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Regolamento Edilizio Comunale - PDF
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1 Comune di SETTALA Provincia di Milano Regolamento Edilizio Comunale (ai sensi della Legge Regionale 11 Marzo 2005 n.12) e successive modifiche ed integrazioni ADOTTATO CON DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 4 DEL 26/02/2009 APPROVATO CON DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 33 DEL 24/06/2009 Giugno 2009
2 REGOLAMENTO EDILIZIO COMUNALE PARTE PRIMA - DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 - Oggetto, Finalità e principi Articolo 2 - Deroghe Articolo 3 - Rinvio ad altre fonti normative Articolo 4 - Normative allegate PARTE SECONDA - DISPOSIZIONI SULL ATTIVITA EDILIZIA TITOLO I - Decoro e fruibilità dell ambiente urbano CAPO I - Spazi pubblici e ad uso pubblico Articolo 5 - Opere viabilistiche e spazi complementari Articolo 6 - Disciplina del verde su aree pubbliche Articolo 7 - Decoro degli spazi pubblici o ad uso pubblico Articolo 8 - Insegne e mezzi pubblicitari Articolo 9 - Chioschi, cabine telefoniche, edicole Articolo 10 - Passaggi pedonali Articolo 11- Percorsi ciclabili Articolo 12 - Occupazione degli spazi pubblici Articolo 13- Disciplina d uso del sottosuolo Articolo 14- Reti di servizi pubblici Articolo 15 - Volumi tecnici ed impiantistici Articolo 16 - Intercapedini e griglie di aerazione. CAPO II - Spazi privati Articolo 17 - Accessi e passi carrabili Articolo 18 - Strade private Articolo 19 - Allacciamento alle reti fognarie Articolo 20 - Allacciamento alle reti impiantistiche Articolo 21 - Recinzioni Articolo 22 - Spazi inedificati Articolo 23 - Sistemazioni esterne ai fabbricati Articolo 24 - Toponomastica e segnaletica Articolo 25 - Numeri civici CAPO III - Requisiti delle costruzioni in rapporto all ambiente e allo spazio urbano Articolo 26 - Decoro delle costruzioni Articolo 27 - Allineamenti Articolo 28 - Spazi conseguenti ad arretramenti Articolo 29 - Prospetti su spazi pubblici Articolo 30 - Ombre portate Articolo 31 - Sporgenze e aggetti Articolo 32 - Portici e gallerie Articolo 33 - Salubrità dei terreni edificabili Articolo 34 - Disciplina del colore Articolo 35 - Disciplina del verde su aree private 1
3 Articolo 36 - Istituto dell'autorizzazione amministrativa per opere minori CAPO IV - Manutenzione ed interventi di adeguamento delle costruzioni Articolo 37 - Manutenzione e revisione periodica delle costruzioni CAPO V - Requisiti delle costruzioni in rapporto agli spazi fruibili Articolo 38 - Locali seminterrati ed interrati Articolo 39 - Scale Articolo 40 - Spazi porticati interni all'unità immobiliare Articolo 41 - Metodo di misura dell'altezza dei locali Articolo 42 - Manufatti e arredi da esterno Articolo 43 - Corti e cortili Articolo 44 - Cavedi Articolo 45 - Cavedi tecnici Articolo 46 - Locali per la raccolta rifiuti Articolo 47 - Spazi per il deposito di biciclette TITOLO II - Misure di sicurezza e prevenzione Articolo 48 - Prevenzione dei rischi di caduta dall alto Articolo 49 - Accesso alla copertura Articolo 50 - Installazioni di sicurezza per accesso a luoghi elevati Articolo 51 - Accesso sulle coperture di edifici industriali, commerciali, agricoli Articolo 52 - Dispositivi di ancoraggio Articolo 53 - Soluzioni da adottare Articolo 54 - Attestazioni di conformità Articolo 55 - Edifici con estese superfici finestrate Articolo 56 - Segnaletica Articolo 57 - Fascicolo dell opera Articolo 58 - Classificazione degli edifici TITOLO III - Energia e Ambiente CAPO I - Prestazioni dell involucro Articolo 59 - Orientamento dell edificio Articolo 60 - Protezione dal Sole Articolo 61 - Isolamento Termico dell involucro degli Edifici Nuovi Articolo 62 - Isolamento Termico dell involucro Edifici Esistenti Articolo 63- Prestazioni dei Serramenti Articolo 64 - Fabbisogno energetico per la climatizzazione invernale Articolo 65 - Materiali Ecosostenibili Articolo 66 - Isolamento Acustico39 Articolo 67 - Tetti Verdi Articolo 68 - Illuminazione Naturale Articolo 69 - Ventilazione Naturale Articolo 70 - Ventilazione Meccanica Controllata Articolo 71 - Certificazione Energetica CAPO II - Efficienza energetica degli impianti Articolo 72 - Sistemi di Produzione Calore ad Alto Rendimento 2
4 Articolo 73 - Impianti Centralizzati di Produzione Calore Articolo 74 - Regolazione Locale della Temperatura dell aria Articolo 75 - Sistemi a Bassa Temperatura Articolo 76 - Contabilizzazione Energetica Articolo 77 - Impianti di climatizzazione estiva Articolo 78 - Efficienza degli Impianti Elettrici Articolo 79 - Inquinamento Luminoso Articolo 80 - Inquinamento Elettromagnetico Interno (50 Hz) CAPO III - Fonti energetiche rinnovabili Articolo 81 - Fonti rinnovabili per copertura fabbisogno ACS Articolo 82 - Impianti Solari Fotovoltaici Articolo 83 - Sistemi Solari Passivi Articolo 84 - Geotermia e raffrescamento solare CAPO IV - Sostenibilità ambientale Articolo 85 - Contabilizzazione Individuale dell acqua Potabile Articolo 86 - Riduzione del Consumo di Acqua Potabile Articolo 87 - Recupero Acque Piovane Articolo 88 - Riduzione Effetto Gas Radon Articolo 89 - Controllo del microclima esterno CAPO V - Efficienza energetica negli edifici di classe E8 Articolo 90 - Energia Articolo 91 - Efficienza nell'utilizzo dell'acqua Articolo 92 - Meccanismi premiali TITOLO IV - Esecuzione degli interventi di vigilanza Articolo 93 - Direttore dei lavori Articolo 94 - Inizio dei lavori Articolo 95 - Punti fissi e linee di ciglio Articolo 96 - Recinzioni provvisorie Articolo 97- Sicurezza e disciplina generale del cantiere Articolo 98 - Cartello di cantiere Articolo 99 - Cautele per ritrovamenti aecheologici storici e artistici Articolo Ultimazione dei lavori Articolo Tolleranza di cantiere Articolo Agibilità parziale degli edifici Articolo Vigilanza Articolo Libretto d'uso e manutenzione del fabbricato e delle urbanizzazioni PARTE TERZA - DISPOSIZIONI PROCEDURALI E ORGANIZZATIVE TITOLO I - NORME PROCEDURALI Articolo Presentazione dei progetti edilizi Articolo Documentazione da allegare Articolo Parere preventivo dell'ufficio Articolo Piani attuativi 3
5 Articolo Voltura dei titoli edilizi TITOLO II - ORGANI CONSULTIVI - LA COMMISSIONE EDILIZIA CAPO I - Composizione e nomina Articolo Composizione Articolo Nomina e designazione Articolo Scadenza Articolo Incompatibilità Articolo Conflitto d interessi Articolo Incompatibilità sopravvenuta Articolo Assenze ingiustificate CAPO II Le attribuzioni Articolo Attribuzioni della Commissione Articolo Pareri obbligatori Articolo Altri pareri Articolo Casi di esclusione del parere Articolo Modalità di valutazione della Commissione Edilizia. CAPO III Funzionamento Articolo Convocazione Articolo Ordine del giorno Articolo Validità delle sedute e delle decisioni Articolo Pubblicità delle sedute Articolo Verbalizzazione Articolo Sopralluogo Articolo Rapporto tra Commissione edilizia e strutture organizzative comunali Articolo Relazione sull'attività della Commissione Edilizia Articolo Compensi della Commissione Edilizia PARTE QUARTA- DISPOSIZIONI FINALI CAPO I - Entrata in vigore e durata Articolo Entrata in vigore Articolo Abrogazione del regolamento Edilizio Articolo Modifiche al regolamento edilizio. CAPO II - Rapporti tra regolamento edilizio e lo strumento urbanistico generale Articolo Modifiche al regolamento edilizio e alle norme dello strumento urbanistico Articolo Sanzioni per violazione alle norme del Regolamento Edilizio ALLEGATI ALLEGATO A Gli interventi edilizi ALLEGATO B I Titoli abilitativi ALLEGATO C Il procedimento amministrativo e il diritto d accesso ALLEGATO D Le normative di interesse edilizio ALLEGATO E - Le sanzioni 4
6 PARTE PRIMA DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Oggetto, Finalità e principi 1. Il Regolamento edilizio disciplina le attività di trasformazione edilizia e la modificazione del territorio comunale, in armonia con lo strumento urbanistico locale che determina l uso dei suoli, nonché le relative procedure amministrative di verifica e di controllo, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. 2. Il Regolamento edilizio contiene sia disposizioni cogenti, sia disposizioni di principio idonee ad orientare la progettazione e l esecuzione dell attività edilizia. 3. Il Regolamento edilizio persegue l ordinato sviluppo edilizio, nel rispetto delle esigenze tecniche, estetiche, igienico sanitarie, di sicurezza, di accessibilità, di fruibilità e di vivibilità della città e delle sue costruzioni, definendo le caratteristiche degli edifici, delle pertinenze e degli spazi aperti, pubblici e privati. 4. Il Regolamento edilizio si ispira alla salvaguardia ed alla valorizzazione dei beni architettonici e ambientali, del decoro e dell igiene cittadina, al fine di elevare la qualità dell'ambiente urbano e di riflesso il livello di vita della collettività. 5. Il Regolamento edilizio concorre a realizzare, sia negli ambiti privati sia nelle attrezzature e nei servizi per la collettività, scelte costruttive e tecniche ispirate alla sostenibilità per quanto riguarda il consumo di risorse naturali e la minimizzazione dell inquinamento. 6. Il Regolamento edilizio persegue l obiettivo di rendere facilmente accessibile a tutte le categorie di utenti gli spazi pubblici e privati, qualunque siano le loro capacità. Articolo 2 Deroghe 1. Le deroghe alle norme del Regolamento edilizio sono ammesse nei casi e con le procedure previste dalla legislazione nazionale e regionale Articolo 3 Rinvio ad altre fonti normative 1. Gli eventuali richiami contenuti nel Regolamento edilizio ad altre fonti normative sono rinvii formali, meramente ricognitivi della normativa vigente, comprese le relative successive modificazioni, e quindi si intendono riferiti al testo vigente nel tempo della loro applicazione. Articolo 4 Normative allegate 5
7 1. Gli allegati del Regolamento edilizio contengono le norme di riferimento, nel testo vigente al tempo dell approvazione del Regolamento edilizio. 2. Gli allegati del Regolamento edilizio non hanno natura giuridica normativa e possono essere aggiornati in forza dell evoluzione normativa, senza seguire le procedure di approvazione previste dalla legge per i regolamenti. 6
8 PARTE SECONDA DISPOSIZIONI SULL ATTIVITA EDILIZIA TITOLO I DECORO E FRUIBILITÀ DELL AMBIENTE URBANO CAPO I - Spazi pubblici e ad uso pubblico Articolo 5 Opere viabilistiche e spazi complementari 1. Le eventuali nuove opere viabilistiche o trasportistiche interessanti il territorio comunale devono essere corredate da un progetto di inserimento ambientale e paesaggistico che indichi gli interventi e gli accorgimenti atti ad assicurarne la compatibilità con il contesto territoriale. 2. Gli spazi complementari a tali opere devono essere adeguatamente trattati con impianti vegetali, la cui cura e manutenzione è in carico all ente gestore dell opera. 3. Gli spazi liberi delimitati da manufatti stradali, quali rotatorie, aiuole fra i rami degli svincoli, banchine laterali, devono essere preferibilmente mantenute a verde e dotate di impianti vegetali con finalità ornamentali e di qualificazione dell ambiente stradale, compatibilmente con le esigenze di visibilità e sicurezza. Articolo 6 Disciplina del verde su aree pubbliche 1. L inserimento di alberature su strade, piazze, parcheggi ecc., deve essere valutato oltre che sulla base delle indicazioni generali (natura del terreno, caratteristiche climatiche, adattabilità della specie), anche sulla scorta dei seguenti fattori: a) sviluppo della specie in relazione all ampiezza dell asse stradale, delle piazze, dei parcheggi ecc., nonché alle condizioni di luce; b) forma e caratteristiche delle piante a maturità; c) sviluppo più o meno rapido; d) caratteristiche dell apparato radicale; e) resistenza all inquinamento; f) rilevanza estetica. 2. La scelta delle specie arboree e la relativa configurazione di progetto deve essere funzionale alla conservazione e alla continuità dei segni e delle forme della tradizione del circostante territorio agricolo, la cui matrice paesaggistica viene assunta a guida della configurazione degli spazi pubblici nelle parti edificate. 3. La realizzazione degli spazi verdi urbani comporta la preventiva valutazione delle caratteristiche e delle funzioni attribuite a ciascuna area, la scelta delle essenze da impiegarsi, la situazione pedologica, orografica e climatica in cui si opera. 4. Gli alberi ad alto fusto debbono mantenere una distanza dal confine pari a quella stabilita per gli edifici dalla disciplina di zona dettata dal P.G.T. 7
9 5. Gli altri alberi devono essere tenuti ad una distanza dal confine pari alla metà di quella stabilita per gli edifici dalla disciplina di zona dettata dal P.G.T. 6. Sono fatti, in ogni caso, salvi gli accordi tra i proprietari dei fondi antistanti. 7. La distanza delle alberature rispetto ai confini di spazi privati o alle edificazioni deve essere commisurata con lo sviluppo prevedibile della chioma che, in ogni caso, non deve divenire fattore di disturbo e alterazione delle condizioni di ventilazione o soleggiamento di ambienti confinati prospicienti. 8. In assenza di indicazioni si applicano le distanze di cui all art.892 del Codice Civile maggiorate di 2 metri. 9. La distanza tra pianta e pianta è da stabilirsi in relazione alla specie ed alla capacità di sviluppo generale delle stesse. 10. Le aree a bosco, a parco, nonché le aree di pertinenza delle alberature, non devono essere utilizzate per depositi di materiale di qualsiasi tipo anche al fine di evitare infiltrazioni nocive agli apparati radicali. 11. Alla base delle piante e per una superficie rapportata al tipo di essenza arborea interessata deve essere evitata l impermeabilizzazione del terreno. 12. Sulle alberature non devono essere apposti cartelli segnaletici né di altra natura anche per periodi temporanei. 13. La realizzazione di superfici a verde in sostituzione di pavimentazioni deve essere perseguita ogni qualvolta si renda necessario ridurre gli effetti di rinvio della radiazione solare ai fini di un miglioramento delle condizioni di temperatura radiante media ambientale in relazione alle effettive condizioni di soleggiamento. Articolo 7 Decoro degli spazi pubblici o ad uso pubblico 6. Le strade, le piazze, il suolo pubblico o assoggettato ad uso pubblico devono essere trattati in superficie in modo da facilitare le condizioni di pedonalizzazione e accessibilità utilizzando materiali e modalità costruttive nel rispetto del contesto urbano che consentano facili operazioni di ispezionabilità e ripristinabilità, nel caso siano presenti sottoservizi impiantistici. 7. Le superfici di calpestio devono essere sagomate in modo da favorire il deflusso e il convogliamento delle acque meteoriche al fine di evitare possibili ristagni. 8. E vietata la formazione di nuovi frontespizi ciechi visibili da spazi pubblici o assoggettabili all uso pubblico; in caso di preesistenza degli stessi sul confine di proprietà può essere imposta la sistemazione in modo conveniente e la rimozione di oggetti, depositi, materiali, insegne e quant altro possa deturpare l ambiente o costituire pregiudizio per la pubblica incolumità. 9. In presenza di sottoservizi impiantistici in caso di possibili interventi è necessario recintare l area interessata con segnaletica di sicurezza adeguata, visibile anche di notte. 10. E opportuno realizzare i collettori fognari e relative camerette su marciapiedi e non su strade. 8
10 Articolo 8 Insegne e mezzi pubblicitari 1. Manifesti, cartelli pubblicitari ed altre affissioni murali, da considerarsi parte integrante del disegno della città e non sovrastrutture ininfluenti sul carattere dei luoghi sono disciplinati da apposito regolamento comunale contenente i criteri per la realizzazione del piano generale degli impianti in ottemperanza all art.3 del D.lgs 15 novembre 1993, n L installazione di insegne e mezzi pubblicitari nelle aree adiacenti alla viabilità non dovranno essere in contrasto con i disposti del Codice della Strada e del relativo Regolamento di esecuzione e attuazione. 3. Il rilascio dei provvedimenti autorizzativi per la installazione di insegne, mezzi pubblicitari, affissioni in genere interessanti aree o edifici soggetti a specifici vincoli, è subordinato all acquisizione del parere favorevole dell organo di tutela del vincolo medesimo per la fattispecie richiesta. Articolo 9 Chioschi, cabine telefoniche, edicole 1. Chioschi, cabine telefoniche, edicole situate su spazi pubblici anche se di tipo precario e provvisorio devono corrispondere a criteri di decoro urbano e di armonizzazione con l ambiente circostante e non devono rappresentare ostacolo alla circolazione, fatte salve le norme del Codice della Strada e relativo Regolamento di esecuzione e di attuazione. 2. Chioschi, cabine telefoniche ed edicole debbono sempre essere posizionati e realizzati a seguito di esplicito provvedimento di assenso autorizzativi da parte dei competenti uffici comunali. Articolo 10 Passaggi pedonali 1. Le strade di nuova formazione e, laddove possibile, quelle esistenti dovranno essere munite di marciapiedi e/o passaggi pedonali pubblici o da assoggettare a servitù di passaggio pubblico, realizzati in conformità con i disposti della L. 9 gennaio 1989, n.13 e successive modificazioni ed integrazioni e della L.R. 20 febbraio 1989, n.6, inerenti l eliminazione delle barriere architettoniche. 2. La pavimentazione deve essere realizzata con l impiego di materiale antisdrucciolevole, compatto ed omogeneo. 3. Non sono ammesse fessure dotate di griglie o altri manufatti con larghezza o diametro superiore a m 2,00; i grigliati ad elementi paralleli devono comunque essere posti con gli elementi ortogonali al senso di marcia. 4. Nelle zone a prevalente destinazione residenziale devono essere individuati passaggi preferenziali per l accesso a spazi o edifici pubblici con attraversamenti della viabilità stradale realizzati alle quote del marciapiede e raccordati con rampe al piano stradale. 9
11 Articolo 11 Percorsi ciclabili 1. Le piste ciclabili, qualora siano destinate ad un solo senso di marcia, devono avere la larghezza minima di m. 1,50; le piste a due sensi di marcia devono aver larghezza minima di m. 2,50 e devono possibilmente essere separate o sopraelevate rispetto alla carreggiata degli autoveicoli in modo da garantire la massima sicurezza per i ciclisti. 2. La pavimentazione deve essere realizzata con l impiego di materiale antisdrucciolevole, compatto ed omogeneo.. Se possibile va evitata l adiacenza e la promiscuità con percorsi pedonali, nel caso le sezioni di cui sopra vanno aumentate di m 1,00 ed evidenziati i due percorsi in modo da distinguersi. Articolo 12 Occupazione degli spazi pubblici 1. Chiunque intenda occupare porzioni di suolo pubblico per attività temporanee o depositi, deve chiedere specifica concessione, indicando l uso, la superficie che intende occupare e le opere che intende eseguire; l occupazione delle sedi stradali è regolata dalle leggi vigenti. 2. Ferme restando le disposizioni di carattere tributario, il rilascio della concessione può essere subordinato alla corresponsione di un canone per l uso, ed al versamento di un deposito cauzionale per la rimessa in pristino del suolo. 3. Quando sia necessario prolungare l occupazione oltre il termine stabilito, il titolare della concessione ha l obbligo di presentare, prima della scadenza, domanda di rinnovo. 4. La concessione contiene le prescrizioni da seguire per l occupazione e indica il termine finale della medesima. 5. Scaduto il termine di cui al precedente comma, senza che ne sia stato disposto il rinnovo, il titolare della concessione ha l obbligo di sgomberare il suolo occupato ripristinando le condizioni preesistenti. Articolo 13 Disciplina d uso del sottosuolo 1. L uso degli spazi di sottosuolo per finalità pubbliche nel rispetto della Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri 3 marzo 1999, ha come obiettivo la valorizzazione degli spazi di superficie rispetto ai quali gli spazi nel sottosuolo risultano complementari. 2. Per uso degli spazi di sottosuolo per finalità pubbliche deve intendersi l utilizzo del sottosuolo per i sottoservizi impiantistici, i locali tecnici, la realizzazione di sottopassaggi pedonali o veicolari, la realizzazione di spazi pubblici con finalità commerciali, la realizzazione di autoparcheggi interrati, la realizzazione di reti di viabilità, la realizzazione di reti di trasporto pubblico. 3. Gli spazi del sottosuolo dovranno essere : a) ventilati anche a mezzo di prese d aria e/o intercapedini adeguatamente protette; b) illuminati artificialmente e/o naturalmente; 10
12 c) identificati nel soprassuolo con idonea segnaletica; d) conformi alla normativa per il superamento delle barriere architettoniche e a quella relativa a misure di sicurezza dei sistemi antincendio. 4. Ogni nuovo intervento deve essere compatibile con i futuri sviluppi della occupazione del suolo e non deve costituire elemento di possibile limitazione futura. 5. Il Comune ha la facoltà di prescrivere i criteri tecnici da osservare per la esecuzione di manufatti e di definire le linee programmatiche per l utilizzo degli spazi di sottosuolo a cui devono uniformarsi i privati ed i soggetti pubblici interessati. 6. Il ripristino delle manomissioni di suolo pubblico deve sempre essere effettuato a regola d arte. 7. Ai fini della economicità degli interventi di ripristino del suolo pubblico a seguito delle manomissioni necessarie per la realizzazione e il potenziamento delle reti tecnologiche, devono essere previsti nel sottosuolo cunicoli integrati multifunzionali di adeguate dimensioni aventi lo scopo di contenere tutte le reti di sottoservizi programmate. Tali manufatti devono essere di facile accesso e ispezionabilità. Articolo 14 Reti di servizi pubblici 1. Le reti di servizi pubblici costituiscono parte integrante del disegno urbano e ad esso devono conformarsi. 2. I punti di accesso alle camerette di ispezione e i chiusini in genere, devono essere correttamente inseriti nel disegno della superficie pavimentata. 3. Le linee aeree e le palificazioni di supporto non devono costituire limitazione alle condizioni di accessibilità e fruibilità degli spazi pubblici. Articolo 15 Volumi tecnici ed impiantistici 1. I volumi tecnici impiantistici, (cabine elettriche, stazioni di pompaggio, stazioni di decompressione del gas, ecc.) da costruirsi fuori o entro terra, devono risultare compatibili con le caratteristiche del contesto in cui si collocano. 2. La realizzazione di manufatti tecnici ed impiantistici è subordinata a provvedimento autorizzativo. 3. Le cabine di trasformazione per l alimentazione della rete di distribuzione all utenza non sono computate ai fini della verifica degli indici volumetrici e possono trovare collocazione all interno delle zone di rispetto stradale, fatte salve diverse disposizioni contenute nel P.G.T. 4. Al fine di non arrecare pregiudizio ai contesti in cui si collocano, le stazioni di pompaggio e di decompressione della rete di distribuzione del gas possono essere realizzate anche in sottosuolo prevedendo comunque le necessarie aperture per consentirne la facile ispezione. Articolo 16 11
13 Intercapedini e griglie di aerazione. 1. Nella realizzazione di intercapedini poste fra i muri perimetrali delle costruzioni e i muri di sostegno del terreno circostante aventi funzione di servizio, necessarie all illuminazione indiretta, all aerazione e protezione dall umidità dei locali interrati, nonché a favorire l accesso a condutture e canalizzazioni in esse inserite, le griglie di ventilazione devono essere correttamente inserite nelle finiture perfettamente complanari alla pavimentazione degli spazi pubblici su cui si aprono. 2. In corrispondenza dei profili esterni dei fabbricati prospicienti marciapiedi, strade e spazi pubblici e nel sottosuolo pubblico, i proprietari frontisti possono, previo atto autorizzativo, realizzare intercapedini di servizio o di isolamento ispezionabili dotate di cunetta e scarico per il deflusso delle acque meteoriche e di quelle utilizzate per la pulizia. 3. Le intercapedini devono essere protette da griglie di copertura praticabili e antisdrucciolevoli. 4. La costruzione e i successivi interventi di manutenzione sono a totale carico dei proprietari. CAPO II - Spazi privati Articolo 17 Accessi e passi carrabili 1. L accesso dei veicoli alle aree di pertinenza delle costruzioni è consentito tramite passi carrabili, la cui realizzazione deve essere autorizzata, previo assenso dell Ente proprietario delle strade o degli spazi da cui si accede, nel rispetto delle disposizioni dettate dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di esecuzione e di attuazione. 2. L accesso ad uno spazio privato tramite più passi carrabili può essere concesso quando sia giustificato da esigenze di viabilità interna ed esterna. 3. Nelle nuove costruzioni residenziali la larghezza del passo carrabile non deve essere inferiore a m 3,00 e non superiore a m 5, Le eventuali rampe di accesso dei veicoli devono essere precedute da un tratto piano di almeno m 4,50 a partire dal filo stradale; la pendenza delle rampe non deve superare il 20%; 5. L uscita dei passi carrabili verso il suolo pubblico deve essere sempre realizzata adottando tutti gli accorgimenti funzionali ad una buona visibilità. 6. Nel caso in cui si dovessero prevedere due o più passi carrai la distanza minima da rispettarsi non deve essere inferiore a m 2, Le rampe devono essere realizzate in materiale antisdrucciolevole, con scanalature per il deflusso delle acque. 8. Gli accessi carrai esistenti, possono essere conservati nello stato in cui si trovano, tuttavia nel caso di ristrutturazioni, ampliamenti, demolizioni, e nuove edificazioni degli edifici di cui sono pertinenza, gli stessi debbono essere, laddove possibile, adeguati alla presente norma. 9. I cancelli o porte di accesso possono essere automatizzati se danno su pubblica strada solo con apertura verso la proprietà richiedente. 12
14 10. In caso di comprovata necessità possono essere previste misure superiori a quelle del presente articolo. 11. In caso di aperture manuali di passi carrai è fatto obbligo l arretramento rispetto alla recinzione di m 4,50 delle barriere mobili. Articolo 18 Strade private 1. La costruzione di strade private è consentita nell ambito dei Piani Attuativi, ovvero nelle zone non urbanizzate, previa apposita convenzione. 2. Gli enti o i soggetti proprietari delle strade debbono provvedere (fatto salvo apposite convenzioni): a) alla pavimentazione; b) alla manutenzione e pulizia; c) all apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta; d) all efficienza del sedime e del manto stradale; e) alla realizzazione e manutenzione delle opere di raccolta e scarico delle acque meteoriche, fino alla loro immissione nei collettori comunali. 3. Le strade private a servizio di residenze con più unità abitative devono avere larghezza minima di m 5,00 e raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a m 7,50 e se cieche, devono terminare in uno spazio di manovra tale da consentire l agevole inversione di marcia degli autoveicoli. 4. Le strade private a servizio di residenze con una sola unità abitativa devono avere larghezza minima di m 3,50 e raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a m 6, Le strade private a servizio di insediamenti produttivi e commerciali devono avere larghezza minima di m 4,00 nel caso di un unico senso di marcia, e di m 7,00 nel caso di doppio senso di marcia e raggio di curvatura, misurato nella mezzeria della carreggiata, non inferiore a m 10,00 e se cieche, devono terminare in uno spazio di manovra tale da consentire l agevole inversione di marcia degli autoveicoli e dei veicoli da trasporto. 6. Le prescrizioni di cui ai precedenti commi 3, 4, 5 si applicano alle nuove costruzioni; nel caso di interventi di ristrutturazione, recupero o riordino, possono essere richiesti adeguamenti, anche parziali, alle norme regolamentari, compatibili con la reale fattibilità. 7. Le strade private poste all interno del centro abitato, debbono essere dotate di idoneo impianto di illuminazione. Articolo 19 Allacciamento alle reti fognarie Tutti gli immobili devono convogliare le acque di scarico nella rete fognaria, secondo le modalità stabilite dal Regolamento di fognatura o dall Ente Gestore del servizio. 1. E fatto divieto di convogliare nella rete fognaria le acque piovane ad esclusione delle acque di prima pioggia, nel caso di parcheggi, e piazzali soprattutto di pertinenza di 13
15 attività produttive, fatto salvo parere congiunto settore edilizia del Comune, Arpa e ente gestore. 2. Nel caso di immobili siti in zona non provvista di rete fognaria e in mancanza del regolamento di fognatura, si applicano le disposizioni delle leggi vigenti. Articolo 20 Allacciamento alle reti impiantistiche e installazioni esterne 1. Nella costruzione degli immobili devono essere garantite modalità di esecuzione che consentano gli allacciamenti alle reti impiantistiche (idrica, telefonica, elettrica, gas metano, energia termica) secondo la normativa tecnica dettata dagli enti erogatori dei servizi. 2. Deve essere inoltre garantita la possibilità di ulteriori allacciamenti dei servizi a rete connessi allo sviluppo del sistema delle telecomunicazioni. 3. L installazione di antenne paraboliche deve rispettare i seguenti criteri: a) tutti i condomini già in possesso di un impianto centralizzato o che intendono installarne uno devono avvalersi di antenne paraboliche collettive; b) l installazione degli apparati di ricezione, singoli o collettivi, ha luogo nel rispetto del decoro, dell estetica e dell ambiente; c) le antenne paraboliche devono corrispondere a precise dimensioni (120 cm di diametro per impianti collettivi e 85 cm di diametro per impianti singoli); d) devono avere un colore in armonia con il manto di copertura dell edificio; e) sul disco dell antenna parabolica è autorizzata la presenza del logo del costruttore e/o dell importatore; f) le antenne paraboliche devono essere installate nel rispetto del decreto 22/01/08 n 37 a tutela della sicurezza degli impianti; g) sono fatte salve le norme vigenti sulla compatibilità elettromagnetica, nonché quelle sulla tutela di beni artistici; h) le antenne paraboliche installate all esterno di balconi, terrazzi, comignoli, giardini e cortili non devono essere visibili dalla strada; i) le antenne paraboliche di grandi dimensioni non devono porsi in contrasto con l armonia ambientale, paesaggistica e panoramica. 4. L installazione di condizionatori deve rispettare deve rispettare i seguenti criteri: a) sono soggetti ad assenso del condominio; b) sono generalmente vietati sul fronte strada; c) l installazione degli apparati ha luogo nel rispetto del decoro, dell estetica e dell ambiente; d) i motori vanno posati possibilmente su pavimento dei balconi e ove possibile mascherati da eventuali parapetti laterali in cemento; e) devono avere un colore in armonia con il manto della facciata o di copertura dell edificio; f) è vietato riversare le condense su proprietà di terzi ivi comprese quelle comunali (stillicidio); g) devono essere installate nel rispetto del decreto 22/01/08 n 37 a tutela della sicurezza degli impianti; h) sono fatte salve le norme vigenti sulla compatibilità elettromagnetica, nonché quelle sulla tutela di beni artistici; 14
16 i) gli impianti sia di piccole che di grandi dimensioni non devono porsi in contrasto con l armonia ambientale, paesaggistica e panoramica; j) sono incentivate le soluzioni tipo unico ; k) le trasgressioni sono sanzionate con ammenda da 500,00 a 1.000,00 Euro; l) chi ha già installazioni ha tempo anni 5 dall approvazione del presente documento per l adeguamento. Articolo 21 Recinzioni 1. I muri di recinzione, le recinzioni ad inferriate o a rete e i cancelli esposti in tutto o in parte alla pubblica vista, debbono presentare un aspetto decoroso. 2. Le recinzioni non devono ostacolare la visibilità o pregiudicare la sicurezza della circolazione. Col provvedimento abilitativo di cui al Titolo I, Capo I del presente regolamento, possono essere dettate prescrizioni al fine di garantire sicurezza e visibilità alla circolazione stradale o di rispettare il contorno ambientale. 3. Le recinzioni tra le proprietà o verso spazi pubblici possono essere realizzate con muretto in muratura sovrastato da reti, cancellate o siepi; con accordo tra confinanti possono essere realizzate in muratura piena salvo le parti che impedirebbero la percezione dallo spazio pubblico, della continuità del verde. 4. Per quanto possibile, esse devono allinearsi con quelle limitrofe, al fine di mantenere l unità compositiva. 5. I cancelli pedonali e carrabili inseriti nelle recinzioni devono aprirsi all interno della proprietà. 6. I cancelli posti a chiusura dei passi carrabili si conformano alle larghezze per essi stabilite. 7. Eventuali apparecchiature videocitofoniche e di apertura elettrica o telecomandata dei cancelli devono essere opportunamente protette ed opportunamente inserite nel contesto della struttura. 8. I cancelli a movimento motorizzato protetto da fotocellula devono essere dotati di dispositivi di segnalazione atti a garantire la sicurezza degli utenti. 9. I cancelli di ingresso su strade e spazi pubblici fuori dai centri abitati, ove consentiti, devono essere arretrati dal ciglio stradale in modo da permettere la sosta di un autoveicolo in entrata o in uscita dinanzi al cancello stesso, fuori dalla sede stradale. 10. Le eventuali recinzioni non potranno superare l altezza di m 1,80 per gli edifici residenziali, terziari e commerciali e di m. 2,50 per gli edifici produttivi e dovranno essere realizzate con materiale trasparente su zoccolo in muratura dell altezza massima di m. 0,80. Sono fatti salvi accordi tra confinanti che non incidano sui rapporti aereo Illuminanti e per vincoli estetici. 11. In corrispondenza dell incrocio fra due spazi pubblici dovranno essere fornite di smusso a forma triangolare, o circolare, con lato minore non inferiore di m.3 se non vi è marciapiede altrimenti m 1, Le recinzioni con muro di contenimento avente altezza maggiore di 90 cm. sono considerati muri di fabbrica e devono pertanto garantire le distanze previste per le costruzioni. 15
17 Articolo 22 Spazi inedificati 1. Le aree inedificate non possono essere lasciate in stato di abbandono ma devono essere soggette a manutenzione periodica assicurando gli aspetti di decoro urbano da parte degli enti o dei soggetti proprietari. 2. Le aree inedificate, gli edifici o parti di essi, i manufatti o strutture analoghe in disuso, il cui abbandono determina o che può determinare situazioni di rilevanza igienico - sanitaria, devono essere adeguatamente recintati e sottoposti ad interventi periodici di pulizia, cura del verde, e se necessario, di disinfestazione o di derattizzazione, sia nella prospettiva di una sistemazione definitiva sia in caso di demolizione. 3. In caso di inottemperanza alle disposizioni dei precedenti commi, può essere ordinata, previa diffida, l esecuzione degli opportuni interventi in danno del contravventore. 4. La recinzione di tali aree deve essere realizzata con strutture che ne consentano la visibilità ed il controllo. Articolo 23 Sistemazioni esterne ai fabbricati 1. Le sistemazioni esterne ai fabbricati, compresa l illuminazione artificiale, costituiscono parte integrante del progetto edilizio e come tali sono vincolanti ai fini della ultimazione delle opere. 2. Nella progettazione degli spazi residuali e non edificati dei lotti di pertinenza degli edifici devono essere tenute in debita considerazione le esigenze di ottimale utilizzo della superficie a verde. Il progetto di sistemazione del verde, specie se riguardante aree in rapporto visuale con spazi pubblici, deve essere integralmente realizzato nelle forme e con le specie arboree indicate nel progetto. 3. Gli spazi esterni devono essere dotati di adeguata illuminazione nel rispetto della L.R.17/ Nelle zone contigue agli spazi pubblici le sistemazioni esterne devono armonizzarsi con le essenze arboree e le tipologie di piantumazione esistenti o previste a corredo dello spazio pubblico. Articolo 24 Toponomastica e segnaletica 1. Non è soggetto a provvedimento abilitativo l utilizzo di pareti di manufatti privati, non prospicienti strade o altri spazi pubblici, per apporre targhe piastrine, tabelle, cartelli, orologi, lapidi purché il manufatto non sia soggetto a vincolo della legge 1089/39 o si trovi in aree di rispetto ambientale di cui al Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali (D. Lgs 22 gennaio 2004, n.42). 2. E riservata all Amministrazione la potestà di applicare e mantenere, sulle pareti di manufatti privati, prospicienti strade o altri spazi pubblici, targhe di toponomastica urbana, targhe direzionali o altri mezzi di segnaletica stradale, orologi, lapidi commemorative. 16
18 3. Le indicazioni relative alla presenza di servizi devono essere conformate ai modelli definiti dal Comune. Articolo 25 Numeri civici 1. I numeri civici ed eventuali loro subalterni assegnati dal Comune devono essere apposti, a spese dei proprietari dei fabbricati, in corrispondenza degli accessi da aree pubbliche. 2. Il numero civico deve essere collocato a fianco dell accesso e deve essere mantenuto perfettamente visibile e leggibile a cura del possessore dell immobile. 3. Le eventuali variazioni della numerazione civica sono notificate al proprietario dell immobile interessato e sono attuate a spese dello stesso. 4. E fatto obbligo per il proprietario di ripristinare il numero civico qualora esso sia stato danneggiato o divenuto poco leggibile. CAPO IIII - Requisiti delle costruzioni in rapporto all ambiente e allo spazio urbano Articolo 26 Decoro delle costruzioni 1. Le nuove costruzioni costituiscono una parte importante nella definizione e nel rinnovo dei caratteri urbani e ad esse viene affidato il ruolo insostituibile di promuovere il miglioramento delle condizioni insediative. 2. Le nuove costruzioni devono essere adeguate alle condizioni climatiche e devono rispettare gli aspetti storico ambientali e culturali dei contesti in cui si inseriscono. 3. Le pareti perimetrali degli edifici nuovi od oggetto di recupero devono essere eseguite con materiali e finiture di ottime qualità, atti a resistere agli agenti atmosferici; eventuali ammaloramenti percepibili dallo spazio pubblico devono essere rimossi. 4. E necessario che gli elementi costitutivi delle facciate, delle coperture in tutte le loro componenti (falde, abbaini, lucernari, ecc.), degli infissi, degli aggetti, delle gronde, dei balconi, dei marcapiano, delle cornici, dei parapetti, in quanto elementi di rilevante interesse figurativo, determinino un rapporto equilibrato con il contesto e con le caratteristiche dei luoghi circostanti. 5. Con provvedimento motivato, può essere imposta ai proprietari degli edifici l esecuzione di rivestimenti e finiture su edifici e manufatti, nonché la rimozione di scritte, insegne, decorazioni, coloriture e sovra-strutture in genere. 6. Il progetto edilizio va corredato del progetto di sistemazione delle aree esterne comprendenti le superfici pavimentate, le superfici filtranti, gli impianti tecnologici sotterranei ed esterni, l arredo e l illuminazione. 7. Il progetto deve altresì fornire, nel dettaglio grafico, precise indicazioni sui colori e i materiali da impiegarsi. 8. Qualora, a seguito di demolizione o di interruzione di lavori, parti di edifici visibili da luoghi aperti al pubblico arrechino pregiudizio al contesto circostante, può essere imposta ai proprietari la loro sistemazione. 17
19 9. In caso di non adempimento può essere imposta, con motivato provvedimento, al proprietario dell immobile o all amministratore del condominio, l esecuzione delle opere necessarie a rispettare le prescrizioni di cui al presente articolo. 10. Il provvedimento deve indicare le modalità di esecuzione, i termini per l inizio e per l ultimazione dei lavori, e la riserva di esecuzione in danno in caso di inadempienza. 11. al fine del rispetto del decoro delle facciate si dovranno evitare impianti esterni anche per interventi su edifici esistenti, ove ciò non è possibile lo stesso deve essere mascherato utilizzando colori materiali e logistica più idonei possibili. Articolo 27 Allineamenti 1. Ferma restando la disciplina delle distanze minime tra edifici, o dalle strade, stabilite dal P.G.T., o in mancanza dal Codice Civile, nonché dal Codice della Strada, può essere imposta, in sede di provvedimento amministrativo, una distanza maggiore al fine di realizzare allineamenti con edifici preesistenti. 2. Per comprovati motivi estetici e/o funzionali, può essere richiesta la costituzione di fronti unitari degli edifici o l edificazione a confine, al fine di costituire una cortina edilizia che dia continuità ai fabbricati. 3. L allineamento con edifici o manufatti preesistenti è riferito alla costruzione più arretrata rispetto al sedime stradale, salvo che, per garantire il rispetto dell unitarietà compositiva o il mantenimento di caratteri formali, non risulti più conveniente allineare la costruzione in progetto con una cortina più avanzata. 4. Tali disposizioni, valide per le edificazioni a confine sul fronte pubblico, devono essere estese anche ai fronti interni qualora prospettino su spazi pubblici o privati di uso pubblico interessati da percorsi pedonali. 5. Per la verifica delle distanze si considerano le proiezioni del perimetro dell edificio quale struttura portante fatto salvo cappotto o intonaco che devono pure essere rispettosi delle tolleranza previste dalla norma e necessari per il rispetto del contenimento energetico. Articolo 28 Spazi conseguenti ad arretramenti 1. L arretramento stradale è regolato, oltre che dalle prescrizioni di legge e dal presente Regolamento: a) dalla disciplina di P.G.T. e dai relativi strumenti esecutivi; b) dalle eventuali convenzioni e servitù pubbliche e private. 2. Ai fini della distanza dal filo stradale non si considerano eventuali rientranze realizzate per la sosta e per il parcheggio di veicoli. 3. L edificazione arretrata rispetto agli allineamenti preesistenti deve comportare la definizione degli spazi prospicienti il suolo pubblico attraverso soluzioni che contribuiscano al miglioramento della qualità e della fruibilità dello spazio urbano. 4. Ogni spazio libero conseguente ad un arretramento deve essere sistemato accuratamente a verde oppure dotato di idonea pavimentazione; in ogni caso lo stesso 18
20 deve risultare integrato con la pavimentazione pubblica esterna. Articolo 29 Prospetti su spazi pubblici 1. Il P.G.T. disciplina i rapporti tra altezze dei fabbricati e spazi pubblici antistanti in relazione alla proiezione dei frontespizi. 2. I piani attuativi devono sempre contenere le modalità di definizione degli spazi prospicienti il suolo pubblico indicando soluzioni rivolte a valorizzare la qualità dello spazio urbano circostante; devono illustrare inoltre le innovazioni tecnologiche e progettuali da adottare, oltre all uso dei materiali, al fine di armonizzare il rapporto tra edifici e spazi pubblici. 3. Deve essere rivolta particolare cura al raggiungimento della giusta proporzione dei volumi da realizzare con altri edifici esistenti, piazze, giardini, parcheggi antistanti o racchiusi, in modo da ottenere risultati compositivi complessivamente armonici e di aspetto gradevole. 4. Particolare cura deve essere prestata nella formazione di un sistema del verde pensile, nella conformazione di aggetti e/o spazi loggiati, nell uso di pareti trasparenti o riflettenti. 5. Le soluzioni progettuali devono anche individuare le caratteristiche della forma e dei materiali delle recinzioni, la loro altezza, il loro reciproco allineamento, la posizione e le caratteristiche dei passi carrai e degli accessi pedonali. 6. I parapetti di poggioli, ballatoi, terrazze, scale, rampe, ecc. devono essere in materiale resistente a garanzia della sicurezza. 7. I balconi e le terrazze devono essere dotati di parapetti di altezza non inferiore a m.1,00 per i primi due piani fuori terra e m.1,10 per tutti gli altri piani. 8. Le finestre devono avere parapetti di altezza non inferiore a m.0,90 per i primi due piani fuori terra e di m.1,00 per tutti gli altri piani. 9. La distanza tra le sbarre delle ringhiere, come pure la larghezza delle feritoie non deve essere superiore a cm Tutte le aperture di porte con affaccio su strada devono essere munite di serramenti apribili solamente verso l interno degli edifici, fatte salve eventuali prescrizioni riconducibili a particolari normative sulla sicurezza. 11. Le finestre del piano terreno non possono essere munite di serramenti che si aprono o sporgono all esterno verso strada. 12. Ove siano sistemate a terrazzo parti di tetto o nelle situazioni in cui la soletta di pavimento costituisca copertura di costruzione sottostante o di portico e in tutti i casi ove sussista pericolo di caduta, è obbligatoria l installazione di un parapetto di altezza non inferiore a m.1, Per tutti i terrazzi è prescritta l impermeabilizzazione a manti multipli; nel caso in cui il terrazzo sovrasti ambienti comunque utilizzabili, devono essere poste in opera adeguate coibentazioni. 14. Le pendenze del manto di copertura non devono essere inferiori al 2%. 19
21 Articolo 30 Ombre portate 1. In tutti i nuovi interventi devono essere valutati, nel rispetto dell altezza massima consentita, nonché delle distanze tra edifici, il sistema della reciprocità dei parametri citati e delle ombre portate, al fine di consentire agli edifici in condizioni meno vantaggiose a causa della maggiore esposizione a nord o della minore altezza, condizioni accettabili di soleggiamento invernale. 2. E vietata la realizzazione di alloggi con un unico affaccio verso nord, in cui l angolo formato tra la linea di affaccio e la direttrice est-ovest sia inferiore a Ove le fronti finestrate o cieche delle nuove costruzioni vengano progettate in maniera da fronteggiare anche parzialmente fronti finestrate o a loro volta cieche di edifici preesistenti, il corretto rapporto tra fronte della costruzione ed edifici circostanti deve soddisfare la condizione per cui, in sede di verifica grafica una retta, inclinata di 60 sul piano orizzontale del pavimento del locale abitabile ubicato nella posizione più sfavorevole rispetto allo spazio sul quale prospetta, condotta sull asse della finestra di quest ultimo a partire dalla base esterna della fronte della costruzione su un piano perpendicolare alla fronte stessa, risulti esterna al profilo degli edifici circostanti, anche di terzi, comprese le sporgenze. Articolo 31 Sporgenze e aggetti 1. Al fine di non intralciare la mobilità pedonale e veicolare, le fronti degli edifici prospettanti su pubblici passaggi o comunque su percorso di uso comune (anche se di proprietà privata) non devono presentare aggetti maggiori di cm. 10 al di sotto della quota di m. 3,50, misurata a partire dal piano di calpestio del pubblico passaggio anche in mancanza di marciapiede. 2. La predetta disciplina si applica anche per le parti mobili degli infissi, per le tende e per qualsiasi aggetto (anche se provvisorio o stagionale) di qualunque materiale esso sia costituito. 3. Balconi a sbalzo e pensiline debbono essere posti ad un altezza minima di m.3,50 dall eventuale marciapiede rialzato; nel caso non esista marciapiede o lo stesso non sia rialzato, l altezza minima è di m.4,50 dalla quota stradale o dal percorso pedonale. 4. Elementi aggettanti chiusi (bow-window) sono soggetti al criterio della visuale libera e sono considerati ai fini del calcolo della distanza dai confini di proprietà e di zona, dagli altri fabbricati e dai cigli stradali, fatta salva la prevalente disciplina eventualmente contenuta nel P.G.T. 5. Balconi e pensiline non debbono mai sporgersi oltre m.1,50 e non costituiscono volume e non debbono comunque mai superare la larghezza dell eventuale marciapiede. Articolo 32 Portici e gallerie 1. Le pavimentazioni di marciapiedi, portici, gallerie e pubblici passaggi, anche di 20
22 proprietà privata, devono essere eseguite con materiale resistente ed antisdrucciolevole, riconosciuto idoneo dall autorità comunale e, nel caso di proprietà privata, essere mantenute a cura e spese dei proprietari. 2. Nelle parti di antica formazione i materiali e le forme della pavimentazione devono essere scelti nel rispetto delle caratteristiche dei luoghi. 3. La costruzione dei portici destinati al pubblico transito e fronteggianti vie o spazi pubblici o di uso pubblico e inseriti in edifici di nuova costruzione o oggetto di ristrutturazione, deve essere relazionata alle caratteristiche della strada e/o alla fisionomia dell ambiente circostante, nonché in riferimento alle previsioni di PGT. 4. Il portico o la galleria devono essere architettonicamente dimensionati in rapporto alle altre parti dell edificio, assicurando altresì il collegamento di tutti i loro elementi con quelli dei portici o delle gallerie contigui o vicini. 5. I porticati aperti al pubblico transito devono essere illuminati da fonti luminose artificiali. 6. Se trattasi di porticati aperti a pubblico transito, pur se realizzati su area privata, si devono prevedere delle intercapedini, tali da convogliare le acque piovane in fognatura, al fine di escludere la formazione di umidità nelle murature degli edifici. Articolo 33 Salubrità dei terreni edificabili 1. E vietato realizzare nuove costruzioni su terreni che siano stati utilizzati come deposito di immondizie o di altro materiale insalubre che abbia potuto comunque inquinare il suolo, se non dopo aver completamente risanato il sottosuolo corrispondente. 2. L avvenuto risanamento deve essere certificato dall autorità competente in materia igienico-sanitaria, previa acquisizione della documentazione e dei pareri tecnici ritenuti necessari. 3. Il terreno di un cimitero del quale sia stata deliberata la soppressione non può essere destinato ad altro uso se non dopo almeno 15 anni dall ultima inumazione. 4. Trascorso detto periodo di tempo, prima di essere destinato ad altro uso, il terreno del cimitero soppresso deve essere dissodato per la profondità di due metri; le ossa che vi si rinvengono debbono essere depositate nell ossario comune del nuovo cimitero. 5. Se il terreno sul quale si intendono realizzare opere edilizie è umido o soggetto all invasione di acque superficiali o sotterranee, si deve procedere preventivamente alla realizzazione di adeguati drenaggi superficiali e profondi, fino alla completa bonifica del terreno stesso. 6. Qualora il progetto approvato preveda la realizzazione di rilevati, è vietato fare uso di terra o di altro materiale inquinato, come specificato al primo comma del presente articolo. 7. E comunque fatto obbligo di adottare, per tutte le costruzioni, su qualsiasi terreno, le misure atte a impedire che l umidità ascendente raggiunga le fondazioni e le strutture sovrastanti. 8. Qualsiasi edificio deve essere adeguatamente isolato dalla umidità del suolo e da quella derivante da agenti atmosferici. 9. I locali abitabili posti al piano terreno, indipendentemente dalla quota del pavimento 21
PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO REGOLAMENTO EDILIZIO ALLEGATO 1 INDIRIZZI PER LA QUALIFICAZIONE ARCHITETTONICA DEI MANUFATTI COMUNE DI VERTOVA
PIANO DI COMUNE DI VERTOVA GOVERNO DEL TERRITORIO REGOLAMENTO EDILIZIO ALLEGATO 1 INDIRIZZI PER LA QUALIFICAZIONE ARCHITETTONICA DEI MANUFATTI RETTIFICA FEBBRAIO 2015 SOMMARIO CAPO I. Norme generali...

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