Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2018-0469_IT.html
Timestamp: 2019-10-14 01:10:22+00:00

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sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri
Relatori: Eider Gardiazabal Rubial, Petri Sarvamaa
Josep-Maria Terricabras, commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni
– vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0324),
– visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 322, paragrafo 1, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nonché l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0178/2018),
– visto il parere della Corte dei conti del 17 agosto 2018(1),
– viste le deliberazioni congiunte della commissione per i bilanci e della commissione per il controllo dei bilanci a norma dell'articolo 55 del regolamento,
– visti la relazione della commissione per i bilanci e della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della commissione per lo sviluppo regionale e della commissione per gli affari costituzionali (A8-0469/2018),
8 Sentenza della Corte di giustizia del 12 novembre 1981, Amministrazione delle finanze dello Stato/Srl Meridionale Industria Salumi e altri, Ditta Italo Orlandi & Figlio e Ditta Vincenzo Divella/Amministrazione delle finanze dello Stato, cause riunite da 212 a 217/80, ECLI:EU:C:1981:270, punto 10.
12 Comunicazione della Commissione "Un nuovo quadro dell'UE per rafforzare lo Stato di diritto", COM(2014) 158 final, allegato I.
(Cfr. emendamento relativo all'articolo 3, paragrafo 2)
(Vedasi l'emendamento relativo all'articolo 2 bis (nuovo)).
La Commissione mette altresì a disposizione su detto sito web o portale gli strumenti adeguati per consentire ai destinatari finali o ai beneficiari finali di informare la Commissione in merito a qualsivoglia violazione di tali obblighi che, secondo detti destinatari o beneficiari finali, li riguarda direttamente. Il presente paragrafo si applica in modo da garantire la protezione delle persone che segnalano le violazioni del diritto dell'Unione, in linea con i principi stabiliti dalla direttiva XXX (direttiva riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione ). Le informazioni fornite dai destinatari finali o dai beneficiari finali ai sensi del presente paragrafo possono essere prese in considerazione dalla Commissione solo se accompagnate da una prova che il destinatario finale o beneficiario finale interessato ha sporto una denuncia formale all'autorità competente.
GU C 291 del 17.8.2018, pag. 1.
La comunicazione della Commissione dal titolo "Un quadro finanziario pluriennale nuovo e moderno per un'Unione europea in grado di realizzare efficientemente le sue priorità post-2020" (COM(2018) 98), sottolinea che "l'Unione è una comunità di diritto e i suoi valori costituiscono la base stessa della sua esistenza". Il rispetto di tali valori dev'essere pertanto garantito in tutte le politiche dell'Unione, nonché nel bilancio dell'UE, per il quale il rispetto dei valori fondamentali è un requisito imprescindibile per una gestione finanziaria sana e per l'efficacia dei finanziamenti europei.
I timori relativi al fatto che le debolezze del sistema nazionale di bilanciamento dei poteri possano compromettere il rispetto dei valori fondamentali sanciti dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea sono stati recentemente oggetto di un dibattito pubblico. In tale contesto, è stato suggerito che il mancato rispetto dei valori fondamentali debba comportare conseguenze che comprendano anche la sospensione dell'erogazione dei fondi di bilancio dell'UE.
Nella sua risoluzione del 14 marzo 2018 sul prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP), il Parlamento europeo ha invitato la Commissione "a proporre un meccanismo secondo cui gli Stati membri che non rispettano i valori sanciti all'articolo 2 del trattato sull'Unione europea (TUE) possono subire conseguenze finanziarie". Tuttavia, il Parlamento ha altresì avvertito che "i beneficiari finali del bilancio dell'Unione non possono in alcun modo subire le conseguenze di violazioni delle norme di cui non sono responsabili".
Il 2 maggio 2018 la Commissione ha pubblicato una proposta legislativa, parte integrante del pacchetto sul QFP 2021-2027, volta a stabilire le norme necessarie per la tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri. La proposta si basa sull'articolo 322, paragrafo 1, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), come il regolamento finanziario.
Secondo la proposta della Commissione, per tutelare i suoi interessi finanziari dal rischio di perdite finanziarie causate da carenze generalizzare riguardanti lo Stato di diritto, l'UE dovrebbe essere in grado di imporre misure adeguate che comprendano la sospensione dell'erogazione dei fondi dell'UE, nonché la loro riduzione o restrizioni all'accesso in maniera proporzionata alla natura, alla gravità e alla portata di dette carenze.
La Commissione propone di adottare la seguente procedura per adottare tali misure: qualora vi siano motivi fondati per ritenere che esiste una carenza generalizzata, la Commissione in primo luogo ne informa lo Stato membro interessato ed esamina le sue osservazioni. Laddove la Commissione accerti una carenza generalizzata, presenta al Consiglio una proposta di decisione sulle misure da adottare e quest'ultimo delibera con un voto a maggioranza qualificata inversa (vale a dire che per respingere o modificare la proposta è necessaria la maggioranza qualificata). La stessa procedura si applica per la revoca delle misure quando la carenza cessa di esistere.
La posizione dei relatori
I relatori condividono gli ampi obiettivi suggeriti dalla Commissione e propongono una serie di emendamenti volti a rafforzare la proposta e ad aumentarne l'efficacia, secondo i punti di seguito illustrati.
 Valori fondamentali e criteri di Copenaghen: è opportuno modificare gli articoli 2 e 3 per chiarire che, come suggerito dal Parlamento nella sua risoluzione del 14 marzo 2018 sul nuovo QFP, lo Stato di diritto è da intendersi con riferimento ai valori fondamentali sanciti dall'articolo 2 TUE. Nel valutare il rischio che una carenza generalizzata a riguardo dello Stato di diritto pone ai principi di sana gestione finanziaria, occorre considerare i criteri di Copenaghen, ossia i requisiti essenziali che devono essere soddisfatti da tutti i paesi candidati all'adesione all'Unione. Tali criteri comprendono la stabilità delle istituzioni che garantiscono la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani, il rispetto e la protezione delle minoranze, un'economia di mercato funzionante, la capacità di affrontare la concorrenza e le forze di mercato e di assumersi gli obblighi derivanti dall'adesione all'Unione.
 Valutazione delle carenze generalizzate: nel valutare l'esistenza di una carenza generalizzata al fine di garantire la proporzionalità delle misure da adottare, è necessario che la Commissione prenda in considerazione tutte le informazioni pertinenti, comprese quelle provenienti dal Parlamento e da organismi quali la commissione di Venezia del Consiglio d'Europa. La Commissione è altresì chiamata a tenere conto dei criteri utilizzati nel contesto dei negoziati di adesione, in particolare dei capitoli concernenti il sistema giudiziario e i diritti fondamentali (n. 23), la giustizia, la libertà e la sicurezza (n. 24), il controllo finanziario (n. 32) e la tassazione (n. 16), nonché delle linee guida utilizzate nel contesto del meccanismo di cooperazione e verifica.
 Tutela dei beneficiari finali: sebbene la proposta della Commissione indichi che l'imposizione di misure adeguate non incide sull'obbligo dei soggetti pubblici di attuare i programmi o i fondi, segnatamente l'obbligo di effettuare i pagamenti ai beneficiari finali, non è del tutto chiaro in che modo tale disposizione debba essere applicata. I relatori propongono che la Commissione valuti in primo luogo la potenziale incidenza delle misure proposte sui beneficiari finali e, successivamente, monitori attivamente che i loro diritti siano rispettati e agevoli la presentazione di denunce. La Commissione dovrebbe adottare tutte le misure del caso per assistere finanziariamente i beneficiari finali nel far valere i loro diritti quando gli obblighi giuridici non sono rispettati.
 Procedura per applicare/revocare le misure e coinvolgimento del Parlamento: l'unico diritto che la proposta della Commissione conferisce al Parlamento è di essere informato circa qualsivoglia misura proposta o adottata. Ciò non rispetta evidentemente la funzione istituzionale del Parlamento in quanto ramo dell'autorità di bilancio dell'UE, visto il notevole impatto delle misure proposte sul bilancio dell'Unione. I relatori propongono quindi un meccanismo più equilibrato, che pone il Parlamento e il Consiglio sullo stesso piano. Secondo la procedura proposta, la Commissione delibererebbe sulle misure adeguate mediante un atto di esecuzione e, contemporaneamente, presenterebbe al Parlamento e al Consiglio una proposta di storno verso una riserva di bilancio di un importo equivalente al valore delle misure adottate. La decisione entrerebbe dunque in vigore qualora il Parlamento e il Consiglio non la respingano entro un mese. La procedura proposta manterrebbe il principio di voto a maggioranza qualificata inversa già incluso nella proposta della Commissione.
 Altre questioni Sono stati presentati emendamenti al fine di: definire in maniera più precisa ciò che costituisce una minaccia all'indipendenza della magistratura; migliorare la sicurezza della procedura integrando scadenze indicative entro cui la Commissione è tenuta a rispondere alle informazioni ricevute dagli Stati membri; garantire che, nel caso in cui le misure imposte non siano state revocate dopo due anni, i fondi sospesi non vengano persi ma siano iscritti nella riserva dell’Unione per gli impegni, istituita dal regolamento sul QFP 2021-2027.
destinato alla commissione per i bilanci e alla commissione per il controllo dei bilanci
Relatore per parere (*): Josep-Maria Terricabras
La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per i bilanci e la commissione per il controllo dei bilanci, competenti per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:
sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto e i diritti fondamentali negli Stati membri
(1) L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Come sancisce l'articolo 2 del trattato sull'Unione europea (TUE), questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.
(1 bis) La democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali formano un rapporto triangolare, rafforzandosi l'un l'altro e salvaguardando insieme la base costituzionale dell'UE e dei suoi Stati membri. Non può esistere alcuna gerarchia di valori all'interno dell'Unione. L'interdipendenza tra una democrazia funzionante, istituzioni solide e responsabili, un processo decisionale trasparente e inclusivo e uno Stato di diritto efficace è essenziale per un efficace rispetto dei diritti umani e viceversa. Gli articoli 2 e 6 del TUE impongono agli Stati membri di rispettare, tutelare e promuovere pienamente i principi dello Stato di diritto, dei diritti fondamentali e della democrazia. Gli articoli 2 e 6 TUE impongono agli Stati membri di rispettare, proteggere e promuovere pienamente i principi dello Stato di diritto, dei diritti fondamentali e della democrazia.
(2) Lo Stato di diritto impone che tutti i pubblici poteri agiscano entro i limiti fissati dalla legge, rispettando i valori della democrazia e i diritti fondamentali, sotto il controllo di un organo giurisdizionale indipendente e imparziale. Esso esige, in particolare, il rispetto dei principi di legalità7, certezza del diritto8, divieto di arbitrarietà del potere esecutivo9, separazione dei poteri10 e tutela giurisdizionale effettiva da parte di organi giurisdizionali indipendenti11 12.
(2) Lo Stato di diritto impone che tutti i pubblici poteri agiscano entro i limiti fissati dalla legge, rispettando i principi della democrazia e il rispetto per i diritti fondamentali, sotto il controllo di un organo giurisdizionale indipendente e imparziale. Esso esige, in particolare, il rispetto dei principi di legalità7, compreso un processo trasparente, responsabile e democratico di applicazione della legislazione, certezza del diritto8, divieto di arbitrarietà del potere esecutivo9, separazione dei poteri10, accesso alla giustizia e tutela giurisdizionale effettiva dinanzi ad organi giurisdizionali indipendenti11 12e imparziali.
(2 bis) Gli Stati membri dovrebbero sostenere e coltivare il valore dello Stato di diritto e dare l'esempio orientandosi verso una cultura condivisa dello Stato di diritto, condizione essenziale per la legittimità del progetto europeo nel suo complesso e per la condizione di base per costruire la fiducia dei cittadini nell'Unione. Il deterioramento dello Stato di diritto in uno Stato membro incide negativamente sullo Stato di diritto dell'Unione nel suo complesso.
(2 ter) I diritti fondamentali nell'Unione sono stipulati, in particolare, nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che, ai sensi dell'articolo 6 TUE, ha lo stesso valore giuridico dei trattati e, di conseguenza, deve essere rispettata in tutta la legislazione dell'Unione, compreso il presente regolamento. L'obbligo di rispettare, proteggere e promuovere i diritti fondamentali è sancito anche da numerosi trattati internazionali sui diritti umani, tra cui la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e la Carta sociale europea, il suo protocollo aggiuntivo e la sua versione rivista.
(4) Nell'esecuzione del bilancio dell'Unione da parte degli Stati membri, indipendentemente dal metodo che utilizzano, il rispetto dello Stato di diritto è una condizione essenziale per soddisfare i principi di una sana gestione finanziaria, sanciti all'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
(4) Nell'esecuzione del bilancio dell'Unione da parte degli Stati membri, indipendentemente dal metodo che utilizzano, il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali è una condizione essenziale per soddisfare i principi di una sana gestione finanziaria, sanciti all'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
(6) L'indipendenza e l'imparzialità della magistratura andrebbero sempre garantite e i servizi responsabili delle indagini e dell'azione penale dovrebbero essere in grado di svolgere correttamente la loro funzione. Dovrebbero disporre di risorse sufficienti e di procedure che consentano loro di agire in modo efficace e nel pieno rispetto del diritto a un processo equo. Queste condizioni sono richieste come garanzia minima contro decisioni illegittime e arbitrarie delle autorità pubbliche che possano ledere questi diritti fondamentali.
(8) Il rispetto per lo Stato di diritto e i diritti fondamentali è essenziale per consentire ai cittadini di partecipare pienamente alla vita democratica dell'Unione. È anche importante per l'imprenditorialità, le iniziative imprenditoriali, l'innovazione e gli investimenti e per la promozione di un mercato interno basato sui diritti e armonioso. Il mercato interno necessita di un quadro giuridico e istituzionale stabile per garantire la fiducia tra tutti gli attori, realizzare il suo pieno potenziale e conseguire una crescita sostenibile a lungo termine. Nelle situazioni in cui uno Stato membro non garantisca più il rispetto dello Stato di diritto o dei diritti fondamentali, l'Unione e i suoi Stati membri hanno il dovere di proteggere l'integrità e l'applicazione dei trattati e di tutelare i diritti di tutti i soggetti all'interno della loro giurisdizione.
(9) L'articolo 19 del TUE, che concretizza il valore dello Stato di diritto affermato all'articolo 2 del TUE, impone agli Stati membri di prevedere una tutela giurisdizionale effettiva nei settori disciplinati dal diritto dell'Unione, compresi quelli relativi all'esecuzione del bilancio dell'Unione. L'esistenza stessa di un controllo giurisdizionale effettivo destinato ad assicurare il rispetto del diritto dell'Unione è intrinseca ad uno Stato di diritto e presuppone l'esistenza di organi giurisdizionali indipendenti13. Preservare l'indipendenza di detti organi è di primaria importanza, come confermato dall'articolo 47, secondo comma, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea14. Ciò vale segnatamente per il controllo giurisdizionale della regolarità degli atti, dei contratti o di altri strumenti che generano spese o debiti pubblici, in particolare nell'ambito di procedure di appalto pubblico, di cui detti organi possono parimenti essere aditi.
(9) L'articolo 19 del TUE, che concretizza il valore dello Stato di diritto affermato all'articolo 2 del TUE, impone agli Stati membri di prevedere una tutela giurisdizionale effettiva nei settori disciplinati dal diritto dell'Unione, compresi quelli relativi all'esecuzione del bilancio dell'Unione. L'efficacia dei sistemi giudiziari è un aspetto essenziale dello Stato di diritto ed è fondamentale per garantire un trattamento equo, sanzionare gli abusi dello Stato e prevenire l'arbitrarietà. L'esistenza stessa di un controllo giurisdizionale effettivo destinato ad assicurare il rispetto del diritto dell'Unione è intrinseca ad uno Stato di diritto e presuppone l'esistenza di organi giurisdizionali indipendenti13. Garantire il diritto ad un ricorso effettivo e ad un giudice imparziale e preservare l'indipendenza degli organi giurisdizionali è di primaria importanza, come confermato dall'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea14. Questo si applica segnatamente al controllo giurisdizionale della legalità degli atti, dei contratti o di altri strumenti che determinano spese o debiti pubblici, in particolare nell'ambito di procedure di appalto pubblico rispetto alle quali gli organi giurisdizionali possono parimenti essere aditi.
13 Causa C-64/16, punti 32-36.
14 Causa C-64/16, punti 40-41.
(10) Vi è quindi una chiara correlazione tra il rispetto dello Stato di diritto e l'esecuzione efficiente del bilancio dell'Unione in conformità dei principi di sana gestione finanziaria.
(10) Vi è quindi una chiara correlazione tra il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali e l'esecuzione efficiente del bilancio dell'Unione in conformità dei principi di sana gestione finanziaria.
(11) Le carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto e i diritti fondamentali negli Stati membri possono nuocere gravemente agli interessi finanziari dell'Unione, in particolare per quanto riguarda le irregolarità connesse alla spesa del bilancio dell'Unione e i diritti e gli interessi dei cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono.
(12) L'individuazione di una carenza generalizzata richiede una valutazione qualitativa, oggettiva, trasparente, non politicizzata e imparziale, basata su prove specifiche, da parte della Commissione, assistita da un gruppo rappresentativo di esperti indipendenti. La valutazione annuale di tutti gli Stati membri dovrebbe fondarsi sulle informazioni provenienti da tutte le fonti disponibili e da enti riconosciuti, comprese le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea e della Corte europea dei diritti dell'uomo, le relazioni della Corte dei conti, le relazioni e i pareri di altre istituzioni, organi, uffici o agenzie dell'Unione, come il Comitato economico e sociale, il Comitato delle regioni, il Mediatore e l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, le conclusioni e raccomandazioni di organizzazioni e reti internazionali pertinenti, quali gli organi del Consiglio d'Europa e le reti europee delle Corti supreme e dei Consigli di giustizia, nonché le informazioni delle organizzazioni non governative e della società civile. Tale valutazione dovrebbe sostituire gli strumenti e i meccanismi esistenti, come il meccanismo di cooperazione e verifica per la Bulgaria e la Romania.
Il presente regolamento stabilisce le norme necessarie per la tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto e i diritti fondamentali negli Stati membri.
(a) il valore dell'Unione sancito all'articolo 2 del trattato sull'Unione europea, che comprende i principi di: legalità, secondo cui il processo legislativo deve essere trasparente, responsabile, democratico e pluralistico; certezza del diritto; divieto di arbitrarietà del potere esecutivo; tutela giurisdizionale effettiva da parte di giudici indipendenti, compreso dei diritti fondamentali; separazione dei poteri e uguaglianza davanti alla legge;
(a) "Stato di diritto e diritti fondamentali": sanciti all'articolo 2 del trattato sull'Unione europea comprendono i principi di: legalità, secondo cui il processo legislativo deve essere trasparente, responsabile, democratico e pluralistico; certezza del diritto; divieto di arbitrarietà del potere esecutivo; accesso alla giustizia e tutela giurisdizionale effettiva dinanzi ad organi giurisdizionali indipendenti e imparziali; separazione dei poteri; non-discriminazione e uguaglianza di fronte alla legge; rispetto per i diritti fondamentali come sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dai trattati internazionali sui diritti umani;
(b) "carenza generalizzata": qualsiasi situazione in cui possa essere accertata una minaccia sistemica allo Stato di diritto e ai diritti fondamentali, ovvero ove lo Stato di diritto e i diritti fondamentali siano direttamente o indirettamente compromessi in modo sistemico, sia dall'impatto combinato di prassi, omissioni, misure o inazioni da parte di autorità pubbliche o da prassi, omissioni, misure o inazioni diffuse o ricorrenti da parte di autorità pubbliche e ove tale situazione incida o rischi di incidere sulla corretta esecuzione del bilancio dell'Unione, in particolare le attività di gestione e controllo, in conformità dei principi di una sana gestione finanziaria e la tutela degli interessi finanziari dell'Unione;
-1. Sono adottate misure adeguate, equilibrate e proporzionate ove la Commissione constati di disporre di fondati motivi di ritenere che le condizioni di una carenza generalizzata in uno Stato membro siano soddisfatte.
1. Le misure sono adottate qualora una carenza generalizzata in uno Stato membro comprometta o rischi di compromettere segnatamente
(f bis) la corretta esecuzione del bilancio dell'Unione a seguito di una violazione sistemica dei diritti fondamentali.
2. Sono, in particolare, considerate carenze generalizzate:
(a) le minacce all'indipendenza della magistratura, compresa qualsiasi limitazione della capacità di esercitare autonomamente le funzioni giurisdizionali conseguita intervenendo dall'esterno sulle garanzie di indipendenza, limitando l'attività giudicante su ordine esterno, rivedendo arbitrariamente le norme relative alla nomina o alle condizioni di servizio del personale giudiziario o influenzando il personale giudiziario in qualsiasi modo che ne metta a repentaglio l'imparzialità;
2 bis. Nell'individuare una carenza generalizzata, la Commissione è assistita da un gruppo rappresentativo di esperti indipendenti (il gruppo di esperti sullo Stato di diritto e i diritti fondamentali), che valuta la situazione in tutti gli Stati membri annualmente sulla base di criteri e informazioni quantitativi e qualitativi, comprese le decisioni della Corte di giustizia dell'Unione europea e della Corte europea dei diritti dell'uomo, le relazioni della Corte dei conti, le relazioni e i pareri di altre istituzioni, organi, uffici o agenzie dell'Unione e le conclusioni e le raccomandazioni delle organizzazioni internazionali competenti. La valutazione è resa pubblica.
2 ter. Il dibattito annuale di follow-up sulla valutazione da parte del gruppo di esperti sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali sarà svolto dal Parlamento europeo insieme ai parlamenti nazionali. A tal fine, un gruppo parlamentare congiunto specializzato viene istituito congiuntamente dai parlamenti nazionali e dalla commissione competente del Parlamento europeo. L'organizzazione e il regolamento del gruppo parlamentare congiunto sono definiti congiuntamente dal Parlamento europeo e dai parlamenti nazionali in linea con l'articolo 9 del protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea, allegato al TUE e al Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Gruppo di esperti per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali
1. Il gruppo di esperti per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali è composto dai membri seguenti:
(a) un esperto indipendente designato dal parlamento di ciascuno Stato membro che sia un giudice qualificato delle corti costituzionali o supreme, attualmente non in servizio;
(b) altri dieci esperti designati dal Parlamento europeo a maggioranza di due terzi, a partire da un elenco di esperti nominati dai seguenti organismi:
i) la Federazione europea delle accademie scientifiche e umanistiche (ALLEA);
iii) il Consiglio d'Europa, (compresi la Commissione di Venezia, il gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) e il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa);
iv) la commissione europea per l'efficacia della giustizia (CEPEJ) e il Consiglio degli ordini forensi europei (CCBE); e di
v) le Nazioni Unite (ONU), l'Organizzazione per sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
2. La composizione del gruppo di esperti per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali garantisce l'equilibrio di genere.
3. Il gruppo di esperti per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali elegge il/la proprio/a presidente tra i propri membri.
4. Al fine di agevolare il lavoro del gruppo di esperti per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, la Commissione provvede affinché il gruppo disponga di una segreteria, che ne consente l'efficiente funzionamento, in particolare mediante la raccolta di fonti di informazioni e dati che devono essere oggetto di esame e valutazione, nonché fornendo un sostegno amministrativo.
Protezione del bilancio dell'Unione in caso di cattivo funzionamento generale dello stato di diritto negli Stati membri
Heinz K. Becker, Monika Beňová, Malin Björk, Michał Boni, Caterina Chinnici, Cornelia Ernst, Raymond Finch, Romeo Franz, Kinga Gál, Sylvie Guillaume, Monika Hohlmeier, Filiz Hyusmenova, Sophia in 't Veld, Dietmar Köster, Barbara Kudrycka, Cécile Kashetu Kyenge, Juan Fernando López Aguilar, Roberta Metsola, Claude Moraes, József Nagy, Ivari Padar, Judith Sargentini, Birgit Sippel, Branislav Škripek, Sergei Stanishev, Helga Stevens, Traian Ungureanu, Marie-Christine Vergiat, Udo Voigt, Josef Weidenholzer, Kristina Winberg, Auke Zijlstra
Carlos Coelho, Pál Csáky, Gérard Deprez, Anna Hedh, Lívia Járóka, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Jeroen Lenaers, Emilian Pavel, Morten Helveg Petersen, Christine Revault d'Allonnes Bonnefoy, Barbara Spinelli, Josep-Maria Terricabras
PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (23.11.2018)
La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per i bilanci e la commissione per il controllo dei bilanci, competenti per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:
(3) Lo Stato di diritto è una condizione sine qua non per la tutela degli altri valori fondamentali su cui si fonda l'Unione, quali la libertà, la democrazia, la non discriminazione, l'uguaglianza e il rispetto dei diritti umani. Il rispetto dello Stato di diritto è intrinsecamente connesso al rispetto della democrazia e dei diritti fondamentali: non può esistere l'uno senza gli altri, e viceversa. La democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani fondamentali sono essenziali per la credibilità dell'Unione.
(3 bis) Il 25 ottobre 2016 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione recante raccomandazioni alla Commissione sull'istituzione di un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali. Inoltre, l’11 e il 12 marzo 2016, la commissione europea per la democrazia attraverso il diritto (la “commissione di Venezia”) ha adottato l’elenco dei criteri dello Stato di diritto (CDL-AD (2016) 007).
(11) Le carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri, che si ripercuotono in particolare sul buon funzionamento delle autorità pubbliche e sull'effettivo controllo giurisdizionale, possono nuocere gravemente agli interessi finanziari dell'Unione. Per garantire non solo gli interessi finanziari dell'Unione, compresa l'efficace riscossione delle entrate, ma anche la fiducia dell'opinione pubblica nell'Unione e nelle sue istituzioni, sono necessarie indagini efficienti su tali carenze, unite all'applicazione di misure efficaci e proporzionate in caso di accertamento di una carenza generalizzata. In ultima analisi, solo un sistema giudiziario indipendente che protegga lo Stato di diritto e la certezza del diritto in tutti gli Stati membri è in grado di garantire che i fondi provenienti dal bilancio dell'UE siano sufficientemente protetti.
(12) L'individuazione di una carenza generalizzata richiede una valutazione qualitativa trasparente e imparziale da parte della Commissione. La valutazione potrebbe fondarsi sulle informazioni provenienti da tutte le fonti disponibili e da enti riconosciuti, comprese le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, le relazioni della Corte dei conti, i pareri degli esperti delle agenzie competenti dell'Unione europea, le raccomandazioni formulate da un gruppo di esperti indipendenti, come precisato nella risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2016, e le conclusioni e raccomandazioni di organizzazioni e reti internazionali pertinenti, quali gli organi del Consiglio d'Europa e le reti europee delle Corti supreme e dei Consigli di giustizia.
(13) Le eventuali misure che verrebbero adottate in caso di carenze generalizzate e la procedura da seguire per la loro adozione dovrebbero applicare gli stessi criteri e garantire parità di trattamento tra tutti gli Stati membri. Dette misure dovrebbero comprendere la sospensione dei pagamenti e degli impegni, la riduzione dei finanziamenti nell'ambito degli impegni esistenti e il divieto di concludere nuovi impegni con i destinatari. Qualsiasi decisione di applicare dette misure dovrebbe fornire garanzie serie, basate su valutazioni d'impatto, al fine di assicurare che i beneficiari finali dei fondi dell'UE non ne risentano negativamente.
(14) Nel determinare le misure da adottare è opportuno applicare il principio di proporzionalità, in particolare tenendo conto della gravità della situazione, del tempo trascorso dal verificarsi della condotta in questione, della sua durata e ricorrenza, dell'intenzione e del grado di collaborazione dello Stato membro nel porre fine alla carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto e degli effetti di tale carenza sui rispettivi fondi dell'Unione.
(14) Nel determinare le misure da adottare è opportuno applicare il principio di proporzionalità, in particolare tenendo conto della gravità della situazione, del tempo trascorso dal verificarsi della condotta in questione, della sua durata e ricorrenza, dell'intenzione e del grado di collaborazione dello Stato membro nel porre fine alla carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto e degli effetti di tale carenza sui rispettivi fondi dell'Unione. La portata e il livello della sospensione degli impegni da imporre dovrebbero essere proporzionati, rispettare la parità di trattamento tra gli Stati membri e tenere conto della situazione economica e sociale dello Stato membro interessato nonché dell'impatto della sospensione sull'economia dello Stato membro stesso. L'impatto delle sospensioni sui programmi di importanza critica per contrastare le condizioni dello Stato di diritto dovrebbe rappresentare un fattore specifico da considerare.
(14 bis) Qualora vengano adottate misure in caso di carenze generalizzate, è fondamentale che i legittimi interessi dei destinatari e beneficiari finali siano adeguatamente tutelati. Nel valutare le misure da adottare, la Commissione dovrebbe tener conto del loro potenziale impatto sui destinatari e beneficiari finali. Per rafforzare la tutela dei destinatari o beneficiari finali, è opportuno che la Commissione monitori attivamente il rispetto, da parte dei soggetti pubblici e degli Stati membri, dell'obbligo giuridico di continuare a effettuare i pagamenti dopo l'adozione di misure sulla base del presente regolamento, e che essa informi i destinatari o i beneficiari finali dei loro diritti, in caso di violazioni.
(14 ter) È fondamentale che i singoli beneficiari di borse di studio attraverso programmi quali Erasmus, borse di ricerca e sovvenzioni individuali analoghe, non siano interessati dalle misure adottate in relazione a uno Stato membro in caso di carenze generalizzate.
(15) Al fine di assicurare l'attuazione uniforme del presente regolamento e tenuto conto dell'importanza degli effetti finanziari delle misure imposte a norma dello stesso, è opportuno conferire competenze di esecuzione al Consiglio, il quale dovrebbe deliberare su proposta della Commissione. Per facilitare l'adozione delle decisioni necessarie per la tutela degli interessi finanziari dell'Unione, è opportuno ricorrere al voto all'unanimità senza la partecipazione dello Stato membro interessato.
(16) Prima di proporre l'adozione di misure a norma del presente regolamento, la Commissione dovrebbe informare lo Stato membro interessato dell'esito della valutazione, effettuata da un gruppo di esperti indipendenti o dalla Commissione, e dei motivi per cui ritiene possibile che vi esista una carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto. La Commissione dovrebbe informare il Parlamento europeo e il Consiglio in merito alla notifica e ai contenuti della stessa. Lo Stato membro interessato dovrebbe essere autorizzato a presentare osservazioni. La Commissione dovrebbe tenere conto delle osservazioni presentate.
(18) La Commissione dovrebbe tenere il Parlamento europeo e il Consiglio informati di tutte le misure proposte e adottate a norma del presente regolamento,
(b) "carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto": prassi od omissione diffusa o ricorrente, oppure misura adottata dalle autorità pubbliche che compromette lo Stato di diritto, come descritto all'articolo 3;
Carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto
1. Carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto in uno Stato membro che compromettano o rischino di compromettere i principi di una sana gestione finanziaria o la tutela degli interessi finanziari dell'Unione sono, in particolare:
(f bis) la libertà di opinione ed espressione, compresa la libertà di stampa, di associazione e accademica;
Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera f ter (nuova)
(f ter) la disciplina di bilancio di tale Stato membro, in particolare per evitare disavanzi pubblici eccessivi in linea con l'articolo 126 TFUE.
c) il ridimensionamento della disponibilità e dell'efficacia delle vie di ricorso, ad esempio attraverso norme procedurali restrittive, la mancata esecuzione delle sentenze o la limitazione dell'efficacia delle indagini, delle azioni penali o delle sanzioni per violazione della legge.
(c) il ridimensionamento della disponibilità e dell'efficacia delle vie di ricorso, ad esempio attraverso norme procedurali restrittive, la mancata esecuzione delle sentenze, con particolare attenzione per le decisioni della Corte di giustizia dell'Unione europea derivanti da procedure di infrazione, o la limitazione dell'efficacia delle indagini, delle azioni penali o delle sanzioni per violazione della legge.
(c bis) la limitazione eccessiva della libertà di stampa, di associazione e accademica;
(c ter) l'impossibilità di garantire che il governo sia responsabile ai sensi della legge, così come lo sono gli attori privati;
Articolo 3 – paragrafo 2 – lettera c quater (nuova)
(c quater) l'impossibilità di garantire che le leggi siano pubblicizzate ed eque e che tutelino i diritti fondamentali, inclusa la sicurezza delle persone e dei beni e determinati diritti umani fondamentali;
Articolo 3 – paragrafo 2 – lettera c quinquies (nuova)
(c quinquies) l'impossibilità di garantire che le procedure attraverso cui le leggi sono emanate, gestite e applicate siano accessibili, eque ed efficienti;
Articolo 3 – paragrafo 2 – lettera c sexies (nuova)
(c sexies) l'impossibilità di garantire che la giustizia sia assicurata tempestivamente da rappresentanti competenti, etici e indipendenti e da parti neutrali che siano accessibili, abbiano risorse adeguate e rispecchino la composizione delle comunità che servono;
Articolo 3 – paragrafo 2 – lettera c septies (nuova)
(c septies) l'impossibilità di garantire che il potere governativo sia soggetto a verifiche non governative e che i funzionari governativi siano sanzionati per cattiva condotta.
1. Possono essere adottate una o più delle seguenti opportune misure :
1. Possono essere adottate le seguenti opportune misure in caso di carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto:
Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera b – parte introduttiva
(b) quando la Commissione esegue il bilancio dell'Unione in regime di gestione concorrente ai sensi [dell'articolo 62, lettera b),] del regolamento finanziario:
(b) quando la Commissione esegue il bilancio dell'Unione in regime di gestione concorrente ai sensi [dell'articolo 62, lettera b),] del regolamento finanziario, in caso di carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto, salvo il caso in cui si applichi la lettera b bis):
Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera b – punto 4
(4) riduzione dei prefinanziamenti;
Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera b – punto 5
(5) interruzione dei termini di pagamento;
Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera b – punto 6
(6) sospensione dei pagamenti.
(b bis) per quanto riguarda i fondi SIE, quando la Commissione esegue il bilancio dell'Unione in gestione concorrente, a norma dell'articolo 62, lettera b), del regolamento finanziario, le misure definite nel regolamento recante disposizioni comuni dovrebbero applicarsi in caso di carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto.
2. Salvo se altrimenti disposto nella decisione che adotta le misure, l'imposizione di opportune misure non pregiudica l'obbligo per i soggetti pubblici di cui al paragrafo 1, lettera a), o per gli Stati membri di cui al paragrafo 1, lettera b), di attuare il programma o il fondo interessati dalla misura e, in particolare, l'obbligo di effettuare i pagamenti ai destinatari o beneficiari finali.
2. L'imposizione di opportune misure non pregiudica l'obbligo per i soggetti pubblici di cui al paragrafo 1, lettera a), o per gli Stati membri di cui al paragrafo 1, lettera b), di attuare il programma o il fondo interessati dalla misura e, in particolare, l'obbligo di effettuare i pagamenti ai destinatari o beneficiari finali. Qualsiasi decisione di applicare misure opportune dovrebbe fornire garanzie serie, basate su valutazioni d'impatto, al fine di garantire che i beneficiari finali dei fondi dell'UE non ne risentano negativamente.
3 bis. La portata e il livello della sospensione degli impegni da imporre devono essere proporzionati, rispettare la parità di trattamento tra gli Stati membri e tenere conto della situazione economica e sociale dello Stato membro interessato e dell'impatto della sospensione sull'economia dello Stato membro stesso. L'impatto delle sospensioni su programmi di importanza critica ai fini di affrontare le condizioni dello Stato di diritto, rappresenta un fattore specifico da considerare.
1. Se ritiene che vi siano motivi evidenti e fondati per concludere che le condizioni di cui all'articolo 3 sono soddisfatte, la Commissione trasmette allo Stato membro in questione una notifica scritta in cui espone i motivi sui quali ha fondato la propria conclusione. La Commissione informa senza indugi il Parlamento e il Consiglio in merito alla notifica e ai contenuti della stessa.
1 bis. La Commissione fornisce tutte le garanzie necessarie per assicurare che siano applicati gli stessi criteri a tutti gli Stati membri, in linea con i principi della parità di trattamento e della non discriminazione nel valutare la situazione dello Stato di diritto, adottando misure analoghe e non discriminatorie in casi comparabili, per tutti gli Stati membri.
2. Nel valutare se le condizioni di cui all'articolo 3 sono soddisfatte, la Commissione può tener conto di tutte le informazioni pertinenti, comprese le decisioni della Corte di giustizia dell'Unione europea, le risoluzioni del Parlamento europeo, le raccomandazioni formulate da un gruppo di esperti indipendente, come si evince dalla risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2016, le relazioni della Corte dei conti e le conclusioni e raccomandazioni delle organizzazioni internazionali competenti, delle organizzazioni e reti non governative, quali gli organi del Consiglio d'Europa e le reti europee delle Corti supreme e dei Consigli di giustizia nonché i pareri di esperti delle Agenzie pertinenti dell’Unione europea.
6. Se ritiene assodata la carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto, quale definita all'articolo 3, paragrafo 2, la Commissione presenta al Parlamento europeo per parere e al Consiglio per decisione una proposta di atto di esecuzione sulle opportune misure.
Dopo aver preso in considerazione il parere del Parlamento europeo, la decisione si considera adottata dal Consiglio, a meno che esso non decida, a maggioranza qualificata, di respingere la proposta della Commissione entro un mese dalla sua adozione da parte della Commissione.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può modificare la proposta della Commissione e adottare il testo così modificato come decisione del Consiglio.
7. Se ritiene assodata la carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto, quale definita all'articolo 3, paragrafo 1, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio per parere una proposta di decisione sulle opportune misure. Tenendo conto dei pareri del Parlamento europeo e del Consiglio, la Commissione adotta una decisione sulle misure opportune o una decisione di non applicare la condizionalità dello Stato di diritto.
7 bis. Prima di adottare una decisione sulle opportune misure, la Commissione valuta il potenziale impatto di tali misure sui destinatari o beneficiari finali dei pagamenti connessi ai programmi o ai fondi interessati. Nel valutare la proporzionalità delle misure, la Commissione tiene debitamente conto delle informazioni e degli orientamenti di cui al paragrafo 2.
8. Il Consiglio, deliberando all'unanimità con la non partecipazione dello Stato membro interessato, può modificare la proposta della Commissione e adottare il testo così modificato come decisione del Consiglio.
Articolo 5 – paragrafo 8 bis (nuovo)
8 bis. Nel momento in cui adotta la propria decisione, la Commissione presenta contemporaneamente al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di storno verso una riserva di bilancio di un importo equivalente al valore delle misure adottate.
Articolo 5 – paragrafo 8 ter (nuovo)
8 ter. In deroga all'articolo 31, paragrafi 4 e 6, del regolamento finanziario, il Parlamento europeo e il Consiglio si pronunciano sulla proposta di storno entro quattro settimane dalla data del suo ricevimento. La proposta di storno è considerata approvata a meno che, entro tale periodo di quattro settimane, il Parlamento europeo, deliberando a maggioranza dei voti espressi, o il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, non la modifichino o la respingano. Se il Parlamento europeo o il Consiglio modificano la proposta di storno, si applica l'articolo 31, paragrafo 8, del regolamento finanziario.
Articolo 5 – paragrafo 8 quater (nuovo)
8 quater. La decisione entra in vigore se, entro il periodo di cui al paragrafo 8 ter, né il Consiglio né il Parlamento europeo respingono la proposta di storno.
Articolo 5 – paragrafo 8 quinquies (nuovo)
8 quinquies. Durante tutto il periodo di applicazione delle misure, la Commissione controlla attivamente che i diritti legali dei destinatari e beneficiari finali siano rispettati. La Commissione agevola inoltre la presentazione di denunce ai propri servizi, da parte dei destinatari o beneficiari finali che ritengano che i loro diritti legali non siano stati rispettati. Se constata che lo Stato membro o il soggetto pubblico interessato non adempiono al proprio obbligo giuridico di effettuare i pagamenti e che i legittimi interessi dei destinatari o beneficiari finali non sono rispettati, la Commissione adotta tutte le misure appropriate per assistere tali destinatari o beneficiari finali nel far valere i loro diritti.
3. Qualora siano revocate misure relative alla sospensione dell'approvazione di uno o più programmi o di una loro modifica, di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), punto i), o alla sospensione degli impegni di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), punto ii), gli importi corrispondenti agli impegni sospesi sono iscritti in bilancio fatto salvo l'articolo 7 del regolamento (UE, Euratom) XXXX del Consiglio (regolamento sul QFP).
La Commissione informa immediatamente il Parlamento europeo e il Consiglio delle eventuali misure proposte o adottate a norma degli articoli 4 e 5.
Protezione del bilancio dell’Unione in caso di cattivo funzionamento generale dello stato di diritto negli Stati membri
PARERE della commissione per gli affari costituzionali (22.11.2018)
Il relatore accoglie con favore l'obiettivo del regolamento proposto di tutelare il bilancio dell'Unione contro le carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto in uno Stato membro che compromettono o rischiano di compromettere la sana gestione finanziaria e la tutela degli interessi finanziari dell'Unione. Egli condivide il parere della Commissione secondo cui vi è una chiara correlazione tra il rispetto dello Stato di diritto e l'esecuzione efficiente del bilancio dell'Unione in conformità dei principi di sana gestione finanziaria. Inoltre riconosce che l'indipendenza e l'imparzialità del sistema giudiziario sono essenziali per garantire il rispetto dello Stato di diritto. Allo stesso tempo ritiene che il meccanismo proposto attribuisca un potere troppo discrezionale alla Commissione. In particolare, i criteri per l'avvio della procedura e per la valutazione qualitativa non sono chiaramente definiti, né lo sono i criteri per la scelta e la portata delle misure; la Commissione sarebbe libera di decidere in ultima analisi se applicare una misura, quale misura applicare e se sia possibile revocare in seguito tale misura. Ciò è possibile in quanto la proposta della Commissione è ritenuta approvata a meno che il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata entro un mese, non la respinga ("voto a maggioranza qualificata inversa"). A ciò si aggiunga il fatto che il meccanismo proposto sembra essere privo di fondamento giuridico (l'articolo 322 del TFUE, su cui si basa la proposta, non è sufficiente). Inoltre sembra essere sproporzionato, in particolare in relazione all'articolo 7 del TUE, che può riguardare carenze simili per quanto riguarda lo Stato di diritto e che richiede, a seconda delle circostanze, una maggioranza di quattro quinti del Consiglio e l'unanimità del Consiglio europeo. Il relatore suggerisce pertanto un meccanismo diverso. Inoltre il relatore critica la mancanza di una specifica consultazione dei portatori di interesse e il fatto che non è stata effettuata alcuna valutazione d'impatto in vista del regolamento proposto. In particolare, la proposta prevede che nella gestione diretta e indiretta a norma dell'articolo 62, lettere a) e lettera c), del regolamento finanziario, si possano applicare misure soltanto se il beneficiario è un soggetto pubblico. Se tale condizione non è soddisfatta, il finanziamento in questione dell'Unione non può essere oggetto di alcuna delle misure di cui al regolamento proposto. Senza una valutazione d'impatto che chiarisca in quale misura il bilancio dell'Unione rimarrebbe al di fuori della protezione del meccanismo proposto, è difficile stabilirne i potenziali benefici. Il relatore si chiede anche il motivo per cui la proposta non stabilisca alcun obbligo per la Commissione di valutare la possibilità di revocare le misure di propria iniziativa e di riferire in merito all'applicazione del regolamento proposto. Alla luce di quanto precede, il relatore suggerisce di modificare la proposta come di seguito indicato.
La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione per i bilanci e la commissione per il controllo dei bilanci, competenti per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:
(1) L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. A norma dell'articolo 2 e dell'articolo 7 del trattato sull'Unione europea (TUE), gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione sono obbligati a rispettare, proteggere e promuovere tali valori, che sono comuni a tutti gli Stati membri, in una società in cui prevalgono il pluralismo, la non discriminazione, la tolleranza, la giustizia, la solidarietà e l'uguaglianza tra donne e uomini. Tra questi valori, l'articolo 2 del TUE non prevede alcuna gerarchia.
L'emendamento mira ad allineare il considerando con l'attuale formulazione dell'articolo 2 del TUE.
(1 bis) Gli Stati membri cooperano debitamente e lealmente per assumere gli obblighi derivanti dall'adesione all'Unione, come ricordato nel trattato sull'Unione europea.
(2) Lo Stato di diritto impone che tutti i pubblici poteri agiscano entro i limiti fissati dalla legge, rispettando i valori della democrazia e i diritti fondamentali, sotto il controllo di un organo giurisdizionale indipendente e imparziale. Esso esige, in particolare, il rispetto dei principi di legalità7, certezza del diritto8, divieto di arbitrarietà del potere esecutivo9, separazione dei poteri10 e tutela giurisdizionale effettiva da parte di organi giurisdizionali indipendenti11,12.
11 Sentenza della Corte di giustizia del 27 febbraio 2018, Associação Sindical dos Juízes Portugueses/Tribunal de Contas, C-64/16, ECLI:EU:C:2018:117, punti 31 e 40-41. Sentenza della Corte di giustizia del 25 luglio 2018, LM, C-216/18 PPU, ECLI:EU:C:2018:586, punti 63-67.
L'emendamento mira ad allineare il considerando alla giurisprudenza più recente della Corte di giustizia.
(7) L'indipendenza della magistratura presuppone, in particolare, che l'organo possa svolgere le sue funzioni giurisdizionali in piena autonomia, senza vincoli gerarchici o di subordinazione nei confronti di alcuno e senza ricevere ordini o istruzioni da alcuna fonte, e che sia quindi al riparo da interventi o pressioni dall'esterno tali da compromettere l'indipendenza di giudizio dei suoi membri e da influenzare le loro decisioni. Le garanzie di indipendenza e di imparzialità implicano l'esistenza di disposizioni, in particolare relative alla composizione dell'organo, alla nomina, alla durata delle funzioni, nonché alle cause di ricusazione e di revoca dei suoi membri, che consentano di fugare qualsiasi legittimo dubbio che i singoli possano nutrire in merito all'impermeabilità di detto organo rispetto a elementi esterni e alla sua neutralità rispetto agli interessi contrapposti.
(7) L'indipendenza della magistratura presuppone, in particolare, che l'organo possa svolgere le sue funzioni giurisdizionali in piena autonomia, senza vincoli gerarchici o di subordinazione nei confronti di alcuno e senza ricevere ordini o istruzioni da alcuna fonte, e che sia quindi al riparo da interventi o pressioni dall'esterno tali da compromettere l'indipendenza di giudizio dei suoi membri e da influenzare le loro decisioni. L'indipendenza degli organi giudiziari presuppone altresì l'equidistanza dalle parti del procedimento e dai loro rispettivi interessi riguardo all'oggetto del procedimento. Tale aspetto impone il rispetto dell'obiettività e l'assenza di qualsivoglia interesse nell'esito del procedimento all'infuori della stretta applicazione dello Stato di diritto. Le garanzie di indipendenza e di imparzialità implicano l'esistenza di disposizioni, in particolare relative alla composizione dell'organo, alla nomina, alla durata delle funzioni, nonché alle cause di astensione, ricusazione e di revoca dei suoi membri, che consentano di fugare qualsiasi legittimo dubbio che i singoli possano nutrire in merito all'impermeabilità di detto organo rispetto a elementi esterni e alla sua neutralità rispetto agli interessi contrapposti.
(Si veda l'emendamento al considerando 7 bis nuovo della proposta)
L'emendamento mira ad allineare il considerando alla giurisprudenza più recente della Corte di giustizia (si veda in particolare la causa C-216/18, punti 63-67).
(7 bis) Il requisito di una magistratura indipendente richiede inoltre che il regime disciplinare di coloro che hanno una funzione giurisdizionale presenti le garanzie necessarie per evitare il rischio che essa sia utilizzata come sistema di controllo politico del contenuto delle decisioni giudiziarie. L'emanazione di norme che definiscono, segnatamente, sia i comportamenti che integrano illeciti disciplinari sia le sanzioni concretamente applicabili, che prevedono l'intervento di un organo indipendente conformemente a una procedura che garantisca appieno i diritti sanciti agli articoli 47 e 48 della Carta, in particolare i diritti della difesa, e che sanciscono la possibilità di contestare in sede giurisdizionale le decisioni degli organi disciplinari, costituisce un insieme di garanzie essenziali ai fini della salvaguardia dell'indipendenza della magistratura.
(Si veda l'emendamento al considerando 7 della proposta)
(11 bis) La Commissione dovrebbe poter monitorare costantemente la situazione dello Stato di diritto negli Stati membri ed essere un meccanismo dell'UE in materia di democrazia; lo Stato di diritto e i diritti fondamentali potrebbero essere istituiti come richiesto dal Parlamento europeo nella sua risoluzione del 25 ottobre 20161 bis.
1 bis Risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2016 recante raccomandazioni alla Commissione sull'istituzione di un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali (2015/2254(INL)), GU C 215 del 19.6.2018, pagg. 162-177.
(12) L'individuazione di una carenza generalizzata richiede una valutazione imparziale, trasparente e qualitativa da parte della Commissione. La valutazione dovrebbe fondarsi sulle informazioni provenienti da tutte le fonti disponibili e da enti riconosciuti, comprese le condizioni e le tempistiche dell'adozione, dell'attuazione e dell'esecuzione da parte dello Stato membro dei pertinenti capitoli dell'acquis, le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, le relazioni della Corte dei conti, le risoluzioni del Parlamento europeo e le conclusioni e raccomandazioni di organizzazioni e reti internazionali pertinenti, quali gli organi del Consiglio d'Europa e le reti europee delle Corti supreme e dei Consigli di giustizia.
(Si vedano gli emendamenti all'articolo 5, paragrafo 2, della proposta)
(14 bis) È essenziale che i legittimi interessi dei destinatari e dei beneficiari finali del programma o fondo interessato da misure in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri siano pienamente salvaguardati e non siano influenzati dalle violazioni delle norme di cui non sono responsabili. Nel proporre le misure la Commissione dovrebbe tenere conto del potenziale impatto sui destinatari e sui beneficiari finali e dovrebbe monitorare attivamente il rispetto dell'obbligo giuridico degli Stati membri di continuare a effettuare pagamenti dopo l'adozione delle misure da parte della Commissione a norma del presente regolamento. In caso di violazione da parte di uno Stato membro, la Commissione dovrebbe informare i destinatari o beneficiari finali dei loro diritti.
(14 ter) Prima di proporre misure concrete, la Commissione dovrebbe essere altresì tenuta a valutare le possibili implicazioni di bilancio di tali misure per il bilancio nazionale dello Stato membro interessato, tenendo debitamente conto dei principi di proporzionalità e di non discriminazione.
(15 bis) In considerazione del loro impatto sul bilancio dell'Unione, le misure imposte a norma del presente regolamento dovrebbero entrare in vigore solo dopo che il Parlamento europeo e il Consiglio avranno approvato lo storno verso una riserva di bilancio di un importo pari al valore della misura adottata. Al fine di garantire una rapida decisione sulle misure necessarie per tutelare gli interessi finanziari dell'Unione, tali storni dovrebbero essere considerati approvati, a meno che, entro un periodo stabilito, il Parlamento europeo o il Consiglio, quest'ultimo deliberando a maggioranza qualificata, non li modifichino o non li respingano.
(16) Prima di proporre l'adozione di misure a norma del presente regolamento, la Commissione dovrebbe informare lo Stato membro interessato dei motivi per cui ritiene possibile che vi esista una carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto. La Commissione dovrebbe informare immediatamente il Parlamento europeo e il Consiglio in merito alla notifica e al suo contenuto. Lo Stato membro interessato dovrebbe essere autorizzato a presentare osservazioni. La Commissione dovrebbe tenere conto delle osservazioni presentate.
(17) Qualora la situazione che ha portato all'istituzione delle misure sia stata risolta in misura sufficiente, è opportuno che la Commissione le revochi con effetto sospensivo e trasmetta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta volta a sbloccare, in tutto o in parte, la riserva di bilancio relativa alle misure in questione.
(a) "Stato di diritto": da intendersi tenendo conto dei valori dell'Unione sanciti all'articolo 2 del trattato sull'Unione europea e dai criteri di adesione all'Unione come ricordato dall'articolo 49 del trattato; esso comprende i principi di: legalità, secondo cui il processo legislativo deve essere trasparente, responsabile, democratico e pluralistico; certezza del diritto; divieto di arbitrarietà del potere esecutivo; tutela giurisdizionale effettiva da parte di giudici indipendenti e imparziali, compreso dei diritti fondamentali; separazione dei poteri e uguaglianza davanti alla legge;
La Commissione monitora e valuta costantemente la corretta attuazione della legislazione dell'Unione e il rispetto dello Stato di diritto.
Condizioni per la tutela del bilancio dell'Unione
(Si vedano gli emendamenti agli articoli 3, 4 e 5 della proposta)
Il titolo dell'articolo dovrebbe essere allineato al suo contenuto effettivo.
(f) l'effettiva e tempestiva collaborazione con l'Ufficio europeo per la lotta antifrode e, se lo Stato membro interessato vi aderisce, con la Procura europea nelle loro indagini o azioni penali conformemente ai rispettivi atti giuridici e al principio di leale cooperazione.
Non tutti gli Stati membri fanno parte della cooperazione della Procura europea.
(c bis) la compromissione della capacità di uno Stato membro di rispettare gli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione, inclusa la capacità di attuare efficacemente le norme, i criteri e le politiche che costituiscono il corpus del diritto dell'Unione;
(Si vedano gli emendamenti agli articoli 3 e 5 della proposta)
Si propone una formulazione più precisa.
Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera a – punto 2 bis (nuovo)
(2 bis) se del caso, la sospensione della gestione indiretta e, al suo posto, l'attuazione in gestione diretta;
L’emendamento propone una misura supplementare volta a tutelare il bilancio dell’Unione.
2. L'imposizione delle misure di cui al paragrafo 1 non pregiudica l'obbligo per i soggetti pubblici di cui al paragrafo 1, lettera a), o per gli Stati membri di cui al paragrafo 1, lettera b), di attuare il programma o il fondo interessati dalla misura e, in particolare, l'obbligo di effettuare i pagamenti ai destinatari o beneficiari finali. La Commissione monitora attivamente che i diritti legali dei destinatari o beneficiari finali siano rispettati. Se la Commissione constata che lo Stato membro non adempie all'obbligo di garantire i pagamenti e i legittimi interessi dei destinatari o dei beneficiari finali, la Commissione adotta tutte le misure opportune per aiutare tali destinatari o beneficiari a far valere i loro diritti. Non si applica l'articolo 68, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE, Euratom) n. XXXX (regolamento recante disposizioni comuni).
Nella sua risoluzione del 14 marzo 2018 sul prossimo QFP, il Parlamento ha ritenuto che "i beneficiari finali del bilancio dell'Unione non possono in alcun modo subire le conseguenze di violazioni delle norme di cui non sono responsabili" (si veda il paragrafo 119). L'articolo 68, paragrafo 1, lettera b), della proposta di regolamento recante disposizioni comuni (COM (2018/375)), che obbliga l'autorità nazionale a garantire il pagamento al beneficiario purché i fondi siano disponibili, non dovrebbe pertanto applicarsi al caso di specie.
1. Se vi sono motivi fondati per concludere che le condizioni di cui all'articolo 3 sono soddisfatte, la Commissione trasmette allo Stato membro in questione una notifica scritta in cui espone i motivi sui quali ha fondato la propria conclusione. La Commissione informa senza indugio il Parlamento europeo e il Consiglio di tale notifica e del contenuto della medesima.
2. Prima di ricorrere a una notifica scritta a norma del paragrafo 1, la Commissione tiene conto di tutte le informazioni pertinenti, comprese le condizioni e le tempistiche dell'adozione, dell'attuazione e dell'esecuzione da parte dello Stato membro dei pertinenti capitoli dell'acquis, ove disponibili, le decisioni della Corte di giustizia dell'Unione europea, le relazioni della Corte dei conti e le risoluzioni del Parlamento europeo. Inoltre tiene conto delle conclusioni e raccomandazioni delle organizzazioni internazionali competenti, in particolare di quanto segue:
i) l'elenco di criteri per la valutazione dello Stato di diritto della commissione di Venezia;
ii) la raccomandazione del Consiglio d'Europa CM/Rec (2010)12 "Giudici: indipendenza, efficacia e responsabilità";
iii) il rapporto della commissione di Venezia sull'indipendenza del sistema giudiziario, parte I: L'indipendenza dei giudici (CDL-AD(2010)004);
iv) il rapporto della Commissione di Venezia, parte II: il Pubblico ministero (CDL-AD(2010)040); e
v) le pertinenti relazioni di valutazione e di conformità del Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO).
Una descrizione più chiara delle possibili fonti di orientamento potrebbe migliorare la trasparenza, la tracciabilità e la verificabilità del meccanismo proposto nonché la certezza del diritto e la non arbitrarietà dei poteri conferiti alla Commissione.
4. Lo Stato membro interessato fornisce tutte le informazioni necessarie e può formulare osservazioni entro un termine stabilito dalla Commissione, che non può essere inferiore a 1 mese o superiore a 3 mesi dalla data di notifica della conclusione. Nelle sue osservazioni lo Stato membro può proporre l'adozione di misure correttive.
5. Al momento di decidere se adottare o meno una decisione sulle opportune misure, la Commissione tiene conto delle informazioni ricevute e delle eventuali osservazioni formulate dallo Stato membro interessato, nonché dell'adeguatezza delle misure correttive proposte.
6 bis. Nel momento stesso in cui adotta la sua decisione, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta intesa a trasferire alla riserva di bilancio l'importo equivalente al valore delle misure adottate. In deroga all'articolo 31, paragrafi 4 e 6, del regolamento finanziario, il Parlamento europeo e il Consiglio deliberano sulla proposta di storno entro quattro settimane dal suo ricevimento da parte di entrambe le istituzioni. La proposta di storno è considerata approvata a meno che il Parlamento, deliberando a maggioranza dei voti espressi, o il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, la modifichino o la respingano. La decisione entra in vigore se né il Parlamento europeo né il Consiglio respingono la proposta di storno durante tale periodo. Se il Parlamento europeo o il Consiglio modificano la proposta di storno, si applica l'articolo 31, paragrafo 8, del regolamento finanziario.
6 ter. Nella proposta presentata a norma del paragrafo 6, la Commissione garantisce che siano pienamente salvaguardati i legittimi interessi dei destinatari o beneficiari finali del programma o del fondo interessati dalla misura. La Commissione valuta altresì le possibili implicazioni di bilancio della riduzione del finanziamento dell'Unione per il bilancio nazionale dello Stato membro interessato, tenendo debitamente conto dei principi di proporzionalità e di non discriminazione.
(Si vedano gli emendamenti agli articoli 3 e 4 della proposta)
Nella sua risoluzione del 14 marzo 2018 sul prossimo QFP, il Parlamento ha ritenuto che "i beneficiari finali del bilancio dell'Unione non possono in alcun modo subire le conseguenze delle violazioni delle norme di cui non sono responsabili", che "il bilancio dell'Unione non è lo strumento idoneo per affrontare il mancato rispetto dell'articolo 2 TUE" e che "le eventuali conseguenze finanziarie dovrebbero essere sostenute dallo Stato membro indipendentemente dall'esecuzione del bilancio" (cfr. paragrafo 119).
(Si veda l'emendamento al considerando 15 della proposta)
1. Lo Stato membro interessato può, in qualsiasi momento, presentare alla Commissione elementi idonei a dimostrare che la carenza generalizzata riguardante lo Stato di diritto è stata sufficientemente colmata o ha cessato di esistere.
La Commissione valuta la situazione nello Stato membro interessato. Allorché cessano di esistere, in tutto o in parte, le carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto sulla cui base sono state adottate le opportune misure, la Commissione presenta al Consiglio una proposta di decisione relativa alla revoca totale o parziale di dette misure. Si applica la procedura di cui all'articolo 5, paragrafi 2, 4, 5, 6 e 7.
Su richiesta dello Stato membro interessato o di propria iniziativa, la Commissione valuta la situazione in tale Stato membro. Allorché cessano di esistere, in tutto o in parte, le carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto sulla cui base sono state adottate le misure in questione, la Commissione adotta una decisione relativa alla revoca totale o parziale di dette misure. Nel contempo la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta per revocare, in tutto o in parte, la riserva di bilancio relativa alle misure adottate. Si applica la procedura di cui all'articolo 5, paragrafi 2, 4, 5, 6, 6 bis e 6 ter.
La Commissione dovrebbe avere la facoltà di agire di propria iniziativa, e non solo su richiesta dello Stato membro interessato. Si propone inoltre una formulazione più precisa.

References: Sentenza 

Articolo 3

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Articolo 4

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Articolo 5

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 Sentenza 
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