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Timestamp: 2016-10-22 09:21:21+00:00

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⭐DAL SINTOMO ALLA DIAGNOSI: SUGGERIMENTI PER L UTILIZZO DELLA DIAGNOSTICA PER IMMAGINI
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1 DAL SINTOMO ALLA DIAGNOSI: SUGGERIMENTI PER L UTILIZZO DELLA PER IMMAGINI 42 DAL SINTOMO ALLA DIAGNOSI: SUGGERIMENTI PER L UTILIZZO DELLA PER IMMAGINI Se vogliamo che tutto rimanga com è, bisogna che tutto cambi. Mi sono spiegato?3 Il Principe - Il Gattopardo cap I (cit.) PRESENTAZIONE SUGGERIMENTI PER L UTILIZZO DELLA PER IMMAGINI DAL SINTOMO ALLA DIAGNOSI ATTRAVERSO I PERCORSI DIAGNOSTICI La disponibilità di una guida nei percorsi diagnostici, è esigenza per i radiologi ma anche per gli altri colleghi medici di medicina generale e specialisti delle altre discipline è una necessità che scaturisce dal dover garantire al paziente il percorso diagnostico,più appropriato, meno impegnativo più utile e meno dispendioso. Anche se oggi l ultimo si ritiene spesso il più importante, l attività professionale ci impone invece di avere come riferimento non tanto e non solo l aspetto dei costi ma soprattutto le problematiche cliniche del paziente. Da sempre l inquadramento clinico corretto compete al clinico e non al radiologo in prima battuta, coattore di un processo clinico più ampio e complesso laddove l integrazione tra le varie discipline porta ciascuno a svolgere il proprio ruolo nel rispetto dei principi etici e legali della professione del medico. Negli ultimi decenni la diagnostica per immagini ha visto evolversi, non solo la radiologia convenzionale, ma crescere a dismisura le diverse tecniche diagnostiche,tutte digitali che hanno indotto un notevole incremento sia delle immagini prodotte da ciascuna di esse, ma soprattutto una crescita esponenziale nell uso delle singole metodiche per cui spesso noi medici, ma la società intera, abbiamo messo in evidenza un uso improprio e a volte un abuso delle metodiche diagnostiche con sovrapposizioni delle stesse che, a posteriori, si dimostrava essere stato un inutile inseguirsi di elementi che non apportavano alcuna utilità clinica alla soluzione delle problematiche per le quali il paziente aveva consultato e si era affidato alla medicina. La necessità di avere chiari punti di riferimento, rende sempre più attuale il disporre di suggerimenti e percorsi clinico- diagnostici a vantaggio di tutti. Affrontando questa delicata materia, già un decennio fatta propria dalla SIRM, AIMN e AINR, con la meritoria divulgazione delle Linee Guida in Diagnostica per Immagini approvata dalla Conferenza Stato- Regioni su proposta dell ASSR e derivante dalle Linee Guida del Royal College4 of Radiology, ho esaminato quanto e cosa facevamo noi radiologi prima che questo argomento diventasse pressante per tutti. I decenni trascorsi ci riportano alla mente le nostre impostazioni nell affrontare le numerose problematiche cliniche sebbene con meno tecniche e tecnologie di minor peso. L avvento dell ecografia e la TC cominciavano ad assumere un ruolo fondamentale nella clinica ed ancora di più con la RM abbiamo contribuito ad incrementare significativamente le possibilità diagnostiche, creando i presupposti per una progressiva atrofia del contributo clinico a vantaggio del ipertrofia delle tecniche di imaging, che ci a visti promotori facendoci sentire primi attori di una medicina moderna ma al contempo sollevando numerose problematiche diagnostico- gestionali ed economiche. Infatti in quegli anni erano molto divulgati e diffusi gli Algoritmi Diagnostici divenuti nel decennio successivo Flow Chart per poi sfociare in quest ultimo decennio in Linee Guida. Ma in che cosa è consistita l evoluzione culturale dei comportamenti in diagnostica per immagini? Forse nel bagaglio culturale? Certamente sì ma non solo, infatti gli anni più recenti hanno visto espandersi il timore, sfociato in ossessione, dei risvolti medico legali ed assicurativi, per arrivare più recentemente a considerare che queste necessità di linee guida derivino dalla esigenza di riduzione della spesa sanitaria; nella speranza che ciò non penalizzi l obiettivo principale : il paziente con i suoi problemi clinici. Queste premesse prima di affrontare le motivazioni più specifiche scaturite da approfonditi confronti che hanno visto il gruppo di lavoro SIRM confrontarsi anche animatamente ed allargando il confronto alle Sezioni di Studio delle quali sono stati recepiti suggerimenti ed approfondimenti con sfaccettature che hanno messo in rilievo la differenza anche sostanziale di impostazione tra esse. Si è giunti quindi a formulare i principi che avrebbero guidato l elaborazione di questo lavoro che restringono il campo di interesse per ciascun apparato, lasciando fuori dal documento sia la patologia oncologica che quella traumatica, l interventistica e la pediatria. Questa logica ha tenuto conto delle specifiche linee guida esistenti negli ambiti non affrontati, che rappresentano fasi approfondite e quindi linee diagnostiche consolidate: basti pensare ai traumi cranio- vertebrali. Abbiamo pertanto considerato la situazione di base che tenesse conto nella formulazione delle linee guida della realtà, che dapprima il clinico ed in sintonia il radiologo, si trovano ad affrontare per iniziare un percorso diagnostico. Come sempre il paziente si rivolge al clinico e talvolta al radiologo con un problema specifico rappresentato da un sintomo o da più sintomi ed è compito del medico, valutando il singolo elemento e l associazione eventuale con altri sintomi in atto o precedenti, che deve inquadrare la problematica ed orientare la diagnostica per immagini, nell ottica di ricercare la spiegazione dello 45 stesso e quindi la sua causa: compito arduo che ha portato negli anni ad un sovrautilizzo di più tecniche di imaging e non sempre alla soluzione della problematica. Partendo dal sintomo e dal problema clinico abbiamo valutato la metodica con l appropriatezza più elevata considerando anche l impatto dosimetrico per offrire maggiore completezza all indicazione ed alla scelta. Infine sono stati considerati per lo stesso apparato, più scenari che prendono in esame l associazione di più sintomi poiché, situazioni complesse necessitano di scelte specifiche. Tutto ciò per offrire un canovaccio costituito dalle situazioni cliniche quotidiane che giungono al medico, non solo radiologo, ma specialista non radiologo, facendo salve le problematiche specifiche di ogni singola specialità, augurandoci che questo lavoro preliminare che riteniamo di base, rappresenti uno stimolo alle Sezioni di Studio, che traendo lo spunto possano ampliare il nostro lavoro rispondendo alle esigenze clinico- diagnostiche con risposte più qualificate e meno generali di quelle da noi realizzate. Hanno lavorato: Antonella Patrizia Bortolo Tommaso Carmelo Chiara Calvisi Garriba Perin Pirronti Privitera Zuiani Coordinati da Tommaso Pirronti 56 Grazie per la collaborazione ai presidenti delle Sezioni di Studio, a Francesco Rosella e Giuseppe Alvaro INTRODUZIONE GUIDA ALLA CONSULTAZIONE DELLE TABELLE In sintonia con l obiettivo delle linee guida, oltre a voler offrire uno strumento di base di semplice consultazione che orienta il radiologo ed i medici non radiologi, la logica nell elaborazione delle stesse è quella di offrire delle proposte diagnostiche in funzione dell appropriatezza di ciascuna metodica, non trascurando il loro impatto dosimetrico. Sono state elaborate delle tabelle, raggruppate in capitoli secondo la loro tematica, che prendono in esame i diversi distretti e gli apparati, esposti secondo la loro disposizione cranio- caudale, con il sistema osteo- muscolare alla fine, in quanto presente in ogni distretto (vedi INDICE a pag ). Ogni tabella è preceduta dalla voce PROBLEMA CLINICO (es. Cefalea Primaria). Il giusto approccio, infatti, è l analisi preliminare del/i sintomo/i riferiti dal paziente da parte del clinico/chirurgo che, con l eventuale integrazione di esami laboratoristici e strumentali e il consulto con lo specialista radiologo, deve rivolgersi alle indagini radiologiche già con una ipotesi diagnostica o con delle ipotesi in diagnosi differenziale, che giustifichino l indagine. Ogni tabella è suddivisa in 5 (cinque) colonne: Prima e seconda colonna: corrisponde alla voce. Qui vengono elencate le diverse metodiche disponibili (es. Ecografia o Tomografia Computerizzata), disposte secondo ordine di livello diagnostico, espressi in numero progressivo nella prima colonna. L indagine diagnostica è sempre accompagnata da una voce che indica il distretto interessato (es. RISONANZA del cranio), così da supportare il medico richiedente nella scelta del tipo e della voce dell indagine corretta, data anche la diffusione sempre maggiore di nomenclatori informatizzati. Terza colonna: corrisponde alla voce APPROPRIATEZZA, espressa nei gradi,,, che corrispondono in maniera semplificata ad alta, media, scarsa, nulla appropriatezza. Questa riassume in sé il potenziale di sensibilità e specificità di ciascuna metodica d indagine, la loro facilità/velocità/disponibilità d esecuzione. Quarta colonna: corrisponde alla voce COMMENTO. Una descrizione sintetica delle motivazioni per cui si effettua l indagine in questione e informazioni aggiuntive sulle tecniche e sulle possibilità diagnostiche. Quinta colonna: corrisponde alla voce DOSE. Sebbene le caratteristiche d esposizione sono un elemento essenziale nell elaborare un giudizio di appropriatezza, si è ritenuto opportuno mantenere una voce separata per la dose. Questo per sottolineare l importanza del potenziale impatto delle radiazioni ionizzanti (raggi X, gamma, alfa, beta) espresso come dose efficace in msv, nei gradi crescenti,,,, 4, 5, che tiene in conto il differente impatto tra popolazione adulta e popolazione pediatrica (ADULTO: =msv, =<, msv, =,- msv,=- msv,4=- msv,5=- msv; BAMBINO: =msv, =<, msv, =.- msv,=.- msv,4=- msv,5=- msv). 67 All inizio di ogni capitolo è possibile trovare un sottoindice con l elenco dei problemi clinici contenuti, per una più rapida consultazione. PRINCIPI E LEGISLAZIONE Nel Decreto legislativo 87/ viene espressa la normativa attuale, costituito da tre principi fondamentali, che sono l Appropriatezza, la Giustificazione e l Ottimizzazione, e dalle norme sanzionatorie.. E vietata l esposizione non giustificata. Articolo Principio di giustificazione. Le esposizioni mediche di cui all articolo, comma, devono mostrare di essere sufficientemente efficaci mediante la valutazione dei potenziali vantaggi diagnostici o terapeutici complessivi da esse prodotti, inclusi i benefici diretti per la salute della persona e della collettività, rispetto al danno alla persona che l esposizione potrebbe causare, tenendo conto dell efficacia, dei vantaggi e dei rischi di tecniche alternative disponibili, che si propongono lo stesso obiettivo, ma che non comportano un esposizione, ovvero comportano una minore esposizione alle radiazioni ionizzanti. In particolare: a) tutti i nuovi tipi di pratiche che comportano esposizioni mediche devono essere giustificate preliminarmente prima di essere generalmente adottate; b) i tipi di pratiche esistenti che comportano esposizioni mediche possono essere riveduti ogniqualvolta vengano acquisite prove nuove e rilevanti circa la loro efficacia o le loro conseguenze; c) il processo di giustificazione preliminare e di revisione delle pratiche deve svolgersi nell ambito dell attività professionale specialistica tenendo conto dei risultati della ricerca scientifica.. Il Ministero della sanità può vietare, sentito il Consiglio superiore di sanità, tipi di esposizioni mediche non giustificati. 4. Tutte le esposizioni mediche individuali devono essere giustificate preliminarmente, tenendo conto degli obiettivi specifici dell esposizione e delle caratteristiche della persona interessata. Se un tipo di pratica che comporta un esposizione medica non è giustificata in generale, può essere giustificata invece per il singolo individuo in circostanze da valutare caso per caso. 5. Il prescrivente e lo specialista, per evitare esposizioni non necessarie, si avvalgono delle informazioni acquisite o si assicurano di non essere in grado di procurarsi precedenti informazioni diagnostiche o documentazione medica pertinenti alla prevista esposizione. 6. Le esposizioni mediche per la ricerca clinica e biomedica sono valutate dal comitato etico istituito ai sensi della norme vigenti. 7. Le esposizioni di cui all articolo, comma, lettera e), che non presentano un beneficio diretto per la salute delle persone esposte, devono essere giustificate in modo particolare e devono essere effettuate secondo le indicazioni di cui all articolo 4, comma 6. 78 8. Le esposizioni di cui all articolo, comma, devono mostrare di essere sufficientemente efficaci per la salute del paziente, tenendo conto dei vantaggi diretti, dei vantaggi per le persone di cui all articolo, comma, nonché del danno che l esposizione potrebbe causare; le relative giustificazioni e i relativi vincoli di dose sono quelli indicati nell allegato I, parte I. 9. Le esposizioni di cui all articolo, comma, sono vietate nei confronti dei minori di 8 anni e delle donne con gravidanza in atto. Articolo 4 Principio di ottimizzazione. Tutte le dosi dovute a esposizioni mediche per scopi radiologici di cui all'articolo, comma, ad eccezione delle procedure radioterapeutiche, devono essere mantenute al livello più basso ragionevolmente ottenibile e compatibile con il raggiungimento dell informazione diagnostica richiesta, tenendo conto di fattori economici e sociali; il principio di ottimizzazione riguarda la scelta delle attrezzature, la produzione adeguata di un informazione diagnostica appropriata o del risultato terapeutico, la delega degli aspetti pratici, nonché idlgs.87/, modificato dalla Legge 9/ p. 4/6 programmi per la garanzia di qualità, inclusi il controllo della qualità, l esame e la valutazione delle dosi o delle attività somministrate al paziente.. Per tutte le esposizioni mediche a scopo terapeutico di cui all articolo, comma, lettera a), lo specialista deve programmare individualmente l esposizione dei volumi bersaglio tenendo conto che le dosi a volumi e tessuti non bersaglio devono essere le più basse ragionevolmente ottenibili e compatibili con il fine radioterapeutico perseguito con l esposizione.. Ai fini dell ottimizzazione dell esecuzione degli esami radiodiagnostici si deve tenere conto dei livelli diagnostici di riferimento (LDR) secondo le linee guida indicate nell allegato II. 4. Le procedure di giustificazione e di ottimizzazione della ricerca scientifica comportante esposizioni a radiazioni ionizzanti di cui all articolo, comma, lettera d), si conformano a quanto previsto nell allegato III. Nei casi in cui i programmi di ricerca non siano suscettibili di produrre benefici diretti sulla persona esposta, si applicano comunque le disposizioni di cui all articolo 99 del decreto legislativo 7 marzo 995, n. [abrogato dall art. 9, Legge 9/]. 5. In deroga a quanto stabilito al comma 4, nel caso di pazienti che accettano volontariamente di sottoporsi a trattamento sperimentale terapeutico o diagnostico e che si aspettano di ricevere un beneficio terapeutico o diagnostico da tale trattamento, lo specialista programma su base individuale i livelli massimi delle dosi. 6. Particolare attenzione deve essere posta a che la dose derivante da esposizione medico- legale di cui all articolo comma, lettera e), sia mantenuta al livello più basso ragionevolmente ottenibile. 7. Le procedure di ottimizzazione e i vincoli di dose per le esposizioni di cui all articolo, comma, di soggetti che coscientemente e volontariamente collaborano, al di fuori della loro occupazione, all assistenza ed al conforto di pazienti sottoposti a diagnosi o, se del caso, a terapia, sono quelli indicati nell allegato I, parte II. 89 8. Nel caso di un paziente sottoposto ad un trattamento o ad una diagnosi con radionuclidi, se del caso, il medico nucleare o il radioterapista fornisce al paziente stesso o al suo tutore legale istruzioni scritte volte a ridurre, per quanto ragionevolmente conseguibile, le dosi per le persone in diretto contatto con il paziente, nonché le informazioni sui rischi delle radiazioni ionizzanti. Tali istruzioni sono impartite prima di lasciare la struttura sanitaria. 9. Per quanto riguarda l attività dei radionuclidi presenti nel paziente all atto dell eventuale dimissione da strutture protette, si applica, in attesa dell emanazione del decreto previsto dall articolo 5, comma, del decreto legislativo 7 marzo 995, n., quanto previsto nell allegato I, parte II. Art. 4. Apparato sanzionatorio. La violazione degli obblighi di cui all'articolo, in tema di giustificazione, ed all'articolo 4, in tema di ottimizzazione, e' punita con l'arresto sino a tre mesi o con l'ammenda da lire cinque milioni a lire venti milioni.. L'esposizione di persone a scopo di ricerca scientifica clinica, senza il loro consenso, in violazione dell'obbligo di cui all'articolo 5, comma 6, e' punita con l'arresto da due a sei mesi o con l'ammenda da lire venti milioni a lire ottanta milioni. Ogni altra violazione delle disposizioni di cui al medesimo articolo 5 e' punita con l'arresto fino a quindici giorni o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni.. La violazione degli obblighi di cui agli articoli 6, comma, 8, commi, 6 e 7, 9,, e, comma, e' punita con l'arresto fino a quindici giorni o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni. Nel decreto è esplicato il ruolo del prescrivente, del radiologo e dello specialista non radiologo, che condividono la responsabilità sull indicazione e prescrizione dell esame. Per ciascun esame è necessario valutare l appropriatezza dello stesso in relazione al problema clinico, compiendo un attento bilancio tra i rischi legati alla somministrazione della dose e il beneficio derivante dalle informazioni ottenute (Giustificazione) ai fini della diagnosi. L esame deve essere condotto in modo da utilizzare la dose minore possibile compatibilmente con le esigenze diagnostiche (Ottimizzazione). Diventa fondamentale, pertanto, essere a conoscenza delle dosi che vengono somministrate in corso di ciascuna indagine, in modo che l appropriatezza della richiesta di esame radiologico tenga conto delle problematiche legate all esposizione nel singolo paziente. 910 POTENZIALI EFFETTI AVVERSI La diagnostica per immagini utilizza le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti ultrasuoni e campi magnetici) come mezzo per ottenere immagini dal corpo umano. Ogni esame radiologico, pertanto, rappresenta un potenziale rischio per la salute: radiografia convenzionale, la tomografia computerizzata (TC), le indagine e le procedure angiografiche. I danni potenziali derivano dall effetto che le radiazioni inducono sulle strutture cellulari, determinando effetti proporzionali alla dose (dal danno alla morte cellulare). Nella pratica radiologica, però, non è possibile prevedere in maniera diretta su un singolo paziente l insorgenza e la gravità di un danno indotto da radiazioni, in quanto di natura probabilistica (stocastica). EFFETTI STOCASTICI Questi effetti non hanno una relazione diretta con la dose somministrata, e possono manifestarsi a distanza dall esposizione. Non esiste, nella predicibilità di tali eventi, un valore soglia, e la gravità dell effetto è indipendente dalla dose ricevuta. Con l aumentare della dose, comunque, aumenta la probabilità di occorrenza dell effetto stocastico, e da ciò scaturisce l importanza di ridurre il più possibile l esposizione della popolazione alle radiazioni utilizzate a fini diagnostici. Questi effetti sono in relazione allo sviluppo di neoplasie e alle mutazioni ereditabili. EFFETTI DETERMINISTICI Come detto in precedenza, questi effetti sono proporzionali alla dose, derivano dal danneggiamento delle strutture cellulari, e si manifestano oltre un valore soglia. Gli effetti sull adulto sono, in ordine crescente di gravità, l eritema, ulcerazioni cutanee, tossicità delle mucose, con problematiche a carico delle mucose con sintomi prevalentemente intestinali, danni midollari con leucopenia, danni al cristallino, fino alla tossicità del sistema nervoso (edema cerebrale). Gli effetti sul feto producono anomali di crescita e sviluppo, malformazioni o la morte, in relazione alla dose e al periodo gestazionale in cui viene somministrata la dose. DOSE EFFICACE La dose efficace è una grandezza dosimetrica che viene utilizzata per effettuare una stima del rischio stocastico (insorgenza di neoplasie e mutazioni ereditabili) seguente all esposizione alle radiazioni, ed è espressa in msv. La dose efficace tiene conto del fatto che gli organi e tessuti del corpo hanno una diversa radiosensibilità, ossia una diversa probabilità di sviluppare neoplasie indotte dalle radiazioni.11 Dosi efficaci relative ad alcune tra le indagini con radiazioni ionizzani più frequentemente effettuate in Radiologia diagnostica convenzionale (NRPB- 99) Procedura diagnostica Dose efficace (msv) Equivalente in Rx Torace Torace. Colonna lombare. 65 Colonna dorsale.7 5 Anca. 5 Bacino.7 5 Cranio Transito prime vie digerenti 5 Clisma opaco 7 5 Urografia.5 5 Dosi efficaci relative ad alcuni esami di Tomografia Assiale computerizzate (G. Tosi, Comunicazione personale) Procedura diagnostica Dose Efficace (msv) Equivalente in Rx Torace Cranio.7 85 Colonna cervice.7 85 Colonna dorsale 4.4 Torace Colonna lombare.5 75 Pelvi12 INDICE v SISTEMA NERVOSO v RACHIDE v COLLO v APPARATO RESPIRATORIO v APPARATO CARDIOVASCOLARE v SENOLOGIA v APPARATO GASTRO-INTESTINALE v APPARATO URINARIO v APPARATO GENITALE MASCHILE v APPARATO GENITALE FEMMINILE v APPARATO OSTEO-MUSCOLARE13 ITER DIAGNOSTICO RADIOLOGICO DEL SISTEMA NERVOSO v Deficit neurologici acuti e cefalea acuta (sospetto TIA, ictus, ESA) v Deficit neurologici associati o meno a cefalea/febbre (sospette lesioni espansive/malattie demielinizzanti/infezioni) v Crisi di grande male o piccolo male insorta all improvviso (anche in pazienti con lesioni espansive note) v Demenza, disturbi della memoria, primo episodio di psicosi v Disturbi visivi, lesioni orbitarie, corpi estranei v Disfunzioni endocrino/metaboliche, alterazioni della prolattinemia (sospette alterazioni ipofisarie o della regione iuxtasellare) v Ipoacusia, vertigini, acufeni, sordità neurosensoriale v Cefalea primaria (croniche o acute ricorrenti) refrattaria alla terapia v Cefalea attribuita a trauma recente v Cefalea e dolore alle strutture dello splancnocranio (sospetta sinusopatia/processi espansivi)14 ITER DIAGNOSTICO RADIOLOGICO DEL SISTEMA NERVOSO PROBLEMA CLINICO - SINTOMI Deficit neurologici acuti e cefalea acuta (sospetto TIA, ictus, ESA) TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA del Cranio La TC cerebrale senza mezzo di contrasto è indicata in urgenza per la diagnosi di ictus ischemico e emorragico e altre patologie non cerebrovascolari e per l identificazione di eventuali segni precoci di sofferenza ischemica encefalica, eventualmente completata dall Angio- TC RISONANZA del Cranio Indicata nei centri attrezzati qualora persista il sospetto clinico di patologia ischemica in caso di TC non dirimente. ANGIOGRAFIA Cerebrale Utilizzata in caso di indicazione a trattamento endovascolare 4 ECO- COLOR- DOPPLER Vasi Sovraortici Non indicata di routine. Eco- color- Doppler dei tronchi sovra- aortici utile per escludere dissezione carotidea o vertebrale. 415 Deficit neurologici associati o meno a cefalea/febbre (sospette lesioni espansive/malattie demielinizzanti/infezioni) RISONANZA del Cranio Sensibilità maggiore rispetto a tutte le altre metodiche (gold standard). Indagine più accurata per la diagnosi e il bilancio di estensione di varie patologie (tumori, malattie infiammatorie, focolai di cerebrite ).Da eseguire con mdc in caso di positività all esame di base. Necessaria anche nell follow- up. TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA del Cranio Utilizzata per valutare le complicanze della patologia infettiva; migliore della RM nella valutazione del conivolgimento osseo. 516 Crisi di grande male o piccolo male insorta all improvviso (anche in pazienti con lesioni espansive note) RISONANZA del Cranio Indispensabile per la diagnosi di alterazioni parenchimali ed eventuali processi espansivi. Utile nel monitoraggio della malattia e nei controlli post- operatori. Esecuzione di tecniche adeguate con studi dedicati. TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA Del Cranio Indicata dopo eventuale trauma e/o complementare alla RM per caratterizzazione di eventuali calcificazioni. MEDICINA NUCLEARE La SPECT durante la crisi( aumenta notevolmente la possibilità di localizzare il focus) o la PET nel periodo intercritico, utili nella pianificazione della chirurgia della epilessia se la RM è negativa o discordante con EEG o con le evidenze neurofisiologiche. Utili anche i traccianti del flusso ematico cerebrale. 617 Demenza, disturbi della memoria, primo episodio di psicosi MEDICINA NUCLEARE PET e SPECT forniscono dati funzionali. Studi sul flusso vascolare cerebrale possono consentire di differenziare la malattia di Alzheimer con altre forme di demenza. RISONANZA del Cranio Ai fini di diagnosi differenziale, permette di valutare l ippocampo, e di identificare la demenza vascolare. 718 Disturbi visivi, lesioni orbitarie, corpi estranei RISONANZA del Cranio Indicata nel caso di disturbi visivi, nel sospetto di lesioni del chiasma ottico e quando si voglia evitare dose radiante al cristallino. CONTROINDICATA nel caso di corpi estranei ferromagnetici. TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA Del Cranio Fornisce migliori dettagli anatomici, in particolare delle strutture ossee (per.es. dotto naso- lacrimale). Molto indicata nel trauma orbitario associato a frattura del massiccio facciale. Nel caso di frattura blow- out va eseguita solo se è previsto un intervento chirurgico. Indicata nel sospetto di corpo estraneo non identificato radiologicamente, in presenza di corpi estranei multipli, nel caso di corpo estraneo intraoculare già dimostrato. RADIOGRAFIA CONVENZIONALE / Con occhi in movimento conferma la posizione intraoculare di un corpo estraneo; necessaria prima di RM per escluderne la presenza (in proiezione laterale). Non indicata per i disturbi visivi. 819 Disfunzioni endocrino/metaboliche, alterazioni della prolattinemia (sospette alterazioni ipofisarie o della regione iuxtasellare) RISONANZA del Cranio Metodica migliore per lo studio del distretto ipofisario. Nel caso di riduzione/perdita del visus può essere richiesto un ricovero urgente. La dimostrazione di microadenomi necessita studio con mdc. TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA Indicata solo quando non sia possibile eseguire la RM. Del Cranio ANGIOGRAFIA Utilizzata raramente, solo in casi selezionati. 4 920 Ipoacusia, vertigini, acufeni, sordità neurosensoriale RISONANZA del Cranio Necessaria in tutti i disturbi uditivi ad origine centrale; con mdc. TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA Del Cranio Indicata per ipoacusia di trasmissione e ai fini di posizionamento di impianto cocleare. RADIOGRAFIA TRADIZIONALE Nel follow- up per controllo posizionamento di impianto cocleare. PROBLEMA CLINICO SINTOMI Cefalea primaria (croniche o acute ricorrenti) refrattaria alla terapia RISONANZA del Cranio Non giustificata routinariamente, ma da effettuarsi in pazienti con sintomi neurologici (aura), con clinica dubbia o in evoluzione e con fattori di rischio aggiuntivi (familiarità per MAV). TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA Del Cranio Indicata qualora sia controindicata l esecuzione di una RM. ANGIOGRAFIA Cerebrale Indicata solo per RM dubbia o positiva per patologia vascolare (es. MAV) 421 Cefalea attribuita a trauma recente TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA del Cranio Indicata, senza mdc, per lo studio del parenchima cerebrale e delle strutture scheletriche distrettuali. RISONANZA Del Cranio Da effettuarsi in pazienti con dolore persistente, sintomi neurologici e con fattori di rischio aggiuntivi (familiarità per MAV). PROBLEMA CLINICO SINTOMI Cefalea e dolore alle strutture dello splancnocranio (sospetta sinusopatia/processi espansivi) TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA Massiccio Facciale Molto indicata, da informazioni insostituibili circa l anatomia ostiale. Gold standard nella patologia flogistica dei seni paranasali, dell orecchio medio e interno. Indicata quando la terapia medica non dà risultati, quando ci sono complicazioni o si sospetta una patologia maligna. RISONANZA Del Cranio Esame di seconda istanza; indicata nella valutazione dei processi espansivi retrorbitari, delle alterazioni a carico dei nervi cranici, dell ATM.22 CRITERIO DI APPROPRIATEZZA:,,, (=NESSUNO, =SCARSO,=MEDIO, =ALTO) DOSE :,,,,4,5 ( ADULTO: =msv, =<, msv, =,- msv,=- msv,4=- msv,5=- msv) (BAMBINO: : =msv, =<, msv, =.- msv,=.- msv,4=- msv,5=- msv) ITER DIAGNOSTICO RADIOLOGICO DEL RACHIDE v Disturbi sensitivo/motori mono-oligometamerici acuti e cronici (sospette mielopatie) v Dolore cervicale senza trauma, brachialgia, alterazioni degenerative v Dolore al rachide dorsale e lombare senza trauma alterazioni degenerative23 ITER DIAGNOSTICO RADIOLOGICO DEL RACHIDE PROBLEMA CLINICO SINTOMI Disturbi sensitivo/motori mono- oligometamerici (sospette mielopatie), acuti e cronici RISONANZA del Rachide Indagine migliore per la valutazione del midollo spinale, valutarne eventuale compressione, evidenziare alterazioni ischemiche e processi espansivi TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA del Rachide Indicata qualora si richieda una migliore valutazione della struttura ossea. MEDICINA NUCLEARE Indicata nel caso di metastasi scheletriche e ostema osteoide. 4 Scintigrafia24 Dolore cervicale senza trauma, brachialgia, alterazioni degenerative RISONANZA del Rachide Indagine di prima istanza quando è presente cervico- brachialgia e/o in presenza di sintomi neurologici. TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA del Rachide Puo essere talora necessaria per fornire ulteriori informazioni sulla componente scheletrica e quando la RM non sia disponibile o risulti non eseguibile. N.B.: l esame radiografico tradizionale non è indicato in quanto le alterazioni degenerative disco- somatiche che vengono evidenziate in tutti i pazienti a partire dalla mezza età non hanno un rapporto specifico con la sintomatologia. 425 Dolore al rachide dorsale e lombare senza trauma, alterazioni degenerative RISONANZA del Rachide Indagine di prima istanza quando è presente dolore resistente alla terapia. TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA del Rachide Puo essere talora necessaria per fornire ulteriori informazioni sulla componente scheletrica e quando la RM non sia disponibile o risulti non eseguibile. RADIOGRAFIA CONVENZIONALE Prendere in considerazione l esame in urgenza in pazienti anziani con dolore improvviso nel sospetto di crollo vertebrale; raramente utile in assenza di sintomi neurologici, nel sospetto di metastasi o infezioni 5 Vedere altro
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References: articolo 4
 Articolo 4
 articolo 99
 art. 9
 articolo 5
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