Source: http://docplayer.it/2430937-Norme-di-sicurezza-antincendi-per-gli-edifici-di-civile-abitazione.html
Timestamp: 2017-05-25 20:47:25+00:00

Document:
NORME DI SICUREZZA ANTINCENDI PER GLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE - PDF
Download "NORME DI SICUREZZA ANTINCENDI PER GLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE"
1 Decreto Ministero dell interno 16 maggio 1987, n. 246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione. (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 27 giugno 1987) Il testo del presente decreto è modificato ed integrato ai sensi del D.M. 15/09/2005. Le disposizioni qui evidenziate con il colore blu entrano in vigore il 120 giorno successivo a quello della data di pubblicazione del succitato D.M. 15/09/2005, avvenuta sulla G.U. n. 232 del 05/10/2005. Sono approvate le norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione contenute in allegato al presente decreto. Sono abrogate tutte le disposizioni in vigore non conformi con le presenti norme. 1. GENERALITA NORME DI SICUREZZA ANTINCENDI PER GLI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE 1.0. Scopo Le presenti norme hanno per oggetto i criteri di sicurezza antincendi da applicare agli edifici destinati a civile abitazione, con altezza antincendi uguale o superiore a 12 m. Si fa riferimento ai termini e definizioni generali di cui al decreto ministeriale 30/11/ Campo di applicazione Le presenti norme si applicano agli edifici di cui al punto 1.0 di nuova costruzione o agli edifici esistenti in caso di ristrutturazione che comportino modifiche sostanziali i cui progetti siano presentati agli organi competenti per le approvazioni previste dalle vigenti disposizioni dopo l entrata in vigore del presente decreto. Si intendono per modifiche sostanziali lavori che comportino il rifacimento di oltre il 50% dei solai o il rifacimento strutturale delle scale o l aumento di altezza. Per gli edifici esistenti si applicano le disposizioni contenute nel successivo punto CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE 2.0. Classificazione Gli edifici di cui al punto 1 vengono classificati in funzione della loro altezza antincendi secondo quanto indicato nella tabella A Comportamento al fuoco Resistenza al fuoco delle strutture. I requisiti di resistenza al fuoco degli elementi strutturali vanno valutati secondo le prescrizioni e le modalità di prova stabilite nella circolare del Ministero dell interno n. 91 del 14/09/1961, prescindendo dal tipo di materiale impiegato nella realizzazione degli elementi medesimi (calcestruzzo, laterizi, acciaio, legno massiccio, legno lamellare, elementi compositi). Il dimensionamento degli spessori e delle protezioni da adottare per i vari tipi di materiali suddetti nonché la classificazione degli edifici in funzione del carico di incendio, vanno determinati con le tabelle e con le modalità specificate nella circolare n. 91 citata, tenendo conto delle disposizioni contenute nel decreto ministeriale 06/03/1986. Per le strutture di pertinenza delle aree a rischio specifico devono applicarsi le disposizioni emanate nelle relative normative Reazione al fuoco dei materiali Per la reazione al fuoco dei materiali, si fa riferimento al decreto ministeriale 26/06/ Scelta dell area Accesso all area Gli accessi all area ove sorgono gli edifici oggetto delle presenti norme devono avere i seguenti requisiti minimi: - larghezza: 3,50 m; - altezza libera: 4,00 m; - raggio di volta: 13,00 m; - pendenza: non superiore al 10%; - resistenza al carico: almeno 20 tonnellate (8 sull asse anteriore e 12 sull asse posteriore; passo 4,00 m) Accostamento autoscale Per gli edifici di tipo «a» e «b» deve essere assicurata la possibilità di accostamento delle autoscale dei vigili del fuoco, sviluppate come da schema allegato, almeno ad una qualsiasi finestra o balcone di ogni piano. 1 ((c) Datatronics Sistemi S.n.c. - Brescia2 Qualora tale requisito non sia soddisfatto gli edifici del tipo «a» devono essere dotati almeno di scale protette e gli edifici di tipo «b» almeno di scale a prova di fumo interna (vedi tabella A) Compartimentazione Gli edifici devono essere suddivisi in compartimenti anche costituiti da più piani; di superficie non eccedente quella indicata nella tabella A. Gli elementi costruttivi di suddivisione tra i compartimenti devono soddisfare i requisiti di resistenza al fuoco indicati in tabella A Scale Le caratteristiche di resistenza al fuoco dei vani scala sono quelle previste nella tabella A. Negli edifici di tipo «a», di tipo «b», di tipo «c», la larghezza minima delle scale deve essere di 1,05 m, negli edifici di tipo «d» e di tipo «e» la larghezza minima delle scale deve essere di 1,20 m. Le rampe devono preferibilmente essere rettilinee; sono ammesse rampe non rettilinee a condizione che vi siano pianerottoli di riposo e che la pedata del gradino sia almeno 30 cm misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto interno. Il vano scala deve avere superficie netta di aerazione permanente in sommità non inferiore ad 1 m 2. Nel vano di aerazione è consentita l installazione di dispositivi per la protezione dagli agenti atmosferici. Il tipo e il numero delle scale sono stabilite in funzione della superficie lorda di ogni piano e del tipo di edificio (vedi tabella A) Ascensori Il vano di corsa dell ascensore deve avere le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del vano scala (vedi tabella A) e deve essere conforme alle specifiche disposizioni vigenti. (1) Tabella A Tipo di edificio a b c d Altezza antincendi da 12 m a 24 m da oltre 24 m a 32 m da oltre 32 m a 54 m da oltre 54 m a 80 m Massima superficie del compartimento (m 2 ) Massima superficie (m 2 ) di competenza di ogni scala per piano Tipo dei vani scala e di almeno un vano ascensore Nessuna prescrizione Almeno protetto se non sono osservati i requisiti del punto Almeno a prova di fumo interno A prova di fumo Nessuna prescrizione Almeno a prova di fumo interno se non sono osservati i requisiti del punto Almeno a prova di fumo interno A prova di fumo Caratteristiche REI dei vani scala e ascensore, filtri, porte, elementi di suddivisione tra i compartimenti 0 Almeno a prova di fumo interno 90 (2) (2) 4000 Almeno a prova di fumo interno con filtro avente camino di ventilazione di sezione non inferiore a 0,36 m 2 90 e oltre 80 m (1) Almeno a prova di fumo interno con filtro avente camino di ventilazione di sezione non inferiore a 0,36 m (1) Con un minimo di 2 scale per ogni edificio. Sulla copertura dell edificio deve essere prevista un area per l atterraggio ed il decollo degli elicotteri di soccorso raggiungibili da ogni scala. (2) Solo per gli elementi di suddivisione tra i compartimenti Comunicazioni Per le comunicazioni con le aree a rischio specifico devono applicarsi le disposizioni emanate con le relative normative. Sono consentite le comunicazioni tra scale, ascensori e locali cantinati pertinenti le abitazioni dell edificio secondo quanto indicato nella tabella B. 2 ((c) Datatronics Sistemi S.n.c. - Brescia3 Tipo di edificio a Diretta Tabella B Tipo di comunicazione b Tramite disimpegno con pareti REI e porte REI c Tramite filtro a prova di fumo con pareti REI e porte REI d, e Accesso diretto esclusivamente da spazio scoperto 2.7. Scale, androni e passaggi comuni - reazioni al fuoco dei materiali Le scale ed i gradini per gli androni e passaggi comuni devono essere realizzati con materiali di classe 0. Sono ammessi materiali di rivestimento di classe I, per androni e passaggi comuni e, limitatamente agli edifici di tipo «a» e di tipo «b», anche per i rivestimenti delle scale e gradini. Non sono soggetti a tali prescrizioni le scale e i passaggi ubicati all interno della stessa unità immobiliare. 3. AREE A RISCHIO SPECIFICO Per le aree a rischio specifico pertinenti gli edifici (autorimesse, locali di esposizione o vendita, depositi di materiali combustibili, etc.) valgono le disposizioni in vigore. 4. IMPIANTI DI PRODUZIONE DI CALORE Per gli impianti di produzione di calore devono essere osservate le norme vigenti oltre a quanto indicato nella tabella C. Tabella C Tipo di edificio TIPO DI COMBUSTIBILE Liquido o solido Gas con densità rispetto all aria < 0,8 Gas con densità rispetto all aria 0,8 a b c d e Legenda: = divieto di installazione entro il volume degli edifici = divieto di installazione entro il volume degli edifici ma ammesso sul terrazzo più elevato = divieto di installazione nei piani interrati = ammesso entro il volume degli edifici N.B.: in corpi di fabbrica separati sono ammessi impianti alimentati da qualsiasi tipo di combustibile con la sola condizione, per quelli funzionanti a gas con densità rispetto all aria 0,3, che siano ubicati in locali fuori terra. 5. IMPIANTI ELETTRICI Devono essere realizzati in conformità della legge 01/03/1968, n Negli edifici di tipo «c», «d» ed «e», deve essere installato un sistema di illuminazione di sicurezza, che deve garantire un affidabile illuminazione e la segnalazione delle vie di esodo. Esso deve avere alimentazione autonoma, centralizzata o localizzata che, per durata e livello di illuminamento, consenta un ordinato sfollamento. 6. IMPIEGO GAS COMBUSTIBILI Le condutture principali dei gas combustibili devono essere esterne al fabbricato ed a vista. Sono ammessi attraversamenti di locali purché le tubazioni siano poste in guaina metallica aperta alle due estremità comunicante con l esterno e di diametro superiore di almeno 2 cm rispetto al diametro della tubazione interna. 3 ((c) Datatronics Sistemi S.n.c. - Brescia4 7. IMPIANTI ANTINCENDI Gli edifici di tipo «b», «c», «d» ed «e», devono essere dotati di reti idranti conformi a quanto di seguito riportato. La rete idranti deve essere costituita da almeno una colonna montante in ciascun vano scala dell edificio; da essa deve essere derivato ad ogni piano, sia fuori terra che interrato, almeno un idrante con attacco 45 UNI 804 a disposizione per eventuale collegamento di tubazione flessibile o attacco per naspo. Il naspo deve essere corredato di tubazione semirigida con diametro minimo di 25 mm e di lunghezza idonea ad assicurare l intervento in tutte le aree del piano medesimo. Tale naspo deve essere installato nel locale filtro, qualora la scala sia a prova di fumo interna. Al piede di ogni colonna montante deve essere installato un idoneo attacco di mandata per autopompa. L impianto deve essere dimensionato per garantire una portata minima di 3 l/min per ogni colonna montante e, nel caso di più colonne, il funzionamento contemporaneo di 2. L alimentazione idrica deve essere in grado di assicurare l erogazione, ai 3 idranti idraulicamente più sforiti, di 120 l/min cad., con una pressione residua al bocchello di bar 1,5 per un tempo di almeno min. Qualora l acquedotto non garantisca le condizioni di cui al punto precedente dovrà essere installata idonea riserva idrica; questa può essere ubicata a qualsiasi piano e deve essere alimentata da acquedotto pubblico e/o da altre fonti. Tale riserva deve essere mantenuta costantemente piena. Le elettropompe di alimentazione della rete antincendio devono essere collegate all alimentazione elettrica dell edificio tramite linea propria non utilizzata per altre utenze. Negli edifici di tipo «d» ed «e», i gruppi di pompaggio della rete antincendio devono essere costituiti da due pompe, una di riserva all altra, alimentate da fonti di energia indipendenti (ad esempio elettropompa e motopompa). L avviamento dei gruppi di pompaggio deve essere automatico. Le tubazioni di alimentazione e quelle costituenti la rete devono essere protette dal gelo, da urti e dal fuoco. Le colonne montanti possono correre, a giorno o incassate, nei vani scale oppure in appositi alloggiamenti resistenti al fuoco REI. 8. NORME TRANSITORIE Negli edifici esistenti, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore delle presenti norme, devono essere attuate le seguenti prescrizioni Comunicazioni Negli edifici di tipo «b», «c», «d» ed «e», sono ammesse le comunicazioni di cui al comma 2 del punto 2.6. attraverso porte RE 30, anche senza disimpegno, filtro a prova di fumo o accesso diretto da spazio scoperto Illuminazione di sicurezza Negli edifici di tipo «c», «d» ed «e», deve essere installato un sistema di illuminazione di sicurezza in conformità con quanto specificato al punto Impianti antincendio Negli edifici di tipo «c», «d» ed «e», devono essere installati impianti antincendio fissi conformi al punto 7. Restano tuttavia validi gli impianti già installati a condizione che siano sempre assicurate le prestazioni idrauliche di cui al punto DEROGHE Qualora per particolari esigenze di carattere tecnico o di esercizio non fosse possibile attuare qualcuna delle prescrizioni contenute nelle presenti norme, potrà essere avanzata istanza di deroga con le procedure di cui all art. 21 del D.P.R. 29/07/1982, n ((c) Datatronics Sistemi S.n.c. - Brescia5 5 ((c) Datatronics Sistemi S.n.c. - Brescia6 NOTE (1) Punto così interamente sostituito dall art. 5, comma 2, del D.M. 15/09/2005 (G.U. n 232 del 05/10/2005). Il testo previgente recitava: Vano corsa Il vano corsa dell ascensore deve avere le stesse caratteristiche REI del vano scala (vedi tabella A). Nel vano corsa sono ammesse le seguenti aperture: a) accessi alle porte di piano; b) aperture permanenti consentite dalle specifiche normative fra il vano corsa e il locale macchine e/o delle pulegge di rinvio; c) portelli d ispezione e/o porte di soccorso con le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del vano corsa; d) aperture di aereazione e di scarico dei prodotti di combustione come di seguito indicato. Il vano corsa deve avere superficie netta di aereazione permanente in sommità non inferiore al 3% dell area della sezione orizzontale del vano stesso, e comunque non inferiore a 0,20 m 2. Tale aereazione può essere ottenuta anche tramite camini, che possono attraversare il locale macchine, purché realizzati con elementi di resistenza al fuoco equivalente a quella del vano corsa. Nel vano di aereazione è consentita l installazione di dispositivi per la protezione dagli agenti atmosferici. Nel vano corsa non possono essere poste in opera canne fumarie, condutture o tubazioni che non appartengono all impianto ascensore. Quando il numero degli ascensori è superiore a due essi devono essere disposti in almeno due vani di corsa distinti. Il filtro a prova di fumo per vano scale e vano corsa dell ascensore può essere comune Locale macchine Il locale macchine deve essere separato dagli altri ambienti dell edificio con strutture di resistenza al fuoco equivalente a quella del vano corsa. L accesso al locale macchine deve avere le stesse caratteristiche del vano corsa; qualora il locale macchine sia ubicato su terrazzo, l accesso può avvenire anche attraverso vano munito di porta metallica. Il locale macchine deve avere superficie netta di aerazione permanente non inferiore al 3% della superficie del pavimento, con un minimo di 0,05 m 2, realizzata con finestre e/o camini aventi sezione non inferiore a quella sopra precisata e sfociante all aperto ad una altezza almeno pari a quella dell apertura di aerazione del vano corsa.. Per le specifiche disposizioni vigenti richiamate si intende il D.M. 15/09/2005 (G.U. n 232 del 05/10/2005). 6 ((c) Datatronics Sistemi S.n.c. - Brescia7 DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO, DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE DIREZIONE CENTRALE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA TECNICA AREA PREVENZIONE INCENDI Prot. N P1362/4122 sott. 67 Roma, 24 agosto 2004 LETTERA-CIRCOLARE - AI SIGG. DIRETTORI REGIONALI DEI VIGILI DEL FUOCO LORO SEDI - AI SIGG. COMANDANTI PROVINCIALI DEI VIGILI DEL FUOCO LORO SEDI OGGETTO: D.M. 16/05/1987, n Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione - Chiarimenti al punto 8 - Norme transitorie. Il punto Impianti antincendio - dell allegato al Decreto Ministeriale indicato in oggetto recita: Negli edifici di tipo «c», «d» ed «e», devono essere installati impianti antincendio fissi conformi al punto 7. Restano tuttavia validi gli impianti già installati a condizione che siano sempre assicurate le prestazioni idrauliche di cui al punto 7. Pervengono richieste di chiarimenti circa l obbligo di prevedere l impianto idrico antincendio fisso in edifici aventi altezza superiore a 24 metri e fino a 32 metri (edifici di tipo «b»), preesistenti alla data di entrata in vigore del D.M. 16/05/1987, n 246. Al riguardo si chiarisce che per i suddetti edifici sussiste l obbligo di protezione con impianto idrico antincendio unicamente nel caso in cui l impianto stesso sia stato espressamente previsto all atto dell approvazione del progetto o del rilascio del certificato di prevenzione incendi da parte del comando provinciale VV.F. In tale eventualità l impianto deve assicurare le prestazioni idrauliche risultanti dal progetto approvato dal C.P.I. e deve essere mantenuto in efficienza secondo quanto previsto all art. 5, commi 1 e 2, del D.P.R. n 37/1998. Per gli edifici di tipo «b», esistenti alla data di entrata in vigore del citato decreto ed esclusi dalla precedente fattispecie, non è quindi prescritta l installazione di impianti idrici antincendio di tipo fisso in quanto tale misura non è contemplata tra le norme di adeguamento di cui al punto 8 dell allegato al D.M. n 246/1987. L ISPETTORE GENERALE CAPO VICE CAPO DIPARTIMENTO VICARIO (d Errico) 7 ((c) Datatronics Sistemi S.n.c. - Brescia Documenti analoghi
Milano lì Ns. Rif.: 13 novembre 2013 820038.309 Agli Ordini e Collegi aderenti al C.I.P.I. loro sedi K:\Ufficio\07 Documenti\CIPI\820038 Comitato interpr. prevenzione incendi\820038 corrispondenza dal Dettagli Note inerenti chiarimenti in materia di prevenzione incendi - Trasmissione per via informatica.
DIREZIONE CENTRALE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA TECNICA Prot. n P 810 / 4101 sott. 72/C.1 (21).4 Roma, 2 LUGLIO 2003 Allegati: n 1 -AI SIGG. ISPETTORI REGIONALI DEI VIGILI DEL FUOCO LORO SEDI -AI Dettagli NOVITA! Sono in via di pubblicazione la nuova norma sulle reti idranti UNI 10779 e la specifica tecnica TS sulle reti idranti a secco
COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA PRESCRIZIONI TECNICHE INTEGRATIVE DELLA CIRCOLARE N. 75 DEL 3.07.67 E DELLA LETTERA CIRCOLARE N. 5210/4118/4 DEL 17.02.75, RELATIVE AI LOCALI ADIBITI AD ESPOSIZIONE Dettagli Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini
Attività soggette al controllo dei VV.F. nei condomini Innocenzo Mastronardi, Ingegnere Civile, professionista antincendio, PhD student in S.O.L.I.P.P. XXVI Ciclo Politecnico di Bari INTRODUZIONE Con l Dettagli IL MINISTRO DELL INTERNO
MINISTERO DELL INTERNO DECRETO MINISTERIALE 19 AGOSTO 1996 (S.O.G.U. n. 14 del 12 settembre 1996) Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio Dettagli MINISTERO DELL INTERNO COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI CREMONA
FUOCO DEL VIGILI Meno carte più sicurezza Procedure semplificate per la prevenzione incendi C O R P O N A Z I O N A L E Premessa La semplificazione per le procedure di prevenzione incendi entra in vigore Dettagli COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA
COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO DI ROMA LINEE GUIDA DI PREVENZIONE INCENDI DA APPLICARSI ALLE OFFICINE E LABORATORI INDIVIDUATI AI PUNTI 8 E 21 DELL ELENCO ALLEGATO AL D.M. 16.02.82. Punto 8) Officine Dettagli GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI
GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI Introduzione Le dimensioni delle cabine degli ascensori debbono rispettare valori minimi stabiliti dalle normative vigenti, Dettagli LA NUOVA PREVENZIONE INCENDI DM 07.08.2013. Siena, 10 maggio 2013
Ministero dell Interno Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile Comando Provinciale Vigili del fuoco SIENA "Noctu et Die Vigilantes" LA NUOVA PREVENZIONE INCENDI DM Dettagli 5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF
5. I PRINCIPALI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE IRPEF Ecco un elenco esemplificativo di interventi ammissibili a fruire della detrazione Irpef. In ogni caso, deve essere verificata la conformità Dettagli D.M. 20 MAGGIO 1992, n. 569
TARIFFA PROFESSIONALE INGEGNERIA ANTINCENDIO La presente tariffa individua le prestazioni che il professionista è chiamato a fornire : A per la richiesta del parere di conformità B per il rilascio del Dettagli ALLEGATI TECNICI OBBLIGATORI (D.M. 37/08, Delibera 40/04 e succ. mod.)
Foglio n 1 di 6 ALLEGATI TECNICI OBBLIGATORI (D.M. 37/08, Delibera 40/04 e succ. mod.) Intervento su impianto gas portata termica (Q n )= 34,10. kw tot Impresa/Ditta: DATI INSTALLATORE Resp. Tecnico/Titolare: Dettagli FORUM PREVENZIONE INCENDI Roma - 18 Giugno 2008
FORUM PREVENZIONE INCENDI Roma - 18 Giugno 2008 La corretta progettazione degli impianti antincendio. Dalla 46/90 al decreto 22 gennaio 2008 n. 37: come cambiano le procedure per il rilascio del CPI nel Dettagli S.F.S. Scuola per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della provincia di Massa Carrara - Ing. Antonio Giorgini
Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via S. Andrea, 8 32100 Belluno Tel. 0437 516927 Fax 0437 516923 e-mail: serv.spisal.bl@ulss.belluno.it Dipartimento di Prevenzione SERVIZIO SPISAL Via Borgo Dettagli Risposta esatta. Quesito
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI EDIFICIO PER CIVILE ABITAZIONE ANNI '50 L'edificio oggetto dell'intervento, si trova a Bolzano in via Dalmazia ai numeri 60, 60A e 62 E' stato costruito nei primi anni '50 Dettagli SEMINARIO INFORMATIVO SULL EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA ANTINCENDIO
DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO, DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE DIREZIONE CENTRALE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA TECNICA AREA PREVENZIONE INCENDI LARGO SANTA BARBARA, 2-00178 ROMA TEI.. Dettagli La norma UNI-CIG 7129/08
1 2 3 Ossido carbonio 4 Normale Ordinamento Codice civile Codice Penale Leggi speciali Legge 1083/71 D.P.R. 412/93 -> D.Lgs. 192/05 DM 37/08 5 Premessa: L incontro ha lo scopo di illustrare le principali Dettagli OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO
CORSO DI INFORMAZIONE PER STUDENTI PREVENZIONE E SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICA Servizio Prevenzione Ambienti Lavoro RISCHI DI CADUTA Dettagli - - Visto l'art. 63 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18 giugno 1931, n. 773;
Decreto Ministeriale del 12/09/2003 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio di depositi di gasolio per autotrazione ad uso privato, di capacita' geometrica Dettagli Relazione tecnica. Interferenze
Relazione tecnica L autorimessa interrata di Via Camillo Corsanego, viene realizzata nel V Municipio ai sensi della Legge 122/89 art.9 comma 4 (Legge Tognoli). Il dimensionamento dell intervento è stato Dettagli FAQ (FREQUENTLY ASKED QUESTIONS DOMANDE PIU FREQUENTI)
FAQ (FREQUENTLY ASKED QUESTIONS DOMANDE PIU FREQUENTI) Domande frequenti inerenti la Relazione Energetico - Ambientale e la conformità delle pratiche edilizie alla normativa di settore. Aggiornamento al Dettagli ELENCO PREZZI DI RIFERIMENTO PER IMPIANTI TERMICI INFERIORI A 35 kw Opere di adeguamento dell impianto termico
ALLEGATO A ELENCO PREZZI DI RIFERIMENTO PER IMPIANTI TERMICI INFERIORI A 35 kw Opere di adeguamento dell impianto termico A) SOPRALLUOGHI, VISITE TECNICHE, VERIFICHE DI IMPIANTI A.1) Sopralluogo ed esame Dettagli 5 I COEFFICIENTI CORRETTIVI
5 I COEFFICIENTI CORRETTIVI In questo capitolo, dopo aver definito il concetto di «coefficienti correttivi», verranno esaminati nel dettaglio i coefficienti di riduzione previsti dalla Circolare del Ministero Dettagli Ing. Mauro Malizia - Criteri generali di sicurezza antincendio - testo coordinato - Comando Provinciale VVF di Ascoli Piceno
mod. DICH. POSA OPERA-2004 pag. 1 Rif. Pratica VV.F. n. DICHIARAZIONE DI CORRETTA POSA IN OPERA DEI MATERIALI CLASSIFICATI AI FINI DELLA REAZIONE AL FUOCO (COMPRESI I PRODOTTI VERNICIANTI IGNIFUGHI), DELLE Dettagli L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n.
C O M U N E D I R O V E R B E L L A Via Solferino e San Martino, 1 46048 Roverbella Tel. 0376/6918220 Fax 0376/694515 PEC PROTOCOLLO : roverbella.mn@legalmail.it RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI Dettagli N.B. Le parti di testo abrogate o sostituite sono riportate tra [ ]. Le parti di testo inserite sono riportate in carattere corsivo.
Decreto Ministeriale 12 aprile 1996 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi. Dettagli COMUNE DI TROPEA (Provincia di Catanzaro)
Comune di Parma Guida alla corretta applicazione della normativa sull abbattimento delle barriere architettoniche A vent anni dall entrata in vigore della più importante legge sull abbattimento delle barriere Dettagli Aprile 2007. Prevenzione dei rischi di caduta dall alto nei lavori di manutenzione in quota su pareti e coperture
LINEE GUIDA RELATIVE ALLE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE DA PREDISPORRE NEGLI EDIFICI PER L ACCESSO, IL TRANSITO E L ESECUZIONE DEI LAVORI DI MANUTENZIONE IN QUOTA IN CONDIZIONI DI SICUREZZA Aprile 2007 Dettagli TESTO COORDINATO E COMMENTATO DEPOSITI BOMBOLE GPL
TESTO COORDINATO E COMMENTATO DEPOSITI BOMBOLE GPL Circolare n. 74 del 20 settembre 1956 D.P.R. 28 giugno 1955, n. 620 - Decentramento competenze al rilascio di concessioni per depositi di oli minerali Dettagli Long Carbon Europe Sections and Merchant Bars. Trave Angelina TM. Perfetta combinazione di forza, leggerezza e trasparenza
OPERE SPECIALI PREFABBRICATI (Circ. Min. 13/82) ISTRUZIONI SCRITTE (Articolo 21) Il fornitore dei prefabbricati e della ditta di montaggio, ciascuno per i settori di loro specifica competenza, sono tenuti Dettagli RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI
RELAZIONE TECNICA 1. 1 - DESCRIZIONE GENERALE DELLE LAVORAZIONI Le lavorazioni oggetto della presente relazione sono rappresentate dalla demolizione di n 14 edifici costruiti tra gli anni 1978 ed il 1980 Dettagli PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri PRODOTTI DA COSTRUZIONE
CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri Acciai per la realizzazione di strutture metalliche e di strutture composte (laminati, tubi senza saldatura, tubi Dettagli ELEMENTII DII TECNIICA DEL CONTROLLO AMBIIENTALE. ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA DI VENEZIA Laboratori di Progettazione Architettonica
ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA DI VENEZIA Laboratori di Progettazione Architettonica ELEMENTII DII TECNIICA DEL CONTROLLO AMBIIENTALE PROF.. GIIANCARLO ROSSII PARTE SECONDA 1 INTRODUZIONE TIPOLOGIE Dettagli LA NORMA LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE DEL LIBRETTO D IMPIANTO LA REGOLA
LA NORMA LINEE GUIDA PER LA COMPILAZIONE DEL LIBRETTO D IMPIANTO LA REGOLA 2004 INDICE Libretto di impianto pag. 3 Scheda 1 4 Scheda 2 5 Scheda 3 6 Scheda 4 7 Scheda 5 9 Scheda 6 10 Scheda 7 11 Scheda Dettagli Parte II specifica Edificio RM022 - Villino A Via degli Apuli, 1-00185 Roma. Il Responsabile dell Uspp Arch. Simonetta Petrone
PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE (ai sensi del D.Lgs. 81/08 artt.18, 43, 46 e del D.M. 10/03/98 art. 5) Il presente documento è parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi di cui all art. Dettagli REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U.
REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. DISCIPLINA DEI LIMITI E DEI RAPPORTI RELATIVI ALLA FORMAZIONE DI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI Dettagli 1. GLI IMPIANTI ELETTRICI NEGLI AMBIENTI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO:I RIFERIMENTI NORMATIVI.
-capitolo 1- - 1-1. GLI IMPIANTI ELETTRICI NEGLI AMBIENTI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI INCENDIO:I RIFERIMENTI NORMATIVI. 1.1 Premessa. Gli impianti elettrici possono essere causa di innesco e di propagazione Dettagli La nuova prevenzione incendi l'evoluzione del CPI
02/02/12 1 La nuova prevenzione incendi l'evoluzione del CPI Ing. Emanuele Gissi, PhD Direttore, vice dirigente Comando Vigili del Fuoco, Genova emanuele.gissi@vigilfuoco.it 02/02/12 2 Agenda La nuova Dettagli LA PREVENZIONE INCENDI NEI LUOGHI DI LAVORO
LA PREVENZIONE INCENDI NEI LUOGHI DI LAVORO OBBLIGHI, CONTROLLI E PROCEDURE GIUGNO 2004 A cura del settore Qualità, Ambiente e Sicurezza sul lavoro Dott. Maurizio Santonocito 2 Indice Premessa Pag. 5 Parte Dettagli OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85)
timbro protocollo AL RESPONSABILE Area delle Politiche Infrastrutturali e del Territorio DEL COMUNE DI SPADAFORA (ME) OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) OGGETTO: Comunicazione opere interne ai sensi dell Dettagli FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81
CARTA SEMPLICE FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 ALL A.S.L. N. CN2 ALBA BRA DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro Via Vida Dettagli COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova. progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci * * *
COMUNE DI RONCO SCRIVIA Provincia di Genova progetto preliminare relazione di progetto elaborati grafi ci ina 1 L Amministrazione comunale di Ronco Scrivia (provincia di Genova) intende integrare la dotazione Dettagli TABELLA B. RISORSE INFRASTRUTTURALI E LOGISTICHE di cui all art. 8
1 LIBRETTO DI CENTRALE OBBLIGATORIO PER GLI IMPIANTI TERMICI CON POTENZA TERMICA DEL FOCOLARE NOMINALE SUPERIORE O UGUALE A 35 kw (ART. 11, COMMA 9, DPR 26 AGOSTO 1993, N 412) Conforme al modello pubblicato Dettagli Costruzioni in legno: nuove prospettive
Costruzioni in legno: nuove prospettive STRUZION Il legno come materiale da costruzione: origini e declino Il legno, grazie alla sua diffusione e alle sue proprietà, ha rappresentato per millenni il materiale Dettagli Opere di ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo - variante essenziale relative all'immobile sito in via Millelire n 10/c - Milano
Sede legale: Via G. Cusmano, 24 90141 PALERMO C.F. e P. I.V.A.: 05841760829 Dipartimento Provveditorato e Tecnico Servizio Progettazione e Manutenzioni Via Pindemonte, 88-90129 Palermo Telefono: 091 703.3334 Dettagli AUTORIZZAZIONE ED ISCRIZIONE DEI PROFESSIONISTI NEGLI ELENCHI DEL MINISTERO DELL INTERNO DI CUI ALL ART. 16 DEL d.lgs. 139/2006
DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO, DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE DIREZIONE CENTRALE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA TECNICA AREA PREVENZIONE INCENDI AUTORIZZAZIONE ED ISCRIZIONE DEI PROFESSIONISTI Dettagli Non brucia. Lana di roccia la naturale protezione antincendio. www.flumroc.ch
Non brucia. Lana di roccia la naturale protezione antincendio. www.flumroc.ch Ogni giorno si registrano più di 50 allarmi incendio Pagina 4 Ecco cosa blocca la propagazione di un incendio Pagina 7 Combustibile Dettagli SEMPLIFICAZIONE PROCEDURE DI PREVENZIONE DI INCENDI DEPOSITI DI G.P.L.
SEMPLIFICAZIONE PROCEDURE DI PREVENZIONE DI INCENDI DEPOSITI DI G.P.L. DPR 12 aprile 2006 n. 214: Regolamento recante semplificazione delle procedure di prevenzione di incendi relative ai depositi di G.P.L. Dettagli Progettista(i) degli impianti termici e dell isolamento termico dell'edificio
ALLEGATO E (Allegato I, comma 15) RELAZIONE TECNICA DI CUI ALL'ARTICOLO 28 DELLA LEGGE 9 GENNAIO 1991, N. 10, ATTESTANTE LA RISPONDENZA ALLE PRESCRIZIONI IN MATERIA DI CONTENIMENTO DEL CONSUMO ENERGETICO Dettagli NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO
(Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione). CIRCOLARE N 4 del 1 MARZO 2002 OGGETTO: Linee guida per Dettagli Giunta Regionale della Campania
Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell'a.g.c. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata Dettagli Guida alla protezione passiva dal fuoco. Le soluzioni Gyproc Saint-Gobain
Guida alla protezione passiva dal fuoco Le soluzioni Gyproc Saint-Gobain ED. FEBBRAIO 2012 Guida alla protezione passiva dal fuoco Le soluzioni Gyproc Saint-Gobain Nell ambito edile, la protezione dal Dettagli CALEFFI. Valvola di scarico termico con reintegro incorporato. serie 544 01058/09. sostituisce dp 01058/07. Funzione
Valvola di scarico termico con reintegro incorporato serie 544 R EGI STERED BS EN ISO 9001:2000 Cert. n FM 21654 UNI EN ISO 9001:2000 Cert. n 0003 CALEFFI 01058/09 sostituisce dp 01058/07 Funzione La valvola Dettagli I CONTROLLI, pertanto, sono OBBLIGATORI, così come le procedure secondo le quali devono essere svolti.
INDICE Informazioni per i cittadini - 3 Campagna di controllo degli impianti termici - 3 Responsabile dell impianto termico - 4 La manutenzione degli impianti: frequenze temporali delle operazioni - 4 Dettagli Relazione specialistica
Relazione specialistica Dipl.-Ing. Hardy Ernst Dipl.-Wirtschaftsing. (FH), Dipl.-Informationswirt (FH) Markus Tuffner, Bosch Industriekessel GmbH Basi di progettazione per una generazione ottimale di vapore Dettagli SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA
SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA ARGOMENTI DA TRATTARE: DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE Dettagli N O EATR THI. NO LC A B ER I P TEM IS S etra.it.m w w w
www.metra.it SISTEMI PER BALCONI. THEATRON METRA. LO STILE CHE DA VALORE AL TUO HABITAT METRA. Design, Colore, Emozione. Lo stile italiano che il mondo ci invidia. I sistemi integrati METRA sono stati Dettagli IL TAGLIO DELLE SCALE PER INSTALLARE UN ASCENSORE IN UN EDIFICIO PREESISTENTE
1 RINGRAZIAMENTI Gli autori ringraziano la Società CARPER S.R.L. Via Erodoto, 54 00124 Casal Palocco Roma e.mail carper@carper.it per la documentazione fornita, le fotografie e soprattutto per la cortese Dettagli Pannelli Solari Termici. Parete esterna verticale. Tipologia di. inserimento. I pannelli solari termici sono inseriti sulla parete esterna verticale
Pannelli Solari Termici Parete esterna verticale I pannelli solari termici sono inseriti sulla parete esterna verticale dell edificio. Pannelli Solari Termici Parete esterna verticale e parapetti Legenda Dettagli IL TRATTAMENTO DELL ACQUA per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici. Cillichemie Italiana Srl Stefano Bonfanti
IL TRATTAMENTO DELL ACQUA per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici Cillichemie Italiana Srl Stefano Bonfanti gli utilizzi tecnici dell acqua in un edificio ACQUA FREDDA SANITARIA Dettagli - Seminario tecnico -
Con il contributo di Presentano: - Seminario tecnico - prevenzione delle cadute dall alto con dispositivi di ancoraggio «linee vita» Orario: dalle 16,00 alle 18,00 presso GENIOMECCANICA SA, Via Essagra Dettagli Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
DM 13/12/93 APPROVAZIONE DEI MODELLI TIPO PER LA COMPILAZIONE DELLA RELAZIONE TECNICA DI CUI ALL'ART. 28 DELLA LEGGE 9 GENNAIO 1991 N. 10, ATTESTANTE LA RISPONDENZA ALLE PRESCRIZIONI IN MATERIA DI CONTENIMENTO Dettagli Alle nostre latitudini la domanda di
minergie Protezioni solari con lamelle, in parte fisse, e gronde Benessere ter edifici ed effi Nella società contemporanea trascorriamo la maggior parte del nostro tempo in spazi confinati, in particolare Dettagli RILEVAZIONE STATISTICA DEI PERMESSI DI COSTRUIRE, DIA,EDILIZIA PUBBLICA (DPR 380/2001, art. 7) SISTEMA STATISTICO NAZIONALE
RILEVAZIONE STATISTICA DEI PERMESSI DI COSTRUIRE, DIA,EDILIZIA PUBBLICA (DPR 380/2001, art. 7) SISTEMA STATISTICO NAZIONALE ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO ISTAT/PDC/NRE Dettagli STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA
COMUNE DI SANTA MARGHERITA LIGURE Piazza Mazzini, 46 16038 SANTA MARGHERITA LIGURE (GE) REALIZZAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI SULLE COPERTURE DELLA SCUOLA PRIMARIA A.R. SCARSELLA, DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA Dettagli CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997)
CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997) Progetto per la realizzazione di: Edificio residenziale Località: Ancona Indirizzo: via Menicucci, 3 Il tecnico competente Ancona, 20/09/2011 Dettagli HELP DESK FRONT OFFICE VADEMECUM PER L UTENZA
Prot. Generale n. 19033 del 23.10.2012 Primo livello di help desk HELP DESK FRONT OFFICE VADEMECUM PER L UTENZA Qui di seguito si riportano alcune delle più frequenti domande con le relative risposte. Dettagli Città di Spinea Provincia di Venezia
PARAMETRI URBANISTICI ED EDILIZI Nel presente fascicolo verranno definiti e trattati i seguenti argomenti: a. Parametri Urbanistici; b. Edifici e parti di Edificio; c. Standard Residenziale per Abitante; Dettagli L applicazione dell IVA agevolata del 10% per le opere di MANUTENZIONE ORDINARIA E MANUTENZIONE STRAORDINARIA
Studio Tecnico Geometri SAPINO Giuseppe e PEDERZANI Fabio Via Pollano, 26 12033 MORETTA (CN) - tel. 0172.94169 fax 172.917563 mail: gsapino@geosaped.com fpederzani@geosaped.com P.E.C.: giuseppe.sapino@geopec.it Dettagli IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA INSTALLATI SU EDIFICI
IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA INSTALLATI SU EDIFICI LINEE D INDIRIZZO PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI CORRELATI ALL INSTALLAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOTAICI SU EDIFICI DESTINATI Dettagli Interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici
Allegato 1 Interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici 1. Premessa 1.1 Ambito di applicazione ed efficacia. Ai sensi dell art. 9, comma 3, della legge regionale n. 19 del 2008, Dettagli Il trattamento dell acqua per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici
Il trattamento dell acqua per il miglioramento dell efficienza energetica negli impianti termici 12 Giugno 2014 Stefano Bonfanti Product Manager - Cillichemie Italiana S.r.l. L azienda n.2 Sedi n.47 Agenti Dettagli DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E RELATIVE MISURE ADOTTATE PER L ELIMINAZIONE DELLE INTERFERENZE DERIVANTI DA ATTIVITÀ IN APPALTO E SUBAPPALTO
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E RELATIVE MISURE ADOTTATE PER L ELIMINAZIONE DELLE INTERFERENZE DERIVANTI DA ATTIVITÀ IN APPALTO E SUBAPPALTO (ai sensi dell articolo 26 del D.Lgs. 81/2008) Allegato Dettagli Circolare 26 MARZO 1966 N. 12480
Circolare 26 MARZO 1966 N. 12480 Ministero dei lavori pubblici Direzione generale edilizia statale e sovvenzionata div. XVI-bis: Norme per i collaudi dei fabbricati costruiti da cooperative edilizie fruenti Dettagli THEATRON Linea GLASS. Sistemi per Balconi
www.metrawindows.it THEATRON Linea GLASS Sistemi per Balconi METRA. LO STILE CHE DA VALORE AL TUO HABITAT METRA. Design, Colore, Emozione. Lo stile italiano che il mondo ci invidia. I sistemi integrati Dettagli CADUTA DALL ALTO E LINEE VITA LA LEGGE PAROLARI
CORSO DI AGGIORNAMENTO PER LA FORMAZIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI IN MATERIA DI SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI ALLA LUCE DELL ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO TESTO UNICO SULLA SICUREZZA D.Lgs. 9 aprile Dettagli Il Ministro dell Economia e delle Finanze. Il Ministro dello Sviluppo Economico. di concerto con
Il Ministro dell Economia e delle Finanze di concerto con Il Ministro dello Sviluppo Economico Visto l articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante legge finanziaria per il 2007 (di seguito: Dettagli per la durata di seguito indicata: nel periodo dal al nella/e giornata/e:
Marca da bollo 14,62 AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI BERTINORO OGGETTO: Richiesta licenza di spettacolo o trattenimento pubblici di cui all art. 68/ 69 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, a carattere Dettagli LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI
LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI Luca Menini, ARPAV Dipartimento di Vicenza via Spalato, 14-36100 VICENZA e-mail: fisica.arpav.vi@altavista.net 1. INTRODUZIONE La legge 447 del 26/10/95 Legge Dettagli I LAVORI IN QUOTA. Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008. I Dispositivi di Protezione Individuale. Problematiche e soluzioni
Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008 I LAVORI IN QUOTA I Dispositivi di Protezione Individuale Problematiche e soluzioni Luigi Cortis via di Fontana Candida 1, 00040 Monte Porzio Catone (Roma) telefono Dettagli NUOVO! Sempre più semplice da utilizzare

References: art. 21
 art. 5
 art. 5
 art.9
 art. 5
 ART.67
 ART.67
 art. 8
 ART. 16
 art. 7
 art. 7
 art. 9
 articolo 26
 articolo 1
 art. 68