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Timestamp: 2018-06-25 20:10:30+00:00

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1 1 - Analisi sulle criticità strutturali che impediscono lo sviluppo di una offerta legale di contenuti digitali Rimozione delle barriere per lo sviluppo di un offerta legale: l accesso ai contenuti premium e le finestre di programmazione L accesso ai contenuti premium e l interoperabilità delle piattaforme D1. Si condivide l analisi dell Autorità sulle criticità strutturali che impediscono lo sviluppo di una offerta legale di contenuti digitali? In caso affermativo, quale si ritiene possano essere le misure più efficaci per favorire l apertura del mercato dell accesso ai contenuti premium e garantire l interoperabilità delle diverse piattaforme trasmissive? L industria musicale indipendente, rivestendo sia un ruolo strategico nell ambito della produzione e della fornitura di contenuti digitali alle varie piattaforme che offrono musica online, sia sostanziale in relazione alle reale quota che occupa nell ambito del mercato digitale e della presenza sulle reti elettroniche e telematiche, non può che sostenere il concetto di interoperabilità ed uno sviluppo del mercato digitale della musica che sia direttamente connesso, seppur nel rispetto delle singole autonomie, all affermarsi di sistemi interoperabili ed a contenuti cross-platform. PMI non è quindi contraria ad un intervento istituzionale per incoraggiare l adozione da parte dei produttori di DRM di soluzioni interoperabili e standard comuni che favoriscano la maggiore diffusione possibile dei contenuti, ritiene però che questo processo debba avvenire nel pieno rispetto dei titolari dei diritti e che vadano quindi sostenute logiche di carattere scalare che possano favorire lo sviluppo di sistemi analitici e di identificazione certa dei contenuti. Molto importante è anche il ruolo che l Autorità può svolgere nel contrasto di qualsiasi politica di walled garden e nel garantire quindi che le piattaforme distributive non pongano più condizioni di accesso discriminatorie ai fornitori di contenuto, soprattutto nel caso di piattaforme che operano con quote di mercato rilevanti o che sono integrate verticalmente (gatekeeper). D2. Si ritiene utile un intervento di mediazione dell Autorità inteso a favorire il superamento degli ostacoli di natura contrattuale che attualmente rallentano lo sviluppo di un offerta legale di contenuti su tutte le piattaforme disponibili? Le finestre di distribuzione 2 - Le finestre di distribuzione D1. Si condivide l auspicio dell Autorità di un ripensamento complessivo delle finestre di distribuzione e delle licenze di sfruttamento dei diritti in esclusiva?
2 N.A D2. In caso affermativo, si ritiene utile un intervento dell Autorità in fase di mediazione inteso a favorire una riduzione dello scarto temporale tra i canali di distribuzione tradizionali e quelli più innovativi? N.A. 3 - Campagna di informazione e di educazione alla legalità 3.4. Attività informativa e di educazione alla legalità D1. Si concorda con le ipotesi in cui si articolerebbe la campagna di informazione e di educazione alla legalità? D2. Si concorda con l ipotesi dell Autorità di inserire nei contratti di hosting e caching un contenuto minimo informativo inerente alla normativa in tema di protezione del diritto d autore e le conseguenze connesse alla sua violazione, nonché alle modalità di pagamento per fruire dei contenuti legali anche mediante forme di m-payment? D3. Si concorda con l ipotesi dell Autorità di procedere all invio di una mail informativa automatica all utente al momento del primo accesso ad internet? Lo sviluppo di un sano mercato dei contenuti digitali passa senza dubbio da un forte consapevolezza dei consumatori che l accesso e la distribuzione dei contenuti debba avvenire nel rispetto della legalità. Su tale fronte si concorda pertanto con la necessità che a livello istituzionale venga promossa un adeguata campagna informativa mirata agli utilizzatori delle reti digitali per favorire un uso legale dei contenuti, evidenziando allo stesso tempo la disponibilità dell offerta legale. Una campagna declinata su tutti i media, compresi ovviamente anche i nuovi strumenti di comunicazione del web, magari con opportune iniziative virali è fondamentale per educare al consumo corretto dei contenuti nelle reti digitali. Molto importante è anche l azione propositiva dell autorità per favorire l adozione di modelli di pagamento innovativi che semplifichino l acquisizione dei contenuti sulle piattaforme legali da parte dei consumatori (tariffe flat incluse nella bolletta dell operatore, m-payment, ecc.). Si concorda, inoltre, sulla necessità di coinvolgere gli internet service provider in operazioni di sensibilizzazione degli utenti tramite note informative nei contratti di hosting e caching e tramite informative ai propri clienti Valutazioni conclusive 4 - Politiche di Contrasto alla Pirateria Notice& Take down D1. Si concorda con la procedura delineata dall Autorità sulla rimozione selettiva anche per quanto riguarda la tempistica prevista? NO In caso contrario, si prega di indicare le ragioni del dissenso. Nel caso s intenda proporre una procedura alternativa, si prega di evidenziarne anche i vantaggi che la renderebbero preferibile a quella qui descritta. La tempistica proposta dall Autorità appare sostanzialmente adeguata. Le 48 ore concesse al fornitore del servizio che mette a disposizione il materiale illecito e i cinque giorni per l eventuale contraddittorio permetterebbero un analisi sufficientemente approfondita del caso e consentirebbero un intervento tempestivo per porre fine alla violazione.
3 Riteniamo tuttavia, nel rispetto delle già citate esigenze di semplicità, celerità e proporzionalità, che l'adozione del provvedimento di ordine alla rimozione debba essere giàaccompagnato dall'avvertenza che il suo mancato rispetto comporterà l applicazione delle sanzioni previste dalla legge. In tal modo l Autorità, dopo aver monitoratoil rispetto dell ordine impartito, in caso di inottemperanza, potrebbe applicare senza ulteriore indugio le sanzioni previste dall articolo 1, comma 31 della legge 249/97. D2. Tra le ipotesi alternative previste per il caso della rimozione totale, quale delle due si ritiene preferibile? 1) predisposizione di una lista di siti illegali da mettere a disposizione degli internet service provider; 2) possibilità, in casi estremi e previo contraddittorio, dell inibizione del nome del sito web, ovvero dell indirizzo IP, analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, ovvero per i casi di pedopornografia. Nel caso s intenda proporre ulteriori procedure alternative, si prega di evidenziarne anche i vantaggi che le renderebbero preferibili a quelle qui descritte. La seconda ipotesi, ovvero l inibizione di un sito illegale tramite blocco IP e DNS (da applicare rigorosamente in maniera congiunta, pena la scarsa efficacia della misura di tutela), risulterebbe senza ombra di dubbio della massima efficacia. Come ha dimostrato il caso Pirate Bay (blocco IP e DNS imposto agli ISP dalla Procura di Bergamo), il numero di utenti che accedono a contenuti illegali calerebbe drasticamente fino a ridursi quasi a zero in caso di corretta applicazione del blocco da parte di tutti i provider. La procedura si è dimostrata particolarmente efficace nei casi di siti di scommesse non autorizzati, fenomeno drasticamente ridotto grazie all adozione di quella misura. La prima ipotesi, ovvero la predisposizione di una black list di siti illegali da fornire ai service provider, risulta poco chiara e poco dettagliata. In particolare non viene spiegato come verrebbe utilizzata la lista menzionata. Se la lista servisse da punto di riferimento per i provider che sarebbero successivamente obbligati a consultare la lista su base giornaliera e a bloccare l accesso a tutti i siti ivi contenuti, tale misura risulterebbe efficace e funzionale ad una rapida soluzione del problema. Se, al contrario, la lista non fosse vincolante per i service provider, tale misura sarebbe di totale inutilità. Nel caso della procedura AAMS di cui al Decreto Direttoriale AAMS n. 1034/CGV del 2 gennaio 2007 il sistema prevede che AAMS comunichi ai fornitori di servizi di rete l elenco degli operatori non autorizzati ed i termini entro i quali sono tenuti a procedere alle inibizioni. Il predetto elenco (black list) è reso disponibile anche attraverso il sito istituzionale In ogni caso l autorità dovrebbe prevedere l applicazione delle sanzioni di cui all articolo 1, comma 31 della legge 249/97) anche per i fornitori dei servizi di rete che non ottemperano, in tutto in parte, all inibizione ordinata dall autorità. (POZIONE CONDIVISA CON FIMI ed FPM) D3. Si ritiene vi siano altre misure più efficaci nel contrastare il fenomeno della pirateria? In caso affermativo, si prega di indicarle evidenziandone i relativi vantaggi. Il blocco IP e DNS si è dimostrato come l unica e più efficace forma di prevenzione della messa a disposizione illecita di materiale protetto in particolare in due casi: - Nel caso di servizi non collaborativi (ovvero che rifiutano un accordo su base volontaria di notice & takedown con i titolari dei diritti) - Nel caso di servizi (gestiti indifferentemente da individui italiani o stranieri) i cui server sono posizionati all estero Nei due casi menzionati non esiste al momento una soluzione di provata efficacia alternativa al blocco IP e DNS. La misura proposta risulterebbe poco invasiva dal momento che non colpirebbe gli utenti finali ma esclusivamente i siti che volontariamente e coscientemente mettono a disposizione materiale tutelato da diritto d autore.
4 L inibizione di questi siti consentirebbe di eliminare quasi completamente il fenomeno della pirateria digitale riducendo sensibilmente la disponibilità di materiale illegale da: - Cyberlocker sites - P2P su protocollo Bit Torrent - Siti di streaming audio e video Siti che consentono il semplice download di materiale illecito. (POZIONE CONDIVISA CON FIMI ed FPM) 3.6 Le licenze collettive estese 5 - Licenze Collettive D1. Si ritiene efficace l eventuale adozione di disposizioni che, sul modello delle licenze collettive estese, attribuiscano efficacia generale agli accordi volontari tra enti rappresentativi dei titolari dei diritti, dei provider e degli utenti, in relazione alle modalità di gestione dei diritti relativi agli utilizzi non commerciali di opere protette online? NO (POZIONE CONDIVISA CON FIMI) D2. Si condivide il percorso procedurale proposto, consistente nella adozione di apposite disposizioni relative all efficacia generale degli accordi collettivi volontari e l eventuale adozione di delibere attuative in relazione agli impegni in materia tariffaria assunti dagli ISP? NO (POZIONE CONDIVISA CON FIMI) D3. Si ritiene opportuna l individuazione di forme di pagamento da parte dell utente semplici e all avanguardia come ad esempio quelle di m-payment? NO (POZIONE CONDIVISA CON FIMI) In merito all eventuale adozione di disposizioni relative alle licenze collettive estese non si ritiene che il quadro normativo italiano, che peraltro recepisce i dettati comunitari in materia di diritti d autore e connesso, sia compatibile con l adozione dei citati modelli di licenza. In particolare tali disposizioni, che si sostanziano nello sviluppo de facto di licenze obbligatorie, devono tenere conto delle seguenti considerazioni: 1) Licenza obbligatoria con riguardo al diritto di mettere a disposizione del pubblico Non vi è alcuna disposizione specifica di convenzioni internazionali che consenta l imposizione di una licenza obbligatoria relativamente a questo diritto esclusivo, a eccezione della disciplina che prevede il c.d. three-step test (nel caso dei fonogrammi, questa è prevista dall art. 16 del Trattato OMPI sulle interpretazioni ed esecuzioni e sui fonogrammi). Sulla base delle interpretazioni del three-step test di cui all art. 9 (2) della Convenzione di Berna e all art. 13 dell Accordo TRIPs, si ritiene che qualsivoglia licenza obbligatoria relativa al diritto di messa a disposizione del pubblico difficilmente soddisferebbe la prima condizione. Questo perché non costituirebbe un eccezione ad un diritto esclusivo che sia ristretta nell'ambito di applicazione e nella portata; in altri termini, non si tratterebbe di un caso speciale. Inoltre, non soddisferebbe la seconda condizione, dal momento che costituirebbe un'utilizzazione in contrasto con la facoltà dei titolari dei diritti di sfruttare le proprie opere mediante licenze volontarie e in assenza di qualsivoglia giustificazione di tipo non-economico idonea a svolgere una funzione di controbilanciamento. Sulla base di questa configurazione, non c è alcuna base per valutare l applicabilità della terza condizione. 2) Modelli di licenze collettive obbligatorie
5 Dal momento che costituiscono condizioni o limitazioni rispetto all esercizio dei diritti esclusivi dei titolari di diritti che non fanno parte delle rilevanti società di gestione collettiva dei diritti, tali modelli devono essere trattati come le proposte di licenze obbligatorie. In altri termini, possono essere giustificati solo entro i limiti in cui le licenze obbligatorie sono ammesse dalle convenzioni. In definitiva, questo significa che i modelli di licenze collettive obbligatorie saranno ammessi solo se soddisfano le condizioni del three-step test. Le medesime conclusioni si applicano qui, come nel caso delle proposte di licenze obbligatorie, e per gli stessi motivi. In particolare, si può osservare che il modello di licenza collettiva obbligatoria contrasterebbe con il secondo requisito in modo anche più diretto, dal momento che impedirebbe chiaramente ai titolari dei diritti la possibilità di partecipare volontariamente alla negoziazione di licenze individuali o collettive. Altrettanto discutibile è la tesi che i modelli di licenze obbligatorie o legali non rappresentino eccezioni e limitazioni innanzitutto rispetto ai diritti esclusivi, in quanto tali modelli prevedono semplicemente che tali diritti siano gestiti dalle Società di gestione collettiva dei diritti piuttosto che dal singolo titolare. Fintantoché tali modelli implicano che parte dei titolari dei diritti sono privati della possibilità di esercitare i loro diritti esclusivi, tali restrizioni sono chiaramente eccezioni ai diritti esclusivi di quei titolari e devono essere (al più) giustificati dal ricorrere delle condizioni del three-step test. Per le ragioni già indicate, non si ritiene che questo sia possibile nel caso di un eccezione che sia così ampiamente formulata e che sia in contrasto con la capacità dei titolari di sfruttare il proprio materiale tramite schemi di licenze individuali o collettive. 3) Interpretazione estensiva dell eccezione della copia privata per ricomprendere il download non autorizzato Nonostante l art. 15 (1) (a) della Convenzione di Roma contempli la previsione di eccezioni per l uso privato nel caso di riproduzioni di fonogrammi, è improbabile che tale previsione possa comprendere una generale eccezione rispetto al download non autorizzato. In assenza di precise limitazioni circa la natura dell uso che potrebbe essere fatto di tali riproduzioni, tali usi difficilmente potrebbero essere considerati privati nel senso dell art. 15 (1) (a), specialmente se è previsto che esse siano rese disponibili online per altri utenti (che chiaramente non fanno parte del circolo familiare). Mentre l art. 16 del Trattato OMPI sulle interpretazioni ed in modo da costituire un caso speciale. Sarebbe inoltre chiaramente in conflitto con il normale sfruttamento del fonogramma dato che colpirebbe direttamente la capacità dei titolari dei diritti di stipulare volontariamente licenze all interno del mercato di riferimento, e non vi è alcuna giustificazione di tipo non-economico che controbilanci il suddetto sfruttamento. Inoltre, la possibilità di stipulare licenze obbligatorie conformemente alla terza condizione è preclusa dall art. 15 (2) della Convenzione di Roma e dalla statuizione di cui all art. 1(1) del Trattato OMPI sulle interpretazioni ed esecuzioni e sui fonogrammi secondo la quale nulla nell accordo può derogare alle obbligazioni reciproche delle parti previste dalla Convenzione di Roma. Per quanto riguarda la domanda D3 ovviamente non si può che vedere con interesse la promozione di sistemi di pagamento flessibili o innovativi che possano rendere più semplice l accesso ai contenuti legali da parte dei consumatori siano essi basati su abbonamenti o tariffe flat incluse nel servizio di connessione dell operatore che offre il servizio di messa a disposizione di contenuti legali, o,come citato, basati su m-payment. 3.7 Attività di risoluzione di controversie 6 Attività di risoluzione controversie D1. Si ritiene che un eventuale ruolo di mediazione svolto dall Autorità nelle controversie che dovessero eventualmente insorgere tra i soggetti interessati a valle dell applicazione della normativa a tutela del diritto d autore possa essere utile? PMI ritiene che un simile ruolo di mediazione da parte dell Autorità, qualora attuabile, possa certamente essere utile.
6 7 - Tavolo sul Diritto d autore presso l Autorità 3.8 Istituzione presso l Autorità di un Tavolo tecnico sul diritto d autore D1. Si ritiene utile l iniziativa proposta? NO In tema di diritto d autore la legge 633/1941 prevede già l esistenza di un tavolo tecnico che è il Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d Autore (CCPDA) attivato presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ex-art 190. Tale Comitato, che rappresenta sicuramente il più importante consesso in materia, dovrebbe costituire l unico luogo deputato a svolgere un attività di confronto e di consulenza istituzionale, anche in termini di evoluzione del sistema dei diritti, in Italia. Non si ritiene pertanto utile l istituzione di un nuovo consesso in materia. Il proliferare di sedi diverse di confronto e di elaborazione pregiudica l adattamento del quadro normativoall evoluzione digitale perché non consente di focalizzare le problematiche e le soluzioni in una sede istituzionale dedicata. Ciò che può essere utile è invece la costituzione presso il CCPDA di una commissione speciale, peraltro prevista dalle norme istitutrici del Comitato, integrata con tecnici indicati da Agcom, e con specifiche deleghe tecniche in materia venendo così incontro alla proposta dell autorità. (POZIONE CONDIVISA CON FIMI)
ASSOTELECOMUNICAZIONI ASSTEL CONSULTAZIONE PUBBLICA SUI LINEAMENTI DI PROVVEDIMENTO CONCERNENTE L ESERCIZIO DELLE COMPETENZE DELL AUTORITÀ NELL ATTIVITÀ DI TUTELA DEL DIRITTO D AUTORE SULLE RETI DI COMUNICAZIONE

References: articolo 1
 articolo 1
 art. 16
 art. 9
 art. 13
 art. 15
 art. 15
 art. 16
 art. 15
 art. 1