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Pagina 1 Gli ultimi interventi in materia di riscossione, Tares ed Imu di Luigi Giordano 2
Pagina 2 Le principali novità in materia di riscossione delle entrate comunali dal 2013 3
Pagina 3 Affidamento dell’attività di riscossione Decreto legge n. 203 del 2005 Art. 3 (modificato dall’art. 9, comma 4, del decreto legge n. 174 del 2012) Equitalia S.p.A. effettua (senza obbligo di gara) le attività di riscossione fino al 30 giugno 2013 fino al 30 giugno 2013 possono essere prorogati i contratti in corso (al 30 settembre 2005) tra gli enti locali e le società iscritte all’albo dei concessionari dal 30 giugno 2013 l’affidamento delle attività di riscossione, spontanea e coattiva, deve essere effettuato con procedure ad evidenza pubblica 4
Pagina 4 La proroga dell’abbandono di Equitalia Decreto legge n. 70 del 2011 Art. 7 - comma 2, lettera gg-ter) (modificato dall’art. 9, comma 4, del decreto legge n. 174 del 2012) A decorrere dal 30 giugno 2013, in deroga alle vigenti disposizioni, Equitalia Spa nonché le società per azioni dalla stessa partecipate e la società Riscossione Sicilia Spa, cessano di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate 5
Pagina 5 La riduzione dell’aggio Riscossione spontanea a mezzo ruolo (art. 17 del Decreto legislativo n. 112 del 1999 e D.M. 4 agosto 2000) Pagamento entro 60 giorni dalla notifica della cartella Pagamento oltre 60 giorni dalla notifica della cartella A carico del contribuente 01% A cario dell’ente impositore 1%0 6
Pagina 6 La riduzione dell’aggio Riscossione coattiva a mezzo ruolo Fino al 31 dicembre 2012 (art. 17 del Decreto legislativo n. 112 del 1999) Dal 1° gennaio 2013 (art. 5, comma 1, del Decreto legge n. 95 del 2012) Pagamento entro 60 giorni dalla notifica della cartella Pagamento oltre 60 giorni dalla notifica della cartella A carico del contribuente 4,65%9% A cario dell’ente impositore 4,35%0 Pagamento entro 60 giorni dalla notifica della cartella Pagamento oltre 60 giorni dalla notifica della cartella A carico del contribuente4,65%8% A cario dell’ente impositore 3,35%0 7
Pagina 7 Importi iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31/12/99 Legge 24 dicembre 2012, n. 228 Art. 1 – commi importi fino ad € 2.000,00 (comprensivi di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni): –automaticamente annullati dal 1° luglio 2013 –con decreto del MEF sono stabilite: le modalità di trasmissione agli enti dell’elenco delle quote annullate le modalità di rimborso agli agenti della riscossione delle relative spese per le procedure esecutive poste in essere –conseguenze: discarico eliminazione dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore … segue 8
Pagina 8 Importi iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31/12/99 Legge 24 dicembre 2012, n. 228 Art. 1 – commi importi superiori ad € 2.000,00 (comprensivi di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni): –l’agente della riscossione dà notizia all’ente creditore, anche in via telematica, di aver esaurito le attività di propria competenza –con decreto del MEF sono stabilite le modalità per la comunicazione di cui al punto precedente in entrambi i casi non si applicano le procedure previste per il discarico per inesigibilità ex artt. 19 e 20 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112 fatti salvi i casi di dolo, non si procede a giudizio di responsabilità amministrativa e contabile … segue 9
Pagina 9 Importi iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31/12/99 la disposizione riguarda: –qualsiasi tipologia di entrata iscritta a ruolo –qualsiasi importo ancora da pagare (totalmente o parzialmente) –non è rilevante la eventuale pendenza di un giudizio avverso la cartella di pagamento –non è rilevante la fase in cui si trova la riscossione (la riscossione deve essere interrotta) annullamento d’ufficio senza necessità di istanza da parte del debitore nella determinazione dell’importo non bisogna considerare: –le spese di notifica –l’aggio dell’agente della riscossione –gli interessi di mora –le spese delle procedure cautelari ed esecutive l’importo va verificato a giugno 2013 (da gennaio a giugno 2013 si può procedere alla riscossione) l’agente della riscossione risulta formalmente discaricato dalle sue responsabilità anche se non ha svolto le attività previste dalla legge 10
Pagina 10 Termine per la presentazione delle comunicazioni di inesigibilità Fonti legislative:  art. 3, comma 12, del decreto legge 30 settembre 2005, n. 203 convertito dalla legge 02 dicembre 2005, n. 248 Contenuto: Equitalia, entro il 31 dicembre 2013, deve trasmettere le comunicazioni di inesigibilità relative ai ruoli consegnati entro il 31 dicembre 2010 Legge 24 dicembre 2012, n. 228 Art. 1, comma 530 La norma differisce al 31 dicembre 2014 il termine entro il quale Equitalia deve presentare le comunicazioni di inesigibilità per tutti i ruoli consegnati fino al 31 dicembre 2011 11
Pagina 11 Termine triennale per il controllo delle comunicazioni di inesigibilità Fonti legislative: art. 36, comma 4-sexies, del decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248 convertito dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31 Contenuto: Per tutte le comunicazioni di inesigibilità, anche integrative, da presentarsi entro il 31 dicembre 2013, il termine triennale (previsto dal comma 3 dell’art. 19 del decreto legislativo n. 112 del 1999) decorso il quale Equitalia è automaticamente discaricata decorre dal 1° gennaio 2014 Legge 24 dicembre 2012, n. 228 Art. 1, comma 530 Differisce al 1° gennaio 2015 il termine triennale per il controllo di tutte le comunicazioni di inesigibilità, anche integrative, da presentarsi entro il 31 dicembre 2014 12
Pagina 12 Riscossione coattiva di debiti fino ad € 2.000,00 Decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106 Art. 7 comma 2, lettera gg-quinquies) per la riscossione coattiva dei debiti fino ad € 2.000,00 intrapresa a partire dal 13 luglio 2011, le azioni cautelari ed esecutive devono essere precedute dall’invio, mediante posta ordinaria, di 2 solleciti di pagamento a distanza di almeno 6 mesi l’uno dall’altro Non riguarda le cartelle e le ingiunzioni già notificate alla data del 13 luglio 2011 È sufficiente dimostrare la spedizione (protocollo della posta in uscita) Disposizione abrogata dall’art. 1, comma 545, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità 2013) 13
Pagina 13 Riscossione coattiva di debiti fino ad € 1.000,00 Legge 24 dicembre 2012, n. 228 Art. 1 – comma 544 La norma prevede che in tutti i casi di riscossione coattiva di debiti fino ad € 1.000,00, intrapresa dal 1° gennaio 2013, non si procede alle azioni cautelari ed esecutive prima del decorso di 120 giorni dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo Non riguarda le cartelle e le ingiunzioni già notificate alla data del 31 dicembre 2012 È sufficiente dimostrare la spedizione (protocollo della posta in uscita) La disposizione non si applica qualora l’ente creditore abbia notificato al debitore, ai sensi del comma 539 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012, la comunicazione di inidoneità della documentazione prodotta per la sospensione della riscossione 14
Pagina 14 Sospensione della riscossione e annullamento delle partite Legge 24 dicembre 2012, n. 228 Art. 1 – commi La norma prevede (analogamente a quanto stabilito dalla Direttiva di Equitalia n. 10 del 2010) che, dal 1° gennaio 2013, con riferimento alla riscossione dei tributi: il contribuente, entro 90 giorni dalla notifica del primo atto di riscossione ovvero di un atto della procedura cautelare o esecutiva intrapresa, può presentare al concessionario della riscossione, anche con modalità telematica, una dichiarazione che documenti che gli atti emessi dall’ente creditore prima della formazione del ruolo, ovvero la successiva cartella ovvero l’avviso per i quali si procede, sono stati interessati da: –prescrizione o decadenza del credito precedete alla esecutività del ruolo –sgravio emesso dall’ente creditore –sospensione amministrativa o giudiziale –sentenza di annullamento, totale o parziale, emessa in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte; –un pagamento effettuato a favore dell’ente creditore in data antecedente alla formazione del ruolo –qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito … segue 15
Pagina 15 Sospensione della riscossione e annullamento delle partite gli enti e le società incaricate della riscossione dei tributi (di seguito denominati “concessionario per la riscossione”), ricevuta la predetta dichiarazione e con riferimento alle partite ivi contenute: –devono sospendere immediatamente ogni ulteriore azione –entro 10 giorni devono trasmettere all’ente creditore la dichiarazione presentata dal contribuente e la documentazione allegata decorso il termine di ulteriori 60 giorni (termine ordinatorio), l’ente creditore deve notificare al contribuente, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ovvero a mezzo posta elettronica certificata, la: –conferma della documentazione prodotta: trasmettere, in via telematica, al concessionario della riscossione il conseguente provvedimento di sospensione o sgravio –inidoneità della documentazione prodotta a mantenere sospesa la riscossione: darne immediata notizia al concessionario della riscossione per la ripresa dell’attività di recupero del credito iscritto a ruolo … segue 16
Pagina 16 Sospensione della riscossione e annullamento delle partite qualora l’ente creditore non ottemperi ai suoi obblighi, decorsi 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del contribuente al concessionario della riscossione, le partite indicate nella dichiarazione sono annullate di diritto: –conseguenze: discarico automatico per il concessionario della riscossione; eliminazione dei corrispondenti importi dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore fermo restando la responsabilità penale, nel caso in cui il contribuente produca documentazione falsa (non si applica al caso di documentazione inidonea), si applica la sanzione amministrativa dal 100% al 200% dell’ammontare delle somme dovute (quelle indicate nell’atto notificato al debitore), con un minimo di € 258,00 (la sanzione è applicata dal Comune così come la denuncia all’Autorità Giudiziaria – nota Equitalia del 14 gennaio 2013) i concessionari per la riscossione sono tenuti a fornire agli enti creditori il massimo supporto per l’automazione delle fasi di trasmissione di provvedimenti di annullamento o sospensione dei carichi iscritti a ruolo … segue 17
Pagina 17 Sospensione della riscossione e annullamento delle partite le predette disposizioni si applicano anche alle dichiarazioni presentate al concessionario della riscossione prima del 1° gennaio 2013: –l’ente creditore notifica l’esito dell’esame delle dichiarazioni entro il 29 marzo 2013 (termine ordinatorio) –qualora l’ente non ottemperi entro il 6 agosto 2013, le partite riportate nelle dichiarazioni sono annullate di diritto: conseguenze: –discarico automatico per il concessionario della riscossione; –eliminazione dei corrispondenti importi dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore dalle predette disposizioni non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica la procedura non sospende né interrompe il termine per impugnare l’atto notificato … segue 18
Pagina 18 Sospensione della riscossione e annullamento delle partite Linee guida dell’Ifel Nota 4 febbraio 2013 Il procedimento non è limitato alla riscossione a mezzo ruolo ma si estende anche alla riscossione coattiva effettuata da parte dei Concessionari minori Procedimento per le domande già presentate alla data del 1° gennaio 2013: verificare all’interno degli uffici comunali preposti alla riscossione coattiva la presenza di eventuali domande di sospensione, presentate a partire dal 6 maggio 2010, a cui non sia stato dato formale riscontro; richiedere, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o altro mezzo con data certa, quante e quali siano state le richieste che il soggetto addetto alla riscossione coattiva ha inviato al Comune stesso e che non sono state riscontrate formalmente anche al soggetto debitore 19
Pagina 19 Ripetibilità delle spese di notifica 20
Pagina 20 Ripetibilità delle spese di notifica Fino al 29 ottobre 2012 Decreto MEF 8 gennaio 2001 Dal 30 ottobre 2012 Decreto MEF 12 settembre 2012 Modalità di notificaImporto ripetibile Raccomandata A/R€ 3,10 Art. 60 del DPR n. 600 del 1973€ 5,16 Art. 14 della legge n. 890 del 1982€ 5,16 Modalità di notificaImporto ripetibile Raccomandata A/R€ 5,18 Art. 60 del DPR n. 600 del 1973€ 8,75 Art. 14 della legge n. 890 del 1982€ 8,75 Notifiche eseguite all’estero€ 8,35 21
Pagina 21 Le novità in materia di tributo comunale sui rifiuti e sui servizi 22
Pagina 22 L’estensione della esclusione alle aree scoperte pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative Fonti legislative: art. 14, comma 4, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201 art. 10, comma 3, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 convertito dalla legge _________ Contenuto: sono escluse dal tributo: –aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni (nella TARSU - art. 1, c.3, d.l.n.8/99 – e nella TIA1 e TIA2 erano escluse tutte le aree, non operative, pertinenziali o accessorie a tutti gli immobili. Nel TARES, quindi, sono imponibili le aree, suscettibili di produrre rifiuti, pertinenziali o accessorie dei locali non abitativi, ad es. le aree a verde, i parcheggi, ecc.) –aree comuni condominiali di cui all’art del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva (tetti, scale, portici, cortili, alloggio del portiere se non occupato, lavanderia, riscaldamento centrale, ecc.) Decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 convertito dalla legge ____________ Art. 10, comma 3 Nel sostituire il comma 4 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011, estende l’esclusione anche alle aree scoperte pertinenziali o accessorie delle utenze non abitative, chiarendo che non sono escluse soltanto le aree scoperte operative 23
Pagina 23 L’utilizzo a regime del metodo normalizzato Fonti legislative: art. 14, commi 9, 12 e 30, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201 art. 1, comma 387, lettere b) e d), della legge 24 dicembre 2012, n. 228 Contenuto: con regolamento ministeriale, da approvare entro il 31 ottobre 2012, sono stabiliti i criteri per: –la commisurazione delle tariffe (comma 9) –l’individuazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti e per la determinazione delle tariffe (comma 12) –la determinazione del costo del servizio da coprire con la tariffa di cui al comma 29 (comma 30) il regolamento si applica a decorrere dall'anno successivo alla data della sua entrata in vigore. Si applicano comunque in via transitoria, a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino alla data da cui decorre l'applicazione del regolamento, le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158 (comma 12) … segue 24
Pagina 24 L’utilizzo a regime del metodo normalizzato la lettera b) del comma 387 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012, nel modificare il comma 9 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011: –elimina la previsione del rinvio al regolamento ministeriale per la determinazione dei criteri per la commisurazione delle tariffe –prevede l’applicazione, fin dall’origine ed a regime, del decreto del Presidente della Repubblica n. 158 del 1999 la lettera d) del comma 387 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012 abroga il comma 12 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011 (con l’abrogazione del comma 12 è venuta meno l’individuazione dei criteri per la determinazione del costo del servizio da coprire con la tariffa di cui al comma 29) 25
Pagina 25 L’utilizzo a regime del metodo normalizzato Consiglio di stato, sez. VI, sentenza 4 dicembre 2012, 6208 Il regolamento statale sul metodo normalizzato non viola la normativa comunitaria, anche se consente ai Comuni l’utilizzo di criteri presuntivi non rapportati all’effettiva produzione di rifiuti. Del resto, “il diritto comunitario non impone agli stati membri un metodo preciso quanto al finanziamento del costo dello smaltimento dei rifiuti urbani, anche perché è spesso difficile, persino oneroso, determinare il volume esatto di rifiuti urbani conferito da ciascun detentore”. Quindi, il comune di Prato ha legittimamente deliberato il coefficiente massimo di produzione per gli alberghi con ristorazione, perché è un dato di comune esperienza che questa attività sia potenzialmente produttiva di rifiuti in misura maggiore rispetto ad altre utenze e “non è irragionevole ritenere che un albergo con ristorante possa produrre rifiuti in quantità cinque volte superiore rispetto a quelli prodotti dalle utenze domestiche”. 26
Pagina 26 Le modifiche alla base imponibile Fonti legislative: art. 14, commi 9 e 10, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201 art. 1, comma 387, lettere b) e c), della legge 24 dicembre 2012, n. 228 Contenuto: per le unità immobiliari diverse da quelle a destinazione ordinaria (sono a destinazione ordinaria i gruppi catastali “A”, “B” e “C”), la base imponibile è la superficie calpestabile (comma 9) Definizione di superficie utile calpestabile (fonte Osservatorio del mercato immobiliare) È la superficie al netto dei muri interni, dei pilastri e di quelli perimetrali. Sono esclusi: i locali con altezza inferiore a 1,5 mt le rientranze o sporgenze realizzate per motivi estetici, salvo che non siano fruibili le scale, i pianerottoli ed i ballatoi comuni le scale all’interno dell’unità immobiliari da considerare solo per la proiezione orizzontale i locali tecnici … segue 27
Pagina 27 Le modifiche alla base imponibile per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, la base imponibile è l’80 per cento della superficie catastale (comma 9) Determinazione dell’Agenzia del Territorio del 09 agosto 2005 La superficie catastale ai fini dell’applicazione dell’art. 1, comma 340, della legge n. 311 del 2004 è determinata apportando alcune modifiche ai criteri di computo della superficie catastale dettati dal DPR 138/1998. Infatti, ad esempio: sono calcolate tutte le superfici dei vani principali ed accessori a servizio diretto (bagni, ripostigli, ingressi, corridoi); sono calcolate tutte le superfici dei vani accessori a servizio indiretto (cantine, soffitte, ecc); non sono applicate le percentuali di riduzione previste dal DPR 138/98; non si tiene conto delle aree scoperte delle unità immobiliari ad uso residenziale (balconi, terrazze, aree pertinenziali); non si considerano nel computo i locali con altezza utile inferiore a 1,5 mt: in caso di altezza unica < 1,5 mt si esclude l’intero locale; in caso di altezza max e minima si esclude se l’altezza max 1,5 mt a prescindere dalla minima … segue 28
Pagina 28 Le modifiche alla base imponibile Per gli immobili già denunciati, i Comuni modificano d’ufficio, dandone comunicazione agli interessati, le superfici che risultano inferiori alla predetta percentuale. Nel caso in cui manchino, negli atti catastali, gli elementi necessari per effettuare la determinazione della superficie catastale, gli intestatari catastali provvedono, a richiesta del Comune, a presentare all’ufficio provinciale dell’Agenzia del territorio la planimetria catastale del relativo immobile, per l’eventuale conseguente modifica, presso il Comune, della consistenza di riferimento (comma 9) in sede di prima applicazione, per le unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria, prive di planimetria catastale, nelle more della presentazione, l’Agenzia del territorio procede alla determinazione di una superficie convenzionale, sulla base degli elementi in proprio possesso. Il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi corrispondente è corrisposto a titolo di acconto e salvo conguaglio. Le medesime disposizioni, si applicano ai c.d. “fabbricati fantasma” ai quali è stata attribuita la rendita presunta (comma 9) nulla viene disposto per le aree scoperte (si applica, quindi, la superficie calpestabile) nella determinazione della superficie non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano di regola rifiuti speciali, a condizione che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente (comma 10) … segue 29
Pagina 29 Le modifiche alla base imponibile la lettera b) del comma 387 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012, nel modificare il comma 9 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011: –conferma l’utilizzo della superficie calpestabile per tutte le unità immobiliari diverse da quelle a destinazione ordinaria –prevede che per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano: la superficie assoggettabile al tributo è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati ai fini dell’applicazione del tributo si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini TARSU, TIA 1 o TIA 2 … segue 30
Pagina 30 Le modifiche alla base imponibile ai fini dell’attività di accertamento, il Comune può considerare come superficie assoggettabile al tributo quella pari all’80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138 con provvedimento del direttore dell’Agenzia del territorio, sono stabilite le procedure di interscambio dei dati tra i Comuni e la predetta Agenzia Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 29 marzo 2013 L’Agenzia delle Entrate rende disponibili ai Comuni i dati relativi alla superficie catastale, determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138, con riferimento alle unità immobiliari a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria. L’Agenzia rende disponibili ai Comuni, ai fini delle attività di accertamento di cui all’art. 14, comma 9, del decreto legge n. 201 del 2011, i dati relativi alla superficie determinata scorporando, per le sole destinazioni abitative, le superfici di balconi, terrazzi e aree scoperte pertinenziali e accessorie, comunicanti o non comunicanti. La data dalla quale è assicurata la fruibilità dei dati di cui ai commi precedenti è stabilita con apposito comunicato del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato sul sito internet della stessa Agenzia. I Comuni, laddove riscontrino scostamenti significativi della superficie rispetto ai dati in loro possesso, possono segnalare tali incongruenze all’Agenzia. I canali di comunicazione utilizzati per l’interscambio dei dati sono costituiti dalle piattaforme informatiche denominate “Portale per i Comuni” e “Sistema di Interscambio”. L’interscambio dei dati di cui all’articolo 2 viene effettuato secondo le regole tecniche pubblicate sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nell’area relativa alle attività già di competenza dell’Agenzia del Territorio, all’indirizzo: … segue 31
Pagina 31 Le modifiche alla base imponibile la suddetta disciplina si applica fino all’attuazione delle disposizioni di cui al comma 9bis la lettera c) del comma 387 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012, aggiunge il comma 9bis all’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011 che dispone che: –nell’ambito della cooperazione tra i Comuni e l’Agenzia del territorio per la revisione del catasto, vengono attivate le procedure per l’allineamento tra i dati catastali relativi alle unità immobiliari a destinazione ordinaria e i dati riguardanti la toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna di ciascun comune, al fine di addivenire alla determinazione della superficie assoggettabile al tributo pari all’80 per cento di quella catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 138 del 1998 –i Comuni comunicano ai contribuenti le nuove superfici imponibili adottando le più idonee forme di comunicazione e nel rispetto dell’articolo 6 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (garantire l’effettiva conoscenza da parte dei contribuenti) 32
Pagina 32 I dati da indicare nella dichiarazione Fonti legislative: art. 14, commi 33 e 34, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201 convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 art. 1, comma 387, lettera e), della legge 24 dicembre 2012, n. 228 Contenuto: i soggetti passivi presentano la dichiarazione entro il termine stabilito dal Comune nel regolamento, fissato in relazione alla data di inizio del possesso, dell’occupazione o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili a tributo (nella TARSU 20 gennaio successivo) nel caso di occupazione in comune di un fabbricato, la dichiarazione può essere presentata anche da uno solo degli occupanti la dichiarazione deve essere redatta su modello messo a disposizione dal Comune la dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempreché non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati da cui consegua un diverso ammontare del tributo; in tal caso, la dichiarazione va presentata entro il termine stabilito dal Comune nel regolamento … segue 33
Pagina 33 I dati da indicare nella dichiarazione la lettera e) del comma 387 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012, aggiunge al comma 34 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011 la previsione secondo la quale: –al fine di acquisire le informazioni riguardanti la toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna di ciascun comune, nella dichiarazione delle unità immobiliari a destinazione ordinaria devono essere obbligatoriamente indicati: i dati catastali il numero civico di ubicazione dell’immobile il numero dell’interno, ove esistente 34
Pagina 34 Maggiorazione tariffaria Fonti legislative: art. 14, comma 13, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201 convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 art. 10, comma 2, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 convertito dalla legge _________ Contenuto: alla tariffa si applica una maggiorazione pari a 0,30 euro per metro quadrato, a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni con deliberazione del consiglio comunale, la maggiorazione può essere aumentata fino a 0,40 euro, anche graduandola in ragione della tipologia dell’immobile e della zona ove è ubicato Disciplina per l’anno 2013 Art. 10, comma 2, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 convertito dalla legge ________ I Comuni non possono aumentare la maggiorazione standard di 0,30 euro per metro quadrato La predetta maggiorazione standard è riservata allo Stato 35
Pagina 35 Riduzione di risorse Fonti legislative: art. 14, comma 13bis, del decreto legge 6/12/1111, n. 201 convertito dalla legge 22/12/11, n. 214 art. 10, comma 2, del decreto legge 8/04/13, n. 35 convertito dalla legge ___ Contenuto: a decorrere dal 2013, il fondo sperimentale di riequilibrio e il fondo perequativo ed i trasferimenti erariali dovuti ai Comuni della Regione Siciliana e della Regione Sardegna sono ridotti in misura corrispondente al gettito derivante dalla maggiorazione standard (0,30 euro per metro quadrato). In caso di incapienza ciascun Comune versa all’entrata del bilancio dello Stato le somme residue con le procedure previste dall’articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42, le regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta, nonché le Province autonome di Trento e di Bolzano, assicurano il recupero al bilancio statale del predetto maggior gettito dei Comuni ricadenti nel proprio territorio. Fino all’emanazione delle norme di attuazione di cui allo stesso articolo 27, a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali, è accantonato un importo pari al maggior gettito di cui al precedente periodo Disciplina per l’anno 2013 Art. 10, comma 2, del decreto legge 8/04/13, n. 35 convertito dalla legge ___ Avendo previsto che la maggiorazione (0,30 euro per metro quadrato) è riservata allo Stato, non si applica la riduzione del Fondo di solidarietà comunale che, di conseguenza, viene aumentato di € 943,00 milioni 36
Pagina 36 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Fonti legislative: art. 14, comma 35, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201 art. 1, comma 387, lettera f), della legge 24 dicembre 2012, n. 228 art. 1bis, del decreto legge 14 gennaio 2013, n. 1 art. 10, comma 2, del decreto legge 8/04/13, n. 35 convertito dalla legge ___ Co ntenuto: in deroga all’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, il tributo è versato esclusivamente al Comune in mancanza di diversa deliberazione comunale: –il versamento è effettuato mediante bollettino di conto corrente postale ovvero con modello F24 (dovrà essere approvato il modello ovvero dovranno essere istituiti i codici tributo) –il versamento del tributo comunale per l’anno di riferimento è effettuato in 4 rate trimestrali, scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre. È consentito il pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno di ciascun anno … segue 37
Pagina 37 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi la lettera f) del comma 387 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012 ha sostituito il comma 35 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011 disponendo che: in deroga all’art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997: –i Comuni possono affidare, fino al 31 dicembre 2013, la gestione del tributo o della tariffa di cui al comma 29 (e la maggiorazione?), ai soggetti che, alla data del 31 dicembre 2012, svolgevano, anche disgiuntamente, il servizio di gestione dei rifiuti e di accertamento e riscossione della TARSU, della TIA 1 o della TIA 2 –il tributo e la maggiorazione sono versati esclusivamente al Comune (la tariffa di cui al comma 29, invece, è applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti) … segue 38
Pagina 38 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi in deroga all’art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997: –il versamento del tributo, della tariffa di cui al comma 29 nonché della maggiorazione di cui al comma 13 è effettuato con il modello F24 nonché tramite apposito bollettino di conto corrente postale –con uno o più decreti del direttore generale del Dipartimento delle finanze del MEF, sono stabilite le modalità di versamento, assicurando in ogni caso la massima semplificazione degli adempimenti da parte dei soggetti interessati, prevedendo anche forme che rendano possibile la previa compilazione dei modelli di pagamento (decreto 14 maggio 2013) … segue 39
Pagina 39 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Decreto 14 maggio 2013 (in G.U. n. 116 del 20 maggio 2013) approva il modello di bollettino di c/c postale il modello può essere utilizzato dal 1° luglio 2013 Il versamento può essere effettuato presso qualsiasi ufficio postale ovvero tramite servizio telematico gestito da Poste Italiane S.p.A.; non è, invece, possibile il versamento tramite bonifico il numero di conto corrente ( ) è unico per tutti i Comuni ed è obbligatoriamente intestato a “PAGAMENTO TARES” Poste Italiane S.p.A. riversa all’Agenzia delle entrate le somme riscosse e trasmette alla struttura di gestione dell’F24 i dati analitici dei bollettini la struttura di gestione dell’F24 accredita ai Comuni il gettito del tributo e della maggiorazione e all’affidatario del servizio di gestione dei rifiuti quello della tariffa ex comma 29 … segue 40
Pagina 40 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Decreto 14 maggio 2013 (in G.U. n. 116 del 20 maggio 2013) per l’anno 2013: –la maggiorazione è riversata allo Stato –il tributo è riversato, in caso di affidamento della riscossione al soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti, a quest’ultimo la rendicontazione è eseguita, con cadenza settimanale, utilizzando il portale Siatel v2.0 – Punto Fisco sul medesimo portale, i Comuni devono indicare alla struttura di gestione dell’F24 il codice IBAN e l’intestazione dei conti sui quali accreditare le somme riscosse Allegato 3: modello di bollettino reperibile presso gli uffici postali Allegato 2: modello precompilabile (previa autorizzazione alla stampa in proprio) Nel bollettino manca lo spazio relativo al tributo provinciale (Tefa) La Tares giornaliera (ivi compresa la maggiorazione giornaliera e la Tefa giornaliera) come si pagano? … segue 41
Pagina 41 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi il versamento del tributo, della tariffa di cui al comma 29 nonché della maggiorazione di cui al comma 13 per l’anno di riferimento è effettuato in quattro rate trimestrali, scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre (dal 1° al 16 di ciascun mese - decreto 14 maggio 2013) i Comuni possono variare la scadenza e il numero delle rate di versamento è consentito il pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno di ciascun anno (dal 1° al 16 giugno - decreto 14 maggio 2013) … segue 42
Pagina 42 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi per l’anno 2013: –il termine di versamento della prima rata è comunque posticipato ad aprile (a luglio, ai sensi dell’art. 1bis, del decreto legge 14 gennaio 2013, n. 1), ferma restando la facoltà per il Comune di posticipare ulteriormente tale termine –fino alla determinazione delle tariffe ai sensi dei commi 23 e 29, l’importo delle corrispondenti rate è determinato in acconto, commisurandolo all’importo versato, nell’anno precedente, a titolo di TARSU o di TIA 1 oppure di TIA 2 –per le nuove occupazioni decorrenti dal 1° gennaio 2013, l’importo delle corrispondenti rate di cui al periodo precedente è determinato tenendo conto delle tariffe relative alla TARSU o alla TIA 1 oppure alla TIA 2 applicate dal Comune nell’anno precedente –in ogni caso il versamento a conguaglio è effettuato con la rata successiva alla determinazione delle tariffe … segue 43
Pagina 43 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi per l’anno 2013: –il pagamento della maggiorazione di cui al comma 13 è effettuato in base alla misura standard, pari a 0,30 euro per metro quadrato, senza applicazione di sanzioni e interessi, contestualmente al tributo o alla tariffa di cui al comma 29, alla scadenza delle prime tre rate –l’eventuale conguaglio riferito all’incremento della maggiorazione fino a 0,40 euro è effettuato al momento del pagamento dell’ultima rata 44
Pagina 44 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Versamento il comma 2 dell’art. 10 del decreto legge 8 aprile 2013, convertito dalla legge ____________, ha stabilito che, in deroga all’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011, per il solo anno 2013, operano le seguenti disposizioni: la scadenza e il numero delle rate di versamento del tributo sono stabilite dal comune con propria deliberazione adottata, anche nelle more della regolamentazione comunale del nuovo tributo, e pubblicata, anche sul sito web istituzionale, almeno trenta giorni prima della data di versamento Circolare 29 aprile 2013, n. 1/DF La competenza è del Consiglio Comunale In assenza di fissazione da parte del Comune del numero e della scadenza delle rate per l’anno 2013, ai sensi del comma 35 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2013, il versamento deve essere effettuato in due rate con scadenza, rispettivamente, a luglio ed ottobre 2013 … segue 45
Pagina 45 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Versamento il comma 2 dell’art. 10 del decreto legge 8 aprile 2013, convertito dalla legge ____________, ha stabilito che, in deroga all’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011, per il solo anno 2013, operano le seguenti disposizioni: ai fini del versamento delle prime due rate del tributo, e comunque ad eccezione dell’ultima rata dello stesso, i Comuni possono inviare ai contribuenti i modelli di pagamento precompilati già predisposti per il pagamento della TARSU o della TIA 1 o della TIA 2, ovvero indicare le altre modalità di pagamento già in uso per gli stessi prelievi. I pagamenti di cui al periodo precedente, sono scomputati ai fini della determinazione dell’ultima rata dovuta, a titolo di TARES, per l’anno 2013 Circolare 29 aprile 2013, n. 1/DF Nelle more dell’approvazione dei codici tributo per l’F24 e del bollettino di c/c postale “ministeriale”, non è possibile aprire un conto corrente postale intestato alla Tares né modificare l’intestazione degli strumenti di pagamento già in uso nel corso del 2012 la maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato (riservata allo Stato) è versata in unica soluzione unitamente all’ultima rata del tributo, utilizzando il modello F24 ovvero il bollettino di conto corrente postale i Comuni possono continuare ad avvalersi per la riscossione del tributo dei soggetti affidatari del servizio di gestione dei rifiuti urbani 46
Pagina 46 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Versamento A regime In deroga all’art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997: - il tributo e la maggiorazione sono versati esclusivamente al Comune; - la tariffa è applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti - il versamento del tributo, della tariffa e della maggiorazione è effettuato con il modello F24 ovvero con il bollettino di conto corrente postale La gestione del tributo e della maggiorazione è effettuata direttamente dal Comune, salvo l’affidamento all’esterno ai sensi dell’art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997 Salvo diversa deliberazione comunale, il versamento del tributo, della tariffa e della maggiorazione è effettuato in 4 rate trimestrali, scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre. È consentito il pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno 47
Pagina 47 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Versamento Per l’anno 2013 Modalità di gestione e riscossione In deroga all’art. 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997: - i Comuni possono affidare la gestione del tributo e della tariffa ai soggetti che, alla data del 31 dicembre 2012, svolgevano, anche disgiuntamente, il servizio di gestione dei rifiuti e di accertamento e riscossione della Tarsu o della Tia I Comuni possono continuare ad avvalersi per la riscossione del tributo dei soggetti affidatari del servizio di gestione dei rifiuti La tariffa è applicata e riscossa dal soggetto affidatario del servizio di gestione dei rifiuti … segue 48
Pagina 48 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Versamento Per l’anno 2013 Scadenza, numero ed importo delle rate La scadenza e il numero delle rate di versamento del tributo sono stabilite dal Comune con propria deliberazione adottata, anche nelle more della regolamentazione comunale del nuovo tributo, e pubblicata, anche sul sito web istituzionale, almeno trenta giorni prima della data di versamento Fino alla determinazione delle tariffe, l’importo delle rate è determinato in acconto, commisurandolo all’importo versato, nell’anno precedente, a titolo di TARSU o di TIA Per le nuove occupazioni decorrenti dal 1° gennaio 2013, l’importo delle rate di cui al periodo precedente è determinato tenendo conto delle tariffe relative alla TARSU o alla TIA applicate dal Comune nell’anno precedente … segue 49
Pagina 49 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Versamento Per l’anno 2013 Modalità di pagamento Ai fini del versamento delle prime due rate del tributo, e comunque ad eccezione dell’ultima rata dello stesso, i Comuni possono utilizzare le modalità di pagamento già in uso per la Tarsu o la Tia Dalla terza rata, e comunque per l’ultima rata, il versamento è effettuato esclusivamente con il modello F24 ovvero il bollettino di conto corrente postale … segue 50
Pagina 50 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Versamento Per l’anno 2013 Maggiorazione La maggiorazione standard (pari a 0,30 euro per metro quadrato) è versata, direttamente allo Stato, in unica soluzione unitamente all’ultima rata del tributo, utilizzando il modello F24 ovvero il bollettino di conto corrente postale 51
Pagina 51 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Ipotesi di riscossione per l’anno 2013 Riscossione senza avviso “bonario” Pagamento 2013 in n. 3 rate (2 acconti ed un saldo): rata acconto (notificata) scadenza 30 giugno 2013, importo pari a 6/12 della Tarsu (senza ex Eca e Meca) o della Tia (senza Iva) 2012 (per le occupazioni, detenzioni o possesso iniziate nel corso del 2013, commisurazione in base al numero effettivo di mesi fino a giugno 2013 applicando le tariffe 2012). Al predetto importo va applicato il tributo provinciale (Tefa) rata acconto (notificata) scadenza 30 settembre 2013, importo pari a 3/12 della Tarsu (senza ex Eca e Meca) o della Tia (senza Iva) 2012 (per le occupazioni, detenzioni o possesso iniziate nel corso del 2013, commisurazione in base al numero effettivo di mesi fino a settembre 2013 applicando le tariffe 2012). Al predetto importo va applicato il tributo provinciale (Tefa). È possibile prevedere la possibilità di pagare entrambe le rate dell’acconto in unica soluzione entro il 30 giugno 2013 (scadenza della prima rata di acconto) … segue 52
Pagina 52 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Ipotesi di riscossione per l’anno 2013 Riscossione senza avviso “bonario” Pagamento 2013 in n. 3 rate (2 acconti ed un saldo): rata saldo (notificata) scadenza 31 dicembre 2013, importo Tares anno 2013 al netto degli importi richiesti (indipendentemente da quanto effettivamente pagato) per gli acconti. Al predetto importo va applicato il tributo provinciale (Tefa). In sede di saldo deve essere richiesta anche la maggiorazione di 0,30 euro a metro quadrato dovuta per l’intero anno 2013 … segue 53
Pagina 53 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Ipotesi di riscossione per l’anno 2013 Riscossione senza avviso “bonario” Pagamento 2013 in n. 3 rate (2 acconti ed un saldo): notifica dell’eventuale conguaglio, per le variazioni intervenute ovvero dichiarate, entro il termine previsto dal regolamento comunale, dopo il calcolo del saldo (scadenza da stabilirsi nei primi mesi del 2014, in considerazione anche del termine previsto per la presentazione delle dichiarazioni di variazione) pari all’importo effettivamente dovuto a titolo di Tares, maggiorazione e tributo provinciale (Tefa) per l’anno 2013 al netto di quanto richiesto (indipendentemente da quanto effettivamente pagato) con gli acconti ed il saldo. In questa sede si deve effettuare anche il conguaglio relativo alle occupazioni o detenzioni temporanee, ex commi da 24 a 27 dell’art. 14 del decreto legge n. 201 del 2011 tutto quanto non versato alle diverse scadenze è recuperato, mediante avviso di accertamento, con applicazione della sanzione del 30% e degli interessi di mora … segue 54
Pagina 54 Versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi Altra Ipotesi di riscossione per l’anno 2013 Riscossione con avviso “bonario” Pagamento 2013 in n. 3 rate (2 acconti ed un saldo): per le rate di acconto e saldo si applica la medesima disciplina sopra descritta (non si procede, però, alla notifica di una intimazione di pagamento bensì alla comunicazione di un invito al pagamento). Il conguaglio, invece, è pari all’importo effettivamente dovuto per l’anno 2013 al netto di quanto eventualmente già pagato. Il conguaglio (da notificare) contiene l’intimazione di pagamento e può prevedere anche più rate l’importo contenuto nel conguaglio e non versato dal contribuente è recuperato, mediante avviso di accertamento, con applicazione della sanzione del 30% e degli interessi di mora 55
Pagina 55 L’applicazione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi 56
Pagina 56 Le attività del Consiglio Comunale approvare il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi procedere alla assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani approvare il Piano Finanziario approvare le tariffe 57
Pagina 57 Il regolamento Fonti legislative: art. 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 art. 13, comma 15, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201 art. 14 del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201 Contenuto: il Comune può disciplinare con regolamento le proprie entrate, anche tributarie, nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti per quanto non regolamentato si applicano le disposizioni di legge limiti alla potestà regolamentare: –individuazione e definizione: delle fattispecie imponibili dei soggetti passivi dell’aliquota massima organo competente: –il regolamento è approvato con deliberazione del consiglio comunale … segue 58
Pagina 58 Il regolamento termine: –entro il termine previsto dalla legge statale per l’approvazione del bilancio di previsione pubblicazione: –ai sensi del comma 15 dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011, la deliberazione deve essere inviata al MEF entro trenta giorni dalla data in cui è divenuta esecutiva e, comunque, entro trenta giorni dalla data di scadenza del termine previsto per l’approvazione del bilancio di previsione –il mancato invio delle deliberazioni, nei predetti termini, è sanzionato, previa diffida da parte del Ministero dell’interno, con il blocco, sino all’adempimento dell’obbligo dell’invio, delle risorse a qualsiasi titolo dovute agli enti inadempienti –la pubblicazione in oggetto sostituisce l’avviso in Gazzetta Ufficiale previsto dall’art. 52, comma 2, terzo periodo, del decreto legislativo n. 446 del impugnazione: –il Ministero ovvero altro soggetto che ha interesse ad agire possono impugnare il regolamento per vizi di legittimità avanti al Tar –il Tar può annullare il regolamento –il giudice tributario può, invece, soltanto disapplicare le disposizioni regolamentari ritenute illegittime ma non può annullare il regolamento … segue 59
Pagina 59 Il regolamento Con il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi: si deve istituire e disciplinare il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi bisogna classificare le categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti per le utenze domestiche bisogna disciplinare i criteri di determinazione del numero degli occupanti per le utenze non domestiche bisogna disciplinare i criteri di applicazione della tariffa unica quando sono rinvenibili diverse tipologia di occupazioni … segue 60
Pagina 60 Il regolamento Con il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi: bisogna disciplinare l’applicazione del tributo in presenza di occupazioni miste (domestiche e non domestiche) bisogna disciplinare le riduzioni obbligatorie per: –la raccolta differenziate da parte delle utenze domestiche –i rifiuti assimilati avviati al recupero –le utenze ubicate fuori dal perimetro di raccolta –il mancato svolgimento del servizio ovvero l’effettuazione in grave violazione della disciplina di riferimento ovvero per l’interruzione del servizio … segue 61
Pagina 61 Il regolamento Con il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi: è possibile prevedere e disciplinare le riduzioni facoltative: –abitazioni con unico occupante –abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo –locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente –abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero –fabbricati rurali ad uso abitativo è possibile prevedere e disciplinare ulteriori riduzioni ed esenzioni … segue 62
Pagina 62 Il regolamento Con il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi: è possibili individuare le categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare, nella obiettiva difficoltà di delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano, percentuali di riduzione rispetto all’intera superficie su cui l’attività viene svolta bisogna disciplinare l’obbligo dichiarativo è possibile stabilire il numero di rate e la scadenza dei versamenti bisogna stabilire la modalità di applicazione del tributo giornaliero … segue 63
Pagina 63 Il regolamento Con il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi: è possibile sostituire la tassa con una tariffa avente natura corrispettiva è possibile affidare la gestione della tassa e della tariffa, limitatamente all’anno 2013, ai soggetti che, al 31 dicembre 2012, svolgevano, anche disgiuntamente, il servizio di gestione dei rifiuti e di accertamento e riscossione della Tarsu, della Tia1 o della Tia2 è possibile posticipare il versamento della prima rata dell’anno 2013 è possibile disciplinare i conguagli … segue 64
Pagina 64 Il regolamento Con il regolamento per la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi: nell’applicazione delle sanzioni è possibile stabilire circostanze attenuanti o esimenti nel rispetto dei principi stabiliti dalla normativa statale è possibile stabilire il tasso di interessi sia per gli accertamenti sia per i rimborsi è possibile stabilire gli importi minimi al di sotto dei quali non si effettua il versamento e non si dispongono i rimborsi è possibile disciplinare la compensazione 65
Pagina 65 L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani Definizione di rifiuto – Art. 183 d.lgs. n. 152 del 2006 Ogni sostanza od oggetto di cui il detentore: si disfi abbia l’obbligo di disfarsi abbia deciso di disfarsi Per disfarsi si intende la destinazione della sostanza: allo smaltimento al recupero 66
Pagina 66 L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani Classificazione dei rifiuti – Art. 184 d.lgs. n. 152 del 2006 I rifiuti sono classificati: secondo l’origine: –rifiuti urbani –rifiuti speciali secondo le caratteristiche di pericolosità: –in rifiuti pericolosi –rifiuti non pericolosi … segue 67
Pagina 67 L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani Classificazione dei rifiuti – Art. 184 d.lgs. n. 152 del 2006 Sono rifiuti urbani: a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), e) ed e) 68
Pagina 68 L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani Classificazione dei rifiuti – Art. 184 d.lgs. n. 152 del 2006 Sono rifiuti speciali: a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali, ai sensi e per gli effetti dell'art c.c. b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall'articolo 184-bis c) i rifiuti da lavorazioni industriali d) i rifiuti da lavorazioni artigianali e) i rifiuti da attività commerciali f) i rifiuti da attività di servizio g) i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acquee dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie 69
Pagina 69 L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani Non rifiuti – Artt. 185 e 186 d.lgs. n. 152 del 2006 Non sono rifiuti: acque di scarico rifiuti radioattivi rifiuti minerari e di cava carogne, materie fecali e altre sostanze naturali utilizzate in agricoltura esplosivi in disuso vegetali non contaminati da alvei di scolo e irrigui materiale litoide estratto dalla manutenzione di corsi d’acqua terre e rocce da scavo destinate all’effettivo utilizzo sottoprodotti impiegati senza operazioni preliminari materiali che all’origine, senza trasformazioni preliminari, hanno carattere di materie secondarie 70
Pagina 70 L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani Delibera di assimilazione – Art. 198, c.2, lettera g), del d.lgs. n. 152 del 2006 Natura giuridica: atto regolamentare di competenza del consiglio comunale Modalità di adozione: deliberazione interministeriale del 27 luglio 1984 (in quanto non è stato ancora emanato il decreto ministeriale, previsto dalla lettera e) del comma 2 dell’art. 195 del decreto legislativo n. 152 del 2006, per la definizione dei criteri di assimilabilità dei rifiuti speciali a quelli urbani) assimilazione esplicita limiti qualitativi limiti quantitativi (Corte di Cassazione, sez. trib., 16 giugno 2012, n. 9631) … segue 71
Pagina 71 L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani Delibera di assimilazione – Art. 198, c.2, lettera g), del d.lgs. n. 152 del 2006 Sostanze assimilabili: rifiuti non domestici e non pericolosi Sostanze non assimilabili: non rifiuti rifiuti pericolosi imballaggi terziari (art. 226 del decreto legislativo n. 152 del 2006) imballaggi secondari se non è stata attivata la raccolta differenziata (art. 226 del decreto legislativo n. 152 del 2006) 72
Pagina 72 L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani Rifiuti sanitari assimilabili DPR 15 luglio 2003, n. 254 Art. 2, comma 1, lett. g) rifiuti delle cucine rifiuti da ristorazione dei reparti di degenza non infettivi vetro, carta, cartone, plastica, metalli, imballaggi, rifiuti ingombranti spazzatura e altri rifiuti non pericolosi assimilati agli urbani indumenti e lenzuola monouso gessi ortopedici e bende, assorbenti igienici, non dei degenti infettivi, pannolini pediatrici e i pannoloni, contenitori e sacche delle urine rifiuti verdi 73
Pagina 73 L’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani Linee guida Mef Per le utenze di superficie complessiva, al netto delle superfici che non possono produrre rifiuti, superiore a mq. ___ (es. 500), si ha l’assimilazione qualora il rapporto tra la quantità globale (in Kg) di rifiuti prodotti e la superficie non superi il ___ % del valore massimo del corrispondente parametro Kd [Opzionale] Sono comunque assimilati agli urbani i rifiuti che superano il limite quantitativo di cui al comma precedente, purché il Comune, anche tramite il Gestore del servizio ed effettuate le opportune verifiche, specifichi - entro … giorni dalla dichiarazione presentata ai sensi dell’articolo 10, comma 5, dalle utenze che ritengono di superare il predetto limite quantitativo di assimilazione - le specifiche misure organizzative atte a gestire tali rifiuti. 74
Pagina 74 Il Piano Finanziario Fonti legislative: decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158 Contenuto: con il Piano Finanziario si determinano i costi del servizio: –distinguendoli in costi fissi e costi variabili i costi sono classificati in: –costi operativi di gestione (CG) –costi comuni (CC) –costi d’uso del capitale (CK) … segue 75
Pagina 75 Il Piano Finanziario Il piano finanziario comprende: –a) il programma degli interventi necessari, imposti dalla normativa ambientale o comunque deliberati dagli enti locali, e concernenti sia gli acquisti di beni o servizi, sia la realizzazione di impianti –b) il piano finanziario degli investimenti, che indica l’impiego di risorse finanziarie necessarie a realizzare gli interventi programmati; –c) la specifica dei beni, delle strutture e dei servizi disponibili, nonché il ricorso eventuale all’utilizzo di beni e strutture di terzi, o all’affidamento di servizi a terzi; –d) le risorse finanziarie necessarie, completando il piano finanziario degli investimenti e indicando in termini di competenza i costi e gli oneri annuali e pluriennali … segue 76
Pagina 76 Il Piano Finanziario Il piano finanziario deve essere corredato da una relazione nella quale sono indicati i seguenti elementi: –a) il modello gestionale ed organizzativo prescelto; –b) i livelli di qualità del servizio ai quali deve essere commisurata la tariffa; –c) la ricognizione degli impianti esistenti; –d) con riferimento al piano dell’anno precedente, l’indicazione degli scostamenti che si siano eventualmente verificati e le relative motivazioni … segue 77
Pagina 77 Il Piano Finanziario Predisposizione del Piano Finanziario: collaborazione tra soggetto gestore del ciclo integrato dei rifiuti e Comune Approvazione del Piano Finanziario: Consiglio Comunale Pubblicazione del Piano Finanziario: all’albo pretorio per 15 giorni Trasmissione del Piano Finanziario: il soggetto gestore del ciclo integrato dei rifiuti urbani ovvero il Comune provvedono annualmente, entro il mese di giugno, a trasmettere all'Osservatorio nazionale sui rifiuti copia del piano finanziario e della relazione i dati relativi alle componenti di costo della tariffa sono comunicati annualmente Determinazione delle tariffe: sulla base del Piano Finanziario sono determinate le tariffe a copertura integrale dei costi 78
Pagina 78 Il Piano Finanziario i costi operativi di gestione (CG): –Costi di gestione del ciclo dei servizi sui RSU indifferenziati (CGIND): Costi Spazzamento e Lavaggio strade e piazze pubbliche (CSL) - FISSI Costi di Raccolta e Trasporto RSU (CRT) - VARIABILI Costi di Trattamento e Smaltimento RSU (CTS) - VARIABILI Altri Costi (AC) (ad es. accantonamenti per rischi vari, costi per campagne informative, ecc.) – FISSI –Costi di gestione del ciclo della raccolta differenziata (CGD): Costi di Raccolta Differenziata per materiale (CRD) - VARIABILI Costi di Trattamento e Riciclo (CTR) (al netto dei proventi della vendita di materiale ed energia derivante da rifiuti) - VARIABILI –Nel computo dei costi CGD non sono inclusi: i costi relativi alla raccolta dei rifiuti di imballaggio coperti dal Conai i costi relativi alla raccolta dei rifiuti di imballaggio secondari e terziari, a carico dei produttori e utilizzatori … segue 79
Pagina 79 Il Piano Finanziario I costi operativi di gestione fanno riferimento alle voci di bilancio per le seguenti categorie: B6 = Costi per materie di consumo e merci (al netto di resi, abbuoni e sconti) B7 = Costi per servizi B8 = Costi per godimento di beni di terzi B9 = Costo del personale B11 = Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci B12 = Accantonamento per rischi, nella misura massima ammessa dalle leggi e prassi fiscali B13 = Altri accantonamenti B14 = Oneri diversi di gestione … segue 80
Pagina 80 Il Piano Finanziario Nel Costo del personale (B9) va ricompreso anche il personale interinale, ma non il lavoro autonomo (va in B7). Comprende salari e stipendi, oneri sociali, trattamento di fine rapporto, trattamento di quiescenza e simili (art c.c.). Si computa entro il 50% e la parte restante va in CGG (Costi generali di gestione). Tributo speciale per lo smaltimento dei rifiuti in discarica: costituisce elemento di costo (CTS) e come tale va inserito sotto la voce servizi (B7). Operazioni di sgombero della neve: i costi non vanno inseriti nel Piano Risorse con impiego promiscuo: imputazione pro quota. Verde pubblico. No manutenzione e gestione del verde. Sì raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti verdi. … segue 81
Pagina 81 Il Piano Finanziario Accantonamenti per rischi (B12): passività probabili - fondo rischi per cause in corso (ad es. per danni a terzi) escluse quelle relative a imposte (che vanno imputate alla voce B14); - il fondo rischi per garanzie prestate a terzi (fidejussioni, avalli, girate, ecc.); - il fondo per rischi non assicurati. Altri accantonamenti (B13): - fondo sostituzione e ripristino beni gratuitamente devolvibili (art.107, comma 2, TUIR); - il fondo manutenzione e ripristino dei beni di azienda condotta in affitto o in usufrutto; - fondo recupero ambientale. Non vi rientrano gli accantonamenti per quiescenza e previdenza di cui all’art.107, comma 2, TUIR, in quanto già ricompresi nel costo del personale (voce B9). … segue 82
Pagina 82 Il Piano Finanziario Oneri diversi (B14): gestione isole ecologiche, relativi sistemi informativi, azioni tese alla riduzione dei rifiuti (compostiere domestiche), attività di educazione ambientale mirata e campagne informative relative all’uso dei servizi. Mutui. Nel caso in cui il comune abbia stipulato mutui per investimenti in attrezzature, impianti o immobili, le rate di mutuo non rientrano in quanto tali nei costi da inserire nel PEF, perché esse rappresentano un mero movimento di danaro, che non trova spazio in un documento redatto secondo criteri di contabilità economica. Rilevano, invece, gli interessi passivi di mutuo, da qualificare come costi comuni (CC), nonché le quote di ammortamento o i nuovi investimenti finanziati col mutuo, da qualificare come costi d’uso del capitale (CK). … segue 83
Pagina 83 Il Piano Finanziario i costi comuni (CC): –Costi Amministrativi dell'Accertamento, della Riscossione e del Contenzioso (CARC) - FISSI costi del personale, compensi per consulenze, acquisto di beni e servizi da terzi –Costi Generali di Gestione (CGG) - FISSI quelli relativi al personale, di cui alla lettera B9 del precedente punto in misura non inferiore al 50% del loro ammontare –Costi Comuni Diversi (CCD) - FISSI al netto del recupero dell’evasione e del contributo del MUIR costi per studi e consulenze non inseribili nei costi operativi o nei costi amministrativi il fondo rischi crediti gli interessi passivi i Crediti inesigibili (per la parte non coperta da fondi svalutazione o rischi ovvero da garanzia assicurativa) divengono CCD quando: –la perdita risulta da elementi “certi e precisi” –se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali Il criterio di allocazione dei costi comuni raccomandato è fondato sulla ponderazione rispetto all'incidenza del costo degli addetti (70%) ed alla incidenza del costo operativo sul totale (30%). … segue 84
Pagina 84 Il Piano Finanziario i costi d’uso del capitale (CK): –Ammortamenti (Amm.) - FISSI –Accantonamenti (Acc.) - FISSI –Remunerazione del capitale investito (R) – FISSI (2) CK n = Amm n + Acc n + R n la remunerazione del capitale (Rn) è, almeno inizialmente, pari al prodotto tra tasso di remunerazione indicizzato all’andamento medio annuo del tasso dei titoli di Stato (Ts) aumentato di 2 punti percentuali e capitale netto investito dell’anno precedente (KNn-1) aumentato dei nuovi investimenti (In), ossia: Rn = (Ts + 2%) x (KNn-1+ In) … segue 85
Pagina 85 Il Piano Finanziario Il metodo prevede altresì che “in seguito” la remunerazione del capitale (Rn) è sviluppata nel tempo in base alla seguente formula: (3) Rn = rn (KNn-l + In + Fn) dove: rn = tasso di remunerazione del capitale impiegato, non meglio identificato; KNn-1 = capitale netto contabilizzato dell’esercizio precedente (immobilizzazioni nette); In = investimenti realizzati nell’esercizio di riferimento; Fn = fattore correttivo in aumento per gli investimenti programmati e in riduzione per l’eventuale scostamento negativo ex-post, cioè riferito all’anno precedente, tra investimenti realizzati e investimenti programmati. La maggior indeterminatezza di quest’ultima formula ne consiglia un uso assai cauto. 86
Pagina 86 Tariffe Fonti legislative: decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158 Contenuto: con la delibera di fissazione delle tariffe bisogna imputare i costi alle utenze domestiche ed alle utenze non domestiche con la delibera di fissazione delle tariffe bisogna determinare: –per la parte variabile delle utenze domestiche: il coefficiente Kb (coefficiente proporzionale di produttività per numero di componenti del nucleo familiare) –per la parte fissa delle utenze non domestiche: il coefficiente Kc (coefficiente potenziale produzione) –per la parte variabile delle utenze non domestiche: il coefficiente Kd (coefficiente produzione Kg/m 2 anno) … segue 87
Pagina 87 Tariffe Tariffa: Parte fissa: in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti Parte variabile: rapportata alla quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione La tariffa è articolata per fasce di utenza domestica e non domestica La tariffa è articolata con riferimento alle caratteristiche delle diverse zone del territorio comunale, ed in particolare alla loro destinazione a livello di pianificazione urbanistica e territoriale, alla densità abitativa, alla frequenza e qualità dei servizi da fornire, secondo modalità stabilite dal comune … segue 88
Pagina 88 Tariffe Tariffa per le utenze domestiche: Parte fissa: è determinata in modo da privilegiare i nuclei familiari più numerosi e le minori dimensioni dei locali Parte variabile: è rapportata ai Kg di rifiuti differenziati ed indifferenziati prodotti da ciascuna utenza gli enti locali che non abbiano validamente sperimentato tecniche di calibratura individuale degli apporti possono applicare un sistema presuntivo, prendendo a riferimento la produzione media comunale procapite, desumibile da tabelle predisposte annualmente sulla base dei dati elaborati dalla Sezione nazionale del Catasto dei rifiuti … segue 89
Pagina 89 Tariffe Tariffa per le utenze non domestiche: Si applica alle comunità, alle attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere Parte fissa: coefficiente di potenzialità di produzione dei rifiuti per unità di misura (stabilito dal Comune tra un minimo ed un massimo) Parte variabile: quantità di rifiuti effettivamente prodotta da ciascuna utenza gli enti locali non ancora organizzati applicano un sistema presuntivo, prendendo a riferimento, per ciascuna tipologia di attività, la produzione annua per mq ritenuta congrua nell’ambito degli intervalli determinati … segue 90
Pagina 90 Tariffe Agevolazioni e coefficienti di riduzione: gli enti locali assicurano le agevolazioni per la raccolta differenziata attraverso l'abbattimento della parte variabile della tariffa per una quota, determinata dai medesimi enti, proporzionale ai risultati, singoli o collettivi, raggiunti dalle utenze in materia di conferimento a raccolta differenziata per le utenze non domestiche, sulla parte variabile della tariffa è applicato un coefficiente di riduzione, da determinarsi dall'ente locale, proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato a recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l'attività di recupero dei rifiuti stessi L'ente locale può elaborare coefficienti di riduzione che consentano di tenere conto delle diverse situazioni relative alle utenze domestiche e non domestiche non stabilmente attive sul proprio territorio … segue 91
Pagina 91 Tariffe Tariffa di riferimento: La tariffa di riferimento deve coprire tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani e deve rispettare la seguente equivalenza: (1) T n = (CG + CC) n-1 (1 + IP n - X n ) + CK n T n = totale delle entrate tariffarie di riferimento CG n-1 = costi di gestione del ciclo dei servizi attinenti i rifiuti solidi urbani dell'anno precedente CC n-1 = costi comuni imputabili alle attività relative ai rifiuti urbani dell'anno precedente IP n = inflazione programmata per l'anno di riferimento X n = recupero di produttività per l'anno di riferimento CKn = costi d'uso del capitale relativi all'anno di riferimento Nel Tares “tributo” l’IVA non è detraibile e non va addebitata agli utenti … segue 92
Pagina 92 Tariffe Suddivisione della tariffa: La tariffa si compone di due parti: Parte fissa Parte variabile (4) T = TF + TV dove: T = tariffa TF = tariffa fissa TV = tariffa variabile … segue 93
Pagina 93 Tariffe Suddivisione della tariffa: La parte fissa ( TF) deve coprire i costi indicati nella seguente equivalenza: (5) TF = CSL + CARC + CGG + CCD + AC + CK dove: CSL = Costi Spazzamento e Lavaggio strade e piazze pubbliche CARC = Costi Amministrativi dell'Accertamento, della Riscossione e del Contenzioso CGG = Costi Generali di Gestione CCD = Costi Comuni Diversi AC = Altri Costi CK = Costi d'uso del capitale Gli enti locali che conferiscono a smaltimento i rifiuti indifferenziati presso impianti di terzi, richiedono che il soggetto gestore dell'impianto evidenzi, all'interno del prezzo richiesto, la quota relativa ai costi riconducibili all'impiego del capitale (CK), al fine di attribuirli nella parte fissa della tariffa … segue 94
Pagina 94 Tariffe Suddivisione della tariffa: La parte variabile ( TV) deve coprire i costi indicati nella seguente equivalenza: (6) TV = CRT + CTS + CRD + CTR dove: CRT = Costi di Raccolta e Trasporto RSU CTS = Costi di Trattamento e Smaltimento RSU CRD = Costi di Raccolta Differenziata per materiale CTR = Costi di Trattamento e Riciclo (al netto dei proventi della vendita di materiale ed energia derivante da rifiuti) … segue 95
Pagina 95 Tariffe Tariffa utenze domestiche: Quota fissa: (7) TFd(n, S) = Quf · S · Ka(n) dove: TFd(n, S) = Quota fissa della tariffa per un'utenza domestica con n componenti il nucleo familiare e una superficie pari a S n = Numero di componenti del nucleo familiare S = Superficie dell'abitazione (m 2 ) Quf = Quota unitaria (€/m 2 ), determinata dal rapporto tra i costi fissi attribuibili alle utenze domestiche e la superficie totale delle abitazioni occupate dalle utenze medesime, corretta per il coefficiente di adattamento (Ka). … segue 96
Pagina 96 Tariffe Tariffa utenze domestiche: Quota fissa: (8) Quf = Ctuf/ a S tot (n) · Ka(n) dove: Ctuf = Totale dei costi fissi attribuibili alle utenze domestiche S tot (n) = Superficie totale delle utenze domestiche con n componenti del nucleo familiare Ka(n) = Coefficiente di adattamento che tiene conto della reale distribuzione delle superfici degli immobili in funzione del numero di componenti del nucleo familiare costituente la singola utenza. I valori di tali coefficienti sono riportati nelle tabelle 1a e 1b e sono stati elaborati per le tre aree geografiche e per comuni con popolazione superiore e inferiore ai 5000 abitanti rispettivamente, sulla base dei dati ISTAT. … segue 97
Pagina 97 Tariffe Tabella 1a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche. … segue Comuni con popolazione > abitanti Numero componenti del nucleo familiare Ka Coefficiente di adattamento per superficie e numero di componenti del nucleo familiare Nord CentroSud 10,80,860,81 20,94 31,051,02 41,141,11,09 51,231,171,1 6 o più1,31,231,06 98
Pagina 98 Tariffe Tabella 1b - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze domestiche. … segue Comuni con popolazione < abitanti Numero componenti del nucleo familiare Ka Coefficiente di adattamento per superficie e numero di componenti del nucleo familiare Nord CentroSud 1 0,840,820,75 2 0,980,920,88 3 1,081,031,00 4 1,161,101,08 5 1,241,171,11 6 o più 1,301,211,10 99
Pagina 99 Tariffe Definizione dell'Area Geografica in accordo con la suddivisione ISTAT Nord: Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Liguria, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna Centro: Toscana, Umbria, Marche, Lazio Sud: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna. … segue 100
Pagina 100 Tariffe Tariffa utenze domestiche: Quota variabile: (9) TVd = Quv · Kb(n) · Cu dove: TVd = Quota variabile della tariffa per un'utenza domestica con n componenti il nucleo familiare. Quv = Quota unitaria, determinata dal rapporto tra la quantità totale di rifiuti prodotta dalle utenze domestiche e il numero totale delle utenze domestiche in funzione del numero di componenti del nucleo familiare delle utenze medesime, corrette per il coefficiente proporzionale di produttività (Kb) Cu = Costo unitario (€/kg). Tale costo è determinato dal rapporto tra i costi variabili attribuibili alle utenze domestiche e la quantità totale di rifiuti prodotti dalle utenze domestiche. … segue 101
Pagina 101 Tariffe Tariffa utenze domestiche: Quota variabile: (10) Quv = Qtot/ n N(n) · Kb(n) dove: Qtot = Quantità totale di rifiuti N(n) = Numero totale delle utenze domestiche in funzione del numero di componenti del nucleo familiare. Kb (n) = Coefficiente proporzionale di produttività per utenza domestica in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare costituente la singola utenza. I valori di tali coefficienti sono riportati nella tabella 2.. … segue 102
Pagina 102 Tariffe Tabella 2 - Coefficienti per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze domestiche. … segue Comuni Numero componenti del nucleo familiare Kb Coefficiente proporzionale di produttività per numero di componenti del nucleo familiare Minino MassimoMedio 1 0,610,8 2 1,41,81,6 3 1,82,32 4 2,232,6 5 2,93,63,2 6 o più 3,44,13,7 103
Pagina 103 Tariffe Tariffa utenze non domestiche: Quota fissa: (11) TFnd(ap, S ap ) = Qapf · S ap (ap) · Kc(ap) dove: TFnd(ap, S ap ) = Quota fissa della tariffa per un'utenza non domestica di tipologia di attività produttiva ap e una superficie pari a S ap. S ap = Superficie dei locali dove si svolge l'attività produttiva. Qapf = Quota unitaria (€/m 2 ), determinata dal rapporto tra i costi fissi attribuibili alle utenze non domestiche e la superficie totale dei locali occupati dalle utenze medesime, corretta per il coefficiente potenziale di produzione (Kc). … segue 104
Pagina 104 Tariffe Tariffa utenze non domestiche: Quota fissa: (12) Qapf = Ctapf/ ap S tot (ap) · Kc(ap) dove: Ctapf = Totale dei costi fissi attribuibili alle utenze non domestiche. S tot (ap) = Superficie totale dei locali dove si svolge l'attività produttiva ap. Kc (ap) = Coefficiente potenziale di produzione che tiene conto della quantità potenziale di produzione di rifiuto connesso alla tipologia di attività. Gli intervalli dei valori attribuibili a tale coefficiente, che dovrà essere determinato dall'ente locale, sono riportati nelle tabelle 3a e 3b e sono stati elaborati per le tre aree geografiche e per comuni con popolazione superiore e inferiore ai 5000 abitanti rispettivamente.. … segue 105
Pagina 105 Tariffe Tabella 3a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche. … segue Attività per comuni > 5000 abitanti Kc Coefficiente potenziale produzione Nord CentroSud min maxminmaxminmax 1 Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto0,40,670,430,610,450,63 2Cinematografi e teatri0,30,430,390,460,330,47 3 Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta0,510,60,430,520,360,44 4 Campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi0,760,880,740,810,630,74 5Stabilimenti balneari0,380,640,450,670,350,59 6Esposizioni, autosaloni0,340,510,330,560,340,57 7Alberghi con ristorante1,21,641,081,591,011,41 8Alberghi senza ristorante0,951,080,851,190,851,08 106
Pagina 106 Tariffe Tabella 3a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche. … segue Attività per comuni > 5000 abitanti Kc Coefficiente potenziale produzione Nord CentroSud min maxminmaxminmax 9Case di cura e riposo11,250,891,470,91,09 10Ospedali1,071,290,821,70,861,43 11Uffici, agenzie, studi professionali1,071,520,971,470,91,17 12Banche ed istituti di credito0,550,610,510,860,480,79 13 Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli 0,991,410,921,220,851,13 14 Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze 1,111,80,961,441,011,5 15 Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato 0,60,830,720,860,560,91 16 Banchi di mercato beni durevoli 1,091,781,081,591,191,67 107
Pagina 107 Tariffe Tabella 3a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche. … segue Attività per comuni > 5000 abitanti Kc Coefficiente potenziale produzione Nord CentroSud min maxminmaxminmax 17 Attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista 1,091,480,981,121,191,5 18 Attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista 0,821,030,740,990,771,04 19 Carrozzeria, autofficina, elettrauto 1,091,410,871,260,911,38 20 Attività industriali con capannoni di produzione 0,380,920,320,890,330,94 21 Attività artigianali di produzione beni specifici 0,551,090,430,880,450,92 22 Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub 5,579,633,259,843,410,28 23 Mense, birrerie, amburgherie 4,857,632,674,332,556,33 24 Bar, caffè, pasticceria 3,966,292,457,042,567,36 108
Pagina 108 Tariffe Tabella 3a - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche I coefficienti potenziali di produzione si intendono come parametri di rapporto tra le varie categorie di utenza. … segue Attività per comuni > 5000 abitanti Kc Coefficiente potenziale produzione Nord CentroSud min maxminmaxminmax 25 Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari 2,022,761,492,341,562,44 26 Plurilicenze alimentari e/o miste 1,542,611,492,341,562,45 27 Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio 7,1711,294,2310,764,4211,24 28 Ipermercati di generi misti 1,562,741,471,981,652,73 29 Banchi di mercato genere alimentari 3,56,923,486,583,358,24 30 Discoteche, night club 1,041,910,741,830,771,91 109
Pagina 109 Tariffe Tabella 3b - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche. … segue Attività per comuni fino a 5000 abitanti Kc Coefficiente potenziale produzione Nord CentroSud min maxminmaxminmax 1Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto 0,320,510,340,660,290,52 2Campeggi, distributori carburanti0,670,80,70,850,440,74 3Stabilimenti balneari0,380,630,430,620,660,75 4Esposizioni, autosaloni0,30,430,230,490,340,52 5Alberghi con ristorante1,071,331,021,491,011,55 6Alberghi senza ristorante0,80,910,650,85 0,99 7Case di cura e riposo0,9510,930,960,891,2 8Uffici, agenzie, studi professionali11,130,761,090,91,05 110
Pagina 110 Tariffe Tabella 3b - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche. … segue Attività per comuni fino a 5000 abitanti Kc Coefficiente potenziale produzione Nord CentroSud min maxminmaxminmax 9Banche ed istituti di credito0,550,580,480,530,440,63 10Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta, e altri beni durevoli 0,871,110,861,10,941,16 11Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze 1,071,520,861,21,021,52 12Attività artigianali tipo botteghe (falegname, idraulico, fabbro, elettricista, parrucchiere) 0,721,040,6810,781,06 13Carrozzeria, autofficina, elettrauto0,921,160,921,190,911,45 14Attività industriali con capannoni di produzione 0,430,910,420,880,410,86 15Attività artigianali di produzione beni specifici 0,551,090,5310,670,95 16Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie4,847,425,019,295,548,18 111
Pagina 111 Tariffe Tabella 3b - Coefficienti per l'attribuzione della parte fissa della tariffa alle utenze non domestiche I coefficienti potenziali di produzione si intendono come parametri di rapporto tra le varie categorie di utenza.. … segue Attività per comuni fino a 5000 abitanti Kc Coefficiente potenziale produzione Nord CentroSud min maxminmaxminmax 17Bar, caffè, pasticceria3,646,283,837,234,386,32 18Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari 1,762,381,912,660,572,8 19Plurilicenze alimentari e/o miste1,542,611,132,392,143,02 20Ortofrutta, pescherie, fiori e piante6,0610,446,5810,890,3410,88 21Discoteche, night club1,041,6411,581,021,75 112
Pagina 112 Tariffe Tariffa utenze non domestiche: Quota variabile: (13) TVnd(ap,S ap ) = Cu · S ap (ap) · Kd(ap) dove: TVnd(ap, S ap ) = Quota variabile della tariffa per un'utenza non domestica di tipologia di attività produttiva ap e una superficie pari a S ap. Cu = Costo unitario(€/kg). Tale costo é determinato dal rapporto tra i costi variabili attribuibili alle utenze non domestiche e la quantità totale di rifiuti prodotti dalle utenze non domestiche. S ap = Superficie dei locali dove si svolge l'attività produttiva; Kd(ap) = Coefficiente potenziale di produzione in kg/m 2 anno che tiene conto della quantità di rifiuto minima e massima connessa alla tipologia di attività. Nelle tabelle 4a e 4b sono riportati, per le tre aree geografiche per comuni con popolazione superiore e inferiore ai abitanti rispettivamente, gli intervalli di variazione di tali coefficienti in proporzione alle tipologie di attività.. … segue 113
Pagina 113 Tariffe Tabella 4a - Interventi di produzione kg/m 2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche. … segue Attività per comuni > 5000 abitanti Kd Coefficiente produzione Kg/m 2 anno Nord CentroSud min maxminmaxminmax 1 Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto 3,285,503,985,654,005,50 2Cinematografi e teatri2,503,503,604,252,904,12 3 Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta 4,204,904,004,803,203,90 4 Campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi 6,257,216,787,455,536,55 5Stabilimenti balneari3,105,224,116,183,105,20 6Esposizioni, autosaloni2,824,223,025,123,035,04 7Alberghi con ristorante9,8513,459,9514,678,9212,45 8Alberghi senza ristorante7,768,887,8010,987,509,50 114
Pagina 114 Tariffe Tabella 4a - Interventi di produzione kg/m 2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche. … segue Attività per comuni > 5000 abitanti Kd Coefficiente produzione Kg/m 2 anno Nord CentroSud min maxminmaxminmax 9Case di cura e riposo8,2010,228,2113,557,909,62 10Ospedali8,8110,557,5515,677,5512,60 11Uffici, agenzie, studi professionali8,7812,458,9013,557,9010,30 12Banche ed istituti di credito4,505,034,687,894,206,93 13 Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli 8,1511,558,4511,267,509,90 14 Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze 9,0814,788,8513,218,8813,22 15 Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato 4,926,816,667,904,908,00 16Banchi di mercato beni durevoli8,9014,589,9014,6310,4514,69 115
Pagina 115 Tariffe Tabella 4a - Interventi di produzione kg/m 2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche. … segue Attività per comuni > 5000 abitanti Kd Coefficiente produzione Kg/m 2 anno Nord CentroSud min maxminmaxminmax 17 Attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista 8,9512,129,0010,3210,4513,21 18 Attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista 6,768,486,809,106,809,11 19Carrozzeria, autofficina, elettrauto8,9511,558,0211,588,0212,10 20 Attività industriali con capannoni di produzione 3,137,532,938,202,908,25 21 Attività artigianali di produzione beni specifici 4,508,914,008,104,008,11 22 Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub 45,6778,9729,9390,5529,9390,50 23Mense, birrerie, amburgherie39,7862,5524,6039,8022,4055,70 24Bar, caffè, pasticceria32,4451,5522,5564,7722,5064,76 116
Pagina 116 Tariffe Tabella 4a - Interventi di produzione kg/m 2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche. … segue Attività per comuni > 5000 abitanti Kd Coefficiente produzione Kg/m 2 anno Nord CentroSud min maxminmaxminmax 25 Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari 16,5522,6713,7221,5513,7021,50 26Plurilicenze alimentari e/o miste12,6021,4013,7021,5013,7721,55 27 Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio 58,7692,5638,9098,9638,9398,90 28Ipermercati di generi misti12,8222,4513,5118,2014,5323,98 29Banchi di mercato genere alimentari28,7056,7832,0060,5029,5072,55 30Discoteche, night club8,5615,686,8016,836,8016,80 117
Pagina 117 Tariffe Tabella 4b - Intervalli di produzione kg/m 2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche. … segue Attività per comuni fino a 5000 abitanti Kd Coefficiente produzione Kg/m 2 anno Nord CentroSud min maxminmaxminmax 1 Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto 2,604,202,935,622,544,55 2Campeggi, distributori carburanti5,516,555,957,203,836,50 3Stabilimenti balneari3,115,203,655,315,806,64 4Esposizioni, autosaloni2,503,551,954,162,974,55 5Alberghi con ristorante8,7910,938,6612,658,9113,64 6Alberghi senza ristorante6,557,495,527,237,518,70 7Case di cura e riposo7,828,197,888,207,8010,54 8Uffici, agenzie, studi professionali8,219,306,489,257,899,26 118
Pagina 118 Tariffe Tabella 4b - Intervalli di produzione kg/m 2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche. … segue Attività per comuni fino a 5000 abitanti Kd Coefficiente produzione Kg/m 2 anno Nord CentroSud min maxminmaxminmax 9Banche ed istituti di credito4,504,784,104,523,905,51 10 Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta, e altri beni durevoli 7,119,127,289,388,2410,21 11 Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze 8,8012,457,3110,198,9813,34 12 Attività artigianali tipo botteghe (falegname, idraulico, fabbro, elettricista, parrucchiere) 5,908,505,758,546,859,34 13Carrozzeria, autofficina, elettrauto7,559,487,8210,107,9812,75 14 Attività industriali con capannoni di produzione 3,507,503,577,503,627,53 15 Attività artigianali di produzione beni specifici 4,508,924,478,525,918,34 16Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie39,6760,8842,5678,9348,7471,99 119
Pagina 119 Tariffe Tabella 4b - Intervalli di produzione kg/m 2 anno per l'attribuzione della parte variabile della tariffa alle utenze non domestiche Attività per comuni fino a 5000 abitanti Kd Coefficiente produzione Kg/m 2 anno Nord CentroSud min maxminmaxminmax 17Bar, caffè, pasticceria29,8251,4732,5262,3138,5055,61 18 Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari 14,4319,5516,2022,575,0024,68 19Plurilicenze alimentari e/o miste12,5921,419,6020,3518,8026,55 20Ortofrutta, pescherie, fiori e piante49,7285,6055,9492,553,0095,75 21Discoteche, night club8,5613,458,5113,428,9515,43 120
Pagina 120 I recenti interventi in materia di IMU 121
Pagina 121 IMU: sospensione del versamento dell’acconto 2013 122
Pagina 122 La sospensione del versamento dell’acconto 2013 Decreto legge 21 maggio 2013, n. 54 (in G.U. n. 117 del ) Artt. 1 e 2 Sospensione del termine per il versamento dell’acconto 2013 per: l’abitazione principale e le relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari gli alloggi regolarmente assegnati dagli Iacp o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli Iacp i terreni agricoli i fabbricati rurali (abitativi e strumentali) Entro il 31 agosto 2013 dovrà essere attuata la riforma della fiscalità sugli immobili, includendo anche la Tares In caso di mancata riforma entro la predetta data, il termine per il versamento della rata sospesa è fissato al 16 settembre 2013 … segue 123
Pagina 123 La sospensione del versamento dell’acconto 2013 Decreto legge 21 maggio 2013, n. 54 (in G.U. n. 117 del ) Artt. 1 e 2 Copertura: Ulteriore incremento, sino al 30 settembre 2013, del limite massimo di ricorso all’anticipazione di tesoreria (3/12, per il /12) di un importo, come risultante per ciascun Comune, dall’allegato A al presente decreto, pari al 50%: –del gettito IMU 2012 dell’abitazione principale e relative pertinenze (aliquota di base o quella maggiorata se deliberata dal Comune) – € 2,041 miliardi –del gettito IMU 2012 degli immobili Coop e Iacp (comprensivo delle variazioni deliberate dal Comune) – € 38,1 milioni –del gettito IMU 2012 dei terreni agricoli e dei fabbricati rurali (comprensivo delle variazioni deliberate dal Comune) - € 347,2 milioni Gli oneri per interessi a carico dei Comuni (€ 18,2 milioni) per l’attivazione delle maggiori anticipazioni di tesoreria sono rimborsati a ciascun Comune dal ministero dell’interno, con le modalità e termini fissati con decreto del ministero da adottare entro il 10 giugno 2013 124
Pagina 124 IMU: i termini per l’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e del regolamento 125
Pagina 125 L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013 Approvazione delle aliquote e del regolamento Aliquote (art. 1, c. 169, legge n. 296 del 2006): – entro il termine previsto per la deliberazione del bilancio di previsione – effetti dal 1° gennaio – proroga «automatica» Regolamenti (art. 52, decreto legislativo n. 446 del 1997): – entro il termine previsto per la deliberazione del bilancio di previsione Art. 53, c.16, legge 388 del 2000 le tariffe, le aliquote ed i regolamenti se approvati successivamente all’inizio dell’esercizio ma nei termini previsti per la deliberazione del bilancio di previsione hanno effetto dal 1° gennaio … segue 126
Pagina 126 L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013 Comuni della Regione Friuli Venezia Giulia Legge regionale 31 dicembre 2012, n. 27 (legge finanziaria 2013) Art. 14, comma 29 il bilancio deve essere approvato entro 60 giorni dall’approvazione della deliberazione della Giunta regionale in materia di patto di stabilità interno in presenza di motivate esigenze, l’Assessore regionale competente in materia di autonomie locali, con proprio decreto, potrà ulteriormente differire tale termine art. 14, comma 32 Gli enti locali del Friuli Venezia Giulia possono adottare provvedimenti in materia tributaria e tariffaria anche dopo l'adozione del bilancio e comunque non oltre la data fissata da norme statali per l'approvazione del bilancio, limitatamente: a) alle materie sulle quali sono intervenute modificazioni da parte della legge finanziaria dello Stato per l'anno di riferimento o da altri provvedimenti normativi dello Stato; b) ad aspetti conseguenti all'adozione di atti amministrativi o interpretativi da parte dello Stato o dall'amministrazione finanziaria e tributaria che incidono sulle modalità di applicazione del tributo o della tariffa. … segue 127
Pagina 127 L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013 Approvazione delle aliquote e del regolamento: Art. 1, comma 444, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 Per il ripristino degli equilibri di bilancio (art. 193 TUEL), le aliquote e le tariffe dei tributi comunali possono essere modificate entro il termine previsto per la deliberazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio (30 settembre) Applicabilità: solo aliquote (no regolamento) Condizione: accertato squilibrio Limiti: importo necessario per il riequilibrio Effetti: non applicabile all’acconto 128
Pagina 128 L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013 Pubblicazione delle aliquote e del regolamento Art. 13, comma 15, del decreto legge n. 201 del 2011 le deliberazioni (aliquote e regolamento) delle entrate comunali devono essere inviate al Mef, entro 30 giorni dalla data in cui sono divenute esecutive e, comunque, entro 30 giorni dalla data di scadenza del termine previsto per l’approvazione del bilancio di previsione il mancato invio delle deliberazioni, nei predetti termini, è sanzionato, previa diffida da parte del Ministero dell’interno, con il blocco, sino all’adempimento dell’obbligo dell’invio, delle risorse a qualsiasi titolo dovute agli enti inadempienti non bisogna pubblicare l’avviso in Gazzetta Ufficiale la pubblicazione è conoscitiva e non costitutiva … segue 129
Pagina 129 L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013 Art. 13, comma 13bis, del decreto legge n. 201 del 2011 (prima della modifica) a decorrere dall’anno d’imposta 2013, l’efficacia della deliberazione delle aliquote e della detrazione decorre dalla data di pubblicazione sul sito informatico del MEF. Gli effetti retroagiscono al 1° gennaio dell’anno di pubblicazione a condizione che la pubblicazione avvenga entro il 30 aprile dell’anno di riferimento. A tal fine, l’invio deve avvenire entro il 23 aprile. In caso di mancata pubblicazione entro il termine del 30 aprile, le aliquote e la detrazione si intendono prorogate di anno in anno Risoluzione 28 marzo 2013, n. 5/DF Il Comune che intende modificare le aliquote dell’imposta municipale propria e/o la detrazione prevista per l’abitazione principale per l’anno 2013 deve trasmettere la relativa delibera al Ministero dell’economia e delle finanze entro il prossimo 23 aprile, per permetterne la pubblicazione entro il successivo 30 aprile. In caso di mancata pubblicazione, ai fini del calcolo dell’acconto, si utilizzano le aliquote L’invio deve essere effettuato esclusivamente in via telematica Qualora il Comune vuole, invece, confermare per il 2013 le aliquote deliberate per l’anno 2012, non essendo necessaria una delibera confermativa, deve soltanto accertarsi che queste ultime siano state pubblicate sul sito informatico del Mef; in caso contrario, deve inviare la delibera con le medesime modalità sopra riportate. 130
Pagina 130 L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013 Decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 Art. 10, comma 4, lettera b) La norma sostituisce il comma 13bis dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011 Conferma, a decorrere dall’anno 2013, l’obbligo di pubblicare le deliberazioni delle aliquote e delle detrazioni, esclusivamente per via telematica, sul sito del Mef Chiarisce che la pubblicazione avviene mediante l’inserimento del testo nell’apposita sezione del Portale del federalismo fiscale Estende il predetto obbligo anche ai regolamenti Prevede che, nella stessa sezione del Portale, i Comuni devono inserire anche gli elementi risultanti dalle delibere, secondo le indicazioni fornite dal Mef sentita l’Anci Conferma che l’efficacia delle deliberazione decorre dalla data di pubblicazione delle stesse nel sito del Mef (valenza costitutiva) Elimina la previsione della condizione della pubblicazione delle delibere entro il 30 aprile per fare retroagire gli effetti al 1° gennaio … segue 131
Pagina 131 L’approvazione e la pubblicazione delle aliquote e dei regolamenti dal 2013 Decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 Art. 10, comma 4, lettera b) Prevede che per il versamento dell’acconto bisogna tenere conto degli atti pubblicati sul sito Mef entro il 16 maggio (il Comune deve inviarli entro il 9 maggio); in mancanza, il versamento è effettuato nella misura del 50% dell’imposta calcolata sulla base delle aliquote e della detrazione (e dei regolamenti) dell’anno precedente Prevede che per il versamento del saldo per l’intero anno, a conguaglio dell’acconto, bisogna tenere conto degli atti pubblicati sul sito Mef entro il 16 novembre (il Comune deve inviarli entro il 9 novembre); in mancanza, si applicano gli atti pubblicati entro il 16 maggio dell’anno di riferimento oppure, in mancanza, quelli adottati per l’anno precedente 132
Pagina 132 Aliquote – Pubblicazione - Disciplina dal 2013 Circolare 29 aprile 2013, n. 1/DF La natura costitutiva della pubblicazione sul sito del Mef riguarda anche il regolamento IMU e non più, come in passato, soltanto le aliquote e la detrazione La compilazione della griglia riassuntiva delle aliquote e dei regimi agevolativi deliberati non incide sull’efficacia costitutiva delle deliberazione che è data esclusivamente dalla pubblicazione di tali atti nel sito informatico del Mef Per le modalità di inserimento dei dati in questione e per la data di attivazione di tale sistema occorre, comunque, attendere, come prescrive la stessa disposizione, le indicazioni fornite da questo Dipartimento, sentita l’Associazione nazionale dei comuni d’Italia (ANCI) 133
Pagina 133 IMU: la modifica della riserva di gettito a favore dello Stato 134
Pagina 134 La riserva di gettito a favore dello Stato (per l’anno 2012) Fonti legislative: art. 13, commi 10 e 11, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 Contenuto: il comma 11 dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011 riserva allo Stato il gettito dell’imposta, calcolata allo 0,38%, relativo a tutti gli immobili ad esclusioni: –di quelli adibiti ad abitazione principale e relative pertinenze (con la circolare 18 maggio 2012, n. 3/DF è stato chiarito che la riserva di gettito non spetta, altresì, per gli immobili che il Comune, con proprio regolamento, ha assimilato all’abitazione principale) –dei fabbricati rurali ad uso strumentale per l’esercizio dell’attività agricola –degli immobili posseduti dal Comune nel proprio territorio il comma 10 dello stesso art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011 esclude dalla riserva anche: –le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari –gli alloggi regolarmente assegnati dagli IACP … segue 135
Pagina 135 La riserva di gettito a favore dello Stato (per l’anno 2012) Contenuto: il comma 11 dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011 dispone, altresì, che: –la quota di imposta riservata allo Stato è versata allo stesso unitamente all’imposta di competenza del Comune –per l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso si applicano le disposizioni vigenti in materia di imposta municipale propria –le attività di accertamento e riscossione dell’imposta erariale sono svolte dal Comune al quale spettano le maggiori somme derivanti dallo svolgimento delle suddette attività a titolo di imposta, interessi e sanzioni (agli interpelli deve dare risposta il Comune – Risoluzione 6/7/12, n. 73/E) … segue 136
Pagina 136 Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato (dall’anno 2013) Fonti legislative: art. 1, comma 380, lettere a), f), g), h) ed i), della legge 24 dicembre 2012, n. 228 Contenuto: il comma 380 dell’art. 1 della legge n. 228 del 2012: –alla lettera a) sopprime la riserva di gettito a favore dello Stato –alla lettera f) istituisce a favore dello Stato la riserva di gettito dell’imposta, calcolata allo 0,76%, derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D –alla lettera g) stabilisce che, con riferimento ai predetti immobili, i Comuni possono aumentare sino a 0,3 punti percentuali l’aliquota dello 0,76% –alla lettera h) abroga il comma 11 dell’art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011 –alla lettera i) prevede che la riserva dello 0,76% può essere modificata a seguito della verifica del gettito dell’imposta municipale propria riscontrato per il 2012, da effettuarsi entro il mese di febbraio 2013 ai sensi del comma 3 dell’art. 5 dell’Accordo del 1° marzo 2012 presso la Conferenza Stato-città ed autonomie locali … segue 137
Pagina 137 Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato (dall’anno 2013) Accordo 01/03/2012 Conferenza Stato-città ed autonomie locali – Art Entro il mese di febbraio del 2013 verranno effettuate le ulteriori verifiche in ragione del pagamento a saldo del mese di dicembre, in base ai dati disponibili attraverso il modello F24. Decreto legge 10/10/2012, n. 174 convertito dalla legge 7/12/2012, n. 213 – Art. 9 6-bis. A seguito della verifica del gettito dell’imposta municipale propria dell’anno 2012, da effettuare entro il mese di febbraio 2013, si provvede all’eventuale conseguente regolazione dei rapporti finanziari tra lo Stato e i comuni, nell’ambito delle dotazioni del fondo sperimentale di riequilibrio e dei trasferimenti erariali previste a legislazione vigente. Legge 24 dicembre 2012, n Art La verifica del gettito dell’imposta municipale propria dell’anno 2012, di cui al comma 6-bis dell’articolo 9 del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, avviene utilizzando anche i dati relativi alle aliquote e ai regimi agevolativi deliberati dai singoli Comuni e raccolti dall’IFEL nell’ambito dei propri compiti istituzionali sulla base di una metodologia concordata con il Ministero dell’economia e delle finanze. … segue 138
Pagina 138 Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato (dall’anno 2013) Fabbricato accatastato in categoria “D” (no D/5). Aliquota base non variata Fabbricato accatastato in categoria “D” (no D/5). Aliquota base all’1% … segue RenditaValoreAliquotaImposta lorda Quota spettante Stato1.000, ,000,76518,70 Comune 0 RenditaValoreAliquotaImposta lorda Quota spettante Stato1.000, ,001682,50518,70 (68.250*0,76%) Comune1.000, ,001682,50163,80 (68.250*0,24%) 139
Pagina 139 Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato (dall’anno 2013) Conseguenze e commenti: anche per il 2013 ed il 2014 vi sarà ancora l’anomala previsione di un gettito erariale su un tributo comunale la nuova riserva si è resa necessaria per garantire i saldi programmati di finanza pubblica diversa incidenza sulle risorse dei singoli Comuni in considerazione della presenza più o meno importante di fabbricati D (tutto dipenderà dai criteri di alimentazione e di riparto del Fondo di solidarietà comunale) per i possessori di immobili diversi da fabbricati D si semplificano gli adempimenti (gli effetti sulla pressione fiscale dipenderanno dalle scelte dei Comuni) … segue 140
Pagina 140 Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato (dall’anno 2013) Conseguenze e commenti: per i possessori di fabbricati D gli effetti sulla pressione fiscale dipenderanno dalle scelte dei Comuni, però, le conseguenze dirette sono: –la scomparsa della possibilità, prevista per il 2012, di applicare una aliquota inferiore allo 0,76% (fino allo 0,46% ovvero fino allo 0,4%, per gli immobili, tra i quali anche quelli accatastati nel gruppo D, non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell’art. 43 del TUIR ovvero posseduti dai soggetti passivi Ires ovvero locati ovvero fino allo 0,38% per i cc.dd. “beni merce”) – Risoluzione 28 marzo 2013, n. 5/DF –semplificazione del calcolo dell’imposta e degli obblighi di versamento (l’imposta è dovuta interamente allo Stato). Detta semplificazione non si avrà se il Comune deciderà di aumentare l’aliquota dello 0,76% (sarà ancora necessaria la ripartizione dell’imposta tra Comune e Stato) … segue 141
Pagina 141 Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato (dall’anno 2013) Dubbi applicativi: mancato coordinamento normativo: –quale aliquota si applica ai fabbricati strumentali all’esercizio dell’attività agricola accatastati nel gruppo “D” (per quelli non esenti ai sensi del comma 8 dell’art. 9 del decreto legislativo n. 23 del 2011)? Lo 0,76% ovvero lo 0,2% riducibile allo 0,1%? Risoluzione 28 marzo 2013, n. 5/DF Si applica lo 0,2% non riducibile ed il gettito va allo Stato Necessità di un nuovo codice F24 –quale aliquota si applica ed a quale soggetto è attribuito il gettito dei fabbricati “a valore contabile” ai quali non è stata ancora attribuita la categoria catastale? –quale aliquota si applica ed a quale soggetto è attribuito il gettito dei fabbricati non accatastati ma accatastabili nel gruppo “D”? … segue 142
Pagina 142 Modifica della riserva di gettito a favore dello Stato (dall’anno 2013) Dubbi applicativi: abrogazione dell’intero comma 11 dell’art. 13 del d.l. n. 201 del 2011: –come sarà versata l’imposta relativa alla quota riservata allo Stato? –per l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il contenzioso quali disposizioni si applicheranno? –l’accertamento e la riscossione della quota erariale da chi saranno effettuate? –è dovuta l’imposta per i “D” posseduti dal Comune? 143
Pagina 143 Codici F24 per IMU Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 35/E del 12 aprile 2012 Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 33/E del 21 maggio 2013 CodiceDenominazioneBeneficiario 3912IMU - imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze - articolo 13, c. 7, d.l. 201/2011 – COMUNE Comune 3913IMU - imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale – COMUNE Comune 3914IMU - imposta municipale propria per i terreni – COMUNEComune 3915IMU - imposta municipale propria per i terreni – STATOStato 3916IMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili - COMUNEComune 3917IMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili – STATOStato 3918IMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati – COMUNEComune 3919IMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati – STATOStato 3925IMU - imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – STATO Stato 3930IMU - imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – INCREMENTO COMUNE Comune 144
Pagina 144 Codici F24 per IMU Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 35/E del 12 aprile 2012 Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 33/E del 21 maggio 2013 Il codice tributo “3925” è utilizzato anche per i fabbricati rurali ad uso strumentale classificati nel gruppo catastale D. Per detti immobili non è invece possibile utilizzare il codice “3930” non potendo i Comuni incrementare la relativa aliquota, come chiarito nella risoluzione n. 5/DF del 2013 Per i fabbricati rurali ad uso strumentale diversi da quelli classificati nel gruppo catastale D è utilizzato il codice tributo “3913” In caso di ravvedimento le sanzioni e gli interessi sono versati unitamente all’imposta CodiceDenominazioneBeneficiario 3923IMU - imposta municipale propria – INTERESSI DA ACCERTAMENTO - COMUNE Comune 3924IMU - imposta municipale propria – SANZIONI DA ACCERTAMENTO - COMUNE Comune 145
Pagina 145 Nuovi codici F24 per ICI Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 35/E del 12 aprile 2012 I codici “3901”, “3902”, “3903” e “3904” non sono più utilizzabili. I codici tributo istituiti con risoluzione n. 32 del 2 marzo 2004 per il versamento degli interessi (“3906”) e sanzioni (“3907”) relativi all’imposta comunale sugli immobili restano invariati. L’efficacia operativa di quanto previsto nella presente risoluzione decorre dal 18 aprile Codice vecchio Codice nuovo Denominazione Imposta comunale sugli immobili (ICI) per l'abitazione principale Imposta comunale sugli immobili (ICI) per i terreni agricoli Imposta comunale sugli immobili (ICI) per le aree fabbricabili Imposta comunale sugli immobili (ICI) per gli altri fabbricati 146
Pagina 146 Codici F24EP per IMU Enti pubblici Risoluzione n. 53/E del 5 giugno 2012 Risoluzione 33/E del 21 maggio 2012 CodiceDenominazioneBeneficiario 350EIMU - imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale – COMUNE Comune 351EIMU - imposta municipale propria per i terreni – COMUNEComune 352EIMU - imposta municipale propria per i terreni – STATOStato 353EIMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili - COMUNEComune 354EIMU - imposta municipale propria per le aree fabbricabili – STATOStato 355EIMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati – COMUNEComune 356EIMU - imposta municipale propria per gli altri fabbricati – STATOStato 359EIMU - imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – STATO Stato 360EIMU - imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D – INCREMENTO COMUNE Comune 147
Pagina 147 Codici F24EP per IMU Enti pubblici Risoluzione n. 53/E del 5 giugno 2012 Risoluzione 33/E del 21 maggio 2012 Il codice tributo “359E” è utilizzato anche per i fabbricati rurali ad uso strumentale classificati nel gruppo catastale D. Per detti immobili non è invece possibile utilizzare il codice “360E” non potendo i Comuni incrementare la relativa aliquota, come chiarito nella risoluzione n. 5/DF del 2013 Per i fabbricati rurali ad uso strumentale diversi da quelli classificati nel gruppo catastale D è utilizzato il codice tributo “350E” In caso di ravvedimento le sanzioni e gli interessi sono versati unitamente all’imposta CodiceDenominazioneBeneficiario 357EIMU - imposta municipale propria – INTERESSI DA ACCERTAMENTO - COMUNE Comune 358EIMU - imposta municipale propria – SANZIONI DA ACCERTAMENTO – COMUNE Comune 148
Pagina 148 IMU: differimento del termine per la presentazione della dichiarazione 149
Pagina 149 Quando deve essere presentata la dichiarazione Art. 12ter del decreto legge n. 201 del 2011 (prima della modifica) per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012 al 5 novembre 2012: entro il 4 febbraio 2013 per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 6 novembre 2012: entro 90 giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta Art. 10, comma 4, lettera a), del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 Sostituisce il termine di 90 giorni con il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta Applicazione: a tutte le variazioni intervenute dal 1° gennaio 2012 150
Pagina 150 IMU: esenzione per gli enti non commerciali 151
Pagina 151 Esenzione enti non commerciali Fonti legislative: art. 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 art. 91bis, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1 art. 9, commi 6, 6ter e 6quinquies, del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 Contenuto: sono esenti dall’imposta gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’art.87 (art.73 dal 1° gennaio 2004), comma 1, lettera c), del DPR 917/86 destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive nonché delle attività di cui all'articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222 Possesso ed utilizzo Corte Costituzionale, ordinanza 429 del 19 dicembre 2006 Corte Costituzionale, ordinanza n. 19 del 19 gennaio 2007 Corte di Cassazione, sez. trib., 30 agosto 2006, n Corte di Cassazione, sez. trib., 7 agosto 2008, n Corte di Cassazione, sez. trib., 3 settembre 2008, n Corte di Cassazione, sez. trib., 17 ottobre 2008, n Corte di Cassazione, sez. trib., 24 marzo 2010, n necessità di coincidenza tra utilizzatore e possessore Gli IACP non utilizzano direttamente gli immobili (Corte di Cassazione, sez. unite, 26 novembre 2008, n ; Corte di Cassazione, sez. trib., 16 febbraio 2012, n. 2202) … segue 152
Pagina 152 Esenzione enti non commerciali Contenuto: i requisiti generali e di settore per qualificare le attività come svolte con modalità non commerciali sono stati definiti con il decreto 19 novembre 2012, n. 200 a partire dal 2013: –qualora l’unità immobiliare abbia una utilizzazione mista, l’esenzione si applica soltanto alla frazione di unità nella quale si svolge l’attività di natura non commerciale, se identificabile attraverso l’individuazione degli immobili o porzioni di immobili adibiti esclusivamente a tale attività. Alla restante parte dell’unità immobiliare, in quanto dotata di autonomia funzionale e reddituale permanente, si applicano le disposizioni dei commi 41, 42 e 44 dell’art. 2, del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262 convertito dalla legge 24 novembre 2006, n Le rendite catastali dichiarate o attribuite producono effetto fiscale a partire dallo 01/01/2013 –nel caso in cui non sia possibile procedere come detto al punto precedente, l’esenzione si applica in proporzione all’utilizzazione non commerciale dell’immobile quale risulta da apposita dichiarazione: le modalità e le procedure relative alla predetta dichiarazione e gli elementi rilevanti ai fini dell’individuazione del rapporto proporzionale sono stati definiti con il decreto 19 novembre 2012, n. 200 in ogni caso, l’esenzione non si applica alle fondazioni bancarie… segue 153
Pagina 153 Esenzione enti non commerciali Decreto 19 novembre 2012, n Individuazione del rapporto proporzionale: Il rapporto proporzionale è determinato con riferimento allo spazio, al numero dei soggetti nei confronti dei quali vengono svolte le attività con modalità commerciali ovvero non commerciali e al tempo. Per le unità immobiliari destinate ad una utilizzazione mista, la proporzione è prioritariamente determinata in base alla superficie destinata allo svolgimento delle attività diverse da quelle previste dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 504 del 1992, e delle attività di cui alla citata lettera i), svolte con modalità commerciali, rapportata alla superficie totale dell'immobile. Per le unità' immobiliari che sono indistintamente oggetto di un'utilizzazione mista, la proporzione è determinata in base al numero dei soggetti nei confronti dei quali le attività sono svolte con modalità commerciali, rapportato al numero complessivo dei soggetti nei confronti dei quali è svolta l'attività. Nel caso in cui l'utilizzazione mista è effettuata limitatamente a specifici periodi dell'anno, la proporzione è determinata in base ai giorni durante i quali l'immobile è utilizzato per lo svolgimento delle attività diverse da quelle previste dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 504 del 1992, ovvero delle attività di cui alla citata lettera i) svolte con modalità commerciali. Le predette percentuali si applicano alla rendita catastale dell'immobile in modo da ottenere la base imponibile da utilizzare ai fini della determinazione dell'IMU dovuta. … segue 154
Pagina 154 Esenzione enti non commerciali Risoluzione 3 dicembre 2012, n. 1/DF decorrenza applicazione criteri –il riferimento al 2013 riguarda esclusivamente l’individuazione del rapporto proporzionale mentre i requisiti di non commercialità delle attività sono già applicabili per l’anno d’imposta 2012 –il versamento dell’IMU per l’anno 2012, da effettuarsi a saldo entro il 17 dicembre 2012, deve considerare i requisiti generali e di settore stabiliti dagli articoli 3 e 4 del decreto n. 200 del 2012 –a partire dall’anno d’imposta 2013, invece, si dovrà tenere conto, oltre che dei predetti requisiti, anche del rapporto proporzionale 155
Pagina 155 Esenzione enti non commerciali Risoluzione 11 gennaio 2013, n. 1/DF Presentazione della dichiarazione IMU: per la presentazione della dichiarazione IMU gli enti non commerciali non devono rispettare la scadenza del 4 febbraio 2013 né devono utilizzare il modello approvato con il decreto ministeriale 30 ottobre 2012 al fine di semplificare gli adempimenti dei contribuenti e di razionalizzare gli strumenti a disposizione dei Comuni nell’ambito della verifica dell’esatto adempimento dell’obbligazione tributaria, la dichiarazione IMU relativa agli immobili degli enti non commerciali deve essere unica e per la sua presentazione bisogna attendere l’emanazione del decreto di approvazione del relativo modello, nel quale verrà indicato anche il termine per la presentazione della stessa 156
Pagina 156 Esenzione enti non commerciali Risoluzione 4 marzo 2013, n. 4/DF L’esenzione prevista dalla lettera i) del comma 1 dell’art. 7 del decreto legislativo n. 504 del 1992 spetta anche nel caso in cui non vi sia coincidenza tra soggetto possessore e soggetto utilizzatore del bene, purché l’ente non commerciale ceda l’immobile in comodato d’uso gratuito ad un altro ente non commerciale. L’interpretazione ministeriale non appare convincente e si pone in contrasto con la giurisprudenza in materia di ICI Inoltre, successivamente alla pronuncia giurisprudenziale (Corte di Cassazione, ordinanza n del 30 maggio 2005) utilizzata dal Ministero per giungere alle conclusioni contenute nella risoluzione n. 4/DF, la stessa Corte ha esaminato proprio il caso della gratuità della concessione del bene da parte dell’ente non commerciale. In particolare, con le sopra ricordate sentenze nn e del 2008, la Corte di Cassazione ha affermato che non rileva la natura, gratuita od onerosa, della cessione del bene ad altri, in quanto il mancato utilizzo diretto del bene da parte del possessore preclude il riconoscimento della esenzione 157
Pagina 157 IMU: imposta dovuta dagli Iacp 158
Pagina 158 Imposta dovuta dagli Iacp Alloggi regolarmente assegnati dagli Iacp ICI: equiparazione per legge all’abitazione principale IMU: equiparazione all’abitazione principale né per legge né per regolamento Art. 13, comma 10, decreto legge n. 201 del 2011 detrazione € 200,00 non si applica la riserva a favore dello Stato Conseguenze l’imposta dovuta dagli Iacp è versata interamente a favore del Comune nessuna riduzione dell’imposta dovuta dagli Iacp No esenzione ex art. 7, comma 1, lettera i), d.lgs.n.504 del 1992 Gli IACP non utilizzano direttamente gli immobili (Corte di Cassazione, sez. unite, 26 novembre 2008, n ; Corte di Cassazione, sez. trib., 16 febbraio 2012, n. 2202) 159
Pagina 159 IMU: i terreni diversi da quelli agricoli o edificabili 160
Pagina 160 ICI Art. 2 del decreto legislativo n. 504 del 1992 Per terreno agricolo si intende il terreno adibito all’esercizio delle attività agricole ex art del codice civile Esclusione: i terreni, diversi dalle aree fabbricabili, sui quali non vengono svolte attività agricole contemplate nel novellato art del codice civile. Trattasi di terreni normalmente inutilizzati (c.d. incolti) o utilizzati per attività diverse da quelle agricole (ad esempio, terreni utilizzati per depositi di ghiaia o di sabbia) i terreni, diversi dalle aree fabbricabili, sui quali le attività agricole sono esercitate in forma non imprenditoriale. Trattasi di piccoli appezzamenti di terreno (c.d. orticelli) coltivati in modo occasionale senza strutture organizzative 161
Pagina 161 IMU: presupposto Decreto legge n. 201 del 2011 – Art. 13, comma 2 (prima del decreto legge n. 16 del 2012) L'imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili di cui all‘articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ivi comprese l'abitazione principale e le pertinenze della stessa‘ Decreto legge n. 201 del 2011 – Art. 13, comma 2 (dopo il decreto legge n. 16 del 2012) L'imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili, ivi comprese l'abitazione principale e le pertinenze della stessa; restano ferme le definizioni di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 … segue 162
Pagina 162 IMU: presupposto Circolare n. 3/DF del 2012 e nota Ifel del 3 gennaio 2013 Nel presupposto dell’IMU rientrano anche i terreni incolti, abbandonati o coltivati in forma non imprenditoriale Codici F24 – Risoluzione n. 35/E del 12 aprile IMU - imposta municipale propria per i terreni – COMUNE 3915 IMU - imposta municipale propria per i terreni – STATO Bollettino di c/c postale - decreto del Mef , terreni Dichiarazione IMU - decreto Mef 30 ottobre 2012 terreni 163
Pagina 163 IMU: base imponibile Decreto legge n. 201 del 2011 – Art. 13, comma 5 (prima del decreto legge n. 16 del 2012) Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell’articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 130. Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 110 Decreto legge n. 201 del 2011 – Art. 13, comma 5 (dopo il decreto legge n. 16 del 2012) Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell’articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 135. Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 110 … segue 164
Pagina 164 IMU: base imponibile dei terreni Terreni: –Reddito dominicale (rivalutato del 25%) X: … segue ClassificazioneICIIMUIncreme nto Terreno agricolo ,00% Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola ,67% 165
Pagina 165 IMU: base imponibile dei terreni Quale coefficiente si applica per: un terreno non edificabile abbandonato ovvero non coltivato ma non posseduto e condotto da un coltivatore diretto o da un IAP? un terreno non edificabile coltivato in forma non imprenditoriale (c.d. orticello)? un terreno non edificabile utilizzato per lo svolgimento di attività diverse da quelle agricole (deposito di ghiaia o di sabbia o altro)? Circolare 18 maggio 2012, n. 3/DF per i terreni non coltivati (non posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli IAP) il coefficiente è 135 Ifel nota del 3 gennaio 2013 valore di mercato … segue 166
Pagina 166 IMU: base imponibile dei terreni Possibile soluzione: coefficiente di 135 o 110 a titolo di acconto Possibile modifica legislativa: “Per i terreni, diversi dalle aree fabbricabili, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell’articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 135. Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 110”; in tal caso ai terreni “incolti” si sarebbe applicato il coefficiente di 135 “Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell’articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 135. Per i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, nonché per tutti gli altri terreni diversi dalle aree fabbricabili, il moltiplicatore è pari a 110”; in tal caso ai terreni “incolti” si sarebbe applicato il coefficiente di 110 167
Pagina 167 IMU: Esenzione Art. 7, comma 1, decreto legislativo n. 504 del 1992 Sono esenti: h) terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art.15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984 (vedi circolare Ministero delle finanze 14 giugno 1993, n. 9) Sono esenti i terreni “incolti”? Rilevanza ai fini Irpef Art. 8, comma 1, del decreto legislativo n. 23 del 2011 L’IMU sostituisce: l’ICI l’IRPEF e le relative addizionali sui redditi fondiari dei beni non locati escluso il reddito agrario Il reddito dominicale di un terreno non locato non è più assoggettato all’Irpef Art. 9, comma 9, del decreto legislativo n. 23 del 2011 Sono comunque assoggettati alle imposte sui redditi ed alle relative addizionali, ove dovute, gli immobili esenti dall’imposta municipale propria … segue 168
Pagina 168 IMU: Esenzione Mef: circolare n. 3/DF del 2012 e decreto 30 ottobre 2012 (dichiarazione IMU) l’esenzione si rende applicabile ai terreni (senza riportare la parola “agricoli”) ricadenti in aree montane o di collina; per detti terreni non deve essere presentata la dichiarazione, in quanto la delimitazione delle aree montane o di collina è nota ai Comuni. Ifel: nota 3 gennaio 2013 In considerazione del principio della “stretta interpretazione”, l’esenzione non si estende ai terreni “incolti” con l’unica eccezione dei terreni non coltivati posseduti e condotti dai coltivatori diretti o dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola in quanto, comunque, considerati agricoli … segue 169
Pagina 169 IMU: Esenzione Circolare 11 marzo 2013, n. 5/E L’applicazione dell’esenzione IMU ai “terreni incolti” siti in aree montane e di collina è stata oggetto di un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’economia e delle finanze (cfr. interrogazione a risposta in Commissione ). In risposta all’interrogazione il Sottosegretario per l’economia e le finanze ha precisato che “L'articolo 7, comma 1, lettera h) del decreto legislativo n. 504 del 1992, applicabile anche all'IMU, infine, prevede l'esenzione dal pagamento dell'imposta per i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina, delimitate ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n I terreni incolti ricadenti nelle aree montane e di collina, dunque, in base ad un'interpretazione strettamente letterale della normativa, non potrebbero rientrare nella disposizione di esenzione, in quanto sfuggono, come evidenziato nell'interrogazione in esame, alla definizione di «terreno agricolo» di cui al citato articolo 2 del decreto legislativo n. 504 del … segue 170
Pagina 170 IMU: Esenzione Circolare 11 marzo 2013, n. 5/E Tuttavia, si deve sottolineare che una lettura sistematica delle disposizioni citate, porta a ritenere che, nell'ambito di applicazione dell'esenzione, devono rientrare anche i terreni incolti aventi le caratteristiche di cui all'articolo 7, lettera h) suddetto, proprio perché, si ribadisce, rispetto all'ICI, nel presupposto dell'IMU rientra il possesso di qualunque immobile. A conferma di ciò, il Dipartimento delle finanze segnala che nel decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 30 ottobre 2012 – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 258 del 5 novembre 2012 – recante l'approvazione del modello di dichiarazione IMU e delle relative istruzioni – vengono richiamate le fattispecie di esenzione e, tra queste, viene fatto, in generale, riferimento ai «terreni ricadenti nelle aree montane e di collina» e non più ai soli terreni agricoli, manifestando in tal modo l'intento di escludere dall'assoggettamento al tributo in argomento anche i terreni cosiddetti incolti.”. … segue 171
Pagina 171 IMU: Esenzione Conclusioni: è da privilegiare la interpretazione fornita dall’Ifel è urgente un intervento legislativo modificativo o chiarificatore dubbi di legittimità costituzionale 172
Pagina 172 Riduzione d’imposta Fonte: decreto legge n. 201 del 2011 (art.13, c.8bis) Terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99 iscritti nella previdenza agricola – riduzione del: 100% dell’imposta gravante sul valore fino a € % dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i predetti euro e fino a euro ; 50% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente euro e fino a euro ; 25% dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente euro e fino a euro 173
Pagina 173 Riduzione terreni condotti direttamente Confronto IMU/ICI IMUICI 100% fino a € % fino a € ,84 70% da € a € % da € ,84 a € ,83 50% da € a € % da € ,83 a € ,38 25% da € a % da € ,38 a € ,22 0% oltre € % oltre € ,22 174
Pagina 174 Riduzione d’imposta Circolare 18 maggio 2012, n. 3/DF In caso di possesso di più terreni, deve essere calcolata proporzionalmente al valore dei terreni posseduti nei vari comuni e deve essere rapportata al periodo dell’anno in cui sussistono le condizioni richieste dalla norma e alla quota di possesso 175
Pagina 175 Riduzione d’imposta La modalità di applicazione della suddetta riduzione disciplinata con la circolare 18 maggio 2012, n. 3/DF è “inventata”, in quanto la norma, a differenza dell’ICI, non la prevede Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 Art Agli effetti di cui al comma 1 si assume il valore complessivo dei terreni condotti dal soggetto passivo, anche se ubicati sul territorio di più comuni; l’importo della detrazione e quelli sui quali si applicano le riduzioni, indicati nel comma medesimo, sono ripartiti proporzionalmente ai valori dei singoli terreni e sono rapportati al periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte ed alle quote di possesso. Resta fermo quanto disposto nel primo periodo del comma 1 dell’articolo 4. 176
Pagina 176 IMU: abitazione principale, pertinenze ed assimilazioni 177
L’abitazione principale ai fini ICI Abitazione principale: Art. 8, comma 2, decreto legislativo n. 504 del 1992 Abitazione principale: quella nella quale il contribuente e i suoi familiari dimorano abitualmente Art. 1, comma 173, lett. b), legge n. 296 del 2006 Abitazione principale: si intende, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica 178
L’abitazione principale ai fini ICI (giurisprudenza) Il pagamento della TARSU non è sufficiente a dimostrare la dimora abituale (Corte di Cassazione, sez. trib., 17 maggio 2010, n ) Dimora abituale della famiglia e non soltanto del contribuente (Corte di Cassazione, sez. trib., 15 giugno 2010, n ) Abitazioni catastalmente censite in maniera separata (Corte di Cassazione, sez. trib., 29 ottobre 2008, n ; Corte di Cassazione, sez. trib., 09 dicembre 2009, n ; Corte di Cassazione, sez. trib., 12 febbraio 2010, n. 3397) –Anche se di proprietari diversi (Corte di Cassazione, sez. trib., 19 maggio 2010, n ) 179
Pagina 179 IMU: definizione di abitazione principale Abitazione principale: si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile … segue 180
Pagina 180 IMU: definizione di abitazione principale Scissione nuclei familiari (in assenza di separazione legale) Caso 1: –il marito è proprietario dell’abitazione A e la moglie è proprietaria dell’abitazione B –ognuno dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione di propria proprietà –le abitazioni sono ubicate nelle stesso Comune Solo un’abitazione può essere considerata principale: obbligo di dichiarazione da parte del contribuente che beneficia del trattamento agevolato 181
Pagina 181 IMU: definizione di abitazione principale Scissione nuclei familiari (in assenza di separazione legale) Caso 2: –il marito è proprietario dell’abitazione A e la moglie è proprietaria dell’abitazione B –ognuno dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione di propria proprietà –le abitazioni sono ubicate in Comuni diversi Entrambe le abitazione sono considerate principali 182
Pagina 182 IMU: definizione di abitazione principale Scissione nuclei familiari (in assenza di separazione legale) Caso 3: –il marito e la moglie sono contitolari delle abitazioni A e B –Il marito dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione A e la moglie dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione B –le abitazioni sono ubicate nello stesso Comune Solo un’abitazione può essere considerata principale: - obbligo di dichiarazione da parte del contribuente che beneficia del trattamento agevolato - qualora l’abitazione principale fosse la A: -per il marito l’abitazione A si considera principale mentre quella B no -per la moglie nessuna delle due è da considerarsi abitazione principale 183
Pagina 183 IMU: definizione di abitazione principale Scissione nuclei familiari (in assenza di separazione legale) Caso 4: –il marito e la moglie sono contitolari delle abitazioni A e B –Il marito dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione A e la moglie dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione B –le abitazioni sono ubicate in Comuni diversi Per il marito l’abitazione A si considera principale mentre quella B no Per la moglie l’abitazione B si considera principale mentre quella A no 184
Le pertinenze ai fini ICI Pertinenze: Artt. 817 ed 818 del codice civile Qualunque bene al servizio od ornamento del bene principale Salvo diversa disposizione regolamentare 185
Pagina 185 IMU: definizione di pertinenza Pertinenza dell’abitazione principale: si intendono esclusivamente i fabbricati classificati nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di una unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo Circolare 18 maggio 2012, n. 3DF Con il regolamento, il comune non può intervenire sulla individuazione delle pertinenze Se insieme alla casa sono accatastate una cantina ed una soffitta (entrambe accatastabili in C/2), si considera pertinenza soltanto un’altra unità C/6 ovvero C/7 Dichiarazione IMU non devono essere dichiarate in quanto il Comune dispone di tutti gli elementi necessari per la verifica dell’esatto versamento 186
Pagina 186 Possibili equiparazioni all’abitazione principale ICI: uso gratuito (con regolamento) anziani e disabili (con regolamento) cittadini italiani residenti all’estero (per legge) Iacp e cooperative edilizie a proprietà indivisa (per legge) coniugi non assegnatari (per legge) IMU Equiparazione con regolamento comunale: il Comune può considerare direttamente adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata (non deve essere presentata la dichiarazione IMU, in quanto il Comune è a conoscenza del trasferimento della residenza) Il Comune può considerare direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata (deve essere presentata la dichiarazione IMU) È applicabile anche la maggiorazione della detrazione per i figli 187
Pagina 187 Coniugi separati Decreto legge n. 201 del Art. 13, comma 10 (Omissis) L'aliquota ridotta per l'abitazione principale e per le relative pertinenze e la detrazione si applicano anche alle fattispecie di cui all‘articolo 6, comma 3-bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 (omissis)‘ Decreto legislativo n. 504 del Art. 6, comma 3bis Il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risulta assegnatario della casa coniugale, determina l'imposta dovuta applicando l'aliquota deliberata dal comune per l'abitazione principale e le detrazioni di cui all'articolo 8, commi 2 e 2-bis, calcolate in proporzione alla quota posseduta. Le disposizioni del presente comma si applicano a condizione che il soggetto passivo non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove e' ubicata la casa coniugale (da ritenersi tacitamente abrogata – Circolare 18/05/2012, n. 3DF) Decreto legge n. 16 del Art. 4, comma 12-quinquies Ai soli fini dell'applicazione dell'imposta municipale propria (omissis) l'assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione Dichiarazione IMU La dichiarazione deve essere presentata, dal coniuge assegnatario, soltanto nel caso in cui l’immobile assegnato non ricade né nel comune nel quale si è contratto matrimonio né in quello di nascita del coniuge assegnatario. 188
Pagina 188 Coniugi separati Risoluzione 28 marzo 2013, n. 5/DF Il soggetto passivo dell’imposta municipale propria è in ogni caso il coniuge assegnatario salvo quando l’immobile era detenuto in locazione. Secondo il Ministero, l’espressione “in ogni caso” utilizzata dal legislatore deve essere riferita ad ogni caso in cui non vi sia una diversa espressa disposizione. Pertanto, in considerazione che l’art. 6 della legge 27 luglio 1978, n. 392 prevede che “in caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nel contratto di locazione succede al conduttore l’altro coniuge, se il diritto di abitare nella casa familiare sia stato attribuito dal giudice a quest’ultimo”, in caso di locazione, la soggettività passiva IMU non si rinviene in capo al coniuge assegnatario; quest’ultimo, infatti, sulla base della previsione della successione nel contratto di locazione, utilizza l’immobile sulla base di un titolo giuridico diverso da quello del diritto reale di abitazione previsto dal comma 12quinquies dell’art. 4 del decreto legge n. 16 del Ne consegue, sempre secondo il Ministero, che il coniuge assegnatario è soggetto passivo IMU nel caso in cui l’immobile sia di proprietà, interamente o pro-quota, del coniuge non assegnatario ed in quello in cui lo stesso immobile sia stato concesso in comodato agli ex coniugi e non anche in quello in cui l’immobile era detenuto da questi ultimi in locazione. 189
Pagina 189 Coniugi separati Risoluzione 28 marzo 2013, n. 5/DF L’interpretazione del Ministero non appare convincente per diverse ragioni. L’espressione “in ogni caso” non lascia spazio ad alcuna eccezione Qualora il legislatore avesse voluto “salvare” precedenti disposizioni, infatti, avrebbe utilizzato una diversa espressione quale, ad esempio, “salva diversa disposizione” ovvero “restano ferme le disposizioni previste da ….”. Le due disposizioni legislative sopra richiamate sono assolutamente differenti, in quanto mentre la legge n. 392 del 1978 prevede una successione in un diritto di natura personale, il decreto legge n. 16 del 2012 disciplina una successione in un diritto reale (manca anche la casistica “dell’annullamento”). Inoltre, ai sensi dell’art. 155quater del c.c. anche in caso di comodato quando si assegna la casa ad uno dei coniugi si ha l’assegnazione di un diritto di natura personale. All’espressione “in ogni caso” dovrebbe essere attribuito un diverso significato, ossia in ciascuna delle quattro casistiche previste dalla legge ovvero con riferimento a qualunque quota di possesso, a titolo di proprietà o altro diritto reale di godimento, rinvenibile in capo al coniuge non assegnatario. La ratio della disposizione è quella di traslare la soggettività passiva, per tutta o parte dell’imposta, dal coniuge non assegnatario a quello assegnatario senza incidere, in alcun modo, sulla soggettività passiva in capo a soggetti “estranei” dal matrimonio. 190
Pagina 190 IMU: fabbricati rurali 191
Pagina 191 Fabbricati rurali Decreto del MEF del 26 luglio 2012 Si applicano le disposizioni dell’art. 9 del decreto legge n. 557 del 1993, convertito dalla legge n. 133 del 1994 I fabbricati, sia abitativi sia strumentali, sono classificati, in base alle regole ordinarie, in una delle categorie catastali del quadro generale di qualificazione Per i fabbricati, diversi da quelli accatastati in D/10, è apposta una specifica annotazione La presentazione delle domande e l’inserimento negli atti catastali dell’annotazione producono effetti a decorrere dal quinto anno precedente a quello di presentazione della domanda Dichiarazione IMU I fabbricati rurali non devono essere dichiarati in quanto sono riportati in catasto con la specifica annotazione Scaricare ppt "Pagina 1 Gli ultimi interventi in materia di riscossione, Tares ed Imu di Luigi Giordano www.alfaggiorna.it."
Criteri per l’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani Corso Formel Comune di ASTI.

References: Art. 3
 Art. 7
 Art. 1
 Art. 1
 art. 3
 Art. 1
 art. 36
 Art. 1
 Art. 7
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 60
 Art. 14
 Art. 60
 Art. 14
 art. 14
 art. 10
 art. 1
 Art. 10
 art. 14
 art. 1
 sentenza 
 art. 14
 art. 1
 art. 14
 art. 1
 art. 14
 art. 10
 Art. 10
 art. 14
 art. 10
 articolo 27
 Art. 10
 art. 14
 art. 1
 art. 1
 art. 10
 art. 52
 art. 13
 art. 14
 Art. 183
 Art. 184
 Art. 184
 Art. 184
 Art. 198
 Art. 198
 Art. 2
 Art. 53
 Art. 14
 art. 14
 Art. 1
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 10
 Art. 10
 art. 13
 art. 13
 art. 1
 Art. 9
 articolo 13
 Art. 12
 Art. 10
 art. 7
 art. 91
 art. 9
 Art. 13
 art. 7
 Art. 2
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 articolo 2
 Art. 8
 Art. 1
 Art. 13
 Art. 6
 Art. 4