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Timestamp: 2019-11-14 22:42:56+00:00

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RS 0.672.966.31 Convenzione del 25 ottobre 1993 tra la Confederazione Svizzera e la Romania per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio (con Protocollo acc. amichevole)
Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Romania per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio
Conclusa a Bucarest il 25 ottobre 1993
Ratificata con strumenti scambiati il 12 dicembre 1994
Entrata in vigore il 27 dicembre 1994
(Stato 14 dicembre 2012)
1. La presente Convenzione si applica alle imposte sul reddito e sul patrimonio prelevate per conto di ciascuno degli Stati contraenti, delle sue suddivisioni po
litiche, dei suoi enti locali o delle sue unità amministrativo —territoriali, qualunque sia il sistema di prelevamento.
(qui di seguito indicate quali «imposta romena»);
sul reddito (reddito complessivo, reddito del lavoro, reddito del patrimonio, utili industriali e commerciali, guadagni di capitale ed altri redditi); e
4. La Convenzione si applicherà anche alle imposte di natura identica o analoga che verranno istituite dopo la firma della Convenzione in aggiunta o in sostituzione delle imposte attuali. Le autorità competenti degli Stati contraenti si comunicheranno alla fine di ogni anno le modifiche apportate alle loro rispettive legislazioni fiscali.
1 Nuovo testo giusta l’art. I del Prot. del 28 feb. 2011, approvato dall’AF il 16 mar. 2012, in vigore dal 6 lug. 2012 (RU 2012 4133 4131; FF 2011 6157).
il termine «Romania» designa la Romania e, usato in senso geografico, il territorio nazionale, comprese le sue acque territoriali nonché la zona economica esclusiva e lo zoccolo continentale sui quali la Romania, in accordo con il diritto internazionale e con la sua legislazione nazionale, può esercitare i suoi diritti di sovranità per quanto concerne l’esplorazione e lo sfruttamento delle risorse naturali, biologiche e minerali che si trovano nelle acque, sul territorio e nel sottosuolo;
per quanto concerne la Romania: le persone fisiche che hanno la nazionalità romena e le persone giuridiche o altre associazioni costituite conformemente alla legislazione in vigore in Romania;
per quanto concerne la Svizzera: le persone fisiche che hanno la nazionalità Svizzera, le persone giuridiche, le associazioni di persone e le associazioni costituite conformemente alla legislazione in vigore in Svizzera;
per quanto concerne la Romania: il ministro delle finanze o il suo rappresentante autorizzato,
l’espressione «istituzione di previdenza o un’altra istituzione simile che offre piani di previdenza» designa l’insieme delle fondazioni, dei trust, delle istituzioni e delle altre istituzioni di uno Stato contraente in base alle quali una persona fisica può sottoscrivere un piano di previdenza o aderire a un sistema di previdenza per assicurarsi prestazioni di vecchiaia, invalidità o per i superstiti, a condizione che l’istituzione di previdenza o l’altra istituzione simile sia costituita secondo la legislazione dell’altro Stato, sia fiscalmente riconosciuta e sia sottoposta alla relativa vigilanza.
1 Nuovo testo giusta l’art. II del Prot. del 28 feb. 2011, approvato dall’AF il 16 mar. 2012, in vigore dal 6 lug. 2012 (RU 2012 4133 4131; FF 2011 6157).
2 Introdotta dall’art. II del Prot. del 28 feb. 2011, approvato dall’AF il 16 mar. 2012, in vigore dal 6 lug. 2012 (RU 2012 4133 4131; FF 2011 6157).
Art. 41Residente
1. Ai fini della presente Convenzione, l’espressione «residente di uno Stato contraente» designa ogni persona che, in virtù della legislazione di detto Stato, è assoggettata ad imposta nello stesso Stato a motivo del suo domicilio, della sua residenza, della sede della sua direzione o di ogni altro criterio di natura analoga e comprende pure questo Stato e le sue suddivisioni politiche, i suoi enti locali e le sue unità amministrativo-territoriali. Tuttavia questa espressione non comprende le persone assoggettate ad imposta in questo Stato solo per i redditi da fonti situate in questo Stato o il patrimonio ivi situato.
se detta persona ha la nazionalità di entrambi gli Stati o non ha la nazionalità di nessuno di essi, le autorità competenti degli Stati contraenti risolvono la questione di comune accordo.
3. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona diversa da una persona fisica è residente di entrambi gli Stati contraenti, si ritiene che essa sia residente dello Stato in cui si trova la sede della sua direzione effettiva.
1 Nuovo testo giusta l’art. III del Prot. del 28 feb. 2011, approvato dall’AF il 16 mar. 2012, in vigore dal 6 lug. 2012 (RU 2012 4133 4131; FF 2011 6157).
1. Ai fini della presente Convenzione, l’espressione «stabile organizzazione» designa una sede fissa di affari in cui l’impresa esercita tutta la sua attività o parte di essa.
le merci appartenenti all’impresa sono immagazzinate ai soli fini di deposito, di esposizione o di fornitura;
le merci appartenenti all’impresa e presentate ad una fiera commerciale o ad un’esposizione sono vendute dall’impresa nell’ambito di tale fiera o esposizione;
una sede fissa di affari è utilizzata ai soli fini dell’esercizio cumulativo delle attività menzionate alle lettere a–g, a condizione che l’insieme delle attività della sede fissa di affari risultante da questo cumulo mantenga un carattere preparatorio o ausiliario.
6. Non si considera che un’impresa abbia una stabile organizzazione in uno Stato contraente per il solo fatto che essa vi eserciti la propria attività per mezzo di un mediatore, di un commissionario generale o di ogni altro intermediario che goda di uno status, indipendente, a condizione che dette persone agiscano nell’ambito della loro ordinaria attività.
7. Il fatto che una società residente di uno Stato contraente controlli o sia controllata da una società residente dell’altro Stato contraente ovvero svolga la sua attività in questo altro Stato (sia per mezzo di una stabile organizzazione oppure no) non costituisce eli per sé motivo sufficiente per far considerare una delle dette società una stabile organizzazione dell’altra.
1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ricava da beni immobili (compresi i redditi delle attività agricole e forestali) situati nell’altro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato.
2. L’espressione «beni immobili» ha il significato che ad essa è attribuito dal diritto dello Stato contraente in cui i beni stessi sono situati. L’espressione comprende in ogni caso gli accessori, le scorte morte o vive delle aziende agricole e forestali, i diritti ai quali si applicano le disposizioni del diritto privato riguardanti la proprietà. fondiaria, l’usufrutto dei beni immobili e i diritti relativi a canoni variabili o fissi per lo sfruttamento o la concessione dello sfruttamento di giacimenti minerari, sorgenti ed altre risorse naturali. Le navi e gli aeromobili non sono considerati beni immobili.
2. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 3, quando un’impresa di uno Stato contraente svolge la sua attività nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, in ciascuno Stato contraente vanno attribuiti a detta stabile organizzazione gli utili che essa avrebbe potuto conseguire se si fosse trattato di un’impresa distinta e separata svolgente attività identiche o analoghe in condizioni identiche e, analoghe e in piena indipendenza dall’impresa di cui essa costituisce una sitabile organizzazione.
4. Qualora uno degli Stati contraenti segua la prassi di determinare gli utili da attribuire a una stabile organizzazione in base al riparto degli utili complessivi dell’impresa fra le diverse parti di essa., le disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo non impediscono a detto Stato contraente di determinare gli utili imponibili secondo la ripartizione in uso; tuttavia, il metodo di riparto adottato dovrà essere tale che il risultato sia conforme ai principi contenuti nel presente articolo.
5. Nessun utile è attribuito ad una stabile organizzazione per il solo fatto che essa ha acquistato merci per l’impresa.
Art. 8 Navigazione marittima ed aerea internazionale
2. Se la sede di direzione effettiva di un’impresa di navigazione marittima è situata a bordo di una nave, detta sede si considera situata nello Stato contraente in cui si trova il porto d’immatricolazione della nave oppure, in mancanza di un porto di immatricolazione, nello Stato contraente di cui è residente l’esercente la nave.
una società (diversa da una società di persone) che detiene direttamente almeno il 25 per cento del capitale della società che paga i dividendi; o
un’istituzione di previdenza o un’altra istituzione simile che offre piani di previdenza, o
la banca centrale dell’altro Stato contraente oppure il suo governo o una sua suddivisione politica, un suo ente locale o una sua unità amministrativo-territoriale.
5. Ai fini del presente articolo il termine «dividendi» designa i redditi derivanti da azioni, da quote minerarie, da quote di fondatore o da altre quote di partecipazione agli utili, ad eccezione dei crediti, nonché i redditi di altre quote sociali assoggettati al medesimo regime fiscale dei redditi delle azioni secondo la legislazione dello Stato dì cui è residente la società distributrice.
6. Le disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 non si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo dei dividendi, residente di uno Stato contraente, eserciti, nell’altro Stato contraente di cui la società che paga i dividendi è residente, sia un’attività commerciale o industriale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, sia una professione indipendente mediante una base fissa ivi situata e la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi, trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 14, a seconda dei casi.
7. Qualora una società residente di uno Stato contraente ricavi utili o redditi dall’altro Stato contraente, detto altro Stato non può applicare alcuna imposta sui dividendi pagati dalla società, a meno che tali dividendi siano pagati ad un residente di detto altro Stato o che la partecipazione generatrice dei dividendi si ricolleghi effettivamente ad una stabile organizzazione o a una base fissa situata in detto altro Stato, né prelevare alcuna imposta, a titolo di imposizione degli utili non distribuiti, sugli utili non distribuiti della società, anche se i dividendi pagati o gli utili non distribuiti costituiscono in tutto o in parte utili o redditi realizzati in detto altro Stato.
1 Nuovo testo giusta l’art. IV del Prot. del 28 feb. 2011, approvato dall’AF il 16 mar. 2012, in vigore dal 6 lug. 2012 (RU 2012 4133 4131; FF 2011 6157).
3. Nonostante le disposizioni del paragrafo 2, gli interessi provenienti da uno Stato contraente e pagati a un residente dell’altro Stato contraente sono imponibili soltanto in detto altro Stato se gli interessi sono pagati:
per un debito, un prestito o un credito contratto in detto Stato o concesso, garantito o assicurato da detto Stato o da una sua suddivisione politica, un suo ente locale, una sua unità amministrativo-territoriale o da una delle sue organizzazioni di promozione delle esportazioni;
da una società a una società residente dell’altro Stato contraente, se quest’ultima è legata alla società che paga gli interessi da una partecipazione diretta al suo capitale di almeno il 25 per cento o se le due società detengono una terza società, la quale detiene direttamente almeno il 25 per cento del capitale della prima e della seconda società.
4. Ai fini del presente articolo il termine «interessi» designa i redditi provenienti da crediti di ogni natura, corredati o no di pegno immobiliare o di una clausola di partecipazione agli utili del debitore, e segnatamente i redditi provenienti da prestiti pubblici e obbligazioni di prestiti, compresi i premi ed altri utili relativi a detti titoli. Le pene per pagamento tardivo non sono considerate interessi ai sensi del presente articolo.
5. Le disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 non si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo degli interessi, residente di uno Stato contraente, eserciti nell’altro Stato contraente dal quale provengono gli interessi sia un’attività industriale o commerciale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata sia una libera professione mediante una base fissa ivi situata, e il credito generatore degli interessi si ricolleghi effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi, sono applicabili le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 14, a seconda dei casi.
6. Gli interessi si considerano provenienti da uno Stato contraente quando il debitore è un residente di detto Stato. Tuttavia, quando il debitore degli interessi, sia esso un residente o non di uno Stato contraente, ha in uno Stato contraente una stabile organizzazione o una base fissa, per le cui necessità viene contratto il debito sul quale sono pagati gli interessi e tali interessi sono a carico della stabile organizzazione o della base fissa, gli interessi stessi si considerano provenienti dallo Stato contraente in cui è situata la stabile organizzazione o la base fissa.
7. Se, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra debitori e beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze persone, l’ammontare degli interessi pagati, tenuto conto del credito per il quale sono pagati, eccede quello che sarebbe stato convenuto tra debitore e beneficiario effettivo in assenza di simili relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a quest’ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti è imponibile in conformità della legislazione di ciascuno Stato contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente Convenzione.
1 Nuovo testo giusta l’art. V del Prot. del 28 feb. 2011, approvato dall’AF il 16 mar. 2012, in vigore dal 6 lug. 2012 (RU 2012 4133 4131; FF 2011 6157).
2. Tuttavia, tali canoni possono essere tassati anche nello Stato contraente dal quale essi provengono ed in conformità della legislazione di detto Stato, ma, se la persona che percepisce i canoni ne è l’effettivo beneficiario, l’imposta cosi applicata non può eccedere il 10 per cento dell’ammontare lordo dei canoni. ...1
4. Le disposizioni del paragrafo 1 e 2 non si applicano nel caso in cui il beneficiario dei canoni, residente di uno Stato contraente, eserciti, nell’altro Stato contraente dal quale provengono i canoni, sia un’attività commerciale o industriale per mezzo di una. stabile organizzazione ivi situata, sia una libera professione mediante una base fissa ivi situata ed i diritti o i beni generatori dei canoni si ricolleghino effettivamente a detta stabile organizzazione o base fissa. In tale ipotesi, trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 14, a seconda dei casi.
5.2 I canoni si considerano provenienti da uno Stato contraente quando il debitore è un residente di detto Stato. Tuttavia, quando il debitore dei canoni, sia esso residente o non di uno Stato contraente, ha in uno Stato contraente una stabile organizzazione o una base fissa per le cui necessità è stato contratto l’obbligo al pagamento dei canoni e tali canoni sono a carico della stabile organizzazione, i canoni si considerano provenienti dallo Stato contraente in cui è situata la stabile organizzazione o la base fissa.
6. Se, in conseguenza di particolarli relazioni esistenti tra debitore e beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze persone, l’ammontare dei canoni pagati, tenuto conto della prestazione per la quale sono pagati, eccede quello che sarebbe stato convenuto tra debitore e beneficiario effettivo in assenza di simili relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a quest’ultimo ammontare. In tal caso, la parte eccedente dei pagamenti è imponibile in conformità della legislazione di ciascuno Stato contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente Convenzione.
1 Per. abrogato dall’art. VI del Prot. del 28 feb. 2011, approvato dall’AF il 16 mar. 2012, con effetto dal 6 lug. 2012 (RU 2012 4133 4131; FF 2011 6157).
2 Nuovo testo giusta l’art. VI del Prot. del 28 feb. 2011, approvato dall’AF il 16 mar. 2012, in vigore dal 6 lug. 2012 (RU 2012 4133 4131; FF 2011 6157).
2. Gli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili facenti parte della proprietà aziendale di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato contraente ha nell’altro Stato contraente, ovvero di beni mobili appartenenti ad una base fissa di cui dispone un residente dì uno Stato contraente nell’altro Stato contraente per l’esercizio di una libera professione, compresi gli utili derivanti dall’alienazione di detta stabile organizzazione (da sola o in uno con l’intera impresa) o di detta base fissa, sono imponibili in detto altro Stato.
1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae dall’esercizio di una libera professione o di altre attività, indipendenti di carattere analogo sono imponibili soltanto in questo Stato, a meno che egli non disponga abitualmente di una base fissa nell’altro Stato contraente per l’esercizio della propria attività. Ove disponga di una tale base fissa, i redditi sono imponibili nell’altro Stato, ma unicamente nella misura in cui essi sono imputabili a detta base fissa.
2. Quando il reddito proveniente (la prestazioni personali esercitate da un artista dello spettacolo o da uno sportivo in tale qualità è attribuito ad una persona diversa dall’artista o dallo sportivo medesimo, detto reddito può essere tassato nello Stato contraente dove dette prestazioni sono svolte, nonostante le disposizioni degli articoli 7, 14 e 15. Le disposizioni del presente paragrafo non si applicano qualora sia stabilito che né l’artista dello spettacolo né lo sportivo né persone a loro associate partecipino, direttamente o indirettamente, agli utili della persona di cui al presente paragrafo. In questa ipotesi trovano applicazione le disposizioni degli articoli 7, 14 e 15, a seconda dei casi.
3. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano ai redditi provenienti da attività esercitate da artisti o sportivi professionisti che sono finanziate in maniera rilevante, direttamente o indirettamente, da fondi pubblici.
1. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 19, le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente di uno Stato contraente in relazione ad un precedente impiego dipendente, sono imponibili soltanto in detto Stato.
2.1 I contributi versati da una persona fisica che svolge un’attività lucrativa dipendente o indipendente in uno Stato contraente, o per proprio conto, a un’istituzione di previdenza o altra istituzione simile che offre piani di previdenza dell’altro Stato contraente devono, ai fini del calcolo dell’imposta dovuta da questa persona fisica nel primo Stato contraente e degli utili dell’impresa imponibili in detto Stato, essere trattati secondo le medesime condizioni e limitazioni dei contributi versati a un’istituzione di previdenza o altra istituzione simile che offre piani di previdenza del primo Stato contraente, a condizione che:
immediatamente prima di iniziare l’attività nel primo Stato la persona fisica non vi risiedeva ed era già affiliata a questa istituzione di previdenza; e
l’autorità competente del primo Stato riconosce che l’istituzione di previdenza nell’insieme è simile a un’istituzione di previdenza fiscalmente riconosciuta da questo Stato.
1 Introdotto dall’art. VII del Prot. del 28 feb. 2011, approvato dall’AF il 16 mar. 2012, in vigore dal 6 lug. 2012 (RU 2012 4133 4131; FF 2011 6157).
a) Le remunerazioni, diverse dalle pensioni, pagate da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale o da una sua unità amministrativo—territoriale a una persona fisica, in corrispettivo di servizi resi nell’esercizio di funzioni pubbliche a tale Stato, suddivisione, ente locale o unità, sono imponibili soltanto in detto Stato.
a) Le pensioni corrisposte da uno Stato contraente o da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale o da una sua unità amministrativoterritoriale, sia direttamente sia mediante prelevamento da fondi da essi costituiti, a una persona fisica in corrispettivo di servizi resi nell’esercizio di funzioni pubbliche a tale Stato, suddivisione, ente locale o unità, sono imponibili soltanto in detto Stato.
Tuttavia, tali pensioni sono imponibili soltanto nell’altro Stato contraente qualora la persona fisica sia un residente di detto Stato e ne abbia la nazionalità.
3. Le disposizioni degli articoli 15, 16 e 18 si applicano alle remunerazioni e pensioni pagate in corrispettivo di servizi resi nell’ambito di un’attività industriale o commerciale esercitata da uno Stato contraente, da una sua suddivisione politica, da un suo ente locale o da una sua unità amministrativo—territoriale.
Le somme che uno studente, un praticante o un apprendista, il quale è o era, immediatamente prima di recarsi in uno Stato contraente, residente di uno Stato contraente e che soggiorna nell’altro Stato al solo scopo di compiervi i suoi studi o di attendere alla propria formazione professionale, riceve per sopperire alle spese di mantenimento, di studio o di formazione professionale non sono imponibili in detto altro Stato, a condizione che tali somme provengano da fonti situate fuori di questo Stato.
3. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano agli utili delle vincite alle lotterie soggetti all’imposta preventiva prelevata alla fonte.
1. Per quanto concerne le Romania, la doppia imposizione sarà evitata nel modo seguente: se un residente di Romania ritrae redditi o possiede un patrimonio che, giusta la presente Convenzione, sono imponibili in Svizzera, la Romania concede sull’imposta che preleva sul reddito o sul patrimonio di detta persona, una deduzione pari all’imposta sul reddito o sul patrimonio pagata in Svizzera. La deduzione non può tuttavia eccedere questa frazione dell’imposta, calcolata prima della deduzione, afferente ai redditi o al patrimonio provenienti dalla Svizzera.
Qualora un residente di Svizzera ritragga redditi o possieda un patrimonio che, giusta le disposizioni della presente Convenzione, sono imponibili in Romania, la Svizzera esenta da imposta tali redditi o detto patrimonio, salve le disposizioni del paragrafo 2, ma può, per determinare l’imposta afferente al rimanente reddito o al rimanente patrimonio di questo residente, applicare l’aliquota corrispondente all’intero reddito o all’intero patrimonio, senza tener conto dell’esenzione.
Qualora un residente di Svizzera riceva dividendi, interessi o canoni che secondo le disposizioni degli articoli 10, 11 e 12 sono imponibili in Romania, la Svizzera accorda, su domanda del residente, uno sgravio che può avere le seguenti forme:
computo dell’imposta pagata in Romania, giusta le disposizioni degli articoli 10, 11 e 12, sull’imposta svizzera sul reddito di suddetto residente; l’ammontare computato non può tuttavia eccedere la frazione dell’imposta svizzera, calcolata prima del computo, che corrisponde al reddito imponibile in Romania; o
esenzione parziale dall’imposta svizzera dei dividendi, degli interessi o dei canoni di cui si tratta, pari almeno all’imposta prelevata in Romania sull’ammontare lordo dei dividendi, degli interessi o dei canoni.
Qualora riceva dividendi da una società residente di Romania, una società residente di Svizzera fruisce, per quanto riguarda la riscossione dell’imposta svizzera afferente a detti dividendi, dei medesimi vantaggi di cui beneficerebbe se la società che paga i dividendi fosse un residente di Svizzera.
1. I nazionali di uno Stato contraente non sono assoggettati nell’altro Stato contraente ad alcuna imposizione o ad alcun obbligo ad essa relativo, diversi o più onerosi di quelli cui sono o potranno essere assoggettati i nazionali di detto altro Stato che si trovino nella stessa situazione. La presente disposizione si applica altresi, nonostante le disposizioni dell’articolo 1, alle persone che non sono residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti.
3. Fatta salva l’applicazione delle disposizioni dell’articolo 9, del paragrafo 7 dell’articolo 11 o del paragrafo 6 dell’articolo 12, gli interessi, i canoni ed altre spese pagati da un’impresa di uno Stato contraente ad un residente dell’altro Stato contraente sono deducibili, ai fini della determinazione degli utili imponibili di detta impresa, nelle stesse condizioni in cui sarebbero deducibili se fossero pagati ad un residente del primo Stato. Allo stesso modo, i debiti di un’impresa di uno Stato contraente nei confronti di un residente dell’altro Stato contraente sono deducibili, ai fini della determinazione del patrimonio imponibile di tale impresa, nelle stesse condizioni in cui sarebbero deducibili se fossero contratti nei confronti di un residente del primo Stato.
1. Quando ritiene che le misure adottate da uno o da entrambi gli Stati contraenti comportano o comporteranno per lei un’imposizione non conforme alla presente Convenzione, una persona può, indipendentemente dai mezzi giuridici previsti dalla legislazione nazionale di detti Stati, sottoporre il suo caso all’autorità competente dello Stato contraente di cui è residente o, se il suo caso ricade nell’ambito di applicazione del paragrafo 1 dell’articolo 24, a quella dello Stato contraente di cui possiede la nazionalità o la cittadinanza. Il caso dovrà essere sottoposto entro i tre anni che seguono la prima notificazione della misura che comporta un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente Convenzione.
3. Le autorità competenti degli Stati contraenti sì adopereranno per risolvere in via di amichevole composizione le difficoltà o i dubbi inerenti all’interpretazione o all’applicazione della Convenzione. Esse potranno altresì consultarsi al fine di eliminare la doppia imposizione nei casi non previsti dalla Convenzione.
1. Le autorità competenti degli Stati contraenti si scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per l’esecuzione della presente Convenzione oppure per l’applicazione o l’esecuzione del diritto interno relativo alle imposte considerate dalla Convenzione nella misura in cui l’imposizione prevista da detta legislazione non sia contraria alla Convenzione. Lo scambio di informazioni non è limitato dall’articolo 1.
fornire informazioni che non possono essere ottenute in virtù della sua legislazione o nell’ambito della procedura amministrativa normale di uno o dell’altro Stato contraente;
1 Introdotto dall’art. VIII del Prot. del 28 feb. 2011, approvato dall’AF il 16 mar. 2012, in vigore dal 6 lug. 2012 (RU 2012 4133 4131; FF 2011 6157).
2. Nonostante le disposizioni dell’articolo 4, ogni persona fisica che è membro di una missione diplomatica, di un’agenzia consolare o di una delegazione permanente di uno Stato contraente, situati nell’altro Stato contraente o in uno Stato terzo, è considerata residente dello Stato accreditante, a condizione che:
abbia, nello Stato accreditante, gli stessi obblighi in materia d’imposta sul reddito complessivo o sul patrimonio dei residenti di detto Stato.
2. La Convenzione entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data dello scambio degli strumenti di ratifica e le sue disposizioni si applicheranno a tutte le imposte prelevate per gli anni fiscali che iniziano il, o dopo il, 1° gennaio dell’anno in cui saranno stati scambiati gli strumenti di ratifica.
La presente Convenzione rimarrà in vigore sino alla denuncia da parte di uno degli Stati contraenti. Ciascuno Stato contraente può denunciare la Convenzione per via diplomatica con un preavviso minimo di sei mesi prima della fine di ogni anno civile. In tal caso la Convenzione cesserà di essere applicabile agli anni fiscali che iniziano il, o dopo il, 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello in cui è stata notificata la denuncia.
Fatto in duplice esemplare a Bucarest, il 25 ottobre 1993, nelle lingue francese e romena, ambedue i testi facenti egualmente fede.
all’atto della firma della Convenzione conclusa a Bucarest, il 25 ottobre 1993, tra i due Stati per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio,
hanno convenuto le seguenti disposizioni che formano parte integrante della medesima:
1. Ad articolo 2 paragrafo 1
L’espressione «unità amministrativo—territoriali» è utilizzata in relazione alla Romania; le espressioni «suddivisioni politiche» e «enti locali» sono utilizzate in relazione alla Confederazione Svizzera.
Resta inteso che l’espressione «residente di uno Stato contraente» del paragrafo 1 comprende i seguenti soggetti giuridici:
un’istituzione di previdenza o un’altra istituzione simile che offre piani di previdenza esentati dall’imposizione conformemente alla legislazione nazionale di questo Stato contraente; e
un’organizzazione residente di questo Stato contraente secondo la sua legislazione nazionale e costituita e gestita unicamente a scopo religioso, di utilità pubblica, scientifico, culturale, artistico, sportivo o educativo (o vari di questi scopi), i cui redditi siano interamente o parzialmente esentati dall’imposizione conformemente alla legislazione di questo Stato contraente.
Con riferimento alle disposizioni dei paragrafi 1 e 2 dell’articolo 7, qualora un’impresa di uno Stato contraente venda merci o eserciti un’attività nell’altro Stato contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, gli utili di detta stabile organizzazione non saranno determinati in base all’importo complessivo conseguito dall’impresa, bensì soltanto in base alla parte di entrate complessive attribuibile all’attività effettiva della stabile organizzazione per queste vendite o per quest’altra attività.
Nel caso di contratti di pianificazione, di fornitura d’installazioni o di costruzione di attrezzature o di impianti industriali, commerciali o scientifici, oppure di opere pubbliche, qualora l’impresa abbia una stabile organizzazione, gli utili di questa stabile organizzazione non saranno determinati in base all’importo complessivo delle entrate corrispondente al contratto concluso, bensì soltanto in base alla parte di entrate complessive corrispondente alla parte del contratto effettivamente eseguita dalla stabile organizzazione nello Stato in cui essa è situata.
4. Ad articolo 8 paragrafi 1 e 3
Le disposizioni di questi paragrafi nonché le disposizioni dell’articolo 3 paragrafo 1 lettera f, dell’articolo 13 paragrafo 3, dell’articolo 15 paragrafo 3 e dell’articolo 22 paragrafo 3 si applicano per analogia anche ai veicoli dei trasporti stradali e ferroviari utilizzati per il traffico internazionale.
5. Ad articolo 12 paragrafo 2
Fintantoché la Confederazione Svizzera non avrà introdotto nella sua legislazione interna un’imposizione alla fonte sui canoni pagati a non residenti, le disposizioni del paragrafo 2 dell’articolo 12 non sono applicabili e i canoni sono imponibili soltanto nello Stato di residenza del beneficiario effettivo.
7. Ad articolo 25
Resta inteso che se la Romania conviene una clausola arbitrale in una delle sue convenzioni per evitare le doppie imposizioni con uno Stato terzo, l’articolo 25 della Convenzione (Procedura amichevole) sarà completato dal seguente paragrafo 5, che la norma prevista da detto paragrafo entrerà in vigore in Svizzera e in Romania il giorno dell’entrata in vigore della Convenzione tra la Romania e lo Stato terzo e che sarà applicato ai casi trattati dalle autorità competenti meno di tre anni prima di tale data e a quelli che vi saranno sottoposti dopo tale data:
una persona ha sottoposto, ai sensi del paragrafo 1 un caso all’autorità competente di uno Stato contraente adducendo che le misure adottate da uno o da entrambi gli Stati contraenti hanno comportato per lei un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente Convenzione, e
le controversie irrisolte di questo caso devono essere sottoposte a un arbitrato se la persona lo richiede. Queste controversie irrisolte non possono tuttavia essere sottoposte a una procedura d’arbitrato se una decisione giurisdizionale è già stata emessa da uno dei due Stati. A meno che una persona direttamente interessata da questo caso rifiuti l’accordo amichevole che dà attuazione al lodo arbitrale o se le autorità competenti e le persone direttamente interessate giungono a un’altra soluzione entro sei mesi dalla notifica del lodo arbitrale, tale lodo è vincolante per entrambi gli Stati contraenti ed è da attuare indipendentemente dai termini previsti dalle legislazioni nazionali degli Stati contraenti. Le autorità competenti degli Stati contraenti stabiliranno di comune accordo le modalità di applicazione del presente paragrafo.
Gli Stati contraenti possono mettere a disposizione del tribunale arbitrale costituito secondo il presente paragrafo le informazioni necessarie per l’esecuzione della procedura d’arbitrato. I membri di questo tribunale sono vincolati alle prescrizioni del segreto d’ufficio menzionate nel paragrafo 2 dell’articolo 25a della Convenzione. »
8. Ad articolo 25a
Resta inteso che lo Stato richiedente può presentare una domanda di scambio di informazioni solo dopo aver esaurito le fonti abituali di informazioni previste nella sua procedura fiscale interna.
Resta inteso che il riferimento a informazioni «verosimilmente rilevanti» ha lo scopo di garantire uno scambio di informazioni in ambito fiscale il più ampio possibile, senza tuttavia consentire agli Stati contraenti di intraprendere una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni («fishing expedition») o di domandare informazioni la cui rilevanza in merito agli affari fiscali di un determinato contribuente non è verosimile.
Resta inteso che le autorità fiscali dello Stato richiedente che presentano una domanda di assistenza amministrativa secondo l’articolo 25a della Convenzione devono fornire a quelle dello Stato richiesto le informazioni seguenti:
il nome e l’indirizzo della persona o delle persone oggetto del controllo o dell’inchiesta, come pure, se disponibile, qualsiasi altro elemento che faciliti l’identificazione di tali persone (data di nascita, stato civile o codice fiscale);
una descrizione delle informazioni richieste e l’indicazione della forma in cui lo Stato richiedente desidera ricevere le informazioni dallo Stato richiesto;
Laddove il presente numero definisce gli importanti requisiti procedurali volti a impedire le «fishing expedition», i numeri (i)–(v) alla lettera c) devono essere interpretati in modo da non impedire uno scambio effettivo di informazioni.
Resta inteso che l’articolo 25a della Convenzione non obbliga gli Stati contraenti a procedere a uno scambio di informazioni spontaneo o automatico.
Resta inteso che, prima della trasmissione delle informazioni allo Stato contraente richiedente, nel caso di uno scambio di informazioni si applicano nello Stato richiesto le norme di procedura amministrativa relative ai diritti del contribuente. Resta inoltre inteso che questa disposizione serve a garantire al contribuente una procedura regolare e non mira a ostacolare o ritardare indebitamente uno scambio effettivo di informazioni.
Articolo X paragrafi 2 e 3 del Protocollo del 28 febbraio 20114
2. Il presente Protocollo è parte integrante della Convenzione ed entra in vigore il giorno dopo la ricezione dell’ultima notifica di cui al paragrafo 1. Le sue disposizioni si applicano:
per quanto riguarda le imposte prelevate alla fonte, alle somme pagate o accreditate a non residenti il 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello dell’entrata in vigore del presente Protocollo, o dopo tale data;
per quanto riguarda le altre imposte, agli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello dell’entrata in vigore del presente Protocollo, o dopo tale data.
3. Nonostante le disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo, lo scambio di informazioni secondo l’articolo 25a della Convenzione si applica alle domande presentate il giorno dell’entrata in vigore del presente Protocollo, o dopo tale data, e riferite a informazioni concernenti gli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno civile successivo all’entrata in vigore del presente Protocollo, o dopo tale data.
Accordo amichevole6 relativo all’interpretazione della lettera c del numero 8 del paragrafo 3 dell’articolo IX del Protocollo del 28 febbraio 2011 tra la Confederazione Svizzera e la Romania che modifica la Convenzione del 25 ottobre 1993 tra la Confederazione Svizzera e la Romania per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio
Concluso il 14 dicembre 2012
Approvato dall’Assemblea federale il 16 marzo 20127 Entrato in vigore il 14 dicembre 2012
Le autorità competenti della Confederazione Svizzera e della Romania hanno concluso il seguente Accordo amichevole relativo all’interpretazione della lettera c del numero 8 del paragrafo 3 dell’articolo IX del Protocollo del 28 febbraio 20118 tra la Confederazione Svizzera e la Romania (di seguito «il Protocollo di modifica») che modifica la Convenzione del 25 ottobre 1993 tra la Confederazione Svizzera e la Romania per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio (di seguito «la Convenzione»):
alla lettera c del numero 8 del paragrafo 3 dell’articolo IX del Protocollo di modifica sono contenute le informazioni che l’autorità competente dello Stato richiedente deve fornire all’autorità competente dello Stato richiesto in caso di domanda di informazioni ai sensi dell’articolo 25a della Convenzione. Sulla base di questa disposizione lo Stato richiedente deve fornire, oltre ad altre informazioni, il nome e l’indirizzo della persona o delle persone oggetto del controllo o dell’inchiesta come pure, se disponibile, qualsiasi altro elemento che faciliti l’identificazione di tali persone (data di nascita, stato civile o codice fiscale), nonché il nome e l’indirizzo della persona per cui vi è motivo di ritenere che sia in possesso delle informazioni richieste. Questa disposizione, sebbene contenga importanti requisiti procedurali volti a impedire la «fishing expedition», non deve essere interpretata in modo da ostacolare uno scambio effettivo di informazioni.
Pertanto, questi requisiti sono da interpretare in modo tale che sia possibile rispondere a una richiesta di assistenza amministrativa se lo Stato richiedente, oltre alle informazioni da fornire secondo i numeri (ii)–(iv) della lettera c del numero 8 del paragrafo 3 dell’articolo IX del Protocollo di modifica, fornisce anche le seguenti informazioni:
identifica il contribuente (fermo restando che questa identificazione può essere effettuata anche in altro modo che indicandone il nome e l’indirizzo); e
indica, sempre che gli siano noti, il nome e l’indirizzo del presunto detentore delle informazioni.
L’Accordo amichevole è applicabile dalla data di apposizione dell’ultima delle due firme delle autorità competenti.
L’Accordo amichevole è firmato in doppio esemplare in lingua inglese.
Fatto a Berna, il 6 dicembre 2012
Fatto a Bucarest, il 14 dicembre 2012
RU 1995 683; FF 1994 I 105
2 RU 1995 682
3 Aggiornato dall’art. IX del Prot. del 28 feb. 2011, approvato dall’AF il 16 mar. 2012, in vigore dal 6 lug. 2012 (RU 2012 4133 4131; FF 2011 6157).
4RU 2012 4133 4131; FF 2011 6157
6RU 2013 539; FF 2011 6157
7RU 2012 4131
8RU 2012 4133
RU 1995 683

References: Art. 41

Art. 8
 articolo 2
 articolo 8
 articolo 12
 articolo 25
 articolo 25