Source: http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0800&tipo=documenti_seduta
Timestamp: 2018-10-23 20:17:01+00:00

Document:
Seduta di Venerdì 19 maggio 2017
ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESAME: PDL NN. 4368 E 4410 ED ABB.
Pdl n. 4368 – Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all'ordinamento penitenziario
Tempo complessivo: 23 ore e 30 minuti, di cui:
• seguito dell'esame: 15 ore.
Relatore per la maggioranza 20 minuti 30 minuti
Relatore di minoranza 10 minuti 15 minuti
Governo 15 minuti 30 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 25 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato) 2 ore e 17 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi 6 ore e 10 minuti 9 ore e 48 minuti
Partito Democratico 36 minuti 2 ore e 39 minuti
MoVimento 5 Stelle 32 minuti 1 ora e 6 minuti
Libertà - Berlusconi Presidente 31 minuti 48 minuti
Articolo 1 - Movimento
Democratico e Progressista 31 minuti 44 minuti
Alternativa Popolare - Centristi
per l'Europa - NCD 30 minuti 38 minuti
Lega Nord e Autonomie - Lega
dei Popoli - Noi con Salvini 30 minuti 34 minuti
Ecologia Libertà - Possibile 30 minuti 33 minuti
Civici e Innovatori 30 minuti 32 minuti
- MAIE 30 minuti 32 minuti
Democratico 30 minuti 31 minuti
Nazionale 30 minuti 30 minuti
Misto: 30 minuti 41 minuti
Conservatori e Riformisti 9 minuti 12 minuti
Minoranze Linguistiche 5 minuti 7 minuti
insieme per l'Italia 4 minuti 6 minuti
UDC 3 minuti 5 minuti
USEI - IDEA (Unione
Sudamericana Emigrati Italiani) 3 minuti 5 minuti
FARE! - Pri 3 minuti 3 minuti
- Liberali per l'Italia (PLI) 3 minuti 3 minuti
Pdl n. 4410 e abb. – Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario
Interventi a titolo personale 1 ora e 27 minuti (con il limite massimo di 15 minuti per ciascun deputato)
Gruppi 6 ore e 18 minuti
Partito Democratico 39 minuti
Libertà - Berlusconi Presidente 31 minuti
per l'Europa - NCD 31 minuti
dei Popoli - Noi con Salvini 31 minuti
Ecologia Libertà - Possibile 30 minuti
Civici e Innovatori 30 minuti
Scelta civica ALA per la Costituente liberale e popolare - MAIE 30 minuti
Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale 30 minuti
Conservatori e Riformisti 10 minuti
per l'Italia 4 minuti
UDC 3 minuti
USEI - IDEA (Unione Sudamericana
Emigrati Italiani) 3 minuti
FARE! - Pri 3 minuti
- Liberali per l'Italia (PLI) 3 minuti
Missioni valevoli nella seduta del 19 maggio 2017.
Angelino Alfano, Gioacchino Alfano, Alli, Amendola, Amici, Baldelli, Baretta, Bellanova, Dorina Bianchi, Bindi, Biondelli, Blazina, Bobba, Bocci, Bonifazi, Michele Bordo, Borletti Dell'acqua, Boschi, Matteo Bragantini, Brambilla, Bratti, Bressa, Brunetta, Bueno, Caparini, Casero, Castiglione, Catania, Causin, Centemero, Antimo Cesaro, Chaouki, Cicchitto, Cimbro, Cirielli, Coppola, Costa, Costantino, D'Alia, Dambruoso, Damiano, De Micheli, Del Basso De Caro, Dellai, Di Gioia, Luigi Di Maio, Epifani, Faraone, Fedriga, Ferranti, Fioroni, Gregorio Fontana, Fontanelli, Franceschini, Garofani, Gelli, Gentiloni Silveri, Giachetti, Giacomelli, Giancarlo Giorgetti, Gozi, Kronbichler, La Russa, Laforgia, Locatelli, Lorenzin, Losacco, Lotti, Lupi, Madia, Manciulli, Marazziti, Marcon, Migliore, Mucci, Nicoletti, Orlando, Pannarale, Pes, Pisicchio, Portas, Rampelli, Ravetto, Realacci, Rigoni, Rosato, Domenico Rossi, Rostan, Rughetti, Sanga, Sani, Santerini, Scalfarotto, Spadoni, Tabacci, Terzoni, Valeria Valente, Velo, Vignali.
In data 18 maggio 2017 sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge d'iniziativa dei deputati:
PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE FRANCESCO SANNA: «Modifica dell'articolo 58 della Costituzione in materia di elettorato attivo e passivo per l'elezione del Senato della Repubblica» (4498);
BORGHESE e MERLO: «Istituzione dell'insegnamento dell'educazione comportamentale ed emozionale nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado» (4499);
CENTEMERO: «Disposizioni in materia di propaganda elettorale e referendaria» (4500);
MANNINO e DI BENEDETTO: «Disciplina della funzione sociale della proprietà, in attuazione dell'articolo 42 della Costituzione» (4501);
VIGNAROLI ed altri: «Incentivi fiscali per favorire la diffusione dei prodotti in materiale riciclato, istituzione dell'insegnamento dell'educazione ambientale e altre disposizioni per promuovere la cultura del riciclo» (4502).
In data 18 maggio 2017 la deputata Di Benedetto ha comunicato, anche a nome della cofirmataria, di ritirare la seguente proposta di legge:
DI BENEDETTO e MANNINO: «Disciplina della funzione sociale della proprietà, in attuazione dell'articolo 42 della Costituzione» (2805).
In data 18 maggio 2017 il Presidente del Senato ha trasmesso alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
S. 580-B. – Senatori FALANGA ed altri: «Disposizioni in materia di criteri per l'esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi» (approvata dal Senato, modificata dalla Camera e nuovamente modificata dal Senato) (1994-B);
S. 10-362-388-395-849-874-B. – Senatori MANCONI ed altri; senatori CASSON ed altri; senatore BARANI; senatori DE PETRIS e DE CRISTOFARO; senatori BUCCARELLA ed altri; senatore TORRISI: «Introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano» (approvata, in un testo unificato, dal Senato, modificata dalla Camera e nuovamente modificata dal Senato) (2168-B).
S. 580-B. – Senatori FALANGA ed altri: «Disposizioni in materia di criteri per l'esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi» (Approvata dal Senato, modificata dalla Camera e nuovamente modificata dal Senato) (1994-B) Parere delle Commissioni I, V e VIII;
S. 10-362-388-395-849-874-B. – Senatori MANCONI ed altri; senatori CASSON ed altri; senatore BARANI; senatori DE PETRIS e DE CRISTOFARO; senatori BUCCARELLA ed altri; senatore TORRISI: «Introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano» (Approvata, in un testo unificato, dal Senato, modificata dalla Camera e nuovamente modificata dal Senato) (2168-B) Parere delle Commissioni I, III e V.
SCHULLIAN ed altri: «Modifica all'articolo 142 del testo unico di cui al regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592. Soppressione del divieto di iscrizione contemporanea a diverse università, a diverse facoltà o scuole della stessa università e a diversi corsi di laurea o diploma della stessa facoltà o scuola» (4455) Parere delle Commissioni I e V.
Commissioni riunite X (Attività produttive) e XII (Affari sociali):
BORGHESE e MERLO: «Modifiche alla legge 24 ottobre 2000, n. 323, concernenti la disciplina e la promozione del settore termale, nonché delega al Governo per l'adozione di un testo unico delle leggi in materia di attività idrotermali» (4460) Parere delle Commissioni I, II (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per le disposizioni in materia di sanzioni), V, VI (ex articolo 73, comma 1-bis, del Regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria), VII, XI, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha trasmesso un decreto ministeriale recante una variazione di bilancio tra capitoli dello stato di previsione del medesimo Ministero, autorizzata, in data 12 maggio 2017, ai sensi dell'articolo 33, comma 4-quinquies, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
La Ministra per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 18 maggio 2017, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66, la relazione d'inchiesta dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo concernente l'incidente occorso a un aeromobile a Tronzano Vercellese (Vercelli) il 30 ottobre 2015.
La Commissione europea, in data 18 maggio 2017, ha trasmesso, in attuazione del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti allegato al Trattato sull'Unione europea, la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Relazione 2016 sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (COM(2017) 239 final), che è assegnata, ai sensi dell'articolo 127 del Regolamento, alla I Commissione (Affari costituzionali), con il parere della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Il Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, in data 18 maggio 2017, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, progetti di atti dell'Unione europea, nonché atti preordinati alla formulazione degli stessi.
Relazione della Commissione – Terza relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio sulle attività volte a rendere pienamente operativa la guardia di frontiera e costiera europea (COM(2017) 219 final);
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio che definisce la posizione della Commissione a seguito della risoluzione del Parlamento europeo del 2 marzo 2017 relativa agli obblighi della Commissione in materia di reciprocità dei visti e riferisce sui progressi compiuti (COM(2017) 227 final);
Relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione del regolamento (UE) n. 608/2013 del Consiglio (COM(2017) 233 final);
Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo a norma dell'articolo 12, paragrafo 3, della direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente (COM(2017) 234 final);
Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sui progressi compiuti nell'attuazione della direttiva 2011/70/EURATOM del Consiglio e su un inventario dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito presenti sul territorio comunitario e le prospettive per il futuro (COM(2017) 236 final).
Trasmissione dal Consiglio regionale dell'Abruzzo.
Il Presidente del Consiglio regionale dell'Abruzzo, in data 16 maggio 2017, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 25 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, il testo di una risoluzione recante le osservazioni del medesimo Consiglio regionale sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a un test della proporzionalità prima dell'adozione di una nuova regolamentazione delle professioni (COM(2016) 822 final).
Questo documento è trasmesso alla II Commissione (Giustizia), alla X Commissione (Attività produttive) e alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea).
Problematiche relative alla presenza di strutture militari in Sardegna, con particolare riferimento agli indennizzi per le servitù militari, all'utilizzo della caserma di Pratosardo a Nuoro e al ridimensionamento della presenza Nato – 2-01802.
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della difesa, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:
la situazione legata alla presenza militare in Sardegna appare molto complessa e caratterizzata da numerose situazioni che preoccupano i cittadini e gli amministratori locali;
un primo punto riguarda i gravi ritardi con i quali vengono pagati ai comuni interessati gli indennizzi per le servitù militari, con la conseguenza di gravi difficoltà per la situazione finanziaria degli stessi comuni;
la problematica è stata segnalata dai sindaci degli stessi comuni in una lettera pubblicata su vari giornali il 16 marzo 2017 e indirizzata alla Ministra Pinotti, nella quale si legge che sono quasi 15 i milioni di euro arretrati e che l'ultimo pagamento da parte del Governo risale al 2012 e riguarda il quinquennio 2005-2009;
nella medesima lettera i sindaci chiedono al Governo di provvedere alla revisione dei metodi e dei tempi di pagamento, in particolare, per quel che riguarda questi ultimi, riducendo il periodo di pagamento da cinque anni, come avviene oggi, ad un anno, liberando, inoltre, le risorse ricevute dai comuni come indennizzo dai vincoli patto di stabilità ed evitando così l'assurda situazione che ad oggi impedisce ai comuni stessi di spendere fondi che pure sono in cassa e che restano inutilizzati;
legato direttamente al tema precedente è quello del necessario adeguamento del giusto indennizzo previsto per comuni sui cui territori risiedono basi militari. È noto, infatti, che i canoni pagati dal Ministero della difesa sono nettamente inferiori a quelli che i comuni stessi potrebbero ricevere da realtà non militari;
alla questione della presenza militare in Sardegna, inoltre, fa riferimento anche la vicenda della nuova caserma di Pratosardo a Nuoro;
rispondendo all'interrogazione n. 3-02347, nella quale si chiedeva conferma dell'arrivo di 250 militari della brigata Sassari nella nuova caserma pronta ma ancora non utilizzata, la Ministra Pinotti, nel giugno 2016, assicurava che la caserma stessa «in tempi brevi sarà occupata e sarà occupata da personale delle Forze armate», fugando, almeno in apparenza, il timore di un uso diverso rispetto a quello militare per la citata caserma di Pratosardo;
si trattava di una risposta confortante ma, purtroppo a quasi un anno da questa assicurazione, nulla si è ancora mosso e la caserma resta ancora inutilizzata, mentre si ripresentano i timori per l'uso della suddetta caserma;
infine, non può essere trascurata la questione relativa alla crisi occupazionale in atto per la chiusura, o comunque il ridimensionamento della presenza Nato in Sardegna;
l'interrogazione n. 3-02912, faceva, tra l'altro, riferimento alle preoccupazioni causate dalla decisione dell'Aeronautica tedesca di ritirarsi dalla base di Decimomannu, tra l'altro uno dei comuni firmatari della lettera sopra citata;
nonostante le ripetute richieste di concreti interventi volti a salvaguardare l'occupazione di coloro che rischiano di perdere il lavoro a Decimomannu, nessuna risposta si è avuta dal Governo;
da tutto quanto su esposto appare evidente non solo una situazione estremamente preoccupante e grave, ma anche la necessità di ripensare in modo generale la stessa funzione delle basi militari in Sardegna, prendendo atto della necessità di superare la mera funzione di formazione con esercitazioni a fuoco da sostituire in modo prevalente con altri strumenti utili per la ricerca e la tutela dell'ambiente e dei posti di lavoro –:
quali iniziative di competenza intendano intraprendere i Ministri interpellati, anche in accordo con la regione Sardegna e gli enti locali interessati, per affrontare le gravi questioni sopra esposte, tutte tra loro collegate e che richiedono interventi concreti per dare sollievo ad una situazione generale complessa e che non può durare ancora a lungo.
(2-01802) «Capelli, Dellai».
Elementi ed iniziative in ordine ad una recente vicenda relativa alla sospensione dell'erogazione dell'acqua potabile in provincia di Teramo – 2-01801
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il Ministro della salute, per sapere – premesso che:
in data 9 maggio 2017 a seguito dei prelievi effettuati al Traforo del Gran Sasso, l'Arta ha giudicato l'acqua in uscita non conforme; pertanto il Sian dell'azienda sanitaria locale di Teramo ha disposto l'uso per soli fini igienici. Per poco più di 12 ore, 300 mila cittadini della provincia di Teramo non hanno potuto utilizzare l'acqua dei propri rubinetti;
si è trattato per i cittadini della provincia di Teramo di un incubo interminabile, scandito da allarmi e corse ai supermercati, con i principali organi amministrativi e politici del teramano e della regione mobilitati;
alle 13,08 del 9 maggio 2017 il dirigente del Sian (Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione) Maddalena Marconi ha emanato l'ordinanza che dichiara non potabile l'acqua che esce dai rubinetti di 32 comuni e che impone a Ruzzo Reti s.p.a., gestore unico del ciclo integrato delle acque nell'ato teramano n. 5, la «messa a scarico» delle sorgenti a destra e sinistra del Traforo del Gran Sasso;
alle 17,47 del 9 maggio 2017 Ruzzo Reti s.p.a. invia una nota alla stampa, informando della situazione e allegando l'ordinanza;
all'1,56 della notte fra il 9 e il 10 maggio 2017 il dirigente del Sian (Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione) Maddalena Marconi firma una nuova ordinanza in cui revoca la disposizione precedente; pertanto l'acqua può essere destinata a uso potabile;
le analisi vengono ripetute quattro volte per sicurezza a distanza di un'ora, confermando che i «parametri erano tutti nella norma». Per questi motivi viene emessa l'ordinanza all'1,56;
in seguito ai fatti accaduti la magistratura ha aperto un'inchiesta per reati ambientali;
i fatti accaduti però hanno un precedente importante: la prima denuncia fu fatta dal Wwf sui problemi dell'acqua del Gran Sasso nel 2002: l'incidente più grave infatti si è verificato il 16 agosto 2002 durante il famoso esperimento Borexino;
il 28 maggio 2003 la Presidenza del Consiglio dei ministri, all'epoca era Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, dispone la nomina del commissario delegato per il superamento della fase emergenziale che sarà di durata ultradecennale;
gli obiettivi del commissario erano chiari: al primo punto figurava la «messa in sicurezza dei sistemi di captazione dei due acquedotti, per poter consentire la ripresa al più presto possibile all'interno dei laboratori di fisica nucleare degli esperimenti»; occorreva assicurare altresì «la messa in sicurezza dei laboratori» che comprendeva, oltre ai sistemi antincendio, quelli di «rilevazione e di controllo» e, soprattutto, la creazione di «un sistema di raccolta delle acque di percolazione e di scarico che prima finivano nelle fogne senza regimentazione»;
altro obiettivo che il commissario doveva perseguire era quello della sicurezza delle gallerie autostradali;
dalla documentazione e dalle descrizioni fornite nel report finale del commissario Balducci la cosa chiara che emerge è che i lavori da 84 milioni di euro servivano ad evitare che le acque, in qualche modo contaminate all'interno del laboratorio, poi, non potessero finire dentro le falde acquifere e dentro l'acquedotto gestito da Ruzzo Reti s.p.a.;
è da tenere in considerazione che sono state anche apportate modifiche ai progetti definitivi ed effettuate molteplici e costose varianti proprio per migliorare ulteriormente quanto ipotizzato inizialmente prima di mettere mano al «sistema Gran Sasso»;
il funzionamento dell'ufficio del commissario è costato poco più di 2 milioni di euro, gli studi e le progettazioni sono costate 3,4 milioni di euro e le consulenze oltre un milione di euro;
per quanto riguarda le somme erogate a enti terzi: a Ruzzo Reti spa sono andati 132.000 euro, a Telecom 609.000 euro e a Strada dei Parchi 3,2 milioni di euro;
le opere più costose sono quelle per complessivi 22,3 milioni di euro, che hanno riguardato gli interventi di carattere idraulico e ambientale delle gallerie, le opere di drenaggio e l'impermeabilizzazione. L'adeguamento delle reti impiantistiche elettriche è costato oltre 5 milioni di euro; le reti per la ventilazione quasi 10 milioni di euro; la pavimentazione 7 milioni di euro; il sistema antincendio quasi 5 milioni di euro, per un totale di 84 milioni di euro;
il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, all'articolo 94, prevede che, per conservare le caratteristiche qualitative delle acque destinate al consumo umano, le regioni individuino le aree di salvaguardia all'interno dei bacini imbriferi e delle aree di ricarica della falda. Ossia tre zone specifiche:
a) la zona di tutela assoluta è costituita dall'area adiacente le captazioni o derivazioni; deve avere un'estensione di almeno dieci metri di raggio dal punto di captazione, deve essere adeguatamente protetta e adibita esclusivamente a opere di captazione e infrastrutture di servizio;
b) la zona di rispetto costituita dalla porzione di territorio circostante la zona di tutela assoluta da sottoporre a vincoli e destinazioni d'uso tali da tutelare qualitativamente e quantitativamente la risorsa idrica captata;
c) le zone di protezione delimitate dalle regioni per assicurare la protezione del patrimonio idrico; esse individuano e disciplinano, all'interno delle zone di protezione, le seguenti aree: 1) di ricarica della falda; 2) emergenze naturali e artificiali della falda; 3) zone di riserva;
è gravissimo che dopo tutti questi anni e le ingenti risorse investite accadano fatti del genere che lasciano molte ombre sulla bontà del lavoro svolto dal commissario e sulla tutela effettiva della salute dei cittadini che attingono a tale bacino idrico –:
se sia stata valutata la compatibilità della captazione di acque ad uso umano dal bacino idrico di cui sopra con l'attività di ricerca dell'Istituto nazionale di fisica nucleare;
quale sia lo stato dei lavori per assicurare la messa in sicurezza e la conformità dei locali e delle installazioni dei laboratori e per quali motivi, dopo un decennio di commissariamento e 84 milioni di euro spesi, si siano verificate situazioni come quelle descritte in premessa.
(2-01801) «Pellegrino, Marcon».
Iniziative di competenza in relazione al passaggio del comune di Cinto Caomaggiore dalla regione Veneto alla regione Friuli Venezia Giulia – 2-01799
il comune di Cinto Caomaggiore (Venezia) possiede da tempo tutti i requisiti prescritti dalla legge come richiesto dall'articolo 132, secondo comma, della Costituzione e dall'articolo 46, terzo comma, della legge n. 352 del 1970 per il passaggio di regione, tra i quali:
a) il doppio quorum favorevole richiesto e raggiunto con il referendum popolare del 26-27 marzo 2006, avete quale quesito «Volete che il territorio del comune di Cinto Caomaggiore sia separato dalla regione Veneto per entrare a far parte integrante della regione Friuli Venezia Giulia?»; tale consultazione ebbe un evidente risultato, con 1.956 elettori su 2.994 aventi diritto (pari al 65,3 per cento) e con 1.790 «sì», pari al 91,5 per cento dei votanti;
b) il parere favorevole delle regioni interessate per il distacco di Cinto Caomaggiore e per la sua aggregazione ad altra regione. In particolare, il Friuli Venezia Giulia ha ribadito negli ordini del giorno n. 34 del 18 dicembre 2014 e n. 33 del 17 dicembre 2015 il parere favorevole già espresso nel 2006, mentre il Veneto ha approvato, con delibera n. 91 del 28 giugno 2012, una risoluzione finalizzata all'attivazione del consiglio regionale presso il Parlamento per procedere al passaggio di Cinto Caomaggiore alla provincia di Pordenone;
c) altri benestare accessori sono stati espressi dalle province di Pordenone, Venezia e Udine; si segnala inoltre che con deliberazione del consiglio comunale in carica è stata rinnovata la volontà per il passaggio al Friuli Venezia Giulia attraverso la non adesione alla città metropolitana di Venezia;
la comunicazione del risultato referendario venne data nella Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21 aprile 2006, da cui iniziavano a decorrere i sessanta giorni - ex articolo 45, quarto comma, legge n. 352 del 1970 - entro cui il Ministro dell'interno, come «atto dovuto», avrebbe dovuto presentare al Parlamento il disegno di legge ordinario contenente la modifica dei confini delle regioni coinvolte;
sono trascorsi undici anni da tale espressione popolare non «ratificata» come dovuto da Governo e Parlamento, nonostante la storia degli atti parlamentari volti al passaggio amministrativo di Cinto Caomaggiore sia nutrita come dimostra il seguente elenco:
a) Atto Senato n. 1145/2006, a firma del senatore Saro, «Distacco del comune di Cinto Caomaggiore dalla regione Veneto e relativa aggregazione alla regione Friuli Venezia Giulia»;
b) proposta di legge costituzionale n. 2526 presentata alla Camera dei deputati dall'allora Ministro dell'interno Amato il 17 aprile 2007;
c) Atto Senato n. 758/2008, a firma del senatore Saro, il cui esame in Commissione affari costituzionali al Senato è iniziato a luglio 2012;
d) Atto Camera 2331, presentato il 29 aprile 2014 a firma Zanin e Moretto, «Distacco del comune di Cinto Caomaggiore dalla regione Veneto e sua aggregazione alla regione Friuli Venezia Giulia, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione»;
e) Atto Senato 2278, a firma del senatore Pegorer, presentato in data 9 marzo 2016;
è perciò evidente, tra l'altro, la volontà del Governo e del Parlamento di dare corso ai diritti dei cittadini come previsto dalle leggi, come avvenuto nella XVI legislatura con la legge n. 117 del 2009 relativa al passaggio di regione dalle Marche all'Emilia-Romagna dei sette comuni della Valmarecchia e come attestato anche nel corso della XVII legislatura dall'esame in corso della proposta di legge n. 1202 e abbinata – Distacco dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla regione Marche e loro aggregazione alla regione Emilia-Romagna, nell'ambito della provincia di Rimini, ai sensi dell'articolo 132, secondo comma, della Costituzione: è dunque sottesa in tali atti, oltre all'importante ritardo, la possibile discriminazione dei cittadini italiani di Cinto Caomaggiore che hanno conseguito in precedenza tale diritto;
la disciplina per i passaggi di regione prevede la sola legge ordinaria, dal momento che l'articolo 132, secondo comma, della Costituzione, utilizzando le parole «legge della Repubblica», non distingue le regioni ordinarie da quelle speciali, ma detta una comune disciplina come ribadito nella sentenza della Corte costituzionale n. 66 del 2007, in cui si afferma l'applicabilità a tutte le autonomie regionali sia ordinarie che differenziate. Inoltre, nella sentenza n. 246 del 2010, la Corte costituzionale ha asserito che «La norma costituzionale infatti, l'unica che possa porre dei vincoli di carattere procedimentale all'operato degli organi legislativi, non prescrive che, esauritasi la prima delle due fasi in cui si articola lo speciale procedimento di cui all'articolo 132, secondo comma, della Costituzione (cioè quella avente ad oggetto la consultazione referendaria e l'espressione del parere dei Consigli regionali interessati), la seconda fase (quella cioè che ha inizio con la presentazione del disegno di legge) si svolga secondo forme sostanzialmente diverse rispetto a quelle legislative ordinarie» –:
se non si ritenga necessario, per quanto di competenza, dare corso con urgenza a tutte le procedure per il completamento del passaggio amministrativo del comune di Cinto Caomaggiore dalla regione Veneto alla regione Friuli Venezia Giulia, nel rispetto della volontà popolare dei cittadini espressa chiaramente con il referendum del 26-27 marzo 2006.
(2-01799) «Zanin, Senaldi, Salvatore Piccolo, Paolo Rossi, Nicoletti, Prina, Piccione, Falcone, Paola Boldrini, Bergonzi, Terrosi, Venittelli, Pinna, Tinagli, Patriarca, Gitti, Pelillo, Moretto, Impegno, Cova, Becattini, Brandolin, Taranto, Bazoli, Ferrari, Di Lello, Fusilli, Mariani, Fragomeli, Dallai, Berlinghieri, Antezza».

References: Articolo 1
 articolo 73
 articolo 73
 articolo 45
 sentenza 
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