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Turismo Sostenibile 25 novembre 2015.
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Presentazione sul tema: "Turismo Sostenibile 25 novembre 2015."— Transcript della presentazione:
1 Turismo Sostenibile 25 novembre 2015
2 Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi orizzonti ma nell’avere occhi nuovi Marcel Proust
3 Il turismo è un fenomeno mondiale ed un elemento importante per lo sviluppo socio-economico di molti paesi
4 Turismo: - è la principale attività economica del globo; - sposta oltre 5 miliardi di persone ogni anno (tra cui quasi 600 milioni verso l'estero); - occupa milioni di lavoratori (1 ogni 15 occupati in tutto il mondo); - è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi decenni, favorito dallo sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni;
5 Un fenomeno complesso, le cui conseguenze in termini di impatto ambientale, culturale, sociale ed economico non possono più essere ignorate.
6 Impatto che spesso è devastante, soprattutto nei paesi del sud del mondo, dove la perdita di valori e tradizioni, la sottrazione di risorse, il disagio sociale dovuti all'invasione del turismo di massa non viene nemmeno compensata da un'equa distribuzione del reddito generato.
7 Anche le possibilità di incontro e di scambio tra turisti e popolazioni locali sono, nella maggior parte dei casi, fittizie o limitate ad esperienze frettolose ed artefatte, quando non irrispettose delle realtà ospitanti
8 Il turismo con le sue implicazioni merita un'attenta riflessione da parte di tutti, cittadini ed istituzioni, industria ed utenti
9 Turismo Responsabile Esiste un modo di viaggiare la cui prima caratteristica è la consapevolezza: di sé e delle proprie azioni, anche quando sono mediate dal comprare (un biglietto, un regalo, una stanza per dormire); della realtà dei paesi di destinazione (sociale, culturale, economica, ambientale); della possibilità di una scelta meditata e quindi diversa
10 Turismo Responsabile La Carta del turismo responsabile Il 23 novembre 1997 a Verona undici associazioni impegnate a vario titolo sul fronte del turismo hanno sottoscritto un documento denominato "Turismo Responsabile: Carta d'Identità per Viaggi Sostenibili", con l'obiettivo comune di promuovere un modo di fare turismo che sia equo nella distribuzione di proventi, rispettoso delle comunità locali e a basso impatto ambientale
11 La Carta del turismo responsabile
1. Sviluppare una maggior attenzione all'interazione tra turisti, industria turistica e comunità ospitanti, per favorire un vero rispetto delle diversità culturali, ed una disponibilità di adattamento ad abitudini e modi diversi dai propri. 2. Che gli utenti diventino coscienti del proprio ruolo di consumatori del prodotto-viaggio, da cui dipendono la qualità dell'offerta e il destino di milioni di altri individui nei luoghi di destinazione. 3. Ridurre al minimo i danni dell'impatto socioculturale ed ambientale prodotto dai flussi turistici. 4. Rispettare ed incoraggiare il diritto delle comunità locali a decidere sul turismo nel proprio territorio, e con queste stabilire rapporti continuativi di cooperazione solidale
12 La Carta del turismo responsabile
Prima della partenza L'utente (viaggiatore individuale o di gruppo) Si interroga sulle reali aspettative e motivazioni del suo viaggio L'organizzatore (tour operator, agenzia, associazione culturale del paese di partenza) Fornisce informazioni sul viaggio tramite cataloghi realistici Le comunità locali ospitanti (Settori dell'industria turistica Autorità/ istituzioni turistiche e governi locali Gruppi di cittadini che vivono in aree interessate dal turismo, ma non direttamente coinvolti nel business turistico) Tengono conto dei diversi aspetti dell'impatto del turismo: ambientale e paesaggistico affinché strade, edilizia, riassetto del territorio siano attuate con valutazioni di impatto ambientale
13 La Carta del turismo responsabile
Durante il viaggio L'utente (viaggiatore individuale o in gruppo) Considera positivo condividere i vari aspetti della vita quotidiana locale e non chiede privilegi o pratiche che possano causare impatto negativo L'organizzatore (tour operator, agenzia, associazione culturale del paese di partenza) Prevede, per una migliore mediazione culturale, la presenza di una guida locale.
14 La Carta del turismo responsabile
Dopo il viaggio L'utente (viaggiatore individuale o in gruppo) Verifica se è riuscito a stabilire una relazione soddisfacente con la gente e il paese visitato. L'organizzatore (tour operator, agenzia, associazione culturale del paese di partenza) Produce materiale informativo che raccolga le esperienze e le comunichi: relazioni scritte, fotografie, film, ecc. Le comunità locali ospitanti e responsabili nelle regioni turistiche Verificano i risultati del viaggio che hanno ricevuto: il suo impatto, gli incontri avuti, il suo ritorno economico
15 The World Tourism Organization (WTO/OMT) è un’organizzazione specializzata United Nations, è la sola organizzazione intergovernativa che funge da forum mondiale per le politiche turistiche e le questioni ad esse correlate. Gli Stati Membri del World Tourism Organization (WTO): 146 e territori e più di 350 Membri Affiliati appartenenti ai settori pubblico e privato. L’OMT ha il compito di incentivare e sviluppare il turismo quale strumento importante per la promozione della pace e della comprensione internazionale, dello sviluppo economico e del commercio internazionale.
16 Codice Mondiale di Etica del Turismo
Background A seguito di un’assemblea generale del WTO (World Tourism Organization) tenutasi ad Istanbul nel 1997 i membri decisero per una risoluzione che portasse alla stesura di un Codice Mondiale di Etica del Turismo
17 Codice Mondiale di Etica del Turismo
In un percorso di confronto e di lavoro durato due anni la commissione istituita dal WTO si è trovata a recepire input dal mondo delle organizzazioni private che si occupano di turismo, dalle organizzazioni non governative e dalle organizzazioni dei lavoratori
18 Codice Mondiale di Etica del Turismo
Al termine di questo lavoro è stata scritto il Codice Mondiale di Etica del Turismo .- culmine di un diffuso e proficuo processo di partecipazione- approvato ad un’unanimità dall’assemblea Generale del WTO a Santiago del Cile nell’Ottobre del 1999
19 Codice Mondiale di Etica del Turismo
Il codice mondiale di etica del turismo contiene “nove articoli” nei quali vengono espresse le “regole del gioco” per le destinazioni, le nazioni, i tour operator, travel agent, i lavoratori del settore turistico ed i turisti stessi. Il decimo articolo è un invito ed un’esortazione affinchè il codice venga applicato e diffuso.
20 Codice Mondiale di Etica del Turismo
PREAMBOLO Noi, Membri dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), rappresentanti dell’industria turistica mondiale, delegati degli Stati, dei territori, delle imprese, delle istituzioni e degli organismi riuniti in Assemblea Generale a Santiago del Cile, questo 1 ottobre 1999, Riaffermando gli obiettivi enunciati nell’articolo 3 dello Statuto dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, e consapevoli del ruolo “decisivo e centrale” di questa Organizzazione, così come riconosciuto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel promuovere e sviluppare il turismo allo scopo di contribuire allo sviluppo economico, alla comprensione internazionale, alla pace, alla prosperità così come al rispetto universale ed all’osservanza dei diritti umani e delle libertà fondamentali, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione, Profondamente convinti che il turismo, attraverso i contatti diretti, spontanei e non mediati tra uomini e donne di culture e stili di vita differenti, rappresenti una forza vitale al servizio della pace ed un fattore di amicizia e comprensione fra i popoli del mondo, Attenendoci ad una logica tesa a conciliare la tutela ambientale, lo sviluppo economico e la lotta contro la povertà in maniera sostenibile, così come formulata dalle Nazioni Unite nel 1992, in occasione del Vertice di Rio de Janeiro, ed espressa nel Programma d’azione 21, adottato in quella circostanza,
21 Codice Mondiale di Etica del Turismo
Vista la crescita rapida e continua, sia quella passata che quella prevista, dell’attività turistica, determinata da motivi di piacere, affari, cultura, religione o salute, e tenuto conto dei suoi pesanti effetti, sia positivi che negativi, sull’ambiente, l’economia e la società dei paesi di provenienza e di accoglienza , sulle comunità locali e le popolazioni autoctone, così come sulle relazioni e gli scambi internazionali, Avendo come obiettivo quello di promuovere un turismo responsabile, sostenibile e accessibile a tutti, nell’ambito del diritto di tutte le persone di utilizzare il proprio tempo libero per fini di piacere o di viaggio, e nel rispetto delle scelte delle società di tutti i popoli, Convinti altresì che l’industria turistica mondiale, nel suo insieme, abbia molto da guadagnare da un ambiente che favorisce l’economia di mercato, l’impresa privata e la libertà di commercio e che le permette di ottimizzare i suoi effetti benefici in termini di creazione di benessere e occupazione, Fermamente convinti inoltre che, a condizione che siano rispettati alcuni principi ed alcune norme, un turismo responsabile e sostenibile non è affatto incompatibile con la crescente liberalizzazione delle condizioni che regolamentano gli scambi di servizi e sotto la cui egida operano le imprese di questo settore, e che è possibile riconciliare, in questo campo, economia ed ecologia, ambiente e sviluppo, apertura al commercio internazionale e protezione delle identità sociali e culturali,
22 Codice Mondiale di Etica del Turismo
Considerando che, con un tale approccio, tutti coloro che sono coinvolti nello sviluppo turistico - amministrazioni nazionali, regionali e locali, imprese, associazioni di professionisti, operatori del settore, organizzazioni non governative ed organismi di tutti i generi dell’industria del turismo, così come le comunità di accoglienza, i mezzi di comunicazione ed i turisti stessi - hanno responsabilità differenti ma interdipendenti nella valorizzazione individuale e sociale del turismo e che la formulazione dei diritti e dei doveri di ciascuno contribuirà alla realizzazione di questo obiettivo, Determinati, in linea con gli obiettivi perseguiti dalla stessa Organizzazione Mondiale del Turismo mediante la risoluzione 364(XII) adottata in occasione dell’Assemblea Generale del 1997 (Istanbul), a promuovere una collaborazione sincera tra coloro che operano nel settore dello sviluppo turistico pubblico e privato ed auspicando che una collaborazione e cooperazione dello stesso tipo si estenda, in maniera aperta ed equilibrata, alle relazioni tra i paesi di provenienza e di accoglienza e le loro rispettive industrie turistiche, Dando seguito alle Dichiarazioni di Manila del 1980 sul turismo mondiale e del 1997 sull’impatto del turismo sulla società, così come alla Carta del Turismo e al Codice del Turista adottati a Sofia nel 1985 sotto l’egida dell’OMT,
23 Codice Mondiale di Etica del Turismo
Ritenendo tuttavia che questi strumenti debbano essere integrati da una serie di principi interdipendenti ai fini della loro interpretazione ed applicazione, sulla base dei quali coloro che prendono parte allo sviluppo del turismo dovranno improntare la propria condotta all’alba del XXI secolo, Utilizzando, ai fini del presente strumento, le definizioni e classificazioni applicabili ai viaggi, e specialmente le nozioni di “visitatore”, “turista” e “turismo”, così come adottate dalla Conferenza Internazionale di Ottawa, svoltasi dal 24 al 28 giugno 1991 e approvate nel 1993 dalla Commissione Statistica delle Nazioni Unite in occasione della sua XXVII sessione,
24 Codice Mondiale di Etica del Turismo
Riferendoci in particolare ai seguenti strumenti: • Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 10 dicembre 1948; • Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali del 16 dicembre 1966; • Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici del 16 dicembre 1966; • Convenzione di Varsavia sul Trasporto Aereo del 12 ottobre 1929; • Convenzione di Chicago sull’Aviazione Civile Internazionale del 7 dicembre 1944 e relative Convenzioni di Tokyo, L’Aia e Montreal; • Convenzione sulle Strutture Doganali per il Turismo del 4 luglio 1954 e relativo Protocollo; • Convenzione concernente la Protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale del 23 novembre 1972; • Dichiarazione di Manila sul Turismo Mondiale del 10 ottobre 1980; • Risoluzione della VI Assemblea Generale dell’OMT (Sofia) sull’adozione della Carta del Turismo e del Codice del Turista del 26 settembre 1990; • Convenzione relativa ai Diritti del Fanciullo del 26 gennaio 1990;
25 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
• Risoluzione della IX Assemblea Generale dell’OMT (Buenos Aires) riguardante in particolare l’agevolazione dei viaggi e la sicurezza e protezione dei turisti del 4 ottobre 1991; • Dichiarazione di Rio de Janeiro sull’Ambiente e lo Sviluppo del 13 giugno 1992; • Accordo Generale sul Commercio di Servizi del 15 aprile 1994; • Convenzione sulla Biodiversità del 6 gennaio 1995; • Risoluzione dell’XI Assemblea Generale dell’OMT (Il Cairo) sulla prevenzione del Turismo Sessuale Organizzato del 22 ottobre 1995; • Dichiarazione di Stoccolma contro lo Sfruttamento Sessuale dei Bambini per fini Commerciali del 28 agosto 1996; • Dichiarazione di Manila sull’impatto del Turismo sulla Società del 22 maggio 1997; • Convenzioni e Raccomandazioni adottate dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro in materia di convenzioni collettive, proibizione del lavoro forzato e del lavoro minorile, difesa dei diritti dei popoli autoctoni, uguaglianza di trattamento e non discriminazione sul posto di lavoro;
26 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
affermiamo il diritto al turismo e alla libertà di spostamento per motivi turistici; affermiamo la nostra volontà di promuovere un sistema turistico mondiale, equo, responsabile e sostenibile, i cui benefici siano condivisi da tutti i settori della società, nel contesto di un’economia internazionale aperta e liberalizzata, e a tal fine, adottiamo solennemente i principi del Codice Mondiale di Etica del Turismo.
27 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
Articolo 1 Il contributo del turismo alla comprensione e al rispetto reciproco tra i popoli e le società 1. La comprensione e la promozione dei valori etici comuni all’umanità, in uno spirito di tolleranza e rispetto della diversità di credo religioso, filosofico e morale, rappresentano il fondamento e la conseguenza di un turismo responsabile; i responsabili dello sviluppo turistico e i turisti stessi dovranno rispettare le tradizioni e le pratiche sociali e culturali di tutti i popoli, comprese quelle delle minoranze e delle popolazioni autoctone, e riconoscere il loro valore.
28 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
Articolo 2 Il turismo quale mezzo di soddisfazione individuale e collettiva … 2. Le attività turistiche dovranno rispettare l’uguaglianza degli uomini e delle donne; dovranno promuovere i diritti umani e, soprattutto, i diritti particolari dei gruppi più vulnerabili, specialmente dei bambini, delle persone anziane o portatrici di handicap, delle minoranze etniche e delle popolazioni autoctone. 3. Lo sfruttamento degli esseri umani in qualsiasi forma, in modo particolare quello sessuale, e specialmente quando si riferisce ai bambini, si scontra con gli obiettivi fondamentali del turismo e costituisce la negazione dello stesso; come tale, conformemente al diritto internazionale, deve essere rigorosamente combattuto con la collaborazione di tutti gli Stati interessati e punito senza concessione alcuna dalle legislazioni nazionali dei paesi visitati e di quelli di provenienza di coloro che hanno commesso tali atti, anche quando questi ultimi sono perpetrati all’estero. 4. I viaggi effettuati per motivi di religione, salute, istruzione, scambi culturali o linguistici costituiscono forme di turismo particolarmente interessanti che meritano di essere incoraggiate. …..
29 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
Articolo 3 Il turismo quale fattore di sviluppo sostenibile 1. Tutti i responsabili dello sviluppo turistico dovranno salvaguardare l’ambiente e le risorse naturali, con la prospettiva di una crescita economica sana, continua e sostenibile, tale da soddisfare in modo equo le necessità e le aspirazioni delle generazioni presenti e future. 2. Tutte le forme di sviluppo turistico che permettono di economizzare le risorse naturali rare e preziose, in particolare l’acqua e l’energia, nonché di evitare per quanto possibile la produzione di rifiuti dovranno essere privilegiate ed incoraggiate dalle autorità pubbliche, nazionali, regionali e locali. 3. Lo scaglionamento sia in termini di tempo che spazio dei flussi di turisti e visitatori, specialmente quelli derivanti dai congedi retribuiti e dalle vacanze scolastiche, così come una distribuzione delle ferie più equilibrata, dovrebbero essere incoraggiati così da ridurre la pressione dell’attività turistica sull’ambiente ed accrescere i suoi benefici nei confronti dell’industria turistica e dell’economia locale.
30 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
4. Le infrastrutture turistiche dovranno essere concepite e le attività turistiche programmate in modo tale da tutelare il patrimonio naturale costituito dagli ecosistemi e dalla biodiversità e da preservare le specie minacciate della fauna e della flora selvatiche; i responsabili dello sviluppo turistico, ed in particolar modo i professionisti, dovranno acconsentire all’imposizione di limitazioni o restrizioni alle loro attività allorquando queste vengono esercitate in luoghi particolarmente sensibili: regioni desertiche, polari o di alta montagna, zone costiere, foreste tropicali o zone umide, idonee alla creazione di parchi naturali o di riserve protette. 5. Il turismo nella natura e l’ecoturismo sono riconosciuti come forme di particolare arricchimento e valorizzazione del turismo, a condizione che rispettino il patrimonio naturale e le popolazioni locali e rispondano alla capacità di accoglienza dei luoghi.
31 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
Articolo 4 Il turismo quale mezzo per utilizzare il patrimonio culturale dell’umanità e per contribuire al suo arricchimento 1. Le risorse turistiche appartengono al patrimonio comune dell’umanità; le comunità sui cui territori sono situate hanno diritti ed obblighi particolari nei confronti delle stesse. …. 4. L’attività turistica dovrà essere concepita in modo tale da permettere ai prodotti culturali ed artigianali tradizionali ed al folklore di sopravvivere e prosperare piuttosto che causare un loro impoverimento e standardizzazione.
32 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
Articolo 5 Il turismo quale attività vantaggiosa per i paesi e le comunità di accoglienza 1. Le popolazioni locali dovranno prendere parte alle attività turistiche e condividere in modo equo i benefici economici, sociali e culturali che queste determinano, con particolare riferimento alla creazione dell’occupazione diretta ed indiretta che ne consegue. …… 3. Un’attenzione particolare dovrà essere prestata ai problemi specifici delle zone costiere e dei territori insulari, nonché delle regioni rurali o montane vulnerabili, per le quali il turismo spesso rappresenta una rara opportunità di sviluppo alla luce di un declino delle attività economiche tradizionali. …..
33 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
Articolo 6 Obblighi degli operatori dello sviluppo turistico 1. I professionisti del turismo avranno l’obbligo di fornire ai turisti informazioni obiettive ed oneste sui luoghi di destinazione e sulle condizioni di viaggio, accoglienza e soggiorno; assicureranno la perfetta trasparenza delle clausole dei contratti proposti ai loro clienti per quel che concerne la natura, il prezzo e la qualità dei servizi che si impegnano a fornire e l’indennizzo che gli stessi corrisponderanno nel caso in cui decidano unilateralmente di rescindere il contratto.
34 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
Articolo 7 Diritto al turismo 1. La possibilità di accedere direttamente e personalmente alla scoperta ed al godimento delle ricchezze del pianeta rappresenta un diritto di cui tutti gli abitanti del mondo devono poter usufruire in modo paritario; la sempre più estesa partecipazione al turismo nazionale ed internazionale sarà considerata come una delle migliori espressioni possibili della crescita continua del tempo libero e non dovrà essere ostacolata in alcun modo. 2. Il diritto di tutti al turismo sarà considerato come il corollario del diritto al riposo ed al divertimento, in modo particolare del diritto ad una limitazione ragionevole delle ore di lavoro e a congedi periodici retribuiti, ai sensi dell’Articolo 24 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dell’Articolo 7.d del Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali.
35 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
Articolo 8 Libertà di spostamenti turistici 1. I turisti ed i visitatori, nel rispetto del diritto internazionale e delle legislazioni nazionali, beneficeranno della libertà di spostamento all’interno dei loro paesi e da uno Stato all’altro, ai sensi dell’Articolo 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; avranno accesso ai luoghi di transito e soggiorno, così come ai siti culturali e turistici senza eccessive formalità o discriminazione alcuna. ……….. 3. I turisti ed i visitatori beneficeranno degli stessi diritti dei cittadini del paese visitato per quanto concerne la riservatezza dei dati e delle informazioni personali che li riguardano, in modo particolare quando questi sono conservati in forma elettronica. ……………..
36 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
Articolo 9 Diritti dei lavoratori e degli imprenditori dell’industria turistica 1. I diritti fondamentali dei lavoratori stipendiati ed autonomi dell’industria turistica e delle attività connesse saranno garantiti dalla supervisione delle amministrazioni nazionali e locali, sia dei loro Stati di provenienza che dei paesi di accoglienza, con particolare attenzione, tenuto conto delle limitazioni specifiche legate in modo particolare al carattere stagionale della loro attività, alla dimensione globale dell’industria ed alla flessibilità spesso richiesta per via della natura di tale lavoro. ………….. 5. Quali fattori insostituibili della solidarietà nello sviluppo e crescita dinamica degli scambi internazionali, le imprese multinazionali dell’industria turistica non dovranno abusare della posizione di predominio che talvolta detengono; esse dovranno evitare di divenire veicoli di modelli culturali e sociali imposti artificialmente alle comunità di accoglienza; in cambio della libertà di investire e operare a livello commerciale che sarà loro pienamente riconosciuta, esse si adopereranno per lo sviluppo locale, evitando, con un eccessivo rimpatrio dei profitti o delle loro importazioni indotte, di ridurre il loro contributo alle economie in cui operano. 6. Lo stabilimento di partnership e di relazioni bilanciate tra le imprese dei paesi di provenienza e di quelli riceventi contribuirà ad uno sviluppo sostenibile del turismo e ad una distribuzione equa dei benefici derivanti dalla sua crescita.
37 The Global Code of Ethics for Tourism (GCET)
Articolo 10 Applicazione dei principi del Codice Mondiale di Etica del Turismo 1. I responsabili pubblici e privati dello sviluppo turistico collaboreranno nell’applicazione di questi principi e controlleranno la loro effettiva applicazione. 2. I responsabili dello sviluppo turistico riconosceranno il ruolo delle istituzioni internazionali, in primo luogo quello dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, e delle organizzazioni non governative competenti in materia di promozione e sviluppo del turismo, della tutela dei diritti umani, dell’ambiente o della salute, nel rispetto dei principi generali del diritto internazionale. 3. Gli stessi responsabili dimostreranno la loro intenzione di sottoporre, ai fini della loro risoluzione, le controversie concernenti l’applicazione o l’interpretazione del Codice Mondiale di Etica del Turismo ad un organismo terzo imparziale denominato: Comitato Mondiale per l’Etica del Turismo.
38 Ecoturismo E’ un tipo di turismo che si propone:
- quale mezzo di protezione dell'ambiente - di preservazione e promozione delle culture locali tradizionali in Italia ed all'estero.
39 Ecoturismo L'Eco - turismo, secondo il WTO (organizzazione del turismo mondiale), è quel genere di turismo che si svolge nelle cosiddette “aree minori” e che contribuisce nello specifico alla conservazione della natura e alla crescita di benessere delle Comunità locali .
40 Ecoturismo L’ecoturismo consiste in viaggi che non danneggiano l’ambiente e dove questo sia l’attrazione. L’obiettivo è quello di soddisfare le aspettative economiche e le esigenze ambientali locali e rispettare non solo la struttura fisica e sociale del Paese, ma anche le istanze delle popolazioni locali
41 Ecoturismo Tale forma di turismo si prefigge di ridurre al minimo gli effetti negativi sull' ambiente naturale, sociale e culturale di una data area; inoltre mira ad apportare dei benefici economici alle persone, alle organizzazioni e alle autorità che vivono in quel territorio secondo i seguenti fini: tutela dell'ambiente naturale, sviluppo di un reddito ulteriore per gli attori primari del territorio, stimolo dell'opinione pubblica sui problemi ambientali.
42 Ecoturismo Il 2002 è l'anno dell'ecoturismo, cresciuto negli ultimi 5 anni del 300%. Oggi rappresenta il 2-3% dell'intero mercato turistico, la più grande industria esistente al mondo.
43 “Eco-turismo: Luoghi e tradizioni”
Esperienza della Provincia di Teramo Il piccolo comune della Laga, Cortino, sceglie l’ecoturismo per il suo sviluppo. Finanziato dall'Europa, Interreg III C, il progetto si realizza con il contributo dei cittadini
44 “Eco-turismo: Luoghi e tradizioni”
Interreg III C - partners: Croazia	Lituania Cipro Portogallo Germania Spagna Grecia	Svezia Italia
45 “Eco-turismo: Luoghi e tradizioni”
A Cortino saranno realizzati: un centro per l’accoglienza turistica tematizzato, incentrato sulle principali tradizioni del luogo; un itinerario didattico per la comprensione dell’importanza del bosco e per conoscere le caratteristiche dei funghi; un laboratorio gastronomico per valorizzare le ricette tipiche del posto.
46 “Eco-turismo: Luoghi e tradizioni”
Tematiche principali I LUOGHI, con l’obiettivo di promuovere aree “minori”, meno visitate, anche attraverso la creazione di itinerari turistici; LE TRADIZIONI, al fine di preservare e valorizzare il territorio e il suo patrimonio peculiare di storia, cultura e tradizione; LE TECNOLOGIE, al fine di ampliare l’uso delle tecnologie eco-compatibili nei servizi destinati ai visitatori e per favorire l’accesso e l’utilizzo di strumenti telematici nel turismo; LE PERSONE, attraverso il coinvolgimento degli attori locali, degli operatori, nelle attività di sviluppo del turismo.
47 “Eco-turismo: Luoghi e tradizioni”
Contribuire a generare un ampia partecipazione degli attori locali attraverso 4 COMPONENTI PRINCIPALI 1. Avviare attività di scambio di esperienze; 2. Pianificare e implementare progetti pilota nei luoghi selezionati: Provincia di Teramo (Italia), Norra Mellansverrige (Svezia), Norte (Lituania), Anatoliki Makedonia (Grecia), Andalucia (Spagna); 3. Elaborare congiuntamente, con il contributo degli stakeholders, un Documento che illustri le strategie innovative e le Linee guida per lo sviluppo del turismo sostenibile; 4. Disseminare i risultati del progetto sul territorio.
48 Bibliografia Andare a quel paese, vademecum del turista responsabile – Duccio Canestrini- Feltrinelli
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References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10