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2.4.1 ATTIVITA SVOLTA PRESSO I COMUNI DI TODI E SPOLETO (PG) - PDF
2.4.1 ATTIVITA SVOLTA PRESSO I COMUNI DI TODI E SPOLETO (PG)
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1 2.4.1 ATTIVITA SVOLTA PRESSO I COMUNI DI TODI E SPOLETO (PG) L'INCONTRO TRA DIDATTICA E ATTIVITA' TECNICA APPLICATA NELLA FORMAZIONE SUL CAMPO DELLE SQUADRE 9, 10,11. Tutor : Arch. Franca Ferranti esperto GNDT Le squadre assegnatemi, già dalla fine del corso propedeutico svoltosi nella sede di Castelnuovo di Porto, erano composte da: Squadra 9: geometri A. Restani L. Gini Squadra 10: geometri F. Martinelli- L. Mastini- U. Moretti Squadra 11: geometri P. Benedetti- F. Segoni La prima fase del progetto L'attività da svolgere nella prima fase del progetto concerneva nel controllo e completamento delle schede di sopralluogo effettuate da tecnici nei paesi colpiti dal terremoto del 26/09/1997 per conto della Regione Umbria. L'inizio operativo era stato concordato per tutte le squadre impegnate il 20/07/1998, la nostra sede iniziale fu Todi, dimostratasi di non felice scelta poiché non essendo stato il territorio in questione direttamente coinvolto nell evento sismico, il lavoro da svolgere era in realtà insufficiente per tutte le squadre (circa sette) che lì erano state dislocate. Perciò, a fronte di una contestazione da parte dei tecnici impegnati, la sede fu definitivamente spostata dal responsabile regionale del progetto presso il Comune di Spoleto. Le località oggetto dei sopralluoghi erano state individuate nei territori comunali di Preci, Cerreto di Spoleto e Campello sul Clitunno, dove il materiale a nostra disposizione era di circa 2000 schede redatte. Operativamente i sopralluoghi sono iniziati nel mese di settembre, dopo aver avuto con le squadre un incontro mirato alla determinazione dal punto di vista teorico nonché all'organizzazione da quello pratico del lavoro da svolgere. Ciascuna scheda, di cui un esempio allego più avanti, consisteva in una schedatura relativa alle zone colpite dal sisma con l'individuazione catastale degli immobili colpiti, i loro proprietari, il loro stato di conservazione e lo stato del danno, ciò che ci veniva richiesto era il loro completamento per quanto riguardava i dati metrici, e quindi le squadre dovevano compiere dei rilievi esterni cercando a grandi linee di dare una consistenza a livello di superficie dei vari immobili. Le squadre, dopo aver acquisito e collazionato la cartografia esistente del luogo fornita dall'ufficio tecnico del Comune, per poter meglio operare in questo contesto si sono dislocate dapprima nelle frazioni per poi riunirsi a Preci. 712 STRALCIO DI CARTOGRAFIA RELATIVA AL TERRITORIO COMUNALE DI PRECI Preci si trova nella parte est della Regione ed è stata già fortemente colpita dal terremoto verificatesi una ventina d anni fa nella Valnerina, nel nostro caso però non è stata colpita dalla prima scossa del settembre '97 con epicentro a Colfiorito, ma piuttosto da quella verificatasi a Sellano nell'aprile '98. Il suo territorio è piuttosto ampio con piccolissime frazioni sparse intorno al paese principale; dal punto di vista ambientale si trova in una zona montagnosa, a tratti impervia, ricca di boschi e vegetazione. Le frazioni interessate dai sopralluoghi sono state : Montebufo, Fiano, Abeto, Todiano, Poggio di Croce, Civitella, Collazzoni, Villa del Guado, Roccanolfi, Montaglioni, Piedivalle, Acquaro, Valle, Collescille, Corone, Castelvecchio, Saccovescio, Castelvecchio, Cervara, Collarcio, Colli Cordella, Borgo Preci. Ho voluto seguire le squadre personalmente nei primi sopralluoghi così da poter dar loro, in modo più incisivo, indicazioni sulla metodologia operativa da seguire, consistente nel realizzare, prima dell'inserimento dei dati nella scheda, per ciascun edificio una schematizzazione planimetrica. 723 FAC-SIMILE DI SCHEDA DA COMPLETARE 734 Riguardo all aspetto motivazionale da poter trasmettere alle squadre ho cercato in questa prima fase del lavoro, dopo il momento di sbandamento iniziale, di creare un contatto piuttosto stretto ed amicale con tutti i tecnici avendo cura di accogliere le loro richieste e di risolvere i problemi che si venivano mano a mano a creare cercando soprattutto di responsabilizzarli sulla qualità e la quantità del lavoro da svolgere, e difatti abbiamo avuto a tale proposito incontri settimanali sul posto per un continuo report e controllo del lavoro fino a quel momento realizzato. La conclusione di questa prima fase era stata individuata dai Responsabili del progetto per la fine del mese di novembre '98, per cui ha riguardato alla fine solo il completamento delle circa 968 schede relative al territorio di Preci. La seconda fase del progetto In seguito nell'incontro che si è tenuto successivamente a Foligno tra tutti i soggetti coinvolti nel progetto, G.N.D.T., Protezione Civile, Prefettura Di Perugia, Regione Umbria, Tutors, Squadre, ci è stata comunicata che la seconda fase doveva vertere esclusivamente sulla schedatura di vulnerabilità in una zona però del tutto differente da quella osservata nella prima fase. Specificatamente l'attività da svolgere era : - Schedatura di I e II livello per il rilevamento dell esposizione e della vulnerabilità degli edifici in tre frazioni del Comune di Spoleto : San Giacomo di Spoleto, Eggi, Poreta. Operativamente, sin dall'inizio di questa seconda fase il 23/02/1999, si è deciso di concentrare il lavoro delle squadre soltanto su San Giacomo, la più grande delle tre. Questo è consistito, dapprima, nella compilazione di una scheda di I livello per il censimento degli edifici interessati dall evento sismico. La scheda, che qui di seguito si riporta, doveva riportare una serie di dati legati all'individuazione, la tipologia, la consistenza e la struttura di edifici recanti medesime caratteristiche. Per cui sulla base del materiale cartografico e di schede di danno fatte redigere dall Amministrazione Comunale di Spoleto, le squadre si sono dislocate nella frazione ed hanno iniziato ad acquisire questi dati ed è in relazione a questo che come tutor, riuniti tutti i tecnici durante i primi sopralluoghi, ho cercato di spiegare sia teoricamente che praticamente come andavano analizzati ed inseriti correttamente nella scheda. FAC-SIMILE FRONTE SCHEDA DI VULNERABILITA' DI I LIVELLO 745 STRALCIO DI PLANIMETRIA CATASTALE RELATIVA A SAN GIACOMO DI SPOLETO Sulla base di ciò, a conclusione dei sopralluoghi le squadre hanno riorganizzato tutte le informazioni prese ed hanno compilato puntualmente le schede, che sono risultate essere circa duecento. Il passo successivo era quello di procedere al rilevamento del campione su di un numero di edifici estrapolati da questa schedatura, che presentando una serie di parametri uguali, diventavano particolarmente rappresentativi per studiarne il livello di vulnerabilità relativamente alla seconda scheda. A questo punto abbiamo avuto una prima collaborazione con le squadre dei geologi che parallelamente operavano sullo stesso territorio al fine di poter trovare una sovrapposizione tra il nostro lavoro mirante all individuazione nella cartografia della campionatura per la vulnerabilità ed il loro lavoro mirante alla formazione di una carta geologica della zona. Essendo però ormai agli sgoccioli il tempo per quanto riguardava la fine del Progetto stesso (22/06/1999), e non potendo compiere più approfonditi sopralluoghi per acquisire i dati necessari per compilare la scheda di II livello, abbiamo terminato consegnando la schedatura di censimento ed il relativo campione. Considerazioni finali Come si è potuto notare dall'esposizione del lavoro svolto, la discrepanza tra le due fasi non ha permesso una linearità in quello che era uno degli scopi del Progetto stesso, e cioè la formazione teorica e pratica delle squadre impegnate sul campo. Come ho cercato di spiegare i tecnici si sono sentiti spesso demotivati nello svolgimento dell'attività non riuscendone spesso a capirne il fine, anche se il lavoro di sopralluogo della prima fase è stato in qualche modo propedeutico a quello effettuato nella seconda. Poiché, anche in questa bisognava compiere un rilievo degli edifici seppure in modo più analitico, l'esperienza precedentemente fatta ha certamente giovato ad una maggiore comprensione dei dati richiesti e speditezza nel reperirli. In conclusione come tutor devo comunque giudicare positivo l'incontro professionale e umano con i tecnici ed auspicarne la possibilità di un proseguimento attraverso altre esperienze progettuali. 756 L esperienza professionale e formativa dei geologi: il caso delle squadre 15 e 23. Tutor: Geol. Daniela Di Bucci - SSN L esperienza professionale Le squadre n. 15 e 23 erano formate ciascuna da un solo geologo. In particolare, la squadra n. 15 era costituita dalla Dott.ssa M. Teresa Barba, la squadra n. 23 dal Dott. Umberto Imerigo. Ho svolto il ruolo di tutor per queste due squadre a partire dal Dicembre L'inizio della mia attività è coinciso con la conclusione della prima fase del Progetto e con l'inizio della seconda, per la quale è stato possibile definire un programma non solo in coordinamento con i colleghi tutor geologi ma anche con i tecnici; per me in particolare, con l'arch. F. Ferranti, che seguiva le squadre di tecnici operanti nelle stesse località di mia competenza. Le attività da me seguite come tutor hanno riguardato tre località del Comune di Spoleto, e cioè: Poreta, S. Giacomo ed Eggi. Il programma di lavoro, coordinato e di supporto alle attività di stima della vulnerabilità condotte dai colleghi tecnici, ha seguito delle linee generali stabilite in accordo tra i colleghi tutor geologi. Esse prevedevano di operare una raccolta di tutte le relazioni geologiche disponibili presso il Comune, specie quelle realizzate in seguito al sisma del , cui avrebbe dovuto essere associata anche una carta delle zone suscettibili di amplificazioni o instabilità dinamiche locali. A tale raccolta di materiale avrebbe fatto seguito una verifica dei dati, completata da sopralluoghi di terreno. In caso di mancanza o di insufficienza dei dati, si sarebbe provveduto a un rilevamento ex novo o a completamento delle aree mancanti, eseguito secondo le indicazioni del "Manuale per il rilevamento e l'identificazione delle zone suscettibili di amplificazioni o instabilità dinamiche locali", approntato da SSN e GNDT per lo scorso terremoto umbro-marchigiano. Lo scopo era quello di giungere alla stesura di carte delle zone suscettibili di amplificazioni o instabilità dinamiche locali (ove possibile corredate da valori dei coefficienti di amplificazione ricavati, indirettamente, dalle tabelle presenti nei suddetti manuali); esse avrebbero permesso ai colleghi tecnici una più corretta scelta degli edifici su cui effettuare studi di vulnerabilità, tenendo debitamente conto degli effetti di sito. Reperimento dei dati Per Poreta e S. Giacomo sono state reperite e in parte completate le relazioni geologiche disponibili presso il Comune; si tratta di quelle realizzate in seguito al sisma del , cui è associata anche una carta delle zone suscettibili di amplificazioni o instabilità dinamiche locali. Per la prima di queste località, i dati in possesso del Comune erano già del tutto sufficienti; per la seconda località, invece, si è reso necessario un significativo lavoro di integrazione. Per Eggi, infine, verificato che l'incarico dato ai liberi professionisti dalla Regione copriva una porzione del territorio non coincidente con il centro abitato, si è provveduto a un rilevamento ex novo di questo (completo di relazione e carte), eseguito secondo le indicazioni del "Manuale" sopra citato (Fig. 1). In questa parte del lavoro l attività di tutoraggio è stata svolta anche direttamente sul terreno, al fine di verificare insieme alle squadre alcuni aspetti geologici e morfologici dubbi e di 767 fornire indicazioni di dettaglio sulle tecniche più appropriate per la restituzione cartografica dei dati rilevati. Fig. 1 (Esempio di prodotto realizzato nell ambito delle attività di microzonazione speditiva ) Risultati Le indagini di microzonazione speditiva di Poreta, S. Giacomo ed Eggi, nel Comune di Spoleto, hanno permesso di effettuare un confronto tra queste località. Per quanto concerne Poreta ed Eggi, l assetto geologico (in particolare: litotipi presenti, rapporti geometrici tra questi, morfologia) di queste località suggerisce una certa variabilità dei fattori di amplificazione attesi nel territorio esaminato; il quadro è inoltre reso più complesso dalla presenza di zone suscettibili di instabilità locali. Per contro, l assetto geologico della località S. Giacomo appare sostanzialmente omogeneo; ciò permette di correlare variazioni nell entità di eventuali danni soprattutto alle caratteristiche delle strutture edilizie, escludendo, almeno ad una prima analisi, forti variazioni di amplificazione locale all interno dell area edificata. S. Giacomo è risultata, di conseguenza, la località più indicata, tra le tre analizzate, per lo svolgimento delle attività delle squadre di tecnici, che su questa hanno concentrato, di conseguenza, le analisi di dettaglio di propria competenza. 778 L esperienza formativa e di aggiornamento Il Progetto Eme-Rico prevedeva anche un'attività di formazione-aggiornamento. Questa è stata sviluppata nell ambito dei temi del progetto, dei compiti delle squadre e degli interessi professionali espressi da queste; in particolare: si è lavorato sui temi della microzonazione sia speditiva che di dettaglio, dei piani di emergenza di protezione civile, del rischio sismico. La microzonazione sismica è stata affrontata attraverso lo studio e il commento del materiale bibliografico di base (il "Manuale per il rilevamento e l'identificazione delle zone suscettibili di amplificazioni o instabilità dinamiche locali", messo a punto da GNDT, SSN e Regioni Umbria e Marche per coordinare le attività geologiche che hanno fatto seguito al terremoto del ; Faccioli E ed., 1986; ISSMFE, 1993; AFPS Ed., 1995). Quanto acuisito in questa fase ha trovato immediata applicazione nell esperienza professionale sopra descritta. Il tema dei Piani di Protezione Civile e delle linee guida esistenti per una loro corretta realizzazione è stato affrontato approfonditamente su richiesta delle squadre. L'argomento è stato sviluppato sulla base del testo del "Metodo Augustus", che contiene le linee guida fornite in materia dalla Protezione Civile. I concetti di base sul rischio sismico sono stati introdotti nel quadro di una visita alla mostra dal titolo: "Quando la Terra trema Il rischio sismico e la convivenza con il terremoto", realizzata a Roma dal Servizio Sismico Nazionale in occasione della "IX Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica" (iniziativa M.U.R.S.T.). L itinerario era stato realizzato grazie all integrazione di diverse professionalità che, in vari campi, si occupano di tematiche correlate al problema sismico. A partire dal contesto geologico generale in cui i terremoti si collocano, erano affrontati i temi della pericolosità, vulnerabilità ed esposizione fino a giungere al concetto di rischio sismico. Veniva illustrato il modo in cui il problema terremoto è trattato dal punto di vista normativo ed era, inoltre, affrontato il tema dell emergenza sismica. L iniziativa di questa visita, a cui le squadre hanno aderito con interesse, ha permesso, nell ottica del progetto Eme. Rico., di sottolineare l importanza di alcune relazioni tra aspetti geologici e ingegneristici, nonché la possibilità di osservare attraverso modelli meccanici e numerici la dinamica di un edificio e di analizzare la frequenza di risonanza di questo in relazione a quella del sottostante terreno. Conclusioni L esperienza professionale e formativa effettuata nell ambito del Progetto Eme-Rico merita qualche riga di commento. In generale, per le squadre di geologi da me seguite, i tratti di maggior rilievo sono stati: da una parte, la possibilità, di approfondire sia dal punto di vista teorico che pratico le conoscenze sul rischio sismico e la microzonazione e di sperimentare l immediata ricaduta applicativa di questo approfondimento; dall altra, la possibilità di confrontarsi con la necessità di coordinare la propria attività, sia in fase progettuale che realizzativa, con quella di squadre afferenti ad altre discipline tecniche. Ciò ha non solo arricchito il loro bagaglio culturale, ma ha anche ampliato lo spettro della propria professionalità con competenze spendibili soprattutto nelle realtà lavorative locali. In questo senso, la valenza del lavoro svolto può essere senz altro considerata positiva. 789 Per quanto riguarda più in particolare la professionalità e l'approccio al Progetto mostrato dalle squadre di cui ero tutor, esse hanno mostrato un aumento progressivo della motivazione al procedere delle attività. Il loro interesse e la disponibilità per il lavoro sono apparsi strettamente correlati alla possibilità di individuarne con sufficiente chiarezza gli obiettivi e le connessioni con le attività tecniche parallele. Chiaramente lo stato di precariato, il basso numero di ore di lavoro all'interno del Progetto (e la conseguente modica remunerazione), le difficoltà logistiche (mancanza di computer, difficoltà nei rimborsi per le spese di missione, ecc.) non hanno costituito, di certo, elementi di motivazione e spinte all'intraprendenza. Tuttavia, il programma di lavoro è stato eseguito interamente, gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti e il livello professionale è da considerarsi senz'altro accettabile. Infine, sono da sottolineare le richieste di spiegazioni e di aggiornamento giunte dalle squadre. Il fatto che tra gli obiettivi della partecipazione al Progetto ci fosse, per questi geologi, anche l'arricchimento culturale geologico e la formazione in nuovi campi, induce delle riflessioni positive sulla loro professionalità, nel quadro di potenzialità esistenti anche se ancora non del tutto espresse. Riferimenti bibliografici AFPS Ed. (1995) - Guidelines for seismic zonation studies. English version of: Bard P. Y., Czitrom G., Durville J. L., Godefroy P., Meneroud J. P., Mouroux P. & Pecker A. - Guide métodologique pour la réalisation d'études de microzonage sismique. ISSMFE (1993) - Manual for Zonation on Seismic Geotechnical Hazards. Prepared by the Technical Committee for Earthquake Geotechnical Engineering, TC4, of the International Society for Soil Mechanics and Foundation Engineering. Japanese Society of Soil Mechanics and Foundation Engineering Eds, 149 p. Faccioli E ed. (1986) - Elementi per una guida alle indagini di Microzonazione Sismica. CNR, P. F. G., monografie finali, vol. 7. Quaderni de "La ricerca scientifica", 114, 249 p. Galanti E. (1997) - Il metodo Augustus. DPC informa. Anno II, n.4, maggio-giugno Documenti analoghi
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