Source: http://www.brocardi.it/codice-di-procedura-civile/libro-secondo/titolo-iii/capo-iii/sezione-i/art361.html
Timestamp: 2016-10-28 21:42:31+00:00

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Art. 361 codice di procedura civile - Riserva facoltativa di ricorso contro sentenze non definitive - Brocardi.it
Articolo 361Codice di Procedura Civile
Dispositivo dell'art. 361 Codice di Procedura Civile
Contro le sentenze previste dall'articolo 278 e contro quelle che decidono una o alcune delle domande senza definire l'intero giudizio, il ricorso per cassazione può essere differito, qualora la parte soccombente ne faccia riserva, a pena di decadenza, entro il termine per la proposizione del ricorso, e in ogni caso non oltre la prima udienza successiva alla comunicazione della sentenza stessa (1) (2) (3).
Qualora sia stata fatta la riserva di cui al precedente comma, il ricorso deve essere proposto unitamente a quello contro la sentenza che definisce il giudizio o con quello che venga proposto, dalla stessa o da altra parte, contro altra sentenza successiva che non definisca il giudizio.
La riserva non può farsi, e se già fatta rimane priva di effetto, quando contro la stessa sentenza da alcuna delle altre parti sia proposto immediatamente ricorso (4).
Comma così modificato con d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40.
In accordo con la riforma del terzo comma dell'art. 360 del c.p.c., l'articolo in esame è stato modificato nel senso di escludere la riserva facoltativa di ricorso per le sentenze non definitive ex n. 4 dell'art. 279 del c.p.c.. E', invece, ancora possibile la riserva per le sentenze sull'an debeatur previste dall'art. 278 del c.p.c. nonché per le c.d. sentenze parziali, contemplate dagli artt. 377, terzo comma, e 379, n. 5. Secondo parte della dottrina le sentenze parziali dovrebbero essere immediatamente impugnate, in quanto esauriscono in via definitiva una o più domande introdotte nel giudizio.
Affinché la riserva possa ritenersi rituale, essa deve essere formulata chiaramente, alternativamente con dichiarazione orale da inserirsi a verbale in udienza o con dichiarazione scritta da allegarsi al verbale. qualora la riserva non venga esplcitata o venga formulata in maniera irrituale, la parte decadrà dalla sola facoltà di impugnazione differita delle sentenze previste dal primo comma dell'art. 361 e non anche dal potere di impugnare immediatamente in via ordinaria.
La norma sancita dall'ultima comma risponde all'evidenza al principio dell'economia dei giudizi: difatti, è opportuno che nel caso in cui contro la stessa sentenza altri abbiano esperito subito il mezzo di impugnazione, anche colui che potrebbe formulare (o abbia già formulato) la riserva debba proporre tempestivamente impugnazione incidentale nel medesimo procedimento.
Cass. n. 23363/2012
Il ricorso per cassazione proposto sia contro la sentenza definitiva, pubblicata in data successiva al 2 marzo 2006, che contro la sentenza non definitiva, pubblicata anteriormente a tale data, in virt� della riserva di gravame di cui all'art. 361 c.p.c., formulata in precedenza, va considerato soggetto alle modifiche in materia di processo di cassazione introdotte dal d.l.vo 2 febbraio 2006, n. 40, ai sensi dell'art. 27, secondo comma, del citato d.l.vo n. 40, dovendosi in tale ipotesi intendere la sentenza non definitiva pronunciata nella stessa data di quella definitiva, come parte della statuizione dell'intera controversia.
Cass. n. 16734/2011
Nel caso di giudizio nel quale si trovino cumulate pi� domande fra le stesse parti, anche connesse soltanto soggettivamente, la sentenza che, con riguardo a taluna o talune delle domande, abbia deciso solo alcune questioni senza definire il giudizio, e che invece, con riguardo ad altre domande, abbia contemporaneamente definito il giudizio, � soggetta esclusivamente al regime di impugnazione per cassazione di cui all'art. 361 c.p.c., restandone escluso l'assoggettamento al regime di impugnazione per cassazione necessariamente differita, previsto dall'art. 360, terzo comma, c.p.c., per la decisione soltanto su questioni. Ne consegue che la sentenza � alternativamente impugnabile immediatamente, ovvero suscettibile di riserva di impugnazione da ciascuna delle parti interessate, con riferimento a tutte le statuizioni e, quindi, anche a quelle che altrimenti sarebbero state soggette al regime dell'art. 360, terzo comma, c.p.c..
Cass. n. 8396/2009
A seguito della riserva di ricorso per cassazione differito avverso sentenza d'appello non definitiva, l'impugnazione della sentenza pronunziata in sede di revocazione non rende attuale l'onere di proporre contestualmente anche l'impugnazione riservata, perch� la "sentenza che definisce il giudizio" e "la sentenza successiva che non definisca il giudizio", che, ai sensi dell'art. 361, comma secondo, prima e seconda ipotesi, c.p.c., implicano l'insorgere di detto onere, sono unicamente quelle che esauriscono il processo "principale" ovvero, senza esaurirlo, hanno ad oggetto altra parte dello stesso processo.
Cass. n. 25837/2007
Posto che, al fine di stabilire se un provvedimento abbia natura di sentenza o di ordinanza, � decisiva non gi� la forma adottata ma il suo contenuto (cosiddetto principio della prevalenza della sostanza sulla forma), al provvedimento del giudice, il quale � nel delibare come rilevante e non manifestamente infondata, ai sensi dell'art. 23 della legge n. 87 del 1953, la questione di legittimit� costituzionale della norma che � tenuto ad applicare, rimettendo gli atti alla Corte costituzionale, con sospensione del giudizio in corso � affermi, altres�, la propria giurisdizione nella materia controversa, va riconosciuta, per questa parte, natura non gi� di ordinanza (priva di carattere decisorio e, dunque, non impugnabile, qual � appunto quella con cui viene proposto l'incidente di costituzionalit�), bens� di sentenza non definitiva ai sensi dell'art. 279, comma secondo, n. 4, c.p.c., con l'ulteriore conseguenza che, a norma dell'art. 361 c.p.c., avverso la stessa va fatta riserva di ricorso per cassazione o deve essere proposto ricorso immediato, determinandosi, in difetto, il passaggio in giudicato della decisione, senza che rilevi in contrario che, nella sentenza definitiva, lo stesso giudice abbia poi ribadito la propria giurisdizione.
Cass. n. 13006/2006
Cass. n. 13679/2004
� inammissibile il ricorso per cassazione proposto avverso la sentenza non definitiva d'appello, unitamente a quello contro la sentenza che definisce il giudizio, senza che sia stata proposta tempestiva riserva di impugnazione.
In ipotesi di ricorso per cassazione congiuntamente avverso la sentenza definitiva e quella non definitiva, la Corte di Cassazione, ove rilevi � attraverso l'esame degli atti � la mancanza di una valida dichiarazione di riserva facoltativa di ricorso avverso la sentenza non definitiva e il mancato deposito di copia autentica della sentenza definitiva, deve, stante la autonomia delle due impugnazioni, dichiarare l'inammissibilit� del ricorso contro la sentenza non definitiva e l'improcedibilit� del ricorso avverso la sentenza definitiva.
Cass. n. 10946/2004
Al fine di stabilire se un provvedimento abbia natura di ordinanza o di sentenza, e sia quindi soggetto o meno ai mezzi di impugnazione previsti per le sentenze, occorre aver riguardo, non gi� alla sua forma esteriore ed alla qualificazione attribuitagli dal giudice che lo ha emesso, ma agli effetti giuridici che esso � destinato a produrre. Pertanto, siccome il provvedimento � impropriamente qualificato ordinanza � con cui il giudice monocratico affermi la propria giurisdizione ha natura di sentenza non definitiva, deve ritenersi preclusa, in mancanza di riserva di impugnazione, la riproposizione della questione di giurisdizione attraverso l'impugnazione della sentenza definitiva.
Cass. n. 6951/2004
In tema di impugnazioni civili ed in ipotesi di sentenza non definitiva pronunciata ai sensi dell'art. 279, secondo comma, n. 4, c.p.c., l'effetto riconducibile all'omessa riserva di impugnazione nel termine fissato dall'art. 361 c.p.c. non � quello della decadenza del soccombente dal potere di impugnare la sentenza, ma quello pi� limitato della preclusione circa la facolt� di esercizio dell'impugnazione differita. Ne consegue che la sentenza non definitiva pu� essere correttamente impugnata entro gli ordinari termini di cui agli artt. 325 e 327 c.p.c.
Cass. n. 6701/2004
Nel caso di soccombenza parziale di entrambe le parti, derivante da sentenza di appello non definitiva, la riserva di ricorso per cassazione di un soccombente giova, ai sensi dell'art. 361, primo comma, c.p.c., anche all'altro, che non intenda proporre impugnazione immediata.
Cass. n. 9387/2003
L'impugnazione immediata di una sentenza non definitiva di cui la parte si sia riservata l'impugnazione differita � inammissibile.
Cass. n. 4729/2002
L'art. 361 c.p.c., nel testo sostituito dall'art. 60 della legge 26 novembre 1990, n. 353, nel consentire il differimento del ricorso per cassazione avverso la sentenza non definitiva qualora la parte soccombente ne faccia riserva, a pena di decadenza, entro il termine per la proposizione del ricorso, ed in ogni caso non oltre la prima udienza successiva alla comunicazione della sentenza stessa, non esclude, in mancanza di detta riserva, l'ammissibilit� del ricorso immediato avverso la predetta sentenza.
Cass. n. 1916/1997
L'impugnazione immediata di una sentenza non definitiva, di cui la parte si sia riservata, ai sensi dell'art. 361 c.p.c., l'impugnazione differita, � inammissibile, ma non preclude, dopo la sentenza definitiva, l'esercizio del potere di impugnare anche quella non definitiva.
Cass. n. 1999/1993
Dopo la riserva di ricorso per cassazione differito avverso sentenza d'appello non definitiva, l'impugnazione della sentenza � definitiva o non definitiva � pronunziata in sede di revocazione non rende attuale l'onere di proporre contestualmente anche l'impugnazione riservata, perch� la �sentenza che definisce il giudizio� la quale, ai sensi dell'art. 361 secondo comma c.p.c. implica l'insorgere di detto onere, � unicamente quella che esaurisce il processo �principale�.
Quesiti degli utentirelativi all'articolo 361 del c.p.c.
Argomento: Articolo 361 Codice proc. civile - Riserva facoltativa di ricorso contro sentenze non definitive | Quesito n. 16928 21/09/2016
David M. chiede
“In caso di sentenza non definitiva che rinvia al definitivo per la decisione sulle spese di lite, è ammissibile la riserva ex art.361 CPC formulata con la precisazione "ove la impugnazione sia resa necessaria dalla pronunzia sulle spese di lite" ?”
La questione essenziale, per poter individuare una risposta al quesito, sta nella natura del pronunciamento sulle spese.
Esso, ai sensi dell’art. 91 c.p.c., è essenziale per ogni provvedimento giudiziale che definisca – integralmente o parzialmente – il giudizio. In particolare, per quanto riguarda le sentenze, debbono contenere la pronuncia sulle spese quelle che l’art. 279 c.p.c. chiama “definitive”, perché decidono il merito o una questione pregiudiziale che tuttavia osti alla prosecuzione del giudizio, oppure ancora le sentenze che – decidendo una o più delle domande proposte cumulativamente – stabiliscano la separazione di una o più cause.
Ragionando “a contrario”, quindi, se la sentenza non contiene il provvedimento sulle spese non può dirsi definitiva (come nel caso di specie, in cui la pronuncia sulle spese, provvisoria ovvero non definitiva, è stata rinviata al successivo provvedimento definitivo).
Ebbene, l’art. 361 c.p.c. , cui fa riferimento il quesito, dice testualmente che: “Contro le sentenze previste dall’articolo 278 e contro quelle che decidono una o alcune delle domande senza definire l’intero giudizio, il ricorso per cassazione può essere differito, qualora la parte soccombente ne faccia riserva (…)”.
Secondo la dottrina (ovvero gli studiosi del diritto), la riserva di impugnazione serve a differire l’impugnazione di una sentenza non definitiva al momento in cui, con quella definitiva, sarà chiara la soccombenza nel giudizio.
Pertanto il presupposto di ammissibilità della riserva in questione è la pronuncia di una sentenza non definitiva, secondo la qualificazione contenuta negli articoli 340 (“Contro le sentenze previste dall'articolo 278 e dal numero 4 del secondo comma dell'articolo 279 l'appello può essere differito, qualora la parte soccombente ne faccia riserva, a pena di decadenza, entro il termine per appellare e, in ogni caso, non oltre la prima udienza dinanzi al giudice istruttore successiva alla comunicazione della sentenza stessa”; l’art. 279 citato recita: “Il collegio pronuncia sentenza: (…) 4) quando, decidendo alcune delle questioni di cui ai numeri 1, 2 e 3, non definisce il giudizio e impartisce distinti provvedimenti per l'ulteriore istruzione della causa”) e appunto 361 c.p.c..
Conferma la giurisprudenza: “È da considerarsi definitiva la sentenza con la quale il giudice si pronunci su una (o più) delle domande o su capi autonomi della domanda, mentre è da considerarsi non definitiva, agli effetti della riserva di impugnazione differita, la sentenza resa su questioni preliminari alla decisione finale e che non contenga quegli elementi formali sulla base dei quali va operata la distinzione, cioè la pronuncia sulle spese o in ordine alla separazione dei giudizi” (Cassazione civile, sez. II, 15/04/2002, n. 5443) ed ancora: “La facoltà di impugnazione differita è consentita dal codice di rito avverso le sentenze di condanna generica e avverso le sentenze non definitive, intendendosi per tali le pronunce che, oltre a decidere questioni pregiudiziali di rito o preliminari di merito ovvero domande di merito proposte dalle parti, non definiscano per intero il giudizio, impartendo provvedimenti per l’ulteriore istruzione della causa (art. 279, n. 4, c.p.c., come richiamato dall’art. 340 c.p.c. in materia di riserva facoltativa di appello), senza alcuna statuizione sulle spese e competenze di lite, rimesse alla sentenza definitiva (Cass. 27 febbraio 2007, n. 4618).” (Tribunale Lamezia Terme 11 dicembre 2012).
Se, in conclusione e per rispondere al quesito, la pronuncia che non contiene la statuizione sulle spese rientra pacificamente nel novero della categoria delle sentenze non definitive, si può concludere senz’altro per l’ammissibilità della riserva ex art. 361 c.p.c. anche quando “in sospeso” rimanga solamente la questione delle spese di lite appunto, come nel caso di specie.
Categorie: Processo di cognizione, Appello, Cassazione COMPRALO SUBITO! Le impugnazioni. Dottrina e giurisprudenza

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