Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2018-0057_IT.html
Timestamp: 2019-12-08 17:08:28+00:00

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RELAZIONE sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che conferisce alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficace e assicura il corretto funzionamento del mercato interno
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sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che conferisce alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficace e assicura il corretto funzionamento del mercato interno
– visti i pareri motivati inviati dal Senato ceco, dal Parlamento spagnolo, dal Parlamento portoghese e dal Senato romeno, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,
che conferisce alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficace e assicura il corretto funzionamento del mercato interno
(1) Gli articoli 101 e 102 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sono una questione di ordine pubblico e occorre provvedere alla loro applicazione efficace in tutta l'Unione per garantire che la concorrenza nel mercato interno non venga distorta. L'applicazione efficace degli articoli 101 e 102 TFUE è necessaria per garantire che in Europa vi siano mercati concorrenziali più aperti e più equi, in cui le imprese si fanno concorrenza in base ai loro meriti e senza erigere barriere all'ingresso nel mercato, in modo da poter generare ricchezza e creare posti di lavoro. Essa protegge i consumatori e le imprese operanti nel mercato interno da pratiche commerciali volte a mantenere i prezzi di beni e servizi artificialmente elevati e permette loro di avere una scelta più ampia di beni e di servizi innovativi.
(2) L'applicazione a livello pubblicistico degli articoli 101 e 102 TFUE compete alle autorità nazionali garanti della concorrenza (ANC) degli Stati membri parallelamente alla Commissione, a norma del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio ((3)). Insieme, le ANC e la Commissione formano una rete di pubbliche autorità che applicano le norme dell'Unione in materia di concorrenza in stretta cooperazione (la rete europea della concorrenza, European competition network, ECN).
(2 bis) Onde evitare l'introduzione di nuove procedure inutili negli Stati membri, la presente direttiva non pregiudica l'attuale ripartizione dei poteri d'indagine e decisionali tra le ANC di uno Stato membro che si è dimostrata efficace.
(3) A norma dell'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1/2003, le ANC e le giurisdizioni nazionali sono tenute ad applicare gli articoli 101 e 102 TFUE alle condotte e agli accordi suscettibili di incidere sugli scambi tra Stati membri. In pratica, la maggior parte delle ANC applica le disposizioni del diritto nazionale in materia di concorrenza in parallelo agli articoli 101 e 102 TFUE. Pertanto, la presente direttiva, il cui obiettivo è far sì che le ANC dispongano delle necessarie garanzie di indipendenza e dei poteri di applicazione delle norme e di imposizione delle ammende per poter applicare efficacemente gli articoli 101 e 102 TFUE, avrà inevitabilmente un impatto sulle disposizioni del diritto nazionale della concorrenza applicate in parallelo dalle ANC.
(4) Inoltre, il fatto di conferire alle ANC il potere di acquisire tutte le informazioni relative all'impresa oggetto dell'indagine in formato digitale su qualsiasi forma di supporto dovrebbe influenzare altresì la portata dei poteri delle ANC quando, nelle fasi iniziali del procedimento, adottano le misure di indagine pertinenti anche in base alle disposizioni del diritto nazionale della concorrenza applicate in parallelo agli articoli 101 e 102 TFUE. Attribuendo alle ANC poteri in materia di accertamenti di portata diversa a seconda che, in definitiva, esse applichino solo le disposizioni del diritto nazionale in materia di concorrenza oppure, in parallelo, anche gli articoli 101 e 102 TFUE, si comprometterebbe l'efficacia dell'applicazione del diritto della concorrenza nel mercato interno. Di conseguenza, è opportuno che il campo di applicazione della direttiva riguardi sia l'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE in modo a sé stante che l'applicazione in parallelo del diritto nazionale della concorrenza allo stesso caso. Ciò non riguarda la tutela delle dichiarazioni legate a un programma di trattamento favorevole e delle proposte di transazione che si estende anche al diritto nazionale della concorrenza applicato in modo a sé stante.
(5) La legislazione nazionale impedisce a molte ANC di disporre delle garanzie di indipendenza e dei poteri di applicazione delle norme e di imposizione delle ammende che risultano necessari per applicare efficacemente tali norme. Ciò compromette la capacità delle ANC di applicare efficacemente gli articoli 101 e 102 TFUE e, se del caso, le disposizioni del diritto nazionale della concorrenza in parallelo agli articoli 101 e 102 TFUE. Ad esempio, ai sensi del diritto nazionale, molte ANC non hanno strumenti efficaci per trovare le prove di infrazioni agli articoli 101 e 102 TFUE o per infliggere ammende alle imprese che violano la legge, oppure non dispongono di risorse umane e finanziarie adeguate né dell'autonomia di bilancio necessaria per applicare efficacemente gli articoli in questione. Ciò può far sì che rinuncino a intervenire o limitino il proprio ambito di intervento. La mancanza da parte di molte ANC degli strumenti operativi e delle garanzie necessarie per applicare efficacemente gli articoli 101 e 102 TFUE fa sì che le imprese che adottano pratiche anticoncorrenziali possano vedersi confrontate con procedimenti dagli esiti disparati a seconda dello Stato membro in cui operano: possono essere soggette alla non applicazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 TFUE o a un'applicazione inefficace. Per esempio, in alcuni Stati membri, le imprese possono sottrarsi alla responsabilità per le ammende semplicemente operando una ristrutturazione. L'applicazione non uniforme degli articoli 101 e 102 TFUE e delle disposizioni di diritto nazionale in materia di concorrenza applicate in parallelo agli articoli 101 e 102 TFUE compromette la possibilità di eliminare gli ostacoli all'ingresso sul mercato e di creare mercati concorrenziali più equi in tutta l'Unione ▌, in cui le imprese possano competere in base ai loro meriti. Le imprese e i consumatori sono penalizzati soprattutto in quegli Stati membri in cui le ANC sono meno attrezzate per applicare le norme in modo efficace. Le imprese non possono competere sulla base dei propri meriti qualora vi sia la possibilità che le pratiche anticoncorrenziali non vengano sanzionate, ad esempio perché non si possono raccogliere le prove delle pratiche anticoncorrenziali o perché le imprese possono sottrarsi alla responsabilità per le ammende. Sono quindi disincentivate a entrare su tali mercati, ad esercitarvi il loro diritto di stabilimento e a fornire beni e servizi. Negli Stati membri in cui l'applicazione è meno intensa, i consumatori perdono i vantaggi di un'efficace applicazione delle norme in materia di concorrenza. L'applicazione disomogenea degli articoli 101 e 102 TFUE e delle disposizioni del diritto nazionale in materia di concorrenza applicate in parallelo agli articoli 101 e 102 TFUE in tutta l'Unione determina pertanto distorsioni della concorrenza nel mercato interno e compromette il suo corretto funzionamento.
(6) Le lacune e le limitazioni degli strumenti e delle garanzie di cui dispongono le ANC minano il sistema di competenze parallele per l'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE che è concepito per funzionare come un insieme coeso basato sulla stretta cooperazione all'interno della rete europea della concorrenza. Tale sistema dipende dalla capacità delle autorità di fare affidamento le une sulle altre per attuare misure di indagine le une per conto delle altre onde promuovere la cooperazione e l'assistenza reciproca tra gli Stati membri. Non può tuttavia funzionare correttamente se alcune ANC non dispongono ancora di adeguati strumenti di indagine. Per quanto riguarda altri aspetti fondamentali, le ANC non sono in grado di prestarsi assistenza reciproca. Per esempio, nella maggior parte degli Stati membri, le imprese che operano a livello transfrontaliero riescono a eludere il pagamento delle ammende per il semplice fatto che non sono giuridicamente presenti in alcuni dei territori degli Stati membri in cui operano, il che riduce gli incentivi a rispettare gli articoli 101 e 102 TFUE. La conseguente applicazione inefficace distorce la concorrenza per le imprese che rispettano la legge e compromette la fiducia dei consumatori nel mercato interno, in particolare nell'ambiente digitale.
(7) Al fine di garantire uno spazio veramente comune di applicazione delle norme di concorrenza in Europa che offra maggiore parità per le imprese operanti nel mercato interno e riduca le disparità di condizioni per i consumatori, è necessario introdurre garanzie minime di indipendenza e in termini di risorse finanziarie, umane e tecnologiche e poteri fondamentali di applicazione delle norme e di imposizione delle ammende quando si applicano gli articoli 101 e 102 TFUE e disposizioni del diritto nazionale della concorrenza parallele agli articoli 101 e 102 TFUE, in modo che le ANC possano essere pienamente efficaci.
(8) È opportuno fondare la presente direttiva sulla duplice base giuridica degli articoli 103 e 114 TFUE. La presente direttiva riguarda infatti non solo l'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE e delle disposizioni del diritto nazionale della concorrenza in parallelo a questi articoli, ma anche le lacune e le limitazioni negli strumenti e nelle garanzie di cui dispongono le ANC per l'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE, le quali incidono negativamente sia sulla concorrenza che sul corretto funzionamento del mercato interno.
(9) L'introduzione di garanzie minime per permettere alle ANC di applicare efficacemente e in modo uniforme gli articoli 101 e 102 TFUE non pregiudica la facoltà degli Stati membri di mantenere in vigore o di introdurre garanzie di indipendenza e risorse più ampie per le ANC e norme più dettagliate sui poteri di applicazione delle norme e di imposizione delle ammende di tali autorità. In particolare, gli Stati membri hanno la possibilità di conferire alle ANC poteri supplementari oltre a quelli fondamentali di cui alla presente direttiva, al fine di migliorare la loro efficacia.
(10) Invece, per quanto riguarda le condizioni per la concessione del trattamento favorevole nei casi di cartelli segreti, sono necessarie norme dettagliate. Le imprese saranno disposte a fornire informazioni sui cartelli segreti ai quali hanno partecipato solo se dispongono di sufficiente certezza giuridica circa la possibilità di beneficiare dell'immunità dalle ammende. Le marcate differenze tra i programmi di trattamento favorevole applicabili negli Stati membri provocano incertezza giuridica per gli eventuali richiedenti, che disincentiva tali soggetti dal chiedere il trattamento favorevole. Le suddette differenze possono altresì dar luogo al tentativo, da parte di vari membri di un cartello segreto, di beneficiare di programmi di trattamento favorevole in diversi Stati membri. Se gli Stati membri potessero attuare o applicare norme più chiare e armonizzate sul trattamento favorevole nell'ambito di applicazione della presente direttiva, tale possibilità non solo andrebbe a vantaggio dell'obiettivo di mantenere incentivi per i richiedenti al fine di rendere l'applicazione delle norme di concorrenza nell'Unione quanto più efficace possibile, ma garantirebbe anche ▌parità di condizioni per le imprese operanti nel mercato interno. Ciò non impedisce agli Stati membri di applicare programmi di trattamento favorevole che riguardano non soltanto i cartelli segreti, ma anche altre violazioni degli articoli 101 e 102 TFUE e di disposizioni nazionali equivalenti.
(11) La presente direttiva non si applica alle legislazioni nazionali nella misura in cui queste prevedono l'imposizione di sanzioni penali alle persone fisiche, ad eccezione delle norme che disciplinano l'interazione tra i programmi di trattamento favorevole e l'imposizione di sanzioni nei confronti delle persone fisiche.
(12) L'esercizio dei poteri conferiti alle ANC dovrebbe essere soggetto a garanzie adeguate che soddisfino almeno le norme previste dai principi generali del diritto dell'Unione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, in particolare nel contesto di procedimenti che potrebbero dar luogo all'imposizione di sanzioni. Tali garanzie comprendono il diritto a una buona amministrazione e il rispetto dei diritti di difesa delle imprese, di cui una componente essenziale è il diritto di essere sentiti. In particolare, le ANC dovrebbero informare le parti oggetto dell'indagine in merito agli addebiti preliminari mossi nei loro confronti a norma dell'articolo 101 o dell'articolo 102 TFUE prima di adottare una decisione che leda i loro interessi e le stesse parti dovrebbero avere la possibilità di far conoscere in modo efficace il loro punto di vista su tali addebiti prima che si adotti tale decisione. È dunque essenziale che le parti oggetto dell'indagine ricevano quanto meno una comunicazione degli addebiti che esponga tutti gli addebiti sui quali l'ANC intende basare la decisione definitiva in materia di violazione, qualora la decisione leda gli interessi dell'impresa interessata. Le parti alle quali sono stati comunicati addebiti preliminari riguardo a una presunta violazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 TFUE dovrebbero avere il diritto di accedere al relativo fascicolo delle ANC, per poter effettivamente esercitare il proprio diritto di difesa. Ciò non pregiudica il legittimo interesse delle imprese alla tutela dei propri segreti aziendali e non si estende alle informazioni riservate né ai documenti interni della Commissione e delle ANC o alla corrispondenza tra di loro. Inoltre, i destinatari delle decisioni ▌ delle ANC che constatano una violazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 TFUE, impongono rimedi o ammende, o rendono vincolanti gli impegni, dovrebbero avere diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice, conformemente all'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e all'articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Le decisioni finali delle ANC dovrebbero essere motivate in modo da consentire ai destinatari di tali decisioni di conoscere le ragioni della decisione e di esercitare il loro diritto a un ricorso effettivo. Oltre a ciò, conformemente al diritto a una buona amministrazione, gli Stati membri dovrebbero garantire che, nell'applicare gli articoli 101 e 102 TFUE, le ANC svolgano i procedimenti entro tempi ragionevoli. Tali garanzie dovrebbero essere concepite in modo da trovare il giusto equilibrio tra il rispetto dei diritti fondamentali delle imprese e l'obbligo di garantire l'applicazione efficace degli articoli 101 e 102 TFUE.
(13) Il conferimento di poteri alle ANC per l'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE in modo imparziale e nell'interesse comune di un'effettiva applicazione delle norme di concorrenza europee costituisce un primo passo essenziale verso l'applicazione efficace e uniforme di tali norme.
(14) Occorre rafforzare l'indipendenza delle ANC per garantire l'applicazione efficace e uniforme degli articoli 101 e 102 TFUE. A tal fine, è opportuno prevedere nella normativa nazionale una disposizione esplicita per garantire che, quando applicano gli articoli 101 e 102 TFUE, le ANC siano protette da qualsiasi intervento o pressione politica esterni tali da compromettere la loro imparzialità nella valutazione delle questioni loro sottoposte. A tal fine, è opportuno stabilire preventivamente norme e procedure chiare e trasparenti riguardo sia la nomina che i motivi di rimozione dall'incarico dei membri dell'organo decisionale delle ANC, in modo da dissipare ogni ragionevole dubbio circa l'imparzialità di tale organo e la sua impermeabilità ai fattori esterni. Inoltre, per rafforzare l'imparzialità delle ANC, le ammende che esse impongono non dovrebbero essere utilizzate per il loro finanziamento diretto.
(15) Per garantire l'indipendenza delle ANC, i loro dirigenti, i membri dell'organo decisionale e il personale dovrebbero agire con integrità e astenersi da qualsiasi azione incompatibile con lo svolgimento dei loro compiti. A tale fine, per la durata del loro contratto o mandato e per un ragionevole periodo di tempo successivo, essi dovrebbero astenersi da qualsiasi attività professionale ▌incompatibile che in casi specifici possa dar luogo a un conflitto di interessi. Inoltre, durante il loro contratto e il loro mandato, non dovrebbero detenere interessi in imprese o organizzazioni oggetto di un procedimento relativo all'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE al quale partecipano, nella misura in cui ciò rischia di compromettere la loro indipendenza nel trattamento del caso in questione. I membri del personale e dell'organo decisionale dovrebbero dichiarare eventuali interessi o beni patrimoniali che potrebbero generare un conflitto di interessi nello svolgimento dei loro compiti. Se, nello svolgimento dei loro compiti, sono chiamati a decidere su una questione in cui hanno un interesse che potrebbe compromettere la loro imparzialità, dovrebbero essere tenuti a informare l'organo decisionale, gli altri membri di tale organo o, nel caso delle ANC in cui il potere decisionale fa capo a una sola persona, la loro autorità che ha il potere di nomina.
(15 bis) Ciascuna ANC dovrebbe pubblicare un codice di condotta che, senza pregiudizio per l'applicazione di norme nazionali più rigorose, includa quanto meno norme intese a evitare i conflitti d'interesse, tra cui disposizioni relative ai periodi di incompatibilità e all'accettazione di inviti, nonché norme sulle attività svolte a titolo personale.
(16) L'indipendenza delle ANC non osta al rimedio giurisdizionale né alla vigilanza parlamentare ai sensi delle legislazioni degli Stati membri. Contribuiscono a garantire la credibilità e la legittimità delle azioni delle ANC anche obblighi di responsabilità. Tra gli obblighi di responsabilità proporzionati figura la pubblicazione da parte delle ANC di relazioni periodiche sulle loro attività indirizzate a un organo parlamentare o governativo. Le ANC possono anche essere soggette al controllo o alla sorveglianza delle loro spese finanziarie, purché ciò non pregiudichi la loro indipendenza.
(17) Le ANC dovrebbero essere in grado di organizzare l'ordine di priorità dei loro procedimenti ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE in modo tale da garantire l'uso efficace delle loro risorse e per potersi concentrare sulla prevenzione e sulla cessazione dei comportamenti anticoncorrenziali che distorcono la concorrenza nel mercato interno. A tal fine, dovrebbero poter respingere le denunce a motivo del fatto che non costituiscono una priorità, escluse quelle provenienti dalle autorità pubbliche nazionali competenti, nella misura in cui questo non si ripercuota sulle risorse delle ANC. Ciò non dovrebbe pregiudicare la facoltà delle ANC di respingere le denunce per altri motivi, come ad esempio la mancanza di competenza, o di decidere di non avere motivo di intervenire. In caso di reiezione, l'autore della denuncia dovrebbe essere informato in tempo utile e gli dovrebbe essere fornita una motivazione. Inoltre, nel caso delle denunce formalmente depositate, la reiezione dovrebbe poter formare oggetto di un ricorso effettivo. Il potere delle ANC di organizzare l'ordine di priorità dei loro procedimenti di applicazione non pregiudica il diritto di un governo di uno Stato membro di comunicare alle autorità nazionali garanti della concorrenza orientamenti di politica generale o sulle priorità che non riguardino procedimenti specifici di applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE.
(18) Le ANC dovrebbero disporre di risorse sufficienti in termini di personale qualificato, competenze giuridiche ed economiche, mezzi finanziari e attrezzature tecniche e tecnologiche, tali da garantire che possano svolgere efficacemente i loro compiti quando applicano gli articoli 101 e 102 TFUE. Nel caso in cui i compiti e le competenze conferiti loro in forza del diritto nazionale siano ampliati, occorre che le risorse necessarie per svolgere tali funzioni continuino ad essere sufficienti. L'indipendenza delle ANC dovrebbe essere rafforzata consentendo loro di decidere in autonomia dell'utilizzazione della dotazione di bilancio ai fini dello svolgimento dei compiti loro affidati, senza pregiudizio per le norme e procedure di bilancio nazionali.
(18 bis) Per garantire un efficace monitoraggio dell'attuazione della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero assicurare che le ANC presentino a un organo governativo o parlamentare relazioni periodiche, pubblicamente disponibili, sulle loro attività e le loro risorse. Tali relazioni dovrebbero includere informazioni sulla nomina e la rimozione dall'incarico dei membri dell'organo decisionale, sull'importo delle risorse assegnate nel corso dell'esercizio in questione e su qualsiasi variazione di tale importo rispetto agli esercizi precedenti. Le relazioni dovrebbero essere trasmesse al livello dell'Unione.
(19) Le ANC hanno bisogno di una serie minima di poteri investigativi e decisionali comuni per poter essere in grado di applicare efficacemente gli articoli 101 e 102 TFUE.
(20) Occorre conferire alle ANC efficaci poteri di indagine per individuare accordi, decisioni o pratiche concordate vietati dall'articolo 101 TFUE o qualsiasi abuso di posizione dominante vietato dall'articolo 102 TFUE in qualsiasi fase del procedimento dinanzi a tali autorità.
(21) I poteri d'indagine delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza dovrebbero essere adeguati per poter rispondere alle difficoltà di applicazione legate all'ambiente digitale e dovrebbero consentire alle autorità nazionali garanti della concorrenza di acquisire tutte le informazioni in formato digitale, compresi i dati ottenuti con mezzi forensici, legati all'impresa o all'associazione di imprese oggetto dell'indagine, su qualsiasi forma di supporto, ad esempio computer portatili, telefoni cellulari, altri dispositivi mobili e archiviazione sul cloud.
(22) È opportuno conferire alle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza il potere di effettuare accertamenti nei locali delle imprese e delle associazioni di imprese oggetto di un procedimento per l'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE, nonché di altri operatori del mercato che possano essere in possesso di informazioni rilevanti ai fini di tale procedimento. Le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza dovrebbero poter effettuare tali accertamenti quando vi sono almeno ragionevoli motivi per sospettare una violazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 TFUE. La presente direttiva non osta a che gli Stati membri esigano l'autorizzazione preliminare di un'autorità giudiziaria nazionale per tali accertamenti.
(23) Per essere efficace, il potere delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza di effettuare accertamenti dovrebbe consentire loro di accedere alle informazioni accessibili all'impresa o all'associazione di imprese o alla persona oggetto dell'accertamento e che sono collegate all'impresa sottoposta a indagine.
(24) Per evitare per quanto possibile che gli accertamenti si protraggano inutilmente, le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza dovrebbero avere il potere di continuare a effettuare la ricerca di copie o di estratti di libri e documenti contabili connessi all'attività dell'impresa o dell'associazione di imprese che è oggetto di accertamento nei propri locali o in altri locali a tal fine designati.
(25) L'esperienza dimostra che i documenti riguardanti l'impresa possono essere conservati presso il domicilio dei dirigenti o di persone che lavorano per l'impresa interessata, in particolare a seguito dell'uso sempre più diffuso delle modalità di lavoro flessibili. Al fine di garantire che gli accertamenti siano efficaci, le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza dovrebbero poter accedere a tutti i locali, comprese le abitazioni private, se hanno il ragionevole sospetto che vi siano conservati documenti di carattere commerciale che possono essere rilevanti per provare una ▌violazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 TFUE. L'esercizio di tale potere dovrebbe essere oggetto di un'autorizzazione preliminare di un'autorità giudiziaria. Ciò non impedisce agli Stati membri, in casi di estrema urgenza, di affidare i compiti di un'autorità giudiziaria nazionale a un'autorità amministrativa nazionale garante della concorrenza che funge da autorità giudiziaria.
(26) Le ANC dovrebbero disporre di poteri effettivi per esigere che siano loro fornite le informazioni necessarie per individuare accordi, decisioni o pratiche concordate vietati dall'articolo 101 TFUE o qualsiasi altro abuso vietato dall'articolo 102 TFUE. Ciò dovrebbe includere il diritto di richiedere informazioni conservate in qualsiasi formato digitale, ivi compresi messaggi di posta elettronica o di messaggistica istantanea e indipendentemente dal luogo in cui sono conservate, inclusi cloud e server, a condizione che siano accessibili al destinatario della richiesta di informazioni. Tale diritto non dovrebbe tradursi per l'impresa in un obbligo sproporzionato rispetto alle esigenze dell'indagine, ad esempio non deve comportare costi o sforzi indebiti per l'impresa. Fermo restando che il diritto di richiedere informazioni è fondamentale per individuare le infrazioni, le richieste dovrebbero essere commisurate alla finalità perseguita. Tali richieste non dovrebbero costringere un'impresa ad ammettere che ha commesso un'infrazione, poiché spetta alle ANC provarlo. L'esperienza dimostra che anche le informazioni fornite su base volontaria da terzi, quali i concorrenti, i clienti e i consumatori sul mercato, possono costituire una preziosa fonte di informazioni per un'applicazione informata e rigorosa, una prassi che le ANC dovrebbero incoraggiare.
(27) Le ANC dovrebbero disporre di mezzi efficaci per ripristinare la concorrenza sul mercato attraverso l'imposizione di rimedi strutturali e comportamentali proporzionati, commisurati all'infrazione commessa e necessari per far cessare l'infrazione stessa.
(27 bis) Le misure cautelari possono essere uno strumento importante per garantire che, mentre è in corso un'indagine, l'infrazione oggetto dell'indagine non danneggi in modo grave e irreparabile la concorrenza, determinando pertanto sviluppi del mercato che sarebbe molto difficile invertire mediante una decisione adottata dall'ANC al termine del procedimento. Onde evitare tali danni irreparabili alla concorrenza, le ANC dovrebbero essere in grado di imporre misure cautelari. La presente direttiva non osta tuttavia a che le ANC impongano misure cautelari in altri casi appropriati. La decisione che impone misure cautelari dovrebbe essere valida solo per un determinato periodo di tempo, ossia fino alla conclusione del procedimento da parte di una ANC o per un periodo di tempo stabilito, rinnovabile se necessario e opportuno. Gli Stati membri dovrebbero garantire che l'adeguatezza delle misure cautelari possa essere riesaminata in procedure accelerate di impugnazione. Per consentire alle autorità garanti della concorrenza di far fronte alle trasformazioni di mercati in rapida evoluzione, è opportuno che la Commissione esamini le opzioni disponibili o per accelerare i procedimenti dinanzi alle autorità garanti della concorrenza in merito all'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE o per semplificare l'adozione di misure cautelari. La Commissione dovrebbe realizzare uno studio e trasmetterne i risultati al Parlamento europeo e al Consiglio entro la fine del 2020, presentando, se del caso, su tale base una proposta legislativa. Inoltre, gli Stati membri dovrebbero creare le condizioni necessarie per garantire che le ANC possano ricorrere, nella pratica, alle misure cautelari.
(28) Qualora, nel corso di un procedimento che potrebbe portare a vietare un accordo o una pratica concordata, le imprese o associazioni di imprese propongano alle ANC degli impegni tali da rispondere alle loro preoccupazioni, tali autorità dovrebbero mediante decisione poter rendere detti impegni vincolanti e applicabili per le imprese interessate. In linea di principio, le decisioni concernenti gli impegni non sono indicate nel caso di cartelli segreti, rispetto ai quali le ANC dovrebbero imporre ammende. Le decisioni concernenti gli impegni dovrebbero accertare che l'intervento delle ANC non è più giustificato senza giungere alla conclusione dell'eventuale sussistere di una violazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 TFUE. Le decisioni concernenti gli impegni non pregiudicano la facoltà delle autorità garanti della concorrenza e delle giurisdizioni degli Stati membri di procedere a detto accertamento della violazione e di prendere una decisione. Inoltre, i mezzi che consentono di controllare efficacemente l'osservanza degli impegni da parte delle imprese e di imporre sanzioni nei casi di non conformità si sono dimostrati validi strumenti per le autorità garanti della concorrenza. Se intervengono modifiche essenziali rispetto a uno degli elementi su cui era fondata una decisione, o se un'impresa agisce in contrasto con i suoi impegni, o se la decisione era basata su informazioni incomplete, inesatte o fuorvianti fornite dalle parti, le ANC dovrebbero disporre di strumenti efficaci per riaprire il procedimento.
(29) Al fine di garantire l'applicazione effettiva e uniforme degli articoli 101 e 102 TFUE, le autorità nazionali garanti della concorrenza dovrebbero avere il potere di imporre sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive alle imprese e alle associazioni di imprese per violazione degli articoli 101 o 102 TFUE, direttamente nell'ambito di un proprio procedimento amministrativo oppure chiedendo l'imposizione dell'ammenda in un procedimento giudiziario non penale. Ciò lascia impregiudicate le legislazioni nazionali degli Stati membri che prevedono l'imposizione di sanzioni da parte dei giudici in procedimenti penali per violazione degli articoli 101 e 102 TFUE.
(30) Al fine di garantire che le imprese e le associazioni di imprese rispettino i poteri di indagine e decisionali delle ANC, le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza devono essere in grado di imporre ammende efficaci in caso di inosservanza nonché penalità di mora per far rispettare tali poteri, o direttamente nell'ambito di un proprio procedimento amministrativo o ottenendo l'imposizione dell'ammenda in un procedimento giudiziario non penale. Ciò lascia impregiudicate le legislazioni nazionali degli Stati membri che prevedono l'imposizione di tali ammende da parte delle autorità giudiziarie nei procedimenti penali. Inoltre, la presente direttiva non incide né sulle norme nazionali relative al grado di intensità della prova né sugli obblighi delle ANC di accertamento dei fatti del pertinente caso, purché dette norme e detti obblighi siano compatibili con i principi generali del diritto dell'Unione. Tali ammende e penalità di mora dovrebbero essere stabilite in proporzione al fatturato totale delle imprese e delle associazioni di imprese interessate.
(31) Al fine di garantire l'applicazione efficace e uniforme degli articoli 101 e 102 TFUE, la nozione di impresa, di cui agli stessi articoli, dovrebbe essere applicata conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, facendo riferimento a un'unità economica, anche qualora essa sia costituita da più persone fisiche o giuridiche. Di conseguenza, le ANC dovrebbero poter applicare la nozione di impresa per stabilire la responsabilità di una società madre e infliggerle un'ammenda per sanzionare il comportamento di una delle sue controllate, qualora la società madre e la sua controllata rappresentino una sola unità economica. Per evitare che le imprese si sottraggano alla responsabilità ai fini dell'ammenda per la violazione degli articoli 101 e 102 TFUE operando cambiamenti di natura giuridica o organizzativa, le ANC dovrebbero potere individuare i successori giuridici o economici dell'impresa responsabile, e infliggere loro le ammende per violazione degli articoli 101 e 102 TFUE, conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea.
(32) Al fine di garantire che le ammende inflitte per violazione degli articoli 101 e 102 TFUE rispecchino l'importanza economica dell'infrazione, le ANC dovrebbero prendere in considerazione la gravità dell'infrazione. È inoltre opportuno che possano fissare ammende proporzionate alla durata dell'infrazione. Tali fattori dovrebbero essere valutati in conformità della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. In particolare, per quanto riguarda la valutazione della gravità di un'infrazione, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito che occorre tenere in considerazione le circostanze del caso di specie, il contesto in cui è avvenuta l'infrazione e l'effetto dissuasivo delle ammende. I fattori che possono rientrare in questa valutazione sono il fatturato per i beni e i servizi per i quali è stata commessa l'infrazione e le dimensioni e la potenza economica dell'impresa, compresa l'eventualità che si tratti di una piccola o media impresa con un portafoglio di prodotti limitato, in quanto rispecchiano l'influenza che l'impresa ha potuto esercitare sul mercato. Inoltre, l'esistenza di infrazioni reiterate da parte dello stesso soggetto colpevole dimostra la sua propensione a commettere tali infrazioni ed è, pertanto, un indice molto significativo della gravità del comportamento in questione e, quindi, dell'esigenza di aumentare il livello della sanzione per conseguire un reale effetto dissuasivo. Nel determinare l'ammenda da infliggere, le ANC dovrebbero prendere in considerazione il valore delle vendite dei beni e dei servizi ai quali si riferisce direttamente o indirettamente l'infrazione. Analogamente, le ANC dovrebbero avere il diritto di aumentare l'ammenda imposta ad un'impresa o a un'associazione di imprese che continuano l'infrazione o ne commettano una analoga dopo che la Commissione o un'autorità nazionale garante della concorrenza hanno adottato una decisione in cui si constata che la stessa impresa o associazione di imprese ha violato gli articoli 101 o 102 TFUE. Inoltre, le ANC dovrebbero poter tenere conto della vitalità economica dell'impresa interessata e, in conformità dell'articolo 18, paragrafo 3, della direttiva 2014/104/UE del Parlamento europeo e del Consiglio,(4) dell'eventuale risarcimento versato a seguito di una transazione consensuale.
(33) Poiché, come dimostra l'esperienza, le associazioni di imprese svolgono regolarmente un ruolo nelle infrazioni alle norme di concorrenza, le ANC dovrebbero poter infliggere loro ammende efficaci. Nel valutare la gravità dell'infrazione ai fini della determinazione dell'importo dell'ammenda nell'ambito di un procedimento avviato nei confronti di associazioni di imprese quando la violazione riguarda l'attività dei loro membri, occorre considerare la somma delle vendite di beni e servizi alle quali l'infrazione si riferisce direttamente o indirettamente, effettuate dalle imprese che sono membri dell'associazione. Al fine di assicurare la riscossione effettiva delle ammende irrogate ad associazioni di imprese per infrazioni da esse commesse, è necessario stabilire le condizioni alle quali le ANC possono richiedere il pagamento dell'ammenda ai membri dell'associazione nei casi in cui quest'ultima non sia solvibile. In questo contesto, le ANC dovrebbero tener conto della dimensione relativa delle imprese appartenenti all'associazione e, in particolare, della situazione delle piccole e medie imprese. Il pagamento dell'ammenda da parte di uno o più membri di un'associazione non pregiudica le disposizioni del diritto nazionale sul recupero dell'importo pagato da altri membri dell'associazione.
(34) L'effetto dissuasivo delle ammende varia notevolmente da un paese europeo all'altro e in alcuni Stati membri l'importo massimo di ammenda che può essere fissato è molto basso. Per far sì che le ANC possano infliggere ammende dissuasive, l'importo massimo dell'ammenda dovrebbe essere fissato a un livello non inferiore al 10% del fatturato mondiale totale dell'impresa interessata. Ciò non dovrebbe impedire agli Stati membri di mantenere o introdurre un importo massimo di ammenda più elevato.
(35) I programmi di trattamento favorevole costituiscono uno strumento fondamentale per individuare i cartelli segreti poiché contribuiscono a perseguire efficacemente le violazioni più gravi del diritto della concorrenza e a fissare le relative ammende. Si osservano tuttavia notevoli differenze tra i programmi di trattamento favorevole applicabili attualmente negli Stati membri. Tali differenze causano incertezza giuridica per le imprese responsabili dell'infrazione riguardo alle condizioni alle quali possono richiedere il trattamento favorevole e alla condizione di immunità in forza dei rispettivi programmi di trattamento favorevole. Tale incertezza può disincentivare i potenziali interessati dal chiedere il trattamento favorevole, e quindi portare a una applicazione meno efficace della concorrenza nell'Unione, in quanto vengono scoperti meno cartelli segreti.
(36) Le differenze tra i programmi di trattamento favorevole a livello di Stato membro compromettono anche la parità di condizioni per le imprese che operano nel mercato interno. È pertanto opportuno aumentare la certezza del diritto riducendo tali differenze, garantendo che tutte le ANC possano concedere l'immunità dalle ammende e la riduzione delle ammende e accettare le domande presentate in forma semplificata alle stesse condizioni. Per garantire alle imprese operanti nel mercato interno un grado ancora più elevato di certezza del diritto e rendere più attraenti i programmi di trattamento favorevole in tutta l'Unione, è necessario un ulteriore impegno da parte degli Stati membri quanto all'allineamento delle condizioni per il trattamento favorevole.
(37) Le ANC dovrebbero concedere alle imprese l'immunità dalle ammende, e una loro riduzione, se sono soddisfatte alcune condizioni. Si dovrebbe ritenere che le imprese abbiano fornito a un'autorità nazionale garante della concorrenza le prove di un cartello segreto che consentono di accertare una violazione dell'articolo 101 del TFUE se detta autorità nazionale non disponeva già di prove sufficienti per constatare una tale infrazione in relazione al medesimo cartello al momento in cui l'impresa le ha presentato gli elementi di prova.
(38) I richiedenti dovrebbero avere la possibilità di richiedere il trattamento favorevole per iscritto o, se del caso, mediante altri mezzi che non comportino la produzione di documenti, di informazioni o di altri materiali in possesso, in custodia o sotto il controllo dell'impresa. A tal fine, le ANC dovrebbero disporre di un sistema che consenta loro di accettare dichiarazioni effettuate ai fini di un trattamento favorevole verbalmente o mediante altri mezzi, compreso in forma digitale. Inoltre, per ridurre gli oneri amministrativi e altri considerevoli oneri temporali legati alle domande multiple, i richiedenti dovrebbero avere la possibilità di presentare le domande di trattamento favorevole non solo in una lingua ufficiale dell'ANC pertinente, ma anche in un'altra delle lingue di lavoro dell'Unione.
(39) Alla luce delle competenze condivise tra la Commissione e le ANC per l'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE, è fondamentale disporre di un sistema per le domande in forma semplificata che funzioni senza intoppi. I richiedenti che hanno presentato domanda di trattamento favorevole alla Commissione europea in relazione a un presunto cartello segreto dovrebbero poter presentare domande in forma semplificata in relazione al medesimo cartello alle ANC che ritengono appropriate. Le ANC dovrebbero accettare le richieste in forma semplificata che contengono una serie minima di informazioni in relazione al presunto cartello e non richiedere ulteriori informazioni al di là di tale minimo fissato prima di decidere di intervenire sul caso. Tuttavia, se l'oggetto della loro domanda di trattamento favorevole alla Commissione subisce modifiche, l'onere di informare le ANC alle quali hanno presentato le domande in forma semplificata spetta ai richiedenti. Le ANC dovrebbero fornire ai richiedenti un avviso indicante la data e l'ora della ricezione e informarli se hanno già ricevuto in precedenza una domanda semplificata o una domanda di trattamento favorevole in relazione allo stesso cartello, tranne nei casi in cui ciò si ripercuoterebbe negativamente sull'integrità di un'indagine. Una volta che la Commissione ha deciso di non intervenire, integralmente o parzialmente, sul caso, i richiedenti dovrebbero avere la possibilità di presentare richieste di trattamento favorevole complete alle ANC alle quali hanno presentato domande in forma semplificata.
(40) L'incertezza giuridica sulla questione se i dipendenti delle imprese siano tutelati da sanzioni individuali può dissuadere i potenziali richiedenti dal far domanda di trattamento favorevole. È opportuno quindi che dipendenti e dirigenti attuali e passati delle imprese che presentano richiesta di immunità dalle ammende alle autorità garanti della concorrenza siano protetti da eventuali sanzioni imposte da autorità pubbliche per la loro partecipazione al cartello segreto cui si riferisce la domanda. Occorre subordinare tale protezione al fatto che i dipendenti e i dirigenti in questione collaborino effettivamente con le ANC interessate e che la richiesta di immunità preceda l'inizio del procedimento penale.
(41) In un sistema di competenze parallele per l'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE, è necessaria una stretta cooperazione tra le ANC e tra le ANC e la Commissione. In particolare quando un'ANC effettua un accertamento per conto di un'altra a norma dell'articolo 22, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, si dovrebbero consentire la presenza e l'assistenza dei funzionari dell'autorità richiedente al fine di migliorare l'efficacia di tali accertamenti, fornendo ulteriori risorse, conoscenze e competenze tecniche.
(42) Analogamente, è opportuno adottare disposizioni atte a consentire alle ANC di chiedere l'assistenza reciproca per la notifica degli addebiti preliminari e delle decisioni e per l'esecuzione delle decisioni che infliggono ammende o penalità nel caso in cui l'impresa interessata non sia giuridicamente presente nel loro territorio. Ciò garantirebbe l'applicazione efficace degli articoli 101 e 102 TFUE e contribuirebbe al corretto funzionamento del mercato interno. Per far sì che le ANC compiano ragionevoli sforzi per eseguire le decisioni che infliggono ammende o penalità di mora prima di chiedere l'assistenza reciproca, le autorità adite dovrebbero essere tenute ad eseguire tali decisioni solo nella misura in cui l'impresa interessata non è giuridicamente presente nel territorio dello Stato membro dell'ANC che chiede l'assistenza reciproca o non dispone evidentemente di beni sufficienti in detto territorio. Per far sì che le ANC destinino risorse adeguate alle richieste di assistenza reciproca e per incentivare tale assistenza, le autorità adite dovrebbero poter recuperare i costi correlati.
(43) Al fine di garantire l'applicazione efficace degli articoli 101 e 102 TFUE da parte delle ANC, è necessario prevedere norme attuabili in materia di sospensione della prescrizione. In particolare, in un sistema di competenze parallele, è opportuno sospendere i termini nazionali di prescrizione per la durata del procedimento dinanzi alle ANC di un altro Stato membro o alla Commissione. Ciò non impedisce agli Stati membri di mantenere o introdurre termini di prescrizione assoluti, purché la durata dei termini non renda praticamente impossibile o eccessivamente difficile l'applicazione efficace degli articoli 101 e 102 TFUE.
(44) Al fine di garantire che i casi siano trattati in maniera efficace ed efficiente all'interno della rete europea della concorrenza, negli Stati membri in cui un'autorità amministrativa nazionale garante della concorrenza è competente a indagare sulle violazioni degli articoli 101 o 102 TFUE e un'autorità giudiziaria nazionale garante della concorrenza è competente ad adottare una decisione di constatazione dell'infrazione e/o di imposizione dell'ammenda, le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza dovrebbero poter promuovere direttamente un'azione dinanzi all'autorità giudiziaria nazionale garante della concorrenza. Inoltre, nella misura in cui gli organi giurisdizionali nazionali agiscono come giudici del riesame dei procedimenti avviati contro le decisioni delle ANC che applicano gli articoli 101 o 102 TFUE, le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza dovrebbero essere legittimate a pieno titolo a partecipare in veste di pubblico ministero o parte convenuta in tali procedimenti, e godere degli stessi diritti di tali parti nell'ambito del procedimento.
(45) Il rischio che materiale autoincriminante sia divulgato al di fuori dell'ambito dell'indagine per la quale era stato fornito può indebolire l'incentivo per i potenziali richiedenti il trattamento favorevole a collaborare con le autorità garanti della concorrenza. Di conseguenza, indipendentemente dalla forma in cui sono presentate le dichiarazioni ai fini del trattamento favorevole, le informazioni in esse contenute che sono state acquisite accedendo al fascicolo dovrebbero essere usate solo se ciò è necessario per l'esercizio dei diritti di difesa nei procedimenti dinanzi ai giudici degli Stati membri in alcuni casi molto limitati che sono direttamente collegati al caso in cui è stato concesso l'accesso. Ciò non dovrebbe impedire alle autorità garanti della concorrenza di pubblicare le loro decisioni conformemente al diritto dell'Unione o nazionale applicabile.
(46) Le prove sono un elemento importante nell'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE. Le ANC dovrebbero poter prendere in considerazione gli elementi di prova pertinenti indipendentemente dal fatto che siano presentati per iscritto, verbalmente o in forma registrata, comprese le registrazioni effettuate di nascosto da persone fisiche o giuridiche a condizione che non siano l'unica fonte di prova. Ciò lascia impregiudicato il diritto di essere sentiti.
(47) Per promuovere la stretta collaborazione nell'ambito della rete europea della concorrenza, la Commissione dovrebbe mantenere, sviluppare, conservare, gestire e supportare un sistema di informazione centrale (European Competition Network System) nel rispetto delle pertinenti norme di riservatezza e sicurezza dei dati. La rete europea della concorrenza si basa sull'interoperabilità per funzionare in modo efficace ed efficiente. Il bilancio generale dell'Unione dovrebbe sostenere i costi di manutenzione, sviluppo, hosting, supporto all'utente e gestione del sistema informativo centrale, nonché altre spese amministrative legate al funzionamento della rete europea della concorrenza, in particolare i costi relativi all'organizzazione delle riunioni. Fino al 2020 i costi per il sistema della rete europea della concorrenza dovrebbero essere coperti dal programma sulle soluzioni di interoperabilità e sui quadri comuni per le pubbliche amministrazioni (programma ISA2), in base alla disponibilità delle risorse e ai criteri di ammissibilità e di definizione delle priorità del programma.
(48) Poiché gli obiettivi della presente direttiva, vale a dire assicurare che le ANC dispongano delle necessarie garanzie di indipendenza e risorse nonché dei poteri di applicazione delle norme e di imposizione delle ammende per poter applicare efficacemente gli articoli 101 e 102 TFUE e del diritto nazionale della concorrenza in parallelo agli articoli 101 e 102 TFUE e garantire il funzionamento efficace del mercato interno e della rete europea della concorrenza, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dai soli Stati membri, ma, per via della necessità di un'applicazione efficace e uniforme degli articoli 101 e 102 TFUE, possono essere conseguiti meglio dalla sola Unione, tenuto conto in particolare della portata territoriale, l'Unione può adottare misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire questo obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(49) Conformemente alla dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi,(5) gli Stati membri si sono impegnati a corredare, ove ciò sia giustificato, la notifica delle loro misure di recepimento di uno o più documenti intesi a chiarire il rapporto tra le componenti di una direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento. Per quanto riguarda la presente direttiva, il legislatore ritiene che la trasmissione di tali documenti sia giustificata,
1. La presente direttiva stabilisce alcune norme per garantire che le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongano delle necessarie garanzie di indipendenza e risorse nonché dei poteri di applicazione delle norme e di imposizione delle ammende per poter applicare efficacemente gli articoli 101 e 102 TFUE, in modo che la concorrenza nel mercato interno non sia falsata e i consumatori e le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, non siano svantaggiati dalle leggi e dalle misure nazionali che impediscono alle autorità nazionali garanti della concorrenza di applicare le norme con efficacia. Il campo di applicazione della direttiva comprende l'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE e delle disposizioni del diritto nazionale della concorrenza applicate in parallelo agli articoli 101 e 102 TFUE allo stesso caso, ad eccezione dell'articolo 29, paragrafo 2, che si estende anche al diritto nazionale della concorrenza applicato in modo esclusivo.
2. La presente direttiva stabilisce talune norme efficaci in materia di assistenza reciproca al fine di tutelare il corretto funzionamento del mercato interno e il sistema di stretta cooperazione nell'ambito della rete europea della concorrenza.
(1) "autorità nazionale garante della concorrenza": un'autorità designata da uno Stato membro a norma dell'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1/2003 come responsabile dell'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE. Per lo svolgimento di tali funzioni, gli Stati membri possono designare una o più autorità amministrative (autorità amministrativa nazionale garante della concorrenza), nonché autorità giudiziarie (autorità giudiziaria nazionale garante della concorrenza);
(2) "autorità garante della concorrenza": un'autorità nazionale garante della concorrenza o la Commissione o ambedue, a seconda del contesto;
(3) "rete europea della concorrenza": la rete di pubbliche autorità formata dalle autorità nazionali garanti della concorrenza e dalla Commissione quale sede di discussione e cooperazione in materia di applicazione e di attuazione degli articoli 101 e 102 TFUE;
(4) "disposizioni del diritto nazionale della concorrenza": le disposizioni del diritto nazionale che perseguono principalmente lo stesso obiettivo degli articoli 101 e 102 TFUE e che sono applicate allo stesso caso e parallelamente al diritto della concorrenza dell'Unione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1/2003, ad eccezione dell'uso di informazioni desunte da dichiarazioni legate a un programma di trattamento favorevole e dalle proposte di transazione di cui all'articolo 29, paragrafo 2, ed escluse le disposizioni del diritto nazionale che impongono sanzioni penali a persone fisiche;
(5) "giudice nazionale": una giurisdizione di uno Stato membro ai sensi dell'articolo 267 TFUE;
(6) "giudice del riesame": un giudice nazionale che ha il potere, in seguito alla proposizione di mezzi di impugnazione ordinari, di rivedere le decisioni emesse da un'autorità nazionale garante della concorrenza o le pronunce giurisdizionali formulate su tali decisioni, indipendentemente dal fatto che tale giudice abbia il potere di constatare una violazione del diritto della concorrenza;
(7) "procedimento": il procedimento dinanzi a un'autorità nazionale garante della concorrenza per l'applicazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 TFUE, fino a quando tale autorità non abbia chiuso il procedimento adottando una decisione di cui all'articolo 9 o all'articolo 11 o concluso che non vi sono motivi per ulteriori azioni da parte sua o, nel caso della Commissione, un procedimento dinanzi ad essa per l'applicazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 TFUE fino a quando non abbia chiuso il procedimento adottando una decisione ai sensi degli articoli 7, 9 o 10 del regolamento (CE) n. 1/2003 o abbia concluso che non vi sono motivi per ulteriori azioni da parte sua;
(8) "impresa": a norma degli articoli 101 e 102 TFUE, qualsiasi entità che esercita un'attività economica, a prescindere dal suo status giuridico e dalle sue modalità di finanziamento in conformità della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea;
(9) "cartello segreto": accordo e/o pratica concordata fra due o più concorrenti a conoscenza, in tutto o in parte, solo dei partecipanti, volti a coordinare il loro comportamento concorrenziale sul mercato e/o a influire sui pertinenti parametri di concorrenza mediante pratiche quali la fissazione o il coordinamento dei prezzi di acquisto o di vendita o di altre condizioni commerciali, l'assegnazione di quote di produzione o di vendita, la ripartizione dei mercati, anche mediante manipolazione delle gare d'appalto, restrizioni delle importazioni o delle esportazioni e/o azioni anticoncorrenziali contro altre imprese concorrenti;
(10) "immunità dalle ammende": mancata imposizione di un'ammenda a un'impresa per la sua partecipazione a un cartello segreto come ricompensa per la sua collaborazione con un'autorità garante della concorrenza nell'ambito di un programma di trattamento favorevole;
(11) "riduzione delle ammende": imposizione di un'ammenda ridotta rispetto a quella che sarebbe altrimenti imposta a un'impresa per la sua partecipazione a un cartello segreto come ricompensa per la sua collaborazione con un'autorità garante della concorrenza nell'ambito di un programma di trattamento favorevole;
(12) "trattamento favorevole": sia l'immunità dalle ammende che la riduzione del loro importo;
(13) "programma di trattamento favorevole": un programma relativo all'applicazione dell'articolo 101 TFUE o del diritto nazionale della concorrenza in base al quale un partecipante a un cartello segreto, indipendentemente dalle altre imprese coinvolte nel cartello, collabora a un'indagine dell'autorità garante della concorrenza presentando volontariamente elementi di propria conoscenza del cartello e il ruolo svolto al suo interno, ricevendo in cambio, per decisione o interruzione del procedimento, l'immunità dalle ammende irrogate per il suo coinvolgimento nel cartello o una loro riduzione;
(14) "dichiarazione legata a un programma di trattamento favorevole": una dichiarazione orale o scritta presentata volontariamente da parte o per conto di un'impresa o di una persona fisica a un'autorità garante della concorrenza, o una registrazione di una tale dichiarazione, che descrive la conoscenza dell'impresa o della persona fisica in merito a un cartello segreto e descrive il ruolo da essa svolto al suo interno, predisposta specificamente per essere presentata all'autorità garante della concorrenza allo scopo di ottenere l'immunità o una riduzione delle ammende ai sensi di un programma di trattamento favorevole e che non comprende le informazioni preesistenti;
(15) "informazioni preesistenti": le prove esistenti indipendentemente dal procedimento di un'autorità garante della concorrenza, a prescindere dalla presenza o meno di siffatte informazioni nel fascicolo di un'autorità garante della concorrenza;
(16) "proposta di transazione": la dichiarazione volontaria da parte o per conto di un'impresa a un'autorità garante della concorrenza, in cui l'impresa riconosce, o rinuncia a contestare, la sua partecipazione a una violazione dell'articolo 101 TFUE o del diritto nazionale della concorrenza e la propria responsabilità in detta violazione, predisposta specificamente per consentire all'autorità garante della concorrenza di applicare una procedura semplificata o accelerata;
(17) "richiedente": impresa che presenta una domanda di immunità o di riduzione dell'ammenda nel quadro di un programma di trattamento favorevole;
(18) "autorità richiedente": un'autorità nazionale garante della concorrenza che presenta una richiesta di assistenza reciproca di cui agli articoli 23, 24 o 25;
(19) "autorità adita": un'autorità nazionale garante della concorrenza che riceve una richiesta di assistenza reciproca; nel caso di una richiesta di assistenza di cui agli articoli 24 e 25, anche l'ufficio, l'autorità o il dipartimento pubblici competenti che hanno la responsabilità principale per l'applicazione di tali decisioni ai sensi delle leggi, dei regolamenti e delle pratiche amministrative nazionali.
Qualsiasi riferimento all'applicazione, e alla violazione, degli articoli 101 e 102 TFUE va inteso come comprensivo dell'applicazione parallela delle disposizioni del diritto nazionale della concorrenza allo stesso caso.
1. L'esercizio dei poteri di cui alla presente direttiva da parte delle autorità nazionali garanti della concorrenza rispetta i principi generali del diritto dell'Unione e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
2. In particolare, gli Stati membri provvedono a che l'esercizio di tali poteri sia soggetto a garanzie adeguate per quanto concerne i diritti di difesa delle imprese, compresi il diritto di essere ascoltati e il diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice.
3. Gli Stati membri provvedono a che i procedimenti delle autorità nazionali garanti della concorrenza relativi all'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE rispettino tempi ragionevoli. Gli Stati membri provvedono affinché, prima di adottare una decisione a norma dell'articolo 9 della presente direttiva, le autorità nazionali garanti della concorrenza adottino una comunicazione degli addebiti.
1. Al fine di garantire l'indipendenza delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza quando applicano gli articoli 101 e 102 TFUE, gli Stati membri provvedono affinché esse svolgano i loro compiti ed esercitino i loro poteri in modo imparziale e nell'interesse di un'applicazione efficace e uniforme di tali disposizioni, fatti salvi obblighi di responsabilità proporzionati e senza pregiudicare la stretta cooperazione tra le autorità garanti della concorrenza nell'ambito della rete europea della concorrenza.
2. Gli Stati membri garantiscono in particolare che:
a) il personale e i membri dell'organo decisionale delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano svolgere i loro compiti ed esercitare i loro poteri ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE in modo indipendente da ingerenze politiche e da altre influenze esterne;
b) il personale e i membri dell'organo decisionale delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza non sollecitino né accettino istruzioni da alcun governo o da altre entità pubbliche o private nello svolgimento dei loro compiti o nell'esercizio dei loro poteri ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE;
c) il personale e i membri dell'organo decisionale delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza si astengano da qualsiasi azione incompatibile con lo svolgimento dei loro compiti e l'esercizio dei loro poteri ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE. Le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongono di procedure per assicurare che, per un periodo ragionevole dopo la cessazione delle loro funzioni, il personale e i membri dell'organo decisionale si astengano dall'esercitare attività che possano determinare conflitti di interessi in relazione a un caso specifico nel quale sono stati coinvolti quando erano in servizio presso l'autorità nazionale garante della concorrenza;
d) i membri dell'organo decisionale delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano essere sollevati dall'incarico solamente se non soddisfano più le condizioni richieste per lo svolgimento dei loro compiti o hanno commesso gravi illeciti ai sensi del diritto nazionale. I motivi di tale rimozione dovrebbero essere fissati preventivamente nel diritto nazionale. La rimozione dall'incarico non può aver luogo per motivi connessi al corretto svolgimento dei loro compiti o all'esercizio dei loro poteri in relazione all'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE, secondo quanto definito all'articolo 5, paragrafo 2;
e) le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza abbiano il potere di definire le loro priorità per lo svolgimento dei compiti ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE, secondo quanto definito all'articolo 5, paragrafo 2. Nella misura in cui tali autorità sono tenute a prendere in considerazione le denunce formalmente depositate, esse hanno il potere di respingere tali denunce a motivo del fatto che non le considerano prioritarie, escludendo, ove applicabile nel diritto nazionale, quelle derivanti da competenti autorità pubbliche nazionali. Ciò non pregiudica il potere delle autorità nazionali garanti della concorrenza di respingere le denunce per altri motivi definiti dalla legislazione nazionale. La reiezione di una denuncia formalmente depositata può formare oggetto di un ricorso effettivo in conformità del diritto nazionale;
e bis) i membri dell'organismo decisionale delle autorità nazionali garanti della concorrenza sono selezionati e nominati in base a procedure di selezione e assunzione chiare e trasparenti, stabilite in anticipo.
1. Gli Stati membri assicurano che le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongano di sufficiente personale qualificato e di sufficienti risorse ▌finanziarie, tecniche e tecnologiche per l'efficace svolgimento dei loro compiti ed esercizio dei loro poteri ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE, quale definita al paragrafo 2 del presente articolo.
2. L'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE da parte delle autorità nazionali garanti della concorrenza comprende: lo svolgimento di indagini ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE, l'adozione di decisioni per l'applicazione di tali disposizioni sulla base dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1/2003, la fornitura di consulenza e la stretta collaborazione nell'ambito della rete europea della concorrenza al fine di assicurare l'applicazione efficace e uniforme degli articoli 101 e 102 TFUE.
2 bis. Fatte salve le regole e le procedure di bilancio nazionali, gli Stati membri assicurano che le autorità nazionali garanti della concorrenza siano indipendenti nell'applicare la dotazione finanziaria assegnata allo scopo di svolgere i loro compiti di cui al paragrafo 2.
2 ter. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza presentino a un organo parlamentare o governativo relazioni periodiche e pubblicamente consultabili sulle loro attività e risorse. Gli Stati membri provvedono affinché tali relazioni includano informazioni sulla nomina e il licenziamento dei membri dell'organo decisionale, l'importo delle risorse assegnate nel corso dell'anno in questione e qualsiasi variazione di tale importo rispetto agli anni precedenti, e vengano trasmesse a livello dell'Unione.
Potere di effettuare accertamenti nei locali dell'impresa
1. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano svolgere tutti gli accertamenti a sorpresa necessari presso le imprese e le associazioni di imprese ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE. Agli Stati membri non è fatto divieto di esigere l'autorizzazione preliminare dell'autorità giudiziaria nazionale per gli accertamenti. Gli Stati membri provvedono affinché i funzionari e le altre persone che li accompagnano autorizzati dalle autorità nazionali garanti della concorrenza a procedere a un accertamento dispongano almeno del potere di:
b) controllare i libri e qualsiasi altro documento connesso all'azienda, su qualsiasi forma di supporto, compreso il diritto di accedere a informazioni accessibili all'entità oggetto dell'accertamento;
c) fare o acquisire sotto qualsiasi forma copie o estratti dei suddetti libri o documenti e, qualora lo ritengano necessario, continuare a effettuare ricerche di tali copie o estratti nei propri locali o in altri locali a tal fine designati;
d) apporre sigilli a tutti i locali, libri e documenti aziendali per la durata dell'accertamento e nella misura necessaria al suo espletamento;
e) chiedere a qualsiasi rappresentante o membro del personale dell'impresa o dell'associazione di imprese spiegazioni su fatti o documenti relativi all'oggetto e allo scopo dell'accertamento e verbalizzarne le risposte.
2. Gli Stati membri provvedono affinché le imprese e le associazioni di imprese siano obbligate a sottoporsi agli accertamenti condotti dalle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza. Se un'impresa o un'associazione di imprese si oppone a un accertamento disposto da un'autorità amministrativa nazionale garante della concorrenza o autorizzato da un'autorità giudiziaria nazionale, le autorità nazionali garanti della concorrenza possono ottenere l'assistenza necessaria per l'esecuzione dell'accertamento ricorrendo alla forza pubblica o a un'autorità equivalente incaricata dell'applicazione della legge. Tale assistenza può anche essere richiesta in via preventiva.
Potere di effettuare accertamenti in altri locali
1. Se vi sono motivi ragionevoli di sospettare che libri o altri documenti connessi all'azienda e all'oggetto dell'accertamento che possono essere pertinenti per provare un'infrazione ▌all'articolo 101 o all'articolo 102 TFUE sono conservati in locali diversi da quelli di cui all'articolo 6, terreni e mezzi di trasporto, compreso il domicilio di amministratori, direttori e altri membri del personale delle imprese o associazioni di imprese interessate, gli Stati membri provvedono affinché le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano effettuare accertamenti a sorpresa in tali locali, terreni e mezzi di trasporto.
2. Tali accertamenti non sono eseguiti senza l'autorizzazione preliminare dell'autorità giudiziaria nazionale, la quale enuncia espressamente gli elementi di prova su cui si basa il ragionevole sospetto di cui al paragrafo 1.
3. Gli Stati membri provvedono affinché i funzionari e le altre persone che li accompagnano autorizzati dai giudici nazionali a effettuare un accertamento in conformità del paragrafo 1 dispongano almeno dei poteri previsti all'articolo 6, paragrafo 1, lettere a), b) e c) e all'articolo 6, paragrafo 2.
Gli Stati membri provvedono affinché le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano richiedere ▌alle imprese e associazioni di imprese di fornire tutte le informazioni necessarie per l'applicazione degli articoli 101 e 102 TFUE entro un ragionevole e determinato termine. Tali richieste di informazioni sono specifiche, hanno una portata adeguata e non obbligano il destinatario della richiesta ad ammettere una violazione degli articoli 101 e 102 TFUE. Tale obbligo comprende le informazioni accessibili all'impresa e all'associazione di imprese.
1. Gli Stati membri assicurano che, qualora le autorità nazionali garanti della concorrenza ravvisino una violazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 TFUE, esse possano obbligare mediante decisione le imprese e associazioni di imprese interessate a porre fine all'infrazione constatata. A tal fine possono imporre l'adozione di tutti i rimedi comportamentali o strutturali proporzionati all'infrazione commessa e necessari a far cessare effettivamente l'infrazione stessa. Se i due rimedi sono parimenti efficaci, le autorità nazionali garanti della concorrenza dovrebbero favorire quello meno oneroso per l'impresa. Qualora abbiano un legittimo interesse in tal senso, esse possono inoltre procedere alla constatazione di un'infrazione già cessata.
1 bis. Quando le autorità nazionali garanti della concorrenza decidono che non vi sono motivi per proseguire un procedimento per l'applicazione degli articoli 101e 102 TFUE e chiudono pertanto il procedimento, gli Stati membri provvedono affinché dette autorità ne informino di conseguenza la Commissione.
1. Gli Stati membri assicurano che le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza che agiscono d'ufficio possano mediante decisione ordinare l'imposizione di misure cautelari alle imprese almeno nei casi di urgenza dovuta al rischio di danno grave e irreparabile per la concorrenza e ove constatino prima facie la sussistenza di una violazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 TFUE. Tale decisione è proporzionata ed è applicabile per un determinato periodo di tempo, che può, se necessario e opportuno, essere rinnovato, oppure fino all'adozione della decisione finale. La rete europea della concorrenza è informata di tali misure e della relativa attuazione.
1 bis. Gli Stati membri garantiscono che l'adeguatezza delle misure cautelari di cui al paragrafo 1 possa essere riveduta nel caso di procedure accelerate di impugnazione.
1. Gli Stati membri provvedono affinché, nei procedimenti avviati al fine di adottare una decisione volta a far cessare una violazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 TFUE, le autorità nazionali garanti della concorrenza possano mediante decisione, previa consultazione degli operatori del mercato, rendere obbligatori gli impegni offerti dalle imprese per rispondere alle preoccupazioni espresse da tali autorità. La decisione può essere adottata per un periodo di tempo determinato e giunge alla conclusione che l'intervento dell'autorità garante della concorrenza non è più giustificato.
1 bis. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongano di poteri effettivi per monitorare l'attuazione degli impegni di cui al paragrafo 1.
1 ter. Qualora l'impresa interessata agisca in contrasto con una decisione concernente gli impegni, le autorità nazionali garanti della concorrenza possono riaprire il procedimento.
1. Fatte salve le legislazioni nazionali degli Stati membri che prevedono l'imposizione di sanzioni nel quadro di procedimenti giudiziari penali, gli Stati membri provvedono affinché le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano procedere all'imposizione, mediante decisione in un procedimento amministrativo, o possano chiedere l'imposizione, in un procedimento giudiziario non penale, di ammende efficaci, proporzionate e dissuasive alle imprese o associazioni di imprese quando, intenzionalmente o per negligenza, commettono un'infrazione alle disposizioni degli articoli 101 o 102 TFUE.
2. Fatte salve le legislazioni nazionali degli Stati membri che prevedono l'imposizione di sanzioni nel quadro di procedimenti giudiziari penali, gli Stati membri provvedono affinché le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano procedere all'imposizione, mediante decisione in un procedimento amministrativo, o possano chiedere l'imposizione, in un procedimento giudiziario non penale, di ammende efficaci, proporzionate e dissuasive alle imprese o alle associazioni di imprese, che sono stabilite in proporzione al loro fatturato mondiale totale, quando, intenzionalmente o per negligenza:
a) si oppongano a un accertamento di cui all'articolo 6, paragrafo 2;
b) siano stati infranti i sigilli apposti dai funzionari o dalle persone che li accompagnano autorizzati dalle autorità nazionali garanti della concorrenza di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera d);
c) in risposta a una domanda di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettera e), forniscano una risposta inesatta o fuorviante, non forniscano o rifiutino di fornire una risposta completa o non rettifichino entro un termine stabilito dall'autorità nazionale garante della concorrenza una risposta inesatta, fuorviante o incompleta data da un membro del personale;
e) non rispettino una decisione di cui agli articoli 9, 10 e 11.
3. Gli Stati membri assicurano che si applichi la nozione di impresa ai fini dell'imposizione delle ammende alle società madre e ai successori legali ed economici delle imprese.
1. Gli Stati membri assicurano che, quando le autorità nazionali garanti della concorrenza determinano l'importo dell'ammenda per un'infrazione all'articolo 101 o all'articolo 102 TFUE, si tenga conto sia della gravità che della durata dell'infrazione. Ciò può comprendere fattori quali le dimensioni e il potere di mercato dell'impresa nonché l'eventuale natura ripetitiva della violazione.
1 bis. Nel determinare l'importo dell'ammenda da infliggere a seguito di un'infrazione degli articoli 101 o 102 TFUE, le autorità nazionali garanti della concorrenza possono, in conformità dell'articolo 18, paragrafo 3, della direttiva 2014/104/UE, tenere conto dell'eventuale risarcimento versato a seguito di una transazione consensuale.
2. Gli Stati membri assicurano che, qualora sia irrogata un'ammenda a un'associazione di imprese che tenga conto del fatturato dei suoi membri e l'associazione non sia solvibile, l'associazione sia tenuta a richiedere ai propri membri contributi a concorrenza dell'importo dell'ammenda.
Se necessario per garantire il pagamento integrale dell'ammenda, gli Stati membri assicurano che le autorità nazionali garanti della concorrenza abbiano il diritto di richiedere il pagamento dell'importo dell'ammenda ancora dovuto da qualsivoglia impresa i cui rappresentanti erano membri degli organi decisionali dell'associazione. Nella misura in cui sia ancora necessario, le autorità nazionali garanti della concorrenza hanno anche il diritto di esigere il pagamento dell'importo dell'ammenda ancora dovuto da qualsivoglia membro dell'associazione che operava sul mercato nel quale si è verificata l'infrazione. Tuttavia, non si esige il pagamento ai sensi del presente paragrafo dalle imprese che dimostrino che non hanno attuato la decisione dell'associazione che ha costituito un'infrazione e che o non ne erano a conoscenza, o si sono attivamente dissociate da essa prima dell'inizio dell'indagine.
1. Gli Stati membri assicurano che l'importo massimo dell'ammenda che un'autorità nazionale garante della concorrenza può infliggere a ciascuna impresa o associazione di imprese partecipanti a una violazione degli articoli 101 o 102 TFUE sia fissato a un livello non inferiore al 10% del suo fatturato mondiale totale realizzato durante l'esercizio sociale precedente la decisione.
2. Qualora l'infrazione commessa da un'associazione di imprese riguardi le attività dei suoi membri, l'importo massimo dell'ammenda è fissato a un livello non inferiore al 10% della somma dei fatturati mondiali totali di ciascun membro operante sul mercato interessato dall'infrazione commessa dall'associazione. Tuttavia, la responsabilità finanziaria di ciascuna impresa per il pagamento dell'ammenda non supera l'importo massimo fissato conformemente al paragrafo 1.
Gli Stati membri provvedono affinché le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano infliggere alle imprese e alle associazioni di imprese mediante decisione penalità di mora efficaci, proporzionate e dissuasive, stabilite in proporzione al rispettivo fatturato totale giornaliero, al fine di costringerle:
a) a sottoporsi agli accertamenti di cui all'articolo 6, paragrafo 2,
b) a fornire informazioni complete ed esatte come previsto all'articolo 8,
c) a rispettare una decisione di cui agli articoli 9, 10 e 11.
1. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongano di programmi di trattamento favorevole che consentano loro di concedere, nel caso di cartelli segreti, l'immunità dalle ammende alle imprese.
2. Gli Stati membri provvedono affinché l'immunità nel caso di cartelli segreti possa essere concessa solo se l'impresa
a) soddisfa le condizioni stabilite all'articolo 18;
b) rivela la sua partecipazione ad un cartello segreto; e
c) fornisce per prima elementi probatori che:
i. nel momento in cui l'autorità nazionale garante della concorrenza riceve la domanda, consentono a quest'ultima di effettuare un accertamento mirato riguardo al cartello segreto, purché l'autorità nazionale garante della concorrenza non sia ancora in possesso di elementi probatori sufficienti per decidere di effettuare un accertamento riguardo al cartello segreto o non abbia già effettuato tale accertamento; o
ii. a giudizio dell'autorità nazionale garante della concorrenza, consentono di constatare una violazione del diritto della concorrenza, purché l'autorità nazionale garante della concorrenza non sia ancora in possesso di elementi probatori sufficienti per constatare tale infrazione e che a nessuna impresa sia stata accordata l'immunità dall'ammenda in virtù del paragrafo 2, lettera c), punto i), in relazione allo stesso cartello.
3. Gli Stati membri provvedono affinché tutte le imprese possano beneficiare dell'immunità dalle ammende, tranne quelle che hanno esercitato coercizione su altre imprese perché aderissero al cartello segreto.
3 bis. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza informino il richiedente l'immunità se gli è stata concessa o meno l'immunità condizionale. Il richiedente l'immunità può chiedere di essere informato per iscritto dalle autorità nazionali garanti della concorrenza circa l'esito della sua richiesta. Se la richiesta è respinta, l'interessato può chiedere che l'autorità nazionale garante della concorrenza esamini la sua domanda di riduzione dell'ammenda.
1. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongano di programmi di trattamento favorevole che consentano loro di concedere una riduzione delle ammende alle imprese che non possono beneficiare dell'immunità.
2. Gli Stati membri provvedono affinché la riduzione dell'ammenda sia concessa solo se sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 18 e se il richiedente rivela la sua partecipazione ad un cartello segreto e fornisce all'autorità nazionale garante della concorrenza elementi probatori del presunto cartello segreto che costituiscano un valore aggiunto significativo al fine di dimostrare una violazione dell'articolo 101 TFUE o di una disposizione corrispondente del diritto nazionale rispetto agli elementi probatori già in possesso dell'autorità nazionale garante della concorrenza al momento della presentazione della domanda.
3. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza possano concedere un'ulteriore riduzione dell'ammenda se il richiedente fornisce elementi probatori, che l'autorità nazionale garante della concorrenza utilizza senza necessità di ulteriori conferme, per dimostrare ulteriori circostanze che determinano l'aumento delle ammende rispetto a quelle che sarebbero altrimenti state inflitte ai partecipanti al cartello segreto. La riduzione dell'ammenda per il richiedente è proporzionata a tale aumento delle ammende.
Gli Stati membri provvedono affinché, per poter beneficiare del trattamento favorevole, il richiedente debba soddisfare le seguenti condizioni cumulative:
a) aver posto fine alla sua partecipazione al presunto cartello segreto immediatamente dopo aver presentato la domanda, tranne per quanto, a giudizio della competente autorità nazionale garante della concorrenza, sia ragionevolmente necessario per preservare l'integrità delle ispezioni;
b) cooperare effettivamente, integralmente, su base continuativa e sollecitamente con l'autorità nazionale garante della concorrenza dal momento in cui presenta la domanda finché l'autorità garante della concorrenza non ha chiuso il procedimento nei confronti di tutte le parti oggetto dell'indagine adottando una decisione o ha altrimenti chiuso il procedimento. Questa cooperazione comporta quanto segue:
i. fornire prontamente all'autorità nazionale garante della concorrenza tutte le pertinenti informazioni ed elementi probatori riguardanti il presunto cartello segreto di cui il richiedente venga in possesso o di cui disponga, in particolare:
- il nome e l'indirizzo dell'entità giuridica che ha presentato la richiesta di immunità;
- i nomi di tutte le altre imprese che partecipano o hanno partecipato al presunto cartello segreto;
- una descrizione dettagliata del presunto cartello segreto, inclusi i prodotti che ne formano l'oggetto, l'ambito geografico, la durata e la natura del comportamento del presunto cartello segreto;
- elementi probatori riguardanti il presunto cartello segreto accessibili al richiedente;
- informazioni su precedenti domande di trattamento favorevole presentate a qualsiasi altra autorità nazionale garante della concorrenza o alla Commissione in relazione al presunto cartello segreto, ovvero informazioni su possibili domande future.
ii. restare a disposizione dell'autorità nazionale garante della concorrenza per rispondere a ogni richiesta che possa contribuire a stabilire i fatti;
iii. mettere a disposizione dell'autorità nazionale garante della concorrenza, per i colloqui a scopo d'indagine, gli attuali (e se possibile gli ex) dipendenti e dirigenti;
iv. non distruggere, falsificare o celare informazioni pertinenti o elementi probatori; e
v. non rivelare di aver presentato la domanda né render nota nessuna parte del suo contenuto prima che l'autorità garante della concorrenza abbia inviato una comunicazione degli addebiti, a meno che non sia stato convenuto altrimenti; e
c) quando intenda presentare una domanda all'autorità nazionale garante della concorrenza, il richiedente non deve:
i. aver distrutto, falsificato o celato elementi probatori riguardanti il presunto cartello; né
ii. aver rivelato di voler presentare la domanda né aver reso nota nessuna parte del suo contenuto, tranne ad altre autorità garanti della concorrenza.
Forma delle domanda di trattamento favorevole
1. Gli Stati membri provvedono affinché i richiedenti possano richiedere il trattamento favorevole per iscritto e le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongano di un sistema che consenta loro di accettare le dichiarazioni di trattamento favorevole verbalmente o mediante altri mezzi che non comportino la produzione di documenti, di informazioni o di altri materiali in possesso, in custodia o sotto il controllo del richiedente. Su istanza del richiedente, le autorità nazionali garanti della concorrenza confermano per iscritto la ricezione della domanda di trattamento favorevole.
1 bis. Gli Stati membri provvedono affinché le domande di trattamento favorevole possano essere presentate in una delle lingue ufficiali dell'autorità nazionale garante della concorrenza o in una delle lingue di lavoro dell'Unione.
Marker per la domanda formale di immunità
1. Gli Stati membri provvedono affinché l'impresa che intende presentare una domanda di immunità possa chiedere inizialmente alle autorità nazionali garanti della concorrenza che le venga attribuito un numero d'ordine (marker). Il marker salvaguarda il posto del richiedente nell'elenco di coloro che chiedono l'immunità per un periodo da determinare caso per caso dall'autorità nazionale garante della concorrenza che riceve la domanda di marker. Esso consente al richiedente di raccogliere le informazioni e gli elementi probatori necessari per raggiungere la pertinente soglia probatoria ai fini dell'immunità.
Gli Stati membri provvedono affinché le domande di attribuzione di un marker possano essere presentate in una delle lingue ufficiali dell'autorità nazionale garante della concorrenza o in una delle lingue di lavoro dell'Unione.
2. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza abbiano la facoltà di concedere o no un marker. Il marker può essere concesso solo se l'impresa fornisce all'autorità nazionale garante della concorrenza tutte le informazioni seguenti:
b) gli elementi alla base delle preoccupazioni che hanno portato alla presentazione di una domanda di trattamento favorevole;
e) la durata e la natura del comportamento del presunto cartello segreto;
f) informazioni su precedenti domande di trattamento favorevole presentate a qualsiasi altra autorità nazionale garante della concorrenza in relazione al presunto cartello segreto, ovvero informazioni su possibili domande future.
3. Gli Stati membri provvedono affinché, se il richiedente regolarizza la propria situazione (perfeziona il marker) entro il periodo stabilito, si consideri che abbia presentato le informazioni e gli elementi probatori alla data alla quale gli è stato attribuito il marker.
3 bis. Gli Stati membri provvedono affinché l'impresa che intende presentare una domanda di riduzione delle ammende possa chiedere inizialmente alle autorità nazionali garanti della concorrenza che le venga attribuito un marker. A tale marker si applicano, mutatis mutandis, i paragrafi da 1 a 3.
1. Gli Stati membri provvedono affinché i richiedenti che hanno chiesto il trattamento favorevole facendo richiesta di marker o presentando una domanda completa alla Commissione in relazione a un presunto cartello segreto possano presentare domande semplificate in relazione al medesimo cartello alle autorità nazionali garanti della concorrenza che essi ritengono nella posizione idonea per trattare il caso.
Gli Stati membri provvedono affinché le domande semplificate possano essere depositate in una delle lingue ufficiali dell'autorità nazionale garante della concorrenza o in un'altra lingua di lavoro dell'Unione.
2. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza accettino le domande semplificate a condizione che assumano una delle forme di cui all'articolo 19, abbiano per oggetto lo stesso prodotto, lo stesso ambito geografico e la stessa durata della domanda di trattamento favorevole presentata alla Commissione e includano una breve descrizione delle informazioni di cui all'articolo 20, paragrafo 2, lettera a) e lettere da c) a f), nonché delle informazioni sullo Stato membro dove verosimilmente si trovano gli elementi probatori, nella misura in cui i dati siano noti al richiedente al momento della presentazione della domanda ▌.
3. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza non chiedano informazioni al richiedente ▌prima di chiedere la presentazione di una domanda a pieno titolo a norma del paragrafo 6.
4. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza che ricevono una domanda semplificata forniscano al richiedente un avviso indicante la data e l'ora della ricezione. Su istanza del richiedente, le autorità nazionali garanti della concorrenza confermano per iscritto la ricezione della domanda semplificata.
5. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza che ricevono una domanda semplificata verifichino al momento della sua ricezione se hanno già ricevuto una precedente domanda semplificata o domanda di trattamento favorevole in relazione allo stesso presunto cartello segreto e, tranne nei casi in cui ciò potrebbe pregiudicare l'integrità dell'indagine, ne informino il richiedente.
6. Gli Stati membri provvedono affinché i richiedenti possano presentare alle autorità nazionali garanti della concorrenza interessate domande di trattamento favorevole complete che integrano le domande semplificate di cui al paragrafo 1 solo allorché la Commissione avrà informato dette autorità che non intende intervenire, integralmente o parzialmente, sul caso. La Commissione terrà periodicamente informate le autorità nazionali garanti della concorrenza interessate in merito alla situazione e perverrà a tale decisione senza indebito ritardo. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza abbiano facoltà di specificare un periodo di tempo ragionevole per la presentazione, da parte del richiedente, della domanda a pieno titolo nonché delle informazioni e degli elementi probatori corrispondenti.
7. Gli Stati membri provvedono affinché, se il richiedente presenta la domanda completa conformemente al paragrafo 6 entro il periodo specificato dall'autorità nazionale garante della concorrenza, le informazioni ivi contenute siano considerate come presentate alla data e all'ora della domanda semplificata. Se il richiedente ha presentato la domanda semplificata non oltre 5 giorni lavorativi dopo la presentazione della domanda di trattamento favorevole alla Commissione, la domanda semplificata si considera presentata alla data e all'ora alla quale è stata presentata la domanda di trattamento favorevole alla Commissione.
Interazione tra i programmi di trattamento favorevole e le sanzioni inflitte alle persone fisiche
Gli Stati membri provvedono affinché gli attuali ed ex dipendenti e dirigenti dei richiedenti che presentano richiesta di immunità dalle ammende alle autorità garanti della concorrenza siano immediatamente e pienamente protetti da eventuali sanzioni penali e amministrative e dalle sanzioni imposte nell'ambito di un procedimento giudiziario non penale per la loro partecipazione al cartello segreto cui si riferisce la domanda, anche nei casi transfrontalieri, alla sola condizione che i dipendenti e dirigenti in questione collaborino attivamente con le autorità garanti della concorrenza interessate e la richiesta di immunità preceda il momento in cui i dipendenti e i dirigenti sono stati informati dalle autorità competenti dello Stato membro in merito al procedimento penale.
Cooperazione tra le autorità nazionali garanti della concorrenza
Gli Stati membri provvedono affinché, quando le autorità nazionali amministrative garanti della concorrenza effettuano un accertamento in nome e per conto di altre autorità nazionali garanti della concorrenza conformemente all'articolo 22 del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, i funzionari e le altre persone che li accompagnano autorizzati dall'autorità nazionale garante della concorrenza richiedente possano assistere all'accertamento effettuato dall'autorità nazionale garante della concorrenza adita e parteciparvi attivamente esercitando i poteri di cui agli articoli 6 e 7.
Richieste di notifica degli addebiti e delle decisioni
1. Fatta salva ogni altra forma di notifica effettuata da un'autorità nazionale garante della concorrenza dello Stato membro richiedente conformemente alle norme in esso vigenti, gli Stati membri provvedono affinché, su richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità adita notifichi al destinatario, per conto dell'autorità richiedente, gli addebiti riguardanti la presunta violazione degli articoli 101 o 102 TFUE e le decisioni che applicano tali articoli, nonché la documentazione relativa all'esecuzione delle decisioni che applicano ammende e/o penalità di mora.
2. L'autorità adita provvede affinché la notifica nello Stato membro adito sia effettuata secondo le leggi, regolamentazioni e prassi amministrative nazionali in vigore nello Stato membro adito.
1. Gli Stati membri provvedono affinché, su richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità adita dia esecuzione alle decisioni che impongono ammende o penalità di mora adottate conformemente agli articoli 12 e 15 dall'autorità richiedente. Questa disposizione si applica soltanto nella misura in cui:
a) l'impresa nei cui confronti l'ammenda o la penalità di mora ha carattere esecutivo non è giuridicamente presente nello Stato membro dell'autorità richiedente;
b) è evidente che l'impresa nei cui confronti può essere eseguita l'ammenda o la penalità di mora non dispone di beni sufficienti nello Stato membro dell'autorità richiedente.
2. L'autorità adita provvede affinché l'esecuzione nello Stato membro adito sia effettuata secondo le leggi, regolamentazioni e prassi amministrative nazionali in vigore nello Stato membro adito.
3. L'autorità richiedente può presentare una richiesta di esecuzione soltanto quando la decisione che ne permette l'esecuzione nello Stato membro richiedente è definitiva e non può più essere impugnata con mezzi ordinari e quando ha compiuto sforzi ragionevoli per dare esecuzione alle decisioni nel suo territorio.
4. Le questioni relative ai termini di prescrizione sono disciplinate dalle norme di legge in vigore nello Stato membro richiedente.
5. L'autorità adita non è tenuta a dare esecuzione alle decisioni in applicazione del paragrafo 1 quando sia in grado di addurre validi motivi dimostrando all'autorità richiedente che ciò è manifestamente contrario all'ordine pubblico dello Stato membro di applicazione.
Controversie riguardanti le richieste di notifica e di applicazione delle decisioni che impongono ammende o penalità di mora
1. Le controversie riguardanti la legittimità di una misura da notificare o di una decisione che impone ammende e penalità di mora adottata da un'autorità richiedente in conformità degli articoli 12 e 15 rientrano nella competenza degli organi competenti dello Stato membro richiedente e sono disciplinate dalle norme nazionali di tale Stato.
2. Le controversie riguardanti le misure di esecuzione adottate nello Stato membro adito o la validità di una notifica effettuata dall'autorità adita rientrano nella competenza degli organi competenti dello Stato membro adito e sono disciplinate dalle norme in vigore in tale Stato.
Ripartizione dei costi tra le autorità nazionali garanti della concorrenza
Gli Stati membri provvedono affinché, su richiesta dell'autorità adita, le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza che presentano richiesta di assistenza:
a) si accollino tutti i costi aggiuntivi ragionevoli, compresi i costi di traduzione e amministrativi, in relazione alle misure adottate a norma degli articoli 23 e 24;
b) consentano all'autorità adita di recuperare tutti i costi amministrativi ragionevoli di un'ammenda riscossa o di una penalità di mora in relazione alle misure adottate a norma dell'articolo 25.
Sospensione dei termini di prescrizione in materia di imposizione di sanzioni
1. Gli Stati membri provvedono affinché i termini di prescrizione per l'imposizione di ammende o di penalità di mora da parte delle autorità nazionali garanti della concorrenza a norma degli articoli 12 e 15 siano sospesi per la durata dei procedimenti dinanzi alle autorità nazionali garanti della concorrenza di altri Stati membri o alla Commissione per un'infrazione riguardante lo stesso accordo, la stessa decisione di un'associazione di imprese o la stessa pratica concordata. La sospensione decorre dalla notifica della prima misura formale di indagine nei confronti dell'impresa oggetto del procedimento. Essa termina alla data in cui l'autorità in questione chiude il suo procedimento e ne informa l'impresa in questione. La durata di tale periodo di sospensione lascia impregiudicati i termini di prescrizione assoluti previsti dal diritto nazionale.
2. Il termine di prescrizione applicabile all'imposizione di ammende o di penalità di mora rimane sospeso fino a quando la decisione di un'autorità garante della concorrenza forma oggetto di una procedura pendente dinanzi a un'istanza di ricorso.
2 bis. La Commissione provvede affinché la notifica dell'avvio della misura formale di indagine da parte di un'autorità nazionale garante della concorrenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1/2003, sia resa disponibile alle autorità nazionali garanti della concorrenza degli altri Stati membri nell'ambito del sistema della rete europea della concorrenza.
Ruolo delle autorità nazionali amministrative garanti della concorrenza dinanzi alle giurisdizioni nazionali
1. Gli Stati membri che designano sia un'autorità nazionale amministrativa garante della concorrenza, competente a indagare sulle infrazioni agli articoli 101 o 102 TFUE, che un'autorità nazionale giudiziaria garante della concorrenza, competente ad adottare una decisione che constata la violazione e/o che impone l'ammenda, provvedono affinché l'azione dinanzi alle autorità nazionali giudiziarie garanti della concorrenza possa essere promossa direttamente dall'autorità nazionale amministrativa garante della concorrenza.
2. Nella misura in cui gli organi giurisdizionali nazionali agiscono nel quadro di procedimenti avviati contro le decisioni di esecuzione delle autorità nazionali garanti della concorrenza che applicano gli articoli 101 o 102 TFUE, gli Stati membri provvedono affinché l'autorità nazionale amministrativa garante della concorrenza sia autorizzata completa a partecipare in veste di magistrato del pubblico ministero o parte convenuta in tali procedimenti, e godere degli stessi diritti di tali parti pubbliche a tali procedimento.
Limiti all'uso delle informazioni
1. Le informazioni raccolte sulla base delle disposizioni di cui alla presente direttiva dovrebbero essere utilizzate esclusivamente per lo scopo per il quale sono state acquisite. Esse non dovrebbero essere utilizzate come prova per l'imposizione di sanzioni nei confronti di persone fisiche. Il presente paragrafo non pregiudica gli obblighi derivanti dal diritto penale nazionale.
1 bis. Gli Stati membri assicurano che le autorità nazionali garanti della concorrenza, i loro funzionari, il loro personale e le altre persone che lavorano sotto il controllo di dette autorità, non divulghino le informazioni acquisite in forza della presente direttiva e coperte dall'obbligo del segreto professionale.
2. Gli Stati membri provvedono affinché l'accesso alle dichiarazioni legate a un programma di trattamento favorevole o alle proposte di transazione sia concesso unicamente ai fini dell'esercizio dei diritti di difesa nei procedimenti dinanzi a un'autorità nazionale garante della concorrenza. Gli Stati membri provvedono affinché le informazioni desunte da tali dichiarazioni legate a un programma di trattamento favorevole o proposte di transazione possano essere utilizzate dalla parte che ha ottenuto l'accesso al fascicolo solo se ciò è necessario per l'esercizio dei diritti di difesa nei procedimenti dinanzi ai giudici degli Stati membri nei casi che sono direttamente collegati al caso per il quale è stato concesso l'accesso e che riguardano:
b) il riesame di una decisione mediante la quale un'autorità nazionale garante della concorrenza ha constatato una violazione dell'articolo 101 TFUE o di disposizioni del diritto nazionale della concorrenza.
3. Gli Stati membri provvedono affinché le seguenti categorie di informazioni acquisite nel corso di un procedimento dinanzi ad un'autorità nazionale garante della concorrenza non possano essere utilizzate nei procedimenti dinanzi alle giurisdizioni nazionali fino a quando l'autorità garante della concorrenza non abbia chiuso il procedimento nei confronti di tutte le parti oggetto dell'indagine adottando una decisione ai sensi dell'articolo 9 o dell'articolo 11, o abbia altrimenti chiuso il procedimento:
a) informazioni preparate da altre persone fisiche o giuridiche specificamente ai fini del procedimento dell'autorità nazionale garante della concorrenza; e
b) informazioni che l'autorità nazionale garante della concorrenza ha redatto e comunicato alle parti nel corso del suo procedimento.
4. Gli Stati membri provvedono affinché le dichiarazioni legate a un programma di trattamento favorevole siano scambiate tra le autorità nazionali garanti della concorrenza a norma dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 1/2003 unicamente alle condizioni seguenti:
b) qualora anche l'autorità ricevente abbia ricevuto una domanda di trattamento favorevole in merito alla medesima infrazione dallo stesso richiedente che ha presentato domanda all'autorità trasmittente, a condizione che al momento in cui le informazioni vengono trasmesse il richiedente non abbia la possibilità di ritirare le informazioni che ha fornito alla predetta autorità ricevente; o
c) qualora l'autorità ricevente si sia impegnata per iscritto ad assicurare che né le informazioni a essa trasmesse né qualsiasi altra informazione che possa acquisire dopo la data e l'ora di trasmissione indicata dall'autorità trasmittente verranno utilizzate da essa o da altre autorità alle quali le informazioni sono successivamente trasmesse per imporre sanzioni a carico del richiedente o a carico di ogni altra persona fisica o giuridica coperta dal trattamento favorevole offerto dall'autorità trasmittente in conseguenza della domanda presentata dal richiedente nell'ambito del suo programma di trattamento favorevole oppure a carico di un dipendente o ex dipendente di qualsivoglia persona di cui sopra;
e a condizione che la tutela contro la divulgazione concessa dall'autorità nazionale garante della concorrenza ricevente sia equivalente a quella conferita dall'autorità nazionale garante della concorrenza trasmittente.
5. Quando un'autorità garante della concorrenza trasmette informazioni presentate spontaneamente da un richiedente a norma dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 1/2003 senza il consenso del richiedente, gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza riceventi siano in grado di soddisfare i criteri di cui al paragrafo 4, lettera c).
6. I paragrafi da 2 a 5 si applicano indipendentemente dalla forma in cui sono presentate le dichiarazioni legate a un programma di trattamento favorevole a norma dell'articolo 19.
Gli Stati membri provvedono affinché i tipi di prove ammissibili dinanzi a un'autorità nazionale garante della concorrenza comprendano i documenti, le dichiarazioni verbali, le registrazioni e tutti gli altri oggetti contenenti informazioni, indipendentemente dal supporto sul quale le informazioni sono conservate.
▌Sistema della rete europea della concorrenza
1. I costi sostenuti dalla Commissione in relazione alla manutenzione e allo sviluppo del sistema della rete europea della concorrenza e alla cooperazione all'interno di quest'ultima sono a carico del bilancio generale dell'Unione nei limiti degli stanziamenti disponibili.
2. La rete europea della concorrenza pubblica con la necessaria frequenza raccomandazioni utili e le migliori pratiche di varie autorità nazionali garanti della concorrenza per quanto riguarda l'indipendenza, le risorse, i poteri, le ammende e l'assistenza reciproca.
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro e non oltre [periodo di due anni per il recepimento]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.
Entro il ... [sette anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva], la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sul recepimento e l'attuazione della presente direttiva, corredandola se del caso di un'adeguata proposta legislativa.
Regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, concernente l'applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato (GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1).
PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (21.11.2017)
Relatore per parere: Eva Maydell
Le autorità nazionali di concorrenza svolgono, a fianco della Commissione, un ruolo decisivo nell'attuazione della legislazione unionale in materia di concorrenza (articoli 101 e 102 del TFUE) e contribuiscono in modo significativo a un mercato interno adeguatamente funzionante, competitivo e orientato ai consumatori. Il relatore riconosce che, per mantenere e rafforzare tali funzioni delle autorità nazionali di concorrenza, le competenze di esecuzione create con il regolamento 1/2003 devono essere rafforzate dagli strumenti, dai mezzi e dalle procedure necessari per tutte tali autorità. L'esistenza di strumenti e principi guida simili per tutte le autorità nazionali di concorrenza garantirà un'applicazione più uniforme, efficace e coerente delle regole della concorrenza in tutta l'UE. Il relatore riconosce quindi che la proposta della Commissione potrebbe portare vantaggi pratici per contrastare la distorsione della concorrenza e costituisce un passo importante verso lo sviluppo del pieno potenziale del mercato interno dell'UE.
Il relatore tiene a sottolineare che, a causa dell'insufficienza di risorse finanziarie di cui risentono alcuni autorità nazionali di concorrenza, la priorità data ai procedimenti e, quindi, le capacità esecutive di tali autorità potrebbero essere compromesse. Sebbene non sia possibile determinare quali risorse possano essere considerate sufficienti in tutti gli Stati membri, la proposta potrebbe essere rafforzata fornendo alle autorità nazionali di concorrenza una maggiore autonomia per quanto riguarda l'esecuzione dei rispettivi bilanci. Una tale disposizione consentirà alle autorità nazionali di concorrenza di stabilire le priorità dei loro casi, consentendo loro di effettuare ispezioni multiple simultaneamente, e ne aumenterà l'indipendenza. Di conseguenza, gli emendamenti presentati dal relatore propongono una maggiore autonomia di bilancio per le autorità nazionali di concorrenza, nel rispetto di tutte le norme nazionali di bilancio.
Il relatore ritiene che l'imparzialità delle autorità nazionali di concorrenza e la loro protezione da ogni influenza politica e imprenditoriale debba essere un elemento chiave, a maggior ragione nel contesto di autorità dotate di strumenti e mezzi rafforzati e, in alcuni casi, chiamate ad assumere nuove responsabilità. Pertanto, una serie di garanzie contro i conflitti di interessi e impegni trasparenti riguardo alla selezione e al licenziamento del personale da parte delle autorità nazionali di concorrenza e dei loro dirigenti potrebbero rafforzare l'attuale proposta. Tali disposizioni possono essere utili per sensibilizzare il pubblico e rafforzare la fiducia che ripone nelle autorità nazionali di concorrenza.
Per quanto riguarda il livello delle ammende applicate dalle autorità nazionali di concorrenza, il relatore riconosce che attualmente le imprese possono trovarsi dinanzi a sanzioni molto diverse per infrazioni simili in Stati membri diversi. Questa situazione presenta un pericolo per l'applicazione uniforme del diritto della concorrenza. Il relatore considera positivi gli sforzi della proposta di affrontare tali sfide e ritiene che un importo massimo comune dell'ammenda possa fornire gli incentivi giusti per un miglioramento.
Inoltre, il relatore ritiene che il potere di raccogliere prove delle autorità nazionali di concorrenza possa essere migliorato riducendo al minimo alcune procedure amministrative e meglio adeguandone le competenze investigative alle realtà digitali delle imprese oggi. Il relatore propone pertanto una serie di aggiunte alla proposta in tale contesto.
La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:
(1) Gli articoli 101 e 102 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sono una questione di ordine pubblico e occorre provvedere alla loro applicazione efficace in tutta l'Unione per garantire che la concorrenza nel mercato interno non venga distorta. L'applicazione efficace degli articoli 101 e 102 del TFUE è necessaria per garantire che in Europa vi siano mercati concorrenziali più aperti, in cui le imprese si fanno concorrenza in base ai loro meriti e senza erigere barriere all'ingresso nel mercato, in modo da poter generare ricchezza e creare posti di lavoro. Essa protegge i consumatori da pratiche commerciali volte a mantenere i prezzi di beni e servizi artificialmente elevati e permette loro di avere una scelta più ampia di beni e di servizi innovativi.
(1) Gli articoli 101 e 102 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sono una questione di ordine pubblico e occorre provvedere alla loro applicazione efficace in tutta l'Unione per garantire che la concorrenza nel mercato interno non venga distorta. L'applicazione efficace degli articoli 101 e 102 del TFUE è necessaria per garantire che in Europa vi siano mercati più concorrenziali e più aperti, permettendo alle imprese di farsi concorrenza in base ai loro meriti e di generare ricchezza e creare posti di lavoro. Essa protegge i consumatori da pratiche commerciali volte a mantenere i prezzi di beni e servizi artificialmente elevati e permette loro di avere una scelta più ampia di beni e di servizi innovativi.
Il relatore intende chiarire il testo e renderlo più conciso.
(5) La legislazione nazionale impedisce a molte ANC di disporre delle garanzie di indipendenza e dei poteri di applicazione delle norme e di imposizione delle ammende che risultano necessari per applicare efficacemente tali norme. Ciò compromette la capacità delle ANC di applicare efficacemente gli articoli 101 e 102 del TFUE e, se del caso, le disposizioni del diritto nazionale della concorrenza in parallelo agli articoli 101 e 102 del TFUE. Ad esempio, ai sensi del diritto nazionale, molte ANC non hanno strumenti efficaci per trovare le prove di infrazioni agli articoli 101 e 102 del TFUE o per infliggere ammende alle imprese che violano la legge, oppure non dispongono delle risorse necessarie per applicare efficacemente gli articoli in questione. Ciò può far sì che rinuncino a intervenire o limitino il proprio ambito di intervento. La mancanza da parte di molte ANC degli strumenti operativi e delle garanzie necessarie per applicare efficacemente gli articoli 101 e 102 del TFUE fa sì che le imprese che adottano pratiche anticoncorrenziali possano vedersi confrontate con procedimenti dagli esiti disparati a seconda dello Stato membro in cui operano: possono essere soggette alla non applicazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 del TFUE o a un'applicazione inefficace. Per esempio, in alcuni Stati membri, le imprese possono sottrarsi alla responsabilità per le ammende semplicemente operando una ristrutturazione. L'applicazione non uniforme degli articoli 101 e 102 del TFUE e delle disposizioni di diritto nazionale in materia di concorrenza applicate in parallelo agli articoli 101 e 102 del TFUE compromette la possibilità di eliminare gli ostacoli all'ingresso sul mercato e di creare mercati concorrenziali più aperti in tutta l'Unione europea, in cui le imprese possano competere in base ai loro meriti. Le imprese e i consumatori sono penalizzati soprattutto in quegli Stati membri in cui le ANC sono meno attrezzate per applicare le norme in modo efficace. Le imprese non possono competere sulla base dei propri meriti qualora vi sia la possibilità che le pratiche anticoncorrenziali non vengano sanzionate, ad esempio perché non si possono raccogliere le prove delle pratiche anticoncorrenziali o perché le imprese possono sottrarsi alla responsabilità per le ammende. Sono quindi disincentivate a entrare su tali mercati, ad esercitarvi il loro diritto di stabilimento e a fornire beni e servizi. Negli Stati membri in cui l'applicazione è meno intensa, i consumatori perdono i vantaggi di un'efficace applicazione delle norme in materia di concorrenza. L'applicazione disomogenea degli articoli 101 e 102 del TFUE e delle disposizioni del diritto nazionale in materia di concorrenza applicate in parallelo agli articoli 101 e 102 del TFUE in tutta l'Europa determina pertanto distorsioni della concorrenza nel mercato interno e compromette il suo corretto funzionamento.
(5) La legislazione nazionale impedisce a molte ANC di disporre delle garanzie di indipendenza e dei poteri di applicazione delle norme e di imposizione delle ammende che risultano necessari per applicare efficacemente gli articoli 101 e 102 del TFUE in parallelo alle disposizioni del diritto nazionale della concorrenza. Ad esempio, ai sensi del diritto nazionale, molte ANC non hanno strumenti efficaci per trovare le prove di infrazioni agli articoli 101 e 102 del TFUE o per infliggere ammende alle imprese che violano la legge, oppure non dispongono delle risorse necessarie per applicare efficacemente gli articoli in questione. Ciò può far sì che rinuncino a intervenire o limitino il proprio ambito di intervento. La mancanza da parte di molte ANC degli strumenti operativi e delle garanzie necessarie per applicare efficacemente gli articoli 101 e 102 del TFUE fa sì che le imprese che adottano pratiche anticoncorrenziali possano vedersi confrontate con procedimenti dagli esiti disparati a seconda dello Stato membro in cui operano o sono stabilite: possono essere soggette alla non applicazione dell'articolo 101 o dell'articolo 102 del TFUE o a un'applicazione inefficace. Per esempio, in alcuni Stati membri, le imprese possono sottrarsi alla responsabilità per le ammende semplicemente operando una ristrutturazione. L'applicazione non uniforme degli articoli 101 e 102 del TFUE e delle disposizioni di diritto nazionale in materia di concorrenza applicate in parallelo agli articoli 101 e 102 del TFUE compromette la possibilità di eliminare gli ostacoli all'ingresso sul mercato e di creare mercati concorrenziali più aperti in tutta l'Unione europea, in cui le imprese possano competere in base ai loro meriti. Le imprese e i consumatori sono penalizzati soprattutto in quegli Stati membri in cui le ANC sono meno attrezzate per applicare le norme in modo efficace. Le imprese non possono competere sulla base dei propri meriti qualora vi sia la possibilità che le pratiche anticoncorrenziali non vengano sanzionate, ad esempio perché non si possono raccogliere le prove delle pratiche anticoncorrenziali o perché le imprese possono sottrarsi alla responsabilità per le ammende. Sono quindi disincentivate a entrare su tali mercati, ad esercitarvi il loro diritto di stabilimento e a fornire beni e servizi. Negli Stati membri in cui l'applicazione è meno intensa, i consumatori perdono i vantaggi di un'efficace applicazione delle norme in materia di concorrenza. L'applicazione disomogenea degli articoli 101 e 102 del TFUE e delle disposizioni del diritto nazionale in materia di concorrenza applicate in parallelo agli articoli 101 e 102 del TFUE in tutta l'Europa determina pertanto distorsioni della concorrenza nel mercato interno e compromette il suo corretto funzionamento.
Il relatore intende chiarire il testo e renderlo più conciso. Le imprese possono operare in più di uno Stato membro dell'UE, ma i diversi risultati dei loro procedimenti possono dipendere anche dal loro luogo di insediamento, vale a dire dall'ANC che tratta il caso.
(6) Le lacune e le limitazioni degli strumenti e delle garanzie di cui dispongono le ANC minano il sistema di competenze parallele per l'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE che è concepito per funzionare come un insieme coeso basato sulla stretta cooperazione all'interno della rete europea della concorrenza. Tale sistema dipende dalla capacità delle autorità di fare affidamento le une sulle altre per attuare misure di indagine per conto delle altre. Non può tuttavia funzionare correttamente se alcune ANC non dispongono ancora di adeguati strumenti di indagine. Per quanto riguarda altri aspetti fondamentali, le ANC non sono in grado di prestarsi assistenza reciproca. Per esempio, nella maggior parte degli Stati membri, le imprese che operano a livello transfrontaliero riescono a eludere il pagamento delle ammende per il semplice fatto che non sono giuridicamente presenti in alcuni dei territori degli Stati membri in cui operano, il che riduce gli incentivi a rispettare gli articoli 101 e 102 del TFUE. La conseguente applicazione inefficace distorce la concorrenza per le imprese che rispettano la legge e compromette la fiducia dei consumatori nel mercato interno, in particolare nell'ambiente digitale.
(6) Le lacune e le limitazioni degli strumenti e delle garanzie di cui dispongono le ANC minano il sistema di competenze parallele per l'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE che è concepito per funzionare come un insieme coeso basato sulla stretta cooperazione all'interno della rete europea della concorrenza. Tale sistema dipende dalla capacità delle autorità di fare affidamento le une sulle altre per attuare misure di indagine su richiesta delle altre. Non può tuttavia funzionare correttamente se alcune ANC non dispongono ancora di adeguati strumenti di indagine. Per quanto riguarda altri aspetti fondamentali, le ANC non sono in grado di prestarsi assistenza reciproca. Per esempio, nella maggior parte degli Stati membri, le imprese che operano a livello transfrontaliero riescono a eludere il pagamento delle ammende per il semplice fatto che non sono giuridicamente presenti in alcuni dei territori degli Stati membri in cui operano, il che riduce gli incentivi a rispettare gli articoli 101 e 102 del TFUE. La conseguente applicazione inefficace distorce la concorrenza per le imprese che rispettano la legge e compromette la fiducia dei consumatori nel mercato interno, in particolare nell'ambiente digitale.
Il relatore intende mantenere il testo coerente con le definizioni di "autorità richiedente" e "autorità interpellata". Un'ANC di uno Stato membro può svolgere missioni d'informazione su richiesta di un'ANC di un altro Stato membro.
(9) L'introduzione di garanzie minime per permettere alle ANC di applicare efficacemente gli articoli 101 e 102 del TFUE non pregiudica la facoltà degli Stati membri di mantenere in vigore o di introdurre garanzie di indipendenza e risorse più ampie per le ANC e norme più dettagliate sui poteri di applicazione delle norme e di imposizione delle ammende di tali autorità. In particolare, gli Stati membri hanno la possibilità di conferire alle ANC poteri supplementari oltre a quelli fondamentali di cui alla presente direttiva, al fine di migliorare la loro efficacia.
(9) L'introduzione di garanzie minime per permettere alle ANC di applicare efficacemente e in modo uniforme gli articoli 101 e 102 del TFUE non pregiudica la facoltà degli Stati membri di mantenere in vigore o di introdurre garanzie di indipendenza e risorse più ampie per le ANC e norme più dettagliate sui poteri di applicazione delle norme e di imposizione delle ammende di tali autorità. In particolare, gli Stati membri hanno la possibilità di conferire alle ANC poteri supplementari oltre a quelli fondamentali di cui alla presente direttiva, al fine di migliorare la loro efficacia.
(10) Invece, per quanto riguarda le condizioni per la concessione del trattamento favorevole nei casi di cartelli segreti, sono necessarie norme dettagliate. Le imprese saranno disposte a fornire informazioni sui cartelli segreti ai quali hanno partecipato solo se dispongono di sufficiente certezza giuridica circa la possibilità di beneficiare dell'immunità dalle ammende. Le marcate differenze tra i programmi di trattamento favorevole applicabili negli Stati membri provocano incertezza giuridica per gli eventuali richiedenti, che disincentiva tali soggetti a chiedere il trattamento favorevole. Se gli Stati membri potessero attuare o applicare norme più restrittive o meno restrittive sul trattamento favorevole nell'ambito di applicazione della presente direttiva, non solo si comprometterebbe l'obiettivo di mantenere incentivi per i richiedenti al fine di rendere l'applicazione delle norme di concorrenza nell'Unione quanto più efficace possibile ma si rischierebbe anche di minare la parità di condizioni per le imprese operanti nel mercato interno. Ciò non impedisce agli Stati membri di applicare programmi di trattamento favorevole che riguardano non soltanto i cartelli segreti, ma anche altre violazioni degli articoli 101 e 102 del TFUE e di disposizioni nazionali equivalenti.
(10) Invece, per quanto riguarda le condizioni per la concessione del trattamento favorevole nei casi di rivelazione di cartelli, sono necessarie norme dettagliate. Le imprese saranno disposte a fornire informazioni sui cartelli ai quali hanno partecipato solo se dispongono di sufficiente certezza giuridica circa la possibilità di beneficiare dell'immunità dalle ammende. Le marcate differenze tra i programmi di trattamento favorevole applicabili negli Stati membri provocano incertezza giuridica per gli eventuali richiedenti, che disincentiva tali soggetti a chiedere il trattamento favorevole. Se gli Stati membri potessero attuare o applicare norme più restrittive o meno restrittive sul trattamento favorevole nell'ambito di applicazione della presente direttiva, non solo si comprometterebbe l'obiettivo di mantenere incentivi per i richiedenti al fine di rendere l'applicazione delle norme di concorrenza nell'Unione quanto più efficace possibile ma si rischierebbe anche di minare la parità di condizioni per le imprese operanti nel mercato interno. Ciò non impedisce agli Stati membri di applicare programmi di trattamento favorevole che riguardano non soltanto i cartelli, ma anche altre violazioni degli articoli 101 e 102 del TFUE e di disposizioni nazionali equivalenti.
Il trattamento favorevole è concesso, nella pratica, al primo partecipante al cartello che rivela informazioni sul cartello stesso, piuttosto che all'intero cartello. I cartelli sono segreti per loro natura; l'espressione "cartello segreto" è pertanto ridondante in tutto il testo. La soppressione della parola "segreto" rende il testo conforme alla terminologia utilizzata nella direttiva 2014/104. Cfr. l'emendamento 10.
(14) Occorre rafforzare l'indipendenza delle ANC per garantire l'applicazione efficace e uniforme degli articoli 101 e 102 del TFUE. A tal fine, è opportuno prevedere nella normativa nazionale una disposizione esplicita per garantire che, quando applicano gli articoli 101 e 102 del TFUE, le ANC siano protette da qualsiasi intervento o pressione politica esterni tali da compromettere la loro imparzialità nella valutazione delle questioni loro sottoposte. A tal fine, è opportuno stabilire preventivamente norme riguardanti i motivi di rimozione dall'incarico dei membri dell'organo decisionale delle ANC in modo da dissipare ogni ragionevole dubbio circa l'imparzialità di tale organo e la sua impermeabilità ai fattori esterni.
(14) Occorre rafforzare l'indipendenza delle ANC per garantire l'applicazione efficace e uniforme degli articoli 101 e 102 del TFUE. A tal fine, è opportuno prevedere nella normativa nazionale una disposizione esplicita per garantire che, quando applicano gli articoli 101 e 102 del TFUE, le ANC siano protette da qualsiasi intervento o pressione politica esterni tali da compromettere la loro imparzialità nella valutazione delle questioni loro sottoposte. A tal fine, è opportuno stabilire preventivamente norme e procedure chiare e trasparenti riguardo sia la nomina che i motivi di rimozione dall'incarico dei membri dell'organo decisionale delle ANC in modo da dissipare ogni ragionevole dubbio circa l'imparzialità di tale organo e la sua impermeabilità ai fattori esterni.
Il relatore ritiene che, poiché la proposta conferirà maggiori poteri e competenze ad alcune autorità nazionali della concorrenza, ciò dovrebbe essere accompagnato da un aumento della loro indipendenza e competenza per quanto riguarda il proprio personale. Nomine meritocratiche e trasparenti e licenziamenti obiettivi potranno favorire l'indipendenza decisionale delle ANC e rafforzare la fiducia del pubblico in esse.
(15) Per garantire l'indipendenza delle ANC, il loro personale e i membri dell'organo decisionale dovrebbero agire con integrità e astenersi da qualsiasi azione incompatibile con lo svolgimento dei loro compiti. Vista la necessità di prevenire che la valutazione indipendente del personale o dei membri dell'organo decisionale sia compromessa, per la durata del loro contratto o mandato e per un ragionevole periodo di tempo successivo, essi dovrebbero astenersi da qualsiasi attività professionale, remunerata o meno, incompatibile con lo svolgimento dei loro compiti. Inoltre, durante il loro contratto e il loro mandato, non dovrebbero detenere interessi in imprese o organizzazioni che hanno rapporti con un'ANC, nella misura in cui ciò rischia di compromettere la loro indipendenza. I membri del personale e dell'organo decisionale dovrebbero dichiarare eventuali interessi o beni patrimoniali che potrebbero generare un conflitto di interessi nello svolgimento dei loro compiti. Se, nello svolgimento dei loro compiti, sono chiamati a decidere su una questione in cui hanno un interesse che potrebbe compromettere la loro imparzialità, dovrebbero essere tenuti a informare l'organo decisionale, gli altri membri di tale organo o, nel caso delle ANC in cui il potere decisionale fa capo a una sola persona, la loro autorità che ha il potere di nomina.
(15) Per garantire l'indipendenza delle ANC, il loro personale e i membri dell'organo decisionale e della dirigenza dovrebbero agire con integrità e astenersi da qualsiasi azione incompatibile con lo svolgimento dei loro compiti. Vista la necessità di prevenire che la valutazione indipendente del personale o dei membri dell'organo decisionale e della dirigenza delle ANC sia compromessa, per la durata del loro contratto o mandato e per un ragionevole periodo di tempo successivo, essi dovrebbero astenersi da qualsiasi attività professionale, remunerata o meno, che potrebbe dare origine a conflitti di interessi o essere altrimenti incompatibile con lo svolgimento dei loro compiti. Inoltre, durante il loro contratto e il loro mandato, non dovrebbero detenere interessi in imprese o organizzazioni che hanno rapporti con un'ANC, nella misura in cui ciò rischia di compromettere la loro indipendenza. I membri del personale, dell'organo decisionale e della dirigenza delle ANC dovrebbero dichiarare eventuali interessi o beni patrimoniali che potrebbero generare un conflitto di interessi nello svolgimento dei loro compiti. A tal fine i membri del personale, dell'organo decisionale e della dirigenza dell'ANC dovrebbero rilasciare annualmente una dichiarazione di impegno e una dichiarazione di interessi, indicando tutti gli interessi diretti o indiretti che potrebbero essere ritenuti pregiudizievoli per la loro indipendenza e potrebbero influenzare il loro rendimento; Se, nello svolgimento dei loro compiti, sono chiamati a decidere su una questione in cui hanno un interesse che potrebbe compromettere la loro imparzialità, dovrebbero essere tenuti a informare l'organo decisionale, gli altri membri di tale organo o, nel caso delle ANC in cui il potere decisionale fa capo a una sola persona, la loro autorità che ha il potere di nomina.
(18 bis) L'indipendenza delle ANC sarà rafforzata se esse possono amministrare in modo indipendente le dotazioni di bilancio loro assegnate. Tale gestione indipendente delle dotazioni di bilancio assegnate dovrebbe essere esercitata in conformità delle norme e procedure di bilancio nazionali.
(21) I poteri d'indagine delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza dovrebbero essere adeguati per poter rispondere alle difficoltà di applicazione legate all'ambiente digitale e dovrebbero consentire alle autorità nazionali garanti della concorrenza di acquisire tutte le informazioni in formato digitale, compresi i dati ottenuti con mezzi forensici, legati all'impresa o all'associazione di imprese oggetto dell'indagine, su qualsiasi forma di supporto, ad esempio computer portatili, telefoni cellulari e altri dispositivi mobili.
(21) I poteri d'indagine delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza dovrebbero essere adeguati per poter rispondere alle difficoltà di applicazione legate all'ambiente digitale e dovrebbero consentire alle autorità nazionali garanti della concorrenza di acquisire tutte le informazioni in formato digitale, compresi i dati ottenuti con mezzi forensici, legati all'impresa o all'associazione di imprese oggetto dell'indagine, su qualsiasi forma di supporto, ad esempio computer portatili, telefoni cellulari, altri dispositivi mobili e di archiviazione cloud.
Articolo 2 – comma 1 – punto 9
(9) "cartello" un accordo o una pratica concordata fra due o più concorrenti, volta a coordinare il loro comportamento concorrenziale sul mercato o a influire sui pertinenti parametri di concorrenza mediante pratiche consistenti, tra l'altro, nel fissare o coordinare i prezzi di acquisto o di vendita o altre condizioni commerciali, anche in relazione a diritti di proprietà intellettuale, nell'allocare quote di produzione o di vendita, nel ripartire i mercati e i clienti, tra l'altro mediante manipolazione delle gare d'appalto, restrizioni delle importazioni o delle esportazioni o azioni anticoncorrenziali dirette contro altre imprese concorrenti;
(La modifica apportata alla definizione del termine dovrebbe essere apportata in tutto il testo.)
L'esercizio dei poteri di cui alla presente direttiva da parte delle autorità nazionali garanti della concorrenza è soggetto a garanzie adeguate, compreso il rispetto del diritto di difesa e del diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice da parte delle imprese, conformemente ai principi generali del diritto dell'Unione e alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
L'esercizio dei poteri di cui alla presente direttiva da parte delle autorità nazionali garanti della concorrenza è soggetto a garanzie adeguate, compreso il rispetto del diritto di difesa, del diritto alla buona amministrazione, del diritto a un equo processo e del diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice da parte delle imprese, conformemente ai principi generali del diritto dell'Unione e alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Emendamento12
a) il personale e i membri dell'organo decisionale delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano svolgere i loro compiti ed esercitare i loro poteri ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE in modo indipendente da ingerenze politiche e da altre influenze esterne;
a) il direttore, il personale e i membri dell'organo decisionale delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano svolgere i loro compiti ed esercitare i loro poteri ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE in modo indipendente da ingerenze politiche e da altre influenze esterne;
Emendamento13
b) il personale e i membri dell'organo decisionale delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza non sollecitino né accettino istruzioni da alcun governo o da altre entità pubbliche o private nello svolgimento dei loro compiti o nell'esercizio dei loro poteri ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE;
b) il direttore, il personale e i membri dell'organo decisionale delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza non sollecitino né accettino istruzioni da alcun governo o da altre entità pubbliche o private nello svolgimento dei loro compiti o nell'esercizio dei loro poteri ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE;
Emendamento14
c) il personale e i membri dell'organo decisionale delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza si astengano da qualsiasi azione incompatibile con lo svolgimento dei loro compiti e l'esercizio dei loro poteri ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE;
c) il direttore, il personale e i membri dell'organo decisionale e della dirigenza delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza si astengano da qualsiasi azione incompatibile con lo svolgimento dei loro compiti e l'esercizio dei loro poteri ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE; in particolare, tale obbligo implica che durante il loro contratto e il loro mandato, essi non devono detenere interessi in imprese o organizzazioni che hanno rapporti con un'autorità amministrativa nazionale garante della concorrenza, nella misura in cui ciò rischi di compromettere la loro indipendenza;
Il relatore intende rafforzare l'imparzialità del personale e dei membri dell'ANC.
Emendamento15
Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera c bis (nuova)
c bis) I membri del personale, dell'organo decisionale e della dirigenza delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza dichiarano eventuali interessi o beni patrimoniali che potrebbero generare un conflitto di interessi nello svolgimento dei loro compiti. A tal fine i membri del personale, dell'organo decisionale e della dirigenza delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza rilasciano annualmente una dichiarazione di impegno e una dichiarazione di interessi, indicando tutti gli interessi diretti o indiretti che potrebbero essere ritenuti pregiudizievoli per la loro indipendenza e potrebbero influenzare il loro rendimento;
Il relatore intende rafforzare l'indipendenza delle ANC da influenze politiche o imprenditoriali. Disposizioni analoghe già esistono nella normativa di settore, ad esempio per gli organismi di regolamentazione del settore ferroviario (direttiva 2012/34, articolo 55).
d) i membri dell'organo decisionale delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano essere sollevati dall'incarico solamente se non soddisfano più le condizioni richieste per lo svolgimento dei loro compiti o hanno commesso gravi illeciti ai sensi del diritto nazionale. I motivi di tale rimozione dovrebbero essere fissati preventivamente nel diritto nazionale. La rimozione dall'incarico non può aver luogo per motivi connessi al corretto svolgimento dei loro compiti o all'esercizio dei loro poteri in relazione all'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE, secondo quanto definito all'articolo 5, paragrafo 2;
d) Il direttore e i membri dell'organo decisionale delle autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano essere sollevati dall'incarico solamente se non soddisfano più le condizioni richieste per lo svolgimento dei loro compiti o sono stati riconosciuti colpevoli di gravi illeciti ai sensi del diritto nazionale. I motivi di tale rimozione dovrebbero essere fissati preventivamente nel diritto nazionale. La rimozione dall'incarico non può aver luogo per motivi connessi al corretto svolgimento dei loro compiti o all'esercizio dei loro poteri in relazione all'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE, secondo quanto definito all'articolo 5, paragrafo 2, della presente direttiva;
Emendamento17
e bis) i membri dell'organismo decisionale delle autorità nazionali garanti della concorrenza sono selezionati e nominati in base a norme e procedure chiare e trasparenti, stabilite in anticipo;
Emendamento18
1. Gli Stati membri assicurano che le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongano delle risorse umane, finanziarie e tecniche necessarie per l'efficace svolgimento dei loro compiti ed esercizio dei loro poteri ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE, quale definita al paragrafo 2.
1. Gli Stati membri assicurano che le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongano delle risorse umane, finanziarie e tecniche necessarie per lo svolgimento efficace ed indipendente dei loro compiti ed esercizio dei loro poteri ai fini dell'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE, quale definita al paragrafo 2.
Emendamento19
1 bis. Gli Stati membri assicurano che le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongano di dotazioni di bilancio distinte e possano amministrare in modo indipendente le dotazioni di bilancio loro assegnate, nel rispetto delle norme di bilancio nazionali, al fine di determinare la priorità da conferire alle indagini su casi specifici.
Riconoscendo alle ANC il diritto a distribuire le proprie risorse finanziarie in modo autonomo tra i propri casi si permetterà loro di esercitare flessibilità ed indipendenza nel selezionare i casi più meritevoli di attenzione. Per alcune ANC, ciò potrebbe rappresentare un miglioramento sostanziale in termini di indipendenza.
b) controllare i libri e qualsiasi altro documento connesso all'azienda, su qualsiasi forma di supporto, quali laptop, dispositivi mobili e archiviazione cloud, compreso il diritto di accedere a informazioni accessibili all'entità oggetto dell'accertamento;
Il relatore intende adeguare la proposta all'era digitale e permettere alle ANC di meglio accedere ai media pertinenti. Le informazioni sui cartelli sono raramente documentate per iscritto, ma tendono a trovarsi nella corrispondenza elettronica.
Emendamento21
Gli Stati membri provvedono affinché le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano richiedere mediante decisione alle imprese e associazioni di imprese di fornire tutte le informazioni necessarie per l'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE entro un determinato termine. Tale obbligo comprende le informazioni accessibili all'impresa e all'associazione di imprese.
Gli Stati membri provvedono affinché le autorità amministrative nazionali garanti della concorrenza possano richiedere alle imprese e associazioni di imprese di fornire tutte le informazioni necessarie per l'applicazione degli articoli 101 e 102 del TFUE entro un determinato termine. Tale obbligo comprende le informazioni accessibili all'impresa e all'associazione di imprese.
Il relatore intende agevolare le richieste di informazioni delle ANC, dare loro maggiore flessibilità e accelerarne i lavori.
Emendamento22
Articolo 12 – paragrafo 2 – lettera d
d) forniscano informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti in risposta a una richiesta formulata mediante decisione di cui all'articolo 8 oppure non forniscano le informazioni entro il termine stabilito;
d) forniscano informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti in risposta a una richiesta di cui all'articolo 8 oppure non forniscano le informazioni entro il termine stabilito;
Emendamento23
1. Gli Stati membri assicurano che l'importo massimo dell'ammenda che un'autorità nazionale garante della concorrenza può infliggere a ciascuna impresa o associazione di imprese partecipanti a una violazione degli articoli 101 o 102 del TFUE sia fissato a un livello non inferiore al 10% del suo fatturato mondiale totale realizzato durante l'esercizio sociale precedente la decisione.
1. Gli Stati membri assicurano che un'autorità nazionale garante della concorrenza possa infliggere a ciascuna impresa o associazione di imprese partecipanti a una violazione degli articoli 101 o 102 del TFUE un'ammenda massima non inferiore al 10% del suo fatturato mondiale totale realizzato durante l'esercizio sociale precedente la decisione.
Misure che stabiliscono il livello massimo delle ammende minime sono frequenti nella legislazione dell'UE in materia di giustizia e affari interni. La formulazione si rifà a quella dell'articolo 5 della decisione quadro del Consiglio, del 13 giugno 2002, sulla lotta contro il terrorismo.
Emendamento24
2. Qualora l'infrazione commessa da un'associazione di imprese riguardi le attività dei suoi membri, l'importo massimo dell'ammenda non sarà inferiore al 10% della somma dei fatturati mondiali totali di ciascun membro operante sul mercato interessato dall'infrazione commessa dall'associazione. Tuttavia, la responsabilità finanziaria di ciascuna impresa per il pagamento dell'ammenda non supera l'importo massimo fissato conformemente al paragrafo 1.
Articolo 19 – comma 1
Gli Stati membri provvedono affinché i richiedenti possano richiedere il trattamento favorevole per iscritto e le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongano di un sistema che consenta loro di accettare le dichiarazioni di trattamento favorevole verbalmente o mediante altri mezzi che non comportino la produzione di documenti, di informazioni o di altri materiali in possesso, in custodia o sotto il controllo del richiedente.
Gli Stati membri provvedono affinché i richiedenti possano richiedere il trattamento favorevole per iscritto e le autorità nazionali garanti della concorrenza dispongano di un sistema che consenta loro di accettare le dichiarazioni di trattamento favorevole verbalmente o mediante altri mezzi che non comportino la produzione di documenti, di informazioni o di altri materiali in possesso, in custodia o sotto il controllo del richiedente. Gli Stati membri consentono alle autorità nazionali garanti della concorrenza di accettare le richieste di trattamento favorevole e le richieste in forma sintetica in un'altra lingua ufficiale dell'Unione, oltre che nella lingua ufficiale o in una delle lingue ufficiali dello Stato membro dell'autorità nazionale garante della concorrenza.
Il relatore mira a promuovere il ricorso da parte delle imprese a richieste di trattamento favorevole riducendone i costi di traduzione ove possibile.
Emendamento26
1. Gli Stati membri provvedono affinché i richiedenti che hanno chiesto il trattamento favorevole facendo richiesta di marker o presentando una domanda completa alla Commissione in relazione a un presunto cartello possano presentare domande semplificate in relazione al medesimo cartello alle autorità nazionali garanti della concorrenza che essi ritengono nella posizione idonea per trattare il caso.
Emendamento27
Gli Stati membri provvedono affinché gli attuali ed ex dipendenti e dirigenti dei richiedenti che presentano richiesta di immunità dalle ammende alle autorità garanti della concorrenza siano protetti da eventuali sanzioni penali e amministrative e dalle sanzioni imposte nell'ambito di un procedimento giudiziario non penale per la loro partecipazione al cartello segreto cui si riferisce la domanda, se i dipendenti e dirigenti in questione collaborano attivamente con le autorità garanti della concorrenza interessate e la richiesta di immunità precede l'inizio del procedimento penale.
Gli Stati membri provvedono affinché gli attuali ed ex dipendenti e dirigenti dei richiedenti che presentano richiesta di immunità dalle ammende alle autorità garanti della concorrenza siano protetti da eventuali sanzioni penali e amministrative e dalle sanzioni imposte nell'ambito di un procedimento giudiziario non penale per la loro partecipazione al cartello segreto cui si riferisce la domanda, se i dipendenti e dirigenti in questione collaborano attivamente con le autorità garanti della concorrenza interessate e la richiesta di immunità precede il momento in cui i dipendenti e i dirigenti sono stati informati del procedimento penale dalla autorità competenti degli Stati membri.
Se le disposizioni in materia di trattamento favorevole della direttiva sono troppo ampie, possono vanificare l'effetto deterrente delle sanzioni.
Emendamento28
5. L'autorità adita non è tenuta a dare esecuzione alle decisioni in applicazione del paragrafo 1 se ciò è manifestamente contrario all'ordine pubblico dello Stato membro di applicazione.
5. L'autorità adita dà esecuzione alle decisioni in applicazione del paragrafo 1, a meno che non sia in grado di addurre validi motivi dimostrando all'autorità richiedente che ciò è manifestamente contrario all'ordine pubblico dello Stato membro di applicazione.
Emendamento29
Gli Stati membri assicurano che, su richiesta dell'autorità interpellata, l'autorità richiedente:
(a) assuma, in relazione alle misure adottate ai sensi degli articoli 23 e 24, tutti i costi aggiuntivi ragionevoli, compresi i costi di traduzione e amministrativi;
(b) consenta, in relazione alle misure adottate ai sensi dell'articolo 25, all'autorità interpellata di recuperare tutti i costi amministrativi ragionevoli di un'ammenda riscossa o di una penalità di mora.
Emendamento30
2 bis. La Commissione provvede affinché la notifica dell'avvio della prima misura formale di indagine da parte di un'autorità nazionale garante della concorrenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1/2003, sia resa disponibile alle autorità nazionali garanti della concorrenza degli altri Stati membri nell'ambito del sistema della rete europea della concorrenza.
Emendamento31
1. Le informazioni raccolte sulla base delle disposizioni di cui alla presente direttiva dovrebbero essere utilizzate esclusivamente per lo scopo per il quale sono state acquisite. Esse non dovrebbero essere utilizzate come prova per l'imposizione di sanzioni nei confronti di persone fisiche.
1. Le informazioni raccolte sulla base delle disposizioni di cui alla presente direttiva dovrebbero essere utilizzate esclusivamente per lo scopo per il quale sono state acquisite. Esse non dovrebbero essere utilizzate come prova per l'imposizione di sanzioni nei confronti di persone fisiche. Laddove sia in questione la responsabilità penale di un singolo, l'autorità di concorrenza può trasmettere dati del fascicolo al tribunale o alla procura.
Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che conferisce alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficace e assicura il corretto funzionamento del mercato interno

References: e contrario

Articolo 2

Articolo 4
 articolo 55

Articolo 12

Articolo 19
e contrario
e contrario