Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-6586-del-22-03-2011
Timestamp: 2020-07-06 21:13:45+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 6586 del 22/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6586 del 22/03/2011
Cassazione civile sez. trib., 22/03/2011, (ud. 08/02/2011, dep. 22/03/2011), n.6586
O.D., elettivamente domiciliato in Roma, via di san
Giacomo n. 22, presso gli avv.ti Flauti Luigi e Alessandra Flauti,
che lo rappresentano e difendono unitamente all’avv. Andrea Gorgoni,
Lombardia n. 77/26/08, depositata il 26 novembre 2008;
udito l’avv. Alessandra Flauti per il controricorrente;
udito il P.G., in persona dell’Avvocato Generale dello Stato dott.
IANNELLI Domenico, il quale ha concluso per l’accoglimento del quarto
motivo di ricorso ed il rigetto degli altri.
“1. L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia n. 77/26/08, depositata il 26 novembre 2008, con la quale e’ stato riconosciuto il diritto di O.D., agente di commercio, al rimborso dell’IRAP versata per gli anni 1998/2004.
2. Il primo motivo, con il quale si denuncia la violazione dell’art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia sul motivo di appello con il quale l’Ufficio aveva sostenuto la tesi dell’assoggettamento ex lege all’IRAP degli agenti di commercio in quanto titolari di reddito d’impresa, appare manifestamente infondato, dovendo ritenersi che la questione sia stata implicitamente rigettata.
3. Il secondo motivo, con il quale si denuncia la nullita’ della sentenza per carenza assoluta di motivazione in ordine alla stessa questione di cui al motivo precedente, appare inammissibile, poiche’ trattasi di questione di diritto, rispetto alla quale non e’ prospettabile una censura attinente alla motivazione, in ragione del potere correttivo spettante a questa Corte ex art. 384 c.p.c., u.c..
4. Il terzo motivo, con il quale si denuncia la violazione degli artt. 1742 e 2195 c.c. e della disciplina istitutiva dell’IRAP sotto il profilo del presupposto impositivo (in quanto l’agente di commercio, quale titolare di reddito d’impresa, sarebbe ex lege soggetto all’IRAP), appare manifestamente infondato, in quanto la sentenza e’ conforme al principio affermato dalle Sezioni unite di questa Corte, secondo cui, in tema di IRAP, a norma del combinato disposto del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 2, comma 1, primo periodo e art. 3, comma 1, lett. c),l’esercizio dell’attivita’ di agente di commercio di cui alla L. 9 maggio 1985, n. 204, art. 1 e’ escluso dall’applicazione dell’imposta soltanto qualora si tratti di attivita’ non autonomamente organizzata, e il requisito dell’autonoma organizzazione – il cui accertamento spetta al giudice di merito ed e’ insindacabile in sede di legittimita’ se congruamente motivato – ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilita’ ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attivita’ in assenza dell’organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui (Cass., Sez. un., n. 12108 del 2009).
5. Il quarto motivo, con il quale si censura la sentenza impugnata per insufficiente motivazione sul fatto decisivo della sussistenza di autonoma organizzazione, appare invece manifestamente fondato, in quanto, a fronte delle specifiche deduzioni contenute nell’appello dell’Ufficio, e riportate nel ricorso, relative alla presenza per gli anni in contestazione (come risulterebbe dalle dichiarazioni dei redditi del contribuente) di collaboratori non occasionati, la motivazione della sentenza, che ha invece escluso la presenza di struttura organizzativa, si rivela apodittica ed inadeguata.
6. In conclusione, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio per manifesta fondatezza del quarto motivo.”;
che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, riaffermato il principio di diritto sopra richiamato, va accolto il quarto motivo di ricorso e rigettati i restanti, la sentenza impugnata deve essere cassata in relazione al motivo accolto e la causa rinviata, per nuovo esame, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Lombardia, la quale provvedera’ in ordine alle spese anche del presente giudizio di legittimita’.
LA CORTE accoglie il quarto motivo di ricorso e lo rigetta per il resto, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Lombardia.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 384
 sentenza 
 art. 2
 art. 3
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza