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Timestamp: 2020-04-06 21:51:02+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3505 del 09/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3505 del 09/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 09/02/2017, (ud. 21/12/2016, dep.09/02/2017), n. 3505
sul ricorso 6193/2013 proposto da:
avverso la sentenza n. 70/9/2012 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della TOSCANA del 06/07/2012, depositata il 16/07/2012;
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti di L.P. (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Toscana n. 70/09/2012, depositata in data 16/07/2012, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di un avviso di accertamento emesso a carico del contribuente (geometra) a titolo di IRAP dovuta nell’anno 2007 – è stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso del contribuente.
1. L’Agenzia delle Entrate ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e/o falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3 e art. 2697 c.c., in quanto la C.T.R. non si sarebbe conformata ai principi stabiliti dall’evoluzione giurisprudenziale in materia di IRAP, avendo ritenuto insussistente il requisito dell’autonoma organizzazione pur risultando, dalle dichiarazioni dei redditi presentate dal contribuente, che lo stesso si era avvalso di terzi collaboratori, cui erano stati corrisposti compensi non irrisori.
2. La censura è infondata. Questa Corte a Sezioni Unite (Cass. n. 9451/2016) ha affermato il seguente principio di diritto: “Con riguardo al presupposto dell’IRAR, il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente; a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit; il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive”. Secondo la Corte “lo stesso limite segnato in relazione ai beni strumentali – “eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione” non può che valere, armonicamente, per il fattore lavoro, la cui soglia minimale si arresta all’impiego di un collaboratore”, il cui apporto, “mediato o generico”, all’attività svolta dal contribuente si concreti nell’espletamento di mansioni di segreteria o generiche o meramente esecutive.
Nella specie, l’Agenzia incentra il motivo proprio sulla non corretta valutazione da parte della C.T.R. dell’apporto dato al professionista da collaboratori, ma, nella specie, vi è stata valutazione sulla tipologia dell’attività collaborativa resa, sul numero dei collaboratori e sull’occasionalità delle relative prestazioni (quattro in un anno).
3. Per tutto quanto sopra esposto, va respinto il ricorso. Non v’è luogo a provvedere sulle spese processuali, non avendo l’intimato svolto attività difensiva. Non sussistono i presupposti per il versamento del doppio contributo unificato da parte della ricorrente, poichè il disposto del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, non si applica all’Agenzia delle Entrate (Cass. SSUU 9938/2014).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 2697
 art. 2
 art. 13