Source: https://renatodisa.com/2015/05/26/corte-di-cassazione-sezione-ii-sentenza-30-aprile-2015-n-8811-in-tema-di-azioni-a-difesa-del-possesso-chi-ha-collaborato-con-lautore-morale-dello-spoglio-e-passivamente-legittimato-allazione/
Timestamp: 2018-11-17 20:34:55+00:00

Document:
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 30 aprile 2015, n. 8811. In tema di azioni a difesa del possesso, chi ha collaborato con l'autore morale dello spoglio è passivamente legittimato all'azione di reintegrazione solo se ha stabilito con la cosa un rapporto materiale che ne comporti il potere di disposizione, in difetto del quale egli non avrebbe nulla da restituire - Avvocato Renato D'Isa
Home/Azioni possessorie e petitorie, Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritti reali e Condominio, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze/Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 30 aprile 2015, n. 8811. In tema di azioni a difesa del possesso, chi ha collaborato con l’autore morale dello spoglio è passivamente legittimato all’azione di reintegrazione solo se ha stabilito con la cosa un rapporto materiale che ne comporti il potere di disposizione, in difetto del quale egli non avrebbe nulla da restituire
Adduce che aveva rappresentato alla corte cagliaritana che “le controparti della traccia di cm. 45 del muro preesistente ne hanno, pero’, occupato solamente cm. 32 (…), godendo, cosi’, abusivamente di uno spazio vuoto di cm. 13 per tutta la lunghezza del muro, mutando, cosi’, lo stato di compossesso a proprio ed esclusivo vantaggio con evidente danno del vicino comproprietario” (cosi’ ricorso principale, pag. 24); che la sentenza impugnata, “discostandosi dai motivi proposti in violazione del principio ex articolo 345 c.p.c., non ha in alcun modo tenuto conto dell’insieme delle circostanze (…) che l’appellante aveva posto a base dell’impugnazione” (cosi’ ricorso principale, pagg. 25 – 26); che comunque, “atteso che non avrebbe piu’ avuto modo di essere reintegrato nella situazione di compossesso del muro (…) che, ormai, era stato da controparte distrutto ed eliminato” (cosi’ ricorso principale, pag. 26), “la domanda attrice era stata ben radicata sulla porzione di suolo, di cui si erano impossessati i convenuti e sulla quale (…) vantava una situazione qualificata di possesso” (cosi’ ricorso principale, pag. 26); che, “in effetti vi e’ stata da parte del giudice dell’appello un’erronea ricognizione del merito della fattispecie concreta” (cosi’ ricorso principale, pag. 27); che invero “diversamente da come riporta l’impugnata sentenza, l’azione proposta non puo’ essere configurabile petitoria poiche’ questa e’ da ravvisarsi solo con riguardo a controversie in cui sia discusso il diritto di proprieta’” (cosi’ ricorso principale, pag. 27); che in ogni caso e’ indubitabile l’impossibilita’ da parte sua “di utilizzare (e quindi possedere) il bene come avrebbe potuto fare prima dello spoglio” (cosi’ ricorso principale, pag. 27), “ne’ puo’ dubitarsi che il muro di confine, il quale divide entita’ prediali omogenee, come nel caso di cui ci occupiamo, si presume ex articolo 880 c.c., comune ai proprietari limitrofi (…)”(cosi’ ricorso principale, pag. 28).
Adduce segnatamente che, sebbene avesse censurato in sede di gravame le omissioni inficianti il dispositivo della sentenza di primo grado, “il giudice di appello si e’ ben guardato di deliberare al riguardo la giuridica inesistenza ex articolo 161 c.p.c. e (…) dichiararne la nullita’” (cosi’ ricorso principale, pag. 33).

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 345
 articolo 880
 sentenza 
 articolo 161