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Timestamp: 2019-01-18 00:00:03+00:00

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CODICE PENALE - Libro Secondo - Titoli VIII-XIII
Articolo 499 - Distruzione di materie prime o di prodotti agricoli o industriali ovvero di mezzi di produzione
Chiunque, distruggendo materie prime o prodotti agricoli o industriali, ovvero mezzi di produzione, cagiona un grave nocumento alla produzione nazionale o fa venir meno in misura notevole merci di comune o largo consumo, è punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa non inferiore a euro 2.065.
Articolo 500 - Diffusione di una malattia delle piante o degli animali
Chiunque cagiona la diffusione di una malattia alle piante o agli animali, pericolosa all’economia rurale o forestale, ovvero al patrimonio zootecnico della nazione, è punito con la reclusione da uno a cinque anni (635 numero 5 c.p.).
Se la diffusione avviene per colpa (43 c.p.) la pena è della multa da euro 103 a euro 2.065.
Articolo 501 - Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio
Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifici atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 516 a euro 25.822.
Se l’aumento o la diminuzione del prezzo delle merci o dei valori si verifica, le pene sono aumentate (64 c.p.).
La condanna importa l’interdizione dai pubblici uffici (28, 32-quater, 518 c.p.).
Articolo 501-bis - Manovre speculative su merci
L’autorità giudiziaria competente e, in caso di flagranza (382 c.p.p.), anche gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria procedono al sequestro delle merci, osservando le norme sull’istruzione formale (253 e segg., 321 e segg., 354 e segg. c.p.p.). L’autorità giudiziaria competente dispone la vendita coattiva immediata delle merci stesse nelle forme di cui all’articolo 625 del codice di procedura penale.
La condanna importa l’interdizione dall’esercizio di attività commerciali o industriali (30, 32-quater c.p.) per le quali sia richiesto uno speciale permesso o una speciale abilitazione, autorizzazione o licenza da parte dell’autorità e la pubblicazione della sentenza (36 c.p.).
Articolo 502 - Serrata e sciopero per fini contrattuali
[ Il datore di lavoro, che, col solo scopo d’imporre ai suoi dipendenti modificazione ai patti stabiliti, o di opporsi a modificazioni di tali patti, ovvero di ottenere o impedire una diversa applicazione dei patti o usi esistenti, sospende in tutto o in parte il lavoro nei suoi stabilimenti, aziende o uffici, è punito con la multa non inferiore a lire quattrocentomila.
I lavoratori addetti a stabilimenti, aziende o uffici, che, in numero di tre o più, abbandonano collettivamente il lavoro, ovvero lo prestano in modo da turbarne la continuità o la regolarità, col solo scopo di imporre ai datori di lavoro patti diversi da quelli stabiliti, ovvero di opporsi a modificazioni di tali patti o, comunque, di ottenere o impedire una diversa applicazione dei patti o usi esistenti, sono puniti con la multa fino a lire quarantamila. ] (#34)
#34 - L’articolo 502, contenente il divieto di serrata e di sciopero a fini contrattuali, è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo in riferimento agli articoli 39 e 40 della Costituzione (Corte costituzionale 60/29)
Articolo 503 - Serrata e sciopero per fini non contrattuali
Il datore di lavoro o i lavoratori, che per fine politico commettono, rispettivamente, alcuno dei fatti preveduti dall’articolo precedente, sono puniti con la reclusione fino a un anno e con la multa non inferiore a euro 1.032, se si tratta d’un datore di lavoro, ovvero con la reclusione fino a sei mesi e con la multa fino a euro 103, se si tratta di lavoratori (510-512 c.p.). (#35)
#35 - L’articolo 503 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, per contrasto con gli articoli 3 e 40 della Costituzione, nella parte in cui punisce anche lo sciopero politico che non sia diretto a sovvertire l’ordinamento costituzionale ovvero ad impedire od ostacolare il libero esercizio dei poteri legittimi nei quali si esprime la sovranità popolare (Corte costituzionale 74/290).
Articolo 504 - Coazione alla pubblica Autorità mediante serrata o sciopero
Quando alcuno dei fatti preveduti dall’articolo 502 è commesso con lo scopo di costringere l’Autorità a dare o ad omettere un provvedimento, ovvero con lo scopo di influire sulle deliberazioni di essa, si applica la pena della reclusione fino a due anni (510-512 c.p.). (#36)
#36 - L’articolo 504 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione degli articoli 3 e 40 della Costituzione, nella parte in cui punisce lo sciopero che ha lo scopo di costringere l’autorità a dare o ad omettere un provvedimento o di influire sulle deliberazioni di essa, a meno che non sia diretto a sovvertire l’ordinamento costituzionale ovvero ad impedire od ostacolare il libero esercizio dei poteri legittimi nei quali si esprime la sovranità popolare. Anche lo sciopero non avente finalità economiche rientra, infatti, con i limiti sopra indicati, nella previsione dell’articolo 40 della Costituzione (Corte costituzionale 83/165).
Articolo 505 - Serrata o sciopero a scopo di solidarietà o di protesta
Il datore di lavoro o i lavoratori, che, fuori dei casi indicati nei due articoli precedenti, commettono uno dei fatti preveduti dall’articolo 502 soltanto per solidarietà con altri datori di lavoro o con altri lavoratori, ovvero soltanto per protesta soggiacciono alle pene ivi stabilite (510-512 c.p.).
Articolo 506 - Serrata di esercenti di piccole industrie o commerci
Gli esercenti di aziende industriali o commerciali, i quali, non avendo lavoratori alla loro dipendenza, in numero di tre o più sospendono collettivamente il lavoro per uno degli scopi indicati nei tre articoli precedenti, soggiacciono alle pene ivi rispettivamente stabilite per i datori di lavoro, ridotte alla metà. (#37)
#37 - L’articolo 506 (in relazione all’articolo 505) è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, per contrasto con l’articolo 40 della Costituzione, nella parte in cui punisce la sospensione del lavoro effettuata per protesta dagli esercenti di piccole aziende industriali o commerciali che non hanno lavoratori alle loro dipendenze (Corte costituzionale 75/222).
Articolo 507 - Boicottaggio
Se concorrono fatti di violenza o di minaccia, si applica la reclusione da due a sei anni. (#38)
#38 - L’articolo 507 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, con riferimento all’articolo 21 della Costituzione, nella parte relativa all’ipotesi della propaganda realizzata dal singolo, qualora questa non assuma dimensioni tali e non raggiunga un grado tale d’intensità e di efficacia da risultare veramente notevole; in caso contrario si finirebbe, infatti, per punire la propaganda di puro pensiero e di pura opinione (Corte costituzionale 69/84).
Articolo 508 - Arbitraria invasione e occupazione di aziende agricole o industriali. Sabotaggio
Chiunque, col solo scopo d impedire o turbare il normale svolgimento del lavoro, invade od occupa l’altrui azienda agricola o industriale (614, 633, 634 c.p.), ovvero dispone di altrui macchine, scorte, apparecchi o strumenti destinati alla produzione agricola o industriale, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa non inferiore a euro 103.
Soggiace alla reclusione da sei mesi a quattro anni e alla multa non inferiore a euro 516, qualora il fatto non costituisca un più grave reato, chi danneggia (635 c.p.) gli edifici adibiti ad azienda agricola o industriale, ovvero un’altra delle cose indicate nella disposizione precedente.
Articolo 509 - Inosservanza delle norme disciplinanti i rapporti di lavoro
Il datore di lavoro o il lavoratore, il quale non adempie gli obblighi che gli derivano da un contratto collettivo [o dalle norme emanate dagli organi corporativi], è punito con la sanzione amministrativa da euro 103 a euro 516.
Articolo 510 - Circostanze aggravanti
Quando i fatti preveduti dagli articoli 502 e seguenti sono commessi in tempo di guerra, ovvero hanno determinato dimostrazioni, tumulti o sommosse popolari, le pene stabilite negli articoli stessi sono aumentate (64 c.p.).
Articolo 511 - Pena per i capi, promotori e organizzatori
Articolo 512 - Pena accessoria
Articolo 513 - Turbata libertà dell’industria o del commercio
Articolo 513-bis - Illecita concorrenza con minaccia o violenza
Articolo 514 - Frodi contro le industrie nazionali
Articolo 515 - Frode nell’esercizio del commercio
Articolo 516 - Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine
Articolo 517 - Vendita di prodotti industriali con segni mendaci
Articolo 517-bis - Circostanze aggravanti
Articolo 517-ter - Fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale
Articolo 517-quater - Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari
Articolo 517-quinquies - Circostanza attenuante
Articolo 518 - Pubblicazione della sentenza
TITOLO IX - DEI DELITTI CONTRO LA MORALITA’ PUBBLICA E IL BUON COSTUME
[abrogato dall’articolo 1 della legge 15 febbraio 1996, n. 66 (Norme contro la violenza sessuale)]
Articolo 527 - Atti osceni
Chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni (529 c.p.) è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni (726 c.p.).
Se il fatto avviene per colpa (43 c.p.), si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309.
Articolo 528 - Pubblicazioni e spettacoli osceni
Chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato (42 c.p.), acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri oggetti osceni di qualsiasi specie, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 103.
Alla stessa pena soggiace chi fa commercio (725 c.p.), anche se clandestino, degli oggetti indicati nella disposizione precedente ovvero li distribuisce o espone pubblicamente (266 comma 4 c.p.).
Nel caso preveduto dal numero 2, la pena è aumentata (64 c.p.) se il fatto è commesso nonostante il divieto dell’Autorità (112 T.U.L.P.S.).
Articolo 529 - Atti e oggetti osceni: nozione
Agli effetti della legge penale, si considerano osceni gli atti e gli oggetti, che, secondo il comune sentimento, offendono il pudore (725, 726 c.p.).
Articolo 530 - Corruzione di minorenni
[abrogato dall’articolo 1 della legge 15 febbraio 1996, n. 66]
Articolo 531 - Istigazione alla prostituzione e favoreggiamento
[sostituito dall’articolo 3 della legge 20 febbraio 1958, n. 75 ("Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui")]
Articolo 532 - Istigazione alla prostituzione di una discendente, della moglie, della sorella
Articolo 533 - Costrizione alla prostituzione
Articolo 534 - Sfruttamento di prostitute
Articolo 535 - Tratta di donne e di minori
Articolo 536 - Tratta di donne e di minori, mediante violenza, minaccia o inganno
Articolo 537 - Tratta di donne e di minori commessa all’estero
Articolo 538 - Misure di sicurezza
Articolo 539 - Età della persona offesa
Articolo 540 - Rapporto di parentela
Il rapporto di filiazione illegittima è stabilito osservando i limiti di prova indicati dalla legge civile (251, 269, 278 c.p.), anche se per effetti diversi dall’accertamento dello stato delle persone (3 c.p.).
Articolo 541 - Pene accessorie ed altri effetti penali
Articolo 542 - Querela dell’offeso
Articolo 543 - Diritto di querela
Articolo 544 - Causa speciale di estinzione del reato
Articolo 544-bis - Uccisione di animali
Articolo 544-ter - Maltrattamento di animali
Articolo 544-quater - Spettacoli o manifestazioni vietati
Articolo 544-quinquies - Divieto di combattimento tra animali
Articolo 544-sexies - Confisca e pene accessorie
TITOLO X - DEI DELITTI CONTRO LA INTEGRITA’ E LA SANITA’ DELLA STIRPE
[abrogato dall’articolo 22 della legge 22 maggio 1978, n. 194, recante norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza]
Articolo 556 - Bigamia
La pena è aumentata (64 c.p.) se il colpevole ha indotto in errore la persona, con la quale ha contratto matrimonio, sulla libertà dello stato proprio o di lei (558 c.p.).
Se il matrimonio, contratto precedentemente dal bigamo, è dichiarato nullo, ovvero è annullato il secondo matrimonio per causa diversa dalla bigamia, il reato è estinto, anche rispetto a coloro che sono concorsi nel reato, e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali (689, comma 2, lett. a), n. 3 c.p.p.).
Articolo 557 - Prescrizione del reato
Il termine della prescrizione per il delitto preveduto dall’articolo precedente decorre dal giorno in cui è sciolto uno dei due matrimoni o è dichiarato nullo il secondo per bigamia (158 e seguenti c.p.).
Articolo 558 - Induzione al matrimonio mediante inganno
Articolo 559 - Adulterio
[ La moglie adultera è punita con la reclusione fino a un anno.
Con la stessa pena è punito il correo dell’adultera. (#39)
Il delitto è punibile a querela del marito. (#40) ]
#39 - Il primo ed il secondo comma dell’articolo 559 sono stati dichiarati costituzionalmente illegittimi in riferimento all’articolo 29 della Costituzione (Corte costituzionale 68/126).
#40 - Il terzo ed il quarto comma dell’articolo 559 sono stati dichiarati costituzionalmente illegittimi in riferimento all’articolo 29, 2° comma, della Costituzione (Corte costituzionale 69/147).
Articolo 560 - Concubinato
[ Il marito che tiene una concubina nella casa coniugale, o notoriamente altrove, è punito con la reclusione fino a due anni.
Il delitto è punibile a querela della moglie. (#41) ]
#41 - L’articolo 560 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo (Corte costituzionale 69/147).
Articolo 561 - Casi di non punibilità. Circostanza attenuante
[ Nel caso preveduto dall’articolo 559, non è punibile la moglie quando il marito l’abbia indotta o eccitata alla prostituzione ovvero abbia comunque tratto vantaggio dalla prostituzione di lei.
Se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato per colpa propria o per colpa propria e dell’altro coniuge o per mutuo consenso, la pena è diminuita. (#42) ]
#42 - L’articolo 561 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo (Corte costituzionale 69/147).
Articolo 562 - Pena accessoria e sanzione civile
[ La condanna per alcuno dei delitti preveduti dagli articoli 556 e 560 importa la perdita dell’autorità maritale.
Con la sentenza di condanna per adulterio o per concubinato il giudice può, sull'istanza del coniuge offeso, ordinare i provvedimenti temporanei di indole civile, che ritenga urgenti nell’interesse del coniuge offeso e della prole.
Tali provvedimenti sono immediatamente eseguibili, ma cessano di aver effetto se, entro tre mesi dalla sentenza di condanna, divenuta irrevocabile, non è presentata dinanzi al giudice civile domanda di separazione personale. (#43) ]
#43 - L’articolo 562 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo (Corte costituzionale 69/147).
Articolo 563 - Estinzione del reato
[ Nei casi preveduti dagli articoli 559 e 560 la remissione della querela, anche se intervenuta dopo la condanna, estingue il reato.
Estinguono altresì il reato: 1) la morte del coniuge offeso; 2) l’annullamento del matrimonio del colpevole adulterino o di concubinato.
L’estinzione del reato ha effetto anche riguardo al correo e alla concubina e ad ogni persona che sia concorsa nel reato; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali. (#44) ]
#44 - L’articolo 563 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo (Corte costituzionale 69/147).
Articolo 564 - Incesto
Chiunque, in modo che ne derivi pubblico scandalo, commette incesto con un discendente o un ascendente (540 c.p.), o con un affine in linea retta, ovvero con una sorella o un fratello, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Nei casi preveduti dalle disposizioni precedenti, se l’incesto è commesso da persona maggiore di età con persona minore degli anni diciotto, la pena è aumentata (64 c.p.) per la persona maggiorenne.
La condanna pronunciata contro il genitore importa la perdita della potestà dei genitori [o della tutela legale].
Articolo 565 - Attentati alla morale familiare commessi col mezzo della stampa periodica
Chiunque nella cronaca dei giornali o di altri scritti periodici (57 c.p.), nei disegni che ad essa si riferiscono, ovvero nelle inserzioni fatte a scopo di pubblicità sugli stessi giornali o scritti, espone o mette in rilievo circostanze tali da offendere la morale familiare, è punito con la multa da euro 103 a euro 516.
Articolo 566 - Supposizione o soppressione di stato
Chiunque fa figurare nei registri dello stato civile una nascita inesistente è punito con la reclusione da tre a dieci anni (569 c.p.).
Articolo 567 - Alterazione di stato
Articolo 568 - Occultamento di stato di un fanciullo legittimo o naturale riconosciuto
Chiunque depone o presenta un fanciullo, già iscritto nei registri dello stato civile come figlio legittimo o naturale riconosciuto, in un ospizio di trovatelli o in un altro luogo di beneficenza, occultandone lo stato, è punito con la reclusione da uno a cinque anni (569 c.p.).
Articolo 569 - Pena accessoria
La condanna pronunciata contro il genitore per alcuno dei delitti preveduti da questo capo importa la perdita della potestà dei genitori [o della tutela legale] (34 c.p.).
Articolo 570 - Violazione degli obblighi di assistenza familiare
Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla potestà dei genitori [alla tutela legale,] o alla qualità di coniuge , è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 103 a euro 1.032.
1) malversa o dilapida i beni del figlio minore [o del pupillo] o del coniuge;
2) fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti (540 c.p.) di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa.
Il delitto è punibile a querela (120-126 c.p.) della persona offesa salvo nei casi previsti dal numero 1 e, quando il reato è commesso nei confronti dei minori, dal numero 2 del precedente comma.
Articolo 571 - Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina
Se dal fatto deriva una lesione personale si applicano le pene stabilite negli articoli 582 e 583, ridotte a un terzo; se ne deriva la morte, si applica la reclusione da tre a otto anni.
Articolo 572 - Maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli
Se dal fatto deriva una lesione personale grave (583 c.p.), si applica la reclusione da quattro a otto anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a venti anni.
Articolo 573 - Sottrazione consensuale di minorenni
Chiunque sottrae un minore, che abbia compiuto gli anni quattordici, col consenso di esso, al genitore esercente la potestà dei genitori o al tutore, ovvero lo ritiene contro la volontà del medesimo genitore o tutore, è punito, a querela di questo, con la reclusione fino a due anni.
La pena è diminuita (65 c.p.), se il fatto è commesso per fine di matrimonio; è aumentata (64 c.p.), se è commesso per fine di libidine.
Articolo 574 - Sottrazione di persone incapaci
Chiunque sottrae un minore degli anni quattordici, o un infermo di mente, al genitore esercente la potestà dei genitori , al tutore, o al curatore, o a chi ne abbia la vigilanza o la custodia, ovvero lo ritiene contro la volontà dei medesimi, è punito, a querela (120 c.p.) del genitore esercente la potestà dei genitori, del tutore o del curatore, con la reclusione da uno a tre anni.
Articolo 574-bis - Sottrazione e trattenimento di minore all’estero
TITOLO XII - DEI DELITTI CONTRO LA PERSONA (#45)
#45 - A norma dell’articolo 36 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, riguardante l’assistenza delle persone handicappate, le pene dei delitti non colposi previsti in questo titolo, devono essere aumentate da un terzo alla metà se la persona offesa è handicappata.
Articolo 575 - Omicidio
Articolo 576 - Circostanze aggravanti. Pena dell’ergastolo
Articolo 577 - Altre circostanze aggravanti. Ergastolo
Articolo 578 - Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale
Articolo 579 - Omicidio del consenziente
Articolo 580 - Istigazione o aiuto al suicidio
Articolo 581 - Percosse
Articolo 582 - Lesione personale
Articolo 583 - Circostanze aggravanti
Articolo 583-bis - Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili
Articolo 583-ter - Pena accessoria
Articolo 583-quater - Lesioni personali gravi o gravissime a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive
Articolo 584 - Omicidio preterintenzionale
Articolo 585 - Circostanze aggravanti
Articolo 586 - Morte o lesioni come conseguenza di altro delitto
Articolo 587 - Omicidio e lesione personale a causa di onore
Articolo 588 - Rissa
Articolo 589 - Omicidio colposo
Articolo 590-bis - Computo delle circostanze
Articolo 591 - Abbandono di persone minori o incapaci
Articolo 592 - Abbandono di un neonato per causa di onore
Articolo 593 - Omissione di soccorso
Articolo 594 - Ingiuria
Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 516 (341-344 c.p.).
Le pene sono aumentate (64 c.p.) qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone (596-599 c.p.).
Articolo 595 - Diffamazione
Se l’offesa è recata col mezzo della stampa (57-58-bis c.p.) o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516 (596-599 c.p.).
Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario (342 c.p.), o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate (64 c.p.).
Articolo 596 - Esclusione della prova liberatoria
1) se la persona offesa è un pubblico ufficiale (357 c.p.) ed il fatto ad esso attribuito si riferisce all’esercizio delle sue funzioni;
Articolo 596-bis - Diffamazione col mezzo della stampa
Articolo 597 - Querela della persona offesa ed estinzione del reato
I delitti preveduti dagli articoli 594 e 595 sono punibili a querela della persona offesa (120-126 c.p.).
Se la persona offesa muore prima che sia decorso il termine per proporre la querela, o se si tratta di offesa alla memoria di un defunto, possono proporre querela i prossimi congiunti (307 comma 4 c.p.), l’adottante e l’adottato. In tali casi, e altresì in quello in cui la persona offesa muoia dopo avere proposto la querela, la facoltà indicata nel capoverso dell’articolo precedente spetta ai prossimi congiunti, all’adottante e all’adottato.
Articolo 598 - Offese in scritti e discorsi pronunciati dinanzi alle Autorità giudiziarie o amministrative
Articolo 599 - Ritorsione e provocazione
Articolo 600 - Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù
La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti di cui al primo comma sono commessi in danno di minore degli anni diciotto o sono diretti allo sfruttamento della prostituzione o al fine di sottoporre la persona offesa al prelievo di organi. (604 c.p.).
Articolo 600-bis - Prostituzione minorile
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa fra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 5.164.
Articolo 600-ter - Pornografia minorile
Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui ai commi primo, secondo e terzo, offre o cede ad altri, anche a titolo gratuito, il materiale pornografico di cui al primo comma, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 1549 a euro 5.164.
Articolo 600-quater - Detenzione di materiale pornografico
Articolo 600-quater.1. - Pornografia virtuale
Articolo 600-quinquies - Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile
Chiunque organizza o propaganda viaggi finalizzati alla fruizione di attività di prostituzione a danno di minori o comunque comprendenti tale attività è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 15.493 a euro 154.937.
Articolo 600-sexies - Circostanze aggravanti ed attenuanti
Nei casi previsti dagli articoli 600-bis, primo comma, 600-ter, primo comma, e 600-quinqiues, nonché dagli articoli 600, 601 e 602, la pena è aumentata da un terzo alla metà se il fatto è commesso in danno di minore degli anni quattordici.
Nei casi previsti dagli articoli 600-bis, primo comma, e 600-ter, nonché dagli articoli 600, 601 e 602, se il fatto è commesso in danno di minore, la pena è aumentata dalla metà ai due terzi se il fatto è commesso da un ascendente, dal genitore adottivo, o dal loro coniuge o convivente, dal coniuge o da affini entro il secondo grado, da parenti fino al quarto grado collaterale, dal tutore o da persona a cui il minore è stato affidato per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza, custodia, lavoro, ovvero da pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio nell’esercizio delle loro funzioni ovvero se è commesso in danno di minore in stato di infermità o minorazione psichica, naturale o provocata.
Nei casi previsti dagli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies, 600-sexies, 600-septies, 600-octies, 601, 602 e 416, sesto comma, le pene sono diminuite fino alla metà nei confronti dell’imputato che si adopera per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori aiutando concretamente l’autorità di polizia o l’autorità giudiziaria nella raccolta di elementi di prova decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione e la cattura di uno o più autori dei reati ovvero per la sottrazione di risorse rilevanti alla consumazione dei delitti
Articolo 600-septies - Confisca e pene accessorie
Articolo 600-octies - Impiego di minori nell’accattonaggio
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque si avvale per mendicare di una persona minore degli anni quattordici o, comunque, non imputabile, ovvero permette che tale persona, ove sottoposta alla sua autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, mendichi, o che altri se ne avvalga per mendicare, è punito con la reclusione fino a tre anni
Articolo 601 - Tratta di persone
Articolo 602 - Acquisto e alienazione di schiavi
Articolo 602-bis - Pene accessorie
La condanna per i reati di cui agli articoli 583-bis, 600, 601, 602, 609-bis, 609-quater, 609-quinquies e 609-octies comporta, qualora i fatti previsti dai citati articoli siano commessi dal genitore o dal tutore, rispettivamente:
Articolo 603 - Plagio
[ Chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni. (#46) ]
#46 - L’articolo 603 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, per contrasto con il principio di tassatività della fattispecie penale di cui all’articolo 25, comma 2, della Costituzione (Corte costituzionale 81/96).
Articolo 604 - Fatto commesso all’estero
Le disposizioni di questa sezione nonché quelle previste dagli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-quinquies, si applicano altresì quando il fatto è commesso all’estero da cittadino italiano, ovvero in danno di cittadino italiano, ovvero dallo straniero in concorso con cittadino italiano. In quest’ultima ipotesi lo straniero è punibile quando si tratta di delitto per il quale è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni e quando vi è stata richiesta del Ministro della giustizia.
Articolo 605 - Sequestro di persona
1) in danno di un ascendente, di un discendente (540 c.p.) o del coniuge;
2) da un pubblico ufficiale (357 c.p.), con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni (606 c.p.).
Articolo 606 - Arresto illegale
Il pubblico ufficiale (357 c.p.) che procede ad un arresto (380, 381, 385 c.p.p.), abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, è punito con la reclusione fino a tre anni.
Articolo 607 - Indebita limitazione di libertà personale
Il pubblico ufficiale (357 c.p.), che, essendo preposto o addetto ad un carcere giudiziario o ad uno stabilimento destinato all’esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza, vi riceve taluno senza un ordine dell’Autorità competente, o non obbedisce all’ordine di liberazione dato da questa Autorità, ovvero indebitamente protrae l’esecuzione della pena o della misura di sicurezza, è punito con la reclusione fino a tre anni.
Articolo 608 - Abuso di autorità contro arrestati o detenuti
Il pubblico ufficiale, che sottopone a misure di rigore non consentite dalla legge una persona arrestata o detenuta di cui egli abbia la custodia, anche temporanea, o che sia a lui affidata in esecuzione di un provvedimento dell’Autorità competente, è punito con la reclusione fino a trenta mesi.
Articolo 609 - Perquisizione e ispezione personali arbitrarie
Il pubblico ufficiale, che, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, esegue una perquisizione (247, 249 c.p.p.) o un’ispezione personale (245 c.p.p.), è punito con la reclusione fino ad un anno.
Articolo 609-bis - Violenza sessuale
Articolo 609-ter - Circostanze aggravanti
5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, il tutore;
Articolo 609-quater - Atti sessuali con minorenne
Soggiace alla pena stabilita dall’articolo 609-bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che. al momento del fatto:
Al di fuori delle ipotesi previste dall’articolo 609-bis, l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, o il tutore che, con l’abuso dei poteri connessi alla sua posizione, compie atti sessuali con persona minore che ha compiuto gli anni sedici, è punito con la reclusione da tre a sei anni.
Articolo 609-quinquies - Corruzione di minorenne
Articolo 609-sexies - Ignoranza dell’età della persona offesa
Articolo 609-septies - Querela di parte
Articolo 609-octies - Violenza sessuale di gruppo
Articolo 609-nonies - Pene accessorie ed altri effetti penali
La condanna o l’applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per alcuno dei delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-ter e 609-octies, se commessi nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni diciotto, 609-quater e 609-quinquies, comporta in ogni caso l’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.
Articolo 609-decies - Comunicazione al tribunale per i minorenni
Quando si procede per alcuno dei delitti previsti dagli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 600-octies, 601, 602, 609-bis, 609-ter, 609-quinquies e 609-octies commessi in danno di minorenni, ovvero per il delitto previsto dall’articolo 609-quater, il procuratore della Repubblica ne dà notizia al tribunale per i minorenni.
Nei casi previsti dal primo comma l’assistenza affettiva e psicologica della persona offesa minorenne è assicurata, in ogni stato e grado del procedimento, dalla presenza dei genitori o di altre persone idonee indicate dal minorenne e ammesse dall’autorità giudiziaria che procede.
Articolo 610 - Violenza privata
Articolo 611 - Violenza o minaccia per costringere a commettere un reato
Articolo 612 - Minaccia
Articolo 612-bis - Atti persecutori
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonchè quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.
Articolo 613 - Stato di incapacità procurato mediante violenza
Articolo 614 - Violazione di domicilio
Articolo 615 - Violazione di domicilio commessa da un pubblico ufficiale
Articolo 615-bis - Interferenze illecite nella vita privata
Articolo 615-ter - Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico
Articolo 615-quater - Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici
Articolo 615-quinquies - Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico
Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae, al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a un euro 516 (15 Cost.; 619 c.p.).
Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, è punito, se dal fatto deriva nocumento ed il fatto medesimo non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a tre anni (618 c.p.).
Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per corrispondenza s’intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza.
Articolo 617 - Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche
Chiunque, fraudolentemente, prende cognizione di una comunicazione o di una conversazione, telefoniche o telegrafiche, tra altre persone o comunque a lui non dirette, ovvero le interrompe o le impedisce è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni (623-bis c.p.; 266-268 c.p.p.).
I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si procede d’ufficio e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso in danno di un pubblico ufficiale o di un incaricato di un pubblico servizio nell’esercizio o a causa delle funzioni o del servizio, ovvero da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato (222 disp. coord. c.p.p.).
Articolo 617-bis - Installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche
Chiunque, fuori dei casi consentiti dalla legge (266-268 c.p.p.; 226 disp. coord. c.p.p.), installa apparati, strumenti, parti di apparati o di strumenti al fine di intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche tra altre persone è punito con la reclusione da uno a quattro anni (623-bis c.p.).
La pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso in danno di un pubblico ufficiale nell’esercizio o a causa delle sue funzioni ovvero da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato (222 disp. coord. c.p.p.).
Articolo 617-ter - Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche
Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, forma falsamente, in tutto o in parte, il testo di una comunicazione o di una conversazione telegrafica o telefonica ovvero altera o sopprime, in tutto o in parte, il contenuto di una comunicazione o di una conversazione telegrafica o telefonica vera, anche solo occasionalmente intercettata, è punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne faccia uso, con la reclusione da uno a quattro anni (623-bis c.p.).
Articolo 617-quater - Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche
Articolo 617-quinquies - Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire od interrompere comunicazioni informatiche o telematiche
Articolo 617-sexies - Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche
La pena è della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell’art. 617-quater.
Articolo 618 - Rivelazioni del contenuto di corrispondenza
Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 616, essendo venuto abusivamente a cognizione del contenuto di una corrispondenza a lui non diretta, che doveva rimanere segreta, senza giusta causa lo rivela, in tutto o in parte, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da euro 103 a euro 516 (620 c.p.).
Articolo 619 - Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza commesse da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni
L’addetto al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni, il quale, abusando di tale qualità, commette alcuno dei fatti preveduti dalla prima parte dell’articolo 616, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Se il colpevole, senza giusta causa, rivela, in tutto o in parte, il contenuto della corrispondenza, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave reato, con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 30 a euro 516.
Articolo 620 - Rivelazione del contenuto di corrispondenza, commessa da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni
L’addetto al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni, che, avendo notizia, in questa sua qualità, del contenuto di una corrispondenza aperta, o di una comunicazione telegrafica, o di una conversazione telefonica (623-bis c.p.), lo rivela senza giusta causa ad altri che non sia il destinatario, ovvero a una persona diversa da quelle tra le quali la comunicazione o la conversazione è interceduta, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Articolo 621 - Rivelazione del contenuto di documenti segreti
Articolo 622 - Rivelazione di segreto professionale
Chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte, di un segreto, lo rivela senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito se dal fatto può derivare nocumento, con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a euro 516 (326 c.p.).
Articolo 623 - Rivelazione di segreti scientifici o industriali
Chiunque, venuto a cognizione per ragioni del suo stato o ufficio, o della sua professione o arte, di notizie destinate a rimanere segrete, sopra scoperte o invenzioni scientifiche, o applicazioni industriali, le rivela o le impiega a proprio o altrui profitto, è punito con la reclusione fino a due anni (263, 325 c.p.).
Articolo 623-bis - Altre comunicazioni e conversazioni
Articolo 624 - Furto
Chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516 (625, 626, 649 c.p.).
Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra una o più delle circostanze di cui agli articoli 61, numero 7, e 625.
Articolo 624-bis - Furto in abitazione e furto con strappo
Articolo 625 - Circostanze aggravanti
[ 1) se il colpevole, per commettere il fatto, si introduce o si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione; ] (#47)
2) se il colpevole usa violenza sulle cose (392 comma 2 c.p.) o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento;
5) se il fatto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale (357 c.p.) o d’incaricato di un pubblico servizio (358 c.p.);
#47 - Il numero 1) del primo comma dell’articolo 625 è stato soppresso dall’articolo 2, comma 3, lettera b) legge 26 marzo 2001, n. 128.
Articolo 625-bis - Circostanze attenuanti
Articolo 626 - Furti punibili a querela dell’offeso
Si applica la reclusione fino a un anno ovvero la multa fino a euro 206, e il delitto è punibile a querela della persona offesa (120-126 c.p.):
Tali disposizioni non si applicano se concorre taluna delle circostanze indicate nei numeri 1, 2, 3 e 4 dell’articolo precedente (649 c.p.).
Articolo 627 - Sottrazione di cose comuni
Il comproprietario, socio o coerede che, per procurare a sé o ad altri un profitto, s’impossessa della cosa comune, sottraendola a chi la detiene, è punito, a querela della persona offesa (120-126 c.p.), con la reclusione fino a due anni o con la multa da euro 20 a euro 206.
Non è punibile chi commette il fatto su cose fungibili, se il valore di esse non eccede la quota a lui spettante (646 c.p.).
Articolo 628 - Rapina
Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, è punito con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da euro 516 a euro 2.065.
1) se la violenza o minaccia è commessa con armi (585 c.p.), o da persona travisata, o da più persone riunite (112 n. 1 c.p.);
2) se la violenza consiste nel porre taluno in stato di incapacità di volere o di agire (605, 613 c.p.);
Articolo 629 - Estorsione
Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni e con la multa da euro 516 a euro 2.065.
La pena è della reclusione da sei a venti anni e della multa da euro 1.032 a euro 3.098, se concorre taluna delle circostanze indicate nell’ultimo capoverso dell’articolo precedente.
Articolo 630 - Sequestro di persona a scopo di estorsione
Articolo 631 - Usurpazione
Articolo 632 - Deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi
Articolo 633 - Invasione di terreni o edifici
Articolo 634 - Turbativa violenta del possesso di cose immobili
Articolo 635 - Danneggiamento
#48 - Il numero 2 del secondo comma dell’articolo 635 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, per contrasto con gli articoli 3 e 40 della Costituzione, nella parte in cui prevede, come ciscostanza aggravante e come causa di procedibilità d’ufficio, il fatto che tale reato sia commesso da lavoratori in occasione di sciopero o da datori di lavoro in occasione di serrata (Corte costituzionale 70/119).
Articolo 635-bis - Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici
Articolo 635-ter - Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità
Articolo 635-quater - Danneggiamento di sistemi informatici o telematici
Articolo 635-quinquies - Danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità
Articolo 636 - Introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo
Articolo 637 - Ingresso abusivo nel fondo altrui
Articolo 638 - Uccisione o danneggiamento di animali altrui
Articolo 639 - Deturpamento e imbrattamento di cose altrui
Articolo 639-bis - Casi di esclusione della perseguibilità a querela
Articolo 640 - Truffa
Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032 (649 c.p.).
1) se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico (32-quater c.p.) o col pretesto di fare esonerare taluno dal servizio militare;
2) se il fatto è commesso ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario o l’erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell’Autorità (661 c.p.);
Il delitto è punibile a querela della persona offesa (120-126 c.p.), salvo che ricorra taluna delle circostanze previste dal capoverso precedente o un’altra circostanza aggravante (61 c.p.).
Articolo 640-bis - Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche
La pena è della reclusione da uno a sei anni e si procede d’ufficio se il fatto di cui all’articolo 640 riguarda contributi, finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee (32-quater, 316-bis c.p.).
Articolo 640-ter - Frode informatica
La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549 se ricorre una delle circostanze previste dal numero 1 del secondo comma dell’articolo 640, ovvero se il fatto è commesso con abuso della qualità di operatore del sistema.
Il delitto è punibile a querela (120-126 c.p.) della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo comma o un’altra circostanza aggravante.
Articolo 640-quater - Applicabilità dell'articolo 322-ter
Articolo 640-quinquies - Frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica
Il soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica, il quale, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto ovvero di arrecare ad altri danno, viola gli obblighi previsti dalla legge per il rilascio di un certificato qualificato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da 51 a 1.032 euro
Articolo 641 - Insolvenza fraudolenta
Chiunque, dissimulando il proprio stato d’insolvenza, contrae un’obbligazione col proposito di non adempierla è punito, a querela della persona offesa, qualora la obbligazione non sia adempiuta, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro 516.
Articolo 642 - Fraudolenta distruzione della cosa propria e mutilazione fraudolenta della propria persona
Alla stessa pena soggiace chi al fine predetto cagiona a se stesso una lesione personale (582 c.p.) o aggrava le conseguenze della lesione personale prodotta da un infortunio o denuncia un sinistro non accaduto ovvero distrugge, falsifica, altera o precostituisce elementi di prova o documentazione relativi al sinistro. Se il colpevole consegue l’intento, la pena è aumentata (64 c.p.). Si procede a querela di parte.
Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche se il fatto è commesso all’estero, in danno di un assicuratore italiano, che eserciti la sua attività nel territorio dello Stato. Ill delitto è punibile a querela della persona offesa (120-126 c.p.).
Articolo 643 - Circonvenzione di persone incapaci
Chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto, che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso, è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 206 a euro 2.065 (649 c.p.).
Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 643, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari, è punito con la reclusione da due a dieci anni e con la multa da euro 5.000 a euro 30.000. Alla stessa pena soggiace chi, fuori del caso di concorso nel delitto previsto dal primo comma, procura a taluno una somma di denaro od altra utilità facendo dare o promettere, a sé o ad altri, per la mediazione, un compenso usurario (649 c.p.).
La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. Sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria.
5) se il reato é commesso da persona sottoposta con provvedimento definitivo alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale durante il periodo previsto di applicazione e fino a tre anni dal momento in cui é cessata l’esecuzione.
Nel caso di condanna, o di applicazione di pena ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti di cui al presente articolo, é sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato ovvero di somme di denaro, beni ed utilità di cui il reo ha la disponibilità anche per interposta persona per un importo pari al valore degli interessi o degli altri vantaggi o compensi usurari, salvi i diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento dei danni.
Articolo 644-bis - Usura impropria
Articolo 644-ter - Prescrizione del reato di usura
La prescrizione del reato di usura decorre dal giorno dell’ultima riscossione sia degli interessi che del capitale (369 c.p.).
Articolo 645 - Frode in emigrazione
Chiunque, con mendaci asserzioni o con false notizie, eccitando taluno ad emigrare, o avviandolo a paese diverso da quello nel quale voleva recarsi, si fa consegnare o promettere, per sé o per altri, denaro o altra utilità, come compenso per farlo emigrare, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 309 a euro 1.032 (649 c.p.).
La pena è aumentata (64 c.p.) se il fatto è commesso a danno di due o più persone.
Articolo 646 - Appropriazione indebita
Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa (120-126 c.p.), con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032.
Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata (64 c.p.).
Si procede d’ufficio, se ricorre la circostanza indicata nel capoverso precedente o taluna delle circostanze indicate nel numero 11 dell’articolo 61 (649 c.p.).
Articolo 647 - Appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito
E’ punito, a querela della persona offesa (120-126 c.p.), con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 30 a euro 309:
1) chiunque, avendo trovato denaro o cose da altri smarrite, se li appropria, senza osservare le prescrizioni della legge civile sull’acquisto della proprietà di cose trovate (927-929 c.c.);
2) chiunque, avendo trovato un tesoro, si appropria, in tutto o un parte, la quota dovuta al proprietario del fondo (932 c.c.);
Nei casi preveduti dai numeri 1 e 3, se il colpevole conosceva il proprietario della cosa che si è appropriata, la pena è della reclusione fino a due anni e della multa fino a euro 309 (649 c.p.).
Articolo 648 - Ricettazione
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando l’autore del delitto, da cui il denaro o le cose provengono, non è imputabile o non è punibile (649 c.p.) ovvero quando manchi una condizione di procedibilità (336-346 c.p.p.) riferita a tale delitto.
Articolo 648-bis - Riciclaggio
La pena è aumentata (64 c.p.) quando il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale.
La pena è diminuita (65 c.p.) se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni.
Articolo 648-ter - Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita
La pena è diminuita (65 c.p.) nell’ipotesi di cui al secondo comma dell’articolo 648.
Articolo 648-quater - Confisca
Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti previsti dagli articoli 648-bis e 648-ter, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il prodotto o il profitto, salvo che appartengano a persone estranee al reato.
In relazione ai reati di cui agli articoli 648-bis e 648-ter, il pubblico ministero può compiere, nel termine e ai fini di cui all’articolo 430 del codice di procedura penale, ogni attività di indagine che si renda necessaria circa i beni, il denaro o le altre utilità da sottoporre a confisca a norma dei commi precedenti.
Articolo 649 - Non punibilità e querela della persona offesa, per fatti commessi a danno di congiunti
I fatti preveduti da questo titolo sono punibili a querela della persona offesa (120-126 c.p.), se commessi a danno del coniuge legalmente separato, ovvero del fratello o della sorella che non convivano con l’autore del fatto, ovvero dello zio o del nipote o dell’affine in secondo grado con lui conviventi.

References: Articolo 499

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 sentenza 

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Articolo 592

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