Source: http://www.movimentoinfanzia.it/risposta-a-chi-difende-la-sentenza-n-45179-dell8-novembre-2013/
Timestamp: 2019-03-19 23:53:15+00:00

Document:
Sentenza N. 45179 del Novembre 2013 - Movimento infanzia
E’ comparsa in rete una, legittima quanto non condivisibile, difesa della sentenza n. 45179 dell’8 novembre 2013 a firma dell’avv. Davide Steccanella
E’ comparsa in rete una, legittima quanto non condivisibile, difesa della sentenza n. 45179 dell’8 novembre 2013 a firma dell’avv. Davide Steccanella (http://www.z3xmi.it/pagina.phtml?_id_articolo=5552-Violenza-sessuale.-Una-sentenza-contestata.html#.UrLnmeKO34H )
L’intervento si conclude infatti con queste eloquenti parole: E siccome la sentenza annullata tutto questo non lo aveva fatto, la Sentenza di annullamento della Cassazione, oggetto di tante quanto inutili polemiche, si presenta in punto di diritto (ma anche di logica) una volta tanto del tutto ineccepibile.
Il punto centrale che ci interessa e che ci ha motivato a sollevare la questione (e ho scoperto che non siamo soli ma altri stanno raccogliendo firme per un appello alle istituzioni…) è quello, come sappiamo, relativo alla natura e al peso giurdico che si vuole dare alla relazione amorosa che era nata fra la bambina di 11 anni e l’assistente sociale di 60 anni.
Relativamente a tale questione ecco cosa scrive il collega:
I tre punti ritenuti non adeguatamente motivati dai giudici di merito erano quelli relativi alla mancata concessione all’imputato di due attenuanti (il fatto di minore gravità e l’avvenuto risarcimento del danno), e quello relativo alla quantificazione della pena base di anni 5.
La Corte di Cassazione quindi non ha affatto detto che siccome tra i due soggetti intercorreva un rapporto sentimentale allora la violenza presunta oggetto di giudizio era meno grave, ma ha solo detto che a fronte del fatto storico ricostruito dal processo di merito e che aveva escluso qualsiasi attività di costrizione della minore, non era giuridicamente corretto negare tale attenuante sol perché la vittima era minorenne. Diverso sarebbe stato se la Corte di Appello avesse invece motivato il diniego sulla notevole differenza di età o sul fatto che trattavasi di un assistente sociale cui la minore era stata affidata, ma così non è stato, e quindi ben ha fatto la Corte di legittimità ad annullare quella parte di motivazione.
Questo è quello che scrive il collega, ma leggiamo adesso quello che, sul punto, scrive la Corte di Cassazione:
Non è dato capire quindi come l’avv. Steccanella possa scrivere che la Corte di Casazione – ha solo detto che …non era giuridicamente corretto negare tale attenuante sol perché la vittima era minorenne. –
Questo passaggio indica senza possibilità di equivoco che la Corte di Cassazione non rileva che l’innamoramento della ragazza di undici anni nei confronti di un 60enne rappresenta univocamente e drammaticamente un’aggravante da imputarsi sia alla condotta dell’assistente sociale sia all’entità del danno prodotto e sofferto da questa bambina.
Avere permesso, alimentato e sostenuto da parte dell’assistente sociale un rapporto amoroso, una relazione erotica, e avere permesso, alimentato e sostenuto un (falso) innamoramento da parte di una bambina bisognosa di tutela, aggrava tragicamente il comportamento di questo sessantenne e aggrava tragicamente i danni che questa povera bambina accuserà non tanto e non solo dall’abuso del corpo, ma anche dall’abuso dell’anima.
Ciò che stupisce è come i Giudici della Corte di Cassazione non abbiano capito o accettato ciò che i Giudici della Corte d’Appello avevano invece chiaro, il fatto cioè che una bambina di undici anni non può innamorarsi di un sessantenne, l’amore che i bambini provano verso persone adulte, se non addirittura anziane come questo assistente sociale, ha una valenza esclusivamente filiale, esprime il bisogno di protezione e non ha alcun punto di contatto con il coinvolgimento erotico, il possesso, la complicità, la gelosia e tutti gli aspetti tipici delle relazioni amorose adulte.
Ringraziamo quindi l’avv. Steccanella che con il suo intervento critico ci ha permesso di approfondire questa sentenza adultocentrica e anacronistica della Corte di Cassazione e dissentiamo profondamente dal suo articolo per le ragioni indicate.
Riteniamo che le polemiche che abbiamo sollevato siano assolutamente utili, legittime, salutari per una società che intende ancora oggi imporre il punto di vista distorto degli adulti sulla sensibilità e sui bisogni dell’infanzia al solo fine di perpetuare l’oggettivazione delle bambine e dei bambini.
CONTINUATE A CONDIVIDERE, FIRMARE E FAR FIRMARE IL NOSTRO APPELLO!!!
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