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Timestamp: 2018-06-20 20:47:01+00:00

Document:
- L. 15/02/1980, n. 25
- L. 25/03/1982, n. 94
- L. 30/03/1998, n. 61
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e) effettua periodiche verifiche sulla attuazione dei programmi, con particolare riguardo alla utilizzaz
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Il Comitato per l’edilizia residenziale, istituito dall’art. 2 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, R è presieduto dal Ministro dei lavori pubblici, o da un Sottosegretario di Stato da lui delegato, ed è composto da:
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L’aliquota massima annuale di esperti di cui all’art. 4, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1036, è determinata in venti unità da scegliersi, su proposta del Comitato esecutivo, tra gli iscritti all’albo previsto dall’articolo 2 della legge 2 aprile 1968
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La sezione autonoma attua, sulla base delle indicazioni del Comitato per l’edilizia residenziale, le decisioni del CIPE in merito alla raccolta e alla utilizzazione delle risorse finanziarie,
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Comma 1 abrogatoN3
I mutui agevolati assistiti da contributo dello Stato per la reali
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La garanzia dello Stato si intende prestata con l&r
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I mutui previsti dall’art. 16 sono destinati alla realizzazione di programmi di edilizia residenziale in aree comprese nei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167 R e successive modificazioni ed integrazioni e sono concessi ad enti pubblici che intendano costruire abitazioni da assegnare in proprietà, a cooperative edilizie a proprietà individuale, ad imprese di costruzione ed a privati che intendano costruire la propria abitazione, con oneri iniziali a carico del mutuatario del 4,5 per cento, oltre al rimborso del capitale. L’onere a carico del mutuatario è stabilito, ai sensi del successivo art. 20, in misura differenziata, a seconda della fascia di reddito di appartenenza, al momento dell’assegnazione per gli al
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Al fine di contenere l’onere a carico del mutuatario nella misura indicata nel successivo art. 20, è corrisposto agli Istituti di credito mutuanti un contributo pari alla differenza tra il costo del denaro, determinato ai sensi del titolo II del decreto-legge 6 settembre 1965, n. 1022, così come
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Ai fini dell’acquisizione dei benefici previsti dal presente titolo nonché ai fini dell’attribuzione di eventu
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Il limite di reddito per l’assegnazione in locazione delle abitazioni realizzate dagli Istituti autonomi per le case popolari ai sensi del precedente ar
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Al fine di migliorare le condizioni di vita nelle campagne, è concesso un concorso nel pagamento degli interessi sui mutui e sugli interessi di preammortamento concessi dagli Istituti e dalle sezioni di credito fondiario ed edilizio o dagli Istituti e dalle sezioni di credito agrario di miglioramento anche in deroga alle norme legislative e statutarie che ne regolano l’attività, per la costruzione, l’ampliamento o il riattamento di fabbricati rurali ad uso di abitazione di coltivatori diretti, propri
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Gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, compresi nei piani di recupero, approvati ai sensi del secondo comma del precedente art. 28, sono inclusi nei programmi pluriennali di attuazione previsti dall’art. 13 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.
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Gli interventi di cui al presente titolo e quelli previsti dai piani particolareggiati, ove esistenti, purché convenzionati ai sensi della legge 28 gennaio 1977, n. 10, R fruiscono delle agevo
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a) i proventi relativi ai contributi di cui al primo comma, lettere b) e c) del
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Per la concessione del concorso nel pagamento degli interessi di cui al precedente art. 26 è autorizzato, per l’anno finanziario 1978, un limite di impegno di lire 30 miliardi, che sarà iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero dei lavori p
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Il fondo speciale costituito presso la Cassa depositi e prestiti ai sensi dell’art. 45 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, R
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In sede di prima applicazione ed entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, le disponibilità finanziarie imputabili al biennio 1978-79 sono ripartite tra le Regioni dal Comitato per l’edilizia residenziale secondo le proporzioni desumibili dalla tabella A allegata alla legge 8 agosto 1977, n. 513, R per quanto riguarda l’edilizia sovvenzionata nonché tra le Regi
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I mutui non fruenti di contributi statali e concernenti la realizzazione dei programmi costruttivi localizzati su aree concesse in diritto di superficie o trasferite in proprietà, comprese nell’ambito dei piani di zona di cui alla legge 18 aprile 1962 n. 167, R ovvero individuate ai sensi d
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Le aree di cui all’undicesimo comma dell’art. 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865 R pos
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Il quarto comma dell’art. 18 della legge 28 gennaio 1977, n. 10
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Il termine di cui all’art. 1 del decreto-legge 2 maggio 1974, n. 115, convertit
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Al secondo comma dell’art. 27 della legge 8 agosto 1977, n. 513, R è aggiunto il seguente periodo:
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Per tutti gli alloggi che, alla data di entrata in vigore della legge 8 agosto 1977, n. 513, risultassero occupati senza titolo, gli enti gestori provvedono alla regolarizzazione dei rapporti locativi, previo accertamento, ad opera della commissione di cui all’art. 6 del decreto del Presidente della Repubblic
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Il termine di cui all’ultimo comma dell’art. 16 della legge 8 agosto 1977, n. 513,
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Fino all’emanazione dei criteri di cui al precedente art. 3, lettera g), all’assegnazione
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Il limite massimo di lire 25.000.000, di cui all’art. 7-bis del decreto-legge 13 agosto 1975, n. 376, introdotto dall’art. 1 della legge di conversione 16 ottobre 1975, n. 492, previsto come valore delle ass
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Ulteriori interventi urgenti in favore delle zone terremotate delle regioni Marche e Umbria e di altre zone colpite da eventi calamitosi.
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 ottobre 1986, n. 708, recante misure urgenti per fronteggiare l'eccezionale carenza di disponibilità abitative.
Determ. Dir.R. Lazio 06/09/2016, n. G09914
Legge 5 agosto 1978, n. 457 e ss. mm. e ii.. Edilizia agevolata. Variazione dei limiti di reddito per l'accesso ai benefici dell'edilizia agevolata. Biennio 2016-2018.
Articolo 3, comma 1, lett. o)
Determ. Dir.R. Lazio 01/07/2014, n. G09495
Legge 5 agosto 1978, n. 457 e ss. mm. e ii.. Edilizia agevolata. Variazione dei limiti di reddito per l'accesso ai benefici dell'edilizia agevolata.
Determ. Dir.R. Lazio 23/08/2012, n. A08534
Legge 5 agosto 1978, n. 457 e successive modifiche e integrazioni. Edilizia agevolata. Variazione dei limiti di reddito per l'accesso ai benefici dell'edilizia agevolata per il biennio luglio 2012 - giugno 2014.
Deliberaz. G.R. Basilicata 22/12/2011, n. 1942
Nuovi limiti di costo di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata.
Il provvedimento definisce i nuovi limiti costo degli interventi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata di nuova costruzione, recupero, acquisto e recupero e manutenzione straordinaria.
I massimali di costo vanno applicati:
a tutti gli interventi di edilizia residenziale pubblica localizzati in attuazione di programmi approvati dopo la pubblicazione del provvedimento nonché agli interventi localizzati in attuazione di precedenti programmi e non ancora appaltati purché, nel rispetto degli obiettivi fisici programmati, sia verificata, per ciascun intervento, la copertura finanziaria dei maggiori oneri derivanti da tale applicazione;
a tutti gli interventi di edilizia residenziale pubblica agevolata nel rispetto delle disposizioni contenute nei relativi bandi di concorso e nelle stipulande convenzioni senza che si creino ulteriori oneri aggiuntivi a carico della Regione.
Determ. Dirig.R. Basilicata 27/01/2011, n. 31
Aggiornamento all'anno 2010 dei limiti massimi di costo per gli interventi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata di cui al D.P.G.R. 14 giugno 2007, n. 147.
I limiti di costo sono applicati a partire dal 01/01/2011.
D. P.G.R. Basilicata 14/06/2007, n. 147
Deliberaz. G.R. Piemonte 01/03/2000, n. 9-29499
Integrazione alla D.G.R. n. 29 - 42602 del 23/1/1995 avente per "Limiti massimi di costo per gli interventi di Edilizia Residenziale Sovvenzionata e di Edilizia Residenziale Agevolata - L. 5/8/1978 n. 457 - D.M. 5/8/1994".
art. 3 lett. n)
D.P.G.R. Basilicata 17/06/1996, n. 506
Applicazione D.M. 5.8.94 sui limiti massimi di costo per gli interventi di edilizia residenziale sovvenzionata ed agevolata.
Deliberaz. G.R. Piemonte 23/01/1995, n. 29-42602
Limiti massimi di costo per gli interventi di Edilizia Residenziale Sovvenzionata e di Edilizia Residenziale Agevolata - Legge 5 agosto 1978, n. 457 - D.M. 5 agosto 1994.
Determinazione dei limiti massimi di costo per gli interventi di edilizia residenziale sovvenzionata e di edilizia residenziale agevolata.
Circ. Ass.R. Sicilia 12/12/2014, n. 4
Applicazione art. 15, comma 1, lett. a), della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78. Opere di ristrutturazione edilizia consentite nella fascia dei 150 mt. dalla battigia.
La Circolare chiarisce la disciplina IVA delle cessioni e locazioni di fabbricati alla luce delle novità introdotte dal D.L. 1/2012 e D.L. 83/2012. In particolare la Circolare in commento affronta le modifiche introdotte dall'art. 9 del D.L. 22/06/2012, n. 83 alla disciplina IVA delle locazioni e cessioni di immobili prevista dall'art. 10, comma 1, nn. 8), 8-bis) e 8-ter), del D.P.R. 26/10/1972, n. 633 (Testo Unico IVA), oltre a quelle precedentemente introdotte dall’art. 57, comma 1, lett. a), del D.L. 24/01/2012, n. 1.
Circ. Ass.R. Sicilia 06/09/2012
Frazionamento dei mutui concessi alle imprese di costruzione e alle cooperative di costruzione.
Interpello – Interventi di ristrutturazione edilizia – numero 127-terdecies) della Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, e art. 1, comma 345, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296.
L'Agenzia delle Entrate ha espresso il proprio parere sulla possibilità, nell'ambito di un intervento di ristrutturazione edilizia comprendente la posa in opera di un pavimento di tipo flottante, senza l'utilizzo di collanti, di applicare l'aliquota IVA del 10% per la fornitura del materiale per il pavimento e di beneficiare della detrazione del 55% per il risparmio energetico.
Ai sensi del numero 127-terdecies) della Tabella A, parte III, del D.P.R. 633/1972, sono assoggettati all’aliquota IVA ridotta del 10% i beni finiti, escluse le materie prime e semilavorate, impiegati per la realizzazione degli interventi di recupero e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, di cui all’art. 31, comma 1, lettere c), d) ed e), della L. 457/1978.
Secondo l'Agenzia i pavimenti in oggetto, tipo «parquet» con posa di tipo flottante, senza utilizzo di collanti, sono pur sempre riconducibili alla categoria dei materiali di rivestimento e, in quanto tali, non possono essere considerati beni finiti. Le singole liste prefinite che compongono la pavimentazione, infatti, non sono di per sé elementi dotati di una propria individualità e autonomia funzionale e una volta smontate, anche se suscettibili di riutilizzazione, perderebbero le proprie caratteristiche strutturali di pavimentazione, e pertanto la cessione, anche nell’ambito di un intervento di ristrutturazione edilizia, del pavimento in oggetto sarà assoggettata all’aliquota IVA ordinaria.
Per quanto riguarda la detrazione per il risparmio energetico, l'Agenzia ritiene che, essendo il «pavimento contro terra» riconducibile alle ipotesi di «pavimenti verso l'esterno», sia possibile usufruire della detrazione del 55% per il rifacimento del pavimento in oggetto.
Consulenza giuridica Uffici dell’Amministrazione finanziaria Direzione Regionale IVA n. 127-undecies) della Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972.
L'Agenzia delle Entrate ha individuato il corretto trattamento fiscale da riservare, ai fini Iva, alla cessione della seconda pertinenza di un immobile abitativo, oggetto di agevolazione prima casa, al cui servizio è già posto un altro immobile della medesima categoria catastale. In pratica si tratta di capire il regime fiscale della compravendita di una abitazione con bue box (C/6) di pertinenza.
Il trattamento ai fini fiscali della cessione di una abitazione e due (o più) pertinenze è già stato esaminato dalla Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 139/E del 20/06/2007, con particolare riguardo all’applicabilità o meno delle agevolazioni per la prima casa alla seconda pertinenza. Rifacendosi all’interpretazione contenuta nella Circolare 12/E del 01/03/2007 l’Agenzia ha chiarito che le agevolazioni prima casa si possono applicare alle pertinenze, purché queste siano classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7 e limitatamente ad una sola pertinenza per ciascuna categoria. In altri termini l’agevolazione si può applicare alla cessione di una cantina ed un box, ma non invece alla cessione di due box; in questo caso il secondo box, che acquisterà anch’esso la qualificazione di fabbricato a destinazione abitativa secondo il principio già esposto, andrà trattato alla stregua di un fabbricato abitativo diverso dalla prima casa.
Quanto invece più in generale al regime delle pertinenze, in presenza degli elementi soggettivo ed oggettivo che fanno desumere il vincolo di pertinenzialità (soggettivo: volontà manifestata dal proprietario dell'immobile principale di creare un vincolo di strumentalità; oggettivo: destinazione durevole ed attuale dell'immobile secondario a servizio o ad ornamento del principale, ai fini del miglior uso di quest’ultimo), si verifica l’applicazione della medesima disciplina prevista per il fabbricato principale, anche nel caso in cui il trasferimento della proprietà della pertinenza avvenga con atto separato. In pratica l'immobile non abitativo, nella fattispecie il box C/6, andrà trattato come un fabbricato abitativo.
In applicazione dei principi sopra esposti, una volta riconosciuta la qualificabilità della seconda pertinenza come immobile abitativo, andrà applicata a quest'ultima l'aliquota Iva del 10% relativa appunto agli immobili abitativi, non essendo possibile applicare il 4% per la prima casa dal momento che la normativa sulla prima casa consente di agevolare una sola pertinenza per ciascuna categoria.
Atti di compravendita, imponibili ad IVA, di un immobile ad uso abitativo e di più pertinenze. Tassazione ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale.
l'Agenzia delle Entrate esamina tutti i casi di cessione di un fabbricato abitativo e due o più pertinenze, dando corrette ed univoche indicazioni agli uffici dell'Agenzia delle Entrate visti i comportamenti spesso difformi adottati, che hanno generato un rilevante contenzioso.
Al riguardo l'Agenzia, citando la Giurisprudenza della Corte Suprema di Cassazione e le disposizioni recate dagli artt. 20 e 21 del D.P.R. 131/1986 (Testo Unico dell'Imposta di Registro - TUR), ha chiarito che occorre in primo luogo stabilire, esaminando volta per volta gli accordi, se la cessione del fabbricato principale e delle pertinenze dia luogo ad un unico contratto o meno, fattispecie che si può concretizzare anche in caso di stipula di più atti notarili separati.
Nel primo caso, che si presume comunque sussistere quando la cessione del fabbricato principale e delle pertinenze sia contenuta in unico atto notarile, nel quale venga altresì evidenziato il vincolo pertinenziale, l'imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa trovano applicazione una volta sola, anche qualora le pertinenze scontino aliquote Iva differenziate.
Un esempio pratico. Si prenda ad esempio in esame un fabbricato ad uso abitazione comprensivo di un box (C/6) ed una cantina (C/2) ceduto tramite un unico atto ad acquirente in possesso dei requisiti per le agevolazioni prima casa. La cessione è imponibile ai fini dell'Iva essendo stata effettuata dall'impresa che ha effettuato lavori di ristrutturazione, entro il decorso del termine di 4 anni dalla data di ultimazione degli stessi (art. 35, comma 8, L. 248/2006).
In questo caso quindi la prima pertinenza sconterà l'Iva agevolata del 4%, mentre la seconda l'Iva ordinaria per i fabbricati ad uso di abitazione (10% se non di lusso ai sensi del D.M. 1444/1968), poiché le agevolazioni prima casa si possono applicare alle pertinenze, purché le stesse siano classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7 e limitatamente ad una sola pertinenza per ciascuna categoria (Circ. Agenzia Entrate 12/2007). L'imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale saranno invece pagate in misura fissa una sola volta per l'intera operazione di compravendita, comprendente quindi tutte e due le pertinenze, per un totale di Euro 504.
Istanza - Articolo 1, legge 27 dicembre 1997 n. 449 - detrazione IRPEF 36% - lavori su parti condominiali.
La detrazione IRPEFdelle spese sostenute è riconosciuta per interventi edilizi di restauro e risanamento conservativo e di manutenzione ordinaria, straordinaria ed edilizia, di cui alle lettere da a) a d) dell'art. 31 della L. 457/1978 realizzati su tutte le parti comuni del condominio, come definite all'art. 1117, nn. 1, 2 e 3 del codice civile.
Questo in sintesi il parere dell'Agenzia delle Entrate espresso con la risoluzione in oggetto.
In particolare il documento supera il contrasto creatosi sia sul piano normativo che di prassi in materia di accesso agli incentivi per le parti comuni degli edifici. La L. 449/1997, che prevede la citata detrazione del 36%, fa riferimento alle parti condominiali indicate al punto 1 dell'art. 1117, mentre il relativo regolamento di attuazione, di cui al D.M.41/1998, richiama genericamente l'art. 1117 c.c.. Anche sul piano di prassi, mentre con alcuni pareri ministeriali (Circolare 57/ del 1998, Circolare 121/E del 1998) si era inteso far riferimento a tutto l'art. 1117 c.c., con la Risoluzione 84/E del 2007, l'Agenzia aveva escluso dal beneficio fiscale le parti elencate ai punti 2 e 3 dell'art. 1117 c.c..
In considerazione dell'orientamento espresso con il documento in commento, è da ritenersi superato quanto espresso in argomento dalla citata Risoluzione 84/E/2007.
Interpello ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 212 del 2000 - Iva. Registro. Imposte ipotecaria e catastale. Articoli 43 e 51, comma 2, del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.
L’Agenzia delle Entrate si sofferma sul trattamento fiscale delle operazioni di riscatto di un bene immobile al termine di un contratto di leasing. In particolare l’Agenzia, nel documento in commento, giunge alle seguenti conclusioni:
poiché il riscatto con il quale l’utilizzatore del bene acquisisce la proprietà dello stesso è operazione da considerare esente ai fini dell’Iva, stanti le regole introdotte dal D.L. 223/2006 (cosiddetto «decreto Bersani», convertito in legge dalla L. 248/2006), si applicano in misura proporzionale l’imposta di registro ed ipocatastali;
la base imponibile sulla quale calcolare tali imposte, nel caso di immobili strumentali, è costituita dal valore di mercato in comune commercio.
A nulla vale il fatto che la società di leasing, all’atto dell’acquisto, abbia già corrisposto le imposte in argomento, e che il relativo importo sia stato successivamente incluso nei canoni di leasing pagati dall’utilizzatore.
Prosegue l’Agenzia affermando che le medesime conclusioni debbono essere raggiunte in caso di immobili abitativi.
Interpello ai sensi dell’art. 11 della legge n. 212 del 2000 - Cessione di un complesso immobiliare appartenente alla categoria catastale D/1 in favore di un Ente pubblico. Imponibilità IVA. Art. 10, primo comma, n. 8-ter) del D.P.R. n. 633 del 1972.
L'Agenzia delle entrate riepiloga la disciplina applicabile ai fini delle imposte indirette alle operazioni di compravendita di fabbricati strumentali per natura, vale a dire quelli classificati o classificabili nelle categorie catastali A/10, C, D, ed E. A tale proposito l'Agenzia ricorda in primo luogo come per definire un fabbricato come strumentale o abitativo occorre avere riguardo esclusivamente alla classificazione catastale, e non invece al concreto utilizzo, pertanto:
sono fabbricati abitativi quelli classificati o classificabili nella categoria catastale A, cat. A/10 esclusa;
sono fabbricati strumentali quelli classificati o classificabili nelle categorie catastali A/10, C, D, ed E.
Venendo ai fabbricati strumentali, si chiarisce che sono cessioni che hanno come regime inderogabile quello dell’imponibilità all’IVA quelle poste in essere nei confronti degli Enti pubblici, trattandosi di soggetti che non hanno diritto ad esercitare la detrazione dell'imposta loro addebitata in via di rivalsa.
Istanza di interpello - Installazione montascale - detrazione d’imposta del 36% - Art. 1 della legge n. 449/1997.
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che l'installazione a proprie spese da parte di un condomino di un montascale per l'accesso al garage può usufruire della detrazione d'imposta per gli interventi di recupero, in quanto si tratta di un intervento edilizio sulle parti comuni di un edificio residenziale atto a rimuovere le barriere architettoniche.
Nella fattispecie analizzata l'Agenzia ha specificato che l'interpellante può detrarre per intero la spesa sostenuta, e non solo la propria quota parte, scostandosi dall'interpretazione fornita con la precedente Risoluzione n. 264/E del 24/06/2008 per un caso analogo riguardante però l'installazione di un ascensore in un cavedio condominiale.
Questa apparente disparità di trattamento deriva proprio dalla diversità dei beni installati nei due casi esposti: difatti l'ascensore è un bene che diventa oggetto di proprietà comune, mentre il montascale è destinato al servizio unicamente del condomino disabile che ha sostenuto integralmente la spesa.
Istanza di interpello - Associazione ALFA - Cessione di fabbricati abitativi. Regime Iva - art. 10, comma 1, n. 8-bis, del D.P.R. n. 633 del 1972.
Il documento di prassi chiarisce come la cessione di immobili ad uso abitativo, risultanti dal frazionamento e dal successivo riaccatastamento di un immobile strumentale, se effettuata entro il termine di quattro anni dalla data di ultimazione degli interventi di ristrutturazione, rientra tra le operazioni imponibili ai fini dell'IVA.
Profili interpretativi emersi nel corso della manifestazione «Telefisco 2008» del 29 gennaio 2008 e risposte ad ulteriori quesiti.
l'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti interpretativi inerenti l'applicazione delle disposizioni contenute nella Finanziaria 2008 sotto forma di risposta a quesiti specifici. Tra i temi trattati si segnalano gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie e per gli interventi di risparmio energetico, il regime fiscale per i contribuenti minimi e il reverse charge. Con le risposte fornite, l'Agenzia chiarisce i temi di seguito descritti.
Indicazione costo della manodopera in fattura - Per il periodo 2008/2010 l'applicazione dell'aliquota IVA agevolata del 10%, relativamente alle prestazioni di servizi aventi ad oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio, prescinde dall'indicazione in fattura del costo della manodopera.
È invece necessario indicare il costo della manodopera in fattura per beneficiare della detrazione d'imposta del 36% delle spese riguardanti interventi di recupero del patrimonio edilizio e interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia operati da imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che provvedono alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile.
Detrazione spesa interventi risparmio energetico - In relazione alle spese sostenute nel 2007 per gli interventi agevolativi finalizzati al risparmio energetico, la detrazione del 55% deve essere ripartita necessariamente in tre rate annuali, in quanto la possibilità, prevista dalla finanziaria 2008, di rateizzare la detrazione per un periodo da 3 a 10 anni, a scelta del contribuente, ha efficacia dal 1° gennaio 2008 e non è suscettibile di una applicazione retroattiva.
L'obbligo di far redigere, a cura di un professionista abilitato, l'attestato di certificazione o di qualificazione energetica per gli interventi di sostituzione di finestre, comprensive di infissi, in singole unità immobiliari e per l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali permane per quelli eseguiti nel periodo di imposta 2007. Detto obbligo viene soppresso, in base al comma 348, lett. b), dell'articolo 1 della legge Finanziaria 2008, solo a far data dal 1° gennaio 2008, in quanto la disposizione non ha efficacia retroattiva.
L'Agenzia ha invece chiarito che l'efficacia retroattiva è stata espressamente attribuita alla nuova Tabella di valori energetici, di cui al comma 23 dell'art. 1 della Finanziaria 2008, che sostituisce la precedente, errata, allegata alla Finanziaria 2007.
Regime dei contribuenti minimi - I soggetti che rientrano nel regime dei minimi, regolamentato dall' art. 1 comma 104 della Finanziaria 2008, potranno portare in deduzione l'intero importo pagato per spese di albergo e ristorante, normalmente riferibili alla sfera privata del contribuente, qualora la stretta inerenza delle stesse all'esercizio dell'attività sia dimostrabile sulla base di criteri oggettivi.
Reverse charge – Regime sanzionatorio - Per quanto concerne il regime sanzionatorio del reverse charge sono stati forniti chiarimenti inerenti l'ambito temporale e l'ambito oggettivo di applicazione del nuovo regime sanzionatorio e le modalità di regolarizzazione delle operazioni da parte del committente o del cessionario.
Di particolare rilievo riteniamo il chiarimento fornito in merito all'ipotesi sanzionatoria di cui al secondo periodo del nuovo comma 9-bis dell'articolo 6 del D. Leg.vo n. 471/97, in cui il fornitore (cedente o prestatore) addebita irregolarmente l'imposta in fattura omettendone il versamento. In questo caso il cessionario o committente, per evitare l'applicazione della sanzione derivante dal comportamento fraudolento del fornitore, può regolarizzare l'operazione presentando all'Ufficio delle entrate competente un documento integrativo in duplice esemplare, recante l'indicazione dell'imponibile, dell'aliquota e della relativa imposta., entro il trentesimo giorno successivo a quello della sua registrazione (da effettuare nei termini indicati dall'articolo 17, quinto comma, secondo periodo, del DPR n. 633 del 1972). Inoltre il cessionario o committente dovrà aver cura di:
non esercitare la detrazione dell'imposta erroneamente addebitata in fattura dal cedente;
annotare il documento emesso secondo le regole dell'inversione contabile, ossia nel registro delle fatture emesse di cui all'articolo 23 del DPR n. 633 del 1972 ed in quello degli acquisti di cui al successivo articolo 25;
liquidare l'imposta nei modi ordinari ed effettuare il versamento dell'eventuale imposta a debito emergente dall'operazione al verificarsi di cause di indetraibilità oggettiva o soggettiva.
Istanza di interpello - Art. 16 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.
L'aliquota Iva agevolata al 10% sugli interventi di recupero edilizio nei casi previsti dalla legge, applicata dai consorziati nei confronti della stazione appaltante, può essere esteso anche alle fatture emesse dalla società consortile verso i consorziati stessi, a condizione che l'opera di tali soggetti concorra al risultato finale dell'appalto.
Questo il principio espresso dall'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione in oggetto. Nella concreta fattispecie esaminata il quesito verteva sull'aggiudicazione a favore di tre società, da parte di un Comune, di una gara di appalto per lavori di restauro e ristrutturazione del teatro comunale.
Per l'esecuzione delle opere, due dei tre soggetti appaltatori costituivano una società consortile, con emissione da parte di ogni impresa del raggruppamento nei confronti dell'ente appaltante della fattura per la quota di lavori aggiudicati. A detti lavori si applica l'aliquota Iva del 10% ai sensi del n. 127-quaterdecies, della Tabella A, Parte III, allegata al DPR 633/1972, trattandosi di interventi di cui alle lettere c), d) ed e) dell'art. 31, comma 1, della L. 457/1978, cui detta norma riserva il trattamento IVA agevolato (interventi di restauro e di risanamento conservativo; interventi di ristrutturazione edilizia; interventi di ristrutturazione urbanistica).
Inoltre l'esecuzione parziale delle opere edili deve essere successivamente fatturata pro-quota dai consorziati. L'Agenzia chiarisce dunque, richiamando in proposito le interpretazioni goà fornite con la risoluzione n. 229/E del 21.8.2007, che anche in questo caso, qualora le opere eseguite dai singoli consorziati concorrano al risultato finale dell'appalto principale, può essere applicata l'aliquota Iva agevolata del 10%.
Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Interpretazione dell’articolo 1 della Legge n. 449 del 1997.
L'Agenzia delle entrate torna sul tema delle agevolazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia. In particolare l'Agenzia si sofferma sulle seguenti problematiche: applicazione del limite massimo di spesa su cui applicare la detrazione; imputazione dei costi in caso di spese che riguardino congiuntamente più unità immobiliari; limite di spesa per gli interventi realizzati sulle parti comuni dell'edificio; costo della manodopera nelle fatture di acconto per lavori da eseguire; fruizione delle detrazioni da parte del coniuge convivente.
L'Agenzia ha chiarito che il limite massimo di spesa fissato a 48.000 euro va riferito alla singola unità immobiliare, senza riguardo al numero degli aventi diritto alla detrazione. Detto limite va suddiviso in proporzione alle spese sostenute dagli aventi diritto, qualora le spese non siano state sostenute in uguale misura.
Per quanto riguarda l’obbligo di evidenziare il costo della manodopera nelle fatture di acconto per lavori da eseguire l’Agenzia chiarice che tale indicazione è obbligatoria solo nella fattura emessa a titolo di saldo.
Infine l'Agenzia chiarisce che se i soggetti che si avvalgono del beneficio sono più di uno, è sufficiente che uno solo provveda alla trasmissione del modulo e che il contribuente che non ha trasmesso il modulo deve indicare il codice fiscale di chi ha provveduto alla trasmissione in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi.
Istanza di interpello. Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. AZ. Pubblica di serv. Alla persona Alfa.
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito quale sia il corretto trattamento fiscale relativo alla vendita di un complesso immobiliare costituito da un edificio in parte a destinazione abitativa e in parte a destinazione commerciale sul quale sono in corso lavori di costruzione/ristrutturazione, in particolare per quanto concerne l'imponibilità o meno ai fini Iva, alla luce della nuova disciplina introdotta del decreto Bersani.
L'Agenzia ha chiarito che, trattandosi di fabbricato in costruzione, la vendita deve comunque essere assoggettata ad Iva, a condizione ovviamente che l'immobile oggetto del trasferimento, al momento della cessione, sia effettivamente in fase di costruzione ovvero di ristrutturazione, nel senso che su di esso siano stati concretamente eseguiti interventi significativi, il cui completamento si rende necessario per rendere il fabbricato idoneo al suo materiale utilizzo.
Si rende in questo caso applicabile il comma 8 dell’art. 35 della L. 248/2006 (decreto Bersani) che ha escluso dal compo di applicazione dell'Iva le cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato a destinazione abitativa, ad eccezione di quelle effettuate, entro quattro anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell’intervento, dalle imprese costruttrici degli stessi ovvero dalle imprese che vi hanno eseguito, anche per il tramite di imprese appaltatrici, gli interventi di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia ed urbanistica, di cui alle lettere c), d) ed e) del comma 1 dell'rt. 3 del DPR 380/2001.
Profili interpretativi emersi nel corso di incontri con la stampa specializzata tenuti nel mese di gennaio 2007.
In merito al reverse-charge, la Circolare ha precisato che il sistema del reverse-charge nell'edilizia è applicabile solo a condizione che sia il soggetto appaltatore che il soggetto subappaltatore operino nel quadro di un'attività riconducibile alla sezione F della suddetta tabella. Nella fattispecie in esame, l'Agenzia ha chiarito la posizione di un'impresa subappaltatrice, esercitante attività di costruzione di prefabbricati (sezione D “Attività manifatturiere”, tabella ATECO), e che realizza strutture, mediante gli elementi prefabbricati stessi, per conto dell'appaltatore (appartenente alla categoria F “Costruzioni”, tabella ATECO). In tale circostanza l'impresa subappaltatrice è da considerarsi anch'essa operante nel settore F, comprendente le attività di montaggio di edifici con elementi prodotti in proprio mediante l'uso prevalente del calcestruzzo, in quanto in tale sezione devono essere ricomprese le attività di costruzione di strutture e operazioni di fabbricazione eseguite nel cantiere edile, ed escluse quindi dalla sezione D.
Misure di contrasto all’evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria - decreto-legge n. 203 del 2005, c.d. collegato alla legge finanziaria per il 2006.
L'Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti sulle disposizioni contenute nella L. 248/2005 (Manovra finanziaria aggiuntiva per il 2006). Segnaliamo in particolare i chiarimenti relativi al nuovo regime fiscale dei contratti di leasing immobiliare ed alle disposizioni concernenti la rivalutazione dei terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti da persone fisiche.
In particolare con riguardo al primo punto si ricorda che l’art. 5-ter della citata L. 248/2005 dispone che la deduzione dei canoni relativi ad un contratto di leasing immobiliare è ammissibile a condizione che la durata del contratto sia almeno pari alla metà periodo di ammortamento che l’impresa può applicare per l’acquisto dello stesso immobile non in leasing, e comunque con un minimo di otto anni ed un massimo di quindici anni. Detto periodo di ammortamento varia in base alla tipologia di impresa, ed è individuato sulla base di coefficienti stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze: per le società immobiliari il periodo derivante da detti coefficienti è pari a 33 anni, e dunque la deduzione dei canoni del contratto di leasing immobiliare deve avere una durata obbligata di 15 anni.
Circ.Ass.R. Sicilia 12/05/2005
Adempimenti da porre in essere per fruire dei benefici previsti dalla L. 5.8.1978, n. 457 e successive modifiche ed integrazioni per tutti gli interventi di edilizia residenziale convenzionata-agevolata e programmi ad essa assimilabili.
Art. 1, comma 1, della legge n. 449/97 - detrazione di imposta del 36 per cento per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 31 della legge n. 457/78. Diritto al beneficio fiscale nell’ipotesi di cambio di destinazione d’uso del fabbricato, già strumentale agricolo, in abitativo.
Con la presente risoluzione l’Agenzia delle entrate chiarisce che i lavori di ristrutturazione effettuati su di un fabbricato rurale strumentale (nella fattispecie un fienile) possono usufruire della detrazione d’imposta del 36% dell’importo dei lavori, se l’intervento comporta un cambio di destinazione d’uso in abitativo.
Decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326 - Primi chiarimenti.
La presente circolare fornisce chiarimenti in merito ad alcune disposizioni tributarie contenute nella L. 24/11/2003, n. 326, recante «Conversione in legge, con modificazioni del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, recante disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei conti pubblici», con particolare riguardo alla proroga dell’aliquota Iva agevolata sugli interventi edilizi, al regime Iva per la cessione di rottami ferrosi, alla modifica del termine di presentazione della dichiarazione di successione ed alle agevolazioni «prima casa» sui fabbricati soggetti all’Iva.
Com.Ass.R. Emilia Romagna 22/08/2003, n. 17565
Indicazioni in merito alla recente normativa regionale e statale in materia di espropriazioni per pubblica utilità.
Decreto del Presidente delle Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, come modificato ed integrato dal decreto legislativo 27 dicembre 2002, n. 301. Chiarimenti interpretativi in ordine alla inclusione dell’intervento di demolizione e ricostruzione nella categoria della ristrutturazione edilizia.
il Ministero delle infrastrutture e trasporti ha emanato una circolare (attualmente in fase di registrazione presso la Corte dei Conti), con la quale ha inteso far conoscere il proprio avviso sulla disposizione di cui all'art. 1, comma 6, lett. b), della L. 443/2001 (codissetta legge obiettivo), recepita dall'art. 3, comma 1, lett. d), del D.P.R. 380/2001 (Testo unico dell'edilizia), che ha compreso nella categoria della ristrutturazione edilizia gli interventi di “demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma”, assoggettandoli a denuncia di inizio attività.
Il ministero ricorda come nel tempo si è venuto a formare un consolidato indirizzo giurisprudenziale secondo cui “nel concetto di ristrutturazione edilizia devono annoverarsi anche gli interventi consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato” (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 5.3.2001 n. 1246; id., 28.3.1998 n. 369; id., 14.11.1996 n. 1359; id., 9.2.1996 n. 144; id., 23.7.1994 n. 807; id., 6.12.1993 n. 1259; id., 3.2.1992 n. 86; id., 3.1.1992 n. 4; id., 4.4.1991 n. 430; id., 20.11.1990 n. 786; id., 9.7.1990 n. 594; id., 30.9.1988 n. 946; id., 28.6.1988 n. 416; id., 17.10.1987 n. 637; id., 21.12.1984 n. 958). Detto orientamento della giurisprudenza è stato recepito nella formulazione del nuovo testo unico dell'edilizia, che all'art. 3 aveva stabilito testualmente: “Nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato identico, quanto a sagoma, volumi, area di sedime e caratteristiche dei materiali, a quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica”. Tale formulazione è stata in seguito oggetto di una modifica, necessaria per adeguare il testo alla sopravvenuta norma della legge obiettivo. Conseguentemente, il testo definitivo vede sostituito il riferimento alla “fedele ricostruzione di un fabbricato identico, quanto a sagoma, volumi, area di sedime e caratteristiche dei materiali a quello preesistente” con “ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quella esistente”.
Il mancato richiamo - nella nuova definizione voluta dal legislatore della 443/2001 - al parametro “dei materiali edilizi” non pone alcun particolare problema, mentre, per quanto riguarda “l'area di sedime”, non si ritiene che l'esclusione di tale riferimento possa consentire la ricostruzione dell'edificio in altro sito, ovvero posizionarlo all'interno dello stesso lotto in maniera del tutto discrezionale. La prima ipotesi è esclusa dal fatto che, comunque, si tratta di un intervento incluso nelle categorie del recupero, per cui una localizzazione in altro ambito risulterebbe palesemente in contrasto con tale obiettivo; quanto alla seconda ipotesi si ritiene che debbono considerarsi ammissibili, in sede di ristrutturazione edilizia, solo modifiche di collocazione rispetto alla precedente area di sedime, sempreché rientrino nelle varianti non essenziali, ed a questo fine il riferimento è nelle definizioni stabilite dalle leggi regionali in attuazione dell'articolo 32 del Testo unico. Resta in ogni caso possibile, nel diverso posizionamento dell'edificio, adeguarsi alle disposizioni contenute nella strumentazione urbanistica vigente per quanto attiene allineamenti, distanze e distacchi.
Tuttavia, in ragione delle considerazioni espresse, per gli interventi di demolizione e ricostruzione inclusi nella ristrutturazione non può trovare applicazione quella parte della normativa vigente che detta prescrizioni per quanto riguarda gli indici di edificabilità ed ogni ulteriore parametro di carattere quantitativo (altezze, distanze, distacchi, inclinate, ecc.) riferibile alle nuove costruzioni. Ciò in quanto il relativo rispetto potrebbe risultare inconciliabile con la demolizione e ricostruzione intesa come operazione da effettuarsi con la sola osservanza della sagoma e della volumetria preesistenti (ed in tale prospettiva, qualora non venga utilizzata per intero la sagoma e la volumetria esistenti, l'intervento non può essere incluso nella categoria della ristrutturazione edilizia).
Legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria per il 2003). Disposizioni varie in materia di IRPEF e di IVA.
L'Agenzia delle Entrate fornisce precisazioni sulla nuova disciplina dell’IRPEF introdotta dall’articolo 2 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003). Segnaliamo in particolare i chiarimenti forniti ai punti 2, 3, 4 e 6 del provvedimento, corredati da esempi di calcolo, in merito alla proroga della detrazione dall’IRPEF del 36% per gli interventi di recupero edilizio su unità abitative e gli interventi di manutenzione e di salvaguardia dei boschi, alla proroga della detrazione dall’IRPEF del 36% per l’acquisto di immobili ristrutturati e alla proroga dell’aliquota IVA agevolata del 10% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Circ.R. Lombardia 11/02/2003, n. 5
Modalità di presentazione e valutazione delle domande di finanziamento ai sensi della L.R. 19.12.1991, n. 39 "Promozione degli interventi di riqualificazione e di arredo degli spazi urbani".
IVA - Applicazione del punto 127-quaterdecies) della Tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, agli interventi di recupero e risanamento conservativo di cui all'articolo 31, primo comma, lettera c) della legge 5 agosto 1978, n. 457. Istanza di interpello.
L’Agenzia delle entrate fornisce alcuni chiarimenti sulla disciplina dell'IVA relativamente all'esecuzione di interventi edilizi. In particolare l'Agenzia precisa che si applica sempre l’aliquota IVA del 10% nel caso di lavori di restauro e risanamento conservativo, indipendentemente dalla natura e dalla destinazione dell'immobile sul quale i lavori sono eseguiti.
Come già fatto rilevare in altri provvedimenti è dunque confermato che l’aliquota IVA ridotta si applica a tutte le prestazioni relative ad interventi di recupero di cui alle lettere c) e d) dell’art. 31 della L. 457/1978 a prescindere dal tipo di immobile.
Istanza di interpello - Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 - Dr .... Notaio - Agevolazioni per i Trasferimenti di immobili nei confronti di soggetti che attuano piani di recupero - Art. 5 della legge 22 aprile 1982, n. 168.
Facendo seguito all’istanza di interpello inoltrata da un Notaio, l’Agenzia delle Entrate, con la presente risoluzione, fornisce chiarimenti in merito all’applicabilità dell’art. 5 della legge 168/1982, relativo al regime fiscale di favore per i trasferimenti di immobili posti in essere nell’ambito di piani di recupero di iniziativa pubblica o privata.
Il quesito verteva in particolare sulla sopravvivenza o meno del citato art. 5, in seguito all’entrata in vigore della disposizione contenuta nell’art. 33, comma 3, della L. 388/2000 (legge finanziaria 2001), che ha previsto agevolazioni per i trasferimenti di beni immobili situati in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati.
L’agenzia delle entrate ha concluso nel senso di continuare a ritenere applicabile l’art. 5 della L. 168/1982, dal momento che detta norma, peraltro non espressamente abrogata, costituisce, per le sue particolari finalità, legge speciale rispetto alle norme di carattere generale recate dalla legge 388/2000.
Legge finanziaria 2000 e altri recenti provvedimenti normativi di natura tributaria. Primi chiarimenti.
Artt. 1 e 13 L. 449/97. Interventi di recupero del patrimonio edilizio e di ripristino delle unità immobiliari dichiarate o considerate inagibili in seguito agli eventi sismici verificatisi nell'Emilia Romagna e Calabria. Ulteriori chiarimenti.
Con la circolare 24 febbraio 1998, n. 57/E, del Ministero delle finanze e del Ministero dei lavori pubblici venivano forniti gli opportuni chiarimenti in merito alle disposizioni riguardanti la detrazione del 41% spettante per le spese sostenute per taluni interventi di recupero del patrimanio edilizio e di ripristino delle unità immobiliari dichiarate inagibili in seguito agli eventi sismici verificatisi nelle regioni Emilia Romagna e Calabria. Con la presente circolare integrativa vengono forniti ulteriori chiarimenti per consentire una uniforme applicazione delle disposizioni in questione.
Artt. 1 (commi 1, 2, 3, 6 e 7) e 13 (comma 3) della L. 449/97 - Interventi di recupero del patrimonio edilizio e di ripristino delle unità immobiliari dichiarate o considerate inagibili in seguito agli eventi sismici in Emilia Romagna e Calabria.
Imposta sul reddito delle persone fisiche - Interessi passivi sui mutui contratti per effettuare interventi di recupero edilizio - Art. 1, comma 4, del D.L. 669/96, convertito con modificazioni dalla L. 30/97.
Condono edilizio e commerciabilita' dell'edificio abusivo dopo la legge collegata alla finanziaria 1997.
I.V.A. e imposta registro su cessioni e locazioni di fabbricati o porzioni di fabbricato a destinazione abitativa. Articolo 10 del decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323.
Accertamento dei requisiti soggettivi per l'edilizia agevolata.
Disposizioni esplicative della L. 24.12.93, n. 560, recante: "Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica".
Applicazione della normativa in materia di definizione agevolata delle violazioni edilizie. (Circolare esplicativa fondamentale per l'applicazione del nuovo condono ed il coordinamento con gli adempimenti previsti dal vecchio condono 1985)
Art. 11, comma 6, del D.L. 1022/65, convertito dalla L. 1179/65: assegnazione o vendita degli alloggi fruenti di mutui edilizi agevolati.
Nuovo condono edilizio e commerciabilita' del manufatto abusivo.
Programmi di edilizia agevolata e convenzionata finanziati con normativa anteriore alla L. 457/78. Quesito sui vincoli temporali alla alienazione deglia alloggi.
Legge 28 febbraio 1985, n. 47; Decreto legge 23 aprile 1985, n. 146, convertito nella Legge 21 giugno 1985, n. 298; decreto legge 22 luglio 1985, n. 356 - Norme in materia di recupero e sanatoria delle opere abusive. Opere interne.
Ambito di applicazione art.5 comma 16 della L. 25.3.1982 n.94.
L.457/78: requisiti e procedure per l'edilizia agevolata.
Legge 5.8.1978 n.457.Finanziamenti maggiori oneri per l'edilizia sovvenzionata.
Edilizia residenziale fruente di contributi statali.Ripartizione competenze in materia di vigilanze sulle cooperative.
Attuazione dell'art.44 della L.457/78 (garanzia statale mutui su costruzione aree L.167/62).
Edilizia agevolata e convenzionata. Schema tipo di convenzione per la disciplina dei rapporti tra regioni ed istituiti di credito fondiario ed edilizio.
Edilizia e urbanistica - Ristrutturazione edilizia - Nozione ex art. 31 della legge n. 457/1978 - Concessione edilizia - Necessità - Comunicazione inizio lavori - Insufficienza.
In materia edilizia, la nozione di ristrutturazione prevista dal testo dell'art. 31 della legge n. 457/1978 precedente alla disciplina del D.P.R. n. 380/2001, ricomprendeva ogni intervento di sostituzione di elementi costitutivi e inserimento di nuovi elementi con cambiamento del prospetto del fabbricato, come, ad esempio, gli interventi di rifacimento del tetto, la copertura a coppi nuovi e scossaline, la realizzazione di un comignolo in mattoni a vista, il rifacimento delle finiture murarie, la soletta a sbalzo in cemento armato per un balcone. Per tali interventi risultava necessario il rilascio della concessione edilizia non essendo sufficiente la comunicazione di inizio lavori.
Appalti - Difetti dell'opera - Responsabilità decennale dell’impresa esecutrice dei lavori di ristrutturazione ex 1669 Cod. civ. - Sussistenza.
È responsabile ai sensi dell’articolo 1669 del Codice civile, alla stregua del costruttore, l’impresa che ha effettuato interventi di modificazione o riparazione su un preesistente edificio destinato a lunga durata, qualora tali interventi rovinino, in tutto o in parte l’edificio, o presentino evidente pericolo di rovina o gravi difetti. (Nel caso in esame un’impresa aveva effettuato lavori di straordinaria manutenzione presso lo stabile condominiale, riguardanti il rafforzamento dei solai mediante il getto di caldana di calcestruzzo con rete elettrosaldata ed il rafforzamento delle rampe delle scale con la completa ricostruzione delle stesse in cemento armato; l’Amministratore denunciava alla appaltatrice il verificarsi nelle pareti esterne dello stabile di numerose macchie di umidità, in particolare, la presenza di molteplici fessurazioni a forma di grigliato, sia nella tinta sia nell’intonaco, che rendevano le facciate non più impermeabili, con il conseguente verificarsi di infiltrazioni di acqua piovana nei singoli appartamenti dei condomini, nonché vistose crepe nell’intonaco delle pareti e del soffitto dei locali scale ai vari piani).
Edilizia e immobili - Attività edilizia - Ristrutturazione, ricostruzione e nuova costruzione - Le disposizioni dei regolamenti urbanistici locali non possono incidere sulle nozioni normative.
La ristrutturazione edilizia mediante ricostruzione di un edificio preesistente, venuto meno per evento naturale o per volontaria demolizione, si attua, nel rispetto dell'art. 31, 1° comma, lett. d) [ristrutturazione edilizia] della legge n. 457/78, mediante interventi che comportino modificazioni esclusivamente interne dell'edificio preesistente, senza aumenti di superficie o di volume. In presenza dei quali, invece, si configura una nuova costruzione, sottoposta alla disciplina in tema di distanze, vigente al momento della medesima, e alla relativa tutela ripristinatoria, non essendo concesso ai regolamenti locali di incidere, neppure indirettamente attraverso la previsione di soglie massime d'incremento edilizio, sulle anzidette nozioni normative e sui rimedi esperibili nei rapporti interprivati.
Edilizia e immobili - Attività edilizia - Restauro e risanamento conservativo - Ristrutturazione edilizia - Caratteri - Differenze.
È la conservazione formale e funzionale dell'organismo edilizio che connota le attività di restauro e risanamento conservativo rispetto alla ristrutturazione edilizia. In sostanza mentre il restauro ed il risanamento presuppongono la realizzazione di opere che lascino inalterata la struttura dell’edificio (nella sua lata accezione di componenti strutturali originali o meramente riproduttivi) e la distribuzione interna della sua superficie, la ristrutturazione edilizia, invece, si configura nel rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio e nell’alterazione dell’originaria fisionomia e consistenza fisica dell’immobile.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Nozione
1. Sono definiti lavori di ristrutturazione edilizia quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, la eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi impianti. Il concetto di ristrutturazione edilizia comprende anche la demolizione seguita dalla ricostruzione del manufatto, purché tale ricostruzione assicuri la piena conformità di sagoma, di volume e di superficie tra il vecchio ed il nuovo manufatto e venga, comunque, effettuata in un tempo ragionevolmente prossimo a quello della demolizione.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Abusi - Demolizione di pertinenza (Trasformazione di deposito in autorimessa) senza permesso di costruire - Legittimità 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione edilizia - Rispetto della volumetria esistente - Necessità
1. La definizione di pertinenza dettata dal diritto civile non coincide con quella vigente in diritto amministrativo urbanistico, basata sul concetto di funzione autonoma della costruzione rispetto all’altra e che rende necessario il titolo edilizio proprio delle nuove edificazioni. Pertanto è legittima l’ordinanza di demolizione a seguito dell’effettuazione di opere di trasformazione di un deposito in autorimessa in assenza di permesso di costruire, ritenuto necessario in quanto il deposito non poteva considerarsi pertinenza in senso urbanistico. 2. La definizione di ristrutturazione edilizia [art. 3, c. 1, lett. d), D.P.R. 01/380] fa indubbiamente riferimento alla possibilità che tale tipo di intervento comporti la costruzione di un edificio in tutto o in parte diverso, ma in quanto limite complessivo e non dimensionale ammesso e raggiungibile dall’intervento; quanto alla tipologia, la disposizione prevede che l’insieme sistematico delle opere che connota la ristrutturazione si realizza anche attraverso la sostituzione dei materiali e può condurre a detto diverso risultato, ma ribadisce anche il rispetto della volumetria preesistente; a differenza della sostituzione dei materiali, l’incremento volumetrico non rientra dunque nelle diversità ammesse dalla definizione di ristrutturazione.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - È tale (e non nuova edificazione) la ricostruzione di edificio demolito
1. Secondo la classificazione stabilita dalla L. 6 giugno 2001 n. 380, art. 3 [ved. c.1, lett. d), 3a parte], la ricostruzione di un edificio, ancorché demolito, va intesa, non come nuova edificazione, ma come ricostruzione a recupero del preesistente patrimonio edilizio nei limiti della precedente volumetria e sagoma.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione edilizia – Nozione
1. Ai sensi dell’art. 31, c. 1, lett. d), L. 5 agosto 1978 n. 457, gli interventi di ristrutturazione edilizia sono quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, la eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Peraltro, il concetto di «ristrutturazione» inquadrabile tra gli interventi di recupero enumerati dal detto art. 31, nel quale rientra anche il caso di demolizione e successiva «fedele» ricostruzione, presuppone la piena conformità dell’organismo ristrutturato alle preesistenti caratteristiche essenziali del manufatto, quali quelle tipologiche, dimensionali, ubicazionali, volumetriche, architettoniche, stilistiche, sicché in assenza di tali precise condizioni non può che parlarsi di intervento equiparabile a «nuova costruzione», da assoggettarsi alle regole proprie della corrispondente attività edilizia.
1. Appalti ll.pp. - Anticipazione all’appaltatore - Revoca - Presupposti - Richiesta al fideiussore del rimborso delle somme anticipate - Ammissibilità 2. Appalti ll.pp. - Cauzione - A garanzia di obbligazioni verso lo Stato od altri enti pubblici - Clausola di pagamento a semplice richiesta - Ammissibilità
1. Negli appalti di opere pubbliche, la revoca dell’anticipazione di somme all’impresa appaltatrice si configura quale espressione del potere di autotutela dell’ente committente in presenza del fatto obiettivo della mancata prosecuzione dell’appalto, da qualunque ragione tale mancata prosecuzione dipenda, e quindi anche quando essa derivi, non da un inadempimento (o da un comportamento comunque colpevole) dell’imprenditore, ma dall’annullamento dell’aggiudicazione operata dal giudice amministrativo. Detta revoca dell’anticipazione, comportando l’obbligo di restituzione a carico dell’appaltatore, implica il diritto dell’ente committente di chiedere al fideiussore, che ha garantito l’anticipazione, il rimborso della somma anticipata. 2. La disposizione dell’art. 13 della L. 3 gennaio 1978 n. 1 (alla quale rinvia l’ultimo comma dell’art. 47 della L. 5 agosto 1978 n. 457), che per la costituzione di una cauzione a garanzia di obbligazioni verso lo Stato o altri enti pubblici, ammette anche, in luogo della fideiussione bancaria, le polizze cauzionali rilasciate da imprese di assicurazione autorizzate all’esercizio del ramo cauzioni, non impone un particolare tipo di polizza e non esclude, quindi, la possibilità che questa sia caratterizzata dalla presenza di una clausola di pagamento a semplice richiesta, che assicura al creditore garantito una disponibilità immediata di denaro con effetti analoghi a quelli del deposito cauzionale.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Nozione - Demolizione e «fedele» ricostruzione - Vi è compresa - Condizioni 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Volumi tecnici - Nozione
1. Se è ben vero che il concetto di ristrutturazione edilizia - ai sensi dell’art. 31, c. 1, lett. d, L. 5 agosto 1978 n. 457 - comprende anche la demolizione seguita dalla «fedele» ricostruzione del manufatto, è altrettanto vero che tanto può ritenersi consentito alla precisa condizione che la riedificazione assicuri la piena conformità di sagoma, volume e superficie tra il vecchio e il nuovo manufatto. In altri termini, è possibile pervenire in tal modo ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, purché la diversità sia dovuta ad interventi comprendenti il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti, e non già la realizzazione di nuovi volumi o una diversa ubicazione. Ciò in quanto, diversamente opinando, sarebbe sufficiente la preesistenza di un edificio per definire ristrutturazione qualsiasi nuova realizzazione eseguita in luogo o sul luogo di quella preesistente. 2. I volumi tecnici sono quelli destinati esclusivamente agli impianti necessari per l’utilizzo dell’abitazione e che non possono essere ubicati al suo interno; pertanto non sono tali - quindi sono computabili ai fini della volumetria consentita - le soffitte, gli stenditori chiusi e quelli «di sgombero», nonché il piano di copertura, impropriamente definito sottotetto, ma costituente in realtà, come nella specie, una mansarda in quanto dotato di rilevante altezza media rispetto al piano di gronda.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Nozione - Ex art. 3, c. 1, lett. d), D.P.R. 01/380. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Il nuovo permesso di costruire (già concessione edilizia).
1. Il concetto di ristrutturazione edilizia, come da art. 3, comma 1, lett. d), T.U., D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, comprende anche la demolizione seguita dalla fedele ricostruzione dell’immobile preesistente, con la possibilità di giungere a un edificio in tutto o in parte diverso dal precedente, purché la diversità sia dovuta a interventi comprendenti da un lato il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, e dall’altra l’eliminazione e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti, e non già alla realizzazione di nuovi volumi o una diversa ubicazione. 2. Ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. 01/380, costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire (già concessione edilizia): a) gli interventi di nuova costruzione; b) gli interventi di ristrutturazione urbanistica; c) gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Demolizione e ricostruzione - Vi sono comprese - Condizioni.
1. Un intervento costruttivo, che implichi la demolizione e la ricostruzione del preesistente fabbricato, può essere definito come ristrutturazione edilizia ex art. 31, comma 1, lett. d) L. 5 agosto 1978 n. 457 a condizione che: a) la nuova costruzione sia fedele ricostruzione di quella preesistente; b) vengano conservate le caratteristiche fondamentali dell’edificio preesistente; c) la successiva ricostruzione dell’edificio riproduca almeno nelle linee fondamentali, quanto a sagoma e volumi, quello preesistente, con esclusione della realizzazione di nuovi volumi.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Demolizione e fedele ricostruzione del manufatto - Vi è compresa - Condizioni.
1. Anche prima del T.U. sull'edilizia, D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, il concetto di ristrutturazione edilizia, come qualificato dall'art. 31, comma 1, lett. d), L. 5 agosto 1978 n. 457, comprendeva la demolizione seguita dalla fedele ricostruzione del manufatto, con unica condizione che la riedificazione assicurasse la piena conformità di sagoma, volume e superficie tra il vecchio e il nuovo manufatto.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Spargimento di ghiaia - Non è ristrutturazione - Ma può richiedere concessione edilizia.
1. Lo spargimento di ghiaia su un'area che ne era priva non costituisce ristrutturazione edilizia ex art. 31, lett. d) della L. 5 agosto 1978 n. 457; ma per essa occorre la concessione edilizia qualora consista in una lavorazione di modifica della precedente destinazione d'uso.
1. La demolizione di un fabbricato seguita dalla sua fedele ricostruzione è compresa nel concetto di ristrutturazione edilizia di cui all'art. 31 della L. 5 agosto 1978 n. 457, con l'unica condizione che il nuovo manufatto sia pienamente conforme al vecchio, per sagoma, volume e superficie.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Contributi - Esenzione ex art. 9, lett. f) L. 1977/10 - Opera eseguita da un privato per conto proprio - Esclusione.
1. Per la concessione edilizia è previsto il rilascio a titolo gratuito dall'art. 9, lett. f) della L. 28 gennaio 1977 n. 10 qualora si tratti di opera di interesse generale e realizzata da un ente pubblico costituzionalmente competente oppure da un soggetto operante per conto di un ente pubblico, come nella figura della concessione di opera pubblica; pertanto il privato che esegua l'opera per conto proprio non può fruire di tale beneficio e deve pagare i contributi previsti.
1. La ristrutturazione edilizia, ai sensi dell'art. 31, c. 1, lett. d) della L. 5 agosto 1978 n. 457, comprende anche la demolizione del manufatto seguita dalla su fedele ricostruzione, che assicuri la completa conformità di superficie, sagoma e volume fra il nuovo ed il vecchio immobile.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Manutenzione straordinaria - Ex art. 31, c.2, L. 78/457 - Finalità. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Abusi - Demolizione - Ordine ex art. 4, c.2, L. 1985/47.
1. Gli interventi di manutenzione straordinaria sul patrimonio edilizio prevalgono, ai sensi dell’art. 31, c. 2 della L. 5 agosto 1978 n. 457, sulle disposizioni degli strumenti urbanistici eventualmente difformi; la norma mira a rendere uniforme la disciplina degli interventi edilizi sul patrimonio edilizio esistente evitando che, a livello locale, possano essere dettate prescrizioni diverse che alterino il corretto ed equilibrato sviluppo nelle aree edificate; peraltro non può escludersi ogni disposizione integrativa o interpretativa che a livello regionale sia ritenuta utile per un migliore assetto urbanistico. 2. La demolizione immediata di abusi edilizi realizzati su aree inedificabili, disciplinata dall’art. 4 , c. 2 della L. 28 febbraio 1985 n. 47, non distingue tra i vari titoli abilitativi alla edificazione (concessione edilizia o autorizzazione) la cui mancanza consente il ricorso alla demolizione stessa, ma implica la repressione di ogni intervento edilizio - ivi compresa la manutenzione straordinaria - realizzato senza titolo in aree sottoposte a vincoli.
1. Ai sensi dell’art. 31, c. 1, lett. d) della L. 5 agosto 1978 n. 457 la ristrutturazione edilizia comprende anche la demolizione e poi la fedele ricostruzione dell’immobile, con l’unica condizione che la sagoma, il volume e la superficie dell’immobile ricostruito siano esattamente conformi a quelli del vecchio immobile.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Nozione.
1. La ristrutturazione edilizia - concetto in cui rientrano le modificazioni che concernono l’esterno, quali la demolizione di balconi e la modifica delle aperture - comprende la demolizione, anche totale o completa, seguita dalla fedele ricostruzione del manufatto, purché tale ricostruzione assicuri la piena conformità di sagoma, di volume e di superficie tra il vecchio e il nuovo manufatto, e venga comunque effettuata in un tempo ragionevole.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Restauro e risanamento conservativo - Comprendono interventi di recupero abitativo - Condizioni. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Manutenzione straordinaria - Tipologia - Interventi che vi rientrano.
1. Nelle attività di restauro e risanamento e conservativo previste dall’art. 31, c. 1, lett. c) della L. 5 agosto 1978 n. 457 sono compresi gli interventi per il recupero abitativo di edifici preesistenti purché siano tesi a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità e siano rispettati gli elementi tipologici dell’edificio formali e strutturali, senza modificarne l’identità, la fisionomia e la struttura né le superfici ed i volumi delle singole unità immobiliari. 2. Negli interventi di manutenzione straordinaria previsti dall’art. 31, c. 1, lett. b) della L. 5 agosto 1978 n. 457 sono compresi quelli per la sostituzione o rinnovazione di parti, anche esterne, di un edificio, che non modifichino le destinazioni d’uso né le superfici ed i volumi delle singole unità immobiliari.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Manutenzione straordinaria - Immobili sottoposti a vincolo - Autorizzazione necessaria - Eccezione - Condizione.
1. In materia edilizia, anche a seguito delle nuove disposizioni contenute nella L. 21 dicembre 2001 n. 443 e nel T.U., D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, gli interventi di manutenzione straordinaria, ai sensi dell’art. 31 della L. 5 agosto 1978 n. 457 su immobili sottoposti a vincolo, non richiedono il preventivo rilascio dell’autorizzazione da parte dell’Autorità preposta alla tutela solo nel caso in cui non alterino lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Manutenzione straordinaria - Definizione e requisiti.
1. Ai sensi dell'art. 31 della L. 5 agosto 1978 n. 457, affinché un determinato intervento edilizio costituisca manutenzione straordinaria occorre non solo che esso conservi la destinazione d'uso dell'edificio ma anche che abbia due altri requisiti, uno funzionale (secondo il quale deve trattarsi di lavori di mera sostituzione o rinnovo dell'edificio) e uno strutturale (per il quale l'intervento non deve modificare i volumi e le superfici dell'immobile); pertanto ha natura di ristrutturazione e non di manutenzione un intervento che non abbia i due suddetti requisiti e mantenga solo in parte la precedente destinazione d'uso.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione edilizia - Demolizione e ricostruzione - Vi sono comprese - Condizioni.
1. Nel concetto di ristrutturazione edilizia, ai sensi dell'art. 31, 1° comma, lett. d) della L. 5 agosto 1978 n. 457, rientra anche la demolizione e la successiva fedele ricostruzione del manufatto purché tale ricostruzione venga comunque eseguita in un tempo ragionevolmente vicino a quella della demolizione e realizzi un nuovo manufatto del tutto conforme al vecchio come sagoma, volume e superficie.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Restauro e risanamento conservativo - Limiti.
1. L'intervento che comporta la demolizione e la ricostruzione di muri portanti e di adattamenti interni al fine di modificare la destinazione d'uso dell'immobile, non ha la natura di intervento di restauro e risanamento conservativo ai sensi dell'art. 31, lett. c) della L. 5 agosto 1978 n. 457.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Opere interne - Concessione necessaria - Condizioni. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Opere interne - Disposizioni ex art. 2, c. 60 L. 96/662 - Non abrogano art. 26 L. 1985 n. 47. 3. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Opere interne - Concessione non necessaria - Esclusione - Condizioni.
1. Le opere interne, nell'edilizia, hanno caratteristiche particolari rispetto agli interventi di trasformazione di cui all'art. 31 della L. 5 agosto 1978 n. 457 (manutenzione ordinaria e straordinaria, interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione); per esse la concessione edilizia è necessaria qualora esse diano origine ad un immobile nuovo, tutto o in parte, o determinino un mutamento di destinazione d'uso. 2. L'art. 2, comma 60, della L. 23 dicembre 1996 n. 662 non comporta l'abrogazione dell'art. 26 della L. 28 febbraio 1985 n. 47 sia perché non contiene una espressa disposizione abrogatrice sia per le differenze fra le disposizioni dei due articoli, il primo dei quali riguarda le singole unità immobiliari in base alla L. n. 662 mentre il secondo si riferisce alle «costruzioni» di cui alla detta L. n. 47. 3. Opere interne che comportino il mutamento della destinazione d'uso di un immobile possono essere eseguite anche senza concessione edilizia purché le modifiche vengano effettuate entro categorie omogenee quanto a parametri urbanistici; infatti il mutamento di destinazione d'uso giuridicamente e penalmente rilevante è quello che avviene fra macrocategorie perché comporta il mutamento degli standards urbanistici e la variazione del carico urbanistico. (Nella specie è stato ritenuto penalmente rilevante - e quindi necessaria per esso la concessione edilizia - il mutamento in bar di un piano terra e un piano seminterrato prima adibiti a laboratorio).
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Interventi di recupero - Nozione - Nuova costruzione in sostituzione - È tale - Condizione - Art. 31 L. 1978 n. 457.
1. In materia urbanistica tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, anche alla luce del disposto dell'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457, possono rientrare le sostituzioni di manufatti precedenti con costruzioni completamente nuove, purché il risultato finale, per quanto rimaneggiato ed in parte ricostruito, conservi la struttura e la funzionalità precedenti e non si tratti di un'opera del tutto nuova, sia strutturalmente che funzionalmente; detto accertamento è compito del giudice del merito e non è sindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ricostruzione su ruderi - Non è ristrutturazione.
1. La nozione di ristrutturazione edilizia, desumibile dall'art. 31 lett. d) L. 5 agosto 1978 n. 457, postula la preesistenza di un fabbricato da ristrutturare, cioè di un organismo dotato di murature perimetrali, strutture orizzontali e copertura; di conseguenza, l'attività di ricostruzione su ruderi costituisce una nuova costruzione.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Manutenzione straordinaria - Presupposto - Preesistenza di particolare edificio.
1. Presupposto degli interventi di manutenzione straordinaria, ai sensi dell'art. 31, lett. b) della L. 5 agosto 1978 n. 457, è la preesistenza di un edificio avente certe determinate caratteristiche strutturali ed architettoniche; invece su resti edilizi per i quali non è ricavabile alcuna individuazione di forme e caratteristiche della costruzione antica non possono prevedersi interventi di manutenzione straordinaria.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Nozione - Demolizione e ricostruzione - È tale - Condizione.
1. Nella nozione di ristrutturazione quale si desume dall'art. 31, comma 1, lett. d) della L. 5 agosto 1978 n. 457 è inclusa la demolizione e ricostruzione del vecchio edificio; ed è possibile realizzare un'opera edile diversa, in tutto od in parte, dalla precedente purché la diversità sia dovuta al ripristino o sostituzione o eliminazione o modifica di alcuni elementi costitutivi dell'edificio.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Quando si configura.
1. Una - come definita dall'art. 31, comma 1, lett. d) della L. 5 agosto 1978 n. 457 - si configura quando l'immobile sul quale si lavora resta immutato nella forma, volume ed altezza; infatti con la ristrutturazione si può ottenere un manufatto edile diverso dal precedente, in tutto od in parte, ma non con la esecuzione di nuovi volumi bensì con l'eliminazione o la variazione di elementi od impianti esistenti nell'immobile o con l'inserimento di nuovi elementi od impianti, oltre che con il rifacimento o la sostituzione di elementi costitutivi dell'immobile medesimo.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Demolizione e ricostruzione - È tale.
1. Nella di cui all'art. 31, comma 1, della L. 5 agosto 1978 n. 457 rientrano anche la demolizione e ricostruzione di un immobile - pur non esplicitamente indicate dal legislatore - giacché l'immobile preesistente deve essere stato interamente demolito affinché il manufatto realizzato sia diverso da quello originario.
1. Edilizia ed urbanistica - Piano di recupero - Osservanza norme P.R. - Necessità - Per le distanze. 2. Edilizia ed urbanistica - Distanze - Autorizzazione edificatoria del Comune - Irrilevanza sui rapporti fra privati.
1. Le prescrizioni contenute nei piani di recupero formati ai sensi dell'art. 28 L. 5 agosto 1978 n. 457 per la rimozione dello stato di degrado del patrimonio edilizio comunale sono soggette all'osservanza delle disposizioni del piano regolatore generale quali norma di grado superiore; ne consegue che non è ammissibile la deroga, in caso di interventi edilizi previsti in detto piano di recupero, alle previsioni degli strumenti urbanistici generali in tema di distanze tra costruzioni. 2. In tema di distanze tra costruzioni, la esistenza di una autorizzazione da parte del Comune alla edificazione fa salvi i diritti dei terzi, e pertanto è priva di rilevanza nei rapporti tra privati, i quali, ove lesi dalla costruzione realizzata senza il rispetto delle disposizioni sulle distanze, conservano il diritto ad ottenere la riduzione in pristino.
1. Edilizia ed urbanistica - Piani di recupero - Rispetto del piano regolatore generale - Obbligo.
1. Le disposizioni contenute nella legge n. 457 del 1978 (che ha disciplinato il recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente, prevedendo l'individuazione di "zone di recupero" e la formazione, contestuale o successiva, di un "piano di recupero" mediante l'individuazione degli immobili, dei complessi edilizi, degli isolati e delle aree da ricomprendervi) vanno interpretate nel senso che sia le zone di recupero che il relativo piano debbano essere inserite nell'alveo della pianificazione urbanistica e, quindi, del piano regolatore generale, cui restano senz'altro vincolati, stante la necessità di coordinamento con il detto strumento urbanistico generale, e la conseguente esigenza (implicita, ma non seriamente revocabile in dubbio) del rispetto delle norme in esso contenute quali norme di grado superiore, come si evince dalla disposizione di cui all'art. 34 della legge sopra citata, che consente la conversione in piano di recupero di taluni piani attuativi (piani particolareggiati e P.E.E.P.) già approvati al momento della sua entrata in vigore.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Contributo - Esenzione - Ex art. 9, lett. f), L. 1977 n. 10 - Non spetta per opera costruita da privato.
1. Il contributo di concessione edilizia ex art. 9, lett. f) della L. 28 gennaio 1977 n. 10 è dovuto per l'opera costruita da un privato anche se questi si è impegnato a darlo in locazione a P.A.; infatti per l'esenzione del detto contributo occorre la sussistenza di due requisiti insieme: un requisito oggettivo (per cui deve trattarsi della costruzione di opere pubbliche o di interesse generale) ed un requisito soggettivo (per cui le opere anzidette devono essere eseguite da un Ente competente istituzionalmente).
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Per immobile non più esistente nel suo complesso (per crollo o demolizione) - Non configurabile.
1. La ristrutturazione edilizia ex art. 31, lett. d), L. 5 agosto 1978 n. 457 consiste in interventi di trasformazione di un immobile nel suo complesso; il che non si configura per un immobile che prima sia crollato o sia stato demolito.
1. Edilizia ed urbanistica - Piano di recupero - Suo progetto preliminare - Non impugnabile. 2. Edilizia ed urbanistica - Piano di recupero - Ex L. 78/457 - Immobili da ristrutturare non soggetti ad espropriazione. 3. Edilizia ed urbanistica - Piano regolatore - Ristrutturazione urbanistica - Ex art. 31 L. 78/457 - Inapplicabilità nei centri storici.
1. Il progetto preliminare di un piano di recupero non è immediatamente impugnabile perché non produce effetti lesivi, propri del progetto esecutivo; infatti costituisce solo uno strumento di studio e di predisposizione degli interventi, preliminare al progetto esecutivo che invece descrive quegli interventi ed individua le singole aree, l'oggetto definitivo dei provvedimenti amministrativi ed i relativi destinatari. 2. Gli immobili ubicati nelle aree oggetto dei piani di recupero di cui all'art. 31 della L. 5 agosto 1978 n. 457 non possono essere espropriati dal Comune a meno che venga dimostrata l'inerzia dei proprietari. 3. Gli interventi di ristrutturazione urbanistica di cui all'art. 31 della L. 5 agosto 1978 n. 457 - poiché consistono nella modifica della esistente struttura urbanistica-edilizia mediante sistematici interventi edilizi, anche con la modifica di rete stradale, lotti ed isolati - sono certamente preclusi nei centri storici dei Comuni privi di piano regolatore (tranne che i detti agglomerati urbani in concreto siano divenuti inesistenti per essere sprovvisti di carattere storico, artistico ed ambientale).
1. Edilizia ed urbanistica - Piano di recupero - Funzione.
1. Il piano di recupero di cui agli artt. 27 ss. L. 5 agosto 1978 n. 457 può essere legittimamente limitato a singoli complessi immobiliari giacché può mirare anche al recupero edilizio e non solo a quello urbanistico.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Manutenzione straordinaria - Nozione. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Necessità - Anche per piscina in complesso esistente.
1. Costituiscono attività di manutenzione straordinaria - non soggetta agli oneri urbanistici, ai sensi dell'art. 31, comma 1, lett. b) della L. 5 agosto 1978 n. 457 - gli interventi edilizi consistenti in opere di accomodamento od anche di rinnovazione e sostituzione di parti degli elementi costitutivi dell'edificio, restando, pur sempre rispettati gli originari elementi tipologici strutturali e formali. 2. La concessione edilizia è necessaria anche per la costruzione di una piscina in un complesso immobiliare esistente, la quale consiste in un intervento edilizio ex novo.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Manutenzione straordinaria - Sostituzione tetto a spiovente con terrazza - Aumento volumetria e modificazione assetto strutturale - Non è manutenzione straordinaria.
1. La sostituzione del tetto a spiovente con la copertura a terrazza, qualora comporti un certo aumento di volumetria e la variazione del preesistente assetto estetico e strutturale dell'edificio, non si configura come intervento di manutenzione straordinaria ex art. 31, 1° comma, lett. b) L. 5 agosto 1978 n. 457.
1. Edilizia ed urbanistica Concessione edilizia Contributi Esenzione Esclusa per la ristrutturazione.
1. L'art. 31, L. 5 agosto 1978 n. 457 prevede la concessione edilizia gratuita per i lavori di restauro e di risanamento conservativo perché questi - a differenza della ristrutturazione onerosa - lasciano sostanzialmente inalterata la struttura dell'edificio, anche interna; i contributi sono invece dovuti qualora si tratti di ristrutturazione con la quale, pur rimanendo inalterata la cubatura dell'edificio, aumenti la superficie utile.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Misure di salvaguardia in base a piano di recupero - Legittimità.
1. In seguito a domanda di concessione edilizia è legittima l'adozione di misure di salvaguardia con l'individuazione delle aree oggetto del piano di recupero ex art. 27 L. 5 agosto 1978 n. 457.
1. Edilizia ed urbanistica Piano di recupero Nozione In sostituzione di piano particolareggiato Illegittimità.
1. Il piano di recupero è stato previsto dalla L. 5 agosto 1978 n. 457 per il recupero del patrimonio edilizio esistente nelle zone che nel piano regolatore generale sono state dichiarate degradate; è pertanto illegittimo il piano di recupero che riguardi non immobili degradati ma bensì un'area quasi completamente inedificata, sostituendo così sostanzialmente il piano particolareggiato.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Abuso d'ufficio - Rilascio di autorizzazioni illegittime - Configura reato ex art. 1 L. 1997 n. 234. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Abuso d'ufficio - Rilascio di autorizzazioni illegittime - Deviazione dell'Autorità amministrativa verso interessi privatistici.
1. Integra gli estremi del reato di abuso di ufficio secondo la formulazione dell'art. 1 L. 16 luglio 1997 n. 234 il comportamento dell'Amministratore comunale che rilasci autorizzazioni "in precario" per la realizzazione di manufatti non connotati dal requisito della provvisorietà o da quello della pertinenzialità; è, invero, ravvisabile, in siffatta condotta non solo la violazione della normativa in tema di rilascio di autorizzazioni gratuite (artt. 48 L. 5 agosto 1978 n. 457 e 7 D.L 23 gennaio 1982 n. 9), avuto, soprattutto riguardo al carattere non precario delle opere, ma anche della L. 28 gennaio 1977 n. 10, che, a fronte del dovere di chi voglia edificare di munirsi della concessione edilizia, prevede il dovere dell'organo comunale competente di provvedere a norma dell'art. 4 di detta legge, con la procedura e con gli effetti di cui all'art. 31 L. 17 agosto 1942 n. 1150, e successive modificazioni e integrazioni, in conformità delle previsioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi. 2. In tema di abuso di ufficio, secondo la configurazione del reato previsto e punito dall'art. 323 Cod. pen., come modificato dalla L. 16 luglio 1997 n. 234 la finalità di procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale a più persone operanti nel settore produttivo attraverso il rilascio di autorizzazioni edilizie illegittime, non fa venire meno la deviazione dell'Autorità amministrativa verso interessi privatistici dovendosi escludere il perseguimento e la tutela degli interessi privati quando, per effetto di un'attività edilizia autorizzata contra ius si verificano conseguenze deleterie per l'assetto complessivo del territorio e dell'ambiente.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Demolizione con fedele ricostruzione - É tale. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Caratteristiche.
1. La demolizione e la successiva ricostruzione del fabbricato vanno considerate come ristrutturazione edilizia, ai sensi dell'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457, a condizione che si abbia una "fedele" ricostruzione così che sagoma e volumi definitivi, dopo il completamento dei lavori, risultino identici a quelli preesistenti. 2. Si ha una "ristrutturazione" - come definita dall'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457 - quando l'intervento edilizio su un immobile lo lascia inalterato nella sua forma, volume ed altezza; infatti la ristrutturazione può dare luogo ad un manufatto in tutto od in parte diverso dal precedente (ma senza che vengano realizzati nuovi volumi), in cui la diversità può consistere nel ripristino o sostituzione o eliminazione o modifica o inserimento di alcuni elementi costitutivi del manufatto stesso.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Contributo di costruzione - Modifica di superficie interna - É variante essenziale - Esenzione inammissibile di contributo.
1. La modifica della distribuzione della superficie interna effettuata per ricavarne un maggior numero di unità abitative costituisce una "variante essenziale" rispetto alla primitiva concessione ed è pertanto esclusa per essa l'esenzione del contributo sul costo di costruzione prevista dall'art. 18, 2° comma, L. 28 gennaio 1977 n. 10.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Lo è la demolizione e fedele ricostruzione.
1. La demolizione e la successiva fedele ricostruzione di un fabbricato sono considerate come ristrutturazione edilizia; e tale è perciò, ai sensi dell'art. 31, lett. d), L. 5 agosto 1978 n. 457, l'intervento edilizio che pervenga al risultato di un immobile identico, come sagoma e volume, a quello preesistente.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Interventi di manutenzione straordinaria - Ex art. 31 L. 1978 n. 457.
1. Ai sensi dell'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457, costituiscono interventi di straordinaria manutenzione le opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali di edifici e per realizzare e integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d'uso; tale disposizione si riferisce alla sola edilizia abitativa e, pertanto, la regolamentazione giuridica degli interventi di straordinaria manutenzione che essa contiene non è applicabile a manufatti non abitativi. (Fattispecie relativa alla realizzazione di una tettoia, in zona soggetta a vincolo paesistico, con sostegni in ferro piantati per almeno due metri nel terreno, putrelle in ferro e copertura di lamiera su una superficie di mq. 60, destinata al ricovero di automezzi di azienda commerciale, in relazione alla quale la S.C. ha ritenuto necessaria l'autorizzazione regionale).
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ricostruzione edificio crollato - Può considerarsi ristrutturazione.
1. Il crollo del manufatto e la sua ricostruzione con caratteristiche volumetriche, di ingombro e ubicazionali corrispondenti a quelle sussistenti in precedenza non impediscono di ritenere che ci si trovi dinanzi ad una ristrutturazione edilizia nel senso previsto dall'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Non lo è la ricostruzione su ruderi.
1. La ristrutturazione edilizia ex art. 31 lett. d) L. 5 agosto 1978 n. 457 presuppone la preesistenza di un fabbricato da ristrutturare e quindi dotato di muri perimetrali, struttura orizzontale e copertura; pertanto la ricostruzione su ruderi non è ristrutturazione ma nuova costruzione, la quale richiede un'apposita concessione edilizia.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Restauro e risanamento conservativo - Nozione - Diversi dalla ristrutturazione onerosa. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Interventi di ristrutturazione edilizia e restauro conservativo - Variante essenziale - Inconfigurabilità.
1. Il restauro e il risanamento conservativo, per i quali è prevista l'autorizzazione gratuita, ai sensi dell'art. 31 lett. c) L. 5 agosto 1978 n. 457, si distinguono dalla ristrutturazione onerosa, poiché, a differenza di quest'ultima, che comporta una modifica della struttura anche solo parziale dell'edificio purché ne derivi comunque un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, lasciano sostanzialmente inalterata la struttura, anche interna dell'edificio. 2. La nozione di «variante essenziale», di cui agli artt. 8, 10 e 26 L. 28 febbraio 1985 n. 47, non è utilizzabile ai fini della delimitazione delle ipotesi normative, del tutto diverse, della «ristrutturazione edilizia» e del «restauro e risanamento conservativo», atteso che queste ultime si riferiscono agli interventi su organismi edilizi considerati nella loro materiale consistenza, mentre la variante essenziale si riferisce al progetto come approvato, e consiste in quelle modificazioni in corso d'opera di esso che comportano l'applicazione di sanzioni edilizie.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Intervento di demolizione e ricostruzione - E' tale - Condizione.
1. Nel concetto di ristrutturazione edilizia devono annoverarsi anche gli interventi consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato, per cui l'intervento edilizio il cui risultato, quanto a sagoma e volumi, sia identico a quello preesistente configura un'ipotesi di ristrutturazione ai sensi dell'art. 31 lett. d) L. 5 agosto 1978 n. 457.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Lo è la demolizione e ricostruzione fedele.
1. Nella nozione di " ristrutturazione edilizia", interpretata ai sensi dell'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457, rientrano anche gli interventi consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - restauro e risanamento conservativo - Non è tale la copertura di terrazzo in coppi.
1. La copertura di un terrazzo in coppi in precedenza a cielo aperto non rientra fra gli interventi di restauro e risanamento conservativo quali sono definiti dall'art. 31 lett. c) L. 5 agosto 1978 n. 457.
1. Edilizia ed urbanistica - Piano regolatore - Piano di recupero - Nozione - Piano su area inedificata - Illegittimità.
1. Il piano di recupero di cui alla L. 5 agosto 1978 n. 457 è lo strumento di intervento per il recupero del patrimonio edilizio esistente nelle zone dichiarate degradate dal piano regolatore generale in qualsiasi zona territoriale omogenea si trovino ubicate; pertanto, è illegittimo il piano di recupero che, in sostanziale sostituzione di un piano particolareggiato, riguardi un'area quasi completamente inedificata e non immobili degradati.
1. Edilizia ed urbanistica - Piano regolatore - Piano di recupero - Natura - Strumento alternativo al piano particolareggiato - Conseguenze - Demolizione di edifici preesistenti - Possibilità.
1. I piani di recupero di cui agli artt. 28 e 30 L. 5 agosto 1978 n. 457 possono avere ad oggetto non solo un semplice recupero edilizio, ma anche un recupero urbanistico vero e proprio, che ben può essere attuato mediante la demolizione di edifici preesistenti, per cui, sotto tale profilo, il piano di recupero si presenta strumento del tutto autonomo, e quindi alternativo, rispetto al piano particolareggiato.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Manutenzione straordinaria - Realizzazione di tettoia - Non è tale. 2. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Misure repressive - Opere eseguite senza concessione - Obbligo di demolizione - Motivazione ed accertamento sanabilità - Non occorrono.
1. Non rientra fra gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457 la costruzione di una tettoia amovibile per il ricovero di macchinari, realizzata con pilastri e travi in profilato di ferro e sovrastante copertura in lastre di fibrocemento. 2. Ai sensi dell'art. 7 L. 28 febbraio 1985 n. 47, una volta accertata l'esecuzione di opere in assenza della concessione edilizia, il Sindaco è tenuto ad ingiungere, senza necessità di motivazione sull'interesse pubblico, la loro demolizione, indipendentemente dall'accertamento della conformità o meno dei lavori alla vigente disciplina urbanistica e dalla sanabilità dell'opera stessa.
1. Edilizia ed urbanistica - Piano di recupero - Impugnazione - Soggetti non direttamente contemplati - Decorrenza dalla pubblicazione.
1. I piani di recupero disciplinati dagli artt. 28 e 30 L. 5 agosto 1978 n. 457 sono strumenti di pianificazione urbanistica di carattere esecutivo, ai quali si riconnettono obblighi di trasformazione edilizia e urbanistica per i proprietari e per il Comune, per cui non hanno una natura meramente programmatica; pertanto, vale per i piani di recupero il principio secondo il quale il termine per l'impugnazione dei piani esecutivi da parte dei soggetti non direttamente contemplati in essi, quali i confinanti, decorre dalla data della pubblicazione della delibera approvativa.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Apertura balconi - Natura - Manutenzione straordinaria o restauro - Esclusione.
1. L'apertura di balconi su un edificio non è riconducibile né ai lavori di manutenzione straordinaria, né a quello di restauro e di risanamento conservativo per i quali l'art. 48 L. 5 agosto 1978 n. 457 e l'art. 7 D.L. 23 gennaio 1982 n. 9, convertito dalla L. 25 marzo 1982 n. 94, sostituiscono la concessione con l'autorizzazione.
1. Edilizia ed urbanistica - Piano di recupero - Zone sismiche - Territori colpiti dal terremoto del 1980 - Poteri dei Comuni ex art. 28 L. n. 219/1981 - Previsioni di modificazioni necessarie al più consono aspetto del territorio - Ammissibilità. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Costruzione in violazione delle norme in vigore al tempo della realizzazione - Conformità alla disciplina urbanistica vigente al momento della decisione - Legittimità.
1. I piani di recupero approvati in base alla L. 14 maggio 1981 n. 219, relativa alla ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto del 23 novembre 1980, la quale, nell'art. 28, espressamente attribuisce ai Comuni disastrati considerati dalla legge stessa il potere di adottare, tra l'altro, i piani di recupero di cui al IV titolo L. 5 agosto 1978 n. 457 e successive modificazioni, anche in deroga agli strumenti urbanistici esistenti, possono contenere non solo disposizioni di recupero od abbattimento degli edifici non ricostruibili in sede, ma anche previsioni di modificazioni urbanistiche necessarie al più consono aspetto del territorio. 2. La costruzione eseguita in violazione delle norme vigenti nel tempo della sua realizzazione, venendo in esame al momento della decisione per se stessa, indipendentemente dal collegamento con la condotta illecita di chi l'ha posta in essere (alla quale può comunque essere ricollegata una pretesa risarcitoria), deve ritenersi legittima, se conforme alla nuova disciplina, con la conseguenza che, salve le preclusioni da giudicato, non può disporsi la demolizione di edifici che, illeciti alla stregua delle precedenti norme, siano consentiti dalla normativa sopravvenuta.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Trasformazione magazzino in locali abitativi - E' tale.
1. La trasformazione di un magazzino in locali abitativi costituisce intervento di ristrutturazione edilizia, ai sensi dell'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457, e non di manutenzione ordinaria o straordinaria, a nulla rilevando che la sagoma dell'immobile sia rimasta inalterata.
1. Appalti oo.pp. - Cauzione - Ex art. 13 L. n. 1/1978 - Polizza rilasciata da Istituto assicuratore - Idoneità - Clausola di pagamento a semplice richiesta - Ammissibilità.
1. La disposizione dell'art. 13 L. 3 gennaio 1978 n. 1 (alla quale rinvia l'art. 47 u.c. L. 5 agosto 1978 n. 457), che per la costituzione di una cauzione a garanzia di obbligazioni verso lo Stato od altri Enti pubblici, ammette che, in luogo della fideiussione bancaria, le polizze cauzionali rilasciate da imprese di assicurazione autorizzate all'esercizio del ramo cauzioni, non impone un particolare tipo di polizza e non esclude, quindi, la possibilità che questa sia caratterizzata dalla presenza di una clausola di pagamento a semplice richiesta, che assicura al creditore garantito una disponibilità immediata di denaro con effetti analoghi a quelli del deposito cauzionale.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Necessità - Mutamento destinazione d'uso - Con esecuzione di lavori - Occorre concessione. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Silenzio assenso - Soltanto per edilizia non residenziale.
1. Dal combinato disposto delle lettere b) e d) dell'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457, e anche alla stregua degli artt. 15 (varianti in corso d'opera) e 26 (opere interne) L. 28 febbraio 1985 n. 47, discende che, ove i lavori edilizi modifichino la destinazione dell'immobile - a prescindere dalla compatibilità urbanistica della nuova utilizzazione - il mutamento d'uso determina inevitabilmente la necessità della concessione edilizia. 2. Il silenzio-assenso previsto, in materia edilizia, dall'art. 8 D.L. 23 gennaio 1982 n. 9, convertito dalla L. 25 marzo 1982 n. 94, riguarda soltanto gli interventi di edilizia residenziale, diretti alla costruzione di abitazioni o al recupero del patrimonio esistente, e non anche interventi edilizi di altro genere.
1. Appalti - Gravi difetti - Nozione - Difetti eliminabili mediante opere di manutenzione ordinaria - Vi rientrano - Condizioni.
1. Ai fini della responsabilità dell'appaltatore, ai sensi dell'art. 1669 C.c., costituiscono gravi difetti dell'edificio non solo quelli che incidono in misura sensibile sugli elementi essenziali delle strutture dell'opera, ma anche quelli che riguardano elementi secondari ed accessori (impermeabilizzazione, rivestimenti, infissi ecc.) purché tali da compromettere la funzionalità globale dell'opera stessa e che, senza richiedere opere di manutenzione straordinaria, possono essere, pertanto, eliminati solo con gli interventi di manutenzione ordinaria indicati dall'art. 31 lett. a) L. 5 agosto 1978 n. 457 e cioè con «opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici» e con «opere necessarie per integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti».
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Manutenzione straordinaria - Elementi caratterizzanti - Individuazione - Art. 31 lett. b) L. 1978 n. 457 - Mutamento destinazione d'uso - Non vi rientra.
1. Gli interventi di manutenzione edilizia straordinaria previsti dall'art. 31 lett. b) L. 5 agosto 1978 n. 457 sono caratterizzati da un duplice limite: uno di ordine funzionale, costituito dalla necessità che i lavori siano diretti alla mera sostituzione o al puro rinnovo di parti dell'edificio, e l'altro di ordine strutturale, consistente nella proibizione di alterare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari o di mutare la loro destinazione; pertanto, non rientra nel concetto di manutenzione straordinaria il cambiamento di destinazione d'uso di un immobile (nel caso, sotto tetto, da stenditoio in abitazione).
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Nozione - Demolizione e ricostruzione strutture interne - Non è tale.
1. Ai sensi dell'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457, i lavori di demolizione e ricostruzione delle strutture interne del fabbricato configurano un intervento di restauro o di risanamento conservativo e non già di ristrutturazione edilizia.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Trasformazione garage collettivo in boxes - E' ristrutturazione - Conseguenza - Concessione edilizia gratuita.
1. La trasformazione di un garage collettivo in tanti boxes configura una ipotesi di ristrutturazione edilizia, quale definita dall'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457, che, non comportando aumento di superfici utili né mutamento di destinazione d'uso, concreta una delle ipotesi di concessione gratuita previste dall'art. 9 L. 28 gennaio 1977 n. 10.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Manutenzione straordinaria - Nozione. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Restauro e risanamento conservativo - Nozione. 3. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Nozione.
1. Rientrano negli interventi di manutenzione edilizia straordinaria di cui all'art. 31, 1° c., lett. b) L. 5 agosto 1978 n. 457, eseguibili sulla base di semplice autorizzazione comunale, solo i lavori che non comportano alterazione di volumi e delle superfici delle singole unità immobiliari o modifiche della destinazione d'uso. 2. Sono compresi negli interventi di restauro e di risanamento conservativo, di cui all'art. 31, 1° c., lett. c) L. 5 agosto 1978 n. 457, quelli rivolti al recupero abitativo di edifici preesistenti, sempreché si tratti di interventi tesi a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità e siano rispettati gli elementi tipologici, formali e strutturali dell'edificio, senza modificare l'identità, la fisionomia e la struttura dello stesso, né i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari. 3. Costituisce ristrutturazione edilizia, di cui all'art. 31, 1° c., lett. d) L. 5 agosto 1978 n. 457 la modifica dell'ordine in cui sono disposte le diverse parti che compongono la costruzione e si differenzia sia dalla manutenzione straordinaria che dal restauro e dal risanamento conservativo dato che tali ultimi interventi, al contrario della stessa, lasciano inalterate le strutture anche interne dell'edificio.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Interventi di manutenzione o restauro e ristrutturazione - Criteri distintivi. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Necessità - Mera autorizzazione - Insufficienza.
1. In tema di differenza tra manutenzione e restauro degli edifici da un lato e ristrutturazione dall'altro, i due fondamentali elementi di distinzione sono dati dalla individuazione del risultato finale dei lavori, nel primo caso deve trattarsi soltanto di lavori diretti a conservare l'edificio mediante opere che nel loro complesso rispettino tipologia, forma e struttura senza alcun inserimento di elementi innovativi pur se sostitutivi di quelli precedenti, nel secondo a trasformarlo attraverso un rifacimento, che coinvolga la maggior parte dell'organismo preesistente; in nessun dei due casi è però possibile trasformare forma, tipologia o struttura; la manutenzione - infatti - è un minus rispetto al restauro o al risanamento; pertanto, tale rispetto, se è imposto nel caso di maggiore rilevanza, deve parimenti avvenire in quello di minore incidenza edilizia e cioè nella manutenzione, potendo un singolo elemento subire una modifica strutturale per ragioni di indispensabile funzionalità e sicurezza, ma non è lecito apportare una totale o prevalente trasformazione delle strutture, senza dare luogo ad un organismo ristrutturato: diversamente si negherebbe in adiecto ciò che è stato affermato in principio. (Nella specie, la S.C. ha osservato che la L. reg. siciliana 27 dicembre 1978 n. 71 all'art. 20 ed il Piano particolareggiato esecutivo del centro storico di Palermo ripetono l'art. 31 della L. 5 agosto 1978 n. 457, ed ha quindi specificato che l'espressione rinnovazione di parti anche strutturali, di cui al citato art. 20, non comporta il mancato rispetto della identità della struttura, ma soltanto la possibilità della sua sostituzione con altra analoga). 2. Il rilascio dell'autorizzazione non esime l'interessato da responsabilità qualora per la realizzazione delle opere sia necessaria la concessione, data la diversità di natura giuridica dei due provvedimenti.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Risanamento conservativo - Ristrutturazione - Criterio di distinzione.
1. Ai sensi dell'art. 31, 1° c., lett. c) L. 5 agosto 1978 n. 457, il risanamento conservativo si distingue dalla ristrutturazione, in quanto nel primo le opere non devono modificare in modo sostanziale la struttura dell'edificio e l'assetto edilizio preesistente.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Ristrutturazione - Nozione - Demolizione e successiva fedele ricostruzione - E' tale.
1. Nella nozione di «ristrutturazione edilizia» di cui all'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457, devono farsi restituire anche gli interventi consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Restauro e risanamento conservativo - Nozione - Fattispecie.
1. L'intervento di restauro e risanamento conservativo, previsto dall'art. 31 lett. c) L. 5 agosto 1978 n. 457, postula l'innovazione e la sostituzione di elementi costitutivi dell'edificio ai fini del suo consolidamento e della sua conservazione, dovendo comunque l'organismo edilizio originario rimanere identico, nel rispetto degli elementi tipologici, strutturali e formali. (Nella specie, relativa ad annullamento senza rinvio perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, la S.C. ha ritenuto che il rifacimento parziale delle pareti perimetrali e la rinnovazione completa del tetto - essendo rimasto inalterato tutto il resto, ivi compresa la destinazione di servizi - non erano idonee a mutare l'identità originaria dell'organismo edilizio, anche parzialmente, sicché essendo tale intervento edilizio sussumibile sotto la lett. c) dell'art. 31 legge n. 457 del 1978, esso era subordinato ad autorizzazione e l'abuso commesso è sanzionato in via amministrativa).
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Contributi - Concessione onerosa o gratuita e concessione o autorizzazione - Criterio differenziale - Rilevanza della modifica della destinazione d'uso. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Silenzio assenso - Sua formazione.
1. La rilevanza autonoma della modifica della destinazione d'uso al fine di determinare il criterio differenziale tra casi di concessione onerosa ed altri di concessione gratuita (art. 9 lett. b L. 28 gennaio 1977 n. 10) o tra interventi assoggettati ad un regime di concessione ed altri sottoposti ad un regime di autorizzazione (artt. 31 lett. b e c L. 5 agosto 1978 n. 457 e art. 7 L. 25 marzo 1982 n. 94), ha come presupposto implicito la modifica del carico urbanistico e, pertanto, dei relativi standards, che costituisce la ragion d'essere e il limite della differenza di regime giuridico. 2. Ai fini della formazione del silenzio-assenso in materia di concessione edilizia è rilevante che nel termine di legge non sia intervenuta la comunicazione del provvedimento, l'unica a poter dare al richiedente certezza del fatto negativo cui è ricollegata la fattispecie silenziosa medesima, a nulla rilevando che in quel termine sia stato adottato un provvedimento non comunicato.
1. Edilizia ed urbanistica - Ristrutturazione - Lavori di demolizione e successiva ricostruzione - Vi rientrano.
1. Nella nozione di ristrutturazione edilizia, interpretata ai sensi dell'art. 31 1° c. lett. d) L. 5 agosto 1978 n. 457, devono farsi rientrare anche gli interventi consistenti nella demolizione e successiva ricostruzione di un fabbricato.
1. Edilizia ed urbanistica - Ristrutturazione e restauro - Differenza - Concessione edilizia - Quando è per essi necessaria.
1. La nozione di ristrutturazione edilizia contenuta nell'art. 31 lett. d) L. 5 agosto 1978 n. 457 è di ampia portata, tanto da consentire la costruzione di un quid novi rispetto all'esistente e, se del caso, previa demolizione, effettuata per ragioni tecniche od economiche, dell'immobile preesistente, con successiva ricostruzione onde non necessariamente l'intervento deve essere limitato alla struttura originaria; all'inverso la demolizione di un vecchio fabbricato e la costruzione sul medesimo posto di uno nuovo, identico al precedente per volumi, superfici e caratteristiche architettoniche, costituiscono rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio ed integrano la ipotesi di restauro risanamento, o ripristino, posta dall'art. 31 lett. c) legge n. 457 del 1978 cit., onde non è necessaria la concessione edilizia.
1. Edilizia ed urbanistica - Edilizia residenziale pubblica - Programmi costruttivi - Localizzazione ex art. 51 L. 1971 n. 865 - Calcolo del fabbisogno abitativo - Non occorre. 2. Edilizia ed urbanistica - Edilizia residenziale pubblica - Programmi costruttivi - Localizzazione ex art. 51 L. 1971 n. 865 - Non occorre approvazione regionale - E' sufficiente controllo CO.RE.CO. 3. Edilizia ed urbanistica - Edilizia residenziale pubblica - Programmi costruttivi - Localizzazione - Termini ex art. 13 L. 1865 n. 2359 - Indicazione necessaria.
1. Non è necessaria la preventiva valutazione del fabbisogno abitativo allorché il Comune, valendosi dell'art. 51 L. 22 ottobre 1971 n. 865, si limita a scegliere ed acquisire l'area necessaria per realizzare un singolo e specifico intervento edilizio già programmato e finanziato in sede I.A.C.P. 2. I provvedimenti di localizzazione di cui all'art. 51 L. 22 ottobre 1971 n. 865, non sono soggetti ad approvazione regionale e acquistano piena efficacia con l'approvazione dell'organo di controllo. 3. E' illegittimo il provvedimento di localizzazione dell'area da destinare alla realizzazione di un intervento di edilizia sovvenzionata (artt. 51 L. 22 ottobre 1971 n. 865 e 9 L. 5 agosto 1978 n. 457) senza che siano stati indicati i termini previsti dall'art. 13 L. 25 giugno 1865 n. 2359.
1. Edilizia ed urbanistica - Abusi - Sanzioni ex L. 1985 n. 47 - Costruzioni già completate - Inapplicabilità. 2. Edilizia ed urbanistica - Piano di recupero - Osservanza vincoli del piano regolatore - Necessità.
1. Le sanzioni amministrative previste per gli abusi dalla L. 28 febbraio 1985 n. 47 non sono irrogabili per costruzioni completate prima dell'entrata in vigore della legge. 2. I piani di recupero del patrimonio edilizio esistente disciplinati dagli artt. 27, 30 e 34 L. 5 agosto 1978 n. 457 sono strumenti di pianificazione urbanistica di carattere esecutivo; essi, pertanto, sono vincolati al rispetto delle previsioni del piano regolatore generale.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Impugnazione - Requisiti. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Impugnazione - Dimostrazione di danno particolare - Non occorre. 3. Edilizia ed urbanistica - Ristrutturazione - Realizzazione di nuovi volumi - Non è tale.
1. Le norme urbanistiche, a differenza di quelle di carattere civile sulle costruzione, non sono dettate a tutela delle proprietà limitrofe o vicine, ma a salvaguardia dell'ordinato insediamento abitativo nel territorio, cosicché il danno che consegue alla loro violazione non può essere valutato con riferimento a determinati immobili vicini, bensì con riguardo al danno che la collettività tutta risente dall'inosservanza delle norme sulle costruzioni; pertanto, soddisfatta la condizione della residenza o del possesso o detenzione di immobili nella zona o di altro titolo particolare di frequentazione della zona stessa, l'impugnazione delle concessioni edilizie ai sensi dell'art. 31 L. 17 agosto 1942 n. 1150 non richiede altro interesse a ricorrere che quello del ripristino della legittimità. 2. L'art. 31 L. 17 agosto 1942 n. 1150, che consente a «chiunque» di impugnare le concessioni edilizie ritenute illegittime, non richiede la dimostrazione di un danno particolare da parte degli abitanti degli altri immobili della zona, atteso che la violazione delle norme urbanistiche sulle edificazioni reca danno (alla stregua delle valutazioni di utilità insite nelle disposizioni stesse) a tutti i membri della collettività che si trovino a vivere, dimorare e talvolta anche solo a transitare nella zona interessata, in ragione della frequentazione della stessa e della diffusione delle violazioni. 3. Non rientra nel concetto di ristrutturazione edilizia di cui all'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457 la realizzazione di nuovi volumi.
1. Edilizia ed urbanistica Concessione edilizia - Impugnative - Sospensione ex art. 44 L. 1985 n. 47 Inapplicabilità. 2. Edilizia ed urbanistica - Ristrutturazione - Lavori di demolizione e successiva fedele ricostruzione - Vi rientrano.
1. La sospensione del procedimento giuridicamente prevista dall'art. 44 L. 28 febbraio 1985 n. 47 riguarda solo i provvedimenti in materia di applicazione delle sanzioni e non quelli in cui si discute della legittimità delle concessioni edilizie. 2. Nella nozione di «ristrutturazione edilizia» interpretata ai sensi dell'art. 31 L. 5 agosto 1978 n. 457, debbono farsi rientrare anche gli interventi consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato.
1. Edilizia ed urbanistica - Ristrutturazione - Lavori di demolizione e ricostruzione - Vi rientrano.
1. Nella nozione di ristrutturazione edilizia, interpretata alla luce dell'ari. 31 lett. d) L. 5 agosto 1978 n. 457, debbono farsi rientrare anche gli interventi consistenti nella demolizione e successiva ricostruzione di un fabbricato.
1. Capitolato generale oo.pp. - Valore normativa per appalto I.A.C.P. ex L. 1978 n. 457 - Conseguenze - Domanda dell'appaltatore senza la preventiva fase amministrativa - Improponibilità.
1. Ai sensi dell'art. 80 T.U. 28 aprile 1938 n. 1165 (disposizioni sull'edilizia popolare ed economica), nel caso di appalto stipulato da un I.A.C.P. ai sensi della L. 5 agosto 1978 n. 457 e perciò col finanziamento della Cassa depositi e prestiti - sezione autonoma - il capitolato generale approvato con D.P.R. 16 luglio 1962 n. 1063 ha valore ed efficacia normativa e quindi trova applicazione con valore vincolante, con la conseguenza che deve essere dichiarata improponibile la domanda relativa ai lavori appaltati ed ai prezzi, proposta dall'Appaltatore nel caso di inosservanza dell'onere prescritto dall'art. 42 D.P.R. n. 1063 del 1962 cit. di definire la controversia in via amministrativa prima d'iniziare l'azione davanti al giudice ordinario.
Restauro e risanamento conservativo: le differenze con la ristrutturazione edilizia
Il Consiglio di Stato si pronuncia sulle differenze tra le nozioni di “restauro e risanamento conservativo” e “ristrutturazione edilizia”.
Secondo il Tar Campania si possono effettuare ristrutturazioni edilizie che riducono i volumi preesistenti e ciò non rappresenta un abuso edilizio.
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Nuove case, sanzioni ambientali soft da Il Sole 24 Ore
Opere senza permesso: arriva l’elenco da Il Sole 24 Ore

References: art. 20
 art. 20
 art. 28
 art. 26
 art. 3

Articolo 3

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 art. 15
 art. 1
 Articolo 1
 Art. 10
 Art. 1
 art. 10
 art. 1
 articolo 25
 Art. 16

Art. 11
 Articolo 11

Art. 1
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 Art. 5
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 Art. 1
 Articolo 10

Art. 11
 art.5
 art. 31
 art. 3
 art. 31
 art. 3
 art. 3
 art. 31
 art. 31
 art. 9
 art. 31
 art. 4
 art. 2
 art. 26
 Art. 31
 art. 9
 art. 9
 art. 31
 art. 31
 art. 31
 art. 27
 art. 1
 art. 31
 art. 31
 art. 28
 art. 13
 Art. 31
 art. 20
 art. 7
 art. 51
 art. 51
 art. 13
 art. 44