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Timestamp: 2017-10-20 18:11:40+00:00

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PERCORSO DI ALTA SPECIALIZZAZIONE TRIBUTARIA 2011-2012
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PERCORSO DI ALTA SPECIALIZZAZIONE TRIBUTARIA 2011-2012 - PowerPoint PPT Presentation
PERCORSO DI ALTA SPECIALIZZAZIONE TRIBUTARIA 2011-2012. LA DISPONIBILITA’ DEI DATI FINANZIARI. Movimentazioni dei conti in linea. LA NORMA CANCELLATA. ARTICOLO 2, COMMA 36-UNDEVICIES, DEL D.L. 138/2011
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LA DISPONIBILITA’ DEI DATI FINANZIARI
Movimentazioni dei conti in linea
LA NORMA CANCELLATA
ARTICOLO 2, COMMA 36-UNDEVICIES, DEL D.L. 138/2011
In deroga a quanto previsto dall\'articolo 7, undicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, l\'Agenzia delle entrate può procedere alla elaborazione di specifiche liste selettive di contribuenti da sottoporre a controllo basate su informazioni relative ai rapporti e operazioni di cui al citato articolo 7, sesto comma, sentite le associazioni di categoria degli operatori finanziari per le tipologie di informazioni da acquisire.
LA NUOVA VERSIONE DEL DECRETO MONTI
ARTICOLO 11 DEL D.L. 201/2011
A far corso dal 1° gennaio 2012, gli operatori finanziari sono obbligati a comunicare periodicamente all\'anagrafe tributaria le movimentazioni che hanno interessato i rapporti di cui all\'articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, ed ogni informazione relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali, nonché l\'importo delle operazioni finanziarie indicate nella predetta disposizione.
I dati comunicati sono archiviati nell\'apposita sezione dell\'anagrafe tributaria prevista dall\'articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, e successive modificazioni.
COME AVVERRA’ LO SCAMBIO
Con provvedimento del Direttore dell\'Agenzia delle entrate, sentiti le associazioni di categoria degli operatori finanziarie il Garante per la protezione dei dati personali, sono stabilite le modalità della comunicazione di cui al comma 2, estendendo l\'obbligo di comunicazione anche ad ulteriori informazioni relative ai rapporti strettamente necessarie ai fini dei controlli fiscali.
Il provvedimento deve altresì prevedere adeguate misure di sicurezza, di natura tecnica e organizzativa, per la trasmissione dei dati e per la relativa conservazione, che non può superare i termini massimi di decadenza previsti in materia di accertamento delle imposte sui redditi.
Oltre che ai fini previsti dall\'articolo 7, undicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, le informazioni comunicate ai sensi dell\'articolo 7, sesto comma, del predetto decreto e del precedente comma 2 sono utilizzate dall\'Agenzia delle entrate per l\'elaborazione con procedure centralizzate, secondo i criteri individuati con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia, di specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione.
L’AUTORIZZAZIONE ALL’ESECUZIONE DELLE INDAGINI FINANZIARIE
L’AUTORIZZAZIONE DELL’ORGANO SOVRAORDINATO ALL’UFFICIO O COMANDO PROCEDENTE
previa autorizzazione del direttore centrale dell’accertamento dell’Agenzia delle entrate o del direttore regionale della stessa, ovvero, per il Corpo della Guardia di Finanza, del comandante regionale.
L’autorizzazione alle indagini finanziarie
Art. 51, comma 2, n. 7), del DPR n. 633 del 1972
Art. 32, comma 1, n.7), del DPR n. 600 del 1973
Uffici e Guardia di Finanza, nell’adempimento dei loro compiti, possono richiedere richiedere alle banche, alla società Poste italiane Spa, per le attività finanziarie e creditizie, agli intermediari finanziari, alle imprese di investimento, agli organismi di investimento collettivo del risparmio, alle società di gestione del risparmio e alle società fiduciarie, dati, notizie e documenti relativi a qualsiasi rapporto intrattenuto od operazione effettuata, ivi compresi i servizi prestati, con i loro clienti, nonché alle garanzie prestate da terzi,
Gli organi competenti al rilascio dell’autorizzazione devono valutare
CASISTICA (circ.1/2008)
contribuente che risulta evasore totale o paratotale;
mancata istituzione delle scritture contabili o inattendibilità delle stesse;
emissione o utilizzo di fatture per operazioni inesistenti o commissione delle “frodi carosello”;
evidenziazione di una capacità contributiva in aperto e notevole contrasto con i redditi dichiarati, anche sulla base di rilevazioni concernenti il tipo e la natura dell’impresa o dell’attività professionale esercitata e la consistenza del patrimonio economico-finanziario del contribuente;
sussistenza delle condizioni contemplate dalla vigente normativa per l’espletamento dell’accertamento induttivo;
accertamento di ripetute omissioni nella registrazione di operazioni attive;
vi siano rilevanti elementi di evasione desunti da indagini penali o da controlli antiriciclaggio.
“l’autorizzazione, quale atto preparatorio allo svolgimento della fase endoprocedimentale dell’istruttoria, non assume rilevanza esterna, autonoma ai fini della sua immediata impugnabilità in quanto non immediatamente né certamente lesiva sotto il profilo tributario della posizione giuridica del contribuente interessato che non ha ancora subito o potrebbe addirittura non subire alcun atto impositivo”.VIZI DELL’AUTORIZZAZIONE
Circolare 32/E/2006
CONSIGLIO DI STATO - SENTENZE N. 264 DEL 19.04.1995 E N. 982 DEL 26.09.1995
l’autorizzazione si inserisce all’apice di un sub-procedimento interno, il quale, attraverso le determinazioni del competente ufficio finanziario, sfocerà nell’avviso di accertamento in rettifica, il quale costituisce provvedimento impugnabile; solo in tale momento il contribuente potrà ottenere copia anche dell’autorizzazione all’accesso ai dati bancari e potrà così controllare la legittimità e sindacare l’atto di accertamento;
l’impedimento all’accesso stabilito dal legislatore per atti strumentali non è assoluto ma solo temporaneo, in quanto esiste una specie di rinvio al termine del provvedimento tributario, con una impugnabilità non diretta ma derivata attraverso il ricorso avverso l’avviso di accertamento;
CONSIGLIO DI STATO - SENTENZE N.264 DEL 19.04.1995 E N.982 DEL 26.09.1995
l’atto autorizzativo è strumentale al procedimento tributario ed il contribuente trova la possibilità di difesa contro l’atto conclusivo dell’accertamento, avvalendosi della possibilità dell’impugnativa qualora tale atto sia affetto da vizi propri e in tale sede il contribuente potrà conoscere anche gli atti preparatori;
tutta l’attività di accesso, ispezione e verifica è strettamente finalizzata all’emanazione del provvedimento finale e cioè dell’avviso dia accertamento e il potere di verifica fiscale rimane strumentale al procedimento tributario anche se nel corso e in occasione di esso si evidenzia una notizia criminis la cui legalità e fondatezza sarà controllata in un diverso procedimento.
Con riguardo alla speculare autorizzazione del Procuratore della Repubblica all’accesso domiciliare quanto segue: “…..L\'autorizzazione del procuratore della Repubblica è un provvedimento amministrativo, il quale si inserisce nella fase preliminare del procedimento di formazione dell\'atto impositivo, ed ha lo scopo di verificare che gli elementi offerti dall\'ufficio tributario (o dalla guardia di finanza nell\'espletamento dei suoi compiti di collaborazione con detto ufficio) siano consistenti ed idonei ad integrare gravi indizi. Da tale natura e da tale funzione dell\'autorizzazione discende che il giudice tributario, davanti al quale sia in contestazione la pretesa impositiva avanzata sui risultati dell\'accesso domiciliare, può essere chiamato a controllare l\'esistenza del decreto del pubblico ministero e la presenza in esso degli indispensabili requisiti, tenendo conto, quanto al requisito motivazionale, che l\'apprezzamento della gravità degli indizi è esternabile anche in modo sintetico, oppure indiretto, tramite il riferimento ai dati allegati dall\'autorità richiedente.
CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA DEL 21.11.2002 N.16424
A sostegno del principio, che è in linea con l\'indirizzo già espresso da queste Sezioni unite con la sentenza 8 agosto 1990 n. 8062 (poi univocamente condiviso dalla successiva giurisprudenza di legittimità), e che implica la reiezione della tesi principale dell\'Amministrazione finanziaria, va osservato:
che il provvedimento in discorso appartiene ad un procedimento amministrativo e necessariamente ne assume la natura;
che il provvedimento stesso, prodromico all\'accertamento ed alla connessa pretesa impositiva, incide sui diritti del contribuente, di modo che deve essere controllabile, quanto alla rispondenza formale e sostanziale al paradigma legale, dal giudicepreposto alla tutela di quei diritti ….
CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA 8/10-14/11/2008, N. 27186
Il fatto oggetto di contenzioso muove dal recupero a tassazione nei confronti di una Srl, a titolo di maggiori ricavi, delle operazioni finanziarie "non giustificate" rilevate sui conti intestati alla società e sui conti intestati ai soci.
Non è in base alla sola previsione del richiamato articolo 51, che possono attribuirsi alla società i movimenti rilevati sul conto dei soci se l\'ufficio, sul quale incombe l\'onere di provare la fondatezza della maggiore pretesa impositiva, non introduce nel giudizio elementi concreti che collegano quel conto alla società, elementi ovviamente "diversi e ulteriori" rispetto alla sola relazione (familiare o di altro tipo) tra l\'intestatario del conto (il socio) e la contribuente (la società).
Estensione delle indagini a terzi
VERSAMENTI E PRELEVAMENTINON GIUSTIFICATI: EFFETTI ED ONERI DELLA PROVA
Movimentazioni non giustificate
L’ART. 32 COMMA 1 N. 2 DEL D.P.R. 600/1973 COME MODIFICATO DALLA LEGGE N. 311/2004 ED IN VIGORE DAL 1 GENNAIO 2005 PREVEDE CHE I PRELEVAMENTI NON GIUSTIFICATI POSSONO ESSERE CONSIDERATI DALL’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA QUALI RICAVI O COMPENSI E SI APPLICA QUINDI SIA AGLI IMPRENDITORI CHE AI LAVORATORI AUTONOMI
CARATTERISTICA FONDAMENTALE DELL’ART. 32 D.P.R. 600/1973 E’ CHE COMPORTA PER L’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA L’ESONERO DALL’ONERE DELLA PROVA CHE E’ POSTO INVECE A CARICO DEL CONTRIBUENTE E COSTITUISCE UNA FATTISPECIE DI PRESUNZIONE LEGALE RELATIVA
LE PRESUNZIONI LEGALI RELATIVE (IURIS TANTUM) DISPENSANO DALL’ONERE DELLA PROVA COLORO IN FAVORE DEI QUALI SONO STABILITE ED IMPONGONO A COLORO A SFAVORE DEI QUALI SONO DETTATE DI FORNIRE LA PROVA CONTRARIA
IL CONTRIBUENTE DEVE DIMOSTRARE, PENA L’APPLICAZIONE DELLA PRESUNZIONE TRIBUTARIA, CHE LE MOVIMENTAZIONI SONO CORRELATE AD ACCADIMENTI ECONOMICI CHE TROVANO RISCONTRO NELLA CONTABILITA’, OVVERO CHE NON HANNO RILEVANZA AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DEL REDDITO IMPONIBILE
Accertamenti sui professionisti
IN DOTTRINA ED IN GIURISPRUDENZA SI E’ POSTO IL PROBLEMA DELL’APPLICABILITA’ DELLA PRESUNZIONE LEGALE RELATIVA AI REDDITI DA LAVORO AUTONOMO ANCHE PER LE ANNUALITA’ PRECEDENTI ALLA SUA INTRODUZIONE
SECONDO L’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA L’ART. 1 COMMA 402 L. 311/2004 CHE HA IMPOSTO DI CONSIDERARE I PRELEVAMENTE ANCHE QUALI COMPENSI PROFESSIONALI AVREBBE NATURA PROCEDIMENTALE E QUINDI AVREBBE EFFICACIA RETROATTIVA
L’ART. 3 DELLA L. 212/2000 (STATUTO DEL CONTRIBUENTE) SANCISCE IL DIVIETO DI RETROATTIVITA’ DELLE NORME TRIBUTARIE CON LA SOLA ECCEZIONE DELLE NORME DI INTERPRETAZIONE AUTENTICA:
“Salvo quanto previsto dall\'articolo 1, comma 2, le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo. Relativamente ai tributi periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d\'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono”.
LA GIURISPRUDENZA SI E’ PRONUNCIATA DIVERSE VOLTE SUL PUNTO CON TESI CONTRASTANTI ED ANCORA AD OGGI NON E’ RINVENIBILE UN ORIENTAMENTO CONSOLIDATO.
A FAVORE DELL’IRRETROATTIVITA’ DELLA NORMA IN ESAME SI SONO ESPRESSE LA C.T.P. DI MILANO CON LA SENTENZA N. 98 DEL 19 MARZO 2008E LA C.T.P DI CAGLIARI CON LA SENTENZA N. 32 DEL 26 GENNAIO 2010
A FAVORE DELLA RETROATTIVITA’ DELLA NORMA SI SEGNALA LA SENTENZA N. 11750/2008 DELLA CASSAZIONE: “anche prima delle modifiche apportate dall’art. 1, comma 402, della L. 311/2004, la presunzione di imponibilità delle operazioni di prelevamento avrebbe trovato applicazione nei confronti dei professionisti in forza di quanto previsto dalla prima parte dell’art. 32, comma 1, n. 2, del d.p.r. 600/1973”.
TALE PRINCIPIO E’ RIBADITO ANCHE DALLA RECENTE SENTENZA N. 14041/2011 DELLA CASSAZIONE:
“… la presunzione, di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, secondo cui sia i prelevamenti sia i versamenti operati sui conti correnti bancari vanno imputati ai ricavi conseguiti dal contribuente nella propria attività, se questo non dimostra di averne tenuto conto nella base imponibile oppure che sono estranei alla produzione del reddito - ha portata generale … ed è applicabile … anche al reddito da lavoro autonomo e professionale”.
LA C.T.P. DI PESCARA AVEVA SOLLEVATO LA QUESTIONE DI COSTITUZIONALITA’ SUL 2° PERIODO DEL COMMA 1, NUMERO 2, ART. 32 D.P.R. 6000/1973, NELLA PARTE IN CUI STABILISCE CHE:
“sono … posti come ricavi o compensi a base delle ... rettifiche ed accertamenti, se il contribuente non ne indica il soggetto beneficiario e sempreché non risultino dalle scritture contabili, i prelevamenti o gli importi riscossi nell\'ambito dei ... rapporti od operazioni”.
LA CORTE COSTITUZIONALE CON ORDINANZA N. 381 DEL 30 NOVEMBRE 2011 HA PERO’ DICHIARATO LA MANIFESTA ILLEGITTIMITA’ DELLE QUESTIONI DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE SOLLEVATE SENZA PRONUNCIARSI SUL PUNTO CONTROVERSO
Rilevanza costi occulti
L’AGENZIA DELLE ENTRATE CON LA CIRCOLARE 32/2006 HA PRECISATO CHE PER L’ACCERTAMENTO DEI REDDITI D’IMPRESA DETERMINATI IN BASE ALLE SCRITTURE CONTABILI OCCORRE CONSIDERARE L’ART. 109, COMMA 4, LETTERA B), ULTIMO PERIODO, DEL TUIR CHE SANCISCE:
“Le spese e gli oneri specificamente afferenti i ricavi e gli altri proventi, che pur non risultando imputati al conto economico concorrono a formare il reddito, sono ammessi in deduzione se e nella misura in cui risultano da elementi certi e precisi.”
LA GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITA’ SI E’ PIU’ VOLTE ESPRESSA A FAVORE DELLA TESI DELL’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA: TRA LE PRONUNCE SI SEGNALANO LE SENTENZE DELLA CORTE DI CASSAZIONE N. 18016/2005, N. 4589 /2009, n. 767/2011 E 802/2011 CHE HANNO RIBADITO CHE ALLA PRESUNZIONE DI LEGGE DEVE ESSERE CONTRAPPOSTA UNA PROVA E NON UN’ALTRA PRESUNZIONE DI LEGGE
CON LA RECENTE SENTENZA N. 25502 DEL 30 NOVEMBRE 2011 LA CORTE DI CASSAZIONE HA INVECE RIBALTATO IL PRECEDENTE ORIENTAMENTO
“sia perché la prova per presunzioni è ad ogni effetto una prova, sia perché, salvo espresse previsioni legislative in contrario, vige nel nostro ordinamento il principio di libertà dei mezzi di prova, sia infine perché non risulta ricavabile dal sistema un principio in base al quale la prova contraria ad una presunzione legale non possa essere fornita per presunzioni”.
Prelevamenti importi esigui
CON RIFERIMENTO ALLA PROBLEMATICA RELATIVA AI PRELEVAMENTI EFFETTUATI DAL LAVORATORE AUTONOMO PER LE ESIGENZE QUOTIDIANE DELL’ATTIVITA’ PROFESSIONALE O FAMILIARE, E’ FONDAMENTALE RICORDARE LA CIRCOLARE N. 32/2006 EMESSA DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE
NELLA CIRCOLARE 32/2006 L’AGENZIA DELLE ENTRATE HA SPECIFICATO LA NECESSITA’ CHE I PROPRI UFFICI
“si astengano da una valutazione degli elementi acquisiti ... particolarmente rigida e formale, tale da trascurare le eventuali dimostrazioni, anche di natura presuntiva, che trattasi di spese non aventi rilevanza fiscale sia per la loro esiguità, sia per la loro occasionalità e, comunque, per la loro coerenza con il tenore di vita rapportabile al volume di affari dichiarato”.
ALLA LUCE DI TALE ORIENTAMENTO E’ POSSIBILE RITENERE CHE I CONTRIBUENTI SIANO ESENTATI DAL FORNIRE PROVA CERTA A FRONTE DELLA PRESUNZIUONE DI CUI ALL’ART. 32 D.P.R. 600/1973 IN CASO DI PRELEVAMENTI CHE, CON RIGUARDO ALL’ENTITA’ DELL’IMPORTO ED ALLE NORMALI ESIGENZE PERSONALI O FAMILIARI, POSSONO ESSERE RICONDOTTI NELLA GESTIONE EXTRA-PROFESSIONALE
ESTENSIONE DELLE INDAGINI ALLE POSIZIONI DI TERZI SOGGETTI RISPETTO AL CONTRIBUENTE ISPEZIONATO
Conti del contribuente
Conti di terzi
sottoposto a verifica
L’estensione delle indagini ai conti “terzi” e
cazione delle presunzioni è ammessa se
viene soddisfatto il seguente requisito:
raccolta di prove gravi, precise e concordanti
tramite le quali sia possibile riferire i conti “terzi”
al contribuente sottoposto a controllo
Ne consegue che, nel caso di conti
terzi, viene meno l’automatica
operatività delle presunzioni
Applicabilità delle indagini finanziarie anche relativamente ai rapporti intestati e alle operazioni effettuate esclusivamente da soggetti terzi a condizione che l’ufficio accertatore dimostri che la titolarità dei rapporti come delle operazioni è fittizia o superata in relazione alle circostanze del caso concreto, dalla sostanziale imputabilità al contribuente medesimo delle posizioni creditorie e debitorie rilevate dalla documentazione bancaria acquisita.
POSIZIONE AGENZIA ENTRATE CIRCOLARE 32/E/2006
Gli uffici devono acquisire la prova effettiva, anche mediante presunzioni gravi, precise e concordanti, che si sia realizzato il possesso di redditi per interposta persona e che, di conseguenza, detti redditi sono da imputare all’interponente anche se i redditi risultano formalmente dichiarati dall’interposto.
CORTE DI CASSAZIONESENTENZA 6/10/2011, N.20449
Devono ritenersi legittime le indagini bancarie estese ai congiunti del contribuente persona fisica, ovvero a quelli degli amministratori della società contribuente, in quanto sia il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 32, n. 7, riguardo alle imposte sui redditi, che il D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 51, riguardo all’IVA, autorizzano l’ufficio finanziario a procedere all’accertamento fiscale anche attraverso indagini su conti correnti bancari formalmente intestati a terzi, ma che si ha motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito del contribuente, ipotesi, questa, ravvisabile nel rapporto familiare, sufficiente a giustificare, salva prova contraria, la riferibilità al medesimo accertato delle operazioni riscontrate su conti correnti bancari degli indicati soggetti, come nella specie; in particolare quando si tratti di movimentazioni bancarie cospicue senza che gli amministratori o terzi diano valida giustificazione di tali operazioni
CORTE DI CASSAZIONESENTENZA 24/09/2010, N. 20199
E\' consolidato il principio che, in sede di rettifica e di accertamento d\'ufficio delle imposte sui redditi, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 37, comma 3, l\'utilizzazione dei dati risultanti dalle copie dei conti correnti bancari acquisiti dagli istituti di credito non può ritenersi limitata, in caso di società di capitali, ai conti formalmente intestati all\'ente, ma riguarda anche quelli formalmente intestati ai soci, amministratori o procuratori generali, allorchè risulti provata dall\'Amministrazione finanziaria, anche tramite presunzioni, la natura fittizia dell\'intestazione o, comunque, la sostanziale riferibilità all\'ente dei conti medesimi o di alcuni loro singoli dati
CORTE DI CASSAZIONESENTENZA 21/1/2009, N. 1452
L\'amministrazione finanziaria comunicava al contribuente di avere accertato dei proventi complessivi di importo superiore per l\'anno in contestazione, sulla scorta della verifica svolta dalla Guardia di finanza nei riguardi della stessa società, e dei movimenti sui conti correnti intrattenuti con istituti di credito dal socio e amministratore unico della società, dal padre di questi, anch\'egli socio e già coamministratore, e dalla madre, pure socia.
In tema di accertamento delle imposte, il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 32, n. 7, e il D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 51, autorizzano l\'Ufficio finanziario a procedere all\'accertamento fiscale anche attraverso indagini su conti correnti bancari formalmente intestati a terzi, ma che si ha motivo di ritenere connessi ed inerenti al reddito del contribuente.
Il fisco può acquisire dati, notizie e documenti di carattere specifico relativi a conti di terzi, sulla base di elementi indiziari tra i quali può assumere rilievo decisivo la mancata risposta del contribuente alla richiesta di chiarimenti rivoltagli dall\'Ufficio in ordine ai medesimi conti, e senza che l\'utilizzabilità dei dati dagli stessi risultanti trovi ostacolo nel divieto di doppia presunzione, attenendo quest\'ultimo alla correlazione tra una presunzione semplice ed un\'altra presunzione semplice, e non già al rapporto con una presunzione legale, quale è quella che ricorre nella fattispecie in esame.
La Corte sostiene che per poter ricondurre le operazioni bancarie dei terzi al soggetto verificato occorre che l’Ufficio sia in grado di fornire la prova della riferibilità al contribuente dei conti dei soggetti terzi; al riguardo potrà applicarsi il meccanismo della presunzione legale relativa di cui agli artt. 32, comma 1 e 51, comma 2, potendo l’Ufficio avvalersi dell’inversione dell’onere della prova.
Il Supremo Consesso ritiene che l’ufficio si possa avvalere di presunzioni semplici per dimostrare l’intestazione fittizia dei conti, ricadendo sul contribuente l’onere di produrre prove contrarie.
Nel caso di specie la presunzione di riconducibilità delle movimentazioni dei terzi alla società è stato desunta nel rifiutodei soci di fornire spiegazioni in sede di verifica su talune operazioni registrate nei propri conti correnti.
SENTENZA 24/08/2007, N. 18013
è possibile estendere le indagini finanziarie alla posizione di terzi, fruendo delle presunzioni legali relative degli artt.32 e 51;
A.F. per fruire della presunzione deve provare l’interposizione fittizia;
per dimostrare l’interposizione fittizia l’A.F. si può valere di presunzioni semplici;
incombe sul contribuente l’onere di fornire la prova liberatoria relativa.
CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA 14/11/2008, N. 27186
Non è possibile in modo pressoché automatico addebitare al contribuente sottoposto a un controllo fiscale gli esiti delle presunzioni scaturenti dalle indagini finanziarie su conti non intestati a tale contribuente ma a terzi. Al contrario, perché ciò avvenga è necessario che l’Amministrazione fornisca elementi probatori in tal senso e volti, quindi, a dimostrare sulla base di quali indizi si ritenga che determinate operazioni transitate su conti di terzi, per le quali non viene fornita alcuna giustificazione, debbano essere invece riferite e ricondotte al contribuente controllato.
CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA 24/4-15/7/2008 N. 19362
L\'acquisizione dei dati dai conti correnti da parte degli uffici preposti ai controlli al fine di reperire i dati per operare rettifiche e accertamenti, non possono limitarsi ai conti formalmente intestati alla società nel caso di società di capitali, ma riguardano anche quelli intestati ai soci o procuratori qualora l\'amministrazione finanziaria provi, anche tramite presunzioni, la natura fittizia dell\'intestazione o la riferibilità dei dati all\'attività sociale.
La sentenza riguardava un contribuente quale amministratore delegato e socio all\'85% di una società a ristretta basa azionaria ove, la restante parte del capitale, è nelle mani del coniuge e dei genitori.
Valore normale e la retroattività - Valori OMI
Difficoltà ad individuare il “valore normale”
I dati OMI sono necessariamente di origine e determinazione statisticae devono essere poi verificati / raffrontati con:
l’effettivo stato di fatto del bene;
la regolarità dell’immobile ai fini amministrativi e urbanistici;
l’esistenza di vincoli a favore di soggetti terzi;
le spese necessarie ed imminenti per il mantenimento
altre situazioni specifiche dell’immobile (confini; appetibilità; ascensore; ecc.).
Altre situazioni specifiche dell’immobile
Si pensi, ad esempio al caso dell’immobile già locato(circostanza che potrebbe determinare, alternativamente, tre diverse situazioni:
una possibile contrazione del prezzo (nel caso in cui il canone fosse modesto e l’interesse dell’acquirente fosse quello di occupare l’immobile direttamente) oppure, viceversa,
un incremento del prezzo (laddove il canone rappresenti una conveniente rendita dell’investimento effettuato - si pensi all’immobile locato ad una banca);
e come potrebbe essere valutata l’incidenza, ad esempio, del fattore di prezzo “status del conduttore”
(ovvero la necessità di corrispondere – o meno - l’ indennità di cessata locazione a fine contratto?)
La presunzione “delta mutui”
L’art. 35, comma 23-bis del D.L. 223/06 aveva introdotto – ai soli fini IVA - un ulteriore criterio di determinazione presuntiva del valore dell\'immobile disponendo che:
“per i trasferimenti immobiliari, soggetti ad Iva, finanziati mediante mutui fondiari o finanziamenti bancari, il valore normale non potesse essere inferiore all\'ammontare del mutuo o finanziamento erogato”
Risoluzione Ministeriale n. 122/E del 01.06.2007
Ribadisce che l’onere della prova incombe in capo al contribuente “nel caso in cui nel contratto sia specificato che parte della somma mutuata è destinata a coprire i costi dei lavori di ristrutturazione dell\'immobile;
per vincere la presunzione secondo cui il valore normale dell\'immobile è determinato in misura non inferiore all\'ammontare del mutuo, occorre fornire la prova documentata dei lavori di ristrutturazione effettuati sull\'immobile acquistato”
L’Amministrazione ritiene perciò insufficiente la mera “dichiarazione di intenti” operata in atto dall’acquirente e pretende dall’impresa venditrice la probatio diabolica documentale (da richiedere al terzo acquirente, con tutte le difficoltà che ciò evidentemente comporta).
Risoluzione Ministeriale n. 248/E del 17.06.2008
Conferma che “il soggetto cedente non può aumentare l’imponibile della fattura emessa ai fini IVA per la cessione del bene, al solo fine di evitare l’accertamento da parte degli uffici, laddove l’acquirente stipuli un mutuo di valore superiore rispetto al corrispettivo pattuito e non possa provare che le maggiori somme siano destinate al finanziamento delle ulteriori spese connesse al trasferimento del bene immobile”, ribadendo altresì la necessità di fornire adeguata prova documentale.
Non si determina un\'equiparazione assoluta tra importo del finanziamento e valore normale
L\'Amministrazione non è vincolata dal criterio dell\'importo del finanziamento in tutti quei casi in cui il valore normale, determinato ex art. 14 del D.P.R. n. 633 del 1972, risulti essere superiore all\'ammontare della sottostante operazione di credito
Il valore delle stime UTE
La Cassazione ha costantemente ribadito che la “perizia dell’UTE è solo un “documento di parte”, proveniente da una delle (due) parti in causa, ben potendo la controparte (cioè il contribuente) predisporre a sua volta una analoga valutazione tecnica di stima (a supporto del dichiarato)” (Cassazione nn. 8890/2007 e 18094/2008)
per il contribuente: aumenta l’importanza di disporre di una perizia tecnica di parte - non redatta ex post, bensì tempestivamente asseverata al momento della cessione (e magari allegata all’atto di cessione)
Le stime dell’A.T. saranno di due tipi:
sommarie(basate su elementi sintetici ed esposte in brevi relazioni descrittive riassuntive) – per terreni
particolareggiate (basate su specifici criteri di valutazione e corredate da relazioni dettagliate - per immobili di cat. D ed E, con accessi in loco)
ACCORDO DI DURATA TRIENNALE A.E. e A.T.
Controllo Agevolazioni prima casa (accessi) e supporto valori OMI
rinnovo accordo per triennio 2010-2012
Circolare n. 18 del 14.4.2010
Al riguardo, si ritiene che l\'abrogazione della presunzione legale relativa a suo tempo introdotta dal D.L. n. 223/2006, produca effetti anche con riferimento al periodo pregresso. Tanto si desume dalla circolare n. 11 del 16 febbraio 2007, paragr. 12.4, con la quale è stato affermato che la norma introdotta dal D.L. n. 223/2006 (e - a maggior ragione - la successiva norma abrogativa) ha " natura procedimentale " e che, pertanto, " ha efficacia anche per le rettifiche relative ai periodi d\'imposta ancora accertabili ".
Venuta meno la presunzione legale relativa a favore dell\'ufficio, lo scostamento dei corrispettivi dichiarati per le cessioni di beni immobili rispetto al valore normale torna a costituire elemento presuntivo semplice, con la conseguenza che trovano applicazione le citate disposizioni di carattere generale di cui all\'art. 39, comma 1, lett. d), del D.P.R. n. 600 e all\'art. 54, secondo comma, del D.P.R. n. 633.
Gli uffici dovranno, pertanto, valutare, con riferimento alle controversie pendenti, se le motivazioni degli accertamenti impugnati si dimostrino comunque adeguate o se, invece, alla luce dell\'intervenuta modifica normativa, si rivelino insufficienti così da richiedere l\'abbandono del contenzioso in corso, tenuto conto dello stato e grado del giudizio.
In altri termini, gli uffici coltiveranno il contenzioso qualora, in sede di controllo, l\'infedeltà del corrispettivo dichiarato sia sostenuta, oltre che dal mero riferimento allo scostamento dello stesso rispetto al prezzo mediamente praticato per immobili della stessa specie o similari, anche da ulteriori elementi presuntivi idonei ad integrare la prova della pretesa (quali, a titolo meramente esemplificativo, il valore del mutuo qualora di importo superiore a quello della compravendita, i prezzi che emergono dagli accertamenti effettuati con la ricostruzione dei ricavi sulla base delle risultanze delle indagini finanziarie, i prezzi che emergono da precedenti atti di compravendita del medesimo immobile)
Nuove modalità di indagine
Nota Interna Agenzia Entrate del 20.7.2008
L’Agenzia spiega agli Uffici che – in campo immobiliare – “è fondamentale attivare (con procedura corretta e preventiva autorizzazione gerarchica) le c.d. INDAGINI FINANZIARIE, sia nei confronti del cedente che nei confronti dell’acquirente”
MODALITA’ CONTROLLO vs. IMPRESA CEDENTE:
info su finanziamenti ottenuti per realizzare gli immobili (ACQUISIRE CONTRATTI DI MUTUO)
budget dell’operazione
previsione dei costi di acquisto del terreno
previsione dei costi di costruzione
verifica e valutazione dei tempi di costruzione
tempi di inizio/fine lavori
copia e importi dei preliminari conclusi “sulla carta”
MODALITA’ CONTROLLO vs. ACQUIRENTE:
info su finanziamenti ottenuti per acquistare/ristrutturare gli immobili (ACQUISIRE CONTRATTI DI MUTUO):
contratto preliminare di vendita di ciascun acquirente;
perizia di stima dell’immobile (a cura del perito della banca);
verbale di delibera/concessione del mutuo da parte del C.d.A. della banca
acquisire copia dei conti correnti dell’acquirente
invitare l’acquirente a fornire/esibire in contraddittorio la documentazione bancaria precitata e a giustificarne provenienza o destinazione
ciò anche ai fini di accertare una eventuale maggiore capacità contributiva in capo all’acquirente ex art. 38/600 (redditometro)
“l’esercizio del potere di indagine /investigazione finanziaria – debitamente motivato - si può estendere anche a soggetti terzi, con le dovute cautele ex C.M. 32/E del 19.10.2006
Guardia di Finanza - Esiti Operazione Domus
L’azione della G.D.F. si è concentrata – nel primo biennio di validità della normativa 2006-2008:
sugli scostamenti tra importi dichiarati in atto e gli importi dei mutuicontratti dagli acquirenti (quale causa di innesco della verifica)
affiancati ad accertamenti bancari sui conti correnti degli acquirenti, chiamati a confermare con apposite dichiarazioni in contraddittorio la destinazione delle somme
oltre 900 controlli (1,5 miliardi di € accertati)
“Per i periodi di imposta considerati, le confessioni erano tutto sommato anche “facili” e poco impegnative per gli acquirenti, visto che non rischiavano nulla in tema di responsabilità solidale con il cedente (almeno a tutto il 31.12.2007)
ATTENZIONE: sono evidenti i rischi di contestazione di violazioni della normativa anti-riciclaggio ex D.Lgs. 231/2007 nei confronti di entrambe le parti contrattuali
Guardia di Finanza - Esiti Operazione Pandora
L’operazione Pandora è stata invece svolta nei confronti dei soggetti che hanno eseguito nel triennio 2006-2008 le ristrutturazioni agevolate 36%, incrociando le informazioni contenute in tutte le Banche Dati disponibili (dati fiscali, Anagrafe dei Rapporti, Osservatorio dell’Agenzia del Territorio, flussi dei bonifici “dedicati” 36%, comunicati dalle aziende di credito)
Scoperti 6.682 evasori totali / 12.263 operatori rei di “sottofatturazione” / quasi 2 miliardi di imposte accertate
Circolare della Guardia di Finanza n. 1/2008 –
(c.d. Manuale del Verificatore fiscale) - Libro II – cap. IV
Nel Settore delle locazioni immobiliari :
utilizzare la grande mole di dati confluiti nell’Anagrafe Tributaria (controlli utenze acqua/luce/gas);
richiedere la collaborazione degli Amministratori di condominio (per raccogliere le generalità degli occupanti ed altri elementi utili alle indagini)
Circolare della Guardia di Finanza n. 1/2008
Nel settore delle compravendite immobiliari, vengono condivise le istruzioni della Nota Interna dell’Agenzia del 20.7.2008 e in particolare:
il preventivo espletamento di indagini finanziarie ex art. 32, c. 1 n. 7 D.P.R. 600/73 ;
il preventivo invito al contraddittorio degli acquirenti (invitati “ad esibire tutta la documentazione …il contratto di assicurazione dell’immobile, documentazione bancaria. ecc.)
rende finalmente atto che il mutuo possa essere erogato al netto dell’imposta sostitutiva (con aliquota agevolata dello 0,25% se “prima casa”);
impone che l’acquirente debba fornire adeguata documentazione probatoria delle spese sostenute ex R.M. 248/E/2008, nel caso mutuo > atto (“dovendosi ritenere insufficiente la mera dichiarazione verbale”)
Sotto particolare pressione sono poi messe anche le Agenzie di intermediazione immobiliare – con un monitoraggio a tutto campo realizzato attraverso :
l’esame degli opuscoli pubblicitari delle agenzie;
l’esame dei siti web;
l’accesso in incognito direttamente presso i cantieri o gli immobili residenziali;
la periodica rilevazione dei prezzi esposti nelle vetrine delle agenzie, effettuata con accessi saltuari e fotografie con data certa.
Le “facili” (almeno sino a tutto il 31.12.07 – data di entrata in vigore dell’art. 60-bis DPR 633/72) dichiarazioni “confessorie” degli acquirenti (supportate da copie degli e/c da cui emergono i prelevamenti cash “contestuali” a preliminari e rogiti) costituiscono “prove” o “argomenti di prova” sicuramente molto difficili da scardinare
Verifica preventiva necessaria:
- verifica della correttezza della procedura amministrativa (o penale) seguita dai verificatori inquirenti nella raccolta dei dati bancari o delle dichiarazioni di parte(nonché del conseguente trasferimento di dati ed informazioni nel processo amministrativo-tributario)
C.T.P. Reggio Emilia 1/55/08
Ha sanzionato la illegittimità della “modalità di acquisizione della documentazione bancaria presso gli istituti di credito (mutuanti degli acquirenti), svolta al di fuori delle procedure di cui all’art. 32, 1° c. nn. 5) e 7) del D.P.R. 600/73 e senza la prescritta autorizzazione gerarchica”.
Da ciò deriverebbe – secondo i giudici - l’inutilizzabilità dei dati in via amministrativa ai fini degli accertamenti in discussione
sarà necessario “andare a vedere” le carte in mano alla Amministrazione Finanziaria e procedere all’ espletamento di adeguate e tempestive indagini difensive
raccogliendo – ove possibile - dichiarazioni e prove documentalidi (auspicabile) tenore contrario
CASSAZIONE - n. 6638 - del 10 marzo 2009
ad incastrare una società immobiliare romana sono state proprio le dichiarazioni – concordanti – di alcuni acquirenti degli appartamenti messi in vendita dalla società
assunti a sommarie informazioni testimoniali – hanno dichiarato che “parte del prezzo degli immobili era stato versato in nero”
confermata l’utilizzabilità in giudizio di tali “informazioni” / dichiarazioni di terzi
CASSAZIONE - n. 16845 - del 20 giugno 2008
“le persone che hanno rilasciato dichiarazioni intorno ai fatti di causa e che hanno prodotto documenti probatori, eranopersone diverse dalle parti del contratto di compravendita dell\'immobile, ma esse, “per la posizione di fatto che hanno occupato nella fase di formazione del contratto e per i legami realizzatisi nell\'impiego delle somme relative …” (anche terzi estranei al rapporto contrattuale – per es. agenti immobiliari / mediatori / ecc.)
CONTRADDITTORIO CON GDF –
LE “DOMANDE CHIAVE”
COME MAI HA CHIESTO UN MUTUO DI 110.000 € E IN ATTO NE HA PAGATI SOLO 90.000 ?
COME GIUSTIFICA IL PRELIEVO IN CONTANTI DI € 21.000 EFFETTUATO LO STESSO GIORNO DEL ROGITO DAL SUO CONTO CORRENTE ?
A FRONTE DEGLI ALLACCIAMENTI CONDOMINIALI, HA SOSTENUTO DELLE SPESE ULTERIORI (NON FATTURATE )?
4) RICORDA DI QUANTI MQ E’ COSTITUITA LA SUA ABITAZIONE ?
5) SI RICORDA SE ESISTONO ABITAZIONI SIMILI ALLA SUA ALL’INTERNO DEL RESIDENCE?
6) SA DIRCI CHI LE HA ACQUISTATE?
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References: ARTICOLO 2

ARTICOLO 2
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 SENTENZA 
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 ART. 32
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 art. 51
 art. 37
 art. 32
 art. 51

SENTENZA 
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 art. 14
 art. 38
 art. 32
e contrario