Source: https://www.studiotecnicopagliai.it/vincolo-cimiteriale-inedificabilita-deroghe/
Timestamp: 2018-05-22 11:40:02+00:00

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Vincolo cimiteriale: inedificabilità assoluta, deroghe e giurisprudenza - di Carlo Pagliai
Ambito nazionale, Articoli, Urbanistica, Vincolistica
In Italia dopo il periodo napoleonico i cimiteri furono iniziati a costruire fuori dalle città e nuclei urbani.
Il Testo Unico delle Leggi Sanitarie R.D. n. 1265 del 27 luglio 1934 introdusse con l’art. 338 una prescrizione, che oggi definiamo “vincolo”, ovvero il divieto di costruire nuovi edifici o di ampliare quelli preesistenti entro il raggio di 200 metri intorno ai cimiteri.
La ratio della norma persegue una molteplicità di interessi pubblici:
– la tutela di esigenze sanitarie;
– la tutela della sacralità del luogo;
– preordinazione dell’area alla possibile espansione del plesso cimiteriale;
In seguito all’approvazione della L. 166/2002 il Consiglio comunale può ridurre la distanza per costruire nuovi cimiteri o ampliare quelli esistenti rispettando il minimo assoluto di 50 metri.
Dal 2002 cambia la formulazione di «fascia di rispetto», variabile in base ai provvedimenti comunali, bensì imposta in via legislativa sovraordinata.
La norma, concepita come mera fascia di rispetto cautelativa per motivi sanitari e per sacralità, produce l’effetto di essere un vincolo di inedificabilità assoluta.
In quasi tutti i piani regolatori comunali del Dopoguerra si è potuto rilevare la perimetrazione di queste fasce di rispetto, in genere riconoscibili da “cerchietti tratteggiati”; l’assoluta inedificabilità fu ribadita di converso dall’Art. 33 della Legge sul primo Condono Edilizio n° 47/85, il quale impediva la suscettibilità di sanatoria per le opere in contrasto coi vincoli comportanti inedificabilità e imposti prima degli abusi stessi.
Il concetto di inedificabilità non inficia gli eventuali indici e cubaggi edificabili: essi possono essere realizzati nella parte del lotto rimanente all’esterno della perimetrazione.
Lo stesso concetto vige ancora oggi nel T.U. dell’Edilizia DPR 380/2001 all’art. 31 comma 6, che prevede perfino l’acquisizione gratuita in favore delle amministrazioni competenti in caso di inottemperanza alla demolizione, e conseguente facoltà a demolire le opere.
Tuttavia, il Legislatore con L. 166/2002 Art. 28 decise di moderare le restrizioni agli edifici esistenti situati all’interno di queste fasce per vari motivi (costruzione nuovi cimiteri, ampliamenti di plessi esistenti, ecc) consentendo alcune tipologie di intervento di recupero, in particolare quelle del primo comma Art. 31 L. 457/1978 ovvero manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia.
In particolare ha concesso la fattibilità agli interventi di ampliamento nella misura massima del 10 per cento (del volume o della superficie, chissà?) e il cambio di destinazione d’uso.
L’unico facoltà derogante la riduzione della fascia di rispetto è conferita al Consiglio comunale (non su istanza dei cittadini, ndr), al solo fine di attuare opere di interesse pubblico o un intervento urbanistico (quindi interventi complessi e non di singola edilizia privata?) previo parere della competente azienda sanitaria locale, sia per ampliare sia per realizzare nuovi edifici (inquadrati in un intervento urbanistico).
Qui la giurisprudenza si divide in due filoni:
– il primo ritiene che per “intervento urbanistico” sia ricompreso anche quello privato (TAR Veneto Sez II n. 2226/2009);
– il secondo ricomprende esclusivamente opere pubbliche senza deroghe, onde evitare la snaturazione della ratio stessa (CdS. Sez V. 1934/2007).
Lo scrivente condivide il secondo orientamento, in quanto il comma 2 dell’Art. 338 si conclude riservando deroghe ed eccezioni di legge, rischiando di lasciare spazio al ribaltamento della ratio normativa.
La deroga è consentita anche per altre tipologie di intervento, alle stesse condizioni succitate e conferite al Consiglio comunale, ovvero:
<< la realizzazione di parchi, giardini e annessi, parcheggi pubblici e privati, attrezzature sportive, locali tecnici e serre. >>
Tale estensione dichiara la compatibilità delle suddette opere ai tre principi di interesse pubblico, sacralità ed espandibilità dei cimiteri; resta piuttosto nebuloso capire se tali estensione vada a favore dei privati per tutte le opere o se ai privati sia riferibile solo per i parcheggi.
Anche in questo caso, se il Legislatore voleva consentire ai privati tutte le opere, avrebbe potuto/dovuto discriminare il pubblico/privato al termine della frase.
Quando la posizione della parola singola conta moltissimo.
ALCUNE LINEE GIURISPRUDENZIALI
Manufatti interrati:
dottrina e giurisprudenza concordano che la ratio della norma è cautelare la popolazione sul piano igienico sanitario, conservare una cintura di salubrità attorno ai cimiteri e garantire tranquillità e decoro ai luoghi di sepoltura (TAR Piemonte Sez I n. 111/1989).
Un manufatto interrato potrebbe essere vulnerabile sotto l’azione di agenti patogeni, percolato, aerosol e quant’altro potrebbe derivare dalla sua collocazione. Il concetto di costruzione non va inteso in senso univoco e va sempre relazionato al suo contesto (CdS. Sez V. n. 606/1971).
Lo stesso vale per parcheggi interrati da costruirsi in deroga e statuiti dalla L. 122/89 art. 9.
Valenza vincolo in tutto il territorio:
La restrizione di inedificabilità è da intendersi vigente su tutto il territorio comunale, e non solo nei centri abitati o in loro prossimità.
Lo ribadisce anche il TAR Toscana n. 1553/2013 rilevando che il vincolo cimiteriale deve essere applicato anche agli edifici sparsi.
Manufatti non abitativi:
anche per questi volumi vige l’inedificabilità rigorosa (CdS Sez. V n. 4574/2000).
Non sanabilità con Accertamento di conformità:
Non sono sanabili le opere realizzate ove insiste un vincolo di inedificabilità.
Norme e riferimenti:
Art. 338. del R.D. 1265/1934:
I cimiteri devono essere collocati alla distanza di almeno 200 metri dal centro abitato.
È vietato costruire intorno ai cimiteri nuovi edifici entro il raggio di 200 metri dal perimetro dell’impianto cimiteriale, quale risultante dagli strumenti urbanistici vigenti nel comune o, in difetto di essi, comunque quale esistente in fatto, salve le deroghe ed eccezioni previste dalla legge.
All’interno della zona di rispetto per gli edifici esistenti sono consentiti interventi di recupero ovvero interventi funzionali all’utilizzo dell’edificio stesso, tra cui l’ampliamento nella percentuale massima del 10 per cento e i cambi di destinazione d’uso, oltre a quelli previsti dalle lettere a), b), c) e d) del primo comma dell’articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457.
07/05/2018 alle 14:23
il comune può ridurre la distanza per espandere i cimiteri stessi verso le abitazioni intorno, ma non il contrario. Infine può realizzarvi aree e servizi collettivi come quelli descritti da lei.
Temo che per la sua domanda non ci siano alternative.
07/05/2018 alle 14:18
i miei nonni costruirono una casa abusiva a circa 80 metri dal cimitero, presentarono domanda di condono l.47-85, che è rimasta sospesa per il vincolo di inedificabilità assoluta.
Col nuovo piano urbanistico il comune ha ridotto la fascia cimiteriale a 50 metri, normando la fascia tra 50 e 100 consentendo la realizzazione di parchi, giardini, parcheggi e attrezzature sportive.
Secondo lei, oggi è caduto il vincolo di inedificabilità assoluta e la concessione in sanatoria è rilasciabile?
17/03/2018 alle 12:09
ci credo, ci credo pienamente…
16/03/2018 alle 22:57
Mi fa piacere che uno stimabilissimo esperto del settore concordi su tale disparità..io e la mia ragazza dovremmo costruire un appartamento sopra la casa dei miei suoceri(condonata 47/85)..ora il comune che ha portato il limite cimiteriale a 150 metri e ha emesso il nuovo PSC ci impedisce di edificare..parliamo di una casa che sorgerebbe sullo stesso piano di una casa regolare..assurdo mi creda!!!
09/03/2018 alle 20:34
Una piccola contraddizione mi sembra traspaia anche a me.
09/03/2018 alle 10:40
non sono un avvocato ma penso che questa legge abbia parecchie falle di anticostituzionalità..si impedisce al privato di edificare intimandogli il limite di 200 metri ma lo stato ottendendo un permesso(basta anche che per due mesi l’ASL non ti risponda)e mettendo una strada nel mezzo puo’ ridurre il limite a 50 metri..quindi l’interesse sanitario e’ praticamente campato in aria..qualcosa che ha dello scandaloso..
13/11/2017 alle 14:10
Salve Vincenzo, adesso non ho sottomano il testo, ma un caso specifico è trattato in questo celebre volume che consiglio a tutti i colleghi: http://amzn.to/2AAyG2c
Mi chiedevo se la distanza dalla cinta muraria del cimitero va valutata sempre con il concetto radiale. Ho un caso di sanatoria in cui una rientranza del muro che fronteggia l’edificio oggetto di sanatoria fa si che che si trovi dentro con la misura radiale e fuori se si trasla la porzione di cinta muraria cimiteriale che fronteggia.
Potresti darmi qualche indicazione se c’è un margine per fare approvare una sanatoria simile e magari se posso fare la perizia giurata? Grato per un eventuale riscontro. Vincenzo
07/08/2017 alle 08:33
Ritorno al post lasciato in data 17072017. Ho indagato meglio il Comune ha ridotto la fascia di rispetto cimiteriale da 200 m a 100 m (con regolare procedura) addirittura nel 1974. Subito dopo appena al di fuori della fascia sono sorti due fabbricati di civile abitazione e circa 20 anni fa un condominio.
C’è da dire che tutti i fabbricati si trovano ad un livello diverso rispetto al cimitero … collegandosi al discorso della collega …
01/08/2017 alle 18:08
cioè, il Comune si sta per avviare all’Annullamento in autotutela del permesso rilasciato?
terreni qualificati come edificabili, concessione edilizia rilasciata dal Comune con relativa lottizzazione da eseguire, nonostante il mancato rispetto del vincolo.
Ora, a distanza di 5-6 anni, il Comune fornisce una nuova interpretazione della legge e stabilisce la non edificabilità, con conseguenti ovvi danni. Può?
È possibile in qualche modo chiedere la sanatoria?
17/07/2017 alle 16:22
A questo punto è da vedere le disposizioni di quella riduzione e cosa prevedeva oltre i 100 m. Grazie distinti saluti!
17/07/2017 alle 15:53
ti rispondo con l’art. 338 del RD 1265/1934 vigente all’anno 1993:
I cimiteri debbono essere collocati alla distanza di almeno duecento metri dai centri abitati. E’ vietato di costruire intorno agli stessi nuovi edifici e ampliare quelli preesistenti entro il raggio di duecento metri. Le disposizioni di cui al comma precedente non si applicano ai cimiteri militari di guerra quando siano trascorsi 10 anni dal seppellimento dell’ultima salma. Il contravventore e’ punito con l’ammenda fino a lire mille e deve inoltre, a sue spese, demolire l’edificio o la parte di nuova costruzione, salvi i provvedimenti di ufficio in caso di inadempienza. ((Puo’ altresi’ il Prefetto, su motivata richiesta del Consiglio comunale, deliberata a maggioranza assoluta dei consiglieri in carica, e previo conforme parere del Consiglio provinciale di sanita’, quando non vi si oppongano ragioni igieniche e sussistano gravi e giustificati motivi, ridurre l’ampiezza della zona di rispetto di tale cimitero, delimitandone il perimetro in relazione alla situazione dei luoghi, purche’ nei centri abitati con popolazione superiore ai 20.000 abitanti il raggio della zona non risulti inferiore ai 100 metri ed almeno a 50 metri per gli altri Comuni)). Il prefetto inoltre, sentito il medico provinciale e il podesta’, per gravi e giustificati motivi e quando per le condizioni locali non si oppongano ragioni igieniche, puo’ autorizzare, di volta in volta, l’ampliamento degli edifici preesistenti nella zona di rispetto dei cimiteri. I provvedimenti del prefetto sono pubblicati nell’albo pretorio per otto giorni consecutivi e possono essere impugnati dagli interessati nel termine di trenta giorni. Il Ministro per l’interno decide sui ricorsi, sentito il Consiglio di Stato.
17/07/2017 alle 15:10
Scusa mi spiego meglio il vincolo è stato ridotto nel 1992/1993 con regolare procedura da 200 m a 100 m. A metà anni 90 è stato costruito ad esempio un condominio a circa 150 m quindi fuori dai 100 m …
Inoltre a giugno 2017 il PATI è stato approvato confermando i 100 m al di fuori di esso è zona agricola con la presenza di case sparse …
17/07/2017 alle 14:34
Esatto, proprio così … e allora?
17/07/2017 alle 11:24
quindi case realizzate nei primi anni ’90 in zona già coperta dal vincolo cimiteriale, ho capito bene ?
17/07/2017 alle 10:59
Tra i 100 e i 200 m esistono però delle abitazioni, che risalgono anche ai primi anni 90 …
14/07/2017 alle 17:11
No. La riduzione della fascia è a senso unico a favore del cimitero verso l’edilizia privata, ma non il contrario.
14/07/2017 alle 16:00
Il mio Comune con regolare procedimento (delibera, approvazione USSL, approvazione Prefetto…) nel 1995 ha ridotto la fascia di rispetto cimiteriale da 200 a 100 m. Il PATI di recente approvazione conferma la fascia a 100 m. Ora con il Piano Casa dovrei costruire in zona agricola una nuova abitazione (ampliamento in corpo staccato) a circa 195 dal perimetro del Cimitero. E’ fattibile viste le considerazioni sopra riportate?
12/07/2017 alle 11:01
Questo articolo riguarda l’edificabilità dei volumi, il suo caso riguarda impianti e acquedotti.
Sul testo unico delle leggi sanitarie ha già consultato ?
12/07/2017 alle 10:48
tenendo conto che i cimiteri stessi son forniti di fontanelle, e pertanto collegati all’acquedotto pubblico, credo che il vincolo non sia applicabile. La normativa purtroppo non specifica nulla.
06/07/2017 alle 15:49
Non saprei dirlo su due piedi, dovrei approfondire l’aspetto. Secondo la P.A. ciò è possibile oppure no?
06/07/2017 alle 14:28
E’ possibile andare in deroga al vincolo cimiteriale in merito alla posa di una condotta idrica, visto che la posa avverrà sottostrada (pertanto già esistente) e che non è in contrasto con le finalità del vincolo?
20/06/2017 alle 09:25
il Legislatore con L. 166/2002 Art. 28 decise di moderare le restrizioni agli edifici esistenti situati all’interno di queste fasce per vari motivi (costruzione nuovi cimiteri, ampliamenti di plessi esistenti, ecc) consentendo alcune tipologie di intervento di recupero, in particolare quelle del primo comma Art. 31 L. 457/1978 ovvero manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia.
20/06/2017 alle 09:18
Nel caso in cui ci fosse un istanza di condono (legge 724/94) relativa ad un cambio di destinazione d’uso da comodo rurale ad abitazione, senza mutazioni volumetriche e l’immobile dista meno di 50 metri dal cimitero, come comportarsi?
12/06/2017 alle 09:07
Dipende in primis dalla legislazione regionale da cui mi sta scrivendo.
Abbiamo trattato ampiamente la cosa nel corso del Decreto ‘Scia 2’ che tra pochi giorni entrerà in funzione….
Consigliamo l’acquisto da questo link:
https://www.studiotecnicopagliai.it/prodotto/video-corso-decreto-scia2-edilizia/
Salvatore La Fauci ha detto:
11/06/2017 alle 12:56
è possibile avviare una attività agricola in serre di modesta entità, ricadenti tra le casistiche di edilizia libera su terreno agricolo?
Se ho capito bene, rispondo che la fascia inedificabile va rispettata anche se cade in altro Comune confinante, posto che quest’ultimo avrà il dovere di inserirla nelle cartografie.
Essendo una norma di natura igienico sanitaria ha massima priorità.
17/02/2017 alle 07:42
Se il regolamento comunale dispone il vincolo di inedificabilità ad una distanza inferiore ai 200 mt, va rispettata il vincolo posto dall’Ente Comune?
Se va rispettato il vincolo posto dal Comune, avendo un lotto di terreno posto nelle zone limitrofe di un cimitero in agro ad un Comune confinante, per distanza dal cimitero da rispettare si intende quello in cui è posto il lotto o va considerato anche il regolamento edilizio del Comune limitrofo in cui è ubicato il cimitero.
geom.Luca FABRIZIO
13/02/2017 alle 17:06
non automaticamente, occorre una variante al piano che sicuramente avverrà dopo un certo tempo dalla compiuta bonifica dell’area.
13/02/2017 alle 17:01
Salve, un quesito, il vincolo cimiteriale decade se il cimitero è soppresso?
Massimo Sgrilli tel 3683260298
è una materia spinosa, dovrei avere maggiore documentazione e dati, ed effettuare una regolare consulenza per una risposta esauriente.
02/11/2016 alle 13:47
E’ possibile realizzare dal privato proprietario dell’area confinante col muro di cinta del cimitero una cappella funeraria addossata al muro di cinta avente accesso dallo stesso cimitero?…se si quali atti amministrativi occorre predisporre prima del rilascio del permesso edilizio…
Inoltre tale costruzione diventa di proprietà esclusiva del cittadino o è soggetta a concessione novantanovennale, come una qualsiasi costruzione interna al cimitero? Spero in una risposta esauriente,,,Grazie.
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References: Art. 28
 Art. 31
 art. 9

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