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Timestamp: 2020-07-05 21:21:27+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2194 del 27/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2194 del 27/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 27/01/2017, (ud. 19/07/2016, dep.27/01/2017), n. 2194
sul ricorso 25656-2015 proposto da:
M.F.M., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
ISTRIA 2, presso lo studio dell’avvocato ANTONIETTA TARANTINO,
rappresentato e difeso dall’avvocato LUCIANA ROSSI, giusta procura
avverso il decreto n. 527897/14 della CORTE d’appello di ROMA del
04/05/2015, depositata il 13/07/2015;
M.F.M., con ricorso depositato presso la Corte d’appello di Roma in data 3 dicembre 2014, proponeva opposizione avverso il decreto del consigliere designato depositato il 4 novembre 2014, con il quale era stata rigettata la richiesta di risarcimento del danno per irragionevole durata del processo perchè presentata oltre il termine di sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza che aveva definito il giudizio presupposto.
La Corte d’appello, in composizione collegiale, accoglieva l’opposizione ritenendo l’opposizione tempestiva, in quanto al termine semestrale di cui alla L. n. 89 del 2001, art. 4 doveva aggiungersi il periodo di sospensione feriale, e fondata la domanda di equa riparazione nel merito, ritenendo che il giudizio presupposto avesse avuto una durata irragionevole di cinque anni, in relazione al quale liquidava un indennizzo di Euro 3.750,00, facendo applicazione del criterio di Euro 750,00 per ciascuno anno di ritardo.
In prossimità della pubblica udienza l’Amministrazione ha depositato memoria illustrativa.
Il primo motivo di ricorso è infondato, alla luce del principio, di recente ribadito da questa Corte, per cui “poichè fra i termini per i quali il L. n. 742 del 1969, art. 1prevede la sospensione nel periodo feriale vanno ricompresi non solo i termini inerenti alle fasi successive all’introduzione del processo, ma anche il termine entro il quale il processo stesso deve essere instaurato, allorchè l’azione in giudizio rappresenti, per il titolare del diritto, l’unico rimedio per fare valere il diritto stesso, detta sospensione si applica anche al termine di sei mesi previsto dalla L. n. 89 del 2001, art. 4 per la proposizione della domanda di equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo” (Cass. n. 5423 del 2016).
Non si deve, infine, far luogo alla dichiarazione di cui al testo unico approvato con il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 bis introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 risultando dagli atti del giudizio che il procedimento in esame è considerato esente dal pagamento del contributo unificato, oltre a trattarsi di ipotesi d’impugnazione della amministrazione pubblica (cfr Cass. SS.UU. n. 9938 del 2014).
La Corte, rigetta il ricorso; condanna il Ministero della giustizia al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 1.200,00 per compensi, oltre agli accessori di legge e alle spese forfetarie.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 art. 1
 art. 4
 art. 13
 art. 1
 Cass.