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Timestamp: 2018-01-21 06:38:19+00:00

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RESOCONTO DEL DIBATTITO NELLE DUE SEDUTE DELLA III COMMISSIONE
pagina tratta dal sito della Regione Calabria
VII^ LEGISLATURA
COMMISSIONE DI POLITICA SOCIALE
SEDUTA DI VENERDI’ 7 FEBBRAIO 2003
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE VESCIO
Audizioni sul disegno di leggen. 258/7^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali nella regione Calabria”. 3
GALATI Francesco (PS) 3
PACENZA Franco Mario (DS) 3
TRIPODI Pasquale relatore 3
Esame abbinato dei progetti di legge: P.L. n. 115/7^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Tutela e valorizzazione delle minoranze albanesi, grecaniche ed occitaniche”; P.L. n. 30/7^ di iniziativa dei consiglieri regionali Guagliardi, Tripodi P., recante: “Norme per la tutela e la valorizzazione delle lingue e del patrimonio culturale delle minoranze linguistiche e storiche di Calabria”; P.L. n. 322/7^ di iniziativa del consigliere Gagliardi, recante: “Minoranze etniche e linguistiche in Calabria, tutela, rivitalizzazione, valorizzazione e divulgazione del loro patrimonio”; P.L. n. 256/6^ di iniziativa dei consiglieri Intrieri, Mistorni, Dima, Caporale, Torchia e Gargano, recante: “Costituzione e compiti dell’Agenzia Regionale delle Minoranze Linguistiche (Agermil). Norme per la tutela e la promozione delle minoranze linguistiche albanesi, greche ed occitaniche della Calabria”. 3
PRESIDENTE 3, 4, 5, 6, 7
BASILE Maddalena (AN) 5, 6
BORRELLO Antonio (PPI) 7
GALATI Francesco (PS) 7
PACENZA Franco Mario (DS) 4, 5, 6, 7
SENATORE Raffaele (FI) 5
TRIPODI Michelangelo (CI) 5, 6,7
TRIPODI Pasquale, relatore 3, 4, 5, 6, 7
Sull’ordine dei lavori. 7
PRESIDENTE 7, 8
SENATORE Raffaele (FI) 8
Testo di legge unificato dei progetti di legge: P.L. n. 256/7^ di iniziativa del consigliere Pezzimenti, recante: “Norme in materia di promozione delle attività teatrali”; P.L. n. 254/7^ di iniziativa del consigliere Occhiuto, recante: “Norme per la programmazione e lo sviluppo regionale dell’attività teatrale”. 8
PRESIDENTE 8, 9, 10
BASILE Maddalena (AN) 10
BORRELLO Antonio (PPI) 9
CHIARELLA Egidio (AN) 10
GALATI Francesco (PS) 8, 9
NUCERA Giovanni (CDU) 9
OCCHIUTO Roberto, relatore 8, 9, 10
PACENZA Franco Mario (DS) 8
SENATORE Raffaele (FI) 10
TRIPODI Michelangelo (CI) 8, 9, 10
Audizioni sul disegno di leggen. 258/7^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali nella regione Calabria”.
(Viene audita la vicepresidente della Commissione regionale per le pari opportunità)
La seduta inizia alle 11,38
Constatata la presenza del numero legale, dispone l’inizio dei lavori dando la parola al relatore del Progetto di legge unificato al primo punto all’ordine del giorno.
GALATI Francesco (PS)
Informa che l’assessore Zavettieri gli ha chiesto di farsi portavoce della richiesta di rinviare al pomeriggio l’esame del progetto di legge al fine di consentire la sua presenza.
TRIPODI Pasquale relatore
Comunica che per precedenti ed improrogabili impegni non è in grado di garantire la propria presenza nelle ore pomeridiane.
PACENZA Franco Mario (DS)
Rilevato che è necessario arrivare all’approvazione del progetto di legge giovandosi di contributi propositivi plurimi, chiede di sapere se è stata acquisita agli atti una nota inviata dall’amministrazione provinciale di Cosenza che fa alcune osservazioni di merito sul provvedimento in discussione e propone di passare all’esame dell’articolato, tenendo però anche in debita considerazione le osservazioni pervenute da parte del Governo.
P.L. n. 115/7^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Tutela e valorizzazione delle minoranze albanesi, grecaniche ed occitaniche”;
P.L. n. 30/7^ di iniziativa dei consiglieri regionali Guagliardi, Tripodi P., recante: “Norme per la tutela e la valorizzazione delle lingue e del patrimonio culturale delle minoranze linguistiche e storiche di Calabria”;
P.L. n. 322/7^ di iniziativa del consigliere Gagliardi, recante: “Minoranze etniche e linguistiche in Calabria, tutela, rivitalizzazione, valorizzazione e divulgazione del loro patrimonio”;
P.L. n. 256/6^ di iniziativa dei consiglieri Intrieri, Mistorni, Dima, Caporale, Torchia e Gargano, recante: “Costituzione e compiti dell’Agenzia Regionale delle Minoranze Linguistiche (Agermil). Norme per la tutela e la promozione delle minoranze linguistiche albanesi, greche ed occitaniche della Calabria”.
TRIPODI Pasquale, relatore
Ricordato l’iter seguito nella precedente seduta propone di passare all’esame dell’articolato. Legge l’articolo 1 (Finalità) della legge specificando che il termine “parlate” utilizzato nel testo, che suscita perplessità, è il più corretto da utilizzare anche se non comune.
Pone in votazione l’articolo 1 che viene approvato all’unanimità.
Proposto di aggiungere fra le tipologie di bene culturale anche il patrimonio archivistico che costituisce, in particolare per la provincia di Cosenza, una realtà da tutelare, legge l’intero articolo 2 (Definizione di bene culturale).
Rileva e pone all’attenzione della commissione che è riduttivo definire, per legge, cosa è un bene culturale.
Rilevato che la legge nazionale affida ai consigli provinciali la determinazione degli ambiti comunali propone venga meglio esplicitato il riferimento ai “Comuni di cui all’articolo 1”, sottoponendo lo stesso a coordinamento formale.
Dichiaratosi d’accordo con il rilievo avanzato dal consigliere Pacenza, propone di approvare l’articolo con il coordinamento formale prevedendo che la legge faccia esplicito riferimento agli ambiti comunali così come stabiliti dalle Province.
Pone in votazione l’articolo 2 che viene approvato all’unanimità con il coordinamento formale.
Legge l’articolo 3 (Insegnamento bilingue).
Propone che vengano cassate le parole “insegnamento primario e secondario” in quanto la precedente espressione “scuole di ogni ordine e grado” ricomprende tale dizione.
Accertato l’unanime consenso sull’emendamento presentato, pone in votazione l’articolo come emendato, che viene approvato all’unanimità.
Legge l’articolo 4 (Interventi a favore di attività didattiche e complementari ).
Pone in votazione l’articolo 4 che viene approvato all’unanimità.
Legge l’articolo 5 (Contenuti ed organizzazione delle attività).
Pone in votazione l’articolo 5 che viene approvato all’unanimità.
Legge l’articolo 6 (Dimensionamento scolastico).
Propone che l’aggregazione verticale, prevista per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche e per la determinazione degli organici funzionali dei singoli istituti scolastici, avvenga per aree continue e omogenee, come prevede la norma, previa verifica che la vicinanza fisica costituisca concretamente anche omogeneità linguistica e culturale che potrebbe, d’altro canto, esistere fra zone non limitrofe.
Dichiarandosi d’accordo con il rilievo mosso dal consigliere Pacenza propone venga utilizzata l’espressione “preferibilmente aree contigue e omogenee”.
Verificato l’unanime consenso sulla proposta, pone in votazione l’articolo 6 così come emendato che viene approvato all’unanimità con il coordinamento formale.
Legge l’articolo 7 (Corsi di alfabetizzazione).
A suo avviso la Regione non ha competenza ad organizzare i corsi di che trattasi.
TRIPODI Michelangelo (CI)
Chiede che il termine “organizza” venga sostituito, in quanto la Regione non può organizzare in proprio corsi di aggiornamento linguistico, come prevedrebbe la norma in oggetto, ma può semmai finanziarli; peraltro tali corsi essendo – in base al primo comma – rivolti ai dipendenti pubblici non possono essere affidati ad enti privati.
SENATORE Raffaele (FI)
Propone di sostituire la parola “organizza” con “programma”.
Proposto che la dizione della norma diventi “programma dando la gestione ai Comuni ed agli Enti pubblici”, rileva che la gestione di corsi di formazione da parte dei privati è una realtà ormai radicata nella nostra regione.
Specifica che la ratio della norma è quella di consentire che i dipendenti pubblici abbiano la possibilità di conoscere le lingue delle minoranze residenti nei territori di competenza degli enti stessi, anche per consentire l’applicazione della Legge 482.
BASILE Maddalena (AN)
Rilevato che la Legge 482/1999 si riferisce solo alla scuola dell’obbligo e che invece il progetto di legge in discussione investe anche le scuole di grado superiore, sottolinea esistere un problema di reperimento di risorse finanziarie notevoli.
Fa presente che il secondo comma dell’articolo dispone l’istituzione di corsi di alfabetizzazione linguistica gratuiti.
Afferma che il secondo comma non risolve il problema finanziario sollevato dalla consigliere Basile.
Propone di aggiungere un comma con il quale affidare alle Università il ruolo di promozione dello studio linguistico.
Rileva che le lingue in oggetto hanno spesso solo tradizione orale e che le Università non sono attrezzate per tale genere di insegnamento.
Rende noto che l’Università della Calabria ha già tra i suoi insegnamenti la lingua albanese e che intende attrezzarsi anche per quella occitanica.
Dichiara di ritenere prioritario stabilire un rapporto fra le istituzioni e l’Università calabrese, anche al fine di qualificare l’iniziativa e di garantire che a livello locale non si ripresentino situazioni già vissute con i corsi di formazione che hanno raggiunto il solo scopo di arricchire coloro che hanno speculato sulle leggi. Conclude osservando che legare le varie iniziative all’Università garantirebbe contro questo rischio e rappresenterebbe una scelta netta e strategica che consentirebbe di tutelare davvero le minoranze linguistiche
Propone nel 4° comma dell’ articolo 7 la dizione” privilegia e sostiene le università”.
Chiede se vi sia un altro soggetto in grado di tenere questi corsi che non sia l’ università.
Considera una forzatura l’ affidamento obbligato dei corsi alle università, evidenziando che vi sono realtà in cui la tradizione linguistica è solo parlata, non scritta , quindi è difficile che nelle università vi siano le competenze specifiche. Comunque, si dichiara favorevole all’inserimento del comma aggiuntivo proposto.
Propone di superare la limitazione della previsione esclusiva delle università, inserendo un riferimento all’ articolo 10 e , quindi, agli Istituti regionali.
Teme che si crei una dicotomia demandando l’ attività alle università quando, poi, essendo previsto un comitato questo, a sua volta, si dovrà rivolgere alle università.
Specificato che la legge 482 prevede corsi nelle scuole e nelle università, sostiene che le attività delle università potrebbero essere finalizzate alle ricerche, per le quali le stesse hanno fondi, al contrario dei soggetti privati.
Rileva che nell’articolo 7 vi è stato un mutamento di sostanza, non un coordinamento formale, e ne chiede la lettura.
Legge l’articolo 7 come emendato.
A suo avviso dalla formulazione dell’articolo non emerge chi effettua la programmazione di questa attività, per cui chiede che venga chiaramente espresso che è la Regione a programmare riconoscendo, poi, un ruolo centrale alle università.
Specifica che la programmazione non è di competenza della Regione ma del comitato previsto dall’articolo 8 della legge.
Chiede, riguardo i corsi gratuiti previsti dall’articolo 7, da chi saranno effettuati e come.
Tranquillizza il Commissario Tripodi sul fatto che non vi saranno speculazioni a fine di lucro da parte di soggetti terzi, in quanto i corsi saranno sempre programmati dal comitato previsto nell’articolo 8 e dagli Istituti regionali previsti nell’ articolo 10.
Propone di inserire al comma in questione la dizione: affidandone la gestione ad istituzioni scolastiche, enti pubblici o associazioni riconosciute.
Chiede se, visto il nuovo comma con l’esplicita previsione del riferimento alle università, il termine scuole speciali non dovrebbe essere cancellato.
Rispondendo in maniera negativa al quesito del commissario Tripodi, spiega che le scuole speciali sono istituite all’interno degli Istituti regionali.
Chiede allora che sia specificato che tali sezioni verranno previste nelle scuole dei territori interessati da questa legge.
Pone ai voti l’articolo 7 che è approvato.
Legge l’articolo 8 (Comitato regionale per le minoranze linguistiche)
Propone, insieme al commissario Tripodi Michelangelo, di cassare la lettera b) e c), per non prevedere la presenza di consiglieri regionali e presidenti delle province nel comitato.
Propone di prevedere come membro del comitato il dirigente del dipartimento piuttosto che l’assessore.
Giudica necessario inserire al comma 2 che il decreto di nomina dei componenti segue la designazione degli organi competenti..
Suggerisce di cassare il comma 6.
BORRELLO Antonio (PPI)
Ribadisce il proprio parere non favorevole a tutti quei provvedimenti che si cerca di approvare da un po’ di tempo al solo fine di accentrare sulla Giunta compiti di gestione.
Pone ai voti l’articolo 8 (con i seguenti emendamenti: comma 1 con modifica della lettera a) ed abrogazione delle lettere b) e c) e la cassazione del comma 6) che viene approvato.
Sospende la discussione dell’articolato per l’assenza giustificata del relatore.
Chiede di inserire all’ordine del giorno alcuni pareri in scadenza ed annunciati in Aula da molto tempo.
Comunicato che i provvedimenti cui si riferisce il Commissario Borrello saranno messi all’ordine del giorno nella seduta successiva e che tutti i componenti riceveranno i testi, informa che il punto successivo da discutere, nella seduta odierna, è il progetto di legge che regola le attività teatrali.
Rifiutandosi di andare avanti nella discussione dei provvedimenti che non ha ancora ricevuto, chiede di avere copia del progetto di legge unificato sull’attività teatrale per prenderne visione, per cui chiede la sospensione della seduta.
Comunica che si passerà all’esame del punto 7 all’ordine del giorno.
Testo di legge unificato dei progetti di legge:
P.L. n. 256/7^ di iniziativa del consigliere Pezzimenti, recante: “Norme in materia di promozione delle attività teatrali”;
P.L. n. 254/7^ di iniziativa del consigliere Occhiuto, recante: “Norme per la programmazione e lo sviluppo regionale dell’attività teatrale”.
OCCHIUTO Roberto, relatore
Ricordato che nella precedente seduta aveva già sottolineato l’importanza delle tematiche, sottolinea che obiettivo fondamentale della legge è quello di sistematicizzare gli interventi sulle attività teatrali in Calabria, alla luce delle precedenti esperienze che hanno prodotto leggi e leggine senza alcun indirizzo generale, ed anche la valorizzazione degli organismi teatrali esistenti senza trascurare l’eventuale creazione di nuovi. Dà quindi lettura dell’articolo 1.
Pone ai voti l’articolo 1 (Principi generali) che è approvato.
Riferisce che il testo unificato è frutto della concertazione con gli organismi teatrali esistenti sul territorio regionale, di cui sono state recepite le istanze, dà, quindi lettura dell’articolo 2 (Tipologie di intervento regionale) proponendo al comma 3 la modifica delle parole “imprenditorialità giovanile” con le parole “organismi teatrali di nuova formazione”.
Propone che al comma tre anziché di imprese si parli di organismi teatrali e che le nomine previste dal comma 5 vengano fatte dal Consiglio regionale e non dall’assessore competente.
Concorda con la proposta del consigliere Tripodi e suggerisce di limitare il comitato di esperti a 5 membri.
Chiede che venga eliminato dal comma 5 il riferimento al teatro di prosa così da fare riferimento al teatro in generale.
Pone ai voti l’articolo 2 che è approvato con l’accoglimento delle proposte avanzate.
Dà lettura dell’articolo 3 (Soggetti beneficiari di interventi diretti).
Chiede che all’articolo tre vengano menzionate anche le Fondazioni e gli enti pubblici.
Propone di prevedere nel progetto di legge anche la regolamentazione del teatro dilettantistico – amatoriale.
Ritenute valide le osservazioni del consigliere Pacenza, sottolinea, però, che il progetto di legge mira a favorire l’attività teatrale di eccellenza e che, quindi, una regolamentazione del teatro dilettantistico potrebbe solo creare confusione all’interno del testo stesso.
Pone ai voti l’articolo 3 (Soggetti beneficiari di interventi diretti) che è approvato con le variazioni proposte dal consigliere Galati.
Chiede, alla luce dei successivi articoli, che nel testo non si proceda ad una elencazione rigida degli organismi teatrali, sottolineando che sarebbe più opportuno, forse, prevedere l’ipotesi della creazione di un albo.
Propone di esaminare il testo fino all’articolo 6 e, poi, eventualmente sospendere l’esame del testo per consentire a tutti i consiglieri di approfondirne lo studio e presentare eventuali proposte di integrazione o modifica.
Evidenzia la necessità di non confondere il teatro quale struttura architettonica con gli organismi teatrali, di cui la legge dovrebbe occuparsi.
Chiede di sospendere l’esame del progetto di legge per consentire a tutti uno studio dello stesso.
Legge l’articolo 4 (Spese finanziabili con interventi diretti)
Propone di sostituire al comma 2 la parola “concede” con “può concedere”.
NUCERA Giovanni (CDU)
Chiede che alla lettera d del primo comma si faccia riferimento alle istituzioni scolastiche ed universitarie pubbliche e private.
Chiede che al secondo comma venga eliminata la parola “Predisposizione”.
Pone ai voti l’articolo 4 come emendato, che è approvato.
Dà lettura dell’articolo 5 (Nuove iniziative) spiegando che la previsione di limitare a cinque i soggetti aventi diritto al finanziamento nasce dalla valutazione che in Calabria è difficile che più di 5 organismi producano attività teatrali.
Propone l’abrogazione dell’articolo 5 ritenendo che le sue previsioni siano già contenute nell’articolo 4.
Afferma che le previsioni dell’articolo 5 sono a suo avviso essenziali per l’efficacia del testo, sottolineando che l’elencazione rigida dei requisiti è necessaria per evitare una dispersione dei finanziamenti e consentire una maggiore qualificazione dell’attività teatrale.
Concordato sul requisito della qualità evidenziato dal relatore, sostiene la necessità di rendere organici tra loro gli articoli 4 e 5.
Sottolinea la necessità di contemperare due esigenze differenti: tutelare il teatro di qualità; incentivare la nascita di nuovi organismi. Propone, quindi, di prevedere due ambiti differenti di applicazione della legge che tutelino entrambe le esigenze.
CHIARELLA Egidio (AN)
Evidenziata l’opportunità di valorizzare la produzione di qualità, reputa troppo rigidi i requisiti richiesti all’articolo 5, chiede, dunque, di sospendere l’esame dell’articolato per consentire l’approfondimento delle tematiche in discussione.
Sostiene ancora l’esigenza primaria di normare la produzione teatrale di qualità rinviando ad altra legge la regolamentazione del teatro amatoriale.
Rilevato che il progetto di legge in discussione non ha lo scopo di favorire l’iniziativa giovanile in teatro, propone di cassare l’aggettivo “nuove” anche allo scopo di mantenere una necessaria separazione fra le forme amatoriali di attività teatrale e le altre.
Si dichiara favorevole all’emendamento proposto dal consigliere Tripodi, che non sconvolge il testo della norma, riservandosi di presentare un emendamento che consenta comunque di incentivare il teatro giovanile.
Sottolinea la necessità, emersa nel corso dei lavori, di contemperare le esigenze del teatro di qualità con quelle del teatro giovanile che dovrebbe costituire un vivaio.
Evidenziato che esistono altre leggi che consentono di incentivare il teatro giovanile, sostiene che il progetto di legge in discussione ha lo scopo di fornire sostegno alle attività cosiddette professionali
Pone in votazione l’articolo 5 così come emendato che viene approvato con il coordinamento formale all’unanimità.
Letto l’articolo 6, sottolinea che molti dei requisiti previsti dal testo sono conformi a quanto stabilito dalla legislazione nazionale.
Pone in votazione l’articolo 6 (Stabilità teatrale) che viene approvato all’unanimità, indi toglie la seduta.
SEDUTA DI GIOVEDI’ 13 FEBBRAIO 2003
Audizione Associazione degli Industriali sulle cliniche convenzionate 1
Esame abbinato dei progetti di legge: P.L. n. 115/7^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Tutela e valorizzazione delle minoranze albanesi, grecaniche ed occitaniche”; P.L. n. 30/7^ di iniziativa dei consiglieri regionali Guagliardi, Tripodi P., recante: “Norme per la tutela e la valorizzazione delle lingue e del patrimonio culturale delle minoranze linguistiche e storiche di Calabria”; P.L. n. 322/7^ di iniziativa del consigliere Gagliardi, recante: “Minoranze etniche e linguistiche in Calabria, tutela, rivitalizzazione, valorizzazione e divulgazione del loro patrimonio”; P.L. n. 256/6^ di iniziativa dei consiglieri Intrieri, Mistorni, Dima, Caporale, Torchia e Gargano, recante: “Costituzione e compiti dell’Agenzia Regionale delle Minoranze Linguistiche (Agermil). Norme per la tutela e la promozione delle minoranze linguistiche albanesi, greche ed occitaniche della Calabria”. 2
PRESIDENTE 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10
BORRELLO Antonio (PPI) 4, 7
CHIARELLA Egidio (AN) 5, 8, 10
GAGLIARDI Mario Albino (CCD) 3, 8
GALATI Francesco (PS) 2, 3, 5, 6, 7, 10
GUAGLIARDI Damiano (Rif.Com.) 2, 3, 4, 7, 8
NAPOLI Antonio Giuliano (DS) 9
NUCERA Giovanni (CDU) 10
OCCHIUTO Roberto (CCD) 5, 6, 7
PACENZA Franco Mario (DS) 3, 7, 10
SENATORE Raffaele (FI) 4, 5, 7
TRIPODI Michelangelo (CI) 5
TRIPODI Pasquale Maria, relatore 3, 5, 6, 7, 8, 9
ZAVETTIERI Saverio, assessore alla Cultura 2, 3, 5, 7, 8, 9, 10
Convocazione della prossima seduta 10
PACENZA Franco Mario (DS) 10
Audizione Associazione degli Industriali sulle cliniche convenzionate
(Sono auditi: Il Presidente, dott. Mauro; la responsabile del settore Sanità: dott.ssa Cuzzocrea)
Dispone l’inizio dei lavori.
Rileva che all’articolo 8 disciplinante la composizione del Comitato non è prevista, in seguito ad un emendamento ed a differenza di quanto disposto dall’originaria formulazione dell’articolo, la presenza di un componente del Consiglio regionale, e pur condividendo la scelta operata di creare un organismo che non sia pletorico, ravvisa la necessità che sia presente nell’organismo stesso l’Assessore regionale alla cultura o un suo delegato non potendosi spiegare se non come una “volontà punitiva” dei confronti della Giunta regionale una tale mancanza.
ZAVETTIERI Saverio, assessore alla Cultura
Affermato che il Comitato ex articolo 8 è un organo di programmazione che prevede, quindi, necessariamente la presenza fra i suoi componenti di un assessore, in quanto organo politico istituzionale, sottolinea la necessità che tale organo venga pensato in modo da contemperare i criteri della rappresentatività e dell’operatività ed esorta, dunque, a costituire un organismo composto da pochi membri sottolineando i problemi di ordine pratico che la gestione di un organismo sovradimensionato inevitabilmente incontrerebbe.Conclude invitando la Commissione, sovrana, a riconsiderare la formulazione dell’articolo, rilevando che sarà, comunque, sempre possibile presentare in Consiglio eventuali emendamenti.
Rilevando che l’articolo 8 è già stato posto in votazione e approvato – come risulta dai verbali della precedente seduta – afferma che la Commissione potrà, quando sarà presente il proponente l’emendamento, riconsiderarlo.
GUAGLIARDI Damiano (Rif.Com.)
Chiede alla Commissione se ritiene opportuno o meno prevedere all’art.1 un comma per definire le limitazioni territoriali.
Ricorda alla Commissione che quanto rilevato dal consigliere Guagliardi è già stato, in sede di approvazione dell’articolo, previsto con un emendamento.
Legge l’articolo 9 (Approvazione)
A suo avviso la formulazione dell’articolo è poco chiara.
TRIPODI Pasquale Maria, relatore
Afferma che la formulazione dell’articolo è difficilmente modificabile in quanto tesa ad affermare che la Giunta regionale dovrà ratificare quanto dal Comitato proposto.
Chiede se, quindi, la Giunta possa solo approvare.
Rileva che in un corretto rapporto fra Giunta e Comitato non dovrebbero ravvisarsi motivi tali da giustificare la mancata ratifica delle decisioni del Comitato.
Pone in votazione l’articolo 9 che viene approvato all’unanimità.
Legge l’articolo 10 (Istituti regionali di cultura) in una nuova formulazione con l’aggiunta della lettera d) che recepisce una proposta avanzata dal consigliere Senatore e tesa ad istituire l’Archivio Etnografico Internazionale del “Centro Studi e Ricerche delle Tradizioni Popolari Italo-Albanesi”, con sede in San Demetrio Corone comprendente le seguenti sezioni: archivio etnografico, raccolta degli strumenti della musica popolare albanese, archivio della cultura materiale, videoteca delle tradizioni popolari, emeroteca e biblioteca.
Afferma che in Aula presenterà un emendamento soppressivo di tale lettera .
GAGLIARDI Mario Albino (CCD)
Invita a riflettere sulla formulazione dell’articolo che considera uno dei più qualificanti della legge, affermando di preferire l’originaria formulazione e ritenendo il nuovo testo in contrasto con l’articolo 16 della legge n.482/99 che dà la possibilità alle Regioni ed alle province di provvedere alla creazione di appositi istituti per la tutela delle tradizioni linguistiche e culturali delle minoranze linguistiche, che sono per la Calabria: l’albanese, la grecanica e l’occitanica. Ritiene che – a norma sempre della “482” sarebbe possibile aggiungere un comma con il quale prevedere sezioni autonome delle istituzioni culturali che, sottolinea, non possono essere in numero superiore a tre, ovvero pari alle lingue minoritarie calabresi.
La Giunta regionale, dichiara, è dell’avviso che l’attuale previsione dell’articolo è in contrasto con l’art.16 della legge n.482/99, e ritiene che gli istituti previsti dall’articolo non possono essere più di tre, pur potendosi sempre istituire delle sezioni autonome.
Esprime parere contrario alla lettera d) dell’articolo in quanto il mondo delle minoranze linguistiche, in particolare quella albanese, è costituito da una miriade di associazioni ognuna con specifico e differenziato campo di attività, per cui ritiene necessario non creare situazioni di disparità o peggio di conflittualità rispetto alla possibilità di accedere.
Chiede che il consigliere Guagliardi che non fa parte della Commissione sostituisca il consigliere Napoli assente, e possa, quindi, validamente esprimere voto.
Invita il Presidente a coordinare meglio i lavori.
Ritenuto che a seguito della recente modifica del Regolamento la composizione della Commissione non sia per Gruppi ma per coalizioni, sostiene che sia possibile che, in assenza di un consigliere, possa essere nominato sostituto un qualsiasi consigliere appartenente alla stessa coalizione.
Propone di mettere ai voti la sostituzione del consigliere Napoli con il consigliere Guagliardi.
Sostenuto che il Regolamento prevede che le composizioni delle commissioni siano fatte per schieramenti, per ovvie ragioni politiche, ma che non è consentito sostituire il componente di un gruppo con un consigliere di un gruppo diverso, ritiene fuorvianti le dichiarazioni del collega Guagliardi e dell’assessore Zavettieri, sottolineando che la creazione del Centro Etnografico risulta necessaria. Richiama, quindi, il consigliere Guagliardi, ricordandogli che non essendo componente della Commissione non ha diritto di voto, ma solo di intervento, invitandolo a non strumentalizzare la materia in discussione a fini elettorali.
Rigetta fermamente le osservazioni del consigliere Senatore, che ritiene inopportune ed offensive.
Rivolgendosi al consigliere Guagliardi ricorda che in qualità di Presidente della Commissione spetta a lui mantenere l’ordine dei lavori, sottolineando come sia indispensabile svolgere il dibattito entro i limiti della correttezza.
Spiegato che il Centro etnografico è il primo centro studi che mantiene memoria storica degli albanesi in Calabria, unica testimonianza della tradizione arberesh e ricordato che il consigliere Gagliardi aveva presentato un emendamento, poi ritirato, in cui si prevedeva l’istituzione di un centro studi anche a Lungro, propone l’inserimento nell’articolo 10 di entrambi i centri e prega i consiglieri di non discutere di questioni personali, ma di attenersi agli interessi generali della Calabria.
Scusatosi con la Commissione per i toni accesi del suo precedente intervento, sottolinea come sia inaccettabile che il suo interesse per la materia venga considerato come strumentalizzazione elettorale.
In risposta alla richiesta del consigliere Pacenza, relativa alla sostituzione del consigliere Napoli con il consigliere Guagliardi, comunica che a norma del Regolamento è inammissibile.
Ritenuta rilevante l’ipotesi testè presentatasi relativa alla sostituzione dei consiglieri appartenenti a gruppi diversi, invita il Presidente a trasmettere al Presidente del Consiglio regionale la richiesta di convocazione della Giunta per il Regolamento affinché la stessa attraverso una interpretazione del Regolamento possa, finalmente, chiarire la problematica.
Recepita la richiesta del consigliere Borrello, chiede di continuare i lavori.
Chiede di sapere a chi appartenga l’emendamento posto in discussione.
Informa il consigliere Galati che l’emendamento a firma Senatore è stato fatto proprio dal relatore Tripodi Pasquale.
Invita i consiglieri che hanno proposto l’emendamento a ritirarlo.
Sottolineato che la discussione ha evidenziato piuttosto che problemi di merito contraddizioni politiche, dichiara che solleverà tale questione anche in sede della discussione in Consiglio.
In riferimento all’emendamento Senatore e Tripodi P. chiede che venga inserita anche la previsione di un centro studi a Caraffa di Catanzaro.
Affermato che l’interesse generale di tutela delle minoranze linguistiche appare scaduto a mero confronto o scontro politico e sostenuto che l’approvazione della legge nel suo complesso potrebbe sicuramente avviare processi sia culturali che economici positivi per la regione, pone ai voti l’emendamento per appello nominale.
Esprime il voto contrario del Gruppo di Alleanza Nazionale perché non è stato accolto il suo emendamento aggiuntivo.
OCCHIUTO Roberto (CCD)
Ricordato che il gruppo del CCD aveva già espresso nel corso di altre sedute opinioni negative in merito all’emendamento all’articolo 10, dichiara vota contrario.
Dichiara che dall’esito della votazione l’emendamento deve ritenersi respinto.
Propone un emendamento perché la sede del centro studi di Bova Marina sia posta nel Centro ellenofono (IRSEC).
Esprime anch’egli parere favorevole.
Dopo aver chiesto la votazione per appello nominale, dichiara il voto contrario del Gruppo di Forza Italia.
Motiva il voto contrario del gruppo di Alleanza Nazionale con il non accoglimento dei subemendamenti aggiuntivi dallo stesso Gruppo proposti.
Pone ai voti l’articolo per come emendato, che viene approvato.
Legge l’articolo 11 (Conferenza regionale dei Comuni alloglotti).
Pone ai voti l’articolo 11 che è approvato, con il voto contrario dell’onorevole Senatore.
Legge l’articolo 12 (Funzionamento e gestione degli Istituti regionali e della Conferenza regionale dei Comuni Alloglotti).
Chiede qual è la funzione della Conferenza e si riserva di presentare un emendamento in Consiglio.
Pone ai voti l’articolo 12 che è approvato, con il voto contrario dell’onorevole Senatore.
Legge l’articolo 13 (Associazioni e volontariato), dal quale viene cassata la parte finale del comma 3.
Pone ai voti l’articolo 13 che è approvato, con il voto contrario dell’onorevole Senatore.
Legge l’articolo 14 (Promozione dell’associazionismo)
Pone ai voti l’articolo 14 che è approvato, con il voto contrario dell’onorevole Senatore.
Legge l’articolo 15 (Interventi di promozione culturale)
Pone ai voti l’articolo 15 che è approvato, con il voto contrario dell’onorevole Senatore.
Legge l’articolo 16 (Festival arberesh e centro musicale)
Pone ai voti l’articolo 16 che è approvato, con il voto contrario dell’onorevole Senatore.
Legge l’articolo 17 (Stampa, editoria, radio, televisioni)
Fa presente che il comma 2 dell’articolo 17 contrasta con le competenze affidate al Comitato regionale per le comunicazioni.
Pone ai voti l’articolo 17 da cui viene cassato il comma 2, che viene approvato, con il voto contrario dell’onorevole Senatore.
Legge l’articolo 18 (Programmazione televisiva)
Pone ai voti l’articolo 18, da cui vengono cassate le parole “della Rai”, che è approvato, con il voto contrario dell’onorevole Senatore.
Legge l’articolo 19 (Intervento speciale)
A suo parere il comma 2 dovrebbe essere cassato.
Fa rilevare che non si possono assommare interventi finanziari regionali e fondi europei, propone di cassare il comma 2, ma comunque di assicurare copertura finanziaria al provvedimento.
Chiede all’assessore Zavettieri se possa reperire, ad esempio sul fondo globale, delle risorse finanziare.
Sostiene che l’articolo 19 dovrebbe essere diversamente titolato e cioè “Ulteriore attività finanziaria”.
Evidenzia che le minoranze linguistiche vivono in una fase di emergenza che rischia di far deteriorare anche il patrimonio materiale delle loro culture.
Propone di emendare il comma 1 mantenendo la previsione del “fondo speciale”, ma rinviandone la quantificazione alla norma finanziaria.
Pone ai voti l’articolo 19 con la cassazione del comma 2 che viene approvato, con il voto contrario dell’onorevole Senatore.
ZAVATTIERI Saverio, assessore alla Cultura
Affermato che davanti ad un programma speciale ci vuole un intervento altrettanto speciale, che proprio per il suo carattere deve limitarsi a due sole annualità.
Legge l’articolo 20 (Scambi culturali con le Nazioni di origine) e presenta, al comma 1 dello stesso, un emendamento identificante il centro di studi a cui affidare questa attività specificando che lo stesso è già costruito e molto valido.
Dopo aver espresso la propria disapprovazione riguardo la diversità di trattamento rispetto a chi ha presentato gli emendamenti che di fatto favorisce il relatore, in segno di protesta abbandona l’aula.
Chiede che la Commissione voti l’emendamento.
Esprimendo sconcerto riguardo la diversità di applicazione del Regolamento, solleva perplessità sull’emendamento stesso e chiede il parere del governo.
Sostenendo l’emendamento proposto dal commissario Tripodi P., spiega che il centro di cui si parla è stato realizzato da un consorzio di comuni albanesi, con un finanziamento pubblico, per essere a disposizione delle comunità cui si fa riferimento nel progetto di legge in questione.
Considera accoglibile l’emendamento, ma ritiene che questa previsione andrebbe inserita nell’articolo 10 una volta approvato l’emendamento allo stesso che prevedeva un coinvolgimento di questa struttura.
Pur considerando valide le argomentazioni esposte dal commissario Pacenza, ritiene che un legislatore accorto non debba creare dei privilegi, per cui sostiene che il comma 1 dell’articolo 20 deve rimanere come originariamente formulato.
GUAGLIARDI Damiano (Rif. Com.)
Esprime parere favorevole all’emendamento Tripodi perché coinvolge una struttura già esistente e con dei collegamenti forti con la comunità albanese. Considera, inoltre, necessario che questa attività venga svolta in un’unica sede.
Senza volersi esprimere nel merito della proposta, considera non coerente il percorso seguito nella approvazione di questa legge.
Conviene sull’esigenza di utilizzare il centro cui si riferisce il Consigliere Pacenza, anche per evitare di disperdere la risorsa che il centro rappresenta, sia come struttura sia come attività.
Invita la Commissione a riconsiderare l’articolo 20, sottolineando trattarsi di competenze del Governo nazionale.
Pone in votazione l’articolo 20, con la cassazione dei commi 2, 3, 4, 5, che è approvato.
Legge l’articolo 21 (Tutela socio – economica)
Apprezzati i principi contenuti nei comma 1 e 2, osserva che dare priorità negli interventi ai comuni alloglotti creerebbe disparità non accettabili
Propone che siano tutelati prioritariamente rispetto ad altri gli edifici di particolare interesse storico ed artistico dei territori alloglotti.
Fatto rilevare che la particolare struttura urbanistica dei centri italo-albanesi è oggetto di studi internazionale, sottolinea che queste caratteristiche si riscontrano, tra le comunità albanesi in Italia, solo in Calabria
Fa presente di aver previsto, in qualità di relatore della proposta di legge sulle aree protette, tale tutela in quel provvedimento, per cui propone la cassazione del comma 3 dell’articolo 21.
Indi pone in votazione l’articolo 21, che è approvato
Legge l’articolo 22 (Politiche turistiche) che prevede l’estensione ai territori delle comunità linguistiche e culturali calabresi dei benefici ex Legge Regionale 28 marzo 1985 n.13, ex Legge Regionale 8 aprile 1988 n.11, ex Legge Regionale 7 settembre 1988 ed ex Legge Regionale 5 maggio 1990 n.39 sulle politiche turistiche della Regione.
Giudica pleonastico il disposto dell’articolo.
Con il consenso generale cassa l’articolo 22.
Legge l’articolo 23 (Patrimonio artistico religioso).
Rilevato che ogni edificio di culto è considerato bene culturale purché sia stato costruito almeno cinquanta anni fa, chiede che il primo comma venga cassato anche per non creare un discrimine rispetto ad edifici ricadenti in Comuni nei quali non esistono minoranze linguistiche.
Accolta, con il generale consenso, la proposta avanzata dall’assessore Zavettieri pone in votazione l’articolo 23 che viene approvato così come emendato.
Legge l’articolo 24 (Patrimonio architettonico).
Verificato l’unanime consenso, cassa l’articolo 24.
Legge l’articolo 25 (Insediamenti abitativi antichi) che definisce oggetto di tutela e salvaguardia i centri antichi degli insediamenti abitativi delle comunità linguistiche e culturali riservando una particolare attenzione alla “gjitonia”, ovvero la particolare organizzazione antropologica, sociale e urbanistica del villaggio italo-albanese.
Propone che, oltre alla comunità italo- albanese, tale attenzione venga prevista anche a favore della comunità grecanica.
Verificato l’unanime consenso accoglie la proposta avanzata dall’assessore Zavettieri e pone in votazione l’articolo 25 così come emendato che viene approvato.
Legge l’articolo 26 (Servizi fondamentali) che definisce servizi fondamentali per la difesa della cultura e del territorio dei Comuni di cui all’art.1 del progetto di legge in discussione le sedi scolastiche, le strutture sanitarie, gli uffici postali ed amministrativi.
NAPOLI Antonio Giuliano (DS)
Chiede di conoscere la ratio della norma.
Spiega che l’Ente Poste S.p.A. sta chiudendo gli uffici situati nella zona grecanica della provincia di Reggio Calabria in quanto poco remunerativi, altri soggetti, pubblici o privati che siano, potrebbero operare scelte analoghe, tale articolo consente di esercitare una pressione sui vari soggetti.
Pone in votazione l’articolo 26 che viene approvato.
Legge l’articolo 27 (Norma finanziaria e finale).
Propone che venga istituito, con il coordinamento formale, un apposito capitolo di bilancio.
Rileva la necessità che venga quantificata una cifra da porre al vaglio della Commissione Bilancio.
Suggerisce la cifra di un milione e mezzo di Euro.
Pone in votazione l’articolo 27 che viene approvato.
Afferma che il gruppo di Alleanza Nazionale, pur condividendo le finalità del progetto di legge, si riserva di presentare un emendamento teso a consentire l’istituzione di sedi autonome e staccate degli istituti di cui all’articolo 10.
Ringrazia la Commissione ed il suo Presidente per il lavoro che ha portato all’approvazione del provvedimento.
Esprime soddisfazione per il lavoro svolto dalla Commissione, che consente di dotare la Calabria di una legge in grado di dare il giusto riconoscimento alle minoranze linguistiche in conformità a quanto già avvenuto in tante regioni d’Europa.
Pone in votazione la legge nel suo complesso che viene approvata.
Chiede che la Commissione non si riunisca nei giorni 21 e 22 c.m. in quanto si svolgerà nella città di Arezzo la Conferenza nazionale dell’Ulivo sulla sanità ed i consiglieri del centrosinistra non potrebbero in caso contrario garantire la propria presenza ai lavori della Commissione.
Verificato il consenso sull’accoglimento della richiesta avanzata dal consigliere Pacenza, convoca la Commissione per giorno 24 c.m. e toglie la seduta.
La seduta termina alle 14,20

References: articolo 2
 articolo 7
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 8
e contrario