Source: https://www.laleggepertutti.it/272849_attraversamento-non-sulle-strisce-conseguenze
Timestamp: 2019-08-20 11:26:01+00:00

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Il pedone che non attraversa sulle strisce pedonali viola il codice della strada e può essere sanzionato, ma non per questo, nel caso in cui venga investito da una macchina, non ha diritto ad essere risarcito. La violazione da questi commessa infatti si pone su un piano differente (e meno grave) rispetto a quello della responsabilità dell’automobilista in caso di incidente stradale. Questo perché il conducente di qualsiasi veicolo (anche la bicicletta) è tenuto a prevedere le possibili violazioni al codice commesse da altri soggetti, in particolar modo chi cammina a piedi (leggi Incidente stradale: responsabilità conducente). Se tuttavia dovesse risultare che il pedone non era evitabile, perché si è frapposto tra l’auto e la strada in modo imprevedibile e improvviso, allora la responsabilità va divisa secondo le regole del concorso di colpa. A stabilire queste regole è stata una ordinanza della Cassazione pubblicata ieri [1]. Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono le conseguenze dell’attraversamento non sulle strisce.
1 Quando il pedone può attraversare fuori dalle strisce
2 Il pedone fuori dalle strisce deve dare la precedenza
3 Come stabilire se il pedone ha colpa?
Se invece le strisce pedonali sono più vicine di 100 metri, il pedone deve necessariamente attraversare su di esse. Leggi A quanti metri dalle strisce si può attraversare?
Chi attraversa fuori dalle strisce benché queste siano a non meno di 100 metri subisce una multa da 25 a 99 euro.
Come stabilire se il pedone ha colpa?
Ma come avviene la determinazione della responsabilità del conducente in caso di attraversamento del pedone fuori dalle strisce? A chiarirlo è la sentenza della Cassazione citata in apertura.
[1] Cass. ord. n. 2241/2019 del 28.01.2019.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza 8 maggio 2018 – 28 gennaio 2019, n. 2241
Con sentenza del 9/1/2017 la Corte d’Appello di Perugia, in parziale accoglimento del gravame interposto dai sigg. T.L. ed altri -quali coniuge e figli della defunta sig.ra C.A. – e in conseguente parziale riforma della pronunzia Trib. Spoleto n. 445/2015, ha rideterminato -nella misura rispettivamente del 60% e del 40%- la concorrente responsabilità della defunta C. e del sig. S.O. , conducente dell’autovettura che in Spoleto il 4/8/2008 la prima aveva investito.
Con il 1 motivo i ricorrenti denunziano “violazione e falsa applicazione” dell’art. 2054 c.c., comma 1 e art. 1227 c.c., comma 1, in relazione agli artt. 190 e 191 C.d.S., in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Si dolgono che la corte di merito non si sia soffermata a descrivere e valutare la condotta di guida del conducente del veicolo investitore con riferimento “non solo alla presunzione di responsabilità prevista dall’art. 2054 c.c., ma anche e soprattutto in relazione alla violazione degli artt. 190 e 191 C.d.S., pervenendo all’ingiusta erronea e immotivata attribuzione della colpa del pedone nella misura del 60%”.
Lamentano non essersi dalla corte di merito affermata la quantomeno prevalente responsabilità del conducente dell’autovettura investitrice laddove, “indipendentemente dalla velocità del veicolo, la sig.ra C. al momento dell’investimento si trovava in prossimità dello attraversamento pedonale… segnalato per pericolo bambini e attraversamento pedonale per la presenza di una chiesa, per cui doveva essere tenuta una condotta di guida particolarmente prudente”.
Con il 2 motivo denunziano l’omesso esame di un fatto decisivo per la decisione della controversia, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Lamentano l’”assolutamente omessa e comunque insufficiente” motivazione resa dalla corte di merito circa una questione emersa “sia nella perizia del consulente del PM, sia in sede di c.t.u. dell’ing. S. “.
Si dolgono che erroneamente la corte di merito abbia attribuito alla C. “una corresponsabilità prevalente, solo perché la stessa ha eseguito l’attraversamento in pieno centro cittadino ed in zona con segnaletica orizzontale e verticale segnalante “pericolo”, appena 100 m dalle strisce pedonali”, non essendo stata viceversa esaminata la “decisiva e rilevante circostanza” che il conducente l’autovettura investitrice, “solo ove avesse osservato l’obbligo di attenzione previsto dagli artt. 190 e 191 C.d.S., poteva tranquillamente evitare l’investimento”.
Va anzitutto osservato, con particolare riferimento al 1 motivo, che là dove lamentano non avere la corte di merito “assolutamente spiegato l’iter logico seguito per graduare… la misura della responsabilità delle parti, valorizzando unicamente la circostanza meramente soggettiva addebitata alla C. … non comparandola con i ben più pesanti addebiti mossi dai consulenti al S. “, i ricorrenti in effetti inammissibilmente richiedono la rivalutazione delle emergenze probatorie, laddove solamente al giudice di merito spetta individuare le fonti del proprio convincimento e a tal fine valutare le prove, controllarne la attendibilità e la confluenza, scegliere tra le risultanze istruttorie quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione, dare prevalenza all’uno o all’altro mezzo di prova.
Quanto al merito, deve porsi in rilievo che come questa Corte ha già avuto modo di affermare il conducente di veicoli a motore è onerato da una presunzione di colpa e ove il giudice si trovi a dover valutare e quantificare l’esistenza di un concorso di colpa tra la colpa del conducente e quella del pedone investito deve: a) muovere dall’assunto che la colpa del conducente sia presunta e pari al 100%; b) accertare in concreto la colpa del pedone; c) ridurre progressivamente la percentuale di colpa presunta a carico del conducente via via che emergono circostanze idonee a dimostrare la colpa in concreto del pedone (v. Cass., 4/4/2017, n. 8663; Cass., 18/11/2014, n. 24472; Cass. 19/2/2014, n. 3964).
Orbene, nell’affermare che “il comportamento assunto nell’occorsi dalla C. è comunemente qualificato dalla giurisprudenza quale concausa nella produzione dell’evento atteso che sul pedone che attraversi la strada al di fuori delle strisce pedonali grava l’obbligo di dare la precedenza ai veicoli”, e che “il Giudice di prime cure, quindi non ha fatto altro che procedere al riparto delle rispettive percentuali di colpa aderendo sostanzialmente alle conclusioni peritali delle indagini tecniche svolte, spiegando un corretto impianto logico e argomentativo”, del suindicato principio la corte di merito ha nell’impugnata sentenza invero fatto piena e corretta applicazione.

References: sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 1227
 Cass. 
 sentenza