Source: https://www.partito-pirata.it/programma/beni-culturali/
Timestamp: 2019-04-19 06:20:30+00:00

Document:
Programma – Beni Culturali – Partito Pirata
Programma – Beni Culturali
Beni culturali e ambientali, sport, spettacolo, informazione, editoria
Il Partito Pirata intende ottenere il riconoscimento legale del diritto del cittadino ad accedere alla Cultura che è disponibile in ogni singolo momento storico nel suo paese.
Il Partito Pirati intende pretendere il riconoscimento concreto del diritto del cittadino alla libertà di espressione, già più volte enunciato nelle Costituzioni Italiana ed Europea ed ancora largamente negato proprio ad opera di quei Governi che dovrebbero garantirlo.
In particolare, il Partito Pirata Italiano intende chiedere la modifica della legislazione esistente in fatto di attività giornalistica in modo da liberare la figura emergente del blogger dai vincoli che erano stati pensati per i giornalisti professionisti. Chi parla a proprio nome, od a nome di una associazione di qualunque tipo, e non a nome di un giornale, deve essere libero di dire ciò che vuole, nel modo e nei tempi che ritiene più opportuni. L’unico limite accettabile a questo diritto è quello rappresentato dal reato di diffamazione e dall’offesa personale.
Elaborare informazioni è la principale attività umana; dall’uomo preistorico che correlava il fulmine all’albero che si incendiava, sino alla più avanzata scienza odierna. Per questo motivo, il Partito Pirata ritiene che non si deva in alcun modo restringere l’accesso alle fonti del sapere, ed esse vanno ritenute senza indugi patrimonio dell’umanità.
La cultura scritta è un sistema di codici, simboli e convenzioni (ideogrammi, pittogrammi, geroglifici, note musicali, numeri, lettere ecc..) fissate su un supporto (carta, papiro, legno, pietra ecc…) duraturo nel tempo affinchè le nozioni basilari di una civiltà (leggi, poesia, musica, trattati di medicina, progetti ecc…) possano essere trasmesse da una generazione ad un’altra. Unici due requisiti sono la durata del supporto e la comune “alfabetizzazione”, ovvero la capacità di discernere tali informazioni.
La qualità di tali supporti è sempre stata definita in base alla sua capacità di durare nel tempo (ancora oggi possiamo leggere i codici di hammurrabi, i geroglifici egizi scritti su papiri o dipinti sulle mura dei templi, possiamo leggere le regole giuridiche di Giustiniano, gli studi di Leonardo e gli spartiti di Pierluigi da Palestrina)
A volte, nel corso della storia tali supporti venivano messi in pericolo, ed in quei momenti centinaia di scribi, di copisti, di amanuensi si assumevano il compito di riprodurli. Alcuni di tali volenterosi erano illetterati e copiavano pedissequamente quei segni, senza comprenderli ma con la certezza che un giorno altri avrebbero saputo leggere le ricette mediche vergate da Esculapio o la parola del dio in cui credevano.
Così la cultura è arrivata sino ad oggi.
La durata dei supporti è estremamente limitata nel tempo: nastri magnetici che si smagnetizzano, CD che dopo 15 anni circa perdono irrimediabilmente il loro contenuto, le modifiche dell’hardware, i differenti standard sono un ulteriore ostacolo.
Fra 5 o 6 anni non ci sarà più nessuno in grado di leggere le informazioni contenute su un floppy. L’utilizzo di sistemi proprietari e la non interoperabilità tra i vari supporti ed i vari produttori rende ancora più arduo questo passaggio—la mia enciclopedia grolier su cd-i è ormai illeggibile, il formato non esiste più e non trovo emulatori… le canzoni che avevo scritto e salvato sui floppy del mio atari st idem…
Il rischio serio è che nel giro di un paio di generazioni tutta la memoria artistica, giuridica e scientifica moderna scompaia.
Già oggi abbiamo perduto pellicole e registrazioni musicali dei primi del novecento. Perdute in maniera irrimediabile. Non ne esistono copie e le registrazioni magnetiche fatte su filo di ferro si sono smagnetizzate.
Solo chi condivide e quindi continua a salvare su supporti diversi e multipli tali opere consente alla civiltà umana di potere avere accesso all’arte ed alla cultura contemporanea.
Il filesharer si configura quindi come una sorta di neo-amanuense, egli lo fa su base volontaria, a proprie spese, bypassando se del caso i limiti imposti da lucchetti di tipo DRM. Al filesharer va dunque riconosciuto il merito di essere la memoria viva della nostra civiltà.
Ecco perché pretendo che ad esso venga riconosciuto quel valore di custode del sapere. Ecco perché in una qualsiasi civiltà consapevole di se stessa il filesharer non solo non dovrebbe essere punito, ma onorato
Il Partito Pirata intende promuovere una estesa e radicale opera di riforma delle regolamentazioni che attualmente limitano il libero flusso di informazioni: diritto d’autore, marchi, brevetti, segreto industriale, segreto di stato, etcetera…
Riguardo il copyright riteniamo doveroso liberare ogni uso non commerciale delle opere dell’ingegno, primo passo verso l’agognato sogno di una società senza copyright, basata sul miscelamento continuo delle informazioni. Riteniamo però che non sia abbastanza il solo diritto di accesso, e vogliamo fornire una possibilità concreta di istruzione anche attraverso archivi pubblici e biblioteche.
I brevetti non devono essere concessi per le scoperte ma solo per la invenzioni. Io posso chiedere il brevetto se invento qualcosa, se la creo. Ma non posso brevettare quel fiorellino che io per primo ho registrato, ma la cui semenza esiste da chissa’ quando…
Nemmeno se ne ho sequenziato per primo il DNA.
Posso dargli un nome, ma non detenerne ogni diritto di sfruttamento.
Questa ovvieta’ e’ esplicitata anche dal punto di vista legale, insomma dovrebbe essere normale.
Il problema e’ che da tempo in pratica si assegnano brevetti anche per le scoperte, Negando quindi a chi ha sempre fatto uso di certi prodotti naturali (siano essi alimentari, agricoli, terapeutici, biochimici ecc…) l’utilizzo delle proprie naturali risorse, costringendo all’acquisto del prodotto geneticamente mappato, brevettato e sintetizzato da chi detiene i diritti di sfruttamento del brevetto.
Il Partito Pirata esige che la assegnazione nazionale ed internazionale dei brevetti sia riconsiderata e propone di rivedere tutti i brevetti che non corrispondono al principio della invenzione, annullando quindi i brevetti ed i relativi diritti di sfruttamento relativamente a quelli di mera “scoperta” od “osservazione”. Che vanno considerati patrimonio comune dell’umanita’…
08/07/2012 https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/853.html
Il Partito Pirata Italiano intende promuovere una estesa e radicale azione di riforma della legislazione che riguarda il Diritto d’Autore (Copyright), al fine di ripristinare l’equilibrio, ora perduto, tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, quelli degli autori e quelli della società nel suo complesso.
L’accesso a questi materiali deve essere garantito anche per coloro che non possono permettersi l’accesso al mercato per ragioni economiche, ad esempio grazie ad opportune sovvenzioni o attraverso l’opera di pubbliche mediateche. In particolare, è nostra intenzione affrontare il tema del “corretto uso” dei materiali coperti da diritto d’autore (Fair Use), il tema della creazione e dell’uso di copie per uso personale ed il tema dell’uso di sistemi “Digital Rights Management – Sistemi di protezione del Diritto d’Autore” (DRM) per la protezione dei contenuti. Su tutti questi temi è nostra intenzione chiedere modifiche, anche estese e radicali, alla legislazione esistente.
Riforma della SIAE nell’ambito della legge sul diritto d’autore
Il Partito Pirata si attua per una riforma della Società italiana degli autori ed editori (SIAE) e l’apertura del meccanismo di rappresentanza anche ad altre società allo scopo di garantire una maggiore giustizia, partecipazione e corretta retribuzione.
La ripartizione degli introiti della SIAE deve essere trasparente e regolamentata meglio, visto che la società stessa si è dimostrata incapace di riformarsi da se. I pirati favoriscono il rilevamento e riconoscimento automatizzato delle opere per massimizzare la corretta retribuzione: l’autore riceve una documentazione esatta in quali occasioni sono state utilizzate le sue opere e quanta retribuzione ne consegue. In alternativa è permissibile che utenti continui di opere, come per esempio le discoteche, utilizzino dei contratti a contributo forfettario, ma tali contratti dovranno in futuro essere trasparenti e standardizzati per tutta una classe di utenti. Non ci sarà più la possibilità di applicare arbitrio alla base del contatto interpersonale tra utenza e i rappresentanti esecutivi della SIAE.
Grazie alle tecnologie odierne non è più necessario dare poteri di monopolio alla SIAE per eseguire il suo compito. Sarà possibile creare nuove società di rappresentanza ed avranno l’onere di dimostrare la rappresentanza di ogni opera eseguita nei confronti dell’utente e nello scambio collaborativo tra società di rappresentanza. Per realizzare ciò le società di rappresentanza di autori ed editori devono rendere pubblicamente accessibile via Internet una banca dati di tutte le opere rappresentate in modo che si possa controllare l’incidenza caso per caso, opera per opera, in via automatizzata o manuale.
In futuro gli autori avranno la libertà di scegliere per ogni singola opera se farla rappresentare da una società di rappresentanza come la SIAE, la libertà di scegliere quale sia, o di utilizzare l’opera in altro modo, per esempio offrendola in libera promozione o vendendola ad un singolo acquirente.
Le società di rappresentanza devono operare con più efficienza di quanto la SIAE sia riuscita in passato: Le spese della propria gestione non deve superare il 10% del totale dei proventi. La differenza tra gli stipendi degli impiegati all’interno della società non deve eccedere il fattore dieci, non trattandosi di una società nel mercato libero bensì di un ente di carattere amministrativo. La quota annuale di partecipazione alla società per semplici autori (persone fisiche) non deve eccedere i 50 euro annuali (attualmente la SIAE richiede sui 400 euro escludendo di fatto una grande parte dei giovani nuovi autori in cerca di affermarsi).
Emendamenti alla Legge sul Diritto d’Autore
Per implementare una nuova legge sulle società di rappresentanza è necessario emendare l’esistente Diritto d’autore (Legge 22 aprile 1941, n. 633 con emendamenti). Gli emendamenti sono contraddistinti in grassetto per il testo nuovo e in corsivo per il testo vecchio da rimpiazzare.
L’attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l’esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, è riservata in via esclusiva alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE). alle società di rappresentanza degli autori ed editori.
L’attività della Società delle società si esercita altresì secondo le norme stabilite dal regolamento in quei paesi stranieri nei quali esso ha essi hanno una rappresentanza organizzata.
Quando, però, i diritti di utilizzazione economica dell’opera possono dar luogo a percezione di proventi in paesi stranieri in favore di cittadini italiani domiciliati o residenti nella Repubblica, ed i titolari di tali diritti non provvedono per qualsiasi motivo alla percezione dei proventi, trascorso un anno dalla loro esigibilità è conferito alla Società italiana degli autori ed editori alle società di rappresentanza il potere di esercitare i diritti medesimi per conto e nell’interesse dell’autore o dei suo successori od aventi causa.
Articoli 181, 181-ter punto 2, 191 sono da emendare in tal senso da rimpiazzare il riferimento alla SIAE con il riferimento a tutte le società di rappresentanza. Articoli 116, 152, 153, 154, 182-bis sono da emendare in tal senso da rimpiazzare il riferimento alla SIAE con il riferimento alla società di rappresentanza pertinente. Articoli 15-bis, 58, 68 punto 4, 181-ter punto 1 sono da emendare in tal senso da rimpiazzare il riferimento alla SIAE con il riferimento ad una società di rappresentanza pertinente (a scelta, nel caso molteplici sono pertinenti).
Art. 103, emendamento dell’ultimo paragrafo: Il registro pubblico generale delle opere protette e i registri speciali sono liberamente e gratuitamente consultabili in via telematica (Internet) utilizzando metodi manuali (web) o automatizzati (open data) di ricerca. Le società di rappresentanza devono, in via telematica protetta, aggiornare il registro con le liste delle opere protette di propria rappresentanza. Ulteriormente esiste un elenco pubblico delle opere protette scaricabile, aggiornabile e replicabile su qualsiasi elaboratore elettronico adatto. In tale modo i registri pubblici permettono alle società e a chiunque interessato di individuare le opere e i rispettivi incarichi di rappresentanza, sia attraverso l’Internet che consultando la copia dell’elenco sul proprio elaboratore. Ad ogni opera documentata nel registro pubblico deve essere assegnato un codice universale d’identificazione. La tenuta dei registri di pubblicità è disciplinata nel regolamento.
Nuovo articoli da aggiungere alla legge: Autori ed editori possono fondare ulteriori società di rappresentanza oltre alla esistente Società italiana degli autori ed editori (SIAE). Tutte le società di rappresentanza devono rispettare le premesse della presente legge. Gli autori ed editori hanno la libertà di scegliere per ogni singola opera se farla rappresentare da una società di rappresentanza e da quale. L’autorità di controllo sulle società di rappresentanza esamina e conferma la conformanza di nuove società di rappresentanza alla presente legge, rendendole ufficiali. Le società rilevanti compensi per opere o autori non iscritti alla propria società sono obbligate a trasferire, salvo tassa amministrativa, gli importi alla rispettiva società rappresentativa, consultando in via automatizzata il registro pubblico generale. Le società rilevanti compensi forfettari, in particolare la SIAE riguardo ai compensi da apparecchi e supporti di registrazione audio come specificato in articolo 71, devono rispartire tali introiti alle altre società rappresentative secondo una chiave di distribuzione che rifletti il numero e l’importanza economica dei rispettivi membri, concordata tra le società o, in assenza, prescritta dall’autorità di controllo. La modica tassa amministrativa è concordata tra le società e l’autorità di controllo.
Emendamenti al Regolamento sui Registri Pubblici
È da aggiornare ai nuovi requisiti il Regio Decreto 18 maggio 1942, n. 1369.
Proposta di Legge: Disposizioni legislative per Società di Rappresentanza di Autori ed Editori
Il Partito Pirata si attua per una riforma delle forme di rappresentanza di autori ed editori allo scopo di garantirne una maggiore giustizia nel funzionamento delle procedure.
§1 Introiti e trasparenza
§1.1 Contratti standardizzati
È permissibile che utenti continui di un certo tipo di opere utilizzino dei contratti a contributo forfettario, ma non specifici all’utente bensì standardizzati per un particolare bacino di utenza (per esempio eventi di ballo di uno specifico genere artistico oppure uso di opere a carattere accompagnativo nella ristorazione). Tutti i contratti sono pubblicati e facilmente consultabili sul sito Internet della rispettiva società rappresentativa. La società deve retribuire gli autori o editori specificamente intesi dal relativo contratto, includendo versamenti ad altre società ove necessario. §1.2 Dichiarazione esatta dell’uso pubblico
In via regolare l’uso pubblico delle opere deve essere rilevato con esattezza. La dichiarazione esatta deve essere economicamente avvantaggiata rispetto al pagamento forfettario. Un formato di dichiarazione è concordato tra le società e l’autorità di controllo ed è di natura libero all’uso e pubblicamente documentato; contiene il codice universale d’identificazione dell’opera, l’eventuale responsabile alla scelta o all’esecuzione dell’opera (in seguito denominato esecutore) e le specifiche spaziotemporali dell’uso. Ove presente, l’esecutore è obbligato a provvedere ad un elenco esatto delle opere eseguite nell’arco di tempo della sua attività, utilizzando il formato di dichiarazione d’uso di opere e trasferendolo in digitale in via telematica ad una società di rappresentanza. Altrimenti l’obbligo spetta all’utente legale delle opere (il gestore dell’evento per esempio). L’autore riceve una documentazione esatta in quale occasione e da chi è stata utilizzata una sua opera e quanta retribuzione ne consegue. Sia l’utente delle opere che un suo eventuale esecutore può in ogni caso provvedere alla dichiarazione esatta invece dell’uso del pagamento forfettario secondo contratto standard. Le società di rappresentanza possono adoperare tecnologie per il riconoscimento automatizzato delle opere per ottenere un’elenco indipendente e di controllo dalle dichiarazioni degli utenti ed i loro eventuali esecutori. Aziende ed enti radiotelevisivi sono obbligati a provvedere a dichiarazioni esatte di tutte le opere trasmesse. Contratti forfettari non sono realizzabili in tale ambito.
§2 Efficienza
Le spese della gestione di ogni società di rappresentanza non deve superare il 10% del totale dei proventi. La differenza tra gli stipendi degli impiegati all’interno della società non deve eccedere il fattore dieci. La quota annuale di partecipazione alla società alle persone fisiche non deve eccedere i 50 euro annuali.
§3 Partecipazione
Nel loro rispettivo statuto le società di rappresentanza devono provvedere ad una partecipazione di tutti i soci utilizzando mezzi di democrazia diretta o liquida.
Note riguardo alla dichiarazione esatta
Consideriamo come esempio la situazione del DJ in discoteca: Responsabilizzandolo a dichiarare la musica che suona si crea attraverso la società di rappresentanza un canale di comunicazione tra artista e DJ che ha l’occasione di dimostrare il suo rispetto e di farsi notare attraverso l’elenco delle opere suonate e le retribuzioni conseguenti. Il DJ ne trarrebbe vantaggio ricevendo per esempio materiale promozionale dai suoi artisti più suonati. Questo serve a disincentivare una falsa dichiarazione delle opere da parte dell’operatore della discoteca, che avrebbe un interesse a dichiarare che non sono state suonate opere protette. Per controllare la correttezza della dichiarazione esatta, la società di rappresentanza può attivare nuove tecnologie di rilevamento e riconoscimento automatico delle opere eseguite.
Posizionamento del Partito Pirata
Il Partito Pirata richiama l’autorità di controllo ad istruire ed accompagnare autori ed editori a fondare nuove società di rappresentanza ove ne sentono la necessità.
Il Partito Pirata richiama le società di rappresentanza ed editrici di contenuti multimediali di rendere i dati accessibili alle ditte e società specializzate nei servizi di analisi e riconoscimento automatico delle opere allo scopo di controllare la correttezza delle dichiarazioni degli esecutori.
31/12/2012 https://agora.partito-pirata.it/issue/show/1015.html

References: Art. 103
 articolo 71

§1

§1
 §1

§2

§3