Source: http://www.promosricerche.org/index.php?option=com_k2&view=itemlist&task=category&id=30:news-sicurezza&lang=it
Timestamp: 2017-09-20 12:51:18+00:00

Document:
Promos Ricerche - News - Sicurezza sul Lavoro
News - Sicurezza sul Lavoro (357)
Venerdì, 15 Settembre 2017 15:29
Pubblicato da INAIL il documento “Impianti di climatizzazione: salute e sicurezza nelle attività di ispezione e bonifica”. La pubblicazione fornisce informazioni utili a prevenire infortuni e malattie professionali correlabili alle attività di ispezione e sanificazione degli impianti di climatizzazione. Promuove inoltre comportamenti sicuri e il corretto utilizzo di attrezzature e dispositivi di protezione.
Scarica li documento
Pubblicato in News - Sicurezza sul Lavoro
Infortuni nel cantiere, responsabilità limitata per il coordinatore
Lo ha chiarito la Cassazione nella sentenza n. 34869, depositata il 18 luglio, con la quale ha accolto il ricorso di un Coordinatore contro la sentenza della Corte d’appello di Milano, con la quale questi era stato riconosciuto colpevole di lesioni colpose gravi ai danni di un lavoratore il quale era intento, sul luogo di lavoro, allo smontaggio di pannelli di truciolato mentre si trovava sopra un trabattello con ruote.
Il ricorso è stato accolto sulla base di una carenza di motivazione dei giudici di primo e secondo grado in merito agli obblighi incombenti in capo alla figura del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione, quale titolare di una funzione di garanzia, nelle gestione del rischio interferenziale ai sensi dell’articolo 92 del dlgs 81/08 (Testo unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro), secondo la previsione dell’articolo 90 dello stesso Tu nella parte in cui prevede la designazione del coordinatore nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea.
Nella sentenza impugnata, come in quella di primo grado, la Corte ha rilevato che si è mancato di esaminare la questione del rischio interferenziale quale presupposto essenziale per richiamare la norma di riferimento sopra citata per pretendere dal Coordinatore per la sicurezza l’adempimento degli obblighi sullo stesso gravanti.
Le predette sentenze di merito si sono limitate esclusivamente all’attività dei lavoratori di una ditta edile, impegnata alla rimozione di alcune infrastrutture senza minimamente addentrarsi sulla esigenza della gestione di un rischio derivante dalla coesistenza o meno di due o più imprese nello stesso cantiere di lavoro.
Pertanto, sotto il profilo logico-giuridico, è risultata errata, per la Corte , la parte della motivazione della sentenza d’appello la quale impone al coordinatore un controllo e un intervento sulla corretta predisposizione e utilizzazione di uno strumento di lavoro, quale la scala dotata di ruote, nonché sulla verifica della adeguata formazione e informazione dei lavoratori addetti sulle modalità di lavoro. È vero, invece, che in tal modo si sarebbe verificata un’indebita sovrapposizione di distinti piani operativi, confondendo la posizione di garanzia del coordinatore per la sicurezza e l’esecuzione, con quella del datore di lavoro, tenuto primariamente al rispetto di obblighi di formazione e di vigilanza sui lavoratori e di prevenzione dei rischi connessi alla prestazione lavorativa. Diversamente, senza la sussistenza di un rischio da interferenza di lavorazioni riconducibili ad imprese diverse, la sentenza impugnata avrebbe altresì indebitamente ampliato il ruolo e le funzioni del Coordinatore, in particolare quelle relative alla vigilanza in generale sulla configurazione delle lavorazioni. Né, tra l’altro, al Coordinatore, i cui obblighi sono richiamati dal citato articolo 92 del Tu, sono attribuiti compiti relativi al rapporto diretto di questi con i singoli lavoratori, né una seppur minima ingerenza nella gestione giornaliera del cantiere.
fonte Sole24Ore 191/17 LC
Martedì, 01 Agosto 2017 10:30
Call center, no ai software di controllo
L’Ispettorato nazionale del lavoro, con la circolare 4 del 26 luglio, prende una posizione molto netta sulla «installazione e utilizzazione di strumenti di supporto all’attività operativa ordinaria dei call center». La circolare analizza gli «applicativi software» usati nei call center alla luce della normativa sul controllo a distanza dei lavoratori (articolo 4, legge 300/1970). Anzitutto per determinare se siano o meno «strumenti di lavoro». La distinzione, come si sa, ha un’importanza pratica rilevante: gli strumenti di lavoro non necessitano di accordo sindacale o autorizzazione amministrativa per essere installati; gli altri strumenti, sì.
L’Ispettorato, al riguardo, distingue tra i sistemi di customer relationship management (Crm), che hanno «l’obiettivo di gestire...l’anagrafica del cliente [e] tutti i dati relativi ai rapporti contrattuali in essere con il gestore», e gli «ulteriori software» che registrano disponibilità alla risposta, pause e tempi di evasione della chiamata e quindi consentono il «monitoraggio dell’attività telefonica e della produttività di ciascun operatore di Call Center».
I sistemi Crm, dice la circolare, hanno lo scopo di rendere più efficiente la relazione tra il chiamante e l’operatore: pertanto sono strumenti di lavoro e possono essere installati e usati senza autorizzazione sindacale o amministrativa.
La seconda tipologia di sistemi, invece, non solo non rientrerebbe nella definizione di «strumento di lavoro» ma neppure giustificherebbe il rilascio del provvedimento autorizzativo da parte dell’Ispettorato del lavoro (e quindi nemmeno un accordo sindacale), in quanto non sarebbero ravvisabili imprescindibili e prioritarie esigenze organizzative e produttive che stiano alla base dell'installazione dell'applicativo. Il che significa che sistemi del genere non potrebbero essere installati, pena le sanzioni (amministrative e penali) previste dalla normativa applicabile.
La conclusione dell’Ispettorato lascia piuttosto perplessi, sia per il ragionamento seguito sia per le conseguenze potenzialmente dirompenti che l’applicazione del principio affermato potrebbe provocare. Tutti i call center sono oggi gestiti da software che automaticamente ricevono e smistano le chiamate ai dipendenti in quel momento disponibili, che quindi si sono collegati e non hanno segnalato di essere in pausa. Il sistema inevitabilmente registra presenze, pause e tempi di conversazione, come del resto qualsiasi strumento informatico registra i collegamenti al sistema.
Non si comprende come tale sistema gestionale possa non essere considerato uno strumento di lavoro, trattandosi del sistema attraverso il quale gli addetti rispondono alle chiamate, cioè rendono la prestazione lavorativa loro richiesta. Tantomeno si comprende come possa essere considerato illecito e non autorizzabile, nell’ipotesi in cui non sia ritenuto strumento di lavoro, considerato quantomeno che la visualizzazione della disponibilità o meno dell’operatore è indispensabile per l’instradamento automatico della chiamata e che la registrazione della durata dell’intervento lo è per il controllo della qualità del servizio.
Ciò detto, il tema della tutela della dignità del lavoratore contro controlli “prolungati, costanti, indiscriminati ed invasivi” (o, come talvolta si dice, “anelastici”) in casi del genere certamente esiste, ma va affrontato, nella logica del nuovo articolo 4 dello Statuto, facendo corretta applicazione del comma 3 della norma.
I dati raccolti attraverso gli strumenti che consentono il controllo (di lavoro e non) possono essere utilizzati solo previa adeguata informazione ai lavoratori e nel rispetto dei principi privacy. È a questo livello che si possono eventualmente introdurre correttivi (tecnici o regolamentari) rispetto a controlli anelastici e sproporzionati.
fonte Sole24Ore 200/17 AB
Venerdì, 21 Luglio 2017 10:11
Aggiornata con nuove FAQ la sessione CEM del Portale Agenti Fisici
Nella sessione FAQ sono contenute le risposte a dubbi interpretativi e criticità segnalate dagli utenti del Portale in relazione alla valutazione del rischio da esposizione a CEM - Campi Elettromagnetici negli ambienti di lavoro, a seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs. 159/2016.
La sessione, in continuo e costante aggiornamento, contempla le seguenti nuove FAQ aggiornate ad oggi:
È opportuno effettuare misurazioni per valutare il rischio CEM in ambienti di lavoro contenenti wi-fi?
Come deve essere strutturata e che cosa deve riportare la Relazione Tecnica di supporto al documento di valutazione del rischio CEM?
Giovedì, 20 Luglio 2017 08:08
Sostanze chimiche: aggiornamenti ECHA sulle SVHC
ECHA aggiorna sull'introduzione di alcune sostanze chimiche nella lista delle candidate per l'autorizzazione per le loro proprietà (estremamente preoccupanti - SVHC) al 7 luglio 2017. In particolare, l'Agenzia ha aggiunto una nuova sostanza molto persistente e molto bioaccumulativa: la PFHxS che appartiene al gruppo delle sostanze per- e polyfluoro-alchiliche (PFASs), già oggetto di regolamentazione; alcune PFASs sono risultate SHVC, per altre sono previste restrizioni o ci sono valutazioni attualmente in corso.
Inoltre, ECHA riferisce l'aggiornamento della voce bisfenolo A (BPA) per includere proprietà deterioranti dell'ambiente endocrino per la salute umana, sulla base di una proposta della Francia ed è stata inclusa nell'elenco delle sostanze candidate a causa della sua tossicità per la riproduzione, già nel mese di gennaio. Ulteriori aggiornamenti, riporta ECHA, riguardano il benzil butilftalato (BBP), il bis (2-etilhexil) ftalato (DEHP), il dibutil ftalato (DBP) e il diisobutil ftalato (DIBP).
ECHA riporta quindi un elenco delle sostanze identificate come SVHC ai sensi dell'articolo 57, lettera f) e candidate all'autorizzazione. Per aumentare la chiarezza e la trasparenza, viene fornita anche una descrizione delle proprietà che provocano gli effetti avversi. Viene dunque sostituita la voce: "livello di preoccupazione equivalente" da una dichiarazione delle proprietà intrinseche rilevanti per l'identificazione ai sensi dell'articolo 57, lettera f), in ciascuna delle voci applicabili.
L'elenco delle sostanze candidate è un elenco di sostanze che possono avere gravi effetti sulla salute umana o sull'ambiente. Tali sostanze sono note anche come "sostanze estremamente preoccupanti". L'obiettivo della pubblicazione di tale elenco è quello di informare il pubblico e l'industria che queste sostanze sono candidate per l'eventuale inserimento nell'elenco delle autorizzazioni. Una volta che si trovano nell'elenco di autorizzazione, le industrie dovranno richiedere l'autorizzazione a continuare a utilizzare la sostanza dopo la data di scadenza.
Le aziende possono avere poi obblighi legali a seguito dell'inserimento di una determinata sostanza nell'elenco dei candidati. Questi obblighi possono applicarsi alla sostanza elencata da sola, in miscele o in articoli. In particolare, qualsiasi fornitore di articoli contenenti una sostanza tra quelle nella lista delle candidate, al di sopra di una concentrazione dello 0,1% (peso in peso) ha obblighi di comunicazione specifici nei confronti dei clienti della catena di fornitura e dei consumatori.
Inoltre, gli importatori e i produttori di articoli contenenti quella sostanza hanno sei mesi dalla data di inserimento nell'elenco delle sostanze candidate (in questo caso, 7 luglio 2017) per informare l'ECHA.
Vai alla lista delle sostanze
L'ECHA (Agenzia Europea della Chimica) ha recentemente inserito 12 nuove sostanze nell'Allegato XIV, contenente l'elenco delle sostanze soggette ad Autorizzazione.
Si ricorda che per l'utilizzo di sostanze soggette ad Autorizzazione elencate nell'Allegato XIV, deve essere effettuata specifica richiesta alla Commissione Europea entro le date previste.
Le nuove sostanze inserite sono le seguenti:
- 1-Bromopropano (n-bromuro di propile)
- Diisopentilftalato
- Acido 1,2-benzendicarbossilico, esteri alchilici di-C6- 8-ramificati, ricchi di C7
- Acido 1,2-benzenedicarbossilico, esteri alchilici di-C7-11-ramificati e lineari
- Acido 1,2-benzendicarbossilico, dipentilestere, ramificato e lineare
- Ftalato di bis(2-metossietile)
- Dipentilftalato
- N-pentilisopentilftalato
- Olio di antracene
- Pece, catrame di carbone, alta temperatura.
- 4-(1,1,3,3-tetrametilbutil)fenolo, etossilato
- 4-nonilfenolo, ramificato e lineare, etossilato
La modifica dell'Allegato XIV del Regolamento REACH "Elenco Autorizzazioni" è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale il 14 Giugno.
Scarica il Regolamento 2017/999 del 13 giugno 2017
Lunedì, 10 Luglio 2017 14:16
Sostanze chimiche. Al via la campagna REACH del Ministero dell'Ambiente
Valutazione Rischio Campi Elettromagnetici: dal Portale Agenti Fisici la nuova sessione FAQ
È consultabile sul PAF - Portale Agenti Fisici, la nuova sessione FAQ dove sono contenute le risposte a dubbi interpretativi e criticità segnalate dagli utenti del Portale in relazione alla valutazione del rischio da esposizione a CEM negli ambienti di lavoro, a seguito dell’entrata in vigore del D.lgvo 159/2016.
La sessione è in continuo e costante aggiornamento in relazione ai quesiti posti dagli utenti del Portale. Ecco le FAQ aggiornate ad oggi:
2) Quali sono gli effetti sulla salute e sulla sicurezza che si vogliono prevenire??
3) In quali casi sussiste l'obbligo di effettuare comunicazioni all'Organo di Vigilanza territorialmente competente in caso di superamento dei VA inf o VLE?
5) Da quali livelli di esposizione far partire la sorveglianza sanitaria?
6) Quali sono i contenuti della informazione e della formazione?
7) In quali posizioni deve essere verificato il rispetto dei Valori di Azione Inferiori per il Campo Elettrico e per il Campo Magnetico?
Giovedì, 06 Luglio 2017 11:18
Defibrillatori obbligatori in ogni impianto sportivo dal 1° luglio 2017
Il Decreto del Ministro della Salute del 24 aprile 2013, "Disciplina della certificazione dell'attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita", adottato di concerto con il Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, ha disposto (articolo 5, comma 5) l’obbligo per le società sportive professionistiche e per quelle dilettantistiche di dotarsi di defibrillatori semiautomatici.
Il decreto prevede che nelle società sportive dilettantistiche sia presente una persona debitamente formata all'uso del defibrillatore durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e spetta alle stesse associazioni e società accertare, prima dell'inizio delle gare, la presenza del defibrillatore all'interno dell'impianto sportivo e la sua regolare manutenzione, nonché la presenza della persona debitamente formata.
Sono escluse dall'ambito di applicazione del decreto le attività sportive a «ridotto impegno cardiocircolatorio», come tiro, vela, golf o bowling, nonché le attività sportive svolte al di fuori degli impianti sportivi. Mentre per le società sportive professionistiche l'obbligo dei defibrillatori è diventato immediatamente operativo con l'adozione del decreto ministeriale Balduzzi del 2013, per le società sportive dilettantistiche tale obbligo è entrato in vigore il 1 luglio dopo essere stato già più volte differito da precedenti decreti ministeriali. Con questo decreto, il ministero ha dunque ritenuto necessario integrare le linee guida del decreto del 2013 per meglio definire le modalità di assolvimento degli obblighi di dotazione ed impiego dei defibrillatori.
Scarica il Decreto 24 aprile 2013
Attrezzature di sollevamento materiali
Palchi per spettacoli ed eventi similari - Leggi, norme e guide

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 92
 articolo 4