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Gestione dei flussi documentali | Regolamenti Wiki | FANDOM powered by Wikia
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Attività negoziale del dirigente scolastico
Regolamento sulle deroghe al numero massimo di assenze
REGOLAMENTO PER LA GESTIONE, TENUTA E TUTELA DEI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI DAL PROTOCOLLO ALL’ARCHIVIO STORICO
Gli archivi scolastici costituiscono un patrimonio archivistico di insostituibile valore poiché conservano la memoria dell’attività didattica nelle sue più specifiche articolazioni ed al contempo consentono di ricostruire la storia culturale e sociale dell’istruzione pubblica italiana sia in ambito locale che nazionale.
Come è noto, le norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche (D.P.R. 8 marzo '1999, n. 275), conferendo personalità giuridica alle scuole che ne erano prive, hanno esteso a tutte la natura di ente pubblico.
Pertanto ogni istituzione scolastica è destinataria dei medesimi obblighi validi per tutti gli enti pubblici, ai sensi del d.lgs. 22 genn. 2004 n. 42, “Codice dei beni culturali e del paesaggio” di produrre ordinatamente il proprio archivio corrente e di ordinare e conservare correttamente gli archivi comunque posseduti (si vedano in particolare l’art. 10 c. 2-b, che definisce beni culturali, fin dall’origine, ossia dalla fase corrente, gli archivi degli enti pubblici; l’art. 30, obbligo di conservare e ordinare gli archivi e l’art. 21, interventi sottoposti a preventiva autorizzazione: scarto di documenti, spostamenti di archivi).
Lo scopo della conservazione è di tutelare i diritti dell'istituzione, quelli del personale stabilmente o temporaneamente in servizio, quelli degli allievi, e quelli dei cittadini titolari di interessi legittimi, compresa la ricerca storica.
Tutti gli archivi delle istituzioni scolastiche sono pertanto soggetti alla vigilanza della Soprintendenza archivistica, la quale in tale ambito svolge anche funzioni di consulenza tecnica. Una sintesi dei principali obblighi in tema di archivi delle istituzioni scolastiche è rinvenibile, oltre al citato d.lgs. n. 42/2004, nella legge n. 241/1990, “Norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”, nel d.lgs. n. 196/03, “Codice in materia di protezione dei dati personali” e nel D.P.R. n. 445/2000, “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”.
Quest'ultimo provvedimento contiene prescrizioni sulla registrazione di protocollo (art. 53) e sulla classificazione (art. 64), l'obbligo di istituire un "servizio per la tenuta del protocollo informatico, della gestione dei flussi documentali e degli archivi" (art. 61 c. 1) nonché di trasferire annualmente dall'archivio corrente all'archivio di deposito i fascicoli e le serie documentarie relativi a procedimenti conclusi, "rispettando l'organizzazione che i fascicoli e le serie avevano nell'archivio corrente" (art. 67). Tale rispetto facilita sia l'utilizzo degli strumenti di accesso all'archivio (protocollo, repertorio, rubrica), sia l'organizzazione degli scarti quando siano maturati i tempi di conservazione previsti. Va segnalato infine il d.lgs. 7 marzo 2005 n. 82, “Codice dell’amministrazione digitale”, di recente novellato.
Con il presente regolamento 'il 'Liceo classico “Stellini” di Udine intende pertanto disciplinare le modalità di trattamento e gestione dei documenti amministrativi, dalla loro redazione alla loro trasmissione, pubblicizzazione, conservazione ed archiviazione.
Breve repertorio normativo
Legge 7 ago.1990 n. 241, Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi (modificata dalla legge 11 feb. 2005 n. 15)
DPR 27 giu. 1992 n. 352, Regolamento per la 'di'sciplina del diritto di accesso ai documenti amministrativi
D. lgs 24 feb. 1997 n. 39, Attuazione della Direttiva europea 90/313 concernente la libertà di accesso alle informazioni in materia di ambiente
DPCM 28 ott. 1999, Direttiva sulla gestione informatica dei flussi documentali nelle Pubbliche Amministrazioni (chiarezza concettuale e principi generali tuttora validi, malgrado la successiva evoluzione della normativa)
Legge 21 lug. 2000 n. 205, Disposizioni in materia di giustizia amministrativa (cfr. obbligo delle PA di produrre copia dei provvedimenti che siano stati impugnati di fronte ad un organo di giustizia amm.va)
D. lgs 18 ago. 2000 n. 267, Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali (cfr. art. 10)
DPCM 31 ott. 2000, Decreto contenente regole tecniche per il protocollo informatico (l’art. 5 prescrive il manuale di gestione)
DPR 28 dic. 2000 n. 445 (sostitutivo anche dell’intero DPR 20 ott. 1998 n.428), Testo unico sulla documentazione amministrativa (che nel capo IV, relativo al sistema di gestione informatica dei documenti, non subirà modifiche da parte del D. Lgs n. 82/2005, Codice dell’amministrazione digitale, in vigore a partire dal 1° genn. 2006)
DPR 7 apr. 2003 n. 137, Regolamento in materia di firme elettroniche
D. lgs 30 giu. 2003 n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali (da integrare con gli artt. 122-126 del D. lgs n. 42/2004).
DM Ministero dell’innovazione e tecnologie 14 ott. 2003, Linee guida per l’adozione del protocollo informatico e per il trattamento informatico dei procedimenti amministrativi
DPCM 13 genn. 2004, Regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici.
D. lgs 22 genn. 2004 n. 42 (sostitutivo del D. lgs 29 ott. 1999 n. 490), Codice dei beni culturali e del paesaggio (all’art. 10, c.2-b individua gli archivi degli enti pubblici come beni culturali fin dall’origine)
Deliberazione CNIPA 19 feb. 2004 n. 11/2004 (sostitutiva della Deliberazione AIPA n. 42/2001), Regole tecniche per la riproduzione e conservazione di documenti su supporto ottico idoneo a garantire la conformità dei documenti agli originali (è in corso il lavoro di una commissione interministeriale per l’individuazione dei criteri la cui osservanza potrà consentire – su autorizzazione delle soprintendenze archivistiche - la sostituzione di documenti originali analogici destinati alla conservazione permanente, con la loro riproduzione digitale).
DPR 11 feb. 2005 n. 68, Regolamento per l’utilizzo della posta elettronica certificata (messaggi di e-mail sottoscritti con la firma digitale avanzata, trasmessi ai destinatari tramite soggetti terzi abilitati a fare da garanti dell’avvenuta consegna)
Deliberazione CNIPA 17 feb. 2005 n. 4/2005, Regole per il riconoscimento e la verifica del documento informatico.
D. lgs 28 feb. 2005 n. 42, Istituzione del Sistema Pubblico di Connettività e della rete internazionale della Pubblica amministrazione (è l’erede della Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione – RUPA)
D. lgs 7 marzo 2005 n. 82, Codice dell’amministrazione digitale (entra in vigore il 1° genn. 2006)
D. lgs. 30 dicembre 2010, n. 235, che di fatto ha introdotto nel nostro ordinamento un nuovo Codice dell’amministrazione digitale, modificando in larga misura il testo del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82
CAPO 1 - AMBITO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI
Art. 2 (Definizione di documento amministrativo)
Art. 3 (Definizione di Amministrazione)
Art. 4 (Definizione di uffici amministrativi)
Art. 5 (Definizione di archivio)
CAPO 2 - IL DOCUMENTO
Art. 6 (Inalienabilità e produzione dei documenti)
Art. 7 (Tipologia dei documenti)
Art. 8 (Documenti interni)
Art. 9 (Serie delle delibere, dei decreti, delle determinazioni, dei verbali, delle circolari, dei contratti e rispettivo repertorio generale)
Art. 10 (Gestione del repertorio generale delle delibere, dei decreti, delle determinazioni, dei verbali, delle circolari e dei contratti)
Art. 11 (Gestione e archiviazione delle delibere, dei decreti, delle determinazioni, dei verbali, delle circolari e dei contratti)
Art. 12 (Elementi di garanzia e di informazione dei documenti)
Art. 13 (Tutela della riservatezza)
Art. 14 (Originale e minuta del documento)
Art. 15 (Gestione e archiviazione dell’originale e della minuta del documento)
Art. 16 (Copia del documento)
Art. 17 (Uso dei sistemi informatici, telematici e di posta elettronica)
Art. 18 (Uso del telefax)
CAPO 3 - IL PROTOCOLLO
Art. 19 (Definizione di protocollo)
Art. 20 (La gestione del protocollo unico)
Art. 21 (Elementi obbligatori ed elementi accessori del protocollo)
Art. 22 (Individuazione degli elementi obbligatori del protocollo «Registratura»)
Art. 23 (Effetti della registratura)
Art. 24 (Inalterabilità, immodificabilità e validità degli elementi obbligatori del protocollo)
Art. 25 (Il numero di protocollo)
Art. 26 (Unicità del numero di protocollo)
Art. 27 (Segnatura di protocollo)
Art. 28 (La data di registrazione)
Art. 29 (Mittente e destinatario)
Art. 30 (Oggetto)
Art. 31 (Numero e descrizione degli allegati)
Art. 32 (Individuazione degli elementi accessori del protocollo)
Art. 33 (Tipologia degli elementi accessori del protocollo)
Art. 34 (Annullamento di una registrazione di protocollo)
Art. 35 (Il registro di protocollo)
Art. 36 (Stampa del registro di protocollo informatizzato)
Art. 37 (Protocollo di emergenza)
Art. 38 (Riservatezza temporanea delle informazioni)
Art. 39 (Il protocollo particolare)
Art. 40 (Procedure del protocollo particolare)
Art. 41 (Consultabilità dell’archivio particolare)
CAPO 4 - SISTEMA INFORMATIVO DOCUMENTARIO, FLUSSO E GESTIONE ARCHIVISTICA DEL DOCUMENTO
Art. 42 (Apertura e protocollazione della corrispondenza in arrivo)
Art. 43 (Rilascio di ricevuta del documento in arrivo)
Art. 44 (Trattamento della corrispondenza in casi particolari)
Art. 45 (Protocollazione della busta di una gara)
Art. 46 (Corrispondenza inviata nominativamente)
Art. 47 (Differimento della protocollazione del documento in arrivo)
Art. 48 (Determinazione dell’unità organizzativa responsabile del documento in arrivo)
Art. 49 (Compiti del responsabile del procedimento amministrativo sul documento in arrivo)
Art. 50 (Oggetto del documento in arrivo)
Art. 51 (Protocollazione di un documento informatico in arrivo)
Art. 52 (Protocollazione di un documento informatico in partenza e interno)
Art. 53 (Compiti del responsabile del procedimento amministrativo sul documento in partenza e sul documento interno)
Art. 54 (Oggetto del documento in partenza e del documento interno)
Art. 55 (Sottoscrizioni e firme sul documento in partenza)
Art. 56 (Trasmissione e spedizione del documento in partenza e interno)
Art. 57 (Oggetto del documento interno)
Art. 58 (Gestione archivistica del documento)
Art. 59 (Titolario di classificazione)
Art. 60 (Classificazione dei documenti)
Art. 61 (Massimario di selezione)
Art. 62 (Fascicolo e procedimento amministrativo)
Art. 63 (Fascicolazione dei documenti)
Art. 64 (I fascicoli dei dipendenti e degli studenti)
Art. 65 (Repertorio dei fascicoli)
CAPO 5 - L’ARCHIVIO
Art. 66 (Unicità dell’archivio)
Art. 67 (Suddivisioni dell’archivio: archivio corrente)
Art. 68 (Suddivisioni dell’archivio: archivio di deposito)
Art. 69 (Suddivisioni dell’archivio: archivio storico)
Art. 70 (L’archivio generale)
CAPO 6 - ADEMPIMENTI NELL’ARCHIVIO CORRENTE E NELL’ARCHIVIO DI DEPOSITO
Art. 71 (Conservazione e custodia dei documenti)
Art. 72 (Consegna del repertorio dei fascicoli)
Art. 73 (Versamento dei fascicoli all’archivio generale)
Art. 74 (Scarto d’archivio)
CAPO 7 - L’ALBO UFFICIALE
Art. 75 (L’Albo ufficiale)
Art. 76 (Compiti e gestione)
Art. 77 (Altre tipologie di informazione e comunicazione)
Art. 78 (Modalità di pubblicazione)
Art. 79 (Durata della pubblicazione)
Art. 80 (Adempimenti e referta di pubblicazione)
Art. 81 (Il repertorio dell’Albo ufficiale)
Art. 82 (Elementi obbligatori della registrazione)
Art. 83 (Pubblicazione di documenti della medesima tipologia)
Art. 84 (Accesso e rilascio di copie)
Art. 85 (Annullamento di una registrazione)
CAPO 8 - DISPOSIZIONI TRANSITORIE
Art. 86 (Differimento dell’utilizzo delle tecnologie informatiche e dei supporti informatici per finalità di conservazione)
CAPO 9 - DISPOSIZIONI FINALI
Art. 87 (Efficacia del regolamento)
Art. 88 (Ulteriori riferimenti)
1. Il presente regolamento disciplina le procedure di protocollo, nonché la gestione, la tenuta e la tutela dei documenti amministrativi e dell’archivio del Liceo classico “Stellini” di Udine.
2. Le procedure, le modalità di gestione, le disposizioni per la tenuta e la tutela dei documenti sono obbligatorie. Il mancato rispetto di esse non ha riflessi sulla validità o sull’esistenza del documento, ma può comportare responsabilità per il venir meno o l’affievolirsi delle garanzie giuridico-probatorie.
3. Con altri provvedimenti sarà disciplinata la gestione, tenuta e tutela delle altre tipologie documentarie prodotte dal Liceo classico “Stellini” di Udine.
Definizione di documento amministrativo
del Liceo classico “Stellini” di Udine
1. Per documento amministrativo si intende una rappresentazione, comunque formata (grafica, cinematografica, informatica etc.), del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti dal Liceo classico “Stellini” di Udine e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale, utilizzati ai fini dell’attività amministrativa.
2. Per documento del Liceo classico “Stellini” di Udine si intende quello prodotto o acquisito, in uno dei modi previsti dal presente regolamento, nello svolgimento della propria attività o nell’esercizio delle proprie funzioni dagli uffici amministrativi del Liceo classico “Stellini” di Udine.
Definizione di Amministrazione
1. Per Amministrazione si intende l’insieme delle strutture incaricate delle funzioni amministrative, finanziarie e tecniche di supporto all’attività dell’istituzione scolastica nel suo complesso.
2. Le strutture dell’Amministrazione sono individuate nel piano annuale delle attività predisposto dal DSGA.
Definizione di uffici amministrativi
1. Gli uffici amministrativi sono il complesso delle risorse umane e strumentali organizzate per lo svolgimento delle attività giuridiche, tecniche, finanziarie e contabili del Liceo classico “Stellini” di Udine, dirette alla certificazione e realizzazione delle volontà degli organi di governo e delle determinazioni gestionali e organizzative.
2. Gli uffici sono istituiti o individuati mediante atti organizzativi del DSGA.
Definizione di archivio
1. Per archivio si intende il complesso dei documenti prodotti e acquisiti nello svolgimento dell’attività e nell’esercizio delle funzioni del Liceo classico “Stellini” di Udine.
2. Fanno parte dell’archivio del Liceo classico “Stellini” di Udine anche gli archivi e i documenti acquisiti per dono, deposito, acquisto o a qualsiasi altro titolo.
Inalienabilità e produzione dei documenti
1. I documenti sono beni inalienabili e sono prodotti anche con sistemi informatici.
Tipologia dei documenti
1. I documenti si distinguono funzionalmente in:
a) documenti in arrivo
b) documenti in partenza
c) documenti interni
d) documenti acquisiti durante lo svolgimento della propria attività o l’esercizio delle proprie funzioni.
2. I documenti vanno protocollati e gestiti secondo le disposizioni e le eccezioni previste nei successivi articoli.
3. Con apposito provvedimento del DSGA sono individuati i documenti da non protocollare.
1. I documenti interni sono quelli scambiati tra uffici che afferiscono al medesimo protocollo.
2. Essi si distinguono in:
a) documenti di preminente carattere giuridico-probatorio
b) documenti di preminente carattere informativo.
3. I documenti interni di preminente carattere giuridico-probatorio sono quelli redatti dagli uffici nell’esercizio delle proprie funzioni e al fine di documentare fatti inerenti all’attività svolta e alla regolarità delle azioni amministrative o qualsiasi altro documento dal quale possano nascere diritti, doveri o legittime aspettative di terzi.
4. I documenti interni di preminente carattere informativo sono memorie informali, appunti, brevi comunicazioni o simili, scambiate tra uffici.
Serie delle delibere, dei decreti, delle determinazioni, dei verbali, delle circolari e dei contratti e rispettivo repertorio generale
1. Ciascun complesso delle delibere, dei decreti, delle determinazioni, dei verbali, delle circolari e dei contratti costituisce una serie archivistica.
2. Ciascuna serie delle delibere, dei decreti, delle determinazioni, dei verbali, delle circolari e dei contratti deve essere corredata da un proprio repertorio generale.
3. Nel repertorio generale vanno riportati gli elementi obbligatori del protocollo e un ulteriore numero progressivo, denominato «numero di repertorio», che identifica il documento all’interno della serie.
4. La numerazione del repertorio generale ha cadenza annuale, cioè inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
Gestione del repertorio generale delle delibere, dei decreti,
delle determinazioni, dei verbali, delle circolari e dei contratti
1. Sono istituiti i seguenti repertori generali:
Repertorio generale delle delibere del Consiglio di istituto
Repertorio generale delle delibere del Collegio dei docenti
Repertorio generale dei decreti dirigenziali
Repertorio generale delle determinazioni del DSGA
Repertorio generale dei verbali
Repertorio generale delle circolari
Repertorio generale dei contratti.
2. Presso il servizio di protocollo informatico sono conservati i repertori generali e le serie relativi agli ultimi cinque anni.
3. I repertori generali e le serie esaurite da oltre cinque anni vanno conferiti all’archivio di deposito, con le procedure descritte all’art. 70 e sg.
Gestione e archiviazione delle delibere, dei decreti,
1. Per ogni delibera, decreto, determinazione, verbale, circolare e contratto devono essere prodotti due originali, ferme restando le copie dichiarate conformi e le copie di carattere informativo riprodotte per le esigenze d’ufficio.
2. Un originale va conservato nella rispettiva serie (serie delle delibere del Consiglio di istituto, serie delle delibere del Collegio dei docenti, serie dei decreti, etc.) e ordinato secondo il numero di repertorio; l’altro originale va conservato nel rispettivo fascicolo (o sottofascicolo, inserto), insieme ai documenti che afferiscono al medesimo affare o procedimento amministrativo.
Elementi di garanzia e di informazione dei documenti
1. I documenti prodotti, indipendentemente dal supporto sul quale sono scritti, devono riportare, opportunamente evidenziate e se disponibili, le seguenti informazioni, secondo il modello adottato dal Liceo classico “Stellini” di Udine e distribuito dall’ufficio preposto:
a. logo dell’istituto
b. struttura di riferimento con l’eventuale articolazione in unità organizzativa responsabile (divisione, sezione, ufficio, etc.)
c. indirizzo completo (via, numero, c.a.p., città, provincia, stato)
d. data completa (luogo, giorno, mese, anno) scritta per esteso
e. numero di protocollo
f. numero di repertorio generale delle delibere, dei decreti, delle determinazioni, dei verbali, delle circolari e dei contratti
g. indice di classificazione composto da titolo, classe, fascicolo e da altre eventuali suddivisioni
h. numero degli allegati
i. descrizione degli allegati
j. numero di collegamento o di riferimento ad un eventuale precedente
k. oggetto del documento
l. sigla del responsabile del procedimento amministrativo e, qualora ritenute necessarie, anche le sigle del responsabile della composizione del testo (o della immissione dati) Possono inoltre riportare altri elementi quali:
numero di telefax
eventuale nome informatico assegnato d’ufficio al documento stesso (nome del file).
1. I documenti, le banche dati e il protocollo devono essere prodotti in modo tale da tutelare la riservatezza dei dati personali e dei dati sensibili.
Originale e minuta del documento
1. Ogni documento cartaceo in partenza o interno va redatto in due originali denominati “originale” e “minuta”.
2. Per originale si intende la redazione definitiva del documento, perfetta e autentica negli elementi sostanziali e formali (carta intestata, formulario amministrativo, firma, etc.).
3. Per minuta si intende l’originale del documento conservato agli atti, cioè nel fascicolo relativo al procedimento amministrativo trattato o all’affare.
4. Sia l’originale che la minuta vanno corredati di firma autografa. Le sigle vanno apposte soltanto sulla minuta.
Gestione e archiviazione dell’originale e della minuta del documento
1. Il documento destinato alla spedizione è l’originale.
2. Qualora i destinatari siano più di tre, possono essere spedite copie dell’originale.
3. La minuta del documento, sulla quale viene apposta la dicitura «agli atti» o «minuta», è conservata nel fascicolo cui afferisce.
1. La copia informale dell’originale, inviata a titolo informativo agli organi o agli uffici e che non attivi procedimenti amministrativi, va eliminata a cura del destinatario.
2. Al fine di agevolarne l’eliminazione, su ciascuna copia va impressa la dicitura «copia» a cura dell’ufficio protocollo o dell’ufficio mittente.
3. Per la copia informatica, in analogia a quanto disposto nel comma precedente, saranno attivate procedure automatizzate di eliminazione.
Uso dei sistemi informatici, telematici e di posta elettronica
1. L’uso di sistemi informatici, telematici e di posta elettronica per la redazione dei documenti amministrativi è consentito se conforme ai criteri e alle modalità di elaborazione, protezione, sicurezza e trasmissione dettati dalla normativa vigente.
Uso del telefax
1. L’uso del telefax, consentito al fine di velocizzare lo scambio di informazioni con enti pubblici, enti privati e cittadini è riconosciuto valido a tutti gli effetti di legge; pertanto i documenti ricevuti o spediti via fax non devono più essere acquisiti o inviati nel formato originale.
Definizione di protocollo
1. Il protocollo è uno strumento tecnico costituito dall’insieme delle procedure e degli elementi attraverso i quali i documenti vengono trattati con finalità giuridico-probatorie e gestionali.
Gestione del protocollo unico
1. L’Amministrazione scolastica è dotata di un proprio protocollo unico.
2. Le procedure informative e informatiche per la gestione del protocollo unico sono normalizzate da uno standard di istituto, in modo da assicurare criteri uniformi di classificazione e archiviazione dei documenti.
3. Lo standard informativo e informatico per la gestione del protocollo è stabilito con atto organizzativo dal DSGA.
4. Non è ammesso l’utilizzo del cosiddetto protocollo interno o di qualsiasi altra forma di protocollazione o di registratura diversa dal protocollo unico.
Elementi obbligatori ed elementi accessori del protocollo
1. Il protocollo è costituito da:
a. elementi obbligatori, di rilevanza giuridico-probatoria, cioè di attestazione e certificazione di atti, fatti o cose giuridicamente rilevanti
b. elementi accessori, di rilevanza amministrativa, gestionale e organizzativa che possono aggiungersi alla registratura per migliorare l’efficienza dei procedimenti amministrativi, dell’archivio e delle banche dati.
Individuazione degli elementi obbligatori del protocollo «Registratura»
1. Gli elementi obbligatori del protocollo, cioè rilevanti sul piano giuridico-probatorio, sono i seguenti:
a. data di registrazione
b. numero di protocollo
c. mittente per il documento in arrivo; destinatario per il documento in partenza
d. oggetto
e. numero degli allegati
f. descrizione degli allegati
2. L’insieme degli elementi obbligatori del protocollo è denominato «Registratura».
Effetti della registratura
1. Tutti i documenti sottoposti a registratura, anche se irregolare o incompleta, sono a tutti gli effetti documenti amministrativi del Liceo classico “Stellini” di Udine, così come descritti all’art. 2, comma 2 del presente regolamento.
Inalterabilità, immodificabilità e validità degli elementi obbligatori del protocollo
1. La registrazione degli elementi obbligatori del protocollo non può essere modificata né integrata, né cancellata, ma soltanto annullata mediante un’apposita procedura, descritta nel successivo art. 34.
2. L’inalterabilità e l’immodificabilità degli elementi obbligatori del protocollo devono essere garantite:
a) in via tradizionale (su supporto cartaceo o simile) con l’utilizzo di inchiostro indelebile e di un registro con fogli progressivi numerati, senza abrasioni e senza correzioni illeggibili
b) in via informatica (su supporto magnetico, ottico o simile) se i campi degli elementi obbligatori sono scrivibili una sola volta (scrittura irreversibile) e/o protetti da sistemi di crittografia digitale.
Il numero di protocollo
1. Il numero di protocollo è un cardinale costituito da sette cifre.
2. Il numero di protocollo, apposto o associato al documento mediante «segnatura» può essere composto da un numero di cifre inferiore a sette, nel qual caso va anteposta una successione di simboli zero.
Unicità del numero di protocollo
1. Il numero di protocollo individua un unico documento e, di conseguenza, ogni documento reca un solo numero di protocollo.
2. Non è consentita la protocollazione né la trasmissione di un documento recante un numero di protocollo già utilizzato, neppure se l’affare o il procedimento amministrativo si esaurisce con un documento ricevuto e la risposta al medesimo nello stesso giorno di protocollazione.
1. La «segnatura» è l’apposizione o l’associazione all’originale del documento delle informazioni riguardanti il documento stesso, effettuata in forma permanente e non modificabile.
La data di registrazione
1. La data di registrazione è il giorno in cui un documento viene registrato attraverso la segnatura, completa di tutti gli elementi obbligatori del protocollo.
2. La data di registrazione va espressa nel formato giorno/mese/anno (gg/mm/aaaa).
1. Il mittente è l’autore o gli autori del documento in arrivo, persona fisica o persona giuridica.
2. Il destinatario è la persona fisica o persona giuridica alla quale viene inviato il documento in partenza o l’unità organizzativa responsabile cui è inviato il documento interno.
3. La registrazione di uno o più destinatari “per conoscenza” costituisce un elemento accessorio.
1. L’oggetto è l’indicazione sommaria del contenuto del documento e dei suoi elementi giuridicamente rilevanti.
2. L’oggetto va espresso con l’uso di almeno trenta caratteri non ripetibili.
Numero e descrizione degli allegati
1. Gli allegati sono documenti di corredo o integrativi del documento e vengono individuati attraverso l’indicazione del numero e della loro descrizione sommaria.
2. Vanno parimenti individuati e descritti inserti e annessi.
Individuazione degli elementi accessori del protocollo
1. Il protocollo, in armonia con la normativa vigente, può prevedere elementi accessori, rilevanti sul piano amministrativo, organizzativo e gestionale, sempre che le rispettive informazioni siano disponibili.
2. Il DSGA, con proprio atto organizzativo e al fine di migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa, può modificare e integrare gli elementi accessori del protocollo.
3. La registrazione degli elementi accessori del protocollo può essere modificata, integrata e cancellata in base alle esigenze degli uffici e del responsabile del procedimento amministrativo.
Tipologia degli elementi accessori del protocollo
1. Gli elementi accessori del protocollo, gestiti e integrati in forma modulare con gli elementi obbligatori, sono legati alle seguenti funzioni:
a) gestione degli affari e dei procedimenti amministrativi
b) gestione dell’archivio
c) gestione delle banche dati.
Annullamento di una registrazione di protocollo
1. È consentito, indipendentemente dal supporto materiale del registro di protocollo (cartaceo, informatico, etc.), l’annullamento di una registrazione di protocollo solo attraverso l’apposizione della dicitura «annullato».
2. L’apposizione della dicitura «annullato» deve essere effettuata in maniera tale da consentire la lettura delle informazioni registrate in precedenza e da non alterare le informazioni registrate negli elementi obbligatori del protocollo.
Il registro di protocollo
1. Gli elementi del protocollo devono essere annotati in un apposito registro, denominato «registro di protocollo».
2. Il registro di protocollo è un atto pubblico originario che fa fede della tempestività e dell’effettivo ricevimento e spedizione di un documento, indipendentemente dalla regolarità del documento stesso ed è idoneo a produrre effetti giuridici a favore o a danno delle parti.
3. Il registro di protocollo è soggetto alle forme di pubblicità, di riservatezza, di accesso e di tutela di situazioni giuridicamente rilevanti previste dalla normativa vigente.
4. Il registro di protocollo ha cadenza annuale, cioè inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
Stampa del registro di protocollo informatizzato
1. In presenza del protocollo informatizzato, al fine di tutelare l’integrità e la regolarità delle registrazioni, il responsabile del servizio di protocollo provvede quotidianamente alla stampa del registro giornaliero di protocollo.
2. Entro il mese di gennaio, il responsabile del servizio di protocollo provvede alla stampa del registro di protocollo dell’anno precedente e, verificata la congruità delle registrazioni, allo scarto delle stampe del registro giornaliero di protocollo dell’anno precedente.
3. Al fine di mantenere anche su supporto cartaceo traccia della modifica degli elementi accessori del protocollo, intervenuta per effetto della gestione dei documenti e dei procedimenti amministrativi, il responsabile del servizio di protocollo provvede entro il mese di gennaio alla stampa e alla rilegatura del registro di protocollo relativo al quinto anno antecedente.
Protocollo di emergenza
1. Nelle situazioni di emergenza nelle quali, per cause tecniche, non sia possibile utilizzare il protocollo informatico, ogni evento deve essere registrato su un supporto alternativo, cartaceo, denominato Registro di emergenza istituito presso il servizio di protocollazione.
2. Il Registro di emergenza deve essere vidimato su ogni pagina e deve riportare gli estremi del provvedimento di autorizzazione, la causa, la data e l'ora di inizio dell'interruzione, nonché la data e l'ora di ripristino della piena funzionalità del protocollo informatico.
3. Qualora l'impossibilità di utilizzare la procedura informatica si prolunghi oltre 24 ore, per cause di eccezionale gravità, il responsabile del servizio protocollo può autorizzare l'uso del registro di emergenza per periodi successivi.
4. La sequenza numerica utilizzata sul Registro di emergenza deve comunque garantire l'identificazione univoca dei documenti registrati.
5. Ripristinato il protocollo informatico i documenti protocollati in emergenza dovranno essere inseriti nel sistema informatico. Ad ogni registrazione recuperata dal registro di emergenza sarà attribuito un nuovo numero di protocollo, seguendo senza soluzione di continuità la numerazione del protocollo informatico unico raggiunta al momento dell'interruzione del servizio. A tale registrazione saranno associati anche il numero di protocollo e la data di registrazione del relativo protocollo di emergenza.
6. I documenti annotati nel registro di emergenza e trasferiti nel protocollo informatico unico recheranno, pertanto, due numeri: uno del protocollo di emergenza e uno del protocollo informatico. Al numero attribuito dal registro di emergenza si fa riferimento per l'avvio dei termini del procedimento amministrativo.
7. Il responsabile del servizio protocollo valuterà, di volta in volta, il limite di tempo necessario per l'inserimento dei documenti protocollati in emergenza sul protocollo informatico.
Riservatezza temporanea delle informazioni
1. E’ previsto l’accesso riservato e differito al protocollo unico per i procedimenti amministrativi che richiedano la riservatezza temporanea delle informazioni.
2. Il responsabile dell’immissione dei dati deve indicare contestualmente alla registrazione di protocollo anche l’anno, il mese e il giorno, nel quale le informazioni temporaneamente riservate divengono soggette alle forme di pubblicità previste dalla normativa vigente.
Il protocollo particolare
1. Il protocollo particolare è costituito dal complesso di documenti, registrati all’interno del protocollo unico, con una procedura che garantisca l’accesso riservato.
2. L’attivazione del protocollo particolare è disposta dal dirigente scolastico per:
a. documenti legati a vicende di persone o a fatti privati o particolari
b. documenti di carattere politico e di indirizzo di competenza del dirigente scolastico che, se resi di pubblico dominio, possono ostacolare il raggiungimento degli obiettivi prefissati
c. documenti dalla cui contestuale pubblicità possa derivare pregiudizio a terzi o al buon andamento dell’attività amministrativa
d. le tipologie di documenti individuati dall’art. 24 della legge 7 agosto 1990 n. 241 e dall’art. 8 del D.P.R. 27 giugno 1992 n. 352.
Procedure del protocollo particolare
1. Il protocollo particolare è utilizzato dal dirigente scolastico mediante provvedimento espresso, cioè con l’apposizione della propria firma o nota autografa sul documento da registrare mediante procedure particolari con accesso riservato.
2. Le procedure adottate per la gestione dei documenti e dei procedimenti amministrativi ad accesso riservato, comprese la protocollazione, la classificazione e la fascicolazione, sono le stesse adottate per gli altri documenti e procedimenti amministrativi.
Consultabilità dell’archivio particolare
1. I documenti e i fascicoli dell’archivio particolare divengono consultabili alla scadenza dei termini indicati in attuazione della normativa indicata al precedente art. 39, comma 2, lettera d), nonché degli artt. 122-127 del D. Lgs. n. 42/2004.
2. Motivate richieste di consultazione potranno essere accolte prima della scadenza dei termini con le procedure previste dalla normativa vigente.
SISTEMA INFORMATIVO DOCUMENTARIO, FLUSSO E GESTIONE ARCHIVISTICA DEL DOCUMENTO
Apertura e protocollazione della corrispondenza in arrivo
1. La corrispondenza in arrivo va aperta di norma nel medesimo giorno lavorativo di ricezione e contestualmente protocollata.
2. L’ufficio protocollo provvede alla registrazione del documento in arrivo con l’assegnazione degli elementi obbligatori del protocollo, descritti all’art. 22, cioè della data di registrazione, del numero di protocollo, del mittente, dell’oggetto del documento, del numero e della descrizione degli eventuali allegati.
3. Qualora venga erroneamente registrato un documento di competenza di terzi (altro ente, altra persona fisica o giuridica), la registrazione va annullata con le procedure descritte all’art. 34, utilizzando un altro numero di protocollo per la trasmissione a chi di competenza.
Rilascio di ricevuta del documento in arrivo
1. Qualora un documento sia consegnato personalmente dal mittente o da altra persona incaricata e venga richiesto il rilascio di una ricevuta attestante l’avvenuta consegna, l’ufficio protocollo è autorizzato a fotoriprodurre gratuitamente il documento con già segnato il relativo numero di protocollo.
2. La semplice ricevuta da allegare al documento non è riconosciuta valida ai fini giuridici e probatori.
3. Qualora il documento sia composto di più pagine, è sufficiente la fotoriproduzione della prima pagina, mentre eventuali ulteriori costi di copia sono a carico di chi presenta il documento da protocollare.
4. Nel caso di domande per la partecipazione a certe tipologie di gare (ad es. appalti, concorsi per il personale), il documento in arrivo può essere preventivamente visionato dall’unità organizzativa responsabile del procedimento amministrativo al fine di rilevare la completezza e la regolarità della documentazione presentata.
Trattamento della corrispondenza in casi particolari
1. La corrispondenza non viene aperta nei seguenti casi:
a. corrispondenza riportante l’indicazione «offerta», «gara d’appalto», «concorso» o simili, o comunque dalla cui confezione si evinca la partecipazione ad una gara
b. corrispondenza indirizzata solo nominativamente oppure riportante l’indicazione «riservata», «personale», «confidenziale» o simili, o comunque dalla cui confezione si evinca il carattere di corrispondenza privata.
Protocollazione della busta di una gara
1. La corrispondenza di cui alla lettera a) comma 1 dell’art. 44, va inoltrata alla unità organizzativa responsabile del procedimento amministrativo, dopo aver apposto il numero di protocollo e la data di registrazione direttamente sul plico.
2. Aperta la busta (plico o simili), il responsabile del procedimento amministrativo riporta il numero di protocollo e la data di registrazione già assegnati al documento, conservando la busta (plico o simili) come allegato.
3. Espletata la gara e trascorsi i termini di legge per eventuali ricorsi, possono essere eliminate le buste (plichi e simili).
Corrispondenza inviata nominativamente
1. La corrispondenza di cui alla lettera b) comma 1 dell’art. 44 va inoltrata direttamente al destinatario.
2. Il personale - docente, tecnico amministrativo e collaboratori - che si accorga di aver ricevuto tra la propria corrispondenza un documento inerente a procedimenti amministrativi o affari di competenza dell’amministrazione scolastica, deve consegnarlo o farlo pervenire tempestivamente all’ufficio protocollo.
Differimento della protocollazione del documento in arrivo
1. Qualora dalla mancata registrazione di protocollo del documento nel medesimo giorno lavorativo di ricezione possa venire meno un diritto di terzi, con motivato provvedimento del responsabile del servizio di protocollo si differiscono i termini di registrazione.
2. L’ufficio incaricato della registrazione annota sul documento o sul plico il differimento dei termini di registrazione.
Determinazione dell’unità organizzativa responsabile del documento in arrivo
1. Il servizio di protocollo informatico assegna il documento protocollato all’unità organizzativa responsabile del procedimento.
2. Il responsabile della unità organizzativa medesima assegna a sé o ad altro dipendente addetto all’unità organizzativa la responsabilità del procedimento amministrativo.
3. I documenti in arrivo sono trasmessi in originale e per competenza ad una sola unità organizzativa responsabile.
4. Qualora l’unità organizzativa o il responsabile del procedimento individuati non riconosca il documento ricevuto tra le proprie competenze, deve prontamente restituirlo al protocollo.
5. Qualora il procedimento amministrativo coinvolga più di un’unità organizzativa responsabile, il servizio di protocollo informatico lo trasmette a tutte le unità interessate.
Compiti del responsabile del procedimento amministrativo sul documento in arrivo
1. Spettano al responsabile del procedimento amministrativo le incombenze relative alla gestione del documento e alla registrazione delle informazioni ad esso collegate, cioè degli elementi accessori del protocollo (fascicolazione, termini di conclusione del procedimento amministrativo, etc.).
Oggetto del documento in arrivo
1. Ogni documento in arrivo deve essere protocollato con l’indicazione dell’oggetto. L’oggetto, individuato da una stringa di testo linguisticamente decorosa, deve indicare con precisione gli elementi giuridicamente rilevanti del documento.
2. Qualora un documento tratti più argomenti, imputabili a procedimenti amministrativi diversi, è consentito effettuare le copie necessarie.
3. Il documento originale recherà, oltre alla propria classificazione (descritta al successivo art. 60), anche quelle assegnate a ciascuna copia.
4. Ciascuna copia recherà invece quella propria e quella assegnata al documento originale.
Protocollazione di un documento informatico in arrivo
1. Il documento informatico in arrivo va protocollato mediante l’apposizione contestuale della firma del responsabile del servizio di protocollo, con le procedure stabilite dalla normativa vigente.
Protocollazione di un documento informatico in partenza e interno
1. Il documento informatico in partenza e il documento informatico interno vanno protocollati mediante l’apposizione contestuale della firma dell’autore, cioè del responsabile del procedimento amministrativo, con le procedure stabilite dalla normativa vigente.
Compiti del responsabile del procedimento amministrativo sul documento in partenza e sul documento interno
1. Spettano al responsabile del procedimento amministrativo le incombenze relative alla produzione e alla gestione del documento in partenza, cioè la registrazione degli elementi obbligatori e degli elementi accessori del protocollo e la gestione archivistica del documento medesimo, descritta all’art. 58.
Oggetto del documento in partenza e del documento interno
1. Ogni documento in partenza deve trattare un unico argomento, indicato chiaramente a cura dell’autore con una stringa di testo linguisticamente decorosa e riportante con precisione gli elementi giuridicamente rilevanti.
Sottoscrizioni e firme sul documento in partenza
1. Le sottoscrizioni e le firme necessarie alla redazione e alla perfezione giuridica del documento in partenza vanno apposte prima della protocollazione.
Trasmissione e spedizione del documento in partenza e interno
1. Il documento in partenza o interno viene di norma trasmesso o spedito entro il medesimo giorno lavorativo.
2. Qualora i destinatari siano più di tre, la registrazione di protocollo potrà riportare il destinatario primo nominato e rinviare all’elenco dei destinatari che deve essere conservato in allegato alla minuta (originale agli atti).
Oggetto del documento interno
1. Ogni documento interno deve trattare un unico argomento, indicato chiaramente a cura dell’autore con una stringa di testo linguisticamente decorosa e riportante con precisione gli elementi giuridicamente rilevanti o essenziali del documento.
Gestione archivistica del documento
1. Spettano al responsabile del procedimento amministrativo le incombenze relative alla gestione archivistica del documento.
2. Per gestione archivistica del documento si intende l’applicazione al documento, in via tradizionale e informatica, almeno dei seguenti strumenti:
- titolario di classificazione, descritto all’art. 59
- massimario di selezione, descritto all’art. 61
- repertorio dei fascicoli, descritto all’art. 65
e di quant’altro possa essere funzionale all’azione amministrativa (schedari, rubriche, indici, scadenzari, etc.).
1. Il titolario di classificazione è un quadro alfanumerico di riferimento per l’archiviazione, la conservazione e la individuazione dei documenti.
2. Il titolario di classificazione si suddivide in titoli, i quali si suddividono in classi, le quali si suddividono in fascicoli.
3. I titoli e le classi sono nel numero prestabilito dal titolario di classificazione contenuto nell’allegato 1 del presente regolamento, e sono modificabili esclusivamente con la procedura di cui al successivo comma 5.
4. Ogni classe ha un numero di fascicoli dipendente dagli affari e dai procedimenti amministrativi istruiti. I fascicoli, all’interno della medesima classe, vengono numerati progressivamente e annotati nel repertorio dei fascicoli, così come previsto dal successivo art. 64.
5. Il titolario di classificazione è modificato oppure riconfermato periodicamente con decreto del DSGA.
1. Ogni documento va classificato.
2. La classificazione è l’applicazione del titolario di classificazione, cioè l’assegnazione al documento del titolo, della classe, del numero del fascicolo ed eventualmente del sottofascicolo e dell’inserto.
1. Il massimario di selezione è l’elenco dei documenti prodotti e del rispettivo tempo di conservazione (limitato o perenne), coordinato con il titolario di classificazione e la tabella dei procedimenti amministrativi.
2. Il massimario di selezione è emanato modificato o riconfermato periodicamente con decreto del DSGA.
Fascicolo e procedimento amministrativo
1. Il fascicolo è il complesso dei documenti relativi al medesimo affare o al medesimo procedimento amministrativo.
2. Il fascicolo, per esigenze pratiche, può essere distinto in sottofascicoli; i sottofascicoli possono essere distinti in inserti.
3. La data di chiusura del rispettivo fascicolo, sottofascicolo o inserto, è la data del documento che conclude l’affare o il procedimento amministrativo stesso.
Fascicolazione dei documenti
1. Ogni documento, dopo la sua classificazione, va fascicolato a cura del responsabile del procedimento amministrativo.
2. La fascicolazione è l’inserimento del documento in un fascicolo.
3. I documenti sono conservati all’interno del fascicolo, del sottofascicolo e dell’inserto, secondo l’ordine progressivo di registrazione, cioè di sedimentazione, in base al numero di protocollo ad essi attribuito o, se assente, secondo la propria data.
4. Ogni fascicolo ha una copertina (detta anche «camicia»), conforme al modello descritto nell’allegato 2 del presente regolamento, sulla quale deve essere indicato l’anno, il titolo, la classe, il numero del fascicolo, l’oggetto dell’affare o del procedimento amministrativo, nonché l’eventuale presenza di sottofascicoli o inserti.
I fascicoli dei dipendenti e degli studenti
1. Per ogni dipendente e per ogni studente è istruito un apposito fascicolo nominativo. Il fascicolo può essere distinto in sottofascicoli riportanti le variazioni di carriera e quant’altro ritenuto necessario.
2. I fascicoli dei dipendenti e degli studenti costituiscono due distinte serie archivistiche archiviate in ordine di matricola e, se assente, in ordine alfabetico per cognome e nome.
Repertorio dei fascicoli
1. I fascicoli sono annotati nel repertorio dei fascicoli.
2. Il repertorio dei fascicoli è l’elenco ordinato e aggiornato dei fascicoli istruiti all’interno di ciascuna classe. Il repertorio riporta l’oggetto dell’affare o del procedimento amministrativo e l’indice di classificazione completo (anno, titolo, classe e numero del fascicolo).
3. L’indice di classificazione indica anche l’eventuale presenza di sottofascicoli o inserti, a loro volta numerati progressivamente all’interno del fascicolo o del sottofascicolo.
4. Nel repertorio va annotata anche la movimentazione dei fascicoli, cioè lo spostamento fisico del fascicolo da ufficio a ufficio e da questi ultimi all’archivio.
5. Il repertorio dei fascicoli, conforme al modello descritto nell’allegato 3 del presente regolamento, ha cadenza annuale: inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
Unicità dell’archivio
1. L’archivio è unico ed è funzionalmente suddiviso in archivio corrente, archivio di deposito e archivio storico.
Suddivisioni dell’archivio: archivio corrente
1. L’archivio corrente è il complesso dei documenti relativi ad affari e a procedimenti amministrativi in corso di istruttoria e di trattazione o comunque verso i quali sussista un interesse corrente.
2. L’archivio corrente è conservato dai responsabili dei procedimenti amministrativi.
Suddivisioni dell’archivio: archivio di deposito
1. L’archivio di deposito è il complesso dei documenti relativi ad affari e a procedimenti amministrativi conclusi, per i quali non è più necessaria una trattazione o comunque verso i quali sussiste un interesse sporadico.
2. L’archivio di deposito è conservato nell’archivio generale della scuola.
Suddivisioni dell’archivio: archivio storico
1. L’archivio storico è il complesso dei documenti relativi ad affari e a procedimenti amministrativi conclusi da oltre 40 anni e destinati, previa l’effettuazione delle operazioni di scarto, alla conservazione perenne.
2. L’archivio storico è conservato nell’archivio generale della scuola.
1. L’archivio generale della scuola svolge funzioni di servizio sia per l’amministrazione che per la didattica.
2. L’archivio generale della scuola:
a) coordina la gestione del protocollo, esercita il controllo sulla formazione dell’archivio corrente e provvede alla tenuta dell’archivio di deposito e dell’archivio storico
b) provvede alla gestione dell’archivio storico.
ADEMPIMENTI NELL’ARCHIVIO CORRENTE E NELL’ARCHIVIO DI DEPOSITO
Conservazione e custodia dei documenti
1. Il responsabile del procedimento amministrativo è tenuto alla corretta conservazione e custodia dei documenti relativi ai procedimenti amministrativi di propria competenza.
Consegna del repertorio dei fascicoli
1. Ciascuna unità organizzativa responsabile dei procedimenti amministrativi, con le procedure descritte nell’articolo seguente, consegna annualmente un esemplare del repertorio dei fascicoli all’archivio generale e comunque prima del versamento dei fascicoli dall’archivio corrente all’archivio di deposito.
Versamento dei fascicoli all’archivio generale
1. Ogni ufficio deve conferire all’archivio generale, periodicamente e secondo un apposito piano di versamento, i fascicoli relativi ad affari e a procedimenti amministrativi conclusi o comunque non più necessari ad una trattazione corrente.
2. L’archivio generale, ricevuti i fascicoli e controllato il rispettivo repertorio dei fascicoli, predispone un elenco di consistenza.
3. I fascicoli dei dipendenti e degli studenti vanno trasferiti dall’archivio corrente all’archivio di deposito l’anno successivo alla data di cessazione dal servizio o di conclusione o cessazione della carriera di studi.
4. Le serie e i repertori delle circolari, decreti, determinazioni, verbali, delibere e contratti, relative agli ultimi cinque anni sono conservati presso il servizio di protocollo; trascorso tale termine, le serie e i repertori vengono conferiti all’archivio generale.
Scarto d’archivio
1. Periodicamente e comunque prima del passaggio dei fascicoli all’archivio storico devono essere effettuate le operazioni di selezione, previa autorizzazione della Soprintendenza archivistica, sulla base del massimario di selezione descritto nell’art. 61.
L’ALBO UFFICIALE
1. L’albo ufficiale è unico per tutto l’istituto.
2. Il repertorio dell’albo ufficiale è associato al protocollo unico dell’amministrazione scolastica.
Compiti e gestione
1. L’albo ufficiale gestisce e tutela la pubblicazione legale di documenti della scuola per la cui efficacia è richiesta una forma di pubblicità di rilevanza giuridico-probatoria.
2. Con motivata richiesta, possono essere pubblicati anche documenti di altri enti o amministrazioni.
Altre tipologie di informazione e comunicazione
1. Per garantire la più ampia conoscenza dei documenti, il responsabile del procedimento amministrativo assicura un’adeguata attività di informazione e comunicazione.
1. La pubblicazione all’albo ufficiale coincide con la registrazione a repertorio e va effettuata entro il giorno lavorativo successivo alla data di ricevimento del documento.
2. Il computo dei giorni decorre dal giorno successivo alla data di pubblicazione.
3. Qualora l’ultimo giorno di pubblicazione coincida con un giorno festivo, il computo viene ricalcolato sul primo giorno lavorativo utile.
1. Al fine di garantire l’effettiva conoscenza da parte di terzi, la durata minima della pubblicazione è di quindici giorni.
2. Con motivata richiesta, possono essere effettuate pubblicazioni di diversa durata.
Adempimenti e referta di pubblicazione
1. La richiesta di pubblicazione del documento avviene tramite un modello, di cui all’allegato 4, al quale vanno allegati due originali del documento da pubblicare.
2. Il responsabile, effettuata la pubblicazione, restituisce un originale del documento con la dichiarazione di regolare pubblicazione e l’indicazione dei giorni nei quali il documento è stato pubblicato.
3. L’altro originale è conservato nel repertorio dell’albo ufficiale.
Il repertorio dell’albo ufficiale
1. Il complesso dei documenti registrati all’albo ufficiale costituisce una serie archivistica corredata da un proprio repertorio.
2. Il repertorio ha cadenza annuale: inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.
3. Entro il mese di gennaio va stampato il registro dell’albo ufficiale relativo all’anno precedente e conservato nell’archivio di deposito assieme al complesso dei documenti registrati in quell’anno.
Elementi obbligatori della registrazione
1. Gli elementi obbligatori dell’albo ufficiale sono i seguenti:
a. numero di registrazione a repertorio
b. data di registrazione a repertorio (data di pubblicazione)
c. data di avvenuta pubblicazione (data di restituzione)
d. denominazione del richiedente e. oggetto del documento
f. numero degli allegati
g. descrizione degli allegati.
Pubblicazione di documenti della medesima tipologia
1. Qualora venga richiesta la pubblicazione di tre o più documenti della medesima tipologia (bandi di concorso, etc.), deve essere allegato un elenco riepilogativo in duplice copia.
2. Tale elenco verrà pubblicato con l’indicazione che il documento completo è consultabile presso l’ufficio protocollo o ufficio delegato.
Accesso e rilascio di copie
1. Il diritto di accesso si esercita in via informale richiedendo, anche verbalmente, copia del documento pubblicato, precisando gli estremi o gli elementi che ne consentano l’individuazione.
2. La richiesta, esaminata immediatamente e senza formalità, è accolta esibendo il documento o fotoriproducendolo o trasmettendolo per via telematica oppure con altra modalità concordata con il richiedente e fatto salvo il diritto di copia.
Annullamento di una registrazione
1. E’ possibile richiedere, con adeguata motivazione, l’annullamento di una pubblicazione.
2. Non è ammessa la formula “Errata corrige”. Se si riscontrano errori nel documento pubblicato, si deve annullare il documento errato e pubblicare il documento corretto, ricominciando il computo dei giorni di pubblicazione.
3. La registrazione verrà annullata apponendo la dicitura “Annullato” in maniera tale da consentire la lettura delle informazioni registrate in precedenza, indicando la data di annullamento, il nome o il codice dell’operatore e gli estremi della richiesta.
4. Nello stesso tempo, il documento va marcato con la dicitura “Annullato”, posta in maniera ben visibile e lasciato nel medesimo luogo fino alla scadenza dei termini di pubblicazione precedentemente assegnati.
Differimento dell’utilizzo delle tecnologie informatiche e dei supporti informatici per finalità di conservazione
1. In attesa di nuove e specifiche direttive dettate dal Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione – CNIPA, nonché dell’emanazione di standard internazionali per la conservazione dei documenti su supporto non cartaceo che non pregiudichino la certezza del diritto e l’efficacia probatoria, è differito l’utilizzo delle tecnologie informatiche e dei supporti informatici per finalità di conservazione.
CAPO 10
Efficacia del regolamento
1. Il presente regolamento non ha efficacia retroattiva.
2. Il titolario di classificazione, contenuto nell’allegato 1, non è applicabile ai documenti prodotti prima dell’entrata in vigore del presente regolamento; essi pertanto devono essere archiviati secondo il titolario di classificazione, o qualsiasi altro sistema di classificazione, registratura, tabella delle posizioni, repertoriazione o inventariazione in uso alla data nella quale è avvenuta la loro produzione.
1. Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento, si farà riferimento alla normativa vigente in materia, adottando comportamenti ispirati ai principi del buon andamento dell’attività amministrativa e della diligenza del buon padre di famiglia.
Estratto da "http://it.regolamenti.wikia.com/wiki/Gestione_dei_flussi_documentali?oldid=65"
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Art. 55

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Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

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Art. 63

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Art. 66

Art. 67

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Art. 70

Art. 71

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Art. 74

Art. 75

Art. 76

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Art. 78

Art. 79

Art. 80

Art. 81

Art. 82

Art. 83

Art. 84

Art. 85

Art. 86

Art. 87

Art. 88
 art. 34
 art. 39
 art. 60
 art. 64