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Timestamp: 2019-07-16 05:02:22+00:00

Document:
pubblico impiego | 24 Gennaio 2017
La tutela per il dipendente pubblico precario
In caso di illegittima apposizione del termine al contratto o illegittima proroga del medesimo, il lavoratore pubblico – e non già il lavoratore privato – ha diritto al risarcimento del danno ex art. 32, comma 5, l. n. 83/2010, senza essere soggetto all’onere della prova e ferma restando la possibilità di lamentare e provare un danno da perdita di chances, ulteriore o più elevato rispetto alla citata indennità.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – L, ordinanza n. 1680/17; depositata il 23 gennaio)
pubblico impiego | 21 Dicembre 2016
Dipendente pubblico e figlio di un caduto per causa di servizio: niente benefici
Respinta definitivamente la richiesta del lavoratore di ottenere dal Ministero della Giustizia le maggiorazioni contributive previste dalla l. n. 336/1970. Esclusa l’applicabilità della normativa per i congiunti dei caduti per causa di servizio
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 26348/16; depositata il 20 dicembre)
pubblico impiego | 20 Dicembre 2016
La deroga all’art. 36 d.lgs. n. 165/2001 (utilizzo dei contratti di lavoro flessibile), disposta dall’art. 3 ordinanza ministeriale n. 3753/2009, per la ricostruzione della città dell’Aquila, trova applicazione solo per il personale dipendente dalle pubbliche amministrazioni e non anche per il personale dipendente da A.N.A.S., che, per effetto della trasformazione da azienda a ente pubblico economico (d.lgs. n. 143/1994), vede il rapporto di lavoro del suo personale dipendente disciplinato dalle norme di diritto privato e dalla contrattazione collettiva.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 26166/16; depositata il 19 dicembre)
pubblico impiego | 15 Dicembre 2016
Chi paga la tassa di iscrizione all’Elenco speciale per gli avvocati degli enti pubblici?
Il pagamento della tassa annuale di iscrizione nell’Elenco speciale annesso all’albo degli avvocati, per l’esercizio della professione forense nell’interesse esclusivo dell’Ente datore di lavoro, rientra tra i costi per lo svolgimento di detta attività, che, in via normale, devono gravare sull’Ente stesso. Quindi, se tale pagamento viene anticipato dall’avvocato-dipendente, deve essere rimborsato dall’Ente medesimo, in base al principio generale applicabile nell’esecuzione del contratto di mandato.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – L, ordinanza n. 25770/16; depositata il 14 dicembre)
pubblico impiego | 13 Dicembre 2016
Legittimo, se motivato, il recesso al raggiungimento della massima anzianità contributiva
La facoltà attribuita dall'art. 72, comma 11, d.l. n. 112/2008, conv. in l. n. 133/2008, alle pubbliche amministrazioni di poter risolvere il rapporto di lavoro nel caso di compimento dell'anzianità massima contributiva di 40 anni del personale dipendente, deve essere esercitata, anche in difetto di adozione di un formale atto organizzativo, avendo riguardo alle complessive esigenze dell'Amministrazione, considerandone la struttura e la dimensione, in ragione dei principi di buona fede e correttezza, imparzialità e buon andamento dell’amministrazione.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 25378/16; depositata il 12 dicembre)
pubblico impiego | 25 Novembre 2016
La stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato nella PA: deroghe al principio comunitario della non discriminazione
La stabilizzazione prevista dall’art. 1, comma 558, Legge n. 296/2006 costituisce una misura di favore prevista dal Legislatore per coloro che abbiano già prestato servizio alle dipendenze dell’ente locale, il quale può procedervi solo nel rispetto delle regole del patto di stabilità interno e nei limiti dei posti disponibili in organico.
(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 24025/16; depositata il 24 novembre)
pubblico impiego | 22 Novembre 2016
La precarietà nel settore pubblico: la perdita di chance lavorative è fonte di risarcimento
La Corte di Cassazione tratta il tema del lavoro pubblico, nei particolari casi di nullità del termine o nelle ipotesi di ripetute proroghe contra legem dei contratti a tempo determinato, affermando oltre all’indennità risarcitoria ex art. 32, comma 5, d.lgs. n. 165/2001, può essere prevista un’ulteriore fonte di risarcimento.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile, sentenza n. 23691/16; depositata il 21 novembre)

References: art. 32
 sentenza 
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