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⭐Linee guida relative ad impianti esistenti per le attività rientranti nelle categorie IPPC:
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Elisa Maria Teresa Capelli
1 Linee guida recanti i criteri per l individuazione e l utilizzazione delle migliori tecniche disponibili ex art. 3, comma 2 del decreto legislativo 372/99 Linee guida relative ad impianti esistenti per le attività rientranti nelle categorie IPPC: 5 Gestione dei rifiuti [Impianti di trattamento chimico fisico (Ph-c) dei rifiuti solidi]2 Sommario A-SCOPI E OBIETTIVI...8 B - IDENTIFICAZIONE DELLA NORMATIVA AMBIENTALE RILEVANTE DI SETTORE...10 B.1 NORMATIVA COMUNITARIA...10 B.2 NORMATIVA NAZIONALE...12 C - RICOGNIZIONE DELLA SITUAZIONE DEL SETTORE, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE SPECIFICITÀ DEL TESSUTO INDUSTRIALE NAZIONALE D - DESCRIZIONE DEL PROCESSO DI PRODUZIONE, DEGLI EVENTUALI SOTTOPROCESSI E DEGLI IMPIANTI PER I QUALI SONO ANALIZZATE LE MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI...20 D1 - INERTIZZAZIONE...20 D 1.1 Introduzione...20 D1.2 Processi a base di cemento...20 D1.3 Processi a base di calce...21 D1.4 Processi a base di argilla...21 D1.5 Processi a base di sostanze termoplastiche...21 D1.6 Processi a base di polimeri organici...22 D1.7 Processi a base di composti macroincapsulanti...22 D1.8 Vetrificazione...22 D1.9 Altri processi...22 D Meccanismi chimico-fisici di processo...22 D Processi a base di reagenti inorganici - Meccanismi chimico- fisici di processo.22 D Processi a base di reagenti organici - Meccanismi chimico fisici di processo...24 D.1.11 Vantaggi e svantaggi dei trattamenti di inertizzazione...25 D.2 - I TRATTAMENTI TERMICI...26 D Desorbimento termico e termodistruzione...27 D Modalità di riscaldamento del terreno...28 D Vantaggi e svantaggi del desorbimento termico...28 D PROCESSI DI VETRIFICAZIONE/VETROCERAMIZZAZIONE...29 D Processo di vetrificazione...29 D Processo di vetroceramizzazione...29 D.3 ESTRAZIONE DEI CONTAMINANTI DAL TERRENO3 D 3.1 Descrizione delle tecnologie di estrazione...30 D 3.2 Post-trattamenti nel processo di estrazione...31 D.3.3 Vantaggi e vantaggi delle tecniche di estrazione...31 D.4 STRIPPAGGIO...33 D.4.1 Vantaggi e svantaggi dello strippaggio...34 D.5 ELETTROCINESI...35 D.6 SEPARAZIONE MECCANICA...36 D.7 TRATTAMENTI DI DISIDRATAZIONE DEI FANGHI...36 D.8 GESTIONE DEI RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO...38 E - DESCRIZIONE DELLE ANALISI ELABORATE IN AMBITO COMUNITARIO PER LA INDIVIDUAZIONE DELLE BAT, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO, OVE DISPONIBILI, ALLE CONCLUSIONI DEI BREF E1 - CONCETTO GENERALE DI MIGLIORI TECNICHE E TECNOLOGIE PER LO SPECIFICO SETTORE...42 E2 - ASPETTI TECNICI E TECNOLOGICI DELLO SPECIFICO SETTORE - CONCLUSIONI DEL BREF E2.1 Processi di Trattamento chimico-fisico dei rifiuti solidi -Conclusioni del Bref...43 E Estrazione e separazione...43 E Trattamenti termici...44 E Separazione meccanica...44 E Inertizzazione...45 E2.1.5 Disidratazione dei fanghi...46 E Desorbimento termico...47 E2.2 - Migliori tecniche e tecnologie di trattamento chimico-fisico dei rifiuti solidi...47 E2.2.1 Operazioni preliminari...47 E Attività di laboratorio...49 E Inertizzazione...49 E Solidificazione con cemento...51 E Stabilizzazione con fosfato...53 E Trattamento termico dei rifiuti solidi...53 E Tecniche da considerare per il trattamento delle scorie...55 E3 - ASPETTI AMBIENTALI...55 E.3.1 Impatto sull ambiente...55 E3.2 - Emissioni negli impianti di trattamento chimico fisico dei rifiuti solidi...56 E3.3 Produzione dei rifiuti negli impianti di trattamento chimico-fisico4 E3.4 - Aspetti ambientali: analisi dei rischi...61 E I fattori di rischio...61 E Misure di prevenzione e protezione...62 E L inquinamento acustico...62 F - APPROFONDIMENTO, OVE NECESSARIO, DELLE TECNICHE ANALIZZATE NEL BREF COMUNITARIO E DEFINIZIONE, OVE POSSIBILE, DEL RANGE DI PRESTAZIONE DELLE DIVERSE TECNICHE F.1 - Trattamenti di cementificazione a base neutra...63 F 1.1 Processo CHEMIFIX...63 F 1.2 Processo LITOSINTESI...64 F 1.3 Processo SEALOSAFE-STABLEX...65 F 1.4 Processo PETRACEM...66 F.2 - Trattamenti di cementificazione a base acida...66 F 2.1 Processo SOLIROC...66 F.3 - Trattamenti a base di calce...67 F Processo PETRIFIX...67 F Processo CIRIBELLE...68 G - IDENTIFICAZIONE DI EVENTUALI TECNICHE ALTERNATIVE E DEFINIZIONE, OVE POSSIBILE, DEL RANGE DI PRESTAZIONE DI TALI TECNICHE...71 G1 - AUTOCEMENTAZIONE...71 G2 - PROCESSO CON PRODUZIONE DI MINERALI O MATERIALI CERAMICI SINTETICI...71 G3 PROCESSO A BASE DI CENERI VETRIFICATE...72 G4 PROCESSO DI INGLOBAMENTO IN UNA MATRICE DI RIVESTIMENTO...72 G5 SISTEMA AL PLASMA...72 H - DEFINIZIONE DELLA LISTA DELLE MIGLIORI TECNICHE PER LA PREVENZIONE INTEGRATA DELL INQUINAMENTO DELLO SPECIFICO SETTORE IN ITALIA...74 H.1 - MIGLIORI TECNICHE E TECNOLOGIE COMUNI A TUTTE LE TIPOLOGIE DI IMPIANTO...76 H Configurazione base di un impianto...77 H 1.2 Ricevimento e Stoccaggio...77 H 1.3 Movimentazione...78 H 1.4 Pretrattamenti5 H 1.5 Migliori Tecniche e tecnologie di Trattamento chimico fisico dei rifiuti solidi...78 H 1.6 Post trattamenti...79 H 1.7 Manutenzione...79 H 1.8 Accorgimenti per limitare la diffusione di rifiuti negli ambienti di lavoro...79 H 1.9 Limitazione delle emissioni...79 H. 2 MIGLIORI TECNICHE DI GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO CHIMICO - FISICO...80 H 2.1 Piano di gestione operativa...80 H.2.2 Programma di sorveglianza e controllo (PSC)...81 H.3 - STRUMENTI DI GESTIONE AMBIENTALE...81 H Personale...81 H Benchmarking...81 H Certificazione...81 H Sistemi di supervisione e controllo...81 H Comunicazione e consapevolezza pubblica...82 H.4 - ASPETTI DI PIANIFICAZIONE E GESTIONE...82 H Ubicazione dell impianto...82 H Trasporti e collegamento al sistema viario...82 H.5 INDICAZIONI SPECIFICHE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO...82 I. ANALISI DELL APPLICABILITÀ AD IMPIANTI ESISTENTI DELLE TECNICHE DI PREVENZIONE INTEGRATA DELL INQUINAMENTO ELENCATE AL PUNTO PRECEDENTE, ANCHE CON RIFERIMENTO AI TEMPI DI ATTUAZIONE...85 I1. - APPLICAZIONE DELLE BAT...85 I1.1 - Le dimensioni dell impianto...85 I1.2 - L età dell impianto...85 I1.3 - Le caratteristiche dei rifiuti trattati...85 I1.4 - Presenza di vincoli di carattere tecnico...85 I2- INTERVENTI PER L APPLICAZIONE DELLE BAT...85 J - FATTIBILITÀ ECONOMICA DELLE TECNICHE ELENCATE ANALIZZATA ATTRAVERSO ANALISI COSTI-BENEFICI...87 K - DEFINIZIONE DEI CRITERI DI INDIVIDUAZIONE E UTILIZZAZIONE DELLE MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI...88 K1 - LA DEFINIZIONE DI BAT...88 K1.1 - La direttiva 96/61/CE6 K1.2 - Impatto ambientale e rischi...88 K1.3 - Fattibilità tecnico-economica...88 K1.4 - Processo decisionale per l individuazione delle BAT...88 K2 - CRITERI DI INDIVIDUAZIONE DELLE BAT...88 K2.1 - Impiego di tecniche a scarsa produzione di rifiuti...88 K2.2Impiego di sostanze meno pericolose...89 K3 - PROCESSI, SISTEMI O METODI OPERATIVI SPERIMENTATI SU SCALA INDUSTRIALE...89 K4 - PROGRESSI IN CAMPO TECNICO E EVOLUZIONE DELLE CONOSCENZE IN CAMPO SCIENTIFICO...89 K5 - NATURA, EFFETTI E VOLUME DELLE EMISSIONI...89 K6 - MESSA IN FUNZIONE DEGLI IMPIANTI NUOVI O ESISTENTI...89 K7 - TEMPO RICHIESTO PER L ADOZIONE DI UNA MIGLIORE TECNICA DISPONIBILE...89 K8 - CONSUMO DI RISORSE...89 K9 - PREVENZIONE E RIDUZIONE DELL'IMPATTO GLOBALE SULL'AMBIENTE...89 K10 - PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI E MINIMIZZAZIONE DEGLI EFFETTI...90 L GLOSSARIO...91 L1 - ABBREVIAZIONI E ACRONIMI7 PREMESSA Il presente documento riassume le proposte del Gruppo Tecnico Ristretto (GTR) sulla gestione dei rifiuti, istituito dalla Commissione Nazionale ex art. 3 comma 2 del D.Lgs 372/99, nell ambito delle attività inerenti la redazione delle linee guida per l individuazione delle migliori tecniche disponibili, meglio note con l acronimo inglese di BAT ( Best Available Techniques ), ai fini del rilascio, da parte delle autorità competenti nazionali e regionali, dell autorizzazione integrata ambientale (AIA). Il GTR risulta così costituito: - dott.ssa Rosanna Laraia (APAT, coordinatore) designata dal Ministero dell ambiente e della tutela del territorio - dott. Fabrizio De Poli (MATT) designato dal Ministero dell ambiente e della tutela del territorio - dott. Marco Di Basilio (ISPESL) e dott.ssa Loredana Musmeci (ISS), designati dal Ministero della salute - ing. Giuseppe Di Masi, designato dal Ministero delle attività produttive - dott. Guido Morini e dott. Paolo Cesco designati da Confindustria Il documento è stato elaborato nell'ambito del sottogruppo "Impianti di trattamento chimico-fisico dei rifiuti solidi" al quale hanno partecipato, oltre alla dott.ssa Rosanna Laraia, coordinatore del GTR, i seguenti esperti : - Ing. Nadia Cipriani (APAT) - Dott. Andrea Massimiliano Lanz (APAT) - Dott.ssa Francesca Lucignano (APAT) - Ing. Roberto Spampinato (APAT). Ha collaborato ai lavori il dott. Renato Bargna (ECODECO). 78 A-Scopi e obiettivi Con decreto del Ministro dell Ambiente e della Tutela del Territorio, di concerto con il Ministro delle Attività Produttive e con il Ministro della Salute, in data 15 aprile 2003, è stata istituita la Commissione Nazionale ex art. 3, comma 2, del decreto legislativo 372/99 (recepimento della direttiva 96/61/CE nota come IPPC ), per la redazione di linee guida per l individuazione delle Migliori Tecniche Disponibili (MTD) meglio note con l acronimo inglese di BAT ( Best Available Techniques ), ai fini del rilascio, da parte delle autorità competenti nazionali e regionali, dell autorizzazione integrata ambientale (AIA). La Commissione suddetta ha istituito, a sua volta, tredici gruppi tecnici ristretti (GTR), composti da rappresentanti dei ministeri interessati e degli interessi industriali, ed ha incaricato i GTR di predisporre una proposta di linee guida in ciascuno dei tredici settori ritenuti al momento prioritari. A livello comunitario la Commissione Europea (CE) ha istituito da tempo, ai fini dell attuazione della suddetta direttiva, un apposito ufficio IPPC con sede presso il Centro Comunitario di Ricerche di Siviglia. L ufficio in questione coordina una serie di gruppi tecnici cui spetta il compito di redigere dei documenti di riferimento per l individuazione delle BAT, i cosiddetti Best Available Techniques Reference documents, (BRefs). Nel presente documento sono riportati i risultati dei lavori del GTR Gestione dei rifiuti, sottogruppo Impianti di trattamento chimico-fisico dei rifiuti solidi. Tali impianti sono individuati dalla Direttiva IPPC nell ambito delle operazioni di trattamento chimico-fisico (D9) di rifiuti pericolosi e non pericolosi e sono trattati nel documento Europeo Best Available Techniques Reference Document for the Waste Treatments Industries, a cui si è fatto riferimento nella predisposizione delle presenti Linee Guida. Scopo principale del documento è quello di costituire un riferimento sulle conoscenze tecniche e tecnologiche del settore specifico, che possa essere di aiuto sia all operatore in sede di presentazione della domanda di autorizzazione integrata ambientale, sia all autorità competente che dovrà istruire il procedimento e rilasciare la relativa autorizzazione. A tale fine si è cercato di fornire: 1. un quadro quanto più esaustivo dello stato attuale e delle prospettive riguardo ai processi ed alle tecnologie del trattamento chimico-fisico dei rifiuti solidi e dei fanghi; 2. una sintesi dei lavori svolti a livello europeo, le cui conclusioni sono riportate nel summenzionato BRef; 3. le informazioni riguardo agli attuali livelli di emissioni ed ai consumi di risorse (materie prime ed energia) del settore; 4. alcune linee guida su possibili tecniche che possono costituire BAT di riferimento a livello nazionale, tenuto conto della specifica situazione del settore in Italia. Sulla definizione delle BAT, in particolare, si intende qui evidenziare che la loro applicabilità non può risultare di carattere generale, essendo fortemente influenzata dalla tipologia di rifiuti trattati e, soprattutto, dalla condizioni locali nel quale lo specifico impianto è o dovrà essere installato. A tal riguardo di particolare rilevanza risulta essere l aspetto relativo all analisi costi-benefici delle BAT individuate, che assume un significato molto ampio e che deve includere i costi ed i benefici sia per gli operatori che per la collettività. La fattibilità economica sia in sede di definizione che di valutazione, deve essere effettuata caso per caso, in quanto essa non può prescindere da fattori locali (ambientali, gestionali, territoriali, economici e sociali) riguardanti sia l azienda (es.: dimensioni ed età dell impianto) che la presenza o meno sul territorio interessato di servizi, infrastrutture o problematiche particolari che possono influenzare in maniera notevole la quantificazione di oneri e benefici (di tutti) e quindi, in ultima analisi, le scelte di carattere tecnico-gestionale dell azienda. Il presente lavoro si occupa specificatamente dei trattamenti finalizzati allo smaltimento dei rifiuti solidi comprendendo tra questi anche i fanghi ed i terreni contaminati che vengono trattati in impianti fissi (cosiddetti ex situ). 89 I trattamenti chimico fisici presi in considerazione sono stati classificati nel seguente modo: 1. inertizzazione che comprende: la stabilizzazione/solidificazione ed i trattamenti termici ad alta temperatura; 2. altri trattamenti che comprendono: l estrazione e separazione, il desorbimento termico, la disidratazione, la separazione meccanica. Va, infine, segnalato che i trattamenti di tipo chimico-fisico riportati nelle presenti Linee guida rappresentano, generalmente, operazioni di pretrattamento per un successivo recupero o smaltimento del rifiuto; le prestazioni che tali operazioni di pretrattamento devono garantire vanno, pertanto, individuate in fase progettuale in funzione della specifica destinazione del rifiuto stesso. 910 B - Identificazione della normativa ambientale rilevante di settore Di seguito, viene riportato un elenco non esaustivo della normativa comunitaria e nazionale in tema di gestione dei rifiuti e di riduzione dell impatto sull ambiente che può presentare risvolti sul settore del trattamento dei rifiuti. L elenco riportato non ha alcuna pretesa di completezza e non può pertanto costituire un riferimento da adottare nei procedimenti autorizzativi, anche alla luce del fatto che esso non include la normativa regionale, alla quale occorre attenersi per l esercizio degli impianti. B.1 Normativa Comunitaria Direttiva 76/769/CEE del 27 luglio 1976 concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi. Direttiva 84/360/CEE del 28 giugno 1984 concernente la lotta contro l inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali. Direttiva 85/467/CE del 1 ottobre 1985 recante sesta modifica (PCB/PCT) della direttiva 76/769/CEE concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di ammissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi. Direttiva 86/278/CEE del 12 giugno 1986 concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura Direttiva 89/369/CEE dell 8 giugno 1989 sulla prevenzione dell inquinamento atmosferico provocato dai nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti urbani. Direttiva 89/429/CEE del 21 giugno 1989 sulla riduzione dell inquinamento atmosferico provocato dagli impianti esistenti di incenerimento dei rifiuti urbani. Direttiva 91/271/CEE del 21 maggio 1991 concernente il trattamento delle acque reflue urbane. Direttiva 91/689/CEE del 12 dicembre 1991 relativa ai rifiuti pericolosi. Direttiva 91/692/CEE del 23 dicembre 1991 per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni relative all attuazione di talune direttive concernenti l ambiente. Reg. (CEE) n. 793/93 del 23 marzo 1993 Valutazione e controllo dei rischi presentati dalle sostanze esistenti. Reg. (CEE)n. 1488/94 del 28 giugno 1994 Principi per la valutazione dei rischi per l uomo e per l ambiente delle sostanze esistenti, a norma del regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio. Direttiva 94/31/CE del 27 giugno 1994 che modifica la Direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi. Direttiva 94/67/CE del 16 dicembre 1994 sull incenerimento dei rifiuti pericolosi. Direttiva 96/61/CE del 24 settembre 1996 sulla prevenzione e riduzione integrate dell inquinamento. Decisione 96/350/CE del 24 maggio 1996 che adatta gli allegati IIA e IIB della Direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti. Direttiva 96/82/CE del 9 dicembre 1996 relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose (Seveso BIS). Direttiva 96/59/CE del 16 settembre 1996 concernente lo smaltimento dei Policlorodifenili e dei Policlorotrifenili (PCB/PCT). Risoluzione 97/76/CEE del 24 febbraio 1997 Strategia comunitaria per la gestione dei rifiuti. Direttiva 99/31/CE del 26 aprile 1999 relativa alle discariche dei rifiuti. Direttiva 2000/76/CE del 4 dicembre 2000 relativa all incenerimento dei rifiuti. Decisione 2000/532/CE del 3 maggio 2000 che sostituisce la decisione 94/3/CE che istituisce un elenco di rifiuti conformemente all art.1, lettera a), della Direttiva 75/442/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti e la Decisione 94/904/CE del Consiglio che istituisce un elenco di rifiuti 1011 pericolosi ai sensi dell art.1, paragrafo 4, della Direttiva 91/689/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti pericolosi. Direttiva 2000/53/CE del 18 settembre 2000 relativa ai veicoli fuori uso. Direttiva 2000/60/CE del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acqu. Direttiva 2000/59/CE del 27 novembre 2000 relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico. Decisione 2001/68/CE del 16 gennaio 2001 che definisce i parametri relativi ai PCB ai sensi dell articolo 10, lettera a) della direttiva 96/59/CE concernente lo smaltimento dei policlorobifenili e policlorotrifenili (PCB/PCT). Direttiva 2001/58/CE del 27 luglio 2001 che modifica per la seconda volta la direttiva 91/155/CEE che definisce e fissa le modalità del sistema di informazione specifica concernente i preparati pericolosi ai sensi dell art. 14 della direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio nonché quelle relative alle sostanze pericolose conformemente all art. 27 della direttiva 67/548/CEE del Consiglio (schede dati di sicurezza). Decisione 2001/118/CE del 16 gennaio 2001 che modifica l elenco di rifiuti istituito dalla Decisione 2000/532/CE. Decisione 2001/119/CE del 22 gennaio 2001 che modifica la Decisione 2000/532/CE che sostituisce la decisione 94/3/CE che istituisce un elenco di rifiuti conformemente all art. 1, lettera a), della Direttiva 75/442/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti e la Decisione 94/904/CE del Consiglio che istituisce un elenco di rifiuti pericolosi ai sensi dell art.1, paragrafo 4, della Direttiva 91/689/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti pericolosi. Decisione 2001/573/CE del 23 luglio 2001 che modifica l elenco di rifiuti contenuto nella decisione 2000/532/CE. Decisione 2001/753/CE del 17 ottobre 2001 relativa al questionario che gli Stati membri devono utilizzare per le loro relazioni sull attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso. Decisione 2002/151/CE del 19 febbraio 2002 relativa ai requisiti minimi per il certificato di rottamazione rilasciato ai sensi dell art. 5, paragrafo 3 della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso. Decisione 2002/525/CE del 27 giugno 2002 che modifica l allegato II della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso. Decisione 2002/1600/CE del 22 luglio 2002 che istituisce il sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente. Decisione 2002/909/CE del 13 novembre 2002 relativa alle norme italiane che dispensano dagli obblighi di autorizzazione gli stabilimenti o le imprese che provvedono al recupero dei rifiuti pericolosi ai sensi dell articolo 3 della direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi. Regolamento (CE) n. 2150/2002 del 25 novembre 2002 relativo alle statistiche sui rifiuti. Decisione 2003/33/CE del 19 dicembre 2002, che stabilisce criteri e procedure per l ammissione dei rifiuti nelle discariche ai sensi dell articolo 16 e dell allegato II della direttiva 1999/31/CE. Direttiva 2002/95/CE del 27 gennaio 2003 sulla restrizione d uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Direttiva 2002/96/CE del 27 gennaio 2003 sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Decisione 2003/138/CE del 27 febbraio 2003 che stabilisce norme di codifica dei componenti e dei materiali per i veicoli a norma della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso. Comunicazione della Commissione Europea del 27 maggio 2003, Verso una Strategia tematica di prevenzione e riciclo dei rifiuti - Com(2003)301 definitivo. Direttiva 2004/12/CE dell 11 febbraio 2004 Modifiche alla direttiva 94/62/Ce sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio 1112 Direttiva 2004/107/CE del 15 dicembre 2004 concernente l'arsenico, il cadmio, il mercurio, il nickel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell'aria ambiente Comunicazione della Commissione Europea del 21 dicembre 2005 Portare avanti l utilizzo sostenibile delle risorse: una strategia tematica sulla prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti - Com(2005)666 definitivo. Regolamento 782/2005/CE del 24 maggio 2005 che stabilisce il formato per la trasmissione dei risultati delle statistiche sui rifiuti Regolamento 1445/2005/CE del 5 settembre 2005 che definisce gli opportuni criteri di valutazione della qualità e i contenuti delle relazioni sulla qualità delle statistiche sui rifiuti ai fini del regolamento (CE) n. 2150/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio Direttiva 2006/12/CE del 5 aprile 2006 relativa ai rifiuti Regolamento 2006/1013/CE del 14 giugno 2006 relativo alle spedizioni di rifiuti B.2 Normativa Nazionale Normativa generale sui rifiuti e sugli impianti di trattamento rifiuti Deliberazione del Comitato interministeriale 27 luglio 1984 Disposizioni per la prima applicazione dell art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982 n. 915, concernente lo smaltimento dei rifiuti D.Lgs 27 gennaio 1992, n. 99 Attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura Legge 27 marzo 1992, n. 257 Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto. Legge 28 dicembre 1993, n. 549 Misure a tutela dell'ozono stratosferico e dell'ambiente (come modificata dalla legge 16 giugno 1997, n. 179). D.M. 6 settembre 1994 Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6, comma 3, e dell'art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, relativa alla cessazione dell'impiego dell'amianto. D.M. 29 ottobre 1997 Approvazione statuto CONAI. D.M. 5 febbraio 1998 Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli artt.31 e 33 del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22. D.M. 28 aprile 1998, n. 406 Regolamento recante norme di attuazione di direttive dell Unione europea, avente ad oggetto la disciplina dell Albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti D.M. 15 luglio 1998 Approvazione statuti consorzi di filiera. D.M. 1 aprile 1998, n. 145 Regolamento recante la definizione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti ai sensi degli artt.15, 18 comma 2, lettera e), e comma 4, del D.Lgs. 22/97. D.M. 1 aprile 1998, n. 148 Regolamento recante approvazione del modello dei registri di carico e scarico dei rifiuti ai sensi degli artt. 12, 18, comma 2, lettera m), e 18, comma 4 del D.Lgs. 22/97. D.M. 4 agosto 1998, n. 372 Regolamento recante norme sulla riorganizzazione del catasto dei rifiuti D.M. 3 settembre 1998, n. 370 Regolamento recante le norme concernenti le modalità di prestazione della garanzia finanziaria per il trasporto transfrontaliero dei rifiuti. Legge 9 dicembre 1998, n. 426 Nuovi interventi in campo ambientale Legge 25 febbraio 2000, n. 33 conversione in legge con modificazioni del D.L. 30 dicembre 1999, n. 500 recante disposizioni urgenti concernenti la proroga di termini per lo smaltimento in discarica di rifiuti e per le comunicazioni relative ai PCB nonché l immediata attuazione di risorse finanziarie necessarie all attivazione del protocollo di Kyoto. D.M. 25 febbraio 2000, n. 124 Regolamento recante i valori limite di emissione e le norme tecniche riguardanti le caratteristiche e le condizioni di esercizio degli impianti di incenerimento e 1213 co-incenerimento dei rifiuti pericolosi, in attuazione della Direttiva 94/67/CEE del Consiglio del 16 Dicembre 1994, e ai sensi dell articolo 3, comma 2, del DPR 24 maggio 1988, n. 203 e dell articolo 18, comma 2, lettera a), del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n.22. Legge 23 marzo 2001, n. 93 Disposizioni in campo ambientale. Legge 20 agosto 2001, n. 335 Conversione in legge del DL 16 luglio 2001, n. 286 recante differimento di termini in materia di smaltimento rifiuti. Legge 31 ottobre 2001, n. 399 Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Legge 21 dicembre 2001, n. 443 Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive. Direttiva Ministero dell ambiente e tutela del territorio 9 aprile 2002 Indicazioni per la piena e corretta applicazione del regolamento comunitario n. 2557/2001 sulle spedizioni di rifiuti ed in relazione al nuovo elenco dei rifiuti. D.M. 12 giugno 2002, n. 161 Regolamento attuativo degli articoli 31 e 33 del D.Lgs. 22/97, relativo all individuazione dei rifiuti pericolosi che è possibile ammettere alle procedure semplificate. Legge 31 luglio 2002, n. 179, Disposizioni in materia ambientale (Collegato ambientale alla Finanziaria 2002). DPCM 24 dicembre 2002 Approvazione del nuovo modello unico di dichiarazione ambientale per l anno 2003 D.Lgs. 13 gennaio 2003, n. 36 Attuazione della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti. D.Lgs. 24 giugno 2003, n. 182, Attuazione della direttiva 2000/59/CE relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi ed i residui del carico. D.Lgs. 24 giugno 2003, n. 209, Attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso. D.M. 8 maggio 2003, n. 203, Norme affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30 % del fabbisogno medesimo (Green Public Procurement). D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254 Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell articolo 24 della legge 31 luglio 2002, n Legge 31 ottobre 2003, n. 306 Disposizioni per l adempimento di obblighi derivanti dall appartenenza dell Italia alle Comunità europee (Legge Comunitaria 2003). D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387 Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell elettricità. D.M. 29 luglio 2004, n. 248 Regolamento relativo alla determinazione e disciplina delle attività di recupero dei prodotti e beni di amianto e contenenti amianto. Legge 15 dicembre 2004, n. 308 Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione DPCM 22 dicembre 2004 Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l'anno cap. 1 sezione veicoli a fine vita o fuori uso. D.Lgs. 11 maggio 2005, n. 133 Attuazione della direttiva 2000/76/CE, in materia di incenerimento dei rifiuti. D.Lgs. 25 luglio 2005, n. 151 Attuazione della direttiva 2002/95/CE, della direttiva 2002/96/CE e della direttiva 2003/108/CE, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti. D.M. 3 agosto 2005 Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica. 1314 D.M. 17 novembre 2005, n. 269 Regolamento attuativo degli articoli 31 e 33 del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, relativo all'individuazione dei rifiuti pericolosi provenienti dalle navi, che è possibile ammettere alle procedure semplificate D.Lgs 23 febbraio 2006, n. 149 Disposizioni correttive ed integrative al D.Lgs 24 giugno 2003, n. 209, recante attuazione della direttiva 2000/53/CE in materia di veicoli fuori uso. D.Lgs 3 aprile 2006, n. 152 Norme in materia ambientale, parte IV Decreto 5 aprile 2006, n.186 Regolamento recante modifiche al decreto ministeriale 5 febbraio 1998 "Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero, ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22" D. Lgs 29 aprile 2006, n. 217 Revisione della disciplina in materia di fertilizzanti. Decreto 5 maggio 2006 Individuazione dei rifiuti e dei combustibili derivati dai rifiuti ammessi a beneficiare del regime giuridico riservato alle fonti rinnovabili Inquinamento atmosferico e contenimento emissioni D.P.R. 24 maggio 1988, n. 203 Attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360, e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 18. D.P.C.M. 21 luglio 1989 Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni, ai sensi dell'articolo 9 della legge 8 luglio 1986, n. 349, per l'attuazione e l'interpretazione del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, recante norme in materia di qualità dell'aria relativamente a specifici agenti inquinanti e di inquinamento prodotto da impianti industriali. D.M. 12 luglio 1990 Linee guida per il contenimento delle emissioni inquinanti degli impianti industriali e la fissazione dei valori minimi di emissione. D.P.R. 25 luglio 1991 Modifiche all atto di indirizzo e coordinamento in materia di emissioni poco significative e di attività a ridotto inquinamento atmosferico, emanato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 luglio Legge 15 gennaio 1994, n. 65 Ratifica ed esecuzione della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, con allegati, fatta a New York il 9 maggio D.M. 15 aprile 1994 Norme tecniche in materia di livelli e di stati di attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici nelle aree urbane, ai sensi degli articoli 3 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, e dell art. 9 del decreto ministeriale 24 maggio D.M. 21 dicembre 1995 Disciplina dei metodi di controllo delle emissioni in atmosfera dagli impianti industriali. D.M. 19 novembre 1997, n. 503 Regolamento recante norme per l attuazione delle Direttive CEE 89/369 e 89/ 429 concernenti la prevenzione dell inquinamento atmosferico provocato dagli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e la disciplina delle emissioni e delle condizioni di combustione degli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, di rifiuti speciali non pericolosi, nonché di taluni rifiuti sanitari. D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 351 Attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente. D.M. 25 agosto 2000 Aggiornamento dei metodi di campionamento, analisi e valutazione degli inquinanti, ai sensi del D.P.R. 24 maggio 1988, n D.M. 4 giugno 2001 Programmi di rilievo nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra, in attuazione dell art. 3 del decreto ministeriale 20 luglio 2000, n D.P.C.M. 8 marzo 2002 Disciplina delle caratteristiche merceologiche dei combustibili aventi rilevanza ai fini dell'inquinamento atmosferico, nonché delle caratteristiche tecnologiche degli impianti di combustione. D.M. 2 aprile 2002, n. 60 Recepimento della direttiva 1999/30/CE del Consiglio del 22 aprile 1999 concernente i valori limite di qualità dell aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di 14 Vedere altro
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