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Timestamp: 2018-05-21 07:06:18+00:00

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CODICE PROCEDURA CIVILE: LIBRO II° TITOLO III
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Cod. proc. civile: Libro II° Tit. III° (Artt. 323 - 408)
Art. 323 Mezzi di impugnazione (codice procedura civile)
Art. 324 Cosa giudicata formale (codice procedura civile)
S'intende passata in giudicato la sentenza che non è più soggetta né a regolamento di competenza, né ad appello, né a ricorso per cassazione, né a revocazione per i motivi di cui ai nn. 4 e 5 dell'art. 395.
Art. 325 Termini per le impugnazioni (codice procedura civile)
Art. 326 Decorrenza dei termini (codice procedura civile)
I termini stabiliti nell'articolo precedente sono perentori e decorrono dalla notificazione della sentenza, tranne per i casi previsti nei nn. 1, 2, 3 e 6 dell'art. 395 e negli artt. 397 e 404 secondo comma, riguardo ai quali il termine decorre dal giorno in cui è stato scoperto il dolo o la falsità o la collusione o è stato recuperato il documento o è passata in giudicato la sentenza di cui al n. 6 dell'art. 395, o il pubblico ministero ha avuto conoscenza della sentenza.
Art. 327 Decadenza dall'impugnazione (codice procedura civile)
Indipendentemente dalla notificazione, l'appello, il ricorso per cassazione e la revocazione per i motivi indicati nei nn. 4 e 5 dell'art. 395 non possono proporsi dopo decorso un anno dalla pubblicazione della sentenza.
Questa disposizione non si applica quando la parte contumace dimostra di non aver avuto conoscenza del processo per nullità della citazione o della notificazione di essa, e per nullità della notificazione degli atti di cui all'art. 292.
Art. 328 Decorrenza dei termini contro gli eredi della parte defunta (codice procedura civile)
Se, durante la decorrenza del termine di cui all'art. 325, sopravviene alcuno degli eventi previsti nell'art. 299, il termine stesso è interrotto e il nuovo decorre dal giorno in cui la notificazione della sentenza è rinnovata.
Art. 329 Acquiescenza totale o parziale (codice procedura civile)
Salvi i casi di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 dell'art. 395, l'acquiescenza risultante da accettazione espressa o da atti incompatibili con la volontà di avvalersi delle impugnazioni ammesse dalla legge ne esclude la proponibilità.
Art. 330 Luogo di notificazione dell'impugnazione (codice procedura civile)
Se nell'atto di notificazione della sentenza la parte ha dichiarato la sua residenza o eletto domicilio nella circoscrizione del giudice che l'ha pronunciata, l'impugnazione deve essere notificata nel luogo indicato; altrimenti si notifica presso il procuratore costituito o nella residenza dichiarata o nel domicilio eletto per il giudizio.
Quando manca la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio e, in ogni caso, dopo un anno dalla pubblicazione della sentenza, l'impugnazione, se è ancora ammessa dalla legge, si notifica personalmente a norma degli artt. 137 e seguenti.
Art. 331 Integrazione del contraddittorio in cause inscindibili (codice procedura civile)
Art. 332 Notificazione dell'impugnazione relativa a cause scindibili (codice procedura civile)
Se l'impugnazione di una sentenza pronunciata in cause scindibili è stata proposta soltanto da alcuna delle parti o nei confronti di alcune di esse, il giudice ne ordina la notificazione alle altre, in confronto delle quali l'impugnazione non è preclusa o esclusa, fissando il termine nel quale la notificazione deve essere fatta e, se è necessario, l'udienza di comparizione.
Se la notificazione ordinata dal giudice non avviene, il processo rimane sospeso fino a che non siano decorsi i termini previsti negli artt. 325 e 327 primo comma.
Art. 333 Impugnazioni incidentali (codice procedura civile)
Art. 334 Impugnazioni incidentali tardive (codice procedura civile)
Le parti, contro le quali è stata proposta impugnazione e quelle chiamate ad integrare il contraddittorio a norma dell'art. 331, possono proporre impugnazione incidentale anche quando per esse è decorso il termine o hanno fatto acquiescenza alla sentenza.
Art. 335 Riunione delle impugnazioni separate (codice procedura civile)
Art. 336 Effetti della riforma o della cassazione (codice procedura civile)
Art. 337 Sospensione dell'esecuzione e dei processi (codice procedura civile)
L'esecuzione della sentenza non è sospesa per effetto dell'impugnazione di essa, salve le disposizioni degli articoli 283, 373, 401 e 407.
Art. 338 Effetti dell'estinzione del procedimento di impugnazione (codice procedura civile)
L'estinzione del procedimento di appello o di revocazione nei casi previsti nei nn. 4 e 5 dell'art. 395 fa passare in giudicato la sentenza impugnata, salvo che ne siano stati modificati gli effetti con provvedimenti pronunciati nel procedimento estinto.
Art. 339 Appellabilità delle sentenze (codice procedura civile)
Possono essere impugnate con appello le sentenze pronunciate in primo grado, purché l'appello non sia escluso dalla legge o dall'accordo delle parti a norma dell'art. 360, secondo comma.
Art. 340 Riserva facoltativa di appello contro sentenze non definitive (codice procedura civile)
Contro le sentenze previste dall'art. 278 e dal n. 4 del secondo comma dell'art. 279, l'appello può essere differito, qualora la parte soccombente ne faccia riserva, a pena di decadenza, entro il termine per appellare e, in ogni caso, non oltre la prima udienza dinanzi al giudice istruttore successiva alla comunicazione della sentenza stessa.
La riserva non può più farsi, e se già fatta rimane priva di effetto, quando contro la stessa sentenza da alcune delle altre parti sia proposto immediatamente appello.
Art. 341 Giudice dell'appello (codice procedura civile)
Art. 342 Forma dell'appello (codice procedura civile)
L'appello si propone con citazione contenente l'esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell'impugnazione nonché le indicazioni prescritte nell'articolo 163.
Art. 343 Modo e termine dell'appello incidentale (codice procedura civile)
Art. 344 Intervento in appello (codice procedura civile)
Nel giudizio d'appello è ammesso soltanto l'intervento dei terzi, che potrebbero proporre opposizione a norma dell'art. 404.
Art. 345 Domande ed eccezioni nuove (codice procedura civile)
Art. 346 Decadenza dalle domande e dalle eccezioni non riproposte (codice procedura civile)
Art. 347 Forme e termini della costituzione in appello (codice procedura civile)
Art. 348 Improcedibilità dell'appello (codice procedura civile)
Art. 349 Nomina dell'istruttore Articolo abrogato dall'ar. 5 del D.P.R. 17 ottobre 1950, n. 857. (codice procedura civile)
Art. 350 Trattazione (codice procedura civile)
Davanti alla corte di appello la trattazione dell'appello è collegiale; davanti al tribunale l'appello è trattato e deciso dal giudice monocratico.
Art. 351 Provvedimenti sull'esecuzione provvisoria (codice procedura civile)
Art. 352 Decisione (codice procedura civile)
Art. 353 Rimessione al primo giudice per ragioni di giurisdizione o di competenza (codice procedura civile)
Art. 354 Rimessione al primo giudice per altri motivi (codice procedura civile)
Fuori dei casi previsti nell'articolo precedente, il giudice d'appello non può rimettere la causa al primo giudice, tranne che dichiari nulla la notificazione della citazione introduttiva, oppure riconosca che nel giudizio di primo grado doveva essere integrato il contraddittorio o non doveva essere estromessa una parte, ovvero dichiari la nullità della sentenza di primo grado a norma dell'art. 161, secondo comma.
Nei casi di rimessione al primo giudice previsti nei commi precedenti, si applicano le disposizioni dell'art.
Art. 355 Provvedimenti sulla querela di falso (codice procedura civile)
Se nel giudizio di appello è proposta querela di falso, il giudice, quando ritiene il documento impugnato rilevante per la decisione della causa, sospende con ordinanza il giudizio e fissa alle parti un termine perentorio entro il quale debbono riassumere la causa di falso davanti al tribunale.
Art. 356 Ammissione e assunzione di prove (codice procedura civile)
Quando sia stato proposto appello immediato contro una delle sentenze previste dal n. 4 del secondo comma dell'articolo 279, il giudice d'appello non può disporre nuove prove riguardo alle domande e alle questioni, rispetto alle quali il giudice di primo grado, non definendo il giudizio, abbia disposto, con separata ordinanza la prosecuzione dell'istruzione.
Art. 357 Reclamo contro ordinanze Articolo abrogato dall'art. 89, Legge 26 novembre 1990, n. 353. (codice procedura civile)
Art. 358 Non riproponibilità d'appello dichiarato inammissibile o improcedibile (codice procedura civile)
Art. 359 Rinvio alle norme relative al procedimento davanti al tribunale (codice procedura civile)
CAPO III Del ricorso per Cassazione
Art. 360 Sentenze impugnabili e motivi di ricorso (codice procedura civile)
Le sentenze pronunciate in grado d'appello o in unico grado possono essere impugnate con ricorso per cassazione: 1) per motivi attinenti alla giurisdizione; 2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza; 3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro; 4) per nullità della sentenza o del procedimento; 5) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
Può inoltre essere impugnata con ricorso per cassazione una sentenza appellabile del tribunale, se le parti sono d'accordo per omettere l'appello; ma in tal caso l'impugnazione può proporsi soltanto a norma del primo comma, n. 3).
Art. 361 Riserva facoltativa di ricorso contro sentenze non definitive (codice procedura civile)
Art. 362 Altri casi di ricorso (codice procedura civile)
Possono essere impugnate con ricorso per cassazione, nel termine di cui all'art. 325 secondo comma, le decisioni in grado d'appello o in unico grado di un giudice speciale, per motivi attinenti alla giurisdizione del giudice stesso.
Possono essere denunciati in ogni tempo con ricorso per cassazione: 1) i conflitti positivi o negativi di giurisdizione tra giudici speciali o tra questi e i giudici ordinari; 2) i conflitti negativi di attribuzione tra la pubblica Amministrazione e il giudice ordinario.
Art. 363 Principio di diritto nell'interesse della legge (codice procedura civile)
La richiesta del procuratore generale, contenente una sintetica esposizione del fatto e delle ragioni di diritto poste a fondamento dell'istanza, è rivolta al primo presidente, il quale può disporre che la Corte si pronunci a sezioni unite se ritiene che la questione è di particolare importanza. Il principio di diritto può essere pronunciato dalla Corte anche d'ufficio, quando il ricorso proposto dalle parti è dichiarato inammissibile, se la Corte ritiene che la questione decisa è di particolare importanza.
Art. 364 Deposito per il caso di soccombenza Articolo abrogato dalla Legge 18 ottobre 1977, n. 793. (codice procedura civile)
Art. 365 Sottoscrizione del ricorso (codice procedura civile)
Il ricorso è diretto alla Corte e sottoscritto, a pena d'inammissibilità da un avvocato iscritto nell'apposito albo, munito di procura speciale.
Art. 366 Contenuto del ricorso (codice procedura civile)
Il ricorso deve contenere, a pena di inammissibilità: 1) l'indicazione delle parti; 2) l'indicazione della sentenza o decisione impugnata; 3) l'esposizione sommaria dei fatti della causa; 4) i motivi per i quali si chiede la cassazione, con l'indicazione delle norme di diritto su cui si fondano, secondo quanto previsto dall'articolo 366 bis; 5) l'indicazione della procura, se conferita con atto separato e, nel caso di ammissione al gratuito patrocinio, del relativo decreto; 6) la specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda.
Se il ricorrente non ha eletto domicilio in Roma, le notificazioni gli sono fatte presso la cancelleria della Corte di cassazione Nel caso previsto nell'articolo 360, secondo comma, l'accordo delle parti deve risultare mediante visto apposto sul ricorso dalle altre parti o dai loro difensori muniti di procura speciale, oppure mediante atto separato, anche anteriore alla sentenza impugnata, da unirsi al ricorso stesso.
Le comunicazioni della cancelleria e le notificazioni tra i difensori di cui agli articoli 372 e 390 possono essere fatte al numero di fax o all'indirizzo di posta elettronica indicato in ricorso dal difensore che così dichiara di volerle ricevere, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, vigente. Si applicano le disposizioni richiamate dal secondo comma dell'articolo 176.
Art. 366 bis Formulazione dei motivi (codice procedura civile)
Nei casi previsti dall'articolo 360, primo comma, numeri 1), 2), 3) e 4) l'illustrazione di ciascun motivo si deve concludere, a pena di inammissibilità, con la formulazione di un quesito di diritto che consenta alla Corte di enunciare un corrispondente principio di diritto.
Nel caso previsto dall'articolo 360, primo comma, n.5), l'illustrazione di ciascun motivo deve contenere, a pena di inammissibilità, la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione si assume omessa o contraddittoria, ovvero le ragioni per le quali la dedotta insufficienza della motivazione la rende inidonea a giustificare la decisione.
Art. 367 Sospensione del processo di merito (codice procedura civile)
Una copia del ricorso per cassazione proposto a norma dell'articolo 41, primo comma, è depositata, dopo la notificazione alle altre parti, nella cancelleria del giudice davanti a cui pende la causa, il quale sospende il processo se non ritiene l'istanza manifestamente inammissibile o la contestazione della giurisdizione manifestamente infondata. Il giudice istruttore o il collegio provvede con ordinanza.
Art. 368 Questione di giurisdizione sollevata dal prefetto (codice procedura civile)
Nel caso previsto nell'art. 41, secondo comma, la richiesta per la decisione della Corte di cassazione è fatta dal prefetto con decreto motivato.
Il decreto è notificato, su richiesta del prefetto, alle parti e al procuratore della Repubblica presso il tribunale, se la causa pende davanti a questo, oppure al procuratore generale presso la Corte d'appello, se pende davanti alla Corte.
Art. 369 Deposito del ricorso (codice procedura civile)
2) copia autentica della sentenza o della decisione impugnata con la relazione di notificazione, se questa è avvenuta, tranne che nei casi di cui ai due articoli precedenti; oppure copia autentica dei provvedimenti dai quali risulta il conflitto nei casi di cui ai nn. 1 e 2 dell'art. 362;
Il ricorrente deve chiedere alla cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata o del quale si contesta la giurisdizione, la trasmissione alla cancelleria della Corte di cassazione del fascicolo d'ufficio; tale richiesta è restituita dalla cancelleria al richiedente munita di visto, e deve essere depositata insieme col ricorso.
Art. 370 Controricorso (codice procedura civile)
La parte contro la quale il ricorso è diretto, se intende contraddire, deve farlo mediante controricorso da notificarsi al ricorrente nel domicilio eletto entro venti giorni dalla scadenza del termine stabilito per il deposito del ricorso. In mancanza di tale notificazione, essa non può presentare memorie, ma soltanto partecipare alla discussione orale.
Al controricorso si applicano le norme degli artt. 365 e 366, in quanto è possibile.
Art. 371 Ricorso incidentale (codice procedura civile)
La parte alla quale è stato notificato il ricorso per integrazione a norma degli artt. 331 e 332 deve proporre l'eventuale ricorso incidentale nel termine di quaranta giorni dalla notificazione, con atto notificato al ricorrente principale e alle altre parti nello stesso modo del ricorso principale.
Al ricorso incidentale si applicano le disposizioni degli artt. 365, 366 e 369.
Art. 371 bis Deposito dell'atto di integrazione del contraddittorio (codice procedura civile)
Qualora la Corte abbia ordinato l'integrazione del contraddittorio, assegnando alle parti un termine perentorio per provvedervi, il ricorso notificato, contenente nell'intestazione le parole "atto di integrazione del contraddittorio", deve essere depositato nella cancelleria della Corte stessa, a pena di improcedibilità, entro venti giorni dalla scadenza del termine assegnato.
Art. 372 Produzione di altri documenti (codice procedura civile)
Il deposito dei documenti relativi all'ammissibilità può avvenire indipendentemente da quello del ricorso e del controricorso, ma deve essere notificato mediante elenco, alle altre parti.
Art. 373 Sospensione dell'esecuzione (codice procedura civile)
Il ricorso per cassazione non sospende l'esecuzione della sentenza. Tuttavia il giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata può, su istanza di parte e qualora dall'esecuzione possa derivare grave e irreparabile danno, disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa o che sia prestata congrua cauzione.
L'istanza si propone con ricorso al giudice di pace, al tribunale in composizione monocratica o al presidente del collegio, il quale, con decreto in calce al ricorso, ordina la comparizione delle parti rispettivamente dinanzi a sé o al collegio in camera di consiglio. Copia del ricorso e del decreto sono notificate al procuratore dell'altra parte, ovvero alla parte stessa, se questa sia stata in giudizio senza ministero di difensore o non si sia costituita nel giudizio definito con la sentenza impugnata. Con lo stesso decreto, in caso di eccezionale urgenza può essere disposta provvisoriamente l'immediata sospensione dell'esecuzione.
Art. 374 Pronuncia a Sezioni Unite (codice procedura civile)
La Corte pronuncia a sezioni unite nei casi previsti nel n. 1) dell'articolo 360 e nell' articolo 362. Tuttavia, tranne che nei casi di impugnazione delle decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti, il ricorso può essere assegnato alle sezioni semplici, se sulla questione di giurisdizione proposta si sono già pronunciate le sezioni unite.
Art. 375 Pronuncia in camera di consiglio (codice procedura civile)
1) dichiarare l'innammissibilità del ricorso principale e di quello incidentale eventualmente proposto;
5) accogliere o rigettare il ricorso principale e l'eventuale ricorso incidentale per manifesta fondatezza o infondatezza, ovvero dichiararne l'inammissibilità per mancanza dei motivi previsti nell'articolo 360 o per difetto dei requisiti previsti dall'articolo 366 bis.
Art. 376 Assegnazione dei ricorsi alle Sezioni (codice procedura civile)
Art. 377 Fissazione dell'udienza o dell'adunanza in camera di consiglio (codice procedura civile)
Art. 378 Deposito di memorie di parte (codice procedura civile)
Art. 379 Discussione (codice procedura civile)
Art. 380 Deliberazione della sentenza (codice procedura civile)
La Corte, dopo la discussione della causa, delibera, nella stessa seduta, la sentenza in camera di consiglio .
Art. 380 bis Procedimento per la decisione in camera di consiglio (codice procedura civile)
Il relatore nominato ai sensi dell'articolo 377, se, ricorrendo le ipotesi previste dall'articolo 375, primo comma, numeri 1), 2), 3) e 5), non ritiene che il ricorso sia deciso in udienza, deposita in cancelleria una relazione con la concisa esposizione dello svolgimento del processo e dei motivi in fatto e diritto in base ai quali ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio.
Il presidente fissa con decreto l'adunanza della Corte.
Almeno venti giorni prima della data stabilita per l'adunanza il decreto e la relazione sono comunicati al pubblico ministero e notificati agli avvocati delle parti, i quali hanno facoltà di presentare, il primo, conclusioni scritte, ed i secondi, memorie, non oltre cinque giorni prima e di chiedere di essere sentiti, se compaiono, nei casi previsti dall'articolo 375, primo comma, numeri 1), 3) e 5).
Se ritiene che non ricorrono le ipotesi previste all'articolo 375 la Corte rinvia la causa alla pubblica udienza.
Art. 380 ter Procedimento per la decisione sulle istanze di regolamento di giurisdizione e di competenza (codice procedura civile)
Nei casi previsti dall'articolo 375, primo comma, numero 4), il presidente, se non provvede ai sensi dell'articolo 380, primo comma, richiede al pubblico ministero le sue conclusioni scritte.
Non si applica la disposizione del quinto comma dell'articolo 380 bis.
Art. 381 Provvedimento sul deposito Articolo abrogato dalla Legge 18 ottobre 1977, n. 793. (codice procedura civile)
Art. 382 Decisione delle questioni di giurisdizione e di competenza (codice procedura civile)
Art. 383 Cassazione con rinvio (codice procedura civile)
Nel caso previsto dall'art. 360, secondo comma, la causa può essere rinviata al giudice che avrebbe dovuto pronunciare sull'appello al quale le parti hanno rinunciato.
Art. 384 Enunciazione del principio di diritto e decisione della causa nel merito (codice procedura civile)
Art. 385 Provvedimenti sulle spese (codice procedura civile)
Quando pronuncia sulle spese, anche nelle ipotesi di cui all'articolo 375, la Corte, anche d'ufficio, condanna, altresì, la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma, equitativamente determinata, non superiore al doppio dei massimi tariffari, se ritiene che essa ha proposto il ricorso o vi ha resistito anche solo con colpa grave.
Art. 386 Effetti della decisione sulla giurisdizione (codice procedura civile)
Art. 387 Non riproponibilità del ricorso dichiarato inammissibile o improcedibile (codice procedura civile)
Il ricorso dichiarato inammissibile, o improcedibile non può essere riproposto, anche se non è scaduto il termine fissato dalla legge.
Art. 388 Trasmissione di copia del dispositivo al giudice di merito (codice procedura civile)
Copia della sentenza è trasmessa dal cancelliere della Corte a quello del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata, affinché ne sia presa nota in margine all'originale di quest'ultima. La trasmissione può avvenire anche in via telematica.
Art. 389 Domande conseguenti alla cassazione (codice procedura civile)
Art. 390 Rinuncia (codice procedura civile)
Art. 391 Pronuncia sulla rinuncia (codice procedura civile)
Art. 391 bis Correzione degli errori materiali e revocazione delle sentenze della Corte di cassazione (codice procedura civile)
Se la sentenza o l'ordinanza pronunciata ai sensi dell'art. 375, primo comma, numeri 4) e 5), pronunciata dalla Corte di cassazione è affetta da errore materiale o di calcolo ai sensi dell'art. 287 ovvero da errore di fatto ai sensi dell'art. 395, numero 4), la parte interessata può chiederne la correzione o la revocazione con ricorso ai sensi degli art. 365 e seguenti da notificare entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla notificazione della sentenza, ovvero di un anno dalla pubblicazione della sentenza stessa.
La Corte decide sul ricorso in camera di consiglio nell'osservanza delle disposizioni di cui all'articolo 380. Sul ricorso per correzione dell'errore materiale pronuncia con ordinanza.
Sul ricorso per revocazione pronuncia con ordinanza se lo dichiara inammissibile, altrimenti rinvia alla pubblica udienza.
Art. 391 ter Altri casi di revocazione ed opposizione di terzo (codice procedura civile)
Il provvedimento con il quale la Corte ha deciso la causa nel merito è, altresì, impugnabile per revocazione per i motivi di cui ai numeri 1), 2), 3) e 6) dell'articolo 395 e per opposizione di terzo. I relativi ricorsi si propongono alla stessa Corte e debbono contenere gli elementi, rispettivamente, degli articoli 398, commi secondo e terzo, e 405, comma secondo.
SEZIONE III Del giudizio di rinvio
Art. 392 Riassunzione della causa (codice procedura civile)
La riassunzione della causa davanti al giudice di rinvio può essere fatta da ciascuna delle parti non oltre un anno dalla pubblicazione della sentenza della Corte di cassazione.
La riassunzione si fa con citazione, la quale è notificata personalmente a norma degli artt. 137 e seguenti.
Art. 393 Estinzione del processo (codice procedura civile)
Se la riassunzione non avviene entro il termine di cui all'articolo precedente o si avvera successivamente a essa una causa di estinzione del giudizio di rinvio, l'intero processo si estingue; ma la sentenza della Corte di cassazione conserva il suo effetto vincolante anche nel nuovo processo che sia instaurato con la riproposizione della domanda.
Art. 394 Procedimento in sede di rinvio (codice procedura civile)
Art. 395 Casi di revocazione (codice procedura civile)
Le sentenze pronunciate in grado d'appello o in unico grado possono essere impugnate per revocazione: 1) se sono l'effetto del dolo di una delle parti in danno dell'altra; 2) se si è giudicato in base a prove riconosciute o comunque dichiarate false dopo la sentenza oppure che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate tali prima della sentenza; 3) se dopo la sentenza sono stati trovati uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell'avversario; 4) se la sentenza è l'effetto di un errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa. Vi è questo errore quando la decisione è fondata sulla supposizione di un fatto la cui verità è incontrastabilmente esclusa, oppure quando è supposta l'inesistenza di un fatto la cui verità è positivamente stabilita, e tanto nell'uno quanto nell'altro caso se il fatto non costituì un punto controverso sul quale la sentenza ebbe a pronunciare; 5) se la sentenza è contraria ad altra precedente avente fra le parti autorità di cosa giudicata, purché non abbia pronunciato sulla relativa eccezione; 6) se la sentenza è effetto del dolo del giudice, accertato con sentenza passata in giudicato.
Art. 396 Revocazione delle sentenze per le quali è scaduto il termine per l'appello (codice procedura civile)
Le sentenze per le quali è scaduto il termine per l'appello possono essere impugnate per revocazione nei casi dei nn. 1, 2, 3 e 6 dell'articolo precedente, purché la scoperta del dolo o della falsità o il recupero dei documenti o la pronuncia della sentenza di cui al n. 6 siano avvenuti dopo la scadenza del termine suddetto.
Art. 397 Revocazione proponibile dal pubblico ministero (codice procedura civile)
Nelle cause in cui l'intervento del pubblico ministero è obbligatorio a norma dell'art. 70 primo comma, le sentenze previste nei due articoli precedenti possono essere impugnate per revocazione dal pubblico ministero: 1) quando la sentenza è stata pronunciata senza che egli sia stato sentito; 2) quando la sentenza è l'effetto della collusione posta in opera dalle parti per frodare la legge.
Art. 398 Proposizione della domanda (codice procedura civile)
La citazione deve indicare, a pena d'inammissibilità, il motivo della revocazione e le prove relative alla dimostrazione dei fatti di cui ai nn. 1, 2, 3 e 6 dell'art. 395, del giorno della scoperta o dell'accertamento del dolo o della falsità, o del recupero dei documenti.
Art. 399 Deposito della citazione e della risposta (codice procedura civile)
Se la revocazione è proposta davanti al tribunale o alla Corte di appello, la citazione deve essere depositata a pena di improcedibilità, entro venti giorni dalla notificazione, nella cancelleria del giudice adito insieme con la copia autentica della sentenza impugnata.
Se la revocazione è proposta davanti al giudice di pace il deposito e la costituzione di cui ai due commi precedenti debbono farsi a norma dell'art. 319.
Art. 400 Procedimento (codice procedura civile)
Art. 401 Sospensione dell'esecuzione (codice procedura civile)
Art. 402 Decisione (codice procedura civile)
Art. 403 Impugnazione della sentenza di revocazione (codice procedura civile)
CAPO V Dell'opposizione di terzo
Art. 404 Casi di opposizione di terzo (codice procedura civile)
Art. 405 Domanda di opposizione (codice procedura civile)
La citazione deve contenere, oltre agli elementi di cui all'art. 163, anche l'indicazione della sentenza impugnata e, nel caso del secondo comma dell'articolo precedente, l'indicazione del giorno in cui il terzo è venuto a conoscenza del dolo o della collusione, e della relativa prova.
Art. 406 Procedimento (codice procedura civile)
Art. 407 Sospensione dell'esecuzione (codice procedura civile)
Art. 408 Decisione (codice procedura civile)
[1] Il giudice, se dichiara inammissibile o improcedibile la domanda o la rigetta per infondatezza dei motivi, condanna l'opponente al pagamento di una pena pecuniaria di euro 2 se la sentenza impugnata è del giudice di pace, di euro 2 se è del tribunale e di euro 2 in ogni altro caso.
Dal 12/06/09 15432584

References: Art. 323

Art. 324
 sentenza 

Art. 325

Art. 326
 sentenza 

Art. 327

Art. 328
 sentenza 

Art. 329

Art. 330
 sentenza 

Art. 331

Art. 332
 sentenza 

Art. 333

Art. 334

Art. 335

Art. 336

Art. 337
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Art. 338
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Art. 339

Art. 340
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Art. 341

Art. 342

Art. 343

Art. 344

Art. 345

Art. 346

Art. 347

Art. 348

Art. 349

Art. 350

Art. 351

Art. 352

Art. 353

Art. 354
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Art. 355

Art. 356

Art. 357

Art. 358

Art. 359

Art. 360
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Art. 361

Art. 362

Art. 363

Art. 364

Art. 365

Art. 366
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 sentenza 

Art. 366

Art. 367

Art. 368

Art. 369
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