Source: http://www.dirittobancario.it/category/categoria-massima/ius-variandi-art-118-tub/obbligo-di-comunicazione
Timestamp: 2020-01-17 18:27:09+00:00

Document:
Obbligo di comunicazione | Diritto Bancario
Collegio di Milano, 01 ottobre 2010, n.1016
Categoria Massima: Commissione di massimo scoperto, Ius variandi (art. 118 TUB) / Obbligo di comunicazione
Parole chiave: Art. 118 TUB, Circostanze rilevanti, Commissione di massimo scoperto, Ius variandi, Onere della prova
Estremi della decisione: Collegio di Milano, 01 ottobre 2010, n.1016
Parole chiave: Commissione di massimo scoperto, Commissione Disponibilità Fondi, Ius variandi, Obbligo di comunicazione, Onere della prova
Collegio di Milano, 01 ottobre 2010, n.1010
Categoria Massima: Ius variandi (art. 118 TUB) / Obbligo di comunicazione
Parole chiave: Contratti bancari in genere, Ius variandi, Obbligo di comunicazione
Estremi della decisione: Collegio di Milano, 01 ottobre 2010, n.1010
Collegio di Roma, 30 settembre 2010, n.1007
Parole chiave: Commissione di Affidamento (CAF), Commissione di massimo scoperto, Invio della proposta, Ius variandi, Onere probatorio
Estremi della decisione: Collegio di Roma, 30 settembre 2010, n.1007
A fronte della specifica contestazione del cliente di aver mai ricevuto la proposta di modifica unilaterale del contratto ai sensi dell’art. 118-bis, t.u.b., costituisce specifico onere probatorio della banca dimostrare non solo l’invio, ma anche l’avvenuta ricezione di tale comunicazione da parte del correntista. In mancanza di tale prova, la banca non può invocare nei confronti del cliente l’applicazione delle nuove condizioni e deve quindi restituire quanto addebitato a tale titolo.
Commissione di Affidamento (CAF)
Collegio di Napoli, 30 luglio 2010, n.827
Parole chiave: Art. 118 TUB, Ius variandi, Obbligo di comunicazione, Onere della prova
Estremi della decisione: Collegio di Napoli, 30 luglio 2010, n.827
Il legittimo esercizio dello ius variandi presuppone necessariamente che la proposta di modifica unilaterale del contratto sia effettivamente ricevuta dal cliente, trattandosi di dichiarazione recettizia i cui effetti dipendono strettamente dal concreto recapito all’indirizzo del destinatario (art. 1335 cod. civ.). L’onere della prova circa l’invio della comunicazione in discorso grava sulla banca. In difetto, tra le parti continuano a produrre i loro effetti le condizioni contrattuali originariamente pattuite.
Collegio di Milano, 27 maggio 2010, n.443
Parole chiave: Art. 118 TUB, Conto Corrente Bancario, Ius variandi, Obbligo di comunicazione, Violazione
Estremi della decisione: Collegio di Milano, 27 maggio 2010, n.443
Collegio di Milano, 09 luglio 2010, n.716
Parole chiave: Art. 117 TUB, Contestazione, Contratti bancari in genere, Deposito di titoli in amministrazione, Dichiarazione recettizia, Ius variandi, Obbligo di comunicazione, Onere probatorio
Estremi della decisione: Collegio di Milano, 09 luglio 2010, n.716
Il meccanismo previsto dall’art. 118 TUB presuppone necessariamente che la proposta di modifica unilaterale del contratto sia effettivamente ricevuta dal cliente, trattandosi di dichiarazione recettizia i cui effetti dipendono strettamente dal concreto recapito all’indirizzo del destinatario (art. 1335 cod. civ.). In caso di contestazione da parte del cliente, quindi, grava sulla banca l’onere della prova circa il corretto invio della suddetta comunicazione.
Dichiarazione recettizia
Parole chiave: Art. 118 TUB, Atto unilaterale recettizio, Ius variandi, Obbligo di comunicazione, Onere della prova in capo all'intermediario
E' onere della banca provare che la proposta di modifica unilaterale del contratto ex art. 118 D.Lgs. n. 385/1993 sia stata effettivamente ricevuta dal cliente, trattandosi di dichiarazione recettizia i cui effetti dipendono strettamente dal concreto recapito all’indirizzo del destinatario (art. 1335 cod. civ.).
Atto unilaterale recettizio
Onere della prova in capo all'intermediario

References: Art. 118
 Art. 118
 Art. 118
 Art. 117
 Art. 118
 art. 118