Source: http://www.parlamento.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00395721&part=doc_dc-allegatob_ab&parse=no&stampa=si&toc=no
Timestamp: 2017-11-24 12:40:10+00:00

Document:
senato.it - Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 151 del 17/02/2009
Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 151 del 17/02/2009
Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Amato, Berselli, Bettamio, Bevilacqua, Bornacin, Caliendo, Cantoni, Carrara, Casoli, Castelli, Ciampi, Collino, Compagna, D'Ali', Davico, Dell'Utri, Digilio, Fasano, Fazzone, Firrarello, Fluttero, Germontani, Giovanardi, Leoni, Mantica, Mantovani, Martinat, Massidda, Palma, Pera, Poli, Pontone, Sciascia e Viespoli.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Spadoni, per partecipare ad una Conferenza internazionale; De Gregorio, Marini e Torri, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Iniziativa Centro Europea.
Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, trasmissione di documenti
Il Presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, con lettera in data 13 febbraio 2009, ha inviato una relazione concernente i rischi per l'efficienza dei servizi di informazione per la sicurezza derivanti dall'acquisizione e mancata distruzione di dati sensibili per la sicurezza della Repubblica, approvata dal Comitato stesso nella seduta del 12 febbraio 2009.
Il predetto documento è stampato e distribuito (Doc. XXXIV, n. 1).
Il Presidente della Camera dei deputati, in data 12 febbraio 2009, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazione il deputato Aniello Formisano, in sostituzione del deputato Carlo Costantini, cessato dal mandato parlamentare.
In data 12 febbraio 2009, la senatrice Donatella Poretti è stata eletta Segretario della 12a Commissione permanente (Igiene e sanità), in sostituzione del senatore Claudio Gustavino.
Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla Corte dei conti (847-B)
(presentato in data 13/2/2009 );
S.847 approvato dal Senato della Repubblica (assorbe S.746); C.2031 approvato con modificazioni dalla Camera dei Deputati
Senatori Cursi Cesare, Boldi Rossana, Bevilacqua Francesco
Modifiche agli articoli 1 e 4 della legge 29 ottobre 2005, n. 229, in materia di indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie (1379)
(presentato in data 12/2/2009 );
senatori Finocchiaro Anna, Vimercati Luigi, Vita Vincenzo Maria, Morri Fabrizio, Sircana Silvio Emilio, Ceruti Mauro, Milana Riccardo, Filippi Marco, Donaggio Cecilia, Fistarol Maurizio, Magistrelli Marina, Papania Antonino, Ranucci Raffaele
Riforma degli organi di governo della RAI (1380)
senatori Bevilacqua Francesco, Germontani Maria Ida, Rizzotti Maria, De Eccher Cristano, Gentile Antonio, Nessa Pasquale, Bornacin Giorgio, Alicata Bruno, Digilio Egidio, Centaro Roberto, Castro Maurizio, Contini Barbara, Benedetti Valentini Domenico, Longo Piero, Coronella Gennaro, Barelli Paolo, Stancanelli Raffaele, Costa Rosario Giorgio, Licastro Scardino Simonetta, Ramponi Luigi, Amato Paolo
Norme recanti riordino dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (1381)
Misure relative al Patto di stabilità interno (1382)
Norme per la tutela e la valorizzazione delle farmacie storiche e di interesse artistico (1383)
(presentato in data 13/2/2009 ).
Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e
trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio
nazionale dell'economia e del lavoro e alla Corte dei conti (847-B)
(assegnato in data 17/02/2009).
A nome della 1ª Commissione permanente Aff. cost. in data 13/02/2009 il Senatore Ceccanti Stefano ed altri hanno presentato la relazione 1360-A sul disegno di legge:
"Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, concernente l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia" (1360)
C.22 approvato in testo unificato dalla Camera dei Deputati (TU con C.646, C.1070, C.1449, C.1491, C.1507, C.1692, C.1733, C.2023).
A nome della 3ª Commissione permanente Aff. esteri in data 16/02/2009 il Senatore Divina Sergio ha presentato la relazione 1302-A sul disegno di legge:
"Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Federazione russa sulla cooperazione nella lotta alla criminalità, fatto a Roma il 5 novembre 2003" (1302).
In data 13 febbraio 2009, la 8a Commissione permanente è stata autorizzata a svolgere, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, un'indagine conoscitiva sulle problematiche relative alle autorizzazioni, ai contratti di servizio ed ai contratti di programma nei settori dei trasporti, postale, delle telecomunicazioni, dei lavori pubblici e delle infrastrutture.
Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 4 febbraio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 7, comma 11, della legge 17 maggio 1999, n. 144, la relazione sull'attività svolta dall'Unità tecnica finanza di progetto nell'anno 2007.
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente (Doc. CLXXV, n. 1).
Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, con lettera in data 30 gennaio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2, comma 10, della legge 11 ottobre 1986, n. 713, la relazione sullo stato di attuazione delle direttive della Comunità economica europea sulla produzione e la vendita dei cosmetici, relativa all'anno 2006.
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 12a e alla 14a Commissione permanente (Doc. LIX, n. 1).
Il Presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, con lettera in data 9 febbraio 2009, ha inviato una segnalazione al Parlamento e al Governo in tema di tariffe semplificate per società esercenti il servizio di distribuzione dell'energia elettrica con meno di cinquemila utenti.
La predetta documentazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10a Commissione permanente (Atto n. 137).
La Corte costituzionale, con lettere in data 6 febbraio 2009, ha inviato, a norma dell'articolo 30, comma 2, della legge 11 marzo 1953, n. 87, copia delle sentenze n. 27 e n. 28 del 26 gennaio 2009, depositate il successivo 6 febbraio in cancelleria, con le quali la Corte stessa ha dichiarato, rispettivamente, l'illegittimità costituzionale:
dell'articolo 60, comma 1, numero 9), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), nella parte in cui prevede l'ineleggibilità dei direttori sanitari delle strutture convenzionate per i consigli del comune il cui territorio coincide con il territorio dell'azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionate o lo ricomprende, ovvero dei comuni che concorrono a costituire l'azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionate. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 1a e alla 12a Commissione permanente (Doc. VII, n. 33);
dell'articolo 1, comma 3, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni), nella parte in cui non prevede che i benefici riconosciuti dalla legge citata spettino anche ai soggetti che presentino danni irreversibili derivanti da epatite contratta a seguito di somministrazione di derivati del sangue. Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alla 12a Commissione permanente (Doc. VII, n. 34).
Con sentenza del 26 gennaio 2009, n. 31, depositata il successivo 6 febbraio, la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione - proposto dalla Corte di Appello di Roma in data 26 novembre 2007 e sul quale aveva preliminarmente statuito l'esistenza della materia di un conflitto con l'ordinanza n. 187 del 2008 - nei confronti della deliberazione adottata dall'Assemblea del Senato il 18 marzo 2004 in relazione al documento IV-ter, n. 2/XIV Leg.
Il Presidente del Consiglio di Stato, con lettera in data 4 febbraio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 53-bis, comma 1, della legge 27 aprile 1982, n. 186, come introdotto dall'articolo 20 della legge 21 luglio 2000, n. 205, il bilancio autonomo di previsione del Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali, per l'anno 2009.
Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a e alla 5a Commissione permanente (Atto n. 136).
E' pervenuto al Senato un voto del Consiglio regionale della Lombardia concernente il mantenimento del voto di preferenza nella legge elettorale per le elezioni europee e la sua reintroduzione per l'elezione dei deputati e dei senatori della Repubblica.
Tale voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente (n. 8).
MONGIELLO - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:
il 10 dicembre 2008 è ricorso il sessantesimo anniversario dall'approvazione della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite;
tra le molteplici e varie iniziative che hanno celebrato questo importante evento, vi è stata quella intrapresa da un gruppo di artisti e tecnici, composto da trenta registi e dalle loro troupe, circa 900 persone, che nell'ambito della campagna Human Rights Day 2008 ha provveduto alla realizzazione di un film dal titolo "All Human Rights For All. Sguardi del cinema italiano sui diritti umani"; tale film, ideato e coordinato da Roberto Torelli, Presidente dell'associazione Rinascimento, è composto da trenta cortometraggi, ispirato ciascuno ai trenta articoli della Dichiarazione universale;
il film, presentato in anteprima a Roma il 1 dicembre 2008 al Teatro Argentina, è stato trasmesso nel mese di dicembre da Rai Tre, che ha inserito i singoli cortometraggi all'interno di diversi programmi e successivamente il 26 dicembre 2008 il film è stato trasmesso per intero da Rai Italia; il 19 dicembre 2008 uno dei cortometraggi è stato proiettato al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica nell'ambito della giornata coordinata dal Comitato per l'apprendimento pratico della musica, del Ministero dell'istruzione, università e ricerca e dall'Associazione Rinascimento; infine, 10 cortometraggi del film sono stati trasmessi dal canale satellitare del Senato il 30 gennaio 2008, nell'ambito della giornata di celebrazioni dell'anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo inaugurata dal Presidente del Senato della Repubblica;
il suddetto film è stato interamente finanziato dai soli ideatori ed in assenza di qualsiasi forma di finanziamento statale, nonostante il progetto goda del sostegno di due agenzie Onu - United nations regional information centre (Unric) e United nation interregional crime and justice research (Unicri) - e della Fondazione Luigi Di Liegro; infatti le diverse richieste di sostegno inoltrate a vari Ministeri (Ministero dei beni e attività culturali, Ministero pari opportunità, Ministero affari esteri e Ministero istruzione, università e ricerca) non hanno avuto esito positivo;
considerato inoltre che secondo quanto risulta da una recente indagine, pubblicata in data 6 dicembre 2008, su un inserto allegato al Corriere della Sera, tra i cittadini italiani di età compresa tra i 18 e 34 anni di età, solo il 9 per cento è a conoscenza dell'esistenza della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, mentre il 50 per cento non ne ha mai sentito parlare,
si chiede di sapere se alla luce dei fatti esposti in premessa, il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, attraverso atti di propria competenza, provvedere all'elargizione a favore dell'associazione Rinascimento di eventuali finanziamenti e contributi statali al fine di premiare oltre che la pregevole iniziativa anche l'impegno civile e la sensibilità artistica di tanti e giovani talenti del cinema italiano.
(3-00548)
VILLARI, SIRCANA, PERDUCA - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
la Rai è la più importante azienda culturale del Paese;
il vigente contratto di servizio, stipulato fra la Rai e il Ministero delle comunicazioni, impegna, fra l'altro, la Rai ad adottare criteri tecnici ed economici di gestione idonei a consentire il raggiungimento di obiettivi di efficienza aziendale;
il Festival di Sanremo è una delle trasmissioni più prestigiose del servizio pubblico, importante vetrina per qualunque personaggio;
da quanto dichiarato dal direttore generale della Rai Claudio Cappon emerge che l'azienda sta trattando per una partecipazione di Benigni a Sanremo in cambio di una cessione al comico toscano dei diritti delle sue passate apparizioni sui canali del servizio pubblico;
l'agente di Roberto Benigni è lo stesso del conduttore del prossimo Festival;
dalla presenza del comico toscano al Festival trarrebbe giovamento lo stesso conduttore;
un simile precedente circa la modalità di corresponsione del compenso potrebbe comportare analoghe richieste da altri artisti, limitando così quanto oggi costituisce parte rilevante del patrimonio dell'azienda,
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei termini economici dell'operazione, con particolare riferimento alla modalità prescelta per pagare l'ingaggio, quantificando il valore dei diritti riconosciuti a Benigni;
se reputino che in tal modo la Rai non limiti la trattativa sull'entità del compenso.
(3-00546)
VILLARI, PISTORIO, PERDUCA - Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
per la conduzione del Festival di Sanremo la RAI riconoscerà a Paolo Bonolis un compenso pari a un milione di euro, così come ammesso pubblicamente dallo stesso conduttore;
la RAI è un'azienda di servizio pubblico;
la RAI è finanziata dai cittadini attraverso il canone, pagato annualmente e dalla raccolta pubblicitaria,
la crisi economica colpisce anche la RAI;
molti lavoratori pubblici sono espulsi dal ciclo produttivo ed a molti precari non viene rinnovato il contratto,
se si ritenga opportuno che la RAI riconosca compensi tanto elevati attraverso denaro pubblico corrisposto dai cittadini che pagano annualmente il canone e se piuttosto non sia preferibile stabilire un tetto al compenso previsto per quanti hanno rapporti di lavoro con la RAI, anche alla luce delle tante professionalità presenti nell'azienda, patrimonio umano e professionale da valorizzare.
(3-00547)
a tutt'oggi non risulta ancora liquidata la quota del 5 per mille, per gli anni 2006 e 2007, alla vasta platea dei beneficiari, organizzazioni non lucrative di utilità sociale, enti di ricerca scientifica e sanitaria, associazioni ambientaliste e di promozione sociale, che attende, quindi con comprensibile sollecitudine, l'erogazione delle quote di spettanza come destinate dai contribuenti; n
l'istituzione del 5 per mille, introdotta in via sperimentale dall'articolo 1, comma 337, della legge n. 266 del 23 dicembre 2005 (legge finanziaria per il 2006), ha lo scopo di destinare l'uso di una parte, per quanto piccola, delle imposte al sostegno del settore no profit e di realizzare una responsabilizzazione del contribuente, dando forma al principio di sussidiarietà fiscale;
detto istituto ha ottenuto una forte adesione da parte dei cittadini ed il numero delle associazioni che hanno richiesto di essere accreditate, per poter usufruire del 5 per mille, è cresciuto in maniera esponenziale;
nonostante i dati mostrino il grande interesse e l'adesione dei cittadini al 5 per mille, non si è finora proceduto a stabilizzarlo all'interno della legislazione italiana, dovendo così, di volta in volta, inserire norme ad hoc nelle varie leggi finanziarie;
pertanto la prassi per la corresponsione del 5 per mille è complessa e nella pratica si è rivelata fonte di notevolissimi e ingiustificati ritardi nell'assegnazione delle somme ai beneficiari;
a giudizio dell'interrogante, la trasparenza fiscale richiesta al cittadino deve essere mostrata in primo luogo dalle istituzioni, onde evitare che il ritardo nell'attribuzione delle somme relative al 5 per mille alimenti una diffidenza diffusa dei contribuenti rispetto all'amministrazione fiscale dello Stato;
tale ritardo comporta, di fatto, l'impossibilità dell'attuazione dei progetti degli enti aventi diritto all'erogazione del 5 per mille, vanificando la stessa finalità dell'istituto in oggetto,
si chiede di sapere quali iniziative urgenti intenda assumere il ministro in indirizzo per eliminare questo ingiustificato ed inaccettabile ritardo ed ottemperare agli impegni sottoscritti, assicurando al cittadino contribuente tempi certi nell'assegnazione del 5 per mille, così come dallo stesso destinato.
(3-00549)
INCOSTANTE, ARMATO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
un centro socio-educativo situato a Secondigliano, alla periferia di Napoli, e gestito dal gruppo di imprese sociali è stato devastato nel pomeriggio di mercoledì 11 febbraio 2009 da teppisti che hanno distrutto le suppellettili, aggredito i sei operatori e terrorizzato gli oltre trenta ragazzi presenti;
il centro, gestito per conto del Comune, offre ai ragazzi opportunità di aggregazione e socializzazione importanti - come attività ricreative, artigianali, sportive e di sostegno scolastico - in un territorio notoriamente difficile e altamente degradato, accogliendo annualmente circa 300 bambini e ragazzi dagli otto ai sedici anni, provenienti nella maggior parte dei casi da situazioni familiari problematiche;
si presume che l'aggressione, preceduta nei giorni scorsi da ripetute minacce, possa essere legata alla lotta tra bande per il controllo del vicino parco urbano in viale delle Galassie, riaperto al pubblico il 29 gennaio 2009, alla luce del fatto che gli operatori del centro e le associazioni attive sul territorio avevano individuato proprio nel parco un luogo da destinare a nuovi eventi e iniziative per i bambini e i ragazzi;
in un territorio particolarmente difficile e degradato come Secondigliano risultano particolarmente importanti le iniziative volte ad accompagnare e stimolare i bambini e giovani, tenendoli lontani dalla criminalità organizzata e dai rischi connessi,
si chiede di sapere se il Governo sia al corrente della situazione e quali misure intenda adottare, di concerto con le autorità di pubblica sicurezza, per garantire una maggiore tutela agli operatori e assicurare l'incolumità dei ragazzi che fruiscono dei fondamentali servizi sociali, in particolar modo nelle aree degradate delle periferie urbane come Secondigliano.
(4-01130)
il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha indetto un bando di gara per la realizzazione della metropolitana del mare, ai fini di potenziare i collegamenti veloci tra Messina e Reggio Calabria, prevedendo uno stanziamento di 30 milioni di euro per gli anni 2008-2010;
il bando prevede, tra le altre cose, l'attivazione di due servizi circolari con fermate al Porto di Messina, all'Ospedale di Papardo (Messina) e Villa San Giovanni (Reggio Calabria) e a Reggio Calabria, in modo da garantire un collegamento continuo tra i tre comuni ed anche tra la zona dell'Ospedale di Papardo e il porto di Messina, il ripristino del servizio di collegamento diretto tra il porto e l'aeroporto di Reggio Calabria. La società aggiudicataria dovrà mettere a disposizione almeno cinque mezzi veloci di capacità non inferiore a 250 passeggeri;
la società Rete ferroviaria italiana (RFI) e la società Ustica Lines hanno costituito una joint venture (Consorzio Metromare dello Stretto) per poter partecipare al bando suddetto;
il bando dispone la presentazione della doppia offerta, una per l'aspetto dei servizi tecnici, l'altra di carattere economico;
l'Ati (denominata "Metromare dello Stretto") costituita tra RFI e Ustica Lines si è aggiudicata il 6 ottobre 2008 l'offerta tecnica, presentando al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un piano di sviluppo in linea con i parametri richiesti dal bando, mentre in data 6 novembre 2008 si è aggiudicata anche la migliore offerta economica rispetto agli altri gruppi interessati al bando di servizio di potenziamento dei collegamenti veloci tra le città di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni quali Snav e Medmar e Amadeus del Gruppo Matacena;
l`affidamento del servizio a Metromare dello Stretto avrà una durata di tre anni, rinnovabile per analogo periodo su richiesta del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ha istituito il servizio in seguito alla legge n. 222 del 2007;
entro i primi quindici giorni del mese di marzo 2009 prenderà il via il progetto di Metropolitana del mare per opera del Consorzio Metromare dello Stretto. Nell'occasione in data 10 febbraio 2009 è stato presentato dallo stesso Consorzio il nuovo piano di trasporto fortemente criticato dal Comitato pendolari, come si evince dai numerosi articoli di stampa;
il nuovo piano prevede tre tappe: il porto di Messina, Villa San Giovanni, Reggio Calabria a rotazione continua, è stata soppressa la fermata Papardo, dove non vi è alcun punto d'attracco. Il pontile di Papardo non esiste, così come manca un'opportuna progettazione in merito;
l'obiettivo perseguito dal progetto "Metropolitana del mare" e in genere dal "sistema metropolitano dei trasporti" si propone di diminuire i tempi di percorrenza per avvicinare le aree che si vogliono congiungere, nel caso di specie le due città che si affacciano sullo Stretto, al contrario le rotte, più lunghe in termini di distanza e tempi di attraversamento, che i mezzi veloci saranno tenuti a percorrere, secondo le indicazioni del Ministero, per addotti motivi di sicurezza, comporteranno, un notevole allungamento dei termini di percorrenza. Attenendosi alle fasce orarie prospettate, dal porto di Messina (con fermata a Villa San Giovanni) a quello di Reggio Calabria l'aliscafo potrà impiegare un'ora e mezza anziché gli attuali trenta minuti circa;
le tariffe, considerato che gli utenti sono per la maggior parte pendolari costretti quotidianamente ad usufruire del servizio, risultano particolarmente onerose; cinque euro per il tratto Messina porto-Reggio Calabria, 3,50 euro per Messina porto-Villa San Giovanni, 9 euro per Messina porto-aeroporto di Reggio Calabria, per quest'ultima tratta non sono previsti abbonamenti; queste tariffe come ha denunciato pubblicamente il Comitato dei pendolari risultano eccessive,
si chiede di sapere vista l'essenzialità che questo servizio riveste per i cittadini delle due sponde e non solo, se e quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda assumere per evitare, in particolare agli utenti pendolari, i disagi dovuti all'aggravio di spesa per l'acquisto dei titoli di viaggio e a quelli ascrivibili allungamento dei tempi di percorrenza delle tratte.
(4-01131)
BUTTI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
lo scorso 9 febbraio 2009, presso la Camera di commercio industria ed artigianato di Como, si è svolto un incontro alla presenza delle autorità provinciali in merito al già previsto taglio dei fondi destinati alla Gestione Governativa della navigazione del lago di Como;
tale riduzione di fondi porterebbe ad un immediato e drastico ridimensionamento delle corse, che andrebbe a ripercuotersi in modo pesante non solo sul servizio di trasporto pubblico via lago, che istituzionalmente la Navigazione ha come mission aziendale, ma anche sul comparto turistico del lago di Como, in un momento già di forte crisi;
i dati più recenti, e provenienti dalla Gestione Governativa della navigazione del lago di Como, dimostrano che su 2.800.000 passeggeri trasportati nel 2008, solo 800.000 sono i locali che usano i battelli come servizio di trasporto pubblico, mentre ben 2.000.000 sono i turisti che lo utilizzano per diporto;
risulta evidente che per la società di navigazione il comparto turistico rappresenta l'hardcore della propria attività,
quali misure di propria competenza intenda adottare il Ministro in indirizzo per evitare un ridimensionamento del servizio di trasporto via lago, che andrebbe non solo ad appesantire la mobilità su ruote sulle già congestionate strade del lago, ma anche ad aggravare una situazione precaria sotto l'aspetto ambientale del territorio lariano;
quali interventi preveda il Ministro competente per ripristinare i fondi destinati alla Gestione Governativa della navigazione del lago di Como che fornisce un vero e proprio servizio turistico di importanza fondamentale per l'economia lariana;
quale sia l'opinione del Ministro in ordine alla proposta di trasferire ogni tipo di competenza in materia di trasporti lacuali alle regioni.
(4-01132)
AMATO - Ai Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione, per i rapporti con le Regioni e dell'interno - Premesso che:
a Firenze, in data 15 febbraio 2009, si terranno le cosiddette "elezioni primarie di coalizione" del centrosinistra (Partito Democratico, Partito Socialista, la Sinistra, Italia dei Valori e Verdi) per la scelta del candidato a sindaco di quella parte politica;
si tratta di elezioni sostanzialmente interne ad uno schieramento politico, anche se aperte a quei residenti che vorranno recarsi presso i cinquantacinque seggi elettorali, appositamente costituiti, dove, versando almeno un euro al comitato organizzatore, potranno esprimere la propria preferenza;
all'interno della lista dei seggi elettorali, indicati dal comitato organizzatore, figurano rispettivamente ai numeri 2, 10, 19 e 39: il Centro Anziani "il Fuligno"; il Centro Anziani "Il Grillo Parlante"; il teatro "Mandela Forum", nonché la sede SAS SpA (Servizi alla Strada);
i luoghi sopra menzionati, adibiti a seggio elettorale per le "elezioni primarie di coalizione" del centrosinistra, risultano essere di proprietà pubblica in quanto afferenti alle articolazioni circoscrizionali comunali o perché sedi di società ed associazioni partecipate - totalmente o in parte - dal Comune di Firenze;
a giudizio dell'interrogante di fronte ad una competizione politica deve essere sempre rispettato il ruolo delle sedi pubbliche e istituzionali, che sono - per definizione - di tutti e non di una sola parte politica;
utilizzare la sede di una società totalmente partecipata e controllata dal Comune di Firenze - come nel caso della Servizi alla Strada - quale seggio elettorale per le "primarie di coalizione" del centrosinistra crea un precedente inammissibile e rappresenta un fatto grave che va inevitabilmente ad incidere sul delicato rapporto formale esistente tra ente controllore ed ente controllato,
si chiede di sapere dai Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di propria competenza:
se non ritengano, nel rispetto delle prerogative e dell'indipendenza dell'Ente comunale fiorentino, di dover intervenire presso quest'ultimo al fine di stigmatizzare il fatto in oggetto come una grave violazione del principio di trasparenza ed imparzialità della Pubblica Amministrazione nei confronti dei cittadini;
se non ritengano inoltre opportuno invitare Comuni, Province e Regioni a negare, per ragioni di opportunità istituzionale e per evitare che simili episodi abbiano a ripetersi, l'uso dei propri spazi per qualsiasi tipo di elezioni, cosiddette "primarie", di parte; magari sollecitando a tal fine un pronunciamento dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, dell'Unione delle province Italiane e della Conferenza delle regioni;
se non ritengano infine opportuno accertare se gli spazi forniti all'iniziativa politica del centrosinistra fiorentino siano stati concessi gratuitamente, o meno dagli enti partecipati dal Comune di Firenze.
(4-01133)
PORETTI, PERDUCA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia - Premesso che:
come ampiamente riportato dagli organi di stampa, il 14 novembre 2008, la Procura della Repubblica di Ferrara ha dato il via ad una operazione su tutto il territorio nazionale, che ha portato al sequestro di 19 siti internet dedicati alla vendita dei semi di cannabis e del materiale per la sua coltivazione e lavorazione, e 79 negozi e distributori automatici. In 108 città italiane sono scattate 240 perquisizioni e la notifica di 62 informazioni di garanzia per il reato di istigazione all'uso illecito di sostanze stupefacenti nei confronti dei gestori dei siti internet, dei negozi e dei distributori automatici di semi e materiali per la produzione di marijuana e di hashish. Dieci responsabili di negozi di smart drugs sono stati arrestati per produzione e detenzione di hashish, marijuana e allucinogeni vari. Nell'operazione, denominata "smart drugs" sono stati sequestrati 200.000 semi di canapa, 18.260 attrezzature per la coltivazione della canapa e per la produzione di hashish e marijuana, 25.000 strumenti per l'assunzione di droga, 384 flaconi di allucinogeni, 11.821 supporti video e cartacei contenenti istruzioni per coltivazione delle piante di canapa e produzione di marijuana e hashish. Sessantaquattro titolari di smart drugs e siti internet sono stati indagati per il reato di istigazione al consumo illecito di sostanze stupefacenti, 12 laboratori per la produzione di marijuana e hashish sono stati scoperti e uno era interamente nascosto all'interno di un armadio. Le province interessate dall'operazione sono state Genova, Savona, Torino, Novara, Milano, Bergamo, Brescia, Varese, Trento, Venezia, Padova, Treviso, Verona, Pordenone, Bologna, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Firenze, Livorno, Lucca, Pesaro, Cagliari, Sassari, Terni, Roma, Pescara, Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Taranto, Palermo, Caltanissetta, Catania, Enna, Trapani;
l'operazione è partita da Ferrara, prima città italiana in cui la Guardia di Finanza ha "sigillato" uno di questi distributori di semi di canapa, dopo la segnalazione al numero di telefono 117 di un genitore che lamentava la sua vicinanza a una scuola cittadina. Il gestore fu denunciato per istigazione alla coltivazione e all'uso di droga. Questo ha fatto sapere il pubblico ministero di Ferrara in una conferenza stampa dove ha reso noti i risultati dell'operazione. La Procura di Ferrara, insieme alla Guardia di finanza, hanno basato l'operazione su una nuova lettura e interpretazione giuridica, giungendo a qualificare il commercio - e la vendita di materiale legale - come istigazione all'uso illecito di sostanze stupefacenti, reati che possono comportare fino a 12 anni di pena;
tale operazione era stata sollecitata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega alle tossicodipendenze, senatore Carlo Giovanardi, come egli stesso ha spiegato in una dichiarazione agli organi di stampa rilasciata nel corso dell'operazione. «La guerra alle "smart drugs" è un'iniziativa utile e doverosa. L'operazione ordinata dalla procura di Ferrara, considerando istigazione all'uso delle sostanze stupefacenti la commercializzazione dei semi di cannabis e del materiale per la coltivazione delle piante è un'iniziativa utile e doverosa per contrastare l'opera di proselitismo alle sostanze stupefacenti svolta dagli smart shop e dai loro gestori». E ancora: «Avevamo garantito l'intervento del Dipartimento per sollecitare iniziative a fronte di un fenomeno sconcertante che portava addirittura a svolgere questa attività in prossimità di scuole. È in previsione per il 27 novembre [2008] a Palazzo Chigi una riunione operativa con i rappresentanti delle forze dell'ordine, dell'ex ministero della salute e della magistratura più direttamente impegnata su questo fronte, per fare il punto della situazione e coordinare le ulteriori iniziative per contrastare la diffusione di questi esercizi commerciali e delle sostanze stupefacenti";
in data 4 dicembre 2008, il giudice del riesame del Tribunale di Ferrara ha bocciato la tesi istigatoria della Procura e del sottosegretario Giovanardi, annullando i decreti di perquisizione e provvedendo al dissequestro del materiale così motivandolo: "in concreto va ribadito come la mera messa in vendita o anche la pubblicizzazione su siti internet della vendita di cose propedeutiche alla coltivazione di piante stupefacenti non integra la condotta di istigazione all'uso di sostanze stupefacenti attesa la necessità di mantenere distinta l'attività di mero orientamento culturale da quella di concreta spinta all'azione implicita nella nozione di istigazione";
oltre al crollo della tesi istigatoria, la procura di Ferrara ad avviso degli interroganti ha operato fuori dalle proprie competenze territoriali. Infatti, è già stata costretta a trasmettere tutte le posizioni relative agli imputati ai giudici naturali. Si è avuto, così, un frazionamento dell'originario procedimento;
taluna Procura è stata più solerte di altre ed ha già assunto precise posizioni. È il caso di quella di Cagliari che pare aver presentato richiesta di archiviazione al giudice delle udienze preliminari;
all'opposto, la procura di Pesaro continua a mantenere agli arresti domiciliari un'altra persona coinvolta nello stesso originario blitz, incensurato e mero consumatore trovato in possesso di 23 grammi di marijuana;
alcuni ricorsi in Cassazione presentati dal pubblico ministero di Ferrara contro la decisione del Tribunale del riesame che aveva annullato il decreto di perquisizione ed i conseguenti sequestri verranno discussi alle udienze del 20 maggio e del 1 luglio 2009. Ma si tratta di ricorsi pressoché inutili. Infatti, la pronunzia della Corte Suprema arriverà in una epoca in cui molti processi potrebbero essere stati già definiti addirittura con il proscioglimento dell'indagato e, dunque, assumerebbe valore solo in senso teorico. E anche ove la Cassazione ordinasse un nuovo giudizio al Tribunale del riesame di Ferrara, atteso che il pubblico ministero ha trasmesso gli atti ad altre 60 Procure, il giudizio non riguarderebbe alcun imputato;
la condotta del pubblico ministero di Ferrara, viziata, a giudizio degli interroganti, da macroscopici errori al limite dell'incompetenza, avrebbe conseguenze fatali sulla carriera di qualsiasi professionista. Oltre agli ingenti costi per il contribuente, e ad un ulteriore appesantimento del sistema giudiziario con procedimenti censurabili, si è procurato enorme danno alle persone coinvolte, alcune di esse addirittura private della propria libertà personale,
quale sia costo complessivo dell'operazione lanciata dalla Procura della Repubblica di Ferrara, incluso: le indagini e i procedimenti giudiziari, l'impiego del personale di polizia giudiziaria, la detenzione preventiva, eccetera;
quale sia il ruolo svolto dal sottosegretario Carlo Giovanardi, ed in particolare quali direttive e suggerimenti abbia offerto, direttamente o indirettamente attraverso interposta persona o organo, al pubblico ministero di Ferrara, in merito all'operazione; quante volte e in che forma abbia contattato, direttamente o indirettamente, il pubblico ministero di Ferrara prima dell'avvio dell'operazione;
se il Ministro in indirizzo intenda inviare ispettori presso la Procura della Repubblica di Ferrara per accertare eventuali responsabilità del pubblico ministero.
(4-01134)
PERDUCA, PORETTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
durante la 52esima sessione della Commissione stupefacenti delle Nazioni unite è prevista per i giorni dall'11 al 20 marzo 2009 e che nei giorni 11 e 12 marzo, presso l'Ufficio delle Nazioni unite per la droga e il crimine di Vienna è stato fissato il segmento ministeriale;
considerato che il dipartimento delle politiche antidroga della Presidenza del consiglio dei ministri ha convocato dal 12 al 14 marzo la 5a Conferenza nazionale sulle droghe;
dal programma pubblicato sul sito http://www.conferenzadroga.org/home.html appositamente creato per pubblicizzare l'incontro non si desume la possibilità di dibattito tra i partecipanti;
il Parlamento è stato tenuto al di fuori di qualsiasi dibattito in preparazione della Conferenza;
alcune delle decisioni al centro dei tre giorni dovranno riflettere le delibere della Commissione delle Nazioni unite sugli stupefacenti;
si chiede di sapere il Governo non ritenga opportuno:
posticipare di almeno dieci giorni la convocazione della Conferenza;
strutturare i tre giorni dell'incontro con occasioni di dibattito pubblico che coinvolgano tanto gli operatori quanto esperti, scienziati, organizzazioni non governative e parlamentari nonché gli operatori della stampa nazionale;
inviare un'informativa urgente al Parlamento per dettagliare i tre giorni di dibattito.
(4-01135)
PERDUCA, PORETTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che:
notizie informali relative ai negoziati a porte chiuse per la preparazione della 52esima sessione della Commissione delle Nazione unite sugli stupefacenti vorrebbero la delegazione italiana opporsi alla presa di posizione consensuale dell'Unione europea relativamente alle politiche di cosiddetta "riduzione del danno". Tale veto cancellerebbe non solo il lavoro di anni portato avanti in seno all'Unione europea nel tentativo di fondere approcci e esperienze diverse, ma indebolirebbe enormemente la credibilità delle stessa Unione europea in seno alle Nazioni unite in materia di cura delle tossicomanie;
se tali anticipazioni corrispondano alla reale posizione tenuta dalla delegazione italiana durante i summenzionati negoziati e, se confermato, quali sarebbero le contro-proposte presentate dalla delegazione italiana e gli argomenti scientifici sui quali esse si appoggiano;
se non si ritenga opportuno, pur mantenendo una posizione scettica, non bloccare l'approccio basato sulle migliori pratiche ampiamente documentate negli altri Stati membri dell'Unione europea.
(4-01136)
dal 24 gennaio 2009, il Centro di prima accoglienza di Lampedusa (Agrigento) è stato trasformato in un centro di identificazione ed espulsione e che dalla fine dei mese di gennaio si sono susseguite notizie che hanno assicurato la conclusione del piano di rimpatri da Lampedusa, in particolare verso la Tunisia e il Marocco;
considerato che la trasformazione del centro ha radicalmente cambiato la natura della struttura facendo diventare quello che era un centro modello per l'accoglienza e il primo soccorso in un vero e proprio campo di detenzione a tempo indeterminata;
considerate le varia preoccupazioni espresse da numerose organizzazioni non governative come Save the Children, dall'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati e dell'Organizzazione internazionale per è migrazioni, preoccupazioni riscontrate il giorno 11 gennaio da una delegazione della Commissione speciale per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica;
tenuto conto che 900 persone vivono in fabbricati pensati per 300 e che il sovraffollamento a l'ignoranza circa il proprio status e il futuro degli ospiti rendono la situazione di difficile gestione sia per quanto riguarda l'ordine pubblico che la mera manutenzione dei locali;
considerato che da diverse settimane mancano le finestre in molte stanze, che buona parte dei lavandini, delle latrine e delle docce sono mal regolate o intasate, con passibili conseguenze per l'igiene e la profilassi dei locali;
viste le condizioni in cui gli ospiti sono costretti a condividere gli spazi vitali, e a dormire per terra, nei corridoi o sulle rampe delle scale esterne, esposti alle intemperie;
notato che, per vari motivi, l'elettricità e i telefoni sono spesso fuori uso;
in virtù dei problemi di "ordine pubblico", i medici e gli infermieri non possono entrare liberamente nel centro per prestare soccorso ai bisognosi che invece devono chiedere alle forze di pubblica sicurezza di scortarli al di fuori del campo per poter essere visitati;
sempre per i summenzionati problemi, le agenzie delle Nazioni unite non possono svolgere appieno il proprio compito di informazione circa i diritti garantiti dalla Convenzioni sui rifugiati o di fornire eventuale assistenza legale;
tenuto, infine, presente che le condizioni generali in cui versa l'isola di Lampedusa come il forte isolamento, o essere alla mercè delle intemperie, non possono essere considerati ottimali per la creazione di centri di identificazione ed espulsione, (CIE), dove il permanere di centinaia di persone può protrarsi fino a 60 giorni con problemi che possono ripercuotersi su tutta la popolazione (oggi un quinto dei presenti sull'isola è rappresentato da migranti, mentre le forze di pubblica sicurezza rappresentano il dieci per cento delle presenze);
se il Governo, tenute di conto le caratteristiche dell'isola, ritenga opportuno predisporre la costruzione di un nuovo CIE a Lampedusa;
se intenda provvedere, come annunciato, allo smistamento degli ospiti del CIE di Lampedusa verso altri centri sparsi sul territorio rispettando i termini di legge;
se non ritenga opportuno visitare direttamente tale Centro per valutarne l'eventuale riconversione in Centro di prima assistenza e soccorso.
(4-01137)
risulta all'interrogante che, in data 27 gennaio 2009, un dipendente della filiale della Banca di Desio e della Brianza abbia presentato un esposto alla Banca d'Italia con richiesta di ispezione contro il suddetto istituto di credito, documentando presunte modalità operative poste in essere in violazione delle norme interne dell'istituto e delle direttive della Banca d'Italia;
i fatti oggetto dell'esposto erano già stati preventivamente e ripetutamente inviati al collegio sindacale della suddetta banca, da ultimo in data 11 novembre 2008, non ottenendo risposta alcuna dall'organo di controllo;
in seguito al licenziamento, avvenuto in data 18 novembre 2008, il citato dipendente ha sporto denuncia all'autorità giudiziaria nei confronti del proprio ex datore di lavoro, sostenendo di aver subìto per mesi vessazioni e abusi, tutt'ora al vaglio della magistratura,
si chiede di sapere se, alla luce dei fatti sopra esposti, risulti al ministro in indirizzo una diffusa pratica, da parte delle banche, di violazioni della normativa che regola la contrattazione tra cliente ed istituto e se non ritenga opportuno intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, affinché si ponga fine a comportamenti scorretti e vessatori nei confronti dei risparmiatori.
(4-01138)
risulta all'interrogante che un istituto di credito padovano è stato condannato alla restituzione delle somme indebitamente incassate a titolo di maggior interesse applicato unilateralmente nel corso dell'adempimento di un contratto di mutuo;
le clausole che permettono alla banca di aggravare le condizioni economiche del contratto ledono gravemente l'affidamento che il consumatore ripone nel rapporto giuridico con l'impresa;
le condizioni economiche sono accettate dal cliente in base alle previsioni di reddito che gli consentano un puntuale adempimento della prestazione;
la posizione di debolezza contrattuale del cliente può anche condurre a subire la forza e conseguentemente ad accettare le clausole predisposte dall'istituto bancario,
se, alla luce dei fatti sopra esposti, risulti al Governo una diffusa pratica da parte delle banche di simili violazioni delle clausole contrattuali;
come intenda il Governo tutelare i cittadini che sottoscrivono un mutuo da questi episodi di gestione bancaria ad avviso dell'interrogante opaca e prepotente, che si attuano attraverso l'applicazione di tassi di interesse sproporzionati a tal punto da rasentare comportamenti usurari, in spregio alle recenti disposizioni di legge in materia di trasparenza bancaria;
se il Governo non intenda, infine, rafforzare il ruolo di garanzia dei pubblici ufficiali, nella fattispecie dell'ordine dei notai, al fine di tutelare maggiormente i cittadini e di renderli edotti del contenuto effettivo delle clausole, spesso di oscuro e ambiguo significato, incluse nei contratti di mutuo predisposti dagli istituti bancari.
(4-01139)
con decreto interdipartimentale del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro del lavoro del 16 settembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 281 del 10 dicembre 2008;
in attuazione dell'art.81, comma 32, del decreto legge n.112 del 2008 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 sono stati stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di individuazione dei titolari della così denominata social card;
con il decreto-legge n. 112 del 2008, all'articolo 81, comma 32, si prevede la concessione ai residenti di cittadinanza italiana che versano in condizione di maggior disagio economico di una carta acquisti (cosiddetta social card) finalizzata all'acquisto di generi alimentari e al pagamento delle bollette energetiche e delle forniture di gas, con onere a carico dello Stato. Per finanziare tale misura il comma 29 del medesimo articolo 81 ha istituito un fondo destinato al soddisfacimento delle esigenze di natura alimentare e successivamente anche energetiche e sanitarie dei cittadini meno abbienti, prevedendo che a tale fondo affluiscano risorse definite nella loro tipologia ma non nel loro quantum complessivo;
il comma 38 dell'articolo 81 del decreto-legge n. 112 ha inoltre previsto che anche ai costi amministrativi per l'attivazione della carta acquisti si provveda a valere sulle risorse del fondo di cui al comma 29 dell'articolo 81;
in relazione al citato decreto ministeriale del 16 settembre 2008 recante le modalità applicative della social card, che pone a carico del Dipartimento del tesoro del Ministero dell'economia e all'Istituto nazionale della previdenza sociale compiti significativi, si rilevano problemi di copertura finanziaria, di ampiezza della platea dei beneficiari e di limitazioni all'utilizzo;
la social card, destinata ad 1,3 milioni di famiglie indigenti con decorrenza 1° ottobre 2008, è una carta prepagata, che viene ricaricata dallo Stato nella misura di 40 euro al mese ed è spendibile nei supermercati convenzionati, che praticheranno sconti del 10/20 per cento, e potrà essere usata anche per pagare le bollette energetiche con l'applicazione dello stesso sconto;
a tutt'oggi, risulta all'interrogante che il Governo abbia emesso meno di un terzo delle social card promesse: da un milione e mezzo di social card previste fino al 31 dicembre, solo 500 mila sono state assegnate. E di queste, ben 190 mila sono risultate non coperte quando la povera gente e' andata al supermercato a fare la spesa;
nel 40 per cento dei casi la social card, presentata alle casse dei supermercati, sarebbe stata respinta per ragioni non meglio specificate relative ad una intempestiva ricarica. Inoltre, migliaia di persone rischiano di perdere il bonus di 120 euro, rappresentato dalla ricarica iniziale, che riguarda i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008, poichè essendo stato superato il limite del 31 dicembre 2008, si è persa tale somma teoricamente maturata, in assenza di una specifica proroga dei termini,
quale sia l'esatto ammontare delle risorse confluite nel Fondo di cui al comma 29 dell'articolo 81 del citato decreto-legge;
quali siano i costi amministrativi complessivi a carico della finanza pubblica derivanti dall'attivazione della carta acquisti, con particolare riferimento ai costi del gestore del servizio, ai costi di acquisto materiali, ai costi postali e di spedizione;
in quale modo il Ministero dell'economia e delle finanze intenda risolvere i problemi burocratici che si stanno riscontrando in relazione all'utilizzo della social card e quali saranno gli interventi e le direttive che il Governo dovrà urgentemente adottare per risolvere i problemi di molti anziani e persone aventi diritto che, pur avendo ricevuto la social card, sono stati impossibilitati ad usarla;
quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere al fine di rispettare gli impegni assunti e garantire un reale sostegno alle fasce sociali più deboli;
se il Ministro in indirizzo non ritenga più opportuno assumere iniziative volte a trasformare la social card in altre iniziative più efficaci a sostegno delle fasce sociali più deboli, quali ad esempio un aumento della pensione, di pari importo, rendendo quindi più facile l'utilizzo di tale somma;
se non si ritenga necessario, infine, allargare la platea dei beneficiari a tutti coloro che si trovano nella stessa fascia di reddito, ovvero, non ritenga più opportuno adottare iniziative volte a ridurre la pressione fiscale nei confronti dei percettori di redditi di lavoro e di pensione anche attraverso l'innalzamento delle detrazioni dall'imposta sul reddito delle persone fisiche.
(4-01140)
LANNUTTI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:
pochi mesi or sono vi è stata un'ispezione della Marina militare italiana e della Sovrintendenza archeologica della Toscana per appurare lo stato di conservazione del relitto del Polluce. Come è noto, il Polluce era un piroscafo di circa 50 metri che trasportava un vero e proprio tesoro, affondato il 17 giugno 1841 ad una profondità di 103 metri a poche miglia dalla costa di Portoazzurro (Livorno). Nel 2000 un gruppo di inglesi ha letteralmente saccheggiato il relitto e, per recuperare parte del carico, ne ha distrutto la parte superiore. Fortunatamente, il tesoro è stato ritrovato, restituito allo Stato Italiano; gli inglesi sono stati processati a Livorno, grazie alla perseveranza della magistratura condannati nel 2007, purtroppo beneficiando, come è noto, dell'indulto;
per non aggravare ulteriormente l'esposizione dei fatti, si portano a conoscenza del Ministro in indirizzo le precedenti interrogazioni inviate nel corso degli anni all'attenzione del Ministro pro tempore dello stesso dicastero, le quali potranno dare tutte le indicazioni possibili al fine di avere un quadro molto chiaro del delitto perpetrato al patrimonio e alla cultura nazionale. Gli atti in oggetto sono i seguenti:
1. interrogazione parlamentare 4-09680 del 6 maggio 2004;
2. richiesta al Ministro competente della copia delle autorizzazioni della Soprintendenza del 21 giugno 2004;
3. interrogazione parlamentare 4-11906 del 3 dicembre 2004;
4. interrogazione parlamentare 4-09258 del 14 settembre 2005;
5. interrogazione parlamentare 4-18091 del 16 novembre 2005;
il furto dei preziosi è potuto avvenire a causa di gravi omissioni imputabili a carico della Soprintendenza archeologica per la Toscana le cui giustificazioni sulla mancata vigilanza in merito al nulla osta a operazioni di recupero, non meglio identificate, commesse dagli autori del trafugamento, non paiono essere state convincenti;
in seguito a questi fatti, la stessa Soprintendenza - Direzione regionale del ministero per i beni e le attività culturali, nel 2005 ha stipulato un contratto di sponsorizzazione che prevedeva il recupero dei preziosi che ancora si trovavano sul Polluce da parte di un'impresa ravennate;
il contratto sopracitato ha ad oggetto un originale comodato sull'uso dei preziosi recuperati unitamente a quelli restituiti nel 2003 dalle autorità inglesi;
questi gioielli, dopo essere stati restaurati dalla Sovrintendenza, sono stati affidati alla società sponsor per una durata di 4 anni, rinnovabili per ulteriori 4 anni, per essere esposti all'interno di un museo itinerante, curato dallo sponsor, in Italia e all'estero;
risulta inoltre all'interrogante che sia intercorso un ulteriore rapporto giuridico tra sponsor e la Sovrintendenza toscana, avente ad oggetto l'esposizione periodica da parte del Comune di Portoazzurro dei preziosi durante il mese di agosto di ogni anno, dietro il corrispettivo di centomila euro. Questa somma non trova una precisa definizione nel contratto di sponsorizzazione;
trattandosi di una nave che giace sul fondale marino da oltre un secolo e mezzo, che è stata depositaria di tesori di altissimo valore storico-artistico, che è un bene appartenente allo Stato, e considerato che tutti i precedenti atti di sindacato ispettivo posti all'attenzione di questo Ministero; con l'intento di fare chiarezza su una vicenda che è stata sistematicamente messa sotto silenzio dalle autorità competenti, sono stati infruttuosi,
se, allo stato delle cose, nonostante qualche timido elemento di novità, il Ministro in indirizzo reputi che sia giunto il momento di fare definitivamente luce su una vicenda di interesse nazionale per il valore dei beni coinvolti, considerato l'obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di appartenenza pubblica;
quali azioni siano previste per una valorizzazione di questi beni culturali che sia conforme ai principi di libertà di partecipazione, di pluralità dei soggetti, continuità di esercizio, parità di trattamento, economicità e trasparenza della gestione di cui all'articolo 111, comma 3, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali).
(4-01141)
GRAMAZIO - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
il giorno 27 novembre 2008, presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al fine di esperire l'esame congiunto ex art. 4 della legge n. 223 del 1991, si sono incontrati i rappresentanti della Rail Services International (RSI) Italia SpA e Rail Services International (RSI) Group SpA, i rappresentanti della Federazione italiana lavoratori trasporti (FILT CGIL Nazionale), della Federazione italiana trasporti (FIT CISL Nazionale), della Unione italiana dei lavoratori dei trasporti (UIL trasporti nazionale), del Sindacato autonomo lavoratori partecipate appalti servizi (SALPAS OR.SA Nazionale), dell'Unione generale del lavoro (UGL) Attività Ferroviarie Nazionale ed alcuni rappresentanti delle RSU/RSA;
le società RSI Italia e RSI Group, per il tramite di Confindustria Lecco, il giorno 3 ottobre 2008, hanno avviato la procedura di riduzione di personale e di mobilità ai sensi degli articoli 3, comma 3, e 24 della legge n. 223 del 1991 e successive modificazioni e integrazioni, per un totale di 67 lavoratori, di cui 4 occupati presso RSI Group e 63 occupati presso RSI Italia, a causa della cessazione totale - da parte delle suddette società - delle fasi di lavorazioni connesse all'attività produttiva e delle attività collegate e accessorie svolte, essendosi completata l'attività liquidatoria propria della procedura di concordato preventivo;
in esito alla procedura di vendita ad evidenza pubblica la Tonard Finance B.V. è stata dichiarata aggiudicataria provvisoria - per sé o per soggetto da nominare, in conformità alle previsioni dell'avviso stesso - dei rami d'azienda di pertinenza delle società. L'aggiudicazione era sospensivamente condizionata, tra l'altro, alla stipulazione di un accordo ex art. 47, comma 5, della legge n. 428 del 1990 per il mantenimento di un livello occupazionale non inferiore a 270 unità (dirigenti esclusi) complessivamente per le società RSI in liquidazione e in concordato preventivo. Il 23 luglio 2008, inoltre, in conformità alle previsioni dell'avviso di vendita l'aggiudicataria provvisoria Tonard Finance B.V. ha comunicato che l'atto di cessione sarebbe stato stipulato dalla sua controllata RSI Italia;
a seguito dell'aggiudicazione provvisoria, con comunicazione del 30 giugno 2008 è stata avviata la procedura ex art. 47 legge 428 del 1990, che si è conclusa con la stipulazione di un accordo che prevede il mantenimento di un livello occupazionale che, con l'intervento delle organizzazioni sindacali sopra citate, è stato portato ad un numero complessivo di 280 unità (per tutte le società del gruppo RSI in liquidazione e in concordato preventivo, dirigenti esclusi) e dunque, con riferimento a RSI Italia ed RSI Group in liquidazione e in concordato preventivo, l'assorbimento da parte del cessionario di 215 lavoratori, di cui 33 presso le officine di Roma, 65 presso officine di Costa Masnaga (Lecco), 34 impiegati tra le due società e 83 presso i siti IMC. Pertanto è risultato possibile salvaguardare solo parzialmente i livelli occupazionali, risultando esclusi dall'acquisizione da parte del cessionario 65 unità;
le parti hanno altresì preso atto che la pendenza della procedura concorsuale e la sopravveniente assenza di qualsivoglia struttura produttiva, conseguente alle operazioni liquidatorie, non consentono soluzioni alternative al licenziamento collettivo al termine della procedura e di evitare il ricorso alla mobilità, prevista dalla legge n. 223 del 1991, dei lavoratori non assorbiti dal cessionario. Le parti si sono date altresì atto di avere esaminato la collocazione aziendale ed i profili professionali dei lavoratori eccedenti, sulla base di quanto contenuto nella lettera aziendale di avvio della procedura;
dal canto loro le organizzazioni sindacali. pur avendo preso atto degli esuberi dichiarati dall'azienda e le ragioni che li hanno determinati con riferimento ai dipendenti occupati presso gli stabilimenti indicati, hanno affermato la propria disponibilità ad intraprendere ogni percorso utile alla risoluzione delle criticità scaturenti dalla vertenza RSI, sempre nell' ottica della tutela dei livelli occupazionali, di conservazione del reddito dei lavoratori coinvolti nella vertenza, oltre che del patrimonio industriale e professionale consolidato, ribadendo la necessità di una salvaguardia totale dell'occupazione stessa;
nel corso degli incontri di procedura svoltisi, le parti hanno approfondito gli argomenti e le motivazioni contenute nella comunicazione di apertura della procedura di mobilità e, in tale contesto, hanno ridefinito l'entità degli esuberi e del relativo riposizionamento geografico - sempre nell'ambito del numero complessivo di 67 unità, ridotto a 65 unità - secondo la seguente distribuzione: 5 lavoratori occupati presso RSI Group e 60 lavoratori occupati presso la RSI Italia. Le parti hanno inoltre preso atto che le ragioni che hanno determinato l'eccedenza di personale di cui sopra sono dovute alla stipulazione del contratto di cessione dell'azienda con il cessionario che ha comportato la cessazione totale, da parte delle società RSI, delle fasi di lavorazione connesse all'attività produttiva e delle attività ad essa collegate ed accessorie in conseguenza del completamento dell'attività liquidatoria propria della procedura di concordato preventivo;
considerato che, per tutto quanto sopra premesso, le parti sono addivenute ad un accordo del quale riportiamo alcuni punti:
le Società RSI Italia e RSI Group, previa risoluzione dei rapporti di lavoro, collocheranno in mobilità 65 dipendenti con qualifica operaia e impiegatizia;
a superamento ed in sostituzione dei criteri di cui all'articolo 5, comma 1, della legge 223 del 1991, le parti hanno concordato che la scelta dei lavoratori da collocare in mobilità è funzione esclusiva della cessazione totale - da parte delle società RSI - delle fasi di lavorazione connesse all'attività produttiva e delle attività ad essa collegate e accessorie in conseguenza del trasferimento delle aziende RSI al cessionario e del completamento dell'attività liquidatoria propria della procedura di concordato preventivo;
la comunicazione del recesso da parte dell'azienda ai dipendenti interessati potrà avvenire a partire dalla data di sottoscrizione del presente accordo;
ai lavoratori che formalizzeranno, con l'assistenza delle organizzazioni sindacali sopra citate, attraverso appositi verbali di conciliazione da sottoscrivere in sede sindacale ai sensi e per gli effetti di cui all'articoli 411 del codice di procedura civile, l'accettazione irrevocabile della risoluzione del rapporto di lavoro, verrà corrisposta - in aggiunta alle competenze di fine rapporto - a titolo di incentivazione all'esodo una somma al lordo delle ritenute fiscali di legge che sarà definita con altro accordo;
le società RSI daranno tempestiva comunicazione delle risoluzioni dei rapporti di lavoro e delle conseguenti messe in mobilità secondo quanto previsto dall' articolo 4, comma 9, della legge n. 223 del 1991,
tutto ciò premesso e considerato che il Ministero del lavoro, preso atto dell'accordo intervenuto fra le parti, ha dichiarato formalmente esperita e conclusa la procedura di cui agli articoli 4 e 24 della legge n. 223 del 1991,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga che l'accordo raggiunto dalle parti, e ratificato dai funzionari del proprio Ministero, sia sufficiente a tutelare le 65 famiglie dei lavoratori destinati a perdere la loro fonte di sostentamento.
(4-01142)
il settore della medicina omeopatica, per ritardi amministrativi ingiustificabili, non ha la possibilità, dal 1995, di registrare nuovi prodotti; questo anche successivamente all'approvazione della legge 219 del 2006, che prevede in modo esplicito all'articolo 17 la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, entro tre mesi, del modello della registrazione semplificata.
questo semplicissimo atto amministrativo non attuato è solo un esempio delle inaccettabili discriminazioni che continua a subire questo settore, che è uno dei pochi comparti industriali in crescita in Italia. Ma non è tutto, se si pensa che ad oggi ai medicinali omeopatici è proibita la pubblicità al pubblico, sono proibite indicazioni e posologia sulle confezioni, è proibito ai medici rendere pubbliche le loro competenze professionali specifiche;
a giudizio dell'interrogante se non si avrà una svolta positiva a brevissimo termine, il confronto con gli altri Paesi europei sarà insostenibile; il settore produttivo italiano non avrà più ragione di esistere e diventerà totalmente dipendente dal resto d'Europa; i medici italiani continueranno ad avere a disposizione farmaci "di vecchia generazione"; i pazienti italiani continueranno a essere trattati come cittadini di classe inferiore e non avranno accesso alle medesime cure omeopatiche degli altri pazienti europei, a meno di andare all'estero,
si chiede di sapere dal Ministro in indirizzo il motivo per cui il settore della medicina omeopatica continua a essere trattato con modalità lesive degli interessi nazionali e dei pazienti in primis.
(4-01143)

References: sentenza 
 articolo 81
 art. 4
 art. 47
 art. 47
 articolo 4