Source: http://roma.sentenze.ilcaso.it/codice_societario/2379
Timestamp: 2020-04-01 21:40:05+00:00

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I. Nei casi di mancata convocazione dell'assemblea, di mancanza del verbale e di impossibilità o illiceità dell'oggetto la deliberazione può essere impugnata da chiunque vi abbia interesse entro tre anni dalla sua iscrizione o deposito nel registro delle imprese, se la deliberazione vi è soggetta, o dalla trascrizione nel libro delle adunanze dell'assemblea, se la deliberazione non è soggetta né a iscrizione né a deposito. Possono essere impugnate senza limiti di tempo le deliberazioni che modificano l'oggetto sociale prevedendo attività illecite o impossibili.
II. Nei casi e nei termini previsti dal precedente comma l'invalidità può essere rilevata d'ufficio dal giudice.
III. Ai fini di quanto previsto dal primo comma la convocazione non si considera mancante nel caso d'irregolarità dell'avviso, se questo proviene da un componente dell'organo di amministrazione o di controllo della società ed è idoneo a consentire a coloro che hanno diritto di intervenire di essere preventivamente avvertiti della convocazione e della data dell'assemblea. Il verbale non si considera mancante se contiene la data della deliberazione e il suo oggetto ed è sottoscritto dal presidente dell'assemblea, o dal presidente del consiglio d'amministrazione o del consiglio di sorveglianza e dal segretario o dal notaio.
IV. Si applicano, in quanto compatibili, il settimo e ottavo comma dell'articolo 2377.
Società per azioni – Aumento di capitale sociale con conferimento in natura - Accertamento nullità conferimento – Impugnazione delibera – Esclusione.
L’accertamento della nullità di un conferimento sociale (nella specie per impossibilità dell’oggetto perché relativo a un bene gravato da uso civico) effettuato in sede di aumento di capitale non implica l’impugnazione della delibera assembleare di aumento di capitale e il rispetto dei relativi termini di legge, essendo proponibile in via autonoma attesa la natura negoziale dell’atto di conferimento. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Civitavecchia, 03 Dicembre 2018. Segue...
Società di capitali – Legittimazione alla impugnazione delle deliberazioni assembleari – Circolazione della partecipazione – Iscrizione nel libro soci – Necessità.
L’esercizio dei diritti sociali, tra i quali la legittimazione ad impugnare le deliberazioni assembleari, è subordinato alla avvenuta iscrizione del trasferimento della partecipazione nel libro soci ai sensi dell’art. 2355 c.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20 Novembre 2018. Segue...
Società per azioni – Impugnazione di deliberazione assembleare – Legittimazione – Fattispecie in tema di irregolare convocazione dell’assemblea da parte dell’amministratore giudiziario privo dell’autorizzazione del magistrato penale
Società per azioni – Impugnazione di deliberazione assembleare – Legittimazione del consiglio di amministrazione – Impugnazioni autonome proposte dai singoli membri – Irrilevanza.
L’irregolare convocazione dell’assemblea da parte dell’amministratore giudiziario privo dell’autorizzazione da parte del magistrato penale e la violazione dei quorum costitutivi previsti statutariamente non integrano le fattispecie di mancata convocazione dell'assemblea, di mancanza del verbale e di impossibilità o illiceità dell'oggetto e non comportano pertanto la nullità della deliberazione assembleare, con la conseguenza che la legittimazione alla impugnazione della medesima non spetta a qualunque interessato, ma solo ai soggetti indicati dall’art. 2377 c.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
L’irregolare convocazione dell’assemblea da parte dell’amministratore giudiziario privo dell’autorizzazione da parte del magistrato penale e la violazione dei quorum costitutivi previsti statutariamente non integrano le fattispecie di mancata convocazione dell'assemblea, di mancanza del verbale e di impossibilità o illiceità dell'oggetto e non comportano pertanto la nullità della deliberazione assembleare, con la conseguenza che la legittimazione alla impugnazione della medesima non spetta a qualunque interessato, ma solo ai soggetti indicati dall’art. 2377 c.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13 Aprile 2018. Segue...
Società di capitali - Revoca dell'amministratore - Impugnazione della delibera - Legittimazione dell'amministratore - Limiti.
Il singolo amministratore che sia stato revocato può impugnare la relativa delibera non per quanto attiene alla validità della stessa, così da poter rimuovere la deliberazione di revoca all'esito del giudizio di merito o sospenderne gli effetti in via cautelare in un'ottica reintegratoria nell'ufficio, bensì solo per quanto attiene la possibilità di far valere la tutela risarcitoria per il caso della mancanza di adeguala motivazione e di giusta causa; egli è pertanto legittimato ad impugnare la deliberazione di revoca unicamente sotto il profilo della mancanza della giusta causa, ai soli fini risarcitori e non ripristinatori. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Aprile 2018. Segue...
Società di capitali - Delibera di revoca dell'amministratore - Impugnazione - Legittimazione dell'amministratore - Tutela dell’interesse generale alla legalità societaria.
Se tale considerazione è esatta, appare del tutto evidente che, nell’ipotesi di delibera di revoca invalida, l’amministratore revocato potrà impugnare la deliberazione proprio a tutela della legalità societaria: in altre parole, se è vero che l’assemblea può revocare l’amministratore in qualsiasi momento, è anche vero che la relativa deliberazione deve essere presa secondo le procedure di formazione di tutte le deliberazioni assembleari e che l’interesse ad una corretta formazione delle decisioni degli organi societari costituisce un interesse diretto (non solo per lo stesso amministratore revocato, ma anche) per la società stessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10 Dicembre 2017. Segue...
Fallimento – Sentenza dichiarativa – Opposizione – Reclamo avverso sentenza dichiarativa di fallimento – Legittimazione – S.r.l. che ha domandato il proprio fallimento – Legittimazione del socio occulto o di fatto ad opporsi alla sentenza – Esclusione – Fondamento.
Società – Assemblea – Mancata convocazione del socio di minoranza – Invalidità della deliberazione – Sussiste
Mancata partecipazione del sindaco o del collegio sindacale – Invalidità della deliberazione – Non sussiste.
L’art.2379 c.c., nel sanzionare la nullità delle deliberazioni assunte dall’assemblea in difetto di convocazione, tutela l’interesse di ciascun socio a prendere parte al processo di formazione della volontà della società e, più i particolare, di influire su di esso: per tale ragione, la deliberazione è nulla anche quando la convocazione sia stata omessa con riferimento ad un socio titolare di una partecipazione che non avrebbe comunque potuto influire sull’esito della votazione. Ciò che conta, ai fini della pronunzia di nullità, non è l’esito finale e la possibilità del socio escluso di influire sul voto medesimo, ma la possibilità del socio escluso di influire sulla discussione assembleare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Ai sensi dell’art.2405 c.c., la violazione dell’obbligo di partecipazione è causa di decadenza del sindaco, ma non si ripercuote, di per sé, sulla validità delle deliberazioni assunte dall’assemblea o del consiglio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 17 Ottobre 2016. Segue...
Società - Delibere - Impugnazione - Termine di decadenza valido per tutte le fattispecie di invalidità.
Il legislatore, mediante la formulazione del quarto e quinto comma dell’articolo 2391 c.c., che contempla tutti i casi di delibera non conforme alla legge o allo statuto, senza alcun richiamo alla norma specifica di cui all’articolo 2379 c.c., ha inteso introdurre un limite temporale entro il quale i soggetti legittimati possono far valere i vizi in questione; ogni violazione di legge o di statuto può, pertanto, essere fatta valere nel termine di decadenza di novanta giorni dalla pronuncia della delibera. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Aprile 2016. Segue...
Sentenza di annullamento - Delibere assembleari - Efficacia retroattiva - Passaggio in giudicato - Necessità.
Le sentenze di annullamento, ivi comprese quelle di delibere assembleari, hanno natura ed efficacia costitutiva, con la conseguenza che le stesse producono effetti retroattivi solo a seguito del passaggio in giudicato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Febbraio 2015. Segue...
Annullamento di delibere assembleari - Efficacia retroattiva della sentenza di annullamento - Limiti dei rapporti medio tempore sorti.
La efficacia retroattiva delle sentenze di annullamento passate in giudicato incontra i limiti dei rapporti medio tempore sorti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Febbraio 2015. Segue...
Società di capitali – Statuto – Clausola di gradimento che demanda ad un soggetto terzo il preventivo gradimento per la nomina delle cariche sociali – Nullità ex art 2379 primo comma c.c. – Sussistenza – Delibera assembleare che introduce detta clausola nello statuto – Nullità per illiceità dell’oggetto.
(Decisione resa in fattispecie in cui lo statuto di una Banca di Credito Cooperativo prevedeva che “I componenti del Consiglio di Amministrazione, il Presidente del Collegio Sindacale e i sindaci, compresi i supplenti, sono eletti dall’Assemblea tra i nominativi per i quali il Fondo di Garanzia dei depositanti del credito cooperativo avrà espresso il proprio preventivo gradimento. Il Direttore Generale è eletto dal Consiglio di Amministrazione tra i nominativi di gradimento del predetto Fondo”). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 12 Novembre 2014. Segue...
Società - Deliberazioni assembleari - Abuso di potere - Condizioni.
L'abuso di potere è causa di annullamento delle deliberazioni assembleari quando la deliberazione: a) non trovi alcuna giustificazione nel'interesse della società e concreti una deviazione dell'atto dallo scopo economico pratico del contratto di società, per essere il voto ispirato al perseguimento da parte dei soci di maggioranza di un interesse personale antitetico rispetto quello sociale; b) sia il risultato di un'intenzionale attività fraudolenta dei soci di maggioranza diretta a provocare la lesione dei diritti di partecipazione e degli altri diritti patrimoniali spettanti ai soci di minoranza uti singuli in quanto rivolta al conseguimento di interessi extrasociali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Giugno 2014. Segue...
Interesse società stabilizzazione organizzazione – Interesse socio denunziante travolgimento effetti delibera aumento di capitale, a cautela interessi patrimoniali (in termini di diluizione partecipazione) o amministrativi (in termini di quota di capitale vantata, ai fini della partecipazione assembleare) – Comparazione – Necessità – Diritti amministrativi socio – Pericolo incombente – Necessità.
Ai fini della concessione della sospensiva, per essere rilevante ai fini della comparazione richiesta il pericolo della lesione delle prerogative amministrative del socio – derivante dall’annacquamento della quota – dev’essere imminente ed irreparabile. Il socio ha comunque la possibilità di una nuova richiesta di sospensione del deliberato - da ritenersi sempre ammissibile in corso di causa e non necessariamente al momento dell’introduzione del giudizio - al momento del materializzarsi del rischio, del caso doppiata da quella riguardante l’autonoma impugnativa della decisione ulteriore adottata, ai sensi del citato art. 2377, comma 5, n. 2 c.c.. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 14 Maggio 2014. Segue...
Società per azioni - Costituzione - Modi di formazione del capitale - Modificazioni dell'atto costitutivo - Contenuto delle modificazioni - Riduzione del capitale - Per perdite - Solo Delibera di azzeramento e reintegrazione del capitale sociale - Adozione sulla base di situazione patrimoniale non aggiornata e assunta calcolando le perdite al lordo delle riserve - Nullità della deliberazione - Ragioni e fondamento - Fattispecie.
In tema di società, le regole dettate dagli artt. 2446 e 2447 cod. civ., prevedenti, ai fini della riduzione del capitale sociale, le modalità con cui le disponibilità della società possono essere intaccate e la necessità del previo deposito della situazione patrimoniale aggiornata, sono strumentali alla tutela, non solo dell'interesse dei soci, ma anche dei terzi; è pertanto nulla la delibera di azzeramento e di reintegrazione del capitale sociale che sia stata adottata in base ad una situazione patrimoniale della società non aggiornata, e assunta sulla base di una determinazione delle perdite al lordo delle riserve. (Enunciando il principio di cui in massima, in un caso nel quale la delibera era stata adottata in base all'ultimo bilancio, redatto un anno prima, senza che risultasse se fosse stata o meno depositata la relazione sulla situazione patrimoniale, la Corte, cassando con rinvio la sentenza impugnata, ha precisato che il grado di aggiornamento della situazione va valutato in relazione a ciascun caso concreto, e che detta situazione patrimoniale può, eventualmente, essere anche surrogata dall'ultimo bilancio di esercizio, purché questo sia riferibile ad una data recente rispetto a quella di convocazione dell'assemblea, sempre che "medio tempore" non siano sopravvenuti fatti significativi). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Aprile 2007. Segue...

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