Source: http://webtv.camera.it/archivio?legislatura=18&seduta=146&intervento=474367
Timestamp: 2020-05-28 13:25:39+00:00

Document:
Giovedì 21 Marzo 2019 ore 09:30
AULA, Seduta 146 - Reddito di cittadinanza e pensioni, sì al decreto
https://webtv.camera.it/evento/14045
La Camera ha approvato il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Approvato dal Senato) (C. 1637-A/R). Il provvedimento torna all'esame dell'altro ramo del Parlamento.
146^ SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 21 marzo 2019 - Ore 9,30
S. 1018 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Approvato dal Senato).	(C. 1637-A/R)
Relatrici: MURELLI (per la XI Commissione) e NESCI (per la XII Commissione), per la maggioranza; SERRACCHIANI (per la XI Commissione) e CARNEVALI (per la XII Commissione), di minoranza.
DE MARIA ed altri: Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sullo stato della sicurezza e sul degrado delle città.	(C. 696-A)
http://webtv.camera.it/evento/14045
Deputato SIANI Paolo (PARTITO DEMOCRATICO)
Deputata AIELLO Piera (MOVIMENTO 5 STELLE)
Deputato CECCONI Andrea (MISTO)
Deputata LOREFICE Marialucia (MOVIMENTO 5 STELLE)
Deputata DI LAURO Carmen (MOVIMENTO 5 STELLE)
Deputato DEL MONACO Antonio (MOVIMENTO 5 STELLE)
Deputato GUBITOSA Michele (MOVIMENTO 5 STELLE)
Disegno di legge: S. 1018 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Approvato dal Senato) (A.C. 1637-A/R) (Seguito della discussione ed approvazione)
S. 1018 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Approvato dal Senato).(C. 1637-A/R) Relatrici: MURELLI (per la XI Commissione) e NESCI (per la XII Commissione), per la maggioranza; SERRACCHIANI (per la XI Commissione) e CARNEVALI (per la XII Commissione), di minoranza.
Ripresa esame - A.C. 1637 - A/R
Esame ordini del giorno - A.C. 1637 - A/R
Votazione ordine del giorno - A.C. 1637 - A/R
Votazione ordini del giorno - A.C. 1637 - A/R
Esame ordine del giorno - A.C. 1637 - A/R
Sull'ordine dei lavori - A.C. 1637 - A/R
Ripresa esame degli ordini del giorno - A.C. 1637-A/R
Votazioni ordini del giorno - A.C. 1637 - A/R
Dichiarazioni di voto finale - A.C. 1637 - A/R
Coordinamento formale - A.C. 1637 - A/R
Intervento dei relatori - A.C. 1637 - A/R
Votazione finale - A.C. 1637 - A/R
SILVANA ANDREINA COMAROLI, legge il processo verbale della seduta del 19 Marzo 2019.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Amitrano, Battelli, Benvenuto, Bianchi, Bitonci, Borghese, Claudio Borghi, Brescia, Buffagni, Businarolo, Colletti, Colucci, Cominardi, Covolo, Davide Crippa, D'Inca', D'Uva, Del Re, Delmastro Delle Vedove, Delrio, Durigon, Fantinati, Ferraresi, Gregorio Fontana, Formentini, Frusone, Galli, Gallinella, Gallo, Garavaglia, Gava, Gebhard, Gelmini, Giaccone, Giachetti, Grande, Grimoldi, Guerini, Guidesi, Invernizzi, Lollobrigida, Lorefice, Lorenzin, Losacco, Lupi, Manzato, Micillo, Molinari, Molteni, Morelli, Morrone, Parolo, Pastorino, Rixi, Rizzo, Ruocco, Saltamartini, Schullian, Carlo Sibilia, Sisto, Spadafora, Tofalo, Valente, Vignaroli, Villarosa, Raffaele Volpi e Zoffili sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
I deputati in missione sono complessivamente ottantanove, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell' al resoconto della seduta odierna .
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 1637-A/R: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.
Ricordo che nella seduta di ieri si sono svolti gli interventi per l'illustrazione degli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame degli ordini del giorno.
Avverto che l'ordine del giorno Villani n. 9/1637-AR/173 è stato ritirato dalla presentatrice.
CLAUDIO COMINARDI,. Grazie, Presidente. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/1 Fassina: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/2 Pastorino: parere favorevole, compatibilmente ai limiti di finanza pubblica. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/3 Conte: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/4 Rostan: parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/5 Boldrini, accolto come raccomandazione con la seguente riformulazione: nell'impegno inserire, come : “a valutare il coinvolgimento” e così via. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/6 Epifani: parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/8 Occhionero, parere favorevole con la seguente riformulazione: “impegna il Governo a valutare gli effetti applicativi della disposizione richiamata in premessa, al fine di adottare, nell'ambito della compatibilità finanziaria, ulteriori iniziative normative, volte a prevedere la conferma della prestazione dell'assegno di ricollocazione nei confronti dei disoccupati percettori della Naspi”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/9 Stumpo: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/10 Acquaroli: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/11 Bellucci: accolto come raccomandazione, purché riformulato con l'aggiunta della seguente clausola: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/12 Bucalo: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/13 Butti: parere favorevole, con la seguente riformulazione: “impegna il Governo a valutare la possibilità di assumere iniziative normative volte ad escludere dalla concessione del beneficio i soggetti condannati in via definitiva”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/14 Caretta: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/15 Ciaburro: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/16 Cirielli: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/17 Luca De Carlo: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/18 Deidda, parere favorevole inserendo l'espressione “nei limiti di finanza pubblica” e riformulando l'impegno, nei termini di “valutando la possibilità”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/19 Delmastro Delle Vedove, accolto come raccomandazione come di seguito riformulato: “impegna il Governo a valutare la possibilità di assumere iniziative anche di carattere normativo, affinché siano cause di decadenza dal beneficio del reddito di cittadinanza tutti i reati corruttivi e i reati di pedofilia e pedopornografia e quelli sessuali, nonché per il reato di impiego di minori nell'accattonaggio”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/20 Donzelli: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/22 Fidanza: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/23 Frassinetti: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/24 Gemmato: parere favorevole, con la riformulazione: “a valutare l'opportunità di (…)”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/25 Lollobrigida: parere favorevole, con riformulazione: “a valutare la possibilità di adottare iniziative (…)”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/26 Lucaselli: parere favorevole con la riformulazione: “a valutare la possibilità di (…)”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/27 Maschio: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/28 Mollicone: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/29 Montaruli: parere favorevole, con la seguente riformulazione del dispositivo: “a valutare l'opportunità di (…)”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/30 Osnato: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/32 Rampelli: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/33 Rizzetto: accolto come raccomandazione, con la seguente riformulazione del dispositivo: “a valutare l'opportunità di (…)”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/34 Rotelli: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/35 Silvestroni: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/36 Bordonali: parere favorevole, se riformulato aggiungendo la locuzione “nei limiti di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/37 Varchi: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/38 Zucconi: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/39 Comaroli: parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/40 Fogliani: parere favorevole, se riformulato aggiungendo la locuzione: “nei limiti di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/41 Iezzi: parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/42 Zicchieri: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/43 Patassini: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/44 Salafia: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/45 Leda Volpi: parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/46 Troiano: parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/47 Testamento: accolto come raccomandazione, se riformulato, con l'aggiunta della locuzione “nei limiti di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/48 Frate: parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/49 Dori: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/50 Sarli: parere favorevole, con la seguente riformulazione del dispositivo: “a valutare nell'ambito delle possibilità di finanza pubblica, l'opportunità che (…)”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/51 Casa: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/52 Galizia: parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/53 Penna: parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/54 Menga: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/55 Lapia: accolto come raccomandazione, con la seguente riformulazione: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/56 Alaimo, parere favorevole, con la seguente riformulazione: “a valutare, nell'ambito delle possibilità di finanza pubblica, l'opportunità che (…)”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/57 Carbonaro: parere favorevole “nei limiti di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/58 D'Orso: parere favorevole. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/59 Vianello: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/60 Zolezzi: parere favorevole.
Ordine del giorno Deiana n. 9/1637-AR/61, parere favorevole. Ordine del giorno Sportiello n. 9/1637-AR/62, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno Angiola n. 9/1637-AR/64, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno Manzo n. 9/1637-AR/65, parere favorevole con riformulazione: “a valutare la possibilità di porre in essere”.
Ordine del giorno Flati n. 9/1637-AR/67, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno Donno n. 9/1637-AR/68, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno Segneri n. 9/1637-AR/69, parere favorevole con riformulazione: aggiungendo alla fine del periodo “fatte salve le risorse del Fondo per la lotta alla povertà e l'inclusione sociale destinate ai servizi sociali territoriali”.
Ordine del giorno Spadoni n. 9/1637-AR/70, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno Gabriele Lorenzoni n. 9/1637-AR/71, accolto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Onorevole, scusi, l'ordine del giorno Spadoni n. 9/1637-AR/70 con riformulazione?
CLAUDIO COMINARDI,. No, come raccomandazione così com'è.
PRESIDENTE. Quindi accolto come raccomandazione.
CLAUDIO COMINARDI,. Sì.
Ordine del giorno Gabriele Lorenzoni n. 9/1637-AR/71, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno Invidia n. 9/1637-AR/72, parere favorevole. Ordine del giorno L'Abbate n. 9/1637-AR/73, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno Cancelleri n. 9/1637-AR/74, parere favorevole. Ordine del giorno Costanzo n. 9/1637-AR/76, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno Siragusa n. 9/1637-AR/77, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno Ciprini n. 9/1637-AR/78, parere favorevole. Ordine del giorno Viviani n. 9/1637-AR/79, parere favorevole se così riformulato: “nei limiti di finanza pubblica”.
Ordine del giorno Ubaldo Pagano n. 9/1637-AR/80, parere contrario sulle premesse, mentre sono accolte come raccomandazione le parti restanti; si chiede tuttavia di espungere nell'impegno le parole da “d'intesa con la Conferenza Stato regioni” fino a “nonché”.
PRESIDENTE. Quindi sono espunte le premesse e viene riformulato il dispositivo.
CLAUDIO COMINARDI,. Sì, il dispositivo è riformulato, espungendo anche la parte “d'intesa con la Conferenza Stato-regioni ad adottare, già a partire dal primo provvedimento utile e, comunque, a seguito delle risultanze nel citato Rapporto annuale, le modalità idonee all'impiego delle professionalità assunte dagli ambiti territoriali e sociali nell'ambito del Programma Operativo Nazionale (PON) Inclusione 2014-2020, nonché”.
CLAUDIO COMINARDI,. Ordine del giorno De Menech n. 9/1637-AR/81, accolto come raccomandazione. Si chiede però di riformulare con “a valutare l'opportunità di”.
Ordine del giorno Miceli n. 9/1637-AR/82, accolto come raccomandazione, e riformulato con “a valutare l'opportunità, nei limiti di finanza pubblica,”.
Ordine del giorno Nobili n. 9/1637-AR/83, parere favorevole, però riformulato “nei limiti di finanza pubblica”.
Ordine del giorno Foti n. 9/1637-AR/84, accolto come raccomandazione, riformulato con “a valutare l'opportunità, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica,”
Ordine del giorno Trancassini n. 9/1637-AR/85, accolto come raccomandazione, se riformulato: “nei limiti di finanza pubblica”.
Ordine del giorno Bruno Bossio n. 9/1637-AR/86, invito al ritiro. Ordine del giorno Fragomeli n. 9/1637-AR/87, invito al ritiro. Ordine del giorno Lacarra n. 9/1637-AR/88, accolto come raccomandazione, sempre riformulato: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Ordine del giorno Gribaudo n. 9/1637-AR/89, invito al ritiro. Ordine del giorno Carla Cantone n. 9/1637-AR/90, parere favorevole, purché riformulato: “nei limiti di finanza pubblica”.
Ordine del giorno Mura n. 9/1637-AR/91, parere favorevole, sempre riformulato: “nei limiti di finanza pubblica”. Ordine del giorno Serracchiani n. 9/1637-AR/92, accolto come raccomandazione. Ordine del giorno Zan n. 9/1637-AR/93, accolto come raccomandazione, purché riformulato: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/94 Viscomi, parere favorevole, se riformulato inserendo le parole: “nei limiti di finanza pubblica”. L'ordine del giorno n. 9/1637-AR/95 Lepri è accolto come raccomandazione, se riformulato, inserendo le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/96 Pizzetti, parere favorevole, se riformulato inserendo le parole: “nei limiti di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/97 Melilli, invito al ritiro. Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/98 Madia, parere favorevole, se riformulato inserendo le parole: “nei limiti di finanza pubblica” e “a valutare la possibilità di”.
L'ordine del giorno n. 9/1637-AR/99 Berlinghieri è accolto come raccomandazione, così com'è.
Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/100 Carnevali, parere favorevole, se riformulato inserendo le parole: “nei limiti di finanza pubblica”.
Gli ordini del giorno n. 9/1637-AR/101 Siani e n. 9/1637-AR/102 Pini sono accolti come raccomandazione, se riformulati, inserendo le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sugli ordini del giorno n. 9/1637-AR/103 Schirò e n. 9/1637-AR/104 Rizzo Nervo, invito al ritiro.
Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/105 Noja, parere favorevole, se riformulato, inserendo le parole: “a valutare l'opportunità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/106 Ascani, parere favorevole, se riformulato inserendo le parole: “nei limiti di finanza pubblica” e “a valutare la possibilità di”.
Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/107 Ungaro, invito al ritiro.
Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/108 Sensi, parere favorevole. Il monitoraggio è già nell'ottica.
Sui successivi ordini del giorno, che sono praticamente identici, n. 9/1637-AR/109 Scalfarotto, n. 9/1637-AR/110 Fregolent, n. 9/1637-AR/111 Pagani, n. 9/1637-AR/112 Losacco, n. 9/1637-AR/113 Moretto, n. 9/1637-AR/114 Braga, n. 9/1637-AR/115 Gariglio, n. 9/1637-AR/116 Piccoli Nardelli, parere favorevole.
Sugli ordini del giorno n. 9/1637-AR/117 Cantini, n. 9/1637-AR/118 Cardinale, n. 9/1637-AR/119 Cenni, n. 9/1637-AR/120 Ciampi, n. 9/1637-AR/121 Critelli e n. 9/1637-AR/122 De Luca, parere favorevole, se riformulati inserendo le parole: “a valutare l'opportunità di” e “entro i limiti di finanza pubblica”.
L'ordine del giorno n. 9/1637-AR/123 Rotta, è accolto come raccomandazione, se riformulato inserendo le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/124 Enrico Borghi, parere favorevole, se riformulato inserendo le parole: “entro i limiti di finanza pubblica”.
L'ordine del giorno n. 9/1637-AR/125 Prestipino, è accolto come raccomandazione, se riformulato inserendo le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/126 Morani, invito al ritiro.
Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/127 Pezzopane, parere favorevole, se riformulato inserendo le parole: “entro i limiti di finanza pubblica”.
L'ordine del giorno n. 9/1637-AR/128 De Maria è accolto come raccomandazione.
Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/129 Anzaldi, invito al ritiro.
L'ordine del giorno n. 9/1637-AR/130 Bonomo, è accolto come raccomandazione, se riformulato inserendo le parole: “a valutare l'opportunità”.
L'ordine del giorno n. 9/1637-AR/131 Buratti, è accolto come raccomandazione, se riformulato inserendo le parole: “compatibilmente con i limiti di finanza pubblica”.
Sugli ordini del giorno n. 9/1637-AR/132 Paita, n. 9/1637-AR/133 Paolo Russo, n. 9/1637-AR/136 Polverini e n. 9/1637-AR/137 Zangrillo invito al ritiro.
Ordine del giorno n. 9/1637-AR/138 Novelli, accolto come raccomandazione se riformulato inserendo le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/139 Rosso: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/140 Siracusano: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/141 Fatuzzo: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/142 Fitzgerald Nissoli: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/143 Musella: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/145 Occhiuto: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/146 Mandelli Andrea: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/147 Bignami: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/148 Sarro: accolto come raccomandazione se riformulato inserendo le parole: “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/149 D'Ettore: accolto come raccomandazione se riformulato inserendo le parole “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/150 Brambilla: parere favorevole se riformulato inserendo le parole “nei limiti di finanza pubblica” ed espungendo nell'impegno le parole “attualmente assolutamente insufficienti”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/151 Versace: parere favorevole se riformulato inserendo le parole: “a valutare la possibilità di”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/152 Palmieri: accolto come raccomandazione se riformulato inserendo “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/153 Mugnai: accolto come raccomandazione se riformulato inserendo “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/154 Dall'Osso: parere favorevole se riformulato nell'impegno inserendo “a valutare la possibilità di”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/155 Gelmini: accolto come raccomandazione se riformulato inserendo: “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/156 Labriola: accolto come raccomandazione inserendo “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
Ordine del giorno n. 9/1637-AR/157 Pedrazzini: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/158 Bagnasco: accolto come raccomandazione inserendo le parole “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/159 Rossello: accolto come raccomandazione se riformulato con: “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/160 Gagliardi: accolto come raccomandazione, si chiede però di riformulare espungendo nell'impegno le parole da “in quanto” fino a “in modo significativo”.
PRESIDENTE. Un attimo, sottosegretario… Colleghi, facciamo silenzio, per cortesia?
CLAUDIO COMINARDI,. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/161 Ruffino: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/162 Mazzetti: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/163 Casino: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/164 Pella: accolto come raccomandazione, ma si chiede di formularlo inserendo le parole: “a valutare l'opportunità di” e “compatibilmente con i vincoli di spesa”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/165 Nevi: accolto come raccomandazione. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/166 Ripani: accolto come raccomandazione, ma si chiede di riformulare inserendo le parole: “a valutare l'opportunità” e “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/167 Tripodi: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/168 Giacometto: accolto come raccomandazione, ma si richiede di riformulare inserendo le parole: “a valutare l'opportunità di”. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/169 Cannatelli: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/171 Zanella: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/172 Scoma: accolto come raccomandazione, ma si richiede di riformulare inserendo le parole “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, sottosegretario. L'ordine del giorno n. 9/1637-AR/170 Bond, è giudicato inammissibile solo limitatamente al secondo impegno, quindi è opportuno, anzi indispensabile, dare il parere del Governo sulla parte restante.
CLAUDIO COMINARDI,. Invito al ritiro.
PRESIDENTE. Quindi, ordine del giorno n. 9/1637-AR/170 Bond: invito al ritiro; ordine del giorno n. 9/1637-AR/171 Zanella: invito al ritiro. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/172 Scoma?
CLAUDIO COMINARDI,. Accolto come raccomandazione se riformulato inserendo “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”
PRESIDENTE. Poi, l'ordine del giorno n. 9/1637-AR/173 Villani è ritirato dal proponente.
CLAUDIO COMINARDI,. Sì. Ordine del giorno n. 9/1637-AR/174 Boccia: accolto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Perfetto. Intanto approfittiamo per salutare studenti e docenti dell'Istituto “Don Milani”, di Montichiari, in provincia di Brescia, che sono qui venuti ad assistere ai nostri lavori .
PRESIDENTE. Su cosa?
EMANUELE FIANO(PD). Per un chiarimento su un ordine del giorno.
EMANUELE FIANO(PD). Volevo chiedere, perché magari a me è sfuggito… però il sottosegretario non deve parlare…
PRESIDENTE. Dovreste allontanarvi dai banchi del Governo, colleghi.
EMANUELE FIANO(PD). Scusi, Presidente, l'ordine del giorno n. 9/1637-AR/41, a prima firma Iezzi, a pagina 24, ha un parere favorevole e basta, giusto?
PRESIDENTE. Giusto.
EMANUELE FIANO(PD). Allora io domando al sottosegretario - mi perdoni -: visti i circa 120 ordini del giorno nei quali alla vista di un impegno possibile si prescrive una riformulazione che prevede che la previsione non possa interferire con l'equilibrio di finanza pubblica, come mai in quest'ordine del giorno, a prima firma Iezzi, l'ipotesi di assunzione di almeno 100 unità di polizia viene accolto senza la previsione di un impegno di mantenimento dell'equilibrio di finanza pubblica? È molto singolare, oltre che impossibile. Quindi le richiedo una risposta dal sottosegretario, Presidente.
PRESIDENTE. Deputato Fiano, non so se il Governo intende rispondere, non ci sono ovviamente problemi… Non risponde. Per il resto, il suo intervento non era appropriato, nel senso proprio che non è un richiamo al Regolamento, non è un richiamo all'ordine dei lavori, e io le avevo anche chiesto su cosa intendeva parlare. Quindi, direi comunque di andare avanti e chiamare gli ordini del giorno. Cominciamo dall'ordine del giorno n. 9/1637-AR/1 Fassina: c'è un invito al ritiro. Prendo atto si insiste per la votazione. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/1 Fassina.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/2 Pastorino, c'è una proposta di riformulazione da parte del Governo, con parere favorevole conseguente. Deputato Pastorino, la accetta? Bene.
Andiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/3 Conte, accolto come raccomandazione. Va bene.
Sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/4 Rostan vi è il parere favorevole del Governo.
Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 9/1637-AR/5 Boldrini.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Boldrini. Ne ha facoltà.
Chiedo scusa, un po' di silenzio, per favore, in Aula.
LAURA BOLDRINI(LEU). Signor Presidente, sono costretta a intervenire perché, accolto come raccomandazione, riformulato, sottosegretario, veramente, vuol dire un impegno pressoché nullo da parte del Governo.
Signor Presidente, sono norme importanti, queste contenute nell'articolo 2 del decreto che, appunto, definiscono la platea dei beneficiari. Avevamo presentato anche degli emendamenti, ma l'ennesimo voto di fiducia di questo Governo ci ha impedito, appunto, di sottoporli all'attenzione dell'Assemblea, alla faccia della centralità del Parlamento.
Ora, nell'articolo 2, ci sono due scelte molto negative nel merito e, peraltro, di dubbia costituzionalità, su cui quest'Aula dovrebbe riflettere; scelte che derivano da una vera e propria ossessione che ha accompagnato, fin dall'inizio, i due partiti che compongono la maggioranza: l'ossessione di ridurre il più possibile il numero dei migranti nella platea dei beneficiari. Li avrebbero esclusi del tutto, signor Presidente, se avessero potuto, ma guarda un po' che c'è la Costituzione e questo non glielo ha consentito.
Preda di questa ossessione non è soltanto - come, è chiaro, ci si poteva aspettare - il Ministro Salvini, ma anche il Ministro Di Maio si è affannato ad assicurare che i beneficiari stranieri sarebbero stati molto pochi.
Naturalmente, si parla di persone regolarmente presenti in Italia, ma che importa se sono povere, che importa se hanno figli da mantenere: la loro colpa è di non essere italiani e, quindi, sono considerati diversamente poveri.
La prima di queste scelte ossessive è quella che stabilisce il criterio secondo il quale colui o colei che richiede il reddito di cittadinanza deve essere residente in Italia per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.
Allora, vale la pena, signor Presidente, ricordare a quest'Assemblea che il tempo minimo di residenza per accedere al reddito di inclusione è di due anni; dunque, ci saranno molte più persone che ora beneficiano del ReI e che tra poco non usufruiranno né di questa misura, né del reddito di cittadinanza; dunque, altri emarginati, dunque, altri esclusi, come, signor Presidente, se non ce ne fossero già abbastanza.
Ma questa norma è, inoltre, chiaramente incostituzionale. La Corte costituzionale, lo scorso anno ha bocciato il tetto di 10 anni di residenza, previsto per accedere al cosiddetto bonus affitti, che era un contributo per il pagamento del canone di locazione concesso alle persone indigenti.
Quindi, la misura che ora state approvando ha il destino segnato, perché è già scritto nella sentenza della Consulta…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, deputata Boldrini, ma c'è un brusio insopportabile. Colleghi, cortesemente, abbiamo una giornata abbastanza lunga davanti, ci sono tante votazioni, gli ordini del giorno saranno probabilmente discussi, se c'è questa situazione è difficile lavorare e, soprattutto, è difficile poterlo fare in maniera spedita. Quindi, vi prego di osservare il silenzio necessario per consentire all'Aula di fare il suo lavoro.
LAURA BOLDRINI(LEU). Come dicevo, signor Presidente, la misura che stiamo per approvare - anzi, che stanno per approvare - ha il destino segnato, perché è già scritto nelle sentenze della Consulta, dunque, sarà bocciata. E, qui, è intervenuto l'esperto, il senatore della Lega, Luigi Augussori, che è anche consigliere comunale a Lodi, che ha presentato un emendamento, accolto, che riproduce - pari, pari - la norma di quel consiglio comunale che, appunto, a Lodi discriminava i bambini nell'accesso alle mense scolastiche, sulla base della nazionalità oppure del Paese di provenienza. Una norma odiosa che è stata rigettata dal tribunale di Milano e che, ora, ci ritroviamo in questo decreto; una norma che dice che i cittadini dei Paesi extracomunitari debbono produrre una certificazione rilasciata dallo Stato di provenienza, comprovante il possesso di beni mobili o immobili, un vincolo che non riguarda, ad esempio, i cittadini italiani che dovessero avere beni di loro proprietà in altri Paesi, quindi, è chiaramente discriminatoria. Neanche questa norma passerà al vaglio di costituzionalità. Ma, poi, si aggiunge che, entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione, il Ministero del Lavoro deve stilare l'elenco dei Paesi nei quali non è possibile acquisire questa documentazione.
Ecco, questa norma non dice due cose: primo, che cosa succede in quei tre mesi alle persone che hanno titolo per accedere al reddito di cittadinanza; secondo, sulla base di quali criteri si deciderà che un Paese è in grado oppure no di produrre questa documentazione, e non è poco.
Allora, con questo ordine del giorno proponiamo che il Ministero si faccia aiutare, da chi sa, da chi se ne intende, a individuare i criteri per compilare l'elenco dei Paesi che sono in quelle condizioni…
LAURA BOLDRINI(LEU). Sì, recupero un attimo il tempo perso prima…
PRESIDENTE. Quello lo avevamo già calcolato.
LAURA BOLDRINI(LEU). Proponiamo che siano i rappresentanti delle comunità straniere presenti in Italia, nonché le organizzazioni sindacali e le associazioni che si occupano concretamente della tutela dei diritti dei migranti. Dunque, è un ordine del giorno di buonsenso e fatto con spirito di collaborazione. Mi spiace che non ci sia stata, neanche da questo punto di vista, la disponibilità ad accoglierlo in quanto tale, cioè in quanto ordine del giorno .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/5 Boldrini, con il parere contrario del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/6 Epifani, con il parere favorevole del Governo. Quindi, passiamo direttamente all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/8 Occhionero sul quale c'è un parere favorevole con riformulazione. Prendo atto che la riformulazione è accolta.
Ordine del giorno n. 9/1637-AR/9 Stumpo, sul quale c'è un invito al ritiro. Si insiste per la votazione, quindi, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/9 Stumpo, con il parere contrario del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/10 Acquaroli, su cui c'è un invito al ritiro. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Acquaroli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO ACQUAROLI(FDI). Grazie, Presidente. Noi non ritireremo questo ordine del giorno, che riteniamo molto importante perché è un ordine del giorno che interviene soprattutto sui requisiti degli ultimi dieci anni, di cui di residenza negli ultimi due anni, per gli italiani residenti all'estero. Chiediamo di votare questo ordine del giorno e chiediamo al Governo di accoglierlo, perché riteniamo che il reddito di cittadinanza sia un'opportunità, possa essere un'opportunità pure per gli italiani che, per gravi difficoltà lavorative, si siano trasferiti in altri Paesi. Con questo strumento almeno potrebbero provare ad essere reinseriti nel mondo del lavoro e nel mercato del lavoro del loro Paese; quindi, non riusciamo a capire per quale motivo questo strumento debba essere precluso a giovani italiani o meno giovani che si sono trasferiti e non possono vederlo utilizzato. Riteniamo che il Governo stia facendo una valutazione sbagliata e che con poco almeno potrebbe prendere un impegno nei confronti di tutti coloro che vorrebbero tornare nel loro Paese, in Italia, e non hanno, invece, la possibilità .
PRESIDENTE. Approfitto per salutare studenti e insegnanti, presenti in tribuna per assistere ai nostri lavori, delle classi quinte della scuola primaria “Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II” di Roma .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/10 Acquaroli, con il parere contrario del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/11 Bellucci, accolto come raccomandazione, con riformulazione. Non accetta la riformulazione. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Bellucci. Ne ha facoltà.
MARIA TERESA BELLUCCI(FDI). Grazie, Presidente. Sottosegretario Cominardi, abbiamo passato questi giorni facendo anche nottate nel tentativo di convincerla, convincervi che c'erano delle modifiche da fare a questo provvedimento. Ci abbiamo provato in tutti i modi, perché l'obiettivo lo condividiamo; certo che la povertà va annullata, certo che c'è necessità di più lavoro, ma non condividiamo i modi in cui lo avete proposto. E, allora, abbiamo provato a farlo con i nostri emendamenti, ma purtroppo avete messo la fiducia, e noi abbiamo votato contrario perché non ci si può fidare di un Governo che non vuole migliorare attraverso il confronto i suoi provvedimenti. E allora questo ordine del giorno, oggi, con una raccomandazione che viene accolta nei limiti di finanza pubblica, non può essere accettato; e non può essere accettato perché tratta di un argomento molto importante, che è quello delle disabilità. Cioè, se voi volete annullare la povertà, prima di tutto dovete annullare quella povertà che riguarda i poveri tra i poveri. Ed è, mi permetto di dirlo, vergognoso…
PRESIDENTE. Colleghi deputati, non è possibile lavorare in queste condizioni. Chiedo scusa per l'interruzione, deputata Bellucci, porti pazienza qualche secondo. Cerchiamo di ristabilire le condizioni minimali per poter proseguire i nostri lavori, un attimo. Prego.
MARIA TERESA BELLUCCI(FDI). Grazie, Presidente. Sottosegretario Cominardi, è vergognoso che voi abbiate incluso i trattamenti sanitari, e quindi la pensione di invalidità di persone cieche e sorde, come se fossero una ricchezza, perché li avete inclusi in quei parametri che vanno a quantificare il reddito della famiglia; è vergognoso perché ce lo dice anche il TAR e il Consiglio di Stato. Quindi, leggendo quella che è la giurisprudenza, dovreste sapere, e ben sapere, che non può essere paragonato un assegno di invalidità a qualsiasi altro introito della famiglia. E, allora, con questo ordine del giorno noi speravamo che voi faceste giustizia, che poteste riconoscere ai disabili quello che uno Stato deve riconoscergli, cioè uno stato di difficoltà, il fatto che debbono essere messi nelle stesse condizioni parimenti a qualsiasi altro cittadino.
E, allora, come si può, commissario, come si può considerare la pensione di invalidità come un bene parimenti agli altri, come un investimento di titoli, come 50 mila euro sul conto, come si può? Questo ordine del giorno non doveva essere accolto come raccomandazione e, soprattutto, nei limiti di finanza pubblica, ma era necessario che voi escludeste le pensioni di invalidità da quelli che sono i trattamenti, e quindi da quello che è il reddito familiare, ma non lo avete fatto. E, allora, noi rimaniamo qui basiti, anche perché della disabilità ne avevate fatto un vessillo: come avete detto che la povertà si dovrebbe annullare, e noi vi abbiamo detto che la povertà non si annulla per decreto, vi diciamo ugualmente che in questi casi la disabilità non può essere annullata attraverso la denominazione di un Ministero. Non è questo che annulla la disabilità, non è un nome dato a un Ministero: la disabilità si annulla facendo sì che qualsiasi provvedimento abbia un'attenzione alla disabilità, e, in questo caso, avevate la possibilità di riconoscere alla disabilità quello che è giusto fare, semplicemente non riconoscendo nel reddito familiare quella che è una pensione di invalidità. Avete perso un'occasione e così avete disconfermato voi stessi; avete disconfermato quella che all'inizio del vostro insediamento era la volontà di aiutare i disabili. Li avete presi in giro, sì, li avete presi in giro, perché non bastano le allocazioni economiche che avete fatto in legge finanziaria, seppur minimali; era necessario che in ogni legge e in ogni provvedimento di qualsiasi Ministero ci fosse la possibilità di inserire un'attenzione ai disabili, a quelli di cui vi volete prendere cura coerentemente.
E allora no, non la accogliamo, non accogliamo questa raccomandazione, non la accogliamo nei limiti di finanza pubblica, perché accoglierla sarebbe partecipare al vostro fallimento in termini di attenzione ai disabili; e noi siamo qui per dirvi che fate bene quando farete bene, ma per dirvi anche che, invece, quando sbagliate, e ricordandovi che state sbagliando, allora non accettiamo le vostre proposte. Ve lo ricorderemo sempre, ve lo ricordiamo in questo caso e chiediamo a voi di essere coerenti, perché alla vostra incoerenza non partecipiamo. Speriamo, quindi, che voi possiate nel tempo pensare a quello che state facendo e essere veramente coerenti e anche competenti, dal momento che ormai l'onestà è diventata qualcosa che avete perso. Allora vi aiutiamo almeno ad essere competenti, invece che incompetenti .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Noja. Ne ha facoltà.
LISA NOJA(PD). Grazie, Presidente. Ma io, a questo punto, non mi rivolgo ai membri del Governo, che hanno reso abbastanza chiara la loro posizione rispetto a questo tema, dando parere negativo puntualmente in sequenza a tutti gli emendamenti che tutte le opposizioni hanno presentato per cercare di cucire una ferita profonda che è stata inferta al rapporto nei confronti delle persone con disabilità.
A queste, voglio ricordare, per tre mesi è stato raccontato che le pensioni di invalidità sarebbero state portate a 780 euro: è stato ricordato più volte in quest'Aula. Mi rivolgo ai colleghi e alle colleghe, invece, perché so che in quest'Aula molte persone, anche della maggioranza, hanno una profonda sensibilità rispetto al tema. Vi chiedo: abbiate un moto di coraggio , abbiate un moto di umanità: per una volta, non rispettate l'ordine di scuderia e votate favorevolmente sull'ordine del giorno in esame che chiede una cosa semplice. Non fate diventare il riconoscimento di una condizione di svantaggio individuale della persona con disabilità uno svantaggio per tutta la famiglia perché conteggiare la pensione di invalidità nel reddito familiare significa compiere due gravi errori . Significa sottrarre al reddito di cittadinanza di una famiglia che ha una persona con disabilità 3.750 euro - ripeto: 3.750 euro - trattandola in modo più svantaggioso di una famiglia che non ha un componente con disabilità e significa far sentire la persona con disabilità componente di quella famiglia ancora una volta un peso. La sua presenza diventa uno svantaggio per quella famiglia. Quindi vi prego, davvero vi prego, colleghi, questa volta fate prevalere la coscienza sull'ordine di scuderia e votate favorevolmente. Fate un atto di coraggio, di umanità e di generosità .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Dall'Osso. Ne ha facoltà.
MATTEO DALL'OSSO(FI). Grazie, Presidente. Presidente, come ho detto la scorsa serata, ho ricordato le parole di Alessandro Di Battista in quest'Aula qualche anno fa, che ricordava le parole di don Lorenzo Milani: non c'è giustizia più ingiusta che fare parti uguali tra diseguali. Non è giusto, non è giusto. Quindi, Presidente, innanzitutto vorrei sottoscrivere l'ordine del giorno n. 9/1637-AR/11 Bellucci, perché appunto ricalca quanto ho detto nella scorsa serata. Detto questo, Presidente, non c'è cosa più ingiusta che fare parti uguali tra diseguali: veramente il trattamento assistenziale deve essere scorporato. E veramente mi fido del sottosegretario Cominardi e del sottosegretario Villarosa: ripensateci, perché è una cosa veramente ingiusta, è ingiusto per chi è disabile vivere questa cosa e poi, dopo, quando sarà esaminato il mio ordine del giorno, ve ne ridirò un'altra .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Prisco. Ne ha facoltà.
EMANUELE PRISCO(FDI). Grazie, Presidente. Vorrei invitare il Governo a rivedere il parere sull'ordine del giorno della collega Bellucci, perché sappiamo il valore degli ordini del giorno ma penso che il Parlamento almeno si possa prendere un impegno di civiltà su questo importante tema. Non si può considerare nel reddito familiare un assegno di assistenza che non è un privilegio: l'assegno di assistenza viene dato perché vi è in quella famiglia una persona con difficoltà, che ha bisogno dell'assistenza e dell'aiuto della sua famiglia, che è un elemento fondante per la nostra civiltà e di tenuta per la nostra comunità. Non possiamo considerare quella piccola entrata che ne viene in funzione di un bisogno come se fosse un privilegio, quando poi quello stesso privilegio del reddito di cittadinanza viene invece dato ai nomadi, agli stranieri, viene dato ai condannati per qualsiasi reato ma viene considerato come se fosse un privilegio per chi invece ha un disabile in famiglia.
Rivedete almeno questo parere: non è che si chiede di intervenire con un provvedimento normativo. Si dice: pensateci, in un prossimo provvedimento normativo correggete questa stortura che è venuta fuori - voglio ancora credere e spero - in buona fede da parte della maggioranza
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Enrico Borghi. Ne ha facoltà.
ENRICO BORGHI(PD). Grazie, signor Presidente. La maggioranza del cambiamento ha introdotto anche una novità nella nostra discussione, cioè il fatto che non si senta in dovere di spiegare le motivazioni per le quali il Governo, di fronte a tali tematiche, giustifica il proprio atteggiamento. Ora giova, quindi, ripetere un'argomentazione che siamo stati costretti a dover sottolineare in più circostanze, cioè che gli strumenti degli ordini del giorno sono l'unico momento nel quale, in Aula, le opposizioni hanno la possibilità di incidere non sotto il profilo legislativo ma sotto il profilo dell'indirizzo, perché, per l'ennesima volta, ci siamo trovati un dibattito compresso. Probabilmente, cari colleghi, se non aveste posto la fiducia e ci aveste consentito di discutere nel merito gli emendamenti da noi proposti, non ci saremmo trovati qui a discutere del tema. Infatti, siamo sicuri che, se il Governo avesse dato libertà ai deputati della maggioranza di esprimersi sul tema, i deputati della maggioranza avrebbero votato a favore del contenuto dell'ordine del giorno in forma emendativa. Il tema, quindi, impone due riflessioni. La prima di natura politica: il Governo deve spiegare a quest'Aula perché non intende accogliere, neppure con la formula dell'accoglimento favorevole con riformulazione, così come ha fatto per altri strumenti, introducendo il vincolo della compatibilità pubblica, che, è un vincolo di carattere generale, perché nessuno di noi è qui a proporre di sfondare le casse dello Stato per riconoscere i diritti dei disabili ma veramente bisognerebbe fare esattamente l'opposto, cioè bisognerebbe riconoscere i diritti dei disabili, salvaguardando gli equilibri di bilancio. Se il Governo non ritiene neppure di accedere a tale formulazione, deve spiegare perché sceglie, su un tema così delicato, di attuare la forma più blanda e - vogliamo dirlo - più politicamente ipocrita che ci possa essere. Infatti lo strumento della raccomandazione su un tema così delicato è un'assoluta ipocrisia. Piuttosto alzatevi e dite perché siete pervicacemente contrari come lo siete stati in Commissione così come avete oscurato sul sito della Camera chi è venuto in audizione a dirvi che questo era un errore e spiegate per quale motivo state comprimendo i diritti e la libertà dei vostri parlamentari di maggioranza .
FRANCESCO PAOLO SISTO(FI). Grazie, Presidente. In un'ipotesi del genere in cui viene posta la fiducia, gli ordini del giorno servono essenzialmente a mettere a nudo le gravi carenze del provvedimento, a guardare in faccia i componenti del Governo, a metterli nelle condizioni di affrontare i problemi, ad evitare che possano, girando lo sguardo qua e là per l'Aula, evitare delle responsabilità che si assumono, magari anche utilizzando il telefono mentre si discutono problemi di tale delicatezza e tale rilevanza, almeno per rispetto delle categorie di cui ci stiamo occupando. Gli ordini del giorno hanno soltanto una funzione propulsiva, sono un tentativo disperato, etico, parlamentare di - come posso dire - pregare che qualche cosa si possa muovere in modo conforme alla Costituzione. Presidente, credo che mai come in questo ordine del giorno ci sia un'antinomia.
Qui non ci doveva essere un ordine del giorno: questa doveva essere la legge. Ripeto: questa doveva essere la legge! Il solo fatto di discuterlo, come ordine del giorno, è una vergogna per questo Parlamento.
Siamo di fronte ad una scelta impensabile, una scelta che nessuno poteva neanche immaginare: un reddito di cittadinanza che noi vediamo già come qualche cosa fuori di logica, addirittura, penalizza i penalizzati. Una scelta che neanche l'indifferenza di chi siede a quei tavoli potrà in nessun modo neutralizzare, perché l'indifferenza, il cinismo, l'incapacità di muovere all'interno di sé quello che si deve muovere per fatto etico è di una gravità assoluta.
Presidente, non siamo di fronte soltanto ad una scelta cinica, antietica, che non risponde se non ad una pervicace volontà di portare a termine un provvedimento secondo canoni aritmetici, ma che non risponde, ripeto, all'articolo 3 della Costituzione, penalizzando già chi è penalizzato. Altro che parità di trattamento, qui si penalizza chi è già penalizzato!
Ma io credo che, al di là dell'articolo 3 e dell'indegnità di questa scelta, vi è un evidente. Sono citati nell'ordine del giorno dei provvedimenti del giudice amministrativo che hanno sancito con chiarezza quale deve essere la scelta. Allora, io credo che il Governo possa e debba, in un impeto, mi auguro ancora presente, di saggezza, rivedere il suo parere, dare il parere favorevole su questo ordine del giorno, per cercare in zona Cesarini di recuperare quello che è ormai già perso .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Carnevali. Ne ha facoltà. Approfitto per chiedere ai colleghi alla mia sinistra di evitare colloqui, dialoghi, a maggior ragione perché la persona che sta per prendere la parola sta esattamente nelle vostre vicinanze. Prego, deputata Carnevali, a lei la parola.
ELENA CARNEVALI(PD). Grazie, Presidente. Questo ordine del giorno, insieme a tutti gli emendamenti che abbiamo presentato e sono stati respinti al mittente durante la discussione nelle Commissioni, svela e mette finalmente parole di verità rispetto alle affermazioni che abbiamo sentito, anche ieri – e lo dico tramite lei - dal collega Ziello nella dichiarazione di voto che è stata fatta. Perché, vede, il punto vero è che avete fatto un Ministero per la famiglia e le disabilità per decidere scientemente che, se c'era qualcuno da punire con questo provvedimento, erano proprio le famiglie e le persone con disabilità.
Questo ordine del giorno non può essere assunto come raccomandazione, perché giustizia verrà fatta al primo ricorso e voi lo sapete benissimo. Il primo ricorso, come hanno già detto moltissime associazioni, poiché non è possibile includere tra le provvidenze ai fini del reddito la pensione di invalidità, voi lo perderete, e quella sarà un'operazione di giustizia che, finalmente, farà chiarezza rispetto a tutte le bugie che avete raccontato in quest'Aula, che avete raccontato in questi giorni; soprattutto, finalmente, farà giustizia perché vi costringerà anche a rimettere e a dare il reddito di cittadinanza alle persone che attualmente avete escluso.
Quindi, è assurdo scegliere di accoglierlo con una raccomandazione. Penso che un ordine del giorno nel senso di valutare la possibilità non dico che vi salvi la coscienza, ma almeno, in qualche modo, vi fa ravvedere sul fatto che siete certi che sarete, comunque, costretti a fare marcia indietro. Non è solo un atto di pudicizia, è un atto di giustizia contro le ingiustizie che avete fatto con questo provvedimento sulla scala di equivalenza .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Fatuzzo. Ne ha facoltà.
CARLO FATUZZO(FI). In primo luogo, chiedo di sottoscrivere l'ordine del giorno Bellucci. In secondo luogo, voglio sottolineare che vengono conteggiati come reddito, come già detto, questi 289 euro al mese che vengono dati dalle leggi a coloro che sono inabili al 100 per cento.
Esiste l'istituto della integrazione al trattamento minimo delle pensioni pagate dall'INPS, che interessa circa 3-4 milioni di cittadini e anche di più, per cui quando per i calcoli della pensione non si arriva ai 505 euro di integrazione al trattamento minimo, si ha diritto ad avere questa integrazione al minimo, purché non si superi un certo reddito. Ebbene, oramai da 60 anni, questa integrazione al trattamento minimo non considera come reddito la pensione agli invalidi al 100 per cento di 289 euro al mese.
Allora, chiederei al Governo di non portare avanti in continuazione delle leggi che una volta considerano non reddito, giustamente, la pensione degli inabili al 100 per cento di invalidità in quanto tale, e questo provvedimento che invece considera reddito questa invalidità del 100 per cento.
Mi meraviglio che non si prenda neppure l'impegno, che non costa nulla in questo momento, che quando avremo i mezzi finanziari per fare una legge giusta che cancelli il conteggio, il calcolo dell'inabilità dal reddito personale del cittadino perché non ha nulla a che fare, non si prenda neanche quell'impegno laddove, come sempre è stato ricordato, in tutta la campagna elettorale si è dichiarato: quando andremo al Governo aumenteremo la pensione agli invalidi civili. In questo caso, viene diminuito il reddito di cittadinanza di quello che si riscuote come invalidità di 289 euro al mese di invalido civile. Ripeto che desidero sottoscrivere questo ordine del giorno; accolgo con piacere l'approvazione della collega Bellucci.
PRESIDENTE. Intanto approfittiamo per salutare studenti ed insegnanti dell'Istituto “Monterisi” di Bisceglie, in provincia di Bari, che sono qui in tribuna ad assistere ai nostri lavori .
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Polverini. Ne ha facoltà.
RENATA POLVERINI(FI). Presidente, per suo tramite, se lo consentono i colleghi Fiano…. Perfetto. Vorrei parlare in particolare con il sottosegretario Cominardi, che ringrazio per aver seguito tutti i lavori delle Commissioni referenti.
Sottosegretario, vede, noi abbiamo insieme a lei passato due settimane complete, insistendo anche qualche sera molto tardi e addirittura l'ultimo giorno fino alla mattina all'alba. Le discussioni più dure e più importanti le abbiamo tenute sulla grande questione della disabilità. Io sono rimasta molto colpita dal fatto che - probabilmente, come ha detto qualcuno, per un ordine arrivato dai partiti che sostengono questa maggioranza - non si è mostrata sensibilità nemmeno di fronte a colleghi come la collega Noja, come la collega Versace, che sulla loro pelle vivono questa condizione di disabilità.
Perché lei è intervenuto in Aula, in Commissione, in Sala Mappamondo: lei non è riuscito a mantenere il silenzio, come sta facendo oggi, a fronte delle grandi richieste che arrivavano da tutti i gruppi sulla questione della disabilità. Anche in Commissione vi abbiamo contestato che avevate costituito un Ministero per la famiglia e le disabilità lasciandolo sostanzialmente vuoto, forse solo per dare il patrocinio all'evento che si svolge a Verona.
Penso che oggi, sottosegretario, lei ha la possibilità di dimostrare che non mentiva quando ha detto che gli emendamenti venivano respinti semplicemente perché c'era in atto un grande progetto, un grande provvedimento legislativo che andava a sanare tutte le gravi lacune che il nostro Paese ha sulla condizione della disabilità. Ecco, lo faccia oggi in quest'Aula: accolga questo ordine del giorno, dia un segnale che in Commissione non ha mentito, dia un segnale che quel Ministero serve veramente per risolvere i problemi del Paese. E con questo sottoscrivo anch'io l'ordine del giorno della collega Bellucci.
PRESIDENTE. Intanto approfitto per correggere, perché Bisceglie non è in provincia di Bari ma nella provincia della BAT.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Montaruli. Ne ha facoltà.
AUGUSTA MONTARULI(FDI). .
PRESIDENTE. Deputata Montaruli dovrebbe parlare perché qui non c'è alcuna possibilità di tradurre. Mi pare che sia la lingua dei segni. Quindi, se vuole parlare, le consento di farlo, a breve, altrimenti sono costretto a toglierle la parola.
AUGUSTA MONTARULI(FDI). Se quest'Aula avesse approvato la legge sulla lingua dei segni, se negli scorsi provvedimenti fossero stati approvati gli emendamenti sulla lingua dei segni, quest'Aula non sarebbe stata più sorda di me oggi ) e avrebbe compreso quello che avevo da dire. Quindi questa è lingua italiana e posso continuare il mio intervento in lingua italiana, anche se dei segni.
PRESIDENTE. No, mi dispiace, ma sono costretto a toglierle la parola perché non c'è possibilità di resocontare il suo intervento, a meno che lei non lo accompagni - le do questo suggerimento - con le parole. Quindi parli con la lingua dei segni, ma parli anche. A lei la parola.
AUGUSTA MONTARULI(FDI). Lo accompagno, visto che quest'Aula non ha modalità di conoscerla…
PRESIDENTE. Ecco, benissimo. Così capiscono tutti.
AUGUSTA MONTARULI(FDI). Grazie Presidente, grazie membri del Governo. (Oggi approviamo un importante provvedimento: il reddito di cittadinanza. In questo provvedimento mancano importanti sostegni alla disabilità. Questo ordine del giorno che noi oggi presentiamo, insieme alla collega Bellucci, vogliamo che venga approvato, per dare un aiuto, un aiuto vero, un aiuto concreto a tutti i disabili, compresi i sordi. Quindi, vi chiediamo di approvarlo e di cambiare il vostro responso in favorevole .
CLAUDIO COMINARDI,.
CLAUDIO COMINARDI,. Grazie, Presidente. Innanzitutto, vorrei dire che questo Governo ha tutta la sensibilità rispetto alla questione della disabilità e, per questa ragione, già è intervenuto sui fondi per le non autosufficienze; ha intenzione, anche grazie al Ministero per la disabilità, grazie al Ministro Fontana, grazie al sottosegretario Vincenzo Zoccano, di intraprendere ulteriori iniziative sul tema della disabilità. In questo provvedimento c'è stata un'attenzione anche per i nuclei familiari in cui vi è un componente disabile (lo abbiamo visto modificando il testo qui alla Camera, in Commissione, modificando la scala di equivalenza, quindi creando una condizione di vantaggio giustamente per le famiglie in cui vi è un componente disabile); vi sono anche requisiti diversi - relativamente al patrimonio mobiliare, per fare un esempio - ed è un qualcosa che è stato fatto per sconfiggere la povertà.
Io vorrei solo ricordare una cosa, ma senza alcun intento polemico: oggi, quantomeno per i nuclei familiari in povertà, dove ci sono anche componenti disabili, c'è un aiuto economico che prima non c'era . Ora, in una famiglia numerosa dove vi è un componente disabile si potranno avere fino a quasi 1.400 euro al mese: ieri cosa c'era? Ieri questo non c'era ed è corretto dirlo.
Detto ciò - sto solo riportando un po' di verità, raccontando quello che è stato fatto -, considerata la sensibilità di quest'Aula e considerata la sensibilità anche del Governo qui rappresentato, modifico il mio parere, dando un parere favorevole , con una riformulazione: “a valutare l'opportunità di” e “compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica”. L'abbiamo sempre fatto in quest'Aula, non ci stiamo inventando nulla. Quindi chiedo comunque di segnalarmi tutti gli ordini del giorno che riguardano questo tema, in modo tale da poter cambiare anche i pareri successivi .
PRESIDENTE. Avremmo bisogno di sapere se la deputata Bellucci accoglie la riformulazione del Governo.
MARIA TERESA BELLUCCI(FDI). Accolgo la riformulazione. Mi sarebbe piaciuto che non ci fosse il limite di finanza pubblica, ma accolgo la riformulazione .
EMANUELE FIANO(PD). Grazie, Presidente. A nome del Partito Democratico appongo la nostra firma a questo ordine del giorno.
GIUSEPPINA VERSACE(FI). Chiedo di parlare.
GIUSEPPINA VERSACE(FI). Grazie, Presidente. Io intervengo per chiedere di sottoscrivere l'ordine del giorno della collega Bellucci e per ricordare al Governo che potevamo evitare di arrivare fino a questo punto perché, a parità di reddito, non si possono applicare le stesse regole anche a chi vive in condizioni di svantaggio. Questa a casa mia non si chiama attenzione. Attenzione vuol dire anche prevenire situazioni di questo tipo: potevate pensarci prima. Comunque, bene che ci sia un confronto costruttivo come in questo caso. Speriamo che ce ne siano anche altri nel corso della mattinata. Sottoscrivo l'ordine del giorno.
ROBERTO OCCHIUTO(FI). Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo che a questo punto non si vota più l'ordine del giorno, perché è stata accolta la riformulazione del Governo. Comunque, prego, onorevole.
ROBERTO OCCHIUTO(FI). Sì, Presidente. solo per annunciare che tutto il gruppo di Forza Italia sottoscrive l'ordine del giorno Bellucci .
ETTORE GUGLIELMO EPIFANI(LEU). Chiedo di parlare.
ETTORE GUGLIELMO EPIFANI(LEU). Sottoscriviamo, come gruppo, l'ordine del giorno della nostra collega Bellucci. Poi, mi permetto di fare un'osservazione sulle dichiarazioni che il Sottosegretario ha fatto. Il problema, caro sottosegretario, non è negare il fatto che a famiglie dove ci sono anche disabili con questa legge arriveranno delle risorse in più, cosa che noi riconosciamo e ammettiamo. Il problema era un altro, cioè che tra due famiglie che avevano minori, quella famiglia che aveva un minore con un'invalidità civile aveva meno possibilità di un'altra famiglia di accedere al reddito di cittadinanza: questa è l'ingiustizia che chiedevamo di sanare e questa è l'ingiustizia che, grazie al lavoro dei colleghi, dell'Aula e dell'onorevole Bellucci, il Governo, sia pure con quella formulazione, mi pare che abbia finalmente capito.
DAVIDE ZANICHELLI(M5S). Grazie, Presidente. A nome del gruppo del MoVimento 5 Stelle, chiedo anch'io, senza ulteriori considerazioni, di sottoscrivere l'ordine del giorno in oggetto .
ELENA MURELLI(LEGA). Chiedo di parlare.
ELENA MURELLI(LEGA). Grazie, Presidente. Anch'io, a nome del gruppo della Lega, voglio sottoscrivere l'ordine del giorno .
FRANCESCO LOLLOBRIGIDA(FDI). Per annunciare la sottoscrizione di questo ordine del giorno. Ovviamente, l'aveva sottoscritto e presentato la nostra collega, che è il nostro capogruppo in Commissione: la volevo pubblicamente ringraziare perché è riuscita a mettere d'accordo tutte le forze politiche presenti in Parlamento . Ovviamente, tutti i deputati che non avevano sottoscritto l'ordine del giorno di Fratelli d'Italia provvederanno a sottoscriverlo, anche personalmente.
PRESIDENTE. La sua sottoscrizione individuale, deputato Lollobrigida, quindi vale per l'intero gruppo che rappresenta. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno 9/1637-AR/12 Bucalo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Bucalo. Ne ha facoltà.
CARMELA BUCALO(FDI). Signor Presidente, noi non accettiamo il ritiro, perché questo ordine del giorno dava una soluzione per poter finalmente risolvere quello che è il precariato storico della categoria dei docenti di terza fascia. Prendo atto che il Governo non vuole dare soluzioni, nonostante il precariato sia stato oggetto di grande pubblicitario elettorale, è stato anzi previsto come priorità al punto 22 del contratto di Governo; adesso nei fatti invece prendo atto che si continua ad ignorare questo grave problema, ad ignorare i diritti non tutelati di questa categoria di docenti, che sono stati totalmente dimenticati, ma utilizzati come “usa e getta” dal MIUR, ogni anno, ogni inizio di anno, quando vanno a coprire migliaia di cattedre vacanti. Quindi noi come Fratelli d'Italia continuiamo a dare sostegno a questa categoria di docenti .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Bucalo n. 9/1637-AR/12, con il parere contrario del Governo.
Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno Butti n. 9/1637-AR/13, su cui è stato espresso parere favorevole, purché riformulato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Butti. Ne ha facoltà.
ALESSIO BUTTI(FDI). Presidente, io innanzitutto ringrazio il Governo; ma proprio per la sensibilità dimostrata nella lievità della richiesta di riformulazione, chiedo di valutare l'opportunità di accoglierlo così, integralmente.
Mi sembra di capire dal linguaggio dei segni che il sottosegretario non sia disponibile. Comunque accolgo la riformulazione.
PRESIDENTE. Il Governo non è obbligato a prendere la parola, come sa.
Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno Caretta n. 9/1637-AR/14, su cui è stato formulato un invito al ritiro.
MARIA CRISTINA CARETTA(FDI). Presidente, non accetto l'invito al ritiro, e chiedo che l'ordine del giorno sia messo in votazione. Però mi faccio anche una domanda, e mi chiedo con quale criterio sia stato valutato questo mio ordine del giorno, perché prevedeva e aveva lo scopo di eliminare il requisito discriminatorio presente all'articolo 2. In questo provvedimento vengono praticamente esclusi tutti quegli italiani che sono stati magari costretti ad andare all'estero per questioni di lavoro o per questioni di studio. Ecco, questi italiani che rientreranno o sono rientrati negli ultimi dieci anni non avranno la possibilità di chiedere il reddito di cittadinanza. Credo che questa sia veramente una vergogna, un'ulteriore vergogna presente in questo provvedimento che permette agli immigrati di prendere il reddito di cittadinanza, ma esclude i nostri italiani dal poter far richiesta . Noi di Fratelli d'Italia siamo per “prima gli italiani” e combattiamo fino in fondo per poter proteggere anche i nostri italiani che, costretti ad andare all'estero, possano rientrare ed usufruire di questo reddito di cittadinanza .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Schirò. Ne ha facoltà.
ANGELA SCHIRO'(PD). Grazie. Con il nostro ordine del giorno n. 9/1637-AR/103, abbiamo chiesto più o meno la stessa cosa e, cioè, semplicemente di non abbandonare gli italiani all'estero che desiderano tornare in Italia e di trattarli come cittadini a tutti gli effetti . Infatti, devo dire che ho trovato abbastanza imbarazzante l'invito al ritiro del mio ordine del giorno, del nostro ordine del giorno, a fronte del fatto di aver visto che l'ordine del giorno del MoVimento 5 Stelle, seppur solo accolto come raccomandazione, invece sia passato. È ben chiaro che alla fine servirà soltanto per motivi propagandistici. Per cui noi chiediamo, visto che questo ordine del giorno dice le stesse cose, di sottoscriverlo. Speriamo che non rimanga soltanto un ordine del giorno, ma che si faccia realtà e che questo Governo dimostri che i nostri cittadini all'estero sono cittadini a tutti gli effetti, hanno il diritto di ritornare in Italia senza avere paura di essere trattati qui come cittadini di serie B .
ENRICO BORGHI(PD). Grazie, signor Presidente. Questo intervento potrebbe quasi essere un intervento sull'ordine dei lavori per spiegare al Governo qual è la sua funzione.
PRESIDENTE. La volevo solo avvisare che ha un minuto e cinquanta residui. Giusto per darle un orientamento.
ENRICO BORGHI(PD). La ringrazio, signor Presidente, sarò nei tempi. Intervengo per dire al Governo che le furbizie vengono a galla, così come sul tema della disabilità siete tornati giustamente sui vostri passi, il fatto che voi su temi, anche in questo caso di interesse generale e che appartengono alla sensibilità di tutti, perché i disabili, gli italiani all'estero sono temi generali sui quali nessuno si può appropriare della bandiera, non si capisce il motivo per il quale gli ordini del giorno presentati dalle minoranze hanno il parere contrario e, sugli stessi argomenti, gli ordini del giorno presentati dalla maggioranza vengano accolti . È una contraddizione dei termini, perché - lo dico a quei signori là sotto - voi siete il Governo della Repubblica, non siete né l'emanazione della Casaleggio e associati né il prolungamento di un partito politico. Un Governo della Repubblica in quanto tale si atteggia nei confronti di questo Parlamento in maniera oggettiva in rapporto ai contenuti di merito. Smettiamola di agitare come bandierine faziose argomenti che appartengono e devono appartenere a tutti
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Lucaselli. Ne ha facoltà.
YLENJA LUCASELLI(FDI). Vede, Presidente, qui discutiamo di reddito di cittadinanza e, forse, però, si dimentica il significato della parola “cittadinanza”, perché in Italia la cittadinanza si acquisisce quindi per nascita o per adozione. Noi, invece, ci troviamo a discutere, anche attraverso questi ordini del giorno - in questo caso, vorrei sottoscrivere quest'ordine del giorno -, troppo spesso, invece, di un reddito, cioè di una dazione economica, che verrà dato per la maggior parte a persone che cittadini non sono.
Non lo sono in virtù di quel principio che dicevo prima. Ecco, allora, noi vorremmo, invece, che ai nostri ragazzi, ai nostri cittadini, che questo Stato troppo spesso ha costretto a recarsi all'estero per poter trovare lavoro, per poter trovare la possibilità di avere una carriera, a quelle famiglie, venisse data la possibilità di ritornare nella nostra nazione. Noi vorremmo che l'accento venisse posto su quelle persone, perché è facile parlare di slogan, è facile a riempirsi la bocca con “prima gli italiani”. Ecco, se è “prima gli italiani”, dobbiamo fare in modo che gli italiani ritornino sul nostro territorio, ritornino a lavorare nelle nostre aziende e che non ci sia, come troppo spesso accade, quella fuga di cervelli di cui tutti parliamo, ma al quale problema nessuno riesce a dare soluzione .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/14 Caretta, con il parere contrario del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/15 Ciaburro, su cui vi è un invito al ritiro.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Lucaselli. Ne ha facoltà.
YLENJA LUCASELLI(FDI). Presidente, dunque, questo ordine del giorno, che traduce una parte degli emendamenti che ha presentato Fratelli d'Italia, cerca di porre l'attenzione su una questione che è davvero molto complessa, e davvero non capiamo, ci sfugge il motivo per il quale ordini del giorno come questo non vengano considerati e addirittura se ne chiede il ritiro.
YLENJA LUCASELLI(FDI). Perché, vedere, secondo noi, considerato anche quello che ci è stato raccontato, quindi quelle che, secondo chi lo ha proposto, dovrebbero essere le finalità di questo provvedimento, dovremmo forse considerare che il reddito di cittadinanza – quindi, i soldi degli italiani, perché di questo stiamo parlando - non dovrebbero essere dati a persone che si sono macchiate di reati non colposi con pene superiori ai due anni. Noi riteniamo che, poiché il reddito di cittadinanza deve essere inteso come un aiuto sostanziale - da un lato - a un sistema di che troppo spesso ha delle falle e, dall'altro, come possibilità data a chi è fuori dal mercato del lavoro di essere reinserito, in quest'ottica, riteniamo che il reddito di cittadinanza dovrebbe essere rivolto innanzitutto a quei soggetti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/15 Ciaburro, con il parere contrario del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/16 Cirielli, su cui vi è un invito al ritiro.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lollobrigida. Ne ha facoltà.
FRANCESCO LOLLOBRIGIDA(FDI). Presidente, sottoscrivo l'ordine del giorno e non sono intenzionato a ritirarlo, perché credo che la giornata di oggi sia particolare e possa far riflettere questo Parlamento sul contenuto di questo ordine del giorno. Voglio cogliere l'occasione per ringraziare i Carabinieri italiani per quello che hanno fatto ieri perché hanno salvato la vita a cinquantuno ragazzi.
Quest'ordine del giorno punta l'indice su una necessità che abbiamo, perché vi sono 39 mila precari tra i Carabinieri e la Polizia, a cui si aggiungono i precari del Soccorso pubblico. Noi, con questo ordine del giorno sensibilizziamo il Governo a guardare con attenzione ai precari in questo segmento, perché garantire i Carabinieri significa avere la possibilità di salvare tante altre vite, di garantire sicurezza in questa nazione, quindi invito il Governo e il sottosegretario a rivedere il parere secondo il quale chiedendo il ritiro dell'ordine del giorno senza una ragione. Nel caso, prenderemo atto di chi voterà in favore delle Forze di polizia, dei Carabinieri italiani, di chi lavora nel soccorso, e chi, invece, riterrà di bocciare quest'ordine del giorno, che chiede sostegno economico per chi tutti i giorni fa il proprio dovere in nome e in difesa degli italiani e della patria e che viene trascurato anche dal punto di vista anche economico .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Donzelli. Ne ha facoltà.
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Grazie, Presidente. La politica è una questione di scelta: ci sono i fondi che scarseggiano, poi uno deve scegliere come spenderli. Dispiace che il reddito di cittadinanza, così come è concepito, senza gli emendamenti che aveva presentato Fratelli d'Italia, porterà al paradosso per cui il reddito di cittadinanza sarà percepito da stupratori, pedofili, spacciatori e sfruttatori di minori che li portano ad accattonare, e, invece, non saranno dati i soldi per stabilizzare le forze dell'ordine che devono arrestare gli stupratori, gli spacciatori, i criminali . Quindi, è una questione solo di scelta della politica: c'è chi preferisce dare il reddito di cittadinanza al pedofilo che, mentre sta su Internet, continua a prendere il reddito di cittadinanza per guardare le foto dei pedofili, e chi preferisce, come Fratelli d'Italia, togliere questi soldi al pedofilo e darli alle forze dell'ordine per stabilizzarle. È solo una questione di scelta .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/16 Cirielli, con il parere contrario del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/17 Luca De Carlo, su cui vi è un invito al ritiro.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Luca De Carlo. Ne ha facoltà.
LUCA DE CARLO(FDI). Presidente, io non ritiro questo emendamento, perché, lo riconosco, sono brutalmente di parte, nel senso che questo è un emendamento che va a favore dei comuni, ma non soltanto dei comuni e degli amministratori pubblici, anche dei dipendenti dei comuni.
È infatti paradossale il fatto, così come recita l'articolo 4, al comma 15, che si stabilisca che il beneficiario del reddito di cittadinanza è tenuto a offrire nell'ambito del Patto per il lavoro o per l'inclusione sociale la propria disponibilità per la partecipazione a progetti a titolarità dei comuni. Bellissimo, è un'ottima idea, però, lo si lega poi alla disponibilità e alla compatibilità con le altre attività del beneficiario. Io vorrei capire quali sono queste altre attività del beneficiario che pregiudicano il fatto che costui, debitamente, diciamo così, remunerato dallo Stato, debba mettere queste in secondo piano rispetto alle attività che ha: sono forse il tempo libero? Sono forse - che ne so - qualche sport? O si dà, implicitamente, già nella legge la quasi autorizzazione - perché di questo stiamo parlando - a svolgere del lavoro nero? Cioè, uno non va nei comuni o ci va da 8 a 16 ore al massimo, se è d'accordo, sempre compatibilmente con le proprie attività, cioè se la propria attività è quella di svolgere un altro lavoro, probabilmente a nero, su questo noi non possiamo essere d'accordo. Quindi noi abbiamo presentato questo ordine del giorno, a proposito del lavoro socialmente utile che il beneficiario del reddito svolgerà nei confronti dei comuni; ciò accadeva già con il lavoro in mobilità, laddove i lavoratori in mobilità lavoravano per un di ore nei comuni per coprire il costo che lo Stato sosteneva per la loro mobilità e lo facevano per il numero di ore corrispondenti alla mobilità che percepivano. Noi chiediamo semplicemente questo: chiediamo che ciò non sia a seconda della propria disponibilità, che non sia un carattere assolutamente aleatorio, ma che sia legato esclusivamente a quanto si percepisce: in base a quanto si percepisce, proporzionalmente si dovranno svolgere ore all'interno del comune. Dobbiamo ciò anche ai nostri dipendenti. Io ho dipendenti pubblici - faccio il sindaco - che fanno i gli operatori a 1.200 euro al mese e trovo assolutamente scandaloso che altri, magari percependo sicuramente meno, possano decidere di fare lavori socialmente utili a seconda e compatibilmente con le altre attività.
Chiedo, poi, con questo ordine del giorno, che non necessariamente si debbano svolgere questi lavori nel proprio comune di residenza, perché ci troveremo comuni con centinaia di migliaia di persone e comuni, magari piccoli, che non hanno nemmeno la struttura per far fronte a questa esigenza .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/17 Luca De Carlo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/18 Deidda, sul quale c'è un parere favorevole con riformulazione. Accetta la riformulazione? Sì, bene.
Passiamo dunque all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/19 Delmastro delle Vedove, accolto come raccomandazione, se riformulato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Delmastro delle Vedove. Ne ha facoltà.
ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE(FDI). Non si accetta alcuna riformulazione. Fratelli d'Italia ha contrastato questo provvedimento nella sua complessità e nella sua genericità. Noi riteniamo che questo sia un provvedimento di finanza allegra che scaricherà una montagna di debito pubblico sulle future generazioni, un provvedimento che si arrende al declino e che immagina che il futuro dell'Italia sia il reddito di cittadinanza come metadone di Stato applicato alle politiche del lavoro e lo abbiamo sempre ritenuto inopportuno. Ciò nonostante, abbiamo tentato di migliorarlo e abbiamo chiesto banalmente che venissero esclusi dal reddito di cittadinanza coloro che sono stati condannati per: reati corruttivi, per pedofilia, per pedopornografia, per violenza sessuale, per impiego di minori nell'accattonaggio. Oggi il Governo ci dice: valuteremo, un domani, forse, se c'è la possibilità. Per Fratelli d'Italia non può esistere reddito di cittadinanza se viene percepito da coloro che violentano le donne, per Fratelli d'Italia si ribalta il concetto, non è che si valuta domani se possono o non possono prenderlo! Il reddito di cittadinanza non solo è inopportuno, ma diventa immorale se finisce nelle mani dei pedopornografi che così avranno il tempo di stare di fronte a Internet tutto il giorno, con le tasche gonfie del reddito di cittadinanza, a guardare chissà che cosa, su Internet. Per Fratelli d'Italia si ribalta il principio; il reddito di cittadinanza non può esistere se viene percepito da coloro che hanno fatto violenza sessuale sulle donne, quelle stesse donne a cui questo Governo, in questi giorni, ha revocato addirittura i fondi per le case rifugio dove vengono accolte quando maltrattate in famiglia. Per Fratelli d'Italia non può esistere il reddito di cittadinanza che finisce a quelle persone immorali che mandano i loro figli, in primavera, estate, autunno e inverno, con pioggia, neve e grandine, a fare accattonaggio! Sto parlando, evidentemente, di un'etnia che è più, come dire, propensa a commettere questo tipo di delitto in termini statistici.
Allora, noi oggi chiediamo che quest'Aula si esprima, dicendo a chiare lettere, a caratteri cubitali, che il reddito di cittadinanza, provvedimento che comunque Fratelli d'Italia ritiene inopportuno, almeno non diventi un provvedimento immorale che conferirà i soldi di coloro che producono reddito, tramite la tassazione, a pedopornografi, a pedofili, a corrotti - per i quali hanno fatto lo “spazza corrotti” e, quindi, certo, prima verranno licenziati perché c'è lo “spazza corrotti” e il giorno dopo prenderanno il reddito di cittadinanza -, a coloro che impiegano i figli nell'accattonaggio! Ecco, se vi è questo, per Fratelli d'Italia non può esistere il reddito di cittadinanza: ciò è di una banalità straordinaria.
Ringrazio il Governo, che tenta di dire che forse un domani “valuterà”. Per noi se queste categorie prendono il reddito di cittadinanza, il reddito di cittadinanza non può passare, perché diventa da inopportuno a immorale e vergognoso .
GIOVANNI DONZELLI(FDI). Presidente, mi dispiace che qualche collega e amico stia mugugnando, perché sono scomode da sentirsi queste cose, quando poi si va a raccontare tutt'altro in piazza, perché non è che si può andare a dire in giro: abbiamo eliminato la corruzione, siamo dalla parte delle donne, siamo dalla parte della legalità, siamo contro i rom - ruspe contro i rom - e poi diamo il reddito di cittadinanza ai rom che mandano i bambini ad accattonare . Non si può fare la grande propaganda sullo “spazza corrotti” - abbiamo eliminato la corruzione! - e poi al corrotto gli si dà il reddito di cittadinanza. Non ci si può stracciare le vesti contro il congresso mondiale della famiglia di Verona, dicendo che umilia le donne e poi a chi stupra le donne gli diamo il reddito di cittadinanza, altrimenti è un'ipocrisia vergognosa.
Allora, noi, che siamo coerenti con quello che diciamo e quello che votiamo in Aula, diciamo chiaramente che il reddito di cittadinanza può avere un senso solo se non va a: i criminali, i pedofili, gli stupratori, i rom che mandano i bambini al semaforo ad accattonare invece che a scuola! Questi non possono prendere il reddito di cittadinanza: chi è d'accordo voti a favore di questo ordine del giorno, chi vota contro non vada poi in piazza a raccontare altro !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bartolozzi. Ne ha facoltà.
GIUSI BARTOLOZZI(FI). Presidente, chiedo di sottoscrivere l'ordine del giorno del collega.
PRESIDENTE. Bene, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/19 Delmastro delle vedove, con il parere contrario del Governo.
Onorevole Lucaselli, lei era già intervenuta due volte, quindi, comunque, non può parlare e la votazione è in corso. Chiede di sottoscriverlo? Benissimo, grazie.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/20 Donzelli, accolto come raccomandazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ferro. Ne ha facoltà.
WANDA FERRO(FDI). Grazie, Presidente. Solo per un po' sottolineare quello che in qualche modo oggi, attraverso questo provvedimento, con tanti ordini del giorno, considerata la richiesta ennesima – e chissà quante ce ne saranno ancora, della fiducia – che ha, ovviamente, costipato totalmente qualunque forma di dibattito, andiamo a chiedere, come Fratelli d'Italia…
PRESIDENTE. Onorevole Ferro, mi scusi, insistete per la votazione? Perché, altrimenti, lei non potrebbe fare la dichiarazione di voto.
WANDA FERRO(FDI). Insisto per la votazione, certo.
WANDA FERRO(FDI). Insisto per la votazione perché ritengo che questo sia uno di quegli ordini del giorno che guardano ad uno spaccato importantissimo della nostra società, e quindi alle donne rispetto a quella normativa della legge n. 243 del 2004, la cosiddetta “opzione donna”, che vede una sperequazione tra le lavoratrici autonome e quelle del settore pubblico rispetto alla possibilità di poter, in qualche modo, andare prima in pensione, e quindi di poter equiparare i termini anagrafici piuttosto che quelli della parte contributiva.
Riteniamo che anche rispetto alla norma in essere ci sia poca costituzionalità, e quindi, insomma, coloro che troppo spesso si riempiono la bocca di quanto sia importante sostenere la donna nella nostra società oggi potrebbero, in qualche modo, dare sostanza a queste tante parole.
Abbiamo, ovviamente, apprezzato, come Fratelli d'Italia, quello che è avvenuto sull'emendamento e oggi ordine del giorno della collega Bellucci, sposato da tutto il Parlamento, ma riteniamo che una rondine non faccia primavera. All'interno di questo provvedimento, signor Presidente, e per lei e per il suo tramite, al sottosegretario, non abbiamo guardato al comparto della sicurezza, non abbiamo guardato abbastanza, e nei tempi che richiedeva, alla parte della disabilità, non abbiamo guardato alla sanità, dove chiedevamo, attraverso un emendamento che ci è stato detto essere in qualche modo inammissibile, perché non conforme con la materia, il prolungamento di tante professionalità sanitarie.
Abbiamo chiesto di guardare agli italiani all'estero. E, quindi, dico che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire: troppo facile decidere a chi dare questa cittadinanza, e mi auguro che non venga fatto solo attraverso quei soliti meccanismi di scelta attraverso il .
Il buonsenso non sembra albergare, troppo spesso avete delle parole alle quali tenete particolarmente. Abbiamo visto quella sull'onestà, onestà, onestà. Abbiamo visto quella sulla dignità, e la dignità mi pare che, anche attraverso questa erogazione ad alcuni settori e ad altri no del reddito di cittadinanza, non alberga per tutti con regole chiare e certe, non ultimo, ovviamente, l'intervento dei colleghi che mi hanno preceduto.
E, allora, diciamo per una volta al sottosegretario, al Governo, di guardare a questa parte, l'altra metà del cielo, quelle lavoratrici che chiedono, ovviamente, di avere pari requisiti, che chiedono di poter andare, rispetto ai termini di disparità tra un settore e l'altro, in pensione, ma, soprattutto, come diceva qualcuno, date alle donne le giuste opportunità e le sapranno utilizzare. Ma ho l'impressione che questo Governo non soltanto le neghi alle donne, ma le neghi a buona parte della società tutta .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/20 Donzelli, con il parere contrario del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/22 Fidanza, accolto come raccomandazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fidanza. Ne ha facoltà.
CARLO FIDANZA(FDI). Grazie, Presidente. Insisto per la votazione e mi appello soprattutto ai colleghi della Lega, perché, vedete, questo ordine del giorno tratta un argomento importante, perché spesso noi ci riempiamo la bocca – non noi, ma una parte consistente del panorama politico italiano – sui dettami che ci vengono dall'Unione europea. In questo caso si direbbe proprio “ce lo chiede l'Europa”, perché esiste, da diverso tempo, una direttiva comunitaria, la n. 38 del 2004, che prevede che i cittadini comunitari residenti in Italia, per poter rimanere nel nostro Paese e non essere, invece, allontanati e rimpatriati, debbano dimostrare, passati i primi tre mesi, di avere una serie di requisiti, tra cui quello di un lavoro naturalmente regolare, avere un reddito sufficiente che impedisca di dover farsi carico, da parte dell'assistenza sociale dello Stato che li ospita, del loro mantenimento, addirittura di avere un'assicurazione sanitaria che copra le spese in caso di loro malattia o infortunio, ancora una volta per non gravare sulle finanze dello Stato che li ospita.
E noi dovremmo applicare questa normativa comunitaria, recepita nell'ordinamento italiano, per esempio nel caso di quelle tante migliaia di cittadini comunitari che albergano nei campi , regolari e irregolari, della nostra nazione, verso i quali, invece, non viene applicata questa normativa, e che, quindi, percepiranno il reddito di cittadinanza. Allora, noi chiediamo al Governo di accogliere pienamente questo ordine del giorno, ci appelliamo soprattutto agli amici e ai colleghi della Lega Nord, ex Lega Nord, ora Lega, perché non può riempirsi la bocca di politiche di pugno di ferro nei confronti dei nomadi irregolari e poi pensare, invece, di concedere loro il reddito di cittadinanza. Le regole ci sono, addirittura ce lo chiede l'Europa; applichiamole, facciamo un censimento dei cittadini comunitari che non rispettano questi dettami, e che, quindi, sono qui in violazione delle stesse regole comunitarie, e, in attesa di rimpatriarli, come prevedrebbe la normativa comunitaria, per lo meno non arriviamo al paradosso, assolutamente inaccettabile, di concedere loro il sussidio di Stato del reddito di cittadinanza .
PRESIDENTE. In realtà, c'era un invito al ritiro. Chiedo conferma al Governo: invito al ritiro o accolto come raccomandazione? Invito al ritiro.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Prisco. Ne ha facoltà.
EMANUELE PRISCO(FDI). Grazie, Presidente. Ricordo di avere presentato probabilmente un ordine del giorno in materia di “decreto sicurezza” che prevedeva misure che il Governo avrebbe dovuto adottare nei confronti di quei cittadini comunitari non in possesso di reddito che stanziavano sul territorio nazionale. Rivolgendomi al Ministro dell'Interno, rivolgendomi al Governo di cui fa parte anche la Lega, non pensavo a provvedimenti di assistenza per i nomadi o per chi non può dimostrare il reddito e come vive nel nostro territorio nazionale. Pensavo a misure per rimandarli al Paese loro .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/22 Fidanza, con il parere contrario del Governo.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/23 Frassinetti. C'è un invito al ritiro, onorevole Frassinetti.
PAOLA FRASSINETTI(FDI). Grazie, onorevole Presidente e onorevoli colleghi, già ieri nell'illustrazione ho cercato di convincere il Governo affinché accogliesse l'ordine del giorno in esame che parla di insegnanti e di scuola. Capisco che ormai è palese, dopo questo anno, che gli insegnanti non sono certo nelle priorità del Governo, però ci voleva veramente poco per poter far si che “quota 100” fosse raggiunta anche dai docenti che, come si sa in questo caso, iniziano la loro attività anche a quarant'anni. Ci sono problemi di stabilizzazione, c'è il problema di dover rinnovare la classe docente nella nostra nazione. Questo era un modo, una misura molto semplice affinché bastasse un solo requisito, tra l'età e gli anni di contribuzione, per poter agevolare gli insegnanti a raggiungere “quota 100”. Fratelli d'Italia è a fianco degli insegnanti anche in questo caso e pensa veramente che, con un minimo sforzo, si potrebbero accontentare, agevolando il loro ingresso a “quota 100” .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/23 Frassinetti.
Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/24 Gemmato, su cui è stato espresso parere favorevole con riformulazione. Non accetta la riformulazione e insiste per la votazione?
MARCELLO GEMMATO(FDI). Signor Presidente, accetto la riformulazione. Questo però non mi esime dal poter fare alcune considerazioni. Innanzitutto che è un riconoscimento…
PRESIDENTE. Però se accetta la riformulazione, non lo poniamo in votazione e quindi non c'è dichiarazione di voto.
MARCELLO GEMMATO(FDI). Non posso intervenire?
PRESIDENTE. No, perché non lo poniamo in votazione e, quindi, di conseguenza, la dichiarazione di voto non è ammissibile, non è prevista.
Quindi passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/25 Lollobrigida sul quale è stato espresso parere favorevole con riformulazione. Onorevole Lollobrigida, accetta la riformulazione? Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/1637-AR/25 Lollobrigida.
Ordine del giorno n. 9/1637-AR/26 Lucaselli: anche in questo caso il parere è favorevole con riformulazione. Onorevole Lucaselli, accetta la riformulazione? Prendo atto che il presentatore accetta la riformulazione del suo ordine del giorno n. 9/1637-AR/26 Lucaselli.
Ordine del giorno n. 9/1637-AR/27 Maschio, sul quale è stato un invito al ritiro. Onorevole Maschio, lo ritira o insiste per la votazione?
CIRO MASCHIO(FDI). Grazie, Presidente. Non vedo motivo per ritirarlo, anzi insisto convintamente per la votazione, anche in considerazione dell'approccio che fino ad oggi e fino ad ora si è visto su altri ordini del giorno simili. Quindi ritengo che sul reddito di cittadinanza va dato un segnale chiaro e non di confusione nei confronti dei cittadini italiani.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/27 Maschio, con il parere contrario del Governo.
ENRICO BORGHI(PD). Grazie, signora Presidente. Intervengo sull'ordine dei lavori perché credo sia giusto che l'Aula e soprattutto all'esterno di quest'Aula si sappia che, se le minoranze non fossero state in Aula, su questo ordine del giorno non ci sarebbe stato il numero legale . Poiché questa è la norma manifesto, la norma su cui si è creato il collante, la norma su cui si è realizzato il contratto del Governo del cambiamento, evidentemente tutto questo sta a dimostrare che vi è un malessere all'interno della maggioranza, voglio ribadirlo. Le minoranze sono qui per rispetto dell'Aula e la maggioranza non è in grado da sola di garantire la prosecuzione dei lavori
PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno n. 9/1637-AR/28 Mollicone: è stato formulato un invito al ritiro.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mollicone. Ne ha facoltà.
FEDERICO MOLLICONE(FDI). Non accettiamo ovviamente l'invito al ritiro e su questo ordine del giorno chiediamo la votazione e lo illustriamo in dichiarazione di voto.
FEDERICO MOLLICONE(FDI). Il provvedimento in esame, colleghi, reca alcune modifiche alla disciplina sull'ordinamento dell'INPS e dell'INAIL, prevedendo, tra le altre riforme, anche la reintroduzione del consiglio di amministrazione tra gli organi di tali enti. Inoltre è stata introdotta la figura del vicepresidente tra gli organi degli enti. Nello specifico il provvedimento dispone che, ai sensi del testo finora vigente, sono organi dell'INPS e dell'INAIL: il presidente, il consiglio di indirizzo e vigilanza, il collegio dei sindaci, il direttore generale. È inserito tra gli organi degli enti in oggetto anche il consiglio di amministrazione. Viene ripristinato, quindi, tale organo, già previsto prima dell'entrata in vigore del decreto-legge n. 78 del 2010. Per quanto riguarda i poteri attribuiti al presidente, si ripropone sostanzialmente la disciplina prevista dal decreto legislativo n. 479 del 1994. Il presidente ha la rappresentanza legale dell'istituto, convoca e presiede il consiglio di amministrazione, può assistere alle sedute del consiglio di indirizzo e vigilanza. La nomina del consiglio di amministrazione è di fondamentale importanza anche in considerazione della complessità della gestione di un istituto che - pensate, colleghi, questo dato forse è poco conosciuto - ha un movimento finanziario di ben 800 miliardi di euro l'anno. Sarebbe assurdo il procrastinarsi della situazione attuale, vale a dire che un potere esclusivo sia affidato a una sola persona, nella figura del presidente. Da più parti è stata formulata la richiesta della nomina di un consiglio di amministrazione, considerate anche le dimensioni dell'ente tanto che, nella precedente legislatura, la Commissione lavoro aveva licenziato un testo unificato concordato tra i parlamentari e valutato positivamente. Per questo abbiamo voluto e continuiamo a impegnare il Governo a valutare la possibilità, nell'ambito della riforma della struttura della del sistema previdenziale italiano, di costituire nell'organigramma dell'INPS un CdA con competenze di indirizzo strategico. Ciò per garantire un controllo maggiore su un giuridico-amministrativo che ha la seconda voce nel bilancio dello Stato. Ci chiediamo e lo chiediamo anche al sottosegretario Durigon, per il tramite della Presidenza, per quale ragione un ordine del giorno così di buon senso non possa essere accettato, visto anche il pregresso della Commissione della scorsa legislatura, almeno come raccomandazione.
Cioè noi diciamo se è stato unito l'INPS all'INAIL, c'è questo movimento finanziario, il presidente ha troppo potere, affianchiamogli un consiglio di amministrazione. Ci sembra assolutamente buonsenso .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Serracchiani. Ne ha facoltà.
DEBORA SERRACCHIANI(PD). Grazie, Presidente. Soltanto per spiegare il voto contrario a questo ordine del giorno del Partito Democratico perché, come probabilmente il collega sa e sa il gruppo di Fratelli d'Italia, sono in discussione, a parte le previsioni già contenute in questo decreto, due disegni di legge a firma Murelli, uno Cantone l'altro, che disciplinano la INPS e non ci sembra il caso di intervenire con questo ordine del giorno che, tra l'altro, porta delle previsioni anche diverse e, in alcuni casi, contraddittorie o contrarie rispetto a quello che è già previsto in quei disegni di legge, a proposito dei quali, tra l'altro, la discussione - mi permetto di anticipare - sta andando avanti in modo spedito e c'è già anche una condivisione su molte parti della INPS.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Polverini. Ne ha facoltà.
RENATA POLVERINI(FI). Grazie, Presidente. Per motivare il voto di astensione del gruppo di Forza Italia sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/28 Mollicone perché, come il collega sa, ovviamente, non solo ci sono delle proposte di legge pendenti che richiamano più o meno il lavoro fatto nella scorsa legislatura, ma il Governo è andato oltre, lo ha superato, perché non soltanto ha inserito in questo provvedimento il consiglio di amministrazione, ha lasciato vivo il CIV, il Consiglio di indirizzo e vigilanza, ha raddoppiato i presidenti, perché ci sarà un presidente e un vicepresidente e, nelle more, ci sarà un commissario che, probabilmente, durerà tutto il tempo in cui il Governo avrà bisogno di utilizzare l'Istituto in maniera più celere. Quindi, il Governo del cambiamento ha cambiato, è stato costretto, naturalmente, a raddoppiare, perché in questo scambio tra il MoVimento 5 Stelle e la Lega, naturalmente, altro non rimane, per applicare il manuale Cencelli, che raddoppiare le poltrone .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rotelli. Ne ha facoltà.
MAURO ROTELLI(FDI). Presidente, grazie. A noi sembra veramente strano, perché l'ordine del giorno del collega Mollicone va in una direzione che mi sembra condivisa, anticipa oppure è stata superata. Proprio per questo motivo, sottosegretario, io credo che possa essere preso in considerazione il fatto di prenderlo e di accettarlo, non di fare in modo e di dire, come ha detto l'onorevole Serracchiani, che è stato già affrontato e, quindi, è stato superato. Io credo che ci siano tutte le caratteristiche per poterlo accettare da subito.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/28 Mollicone, con il parere contrario del Governo.
FEDERICO MOLLICONE(FDI). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
FEDERICO MOLLICONE(FDI). Solo per registrare che con questa votazione, evidentemente, il Partito Democratico ha già un'idea ben chiara, insieme alle forze di Governo, sul prossimo CdA dell'INPS e dell'INAIL .
PRESIDENTE. Non era chiaramente sull'ordine dei lavori.
Ordine del giorno n. 9/1637-AR/29 Montaruli: c'è un parere favorevole con riformulazione. Viene accolta la riformulazione? Viene accolta.
Ordine del giorno n. 9/1637-AR/30 Osnato: c'è un invito al ritiro.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Osnato. Ne ha facoltà.
MARCO OSNATO(FDI). Grazie, Presidente. È di tutta evidenza che non possiamo aderire a questo invito. Non possiamo aderire perché, sinceramente e con tutta la buona volontà, non si capisce questa ostilità del Governo verso questa nostra richiesta in questo ordine del giorno. Cosa facciamo in questo ordine del giorno? Noi chiediamo semplicemente che si organizzi un monitoraggio rispetto all'erogazione del reddito di cittadinanza in cui non ci sia una discriminazione tra gli aventi diritto durante l'assunzione rispetto agli incentivi che il Governo stesso ha previsto rispetto a queste assunzioni. Quali sono questi incentivi? Sono incentivi rispetto agli oneri e ai contributi previdenziali, sono degli incentivi che sono variabili rispetto anche alla precedente attività lavorativa degli aventi diritto stessi.
È chiaro che nei nostri dubbi, non solo nei nostri, ma in molti altri che abbiamo riscontrato sui rispetto a questo provvedimento, c'è anche quello di una possibilità, di una evidente possibilità oserei dire, di abusi da parte di opportunità offerte dal provvedimento stesso. Uno di questi rischi si corre proprio negli incentivi previsti dall'articolo 8: noi crediamo che offrire questo strumento alla maggioranza, ma al Governo oserei dire, affinché si possano togliere eventuali alibi anche rispetto al cattivo utilizzo di questi incentivi non possa vedere un Governo in buona fede contrario.
A noi pare di vedere, come qualcuno oggi ha detto, che questo provvedimento, che è un po' la bandiera della maggioranza, debba per forza passare senza nessun tipo di osservazione, nessun tipo di miglioria perché serve, in questo momento, anche difficile, per una parte della maggioranza dal punto di vista della comunicazione e della presenza sul territorio, come il pane, mi verrebbe da dire. Mi sembra che sacrificare la trasparenza, la puntualità e l'efficacia di un provvedimento a fini utilitaristici da parte di una forza politica sia veramente offensivo.
PRESIDENTE. Salutiamo studenti e docenti del Liceo scientifico-linguistico “Falcone e Borsellino” di Arese, in provincia di Milano e quelli dell'Istituto “Vittorio Alfieri” di Asti, che seguono i nostri lavori dalla tribuna del pubblico .
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno n. 9/1637-AR/30 Osnato, con il parere contrario del Governo.
Ordine del giorno n. 9/1637-AR/32 Rampelli, accolto come raccomandazione: va bene? Onorevole Lollobrigida, lo vuole sottoscrivere? Benissimo.
Ordine del giorno n. 9/1637-AR/33 Rizzetto, sempre accolto come raccomandazione.
FRANCESCO LOLLOBRIGIDA(FDI). Lo volevo sottoscrivere e non accettare l'accoglimento come raccomandazione.
PRESIDENTE. Quindi insistete per la votazione?
WALTER RIZZETTO(FDI). Sì.
CLAUDIO COMINARDI,. Cambierei il parere in favorevole, con riformulazione: “a valutare l'opportunità di” e “compatibilmente con i vincoli di finanza”.
PRESIDENTE. Onorevole Rizzetto accetta la riformulazione? Sì, l'accetta. Bene.
Passiamo all'ordine del giorno 9/1637-AR/34 Rotelli su cui c'è un invito al ritiro. Prego, onorevole Rotelli.
WALTER RIZZETTO(FDI). Presidente, scusi, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
WALTER RIZZETTO(FDI). Chiedo scusa, Presidente, ma forse nella confusione ci siamo capiti male; c'è stata un po' di confusione e io tra l'altro l'ho ascoltata poco. Noi stavamo parlando dell'ordine del giorno 9/1637-AR/32 Rampelli…
PRESIDENTE. Ma io ho richiamato più volte l'ordine del giorno 9/1637-AR/33 Rizzetto, anche dopo il parere espresso dal Governo.
WALTER RIZZETTO(FDI). Guardi, Presidente, io non voglio contestare la sua Presidenza - ci mancherebbe altro - ma rispetto all'ordine del giorno 9/1637-AR/32 Rampelli si era alzato il capogruppo, l'onorevole Lollobrigida, per dire che non accettava la riformulazione.
PRESIDENTE. E ha ribadito che si riferiva all'ordine del giorno 9/1637-AR/33 Rizzetto.
WALTER RIZZETTO(FDI). No, non poteva parlare sull'ordine del giorno 9/1637-AR/33 perché è un mio ordine del giorno.
PRESIDENTE. E si vede che c'è stato un malinteso, una confusione.
Quindi torniamo all'ordine del giorno 9/1637-AR/32 Rampelli, sul quale voi insistete per la votazione.
WALTER RIZZETTO(FDI). Sull'ordine del giorno 9/1637-AR/32 Rampelli noi evidentemente insistiamo per la votazione e vorremmo intervenire. Dopodiché, chiaramente, considerato che a questo punto - è colpa mia - ho capito male la riformulazione del Governo sull'ordine del giorno 9/1637-AR/33 Rizzetto, chiediamo se evidentemente si può anche ripetere la riformulazione.
PRESIDENTE. Quindi non l'aveva accettata?

References: e contrario
 sentenza 
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