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Timestamp: 2020-08-07 18:46:09+00:00

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13 NOVEMBRE 1987 CONVENZIONE EUROPEA PER LA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA - Dr Vicla Sgaravatti
13 NOVEMBRE 1987 CONVENZIONE EUROPEA PER LA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA
Pubblicato da Vicla Sgaravatti il 13/11/2018
A Strasburgo, il 13 novembre 1987, veniva firmato questo documento che qui vi riporto in parte.
Questa è una traduzione ufficiale della Cancelleria federale della Svizzera.
conside-rando le difficoltà causate dalla grande varietà di animali tenuti dall’uomo;
Capitolo I –Disposizioni generali
1 Per animale da compagnia si intende ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto dall’uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico, per suo diletto e compagnia.
2 Per commercio di animali da compagnia si intende l’insieme di transazioni effettuate in maniera regolare per quantitativi rilevanti ed a fini di lucro, che comportano il trasferimento di proprietà di tali animali.
3 Per allevamento e custodia di animali da compagnia a fini commerciali si intendono l’allevamento e la custodia praticati principalmente a fini di lucro per quantitativi rilevanti.
4 Per rifugio per animali si intende un istituto a fini non di lucro nel quale gli animali da compagnia possono essere tenuti in congruo numero. Qualora la legislazione nazionale e/o le norme amministrative lo consentano, tale istituto può accogliere animali randagi.
5 Per animale randagio si intende ogni animale da compagnia senza alloggio domestico o che si trova all’esterno dei limiti dell’alloggio domestico del suo proprietario o custode e che non è sotto il controllo o la diretta sorveglianza di alcun proprietario o custode.
6 Per autorità competente, si intende l’autorità designata dallo Stato membro.
Articolo 2 (…)
Capitolo II –Principi per il mantenimento degli animali da compagnia
Articolo 3 –Principi fondamentali per il benesseredegli animali
1 Nessuno causerà inutilmente dolori, sofferenze o angosce ad un animale da compagnia.
2 Nessuno deve abbandonare un animale da compagnia.
Articolo 4 –Mantenimento
1 Ogni persona che tenga un animale da compagnia o che abbia accettato di occuparsene sarà responsabile della sua salute e del suo benessere.
2 Ogni persona che tenga un animale da compagnia o se ne occupi, deve provvedere alla sua installazione e fornirgli cure ed attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni etologici secondo la sua specie e la sua razza ed in particolare:
a rifornirlo in quantità sufficiente di cibo e di acqua di sua convenienza;
b procurargli adeguate possibilità di esercizio;
c prendere tutti i ragionevoli provvedimenti per impedire che fugga.
3 Un animale non deve essere tenuto come animale da compagnia se:
a le condizioni di cui al paragrafo 2 di cui sopra non sono soddisfatte, oppure
b benché tali condizioni siano soddisfatte, l’animale non può adattarsi alla cattività.
Articolo 5 –Riproduzione
Articolo 6 –Limiti di età per l’acquisto
Articolo 7 –Addestramento
Articolo 8 –Commercio, allevamento e custodia a fini commerciali, rifugi per animali
1 Qualsiasi persona la quale, all’atto dell’entrata in vigore della Convenzione, pratichi il commercio o l’allevamento o la custodia di animali da compagnia a fini commerciali, o gestisca un rifugio per animali deve dichiararlo all’Autorità competente entro un termine adeguato che sarà stabilito da ciascuna Parte.
2 Questa dichiarazione deve indicare:
a le specie di animali da compagnia in oggetto o che saranno in oggetto;
b la persona responsabile e le sue nozioni in materia;
c una descrizione dei locali ed attrezzature che sono o saranno utilizzati.
3 Le attività di cui sopra possono essere esercitate solamente se:
a la persona responsabile è in possesso delle nozioni e della capacità necessarie all’esercizio di tale attività, avendo sia una formazione professionale, sia un’esperienza sufficiente per quanto riguarda gli animali da compagnia;
b i locali e le attrezzature utilizzate per l’attività soddisfano ai requisiti di cui all’articolo 4.
4 L’Autorità competente stabilisce, in base alla dichiarazione effettuata in conformità con le disposizioni del paragrafo 1, se le condizioni di cui al paragrafo 3 sono soddisfatte o meno. Qualora non fossero sufficientemente soddisfatte, l’Autorità competente raccomanda provvedimenti e vieta l’inizio o il proseguimento dell’attività se ciò è necessario ai fini della protezione degli animali.
5 L’Autorità competente deve, conformemente con la legislazione nazionale, controllare se le summenzionate condizioni sono soddisfatte o meno.
Articolo 9 –Pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni e manifestazioni analoghe
1 Gli animali da compagnia non possono essere utilizzati per pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni o manifestazione analoghe a meno che:
a l’organizzatore non abbia provveduto a creare le condizioni necessarie per un trattamento di tali animali che sia conforme con i requisiti dell’articolo 4 paragrafo 2 e che
b la loro salute ed il loro benessere non siano messi a repentaglio.
2 Nessuna sostanza deve essere somministrata ad un animale da compagnia, nessun trattamento deve essergli applicato, né alcun procedimento utilizzato per elevare o diminuire il livello naturale delle sue prestazioni:
a nel corso di competizioni;
b in qualsiasi altro momento, qualora ciò possa mettere a repentaglio la salute ed il benessere dell’animale.
Articolo 10 –Interventi chirurgici
1 Gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi debbono essere vietati, in particolare:
a il taglio della coda;
b il taglio delle orecchie;
c la recisione delle corde vocali;
d l’esportazione delle unghie e dei denti.
2 Saranno autorizzate eccezioni a tale divieto solamente:
a se un veterinario considera un intervento non curativo necessario sia per ragioni di medicina veterinaria, sia nell’interesse di un determinato animale;
b per impedire la riproduzione.
3 a gli interventi nel corso dei quali l’animale proverà o sarà suscettibile di provare forti dolori debbono essere effettuati solamente in anestesia e da un veterinario o sotto il suo controllo;
b gli interventi che non richiedono anestesia possono essere praticati da una persona competente in conformità con la legislazione nazionale.
Articolo 11 –Uccisione
1 Solo un veterinario o altra persona competente deve procedere all’uccisione di un animale da compagnia, tranne che in casi di urgenza per porre fine alle sofferenze di un animale e qualora non si possa ottenere rapidamente l’assistenza di un veterinario o di altra persona competente, o in ogni altro caso di emergenza configurato dalla legislazione nazionale. Ogni uccisione deve essere effettuata con il minimo di sofferenze fisiche e morali in considerazione delle circostanze. Il metodo prescelto, tranne che in casi di urgenza, deve:
a sia indurre una perdita di coscienza immediata e successivamente la morte;
b sia iniziare con la somministrazione di un’anestesia generale profonda seguita da un procedimento che arrechi la morte in maniera certa.
2 Debbono essere vietati i seguenti metodi sacrificali:
a l’annegamento ed altri sistemi di asfissia, se non producono gli effetti di cui al paragrafo 1, comma b;
b l’utilizzazione di qualsiasi veleno o droga di cui non sia possibile controllare il dosaggio e l’applicazione in modo da ottenere gli effetti di cui al paragrafo 1;
c l’elettrocuzione a meno che non sia preceduta da un’immediata perdita di coscienza.
Capitolo III –Misure complementari per gli animali randagi
Articolo 12 –Riduzione del numero di animali randagi
a Tali misure debbono comportare che:
i- se questi animali debbono essere catturati, ciò sia fatto con il minimo di sofferenze fisiche e morali tenendo conto della natura dell’animale;
ii- nel caso che gli animali catturati siano tenuti o uccisi, ciò sia fatto in conformità con i principi stabiliti dalla presente Convenzione.
b Le Parti si impegnano a prendere in considerazione:
i- l’identificazione permanente di cani e gatti con mezzi adeguati che causino solo dolori, sofferenze o angosce di poco conto o passeggere, come il tatuaggio abbinato alla registrazione del numero e dei nominativi ed indirizzi dei proprietari;
ii- di ridurre la riproduzione non pianificata dei cani e dei gatti col promuovere la loro sterilizzazione;
iii- di incoraggiare le persone che rinvengono un cane o un gatto randagio, a segnalarlo all’Autorità competente.
Articolo 13 –Eccezioni per quanto concerne la cattura, il mantenimento e l’uccisione
Capitolo IV –Informazione ed istruzione
Articolo 14 –Programmi di informazione e di istruzione
a l’addestramento di animali da compagnia a fini commerciali o di competizione, da effettuarsi da parte di persone con nozioni e competenze specifiche;
b la necessità di scoraggiare:
i- il dono di animali da compagnia ai minori di 16 anni senza l’espresso consenso dei loro genitori o di altre persone che esercitano la responsabilità parentale;
ii- il dono di animali da compagnia come premio, ricompensa, o omaggio;
iii- la procreazione non pianificata di animali da compagnia;
c le eventuali conseguenze negative per la salute ed il benessere degli animali selvatici, del loro acquisto o inserimento come animali da compagnia;
d i rischi derivanti dall’acquisto irresponsabile di animali da compagnia che porta ad un aumento del numero degli animali non voluti ed abbandonati.
Capitolo V (…)

References: Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14