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Timestamp: 2020-01-24 03:07:52+00:00

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Spese processuali in materia penale - CPP austriaco | Filodiritto
Verfahrenskosten im Strafverfahren
Rimborso spese, spese di giustizia, spese giudiziarie, spese legali, diritto austriaco, Procedura penale
1. Spese forfettarie e “besondere Kosten”
2. Privatbeteiligte, Privatanklageverfahren e impugnazione
3. Ordinanza di liquidazione delle spese
4. Onorario del difensore d’ufficio, di fiducia e “Beitrag zu den Kosten der Verteidigung”
5. “Ersatzanspruch” per ingiusta detenzione
Prima di scendere all’esame della normativa concernente le spese a seguito della conclusione di un procedimento penale, occorre premettere che la StPO, il CPP, distingue tra “Pauschalkosten” (spese forfettarie) e altre spese (“sonstige Kosten/besondere Kosten”).
A) Le “Pauschalkosten” costituiscono una parte (“einen Anteil”) delle spese generali sostenute in relazione al procedimento penale (per questo motivo si parla anche di “Pauschalkostenbeitrag”). Esse sono previste – nel loro importo minimo e massimo, dal § 318 StPO, come segue:
1) procedimento dinanzi al Landesgericht (LG) quale “Geschworenengericht” (Corte d’assise): da 500 Euro a 10.000 Euro,
2) procedimento dinanzi al LG quale “Schöffengericht” (con la partecipazione di giudici non togati): da 250 Euro a 5.000 Euro,
3) procedimento dinanzi al LG quale giudice unico: da 150 Euro a 3.000 Euro,
4) procedimento dinanzi al “Bezirksgericht”: da 50 Euro a 1.000 Euro,
5) se il LG pronunzia condanna per un reato di competenza del “Bezirksgericht”, il “Pauschalkostenbeitrag” è dovuto nella misura da 50 Euro a 1.000 Euro,
6) in caso di “Prozessbegleitung” (assistenza in favore della vittima di reati dolosi gravi, indipendentemente dal diritto al patrocinio a spese dello Stato), il “Pauschalkostenbeitrag” non può superare 1.000 Euro,
7) se il procedimento si svolge dinanzi al “Bezirksgericht” a seguito di “Privatanklage” e se ivi si conclude, senza che si sia proceduto a dibattimento e senza esame di testi e periti, non è previsto “Pauschalkostenbeitrag”.
Ai fini della determinazione concreta del “Pauschalkostenbeitrag”, occorre tenere conto dell’attività complessiva posta in essere dagli organi impegnati nello Strafverfahren, delle indennità a questi liquidate, dei beni patrimoniali del condannato e della di lui capacità reddituale.
Le spese per la cosiddetta Übersetzungshilfe (interprete), non rientrano nel Pauschalkostenbeitrag; cosí pure gli “expensa” per l’arresto e la custodia cautelare in carcere.
B) Rientrano invece nelle “besonderen Kosten” di cui sopra e che devono essere rifuse allo Stato interamente (con un’eccezione che sarà indicata più avanti): a) quanto corrisposto a periti nonchÈ a uffici pubblici per informazioni b) i costi sostenuti per il trasferimento dell’imputato dall’estero, con la relativa “Bewachung” c) le indennità corrisposte a testi che provengono dall’estero, d) quanto speso per effetto dell’esecuzione di sequestri (principalmente probatori) e a seguito di informazioni assunte presso banche e concernenti conti bancari, transazioni bancarie, per sequestri di corrispondenza, intercettazione di comunicazioni, salvo che l’addebito delle stesse costituisca, tenuto conto della gravità del reato e dell’entità della pena, per il condannato, “eine unverhältnismäßige Härte” e) le spese sostenute per l’esecuzione della sentenza di condanna, fatta eccezione per quelle derivanti dal “Vollzug der Freiheitsstrafe" (pena detentiva) f) le spese dei difensori.
I “costi” sopra indicati – ad eccezione di quelli sostenuti per informazioni assunte presso enti pubblici e per le cosiddette Verteidigungskosten (spese per la difesa) - sono anticipati dallo Stato (Bund) e – come vedremo – poi “recuperate” a carico del condannato, se in sentenza è stata statuita la “Kostenanlastung” (“…ihm fallen die Kosten zur Last”). Il condannato deve dunque rifondere le spese del procedimento penale allo Stato (Bund) ai sensi del combinato disposto dei §§ 389, c. 1 e 260, c. 1, n. 5. Se l’imputato è stato condannato soltanto per alcuni dei reati, per i quali è stato tratto a giudizio, le “besonderen Kosten” inerenti ai reati, per i quali non vi è stata condanna, non possono essere poste a carico del Verurteilten. L’“Ausnahme von der Ersatzpflicht”, vale anche in certi casi di derubricazione, come, per esempio, se l’imputato è stato tratto a giudizio per omicidio volontario, ma è stato poi condannato (soltanto) per omicidio colposo.
Se vi è stata condanna di più imputati, ognuno di essi è condannato alla rifusione, in favore dello Stato, del “Pauschalkostenbeitrag”, mentre le “besonderen Kosten” sono messe a carico dei singoli imputati in relazione all’entità dell’attività di indagine necessaria per l’accertamento dei reati, per i quali vi è stata condanna.
Per quanto concerne le spese del procedimento d’impugnazione, il condannato è obbligato alla rifusione di parte delle medesime “auch wenn sein Rechtsmittel teilweise Erfolg hat" (per esempio, se, a seguito di gravame, l’entità della pena è stata ridotta). Se, proposto Rechtsmittel, il Rechtsmittelgericht (giudice di secondo grado) assolve l’imputato da uno dei reati contestati o vi è derubricazione (di cui sopra abbiamo parlato), la “Kostenpflicht” va ridotta.
Non sussiste “Kostenpflicht” a carico del condannato, se il Rechtsmittel – proposto dal PM – non è stato accolto neppure in parte (“ist ganz erfolglos geblieben”).
Che cosa succede in caso di “diversioneller Erledigung”, che comporta il “Rücktritt von der Verfolgung der Straftat” da parte del PM prima dell’“Anklageeinbringung”, mentre dopo tale adempimento, il giudice dispone – prima della conclusione del dibattimento – la “Verfahrenseinstellung” (NDP). In questi casi, il sospettato (la “Diversion” lascia impregiudicata la presunzione di non colpevolezza) è tenuto a versare un “Kostenbeitrag” nella misura non superiore a 250 Euro. Tuttavia, questo “Kostenbeitrag” può essere “nachgesehen” (non richiesto), se il pagamento dello stesso potrebbe implicare restrizioni nell’”einfachen Lebensführung” del sospettato o della sua famiglia. I minori di anni 21 (“Jugendliche und junge Erwachsene”), vanno esentati dal pagamento del “Pauschalkostenbeitrag”, qualora la corresponsione del medesimo possa “deren Fortkommen erschweren” (ved. § 45, c. 2, JGG (Legge sul procedimento dinanzi al Tribunale per i minorenni)).
Il condannato è obbligato a rifondere al “Privatbeteiligten” quanto da questi corrisposto al proprio difensore, pure nel caso in cui sia stato riconosciuto – dal giudice – il risarcimento dei danni soltanto in parte. Se il giudice dispone la “Verweisung des Privatbeteiligten auf den Zivilrechtsweg” (rimessione del P.B. dinanzi al giudice civile), per le spese incontrate dal P.B., questi può agire in sede civile. È escluso, in ogni caso, che il P.B. possa essere condannato alle spese.
E passiamo al “Privatanklageverfahren”. L’imputato, in caso di “Verurteilung”, va condannato anche alle “Verfahrensspesen”, mentre le spese processuali vanno poste a carico di chi ha iniziato il “Privatklageverfahren”, se questo procedimento si conclude in modo diverso da una condanna. In questo caso il condannato è obbligato a rifondere allo Stato (Bund), sia il “Pauschalkostenbeitrag”, che le “besonderen Kosten”; inoltre, è tenuto alla rifusione, in favore della p. c., di quanto da questa corrisposto al proprio difensore nonchÈ delle spese vive (“Barauslagen”).
Se, a conclusione di un “Privatanklageverfahren”, è disposto NDP (“Verfahrenseinstellung”) oppure l’imputato viene assolto con sentenza, nel provvedimento che dispone l’”Einstellung des Verfahrens” oppure nella sentenza assolutoria (ved. OGH 15 Os 123/13 g), deve essere statuito, che le spese del procedimento sono a carico di chi ha iniziato il “Privatanklageverfahren”. La “Kostenersatzpflicht” (obbligo di rifusione delle spese), consegue all’esito complessivo del procedimento e ha carattere meramente declaratorio. Per quanto concerne un’eventuale omissione della statuizione in merito alle spese, si ritiene generalmente che a questo errore si possa ovviare mediante semplice correzione materiale; di diverso avviso è stato l’OGH (15 Os 33/09f).
Dopo il passaggio in giudicato della sentenza, il presidente statuisce nel “Kostenfestsetzungsbeschluss” (ordinanza di determinazione delle spese), quali delle “besonderen Kosten” il condannato deve rifondere allo Stato, fissa l’entità del “Pauschalkostenbeitrag” (che è da graduare anche a seconda dell’autorità giudiziaria, dinanzi alla quale si è svolto il procedimento) e determina l’entità dell’eventuale contributo che il condannato è obbligato a corrispondere a titolo di “Verfahrenshilfe” (assistenza in favore della vittima di certi reati gravi).
È in facoltà del presidente – se è da ritenere, sulla base di fatti emersi nel corso del procedimento, che le spese non possano essere “recuperate” (“hereingebracht”) neppure in parte, stante la situazione economica del condannato oppure se il condannato è persona di età inferiore a 21 anni – di dichiarare l’“Uneinbringlichkeit” (l’inesigibilità) delle spese. Questa statuizione può essere fatta già in sede di deliberazione del dispositivo di sentenza, nel qual caso non si fa luogo a “Kostenbestimmungsbeschluss”.
Per quanto concerne le spese, che il condannato è tenuto a rifondere “dem Gegner”, alla parte civile (si tratta principalmente di quanto “l’avversario” ha dovuto corrispondere al proprio difensore), il giudice di 1° grado decide con ordinanza (Beschluss) su istanza della p.c., sentito il condannato. Ciò, se le parti non raggiungono un accordo in punto spese. Prima di determinare l’ammontare delle spese, alla controparte di colui che ha proposto l’”Antrag auf Kostenfestsetzung”, deve essere consentito di prendere posizione in merito. Se l’istanza è inoltrata da colui che è stato condannato alle spese, il giudice invita la p.c. a depositare, entro un certo termine, la propria nota spese (“Gebührenrechnung”); in caso contrario, le spese vengono liquidate sulla base di quanto allegato da chi ha presentato l’istanza e di quanto è a disposizione del giudice.
In sede di determinazione delle spese, si deve tenere conto altresí, se le “Vertretungshandlungen” poste in essere, sono state necessarie o comunque giustificate. ”Die Kosten des Bemessungsverfahrens sind als Kosten des Strafverfahrens anzusehen”. Quindi, anche l’”Aufwand”, necessario per la “Kostenbestimmung”, grava sul condannato (il fine è evidentemente quello, di indurre l’obbligato a pagare spontaneamente, senza l’intervento dell’autorità giudiziaria).
Contro il provvedimento di liquidazione delle spese (ordinanza), è proponibile Beschwerde (reclamo) e questa Beschwerde ha effetto sospensivo.
Il giudice procede alla determinazione dell’onorario spettante al difensore d’ufficio su istanza di quest’ultimo o del condannato; su richiesta del “Verfahrenshilfeverteidiger” decide altresí sulla rifusione delle spese vive anticipate dallo Stato. Qualora insorga controversia in ordine all’entità dell’onorario spettante al difensore di fiducia, la relativa decisione spetta al giudice civile. L’imputato, anche se è stato assolto (o in caso di derubricazione) deve corrispondere, di tasca propria, l’onorario al proprio difensore di fiducia. Tuttavia, su istanza dell’imputato, allo stesso viene riconosciuto un “Beitrag zu den Kosten der Verteidigung”, un contributo alle spese sostenute per la difesa. Ciò soltanto, se è stato assolto a seguito di udienza dibattimentale. Il predetto contributo è dovuto, altresí, se l’imputato - a seguito di “Hauptverhandlung mit notwendiger Verteidigung” (cioè, se nel dibattimento era obbligatoria l’assistenza di un difensore) – è stato condannato soltanto per un reato di competenza del Bezirksgericht. Anche all’imputato di omicidio volontario, poi condannato per omicidio colposo, spetta un contributo, fatta eccezione però: 1) per il caso in cui vi è stata “Verfahrenseinstellung ohne Hauptverhandlung” (NDP senza (procedere a) dibattimento) e 2) per il caso in cui, a seguito di querela di parte, l’imputato è stato tratto a giudizio per danneggiamento aggravato, ma condannato poi soltanto “wegen einfacher Sachbeschädigung”. Altri “Ausschlüsse des Ersatzanspruches” (esclusioni del diritto al contributo) sono previsti dal comma 3° del § 393 a StPO, nei seguenti casi: a) se l’imputato ha dato origine – dolosamente - al sospetto di aver commesso il reato, per il quale poi si è proceduto nei suoi confronti, b) se il procedimento è terminato perchè è stato accertato, che si è trattato di persona non imputabile o perchè, durante il dibattimento, l’“Ermächtigung zur Strafverfolgung” (l’autorizzazione a procedere), è stata “zurückgenommen” oppure se c) è sopravvenuta la non punibilità del fatto, dopo l’“Einbringung der Anklageschrift” o dell’“Antrag auf Bestrafung”.
L’istanza intesa a ottenere il “Beitrag”, deve essere proposta entro il termine perentorio di tre anni a decorrere dalla sentenza di assoluzione o di uno dei provvedimenti sopra elencati.
Il contributo, alla cui corresponsione è tenuto lo Stato, comprende, oltre alle spese vive (“Barauslagen”), una quota in relazione a quanto dovuto al difensore di fiducia o d’ufficio. Come sopra abbiamo visto, gli importi massimi da corrispondere all’assolto da parte dello Stato, sono piuttosto bassi (per non dire esigui). Si pensi, per esempio, a un procedimento dinanzi al LG (Tribunale) quale Schöffengericht. In tal caso, il contributo non può essere superiore a Euro 5.000; se il procedimento si è svolto dinanzi alla Corte d’assise, (“LG als Geschworenengericht”), l’“Höchstbetrag” non può eccedere i 10.000 Euro. Da tempo, giuristi noti (e meno noti) chiedono, che a chi, ingiustamente, ha subito un processo, vengano rifuse - per intero - gli “expensa” che sono stati necessari per la difesa; ma, finora, il legislatore si è dimostrato piuttosto “duro d’orecchio”. È anche da notare, che gli “Höchstbeträge”, di cui al comma 1 del § 393 a StPO, sono stati aumentati (raddoppiati) soltanto nel 2014 e che prima, quindi, ammontavano alla metà. Inoltre è da considerare, che, raramente, viene riconosciuto l’Höchstbetrag e che, di solito, dato che si tratta di una spesa a carico dello Stato, l’AG si orienta piuttosto verso il minimo che verso il massimo.
D’altra parte, non va di certo trascurato, che nei casi ora esposti, chi è stato trascinato – ingiustamente – dinanzi al giudice penale, ottiene almeno un rimborso, sia pure parziale, di quanto ha dovuto corrispondere al proprio difensore, rimborso, specie per quanto riguarda processi dinanzi alle giurisdizioni inferiori (BG e LG quale giudice unico), stante l’entità dello stesso, è quasi trascurabile. Tuttavia, a tale “Beitrag” non può non riconoscersi un valore altamente simbolico, nel senso che lo Stato riconosce che i propri organi hanno errato e costituisce, di conseguenza, una specie (anche se tardiva) di “riabilitazione”, di chi ha subito un processo, che non avrebbe mai dovuto essere, nè, iniziato, nè, proseguito in uno Stato di diritto. Tanto, per non sentirsi gabbato…beffato…
5. “Ersatzanspruch“ per ingiusta detenzione
Per quanto concerne le spese necessarie per la “Bekämpfung der Haft”, cioÈ per ottenere la revoca della custodia cautelare in carcere, il relativo “Ersatzanspruch” (specie se basato su un “Verstoß gegen positive Pflichten”), è disciplinato dallo StEG (“Strafrechtlichen Entschädigungsgesetz”). Ciò in attuazione dell’art. 5, c. 5, CEDU, che contiene una norma sostanziale e garantisce un diritto individuale, il cui rispetto s’impone in primo luogo alle autorità degli Stati contraenti. L’entità dell’“Entschädigung” (risarcimento) è fissata dallo StEG nel minimo di 20 Euro e in Euro 50 nel massimo per ogni giorno di privazione ingiusta della libertà personale. Quindi, per un anno di – ingiusta - detenzione, l’“Ersatzanspruch” nei confronti dello Stato, non può essere superiore a 18.000 Euro.

References: § 318
 sentenza 
 sentenza 
 § 45
 sentenza 
 § 393
 sentenza 
 § 393