Source: https://renatodisa.com/2017/06/23/corte-di-cassazione-sezione-v-penale-sentenza-9-giugno-2017-n-28734/
Timestamp: 2017-10-21 15:55:37+00:00

Document:
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 9 giugno 2017, n. 28734
Integra l’ipotesi di reato di cui all’art. 57 cod. pen. la condotta del direttore responsabile di un quotidiano il quale autorizzi la pubblicazione di una lettera dal contenuto denigratorio, omettendo di controllare se sia stata fatta una verifica non solo sulla fondatezza delle affermazioni in essa contenuta, ma sulla stessa esistenza del mittente e sulla riferibilità allo stesso dello scritto fatto pervenire al periodico
SENTENZA 9 giugno 2017, n. 28734
Il difensore di G.G. propone ricorso avverso la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Catania, con la quale è stata confermata la pronunzia di primo grado che aveva affermato la penale responsabilità del suddetto imputato per il reato di cui all’art. 57 cod. pen., così diversamente qualificato l’originaria imputazione fatto di diffamazione, contestata in concorso con altro soggetto (S.M. ).
Nel ricorso si denunziano violazione di legge e vizi motivazionali in ordine alla correlazione tra accusa e sentenza (in ragione della diversa qualificazione giuridica dei fatti contestati), alla responsabilità del G. per il reato di cui all’art. 57 cod. pen. e alla mancata notifica della citazione in appello al difensore di fiducia.
Va in primo luogo evidenziato che alla data del 25 novembre 2015 risulta decorso il termine prescrizionale e, non presentando tutti i motivi di ricorso profili di inammissibilità, la sentenza deve essere annullata agli effetti penali senza rinvio per essere il reato estinto per intervenuta prescrizione.
Va dunque dato conto dell’infondatezza dei motivi di ricorso, residuando la necessità di una valutazione degli stessi agli effetti civili.
Partendo dall’esame dell’eccezione processuale relativa alla dedotta omessa notifica della citazione in appello al difensore di fiducia, risulta dagli atti che invece tale notifica è stata effettuata a mezzo PEC in data 6 maggio 2015.
Infondato è il motivo con il quale si sostengono la violazione di legge e vizi motivazionali riguardo la correlazione tra accusa e sentenza, in ragione della diversa qualificazione giuridica dei fatti contestati.
Inammissibile per genericità è il motivo di ricorso relativo all’affermazione di responsabilità per il reato di cui all’art. 57 cod. pen..
La Corte annulla agli effetti penali senza rinvio la sentenza impugnata per essere il reato estinto per intervenuta prescrizione; rigetta il ricorso agli effetti civili
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Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 8 giugno 2017, n. 28659
Corte di Cassazione, sezione V penale, sentenza 8 giugno 2017, n. 28608

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