Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2015-0306_IT.html
Timestamp: 2019-10-16 14:14:21+00:00

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Ciclo del documento : A8-0306/2015
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– vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2015)0135),
– visto l'articolo 115 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8‑0085/2015),
– visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione giuridica (A8-0306/2015),
vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare per quanto concerne il rispetto del diritto alla protezione dei dati di carattere personale e la libertà d'impresa,
(1) La sfida posta dall'elusione fiscale transfrontaliera, dalla pianificazione fiscale aggressiva e da una concorrenza fiscale dannosa ha assunto proporzioni considerevoli ed è divenuta una delle preoccupazioni principali nell'Unione e nel mondo. L'erosione della base imponibile riduce notevolmente i gettiti fiscali nazionali, impedendo così agli Stati membri di applicare politiche fiscali favorevoli alla crescita. In particolare, i ruling concernenti strutture fiscali conducono a un basso livello di tassazione di importi di reddito artificialmente elevati nel paese che emana il ruling preventivo e possono lasciare importi di reddito artificialmente bassi da sottoporre a tassazione negli altri paesi coinvolti. Una maggiore trasparenza è pertanto richiesta con urgenza. Gli strumenti e i meccanismi stabiliti dalla direttiva 2011/16/UE del Consiglio13 devono essere rafforzati per conseguire questo obiettivo.
(1) La sfida posta dall'elusione fiscale transfrontaliera, dalla pianificazione fiscale aggressiva e da una concorrenza fiscale dannosa ha assunto proporzioni considerevoli ed è divenuta una delle preoccupazioni principali nell'Unione e nel mondo. L'erosione della base imponibile riduce notevolmente i gettiti fiscali nazionali, impedendo così agli Stati membri di applicare politiche fiscali favorevoli alla crescita, provoca distorsioni della concorrenza a danno delle imprese – soprattutto medio-piccole – che versano la giusta quota di imposte e sposta la tassazione verso fattori meno mobili, come la manodopera e il consumo. Tuttavia, in casi specifici, i ruling concernenti strutture fiscali hanno condotto a un basso livello di tassazione di importi di reddito artificialmente elevati nel paese che ha emanato il ruling preventivo e hanno lasciato importi di reddito artificialmente bassi da sottoporre a tassazione negli altri paesi coinvolti, riducendo di conseguenza la base imponibile in detti Stati membri. Sono pertanto urgentemente necessari una maggiore trasparenza mirata e un accresciuto scambio di informazioni, quanto meno in conformità delle norme OCSE. Gli strumenti e i meccanismi stabiliti dalla direttiva 2011/16/UE del Consiglio13 devono essere rafforzati per conseguire questo obiettivo.
13Direttiva 2011/16/UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77/799/CEE (GU L 64 dell'11.3.2011, pag. 1).
(1 bis) Alla luce dello scandalo LuxLeaks, e mediante la presente relazione, il Parlamento europeo si dichiara fortemente determinato a non tollerare la frode e l'elusione fiscali e a sostenere un'equa distribuzione dell'onere fiscale tra i cittadini e le imprese.
(2) Nelle sue conclusioni del 18 dicembre 2014 il Consiglio europeo ha sottolineato l'urgente necessità di far progredire gli sforzi nella lotta contro l'elusione fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva, sia a livello mondiale che a livello dell'Unione. Sottolineando l'importanza della trasparenza, il Consiglio europeo ha accolto con favore l'intenzione della Commissione di presentare una proposta relativa allo scambio automatico di informazioni sui ruling fiscali nell'Unione.
(2) Nelle sue conclusioni del 18 dicembre 2014 il Consiglio europeo ha sottolineato l'urgente necessità di far progredire gli sforzi nella lotta contro l'elusione fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva, sia a livello mondiale che a livello europeo. Sottolineando l'importanza della trasparenza e del corrispondente scambio di informazioni, il Consiglio europeo ha accolto con favore l'intenzione della Commissione di presentare una proposta relativa allo scambio automatico di informazioni sui ruling fiscali nell'Unione.
(4) Tuttavia, lo scambio spontaneo efficace di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento è ostacolato da numerose e importanti difficoltà di ordine pratico, quali il potere discrezionale di cui dispone lo Stato membro di emanazione per decidere quali altri Stati membri debbano essere informati.
(4) Tuttavia, lo scambio spontaneo efficace di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento è ostacolato da numerose e importanti difficoltà di ordine pratico, quali il potere discrezionale di cui dispone lo Stato membro di emanazione per decidere quali altri Stati membri debbano essere informati e il lacunoso sistema di monitoraggio, che rende difficile per la Commissione individuare le eventuali violazioni del requisito relativo allo scambio di informazioni.
(4 bis) Uno scambio e un trattamento efficienti delle informazioni fiscali e la conseguente pressione tra pari eserciterebbero un forte effetto deterrente contro l'introduzione di pratiche fiscali dannose e consentirebbero agli Stati membri e alla Commissione di disporre di tutte le informazioni pertinenti per adottare provvedimenti rispetto a tali pratiche.
(5) La possibilità che la trasmissione di informazioni possa essere rifiutata qualora comporti la divulgazione di un segreto commerciale, industriale o professionale, di un processo commerciale o di un'informazione la cui divulgazione sarebbe contraria all'ordine pubblico non dovrebbe essere applicata alle disposizioni relative allo scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento per evitare di ridurre l'efficacia di tali scambi. La natura limitata delle informazioni che devono essere condivise con tutti gli Stati membri dovrebbe assicurare una sufficiente protezione di tali interessi commerciali.
(5) La possibilità che la trasmissione di informazioni possa essere rifiutata qualora comporti la divulgazione di un segreto commerciale, industriale o professionale, di un processo commerciale o di un'informazione la cui divulgazione sarebbe contraria all'ordine pubblico non deve essere applicata alle disposizioni relative allo scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento per evitare di ridurre l'efficacia di tali scambi. La natura limitata delle informazioni che devono essere condivise con tutti gli Stati membri assicura una sufficiente protezione di tali interessi commerciali.
(5 bis) I ruling fiscali preventivi e gli accordi preventivi sui prezzi possono avere una dimensione transfrontaliera anche se riguardano operazioni puramente nazionali. Ciò vale in particolare per le operazioni a cascata in cui il ruling fiscale preventivo o l'accordo preventivo sui prezzi riguardano le prime operazioni nazionali, senza tenere conto delle operazioni (transfrontaliere) successive.
(5 ter) Onde evitare distinzioni arbitrarie tra accordi fiscali conclusi nel contesto delle varie prassi amministrative nazionali, le definizioni di ruling preventivo e di accordo preventivo sui prezzi di trasferimento dovrebbero applicarsi agli accordi fiscali indipendentemente dalle modalità formali o informali con cui sono stati emessi, e a prescindere dal loro carattere vincolante o non vincolante.
(5 quater) I ruling fiscali preventivi facilitano l'applicazione coerente e trasparente della legge.
(5 quinquies) La trasparenza delle norme fiscali offre certezza giuridica ai contribuenti e alle imprese e genera investimenti.
(6) Al fine di fruire dei benefici dello scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, le informazioni dovrebbero essere comunicate senza indugio dopo l'emanazione; è pertanto opportuno fissare intervalli regolari per la comunicazione di tali informazioni.
(6) Al fine di fruire dei benefici dello scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, le informazioni ad essi relative dovrebbero essere comunicate subito l'emanazione. È possibile prevedere sanzioni efficaci ed effettive per i casi di mancata osservanza.
(7) Lo scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento dovrebbe in ogni caso comprendere la comunicazione a tutti gli Stati membri di una serie definita di informazioni di base. La Commissione dovrebbe adottare le misure necessarie per standardizzare la comunicazione di tali informazioni nell'ambito della procedura stabilita nella direttiva 2011/16/UE per la definizione di un formulario tipo da utilizzare per lo scambio di informazioni. Tale procedura dovrebbe essere utilizzata anche per l'adozione delle misure e modalità pratiche necessarie per l'attuazione dello scambio di informazioni.
(7) Lo scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento dovrebbe in ogni caso comprendere la comunicazione a tutti gli Stati membri di una serie definita di informazioni di base. La Commissione dovrebbe adottare le misure necessarie per standardizzare la comunicazione di tali informazioni nell'ambito della procedura stabilita nella direttiva 2011/16/UE per la definizione di un formulario tipo da utilizzare per lo scambio di informazioni. Tale procedura dovrebbe essere utilizzata anche per l'adozione delle misure e modalità pratiche necessarie per l'attuazione dello scambio di informazioni.
(8) Gli Stati membri dovrebbero comunicare anche alla Commissione le informazioni di base che si devono scambiare. In questo modo la Commissione potrebbe in qualsiasi momento monitorare e valutare l'effettiva applicazione dello scambio automatico di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento. Tale comunicazione non esonererà uno Stato membro dall'obbligo di notificare gli aiuti di Stato alla Commissione.
(8) Gli Stati membri dovrebbero comunicare anche alla Commissione le informazioni di base che si devono scambiare, dal momento che quest'ultima dovrebbe essere poter valutare in maniera indipendente se tali informazioni siano rilevanti ai fini dell'individuazione di aiuti di Stato illegali. Queste informazioni di base dovrebbero consentire alla Commissione, in qualsiasi momento, di monitorare e valutare efficacemente l'effettiva applicazione dello scambio automatico di informazioni sui ruling preventivi e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento nonché di garantire che i ruling non abbiano un impatto negativo sul mercato interno. Tale comunicazione non esonererà uno Stato membro dall'obbligo di notificare gli aiuti di Stato alla Commissione.
(8 bis) Anteriormente al 1° ottobre 2018 gli Stati membri dovrebbero presentare alla Commissione un'analisi ex-post dell'efficacia della presente direttiva.
(9) Il riscontro inviato dallo Stato membro che riceve le informazioni allo Stato membro che le invia costituisce un elemento necessario al funzionamento di un efficace sistema di scambio automatico di informazioni. È pertanto opportuno prevedere misure che consentano l'invio di un riscontro nei casi in cui le informazioni siano state utilizzate e nessun riscontro possa essere fornito a norma delle altre disposizioni della direttiva 2011/16/UE.
(9) Il riscontro inviato dallo Stato membro che riceve le informazioni allo Stato membro che le invia costituisce un elemento necessario al funzionamento di un efficace sistema di scambio automatico di informazioni, in quanto incoraggia la cooperazione amministrativa fra gli Stati membri. È pertanto opportuno prevedere misure che consentano l'invio di un riscontro nei casi in cui le informazioni siano state utilizzate e nessun riscontro possa essere fornito a norma delle altre disposizioni della direttiva 2011/16/UE. In questo modo, aggirare le informazioni a scopo di frode risulterebbe più difficile.
(10) È opportuno che uno Stato membro possa invocare l'articolo 5 della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio di informazioni su richiesta per ottenere informazioni supplementari, compreso il testo integrale dei ruling preventivi transfrontalieri o degli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, dallo Stato membro che ha emanato tali ruling o accordi.
(10) È opportuno che uno Stato membro possa invocare l'articolo 5 della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio di informazioni su richiesta per ottenere informazioni supplementari dallo Stato membro che ha emanato tali ruling o accordi, compresi il testo integrale dei ruling preventivi o degli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento e gli eventuali testi che introducono modifiche successive.
(10 bis) È opportuno precisare l'espressione "informazioni prevedibilmente pertinenti" di cui all'articolo 1, paragrafo 1, della direttiva 2011/16/UE per evitare interpretazioni con scopi elusivi.
(11) Gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure necessarie per eliminare gli ostacoli che potrebbero impedire lo scambio automatico obbligatorio di informazioni più efficace ed ampio possibile sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento.
(11) Gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure necessarie per eliminare gli ostacoli che potrebbero impedire lo scambio automatico obbligatorio di informazioni più efficace ed ampio possibile sui ruling preventivi e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento.
(12 bis) Onde accrescere la trasparenza per i cittadini, la Commissione dovrebbe pubblicare una sintesi dei principali ruling fiscali concordati nell'anno precedente, sulla base delle informazioni contenute nel repertorio centrale sicuro. Tale relazione dovrebbe quanto meno includere una descrizione dei punti trattati nel ruling fiscale e una descrizione dei criteri utilizzati per la definizione di un accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, nonché identificare lo Stato membro/gli Stati membri più verosimilmente colpiti. In tale contesto, la Commissione dovrebbe ottemperare alle disposizioni in materia di riservatezza della presente direttiva.
(12 ter) È opportuno che gli Stati membri chiedano alle proprie autorità competenti di destinare risorse umane, già in organico, alla raccolta e all'analisi di tali informazioni.
(12 quater) Entro il 26 giugno 2017, dovrebbe essere operativo a livello di Unione un registro della titolarità effettiva, il che contribuirà a individuare possibili situazioni di elusione fiscale e trasferimento degli utili. Sarebbe importante creare un repertorio centrale per lo scambio automatico, tra gli Stati membri, dei ruling fiscali preventivi e degli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento al quale possano accedere le autorità fiscali e le amministrazioni competenti degli Stati membri nonché la Commissione.
(15) Le disposizioni esistenti in materia di riservatezza dovrebbero essere modificate per tener conto dell'estensione dello scambio automatico obbligatorio di informazioni ai ruling preventivi transfrontalieri e agli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento.
(15) Le disposizioni esistenti in materia di riservatezza dovrebbero essere modificate per tener conto dell'estensione dello scambio automatico obbligatorio di informazioni ai ruling preventivi e agli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento.
(15 bis) È essenziale che sia rispettato il principio fondamentale della sovranità degli Stati membri in materia fiscale per quanto riguarda le imposte dirette e che la presente proposta non metta in discussione il principio di sussidiarietà.
(16) La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti segnatamente dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. In particolare, la presente direttiva è volta a garantire il pieno rispetto del diritto alla protezione dei dati personali e della libertà d'impresa.
(16) La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti segnatamente dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. In particolare, la presente direttiva è volta a garantire il pieno rispetto del diritto alla protezione dei dati personali e della libertà d'impresa. I dati personali dovrebbero essere trattati per fini specifici, espliciti e legittimi e solo se adeguati, pertinenti e non eccessivi rispetto alle finalità perseguite. Le eventuali limitazioni di tali diritti dovrebbero essere subordinate al rispetto delle condizioni di cui alla Carta dei diritti fondamentali. Fatto salvo il principio di proporzionalità, possono essere imposte limitazioni solo laddove esse rispondano a obiettivi reali e necessari di interesse generale riconosciuti dalla legge o all'esigenza di proteggere i diritti e le libertà di terzi.
(17) Poiché gli obiettivi della presente direttiva, vale a dire una cooperazione amministrativa efficace tra gli Stati membri in condizioni compatibili con il corretto funzionamento del mercato interno, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque, a motivo dell'uniformità e dell'efficacia necessarie, essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(17) Poiché gli obiettivi della presente direttiva, vale a dire una cooperazione amministrativa efficace tra gli Stati membri in condizioni compatibili con il corretto funzionamento del mercato interno, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque, a motivo dell'uniformità e dell'efficacia necessarie, essere conseguiti meglio a livello europeo, l'Unione può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
a) ai fini dell'articolo 8, paragrafo 1, e dell'articolo 8 bis, la comunicazione sistematica di informazioni predeterminate a un altro Stato membro, senza richiesta preventiva, a intervalli regolari prestabiliti. Ai fini dell'articolo 8, paragrafo 1, per informazioni disponibili si intendono le informazioni contenute negli archivi fiscali dello Stato membro che comunica le informazioni, consultabili in conformità delle procedure per la raccolta e il trattamento delle informazioni in tale Stato membro;
a) ai fini dell'articolo 8, paragrafo 1, e dell'articolo 8 bis, la comunicazione sistematica di informazioni predeterminate a un altro Stato membro, senza richiesta preventiva, che per quanto riguarda l'articolo 8, paragrafo 1, ha luogo a intervalli regolari prestabiliti. Ai fini dell'articolo 8, paragrafo 1, per informazioni disponibili si intendono le informazioni contenute negli archivi fiscali dello Stato membro che comunica le informazioni, consultabili in conformità delle procedure per la raccolta e il trattamento delle informazioni in tale Stato membro;
Articolo 3 – punto 14 – parte introduttiva
14. "ruling preventivo transfrontaliero": un accordo, una comunicazione o qualsiasi altro strumento o azione con effetti simili, anche emanato nel contesto di un audit fiscale, che:
14. "ruling preventivo": un accordo, una comunicazione o qualsiasi altro strumento o azione con effetti simili, anche emanato nel contesto di un audit fiscale, indipendentemente dal suo carattere formale, informale, giuridicamente vincolante o non vincolante, che:
Articolo 3 – punto 14 – lettera a
a) è emanato nei confronti di una qualsiasi persona dal governo o dall'autorità fiscale, o per conto di essi, di uno Stato membro, o di una sua ripartizione territoriale o amministrativa;
a) è emanato o pubblicato dal governo o dall'autorità fiscale, o per conto di essi, di uno Stato membro, o di una sua ripartizione territoriale o amministrativa, e che una o più persone possono invocare;
Articolo 3 – punto 14 – lettera c
c) è correlato a un'operazione transfrontaliera oppure riguarda la questione se le attività svolte da una persona giuridica nell'altro Stato membro costituiscano una stabile organizzazione;
c) è correlato a un'operazione oppure riguarda la questione se le attività svolte da una persona giuridica nell'altro Stato membro costituiscano una stabile organizzazione;
Articolo 3 – punto 14 – comma 2
L'operazione può comprendere, senza essere limitata a tali elementi, la realizzazione di investimenti, la fornitura di beni, servizi, finanziamenti o l'utilizzo di beni materiali o immateriali e non comporta necessariamente la partecipazione diretta della persona destinataria del ruling preventivo;
Articolo 3 – punto 15 – comma 1
"accordo preventivo sui prezzi di trasferimento": qualsiasi accordo, comunicazione o qualsiasi altro strumento o azione con effetti simili, anche emanato nel contesto di un audit fiscale, emanato nei confronti di una qualsiasi persona dal governo o dall'autorità fiscale, o per conto di essi, di uno o più Stati membri, comprese le rispettive ripartizioni territoriali o amministrative, che stabilisce, preliminarmente rispetto alle operazioni transfrontaliere fra imprese associate, una serie di criteri adeguati per la fissazione dei prezzi di trasferimento applicabili a tali operazioni o determina l'attribuzione degli utili a una stabile organizzazione.
"accordo preventivo sui prezzi di trasferimento": qualsiasi accordo, comunicazione o qualsiasi altro strumento o azione con effetti simili, anche emanato nel contesto di un audit fiscale, emanato o pubblicato dal governo o dall'autorità fiscale, o per conto di essi, di uno o più Stati membri, comprese le rispettive ripartizioni territoriali o amministrative, e che una o più persone possono invocare, che stabilisce, preliminarmente rispetto alle operazioni fra imprese associate, una serie di criteri adeguati per la fissazione dei prezzi di trasferimento applicabili a tali operazioni o determina l'attribuzione degli utili a una stabile organizzazione.
16. Ai fini del punto 14, per "operazione transfrontaliera" si intende un'operazione o serie di operazioni in cui:
a) non tutte le parti coinvolte nell'operazione o nella serie di operazioni risiedono, a fini fiscali, nello Stato membro che emana il ruling preventivo transfrontaliero; oppure
b) una o più delle parti coinvolte nell'operazione o nella serie di operazioni è simultaneamente residente a fini fiscali in più di una giurisdizione; oppure
c) una delle parti coinvolte nell'operazione o nella serie di operazioni svolge la propria attività in un altro Stato membro tramite una stabile organizzazione e l'operazione o la serie di operazioni fa parte dell'attività o costituisce il complesso delle attività della stabile organizzazione. Un'operazione o una serie di operazioni transfrontaliere comprende anche le disposizioni prese da una persona giuridica unica rispetto alle attività che tale persona esercita in un altro Stato membro tramite una stabile organizzazione.
Ai fini del punto 15 per "operazione transfrontaliera" si intende un'operazione o una serie di operazioni che coinvolge imprese associate non tutte residenti a fini fiscali nel territorio di un unico Stato membro.
1. L'autorità competente di uno Stato membro che emana o modifica un ruling preventivo transfrontaliero o un accordo preventivo sui prezzi di trasferimento dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva comunica, mediante scambio automatico, le relative informazioni alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri e alla Commissione europea.
1. L'autorità competente di uno Stato membro che emana o modifica un ruling preventivo o un accordo preventivo sui prezzi di trasferimento dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva comunica, mediante scambio automatico, le relative informazioni alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri e alla Commissione europea.
2. L'autorità competente di uno Stato membro comunica inoltre alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri e alla Commissione europea informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento emanati nel periodo che ha inizio dieci anni prima della data di entrata in vigore della presente direttiva e che sono ancora validi a tale data.
2. L'autorità competente di uno Stato membro comunica inoltre alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri e alla Commissione europea informazioni sui ruling preventivi e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento emanati prima della data di entrata in vigore della presente direttiva e che sono ancora validi a tale data.
3. Il paragrafo 1 non si applica qualora un ruling preventivo transfrontaliero riguardi esclusivamente la situazione fiscale di una o più persone fisiche.
3. Il paragrafo 1 non si applica qualora un ruling preventivo riguardi esclusivamente la situazione fiscale di una o più persone fisiche.
3 bis. Il paragrafo 1 si applica altresì quando la richiesta di ruling preventivo riguarda una costruzione giuridica priva di personalità giuridica. In tale situazione, l'autorità competente dello Stato membro che emana il ruling preventivo trasmette le informazioni in suo possesso alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri e predispone il trasferimento dell'atto costitutivo allo Stato membro di residenza di ciascun fondatore e ciascun beneficiario.
Articolo 8 bis – paragrafo 4 – lettera a
a) per quanto riguarda le informazioni scambiate a norma del paragrafo 1: entro un mese dalla fine del trimestre durante il quale i ruling preventivi transfrontalieri o gli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento sono stati emanati o modificati;
a) per quanto riguarda le informazioni scambiate a norma del paragrafo 1: immediatamente e al più tardi un mese dopo che i ruling preventivi o gli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento sono stati emanati o modificati;
Articolo 8 bis – paragrafo 4 – lettera b
b) per quanto riguarda le informazioni scambiate a norma del paragrafo 2: anteriormente al 31 dicembre 2016.
b) per quanto riguarda le informazioni scambiate a norma del paragrafo 2: entro tre mesi dall'entrata in vigore.
Articolo 8 bis – paragrafo 5 – lettera b
b) il contenuto del ruling preventivo transfrontaliero o dell'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, compresa una descrizione delle pertinenti attività commerciali o delle operazione o serie di operazioni;
b) il contenuto del ruling preventivo o dell'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, compresa una descrizione delle pertinenti attività commerciali o delle operazione o serie di operazioni;
Articolo 8 bis – paragrafo 5 – lettera b bis (nuova)
b bis) i criteri utilizzati per definire il ruling preventivo o l'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, nonché, se del caso, i suoi limiti temporali o le circostanze nelle quali la decisione può essere revocata;
Articolo 8 bis – paragrafo 5 – lettera d
d) l'identificazione degli altri Stati membri che possono essere direttamente o indirettamente interessati dal ruling preventivo transfrontaliero o dall'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento;
d) l'identificazione degli altri Stati membri che possono essere direttamente o indirettamente interessati dal ruling preventivo o dall'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento;
Articolo 8 bis – paragrafo 5 – lettera e
e) l'identificazione delle persone, diverse dalle persone fisiche, negli altri Stati membri che possono essere direttamente o indirettamente interessate dal ruling preventivo transfrontaliero o dall'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento (indicare a quale Stato membro le persone interessate sono legate).
e) l'identificazione delle persone, diverse dalle persone fisiche, negli altri Stati membri che possono essere direttamente o indirettamente interessate dal ruling preventivo o dall'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento (indicare a quale Stato membro le persone interessate sono legate).
Articolo 8 bis – paragrafo 5 – lettera e bis (nuova)
e bis) non appena disponibile, il codice di identificazione fiscale europeo (CIF) di cui al piano d'azione per rafforzare la lotta alla frode fiscale e all'evasione fiscale, adottato dalla Commissione nel 2012;
Articolo 8 bis – paragrafo 5 – lettera e ter (nuova)
e ter) la descrizione dell'insieme dei criteri utilizzati e del regime applicabile quando un meccanismo giuridico o di fatto riduce la base imponibile del contribuente, in deroga alle disposizioni ordinarie dello Stato membro che emana il parere, ad esempio mediante l'autorizzazione di un ritmo di ammortamento più rapido dei ritmi di ammortamento ordinari o la detrazione di spese che il contribuente non ha direttamente o effettivamente sostenuto;
Articolo 8 bis – paragrafo 5 – lettera e quater (nuova)
e quater) la descrizione dell'insieme dei criteri utilizzati e del regime applicabile quando a un contribuente viene accordato un tasso d'imposizione inferiore al normale tasso d'imposizione dello Stato membro che emana il parere;
Articolo 8 bis – paragrafo 5 – lettera e quinquies (nuova)
e quinquies) la descrizione dell'insieme dei criteri utilizzati e del meccanismo applicato, quando una delle parti che aderiscono a tale meccanismo ha sede in un paese terzo in cui la tassazione è inesistente o decisamente più favorevole.
Articolo 8 bis – paragrafo 6
6. Per facilitare lo scambio la Commissione adotta le misure e le modalità pratiche necessarie per l'attuazione del presente articolo, comprese misure intese a standardizzare la comunicazione delle informazioni di cui al paragrafo 5 del presente articolo, nell'ambito della procedura di definizione del formulario tipo di cui all'articolo 20, paragrafo 5.
6. Per facilitare lo scambio la Commissione adotta le misure e le modalità pratiche necessarie per l'attuazione del presente articolo, comprese misure intese a standardizzare la comunicazione delle informazioni di cui al paragrafo 5 del presente articolo, nell'ambito della procedura di definizione del formulario tipo di cui all'articolo 20, paragrafo 5. La Commissione assiste gli Stati membri che hanno conferito competenze in materia fiscale ad organi territoriali o amministrativi decentrati, al fine di garantire che essi assolvano all'obbligo di fornire una formazione e un sostegno a detti organi.
Articolo 8 bis – paragrafo 7
7. L'autorità competente cui le informazioni sono comunicate a norma del paragrafo 1 ne conferma il ricevimento, se possibile per via elettronica, all'autorità competente che le ha trasmesse, immediatamente e comunque entro sette giorni lavorativi.
7. L'autorità competente cui le informazioni sono comunicate a norma del paragrafo 1 ne conferma il ricevimento, se possibile per via elettronica, all'autorità competente che le ha trasmesse, immediatamente e comunque entro sette giorni lavorativi, contribuendo così al funzionamento di un efficace sistema di scambio automatico di informazioni.
Articolo 8 bis – paragrafo 8
8. In conformità all'articolo 5 gli Stati membri possono chiedere informazioni supplementari, compreso il testo integrale del ruling preventivo transfrontaliero o dell'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, allo Stato membro che lo ha emanato.
8. In conformità all'articolo 5 gli Stati membri – o i loro organi territoriali o amministrativi, comprese, se del caso, le autorità locali – possono chiedere informazioni supplementari, compreso il testo integrale del ruling preventivo o dell'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento, allo Stato membro che lo ha emanato.
Articolo 8 bis – paragrafo 9 bis (nuovo)
9 bis. Gli Stati membri informano tempestivamente la Commissione e gli altri Stati membri in merito a qualsiasi modifica significativo delle rispettive procedure in materia di ruling fiscali (formalità per la presentazione della domanda, processo di decisione, ecc.).
Articolo 8 bis – paragrafo 9 ter (nuovo)
9 ter. Le autorità fiscali degli Stati membri informano la Commissione e gli altri Stati membri in merito a qualsiasi modifica significativa delle rispettive legislazioni nazionali in materia di tassazione delle società (introduzione di nuove detrazioni, sgravi, eccezioni, incentivi o misure analoghe, ecc.) che potrebbe ripercuotersi sulle loro aliquote fiscali effettive o sul gettito fiscale di qualsiasi altro Stato membro.
Il gruppo "Codice di condotta" è stato concepito per tali comunicazioni ma ha mostrato i suoi limiti. La Commissione dovrebbe pertanto istituire un meccanismo che permetta agli Stati membri di informare la Commissione e gli altri Stati membri in merito a qualsiasi modifica significativa della loro legislazione in materia di tassazione delle società suscettibile di ripercuotersi sulle loro aliquote fiscali e/o sul gettito fiscale di un altro Stato membro.
1. Anteriormente al 1º ottobre 2017 gli Stati membri forniscono alla Commissione, in relazione a un determinato anno, statistiche sul volume degli scambi automatici di cui agli articoli 8 e 8 bis e, nella misura possibile, informazioni sui costi amministrativi e su altri pertinenti costi e benefici relativi agli scambi che hanno avuto luogo e a potenziali cambiamenti, sia per le amministrazioni fiscali che per terzi.
1. Anteriormente al 1º ottobre 2017 gli Stati membri forniscono alla Commissione, in relazione a un determinato anno, statistiche sul volume degli scambi automatici di cui agli articoli 8 e 8 bis, sui tipi di ruling concessi e, nella misura possibile, informazioni sui costi amministrativi e su altri pertinenti costi e benefici relativi agli scambi che hanno avuto luogo e a potenziali cambiamenti, sia per le amministrazioni fiscali che per terzi.
2 bis. Anteriormente al 1° ottobre 2017, e successivamente su base annua, la Commissione pubblica una relazione che riassume i casi principali registrati nel repertorio centrale sicuro di cui all'articolo 21, paragrafo 5. In tale contesto, la Commissione rispetta le disposizioni in materia di riservatezza stabilite all'articolo 23 bis.
3. Quando uno Stato membro si avvale delle informazioni comunicate da un altro Stato membro a norma dell'articolo 8 bis, esso trasmette un riscontro in merito all'autorità competente che ha trasmesso le informazioni il più presto possibile e non oltre tre mesi dal momento in cui sono noti i risultati dell'utilizzazione delle informazioni richieste, tranne se il riscontro è già stato presentato a norma del paragrafo 1 del presente articolo. La Commissione stabilisce le modalità pratiche secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2.
3. Quando uno Stato membro si avvale delle informazioni comunicate da un altro Stato membro a norma dell'articolo 8 bis, esso trasmette un riscontro in merito alla Commissione e all'autorità competente che ha trasmesso le informazioni il più presto possibile e non oltre tre mesi dal momento in cui sono noti i risultati dell'utilizzazione delle informazioni richieste, tranne se il riscontro è già stato presentato a norma del paragrafo 1 del presente articolo. La Commissione stabilisce le modalità pratiche secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2.
Articolo 20 – paragrafo 5
5. Lo scambio automatico di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento a norma dell'articolo 8 bis è effettuato mediante un formulario tipo adottato dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2.
5. Lo scambio automatico di informazioni sui ruling preventivi e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento a norma dell'articolo 8 bis è effettuato mediante un formulario tipo adottato dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2.
5. La Commissione istituisce un repertorio centrale sicuro in cui le informazioni che devono essere comunicate nell'ambito dell'articolo 8 bis della presente direttiva possono essere registrate ai fini dello scambio automatico di cui all'articolo 8 bis, paragrafi 1 e 2. La Commissione ha accesso alle informazioni registrate nel repertorio. Le necessarie modalità pratiche sono adottate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2.
5. Entro il 31 dicembre 2016, la Commissione istituisce un repertorio centrale sicuro in cui le informazioni che devono essere comunicate nell'ambito dell'articolo 8 bis della presente direttiva devono essere registrate ai fini dello scambio automatico di cui all'articolo 8 bis, paragrafi 1 e 2. Gli Stati membri garantiscono che tutte le informazioni comunicate nell'ambito dell'articolo 8 bis della presente direttiva nel periodo transitorio precedente l'istituzione del repertorio centrale sicuro siano registrate in detto repertorio entro il 1° aprile 2017. La Commissione e gli Stati membri hanno accesso alle informazioni registrate nel repertorio. Le necessarie modalità pratiche sono adottate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2.
1. Conformemente alle disposizioni applicabili alle autorità dell'Unione, la Commissione assicura la riservatezza delle informazioni comunicatele in conformità alla presente direttiva.
1. Conformemente alle disposizioni applicabili alle autorità dell'Unione, la Commissione assicura la riservatezza delle informazioni comunicatele in conformità alla presente direttiva, come stabilito all'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Articolo 23 bis – paragrafo 2 – comma 1
Le informazioni trasmesse alla Commissione da uno Stato membro a norma dell'articolo 23, così come le relazioni o i documenti elaborati dalla Commissione utilizzando tali informazioni, possono essere comunicate ad altri Stati membri. Tali informazioni sono coperte dal segreto d'ufficio e godono della protezione accordata alle informazioni di analoga natura dalla legislazione nazionale dello Stato membro che le riceve.
Le informazioni trasmesse alla Commissione da uno Stato membro dell'Unione o del SEE a norma dell'articolo 23, così come le relazioni o i documenti elaborati dalla Commissione utilizzando tali informazioni, possono essere comunicate ad altri Stati membri dell'Unione (e parimenti, in caso di reciprocità, agli Stati membri del SEE). Tali informazioni sono coperte dal segreto d'ufficio e godono della protezione accordata alle informazioni di analoga natura dalla legislazione nazionale dello Stato membro dell'Unione (e parimenti, in caso di reciprocità, dalla legislazione dello Stato membro del SEE) che le riceve.
Le relazioni e i documenti redatti dalla Commissione di cui al primo comma possono essere utilizzati dagli Stati membri solo per fini analitici, ma non sono pubblicate o comunicate ad altre persone o organismi senza l'esplicito accordo della Commissione.
Le relazioni e i documenti redatti dalla Commissione di cui al primo comma possono essere utilizzati dagli Stati membri dell'Unione o del SEE solo per fini analitici, ma non sono pubblicati o comunicati ad altre persone o organismi senza l'esplicito accordo della Commissione.
(8 bis) È inserito l'articolo seguente:
La Commissione esamina tutte le sanzioni da imporre in caso di rifiuto o omissione dello scambio di informazioni."
(9 bis) È inserito l'articolo seguente:
Sviluppi in sede OCSE
La presente direttiva è compatibile con gli sviluppi in sede OCSE e tiene conto del corpus completo di norme dell'OCSE raccolto nello standard per lo scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali."
Articolo 25 ter (nuovo)
(9 ter) È inserito l'articolo seguente:
"Articolo 25 ter
Ulteriori misure degli Stati membri
La presente direttiva non osta a che gli Stati membri adottino ulteriori misure per mettere a punto disposizioni, a livello nazionale o sulla base di accordi, volte a prevenire l'elusione fiscale."
(9c) L'articolo 27 è così modificato:
Dopo l'entrata in vigore della presente direttiva, la Commissione presenta ogni tre anni al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulla sua applicazione."
La sfida posta dall'elusione fiscale transfrontaliera, dalla pianificazione fiscale aggressiva e da una concorrenza fiscale dannosa ha assunto proporzioni considerevoli ed è divenuta una delle principali fonti di preoccupazione, in seno all'Unione così come su scala mondiale.
Nella sua risoluzione del 21 maggio 2013, il Parlamento europeo ha sottolineato che l'UE dovrebbe assumere un ruolo guida nel dibattito a livello planetario sul contrasto della frode e dell'elusione fiscali e dei paradisi fiscali, in particolare per quanto concerne la promozione dello scambio di informazioni.
Nel contesto dell'attuale quadro giuridico (direttiva 2011/16/UE relativa alla cooperazione amministrativa), gli Stati membri si scambiano una quantità estremamente ridotta di informazioni sui ruling fiscali.
Un ruling fiscale è una conferma o una garanzia data dalle autorità tributarie ai contribuenti circa le modalità di calcolo delle loro imposte. Di solito, i ruling fiscali vengono emanati per fornire certezza giuridica ai contribuenti, spesso confermando il trattamento fiscale di un'operazione commerciale ampia o complessa. Nella maggior parte dei casi i ruling fiscali sono emanati in anticipo rispetto all'operazione effettuata o alla presentazione di una dichiarazione fiscale.
Ogni decisione in merito all'eventuale rilevanza di un ruling fiscale per un altro paese membro dell'UE è lasciata alla discrezionalità degli Stati membri. Di conseguenza, gli Stati membri non provvedono a scambiarsi spontaneamente i rispettivi ruling fiscali e spesso non sono a conoscenza dei ruling fiscali transfrontalieri emanati altrove nell'UE che potrebbero incidere sulle loro basi imponibili. La mancanza di trasparenza in materia di ruling fiscali viene sfruttata da alcune società per ridurre artificialmente il loro apporto tributario.
È dunque urgentemente necessaria una maggiore trasparenza. Per conseguire questo obiettivo, occorre rafforzare gli strumenti e i meccanismi stabiliti dalla direttiva 2011/16/UE del Consiglio.
Il progetto di direttiva modifica la direttiva 2011/16/UE sulla cooperazione amministrativa, quale modificata dalla direttiva 2014/107/UE. Esso introduce un nuovo articolo nella direttiva esistente, definendo il campo di applicazione e le condizioni per lo scambio automatico obbligatorio di informazioni su alcuni tipi di ruling fiscali transfrontalieri e di accordi sui prezzi di trasferimento. Tale obbligo è esteso ai ruling emanati nei dieci anni precedenti la data in cui prenderà effetto la direttiva proposta e che sono ancora validi alla data di entrata in vigore della direttiva.
Ambito di applicazione dello scambio di informazioni
La Commissione propone di limitare l'ambito di applicazione dello scambio obbligatorio di informazioni ai ruling fiscali transfrontalieri e agli accordi sui prezzi di trasferimento.
Frequenza dello scambio di informazioni
La Commissione propone di fissare un arco temporale ristretto: ogni tre mesi le autorità tributarie nazionali dovranno inviare una relazione, attraverso un sistema sicuro di posta elettronica, a tutti gli altri Stati membri su tutti i ruling fiscali transfrontalieri che hanno emanato, dopodiché gli Stati membri potranno richiedere informazioni più dettagliate su un ruling particolare.
La proposta definisce le informazioni standard che gli Stati membri dovranno includere nelle relazioni trimestrali sui rispettivi ruling fiscali. Esse comprendono:
- il nome del contribuente e del gruppo (ove applicabile);
- una descrizione dei punti trattati nel ruling fiscale;
- una descrizione dei criteri utilizzati per determinare un accordo preventivo sui prezzi di trasferimento;
- l'identificazione dello Stato membro/degli Stati membri più verosimilmente interessati;
- l'identificazione di ogni altro contribuente suscettibile di essere interessato (ad eccezione delle persone fisiche).
La Commissione propone che la modalità di presentazione delle informazioni venga standardizzata mediante un atto delegato.
Repertorio centrale sicuro
La direttiva proposta prevede anche la possibilità, da parte della Commissione, di istituire un repertorio centrale sicuro in cui è possibile registrare le informazioni comunicate nel quadro della direttiva. La Commissione avrà accesso alle informazioni registrate nel repertorio.
In generale, il relatore valuta positivamente la proposta, in particolare per quanto concerne l'obbligo relativo allo scambio di informazioni sui ruling emanati nei dieci anni precedenti la data in cui prende effetto la direttiva proposta e che sono ancora validi alla data della sua entrata in vigore. Inoltre il relatore non ritiene necessario estendere tale periodo oltre i dieci anni, poiché i dati potrebbero non essere più disponibili.
In merito all'ambito di applicazione dello scambio automatico obbligatorio di informazioni, il relatore ha dei dubbi quanto al fatto che esso si limiti ai ruling fiscali transfrontalieri e agli accordi sui prezzi di trasferimento. In effetti, il relatore ritiene che i ruling fiscali preventivi e gli accordi sulla definizione dei prezzi possano avere una dimensione transfrontaliera anche se riguardano operazioni puramente nazionali, in particolare nel caso di operazioni a cascata in cui il ruling fiscale preventivo o l'accordo preventivo sui prezzi di trasferimento riguarda la prima operazione nazionale, senza tenere conto delle operazioni (transfrontaliere) successive.
Il relatore ritiene altresì che, per fruire dei benefici dello scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, le informazioni dovrebbero essere comunicate senza indugio dopo l'emanazione.
Per accrescere la trasparenza a beneficio dei cittadini, la Commissione dovrebbe pubblicare una relazione annuale, sulla base del contenuto del repertorio centrale sicuro, che sintetizzi i casi principali, pur rispettando nel contempo le disposizioni sulla riservatezza definite nella direttiva.
Il relatore accoglie con favore la proposta della Commissione quale misura positiva verso una maggiore trasparenza. Egli ritiene tuttavia che gli emendamenti proposti conferirebbero alla proposta maggiore chiarezza ed efficacia.
vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare il rispetto del diritto relativo alla protezione dei dati di carattere personale e alla libertà d'impresa,
(1) La sfida posta dall’elusione fiscale transfrontaliera, dalla pianificazione fiscale aggressiva e da una concorrenza fiscale dannosa ha assunto proporzioni considerevoli ed è divenuta una delle preoccupazioni principali nell’Unione e nel mondo. L’erosione della base imponibile riduce notevolmente i gettiti fiscali nazionali, impedendo così agli Stati membri di applicare politiche fiscali favorevoli alla crescita. In particolare, i ruling concernenti strutture fiscali conducono a un basso livello di tassazione di importi di reddito artificialmente elevati nel paese che emana il ruling preventivo e possono lasciare importi di reddito artificialmente bassi da sottoporre a tassazione negli altri paesi coinvolti. Una maggiore trasparenza è pertanto richiesta con urgenza. Gli strumenti e i meccanismi stabiliti dalla direttiva 2011/16/UE del Consiglio13 devono essere rafforzati per conseguire questo obiettivo.
(1) La sfida posta dall’elusione fiscale transfrontaliera, dalla pianificazione fiscale aggressiva e dalle pratiche fiscali dannose ha assunto proporzioni considerevoli ed è divenuta una delle preoccupazioni principali nell’Unione e nel mondo. L’erosione della base imponibile riduce notevolmente i gettiti fiscali nazionali, impedendo così agli Stati membri di applicare politiche fiscali favorevoli alla crescita. Tuttavia, alcuni ruling concernenti strutture fiscali conducono a un basso livello di tassazione di importi di reddito artificialmente elevati nel paese che emana, modifica o rivede il ruling preventivo e lasciano importi di reddito artificialmente bassi da sottoporre a tassazione negli altri paesi coinvolti. Una maggiore trasparenza e un ulteriore intervento a livello UE sono pertanto richiesti con urgenza. È necessario abolire i modelli illegittimi di elusione fiscale. Gli strumenti e i meccanismi stabiliti dalla direttiva 2011/16/UE del Consiglio13 devono essere rafforzati per conseguire questo obiettivo.
13 Direttiva 2011/16/UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77/799/CEE (GU L 64 dell’11.3.2011, pag. 1).
(2) Nelle sue conclusioni del 18 dicembre 2014 il Consiglio europeo ha sottolineato l’urgente necessità di far progredire gli sforzi nella lotta contro l’elusione fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva, sia a livello mondiale che a livello dell’Unione. Sottolineando l’importanza della trasparenza, il Consiglio europeo ha accolto con favore l’intenzione della Commissione di presentare una proposta relativa allo scambio automatico di informazioni sui ruling fiscali nell’Unione.
(2) Nelle sue conclusioni del 18 dicembre 2014 il Consiglio europeo ha sottolineato l’urgente necessità di far progredire gli sforzi nella lotta contro l’elusione fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva, sia a livello mondiale che a livello europeo. Sottolineando l’importanza della trasparenza, il Consiglio europeo ha accolto con favore l’intenzione della Commissione di presentare una proposta relativa allo scambio automatico di informazioni sui ruling fiscali nell’Unione.
(3) La direttiva 2011/16/UE prevede lo scambio spontaneo obbligatorio di informazioni tra gli Stati membri in cinque casi specifici ed entro determinate scadenze. Lo scambio spontaneo di informazioni nei casi in cui l’autorità competente di uno Stato membro abbia fondati motivi di presumere che possa verificarsi una perdita di gettito fiscale in un altro Stato membro si applica già ai ruling fiscali che uno Stato membro emana nei confronti di un contribuente specifico per quanto riguarda l’interpretazione o l’applicazione future di disposizioni fiscali che presentano una dimensione transfrontaliera.
(3) La direttiva 2011/16/UE prevede lo scambio spontaneo obbligatorio di informazioni tra gli Stati membri in cinque casi specifici ed entro determinate scadenze e chiarisce che gli Stati membri non possono procedere a richieste generiche di informazioni o richiedere informazioni che probabilmente non sono pertinenti alle questioni fiscali di un contribuente. Lo scambio spontaneo di informazioni nei casi in cui l’autorità competente di uno Stato membro abbia fondati motivi di presumere che possa verificarsi una perdita di gettito fiscale in un altro Stato membro si applica già ai ruling fiscali che uno Stato membro emana nei confronti di un contribuente specifico per quanto riguarda l’interpretazione o l’applicazione future di disposizioni fiscali che presentano una dimensione transfrontaliera.
(5) La possibilità che la trasmissione di informazioni possa essere rifiutata qualora comporti la divulgazione di un segreto commerciale, industriale o professionale, di un processo commerciale o di un’informazione la cui divulgazione sarebbe contraria all’ordine pubblico non dovrebbe essere applicata alle disposizioni relative allo scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento per evitare di ridurre l’efficacia di tali scambi. La natura limitata delle informazioni che devono essere condivise con tutti gli Stati membri dovrebbe assicurare una sufficiente protezione di tali interessi commerciali.
(5) La possibilità che la trasmissione di informazioni possa essere rifiutata qualora comporti la divulgazione di un segreto commerciale, industriale o professionale, di un processo commerciale o di un’informazione la cui divulgazione sarebbe contraria all’ordine pubblico non dovrebbe essere applicata alle disposizioni relative allo scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento per evitare di ridurre l’efficacia, il ruolo e il corretto funzionamento di tali scambi. La natura limitata delle informazioni che devono essere condivise con tutti gli Stati membri dovrebbe assicurare una sufficiente protezione minima di tali interessi commerciali.
(5 bis) I ruling fiscali preventivi garantiscono un'applicazione coerente e trasparente del diritto.
(5 ter) Le norme fiscali trasparenti offrono certezza giuridica ai contribuenti e alle imprese e generano investimenti.
(6) Al fine di fruire dei benefici dello scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, le informazioni dovrebbero essere comunicate senza indugio dopo l’emanazione; è pertanto opportuno fissare intervalli regolari per la comunicazione di tali informazioni.
(6) Al fine di fruire dei benefici dello scambio automatico obbligatorio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, le informazioni dovrebbero essere comunicate senza ritardi dopo l’emanazione. In caso di mancato adempimento possono essere messe a punto sanzioni efficaci ed effettive.
(8) Gli Stati membri dovrebbero comunicare anche alla Commissione le informazioni di base che si devono scambiare. In questo modo la Commissione potrebbe in qualsiasi momento monitorare e valutare l’effettiva applicazione dello scambio automatico di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento. Tale comunicazione non esonererà uno Stato membro dall’obbligo di notificare gli aiuti di Stato alla Commissione.
(8) Gli Stati membri dovrebbero comunicare le informazioni di base al nuovo registro centrale e trasparente di sicurezza per le questioni fiscali. Il ruolo della Commissione, stando ai trattati, è inteso a garantire la corretta applicazione del diritto dell'Unione nell'interesse dei cittadini. A questo proposito la Commissione dovrebbe adottare le misure necessarie per monitorare il rispetto della legge ai fini del contrasto all'elusione fiscale, rispettando nel contempo la sovranità fiscale. Il principio fondamentale della sovranità degli Stati membri in materia fiscale deve essere rispettato per quanto riguarda le imposte dirette e il principio di sussidiarietà non deve essere compromesso. La Commissione dovrebbe applicare in maniera efficace e rigorosa le norme dell'UE relative agli aiuti di Stato per lottare contro la pianificazione fiscale aggressiva. È estremamente importante che le società paghino le imposte nei paesi in cui producono gli utili.
(9) Il riscontro inviato dallo Stato membro che riceve le informazioni allo Stato membro che le invia costituisce un elemento necessario al funzionamento di un efficace sistema di scambio automatico di informazioni. È pertanto opportuno prevedere misure che consentano l’invio di un riscontro nei casi in cui le informazioni siano state utilizzate e nessun riscontro possa essere fornito a norma delle altre disposizioni della direttiva 2011/16/UE.
(9) Il riscontro inviato dallo Stato membro che riceve le informazioni allo Stato membro che le invia costituisce un elemento necessario al funzionamento di un efficace sistema di scambio automatico di informazioni, in quanto incoraggia la cooperazione amministrativa fra gli Stati membri. È pertanto opportuno prevedere misure che consentano l’invio di un riscontro nei casi in cui le informazioni siano state utilizzate e nessun riscontro possa essere fornito a norma delle altre disposizioni della direttiva 2011/16/UE.
(11) Gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure necessarie per eliminare gli ostacoli che potrebbero impedire lo scambio automatico obbligatorio di informazioni più efficace ed ampio possibile sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, onde migliorare la cooperazione e la trasparenza, tenendo conto delle norme generali dell'OCSE in materia di scambio automatico standard di informazioni quale norma minima e anche del fatto che gli Stati membri si sono impegnati a presentare misure per prevenire l'elusione fiscale mediante l'attuazione e l'eventuale superamento dei modelli elaborati in seno al G20-OCSE e relativi alla comunicazione per paese.
(15 bis) Occorre tenere conto anche del parere motivato del parlamento svedese sul principio di sussidiarietà, inviato a norma dell'articolo 6 del protocollo n. 2, il quale conferma, da un lato, che la proposta in esame rientra nei limiti di quanto è necessario per conseguire un efficace scambio di informazioni, mentre, dall'altro, reputa che il requisito ampio di fornire informazioni può generare una quantità di informazioni talmente vasta da poter pregiudicare il conseguimento dell'obiettivo; nella stessa occasione il parlamento svedese solleva anche preoccupazioni in merito al fatto che per alcuni aspetti la proposta si spinga oltre quanto necessario, ivi incluso il lungo periodo di retroattività;
(15 ter) È essenziale che il principio fondamentale della sovranità degli Stati membri in materia fiscale sia rispettato per quanto riguarda le imposte dirette e che la presente proposta non comprometta il principio di sussidiarietà.
(16) La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti segnatamente dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. In particolare, la presente direttiva è volta a garantire il pieno rispetto del diritto alla protezione dei dati personali e della libertà d’impresa.
(16) La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti segnatamente dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. In particolare, la presente direttiva è volta a garantire il pieno rispetto del diritto alla protezione dei dati personali e della libertà d’impresa. I dati personali devono essere trattati per fini specifici, espliciti e legittimi e solo se sono adeguati, pertinenti e non eccessivi rispetto alle finalità perseguite. Qualsiasi limitazione di tali diritti dovrebbe essere imposta soltanto se sono rispettate le condizioni di cui all'articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali. Fatto salvo il principio di proporzionalità, le limitazioni possono essere imposte se rispondono a reali e necessari obiettivi di interesse generale riconosciuti dalla legge, o soddisfano l'esigenza di tutelare i diritti e le libertà altrui.
(17) Poiché gli obiettivi della presente direttiva, vale a dire una cooperazione amministrativa efficace tra gli Stati membri in condizioni compatibili con il corretto funzionamento del mercato interno, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque, a motivo dell’uniformità e dell’efficacia necessarie, essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest’ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato sull’Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(17) Poiché gli obiettivi della presente direttiva, vale a dire una cooperazione amministrativa efficace tra gli Stati membri in condizioni compatibili con il corretto funzionamento del mercato interno, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque, a motivo dell’uniformità e dell’efficacia necessarie, essere conseguiti meglio a livello europeo, l'Unione può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(a) ai fini dell’articolo 8, paragrafo 1, e dell’articolo 8 bis, la comunicazione sistematica di informazioni predeterminate a un altro Stato membro, senza richiesta preventiva, a intervalli regolari prestabiliti. Ai fini dell’articolo 8, paragrafo 1, per informazioni disponibili si intendono le informazioni contenute negli archivi fiscali dello Stato membro che comunica le informazioni, consultabili in conformità delle procedure per la raccolta e il trattamento delle informazioni in tale Stato membro;
(a) ai fini dell’articolo 8, paragrafo 1, e dell’articolo 8 bis, la comunicazione sistematica di informazioni predeterminate a un altro Stato membro, senza richiesta preventiva, a intervalli regolari prestabiliti, al fine di fruire in maniera regolare e corretta dei benefici dello scambio automatico di informazioni. Ai fini dell’articolo 8, paragrafo 1, per informazioni disponibili si intendono le informazioni contenute negli archivi fiscali dello Stato membro che comunica le informazioni, consultabili in conformità delle procedure per la raccolta e il trattamento delle informazioni in tale Stato membro;
1. L’autorità competente di uno Stato membro che emana o modifica un ruling preventivo transfrontaliero o un accordo preventivo sui prezzi di trasferimento dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva comunica, mediante scambio automatico, le relative informazioni alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri e alla Commissione europea.
1. L’autorità competente di uno Stato membro che emana o modifica un ruling preventivo transfrontaliero o un accordo preventivo sui prezzi di trasferimento dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva comunica, mediante scambio automatico, le relative informazioni alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri, e al registro centrale e trasparente per le questioni fiscali istituito recentemente. La Commissione valuta e monitora l'effettiva applicazione dello scambio automatico di informazioni.
2. L’autorità competente di uno Stato membro comunica inoltre alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri e alla Commissione europea informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento emanati nel periodo che ha inizio dieci anni prima della data di entrata in vigore della presente direttiva e che sono ancora validi a tale data.
2. L’autorità competente di uno Stato membro comunica inoltre alle autorità competenti di tutti gli altri Stati membri e al registro centrale trasparente per le questioni fiscali informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri e sugli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento emanati nel periodo che ha inizio cinque anni prima della data di entrata in vigore della presente direttiva e che sono ancora validi e in corso a tale data.
7. L’autorità competente cui le informazioni sono comunicate a norma del paragrafo 1 ne conferma il ricevimento, se possibile per via elettronica, all’autorità competente che le ha trasmesse, immediatamente e comunque entro sette giorni lavorativi.
7. L’autorità competente cui le informazioni sono comunicate a norma del paragrafo 1 ne conferma il ricevimento, se possibile per via elettronica, all’autorità competente che le ha trasmesse, immediatamente e comunque entro sette giorni lavorativi, agevolando in questo modo il funzionamento di un efficace sistema di scambio automatico di informazioni.
1. Conformemente alle disposizioni applicabili alle autorità dell’Unione, la Commissione assicura la riservatezza delle informazioni comunicatele in conformità alla presente direttiva.
1. Conformemente alle disposizioni applicabili alle autorità dell'Unione, la Commissione assicura la riservatezza delle informazioni comunicatele in conformità alla presente direttiva, secondo quanto stabilito all'articolo 8 della Carta fondamentale dei diritti dell'Unione europea.
La presente direttiva è compatibile con gli sviluppi in seno all'OCSE e tiene conto del corpus completo di norme dell'OCSE raccolto nello standard per lo scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali."
Articolo 4 – comma 1 – punto 9 ter (nuovo)
La presente direttiva non pregiudica la facoltà degli Stati membri di intraprendere ulteriori azioni per elaborare disposizioni, a livello nazionale o basate su accordi, volte a prevenire l'elusione fiscale."

References: Articolo 3

Articolo 3

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Articolo 8

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Articolo 20

Articolo 23

Articolo 25

Articolo 4