera su tutti gli argomenti per essa previsti dalla legge ed in particolare:
b) sull'approvazione delle deliberazioni dell'Assemblea della societ� cooperativa che pregiudicano i diritti della categoria;
Al Rappresentante comune dei titolari delle azioni di partecipazione cooperativa competono i poteri di cui all'art. 6 L. 59/1992.
ART. 39 Assemblee separate
Ove si verificassero i presupposti di legge, la cooperativa istituisce le assemblee separate.
Il consiglio di amministrazione convoca le assemblee separate nei modi e termini previsti per l'assemblea generale. Il termine di preavviso deve essere rispettato per la prima assemblea separata.
Allo scopo di facilitare la partecipazione dei soci e, conseguentemente, la convocazione e lo svolgimento delle assemblee separate, i soci della cooperativa sono raggruppati in Sezioni, in particolare avendo riguardo alle zone ove esistano sedi secondarie o unit� locali. Tali sezioni potranno essere create anche in zone prive delle strutture suddette, quando per numero dei soci ed importanza di attivit� sia ritenuto opportuno per gli organi della cooperativa.
Ciascuna sezione non pu� essere formata con un numero inferiore al 20% del numero complessivo dei soci. Qualora il numero di soci di una sezione si riduca al di sotto della soglia sopra stabilita, il consiglio di amministrazione provvede ad assegnare i soci alla sezione pi� vicina.
Ogni assemblea separata delibera sulle materie che formano oggetto dell'assemblea generale e nomina i delegati all'assemblea generale, in conformit� con i criteri stabiliti da apposito regolamento. In ogni caso, nell'assemblea generale deve essere assicurata la proporzionale rappresentanza delle minoranze espresse dalle assemblee separate.
ART. 40 Amministratori
II Consiglio di Amministrazione � composto da n° tre a n° nove membri eletti dall'Assemblea tra i propri Soci.
L'Amministrazione della cooperativa pu� essere affidata anche a soggetti non soci purch� la maggioranza degli amministratori sia scelta tra i soci cooperatori ovvero tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche.
Gli amministratori possono essere scelti tra gli appartenenti alle diverse categorie di soci in proporzione dell'interesse che ciascuna categoria ha nell'attivit� sociale e in conformit� dei criteri e dei parametri stabiliti da apposito regolamento elettorale.
Gli amministratori restano in carica per il periodo determinato dai soci al momento della nomina, comunque non inferiore ad un esercizio e non superiore a tre esercizi, e non possono permanere in carica per pi� di tre mandati consecutivi.
Salvo quanto previsto dall'articolo 2390 c.c., gli amministratori possono ricoprire incarichi negli organi sociali di altre imprese a condizione che il loro svolgimento non limiti l'adempimento dei doveri imposti dalla legge e dal presente statuto. In base a tale condizione, gli incarichi sono formalmente autorizzati da apposito atto deliberativo del consiglio di amministrazione. La mancanza di tale atto deliberativo comporta la decadenza dall'ufficio di amministratore.
I Soci sovventori, o mandatari delle Persone giuridiche Soci sovventori, possono essere nominati Amministratori; la maggioranza degli Amministratori deve essere comunque sempre costituita da Soci cooperatori.
Spetta all'Assemblea stabilire i gettoni di presenza dovuti agli Amministratori per l'attivit� collegiale.
Il consiglio di amministrazione pu� affidare specifici incarichi a singoli amministratori o a un comitato esecutivo, delegando loro i necessari poteri e precisando i contenuti, i limiti e le modalit� di esercizio della delega. Non possono essere delegati i poteri concernenti le materie indicate dall'articolo 2381, comma 4, codice civile nonch� i poteri in materia di ammissione, di recesso ed esclusione dei soci. Il consiglio di amministrazione deve inoltre deliberare in forma collegiale nei casi in cui oggetto della decisione siano la remunerazione della prestazione mutualistica, il ristorno, il conferimento, la cessione o l'acquisto di azienda o di ramo d'azienda, la costituzione o assunzione di una partecipazione rilevante in altra societ�.
Il Consiglio elegge nel suo seno il Presidente ed eventualmente il Vice Presidente; pu� delegare, determinandole nella deliberazione, parte delle proprie attribuzioni ad uno o pi� degli Amministratori, oppure ad in Comitato esecutivo.
Il Consiglio di Amministrazione � convocato dal Presidente almeno una volta al trimestre, nonch� tutte le volte in cui vi sia materia sulla quale deliberare oppure quando n� sia fatta domanda da almeno due Consiglieri.
La convocazione � fatta a mezzo lettera da spedirsi non meno di tre giorni prima dell'adunanza o, nei casi urgenti, anche a mezzo di messo o tramite fax o posta elettronica, in modo che Consiglieri e Sindaci effettivi siano informati almeno un giorno prima della riunione.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti; a parit� di voti, prevale il voto del Presidente.
Il Consiglio di Amministrazione � investito dei pi� ampi poteri per la gestione della societ�. Ad esso spetta pertanto, a titolo esemplificativo e non esaustivo:
d) stipulare tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti all'attivit� sociale e fra gli altri: vendere, acquistare, permutare beni e diritti mobiliari e immobiliari con le pi� ampie facolt� a riguardo, ivi compresa quella di rinunciare alle ipoteche legali; compiere ogni e qualsiasi operazione compreso leasing presso Istituti di Credito di Diritto pubblico e privato; aprire, utilizzare, estinguere conti correnti e compiere qualsiasi operazione di banca, compresa l'apertura di sovvenzioni e mutui, concedendo tutte le garanzie anche ipotecarie; cedere, accettare, emettere, girare, avallare, scontare, quietanzare crediti ed effetti cambiari e cartolari in genere;
e) concorrere a gare d'appalto, licitazioni e trattative private per opere o servizi inerenti l'attivit� sociale e stipulare i relativi contratti;
g) conferire procure, per singoli atti o categorie di atti, ferma la facolt� attribuita al Presidente del Consiglio di Amministrazione, e nominare il Direttore Generale determinandone funzioni e retribuzione;
h) assumere e licenziare il Personale della Societ�, fissandone mansioni e retribuzione;
j) compiere tutti gli atti e le operazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione fatta eccezione soltanto per quelli che, in forza delle disposizioni di legge o del presente Statuto, siano riservati all'Assemblea Generale;
k) deliberare l'istituzione di una sezione di attivit� per la raccolta di prestiti come prevista dal presente Statuto;
l) deliberare l'adesione o l'uscita da altri Organismi, Enti e societ�;
n) stimolare la partecipazione dei Soci, anche al di fuori delle Assemblee di cui all'art. 24 e seguenti del presente Statuto, sulle questioni concernenti la direzione e la condizione dell'Impresa, l'elaborazione di programmi di sviluppo e la realizzazione dei processi produttivi di rilevanza strategica;
o) relazionare, in occasione dell'approvazione del bilancio di esercizio, sui criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico, con particolare riferimento alla sussistenza del requisito della prevalenza mutualistica o alle azioni che si intendono intraprendere per riacquistare il requisito stesso in caso di perdita temporanea ai sensi dell'articolo 2545-octies c.c. Nella medesima relazione il consiglio di amministrazione deve illustrare le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all'ammissione di nuovi soci.
ART. 42 Sostituzioni
In caso di mancanza di uno o pi� Amministratori, il Consiglio provvede a sostituirli nei modi previsti dall'art. 2386 del Codice Civile.
II Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza e la firma sociale nonch� tutti i poteri di ordinaria amministrazione.
II Presidente, perci�, � autorizzato a riscuotere, da pubbliche amministrazioni o da privati, pagamenti di ogni natura ed a qualsiasi titolo, rilasciando le quietanze liberatorie.
Egli ha, anche, la facolt� di nominare avvocati e procuratori alle liti attive e passive riguardanti la societ� davanti a qualsiasi Autorit� giudiziaria e amministrativa ed in qualunque grado di giurisdizione.
Previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione pu� delegare i propri poteri, in parte al Vice Presidente o ad un membro del Consiglio nonch�, con procura speciale, ad Impiegati o Soci della societ�, per singoli atti o categorie di atti.
Salvo il disposto del successivo art. 45, almeno un membro effettivo ed uno supplente devono essere scelti tra gli iscritti nel registro dei Revisori contabili istituito presso il Ministero della Giustizia; se i rimanenti non sono scelti tra gli iscritti in detto registro devono essere scelti o fra gli iscritti negli Albi professionali individuati con decreto del Ministero della Giustizia o fra i professori universitari di ruolo in materie economiche o giuridiche.
La nomina di un membro effettivo e di un membro supplente � riservata ai sensi dell'articolo 2543 c.c. ai soci finanziatori. L'assemblea nomina il presidente del collegio stesso.
I sindaci durano in carica tre anni e scadono alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. Essi sono rieleggibili.
Il collegio sindacale deve vigilare sull'osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e, in particolare, sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla societ� e sul suo concreto funzionamento.
A tal fine, i sindaci possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, avendo inoltre la facolt� di chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a societ� controllate, sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Possono scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle societ� controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all'andamento generale dell'attivit� sociale.
Nell'espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo, i sindaci -sotto la propria responsabilit� ed a proprie spese possono avvalersi di propri dipendenti ed ausiliari, i quali tuttavia non debbono trovarsi in una delle condizioni di ineleggibilit� e decadenza previste dall'art. 2399, c.c. L'organo amministrativo pu�, tuttavia, rifiutare agli ausiliari e ai dipendenti dei sindaci l'accesso a informazioni riservate.
Il Collegio sindacale pu� inoltre essere chiamato dall'assemblea dei soci ad esercitare anche il controllo contabile ai sensi dell'art. 2409-bis del codice civile. In questo caso tutti i membri del collegio dovranno essere scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili.
Il controllo contabile � esercitato dal collegio sindacale qualora ricorrano i requisiti di legge, ovvero per scelta dell'assemblea o per obblighi di legge da un revisore contabile (o da una societ� di revisione) ai sensi degli articoli 2409-bis e seguenti del codice civile.
ART. 46 Conciliazione
Qualsiasi controversia dovesse insorgere tra i soci ovvero tra i soci e la cooperativa che abbia ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale e mutualistico ovvero riguardante le materie di cui all'art. 1 D. Lgs. n. 5/03 ad eccezione di quelle nelle quali la legge prevede l'intervento obbligatorio del Pubblico Ministero sar� oggetto di un tentativo di conciliazione gestito da uno degli organismi iscritti nel registro tenuto presso il Ministero della Giustizia.
Il procedimento si svolger� ai sensi dell'art. 40 del D. Lgs. 5/03 e in conformit� con il Regolamento di Conciliazione dell'organismo adito.
ART.47 Arbitrato
Qualora il tentativo di conciliazione abbia avuto esito negativo, la controversia sar� risolta da un arbitro [oppure da tre] nominato da uno degli organismi iscritti nell'elenco tenuto dal Ministero della Giustizia di cui all'art. 38 del D.Lgs. n. 5/2003.
L'arbitro sar� nominato entro quindici giorni dalla richiesta formulata dalla parte pi� diligente. Nel caso in cui l'organismo ritardi ovvero resti inerte per oltre quindici giorni, la nomina stessa sar� richiesta, dalla parte pi� diligente, al presidente del tribunale del luogo in cui ha sede la societ�.
L'arbitro decider�, ai sensi degli artt. 35 e 36 del D.lgs. n. 5/2003, in via rituale e secondo diritto.
La sede dell'arbitrato sar� il domicilio professionale dell'arbitro nominato.
ART. 48 Scioglimento
L'Assemblea che dichiara lo scioglimento della Societ�, dovr� procedere alla nomina di uno o pi� Liquidatori, scegliendoli preferibilmente tra i Soci.
ART. 49 Liquidazione
In caso di liquidazione della societ� il patrimonio residuo, dedotto soltanto il rimborso del Capitale Sociale effettivamente versato dai Soci, a cui aggiungere gli eventuali successivi incrementi deve essere devoluto ai fondi di cui al c. 1� art. 11 L. 31.1.1992, n. 59.
Per quanto non disciplinato e previsto dal presente Statuto valgono le norme del vigente Codice Civile e delle Leggi speciali sulla cooperazione nonch� le disposizioni in materia di societ� per azioni in quanto compatibili con la disciplina cooperativistica.
Via Labriola, 30 - 20098 San Giuliano Milanese - Centralino 0298248205 - Fax 0298245878 - artiemestierisociali@artiemestierisociali.org

References: ART. 5

ART. 6

ART. 9
 sentenza 

ART. 13

ART. 14

ART.18

ART. 19
 art. 27

ART. 20

ART. 21

ART. 22

ART. 24

ART. 25

ART. 27

ART. 28

ART. 31

ART. 32

ART.33

ART. 34

ART. 35

ART. 36

ART. 37

ART. 38

ART. 39

ART. 40

ART. 42
 art. 45

ART. 46

ART.47

ART. 48

ART. 49
 art. 11