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Timestamp: 2019-08-22 19:43:21+00:00

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Art. 556 codice penale - Bigamia - Brocardi.it
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Articolo 556 Codice penale
Dispositivo dell'art. 556 Codice penale
Chiunque, essendo legato da matrimonio avente effetti civili [82, 83, 106-116] (1), ne contrae un altro, pur avente effetti civili, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Alla stessa pena soggiace chi, non essendo coniugato, contrae matrimonio con persona legata da matrimonio avente effetti civili.
La pena è aumentata se il colpevole ha indotto in errore la persona, con la quale ha contratto matrimonio, sulla libertà dello stato [86] proprio o di lei (2).
Se il matrimonio, contratto precedentemente dal bigamo, è dichiarato nullo, ovvero è annullato il secondo matrimonio per causa diversa dalla bigamia [117, 119, 120, 122, 123], il reato è estinto, anche rispetto a coloro che sono concorsi nel reato, e, se vi è stata condanna, ne cessano l'esecuzione e gli effetti penali [557; c.p.p. 689 6] (3).
(1) Indipendentemente dal fatto che si tratti di bigamia propria, che ricorre quando un soggetto già legato da un precedente matrimonio giuridicamente efficace ne contrae un altro, o impropria, che si verifica invece quando un soggetto non coniugato contrae matrimonio con persona già coniugata, è necessaria per la configurabilità della norma in esame la preesistenza in capo ad uno dei nubendi di un matrimonio avente effetti civili.
(2) Si tratta di un'aggravante speciale che richiede un comportamento attivo del bigamo, non essendo quindi sufficienti la mera omissione o il silenzio. Tale condotta non deve però avvenire necessariamente attraverso artifici e raggiri.
(3) Nonostante la dottrina maggioritaria ritenga che si tratti di una causa speciale di estinzione del reato, alcuni autori ritengono che qualora il matrimonio venga dichiarato nullo non si dovrebbe aprlare di estinzione, bensì di inesistenza del reato.
La dottrina tradizionale ritiene che la norma in esame trovi il proprio fondamento nella necessità di tutelare il matrimonio monogamico.
“ Bigamia ”
Spiegazione dell'art. 556 Codice penale
Le norme di cui al presente capo sono dirette alla tutela della famiglia, intesa oramai come situazione di fatto caratterizzata dalla stabilità della convivenza e serietà del rapporto, più che come status giuridico derivante dal vincolo matrimoniale.
L'articolo in esame punisce il bigamo, ovvero colui che, già legato da precedente matrimonio, ne contrae un altro. Alla stessa pena soggiace anche il non bigamo, che contrae matrimonio con un bigamo, con la consapevolezza del suo status.
La bigamia, come l'adulterio e l'incesto, è un reato necessariamente bilaterale, due dovendo essere gli autori materiali, e perciò i soggetti attivi; ciò non toglie che uno di tali cooperatori, indispensabili per la concretizzazione dell'elemento materiale del reato, possa risultare non punibile.
Trattasi inoltre di reato permanente, che si protrae per tutta la durata della coesistenza dei due matrimoni e viene a cessare solamente una volta pronunciata sentenza definitiva di scioglimento.
Il tentativo è configurabile, qualora ad esempio si contragga matrimonio concordatario, senza però riuscire a trascriverlo, per sopravvenuta scoperta del precedente vincolo.
Il secondo comma prevede una circostanza aggravante specifica, nel caso in cui il colpevole (qui solo uno) abbia indotto in errore l'altro circa il proprio o l'altrui stato. Non sono richiesti particolari artifici o raggiri, ma è sufficiente un comportamento atto a determinare il convincimento circa lo stato libero. Specularmente, non è penalmente rilevante la mera omissione circa l'esistenza di un vincolo.
Da ultimo, all'ultimo comma è prevista una speciale causa di estinzione del reato, qualora il precedente matrimonio sia dichiarato nullo, o qualora il secondo matrimonio sia invece annullato per un fatto diverso dalla bigamia. Tale causa di estinzione è prevista tassativamente solo per le due situazioni prospettate e trova il proprio fondamento nel sopravvenuto venir meno dell'offesa al sentimento familiare, ma solamente una causa di nullità del primo matrimonio, che infatti elide ex tunc l'esistenza del vincolo, come se non vi fosse mai stato.
Massime relative all'art. 556 Codice penale
Cass. pen. n. 9743/2007
È configurabile il delitto di bigamia nei confronti di persona che abbia contratto matrimonio all'estero con cittadino straniero, non rilevando, in contrario, la nazionalità del coniuge, né l'ignoranza della legge extrapenale, integrativa del precetto penale, che regola la validità del matrimonio
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 9743 del 7 marzo 2007)
Cass. pen. n. 23249/2003
Il reato di bigamia ha natura permanente. La permanenza si protrae per tutta la durata della coesistenza dei due matrimoni e cessa allorché, indipendentemente dalla causa estintiva costituita dalla dichiarazione di nullità del primo matrimonio o dell'annullamento del secondo per ragioni diverse dalla stessa bigamia, sia pronunciata con sentenza definitiva la cessazione degli effetti civili di uno di essi.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 23249 del 27 maggio 2003)
Cass. pen. n. 3579/1982
L'erronea opinione dell'imputato di bigamia di essere libero di contrarre nuovo matrimonio, avendo ottenuto il divorzio all'estero, non costituisce errore su legge diversa da quella penale, ai sensi dell'art. 47 comma terzo c.p. bensì errore sulla legge penale che non può essere invocato dall'imputato come causa di esclusione della punibilità. Ai fini della configurabilità del reato di bigamia gli effetti civili di precedenti matrimoni contratti all'estero sono da considerarsi in vigore anche se i suddetti matrimoni non siano stati trascritti nei registri dello stato civile in Italia. Ai fini della configurabilità del reato di bigamia deve essere considerato legato da precedente matrimonio avente effetti civili anche colui che abbia ottenuto all'estero pronunzia di divorzio non riconosciuto in Italia.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3579 del 3 aprile 1982)
Cass. pen. n. 18/1972
Il dolo del delitto di bigamia consiste nella volontà di contrarre un nuovo matrimonio avente effetti civili, con la consapevolezza dell'esistenza di un precedente matrimonio avente anch'esso tali effetti. Tale elemento psicologico può essere escluso dall'errore di fatto circa la sussistenza del precedente vincolo coniugale.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 18 del 14 gennaio 1972)
Cass. pen. n. 1706/1969
Il delitto di bigamia consiste nel contrarre, in costanza di matrimonio produttivo di effetti giuridici, un altro matrimonio avente anche esso effetti civili. Il reato può essere escluso soltanto dalla giuridica inesistenza o del matrimonio precedente o di quello successivo. Non è giuridicamente inesistente il matrimonio contratto sotto false generalità, onde risponde del reato di bigamia chi, legato da precedente matrimonio, ne contragga un secondo attribuendosi false generalità. Gli effetti civili del matrimonio concordatario si producono ipso iure, con efficacia dalla data di celebrazione del matrimonio dinanzi al ministro del culto cattolico, appena avvenuta la trascrizione dell'atto nei registri dello stato civile del comune in cui il matrimonio è stato contratto (artt. 5, 8, 9 L. 27 maggio 1929, n. 847). È solo con questa trascrizione che si opera il trapasso del matrimonio religioso dalla sfera del diritto canonico, che ne regola la formazione, a quella del diritto civile, che ne regola gli effetti. Le ulteriori trascrizioni nei registri dello stato civile dei comuni di residenza degli sposi, allorché il matrimonio sia stato celebrato in un comune diverso (art. 131 ordinamento stato civile), non hanno influenza sull'efficacia del vincolo per gli effetti civili, avendo esse soltanto natura dichiarativa e ricognitiva perché attengono esclusivamente all'accertamento dello status dei nati in ogni comune e di coloro che ivi risiedono.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1706 del 16 luglio 1969)

References: Articolo 556

Articolo 556
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Cass. 
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