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Timestamp: 2013-05-21 12:25:24+00:00

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2012-02-16 Testo successivo Orbene, posto che la notificazione del titolo esecutivo assolve alla funzione di portare ufficialmente a conoscenza del debitore l�esistenza del diritto, � pacifico che il titolo esecutivo per cui si procede non � mai stato emesso nei confronti dell�opponente e che non gli � mai stato notificato.L�opposizione va quindi accolta e va dichiarata , allo stato, l�inesistenza del diritto del creditore opposto di procedere ad esecuzione forzata nei confronti dell�opponente. Chi: Spataro Fonte: avv. Assunta Russo Condominio > Opposizione > Precetto > Singolo condomino > Obbligazione parziale > Vingiani > Sentenze > Giudice di pace > Civile.it > Procedura civile > Esecuzione > R
Si rimette una recentissima sentenza del Giudice di Pace di Salerno, dott. Luigi Vingiani, in tema di opposizione a precetto da parte di un singolo condomino a seguito di sentenza di condanna del condominio per infiltrazioni.La decisione appare interessante perchè affronta le difficoltà pratiche per il creditore conseguenti alla decisione emessa dalle Sezioni Unite in data 8 aprile 2008, n. 9148, in tema di parziarietà delle obbligazioni condominiali.
Passando alla decisione segnalata, il Giudice nel ritenere inapplicabile alla fattispecie dell'art.654 secondo comma c.p.c. giacchè tale norma si riferisce esclusivamente al decreto ingiuntivo mentre nel caso in esame il titolo esecutivo è costituito da una sentenza , ha evidenziato come la citata sentenza 9148/2008 abbia posto a carico del creditore una serie di costi,di oneri e di ritardi che, invece, la precedente interpretazione (obbligazione solidale) aveva tenuto in giusta considerazione evitando altresì la moltiplicazione dei processi con parcellizzazione del proprio credito e rivolgersi nei confronti del singolo condomino, rischiando, in caso di insolvenza, anche la perdita di porzione del proprio credito non potendo rivalersi nei confronti degli altri condomini. Tale interpretazione non può essere accettata, e stride fortemente con i principi del nostro ordinamento e di quello comunitario tenuto conto della insopprimibile esigenza di dare concreta attuazione ai principi costituzionali posti in materia uguaglianza, di effettività del diritto alla difesa e di giusto processo dettati dagli artt.3, 24, e 111 e 113 della Costituzione , ed al principio di effettività della tutela giurisdizionale sancito negli artt. 6 e 13 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali e riaffermato dall'art. 47 della Carta dei Diritti Fondamentali di Nizza.
Si ritiene di condividere le conclusioni del giudicante anche per quanto riguarda l'inapplicabilità del principio di solidarietà soltanto per la responsabilità contrattuale escludendo la parziarietà per la responsabilità aquiliana ex art.2043 e 2051 c.c.-Nel merito, in applicazione dei principi generali dettati dall’art.479 c.p.c. secondo cui l’esecuzione forzata deve essere preceduta dalla notificazione del titolo esecutivo in forma esecutiva e , posto che la notificazione del titolo esecutivo assolve alla funzione di portare ufficialmente a conoscenza del debitore l’esistenza del diritto, l'opposizione è stata accolta con compensazione delle spese del giudizio .
UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE ... Repubblica ItalianaIn nome del Popolo ItalianoIl Giudice di Pace ,dott. Luigi Vingiani ha emesso la seguenteSENTENZA nella causa civile iscritta al n. «RG» del Ruolo Generale Affari Civili TRA«attore», rappresentato e difeso dall’Avv. «avv_Attore» presso il cui studio è elett.te dom.ta in «studio» OPPONENTEE«convenuto» «compagnia» rapp.to e difeso dall’avv. «avv_compagnia» presso il cui studio elett.te domicilia alla «studio_2»
OPPOSTO CONCLUSIONIPer l’opponente: accoglimento dell’opposizione con condanna alle spese del giudizio.
In particolare l’opponente deduceva la carenza di legittimazione passiva e la mancata notificazione del titolo esecutivo nonché nel merito l’eccessività della pretesa creditoria deducendo l’abuso del diritto e la duplicazione dei procedimenti. Si costituiva l’opposto e deduceva di aver applicato i principi di cui alla sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite n.9148/2008 introduttiva del cd criterio di parziarietà secondo cui “conseguita la condanna dell’amministratore quale rappresentante dei condomini,il creditore può procedere all’esecuzione individualmente nei confronti dei singoli condomini,secondo la quota di ciascuno e non per l’intero”.
All’udienza del «disc», le parti precisavano le conclusioni e chiedevano di introitare la causa a sentenza. *****
Preliminarmente si evidenzia che il richiamo all’art.654 secondo comma c.p.c. non coglie nel segno giacchè tale norma si riferisce esclusivamente al decreto ingiuntivo e non è applicabile alla fattispecie in esame il cui titolo esecutivo è costituito da una sentenza. Passando all’esame della fattispecie, non c’è chi non veda che l’interpretazione di principio, fornita dalle Sezioni Unite ha creato enormi problematiche sul piano pratico, ponendo,involontariamente, a carico del creditore una serie di costi,di oneri e di ritardi che la precedente interpretazione (obbligazione solidale) aveva tenuto in giusta considerazione evitando altresì la moltiplicazione dei processi. Infatti, la parte vittoriosa dopo aver atteso l’esito di una decisione,deve parcellizzare il proprio credito e rivolgersi nei confronti del singolo condomino, rischiando, in caso di insolvenza, anche la perdita di porzione del proprio credito non potendo rivalersi nei confronti degli altri condomini. Passando all’esame in concreto dello svolgimento dell’azione esecutiva, si osserva che il cancelliere ai sensi dell’art.475 c.p.c. può rilasciare una sola copia esecutiva in originale. Orbene, considerato che in ipotesi di espropriazione forzata la copia esecutiva “originale” va depositata nel fascicolo di esecuzione, è evidente l’impossibilità di procedere ad esecuzione forzata nel confronti di più di un condomino per volta .
Allora l’unico modo per poter procedere esecutivamente è quello di richiedere più copie esecutive della sentenza ai sensi dell’art.476 c.p.c. ,invocando la sussistenza del giusto motivo richiesto da tale articolo e motivandolo con la indicazione delle tabelle millesimali con la difficoltà di reperimento delle stesse e con l’onere della prova di fornire i nominativi dei proprietari delle singole unità immobiliari, o, addirittura, con maggiori difficoltà e costi, quello di ritenere necessaria la formazione di tanti titoli (decreti ingiuntivi) nei confronti dei singoli proprietari. Ritiene il giudicante che l’applicazione del principio di parziarietà sancito dalle Sezioni Unite, produca un singolare aggravamento di costi ed oneri per il creditore, e quindi la mancata attuazione del diritto di avere giustizia in tempi ragionevoli ed uno spreco di risorse economiche anche collettive, che non trovano alcuna valida giustificazione . Tale applicazione,dunque, pone dei seri dubbi di legittimità costituzionale tenuto conto della insopprimibile esigenza di dare concreta attuazione ai principi costituzionali posti in materia uguaglianza, di effettività del diritto alla difesa e di giusto processo dettati dagli artt.3, 24, e 111 e 113 della Costituzione , ed al principio di effettività della tutela giurisdizionale sancito negli artt. 6 e 13 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali e riaffermato dall'art. 47 della Carta dei Diritti Fondamentali di Nizza.
Tuttavia, tale questione, pur essendo non manifestatamente infondata, non è rilevante ai fini della decisione, giacchè la stessa può autonomamente essere risolta rilevando in primo luogo che il titolo esecutivo è costituito da una sentenza di risarcimento danni per infiltrazioni da una terrazza condominiale. Nel caso in esame , come peraltro già rilevato dal Tribunale giudicante, la responsabilità del condominio è oggettiva ed i condomini danneggiati si pongono come terzi nei confronti del Condominio stesso (Cass.87/1500, Cass.03/12211). Orbene la citata sentenza della Cassazione, Sezioni unite, 8 aprile 2008, n. 9148, in tema di parziarietà delle obbligazioni condominali, si riferisce esclusivamente alle obbligazioni scaturenti da “contratto stipulato dall'amministratore rappresentante in nome e nell'interesse dei condomini e nei limiti delle facoltà conferitegli” e quindi non è applicabile alla fattispecie in cui la responsabilità del condominio, come nel caso in esame, è di natura extracontrattuale.(Cfr. Cass.2003/642 e Cass. Sezioni Unite 1997/3672). In secondo luogo, non va sottaciuto che, in applicazione dei principi generali dettati dall’art.479 c.p.c. l’esecuzione forzata deve essere preceduta dalla notificazione del titolo esecutivo in forma esecutiva. Vi sono, invero, delle eccezioni dettate dalla legge (artt.654 e 677 cp.c e 156 disp.att.) ma tali deroghe non possono essere superate da una sentenza - anche se autorevole - della Suprema Corte , non sono suscettibili di applicazioni analogiche ed in definitiva , non sono applicabili al caso in esame.
Il Giudice di Pace(dott. Luigi Vingiani)
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