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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 25/04/2013Diritti Europa
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Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 25 aprile 2013
25/04/2013 – La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è pronunciata su 11 casi, sollevati da ricorrenti di diversi paesi europei. Alla base dei ricorsi presentati a Strasburgo vi sono pesanti accuse di violazioni dei diritti umani, per le quali la Corte si è pronunciata constatandone la sussistenza in tutti i casi esaminati. Condanne quindi per Russia, Croazia, Macedonia, Slovenia, Ucraina e Francia.
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 25 Aprile 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Erkapić v. Croatia 51198/08 2 Mario Erkapić, cittadino croato, è accusato di traffico di eroina nella città di Zagreb. Egli contesta il fondamento di questa imputazione, cioè la testimonianza rilasciata da due coimputati eroinomani, i quali sarebbero stati costretti ad accusarlo dagli agenti di polizia. Articolo 6 § 1 (diritto ad un processo equo) Resto inammissibile
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo; Processo accusatorio)
M.S. v. Croatia 36337/10 3 Ms M.S. è protagonista, insieme alla sorella, di due processi penali: abitando entrambe sopra un ristorante, più volte si sono lamentate col proprietario dei forti rumori della sala e degli odori nauseabondi della spazzatura. Nel corso di una lamentela, particolarmente accesa, uno dei dipendenti del ristorante l’avrebbe spinta e presa a calci. A fronte di questa aggressione, agisce contro il dipendente: simultaneamente, il proprietario del ristorante la accusa di diffamazione, negando che quella violenza si sia mai verificata. Si da il caso però che uno psichiatra, chiamato dal giudice a stendere una perizia sulle sorelle, accerti che entrambe soffrono di disturbi mentali. Ciò varrà la chiusura dei due processi penali – per diffamazione in quanto non imputabili, per lesioni personali in quanto il loro tutore non prosegue il giudizio – e l’apertura di un nuovo processo sulla loro (in)capacità giuridica, ancora pendente. Ms M.S. oggi agisce in CEDU accusando i giudici croati di averle negato giustizia per l’aggressione subita al ristorante e inoltre di procedere indebitamente al fine di privarla della capacità d’agire sulla base della perizia di uno psichiatra stesa senza che questi l’avesse mai visitata. Articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare e della casa) Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo 8 - obblighi positivi)
Zahirović v. Croatia 58590/11 1 Zajko Zahirović è condannato a 6 anni per tentato omicidio: in un night club avrebbe sparato a tre persone, tentando di ucciderle. Tenta tutte le strade giudiziarie, e mentre la Suprema Corte croata aumenta la sua pena a 8 anni, la Corte Costituzionale respinge il suo ricorso. Oggi si rivolge alla Corte Europea, denunciando la violazione, nel processo davanti alla Suprema Corte, del principio dell’equo processo: non gli sarebbero stati comunicati un parere presentato dalla Procura e l’invito a partecipare ad una pubblica udienza. Articolo 6 § § 1 e 3 (c) (diritto ad un processo equo) Resto inammissibile
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo; Processo accusatorio; Parità delle armi)
Violazione dell'Articolo 6 +6-3- c - Diritto ad un processo equo (art. 6-3 - Diritti della difesa) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo; Articolo 6-3-c - Difesa in persona)
Canali v. France 40119/09 2 Enzo Canali è un cittadino francese condannato nel 2006 a 8 anni di reclusione per omicidio. Fino al 2009 è detenuto nel carcere Charles III di Nancy. Oggi lamenta le condizioni a cui è stato sottoposto durante quella detenzione, nonché accusa le autorità francesi di avergli impedito di denunciarle davanti ad un giudice. Articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti)
Balažoski v. “the former Yugoslav Republic of Macedonia” 45117/08 2 Dževit Balažoski, cittadino macedone, è coinvolto in un processo sulla proprietà di un immobile contro la sue ex-moglie. Oggi si oppone alla giustizia macedone, ritenendo che i giudici si siano comportati in maniera non equa difronte a due ricorsi pressoché identici: mentre il ricorso presentato dalla ex-moglie davanti alla Corte Suprema macedone è stato esaminato ed accolto, il ricorso da lui presentato, anni dopo, è stato respinto senza alcun esame del merito, dalla stessa corte. Articolo 6 § 1 (diritto ad un equo processo) Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - accesso alla giustizia; Processo equo)
Danno non patrimoniale - reclamo respinto
Savriddin Dzhurayev v. Russia 71386/10 2 Savriddin Dzhurayev è un cittadino tajikistano oggi detenuto in Tajikistan per reati contro la sicurezza pubblica: affiliato al Movimento islamico dell'Uzbekistan avrebbe attentato alla vita di tre membri del Parlamento Regionale. Dopo l’attentato, riesce a fuggire in Russia e, a Mosca, si finge commerciante in un mercato locale. Ma la polizia russa lo rintraccia, lo arresta e ne prepara l’estradizione verso il Tajikistan: è allora che propone ricorso a Strasburgo, e la Corte Europea, nel Dicembre del 2010, come misura cautelare, vieta alla Russia di estradarlo verso il suo paese natìo: lì rischierebbe trattamenti inumani e degradanti. Nel Maggio del 2011 è rilasciato dalle autorità russe, grazie alle garanzie prestate dal suo avvocato, ma nel corso del mese di Ottobre scompare: afferma che un commando lo avrebbe catturato, torturato su un camion e infine trasferito coattivamente in Tajikistan, dove infatti tuttora si trova. Le sue accuse sono quindi ora maggiori e molto pesanti: la Russia non avrebbe rispettato né i suoi diritti né le misure adottate dalla Corte per proteggerli, in quanto sarebbe sicuramente coinvolta in quel rapimento, sul quale tra l’altro non ha svolto indagini efficaci. Articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - obblighi positivi) (aspetto procedurale)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 - velocità della revisione)
Resistenza dello Stato ad adottare misure individuali (art. 46-2 - Misure individuali)
Danno non patrimoniale - reclamo respinto (art. 46-2 - Misure di carattere generale)
Yevgeniy Ivanov v. Russia 27100/03 3 Yevgeniy Ivanov è un cittadino russo coinvolto nel 2002 in una rissa da bar nella quale “ci scappa” il morto. Sottoposto a processo, lamenta l’impossibilità di interrogare i principali testimoni dell’accusa e di esperire una testimonianza, decisiva, della difesa. Articolo 6 § § 1 e 3 (d) (diritto ad un processo equo / diritto di ottenere la
convocazione e l'esame dei testimoni)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6-3-d - Esame dei testimoni; Convocazione dei testimoni)
Shtabovenko and Others v. Ukraine 22722/07 e altri 99 ricorsi 3 Tutti i ricorrenti lamentano la mancata esecuzione delle decisioni emesse in loro favore. Articolo 6 (diritto ad un processo equo)
Inammissibile (art. 35-3 - manifestamente infondata)
Cancellato dalla lista (Articolo 37-1-a - Assenza di intenzione di proseguire petizione; Articolo 37-1-b - Materia risolto)
Casi di eccessiva durata di procedimenti civili
Grupa Zastava Vozila, A.D. v. Slovenia 67793/10 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Habič v. Slovenia 23416/06 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Novak v. Slovenia 5420/07 3 Violazione_dell’Articolo_6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Croazia Francia Macedonia Russia Slovenia Tutte le sentenze Ucraina	2013-04-25
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References: Articolo 6
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 Articolo 8
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 Articolo 3
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 Articolo 37
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