Source: http://www.reteambiente.it/normativa/5704/
Timestamp: 2019-09-19 22:04:18+00:00

Document:
Legge 11 novembre 1996, n. 574 > ReteAmbiente
La sentenza Corte Costituzionale 11 dicembre 1997, n. 380 (Gu 17 dicembre 1997 n. 51, Serie speciale) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli da 1 a 9, nella parte in cui prevedono la propria applicazione immediata e diretta nel territorio delle Province autonome di Trento e di Bolzano.
Parole chiave: Acque | Agricoltura / Allevamento | Concimi / Fertilizzanti | Autorizzazioni | Territorio | Scarichi | Rifiuti | Sanzioni | Stoccaggio | Controlli
Dgr Marche 3 dicembre 2007, n. 1448 (13/09/2019)
Dm Agricoltura 6 luglio 2005
Decreto del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia 12 agosto 2019, n. 0136/Pres.
(Gu 12 novembre 1996 n. 265)
1. Le acque di vegetazione residuate dalla lavorazione meccanica delle olive che non hanno subìto alcun trattamento né ricevuto alcun additivo ad eccezione delle acque per la diluizione delle paste ovvero per la lavatura degli impianti possono essere oggetto di utilizzazione agronomica attraverso lo spandimento controllato su terreni adibiti ad usi agricoli.
2. Ai fini dell'applicazione della presente legge le sanse umide provenienti dalla lavorazione delle olive e costituite dalle acque e dalla parte fibrosa di frutto e dai frammenti di nocciolo possono essere utilizzate come ammendanti in deroga alle caratteristiche stabilite dalla legge 19 ottobre 1984, n. 748, e successive modificazioni. Lo spandimento delle sanse umide sui terreni aventi destinazione agricola può avvenire secondo le modalità e le esclusioni di cui agli articoli 4 e 5. Le norme di cui alla presente legge relative alle acque di vegetazione di cui al comma 1 si estendono anche alle sanse umide di cui al presente comma ad esclusione di quanto previsto dall'articolo 6.
1. L'utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione ai sensi dell'articolo 1 è consentita in osservanza del limite di accettabilità di cinquanta metri cubi per ettaro di superficie interessata nel periodo di un anno per le acque di vegetazione provenienti da frantoi a ciclo tradizionale e di ottanta metri cubi per ettaro di superficie interessata nel periodo di un anno per le acque di vegetazione provenienti da frantoi a ciclo continuo.
2. Qualora vi sia effettivo rischio di danno alle acque, al suolo, al sottosuolo o alle altre risorse ambientali, accertato a seguito dei controlli eseguiti ai sensi del comma 2 dell'articolo 3, il sindaco con propria ordinanza può disporre la sospensione della distribuzione al suolo oppure ridurre il limite di accettabilità.
1. L'utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione è subordinata alla comunicazione da parte dell'interessato al sindaco del comune in cui sono ubicati i terreni, almeno entro trenta giorni prima della distribuzione, di una relazione redatta da un agronomo, perito agrario o agrotecnico o geologo iscritto nel rispettivo albo professionale, sull'assetto pedogeomorfologico, sulle condizioni idrologiche e sulle caratteristiche in genere dell'ambiente ricevitore, con relativa mappatura, sui tempi di spandimento previsti e sui mezzi meccanici per garantire un'idonea distribuzione.
2. L'autorità competente può, con specifica motivazione, chiedere ulteriori accertamenti o disporre direttamente controlli e verifiche
Modalità di spandimento
2. Lo spandimento delle acque di vegetazione si intende realizzato in modo tecnicamente corretto e compatibile con le condizioni di produzione nel caso di distribuzione uniforme del carico idraulico sull'intera superficie dei terreni in modo da evitare fenomeni di ruscellamento
1. È vietato in ogni caso lo spandimento delle acque di vegetazione e delle sanse, ai sensi dell'articolo 1, sulle seguenti categorie di terreni:
d) i terreni in cui siano localizzate falde che possono venire a contatto con le acque di percolazione del suolo e comunque i terreni in cui siano localizzate falde site ad una profondità inferiore a dieci metri;
1. Lo stoccaggio delle acque di vegetazione deve essere effettuato per un termine non superiore a trenta giorni in silos, cisterne o vasche interrate o sopraelevate all'interno del frantoio o in altra località, previa comunicazione al sindaco del luogo ove ricadono.
2. Restano ferme le disposizioni in materia di edificabilità dei suoli.
2. Il piano, redatto sulla base della valutazione delle diverse situazioni territoriali, deve riguardare comprensori omogenei, individuati con riferimento alle caratteristiche della produzione olivicola, alla distribuzione ed intensità degli oliveti nonché alla collocazione territoriale ed alle dimensioni degli impianti di molitura.
3. Copia del piano viene inviata al Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali e al Ministero dell'ambiente
1. Chiunque proceda allo spandimento di acque di vegetazione senza procedere alla preventiva comunicazione di cui all'articolo 3 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire cinquecentomila a lire un milione.
3. A chiunque proceda allo spandimento delle acque di vegetazione con inosservanza del limite di accettabilità di cui all'articolo 2 si applica la sanzione amministrativa da lire un milione a lire tre milioni, aumentabile sino ad un terzo in caso di violazione di particolare gravità del suddetto limite di accettabilità.
4. Chiunque proceda allo spandimento delle acque di vegetazione in violazione dei divieti di cui all'articolo 5 è punito con la sanzione amministrativa da lire un milione a lire cinque milioni.
5. Per l'accertamento delle violazioni previste nel presente articolo e per l'irrogazione delle relative sanzioni è competente l'autorità comunale, salve le attribuzioni affidate dalla legge ad altre pubbliche autorità
2. Ogni tre anni a partire dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali, sentito il Ministro dell'ambiente per le parti di competenza, trasmette, entro il 31 dicembre, al Parlamento una relazione sulla applicazione della presente legge, sullo stato delle acque, del suolo, del sottosuolo e delle altre risorse ambientali venute a contatto con le acque di vegetazione, nonché sulle più recenti acquisizioni scientifiche in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari
1. L'utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione ai sensi dell'articolo 1, non è subordinata all'osservanza da parte dell'interessato delle prescrizioni, dei limiti e degli indici di accettabilità previsti dalla legge 10 maggio 1976, n. 319, e successive modificazioni.
2. È abrogato il decreto-legge 26 gennaio 1987, n. 10, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1987, n. 119.
3. Restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base dell'articolo 4, commi 2 e 3, del Dl 29 aprile 1995, n. 140, del Dl 28 giugno 1995, n. 256, del Dl 28 agosto 1995, n. 358, del Dl 27 ottobre 1995, n. 445, del Dl 23 dicembre 1995, n. 546, del Dl 26 febbraio 1996, n. 81, del Dl 26 aprile 1996, n. 217, del Dl 25 giugno 1996, n. 335, e del Dl 8 agosto 1996, n. 443.
Sentenza Corte di Cassazione 21 novembre 2018, n. 52422 Rifiuti - Reflui di un frantoio oleario - Spandimento incontrollato - Configurabilità del reato di gestione illecita di rifiuti - Articolo 256, comma 2, Dlgs 152/2006 - Sussistenza - Applicabilità della disciplina di utilizzazione agronomica degli scarichi dei frantoi oleari - Legge 11 novembre 1996, n. 574 - Condizioni - Utilità ai fini agricoli - Necessità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 1° ottobre 2014, n. 40533 Rifiuti - Reflui oleari - Raccolta finalizzata al deposito incontrollato - Sanzione per abbandono - Articolo 256, comma 2, Dlgs 152/2006 - Applicabile - Ambito di applicazione della legge 574/1996 - Utilità dei reflui a fini agricoli - Richiesta
Sentenza Corte di Cassazione 26 settembre 2011, n. 34758 Acque di vegetazione e scarichi dei frantoi oleari - Articoli 192 e 256, Dlgs 152/2006 - Legge 574/1996 - Connessione con l'azienda agricola - Reato di scarico non autorizzato - Canaletta improvvisata - Gestione illecita di rifiuti liquidi
Sentenza Corte di Cassazione 10 settembre 2009, n. 35138 Rifiuti - Disciplina sui rifiuti, Parte IV, Dlgs 152/2006 - Rifiuti liquidi oleosi - Applicabilità
Sentenza Corte di Cassazione 5 giugno 2007, n. 21773 Sansa di olive e acque di vegetazione - Dlgs 152/2006 - Applicazione agronomica non corretta - Disciplina in materia di rifiuti e inquinamento - Subentra
Sentenza Corte di Cassazione 16 luglio 2015, n. 30861 Molitura delle olive - Acque di vegetazione - Utilizzazione agronomica - Dlgs 574/1996 - Finalità - Ruscellamento o lagunaggio - Abbandono di rifiuti - Articolo 256, comma 2, Dlgs 152/2006 - Configurabilità
Sentenza Corte di Cassazione 12 aprile 2013, n. 16754 Rifiuti - Acque - Scarichi - Smaltimento incontrollato - Disciplina applicabile
Sentenza Corte di Cassazione 28 novembre 2007, n. 44293 Acque - Dlgs 152/2006 - Scarico - Utilizzazione agronomica - Distinzione
Sentenza Corte di Cassazione 25 maggio 2007, n. 20452 Acque - Smaltimento acque di vegetazione delle olive - Spandimento

References: sentenza 

Sentenza 
 Articolo 256

Sentenza 
 Articolo 256

Sentenza 

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