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Timestamp: 2020-07-16 01:39:57+00:00

Document:
DECRETO-LEGGE 8 GIUGNO 1992, n. 306
Creato 04 Febbraio 2008
(GU n. 133 del 08/06/1992)
MODIFICHE URGENTI AL NUOVO CODICE DI PROCEDURA PENALE E PROVVEDIMENTI DI CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ MAFIOSA.
586 PROCEDIMENTO (Cod. proc. pen. 1930) - 001 IN GENERE
Materia: CODICI, CODICE PROCEDURA PENALE
PD: S9921769
URN: urn:nir:stato:decreto.legge:1992-06-08;306
RITENUTA LA STRAORDINARIA NECESSITÀ ED URGENZA DI RAFFORZARE GLI STRUMENTI PROCESSUALI, DI PREVENZIONE E DI REPRESSIONE NEI CONFRONTI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, INTERVENENDO IN MATERIA DI PROCESSO PENALE, PROCEDIMENTI DI PREVENZIONE, REGIME PENITENZIARIO, PROTEZIONE DI COLORO CHE COLLABORANO E REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA;
VISTA LA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, ADOTTATA NELLA RIUNIONE DELL'8 GIUGNO 1992;
SULLA PROPOSTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E DEI MINISTRI DI GRAZIA E GIUSTIZIA E DELL'INTERNO;
TITOLO I MODIFICHE AL CODICE DI PROCEDURA PENALE E ALLE NORME AD ESSO COLLEGATE
CAPO I P R O V E
ART. 1 TESTIMONIANZA INDIRETTA. FALSO TESTIMONE
1 . IN FINE AL COMMA 1 DELL'ARTICOLO 195 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È INSERITO IL SEGUENTE PERIODO: "TUTTAVIA, SE LE PERSONE RISIEDONO ALL'ESTERO, IL GIUDICE DISPONE CHE ESSE SIANO CHIAMATE A DEPORRE SOLO SE RITIENE ASSOLUTAMENTE NECESSARIO IL LORO ESAME.".
2 . IL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 207 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È SOPPRESSO.
ART. 2 ESAME DI PERSONA IMPUTATA IN UN PROCEDIMENTO CONNESSO
1 . L'ARTICOLO 210 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È COSÌ MODIFICATO:
" 2. ESSE HANNO OBBLIGO DI PRESENTARSI AL GIUDICE, IL QUALE, OVE OCCORRA, NE ORDINA L'ACCOMPAGNAMENTO COATTIVO. SI OSSERVANO LE NORME SULLA CITAZIONE DEI TESTIMONI.;"
b) NEL COMMA 5, LE PAROLE "DAGLI ARTICOLI 194, 195 E 499" SONO SOSTITUITE DALLE SEGUENTI: "DAGLI ARTICOLI 194, 195, 499 E 503".
2 . L'ARTICOLO 142 DEL DECRETO LEGISLATIVO 28 LUGLIO 1989, N. 271, È COSÌ MODIFICATO:
a) LA RUBRICA È SOSTITUITA DALLA SEGUENTE: "CITAZIONE DI TESTIMONI, PERITI, INTERPRETI, CONSULENTI TECNICI E IMPUTATI DI UN PROCEDIMENTO CONNESSO";
c) NEL COMMA 2, DOPO LE PAROLE "QUANDO PER LA NOTIFICAZIONE ", SONO INSERITE LE SEGUENTI: "DEI TESTIMONI, DEI PERITI, DEGLI INTERPRETI, DEI CONSULENTI TECNICI E DELLE PERSONE INDICATE NELL'ARTICOLO 210 DEL CODICE";
d) LA LETTERA D ) DEL COMMA 3 È SOSTITUITA DALLA SEGUENTE:
" D) L'INDICAZIONE DEGLI OBBLIGHI E DELLE FACOLTÀ PREVISTI DAGLI ARTICOLI 198, 210 E 226 DEL CODICE;."
ART. 3 VERBALI DI PROVA DI ALTRI PROCEDIMENTI E ACQUISIZIONE DI DOCUMENTI
1 . L'ARTICOLO 238 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È COSÌ MODIFICATO:
" 1. È CONSENTITA L'ACQUISIZIONE DI VERBALI DI PROVE DI ALTRO PROCEDIMENTO PENALE, SE SI TRATTA DI PROVE ASSUNTE NELL'INCIDENTE PROBATORIO O NEL GIUDIZIO OVVERO DI VERBALI DI CUI È STATA DATA LETTURA NELLO STESSO.;"
b) NEL COMMA 3, LE PAROLE "DI ATTI CHE NON SONO RIPETIBILI" SONO SOSTITUITE DALLE SEGUENTI: "DI ATTI CHE ANCHE PER CAUSE SOPRAVVENUTE NON SONO RIPETIBILI";
c) NEL COMMA 4, LE PAROLE "A NORMA DEI COMMI PRECEDENTI" SONO SOSTITUITE DALLE SEGUENTI: "A NORMA DEL COMMA 2".
2 . DOPO L'ARTICOLO 238 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È AGGIUNTO IL SEGUENTE:
"ART. 238-BIS (SENTENZE IRREVOCABILI). - 1. FERMO QUANTO PREVISTO DALL'ARTICOLO 236, LE SENTENZE DIVENUTE IRREVOCABILI POSSONO IN OGNI CASO ESSERE ACQUISITE E SONO LIBERAMENTE VALUTATE AI FINI STABILITI DALL'ARTICOLO 187.."
3 . DOPO L'ARTICOLO 190 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 190-BIS (REQUISITI DELLA PROVA IN CASI PARTICOLARI). - 1. QUANDO È RICHIESTO L'ESAME DI UN TESTIMONE O DI UNA DELLE PERSONE INDICATE NELL'ARTICOLO 210 E QUESTE HANNO GIÀ RESO DICHIARAZIONI IN SEDE DI INCIDENTE PROBATORIO OVVERO DICHIARAZIONI I CUI VERBALI SONO STATI ACQUISITI A NORMA DELL'ARTICOLO 238, L 'ESAME È AMMESSO SOLO SE IL GIUDICE LO RITIENE ASSOLUTAMENTE NECESSARIO.."
4 . NEL COMMA 1 DELL'ARTICOLO 495 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE, LE PAROLE "DELL'ARTICOLO 190 COMMA 1" SONO SOSTITUITE DALLE SEGUENTI: "DEGLI ARTICOLI 190 COMMA 1 E 190- BIS".
CAPO II POTENZIAMENTO DELL'ATTIVITÀ DI INDAGINE
ART. 4 ATTIVITÀ A INIZIATIVA DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA
1 . L'ARTICOLO 347 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È COSÌ MODIFICATO:
" 1. ACQUISITA LA NOTIZIA DI REATO, LA POLIZIA GIUDIZIARIA , SENZA RITARDO, RIFERISCE AL PUBBLICO MINISTERO, PER ISCRITTO, GLI ELEMENTI ESSENZIALI DEL FATTO E GLI ALTRI ELEMENTI SINO AD ALLORA RACCOLTI, INDICANDO LE FONTI DI PROVA E LE ATTIVITÀ COMPIUTE, DELLE QUALI TRASMETTE LA RELATIVA DOCUMENTAZIONE. ;"
"2-BIS. QUALORA SIANO STATI COMPIUTI ATTI PER I QUALI È PREVISTA L'ASSISTENZA DEL DIFENSORE DELLA PERSONA NEI CUI CONFRONTI VENGONO SVOLTE LE INDAGINI, LA COMUNICAZIONE DELLA NOTIZIA DI REATO È TRASMESSA AL PIÙ TARDI ENTRO QUARANTOTTO ORE DAL COMPIMENTO DELL'ATTO, SALVE LE DISPOSIZIONI DI LEGGE CHE PREVEDONO TERMINI PARTICOLARI.;"
c) IL PRIMO PERIODO DEL COMMA 3 È SOSTITUITO DAL SEGUENTE: "SE SI TRATTA DI TALUNO DEI DELITTI INDICATI NELL'ARTICOLO 275 COMMA 3 E, IN OGNI CASO, QUANDO SUSSISTONO RAGIONI DI URGENZA, LA COMUNICAZIONE DELLA NOTIZIA DI REATO È DATA IMMEDIATAMENTE ANCHE IN FORMA ORALE.". 2. L 'ARTICOLO 348 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È COSÌ MODIFICATO:
" 1. ANCHE SUCCESSIVAMENTE ALLA COMUNICAZIONE DELLA NOTIZIA DI REATO, LA POLIZIA GIUDIZIARIA CONTINUA A SVOLGERE LE FUNZIONI INDICATE NELL'ARTICOLO 55 RACCOGLIENDO IN SPECIE OGNI ELEMENTO UTILE ALLA RICOSTRUZIONE DEL FATTO E ALLA INDIVIDUAZIONE DEL COLPEVOLE.;"
b) NEL COMMA 3, LE PAROLE "NELL'AMBITO DELLE DIRETTIVE IMPARTITE" SONO SOSTITUITE DALLE SEGUENTI: "ANCHE NELL'AMBITO DELLE DIRETTIVE IMPARTITE".
3 . IL COMMA 7 DELL'ARTICOLO 350 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
" 7. LA POLIZIA GIUDIZIARIA PUÒ ALTRESÌ RICEVERE DICHIARAZIONI SPONTANEE DALLA PERSONA NEI CUI CONFRONTI VENGONO SVOLTE LE INDAGINI, MA DI ESSE NON È CONSENTITA LA UTILIZZAZIONE NEL DIBATTIMENTO, SALVO QUANTO PREVISTO DALL'ARTICOLO 503 COMMA 3.."
4 . L'ARTICOLO 351 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È COSÌ MODIFICATO:
a) IN FINE AL COMMA 1, È INSERITO IL SEGUENTE PERIODO: "SI APPLICA LA DISPOSIZIONE DEL SECONDO PERIODO DELL'ARTICOLO 362.";
"1-BIS. ALL'ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI DA PERSONA IMPUTATA IN UN PROCEDIMENTO CONNESSO OVVERO DA PERSONA IMPUTATA DI UN REATO COLLEGATO A QUELLO PER CUI SI PROCEDE NEL CASO PREVISTO DALL'ARTICOLO 371 COMMA 2 LETTERA B), PROCEDE UN UFFICIALE DI POLIZIA GIUDIZIARIA. LA PERSONA PREDETTA , SE PRIVA DEL DIFENSORE, È AVVISATA CHE È ASSISTITA DA UN DIFENSORE DI UFFICIO, MA CHE PUÒ NOMINARNE UNO DI FIDUCIA. IL DIFENSORE DEVE ESSERE TEMPESTIVAMENTE AVVISATO E HA DIRITTO DI ASSISTERE ALL'ATTO.."
5 . LA LETTERA C ) DEL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 357 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È SOSTITUITA DALLA SEGUENTE:
"C) INFORMAZIONI ASSUNTE A NORMA DELL'ARTICOLO 351;."
6 . L'ARTICOLO 380 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È COSÌ MODIFICATO:
a) NELLA LETTERA L) DEL COMMA 2, SONO SOPPRESSE LE PAROLE "DELLA ASSOCIAZIONE DI TIPO MAFIOSO PREVISTA DALL'ARTICOLO 416- BIS COMMA 2 DEL CODICE PENALE" NONCHÉ LA VIRGOLA DOPO ESSE;
b) DOPO LA LETTERA L ) DEL COMMA 2 È INSERITA LA SEGUENTE:
" L-BIS). DELITTI DI PARTECIPAZIONE, PROMOZIONE, DIREZIONE E ORGANIZZAZIONE DELLA ASSOCIAZIONE DI TIPO MAFIOSO PREVISTA DALL'ARTICOLO 416- BIS DEL CODICE PENALE;."
7 . DOPO L'ARTICOLO 108 DEL DECRETO LEGISLATIVO 28 LUGLIO 1989, N. 271, È INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 108-BIS (MODALITÀ PARTICOLARI DI TRASMISSIONE DELLA NOTIZIA DI REATO). - 1. TIENE LUOGO DELLA COMUNICAZIONE SCRITTA LA COMUNICAZIONE DELLA NOTIZIA DI REATO CONSEGNATA SU SUPPORTO MAGNETICO O TRASMESSA PER VIA TELEMATICA. NEI CASI DI URGENZA, LE INDICAZIONI E LA DOCUMENTAZIONE PREVISTE DALL'ARTICOLO 347 COMMI 1 E 2 DEL CODICE SONO TRASMESSE SENZA RITARDO.
2. QUANDO LA COMUNICAZIONE È ESEGUITA NELLE FORME PREVISTE DAL COMMA 1, LA POLIZIA GIUDIZIARIA INDICA ALTRESÌ LA DATA DI CONSEGNA E DI TRASMISSIONE.."
8 . IL PRIMO PERIODO DELL'ARTICOLO 112 DEL DECRETO LEGISLATIVO 28 LUGLIO 1989, N. 271, È SOSTITUITO DAI SEGUENTI: " LA POLIZIA GIUDIZIARIA RIFERISCE SENZA RITARDO AL PUBBLICO MINISTERO L'ATTIVITÀ DI INDAGINE PREVISTA DALL'ARTICOLO 346 DEL CODICE. SE SUSSISTONO RAGIONI DI URGENZA O SI TRATTA DI TALUNO DEI DELITTI INDICATI NELL'ARTICOLO 275 COMMA 3, LA COMUNICAZIONE È DATA IMMEDIATAMENTE ANCHE IN FORMA ORALE.".
9 . DOPO IL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 117 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È INSERITO IL SEGUENTE:
"2-BIS. IL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA, NELL'AMBITO DELLE FUNZIONI PREVISTE DALL'ARTICOLO 371-BIS, ACCEDE AL REGISTRO DELLE NOTIZIE DI REATO E ALLE BANCHE DATI ISTITUITE APPOSITAMENTE PRESSO LE DIREZIONI DISTRETTUALI ANTIMAFIA REALIZZANDO SE DEL CASO COLLEGAMENTI RECIPROCI.."
10 . L'ARTICOLO 118 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È COSÌ MODIFICATO:
a) NEL COMMA 1, DOPO LE PAROLE "UFFICIALE DI POLIZIA GIUDIZIARIA", SONO INSERITE LE SEGUENTI: "O DEL PERSONALE DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA";
"1-BIS. AI MEDESIMI FINI L'AUTORITÀ GIUDIZIARIA PUÒ AUTORIZZARE I SOGGETTI INDICATI NEL COMMA 1 ALL'ACCESSO DIRETTO AL REGISTRO PREVISTO DALL'ARTICOLO 335, ANCHE SE TENUTO IN FORMA AUTOMATIZZATA.". 11. CON REGOLAMENTO DEL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA DI CONCERTO COL MINISTRO DELL'INTERNO SONO DISCIPLINATE LE MODALITÀ DI CONSEGNA DEI SUPPORTI MAGNETICI MOBILI E DELLA COMUNICAZIONE VIA CAVO DA PARTE DEGLI ORGANI DI POLIZIA GIUDIZIARIA.
12. CON REGOLAMENTO DEL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA SONO DISCIPLINATE LE PROCEDURE DELL'INSERIMENTO DELLE COMUNICAZIONI REDATTE SU SUPPORTO MAGNETICO O TRASMESSE VIA CAVO, IN APPOSITA SEZIONE DEL REGISTRO PREVISTO DALL'ARTICOLO 335 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE E PER LA CONSEGUENTE FORMALE REGISTRAZIONE DELLE NOTIZIE STESSE DISPOSTA DAL PUBBLICO MINISTERO."
ART. 5 ATTIVITÀ DEL PUBBLICO MINISTERO
1 . NEL COMMA 5 DELL'ARTICOLO 360 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE, LE PAROLE "AGLI EFFETTI DEL GIUDIZIO" SONO SOSTITUITE DALLE SEGUENTI: "NEL DIBATTIMENTO".
2 . IL SECONDO PERIODO DELL'ARTICOLO 362 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È SOSTITUITO DAL SEGUENTE: "SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI DEGLI ARTICOLI 197, 198, 199, 200, 201, 202 E 203.".
3 . IL COMMA 1 DELL'ARTICOLO 370 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
" 1. IL PUBBLICO MINISTERO COMPIE PERSONALMENTE OGNI ATTIVITÀ DI INDAGINE. PUÒ AVVALERSI DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA PER IL COMPIMENTO DI ATTIVITÀ DI INDAGINE E DI ATTI SPECIFICAMENTE DELEGATI.."
4 . LA LETTERA D ) DEL COMMA 1 DELL'ARTICOLO 373 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È SOSTITUITA DALLE SEGUENTI:
" D) DELLE SOMMARIE INFORMAZIONI ASSUNTE A NORMA DELL'ARTICOLO 362;
D-BIS) DELL'INTERROGATORIO ASSUNTO A NORMA DELL'ARTICOLO 363;."
ART. 6 CHIUSURA DELLE INDAGINI PRELIMINARI FASCICOLO PER IL DIBATTIMENTO
1 . IN FINE AL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 405 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È INSERITO IL SEGUENTE PERIODO: "IL TERMINE È DI UN ANNO SE SI PROCEDE PER TALUNO DEI DELITTI INDICATI NELL'ARTICOLO 407 COMMA 2 LETTERA A)".
2 . L'ARTICOLO 406 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 406 (PROROGA DEL TERMINE). - 1. IL PUBBLICO MINISTERO, PRIMA DELLA SCADENZA, PUÒ RICHIEDERE AL GIUDICE, PER GIUSTA CAUSA, LA PROROGA DEL TERMINE PREVISTO DALL'ARTICOLO 405. LA RICHIESTA CONTIENE L'INDICAZIONE DELLA NOTIZIA DI REATO E L'ESPOSIZIONE DEI MOTIVI CHE LA GIUSTIFICANO.
5. QUALORA RITENGA CHE ALLO STATO DEGLI ATTI NON SI DEBBA CONCEDERE LA PROROGA , IL GIUDICE, ENTRO IL TERMINE PREVISTO DAL COMMA 3 SECONDO PERIODO, FISSA LA DATA DELL'UDIENZA IN CAMERA DI CONSIGLIO E NE FA NOTIFICARE AVVISO AL PUBBLICO MINISTERO, ALLA PERSONA SOTTOPOSTA ALLE INDAGINI NONCHÉ, NELLA IPOTESI PREVISTA DAL COMMA 3, ALLA PERSONA OFFESA DAL REATO. IL PROCEDIMENTO SI SVOLGE NELLE FORME PREVISTE DALL'ARTICOLO 127.
5-BIS. LE DISPOSIZIONI DEI COMMI 3, 4 E 5 NON SI APPLICANO SE SI PROCEDE PER TALUNO DEI DELITTI INDICATI NELL'ARTICOLO 51 COMMA 3- BIS. IN TALI CASI, IL GIUDICE PROVVEDE CON ORDINANZA ENTRO DIECI GIORNI DALLA PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA, DANDONE COMUNICAZIONE AL PUBBLICO MINISTERO.
8. GLI ATTI DI INDAGINE COMPIUTI DOPO LA PRESENTAZIONE DELLA RICHIESTA DI PROROGA E PRIMA DELLA COMUNICAZIONE DEL PROVVEDIMENTO DEL GIUDICE SONO COMUNQUE UTILIZZABILI.."
3 . LA LETTERA A ) DEL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 407 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È SOSTITUITA DALLA SEGUENTE:
" A) I DELITTI INDICATI NELL'ARTICOLO 275 COMMA 3 NONCHÉ IL DELITTO PREVISTO DALL'ARTICOLO 416 DEL CODICE PENALE NEI CASI IN CUI È OBBLIGATORIO L'ARRESTO IN FLAGRANZA;."
4 . LA LETTERA D ) DEL COMMA 1 DELL'ARTICOLO 431 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È COSÌ MODIFICATA:
" D) I VERBALI DEGLI ATTI ASSUNTI NELL'INCIDENTE PROBATORIO E DI QUELLI ASSUNTI ALL'ESTERO A SEGUITO DI ROGATORIA;."
CAPO III G I U D I Z I O
ART. 7 NORME RELATIVE ALLE CITAZIONI E ALL'ESAME DIBATTIMENTALE
1 . L'ARTICOLO 468 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È COSÌ MODIFICATO:
"4-BIS. LA PARTE CHE INTENDE CHIEDERE L'ACQUISIZIONE DI VERBALI DI PROVA DI ALTRO PROCEDIMENTO PENALE DEVE FARNE ESPRESSA MENZIONE SCRITTA UNITAMENTE AL DEPOSITO DELLE LISTE. SE SI TRATTA DI VERBALI DI DICHIARAZIONI DI PERSONE DELLE QUALI SI CHIEDE ALTRESÌ LA CITAZIONE , LA PARTE DEVE INDICARE A PENA DI INAMMISSIBILITÀ LE RAGIONI PER LE QUALI L'ESAME È ASSOLUTAMENTE NECESSARIO. LA STESSA INDICAZIONE DEVE ESSERE FATTA, A PENA DI INAMMISSIBILITÀ, ANCHE QUANDO È RICHIESTA LA CITAZIONE DI UNA PERSONA ESAMINATA IN SEDE DI INCIDENTE PROBATORIO. IN TALI CASI, LA CITAZIONE DI DETTE PERSONE È AUTORIZZATA DAL PRESIDENTE SOLO DOPO CHE IN DIBATTIMENTO IL GIUDICE HA AMMESSO L'ESAME A NORMA DELL'ARTICOLO 495.
4-TER. LE DISPOSIZIONI DEI COMMI PRECEDENTI SI APPLICANO ANCHE PER LA CITAZIONE DELLE PERSONE INDICATE NELL'ARTICOLO 210.."
2 . DOPO L'ARTICOLO 147 DEL DECRETO LEGISLATIVO 28 LUGLIO 1989, N. 271, È INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 147- BIS (ESAME DELLE PERSONE CHE COLLABORANO CON LA GIUSTIZIA ). - 1. NEI CONFRONTI DELLE PERSONE AMMESSE, IN BASE ALLA LEGGE, A PROGRAMMI O MISURE DI PROTEZIONE, IL PRESIDENTE, ANCHE DI UFFICIO, PUÒ DISPORRE CHE L'ESAME IN DIBATTIMENTO SI SVOLGA CON LE NECESSARIE CAUTELE VOLTE ALLA TUTELA DELLA PERSONA SOTTOPOSTA ALL'ESAME. OVE SIANO DISPONIBILI ADEGUATI MEZZI TECNICI, L'ESAME PUÒ SVOLGERSI A DISTANZA. IN TAL CASO, UN AUSILIARIO DEL GIUDICE O ALTRO PUBBLICO UFFICIALE AUTORIZZATO È PRESENTE NEL LUOGO DOVE SI TROVA LA PERSONA SOTTOPOSTA ALL'ESAME E ATTESTA L'IDENTITÀ DI ESSA DANDO ATTO DELLE CAUTELE ADOTTATE PER ASSICURARE LA GENUINITÀ DELL'ESAME .."
ART. 8 CONTESTAZIONI NELL'ESAME DELLE PARTI ATTI DI CUI È DIVENUTA IMPOSSIBILE LA RIPETIZIONE
1 . IL COMMA 5 DELL'ARTICOLO 503 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
" 5. LE DICHIARAZIONI ALLE QUALI IL DIFENSORE AVEVA DIRITTO DI ASSISTERE ASSUNTE DAL PUBBLICO MINISTERO O DALLA POLIZIA GIUDIZIARIA SU DELEGA DEL PUBBLICO MINISTERO SONO ACQUISITE NEL FASCICOLO PER IL DIBATTIMENTO, SE SONO STATE UTILIZZATE PER LE CONTESTAZIONI PREVISTE DAL COMMA 3.."
2 . NELL'ARTICOLO 512 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE, LE PAROLE "DEGLI ATTI ASSUNTI DAL PUBBLICO MINISTERO E DAL GIUDICE NEL CORSO DELL'UDIENZA PRELIMINARE" SONO SOSTITUITE DALLE SEGUENTI: "DEGLI ATTI CONTENUTI NEL FASCICOLO DEL PUBBLICO MINISTERO".
CAPO IV MISURE CAUTELARI
ART. 9 DIVIETO DI ESPATRIO
1 . DOPO IL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 281 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È INSERITO IL SEGUENTE:
"2-BIS. CON L'ORDINANZA CHE APPLICA UNA DELLE ALTRE MISURE COERCITIVE PREVISTE DAL PRESENTE CAPO, IL GIUDICE DISPONE IN OGNI CASO IL DIVIETO DI ESPATRIO.."
ART. 10 COMPUTO DELLA CUSTODIA CAUTELARE ALL'ESTERO
1 . L'ARTICOLO 722 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 722 (CUSTODIA CAUTELARE ALL'ESTERO) . - 1. LA CUSTODIA CAUTELARE ALL'ESTERO IN CONSEGUENZA DI UNA DOMANDA DI ESTRADIZIONE PRESENTATA DALLO STATO È COMPUTATA AI SOLI EFFETTI DELLA DURATA COMPLESSIVA STABILITA DALL'ARTICOLO 303 COMMA 4, FERMO QUANTO PREVISTO DALL'ARTICOLO 304 COMMA 4.."
TITOLO II MODIFICHE AL CODICE PENALE E DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ARMI E STUPEFACENTI
CAPO I MODIFICHE AL CODICE PENALE
ART. 11 REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA
1 . DOPO L'ARTICOLO 371 DEL CODICE PENALE È INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 371-BIS (FALSE INFORMAZIONI AL PUBBLICO MINISTERO E ALLA POLIZIA GIUDIZIARIA). - CHIUNQUE, NEL CORSO DI UN PROCEDIMENTO PENALE, RICHIESTO DAL PUBBLICO MINISTERO O DALLA POLIZIA GIUDIZIARIA DI FORNIRE INFORMAZIONI AI FINI DELLE INDAGINI, RENDE DICHIARAZIONI FALSE OVVERO TACE, IN TUTTO O IN PARTE, CIÒ CHE SA INTORNO AI FATTI SUI QUALI VIENE SENTITO, È PUNITO CON LA RECLUSIONE DA UNO A CINQUE ANNI.."
2 . NELL'ARTICOLO 372 DEL CODICE PENALE, LE PAROLE "DA SEI MESI A TRE ANNI" SONO SOSTITUITE DALLE SEGUENTI: "DA DUE A SEI ANNI".
3 . DOPO L'ARTICOLO 374 DEL CODICE PENALE È INSERITO IL SEGUENTE: "ART. 374-BIS (FALSE DICHIARAZIONI O ATTESTAZIONI IN ATTI DESTINATI ALL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA). - SALVO CHE IL FATTO COSTITUISCA PIÙ GRAVE REATO, È PUNITO CON LA RECLUSIONE DA UNO A CINQUE ANNI CHIUNQUE DICHIARA O ATTESTA FALSAMENTE IN CERTIFICATI O ATTI DESTINATI A ESSERE PRODOTTI ALL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA CONDIZIONI, QUALITÀ PERSONALI, TRATTAMENTI TERAPEUTICI, RAPPORTI DI LAVORO IN ESSERE O DA INSTAURARE, RELATIVI ALL'IMPUTATO, AL CONDANNATO O ALLA PERSONA SOTTOPOSTA A PROCEDIMENTO DI PREVENZIONE.
SI APPLICA LA PENA DELLA RECLUSIONE DA DUE A SEI ANNI SE IL FATTO È COMMESSO DA UN PUBBLICO UFFICIALE, DA UN INCARICATO DI UN PUBBLICO SERVIZIO O DA UN ESERCENTE LA PROFESSIONE SANITARIA. ".
4 . L'ARTICOLO 375 DEL CODICE PENALE È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 375 (CIRCOSTANZE AGGRAVANTI). - NEI CASI PREVISTI DAGLI ARTICOLI 371-BIS, 372, 373 E 374, LA PENA È DELLA RECLUSIONE DA TRE A OTTO ANNI SE DAL FATTO DERIVA UNA CONDANNA ALLA RECLUSIONE NON SUPERIORE A CINQUE ANNI; È DELLA RECLUSIONE DA QUATTRO A DODICI ANNI, SE DAL FATTO DERIVA UNA CONDANNA SUPERIORE A CINQUE ANNI; ED È DELLA RECLUSIONE DA SEI A VENTI ANNI SE DAL FATTO DERIVA UNA CONDANNA ALL'ERGASTOLO.."
5 . IL PRIMO COMMA DELL'ARTICOLO 376 DEL CODICE PENALE È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"NEI CASI PREVISTI DAGLI ARTICOLI 371-BIS, 372 E 373, IL COLPEVOLE NON È PUNIBILE SE, NEL PROCEDIMENTO PENALE IN CUI HA PRESTATO IL SUO UFFICIO O RESO LE SUE DICHIARAZIONI, RITRATTA IL FALSO E MANIFESTA IL VERO NON OLTRE LA CHIUSURA DEL DIBATTIMENTO.".
6 . IL PRIMO COMMA DELL'ARTICOLO 377 DEL CODICE PENALE È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"CHIUNQUE OFFRE O PROMETTE DENARO O ALTRA UTILITÀ ALLA PERSONA CHIAMATA A RENDERE DICHIARAZIONI DAVANTI ALL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA OVVERO A SVOLGERE ATTIVITÀ DI PERITO, CONSULENTE TECNICO O INTERPRETE, PER INDURLO A COMMETTERE I REATI PREVISTI DAGLI ARTICOLI 371-BIS, 372 E 373, SOGGIACE, QUALORA L'OFFERTA O LA PROMESSA NON SIA ACCETTATA, ALLE PENE STABILITE NEGLI ARTICOLI MEDESIMI RIDOTTE DI UN TERZO.".
7 . L'ARTICOLO 384 DEL CODICE PENALE È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 384 (CASI DI NON PUNIBILITÀ). - NEI CASI PREVISTI DAGLI ARTICOLI 361, 362, 363, 364, 365, 366, 369, 371-BIS, 372, 373, 374 E 378, NON È PUNIBILE CHI HA COMMESSO IL FATTO PER ESSERVI STATO COSTRETTO DALLA NECESSITÀ DI SALVARE SE MEDESIMO O UN PROSSIMO CONGIUNTO DA UN GRAVE E INEVITABILE NOCUMENTO NELLA LIBERTÀ O NELL'ONORE.
NEI CASI PREVISTI DAGLI ARTICOLI 371-BIS, 372 E 373, LA PUNIBILITÀ È ESCLUSA SE IL FATTO È COMMESSO DA CHI PER LEGGE NON AVREBBE DOVUTO ESSERE RICHIESTO DI FORNIRE INFORMAZIONI AI FINI DELLE INDAGINI O ASSUNTO COME TESTIMONIO, PERITO, CONSULENTE TECNICO O INTERPRETE OVVERO AVREBBE DOVUTO ESSERE AVVERTITO DELLA FACOLTÀ DI ASTENERSI DAL RENDERE INFORMAZIONI, TESTIMONIANZA, PERIZIA, CONSULENZA O INTERPRETAZIONE.."
CAPO II DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ARMI E STUPEFACENTI
ART. 12 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ARMI
1 . NEL PERMESSO DI PORTO D'ARMI E NEL NULLA OSTA ALL'ACQUISTO DI CUI ALL'ARTICOLO 55, TERZO COMMA, DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA APPROVATO CON REGIO DECRETO 18 GIUGNO 1931, N. 773, È INDICATO IL NUMERO MASSIMO DI MUNIZIONI DI CUI È CONSENTITO L'ACQUISTO NEL PERIODO DI VALIDITÀ DEL TITOLO.
2 . CON DECRETO DEL MINISTRO DELL'INTERNO, SONO DETERMINATE LE MODALITÀ PER L'ATTUAZIONE DELLA DISPOSIZIONE DEL COMMA 1.
3 . AL QUARTO COMMA DELL'ARTICOLO 2 DELLA LEGGE 18 APRILE 1975, N. 110, LE PAROLE "A CARICA ESPLOSIVA, AUTOPROPELLENTI" SONO SOSTITUITE DALLE SEGUENTI: "A CARICA ESPLOSIVA, AD ESPANSIONE, AUTOPROPELLENTI". 4. AL PRIMO COMMA DELL'ARTICOLO 35 DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA, APPROVATO CON REGIO DECRETO 18 GIUGNO 1931, N. 773, È AGGIUNTO IL SEGUENTE PERIODO: "I COMMERCIANTI DI ARMI DEVONO, ALTRESÌ, COMUNICARE GIORNALMENTE ALL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA LE GENERALITÀ DELLE PERSONE E DELLE DITTE CHE HANNO ACQUISTATO O VENDUTO LORO LE ARMI, LA SPECIE E LA QUANTITÀ DELLE ARMI VENDUTE O ACQUISTATE E GLI ESTREMI DEI TITOLI ABILITATIVI ALL'ACQUISTO ESIBITI DAGLI INTERESSATI".
5 . AL SECONDO COMMA DELL'ARTICOLO 35 DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA, APPROVATO CON REGIO DECRETO 18 GIUGNO 1931, N. 773, È AGGIUNTO IL SEGUENTE PERIODO: "E DEVE ESSERE CONSERVATO PER UN PERIODO DI CINQUE ANNI ANCHE DOPO LA CESSAZIONE DELL'ATTIVITÀ ".
6 . AL PRIMO COMMA DELL'ARTICOLO 55 DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA, APPROVATO CON REGIO DECRETO 18 GIUGNO 1931, N. 773, È AGGIUNTO IL SEGUENTE PERIODO: "I RIVENDITORI DI MATERIE ESPLODENTI DEVONO ALTRESÌ COMUNICARE GIORNALMENTE ALL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA LE GENERALITÀ DELLE PERSONE E DELLE DITTE CHE HANNO ACQUISTATO MUNIZIONI, LA SPECIE , I CONTRASSEGNI E LE QUANTITÀ DELLE MUNIZIONI VENDUTE E GLI ESTREMI DEI TITOLI ABILITATIVI ALL'ACQUISTO ESIBITI DAGLI INTERESSATI".
7 . IL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 37 DELLA LEGGE 11 FEBBRAIO 1992, N. 157, È ABROGATO.
8 . IL PRIMO PERIODO DEL SESTO COMMA DELL'ARTICOLO 10 DELLA LEGGE 18 APRILE 1975, N. 110, È SOSTITUITO DAL SEGUENTE: " LA DETENZIONE DI ARMI COMUNI DA SPARO PER FINI DIVERSI DA QUELLI PREVISTI DALL'ARTICOLO 31 DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA, APPROVATO CON REGIO DECRETO 18 GIUGNO 1931, N. 773, È CONSENTITA NEL NUMERO DI TRE PER LE ARMI COMUNI DA SPARO, DI OTTO PER LE ARMI DA CACCIA DI CUI ALL'ARTICOLO 13, COMMI 1 E 2, DELLA LEGGE 11 FEBBRAIO 1992, N. 157, E DI SEI PER LE ARMI PER USO SPORTIVO.".
9 . COLORO CHE DETENGONO LEGITTIMAMENTE ARMI DA CACCIA IN NUMERO SUPERIORE A QUELLO CONSENTITO AI SENSI DELL'ARTICOLO 10, SESTO COMMA, DELLA LEGGE 18 APRILE 1975, N. 110, PER AVERLE ACQUISTATE A NORMA DEL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 37 DELLA LEGGE 11 FEBBRAIO 1992, N. 157, PRIMA DELLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE DECRETO, SONO TENUTI A CEDERE LE ARMI IN ECCESSO A SOGGETTI LEGITTIMATI AD ACQUISTARLE, OVVERO A CONSEGNARLE ALL'UFFICIO DI PUBBLICA SICUREZZA O ALLA STAZIONE DEI CARABINIERI COMPETENTE PER TERRITORIO NEL TERMINE DI 90 GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE DI CONVERSIONE DEL PRESENTE DECRETO, SALVI I CASI IN CUI VENGA RILASCIATA APPOSITA LICENZA DI COLLEZIONE.
10 . CHIUNQUE NON OSSERVA LE DISPOSIZIONI DEL COMMA 9 È PUNITO CON LE SANZIONI PREVISTE DALL'ULTIMO COMMA DELL'ARTICOLO 10 DELLA LEGGE 18 APRILE 1975, N. 110.
11 . LE DISPOSIZIONI DEI COMMI 4 E 6 HANNO EFFETTO A DECORRERE DAL QUINDICESIMO GIORNO SUCCESSIVO ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE DECRETO.
TITOLO III NUOVE MISURE PER LA PROTEZIONE DI COLORO CHE COLLABORANO CON LA GIUSTIZIA.
ART. 13 DISPOSIZIONI SULLA CUSTODIA DI COLORO CHE COLLABORANO CON LA GIUSTIZIA
1 . DOPO L'ARTICOLO 13 DEL DECRETO-LEGGE 15 GENNAIO 1991, N. 8, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE 15 MARZO 1991, N. 82, È INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 13-BIS. - 1. PER GRAVI E URGENTI MOTIVI DI SICUREZZA, IL PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO LA CORTE DI APPELLO NEL CUI DISTRETTO HA SEDE L'ISTITUTO PENITENZIARIO, PUÒ AUTORIZZARE, SU RICHIESTA DEL CAPO DELLA POLIZIA, CHE NE INFORMA IL MINISTRO DELL'INTERNO, CHE LE PERSONE DETENUTE PER ESPIAZIONE DELLA PENA O INTERNATE PER L'ESECUZIONE DI UNA MISURA DI SICUREZZA SIANO CUSTODITE IN LUOGHI DIVERSI DAGLI ISTITUTI PENITENZIARI, PER IL TEMPO STRETTAMENTE NECESSARIO ALLA DEFINIZIONE DELLO SPECIALE PROGRAMMA DI PROTEZIONE. NEGLI STESSI CASI, IL PROCURATORE GENERALE NEL CUI DISTRETTO LA PERSONA È RISTRETTA OVVERO HA LA RESIDENZA O IL DOMICILIO PUÒ AUTORIZZARE SPECIFICHE MODALITÀ ESECUTIVE DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE DIVERSE DALLA LIBERAZIONE ANTICIPATA.
2. LE AUTORIZZAZIONI PREVISTE DAL COMMA 1 POSSONO ESSERE DATE ANCHE PRIMA DELL'INIZIO DELLA ESECUZIONE DELLA PENA O DELLA MISURA DI SICUREZZA, DAL PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO LA CORTE DI APPELLO NEL CUI DISTRETTO LA PERSONA DA AMMETTERE ALLO SPECIALE PROGRAMMA DI PROTEZIONE HA LA RESIDENZA O IL DOMICILIO.
3. QUANDO SI TRATTA DI PERSONE DETENUTE O INTERNATE PER TALUNO DEI REATI INDICATI NELL'ARTICOLO 51 COMMA 3- BIS DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE, I PROVVEDIMENTI PREVISTI DAI COMMI 1 E 2 SONO ADOTTATI DAL PROCURATORE GENERALE D'INTESA CON IL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA.."
2 . DOPO L'ARTICOLO 13- BIS DEL DECRETO-LEGGE 15 GENNAIO 1991, N. 8, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE 15 MARZO 1991, N. 82, È INSERITO IL SEGUENTE:
"ART. 13-TER. - 1. NEI CONFRONTI DELLE PERSONE AMMESSE A SPECIALE PROGRAMMA DI PROTEZIONE L'ASSEGNAZIONE AL LAVORO ALL'ESTERNO, LA CONCESSIONE DEI PERMESSI PREMIO E L'AMMISSIONE ALLE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE PREVISTE DAL CAPO VI DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354, SONO DISPOSTE SENTITA L'AUTORITÀ CHE HA DELIBERATO IL PROGRAMMA, LA QUALE PROVVEDE AD ACQUISIRE INFORMAZIONI DAL PUBBLICO MINISTERO PRESSO IL GIUDICE COMPETENTE PER I REATI IN ORDINE AI QUALI È STATA PRESTATA LA COLLABORAZIONE.
2. NEI CASI DI CUI AL COMMA 1, IL PROVVEDIMENTO PUÒ ESSERE ADOTTATO ANCHE IN DEROGA ALLE VIGENTI DISPOSIZIONI, IVI COMPRESE QUELLE RELATIVE AI LIMITI DI PENA DI CUI AGLI ARTICOLI 21, 30- TER, 47, 47- TER E 50. IL PROVVEDIMENTO È SPECIFICAMENTE MOTIVATO NEI CASI IN CUI L'AUTORITÀ INDICATA NEL COMMA 1 HA ESPRESSO AVVISO SFAVOREVOLE.
3. PER I PROVVEDIMENTI DI CUI AI COMMI 1 E 2, LA COMPETENZA APPARTIENE AL TRIBUNALE O AL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA DEL LUOGO IN CUI LA PERSONA AMMESSA ALLO SPECIALE PROGRAMMA DI PROTEZIONE HA IL DOMICILIO.
4. CON DECRETO DEL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL'INTERNO, SONO STABILITE LE MODALITÀ ATTUATIVE DELLE DISPOSIZIONI DELL'ORDINAMENTO PENITENZIARIO APPLICABILI ALLE PERSONE AMMESSE O DA AMMETTERE ALLO SPECIALE PROGRAMMA DI PROTEZIONE.."
3 . NEL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 12 DEL DECRETO-LEGGE 15 GENNAIO 1991, N. 8, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE 15 MARZO 1991, N. 82, DOPO LA LETTERA C ) È INSERITA LA SEGUENTE :
d) NON RILASCIARE A SOGGETTI DIVERSI DALLA AUTORITÀ GIUDIZIARIA O DALLE FORZE DI POLIZIA DICHIARAZIONI CONCERNENTI FATTI COMUNQUE DI INTERESSE PER I PROCEDIMENTI IN RELAZIONE AI QUALI HANNO PRESTATO O PRESTANO LA LORO COLLABORAZIONE. ".
4 . DOPO IL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 12 DEL DECRETO-LEGGE 15 GENNAIO 1991, N. 8, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE 15 MARZO 1991, N. 82, È INSERITO IL SEGUENTE:
" 3. ALL'ATTO DELLA SOTTOSCRIZIONE DEL PROGRAMMA, L'INTERESSATO ELEGGE IL PROPRIO DOMICILIO NEL LUOGO IN CUI HA SEDE LA COMMISSIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 10.."
TITOLO IV NORME IN MATERIA PENITENZIARIA
ART. 14 DIVIETI CONSEGUENTI A REATI COMMESSI DURANTE L'ESPIAZIONE DELLA PENA
1 . ALL'ARTICOLO 58-QUATER DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354, DOPO IL COMMA 4 SONO INSERITI I SEGUENTI:
" 5. OLTRE A QUANTO PREVISTO DAI COMMI 1 E 3, L 'ASSEGNAZIONE AL LAVORO ALL'ESTERNO, I PERMESSI PREMIO E LE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE PREVISTE DAL CAPO VI NON POSSONO ESSERE CONCESSI, O SE GIÀ CONCESSI SONO REVOCATI, AI CONDANNATI PER TALUNI DEI DELITTI INDICATI NEL COMMA 1 DELL'ARTICOLO 4-BIS, NEI CUI CONFRONTI SI PROCEDE O È PRONUNCIATA CONDANNA PER UN DELITTO DOLOSO PUNITO CON LA PENA DELLA RECLUSIONE NON INFERIORE NEL MASSIMO A TRE ANNI, COMMESSO DA CHI HA POSTO IN ESSERE UNA CONDOTTA PUNIBILE A NORMA DELL'ARTICOLO 385 DEL CODICE PENALE OVVERO DURANTE IL LAVORO ALL'ESTERNO O LA FRUIZIONE DI UN PERMESSO PREMIO O DI UNA MISURA ALTERNATIVA ALLA DETENZIONE.
6. AI FINI DELL'APPLICAZIONE DELLA DISPOSIZIONE DI CUI AL COMMA 5, L 'AUTORITÀ CHE PROCEDE PER IL NUOVO DELITTO NE DÀ COMUNICAZIONE AL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA DEL LUOGO DI ULTIMA DETENZIONE DELL'IMPUTATO.
7. IL DIVIETO DI CONCESSIONE DEI BENEFICI DI CUI AL COMMA 5 OPERA PER UN PERIODO DI CINQUE ANNI DAL MOMENTO IN CUI È RIPRESA L'ESECUZIONE DELLA CUSTODIA O DELLA PENA O È STATO EMESSO IL PROVVEDIMENTO DI REVOCA DELLA MISURA.."
ART. 15 DIVIETO DI CONCESSIONE DI BENEFICI PER GLI APPARTENENTI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
1 . L'ARTICOLO 4- BIS DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354, È COSÌ MODIFICATO:
a) LA RUBRICA E IL COMMA 1 SONO SOSTITUITI DAI SEGUENTI: "(DIVIETO DI CONCESSIONE DEI BENEFICI E ACCERTAMENTO DELLA PERICOLOSITÀ SOCIALE DEI CONDANNATI PER TALUNI DELITTI). -
1 . FERMO QUANTO STABILITO DALL'ARTICOLO 13- TER DEL DECRETO-LEGGE 15 GENNAIO 1991, N. 8, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE 15 MARZO 1991, N. 82, L 'ASSEGNAZIONE AL LAVORO ALL'ESTERNO, I PERMESSI PREMIO, E LE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE PREVISTE DAL CAPO VI DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354, POSSONO ESSERE CONCESSI AI DETENUTI E INTERNATI PER DELITTI COMMESSI AVVALENDOSI DELLE CONDIZIONI PREVISTE DALL'ARTICOLO 416- BIS DEL CODICE PENALE OVVERO AL FINE DI AGEVOLARE L'ATTIVITÀ DELLE ASSOCIAZIONI PREVISTE DALLO STESSO ARTICOLO NONCHÉ PER I DELITTI DI CUI AGLI ARTICOLI 416- BIS E 630 DEL CODICE PENALE E ALL'ARTICOLO 74 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 OTTOBRE 1990, N. 309, SOLO NEI CASI IN CUI TALI DETENUTI E INTERNATI COLLABORANO CON LA GIUSTIZIA A NORMA DELL'ARTICOLO 58-TER. QUANDO SI TRATTA DI DETENUTI O INTERNATI PER DELITTI COMMESSI PER FINALITÀ DI TERRORISMO O DI EVERSIONE DELL'ORDINAMENTO COSTITUZIONALE OVVERO DI DETENUTI O INTERNATI PER I DELITTI DI CUI AGLI ARTICOLI 575, 628 TERZO COMMA, 629 SECONDO COMMA DEL CODICE PENALE E ALL'ARTICOLO 73, LIMITATAMENTE ALLE IPOTESI AGGRAVATE AI SENSI DELL'ARTICOLO 80 COMMA 2, DEL PREDETTO TESTO UNICO APPROVATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA N. 309 DEL 1990, I BENEFICI SUDDETTI POSSONO ESSERE CONCESSI SOLO SE NON VI SONO ELEMENTI TALI DA FAR RITENERE LA SUSSISTENZA DI COLLEGAMENTI CON LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA O EVERSIVA.";
"3-BIS. L'ASSEGNAZIONE AL LAVORO ALL'ESTERNO, I PERMESSI PREMIO E LE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE PREVISTE DAL CAPO VI, NON POSSONO ESSERE CONCESSI AI DETENUTI ED INTERNATI PER DELITTI DOLOSI QUANDO IL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA O IL PROCURATORE DISTRETTUALE COMUNICA, D'INIZIATIVA O SU SEGNALAZIONE DEL COMITATO PROVINCIALE PER L'ORDINE E LA SICUREZZA PUBBLICA COMPETENTE IN RELAZIONE AL LUOGO DI DETENZIONE O INTERNAMENTO, L'ATTUALITÀ DI COLLEGAMENTI CON LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA. IN TAL CASO SI PRESCINDE DALLE PROCEDURE PREVISTE DAI COMMI 2 E 3.."
2 . NEI CONFRONTI DELLE PERSONE DETENUTE O INTERNATE PER TALUNO DEI DELITTI INDICATI NEL PRIMO PERIODO DEL COMMA 1 CHE FRUISCANO, ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE DECRETO, DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE O DI PERMESSI PREMIO, O SIANO ASSEGNATE AL LAVORO ALL'ESTERNO, L'AUTORITÀ DI POLIZIA, OVE LO RITENGA, COMUNICA AL GIUDICE DI SORVEGLIANZA COMPETENTE CHE LE PERSONE MEDESIME NON SI TROVANO NELLA CONDIZIONE PER L'APPLICAZIONE DELL'ARTICOLO 58- TER DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354. IN TAL CASO IL TRIBUNALE O IL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA DISPONE LA REVOCA DELLA MISURA ALTERNATIVA ALLA DETENZIONE O DEL PERMESSO PREMIO. ANALOGO PROVVEDIMENTO È ADOTTATO DALLA COMPETENTE AUTORITÀ IN RIFERIMENTO ALL'ASSEGNAZIONE AL LAVORO ALL'ESTERNO.
ART. 16 COLLOQUI INVESTIGATIVI
1 . NEL SECONDO COMMA DELL'ARTICOLO 67 DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354, È ELIMINATO IL PUNTO E SONO AGGIUNTE IN FINE LE SEGUENTI PAROLE: "E PER IL PERSONALE INDICATO NELL'ARTICOLO 18- BIS.".
2 . NELL'OTTAVO COMMA DELL'ARTICOLO 18 DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354, SONO AGGIUNTE ALL'INIZIO LE SEGUENTI PAROLE: "SALVO QUANTO DISPOSTO DALL'ARTICOLO 18-BIS,".
3 . DOPO L'ARTICOLO 18 DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354, È INSERITO IL SEGUENTE ARTICOLO:
"ART. 18-BIS (COLLOQUI A FINI INVESTIGATIVI). - 1. IL PERSONALE DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA DI CUI ALL'ARTICOLO 3 DEL DECRETO-LEGGE 29 OTTOBRE 1991, N. 345, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE 30 DICEMBRE 1991, N. 410, E GLI UFFICIALI DI POLIZIA GIUDIZIARIA DEI SERVIZI CENTRALI E INTERPROVINCIALI DI CUI ALL'ARTICOLO 12 DEL DECRETO-LEGGE 13 MAGGIO 1991, N. 152, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE 12 LUGLIO 1991, N. 203, HANNO FACOLTÀ DI VISITARE GLI ISTITUTI PENITENZIARI E POSSONO ESSERE AUTORIZZATI, A NORMA DEL COMMA 3, AD AVERE COLLOQUI PERSONALI CON DETENUTI E INTERNATI, AL FINE DI ACQUISIRE INFORMAZIONI NELL'AMBITO DEI RISPETTIVI COMPITI ISTITUZIONALI DI INVESTIGAZIONE, SICUREZZA E PREVENZIONE.
2. AL PERSONALE DI POLIZIA INDICATO NEL COMMA 1, L 'AUTORIZZAZIONE AI COLLOQUI È RILASCIATA:
A) QUANDO SI TRATTA DI INTERNATI, DI CONDANNATI O DI IMPUTATI, DAL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA O DA UN SUO DELEGATO;
B) QUANDO SI TRATTA DI PERSONE SOTTOPOSTE AD INDAGINI, DAL PUBBLICO MINISTERO.
3. LE AUTORIZZAZIONI AI COLLOQUI INDICATE NEL COMMA 2 SONO ANNOTATE ESCLUSIVAMENTE IN APPOSITO REGISTRO RISERVATO TENUTO PRESSO L'AUTORITÀ COMPETENTE AL RILASCIO.
4. IN CASI DI PARTICOLARE URGENZA, ATTESTATI CON PROVVEDIMENTO DEL MINISTRO DELL'INTERNO O, PER SUA DELEGA, DAL CAPO DELLA POLIZIA, L'AUTORIZZAZIONE PREVISTA NEL COMMA 2, LETTERA A), NON È RICHIESTA, E DEL COLLOQUIO È DATA IMMEDIATA COMUNICAZIONE ALL'AUTORITÀ IVI INDICATA, CHE PROVVEDE ALL'ANNOTAZIONE NEL REGISTRO RISERVATO DI CUI AL COMMA 3.
5. LA FACOLTÀ DI PROCEDERE A COLLOQUI PERSONALI CON DETENUTI E INTERNATI È ATTRIBUITA ALTRESÌ AL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA AI FINI DELL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI DI IMPULSO E DI COORDINAMENTO PREVISTE DALL'ARTICOLO 371- BIS DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE; AL MEDESIMO PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA SONO COMUNICATI I PROVVEDIMENTI DI CUI AI COMMI 2 E 4, QUALORA CONCERNENTI COLLOQUI CON PERSONE SOTTOPOSTE AD INDAGINI, IMPUTATE O CONDANNATE PER TALUNO DEI DELITTI INDICATI NELL'ARTICOLO 51, COMMA 3- BIS DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE.."
4 . CON DECRETO DEL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA, D'INTESA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO, DA EMANARSI ENTRO 120 GIORNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE DI CONVERSIONE DEL PRESENTE DECRETO SONO ADOTTATE DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 18- BIS DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354, PER REGOLARE LE MODALITÀ DELLE VISITE E DISCIPLINARE IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI, NONCHÉ LE RELATIVE COMUNICAZIONI E ANNOTAZIONI, IN MODO DA GARANTIRNE LA RISERVATEZZA. 5. NELL'ARTICOLO 35 DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 APRILE 1976, N. 431, È AGGIUNTO, IN FINE, IL SEGUENTE COMMA:
"LE DISPOSIZIONI DEI COMMI PRECEDENTI NON SI APPLICANO NEI CASI PREVISTI DALL'ARTICOLO 18- BIS DELLA LEGGE".
6 . NEL SESTO COMMA DELL'ARTICOLO 1-QUINQUIES DEL DECRETO-LEGGE 6 SETTEMBRE 1982, N. 629, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, NELLA LEGGE 12 OTTOBRE 1982, N. 726, LE PAROLE: "PUÒ ESSERE AUTORIZZATO DAGLI ORGANI COMPETENTI AD AVERE COLLOQUI PERSONALI CON DETENUTI E INTERNATI" SONO SOSTITUITE DALLE SEGUENTI: "PUÒ AVERE COLLOQUI PERSONALI, CON DETENUTI E INTERNATI, OSSERVANDO LE DISPOSIZIONI DELL'ARTICOLO 18- BIS DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354; NEI CASI DI PARTICOLARE URGENZA DI CUI AL COMMA 4 DEL MEDESIMO ARTICOLO, ALL'ATTESTAZIONE IVI PREVISTA PROVVEDE LO STESSO ALTO COMMISSARIO.".
ART. 17 AUMENTO DELL'ORGANICO DEL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA
1 . L'ORGANICO DEL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA PREVISTO DALLE TABELLE A, B, PARTE I E PARTE II, E C ALLEGATE ALLA LEGGE 15 DICEMBRE 1990, N. 395, E SUE SUCCESSIVE MODIFICAZIONI È AUMENTATO DI 2.000 UNITÀ NEL RUOLO DEGLI AGENTI E ASSISTENTI.
2 . ALLA PRIMA COPERTURA DEI POSTI CHE SI RENDONO VACANTI NELL'ORGANICO DEL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA PER EFFETTO DELL'AUMENTO DI ORGANICO DI CUI AL COMMA 1, IL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA PUÒ AVVALERSI DEGLI AGENTI AUSILIARI PREVISTI DAL COMMA 2 DELL'ARTICOLO 8 DELLA LEGGE 15 DICEMBRE 1990, N. 395, IL CUI RECLUTAMENTO AVVIENE DAI CONTINGENTI DI LEVA ALL'ESERCITO, CON LE PROCEDURE STABILITE DALLA LEGGE 7 GIUGNO 1975, N. 198, E SUE SUCCESSIVE MODIFICAZIONI, RELATIVE ALL'INCORPORAMENTO DI UNITÀ DI LEVA NEL CORPO DEGLI AGENTI DI CUSTODIA, QUALI VOLONTARI AUSILIARI, NONCHÉ SECONDO QUELLE PREVISTE DAL COMMA 3 DELL'ARTICOLO 1 DEL DECRETO-LEGGE 29 GENNAIO 1992, N. 36, CONVERTITO DALLA LEGGE 29 FEBBRAIO 1992, N. 213.
3 . GLI AGENTI AUSILIARI RECLUTATI AI SENSI DEL COMMA 2 FREQUENTANO UN CORSO DI FORMAZIONE TECNICO-PROFESSIONALE DELLA DURATA DI MESI TRE. I CORSI SONO EFFETTUATI NELLE STESSE SCUOLE E STRUTTURE DELL'ESERCITO, AD OPERA DEL PERSONALE DEL DIPARTIMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA.
4 . LA SPESA PER L'ATTUAZIONE DI QUANTO PREVISTO NEL PRESENTE ARTICOLO È VALUTATA IN LIRE 16.400 MILIONI PER L'ANNO 1992, IN LIRE 55.900 MILIONI PER L'ANNO 1993 E IN LIRE 71.900 MILIONI A DECORRERE DALL'ANNO 1994.
ART. 18 COMUNICAZIONI ALL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA
1 . IL TERZO COMMA DELL'ARTICOLO 43 DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354, È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"OLTRE A QUANTO STABILITO DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI DI LEGGE, IL DIRETTORE INFORMA ANTICIPATAMENTE IL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA, IL QUESTORE E L'UFFICIO DI POLIZIA TERRITORIALMENTE COMPETENTE DI OGNI DIMISSIONE ANCHE TEMPORANEA DALL'ISTITUTO.".
ART. 19 SOSPENSIONE DELLE NORMALI REGOLE DI TRATTAMENTO PENITENZIARIO
1 . ALL'ARTICOLO 41- BIS DELLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354, DOPO IL COMMA 1, È AGGIUNTO IL SEGUENTE:
" 2. QUANDO RICORRANO GRAVI MOTIVI DI ORDINE E DI SICUREZZA PUBBLICA, ANCHE A RICHIESTA DEL MINISTRO DELL'INTERNO, IL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA HA ALTRESÌ LA FACOLTÀ DI SOSPENDERE, IN TUTTO O IN PARTE, NEI CONFRONTI DEI DETENUTI PER TALUNO DEI DELITTI DI CUI AL COMMA 1 DELL'ARTICOLO 4- BIS, L'APPLICAZIONE DELLE REGOLE DI TRATTAMENTO E DEGLI ISTITUTI PREVISTI DALLA PRESENTE LEGGE CHE POSSANO PORSI IN CONCRETO CONTRASTO CON LE ESIGENZE DI ORDINE E DI SICUREZZA.."
ART. 20 COLLEGAMENTO TRA I CENTRI ELABORAZIONE DATI DELL'AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA E DEL DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA.
1 . CON DECRETO DEL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA DI CONCERTO CON QUELLO DELL'INTERNO SONO STABILITE MODALITÀ E CRITERI PER IL COLLEGAMENTO TRA IL CENTRO ELABORAZIONE DATI DEL DIPARTIMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA E QUELLO DEL DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA, AL FINE DI RENDERE IMMEDIATAMENTE DISPONIBILI I DATI, PER IL PERSONALE AUTORIZZATO ALL'ACCESSO, SECONDO LE MODALITÀ E PER I FINI STABILITI DAI RISPETTIVI ORDINAMENTI.
TITOLO V MODIFICHE ALLE NORME DELL'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO
ART. 21 APPLICAZIONI
1 . IL COMMA 7 DELL'ARTICOLO 110 DEL REGIO DECRETO 30 GENNAIO 1941, N. 12, COSÌ COME MODIFICATO DALL'ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 16 OTTOBRE 1991, N. 321, È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
" 7. SE LE ESIGENZE INDICATE NEL COMMA 1 SONO DETERMINATE DALLA PENDENZA DI UNO O PIÙ PROCEDIMENTI PENALI LA CUI TRATTAZIONE SI PREVEDE DI DURATA PARTICOLARMENTE LUNGA, IL MAGISTRATO APPLICATO PRESSO ORGANI GIUDICANTI NON PUÒ SVOLGERE ATTIVITÀ IN TALI PROCEDIMENTI.."
2 . I MAGISTRATI DEL PUBBLICO MINISTERO POSSONO ESSERE IMPEGNATI NELLA TRATTAZIONE DI PROCEDIMENTI CHE SI PREVEDONO DI LUNGA DURATA, ANCHE SE LE APPLICAZIONI SONO IN CORSO ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE DECRETO.
TITOLO VI DISPOSIZIONI CONCERNENTI LE MISURE DI PREVENZIONE
ART. 22 SEQUESTRO DEI BENI
1 . AL SECONDO COMMA DELL'ARTICOLO 2- TER DELLA LEGGE 31 MAGGIO 1965, N. 575, È AGGIUNTO IL SEGUENTE PERIODO: "A RICHIESTA DEL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA, DEL QUESTORE O DEGLI ORGANI INCARICATI DI SVOLGERE ULTERIORI INDAGINI A NORMA DEL PRIMO COMMA, NEI CASI DI PARTICOLARE URGENZA IL SEQUESTRO È DISPOSTO DAL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE CON DECRETO MOTIVATO E PERDE EFFICACIA SE NON È CONVALIDATO DAL TRIBUNALE NEI DIECI GIORNI SUCCESSIVI.".
ART. 23 VIOLAZIONE DI OBBLIGHI INERENTI A MISURE DI PREVENZIONE
1 . L'ARTICOLO 9 DELLA LEGGE 27 DICEMBRE 1956, N. 1423, È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 9. - 1. IL CONTRAVVENTORE AGLI OBBLIGHI INERENTI ALLA SORVEGLIANZA SPECIALE È PUNITO CON L'ARRESTO DA TRE MESI AD UN ANNO. 2. SE L'INOSSERVANZA RIGUARDA LA SORVEGLIANZA SPECIALE CON L'OBBLIGO O IL DIVIETO DI SOGGIORNO, SI APPLICA LA PENA DELLA RECLUSIONE DA UNO A CINQUE ANNI.
3. NELL'IPOTESI INDICATA NEL COMMA 2 GLI UFFICIALI ED AGENTI DI POLIZIA GIUDIZIARIA POSSONO PROCEDERE ALL'ARRESTO ANCHE FUORI DEI CASI DI FLAGRANZA.
4. SALVO QUANTO È PRESCRITTO DA ALTRE DISPOSIZIONI DI LEGGE, IL SORVEGLIATO SPECIALE CHE, PER UN REATO COMMESSO DOPO IL DECRETO DI SORVEGLIANZA SPECIALE, ABBIA RIPORTATO CONDANNA A PENA DETENTIVA NON INFERIORE A SEI MESI, PUÒ ESSERE SOTTOPOSTO A LIBERTÀ VIGILATA PER UN TEMPO NON INFERIORE A DUE ANNI.."
2 . L'ARTICOLO 5 DELLA LEGGE 31 MAGGIO 1965, N. 575, È SOSTITUITO DAL SEGUENTE:
"ART. 5. - 1. L 'ALLONTANAMENTO ABUSIVO DAL COMUNE O DALLA FRAZIONE DEL COMUNE DI SOGGIORNO OBBLIGATORIO È PUNITO CON LA RECLUSIONE DA DUE A CINQUE ANNI; GLI UFFICIALI ED AGENTI DI POLIZIA GIUDIZIARIA POSSONO PROCEDERE ALL'ARRESTO ANCHE FUORI DEI CASI DI FLAGRANZA.."
ART. 24 MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALI
1 . DOPO L'ARTICOLO 3- TER DELLA LEGGE 31 MAGGIO 1965, N. 575, SONO INSERITI I SEGUENTI:
"ART. 3-QUATER . - 1. QUANDO, A SEGUITO DEGLI ACCERTAMENTI DI CUI ALL'ARTICOLO 2- BIS O DI QUELLI COMPIUTI PER VERIFICARE I PERICOLI DI INFILTRAZIONE DA PARTE DELLA DELINQUENZA DI TIPO MAFIOSO, RICORRONO SUFFICIENTI INDIZI PER RITENERE CHE L'ESERCIZIO DI DETERMINATE ATTIVITÀ ECONOMICHE, COMPRESE QUELLE IMPRENDITORIALI, SIA DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE SOTTOPOSTO ALLE CONDIZIONI DI INTIMIDAZIONE O DI ASSOGGETTAMENTO PREVISTE DALL'ARTICOLO 416- BIS DEL CODICE PENALE O CHE POSSA, COMUNQUE, AGEVOLARE L'ATTIVITÀ DELLE PERSONE NEI CONFRONTI DELLE QUALI È STATA PROPOSTA O APPLICATA UNA DELLE MISURE DI PREVENZIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 2, OVVERO DI PERSONE SOTTOPOSTE A PROCEDIMENTO PENALE PER TALUNO DEI DELITTI PREVISTI DAGLI ARTICOLI 416- BIS, 629, 630, 648- BIS E 648- TER DEL CODICE PENALE, E NON RICORRONO I PRESUPPOSTI PER L'APPLICAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 2, IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA O IL QUESTORE POSSONO RICHIEDERE AL TRIBUNALE COMPETENTE PER L'APPLICAZIONE DELLE MISURE DI PREVENZIONE NEI CONFRONTI DELLE PERSONE SOPRAINDICATE, DI DISPORRE ULTERIORI INDAGINI E VERIFICHE, DA COMPIERSI ANCHE A MEZZO DELLA GUARDIA DI FINANZA O DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA, SULLE PREDETTE ATTIVITÀ, NONCHÉ L'OBBLIGO, NEI CONFRONTI DI CHI HA LA PROPRIETÀ O LA DISPONIBILITÀ , A QUALSIASI TITOLO, DI BENI O ALTRE UTILITÀ DI VALORE NON PROPORZIONATO AL PROPRIO REDDITO O ALLA PROPRIA CAPACITÀ ECONOMICA, DI GIUSTIFICARNE LA LEGITTIMA PROVENIENZA.
2. QUANDO RICORRONO SUFFICIENTI ELEMENTI PER RITENERE CHE IL LIBERO ESERCIZIO DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE DI CUI AL COMMA 1 AGEVOLI L'ATTIVITÀ DELLE PERSONE NEI CONFRONTI DELLE QUALI È STATA PROPOSTA O APPLICATA UNA DELLE MISURE DI PREVENZIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 2, OVVERO DI PERSONE SOTTOPOSTE A PROCEDIMENTO PENALE PER TALUNO DEI DELITTI PREVISTI DAGLI ARTICOLI 416- BIS, 629, 630, 648- BIS E 648- TER DEL CODICE PENALE, IL TRIBUNALE DISPONE LA SOSPENSIONE TEMPORANEA DALL'AMMINISTRAZIONE DEI BENI UTILIZZABILI, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, PER LO SVOLGIMENTO DELLE PREDETTE ATTIVITÀ.
3. LA SOSPENSIONE TEMPORANEA DALL'AMMINISTRAZIONE DEI BENI È ADOTTATA PER UN PERIODO NON SUPERIORE A SEI MESI E PUÒ ESSERE RINNOVATA, PER UN PERIODO NON SUPERIORE COMPLESSIVAMENTE A DODICI MESI, A RICHIESTA DELL'AUTORITÀ PROPONENTE, DEL PUBBLICO MINISTERO O DEL GIUDICE DELEGATO DI CUI ALL'ARTICOLO 2-SEXIES, SE PERMANGONO LE CONDIZIONI IN BASE ALLE QUALI È STATO APPLICATA.
4. CON IL PROVVEDIMENTO DI CUI AL COMMA 2, IL TRIBUNALE NOMINA L'AMMINISTRATORE ED IL GIUDICE DELEGATO, OSSERVATE, IN QUANTO APPLICABILI, LE DISPOSIZIONI DEGLI ARTICOLI 2- TER, SECONDO, QUINTO, SETTIMO E OTTAVO COMMA, 2-SEXIES, 2-SEPTIES E 2-OCTIES.
5. QUANDO VI SIA CONCRETO PERICOLO CHE I BENI SOTTOPOSTI AL PROVVEDIMENTO DI CUI AL COMMA 2 VENGANO DISPERSI, SOTTRATTI O ALIENATI, IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA O IL QUESTORE POSSONO RICHIEDERE AL TRIBUNALE DI DISPORNE IL SEQUESTRO, OSSERVATE, IN QUANTO APPLICABILI, LE DISPOSIZIONI DEGLI ARTICOLI 2- TER, QUINTO, SETTIMO E OTTAVO COMMA, 2-QUATER , 2-QUINQUIES , 2-SEXIES , 2-SEPTIES E 2-OCTIES. IL SEQUESTRO È DISPOSTO SINO ALLA SCADENZA DEL TERMINE STABILITO A NORMA DEL COMMA 3.." "ART. 3-QUINQUIES. - 1. L 'AMMINISTRATORE ADEMPIE AGLI OBBLIGHI DI RELAZIONE E SEGNALAZIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 2-SEPTIES ANCHE NEI CONFRONTI DEL PUBBLICO MINISTERO.
2 . ENTRO I QUINDICI GIORNI ANTECEDENTI LA DATA DI SCADENZA DELLA SOSPENSIONE PROVVISORIA DALLA AMMINISTRAZIONE DEI BENI O DEL SEQUESTRO, IL TRIBUNALE, QUALORA NON DISPONGA IL RINNOVO DEL PROVVEDIMENTO, DELIBERA IN CAMERA DI CONSIGLIO, ALLA QUALE PUÒ ESSERE CHIAMATO A PARTECIPARE IL GIUDICE DELEGATO DI CUI ALL'ARTICOLO 2-SEXIES, LA REVOCA DELLA MISURA DISPOSTA, OVVERO LA CONFISCA DEI BENI CHE SI HA MOTIVO DI RITENERE SIANO IL FRUTTO DI ATTIVITÀ ILLECITE O NE COSTITUISCANO IL REIMPIEGO.
3 . CON IL PROVVEDIMENTO CHE DISPONE LA REVOCA DELLA MISURA, IL TRIBUNALE PUÒ STABILIRE L'OBBLIGO NEI CONFRONTI DI CHI HA LA PROPRIETÀ , L'USO O L'AMMINISTRAZIONE DEI BENI, O DI PARTE DI ESSI, DI COMUNICARE, PER UN PERIODO NON INFERIORE A TRE ANNI, AL QUESTORE ED AL NUCLEO DI POLIZIA TRIBUTARIA DEL LUOGO DI DIMORA ABITUALE, OVVERO DEL LUOGO IN CUI SI TROVANO I BENI SE SI TRATTA DI RESIDENTI ALL'ESTERO, GLI ATTI DI DISPOSIZIONE, DI ACQUISTO O DI PAGAMENTO EFFETTUATI, GLI ATTI DI PAGAMENTO RICEVUTI, GLI INCARICHI PROFESSIONALI, DI AMMINISTRAZIONE O DI GESTIONE FIDUCIARIA RICEVUTI, E GLI ALTRI ATTI O CONTRATTI INDICATI DAL TRIBUNALE, DI VALORE NON INFERIORE A CINQUANTA MILIONI DI LIRE O DEL VALORE SUPERIORE STABILITO DAL TRIBUNALE IN RELAZIONE AL PATRIMONIO E AL REDDITO DELLA PERSONA. DETTO OBBLIGO VA ASSOLTO ENTRO DIECI GIORNI DAL COMPIMENTO DELL'ATTO E COMUNQUE ENTRO IL 31 GENNAIO DI OGNI ANNO PER GLI ATTI POSTI IN ESSERE NELL'ANNO PRECEDENTE.
4 . CHI OMETTE DI EFFETTUARE ENTRO I TERMINI INDICATI LE COMUNICAZIONI DI CUI AL COMMA 3 È PUNITO CON LA RECLUSIONE DA UNO A QUATTRO ANNI. ALLA CONDANNA SEGUE LA CONFISCA DEI BENI ACQUISTATI E DEI PAGAMENTI RICEVUTI PER I QUALI È STATA OMESSA LA COMUNICAZIONE. ".
TITOLO VII ATTIVITÀ DI PREVENZIONE
ART. 25 CONTROLLO DI IMPUTATI E CONDANNATI PER GRAVI DELITTI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
1 . NEL CORSO DI OPERAZIONI DI POLIZIA VOLTE ALLA PREVENZIONE DEI DELITTI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, GLI UFFICIALI ED AGENTI DI POLIZIA GIUDIZIARIA CHE NEL PROCEDERE AL CONTROLLO DI PERSONE SOTTOPOSTE A MISURE LIMITATIVE DELLA LIBERTÀ PERSONALE PER TALUNO DEI DELITTI PREVISTI DALL'ARTICOLO 275 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE, HANNO FONDATO MOTIVO DI RITENERE CHE TALI PERSONE, PER LA CONDOTTA TENUTA E LE CIRCOSTANZE DI TEMPO E DI LUOGO, SI ACCINGANO A REALIZZARE TALUNO DEI DELITTI PREVISTI DALL'ARTICOLO 380 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE O A SOTTRARSI ALLA ESECUZIONE DELLA MISURA ALLA QUALE SONO SOTTOPOSTI, POSSONO ACCOMPAGNARE TALI PERSONE NEI PROPRI UFFICI, ED IVI TRATTENERLE PER IL TEMPO STRETTAMENTE NECESSARIO A VERIFICARNE LA POSIZIONE E COMUNQUE NON OLTRE LE DODICI ORE. SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI PREVISTE DALL'ARTICOLO 349 COMMI 2, 5 E 6 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE.
2 . QUANDO SUSSISTANO GRAVI RAGIONI PER RITENERE CHE NEI CONFRONTI DELLE PERSONE INDICATE NEL COMMA 1 DEBBA ESSERE DISPOSTA LA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE O DEBBANO ESSERE REVOCATE LE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE PREVISTE DALLA LEGGE 26 LUGLIO 1975, N. 354, IL PUBBLICO MINISTERO PUÒ DISPORRE IL FERMO DI TALI PERSONE, OSSERVATE, IN QUANTO COMPATIBILI, LE DISPOSIZIONI SUL FERMO DI INDIZIATO DI DELITTO. CON IL PROVVEDIMENTO DI CONVALIDA, IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI PRESSO IL TRIBUNALE DEL LUOGO IN CUI IL FERMO È STATO ESEGUITO, SE IL PUBBLICO MINISTERO NE FA RICHIESTA, DISPONE CON ORDINANZA LA DETENZIONE O LA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE. L'ORDINANZA CESSA DI AVERE EFFETTO SE ENTRO VENTI GIORNI DALLA SUA PRONUNCIA L'AUTORITÀ GIUDIZIARIA COMPETENTE NON DISPONE LA CUSTODIA CAUTELARE O LA REVOCA DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE.
TITOLO VIII DISPOSIZIONI PER L'ORGANIZZAZIONE DELL'UFFICIO CENTRALE DELLA GIUSTIZIA MINORILE.
ART. 26 DOTAZIONE ORGANICA, ASSUNZIONI E NORME ORDINAMENTALI
1 . LA DOTAZIONE ORGANICA DELLE QUALIFICHE FUNZIONALI DELL'UFFICIO CENTRALE PER LA GIUSTIZIA MINORILE NELL'AMBITO DEL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA È STABILITA SECONDO LA TABELLA A ALLEGATA AL PRESENTE DECRETO-LEGGE. PER L'ASSUNZIONE IN SERVIZIO DEL PERSONALE DI CUI ALLA TABELLA B, ALLEGATA AL PRESENTE DECRETO-LEGGE, IL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA È AUTORIZZATO AD ESPLETARE TUTTE LE PROCEDURE PREVISTE DALLE DISPOSIZIONI DEL PRESENTE ARTICOLO FIN DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE DI CONVERSIONE. ALLA PROCEDURA PREVISTA DALL'ARTICOLO 6 DELLA LEGGE 11 LUGLIO 1980, N. 312, È DEMANDATA LA SPECIFICAZIONE DEI PROFILI PROFESSIONALI ALL'INTERNO DELLE QUALIFICHE FUNZIONALI NELL'AMBITO DELLA DETERMINAZIONE DELLA COMPLESSIVA DOTAZIONE ORGANICA DELL'UFFICIO CENTRALE PER LA GIUSTIZIA MINORILE , COMPRENDENTE ANCHE IL PERSONALE CHE ATTUALMENTE PRESTA SERVIZIO PRESSO LO STESSO UFFICIO CENTRALE. SONO RIDOTTI I CONTINGENTI DEI CORRISPONDENTI PROFILI PROFESSIONALI DEL DIPARTIMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA NELLA MISURA PREVISTA DALL'ALLEGATA TABELLA A.
2 . NELLA TABELLA IV ALLEGATA AL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 GIUGNO 1972, N. 748, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI, È INSERITO IL QUADRO H, ALLEGATO AL PRESENTE DECRETO-LEGGE.
3 . CON DECRETO DEL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA, DI CONCERTO CON IL MINISTRO PER LA FUNZIONE PUBBLICA , SENTITE LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE, SONO DETTATE LE DISPOSIZIONI PER L'ACCESSO NEI NUOVI CONTINGENTI DEL PERSONALE DI RUOLO DEL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA DI PARI QUALIFICA FUNZIONALE, IN SERVIZIO PRESSO IL SETTORE MINORILE OVVERO CHE ABBIA ACQUISITO SPECIFICA ESPERIENZA O PREPARAZIONE SULLE PROBLEMATICHE MINORILI, IL QUALE CONSERVA IL TRATTAMENTO GIURIDICO ED ECONOMICO MATURATO, NONCHÉ, PER L'AREA SOCIOPEDAGOGICA, DI PERSONALE DI RUOLO DI ALTRE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, OSSERVATE LE NORME VIGENTI IN MATERIA DI MOBILITÀ. SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI DI CUI AGLI ARTICOLI 5 E 6 DELLA LEGGE 16 OTTOBRE 1991, N. 321.
4 . OLTRE AL PERSONALE DEL RUOLO AMMINISTRATIVO, IL PERSONALE CON QUALIFICA DIRIGENZIALE O PROVENIENTE DALL'EX CARRIERA DIRETTIVA DI SERVIZIO SOCIALE E DELL'AREA PEDAGOGICA PUÒ ESSERE PREPOSTO ALLE DIREZIONI RISPETTIVAMENTE DEI CENTRI PER LA GIUSTIZIA MINORILE PREVISTI DALL'ARTICOLO 7 DELLE NORME DI ATTUAZIONE, DI COORDINAMENTO E TRANSITORIE DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 SETTEMBRE 1988, N. 448, RECANTE DISPOSIZIONI SUL PROCESSO PENALE A CARICO DI IMPUTATI MINORENNI, APPROVATO CON DECRETO LEGISLATIVO 28 LUGLIO 1989, N. 272, E DEI SERVIZI DEI CENTRI PER LA GIUSTIZIA MINORILE PREVISTI ALL'ARTICOLO 8 DELLE NORME APPROVATE CON IL CITATO DECRETO LEGISLATIVO N. 272 DEL 1989, AVUTO RIGUARDO ALLA MAGGIORE IMPORTANZA DEI CENTRI PER LA GIUSTIZIA MINORILE E DEGLI UFFICI DI SERVIZIO SOCIALE PER I MINORENNI DA DICHIARARSI AI SENSI DEL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 GIUGNO 1972, N. 748.
5 . AI DIRETTORI DEI CENTRI PER LA GIUSTIZIA MINORILE E AI DIRETTORI DEI SERVIZI MINORILI DI CUI ALL'ARTICOLO 8 DELLE NORME APPROVATE CON DECRETO LEGISLATIVO 28 LUGLIO 1989, N. 272, FACENTI PARTE DEGLI STESSI CENTRI, SI APPLICANO LE NORME SUL DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO PREVISTE DAL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 GIUGNO 1955, N. 1538.
6 . NEI CONFRONTI DEL PERSONALE DELL'UFFICIO CENTRALE DELLA GIUSTIZIA MINORILE IN SERVIZIO ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE 15 DICEMBRE 1990, N. 395, CONTINUANO AD APPLICARSI LE DISPOSIZIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 4 DEL DECRETO-LEGGE 28 AGOSTO 1987, N. 356, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 27 OTTOBRE 1987, N. 436, NELLA MISURA PREVISTA PER CIASCUNA QUALIFICA E PROFILO PROFESSIONALE DALLA TABELLA ALLEGATA AL DECRETO DEL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA IN DATA 21 GENNAIO 1991, PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N. 102 DEL 3 MAGGIO 1991, ED EVENTUALI SUCCESSIVI ADEGUAMENTI.
7 . LE ASSUNZIONI DI CUI AL PRESENTE ARTICOLO NON POTRANNO AVERE DECORRENZA ANTERIORE AL 1X OTTOBRE 1993.
8 . LA SPESA PER L'ATTUAZIONE DI QUANTO PREVISTO NEL PRESENTE ARTICOLO È VALUTATA IN LIRE 12.900 MILIONI PER L'ANNO 1993 E IN LIRE 51.580 MILIONI A DECORRERE DALL'ANNO 1994.
ART. 27 INTERVENTI SULLE STRUTTURE
1 . AL FINE DI CONSENTIRE L'ESPLETAMENTO DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI GIUSTIZIA MINORILE È AUTORIZZATA LA SPESA DI LIRE 7.000 MILIONI PER L'ANNO 1992 E DI LIRE 5.420 MILIONI PER CIASCUNO DEGLI ANNI 1993 E 1994, PER LA MANUTENZIONE , RIPARAZIONE, ADATTAMENTO E RISTRUTTURAZIONE DEGLI IMMOBILI E DEI RELATIVI IMPIANTI IN USO AGLI UFFICI GIUDIZIARI MINORILI ED AI SERVIZI CENTRALI E PERIFERICI DELL'UFFICIO CENTRALE PER LA GIUSTIZIA MINORILE , PER LA PREDISPOSIZIONE DI SERVIZI, INTERVENTI E PROGRAMMI IN FAVORE DEI MINORI, PER LA GESTIONE DI ATTREZZATURE E DI BENI, COMPRESI GLI IMPIANTI, LE MACCHINE, GLI STRUMENTI, ANCHE TELEFONICI ED INFORMATICI, GLI ARREDI DI SUPPORTO AI LOCALI ADIBITI A SERVIZI MINORILI, CENTRALI E PERIFERICI, E AD UFFICI GIUDIZIARI MINORILI, PER LE MISSIONI DEL PERSONALE, NONCHÉ PER L'ATTIVITÀ DI FORMAZIONE DEL PERSONALE DELLA GIUSTIZIA MINORILE, DA SVOLGERSI IN RACCORDO CON LA SCUOLA SUPERIORE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.
2 . ALLA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI E ALLA STIPULA DEI CONTRATTI NECESSARI PER L'ATTUAZIONE DELLA PRESENTE LEGGE SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI CONTENUTE NEGLI ARTICOLI 2 E 7 DEL DECRETO-LEGGE 26 MARZO 1990, N. 64, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 25 MAGGIO 1990, N. 124. SI APPLICANO ALTRESÌ LE DISPOSIZIONI CONTENUTE NELL'ARTICOLO 37 DELLA LEGGE 15 DICEMBRE 1990, N. 395.
ART. 28 COPERTURA FINANZIARIA
1 . ALL'ONERE DERIVANTE DALL'ATTUAZIONE DEGLI ARTICOLI 17, 26 E 27 DEL PRESENTE DECRETO, VALUTATO IN LIRE 23.400 MILIONI PER L'ANNO 1992, IN LIRE 74.300 MILIONI PR L'ANNO 1993 E IN LIRE 128.900 MILIONI A DECORRERE DALL'ANNO 1994, SI PROVVEDE MEDIANTE CORRISPONDENTE RIDUZIONE DELLO STANZIAMENTO ISCRITTO, AI FINI DEL BILANCIO TRIENNALE 1992-1994, AL CAPITOLO 6856 DELLO STATO DI PREVISIONE DEL MINISTERO DEL TESORO PER L'ANNO 1992, ALL'UOPO PARZIALMENTE UTILIZZANDO L'ACCANTONAMENTO "INTERVENTI VARI IN FAVORE DELLA GIUSTIZIA".
2 . IL MINISTRO DEL TESORO È AUTORIZZATO AD APPORTARE, CON PROPRI DECRETI, LE OCCORRENTI VARIAZIONI DI BILANCIO.
TITOLO IX DISPOSIZIONE FINALE
ART. 29 NORME TEMPORANEE
1 . LE DISPOSIZIONI PREVISTE DAGLI ARTICOLI 19 E 25 CESSANO DI AVERE EFFETTO TRASCORSI TRE ANNI DALLA ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE DI CONVERSIONE DEL PRESENTE DECRETO.
1 . IL PRESENTE DECRETO ENTRA IN VIGORE IL GIORNO SUCCESSIVO A QUELLO DELLA SUA PUBBLICAZIONE NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA E SARÀ PRESENTATO ALLE CAMERE PER LA CONVERSIONE IN LEGGE.
DATO A ROMA, ADDÌ 8 GIUGNO 1992
TABELLA A DOTAZIONE ORGANICA DELL'UFFICIO CENTRALE PER LA GIUSTIZIA MINORILE
TABELLA B PIANO DI ACQUISIZIONE DEL NUOVO PERSONALE 1993
Annesso C
QUADRO H-DIRIGENTI PER LA GIUSTIZIA MINORILE

References: ART. 1
IN FINE

ART. 2

ART. 3

ART. 4
IN FINE

ART. 5

ART. 6
IN FINE

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 10

ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14

ART. 15

ART. 16
IN FINE
IN FINE

ART. 17

ART. 18

ART. 19

ART. 20

ART. 21

ART. 22

ART. 23

ART. 24

ART. 25

ART. 26

ART. 27

ART. 28

ART. 29