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Sentenza n. 5091 del 25 settembre 2012 Consiglio di Stato - Tutto Stranieri
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Diniego rilascio permesso di soggiorno per motivi di attesa occupazione – pregresso rigetto dell’istanza di emersione per lavoro subordinato domestico
sul ricorso numero di registro generale 6208 del 2012, proposto da: *****, rappresentato e difeso dagli avv. Paola Turarolo e Giuseppe Viola, con domicilio eletto presso avv. Giuseppe Viola in Roma, piazza della Liberta’ n. 13;
Ministero dell’Interno e Questura di Genova, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
della sentenza breve del T.A.R. LIGURIA – GENOVA- SEZIONE II n. 00309/2012, resa tra le parti, concernente diniego rilascio permesso di soggiorno
Relatore nella camera di consiglio del 31 agosto 2012 il Cons. Vittorio Stelo e uditi per le parti gli avvocati Viola, Giuffrè su delega di Turarolo e l’avvocato dello Stato Galluzzo;
Considerato che sussistono i presupposti per definire il giudizio nel merito ai sensi della citata disposizione della cui applicabilità è stato dato avviso alle parti presenti alla camera di consiglio fissata per l’esame dell’istanza incidentale di sospensione della sentenza impugnata formulata dalla parte appellante;
1. Con decreto in data 3 ottobre 2011 il Questore di Genova ha rigettato il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di attesa occupazione a favore del signor *****, irregolarmente presente in Italia posto che lo Sportello Unico presso la Prefettura di Genova aveva archiviato l’istanza di emersione per lavoro subordinato domestico in quanto presentata da cittadino italiano appartenente a nucleo familiare che aveva prodotto altra analoga domanda, violando così i limiti numerici e facendo venir meno gli effetti di cui all’art. 1 ter della legge n. 102/2009.
2. Il Tribunale amministrativo regionale per la Liguria- Sezione II, con sentenza semplificata n. 309 del 16 febbraio 2012 depositata lo stesso giorno, ha respinto, con condanna alle spese, il ricorso proposto dal signor *****, ritenendo corretto l’operato della Questura e sottolineando che il ricorso era rivolto in effetti avverso il pregresso diniego di emersione, che non è stato però impugnato per cui la sua eventuale illegittimità non avrebbe rilevanza in questa sede e quindi sul provvedimento specificatamente gravato, che, ad avviso del T.A.R., si reggerebbe comunque sul piano logico.
3. Il signor *****, con atto notificato il 26 luglio 2012 e depositato il 9 agosto 2012, ha interposto appello, con domanda di sospensiva, riproponendo sostanzialmente i motivi già dedotti in primo grado e quindi e ancora avverso il suddetto rigetto dell’istanza di emersione.
Si lamenta in particolare che, a seguito del trasferimento della residenza del datore di lavoro presso la madre, la domanda di regolarizzazione da lui presentata era stata rigettata avendo pure la madre presentato analoga istanza poi perfezionatasi; così penalizzando ingiustamente l’appellante.
4. Il Ministero dell’Interno e la Questura di Genova si sono costituiti con mero atto formale depositato il 23 agosto 2012.
5. Alla camera di consiglio del 31 agosto 2012 la causa, presenti i legali delle parti, è stata trattenuta in decisione ai sensi dell’art. 60 c.p.a.
6. Ciò premesso in fatto, l’appello è infondato dovendosi condividere le puntuali e esaurienti argomentazioni già svolte dal T.A.R. che non richiedono particolari integrazioni.
In effetti l’appello si limita a ribadire i motivi volti direttamente all’annullamento del provvedimento prefettizio di rigetto della domanda di emersione, che non risulta essere stato tempestivamente impugnato ed è quindi divenuto definitivo, per cui il decreto questorile si appalesa legittimo contenendo gli elementi, di fatto e di diritto, indispensabili per configurare la fattispecie, per di più avendo dato atto del preavviso ex art. 10 bis della legge n. 241/1990, rimasto privo di riscontro.
Si soggiunge che in ogni caso le circostanze addotte dall’appellante e le giustificazioni a sostegno della sua domanda di emersione non hanno rilievo stante il puntuale disposto normativo, richiamato dalla Prefettura e dalla Questura di Genova nonché dal T.A.R.
7. Per le considerazioni che precedono l’appello va respinto così confermando la sentenza impugnata.
Si ritiene altresì di disporre la compensazione delle spese del grado essendosi l’Avvocatura generale costituitasi con mero atto formale.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge, e, per l’effetto, conferma la sentenza impugnata.
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