Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/massimari/finanziario/2-4-4/Responsabilita%27+contrattuale
Timestamp: 2019-01-21 14:23:44+00:00

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Il danno morale per l’acquisto di junk bond deve essere provato. Contratti finanziari – Vendita di titoli-spazzatura in assenza di adeguata informazione – Risoluzione per inadempimento – Responsabilità della banca – Danno morale – Onere della prova – Sussiste.
[Nella fattispecie, la Corte ha rigettato la richiesta di condanna dell’istituto di credito al risarcimento del danno morale per avere indotto una cliente all’acquisto di titoli-spazzatura.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11/04/2018. Segue...
Nella prestazione dei servizi di investimento, qualora l’intermediario abbia dato corso all’acquisto di titoli ad alto rischio senza adempiere ai propri obblighi informativi, ed il cliente non rientri nelle categorie di investitore qualificato o professionale previste dalla normativa di settore, non è configurabile alcun concorso di colpa di quest’ultimo nella produzione del danno. In particolare, non costituisce concorso colposo ex art. 1227 c.c. la condotta dell’investitore che non accoglie i suggerimenti, provenienti dall’intermediario, di disinvestimento totale o parziale rispetto ai titoli già acquistati, atteso che tale condotta non comporta un’esposizione volontaria ad un rischio, né viola una regola di comune prudenza. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28/02/2018. Segue...
Obbligazioni e contratti – Rapporti contrattuali di carattere complesso – Prestazioni dotate di individualità funzionale e/o giuridica con prestazioni non intrinsecamente inscindibili – Inadempimento – Interesse del contraente non inadempiente a conservare le residue prestazioni del rapporto – Intermediazione finanziaria .
In altri termini, condizionare nella specie la caducazione dei singoli ordini alla caducazione dell'intero rapporto (altrimenti detto, al contratto quadro) implica far perdere al contraente non inadempiente, quale è qui l'investitore, le utilità che pur il rapporto gli ha arrecato, per transitarle a vantaggio del contraente inadempiente, quale qui rappresentato dall'intermediario. Non sembra dubbio, per contro, che in situazioni del genere a risultare meritevole di protezione sia il contraente non inadempiente e non già quello che, per contro, si è macchiato di inadempimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23/05/2017. Segue...
Intermediazione finanziaria – Servizio di investimento – Struttura negoziale articolata – Rapporto tra contratto quadro e singoli ordini di investimento.
Tutto ciò non può non convincere della natura propriamente negoziale di ciascuno dei singoli ordini di investimento - tra loro distinti e autonomi -, come correnti tra investitore e intermediario: ché questa qui riceve, anzi, la sua più intensa espressione. E pure mostra come costituisca una sicura forzatura la riportata osservazione della Corte territoriale, secondo cui gli ordini posseggono «uno schema estremamente semplificato»: il rilievo sembrerebbe scambiare, a ben vedere, il numero delle parole adoperate con il peso e valore delle decisioni lì assunte e con l'iter di cui devono essere frutto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23/05/2017. Segue...
Risoluzione del rapporto ovvero delle singole operazioni di investimento. Intermediazione finanziaria - Inadempimento degli obblighi informativi posti a carico dell'intermediario - Conseguenze - Risoluzione del rapporto ovvero delle singole operazioni di investimento - Condizioni.
La diversa incidenza che può avere l'inadempimento degli obblighi d'informazione posti a carico degli intermediari finanziari, ove sia collocabile, rispettivamente, in epoca antecedente o successiva rispetto alle operazioni di investimento o disinvestimento compiute in esecuzione del "contratto quadro", può condurre, a seconda dei casi, alla risoluzione dell'intero rapporto ovvero soltanto di quelli derivanti dai singoli ordini impartiti alla banca. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09/08/2016. Segue...
Contratti di borsa - Operazioni di investimento - Natura - Contratti esecutivi autonomi rispetto al contratto quadro - Conseguenze - Risoluzione del singolo contratto esecutivo indipendentemente dalla risoluzione del contratto quadro - Configurabilità.
Le operazioni di investimento in valori mobiliari, in quanto contratti autonomi esecutivi del contratto quadro originariamente stipulato dall'investitore con l'intermediario, possono essere oggetto di risoluzione, ricorrendone i presupposti, indipendentemente dalla risoluzione di quest'ultimo, con conseguente diritto alla restituzione dell'importo pagato ed all'eventuale risarcimento dei danni subiti, senza che la risoluzione del singolo contratto esecutivo integri una risoluzione parziale del contratto quadro. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27/04/2016. Segue...
Rifiuto di fornire informazioni e natura negoziale dell'ordine. Intermediazione finanziaria - Inadeguatezza dell’operazione - Sussistenza per plurimi profili
Intermediazione finanziaria - Natura negoziale dell’ordine - Sussistenza risoluzione dell’ordine di acquisto.
In merito all’oggetto della risoluzione, si ritiene, in ossequio alla giurisprudenza avallata da questa stessa Corte che sostiene di non poter considerare le operazioni di acquisto alla stregua di meri atti esecutivi del contratto quadro, che gli ordini di acquisto siano dotati di autonoma natura negoziale e che nel caso di specie, essendo stati violati obblighi di condotta attinenti alla singola operazione, dovrà essere dichiarata la risoluzione del singolo contratto di investimento attuativo del contratto quadro. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 16/09/2015. Segue...
Intermediazione finanziaria, natura degli ordini di negoziazione e del contratto quadro; oggetto della domanda di risoluzione. Intermediazione finanziaria – Natura degli ordini di negoziazione – Natura del contratto quadro – Oggetto della domanda di risoluzione..
L’oggetto della domanda di risoluzione è il contratto di intermediazione, ossia il contratto quadro e non, evidentemente, le singole operazioni poste in essere in esecuzione del contratto stesso. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24/05/2013. Segue...
Doveri informativi dell'intermediario, andamento dei titoli e consulenza incidentale; operazione in conflitto di interessi e onere della prova. Prestazioni di servizi di investimento – Violazione dei doveri di informazione da parte dell’intermediario finanziario – Violazione del divieto di effettuare operazioni in conflitto di interessi o inadeguate al profilo patrimoniale del Cliente – Nullità del contratto di intermediazione finanziaria – Esclusione.
Prestazione di servizi di investimento – Acquisto di obbligazioni “Argentina” – Percezione della sussistenza di un serio e concreto rischio di default dell’emittente anteriormente ai primi mesi dell’anno 2001 – Esclusione..
L’esecuzione dell’ordine “in contropartita diretta” non comporta, di per sé sola, l’annullabilità dell’atto ai sensi degli artt. 1394 e 1395 c.c.. (Sido Bonfatti) (riproduzione riservata) Tribunale Trapani, 03/04/2013. Segue...
Inadempimento agli obblighi informativi di cui all'articolo 28 Reg. Consob n. 11522/1998 circa le caratteristiche, la rischiosità e le implicazioni della singola operazione - Inadempimento grave - Risoluzione..
L'inosservanza dell'obbligo prescritto dall'art. 28 Regolamento Consob 11522/98 di informare l'investitore delle caratteristiche, della rischiosita e delle implicazioni della singola operazione costituisce grave inadempimento idoneo per la risoluzione ex art. 1453 C. C. (Valerio Heffler) (riproduzione riservata) Appello Milano, 09/01/2013. Segue...
Mercati finanziari – Operazioni esecutive del contratto quadro – Natura – Regime..
Le successive operazioni che l’intermediario compie per conto del cliente, sebbene siano considerate momento attuativo del precedente contratto di intermediazione, si configurano quali atti di natura negoziale e, dunque, autonomamente risolubili. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 20/05/2010. Segue...
Intermediazione finanziaria – Rimedi a disposizione del cliente – Risoluzione dei singoli ordini di negoziazione – Ammissibilità..
Il rimedio risolutorio attivabile di fronte all’inadempimento delle obbligazioni nascenti dal contratto quadro deve ritenersi suscettibile di estensione ai singoli atti negoziali ad esso connessi così che l’impossibilità di pronunciare la risoluzione del contratto quadro non impedisce l’applicazione di tale rimedio ai singoli ordini di negoziazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Oristano, 28/01/2010. Segue...
Contratti (in genere) – Intermediazione finanziaria – Inosservanza di obblighi informativi – Nullità – Esclusione – Responsabilità precontrattuale – Sussiste – Risarcimento del danno – Ammissibilità – Criteri..
La violazione degli obblighi informativi in materia di intermediazione mobiliare non genera la radicale nullità del negozio stipulato, poiché tali informazioni costituiscono elementi estrinseci alla fattispecie negoziale, essendo utili solo per la valutazione della convenienza dell’operazione, che non può dirsi perciò mancante del consenso. Rimane l’obbligo risarcitorio fondato sulla responsabilità contrattuale di cui all’art. 1337 c.c., per la perdita subita in conseguenza delle operazioni bancarie compiute senza adeguata informazione e ragguagliato al minor vantaggio o maggior aggravio economico causato dal contegno sleale della parte. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 29/01/2009. Segue...
Contratti in genere – Principi generali – Buona fede e correttezza – Solidarietà – Rilievo costituzionale – Immediata precettività. (20/07/2010).
Il principio di correttezza e di buona fede nell’esecuzione del contratto, espressione del dovere di solidarietà fondato sull’art. 2 della costituzione, impone a ciascuna delle parti del rapporto obbligatorio di agire in modo tale da preservare gli interessi dell’altra e costituisce un dovere giuridico autonomo a carico delle parti contrattuali, a prescindere dall’esistenza di specifici obblighi contrattuali o di quanto espressamente stabilito da norme di legge; ne consegue che la sua violazione costituisce di per sé inadempimento e può comportare l’obbligo di risarcire il danno che ne sia derivato. (gl) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 29/01/2009. Segue...
Intermediazione finanziaria – Negoziazione di titoli obbligazionari – Acquisto dei titoli in nome e per conto del cliente - Domanda di risoluzione del contratto – Proponibilità nei confronti dell’intermediario – Esclusione..
La domanda di risoluzione del contratto di compravendita di titoli obbligazionari può essere accolta nei confronti della banca solo ove questa si stata venditrice e non anche nel caso in cui abbia acquistato le obbligazioni sul mercato in nome e per conto del cliente. (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 08/11/2008. Segue...
Violazione degli obblighi informativi in relazione ai singoli ordini di negoziazione – Responsabilità contrattuale in senso proprio – Sussistenza. .
Una volta sottoscritto il contratto quadro di negoziazione, sottoscrizione, collocamento, raccolta titoli, nasce un rapporto negoziale a definire il contenuto del quale concorrono anche gli obblighi di informazione previsti dalla legge in occasione dei singoli ordini di negoziazione, la cui violazione determina in capo all’intermediario una responsabilità di tipo contrattuale in senso proprio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 09/01/2008. Segue...
Violazione doveri di informazione responsabilità contrattuale..
La violazione dei doveri di condotta imposti agli intermediari nella prestazione dei servizi di investimento non determina la nullità degli ordini ma la responsabilità contrattuale dell’intermediario. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 19/10/2007. Segue...
Obbligazione da contatto sociale – Tutela dell’investitore – Obbligo di diligenza – Violazione – Inadempimento – Sussistenza..
Tra intermediario e cliente si instaura per “contatto sociale” un rapporto giuridico nell’ambito del quale l’intermediario assume anche una specifica obbligazione di informazione e vigilanza nell’interesse del cliente a salvaguardia dell’affidamento legittimamente ingenerato nel risparmiatore dal carattere “protetto” dell’attività di intermediazione mobiliare: la fonte dell’obbligazione è quindi il rapporto giuridico che si attua antecedentemente alla conclusione del contratto ed il contenuto di essa è dettagliatamente tipizzato dal complesso delle norme a tutela degli investitori e dev’essere valutato ai sensi dell’art. 1176, II comma cod. civ. sulla base delle regole della specifica attività professionale. L’inosservanza di detta obbligazione costituisce pertanto inadempimento imputabile all’intermediario e dà luogo a responsabilità contrattuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 21/07/2007. Segue...
Violazione dei doveri informativi – Risarcimento del danno e risoluzione del contratto – Gravità dell'adempimento – Contratto di durata – Effetti della risoluzione limitati al singolo ordine di acquisto. .
A fronte della violazione delle norme di condotta dell'intermediario, all'investitore spetta il rimedio della risoluzione del contratto per inadempimento e/o del risarcimento del danno, con la precisazione che: i) oggetto della domanda di risoluzione dovrà essere il contratto base e non l'ordine di negoziazione che ne costituisce solo un momento esecutivo; ii) la gravità dell'inadempimento andrà vagliata tenendo conto della natura degli interessi tutelati, non esclusivamente riconducibili alla sfera soggettiva del contraente investitore; iii) vertendosi in ipotesi di contratto di durata, la risoluzione travolgerà il contratto limitatamente al solo ordine negoziato in difformità agli obblighi di condotta, senza che la risoluzione si estenda agli altri ordini e acquisti posti in essere in forza del contratto base. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 06/07/2007. Segue...
Violazione degli obblighi comportamentali dell'intermediario - Nullità - Esclusione - Risoluzione per inadempimento - Sussistenza..
La violazione da parte dell’intermediario degli obblighi comportamentali verso i clienti determina non la nullità dei singoli contratti di investimento bensì la risoluzione per inadempimento. Appello Brescia, 20/06/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi – Violazione – Nullità – Esclusione. .
La violazione dei doveri informativi degli intermediari da luogo ad inadempimento e non a nullità, in quanto la violazione di tali regole non riguarda la fase genetica di formazione del contratto ma quella successiva di esecuzione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Oristano, 12/06/2007. Segue...
Violazione degli obblighi comportamentali dell'intermediario - Nullità - Esclusione. .
L’illegittimità della condotta tenuta dall'intermediario nel corso delle trattative per la formazione del contratto o nella successiva fase dell’esecuzione non determina la nullità del contratto e ciò indipendentemente dalla natura delle norme con le quali sia in contrasto, a meno che la sanzione della nullità sia espressamente prevista dalla legge, come nel caso disciplinato dal combinato disposto degli artt. 1469-ter, IV comma e 1469 quinquies, I comma cod. civ., in tema di clausole vessatorie contenute nei c.d. contratti del consumatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 09/05/2007. Segue...
Violazione dei doveri informativi – Risarcimento del danno – Liquidazione – Modalità..
La violazione degli obblighi di diligenza imposti agli intermediari finanziari, secondo l’orientamento da ultimo avallato dalla S.C. con la sentenza n. 19024/2005, non determina la nullità del contratto, ma concreta un inadempimento dal quale deriva una obbligazione risarcitoria e il danno va liquidato nell’importo corrispondente alla perdita conseguente all’investimento, al netto del valore residuo dei titoli e di quanto lucrato dall’investitore a titolo di interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 21/03/2007. Segue...
Violazione dei doveri informativi e indeterminatezza della domanda. Intermediazione finanziaria – Violazione degli obblighi imposti all’intermediario – Nullità della domanda – Violazione degli obblighi informativi – Conseguenze – Responsabilità per inadempimento..
Tribunale Modena, 14/02/2007. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi – Violazione – Responsabilità precontattuale – Esclusione – Inadempimento – Sussistenza..
L’inadempimento dell’intermediario agli obblighi informativi previsti dalla legge e dal contratto quadro non è fonte di responsabilità precontrattuale ma motivo di inadempimento del contratto. In tale fattispecie, infatti, l’oggetto della violazione è il contratto quadro e non il singolo ordine che costituisce solo un momento esecutivo dell’accordo. Nel valutare la gravità dell’inadempimento si dovrà tenere presente la natura degli interessi tutelati, non esclusivamente riconducibili alla sfera soggettiva del contraente investitore. Inoltre, vertendosi in ipotesi di contratto di durata, la risoluzione travolgerà il contratto quadro limitatamente all’ordine negoziato in difformità agli obblighi di condotta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 23/01/2007. Segue...
Lesione all'integrità del mercato e risoluzione, obbligo restitutorio. Intermediazione finanziaria – Violazione delle norme di comportamento – Rimedio risolutorio come conseguenza della lesione all’integrità del mercato – Obbligo restitutorio – Sussistenza..
Alla violazione delle norme comportamentali dettate dal T.U.F. –per le quali non sia stata espressamente prevista dal legislatore la sanzione della nullità- appare più appropriato applicare i generali principi in tema di inadempimento. Il Giudice potrà e dovrà valutare l’importanza dell’inadempimento dedotto dall’investitore, sia ai fini della condanna al risarcimento dei danni, sia ai fini della eventuale risoluzione del contratto, quando le violazioni commesse risulteranno di gravità tale da compromettere del tutto l’equilibrio del rapporto negoziale, ovvero quando, pur prescindendo dal singolo rapporto obbligatorio con l’investitore teso alla tutela del soddisfacimento del suo interesse individuale, ledono il prioritario principio della integrità del mercato. E la risoluzione, quod effectum, si risolverà, al pari della nullità, per la sua efficacia retroattiva, nell’obbligo restitutorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 12/01/2007. Segue...
Inadempimento dell'intermediario e fasi contrattuali. Intermediazione finanziaria – Censura di inadempimento mossa dall’investitore – Oggetto – Distinzione fra fasi precontrattuale, costitutiva ed esecutiva.
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Inadempimento..
Da luogo a inadempimento la violazione dei doveri informativi imposti agli intermediari finanziari Tribunale Bologna, 18/12/2006. Segue...
Tribunale Mantova, 30/11/2006. Segue...
Prodotti negoziati al di fuori dei mercati regolamentati – Regolamento del S.S.O. – Cessione a clientela retail - Divieto – Violazione – Inadempimento..
E’ fonte di responsabilità per inadempimento il comportamento della banca che, in violazione di una espressa previsione del proprio regolamento del S.S.O., in mancanza di autorizzazione scritta del cliente, ceda al medesimo in contropartita diretta titoli negoziati al di fuori dei mercati regolamentati. Tribunale Rimini, 21/11/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Nullità – Mancata espressa previsione di legge – Esclusione..
Laddove la sanzione di nullità non sia espressa dalla legge e laddove le norme comportamentali (di diligenza, correttezza, informazione etc.) abbiano un contenuto generico e siano inidonee ad individuare precise regole di comportamento cui uniformare la condotta dell’agente, il più severo rimedio civilistico non può essere applicato, in ossequio al principio di certezza del diritto e tenuto conto che la violazione della norma consente comunque di assicurare tutela al risparmiatore con sanzioni di carattere risarcitorio, con l’annullamento o risoluzione del contratto. Tribunale Vicenza, 16/11/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Vizio non intrinseco al contratto – Nullità – Esclusione..
La contrarietà a norme imperative quale causa di nullità del contratto ex art. 1418 co. 1 c.c. attiene esclusivamente ad elementi intrinseci del contratto, al contenuto dell’atto ed al suo momento genetico, ovvero al momento di perfezionamento. Pertanto, la condotta posteriore alla stipulazione dell’accordo, per quanto contraria a norme imperative non può determinare la nullità del contratto. Diversamente opinando il giudizio di nullità del contratto verrebbe a configurarsi come un giudizio in punto di fatto, avente ad oggetto il comportamento dell’intermediario finanziario, laddove tale giudizio dovrebbe risolversi in un apprezzamento “statico”, di mero diritto. In tema di violazione dei doveri informativi dell’intermediario finanziario appare pertanto più appropriato parlare di inadempimento e di responsabilità risarcitoria piuttosto che di nullità. Tribunale Vasto, 09/11/2006. Segue...
Intermediari e oggetto della domanda di risarcimento. Intermediazione finanziaria – Violazione delle norme di condotta dell’intermediario – Conseguenze – Inadempimento e risarcimento del danno – Oggetto della domanda – Gravità dell’inadempimento..
A fronte delle asserita violazione delle norme di condotta dell’intermediario, all’investitore spetta il rimedio della risoluzione del contratto per inadempimento e/o del risarcimento del danno, con la precisazione che: 1.oggetto della domanda di risoluzione dovrà essere il contratto base e non l’ordine di negoziazione che ne costituisce solo un momento esecutivo; 2.la gravità dell’inadempimento andrà vagliata tenendo conto della natura degli interessi tutelati, non esclusivamente riconducibili alla sfera soggettiva del contraente investitore; 3.vertendosi in ipotesi di contratto di durata, la risoluzione travolgerà il contratto limitatamente al solo ordine negoziato in difformità agli obblighi di condotta, senza che la risoluzione si estenda agli ordini e acquisti posti in essere in forza del contratto base. Tribunale Firenze, 23/10/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Violazione – Inadempimento contrattuale – Risarcimento del danno..
La mancata osservanza da parte dell’intermediario degli obblighi di informazione e di valutazione imposti dal T.U.F. è senz’altro espressione di inadempimento contrattuale e, come tale, foriera dell’obbligo di risarcimento dei danni che ne sono derivati. Tribunale Lecce, 12/06/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione delle norme di comportamento degli intermediari –Risarcimento del danno – Sussistenza – Nullità - Esclusione..
La violazione delle norme di comportamento degli intermediari finanziari non comporta la nullità del contratto di intermediazione finanziaria, ma rileva sul piano risarcitorio. Tribunale Padova, 17/05/2006. Segue...
Nullità del negozio di intermediazione e legittimazione dell'intermediario. Intermediazione mobiliare – Domanda di nullità del contratto di negoziazione nei confronti dell’intermediario – Improponibilità..
La violazione delle disposizioni del contratto quadro non può portare alla dichiarazione di nullità del negozio di compravendita di valori mobiliari dovendo la domanda di nullità essere proposta nei confronti di colui che ha alienato gli strumenti finanziari e non dell’intermediario, il quale potrà se mai rispondere a titolo di risarcimento del danno. Tribunale Modena, 10/05/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Nullità e inadempimento – Fattispecie – Distinzione – nesso di causalità..
In materia di intermediazione finanziaria la sanzione della nullità può essere pronunciata solo per la violazione dell’art. 23 T.U.F. (nullità testuale) e per l’inosservanza dell’art. 29 reg. Consob 11522/1998 (nullità virtuale) e ciò in considerazione del fatto che il T.U.F. ed il regolamento attuativo sono norme imperative. La violazione di norme comportamentali relative agli obblighi successivi alla formazione del contratto quadro dà invece luogo ad un inadempimento contrattuale che può giustificare solo una pronuncia risarcitorie del danno patito dall’investitore e che presuppone la dimostrazione –anche mediante presunzioni ex art. 2727 e ss. c.c.- del nesso causale tra la violazione della norma comportamentale ed il danno. Tribunale Venezia, 04/05/2006. Segue...
Intermediazioni finanziaria – Diligenza e correttezza dell’intermediario – Nullità e inadempimento – Distinzione – Fattispecie..
In materia di intermediazione finanziaria, la violazione del generale dovere di diligenza e correttezza dell’intermediario è sanzionata dal legislatore con la nullità in relazione ad alcuni specifici comportamenti (quali ad es. quelli previsti dal Tuf agli artt. 23 co. 1,2,3; 24, co. 2; 3, co. 7), mentre, in relazione ad altri comportamenti comunque negligenti ma per i quali non è prevista la specifica sanzione della nullità (es. quelli di cui all’art. 21 tuf), possono ravvisarsi solo i profili della colpa contrattuale. Tribunale Milano, 26/04/2006. Segue...
Doveri informativi dell’intermediario – Violazione – Inadempimento contrattuale. .
Gli obblighi di comportamento dell’intermediario finanziario hanno natura contrattuale e la loro violazione rileva sul piano dell’inadempimento piuttosto che su quello della nullità negoziale. Tribunale Foggia, 21/04/2006. Segue...
Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Inadempimento – Risoluzione del contratto – Sussistenza..
La violazione da parte della banca dei doveri di informazione e diligenza nel’esercizio della attività di intermediazione finanziaria previsti dalle norme del TUF e del regolamento Consob costituisce inadempimento dell’intermediario e comporta l’accoglimento della domanda di risoluzione del contratto con condanna dello stesso. Tribunale Rimini, 22/03/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri di informazione e violazione delle norme sulla distribuzione dei titoli – Inadempimento e nullità – Distinzione – Effetti. .
Benché la violazione degli obblighi di informazione (sul prodotto finanziario, sulla esistenza di ipotesi di conflitto di interessi, ovvero sulla non adeguatezza dell’operazione) debba essere sanzionata sul piano dell’inadempimento, la violazione delle regole che presiedono (a monte) la distribuzione dei titoli sul mercato, in considerazione dei più generali interessi sottesi, deve essere sanzionata con la nullità ex art. 1418 c.c. per contrarietà all’ordine pubblico economico. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20/03/2006. Segue...
Violazione dei doveri informativi – Risarcimento del danno – Nesso causale – Autodeterminazione negoziale – Integrità patrimoniale..
La violazione da parte dell’intermediario dei doveri informativi rileva sul piano dell’inadempimento contrattuale, la cui rilevanza causale nella produzione del danno consegue alla illegittima compressione della libertà di autodeterminazione negoziale subita dai clienti nella scelta dell’investimento adeguato nonché alla lesione del loro interesse alla integrità patrimoniale. Tribunale Cosenza, 01/03/2006. Segue...
Pur avendo le norme a tutela dell’investitore natura imperativa, la violazione dei doveri informativi dell’intermediario non comporta la nullità del contratto di negoziazione e dei successivi ordini, ma la risoluzione del primo per inadempimento. Tribunale Firenze, 21/02/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Servizi d’investimento – Violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario – Qualificazione come obblighi contrattuali di diligenza – Violazione - Conseguenza – Responsabilità da inadempimento..
La violazione da parte dell’intermediario degli obblighi di informazione attiva e passiva e dell’obbligo di astenersi dall’effettuazione di operazioni non adeguata costituisce violazione degli obblighi di diligenza gravanti sul mandatario e determina responsabilità da inadempimento contrattuale. Tribunale Rovereto, 18/01/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri di comportamento dell’intermediario – Nullità – Insussistenza – Risarcimento del danno..
E’ indubbia la natura collettiva degli interessi sottesi alle previsioni degli artt. 21 del T.U.F e 26, 28 e 29 del reg. Consob n. 11522/98. All’interprete non è tuttavia consentito generalizzare la sanzione della nullità espressamente prevista dal legislatore solo per ragioni di forma ed in presenza dell’espresso riferimento dell’art. 23 T.U.F. ai "giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento dei servizi dì investimento", espressione questa che rivela l'intento di colpire non il contratto, ma la condotta dell'intermediario. Tribunale Padova, 13/01/2006. Segue...
Intermediazione finanziaria – Omessa informazione – Nullità – Insussistenza..
Nell’ambito dei rapporti di intermediazione mobiliare, non può considerarsi nullo il consenso prestato al singolo investimento ove risulti inosservato l’obbligo informativo, poiché l’informazione non assurge a requisito dell’atto a pena di nullità. Tribunale Milano, 09/11/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obblighi di condotta dell’intermediario – Natura imperativa della norme – Vizio funzionale del contratto – Risoluzione per inadempimento – Conseguenze – Limiti..
Il rafforzamento degli obblighi di condotta imposti all’intermediario finanziario in nome delle regole di correttezza, lealtà e diligenza dettate dal diritto comune con riferimento alla fase di esecuzione del contratto appare diretto non solo a realizzare una riduzione del gap informativo che connota i rapporti tra investitore e intermediario ma anche a garantire un interesse della collettività quale quello della “integrità dei mercati” espressamente richiamato dall’art. 21 del TUF. Riconoscendo tuttavia a tali norme natura imperativa (peraltro confermata dall’art. 190 del TUF), si deve ritenere che la loro violazione non possa dar luogo a vizi genetici –incidenti cioè sulla conclusione del contratto- bensì a vizi funzionali inerenti alla fase esecutiva di un contratto già concluso.A fronte di una asserita violazione delle norme di condotta dell’intermediario, all’investitore spetta pertanto il rimedio della risoluzione del contratto per inadempimento e/o della risarcimento del danno, con la precisazione che: 1) oggetto della domanda di risoluzione dovrà essere il contratto base e non l’ordine di negoziazione che ne costituisce solo un momento esecutivo; 2)la gravità dell’inadempimento andrà vagliata tenendo conto della natura degli interessi tutelati, non esclusivamente riconducibili alla sfera soggettiva del contraente investitore; 3)vertendosi in ipotesi di contratto di durata, la risoluzione travolgerà il contratto limitatamente al solo ordine negoziato in difformità agli obblighi di condotta, senza che la risoluzione si estenda agli altri ordini e acquisti posti in essere in forza del contratto base. Tribunale Catania, 21/10/2005. Segue...
Doveri informativi dell’intermediario – Natura contrattuale – Violazione – Risoluzione del contratto-quadro..
Gli obblighi di informazione dell’intermediario hanno natura contrattuale e, pur essendo, da un punto di vista funzionale, indirizzati alla conclusione dei singoli contratti relativi alle operazioni di investimento, da un punto di vista genetico, nascono dal contratto-quadro, che tali singoli contratti deve necessariamente precedere. I doveri relativi ai flussi informativi devono quindi ritenersi ricollegati al contratto-quadro, per cui, una volta ricondotta la violazione delle regole di condotta dell’intermediario sul piano della responsabilità per inadempimento, deve ammettersi, ove l’inadempimento sia di non scarsa importanza, la risolubilità del contratto-quadro. Tribunale Firenze, 18/10/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Conseguenze – Inadempimento contrattuale – Sussistenza..
Benché le norme del T.U.I.F., che impongono all’intermediario i doveri informativi, abbiano natura imperativa, non può condividersi la tesi della nullità quasi “necessitata” che dovrebbe seguire ad ogni violazione delle citate norme. L’omessa comunicazione di informazioni da parte dell’intermediario deve invece essere qualificata in termini di inadempimento contrattuale acquisendo i citati obblighi contrattuale rilevanza in termini di esatta esecuzione del rapporto contrattuale concluso tra le parti. Tribunale Modena, 14/10/2005. Segue...
Diligenza dell'intermediario, onere della prova e nesso di causalità. Intermediazione finanziaria – Responsabilità dell’intermediario – Natura contrattuale – Onere della prova – Nesso di causalità..
La responsabilità dell’intermediario nello svolgimento dei servizi di investimento ha natura contrattuale e la norma contenuta nell’art. 23 del TUF, che onera lo stesso di fornire la prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta, afferisce esclusivamente alla prova della diligenza e non anche del nesso di causalità che deve comunque essere provato dall’investitore. Tribunale Biella, 30/09/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Conseguenze – Nullità e inadempimento – Distinzione. .
La violazione dell’art. 21 TUF che impone agli intermediari di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza nell'interesse dei clienti e per l'integrità dei mercati, e di acquisire le informazioni necessarie ai clienti ed operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati, non riguarda il momento genetico del rapporto ma assume rilevanza nella fase di sua esecuzione, e quindi incide sul momento funzionale. In tal caso occorre valutare se sussistano profili per dichiarare una responsabilità per inadempimento della Banca, con conseguenze sul piano del diritto al risarcimento del danno a fronte di un contratto che, pur nella sua valida costituzione per iscritto, ha avuto però esecuzione inesatta da parte dell'intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 02/08/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Doveri dell’intermediario – Violazione – Nullità – Insussistenza – Inadempimento contrattuale – Sussistenza - Importanza dell’inadempimento – Rilevanza – Nesso di causalità tra condotta colposa e danno – Onere della prova..
Non può essere condivisa l’estensione dell’area della nullità al di fuori delle ipotesi in cui tale sanzione è espressamente prevista dal legislatore. Ne consegue che “la voluta distinzione fra adempimenti prescritti a pena nullità ed altri obblighi di comportamento pure posti a carico dell’intermediario, impedisce una generalizzata qualificazione di tutta la disciplina dell’intermediazione mobiliare come di ordine pubblico e, ultimamente, presidiata dalla c.d. nullità virtuale di cui all’art. 1418 1° comma c.c.” (Trib. Milano n.7555/05, Pres. Est. Vanoni).Appare pertanto più appropriato applicare alle fattispecie di violazione delle norme comportamentali dettate dal T.U.F., e per le quali non sia stata espressamente prevista dal legislatore la sanzione della nullità, i generali principi in tema di inadempimento.Il Giudice, nell’esaminare i comportamenti tenuti dagli intermediari nelle singole fattispecie, potrà e dovrà dunque valutare l’importanza dell’inadempimento dedotto dall’investitore, sia ai fini della condanna al risarcimento dei danni, sia ai fini della eventuale risoluzione del contratto.Il Giudice, inoltre, non potrà prescindere dall’esame dell’entità del pregiudizio sofferto, dall’eventuale concorso di colpa del creditore (art. 1227 c.c.) e, soprattutto, dalla verifica del nesso eziologico fra inadempimento e danno in ordine al quale non può dirsi invertito l’onere della prova ai sensi dell’art. 23 comma 6. T.U.F. L’investitore dovrà quindi provare che il danno patito è conseguenza immediata e diretta della condotta colposa dell’intermediario e non, semplicemente, dell’andamento sfavorevole del mercato. Tribunale Milano, 25/07/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Conseguenze – Inadempimento – Risarcimento del danno..
La violazione dei doveri informativi di cui agli artt. 21 del TUF e 28 reg. Consob n. 1522/98 non integrano profili di nullità del contratto, ma assumono rilievo in termini di inadempimento dell’intermediario per violazione dei doveri specifici sullo stesso gravanti e comportano conseguentemente l’insorgere di un obbligo risarcitorio. Tribunale Alba, 04/07/2005. Segue...
Le norme che impongono all’intermediario di informare l’investitore dei rischi connessi all’operazione in relazione al suo profilo di rischio hanno natura imperativa e la loro violazione genera di per sé sola la responsabilità dell’intermediario per il risarcimento del danno patito dal cliente.Tuttavia, ove il prodotto finanziario sia costituito da obbligazioni la cui reale possibilità di rimborso può essere valutata solo al termine dell’operazione di ristrutturazione del gruppo cui appartiene la società emittente, si deve ritenere che sino a che l’operazione di ristrutturazione non sia definitia, il danno patito dall’investitore sia costituito solamente dal mancato pagamento dei rendimenti periodici delle obbligazioni sottoscritte. Tribunale Bologna, 31/05/2005. Segue...
Negoziazione di obbligazioni argentine – Obbligo di informazione – Violazione – Inadempimento contrattuale – Nesso di causalità – Sussistenza..
Qualora l’intermediario non ottemperi all’obbligo di informare il cliente delle caratteristiche specifiche dell’operazione e della eventuale non adeguatezza dell’investimento (nella specie obbligazioni argentine), si versa in ipotesi di inadempimento contrattuale idoneo, di per sé, a concorrere in modo determinante alla perdita del capitale investito. Tribunale Roma, 25/05/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Natura imperativa della normativa – Esclusione – Conseguenze della violazione – Nullità – Esclusione..
Non pare sostenibile che le prescrizioni di cui all'art. 21 del d. lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e del regolamento CONSOB 1 luglio 1998 n. 11522, (artt. 27 e 28) siano qualificabili come norme imperative, la cui violazione produce la nullità del contratto; in primo luogo, perché tale sanzione non è espressamente (né, per vero, implicitamente) prevista dalla legge, ai sensi dell'art. 1418 u.c. cod. civ.; in secondo luogo, perché nella serie di prescrizioni ve n'é almeno una, quella relativa alla «profilatura del cliente» (art. 28 lett. A reg. Consob) che mal si presta ad essere intesa nel senso della imperatività, visto che può essere oggetto di rinunzia da parte del cliente dell'intermediario, sol che la rinunzia consti da atto scritto; in terzo luogo, perché la normativa suddetta, come d'altronde rilevato dal senso generale delle difese attoree, costituisce una specificazione degli obblighi di informazione e correttezza di cui agli artt. 1337, 1375 cod. civ., la sanzione della cui violazione non è la nullità del contratto. Tribunale Torino, 21/03/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Società di intermediazione mobiliare – Danno da omessa informazione – Natura contrattuale – Danno emergente- Quantificazione..
Ha natura contrattuale il danno provocato dalla S.I.M. in conseguenza della violazione dell’art. 21 d. lgs. n. 58/1998 e, con riferimento alla inadeguatezza delle operazioni compiute e dalla violazione degli obblighi informativi, deve essere quantificato, in relazione al danno emergente, nella perdita del capitale investito. Tribunale Mantova, 15/03/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri di informazione – Vizio funzionale del contratto – Inadempimento sussistenza..
In ipotesi di violazione da parte dell’intermediario dei doveri di informazione non si può parlare di vizio genetico relativo alla conclusione del contratto, bensì di vizio funzionale che inerisce il contratto oramai perfezionato e quindi di difetto che riguarda le prestazioni che dovevano essere rese sulla base del negozio concluso. La violazione di tali doveri non dà quindi luogo a nullità del contratto ma ad inadempimento dello stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 15/03/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Nullità – Esclusione – Inadempimento contrattuale – Sussistenza..
In assenza di parametri di valutazione del comportamento dell'intermediario sufficientemente precisi e codificati ma necessariamente di contenuto variabile e tali da integrare, caso per caso, alla luce dei principi di trasparenza e buona fede, l'applicazione della sanzione della nullità, avuto riguardo al più generale principio di legalità, condurrebbe inevitabilmente a risultati alquanto incerti. Pertanto, la violazione, da parte dell'intermediario, degli obblighi comportamentali imposti da norme sicuramente volte alla tutela anche di interessi di carattere generale non può, sempre ed in ogni caso, condurre all'applicazione di una sanzione così grave com'è quella dell'invalidità del contratto che, viceversa, lo stesso art. 23 commi 1, 2 e 3 T.U.F. riserva alla mancanza di forma scritta ed al concreto interesse del cliente a farla valere (c.d. nullità relativa).Appare quindi giuridicamente più corretta una diversa opzione e cioè quella di ritenere sussistente una responsabilità dell'intermediario sicuramente di natura contrattuale, rientrando i doveri comportamentali di quest'ultimo nella prestazione, strutturalmente complessa, alla quale si è obbligato nei confronti del cliente, nelle norme generali in tema di inadempimento o inesatto adempimento, con conseguente diritto dell'investitore a ricevere il ristoro del pregiudizio patrimoniale subito in dipendenza dell'acquisto dei valori mobiliari, rimanendo a carico dell'intermediario inadempiente il rischio dell'esito negativo dell'investimento (cfr. artt. 1453 ss.gg. c.c.). Tribunale Roma, 11/03/2005. Segue...
Obblighi informativi dell’intermediario – Violazione – Inadempimento – Risarcimento del danno – Sussistenza..
La violazione dei doveri informativi dell’intermediario non comporta vizio genetico del contratto bensì vizio funzionale inerente le prestazioni che devono essere rese dall’intermediario in forza di negozio già concluso. La violazione in esame deve quindi essere qualificata in termini di inadempimento e non di nullità, con la conseguenza che l’intermediario è tenuto al risarcimento del danno consistente nel pregiudizio subito dall’investitore in dipendenza della impossibilità di recuperare il capitale investito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 22/02/2005. Segue...
Intermediazione finanziaria – Normativa di ordine pubblico – Natura imperativa – Contenuto specifico della norma - Nullità – Violazione di doveri di diligenza e prudenza a carattere generale – Inadempimento..
Tale conclusione generale incontra, però, un solo limite: che la norma dalla cui violazione discende la sanzione della nullità abbia un contenuto sufficientemente specifico, preciso ed individuato, non potendosi, in mancanza di tali caratteri, pretendere di applicare una sanzione, seppure di natura civilistica, tanto grave quale la nullità del rapporto negoziale, se non a fronte di parametri di comportamento sufficientemente precisi e determinati.Pertanto, alla violazione di specifiche regole cui l'intermediario è tenuto (ad esempio la raccolta di informazioni circa l’esperienza dell’investitore in materia di investimenti in strumenti finanziari, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi di investimento, nonché circa la sua propensione al rischio; la consegna agli stessi del documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari) può conseguire, su domanda del cliente, la nullità del contratto per violazione di una regola di tutela o di protezione del cliente medesimo, di natura imperativa; invece, alla violazione di norme generali di prudenza e diligenza professionale nel proprio operato, non meglio specificate o codificate in sede regolamentare o attuativa, segue unicamente, in virtù dei principi generali in materia d'inadempimento delle obbligazioni, ed in particolare, in forza dello specifico disposto dell'art. 23, comma Vl° del TUF, l'azione per il risarcimento dei danni. Tribunale Monza, 16/12/2004. Segue...
Doveri informativi dell’intermediario – Violazione – Vizio funzionale – Inadempimento..
L’omissione da parte dell’intermediario delle informazioni dovute all’investitore al momento dell’esecuzione delle singole operazioni di negoziazione non comporta un vizio genetico relativo alla conclusione del contratto, ma un vizio funzionale che inerisce un contratto ormai perfezionatosi e che attiene alle prestazioni che dovevano essere rese sulla base del negozio concluso.Il comportamento dell’intermediario inadempiente a tali obblighi deve quindi essere qualificato in termini di inadempimento e non di nullità, soprattutto ove sia pacifico essersi verificato il rischio che avrebbe dovuto costituire oggetto di apposita ed espressa informativa. Tribunale Taranto, 27/10/2004. Segue...
Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi – Violazione del dovere di correttezza e buona fede e diligenza – Inadempimento – Sussistenza..
La violazione dell'obbligo del venditore di informare costituisce inadempimento in quanto: "nei contratti con prestazioni corrispettive i doveri di correttezza, di buona fede e di diligenza, di cui agli art. 1338, 1374, 1575 e 1175 c.c., si estendono anche alle cosiddette obbligazioni collaterali di protezione, di informazione, che presuppongono e richiedono una capacità discretiva ed una disponibilità cooperativa e, quindi, nel tenere conto delle controparti all'acquisto. Tali doveri ed obblighi impongono che l'imprenditore, anzitutto, si preoccupi dell'esatta specificazione delle caratteristiche del bene compravenduto al momento dell'acquisto”(Cass. 16.11.2000, n. 14865).L'insegnamento richiamato assume significato peculiare nella negoziazione dei prodotti finanziari, che devono avvenire secondo regole di diligenza, correttezza e trasparenza nell'interesse dei clienti, specificate nel TUF e nel Regolamento attuativo della Consob in maniera così rigorosa e dettagliata da rendere i relativi contratti "tipizzati" secondo una terminologia proposta in dottrina, in quanto i doveri di informazione richiesti agli intermediari si pongono come obbligazioni di carattere primario, il cui adempimento deve essere valutato a stregua dell'art. 1176 co. 2° c.c. , nel quale è indicato il criterio di determinazione della specifica diligenza richiesta nell'adempimento da parte di chi svolge attività professionale. Tribunale Roma, 08/10/2004. Segue...

References: art. 1227
 art. 1453
 sentenza 
 art. 1418
 art. 2727
 art. 1418
 art. 23
 art. 1338