Source: http://quotidianoentilocali.ilsole24ore.com/art/edilizia-e-appalti/2015-07-08/i-casi-e-soluzioniper-enti-locali-174545.php?uuid=ABkrQFk
Timestamp: 2018-07-19 22:48:37+00:00

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Quiete pubblica e rumori
È illegittima l'ordinanza del Comune che ha vietato ai titolari di attività economiche con uso di strumenti sonori di non superare i limiti stabiliti dalla legge 447/1995 e di cessare le attività alle ore 1:00, con deflusso delle persone sino alle ore 1:30.
Tar Campania, Salerno, sezione 2, sentenza 29 giugno 2015, n. 1477
La sentenza ha motivato che l'ordinanza non è stata preceduta da un controllo delle attività e da un'istruttoria rivolta a verificare se queste attività superavano i limiti sonori previsti dalla legge.
Area occupata da nomadi
È illegittima l'ordinanza del Sindaco che ha ordinato, alla società proprietaria di un'area occupata da nomadi, di delimitare e bonificare l'area dai rifiuti e da oggetti potenzialmente pericolosi e maleodoranti.
Tar Lombardia, Milano, sezione 3, sentenza 29 giugno 2015, n. 1482
La sentenza ha motivato che il proprietario di un'area non può procedere a sgomberare il terreno o asportare i beni presenti senza il consenso degli altri soggetti interessati.
Ai verbali degli Ispettori del lavoro
È legittimo il diniego della Direzione Provinciale del Lavoro alla richiesta del datore di lavoro di avere copia dei verbali di accertamento, se non sono indicate le ragioni della propria tutela giurisdizionale in contrasto con le pretese dei lavoratori che erano state espresse nei verbali.
Tar Veneto, Venezia, sezione 3, sentenza 1 luglio 2015, n. 763
La sentenza ha precisato che questo diniego tutelava la riservatezza dei lavoratori e il richiedente poteva tutelare i propri interessi anche senza questo accesso alle dichiarazioni dei lavoratori.
Prova del danno e onere della prova
Il ricorrente che chiede il risarcimento del danno per cattivo esercizio della funzione pubblica deve fornire la prova dei fatti che sono alla base della domanda.
Cons. Giust. amm. Regione Sicilia, sezione giur., sentenza 23 giugno 2015, n. 460
La sentenza ha precisato che il giudizio risarcitorio deve tenere conto dell'articolo 2697 del Codice civile e degli articoli 63, comma 1 e 64, comma 1 del Codice del processo amministrativo, che prevedono entrambi che chi agisce in giudizio ha l'onere della prova.
Inadempienza di altra impresa
Non è legittima l'esclusione da una gara d'appalto di una società se la risoluzione per inadempimento di un precedente appalto era imputabile ad "altra" società che faceva parte del Rti (Raggruppamento temporaneo d'imprese).
Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 26 giugno 2015, n. 3241
La sentenza ha precisato che la stazione appaltante ha ritenuto che a carico della società non era imputabile alcun inadempimento, e che questa valutazione discrezionale non era viziata da illogicità o errore sui fatti.
Risarcimento per revoca del bando
È inaccoglibile la domanda di risarcimento per responsabilità precontrattuale della Pa, se la stazione appaltante ha revocato il bando di gara perché la situazione economica dell'ente appaltante era diventata precaria.
Tar Veneto, Venezia, sezione 1, sentenza 26 giugno 2015, n. 740
La sentenza ha ritenuto che la revoca era giustificata dalla necessità del risparmio di spesa e dalle "mutate condizioni delle risorse finanziarie disponibili"; in conseguenza, il "danno" non poteva essere considerato "ingiusto", ai sensi dell'articolo 2043 del Codice civile.
Perdita di "chance" e risarcimento
Il ricorrente, per ottenere il risarcimento del danno per perdita di "chance", deve dimostrare anche in modo presuntivo che avrebbe avuto - almeno per il 50% - la possibilità di ottenere l'appalto.
La sentenza ha precisato che la valutazione del danno, stabilita in via equitativa dall'articolo 1226 del Codice civile, presuppone che sia provata l'esistenza di un danno risarcibile.
Pulizia in un'Asl e iscrizione alla Camera di commercio
La partecipazione ad una gara per il servizio di pulizia in un'Azienda Ospedaliera, non è condizionata all'iscrizione alla Camera di commercio per i "servizi di pulizia ospedaliera".
Consiglio di Stato, sezione 3, sentenza 2 luglio 2015, n. 3285
La sentenza ha precisato che è sufficiente che tale attività di pulizia sia considerata, come attività prevalente, nell'oggetto sociale della società aggiudicataria, e l'attività prevalente non può essere determinata in base alla classificazione delle attività economiche "ATECO", che hanno solo rilievo statistico.
Revoca per attività di attestazione
È legittima la revoca disposta dall'Autorità Nazionale Anticorruzione nei confronti di una SOA (Società organismo di attestazione) se quest'ultima ha beneficiato di finanziamenti da parte di soggetti estranei.
Consiglio di Stato, sezione 6, sentenza 2 luglio 2015, n. 3290
Secondo i giudici, ciò ha determinato la violazione dei princìpi di indipendenza, assenza di interessi, trasparenza e correttezza della gestione.
Indennità agricola negata
È legittimo l'atto del Commissario del Governo per l'emergenza della "brucellosi", che ha subordinato l'erogazione dell'indennità per l'abbattimento dei bovini affetti da questa malattia, all'assenza di informazioni sfavorevoli antimafia.
Tar Lazio, Roma, sezione 1, sentenza, 30 giugno 2015, n. 8747
La sentenza ha precisato che questo "indennizzo" (previsto dall'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2007, n. 3634) è sottoposto alle norme della legge antimafia.
Affidamento in concessione dell'igiene urbana
Il servizio di igiene urbana del Comune è affidato in regime di concessione, perché: è un servizio pubblico locale (articolo 198 del Dlgs 152/2006); è rivolto alla collettività; e ha - diversamente dal contratto di appalto che ha un rapporto bilaterale - un rapporto trilaterale (amministrazione, gestore e utenti).
Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 15 giugno 2015, n. 2958
La sentenza ha stabilito, in base a queste precisazioni, che le controversie relative a queste concessioni sono di competenza del Giudice ordinario.
Certificato di gestione presentato in ritardo
È legittima la sanzione stabilita dal Prefetto nei confronti di un Comune che ha presentato in ritardo il certificato di gestione previsto dall'articolo 243, commi 2-bis e 5 del Testo unico per gli enti locali che si riferisce agli enti locali strutturalmente deficitari e tale sanzione è calcolata sull'1% delle entrate che risultano dal certificato di bilancio.
Tar Calabria, Catanzaro, sezione 1, sentenza 27 giugno 2015, n. 1142
La sentenza, che ha ampiamente motivato sull'interpretazione del citato articolo 243, ha ritenuto che il Comune non aveva dato tempestivamente la prova di avere rispettato i livelli minimi di copertura dei costi di gestione.
Sostituzione di un pilastro
È illegittimo l'ordine di demolizione di un pilastro in cemento armato che sostituiva un precedente pilastro in ferro, che era di dimensioni più ridotte.
Tar Campania, Napoli, sezione 4, sentenza 3 luglio 2015, n. 3563
Tale opera non può essere qualificata come "ristrutturazione edilizia", che richiede il permesso di costruire e che - nel caso di violazione - consente l'ordine di demolizione, ma deve essere considerata come "manutenzione straordinaria", che non modifica l'organismo edilizio.
Tutela dei terzi e Dia o Scia
I terzi titolari di un interesse qualificato, leso da opere iniziate con Denuncia di inizio attività (Dia) o con la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), possono sollecitare l'Amministrazione a compiere le verifiche e agire in giudizio contro il silenzio.
Tar Piemonte, Torino, sezione 2, sentenza 1 luglio 2015, n. 1114
La sentenza non ha seguito l'orientamento dell'Adunanza plenaria nella sentenza n. 15/2011, e ciò a causa delle modifiche introdotte, nell'articolo 19 della legge 241/1990, dal Dl 133/2014, convertito nella legge 164/2014.
Per la "piena" di un corso d'acqua
Le controversie relative al progetto dei lavori per limitare il rischio idraulico della "piena" di un corso d'acqua sono di competenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche.
Tar Liguria, Genova, sezione 1, sentenza 1 luglio 2015, n. 616
La sentenza ha precisato che il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche è competente a decidere anche sugli altri provvedimenti (es. diniego di edificabilità per le "zone esondabili") o sulle occupazioni d'urgenza che riguardano opere che sono "correlate al demanio idrico".
Dirigenti - Bando di concorso
Deve essere considerato "ragionevole" il bando che ammette al concorso per Dirigenti soltanto i candidati con un'anzianità di servizio da 3 a 5 anni, o che avevano svolto incarichi dirigenziali o equiparati, conferiti sulla base di contratti di lavoro subordinato.
Cons. Giust. amm. Regione Sicilia, sentenza 9 giugno 2015, n. 430
La sentenza ha precisato che il bando è coerente con l'articolo 28 del Testo Unico 165/2010, che stabilisce al comma 2: "Al concorso possano essere ammessi i dipendenti di ruolo delle Pubbliche amministrazioni … che abbiano compiuto almeno 5 anni di servizio …", oppure gli specializzandi "… con almeno 3 anni di servizio".
Revoca incarichi e competenza giurisdizionale
Le controversie relative alla revoca di incarichi conferiti a Dirigenti comunali, causata da errori progettuali per le opere pubbliche accertati dall'Anac (Autorità nazionale Anticorruzione), sono di competenza del giudice ordinario.
Tar Sicilia, Catania, sezione 1, sentenza 1 luglio 2015, n. 1850
La sentenza ha precisato che il provvedimento di revoca "ha operato sull'ulteriore svolgimento del contratto di prestazione d'opera professionale" e non "sull'originario conferimento dello stesso", e non vi è stato l'esercizio di un potere autoritativo.
Progressioni verticali tra aree diverse
Le progressioni tra aree diverse possono avere luogo soltanto con concorso pubblico o cone scorrimento di graduatoria di concorsi pubblici già espletati.
Consiglio di Stato, sezione 3, sentenza 2 luglio 2015, n. 3284
La sentenza ha precisato che - dopo che sono entrati in vigore gli articoli 24 e 62 del Dlgs 150/2009 - non si può più ricorrere a procedure selettive interne.
Vitalizio e Corte dei conti
È competente il giudice ordinario a giudicare sulla responsabilità amministrativa dei Consiglieri regionali che hanno utilizzato in modo non istituzionale i finanziamenti pubblici ottenuti dai Gruppi consiliari.
Corte dei conti, sezione giur. Regione Lombardia, sentenza 24 giugno 2015, n. 117
La Corte ha precisato che questo cosiddetto "vitalizio" non ha natura pensionistica, è una "mera indennità di carica" e si tratta quindi di diritto soggettivo di natura non previdenziale, di competenza dell'autorità giudiziaria ordinaria.

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