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Timestamp: 2018-08-19 02:31:15+00:00

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Titolo III: Formazione delle attività
Art. 7: Autorizzazione all’esercizio dell’attività
Art. 8: Requisiti
Art. 9: Domanda di autorizzazione
Art. 10: Criteri di valutazione
Art. 11: Trasferimento della sede
Art. 12: Rilascio dell’autorizzazione
Art. 13: Rigetto o diniego della richiesta di autorizzazione
Art. 14: Inizio dell’attività
Art. 15: Modifica ai locali o all’elenco delle apparecchiature
Art. 16: Cessazione dell’attività
Art. 17: Modificazione della titolarità
Art. 18: Sospensione dell’autorizzazione
Art. 19: Revoca dell’autorizzazione
Art. 20: Attività di vendita al dettaglio
L’esercizio dell’attività di estetista è subordinato al possesso dell’autorizzazione comunale di cui agli articoli 1 e 2 della legge 14 febbraio 1963 n. 161, modificato dalla legge 23 dicembre 1970 n. 1142.
I requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività di estetista sono i seguenti:
Qualificazione professionale del titolare, nonché dei soci e dei dipendenti adibiti professionalmente all’esercizio dell’attività di estetista conseguita in conformità alle disposizioni contenute negli articoli 3, 8 e 13 della legge 4 gennaio 1990 n. 1.
Iscrizione all’albo delle imprese artigiane, se trattasi di ditta individuale o di forma societaria avente i requisiti previsti dalla legge 8 agosto 1985 n. 443.
Iscrizione nel registro delle imprese della Camera di commercio, nel caso di società nona rtigiana.
Idoneità sanitaria del personale addetto, ivi compreso il titoalre, ai sensi delle disposizioni vigenti.
Idoneità sotto il profilo igienico-sanitario dei locali e delle attrezzature impiegate.
Non costituiscono titolo di riconoscimento della qualificazione professionale gli attestati o diplomi rilasciati a seguito di frequenza di corsi di scuole professionali che non siano state espressamente autorizzati o riconosciuti dagli organi dello Stato o delle Regioni.
La richiesta di autorizzazione all’esercizio dell’attività di estetista deve essere presentata al comune con domanda in carta legale indirizzata al sindaco nella quale debbono essere indicati:
Cognome e nome, luogo e data di nascita, codice fiscale e residenza del richiedente;
Attività che si intende esercitare;
Capacità ricettiva prevista;
Numero degli addetti previsti, compreso il titolare.
Il richiedente deve inoltre dichiarare sotto la propria responsabilità che il locale destinato all’esercizio dell’attività sono conformi alle disposizioni contenute nel regolamento edilizio e nel regolamento di igiene vigente.
Alla domanda di autorizzazione deve essere allegata la seguente documentazione:
Certificazione relativa alla qualificazione professionale del richiedente e di tutti i soci e dipendenti che esercitano professionalmente l’attività di estetista, nonché del direttore nel caso di società non artigiana.
Copia autentica dell’atto costitutivo e dello statuto della società depositati presso il registro delle imprese.
Nel caso di impresa individuale l’autorizzazione deve essere richiesta dal titolare della stessa in possesso della qualificazione professionale prevista dall’art. 3 della legge n. 1/90.
Qualora l’autorizzazione sia richiesta da un’impresa gestita in forma societaria, la relativa domanda deve essere presentata dal legale rappresentante della società.
Qualora l’attività di estetista sia svolta unitamente all’attività di barbiere e/o di parrucchiere per uomo e per donna in forma di impresa esercitata nella medesima sede, ovvero mediante una delle forme di società prevista dall’art. 3 della legge 8 agosto 1985 n. 443, i soci che esercitano le distinte attività devono essere in possesso dei requisiti professionali richiesti per l’esercizio delle rispettive attività.
Il richiedente, entro il termine di 60 giorni della presentazione della domanda di autorizzazione, deve completare la documentazione necessaria al rilascio dell’autorizzazione di cui all’art. 7, inviando al comune:
L’elenco delle apparecchiature e delle attrezzature utilizzate;
Il nulla osta rilasciato dall’Unità sanitaria locale sulla idoneità dei locali, delle apparecchiature, delle suppellettili e dei procedimenti tecnici impiegati nell’esercizio dell’attività sotto il profilo igienico-sanitario e della sicurezza;
La certificazione relativa alla idoneità sanitaria del personale addetto;
Il certificato penale del titolare o del legale rappresentante qualora si tratti di forma societaria.
L’esercente è tenuto a documentare altresì al comune l’avvenuta iscrizione all’albo delle imprese artigiane o al registro delle ditte e a comunicare eventuale cancellazione dagli stessi.
La mancata presentazione della suddetta documentazione entro i termini di cui al comma 6 è interpretata come rinuncia.
Le domande di autorizzazione sono esaminate, secondo l’ordine cronologico di presentazione, nel rispetto delle seguenti priorità:
Domande di trasferimento;
Domanda di apertura di nuovi esercizi.
Per la determinazione dell’ordine cronologico di presentazione fa fede il timbro apposto in arrivo dall’ufficio protocollo del comune; nel caso in cui la documentazione prescritta all’art. 9, comma 2, fosse incompleta, viene presa in considerazione la data di presentazione della documentazione mancante.
Nella valutazione delle domande la commissione di cui all'art. 27, tiene conto dei criteri fissati per la distribuzione territoriale degli esercizi, della distanza minima e degli altri criteri stabiliti del presente regolamento.
Al requisito della distanza minima è possibile derogare, qualora si tratta di concentrazione di un esercizio di estetista già esistente con le attività di barbiere e/o parrucchiere per uomo e per donna.
nel caso in cui il titolare dell’esercizio intende trasferire la sede dell’attività in un’altra località del territorio comunale, la relativa domanda in carta legale deve essere indirizzata al sindaco nel rispetto delle modalità previste dall’art. 9.
Non sono trasferibili in altra sede gli esercizi autorizzati in luoghi di degenza e cura, alberghi, clubs ecc.
In caso di sfratto esecutivo per fine locazione, di calamità naturali, di gravi motivi e negli altri casi di comprovata necessità e urgenza, il sindaco sentita la commissione consultiva comunale di cui all’art. 27, può autorizzare il trasferimento dell’attività in deroga a quanto previsto dalle norme sulle distanze tra esercizi, anche in altra zona. Tale provvedimento dovrà avere carattere temporaneo.
Il provvedimento autorizzatorio viene assunto dal sindaco, in tutti i casi di trasferimento di sede, con le modalità stabilite dall’art. 12.
Il provvedimento autorizzatorio è rilasciato dal sindaco previo accertamento del possesso dei requisiti di cui all’art. 8 della destinazione d’uso dei locali e acquisizione della certificazione antimafia, sentita la commissione consultiva comunale dii cui all’art. 27, entro il termine di 60 giorni dalla menzione dei locali, delle apparecchiature e dei suppellettili destinate all’esercizio dell’attività.
Il termine di 60 giorni di cui al comma I è interrotto da eventuali richieste di documentazione o certificazione necessarie ai fini del rilascio dell’autorizzazione.
L’autorizzazione è valida per l’intestatario, per i locali e per le attrezzature in essa indicati.
La mancata comunicazione entro i termini richiamati al comma I, vale come accoglimento della domanda. Dell’avvenuto rilascio dell’autorizzazione, il sindaco provvede ad informare:
La commissione provinciale per l’artigianato;
La Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura;
La sede provinciale dell’INPS;
L’ufficio igiene pubblica dell’Unità Sanitaria Locale;
L’ufficio tributi del comune;
Il comando dei vigili urbani;
L’ispettore provinciale del lavoro.
La richiesta di autorizzazione non può essere accolta nei casi di:
Mancanza dei requisiti soggettivi;
Mancanza delle distanze minime prescritte;
Mancanza di uno degli altri requisiti previsti dalla vigente normativa nazionale e regionale o dal presente regolamento.
La relativa comunicazione o il provvedimento di diniego, adeguatamente motivati ì, sono notificati al richiedente entro i termini indicati dall’art. 12.
La domanda di autorizzazione respinta dal comune per mancanza dei presupposti di cui al comma 1, lett. b) e c) ove ripresentate a seguito del venir meno delle condizioni ostative in precedenza esistenti, sono prese in considerazione con priorità rispetto a quelle prodotte (per le stesse zone): nel caso di suddivisione in zone in un momento successivo.
L’effettivo inizio dell’attività è subordinato al conseguimento dell’autorizzazione di cui all’art. 12.
L’autorizzazione deve essere esposta nel locale destinato all’attività ed esibita su richiesta dei funzionari ed agenti della forza pubblica e di quelli preposti al controllo sanitario.
Nel caso in cui l’attività di estetista è esercitata presso degli enti indicati all’art. 1 comma 2 o presso la sede designata dal committente, il titolare o il personale da esso incaricato deve recare con se copia dell’autorizzazione per essere in grado di esibirla ad ogni richiesta degli organi di vigilanza.
Ogni modifica sostanziale da apportare ai locali, rispetto a quanto previsto nel provvedimento autorizzatorio, deve essere notificata al comune con istanza in carta legale indirizzata al sindaco, opportunamente documentata. Analoga comunicazione deve essere inviata al sindaco per l’introduzione di nuove apparecchiature o per ogni diversa utilizzazione di quelle in precedenza impiegate.
L’eventuale riduzione della superficie destinata all’esercizio dell’attività di estetista è ritenuta ammissibile, nel rispetto dei limiti fissati dall’art. 6.
Il relativo provvedimento viene assunto dal sindaco previo nulla osta dell’Unità sanitaria locale competente per territorio, sentita la commissione consultiva comunale di cui all’art. 27, secondo le modalità stabilite all’art. 12.
In caso di cessazione dell’attività il titolare dell’esercizio è tenuto a restituire al comune, entro 30 giorni il provvedimento autorizzatorio.
Al fine di poter subentrare al titolare nell’esercizio dell’attività di estetista, l’interessato deve inviare al comune apposita richiesta, con domanda indirizzata al sindaco, alla quale deve allegare:
Attestato relativo alla qualificazione professionale posseduta;
Copia del contratto di cessione dell’azienda nelle forme previste;
L’autorizzazione amministrativa del cedente, in originale.
Nel caso in cui il subentrante chieda al comune, contestualmente, il trasferimento dell’esercizio, la relativa domanda accompagnata dalla prescritta documentazione è sottoposta all’esame della commissione consultiva comunale di cui all’art. 27 per il parere di competenza.v
Nei casi di invalidità permanente, di decesso o di intervenuta sentenza che dichiari l’interdizione o l’inabilitazione del titolare, gli aventi diritto indicati dall’art. 5, comma 3, della legge 8 agosto 1985 n. 443, possono acquisire la titolarità dell’autorizzazione per il periodo ed alle condizioni stabilite dalla stessa legge n. 443/85 a condizione che l’esercizio dell’attività sia affidata a persona in possesso dei necessari requisiti di professionalità.
L’autorizzazione decade al termine del periodo previsto dalla legge n. 443/85, qualora gli aventi diritto non comprovino il possesso dei requisiti di professionalità previsti dall’art. 3 della legge n. 1/90.
Il sindaco accertata la mancanza o la perdita di uno o più requisiti o l’inosservanza delle prescrizioni eventualmente stabilite al momento del rilascio dell’autorizzazione, previa diffida, può sospendere l’autorizzazione ai sensi della legge regionale n. 35/91 art. 45, comma1; analogo provvedimento può essere assunto per violazione delle altre disposizioni vigenti in materia.
Il provvedimento di sospensione indica le prescrizioni da seguire ed il periodo massimo, comunque non superiore a 180 giorni dalla notifica della sospensione, entro cui il titolare dell’esercizio è tenuto ad ottemperare.
Il titolare dell’autorizzazione può chiedere al sindaco, per gravi motivi, la sospensione dell’attività per un periodo non superiore a 6 mesi. Eventuali proroghe possono essere concesse dal sindaco, previo parere della commissione di cui all’art. 27.
Nel periodo di sospensione dell’attività, l’autorizzazione deve essere depositata presso il comune.
Il sindaco può disporre con provvedimento motivato la revoca dell’autorizzazione qualora:
l’attività non abbia avuto inizio entro 90 giorni dal rilascio dell’autorizzazione;
il titolare dell’esercizio sospenda l’attività senza preventiva autorizzazione, per un periodo superiore a 60 giorni;
l’attività sia svolta in contrasto con le disposizioni contenute nella legge n. 1/90, nella legge regionale n. 35/91 e nel presente regolamento;
siano venuti a mancare i requisiti soggettivi ed oggettivi che hanno consentito il rilascio;
il titolare dell’esercizio non ottemperi alle prescrizioni del sindaco entro il temine stabilito nel provvedimento di sospensione, ovvero non abbia presentato domanda di adeguamento a norma dell’art. 29 del presente regolamento.
Il sindaco a seguito di motivata richiesta, avanzata dal titolare dell’esercizio, può concedere la proroga dei termini indicati al comma 1, lettere a), b) ed e), per un periodo massimo di mesi; eventuali proroghe per periodi superiori possono essere concesse dal sindaco per cause di forza maggiore o per gravi motivi, sentita la commissione di cui all’art. 27.
La sospensione dell’attività per gravi motivi di salute non comporta la revoca dell’autorizzazione.
Il provvedimento di revoca adottato dal sindaco è notificato all’interessato a mezzo di messo comunale.
Ai sensi dell’art. 7 della legge 1/90 è consentita la vendita o la cessione alla clientela dei prodotti strettamente inerenti all’attività di estetista, al solo fine di assicurare la continuità dei trattamenti in corso; in tal caso non trovano applicazione le disposizioni relative all’iscrizione nel registro degli esercenti il commercio ed alla autorizzazione amministrativa di cui alla legge il giugno 1971 n. 426 e successive modificazioni.
Le imprese autorizzate alla vendita dei prodotti cosmetici in base alla stessa legge n. 426/71, possono esercitare l’attività di estetista a condizione che adeguino dette attività alle disposizioni di cui all’art. 29 del presente regolamento e che gli addetti allo svolgimento delle relative prestazioni e trattamenti siano in possesso dei requisiti di professionalità previsti dall’art. 3 della legge n. 1/90. Per tali imprese non sussiste l’obbligo dell’iscrizione all’albo provinciale delle imprese artigiane.

References: Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20
 sentenza 
 art. 45