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Timestamp: 2017-06-27 12:09:11+00:00

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Anwaltskanzlei Pirhofer Meran Südtirol | Newsbereich
Die KanzleiDas TeamTätigkeitsbereicheServiceleistungenKontaktNewsbereichLinksMitgliedschaften Newsbereich Die EU-Erbrechtsverordnung kommt
Am 14.10.2009 wurde der Vorschlag der EU-Kommission für eine Verordnung veröffentlicht,1 die die internationale Zuständigkeit, das anwendbare Recht, die Anerkennung und Vollstreckung von Entscheidungen und öffentlichen Dokumen-ten auf dem Gebiet des Erbrechts regelt sowie die Schaffung eines europäischen Erbscheins vorsieht („Rom III-VO"). Der Justizministerrat hat den Vorschlag der Verordnung am 07.06.2012 angenommen. Sie gilt 3 Jahre nach Inkrafttreten, d. h. nicht vor Juli 2015, in Kraft, Art. 84 ErbRVO.
- die Kollisionsregeln sollen auch im Verhältnis zu Drittstaaten gelten, Art. 20 ErbRVO
- Neu geschaffen wird ein Europäisches Nachlasszeugnis
aa) Art. 1 ErbRVO umschreibt den Anwendungsbereich der ErbRVO. Diese gilt für die „Rechtsnachfolge von Todes wegen".
Die Verordnung enthält keine Definition des gewöhnlichen Aufenthalts (Problem: 6
Grenzgänger, zeitlich begrenzter Auslandsaufenthalt, „allorca-Rentner" und
Gefängnisaufenthalt).
Rechtswahl ist auch schon „orbeugend" möglich, Art. 83 Abs.2 ErbRVO
Die Verordnung soll 3 Jahre nach ihrer Veröffentlichung im Amtsblatt in Kraft treten und dann auf alle Erbfälle, die ab diesem Tag eintreten, anzuwenden sein, Art. 83 ErbRVOEuropäischer Gerichtshof: Auslandsführerschein erfordert Auslandswohnsitz
Der EuGH bekräftigte nun die sogenannte Wohnsitz-Erfordernis. Danach muss Deutschland den Führerschein nicht anerkennen, wenn aufgrund "unbestreitbarer Informationen" aus dem ausstellenden Land feststeht, dass der Autofahrer dort nicht wohnte.Lockerung des Kündigungsschutzes
Dies können „gerechtfertigte Motive“ (giustificato motivo) sein, wie z.B. der objektive Umstand, dass das Unternehmen aus wirtschaftlichen Gründen Abteilungen schließen muss, oder der subjektive Umstand, dass dem Arbeitnehmer ein Fehlverhalten vorgeworfen wird. Es kann sich aber auch um einen „schwerwiegenden Grund“ (giusta causa) handeln, durch den das Vertrauensverhältnis zwischen Arbeitgeber und Arbeitnehmer völlig zerrüttet ist (z.B. Diebstahl).
La madre separata che non permette gli incontri tra padre e figli commette reatoCass. Sez. pen. Sentenza n. 34838/09
La Cassazione ha di recente formulato la massima secondo la quale le madri separate che non favoriscono gli incontri con l'altro genitore commettono un reato. Un simile comportamento secondo la Suprema Corte, invece di "tutelare l'effettivo interesse" del minore, denota "il proposito di vulnerare l'interesse del marito a frequentare il figlio in costanza di separazione coniugale". L’assegno di divorzio non deve impedire di far fronte alle esigenze primarie di chi lo pagaCass. sez. civ. sentenza n. 14214/09
La Corte di Cassazione riaffermando che: "l'accertamento del diritto all'assegno di divorzio va effettuato verificando l'adeguatezza dei mezzi economici a disposizione del richiedente a consentirgli il mantenimento di un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, o che poteva legittimamente e ragionevolmente fondarsi su aspettative maturate nel corso del matrimonio, fissate al momento del divorzio”, nella parte di motivazione della sentenza ha spiegato che quand'anche in astratto l'ammontare dell'assegno raggiunga importi elevati, bisogna considerare che detto assegno non può finire con l'incidere "sul reddito dell'onerato in misura tale da impedire a quest'ultimo di far fronte alle esigenze di vita di carattere primario". E’ reato negare il figlio all’ex marito per le vacanzeCass. VI sez. pen. sentenza n. 27995/09
La Corte di Cassazione ha affermato che: “l’elusione dell’esecuzione del provvedimento giurisdizionale adottato in sede di separazione dei coniugi si realizza anche attraverso la mancata ottemperanza al provvedimento medesimo. ‘Eludere’, infatti, significa frustrare, rendere vane le legittime pretese altrui e ciò anche attraverso una mera omissione, che, nella specie, è consistita nel rifiuto della (…) alla quale era affidato il bambino, di far si che lo stesso trascorresse col padre il periodo di vacanza prestabilito. L’asserito esercizio del diritto-dovere di avere agito esclusivamente nell’interesse del minore, che avrebbe manifestato indisponibilità ad allontanarsi, sia pure temporaneamente, dal suo ambiente abituale, è rimasto indimostrato. Non va, peraltro, sottaciuto che rientra nei doveri del genitore affidatario quello di favorire, a meno che sussistano contrarie indicazioni di particolare gravità, il rapporto del figlio con l’altro genitore, e ciò proprio perché entrambe le figure genitoriali sono centrali e determinanti per la crescita equilibrata del minore”. “L’ostacolare gli incontri tra padre e figlio – precisa la Corte -, fino a recidere ogni legame tra gli stessi, può avere effetti deleteri sull’equilibrio psicologico e sulla formazione della personalità del secondo”. Risarcibilità del danno psicologico per le operazione estetiche con esito deturpante La Suprema Corte di Cassazione ha affermato che in caso di interventi di chirurgia estetica eseguiti male, non a regola d'arte, è possibile per il paziente ottenere un risarcimento anche a titolo di danno subito per il disagio psicologico che consegue alla presenza di cicatrici deturpanti. Con riferimento al caso di specie la Cassazione ha presisato che "la presenza di cicatrici deturpanti non può considerarsi non funzionale allorche' vengano in considerazione l'estetica e la sfera sessuale della persona" e che:"il fatto stesso che si debba ricorrere ad una psicoterapia manifesta la presenza di un turbamento grave" " di cui un giudice deve tenere conto. Cass. III sez. civ. sentenza n. 18805/09
L'azione diretta per indennizzo da danni da incidenti stradali contro il proprio assicuratore (art. 149 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, Codice delle assicurazioni private) ha carattere alternativo e non preclude l'azione ordinaria di responsabilità civile.
Il nuovo sistema di risarcimento diretto non consente di ritenere escluse le azioni già previste dall'ordinamento in favore del danneggiato. Del resto, dati i limiti imposti dalla legge delega e la necessità, già sottolineata, di interpretare la normativa delegata nel significato compatibile con principi e criteri direttivi della delega stessa, la scelta del danneggiato di procedere nei soli confronti del responsabile civile trova fondamento nella normativa codicistica, non esplicitamente abrogata. Allo stesso modo in cui fu pacificamente ritenuto che l'introduzione, con l'art. 18 della legge 24 dicembre 1969, n. 990, dell'azione diretta contro l'assicuratore non elideva l'ordinaria azione di responsabilità civile nella circolazione stradale (art. 2054 cod. civ.: v., da ultimo, Cass., sentenza 11 giugno 2008, n. 15462), parimenti, la disciplina confermativa dell'azione diretta (art. 144 Cod. ass.) e l'introduzione di un'ipotesi speciale di essa, quella contro il proprio assicuratore (art. 149), non può aver precluso l'azione di responsabilità civile. A favore del carattere alternativo, e non esclusivo, dell'azione diretta nei soli confronti del proprio assicuratore, depone, poi, oltre all'interpretazione coerente della delega (dalla quale non sembra emergere la possibilità di uno stravolgimento del sistema), uno dei principi fondamentali della stessa, che è quello (art. 4, comma 1, lettera b) della "tutela dei consumatori e più in generale dei contraenti più deboli avuto riguardo alla correttezza dei messaggi pubblicitari e del processo di liquidazione dei sinistri, compresi gli aspetti strutturali di tale servizio" b) della "tutela dei consumatori e più in generale dei contraenti più deboli avuto riguardo alla correttezza dei messaggi pubblicitari e del processo di liquidazione dei sinistri, compresi gli aspetti strutturali di tale servizio".

References: Art. 84
 Art. 20
 Art. 1
 Art. 83
 Art. 83
 Sentenza 
 sentenza 
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 Cass. 
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