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Timestamp: 2019-10-14 20:08:32+00:00

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Art. 876 codice civile - Innesto nel muro sul confine - Brocardi.it
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Articolo 876 Codice civile
Dispositivo dell'art. 876 Codice civile
Se il vicino vuole servirsi del muro esistente sul confine solo per innestarvi un capo del proprio muro (1), non ha l'obbligo di renderlo comune a norma dell'articolo 874, ma deve pagare una indennità (2) per l'innesto.
(1) Si tratta di un caso di servitù necessaria (art. 1031 del c.c.).
(2) L'indennità deve essere determinata tenendo conto:
- del peso esercitato dal muro innestato;
- della solidità di quello preesistente.
L'art. 876 deroga all'art. 874, al fine di evitare che il vicino sia costretto a chiedere la comunione forzosa dell'intero muro sul confine, se gli è indispensabile solo una porzione dello stesso.
Spiegazione dell'art. 876 Codice civile
Innovazione dell'art. 876
La disposizione è nuova rispetto al codice del 1865, ed è stata introdotta per risolvere una serie di questioni sorte in materia. Anzitutto, si sarebbe potuto costringere il proprietario del muro esistente sul confine a subire l'innesto del capo del nuovo muro? In assenza di una disposizione apposita, si sarebbe potuto argomentare per la soluzione affermativa solo partendo dalla disposizione dell'art. 874 relativa alla cessione forzosa del muro di confine.
Ma allora sorgeva la questione se per tale innesto occorresse la cessione forzosa di tutto il muro vicino, oppure della sola parte corrispondente al capo del muro innestato. La prima soluzione portava a conseguenze evidentemente esorbitanti. Contro la seconda, stava il principio sostenuto dai più sotto l'impero del codice del 1865, e ora sancito testualmente dall'art. 876, dell'obbligo di acquistare la comunione per tutta la lunghezza del muro (« per tutta l'estensione della proprietà »). Il legislatore ha provvidamente tolto ogni questione disponendo che « se il vicino vuole servirsi del muro esistente sul confine solo per immettervi il capo del proprio muro non ha l'obbligo di renderlo comune a norma dell'art. 874 ma deve pagare un' indennità per l'innesto ».
Indennità e onere delle spese
La misura dell'indennità dovrà essere determinata in proporzione della entità dell'innesto e quindi della superficie del muro vicino che viene occupata e del peso esercitato dall' appoggio. Le spese per l' innesto del muro sono naturalmente a carico di chi lo pratica. Quanto alle spese di manutenzione del tratto di muro su cui l' innesto è stato effettuato, si applicano per analogia le norme dell'art. 1069.
Massime relative all'art. 876 Codice civile
Cass. civ. n. 878/2012
La norma di cui all'art. 876 c.c., secondo la quale il vicino che voglia servirsi del muro esistente sul confine al solo scopo di innestarvi un capo del proprio muro deve corrispondere all'altro proprietario un'indennità per l'innesto, disciplina le situazioni in cui non soltanto il muro nuovo trovi un sostegno nell'altro, ma anche questo in quello, specie se di maggiori dimensioni. Ne consegue che il diritto all'indennità a favore di proprietario del muro di confine sorge per effetto di detto innesto, presupponendo l'avvenuto esercizio del relativo diritto.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 878 del 23 gennaio 2012)
Cass. civ. n. 3564/2002
In caso di caducazione del vincolo di inedificabilità (nella specie, verde pubblico), cui una determinata zona del territorio comunale sia stata assoggettata dal P.R.G., tale zona va assimilata a quelle prive di disciplina urbanistica, con la conseguenza che la facoltà di realizzare costruzioni è soggetta all'osservanza della distanza prescritta dall'art. 17 legge n. 765 del 1967 e, in caso d'inapplicabilità di tale norma per non essere stato adottato un provvedimento integrativo del P.R.G. (quarto comma art. cit.), all'osservanza della distanza prescritta dall'art. 873 c.c., con conseguente applicabilità, nell'una o nell'altra ipotesi, dell'art. 876 c.c. in tema di costruzioni in aderenza. Peraltro, anche la costruzione realizzata in zona soggetta a vincolo di inedificabilità deve osservare le norme in materia di distanza previste dalla legislazione speciale o, in via residuale, dal codice civile, poiché la tutela ripristinatoria prevista da tali norme non può venire meno per il fatto che lo strumento urbanistico, vietando nella zona ogni costruzione, non contenga prescrizioni sulle distanze, né, tanto meno, per il fatto che la P.A. ometta o ritardi di sanzionare con provvedimenti a carattere reale la violazione del vincolo di inedificabilità.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3564 del 12 marzo 2002)
Cass. civ. n. 4641/1997
La norma di cui all'art. 876 c.c., secondo la quale il vicino che voglia servirsi del muro esistente sul confine al solo scopo di innestarvi un capo del proprio muro deve corrispondere all'altro proprietario una indennità per l'innesto, ma non ha, al contrario, alcun obbligo di rendere il muro comune, ai sensi del precedente articolo 874, ha carattere eccezionale, e riguarda esclusivamente l'ipotesi di innesto nel muro sul confine di «un capo del proprio muro», tale da determinare una congiunzione ermetica tra l'uno e l'altro, sicché non soltanto il muro nuovo trovi un sostegno nell'altro, ma anche questo in quello, specie se di maggiori dimensioni.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 4641 del 24 maggio 1997)

References: Articolo 876

Articolo 876

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 articolo 874
 sentenza