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Timestamp: 2020-07-03 13:12:44+00:00

Document:
Metalmeccanici - PP.SS.: CCNL, 20 aprile 1983
Data firma: 20 aprile 1983
Validità: 01.05.1983 - 31.12.1985
Parti: Intersind, Asap e Flm (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil)
Settori: Metalmeccanici, PP.SS.
Articolazione della contrattazione collettiva
Premessa alle intese contenute nell’Accordo 20 aprile 1983 per il rinnovo del CCNL 16 luglio 1979
Terminologia retributiva
Art. 2 - Innovazioni di carattere tecnico-organizzativo e modifiche all'assetto produttivo - Decentramento
Art. 3 - Lavoro a domicilio - Contratti di appalto e di fornitura continuativa
Art. 4 - Contrazioni temporanee dell'orario di lavoro
Art. 5 - Mobilità orizzontale nell'ambito dello stesso stabilimento o unità produttiva
Art. 6 - Riqualificazione professionale o movimenti di personale nell'ambito di complessi aziendali
Sezione II - Rapporti sindacali
Art. 6 - Diffusione di pubblicazioni
Art. 7 - Comitati antinfortunistici di stabilimento
Art. 8 - Versamento dei contributi sindacali
Art. 9 - Distribuzione del testo contrattuale
Sezione III - Disciplina del rapporto individuale di lavoro
Art. 2 - Lavoro delle donne, dei minori e dei soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria
Art. 3 - Documenti, residenza e domicilio
Art. 4 - Inquadramento dei lavoratori
• Salvaguardia inquadramenti unici aziendali
• Mobilità professionale
• Declaratorie, profili ed esemplificazioni
• Orario di lavoro nel settore delle fonderie di seconda fusione e metallurgia non ferrosa
• Dichiarazioni a verbale all’art. 5
• Allegato all’art. 5 - Personale addetto alla manutenzione, pulizia, riparazione degli impianti, quando tali operazioni non possono compiersi in altri giorni feriali della settimana senza danno per l’esercizio o pericolo per il personale.
• Modifiche apportate all’art. 5 dall’Accordo 18 luglio 1979
• Modifiche apportate all’art. 5 dall’Accordo 20 aprile 1983
Art. 7 - Anzianità dei lavoratori dei lavoratori
Art. 9 - Forme incentivanti collettive diverse da quelle di cui all'art. 8 - Forme di retribuzione
Art. 10 - Indennità di alta e di sottosuolo
Art. 11 - Indennità per disagiata sede
Art. 12 - Reclami sulla retribuzione
Art. 15 - Visite di inventario e di controllo
Art. 16 - Norme speciali
Art. 18 - Facilitazioni particolari per la frequenza ai corsi e agli esami dei lavoratori studenti
Art. 20 - Sistemi di classificazione sostitutivi di quello concordato a livello nazionale
Art. 21 - Mense aziendali
Art. 22 - Innovazioni tecnologiche
Art. 23 - Ambiente di lavoro - Igiene e sicurezza
Art. 28 - Cessione, trasformazione e trapasso di azienda
Art. 29 - Reclami, controversie e procedure generali di conciliazione
Art. 30 - Comitati tecnici paritetici per cottimi e qualifiche
Art. 31 - Servizio civile e volontariato
Art. 32 - Lavoro a tempo parziale
Art. 33 - Orario flessibile
Art. 34 - Formazione lavoro
Art. 35 - Scaglionamento ferie collettive
Art. 37 - Fondo di solidarietà
Art. 1 - Assegnazione a mansioni che comportano il passaggio dal trattamento di cui alla Sezione C) al trattamento di cui alla Sezione A) della presente parte speciale
Art. 2 - Assegnazione a mansioni che comportano il passaggio dal trattamento di cui alla Sezione B) al trattamento dl cui alla Sezione A) della presente parte speciale
Art. 7 - Maggiori prestazioni dei lavoratori inquadrati nella 7a categoria
Art. 8 - Cumulo di mansioni
Art. 11 - Indennità maneggio denaro - Cauzione Art. 12 - Corresponsione della retribuzione
Art. 15 - Trattamento in caso di malattia e infortunio
Art. 19 - Doveri
Art. 20 - Assenze e permessi
Art. 23 - Trasferte
Art. 24 - Retribuzioni base mensili e determinazione della quota di retribuzione oraria
Art. 2 - Assegnazione a mansioni che comportano il passaggio dal trattamento di cui alla Sezione C) al trattamento di cui alla Sezione B) della presente Parte Speciale
Art. 6 - Trattamento in caso di malattia e infortunio
Art. 7 - Preavviso
Art. 8 - Trattamento di fine rapporto
Art. 10 - Retribuzioni base mensili e determinazione della quota di retribuzione oraria
Art. 11 - Clausola di rinvio
Art. 2 - Entrata ed uscita
Art. 4 - Sospensioni e riduzioni di lavoro
Art. 5 - Recuperi
Art. 10 - Indennità per lavori che si svolgono in condizioni di particolare disagio
• Norme particolari per le linee a catena e a flusso continuo
Art. 23 - Disciplina aziendale
Art. 24 - Movimenti irregolari di schede o medaglie
Art. 25 - Assenze
Art. 26 - Permessi di entrata e di uscita
Art. 27 - Consegne e conservazione utensili e materiali
Art. 28 - Preavviso
Art. 29 - Trattamento di fine rapporto
Art. 30 - Lavori indirettamente produttivi negli stabilimenti siderurgici
Art. 31 - Variazioni nelle squadre ai forni ed ai treni negli stabilimenti siderurgici
Art. 32 - Sostituzione di personale di squadra assente negli stabilimenti siderurgici
Art. 33 - Addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia
Art. 35 - Apprendistato
Art. 36 - Retribuzioni base ragguagliate a mese e determinazione della retribuzione base oraria
Affissione del contratto
Protocollo aggiuntivo - Salvaguardia degli impianti
Tabelle delle retribuzioni contrattuali base
Contratto nazionale 20 aprile 1983 per la disciplina dell'apprendistato nelle aziende metalmeccaniche a partecipazione statale
Allegato 1 - Verbale di accordo
Allegato 3 - Protocollo sottoscritto fra le parti firmatarie del CCNL 20 novembre 1982
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti dalle aziende metalmeccaniche a partecipazione statale
Addì 20 aprile 1983, in Roma, tra l’Associazione sindacale Intersind, l’Associazione sindacale per le Aziende petrolchimiche e collegate a partecipazione statale - Asap e la Flm (Federazione lavoratori metalmeccanici), che riunisce le organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil assistita dalla segreteria della Federazione Cgil-Cisl-Uil è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere nei confronti dei lavoratori dipendenti delle aziende metalmeccaniche a partecipazione statale.
che la riforma dell’attuale struttura della contrattazione collettiva nazionale di categoria, struttura che è stata fino ad oggi tradizionalmente alla base del sistema contrattuale italiano, deve essere effettuata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro in modo da costituire un sistema che consenta la realizzazione di quelle esigenze fondamentali di entrambe le parti che hanno suggerito la revisione del metodo sino ad oggi seguito;
che la possibilità di una maggiore articolazione della contrattazione collettiva per settori e a livello aziendale, che attui concretamente principi affermati ai livelli superiori, oltre a consentire una migliore aderenza delle norme contrattuali alle particolari caratteristiche settoriali ed aziendali soddisfa l’esigenza, per le aziende, di poter programmare sulla base di elementi predeterminati, per un adeguato lasso di tempo, la propria attività produttiva;
riconfermata la validità del Protocollo 5 luglio 1962 (all. n. 3), le parti hanno stipulato il seguente Contratto collettivo nazionale di lavoro da valere per le Società rappresentate dalla Associazione sindacale Intersind e dall’Associazione sindacale aziende petrolchimiche e collegate a partecipazione statale che svolgono attività metalmeccaniche come in appresso indicate e per i lavoratori, da esse dipendenti, addetti a tali attività.
1) - Il presente Contratto si applica:
a) alle aziende appartenenti tradizionalmente alla categoria metalmeccanica destinate alla produzione e lavorazione dei metalli, alle costruzioni nelle quali il metallo ha la prevalenza ed alla fabbricazione dei manufatti nei quali le parti metalliche richiedono la maggior quantità di lavoro;
b) alle aziende tradizionalmente considerate affini alle metalmeccaniche.
2) - Per ciascuno dei settori appresso indicati e per le materie esplicitamente previste nel presente Contratto sono stabiliti contestualmente e per la medesima durata regolamentazioni di settore che costituiscono parte integrante, a tutti gli effetti, del Contratto stesso. Ai fini di cui sopra i settori ed il relativo campo di applicazione, che nel loro complesso coprono interamente l’area della categoria, sono i seguenti:
A) Settore siderurgico
Appartengono a tale settore le attività dirette alla produzione di:
Alle produzioni di cui alle voci a), b), c), d), e), f), g), si intendono connessi i procedimenti preliminari e complementari delle stesse e cioè cokeria, agglomerazione, trattamento termico.
B) Settore navalmeccanico
Appartengono a tale settore le attività dirette alla:
- costruzione nel suo totale complesso, allestimento, armamento, manutenzione e riparazione di navi di qualunque tipo, di galleggianti compresi bacini, pontoni e chiatte;
- costruzione di imbarcazioni in plastica;
C) Settore elettromeccanico ed elettronico
Appartengono a tale settore le attività dirette alla fabbricazione e al montaggio di:
- macchine ed apparecchi per la generazione, distribuzione, trasformazione, misura ed utilizzazione dell’energia elettrica comunque prodotta;
- apparecchi e complessi per telegrafia, telefonia, elettroacustica, telecomunicazioni, radiotelefonia, radiotelegrafia, filodiffusione, registrazione ed amplificazione sonora e televisione;
- equipaggiamenti elettrici per materiale mobile e fisso di ferrovie, filovie, tranvie, teleferiche e funivie;
- apparecchi per l’utilizzazione dell’energia elettrica per uso industriale, domestico e medicale;
- impianti ed apparecchiature elettroniche.
D) Settore auto-aviomotoristico
Appartengono a tale settore le attività dirette alla costruzione in serie, nel loro totale complesso, di:
- aeromobili;
- motori per la propulsione di autovetture, autocarri ed aeromobili.
E) Settore meccanica varia
A titolo esemplificativo appartengono a tale settore le attività dirette alla:
- forgiatura e stampaggio a freddo e a caldo del ferro e dell’acciaio;
- laminazione e trafilatura a freddo del ferro e dell’acciaio;
- costruzione, montaggio, riparazione e manutenzione di:
materiale mobile fisso per ferrovie, filovie, tramvie, teleferiche e funivie;
carpenteria, caldareria, condotte forzate, infissi, serrande, mobili, casseforti e simili e arredi metallici;
motrici idrauliche, a vapore ed a combustione interna, loro parti staccate ed accessori caratteristici;
apparecchi per la generazione ed utilizzazione dell’energia termica per uso industriale, domestico e medicale;
apparecchi per illuminazione e segnalazioni luminose con energia di natura diversa dall’elettrica;
apparecchi utensili e strumenti per medicina, chirurgia, ortopedia e odontoiatria;
macchine ed apparecchi per scavi, perforazione, trivellazione di terreni, rocce ecc.; per il trattamento meccanico di minerali e pietre; per la lavorazione di marmi e pietre e per la fabbricazione di laterizi, conglomerati, ceramiche, gres ed affini;
macchine, apparecchi ed accessori per fabbricare carta, cartoni per cartotecnica, legatoria, stampa;
macchine, apparecchi ed accessori per l’industria tessile e dell’abbigliamento;
macchine ed apparecchi per l’agricoltura e per le industrie agricole, alimentari, olearie, enologiche e del freddo;
macchine ed apparecchi per le industrie chimiche e della gomma;
utensili per macchine operatrici; strumenti d’officina;
utensili ed attrezzi per arti e mestieri; ferri da taglio ed armi bianche;
macchine ed impianti per posta pneumatica, distributori di carburante e distributori automatici;
macchine ed apparecchi per lavorazioni e produzioni di meccanica varia e meccanica fine, come: macchine e apparecchi per la prova, misura e controllo; apparecchi geofisici e topografici; macchine fotografiche, cinematografiche e di riproduzione, macchine da scrivere, calcolatrici (non calcolatori elettronici) contabili, affrancatrici e simili; lavorazioni ottiche in genere; occhialeria;
orologi in genere; modelli meccanici per fonderia;
- costruzione di:
vasellame, stoviglie, posate, coltelleria ed affini, utensili ed apparecchi da cucina;
bulloneria, viterie, chiodi, broccame, molle;
- installazione di impianti e di complessi meccanici, idraulici, termici, elettrici e comunque di materiale metallico.
F) Settore fonderie di seconda fusione e metallurgia non ferrosa
- produzione di metalli non ferrosi (alluminio, magnesio rame, piombo, zinco, argento ed altri);
- trasformazione plastica dell’alluminio, magnesio, rame, piombo, zinco, argento e loro leghe sotto forma di laminati, estrusi, trafilati, imbutiti, stampati, fucinati e tranciati;
- fusione di rame, alluminio magnesio, nichel, piombo, zinco ed altri metalli non ferrosi e loro leghe (bronzo, ottone ecc.);
- fabbricazione di getti in acciaio.
3) - L’appartenenza dell’azienda al settore è determinata, quando la attività è unica, da quella effettivamente esplicata secondo le descrizioni enunciate.
Se sono esercitate diverse attività con carattere autonomo si applicano ai rispettivi rapporti di lavoro le speciali norme corrispondenti a ciascuna attività.
Quando distinte attività non sono autonome, la loro appartenenza al settore è determinata dal criterio della prevalenza.
Per l’attuazione dei criteri di cui sopra, nell’ambito di applicazione del presente Contratto, resta inteso che:
1) si intende per attività quella svolta da un’unità produttiva, normalmente coincidente con lo stabilimento e indipendentemente dal perimetro di esso;
2) nell’ambito aziendale si considera autonoma l’attività accessoria la cui produzione non è destinata a concorrere al ciclo produttivo di altra attività dell’azienda o vi concorre in modo trascurabile;
3) si considera prevalente, rispetto a ciascuna attività non autonoma, quella alla quale è addetto il maggiore numero di lavoratori. Nel caso di più di due attività la prevalenza è determinata dalla maggioranza relativa dei lavoratori addetti;
4) nell’ambito dell’unità produttiva saranno applicate le norme di un solo settore in base al criterio della prevalenza;
5) qualora nell’ambito di una unità produttiva, per innovazioni di carattere tecnologico o per modifica di programmi produttivi, dovesse modificarsi il numero dei lavoratori che ha determinato la prevalenza ai fini dell’inquadramento dell’attività in un determinato settore contrattuale, le parti stipulanti si incontreranno per esaminare la situazione.
1) - La regolamentazione di settore ha per oggetto gli istituti qui di seguito elencati:
a) orario di lavoro e lavoro straordinario;
b) regolamentazione dell’istituto del cottimo - Norme particolari per le linee a catena e a flusso continuo;
c) indennità per lavorazioni svolgentisi in particolari condizioni di disagio.
La competenza per ogni divergenza relativa al campo di applicazione delle regolamentazioni di settore è attribuita alle Organizzazioni stipulanti.
2) - La disciplina contrattuale prevede accordi aziendali, stipulati in attuazione delle norme del presente Contratto, secondo le procedure e nei limiti determinati dalle relative disposizioni del Contratto stesso.
Le materie per le quali è prevista la possibilità di negoziazione a livello aziendale sono le seguenti:
- modalità di applicazione della disciplina sui cottimi;
- sistemi di classificazione sostitutivi di quello concordato a livello nazionale;
- forme incentivanti collettive.
Competenti per la contrattazione a questo livello sono da un lato i Sindacati territoriali di categoria e dall’altro le aziende, rappresentate o assistite dalla loro Associazione sindacale salvo, nelle ipotesi espressamente previste, l’intervento delle Organizzazioni nazionali.
Qualora le trattative in sede aziendale non conducessero a positive conclusioni, le parti - allo scopo di evitare turbative dell’ordinato svolgimento dei rapporti di lavoro nell’azienda - esperiranno un tentativo di conciliazione a livello nazionale, entro un periodo di 25 giorni, con l’intesa che fino all’avvenuto esperimento di tale tentativo non si farà ricorso alla azione diretta.
Le parti si danno atto che, in particolare nell’attuale situazione, che vede le Aziende metalmeccaniche interessate a profondi processi di risanamento e ristrutturazione, anche in relazione alle esigenze di recuperare competitività ed efficienza gestionale, è indispensabile consolidare un sistema di relazioni industriali idoneo a salvaguardare il normale svolgimento dell’attività aziendale e il perseguimento degli obiettivi prefissati.
In relazione a ciò è comune impegno delle parti operare, ciascuna nel rispetto del proprio ruolo, per favorire una puntuale attuazione delle normative contrattuali esistenti e delle procedure di conciliazione delle controversie individuali e collettive.
Le parti si danno altresì atto che la concreta applicazione del punto 13) del citato Protocollo avverrà nelle sedi aziendali e nei termini indicati, nel senso che la contrattazione a livello aziendale non potrà avere per oggetto materie già definite in altri livelli di contrattazione e che verranno individuate, allo scopo di contribuire alla rimozione delle cause di microconflittualità, procedure aziendali di definizione delle controversie ed eventualmente di arbitrati collegati anche a pause di raffreddamento.
A tale riguardo le parti daranno luogo ad appositi incontri tra Direzioni e RSA per individuare criteri e modalità idonei a:
- canalizzare le controversie individuali e collettive nell’ambito di correnti e idonei rapporti tra le rappresentanze sindacali aziendali e le corrispondenti strutture aziendali;
- evitare il ricorso intempestivo ad azioni dirette, sotto qualsiasi forma poste in essere;
- prevedere istanze successive, a livello territoriale ed eventualmente a livello nazionale, per la definizione in tempi brevi delle controversie non risolte in sede aziendale. Le risultanze di tali incontri tra Direzioni aziendali e RSA formeranno oggetto di verifica a livello nazionale.
Il presente Contratto si applica a tutti i lavoratori dipendenti dalle Aziende inquadrate nei settori specificati alle lettere A) - F), sotto il titolo "Campo di applicazione del Contratto", e si articola come segue:
- Sez. 1).
- Sez. 2) (Rapporti sindacali).
- Sez. 3) (Disciplina del rapporto individuale di lavoro).
- Sez. A) (Riguarda i lavoratori in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge 18 marzo 1928, n. 582, sull’impiego privato).
- Sez. B) (Riguarda i lavoratori di cui all’Accordo 23 ottobre 1973).
- Sez. C) (Riguarda i lavoratori che non hanno né i requisiti di cui alla Sez. A) né le caratteristiche previste dall’Accordo di cui è menzione alla Sez. B).
1) Le aziende esporranno, di norma annualmente, nel primo quadrimestre, alle Organizzazioni sindacali territoriali o regionali di categoria dei lavoratori ed alle Rappresentanze sindacali aziendali, nel corso di un apposito incontro:
a) le scelte e le prospettive produttive anche con riferimento ai processi di diversificazione e di innovazione della produzione;
b) le linee generali della politica di ricerca e sviluppo;
c) i programmi di investimento che comportino nuovi insediamenti industriali - e i relativi criteri di localizzazione - o l’ampliamento o consistenti modifiche di quelli esistenti;
d) le linee generali di progetti particolarmente significativi di ristrutturazione, ricerca, innovazione tecnologica.
Nel corso di tale incontro verranno esaminate tra le parti, in particolare, le prevedibili implicazioni delle scelte, delle prospettive produttive e degli investimenti suddetti su:
- l’occupazione;
- le condizioni di lavoro;
- le condizioni ambientali ed ecologiche.
Nell’ambito di tale informativa ed in relazione alle prospettive produttive saranno inoltre fornite notizie:
e) sui dati consuntivi sia qualitativi che quantitativi dell’occupazione e su quelli relativi al prevedibile andamento occupazionale, anche in rapporto ai processi di ristrutturazione e riconversione aziendali, nonché all’applicazione delle normative in materia di occupazione femminile e giovanile;
f) sui programmi di formazione professionale, con particolare riferimento al numero dei lavoratori interessati, alla durata dei corsi, alla sede, ai contenuti, agli obiettivi tecnico-professionali da conseguire, allo svolgimento dei corsi in azienda o in centri di formazione esterni, nonché all’intendimento di far ricorso a fonti di finanziamento, per i programmi stessi, esterne all’azienda;
g) sulle condizioni di impiego degli invalidi e degli handicappati alla luce dell’art. 2 della Parte Generale, Sez. 3;
h) sulle linee generali e sulle dimensioni complessive concernenti la politica del decentramento e dell’indotto, le aree di localizzazione, l’articolazione per tipologie, nonché i prevedibili riflessi sull’occupazione complessiva;
i) sull’attività delle unità produttive dislocate all’estero;
l) sugli accordi con altre imprese - di carattere produttivo, tecnologico o di ricerca - per i contenuti comportanti rilevanti modificazioni sull’occupazione;
m) sugli interventi in materia di ambiente e sicurezza di lavoro e di risparmio energetico.
Restano salve le esigenze derivanti dalla salvaguardia del segreto industriale e per quel che concerne in particolare i punti d) ed l), dalla riservatezza necessaria per non pregiudicare la realizzazione delle iniziative aziendali.
2) Nel corso del secondo semestre dell’anno, verranno illustrati dall’azienda, in apposita riunione, i risultati di bilancio e gli eventuali aggiornamenti delle informazioni fornite ai sensi del precedente punto 1).
3) A richiesta delle Organizzazioni sindacali territoriali di categoria dei lavoratori, le informazioni di cui al precedente punto 1) che hanno riferimento all’ambito territoriale o regionale, saranno rese dalle aziende, eventualmente per il tramite della associazione imprenditoriale territorialmente competente, in base a criteri generali definiti a livello regionale.
4) Le informazioni di cui al precedente punto 1) potranno essere fornite globalmente per ciascun settore - e, in tale ambito separatamente per le aziende inquadrate in diverse Società finanziarie - a richiesta delle Organizzazioni sindacali nazionali di categoria, in un apposito incontro che si svolgerà con le aziende che operano nei settori sottoelencati, assistite dalle loro Società finanziarie:
- Fonderie di 2a fusione;
- Trasporto pubblico su gomma;
- Materiale rotabile ferroviario;
- Meccanica strumentale;
- Impianti industriali, montaggi e carpenteria;
- Elettromeccanica;
- Meccanica varia.
5) Per i settori di cui al punto 4), nei casi di rilevanti ristrutturazioni che implichino scelte ed interventi coinvolgenti l’intero settore, le relative informazioni potranno essere fornite, in un apposito incontro a richiesta delle Organizzazioni sindacali nazionali di categoria, dalle aziende interessate, nell’ambito dello stesso Ente di gestione.
Art. 2 Innovazioni di carattere tecnico-organizzativo e modifiche all'assetto produttivo - Decentramento
Fuori dell’ipotesi di cui all’articolo precedente, nel caso di:
a) innovazioni di carattere tecnico-organizzativo;
b) modifiche all’assetto produttivo degli stabilimenti, intendendosi in tali modifiche compreso anche l’eventuale scorporo di attività proprie del ciclo produttivo esistente;
c) decentramento a terzi con carattere continuativo di attività produttive e tecnico-amministrative, aventi riflessi sia sull’occupazione che sulle condizioni di lavoro ne sarà data dall’azienda comunicazione - successivamente alla fase di progettazione e preventivamente a quella operativa - per gli aspetti qualitativi e quantitativi, alle Organizzazioni sindacali territoriali dei lavoratori ed alle Rappresentanze sindacali aziendali cui potrà fare seguito, a richiesta di una delle parti da avanzarsi entro cinque giorni, un incontro per un esame in ordine ai riflessi anzidetti. Tale esame - salvo diversi accordi che fossero direttamente raggiunti tra le parti - dovrà essere condotto nei dieci giorni successivi alla richiesta stessa; l’azienda comunque non darà luogo all’attuazione delle modifiche suddette prima che sia trascorso il termine in parola.
Art. 3 Lavoro a domicilio - Contratti di appalto e di fornitura continuativa
Per quanto riguarda la tutela del lavoro a domicilio fermo restando il disposto della legge 18 dicembre 1973, n. 877, le aziende daranno comunicazione alle Rappresentanze sindacali aziendali di eventuali casi di ricorso a tale particolare tipo di prestazione. Alla predetta comunicazione potrà seguire un esame tra le parti.
Allo scopo di consentire una più efficace tutela dei lavoratori per quanto concerne il rispetto degli obblighi previsti dalla legge in materia di prestazione di lavoro, le aziende inseriranno nei contratti di appalto e in quelli di fornitura ad esecuzione continuativa che verranno stipulati con le imprese rientranti nell’ambito delle attività indotte e operanti nel territorio nazionale una clausola che preveda l’osservanza, da parte di tali imprese, delle norme di legge (assicurative, previdenziali ed antinfortunistiche) e dei rispettivi contratti di lavoro.
Art. 5 Mobilità orizzontale nell'ambito dello stesso stabilimento o unità produttiva
Ferme le vigenti normative in materia di salvaguardia dei livelli professionali e retributivi dei lavoratori interessati, nel caso di spostamenti di personale aventi carattere collettivo e non meramente temporaneo, l’Azienda fornirà preventiva comunicazione alle Organizzazioni sindacali territoriali dei lavoratori ed alle Rappresentanze sindacali aziendali, le quali potranno richiedere, entro tre giorni, un incontro allo scopo di esperire al riguardo un esame congiunto che dovrà essere effettuato entro i cinque giorni successivi.
La procedura di cui al comma precedente non si applica agli spostamenti di lavoratori, all’interno di uno stesso reparto o per lavorazioni omogenee o similari, di durata temporanea, dovuti ad assenze dei titolari e ad improvvise esigenze tecnico-produttive.
L’Azienda fornirà alle RSA, nei tempi tecnici possibili e comunque entro una settimana, le informazioni relative agli spostamenti effettuati.
I lavoratori hanno diritto di riunirsi in assemblee indette dalle Organizzazioni sindacali, singolarmente o congiuntamente, nell’unità produttiva in cui prestano la loro opera fuori dell’orario di lavoro.
Le ulteriori modalità per lo svolgimento delle assemblee sono concordate in sede aziendale tenendo conto dell’esigenza di garantire la sicurezza delle persone, la salvaguardia degli impianti nonché di conciliare l’esercizio del diritto di riunione per gruppi con lo svolgimento della normale attività da parte degli altri lavoratori.
Il diritto di affissione viene regolato dall’art. 25 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
Nelle unità produttive con un numero inferiore a 200 dipendenti le Rappresentanze sindacali aziendali di cui al comma precedente hanno diritto di usufruire di un locale idoneo per le loro riunioni.
Art. 6 Diffusione di pubblicazioni
Fermo restando quanto previsto dall’art. 25 della legge 20 maggio 1970, n. 300, è ammessa la diffusione di pubblicazioni (libri e riviste) inerenti a materie di interesse culturale, sindacale e del lavoro nei locali di cui al primo comma dell’art. 3 della presente Sez. 2 della Parte Generale o in altri locali individuati di comune accordo tra la Direzione aziendale e le Rappresentanze sindacali aziendali.
Art. 7 Comitati antinfortunistici di stabilimento
Si farà luogo all’inclusione di rappresentanti dei lavoratori, designati dalle Organizzazioni sindacali, nei Comitati antinfortunistici di stabilimento, fermi restando i compiti tecnico-consultivi di cui tali Comitati sono già oggi investiti nelle aziende.
La designazione dei rappresentanti dei lavoratori, scelti fra i dipendenti dello stabilimento, competerà ai Sindacati territoriali di categoria, in ragione di uno per Sindacato.
Art. 2 Lavoro delle donne, dei minori e dei soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria
Il lavoro delle donne, dei minori e dei soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria è regolato dalle disposizioni di legge vigente in materia.
Le aziende considereranno con la maggiore attenzione, nell’ambito delle proprie possibilità tecnico-organizzative, il problema dell’inserimento degli invalidi e degli handicappati nelle proprie strutture, in funzione della capacità lavorativa delle varie categorie degli stessi, anche su segnalazione e partecipazione delle Rappresentanze sindacali aziendali.
In relazione a quanto sopra le aziende valuteranno congiuntamente con le Rappresentanze sindacali aziendali le più opportune modalità di adattamento all’interno delle unità produttive con la eventuale collaborazione dei competenti servizi di assistenza degli Enti pubblici (Regione, Provincia, Comune).
Per quanto riguarda l’adeguatezza delle condizioni di lavoro alle capacità lavorative di questa speciale categoria di invalidi, le parti stipulanti, in considerazione del problema speciale che essi rappresentano, dichiarano che si adopereranno congiuntamente per la realizzazione delle iniziative e dei provvedimenti necessari per dare attuazione ai "sistemi di lavoro protetto" di cui all’art. 25 della legge 30 marzo 1971, n. 118. In tale spirito convengono di intervenire congiuntamente presso i competenti Ministeri del lavoro e della sanità affinché il problema venga considerato ed affrontato con la maggiore sensibilità.
Art. 3 Documenti, residenza e domicilio
All’atto dell’assunzione il lavoratore esibirà, ove ne sia in possesso, la sezione del libretto personale sanitario di rischio da compilarsi a cura dell’azienda.
La durata massima dell’orario normale settimanale, fatte salve le deroghe e le eccezioni previste dalla legge, è di 40 ore settimanali.
La ripartizione giornaliera dell’orario settimanale contrattualmente previsto per ciascun settore può essere effettuata anche in modo non uniforme.
Per gli impianti che richiedono un lavoro ininterrotto di sette giorni alla settimana la durata normale dell’orario di lavoro, risulterà da una media plurisettimanale con un massimo di 48 ore settimanali. Altri casi di distribuzione plurisettimanale con un massimo di 48 ore settimanali potranno formare oggetto di intese con la rappresentanza sindacale aziendale.
L’orario di lavoro e la relativa distribuzione sono fissati dalla direzione con il rispetto delle procedure in materia.
L’orario verrà affisso all’entrata dello stabilimento.
Nel caso di ripartizione dell’orario settimanale di lavoro su 6 giorni il lavoro cessa di massima entro le ore 13 del sabato con l’esclusione, in ogni caso, delle attività elencate nell’allegato al presente articolo.
Nel caso di ripartizione dell’orario settimanale di lavoro su 5 giorni (dal lunedì al venerdì) e per quei lavoratori che per qualsiasi causa - eccezion fatta per il godimento delle ferie e delle festività infrasettimanali e nazionali - abbiano fornito una prestazione di effettivo lavoro inferiore a quella dell’orario normale contrattuale e siano chiamati a prestare la loro opera nella giornata del sabato, la prestazione suddetta fino al limite dell’orario settimanale sarà compensata con la retribuzione maggiorata del 10 per cento.
Agli effetti del presente articolo sono considerate ore di lavoro quelle di effettiva prestazione, con l’eccezione delle ore per ferie e festività infrasettimanali e nazionali godute, che, limitatamente all’ipotesi di cui al comma precedente, saranno considerate come effettiva prestazione.
I lavoratori non potranno rifiutarsi alla istituzione di più turni giornalieri.
Il lavoratore deve prestare la sua opera nelle ore e nei turni stabiliti anche se questi siano predisposti soltanto per determinati reparti.
Ai lavoratori addetti a turni avvicendati, tenuto conto delle particolari caratteristiche di tali prestazioni, è riconosciuta una pausa retribuita di 30 minuti per la refezione, riferita a turni di lavoro di 8 ore giornaliere.
Quando non sia possibile addivenire alla tempestiva sostituzione e le mansioni del lavoratore siano tali che dalla sua assenza possa derivare pregiudizio alla produzione o al lavoro di altri lavoratori, il termine di cui innanzi potrà essere eccezionalmente prolungato per tutta la durata del turno così iniziato.
Nelle ipotesi di cui ai due comma che precedono resta inteso che al lavoratore che in via eccezionale abbia prolungato la sua prestazione durante il turno successivo non potranno essere richieste prestazioni eccedenti l’orario normale durante la settimana. Tali prestazioni straordinarie assorbono, comunque, fino a concorrenza, la quota settimanale di straordinario del lavoratore interessato e la eventuale eccedenza rispetto al limite delle otto ore settimanali sarà scomputata dal limite previsto per la settimana successiva.
Le prestazioni di cui al comma precedente assorbono inoltre, fino a concorrenza, la quota annuale massima del lavoro straordinario del lavoratore interessato, di cui agli artt. 6 della Parte Speciale, Sez. A) e 7 della Parte Speciale, Sez. C) del presente Contratto, fermo restando che anche per tali prestazioni il lavoratore potrà usufruire di riposi non retribuiti in misura corrispondente alle ore effettuate oltre la 120a e fino alla 160a.
I lavoratori partecipanti ai turni dovranno essere alternati nei diversi turni allo scopo di evitare che una parte abbia a prestare la sua opera esclusivamente in ore notturne.
La disciplina prevista dal dodicesimo comma non si applica ai lavoratori turnisti addetti a lavorazioni a fuoco continuo o comunque ad impianti o servizi non suscettibili di fermata, per i quali rimangono ferme le condizioni in atto.
- In caso di distribuzione dell’orario settimanale di lavoro su sei giorni le pause previste dal dodicesimo comma non supereranno complessivamente le 2 ore e mezza settimanali.
Fermo restando che anche nel settore siderurgico la durata massima dell’orario normale rimane confermata in 40 ore settimanali e fatto salvo quanto altro stabilito nel presente articolo, in considerazione della particolarità del ciclo di produzione siderurgico, caratterizzato dalla continuità dell’attività produttiva delle lavorazioni a caldo e delle lavorazioni collegate, che comporta il mantenimento in attività degli impianti e lavorazioni su tre turni per sette giorni alla settimana, e nel presupposto che l’attuale utilizzazione degli impianti venga comunque mantenuta, per tutti gli addetti al settore sono riconosciute giornate di riposo supplementare nella misura di ogni 8 settimane di lavoro effettivo.
Considerato che l’obiettivo di una migliore utilizzazione degli impianti nell’intero settore siderurgico corrisponde agli intendimenti delle parti, si stabilisce che, laddove le esigenze aziendali richiedono una più ampia utilizzazione, le direzioni di stabilimento e le Rappresentanze sindacali aziendali si incontreranno per concordare le condizioni e le misure necessarie a perseguire l’obiettivo sopra ricordato.
I lavoratori turnisti hanno diritto di godere di giornate di riposo retribuite, in aggiunta alle giornate di riposo supplementare a compenso delle festività individualmente lavorate nell’anno solare oltre il numero di sei.
Orario di lavoro nel settore delle fonderie di seconda fusione e metallurgia non ferrosa
Ai lavoratori degli stabilimenti appartenenti al settore di cui al punto F) del campo di applicazione del presente Contratto in cui si svolgono lavorazioni a caldo, con esclusione delle lavorazioni di cui al secondo alinea del predetto punto F) e limitatamente - per quanto concerne la produzione dei metalli non ferrosi - agli stabilimenti in cui si svolgono lavorazioni di ciclo primario, fermo restando che anche in tale settore la durata massima dell’orario normale rimane confermata in 40 ore settimanali e fatto salvo quanto altro stabilito nel presente articolo, vengono riconosciute giornate di riposo supplementare nella misura di 1 ogni 8 settimane di lavoro effettivo.
Dichiarazioni a verbale all’art. 5
Le parti concordano di esaminare l’opportunità di organizzare il lavoro su turnazioni da applicare in futuri nuovi insediamenti industriali nel Mezzogiorno, con regimi di prestazione lavorativa diversi da quelli previsti dal presente articolo in rapporto anche ad un aumento dei livelli occupazionali.
- Restano salvi, per i lavoratori di cui alla Parte Speciale, Sez. A) del presente Contratto i trattamenti individuali in atto e quelli aziendali derivanti da accordi formali stipulati tra le parti interessate, che risultino più favorevoli rispetto alla presente regolamentazione.
- Quando l’assegnazione a turni svolgentisi anche in ore notturne costituisca un’innovazione, sarà consentito al lavoratore di far accertare la sua idoneità a prestare lavori in ore notturne da parte degli Enti pubblici ed Istituti specializzati di diritto pubblico, di cui all’art. 5, terzo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300.
Allegato all’art. 5 - Personale addetto alla manutenzione, pulizia, riparazione degli impianti, quando tali operazioni non possono compiersi in altri giorni feriali della settimana senza danno per l’esercizio o pericolo per il personale.
Modifiche apportate all’art. 5 dall’Accordo 18 luglio 1979
L’Intersind - Asap e la Flm, considerati: le oggettive situazioni delle aziende metalmeccaniche a PS; le condizioni del mercato interno ed internazionale che esse devono affrontare; i problemi sociali e occupazionali presenti e in prospettiva nel Paese e in particolare nel Mezzogiorno, anche alla luce dello specifico ruolo attribuito dall’ordinamento alle aziende a partecipazione statale; riconfermano quanto ha formato oggetto di esame ai vari livelli in ordine alle questioni del risanamento, dell’efficienza aziendale e del miglioramento della produttività globale.
Il conseguimento di tali finalità costituisce presupposto e condizione per garantire alle aziende un grado sufficiente di competitività anche internazionale. In questo contesto risulterà agevolata la riduzione delle prestazioni di lavoro nell’arco dell’anno, come previsto dal presente Contratto.
L’Intersind - Asap e la Flm hanno pure convenuto che, per perseguire gli obiettivi suddetti è necessario esprimere un impegno delle parti sociali per migliorare il rapporto fra orario di lavoro offerto e lavorato.
Per il conseguimento di tali obiettivi ritengono necessario un adeguato utilizzo del fattore lavoro sulla base delle norme del Contratto collettivo di categoria.
A tal fine le parti convengono sull’adozione di procedure che prevedano un tempestivo ricorso al livello provinciale e, se necessario, al livello nazionale nei casi in cui dovessero manifestarsi difficoltà in sede aziendale, allo scopo di facilitare la normale flessibilità nell’utilizzazione delle prestazioni di lavoro (straordinari, turni, mobilità interna etc.), nell’ambito delle norme contrattuali in vigore.
La durata massima normale dell’orario settimanale di lavoro viene fissata in 40 ore; per le parti non modificate espressamente resta in vigore l’art. 5.
Modifiche apportate all’art. 5 dall’Accordo 20 aprile 1983
Le parti, nell’ambito di quanto previsto dal primo capoverso del punto 11 del Protocollo sottoscritto il 22 gennaio 1983 e ferma restando l’utilizzazione di tutti gli strumenti che disciplinano la prestazione di lavoro così come risultanti dall’art. 5, Parte Generale, Sez. 1 (Mobilità interna), dall’art. 5, Parte Generale, Sez. 3 (Turni di lavoro) e dall’art. 6, Parte Speciale, Sez. A e art. 7, Parte Speciale, Sez. C (Lavoro straordinario, notturno e festivo), convengono quanto segue:
- particolari esigenze produttive connesse a caratteristiche del ciclo e a necessità di una più economica utilizzazione degli impianti e della energia;
- punte di lavoro o situazioni particolari connesse con i tempi e le modalità di intervento e di consegna (quali ad esempio: riparazioni su navi in porto capolinea, revisione aeronautica e di linea volo, collaudi, interventi di manutenzione e ripristino, attività di montaggio e avviamento di macchine complesse e di impianti, improvvise variazioni di mercato non programmabili;
- esigenze di prolungamento dell’orario settimanale normale per maggiori carichi di lavoro connessi a fluttuazioni di mercato;
si darà luogo a incontri tra le Direzioni aziendali e le RSA per la tempestiva definizione delle modalità attuative di:
- prestazioni in più turni giornalieri o in nuovi turni di lavoro, nelle ore notturne e nelle giornate di sabato e di domenica;
- istituzione o modifica di turni per brevi periodi e a fronte di particolari esigenze;
- determinazione della durata normale dell’orario di lavoro sulla base di una media plurisettimanale con un massimo di 48 ore settimanali.
Le parti convengono che, al di fuori di quanto già previsto ai commi tredicesimo e quattordicesimo dell’art. 5, Parte Generale, Sez. 3 del CCNL 16 luglio 1979, nei casi concordati di prestazione di lavoro su più turni giornalieri, per i qual non si possa interrompere - a seguito di vincoli tecnologici o di significati vincoli di processo - la fase di lavorazione in corso, le Direzioni aziendali e le RSA definiranno modalità e criteri di cambio turno che assicurino la prosecuzione della prestazione lavorativa da parte dal lavoratore del turno cessante entro il limite massimo delle prime due ore del turno successivo.
Le parti convengono di procedere a far data dalla stipulazione del presente CCNL e comunque entro il primo trimestre 1984 ad incontri a livello aziendale finalizzati a rimuovere quelle situazioni che determinano di fatto una riduzione della durata delle prestazioni lavorative ordinarie.
Più specificatamente, formeranno oggetto di esame, per l’individuazione o attuazione di soluzioni concrete, le situazioni che, anche rispetto alle norme contrattate, determinano riduzioni della durata della prestazione giornaliera - quali, ad esempio, il ritardato inizio o l’anticipata cessazione delle prestazioni, il prolungamento dell’intervallo mensa - e limitazioni della normale attività produttiva.
In questo quadro saranno anche riesaminate eventuali pause derivanti, ad esempio, da normative obsolete, in relazione a oggettive mutate condizioni di riferimento che ne determinino una riduzione di entità o ne rendano superato il mantenimento, e individuati i meccanismi che consentano la regolamentazione e opportune modalità di fruizione dei permessi esistenti a vario titolo.
Le parti convengono inoltre di effettuare, entro il mese di giugno 1984, un incontro a livello nazionale per una verifica in ordine alla concreta applicazione delle norme sulla flessibilità così come previsto ai punti precedenti e di tutti gli strumenti che disciplinano le prestazioni di lavoro.
Verifiche su situazioni aziendali
Le parti convengono di effettuare verifiche nazionali, su richiesta di una di esse, in riferimento a situazioni aziendali specifiche, circa l’attuazione di quanto previsto ai punti precedenti e i connessi problemi organizzativi, anche in relazione alle previste riduzioni di orario.
Ferme le vigenti disposizioni di legge in materia di incentivazione del lavoro, i lavoratori sono retribuiti ad economia o con una delle seguenti altre forme di retribuzione:
c) con altre forme di retribuzione a rendimento determinate in relazione alle possibilità tecniche e all’incremento della produzione.
Art. 10 Indennità di alta e di sottosuolo
Particolari indennità devono essere fissate tra le Delegazioni imprenditoriali e le Organizzazioni sindacali territoriali di categoria competenti per territorio per i lavoratori che esplichino la propria attività in alta montagna (oltre 1.500 mt. di altezza) o nel sottosuolo o che vi siano in trasferta o trasferiti.
Art. 11 Indennità per disagiata sede
Art. 16 Norme speciali
Art. 22 Innovazioni tecnologiche
Nei casi in cui l’attuazione di innovazioni tecnologiche comporti conseguenze rilevanti nell’occupazione o negli orari di lavoro, avrà luogo tempestivamente una comunicazione, resa dall’azienda tramite la propria Associazione sindacale, cui potrà far seguito a richiesta di una delle parti, in ordine alle predette conseguenze, una consultazione tra le stesse a livello nazionale.
Art. 23 Ambiente di lavoro - Igiene e sicurezza
A) Le parti convengono sull’esigenza di procedere a livello nazionale - in relazione all’art. 9 della legge n. 300/1970 per quanto riguarda le Rappresentanze sindacali aziendali nonché al disposto dell’art, 20, ultimo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 - a programmi concordati di indagini sull’ambiente di lavoro volte a salvaguardare la salute e l’integrità psico-fisica dei lavoratori, nelle aree che saranno individuate di comune accordo con i relativi criteri di priorità.
Le indagini verranno effettuate dagli organismi previsti dalla legge n. 833/1978 (unità sanitarie locali, presidi e servizi multizonali ecc.) o da istituti sanitari convenzionati che diano idonee garanzie di poter condurre in proprio i necessari rilievi.
Fino al momento in cui saranno operanti gli organismi sopra citati, le indagini - i cui risultati saranno portati contemporaneamente a conoscenza delle parti ed avranno carattere riservato - potranno essere affidate a Istituti sanitari scelti di comune accordo tra direzione e Rappresentanze sindacali aziendali preferibilmente tra quelli promossi a cura degli Enti locali, ove esistenti, ovvero individuati nell’ambito di una rosa preventivamente concordata di altri Enti o Istituti.
Le indagini ambientali di cui sopra eseguibili con apparecchiature e metodologie semplici potranno essere effettuate da tecnici dell’azienda e da rappresentanti sindacali aziendali dei lavoratori opportunamente addestrati all’uso di dette apparecchiature messe a disposizione dall’azienda.
L’azienda assumerà l’onere relativo alla effettuazione delle indagini ambientali di cui sopra e all’adozione delle misure appropriate per i casi, i modi ed i termini concordati tra le parti.
In relazione a situazioni di rischio di nocività che dovessero risultare dalle indagini ambientali effettuate secondo le procedure dl cui sopra potrà essere concordata, di volta in volta, l’attuazione di accertamenti medici specifici.
Per la scelta degli Enti che effettueranno tali accertamenti si seguirà la procedura prevista dal secondo e terzo comma del presente articolo.
In conformità ai criteri stabiliti dall’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300, vengono istituiti, per concorrere ad una efficace prevenzione e tutela della salute dei lavoratori:
a) il registro dei dati ambientali, tenuto ed aggiornato a cura dell’azienda che ne darà copia alle Rappresentanze sindacali aziendali. In esso verranno annotati i risultati delle rilevazioni periodiche riguardanti i fattori ambientali, fisici e chimici, che possano determinare specifiche situazioni di nocività e le caratteristiche dei relativi reparti e lavorazioni;
b) il registro dei dati biostatistici, tenuto ed aggiornato a cura dell’azienda che ne darà copia alle Rappresentanze sindacali aziendali. In esso saranno annotati i risultati statistici delle assenze per infortunio, malattia professionale e malattia comune;
i registri di cui sopra saranno istituiti, in ogni stabilimento e sede, per ogni area omogenea individuata di comune accordo;
c) il libretto sanitario e di rischio individuale, tenuto ed aggiornato dai competenti servizi aziendali e posto, a richiesta del lavoratore, a sua disposizione. In tale libretto verranno registrati i dati analitici concernenti le visite di assunzione, le visite periodiche compiute dall’azienda per obbligo di legge, le visite mediche compiute a seguito delle indagini concordate, le visite di idoneità compiute da Enti pubblici ai sensi dell’art. 5, terzo comma della legge 20 maggio 1970, n. 300, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Il lavoratore farà redigere dal medico di fiducia ed allegherà al libretto la propria anamnesi lavorativa.
La formulazione di tale libretto verrà definita tra le Rappresentanze sindacali aziendali e la direzione.
I modelli dei registri e del libretto di cui sopra saranno realizzati in conformità a quanto previsto dall’art. 27 della legge n. 833/1978.
Le direzioni aziendali forniranno semestralmente alle Rappresentanze sindacali aziendali, per aree significative, dati complessivi relativi:
- alla frequenza, alla gravità (fino a 3 giorni, oltre 3 giorni), alla causa diretta degli infortuni sul lavoro;
- all’indice delle assenze per infortunio, malattia professionale e malattia comune.
Le aziende comunicheranno inoltre, per quanto a loro conoscenza, il numero degli invalidi per malattie professionali.
Salve le esigenze derivanti dal segreto industriale, l’azienda darà comunicazione alle Rappresentanze sindacali aziendali e curerà la menzione nel registro dei dati ambientali delle sostanze presenti nel ciclo produttivo, delle loro caratteristiche tossicologiche e dei possibili effetti sull’uomo e sull’ambiente.
Le aziende forniranno altresì alle Rappresentanze sindacali aziendali un’informativa generale sull’attività dei servizi sanitari, ove esistenti.
Vengono mantenuti gli accordi aziendali più favorevoli che disciplinano organicamente la materia dell’ambiente di lavoro.
Le parti concordano, ai fini di un opportuno coordinamento:
1) di realizzare, in quanto possibile, l’omogeneizzazione degli strumenti statistici di cui alle precedenti lettere a), b) e c) (soprattutto per quanto concerne i complessi aziendali con più stabilimenti dislocati nel territorio nazionale;
2) di consultarsi tempestivamente, sui problemi emergenti a livello territoriale nelle istanze amministrative competenti.
B) Le aziende manterranno i locali di lavoro in condizioni di salubrità ed in modo da salvaguardare l’incolumità dei lavoratori curando l’igiene, l’areazione, l’illuminazione, la pulizia e, ove possibile, il riscaldamento dei locali stessi, e ciò nei termini di legge; così come nei casi previsti dalla legge, saranno messi a disposizione dei lavoratori i mezzi protettivi (come: occhiali, maschere, zoccoli, guanti, stivali di gomma, indumenti impermeabili ecc.) e saranno osservate le norme circa la consumazione del pasto fuori dagli ambienti che presentano le previste condizioni di nocività.
Le norme sopra richiamate si intendono completate con le altre disposizioni previste dalle vigenti leggi in materia.
Art. 24 Appalti
Per la disciplina degli appalti di opere e servizi si richiamano le norme di legge in materia. Le aziende, peraltro, non affideranno all’interno dei propri stabilimenti od altre unità lavori in appalto relativi ad attività di trasformazione che siano esplicate nelle unità o stabilimenti suddetti, nonché ad attività di manutenzione ordinaria, sia quelle aventi carattere continuativo sia quelle che pur avendo carattere di saltuarietà siano suscettibili di coordinamento nella programmazione consentendo nei diversi successivi interventi manutentivi un carico di lavoro costante.
Le aziende appaltanti devono esigere dalle aziende appaltatrici il rispetto delle norme contrattuali del settore merceologico, a cui appartengono le aziende appaltatrici stesse, e quello di tutte le norme previdenziali e antinfortunistiche.
Date le particolari caratteristiche di settore, la regolamentazione suddetta non troverà applicazione nei confronti delle aziende siderurgiche e navalmeccaniche che abbiano già provveduto a disciplinare la materia con accordi aziendali.
In relazione agli impegni contrattuali, agli appalti in corso e ad obiettive esigenze di carattere tecnico-organizzativo, i tempi per la pratica applicazione di quanto sopra previsto formeranno oggetto di intese a livello aziendale.
Ferma la disciplina di cui al presente articolo le parti convengono sull’opportunità di limitare i lavori in appalto svolti all’interno degli stabilimenti con carattere di continuità - in particolare quelli attinenti al ciclo produttivo e con esclusione delle attività di installazione e montaggi in cantiere - ai casi per i quali le esigenze tecniche, organizzative o gestionali non rendono praticabili soluzioni dirette.
Tali esigenze saranno esaminate a livello sindacale e, in tale quadro, saranno definite, ove necessario, le modalità di salvaguardia della occupazione dei lavoratori della ditta appaltatrice.
Le aziende appaltanti comprese nella sfera di applicazione del presente Contratto sono disponibili ad agevolare l’esercizio dei diritti sindacali dei lavoratori dipendenti da aziende appaltatrici del settore metalmeccanico operanti presso le loro unità produttive, previe intese tra appaltante e appaltatrice.
Sono esclusi dalle limitazioni di cui al primo comma del presente articolo gli appalti relativi a manutenzioni specialistiche a macchine d’ufficio o ad altre apparecchiature, per le quali sia necessaria l’assistenza tecnica delle ditte fornitrici.
Art. 29 Reclami, controversie e procedure generali di conciliazione
Ferme restando le possibilità di accordo diretto tra le parti interessate per eventuali reclami, le controversie individuali e collettive tra aziende e lavoratori saranno risolte possibilmente in prima istanza tra la Direzione e le Rappresentanze sindacali aziendali e, in mancanza di accordo, dalle rispettive competenti Organizzazioni sindacali.
Le controversie collettive non risolte in sede aziendale né in sede territoriale saranno deferite alle Organizzazioni sindacali nazionali. Finché non sia esperito il tentativo di conciliazione in sede nazionale o, comunque, non siano trascorsi 15 giorni dalla data del deferimento della controversia da parte delle Organizzazioni territoriali, non si farà ricorso all’azione diretta.
Art. 30 Comitati tecnici paritetici per cottimi e qualifiche
Sono istituiti in ogni azienda Comitati tecnici paritetici, i cui componenti sono designati dalle rispettive Organizzazioni territoriali fra i dipendenti dell’azienda stessa, con il compito - in presenza di vertenze individuali o plurime per le qualifiche, oppure relative alla materia di cui all’art. 11, punto 31, della Parte Speciale, Sezione C), per i cottimi - di istruire le vertenze stesse, rilevando ed accertando gli elementi di fatto che le caratterizzano sul piano tecnico. È in facoltà di detti Comitati di esprimere un parere sulla soluzione sindacale della vertenza che sarà poi definita nella normale sede sindacale territoriale. In tale sede, nel caso in cui il parere sia stato espresso all’unanimità, la vertenza si considererà definita in senso conforme al parere medesimo, qualora l’Organizzazione sindacale dei lavoratori che ha instaurato la vertenza o l’Organizzazione datoriale non la riassuma entro un termine di dieci giorni a decorrere dalla trasmissione degli atti del Comitato tecnico paritetico alle rispettive Organizzazioni territoriali.
a) che i Comitati tecnici paritetici sono costituiti in via permanente con le designazioni dei loro componenti valide per almeno un anno. Il loro intervento si verifica a seguito della richiesta di una o più delle Organizzazioni sindacali delle parti interessate.
Ciascuna Organizzazione territoriale dei lavoratori designerà oltre al componente titolare anche un supplente, dandone comunicazione all’azienda per il tramite dell’Associazione datoriale;
b) che in particolare, per quanto riguarda le vertenze in materia di qualifiche, al Comitato tecnico paritetico saranno forniti, per le singole fattispecie, dati di fatto inerenti l’inquadramento delle mansioni in rapporto alle declaratorie ed alle esemplificazioni. Fermo restando che l’attribuzione delle qualifiche non può che derivare dalla valutazione delle mansioni secondo i criteri contrattuali, saranno comunicati, nei casi particolari, opportune notizie e chiarimenti in ordine ad eventuali casi analoghi;
c) che il Comitato tecnico paritetico dovrà pronunciarsi entro un termine di dieci giorni a partire dalla data in cui è stato investito della controversia da una delle rispettive Organizzazioni;
d) che per le riunioni dei Comitati tecnici paritetici chiamati ad espletare i loro compiti, sarà messo a disposizione un idoneo locale in azienda.
Inoltre, per quanto attiene ai nuovi sistemi di cottimo, di cui al punto 8 dell’art. 11 della Parte Speciale, Sezione C), ed al VI capoverso delle norme particolari per le linee a catena ed a flusso continuo, il Comitato tecnico paritetico - su richiesta di una delle parti - esamina la comunicazione della Direzione, prima che essa formi oggetto dell’esame congiunto in sede sindacale previsto dal predetto articolo; per quanto concerne, poi, le modifiche parziali dei sistemi di cottimo in atto di cui al punto 9) dell’art. 11 della Parte Speciale, Sezione C) ed al VII capoverso delle norme particolari per le linee a catena ed a flusso continuo, nel corso dell’eventuale esame congiunto previsto dalle citate norme, potrà essere richiesto al Comitato tecnico paritetico, da una delle parti, di accertare elementi di fatto utili ai fini dell’esame predetto.
Il compito del Comitato tecnico paritetico in ordine a quanto previsto al comma precedente dovrà essere assolto entro un termine di 20 giorni a decorrere dalla relativa richiesta.
Le Organizzazioni dei lavoratori dichiarano che ovunque sarà possibile esse si atterranno al criterio di designare il membro supplente tra gli appartenenti a categoria diversa da quella del membro effettivo.
Art. 33 Orario flessibile
Fatto salvo il normale orario giornaliero e settimanale di lavoro e ricorrendo le condizioni tecnico-organizzative, ove non esistano esigenze particolari di presenza contemporanea dei lavoratori interessati per il funzionamento delle attività lavorative, potranno avere luogo incontri, in sede aziendale, per esaminare le possibilità di istituire, in via sperimentale, orari flessibili di entrata ed uscita dal lavoro.
Art. 34 Formazione lavoro
Nel quadro della vigente normativa ed in coerenza alle norme di legge che dovessero essere emanate durante il periodo di vigenza del presente Contratto, ove ricorrano le condizioni tecnico-produttive di funzionalità ed economicità aziendale idonee a favorire l’inserimento al lavoro di giovani in cerca di prima occupazione, le aziende esamineranno l’opportunità di ricorrere a contratti di formazione lavoro.
Si applica ai lavoratori in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge 18 marzo 1926, n. 562 sull’impiego privato.
L’azienda darà preventiva comunicazione, anche in via breve, alle Rappresentanze sindacali aziendali del lavoro straordinario, con esclusione dei casi di forza maggiore e di quelli non preventivabili. Al riguardo potrà aver luogo un esame tra le parti, a richiesta di una delle stesse, da esaurirsi con la tempestività connessa alle singole fattispecie.
Il lavoro straordinario sarà contenuto nei limiti massimi individuali di 2 ore giornaliere, 8 ore settimanali e 120 ore annuali; nondimeno potranno essere richieste prestazioni oltre il suddetto limite annuale, non superando comunque quello di 160 ore annue.
In ogni caso, per le attività di riparazioni navali, aeronautiche ed impiantistiche, nonché per le operazioni di varo e prove di collaudo a mare, il limite massimo annuale di cui al comma precedente è fissato in 130 ore annuali; nondimeno potranno essere richieste prestazioni oltre il suddetto limite di 130 ore, non superando comunque quello di 200 ore annue.
Inoltre, a fronte di esigenze improvvise e non procrastinabili (quali ad esempio: salvaguardia, a fronte di improvvise disfunzioni nel normale ciclo produttivo, della funzionalità degli impianti; situazioni connesse a ritardi o esigenze non preventivate rispetto a importanti commesse e consegne, presentazione del prodotto al cliente), l’azienda potrà comandare prestazioni straordinarie fino ad un massimo individuale di 24 ore all’anno. In tali casi l’azienda fornirà successivamente alle RSA, nei tempi tecnici possibili e comunque entro una settimana, le informazioni relative.
Ai fini del computo dei limiti giornalieri, settimanali e annuali per il lavoro straordinario, non sono da considerare le ore di prestazione effettuate oltre l’orario normale con riposo compensativo programmato, nell’ambito di una media plurisettimanale concordata, in relazione alle esigenze tecnico-produttive dell’azienda.
Le operazioni di varo, prove a mare, consegna, collaudi e revisioni aeronautiche non ricorrenti, richieste a compensativo nella giornata di sabato per attività navali, aeronautiche e di non rinviabili riparazioni impiantistiche a seguito di eventi imprevisti, non saranno conteggiate nei limiti individuali di prestazione straordinaria di cui al presente Contratto.
Il lavoratore potrà usufruire di riposi non retribuiti in misura corrispondente alle ore di straordinario effettuate, rispettivamente, oltre la 120a di cui al quarto comma o la 130a di cui al quinto comma del presente articolo. Tali riposi saranno usufruiti entro l’anno in misura non inferiore a una giornata e tenendo conto delle esigenze tecniche e produttive dell’azienda.
Restano ferme le disposizioni di legge circa il divieto di adibire a lavoro notturno i minori.
Specifiche modalità di utilizzazione nel lavoro notturno di personale femminile, potranno essere definite in sede aziendale a norma di quanto previsto dall’art. 5 della legge 9 dicembre 1977, n. 903.
Nessun lavoratore può rifiutarsi, salvo giustificato motivo, di compiere lavoro notturno e festivo nei limiti previsti dalla legge e lavoro straordinario nei limiti massimi previsti dal quarto, quinto e sesto comma del presente articolo.
Nota a verbale al sesto comma
In relazione ai diversi limiti massimi annuali di lavoro straordinario previsti dal Contratto per le aziende a partecipazione statale rispetto agli altri Contratti per l’industria metalmeccanica, la quantità di prestazioni straordinarie di cui al sesto comma del presente articolo, per l’attuale vigenza contrattuale, si intende aggiuntiva ai limiti massimi individuali di 120 ore annuali e di 130 ore annuali, previsti rispettivamente ai precedenti quarto e quinto comma.
Il lavoratore pertanto potrà usufruire, secondo le modalità previste al nono comma del presente articolo, di riposi non retribuiti in misura corrispondente alle ore di straordinario effettuate, rispettivamente oltre la 144a ora di cui al quarto comma o oltre la 154a ora di cui al quinto comma.
Non è ammessa la rinuncia sia tacita che esplicita al godimento annuale delle ferie. Ove, per cause dovute a imprescindibili esigenze di lavoro dell’azienda ed in via del tutto eccezionale, il lavoratore non fruisca delle giornate di ferie oltre le tre settimane, è ammessa la sostituzione del godimento delle ferie con una indennità pari alla retribuzione globale di fatto dovuta per le giornate di ferie non godute.
Art. 17 Trattamento in caso di gravidanza e puerperio
In tale caso, alla lavoratrice assente, nei due mesi prima del parto e nei tre mesi ad esso successivi, sarà corrisposta una integrazione del trattamento complessivamente erogato dall’Ente mutualistico fino a raggiungere un ammontare pari alla intera retribuzione globale.
Si applica ai lavoratori di cui all’Accordo del 23 ottobre 1973.
Per quanto riguarda i recuperi delle ore perdute per cause di forza maggiore e per le interruzioni di lavoro concordate tra le Organizzazioni sindacali o tra le parti interessate si conviene di non modificare la situazione in atto presso le singole aziende.
Per i seguenti istituti si intendono riportate le norme contenute nei rispettivi articoli della Sezione A) della presente Parte Speciale:
Cumulo di mansioni
Trattamento in caso di malattia e infortunio
Trattamento in caso di gravidanza e puerperio
Trasferte Art. 5
Per i seguenti istituti si intendono riportate le norme contenute nei rispettivi articoli della Sezione C) della presente Parte Speciale:
Passaggio temporaneo di mansioni
Consegna e conservazione utensili e materiali Art. 9
Art. 11 Clausola di rinvio
Per quanto non contemplato nella presente Sezione B) si rinvia alle disposizioni normative della precedente Sezione A) della Parte Speciale, in quanto applicabili e senza pregiudizio dello stato giuridico dei lavoratori di cui alla presente Sezione B).
Si applica ai lavoratori che non hanno né i requisiti di cui alla Sezione A) né le caratteristiche previste dall’Accordo di cui è menzione alla Sezione B).
Art. 5 Recuperi
Fermo restando quanto previsto dall’art. 3 (Sospensione e interruzione del lavoro) della presente Sezione, è ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordate fra le Organizzazioni sindacali periferiche o tra la Direzione e la Rappresentanza sindacale aziendale o anche, per casi individuali, fra le parti interessate, purché il recupero stesso sia contenuto nel limite di un’ora ai giorno e si effettui entro i 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
Art. 7 Lavoro straordinario, notturno e festivo
Nessun lavoratore può rifiutarsi, salvo giustificato motivo, di compiere il lavoro festivo nei limiti previsti dalla legge e lavoro straordinario nei limiti massimi previsti dal quarto, quinto e sesto comma del presente articolo.
Il lavoratore pertanto potrà usufruire, secondo le modalità previste al nono comma del presente articolo, di riposi non retribuiti in misura corrispondente alle ore di straordinario effettuate, rispettivamente, oltre la 144a ora di cui al quarto comma o oltre la 154a ora di cui al quinto comma.
Art. 10 Indennità per lavori che si svolgono in condizioni di particolare disagio
Le parti, considerata la varietà di situazioni esistenti in materia, convengono di dar luogo alla costituzione di Commissioni tecniche a livello di settore le quali provvedano all’accertamento e, avendo presente l’esigenza di non determinare ulteriori oneri, al coordinamento delle situazioni in atto nelle aziende per le lavorazioni che si svolgono in condizioni di particolare disagio.
Nel caso in cui vengano poste in atto nuove attività, vale a dire nuovi stabilimenti o nuovi reparti di lavorazione, e che insorgano contestazioni in ordine alle condizioni di particolare disagio in cui ivi si svolgono le lavorazioni, le contestazioni stesse saranno portate all’esame di una Commissione tecnica di settore per un accertamento e la conseguente formulazione di suggerimenti relativi.
1) Nei casi in cui, allo scopo di conseguire l’incremento della produzione, la valutazione della prestazione del lavoratore o di una squadra di lavoratori sia fatta in base al risultato delle misurazioni o della stima dei tempi di lavorazione oppure la prestazione sia vincolata alla osservanza di un determinato ritmo produttivo in conseguenza dell’organizzazione del lavoro o anche sia richiesta la realizzazione di un risultato produttivo predeterminato superiore a quello conseguibile attraverso il lavoro ad economia, il lavoratore o la squadra di lavoratori dovranno essere retribuiti a cottimo o con altre forme di retribuzione a rendimento (come nel caso di linee a catena e di linee a flusso continuo) soggette alla disciplina del lavoro a cottimo, in quanto tecnicamente applicabile.
5) L’azienda, tramite la sua Associazione sindacale, porta a conoscenza dei Sindacati territoriali dei lavoratori i criteri generali dei sistemi di cottimo in vigore per quanto riguarda:
a) la determinazione dei tempi di lavorazione comunicando, ove tecnicamente possibile, come nel caso di sistemi analitici:
- metodi di rilevazione dei tempi;
- coefficienti di maggiorazione;
6) Per quanto concerne i sistemi di cottimo in atto, per i quali la comunicazione di cui al quinto comma ha finalità informativa, sono ammesse solo contestazioni di carattere applicativo alle condizioni e secondo la procedura di cui al trentunesimo comma e seguenti.
7) Qualora si determinino situazioni di contestazione che in via del tutto particolare investano aspetti che possano far ritenere fondato un riferimento al sistema in atto, si potrà dar corso in sede nazionale ad un incontro tra le Organizzazioni stipulanti ai fini di un obiettivo esame delle contestazioni stesse.
8) In caso di introduzione di nuovi sistemi, invece, alla comunicazione potrà seguire, a richiesta, un esame congiunto tra l’azienda rappresentata o assistita dalla sua Associazione sindacale e i Sindacati territoriali dei lavoratori in ordine ai punti oggetto della comunicazione.
9) Ad un esame congiunto si potrà far luogo, a richiesta, anche nel caso di modifica parziale del sistema di cottimo in atto, gli estremi della quale ricorrono quando almeno uno dei criteri di cui al precedente quinto comma sia stato modificato in senso generale o la modificazione assuma comunque rilevanti dimensioni.
10) I lavoratori che lavorano a cottimo dovranno essere messi a conoscenza, all’inizio del lavoro, per iscritto - o per affissione nei reparti in cui lavorano quando si tratta di cottimi di squadra o collettivi - del lavoro da eseguire e della corrispondente tariffa di cottimo (a tempo o a prezzo) nonché di ogni elemento necessario per il computo dell’utile di cottimo stesso.
17) Le tariffe stabilite potranno essere variate allorché sia superato il periodo di assestamento solo nei caso in cui vengano apportate modifiche tecniche od organizzative nelle condizioni di esecuzione del lavoro.
30) Qualora trasformazioni della situazione tecnica od organizzativa della produzione richiedessero modificazioni nei criteri di attribuzione delle misure di partecipazione al cottimo, le stesse saranno concordate in sede aziendale secondo la procedura prevista al punto n. 2 del titolo "Articolazione della contrattazione collettiva" delle norme generali del presente Contratto.
31) I reclami riguardanti l’applicazione delle norme del presente articolo e in particolare quelli relativi:
b) alle tariffe in assestamento, anche in caso di modifiche tecniche od organizzative nelle condizioni di esecuzione del lavoro, circa la rispondenza delle variazioni delle tariffe alle variazioni di tempo in più o in meno determinate dalle modifiche suddette;
c) alle variazioni contingenti nelle condizioni di esecuzione del lavoro di cui al ventesimo comma;
32) Nel caso in cui il lavoratore non ritenga soddisfacente l’esito potrà avanzare reclamo scritto alla Direzione tramite le Rappresentanze sindacali aziendali perché venga esperito il tentativo di conciliazione.
33) Tale tentativo dovrà esaurirsi entro il più breve tempo possibile e comunque non oltre 7 giorni lavorativi.
34) Nel caso di mancato accordo la controversia verrà esaminata entro i 15 giorni successivi in sede sindacale tra la Direzione ed il lavoratore entrambi assistiti dalle Organizzazioni sindacali territoriali cui appartengono o comunque conferiscono mandato.
Norme particolari per le linee a catena e a flusso continuo
Si considerano linee a catena le linee di produzione di serie costituite da una successione di posti di lavoro (stazioni) su ciascuno dei quali si effettua sempre la stessa operazione tecnologica operando su una serie di gruppi di parti staccate di un prodotto finale che si spostano lungo la linea a mezzo di sistema meccanico a velocità uniforme o a scatti e nelle quali la quantità di produzione giornaliera e i tempi sono predeterminati.
Il tempo a disposizione di ciascun posto per eseguire il lavoro assegnato è rigidamente costante per tutto il turno di lavoro ed uguale alla "cadenza" cioè al tempo di spostamento del prodotto da una stazione alla successiva.
Si considerano linee a flusso continuo le linee di produzione di serie, costituite da un insieme di posti di lavoro su ciascuno dei quali si effettua sempre la stessa operazione tecnologica secondo una successione prestabilita, e in ciascuno dei quali la quantità e il tipo di produzione giornalieri richiesti, individuali e di squadra, sono sempre costanti e non modificabili dall’attività del lavoratore.
Il tempo a disposizione di ciascun posto per eseguire il lavoro richiesto è fisso pur potendo variare da un posto all’altro, a seconda dell’operazione tecnologica da compiere; il prodotto si sposta lungo la linea con possibilità di formare depositi tra un posto e l’altro.
Le aziende, in relazione al sistema di lavorazione adottato (a catena o a flusso continuo) ed alle caratteristiche tecnico-organizzative delle lavorazioni stesse, comunicheranno alle Organizzazioni sindacali, in quanto in atto:
- la percentuale dei lavoratori (battipaglia o rimpiazzi) per temporanee sostituzioni degli addetti che si assentano per bisogni fisiologici salvo che a tale esigenza non si sia provveduto in relazione alla situazione tecnica in sede di determinazione dei tempi;
- l’ammontare di un’indennità particolare.
La comunicazione di cui sopra verrà effettuata agli stessi fini e con le procedure previste al quinto comma e seguenti del presente articolo.
In caso di aziende che introducano per la prima volta il sistema di lavorazione con linee a catena o a flusso continuo, alla prevista comunicazione seguirà, a richiesta, un esame congiunto.
Ad un esame congiunto si potrà far luogo, a richiesta, anche nel caso di modifica parziale del sistema in atto, gli estremi della quale ricorrono quando almeno uno degli elementi di cui al quinto comma delle presenti norme particolari per le linee a catena e a flusso continuo sia stato modificato in senso generale o la modificazione assuma comunque rilevanti dimensioni.
La percentuale di guadagno per ciascuna linea a catena o a flusso continuo è commisurata al livello di prestazione corrispondente al tempo assegnato.
Nelle linee a catena o a flusso continuo le variazioni di cadenza che lasciano inalterato il tempo globale assegnato non determinano variazioni retributive anche se implicano variazioni del livello medio di saturazione nei limiti previsti.
Per quanto concerne le controversie, ivi comprese quelle relative alle variazioni di ritmo, di cadenza e di saturazione, si seguirà la procedura prevista al trentunesimo comma e seguenti del presente articolo.
Con riferimento alle norme particolari previste per le linee a catena e a flusso continuo, le Organizzazioni sindacali stipulanti si danno atto che, in relazione alla situazione esistente tra le aziende rappresentate dalla Intersind e dall’Asap, sistemi di lavorazione tipicamente a catena o a flusso continuo - ai quali sono applicabili le presenti norme - ricorrono per le caratteristiche peculiari proprie di tali sistemi solo in aziende dei settori auto-aviomotoristico ed elettromeccanico ed elettronico.
Qualora anche in altri settori dovessero essere introdotti tali caratteristici sistemi di lavorazione le parti s’incontreranno per accertarne la rispondenza ai fini dell’applicabilità delle presenti norme.
Non è ammessa la rinuncia sia tacita che esplicita al godimento annuale delle ferie. Ove, per cause dovute ad imprescindibili esigenze del lavoro dell’azienda ed in via del tutto eccezionale, il lavoratore non fruisca delle giornate di ferie oltre le tre settimane, è ammessa la sostituzione del godimento delle ferie con una indennità pari alla retribuzione globale di fatto dovuta per le giornate di ferie non godute.
Per la tutela delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza e puerperio si fa riferimento alle vigenti disposizioni di legge in materia.
Art. 23 Disciplina aziendale
Il lavoratore, nell’ambito del rapporto di lavoro, dipende dai superiori, come previsto dall’organizzazione aziendale. Egli deve conservare rapporti di educazione verso i compagni di lavoro e di subordinazione verso i superiori.
L’azienda avrà cura di mettere i lavoratori in condizioni di evitare possibili equivoci circa le persone alle quali, oltre che al superiore diretto, ciascun lavoratore è tenuto a rivolgersi in caso di necessità e delle quali è tenuto ad osservare le disposizioni. Inoltre dovrà rendere noti i nominativi e le mansioni specifiche del personale addetto alla vigilanza dell’attività lavorativa.
Art. 27 Consegne e conservazione utensili e materiali
Per provvedersi degli utensili e del materiale occorrente il lavoratore deve farne richiesta al suo superiore diretto.
Il lavoratore deve essere messo in grado di conservare quanto consegnatogli, in caso contrario ha diritto di declinare la propria responsabilità informandone tempestivamente, però, la Direzione.
Al sabato, per i lavoratori non addetti a lavorazioni a ciclo continuo, il lavoro verrà sospeso prima dell’ora di cessazione per un adeguato intervallo di tempo fissato dalla Direzione al fine di permettere al lavoratore di fare completa pulizia alla macchina e al posto di lavoro.
Art. 32 Sostituzione di personale di squadra assente negli stabilimenti siderurgici
L’eccezionale impossibilità di cui al secondo comma del presente art. 32 non può protrarsi, per lo stesso lavoratore, oltre il giorno di lavoro in cui si verifica l’assenza.
Allo scopo di pervenire, entro il 1 marzo 1978, alla soppressione dell’istituto della suddivisione del guadagno dell’assente di cui al presente articolo, verranno concordate a livello aziendale, nell’intento di garantire la continuità della lavorazione e i livelli produttivi, le misure necessarie per assicurare la copertura di assenze di personale nelle squadre di produzione (laminatoi, forni, fucinatura) mediante la determinazione del personale di rimpiazzo ordinariamente occorrente e prevedendo il ricorso, in via subordinata, alla mobilità temporanea in scalata o in orizzontale, e ferma restando l’applicazione delle norme di cui ai commi tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo dell’art. 5 (Orario di lavoro) della Parte Generale, Sezione 3 del presente Contratto.
Verranno altresì concordate a livello aziendale, per i casi eccezionali in cui la copertura di assenze con i mezzi sopra indicati non si renda possibile, norme che disciplinino, previa individuazione delle attività nelle quali è possibile lavorare con squadre ridotte, la marcia da seguire quando la riduzione del personale presente in squadra scenda al di sotto di limiti preventivamente concordati.
Art. 33 Addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia
1) Si considerano rientranti fra detti lavoratori esclusivamente i seguenti: autisti, motoscafisti, infermieri, addetti alle cabine di produzione e di trasformazione dell’energia elettrica che sono esterne allo stabilimento, addetti al servizio estinzione incendi, fattorini, uscieri, inservienti, custodi, portieri, guardiani diurni e notturni.
2) I lavoratori addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia possono essere assunti per un orario di lavoro normale settimanale di 40, 44 o 48 ore.
Per i lavoratori discontinui già assunti per un orario giornaliero di 9 ore, l’orario normale settimanale rimane fissato in 44 ore.
Per i lavoratori discontinui già assunti per un orario giornaliero di 8 ore, l’orario normale settimanale rimane fissato in 40 ore.
Art. 35 Apprendistato
In occasione dell’Accordo di rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro 20 novembre 1982 le parti hanno convenuto:
- che, in considerazione delle particolari caratteristiche degli altiforni (con speciale riguardo per quelli progettati per le più avanzate tecniche di conduzione), si addiverrà in sede aziendale ad opportune regolamentazioni intese ad evitare, in occasione di astensioni dal lavoro, situazioni di pericolo o di danno che possano compromettere l’incolumità delle persone o l’integrità degli impianti;
- per impianti anche di altri settori che presentino analoghe particolari caratteristiche e che siano preventivamente e concordemente individuati, su richiesta dell’azienda, da parte delle Organizzazioni nazionali, potranno essere raggiunte rispondenti regolamentazioni a livello provinciale.
Addì 20 aprile 1983, in Roma tra l’Associazione Sindacale Intersind; l’Associazione Sindacale per le Aziende Petrolchimiche e collegate a partecipazione statale - Asap -; e la Federazione Lavoratori Metalmeccanici (Flm) che riunisce le Organizzazioni Sindacali Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil; assistita dalla Segreteria della Federazione Cgil-Cisl-Uil, si è convenuto quanto segue.
La disciplina dell’apprendistato nelle Aziende metalmeccaniche a partecipazione statale è regolata dalle norme di legge, dal relativo regolamento e dalle disposizioni del presente Contratto.
Per quanto non è contemplato dalle disposizioni di legge e dal presente Contratto, valgano per gli apprendisti le norme del CCNL 20 aprile 1983.
Oltre alle normali registrazioni sui libretto di lavoro, all’apprendista sarà rilasciato dall’azienda, in caso di risoluzione del rapporto, un documento che attesti i periodi di tirocinio già compiuti e le attività per le quali sono stati effettuati.
Gli apprendisti saranno inquadrati nella 3a categoria professionale alla scadenza dei periodi di tirocinio indicati nella tabella che segue.
A) Scuola d'obbligo + diploma di istituto professionale specifico 3 mesi 3 mesi 3 mesi 3 mesi
B) Scuola d'obbligo + corso generico di formazione professionale 12 mesi 12 mesi 12 mesi 12 mesi 12 mesi
C) Scuola elementare + licenza di scuola media unificata 20 mesi 18 mesi 18 mesi 18 mesi 18 mesi
L’apprendista non potrà essere adibito a lavorazioni retribuite a cottimo o ad incentivo né a lavori di manovalanza o di produzione in serie.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 7

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 15

Art. 16

Art. 18

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 37

Art. 1

Art. 2

Art. 7

Art. 8

Art. 11
 Art. 12

Art. 15

Art. 19

Art. 20

Art. 23

Art. 24

Art. 2

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 10

Art. 11

Art. 2

Art. 4

Art. 5

Art. 10

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

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Art. 32

Art. 33

Art. 35

Art. 36

Art. 2

Art. 3

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Art. 6

Art. 7

Art. 2

Art. 3
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Art. 23

Art. 24

Art. 29

Art. 30

Art. 33

Art. 34

Art. 17
 Art. 5
 Art. 9

Art. 11

Art. 5

Art. 7

Art. 10

Art. 23

Art. 27

Art. 32
 art. 32

Art. 33

Art. 35