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Timestamp: 2016-05-24 09:47:23+00:00

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Legge regionale 26 aprile 2000, n. 44. Legge regionale 26 aprile 2000, n. 44. (Testo coordinato)Disposizioni normative per l'attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 . (B.U. 3 maggio 2000, n. 18) Modificata da l.r. 05/2001, l.r. 19/2001, l.r. 20/2002, l.r. 24/2002, l.r. 28/2002, l.r. 02/2003, l.r. 07/2003, l.r. 01/2004, l.r. 14/2004, l.r. 16/2004, l.r. 19/2004, l.r. 07/2007, l.r. 13/2007, l.r. 18/2007, l.r. 19/2007, l.r. 28/2007, l.r. 02/2008, l.r. 28/2008, l.r. 01/2009, l.r. 03/2009, l.r. 04/2009, l.r. 19/2009, l.r. 22/2009, l.r. 30/2009, l.r. 38/2009, l.r. 18/2010, l.r. 16/2011, l.r. 05/2012, l.r. 11/2012, l.r. 03/2015, l.r. 23/2015Art. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 28 bis, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75, 76, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 103, 104, 105, 106, 107, 108, 109, 110, 111, 112, 113, 114, 115, 116, 117, 118, 119, 120, 121, 122, 123, 124, 125, 126, 127, 128, 129, 130, 131, 132, 133, 134, 135, 136, 137, 138, 139Titolo I. Disposizioni generali Capo I. Disposizioni generali 1 >
1. Nel quadro dei principi costituzionali relativi all'ordinamento regionale, ed in particolare a quelli di cui alla legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (Disposizioni concernenti l'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale e l'autonomia statutaria delle Regioni), nonch� in attuazione dell'articolo 4 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle Regioni ed Enti locali, per la riforma della pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), la presente legge individua, ai sensi del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), le funzioni di competenza della Regione, degli Enti locali e delle Autonomie funzionali, attinenti alle materie di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) e, in particolare, ai seguenti ambiti:
a) sviluppo economico ed attivit� produttive; b) ambiente, protezione civile ed infrastrutture;
c) formazione professionale; d) polizia amministrativa;
f) urbanistica, edilizia, aree protette, trasporti e viabilit�;
g) servizi alla persona ed alla comunit�. < 1 Art. 2.(Principi e modalit�)1. Il conferimento delle funzioni agli Enti locali ed alle Autonomie funzionali avviene nel rispetto dei principi e secondo le modalit� individuate nella legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli Enti locali). L'effettivo esercizio da parte degli Enti locali delle funzioni conferite con la presente legge, � stabilito con provvedimento della Giunta regionale, previo parere della Conferenza Permanente Regione-Autonomie locali, ai sensi dell'articolo 16 della l.r. 34/1998, a seguito dell'individuazione delle risorse necessarie per lo svolgimento delle funzioni medesime.
2. La Regione garantisce l'assistenza tecnico-amministrativa a favore dei Comuni destinatari di funzioni e compiti, anche attraverso le Province ai sensi della l. 142/1990. 2 >< 2
3. Per lo svolgimento delle funzioni e delle attivit� mantenute in capo alla Regione, ovvero conferite con la presente legge agli Enti locali ed alle Autonomie funzionali la Regione, la Provincia, il Comune e la Comunit� montana riconoscono e valorizzano il ruolo dell'autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali. Art. 3.(Ruolo della Regione)1. Nelle materie di cui alla presente legge, nell'ambito delle generali potest� normative di programmazione, di indirizzo e di controllo di competenza della Regione, ai sensi dell'articolo 3 della l.r. 34/1998, spettano alla Regione le funzioni concernenti:
b) la concertazione, con lo Stato, delle strategie, degli indirizzi generali, degli obiettivi di qualit�, sicurezza, previsione e prevenzione ai fini della loro attuazione a livello regionale;
c) la collaborazione, concertazione e concorso con le autorit� nazionali e sovraregionali;
e) l'indirizzo, coordinamento, verifica e monitoraggio dei compiti e delle funzioni conferite agli Enti locali ivi compresa l'emanazione di direttive, criteri, nonch� modalit� e procedure per aspetti di carattere generale ai fini del loro esercizio omogeneo sul territorio;
3. La Regione attua le politiche di rilevanza strategica che richiedono l'intervento congiunto dello Stato, degli Enti locali, delle Autonomie funzionali, nonch� di soggetti privati mediante gli strumenti di programmazione negoziata di cui alla legislazione vigente ed, in particolare, di quelli di cui all'articolo 2, comma 203 e seguenti, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica). Art. 4.(Sussidiariet�)1. Nelle materie di cui alla presente legge, tutte le funzioni non ricondotte espressamente alla competenza della Regione sono conferite tassativamente agli Enti locali ai sensi della l. 142/1990 e dell'articolo 4 della l.r. 34/1998.
2. Sono fatte salve le disposizioni contenute in leggi vigenti recanti conferimenti di funzioni agli Enti locali non espressamente menzionati nella presente legge e coerenti con la stessa. 3 >
Art. 5(Livelli ottimali)
Art. 6(Deroghe)
Art. 7(Individuazione ambiti ottimali)
Art. 8(Incentivi per l'esercizio associato)
(...) < 6 Art. 9.(Raccordo e cooperazione con gli Enti locali)1. Attraverso le procedure concertative previste dalla l.r. 34/1998, la Regione favorisce l'unitario sviluppo del sistema delle Autonomie locali, nonch� la cooperazione tra gli Enti locali e tra questi e la Regione.
2. La Regione definisce e promuove il raccordo di sistemi informativi previsti dall'articolo 9 della l.r. 34/1998. Art. 10.(Obbligo di informazione. Sistema informativo regionale)1. La Regione e gli Enti locali operano secondo i principi di concertazione, cooperazione e coordinamento e sono tenuti a fornirsi reciprocamente, a richiesta o periodicamente, informazioni, dati statistici e ogni altro elemento utile allo svolgimento delle funzioni di rispettiva competenza.
2. Ai sensi dell'articolo 9 della l.r. 34/1998 � attribuito alla Regione il coordinamento per la realizzazione del sistema informativo regionale e della pubblica amministrazione locale.
4. La Regione consente a tutti gli Enti locali ed agli altri Enti pubblici interessati, in regime di reciprocit�, l'utilizzo delle proprie banche dati e la divulgazione delle informazioni disponibili, nel rispetto delle vigenti normative in materia di sicurezza dei dati e di tutela della loro riservatezza. Art. 11.(Osservatorio sulla riforma amministrativa)1. E' istituito presso la Presidenza della Giunta regionale, nell'ambito della segreteria interistituzionale, di cui all'articolo 6, comma 3 della l.r. 34/1998, l'Osservatorio sulla riforma amministrativa.
2. Il Consiglio regionale � periodicamente informato sullo stato di attuazione della riforma attraverso un rapporto annuale, approvato dalla Giunta regionale sentita la Conferenza Permanente Regione-Autonomie locali. Titolo II. Sviluppo economico e attivit� produttive Capo I. Ambito di applicazione Art. 12.(Oggetto)1. Il presente titolo individua le funzioni di competenza della Regione e quelle da conferire agli enti locali in materia di artigianato, ordinamento delle camere di commercio, fiere e mercati, industria, cooperazione, miniere, risorse geotermiche, cave e torbiere. Capo II. Artigianato, ordinamento delle camere di commercio, fiere e mercati Art. 13.(Funzioni della Regione)1. Sono di competenza della Regione, le seguenti funzioni amministrative:
a) definizione dei criteri per la concessione di incentivi, contributi o benefici, definizione delle modalit� e dei requisiti per l'accesso ai benefici, individuazione delle procedure di concessione ed erogazione, revoca dei benefici e correlativa applicazione delle sanzioni;
b) attivit� connesse all'Osservatorio regionale dell'artigianato, cos� come individuate dagli articoli 36 e seguenti della legge regionale 9 maggio 1997, n. 21 (Norme per lo sviluppo e la qualificazione dell'artigianato);
c) coordinamento, vigilanza, controllo e monitoraggio sulle attivit� delle Commissioni provinciali per l'artigianato nonch� l'istituzione ed il funzionamento della Commissione regionale per l'artigianato;
2. Sono altres� riservate alla Regione le seguenti funzioni che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale:
b) concessione di agevolazioni alle imprese localizzate nelle aree depresse e nelle aree montane previa concertazione con le Province e le Comunit� montane interessate secondo le disposizioni della l.r. 21/1997 e successive modificazioni ed integrazioni;
3. Alla Regione � altres� riservata la realizzazione e gestione di programmi regionali attuativi di regolamenti dell'UE o di iniziative comunitarie, in cooperazione con gli Enti locali interessati. Art. 14.(Funzioni degli Enti locali)1. Sono conferite agli Enti locali le seguenti funzioni amministrative:
c) la realizzazione e la gestione delle aree attrezzate artigianali spetta ai Comuni, anche associati, ed alle Comunit� montane;
8-><-8 .
2. Le Province e la citt� metropolitana, sentiti i Comuni e le Comunit� montane, concorrono alla definizione della programmazione regionale in materia di aree attrezzate artigianali, mediante programmi provinciali o metropolitani.
3. Le Province e le Comunit� montane partecipano, secondo gli indirizzi stabiliti dalla Giunta regionale, all'individuazione delle lavorazioni dell'artigianato artistico e tipico ed all'individuazione e delimitazione dei territori interessati ai sensi dell'articolo 26, comma 3 della l.r. 21/1997. 9 >
Art. 15(Modifiche a leggi regionali)
(...) < 9 Art. 16.(Rapporti con le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura)1. La Regione esercita il controllo sugli organi camerali ai sensi dell'articolo 37, comma 3, del d.lgs. 112/1998.
2. La Regione promuove altres� forme di collaborazione con le Camere di Commercio, singole od associate, per lo svolgimento di attivit� inerenti:
d) l'accertamento di speciali qualit� delle imprese che siano specificamente prescritte ai fini della concessione ed erogazione di incentivi o benefici alle imprese da parte della Regione.
3. La Regione, sentita la Unione regionale delle Camere di Commercio, trasmette annualmente al Ministero dell'Industria una relazione sulle attivit� delle Camere di Commercio, ai sensi dell'articolo 37, comma 2 del d.lgs. 112/1998. Capo III. Industria Art. 17.(Funzioni della Regione)1. Sono di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative:
a) l'individuazione 10+>dei sistemi locali del lavoro, dei sistemi economico-produttivi, dei sistemi produttivi locali <+10 dei distretti industriali ed il coordinamento dei comitati di distretto, la disciplina generale degli interventi da realizzarsi in tali distretti, ai sensi della legge regionale 12 maggio 1997, n. 24 (Interventi per lo sviluppo dei sistemi di imprese nei distretti industriali del Piemonte) e successive modifiche ed integrazioni;
c) la definizione dei criteri per la concessione di incentivi, agevolazioni, contributi, sovvenzioni e benefici di qualsiasi genere all'industria, di seguito denominati benefici, ivi compresi quelli per le piccole e medie imprese, salvo quelli conservati allo Stato ai sensi del d.lgs. 112/1998. Rientrano in tale funzione anche la determinazione delle tipologie d'intervento e d'investimento cui destinare le risorse disponibili, la definizione delle modalit� e dei requisiti per l'accesso a tali benefici, l'individuazione delle procedure di concessione e delle forme di erogazione di tali benefici, nel rispetto, ove si tratti di esercizio di funzioni delegate, degli indirizzi e dei vincoli cui la Regione deve attenersi nell'esercizio della delega;
e) la cooperazione con i Ministeri competenti nell'attivit� di valutazione e controllo sull'efficacia di leggi e provvedimenti in materia di sostegno alle attivit� economiche e produttive;
f) le determinazioni in ordine alle modalit� di attuazione degli strumenti della programmazione negoziata per quanto attiene alle relazioni tra la Regione e gli Enti locali anche in riferimento alle competenze che verranno affidate ai soggetti responsabili degli strumenti di programmazione negoziata;
2. Sono altres� riservate alla Regione le seguenti funzioni che richiedono un unitario esercizio a livello regionale:
a) la concessione di agevolazioni, benefici e contributi comunque denominati all'industria, di cui al comma 1, lettera c); compresa la gestione del Fondo unico regionale di cui all'articolo 19, comma 6 del d.lgs. 112/1998 e le procedure di ammissione ai benefici, di erogazione, vigilanza, controllo e monitoraggio nonch� la revoca di tali benefici e la correlativa applicazione delle sanzioni;
b) gli adempimenti tecnici, amministrativi e di controllo per la concessione delle agevolazioni alle attivit� industriali nelle aree della regione individuate dallo Stato quali aree economicamente depresse, non riconducibili alle funzioni di cui alla lettera a);
3. Per la concessione di agevolazioni, benefici e contributi di cui alla lettera a) del comma 2, la Regione, di norma, si avvale degli Enti strumentali ovvero procede all'appalto del servizio, secondo le vigenti disposizioni di legge. Art. 18.(Funzioni degli Enti locali)1. Secondo le modalit� ed i limiti fissati dalla legge regionale di cui all'articolo 19, commi 6 e 12 del d.lgs. 112/1998, alla Provincia, alla Citt� metropolitana, alla Comunit� montana, ai Comuni, qualora individuati quali responsabili del coordinamento e dell'attuazione di strumenti di programmazione negoziata o di progetti di sviluppo locale promossi o partecipati dalla Regione, � conferita la gestione del procedimento di concessione di benefici alle imprese il cui finanziamento sia previsto, nello strumento di programmazione negoziata o nel progetto di sviluppo locale, a carico del Fondo unico regionale di cui all'articolo 19, comma 6 del d.lgs. 112/1998.
2. La realizzazione e la gestione delle aree attrezzate per attivit� produttive e delle aree ecologicamente attrezzate spetta ai Comuni, singoli o associati, ed alle Comunit� montane. Le Province e la Citt� metropolitana, sentiti i Comuni e le Comunit� montane, concorrono alla definizione della programmazione regionale in materia, mediante programmi provinciali o metropolitani.
3. La Citt� metropolitana, le Comunit� montane e le Province per il territorio non compreso nelle Comunit� montane, svolgono attivit� di promozione finalizzata alla predisposizione di progetti di sviluppo di sistemi produttivi locali. Art. 19.(Raccordo e cooperazione funzionale con gli Enti locali e le categorie produttive)1. Nell'esercizio delle funzioni ad essa riservate, la Regione opera in raccordo e collaborazione con gli enti locali, le forze economiche e gli altri soggetti che concorrono allo sviluppo del sistema economico produttivo piemontese, promuovendo ed attivando, anche nei casi non espressamente indicati agli articoli 16 e 23, forme di cooperazione funzionale con tali soggetti.
2. Fatte salve le diverse forme di raccordo e di consultazione previste da disposizioni vigenti, sugli schemi di atti di programmazione da adottarsi dalla Regione nell'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 17, comma 1, lettere a), b), c), d) e g), � preventivamente sentito il Comitato per le Attivit� produttive costituito nell'ambito della Conferenza permanente Regione-Autonomie locali di cui alla l.r. 34/1998, che deve rendere il parere inderogabilmente entro 20 giorni dalla richiesta all'organo regionale competente all'adozione dell'atto.
3. La Conferenza pu�, in ogni caso, formulare proposte ai competenti organi regionali relativamente alle attivit� e funzioni di cui agli articoli 17 e 23.
4. La Regione procede all'individuazione dei distretti industriali sentita la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali. Art. 20.(Istituzione del Fondo unico regionale)1. Per la concessione di benefici alle imprese, nell'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 17, comma 2, lettera a), � istituito il Fondo unico regionale ai sensi dell'articolo 19, comma 6 del d. lgs. 112/1998. Al Fondo affluiscono le risorse statali a tal fine assegnate alla Regione. Art. 21.(Disciplina transitoria del Fondo unico regionale e delle funzioni di concessione ed erogazione di benefici alle imprese)1. Fino all'entrata in vigore della legge regionale di cui all'articolo 19, commi 6 e 12 del d.lgs. 112/1998, che disciplina l'amministrazione del Fondo unico regionale e le modalit� di esercizio delle funzioni conferite alla Regione in materia di concessione di benefici alle imprese, si applicano le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4.
11=>2. La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente che si esprime entro trenta giorni, approva un programma di utilizzo delle risorse assegnate alla Regione, in base al riparto effettuato in applicazione dei criteri indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 19, comma 8, del d.lgs 112/1998. Il programma individua le tipologie degli interventi e degli investimenti da incentivare, nell'anno di riferimento, con le risorse disponibili nell'ambito del Fondo unico regionale di cui all'articolo 20, nonche' le procedure di concessione e le forme di erogazione di tali benefici. Al fine di razionalizzare gli interventi a favore delle imprese, semplificare le procedure, eliminare le sovrapposizioni e assicurare maggiore efficacia all'intervento pubblico, il programma apporta modificazioni ai criteri applicativi delle leggi statali le cui risorse sono confluite nel Fondo unico regionale, in ordine, in particolare, alle spese ammissibili, alla tipologia e misura dell'intervento e alle modalita' di concessione ed erogazione. <=11
3. Per lo svolgimento dell'attivit� istruttoria, la gestione, l'erogazione delle risorse del Fondo unico regionale nell'ambito del procedimento di concessione dei benefici alle imprese previsti nel programma di cui al comma 2, la Regione si avvale dei soggetti convenzionati con le Amministrazioni statali, subentrando a queste ultime nelle convenzioni e nelle concessioni in essere alla data di effettivo esercizio delle funzioni delegate e stipulando, ove occorra, atti integrativi alle convenzioni stesse per i necessari adeguamenti. Relativamente a procedimenti di concessione di benefici per i quali, alla data di effettivo esercizio delle funzioni delegate, non vi siano convenzioni in essere con soggetti terzi gestori, la Regione pu� avvalersi degli Enti strumentali ovvero procedere all'appalto del servizio secondo le vigenti disposizioni di legge.
4. Gli oneri derivanti dalle convenzioni di cui al comma 3, per la parte non finanziata dai trasferimenti di risorse disposti ai sensi dell'articolo 50, comma 2 del d.lgs. 112/1998, sono posti a carico della quota del Fondo unico regionale destinata, nel programma di cui al comma 2, all'incentivazione della specifica tipologia di intervento o di investimento oggetto della convenzione. 12 >
Art. 22(Attivit� finalizzata alla elaborazione delle politiche industriali)
1. La Regione Piemonte promuove un'attivit� permanente di analisi, studio e informazione sul sistema industriale piemontese.
2. L'attivit� di cui al comma 1 � finalizzata in particolare a:
d) rilevare le necessit� espresse dal sistema delle imprese che possono essere soddisfatte dall'intervento pubblico ed il livello di gradimento degli interventi attivati;
e) fornire informazioni alle imprese anche mediante gli sportelli unici comunali, come previsto dall'articolo 23, comma 2, del d.lgs. 112/1998 e dall'articolo 24, comma 1, e ad altri interessati;
f) realizzare un sistema informativo regionale, in raccordo e connessione con analoghe strutture nazionali, regionali, di enti locali, del sistema camerale, delle associazioni imprenditoriali dell'amministrazione regionale.
3. Per le finalit� di cui al comma 2, la competente struttura regionale cura la raccolta e l'aggiornamento delle informazioni in ordine ai principali indicatori sull'industria piemontese; promuove e realizza indagini, ricerche e studi in materia, favorisce e attua l'informazione ed il confronto mediante adeguate forme di diffusione dei dati ed organizzando convegni e seminari. A tale scopo la struttura pu� ricorrere, mediante convenzione, all'apporto di enti, istituzioni anche private, associazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali, istituti di ricerca, universit�, societ�, esperti muniti di adeguata competenza od avvalersi di consorzi, agenzie, istituti e societ� a partecipazione regionale o comunque finanziati dalla Regione.
4. La struttura si avvale dell'apporto di una commissione tecnico-scientifica la cui composizione e durata � definita dalla Giunta regionale con apposita deliberazione con la quale si provvede, altres�, a nominarne i componenti ed a fissarne gli eventuali compensi.
5. La Giunta regionale approva il programma di attivit�, di norma biennale, predisposto dalla competente struttura regionale e lo comunica alla Commissione consiliare competente. < 12 Capo IV. Disposizioni comuni e sportello unico Art. 23.(Disposizioni comuni)1. Sono di competenza della Regione, nelle materie di cui ai capi II e III, le funzioni relative a:
c) attivazione, coordinamento e miglioramento dell'offerta di servizi ed assistenza alle imprese, ivi inclusa l'informazione, anche in collaborazione con le Province, la Citt� metropolitana, le Comunit� montane, i Comuni singoli od associati, le Camere di Commercio e le Associazioni imprenditoriali;
e) interventi finalizzati ad agevolare l'accesso al credito nei limiti massimi stabiliti in base a legge statale o comunitaria, la disciplina dei correlativi rapporti con gli istituti di credito, la determinazione dei criteri di ammissibilit� al credito agevolato ed i controlli sulla sua effettiva destinazione;
2. Nelle materie di cui al presente articolo restano altres� riservate alla Regione le funzioni amministrative relative all'attuazione di interventi finalizzati allo sviluppo di nuove imprenditorie ed alla costituzione di nuove imprese. Art. 24.(Procedimento autorizzativo per l'insediamento di attivit� produttive e Sportello unico)1. Nel rispetto delle funzioni attribuite ai Comuni dalle disposizioni di cui al capo IV del d.lgs. 112/1998, la Regione favorisce forme di collaborazione operativa con gli enti locali e le loro Associazioni al fine di agevolare il coordinato esercizio delle funzioni amministrative in materia di insediamenti produttivi, di cui agli articoli 24 e 25 del d.lgs. 112/1998, su tutto il territorio regionale nonch� di realizzare, in attuazione del disposto di cui all'articolo 23, comma 3, del d.lgs. 112/1998, le necessarie interconnessioni tra gli Sportelli unici comunali e le strutture attivate dalla Regione ai sensi dell'articolo 23, comma 2 del d.lgs. 112/1998 per la raccolta e diffusione delle informazioni alle imprese.
a) la realizzazione di attivit� formative a favore degli operatori degli enti locali addetti alla gestione del procedimento autorizzativo per insediamenti produttivi ed allo Sportello unico;
b) l'ammodernamento delle dotazioni informatiche degli Sportelli unici in ordine alle nuove tecnologie funzionali alle attivit� degli stessi, anche per mezzo dei propri enti strumentali;
c) d'intesa con le Province e gli Enti locali, sede di Sportello unico, iniziative finalizzate allo sviluppo delle attivit� produttive e ad attrarre sul territorio nuovi insediamenti produttivi;
d) le iniziative di informazione e comunicazione sulle attivit� degli Sportelli unici.
13=>4. Per il reperimento, l'immissione in rete e l'aggiornamento dei dati e delle informazioni utili per lo svolgimento dell'attivit� di assistenza alle imprese, la Regione stipula appositi protocolli d'intesa con i soggetti e le strutture che li detengono, ovvero costituisce appositi gruppi di lavoro o commissioni a cui possono partecipare esperti esterni. <=13
5. La Giunta regionale definisce, con propria deliberazione, i criteri per l'individuazione degli impianti a struttura semplice, ai sensi dell'articolo 6, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 447 (Regolamento recante norme di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la realizzazione, l'ampliamento, la ristrutturazione e la riconversione di impianti produttivi, per l'esecuzione di opere interne ai fabbricati, nonch� per la determinazione delle aree destinate agli insediamenti produttivi, a norma dell'articolo 20, comma 8, della l. 15 marzo 1997, n. 59). Capo V. Cooperazione Art. 25.(Oggetto)1. Il presente capo disciplina l'esercizio da parte della Regione delle funzioni in materia di cooperazione conferite dall'articolo 19 del d. lgs. 112/1998.
2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Regione provvede al riordino della legislazione regionale in materia di cooperazione trasferendo agli Enti locali la generalit� delle funzioni, ad eccezione di quelle che richiedono la gestione unitaria a livello regionale. Art. 26.(Funzioni della Regione)1. La Regione esercita le funzioni amministrative concernenti:
e) gli interventi per il risanamento e la tutela ambientale, nonch� per la sicurezza dei luoghi di lavoro nell'esercizio dell'attivit� delle imprese cooperative;
f) gli interventi finalizzati alla crescita dell'attivit� di impresa in forma cooperativa. Capo VI. Miniere, risorse geotermiche, cave e torbiere Art. 27.(Oggetto)1 Il presente capo individua, con riferimento alla materia "miniere e risorse geotermiche" ed alla polizia mineraria le funzioni riservate alla Regione.
2. Con riferimento alla materia cave e torbiere viene istituita la conferenza dei servizi per quanto concerne le procedure autorizzative. Art. 28.(Miniere, risorse geotermiche e idrocarburi)1. Sono di competenza della Regione:
a) le funzioni amministrative relative alla ricerca, concessione di coltivazione di minerali solidi e delle risorse geotermiche, nonch� allo stoccaggio di idrocarburi su terraferma, di cui all'articolo 2, del regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443 (Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere nel Regno) e successive modifiche, nonch� gli interventi disposti dai programmi previsti dalle leggi dello Stato per aree interessate a processi di riconversione delle attivit� minerarie;
b) le funzioni di vigilanza sull'applicazione delle norme di polizia mineraria nelle materie di cui alla lettera a). 14 >
Art. 28 bis.(Canoni minerari deroghe)
1. Le aree soggette a concessione a concessione mineraria nelle quali l'attivit� estrattiva avente finalit� economica-commerciale cessa per dar luogo ad attivit� estrattiva con esclusiva finalit� sia di studio, ricerca sia museale, sono totalmente esentate dalla corresponsione di qualunque canone minerario. < 14 15+>1 bis. La Regione esonera ogni amministrazione locale delle aree di cui al comma 1 dal pagamento dei canoni pregressi. <+15 16 >
Art. 29(Funzioni delle Province e della Regione in materia di polizia mineraria)
(...) < 16 Art. 30.(Modifiche e abrogazioni alla legge regionale 22 novembre 1978, n. 69 "Coltivazione di cave e torbiere")1. L'articolo 2 della l.r. 69/1978 � sostituito dal seguente:
1. La Regione predispone le linee di programmazione per la coltivazione dei giacimenti di cave e torbiere che sono vincolanti per la predisposizione dei Piani provinciali di settore dell'attivit� estrattiva redatti secondo le metodologie indicate congruenti con le linee di programmazione.".
3. L'articolo 6 della l.r. 69/1978 � abrogato.
17=>4. Al comma 3 dell'articolo 19 della l.r. 69/1978 le parole: 'L'amministrazione regionale concorre' sono sostituite dalle seguenti : 'Salvo i casi previsti dall'articolo 31, comma 3 per i quali la Regione e le Amministrazioni comunali attuano la vigilanza, le Province concorrono.<=17 18 >
Art. 31(Regime autorizzativo in materia di cave e torbiere)
Art. 32(Conferenza di servizi)
1. Gli enti competenti al rilascio dell'autorizzazione per l'esercizio dell'attivit� estrattiva indicono la conferenza di servizi ai sensi dell'articolo 14 della l. 241/1990.
a) un rappresentante dell'ente responsabile del procedimento;
c) un rappresentante dell'unione dei comuni montani qualora interessati;
d) un rappresentante della Regione nel caso in cui sia responsabile del procedimento l'ambito territoriale ottimale, un rappresentante dell'ambito territoriale ottimale nel caso in cui sia responsabile del procedimento la Regione.
a) un rappresentante dell'ente competente al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica di cui all'articolo 146 del d.lgs. 42/2004;
b) un rappresentante dell'ente competente al rilascio dell'autorizzazione al vincolo idrogeologico di cui alla l.r. 45/1989.
4. Alla conferenza di servizi di cui all'articolo 13 della l.r. 40/1998 partecipa la Regione in qualit� di soggetto interessato. < 19 20 >
Art. 33(Conferenza di Servizi presso la Regione)
(...) < 20 Titolo III. Ambiente, infrastrutture e protezione civile Capo I. Ambito di applicazione Art. 34.(Oggetto)1. Il presente titolo disciplina il conferimento di funzioni e compiti amministrativi agli enti locali in tema di "protezione della natura e dell'ambiente, tutela dell'ambiente dagli inquinamenti e gestione dei rifiuti","energia" "risorse idriche e difesa del suolo", "opere pubbliche" e "protezione civile".
2. Sono fatte salve le funzioni di competenza della Regione ai sensi dell'articolo 3. Capo II. Disposizioni generali Art. 35.(Funzioni della Regione)1. Nell'esercizio delle funzioni di cui al presente titolo la Regione garantisce ai sensi dell'articolo 3:
a) il raggiungimento di un idoneo livello di tutela del sistema ambientale regionale, attraverso l'adozione coordinata dei piani e dei programmi settoriali, contenenti gli obiettivi di qualit�, sicurezza, previsione e prevenzione, i valori, i limiti e gli standards necessari al raggiungimento di tali obiettivi, i criteri per lo sviluppo sostenibile, la tutela dell'ambiente naturale e delle biodiversit�, nonch� l'indicazione delle priorit� dell'azione regionale;
b) il coordinamento, sentiti gli Enti locali, dello sviluppo del sistema informativo regionale ambientale (SIRA) nel quale confluiscono e sono integrati i sistemi informativi di settore, le banche dati, i risultati dei monitoraggi, degli inventari e dei catasti di comparto; in coerenza con gli standards nazionali ed europei e con gli obiettivi di qualit� dei dati;
c) l'approccio integrato e l'unificazione delle procedure di controllo e di rilascio dei provvedimenti in campo territoriale, ambientale ed energetico previsti per la realizzazione e l'esercizio delle diverse attivit�, anche attraverso gli strumenti della semplificazione amministrativa;
d) la promozione dell'informazione, dell'educazione e della formazione in campo territoriale, ambientale ed energetico, nonch� di politiche di sviluppo sostenibile, di tecnologie compatibili, di utilizzo di tecniche di rinaturalizzazione e di ingegneria naturalistica, delle attivit� di previsione e prevenzione dagli eventi naturali ed antropici e di soccorso alle popolazioni.
c) il coordinamento degli interventi e della ricerca in campo territoriale, ambientale, energetico e di prevenzione e previsione dei rischi naturali, nonch� la ripartizione delle risorse finanziarie assegnate per le relative iniziative.
3. La Regione assicura il supporto tecnico alla progettazione in campo territoriale, ambientale ed energetico nelle materie di competenza regionale e l'individuazione dei progetti dimostrativi. Art. 36.(Funzioni delle Province)1. Le Province concorrono alla definizione della programmazione regionale in campo territoriale, ambientale 21-><-21 e provvedono alla specificazione e attuazione a livello provinciale delle medesime ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 15 della l. 142/1990, e all'articolo 57 del d.lgs. 112/1998, garantendo il raggiungimento di un idoneo livello di tutela del sistema ambientale provinciale, attraverso l'adozione coordinata dei piani e dei programmi di loro competenza.
2. In campo ambientale ed energetico, le Province provvedono al rilascio coordinato in un unico provvedimento dell'approvazione di progetti o delle autorizzazioni, nulla osta, concessioni o di altri atti di analoga natura per tutte le attivit� produttive e terziarie, nonch� al relativo controllo integrato.
3. In campo ambientale ed energetico, le Province provvedono altres� all'organizzazione di un sistema informativo coordinato. Art. 37.(Funzioni dei Comuni)1. I Comuni esercitano, nel contesto delle competenze gi� loro attribuite, le funzioni individuate nel presente titolo in maniera integrata al fine di garantire un adeguato livello di tutela del sistema ambientale nell'ambito del proprio territorio. Art. 38.(Compiti dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale)1. In applicazione della legge regionale 13 aprile 1995, n. 60 (Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale) la Regione, le Province e i Comuni, singoli o associati, esercitano le funzioni in campo ambientale attraverso il supporto tecnico-scientifico, l'assistenza tecnica, il monitoraggio sulle risorse ambientali e sui fattori di pressione dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA).
2. L'ARPA garantisce la sua azione in maniera diretta, ovvero attraverso le attivit� convenzionali di raccordo con Atenei, enti di ricerca pubblici o privati ai sensi dell'articolo 11 della l.r. 60/1995. Capo III. Valutazione di impatto ambientale Art. 39.(Funzioni della Regione e degli Enti locali)1. Le funzioni della Regione e degli Enti locali in materia di valutazione di impatto ambientale sono disciplinate dalla legge regionale 14 dicembre 1998, n. 40 (Disposizioni concernenti la compatibilit� ambientale e le procedure di valutazione). Capo IV. Attivit� a rischio di incidente rilevante Art. 40.(Funzioni della Regione)1. Ai sensi dell'articolo 35, sono di competenza della Regione l'individuazione e la definizione delle aree a rischio di incidente rilevante ai sensi del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 (Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose), le modalit�, ai sensi dell'articolo 18 del d.lgs. 334/1999 e nel rispetto di quanto previsto dal d.lgs. 334/1999, per il coordinamento dei soggetti che procedono alla istruttoria tecnica e per l'esercizio della vigilanza e del controllo.
a) le modalit� attuative per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1;
3. Spetta altres� alla Regione il coordinamento di un sistema informativo integrato tra le diverse componenti ambientali, sanitarie, epidemiologiche, territoriali e di protezione civile, nonch� l'individuazione degli standard di riferimento per la pianificazione territoriale nelle zone interessate dalla presenza di industrie a rischio di incidente rilevante. Art. 41.(Funzioni delle Province)1. Ai sensi dell'articolo 36, sono attribuite alle Province le funzioni amministrative relative alle industrie a rischio di incidente rilevante, ivi compresi i provvedimenti conseguenti agli esiti delle istruttorie, le verifiche di coerenza e compatibilit� territoriale, nonch� l'esercizio della vigilanza. Art. 42.(Funzioni dei Comuni)1. Ai sensi dell'articolo 37, sono attribuite ai Comuni le seguenti funzioni amministrative:
a) la messa a disposizione della popolazione delle informazioni sulle misure di sicurezza e sulle norme di comportamento da seguire in caso di incidente rilevante ai sensi dell'articolo 1, comma 11 della legge 18 maggio 1997, n. 137 (Sanatoria dei decreti legge recanti modifiche al d.p.r. 17 maggio 1988, n. 175, relativo ai rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attivit� industriali);
b) il raccordo e l'utilizzo delle informazioni di cui alla lettera a) nonch� degli esiti delle istruttorie tecniche sulle industrie a rischio di incidente rilevante, nello svolgimento delle funzioni di cui all'articolo 72;
c) gli interventi sotto il profilo urbanistico, in attuazione della normativa comunitaria e nazionale, nelle zone interessate dalla presenza di industrie a rischio di incidente rilevante. Capo V. Inquinamento atmosferico Art. 43.(Funzioni della Regione)1. Ai sensi dell'articolo 35, sono di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale:
a) l'individuazione di aree regionali ovvero, d'intesa con le altre Regioni, di aree interregionali nelle quali le emissioni o la qualit� dell'aria sono soggette a limiti o a valori pi� restrittivi in relazione all'attuazione dei piani regionali di risanamento atmosferico;
c) l'indirizzo e il coordinamento dei sistemi di controllo delle emissioni e di rilevamento della qualit� dell'aria, ivi comprese le indicazioni organizzative per la tenuta e l'aggiornamento degli inventari delle fonti di emissione di cui agli articoli 4 comma 1, lettera f) e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203 (Attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualit� dell'aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell'articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183);
d) l'espressione del parere di cui all'articolo 17 del d.p.r. 203/1988 sugli impianti soggetti ad autorizzazione statale ai sensi dell'articolo 29, comma 2, lettera g) del d.lgs. 112/1998, da rendersi nell'ambito del parere regionale rilasciato nel corso della relativa procedura di valutazione di impatto ambientale. Art. 44.(Funzioni delle Province)1. Ai sensi dell'articolo 36, sono attribuite alle Province le seguenti funzioni amministrative:
c) rilevamento della qualit� dell'aria e controllo delle emissioni atmosferiche, ivi compresi i provvedimenti di autorizzazione, di diffida, di sospensione, di revisione e di revoca delle autorizzazioni agli impianti che producono emissioni, fatta eccezione unicamente per gli impianti termici di civile abitazione di cui all'articolo 45, comma 1, lettera b). E' assorbita in tali funzioni l'autorizzazione di cui all'articolo 17 del d.p.r. 203/1988 per le raffinerie, nonch� per gli impianti di produzione di energia elettrica non riservati alla competenza statale ai sensi dell'articolo 29 del d. lgs. 112/1998; � ricompresa altres� la formulazione dei rapporti ai Ministeri dell'Industria, dell'Ambiente e della Sanit� previsti dall'articolo 17 del d.p.r. 203/1988, relativamente alle autorizzazioni per gli impianti di produzione di energia elettrica riservati alla competenza statale dall'articolo 29 del d.lgs. 112/1998;
e) rilascio dell'abilitazione alla conduzione degli impianti termici, compresa l'istituzione dei relativi corsi di formazione. Art. 45.(Funzioni dei Comuni)1. Ai sensi dell'articolo 37, sono attribuite ai Comuni le seguenti funzioni amministrative:
b) il controllo delle emissioni in atmosfera degli impianti termici degli edifici di civile abitazione; c) la messa a disposizione della popolazione delle informazioni sulla qualit� dell'aria. Capo VI. Inquinamento acustico ed elettromagnetico Art. 46.(Funzioni della Regione)1. Ai sensi dell'articolo 35, sono di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale:
a) l'adozione dei criteri per la redazione dei piani comunali di risanamento acustico, nonch� la definizione delle procedure per l'acquisizione dei medesimi piani ai fini della predisposizione del piano regionale triennale d'intervento per la bonifica dall'inquinamento acustico;
e) l'acquisizione dei programmi di localizzazione, razionalizzazione e sviluppo della rete elettrica e di teleradiocomunicazione, definiti secondo le norme di settore vigenti, ai fini delle verifiche di compatibilit� ambientale nel quadro delle previsioni dei piani e dei programmi regionali di settore e nel rispetto delle norme tecniche nazionali vigenti;
f) l'individuazione di standards minimi di qualit� ai fini della predisposizione ed approvazione dei piani di risanamento elettromagnetico di cui alle normative tecniche vigenti. Art. 47.(Funzioni delle Province)1. Ai sensi dell'articolo 36, sono attribuite alle Province le seguenti funzioni amministrative:
a) controllo e vigilanza, mediante l'attivit� dell'ARPA:
1) delle sorgenti sonore fisse ricadenti nel territorio di pi� comuni, con particolare riguardo alle emissioni ed immissioni sonore prodotte dalle infrastrutture ferroviarie e dalle infrastrutture stradali e aeroportuali;
e) monitoraggio e campagne di misura dell'inquinamento acustico ed elettromagnetico tramite l'ARPA;
22+>e bis) adozione dei piani di risanamento elettromagnetico degli impianti radioelettrici, sulla base della regolamentazione e degli indirizzi formulati dalla Regione e con il supporto dell'ARPA. <+22 Art. 48.(Funzioni dei Comuni)1. Ai sensi dell'articolo 37, sono attribuiti ai Comuni i compiti previsti dalla legge 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge quadro sull'inquinamento acustico), in tema di inquinamento acustico nonch� dalla relativa legge di attuazione regionale, ivi compresa l'approvazione, nell'ambito della propria competenza territoriale, dei piani pluriennali di risanamento acustico, predisposti dagli enti gestori delle infrastrutture di trasporto, fatte salve le competenze attribuite alle Province dall'articolo 47, comma 1, lettera d).
2. Sono, altres�, attribuite ai Comuni le funzioni connesse al rilascio di provvedimenti autorizzativi, nulla osta e concessioni, in materia di localizzazione, costruzione ed esercizio degli impianti di teleradiocomunicazione, tenuto conto del parere dell'ARPA. Capo VII. Gestione dei rifiuti Art. 49.(Funzioni della Regione)1. Ai sensi dell'articolo 35, sono di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale:
b) le funzioni di cui 23=>all'articolo 2 della legge regionale 24 ottobre 2002, n. 24 (Norme per la gestione dei rifiuti)<=23 24C><C24 25-><-25;
c) le funzioni di indirizzo per il raccordo tra il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 95 (Attuazione delle direttive 75/439/CEE e 87/101/CEE relative alla eliminazione degli olii usati), e il d.lgs. 22/1997, nonch� tra le diverse normative che interagiscono in materia di rifiuti. Art. 50.(Funzioni delle Province)1. Ai sensi dell'articolo 36, sono attribuite alle Province le seguenti funzioni amministrative:
26-><-26;
c) approvazione dei progetti e rilascio delle autorizzazioni alla realizzazione, nonch� rilascio delle autorizzazioni all'esercizio di impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti previsti dagli articoli 27, 28 e 29 del d.lgs. 22/1997 27-><-27;
e) esercizio del potere sostitutivo nel caso di inerzia dei Comuni, dei consorzi di Comuni, delle aziende municipalizzate, delle Comunit� montane, dei consorzi di bacino nell'attuazione degli obblighi di cui 28=> all'articolo 3, comma 1, lettera l della legge regionale 24 ottobre 2002, n. 24 (Norme per la gestione dei rifiuti) <=28 29C><C29;
h) il rilevamento dei dati inerenti le bonifiche effettuate sul proprio territorio e trasmissione degli stessi alla Regione. Art. 51.(Funzioni dei Comuni)1. Ai sensi dell'articolo 37, sono attribuite ai Comuni le seguenti funzioni amministrative:
b) i compiti loro attribuiti 30=>dall'articolo 4 della legge regionale 24 ottobre 2002, n. 24 (Norme per la gestione dei rifiuti) <=30 31C><C31 nonch� dal d.lgs. 22/1997 e sue modifiche e integrazioni 32-><-32; sono fatte salve le autorizzazioni gi� rilasciate dai Comuni ai sensi dell'articolo 29 della l.r. 59/1995;
c) il primo rilevamento e la segnalazione dei dati relativi ai siti contaminati, ivi compresi quelli relativi alle aree produttive dismesse e loro trasmissione alle Province. Capo VIII. Energia Art. 52.(Funzioni della Regione)1. Ai sensi dell'articolo 35, sono di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale:
a) indirizzo e coordinamento in materia di energia, di fonte tradizionale o rinnovabile, di elettricit�, petrolio e gas, ferme restando le competenze riservate allo Stato;
b) redazione del piano energetico regionale, con il quale sono fissati gli obiettivi di qualit� in termini di produzione, trasporto, distribuzione e consumo di energia anche in relazione a tutti gli altri obiettivi ambientali;
g) le funzioni amministrative relative ai servizi a rete di distribuzione energetica in ambito interprovinciale, 33-><-33 fermo restando quanto previsto all'articolo 54, comma 1, lettera c). Art. 53.(Funzioni delle Province)1. Ai sensi dell'articolo 36, sono attribuite alle Province le seguenti funzioni amministrative:
a) controllo e uso razionale dell'energia e del risparmio energetico, secondo le indicazioni contenute nel piano energetico regionale per il raggiungimento degli obiettivi di qualit� in materia energetica e ambientale;
34=>c) rilascio dei provvedimenti in materia di installazione degli stabilimenti di lavorazione e di stoccaggio di oli minerali, degli impianti di riempimento, travaso e deposito di gas di petrolio liquefatto (GPL) previsti dall'articolo 1, commi 56 e 57, della legge 23 agosto 2004, n. 239 (Riordino del settore energetico, nonch� delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia) e di quelli relativi alla attivit� di distribuzione di GPL sia attraverso bombole che attraverso serbatoi di cui agli articoli 8, 9, 13, 14 e 20 del decreto legislativo 22 febbraio 2006, n. 128 (Riordino della disciplina relativa all'installazione e all'esercizio degli impianti di riempimento, travaso e deposito di GPL, nonch� all'esercizio dell'attivit� di distribuzione e vendita di GPL in recipienti, a norma dell'articolo 1, comma 52 della legge 23 agosto 2004, n. 239); <=34
d) 35-><-35
e) funzioni relative ai servizi a rete di distribuzione energetica, fatte salve le competenze attribuite alla Regione e ai Comuni. Art. 54.(Funzioni dei Comuni)1. Ai sensi dell'articolo 37, sono attribuite ai Comuni le seguenti funzioni amministrative:
2. I Comuni singoli o associati, ai fini di conseguire l'uso razionale dell'energia, il risparmio energetico e la promozione delle fonti rinnovabili, possono promuovere l'istituzione di agenzie locali per le energie, opportunamente collegate alle altre agenzie per l'energia e raccordate con l'ARPA, secondo quanto previsto con apposita disciplina regionale. Capo IX. Tutela delle acque Art. 55.(Funzioni della Regione)1. Ai sensi dell'articolo 35, sono di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale:
a) designazione e classificazione delle acque, nonch� formazione e aggiornamento dei relativi elenchi anche su proposta degli Enti locali;
b) organizzazione e gestione della rete regionale di monitoraggio ambientale delle risorse idriche superficiali e sotterranee finalizzata alla definizione dello stato di qualit� delle acque e alla identificazione, realizzazione e verifica degli interventi volti al raggiungimento e al mantenimento degli obiettivi di qualit�;
c) organizzazione e gestione del sistema informativo regionale delle risorse idriche superficiali e sotterranee, finalizzato alla raccolta dei flussi informativi provenienti dalle reti di monitoraggio ambientale regionale e provinciale, di monitoraggio delle acque destinate al consumo umano, nonch� dei dati provenienti dai catasti degli scarichi, delle utilizzazioni agronomiche delle utenze, delle infrastrutture irrigue e dei servizi idrici;
e) attivit� dell'Osservatorio dei servizi idrici di cui alla legge regionale 20 gennaio 1997, n. 13 (Delimitazione degli ambiti territoriali ottimali per l'organizzazione del servizio idrico integrato e disciplina delle forme e dei modi di cooperazione tra gli Enti Locali ai sensi della legge 5 gennaio 1994, n. 36 e successive modifiche e integrazioni. Indirizzo e coordinamento dei soggetti istituzionali in materia di risorse idriche), ivi compresa la tenuta del catasto delle infrastrutture dei servizi idrici;
g) adozione, sentite le Province territorialmente interessate, dei provvedimenti relativi a grandi derivazioni di cui all'articolo 29, comma 3 e all'articolo 89, commi 2 e 3 del d. lgs. 112/1998 sino al verificarsi delle condizioni in essi previste; ove, nelle ipotesi disciplinate dall'articolo 89, comma 2 del d. lgs. 112/1998, la Regione debba rilasciare il relativo provvedimento di concessione, la funzione � esercitata avvalendosi degli uffici della Provincia nel cui territorio ricadono le opere di presa, 36=>sulla base di un accordo finalizzato alla definizione delle modalit� di esercizio della funzione; <=36
h) individuazione, su proposta dell'autorit� d'ambito e dei comuni territorialmente interessati, delle aree di salvaguardia delle risorse destinate all'uso idropotabile, l'adozione delle deroghe alle concentrazioni massime ammissibili e del relativo piano d'intervento, nonch� i provvedimenti sostitutivi previsti dalle norme vigenti. Art. 56.(Funzioni delle Province)1. Ai sensi dell'articolo 36, sono attribuite alle Province le seguenti funzioni amministrative:
h) gestione del demanio idrico relativo all'utilizzazione delle acque, ivi comprese le funzioni amministrative relative alle grandi e piccole derivazioni di acqua pubblica, alle licenze di attingimento, alla ricerca, estrazione e utilizzazione delle acque sotterranee a uso diverso da quello domestico, alla tutela del sistema idrico sotterraneo e alla nomina dei regolatori per il riparto delle disponibilit� idriche, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 55, comma 1, lettere f) e g);
2. Con riferimento alle funzioni di cui al comma 1, lettera h) i provvedimenti di concessione di grandi derivazioni sono rilasciati previo parere vincolante della Regione sulla compatibilit� con gli obiettivi di qualit� dei corpi idrici e con le linee di pianificazione e programmazione regionale; nelle ipotesi di grandi derivazioni che interessino il territorio di pi� Province il relativo provvedimento di concessione � rilasciato dall'Amministrazione provinciale nel cui territorio ricadono le opere di presa d'intesa con le Province interessate.
3. Ai sensi dell'articolo 36, sono altres� trasferite alle Province le funzioni amministrative di rilevamento, disciplina e controllo, ivi compreso il rilascio delle relative autorizzazioni, degli scarichi di acque risultanti dall'estrazione di idrocarburi nelle unit� geologiche profonde, nonch� degli scarichi nella stessa falda delle acque utilizzate per scopi geotermici, delle acque di infiltrazione di miniere o cave o delle acque pompate nel corso di determinati lavori di ingegneria civile, ivi comprese quelle degli impianti di scambio termico. Art. 57.(Funzioni dei Comuni)1. Ai sensi dell'articolo 37, sono attribuite ai Comuni le seguenti funzioni amministrative:
d) introito dei proventi delle sanzioni amministrative di cui alla lettera c) e loro destinazione ad interventi di prevenzione e riduzione dell'inquinamento dei corpi idrici. Art. 58.(Funzioni delle autorit� d'ambito e dei gestori del servizio idrico integrato)1. Sono attribuite agli Enti locali titolari del servizio idrico integrato che le esercitano, nella forma associata dell'autorit� d'ambito, oltre alle funzioni di cui alla l.r. 13/1997, le seguenti funzioni amministrative:
37=>2. Sono altres� trasferite agli enti locali titolari del servizio idrico integrato, che le esercitano nella forma associata dell'autorit� d'ambito, le funzioni inerenti l'approvazione dei progetti di acquedotto, fognatura e depurazione delle acque reflue urbane da realizzarsi nell'ambito territoriale di competenza. <=37
3. Sono attribuite ai gestori del servizio idrico integrato, che le esercitano in conformit� ai principi e alle disposizioni emanati dalle autorit� d'ambito e in relazione alle attivit� di erogazione del servizio loro affidato, le seguenti funzioni amministrative:
d) controlli interni sulle acque destinate al consumo umano e sugli scarichi nei corpi ricettori. Capo X. Difesa del suolo e tutela del reticolo idrografico Art. 59.(Funzioni della Regione)1. Ai sensi dell'articolo 35, sono di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale:
c) l'individuazione dei corsi d'acqua superficiali e dei laghi naturali di interesse regionale, determinanti per la formazione delle piene o potenzialmente pericolosi per gli abitati, le infrastrutture e la pubblica incolumit�, ai fini dell'attribuzione delle competenze di cui al d.lgs. 112/1998;
f) l'approvazione del progetto di gestione delle dighe in merito alle operazioni di svaso, sghiaiamento e sfangamento cos� come indicato dall'articolo 40 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 (Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole).
2. La Giunta regionale promuove opportune intese con le altre Regioni interessate per l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 89 del d. lgs. 112/1998 che richiedono la gestione unitaria alla scala del bacino del fiume Po e relative all'asta principale ed eventuali affluenti, individuati con successivo provvedimento. Art. 60.(Funzioni delle Province)1. Ai sensi dell'articolo 36 le Province concorrono alla pianificazione e alla programmazione in materia di tutela del reticolo idrografico e di difesa del suolo attraverso gli strumenti di pianificazione territoriale ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 57 del d.lgs. 112/1998, in conformit� ai piani di bacino.
3. Dopo il riordino del Magistrato per il Po, ai sensi dell'articolo 92 del d.lgs. 112/1998 la Regione, sentita la Conferenza Permanente Regione-Autonomie locali, definisce la gerarchizzazione della rete idrografica di interesse regionale anche sulla base dei piani di cui al comma 2, affidando alle Province compiti di progettazione, realizzazione, gestione, manutenzione e sorveglianza di opere idrauliche di qualsiasi natura riguardanti corsi d'acqua superficiali o laghi naturali di interesse regionale di cui all'art. 59 comma 1, lettera c) nonch� compiti di polizia idraulica ai sensi del r.d. 523/1904. Art. 61.(Funzioni dei Comuni)1. Ai sensi dell'articolo 37, i Comuni concorrono alla pianificazione e alla programmazione in materia di tutela del reticolo idrografico e di difesa del suolo attraverso gli strumenti di pianificazione urbanistica, in conformit� ai piani di bacino e agli strumenti di pianificazione territoriale.
2. Sono altres� trasferite ai Comuni, non appartenenti a Comunit� montane, le seguenti funzioni amministrative relative ai corsi d'acqua superficiali e ai laghi naturali, esclusi quelli di interesse regionale di cui all'articolo 59, comma 1, lettera c):
a) la progettazione, la realizzazione e la gestione delle opere idrauliche di qualsiasi natura ivi compresa la manutenzione degli alvei: l'esercizio di tali funzioni pu� essere demandato ai Comuni montani nel cui territorio ricadono gli interventi;
d) la vigilanza, al fine di mantenere le condizioni di efficienza sul reticolo idrografico, anche in concorso con l'autorit� idraulica competente sui corsi d'acqua superficiali di interesse regionale.
3. Qualora i corsi d'acqua superficiali e i laghi naturali interessino il territorio di pi� Comuni, le funzioni amministrative di cui al comma 2 sono esercitate dai Comuni in forma associata. Art. 62.(Funzioni delle Comunit� montane)1. Le Comunit� montane, ai sensi dell'articolo 29 della l. 142/1990, concorrono alla pianificazione e alla programmazione in materia di tutela del reticolo idrografico e di difesa del suolo, in conformit� ai piani di bacino.
2. Sono attribuite alle Comunit� montane le seguenti funzioni amministrative relative ai corsi d'acqua superficiali e ai laghi naturali, esclusi quelli di interesse regionale di cui all'articolo 59, comma 1, lettera c):
a) la progettazione, la realizzazione e la gestione delle opere idrauliche di qualsiasi natura ivi compresa la manutenzione degli alvei l'esercizio di tali funzioni pu� essere demandato ai Comuni montani nel cui territorio ricadono gli interventi;
d) la vigilanza al fine di mantenere le condizioni di efficienza sul reticolo idrografico, anche in concorso con l'autorit� idraulica competente sui corsi d'acqua superficiali di interesse regionale. Capo XI. Prevenzione e previsione dei rischi naturali Art. 63.(Funzioni della Regione)1. Ai sensi dell'articolo 35, sono di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative:
38=>b) supporto geologico-tecnico, verifica e valutazione degli studi redatti a corredo degli strumenti di pianificazione di governo del territorio regionale, provinciale e locale, con particolare riferimento all'individuazione delle aree esposte a pericolosit� ed a rischio idrogeologico, delle aree dissestabili e alla connessa definizione di vincoli e limitazioni all'uso del suolo nonch� di misure cautelari nelle aree colpite da calamit� naturali o connotate da alta vulnerabilit�; <=38
39=>c) organizzazione del sistema di allertamento da rischio idrogeologico; definizione di criteri ed indirizzi per la partecipazione al Servizio meteorologico nazionale distribuito e per la gestione della rete di rilevamento nivometrica, radarmeteorologica, pluviometrica, idrografica e sismica; <=39
d) assistenza geoingegneristica nelle aree colpite da eventi calamitosi attraverso l'attivit� di consulenza a favore degli Enti locali anche nel campo della progettazione e direzione lavori degli interventi di sistemazione idrogeologica e monitoraggio geotecnico sul territorio;
e) individuazione delle zone sismiche, formazione e aggiornamento dei relativi elenchi, nonch� interventi sulla vulnerabilit� sismica del territorio.
40-><-40
41=>2. Sono, altres�, di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale:
1) opere sottoposte alla valutazione di impatto ambientale di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377 (Regolamentazione delle pronunce di compatibilit� ambientale di cui all'articolo 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, recante istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale), di competenza dello Stato;
2) impianti di risalita a fune e piste per la pratica dello sci, nonch� le relative strade di accesso ed opere accessorie, quali impianti di innevamento artificiale;
42=>4) interventi ed attivit� che comportino modificazione o trasformazione d'uso del suolo su aree superiori a trentamila metri quadrati o per volumi di scavo superiori a quindicimila metri cubi; <=42
d) rilascio di autorizzazioni ai sensi dell'articolo 61 del d.p.r. 380/2001;
e) espressione dei pareri di cui all'articolo 89 del d.p.r. 380/2001;
43-><-43 <=41 Art. 64.(Funzioni delle Province)1. Ai sensi dell'articolo 36, sono trasferite alle Province le seguenti funzioni amministrative:
b) attuazione a livello provinciale degli indirizzi fissati dalla Regione in materia di prevenzione dei rischi naturali;
44-><-44 Art. 65.(Funzioni dei Comuni)1. Ai sensi dell'articolo 37, sono trasferite ai Comuni le seguenti funzioni amministrative:
a) rilascio di autorizzazioni in materia di vincolo idrogeologico ai sensi della l. r. 45/1989 relative a interventi ed attivit� che comportino modifiche o trasformazione d'uso del suolo su aree non superiori a 5000 metri quadrati o per volumi di scavo non superiori a 2500 metri cubi;
b) attuazione a livello comunale degli indirizzi fissati dalla Regione in materia di prevenzione dei rischi naturali. Capo XII. Lavori e opere pubbliche Art. 66.(Funzioni della Regione)1. Ai sensi dell'articolo 35, sono di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative:
a) organizzazione e gestione dell'osservatorio regionale dei lavori e opere pubbliche, la formazione e l'aggiornamento degli elenchi prezzi dei lavori e opere pubbliche nonch� la verifica dell'attuazione degli interventi programmati e della spesa;
b) espressione di pareri in materia di lavori e opere pubbliche di competenza regionale e nei casi previsti da disposizioni di legge o regolamentari, nonch� svolgimento delle funzioni non pi� esercitate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, dalla Commissione tecnica appalti e da altri analoghi organismi statali in conseguenza del riordino previsto dal d.lgs. 112/1998;
c) svolgimento delle funzioni di "unit� specializzate" anche a supporto dell'Autorit� per la vigilanza sui lavori pubblici di cui all'articolo 4, comma 5 della l. 109/1994 e successive modificazioni;
d) progettazione, appalto e direzione di lavori e opere pubbliche realizzate dalla Regione nonch� per conto degli enti locali che ne facciano richiesta nei casi e con le modalit� che verranno definite con successivi provvedimenti normativi;
g) verifica delle priorit� e programmazione degli interventi volti a ripristinare le infrastrutture e gli edifici pubblici danneggiati da eventi calamitosi ed alla rimozione dei pericoli, nonch� a favorire il ritorno a normali condizioni di vita;
h) verifica di congruit� e finanziamento degli interventi a favore dei privati per danni conseguenti a calamit� naturali e ad eventi bellici;
m) dichiarazione di urgenza ed indifferibilit� dei lavori, espropriazione per pubblica utilit� nonch� occupazione temporanea d'urgenza per la realizzazione dei lavori di competenza regionale.
2. Sono, altres�, di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale:
a) il rilascio delle autorizzazioni alla costruzione ed alla gestione di elettrodotti per il trasporto e la distribuzione in rete con tensione fino a 150 Kv; ivi comprese le funzioni relative alla dichiarazione d'urgenza ed indifferibilit� dei lavori, l'espropriazione per pubblica utilit� nonch� l'occupazione temporanea d'urgenza;
3. La Regione assicura, altres�, ai sensi dell'articolo 2, comma 2 e dell'articolo 35, la consulenza ed assistenza nella realizzazione di lavori ed opere pubbliche, nonch� nei confronti degli enti che ne facciano richiesta, in materia di procedure d'appalto di pubblici lavori, servizi e forniture ai sensi dell'articolo 14 della legge 12 luglio 1991, n. 203 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, recante provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalit� organizzata e di trasparenza e buon andamento dell'attivit� amministrativa).
5. Con apposita Conferenza dei servizi sono acquisite tutte le intese, pareri, nulla osta comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche necessari per la realizzazione delle opere pubbliche di interesse regionale. Art. 67.(Funzioni delle Province)1. Ai sensi dell'articolo 36, sono trasferite alle Province le seguenti funzioni amministrative:
a) la progettazione, l'approvazione, la realizzazione e la gestione delle opere pubbliche di loro competenza; b) le funzioni relative alla dichiarazione d'urgenza ed indifferibilit� dei lavori, l'espropriazione per pubblica utilit� nonch� l'occupazione temporanea d'urgenza per la realizzazione dei lavori di competenza provinciale o soggetti ad autorizzazione provinciale e per la realizzazione di lavori o interventi di pubblica utilit� realizzati da altri enti pubblici o soggetti privati e non localizzati nell'ambito territoriale delle comunit� montane e fatto salvo quanto previsto dall'articolo 66, comma 2, lettera a);
c) l'accertamento dei danni alle opere pubbliche di loro competenza in conseguenza di eventi calamitosi. Art. 68.(Funzioni dei Comuni)1. Ai sensi dell'articolo 37, sono trasferite ai Comuni le seguenti funzioni amministrative:
d) censimento dei danni subiti dai privati conseguenti a calamit� naturali;
e) funzioni amministrative concernenti la dichiarazione di urgenza ed indifferibilit� dei lavori, l'espropriazione per pubblica utilit� nonch� l'occupazione temporanea d'urgenza per la realizzazione dei lavori di competenza comunale o la cui autorizzazione compete al comune. Art. 69.(Funzioni delle Comunit� montane)1. Sono trasferite alle Comunit� montane le seguenti funzioni amministrative:
b) dichiarazione di urgenza ed indifferibilit� dei lavori, nonch� funzioni amministrative connesse all'espropriazione per pubblica utilit� e all'occupazione temporanea d'urgenza per la realizzazione di lavori o interventi di pubblica utilit� realizzati da altri enti pubblici o soggetti privati e localizzati nell'ambito territoriale delle comunit� montane stesse, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 66, comma 2, lettera a). Capo XIII. Protezione civile Art. 70.(Funzioni della Regione)1. Ai sensi dell'articolo 35, sono di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale:
a) indirizzo e controllo del sistema regionale di protezione civile attraverso il coordinamento delle componenti che lo costituiscono, al fine di ottimizzare la qualit� preventiva e d'intervento dell'azione pubblica, di garantire la sicurezza dei cittadini e di contenere i danni ambientali derivanti da eventi naturali ed antropici;
b) adozione, sentite le Province, del programma di previsione e di prevenzione dei rischi, predisposto in sintonia con gli strumenti della programmazione e pianificazione socio-economica e territoriale, comprendente in particolare l'identificazione dei rischi regionali, la quantificazione della vulnerabilit� ambientale e l'individuazione degli interventi mitigatori;
45-><-45 d) coordinamento dell'attuazione degli interventi urgenti in caso di crisi determinata dal verificarsi o dall'imminenza di eventi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b) della legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile), d'intesa con l'Agenzia nazionale di protezione civile e avvalendosi del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco;
e) coordinamento e organizzazione delle attivit� susseguenti ai primi interventi tecnici necessari a favorire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite dagli eventi calamitosi d'intesa con l'Agenzia nazionale di protezione civile;
g) coordinamento delle iniziative, delle forme di collaborazione e di solidariet� in materia di protezione civile;
j) promozione delle attivit� informativo-formative rivolte alla comunit� regionale e in modo particolare alla scuola, tramite accordi programmatici con le istituzioni scolastiche;
k) promozione e formazione, in accordo con le direttive e gli organi nazionali, degli obiettori di coscienza in servizio civile utilizzati in attivit� di protezione civile. Art. 71.(Funzioni delle Province)1. Ai sensi dell'articolo 36, sono attribuite alle Province le seguenti funzioni amministrative:
d) l'attuazione delle attivit� susseguenti ai primi interventi tecnici per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite dagli eventi calamitosi;
f) gli interventi per l'organizzazione e l'impiego del volontariato e l'attuazione di periodiche esercitazioni e, in accordo con la Regione, di appositi corsi di formazione. Art. 72.(Funzioni dei Comuni)1. Ai sensi dell'articolo 37, sono attribuite ai Comuni le seguenti funzioni amministrative:
a) l'attuazione in ambito comunale delle attivit� di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi stabiliti dai programmi e piani regionali e provinciali;
c) l'adozione, secondo gli indirizzi regionali e sulla base del piano provinciale, dei piani comunali e/o intercomunali di protezione civile anche nelle forme associative e di cooperazione previste dalla l. 142/1990 e in ambito montano tramite le comunit� montane, nonch� cura della loro attuazione;
2. In caso di inerzia dei Comuni, i piani di cui al comma 1, lettera c), vengono adottati dalle Province. Capo XIV. Protezione della natura Art. 73.(Funzioni della Regione)1. La Regione adotta la Carta della natura di cui all'articolo 3, comma 3 della legge 6 dicembre 1991 n. 394 (Legge quadro sulle aree protette). Art. 74.(Funzioni delle Province)1. Nell'ambito delle competenze di cui all'articolo 36, sono trasferite alle Province, ai sensi degli articoli 14 e 15 della l. 142/1990, le seguenti funzioni amministrative:
b) autorizzazione alla raccolta di specie vegetali protette e relativa erogazione di contributi per la loro coltivazione e valorizzazione, ai sensi della legge regionale 2 novembre 1982, n. 32 (Norme per la conservazione del patrimonio naturale e dell'assetto ambientale). 46+>1 bis. Sono di competenza delle Province le funzioni amministrative di cui all'articolo 70, comma 1, lettera b) del d.lgs. 112/1998. <+46 Titolo IV. Formazione professionale Capo I. Formazione professionale Art. 75.(Finalit�)1. La Regione disciplina il conferimento delle funzioni amministrative di cui all'articolo 140 e seguenti del d. lgs. 112/1998, con la finalit� di garantire il pi� alto livello possibile di integrazione tra politiche formative, politiche del lavoro e politiche in materia di istruzione. Art. 76.(Funzioni della Regione)1. Restano ferme le competenze della Regione cos� come disciplinate dalla l.r. 63/1995 salvo quanto disposto dall'articolo 77.
2. Gli atti di programmazione dell'offerta formativa previsti dalla l.r. 63/1995 e dalla legge regionale 14 dicembre 1998, n. 41 (Organizzazione delle funzioni regionali e locali in materia di mercato del lavoro) e successive modificazioni e integrazioni, stabiliscono anche le modalit� di integrazione fra istruzione e formazione professionale. 3. Il piano annuale regionale � predisposto in concorso con le Province ai sensi dell'articolo 9 della l.r. 63/1995, sulla base delle indagini sui fabbisogni formativi ed in coerenza con le esigenze occupazionali delle diverse aree territoriali. Art. 77.(Funzioni delle Province)1. Sono attribuite alle Province, oltre a quelle gi� previste dalla legge regionale n. 63/1995, le seguenti ulteriori funzioni:
a) la gestione delle attivit� formative previste nelle direttive annuali di cui all'articolo 18 della l.r. 63/1995, ad eccezione di quelle relative all'effettuazione di azioni sperimentali o di rilevante interesse della Regione che impongono la gestione unitaria a livello regionale, come individuate nelle medesime direttive. L'attribuzione ha luogo con gradualit� a partire dal 1� gennaio 2001. Prima di tale data, la Regione pu� procedere, previa valutazione di modalit� e tempi concordati con le Province, all'attribuzione di alcune competenze gestionali;
b) l'istituzione delle commissioni esaminatrici di cui all'articolo 24 della l.r. 63/1995. A modifica di quanto previsto all'articolo 24, comma 2 della l.r. 63/1995 il Presidente delle commissioni � designato dalla Provincia. Le commissioni possono essere integrate da un funzionario della Regione designato dall'Assessore regionale competente su specifica richiesta alla Provincia interessata, qualora sussistano le condizioni di carattere innovativo e sperimentale di rilevante interesse regionale;
3. Sono attribuiti alle Province i compiti e le funzioni di coordinamento inerenti le attivit� di orientamento all'istruzione, lavoro e formazione professionale, gi� indicati nella l.r. 63/1995. La programmazione, il monitoraggio e il coordinamento inerente le attivit� di orientamento vengono predisposte dalla Regione previo parere delle Province.
4. Salvo quanto previsto dalla l.r. 34/1998 in ordine all'assegnazione e al trasferimento del personale addetto alle funzioni attribuite, il personale regionale di cui al ruolo ad esaurimento istituito ai sensi dell'articolo 15, comma 3 della l.r. 63/1995 pu� essere trasferito alle Province, previa intesa fra le Amministrazioni interessate, per potenziare gli uffici provinciali a seguito dell'attribuzione delle competenze in materia di formazione e orientamento professionale. Titolo V. Polizia amministrativa regionale e locale Capo I. Disposizioni in materia di polizia regionale e regime autorizzatorio Art. 78.(Funzioni della Regione)1. Ai sensi degli articoli 158, comma 2 e 162, comma 2 del d. lgs. 112/1998, la Regione Piemonte � titolare delle funzioni di polizia amministrativa nelle materie riservate alla propria competenza.
2. La Regione esercita in materia di polizia amministrativa e locale funzioni di coordinamento, indirizzo, sostegno all'attivit� operativa ed alla formazione ed aggiornamento professionale dei corpi e dei servizi di polizia locale. Art. 79.(Funzioni degli Enti locali)1. Alle Province, ai Comuni, alle Comunit� montane sono attribuite le funzioni ed i compiti di polizia amministrativa in tutte le materie ad essi conferite.
2. La Regione promuove l'esercizio in forma associata da parte dei Comuni delle funzioni e dei compiti di polizia locale. 47 >
Art. 80(Competizioni su strade regionali)
1. � trasferito alle province il rilascio delle autorizzazioni di competenza regionale per l'espletamento di gare con autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori, nonch� gare atletiche, ciclistiche, con animali o con veicoli a trazione animale di cui all'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada).
2. L'autorizzazione � rilasciata, nel rispetto delle procedure previste dall'articolo 9 del d.lgs. 285/1992, dalla provincia in cui ha luogo la partenza della gara, previa intesa con le altre province interessate. < 47 48 >Titolo VI. Turismo, acque minerali e termali < 48 49 >Capo I. Turismo < 49 50 >
Art. 81(Oggetto 51 >< 51)
2. La Regione, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge, procede al riordino delle funzioni in materia di turismo con la legge di riforma della normativa di settore. < 50 52 > Art. 82(Funzioni della Regione 53 >< 53)
a) interventi di sostegno, indirizzo, programmazione e coordinamento delle attivit� in materia di turismo;
b) indirizzo, programmazione e coordinamento delle attivit� e degli interventi per la promozione, in Italia e all'estero, dell'immagine turistica istituzionale e dell'offerta turistica regionale;
e) definizione dei criteri e delle modalit� per la tenuta di albi ed elenchi, per la concessione di riconoscimenti, nulla-osta e autorizzazioni per l'accertamento del possesso di standard e requisiti tecnici e professionali;
f) concorso all'elaborazione e all'attuazione delle politiche comunitarie e nazionali riguardanti il turismo. < 52 54 >
Art. 83(Funzioni degli Enti locali 55 >< 55)
c) sviluppo e gestione del sistema informativo turistico provinciale, con la collaborazione dei Comuni, nell'ambito dell'osservatorio turistico regionale e la acquisizione, elaborazione e diffusione dei dati statistici e amministrativi sul movimento turistico, sulle strutture, le attivit� e i servizi turistici, compresa la tenuta di albi ed elenchi;
e) riconoscimento dei corsi di formazione per le professioni turistiche e l'accertamento dell'idoneit� professionale all'esercizio di attivit� turistiche, da individuare con specifica disciplina regionale;
3. Sono trasferite alle Comunit� montane le funzioni relative a:
a) valorizzazione dell'economia turistica del proprio territorio, anche attraverso le Comunit� montane;
c) 58=>dichiarazioni di inizio attivit� <=58 per l'esercizio dell'attivit� ricettiva;
5. Sono conferite alle Camere di Commercio le funzioni relative all'accertamento di idoneit� all'esercizio di impresa turistica. < 54 59 >Capo II. Acque minerali e termali < 59 60 >
Art. 84(Oggetto 61 >< 61)
1. Le disposizioni di cui al presente capo individuano, in riferimento alla materia "Acque minerali e termali", le funzioni della Regione e quelle conferite agli Enti locali. < 60 62 >
Art. 85(Funzioni della Regione)
a) attivit� promozionale volta al complessivo rilancio turistico del comparto idrotermale;
b) attivit� di osservatorio;
2. Le funzioni di cui al comma 1 sono esercitate assicurando la partecipazione degli Enti locali. < 62 63 >
Art. 86(Funzioni delle Province)
c) l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 37 della l.r. 25/1994.
64-><-64 < 63 65 >Titolo VII. Urbanistica, Edilizia, Aree protette, Trasporti e Viabilit� < 65 66 >Capo I. Ambito di applicazione < 66 67 >
Art. 87(Oggetto)
1. Il presente titolo disciplina il conferimento di funzioni e compiti amministrativi agli Enti locali in tema di "Urbanistica", "Edilizia", "Aree protette", "Trasporti" e "Viabilit�". < 67 68 >Capo II. Urbanistica e tutela dei beni ambientali < 68 69 >
Art. 88(Rinvio)
3. La Regione, entro i termini di cui al comma 1, provvede al riordino delle funzioni in materia di pianificazione paesistica e di tutela del paesaggio attraverso la riforma della l.r. 56/1977 e della legge regionale 3 aprile 1989, n. 20 (Norme in materia di tutela di beni culturali, ambientali e paesistici). < 69 70 >Capo III. Edilizia residenziale pubblica < 70 71 >
Art. 89(Funzioni della Regione)
a) la determinazione delle procedure di rilevazione del fabbisogno abitativo, tenendo conto della consistenza del patrimonio edilizio esistente e delle sue possibilit� di integrazione attraverso l'azione coordinata e sinergica dei diversi soggetti sociali ed economici presenti nel territorio regionale;
d) la definizione delle modalit� e delle misure di incentivazione e di agevolazione;
k) la verifica della congruit� dei costi e dell'utilizzo delle risorse finanziarie relativamente all'approvazione dei programmi attuati;
n) la fissazione delle norme per l'assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all'assistenza abitativa, nonch� per la determinazione dei relativi canoni;
o) l'individuazione delle modalit� di utilizzo del sostegno finanziario al reddito per favorire l'accesso al mercato della locazione dei nuclei familiari meno abbienti, in conformit� ai criteri di cui all'articolo 59, comma 1, lettera e), del d.lgs. 112/1998;
p) la definizione, sentite le Province, dell'assetto istituzionale degli enti operanti nel settore dell'edilizia residenziale pubblica, nonch� dell'attivit� di controllo sugli stessi;
q) l'indirizzo e la vigilanza sull'attuazione dei programmi regionali da parte dei soggetti incaricati della loro realizzazione, nonch� il controllo sul rispetto delle procedure e dei vincoli economici e tecnici stabiliti per la realizzazione dei programmi stessi. < 71 72 >
Art. 90(Funzioni delle Province)
1. Le Province predispongono e gestiscono, d'intesa con la Regione, un sistema informativo, articolato su base comunale, finalizzato all'individuazione del fabbisogno abitativo, nonch� alla programmazione ed al coordinamento degli interventi di manutenzione, recupero e nuova costruzione di alloggi di edilizia residenziale pubblica.
2. Sono trasferite, altres�, alle Province le funzioni relative:
a) alla formazione e gestione dell'anagrafe dei soggetti fruenti di contributi pubblici e degli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica, nonch� dell'inventario del patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
73-><-73 < 72 74 >
Art. 91(Funzioni dei Comuni)
3. Sono, altres�, delegate ai Comuni le funzioni relative a:
a) autorizzazione alla cessione in propriet� del patrimonio edilizio realizzato dalle cooperative a propriet� indivisa;
4. I Comuni esercitano le funzioni di cui ai commi 2 e 3 secondo i criteri e le modalit� stabiliti dalla Giunta regionale. E' fatta salva la facolt�, per i Comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti, di avvalersi dell'Amministrazione regionale per lo svolgimento delle funzioni di cui ai commi 2, lettera a) e 3, lettere a) e b). < 74 75 >Capo IV. Aree protette < 75 76 >
Art. 92(Disposizioni generali)
(...) < 76 77 >
Art. 93(Funzioni della Regione)
(...) < 77 78 >
Art. 94(Funzioni delle Province)
(...) < 78 79 >
Art. 95(Funzioni dei Comuni e delle Comunit� montane)
(...) < 79 80 >Capo V. Trasporti e viabilit� < 80 81 >Sezione I. Trasporti < 81 82 >
Art. 96(Funzioni della Regione)
83-><-83
g) alla programmazione degli interporti e dell'intermodalit�, con esclusione di quelli indicati all'articolo 104, comma 1, lettera g) del d.lgs. 112/1998;
84-><-84
o) all'approvazione di progetti per la realizzazione di nuovi impianti a fune e per l'ammodernamento di impianti esistenti, nonch� all'approvazione del regolamento di esercizio e del piano di soccorso, all'assenso alla nomina del direttore e del responsabile di esercizio e al benestare per l'apertura al pubblico esercizio degli impianti funiviari stessi.
2. Le funzioni di cui al comma 1, lettera o) sono esercitate dalla Regione fino alla approvazione di successiva deliberazione della Giunta regionale di trasferimento alle Comunit� montane, da adottarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge. < 82 85 >
Art. 97(Funzioni delle Province)
86-><-86
87-><-87 < 85 88 >
Art. 98(Funzioni dei Comuni e delle Comunit� montane)
89-><-89 e) all'approvazione di progetti per la realizzazione di nuovi impianti relativi a tranvie, scale mobili e ascensori in servizio pubblico, per la modifica di quelli esistenti, nonch� all'autorizzazione per l'attivazione al pubblico esercizio degli stessi e per l'immissione di nuovo materiale rotabile;
90-><-90 91-><-91 3. Alle Comunit� montane, oltre alle funzioni di cui all'articolo 96, comma 2, sono attribuite le seguenti funzioni amministrative:
a) la vigilanza sulla regolarit� dell'esercizio di impianti a fune e tranviari;
b) l'approvazione dei progetti relativi a sottoservizi agli impianti funiviari. < 88 92 >
Art. 99(Ruolo provinciale dei conducenti dei servizi pubblici non di linea)
(...) < 92 93 >
Art. 100(Vigilanza)
(...) < 93 94 >Sezione II. Viabilit� < 94 95 >
Art. 101(Funzioni della Regione)
2. La Regione esercita, in materia di viabilit�, le seguenti funzioni che richiedono l'esercizio unitario a livello regionale:
96=>a) programmazione, coordinamento e finanziamento della rete viaria trasferita dallo Stato, in coerenza con il piano regionale della mobilit� e dei trasporti attraverso la formazione, di concerto con le Amministrazioni provinciali, di un piano triennale di investimenti e di interventi, da definirsi in base alle priorita' regionali e provinciali, alle progettazioni e alle risorse finanziarie disponibili;<=96
97+>2 bis. Il piano triennale di investimenti ed interventi di cui al comma 2, lettera a), e' presentato dalla Giunta regionale al Consiglio regionale per l'approvazione entro il 30 novembre dell'anno di scadenza e, in prima applicazione, entro il 31 marzo 2002.<+97
b) determinazione delle modalit� operative per la predisposizione e l'approvazione dei piani finanziari delle Societ� concessionarie;
e) verifica del rispetto delle convenzioni di costruzione e di esercizio da parte delle Societ� concessionarie;
f) determinazione annuale delle tariffe relative alle licenze, alle concessioni ed alla esposizione della pubblicit�. < 95 98 >
Art. 102(Funzioni delle Province)
1. Le strade, gi� appartenenti al demanio statale e non comprese nella rete autostradale e stradale nazionale e regionale, sono trasferite al demanio delle Province territorialmente competenti secondo i tempi e le modalit� di cui all'articolo 101, comma 1.
2. Sono, altres�, trasferite alle Province le seguenti funzioni:
a) progettazione e costruzione degli interventi di attuazione della programmazione sulla rete provinciale nonch� manutenzione ordinaria, straordinaria, programmata delle strade demaniali provinciali trasferite dallo Stato e relativa vigilanza;
b) manutenzione ordinaria, straordinaria, programmata e vigilanza delle strade demaniali regionali trasferite dallo Stato, secondo le modalit� previste dall'articolo 104;
c) i poteri ed i compiti di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) anche sul demanio regionale; tali poteri e compiti possono essere delegati alle societ� a capitale misto; d) classificazione e declassificazione amministrativa delle strade provinciali in attuazione della legge regionale 21 novembre 1996, n. 86 (Norme per la classificazione delle strade provinciali, comunali e vicinali di uso pubblico. Delega alle Province ed ai Comuni);
e) determinazione dei criteri per la fissazione e la riscossione delle tariffe relative alle licenze, alle concessioni ed all'esposizione della pubblicit� lungo le strade trasferite al demanio provinciale. < 98 99 >< 99 100 >
Art. 103(Potere sostitutivo)
2. La Regione, in caso di accertata inadempienza, si riserva di presentare richiesta al Ministero dei lavori pubblici di sospensione e di trasferimento alla Regione delle risorse attribuite alle Province per la gestione del demanio stradale regionale. < 100 101 >
Art. 104(102=>Gestione delle reti di interesse regionale e provinciale<=102)
103-><-103 2. 104-><-104 La Regione e le Province, per la gestione delle reti di interesse regionale e provinciale trasferite dallo Stato, possono avvalersi di quanto previsto dall'articolo 99, comma 2, del d.lgs. 112/1998.
3. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con propria deliberazione determina: a) le procedure e le modalit� per l'approvazione dei progetti sulla rete stradale demaniale regionale; b) le procedure e le modalit� per la gestione amministrativa della rete stradale demaniale regionale. < 101 105 >Titolo VIII. Servizi alla persona e alla comunit� < 105 106 >Capo I. Ambito di applicazione < 106 107 >
Art. 105(Oggetto)
1. Il presente titolo disciplina il conferimento di funzioni e compiti amministrativi di competenza della Regione in tema di "sanit� veterinaria" e "salute umana", "servizi sociali", "istruzione ed edilizia scolastica", "beni, attivit� culturali e spettacolo", "politiche giovanili". < 107 108 >Capo II. Tutela della salute < 108 109 >
Art. 106(Oggetto)
1. Il presente capo individua le competenze della Regione e degli enti locali per la programmazione, l'organizzazione e la gestione dei servizi in tema di salute umana e di sanit� veterinaria cos� come definiti dall'articolo 113 del d.lgs. 112/1998. < 109 110 >
Art. 107(Funzioni della Regione)
1. Nell'ambito dei conferimenti di cui al Capo I "Tutela della salute" del titolo IV del d.lgs. 112/1998 la Regione esercita funzioni di indirizzo, programmazione e controllo in tema di salute umana e sanit� veterinaria in conformit� con la normativa nazionale di settore. 2. In particolare la Regione:
c) definisce l'ordinamento sanitario regionale, stabilendo i criteri e le modalit� operative per il coordinamento dell'offerta sanitaria di strutture pubbliche e accreditate;
e) emana norme per la gestione economico-finanziaria e patrimoniale delle ASL e delle ASO, cos� come stabilito dall'articolo 5 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 (Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale a norma dell'art. 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419);
f) adotta principi e criteri, in conformit� a quanto previsto dal d.lgs. n. 229/1999, relativi alle modalit� di gestione e di funzionamento delle ASL e delle ASO con particolare riferimento all'efficienza e all'efficacia dei servizi sanitari;
g) fissa i criteri per l'autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio delle strutture sanitarie, nonch� i criteri per il loro accreditamento secondo quanto stabilito dall'articolo 8 quater del d.lgs. 229/1999;
i) verifica la conformit� rispetto alla normativa nazionale e comunitaria di attivit�, strutture, impianti, laboratori, officine di produzione, apparecchi, modalit� di lavorazione, sostanze e prodotti ai fini del controllo preventivo, salvo quanto previsto dall'articolo 115, comma 3, del d.lgs. 112/1998, nonch� esercita la vigilanza successiva, ivi compresa la verifica dell'applicazione della buona pratica di laboratorio;
l) svolge, avvalendosi di personale appositamente individuato all'interno del Servizio Sanitario Regionale (SSR), le funzioni amministrative relative alla verifica di conformit� sull'applicazione dei provvedimenti di autorizzazione alla pubblicit� ed informazione scientifica di medicinali, presidi medico-chirurgici, dispositivi medici e caratteristiche terapeutiche delle acque minerali.
3. La Regione disciplina con legge di attuazione del d.lgs. 229/1999 l'esercizio delle funzioni di cui ai commi 1 e 2. < 110 111 >112 >
Art. 108(< 112 La Conferenza permanente per la programmazione sociosanitaria)
1. La Conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria, di cui all'articolo 2, comma 2-bis del d. lgs. 502/1992, � l'organo attraverso cui gli enti locali territoriali concorrono alla definizione e alla valutazione delle politiche regionali in materia sanitaria e socio-sanitaria.
3. La Conferenza pu� formulare proposte sui documenti di cui al comma 2, lettere a) e b).
5. La Conferenza, istituita con decreto del Presidente della Giunta regionale, � presieduta dal medesimo o da suo delegato ed � cos� composta:
a) dal sindaco della citt� di Torino, o un suo delegato, nella sua qualit� di Presidente delle conferenze dei presidenti di circoscrizione di cui all'articolo 15, comma 5, della legge regionale 24 gennaio 1995, n. 10 (Ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Aziende sanitarie regionali);
g) da un rappresentante dell'Unione nazionale comuni, comunit� ed enti montani;
h) da tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali maggiormente rappresentative a livello regionale;
7. Le modalit� di funzionamento della Conferenza e delle sue eventuali articolazioni sono disciplinate da apposito regolamento, approvato con deliberazione della Giunta regionale, informata la commissione consiliare competente. Il medesimo provvedimento definisce altres� le modalit� di raccordo della stessa con la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali di cui all'articolo 6 della legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli enti locali). < 111 113 >
Art. 109(Funzioni delle ASL)
1. Le funzioni amministrative concernenti il rilascio del certificato di idoneit� e la patente di abilitazione all'impiego di gas tossici, di cui al regio decreto 9 gennaio 1927, n. 147 (Approvazione del regolamento speciale per l'impiego dei gas tossici), per gli operatori che eseguono operazioni relative al predetto impiego, nonch� la revisione, la revoca e la sospensione della patente di abilitazione all'uso di gas tossici, la tenuta del registro delle matricole delle persone abilitate, sono subdelegate all'ASL n. 1 di Torino per tutto il territorio regionale.
2. Sono altres� subdelegate all'ASL n. 1 le funzioni amministrative relative alla composizione, modalit� di costituzione e di funzionamento della Commissione di cui all'articolo 32 del r.d. 147/1927. 3. Sono delegate alle ASL le funzioni amministrative sanzionatorie in materia di igiene e sanit� pubblica, prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro, igiene degli alimenti e nutrizione, veterinaria e le funzioni amministrative di cui agli articoli 228, limitatamente a quanto attiene alla costruzione dei cimiteri ed ai relativi obblighi, 338 e 345 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie).
4. Ferme restando le funzioni, gi� di competenza delle ASL, di accertamento sanitario inerente la concessione di nuovi trattamenti economici a favore degli invalidi civili di cui all'articolo 130, comma 2 del d.lgs. 112/1998, sono trasferite alla ASL le funzioni in materia di indennizzi a favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusione e somministrazione di emoderivati di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati) e successive modificazioni e integrazioni, nonch� di vaccinazione antipoliomielitica non obbligatoria di cui all'articolo 3 della legge 14 ottobre 1999, n. 362 (Disposizioni urgenti in materia sanitaria). Le modalit� degli accertamenti sanitari sono disciplinate con apposito provvedimento della Giunta regionale. Restano di competenza della Regione le funzioni relative all'esame delle domande di indennizzo di seconda istanza. < 113 114 >
Art. 110(Modificazione alla l.r. 30/1982)
1. La lettera e) del comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 26 ottobre 1982, n. 30 (Riordino delle funzioni in materia di igiene e sanit� pubblica, di vigilanza sulle farmacie, polizia e servizi veterinari) � abrogata. < 114 115 >
Art. 111(Funzioni in materia di interventi di urgenza)
1. Spettano alla Regione ed ai Comuni le funzioni in materia di interventi di urgenza di cui all'articolo 117 del d. lgs. 112/1998. < 115 116 >
Art. 112(Funzioni in materia di pubblicit� sanitaria)
1. L'autorizzazione alla pubblicit� sanitaria di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 175 (Norme in materia di pubblicit� sanitaria e di repressione dell'esercizio abusivo delle professioni sanitarie), riguardo a case di cura private, ambulatori veterinari, gabinetti medici e ambulatori mono o polispecialistici, inclusi i laboratori delle analisi cliniche e gli stabilimenti di cure fisiche di recupero e di rieducazione funzionale � delegata al Comune sul territorio del quale insiste la struttura che, avvalendosi della ASL competente per territorio, provvede alla vigilanza e all'adozione dei provvedimenti di competenza nei confronti dei contravventori. Dell'avvenuto accertamento di violazioni e dell'adozione dei provvedimenti sanzionatori, il Sindaco d� comunicazione all'Assessore alla Sanit� della Regione entro otto giorni. < 116 117 >Capo III. Servizi sociali < 117 118 >
Art. 113(Oggetto)
1. Il presente capo individua le funzioni di competenza della Regione e degli Enti locali nel sistema integrato dei servizi e degli interventi sociali, cos� come definito dalla legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali). < 118 119 >
Art. 114(Funzioni della Regione)
(...) < 119 120 >
Art. 115(Funzioni delle Province)
(...) < 120 121 >
Art. 116(Funzioni dei Comuni)
(...) < 121 122 >
Art. 117(Funzioni delle ASL)
(...) < 122 123 >
Art. 118(Modificazioni ed abrogazioni alle ll. rr. 18/1994 e 62/1995)
1. Dopo la lettera d) del comma 1 dell'articolo 22 della legge regionale 9 giugno 1994, n. 18 (Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381 'Disciplina delle cooperative sociali') � aggiunta la seguente:
2. La lettera b) del comma 1 dell'articolo 33 della legge regionale 13 aprile 1995, n. 62 (Norme per l'esercizio delle funzioni socio-assistenziali) � abrogata. < 123 124 >Capo IV. Istruzione, edilizia scolastica e diritto allo studio universitario < 124 125 >
Art. 119(Oggetto)
1. Il presente capo individua le funzioni di competenza della Regione, delle Province e dei Comuni in materia di istruzione, edilizia scolastica e diritto allo studio universitario. < 125 126 >
Art. 120(Funzioni della Regione)
(...) < 126 127 >
Art. 121(Funzioni delle Province)
(...) < 127 128 >
Art. 122(Funzioni dei Comuni)
(...) < 128 129 >
Art. 123(Diritto allo studio e programmazione dello sviluppo universitario)
1. In materia di diritto allo studio universitario e di programmazione dello sviluppo universitario sono di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative: a) programmare e sostenere finanziariamente, d'intesa con gli Atenei nell'ambito del Comitato regionale di coordinamento di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25 (Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi allo sviluppo ed alla programmazione del sistema universitario, nonch� ai comitati regionali di coordinamento a norma dell'articolo 20, comma 8, lettere a) e b), della legge 15 marzo 1997, n. 59), lo sviluppo e la qualificazione degli insediamenti universitari e l'attivazione di nuove facolt�;
b) programmare e sostenere la realizzazione delle residenze universitarie per gli studenti fuori sede e per la mobilit� internazionale nonch� i servizi di supporto all'attivit� formativa degli studenti universitari;
2. Le Province ed i Comuni concorrono all'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, lettere a) e b) secondo il principio di sussidiariet� e nell'ambito della programmazione. < 129 130 >Capo V. Beni, attivit� culturali e spettacolo < 130 131 >
Art. 124(Funzioni della Regione)
2) definire, di concerto con gli Enti locali, le modalit� e gli standard per il riconoscimento dei soggetti pubblici e privati cui sono affidati la gestione, la valorizzazione e la promozione di musei, biblioteche, archivi, complessi monumentali ed aree archeologiche, favorendo la creazione di sistemi integrati;
3) definire, di concerto con lo Stato e con gli Enti locali, le modalit� e gli standard di funzionamento di musei, biblioteche, archivi, complessi monumentali, aree archeologiche e loro sistemi;
6) incrementare il patrimonio pubblico di beni culturali sia mediante acquisto diretto, sia mediante l'esercizio del diritto di prelazione o di esproprio con le modalit� previste dagli articoli 60, 61 e 91 del d.lgs. 490/1999, sia con il sostegno agli Enti locali nell'esercizio delle medesime funzioni;
8) promuovere studi, ricerche e sperimentazioni ed istituire, d'intesa con il Ministero per i beni e le attivit� culturali, secondo i criteri generali definiti dallo Stato ai sensi dell'articolo 149, comma 4, lettera d) del d.lgs. 112/1998 con gli Atenei e con altri istituti di ricerca, laboratori e scuole in materia di conservazione, sicurezza e restauro dei beni culturali;
10) promuovere l'istituzione o partecipare alla costituzione di associazioni, fondazioni, consorzi o societ� o stipulare convenzioni con terzi per la gestione di beni o l'erogazione di sevizi culturali;
12) stipulare atti di concertazione con le autorit� religiose per la salvaguardia, la conservazione e la fruizione del loro patrimonio culturale;
13) sostenere l'attivit� degli istituti culturali che raccolgono, conservano e rendono di pubblica fruizione collezioni bibliografiche, archivistiche o documentali cos� come previsto dalla legge regionale 3 settembre 1984, n. 49 (Norme per l'erogazione di contributi regionali ad enti, istituti, fondazioni ed associazioni di rilievo regionale);
b) in materia di attivit� culturali e spettacolo:
1) promuovere le attivit� espositive e le arti visive;
3) promuovere le attivit� musicali, teatrali, di danza, cinematografiche, circensi e dello spettacolo viaggiante, rassegne e festival, diffondere le attivit� di spettacolo sul territorio regionale, promuovere il recupero e l'ammodernamento delle sedi culturali e di spettacolo;
4) promuovere le attivit� formative di scuole e istituti musicali, tenere e aggiornare l'albo regionale degli insegnanti per i corsi di orientamento musicale e bandistico, promuovere l'istituzione e sostenere le universit� popolari e della terza et� e, pi� in generale, la promozione delle attivit� di educazione permanente.
2. Sono da considerarsi inoltre di competenza regionale: a) le iniziative organizzate da Enti, Associazioni e Istituzioni, la cui costituzione sia stata promossa dalla Regione o a cui la Regione partecipi, o quelli i cui rapporti con la Regione siano regolati da convenzione o da atti di concertazione;
b) le iniziative il cui svolgimento coinvolga pi� Province o comunque un territorio molto ampio.
3. La Regione si riserva altres� la promozione ovvero l'organizzazione di iniziative e manifestazioni di particolare rilievo culturale o turistico.
4. La Regione adotta il piano triennale degli interventi in materia di beni e attivit� culturali e spettacolo, sentita la Conferenza Permanente Regione Autonomie-locali di cui alla l.r. 34/1998.
5. Il Consiglio regionale, anche su iniziativa e proposta delle Province, sentita la competente commissione consiliare, approva gli obiettivi, i criteri e le modalit� per l'assegnazione delle risorse, privilegiando la stipulazione di accordi, convenzioni e intese.
7. Per l'esercizio delle funzioni di cui al presente articolo e dell'articolo 125, gli uffici regionali si avvalgono dei servizi culturali delle Province, delle Comunit� montane e dei Comuni, secondo il principio di sussidiariet�. < 131 132 >
Art. 125(Funzioni della Regione in materia di tutela dei beni librari)
1. Ai sensi degli articoli 7, 8, 9 del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 3 (Trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materia di assistenza scolastica e di musei e biblioteche di enti locali e dei relativi personali ed uffici) e del Titolo I, Capo I e Titolo IV, Capo V del d.lgs. 112/1998 e dell'articolo 11 del d.lgs. 490/1999, compete alla Regione: a) vigilare sulla conservazione e sulla riproduzione dei codici, degli antichi manoscritti, degli incunaboli, dei libri, delle stampe e delle incisioni rare e di pregio non appartenenti allo Stato e curare la compilazione del catalogo generale e dell'elenco indicativo di tali beni;
c) emanare autorizzazioni, prescrizioni, divieti, approvazioni e adottare tutti i provvedimenti necessari a garantire la conservazione, l'integrit�, la sicurezza, la corretta manutenzione, la prevenzione dei danni e il restauro dei beni di cui alle lettere a) e b), anche in occasione di esposizioni bibliografiche, nel rispetto comunque di quanto previsto dall'articolo 9, lettera e) del d.p.r. 3/1972 e dell'articolo 39 del d.lgs. 490/1999;
g) operare le ricognizioni delle raccolte private. < 132 133 >
Art. 126(Funzioni delle Province)
1. Ferme restando le competenze e le funzioni assegnate allo Stato dal d.lgs. 490/1999 e dagli articoli 149, 150, 152 e 153 del d.lgs. 112/1998, le Province esercitano tutte le funzioni ed i compiti amministrativi relativi alla cura degli interessi ed alla promozione dello sviluppo culturale delle Comunit� di riferimento, nonch� tutte le funzioni ed i compiti amministrativi relativamente agli interventi che riguardino zone intercomunali o l'intero territorio provinciale.
3) il coordinamento dell'attivit� di censimento, inventariazione, riordino e catalogazione dei beni culturali del proprio territorio, collaborando alla formazione del sistema informativo regionale;
5) l'incremento del patrimonio pubblico di beni culturali mediante acquisto diretto o esercizio del diritto di prelazione e di esproprio, con le modalit� previste dagli articoli 60, 61 e 91 del d.lgs. 490/1999, ai sensi dell'articolo 149 comma 5 del d.lgs. 112/1998;
1) la promozione delle attivit� espositive e delle arti visive;
3) la promozione delle attivit� musicali, teatrali, di danza, cinematografiche, di rassegne e festival;
4) la promozione dell'orientamento musicale e pi� in generale dell'educazione permanente.
134-><-134 < 133 135 >
Art. 127(Funzioni dei Comuni)
1. Ferme restando le competenze e le funzioni assegnate allo Stato dal d.lgs. 490/1999 e dagli articoli 149, 150, 152 e 153 del d.lgs. 112/1998, i Comuni esercitano tutte le funzioni ed i compiti amministrativi relativi alla cura degli interessi ed alla promozione dello sviluppo culturale delle Comunit� di riferimento.
1) l'istituzione e la gestione di musei, biblioteche, archivi, aree archeologiche e complessi monumentali e degli altri beni culturali di propria competenza, nonch� dei relativi sistemi;
2) il coordinamento ed il sostegno dell'attivit� di censimento, inventariazione, riordino e catalogazione dei beni culturali del proprio territorio, cooperando alla formazione del sistema informativo regionale;
4) l'incremento del patrimonio pubblico di beni culturali mediante acquisto diretto o esercizio del diritto di prelazione e di esproprio, con le modalit� previste dagli articoli 60, 61 e 91 del d.lgs. 490/1999, ai sensi dell'articolo 149, comma 5 del d.lgs. 112/1998;
3. I Comuni esercitano altres� tutte le funzioni ed i compiti amministrativi che non richiedano l'unitario esercizio a livello regionale o provinciale. < 135 136 >
Art. 128(Funzioni delle Comunit� montane)
1. Ferme restando le competenze e le funzioni assegnate allo Stato dal d.lgs. 490/1999 e dagli articoli 149, 150, 152 e 153 del d.lgs. 112/1998, le Comunit� montane esercitano le funzioni conferite ai Comuni , nell'ambito dei territori di propria competenza. < 136 137 >
Art. 129(Gestione di musei, biblioteche, archivi e beni culturali o di loro sistemi)
1. La Regione Piemonte favorisce e sostiene la costituzione ed il funzionamento di istituti, nonch� la stipulazione di convenzioni per la gestione, valorizzazione e fruizione di musei, biblioteche, archivi e beni culturali o di loro sistemi. 2. Gli istituti possono assumere le forme previste agli articoli 112, 113 e 114 del d.lgs. 267/2000, oppure configurarsi come consorzi, associazioni, fondazioni, fondazioni di partecipazione e societ�, prevedendo la partecipazione di Province, Comuni ed altri enti pubblici e privati.
3. Il Consiglio regionale stabilisce i requisiti per il riconoscimento degli organismi di cui al comma 2. < 137 138 >
Art. 130(Commissione regionale per i beni e le attivit� culturali)
1. La Giunta regionale, d'intesa con il Ministero per i Beni e le attivit� culturali in sede di Conferenza Unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle Regioni, delle Province e dei Comuni, con la Conferenza Stato-citt� ed Autonomie locali), � autorizzata ad assumere tutti gli atti di sua competenza necessari per l'istituzione ed il funzionamento della Commissione regionale per i beni e le attivit� culturali di cui agli articoli 154 e 155 del d.lgs. 112/1998. < 138 139 >Capo VI. Politiche giovanili < 139 140 >
Art. 131(Principi generali)
1. Nei diversi campi di applicazione della normativa regionale relativa agli interventi di cui al presente articolo, la popolazione giovanile � definita secondo i criteri stabiliti dalla Unione Europea e recepiti dalla legislazione regionale.
2. La Regione, le Province ed i Comuni concorrono, ciascuno per le rispettive competenze, alla realizzazione del Programma regionale degli interventi e servizi per i giovani: a) nella programmazione delle politiche giovanili, la Regione definisce gli indirizzi e le tipologie d'intervento finalizzate ad incentivare la libera iniziativa dei giovani, singoli o associati in organizzazioni, istituzioni, cooperative e aziende a prevalente composizione giovanile;
c) nella realizzazione delle politiche giovanili, gli Enti locali sono titolari della gestione, in forma diretta o delegata degli interventi dei servizi in favore della popolazione giovanile e dispongono di autonomia organizzativa, funzionale e operativa nel quadro della programmazione regionale e nel rispetto del principio di sussidiariet�. < 140 141 >
Art. 132(Funzioni della Regione)
2. La Regione ripartisce i fondi regionali alle Province sulla base di un'analisi dei fabbisogni fondata su indicatori oggettivi di carattere demografico, socio-economico e territoriale e tenuto conto delle innovazioni espresse dalle stesse Province. 3. La Regione definisce forme ed attribuzioni della Consulta regionale dei giovani, al fine di garantire la piena rappresentanza della popolazione giovanile.
4. In attuazione degli indirizzi di cui al comma 5, la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale la proposta di Programma triennale degli interventi regionali per i giovani. Il programma � approvato dal Consiglio regionale, assunto previamente il parere della Consulta regionale dei giovani.
7. La Giunta regionale, in collaborazione con la Consulta regionale dei giovani e valorizzandone l'apporto operativo e progettuale, istituisce l'Osservatorio permanente sulla condizione dei giovani. < 141 142 >
Art. 133(Funzioni delle Province)
3. Le Province, nel rispetto del programma triennale e dei rispettivi piani annuali gestiscono sul proprio territorio, d'intesa con gli Enti locali, gli interventi di politica giovanile, secondo quanto previsto dalla normativa regionale. < 142 143 >
Art. 134(Funzioni dei Comuni e degli Enti locali)
1. Ai Comuni, anche in forma associata, e alle Comunit� montane, � attribuita, in conformit� all'articolo 132 comma 1 del d.lgs. 112/1998 la realizzazione di interventi e progetti in favore dei giovani, favorendone la capacit� progettuale e gestionale.
2. A tal fine ogni anno i Comuni, anche in forma associata, e le Comunit� montane presentano alla rispettiva Provincia i progetti che intendono realizzare in ambito locale.< 143 144 >
Art. 135(Rappresentanze giovanili)
2. Le rappresentanze o i Forum di giovani costituiti a livello locale nominano, sulla base di un proprio regolamento e nell'ambito della disciplina emanata dalla Regione, i propri rappresentanti all'interno della Consulta regionale dei giovani. < 144 145=>Titolo IX. <=145 Disposizioni finanziarie e finali Capo I. Disposizioni finanziarie e finali 146=>
Art. 136(<=146 Disposizioni finanziarie 147 >< 147 148 >< 148)
1. Per l'esercizio delle funzioni di cui al Titolo II (Sviluppo economico ed attivit� produttive) sono istituiti nel bilancio di previsione per l'anno 2000 i seguenti capitoli di spesa:
a) "Spese per la gestione degli incentivi alle imprese" il cui stanziamento, in termini di competenza e di cassa, � di lire 100 milioni;
b) "Osservatorio Settori produttivi industriali" il cui stanziamento, �, in termini di competenza e di cassa, "per memoria";
c) "Finanziamento attivit� di assistenza alle imprese e di sostegno all'attivazione degli sportelli unici per le attivit� produttive" il cui stanziamento, in termini di competenza e di cassa, � di lire 70 milioni;
2. La copertura finanziaria dei rispettivi capitoli � assicurata dallo stanziamento iscritto al capitolo 15910 della spesa del bilancio 2000.
4. Con legge regionale � possibile integrare le autorizzazioni di spesa per la realizzazione degli interventi previsti dalla presente legge. 149=>
Art. 137(<=149 Norma finale)
2. A seguito della riorganizzazione territoriale conseguente al programma regionale di cui all'articolo 11 della l. 142/1990, come da ultimo modificato dall'articolo 6 della l. 265/1999, e all'individuazione dei livelli ottimali di esercizio delle funzioni di cui all'articolo 7, la presente legge � soggetta a verifica e, previo parere della Conferenza Permanente Regione-Autonomie locali, a revisione entro due anni dalla sua entrata in vigore, ai fini di assicurarne la piena conformit� ai principi di sussidiariet� e adeguatezza, anche rispetto ai disposti della l.r. 34/1998. 150=>
Art. 138(<=150 Norma transitoria)
1. Fino all'entrata in vigore delle norme regionali adottate a recepimento ed attuazione dei principi di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123 (Disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese, a norma dell'articolo 4, comma 4, lettera c) della legge 15 marzo 1997, n. 59) la Giunta regionale pu� disciplinare transitoriamente i procedimenti e le modalit� di concessione ed erogazione di benefici alle imprese in conformit� ai principi desumibili dal d.lgs. 123/1998 e dal d.lgs. 112/1998. 151=>
Art. 139(<=151 Urgenza)
1. La presente legge � dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 45 dello Statuto ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte. 1 Articolo sostituito dall'art. 1 della l.r. 5/2001. 2 Vedi ora il d.lgs. 267/2000. 3 Articolo abrogato dall'art. 22 della l.r. 11/2012. 4 Articolo abrogato dall'art. 22 della l.r. 11/2012. 5 Articolo abrogato dall'art. 22 della l.r. 11/2012. 6 Articolo abrogato dall'art. 22 della l.r. 11/2012.-7 Abrogato dall'art. 40 della l.r. 1/2009.-8 Abrogato dall'art. 40 della l.r. 1/2009. 9 Articolo abrogato dall'art. 40 della l.r. 1/2009.+10 Aggiunto dall'art. 2 della l.r. 5/2001.=11 Sostituito dall'art. 23 della l.r. 2/2003. 12 Articolo sostituito dall'art. 2 della l.r. 7/2007.=13 Sostituito dall'art. 3 della l.r. 5/2001. 14 Articolo aggiunto dall'art. 13 della l.r. 18/2010.+15 Aggiunto dall'art. 20 della l.r. 5/2012. 16 Articolo abrogato dall'art. 23 della l.r. 23/2015.=17 Sostituito dall'art. 4 della l.r. 5/2001. 18 Articolo abrogato dall'art. 23 della l.r. 23/2015. 19 Articolo sostituito dall'art. 22 della l.r. 23/2015. 20 Articolo abrogato dall'art. 23 della l.r. 23/2015.-21 Abrogato dall'art. 23 della l.r. 23/2015.+22 Aggiunto dall'art. 19 della l.r. 19/2004.=23 Sostituito dall'art. 22 della l.r. 24/2002. C24 Coordinamento redazionale -25 Abrogato dall'art. 22 della l.r. 24/2002.-26 Abrogato dall'art. 22 della l.r. 24/2002.-27 Abrogato dall'art. 22 della l.r. 24/2002.=28 Sostituito dall'art. 22 della l.r. 24/2002. C29 Coordinamento redazionale =30 Sostituito dall'art. 22 della l.r. 24/2002. C31 Coordinamento redazionale -32 Abrogato dall'art. 22 della l.r. 24/2002.-33 Abrogato dall'art. 23 della l.r. 23/2015.=34 Sostituito dall'art. 19 della l.r. 28/2008.-35 Abrogato dall'art. 25 della l.r. 13/2007.=36 Sostituito dall'art. 22 della l.r. 23/2015.=37 Sostituito dall'art. 3 della l.r. 3/2009.=38 Sostituito dall'art. 15 della l.r. 3/2009.=39 Sostituito dall'art. 15 della l.r. 3/2009.-40 Abrogato dall'art. 12 della l.r. 28/2002.=41 Sostituito dall'art. 34 della l.r. 22/2009.=42 Sostituito dall'art. 21 della l.r. 30/2009.-43 Abrogato dall'art. 42 della l.r. 30/2009.-44 Abrogato dall'art. 20 della l.r. 3/2009.-45 Abrogato dall'art. 26 della l.r. 7/2003.+46 Aggiunto dall'art. 7 della l.r. 5/2001. 47 Articolo sostituito dall'art. 5 della l.r. 16/2004. 48 Titolo modificato dall'art. 8 della l.r. 5/2001. 49 Titolo modificato dall'art. 8 della l.r. 5/2001. 50 Articolo sostituito dall'art. 8 della l.r. 5/2001. 51 L'articolo 81 originario, con l'articolo 11 della legge regionale 5/2001, � ora rinumerato come articolo 136. 52 Articolo sostituito dall'art. 8 della l.r. 5/2001. 53 L'articolo 82 originario, con l'articolo 11 della legge regionale 5/2001, � ora rinumerato come articolo 137. 54 Articolo sostituito dall'art. 8 della l.r. 5/2001. 55 L'articolo 83 originario, con l'articolo 11 della legge regionale 5/2001, � ora rinumerato come articolo 138. -56 Abrogato dall'art. 23 della l.r. 23/2015.-57 Abrogato dall'art. 23 della l.r. 23/2015.=58 Sostituito dall'art. 7 della l.r. 38/2009. 59 Articolo aggiunto dall'art. 8 della l.r. 5/2001. 60 Articolo sostituito dall'art. 8 della l.r. 5/2001. 61 L'articolo 84 originario, con l' articolo 11 della legge regionale 5/2001, � ora rinumerato come articolo 139. 62 Articolo aggiunto dall'art. 8 della l.r. 5/2001. 63 Articolo aggiunto dall'art. 8 della l.r. 5/2001.-64 Abrogato dall'art. 23 della l.r. 23/2015. 65 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 66 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 67 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 68 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 69 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 70 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 71 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 72 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001.-73 Abrogato dall'art. 23 della l.r. 23/2015. 74 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 75 Articolo abrogato dall'art. 63 della l.r. 19/2009. 76 Articolo abrogato dall'art. 63 della l.r. 19/2009. 77 Articolo abrogato dall'art. 63 della l.r. 19/2009. 78 Articolo abrogato dall'art. 63 della l.r. 19/2009. 79 Articolo abrogato dall'art. 63 della l.r. 19/2009. 80 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 81 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 82 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001.-83 Abrogato dall'art. 30 della l.r. 2/2008.-84 Abrogato dall'art. 30 della l.r. 2/2008. 85 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001.-86 Abrogato dall'art. 30 della l.r. 2/2008.-87 Abrogato dall'art. 30 della l.r. 2/2008. 88 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001.-89 Abrogato dall'art. 30 della l.r. 2/2008.-90 Abrogato dall'art. 30 della l.r. 2/2008.-91 Abrogato dall'art. 30 della l.r. 2/2008. 92 Articolo abrogato dall'art. 30 della l.r. 2/2008. 93 Articolo abrogato dall'art. 30 della l.r. 2/2008. 94 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 95 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001.=96 Sostituito dall'art. 17 della l.r. 19/2001.+97 Aggiunto dall'art. 17 della l.r. 19/2001. 98 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 99 Vedi anche l'art. 101, comma 2 del d.lgs. n. 112/1998, per ci� che concerne l'esposizione della pubblicit� lungo o in vista delle strade trasferite al demanio regionale ovvero provinciale. 100 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001. 101 Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.r. 5/2001.=102 Titolo modificato dall'art. 11 della l.r. 19/2007.-103 Abrogato dall'art. 11 della l.r. 19/2007.-104 Abrogato dall'art. 11 della l.r. 19/2007. 105 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 106 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 107 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 108 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 109 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 110 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 111 Articolo sostituito dall'art. 6 della l.r. 18/2007. 112 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 113 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 114 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 115 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 116 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 117 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 118 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 119 Articolo abrogato dall'art. 65 della l.r. 1/2004. 120 Articolo abrogato dall'art. 65 della l.r. 1/2004. 121 Articolo abrogato dall'art. 65 della l.r. 1/2004. 122 Articolo abrogato dall'art. 65 della l.r. 1/2004. 123 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 124 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 125 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 126 Articolo abrogato dall'art. 36 della l.r. 28/2007. 127 Articolo abrogato dall'art. 36 della l.r. 28/2007. 128 Articolo abrogato dall'art. 36 della l.r. 28/2007. 129 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 130 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 131 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 132 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 133 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001.-134 Abrogato dall'art. 23 della l.r. 23/2015. 135 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 136 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 137 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 138 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 139 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 140 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 141 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 142 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 143 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001. 144 Articolo aggiunto dall'art. 10 della l.r. 5/2001.=145 Titolo modificato dall'art. 11 della l.r. 5/2001.=146 Sostituito dall'art. 11 della l.r. 5/2001. 147 Vedi anche l'art. 12 della l.r. 5/2001. 148 Vedi anche l'art. 13 della l.r. 5/2001.=149 Sostituito dall'art. 11 della l.r. 5/2001.=150 Sostituito dall'art. 11 della l.r. 5/2001.=151 Sostituito dall'art. 11 della l.r. 5/2001.

References: Art. 2
 Art. 3
 Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14

Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21

Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28

Art. 28

Art. 29
 Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33
 Art. 34
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 Art. 46
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 articolo 11
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