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Resoconto del CD del 25 e 26 febbraio 2016
Category: Notizie	 Published: Monday, 21 March 2016 14:01	 Written by antonio passeri	Hits: 8212
Riunione 25 febbraio
Il presidente relaziona sugli eventi delle ultime settimane che hanno visto l’INFN al centro dell’attenzione mediatica e politica. In particolare l’osservazione delle onde gravitazionali prima e la visita del presidente del consiglio ai LNGS poi hanno offerto l’occasione di promuovere le attività dell’Ente ai massimi livelli. Il presidente del consiglio ha promesso uno stanziamento di 60 milioni di euro dedicati al consolidamento e l’upgrade dell’infrastruttura di LNGS, oltre a ribadire la necessità di svincolare la ricerca dai limiti tipici della pubblica amministrazione. Inoltre il premier ha chiesto all’INFN di partecipare al progetto Human Technopole. L’Ente intende ovviamente aderire con modalità che andranno definite da un gruppo di lavoro, formato dai tre direttori delle sezioni lombarde, il direttore di TIFPA ed A.Zoccoli. Oltre alle attività nel campo della fisica sanitaria, l’INFN può dare un contributo di primissimo piano nella linea di ricerca sui big data, già inclusa nel progetto Human Technopole, sia nel campo human brain.
E’ imminente la pubblicazione del decreto ministeriale per la ripartizione fra Enti di ricerca vigilati dal MIUR dei 215 posti extra pianta organica per ricercatori negli Enti di Ricerca vigilati dal MIUR. Non saranno soggetti al vincolo di utilizzare le graduatorie valide. L’INFN si aspetta di ottenerne una frazione rilevante. Si porrà poi con urgenza il problema di come bandirli, cercando di evitare i problemi incontrati in passato nell’abbinamento vincitore-sede. Il presidente invita il gruppo di lavoro sui concorsi (Diemoz, Cuttone, Ragazzi, Gomezel, Passeri, Carletti, Zoccoli) a elaborare delle proposte. M. Diemoz viene incaricata di coordinarne i lavori in questa fase.
Il rappresentante dei ricercatori sottolinea che per prendere decisioni fondate è necessario avere dei dati sulla platea dei potenziali candidati ai concorsi e la loro anzianità di ricerca.
M.Diemoz segnala che ormai un posto da ricercatore a tempo indeterminato all’ INFN è meno appetibile di un RtdB con cui si ha la quasi certezza di passare a professore di seconda fascia, mentre le opportunità di carriera nell’Ente sono molto scarse. Per questo, dopo questa ondata di assunzioni, bisogna fare uno sforzo per bandire posti di I e II livello.
Il presidente annuncia che il nuovo Direttore Generale sarà il dott. Bruno Quarta, attuale DG della statale di Milano. Ci sarà un transiente al massimo di 2 mesi in cui dovrà chiudere il suo rapporto con Unimi e poi si dedicherà all’INFN. Pellegrini e S.Falciano lo guideranno in AC, mentre il GdL sulla revisione dello Statuto dovrà confrontarsi con lui per arrivare a definire meglio il ruolo del DG nell’Ente. Ne segue un dibattito in cui alcuni (Diemoz, Masiero, Pellegrini) ritengono che il testo attuale dello statuto per la parte che riguarda il DG non richieda interventi particolari, ma si debba solo chiarire meglio come vada applicato. Il presidente tuttavia insiste sul fatto che, mentre nelle università il ruolo del DG è molto chiaro, negli Enti di Ricerca sono state fatte scelte molto diverse fra loro. Ritiene necessario dare al DG i mezzi che gli permettano di velocizzare e snellire il lavoro della Giunta. Cuttone sottolinea invece l’importanza di non separare troppo il centro dalla periferia: spesso chi assume decisioni centralmente non ha modo di conoscerne il reale impatto.
Il presidente interviene a proposito del decreto legislativo in preparazione che inasprisce le regole per quello che riguarda il controllo della presenza in servizio per i pubblici dipendenti. L’iter del decreto è ancora lungo (qualche mese) e non si conosce il testo in dettaglio, ma a giudicare dagli annunci in caso di comprovata assenza dal luogo di lavoro nel periodo timbrato con cartellino scatta il licenziamento immediato, anche per il direttore se non applica immediatamente la legge. L’applicazione di queste norme all’INFN incontra due criticità: le pause pranzo nelle strutture dove non c’è ristorazione interna e gli spostamenti fra due sedi diverse della stessa struttura. Il responsabile del personale è stato incaricato di chiarire con la Funzione Pubblica se gli accordi sindacali decentrati possono dare una definizione di “luogo di lavoro” che includa ove possibile un’area più ampia dei soli edifici sede della struttura (per esempio un campus universitario o un’area di ricerca). Per gli spostamenti fra sedi diverse della stessa struttura si sta pensando ad una soluzione tecnica basata sull’uso del cartellino. Tuttavia il presidente raccomanda che, fino alla definizione di queste possibile misure, i dipendenti abbiano cura di timbrare il cartellino ogni qual volta escono e rientrano nella sede anche per brevi periodi. Nella discussione successiva G.Cuttone ha sottolineato come questo provvedimento di legge metta ancora più in risalto l’assurdità dell’uso del cartellino come misuratore dell’attività di lavoro per ricercatori e tecnologi. Auspica che si perseguano tutte le possibili strade che portino al superamento di questo strumento. Il rappresentante dei ricercatori chiede al presidente di non cedere alla tentazione di interpretare in modo ancor più restrittivo il dettato di legge per assicurare all’Ente la massima sicurezza: tale scelta sarebbe poi pagata dai dipendenti in termini di autonomia e quindi di produttività. Chiede che la legge sia applicata avvalendosi prima di tutto di quelle norme che semplificano la vita dei dipendenti.
Antonio Zoccoli relaziona sulla preparazione dei bandi di concorso per di 5+5 posti a primo ricercatore e altrettanti a dirigente di ricerca. Nel testo preparato dal gruppo di lavoro e circolato a tutti i direttori è stata inserita la pubblicazione dei curricula di tutti i candidati in un sito web ad essi riservato (pratica che completa l'applicazione del cosiddetto "codice Minerva"), e nel bando a primo ricercatore è stato cambiato il testo degli art.1 e 6 in modo da non far coincidere l'ammissione all'orale con il riconoscimento del requisito minimo di accesso al profilo. Il rappresentante dei ricercatori riporta che il CUG ha chiesto di precisare meglio sia la lista di titoli valutabili sia quella dei criteri di valutazione, e soprattutto di cancellare la possibilità per la commissione di individuare ulteriori criteri di valutazione oltre a quelli elencati nel bando (cosa invece sancita esplicitamente all'art.5). Avendo discusso nel corso dell'assemblea dei rappresentanti che una revisione di titoli e criteri richiederebbe un dibattito esteso per il quale ora non vi è il tempo (ma andrà fatta per i concorsi futuri), A.Passeri ha proposto al CD di approvare solo dell'ultima più importante richiesta del CUG, visto e considerato che i criteri già ora elencati nel bando sono sufficientemente generali da permettere alla commissione di fare le sue scelte senza dover ricorrere a criteri ignoti. La maggioranza dei direttori si è detta daccordo con questa richiesta, che è stata quindi approvata e verrà implementata nei bandi. La loro pubblicazione sarà molto rapida. Si sta infine cercando di inserire la richiesta di inviare la documentazione su supporto informatico.
D.Bettoni relaziona sull’esito della gara per l’affidamento della polizza sanitaria per dipendenti e associati. Il capitolato comprendeva una parte tecnica ed una economica: sulla parte tecnica le tre ditte concorrenti erano abbastanza equivalenti, mentre le offerte economiche sono state molto diverse. In particolare l’offerta della ditta RBM è stata notevolmente più bassa delle altre, tanto da rientrare nei criteri con cui vengono definite le offerte “anomale”, per le quali la legge prescrive che si chiedano chiarimenti addizionali. La commissione di gara ritenuto soddisfacenti le risposte ricevute ed ha dichiarato vincitrice della gara la ditta RBM. Se il CD approverà gli atti di gara, la nuova polizza entrerà in vigore dal mese di luglio.
A. Masiero relaziona sullo stato della trattativa con i sindacati sul salario accessorio. C’è stato un incontro positivo, nel quale la delegazione INFN ha offerto di portare indennità di Ente da 4.4 milioni a 6.65 milioni, il fondo per la produttività collettiva e individuale da quasi zero a 378 Keuro, le indennità per responsabilità da 1.3 milioni a 1.4 milioni ed il fondo per l’art.53 da 481 keuro a 856 keuro. In totale l’offerta prevede che il salario accessorio passi dai 7.9 milioni del 2014 a 9.33 milioni nl 2015, per un aumento medio lordo di 100 euro/mese. I sindacati hanno apprezzato la disponibilità dell’Ente, ma chiedono di spostare 200 keuro dalla produttività all’indennità di ente. Su questo punto vi sono forti perplessità, e approfondimenti sono in corso anche su altre questioni, ma l’obiettivo è di arrivare a chiudere la trattativa al più presto.
Per quanto riguarda ricercatori e tecnologi c’è accordo sulla necessità di riconoscerne il contributo fondamentale per il reperimento e la gestione dei fondi esterni. Una possibilità sarebbe quella di un top-up salariale per i coordinatori di progetto, su cui è bene che il CD esprima un parere.
Il rappresentante dei ricercatori riporta che, da una ampia discussione con i rappresentanti locali e nelle sedi, la maggioranza dei colleghi vede con favore che una parte degli overhead possa fungere da incentivo anche per il personale ricercatore e tecnologo, tuttavia è contraria a premiare economicamente solo chi è impegnato in progetti esterni, sia per equità nei confronti di coloro che assumono responsabilità rilevanti anche in altri ambiti, sia perché equivale a spingere il personale a preferire i progetti esterni alle normali attività di ricerca. Un eventuale incentivo, variabile ogni anno a seconda di quanto l’Ente ottiene in termini di finanziamenti esterni, andrebbe quindi distribuito a pioggia per riconoscere il contributo di tutti all’efficienza ed al prestigio dell’Ente. Tuttavia, comprendendo che in alcuni casi il carico di lavoro e responsabilità dei coordinatori di progetto esterno possa essere notevole, si suggerisce di attribuire una indennità utilizzando l’art.22 del DPR 171 (lo stesso che si usa per la direzione o la responsabilità di servizi e che prevede un massimo del 15% dello stipendio base) includendola però esplicitamente nei costi di personale del progetto stesso fin dal proposal. In tal modo l’indennità non sarebbe un premio attribuito dall’Ente, ma un costo intrinseco del progetto. Il dott. G.Fortuna interviene per ricordare che questa strada era già stata tentata in passato e discussa con i funzionari della Commissione Europea, che avevano posto come unica condizione che l’Ente regolamentasse la cosa al suo interno in modo da trattare tutti allo stesso modo.
Segue una discussione fra i direttori: alcuni si dichiarano contrari a qualsiasi meccanismo che introduca soldi nei progetti scientifici, in quanto chi è responsabile di un progetto di ricerca fa scienza e non un servizio (che invece è la cosa per cui si attribuiscono le indennità). Tuttavia la maggioranza dei direttori si esprimono a favore di un meccanismo che garantisca un top-up salariale ai responsabili di progetto, specie se le regole europee lo permettono, anche in considerazione del fatto che altri paesi sono già ora più attrattivi verso i progetti grazie anche a questi strumenti. Riguardo invece ad un incentivo variabile da distribuire a pioggia si registrano molte perplessità ed una certa freddezza. A.Masiero prende atto di questi orientamenti in vista del prossimo incontro di trattativa il 7 marzo prossimo.
Il rappresentante del personale TTA chiede se non sia giunto il momento, dopo il “what next” scientifico di proporre un “what next” sulle infrastrutture ed il personale. E’ necessario pensare a delle soluzioni per affrontare le prossime sfide, ovvero la sostenibilità di infrastrutture informatiche, meccaniche, elettroniche ed amministrative, in situazione di forte carenza di personale e in alcuni casi anche di risorse. A.Masiero risponde che il problema di ripensare l’Ente in termini di infrastrutture è ben chiaro alla Giunta. L’idea è di coinvolgere il nuovo DG nella ricerca di soluzione, ma il lavoro di razionalizzazione andrà poi fatto all’interno del CD.
Segue una discussione in cui molti direttori lamentano la progressiva perdita di competenze e di manodopera con i pensionamenti del personale tecnico. G.Cuttone ritiene necessario individuare i programmi scientifici prioritari e adottare un modello organizzativo comune a tutte le strutture dell’Ente. Inoltre è importante fissare delle scadenze, una roadmap delle decisioni che andranno prese nel prossimo futuro. D. Bettoni vede 3 diversi ambiti di riorganizzazione: le strutture, l’amministrazione ed il settore tecnico. Con la differenza importante che le amministrazioni sono gestite solo dall’INFN, mentre le strutture tecniche in molti casi sono comuni con i dipartimenti. Tutti sottolineano l’importanza di coinvolgere tutto il CD nel ripensare queste cose.
Relazione di R.Saban sulla valutazione dei laboratori nazionali INFN
Nel settembre 2014 il Presidente ha dato mandato ad un comitato di esperti, formato da G.Fioni, R.Saban e W.Scandale, di aiutare la Giunta a capire come ciascun laboratorio nazionale dell’INFN sia organizzato (catena di comando, divisioni tecnologiche, amministrazione, ecc.), di identificare le criticità e i punti di forza, di valutare la sostenibilità e di studiare come si possa esportare il meglio di ciascuno agli altri.
Il comitato ha ricevuto da ciascun laboratorio una dettagliata relazione, poi ha ne ha incontrato il management, ascoltandone le relazioni, infine ha visitato i laboratori incontrando i responsabili dei principali progetti. Al termine di ogni visita, il Comitato ha presentato al Direttore ed ai Capi Divisione un riassunto delle osservazioni più immediate, sottolineando i punti di forza rilevati, ma anche le criticità.
La struttura organizzativa è simile in tutti i laboratori, con 3 divisioni (a parte LNGS che non ha la divisione acceleratori) e 7 servizi. Dal punto di vista del personale LNF è 2.5/3 volte come personale rispetto agli altri lab (dipendenti, t.d. e associati). In totale 1414 persone nei 4 lab.
Dal punto di vista dei finanziamenti i Lab nazionali ricevono complessivamente 24 milioni per il funzionamento, 12 per spese energetiche, 37 per il personale, 8.3 dalla cinque CSN e 34 milioni da progetti speciali.
Il comitato ha organizzato la sua analisi in 7 assi:
1. le priorità: è necessario focalizzare le attività di ciascun LN in quelle di eccellenza proprie e secondo la strategia dell’Ente. Si riscontra invece il proliferare di attività non prioritarie che potrebbero andare oltre le capacità operative delle strutture dei LN. Si suggerisce di stabilire nel PT in modo esplicito le priorità di ricerca di ciascun lab e di estendere il periodo di programmazione a 8 anni. I lab dovrebbero presentare regolarmente il piano di lavoro ed il suo avanzamento alla GE, anche con parametri di performance, e assicurarsi che tutte le attività siano coerenti con le priorità, procedendo rapidamente alla dismissione di quelle non coerenti.
2. ingegneria. Vi sono competenze altissime, ma manca la sufficiente massa critica di ingegneri. E’ inoltre rara la condivisione delle competenze. Viene proposta una struttura operativa centrale di ingegneria composta da circa 10 ingegneri di ruolo dei LN che individuino soluzioni comuni e collaborazioni a medio-lungo termine. Serve anche un technical advisory commettee per decidere le priorità di ampliamento delle infrastrutture tecniche. Con budget dedicato annuale.
3. Infrastrutture: vengono prima delle “macchine” (acceleratori e esperimenti). E’ stata riscontrata una certa carenza di manutenzione, a volte realizzata con programmi una tantum avviati quando la situazione era già deteriorata. Proposta: adottare metodi per la manutenzione comuni, avere sempre un piano di manutenzione e budget ad hoc.
4. supporto e servizi agli esperimenti approvati. Anche qui sono state riscontrate carenze. Si propone di rivedere annualmente il budget di funzionamento per garantire il supporto ai programmi pluriennali. Mantenere un costante dialogo fra esperimenti e management.
5. project management: manca una metodologia per la gestione delle risorse economiche e umane con tool moderni di controllo qualità. Si raccomanda di adottare metodologia di project management secondo standard industriali, e di organizzare corsi di formazione obbligatori per chiunque assuma incarichi di responsabilità. Per questo serve un vero e proprio cambiamento culturale.
6. Gestione del personale: purtroppo le regole sul turn-over non permettono di assicurare il ricambio generazionale.
7. Fondi stranieri: ogni LN ha un ufficio dedicato, sarebbe utile un ufficio centrale secondo procedure standard.
Occorre identificare una struttura operativa per implementare le raccomandazioni. Inoltre dovrebbe essere formato un Technical Advisory Committee per supportare tale struttura.
Il presidente comunica che la Giunta ha deciso di conferire al dott. Saban un contratto di consulenza per tre anni per coordinare il processo di ottimizzazione della gestione del LN. Il dott. Saban collaborerà con i direttori dei LN e risponderà alla GE.
Seguono molti interventi dei direttori, tutti favorevoli all’attivazione di questo coordinamento fra LN, ma sottolineando diversi aspetti del problema:
- I direttori di LN lamentano una mancanza di reale potere di gestione in vari ambiti: tempi lunghissimi per cambiare i provvedimenti organizzativi, progetti su fondi esterni che arrivano senza la minima programmazione, utenti che vogliono essere supportati ma non pagano alcun servizio (e spesso nelle open facilities sono utenti esterni all’INFN ed alle CSN), l’assenza nell’Ente di figure specializzate nel project management indipendenti dalle scelte scientifiche e dagli esperimenti.
- I direttori delle sezioni chiedono che i LN lavorino su delle priorità chiare e offrano maggiori servizi e supporto agli utenti, specie per quelli che lavorano su progetti approvati nelle CSN. Alcuni lamentano dei conflitti di competenza fra i Comitati Scientifici dei LN e le CSN sull’approvazione delle attività.
Relazione F.Masciulli sui fondi Strutturali 2014-2020
E’ partita la programmazione 2014-2020 dei Fondi Strutturali e di Investimento (SIE) europei, che includono il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), il Fondo Sociale Europeo (FSE), il Fondo di Coesione (non disponibile in Italia), e i fondi per le politiche agricole e marittime. L’Agenzia per la Coesione Territoriale programma le linee di intervento pluriennali a valere su questui fondi, attraverso un Accordo di Partenariato: per la prima volta anche l’INFN è stato incluso. Per l’Italia sono stati approvati 75 programmi operativi, fra i quali 39 POR e 12 PON finanziati da FESR e FSE. I due fondi hanno obiettivi diversi: il FESR mira più alla crescita economica mirando su specifici settori produttivi, mentre il FSE punta più al potenziamento delle risorse umane. Su 11 Obiettivi Tematici individuati, il FESR finanzia prioritariamente i primi 4, fra cui ricerca e innovazione, information technology, PMI, mentre il FSE finanzia solo gli obiettivi da 8 a 11.
Le politiche di investimento regionali in innovazione e ricerca devono improntarsi alla Smart Specialization Strategy (S3), con l’obiettivo di differenziare gli ambiti di investimento puntando in ciascuna regione sulla valorizzazione delle competenze e delle realtà presenti sul territorio. E’ indispensabile conoscere le linee di investimento prioritarie in ciascuna regione.
Il SIE per l’Italia ammonta in totale a 73 miliardi, cui 46 al Mezzogiorno, 24.5 al Centro-Nord e 3 non ripartiti. A questi si aggiungono il Fondo di Sviluppo e Coesione, i Programmi di Azione e Coesione ed i Programmi di Cooperazione Territoriale per un totale di ulteriori 48 miliardi. Di questi imponenti finanziamenti arrivano sui PON ricerca e innovazione 926 milioni, sui PON imprese e competitività 1776 milioni e circa 30 miliardi in totale sui POR.
Per intercettare questi investimenti è necessario curare i rapporti con le amministrazioni regionali con persone dedicate, che partecipino alle riunioni con gli stakeholders e conoscano anche il tessuto produttivo sul territorio. E’ importante conoscere la struttura burocratica regionale e la politica locale, seguendo i lavori della giunta regionale.
Alcuni direttori riportano la difficoltà di inserirsi in questi meccanismi, e di trovare dei validi interlocutori. I più attivi con le rispettive regioni confermano che serve un lavoro puntuale, che segua gli sviluppi ogni giorno.
Consiglio Direttivo 26 febbraio
A.Zoccoli informa che il dott. Bruno Quarta ha raggiunto un accordo con UniMi grazie al quale potrà iniziare il suo lavoro da DG dell’INFN a partire dal mese di maggio.
Forse è in dirittura d’arrivo decreto sui premiali: poi dovranno pronunciarsi le commissioni parlamentari e la corte dei conti. Il finanziamento arriverà non prima di maggio.
Anche il decreto sulle chiamate dirette 2015 dovrebbe essere pronto. La circolare pare sia già scritta ma non è pubblicata.
Come già anticipato il giorno precedente, sta per uscire il DM per l’assegnazione di 215 nuovi posti ricercatore finanziati dalla legge stabilità. Bisogna notare che il finanziamento è di 9.5 milioni che equivalgono a 44 keuro per ricercatore, mentre il costo vero è 48. Gli Enti dovranno aggiungere la quota mancante.
Il presidente comunica che il prof. G.Bellini è stato insignito del premio Pontecorvo dall’accademia delle scienze di Dubna. Ci sarà una trasmissione RAI su Bellini, Borexino e l’INFN.
Elezione del nuovo direttore della sezione di Torino. Il direttore uscente, A.Staiano, riporta che inizialmente c’erano due candidati, Paolo Giubellino e Angelo Rivetti, ma Giubellino ha poi accettato l’incarico di DG del GSI e si è ritirato. Le elezioni sono state rimandate per dare tempo alla sezione di trovare ulteriori candidature, ma non ne sono emerse. Le elezioni locali hanno quindi avuto il seguente esito:
aventi diritto 157, votanti 108, Rivetti 103, Vercellin 1, bianche 3, nulle 1.
Il presidente sottolinea che si tratta del primo caso in cui si utilizza la norma prevista dal nuovo statuto per cui anche un dirigente tecnologo può accedere alla direzione.
A.Zoccoli, pur esprimendo la sua massima stima verso il candidato votato localmente, nota che il fatto che una sezione grande come Torino abbia avuto un solo candidato è un segnale preoccupante per l’Ente, perché denota una scarsa propensione del livello dirigenziale, sia dipendente che associato, ad assumersi responsabilità importanti per il funzionamento dell’Ente. Il presidente concorda, e ribadisce che il candidato proposto è persona brillantissima ed adatta al ruolo: il CD non può che guadagnarci dall’ingresso di una persona giovane e brillante, ed è significativo e positivo che si tratti di un dirigente tecnologo. Tuttavia non capisce perché nessuno dei docenti di prima fascia (i 4 primi livelli INFN erano già tutti impegnati) si sia proposto: avere un incarico di ricerca è un onore ed un onere, bisogna anche dare qualcosa in cambio.
A.Staiano motiva questa scelta col fatto che l’apprezzamento per Rivetti è molto alto come dimostrano i numeri delle votazioni. E’ comprensibile che non siano maturate altre candidature, per la coscienza che sarebbe stato molto difficile competere con lui.
M.Diemoz ritiene inaccettabile che non venga data al CD la possibilità di scegliere. La designazione dei direttori compete al CD da statuto, ma in questo modo si limita di fatto questa prerogativa. Proporrà nella revisione dello statuto che sia obbligatorio che in tutte le elezioni locali sia presentata sempre una rosa di almeno due nomi.
Si procede quindi all’elezione del direttore di Torino: votanti 32, 22 Rivetti, 9 bianche, 1 nulla. Rivetti viene eletto.
Rinnovata la linea di credito fino a 59 milioni con Unicredit da utilizzare in caso di necessità.
Approvato il finanziamento di due RtdA a Ferrara e Roma.
Finanziato il corso di dottorato in fisica degli acceleratori a La Sapienza per 345 keuro in tre anni.
Approvato un Collaboration Agreement fra INFN ed ESRF.
Approvato un Cooperation agreement fra INFN e DESY sulla conservazione dei dati di HERA.
Approvato un amendment al MoU con la Princeton University per il finanziamento di costruzione e test della macchina di estrazione underground dell’Argon (Urania-UAR), per un totale di 5 milioni coperti in parte dalla voce dedicata del FOE ed in parte dai fondi di LNGS.
Approvate varie borse di studio, sia per diplomati che per laureati. Il presidente sottolinea che questi strumenti non vanno usati impropriamente (per esempio per potare manodopera straniera a basso costo) e comunica che intende ridurre il fondo borse per aumentare il fondo per RtdA.
Approvato il bando per le borse di studio per i figli dei dipendenti.
Approvato il contratto triennale di consulenza al dott. Saban per il coordinamento della gestione infrastrutturale dei laboratori nazionali. I direttori dei LN hanno concordato di vedersi regolarmente con Saban prima di ogni riunione del CD per fare il punto della situazione.
Si discute la delibera 13996 che assegna le indennità ax art.22 del DPR 171 ai dipendenti di livello 1-3 che dirigono strutture tecniche o scientifiche. Molti direttori lamentano una certa disuniformità di trattamento fra responsabili di servizi o reparti analoghi in sedi diverse. Alla fine si concorda di approvare comunque la delibera con l’impegno di rivedere seriamente i criteri con cui le indennità vengono attribuite e calcolate prima della prossima assegnazione.
Approvato l’assestamento di pianta organica che implementa i passaggi orizzontali ex art.65 approvati nel precedente CD, per cui 2 primi tecnologi e 4 tecnologi passano nei rispettivi livelli equivalenti di ricercatore, “trasformando” il proprio posto. Il rappresentante del personale TTA commenta che è bene riflettere per il futuro sulle posizioni da tecnologo da bandire prossimamente, visto che ora si riducono e stiamo per avere posti aggiuntivi da ricercatore. Come si è visto dalla relazione del dott. Saban c’è un forte bisogno di ingegneri. Il presidente si impegna a tenere conto di queste esigenze, ma ricorda che sui passaggi orizzontali paghiamo il fatto che in passato sono stati dati posti di tecnologo a ricercatori che fin dall’inizio lavoravano come ricercatori. Quindi l’operazione odierna serve solo a dare il nome giusto alle cose. Diverso sarebbe il caso di un tecnologo che nel corso della carriera cambia attività.
Prorogati 2 contratti TD in forza dell’accordo sindacale in materia.
Approvati 10 contratti art.36 e 4 contratti art.15, tutti su fondi esterni salvo uno.
rimodulazione Dotazione Organica relativamente alla consistenza numerica dei profili di Primo Ricercatore, Pri...
approvazione “Cooperation Agreement between DESY and INFN”
approvazione "Collaboration Agreement n. CL0246 between ESRF and INFN
autorizzazione congedo straordinario per motivi di studio e ricerca (V. Del Duca/ETH Zurigo, E. Di Marco/CERN,...
attribuzione indennità di incarichi di direzione di strutture tecniche e scientifiche di cui all'art. 22 DPR ...
stipula contratto art. 7 D.Lgs n.165/2011 al Dott. R. Saban
istituzione borse di studio per figli dipendenti iscritti scuole secondarie di primo e secondo grado anno scol...
emissione bando concorso per assegnazione borse di studio per neolaureati presso le Sezz. Ferrara e Torino
approvazione Convenzione tra INFN e Università degli Studi di Roma “La Sapienza” per cofinanziamento di u...
approvazione Convenzione tra INFN e Università degli Studi di Ferrara per finanziamento di un posto di ricerc...
rinnovo richiesta, per l’anno 2016, della linea di credito alla UniCredit Spa da utilizzare in caso di necessità
Elezione Direttore Sez. Torino: Dott. A. Rivetti per il prossimo quadriennio
assunzione a tempo indeterminato vincitore e al primo idoneo in graduatoria concorso n. 17276/2015, CNAF
assegnazione contratti ex art. 2222 al Dott. F. Gagliardi per attività di docenza, GSSI
approvazione atti concorso per conferimento borse di studio (rif. 17368/2015, 17635/2015, 17822/2015, 17634/20...
approvazione “Amendment n.1 to the Memorandum of Understanding between INFN and the Trustees of Princeton Un...
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References: art.1
 art.22
 art.65
 art.36
 art.15
 art. 7
 art. 2222
 art.7