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Timestamp: 2018-02-18 19:42:00+00:00

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Nuovo testo unificato del 29 ottobre 2015 su beni confiscati e riforma del codice antimafia. Scheda di sintesi
Nella seduta del 29 ottobre 2015 la Commissione Giustizia della Camera, al termine di un lungo iter (leggi questa scheda), ha approvato un nuovo testo unificato, che è stato trasmesso alle altre commissioni per il parere di loro competenza, in previsione dell’esame da parte dell’Aula, calendarizzato per il 9 novembre 2015.
Il nuovo testo amplia notevolmente l’oggetto del provvedimento, con riferimento sia alle proposte di iniziativa popolare che avevano dato avvio al procedimento parlamentare sia al primo testo unificato redatto l’8 ottobre 2014. Sono infatti previste in particolare numerose modifiche al decreto legislativo n. 159 del 2011 (codice antimafia) e al decreto legge n. 306 del 1992 (Modifiche al codice di procedura penale e provvedimenti di contrasto alla criminalità mafiosa) al fine di:
rendere più efficace e tempestiva l’adozione delle misure di prevenzione di sequestro e confisca anche attraverso una più celere verifica dei diritti di terzi, la limitazione dei casi di giustificazione della legittima provenienza dei beni e l’assegnazione in via provvisoria dei beni sequestrati;
rendere più rigorosa la disciplina delle misure di prevenzione personale.
Titolarità della proposta (modifiche all’art. 17 d. lgs n. 159/2011). La norma espressamente sancisce che spettano al Procuratore della Repubblica i poteri di coordinamento in ordine alle indagini ed alle proposte avanzate dal questore e dal direttore della Direzione investigativa antimafia, relative alle misure di prevenzione e disciplina i compiti che, a tal fine, questi devono assolvere.
Sequestro (nuovo art. 20 d. lgs n. 159/2011). Di particolare rilevanza risulta la previsione che il Tribunale, in alternativa all’emanazione del decreto con il quale dispone il sequestro, possa disporre le misure di cui agli artt. 34 (e cioè l’amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche, ora esteso anche alle aziende) e 34 bis del Codice (che introduce l’istituto del controllo giudiziario delle aziende).
Inoltre è espressamente disciplinata (comma 1 bis) la situazione in cui il sequestro abbia ad oggetto delle partecipazioni sociali totalitarie, sancendo che la misura si estende a tutti i beni costituiti in azienda. Tale previsione viene introdotta anche in materia di confisca (vedi infra, nuovo art. 24).
È ora espressamente previsto che il sequestro sia revocato, oltre che nei casi già previsti in precedenza, anche in ogni altro caso in cui sia stata respinta la proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale e il decreto di sequestro così come la revoca devono essere comunicati all’Agenzia subito dopo la loro esecuzione.
Provvedimenti d’urgenza (modifiche all’art. 22 d. lgs n. 159/2011). Sono aumentati, da 10 a 30, i giorni entro i quali il provvedimento perde efficacia se non convalidato; l’avviso di fissazione dell’udienza è notificato o comunicato 5 giorni prima dell’udienza.
Confisca (nuovo art. 24 d. lgs n. 159/2011). Viene espressamente stabilito che il proposto non possa giustificare la provenienza legittima dei beni adducendo che questi sono stati acquistati con denaro che sia il provento oppure il reimpiego di una precedente evasione fiscale. Anche in tale ipotesi il legislatore ha stabilito la facoltà per il giudice, qualora non intenda disporre la confisca, di adottare una delle misure disciplinate dagli artt. 34 e 34 bis del Codice. La confisca avente ad oggetto partecipazioni sociali totalitarie si estende di diritto a tutti i beni costituiti in azienda ai sensi degli artt. 2555 ss c.c.
Laddove non siano rispettati i termini per l’emanazione del decreto, il provvedimento di sequestro perde efficacia e viene dichiarata l’improcedibilità della proposta, la quale, tuttavia, non preclude la possibilità di presentarne una nuova.
Sequestro e confisca per equivalente (nuovo art. 25 d. lgs n. 159/2011). Dopo la presentazione della proposta, se non è possibile procedere al sequestro dei beni di cui all’articolo 20 comma 1 perché il proposto non ne ha la disponibilità, diretta o indiretta (anche laddove essi siano stati trasferiti legittimamente, in qualunque momento, a terzi in buona fede), il sequestro e la confisca hanno ad oggetto altri beni di valore equivalente di legittima provenienza dei quali il proposto ha la disponibilità. Dunque non è più necessario provare che il proposto abbia disperso, distratto o occultato i beni al fine di eludere l’esecuzione del provvedimento per poter procedere con il sequestro o la confisca per equivalente.
Comunicazioni e impugnazioni (nuovo art. 27 d. lgs n. 159/2011). Nell’ipotesi in cui il giudice di seconda istanza ritenga che il Tribunale fosse incompetente, qualora tale questione sia stata proposta anche in sede di impugnazione, il provvedimento viene annullato e gli atti vengono trasmessi al Procuratore della Repubblica territorialmente competente. Al termine del procedimento di primo grado il Procuratore della Repubblica, se è proposta impugnazione, forma un fascicolo nel quale vengono raccolti tutti gli elementi investigativi e probatori non acquisiti agli atti del procedimento che viene trasmesso al procuratore della Corte d’Appello e che, nei termini previsti, possono essere consultati anche dai difensori e dalle parti che hanno proposto impugnazione.
Il Tribunale può disporre lo sgombero dei beni immobili nel caso in cui gli occupanti non abbiamo provveduto a liberarli in modo spontaneo; tuttavia non è più previsto il ricorso alla forza pubblica per tali adempimenti. È possibile che l’attività di sgombero venga differita nel caso in cui sia in corso la stipula oppure l’esecuzione dei contratti di cui agli artt. 40 comma 3 bis e 3 ter, i quali a loro volta costituiscono una novità in tale impianto normativo. Si tratta di contratti di locazione o di concessione in comodato dei beni immobili che possono essere conclusi laddove sussista l’autorizzazione del Tribunale. Oltre a questa ipotesi sono positivamente sanciti ulteriori casi in cui lo sgombero degli immobili viene differito: in particolare ciò può avvenire qualora sia stata presentata istanza di assegnazione della casa di proprietà del proposto ovvero quando ciò sia funzionale ad una migliore conservazione dei beni e sussistano le condizioni stabilite dal legislatore.
Il titolare dell’attività economica sottoposta al controllo giudiziario può proporre istanza di revoca e, in tal caso, viene fissata apposita udienza. Il Ttribunale, anche sulla base della relazione dell’amministratore giudiziario, può revocare il controllo giudiziario e, laddove ne ricorrano i presupposti, disporre altre misure di prevenzione patrimoniale.
Risulta di particolare interesse anche l’introduzione di uno specifico riferimento al principio di trasparenza, sulla base del quale devono essere nominati gli amministratori e cui l’obbligo motivazionale risulta funzionale. In particolare devono essere rispettati dei requisiti e dei criteri per la nomina degli amministratori, poiché deve sussistere una idonea corrispondenza tra il profilo professionale e l’attività che deve essere gestita. Inoltre, deve essere garantita una adeguata rotazione degli incarichi, al fine di evitare un eccessivo carico di incombenze in capo ad un numero ristretto di soggetti, che impedirebbe un efficiente svolgimento dell’attività. Nel decreto vengono individuati incarichi che, per la loro eccezionale complessità o per il notevole valore del patrimonio che riguardano, comportano il divieto di cumulo. Se l’attività ha ad oggetto la gestione di aziende l’amministratore, scelto in un apposito albo, non può essere affidatario di un altro incarico avente ad oggetto un’altra azienda. Vengono individuate delle preclusioni per la nomina, tra le quali preme evidenziare quella relativa al pregresso svolgimento di attività lavorativa o professionale in favore del proposto.
Relazione dell’amministratore giudiziario (nuovo art. 36 d. lgs n. 159/2011). La relazione che deve essere presentata al giudice, oltre agli elementi elencati già dalla normativa previgente, deve contenere ora anche i provvedimenti da adottare per la liberazione dei beni sequestrati. Le parti possono prendere visione ed estrarre copia della relazione limitatamente alla parte in cui essa attesta il valore dei beni come stimato dall’amministratore giudiziario. Qualora le parti lo ritengano opportuno possono presentare delle contestazioni relative alla stima ed il Tribunale, se non le considera inammissibili, avvia un accertamento avente ad oggetto il presumibile valore di mercato dei beni con apposita perizia.
Compiti dell’amministratore giudiziario (nuovo art. 37 d. lgs n. 159/2011). La novità riguarda la gestione dei ricavi derivanti dalla amministrazione degli immobili, la cui disciplina è rinviata ad un decreto del Ministro dell’Economia, di concerto con quello di Giustizia e quello degli Interni.
Compiti dell’Agenzia (nuovo art. 38 d. lgs n. 159/2011). Fino al decreto di confisca di secondo grado l’Agenzia svolge attività di ausilio e di supporto all’autorità giudiziaria allo scopo di garantire la migliore utilizzazione dei beni. In seguito all’emanazione del decreto, invece, è compito dell’Agenzia amministrare i beni sotto la direzione del giudice delegato che fino al provvedimento di destinazione ne cura la gestione. L’Agenzia è coadiuvata dall’amministratore giudiziario che provvede al rendiconto della gestione da presentare al giudice delegato.
Strumenti finanziari per la gestione e la valorizzazione delle aziende sequestrate e confiscate (nuovo art. 41 bis d. lgs n. 159/2011).Tale disposizione di occupa del Fondo, istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di garantire un’adeguata ristrutturazione aziendale e il mantenimento dei livelli occupazionali, individuata come priorità dal legislatore della riforma. Ed infatti l’accesso al Fondo, previa autorizzazione giudiziale, è volto a assicurare l’accesso al credito bancario e il sostegno agli investimenti.
L’Agenzia e INVITALIA S.p.A. contribuiscono ad incrementare annualmente la dotazione del Fondo.
In deroga a quanto previsto dall’articolo 35, qualora il sequestro o la confisca riguardino aziende di straordinario interesse socio-economico, tenuto conto della consistenza patrimoniale, del numero degli occupati, o aziende concessionarie pubbliche o che gestiscono pubblici servizi, l’amministratore giudiziario può essere nominato tra gli iscritti nella sezione di esperti in gestione aziendale dell’albo nazionale degli amministratori giudiziari indicati da INVITALIA S.p.A., tra i suoi dipendenti.
Supporto delle aziende sequestrate o confiscate (nuovo art. 41 opties d. lgs n. 159/2011). Nella gestione dell’azienda l’amministratore giudiziario, dopo aver sentito il competente tavolo tecnico di cui all’articolo precedente e previa autorizzazione del giudice delegato, e l’Agenzia possono avvalersi del supporto tecnico, che deve essere a titolo gratuito, di imprenditori attivi nel settore in cui opera l’azienda o in settori affini. Essi devono essere individuati nel rispetto di criteri di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, attraverso procedure ad evidenza pubblica indette dall’amministratore giudiziario, tenendo conto dei progetti di affiancamento dagli stessi presentati e della idoneità a fornire il necessario sostegno all’azienda. Inoltre è previsto che ci si possa avvalere del supporto tecnico delle Camere di Commercio e ciò allo scopo di favorire il collegamento dell’azienda, sequestrata o confiscata, in raggruppamenti ed in reti d’impresa.
Confische di mafia (modifiche al d.l. 308 del 1992). L’ambito applicativo dell’art. 12 sexies del decreto legge n. 308/1992 viene ampliato fino a ricomprendere le ipotesi di cui all’art. 51 comma 3 bis c.p.p. e cioè i delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 416, sesto comma 416, realizzato allo scopo di commettere delitti previsti dagli articoli 473 e 474, 600, 601, 602, 416 bis e 630 c.p., i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, nonché i delitti previsti dall’articolo 74 D.P.R. n. 309 del 1990, dall’art.291 quater del D.P.R. n. 43 del 1973 e dall’art. 260 D.Lgs. n. 152 del 2006. Si introduce anche il riferimento all’art. 295, comma 2 ,in materia doganale
La confisca si applica anche quando , pronunziata sentenza di condanna in uno dei gradi di giudizio, il giudice di appello o la Corte di cassazione dichiarano estinto il reato per prescrizione o per amnistia, decidendo sull’impugnazione ai soli effetti della confisca, previo accertamento della responsabilità dell’imputato. In caso di morte del soggetto nei cui confronti è stata disposta la confisca con sentenza di condanna passata in giudicato, il relativo procedimento inizia o prosegue nei confronti degli eredi o comunque degli aventi causa.
Confisca obbligatoria (modifica dell’art. 603 quater c.p.). Per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro è introdotta un’ipotesi di confisca obbligatoria delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto o il profitto, salvo che appartengano a persona estranea al reato. Ove essa non sia possibile è disposta la confisca di beni di cui il reo ha la disponibilità per un valore corrispondente al prodotto, prezzo o profitto del reato.
Soggetti destinatari (modifiche all’art. 4 d. lgs n. 159/2011).Nel novero di soggetti vengono inseriti anche coloro che siano indiziati del reato di cui all’art. 418 c.p. e cioè del reato di assistenza agli associati. Inoltre è introdotto nell’art. 4 un nuovo comma che si riferisce ai soggetti indiziati di uno dei delitti di cui agli art. 314, 316, 316 bis, 316 ter, 317, 318, 319, 319 ter, 319 quater, 320 e 322 bis c.p.
Titolarità della proposta. Competenza (modifiche all’art. 5 d. lgs n. 159/2011). Viene stabilito che la proposta deve essere depositata presso la cancelleria delle sezioni o dei collegi del tribunale del distretto di cui al comma 2 sexies dell’art. 7 bis del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12.

References: art. 20
 art. 24
 art. 24
 art. 25
 art. 27
 art. 36
 art. 37
 art. 38
 art. 41
 art. 41
 sentenza 
 sentenza 
 art. 314