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Timestamp: 2018-02-25 14:08:09+00:00

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1 1 Allegato A) LINEE GUIDA SERVIZIO SPORTELLO INFORMATIVO PER DETENUTI Art. 1 - CARATTERISTICHE DEL CONTESTO Il Comune di Forlì in quanto Comune sede di carcere - sostiene da tempo specifiche attività ed interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti anche attraverso un servizio polifunzionale di gestione delle informazioni attinenti l'area carcere. La necessità di rafforzare l efficacia delle iniziative svolte all interno della Casa Circondariale di Forlì, appare ancor oggi questione fondamentale a cui il territorio, nel senso più ampio del termine, è chiamato a rispondere. Sulla base delle indicazioni fornite dal Protocollo d'intesa per l'attuazione di Misure volte all'umanizzazione della Pena e al Reinserimento Sociale delle Persone Detenute, recentemente sottoscritto da Ministero della Giustizia e dalla Regione Emilia Romagna (22/01/2014), s'intende approntare un sistema integrato di servizi rivolti alla popolazione carceraria presente nella Casa Circondariale di Forlì, rivolgendo un'attenzione particolare ai detenuti immigrati, alla popolazione carceraria femminile, ai detenuti classificati come sex offender e comunque ai soggetti fragili a causa di vulnerabilità di carattere sanitario e psico-sociale. Linee specifiche di azione sono dedicate, inoltre, ai detenuti definitivi che presentano i requisiti per la fruizione di misure alternative alla detenzione, ai detenuti al loro primo ingresso in carcere (i cosiddetti nuovi giunti ) e ai detenuti che stanno terminando di scontare la pena detentiva (cd. dimittendi ), tramite la promozione e l'attivazione di politiche di intervento diverse a seconda delle diverse categorie dei bisogni espressi. Le azioni e le attività sono realizzate privilegiando e promuovendo il lavoro di rete attraverso una collaborazione costante e sinergica di tutti i soggetti pubblici e privati - operanti in area esecuzione penale sul territorio provinciale. Il Comune di Forlì intende realizzare quanto sopra avvalendosi in particolare della cooperazione con Associazioni di volontariato o di promozione sociale qualificate nel settore e presenti nel territorio, nell'intento di valorizzare il contributo e le
2 2 competenze del volontariato sociale, realizzando una pianificazione condivisa delle azioni in un'ottica di governance partecipata e plurale, così come plurali sono i bisogni. Le attività da realizzarsi nel quadro della Convenzione che si definirà con il soggetto gestore si articolano nei seguenti ambiti di intervento descritti negli articoli seguenti. Art. 2 - DESTINATARI DEGLI INTERVENTI Persone italiane e straniere (donne e uomini) destinatarie di misure restrittive della libertà personale, detenute presso la Casa Circondariale di Forlì. Art. 3 - SPORTELLO INFORMATIVO IN GENERALE In base all'esperienza dettata dalla gestione realizzata negli anni precedenti ed alla luce degli indirizzi regionali in materia, si ritiene centrale l'organizzazione di un servizio polifunzionale attivo all'interno della Casa Circondariale di Forlì che si denomina Sportello Informativo. Detto servizio si caratterizza per una serie di attività - di seguito descritte - le quali complessivamente rappresentano il polo di riferimento per la popolazione carceraria relativamente alle informazioni essenziali e principali relative alla vita in regime di detenzione, declinando le azioni in funzione della specificità tipologica degli utenti destinatari del servizio (stranieri, donne, tossicodipendenti, persone prive di risorse familiari/relazionali al di fuori del carcere, ecc.) ovvero della fase di permanenza in struttura (nuovi giunti, dimittendi, ecc.). Quindi in senso generale lo Sportello informativo avrà la funzione di assicurare la massima facilità di accesso alle informazioni relative alle attività interne al carcere, alle procedure caratterizzanti la vita all'interno dell'istituto ed ai servizi in esso attivi, favorendo ogni utile correlazione con soggetti pubblici o privati operanti nei territori di appartenenza delle persone detenute con il fine di sostenere efficaci percorsi di reinserimento sociale in esito alla dimissione dall'istituto. Tutte le attività dello Sportello sono svolte in stretta collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale e con le altre realtà operanti all'interno della struttura penitenziaria, valorizzando in ogni ambito possibile il contributo del volontariato qualificato espresso dalle Associazioni aderenti al Protocollo d'intesa approvato con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 39 del 28 febbraio 2013,
3 3 Le attività correlate allo Sportello Informativo devono pertanto essere finalizzate al perseguimento dei seguenti obiettivi: rafforzare ed incrementare le azioni volte a perseguire il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti e delle detenute del carcere di Forlì, mediante azioni volte a facilitare al detenuto la sua permanenza all'interno del carcere; garantire un forte e strutturato canale di connessione tra il carcere ed il territorio con la finalità di favorire, anche attraverso azioni di accompagnamento personalizzate e dedicate, il reinserimento socio-lavorativo di detenuti dimittendi o che possono fruire di misure alternative alla detenzione Tali obiettivi si realizzeranno attraverso: 1. l'individuazione di spazi e momenti dedicati all'ascolto e al primo orientamento sulle opportunità di accesso alle attività all'interno e all'esterno dell'istituto penitenziario e, in generale, sulle regole e l'organizzazione della vita detentiva nella fase di accoglienza in carcere (colloqui di primo ingresso); 2. la promozione di azioni volte a garantire ai detenuti un efficace e attivo utilizzo del tempo detentivo, resosi ancora più necessario a seguito del processo di umanizzazione della pena legato all'adeguamento del sistema penitenziario, che ha portato ad un sensibile aumento del numero di ore trascorse dai detenuti fuori dalle celle, attraverso l'incremento dell'offerta di attività di carattere formativo, culturale e ricreativo, la promozione e il sostegno ad attività di miglioramento degli aspetti relazionali, la promozione di progetti sperimentali di studio e/o lavoro all'interno del carcere; 3. il consolidamento e rafforzamento di una funzione di raccordo, da realizzarsi attraverso l'individuazione di una figura dedicata, tra l'interno della struttura detentiva e i servizi territoriali del Comune di residenza, prevedendo uno stretto collegamento con lo sportello informativo e con l'equipe del carcere e il coordinamento con l'insieme dei servizi territoriali, al fine di costruire percorsi di uscita per le persone dimittende. Per le persone con problematiche complesse di natura sanitaria tale attività dovrà essere esercitata in raccordo con il referente sanitario appositamente individuato nell'ambito della nuova organizzazione dell'assistenza sanitaria carceraria, al fine di garantire la continuità delle cure anche dopo le dimissioni. Art. 4 LE FUNZIONI DELLO SPORTELLO INFORMATIVO
4 4 SERVIZI E AZIONI MIRATE ALL'ACCOGLIENZA - (FUNZIONE A) Una specifica sezione dello Sportello Informativo deve riferirsi ad attività informative rivolte a persone che giungono all'inizio del percorso di detenzione (nuovi giunti), rilevando come nell'ampio concetto di accoglienza rientrino tutte le misure di attenzione alla dignità dell'uomo. Si ritiene che questa fase rappresenti un passaggio centrale per il corretto approccio alla realtà carceraria da parte del nuovo giunto e data la presenza anche della componente emotiva in gioco si reputa necessario che questa attività debba essere svolta da un operatore messo a disposizione dal soggetto gestore - definibile come operatore di rete (con valenza quindi interna al Carcere) - con la qualifica e con un curriculum formativo o professionale quanto più attinente possibile alle caratteristiche specifiche della suddetta attività. Per i nuovi giunti (persone provenienti dalla libertà) l' operatore di rete assicura la propria presenza durante il primo incontro, successivo all ingresso del detenuto, con la finalità di fornire una corretta informazione sulle opportunità di accesso alle diverse attività all interno e all esterno dell istituto penitenziaro ed in generale sulle regole e l organizzazione della vita detentiva, nonchè per esercitare una funzione di ascolto e primo orientamento. In questa fase l' operatore di rete - in sinergia con il personale messo a disposizione dall'ausl della Romagna ovvero dalla Direzione della Casa Circondariale ed adibito allo svolgimento del colloquio con il detenuto nuovo giunto raccoglie tutte le informazioni necessarie per facilitare il primo ingresso e successivamente collabora al monitoraggio circa lo stato di integrazione del detenuto nuovo giunto nel sistema carcerario. In questo senso, al fine di garantire la massima efficacia nell'azione di prima informazione, il soggetto gestore assicura la predisposizione di apposito opuscolo orientativo predisposto ed aggiornato periodicamente in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale di Forlì. Lo Sportello Informativo tramite l' operatore di rete - dovrà prevedere, sviluppare e consolidare specifiche conoscenze in merito alle attività e ai servizi presenti all interno della Casa Circondariale e dedicati a detenuti con problemi di dipendenza patologica. In tal senso sarà cura dello Sportello acquisire costanti notizie dagli Operatori del SERT di Forlì presenti in struttura ovvero dal Servizio Sanitario interno al Carcere per poter fornire ogni delucidazione o informazione a detenuti che volessero intraprendere percorsi di cura.
5 5 La medesima attività informativa o di accompagnamento deve essere altresì realizzata nei confronti di ogni altro detenuto per il quale sia stata segnalata o rilevata una criticità sanitaria o con particolari fragilità che richiedono interventi psico-sociali di supporto. Rispetto a detenuti autori di reato a sfondo sessuale (sex offenders) lo Sportello assicura informazioni costantemente aggiornate in merito all organizzazione della vita detentiva e alla caratterizzazione del trattamento penitenziario ad essi dedicato, anche con riferimento a servizi di supporto esterni (es. Centro per il trattamento di uomini maltrattanti). Si ritiene che subordinatamente alle necessarie autorizzazioni e con la stretta collaborazione della Direzione della Casa Circondariale l'attività di accoglienza dei nuovi giunti possa prevedere il coinvolgimento attivo di detenuti già presenti nell'istituto, oltre che di personale volontario qualificato. Una particolare attenzione dovrà essere posta in questa fase per le persone straniere o prive di risorse personali o parentali al di fuori del carcere, prevedendo specifiche modalità di accoglienza (es. attivazione del servizio di mediazione culturale). Ulteriore aspetto significativo riguarda l accoglienza di parenti presenti nei locali della Casa Circondariale per i periodici colloqui con i detenuti. In merito il soggetto gestore dovrà operare in sinergia con le associazioni di volontariato già oggi impegnate nell'organizzazione delle attività di accoglienza di parenti (o più in generale persone) in attesa di colloqui con detenuti ristretti presso la Casa Circondariale di Forlì. Le attività di accoglienza e di intrattenimento per i più piccoli sono altresì l'occasione per fornire a cura del personale del soggetto gestore - notizie ed informazioni circa le modalità e le procedure che caratterizzano i colloqui con i detenuti. In questo contesto si prevede, altresì, l'implementazione delle attività di animazione dei momenti di incontro tra genitori detenuti e figli minori, con la finalità di offrire un clima il più possibile accogliente. INFORMAZIONI CORRELATE ALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE (FUNZIONE B) Lo Sportello si struttura con una sezione dedicata alla migliore diffusione delle informazioni relative ai possibili percorsi formazione professionale o di scolarizzazione realizzabili all interno della Casa Circondariale ovvero frequentabili in funzione dello status del detenuto all esterno della struttura.
6 6 In questo senso lo Sportello collabora per la periodica rilevazione dei fabbisogni formativi della popolazione carceraria e per l'individuazione dei possibili percorsi attivabili in funzione delle caratteristiche del singolo detenuto. INFORMAZIONI CORRELATE ALL'INSERIMENTO LAVORATIVO (FUNZIONE C) Lo Sportello prevede una sezione dedicata alla migliore diffusione delle informazioni relative ai possibili percorsi di inserimento lavorativo operando, in tal senso, in stretta correlazione con tutti i soggetti che promuovono attività o esperienze lavorative all interno della Casa Circondariale ovvero all'esterno dell'istituto. Lo Sportello, in questo ambito, realizza azioni di orientamento volte alla progettazione di un percorso di reinserimento lavorativo e sociale concreto e possibile, partendo dalla valutazione sulle possibilità di inserimento lavorativo grazie ad una prima analisi sulle aspettative e capacità reali della persona incontrata. Parimenti questa sezione dello Sportello, sviluppa specifiche connessioni con ogni realtà pubblica (es. Servizio Sociale territorialmente competente) o privata (es. associazionismo; agenzie di lavoro interinale; ecc.) operanti nell ambito della promozione dell occupazione e dei percorsi di riavvicinamento al mondo del lavoro, così come con ogni soggetto promotore di progettualità finalizzate alla realizzazione di attività imprenditoriali all interno della Casa Circondariale, al fine di promuovere utili correlazioni tra opportunità di lavoro e caratteristiche della popolazione detenuta. Si ritiene che al fine di assicurare il migliore risultato in tal senso sia necessario sviluppare una precisa e costante collaborazione con i servizi pubblici preposti, come il Centro per l Impiego; il collocamento mirato (Legge 68/1999), anche promuovendo, in collaborazione con detti Enti, la creazione di uno spazio informativo interno alla Casa Circondariale dedicato alla diffusione delle informazioni o alla compilazione di modulistica di settore. Parimenti lo Sportello Informativo assicura ogni utile collaborazione per facilitare l'avvio di percorsi di reinserimento lavorativo riservati a soggetti che abbiano terminato di scontare la pena da non più di 6 mesi, residenti nel territorio provinciale, promuovendo in tal senso ogni utile forma di collaborazione con l'ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE). AZIONI DI SUPPORTO NELLA FASE DI DIMISSIONE - (FUNZIONE D)
7 Considerata l'importanza e la delicatezza del periodo che precede la dimissione e con l'intento di garantire la massima continuità dei percorsi di reinserimento sociale, lavorativo o formativo avviati durante il periodo di detenzione, si ritiene che lo Sportello Informativo debba assicurare la realizzazione delle azioni di seguito riportate. In particolare si ritiene necessaria l'attivazione di uno specifico operatore qualificato dello Sportello, definibile operatore di raccordo (con valenza esterna la Carcere), che assicuri, tramite la propria attività, il raccordo con il Servizio Sociale territorialmente competente in funzione della residenza anagrafica del detenuto dimettendo, favorendo la connessione tra le specifiche esigenze della persona e le possibili risposte fruibili in quanto cittadino del Comune di residenza. Questa azione, realizzata in collaborazione se necessario con l'ufficio Esecuzione Penale Esterna (UEPE), deve garantire il trasferimento, al Servizio sociale competente per l'inclusione sociale, delle notizie e delle informazioni correlate al percorso di formazione o di inserimento lavorativo realizzato dal detenuto durante il periodo di detenzione, evidenziando la presenza di eventuali criticità (sociali; sanitarie; abitative; ecc.) che potrebbero caratterizzare il periodo immediatamente successivo la scarcerazione. Detto operatore di raccordo realizza in funzione delle singole e specifiche circostanze azioni di accompagnamento del detenuto dimittendo rispetto al Servizio Sociale o Sanitario territorialmente competente, favorendo l'accesso dell'interessato ai servizi (es. Sportello per l'impiego) o alle prestazioni sociali agevolate erogate ordinariamente dal Comune o dall'ausl di residenza del detenuto, anche garantendo supporto nel disbrigo di eventuali adempimenti burocratici. A tal fine si rende necessaria un azione di raccordo tra gli operatori dello Sportello (mediatori culturali, operatori sportello di ascolto, ) e l equipe del carcere affinché, attraverso la tempestiva acquisizione delle segnalazioni di uscita dal carcere per fine pena, sia possibile ipotizzare il coinvolgimento dei servizi territoriali competenti per l'individuazione di percorsi di accoglienza e di reinserimento sociale. Per le persone con problematiche complesse di natura sanitaria tale attività dovrà essere esercitata in raccordo con il referente sanitario appositamente individuato nell ambito dell'organizzazione dell assistenza sanitaria in carcere (SSN AUSL della Romagna), al fine di garantire la continuità delle cure anche dopo le dimissioni. Con riferimento ai detenuti residenti nel Comune di Forlì e/o nei Comuni del comprensorio forlivese che terminano il periodo di detenzione presso altri Istituti di Pena ubicati nel territorio regionale, lo Sportello Informativo procede con l acquisizione di tutte le informazioni e notizie circa i percorsi formativi svolti 7
8 8 dall'interessato o progetti di reinserimento sociale svolti (compresi ad esempio l inoltro di domande per il riconoscimento dell'invalidità; ecc.). Dette informazioni sono quindi messe a disposizione del Servizio Sociale competente per la trattazione del singolo caso. Lo sportello Informativo assicura ai detenuti dimittendi la diffusione delle informazioni finalizzate ad affrontare i bisogni primari al momento della scarcerazione (es. casa; alimenti; abbigliamento; regolarizzazione di documenti; ecc.), promuovendo i contatti con le associazioni di volontariato o ogni altro soggetto attivo nel territorio ritenuto utile in funzione del bisogno espresso. INFORMAZIONI TRASVERSALI - (FUNZIONE E) Con riferimento alla generalità della popolazione detenuta lo Sportello sviluppa una serie di attività informative che di seguito si distinguono: 1) informazione legale finalizzata a migliorare le conoscenze dei detenuti circa i propri diritti e circa le possibilità di beneficiare di misure alternative alla detenzione 2) informazioni rispetto a trattamenti pensionistici o previdenziali in essere ovvero attivabili in funzione delle caratteristiche personali di ciascuno. Parimenti rispetto alla determinazione delle certificazioni ISE/ISEE (D.Lgs. 130/2000 e s.m.i.; DPCM 159/2013). In merito si ritiene utile l avvio di un rapporto strutturato con l INPS di Forlì funzionale alla migliore gestione del tema, anche prevedendo la creazione di uno spazio informativo interno alla Casa Circondariale dedicato alla diffusione delle informazioni o alla compilazione di modulistica di settore 3) informazioni rispetto alla posizione anagrafica con eventuale supporto e collaborazione diretta e condivisa con l Anagrafe del Comune di Forlì rispetto alla regolarizzazione dello status anagrafico. RACCORDO CON ALTRI SPORTELLI INFORMATIVI (FUNZIONE F) In considerazione della possibile mobilità dei detenuti presenti nella Casa Circondariale di Forlì in altri istituti di pena presenti nel territorio regionale, nonché della possibilità che persone residenti da libere nel territorio del Comune di Forlì e/o dei Comuni del comprensorio forlivese siano detenute presso altri istituti penitenziari della regione Emilia Romagna, si ritiene necessario che lo Sportello Informativo attivi ogni utile collegamento o correlazione con corrispondenti Sportelli operanti presso detti istituti.
9 9 Infatti si intende perseguire l'obiettivo di preservare il patrimonio delle informazioni assunte dallo Sportello attivo presso l'istituto di pena, assicurando l'auspicata continuità quindi dei percorsi formativi, o degli iter burocratici avviati nella detenzione presso il precedente istituto. In tal senso si ritiene che lo Sportello debba assumere la necessaria conoscenza della rete costituita dagli altri Sportelli esistenti, assicurando la collaborazione necessaria per la proficua gestione del trasferimento o della ricezione delle notizie afferenti la popolazione detenuta interessata da trasferimenti o persone forlivesi detenute presso altri istituti di pena. Art. 5 SOSTEGNO ALLE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE Condividendo il principio secondo cui il carcere non rappresenta l unica esperienza penale possibile e concordando nel supportare la realizzazione di misure alternative alla detenzione attraverso azioni orientate al reinserimento della persona ristretta nel tessuto socio-economico esterno, lo Sportello Informativo attiva ogni iniziativa utile in condivisione con la Direzione della Casa Circondariale nonché con l Ufficio Esecuzione Penale Esterna competente - alla migliore connessione tra la concreta situazione personale del detenuto e le reti esterne al carcere significative per la realizzazione dell obiettivo citato. A titolo meramente esemplificativo si menziona la correlazione con possibili terminali produttivi o soggetti titolati all attivazione di tirocini formativi; con i Servizi Sociali territorialmente competenti rispetto all individuazione di possibili soluzioni abitative ovvero per la presa in carico, più in generale, della persona; contatti e relazioni del detenuto per valutarne le possibili forme o modalità di collaborazione progettuale. In particolare lo Sportello svolge un ruolo di connessione con la rete delle associazioni di volontariato qualificate per l Area carcere con il fine specifico di comprendere la possibile collaborazione nella gestione di persone destinatarie di misure alternative alla detenzione e che risultino prive parzialmente di adeguate reti familiari o amicali. Parimenti lo Sportello Informativo svolge una funzione di raccordo con la realtà socio-familiare del detenuto ovvero con le Istituzioni o la società civile del territorio di residenza della persona ristretta collaborando, per quanto di competenza, alla realizzazione di azioni orientate al reinserimento della persona detenuta nel tessuto socio-economico esterno.
10 10 Lo Sportello, inoltre, assicura il costante aggiornamento delle posizioni individuali dei detenuti presenti al fine di comprendere la sussistenza delle condizioni per avviare percorsi di inserimento volontario in lavori di pubblica utilità (LPU). Art. 6 LA MEDIAZIONE CULTURALE Con riferimento alla popolazione carceraria straniera lo Sportello Informativo deve prevedere una sua specifica sezione che assicuri la realizzazione delle attività indicate nel presente atto, declinandole in funzione delle specifiche caratteristiche linguistiche e culturali del detenuto. Rispetto a detenuti stranieri dimittendi l'attività dello Sportello è improntata al reperimento di riferimenti esterni alla struttura detentiva (rapporti famigliari, rete sociale) affinché il progetto rieducativo avviato all interno del carcere possa essere efficace per il reinserimento sociale e lavorativo una volta terminata la detenzione. In particolare si ritiene necessario promuovere iniziative finalizzate alla realizzazione di corsi di alfabetizzazione o di apprendimento della lingua italiana. Particolare attenzione dovrà inoltre essere dedicata all'informazione ed eventuale accompagnamento all'accesso a programmi di rimpatrio assistito. Lo Sportello Informativo impronta la propria attività rivolta a detenuti stranieri assicurando la massima connessione con il Centro Servizi per l'integrazione (relativamente al Comune di Forlì) ovvero con i corrispondenti Sportelli e/o Centri informativi per stranieri realizzati dai Comuni sul territorio della Regione. Il servizio di mediazione prevede inoltre l accompagnamento di detenuti, insieme ai volontari, per l espletamento di pratiche burocratiche, quali rinnovo passaporti, documenti di riconoscimento presso gli uffici di competenza. Art. 7 MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI VITA DEI DETENUTI Tenuto conto che il processo di umanizzazione della pena in atto nel sistema penitenziario italiano sta determinando come effetto il sensibile aumento delle ore trascorse dai detenuti fuori dalle celle, risulta conseguente la necessità che lo Sportello Informativo provveda alla diffusione delle informazioni relative alle attività realizzate all'interno dell'istituto funzionali al miglioramento degli aspetti relazionali dentro gli istituti penitenziari attraverso l accesso ad attività culturali e sportive, biblioteche e centri di documentazione.
11 11 In tal senso propone e supporta la realizzazione anche di progetti sperimentali di studio e/o lavoro all interno del carcere ed il sostegno alla realizzazione delle attività a titolo volontario e gratuito svolte all esterno del carcere. Tutte le azioni funzionali al miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti devono assumere una specifica declinazione con particolare attenzione alle donne detenute ed ai loro figli minori, promuovendo circostanze e condizioni che favoriscano la relazione fra i figli ed il genitore detenuto. Il soggetto gestore prevede nel quadro della programmazione annuale delle proprie attività la presenza di un operatore che possa partecipare all organizzazione delle attività, in collaborazione con l area pedagogica, le agenti di Polizia Penitenziaria della sezione femminile e le detenute stesse. Il soggetto gestore promuove le correlazioni con le associazioni di volontariato aderenti al Protocollo sopra indicato al fine di realizzare, eventualmente, opportune azioni di accompagnamento di detenuti in permesso premio e nella fase immediatamente successiva alla scarcerazione. Parimenti, d'intesa con la Direzione della Casa Circondariale, promuove ogni utile correlazione con associazioni che possano organizzare e realizzare attività ricreative, sportive e culturali anche con l obiettivo di instaurare rapporti di conoscenza con i detenuti presenti presso l Istituto. Art. 8 - FORMAZIONE DEGLI OPERATORI Il soggetto gestore assicura l'impiego di personale qualificato come specificato negli articoli precedenti con riferimento all' operatore di rete e con riferimento all' operatore di raccordo che si occupa appunto delle attività di raccordo con i soggetti pubblici e privati del territorio di residenza del detenuto dimittendo. Parimenti si assicura la massima integrazione tra gli operatori presenti presso lo Sportello e gli operatori dell'amministrazione Penitenziaria sul piano dei contenuti e dei metodi per la realizzazione delle attività assegnate allo Sportello. Si evidenzia la necessità di promuovere la partecipazione del personale (anche volontario) ai momenti di formazione in ambito carcere che dovessero essere organizzati da Amministrazioni Pubbliche o soggetti privati. Art. 9 VOLONTARIATO
12 12 Le parti riconoscono il valore sociale del volontariato in quanto espressione di partecipazione, pluralismo e solidarietà della società civile e ne valorizzano il ruolo nella realizzazione delle attività descritte nel presente documento. Lo Sportello Informativo, in questo senso, fornisce le necessarie informazioni alle Associazioni aderenti al Protocollo d'intesa, approvato con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 39 del 28 febbraio 2013, rispetto alle modalità di accesso dei volontari nell'istituto, promuovendo soluzioni logistico-organizzative che consentano lo svolgimento delle attività promosse dal volontariato e la partecipazione da parte dei detenuti. Inoltre lo Sportello garantisce la realizzazione di uno specifico percorso di formazione su tematiche collegate al funzionamento della giustizia, anche alla luce della recente normativa in materia e, in particolare, sulle modalità di esecuzione penale sia interna che esterna, quale percorso formativo dedicato ai nuovi volontari impiegati nelle attività oggetto del presente atto. Parimenti - per l aggiornamento del proprio personale volontario - organizza periodici eventi formativi in materia sulle tematiche attinenti all aerea dell esecuzione penale. Lo Sportello Informativo, mantenendo il costante contatto con la Direzione della Casa Circondariale, assicura la puntuale informazione alle Associazioni di volontariato operanti nel Carcere di Forlì in merito a modifiche normative e regolamentari d'interesse. Art GOVERNANCE Lo Sportello Informativo impronta la realizzazione delle attività assegnate in funzione degli indirizzi formulati dall'amministrazione Comunale di Forlì Servizio Politiche di Welfare in coerenza con gli indirizzi programmatici annualmente definiti dalla Regione Emilia Romagna in tema di interventi rivolti alle persone sottoposte a limitazioni della libertà personale e con le risultanze definite in sede di Comitato Locale Carcere al fine di garantire la massima coerenza e sinergia delle attività svolte dai diversi soggetti competenti e attivare ogni ulteriore risorsa disponibile. Le modalità applicative delle varie attività comprese nello Sportello Informativo e ad esso connesse, devono essere oggetto di preventiva condivisione con la Direzione della Casa Circondariale di Forlì.
13 13 Art PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI Al fine di tendere alla migliore realizzazione degli obiettivi indicati nel presente documento, le parti si impegnano a realizzare periodici incontri finalizzati alla verifica dello stato di attuazione degli obiettivi operativi sopra descritti e al fine di condividere eventuali integrazioni applicative utili per attualizzare le attività con le indicazioni espresse in materia dalla programmazione regionale ovvero dall'amministrazione Penitenziaria. La programmazione annuale delle attività avrà come priorità la promozione di ogni utile iniziativa rivolta ad aumentare le opportunità di lavoro dentro e fuori alla Casa Circondariale; di adesione a progetti per lavori di pubblica utilità; di miglioramento degli interventi finalizzati all'umanizzazione della pena; di aumento delle opportunità per accedere a misure alternative alla detenzione; di riduzione dalla presenza di detenuti e di reinserimento sociale relativamente ai dimittendi. La programmazione annuale delle attività correlate allo Sportello Informativo potrà tener conto delle indicazioni eventualmente espresse dalla popolazione detenuta della Casa Circondariale di Forlì consultabile, secondo modalità e procedure preventivamente condivise con la Direzione della Casa Circondariale, in merito al servizio erogato. Art MODALITA DI SVOLGIMENTO DELL ATTIVITA Le azioni connesse con la realizzazione degli obiettivi afferenti al presente atto devono essere strettamente coordinate e raccordate con le attività progettuali formulate dagli operatori del Servizio Politiche di Welfare (U.O. Adulti e Politiche Abitative). Il soggetto gestore si deve impegnare a garantire la cura dei rapporti con l Amministrazione penitenziaria ai fini del rilascio delle necessarie autorizzazioni allo svolgimento delle attività all interno della Casa Circondariale. Per la realizzazione delle attività comprese nello Sportello Informativo il soggetto gestore, in stretta correlazione con la Direzione della Casa Circondariale di Forlì, promuove le possibili forme di partecipazione volontaria della popolazione detenuta. Art RISORSE NECESSARIE (personale attrezzature materiali) L'associazione deve garantire per tutto il periodo di durata della convenzione, a garanzia della continuità e della concreta realizzazione delle azioni previste, la disponibilità di almeno 2 (due) operatori professionali al fine di garantire le attività
14 14 comprese nei seguenti tre ambiti: operatore di rete (con valenza operativa interna la Carcere); mediazione culturale; operatore di raccordo (con valenza esterna al Carcere). Deve essere garantita necessariamente per almeno 12 ore settimanali l'attività dell'operatore di rete per le funzioni ad esso ascritte. L'associazione deve altresì assicurare nel quadro del personale impiegato per la realizzazione delle attività comprese nel presente atto ed in considerazione della presenza significativa di detenuti stranieri l'operatività di un mediatore culturale per almeno 10 ore settimanali. Inoltre l associazione deve garantire per almeno 12 ore settimanali l'attività di un operatore di raccordo per le funzioni ad esso ascritte sulla base delle presenti linee guida. Gli operatori di cui sopra potranno essere affiancati nello svolgimento delle loro attività da uno o più volontari, ma non potranno essere da questi sostituiti. Il soggetto gestore deve annoverare tra il personale che può mettere a disposizione per realizzare le attività riferite al presente atto almeno 20 (venti) volontari con esperienza maturata nel settore delle attività volontaristiche rivolte ai detenuti e alle problematiche dell Area Carcere, titolari di cognizioni tecniche e pratiche e delle qualifiche professionali richieste per lo svolgimento dei servizi oggetto del progetto. Nel realizzare le attività descritte nel presente atto il soggetto gestore può anche avvalersi delle professionalità rese disponibili da altri soggetti, con comprovata esperienza maturata nell ambito di attività oggetto del presente atto, previa comunicazione al Servizio Politiche di Welfare dell'avvio di detta forma di collaborazione. Il personale (professionale e volontario) deve essere equamente rappresentativo del genere maschile e femminile. L Associazione deve formalmente indicare al Servizio Politiche di Welfare il nominativo dell'unico referente responsabile di tutte le azioni comprese e connesse con il servizio oggetto del presente atto. L'associazione si impegna a fornire nella propria autonomia organizzativa tutte le prestazioni necessarie alla realizzazione degli obiettivi indicati nel presente atto.
15 15 Art RIMBORSO SPESE Il Comune di Forlì si impegna a rimborsare all'associazione titolare della convenzione - a seguito di una specifica e formale rendicontazione così come di seguito descritta - ogni spesa effettuata in relazione alle attività comprese nel servizio oggetto del presente atto. La richiesta di rimborso è ammissibile entro i limiti massimi sotto indicati per ogni singola voce, fino ad un massimo annuo di ,00: 1 Spese operatori e volontari riferite allo Sportello ,00 Informativo 2 spese di struttura, gestione ed amministrazione 3.000,00 3 Spese riferite ad operatore di raccordo ,00 Totale complessivo ,00 Eventuali scostamenti rispetto agli importi fissati per ciascuna voce di spesa, fermo restando l importo massimo annuo assegnato alla gestione complessiva del servizio, saranno ammessi solo se aventi carattere marginale e se adeguatamente giustificati nella relazione redatta dal soggetto gestore acclusa alla richiesta di rimborso delle spese. Il rimborso di cui sopra verrà corrisposto al soggetto gestore sulla base delle spese effettivamente sostenute per l attuazione delle attività previste nel presente atto e previa presentazione del rendiconto comprensivo di documentazione giustificativa e di una relazione illustrativa delle attività concretamente realizzate. Eventuali spese che siano strettamente ed oggettivamente non documentabili attraverso fatture, note, ricevute, scontrini di cassa, saranno rimborsate su presentazione di apposita dichiarazione firmata dal legale rappresentante del soggetto gestore (inserita nella rendicontazione) subordinatamente ad espressa accettazione da parte del Dirigente del Servizio Politiche di Welfare del Comune di Forlì. Il Comune di Forlì - Servizio Politiche di Welfare - provvederà a rimborsare le spese entro 60 giorni dalla presentazione della correlata richiesta, corredata della documentazione completa e così come sopra indicata, con cadenza quadrimestrale e previa una verifica del parziale raggiungimento degli obiettivi. L'eventuale riscontro del mancato pieno raggiungimento degli obiettivi operativi compresi nel Servizio Sportello Informativo determina una proporzionale riduzione del contributo messo a disposizione per il rimborso delle spese sostenute dal soggetto gestore. Detta evenienza deve essere formalmente e preventivamente
16 16 comunicata al soggetto gestore con l'espressa indicazione delle circostanze che motivano la liquidazione solo parziale del rimborso spese richiesto. Art INDICATORI PER IL MONITORAGGIO/VALUTAZIONE Il soggetto gestore propone specifici indicatori e criteri di misurazione della efficacia ed efficienza delle attività svolte funzionali a verificare lo stato di attuazione in itinere degli obiettivi prefissati. Il raggiungimento di tali obiettivi è misurato attraverso: - la quantificazione dei colloqui con detenuti nuovi giunti - numero di detenuti coinvolti complessivamente nelle attività comprese e correlate allo Sportello Informativo - indicazione e quantificazione delle collaborazioni e dei contatti stabiliti nell'attività di coordinamento con altri Sportelli Informativi attivi presso Istituti Penitenziari ubicati nella Regione Emilia Romagna; - indicazione e quantificazione delle collaborazioni con la rete territoriale del comune di residenza del singolo detenuto, nello svolgimento dell attività di diffusione delle informazioni e di coordinamento con Enti ed Istituzioni per favorire percorsi di reinserimento socio-lavorativi dei detenuti dimittendi o prossimi all'ottenimento di misure alternative alla detenzione; - numero delle azioni di accompagnamento nella fase di dimissione dal carcere rispetto ai servizi del territorio. Il Servizio Politiche di Welfare, in collaborazione con l'associazione, si riserva di elaborare ulteriori specifici indicatori per la valutazione della qualità dei servizi prestati in esecuzione del servizio oggetto del presente atto. Art VERIFICHE E CONTROLLO SULL ATTIVITA Il Servizio Politiche di Welfare del Comune di Forlì esercita il controllo sul regolare svolgimento delle attività comprese nel servizio Sportello Informativo e sulla qualità nonché pertinenza delle attività realizzate dal soggetto gestore. Il soggetto gestore è tenuto a redigere e a trasmettere al Servizio Politiche di Welfare: a) relazioni a cadenza quadrimestrale sull andamento delle attività oggetto del servizio Sportello Informativo, indicando i dati relativi al raggiungimento parziale degli obiettivi di cui al precedente art. 15;
17 17 b) rendicontazione a cadenza quadrimestrale della spesa sostenuta per la realizzazione delle attività inerenti il progetto in questione, articolata sulla base delle voci di spesa così come specificate al precedente art. 14; c) relazione annuale che sintetizzi gli obiettivi raggiunti e che al contempo formuli indicazioni e suggerimenti per una migliore definizione degli obiettivi afferenti al servizio Sportello Informativo. Le parti assicurano l informazione degli esiti corrispondenti alla Direzione della Casa Circondariale di Forlì per eventuali osservazioni. Le risultanze della verifica annuale sono altresì riportate al Comitato Locale Carcere. Il Comune di Forlì si riserva di effettuare momenti di verifica non programmati, anche mediante sopralluoghi, disposti in qualunque momento dal Dirigente del Servizio Politiche di Welfare allo scopo di controllare il corretto adempimento degli obblighi posti in capo all'associazione. Art. 17 ASSICURAZIONI L'associazione: 1) provvede all'assolvimento degli obblighi ed oneri assicurativi ed antinfortunistici, assistenziali e previdenziali previsti dalla normativa vigente in relazione a tutto il personale impiegato a vario titolo (dipendente; volontario; collaboratori; ecc.) nelle attività comprese nel servizio denominato Sportello Informativo oggetto della convenzione; 2) garantisce che tutto il personale impiegato nelle attività è coperto da assicurazione contro gli infortuni, malattie connesse allo svolgimento delle azioni o mansioni assegnate e per la responsabilità civile verso terzi; 3) garantisce l'attivazione delle polizze assicurative obbligatorie per legge o comunque opportune a copertura dei rischi o chiamate di responsabilità relativamente all'utilizzo di veicoli, o di strutture mobili e/o immobili che il soggetto gestore dovesse utilizzare per lo svolgimento delle attività; 4) esonera e tiene salvo il Comune di Forlì Servizio Politiche di Welfare da qualsivoglia azione per risarcimento danni o di rivalsa attivata da soggetti terzi in correlazione alle attività assegnate al gestore in forza del presente atto. Art. 18 PROTEZIONE DATI PERSONALI
18 18 Ai sensi della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs. 196/2003 e s.m.i.), il soggetto gestore è individuato quale responsabile del trattamento dei dati personali, anche sensibili e/o giudiziari, di cui disporrà ai fini dello svolgimento del servizio in questione. In qualità di responsabile del trattamento, il soggetto gestore si adopera affinché i propri operatori rispettino la normativa vigente in materia di tutela della riservatezza e di protezione dei dati personali, sensibili e giudiziari. Gli operatori dovranno essere individuati dal gestore quali incaricati per il trattamento dei dati ai sensi dell art. 30 del D.Lgs. 196/2003. Il soggetto gestore è tenuto all osservanza, oltre che delle norme vigenti a livello statale e regionale, anche alle disposizioni, in materia, che siano approvate dal Comune di Forlì. Art. 19 COORDINAMENTO DEL COMUNE Il Responsabile dell'esecuzione, per il Comune di Forlì, è il Dirigente del Servizio Politiche di Welfare, tramite il Responsabile dell'unita Operativa Adulti e Politiche Abitative. Il soggetto gestore delle attività dello Sportello Informativo, oggetto della convenzione, deve espressamente individuare un proprio referente coordinatore e responsabile per la gestione delle attività correlate, comunicando formalmente il nominativo al Servizio Politiche di Welfare. All'inizio delle attività il soggetto gestore predispone, in accordo con il Comune di Forlì Servizio Politiche di Welfare, il programma operativo per la realizzazione delle attività. I referenti sopra indicati si confrontano periodicamente ai fini del buon andamento del progetto. Art VARIAZIONI CONTRATTUALI E DURATA In relazione alle esigenze dell utenza e dei servizi, le attività di cui al presente atto potranno essere ridefinite, in accordo tra il Comune di Forlì ed il soggetto gestore, con relativo adeguamento dei patti e condizioni contrattuali. In particolare è prevista la possibilità di estensione quantitativa delle attività oggetto della convenzione, fino al 50% dell importo del rimborso spese previsto, mediante apposita determinazione dirigenziale e conseguente contratto, nella medesima forma della convenzione originaria oppure mediante controfirma del provvedimento per
19 accettazione da parte del soggetto gestore, a seconda dell importanza dell integrazione. La convenzione con il soggetto gestore ha durata di anni 5 (cinque), dalla data del suo perfezionamento o da quella della consegna anticipata delle attività mediante apposito verbale con possibilità di recesso annuale per entrambe le Parti. 19
SCHEMA DI CONVENZIONE PER GESTIONE SERVIZIO SPORTELLO INFORMATIVO PER DETENUTI.
1 Allegato B) SCHEMA DI CONVENZIONE PER GESTIONE SERVIZIO SPORTELLO INFORMATIVO PER DETENUTI. Premesso: che il Comune di Forlì, nell ambito del Piano di Zona per la salute e il benessere sociale 2009-2011

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 art. 15
 art. 14
 Art. 17
 Art. 18
 art. 30
 Art. 19