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Timestamp: 2020-07-11 01:37:10+00:00

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Le norme Europee e Nazionali in materia di gestione dei rifiuti, sono in costante evoluzione, per cui è abbastanza complesso per i non addetti ai lavori seguirne i continui aggiornamenti.
Le principali leggi italiane che raccolgono tutte le norme sono le seguenti:
- Legge 152/2006 8T.U. Ambiente) e s.m.i.
- Legge 125/2015
- D.lgs Semplificativo 22 Ottobre 2008
- D,Lgs 116/2014
- Vari chiarimenti ministeriali, in particolare 30 giugno 2015
I rifiuti sono suddivisi in due grandi categorie:
- Rifiuti Urbani: sono i rifiuti prodotti da utenze urbane (cittadini, famiglie). A seconda della loro natura, i rifiuti urbani possono essere smaltiti attraverso la normale raccolta differenziata, usufruendo delle discariche comunali oppure, per alcune tipologie come ad esempio i rifiuti di apparato elettronici, dei servizi messi a disposizione dai negozi della grande distribuzione.
- Rifiuti Speciali o Professionali: sono i rifiuti prodotti dalle aziende, cioè da ogni singola partita IVA. Le aziende non possono utilizzare gli stessi canali delle utenze urbane familiari, se non per quella ristretta categoria dei “rifiuti assimilabili agli urbani”. Le aziende, o meglio i loro amministratori, hanno l’obbligo di smaltire ogni tipologia di rifiuto prodotto dalle attività svolte, secondo le norme e tenendo traccia dei processi seguiti.
A loro volta, sia i rifiuti urbani, sia quelli speciali, devono essere classificati, a seconda del loro possibile grado di pericolosità, nelle seguenti 3 classi:
- Rifiuti CERTAMENTE NON PERICOLOSI
- Rifiuti CERTAMENTE PERICOLOSI
- Rifiuti POSSIBILMENTE PERICOLOSI
È compito del produttore, determinare le proprietà di pericolo che possiede, attraverso analisi chimiche.
Uno dei punti cardine della legge stabilisce che il responsabile della “produzione del rifiuto” è il soggetto che lo genera con la propria attività (nel nostro caso, l’azienda che stampa); il fatto che il consumabile sia stato acquistato oppure sia incluso in un abbonamento di costo-pagina, non risulta in nessun modo rilevante.
In aggiunta, in particolare con D.Lgs 125/2015, è stato aggiunto che il produttore del rifiuto, può essere anche il soggetto a cui la produzione sia “giuridicamente riferibile”, ad esempio a chi svolge attività di manutenzione sui prodotti dell’azienda.
Le responsabilità del produttore del rifiuto, si estendono all’intera catena di trattamento, il che include:
- Identificare se si tratta di un rifiuto pericoloso o non pericoloso;
- Assicurarsi che il trasporto sia affidato ad operatori attrezzati ed autorizzati;
- Il recupero e lo smaltimento del rifiuto, deve essere effettuato secondo rigorose norma a tutela dell’ambiente;
- La corretta compilazione e conservazione per 5 anni dei F.I.R. (Formulario Identificativo del Rifiuto);
- Acquistare, vidimare e gestire i registri di carico e scarico;
- Effettuare una volta all’anno la dichiarazione MUD (Modello Unico Dichiarazione Ambientale);
- Gestire il fine vita dei propri rifiuti, almeno una volta all’anno.
Per l’azienda che decide di trattare direttamente i propri rifiuti, i passi obbligatori per una corretta gestione dei moduli F.I.R., sono i seguenti:
- Acquisto e vidimazione del registro di carico e scarico;
- Controllo dei codici C.E.R. (Codice Europeo del Rifiuto);
- Controllo delle autorizzazioni;
- Acquisizione di 2 delle 4 copie del MUD (1° e 4°)
- Impegno annuale al MUD
- Conservazione per 5 anni
DECRETO LEGISLATIVO N. 152 del 3 aprile 2006 - SANZIONI
ART. VIOLATO
ART. SANZIONE
SANZIONE ACCESSIORIA
Omessa, incompleta o inesatta comunicazione MUD
189 c. 3
258 c. 1
Amministrativa da € 2.600 a € 15.500
(PMR € 5.166)
Comunicazione MUD effettuata entro i 60 gg dalla scadenza prevista
Amministrativa da € 26 a € 160
(PMR € 52)
Comunicazione MUD formalmente incompleta o inesatta ma ricostruibile da altre scritture contabili
258 c. 5
Amministrativa da € 260 a € 1.550
(PMR € 516)
Omessa od incompleta tenuta dei REGISTRI di Carico/Scarico per rifiuti NON PERICOLOSI in imprese con 15 o più dipendenti
190 c. 1
258 c. 2
Omessa od incompleta tenuta dei REGISTRI di Carico/Scarico per rifiuti PERICOLOSI in imprese con 15 o più dipendenti
Amministrativa da € 15.550 a € 93.000
(PMR € 31.000)
Sospensione da 1 mese a 1 anno dalla carica rivestita dal responsabile e dalla carica di amministratore
Omessa od incompleta tenuta dei REGISTRI di Carico/Scarico per rifiuti NON PERICOLOSI in imprese con meno di 15 dipendenti
258 c. 3
Amministrativa da € 1.040 a € 6.200
(PMR € 2.066)
Omessa od incompleta tenuta dei REGISTRI di Carico/Scarico per rifiuti PERICOLOSI in imprese con meno di 15 dipendenti
Amministrativa da € 2.070 a € 12.400
(PMR € 4.133)
Tenuta dei REGISTRI di Carico/Scarico con dati formalmente incompleti o inesatti ma comunque ricostruibili da altre scritture contabili
REGISTRI di Carico/Scarico non presenti e/o conservati presso la sede dell’impianto di produzione/gestione
190 c. 3
FORMULARI non conservati e allegati ai Registri di C/S presso la sede dell’impianto di produzione/gestione
193 c. 2
Trasporto di rifiuti NON PERICOLOSI senza formulario di identificazione dei rifiuti previsto dall’art. 193
Art. 193 c. 1/2
Art. 258 c. 4 prima parte, prima ipotesi
Amministrativa da € 1.600 a € 9.300
(PMR € 3.100)
Trasporto di rifiuti PERICOLOSI senza formulario di identificazione dei rifiuti FIR
Art. 193 c. 1
Art. 258 c. 4 secondo capoverso
Penale con Reclusione fino a 2 anni.
Oblazione non ammessa
Art. 259 c. 2
Con la sentenza di condanna o di “patteggiamento”, il giudice dispone obbligatoriamente la confisca. Obbligo del sequestro da parte del PG operante.
Trasporto di rifiuti NON PERICOLOSI con FIR incompleto o inesatto
Art. 258 c. 4 prima parte, seconda ipotesi
Trasporto di rifiuti NON PERICOLOSI con FIR incompleto o inesatto ma contenente tutte le informazioni per ricostruire gli elementi mancanti
Art. 258 c. 5 secondo capoverso
Amministrativa da € 260 a € 1.1550
Trasporto di rifiuti PERICOLOSI con indicazione di dati incompleti o inesatti nel formulario.
(Non si applica l’ipotesi minore prevista dall’art. 258 c.5)
False indicazioni della predisposizione di un certificato di analisi di rifiuti (natura e sulle caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti) o uso di certificato falso durante il trasporto
Art. 258 c. 4 terzo capoverso prima e seconda parte
La soluzione 00Toner
00Toner è un servizio di manutenzione espressamente progettato per i consumabili di stampa delle Aziende. Viene regolamentato da un contratto stipulato tra l’azienda nostra cliente e Berg PHI srl, proprietaria del marchio 00Toner.
Con l’adesione al servizio 00Toner, il cliente non trasferisco soltanto i residui esausti, ma anche e soprattutto il titolo di “Produttore dei rifiuto”, sgravandosi di qualsiasi responsabilità, inclusa quella di gestire i complessi moduli F.I.R.. Ovviamente, l’obbligo del F.I.R. e di tutta la burocrazia legata allo smaltimento, non sparisce, ma essendo la Berg PHI srl la proprietaria del rifiuto è conseguentemente obbligata ad assolvere a tutti gli obblighi burocratici.
Nel dicembre 2015, l’impianto 00Toner è stato riconosciuto e validato come ideale per l’ambiente da ASSO.IT, l’associazione di tutti i principali produttori di periferiche e consumabili italiani.
Gestioni a confronto
In realtà, il servizio 00Toner, è unico nel suo genere e per questo motivo non esistono concorrenti. In ogni caso, vogliamo indicare le due casi più diffusi sul mercato, per fare un po’ di chiarezza.
1 - Aziende di servizio comunali, cooperative o aziende private. La maggior parte di queste aziende, vende il servizio al cliente senza avere la struttura industriale per il trattamento, per cui devono conferirlo ad altri impianti per la gestione. Comunque, chi fattura, chi ritira e chi smaltisce, deve avere delle specifiche autorizzazioni, verificabili online sul sito del ministero dell’ambiente www.albonazionalegestoriambientali.it. Ovviamente, oltre al costo sostenuto, il cliente deve sempre controllare l’esistenza delle autorizzazioni di cui sopra e gestire il F.I.R.
2 - Rigeneratori consumabili. Alcune aziende offrono il ritiro gratuito dei consumabili esausti e delle volte anche con un piccolo riconoscimento economico, perché successivamente ci sarà un’attività di rigenerazione degli stessi. Non è vietato rigenerare i consumabili (osservando norme ben precise), ma il cliente deve consegnare i toner esausti al rigeneratore con una bolla di “conto rigenerazione”, per poi riceverli indietro una volta rigenerati. In caso contrario vanno gestiti come rifiuti nel modo già descritto in precedenza. In nessun caso è permessa la vendita di rifiuti, perché si configurerebbe il reato di traffico illecito di rifiuti.
​TABELLA DI CONFRONTO

References: Art. 193

Art. 258

Art. 193

Art. 258

Art. 259
 sentenza 

Art. 258

Art. 258

Art. 258