Source: https://dait.interno.gov.it/territorio-e-autonomie-locali/giurisprudenza?page=2
Timestamp: 2020-08-12 04:29:12+00:00

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Raccolta di giurisprudenza | Page 3 | Dipartimento per gli affari interni e territoriali Ministero dell'Interno
La responsabilità della PA per lesione di interessi legittimi deve essere inquadrata nel paradigma dell'art.2043 del cod. civ., così che la stessa può essere ravvisata solo laddove ricorrano tutti gli elementi descritti dalla norma, tra cui non solo l'illegittimità del provvedimento, ma anche l' [...]
Consiglio di Stato, Sez.III - Sentenza del 6 febbraio 2019 n.896
Una prognosi positiva di sopravvenuta impermeabilità mafiosa deve fondarsi, in sede di aggiornamento richiesto ai sensi dell’art.91, comma 5, del d.lgs. n.159 del 2011, su fatti nuovi, che dimostrino la recisione di legami, rapporti, amicizie o cointeressenze con soggetti organici o contigui [...]
TAR Lazio – Roma, Sez.I - Sentenza del 5 febbraio 2019, n.1433
Consiglio di Stato, Sez.III - Sentenza del 4 febbraio 2019 n.867
L'articolo 32 del d.l. n.90 del 2014 – detto anche d.l. anticorruzione – si propone l'ambizioso obiettivo di contemperare due opposte esigenze e, cioè, garantire, da un lato, la completa esecuzione degli appalti e neutralizzare, dall'altro, il rischio derivante dall'infiltrazione criminale nelle [...]
Consiglio di Stato, sez.III - Sentenza 30 gennaio 2019, n.758
L'informazione antimafia implica una valutazione discrezionale da parte dell'autorità prefettizia in ordine al pericolo di infiltrazione mafiosa, capace di condizionare le scelte e gli indirizzi dell'impresa.
Questo Consiglio di Stato ha già chiarito che tale pericolo deve essere valutato [...]
TAR Lazio – Roma, Sez.I - Sentenza del 10 gennaio 2019, n.388
Consiglio di Stato, Sez.III - Sentenza del 19 dicembre 2018, n.7151
La Sezione (13 aprile 2018, n.2231; 30 marzo 2018, n.2031; 7 febbraio 2018, n.820; 20 dicembre 2017, n.5978; 12 settembre 2017, n.4295) ha chiarito che l'interdittiva antimafia costituisce una misura preventiva, volta a colpire l'azione della criminalità organizzata impedendole di avere rapporti [...]
TAR Sicilia - Catania, Sez.I - Sentenza del 4 dicembre 2018, n.2291
La Giurisprudenza ha rimarcato che <In ogni caso, l'impianto motivazionale dell'informativa (ex se o col richiamo agli atti istruttori) deve fondarsi su una rappresentazione complessiva, imputabile all'autorità prefettizia, degli elementi di permeabilità criminale che possano influire anche [...]
TAR Campania - Napoli, Sez.I - Sentenza del 7 novembre 2018, n.6465
Secondo consolidato indirizzo pretorio (Consiglio di Stato, Sez.III, n.319/2017 e n.3754/2016), l’eventuale venir meno del grave quadro indiziario posto a base di provvedimenti del giudice penale, non comporterebbe automaticamente la caducazione degli ulteriori elementi richiamati nell’ [...]
TAR Calabria - Sez. Reggio Calabria - Sentenza del 5 novembre 2018 n.646
Il Collegio reputa manifestamente infondata l'eccezione di illegittimità costituzionale dell'art.84, comma 4 lett.d) del D.Lgs. 159/2011 per violazione dell'art.117 della Carta Costituzionale, in riferimento al parametro interposto dell'art.1, Protocollo 1 addizionale CEDU, in particolare alla [...]
Consiglio di Stato, Sez.III - Sentenza del 14 settembre 2018, n.5410
Il condizionamento mafioso può derivare anche dalla presenza di soggetti che non svolgono ruoli apicali all'interno della società, ma siano o figurino come meri dipendenti, entrati a far parte dell'impresa senza alcun criterio selettivo e filtri preventivi;
- il condizionamento mafioso si [...]
TAR Calabria - Catanzaro, Sez.I - Sentenza dell'8 settembre 2018 n.1564
Il rischio di permeabilità mafiosa dell’impresa non può essere desunto dai rapporti di parentela, ma deve essere supportato da elementi concreti e certi, idonei a rappresentare l’esistenza concreta del suddetto pericolo.
In tal senso la neutralità, di per sé solo, del dato parentale o [...]
TAR Sicilia - Catania, Sez.I - Sentenza del 1 agosto 2018, n.1656
Il Collegio osserva che la giurisprudenza, anche di questo Tribunale, ha in più occasioni avuto modo di precisare che:
- il provvedimento prefettizio “per la sua natura cautelare e preventiva, non richiede la prova di un fatto ma solo la presenza di una serie di indizi in base ai quali non [...]
TAR Campania - Napoli, Sez.I - Sentenza del 24 luglio 2018, n.4938
I giudici di Palazzo Spada hanno distinto l'ipotesi in cui l'impresa attinta da interdittiva e quella in bonis abbiano avviato relazioni commerciali o associative, come ad esempio, la costituzione di a.t.i. (Consiglio di Stato, Sez.III, n.2232/2016) da quella in cui le due imprese abbiano dato [...]
TAR Campania – Napoli, Sez.I - Sentenza del 24 luglio 2018, n.4952
Con riferimento ai rapporti di frequentazione con soggetti gravitanti nell'orbita di locali sodalizi criminali, la giurisprudenza di questo Tribunale (T.A.R. Campania, Napoli, Sez.I, n.2422/2015; n.295/2014) ha rilevato che l'esistenza dei tentativi di infiltrazione mafiosa non presuppone [...]
TAR Campania - Napoli, Sez.I - Sentenza del 16 luglio 2018, n.4685
A giudizio del Collegio, trattandosi di provvedimento che condivide natura e finalità con le informative antimafia interdittive, differenziandosi da esse solo per la forma negativa anziché affermativa, il provvedimento di diniego di iscrizione nella “white list” deve rispondere agli stessi [...]
Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana - Sentenza del 9 luglio 2018, n.385
La Sezione ha già affermato (C.G.A.R.S., n.257 del 2016) che:
- "al fine di integrare una motivazione idonea a supportare una “interdittiva antimafia”, non è sufficiente affermare che uno o più parenti o amici del soggetto richiedente la certificazione antimafia risultano “mafiosi”, o ‘ [...]

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