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Timestamp: 2020-07-06 16:56:08+00:00

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Condanna dell’amministratore di sostegno in solido alla rifusione delle spese processuali ai sensi dell’art. 94 c.p.c..
Il rifiuto senza giustificato motivo, da parte dell’amministratore di sostegno, di una proposta conciliativa vantaggiosa per il suo assistito integra la violazione del dovere di lealtà e probità di cui all’art. 88 c.p.c e giustifica quindi la condanna del rappresentante, in solido con la parte da lui assistita che sia soccombente in giudizio alla rifusione delle spese processuali in favore della parte vittoriosa, ai sensi dell’art. 94 c.p.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 14 June 2016.
Sottrazione di persone incapaci ex. art. 574 c.p. - Assenza del dolo generico consistente nella coscienza e volontà di sottrarre il soggetto incapace all'avente diritto e di trattenerlo presso di sè contro la sua volontà - Carenza della prova circa l'assoluta incapacità di intendere e di volere del soggetto passivo del reato
Non integra la fattispecie delittuosa di cui all'art. 574 c.p. la condotta della moglie che, in adempimento dell'invito rivoltole dal Console d'Italia, in qualità di Giudice Tutelare della figlia minore in territorio straniero, di adoperarsi affinchè sia mantenuta l'unione familiare invitando il marito a trasferirsi all'estero, previo accertamento della sua volontà, sottrae il proprio coniuge, sottoposto ad amministrazione di sostegno, dalla struttura ospedaliera presso la quale era ricoverato, in assenza di idonea autorizzazione del Giudice Tutelare e dell'Amministratore di Sostegno.
La suindicata condotta, infatti, pur integrando il requisito della volontà, appare priva dell'elemento soggettivo relativo alla coscienza, da parte della moglie, di porre in essere una azione delittuosa penalmente sanzionabile.
Non è configurabile il reato di sottrazione di persone incapaci, laddove in corso di istruttoria sia risultata carente la prova di una reale ed assoluta incapacità di intendere e di volere del soggetto passivo, non essendo all'uopo sufficiente la sussistenza di una procedura di amministrazione di sostegno nei confronti del soggetto passivo medesimo. (Luca Basciani) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 02 January 2016.
Amministrazione di sostegno, modificazione dei circondari e competenza territoriale.
La previsione contenuta nell'art. 8 del d.lgs. n. 14 del 2014, integrativa delle disposizioni di cui al d.lgs. n. 155 del 2012, trova applicazione con riferimento a tutti i procedimenti civili e penali pendenti alla data del 13 settembre 2013 ed anche alle cause di volontaria giurisdizione. Ne consegue che la modificazione dell'assetto territoriale dei diversi circondari non ha effetto sulla competenza territoriale relativa ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno aperti e per i quali, a tale data, non è ancora intervenuto il provvedimento di chiusura, che va determinata in base ai criteri di collegamento costituiti dalle circoscrizioni previgenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 12 November 2015, n. 23169.
Persone prive in tutto o in parte di autonomia e valutazione sull'opportunità della misura di protezione.
Al Giudice tutelare, ai fini dell'apertura dell'amministrazione di sostegno, è rimesso il triplice accertamento concernente: la sussistenza o meno di una infermità e/o di una menomazione; la verifica di una effettiva impossibilità, anche parziale, della persona beneficiaria di attendere ai propri interessi; il riscontro di un nesso causale tra le circostanze sopradette. In tale ottica, peraltro, la presenza di una rete familiare attenta alle esigenze della persona beneficianda (e priva al suo interno di conflittualità, o tacciabile di un qualche, pur recondito, sospetto in ordine a velleità di approfittamento); l'intervento mirato dei soggetti istituzionali (su tutti, il servizio sociale) deputati all'ausilio delle persone variamente bisognose; la disponibilità, in termini di piena e sufficientemente informata accettazione, da parte del soggetto bisognoso, ad avvalersi dell'aiuto proveniente dai predetti soggetti; la limitata difficoltà di compimento delle “attività di protezione”, in riferimento ad una agevole sormontabilità delle problematiche di natura pratica, burocratica e giuridica che via via si vadano a presentare; si pongono concretamente alla stregua di vera e propria causa di esclusione dell'impossibilità, in capo al beneficiando, di attendere ai propri interessi, rendendo superflua ed inutilmente gravatoria l'apertura della misura di protezione, ed inducendo in definitiva il Giudice al rigetto del ricorso. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 16 October 2015.
No all’amministrazione di sostegno se sussiste una idonea rete familiare di sostegno.
Amministrazione di sostegno – Sussistenza di una idonea rete familiare – Esigenza della misura di protezione – Esclusione .
In materia di amministrazione di sostegno, rendono in uno superflua ed inutilmente gravatoria l'istituzione di una misura di protezione al ricorrere del mero riscontro di una patologia astrattamente invalidante: i) la presenza, da un lato, di una rete familiare attenta alle esigenze della persona beneficianda (e priva al suo interno di conflittualità, o tacciabile di un qualche, pur recondito, sospetto in ordine a velleità di approfittamento); ii) l'intervento mirato, dall'altro lato, dei soggetti istituzionali (su tutti, come è ovvio, i servizi sociali) deputati all'ausilio delle persone variamente bisognose; iii) la disponibilità, in termini di piena e sufficientemente informata accettazione, da parte del soggetto bisognoso, ad avvalersi dell'aiuto proveniente dai predetti soggetti; iv) la limitata difficoltà di compimento delle “attività di protezione”, in riferimento ad una agevole sormontabilità delle problematiche di natura pratica, burocratica e giuridica che via via si vadano a presentare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 16 October 2015.
La Regione non può legiferare in materia di donazione degli organi e tessuti.
Sanità pubblica – Legge della Regione Calabria – Norme in tema di donazione degli organi e tessuti – Disciplina dei compiti degli ufficiali dell'Anagrafe ai fini dell'acquisizione delle dichiarazioni di volontà finalizzate alla donazione di organi dopo la morte e della relativa trasmissione al Sistema informativo trapianti – Incostituzionalità – Sussiste.
La Legge reg. Calabria n. 27 del 2014, prevedendo la competenza dell’ufficiale dell’anagrafe a ricevere e trasmettere le dichiarazioni di volontà in tema di donazione di organi e tessuti post mortem, riproduce nella sostanza una disciplina già prevista a livello statale, invadendo la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di «anagrafi» (art. 117, secondo comma, lettera i, Cost.) e di «ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali» (art. 117, secondo comma, lettera g, Cost.). Ne consegue la incostituzionalità (La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale della legge della Regione Calabria 16 ottobre 2014, n. 27 - Norme in tema di donazione degli organi e tessuti). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 09 October 2015, n. 195.
Amministrazione di sostegno: ambito applicativo e distinzione con l'interdizione e l'inabilitazione.
Nel giudizio di interdizione il giudice di merito, nel valutare se ricorrono le condizioni previste dall'art. 418 c.c. per la nomina di un amministratore di sostegno, rimettendo gli atti al giudice tutelare, deve considerare che, rispetto all'interdizione e all'inabilitazione, l'ambito di applicazione dell'amministrazione di sostegno va individuato con riguardo non già al diverso, e meno intenso, grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto carente di autonomia, ma alle residue capacità e all'esperienza di vita dallo stesso maturate, anche attraverso gli studi scolastici e lo svolgimento dell'attività lavorativa (nella specie, si trattava di un'impiegata in ufficio con mansioni esecutive). Ne consegue che non si può impedire all'incapace, che ha dimostrato di essere in grado di provvedere in forma sufficiente alle proprie quotidiane ed ordinarie esigenze di vita, il compimento, con il supporto di un amministratore di sostegno, di atti di gestione ed amministrazione del patrimonio posseduto (anche se ingente), restando affidato al giudice tutelare il compito di conformare i poteri dell'amministratore e le limitazioni da imporre alla capacità del beneficiario in funzione delle esigenze di protezione della persona e di gestione dei suoi interessi patrimoniali, ricorrendo eventualmente all'ausilio di esperti e qualificati professionisti del settore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 September 2015, n. 17962.
Estensione al beneficiario di amministrazione di sostegno della incapacità di testare prevista per l'interdetto ex art. 591, comma 2, c.c..
Il Giudice tutelare, laddove chiamato ad esprimersi sull'opportunità di privare il beneficiario di amministrazione di sostegno della capacità di negoziare validamente un testamento, dovrà approfondire: i) se il medesimo versi in condizioni di infermità o inferiorità tali da porlo in stato di facile raggirabilità e che non gli consentano di giovarsi di intervalli di lucidità; ii) se comprenda in modo corretto o meno la natura dell’atto da compiersi; iii) ancora, se vi possa essere indotto sulla scorta di percorso psicologico non corretto, alterato da indebiti fattori devianti esterni. Ciò potrà fare avendo riguardo, in via analogica, alle disposizioni che disciplinano l'attività notarile di raccolta degli atti - imponendo al rogante un'indagine sulla volontà delle parti - nonché a tutte le norme del codice civile che disciplinano l'invalidità successiva del testamento o delle singole disposizioni. (Carlo Bianconi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 03 September 2015.
Alimenti: ricorso per assegno provvisorio e pendenza del giudizio alimentare.
Alimenti – Ricorso ex art. 446 c.c. – Pendenza del giudizio alimentare – Necessità.
La concessione dell’assegno in via provvisoria prevista dall’art. 446 c.c., presuppone la pendenza del giudizio alimentare, posto che la misura (tipica) prevista da tale norma ha natura anticipatoria e non cautelare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 10 July 2015.
Ordine di protezione: non può essere richiesto da terzi.
Ordine di protezione ex art. 342-bis c.c. – Richiesto dal figlio nell’interesse della madre – Legittimazione attiva – Esclusione
Ordine di protezione ex art. 342-bis c.c. – Persona sottoposta ad amministrazione di sostegno – Legittimazione dell’amministratore di sostegno – Sussiste.
L’ordine di protezione ex art. 342-bis c.c. deve essere richiesto direttamente dal titolare del diritto soggettivo leso, giusta la disposizione generale di cui all’art. 81 c.p.c. In particolare, il figlio maggiorenne non convivente, non può presentare istanza di protezione al fine di tutelare la condizione soggettiva della madre, oggetto di turbative e molestie da parte di terzi. In questo caso, il ricorso è inammissibile per difetto di legitimatio ad causam, rilevabile d’ufficio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
In caso di persona sottoposta ad amministrazione di sostegno, l’ordine di protezione ex art. 342-bis c.c. può essere richiesto dall’amministratore previamente autorizzato dal giudice tutelare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18 March 2015.
Mediazione familiare? Anche in caso di sottrazione internazionale.
Sottrazione internazionale di Minori – Percorso di mediazione familiare – Ammissibilità – Sussiste.
Anche nel caso in cui la controversia genitoriale abbia ad oggetto una ipotesi di sottrazione internazionale deve ritenersi ammissibile – e invero opportuno – un percorso di mediazione familiare. Infatti, è evidente che una decisione nel merito circa la sussistenza o meno della sottrazione internazionale comporterebbe, in caso positivo, l’ordine di ricondurre immediatamente i minori nello Stato da cui prelevati e in caso negativo un non luogo a provvedere che lascerebbe comunque insoluti i conflitti tra i coniugi, conflitti che si riverbererebbero in maniera del tutto negativa sui minori “oggetto” della controversia. La decisione definirebbe la lite ma non chiuderebbe il conflitto. Tali immediate conclusioni del procedimento, pur senz’altro rispettose della normativa vigente, rischierebbero invece di violare uno dei principi immanenti del nostro ordinamento, faro che orienta il giudice minorile nell’adottare le sue decisioni, che è quello del superiore interesse del minore. In fondo, la mediazione come strumento alternativo di risoluzione della controversia non rinuncia al conflitto, ma lo rivisita come risorsa; la mediazione non vuole offrire un risarcimento del danno, o un ristabilimento immediato dello status quo ante, ma lo scioglimento delle trame del conflitto in modo da restituire ai minori coinvolti un ristoro a lungo termine, liberati dalla tensione causata dal conflitto circa la loro collocazione nello spazio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale per i Minorenni Bologna, 05 March 2015.
Competenza del Giudice Tutelare, e non del Giudice delle Successioni, ad autorizzare la vendita di bene immobile di provenienza ereditaria per conto di soggetto disabile.
Va dichiarata la competenza del Giudice Tutelare, ai sensi degli artt. 374, 375 e 411 del codice civile, con riferimento ai beni che, pur provenienti da una successione ereditaria, possono considerarsi definitivamente acquisiti al patrimonio del beneficiario, essendo ormai trascorso un lasso di tempo significativo dopo la formazione dell’inventario concluso nell’ambito della procedura di accettazione con beneficio e non essendo nel frattempo emersi soggetti interessati alla liquidazione dell’eredità (cfr. Cass. n. 10637 del 29.10.1997; Cass. n. 2994 del 7.7.1997). (Fattispecie in cui un Amministratore di Sostegno di soggetto disabile chiedeva al Giudice Tutelare, e non al Giudice delle Successioni, l’autorizzazione ad alienare un bene immobile di provenienza ereditaria nell’ambito di eredità accettata con beneficio d’inventario, essendo decorsi oltre cinque anni dall’apertura della successione). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27 February 2015.
Interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno: la scelta deve basarsi sulla valutazione dello strumento più idoneo in relazione agli atti da compiere e non sul grado di invalidità del soggetto.
Mentre il provvedimento di trasmissione degli atti al giudice tutelare assume forma e contenuto di ordinanza, è comunque necessaria una sentenza che pronunci sulla domanda di interdizione regolando, se del caso, le spese processuali. (Marcella Frangipani) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 28 January 2015.
Diritto degli ascendenti – Diritto a mantenere rapporti con i nipoti – Sussiste – Contenuti – In base al preminente interesse del minore – Sussiste
Audizione del minore – Capacità di discernimento – Accertamento – Presunzione – Frequenza della scuola – Sussiste.
Il diritto degli ascendenti a mantenere rapporti con i nipoti non vuol dire che questi abbiano sempre e comunque diritto di visita del minore: l’interesse preminente del fanciullo, infatti, prevale comunque nel bilanciamento degli interessi in gioco. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
L’audizione del minore infradodicenne presuppone (anche) che lo stesso sia capace di discernimento in relazione alla sua età ed al grado di maturità. Il riscontro di tale capacità è devoluto al libero e prudente apprezzamento del giudice e non necessita di specifico accertamento positivo d’indole tecnica specialistica, anticipato rispetto al tempo dell’audizione. Tale capacità, peraltro, non può essere esclusa con mero riferimento al dato anagrafico del minore, se esso non sia di per sé solo univocamente indicativo in tale senso, mentre può presumersi in genere ricorrente, anche considerati temi e funzione dell’audizione, quando si tratti di minori per età soggetti ad obblighi scolastici e, quindi, normalmente in grado di comprendere l’oggetto del loro ascolto e di esprimersi consapevolmente. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 January 2015, n. 762.
La Cassazione conferma la Corte di Appello di Milano: l’amministratore di sostegno che sottrae denaro del beneficiario commette peculato.
Amministrazione di sostegno – Appropriazione, da parte dell’amministratore di sostegno, di denaro appartenente al beneficiario – Fattispecie incriminatrice configurabile – Peculato – Qualifica dell’amministratore.
Va ritenuto pubblico ufficiale l’amministratore di sostegno del beneficiario con la conseguente integrazione del delitto di peculato laddove il rappresentante si appropri di somme di denaro appartenenti al rappresentato e ricevute, in ragione dell'ufficio rivestito. Depongono a favore della qualità di Pubblico ufficiale i seguenti elementi: a) la prestazione del giuramento prima dell'assunzione dell'incarico (art. 349 cod. civ.); b) il regime delle incapacità e delle dispense (artt. 350-353 Cod. civ.); c) la disciplina delle autorizzazioni, le categorie degli atti vietati, il rendiconto annuale al giudice tutelare sulla contabilità dell'amministrazione (artt. 374-388 Cod. civ.); d) l'applicazione, nei limiti di compatibilità, delle norme limitative in punto di capacità a ricevere per testamento (artt. 596, 599 Cod. civ.) e capacità di ricevere per donazioni (art. 779 Cod. civ.). In sostanza tutta una disciplina, formale e sostanziale, che pone l'amministratore di sostegno sullo stesso piano del tutore con gli obblighi e le ricadute penali che la sua qualità di pubblico ufficiale comporta. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 03 December 2014, n. .
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References: art. 574
 art. 591
 art. 446
 art. 342
 art. 342
 art. 342
 art. 342
 Cass. 
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