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Timestamp: 2020-05-27 01:05:28+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7710 del 24/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7710 del 24/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 24/03/2017, (ud. 08/02/2017, dep.24/03/2017), n. 7710
sul ricorso 14819/2015 proposto da:
SITAPAN SRL, in persona del legale rappresentante, elettivamente
domiciliata in ROMA, LARGO SOMALIA 67, presso lo studio
dell’avvocato RITA GRADARA, che la rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 2054/22/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di VENEZIA – MESTRE, depositata l’11/12/2014;
Rilevato che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione affidato a due motivi contro la sentenza resa dalla CTR Veneto indicata in epigrafe, che ha riformato la decisione impugnata annullando l’avviso di accertamento emesso a carico della SI.TRA.PAN. srl in relazione a vendite non fatturate desunte dalla verifica compiuta nei confronti di altra ditta (Jessi spa, presso la quale era stata rinvenuta una contabilità in nero su pen-drive attestante l’esistenza di operazioni commerciali non fatturate dalla società contribuente;
Rilevato che la parte intimata si è costituita con controricorso, deducendo l’inammissibilità ed infondatezza nel merito del ricorso e che la ricorrente ha pure depositato memoria;
Considerato che va esaminato con priorità il secondo motivo di ricorso, per ragioni di ordine logico;
Considerato che la sentenza impugnata, a differenza di quanto opinato dalla parte ricorrente, non sembra affetta dal vizio di nullità per motivazione nulla o inesistente, secondo le coordinate fissate dalle Sezioni Unite di questa Corte – Cass. S.U. n. 8053/2014;
Considerato che la CTR ha, invero, ritenuto che gli elementi offerti dall’Ufficio a sostegno della pretesa non potevano integrare un valido quadro indiziario in ordine all’esistenza di vendite non fatturate attribuite alla SI.TA.PAN. s.r.l., dovendosi evidenziare che l’esito negativo della verifica eseguita presso la società contribuente, dalla quale non era emersa alcuna conferma di tali operazioni, impediva di considerare come certi gli elementi sui quali si era fondato l’ufficio, poi ulteriormente aggiungendosi che solo attraverso un riscontro delle quantità di magazzino rispetto alla merce venduta e fatturata, detratti gli scarti di lavorazione, avrebbe consentito di attribuire anche alla società contribuente gli esiti delle verifiche compiute a carico dei terzi;
Considerato che tale motivazione non può certo dirsi affetta dai vizi prospettati dalla parte ricorrente che, per converso, presuppongono l’assenza di contenuti motivazionali o la loro totale inintelligibilità;
Considerato che il primo motivo di ricorso è per converso fondato;
Considerato che questa Corte è ormai ferma nel ritenere che la “contabilità in nero”, sebbene rinvenuta presso terzi e costituita da appunti personali ed informazioni dell’imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario, incombendo sul contribuente l’onere di fornire la prova contraria, al fine di dimostrare l’infondatezza della pretesa fiscale – cfr. Cass. n. 14150/2016, Cass. n. 17420/2016, Cass. n. 20094/2014;
Considerato che la CTR ha erroneamente affermato che la verifica di una contabilità in nero presso un terzo non potesse risultare idonea a giustificare l’accertamento a carico del terzo in assenza “di una verifica fiscale presso la società appellante”;
Considerato che la sentenza impugnata, in accoglimento del primo motivo, assorbito il secondo, va pertanto cassata con rinvio ad altra sezione della CTR Veneto anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
La Corte, accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo. Cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR Veneto anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

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 Cass. 
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