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Timestamp: 2020-05-27 09:47:31+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25023 del 06/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25023 del 06/12/2016
Cassazione civile sez. VI, 06/12/2016, (ud. 06/10/2016, dep. 06/12/2016), n.25023
sul ricorso 28772-2013 proposto da:
NERETINA S.R.L., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA,
rappresentata e difesa dall’avvocato GIUSFPPI CAGNETTA giusto
avverso la sentenza n. 174/28/2013 della COMMISSIONI TRIBUTARIA
“La CTR di Bari ha respinto l’appello della “Neretina srl” – appello proposto contro la sentenza n. 690/03/2011 della CTP di Taranto che aveva già disatteso il ricorso della società contribuente – ed ha così confermato l’avviso di accertamento per IRES anno 2004, avviso con cui era stata rettificato il reddito di partecipazione nella “Impresa del Fiume spa”, determinato per effetto del regime di trasparenza fiscale elettivamente stabilito dalla società contribuente a termini dell’art. 115 TUIR. Detto avviso era stato adottato dall’Amministrazione previo annullamento in autotutela di precedente avviso emesso per lo stesso presupposto e per lo stesso anno di imposta ma con determinazione di un minor imponibile, e ciò perchè in quella precedente sede l’Amministrazione aveva imputato alla socia “Neretina srl” il (medesimo) reddito accertato in capo alla “Impresa Dal Fiume spa”, “in misura pari al 5% della propria quota” ed ai sensi dell’art. 89 TUIR per la ristretta compagine sociale partecipata” (il virgolettato è desunto dallo stesso ricorso per cassazione).
La predetta CTR ha motivato la evidenziando che del tutto erroneamente la contribuente riteneva che “l'”aumento del reddito contestato con il secondo avviso di accertamento poteva avvenire solo sulla base della sopravvenuta conoscenza…di elementi nuovi e non a seguito della rielaborazione degli stessi elementi già conosciuti dall’Ufficio”, essendosi trattato di una ipotesi di sostituzione di un precedente avviso annullato nell’esercizio del potere di autotutela, sicchè non veniva in causa l’applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43 relativo alle ipotesi di accertamento integrativo o modificativo.
Come ha esplicato la stessa parte ricorrente nel ricorso per cassazione, l’Amministrazione ha – nella specie qui in esame – rinnovato un atto precedentemente annullato nell’esercizio del potere di autotutela in ragione della sostanziale ragione che il primo dei due accertamenti era stato emesso sula scorta di un erroneo criterio di imputazione ai soci del maggior reddito accertato in capo alla società e ciò – evidentemente – perchè l’Amministrazione procedente non aveva tenuto in considerazione la scelta fatta dei soci (a mente degli art. 5 e 115 TUIR) a favore del criterio “per trasparenza”.
Vertendosi – perciò – in materia di accertamento “unitariamente adottato” a riguardo della società e dei soci (alla stessa stregua di quanto avviene nell’ipotesi del criterio normativamente imposto a riguardo delle società di persone – art. 5 TUIR), non è affatto da dirsi che con l’emissione del nuovo avviso di accertamento riferito al socio “Neretina srl” l’Amministrazione abbia accertato nuova materia imponibile, essendosi invece limitata a modificare (adattandolo a quello applicabile per la stessa attività elettiva esplicata nelle forme di cui si è detto) il criterio di imputazione della maggiore ricchezza già accertata, ai fini di un criterio di imposizione diverso da quello in un primo momento applicato.
Cass. Sez. 1, Sentenza n. 8854 del 21/08/1993: “Il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 43 nella parte in cui consente modificazioni dell’avviso di accertamento soltanto in caso di sopravvenienza di nuovi elementi di conoscenza da parte dell’Ufficio, non opera con riguardo ad avviso nullo (nella specie per carenza di motivazione), alla cui rinnovazione con la sua integrazione o sostituzione, con un atto valido, l’Amministrazione è legittimata in virtù del potere di autotutela, a norma dello stesso D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42 per correggere gli errori dei propri provvedimenti nei termini di legge, salvo che l’atto rinnovato non costituisca elusione o violazione dell’eventuale giudicato formatosi sull’atto”;
Cass. Sez. 5, Sentenza n. 2531 del 22/02/2002:”In tema di accertamento tributario, è legittimo il comportamento dell’amministrazione finanziaria che annulli un avviso di accertamento, già notificato al contribuente e, nell’esercizio del potere generale di autotutela, diverso dal potere previsto dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43, comma 3, lo sostituisca con un nuovo avviso”.
Nulla sulle spese stante la mancata costituzione dell’Agenzia delle entrate.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 43
 art. 5
 art. 5

Cass. Sez. 
 Sentenza 
 art. 43
 art. 42

Cass. Sez. 
 Sentenza 
 art. 43