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1 DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA CENTRO OPERATIVO DI BARI N. 125/BA/2 Sett. Inv. Giud./H /1379 di prot. Bari, 2/2/2005 OGGETTO: Esito attività di indagine svolta sul conto di: 1. DJUKANOVIC Milo, nato il a Niksic (Repubblica del Montenegro facente parte dell Unione di Serbia-Montenegro), domiciliato presso il Palazzo del Governo del Montenegro; 2. PESIC Dusanka, nata il a Danilovgrad (Repubblica del Montenegro), residente in Milano via Andrea Solari n. 32, vedova del defunto Janko JEKNIC, Ministro degli Affari Esteri del Governo della Repubblica del Montenegro; 3. IVANISEVIC Miroslav, nato il Repubblica di Yugoslavia, titolare del passaporto , Ministro delle Finanze del Governo della Repubblica del Montenegro; 4. GALFETTI Renzo, nato il , domiciliato 6832 Pedrinate (Confederazione elvetica), via Santo Stefano n. 11, avvocato; 5. BIONDI Clemente, nato il a Napoli, ivi residente via Caracciolo n. 20, con studio legale in Napoli via Generale Orsini n. 44, avvocato.2 R E S P O N S A B I L I : 1. DJUKANOVIC MILO; a. del delitto p. e p. dagli artt. 61 n. 2 e 10, 112 n. 1, 2 e 3, 416 bis 1, 2, 3, 4 e 5 comma C.P., per aver preso parte ad una associazione di stampo camorristico-mafioso, promossa e diretta da PRUDENTINO Francesco, SARNO Costantino (in Montenegro fino al , data del suo arrivo in Italia, dove veniva tratto in arresto), LARASPATA Raffaele (in Montenegro fino al , data della sua fuga da quello Stato verso l Italia, dove veniva tratto in arresto il ), LARASPATA Tommaso (in Montenegro fino al , data della sua fuga da quello Stato verso l Italia, dove veniva tratto in arresto il ), LARASPATA Donato, VITELLARO Umberto, CELLAMARE Giuseppe (in Montenegro fino al , data della sua espulsione da quello Stato e conseguente arresto in Italia), STANO Benedetto (in Montenegro fino al , data del sua arresto in Italia, dove era giunto clandestinamente), VANTAGGIATO Santo (in Montenegro fino al , data del suo omicidio), PAGANO Antonio (in Montenegro fino all ottobre 1996), SPARACCIO Francesco, RILLO Bruno (in Montenegro fino all ottobre dell anno 1996), MONTEFORTE Cesario (in Montenegro fino ad epoca prossima al , data del suo arresto in Italia) ed altri, esponenti di vertice delle organizzazioni criminali di stampo camorristico-mafioso operanti in Puglia ed in Campania che, raggiunti da provvedimenti restrittivi della libertà personale adottati dalla Magistratura italiana, si sottraevano alla cattura raggiungendo i litorali dei Montenegro, dove, insediatisi stabilmente, prendevano parte, in funzione direttiva, nel corso del tempo e ciascuno per il periodo di permanenza in quel Paese, ad un accordo con i quattro concessionari -CUOMO Gerardo, LLORENS Gilbert-MONNIER Patrick, VARANO Michele Antonio, GARCIA CANCIO Luis 23 Angel-, della licenza di importazione dei tabacchi lavorati esteri in Montenegro -concessa dalle competeti Autorità a DELLA TORRE Franco-, con le Autorità pubbliche di quel Paese per il controllo mafioso dei traffici illeciti verso le coste pugliesi ed in particolare verso i litorali del Distretto di Corte di Appello di Bari di armi, tabacchi lavorati esteri e sostanze stupefacenti ed il successivo finanziamento del circuito criminale. In particolare, Milo DJUKANOVIC, prima in qualità di Capo del Governo, successivamente come Presidente della Repubblica ed, infine, ancora come Capo del Governo della Repubblica del Montenegro (Stato facente prima parte della Repubblica Federale di Yugoslavia, dai primi mesi del 2003 del soggetto unico di diritto internazionale Unione di Serbia-Montenegro), unitamente ad altri soggetti appartenenti e non alle Istituzioni di quello Stato: concedeva, per il tramite di Corrado BIANCHI, a Franco DELLA TORRE, entrambi cittadini svizzeri, la licenza di importazione nei territori della Repubblica del Montenegro di casse di tabacchi lavorati esteri, pari a 1000 tonnellate al mese, che successivamente e di intesa con lo stesso Franco DELLA TORRE veniva suddivisa in quattro concessioni, rilasciate a Gerardo CUOMO, Michele Antonio VARANO, Luis Angel GARCIA CANCIO e Patrick MONNIER, quest ultimo in luogo del defunto Gilbert LLORES; concedeva l uso, per il tramite di persone di fiducia, tra i quali Zarko MARKOVIC direttore della ZETA TRANS, di aziende a partecipazione pubblica, per garantire la logistica necessaria allo scopo, per consentire l introduzione delle predette casse di t.l.e. -tramite i varchi di terra, nonché tramite gli aeroporti e i porti montenegrini-, il successivo trasporto, scorta, stoccaggio delle stesse casse; consentiva, per il tramite delle autorità di polizia e di sicurezza, deputate al controllo, nonché con il necessario apporto delle citate aziende a partecipazione pubblica, l attracco nei porti di Zelenika e di Bar dei potenti 34 motoscafi di proprietà e nella disponibilità dei componenti dell associazione criminale utilizzati unicamente per il trasporto: di armi qualificate secondo la legislazione italiana clandestine di tipo guerra; delle citate casse di t.l.e.- dalle coste montenegrine a quelle italiane, in particolare quelle comprese nel Distretto della Corte di Appello di Bari-; di sostanze stupefacenti; di clandestini, segnatamente anche di cittadini italiani destinatari di provvedimenti cautelari che, allo scopo di sottrarsi alle Autorità italiane, clandestinamente raggiungevano le località montenegrine per soggiornarvi; consentita la fornitura di carburante per gli stessi natanti, per il tramite della società Jugopetrol e il necessario supporto logistico per la loro manutenzione; prendeva parte, unitamente ad altri soggetti, alla decisione della costituzione della società montenegrina denominata Montenegro Tabak Transit, allo scopo di controllare, anche per il tramite della società panamense SANTA MONICA S.A. -facente capo a Franco DELLA TORRE-, la quantità di casse di tabachi lavorati esteri introdotti dai concessionari della licenza in Montenegro, e disporre infine, per il tramite dello stesso Franco DELLA TORRE, la riscossione della cosiddetta tassa di transito, destinando, quindi, i rivenienti ingenti capitali, anche tramite la INTERCAMBI S.A. di Freddy BOSSERT, parte: sul conto, in divise diverse, n. Q , ZETA TRANS, accesso prima presso la S.B.S. di Lugano poi divenuta U.B.S. S.A.; sul conto USD n /1001 ANNANDALE Enterprises Corp., acceso presso la KBS, Krediet Bank Swisse, sede di Lugano; sul conto USD n /1001 KRESTA Enterprises Ltd acceso presso la Krediet Bank sede di Lugano; sul conto USD n5 MONTAGNE BLEU Ltd. acceso presso la KBS, Krediet Bank Swisse, sede di Lugano; somme che, transitate sui predetti conti secondo le direttive impartite dai responsabili della M.T.T. -Branko VUJOSEVIC, inteso Filip o Philip, e Vesko BAROVIC- e della ZETA TRANS, venivano poi destinate su conti di società estere o di persone fisiche, tra cui: conto n , BK Cyprus Nicosia, PEGALIMI Limited; conto n. PO , U.B.S. Zurich, IKOS Finance Company ltd; conto n , Deutsche Bank AG., Frankfurt, Germany, GML/WEBO Ltd; conto n , RBA(X) Raiffeisenbank, Austria D.D., Zagreb ZIVKOVIC Slobodan Croatia,; conto n , ELLENIC BK Nicosia, COPERMAN Shipping Ltd, Limassol Cyprus; conto n , XIOSBANK S.A. KFSIA Brank Kfsia Athens (Greece), CAPTAIN Holding Ltd; conto n /1100, TATRA BANKA A.S. Bratislava, Svolak Republik, EAST AIR COMPANY Ltd, Bratislava, Repubblica di Slovacchia,; conto n , ANKER BANK Taistrasse n. 82 CH-8022 Zurich, ROBECCO AVIATION S.A., Panama; conto n , BK AMERICA Frankfurt, ED & F MAN SUGAR Limited, Londra, Regno Unito; conto n , BK CYPRUS Nicosia, MIJOVIC Verica; conto n , DEUTSCHE BANK, Bonn, Germany, AUTOHAUS JACOB FLEISCHHAUER, Bonn, Germania; LANBADA, Novi Sad; CENTAR SAVREMENE; conto n , REGIONT BANK Lousiana New Orleans, TIODOROVIC Tijana; conto n , WASHINGTON MUTUAL BANK, FA EL SEGUNDO FINANCIAL 56 CENTER, North Sepulveda Blvd EL SEGUNDO CA 90245, BURIC Dordije; conto USD n , CYPRUS POPULAR BANK Ltd, GORANOVIC Predrag, c/o Linopetra Brank,; conto n , VERWALTUNGS PRIVAT-BK Vaduz, CODEX Ltd; conto n , KAERNTNER LANDERS UND HYPOTEKEN BANK AG, Klagenfurt, Austria, INTERNATIONAL TRADING PARTHENRS Ltd; conto n. 5D , U.B.S. Zurich, NIVADA IMPORT AND EXPORT GMBH,; conto n , LHB INT. HANDELSBK Frankfurt, ZETATRANS; ed altri assicurava tramite i vertici dell apparato di polizia e di sicurezza, la protezione dei cittadini italiani, destinatari di provvedimenti di cattura emessi dall Autorità Giudiziaria italiana, resisi latitanti e riparati in territorio della Repubblica del Montenegro, in particolare dei cittadini italiani: PRUDENTINO Francesco (arrestato a Salonicco, Grecia, nel mese di dicembre 2000 dopo aver a lungo soggiornato a Zelenika e a Budva, località della Repubblica del Montenegro); SARNO Costantino (in Montenegro sino al , data del suo arrivo in Italia, dove veniva arrestato); LARASPATA Raffaele (in Montenegro fino a circa il , data della sua fuga da quello Stato verso l Italia, dove veniva tratto in arresto l ); LARASPATA Tommaso (in Montenegro fino a circa il , data della sua fuga da quello Stato verso l Italia, dove veniva arrestato il ); VITELLARO Umberto (in Montenegro fino a data prossima al data del suo arresto in Italia); CELLAMARE Giuseppe (in Montenegro fino al , data della sua esplusione e conseguente arresto in Italia); 67 STANO Benedetto, (in Montenegro fino al , data del suo arresto in Italia, ove era giunto clandestinamente); VANTAGGIATO Santo, (in Montenegro fino al , data del suo omicidio); PAGANO Antonio, (in Montenegro fino al mese di ottobre 1996); SPARACCIO Francesco, (in Montenegro fino al , data della sua espulsione in Montenegro e dell arrivo in Italia, ove veniva tratto in arresto); RILLO Bruno, (in Montenegro fino al mese di ottobre 1996); MONTEFORTE Cesario, (in Montenegro fino ad epoca prossima al , data del suo arresto in Italia); TAURISANO Carmine, (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); LARASPATA Donato (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); RISPOLI Enrico (in Montenegro fino al , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); TEDESCO Giuseppe (in Montenegro fino al , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); COFFA Maurizio (in Montenegro fino al , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); CAVALIERE Erminio (in Montenegro fino al , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); COLUCELLO Domenico (in Montenegro fino al , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); VASTARELLA Diego (in Montenegro fino al , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); RISO Fabio (in Montenegro fino al , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); SARDELLA Giovanni (in Montenegro fino al 78 , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); CUCINELLI Leonardo (in Montenegro fino al , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); BUCCOLIERI Massimo (in Montenegro fino al , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); NACCI Raffaele (in Montenegro fino al , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); ALFARANO Francesco (in Montenegro fino al , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); CINCINNATO Marcello (in Montenegro fino al , data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); MONTALTO Rocco (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); CONDUSSI Carmine (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); SODANO Salvatore (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); LAGO Ferdinando (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); ORSO Mario (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); D ARIENZO Umberto (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); BORRELLI Salvatore (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); PUGLIA Salvatore (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); CONTE Fausto (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); CONTE Rocco (in Montenegro fino al 89 data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); SIMINI Vito (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto); LEONE Giovanni (in Montenegro fino al data della sua espulsione verso l Italia, ove veniva dichiarato in arresto; ed altri; b. del delitto p. e p. dagli artt. 61 n. 2 e 10, 112 n. 1, 2 e 3, 416 C.P. e 282 T.U.L.D., per avere promosso, costituito e diretto una associazione a delinquere per la consumazione di un numero indeterminato di reati di contrabbando di tabacchi lavorati esteri e comunque non inferiori a casse mensili, pari a tonnellate, quantitativo stabilito dalla concessione della licenza di importazione o di transito ; c. del delitto p. e.p. dagli artt. 110, 81, 648 bis C.P. e 7 D.L. 152/1991, in concorso con altri ed in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, e fuori dei casi di concorso nel reato-fine sub b), riceveva danaro provento dei delitti dell associazione di cui al capo a). In particolare Milo DJUKANOVIC, unitamente ai suoi collaboratori più prossimi, riceveva sempre e comunque dai concessionari dell unica licenza di importazione o transito, per il tramite di Franco DELLA TORRE, secondo le modalità meglio descritte nel sub capo a), il corrispettivo del transito di casse, pari a 1000 tonnellate, al mese anche allorquando gli stessi concessionari, per motivi diversi, importavano, nella Repubblica del Montenegro, quantitativi notevolmente inferiori di t.l.e.. I concessionari, nella circostanza, utilizzavano i proventi rivenienti da altre attività criminose, gestite sul territorio dai capi promotori delle singole frangie dell associazione, quali il traffico di sostanze stupefacenti, di armi da sparo, comuni e da guerra, estorsioni ed altro. Lo stesso Milo DJUKANOVIC riceveva, in occasione delle consultazioni elettorali tenutesi nell autunno10 in Montenegro, somme di denaro da esponenti di spicco della criminalità organizzata italiana, in particolare da STANO Benedetto e dai fratelli LARASPATA. In Bari ed aeree limitrofe e comunque ricomprese nel tratto costiero fra la città di Brindisi ed il promontorio del Gargano, Montenegro e Confederazione elvetica, con condotta da epoca imprecistata del 1994 fino all anno PESIC DUSANKA, 3. IVANISEVIC MIROSLAV, 4. GALFETTI RENZO, 5. BIONDI CLEMENTE; d. del delitto p. e p. dagli artt. 61 n. 2 e 9, 112 n. 1 e 2, 378 C.P. e 7 D.L , n. 152, conv. con modifiche in L n. 203, per aver, in concorso tra loro -unitamente a BAROVIC Veselin, VUJOSEVIC Branko, Paolo SAVINO e d intesa con Milo DJUKANOVIC-, ed al fine di agevolare l attività dell associazione di cui al precedente sub a), attraverso l aiuto fornito a Franco DELLA TORRE, promotore e dirigente dell indagata associazione di tipo camorristico-mafiosa, redatto documenti dal contenuto ideologicamente falso e prodotti successivamente nel corso dell interrogatorio reso in data 03/04/2001 dallo stesso DELLA TORRE inquinando le fonti di prova relative al proc. pen. 129/01-21 della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. In particolare, Dusanka PESIC, unitamente a Clemente BIONDI e Renzo GALFETTI, rispettivamente difensore italiano e svizzero dell indagato Franco DELLA TORRE, Veselin BAROVIC, Branko VUJOSEVIC, Miroslav IVANISEVIC e con l assenso di Milo DJUKANOVIC, redigevano il contenuto di alcuni atti prodotti dal citato collegio difensivo del DELLA TORRE nel corso dell interrogatorio, tra cui quelli segnatamente annotati come allegati n. 10 e 11. In Bari, Napoli, Milano ed aeree limitrofe, Confederazione elvetica e Repubblica del Montenegro, con condotta dal giorno dell esecuzione 1011 dell O.C.C.C. n. 129/01-21 e 1257/01-21 emessa in data dalla Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, nei confronti di Franco DELLA TORRE + altri- ad epoca prossima al data coincidente con l esame del citato Franco DELLA TORRE in Svizzera, in accoglimento di domanda di assistenza giudiziaria internazionale formulata dalla D.D.A. di Bari al Ministero Pubblico della Confederazione elvetica. 2. PESIC DUSANKA e. del delitto p. e.p. dagli artt. 110, 81, 648 bis C.P. e 7 D.L. 152/1991, in concorso con altri ed in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, e fuori dei casi di concorso nel reato-fine sub b), riceveva danaro provento dei delitti dell associazione di cui al capo a). In particolare, Dusanka PESIC, per il tramite di Franco DELLA TORRE, riceveva periodicamente, secondo i criteri indicati nel sub capo a), ingentissime somme di denaro che utilizzava, tra l altro, in epoca compresa tra giugno luglio 1997, per l acquisto, per lire , di un autovettura AUDI, mod. A4, c.c , 125 CV, di colore blu, dalla concessionaria SAGAM S.p.a., via Luigi Sacco n. 5/A, Milano. In Bari ed aeree limitrofe e comunque ricomprese nel tratto costiero fra la città di Brindisi ed il promontorio del Gargano, Repubblica del Montenegro, Confederazione elvetica e Milano, con condotta da epoca imprecistata del 1994 fino all anno12 ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI - Direzione Distrettuale Antimafia - (c.a. dott. Giuseppe SCELSI) (c.a. dott.ssa Eugenia PONTASUGLIA) e, per conoscenza: B A R I A L I I R E P A R T O R O M A In data , nell ambito del proc. pen. 742/99-21, il dr. Giuseppe SCELSI, conferiva a questo Centro Operativo delega articolata in vari punti, tra i quali quello concernente il completamente delle indagini sul conto dei referenti istituzionali slavi dell indagata cupola. Lo stesso P.M., il , sollecitava l espletamento delle attività investigative volte ad accertare, tra le altre, le responsabilità penali dei vertici istituzionali slavi ed in particolare del Presidente della Repubblica del Montenegro e dei suoi collaboratori iscritti a mod. 21 del Registro Generale della Procura della Repubblica di Bari. Allo scopo di dare esecuzione al punto delega in trattazione, si è ritenuto opportuno procedere alla predisposizione di singole schede-informative sul conto dei principali soggetti indagati. Tale soluzione è stata ritenuta ottimale per l esito delle attività investigative atteso la notevole mole del materiale e delle informazioni raccolte. Nel presente elaborato, oltre alla posizione dell indagato DUKANOVIC Milo sono state valutate anche quelle di: PESIC Dusanka, meglio nota con il cognome del defunto marito, JEKNIC, cittadina dell Unione di Serbia-Montenegro, rappresentante 1213 dell Unione di Serbia-Montenegro, in Italia; IVANISEVIC Miroslav, cittadino dell Unione di Serbia-Montenegro, Ministro delle Finanze del Governo della Repubblica del Montenegro; GALFETTI Renzo, cittadino svizzero, legale svizzero dell indagato DELLA TORRE Franco; BIONDI Clemente, cittadino italiano, legale dell indagato DELLA TORRE Franco, nei confronti dei quali sono state state individuate le responsabilità penali indicate nel capo di imputazione indicato in oggetto. Allo scopo di consentire un più agevole esame del documento si è ritenuto opportuno organizzare il lavoro in una premessa e 4 capitoli: 1. LE DICHIARAZIONI RESE DALLE FONTI ENDOCRIMINALI E DALLE PERSONE INFORMATE DEI FATTI; 2. I PROVVEDIMENTI GIUDIZIARI; 3. LE ULTERIORI INDAGINI; 4. LE CONCLUSIONI. 1314 P R E M E S S A Con il presente elaborato si vogliono dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, le responsabilità penali in capo a Milo DJUKANOVIC e ai suoi collabotarori in merito al coinvolgimento nell indagata associazione di tipo camorristico mafioso. Preliminarmente si rappresenta che le responsabilità delle istituzioni della Repubblica del Montenegro circa il coinvolgimento in quella che è stata processualmente definita la cupola camorristico-mafiosa sono state considerate nella Sentenza n. 626/01 R.G.G.I.P., emessa dalla Dott.ssa Maria Teresa Romita, della Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale Civile e Penale di Bari. Il Montenegro, per un decennio, è stata la vera Tortuga dell Adriatico: paradiso dei traffici illeciti; impunità garantita ai malavitosi; località costiere come Bar e Cattaro utilizzate come basi logostiche; flottiglie di scafi; la scorta garantità dalle autorità alle merci illecitamente trafficate, una vicenda allucinante, una vicenda d altri tempi. Nel periodo in esame la Tortuga è stata governata da Milo DJUKANOVIC. Le istituzioni montenegrine sulla situazione hanno prima negato qualsiasi coinvolgimento ammettendo solo ed esclusivamente la riscossione di tasse sul transito della merce sotto il controllo totale dello Stato, escludendo ogni sorta di abuso; hanno, poi, tentato una sorta di difesa d ufficio sostenendo che il paese proveniva da una difficile situazione, il conflitto interetnico, l embargo con le relative sanzioni ecc., e di qui la necessità di investire nelle attività gestite dalle cosche criminali. E ovvio che le giustificazioni addotte sono assolutamente prive di qualsiasi fondamento: è stato, infatti, accertato che il gettito fiscale derivante dalla riscossione della c.d. tassa di transito, in maniera del tutto anomala veniva recuperato, a cura di privati sulle merci introdotte in quel Paese, in Svizzera presso banche elvetiche. Come si vedrà in seguito, un 1415 soggetto collegato direttamente all indagato Franco DELLA TORRE, di indubbio interesse investigativo, era il cittadino montenegrino Branko VUJOSEVIC, dirigente della società M.T.T. (Montenegro Tabak Transit). Il citato DELLA TORRE, per conto della montenegrina M.T.T., era fiduciario per la riscossione dei tributi, per l importazione e l immagazzinamento delle merci, dovuti alla Repubblica del Montenegro da parte dei quattro concessionari 1. Per sua stessa ammissione, DELLA TORRE, provvide all apertura, presso la KREDIET Bank di Lugano, di tre diversi conti il cui beneficiario era la M.T.T., mentre lui ne era il procuratore. Quei conti intestati a tre società di diritto irlandese, di Dublino: KRESTA ENTERPRISES LTD, MONTAGNE BLEU LTD. ed ANNANDALE ENTERPRISES CORP., erano alimentati dallo stesso DELLA TORRE con fondi prelevati dal conto SANTA MONICA, depositato presso l Ufficio Cambio INTERCAMBI S.A. del noto Alfred BOSSERT. Il DELLA TORRE, secondo le indicazioni impartitigli di volta in volta dal Montenegro, provvedeva dai quei conti ad effettuare pagamenti alla ZETA TRANS e ad altri beneficiari, tra cui politici yugoslavi. Effettivamente, nella perquisizione eseguita il , in Svizzera, presso i locali nella disponibilità del DELLA TORRE, è stata sequestrata copiosa documentazione da cui emerge in maniera inequivocabile l apertura dei conti KRESTA ENTERPRISES LTD, MONTAGNE BLEU LTD. ed ANNANDALE ENTERPRISES CORP nonché le indicazioni della M.T.T., inviate via fax allo stesso DELLA TORRE, circa la destinazione successiva di somme, i beneficiari ed i conti, questi ultimi accesi presso altri istituti di credito. Tra la citata documentazione è stata acquisita anche quella concernente riferiti pagamenti, effettuati dal DELLA TORRE, a Branko VUJOSEVIC. E quanto mai singolare la circostanza relativa alla riscossione dei tributi, la cosiddetta tassa di importazione per le merci 1 CUOMO Gerardo, nato a Gragnano (NA) il ; VARANO Michele Antonio nato a Centrache (CZ) il ; MONNIER Patrick nato il ; GARCIA CANCIO Luis Angel nato il ad Arguedas. 1516 in transito in Montenegro, in Svizzera, operata da Franco DELLA TORRE su incarico di rappresentati istituzionali montenegrini: le somme riscosse dall incaricato DELLA TORRE sono depositate sul conto SANTA MONICA costituiscono, quindi, delle entrate, per il regime fiscale della piccola Repubblica. Sino a questo punto quelle somme sono da considerarsi tributi, pur se discutibili per le modalità di prelievo, ma se vogliamo pur sempre tributi. I gravi indizi che inducono, invece, a ritenere, a ragione, che non si tratta di entrate finanziarie, ma di una operazione di riciclaggio derivano anche dalle dichiarazioni rilasciate dal DELLA TORRE e dalla documentazione sequestrata: somme, infatti, prelevate a titolo di tributo sono, invece, utilizzate per alimentare altri conti, intestati a privati cittadini -verosimilmente montenegrini- o società, presso altre diverse banche europee (ad esempio vds. all. n.1 esito rogatoria formulata al Principato di Monaco); non può e non deve essere considerata una giustificazione la prospettata situazione montenegrina, che appariva tale anche per altri Stati della regione balcanica nel recente passato dopo lo sfaldamento dell Unione sovietica. Non può essere, quindi, considerata una scriminante per Milo DJUKANOVIC e per i componenti del suo entuorage, anche politico, il presunto motivo del comportamento posto in essere. Si è trattato, piuttosto, di comportamento criminale per aver scelto, con coscienza e volontà, di colludere con la criminalità organizzata. Il presupposto di tale scelta non può rientrare nelle cause di esclusione della punibilità, anche perché non è assolutamente ipotizzabile una sorta di stato di necessità incombente per le loro persone o per lo Stato. Anzi, Milo DJUKANOVIC, ha agito, solo nell interesse personale suo e di una parte molto ristretta di collaboratori, ai danni dello Stato italiano e dell Europa comunitaria. Non si possono e non si devono dimenticare i ripetuti tentativi del Governo italiano dell epoca che per contrastare con determinazione il fenomeno crimimale in argomento, non essendovi riuscito politicamente 1617 anche con decise prese di posizioni nei riguardi del collaterale montenegrino, dovette disporre l impiego straordinario di ingenti Forze di Polizia in Puglia, anche con l impiego del Battaglione Paracadutisti Tuscania dei Carabinieri, l acquisto di autovetture blindate, di apparati radar mobili per poter individuare in partenza gli scafi, di veloci scafi da destinare al pattugliamento delle acque territoriali. Sotto questo profilo l operazione meglio nota come Primavera, non fu certo una vittoria. Come non fu una vittoria l espulsione in massa dei criminali italiani dal Montenegro iniziata nell ottobre 1999, in quanto concordata ed avvenuta proprio attraverso l intermediazione di CUOMO Gerardo, uno dei promotori più significativi del cartello criminale indagato. Oggi, all esito di complesse attività investigative svolte anche a livello internazionale, è possibile affermare, con assoluta certezza, che il fenomeno criminale è stato debellato in quanto è stata smantellata l intera cupola camorristico-mafiosa, con la cattura e la condanna dei suoi capi promotori e dirigenti: CUOMO Gerardo, sopra qualificato, cittadino italiano, proc. pen 17863/96-21, condannato in data con Sentenza n. 809/2004 ad anni 7 e mesi 4 di reclusione perché responsabile del delitto p. e p. dall art. 416 bis. C.P., quale capo promotore del sodalizio; DELLA TORRE Franco nato il , cittadino elvetico, proc. pen. 129/01-21 D.D.A. di Bari; VARANO Michele Antonio, sopra qualificato, cittadino italiano, proc. pen. 129/01-21 D.D.A. di Bari; LLORENS Gilbert, nato il , cittadino francesce, deceduto in Paraguay, proc. pen. 129/01-21; MONNIER Patrick, sopra qualificato, cittadino francese, proc. pen. 129/01 D.D.A. di Bari; GARCIA CANCIO Luis Angel, sopra qualificato, cittadino spagnolo, 1718 proc. pen. 129/01-21; nonché grazie ai considerevoli sequestri di somme e patrimoni eseguiti in territorio dello Stato italiano e in stati off-shore. L assunto ha trovato di recente conferma nell esecuzione dell operazione denominata Montecristo, condotta dal Ministero Pubblico e dalla Polizia Giudiziaria Federale della Confederazione elvetica: il , infatti, sono stati tratti in arresto in Svizzera i sottonostati soggetti, ritenuti a vario titolo responsabili di riciclaggio e sostegno ad un organizzazione criminale (artt. 305 e 260 ter C.P. svizzero): DELLA TORRE Franco, sopra qualificato; SAVINO Paolo, nato il a Napoli, domiciliato a Lugano, cittadino italiano; REBETEZ Roland, nato il , cittadino svizzero; GARCIA CANCIO Luis Angel, sopra qualificato; GRAF Jurg Hermann, nato il , cittadino svizzero; MONNIER Patrick, sopra qualificato; BOSSERT Alfred, nato il , cittadino svizzero; VARANO Michele Antonio, sopra qualificato; VIRGILIO Pietro, nato il a Napoli, cittadino italiano. In concreto, la complessa inchiesta avviata dal Ministero Pubblico della Confederazione elvetica scaturisce, di fatto, dall esito delle investigazioni svolte nell ambito del procedimento penale 17863/96-21 ed altri ad esso collegato, nonché dall esito delle investigazioni effettuate in Svizzera con il ricorso a numerosissime domande di assistenza giudiziaria internazionale formulate dal 1996 ad oggi dalla Direzione Distrettuale Antmafia di Bari al Dipartimento di Giustizia e Polizia della Confederazione elvetica. Dopo questo breve preambolo e prima di considerare la valenza delle fonti di prova acquisite, è opportuno domandarsi: 1819 Milo DJUKANOVIC, prima Capo del Governo della Repubblica del Montenegro, poi Presidente della stessa Repubblica ed infine ancora Capo del Governo, poteva non conoscere la situazione dell ordine e della sicurezza pubblica in Montenegro anche in ragione degli elementi di seguito indicati?; sarebbe potuto sfuggire, per uno spazio temporale considerevole durato circa un decennio, all apparato istituzionale di quella piccola Repubblica, diretto e coordinato, per lungo tempo, da Milo DJUKANOVIC il fatto che: cittadini italiani, ricercati dall Autorità giudiziaria e di polizia dello Stato italiano, sistematicamente e per un lungo periodo, hanno trovato rifugio in località del Montenegro, per sfuggire volontariamente all esecuzione di provvedimenti cautelari emessi nei loro confronti anche per gravissimi reati commessi in territorio italiano; erano sistematicamente attraccati nei porti di Bar e Zelenika numerosi e potenti motoscafi utilizzati dai citati ricercati e da persone di loro fiducia ed appartenenti a consorterie criminali di tipo mafioso per l attraversamento del mare Adriatico per raggiungere le coste pugliesi; la flottiglia dei potenti motoscafi doveva necessariamente approvvigionarsi di carburante dalle pompe erogatrici esistenti nelle banchine dei porti di Bar e Zelenika e che il prezzo era notevolmente lievitato dai gestori rispetto a quello utilizzato per la normale autotrazione; mensilmente giungevano in Montenegro, a bordo di camion, aerei cargo e navi porta container, almeno casse di tabacchi lavorati stoccati provvisoriamente nei magazzini doganali e di società a partecipazione statale, esistenti nei porti di Bar e di Zelenika e in altre località della Repubblica, e successivamente, caricati a bordo di quegli stessi motoscafi, venivano trasferiti in Italia per la vendita al 1920 mercato clandestino gestito dalle frange della cupola ; gli stessi cittadini italiani ricercati si approvvigionavano in Montenegro di armi da guerra di spicata potenzialità di fuoco per utilizzarle per l imposizione del potere mafioso in Italia e nello stesso Montenegro; La solo risposta plausibile e logica è negativa. Milo DJUKANOVIC era perfettamente consapevole sia di quanto accadeva in Montenegro, sia delle successive ripercussioni che si verificavano ai danni dello Stato italiano e degli altri Stati dell Europa comunitaria. Era consapevole in quanto coinvolto e direttamente interessato. Egli stesso aveva avuto modo di rendersi conto delle ingetissime somme di denaro, in valuta pregiata, che produceva l indotto del contrabbando di tabacchi gestito dalla criminalità organizzata italiana. L avidità dell arricchimento lo ha reso talmente spregiudicato da integrarsi nell associzione al punto di garantire, soprattutto attraverso l apparato di sicurezza dello Stato, la protezione di quei latitanti ricercati dalle autorità italiane in dispregio alle più elementari norme di diritto. Basterebbe snocciolare gli articoli di cronaca dell epoca per comprendere che mentre in Italia, prevalentemente in Puglia, sulle strade, ma anche in località della Campania, si contavano i morti e feriti tra gli appartenenti alle Forze dell Ordine e tra ignari cittadini, Milo DJUKANOVIC, con il suo ristretto entourage, contava le considerevoli somme di denaro illecitamente guadagnate e accantonate nelle banche Svizzere, del Principato di Monaco e di Cipro. L affermazione potrebbe sembrare una metafora, purtroppo non lo è: il connubio tra la protezione dei latitanti in Montenegro e la gestione delle illecite attivià, prevalentemente quelle dei tabacchi lavorati, esclusivamente nelle mani della criminalità organizzata, destava allarme sociale. La stampa giornalmente riportava con enfasi gravi fatti di cronoca verificatisi: la notte sembrava di vivere tra un esercito di contrabbandieri in guerra con lo Stato. Era una condizione eccezionale. Non si era mai verificato, infatti, uno scontro armato di così alto livello, quotidiano e incessante, paragonabile a quello vissuto in quel periodo. La catena del 20 Vedere altro
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