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Timestamp: 2017-02-20 06:33:27+00:00

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Il futuro dell Igiene, della Medicina Preventiva e della Sanità Pubblica: cambiamenti, priorità, emergenze. X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica - PDF
Il futuro dell Igiene, della Medicina Preventiva e della Sanità Pubblica: cambiamenti, priorità, emergenze. X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica
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1 esseditrice2 X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica PISA ottobre 2007 Il futuro dell Igiene, della Medicina Preventiva e della Sanità Pubblica: cambiamenti, priorità, emergenze. Parte I RELAZIONI Parte II COMUNICAZIONI Parte III POSTER esseditrice Si ringrazia per il contributo reso per la stampa del presente volume3 ATTI 2 della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica RELAZIONI Supplemento al n 38/2007 di Panorama della Sanità Registrazione del Tribunale di Roma n. 429/88 del 23 luglio 1988 Poste Italiane S.P.A. Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1 comma 1 DCB- Roma - e 4,00 ISSN Direttore responsabile Corrado de Rossi Re Editore Esse Editrice srl Via Cancelliera, Cecchina - Roma Finito di stampare nel mese di ottobre 2007 da La Tipografia - Roma4 RELAZIONI ATTI della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 3 Indice PARTE I PARTE I - RELAZIONI... Pag. 7 SESSIONE DI APERTURA... Pag. 9 Il futuro dell Igiene, della Medicina Preventiva, della Sanità Pubblica DOMENICA14 OTTOBRE - ore Auditorium Documento SItI. Il futuro dell Igiene, della Medicina Preventiva, della Sanità Pubblica... Pag. 11 Contributo del Collegio degli Operatori - Carreri V... Pag. 16 Contributo del Collegio dei Docenti - Panà A... Pag. 19 La formazione specialistica - Meloni C... Pag. 23 SESSIONE PLENARIA... Pag. 27 La riorganizzazione dei servizi territoriali a fronte dei nuovi bisogni LUNEDÌ 15 OTTOBRE - ore Auditorium La ridefinizione dei LEA dell assistenza sanitaria collettiva - Blangiardi F... Pag. 29 Modelli organizzativi dei Distretti - Mete R... Pag. 31 Il Dipartimento di Prevenzione: riflessioni per il futuro - Francia F... Pag. 32 Autorizzazione ed accreditamento dei servizi vaccinali: il percorso della regione Veneto - Valsecchi M, Zivelonghi G, Troiani M, Ottoboni P... Pag. 35 SESSIONE PLENARIA... Pag. 39 Igiene degli alimenti e della nutrizione LUNEDÌ 15 OTTOBRE - ore Auditorium Il ruolo del SIAN per la difesa e la promozione della salute del consumatore - Alonzo E, Guberti E, Sbrogiò L, Panà A, Carreri V... Pag. 41 Le allerte alimentari: una sfida nella sfida - Guberti E... Pag. 43 Emergenze obesità - Roggi C... Pag. 45 Interventi nutrizionali in sanità pubblica: assessment e management del rischio nutrizionale tra prevenzione, continuità assistenziale e promozione della salute - Tarsitani G, Bonaccorsi G... Pag. 47 SESSIONE PLENARIA... Pag. 55 Le nuove frontiere della prevenzione immunitaria LUNEDÌ 15 OTTOBRE - ore Auditorium La visione europea dei calendari vaccinali - Lopalco PL... Pag. 57 Infezioni da HPV: dal danno socio-sanitario alle politiche di prevenzione - Bonanni P, Boccalini S, Bechini A... Pag. 59 Rotavirus: quale strategia per il contesto italiano? - Franco E, Cardarelli M, Zaratti L... Pag. 62 Prevenire le infezioni invasive batteriche con le vaccinazioni, nuove evidenze e prospettive - Macini P... Pag. 64 Immunizzazione nei confronti di Varicella e Herpes Zoster - Ciriminna S... Pag. 67 SIMPOSIO... Pag. 71 Il governo dell ospedale LUNEDÌ 15 OTTOBRE - ore Auditorium Il governo dell ospedale: Quale ruolo per la direzione sanitaria - Brusaferro S, Baldo V... Pag. 73 Il controllo delle infezioni correlate all assistenza sanitaria - Mura I... Pag. 76 La gestione del rischio in Sanità - Privitera G, Ugatti C... Pag. 79 La valutazione delle tecnologie - Favaretti C, Torri E, Ricciardi W... Pag. 82 La gestione dei servizi appaltati - Montanile A, Baggiani A... Pag. 85 SIMPOSIO... Pag. 89 Influenza LUNEDÌ 15 OTTOBRE - ore Sala Pacinotti I vaccini antinfluenzali fra biologia molecolare e nuovi adiuvanti - Crovari P... Pag. 91 La pandemia influenzale: pericolo reale o paura infondata? - Zappa A, Amendola A, Zanetti A... Pag. 92 Uno, nessuno, centomila: a chi proporre la vaccinazione? - Conversano M... Pag. 95 L associazione vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica - Marensi L... Pag. 97 TAVOLA ROTONDA... Pag. 101 Le professioni sanitarie della prevenzione LUNEDÌ 15 OTTOBRE - ore Sala Fermi Introduzione - Renga C... Pag. 103 Il Corso di Laurea Triennale in Tecniche della Prevenzione - Boccia A... Pag. 1045 ATTI 4 della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica RELAZIONI INDICE Contraddizioni ed ostacoli nella formazione e nella collocazione professionale degli Operatori della prevenzione, Assistente sanitario e Tecnico della prevenzione nell ambiente e nei luoghi di lavoro - Briziarelli L... Pag. 107 Professioni sanitarie della prevenzione: aspetti normativi e istituzionali - Maiori F... Pag. 110 SIMPOSIO... Pag. 113 Igiene Ambientale LUNEDÌ 15 OTTOBRE - ore Sala A Rapporto salute-ambiente - Sciacca S, Bella F... Pag. 115 Norme in materia ambientale. Stato di attuazione del testo unico - Faggioli A... Pag. 122 Il ruolo integrato dei Dipartimenti di Prevenzione e di ARPA nell attività di vigilanza e ispezione - Macchi L, Pavan A, Bertani G, Carreri V... Pag. 126 I rifiuti: attuazione in Italia del piano europeo a 10 anni dal decreto Ronchi - Azara A, Moscato U... Pag. 127 Workshop ISPESL... Pag. 131 Cooperazione inter-istituzionale per la ricerca e l innovazione tecnologica in Igiene del Lavoro LUNEDÌ 15 OTTOBRE - ore Sala B Il Dipartimento di Igiene del Lavoro dell ISPESL per la promozione della ricerca innovativa - Curini R... Pag. 133 Interventi regionali per la ricerca sulla prevenzione e sicurezza sul lavoro - Masi M... Pag. 134 Aspetti significativi della ricerca e dell innovazione tecnologica nelle linee guida ISPESL - Lombardi R, Castellano P... Pag. 135 L approccio interdisciplinare all analisi del rischio: una necessità nei nuovi scenari - Carducci A... Pag. 136 SIMPOSIO... Pag. 137 Le emergenze in sanità pubblica MARTEDÌ 16 OTTOBRE - ore Auditorium Le politiche di contrasto delle disuguaglianze di salute in Europa - Costa G, Bellini S... Pag. 139 Lo stato degli ospedali in Italia - D Alessandro D... Pag. 142 La valutazione dei rischi sul territorio - Donato F... Pag. 145 La costruzione dei piani di emergenza - Scarafuggi A... Pag. 149 SIMPOSIO... Pag. 151 La promozione della vaccinazione MARTEDÌ 16 OTTOBRE - ore Sala A Dall obbligo vaccinale alla scelta consapevole: l esperienza del Veneto - Cinquetti S... Pag. 153 Interventi per promuovere l adesione alle vaccinazioni - Montù D... Pag. 156 Le vaccinazioni e le attivita professionali e sportive - Tomasi A... Pag. 159 Le vaccinazioni del viaggiatore - Nicosia V, Mika F, Consentino M, De Sanctis S... Pag. 162 SIMPOSIO... Pag. 167 L igiene e la sicurezza sui luoghi di lavoro MARTEDÌ 16 OTTOBRE - ore Sala B L igiene e la sicurezza del lavoro nelle strutture sanitarie - Coppola RC... Pag. 169 Esperienza di un modello regionale di prevenzione dei rischi e danni in ospedali - Carreri V, Cerlesi S... Pag. 170 Il patrimonio culturale dell igienista per la funzione di medico competente - Signorelli C... Pag. 173 La formazione dello specialista in Igiene in ambito di Igiene e Sicurezza sui luoghi di lavoro - Triassi M... Pag. 177 BREAKING NEWS... Pag. 181 Esperienze e interventi innovativi per la prevenzione MARTEDÌ 16 OTTOBRE - ore Sala Pacinotti Risultati di uno studio randomizzato controllato a cluster per la valutazione dell impatto dei percorsi clinico-assistenziali nell emergenza (PCAE) per il paziente con ictus cerebrale acuto nel Lazio - De Luca A, Lauria L, Francia C, Gabriele S, Sacchetti ML, Guasticchi G... Pag. 182 Il sistema di sorveglianza italiano sui fattori di rischio comportamentali PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia): informazioni a sostegno delle politiche della salute - Bertozzi N... Pag. 183 Sviluppo di sistemi di sorveglianza epidemiologica in Sanità Pubblica - Simonato L, Baldo V, Baldovin T, Canova C, Inio A, Lafisca S, Tessari R, Trivello R... Pag. 184 RAPEX, analisi Squarcione S, Fonda A... Pag. 185 Il sistema informatizzato di incident reporting della Regione Toscana - Tartaglia R, Fiorani M, Albolino S... Pag. 186 Virus Chikungunya: strategie di prevenzione e interventi di controllo in Emilia Romagna - Macini P... Pag. 187 SESSIONE PLENARIA... Pag. 189 Interventi prioritari per la prevenzione MARTEDÌ 16 OTTOBRE - ore Auditorium Il Piano Nazionale della Prevenzione Greco D, Vasselli S, D Argenio P... Pag. 1916 RELAZIONI INDICE ATTI della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 5 Il coordinamento regionale - Balocchini E... Pag. 195 La pianificazione delle azioni regionali - Di Stanislao F... Pag. 196 Il Ruolo del medico igienista del Dipartimento di Prevenzione - Marcolongo A, Brusaferro S, Coin P, Baggio L, Baldo V, Betta A, Buzzo A, Dal Fior T, De Battisti F, De Marchi C, De Noni L, Donatoni L, Ferraresso A, Ferro A, Gallo G, Gallo L, G. L, Gottardello L, Menegon T, Minuzzo M, Paussi G, Pinna C, Poli A, Rossato L, Sbrogiò G, Schiava F, Simeoni J,Spaccini M, Stoppato U, Superbi P, Tardivo S, UrdichA, Valsecchi M, Zamparo E... Pag. 197 PARTE I PARTE II - COMUNICAZIONI... Pag. 199 COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 201 Management sanitario DOMENICA 14 OTTOBRE AUDITORIUM COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 206 Rischio clinico e sicurezza del paziente DOMENICA 14 OTTOBRE AUDITORIUM COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 209 Prevenzione nutrizionale e igiene degli alimenti DOMENICA 14 OTTOBRE SALA FERMI COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 214 Igiene ambientale DOMENICA 14 OTTOBRE SALA FERMI COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 216 Comunicazione ed educazione sanitaria DOMENICA 14 OTTOBRE SALA PACINOTTI COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 220 Epidemiologia e prevenzione delle malattie infettive DOMENICA 14 OTTOBRE SALA PACINOTTI COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 222 Vaccini e strategie vaccinali DOMENICA 14 OTTOBRE SALA PACINOTTI COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 225 Igiene ospedaliera DOMENICA 14 OTTOBRE SALA A COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 229 Igiene del lavoro DOMENICA 14 OTTOBRE SALA A COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 231 Legionella: epidemiologia e prevenzione DOMENICA 14 OTTOBRE SALA A COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 233 Epidemiologia e prevenzione delle malattie cronico-degenerative DOMENICA 14 OTTOBRE SALA B COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 239 Organizzazione dei servizi territoriali DOMENICA 14 OTTOBRE SALA C COMUNICAZIONI SPAZIO GIOVANI... Pag. 244 Politiche della qualità DOMENICA 14 OTTOBRE SALA C7 ATTI 6 della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica RELAZIONI INDICE PARTE III - POSTER... Pag. 247 COMUNICAZIONE ED EDUCAZIONE SANITARIA... Pag. 249 EPIDEMIOLOGIA E PREVENZIONE DELLE MALATTIE CRONICO DEGENERATIVE... Pag. 267 EPIDEMIOLOGIA E PREVENZIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE... Pag. 275 VACCINI E STRATEGIE VACCINALI... Pag. 287 PREVENZIONE NUTRIZIONALE E IGIENE DEGLI ALIMENTI... Pag. 294 IGIENE AMBIENTALE... Pag. 303 ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI TERRITORIALI... Pag. 313 MANAGEMENT SANITARIO... Pag. 321 RISCHIO CLINICO E SICUREZZA DEL PAZIENTE... Pag. 333 IGIENE OSPEDALIERA... Pag. 339 LEGIONELLA: EPIDEMIOLOGIA E PREVENZIONE... Pag. 349 IGIENE DEL LAVORO... Pag. 353 INDICE DEGLI AUTORI... Pag. 3598 RELAZIONI ATTI della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 7 Parte I RELAZIONI relazioni PARTE I9 ATTI 8 della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica RELAZIONI10 RELAZIONI ATTI della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 9 Sessione di apertura relazioni PARTE I Il futuro dell Igiene, della Medicina Preventiva, della Sanità Pubblica Domenica 14 ottobre Auditorium Moderatori Antonino Gullotti, Domenico Lagravinese11 della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 10ATTI RELAZIONI12 RELAZIONI ATTI della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 11 Documento SItI Il futuro dell Igiene, della Medicina Preventiva, della Sanità Pubblica PARTE I Colui che non prevede le cose lontane si espone ad infelicità ravvicinate (Confucio) Premessa In Italia l Igiene, la Medicina Preventiva e la Sanità Pubblica sono giunte ad un bivio. L andamento epidemiologico delle malattie di maggior rilevanza sociale, in Italia e nei Paesi più industrializzati ha subito, negli ultimi 50 anni, profondi e significativi cambiamenti, a cui il mondo dell università e della ricerca scientifica e la stessa Sanità Pubblica non sempre hanno saputo dare risposte valide e tempestive. Nel nostro Paese negli ultimi 20 anni si è avuto un aumento delle malattie neoplastiche, una diminuzione delle malattie cardiocerebrovascolari, una tendenza alla stabilità degli incidenti e dei traumatismi. Anche in Italia il progetto OMS dell anno 1981 Salute per tutti anno 2000 e quello successivo del 1998 Una strategia per la salute per tutti per il 21 Secolo non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Sebbene il concetto di Sanità Pubblica non può che rimanere quello che indica l insieme delle azioni realizzate dalla società per il miglioramento della salute della popolazione, sta attualmente emergendo, anche sulla scorta della nozione di Nuova Sanità Pubblica di cui si discute da alcuni anni, la necessità di una Sanità pubblica futura: una Sanità pubblica che dia valore aggiunto alla salute non più intesa come qualcosa da tutelare passivamente, ma da considerare come un vero e proprio investimento per la società. Si tratta quindi di delineare un grande ed innovativo progetto di Sanità pubblica che riesca a soddisfare le esigenze di salute globale per il prossimo futuro. Ne consegue che la futura Sanità Pubblica dovrà, pur consolidando il patrimonio e le esperienze presenti all interno delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, guardare ben al di là delle professioni e del contesto unicamente sanitario e richiede strategie innovative di collaborazione con la Politica e con le altre discipline. Deve parimenti essere sottolineato il paradosso relativo al fatto che seppur mai come in questi ultimi anni è stata ed è sottolineata l importanza della prevenzione delle malattie, in nessuna Regione italiana la spesa per le attività di prevenzione raggiunge il 5 per cento del totale della spesa sanitaria, quota ritenuta minima ed indispensabile per lo svolgimento delle funzioni e dei compiti previsti, come obbligatori, dal 1 Livello Essenziale di Assistenza (LEA). Nel 2006 la Corte dei Conti ha segnalato che per l anno 2004, per il 1 livello (prevenzione collettiva) dei Livelli Essenziali di assistenza del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), in Italia si è speso il 3,70 per cento del Fondo Sanitario Nazionale. Da molti anni si assiste inoltre ad un rilevante invecchiamento e depauperamento degli addetti ai Servizi e ai Presidi deputati alla prevenzione. Da 10 anni le Aziende Sanitarie, specie le Aziende Unità Sanitarie Locali (AUSL), non sostituiscono gli operatori che, a vario titolo, hanno lasciato il servizio. Ne deriva che soprattutto i Dipartimenti di Prevenzione delle AUSL lamentano una preoccupante carenza di personale qualificato e di idonei ricambi generazionali. Nonostante questo quadro allarmante le numerose attività svolte dai Servizi di Prevenzione delle AUSL hanno concorso in modo efficace a far si che il nostro Paese sia ai primi posti nel Mondo per le condizioni di salute e la qualità dei servizi sanitari erogati alla popolazione, in relazione anche alle risorse economico-finanziarie impegnate. Ma la situazione è lungi dall essere soddisfacente. I decisori politici dovrebbero infatti prioritariamente rendersi conto dell importanza della visione di una Sanità Pubblica integrata in tutte le attività della società; fino ad ora ciò non è avvenuto più per il loro interesse per le strategie a breve termine e rapidi risultati che per indifferenza ai benefici a lungo termine. É importante quindi per la futura Sanità Pubblica riuscire ad integrare in tutte le decisioni politiche il convincimento che dalla salute dipendono in maniera sostanziale la solidità dell economia e il benessere della popolazione. Le azioni politiche, siano esse direttamente o indirettamente collegate con le altre attività della società, devono basarsi sempre di più sul controllo della salute più che sul controllo delle malattie; infatti ancora oggi le decisioni politiche in campo sanitario si concentrano prevalentemente sulle diverse patologie e sull azione immediata per combatterle. La buona salute deve essere sempre più enfatizzata come fattore positivo della società, dato l assun-13 della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 12ATTI RELAZIONI to che le comunità possono progredire più sulla base dei loro punti di forza (la salute è uno di essi) che sui punti di debolezza (malattie). Questo ulteriore e difficile traguardo di civiltà non può essere raggiunto con l impegno solamente del Servizio Sanitario Nazionale, bensì con uno sforzo congiunto e sinergico con il mondo della scuola e dell educazione permanente dei cittadini, con condizioni di vita e di lavoro meno stressanti, con ambienti di vita meno inquinati e con sistemi di sicurezza sociale più equi. È possibile realizzare una più valida promozione della salute, conferendo alla comunità i mezzi per assicurare un effettivo controllo sulla propria condizione di salute e di migliorarla, tramite attività che in parte attengono al sistema sanitario, ma che investono molti altri settori della società. La complessità delle questioni igienico-sanitarie ed assistenziali, più sopra richiamate, impone un rilancio della prevenzione e della promozione della salute che non possono essere limitate ai pure importanti progetti di cambiamento degli stili di vita e ai pur indispensabili provvedimenti di prevenzione secondaria e di diagnosi precoce. Vanno nel contempo potenziate le attività di prevenzione primaria: dalla educazione alla salute, all igiene ambientale; dalla sicurezza alimentare e igiene nutrizionale alla prevenzione e alla sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro; fino all ampliamento dell offerta vaccinale. Coerentemente con gli indirizzi dell Unione Europea (UE) e tenuto conto dei fabbisogni sanitari e socio-sanitari esistenti nel nostro Paese, è necessario realizzare, all inizio del 21 secolo, un moderno ed efficace Sistema di Sicurezza Sociale (sanità, assistenza sociale, previdenza) in relazione anche all invecchiamento della popolazione e all urgenza di dare un più forte sostegno solidale ai soggetti fragili, tenendo conto che in Italia ci sono 8 milioni di persone affette da povertà materiale (economica) e altri 8 milioni di persone affette da povertà relazionale (rapporto sociale). LE PROPOSTE Più prevenzione e promozione della salute nel Sistema Italia Obiettivo primario e strategico è quello di immettere sempre più prevenzione nel Sistema Italia e quindi sempre più qualità nelle strutture dei Servizi Sanitari Regionali. Ciò vale per le Direzioni strategiche delle Aziende Sanitarie, per i Distretti, per i Presidi, per i Dipartimenti, soprattutto per i Dipartimenti di prevenzione che sono stati istituiti in tutte le Aziende Sanitarie Locali italiane. Bisogna dunque promuovere la salute, realizzando un nuovo e più avanzato Sistema Nazionale e Regionale di prevenzione che vada oltre i compiti e i limiti del Servizio Sanitario Nazionale, in grado di conquistare altre forze istituzionali e sociali e quindi nuovi operatori, capaci di agire in stretta collaborazione con i professionisti tradizionali della prevenzione sanitaria. Fare una adeguata programmazione sanitaria e socio-sanitaria Ciò non è possibile senza una adeguata programmazione sanitaria e socio-sanitaria di cui il nostro Paese è stato per molti anni carente. Sono mancate per molti anni analisi precise dei bisogni sanitari e sociosanitari, obiettivi e priorità degli interventi, risorse economico-finanziarie per raggiungere gli scopi fissati, specialmente per contrastare le malattie di maggiori rilevanza sociale. Finalmente nei Piani sanitari nazionali più recenti e soprattutto con il Piano Nazionale per la Prevenzione ( ) si è verificata una inversione di tendenza, sia pure tra difficoltà assai rilevanti e tra incertezze sulle risorse disponibili e utilizzate in concreto che purtroppo perdurano. Sia il Piano nazionale per la prevenzione che i Piani regionali conseguenti debbono urgentemente essere completati con strategie e azioni mirate alla promozione della salute e alla tutela del binomio salute/ambiente, come autorevolmente raccomandato dall Organizzazione Mondiale della Sanità (Francoforte 1989, Helsinki 1994, Londra 1989, Budapest 2004). Un Sistema Nazionale e Regionale per la Prevenzione Nell ambito delle attività sanitarie e socio-sanitarie, la prevenzione deve assumere una maggiore considerazione e visibilità e deve fare sistema, dotandosi finalmente di un proprio Servizio informativo nell ambito del Sistema informativo sanitario e socio-sanitario, sia per la programmazione delle attività, che per la gestione delle stesse, nonché per la verifica e la valutazione dei risultati. Il sistema della prevenzione per la promozione della salute deve entrare nel più breve tempo possibile nel progetto della qualità, della certificazione e dell accreditamento all eccellenza. I Dipartimenti di Prevenzione debbono dialogare con tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie che devono essere inserite con pari dignità e autorevolezza nel nuovo Sistema di promozione della salute che deve comprendere anche i Medici di Medicina Generale (MMG) e i Pediatri di Famiglia. Essi devono integrarsi nel sistema di prevenzione in modo organico e certificato, specie nel campo dell educazione alla salute, della profilassi attiva delle malattie infettive, nonché per una più efficace e moderna assistenza sanitaria e per una reale integrazione del territorio con gli ospedali. La profilassi delle malattie infettive e l uso razionale dei vaccini a disposizione, anche per la prevenzione di alcune importanti patologie tumorali, rappresentano di fatto l intervento di prevenzione più efficace ed un modello per tutti gli interventi di promozione della salute nei soggetti sani. La confusione e l ambiguità dei calendari vaccinali deliberati da alcune Regioni non giova certamente alla sanità pubblica. Si ritiene auspicabile che, anche in via sperimentale, in alcune Regioni si istituisca nei Dipartimenti di Prevenzione un apposito Servizio che sia responsabile dell attuazione dei programmi di prevenzione delle14 RELAZIONI ATTI della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 13 malattie cronico-degenerative, con compiti di coordinamento e di gestione, nonché di valutazione dei risultati otten uti nella lotta alle malattie di maggior rilevanza sociale. Mettere al centro la salute dei cittadini Il Dipartimento di prevenzione deve essere unitario sia per la prevenzione umana che per la veterinaria, nel rispetto delle giuste aspettative dei vari professionisti che chiedono maggiore autonomia e visibilità nello svolgimento dei compiti istituzionali. In particolare alle AUSL va riconosciuta in materia ambientale la funzione, loro attribuita dalla legge 833/78 (art. 2, punto 5) e non soppressa dal referendum popolare del 1993, di promozione e salvaguardia della salubrità e dell igiene dell ambiente naturale, di vita e di lavoro, da coordinare e da integrare con le funzioni delle Agenzie regionali per la protezione dell Ambiente. Il coordinamento tra le AUSL e le Agenzie regionali per la protezione dell ambiente nella vigilanza e controllo, nella valutazione dei risultati, nella proposizione dei provvedimenti amministrativi, è necessario ed indispensabile al conseguimento del seguenti motivi: 1) unicità del rapporto con le istituzioni e i cittadini; 2) valutazione globale (ambientale e sanitaria) dei problemi, intesa non quale successione di distinti pareri delle due strutture, ma quale sintesi unitaria dei pareri espressi secondo le rispettive competenze. È quindi necessario far chiarezza circa le competenze: A) è compito delle Agenzie regionali per la Protezione dell Ambiente la vigilanza e il controllo degli standard fissati dalle norme per i diversi inquinanti ambientali; B) sono compiti delle AUSL la sorveglianza epidemiologica, la stima e la valutazione dei rischi per la salute della comunità, come pure la valutazione dei rischi, necessaria a promuovere la partecipazione dei cittadini alla gestione degli stessi, secondo il modello partecipativo dell OMS. Non v è dubbio che i Servizi e i Presidi delle AUSL deputati alla prevenzione hanno un ruolo centrale e strategico nella promozione della salute. Il SSN e soprattutto le Regioni e quindi le AUSL debbono dotarsi di idonei e moderni Laboratori di Sanità Pubblica (LSP), almeno uno per Regione, che non devono essere alternativi, ma integrativi dei laboratori delle Aziende Regionali per la Protezione dell Ambiente. Vanno pure riordinati e collocati in modo chiaro e funzionale nel SSN anche l Istituto Superiore di Sanità (ISS), l Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza nei Luoghi di lavoro (ISPESL), l Istituto Nazionale per la Ricerca Alimentare e Nutrizionale (IN- RAN). Analogo discorso va fatto anche per gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Nell era della globalizzazione e della complessità tecnica e scientifica e soprattutto di fronte alla necessità ed urgenza di tutelare sempre più la salute dei cittadini, è praticamente impossibile affrontare una così grande mole di rischi e di problemi senza disporre di una rete di idonei e altamente qualificati LSP che operino in stretta collaborazione sia per la tutela della sanità pubblica che per la salvaguardia ambientale. La ricerca come strumento essenziale per l ampliamento delle conoscenze e per una pratica di Sanità Pubblica basata sulla migliore Evidenza Scientifica La Ricerca costituisce un validissimo mezzo per orientare le attività di Sanità Pubblica secondo gli obiettivi fino adesso enunciati e la prevenzione ed in generale l assistenza sanitaria e socio-sanitaria devono basarsi sempre più sulle evidenze scientifiche e devono essere liberate dalle numerose ed onerose attività inutili ed obsolete. La ricerca epidemiologica il cui scopo è quello di identificare i fattori di rischio delle malattie, di impostare di conseguenza gli interventi di prevenzione e di valutare l impatto delle misure di promozione della salute costituirà sempre uno strumento attualissimo a disposizione della Sanità Pubblica. L Epidemiologia assumerà un ruolo ed un significato ancora maggiore se indirizzata alla analisi dei servizi sanitari e alla valutazione degli interventi di programmazione e organizzazione sanitaria. Accanto ai temi tradizionali della ricerca igienistica quali l epidemiologia eziologica, l epidemiologia e profilassi delle malattie infettive e cronico degenerative, i rapporti tra ambiente e salute, gli studi di mortalità e morbosità per le varie malattie, gli studi di igiene ospedaliera etc, fondamentali risulteranno gli studi di morbosità e mortalità a lungo termine che permetteranno di misurare l impatto delle misure preventive e l evoluzione generale delle condizioni di salute della popolazione, identificando al contempo nuovi fattori di rischio su cui intervenire. Il confronto tra gli indici sanitari all interno delle realtà regionali potrà costituire una importante base per orientare le politiche sanitarie a seconda delle necessità locali. Importanti esempi di ricerca a tal proposito sono già presenti nella nostra realtà (Osservasalute, Prometeo, ERA) in grado di orientare ed impostare le politiche sanitarie. Particolare importanza avrà la ricerca riferita alle analisi comparative tra Paesi. Al fine di creare comuni politiche di Sanità Pubblica, è necessario infatti avere un quadro chiaro della ricerca, delle pratiche e delle politiche nei diversi Paesi Europei. Ciò anche perché, facendo l Italia parte dell Unione Europea, molte politiche comunitarie sono per legge integralmente recepite. Le nuove frontiere della ricerca in Sanità Pubblica Sarebbe molto utile ed attuale che l interesse degli igienisti si orientasse meglio verso le ricerche sugli indicatori di processo e di esito delle attività assistenziali; settore in grande evoluzione, che sta interessando alcuni ambiti della ricerca epidemiologica clinica, nel quale l impostazione igienistica può apportare un proficuo contributo. Importanti settori come l integrazione dell uso del Risk Management nella gestione multidisciplinare del governo clinico, le valutazioni di Health Technology Assessment sulle tecnologie preventive di più recente introduzione (es. vaccinazione HPV e screening), la va- PARTE I15 della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 14ATTI RELAZIONI lutazione di impatto sanitario di politiche non solo sanitarie (Health Impact Assessment) sia ex ante che ex post che tanta influenza hanno sulla salute come sull empowerment dei cittadini sono i settori che meritano una particolare attenzione. La ricerca sulle differenze e disuguaglianze nelle condizioni di salute e nell accesso ai sistemi sanitari è un altro settore che si svilupperà ulteriormente; particolarmente importante a questo proposito sarà lo studio riferito ai problemi socio-sanitari delle popolazioni immigrate in riferimento alle diversa esposizione ai fattori di rischio e alla diversa possibilità di accesso ai servizi sanitari. La ricerca in campo genetico e biomolecolare, a cui già molti igienisti si sono dedicati, potrà inoltre fornire importanti risultati in termini di produzione di salute. Un più efficace ed immediato rapporto tra ricerca e decisioni politiche Un problema importante ed attuale è il divario spesso esistente tra la ricerca da una parte, e la politica e le pratiche operative dall altra. Ciò è dovuto a diversi fattori, i principali dei quali sono i seguenti: - La ricerca spesso non è attenta ai problemi reali, relativi alle politiche ed alle attività operative, e può essere pertanto o condotta in ritardo rispetto a tali necessità, oppure condotta in maniera insufficiente. - I ricercatori prendono spunto nel loro lavoro dalle ipotesi di ricerca, mentre i politici vorrebbero vedere ricerche basate su domande rilevanti per le politiche. - Dovrebbe essere realizzata una migliore interazione tra politiche e pratiche da una parte e ricerca dall altra. Ciò non implica solamente una maggior attenzione dei ricercatori agli aspetti della ricerca rilevanti per le politiche e le attività operative, ma anche che gli operatori ed i ricercatori dovrebbero imparare a tradurre i risultati delle loro ricerche in raccomandazioni utili a risolvere problemi di natura operativa o politica. Per questo motivo i ricercatori dovrebbero interagire continuamente con operatori e decisori politici; un interazione continua e preferibilmente personale. Questa interazione dovrebbe prevedere la possibile modifica degli obiettivi della ricerca, in seguito a specifiche richieste dei politici e degli operatori. Di fatto già molte ricerche rispondono alle richieste di qualche ricerca finalizzata proposta sia a livello europeo che nazionale. La presentazione delle ricerche dovrebbe essere non solo breve e concisa, ma anche avere un formato attraente per decisori politici e operatori. O, quanto meno, decisori politici e operatori dovrebbero essere formati per interpretare correttamente i risultati della ricerca e per tradurre le questioni politiche in obiettivi di ricerca. Si tratta quindi di aggiornare e potenziare la ricerca come solida base per lo sviluppo di politiche e di interventi di sanità pubblica; concentrare la stessa sui problemi prioritari e diffonderne al meglio i risultati attraverso continui scambi con decisori ed operatori; sviluppare strategie innovative per la promozione della salute. C è quindi la necessità di rivedere i programmi di ricerca, di sviluppare le sinergie tra le varie istituzioni impegnate, di indicare le priorità degli interventi e delle risorse da impegnare tenendo conto degli obiettivi dei Piani sanitari nazionali e regionali, nonché dei Piani per la prevenzione. Un efficace formazione degli operatori La prima necessità è quella di poter disporre di professionisti molto preparati sia nelle materie tradizionali dell igiene e della sanità pubblica, ma anche di essere all altezza dei compiti sempre più pesanti e nuovi legati all organizzazione sanitaria e al controllo delle attività sanitarie e socio-sanitarie, per evitare la prassi diffusa di affidare le direzioni sanitarie aziendali, di presidio e di distretto ad operatori generici ed improvvisati. In questo contesto va segnalato che attualmente nel nostro Paese la formazione degli operatori di Sanità Pubblica è ancora carente, nonostante gli sforzi di molte Università e di alcune Società Scientifiche. Nel complesso manca una collaborazione organica ed efficace tra le Regioni e le Università non solo nella formazione dei laureati, ma soprattutto nella preparazione degli specialisti. Ancora irrisolto è il problema della formazione permanente e dell Educazione Continua in Medicina (ECM). Bisogna dare maggior peso alle Società Scientifiche, alle Università, alle Regioni in un contesto che veda lo Stato centrale svolgere un ruolo di indirizzo e di coordinamento in accordo con le altre istituzioni interessate. Deve essere chiaro a tutti che sulla formazione, compresa la formazione permanente, si gioca il futuro e la qualità del SSN e, in definitiva, la promozione della salute dei cittadini. Il ruolo degli igienisti In questo momento storico il ruolo degli igienisti è sottoposto a notevoli cambiamenti, aggiornamenti, sviluppi. Va difeso con forza il ruolo fondamentale degli igienisti come specialisti con una visione globale dei problemi, in grado dunque di fornire un supporto valido alle direzioni strategiche delle aziende e a coloro che hanno la responsabilità di decidere sulle scelte politiche e amministrative. In questo senso vanno potenziate le conoscenze e le competenze dell igienista, soprattutto in materia di economia sanitaria, di epidemiologia e biostatistica, di diritto sanitario, materie indispensabili per svolgere in modo moderno ed efficace il ruolo di sostegno tecnico-scientifico alla analisi dei bisogni sanitari e socio-sanitari, alla programmazione degli interventi, alla verifica e valutazione finale dei risultati.16 RELAZIONI ATTI della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 15 Resta evidente che tra i compiti per gli igienisti vi è anche quello, assai importante, di contribuire alla integrazione delle politiche per la salute con le politiche per l ambiente, utilizzando gli strumenti professionali della sorveglianza epidemiologica e della comunicazione dei rischi. Il ruolo della SITI La complessa ed evolutiva situazione sanitaria e socio-sanitaria dell Italia, le profonde modifiche istituzionali e costituzionali, che vedono una sanità sempre più regionalizzata, le pesanti difficoltà economico-finanziarie in cui versa il Paese, le nuove disposizioni e i regolamenti dell Unione Europea, le incerte e contraddittorie indicazioni e disposizioni emanate del Governo nazionale e dalle variegate e incerte decisioni prese da alcune Regioni e Province autonome, vedono il futuro piuttosto incerto ed impongono alla SITI di svolgere un ruolo, assai impegnativo, di referente autorevole nazionale e regionale per le istituzioni e per la maggioranza degli operatori dell Igiene e della Sanità Pubblica nei principali settori di azione: dalla ricerca scientifica alla formazione e all educazione continua, ma anche nella messa a punto e nella realizzazione dei piani e dei programmi, specie di quelli di prevenzione attiva; nell organizzazione e nella gestione manageriale delle Aziende e delle strutture sanitarie e socio-sanitarie. Nella grande e sperimentata casa della SITI devono dunque trovare un posto adeguato e con la giusta visibilità tutte le professionalità, vecchie e nuove, mediche e non mediche, che si occupano, con serietà e competenza, di igiene e di sanità pubblica in qualunque servizio svolgano la loro attività professionale, con compiti e funzioni sia di ricerca, di studio, di formazione ma anche operative e di gestione. La grande forza e il prestigio della SITI derivano anche dal fatto di aver saputo tenere insieme, rispetto ad altre Società Scientifiche, sia gli igienisti universitari che quelli dei Dipartimenti di Prevenzione, dei Distretti, dei Presidi, delle Direzioni aziendali, dei Laboratori di Sanità Pubblica, degli Istituti e degli Enti, pubblici e privati. La SITI deve svolgere con capacità ed autorevolezza il proprio ruolo istituzionale di referente scientifico nazionale ed internazionale, ma deve anche realizzare un sempre maggiore ed efficace radicamento territoriale, decentrando le proprie sezioni in tutte le Regioni e anche nelle Province autonome di Trento e di Bolzano. Per essere sempre più all altezza dei questi impegnativi compiti, la SITI deve darsi un più aggiornato Statuto, valutando anche la possibilità di deliberare un forte anticipo della propria data di nascita istituzionale dal 1931 al 1878, quando, a Torino, il prof. Giacinto Picchiotti, illustre patologo e chirurgo della locale Università degli Studi, fondò la Società di Igiene. La SITI dunque deve diventare nel contempo più ricca di anni ma anche più giovane e moderna, nel rispetto della sua gloriosa storia e delle rilevanti benemerenze acquisite in tanti anni di duro impegno, teorico e pratico, per la promozione della salute dei cittadini, nella prospettiva assai auspicata di essere ancora più protagonista, nella progettazione e nella realizzazione di un più moderno ed efficace Sistema di Sicurezza Sociale. PARTE I17 della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 16ATTI RELAZIONI Contributo del Collegio degli Operatori al documento sul Futuro dell Igiene, della Medicina preventiva e della Sanità pubblica Carreri V Coordinatore del Collegio degli Operatori Premessa Il Collegio degli Operatori di Prevenzione, di Sanità Pubblica e delle Direzioni Sanitarie della SITI ha dato un contributo fondamentale, in collaborazione con il Collegio dei Docenti Universitari di Discipline Igienistiche e con gli altri organismi dirigenti societari, alla stesura del documento base su Il futuro dell Igiene, della Medicina Preventiva, della Sanità Pubblica che di recente è stato pubblicato (www.sitinazionale.com e SITI notizie, Luglio 2007). L analisi della situazione igienico-sanitaria del Paese, confermata di recente dal Rapporto Indicatori ambientali urbani 2006 dell ISTAT, porta ad una valutazione piuttosto preoccupante e lo stato della prevenzione viene giudicato non soddisfacente, specie per quanto riguarda le azioni di contrasto delle Malattie di maggior rilevanza sociale, come per es. le patologie dell apparato cordiocerebrovascolari e i tumori, nonché per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, degli incidenti stradali e domestici e l igiene ambientale. Si aggiunga che assistiamo all assurda situazione che, in Italia, si risparmia solamente sulla prevenzione collettiva: si spende infatti, mediamente, il 3,5 per cento del cosiddetto Fondo Sanitario Nazionale (FSN), contro il minimo concordato dallo Stato e dalle Regioni del 5%, in base alla stima di un gruppo di lavoro del Ministero della Salute. Ne deriva che in numerose Regioni non si adempie neppure al diritto irrinunciabile dei cittadini di avere le prestazioni di cui al 1 Livello Essenziale di Assistenza (LEA). Da molti anni le AUSL non sostituiscono, di fatto, gli operatori, specie dei Dipartimenti di Prevenzione, che per cause varie (pensionamenti, trasferimenti, decessi, ecc) hanno lasciato il servizio, ne deriva una preoccupante carenza di personale qualificato e di necessari ricambi generazionali. I decisori politici ed istituzionali, sia del Governo nazionale che delle Regioni, devono rendersi conto che bisogna investire di più e meglio nella prevenzione,favorendo anche l integrazione della Sanità Pubblica con tutte le altre attività della Società, in quanto dalla tutela della Salute e dalla Sicurezza ambientale, alimentare, lavorativa dipendono in maniera sostanziale la solidità dell economia e il benessere della popolazione. Nonostante le molte difficoltà e carenze denunciate, il SSN e quindi anche i Dipartimenti di Prevenzione delle AUSL, hanno concorso, a nostro avviso, specie negli ultimi anni, in modo efficace a far sì che l Italia sia considerata dall Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e, di recente, anche dal British Medical Jurnal (BMJ) tra i primi tre Paesi al Mondo per la qualità dei servizi sanitari erogati e al primo posto in relazione alla percentuale di spesa sanitaria coperta dallo Stato (Il Sole 24 Ore di giovedì 23 Agosto 2007). Tuttavia riteniamo che la situazione non sia affatto soddisfacente e si debba fare di più per la prevenzione e per la promozione della salute e che la risposta da dare non si possa limitare ai programmi di cambiamento degli stili di vita e ai pur necessari provvedimenti di prevenzione secondaria o di diagnosi precoce, specie nei confronti di alcune patologie tumorali. Vanno nel contempo potenziate e sviluppate, in modo chiaro e consistente, le attività di prevenzione primaria:dalla educazione sanitaria all igiene ambientale; dall igiene e sicurezza alimentare all igiene nutrizionale; dalla prevenzione e sicurezza degli ambienti di vita e di lavoro, compresi gli ospedali e le RSA, all ampliamento dell offerta vaccinale. Che fare? Bisogna immettere e diffondere, come abbiamo in precedenza sottolineato, più prevenzione e sicurezza in tutte le attività del SSN (Aziende Sanitarie, Dipartimenti, Distretti, Presidi Ospedalieri, Case di Cura, Volontariato, ecc.) La prevenzione e la promozione della salute, nella concezione della nuova Sanità Pubblica,devono essere tenute ben presenti nella pianificazione nazionale, regionale, locale e naturalmente devono essere prioritarie e fondamentali nella programmazione sanitaria e sociosanitaria sia nazionale che regionale,così come va rilanciato e rifinanziato il Piano Nazionale Prevenzione,per il triennio ,con nuovi e più avanzati contenuti sia di promozione della salu-18 RELAZIONI ATTI della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 17 te che di tutela del binomio strategico salute e ambiente, come raccomandato dall OMS. Nel citato Rapporto ISTAT si afferma che nell anno 2006 è aumentata la quantità di rifiuti pari a 634 chilogrammi per abitante, con un aumento dell 1,6% rispetto all anno precedente, aumenta il numero delle auto e dei motocicli, viene trascurato l inquinamento acustico,sempre nell anno 2006,sono solamente 10 i capoluoghi di provincia su 111 che sono dotati di centraline fisse per il monitoraggio e nessuna nuova installazione è arrivata negli ultimi tre anni. Nell anno 2006 sono aumentati del 7,3% i giorni in cui si è sforato il limite di presenza di Pm 10 nell atmosfera. Considerando tutti i capoluoghi di provincia,per 67,2 giorni all anno, in media, si sono superati i 50 microgrammi al metro cubo di polveri sottili, considerato il valore limite per la protezione della salute umana. Noi igienisti puntiamo dunque ad un nuovo Sistema Nazionale, Regionale,Locale della prevenzione e della sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro,nonché della alimentazione e della nutrizione, nell ambito del SSN,dotato di un moderno Servizio Informativo per la programmazione, per la gestione, per la revisione e per la valutazione continua dei risultati delle attività di prevenzione, finalmente inserito in un idoneo programma di qualità,di certificazione e di accreditamento all eccellenza. Solo così si può impegnare, specie per il futuro, il Dipartimento di Prevenzione come organismo che a livello locale attuerà l accreditamento delle altre istituzioni sanitarie locali di competenza, mediante board costituiti da propri funzionari,da funzionari designati dalla Regione e da esperti delle Società Scientifiche, più direttamente interessate. Si evidenzia quindi la necessità assoluta e l urgenza di ricomporre unitariamente nel Dipartimento di Prevenzione delle AUSL le funzioni di prevenzione, di vigilanza, di controllo, di Sanità Pubblica, nonché di riportare in capo alle figure e alle strutture igienistiche il ruolo di guida tecnica dell intero sistema pubblico finalizzato alla tutela della salute individuale e collettiva. Di questo nuovo sistema di promozione della salute ne devono far parte anche i Medici di Medicina Generale (MMG) e i Pediatri di Libera Scelta (PLS) nonché altri portatori di interessi (stakeholders) che strategicamente devono essere coinvolti nella redazione dei piani di lavoro e nella loro valutazione. Naturalmente puntiamo molto e con piena convinzione sui Dipartimenti di Prevenzione delle AUSL che devono obiettivamente essere rapidamente ammodernati, qualificati e potenziati, nonché essere unitari sia per la prevenzione umana che veterinaria ed agire sempre più secondo le indicazioni e i presupposti delle evidenze scientifiche. Essi devono potersi avvalere inoltre di idonei, moderni, accreditati Laboratori di Sanità Pubblica (LSP) senza i quali è difficile, se non impossibile, fare buona, sicura, accreditata prevenzione. Sforzi significativi in questo senso sono stati fatti da alcune Regioni, come per esempio la Toscana, la Lombardia, la Sicilia. Oggi, specie nella prevenzione e nella Sanità Pubblica, va tenuto presente il ruolo centrale delle popolazioni; per i dipartimenti di prevenzione, in particolare, diventa strategica la partnership con le popolazioni servite. C è bisogno per la prevenzione e per la Sanità Pubblica di molta e qualificata ricerca scientifica e di una più idonea e valida Formazione nonché di una Educazione Continua in Medicina (ECM) finalmente all altezza delle impellenti ed inderogabili necessità odierne, a volte di dimensioni europee e mondiali. Nei nuovi programmi formativi si dovrà inevitabilmente andare oltre i tradizionali compiti di aggiornamento tecnico e scientifico e rivolgersi in particolare a tutti quegli aspetti della nuova cultura aziendalistica che caratterizza le Aziende Sanitarie. L aggiornamento continuo dovrà vertere soprattutto sugli aspetti organizzativi e gestionali e toccare materie poco usuali, ma sempre più indispensabili, per gli operatori sanitari quali la legislazione e il diritto amministrativo e civile, l economia sanitaria, la valutazione e la revisione della qualità, l analisi costi benefici, l informatica, le numerose ed importanti innovazioni tecnologiche. Conclusioni Facciamo nostro nella X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica di Pisa, il motto del Convegno nazionale Castelbrando3 (Giugno, 2007): Abbandonare l autoreferenza e promuovere la cultura del risultato. Siamo di fronte a notevolissimi, complessi, numerosi ed epocali cambiamenti, aggiornamenti, sviluppi, difficoltà, incertezze che comportano la necessità e l urgenza che gli operatori e i servizi di prevenzione e di Sanità Pubblica siano dotati di nuovi strumenti tecnici, tecnologici, informatici, di nuove conoscenze scientifiche e di informazioni aggiornate, a volte di dimensioni globali,per poter esercitare rilevanti e onerose responsabilità, non limitate al solo comparto sanitario, ma interessanti spesso anche aspetti di ordine generale, specie di tipo economico. L igienista del XXI secolo deve saper agire davvero a 360, compresi l onere e la responsabilità di contribuire alla integrazione delle politiche per la salute con le politiche per l ambiente, utilizzando anche gli strumenti professionali della sorveglianza epidemiologica e della comunicazione del rischio, nonché altre risorse strumentali assai utili, come per esempio Osservasalute, Prometeo, ERA, ecc. Importanti sono anche lo studio e la ricerca sulle differenze e le disuguaglianze nelle condizioni di salute e nell accesso ai sistemi sanitari. Il Collegio degli operatori della SITI da molto tempo sta lavorando intensamente e con una visione nazionale ed europea ad una proposta per la definizione delle nuove linee guida per l ammodernamento e il rilancio dei Dipartimenti di prevenzione, nonché sulla loro integrazione con le altre strutture sanitarie, specie con i Distretti; siamo da tempo impegnati anche sul superamento delle attività inutili ed obsolete nella prevenzione e sulla semplificazione delle procedure amministrative relativamente alle autorizzazioni, certificazioni, idoneità sanitarie; PARTE I19 della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 18ATTI RELAZIONI abbiamo dato molta importanza in questi mesi all aggiornamento dei nuovi LEA, nonchè negli ultimi anni alla definizione dei principi fondamentali per la tutela della salute e quindi alla revisione e all aggiornamento del Testo Unico delle Leggi Sanitarie (TULLSS), nonostante che, su questo tema, sia perdurante l assordante silenzio del Ministero della Salute. Altri importanti gruppi di lavoro della SITI, istituiti nell anno 2007, sono impegnati su temi assai rilevanti e fondamentali come : l alimentazione e la nutrizione ; la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro ; l assistenza primaria e la continuità assistenziale ; l igiene e la sicurezza negli ospedali ; i nuovi vaccini. Molti e validi contributi verranno certamente dalla X Conferenza di Sanità Pubblica. Va detto che la SITI ne terrà sicuramente conto per poter esercitate, nel modo migliore, il ruolo assai importante e oneroso di referente tecnicoscientifico sia delle Istituzioni, sia dei numerosi operatori della prevenzione e della Sanità Pubblica, che si aspettano molto dalla nostra gloriosa e sempre vitale Società Scientifica. Per tutti questi motivi e per l impegno profuso, riteniamo di poter guardare, con ragionevole fiducia, al futuro dell Igiene, della Medicina Preventiva, della Sanità Pubblica. Crediamo infine che per potenziare la prevenzione e la sicurezza, per qualificare l assistenza sanitaria e la Sanità Pubblica si debba dare maggiore attenzione, stimoli e collaborazioni alle Regioni che hanno assunto rilevantissime competenze in materia sanitaria. Allo Stato centrale infatti spetta solamente di definire i principi fondamentali per la tutela della salute e, in collaborazione con le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano, di determinare i LEA. Ne deriva che deve rilanciato e valorizzato, sempre più, il ruolo delle Sezioni regionali della SITI che devono diventare momento importante ed essenziale di elaborazione, di pungolo e di proposta sui principali temi di Sanità Pubblica, di confronto e di collaborazione, leale e costruttiva, con le Istituzioni, di riferimento e di aiuto costante ai molti igienisti impegnati nel nobilissimo, faticoso, difficile compito di promuovere la salute dei cittadini.20 RELAZIONI ATTI della X Conferenza Nazionale di Sanità Pubblica 19 Contributo del Collegio dei Docenti al documento sul Futuro dell Igiene, della Medicina preventiva e della Sanità pubblica PARTE I Panà A Coordinatore del Collegio dei Docenti di Igiene della SITI Sebbene il concetto di Sanità Pubblica non può che rimanere quello che indica l insieme delle azioni realizzate dalla società per il miglioramento della salute della popolazione, sta attualmente emergendo il concetto di una nuova Sanità Pubblica che dia valore aggiunto alla salute non più intesa come qualcosa da tutelare passivamente ma da considerare come un vero e proprio investimento per la società. Si tratta quindi di delineare un grande ed innovativo progetto di Sanità Pubblica che riesca a soddisfare le esigenze di salute globale per il prossimo futuro. Accanto al tradizionale concetto di prevenzione delle patologie deve essere oggi posta maggiore enfasi verso tutte le attività di promozione della salute che permettano e influenzano le condizioni di vita degli individui. É nel contesto sociale, economico, e politico che troviamo la Sanità Pubblica intesa come la sommatoria delle attività dell intera società perché tutti gli aspetti della società moderna hanno un riferimento diretto e indiretto con le attività sanitarie e con il concetto di salute. Ne consegue che la futura Sanità Pubblica dovrà guardare ben al di là delle professioni e del contesto unicamente sanitario e richiede strategie innovative di collaborazione con le altre discipline e con la politica. I decisori politici, infatti dovrebbero prioritariamente rendersi conto dell importanza della visione di una Sanità Pubblica integrata in tutte le attività della società; fino ad ora ciò non è avvenuto più per il loro interesse per le strategie a breve termine e rapidi risultati che per indifferenza ai benefici a lungo termine. É importante quindi per il futuro riuscire ad integrare in tutte le decisioni politiche il convincimento che dalla salute dipendono in maniera sostanziale la solidità dell economia e il benessere della popolazione. Ruolo della ricerca scientifica La Ricerca costituisce, per il collegio dei docenti SITI un validissimo mezzo per orientare le attività di Sanità Pubblica secondo gli obiettivi fino adesso enunciati. La ricerca epidemiologica il cui scopo è quello di identificare i fattori di rischio delle malattie, di impostare di conseguenza gli interventi di prevenzione e di valutare l impatto delle misure di promozione della salute costituirà sempre uno strumento attualissimo a disposizione della Sanità pubblica. L Epidemiologia assumerà un ruolo ed un significato ancora maggiore se indirizzata alla analisi dei servizi sanitari e alla valutazione degli interventi di programmazione e organizzazione sanitaria. Accanto ai temi tradizionali della ricerca igienistica quali l epidemiologia eziologica, l epidemiologia e profilassi delle malattie infettive e cronico degenerative, i rapporti tra ambiente e salute, gli studi di mortalità e morbosità per le varie malattie, gli studi di igiene ospedaliera etc, fondamentali risulteranno inoltre gli studi di morbosità e mortalità a lungo termine che permetteranno di misurare l impatto delle misure preventive e l evoluzione generale delle condizioni di salute della popolazione, identificando al contempo nuovi fattori di rischio su cui intervenire. Il confronto tra gli indici sanitari all interno delle realtà regionali potrà costituire una importante base per orientare le politiche sanitarie a seconda delle necessità locali. Importanti esempi di ricerca a tal proposito sono già presenti nella nostra realtà (Osservasalute, Prometeo, ERA) in grado di orientare ed impostare le politiche sanitarie. Particolare importanza avrà la ricerca riferita alle analisi comparative tra Paesi. Al fine di creare comuni politiche di Sanità Pubblica, è necessario infatti avere un quadro chiaro della ricerca, delle pratiche e delle politiche nei diversi Paesi Europei. Ciò anche perché, facendo l Italia parte dell Unione Europea, molte politiche comunitarie sono per legge integralmente recepite. Sarebbe molto utile ed attuale inoltre che l interesse degli igienisti si orientasse meglio verso le ricerche sugli indicatori di processo e di esito delle attività assistenziale; settore in grande evoluzione, che sta interessando alcuni ambiti della ricerca epidemiologica clinica, nel quale l impostazione igienistica può apportare un proficuo contributo. Alcune iniziative giunte a compimento con la collaborazione degli igienisti hanno portato a risultati scientificamente validi e importanti per la valutazione della qualità e dell efficacia dei processi assistenziali. Vedere altro
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 ARTICOLO 7
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