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Timestamp: 2020-07-04 13:57:54+00:00

Document:
Lawbrary | OS - Ordinanza sulla sorveglianza delle imprese di assicurazione private
Campo di applicazione(1 - 2)
Avvio dell'attività assicurativa
In generale(3 - 5)
Capitale minimo(6 - 10)
Fondo d'organizzazione(11 - 11)
Disposizioni sulla garanzia(12 - 14)
Disposizioni complementari per le imprese di assicurazione estere
…(15 - 15)
Mandatario generale(16 - 20)
Disposizioni generali (21 - 22)
…(23 - 23)
Margine di solvibilità richiesto per le imprese di assicurazione che esercitano l'assicurazione contro i danni(27 - 32)
…(33 - 33)
Margine di solvibilità disponibile(37 - 40)
Capitale previsto(41 - 46)
Capitale sopportante i rischi(47 - 50)
Modelli(50 - 50)
Ulteriori disposizioni (50 - 53)
Riserve tecniche e patrimonio vincolato
Principi(54 - 54)
Assicurazione sulla vita(55 - 66)
Assicurazione contro i danni(68 - 69)
In generale(70 - 75)
Costituzione(76 - 83)
Ammissione e controllo(84 - 87)
Valutazione degli elementi(88 - 95)
Altre prescrizioni concernenti l'esercizio dell'attività assicurativa
Gestione dei rischi(96 - 98)
Attuario responsabile(99 - 99)
Impiego di strumenti finanziari derivati(100 - 109)
Rendiconto(110 - 111)
…(112 - 112)
Ulteriori principi per l'esercizio dell'attività assicurativa(117 - 119)
Disposizioni per singoli rami assicurativi
Tariffazione(120 - 126)
Liquidazione e riscatto(127 - 129)
Requisiti dei contratti di assicurazione sulla vita(130 - 132)
Contratti d'assicurazione sul debito residuo(133 - 135)
Prescrizioni concernenti le eccedenze nell'assicurazione sulla vita al di fuori della previdenza professionale(136 - 138)
Disposizioni speciali per le assicurazioni della previdenza professionale
Conto d'esercizio annuo e obbligo di informare(139 - 140)
Partecipazione alle eccedenze(141 - 154)
Assicurazione malattie e contro gli infortuni(155 - 160)
Assicurazione della protezione giuridica
Disposizioni generali(161 - 163)
Impresa di gestione dei sinistri(164 - 165)
Forma e contenuto del contratto di assicurazione della protezione giuridica(166 - 170)
Danni assicurati ed entità della copertura(171 - 176)
Premi e statistiche(177 - 181)
Intermediari assicurativi(182 - 190)
Gruppi assicurativi e conglomerati assicurativi
Organizzazione, struttura del gruppo e processi interni al gruppo(191 - 194)
Gestione dei rischi(195 - 197)
Solvibilità(198 - 203)
Fallimento(203 - 203)
Conglomerati assicurativi(204 - 206)
…(207 - 209)
…(215 - 215)
Disposizioni transitorie e finali(216 - 218)
A. Assicurazione sulla vita
B. Assicurazione contro i danni
C. Riassicurazione
2. Valore soglia qá
3. Expected shortfall nel caso speciale di una funzione di distribuzione costante di X
4. Expected shortfall nel caso generale
Valutazione conforme al mercato
2. Attivi
3. Capitale di terzi
del 9 novembre 2005 (Stato 1° gennaio 2016)
vista la legge del 17 dicembre 20041 sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA); visto l'articolo 15 della legge del 24 marzo 20002 sul personale federale (LPers); in applicazione dell'Accordo del 10 ottobre 19893 tra la Confederazione Svizzera e la CEE concernente l'assicurazione diretta diversa dall'assicurazione sulla vita e dell'Accordo del 19 dicembre 19964 tra la Confederazione Svizzera e il Principato del Liechtenstein concernente l'assicurazione diretta,
Titolo primo: Campo di applicazione
Art. 1 Attività assicurativa in Svizzera
1Vi è at­ti­vi­tà as­si­cu­ra­ti­va in Sviz­ze­ra, in­di­pen­den­te­men­te dal mo­do e luo­go di con­clu­sio­ne del con­trat­to, se:
una per­so­na fi­si­ca o giu­ri­di­ca do­mi­ci­lia­ta in Sviz­ze­ra è sti­pu­lan­te o as­si­cu­ra­to; o
ven­go­no as­si­cu­ra­te co­se si­te in Sviz­ze­ra.
2Le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne con se­de all'este­ro e sen­za fi­lia­le in Sviz­ze­ra non sot­to­stan­no al­la sor­ve­glian­za del­le as­si­cu­ra­zio­ni, se in Sviz­ze­ra eser­ci­ta­no esclu­si­va­men­te i se­guen­ti af­fa­ri as­si­cu­ra­ti­vi:
la co­per­tu­ra di ri­schi as­si­cu­ra­ti­vi con­nes­si con la na­vi­ga­zio­ne ma­rit­ti­ma, la na­vi­ga­zio­ne ae­rea e i tra­spor­ti tran­sfron­ta­lie­ri;
la co­per­tu­ra di ri­schi all'este­ro;
la co­per­tu­ra di ri­schi di guer­ra.
3I ca­po­ver­si 1 e 2 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia all'in­ter­me­dia­zio­ne as­si­cu­ra­ti­va.
1 Abro­ga­to dal n. I dell'O del 25 mar. 2015, con ef­fet­to dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
Titolo secondo: Avvio dell'attività assicurativa
Art. 3 Estensione dell'autorizzazione
1L'Au­to­ri­tà fe­de­ra­le di vi­gi­lan­za sui mer­ca­ti fi­nan­zia­ri (FIN­MA) ri­la­scia l'au­to­riz­za­zio­ne per l'eser­ci­zio dell'at­ti­vi­tà in uno o più ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi se­con­do l'al­le­ga­to 1.1
2L'au­to­riz­za­zio­ne a eser­ci­ta­re un ra­mo dell'as­si­cu­ra­zio­ne con­tro i dan­ni per­met­te pu­re di eser­ci­ta­re i ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi B1-B13, B16 e B18, sem­pre che que­sti ri­schi:
sia­no con­nes­si con il ri­schio prin­ci­pa­le o ri­guar­di­no l'og­get­to co­per­to con­tro il ri­schio prin­ci­pa­le; e
sia­no ga­ran­ti­ti dal­lo stes­so con­trat­to che co­pre il ri­schio prin­ci­pa­le.
3Il ri­schio com­pre­so nel ra­mo as­si­cu­ra­ti­vo B17 può es­se­re co­per­to, sen­za una par­ti­co­la­re au­to­riz­za­zio­ne, al­le con­di­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 2, sem­pre che que­sto ri­schio:
sia con­nes­so con i ri­schi com­pre­si nel ra­mo as­si­cu­ra­ti­vo B18; op­pu­re
ri­guar­di con­tro­ver­sie o pre­te­se che de­ri­va­no dall'im­pie­go di na­vi ma­rit­ti­me o che so­no in rap­por­to con ta­le im­pie­go.
4L'au­to­riz­za­zio­ne a eser­ci­ta­re i ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi A1, A3, A4 e A5 co­me pu­re B1 e B2 per­met­te pu­re di eser­ci­ta­re l'as­si­cu­ra­zio­ne in­va­li­di­tà.
5L'au­to­riz­za­zio­ne a eser­ci­ta­re l'as­si­cu­ra­zio­ne di­ret­ta per­met­te pu­re di eser­ci­ta­re la rias­si­cu­ra­zio­ne nei ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi per i qua­li è sta­ta con­ces­sa l'au­to­riz­za­zio­ne.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell'O del 25 mar. 2015, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
Art. 4 Autorizzazione in caso di fusioni, scissioni e trasformazioni
1La FIN­MA1 ri­la­scia l'au­to­riz­za­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 3 ca­po­ver­so 2 LSA, se è ga­ran­ti­ta la pro­te­zio­ne de­gli as­si­cu­ra­ti, in par­ti­co­la­re dai ri­schi d'in­sol­ven­za dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne as­sun­tri­ce e da­gli abu­si.
2In ca­so di fu­sio­ni, scis­sio­ni e tra­sfor­ma­zio­ni, le im­pre­se in­te­res­sa­te de­vo­no as­si­cu­rar­si che i con­trat­ti di as­si­cu­ra­zio­ne sia­no man­te­nu­ti in­va­ria­ti.
3La ri­chie­sta dell'iscri­zio­ne di fu­sio­ni, scis­sio­ni e tra­sfor­ma­zio­ni nel re­gi­stro di com­mer­cio può es­se­re fat­ta so­lo do­po l'ot­te­ni­men­to dell'au­to­riz­za­zio­ne.
4Se le fu­sio­ni, le scis­sio­ni o le tra­sfor­ma­zio­ni di cui all'ar­ti­co­lo 3 ca­po­ver­so 2 LSA so­no sta­te iscrit­te nel re­gi­stro di com­mer­cio sen­za l'au­to­riz­za­zio­ne del­la FIN­MA, que­sta di­spo­ne, a spe­se del­le so­cie­tà in­te­res­sa­te, i prov­ve­di­men­ti ne­ces­sa­ri per ri­pri­sti­na­re la si­tua­zio­ne le­ga­le.
1 Nuo­va espr. giu­sta il n. 11 dell'all. all'O del 15 ott. 2008 su­gli au­dit dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5363). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
Art. 5 Obbligo di comunicazione in caso di modifiche del piano d'esercizio
Mo­di­fi­che del pia­no d'eser­ci­zio se­con­do l'ar­ti­co­lo 5 ca­po­ver­so 2 LSA de­vo­no es­se­re co­mu­ni­ca­te al­la FIN­MA en­tro quin­di­ci gior­ni dal mo­men­to in cui in­ter­vie­ne il re­la­ti­vo fat­to.
Art. 5a Assicurazioni complementari delle casse malati
Le cas­se ma­la­ti di cui all'ar­ti­co­lo 2 del­la leg­ge del 26 set­tem­bre 20142 sul­la vi­gi­lan­za sull'as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie (LVA­Mal) pos­so­no eser­ci­ta­re as­si­cu­ra­zio­ni com­ple­men­ta­ri di cui all'ar­ti­co­lo 2 ca­po­ver­so 2 LVA­Mal non ap­pe­na la FIN­MA ri­la­scia lo­ro l'au­to­riz­za­zio­ne di cui all'ar­ti­co­lo 3 LSA.
1 In­tro­dot­to dal n. 6 dell'all. all'O del 18 nov. 2015 sul­la vi­gi­lan­za sull'as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5165).
2 RS832.12
Capitolo 2: Condizioni per l'autorizzazione
Sezione 1: Capitale minimo
1Se l'at­ti­vi­tà di un'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne com­pren­de più ra­mi o più ri­schi , ai fi­ni del­la de­ter­mi­na­zio­ne del ca­pi­ta­le mi­ni­mo è con­si­de­ra­to il ra­mo o il ri­schio con l'im­por­to più ele­va­to.
1 Abro­ga­to dal n. I dell'O del 18 ott. 2006, con ef­fet­to dal 1° gen. 2007 (RU 2006 4425).
Art. 7 Assicurazione sulla vita
Per le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne che eser­ci­ta­no l'as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta, il ca­pi­ta­le mi­ni­mo am­mon­ta a:
5 mi­lio­ni di fran­chi per i ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi A2.1, A2.4 e A7 co­me pu­re per i ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi A3.3, A3.4 e A6, sem­pre che sia­no as­si­cu­ra­te uni­ca­men­te la co­per­tu­ra in ca­so di de­ces­so o l'esen­zio­ne dai pre­mi;
8 mi­lio­ni di fran­chi per i ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi A2.2, A2.3, A2.5, A2.6, A3.1, A3.2, A4 e A5 co­me pu­re per i ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi A3.3, A3.4 e A6, sem­pre che, ol­tre al­la co­per­tu­ra in ca­so di de­ces­so e all'esen­zio­ne dai pre­mi, sia for­ni­ta la co­per­tu­ra del ca­pi­ta­le con in­te­res­se ga­ran­ti­to o al­tre ga­ran­zie;
10 mi­lio­ni di fran­chi per il ra­mo as­si­cu­ra­ti­vo A1;
12 mi­lio­ni di fran­chi per il ra­mo as­si­cu­ra­ti­vo A1, sem­pre che sia ac­cor­da­ta la co­per­tu­ra to­ta­le (ge­stio­ne del pro­ces­so di ri­spar­mio nel­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le, con co­per­tu­ra del ca­pi­ta­le, ga­ran­zia del tas­so di in­te­res­se mi­ni­mo e dell'ali­quo­ta di con­ver­sio­ne).
Art. 8 Assicurazione contro i danni
Per le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne che eser­ci­ta­no l'as­si­cu­ra­zio­ne con­tro i dan­ni, il ca­pi­ta­le mi­ni­mo am­mon­ta a:
8 mi­lio­ni di fran­chi per i ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi B1-B8 e B10-B15;
3 mi­lio­ni di fran­chi per i ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi B9, B16, B17 e B18.
Art. 9 Riassicurazione
Per le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne che eser­ci­ta­no la rias­si­cu­ra­zio­ne, il ca­pi­ta­le mi­ni­mo am­mon­ta a:
10 mi­lio­ni di fran­chi per i ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi C1 e C2;
3 mi­lio­ni di fran­chi per il ra­mo as­si­cu­ra­ti­vo C3.
Art. 10 Deroga al capitale minimo
In cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri, se­gna­ta­men­te se l'espo­si­zio­ne dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne ai ri­schi e il vo­lu­me de­gli af­fa­ri pre­vi­sto lo giu­sti­fi­ca­no, la FIN­MA può, en­tro i li­mi­ti le­ga­li di cui all'ar­ti­co­lo 8 ca­po­ver­so 1 LSA, am­met­te­re de­ro­ghe agli im­por­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 7-9.
Sezione 2: Fondo d'organizzazione
1Il fon­do d'or­ga­niz­za­zio­ne cor­ri­spon­de di re­go­la al 20 per cen­to del ca­pi­ta­le mi­ni­mo. Es­so può es­se­re im­pie­ga­to per sco­pi di­ver­si da quel­li men­zio­na­ti nell'ar­ti­co­lo 10 ca­po­ver­so 1 LSA al più pre­sto tre an­ni do­po es­se­re sta­to co­sti­tui­to e so­lo d'in­te­sa con la FIN­MA.
2Per le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne au­to­riz­za­te all'eser­ci­zio del ra­mo as­si­cu­ra­ti­vo C3, il fon­do d'or­ga­niz­za­zio­ne am­mon­ta al­me­no a 300 000 fran­chi.
3La FIN­MA può esi­ge­re l'au­men­to o la ri­co­sti­tu­zio­ne del fon­do d'or­ga­niz­za­zio­ne, qua­lo­ra il con­to an­nua­le do­ves­se pre­sen­ta­re una per­di­ta o l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne pia­ni­fi­cas­se un'esten­sio­ne straor­di­na­ria del­la sua at­ti­vi­tà.
Capitolo 3: Disposizioni sulla garanzia
1Il con­si­glio di am­mi­ni­stra­zio­ne de­ve es­se­re com­po­sto in mo­do da po­ter ot­tem­pe­ra­re in ma­nie­ra inec­ce­pi­bi­le ai com­pi­ti di sor­ve­glian­za e di di­re­zio­ne ge­ne­ra­le dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne. Il con­si­glio di am­mi­ni­stra­zio­ne de­ve in par­ti­co­la­re pos­se­de­re le ne­ces­sa­rie co­no­scen­ze in ma­te­ria di as­si­cu­ra­zio­ni.
2Ogni mem­bro del con­si­glio di am­mi­ni­stra­zio­ne de­ve di­spor­re del­le co­no­scen­ze tec­ni­che e del tem­po ne­ces­sa­ri per adem­pie­re ai pro­pri com­pi­ti.
3Il cur­ri­cu­lum vi­tae di ogni nuo­vo mem­bro va in­via­to al­la FIN­MA en­tro quin­di­ci gior­ni dal­la no­mi­na.
Art. 13 Doppia funzione
1I mem­bri del con­si­glio di am­mi­ni­stra­zio­ne non pos­so­no es­se­re al­lo stes­so tem­po mem­bri del­la di­re­zio­ne.
2La fun­zio­ne del re­vi­so­re in­ter­no è in­con­ci­lia­bi­le con quel­la dell'at­tua­rio re­spon­sa­bi­le.
3In sin­go­li ca­si mo­ti­va­ti, la FIN­MA può au­to­riz­za­re ec­ce­zio­ni a fa­vo­re dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne, su­bor­di­nan­do­le a con­di­zio­ni.
Art. 14 Gestione
1Le per­so­ne re­spon­sa­bi­li del­la ge­stio­ne de­vo­no di­spor­re del­le co­no­scen­ze ne­ces­sa­rie per di­ri­ge­re i set­to­ri dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne lo­ro sot­to­po­sti.
2Il cur­ri­cu­lum vi­tae di ogni nuo­vo mem­bro del­la di­re­zio­ne va in­via­to al­la FIN­MA en­tro quin­di­ci gior­ni dal­la no­mi­na.1
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 11 dell'all. all'O del 22 ago. 2007 sui re­vi­so­ri, in vi­go­re dal 1° set. 2007 (RU 2007 3989).
Capitolo 4: Disposizioni complementari per le imprese di assicurazione estere
Sezione 1: …
Sezione 2: Mandatario generale
Art. 16 Esigenze
1Il man­da­ta­rio ge­ne­ra­le dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne este­ra ha il do­mi­ci­lio in Sviz­ze­ra e as­su­me la di­re­zio­ne ef­fet­ti­va del­la se­de per l'in­sie­me de­gli af­fa­ri sviz­ze­ri.
2Egli de­ve di­spor­re del­le co­no­scen­ze ne­ces­sa­rie per eser­ci­ta­re l'at­ti­vi­tà as­si­cu­ra­ti­va.
3Il cur­ri­cu­lum vi­tae di ogni nuo­vo man­da­ta­rio ge­ne­ra­le e la pro­cu­ra del­la di­re­zio­ne van­no in­via­ti al­la FIN­MA pri­ma del­la de­si­gna­zio­ne.
Art. 17 Obblighi e attribuzioni
1Il man­da­ta­rio ge­ne­ra­le rap­pre­sen­ta l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne este­ra di fron­te al­la FIN­MA e a ter­zi in ogni af­fa­re con­cer­nen­te l'ese­cu­zio­ne del­la le­gi­sla­zio­ne sul­la sor­ve­glian­za del­le as­si­cu­ra­zio­ni. Egli ha in par­ti­co­la­re gli ob­bli­ghi e le at­tri­bu­zio­ni se­guen­ti:
ac­qui­sto o alie­na­zio­ne, per con­to dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne, di ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li per la pre­sta­zio­ne o il mu­ta­men­to del­la cau­zio­ne o del pa­tri­mo­nio vin­co­la­to se­con­do le istru­zio­ni dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne o le di­spo­si­zio­ni del­la FIN­MA;
con­ser­va­zio­ne de­gli at­ti e te­nu­ta dei li­bri e re­gi­stri pres­so la se­de dell'in­sie­me de­gli af­fa­ri sviz­ze­ri (art. 19);
ri­la­scio di di­chia­ra­zio­ni vin­co­lan­ti al­le au­to­ri­tà dei re­gi­stri e dei re­gi­stri fon­dia­ri, in ese­cu­zio­ne de­gli at­ti giu­ri­di­ci enun­cia­ti al­la let­te­ra a;
ri­la­scio di di­chia­ra­zio­ni ri­guar­dan­ti le ta­rif­fe e al­tri do­cu­men­ti d'as­si­cu­ra­zio­ne da uti­liz­za­re in Sviz­ze­ra.
2Egli rap­pre­sen­ta l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne in­nan­zi ai tri­bu­na­li sviz­ze­ri e al­le au­to­ri­tà d'ese­cu­zio­ne e fal­li­men­to e ac­cet­ta va­li­da­men­te no­ti­fi­ca­zio­ni e co­mu­ni­ca­zio­ni fat­te all'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne.
3Nel­le sue com­pe­ten­ze non rien­tra­no di­chia­ra­zio­ni con­cer­nen­ti:
l'esten­sio­ne dell'au­to­riz­za­zio­ne;
la ri­nun­cia all'au­to­riz­za­zio­ne;
le mo­di­fi­che del pia­no d'eser­ci­zio dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne, con ri­ser­va del ca­po­ver­so 1 let­te­ra d;
il con­to an­nua­le con­cer­nen­te l'in­sie­me de­gli af­fa­ri dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne;
il tra­sfe­ri­men­to vo­lon­ta­rio del por­ta­fo­glio sviz­ze­ro del­le as­si­cu­ra­zio­ni.
Art. 18 Procura
1Nel­la pro­cu­ra de­vo­no es­se­re de­fi­ni­ti i di­rit­ti e gli ob­bli­ghi giu­sta l'ar­ti­co­lo 17.
2La no­mi­na del man­da­ta­rio ge­ne­ra­le e la ces­sa­zio­ne del man­da­to so­no pub­bli­ca­te nel Fo­glio uf­fi­cia­le sviz­ze­ro di com­mer­cio.
Art. 19 Conservazione degli atti
1Il man­da­ta­rio ge­ne­ra­le con­ser­va i do­cu­men­ti del por­ta­fo­glio sviz­ze­ro del­le as­si­cu­ra­zio­ni nel­la se­de dell'in­sie­me de­gli af­fa­ri sviz­ze­ri e tie­ne i re­la­ti­vi li­bri e re­gi­stri.
2A ri­chie­sta mo­ti­va­ta e col con­sen­so del­la FIN­MA, ta­lu­ni at­ti pos­so­no es­se­re con­ser­va­ti in un al­tro luo­go.
Art. 20 Attività all'estero
1Im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne este­re che dal­la Sviz­ze­ra eser­ci­ta­no l'at­ti­vi­tà esclu­si­va­men­te all'este­ro de­vo­no pro­va­re che so­no au­to­riz­za­te a eser­ci­ta­re l'at­ti­vi­tà as­si­cu­ra­ti­va nel pro­prio Sta­to di se­de e che l'au­to­ri­tà di sor­ve­glian­za del­lo Sta­to di se­de è d'ac­cor­do con l'isti­tu­zio­ne di una suc­cur­sa­le in Sviz­ze­ra.1
2Le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti il man­da­ta­rio ge­ne­ra­le si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 11 dell'all. all'O del 15 ott. 2008 su­gli au­dit dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5363).
Titolo terzo: Solvibilità
Art. 21 Garanzia finanziaria
La ga­ran­zia fi­nan­zia­ria è de­ter­mi­na­ta in fun­zio­ne del­la sol­vi­bi­li­tà e del­le ri­ser­ve tec­ni­che.
Art. 22 Metodi per stabilire la solvibilità
1La sol­vi­bi­li­tà del­le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne è va­lu­ta­ta in ba­se al Te­st sviz­ze­ro di sol­vi­bi­li­tà (Swiss Sol­ven­cy Te­st, SST). Lad­do­ve lo esi­ga­no di­spo­si­zio­ni con­te­nu­te in trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li, es­sa è inol­tre va­lu­ta­ta se­con­do la Sol­vi­bi­li­tà I.
2Con il SST i fon­di pro­pri ne­ces­sa­ri so­no de­ter­mi­na­ti in fun­zio­ne dei ri­schi cui è espo­sta l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne (ca­pi­ta­le pre­vi­sto) non­ché dei fon­di pro­pri com­pu­ta­bi­li (ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi).
3Con la Sol­vi­bi­li­tà I i fon­di pro­pri ne­ces­sa­ri so­no de­ter­mi­na­ti in fun­zio­ne del vo­lu­me de­gli af­fa­ri (mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà ri­chie­sto) non­ché dei fon­di pro­pri com­pu­ta­bi­li (mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà di­spo­ni­bi­le).
Art. 22a Strumenti di capitale assorbenti il rischio
1In vir­tù dei pre­sup­po­sti qui di se­gui­to e con il con­sen­so del­la FIN­MA, gli stru­men­ti di ca­pi­ta­le as­sor­ben­ti il ri­schio, in par­ti­co­la­re il ca­pi­ta­le ibri­do, pos­so­no es­se­re com­pu­ta­ti nel mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà di­spo­ni­bi­le se­con­do la Sol­vi­bi­li­tà I ed es­se­re con­si­de­ra­ti nel ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi op­pu­re nel ca­pi­ta­le pre­vi­sto se­con­do il SST:
es­si so­no sta­ti ef­fet­ti­va­men­te ver­sa­ti e non so­no sta­ti ga­ran­ti­ti con ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne;
es­si non pos­so­no es­se­re com­pen­sa­ti con le pre­te­se dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne;
è sta­bi­li­to in mo­do ir­re­vo­ca­bi­le che es­si so­no po­ster­ga­ti ri­spet­to ai cre­di­ti di tut­ti gli al­tri cre­di­to­ri in ca­so di li­qui­da­zio­ne, di fal­li­men­to o di con­cor­da­to dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne o che la rea­liz­za­zio­ne di ta­lu­ne con­di­zio­ni li tra­sfor­ma in ca­pi­ta­le pro­prio sta­tu­ta­rio;
nel con­trat­to è sta­bi­li­to che l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne ha il di­rit­to o l'ob­bli­go, a ta­lu­ne con­di­zio­ni, di dif­fe­ri­re o di an­nul­la­re il pa­ga­men­to di in­te­res­si pas­si­vi esi­gi­bi­li;
nel con­trat­to è sta­bi­li­to che il de­bi­to e gli in­te­res­si non pa­ga­ti de­vo­no po­ter ser­vi­re ad as­sor­bi­re una per­di­ta sen­za che l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne sia co­stret­ta a ces­sa­re la sua at­ti­vi­tà;
il con­trat­to non con­tie­ne clau­so­le se­con­do cui il de­bi­to de­ve es­se­re rim­bor­sa­to pri­ma del ter­mi­ne pre­vi­sto nei ca­si di­ver­si dal­la li­qui­da­zio­ne dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne;
es­si non pos­so­no es­se­re rim­bor­sa­ti an­ti­ci­pa­ta­men­te su ini­zia­ti­va del por­ta­to­re e sol­tan­to con il pre­vio con­sen­so del­la FIN­MA. L'au­to­riz­za­zio­ne è ri­la­scia­ta se l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne di­mo­stra che il rim­bor­so non met­te a ri­schio la sol­vi­bi­li­tà.
2La FIN­MA può de­fi­ni­re i cri­te­ri per il com­pu­to di stru­men­ti di ca­pi­ta­le as­sor­ben­ti il ri­schio, se­gna­ta­men­te re­la­ti­vi al­la va­lu­ta­zio­ne del­la qua­li­tà de­gli stru­men­ti, al­la lo­ro ap­pli­ca­bi­li­tà le­ga­le, al­la fun­gi­bi­li­tà del ca­pi­ta­le e al ri­schio di per­di­ta del for­ni­to­re del­le pre­sta­zio­ni.
1 In­tro­dot­to dal n. I dell'O del 25 mar. 2015, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
Art. 22b Limitazione della computabilità secondo il SST
1Gli stru­men­ti di ca­pi­ta­le as­sor­ben­ti il ri­schio pos­so­no es­se­re con­si­de­ra­ti al mas­si­mo nel­la mi­su­ra in cui la som­ma del­le ri­per­cus­sio­ni in ter­mi­ni di im­por­to ri­sul­tan­ti nel ca­pi­ta­le pre­vi­sto e nel ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi non su­pe­ri il ca­pi­ta­le di ba­se.
2Per la con­si­de­ra­zio­ne de­gli stru­men­ti di ca­pi­ta­le as­sor­ben­ti il ri­schio nel ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi o nel ca­pi­ta­le pre­vi­sto si ap­pli­ca­no inol­tre le li­mi­ta­zio­ni di cui agli ar­ti­co­li 47 e 49.
Art. 22c Limitazione della computabilità secondo la Solvibilità I
1Per il com­pu­to de­gli stru­men­ti di ca­pi­ta­le as­sor­ben­ti il ri­schio nel­la Sol­vi­bi­li­tà I val­go­no le se­guen­ti li­mi­ta­zio­ni:
gli im­pe­gni pos­so­no es­se­re com­pu­ta­ti com­ples­si­va­men­te fi­no a con­cor­ren­za del 50 per cen­to del mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà di­spo­ni­bi­le o del mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà ri­chie­sto, fer­mo re­stan­do che è de­ter­mi­nan­te il più esi­guo tra i due im­por­ti;
gli im­pe­gni a sca­den­za fis­sa pos­so­no es­se­re com­pu­ta­ti fi­no a con­cor­ren­za del 25 per cen­to del mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà di­spo­ni­bi­le o del mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà ri­chie­sto, fer­mo re­stan­do che è de­ter­mi­nan­te il più esi­guo tra i due im­por­ti.
2Ne­gli ul­ti­mi cin­que an­ni di va­li­di­tà il com­pu­to de­gli im­pe­gni a sca­den­za fis­sa è ri­dot­to an­nual­men­te del 20 per cen­to dell'im­por­to no­mi­na­le ori­gi­na­rio.
3Se è con­fe­ri­to al cre­di­to­re il di­rit­to di di­sdet­ta, la fi­ne de­ter­mi­nan­te del­la va­li­di­tà è da­ta dal­la sca­den­za più vi­ci­na del rim­bor­so. In ca­si mo­ti­va­ti, la FIN­MA può am­met­te­re ec­ce­zio­ni.
Capitolo 2: Solvibilità I
Art. 23 a 26
1 Abro­ga­ti dal n. I dell'O del 25 mar. 2015, con ef­fet­to dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
Sezione 2: Margine di solvibilità richiesto per le imprese di assicurazione che esercitano l'assicurazione contro i danni
Art. 27 Calcolo
1Il mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà ri­chie­sto è cal­co­la­to sul­la ba­se dei pre­mi lor­di an­nui (art. 28) o dell'one­re me­dio dei si­ni­stri ri­fe­ri­to agli ul­ti­mi tre eser­ci­zi (art. 29). È de­ter­mi­nan­te il più ele­va­to tra i due ri­sul­ta­ti.
2Per l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne che co­pre es­sen­zial­men­te i ri­schi le­ga­ti al cre­di­to, al­la tem­pe­sta, al­la gran­di­ne o al ge­lo, l'one­re me­dio dei si­ni­stri è cal­co­la­to sul­la ba­se de­gli ul­ti­mi set­te eser­ci­zi.
Art. 28 Indice dei premi
1L'in­di­ce dei pre­mi è cal­co­la­to in ba­se ai pre­mi lor­di con­ta­bi­liz­za­ti o ai pre­mi lor­di di com­pe­ten­za. È de­ter­mi­nan­te l'im­por­to più ele­va­to.
2Se non è pos­si­bi­le de­ter­mi­na­re con esat­tez­za i pre­mi dei ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi B11, B12 e B13, la lo­ro at­tri­bu­zio­ne può av­ve­ni­re, con il con­sen­so del­la FIN­MA, me­dian­te me­to­di sta­ti­sti­ci. Gli im­por­ti dei pre­mi di que­sti ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi so­no in ogni ca­so mag­gio­ra­ti del 50 per cen­to.
3L'in­di­ce dei pre­mi si ot­tie­ne co­me se­gue:
dal­la som­ma dei pre­mi lor­di in­cas­sa­ti nell'am­bi­to dell'as­si­cu­ra­zio­ne di­ret­ta e del­la rias­si­cu­ra­zio­ne nel cor­so dell'ul­ti­mo eser­ci­zio, en­tra­te ac­ces­so­rie com­pre­se, so­no dap­pri­ma de­dot­ti i pre­mi an­nul­la­ti e le im­po­ste e tas­se ri­scos­se di­ret­ta­men­te con i pre­mi;
cal­co­lan­do e ad­di­zio­nan­do il 18 per cen­to dei pri­mi 80 mi­lio­ni di fran­chi dell'im­por­to se­con­do la let­te­ra a, e il 16 per cen­to sul­la par­te ec­ce­den­te ta­le am­mon­ta­re;
il ri­sul­ta­to in­ter­me­dio se­con­do la let­te­ra b è mol­ti­pli­ca­to per il quo­zien­te ot­te­nu­to, sul­la ba­se de­gli ul­ti­mi tre eser­ci­zi, dal rap­por­to tra l'im­por­to dei si­ni­stri a ca­ri­co dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne, de­dot­ti i si­ni­stri rias­si­cu­ra­ti, e l'im­por­to lor­do dei si­ni­stri, ma al­me­no per 0,5.
Art. 29 Indice dei sinistri
1L'in­di­ce dei si­ni­stri si cal­co­la sul­la ba­se dei ver­sa­men­ti per si­ni­stri cor­ri­spo­sti du­ran­te i pe­rio­di di cui all'ar­ti­co­lo 27 per l'as­si­cu­ra­zio­ne di­ret­ta e la rias­si­cu­ra­zio­ne, mag­gio­ra­ti del­le ri­ser­ve per si­ni­stri in so­spe­so co­sti­tui­te al­la fi­ne dell'ul­ti­mo eser­ci­zio nei due set­to­ri d'at­ti­vi­tà.
2Se non è pos­si­bi­le de­ter­mi­na­re con esat­tez­za i si­ni­stri, le ri­ser­ve o i re­gres­si dei ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi B11, B12 e B13, la lo­ro at­tri­bu­zio­ne può av­ve­ni­re, con il con­sen­so del­la FIN­MA, me­dian­te me­to­di sta­ti­sti­ci. Gli im­por­ti per si­ni­stri, ri­ser­ve o re­gres­si per que­sti ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi so­no in ogni ca­so mag­gio­ra­ti del 50 per cen­to.
3L'in­di­ce dei si­ni­stri si ot­tie­ne co­me se­gue:
dall'im­por­to di cui al ca­po­ver­so 1 so­no de­dot­te le som­me dei re­gres­si in­cas­sa­ti du­ran­te i pe­rio­di di cui all'ar­ti­co­lo 27, co­me pu­re le ri­ser­ve per si­ni­stri in so­spe­so nell'am­bi­to dell'as­si­cu­ra­zio­ne di­ret­ta e del­la rias­si­cu­ra­zio­ne co­sti­tui­te all'ini­zio dell'eser­ci­zio che pre­ce­de di due an­ni la chiu­su­ra dell'ul­ti­mo eser­ci­zio. Se il pe­rio­do è pa­ri a set­te an­ni, l'im­por­to da de­dur­re cor­ri­spon­de al­le ri­ser­ve co­sti­tui­te all'ini­zio dell'eser­ci­zio che pre­ce­de di sei an­ni la chiu­su­ra dell'ul­ti­mo eser­ci­zio;
dal­la me­dia an­nua dell'im­por­to co­sì ot­te­nu­to si cal­co­la­no e si ag­giun­go­no il 26 per cen­to sui pri­mi 56 mi­lio­ni di fran­chi e il 23 per cen­to sul­la par­te ec­ce­den­te ta­le ci­fra. Il ri­sul­ta­to di que­ste ope­ra­zio­ni co­sti­tui­sce il ri­sul­ta­to in­ter­me­dio;
il ri­sul­ta­to in­ter­me­dio è mol­ti­pli­ca­to per il quo­zien­te ot­te­nu­to, sul­la ba­se de­gli ul­ti­mi tre eser­ci­zi, tra l'im­por­to dei si­ni­stri a ca­ri­co dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne, de­dot­ti i si­ni­stri rias­si­cu­ra­ti, e l'im­por­to lor­do dei si­ni­stri, ma al­me­no per 0,5.
Art. 30 Diminuzione del margine di solvibilità richiesto
1Se il mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà ri­chie­sto ri­sul­tan­te dai cal­co­li se­con­do gli ar­ti­co­li 27-29, è in­fe­rio­re al mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà ri­chie­sto per l'an­no pre­ce­den­te, il nuo­vo mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà ri­chie­sto cor­ri­spon­de al­me­no a quel­lo per l'an­no pre­ce­den­te, mol­ti­pli­ca­to per il quo­zien­te ot­te­nu­to dal rap­por­to tra le ri­ser­ve per si­ni­stri in so­spe­so al­la fi­ne dell'ul­ti­mo eser­ci­zio e le ri­ser­ve per si­ni­stri in so­spe­so all'ini­zio dell'ul­ti­mo eser­ci­zio, ma al­me­no per 1.
2Nel cal­co­lo del­le ri­ser­ve non vie­ne con­si­de­ra­ta la rias­si­cu­ra­zio­ne.
Art. 31 Assicurazione malattie
I tas­si per­cen­tua­li se­con­do gli ar­ti­co­li 28 ca­po­ver­so 3 let­te­ra b e 29 ca­po­ver­so 3 let­te­ra b so­no ri­dot­ti di un ter­zo per quan­to ri­guar­da l'as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie, ge­sti­ta se­con­do una tec­ni­ca ana­lo­ga a quel­la dell'as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta, se:
i pre­mi ri­scos­si so­no cal­co­la­ti sul­la ba­se di ta­bel­le di mor­bi­li­tà al­le­sti­te se­con­do i me­to­di ma­te­ma­ti­ci ap­pli­ca­ti in ma­te­ria di as­si­cu­ra­zio­ne;
è co­sti­tui­ta una ri­ser­va di se­ne­scen­za;
è ri­scos­so un sup­ple­men­to per co­sti­tui­re un mar­gi­ne di si­cu­rez­za ade­gua­to; e
l'as­si­cu­ra­to­re non può de­nun­cia­re il con­trat­to, se non nel pri­mo trien­nio as­si­cu­ra­ti­vo.
Art. 32 Prestazioni di assistenza per turisti
Nel ra­mo as­si­cu­ra­ti­vo B18, la som­ma dei ver­sa­men­ti per i si­ni­stri, di cui si tie­ne con­to nel cal­co­lo dell'in­di­ce dei si­ni­stri, cor­ri­spon­de al­le spe­se ca­gio­na­te all'im­pre­sa dal­le pre­sta­zio­ni d'as­si­sten­za ver­sa­te.
Art. 33 a 36
Sezione 4: Margine di solvibilità disponibile
Art. 37 Fondi propri computabili
1So­no fon­di pro­pri com­pu­ta­bi­li:1
il ca­pi­ta­le ver­sa­to;
l'ag­gio;
un even­tua­le ca­pi­ta­le in buo­ni di par­te­ci­pa­zio­ne;
le ri­ser­ve le­ga­li, sta­tu­ta­rie e li­be­re;
il fon­do d'or­ga­niz­za­zio­ne;
gli uti­li ri­por­ta­ti dell'an­no pre­ce­den­te;
gli uti­li dell'eser­ci­zio chiu­so;
2Su ri­chie­sta mo­ti­va­ta dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne, la FIN­MA può au­to­riz­za­re il com­pu­to di al­tri ele­men­ti qua­li fon­di pro­pri, in par­ti­co­la­re:
le ri­ser­ve per im­pe­gni e per­di­te fu­tu­ri non ma­ni­fe­sta­men­te at­tri­bui­te a un ca­so spe­ci­fi­co;
le ri­ser­ve di va­lu­ta­zio­ne qua­le dif­fe­ren­za tra i va­lo­ri con­ta­bi­li iscrit­ti al bi­lan­cio e i cor­ri­spon­den­ti va­lo­ri di mer­ca­to per tut­ti gli ele­men­ti ec­cet­to le ri­ser­ve tec­ni­che e i ti­to­li di cre­di­to a in­te­res­se fis­so di cui all'ar­ti­co­lo 110 ca­po­ver­so 1; in que­sto ca­so al­me­no il 50 per cen­to del mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà ri­chie­sto de­ve es­se­re co­per­to con al­tri fon­di pro­pri;
gli stru­men­ti di ca­pi­ta­le as­sor­ben­ti il ri­schio, se so­no adem­piu­ti i pre­sup­po­sti di cui agli ar­ti­co­li 22a-22c.
3Dai fon­di pro­pri com­pu­ta­bi­li de­vo­no es­se­re de­dot­ti:
gli ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li im­ma­te­ria­li;
il ri­por­to del­le per­di­te dell'an­no pre­ce­den­te;
le per­di­te dell'eser­ci­zio chiu­so; e
i di­vi­den­di pre­vi­sti e i rim­bor­si di ca­pi­ta­le.
2 Abro­ga­ta dal n. I dell'O del 25 mar. 2015, con ef­fet­to dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
3 Abro­ga­ta dal n. I dell'O del 25 mar. 2015, con ef­fet­to dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell'O del 25 mar. 2015, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
5 Abro­ga­ta dal n. I dell'O del 25 mar. 2015, con ef­fet­to dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
Art. 38 Casi particolari
Per le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne che eser­ci­ta­no l'as­si­cu­ra­zio­ne con­tro i dan­ni o la rias­si­cu­ra­zio­ne con­tro i dan­ni e scon­ta­no o ri­du­co­no le pro­prie ri­ser­ve tec­ni­che, il mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà di­spo­ni­bi­le è di­mi­nui­to del­la dif­fe­ren­za tra le ri­ser­ve tec­ni­che non scon­ta­te o ri­dot­te e le ri­ser­ve tec­ni­che scon­ta­te o ri­dot­te. Un ade­gua­men­to per lo scon­to del­la ren­di­ta con­te­nu­ta nel­le ri­ser­ve tec­ni­che non è ne­ces­sa­rio.
Art. 40 Controllo e rapporto
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne in­ca­ri­ca un or­ga­no in­ter­no di svol­ge­re il con­trol­lo del mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà di­spo­ni­bi­le. Ta­le or­ga­no al­le­sti­sce un rap­por­to al­la fi­ne di ogni eser­ci­zio e lo sot­to­po­ne al­la di­re­zio­ne e al­la FIN­MA en­tro tre me­si.
2In si­tua­zio­ni par­ti­co­la­ri la FIN­MA può or­di­na­re che il rap­por­to sia al­le­sti­to più di una vol­ta all'an­no.
Capitolo 3: Test svizzero di solvibilità (SST)
Sezione 1: Capitale previsto
1Il ca­pi­ta­le pre­vi­sto cor­ri­spon­de al ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi (art. 47-49) che all'ini­zio dell'an­no de­ve es­se­re pre­sen­te af­fin­ché al­la fi­ne dell'an­no la me­dia de­gli ele­men­ti pos­si­bi­li del ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi sot­to un de­ter­mi­na­to va­lo­re so­glia (va­lue at ri­sk) (ex­pec­ted short­fall se­con­do l'al­le­ga­to 2) sia mag­gio­re o ugua­le all'im­por­to mi­ni­mo di cui al ca­po­ver­so 3.
2Il va­lo­re so­glia del ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi è il va­lo­re che è in­fe­rio­re a ta­le ca­pi­ta­le con un da­to li­vel­lo di pro­ba­bi­li­tà mas­si­mo. La FIN­MA fis­sa il va­lo­re di que­sto li­vel­lo di pro­ba­bi­li­tà e an­nun­cia le mo­di­fi­che al più tar­di 12 me­si pri­ma del gior­no cui fa ri­fe­ri­men­to la pri­ma de­ter­mi­na­zio­ne SST in­te­res­sa­ta da que­sta mo­di­fi­ca.
3L'im­por­to mi­ni­mo è il fab­bi­so­gno di ca­pi­ta­le ne­ces­sa­rio per co­sti­tui­re il ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi da im­pie­ga­re du­ran­te la li­qui­da­zio­ne de­gli ob­bli­ghi at­tua­ria­li.
Art. 42 Concetto di determinazione
1La de­ter­mi­na­zio­ne del ca­pi­ta­le pre­vi­sto si ba­sa su:
un mo­del­lo di quan­ti­fi­ca­zio­ne dei ri­schi ri­le­van­ti;
l'ana­li­si di una se­rie di sce­na­ri; e
un pro­ce­di­men­to di ag­gre­ga­zio­ne che co­niu­ga i ri­sul­ta­ti del mo­del­lo e dell'ana­li­si de­gli sce­na­ri.
2La FIN­MA de­fi­ni­sce i ri­schi ri­le­van­ti; ne fan­no par­te in ogni ca­so i ri­schi di mer­ca­to, di cre­di­to e as­si­cu­ra­ti­vi.1
2 Abro­ga­ti dal n. I dell'O del 25 mar. 2015, con ef­fet­to dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
Art. 44 Scenari
1La FIN­MA de­fi­ni­sce even­ti ipo­te­ti­ci op­pu­re la com­bi­na­zio­ne di even­ti (sce­na­ri) che pos­so­no ve­ri­fi­car­si en­tro un an­no con una de­ter­mi­na­ta pro­ba­bi­li­tà e che in una de­ter­mi­na­ta mi­su­ra in­flui­sco­no sfa­vo­re­vol­men­te sull'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne.1
2L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne de­fi­ni­sce sce­na­ri pro­pri che ten­go­no con­to del­la si­tua­zio­ne di ri­schio in­di­vi­dua­le dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne.
3In ca­so di si­tua­zio­ni di ri­schio par­ti­co­la­ri, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne pre­sen­ta al­la FIN­MA do­man­da di mo­di­fi­ca de­gli sce­na­ri da­ti.
Art. 45 Aggregazione
La FIN­MA sta­bi­li­sce co­me i ri­sul­ta­ti dell'ana­li­si dei mo­del­li di quan­ti­fi­ca­zio­ne dei ri­schi e i ri­sul­ta­ti dell'ana­li­si de­gli sce­na­ri de­vo­no es­se­re ag­gre­ga­ti. Per i mo­del­li in­ter­ni, es­sa può au­to­riz­za­re su do­man­da an­che al­tri pro­ce­di­men­ti di ag­gre­ga­zio­ne.
Art. 46 Procedimento di determinazione
1Nel de­ter­mi­na­re il ca­pi­ta­le pre­vi­sto oc­cor­re con­si­de­ra­re, se so­no so­stan­zia­li:
le op­zio­ni e le ga­ran­zie in­te­gra­te nei con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi;
le al­tre ga­ran­zie non­ché gli im­pe­gni even­tua­li.
2Nel­la de­ter­mi­na­zio­ne del ca­pi­ta­le pre­vi­sto so­no in­te­gral­men­te ri­co­no­sciu­te la rias­si­cu­ra­zio­ne e la re­tro­ces­sio­ne dei ri­schi nel qua­dro del tra­sfe­ri­men­to di ri­schi quan­ti­fi­ca­to. Il ri­schio di per­di­ta del­le rias­si­cu­ra­zio­ni de­ve es­se­re con­si­de­ra­to nel cal­co­lo del ca­pi­ta­le pre­vi­sto.
3In vir­tù dei pre­sup­po­sti qui di se­gui­to, ul­te­rio­ri stru­men­ti di tra­sfe­ri­men­to di ca­pi­ta­le e di tra­sfe­ri­men­to di ri­schio, in par­ti­co­la­re le ga­ran­zie ri­ce­vu­te o gli stru­men­ti di ca­pi­ta­le as­sor­ben­ti il ri­schio di cui agli ar­ti­co­li 22a e 22b, pos­so­no es­se­re con­si­de­ra­ti per ri­dur­re il ca­pi­ta­le pre­vi­sto:
la mo­del­liz­za­zio­ne de­gli stru­men­ti di tra­sfe­ri­men­to di ca­pi­ta­le e di tra­sfe­ri­men­to di ri­schio ri­spet­ta i prin­ci­pi di va­lu­ta­zio­ne e di quan­ti­fi­ca­zio­ne dei ri­schi espo­sti nel­la pre­sen­te se­zio­ne;
se i be­ne­fi­cia­ri del­le pre­sta­zio­ni e i for­ni­to­ri di pre­sta­zio­ni so­no uni­tà di un grup­po as­si­cu­ra­ti­vo po­sto sot­to la sor­ve­glian­za del­la FIN­MA, la mo­del­liz­za­zio­ne de­gli stru­men­ti di tra­sfe­ri­men­to di ca­pi­ta­le e di tra­sfe­ri­men­to di ri­schio se­gue in mo­do coe­ren­te il mo­del­lo ap­pli­ca­to al SST di grup­po di cui agli ar­ti­co­li 198a-198c.
4Gli stru­men­ti con­si­de­ra­ti per ri­dur­re il ca­pi­ta­le pre­vi­sto di cui al ca­po­ver­so 3 non pos­so­no es­se­re con­tem­po­ra­nea­men­te com­pu­ta­ti nel ca­pi­ta­le com­ple­men­ta­re.
5Gli stru­men­ti che non rien­tra­no nel­le di­spo­si­zio­ni de­gli ar­ti­co­li 22a-22c pos­so­no es­se­re con­si­de­ra­ti com­ples­si­va­men­te, all'ini­zio dell'an­no, fi­no a un li­mi­te mas­si­mo del 50 per cen­to del ca­pi­ta­le di ba­se.
Sezione 2: Capitale sopportante i rischi
Art. 47 Definizione e computabilità
1Il ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi ser­ve al­la co­per­tu­ra del ca­pi­ta­le pre­vi­sto. Cor­ri­spon­de al­la som­ma del ca­pi­ta­le di ba­se e del ca­pi­ta­le com­ple­men­ta­re.
2Il ca­pi­ta­le com­ple­men­ta­re può es­se­re com­pu­ta­to nel ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi al mas­si­mo al 100 per cen­to del ca­pi­ta­le di ba­se. Il ca­pi­ta­le com­ple­men­ta­re in­fe­rio­re di cui all'ar­ti­co­lo 49 ca­po­ver­so 2 può tut­ta­via es­se­re com­pu­ta­to al mas­si­mo al 50 per cen­to del ca­pi­ta­le di ba­se.
3La FIN­MA può, su do­man­da, au­to­riz­za­re ec­ce­zio­ni a que­ste li­mi­ta­zio­ni. L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne de­ve in par­ti­co­la­re spie­ga­re in che mo­do ven­go­no rap­pre­sen­ta­ti i ri­schi, la si­cu­rez­za e la di­spo­ni­bi­li­tà del­le com­po­nen­ti del ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi.
Art. 48 Capitale di base
1Il ca­pi­ta­le di ba­se è da­to dal­la dif­fe­ren­za tra il va­lo­re con­for­me al mer­ca­to de­gli at­ti­vi e il va­lo­re con­for­me al mer­ca­to del ca­pi­ta­le di ter­zi (al­le­ga­to 3) cui si ag­giun­ge l'im­por­to mi­ni­mo (art. 41 cpv. 3) e da cui so­no de­dot­ti:
i di­vi­den­di e i rim­bor­si di ca­pi­ta­le pre­vi­sti;
le azio­ni pro­prie di pro­prie­tà di­ret­ta dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne che so­no te­nu­te a pro­prio ri­schio;
le im­po­ste la­ten­ti su­gli im­mo­bi­li, nel­la mi­su­ra in cui non è pos­si­bi­le al­cu­na com­pen­sa­zio­ne.
2Il ca­pi­ta­le di ba­se è de­ter­mi­na­to sul­la ba­se di un bi­lan­cio del va­lo­re di mer­ca­to che con­si­de­ra tut­te le po­si­zio­ni eco­no­mi­ca­men­te ri­le­van­ti (ap­proc­cio di bi­lan­cio glo­ba­le). La FIN­MA ema­na di­spo­si­zio­ni sull'al­le­sti­men­to del bi­lan­cio del va­lo­re di mer­ca­to.
Art. 49 Capitale complementare
1Il ca­pi­ta­le com­ple­men­ta­re su­pe­rio­re è co­sti­tui­to da­gli stru­men­ti di ca­pi­ta­le as­sor­ben­ti il ri­schio di cui all'ar­ti­co­lo 22a ca­po­ver­so 1 sen­za sca­den­za fis­sa di rim­bor­so.
2Il ca­pi­ta­le com­ple­men­ta­re in­fe­rio­re è co­sti­tui­to da­gli stru­men­ti di ca­pi­ta­le as­sor­ben­ti il ri­schio di cui all'ar­ti­co­lo 22a ca­po­ver­so 1 con una va­li­di­tà ori­gi­na­ria di al­me­no cin­que an­ni.
3Per il com­pu­to de­gli stru­men­ti di ca­pi­ta­le as­sor­ben­ti il ri­schio di cui al ca­po­ver­so 2 val­go­no le se­guen­ti li­mi­ta­zio­ni:
ne­gli ul­ti­mi cin­que an­ni di va­li­di­tà l'im­por­to com­pu­ta­bi­le è ri­dot­to an­nual­men­te del 20 per cen­to dell'im­por­to no­mi­na­le ori­gi­na­rio;
se è con­fe­ri­to al cre­di­to­re il di­rit­to di di­sdet­ta, la fi­ne de­ter­mi­nan­te del­la va­li­di­tà è da­ta dal­la sca­den­za più vi­ci­na del rim­bor­so. In ca­si mo­ti­va­ti, la FIN­MA può am­met­te­re ec­ce­zio­ni.
Sezione 3: Modelli
Art. 50a Principio
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne de­ter­mi­na la pro­pria sol­vi­bi­li­tà se­con­do un mo­del­lo stan­dard del­la FIN­MA.
2L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne può de­ter­mi­na­re in­te­gral­men­te o par­zial­men­te la pro­pria sol­vi­bi­li­tà se­con­do un pro­prio mo­del­lo (mo­del­lo in­ter­no), se que­st'ul­ti­mo è ap­pro­va­to dal­la FIN­MA.
Art. 50b Modelli standard
1La FIN­MA ela­bo­ra o de­si­gna mo­del­li stan­dard che rap­pre­sen­ta­no i pro­fi­li di ri­schio del­la mag­gior par­te del­le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne.
2Es­sa de­ci­de qua­le mo­del­lo stan­dard de­ve im­pie­ga­re un'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne.
3Es­sa può esi­ge­re l'ade­gua­men­to del mo­del­lo stan­dard op­pu­re l'uti­liz­za­zio­ne di un al­tro mo­del­lo stan­dard o di un mo­del­lo in­ter­no di cui all'ar­ti­co­lo 50c se il mo­del­lo stan­dard im­pie­ga­to non cor­ri­spon­de al­la spe­ci­fi­ca si­tua­zio­ne di ri­schio di un'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne.
Art. 50c Modelli interni
La FIN­MA au­to­riz­za a un'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne l'im­pie­go di un mo­del­lo in­ter­no se:
i mo­del­li stan­dard non ri­spec­chie­reb­be­ro a suf­fi­cien­za la si­tua­zio­ne di ri­schio spe­ci­fi­ca; e
le esi­gen­ze qua­li­ta­ti­ve, quan­ti­ta­ti­ve e or­ga­niz­za­ti­ve del­la FIN­MA so­no sod­di­sfat­te.
Art. 50d Approvazione, cambiamento e adeguamento del modello
1La scel­ta, il cam­bia­men­to e le mo­di­fi­che so­stan­zia­li del mo­del­lo de­vo­no es­se­re ap­pro­va­ti dal­la FIN­MA. Fi­no all'ap­pro­va­zio­ne, que­st'ul­ti­ma può or­di­na­re l'im­pie­go di un mo­del­lo in­ter­no ade­gua­to o di un mo­del­lo stan­dard.
2La FIN­MA ac­cor­da in ca­si par­ti­co­la­ri mo­da­li­tà e pe­rio­di di tran­si­zio­ne ade­gua­ti al pas­sag­gio da un mo­del­lo in­ter­no a un mo­del­lo stan­dard con­si­de­ran­do l'one­re fi­nan­zia­rio dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne, in par­ti­co­la­re l'one­re do­vu­to ai co­sti di ca­pi­ta­le.
3L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne de­ve ve­ri­fi­ca­re pe­rio­di­ca­men­te il mo­del­lo ed even­tual­men­te ade­guar­lo.
Sezione 4: Ulteriori disposizioni
Art. 50e Semplificazioni
La FIN­MA può di­spor­re sem­pli­fi­ca­zio­ni per le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne nell'ese­cu­zio­ne del SST se cir­co­stan­ze par­ti­co­la­ri, se­gna­ta­men­te l'esi­guo vo­lu­me de­gli af­fa­ri, la ri­dot­ta com­ples­si­tà o una si­tua­zio­ne di ri­schio non cri­ti­ca, lo giu­sti­fi­ca­no.
Art. 50f Maggiorazioni del capitale previsto e riduzioni del capitale sopportante i rischi
La FIN­MA può, in fun­zio­ne del­la si­tua­zio­ne di ri­schio, di­spor­re ade­gua­te mag­gio­ra­zio­ni del ca­pi­ta­le pre­vi­sto o ade­gua­te ri­du­zio­ni del ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi:
in ca­so di mo­del­liz­za­zio­ne in­suf­fi­cien­te;
per co­pri­re ul­te­rio­ri ri­schi non con­si­de­ra­ti, in par­ti­co­la­re i ri­schi ope­ra­ti­vi e i ri­schi di con­cen­tra­zio­ne.
Art. 51 Periodicità dell'accertamento
1Il ca­pi­ta­le pre­vi­sto e il ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi de­vo­no es­se­re ac­cer­ta­ti ogni an­no.
2Se la si­tua­zio­ne di ri­schio dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne lo esi­ge, la FIN­MA può au­men­ta­re la fre­quen­za dell'ac­cer­ta­men­to. In que­sto ca­so può am­met­te­re che il ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi o il ca­pi­ta­le pre­vi­sto sia­no de­ter­mi­na­ti ap­pros­si­ma­ti­va­men­te.
Art. 52 Rilevazione dei dati
L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne ri­le­va ed ela­bo­ra i da­ti ri­le­van­ti in mo­do ta­le da po­ter cal­co­la­re il ca­pi­ta­le pre­vi­sto, il ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi e il va­lo­re con­for­me al mer­ca­to de­gli im­pe­gni as­si­cu­ra­ti­vi.
Art. 53 Rapporto SST
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne re­di­ge an­nual­men­te un rap­por­to con­cer­nen­te il cal­co­lo del ca­pi­ta­le pre­vi­sto e del ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi. Es­so de­ve es­se­re fir­ma­to dal­la di­re­zio­ne e pre­sen­ta­to al­la FIN­MA. La FIN­MA può ri­chie­de­re in­for­ma­zio­ni più fre­quen­ti, se lo esi­ge la si­tua­zio­ne di ri­schio.1
2Il rap­por­to SST con­tie­ne tut­te le in­for­ma­zio­ni ri­le­van­ti che so­no ne­ces­sa­rie per la com­pren­sio­ne del cal­co­lo del ca­pi­ta­le pre­vi­sto e del ca­pi­ta­le sop­por­tan­te i ri­schi non­ché per la si­tua­zio­ne di ri­schio dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne.
3La FIN­MA sta­bi­li­sce an­nual­men­te un con­gruo ter­mi­ne per la pre­sen­ta­zio­ne del rap­por­to SST.
Art. 53a Stress test
Ol­tre al rap­por­to SST, se­gna­ta­men­te per pro­ce­de­re a con­fron­ti di mer­ca­to la FIN­MA può esi­ge­re cal­co­li SST e stress te­st stan­dar­diz­za­ti.
Titolo quarto: Riserve tecniche e patrimonio vincolato
Capitolo 1: Riserve tecniche
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne di­spo­ne di suf­fi­cien­ti ri­ser­ve tec­ni­che.
2Es­sa scio­glie le ri­ser­ve tec­ni­che non più ne­ces­sa­rie.
3Nel pia­no d'eser­ci­zio l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne in­di­ca le con­di­zio­ni per la co­sti­tu­zio­ne e lo scio­gli­men­to del­le ri­ser­ve tec­ni­che. Es­sa do­cu­men­ta il me­to­do uti­liz­za­to per le ri­ser­ve e la va­lu­ta­zio­ne de­gli im­pe­gni at­tua­ria­li.
4La FIN­MA di­sci­pli­na i det­ta­gli con­cer­nen­ti ge­ne­re e en­ti­tà del­le ri­ser­ve tec­ni­che.
4La FIN­MA di­sci­pli­na i det­ta­gli con­cer­nen­ti ge­ne­re e mo­da­li­tà del­le ri­ser­ve tec­ni­che.
Sezione 2: Assicurazione sulla vita
Art. 55 Generi di riserve tecniche
So­no ge­ne­ri di ri­ser­ve tec­ni­che:
le ri­ser­ve cal­co­la­te se­con­do le ba­si ta­rif­fa­li dei con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi cor­ren­ti o se­con­do ba­si più pru­den­ti;
le ri­ser­ve ne­ces­sa­rie al­la co­sti­tu­zio­ne di suf­fi­cien­ti ri­ser­ve;
le ri­ser­ve co­sti­tui­te se­con­do me­to­di at­tua­ria­li e fis­sa­ti nel pia­no d'eser­ci­zio per au­men­ta­re ul­te­rior­men­te la pos­si­bi­li­tà di adem­pie­re gli im­pe­gni de­ri­van­ti dai con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi.
Art. 56 Importo legale del patrimonio vincolato
1L'im­por­to le­ga­le del pa­tri­mo­nio vin­co­la­to com­pren­de:
le ri­ser­ve tec­ni­che di cui all'ar­ti­co­lo 55 let­te­re a e b;
gli im­pe­gni da at­ti­vi­tà as­si­cu­ra­ti­va nei con­fron­ti de­gli sti­pu­lan­ti;
il sup­ple­men­to di cui all'ar­ti­co­lo 18 LSA.
2Dal­le ri­ser­ve tec­ni­che di cui al ca­po­ver­so 1 let­te­ra a pos­so­no es­se­re de­dot­ti:
i pre­sti­ti su po­liz­za;
le pre­sta­zio­ni as­si­cu­ra­ti­ve pa­ga­te in an­ti­ci­po;
i pre­mi do­vu­ti, per quan­to pos­sa­no es­se­re com­pen­sa­ti con pre­sta­zio­ni as­si­cu­ra­ti­ve.
Art. 57 Importo legale dell'assicurazione malattie e contro gli infortuni
1Se ol­tre all'as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne eser­ci­ta an­che l'as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie e con­tro gli in­for­tu­ni, l'en­ti­tà dell'im­por­to le­ga­le per en­tram­bi i ra­mi è cal­co­la­to se­con­do le re­go­le dell'im­por­to le­ga­le dell'as­si­cu­ra­zio­ne ma­lat­tie e con­tro gli in­for­tu­ni.
Art. 58 Principio del calcolo individuale
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne cal­co­la le ri­ser­ve tec­ni­che di cui all'ar­ti­co­lo 55 let­te­ra a per ogni sin­go­lo con­trat­to.
2Le ri­ser­ve tec­ni­che di cui all'ar­ti­co­lo 55 let­te­re b e c de­vo­no es­se­re cal­co­la­te non in­di­vi­dual­men­te, ben­sì con­si­de­ran­do tut­ti i con­trat­ti.
Art. 59 Principio degli importi lordi
L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne co­sti­tui­sce tut­te le ri­ser­ve tec­ni­che sen­za te­ne­re con­to di un'even­tua­le rias­si­cu­ra­zio­ne. La FIN­MA può in ca­si fon­da­ti am­met­te­re ec­ce­zio­ni.
Art. 62 Potenziamento delle riserve tecniche
1La FIN­MA può ri­la­scia­re all'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne l'au­to­riz­za­zio­ne al re­go­la­re po­ten­zia­men­to del­le ri­ser­ve tec­ni­che per un pe­rio­do di die­ci an­ni al mas­si­mo.
2Il po­ten­zia­men­to del­le ri­ser­ve tec­ni­che de­ve es­se­re ef­fet­tua­to in­di­vi­dual­men­te per cia­scun as­si­cu­ra­to, sem­pre che es­se gli deb­ba­no es­se­re con­se­gna­te in ca­so di una sua usci­ta dal con­trat­to col­let­ti­vo.
3In ca­si mo­ti­va­ti, la FIN­MA può or­di­na­re un po­ten­zia­men­to sup­ple­men­ta­re del­le ri­ser­ve tec­ni­che.
Art. 63 Copertura dei valori di liquidazione
Le ri­ser­ve tec­ni­che de­vo­no co­pri­re in ogni tem­po, do­po de­du­zio­ne di even­tua­li spe­se di ac­qui­si­zio­ne at­ti­va­te, i va­lo­ri di li­qui­da­zio­ne.
Art. 65 Zillmerizzazione delle riserve tecniche e attivazione di valori di riscatto non estinti
1La zill­me­riz­za­zio­ne del­le ri­ser­ve tec­ni­che non è am­mes­sa. So­no ec­cet­tua­te le ri­ser­ve tec­ni­che del­le fi­lia­li di im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne sviz­ze­re in Sta­ti nei qua­li la zill­me­riz­za­zio­ne è am­mes­sa dal di­rit­to in ma­te­ria di sor­ve­glian­za.
2L'at­ti­va­zio­ne di va­lo­ri di ri­scat­to non an­co­ra estin­ti è di re­go­la am­mes­sa. La FIN­MA ema­na di­ret­ti­ve con­cer­nen­ti l'esten­sio­ne e le mo­da­li­tà dell'at­ti­va­zio­ne. In ca­si mo­ti­va­ti, es­sa può vie­ta­re l'at­ti­va­zio­ne.
Art. 66 e 67
Sezione 3: Assicurazione contro i danni
Art. 68 Importo legale del patrimonio vincolato
le ri­ser­ve tec­ni­che di cui all'ar­ti­co­lo 69;
2Le ri­ser­ve tec­ni­che so­no co­sti­tui­te sen­za te­ne­re con­to del­la rias­si­cu­ra­zio­ne. Su do­man­da, la FIN­MA può am­met­te­re to­tal­men­te o par­zial­men­te le quo­te rias­si­cu­ra­te del­le ri­ser­ve tec­ni­che al­la co­sti­tu­zio­ne del pa­tri­mo­nio vin­co­la­to.
3I pre­mi do­vu­ti pos­so­no es­se­re de­dot­ti dal­le ri­ser­ve tec­ni­che, sem­pre che non vi sia una co­per­tu­ra as­si­cu­ra­ti­va o per quan­to i pre­mi do­vu­ti pos­sa­no es­se­re com­pen­sa­ti con pre­sta­zio­ni as­si­cu­ra­ti­ve.
Art. 69 Generi di riserve tecniche
1So­no ri­ser­ve tec­ni­che:
i ri­por­ti dei pre­mi;
le ri­ser­ve per dan­ni;
le ri­ser­ve di si­cu­rez­za e di com­pen­sa­zio­ne;
le ri­ser­ve di se­ne­scen­za;
le ri­ser­ve per par­te­ci­pa­zio­ni con­trat­tua­li al­le ec­ce­den­ze;
le ri­ser­ve tec­ni­che per ren­di­te;
tut­te le al­tre ri­ser­ve ne­ces­sa­rie per co­sti­tui­re ri­ser­ve suf­fi­cien­ti.
2Le ri­ser­ve di com­pen­sa­zio­ne dell'as­si­cu­ra­zio­ne cre­di­ti so­no co­sti­tui­te se­con­do il Me­to­do n. 2 dell'Al­le­ga­to n. 5 all'Ac­cor­do del 10 ot­to­bre 19892 tra la Con­fe­de­ra­zio­ne Sviz­ze­ra e la CEE con­cer­nen­te l'as­si­cu­ra­zio­ne di­ret­ta di­ver­sa dall'as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta.
3Le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne che eser­ci­ta­no l'as­si­cu­ra­zio­ne cre­di­ti so­no esen­ta­te dal­la co­sti­tu­zio­ne di ri­ser­ve di com­pen­sa­zio­ne, sem­pre che l'in­cas­so de­gli in­troi­ti dei pre­mi in que­sto ra­mo as­si­cu­ra­ti­vo am­mon­ti a me­no del 4 per cen­to del­la som­ma com­ples­si­va e a me­no di 4 mi­lio­ni di fran­chi.
2 RS 0.961.1
Capitolo 2: Patrimonio vincolato
Art. 70 Importo minimo
Al mo­men­to del­la sua co­sti­tu­zio­ne il pa­tri­mo­nio vin­co­la­to am­mon­ta al­me­no a:
750 000 fran­chi per le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne che eser­ci­ta­no l'as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta;
100 000 fran­chi per le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne che eser­ci­ta­no l'as­si­cu­ra­zio­ne con­tro i dan­ni.
Art. 71 Determinazione dell'importo legale del patrimonio vincolato
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne cal­co­la l'im­por­to le­ga­le se­pa­ra­ta­men­te per cia­scun pa­tri­mo­nio vin­co­la­to sul­la ba­se del­le ri­ser­ve tec­ni­che di vol­ta in vol­ta at­tua­li.
2In ca­si mo­ti­va­ti, la FIN­MA può am­met­te­re nel cor­so dell'an­no sti­me fon­da­te del­le ri­ser­ve tec­ni­che at­tua­li.
Art. 72 Rapporto
1En­tro tre me­si dal­la chiu­su­ra dei con­ti l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne co­mu­ni­ca al­la so­cie­tà di au­dit l'im­por­to le­ga­le cal­co­la­to per la fi­ne dell'an­no con­ta­bi­le se­pa­ra­ta­men­te per cia­scun pa­tri­mo­nio vin­co­la­to, uni­ta­men­te al re­gi­stro dei va­lo­ri di co­per­tu­ra. En­tro quat­tro me­si dal­la chiu­su­ra dei con­ti l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne pre­sen­ta un rap­por­to al­la FIN­MA.1
2Le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne con se­de in Sviz­ze­ra de­vo­no inol­tre for­ni­re in­for­ma­zio­ni in me­ri­to a ogni por­ta­fo­glio as­si­cu­ra­ti­vo stra­nie­ro per il qua­le es­se de­vo­no co­sti­tui­re ga­ran­zie all'este­ro.
Art. 73 Portafoglio assicurativo straniero
È con­si­de­ra­to por­ta­fo­glio as­si­cu­ra­ti­vo stra­nie­ro se­con­do l'ar­ti­co­lo 17 ca­po­ver­so 2 LSA il com­ples­so dei con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi con sti­pu­lan­ti do­mi­ci­lia­ti all'este­ro.
Art. 74 Copertura
1L'im­por­to le­ga­le de­ve es­se­re co­per­to in qual­sia­si mo­men­to da­gli at­ti­vi (art. 79).
2Se ac­cer­ta un'in­suf­fi­cien­za di co­per­tu­ra, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne de­ve in­te­gra­re sen­za in­du­gio il pa­tri­mo­nio vin­co­la­to. La FIN­MA può in ca­si par­ti­co­la­ri con­ce­de­re un ter­mi­ne per l'in­te­gra­zio­ne.
Art. 75 Prestito di valori mobiliari e operazioni pensionistiche
La FIN­MA ema­na di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti il pre­sti­to di va­lo­ri mo­bi­lia­ri (se­cu­ri­ties len­ding) e le ope­ra­zio­ni pen­sio­ni­sti­che (re­po, re­ver­se re­po) da par­te di im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne, con­cer­nen­ti se­gna­ta­men­te:
le mo­da­li­tà del­la ga­ran­zia;
la strut­tu­ra dei con­trat­ti;
la lo­ro esten­sio­ne.
Sezione 2: Costituzione
Art. 76 Principi generali
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne co­sti­tui­sce il pa­tri­mo­nio vin­co­la­to tra­mi­te at­tri­bu­zio­ne di ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li. Es­sa ela­bo­ra e de­fi­ni­sce ta­li ele­men­ti co­sic­ché es­sa può in qual­sia­si mo­men­to di­mo­stra­re sen­za in­du­gio qua­li va­lo­ri ap­par­ten­go­no al pa­tri­mo­nio vin­co­la­to e che l'im­por­to le­ga­le del pa­tri­mo­nio vin­co­la­to è co­per­to.
2Gli ele­men­ti del pa­tri­mo­nio vin­co­la­to so­no scel­ti in­nan­zi­tut­to se­con­do il cri­te­rio del­la si­cu­rez­za, del­la rea­le si­tua­zio­ne fi­nan­zia­ria non­ché del­la strut­tu­ra e dell'evo­lu­zio­ne at­te­sa del por­ta­fo­glio as­si­cu­ra­ti­vo.
3Inol­tre, con un'ade­gua­ta di­ver­si­fi­ca­zio­ne oc­cor­re per­se­gui­re un red­di­to con­for­me al­le con­di­zio­ni del mer­ca­to e as­si­cu­ra­re in ogni mo­men­to il pre­ve­di­bi­le fab­bi­so­gno di li­qui­di­tà.
Art. 77 Patrimoni vincolati separati
1Un pa­tri­mo­nio vin­co­la­to se­pa­ra­to cia­scu­no de­ve es­se­re co­sti­tui­to in par­ti­co­la­re per:
le as­si­cu­ra­zio­ni del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le;
le pre­te­se de­gli as­si­cu­ra­ti de­ri­van­ti da con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi nei ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi A2.1, A2.2, A2.3 e A6.1;
le pre­te­se de­gli as­si­cu­ra­ti de­ri­van­ti da con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi nei ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi A2.4, A2.5, A2.6 e A6.2.
2L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne può co­sti­tui­re ul­te­rio­ri pa­tri­mo­ni vin­co­la­ti se­pa­ra­ti per al­tre co­mu­ni­tà so­li­da­li spe­cia­li, se­gna­ta­men­te per:
i con­trat­ti in va­lu­ta este­ra del por­ta­fo­glio di as­si­cu­ra­zio­ni sviz­ze­ro;
i con­trat­ti del por­ta­fo­glio di as­si­cu­ra­zio­ni stra­nie­ro per i qua­li all'este­ro non de­ve es­se­re for­ni­ta una si­cu­rez­za equi­va­len­te.
3La FIN­MA può or­di­na­re la co­sti­tu­zio­ne di pa­tri­mo­ni vin­co­la­ti se­pa­ra­ti per al­tre co­mu­ni­tà so­li­da­li spe­cia­li, se ciò è ne­ces­sa­rio al­la ga­ran­zia del­le pre­te­se de­ri­van­ti dai re­la­ti­vi con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi.
Art. 78 Amministrazione degli investimenti
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne di­spo­ne di:
una stra­te­gia di in­ve­sti­men­to;
un re­go­la­men­to d'in­ve­sti­men­to che ga­ran­ti­sce l'os­ser­van­za dei prin­ci­pi per gli in­ve­sti­men­ti di cui all'ar­ti­co­lo 76;
mi­su­re or­ga­niz­za­ti­ve che as­si­cu­ra­no che le per­so­ne in­ca­ri­ca­te dell'am­mi­ni­stra­zio­ne e del con­trol­lo di­spon­go­no del­le co­no­scen­ze ne­ces­sa­rie per que­sti com­pi­ti;
una ge­stio­ne del ri­schio ade­gua­ta al vo­lu­me de­gli af­fa­ri e al­la com­ples­si­tà de­gli in­ve­sti­men­ti.
2La di­re­zio­ne sta­bi­li­sce la stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to e la pre­sen­ta al con­si­glio d'am­mi­ni­stra­zio­ne per ap­pro­va­zio­ne.
Art. 79 Elementi ammessi
1Al pa­tri­mo­nio vin­co­la­to pos­so­no es­se­re at­tri­bui­ti i se­guen­ti ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li:
de­po­si­ti in con­tan­ti, se­gna­ta­men­te ave­ri su con­ti cor­ren­ti ban­ca­ri, non­ché de­po­si­ti a ter­mi­ne e al­tri in­ve­sti­men­ti sul mer­ca­to mo­ne­ta­rio;
cre­di­ti espres­si in im­por­ti fis­si, se­gna­ta­men­te pre­sti­ti ob­bli­ga­zio­na­ri e ob­bli­ga­zio­ni a op­zio­ne non­ché ob­bli­ga­zio­ni con­ver­ti­bi­li con ca­rat­te­re ob­bli­ga­zio­na­rio;
pro­dot­ti d'in­ve­sti­men­to strut­tu­ra­ti, cre­di­ti car­to­la­riz­za­ti e de­ri­va­ti cre­di­ti­zi;
al­tri ri­co­no­sci­men­ti di de­bi­to;
azio­ni, buo­ni di go­di­men­to e di par­te­ci­pa­zio­ne, ob­bli­ga­zio­ni con­ver­ti­bi­li con ca­rat­te­re ob­bli­ga­zio­na­rio, le quo­te di so­cie­tà coo­pe­ra­ti­ve e ti­to­li ana­lo­ghi, se gli ele­men­ti so­no ne­go­zia­ti in un mer­ca­to re­go­la­men­ta­to e so­no alie­na­bi­li a bre­ve ter­mi­ne;
ca­se d'abi­ta­zio­ne ed edi­fi­ci a uso com­mer­cia­le sviz­ze­ri, di pro­prie­tà dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne non­ché par­te­ci­pa­zio­ni a so­cie­tà il cui sco­po so­cia­le sia esclu­si­va­men­te l'ac­qui­sto e la ven­di­ta non­ché la lo­ca­zio­ne e l'af­fit­to di ca­se d'abi­ta­zio­ne ed edi­fi­ci a uso com­mer­cia­le (so­cie­tà im­mo­bi­lia­ri), se più del 50 per cen­to è di pro­prie­tà dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne;
i cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gni su im­mo­bi­li si­ti in Sviz­ze­ra;
in­ve­sti­men­ti fi­nan­zia­ri al­ter­na­ti­vi co­me hed­ge funds e pri­va­te equi­ty;
stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti che ser­vo­no a ga­ran­zia e non han­no nes­sun ef­fet­to le­va sul pa­tri­mo­nio vin­co­la­to, se gli ele­men­ti di ba­se so­no pre­sen­ti nel pa­tri­mo­nio vin­co­la­to e il lo­ro com­pu­to se­gue le oscil­la­zio­ni del mer­ca­to;
cer­ti­fi­ca­ti di quo­te in in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi e in fon­di a in­ve­sti­to­re uni­co;
2A de­ter­mi­na­te con­di­zio­ni ed en­tro cer­ti li­mi­ti, al pa­tri­mo­nio vin­co­la­to pos­so­no es­se­re at­tri­bui­ti an­che stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti de­te­nu­ti al­lo sco­po di pre­pa­ra­re ac­qui­si­zio­ni, au­men­ta­re il red­di­to ed as­si­cu­ra­re i flus­si di pa­ga­men­to de­ri­van­ti da im­pe­gni at­tua­ria­li. La FIN­MA sta­bi­li­sce le con­di­zio­ni e i li­mi­ti.3
3Su do­man­da, la FIN­MA può am­met­te­re che al pa­tri­mo­nio vin­co­la­to ven­ga­no at­tri­bui­ti al­tri ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li, pur­ché ciò non pre­giu­di­chi la si­cu­rez­za.4
2 Cor­re­zio­ne del 14 gen. 2014 (RU 2014 159).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell'O del 25 mar. 2015, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
4 In­tro­dot­to dal n. I dell'O del 25 mar. 2015, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
Art. 81 Elementi ammessi e assicurazioni sulla vita vincolate a partecipazioni
1Il pa­tri­mo­nio vin­co­la­to per le pre­te­se de­gli as­si­cu­ra­ti de­ri­van­ti dai con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi nei ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi A2.1, A2.2, A2.3 e A6.1 de­ve es­se­re co­sti­tui­to tra­mi­te ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li che co­sti­tui­sco­no ta­li con­trat­ti.
2Il pa­tri­mo­nio vin­co­la­to per le pre­te­se de­gli as­si­cu­ra­ti de­ri­van­ti dai con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi nei ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi A2.4, A2.5, A2.6 e A6.2 può es­se­re co­sti­tui­to con ele­men­ti di cui all'ar­ti­co­lo 79 al­le se­guen­ti con­di­zio­ni:
se le pre­sta­zio­ni so­no le­ga­te di­ret­ta­men­te al va­lo­re di un por­ta­fo­glio di in­ve­sti­men­ti in­ter­no, il pa­tri­mo­nio vin­co­la­to de­ve es­se­re co­sti­tui­to tra­mi­te quo­te cor­ri­spon­den­ti op­pu­re, se non so­no co­sti­tui­te quo­te, tra­mi­te ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li che co­sti­tui­sco­no ta­le por­ta­fo­glio;
se le pre­sta­zio­ni so­no le­ga­te a un in­di­ce o a un al­tro va­lo­re di ri­fe­ri­men­to, il pa­tri­mo­nio vin­co­la­to de­ve es­se­re co­sti­tui­to tra­mi­te ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li che cor­ri­spon­do­no ai va­lo­ri sui qua­li si ba­sa il va­lo­re spe­ci­fi­co di ri­fe­ri­men­to.
Art. 82 Investimenti collettivi e fondi a investitore unico
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne può com­pu­ta­re nel pa­tri­mo­nio vin­co­la­to cer­ti­fi­ca­ti di quo­te in in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi, se:
es­si sot­to­stan­no a un'ef­fi­ca­ce sor­ve­glian­za a tu­te­la dell'in­ve­sti­to­re; e
i cer­ti­fi­ca­ti di quo­te so­no ne­go­zia­ti in un mer­ca­to re­go­la­men­ta­to e li­qui­do op­pu­re so­no in qual­sia­si mo­men­to alie­na­bi­li.
2Cer­ti­fi­ca­ti di fon­di a in­ve­sti­to­re uni­co pos­so­no es­se­re com­pu­ta­ti nel pa­tri­mo­nio vin­co­la­to se ta­li fon­di a in­ve­sti­to­re uni­co:
sot­to­stan­no a un'ef­fi­ca­ce sor­ve­glian­za;
so­no te­nu­ti al 100 per cen­to dall'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne;
è ga­ran­ti­to in qual­sia­si mo­men­to il re­gres­so at­tra­ver­so un in­ve­sti­men­to uni­co del fon­do;
ef­fet­tua­no in­ve­sti­men­ti di cui all'ar­ti­co­lo 79; e
adem­pio­no le con­di­zio­ni di cui all'ar­ti­co­lo 87.
3L'or­ga­niz­za­zio­ne de­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi e dei fon­di a in­ve­sti­to­re uni­co de­ve es­se­re re­go­la­ta in mo­do che, per quan­to con­cer­ne la de­ter­mi­na­zio­ne del­le di­ret­ti­ve di in­ve­sti­men­to, la ri­par­ti­zio­ne del­le com­pe­ten­ze, la de­ter­mi­na­zio­ne del­le quo­te non­ché la ven­di­ta e il ri­scat­to del­le quo­te, gli in­te­res­si del­le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne che vi par­te­ci­pa­no sia­no ga­ran­ti­ti.
4Se adem­pio­no le con­di­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 1 o 2, le par­te­ci­pa­zio­ni a so­cie­tà d'in­ve­sti­men­to non quo­ta­te in bor­sa pos­so­no es­se­re at­tri­bui­te al pa­tri­mo­nio vin­co­la­to.
Art. 83 Limitazioni
La FIN­MA può sta­bi­li­re li­mi­ta­zio­ni per sin­go­le ca­te­go­rie d'in­ve­sti­men­to.
Sezione 3: Ammissione e controllo
Art. 84 Ammissione degli elementi
1La FIN­MA de­ci­de se gli ele­men­ti del pa­tri­mo­nio vin­co­la­to so­no ido­nei. Es­sa sta­bi­li­sce un con­gruo ter­mi­ne per la so­sti­tu­zio­ne de­gli ele­men­ti che es­sa non ri­tie­ne ido­nei.
2Gli ele­men­ti del pa­tri­mo­nio vin­co­la­to non de­vo­no es­se­re gra­va­ti. I de­bi­ti dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne non pos­so­no es­se­re com­pen­sa­ti con i cre­di­ti ap­par­te­nen­ti al pa­tri­mo­nio vin­co­la­to. È ri­ser­va­to l'ar­ti­co­lo 91 ca­po­ver­so 3 (stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti).
2bisLa FIN­MA può au­to­riz­za­re ec­ce­zio­ni, pur­ché ciò non pre­giu­di­chi la si­cu­rez­za del pa­tri­mo­nio vin­co­la­to.1
Art. 85 Verifiche della FINMA
1La FIN­MA ve­ri­fi­ca al­me­no una vol­ta all'an­no se:
l'im­por­to le­ga­le è cal­co­la­to cor­ret­ta­men­te;
gli ele­men­ti at­tri­bui­ti al pa­tri­mo­nio vin­co­la­to:
so­no di­spo­ni­bi­li,
so­no at­tri­bui­ti e cu­sto­di­ti con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni,
cor­ri­spon­do­no al­me­no all'im­por­to le­ga­le,
sod­di­sfa­no le di­spo­si­zio­ni su­gli in­ve­sti­men­ti del di­rit­to in ma­te­ria di sor­ve­glian­za.
2Es­sa può ef­fet­tua­re il con­trol­lo per cam­pio­na­tu­ra.
3La FIN­MA può te­ne­re con­to dei ri­sul­ta­ti di un con­trol­lo ef­fet­tua­to da­gli or­ga­ni­smi in­ter­ni dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne o da ter­zi man­da­ta­ri. Per il con­trol­lo di ele­men­ti non cu­sto­di­ti dall'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne es­sa può ba­sar­si sul re­gi­stro al­le­sti­to dal de­po­si­ta­rio.
4Es­sa può in­ca­ri­ca­re ter­zi di ef­fet­tua­re par­zial­men­te o to­tal­men­te il con­trol­lo.
Art. 86 Custodia degli elementi
1Gli ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li mo­bi­li at­tri­bui­ti al pa­tri­mo­nio vin­co­la­to pos­so­no es­se­re cu­sto­di­ti nel­la se­de in Sviz­ze­ra dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne o nel luo­go del­la suc­cur­sa­le che si oc­cu­pa dell'in­sie­me de­gli af­fa­ri sviz­ze­ri (cu­sto­dia in pro­prio) o con­se­gna­ti a ter­zi.
2Gli ele­men­ti cu­sto­di­ti in pro­prio de­vo­no es­se­re cu­sto­di­ti se­pa­ra­ta­men­te da­gli al­tri ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne e de­si­gna­ti co­me ta­li. In ca­so di cu­sto­dia nel te­so­ro è suf­fi­cien­te ri­cor­re­re a cas­set­te di si­cu­rez­za se­pa­ra­te.
3Chi cu­sto­di­sce ele­men­ti pres­so ter­zi tie­ne un re­gi­stro di ta­li ele­men­ti e li de­fi­ni­sce co­me ap­par­te­nen­ti al pa­tri­mo­nio vin­co­la­to.
4Per mo­ti­vi im­por­tan­ti la FIN­MA può di­spor­re, in qual­sia­si mo­men­to, che sia cam­bia­to il luo­go di cu­sto­dia, il de­po­si­ta­rio o il ge­ne­re di cu­sto­dia.
Art. 87 Comunicazione e responsabilità del depositario
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne co­mu­ni­ca al­la FIN­MA il luo­go di cu­sto­dia, il de­po­si­ta­rio e il ge­ne­re di cu­sto­dia non­ché le re­la­ti­ve mo­di­fi­che.
2La cu­sto­dia pres­so un de­po­si­ta­rio è am­mes­sa so­lo se il de­po­si­ta­rio ri­spon­de in Sviz­ze­ra ver­so l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne per l'adem­pi­men­to de­gli ob­bli­ghi di cu­sto­dia.
3La cu­sto­dia pres­so un de­po­si­ta­rio all'este­ro è am­mes­sa se il pri­vi­le­gio di cui go­de il pa­tri­mo­nio vin­co­la­to ai sen­si del di­rit­to sviz­ze­ro ri­ma­ne ga­ran­ti­to.1
4La FIN­MA può au­to­riz­za­re al­tre ec­ce­zio­ni in pre­sen­za di ga­ran­zie ido­nee.2
2 In­tro­dot­to dal n. I dell'O del 25 mar. 2015, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
Sezione 4: Valutazione degli elementi
Art. 88 Titoli a interesse fisso
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne de­ter­mi­na il va­lo­re mas­si­mo com­pu­ta­bi­le per i ti­to­li a in­te­res­se fis­so, emes­si in una va­lu­ta de­ter­mi­na­ta, che de­vo­no es­se­re rim­bor­sa­ti o am­mor­tiz­za­ti a una da­ta sta­bi­li­ta se­con­do il me­to­do scien­ti­fi­co o li­nea­re dell'am­mor­ta­men­to dei co­sti.
2Se il va­lo­re di mer­ca­to di un'ob­bli­ga­zio­ne con­ver­ti­bi­le è chia­ra­men­te su­pe­rio­re al suo va­lo­re no­mi­na­le, la FIN­MA può am­met­te­re una va­lu­ta­zio­ne al mas­si­mo al va­lo­re di mer­ca­to. Ob­bli­ga­zio­ni che so­no ob­bli­ga­to­ria­men­te con­ver­ti­te in azio­ni pos­so­no es­se­re com­pu­ta­te al mas­si­mo al va­lo­re di mer­ca­to.
3Pro­dot­ti strut­tu­ra­ti o com­bi­na­zio­ni di stru­men­ti fi­nan­zia­ri com­pa­ra­bi­li a ti­to­li a in­te­res­se fis­so pos­so­no es­se­re com­pu­ta­ti al mas­si­mo al va­lo­re se­con­do il me­to­do scien­ti­fi­co o li­nea­re dell'am­mor­ta­men­to dei co­sti. La FIN­MA di­sci­pli­na i li­mi­ti e le con­di­zio­ni qua­dro per il com­pu­to.1
Art. 88a Interessi maturati
Nel­la va­lu­ta­zio­ne de­gli in­ve­sti­men­ti ven­go­no con­si­de­ra­ti an­che gli in­te­res­si ma­tu­ra­ti.
Art. 89 Metodo di ammortamento dei costi
1Con il me­to­do scien­ti­fi­co di am­mor­ta­men­to dei co­sti è am­mor­tiz­za­ta o ri­va­lu­ta­ta la dif­fe­ren­za tra il va­lo­re di ac­qui­si­zio­ne e quel­lo di rim­bor­so du­ran­te il pe­rio­do re­si­duo di va­li­di­tà del ti­to­lo nel gior­no di chiu­su­ra del bi­lan­cio in mo­do che il tas­so d'in­te­res­se in­ter­no ini­zia­le (ren­di­men­to al­la sca­den­za) pos­sa es­se­re man­te­nu­to.
2Con il me­to­do li­nea­re di am­mor­ta­men­to dei co­sti, la dif­fe­ren­za tra il va­lo­re di ac­qui­si­zio­ne e quel­lo di rim­bor­so nel gior­no di chiu­su­ra del bi­lan­cio de­ve es­se­re ri­par­ti­ta in im­por­ti ugua­li sul­la du­ra­ta re­si­dua di va­li­di­tà, qua­le am­mor­ta­men­to o ri­va­lu­ta­zio­ne.
Art. 90 Case d'abitazione, edifici a uso commerciale e società immobiliari
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne com­pu­ta ca­se d'abi­ta­zio­ne ed edi­fi­ci a uso com­mer­cia­le di sua pro­prie­tà al mas­si­mo al va­lo­re di mer­ca­to. La FIN­MA sta­bi­li­sce la pro­ce­du­ra di de­ter­mi­na­zio­ne del va­lo­re di mer­ca­to.
2Nel ca­so del­le so­cie­tà im­mo­bi­lia­ri nel­le qua­li l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne de­tie­ne una par­te­ci­pa­zio­ne di ol­tre il 50 per cen­to, la FIN­MA fis­sa il va­lo­re com­pu­ta­bi­le. Es­sa si fon­da a tal fi­ne sul va­lo­re di sti­ma de­gli im­mo­bi­li esi­sten­ti e tie­ne con­to di even­tua­li im­pe­gni.
1Gli stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti di cui all'ar­ti­co­lo 79 ca­po­ver­so 1 let­te­ra i pos­so­no es­se­re com­pu­ta­ti al mas­si­mo al va­lo­re di mer­ca­to. Se es­si non so­no quo­ta­ti in bor­sa, è uti­liz­za­to un me­to­do di va­lu­ta­zio­ne usua­le sul mer­ca­to.
2Nel ca­so di stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti di cui all'ar­ti­co­lo 79 ca­po­ver­so 2 la FIN­MA sta­bi­li­sce il va­lo­re com­pu­ta­bi­le.
3La com­pen­sa­zio­ne (net­ting) di tut­te le ope­ra­zio­ni sui de­ri­va­ti sti­pu­la­te in un con­trat­to qua­dro è am­mes­sa so­lo se ta­le con­trat­to qua­dro è sti­pu­la­to se­pa­ra­ta­men­te per ogni sin­go­lo pa­tri­mo­nio vin­co­la­to. Le vo­ci ne­ga­ti­ve che sor­go­no da ta­li con­trat­ti de­vo­no es­se­re de­dot­te dal pa­tri­mo­nio vin­co­la­to. La FIN­MA può im­por­re re­go­le per la strut­tu­ra­zio­ne dei con­trat­ti qua­dro.
Art. 91a Costituzione di garanzie
1Per la con­clu­sio­ne di ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti è am­mes­so co­sti­tui­re le ga­ran­zie con ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li del pa­tri­mo­nio vin­co­la­to. Ciò va­le sia per i mar­gi­ni ini­zia­li sia per i mar­gi­ni di va­ria­zio­ne.
2Le ga­ran­zie pos­so­no es­se­re co­sti­tui­te sot­to for­ma di un pe­gno re­go­la­re o di un pe­gno ir­re­go­la­re se­con­do il di­rit­to sviz­ze­ro o un di­rit­to a es­so com­pa­ra­bi­le se:
il mar­gi­ne ini­zia­le è de­po­si­ta­to me­dian­te se­gre­ga­zio­ne com­ple­ta pres­so un ter­zo de­po­si­ta­rio in­di­pen­den­te; e
è ga­ran­ti­to con­trat­tual­men­te che nel ca­so di fal­li­men­to il mar­gi­ne ini­zia­le può ser­vi­re a ognu­na del­le par­ti con­traen­ti so­la­men­te per com­pen­sa­re cre­di­ti aper­ti nei con­fron­ti dell'as­si­cu­ra­to­re da ope­ra­zio­ni in de­ri­va­ti da que­sti con­clu­se at­tra­ver­so la con­tro­par­te cen­tra­le o svol­te per il tra­mi­te di clea­ring bro­ker.
3La FIN­MA di­sci­pli­na i det­ta­gli ri­guar­dan­ti l'at­tri­bu­zio­ne e il com­pu­to di si­mi­li ele­men­ti pa­tri­mo­nia­li. Es­sa può li­mi­ta­re la co­sti­tu­zio­ne di ga­ran­zie o au­to­riz­za­re ec­ce­zio­ni in ca­si mo­ti­va­ti.
Art. 92 Investimenti collettivi
1Gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di cui all'ar­ti­co­lo 82 ca­po­ver­so 1 pos­so­no es­se­re com­pu­ta­ti al mas­si­mo al va­lo­re di mer­ca­to op­pu­re, se i cer­ti­fi­ca­ti di quo­te non so­no quo­ta­ti in bor­sa, al va­lo­re net­to d'in­ven­ta­rio.
2Nel ca­so di fon­do a in­ve­sti­to­re uni­co di cui all'ar­ti­co­lo 82 ca­po­ver­so 2, i sin­go­li ti­to­li del pa­tri­mo­nio del fon­do de­vo­no fi­gu­ra­re nel pa­tri­mo­nio vin­co­la­to ed es­se­re va­lu­ta­ti ana­lo­ga­men­te agli in­ve­sti­men­ti di­ret­ti se­con­do le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te se­zio­ne.
Art. 93 Altri elementi
1Gli in­ve­sti­men­ti di cui all'ar­ti­co­lo 79 ca­po­ver­so 1 let­te­re c, e ed h non­ché i cre­di­ti con­ta­bi­li e i ti­to­li di cre­di­to con tas­so d'in­te­res­se va­ria­bi­le e sen­za sca­den­za fis­sa so­no com­pu­ta­ti al mas­si­mo al va­lo­re di mer­ca­to. Se es­si non so­no quo­ta­ti in bor­sa, è uti­liz­za­to un me­to­do di va­lu­ta­zio­ne usua­le sul mer­ca­to.
2Tut­ti gli al­tri ele­men­ti, com­pre­si i cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno im­mo­bi­lia­re e i de­po­si­ti a ter­mi­ne, so­no va­lu­ta­ti al mas­si­mo al va­lo­re no­mi­na­le, te­nu­to con­to del­la lo­ro si­cu­rez­za e del lo­ro red­di­to.
Art 93a Investimenti a garanzia di contratti vincolati a partecipazioni
Gli in­ve­sti­men­ti che ser­vo­no al­la ga­ran­zia de­gli im­pe­gni de­ri­van­ti da con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi nei ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi A2, A6.1 o A6.2 pos­so­no es­se­re com­pu­ta­ti al mas­si­mo al va­lo­re di mer­ca­to.
Art. 94 Elementi in valuta estera
Al mo­men­to del­la va­lu­ta­zio­ne in fran­chi sviz­ze­ri, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne può con­ver­ti­re gli ele­men­ti in va­lu­ta este­ra al mas­si­mo in ba­se al cor­so me­dio del­le di­vi­se.
Art. 95 Decisione concernente la valutazione
1La FIN­MA de­ci­de sul­la va­lu­ta­zio­ne de­gli ele­men­ti del pa­tri­mo­nio vin­co­la­to.
2Es­sa può sta­bi­li­re per sin­go­li im­mo­bi­liz­zi e ca­te­go­rie d'in­ve­sti­men­to va­lo­ri com­pu­ta­bi­li più bas­si se ciò ap­pa­re ra­gio­ne­vo­le per la tu­te­la de­gli as­si­cu­ra­ti.
3Es­sa può or­di­na­re in qual­sia­si mo­men­to una va­lu­ta­zio­ne de­gli ele­men­ti del pa­tri­mo­nio vin­co­la­to.
Titolo quinto: Altre prescrizioni concernenti l'esercizio dell'attività assicurativa
Capitolo 1: Gestione dei rischi
Art. 96 Scopo e contenuto
1At­tra­ver­so una ge­stio­ne dei ri­schi ade­gua­ta al­la sua at­ti­vi­tà e a mec­ca­ni­smi di con­trol­lo in­ter­ni, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne as­si­cu­ra che:
ri­schi po­ten­zia­li sia­no ri­co­no­sciu­ti e va­lu­ta­ti tem­pe­sti­va­men­te; e che
i prov­ve­di­men­ti per evi­ta­re o co­pri­re ri­schi ele­va­ti e ac­cu­mu­la­zio­ni di ri­schi sia­no adot­ta­ti tem­pe­sti­va­men­te.
2La ge­stio­ne dei ri­schi com­pren­de in par­ti­co­la­re:
la de­ter­mi­na­zio­ne e l'esa­me re­go­la­re del­le stra­te­gie e dei prov­ve­di­men­ti re­la­ti­vi ai ri­schi as­sun­ti da­gli or­ga­ni di­ret­ti­vi;
una po­li­ti­ca di co­per­tu­ra, che ten­ga con­to de­gli ef­fet­ti del­la stra­te­gia azien­da­le e che di­spon­ga di una do­ta­zio­ne in ca­pi­ta­le ade­gua­ta;
pro­ce­du­re ade­gua­te che ga­ran­ti­sca­no che la sor­ve­glian­za dei ri­schi sia in­te­gra­ta nell'or­ga­niz­za­zio­ne azien­da­le;
l'iden­ti­fi­ca­zio­ne, la sor­ve­glian­za, la quan­ti­fi­ca­zio­ne e la ge­stio­ne at­ti­va di tut­ti i ri­schi più im­por­tan­ti;
un si­ste­ma di rap­por­ti in­ter­ni per de­ter­mi­na­re, va­lu­ta­re e con­trol­la­re i ri­schi e le con­cen­tra­zio­ni di ri­schi co­me pu­re i re­la­ti­vi pro­ces­si azien­da­li.
3I mec­ca­ni­smi di con­trol­lo in­ter­ni com­pren­do­no una fun­zio­ne e pro­ces­si di com­plian­ce ef­fi­ca­ci. Nel­la lo­ro to­ta­li­tà as­si­cu­ra­no il ri­spet­to del­le nor­me giu­ri­di­che e del­le pre­scri­zio­ni in­ter­ne.2
4La fun­zio­ne di ge­stio­ne dei ri­schi e la fun­zio­ne di com­plian­ce de­vo­no es­se­re in­di­pen­den­ti. De­vo­no es­se­re pro­por­zio­na­te al­le di­men­sio­ni, al­la com­ples­si­tà de­gli af­fa­ri e al­la com­ples­si­tà or­ga­niz­za­ti­va non­ché ai ri­schi dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne.3
3 In­tro­dot­to dal n. I dell'O del 25 mar. 2015, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
Art. 96a Autovalutazione della situazione di rischio e del fabbisogno in capitale
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne ef­fet­tua al­me­no una vol­ta l'an­no una va­lu­ta­zio­ne pro­spet­ti­va:
di tut­ti i ri­schi ai qua­li è espo­sta, com­pre­si le con­cen­tra­zio­ni dei ri­schi si­gni­fi­ca­ti­ve e i ri­schi a li­vel­lo di grup­po (pro­fi­lo di ri­schio com­ples­si­vo);
del fab­bi­so­gno com­ples­si­vo in ca­pi­ta­le;
del ri­spet­to dei re­qui­si­ti re­la­ti­vi al­le ri­ser­ve tec­ni­che e al pa­tri­mo­nio vin­co­la­to;
dell'ade­gua­tez­za e dell'ef­fi­ca­cia del­la ge­stio­ne dei ri­schi.
2L'au­to­va­lu­ta­zio­ne del­la si­tua­zio­ne di ri­schio e del fab­bi­so­gno in ca­pi­ta­le de­ve es­se­re te­nu­ta in con­si­de­ra­zio­ne nel­la stra­te­gia azien­da­le e nel pia­no d'eser­ci­zio.
3L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne pre­sen­ta an­nual­men­te al­la FIN­MA un rap­por­to sui ri­sul­ta­ti dell'au­to­va­lu­ta­zio­ne.
4La FIN­MA può or­di­na­re che il rap­por­to sia pre­sen­ta­to a in­ter­val­li più bre­vi, se lo esi­ge la si­tua­zio­ne di ri­schio. In ca­si mo­ti­va­ti, es­sa può au­to­riz­za­re de­ro­ghe all'ob­bli­go di pre­sen­ta­re un rap­por­to.
Art. 97 Documentazione
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne do­cu­men­ta la sua ge­stio­ne dei ri­schi. Es­sa de­ve es­se­re con­ti­nua­men­te ag­gior­na­ta.
2La do­cu­men­ta­zio­ne com­pren­de in­nan­zi tut­to i se­guen­ti pun­ti:
de­scri­zio­ne dell'or­ga­niz­za­zio­ne del­la ge­stio­ne dei ri­schi azien­da­le co­me pu­re del­le com­pe­ten­ze e dei re­spon­sa­bi­li;
i re­qui­si­ti po­sti al­la ge­stio­ne dei ri­schi;
la po­li­ti­ca dei ri­schi, com­pre­sa la tol­le­ran­za al ri­schio;
la pro­ce­du­ra per l'iden­ti­fi­ca­zio­ne dei ri­schi più im­por­tan­ti co­me pu­re l'il­lu­stra­zio­ne dei me­to­di, de­gli stru­men­ti e dei pro­ces­si per mi­su­rar­li, sor­ve­gliar­li e ge­stir­li;
l'il­lu­stra­zio­ne dei vi­gen­ti si­ste­mi dei li­mi­ti per le espo­si­zio­ni ai ri­schi co­me pu­re dei mec­ca­ni­smi di con­trol­lo;
di­ret­ti­ve in­ter­ne dell'im­pre­sa con­cer­nen­ti la ge­stio­ne dei ri­schi e dei re­la­ti­vi pro­ces­si.
Art. 98 Rischi operativi
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne è re­spon­sa­bi­le per la re­gi­stra­zio­ne e la va­lu­ta­zio­ne dei ri­schi ope­ra­ti­vi.
2La FIN­MA di­scu­te pe­rio­di­ca­men­te i ri­sul­ta­ti di ta­le va­lu­ta­zio­ne con l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne.
3Per fa­ci­li­ta­re l'au­to­va­lu­ta­zio­ne es­sa può con­se­gna­re dei que­stio­na­ri, che so­no da com­pi­la­re e ri­spe­di­re, cor­re­da­ti del­la fir­ma del­la di­re­zio­ne, en­tro tre me­si do­po la chiu­su­ra an­nua­le.
4Qua­lo­ra l'au­to­va­lu­ta­zio­ne evi­den­zias­se ri­schi che po­treb­be­ro por­ta­re a un'in­suf­fi­cien­te sol­vi­bi­li­tà, la FIN­MA può au­men­ta­re l'at­ti­vi­tà di con­trol­lo pres­so l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne.1
5L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne rac­co­glie e ana­liz­za i da­ti ri­guar­dan­ti i dan­ni de­ri­van­ti dai ri­schi ope­ra­ti­vi.
Art. 98a Requisiti in materia di liquidità
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne de­ve di­spor­re in ogni mo­men­to del­la li­qui­di­tà ne­ces­sa­ria per po­ter ri­spet­ta­re i pro­pri ob­bli­ghi di pa­ga­men­to an­che in si­tua­zio­ni di stress (re­qui­si­ti quan­ti­ta­ti­vi in ma­te­ria di li­qui­di­tà).
2Es­sa de­ve inol­tre sod­di­sfa­re i se­guen­ti re­qui­si­ti qua­li­ta­ti­vi in ma­te­ria di li­qui­di­tà:
es­sa di­spo­ne di sce­na­ri av­ver­si e svol­ge stress te­st per de­ter­mi­na­re la pro­pria po­si­zio­ne di li­qui­di­tà. Tie­ne con­to in par­ti­co­la­re dei flus­si di li­qui­di­tà da at­ti­vi­tà fuo­ri bi­lan­cio e da al­tri im­pe­gni even­tua­li;
es­sa di­spo­ne di un pia­no d'emer­gen­za con stra­te­gie ef­fi­ca­ci in ca­so di man­can­za di li­qui­di­tà. Sta­bi­li­sce le com­pe­ten­ze, i mez­zi di co­mu­ni­ca­zio­ne e le mi­su­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne.
Capitolo 2: Attuario responsabile
Art. 99 Requisiti professionali
1L'at­tua­rio re­spon­sa­bi­le de­ve di­spor­re del ti­to­lo di at­tua­rio con­fe­ri­to dall'As­so­cia­zio­ne de­gli at­tua­ri sviz­ze­ri o un ti­to­lo equi­va­len­te.
2Su man­da­to, la FIN­MA può ri­co­no­sce­re qua­le at­te­sta­zio­ne dei re­qui­si­ti pro­fes­sio­na­li an­che la re­la­ti­va for­ma­zio­ne spe­cia­li­sti­ca le­ga­ta a un'espe­rien­za pro­fes­sio­na­le di al­me­no cin­que an­ni qua­le at­tua­rio.
3L'at­tua­rio re­spon­sa­bi­le de­ve co­no­sce­re la real­tà na­zio­na­le (le­gi­sla­zio­ne, di­ret­ti­ve in ma­te­ria di sor­ve­glian­za, mer­ca­to as­si­cu­ra­ti­vo).
Capitolo 3: Impiego di strumenti finanziari derivati
1Le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne pos­so­no im­pie­ga­re stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti so­lo per di­mi­nui­re i ri­schi su­gli in­ve­sti­men­ti di ca­pi­ta­le o su­gli im­pe­gni nei con­fron­ti de­gli as­si­cu­ra­ti op­pu­re per ge­sti­re in mo­do ef­fi­cien­te gli in­ve­sti­men­ti di ca­pi­ta­le.
2Tut­ti gli im­pe­gni che pos­so­no ri­sul­ta­re dal­le tran­sa­zio­ni fi­nan­zia­rie de­ri­va­te de­vo­no es­se­re co­per­ti.
Art. 101 Strategia d'investimento
Le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne che im­pie­ga­no stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti de­vo­no sta­bi­li­re una stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to per que­sti stru­men­ti. La di­re­zio­ne dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne ela­bo­ra la stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to, la sot­to­po­ne al con­si­glio di am­mi­ni­stra­zio­ne per ap­pro­va­zio­ne e ne sor­ve­glia l'at­tua­zio­ne.
Art. 102 Contenuto della strategia d'investimento
1Nel­la stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to de­vo­no es­se­re de­fi­ni­te le con­di­zio­ni qua­dro per l'im­pie­go di stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti, in par­ti­co­la­re i li­mi­ti dell'espo­si­zio­ne ai ri­schi e i prin­ci­pi dell'ana­li­si dei ri­schi.
2La stra­te­gia d'in­ve­sti­men­to de­ve inol­tre se­gui­re i prin­ci­pi abi­tua­li per gli in­ve­sti­men­ti di ca­pi­ta­le, in par­ti­co­la­re re­la­ti­va­men­te a si­cu­rez­za, li­qui­di­tà, red­di­ti­vi­tà, ri­par­ti­zio­ne e di­ver­si­fi­ca­zio­ne.
Art. 103 Sistema dei limiti
I li­mi­ti dell'espo­si­zio­ne ai ri­schi de­vo­no es­se­re fis­sa­ti con­for­me­men­te al­le ca­pa­ci­tà fi­nan­zia­rie e or­ga­niz­za­ti­ve dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne.
Art. 104 Valutazione dei rischi
1I ri­schi del­la con­tro­par­te de­vo­no es­se­re con­si­de­ra­ti pri­ma dell'im­pie­go di stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti.
2I ri­schi de­vo­no es­se­re va­lu­ta­ti ogni­qual­vol­ta la si­tua­zio­ne lo esi­ga, ma al­me­no una vol­ta al­la set­ti­ma­na per i ri­schi di mer­ca­to e una vol­ta al me­se per i ri­schi le­ga­ti ai cre­di­ti.
3La va­lu­ta­zio­ne dei ri­schi di mer­ca­to e dei ri­schi le­ga­ti ai cre­di­ti con­si­ste, tra l'al­tro, nell'ana­liz­za­re le po­si­zio­ni aper­te e nel con­fron­tar­le con i li­mi­ti sta­bi­li­ti d'espo­si­zio­ne ai ri­schi.
4Il ri­sul­ta­to del­la va­lu­ta­zio­ne dei ri­schi de­ve es­se­re pre­sen­ta­to al­la di­re­zio­ne ogni­qual­vol­ta la si­tua­zio­ne lo esi­ga, ma al­me­no una vol­ta al me­se per i ri­schi di mer­ca­to e al­me­no una vol­ta ogni tre me­si per i ri­schi le­ga­ti ai cre­di­ti.
Art. 105 Organizzazione
L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne che im­pie­ga stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti de­ve do­tar­si di un as­set­to or­ga­niz­za­ti­vo ade­gua­to e in par­ti­co­la­re os­ser­va­re gli ar­ti­co­li 106-108.
Art. 106 Gestione e controllo
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne de­ve im­par­ti­re di­ret­ti­ve det­ta­glia­te al­le per­so­ne in­ca­ri­ca­te del­la ge­stio­ne, in par­ti­co­la­re per quan­to at­tie­ne al­la va­lu­ta­zio­ne dei ri­schi.
2Es­sa di­spo­ne di un si­ste­ma di con­trol­lo ade­gua­to al vo­lu­me de­gli af­fa­ri e al­la com­ples­si­tà de­gli stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti.
3La ge­stio­ne de­gli stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti e il con­trol­lo de­vo­no sem­pre es­se­re svol­ti da per­so­ne in­di­pen­den­ti l'una dall'al­tra.
Art. 107 Qualificazione del personale
Le per­so­ne in­ca­ri­ca­te del­la ge­stio­ne e del con­trol­lo di­spon­go­no del­le co­no­scen­ze e del­le qua­li­fi­che ne­ces­sa­rie al­lo svol­gi­men­to del lo­ro com­pi­to.
Art. 108 Rapporto d'attività
Un rap­por­to d'at­ti­vi­tà sull'im­pie­go di stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti de­ve es­se­re pre­sen­ta­to al­me­no una vol­ta ogni sei me­si al con­si­glio d'am­mi­ni­stra­zio­ne.
Art. 109 Sorveglianza
L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne in­via ogni an­no al­la FIN­MA un rap­por­to sul­le tran­sa­zio­ni con stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti.
Capitolo 4: Rendiconto
Art. 110 Titoli e strumenti finanziari derivati
1Le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne sviz­ze­re pos­so­no espor­re a bi­lan­cio i ti­to­li a in­te­res­se fis­so, espres­si in una va­lu­ta de­ter­mi­na­ta e rim­bor­sa­bi­li a una da­ta pre­sta­bi­li­ta o che pos­so­no es­se­re am­mor­tiz­za­ti, al mas­si­mo al va­lo­re ot­te­nu­to se­con­do il me­to­do scien­ti­fi­co o li­nea­re di am­mor­ta­men­to dei co­sti se­con­do l'ar­ti­co­lo 89. I pro­dot­ti strut­tu­ra­ti ana­lo­ga­men­te a ti­to­li a in­te­res­se fis­so o a com­bi­na­zio­ni di stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­vo­no es­se­re mes­si a bi­lan­cio al mas­si­mo al va­lo­re ot­te­nu­to se­con­do il me­to­do scien­ti­fi­co o li­nea­re di am­mor­ta­men­to.
2Nel ca­so di cer­ti­fi­ca­ti di fon­di a in­ve­sti­to­re uni­co se­con­do l'ar­ti­co­lo 82 ca­po­ver­so 2, gli in­ve­sti­men­ti di­ret­ti del pa­tri­mo­nio del fon­do ven­go­no mes­si a bi­lan­cio se­con­do le di­spo­si­zio­ni del pre­sen­te ar­ti­co­lo.
4Con l'ap­pro­va­zio­ne del­la FIN­MA, le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne pos­so­no sti­ma­re se­con­do le pre­scri­zio­ni vi­gen­ti nei sin­go­li Pae­si i ti­to­li ri­guar­dan­ti i cam­pi di at­ti­vi­tà all'este­ro.
5Gli in­ve­sti­men­ti che ser­vo­no al­la ga­ran­zia dei con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi nei ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi A2, A6.1 e A6.2 de­vo­no fi­gu­ra­re nel bi­lan­cio al va­lo­re di mer­ca­to.2
6Gli stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti non sca­du­ti al­la chiu­su­ra dei con­ti pos­so­no:
es­se­re con­si­de­ra­ti in mo­do pru­den­te ai fi­ni del­la va­lu­ta­zio­ne dei va­lo­ri di ba­se; o
es­se­re in­se­ri­ti nel bi­lan­cio se­pa­ra­ta­men­te. In que­sto ca­so, de­vo­no es­se­re va­lu­ta­ti in mo­do pru­den­te, ma al mas­si­mo al va­lo­re di mer­ca­to. Per gli stru­men­ti fi­nan­zia­ri de­ri­va­ti che non han­no un va­lo­re di mer­ca­to, la va­lu­ta­zio­ne non de­ve su­pe­ra­re il va­lo­re cal­co­la­to sul­la ba­se di mo­del­li di va­lu­ta­zio­ne ri­co­no­sciu­ti.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I dell'O del 25 mar. 2015, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1147).
Art. 111 Rischi nella valutazione di titoli
1Nel­la va­lu­ta­zio­ne di ti­to­li bi­so­gna te­ne­re con­to dell'in­cer­tez­za del va­lo­re dei cre­di­ti in­cor­po­ra­ti in un ti­to­lo.
2Nel­la va­lu­ta­zio­ne di ti­to­li emes­si da de­bi­to­ri do­mi­ci­lia­ti all'este­ro de­vo­no es­se­re con­si­de­ra­te le dif­fi­col­tà di tra­sfe­ri­men­to del ca­pi­ta­le o de­gli in­te­res­si.
3I va­lo­ri cal­co­la­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 110 ca­po­ver­so 6 de­vo­no es­se­re cor­ret­ti ade­gua­ta­men­te, in fun­zio­ne del ri­schio, se­gna­ta­men­te per quan­to con­cer­ne la ne­go­zia­bi­li­tà, i co­sti d'ese­cu­zio­ne e di an­nul­la­men­to, i ri­schi le­ga­ti ai cre­di­ti o il vo­lu­me del­le pro­prie po­si­zio­ni ri­spet­to al vo­lu­me del mer­ca­to.
Art. 111a Rapporto sulla situazione finanziaria
1Nel qua­dro del­la pre­sen­ta­zio­ne del rap­por­to di sor­ve­glian­za le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne pub­bli­ca­no al­me­no una vol­ta l'an­no un rap­por­to sul­la pro­pria si­tua­zio­ne fi­nan­zia­ria.
2Il rap­por­to sul­la si­tua­zio­ne fi­nan­zia­ria com­pren­de in­for­ma­zio­ni quan­ti­ta­ti­ve e qua­li­ta­ti­ve e de­scri­ve in par­ti­co­la­re:
l'at­ti­vi­tà;
il ri­sul­ta­to d'eser­ci­zio;
la ge­stio­ne dei ri­schi e la sua ade­gua­tez­za;
il pro­fi­lo di ri­schio;
le ba­si e i me­to­di su cui pog­gia la va­lu­ta­zio­ne, in par­ti­co­la­re quel­la del­le ri­ser­ve;
la ge­stio­ne del ca­pi­ta­le;
la sol­vi­bi­li­tà.
3Le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne pub­bli­ca­no il rap­por­to sul­la si­tua­zio­ne fi­nan­zia­ria al più tar­di il 30 apri­le sul pro­prio si­to In­ter­net.
4Su ri­chie­sta, le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne che non di­spon­go­no di un pro­prio si­to In­ter­net met­to­no il rap­por­to a di­spo­si­zio­ne gra­tui­ta­men­te.
5La FIN­MA di­sci­pli­na i det­ta­gli. In par­ti­co­la­re, può pre­ve­de­re de­ro­ghe all'ob­bli­go di pub­bli­ca­zio­ne.
Art. 111b Articolazione minima del conto annuale
1La FIN­MA ema­na di­spo­si­zio­ni di ese­cu­zio­ne con­cer­nen­ti l'ar­ti­co­la­zio­ne mi­ni­ma del con­to an­nua­le.
2Può pre­ve­de­re de­ro­ghe agli ar­ti­co­li 959a ca­po­ver­si 1 e 2, 959b ca­po­ver­si 2 e 3 e 959c ca­po­ver­si 1 e 2 del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni2, per quan­to le par­ti­co­la­ri­tà dell'at­ti­vi­tà as­si­cu­ra­ti­va lo ri­chie­da­no. L'ar­ti­co­la­zio­ne mi­ni­ma de­ve in par­ti­co­la­re:
for­ni­re una pre­sen­ta­zio­ne stan­dar­diz­za­ta del bi­lan­cio e del con­to eco­no­mi­co;
per­met­te­re un con­fron­to de­gli in­ve­sti­men­ti di ca­pi­ta­le con le re­la­ti­ve ri­ser­ve tec­ni­che.
Art. 112 a 116
1 Abro­ga­ti dal n. 11 dell'all. all'O del 15 ott. 2008 su­gli au­dit dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, con ef­fet­to dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5363).
Capitolo 6: Ulteriori principi per l'esercizio dell'attività assicurativa
Art. 117 Abuso
1So­no ri­te­nu­ti abu­si ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 46 ca­po­ver­so 1 let­te­ra f LSA gli svan­tag­gi de­gli as­si­cu­ra­ti o de­gli aven­ti di­rit­to, quan­do que­sti si ri­pe­to­no o po­treb­be­ro in­te­res­sa­re un'am­pia cer­chia di per­so­ne, se­gna­ta­men­te:
un com­por­ta­men­to dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne, ri­spet­ti­va­men­te dell'in­ter­me­dia­rio as­si­cu­ra­ti­vo, che può dan­neg­gia­re se­ria­men­te l'as­si­cu­ra­to o l'aven­te di­rit­to;
l'im­pie­go di di­spo­si­zio­ni con­trat­tua­li che vio­la­no nor­me vin­co­lan­ti del­la leg­ge sul con­trat­to d'as­si­cu­ra­zio­ne op­pu­re di al­tri at­ti ap­pli­ca­bi­li al con­trat­to;
l'im­pie­go di di­spo­si­zio­ni con­trat­tua­li che pre­ve­do­no una ri­par­ti­zio­ne di di­rit­ti e ob­bli­ghi no­te­vol­men­te in con­tra­sto con quel­la ri­sul­tan­te dal­la na­tu­ra del con­trat­to.
2È ri­te­nu­to abu­so an­che il pre­giu­di­zio ar­re­ca­to a un as­si­cu­ra­to o a una per­so­na aven­te di­rit­to at­tra­ver­so una no­te­vo­le di­spa­ri­tà di trat­ta­men­to giu­ri­di­ca o at­tua­ria­men­te non giu­sti­fi­ca­bi­le.
Art. 118 Prestazioni assicurative con termine di attesa
1Nel ca­so di pre­sta­zio­ni as­si­cu­ra­ti­ve con ter­mi­ne di at­te­sa, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne ces­sa di ri­scuo­te­re pre­mi non ap­pe­na l'as­si­cu­ra­to non può più be­ne­fi­cia­re di pre­sta­zio­ni as­si­cu­ra­ti­ve.
2La pre­sen­te di­spo­si­zio­ne non è ap­pli­ca­bi­le all'esen­zio­ne da pre­mi e a pre­sta­zio­ni as­si­cu­ra­ti­ve da con­trat­ti d'as­si­cu­ra­zio­ne col­let­ti­va.
Art. 119 Versamenti in depositi di premi
L'im­por­to to­ta­le del de­po­si­to pre­mi ge­sti­to dall'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ni per ogni sti­pu­lan­te non può su­pe­ra­re la som­ma dei fu­tu­ri pre­mi.
Titolo sesto: Disposizioni per singoli rami assicurativi
Capitolo 1: Assicurazione sulla vita
Sezione 1: Tariffazione
Art. 120 Principi
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne che eser­ci­ta l'as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta è te­nu­ta a uti­liz­za­re ba­si e me­to­di in fun­zio­ne del ri­schio, bio­me­tri­ci e de­ter­mi­na­ti dal mer­ca­to dei ca­pi­ta­li per la ta­rif­fa­zio­ne dei suoi con­trat­ti. Nel pia­no d'eser­ci­zio de­vo­no es­se­re in­di­ca­ti pe­rio­di di va­li­di­tà vin­co­lan­ti per le ba­si e i me­to­di di cal­co­lo uti­liz­za­ti.
2In ba­se a va­lu­ta­zio­ni sta­ti­sti­che es­sa esa­mi­na an­nual­men­te che le ba­si per la ta­rif­fa­zio­ne sia­no an­co­ra ade­gua­te. Qua­lo­ra ri­sul­tas­se­ro in­suf­fi­cien­ti, le ba­si per la ta­rif­fa­zio­ne non pos­so­no più es­se­re uti­liz­za­te per i nuo­vi con­trat­ti.
Art. 121 Basi per la tariffazione determinate dal mercato al di fuori della previdenza professionale
1Qua­lo­ra con­trat­ti d'as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta com­pren­des­se­ro in­te­res­si ga­ran­ti­ti, il tas­so d'in­te­res­se tec­ni­co im­pie­ga­to per la ta­rif­fa­zio­ne al di fuo­ri del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le non può su­pe­ra­re il 60 per cen­to del­la me­dia mo­bi­le de­cen­na­le del tas­so d'in­te­res­se di ri­fe­ri­men­to. La FIN­MA fis­sa il tas­so d'in­te­res­se di ri­fe­ri­men­to.
2In ca­si mo­ti­va­ti, la FIN­MA può mo­di­fi­ca­re que­sto li­mi­te.1
3Qua­lo­ra ve­nis­se­ro for­ni­te ga­ran­zie la cui ta­rif­fa­zio­ne si ba­sa su al­tre ba­si de­ter­mi­na­te dal mer­ca­to di­ver­se dal tas­so d'in­te­res­se tec­ni­co, que­ste ba­si de­vo­no es­se­re de­ter­mi­na­te con pru­den­za e in fun­zio­ne del­le ga­ran­zie.
Art. 122 Tavole di mortalità e altre basi statistiche
1Per la ta­rif­fa­zio­ne dei con­trat­ti d'as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne uti­liz­za ta­vo­le di mor­ta­li­tà ri­co­no­sciu­te e al­tre ba­si sta­ti­sti­che pa­ri­men­ti ri­co­no­sciu­te dal­la FIN­MA. Può in­clu­de­re i da­ti sta­ti­sti­ci ri­le­va­ti dall'ef­fet­ti­vo de­gli as­si­cu­ra­ti con una pro­ce­du­ra ade­gua­ta, ri­co­no­sciu­ta dal­la FIN­MA.
2L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne ela­bo­ra re­go­lar­men­te le pro­prie ba­si sta­ti­sti­che uti­liz­za­te per la ta­rif­fa­zio­ne e le ade­gua al­me­no ogni die­ci an­ni al­le co­no­scen­ze più re­cen­ti.
Art. 123 Classi tariffarie e tariffazione empirica
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne può ap­pli­ca­re una ri­par­ti­zio­ne in clas­si ta­rif­fa­rie dei ri­schi as­si­cu­ra­ti co­me pu­re la ta­rif­fa­zio­ne se­con­do l'an­da­men­to dei si­ni­stri ai sen­si dei con­trat­ti in­di­vi­dua­li (ta­rif­fa­zio­ne em­pi­ri­ca) uni­ca­men­te se ciò è sta­to con­ve­nu­to con lo sti­pu­lan­te.
2Le mo­di­fi­che di pre­mi che ri­sul­ta­no dal­la ri­par­ti­zio­ne in un'al­tra clas­se ta­rif­fa­ria o dal­la ta­rif­fa­zio­ne em­pi­ri­ca so­no am­mes­se uni­ca­men­te se con lo sti­pu­lan­te so­no sta­te con­ve­nu­te le con­di­zio­ni che reg­go­no la mo­di­fi­ca ver­so l'al­to o il bas­so.
3Se l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ni ap­pli­ca clas­si ta­rif­fa­rie o la ta­rif­fa­zio­ne em­pi­ri­ca, per la de­ter­mi­na­zio­ne dei pre­mi bi­so­gna te­ne­re de­bi­ta­men­te con­to sia dell'an­da­men­to in­di­vi­dua­le dei si­ni­stri sia dell'an­da­men­to col­let­ti­vo dei si­ni­stri.
4La ta­rif­fa­zio­ne de­ve av­ve­ni­re in ba­se a me­to­di at­tua­ria­li ri­co­no­sciu­ti.
Art. 124 Tariffazione del debito residuo
L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne può uti­liz­za­re me­to­di per il cal­co­lo dei pre­mi che non dif­fe­ren­zia­no se­con­do l'età e il ses­so (me­to­di per il cal­co­lo di pre­mi me­di) per la ta­rif­fa­zio­ne del de­bi­to re­si­duo, pur­ché sia­no sod­di­sfat­te le se­guen­ti con­di­zio­ni:
si trat­ta di un con­trat­to col­let­ti­vo in cui è pre­vi­sta una som­ma di as­si­cu­ra­zio­ne mas­si­ma uni­for­me per as­si­cu­ra­to;
l'età di en­tra­ta dell'as­si­cu­ra­to è li­mi­ta­ta al mas­si­mo a 65 an­ni;
i tas­si dei pre­mi me­di ven­go­no esa­mi­na­ti al­me­no ogni tre an­ni e, se del ca­so, ade­gua­ti.
Art. 125 Assicurazione invalidità
Se un'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne eser­ci­ta l'as­si­cu­ra­zio­ne in­va­li­di­tà nel qua­dro dell'as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta, le di­spo­si­zio­ni sull'as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta so­no ap­pli­ca­bi­li an­che all'as­si­cu­ra­zio­ne in­va­li­di­tà.
Art. 125a Assicurazione sulla vita vincolata a partecipazioni
I con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi nei ra­mi as­si­cu­ra­ti­vi A2.1, A2.2, A2.3 e A6.1 de­vo­no es­se­re vin­co­la­ti a in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi di ca­pi­ta­le aper­ti che rien­tra­no nel­la leg­ge del 23 giu­gno 20062 su­gli in­ve­sti­men­ti col­let­ti­vi.
Art. 126 Garanzia di assicurazione supplementare
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne può con­ce­de­re al­lo sti­pu­lan­te il di­rit­to di au­men­ta­re la co­per­tu­ra as­si­cu­ra­ti­va du­ran­te la du­ra­ta del con­trat­to sen­za un nuo­vo esa­me del­lo sta­to di sa­lu­te (ga­ran­zia di as­si­cu­ra­zio­ne sup­ple­men­ta­re).
2Nel ca­so che l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne con­tem­pli una ga­ran­zia di as­si­cu­ra­zio­ne sup­ple­men­ta­re de­ve li­mi­ta­re gli au­men­ti del­la co­per­tu­ra as­si­cu­ra­ti­va e di­sci­pli­na­re nel con­trat­to le se­guen­ti que­stio­ni:
la li­mi­ta­zio­ne del sin­go­lo au­men­to;
la li­mi­ta­zio­ne dell'in­sie­me de­gli au­men­ti pos­si­bi­li;
l'età fi­no al­la qua­le so­no pos­si­bi­li gli au­men­ti;
gli in­ter­val­li di tem­po du­ran­te i qua­li è pos­si­bi­le far va­le­re un au­men­to, o gli even­ti che giu­sti­fi­ca­no il di­rit­to a un au­men­to.
3Le con­di­zio­ni del­la ga­ran­zia di as­si­cu­ra­zio­ne sup­ple­men­ta­re se­con­do i ca­po­ver­si 1 e 2 de­vo­no es­se­re con­te­nu­te nel pia­no d'eser­ci­zio.
Sezione 2: Liquidazione e riscatto
Art. 127 Valori di liquidazione
1I va­lo­ri di li­qui­da­zio­ne de­vo­no es­se­re pre­sen­ta­ti, per ap­pro­va­zio­ne, al­la FIN­MA pri­ma del lo­ro im­pie­go. So­no esclu­si i va­lo­ri di li­qui­da­zio­ne che l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne con­ce­de vo­lon­ta­ria­men­te.
2I va­lo­ri di li­qui­da­zio­ne so­no ap­pro­va­ti al­le se­guen­ti con­di­zio­ni:1
so­no ade­gua­ti;
si orien­ta­no al­le ri­ser­ve ma­te­ma­ti­che d'in­ven­ta­rio che so­no sta­te cal­co­la­te con le ba­si tec­ni­che del re­la­ti­vo con­trat­to d'as­si­cu­ra­zio­ne;
le de­du­zio­ni dal­le ri­ser­ve ma­te­ma­ti­che d'in­ven­ta­rio so­no am­mes­se sol­tan­to per il ri­schio do­vu­to al tas­so d'in­te­res­se e per le spe­se d'ac­qui­si­zio­ne non am­mor­tiz­za­te;
l'as­si­cu­ra­zio­ne mo­di­fi­ca­ta de­ve es­se­re del­lo stes­so ge­ne­re dell'as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta ini­zia­le; se l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne si sco­sta da que­sta re­go­la, ne de­ve for­ni­re la mo­ti­va­zio­ne;
il tas­so di zill­me­riz­za­zio­ne che è al­la ba­se del­le spe­se d'ac­qui­si­zio­ne non am­mor­tiz­za­te, non può su­pe­ra­re la per­cen­tua­le de­ter­mi­na­ta dal­la FIN­MA. Que­ste per­cen­tua­li ten­go­no con­to del­le di­ver­si­tà del­le co­per­tu­re con­trat­tua­li;
la FIN­MA pub­bli­ca in ma­nie­ra ade­gua­ta le per­cen­tua­li se­con­do la let­te­ra e co­me pu­re la ba­se su cui ven­go­no cal­co­la­te;
l'in­te­ra de­du­zio­ne per il ri­schio do­vu­to al tas­so d'in­te­res­se e al­le spe­se d'ac­qui­si­zio­ne non am­mor­tiz­za­te non può su­pe­ra­re il ter­zo del­le ri­ser­ve ma­te­ma­ti­che d'in­ven­ta­rio, sem­pre che lo sti­pu­lan­te ab­bia pa­ga­to i pre­mi per tre an­ni.
3Per l'ap­pro­va­zio­ne, la FIN­MA può ba­sar­si sul rap­por­to dell'at­tua­rio re­spon­sa­bi­le.
Art. 128 Opzione di capitale
Se l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne con­ce­de un'op­zio­ne di ca­pi­ta­le, la pre­sta­zio­ne in ca­pi­ta­le de­ve es­se­re fis­sa­ta nel­le ba­si con­trat­tua­li. L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne non può ope­ra­re de­du­zio­ni sul va­lo­re di ri­scat­to.
Art. 129 Limitazioni di prestiti su polizza
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne può con­ce­de­re pre­sti­ti so­lo su con­trat­ti as­si­cu­ra­ti­vi ri­scat­ta­bi­li (pre­sti­to su po­liz­za).
2La som­ma del pre­sti­to su po­liz­za che l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne con­ce­de a un as­si­cu­ra­to non può su­pe­ra­re il va­lo­re di ri­scat­to at­tua­le del con­trat­to di as­si­cu­ra­zio­ne.
Sezione 3: Requisiti dei contratti di assicurazione sulla vita
Art. 130 Partecipazione alle eccedenze
Se è pre­vi­sto il di­rit­to al­la par­te­ci­pa­zio­ne al­le ec­ce­den­ze, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne in­di­ca nel­le ba­si con­trat­tua­li in par­ti­co­la­re quan­to se­gue:
le mo­da­li­tà di as­se­gna­zio­ne del­le ec­ce­den­ze, in par­ti­co­la­re la quo­ta che vie­ne at­tri­bui­ta an­nual­men­te e so­la­men­te al­la sca­den­za del con­trat­to;
il mo­men­to a par­ti­re dal qua­le av­vie­ne la pri­ma as­se­gna­zio­ne;
se si trat­ta di un'as­se­gna­zio­ne del­le ec­ce­den­ze an­ti­ci­pa­ta o po­sti­ci­pa­ta;
l'im­pie­go del­la quo­ta as­se­gna­ta an­nual­men­te;
che lo sti­pu­lan­te vie­ne in­for­ma­to an­nual­men­te sull'as­se­gna­zio­ne e sul­lo sta­to del­le quo­te di ec­ce­den­ze che gli so­no sta­te as­se­gna­te;
le mo­da­li­tà di una mo­di­fi­ca del si­ste­ma di ec­ce­den­ze vi­gen­te du­ran­te il con­trat­to e l'ob­bli­go di co­mu­ni­ca­re pre­via­men­te ta­le mo­di­fi­ca al­la FIN­MA.
Art. 131 Assicurazione di bambini
1Se, un bam­bi­no as­si­cu­ra­to nell'am­bi­to di un'as­si­cu­ra­zio­ne in ca­so di de­ces­so o di un'as­si­cu­ra­zio­ne sup­ple­men­ta­re in ca­so di de­ces­so per in­for­tu­nio, muo­re pri­ma di aver rag­giun­to i due an­ni e sei me­si di età, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne può ver­sa­re un ca­pi­ta­le ga­ran­ti­to in ca­so di de­ces­so di al mas­si­mo 2500 fran­chi. Se il bam­bi­no muo­re pri­ma di aver com­piu­to il do­di­ce­si­mo an­no di età, da tut­te le as­si­cu­ra­zio­ni in suo pos­ses­so sul­la vi­ta del bam­bi­no, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne può ver­sa­re un ca­pi­ta­le ga­ran­ti­to in ca­so di de­ces­so di al mas­si­mo 20 000 fran­chi.
2Se la som­ma dei pre­mi, più un in­te­res­se del 5 per cen­to, ver­sa­ti per il bam­bi­no, è su­pe­rio­re al­la som­ma ga­ran­ti­ta in ca­so di de­ces­so di cui al ca­po­ver­so 1, de­ve es­se­re rim­bor­sa­ta la som­ma dei pre­mi com­pre­si gli in­te­res­si.
Art. 132 Clausola di adeguamento dei premi
1L'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne può ade­gua­re i pre­mi del con­trat­to di as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta a nuo­ve si­tua­zio­ni so­lo se ciò è espres­sa­men­te pre­vi­sto nel­le ba­si con­trat­tua­li.
2Es­sa non può pre­ve­de­re clau­so­le che sop­pri­ma­no la ga­ran­zia del­la ta­rif­fa.
3Es­sa non può pre­ve­de­re ade­gua­men­ti per ren­di­te in cor­so.
4Pos­so­no es­se­re ef­fet­tua­ti ade­gua­men­ti dei pre­mi uni­ca­men­te se i rap­por­ti al­la ba­se del cal­co­lo dei pre­mi han­no su­bi­to sen­si­bi­li mo­di­fi­che.
Sezione 4: Contratti d'assicurazione sul debito residuo
Art. 133 Definizione
So­no as­si­cu­ra­zio­ni sul de­bi­to re­si­duo, le as­si­cu­ra­zio­ni tem­po­ra­nee in ca­so di de­ces­so per ga­ran­ti­re le ra­te pe­rio­di­che in re­la­zio­ne a con­trat­ti di ac­qui­sto, di cre­di­to, di af­fit­to, di lea­sing o di in­ve­sti­men­to (con­trat­ti in­di­vi­dua­li). Il ri­schio d'in­ca­pa­ci­tà di gua­da­gno può es­se­re in­clu­so.
Art. 134 Contenuto del contratto
1Il con­trat­to d'as­si­cu­ra­zio­ne col­let­ti­vo e i con­trat­ti in­di­vi­dua­li ad es­so le­ga­ti con­ten­go­no tut­te le di­spo­si­zio­ni de­ter­mi­nan­ti sui di­rit­ti e su­gli ob­bli­ghi dell'as­si­cu­ra­to. Es­si di­sci­pli­na­no in par­ti­co­la­re gli ef­fet­ti sui rap­por­ti in­di­vi­dua­li del­la sca­den­za, del­la ri­so­lu­zio­ne an­ti­ci­pa­ta o di una so­spen­sio­ne del con­trat­to col­let­ti­vo non­ché di un rim­bor­so an­ti­ci­pa­to del de­bi­to re­si­duo e di un cam­bia­men­to di pro­prie­tà.
2Nel con­trat­to d'as­si­cu­ra­zio­ne col­let­ti­vo e nei con­trat­ti in­di­vi­dua­li ad es­so le­ga­ti de­ve inol­tre es­se­re pre­vi­sto che:
lo sti­pu­lan­te può tra­sfe­ri­re all'as­si­cu­ra­to al mas­si­mo i pre­mi cal­co­la­ti dall'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne com­pre­sa la tas­sa di bol­lo;
lo sti­pu­lan­te può far­si ce­de­re il di­rit­to dell'as­si­cu­ra­to a pre­sta­zio­ni d'as­si­cu­ra­zio­ne so­lo fi­no a con­cor­ren­za del ri­spet­ti­vo de­bi­to re­si­duo;
le par­ti di pre­mi non uti­liz­za­te se­con­do l'ar­ti­co­lo 135 ven­go­no rim­bor­sa­te all'as­si­cu­ra­to nel­la mi­su­ra in cui que­sti ha ver­sa­to con­tri­bu­ti ai pre­mi non uti­liz­za­ti;
il de­bi­to re­si­duo dell'as­si­cu­ra­to è estin­to nel­la mi­su­ra del­le pre­sta­zio­ni dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne al­lo sti­pu­lan­te.
Art. 135 Rimborso di parti di premi non utilizzate
1In ca­so di ri­so­lu­zio­ne an­ti­ci­pa­ta del con­trat­to in­di­vi­dua­le, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne rim­bor­sa al­lo sti­pu­lan­te le par­ti di pre­mi non uti­liz­za­te.
2Il rim­bor­so av­vie­ne di­ret­ta­men­te all'as­si­cu­ra­to qua­lo­ra l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne ab­bia as­sun­to ta­le im­pe­gno nel con­trat­to col­let­ti­vo.
Capitolo 2: Prescrizioni concernenti le eccedenze nell'assicurazione sulla vita al di fuori della previdenza professionale
Art. 136 Fondo delle eccedenze
1Per la par­te fuo­ri del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le le im­pre­se di as­si­cu­ra­zio­ne crea­no un fon­do del­le ec­ce­den­ze. Ta­le fon­do è una vo­ce di bi­lan­cio at­tua­ria­le per la mes­sa a di­spo­si­zio­ne del­le quo­te di ec­ce­den­ze spet­tan­ti agli sti­pu­lan­ti.
2Nel fon­do del­le ec­ce­den­ze vie­ne te­sau­riz­za­ta l'ec­ce­den­za con­se­gui­ta nel cor­so di un eser­ci­zio e at­tri­bui­ta al col­let­ti­vo di as­si­cu­ra­ti.
3Le quo­te di ec­ce­den­ze de­sti­na­te agli sti­pu­lan­ti pos­so­no es­se­re pre­le­va­te so­la­men­te dal fon­do del­le ec­ce­den­ze.
4An­nual­men­te, al­me­no il 20 per cen­to del­le ec­ce­den­ze ac­cu­mu­la­te nel fon­do del­le ec­ce­den­ze de­ve es­se­re pre­le­va­to e di­stri­bui­to agli sti­pu­lan­ti.
5Gli im­por­ti man­can­ti pos­so­no es­se­re pre­le­va­ti dal fon­do del­le ec­ce­den­ze uni­ca­men­te se i red­di­ti dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne non so­no suf­fi­cien­ti al­la co­sti­tu­zio­ne del­le ri­ser­ve at­tua­ria­li se­con­do il pia­no d'eser­ci­zio.
Art. 137 Assegnazione delle quote di eccedenze
1L'as­se­gna­zio­ne del­le ec­ce­den­ze de­ve av­ve­ni­re se­con­do me­to­di at­tua­ria­li ri­co­no­sciu­ti ed evi­tan­do di­spa­ri­tà di trat­ta­men­to abu­si­ve.
2Non ap­pe­na so­no as­se­gna­te al sin­go­lo sti­pu­lan­te, le quo­te di par­te­ci­pa­zio­ne al­le ec­ce­den­ze so­no con­si­de­ra­te do­vu­te. Es­se de­vo­no es­se­re di­stri­bui­te agli aven­ti di­rit­to con­for­me­men­te al­le re­go­la­men­ta­zio­ni con­trat­tua­li, op­pu­re, qua­lo­ra fos­se sta­to con­ve­nu­to l'ac­cu­mu­lo con in­te­res­si del­le quo­te di ec­ce­den­ze, espo­ste in una po­si­zio­ne di bi­lan­cio at­tua­ria­le, ap­po­si­ta­men­te crea­ta.
3Il si­ste­ma di par­te­ci­pa­zio­ne al­le ec­ce­den­ze non può es­se­re mo­di­fi­ca­to a svan­tag­gio del­lo sti­pu­lan­te du­ran­te la de­cor­ren­za del con­trat­to.
Art. 138 Eccedenza finale
1Se il con­trat­to di as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta pre­ve­de una quo­ta di ec­ce­den­ze fi­na­le, bi­so­gna co­sti­tui­re a que­sto ef­fet­to una ri­ser­va in­di­vi­dua­le di­stin­ta che de­ve es­se­re ali­men­ta­ta an­nual­men­te. La quo­ta di ec­ce­den­ze fi­na­le non può de­ri­va­re sol­tan­to dal red­di­to al­la sca­den­za del con­trat­to.
2La quo­ta di ri­ser­ve per la quo­ta di ec­ce­den­ze fi­na­le che di­vie­ne li­be­ra a se­gui­to di scio­gli­men­to to­ta­le o par­zia­le del con­trat­to di as­si­cu­ra­zio­ne sul­la vi­ta pri­ma del­la sua sca­den­za a cau­sa di de­ces­so o ri­scat­to de­ve es­se­re ac­cre­di­ta­ta al fon­do del­le ec­ce­den­ze, a me­no che non ven­ga ver­sa­ta al­lo sti­pu­lan­te.
3Se la quo­ta di ec­ce­den­ze fi­na­le è la com­po­nen­te ec­ce­den­ta­ria più im­por­tan­te del con­trat­to, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne de­ve as­si­cu­ra­re con­trat­tual­men­te al­lo sti­pu­lan­te che in ca­so di de­ces­so o di ri­scat­to ri­ce­ve­rà una par­te ade­gua­ta del­la quo­ta di ec­ce­den­ze fi­na­le cu­mu­la­ta.
Capitolo 3: Disposizioni speciali per le assicurazioni della previdenza professionale
Sezione 1: Conto d'esercizio annuo e obbligo di informare
Art. 139 Conto d'esercizio annuo
1Per le as­si­cu­ra­zio­ni del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le de­ve es­se­re te­nu­to un con­to d'eser­ci­zio se­pa­ra­to. Gli ele­men­ti del pa­tri­mo­nio vin­co­la­to per le as­si­cu­ra­zio­ni del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le de­vo­no fi­gu­ra­re nel con­to d'eser­ci­zio.
2I va­lo­ri pa­tri­mo­nia­li pos­so­no es­se­re tra­sfe­ri­ti dal con­to d'eser­ci­zio per la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le a quel­lo per la ri­ma­nen­te at­ti­vi­tà e vi­ce­ver­sa sol­tan­to al va­lo­re con­ta­bi­le. La dif­fe­ren­za tra il va­lo­re con­ta­bi­le e il va­lo­re di mer­ca­to è con­ta­bi­liz­za­ta nel con­to d'eser­ci­zio per la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le qua­le pro­fit­to o per­di­ta. Se man­ca il va­lo­re di mer­ca­to, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne de­ter­mi­na la va­lu­ta­zio­ne con­for­me al mer­ca­to. Il me­to­do di va­lu­ta­zio­ne de­ve es­se­re ap­pro­va­to dal­la FIN­MA.
Art. 140 Obbligo d'informare
En­tro cin­que me­si dal gior­no di chiu­su­ra del bi­lan­cio, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne tra­smet­te agli sti­pu­lan­ti:
il con­to d'eser­ci­zio per le as­si­cu­ra­zio­ni del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le;
le in­di­ca­zio­ni sul cal­co­lo dell'at­tri­bu­zio­ne e as­se­gna­zio­ne del­le ec­ce­den­ze; e
tut­te le al­tre in­for­ma­zio­ni ne­ces­sa­rie agli sti­pu­lan­ti per adem­pie­re gli ob­bli­ghi le­ga­li di in­for­ma­re.
Sezione 2: Partecipazione alle eccedenze
Art. 141 Diritto di partecipazione a quote di eccedenze
1Gli sti­pu­lan­ti han­no di­rit­to a quo­te di ec­ce­den­ze con­for­me­men­te al­la pre­sen­te se­zio­ne.
2Fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 152 ca­po­ver­so 3, le quo­te di ec­ce­den­ze de­vo­no es­se­re as­se­gna­te la pri­ma vol­ta al ter­mi­ne del pri­mo an­no d'as­si­cu­ra­zio­ne.
Art. 142 Principi per il calcolo
1L'at­tri­bu­zio­ne del­le ec­ce­den­ze è cal­co­la­ta in ba­se al con­to d'eser­ci­zio. Le vo­ci del con­to de­vo­no es­se­re sud­di­vi­se in pro­ces­so di ri­spar­mio, di ri­schio e dei co­sti.
2L'at­tri­bu­zio­ne del­le ec­ce­den­ze de­ve es­se­re cal­co­la­ta al­me­no una vol­ta all'an­no.
Art. 143 Processo e componente di risparmio
1Il pro­ces­so di ri­spar­mio com­pren­de:
l'ali­men­ta­zio­ne dell'ave­re di vec­chia­ia;
la tra­sfor­ma­zio­ne dell'ave­re di vec­chia­ia in ren­di­te di vec­chia­ia;
la li­qui­da­zio­ne/ge­stio­ne del­le ren­di­te di vec­chia­ia in cor­so e del­le ren­di­te per fi­gli di pen­sio­na­ti che ne ri­sul­ta­no.
2Il ri­ca­vo del pro­ces­so di ri­spar­mio (com­po­nen­te di ri­spar­mio) cor­ri­spon­de ai red­di­ti di ca­pi­ta­le nel con­to d'eser­ci­zio, do­po de­du­zio­ne dei co­sti di in­ve­sti­men­to e di ge­stio­ne dei ca­pi­ta­li (red­di­to net­to del ca­pi­ta­le).
3Le spe­se nel pro­ces­so di ri­spar­mio cor­ri­spon­do­no agli one­ri per la ri­mu­ne­ra­zio­ne tec­ni­ca al tas­so d'in­te­res­se ga­ran­ti­to e per la li­qui­da­zio­ne del­le ren­di­te di vec­chia­ia in cor­so e le ren­di­te di fi­gli di pen­sio­na­ti co­me pu­re per la li­qui­da­zio­ne di po­liz­ze di li­be­ro pas­sag­gio.
Art. 144 Processo e componente di rischio
1Il pro­ces­so di ri­schio com­pren­de:
il pa­ga­men­to di pre­sta­zio­ni in ca­so di de­ces­so e la lo­ro li­qui­da­zio­ne sot­to for­ma di pre­sta­zio­ni in ca­pi­ta­le, di ren­di­te per ve­do­ve, per ve­do­vi e per or­fa­ni;
il pa­ga­men­to di pre­sta­zio­ni di in­va­li­di­tà e la lo­ro li­qui­da­zio­ne sot­to for­ma di ca­pi­ta­le d'in­va­li­di­tà, di ren­di­te d'in­va­li­di­tà, di ren­di­te per fi­gli d'in­va­li­di e di esen­zio­ne dai pre­mi; e
la li­qui­da­zio­ne del­le aspet­ta­ti­ve le­ga­te al­le ren­di­te di vec­chia­ia in cor­so e al­le ren­di­te per su­per­sti­ti che ne ri­sul­ta­no.
2Il ri­ca­vo del pro­ces­so di ri­schio (com­po­nen­te ri­schio) cor­ri­spon­de ai pre­mi di ri­schio sca­du­ti.
3Le spe­se nel pro­ces­so di ri­schio cor­ri­spon­do­no agli one­ri in re­la­zio­ne al­le pre­sta­zio­ni as­si­cu­ra­ti­ve e al trat­ta­men­to dei si­ni­stri, in par­ti­co­la­re gli one­ri in re­la­zio­ne al­la co­sti­tu­zio­ne del­la ri­ser­va ma­te­ma­ti­ca di nuo­ve ren­di­te d'in­va­li­di­tà e per su­per­sti­ti, al­la li­qui­da­zio­ne del­le ren­di­te d'in­va­li­di­tà e del­le ren­di­te per su­per­sti­ti in cor­so non­ché all'in­clu­sio­ne del ri­sul­ta­to del­la rias­si­cu­ra­zio­ne.
Art. 145 Processo e componente dei costi
1Il pro­ces­so dei co­sti com­pren­de gli one­ri per la ge­stio­ne e la di­stri­bu­zio­ne di so­lu­zio­ni as­si­cu­ra­ti­ve del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le. La li­qui­da­zio­ne del­le ren­di­te di vec­chia­ia, per su­per­sti­ti e di in­va­li­di­tà in cor­so non è in­clu­sa nel pro­ces­so dei co­sti.
2Il ri­ca­vo del pro­ces­so dei co­sti (com­po­nen­te dei co­sti) cor­ri­spon­de ai pre­mi dei co­sti do­vu­ti, esclu­si i co­sti di in­ve­sti­men­to e di ge­stio­ne di ca­pi­ta­li, di pa­ga­men­to del­le ren­di­te e di li­qui­da­zio­ne del­le ren­di­te in cor­so.
3Le spe­se nel pro­ces­so dei co­sti cor­ri­spon­do­no ai co­sti di ge­stio­ne e d'eser­ci­zio nell'as­si­cu­ra­zio­ne del­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le.
Art. 146 Casi particolari
1I con­trat­ti di as­si­cu­ra­zio­ne o par­ti di es­si per i qua­li so­no sta­ti con­cor­da­ti con­ti di en­tra­te e usci­te se­pa­ra­ti non so­no con­si­de­ra­ti per il cal­co­lo del­le com­po­nen­ti di cui agli ar­ti­co­li 143-145.
2I con­trat­ti di as­si­cu­ra­zio­ne o par­ti di es­si per i qua­li è sta­to con­cor­da­to il tra­sfe­ri­men­to sul­lo sti­pu­lan­te del ri­schio le­ga­to all'in­ve­sti­men­to di ca­pi­ta­li non so­no con­si­de­ra­ti per il cal­co­lo del­la com­po­nen­te di ri­spar­mio di cui all'ar­ti­co­lo 143.
3I con­trat­ti di ti­po pu­ra­men­te stop-loss non so­no con­si­de­ra­ti per il cal­co­lo del­la com­po­nen­te di ri­schio e del­la com­po­nen­te dei co­sti di cui agli ar­ti­co­li 144 e 145.
4I con­trat­ti di as­si­cu­ra­zio­ne se­con­do i ca­po­ver­si 1-3 de­vo­no fi­gu­ra­re se­pa­ra­ta­men­te nel con­to d'eser­ci­zio per i re­la­ti­vi pro­ces­si.
5Per que­sti con­trat­ti, gli ar­ti­co­li 152 ca­po­ver­so 3 e 153 ca­po­ver­so 1 se­con­da par­te del pe­rio­do non so­no ap­pli­ca­bi­li.
Art. 147 Quota minima e quota di distribuzione
1Una par­te del­le com­po­nen­ti se­con­do gli ar­ti­co­li 143-145 de­ve es­se­re uti­liz­za­ta a fa­vo­re del­lo sti­pu­lan­te (quo­ta di di­stri­bu­zio­ne). La quo­ta di di­stri­bu­zio­ne de­ve com­pren­de­re al­me­no il 90 per cen­to del­le com­po­nen­ti (quo­ta mi­ni­ma).
2Se le com­po­nen­ti di ri­spar­mio cor­ri­spon­do­no al 6 per cen­to o più del­la ri­ser­va ma­te­ma­ti­ca e l'in­te­res­se mi­ni­mo LPP fis­sa­to nell'ar­ti­co­lo 15 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 25 giu­gno 19821 sul­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l'in­va­li­di­tà (LPP) cor­ri­spon­de a due ter­zi o me­no di que­sto tas­so in per­cen­tua­le, le ec­ce­den­ze de­vo­no es­se­re ri­par­ti­te co­me se­gue:
il red­di­to net­to del ca­pi­ta­le sul mar­gi­ne di sol­vi­bi­li­tà in fa­vo­re dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne;
il 90 per cen­to del ri­sul­ta­to a fa­vo­re de­gli sti­pu­lan­ti e il 10 per cen­to a fa­vo­re dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne. Per ri­sul­ta­to è da in­ten­de­re il sal­do to­ta­le po­si­ti­vo con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 149 ca­po­ver­si 1 e 3 de­dot­ta la co­sti­tu­zio­ne di ri­ser­ve pre­vi­sta dal pia­no d'eser­ci­zio se­con­do l'ar­ti­co­lo 149 ca­po­ver­so 1 let­te­ra a.
3Se ne­ces­si­ta di fon­di pro­pri sup­ple­men­ta­ri per sod­di­sfa­re i re­qui­si­ti in ma­te­ria di sol­vi­bi­li­tà op­pu­re se la quo­ta del­la dif­fe­ren­za tra la som­ma del­le com­po­nen­ti e la quo­ta di di­stri­bu­zio­ne at­tri­bui­ta al ca­pi­ta­le pro­prio è in spro­por­zio­ne all'at­tri­bu­zio­ne al fon­do del­le ec­ce­den­ze, l'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne ne de­ve da­re co­mu­ni­ca­zio­ne al­la FIN­MA. Que­st'ul­ti­ma può, su do­man­da o d'uf­fi­cio, pre­ve­de­re un di­sci­pli­na­men­to che de­ro­ghi ai ca­po­ver­si 1 e 2.
4La quo­ta di di­stri­bu­zio­ne e la pro­va dell'uti­liz­za­zio­ne de­vo­no es­se­re sot­to­po­ste per ap­pro­va­zio­ne.
Art. 148 Utilizzazione della quota di distribuzione
1La quo­ta di di­stri­bu­zio­ne è in­nan­zi tut­to uti­liz­za­ta per gli one­ri nei pro­ces­si di ri­spar­mio, di ri­schio e dei co­sti.
2Il sal­do to­ta­le cor­ri­spon­de al­la quo­ta di di­stri­bu­zio­ne me­no gli one­ri nei pro­ces­si di ri­spar­mio, di ri­schio e dei co­sti.
Art. 149 Procedura in caso di saldo totale positivo
1Il sal­do to­ta­le po­si­ti­vo è uti­liz­za­to con­for­me­men­te al pia­no d'eser­ci­zio dell'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne per:
la co­sti­tu­zio­ne di ri­ser­ve per:
il ri­schio di lon­ge­vi­tà,
fu­tu­re la­cu­ne di co­per­tu­ra in ca­so di con­ver­sio­ne del­le ren­di­te,
gli even­ti as­si­cu­ra­ti an­nun­cia­ti ma non an­co­ra li­qui­da­ti, ivi com­pre­si i po­ten­zia­men­ti del­la ri­ser­va ma­te­ma­ti­ca per le ren­di­te d'in­va­li­di­tà e le ren­di­te per su­per­sti­ti,
gli even­ti as­si­cu­ra­ti in­sor­ti ma non an­co­ra an­nun­cia­ti,
le flut­tua­zio­ni dei dan­ni,
le flut­tua­zio­ni di va­lo­re de­gli in­ve­sti­men­ti di ca­pi­ta­le,
l'in­te­res­se ga­ran­ti­to,
gli ade­gua­men­ti e i ri­sa­na­men­ti del­le ta­rif­fe.
la co­per­tu­ra dei co­sti per il ca­pi­ta­le di ri­schio sup­ple­men­ta­re as­sun­to con l'ap­pro­va­zio­ne del­la FIN­MA;
l'ali­men­ta­zio­ne del fon­do del­le ec­ce­den­ze.
2Le ri­ser­ve non più ne­ces­sa­rie, co­sti­tui­te con­for­me­men­te al ca­po­ver­so 1 let­te­ra a, de­vo­no es­se­re at­tri­bui­te al fon­do del­le ec­ce­den­ze.
3Il ca­pi­ta­le di ri­schio di cui al ca­po­ver­so 1 let­te­ra b può es­se­re as­sun­to uni­ca­men­te con l'ap­pro­va­zio­ne del­la FIN­MA; es­so può es­se­re uti­liz­za­to per adem­pie­re pre­scri­zio­ni in ma­te­ria di sor­ve­glian­za o nell'in­te­res­se de­gli as­si­cu­ra­ti per mi­glio­ra­re il red­di­to dell'in­ve­sti­men­to di ca­pi­ta­li.
Art. 150 Procedura in caso di saldo totale negativo
1In ca­so di sal­do to­ta­le ne­ga­ti­vo bi­so­gna adot­ta­re, nell'or­di­ne, i se­guen­ti prov­ve­di­men­ti fi­no al­la co­per­tu­ra del di­sa­van­zo:
le ri­ser­ve non più ne­ces­sa­rie de­vo­no es­se­re sciol­te;
la quo­ta di di­stri­bu­zio­ne de­ve es­se­re au­men­ta­ta;
il di­sa­van­zo re­si­duo può es­se­re ri­por­ta­to al mas­si­mo per un am­mon­ta­re pa­ri al fon­do del­le ec­ce­den­ze di­spo­ni­bi­le e può es­se­re com­pen­sa­to con il fon­do del­le ec­ce­den­ze dell'an­no suc­ces­si­vo.
il di­sa­van­zo re­si­duo vie­ne co­per­to me­dian­te i fon­di pro­pri li­be­ri.
Art. 151 Fondo delle eccedenze
1Il fon­do del­le ec­ce­den­ze è una vo­ce di bi­lan­cio at­tua­ria­le per la mes­sa a di­spo­si­zio­ne del­le quo­te di ec­ce­den­ze spet­tan­ti agli sti­pu­lan­ti.
2Gli im­por­ti ac­cre­di­ta­ti al fon­do del­le ec­ce­den­ze de­vo­no es­se­re, con ri­ser­va dell'ar­ti­co­lo 150 let­te­ra c, uti­liz­za­ti esclu­si­va­men­te per l'as­se­gna­zio­ne agli sti­pu­lan­ti di quo­te di ec­ce­den­ze.
Art. 152 Condizioni per l'assegnazione di quote di eccedenze
1Le quo­te di ec­ce­den­ze per gli sti­pu­lan­ti de­vo­no es­se­re pre­le­va­te esclu­si­va­men­te dal fon­do del­le ec­ce­den­ze.
2I mez­zi at­tri­bui­ti al fon­do del­le ec­ce­den­ze de­vo­no es­se­re di­stri­bui­ti agli sti­pu­lan­ti al più tar­di en­tro cin­que an­ni.
3In ca­so di sal­do to­ta­le ne­ga­ti­vo, nell'an­no in que­stio­ne non pos­so­no es­se­re ri­par­ti­te quo­te di ec­ce­den­ze.
Art. 153 Principi per l'assegnazione delle quote di eccedenze
1Le quo­te di ec­ce­den­ze ac­cu­mu­la­te nel fon­do del­le ec­ce­den­ze de­vo­no es­se­re as­se­gna­te se­con­do me­to­di at­tua­ria­li ri­co­no­sciu­ti, tut­ta­via ogni an­no per un am­mon­ta­re pa­ri al mas­si­mo ai due ter­zi del fon­do del­le ec­ce­den­ze.
2L'as­se­gna­zio­ne del­le quo­te di ec­ce­den­ze tra gli isti­tu­ti di pre­vi­den­za av­vie­ne con­for­me­men­te al­la pro­por­zio­ne del­la ri­ser­va ma­te­ma­ti­ca, all'an­da­men­to dei si­ni­stri dei ri­schi as­si­cu­ra­ti e agli one­ri am­mi­ni­stra­ti­vi cau­sa­ti non­ché te­nen­do con­to dell'ar­ti­co­lo 68a del­la LPP1.
3La FIN­MA può, per mo­ti­vi par­ti­co­la­ri, or­di­na­re de­ro­ghe al­la re­go­la dei due ter­zi di cui al ca­po­ver­so 1.

References: Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 5

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 13

Art. 14

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 22

Art. 22

Art. 22

Art. 23

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 37

Art. 38

Art. 40

Art. 42

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

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Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 53

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 62

Art. 63

Art. 65

Art. 66

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

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Art. 75

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Art. 77

Art. 78

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Art. 89

Art. 90

Art. 91

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Art. 93

Art. 94

Art. 95

Art. 96

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Art. 97

Art. 98

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Art. 99

Art. 101

Art. 102

Art. 103

Art. 104

Art. 105

Art. 106

Art. 107

Art. 108

Art. 109

Art. 110

Art. 111

Art. 111

Art. 111

Art. 112

Art. 117

Art. 118

Art. 119

Art. 120

Art. 121

Art. 122

Art. 123

Art. 124

Art. 125

Art. 125

Art. 126

Art. 127

Art. 128

Art. 129

Art. 130

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Art. 133

Art. 134

Art. 135

Art. 136

Art. 137

Art. 138

Art. 139

Art. 140

Art. 141

Art. 142

Art. 143

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Art. 146

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Art. 149

Art. 150

Art. 151

Art. 152

Art. 153