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Le tappe del processo di integrazione europea, della politica e dei diritti sociali: Da Roma a Lisbona. - ppt scaricare
PubblicatoRomolo Gasparini Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "Le tappe del processo di integrazione europea, della politica e dei diritti sociali: Da Roma a Lisbona."— Transcript della presentazione:
1 Le tappe del processo di integrazione europea, della politica e dei diritti sociali:
Le principali tappe di revisione dei Trattati istitutivi dal punto di vista della politica e dei diritti sociali (dopo il Trattato di Roma del 1957/58) Atto Unico Europeo 1986/87 Trattato ed APS Maastricht (1992/93) Incorporazione dell’APS nel Trattato Amsterdam 1997/99 Nizza 2000/03 Trattato di Lisbona 2007/09
4 Prima della CEE… la CECA
Il primo mercato unificato – quello Ceca - si costituisce con il Trattato di Parigi del 1951 nei settori del carbone e dell’acciaio (settori, allora, di decisiva rilevanza economica) la matrice dell’avvio del processo di integrazione deve essere ricercata non tanto in una inclinazione europea verso la riduzione delle sovranità politiche, quanto in una pluralità di comprensibili inclinazioni nazionali verso la realizzazione delle rispettive aspirazioni economiche, mediante la costituzione di istituzioni sopranazionali
5 Il Trattato di Roma (1957) La genesi economica del Trattato: mercato comune, espansione economica, incremento spontaneo dell’occupazione e del tenore di vita. Il modello originario punta sulla c.d. integrazione negativa, tralasciando il modello della integrazione positiva. L’assenza di un sistema coeso di norme sociali (la “frigidità sociale” dei padri fondatori)
c) formazione professionale (art. 166 TFUE) libera circolazione dei lavoratori (art. 45 TFUE) Le 4 aree originarie di competenza della Comunità (1957) b) Fondo sociale Europeo (art. 162 TFUE) d) parità di trattamento (soltanto in campo) retributivo tra uomini e donne (art. 157 TFUE) Le competenze attribuite alla Comunità in materia sociale sono all’inizio molto limitate; verranno ampliate e precisate con l’APS allegato al Trattato di Maastricht
L’art. 119 TCE (157) sulla parità di trattamento retributivo fra uomo e donna è l’unica norma che incide direttamente sulla materia sociale La norma è figlia della principale ispirazione di fondo del Trattato di Roma che è quella economica ed, in particolare, quella di parificare le condizioni di concorrenza ed è voluta dalla Francia (che aveva già introdotto il principio nel proprio ordinamento) più per evitare effetti di dumping sociale che per autentiche ragioni di progresso sociale art. 120 TCE sui congedi retribuiti
Anni Vengono approvate alcune direttive in materia sociale, sulla base dell’art. 100 TCE (unanimità), e 119 TCE (maggioranza): si tratta delle 3 direttive in materia di parità di trattamento fra uomo e donna e delle 2 direttive sulla tutela dei lavoratori in caso di crisi aziendale (dir. 75/117 sulla parità retributiva; 76/207 sulla parità nell’accesso, la formazione e le condizioni di lavoro; 79/7 sulla parità in materia previdenziale; dir. 77/187 sul trasferimento di impresa e 75/129 sui licenz. collettivi) Il ruolo dell’art. 100 del TCE Il Consiglio, deliberando all’unanimità, stabilisce direttive volte al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative che abbiano una incidenza diretta sulla instaurazione ed il funzionamento del mercato interno.
18 La previsione delle decisioni a maggioranza qualificata «per promuovere il miglioramento in particolare dell’ambiente di lavoro per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori» (art. 118 A) Una escamotage volta a sbloccare la “trappola” del voto all’unanimità, innescata in ambito comunitario dal ricorrente veto britannico sulle iniziative di politica sociale Direttive quadro sulla salute e sicurezza (89/391/CE) , sulla salute e sicurezza dei lavoratori interinali (91/383/CE) e sull’orario di lavoro (93/104/CE)
26 L’articolo è stato modificato dal Trattato di Nizza ma è rimasto sostanzialmente immutato dopo Lisbona
30 Maggioranza qualificata
31 Da Maastricht ad Amsterdam
32 Il trattato di Amsterdam (1997/99)
33 Art. 136 TCE (post Trattato Amsterdam)
La Comunità e gli Stati membri, tenuti presenti i diritti sociali fondamentali, quali quelli definiti nella Carta sociale europea firmata a Torino il 18 ottobre 1961 e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 1989, hanno come obiettivi la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta la loro parificazione nel progresso, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l'emarginazione. A tal fine, la Comunità e gli Stati membri mettono in atto misure che tengono conto della diversità delle prassi nazionali, in particolare nelle relazioni contrattuali, e della necessità di mantenere la competitività dell'economia della Comunità Essi ritengono che una tale evoluzione risulterà sia dal funzionamento del mercato comune, che favorirà l'armonizzarsi dei sistemi sociali, sia dalle procedure previste dal presente trattato e dal ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative 33
34 Una breve digressione in tema di diritti sociali
35 I diritti sociali nell’art. 136 TCE
36 Le due Carte… Pur essendo documenti “non vincolanti” hanno assunto, nel tempo, un rilievo giuridico (sia pure limitato) attraverso l’interpretazione della Corte di giustizia … …e sono finalmente “entrate”, dopo il Consiglio europeo di Amsterdam, nel TCE, pur con la debole formulazione dell’art TCE Si è, in tal modo, introdotta «una novità di notevole significato simbolico e di indubbio rilievo pratico»
37 I diritti sociali fondamentali già venivano
38 I diritti sociali nei Trattati dopo Lisbona
L’art. 136 non viene modificato (ora art. 151 TFUE) Cambia, significativamente, il testo dell’art. 6 TUE
39 Il nuovo art. 6 TUE (lettura)
40 CEDU e tradizioni costituzionali comuni
CEDU e tradizioni costituzionali comuni sono fonti esterne dalle quali devono essere tratti i principi generali del diritto comunitario relativi ai diritti fondamentali, si evita di attribuire a queste fonti una propria valenza giuridica all’interno dell'ordinamento dell’Unione come si fa, invece, con la Carta di Nizza
41 La Carta di Nizza Anche la Carta è una fonte esterna
42 le Corti d'Europa ad ogni livello potranno attingere alla Carta per valutare la legittimità dei provvedimenti dell‘Unione e di quelli degli Stati Le vie privilegiate per l'imposizione delle fonti comunitarie all'interno degli Stati - applicazione conforme e disapplicazione - sono quindi aperte per le norme della Carta.
43 PROTOCOLLO SULL'APPLICAZIONE DELLA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA ALLA POLONIA E AL REGNO UNITO Articolo 1 1. La Carta non estende la competenza della Corte di giustizia dell'Unione europea o di qualunque altro organo giurisdizionale della Polonia o del Regno Unito a ritenere che le leggi, i regolamenti o le disposizioni, le pratiche o l'azione amministrativa della Polonia o del Regno Unito non siano conformi ai diritti, alle libertà e ai principi fondamentali che essa riafferma. 2. In particolare e per evitare dubbi, nulla nel titolo IV della Carta crea diritti azionabili dinanzi a un organo giurisdizionale applicabili alla Polonia o al Regno Unito, salvo nella misura in cui la Polonia o il Regno Unito abbiano previsto tali diritti nel rispettivo diritto interno. Articolo 2 Ove una disposizione della Carta faccia riferimento a leggi e pratiche nazionali, detta disposizione si applica alla Polonia o al Regno Unito soltanto nella misura in cui i diritti o i principi ivi contenuti sono riconosciuti nel diritto o nelle pratiche della Polonia o del RegnoUnito.
44 Il trattato di Amsterdam (1997/99)
Introduzione di una clausola generale di non discriminazione (non più solo basata sul sesso e sulla nazionalità): razza, origini etniche, religione, convinzioni personali, handicap, età, tendenze sessuali (art. 13 TCE; attuale 19 TFUE)
45 L’occupazione nel Trattato di Amsterdam (Art.128)
46 2004: il Trattato costituzionale Europeo (firmato nell’ottobre 2004)
47 2004: il Trattato costituzionale Europeo (firmato nell’ottobre 2004)
48 Dalla Costituzione alla riforma dei Trattati del 2007 (Lisbona)
49 Il Trattato di Lisbona (2007/09)
Le principali novità in ambito “sociale”: Dialogo sociale (art. 152 TFUE) Nuova norma sugli obiettivi dell’U.E. (art. 3 TUE) Artt. 9 e 10 TFUE Organizzazione delle competenze dell’U.E. e degli Stati in materia sociale ed occupazionale
50 Il Trattato di Lisbona (2007/09)
Dialogo sociale: art. 152 TFUE (rinvio)
51 Il Trattato di Lisbona (2007/09)
b) Nuova norma sugli obiettivi dell’U.E. (art. 3 TUE): valorizzazione della dimensione sociale: gli obiettivi dell’Unione vengono riscritti con riferimenti espliciti all’economia sociale di mercato, alla piena occupazione, al progresso sociale, alla lotta all’esclusione sociale e alle discriminazioni, alla parità tra donne e uomini, alla solidarietà e alla coesione sociale (sono tutti nuovi riferimenti importanti per la dimensione sociale).
52 Il Trattato di Lisbona (2007/09)
b) Nuova norma sugli obiettivi dell’U.E. (art. 3 TUE): Si elimina il riferimento a «un regime inteso a garantire che la concorrenza non sia falsata nel mercato interno» [prima contenuto nell’art. 3, par. 1, lett. g), TCE] e si trasferisce tale obiettivo nel Protocollo (n. 27) sul mercato interno e sulla concorrenza allegato al Trattato Vengono confinati nel Tit. VIII del TFUE, dedicato alla politica economica e monetaria (e, segnatamente, negli artt. 119 e 120 TFUE), gli unici riferimenti alla «economia di mercato aperta e in libera concorrenza». Si sostituisce il primo riferimento con quello ad «un’economia sociale di mercato fortemente competitiva» formula nella quale un ruolo particolarmente incisivo viene assegnato all'aggettivo "sociale", collocato tra i sostantivi "economia" e "mercato"
53 d) Le competenze dell’Unione
I precedenti trattati istitutivi non contenevano disposizioni specifiche sulle competenze, tanto è vero che nei lavori della Convenzione sul Trattato costituzionale il tema era stato al centro di importanti riflessioni e proposte. Nel Trattato costituzionale (parte I) era stata, così, inserita una serie di disposizioni sulle competenze dell’Unione e degli Stati che distinguevano le prime in competenze “esclusive”, “concorrenti”, “di coordinamento” e “di sostegno”
54 Le competenze dell’Unione dopo il Trattato di Lisbona
Le relative norme sono distribuite fra TUE (artt. 1, 4 e 5) e TFUE (artt. 2-6)
55 Le competenze dell’Unione dopo il Trattato di Lisbona
competenze “esclusive”, “concorrenti”, “di coordinamento/ sostegno/completa-mento” dell’azione degli Stati membri Artt. 2-6 TFUE La politica sociale è materia di competenza concorrente
56 Cosa significa competenza concorrente?
57 …e le politiche occupazionali?
Art. 5 TFUE (lettura) Benché anche nell’art. 5 ricorrano le espressioni “coordinano” e “coordinamento” le materie “politiche occupazionali” e “politiche economiche” non sono ricomprese nell’art. 6 – che elenca i settori in cui l’UE esercita competenze di sostegno, coordinamento e completamento. politiche occupazionali ed economiche costituiscano due specifici ambiti di competenza di coordinamento, che il TL ha inteso isolare in ragione dell’ampiezza della disciplina successivamente dedicata dal TFUE alle due materie in oggetto (titoli VIII e IX).
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References: art. 120
 Art. 136
 art. 151
 art. 6
 Articolo 1
 Articolo 2
 art. 152

Art. 5