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Timestamp: 2018-07-16 15:52:34+00:00

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Officina | Idee per l'educazione
Emergenza adolescenti?
C’è oggi un’emergenza adolescenti? Oppure sono le solite preoccupazioni di un mondo adulto che, da sempre, non riesce a decifrare, controllare, comprendere il mondo dei ragazzi che si muove su una linea d’ombra sempre più fitta? Ma gli adulti, cosa ne sanno dei ragazzi e delle ragazze oggi? Non c’è, ancora una volta, il problema della rimozione e della semplificazione? L’adolescenza è strana, ma ci riguarda da vicino. Cambia a seconda delle società, dei periodi storici eppure manifesta dei temi sempre attuali. Forse la difficoltà, per noi adulti (insegnanti, genitori, educatori, specialmente) è di guardare nell’adolescenza come dentro una sorta di specchio che ci restituiscxe un’immagine deformata di noi, e che non ci lascia tranquilli.
Emergenza adolescenti?/ Adolescenza: alcuni punti di riferimento
L’adolescenza è una fase cruciale dello sviluppo di ogni persona. E’ un momento certamente critico, ma non si sia troppo affrettati nel parlare di “crisi” o di “rottura”. L’adolescenza ha una sua specificità, ma è anche una tappa del processo, complesso ed articolato, che parte dalla nascita per giungere all’età adulta. « Leggi il seguito di questo articolo »
Emergenza adolescenti?/ Adolescenti oggi: complessità e nuove criticità
orazio pirro*
L’adolescenza è sempre più un terreno carico di tensioni, complesso ed oggi caratterizzato da nuove criticità. L’obbligo degli adulti è di costruire una dimensione di speranza investendo risorse nei progetti di prevenzione e nei programmi integrati di cura. E’ un problema anche etico che ci deve spingere a fissare delle priorità specie in tempi di risorse limitate. L’adolescenza è una priorità: e da questo non possiamo prescindere.
Parto da una precisazione. “Disturbo” e “Disagio” sono due cose diverse. Il disagio è un’area grigia di situazioni che certo possono scivolare nel disturbo. Ma è essenzialmente un’area di situazioni transitorie e reversibili. In ospedale, dove io lavoro, non c’è mai il disagio. Noi incontriamo il disturbo, spesso già molto grave. Ma perché gli adolescenti si ammalano? I fattori sono molti. « Leggi il seguito di questo articolo »
Emergenza adolescenti?/ I compiti evolutivi dell’adolescenza
luglio 4, 2014 § 2 commenti
Maria Pia Bellini*
L’adolescente va visto come un soggetto che deve simbolizzare e rappresentare il nuovo corpo postpubertario e il nuovo mondo di oggetti di amore e di odio. Egli vive un cambiamento radicale di scelte, gusti, comportamenti, desideri e bisogni reali non suggeriti dal contesto di vita, ma dalla profondità della sua soggettività. Adolescenza è senza dubbio un momento di crisi, un luogo dove si celebra il passaggio dal codice del figlio al codice maschile e femminile. Si manifestano dei processi decisionali inconsci: riguardano non solo il conflitto fra le istanze dei diversi codici e ideali dell’Io, ma anche le contrapposte modalità con le quali il codice maschile e femminile possono realizzare i loro compiti di sviluppo, anche in rapporto al contesto. « Leggi il seguito di questo articolo »
Un’esperienza sul territorio torinese. Aumento della povertà, insicurezza sociale, immigrazione, trasformazione delle famiglie, emergere di nuove tendenze ed esigenze in età adolescenziale sono tutti fattori che generano dialetticamente devianza, disagio, disturbo delle condotte. La sempre maggiore presenza di criticità legate al disagio psichico dei minori non è più così nascosta. Il mio lavoro di coordinamento di un servizio di appoggio educativo ad interventi terapeutici (convenzione tra coop. Cemea Piemonte e ASL 1 Torino) è un punto di osservazioni attivo da molti anni. Ma oggi le cose cambiano. « Leggi il seguito di questo articolo »
Lo scadimento culturale del nostro paese in ogni ambito della vita sociale, ampiamente documentato dai dati Istat degli ultimi anni, dalla Federcultura, dalle numerose inchieste che hanno indagato il fenomeno, è strettamente collegato all’analfabetismo di ritorno che desta ormai viva preoccupazione e non solo per gli effetti di scollamento e perdita della coesione sociale cui si va incontro, ma per la regressione dello sviluppo civile, politico, economico del paese. « Leggi il seguito di questo articolo »
Alla fine degli anni ’60 i1 100% dei bambini provenienti da famiglie di analfabeti totali aveva conseguito la licenza elementare. Nel 2000 quasi il 70% era arrivato al diploma. « Leggi il seguito di questo articolo »
Dai CTP ai CPIA, il balletto degli acronimi. I CTPereditano, insieme alle scuole serali, l’esperienza delle “150 ore” per l’accesso al diploma di terza media, conquista da parte dei lavoratori del diritto allo studio e antesignana dell’idea di educazione permanente e della successiva ufficializzazione del Life Long Learning degli anni ’90, con la Conferenza di Amburgo del 1997 e quella di Lisbona del 2000: da quel momento non si parla più di educazione ma di istruzione. « Leggi il seguito di questo articolo »
L’analfabetismo di ritorno/ L’ABC e la scuola serale
L’odierna declinazione del concetto di “life-long learning” prevede processi di continuo rientro in formazione, finalizzati a promuovere l’occupabilità delle persone. Una vita che permane nel mondo dell’istruzione formale ma resta chiusa in specialismi successivi e su elementi particolari, che perde di vista la formazione generale e conduce a sapere, magari molto, ma su molto poco. Allora sorge spontanea una domanda: quanto pesano questa retorica e questo piegare i percorsi d’istruzione al dato economico sulla perdita di alfabetizzazione della popolazione adulta? « Leggi il seguito di questo articolo »
Il successo dell’Unipop dimostra che nella società − malgrado un certo degrado di cui una parte significativa della programmazione televisiva è forse il testimone più impressionante − esiste una diffusa fame di cultura, capace di resistere alla crisi intellettuale come a quella economica. « Leggi il seguito di questo articolo »
Cara Marisa, raccontandoti questa mia esperienza semplice, ma significativa intendo dare un piccolo contributo alla “nostra” école, che da anni tenacemente si occupa di scuola ed educazione. « Leggi il seguito di questo articolo »
Bambini e bambine speciali/ Riferimenti bibliografici
A cura di Claudio Berretta « Leggi il seguito di questo articolo »
De merito/ Stelle e scudetti
aprile 20, 2014 § 1 Commento
Scudetti d’eccellenza per il rendimento scolastico, Stelle di condotta, d’oro e d’argento, Brevetti d’impegno personale come riconoscimento per la buona volontà da appuntare ai grembiuli. Ciascuna classe ha ricevuto 40 distintivi metallici, smaltati e dal disegno accattivante e un tabellone da afffiggere. « Leggi il seguito di questo articolo »
Bambini e bambine speciali/ Bisogni “speciali” o bisogni individuali?
I disturbi specifici dell’apprendimento: un nodo critico della scuola oggi. La scuola non sta molto bene. Anche perché essa lo specchio di una situazione confusa, frammentata, contradditoria. Una situazione in cui speranze e rassegnazione si intrecciano. « Leggi il seguito di questo articolo »
La Legge 170/2010 ha finalmente fissato il riconoscimento e la definizione di dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia”. In concreto la legge riconosce, sin dal suo art.1, la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculiaquali disturbi specifici di apprendimento che si manifestanoin presenza di capacità cognitiveadeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma che possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana. « Leggi il seguito di questo articolo »
L’anno scolastico 2012/2013 ha visto due grandi innovazioni normative: le nuove Indicazioni Nazionali per il Curricolo e la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012, seguita dalla Circolare Ministeriale n° 8 del 6 marzo 2013, sugli Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali (BES). « Leggi il seguito di questo articolo »
Il disturbo specifico non è tanto dell’apprendimento in generale, ma proprio di quelle che sono le abilità scolastiche che sono fatte sì di contenuti ma anche di tempi ben definiti, di possibilità di interazioni “uno a uno” più limitate, di confronti, spazi, risorse e strumenti che non sono declinati individualmente quanto collettivamente. « Leggi il seguito di questo articolo »
Bambini e bambine speciali/ La relazione educativa per l’integrazione scolastica
claudio montrone
Gli stili cognitivi di ogni persona variano normalmente in base alla specificità dell’essere. Ognuno di noi apprende secondo specifici canali, per mezzo dei quali, percepiamo il mondo circostante, elaboriamo gli stimoli trattenuti, acquisiamo informazioni, formando così, i nostri saperi. Attraverso questo continuo e ricorsivo contatto con l’esterno, il nostro corpo legge e trattiene ciò che il nostro organismo concepisce ed è capace di conservare. Leggi l’articolo.
Nella scuola non ci sono solo gli insegnanti. Ci sono anche gli educatori che, di solito, vengono messi a disposizione dalle cooperative. Educatori con competenze e storie diverse che svolgono un “servizio pubblico” di grande importanza e che ha subito una forte contrazione di risorse, ma che resta fondamentale. L’alleanza tra scuola e territorio passa anche dallo scambio di queste esperienze e competenze. Abbiamo raccolto alcune testimonianze partendo dalla richiesta di descrivere brevemente il loro lavoro. « Leggi il seguito di questo articolo »
Bambini e bambine speciali/ Alcuni riferimenti bibliografici
marzo 19, 2014 § 1 Commento
Alcuni riferimenti bibliografici a cura di Claudio Berretta. « Leggi il seguito di questo articolo »
Scritture migranti/ Officina 3
aprile 15, 2013 § 3 commenti
E’ scaricabile il volume Scritture migranti (234 pagine a colori, gratuito) edito da Idee per l’educazione. Scritture migranti presenta i materiali proposti nell’omonimo convegno e i contributi raccolti successivamente nella terza officina dello spazio telematico di école, un ampio quadro di studi e esperienze sul tema corredato da una vasta bibliografia. Per leggerlo on line cliccare qui. Per scaricare la versione stampabile pdf (88 mega) cliccare qui.
DIGITALE/ La finestrella magica
marzo 11, 2013 § 2 commenti
Il 12 settembre 2012, primo giorno di scuola, accogliendo una prima, ragazzini e genitori, collego l’iPad alla LIM e illustro il modo di lavorare che ho in mente, in particolare un approccio alla grammatica creativo, ludico, logico e, incidentalmente, digitale. Un tipo di lavoro che conduco da anni, che ribalta il programma del triennio anticipando l’analisi del periodo e che utilizza la struttura vuota della frase complessa come stimolo alla scrittura creativa. « Leggi il seguito di questo articolo »
Siamo davvero a un punto di svolta? O si tratta del l’ennesimo abbaglio prodotto da una tecnologia raffinata, potente, allettante e ricca di potenzialità, che però per cambiare veramente le cose (e nella direzione desiderabile) ha bisogno di un cambiamento culturale generale molto più profondo? « Leggi il seguito di questo articolo »
Concorsi e formazione degli insegnanti nella U.E. e dintorni. La tanto blasonata assunzione con concorso per esami esiste solo per 13 dei 35 paesi presi in considerazione nell’ultimo rapporto annuale dell’OCSE. Solo 6 nell’Unione Europea. « Leggi il seguito di questo articolo »
C’è un aspetto di tutta la tematica che riguarda i beni comuni che abbiamo più volte toccato anche noi di école. L’abbiamo usata per spostare l’attenzione dall’aspetto organizzativo e burocratico dell’istituzione scolastica, alla qualità interna del fare scuola, ai rapporti che connotano il sapere e si costruiscono fra gli abitanti di quel particolare paesaggio di aule. Spostare l’attenzione per indicare un altro paradigma del ragionamento: relazionale, cooperativo, di ricerca comune, di conoscenza. « Leggi il seguito di questo articolo »
La locuzione beni comuni (problematica traduzione di the commons) viene sempre più frequentemente usata nel lessico politico. Non c’è movimento d’opinione, gruppo sociale, sindacato di interessi che non la usi per qualificare l’oggetto della propria rivendicazione. Le risorse naturali sono beni comuni. Le infrastrutture che ci permettono una vita di relazione, sia fisica che mentale, sono beni comuni. Le istituzioni e le norme che regolano la convivenza civile sono beni comuni. I saperi fondamentali e i lasciti culturali sono beni comuni. « Leggi il seguito di questo articolo »
Su richiesta di una biblioteca comunale del novarese, mi sono ritrovato a tracciare una breve storia della scuola italiana del Novecento. Si è trattato di un esercizio utile per l’opportunità di guardare alla scuola da un punto di vista inconsueto: la dimensione storica − storico-demografica, storico-pedagogica, storico-sociale −. La dimensione storica ci aiuta a troncare le strumentali polemiche su scuola pubblica e scuola di Stato. Se oggi la scuola pubblica è di Stato non è frutto di una opzione ideologica, ma di una necessità sociale a cui né i privati né i municipi erano in grado di fare fronte, in una Italia unita nelle istituzioni ma di fatto ancora divisa tra Nord e Sud, tra città e campagna, tra ceti elevati e classi popolari « Leggi il seguito di questo articolo »
Pubblico, privato. Formazione bene comune/ La scuola della Costituzione
Il problema della scuola pubblica, oggi, non è quello di ricercare un modello di scuola “bene comune”, ma di dare concretezza alla scuola della Costituzione che prevede una scuola di tutti/e e per tutti/e, istituzionalizzata, ma con un governo partecipato a tutti i livelli, garante del pluralismo culturale. « Leggi il seguito di questo articolo »
febbraio 27, 2012 § 1 Commento
Tra le Parole di école (quelle che abbiamo scelto come home page), “saperi” si incrocia con “raccontare”, “esperienze”, “uguaglianza e differenze”, … Insieme disegnano una trama sottile che ci guida a ricercare spazi sempre più ampi, a esplorare e riconoscere altre parole, costruendo “relazioni”, “scuola attiva”, “cittadinanza”. « Leggi il seguito di questo articolo »
gennaio 23, 2012 § 2 commenti
Nella riunione del progetto “Soocle Commun pour les pratiques pedaogiques dans l’education formelle et non formelle” del 16, 17, 18 e 19 novembre a Roma è stata completata la stesura della Piattaforma europea per l’educazione non formale. Il documento, che si arricchirà di parti specifiche relative alla diverse attività, sarà presto disponibile anche in italiano. Leggi le versioni francese e inglese. Presto on line la versione italiana.
Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze/ Riforma, libertà, uguaglianza
dicembre 31, 2011 § 2 commenti
Viviamo in un tempo in cui il falso viene offerto come evidenza e si modifica profondamente la struttura di formazione del senso comune. Alcuni concetti, messi sotto stress, cambiano connotazione di senso. Voglio solo riferirmi a tre nozioni che aiutano a fare il punto: riforma, libertà, eguaglianza. « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze/ Elena Paciotti
dicembre 21, 2011 § 1 Commento
Il 19 novembre si è tenuto a Roma il seminario di école “Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze. Pubblichiamo l’intervento di apertura di Elena Paciotti * « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze/ Discriminati a fin di bene?
Il rischio di una visione romantica delle migrazioni all’interno della scuola. Che spazio possono avere i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze migranti all’interno delle nostre scuole? Crediamo che la domanda, così posta, potrebbe anche essere risolta in modo del tutto semplice: ricordando cioè che l’articolo 2 della Costituzione garantisce parità di diritti a tutti i cittadini e le cittadine indipendentemente dalla loro origine e che il diritto allo studio è tra i diritti fondamentali garantiti dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite. « Leggi il seguito di questo articolo »
Roma 19 novembre/ Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze
Seminario di école Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze. Sabato 19 novembre 2011 dalle 15 al Cesv – Centri di servizio per il volontariato in via Liberiana 17, a Roma. Info: infoecole@tin.it, 3391377430. Scarica e diffondi la locandina. Sfoglia on line i materiali preparatori. «Leggi il seguito di questo articolo»
luglio 24, 2011 § 1 Commento
“Costruire l’uguaglianza e liberare le differenze” dal 1988 è stato il motto di rossoscuola, prima, e di école, poi. Per la redazione la scelta, presa dopo una discussione interna, stava a indicare che «il concetto di pluralità di culture, modelli, identità, esperienze» era entrato a far parte dell’orizzonte della rivista. All’articolo di Paolo Chiappe “Un futuro per la scuola: costruire l’uguaglianza liberare le differenze” seguirono due anni di dibattito sulle pagine della rivista (oltre 20 interventi) alla ricerca di un nuovo significato delle libertà dei soggetti. Da quella «riflessione a doppia faccia, scomoda ma tonificante» uscimmo cambiati. « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire l’uguaglianza liberare le differenze/ Venti anni fa
Una rilettura. Eravamo alle soglie della crisi finale del socialismo sovietico e, in Italia, della crisi del sistema dei partiti della “prima Repubblica”. Molto, molto tempo fa. Ma poi non tanto da rendere irriconoscibili le domande di allora. Costruire l’uguaglianza liberare le differenze venne adottato all’inizio del 1988 come parola d’ordine della rivista Rossoscuola – e fu poi ereditata da école, prima e seconda serie. Paolo Chiappe, aprendo un dibattito che sarebbe durato fino al dicembre 1989[1], scriveva della insufficienza del rigido modello statalista appannaggio della sinistra, anche se era pur sempre «un baluardo contro le pretese clericali e l’invadenza berlusconiana e neoliberista»; scriveva della burocratizzazione e dell’anonimato della scuola di massa come del pericolo principale, dell’urgenza di un progetto-scuola che desse spazio ai percorsi individuali e di insegnanti e studenti, senza abbandonare quanto c’è di buono nella dimensione collettiva e “comunitaria”. « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire l’eguaglianza. Liberare le differenze/ Vent’anni dopo
luglio 23, 2011 § 1 Commento
Nella ricorrenza del dibattito di Rossoscuola (1988-1990) vedere le diversità di contesto tra allora e ora (c’era ancora l’Unione Sovietica ecc.) non è un gioco inutile. La scomparsa della classe operaia fordista cominciava ad essere evidente. Eravamo però ancora sull’orlo estremo della “civiltà del libro” e ora ne siamo fuori. Nella piccola zona vicina a noi, il movimento dei comitati di base si era da poco scisso in Cobas e Gilda creando due poco utili minoranze. « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze/ L’alfabetizzazione totale
lidia menapace *
Il semplice allargamento del diritto-dovere di frequentare le scuole dell’obbligo anche a bambine e ragazze, ha provocato una specie di terremoto sociale e culturale: bambine e ragazze sono risultate più numerose (infatti le donne sono la maggioranza della popolazione sul pianeta e in ogni paese che lo compone), più brave (anche se hanno dovuto misurarsi su programmi scritti da uomini e sostenuti dal privilegio del maschile come neutro universale). « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze/ Uguali e diverse: le trappole del relativismo
“In questi tempi di ‘pulizia etnica’, – spiega Vandana Shiva nel suo Biopirateria, – mentre le monocolture si diffondono nella società e nella natura, riconciliarsi con la diversità diventa un imperativo per la sopravvivenza. Le monocolture sono una componente essenziale della globalizzazione, che si basa sulla omogeneizzazione e la distruzione della biodiversità. « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze/ Diversità tra biologia ed educazione
È su un terreno molto infido che ci si muove quando si usa la terminologia (e quindi la rete di concetti) evoluzionistica per parlare di fatti sociali, come nel caso dell’educazione. « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze/ Heri dicebamus
Quando Celeste Grossi mi ha chiesto di rimettere mano ad un mio breve scritto su eguaglianza e differenza pubblicato sul numero 47 settembre/ ottobre 1989 di rossoscuola ─ allora, e non è un caso, école si chiamava così ─ mi sono venute alla mente due considerazioni, una generale ed una legata alla data di stesura del testo. La prima è sin banale, per carattere sono portato a pensare che quanto scrivo trovi la miglior destinazione nella rodente critica dei topi. « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze/ Sogni e fallimenti
rosangela pesenti *
La parola differenza, proposta dal pensiero femminista come indicatore di una libertà identitaria ancora inedita, articolata alla fine degli anni ’80 nelle ultime conquiste legislative in ordine alla parità e al riconoscimento del valore sociale della maternità, è stata declinata nella scuola come registrazione normativa delle differenze sociali che passano dalle storie e scelte famigliari. « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze/ Differenze da liberare
Scena 1: Alla festa di compleanno la sala rimbomba di musica e alte risate; accanto alla festeggiata il fidanzato silenzioso, piuttosto tetro, estraneo. Di tanto in tanto lei gli dice «Ma che hai, co’ sto’ muso», lui non risponde. So che suo padre sta molto male, ma poco dopo vengo a sapere che è morto ieri. Li guardo, fianco a fianco sul divano incarnano una schizofrenia di innocente cinismo, frutto delle sollecitazioni simultanee e contraddittorie del nostro tempo: il ragazzo in lutto non si è sottratto alla “necessità” della festa, la ragazza sa che gli è morto il padre ma trova strano che non sia allegro « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze/ L’eguale libertà, le differenze, i diritti
franco sbarberi *
l. […] Il passaggio dalla costituzionalizzazione dei diritti civili e politici (i diritti della “prima generazione”) alla costituzionalizzazione dei diritti sociali (i diritti della “seconda generazione”) segna anche il passaggio dal principio di universalità al principio di differenza, ossia dall’idea generale di individuo sancita dall”89 («Tutti gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti») a quella di persona storicamente determinata. Porre l’accento sulle differenze individuali significa aver presente che i tratti distintivi del singolo sono legati sia alle sue irriducibili qualità psico-fisiche sia alle caratteristiche delle «formazioni sociali ove si svolge la sua personalità», come recita l’articolo 2 della nostra Costituzione. « Leggi il seguito di questo articolo »
Costruire l’uguaglianza. Liberare le differenze/ L’uguaglianza formativa e le diverse abilità degli studenti
luglio 23, 2011 § 2 commenti
Un malinteso egualitarismo in educazione rischia sacrificare le abilità dei bambini e delle bambine più dotati. « Leggi il seguito di questo articolo »
maggio 3, 2011 § 3 commenti
Apre un’altra Officina di école. Abbiamo deciso di dedicare i nostri lavori in corso per i prossimi mesi alla valutazione del merito. Sia perché a fine anno scolastico è inevitabile parlare di valutazione, sia perché le prove Invalsi, con il loro carico di ansia, incombono su studenti (anche giovanissimi, come le bambine e i bambini delle elementari) e insegnanti, sia per continuare il confronto su un tema di cui école si è occupata fin dal suo primo numero, sia per proseguire la discussione redazionale avviata a gennaio. « Leggi il seguito di questo articolo »
De merito/ Il metro di valutazione
maggio 2, 2011 § 3 commenti
«Il metro di valutazione, per l’operaio e il contadino, è facile, quantitativo: se la fabbrica sforna tanti pezzi all’ora, se il podere rende. Nei nostri mestieri, è diverso, non ci sono metri di valutazione quantitativa. Come si misura la bravura di un prete, di un pubblicitario, di un PRM? Costoro né producono dal nulla, né trasformano. […] « Leggi il seguito di questo articolo »
De merito/ Proposte per la valutazione di scuole e insegnanti
maggio 1, 2011 § 4 commenti
giorgio israel *
Uno dei problemi principali che si pone nel progettare un sistema di valutazione è quello delle fonti da cui deve esso attingere nelle sue varie articolazioni (input) e quello della destinazione e dell’uso del suo lavoro (output). « Leggi il seguito di questo articolo »

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