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Timestamp: 2020-04-02 21:47:45+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25605 del 10/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25605 del 10/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 10/10/2019, (ud. 02/04/2019, dep. 10/10/2019), n.25605
sul ricorso 26694-2017 proposto da:
B.M.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE
DEGLI AMMIRAGLI 46, presso lo studio dell’avvocato GIANLUCA CAPUTO,
che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato FEDERICO
INARCASSA, in persona del Presidente pro tempore, elettivamente
avverso la sentenza n. 658/2017 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
che con sentenza in data 13 marzo – 15 maggio 2017 n. 658 la Corte d’appello di Milano confermava la pronuncia del Tribunale di LODI, che aveva accolto l’opposizione proposta dall’ing. B.M.F. avverso l’iscrizione d’ufficio alla gestione separata e le richieste di pagamento della contribuzione per gli anni 2005 – 2010, in relazione all’attività libero-professionale svolta in concomitanza con l’attività di lavoro dipendente per la quale egli era iscritto presso altra gestione assicurativa obbligatoria;
che a fondamento della decisione la Corte territoriale, per quanto ancora in discussione, osservava che l’obbligo di iscrizione alla gestione separata sussisteva esclusivamente per le attività NON riservate agli iscritti ad albi professionali e che il riferimento alle attività “non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11, in base ai rispettivi statuti ed ordinamenti” contenuto nella disposizione interpretativa di cui al D.L. n. 98 del 2011, art. 18, comma 12, andava inteso a quelle attività che, pur svolte dagli iscritti agli Albi ed alle Casse, non rientravano nell’esercizio tipico della professione. La norma non si riferiva, invece, ai contributi minimi e soggettivi; anche il contributo integrativo sul fatturato lordo era un versamento contributivo ed incideva, sia pure in parte, sul calcolo delle prestazioni;
che avverso tale pronuncia l’INPS ha proposto ricorso per cassazione deducendo un motivo di censura, cui B.M.F. ha resistito con controricorso; INARCASSA si è costituita con controricorso, contenente altresì ricorso incidentale, articolato in un unico motivo, in adesione al ricorso dell’INPS;
che, con l’unico motivo di censura, l’INPS, ricorrente in via principale ed INARCASSA, ricorrente in via incidentale, hanno denunciato violazione e falsa applicazione della L. 8 agosto 1995, n. 335, art. 2, comma 26, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, art. 18, comma 12, (conv. con L. 15 luglio 2011, n. 111), entrambi in relazione agli articoli: L. 4 marzo 1958, n. 179, art. 3,; L. 3 gennaio 1981, n. 6, artt. 10 e 21; Statuto INARCASSA approvato con D.I. 28 novembre 1995 (comunicato del 20.12.1995, n. 1189700), artt. 7, 23 e 37 per avere la Corte di merito ritenuto che non sussista alcun obbligo di iscriversi alla Gestione separata presso l’INPS a carico degli ingegneri e degli architetti che, pur esercitando abitualmente la libera professione, non possano iscriversi all’INARCASSA per essere contemporaneamente iscritti presso altra gestione previdenziale obbligatoria;
che, in considerazione dell’accoglimento del ricorso, non sussistono i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale e del ricorrente incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.
La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa – anche per le spese – alla Corte d’appello di MILANO in diversa composizione.

References: Sentenza 
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 art. 18
 art. 2
 art. 18
 art. 3
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