Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-3623-del-10-02-2017
Timestamp: 2020-04-07 14:20:22+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 3623 del 10/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3623 del 10/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 10/02/2017, (ud. 10/01/2017, dep.10/02/2017), n. 3623
sul ricorso 25447-2015 proposto da:
S.A., A.M., ST.ST., Q.M.,
elettivamente domiciliate in ROMA, VIA EREDIA 12, presso lo studio
dell’avvocato CARLO TESTA, rappresentate e difese dall’avvocato
LUISA LENZI giusta procura a margine del ricorso;
G.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA NOMENTANA 76,
difende unitamente all’avvocato ANTONIO FRATICELLI giusta procura in
avverso la sentenza n. 21109/2014 del TRIBUNALE di BOLOGNA,
partecipata del 10/01/2017 dal Consigliere Relatore Dott. LUCIANA
BARRECA GIUSEPPINA.
a seguito di ordinanza con la quale la Corte d’Appello di Bologna ha dichiarato inammissibile l’appello ai sensi degli artt. 348 bis e 348 ter c.p.c., vengono qui impugnate la sentenza di primo grado indicata in epigrafe, nonchè l’ordinanza di inammissibilità (anche quale risultante dopo il provvedimento di correzione dell’errore materiale);
il ricorso è proposto con cinque motivi da S.A., A.M., Q.M. e St.St.;
G.M. ha depositato controricorso;
l’art. 348 ter c.p.c., comma terzo, è chiaro nel prevedere che il termine per impugnare la sentenza di primo grado decorre dalla comunicazione, da parte della cancelleria, dell’ordinanza della Corte d’Appello ovvero dalla sua notificazione, ma soltanto se anteriore. Riserva, inoltre, l’applicazione dell’art. 327 c.p.c., nei limiti di compatibilità, quindi all’eventualità che non vi siano state nè comunicazione nè notificazione (cfr., tra le altre, Cass. S.U. n. 25208/15);
nella specie, l’ordinanza della Corte d’Appello è indicata in ricorso come non notificata, mentre il provvedimento di correzione di errore materiale è indicato come notificato in data 18 settembre 2015. Le ricorrenti non indicano la data di comunicazione dei provvedimenti;
– invece, nel controricorso la resistente specifica che l’ordinanza della Corte d’appello è stata depositata in data 16 marzo 2015, e comunicata dalla cancelleria ai procuratori delle parti a mezzo PEC in pari data, e che l’ordinanza di correzione dell’errore materiale è stata pronunciata il 9 giugno 2015, ed è stata comunicata via PEC dalla cancelleria ai procuratori delle parti costituite il 15 giugno 2015;
il ricorso è stato consegnato per le notificazioni il 18 ottobre 2015, ben oltre il termine di sessanta giorni di cui agli artt. 348 ter e 325 c.p.c.;
– ai fini della tempestività del ricorso, la comunicazione dell’ordinanza, effettuata dalla cancelleria, sarebbe dovuta risultare anteriore di non più di sessanta giorni rispetto alla data di notificazione, tenuto conto del periodo di sospensione feriale;
– in tale situazione processuale sarebbe stato onere delle parti ricorrenti precisare di non avere ricevuto la comunicazione delle ordinanze nelle date indicate nel controricorso;
– in mancanza di contestazioni di queste date da parte delle ricorrenti, il ricorso va dichiarato inammissibile;
– le spese del giudizio di legittimità seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo, con distrazione ai sensi dell’art. 93 c.p.c.;
non sussistono i presupposti per la condanna delle ricorrenti ai sensi dell’art. 96 c.p.c., così come richiesto dalla resistente;
sussistono i presupposti per il versamento, da parte delle ricorrenti, in solido, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna le ricorrenti, in solido, al pagamento, in favore della resistente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 2.600,00, per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge, da distrarsi in favore dei procuratori, avv.ti Marco Selvaggi e Antonio Fraticelli, in solido, ai sensi dell’art. 93 c.p.c..
Così deciso in Roma, il giorno 10 gennaio 2017, nella Camera di Consiglio della sesta sezione civile – 3 della Corte suprema di cassazione.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 13