Source: http://www.operationalfinance.it/page/5/
Timestamp: 2018-05-20 22:54:04+00:00

Document:
Operational Finance – Pagina 5 – Roberto Bramato financial blog
27 maggio 2016 11 febbraio 2018 Roberto Bramato
27 maggio 2016 13 febbraio 2018 Roberto Bramato
Shadow banking ed Intermediari Finanziari: la genesi della riforma
21 ottobre 2015 30 maggio 2016 Roberto Bramato
Con l’espressione shadow banking system (sistema bancario ombra), si fa riferimento ad “una forma di intermediazione basata su una varietà di veicoli di investimento con elevata leva finanziaria, di conduits e di altre strutture al di fuori del sistema bancario” (lo shadow banking e la regolamentazione italiana. Intervento di Carmelo Barbagallo, Capo del Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria Banca d’Italia. Milano, 5 Marzo 2015, Università Cattolica.)
Il contributo è online su Il Sole 24 Ore – Diritto 24, dal 2 settembre 2015
Intermediari Finanziari ex art. 106: attività esercitabili e partecipanti al capitale
21 ottobre 2015 11 febbraio 2018 Roberto Bramato
Il riferimento è, in questa breve nota, al Titolo V del Tub – Soggetti operanti nel settore finanziario (artt. 106-114) – come novellato dal citato decreto e dai suoi successivi correttivi.
Definire cosa si intenda per “attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma” e quando ne ricorra l’esercizio “nei confronti del pubblico”, è demandato al Mef, dal comma 3 dello stesso articolo 106, il quale ha emanato un decreto, sentita la Banca d’Italia.
La nuova disciplina, in sintesi, si compone del riformato Titolo V, del decreto Mef n.53 del 2 aprile 2015 ed in ultimo della corposa circolare emanata dalla Banca d’Italia, n° 288 del 3 aprile 2015. È evidente da un confronto con la previgente formulazione dell’art. 106 come nella ridefinizione della riserva di legge vengano escluse le attività di assunzione di 1/7 partecipazioni e di intermediazione in cambi. A seguito di questo, agli intermediari autorizzati sarà concesso di svolgere l’attività finanziaria propriamente definita all’art. 2 deldecreto Mef n.53 nonché quella di servicing.
Ciò significa che i soggetti attualmente iscritti all’Elenco Generale dovranno presentare la propria istanza autorizzativa nel caso in cui intendano esercitare una delle due attività.
A questo proposito l’art. 2 del decreto Mef, al secondo comma, esplicita le attività che non costituiscono concessione di finanziamenti, tra cui l’acquisto di crediti IVA (nei casi previsti dalla legge) e l’acquisto a titolo definitivo e con finalità di recupero (da parte di società di recupero crediti all’uopo autorizzate dalle leggi di pubblica sicurezza) di sofferenze da banche e da intermediari finanziari vigilati e di crediti verso soggetti che versano in stato di insolvenza o in situazione equiparabile.
Da una lettura congiunta di quanto sopra e della circolare della Banca d’Italia n.288, si evince come sia ampliato, nel complesso, il perimetro delle attività esercitabili e dai soggetti che andranno a comporre il nuovo albo unico e da quelli che, in virtù del circoscritto perimetro della riserva di legge potranno, esercitare le attività escluse.
I nuovi intermediari finanziari ex art. 106 potranno prestare anche attività di servizi di pagamento, emettere moneta elettronica, prestare servizi di investimento, esercitare altre attività qualificabili come connesse e strumentali nonché “altre attività previste da norme di legge”. Subordinate ad autorizzazione l’esercizio dei servizi di pagamento (art. 114-novies, comma 4, Tub), l’emissione di moneta elettronica (art. 114-quinquies, comma 4, Tub), la prestazione di servizi di investimento (dell’art. 18, comma 3, Tuf).
In riferimento, invece, alle “altre attività previste”, in linea con le prassi di mercato consolidatesi negli anni per questa categoria di operatori finanziari, spesso dediti anche ad una intensa attività di distribuzione di prodotti (su mandato di altri intermediari e di banche), è ancora consentita quella, appunto, distributiva. Condizione sine qua non per l’esercizio dell’attività di “promozione e conclusione di contratti relativi alla concessione di finanziamenti”, l’essere autorizzati all’esercizio, per così dire “in proprio” dell’attività di concessione di finanziamenti e/o di servicing.
Esaminare l’intera normativa in un unico documento è poco agevole e proficuo, stante la corposità delle disposizioni ma anche dal momento che già la stessa autorità di vigilanza ha provveduto a delineare i tratti salienti dei contenuti della circolare.
È di fondamentale importanza, quindi, soprattutto per gli intermediari di ridottissime dimensioni, cercare di cogliere appieno lo spirito della normativa che, costituita con la tecnica del rimando alla disciplina bancaria (pur con taluni adattamenti), introduce per gli intermediari finanziari un regime di vigilanza “equivalente” proprio a quella bancaria.
Ricorrente è all’interno delle disposizioni il richiamo ai principi di sana e prudente gestione ed alla solidità economico-patrimoniale dei soggetti che partecipano al capitale dell’autorizzando intermediario finanziario. Il concetto ritorna continuamente e rappresenta il filo conduttore dell’intera circolare.
Non sfugga l’attenzione prestata dall’autorità di vigilanza alla verifica non solo dei livelli di indebitamento del soggetto che partecipa al capitale dell’intermediario, ma anche dell’origine delle fonti finanziarie, che devono essere perfettamente mappate a fini di prevenzione di eventuali attività illecite, tentativi di riciclaggio, ed in ottica di contrasto al finanziamento del terrorismo.
Verosimilmente è altrettanto importante l’assetto proprietario che Banca d’Italia ritiene che ciascun intermediario debba avere, al fine di poter conseguire l’autorizzazione all’iscrizione al nuovo albo unico, garantendo, al contempo, la sana e prudente gestione dell’intermediario medesimo e perseguendo ottimali livelli di solidità a livello di singolo operatore e, di fatto, di intero sistema.
Il corpus informativo sulla compagine societaria dell’intermediario finanziario o della capogruppo attiene, in estrema semplificazione, all’ammontare della partecipazione da acquisire che deve essere equilibrata “in rapporto al reddito e al patrimonio” o “in rapporto ai ricavi ed al patrimonio netto”[14], alla disclosure dell’indebitamento che sottende l’operazione di acquisizione (con analitico riferimento ai contratti di finanziamento stipulati, alle eventuali garanzie a supporto del debito, alla provenienza delle fonti ed alla mappatura delle stesse), alla situazione economico-patrimoniale dell’attività d’impresa svolta dal soggetto che sta effettuando l’operazione nonché ai bilanci ed alla documentazione amministrativa relativa all’ultimo triennio di attività della partecipante.
La conoscenza di quest’ultima tipologia di informazioni è finalizzata a prevenire situazioni che possano essere, in qualche maniera, d’impedimento ad una conduzione sana dell’attività (dell’intermediario e della capogruppo) nonché di ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza.
Come già fatto rilevare da alcuni operatori del settore, rispetto allo scenario che caratterizzava il mercato degli intermediari finanziari iscritti all’Elenco Generale anteriforma, la disciplina relativa all’acquisizione di partecipazioni muta radicalmente.
Tenuto conto di quanto già scritto riguardo la solidità dell’acquirente, è necessario ultimare il quadro facendo riferimento ai requisiti di onorabilità, correttezza e competenza professionale, l’accertamento dei quali interessa non solo il partecipante persona fisica ma anche coloro i quali rivestono funzioni di amministrazione e direzione all’interno della struttura del partecipante, qualora quest’ultimo sia una società. I medesimi requisiti devono essere, in caso di partecipazione indiretta, “comprovati dal soggetto posto al vertice della catena partecipativa e da quello che partecipa direttamente al capitale”.
Leggi su Simplybiz
La nuova disciplina degli Intermediari Finanziari ex art. 106 Tub
Decreto MEF 53/2015, D.LGS.141/2010, Circ. Bankit 288/2015, ridisegnano i confini di attività, operatività, organizzazione degli intermediari finanziari ex art. 106. La disciplina elimina in maniera definitiva il doppio regime ex artt. 106 e 107, dando vida ad un nuovo sistema di vigilana equivalente e di unico albo.
La riserva di attività, come ridefinita, lascia tuttavia aperto lo spazio all’esercizio di alcune attività, nell’acquisto e gestione di crediti afferenti a particolari casistiche. Detta attività può essere esercitata stante l’autorizzazione come società di recupero crediti (Leggi di Pubblica Sicurezza).
Il contributo è online su Il Sole 24 Ore – Diritto 24, dal 20 maggio 2015
Il nuovo Art. 106 Tub: l’Intermediario Finanziario Vigilato
21 ottobre 2015 13 febbraio 2018 Roberto Bramato
Il Decreto Legislativo del 13 Agosto 2010 n.° 141, rivisita profondamente la normativa relativa agli Intermediari Finanziari
cosiddetti “non bancari”, con la finalità di ridefinire la vigilanza di settore.
L’obiettivo è stato perseguito a partire da un’azione di rintracciamento delle attività sottoposte a riserva, ma anche attraverso un’azione innovativa profondamente insistente sui requisiti necessari per l’iscrizione al nuovo Albo degli Intermediari Finanziari. Gli effetti si manifestano anzitutto sulla struttura organizzativa, nella sua “dimensionecompliant” e nell’innalzamento dei necessari requisiti patrimoniali. I nuovi confini della riserva di attività, disegnati dal decreto, tracciano un perimetro all’interno del quale si colloca l’“esercizio nei confronti del pubblico dell’attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma” e fuori dal quale restano attualmente attività quali l’assunzione di partecipazioni e l’intermediazione in cambi.
L’articolo è on line su Diritto Bancario dal Febbraio 2013.
L’Intermediario Finanziario Vigilato ex art. 106 Tub
Rilascio di Garanzie Finanziarie: fare attenzione ai soggetti abilitati
20 ottobre 2015 13 febbraio 2018 Roberto Bramato
“La domanda di garanzie da parte di imprese, di privati e del settore pubblico è cresciuta in modo significativo negli ultimi anni a causa della crisi economica che aumenta il bisogno di protezione, ma anche delle numerose norme che ne richiedono la presentazione a tutela delle obbligazioni assunte nei confronti, in particolare, della Pubblica Amministrazione.
Vista la complessità del quadro normativo si forniscono alcune indicazioni utili a guidare la scelta dell’intermediario più adatto al caso di interesse.”
L’emissione di garanzie finanziarie nei confronti del pubblico è consentita a:
compagnie di assicurazione (elenco consultabile sul sito www.ivass.it)
società finanziarie iscritte nell’Elenco Speciale di cui all’art. 107 del Tub (nella versione antecedente alla modifica introdotta dal decreto legislativo n. 141 del 2010, nel seguito “vecchio Tub”)
società finanziarie iscritte nell’Elenco Generale di cui all’art. 106 del Tub (nella versione antecedente alla modifica introdotta dal decreto legislativo n. 141 del 2010, nel seguito “vecchio Tub”), qualora siano state specificatamente autorizzate a rilasciare garanzie, in via non prevalente (è necessario verificare tempo per tempo l’esistenza di detta autorizzazione)
confidi iscritti nell’Elenco Speciale di cui all’art. 107 del TUB , pure abilitati al rilascio di garanzie nei confronti del pubblico
ne sono esclusi i confidi iscritti alla sezione dell’Elenco Generale di cui all’art. 155 comma 4 Tub (nella versione antecedente alla modifica introdotta dal decreto legislativo n. 141 del 2010, nel seguito “vecchio Tub”) ai quali è concessa la sola attività di garanzia collettiva fidi, a favore di banche ed intermediari e per facilitare l’accesso al credito dei propri associati
Alla fine del periodo transitorio, a completa attuazione della nuova disciplina riguardante gli intermediari finanziari (D.MEF 53/2015 e Circolare Banca d’Italia 288/2015), l’elenco di cui sopra sarà modificato come segue:
società finanziarie iscritte nel nuovo Albo Unico ex art. 106 Tub
confidi iscritti nel nuovo Albo Unico ex art. 106 Tub
ne sono esclusi i confidi iscritti nell’Elenco di cui all’art. 112 Tub, ai quali è concessa la sola attività di garanzia collettiva fidi, a favore di banche ed intermediari e per facilitare l’accesso al credito dei propri associati
Finanziarie estere: non sono ammesse al mutuo riconoscimento in ambito comunitario e per poter operare legittimamente in Italia devono essere necessariamente iscritte in uno degli elenchi tenuti dalla Banca d’Italia (di cui sopra). In mancanza di iscrizione, le garanzie non possono essere emesse sul territorio dello Stato e l’attività delle finanziarie estere deve considerarsi abusiva.
Approfondimenti: https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/avvisi-pub/garanzie-finanziarie/index.html
Eurolega, Final Four a cardiopalma: la finale sarà Fenerbahce – Real Madrid 19 maggio 2018 Sergio Pannocchia
L’evoluzione dei loghi e delle sigle degli Studios cinematografici Usa 17 maggio 2018 Giorgia Lo Iacono
Deadpool 2, il ritorno del mercenario chiacchierone 15 maggio 2018 Emanuele Bianchi

References: art. 106
 articolo 106
 art. 106
 art. 106
 art. 106
 Art. 106
 art. 106
 art. 106
 art. 106