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1 9 CAPITOLO Il sostegno pubblico all internazionalizzazione delle imprese Supervisione a cura di Roberto Pasca di Magliano (Università La Sapienza di Roma). Quadro d insieme a cura di Cristina Castelli (ICE). quadro d insieme I processi di internazionalizzazione richiedono strategie e attività sempre più complesse per operare sui mercati esteri, in particolare in quelli più dinamici e geograficamente lontani. Ne derivano costi sempre maggiori che rappresentano un vincolo specialmente per le imprese di dimensioni minori. In molti casi queste barriere risultano difficilmente superabili a causa della inadeguata dotazione di capitale umano e delle risorse finanziarie che servirebbero per introdurre le necessarie innovazioni organizzative e permettere un maggiore radicamento all estero. In questo contesto, e considerata l esistenza di asimmetrie informative e di esternalità positive connesse con l attività di internazionalizzazione, il sostegno pubblico prevede una vasta gamma di strumenti di supporto all internazionalizzazione delle imprese, comprendente servizi reali e finanziari. La maggior parte degli Stati dispone infatti di enti specializzati, in genere di natura pubblica, ai quali sono destinati risorse anche considerevoli per erogare servizi di assistenza-consulenza, promozione, informazione, formazione, in parte co-finanziati dalle imprese che ne beneficiano. Il presente capitolo è tradizionalmente dedicato alla presentazione e alla rendicontazione dei servizi erogati dai principali attori del sistema di sostegno italiano, nell anno di riferimento. Tuttavia, il 2011 è stato un anno particolare, durante il quale il dibattito su come riformare l intervento pubblico e ridisegnare l intero sistema è stato particolarmente acceso. Oltre ad un generale ridimensionamento della spesa effettuata per questo tipo di servizi, il 2011 è stato caratterizzato nel mese di luglio dalla soppressione dell Istituto nazionale per il Commercio Estero (Ice) e dal suo successivo ripristino a dicembre, anche a seguito di quanto emerso in occasione degli Stati Generali del Commercio Estero, convocati dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il processo di formazione della nuova Ice-Agenzia è tuttora in corso, implicando un ridimensionamento della rete in Italia (ridotta a due sedi principali), una ristrutturazione della presenza sui mercati esteri e una riduzione delle risorse umane, con cambiamenti importanti anche nella governance dell ente, dove è stata istituita una doppia vigilanza ministeriale, del Ministero dello sviluppo Economico e del Ministero degli Affari Esteri. Molte questioni sono aperte e sono oggetto di visioni differenti da parte dei policymakers: il dibattito verte sull opportunità di realizzare una riforma organica dell intero sistema, accorpando una serie di istituzioni e di funzioni, ma anche sulla scelta delle tipologie di servizi alle imprese meritevoli di un finanziamento pubblico. Altri temi di discussione riguardano l entità del sostegno (ovvero il grado di partecipazione finanziaria da parte dei beneficiari) e quali tipi di strumenti debbano invece essere offerti a condizioni di mercato. Solo per fare un esempio, parte della discussione riguarda l opportunità o meno di sostenere la partecipazione delle imprese alle manifestazioni fieristiche internazionali, servizio che è ritenuto prioritario dalle imprese che ne usufruiscono e che lo considerano uno strumento indispensabile per reperire informazioni, come testimoniato anche dall elevato gradimento per questo tipo di attività tradizionalmente svolta dall Ice. Un opinione opposta ritiene invece che sarebbe opportuno concentrare il sostegno pubblico prevalentemente sull offerta di servizi di business intelligence relativi ai mercati esteri, o su azioni di tipo formativo.2 382 Rapporto L Italia nell economia internazionale Per contribuire al dibattito in corso si è pensato quindi di adottare in questa edizione una prospettiva di analisi più ampia che in passato, diretta in primo luogo a descrivere brevemente l articolato contesto istituzionale italiano a sostegno dei processi di internazionalizzazione e ad analizzare il processo di riforma che è stato avviato. Pertanto, si è comparata la nuova legislazione al quadro normativo pre-esistente, segnalandone sia le criticità che le opportunità da cogliere per effettuare una riforma utile ed efficace. Tra le maggiori opportunità si rileva l istituzione di una Cabina di Regia, innovata rispetto al passato con riguardo ai partecipanti che, se ben regolamentata, potrebbe rappresentare un meccanismo cruciale per il coordinamento dell intero sistema di sostegno, attraverso cui evitare diseconomie dovute ad interventi frammentati o ridondanti. In questa azione di coordinamento la nuova Ice-Agenzia potrebbe rivestire un ruolo centrale. Un altra importante opportunità da cogliere attraverso il processo di riforma sarebbe quella di definire procedure operative snelle ed efficienti, in maniera da garantire una rapidità di azione, pur nel rispetto dello svolgimento di una politica pubblica, volta a garantire una gestione delle risorse trasparente ed imparziale. Il capitolo verte poi sul tema, molto attuale, di come governare un sistema caratterizzato da un ampia parcellizzazione degli interventi, da competenze spesso sovrapposte e dalla coesistenza di una molteplicità di enti che operano ai diversi livelli di governo (nazionale, regionale, locale). La scarsità delle risorse pubbliche disponibili impone infatti con urgenza soluzioni concrete riguardanti il coordinamento, la concertazione, la razionalizzazione, in un ottica di gestione della governance che si snoda, come nella maggior parte dei paesi europei, a più livelli. Si è quindi ritenuto utile fornire, nel quadro della multilevel-governance, anche un analisi dei meccanismi di coordinamento previsti attualmente in Italia e di alcune possibili opzioni di intervento. Si riporta inoltre una descrizione di come si sta affrontando la questione della governance in Francia, dove il legislatore ha scelto di costruire forme di partenariato orientate verso una chiarificazione e una divisione di massima delle competenze delle diverse reti e degli enti di supporto. In aggiunta si è rilevata la tendenza, riscontrata nei vari paesi, ad introdurre sistemi di valutazione e di monitoraggio, atti a misurare l efficacia e l efficienza degli interventi erogati, in modo da utilizzare nel modo migliore le risorse disponibili. Un altro aspetto centrale del capitolo riguarda il tentativo di ricostruire un quadro il più possibile esaustivo e di riportare una rendicontazione quanto più completa dei vari strumenti e delle attività degli enti, sia decisori che attuatori, a livello nazionale e territoriale, attraverso una rilevazione delle risorse spese per le varie tipologie di sostegno, reali e finanziarie. Per questo motivo, oltre ai programmi ed agli strumenti di supporto del Ministero dello Sviluppo Economico, dell Ice, del sistema camerale, della Simest e della Sace, è stato inserito anche un ampio paragrafo che riporta le informazioni disponibili sulle attività poste in essere dalle varie Regioni italiane nel campo del sostegno all internazionalizzazione. Per quanto riguarda poi, nello specifico, le attività di sostegno realizzate dall Ice nel 2011, per la prima volta si è verificato un ridimensionamento delle attività che si è riflesso in una forte contrazione della spesa promozionale, nonostante l impegno profuso per far fronte alle richieste delle imprese anche successivamente al decreto di soppressione. Ne è derivato un minore numero di iniziative realizzate e un ridimensionamento del numero di utenti che vi hanno potuto partecipare che in parte è stato possibile compensare con una maggiore offerta di servizi complessi tramite la rete estera. Va rilevato che la riduzione dei fondi spesi ha interessato in particolare la promozione merceologica (ovvero le iniziative a carattere commerciale) mentre l impatto è stato minore per le attività di promozione indiretta (ad esempio la formazione e le azioni per favorire la collaborazione industriale), per loro natura meno soggette a stringenti vincoli organizzativi e temporali, e quindi relativamente meno condizionate dalle difficoltà operative contingenti. La distribuzione geografica degli interventi di promozione si è concentrata in particolare sui paesi BRIC, seguiti dai mercati del Nordamerica e dell Unione Europea. In prevalenza il3 Capitolo 9. Il sostegno pubblico all internazionalizzazione delle imprese 383 sostegno è stato effettuato organizzando la partecipazione di imprese a importanti manifestazioni fieristiche, peraltro con elevati tassi di cofinanziamento, seguiti dall organizzazione di missioni di operatori incoming e outgoing. Dal lato dei servizi di assistenza-consulenza, di vario tipo, e di quelli informativi, l attività è proseguita nel 2011 consentendo di raggiungere anche un aumento di fatturato. Non è venuta meno poi l attenzione verso attività volte a sostenere i processi innovativi delle imprese, realizzate sia promuovendo aziende appartenenti a settori ad alta intensità di innovazione che facilitando la cooperazione delle imprese con centri di ricerca, italiani ed esteri, al fine di di realizzare una maggiore complementarietà tra le politiche a sostegno dell internazionalizzazione e quelle per l innovazione, in quanto driver principali per la crescita economica.4 384 Rapporto L Italia nell economia internazionale 9.1 Il sistema di sostegno all internazionalizzazione in Italia* Il contesto istituzionale Una scena ampia e articolata, con troppi attori che svolgono ruoli solo marginalmente diversi: è questa, secondo molti osservatori, una delle caratteristiche salienti del sistema pubblico di sostegno all internazionalizzazione. Al livello nazionale se ne affiancano uno regionale e uno provinciale, ciascuno con proprie attività e stanziamenti ma con modelli organizzativi e gamma di servizi offerti in parte coincidenti. Tracciarne un quadro d insieme, specialmente durante un processo di riorganizzazione e rilancio dell azione amministrativa come quello in corso mentre si scrive, può essere di qualche utilità. Tanto ci si propone di fare nel presente paragrafo, per poi proporre approfondimenti sui principali attori nel seguito. Le istituzioni, in primo luogo Ministeri e Regioni, decidono e destinano risorse alla proiezione internazionale della propria azione amministrativa, in coerenza con le normative vigenti. 1 In materia di sostegno all internazionalizzazione esse agiscono agevolando le spese per investimenti in marketing e comunicazione e contribuendo così ad affrontare le difficoltà delle imprese, sotto il duplice profilo dell onerosità e del know how. Altra modalità d intervento è la fornitura di servizi di informazione e/o assistenza volti a ridurre le barriere dovute ad asimmetrie informative. Particolare attenzione è riservata alle piccole e medie imprese, da molti osservatori e dal legislatore ritenute relativamente più svantaggiate nella loro proiezione internazionale. Le istituzioni affidano tali compiti, in fase di programmazione ma anche di attuazione, a proprie strutture o a enti strumentali o a privati. Per orientare la propria azione utilizzano il contributo di analisi e proposta sia delle amministrazioni che dispongono di sedi all estero e possono quindi fornire informazioni sulla domanda estera sia dei beneficiari, perlopiù attraverso le loro associazioni. A questo livello il coordinamento è perseguito attraverso la stipula di accordi di programma o convenzioni tra due amministrazioni o tra un amministrazione e un ente privato con i quali si definiscono le attività da svolgersi e se ne ripartiscono i costi tra le parti. Nel 2011 la spesa del Ministero dello Sviluppo economico (Mse) per la realizzazione di programmi di promozione è ammontata a 20 milioni di euro (tavola 1). Dei programmi gestiti direttamente dal Mse nel 2011 hanno beneficiato 264 consorzi, associazioni e imprese, con un aumento del 14% rispetto al 2010; al contempo è diminuita del 29% la relativa spesa, da 28 a 20 milioni di euro. L Ice-Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane (nel seguito Ice o Ice-Agenzia), l Enit-Agenzia nazionale del turismo e le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (Cciaa) sono i principali attuatori dei programmi di sostegno che si concentrano sui servizi reali, ovvero non finanziari. Le loro risorse sono derivate dal bilancio statale e dalla compartecipazione ai costi, da parte degli utenti, che nella maggior parte dei casi è inferiore al costo pieno dei servizi erogati; nel caso delle Cciaa altra fonte di finanziamento è costituita dai fondi propri. L Ice e l Enit, anche grazie alle loro reti all estero e, per l Ice, in Italia, attuano programmi concordati con Ministeri e Regioni ed erogano servizi a clienti specifici. Le Cciaa, presenti in ogni provincia italiana e in collaborazione, sia in Italia sia all estero, con strutture proprie e con associazioni tra imprese, eseguono programmi per conto di clienti istituzionali e imprese e si fanno parte attiva nell organizzare iniziative di collaborazione economica. Nel novero degli enti attuatori rientra anche una serie di altri * Redatto da Marco Saladini, Ice. 1 Su tutte, fanno testo l articolo 117 della Costituzione, che assegna a Stato e Regioni una potestà legislativa concorrente in materia di commercio con l estero, e la disciplina dettata dalla legge n. 300 del 1999 che stabilisce le competenze di ciascun Ministero, esplicitando per molti di essi una funzione di raccordo amministrativo e/o di azione autonoma con interlocutori esteri. I principali Ministeri con competenze in materia di internazionalizzazione sono quelli dello Sviluppo economico, degli Affari esteri, del Turismo, delle Politiche agricole, alimentari e forestali, dell Ambiente, tutela del territorio e del mare e dell Economia e delle finanze. Normative di dettaglio disciplinano l attività e sono richiamate, ove opportuno, nel seguito.5 Capitolo 9. Il sostegno pubblico all internazionalizzazione delle imprese 385 soggetti pubblici che, a vario titolo e con diversi meccanismi, erogano servizi reali, come la società Informest, le agenzie Buonitalia (in via di liquidazione) e Invitalia e le Agenzie specializzate create da alcune Regioni. La spesa complessiva di Ice e delle Cciaa italiane nel 2011 è stata di 162,8 milioni di euro, inclusa la compartecipazione ai costi da parte degli utenti, con una diminuzione del 20,9% sul 2010, come risultato di un aumento dell 11,5% per le Cciaa e di una diminuzione del 42,9% per l Ice. Dei programmi e delle attività gestiti da Ice e Cciaa italiane hanno beneficiato nel 2011 oltre imprese, italiane ed estere, con una diminuzione complessiva del 10,1%, come risultato di un aumento del 5,4% per le Cciaa e di una diminuzione del 25,3% per l Ice. Da entrambi i punti di vista appaiono evidenti le conseguenze della brusca riduzione dell attività determinata dalla soppressione dell Ice e dal blocco dei processi decisionali che ne è conseguito (vedi sottoparagrafo successivo). Tavola Sostegno pubblico all internazionalizzazione, quadro d insieme dei servizi promozionali e finanziari (valori in milioni di euro) Servizi promozionali Utenti Fondi spesi Contributo degli utenti ai costi Ministero dello sviluppo economico (1) Regioni (2) n. d. n. d. n. d n.d n. d. n. d. Ice (3) Camere di commercio (4) n. d. n. d. n. d. Servizi finanziari Imprese clienti Volumi operazioni Premi lordi Sace Imprese italiane finanziate Valore operazioni assistite Capitali propri impegnati Simest (1) Solo programmi di sostegno gestiti direttamente a favore di associazioni, camere di commercio italiane all estero, consorzi, enti e istituti. (2) Dati parziali o mancanti per Abruzzo, Calabria, Molise, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Sicilia e Veneto. (3) Inclusi utenti esteri. Fondi per promozione e formazione. (4) Imprese partecipanti ad attività promozionali e partecipanti ad attività formative. I fondi includono contributi e incentivi erogati alle imprese per conto di terzi. (5) Contributo medio. Fonte: Mse, Regioni, Ice, Unioncamere, Sace, Simest Sul versante dei servizi finanziari operano alcuni istituti di credito pubblici o a partecipazione mista pubblica e privata, come la Società italiana per le imprese all estero (Simest), la società Servizi assicurativi del commercio estero (Sace) e la Cassa depositi e prestiti, a livello nazionale, oltre a Finest e ad altre finanziarie regionali a livello territoriale. Sace e Simest offrono garanzie, prestiti e consulenza per la migliore strutturazione delle transazioni commerciali e degli investimenti diretti esteri, spesso a condizioni di favore, al fine di incentivare le imprese nel loro percorso di internazionalizzazione. Due diversi Ministeri ne sono gli azionisti di riferimento; il Ministero dell Economia e delle finanze (Mef) detiene il 100% di Sace mentre il Ministero dello Sviluppo economico detiene una partecipazione del 76% in Simest. Sace ha proprie sedi in numerose città italiane e anche in alcune estere. Nel 2011 le operazioni commerciali assicurate da Sace hanno avuto un valore di 36,6 miliardi di euro, con un aumento del 6,8% rispetto al Le risorse erogate da Simest per nuovi investimenti e crediti agevolati hanno raggiunto il valore di 1,7 miliardi di euro, con un aumento del 68% sul In questo ambito non esistono meccanismi formali di coordinamento, anche se la prospettata cessione a Cassa depositi e prestiti del pacchetto di controllo detenuto dallo Stato sia in Sace sia in Simest, decisa a metà giugno 2012, potrebbe creare le premesse per una sinergia più esplicita tra i due Istituti. Imprese ed esperti hanno ripetutamente auspicato un raccordo più organico, stabile e autorevole dell azione pubblica lungo le dimensioni settoriale, geografica e delle tipologie6 386 Rapporto L Italia nell economia internazionale di intervento, in stretto collegamento funzionale con il settore privato e le sue associazioni. 2 Secondo alcuni osservatori la soluzione più efficace sarebbe la costituzione di un unica agenzia di promozione e sostegno dell internazionalizzazione, mentre altri auspicano che si vada verso un coordinamento degli enti esistenti senza modificarne le competenze. Nel seguito esamineremo lo scenario recentemente disegnato dal legislatore, anche alla luce dei precedenti tentativi di riassetto. La riforma dell Istituto nazionale per il Commercio Estero A distanza di qualche anno dall adozione della legge 68 del 1997, che disciplinava l Istituto nazionale per il commercio estero (Ice-Istituto), erano emerse alcune proposte di modifica riguardanti l assetto complessivo del sostegno pubblico all internazionalizzazione. Le prese di posizione, da parte di politici ed esperti, si differenziavano notevolmente, andando da proposte di eliminazione o accorpamento di enti a ipotesi di minore portata, più incentrate sugli aspetti operativi e sul coordinamento tra gli enti preposti, anche sotto il profilo informatico. Con la legge 6 agosto 2008, n. 133, avente per oggetto il contenimento della spesa pubblica, veniva disposta la soppressione in automatico degli enti pubblici non economici, ad eccezione di quelli espressamente confermati o riordinati con procedure ed entro termini determinati. A fine maggio 2010, in una bozza del decreto legge 78, si prevedeva la chiusura dell Ice-Istituto, disposizione poi stralciata nella versione definitiva del provvedimento. Scaduta a febbraio 2011, senza che fosse stata esercitata, una delega per il riordino a suo tempo affidata al governo presieduto dall Onorevole Silvio Berlusconi, con il decreto legge 98 del 6 luglio 2011, poi convertito nella legge 111 del 15 luglio 2011, il governo stesso ha soppresso l Ice-Istituto. 3 La decisione ha sollevato un ampio dibattito tra gli addetti ai lavori. Molte imprese e associazioni nonché alcuni esponenti politici hanno chiesto che non venisse meno il sostegno pubblico sui mercati esteri, pur auspicando una revisione delle modalità con le quali l Ice operava. Per effetto della soppressione sono decaduti gli organi statutari dell Ice e con essi la possibilità di compiere atti eccedenti l ordinaria amministrazione. Nonostante le difficoltà legate all incertezza delle procedure, dirigenti e dipendenti hanno continuato il lavoro di sostegno, anche per evitare di danneggiare le imprese clienti e seguendo le indicazioni ricevute in tal senso dal Ministero dell Economia e delle Finanze. Pertanto, dopo una breve pausa tecnica, è proseguita la fornitura di servizi di assistenza e di informazione. Per quanto riguarda le attività promozionali e di formazione, nella seconda metà del 2011 sono state portate a compimento circa 150 iniziative, già autorizzate dagli organi competenti. Alcune centinaia di iniziative in programma sono state invece annullate. Il senso di responsabilità mostrato in tali circostanze dal personale dell Ice è stato oggetto di unanime apprezzamento favorevole. A fine ottobre 2011 il Ministero dello Sviluppo economico ha organizzato gli Stati generali del commercio con l estero che hanno visto la partecipazione di alcune centinaia di imprese e dai quali è emersa rafforzata l ipotesi di costituire una nuova agenzia (vedi approfondimento infra). Un analisi sommaria dei punti di forza, debolezza, minacce e opportunità di questa scelta è contenuta nel grafico 1. Con il decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201, poi convertito nella legge 214 del 22 dicembre 2011, il governo presieduto dal Senatore Mario Monti ha istituito l Ice-Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane. 4 Pur concentrandosi principalmente sulla creazione dell Ice-Agenzia, la legge ridisegna altresì la Cabina di regia, organo di collegamento tra amministrazioni e utenza, chiamando a farne parte sia istituzioni sia associazioni. L Ice-Agenzia eredita in parte struttura, funzioni e risorse umane e strumentali dell Ice-Istituto che verranno riorganizzate per adattarle al mutato contesto normativo e operativo. 2 Per fare un solo esempio, si veda l articolo Verso un maggiore coordinamento della politica economica estera: il decreto legislativo n. 143/1998, di P. Lelio Iapadre in Rapporto sul commercio estero, Roma, luglio 1998, pp La delega in questione, della durata di 18 mesi, era stata disposta dalla legge 99 del 23 luglio L articolo 10 della legge 180 dell 11 novembre 2011 prorogava i termini della delega di ulteriori dieci mesi, fino al 15 dicembre Vedi l approfondimento sulla legge più avanti in questo capitolo del Rapporto.7 Capitolo 9. Il sostegno pubblico all internazionalizzazione delle imprese 387 A marzo 2012 è intervenuta l approvazione da parte di Ministero degli affari esteri (Mae) e Ministero dello sviluppo economico (Mse) di un piano di attività promozionale transitoria, comprendente 91 iniziative per un valore di quasi 10 milioni di euro, a valere su fondi La sua realizzazione è stata affidata all Ice-Istituto nelle more della creazione dell Agenzia. Il primo passo in questo senso lo ha compiuto il Consiglio dei Ministri che, nella seduta del 6 aprile 2012, ha nominato il Consiglio di amministrazione dell Ice-Agenzia che si è riunito per la prima volta il 30 aprile 2012, eleggendo il Presidente. 5 Connessa alla ristrutturazione dell Ice è stata quella della società di informatica in house Rete Italia Internazionale, in attività dal 1993, interessata nella primavera del 2012 da una forte riduzione dell attività che ha comportato il ricorso alla cassa integrazione ordinaria per numerosi dipendenti. Il decreto legge 83 del 2012 ha novato la legge 214 del 2011 aggiungendo tre rappresentanti alla Cabina di regia e incrementando fino a 450 unità la dotazione organica dell Ice, ovvero il numero massimo di dipendenti. Ha inoltre armonizzato con quelli relative all Ice alcuni aspetti della normativa sull attività dell Enit Agenzia nazionale italiano del turismo (Enit), tra l altro conferendo al Capo Missione del Mae alcune funzioni in merito all attività dei rappresentanti Enit all estero, inserendo un rappresentante del Mae nel Consiglio di amministrazione dell Agenzia e prevedendo che la Cabina di regia regolamentata dalla legge 214 del 2011 emani linee-guida e indirizzi strategici in materia di promocommercializzazione dell offerta turistica all estero. Nella stessa seduta durante la quale ha approvato il decreto sopra ricordato, il Governo ha deciso la nomina, con un Decreto del Presidente della Repubblica, del nuovo Direttore Generale dell Ice. 6 Grafico Dall Ice all agenzia Ice, analisi SWOT (Strengths, Weaknesses, Opportunities and Threats). N.B. Ice = Istituto nazionale per il commercio estero, Mse = Ministero dello sviluppo economico, Mae = Ministero degli affari esteri 5 Del primo Consiglio di amministrazione dell Ice-Agenzia fanno parte Giuseppe Mazzarella, Maurizio Melani, Riccardo Maria Monti, che ne è anche il Presidente, Luigi Pio Scordamaglia e Paolo Zegna. 6 Roberto Luongo è il primo Direttore Generale dell Ice-Agenzia.8 388 Rapporto L Italia nell economia internazionale approfondimenti Gli Stati generali del commercio estero - Roma, 28 e 29 ottobre 2011 di Riccardo Scarpulla * In un contesto particolarmente delicato per il comparto internazionalizzazione, il Ministero dello Sviluppo Economico ha organizzato gli Stati Generali del commercio estero per dare un segnale forte di presenza e sostegno sia agli operatori istituzionali che privati. Con la convocazione degli Stati Generali, il Ministero ha così voluto rendere chiaro che, a prescindere dalle difficoltà seguite alla soppressione del principale e storico ente strumentale per la realizzazione delle politiche promozionali, il settore pubblico intendeva confermare e rafforzare il proprio ruolo di guida strategica invitando tutti gli operatori ad escogitare una exit strategy condivisa. Gli Stati Generali sono stati dunque convocati con l obiettivo di individuare strumenti e priorità di intervento a sostegno dei comparti produttivi italiani per fronteggiare le sfide dettate da uno scenario nuovo che impone al Sistema Pubblico l esigenza di ridefinire priorità e strumenti. Attraverso una forma inedita di riflessione comune che ha coinvolto amministrazioni centrali e locali, imprenditori, agenzie di sostegno e esperti di settore, si è cercato di individuare le linee più efficaci per consentire al tessuto produttivo nazionale di essere presente in maniera crescente sulle scene internazionali. I due giorni di congresso sono stati finalizzati a presentare le conclusioni dei sei gruppi di lavoro tematici rappresentativi dei sei comparti principali del Made in Italy (Agroalimentare; Ambiente-energia; Arredo-sistema casa; Automazione Meccanica Mobilità; Abbigliamento Sistema persona; Servizi). Nei gruppi di lavoro si sono riuniti associazioni di categoria, rappresentanti del Ministero Sviluppo Economico, Unioncamere e Assocamerestero insieme ai responsabili dei principali istituti di internazionalizzazione, alle Regioni e agli imprenditori di successo che nei mesi precedenti all evento hanno lavorato per presentare proposte all assemblea plenaria. I tavoli di lavoro si sono posti come momento privilegiato per esaminare le criticità che i principali settori produttivi nazionali incontrano nel loro processo di internazionalizzazione, al fine di individuare interventi possibili e definire le priorità del Sistema-Italia nella sfida globale. Le conclusioni dei Tavoli di lavoro tematici, nella cui cornice sono stati focalizzati alcuni aspetti di sistema comuni a tutti i settori, hanno evidenziato quei fattori di debolezza del nostro sistema Paese già noti in letteratura economica. Dai lavori conclusivi si rileva che la maggior parte delle criticità incontrate dai diversi settori merceologici del Made in Italy sui mercati internazionali sono trasversali. Tra le principali citiamo: la scarsa propensione ad accedere o a mantenere una presenza stabile sui mercati esteri, a volte * Ministero dello Sviluppo economico.9 Capitolo 9. Il sostegno pubblico all internazionalizzazione delle imprese 389 approfondimenti accompagnata da capacità dimensionale inadeguata, l esiguità di risorse finanziarie dedicate all internazionalizzazione, le difficoltà di accesso al credito o alla sua assicurazione, la frammentazione e l insufficiente coordinamento del sistema promozionale del settore, sia a livello centrale che locale, la mancanza di una GDO italiana o, in alternativa, di piattaforme logistico-distributive, per finire con la contraffazione e il fenomeno dell Italian Sounding. Il lavoro dei tavoli era anche orientato a individuare una soluzione per rendere più efficace il coinvolgimento delle imprese nei progetti prioritari individuati dal sistema pubblico e internazionalizzare le fasi produttive, dei distretti industriali come delle reti di impresa. Tra le proposte individuate, ricordiamo, in maniera trasversale, la richiesta di sostenere iniziative di filiera nei diversi settori della collaborazione industriale (università, parchi scientifici e tecnologici) o di raccordarsi al Comitato nazionale anticontraffazione per individuare soluzioni comuni atte a garantire e valorizzare il nostro patrimonio manifatturiero. Interessante la proposta di promuovere il countertrade al fine di consentire al nostro Paese di esportare anche nei Paesi meno avanzati ad esempio merci o tecnologie non più competitive in Italia barattando l acquisizione di materie prime. Tema percepito come centrale rimane quello della formazione, considerata ancora inadeguata, tanto da ipotizzare incentivi per l assunzione di export manager, procurement analysts ed e-commerce manager. Va sottolineato, tuttavia, come la questione Ice abbia praticamente monopolizzato i lavori degli Stati Generali, mettendo in secondo piano queste ed altre proposte. Al momento, la maggiore preoccupazione degli imprenditori era rappresentata dalla soppressione dell Ice, poiché alcune delle fondamentali attività a sostegno della competitività e dell internazionalizzazione, svolte proprio dall Istituto, avevano subito un brusco arresto. Dal lavoro dei tavoli è emerso che la maggior parte delle Pmi italiane, nella dimensione competitiva globale, hanno saputo individuare opportunità in mercati particolarmente difficili grazie anche al sostegno del Ministero per lo Sviluppo Economico e dell Ice. Gli operatori hanno richiamato l attenzione sul fatto che ritengono necessaria, al di là dell effettiva esigenza di razionalizzazione e di efficienza, la creazione di una nuova struttura pubblica che svolga le funzioni di ente strumentale nell ambito del commercio internazionale. In occasione degli Stati Generali, dunque, è stato proprio il sistema imprenditoriale a richiamare a gran voce le istituzioni affinchè fosse trovata una soluzione rapida ed efficace al vuoto creato dalla soppressione dell Ice e fosse istituito un nuovo organismo capace di lavorare con rapidità e fungere da braccio operativo per la realizzazione dei progetti promozionali finanziati con le risorse pubbliche destinate alla promozione del Made in Italy. Il governo era anche invitato a dare corso alle attività promozionali già approvate e programmate, e a pianificare in tempo le iniziative per il 2012, impegni che sono stati comunque garantiti grazie agli sforzi del Ministero dello Sviluppo Economico. A distanza di pochi mesi dalla chiusura degli Stati Generali sappiamo che il governo ha provveduto all istituzione dell Agenzia per la promozione all estero e l internazionalizzazione delle imprese italiane, la cui piena operatività non è ancora stata realizzata ma che rappresenta, comunque, una risposta dell esecutivo alla pressante richiesta che gli operatori pubblici e privati del comparto internazionalizzazione hanno presentato con decisione durante l evento. Vedere altro
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References: articolo 117
 articolo 10
 Art. 1
 Art. 14
 Art. 14
 articolo 45
 art.2
 articolo 26
 articolo 26
 ART. 1
 art. 23
 ART. 1
 articolo 117
 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Art. 1
 Art. 1

Articolo 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 articolo 52
 ART. 1
 art. 2
 Art.1
 ART. 1

ART. 1
 Art. 1
 Articolo 1
 Art. 24
 articolo 13
 articolo 13
 art. 19
 ART. 1
 art. 8
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1