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Società Cooperativa Sociale ONLUS. Impresa Sociale. Bilancio Sociale
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1 La Mimosa Società Cooperativa Sociale ONLUS Impresa Sociale Bilancio Sociale 2011
3 La redazione del bilancio sociale è un obiettivo perseguito da tempo in quanto riteniamo sia uno strumento indispensabile e di grande rilevanza strategica per rendicontare all esterno le attività svolte. Lo strumento assume grande importanza anche per l organizzazione interna, in quanto la redazione del documento consente di soffermarsi a riflettere su come si sviluppa la gestione dei servizi, sulle scelte politiche e i processi aziendali messi in campo, cogliendo spunti di miglioramento. Già da questa prima esperienza di rendicontazione sociale si è scelta la strada del più ampio coinvolgimento di cooperatori che, attraverso ruoli e funzioni differenti, hanno collaborato alla definizione dell impianto documentale e alla concreta realizzazione del bilancio. La scelta di questo momento coincide con la ricorrenza del 25 anniversario della Cooperativa: questa combinazione vuole portare all esterno una riflessione circa il lavoro svolto, dimostrandosi anche esempio per i giovani, che possano concretamente sperimentare come, da un idea, sia possibile realizzare un progetto di vita e di stabilità lavorativa. Il Presidente
5 Testimonianze Salvatore Incampo Sindaco di Grassano (MT) dal1984 al1994 Festeggiare gli anniversari è sempre piacevole e impegnativo, in questo caso è per me un piacere immenso augurare lunga vita alla cooperativa La Mimosa di Grassano. Insieme, per la mia esperienza amministrativa come sindaco di Grassano, abbiamo vissuto l ansia, le preoccupazioni e la gioia della realizzazione del progetto. Il ruolo dell amministrazione comunale del tempo è stato determinante per il buon esito dell iniziativa. La mia soddisfazione più grande è stata quella di constatare come un problema serio e doloroso per tante famiglie sia stato risolto con professionalità e competenza. Come sempre nella vita è opportuno ricordare la sofferenza, il disagio e il dolore per tante famiglie colpite dalle malattie psichiatriche e non solo. Non nascondo che è stato necessario superare tante difficoltà di natura burocratica, economica e di mentalità. Offrire, in maniera disinteressata, un contributo per risolvere un problema e offrire una opportunità mi riempie di gioia e di soddisfazione. Auguri sinceri e buon lavoro. Salvatore Incampo 5
6 Angela Carretta Insegnante della scuola elementare Istituto comprensivo Arcangelo Ilvento Grassano (MT) Il progetto di collaborazione tra l Istituto Scolastico Ilvento e la Casa Famiglia gestita dalla Cooperativa La Mimosa, avviato e portato avanti con successo da più di un lustro, rappresenta la forma più esplicita attraverso cui è stato possibile conoscere la Cooperativa e la sua capacità di operare in modo integrato con altre agenzie educative, fra cui la scuola. Numerose sono state le occasioni di incontro attraverso molte iniziative durante l anno scolastico, con il coinvolgimento delle famiglie degli alunni. A mano a mano che gli alunni sono cresciuti è stato sempre più manifesto il loro attaccamento agli ospiti della Casa Famiglia e il desiderio di condivisione; gli ospiti, per altro verso, si sono sentiti umanamente valorizzati ed impegnati a coccolare i piccoli allievi, come fossero fratelli minori. Si sono ritrovati insieme in occasione della Prima Comunione dei piccoli allievi, insieme hanno prodotto manufatti per il mercatino della solidarietà, per sostenere iniziative in favore dei bambini più poveri dell Africa. Il vincolo d amicizia si è consolidato nel tempo ed anche ora che quegli alunni non sono più nella Scuola Primaria, continua a rimanere impresso nei loro cuori: un evento luttuoso che ha colpito la Casa Famiglia per la perdita prematura di Angelo, uno dei suoi ospiti li ha visti partecipi e commossi, pronti a ricordare l amico con pensieri di affetto, moralmente vicini a tutta la comunità. È stata un esperienza vissuta intensamente, un grande insegnamento di vita e di solidarietà: nell incontro con la Cooperativa anche la Scuola si è aperta al sociale e si è adoperata per regalare un sorriso a chi soffre e si sente emarginato. La comunità grassanese trova in questa azione un esempio di reale sostegno a coloro che hanno bisogno di un aiuto morale e materiale, per dare un senso alla loro vita, per combattere l emarginazione e favorire l integrazione degli ultimi. Angela Carretta 6
7 Pasquale Rizzi Responsabile dell Unità Operativa Strutture Residenziali Azienda Sanitaria di Matera. In veste di direttore dell Unità Operativa Strutture Residenziali Psichiatriche, funzione svolta per più di trent anni nella A.S.L. del materano, sono stato testimone attivo dell intera attività espletata dalla cooperativa La Mimosa sin dalla sua fondazione. Questa esperienza operativa s inscrive all interno del movimento antistituzionale che, alla fine degli anni settanta, si afferma su tutto il territorio della nostra provincia e contribuisce alla creazione di un modello alternativo alle pratiche reclusionistiche, fra i primi del meridione d Italia, com è universalmente riconosciuto. Come ho detto in altre occasioni, la cooperazione fu l asse portante per la buona riuscita di quell esperienza. L attività venticinquennale della cooperativa La Mimosa e l approccio operazionale messo in atto dai suoi protagonisti ci consente di intravedere con innegabile evidenza che non si trattò di un passaggio burocratico da un assistenza intramuraria ad una extramuraria, né si trattò di una razionalizzazione o ottimizzazione dei paradigmi clinico/assistenziali dominanti, sul solco di un ordine disciplinare che, attraverso la centralità della nozione di cura, rimanevano pertanto immutati. La storia della cooperativa La Mimosa sta a dimostrare che si trattò di integrare, e a volte contrapporre, alla nozione di cura quella del prendersi cura di cui l intero sistema sanitario difettava. La cooperazione rese accessibili al sistema sanitario campi di saperi teorico/ pratici che resero obsoleto il vecchio paradigma riabilitativo di tipo correttivo. Ora si lavora e La Mimosa assolve fino in fondo a questo compito, non più sul ricovero inteso solo come terapia o protezione da sé e dagli altri, ma sulla casa e sulla comunità intese come cultura dell abitare; non più sulle regole istituzionali all interno delle quali l ospite si ritrova assoggettato e che fanno somigliare le comunità a reparti ospedalieri, ma sulla qualità delle relazioni all interno e all esterno e al recupero dei diritti di cittadinanza; non più all applicazione di rigidi e massificanti protocolli ma alla produzione di soggettività attraverso la personalizzazione degli interventi finalizzati alla massima possibile autonomia ed emancipazione, alla cura di sé intesa come assunzione di responsabilità, fino a sperimentare percorsi di inserimento lavorativo di cui spesso questa cooperativa si è fatta carico. In definitiva si è trattato di mettere a fuoco una stilistica dell esperienza e una restaurazione del soggetto inteso non più come psiche ma come bios. Pasquale Rizzi 7
8 Paolo Laguardia Presidente Legacoop Basilicata La necessità di predisporre il bilancio sociale rappresenta sempre di più una esigenza per il nostro sistema; è uno strumento molto importante per le cooperative e per la nostra organizzazione e la forte crisi economica, finanziaria e sociale che stiamo attraversando sta facendo sempre di più riscoprire l importanza del radicamento territoriale e la responsabilità sociale dell impresa. Pertanto è opportuno promuoverlo e favorirlo sempre di più fra le cooperative di Legacoop Basilicata al fine di rendicontare oltre i dati meramente economici, anche quelli che sono i valori pregnanti, la mission della cooperativa e con essa quella della nostra Organizzazione. Nella Dichiarazione d Identità approvata al Congresso di Manchester dell Alleanza delle Cooperative Internazionali nel 1995 veniva sancito che Una cooperativa è un associazione autonoma di individui che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri bisogni economici, sociali e culturali e le proprie aspirazioni attraverso la creazione di una società di proprietà comune e democraticamente controllata. Le cooperative sono imprese che nella propria azione uniscono il carattere imprenditoriale a quello associativo nel rispetto dei principi cardine del movimento, vale a dire l auto-aiuto, la democrazia l uguaglianza, la solidarietà, l equità, l onestà la trasparenza, la responsabilità sociale, l attenzione verso gli altri. Valori etici questi che hanno rilevanza costante nelle relazioni quotidiane e che vanno illustrati e sottolineati nella rendicontazione annuale di ogni cooperativa. Con il bilancio sociale contribuite a costruire e consolidare l identità aziendale, a favorire la condivisione dei valori nella base sociale, ad accrescere il senso di appartenenza, a motivare maggiormente chi opera e lavora in cooperativa, a riconoscersi nella propria Organizzazione di rappresentanza. La vostra cooperativa è fortemente integrate sul territorio e, grazie ad una forte presenza nel corpo sociale, costituisce una delle caratteristiche identitarie della vostra comunità. Le vostre attività producono e distribuiscono ricchezza determinando un valore non solo economico, ma anche culturale e solidale: proprio la cultura del fare insieme è la base essenziale di una società solidale. Con l adozione del bilancio sociale avete in pratica una migliore opportunità per essere monitorati costantemente e per valutare l adesione ai valori ed ai principi mutualistici cooperativi, consente alla vostra comunità di guardarvi bene e meglio, di trovare spunti di riflessione e di cogliere il signi- 8
9 ficato profondo del lavoro e dell attività dei tanti soci e dipendenti. In conclusione, la forza di un gruppo si misura non solo dai dati economici, dal numero delle relazioni industriali e delle ricadute sull economie, ma anche dai progetti, dai piani di sviluppo, di risanamento e innovazione capaci di riposizionare continuamente tanto il vostro quanto il nostro lavoro rispetto al territorio. E questo è un aspetto rilevante della vostra realtà. Il bilancio sociale può costituire in un certo senso la bussola che orienta e richiama la nostra coerenza con tali valori, ci porta ad essere tutti insieme, cooperativa ed Organizzazione, soggetti sempre più responsabili e forse, probabilmente, può garantire all impresa una vita più lunga e duratura. Paolo Laguardia 9
10 Antonio Ippolito Parente di un paziente della Cooperativa. Con la presente, anche a nome dei miei familiari, sento il preciso dovere di esprimere il mio più sincero e sentito ringraziamento alla vostra operatrice sanitaria signora Raffaella Mazzone per le capacità professionali, la carica di umanità, le doti non comuni di competenza e la particolare sensibilità, dimostrate durante le cure quotidiane impartite alla signora Ida Grieco Bandello. A lei ed alla Azienda di cui fa parte esprimo la più viva riconoscenza per l opera prestata anche a livello morale in momenti particolarmente difficili, nobile esempio di amore e di altruismo. Alla signora Raffaella un grazie di cuore con i nostri più fervidi auguri di maggiori successi professionali.. Pisticci, 11/02/2010 Antonio Ippolito 10
11 Nota metodologica Il Bilancio Sociale rappresenta lo strumento attraverso cui una organizzazione rendiconta, porta a conoscenza dei propri portatori di interesse (detti anche stakeholder) la propria missione, i propri valori, le attività svolte; in tal modo consente di provare che il fine dell impresa non è solo quello di conseguire per sé un vantaggio economico, ma anche quello della creazione e della ripartizione di valore aggiunto per la comunità nel rispetto delle norme e dei valori che la caratterizzano. Per una impresa no profit il bilancio sociale è lo strumento fondamentale per rendere conto a tutti i soggetti interessati dell impegno sociale e degli investimenti operati in termini di risorse umane ed economiche. Fare proprio il concetto di responsabilità sociale, significa avere ed offrire al tempo stesso la percezione della valenza etica dei servizi offerti, come elemento di valore aggiunto che assicura una maggiore competitività. In questo senso anche il concetto di eticità rappresenta un elemento rafforzativo della reputazione aziendale, in grado di creare maggiore apprezzamento dell azienda da parte dei diversi portatori di interesse, siano essi esterni che interni. Tutto ciò richiede che la rendicontazione sociale non sia solo un elemento di comunicazione verso l esterno ma rappresenti anche un percorso di crescita aziendale, nell ottica di una condivisione dei principi e degli scopi, della consapevolezza di quanto sia importante la coerenza di azioni e di pensiero, affinché l impresa sia realmente quella che si proietta all esterno, attraverso una sua rappresentazione nell immaginario collettivo. Il presente documento costituisce il primo Bilancio Sociale della Cooperativa La Mimosa. Rappresenta, tuttavia, l occasione per guardare alla storia dell impresa che, proprio nel 2012, taglia il traguardo dei 25 anni di attività. Vi saranno pertanto occasioni per tracciare un rendiconto di maggiore portata, ad evidente testimonianza di un percorso di vita e di impegno lavorativo. La presente edizione è redatta avendo a riferimento i Principi di Redazione del Bilancio Sociale elaborati dal Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale (GBS) del 2001 e gli Standard Internazionali del GRI (Global Reporting Iniziative). Il documento è stato inoltre redatto in conformità alle seguenti norme: Decreto attuativo del Ministero della Solidarietà Sociale del 24/01/08 contenente le Linee Guida per la redazione del bilancio sociale da parte delle organizzazioni che esercitano l impresa sociale, Decreto attuativo per l impresa sociale del ministero della solidarietà sociale del 24/01/08. Il Bilancio Sociale de La Mimosa Società Cooperativa Sociale ONLUS - Impresa Sociale è disponibile nella sua versione elettronica sul sito: La versione su carta è disponibile a richiesta contattando la sede amministrativa. 11
13 La Carta d Identità La nostra storia La Società Cooperativa Sociale ONLUS Impresa Sociale La Mimosa nasce nel marzo del 1987 sulla spinta di un corso di formazione professionale regionale per operatori socio-sanitari di base ; la sua denominazione è legata alla stagione in cui nasce e alla significativa presenza di donne promotrici. Nel 1993 adegua il suo statuto sociale alle normative che regolano la cooperazione sociale ed in particolare alla Legge 381/91, alla Legge 59/92 e alla Legge Regionale della Basilicata 39/93. Dal 1988 al 1992 gestisce, per conto del comune di Grassano (Mt), il servizio di assistenza ai portatori di handicap nella scuola dell obbligo; dal marzo 1993 gestisce, in convenzione con l azienda U.S.L. n. 4 di Matera, una struttura residenziale a 24 ore giornaliere di assistenza - Casa Alloggio - per utenti psichiatrici nel comune di Grassano (Mt); da aprile 2001 gestisce, in convenzione con l azienda U.S.L. n. 4 di Matera, una struttura residenziale a 6 ore giornaliere di assistenza - Gruppo Appartamento - per utenti psichiatrici nel comune di Grassano (Mt); dal mese di luglio 2002 gestisce, in convenzione con l azienda U.S.L. n. 4 di Matera, il Servizio di Assistenza Domiciliare per utenti psichiatrici nel comune di Grassano (Mt); dal luglio 1994 al novembre 1997 ha gestito l Assistenza Domiciliare Sanitaria (prestazioni infermieristiche e fisioterapiche) dando vita alla prima esperienza Regionale di questo tipo, sia pure avviata in via sperimentale dall allora U.S.L. n. 6 di Matera; dal novembre 1999 a settembre 2006 ha gestito il Servizio di Assistenza Domiciliare Sanitaria (prestazioni infermieristiche e fisioterapiche) nelle ASL n. 4 di Matera; dal novembre 1999 gestisce il Servizio di Assistenza Domiciliare Sanitaria (prestazioni infermieristiche e fisioterapiche) nella n. 5 di Montalbano Jonico (Mt); ha dato vita, nel periodo , in collaborazione con il comune di Grassano (Mt) e l Associazione di Volontariato Solidarietà, alla esperienza di un Laboratorio Ludico-Ricreativo per portatori di handicap in età non scolare nel comune di Grassano (Mt); negli anni scolastici 2000/2001, 2001/2002, 2002/2003 ha gestito il Servizio di Assistenza e Trasporto ai Portatori di Handicap nelle scuole nel comune di Grassano (Mt); 13
14 dal mese di Marzo 2003 ha gestito in convenzione con il comune di Tursi (Mt) il servizio di assistenza specialistica scolastica prestazioni infermieristiche - ai portatori di handicap nelle scuole dello stesso comune; dal mese di novembre 2002 al mese di ottobre 2003, e dal novembre 2009 a febbraio 2011, ha gestito in convenzione con il comune di Scanzano Jonico (Mt) il servizio di assistenza specialistica scolastica - prestazioni infermieristiche - ai portatori di handicap nelle scuole ed il servizio infermieristico ambulatoriale comunale agli anziani; dal mese di luglio 2008 a tutt ora, gestisce in convenzione con il comune di Rotondella (Mt) il servizio infermieristico alla fascia di popolazione con età superiore ai 65 anni sia all ambulatorio sanitario che a domicilio degli stessi; nel periodo estivo anno 2003, 2009, 2010, 2011 ha gestito il Centro Estivo e la Ludoteca nel comune di Grassano (Mt) realizzando un progetto sperimentale che prevedeva la co-progettazione delle diverse attività con le agenzie del territorio; da settembre 2004 gestisce, in qualità di capofila di Associazione Temporanea d Impresa nell ambito del Piano Sociale di Zona Collina Materana, il servizio di assistenza ai cittadini portatori di handicap, assistenza specialistica scolastica, trasporto e accompagnamento scolastico nei comuni dell ambito zonale (n. 9 comuni); da luglio 2005 gestisce, in Associazione Temporanea d Impresa e nell ambito del Piano Sociale di Zona Basento-Bradano, il servizio di centro diurno ed assistenza domiciliare ai minori in difficoltà nei comuni dell ambito zonale; da novembre 2007, nell ambito degli interventi in area infanzia e adolescenza previsti dal PSZ Basento Bradano, gestisce, in collaborazione con il Comitato Corteo Storico di Grassano costituito da diverse associazioni di volontariato e culturali, un punto ludico nel comune di Grassano; dal 1 aprile 2010, nell ambito degli interventi di inserimento lavorativo in area handicap, ha avviato il progetto Insieme nella metamorfosi finanziato dalla Fondazione per il Sud, della durata di 24 mesi; dal 1 ottobre 2010 co-gestisce con Agenzia dello Sport srl di Matera, attraverso il consorzio fra cooperative sociali Horus la struttura ROTARY di Potenza, centro socio educativo diurno per handicap grave e medio grave e annesso modulo per attività motorie; dal 1 novembre 2011 in Associazione Temporanea d Impresa gestisce in convenzione con la Provincia di Matera, il servizio di supporto scolastico ai portatori di handicap nelle scuole medie superiori. 14
15 Intese e accordi La rete delle collaborazioni Comitato Festa Patronale S. Innocenzo di Grassano (MT) Comitato Corteo Storico Associazione genitori AGE di Grassano (MT) Associazione sportiva Gruppo Sportivo Ciclistico Grassano Associazione Comunità Emmanuel di Tricarico Associazione CARITAS Diocesana di Tricarico Associazione Mons. Raffaello Delle Nocche di Oliveto Lucano Associazione ACAT Magna Grecia di Metaponto U.N.I.T.A.L.S.I. di Grassano (MT) U.N.I.T.A.L.S.I. di Potenza (MT) Associazione medici volontari per lavoratori stranieri TOLBA di Matera S.P.I. C.G.I.L. Sindacato Pensionati Italiano dio Scanzano J.co Circolo Velico Lucano di Policoro CITTADINANZA ATTIVA - onlus T.d.M. di Policoro Associazione CUORE di Stigliano Associazione Musicale E.R. Duni di Grottole Associazione Centro Culturale Serafino da Salandra Associazione Pro-Loco di Calciano Adesioni Dall anno 2004 aderisce a Legacoop Basilicata Dall anno 2004 è socio dell Ente di formazione BA.SE.FOR. ; Dal mese di maggio aderisce al Consorzio fra Cooperative Sociali - HORUS Società Cooperativa Dal 1996 aderisce all A.I.R.Sa.M. (Associazione Italiana Residenze per la Salute Mentale) Dal 1998 è socio fondatore di Impresa a Rete (I.R.), rete di Imprese a carattere nazionale promossa dalla Noncello Formazione di Pordenone Socio fondatore C.Re.A. (Cooperative per la Residenzialità Associate) Socio fondatore COMUNITAS (Consorzio Cooperative Sociali) Collaborazioni Agenzia Provinciale per l Orientamento e la Formazione Professionale della Provincia di Matera AGEFORMA Consulta Regionale Gianni Rodari osservatorio per la tutela dei diritti dell infanzia FIDAS - Grassano Istituto comprensivo A. Ilvento di Grassano COL.VIT. S.r.l. Formazione Professionale di Marconia Dal 1998 al 2005 ha gestito in regime di convenzione con il Ministero della Difesa il servizio civile relativo agli Obiettori di Coscienza per la propria struttura organizzativa 15
16 La Cooperativa ha conseguito un forte radicamento sul territorio di appartenenza ed è impegnata in attività sociali a scopo solidaristico e di promozione alla salute attraverso collaborazioni con il mondo dell associazionismo e del volontariato. Numerose le esperienze di partenariato e co-progettazione con associazioni di volontariato e culturali sia nel comune di Grassano che nell intero territorio provinciale, fondate sulla condivisione di intese e protocolli di intenti. Dal 1998 la Cooperativa è impegnata nella creazione di percorsi di gruppo, finalizzati alla promozione di nuove imprese sociali sul territorio, strutturando al proprio interno un settore specifico. In questa veste, nel mese di ottobre del 1998, in seguito alla realizzazione di un corso per l inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati sostenuto dal Ministero del Lavoro (L.59/92), ha promosso la creazione della cooperativa sociale di tipo B L Impronta, con sede a Grassano. La nostra missione e i nostri valori Finalità istituzionale della Cooperativa è perseguire l interesse generale della comunità, la promozione umana e l integrazione sociale dei cittadini attraverso lo svolgimento delle attività finalizzate all inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Scopo sociale della cooperativa La Mimosa, conformemente all art. 1 della Legge 381/1991, è il perseguimento dell interesse generale della comunità, la promozione umana e l integrazione sociale dei cittadini sviluppando fra essi lo spirito mutualistico e solidaristico. Considerato lo scopo mutualistico, nonché i requisiti e gli interessi dei soci come più oltre determinati, la Cooperativa ha come oggetto, diretto o in appalto o convenzione con Enti Pubblici e Privati in genere, la gestione dei servizi sociali orientati in via prioritaria ma non esclusiva alla risposta ai bisogni di persone deboli e svantaggiate e a favorire l affermazione dei loro diritti. In relazione a ciò, la Cooperativa può promuovere, progettare, organizzare, gestire, in conto proprio o per conto terzi, anche partecipando ai pubblici appalti, attività di Tipo A, fra le quali si evidenziano: attività e servizi sociali, sanitari, assistenziali, educativi o culturali per gli anziani, i portatori di handicap e i pazienti psichiatrici, fra cui attività e servizi di assistenza domiciliare, assistenza infermieristica, sanitaria e di riabilitazione a carattere domiciliare, o realizzata entro centri di servizio appositamente allestiti o messi a disposizione da enti pubblici o privati, strutture di accoglienza per persone autosufficienti e non, nonché servizi integrativi per residenze protette, centri diurni ed altre strutture con carattere animativo e finalizzate al miglioramento della qualità della vita, nonché altre iniziative per il tempo libero, la cultura ed il turismo sociale; attività di servizi educativi, ludici, assistenziali per l infanzia, fra cui gestione di servizi di supporto alle attività educative e scolastiche (mense, progettazioni didattiche, animazioni ludiche e pedagogiche), centri e servizi per l infanzia; attività, servizi e interventi per il recupero e la prevenzione del disagio giovanile e delle tossicodipendenze, fra cui gestione di case famiglia e comunità alloggio; attività di servizi culturali finalizzati, in primo luogo, a sensibilizzare l opinione pubblica sui problemi delle politiche sociali e delle fasce deboli della popolazione, attraverso la produzione e diffusione di 16
17 giornali, pubblicazioni scritte e audiovisive attinenti alle problematiche socio-culturali delle comunità locali. La Cooperativa può svolgere attività di Tipo B, fra le quali si evidenziano attività di natura agricola, industriale, commerciale o di servizi, comunque finalizzate all inserimento lavorativo di persone svantaggiate, fra cui conduzione di aziende agricole, aziende agrituristiche, attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, alimentari e vivaistici, attività e servizi diversi a tutela del territorio e di prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico; attività e servizi di tutela, salvaguardia e valorizzazione di aree verdi, parchi, giardini, boschi, raccolta, stoccaggio, riciclaggio di rifiuti, gestione di impianti sportivi, attività di formazione professionale, assistenza tecnica e consulenza. Oltre la definizione statutaria delle proprie finalità, la Cooperativa, attraverso una comune riflessione nelle fasi di redazione del bilancio sociale, ha inteso individuare la sua reale missione, verificandone la adeguatezza rispetto alla propria storia, pur con la dovuta attenzione alla sua coerenza rispetto a quanto oggi essa è chiamata a fare nei confronti dei suoi portatori di interesse. Da qui la individuazione della seguente missione: promuovere l integrazione sociale, attraverso la solidarietà ai più deboli, per riaffermare i diritti di cittadinanza e partecipare al processo di sviluppo del territorio Per poter utilmente ed efficacemente perseguire tale missione, la Cooperativa si ispira a valori che, anch essi, sono frutto di una attività di identificazione condivisa: - Ascolto e dialogo - Trasparenza - Centralità della persona - Coinvolgimento - Partecipazione democratica - Sviluppo e valorizzazione delle competenze - Qualità - Innovazione. Particolare attenzione viene riservata alla qualità, intesa come costante attenzione al miglioramento continuo sia delle prestazioni e dei servizi, quanto dei processi organizzativi e delle persone che li interpretano nella quotidianità. La Cooperativa ha conseguito le seguenti certificazioni: - Certificato di conformità ISO (sistema di gestione della qualità aziendale) - n del 17/10/2006, revisione del 11/11/2010 scadenza 10/01/2013, certificato n. IT234666; - Certificato di conformità SA8000 (certificazione etica) - n del 14/11/2006, revisione del 18/10/2009 scadenza 17/10/2012, certificato n
18 I 25 anni della Cooperativa La Mimosa Grassano.. bianco in cima ad un alto colle desolato, come una piccola Gerusalemme immaginaria nella solitudine di un deserto.. così apparve Grassano a Carlo Levi quando vi giunse in un assolato giorno di agosto. Grassano è una cittadina lucana che fu molto segnata in passato da una forte emigrazione. Si partiva lasciandosi alle spalle il duro lavoro dei campi, spesso anche figli e moglie, per inseguire il sogno di una vita migliore per sé e la propria famiglia. Poi, finalmente, intorno agli anni 60, il sogno dell industria arrivò anche in Basilicata, in Val Basento, a pochi Km da Grassano. Più tardi ci furono anche molte assunzioni nel pubblico impiego grazie anche alla legge 285/77. Non ci volle molto per dimenticare il passato e il boom economico ubriacò la nostra gente. Ma i futuri soci de La Mimosa, essendo forse figli di un Dio minore, non potevamo fruire di questo momento favorevole in quanto, tra i requisiti fondamentali richiesti c era la raccomandazione! Qualcosa però accadde: un corso di formazione regionale gestito dalla ASL di Matera ci fece conoscere il mondo della salute mentale. La legge 180 era stata approvata da poco e veniva applicata a macchia di leopardo: nel potentino continuava a farla da padrone il grosso ospedale psichiatrico Don Uva, nel Materano invece, grazie all attività della Provincia, alcuni operatori del Centro di Igiene Mentale e alcuni cooperatori avevano dato vita alle prime case famiglia. Le risorse non erano tante, gli operatori sociale di cooperative prestavano la loro opera più per motivi ideologici e che per la remunerazione che percepivano. Noi ci lanciammo in quest avventura con l entusiasmo che solo a vent anni si può avere. Avevamo un sogno o meglio un utopia: il lavoro. Non volevamo lasciare la nostra terra, il nostro paese; volevamo lavorare ma lavorare qui, dove tutto è stato sicuramente più difficile ma aveva il profumo dei nostri affetti. Oggi, dopo 25 anni, di strada ne abbiamo fatta, e tanta. La piccola casa famiglia da dove tutto ebbe inizio resta il cuore della nostra avventura, ma non è che una delle tante attività svolte dalla nostra organizzazione; accanto alla casa famiglia abbiamo sperimentato e strutturato, nel tempo, le altre tipologie di servizi per la salute mentale, abbiamo avviato nel territorio provinciale l assistenza domiciliare integrata, i servizi ai minori ai portatori di handicap, fin nel capoluogo di regione, e oltre. Parallelamente il piccolo gruppo di pionieri della salute mentale, non solo è oggi più maturo, ma si è notevolmente ampliato condividendo la sua storia con tante, tante altre persone. Oggi, infatti, la nostra cooperativa, nata con 11 soci, conta ben 45 soci e offre opportunità di lavoro a circa 80 lavoratrici e lavoratori. Ciò nonostante, la sfida che cogliemmo 25 anni fa di r-esistere e lavorare nel nostro territorio non può ancora oggi dirsi vinta definitivamente. La precarietà, la marginalità dei servizi sociali e socio sanitari unita, negli ultimi anni, alle conseguenze di una delle più gravi crisi sociali ed economiche dei nostri tempi, ci costringono a rinnovare quotidianamente quella sfida. Ieri con l entusiasmo dei vent anni, oggi con la consapevolezza acquisita, raccogliamo ogni giorno questa sfida attingendo a piene mani a quell enorme e complicato propulsore di energia che è il gruppo di lavoro, dei soci, in una parola, la Cooperativa! 18
19 L assetto istituzionale In base a quanto previsto dall articolo 35 dello Statuto sociale, la Cooperativa è amministrata da un Consiglio di Amministrazione i cui componenti possono variare da tre a nove. La maggioranza dei consiglieri è scelta tra i soci cooperatori, oppure tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche. Gli Amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a quello previsto dalla legge e scadono alla data dell Assemblea convocata per l approvazione del bilancio relativo all ultimo esercizio della carica. La Base Sociale de La Mimosa I soci della cooperativa sono 45; nella compagine sociale, anche in sintonia con la storia della cooperativa, si registra una significativa presenza femminile, con 29 donne, per una percentuale pari al 64%. Interessante la ripartizione dei soci per classi di età, laddove emerge una incidenza percentuale degli under 35 pari al 53,3%. Per diventare socio è necessario avere esercitato almeno due anni di attività lavorativa in cooperativa. L Assemblea dei Soci viene convocata almeno una volta l anno per l approvazione del Bilancio economico e del Rendiconto Sociale. La presenza dei soci alle riunioni assembleari è solitamente ampia e partecipata, essendo frutto e segno di una effettiva condivisione della vita aziendale e di senso di responsabilità rispetto al proprio ruolo all interno dell organizzazione. 19
20 Riunioni dell Assemblea dei soci nell anno 2011 Data assemblea N. soci Soci partecipanti 26/05/ /11/ /12/ % Nel corso dell esercizio 2011 l Assemblea dei soci ha deliberato circa la trasformazione in cooperativa sociale a scopo plurimo, per rispondere in maniera sempre più adeguata ed appropriata ai bisogni di una parte importante dell utenza che la Società ha da tempo in carica come cooperativa di tipo A. In particolare, con tale modifica, la Società intende prioritariamente dare risposte agli utenti dei servizi residenziali e territoriali per la salute mentale: questa particolare categoria di utenza mostra, in maniera sempre più chiara ed evidente, di necessitare di risposte anche ai bisogni sociali, e fra questi, in primo luogo, la possibilità di un lavoro e di un reddito. Per l effettivo raggiungimento degli scopi di cui sopra, la cooperativa sarà impegnata nel necessario collegamento funzionale fra le attività di tipo A e di tipo B e, comunque, nel rispetto delle condizioni organizzative, anche di natura amministrativa, previste dalla legge, curando a tale proposito la netta separazione delle gestioni relative alle attività esercitate ai fini della corretta applicazione delle agevolazioni connesse dalla vigente normativa. Inoltre l assemblea ha deliberato circa il riconoscimento di Impresa Sociale e l ampliamento dell oggetto sociale. Consiglio di Amministrazione L organo amministrativo della Cooperativa La Mimosa è composto da sei soci lavoratori; nel corso del 2011 si è regolarmente riunito per complessive 15 sedute ed ha deliberato in merito a tutte le questioni di rilevanza amministrativa; particolare cura è stata riservata alla decisione circa la revisione delle spese in virtù della crisi economica e finanziaria. Componenti del Consiglio di Amministrazione Grazia Mazzone - Presidente Massimiliano Michele Celiberti Giuseppe Daraio Raffaella Mazzone Rosa Monaco Domenico Faliero 20
21 Nel rispetto di quanto previsto dall articolo 42 dello Statuto sociale, l attività di controllo contabile è esercitata da un revisore scelto dall Assemblea, il Dr. Giuseppe Arcieri di Potenza. Organizzazione La Cooperativa opera secondo un sistema organizzativo di tipo funzionale, in cui, alle funzioni di staff, si affiancano le aree di attività divise in tre ambiti: socio sanitario, socio assistenziale e socio educativo, coordinate dal responsabile della produzione. Data questa schematizzazione, l organizzazione aziendale è comunque improntata alla più ampia partecipazione, secondo logiche e sistemi che favoriscono una responsabilità diffusa, il ricorso costante al lavoro di gruppo, al confronto ricorrente e trasversale attraverso riunioni periodiche e formalizzate. Nel tempo, a motivo della crescita delle aree di impegno e proprio per far fronte ad esse nel modo più efficace ed efficiente possibile, la Cooperativa ha privilegiato un ampio coinvolgimento dei soci, allo scopo di creare e sviluppare un clima partecipato ed attivo e favorire un processo di valorizzazione delle persone e delle loro professionalità. Organigramma Aziendale Resp. Prev. E Protezione Pasquale Paladino Presidente Grazia Mazzone Resp. Gest. Qualità Maria Teresa Lomuscio Addetti Qualità Silvia Contini Resp. Produzione Giuseppe Daraio Resp. Amministrazione Grazia Mazzone Resp. HACCP Rosa Monaco Socio Sanitario Socio Assistenziale Socio Educativo Addetti amministrativi Domenico Faliero Nicola Bollettieri Assistenza Domiciliare Sanitaria (ADI) Assistenza Psichiatrica Servizi Sperimentali Area Handicap Area Minori Progetti Ludico Educativi 21
22 Le relazioni sociali Identificazione degli stakeholder Il processo di rendicontazione sociale fa riferimento all insieme dei soggetti con cui la Cooperativa entra quotidianamente in contatto, siano essi esterni o interni all organizzazione. La rilevanza sociale della Cooperativa è insita nelle attività che essa esercita e viene costantemente accresciuta dalle ricadute esercitate nel contesto in cui opera, anche in virtù della missione di promozione sociale che essa svolge, oltre all attività di impresa. In tal senso la Cooperativa è riuscita negli anni a coinvolgere una platea di soggetti, rispetto ai quali crea valore non solo economico ma anche sociale. I gruppi sociali con i quali l impresa ha attivato relazioni costituiscono i suoi interlocutori, i cosiddetti stakeholder, ossia coloro che influenzano e sono influenzati dalla sua attività. La chiara identificazione degli stakeholder, oltre ad essere un passaggio cruciale del presente Bilancio sociale, serve ad intercettarne le esigenze, in modo da orientare la gestione e la stessa missione aziendale. Il processo di rendicontazione sociale investe l insieme delle attività della Cooperativa ed analizza le ricadute di queste rispetto ai suddetti stakeholder. Il presente lavoro è perciò finalizzato ad indagare, per mezzo di indicatori di tipo quantitativo e qualitativo, le risultanze delle azioni della Cooperativa ed il valore creato a vantaggio degli stakeholder destinatari delle sue attività. 22
23 La MAPPA degli Stakeholders Sistema delle relazioni istituzionali altre istituzioni - Sistema sanitario - Comuni - Province - Regioni Consorzi - Centrale Cooperativa Sistema Associativo esterni Interni Stakeholders Sistema economico-produttivo Sistema sociale Scuola - Associazioni - Pro Loco - Fruitori Fornitori - Clienti - Sistema Finanziario - altre cooperative 23
25 I servizi e gli utenti La complessità dei servizi che eroga la Cooperativa non possono prescindere da un attento monitoraggio dell andamento degli stessi. Per tale ragione, ai fini della pianificazione delle attività e del riesame periodico delle stesse, ci si avvale di report relativi all andamento dei servizi oltre che di indagini mirate a rilevare i bisogni dell utenza ed il livello di gradimento del servizio erogato. Obiettivo permanente dell organizzazione, nella realizzazione e nella erogazione dei servizi, è l applicazione della metodologia conosciuta come Plan, Do, Check, Act (pianifica attua verifica - adotta azioni di miglioramento), ovvero adottare un approccio sistemico alla gestione che realizzi il miglioramento continuo. Attualmente la cooperativa La Mimosa è in fase di sperimentazione, e quindi di maggiore definizione, di programmi innovativi tesi alla ulteriore qualificazione del servizio sia rispetto all utilizzo di nuove tecnologie informatiche che riguardo alla tipologia di servizi resi all utenza. A titolo esemplificativo, l innovazione tecnologica, attraverso l utilizzo di software gestionali personalizzati e palmari, è finalizzata a garantire una raccolta dati e successiva elaborazione sempre più professionali e rispondente alle diverse esigenze di analisi del servizio; l ampliamento dell offerta di servizi resi al domicilio, quali la distribuzione dei farmaci, i prelievi ematochimici e la relativa consegna dei referti rimandano alla logica della presa in carico globale dell utente. Di seguito si illustrano le attività realizzate dalla Cooperativa, con particolare attenzione agli esiti delle stesse per l anno Come già detto, l impresa svolge un capillare e costante lavoro di monitoraggio delle attività, anche mediante la redazione di report periodici che registrano quanto realizzato, evidenziando i punti di forza, le criticità, i rimedi e le soluzioni che consentono il miglioramento costante della qualità dei servizi. Per ulteriori approfondimenti relativi alle attività descritte si rimanda pertanto a tali documenti. 25
26 Assistenza sanitaria domiciliare Nel paragrafo si presentano alcuni dati relativi all annualità 2011; nell anno sono stati trattati utenti su una popolazione di riferimento di circa abitanti, con una riduzione di circa il 15,5% rispetto all anno precedente, confermando un andamento negativo già verificato nel periodo precedente. Utenza trattata per distretto sanitario Distretto Sanitario n. abitanti (anno 2006) n. utenti trattati nel periodo di riferimento Pisticci Stigliano Policoro Tursi Totale Utenza trattata nell ultimo biennio Anno Popolazione residente Popolazione trattata % utenza trattata ,35% ,59% Variaz. % 2010/ ,50% Le tipologie di prestazioni erogate consistono in: - trattamenti infermieristici, - trattamenti fisioterapici, - distribuzione farmaci e referti dei prelievi ematochimici effettuati al domicilio. OPERATORI IMPIEGATI (n. medio): n. 24 Infermieri Professionali n. 13 Fisioterapisti n. 3 Addetti alla distribuzione dei farmaci n. 4 referenti tecnici n. 1 Coordinatore Negli ultimi quattro anni è evidente una sensibile diminuzione del numero di casi trattati che si è attestato a circa utenti nel biennio , a fronte di una media di utenti nel periodo La distribuzione dell utenza per territorio è la seguente: 32,2% Pisticci, 23,7% Stigliano, 29,5% Policoro e 14,4% Tursi. L utenza in trattamento ADI è prevalentemente anziana. In particolare, si evidenzia come la fascia d età 26
27 fortemente prevalente è quella degli over 75 (circa il 73%) che, sommata alla fascia d età 65-74, rappresenta l 91% circa della popolazione in trattamento. La distribuzione per sesso dell utenza in trattamento (39% maschi e 61% femmine) ha visto un incremento del genere maschile dell 1% rispetto al L incidenza della patologia per l utenza in ADI fa registrare una prevalenza di malattie temporaneamente invalidanti (circa 24%), vasculopatia il 21,5% circa e neurologiche (circa 20%). L utenza in fascia critica (malati terminali, SLA, distrofia muscolare, pazienti con necessità di nutrizione parenterale, supporto ventilatorio invasivo, stato vegetativo, particolari condizioni che richiedono accessi tutti i giorni o più accessi giornalieri) rappresenta circa l 11% della popolazione in trattamento a fronte dell 8% dell anno precedente. 27
28 L utenza occasionale rappresenta circa il 27% simile al 2010; in questa fascia sono compresi interventi professionali occasionali (cateterismo vescicale, prelievo ematico) i cui utilizzatori sono prevalentemente utenti con una patologia oncologica non in fase terminale e che, per questo, hanno una patologia cronica. Gli utenti oncologici rappresentano il 17% degli utenti in trattamento, dei quali il 3,43% terminali che rientrano nella fascia assistenziale critica, ovvero hanno un accesso tutti i giorni compresi i festivi o più accessi giornalieri; il 13,54% di essi fruisce sia del servizio in fascia assistenziale occasionale, con modalità cronica in quanto affetti da patologie stabilizzate nel tempo, sia in cure domiciliari integrate. La Qualità percepita L implementazione di indagini strutturate con frequenza trimestrale consente di leggere con continuità i mutamenti che si realizzano nella erogazione del servizio e, quindi, individuare gli aspetti sui quali intervenire per garantire comunque adeguati standard qualitativi. L indagine condotta è relativa all utenza d intensità assistenziale in cure domiciliari integrate tralasciando gli utenti in fascia occasionale o ciclico programmate. I parametri di valutazione considerati sono i seguenti: - tempi d attesa nella presa in carico (percezione dell utenza e attesa reale); - disponibilità degli operatori a concordare l orario della prestazione con l utente; - grado di soddisfazione rispetto all operatore assegnato; - tempi di permanenza degli operatori al domicilio dell utente. Integrazione socio sanitaria La tematica dell integrazione, (socio-sanitaria, interistituzionale, pubblico privato sociale), ha caratterizzato il lavoro svolto nell anno 2011 dal gruppo di lavoro A.D.I. che si occupa del coordinamento e della qualità. Finalità di tale percorso è stata la stimolazione alla partecipazione attiva, il protagonismo dei diversi soggetti del territorio, la progettazione dal basso, così come richiesto dalla legislazione di riferimento L. 328/2000, ed in particolare L.R. 04/2007, favorendo un processo partecipato, utilizzando la metodologia del Tavolo di lavoro tematico, individuando pochi obbiettivi realizzabili. Nell annualità 2011 gli sforzi si sono concentrati essenzialmente sul tema dell implementazione del nuovo modello organizzativo delle cure domiciliari e palliative previste dalle nuove linee guida regionali A.D.I. del giugno Gli incontri, organizzati dal Centro di coordinamento delle cure domiciliari e palliative dell ex ASL 5 di Montalbano Jonico in collaborazione con la Cooperativa La Mimosa, hanno visto la presenza dei medici di medicina generale, degli operatori e dei responsabili dei Distretti Sanitari. In particolare si è posta l attenzione sul tema della omogeneità del servizio sull intero territorio ASM, ed in particolare sui seguenti argomenti: 28
29 - criteri di accesso alle Cure Domiciliari; - centralità del medico di medicina generale nel sistema delle Cure Domiciliari; - appropriatezza degli interventi prescritti a domicilio; - uniformità sull intero territorio aziendale delle procedure; - azioni di sburocratizzazione inerenti le procedure di attivazione del servizio: immissione, variazione/rinnovo del piano individualizzato terapeutico. Nel corso del 2011 sono stati realizzati sei seminari, nel mese di aprile in occasione del Report 1 Trimestre, nel mese di luglio in occasione del Report 2 Trimestre. La partecipazione attiva di molti medici di medicina generale ai tavoli, tenuto conto della particolarità dell esperienza, è stata abbastanza soddisfacente; disomogenea tra i vari territori distrettuali, essa ha raggiunto il massimo nel Distretto di Policoro con il 54% circa di partecipanti e il minimo nel Distretto di Stigliano con il 27%. Partecipazione tavoli territoriali tematici - Scheda di sintesi - Territorio distrettuale di riferimento 1 incontro del I trimestre n presenze 2 incontro del II trimestre n presenze Totale dei partecipanti Totale M.M.G. % partecipanti Pisticci % Stigliano % Policoro % Tursi % Totali % Note: il totale dei partecipanti è inferiore alla somma dei due incontri in quanto alcuni MMG hanno partecipato ad entrambi gli incontri. Servizi complementari aggiuntivi L implementazione di servizi aggiuntivi complementari, nella logica della presa in carico globale dell utente, ha spinto la cooperativa a strutturare alcuni servizi avviati sperimentalmente negli anni scorsi quali: a. distribuzione farmaci a domicilio, b. consegna campioni biologici ai laboratori analisi del presidio ospedaliero e consegna dei referti a domicilio. I benefici che ne derivano sono evidenti sia per l utente che per chi esegue la prestazione, dunque una maggiore razionalizzazione organizzativa e nell utilizzo dei farmaci, evitando peraltro l accesso, a volte disagevole, dei familiari presso i laboratori analisi ospedalieri. 29
30 Metodologia di lavoro di gruppo L integrazione con il servizio pubblico si realizza attraverso momenti strutturati d incontro: a. partecipazione dello staff di coordinamento della Cooperativa alle riunioni del Centro coordinamento cure domiciliari e palliative. L incontro ha cadenza settimanale ed è finalizzato alla programmazione generale del servizio, l adozione di procedure relativa alle immissioni/dimissioni, variazioni piano individualizzato terapeutico valutazioni e rendicontazione delle attività. b. incontri di reportistica trimestrale. A questi incontri partecipano tutti gli attori coinvolti nel servizio: gruppi di lavoro territoriali cooperativa, referenti distrettuali, componenti Centro coordinamento cure domiciliari e palliative, specialisti ospedalieri. Al fine di favorire la più ampia partecipazione il Responsabile del Centro coordinamento cure domiciliari e palliative. convoca gli incontri territorialmente nelle sedi dell unità sanitaria integrata di base, rendendoli aperti a tutti coloro che, a vario titolo, sono interessati. Incontri di autoformazione e manutenzione dei gruppi di lavoro si svolgono in modalità diverse: - incontri distrettuali: partecipano i singoli gruppi di lavoro territoriali afferenti all unità sanitaria integrata di base di riferimento, ciascun gruppo realizza un incontro mensile (referente-operatori), prevalentemente di carattere organizzativo. Questi incontri vengono organizzati in tempi diversi e comunque entro i primi 5 giorni del mese in quanto servono anche per la raccolta del materiale di rendicontazione delle attività mensile fatte oltre ad affrontare le tematiche relative alle risorse umane: organizzazione ferie, bilanciamento carichi di lavoro, azioni di mutualità trasversale, scambio esperienziale tra le Unità operative territoriali. - incontri in plenaria: partecipa l intero gruppo di lavoro e tutto lo staff di coordinamento della cooperativa; viene realizzato nella 3 decade del mese. Questo incontro ha assunto nel corso degli anni una rilevanza importantissima determinata dalle caratteristiche peculiari del servizio stesso. La gestione del servizio ADI è caratterizzata da una grande mobilità sul territorio con notevoli distanze tra loro (17 comuni con innumerevoli aggregati urbani sparsi sul territorio); da una notevole flessibilità dell orario lavorativo nelle 12 ore di copertura del servizio ; da una fortissima tensione emotiva dell operatore determinata dal carico di responsabilità nell affrontare e risolvere taluni problemi in totale solitudine. Su questa base è stato strutturato il suddetto spazio di incontro-confronto fra operatori per prevenire il burn-out, sostenerli nella difficoltà del lavoro e favorire la partecipazione attiva alla vita democratica della cooperativa. 30
31 Rappresentazione sintetica delle diverse tipologie d'incontro Tipologia e caratteristica Partecipanti Cadenza Sede Incontro di coordinamento integrato CCCDP: è finalizzato alla programmazione generale del servizio, l adozione di procedure relativa alle immissioni/dimissioni, variazioni PIT valutazioni e rendicontazione delle attività. Responsabile CCCDP ASM Montalbano J.co, Referente unico tecnico per l'attuazione del progetto; per obiettivi specifici: membri CCCDP e referenti territoriali coop. Settimanale: ogni giovedì Montalbano Jonico REPORT trimestrali: lo scopo di tali attività sono essenzialmente la rendicantazione sociale agli attori del servizio e il coinvolgimento attivo dei MMG e degli specialisti ospedalieri A questi incontri partecipano tutti gli attori coinvolti nel servizio: gruppi di lavoro territoriali coop, referenti distrettuali, componenti CCCDP, MMG, specialisti ospedalieri. Trimestrali: Gennaio, Aprile, Luglio, Ottobre. Sedi USIB: Pisticci, Policoro, Stigliano Incontri distrettuali: sono prevalentemente di carattere organizzativo. Viene effettuata la raccolta del materiale di rendicontazione delle attività mensile fatte, oltre ad affrontare le tematiche relative alla R.U.: organizzazione ferie, bilanciamento carichi di lavoro, azioni di mutualità trasversale, scambio esperienziale tra le UOT. A questi incontri partecipa il gruppo di lavoro territoriali: Referente tecnico coop., UOT coop. dim riferimento della USIB, inoltre sono invitati strutturati il Responsabile della USIB e il referente del servizio ADI dell'usib. Mensile: entro i primi 5 giorni del mese. Sedi USIB: Pisticci, Policoro, Stigliano Coordinamento tecnico: è finalizzato alla programmazione degli incontri "plenari". Coordinatore ADI, Psicologa dello Staff di coordinamento della cooperativa, Referenti territoriali Cooperativa. Mensile: nella 2 decade del mese. Sede coop.: Grassano Plenaria: è uno spazio di incontro-confronto tra tutti gli operatori impegnati nel servizio, momento formativoinformativo e di partecipazione alla vita democratica della cooperativa. A questi incontri partecipa l'intero staff di coordinamento e l'intero gruppo di lavoro della cooperativa. Mensile: nella 3 decade del mese. Sede coop.: Montalbano Jonico Monitoraggio e gestione servizio ADI: ha lo scopo di verificare l'andamento del servizio in tutti i suoi aspetti. Staff di coordinamento della cooperativa Settimanale: ogni lunedì Sede coop.: Grassano 31
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 ART. 21
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