Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_civile/1384
Timestamp: 2019-01-22 13:05:38+00:00

Document:
I. La penale può essere diminuita equamente dal giudice, se l'obbligazione principale è stata eseguita in parte ovvero se l'ammontare della penale è manifestamente eccessivo, avuto sempre riguardo all'interesse che il creditore aveva all'adempimento.
Clausola penale – Riduzione – Apprezzamento del giudice – Motivazione.
L’apprezzamento del giudice del merito concernente l'eccessività dell'importo fissato con clausola penale dalle parti contraenti, nonché la misura della riduzione equitativa dell'importo medesimo, si sottrae al sindacato di legittimità se correttamente fondato, a norma dell'art. 1384 c.c., sulla valutazione dell'interesse dei creditore all'adempimento alla data di stipulazione del contratto, avuto riguardo all'effettiva incidenza dell'adempimento sull'equilibrio delle prestazioni e sulla concreta situazione contrattuale, indipendentemente da una rigida ed esclusiva correlazione con l'effettiva entità del danno subito. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 07 Settembre 2015, n. 17731. Segue...
"Leasing" immobiliare - Inadempimento dell'utilizzatore - Clausola penale - Valutazione di non manifesta eccessività - Criteri - Limite massimo - Riferimento al vantaggio ritraibile dalla regolare esecuzione del contratto - Necessità - Fondamento.
In tema di "leasing" immobiliare, al fine di accertare se sia manifestamente eccessiva, agli effetti dell'art. 1384 cod. civ., la clausola penale che attribuisca al concedente, nel caso di inadempimento dell'utilizzatore, l'intero importo del finanziamento ed in più la proprietà del bene, occorre considerare se detta pattuizione attribuisca allo stesso concedente vantaggi maggiori di quelli conseguibili dalla regolare esecuzione del contratto, tenuto conto che, anche alla stregua della Convenzione di Ottawa sul leasing internazionale 28 maggio 1988, recepita con legge 14 luglio 1993, n. 259, il risarcimento del danno spettante al concedente deve essere tale da porlo nella stessa situazione in cui si sarebbe trovato se l'utilizzatore avesse esattamente adempiuto. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 17 Gennaio 2014, n. 888. Segue...
Contratti – Clausola penale – Riduzione ad opera del giudice – Fondamento – Valutazione del danno – Esclusione – Interesse all’adempimento – Rilevanza al momento di conclusione del contratto – Fatti sopravvenuti – Irrilevanza..
Il criterio al quale giudice deve ispirarsi per esercitare il potere di riduzione della penale contrattualmente prevista non è la valutazione del danno che sia stato accertato o risarcito, ma l’interesse che la parte ha, secondo le circostanze, all’adempimento della prestazione cui ha diritto, precisandosi che tale valutazione deve essere riferita al momento in cui si è concluso il contratto cui accede, e non a quello nel quale viene chiesto il pagamento, sicché ove essa risulti adeguata all’interesse del creditore all’adempimento con riguardo al momento della stipulazione, rimane priva di rilevanza l’eventuale eccessività per la sopravvenienza di fatti che riducano l’interesse del creditore o l’entità del pregiudizio che il medesimo viene a subire per effetto dell’inadempimento. Inoltre, deve evidenziarsi che l’apprezzamento sulla eccessività dell’importo fissato con clausola penale dalle parti contraenti, per il caso di inadempimento o di ritardato adempimento, nonché sulla misura della riduzione equitativa dell’importo medesimo, rientra nel potere discrezionale del giudice di merito il cui esercizio è incensurabile in sede di legittimità, se correttamente fondato, ai sensi dell’art. 1384 c.c., sulla valutazione dell’interesse del creditore all’adempimento con riguardo all’effettiva incidenza dello stesso sull’equilibrio delle prestazioni e sulla concreta situazione contrattuale, indipendentemente da una rigida ed esclusiva correlazione con l’entità del danno subito. (1)
Conforme: Cass. civ., Sez. I, 09 maggio 2007, n. 10626, in Contratti, 2007, 8-9, 790; Cass. civ., Sez. lavoro, 04 aprile 2006, n. 7835, in Contratti, 2007, 1, 17; Cass. civ., Sez. II, 26 marzo 1997, n.2655, in Contratti, 1997, 4, 357.
Difforme: Cass. civ., Sez. III, 03 settembre 1999, n.9298, in Contratti, 1999, 12, 1108; Cass. civ., Sez. II, 09 novembre 1994, n.9304, in Contratti, 1995, 2, 170; Cass. civ., Sez. II, 09 giugno 1990, n.5625, in Mass. Giur. It., 1990.
(1) Ancora sulla riduzione della clausola penale in rapporto al potere ufficioso del giudice, di Sergio Balzaretti, in questa Rivista, II, 188/2010. Cassazione civile, sez. II, 01 Luglio 2009, n. 15468. Segue...

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.