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Timestamp: 2020-06-07 06:44:45+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7790 del 27/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7790 del 27/03/2017
Cassazione civile, sez. lav., 27/03/2017, (ud. 15/12/2016, dep.27/03/2017), n. 7790
sul ricorso 7044/2012 proposto da:
lo studio dell’avvocato ANGELO ABIGNENTE che la rappresenta e
S.F., C.F. (OMISSIS), domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR
avverso la sentenza n. 725/2011 della CORTE D’APPELLO di SALERNO,
depositata il 27/09/2011 R.G.N. 1136/2009;
udito l’Avvocato ABIGNENTE ANGELO;
1. S.F., dipendente della s.p.a. Sita, azienda concessionaria del servizio di trasporto regionale, con mansioni di conducente di autobus addetto sia alla guida che al rilascio dei biglietti con incasso (agente unico) ha agito per il riconoscimento del diritto alle differenze economiche per il mancato adeguamento della relativa indennità a far tempo dal 1990. La Corte di appello di Salerno, con sentenza depositata il 27.9.2011, in riforma della sentenza del Tribunale, ha accolto la domanda dichiarando che l’indennità di agente unico, da corrispondere mensilmente in misura pari a venti minuti della retribuzione normale dell’autista di 7^ livello con tre scatti di anzianità, va adeguata alle variazioni di tale retribuzioni ed ha assunto il conseguente provvedimento di condanna alle differenze retributive.
2. Avverso tale sentenza la società ha proposto ricorso per Cassazione, affidato a quattro motivi. Il lavoratore ha resistito con controricorso. Entrambi le parti hanno depositato memoria ex art. 378 c.p.c..
1. Con il primo motivo di ricorso il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del punto 18 dell’accordo nazionale 2 ottobre 1989 (che viene trascritto interamente) nonchè vizio di motivazione, assumendo che nel prevedere il diritto alla rivalutazione dell’emolumento, ed escludendo la prospettazione del congelamento dell’indennità, la Corte territoriale non ha tenuto conto della formulazione letterale della citata disposizione che – al di fuori di alcuni elementi della retribuzione normale specificamente e testualmente menzionati – ha cristallizzato la misura di tutti gli altri elementi, a qualsiasi titolo rientranti nella retribuzione normale.
Il punto 18 dell’accordo nazionale del 2 ottobre 1989 recita: “Per effetto degli aumenti degli elementi retributivi di cui alla presente ipotesi di accordo rientranti nella retribuzione normale, sono soggetti a rivalutazione esclusivamente i seguenti istituti: A.P.A. (per effetto degli aumenti delle retribuzioni conglobate dall’1/9/1989 e dall’1-1-1991), lavoro straordinario, lavoro festivo, lavoro notturno, indennità di trasferta, indennità di diaria ridotta, trattamento di fine rapporto. Ogni altro compenso nazionale e aziendale eventualmente espresso in misura percentuale, resta confermato in cifra con il conseguente riproporzionamento della percentuale medesima sulla relativa base di calcolo”.
Come già affermato da questa Corte (cfr. Cass., Sez. 6, 3.10.2014, n. 20966; successivamente, ex plurimis, Cass. Sez. 6, n. 18048/2015, Cass. 19773/2016), la previsione, con la quale le parti stipulanti hanno inteso distinguere tra retribuzione normale, rivalutabile, e altri compensi, nazionali o aziendali, congelati, non palesa ambiguità: dalla possibilità di rivalutazione, o adeguamento, viene escluso ogni altro compenso, nazionale e aziendale, eventualmente espresso in misura percentuale, congelato in cifra fissa, quella ormai cristallizzata; il riproporzionamento in termini percentuali risulta necessitato dal fatto che restando fissa la somma erogata per il compenso, per legittimarla doveva operarsi la riduzione in misura corrispondente della percentuale che ne determinava l’ammontare.
8. Nemmeno possono ravvisarsi, nel caso di specie (e a differenza di alcune pronunce di questa Corte: sentenze nn. 23950/2013, 17417/2015, 8675/2016), i profili di inammissibilità del ricorso ipotizzati nella memoria depositata dal controricorrente ex art. 378 c.p.c., considerato che lo stesso controricorrente precisa che in nessuna (altra) parte del contratto nazionale del 1989 si richiama la suddetta indennità di agente unico (pag. 17 controricorso) e che il contenuto degli accordi collettivi del 1982 e del 1988 – così come riprodotto nella sentenza impugnata – non è mai stato oggetto di contestazioni. Risultano, insomma, certi i termini della controversia sulla base delle riproduzioni dei testi negoziali effettuate sia negli atti delle parti stesse sia nella sentenza impugnata.
9. L’accoglimento dei primi due motivi esime dalla disamina dei successivi terzo e quarto motivo, che, in ogni caso, appaiono inammissibili (essendo stato denunciato, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, un contratto di livello aziendale) ed inconferenti.
10. In conclusione, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata deve essere cassata; non essendo necessari ulteriori accertamenti, la causa va decisa nel merito, con il rigetto della domanda introduttiva del giudizio.
11. Le spese di lite sono compensate in considerazione del recente consolidamento della giurisprudenza di questa Corte.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 378
 Cass. Sez. 
 Cass. 
 art. 378
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 sentenza