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Timestamp: 2017-09-23 09:19:00+00:00

Document:
Le leggi razziali in Italia 2 - Milite - Uno sguardo nel passato per capire il presente
Regio Decreto Legge 22 dicembre 1938 - XVII, n. 2111
Visto il R. decreto 21 febbraio 1895, n. 70, che approva il testo unico delle leggi sulle pensioni civili e militari, e le successive modificazioni;
Sulla proposta del Duce, Primo Ministro Segretario di Stato, Ministro Segretario di Stato per la guerra e Ministro Segretario di Stato per l'interno, per la marina e per l'aeronautica, di concerto coi Ministri Segretari di Stato per la grazia e giustizia e per le finanze;
Art. 1. Gli ufficiali in servizio permanente del Regio esercito, della Regia marina, della Regia aeronautica, della Regia guardia di finanza e della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, appartenenti alla razza ebraica, esclusi coloro di cui al successivo art. 4, sono dispensati dal servizio ai sensi dell'art. 20 del R. decreto-legge 17 novembre 1938-XVII, numero 1728, e collocati in congedo assoluto.
Art. 2. Agli ufficiali di cui al precedente art. 1 - fatta eccezione per quelli della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale - che abbiano diritto al trattamento di quiescenza vitalizio di cui all'art. 21 del R. decreto-legge 17 novembre 1938-XVII, n. 1728, è concessa, in aggiunta a tale trattamento, l'indennità di ausiliaria corrispondente al grado rivestito.
Art. 3. Gli ufficiali della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale collocati in congedo assoluto ai sensi del precedente art. 1 e provenienti dal ruolo del servizio permanente effettivo possono essere ammessi al godimento dell'assegno vitalizio minimo previsto dal R. decreto 15 luglio 1938-XVI, n. 1282, qualora abbiano prestato almeno dieci anni di servizio permanente effettivo.
Qualora abbiano prestato meno di dieci anni di servizio permanente effettivo, beneficiano dell'indennità prevista dal secondo comma dell'art. 21 del R. decreto-legge 17 novembre 1938-XVII, n. 1728.
Art. 4. Gli ufficiali del regio esercito, della Regia marina, della Regia aeronautica e della Regia guardia di finanza, nelle posizioni di "fuori quadro", "congedo speciale", "fuori organico", "aspettativa per riduzione di quadri senza diritto a richiamo in servizio", "congedo provvisorio" e "ausiliaria", appartenenti alla razza ebraica, cessano dalle posizioni in cui si trovano e sono collocati in congedo assoluto, col trattamento di quiescenza previsto dall'art. 21 del R. decreto-legge 17 novembre 1938-XVII, numero 1728.
Art. 5. Gli ufficiali del Regio esercito, della Regia marina, della Regia aeronautica e della Regia guardia di finanza, inscritti nei ruoli del complemento e della riserva, e quelli della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, inscritti nei ruoli della riserva e in congedo, appartenenti alla razza ebraica, cessano di far parte di detti ruoli e sono collocati in congedo assoluto.
Art. 6. Le disposizioni degli articoli precedenti sono estese, in quanto applicabili, agli ufficiali del Regio esercito, della Regia marina, della Regia aeronautica e della Regia guardia di finanza appartenenti alla razza ebraica, riassunti in servizio quali invalidi di guerra.
Art. 7. Gli ufficiali in congedo assoluto appartenenti alla razza ebraica non hanno obblighi di servizio, ma conservano il grado e la relativa uniforme.
Art. 8. Il trattamento economico previsto dai precedenti articoli 2, 3, 4 e 6 e, quando occorra, la relativa durata sono assegnati con decreto Ministeriale.
Art. 9. I sottufficiali del Regio esercito, della Regia marina, della Regia aeronautica, della Regia guardia di finanza, del corpodegli agenti di P. S. e del corpo degli agenti di custodia degli istituti di prevenzione e pena, in servizio, appartenenti alla razza ebraica, sono dimessi dalle armi e collocati in congedo assoluto.
Ai sottufficiali in carriera continuativa è concesso il trattamento di quiescenza previsto dall'art. 21 del R. decreto-legge17 novembre 1938-XVII, n. 1728.
Art. 9. Ai sottufficiali del Regio esercito, della Regia marina e della Regia guardia di finanza, non in carriera continuativa, ma vincolati a ferme, è concessa l'aliquota del premio di fine ferma, che sarebbe loro spettato, calcolata proporzionalmente al numero dei mesi di effettivo servizio prestato nella ferma, computando la frazione di mese come mese intero.
Art. 11. I sottufficiali delle forze armate dello Stato in congedo illimitato, appartenenti alla razza ebraica, sono collocati in congedo assoluto. Nulla è innovato per quanto riguarda il trattamento di quiescenza di cui essi eventualmente fruiscono o al quale abbiano diritto ai sensi delle disposizioni vigenti anteriormente al R. decreto-legge 17 novembre 1938-XVII, n. 1728.
Art. 12. Gli iscritti alla Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (sottufficiali, graduati, camicie nere), di qualunque categoria, appartenenti alla razza ebraica, sono collocati in congedo assoluto, beneficiando, se in servizio permanente retribuito o in servizio continuativo retribuito, dell'indennità prevista dall'art. 21 del R. decreto-legge 17 novembre 1938-XVII, n. 1728.
Art. 13. Ai sottufficiali delle forze armate dello Stato in congedo assoluto, appartenenti alla razza ebraica, si applicano le disposizioni dell'art. 7 del presente decreto, qualora essi rivestano un grado per il quale è fatto obbligo, dalle particolari norme riguardanti le singole forze armate, di conservare la divisa anche nella posizione di congedo.
Art. 14. I graduati e militari di truppa del Regio esercito, della Regia marina, della Regia aeronautica, della Regia guardia di finanza, del corpo degli agenti di P. S. e del corpo degli agenti di custodia degli istituti di prevenzione e di pena, in servizio, appartenenti alla razza ebraica, sono dimessi dalle armi e collocati in congedo assoluto.
Il trattamento di cui al precedente comma è concesso ai graduati e militari di truppa della Regia aeronautica vincolati a ferma non inferiore a quattro anni, computato sulla base del premio di fine ferma di cui all'art. 59 del R. decreto-legge 3 febbraio 1938-XVI, n. 744; a quelli in corso di rafferma è concessa una gratificazione di L. 500, ridotta a norma di legge.
Ai graduati e militari di truppa musicanti effettivi, maniscalchi, addetti agli stabilimenti militari di pena, agli istituti militari di correzione e di rieducazione, ai depositi cavalli stalloni, ai graduati e militari di truppa dei CC. RR., del corpo degli agenti di P. S. e del corpo degli agenti di custodia degli istituti di prevenzione e di pena, è concesso il trattamento di quiescenza previsto dall'art. 21 del Regio decreto-legge 17 novembre 1938-XVII, n. 1728. Alla indennità spettante ai predetti graduati e militari di truppa, che hanno meno di dieci anni di servizio, può essere sostituita, se più favorevole, l'aliquota dei premi o delle gratificazioni di fine ferma o rafferma, che sarebbe loro spettata in base alle vigenti disposizioni, calcolata a norma del secondo comma del presente articolo.
Art. 15. I graduati e militari di truppa del Regio esercito, della Regia marina, della Regia aeronautica, della Regia guardia di finanza e del corpo degli agenti di P. S. in congedo illimitato, appartenenti alla razza ebraica, sono collocati in congedo assoluto.
Art. 16. I provvedimenti previsti dagli articoli 1, 4, 5, 6, 9, 11, 12, 14 e 15 hanno effetto dal 1 gennaio 1939-XVII.
Art. 17. Quando l'accertamento dell'appartenenza alla razza ebraica avvenga successivamente al 1 gennaio 1939-XVII il provvedimento di collocamento in congedo assoluto è disposto, ai soli effetti giuridici, con decorrenza dalla predetta data e la corresponsione del trattamento di quiescenza vitalizio ha luogo dal giorno successivo alla effettiva cessazione del servizio.
Art. 18. Il presente decreto le cui norme avranno vigore dalla sua data, sarà presentato al Parlamento per la conversione in legge. Il Duce proponente, è autorizzato a presentare il relativo disegno di legge.
Determinazione dei contributi a carico dei professionisti di razza ebraica
Ministro per la Grazia e la Giustizia
Visto l'art. 32 della legge 29 giugno 1939, n. 1054, sulla disciplina dell'esercizio delle professioni da parte dei cittadini di razza ebraica;
Ritenuta la necessità di determinare i contributi a carico degli iscritti negli elenchi speciali per il funzionamento delle Commissioni di cui agli articoli 12 e 15 della legge stessa;
Di concerto con il Ministro per l'interno, col segretario del P.N.F. Ministro Segretario di Stato, e coi Ministri per le finanze, per i lavori pubblici, per l'agricoltura e le foreste e per le corporazioni;
Art. 1. I professionisti che aspirano all'iscrizione negli elenchi speciali preveduti dall'art. 4 della legge 29 giugno 1939, n. 1054, debbono versare un contributo di lire duecento.
Art. 2. I professionisti iscritti negli elenchi speciali sono tenuti al versamento di un contributo annuale di lire cento, che deve essere eseguito nel gennaio di ogni anno.
Quando l'iscritto risulti moroso nel versamento, è disposta la sua cancellazione dall'elenco speciale dopo una interpellanza notificatagli mediante lettera raccomandata con assegnazione di un termine non maggiore di giorni quindici per il versamento stesso.
Art. 3. Il ricorso della Commissione centrale indicato all'art. 15 della legge 29 giugno 1939 citata, quando non sia proposto dal Procuratore generale o dal prefetto, deve essere accompagnato dal versamento di lire cento.
Art. 4. I versamenti delle somme stabilite dagli articoli precedenti sono eseguiti presso il locale ufficio del registro con imputazione al bilancio di entrata dello Stato.
Le ricevute dei versamenti di cui agli articoli 1 e 3 del presente decreto debbono essere allegate alla domanda di iscrizione nell'elenco e al ricorso; quella del versamento di cui all'art. 2 deve essere presentata alla Commissione.
Le domande ed i ricorsi di cui al comma precedente sono dichiarati irricevibili se non risulti la prova dell'eseguito versamento.
Art. 5. Il contributo di lire duecento di cui all'art. 1 è dovuto anche dai professionisti che hanno ottenuto l'iscrizione negli elenchi speciali anteriormente all'entrata in vigore del presente decreto. La Commissione pronuncerà la cancellazione dall'elenco in confronto di coloro che non avranno provveduto al versamento della somma dopo una interpellanza notificata a norma dell'art. 2, comma secondo.
Il contributo annuale di lire cento è dovuto a cominciare dal primo anno dell'iscrizione, in aggiunta a quello di lire duecento di cui all'art. 1, fermo il disposto del comma precedente.
Art. 6. Nel bilancio del Ministero di grazia e giustizia saranno stanziate annualmente in due appositi capitoli, in limiti non eccedenti i versamenti effettuati, a norma del presente decreto, le somme necessarie rispettivamente alle spese per i servizi relativi agli iscritti negli elenchi speciali preveduti dall'art. 4 della citata legge 29 giugno 1939 e a quelle per premi di operosità da corrispondere in relazione a tali servizi.
Roma, addì 30 luglio 1940-XVIII
Il Ministro per la grazia e giustizia, Grandi
p. il Ministro per l'interno, Buffarini
Il Segretario del P.N.F., Muti
Il Ministro per le finanze, Di Revel
Il Ministro per i lavori pubblici, Serena
Il ministro per l'agricoltura e le foreste, Tassinari
p. Il Ministro per le corporazioni, Cianetti
Art. 1. E' vietato l'esercizio di qualsiasi attività nel campo dello spettacolo a italiani ed a stranieri o ad apolidi appartenenti alla razza ebraica, anche se discriminati, nonché a società rappresentate, amministrate o dirette in tutto o in parte da persone di razza ebraica.
Art. 2. Sono vietate la rappresentazione, l'esecuzione, la proiezione pubblica e la registrazione su dischi fonografici di qualsiasi opera alla quale concorrano o abbiano concorso autori od esecutori italiani, stranieri od apolidi appartenenti alla razza ebraica e alla cui esecuzione abbiano comunque partecipato elementi appartenenti alla razza ebraica.
Sono del pari vietati lo smercio dei dischi fonografici e l'importazione di matrici di dischi previsti dal precedente comma e la successiva riproduzione delle matrici stesse.
Art. 3. E' vietato utilizzare in qualsiasi modo per la produzione di film, soggetti, sceneggiature, opere letterarie, drammatiche, musicali, scientifiche ed artistiche, e qualsiasi altro contributo, di cui siano autori persone appartenenti alla razza ebraica, nonché impiegare ed utilizzare comunque nella detta produzione, o in operazione di doppiaggio o di post sincronizzazione, personale artistico, tecnico, amministrativo ed esecutivo appartenente alla razza ebraica.
Art. 4. Per i film da importare dall'estero l'Ente nazionale Acquisti Importazioni Pellicole Estere (E.N.A.I.P.E.), nel giudicare della opportunità di autorizzare o meno, ai sensi dell'art. 5 della legge 4 aprile 1940-XVIII, n. 404, sul monopolio per l'acquisto, l'importazione e la distribuzione dei film cinematografici provenienti dall'estero, l'acquisto di film esteri, terrà conto delle condizioni nelle quali questi sono stati prodotti fuori dal Regno in relazione alle disposizioni della presente legge.
Agli stessi criteri indicati nel primo comma del presente articolo dovrà attenersi il Ministero della cultura popolare nell'accordare o meno ai film importati dall'estero il nulla osta per la proiezione in pubblico di cui all'art. 1 del regolamento per la vigilanza governativa sulle pellicole cinematografiche approvato con R. decreto-legge 24 settembre 1923-I, n. 3287.
Art. 5. Con decreto del Ministro per la cultura popolare, di concerto con il Ministro per l'interno, sarà nominata una Commissione di cui fanno parte anche due rappresentanti del Ministero dell'interno ed alla quale è attribuito il compito di provvedere alla compilazione ed all'aggiornamento degli elenchi di autori e di artisti esecutori appartenenti alla razza ebraica.
Nei riguardi degli autori ed artisti italiani e degli autori ed artisti stranieri od apolidi, residenti nel Regno, l'inclusione nell'elenco dovrà essere preceduta dall'accertamento della posizione razziale, da parte del Ministero dell'interno, secondo le norme contenute negli articoli 8 e 26 del R. decreto-legge 17 novembre 1938, n. 1728.
Art. 6. Ai componenti della Commissione saranno corrisposti per ogni giornata di adunanza gettoni di presenza da determinarsi nei modi previsti dall'art. 63 del R. decreto 11 novembre 1923-II, n. 2395.
Art. 7. Chiunque contravviene alle norme contenute negli articoli 1, 2 e 3 della presente legge è punito con l'ammenda da L. 50 a L. 10.000.
Mussolini, Pavolini, Grandi
Norme di attuazione ed integrazione delle disposizioni di cui all'art. 10
Approvazione dello statuto dell'Ente di gestione e liquidazione immobiliare
Regio Decreto, 27 marzo 1939-XVII, n. 665
Visto l'art. 1, n. 3, della legge 31 gennaio 1926-IV, numero 100;
Visto l'art. 11 del R. decreto-legge 9 febbraio 1939-XVII, n. 126;
Su proposta del Ministro per le finanze, di concerto con i Ministri per l'interno, per la grazia e giustizia e per le corporazioni;
È approvato l'annesso statuto dell'Ente di gestione e liquidazione immobiliare, istituito col R. decreto-legge 9 febbraio 1939-XVII, n. 126.
Detto statuto, composto di n. 26 articoli, sarà d'ordine Nostro firmato dal Ministro per le finanze.
Il presente decreto entra in vigore nel giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno.
Dato a Roma, addì 27 marzo 1939-XVII
Statuto dell'Ente di gestione
e liquidazione immobiliare
Art. 1. È costituito, con sede in Roma, un ente denominato "Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare" (E.G.E.L.I.) col compito di provvedere all'acquisto, alla gestione ed alla vendita dei beni immobili eccedenti, a norma dei Regi decreti-legge 17 novembre 1938-XVII, n. 1728, e 9 febbraio 1939-XVII, n. 126, i limiti di patrimonio consentito ai cittadini italiani di razza ebraica.
L'Ente ha personalità giuridica. Esso ha un fondo di dotazione di venti milioni, da stanziare, con provvedimenti del Ministro per le finanze, sul bilancio del Ministero stesso.
Per l'assistenza , la rappresentanza e la difesa in giudizio l'Ente si avvale dell'Avvocatura dello Stato.
Art. 2. L'E.G.E.L.I. compie tutte le operazioni necessarie per il conseguimento dei propri fini.
Art. 3. Sono organi dell'Ente:
Art. 4. Il presidente è nominato con decreto del Duce, proposta del Ministro per le finanze, per un triennio e può essere confermato.
Egli è capo dell'Amministrazione dell'Ente e ha la legale rappresentanza dell'Ente stesso.
Convoca e presiede le riunioni del Consiglio di amministrazione e della Giunta esecutiva e cura la esecuzione delle deliberazioni del Consiglio e della Giunta stessi.
Il presidente ha la facoltà di conferire procure speciali per determinati atti e per determinate specie di atti.
In caso di urgenza il presidente prende tutti i provvedimenti di competenza della Giunta esecutiva e ne riferisce a questa nella prima seduta successiva per la relativa ratifica.
Art. 5. Uno dei membri del Consiglio di amministrazione è annualmente designato dal Consiglio stesso a fungere da vice presidente.
Il presidente è coadiuvato dal vice presidente, che lo sostituisce in caso di assenza o di legittimo impedimento.
Art. 6. Il Consiglio di amministrazione è composto del presidente e di nove membri nominati con decreto del DUCE, Primo Ministro Segretario di Stato:
- un consigliere su proposta del Ministro per le finanze;
- un consigliere su proposta del Ministro per l'interno;
- un consigliere su proposta del Segretario del P.N.F. Ministro Segretario di Stato;
- un consigliere su proposta del Ministro per la grazia e giustizia;
- un consigliere su proposta del Ministro per l'agricoltura e le foreste;
- un consigliere su proposta del Ministro per corporazioni;
- un consigliere su proposta del Capo dell'Ispettorato per la difesa del risparmio e l'esercizio del credito;
- un consigliere su proposta della Confederazione fascista degli agricoltori;
- un consigliere su proposta della Confederazione fascista degli industriali.
I Consiglieri rimangono in carica tre anni e possono essere confermati nella carica stessa.
Con decreto del Ministro per le finanze sono determinate le indennità assegnate al presidente e ai competenti il Consiglio di amministrazione;
Il Consiglio di amministrazione nomina il segretario;
Alle sedute del Consiglio di amministrazione assiste, con voto consultivo, il direttore generale dell'Ente.
Art. 7. Il Consiglio di amministrazione ha tutti i poteri per il funzionamento dell'Ente.
Esso delibera un apposito regolamento interno da approvarsi dal Ministro per le finanze, per stabilire la consistenza numerica del personale, nonché le norme di assunzione e di stato giuridico ed il trattamento economico, a qualsiasi titolo, di attività e di quiescenza del personale medesimo.
Art. 8. Il Consiglio di amministrazione è convocato dal presidente, il quale ne dà tempestivo avviso ai consiglieri ed ai sindaci effettivi.
Per la validità delle deliberazioni occorre l'intervento di almeno sette componenti.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti; in caso di parità prevale il voto del presidente.
Art. 9. Il consiglio di amministrazione nomina nel suo seno, la Giunta esecutiva, determinandone le attribuzioni e i poteri.
La Giunta è composta di cinque membri, fra i quali il presidente e il vice presidente.
Assiste alle riunioni della Giunta, con voto consultivo, il direttore generale dell'Ente.
Funge da segretario della Giunta esecutiva il segretario del Consiglio di amministrazione.
La Giunta esecutiva è convocata dal presidente, il quale ne dà tempestivo avviso ai membri ed ai sindaci effettivi.
Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza di almeno tre membri. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti. In caso di parità prevale il voto del presidente.
Art. 10. La Giunta esecutiva delibera sulle operazioni per le quali sia stata delegata dal Consiglio di amministrazione ed entro i limiti della delegazione stessa.
Non possono essere delegate alla Giunta le deliberazioni:
a) sulla formazione del bilancio;
b) sulla emissioni di certificati di cui all'art. 13;
c) sulla emissione dei titoli obbligazionari di cui all'art. 15;
d) sulla delega ad Istituti di credito fondiario a norma dell'art. 12 del R. decreto-legge 9 febbraio 1939-XVII, n. 126, e convenzioni relative;
e) sugli atti indicati nell'art. 16.
Le deliberazioni della Giunta sono comunicate al consiglio nella prima seduta successiva.
Art. 11. Le deliberazioni del Consiglio di amministrazione e della Giunta esecutiva sono inserite in appositi registri di verbali e vengono autenticati con la firma del presidente e del segretario.
Le deliberazioni prese dal presidente, in via di urgenza a norma dell'art. 4, sono trascritte in apposito registro e firmate dal presidente.
Dei verbali relativi alle deliberazioni di cui al presente articolo e delle deliberazioni del presidente, il segretario del Consiglio di amministrazione può, con l'autorizzazione del presidente, rilasciare copie od estratti.
Art. 12. Il Collegio dei sindaci è composto di tre membri effettivi e di due supplenti, nominati con decreto del Duce, Primo Ministro Segretario di Stato.
Uno dei sindaci effettivi è: scelto fra i magistrati della Corte dei conti ed ha funzioni di presidente; uno è nominato su proposta del Ministro per le finanze ed uno su proposta del Ministro per le corporazioni.
Con lo stesso decreto, su proposta del Ministro per le finanze, sono nominati due sindaci supplenti.
I sindaci effettivi ed i supplenti durano in carica tre anni e possono essere confermati.
Con decreto del Ministro per le finanze sono fissate le retribuzioni spettanti ai sindaci.
I sindaci esercitano il controllo sulla gestione dell'Ente e sulla osservanza delle disposizioni di legge e dello statuto; assistono alle riunioni del Consiglio di amministrazione e della Giunta esecutiva ed hanno in generale i poteri e gli obblighi che la legge attribuisce ai sindaci delle società commerciali, in quanto applicabili.
Il Collegio dei sindaci presenta al Ministro per le finanze una relazione annuale in accompagnamento del bilancio sulla gestione dell'Ente.
Art. 13. L'Ente è autorizzato ad emettere certificati speciali da destinare quale corrispettivo per i beni trasferiti all'Ente stesso, a norma degli articoli 26 e 32 del R. decreto-legge 9 febbraio 1939-XVII, n. 126.
I certificati fruttano l'interesse del 4% annuo pagabile in due semestralità posticipate al 1° gennaio ed al 1° luglio, tenuto conto dell'eventuale parte di semestralità dovuta a norma del capoverso dell'art. 36 del R. decreto-legge 9 febbraio 1939-XVII, n. 126.
I certificati sono trentennali a decorrere dal 1° luglio 1939-XVII e allo scadere del triennio saranno ritirati ed annullati a norma dell'art. 35 del R. decreto-legge anzidetto.
I titoli anzidetti portano la firma del presidente dell'Ente e del presidente del Collegio sindacale, sono segnati col bollo a secco dell'Ente e portano la dicitura: "Il presente certificato è garantito dai beni costituenti il patrimonio immobiliare dell'E.G.E.L.I. e dal fondo titoli costituito a norma dell'art. 41 del R. decreto-legge 9 febbraio 1939-XVII, n. 126".
Art. 14. I certificati speciali di cui all'articolo precedente, sono nominativi e possono essere trasferiti a persone di razza ebraica.
È vietata al loro cessione, per atto tra vivi, a persone non appartenenti alla razza ebraica.
La cessione dei certificati a persone non appartenenti alla razza ebraica, per atto tra vivi, può essere fatta solo per costituzione di dote o per l'adempimento di una obbligazione di data certa e anteriore a quella di entrata in vigore del R. decreto-legge 9 febbraio 1939-XVII, n. 126, ovvero derivante da fatto illecito.
Art. 15. L'ente è autorizzato ad emettere titoli obbligazionari al portatore, fruttanti l'interesse del 4%, pagabile in due semestralità posticipate, al 1° gennaio ed al 1° luglio.
Tali titoli sono destinati esclusivamente a sostituire, nei casi previsti dall'ultimo comma dell'art. 33 del R. decreto-legge 9 febbraio 1939-XVII, n. 126, i certificati speciali, dei quali conservano la scadenza.
Art. 16. Nel caso di comprovata necessità del titolare, l'Ente ha facoltà di effettuare operazioni di anticipazione sui certificati, a condizioni da determinarsi annualmente dal Consiglio di amministrazione, con deliberazione da approvarsi dal Ministro per le finanze.
L'Ente ha altresì facoltà di riscattare i certificati speciali da esso emessi, previa autorizzazione del Ministro per le finanze e con le modalità dallo stesso stabilite.
Art. 17. Il pagamento degli interessi avviene presso gli Istituti indicati dal Consiglio di amministrazione, dietro presentazione dei certificati e con fondi somministrati dal Tesoro su appositi stanziamenti nel bilancio dello Stato.
Art. 18. L'esercizio finanziario dell'Ente si riferisce all'anno solare.
Entro il 31 marzo di ogni anno, il Consiglio di amministrazione sottopone all'approvazione del Ministro per le finanze il bilancio dell'Ente accompagnandolo con una particolareggiata relazione sull'attività svolta.
Art. 19. Il prezzo netto risultante dall'applicazione degli articoli 20, 21, 22 e 24 del R. decreto-legge 9 febbraio 1939-XVII, n. 126, rappresenta il valore di carico degli immobili trasferiti all'Ente a norma dell'art. 26 del R. decreto-legge stesso.
Art. 20. All'inizio di ogni esercizio l'Ente sottopone al Ministro per le finanze, per l'approvazione, il piano generale delle vendite di beni immobili che si propone di effettuare durante l'esercizio medesimo, accompagnandolo con una documentata relazione.
Il Ministro per le finanze può, inoltre, autorizzare la vendita di determinati immobili stabilendone le modalità.
Le vendite sono, di regola, fatte per contanti. In casi particolari, l'Ente può, con l'autorizzazione del Ministro per le finanze, concedere dilazioni per il pagamento del prezzo.
Art. 21. I ricavi netti delle vendite degli immobili di proprietà dell'Ente sono tenuti contabilmente in evidenza e versati mensilmente al Tesoro dello Stato per essere investiti, a mezzo del contabile per il Portafoglio, in titoli del debito pubblico, a norma dell'art. 41 del R. decreto-legge 9 febbraio 1939-XVII, n. 126. Tali titoli, di pertinenza del Tesoro che ne riscuote i relativi interessi versandoli al bilancio dello Stato, sono custoditi presso la Tesoreria centrale del Regno a garanzia dei certificati speciali emessi dall'Ente.
Art. 22. I proventi della gestione dei beni di proprietà dell'Ente, gli oneri dell'esercizio e le spese generali e di amministrazione, sono registrati nel conto spese e proventi. Il saldo di tale conto è versato annualmente al bilancio dell'entrata dello Stato, dopo l'approvazione del bilancio, ai sensi dell'art. 40 del R. decreto-legge 9 febbraio 1939-XVII, n. 126.
Art. 23. L'Ente tiene separata contabilità della gestione realizzi, registrando partitamente l'importo dei valori realizzati durante ciascun esercizio mediante l'alienazione dei beni di pertinenza dell'Ente rispetto al prezzo di carico in bilancio determinato a norma dell'art. 19 e maggiorato delle spese di carattere patrimoniale occorse per la conservazione, riparazioni e migliorie dei beni di proprietà dell'Ente, e non considerate nel conto spese e proventi di cui all'art. 22.
In base alle risultanze di cui sopra, per ciascun quinquennio è determinata la situazione patrimoniale, la quale, accompagnata da una relazione del Consiglio di amministrazione, è sottoposta all'approvazione del Ministro per le finanze.
Art. 24. Un mese prima di ciascuna scadenza delle semestralità dei certificati speciali e dei titoli obbligazionari, l'Ente ne comunica al tesoro dello Stato l'ammontare complessivo e l'elenco degli istituti autorizzati al relativo pagamento.
Art. 25. Gli uffici dell'Ente sono retti dal direttore generale.
La qualità di funzionario o impiegato dell'Ente è incompatibile con qualsiasi impiego privato o pubblico e con l'esercizio di qualsiasi professione, commercio o industria.
I funzionari e gli impiegati non possono coprire cariche di consiglieri di amministrazione, di liquidatori e sindaci di società, salvo espressa autorizzazione del Consiglio di amministrazione.
Art. 26. È fatto divieto ai consiglieri di amministrazione, ai sindaci, ai funzionari di direzione ed agli impiegati dell'Ente di acquisire beni dell'Ente e, comunque, di contrarre obbligazioni di qualsiasi natura, dirette o indirette con l'Ente, ovvero con acquirenti di beni immobili di proprietà dell'Ente.
I funzionari e gli impiegati dell'Ente sono obbligati al segreto d'ufficio.
Visto l'ordine di Sua Maestà il Re d'Italia
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References: Art. 1
 art. 4

Art. 2
 art. 1

Art. 3
 art. 1

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 9

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

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Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26