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Timestamp: 2020-01-25 00:10:26+00:00

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Varie | Edscuola | Pagina 8
Linee di azione MIUR (7a Senato, 11.1.12)
mercoledì 11 Gennaio 2012 Edscuola	1 commento
Il Documento, che premette brevemente quelle che sono le caratteristiche del Ministero dal punto di vista organizzativo, si articola nell’esposizione di:
interventi programmati per implementare la ricerca scientifica e tecnologica (Parte I: Ricerca);
piano di azioni ed obiettivi per la riforma del sistema universitario (Parte II: Università);
priorità strategiche nonché ambiti prioritari di intervento in materia di istruzione (Parte III: Istruzione).
AutonomiaRiforme
Proposta Conferenza Regioni e Province autonome 27 ottobre 2011
giovedì 27 Ottobre 2011 Edscuola
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 27 ottobre 2011
11/126/CR8a/C9
PROPOSTA IN MERITO ALLE MODALITÀ ATTUATIVE DELL’ARTICOLO 19, COMMA 4, DEL D.L. N. 98 DEL 2011, CONVERTITO NELLA LEGGE N.111 DEL 2011
Lettera Presidente Consiglio e 39 punti UE
mercoledì 26 Ottobre 2011 Edscuola
LETTERA ALL’EUROPA 26 ottobre 2011
L’Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo. Quest’estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all’aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà.
La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali che coinvolgono l’intera area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono, infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell’area euro.
Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione.
Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo primario pari al 5,7% del PIL e un debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state approvate durante l’estate in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5% del PIL. Nel 2011 si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante l’aumento delle spese per il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL già nel 2012. I dati relativi ai primi otto mesi dell’anno in corso sono coerenti con questi obiettivi.
A riguardo, l’esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali, impegnandosi in una loro revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l’utilizzo e ridefinirne le priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea.
Tale revisione consentirà un’accelerazione, una riconsiderazione delle priorità dell’uso dei Fondi e una regia rafforzata, dove l’Italia è disposta a chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di questo ambizioso obiettivo. Il programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno è definito in maniera evocativa “Eurosud” e nasce dalla convinzione che la crescita del Sud è la crescita dell’Italia intera.
Il Governo, quindi, definirà ed attuerà la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi
strutturali 2007-2013. Tale revisione risponde alle Raccomandazioni del Consiglio del 12 luglio
2011 sul Programma Nazionale di Riforma dell’Italia.
La creazione delle condizioni strutturali per la crescita dell’intero Paese passa inevitabilmente per la
revisione delle politiche di:
L’accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l’anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell’arco d’un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.
Si amplieranno autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota di finanziamento legata alle valutazioni avviate dall’ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione delle rette di iscrizione, con l’obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d’onore.
Entro il 1° marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell’Autorità per la Concorrenza per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verrà generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali.
Le principali disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e dell’assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al mercato assicurativo sono state definite all’interno di una proposta di legge di iniziativa parlamentare, che è già stata approvata dalla camera dei deputati ed è attualmente all’esame del senato. Le misure concernenti i mercati della distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge n.98/2011 e pertanto sono già in vigore. Si è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce l’immediata efficacia degli interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre disposizioni di apertura dei mercati e liberalizzazioni, tra cui si ricorda in particolare la liberalizzazione in via sperimentale degli orari dei negozi. Nel frattempo, fra i primi in Europa, l’Italia ha aperto alla concorrenza il mercato della distribuzione del gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta ufficiale i regolamenti che disciplinano le gare per l’affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali più ampi dei comuni.
Già con il Decreto Legge n. 138/2011 sono state adottate incisive misure finalizzate alla liberalizzazione delle attività d’impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. In particolare già si prevede che le tariffe costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso spettante al professionista, derogabile su accordo fra le parti. Il provvedimento sullo sviluppo conterrà recherà altre misure per rafforzare l’apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali.
Sempre in materia di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di accesso alle professioni regolamentate, è stato previsto che gli ordinamenti professionali debbano garantire che l’esercizio dell’attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l’effettiva possibilità di scelta degli utenti nell’ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Inoltre, già in sede di conversione della manovra di luglio (DL n. 98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita l’Alta Commissione per la Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi, elaborerà proposte per la liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle categorie interessate. Dopo 8 mesi dalla conversione del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente regolato.
Entro il 2011, al fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede di utilizzare la leva fiscale per agevolare la capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilità del rendimento del capitale di rischio. Verranno potenziati gli schemi a partecipazione pubblica di venture capital e private equity, preservando la concorrenza nei relativi comparti.
Il Governo trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più semplice ed efficace la procedura per definire i programmi di rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse comunitarie.
Questi interventi – insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo – rientrano a pieno titolo nell’ambito del riordino generale degli incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventerà legge nelle prossime settimane.
Il provvedimento di iniziativa governativa è già all’esame del Parlamento e sarà approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all’emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012. Comunque, anche al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso di risanamento programmato, il Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che saranno reperite con l’esercizio della delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di favore fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi individuate. Tali risorse ammontano ad almeno 4 miliardi di euro nell’anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014.
Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata introdotta una clausola di salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell’attuazione della delega oltre il 30 settembre 2012, le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l’anno 2012 e del 20% a decorrere dal 2013. In alternativa, anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con decreto del Presidente del consiglio, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa.
Entro il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all’anno nel prossimo triennio.
Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali.
Il Governo monitorerà costantemente l’andamento dei conti pubblici. Qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverrà prontamente.
L’utilizzo del Fondo per esigenze indifferibili sarà vincolato all’accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti dei conti pubblici coerenti con l’obiettivo per l’indebitamento netto del prossimo anno.
EuropaFinanziariaGoverno e Parlamento
Atto di indirizzo 3 ottobre 2011, n. 89
lunedì 3 Ottobre 2011 Edscuola
Atto d’indirizzo per le priorita’ necessarie ad orientare l’attivita’ dell’Agenzia Nazionale (ANSAS) per l’anno 2011
Documento di economia e finanza pubblica 2011
giovedì 2 Settembre 2010 Edscuola
Dal modello ICF dell’OMS alla progettazione per l’inclusione
mercoledì 3 Marzo 2010 Edscuola
COM(2010) 2020 definitivo
Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
Europa 2020: strategia per la crescita nell’Unione europea
La Commissione propone una nuova strategia politica «Europa 2020» a sostegno dell’occupazione, della produttività e della coesione sociale in Europa. Oggi infatti l’Unione europea (UE) sta vivendo una fase di trasformazione, soprattutto a causa della globalizzazione, del cambiamento climatico e dell’invecchiamento della popolazione. Inoltre, la crisi finanziaria del 2008 ha rimesso in discussione i progressi sociali ed economici compiuti dai paesi dell’UE. La ripresa economica avviata nel 2010 deve quindi accompagnarsi ad una serie di riforme per assicurare lo sviluppo sostenibile dell’UE nel prossimo decennio.
La Commissione presenta la strategia che consentirà all’Unione europea (UE) di raggiungere una crescita:
intelligente, attraverso lo sviluppo delle conoscenze e dell’innovazione;
sostenibile, basata su un’economia più verde, più efficiente nella gestione delle risorse e più competitiva;
inclusiva, volta a promuovere l’occupazione, la coesione sociale e territoriale.
Inoltre la Commissione propone una serie di obiettivi da raggiungere entro il 2020:
portare al 75 % il tasso di occupazione delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni;
investire il 3 % del prodotto interno lordo (PIL) in ricerca e sviluppo;
ridurre le emissioni di carbonio al 20 % (e al 30 % se le condizioni lo permettono), aumentare del 20 % la quota di energie rinnovabili e aumentare l’efficienza energetica del 20 %;
ridurre il tasso di abbandono scolastico a meno del 10 % e portare al 40 % il tasso dei giovani laureati;
ridurre di 20 milioni il numero delle persone a rischio di povertà.
Il programma UE 2020
La Commissione presenta sette iniziative faro da mettere in atto a livello europeo e nei paesi dell’Unione europea:
l’Unione dell’innovazione, che sosterrà la produzione di prodotti e servizi innovativi, in particolare quelli connessi ai cambiamenti climatici, all’efficienza energetica, alla salute e all’invecchiamento della popolazione;
l’iniziativa Youth on the move, per migliorare soprattutto l’efficienza dei sistemi d’istruzione, l’apprendimento non formale e informale, la mobilità degli studenti e dei ricercatori, ma anche l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro;
l’agenda europea del digitale, per favorire la creazione di un mercato unico del digitale, caratterizzato da un elevato livello di sicurezza e da un quadro giuridico chiaro. Inoltre Internet ad alta e altissima velocità deve essere accessibile a tutta la popolazione;
l’iniziativa per un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse, per sostenere la gestione sostenibile delle risorse e ridurre le emissioni di carbonio, sostenendo la competitività dell’economia europea e la sua sicurezza energetica;
l’iniziativa per una politica industriale per l’era della globalizzazione, per aiutare le imprese del settore a superare la crisi economica, a inserirsi nel commercio mondiale e ad adottare metodi di produzione più rispettosi dell’ambiente;
un’agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro, che dovrebbe permettere di migliorare l’occupazione e la sostenibilità dei sistemi sociali. L’obiettivo è soprattutto quello di incoraggiare strategie di flessicurezza, la formazione di lavoratori e studenti, ma anche la parità tra donne e uomini e l’occupazione dei lavoratori più anziani;
la Piattaforma europea contro la povertà, per rafforzare la cooperazione tra i paesi dell’UE e fare seguito al metodo di coordinamento aperto in materia di esclusione e di protezione sociale. L’obiettivo della piattaforma deve essere la coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione europea e l’inclusione sociale delle persone che vivono in povertà.
La strategia si esplica attraverso 10 orientamenti integrati «Europa 2020», adottati dal Consiglio europeo nel giugno 2010. Essi andranno a sostituire i 24 orientamenti esistenti in materia di occupazione e gli indirizzi di massima per le politiche economiche.
Il Consiglio potrà inoltre rivolgere raccomandazioni politiche ai paesi dell’UE, in materia di questioni economiche e finanziarie, oltre che in tutte le aree tematiche affrontate dalla strategia.
Una parte importante della strategia deve essere attuata dalle autorità nazionali, regionali e locali dei paesi dell’UE, coinvolgendo i parlamenti nazionali, le parti sociali e la società civile. Campagne di sensibilizzazione devono essere condotte tra i cittadini europei.
La Commissione è responsabile per la valutazione dei progressi. Essa presenta delle relazioni annuali anche in merito alla realizzazione dei programmi di stabilità e di convergenza.
INDIRIZZI PER LA QUOTA REGIONALE DEI PIANI PERSONALIZZATI DI STUDIO
lunedì 17 Agosto 2009 Edscuola
Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia Serie Ordinaria N. 33 – 17 agosto 2009
Tracce prova scritta Concorso DDG 26.11.2007
lunedì 26 Novembre 2007 Edscuola
Tracce I e II prova scritta del
Concorso pubblico, per esami, su base circoscrizionale, a 230 posti per l’accesso al profilo professionale di funzionario amministrativo/giuridico, legale e contabile, area C, posizione economica C1, del ruolo del personale del Ministero della pubblica istruzione, per gli uffici dell’Amministrazione centrale e periferica, indetto con D.D.G. del 26 novembre 2007, pubblicato nella G.U. n. 95 del 30 novembre 2007, IV serie speciale – Concorsi ed esami.
Delibera Provincia Trento 25 maggio 2007, n. 1075
venerdì 25 Maggio 2007 Edscuola
Schema tipo di statuto per le istituzioni scolastiche e formative
(articolo 17 – comma 3 della legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5)
Capo I: Finalità e criteri di organizzazione dell’istituzione
Art. 1 : Denominazione e stemma dell’istituzione scolastica e formativa
Art. 2: Autonomia dell’istituzione
Art. 3: Principi generali dell’istituzione
Art. 4: Criteri di organizzazione
Capo II: Organi dell’istituzione autonoma
Art 5: Organi dell’istituzione
Art 6: Composizione, durata, individuazione e nomina del consiglio dell’istituzione
Art 7: Funzioni del consiglio dell’istituzione
Art 8: Funzioni del dirigente dell’istituzione
Art 9: Composizione del collegio dei docenti
Art 10: Funzioni del collegio dei docenti
Art 11: Composizione del consiglio dei classe
Art 12: Funzioni del consiglio di classe
Art 13: Composizione e durata in carica del nucleo interno di valutazione
Art 14: Funzioni del nucleo interno di valutazione
Art 15: Nomina, durata e funzioni del revisore dei conti
Art. 16: Consulta degli studenti
Art. 17: Consulta dei genitori
Capo III: Strumenti di programmazione e organizzazione
Art 18: Contenuti del progetto di istituto
Art 19: Approvazione e durata del progetto di istituto
Art 20: Carta dei servizi
Art 21: Contenuti del regolamento interno
Art 22: Regolamento per la disciplina dei diritti e dei doveri degli studenti
Art 23: Diritti fondamentali degli studenti
Art 24: Doveri fondamentali degli studenti
Art 25: Mancanze disciplinari e relative sanzioni
Art 26: Modalità di approvazione dei regolamenti
Capo IV: Strumenti di programmazione finanziaria
Art 27: Bilancio di previsione e conto consuntivo
Capo V: Partecipazione all’attività dell’istituzione
Art 28: Diritto di riunione e di assemblea
Art 29: Utilizzazione degli spazi
Capo VI: Rapporti con il territorio
Art 30: Partecipazione a progetti e iniziative
Art 31: Modalità
Capo VII: Norme finali
Art 32: Approvazione e revisione dello statuto

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 16

Art. 17