Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2009&numero=224
Timestamp: 2020-02-27 08:12:59+00:00

Document:
Sentenza 224/2009 (ECLI:IT:COST:2009:224)
Camera di Consiglio del 10/06/2009; Decisione del 08/07/2009
Deposito del 17/07/2009; Pubblicazione in G. U. 22/07/2009 n. 29
Norme impugnate: Art. 3, lett. h), del decreto legislativo 23/02/2006, n. 109, come sostituito dall'art. 1, lett. d), n. 2, della legge 24/10/2006, n. 269.
Massime: 33600
Atti decisi: ord. 23/2009
Massima n. 33600
Ordinamento giudiziario - Disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati - Configurazione quale illecito disciplinare dell'iscrizione o della partecipazione sistematica e continuativa del magistrato a partiti politici - Denunciata violazione del principio di eguaglianza e lesione dei diritti fondamentali dell'individuo, del diritto di associazione in generale e di associazione in partiti politici nonché limitazione all'esercizio del diritto di elettorato passivo - Esclusione - Non fondatezza della questione.
Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art.3, comma 1, lettera h), del d.lgs. 25 febbraio 2006, n. 109, nel testo sostituito dall'art. 1, comma 3, lettera d), numero 2), della legge 24 ottobre 2006, n. 269, censurato, in riferimento agli artt. 2, 3, 18, 49 e 98 Cost., in quanto configura come illecito disciplinare del magistrato l'iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa a partiti politici. La Costituzione consente che il legislatore ordinario introduca, a tutela dell'imparzialità e dell'indipendenza dell'ordine giudiziario, il divieto di iscrizione dei magistrati ai partiti politici, per rafforzare la garanzia della loro soggezione solo alla legge. Non è ravvisabile alcuna violazione dei parametri evocati in quanto, nel disegno costituzionale, l'estraneità del magistrato alla politica dei partiti è un valore di particolare rilievo, che mira a salvaguardare l'indipendente esercizio delle funzioni giudiziarie. Né vi è contraddizione con il diritto di elettorato passivo spettante ai magistrati, sia per la diversità delle situazioni poste a raffronto, sia perché tale diritto non è senza limitazioni.
-V., citata, sentenza n. 100/1981.
decreto legislativo 23/02/2006 n. 109 art. 3 lett. h)
legge 24/10/2006 n. 269 art. 1 co. 3
Costituzione art. 18
Costituzione art. 98
SENTENZA N. 224 ANNO 2009
1. – La questione di legittimità costituzionale posta dall'ordinanza in epigrafe investe l'art. 3, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 25 febbraio 2006, n. 109 (Disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati, delle relative sanzioni e della procedura per la loro applicabilità, nonché modifica della disciplina in tema di incompatibilità, dispensa dal servizio e trasferimento di ufficio dei magistrati, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera f, della legge 25 luglio 2005, n. 150), nel testo sostituito dall'art. 1, comma 3, lettera d), numero 2), della legge 24 ottobre 2006, n. 269 (Sospensione dell'efficacia nonché modifiche di disposizioni in tema di ordinamento giudiziario), il quale configura quale illecito disciplinare – accanto al coinvolgimento nelle attività di soggetti operanti nel settore economico o finanziario che possono condizionare l'esercizio delle funzioni o comunque compromettere l'immagine del magistrato – l'iscrizione o la partecipazione sistematica e continuativa del magistrato a partiti politici.

References: Art. 3
 sentenza 
 art. 3
 art. 1
 art. 18
 art. 98

SENTENZA