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Timestamp: 2018-08-16 21:28:35+00:00

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Omicidio Congiusta, Cassazione rinvia sentenza di condanna in Appello: processo da rifare
7 marzo 2014 22 marzo 2014 Staff
Omicidio Congiusta, Cassazione rinvia sentenza
di condanna in Appello: processo da rifare
La Suprema Corte ha deciso di rinviare in secondo grado la sentenza di condanna per Tommaso Costa, accusato di avere ucciso Gianluca Congiusta. Ci vorranno 90 giorni per conoscere le motivazioni di questa decisione
REGGIO CALABRIA – Omicidio Congiusta, si dovrà rifare un nuovo processo d’appello.
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna a carico di Tommaso Costa per il delitto di Gianluca Congiusta, l’imprenditore di Siderno ucciso il 24 maggio del 2005. I giudici della Suprema Corte hanno disposto che gli atti relativi all’omicidio siano nuovamente discussi davanti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria (LEGGI LA SENTENZA DI CONDANNA).
Restano definitive per Tommaso Costa e Giuseppe Curciarello le condanne per associazione mafiosa e i reati legati al traffico di droga, condanne che sono state quantificate in 15 anni di reclusione. Per conoscere i punti che non hanno convinto la Corte di Cassazione a confermare l’ergastolo per Tommaso Costa si dovranno attendere le motivazioni che dovrebbero essere depositate entro 90 giorni.
Congiusta fu assassinato a Siderno in un agguato di ‘ndrangheta il 24 maggio del 2005. A distanza di cinque anni dal delitto, nel dicembre del 2010, fu condannato alla pena dell’ergastolo il boss Tommaso Costa, accusato di essere stato il mandante e l’esecutore dell’omicidio. Congiusta fu ucciso, secondo la ricostruzione giudiziaria, perchè tentò di sventare una estorsione ai danni del suocero, Antonio Scarfò.
«Gianluca Congiusta – era scritto nelle motivazioni della sentenza di primo grado – sapeva tutto quello che succedeva alla famiglia Scarfò, la sua intermediazione nell’atto estorsivo perpetrato da Tommaso Costa e Giuseppe Curciarello lo ha portato alla morte».
Nel corso del processo di secondo grado, l’accusa depositò nuovi atti, compreso le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Costa, che fornivano uno spaccato della criminalità organizzata nella zona di Siderno, Locri e Gioiosa Jonica.
fonte: Il quotidiano.it
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