Source: http://controcorrente.ilcannocchiale.it/?yy=2008&mm=10
Timestamp: 2020-01-25 15:18:45+00:00

Document:
Gli operai dell’Enel mandano a quel paese i "salvatori" del paesaggio di Greenpeace
Dategli un ecomostro e lui ve lo scalerà. è l’attivista di Greenpeace, l’uomo che non accetta che si gettino cartacce in giro per il mondo. Si occupa degli starnuti dell’orso polare e delle emorroidi della zanzara dell’Amazzonia, delle ciminiere sparafumi e delle centrali nucleari spargiscorie. L’attivista di Greenpeace è sempre fotocameramunito, pronto, ogni volta che si fa sera, a dire: «è stata dura, ma anche oggi ho salvato la Terra. E sono col mio profilo migliore sul tg delle venti». Però è accaduto che a Genova, la mattina dopo aver calato dal tetto delle centrale dell’Enel gli striscioni “Enel chiudi la centrale”, “Enel clima killer”, “Enel quit coal”, l’attivista di Greenpeace è stato sorpreso da una realtà più forte delle sue buone intenzioni. Gli operai dell’Enel, infatti, hanno nascosto i suddetti striscioni con altrettante lenzuola recanti le scritte: “Basta ecoballe”, “Quit Greenpeace”, “Andate a lavorare”. «Quello di Greenpeace è un pregiudizio. Si muovono su basi ideologiche – ha detto uno dei capisezione dell’impianto –. La nostra centrale è sicura e perfettamente in regola. E dà lavoro a 120 persone». Gli operai – non i padroni delle multinazionali, non i manager superpagati, non i politici di centrodestra – sono loro che hanno mandato a quel paese i salvatori del paesaggio. Così l’attivista professionista s’è ritrovato precario e disoccupato, senza più nemmeno un comignolo da scalare. Se si estinguerà prima del panda, giuriamo che per la gioia andremo noi a soffiargli il naso all’orso polare.
permalink | inviato da Controcorrente il 31/10/2008 alle 23:26 |
Il video del veterano che imbarazza Obama
http://www.ilgiornale.it/video.pic1?ID=Dear%20Mr.%20Obama
Il video del soldato che spaventa Obama
Il 70% degli elettori è focalizzato sull’economia. Ma un giovane reduce dell’Iraq è riuscito a spostare l'attenzione con un video su YouTube
Per settimane John McCain ha cercato spunti per spostare il dibattito elettorale dall’economia ai temi della sicurezza nazionale, sui quali è molto più ferrato di Barac Obama. Inutilmente: il 70 per cento degli elettori è focalizzato sull’economia, azzoppata dalla crisi finanziaria. Ma a quattro giorni dal voto, un giovane reduce dell’Iraq è riuscito nell’impresa, diffondendo su You Tube un video (guarda) che è risultato il più visto tra quelli dedicati alle presidenziali americane: oltre undici milioni di contatti. La Bbc lo ha definito «breve, semplice e potentissimo».
Nel filmato si presenta come un veterano della guerra che dopo aver trascorso un anno a Bagdad si è convinto che gli iracheni «sono come noi: vogliono vivere in un mondo sicuro, liberi dal terrorismo e dalla paura, liberi di crescere i propri figli e di perseguire il benessere». «Caro signor Obama, gli iracheni stanno meglio rispetto al 2002? Può scommetterci». E ancora: «Ho visto molti iracheni perdere la vita, ma sono morti per una giusta causa non per un errore. Caro Obama, quando dici che quella guerra fu uno sbaglio disonori chi l’ha combattuta» .
E nel rivendicare il suo orgoglio per aver partecipato a quella missione dichiara il suo sostegno a John McCain «perché a sua volta ha sopportato sacrifici enormi nel sostenere la libertà e capisce una verità fondamentale ovvero che vale sempre la pena pagare il prezzo della libertà». Poi il giovane, di cui non si sa il nome, si volta e si allontana, l’immagine resta ferma ma si vede che cammina grazie a una protesi al posto della gamba sinistra. Toccante: undici milioni di contatti sono tantissimi. Non si sa se il video sia genuino o se sia stato inventato da qualche spin doctor, ma fa effetto e certo dà una mano a McCain. Chissà quani voti in più gli porterà martedì prossimo…
permalink | inviato da Controcorrente il 31/10/2008 alle 19:37 |
La decisione della Cassazione: legittimo licenziare un dipendente che si fa timbrare il cartellino da un collega perché questo comportamento lede il "vicolo fiduciario" che intercorre con il datore di lavoro
Cartellino timbrato dal collega: licenziato
Roma - Per la Cassazione è legittimo licenziare un dipendente che si fa timbrare il cartellino marcatempo da un collega, perché questo comportamento lede il "vicolo fiduciario" che intercorre con il datore di lavoro.
La decisione della Cassazione Così la Suprema corte (sentenza n. 26239 della sezione lavoro) ha confermato il licenziamento disciplinare nei confronti di una impiegata di una casa di cura privata torinese, Cristina C., che si faceva timbrare il badge da Gisella, un’altra dipendente di "Villa Iris". Sia in primo che in secondo grado, i giudici di Torino, con verdetto del 15 maggio 2003 e del 18 luglio 2005, avevano respinto il reclamo di Cristina, che riteneva sproporzionata la sanzione della perdita del posto di lavoro.
Il caso Ora anche i giudici della Cassazione hanno bocciato il reclamo della lavoratrice, che sosteneva che il suo comportamento poteva essere punito con una sanzione minore, rispondendole che, a prescindere dal danno patrimoniale causato o meno a "Villa Iris", con la falsa timbratura, si era comunque rotto il "vincolo fiduciario" e la "punizione" adottata era "congrua a fronte della gravità dell’addebito".
permalink | inviato da Controcorrente il 31/10/2008 alle 19:30 |
Forlì: i giovani di Forza Ilia-Pdl scendono in campo pro-Gelmini
FORLI' - Strenua difesa del Decreto Gelmini, ormai diventato legge da mercoledì 29 ottobre, da parte dei Giovani per la libertà- Forza Italia-Pdl di Forlì e accuse contro occupazioni e manifestazioni studentesche. "Si tratta di una strumentalizzazione del decreto da parte della sinistra - afferma Riccardo Cappelli, commissario provinciale Forza Italia Giovani - è scandaloso che il Sindaco si sia permesso di scendere in piazza, tra gli studenti, a fare la sindacalista".
Si parla di falsità strumentalizzate dalla sinistra e di disinformazione dei manifestanti: "Non è vero che spariscono i maestri di sostegno e le scuole di montagna, non ci saranno licenziamenti, ma un blocco delle assunzioni - continua Cappelli - si tratta di liberare risorse per migliorare il sistema scolastico, processo già cominciato dal Governo Prodi".
A questo proposito viene citato il Quaderno bianco 2007,
firmato dagli allora ministri Fioroni e Padoa-Schioppa, dove si legge: "Gli studenti italiani hanno un significativo ritardo nei livelli sia di conoscenza, sia di competenza. Il rapporto insegnati per 100 studenti è decisamente più alto che negli altri paesi Ocse, in tale ambito si è già provveduto ad un primo contenimento del numero delle ore curricolari degli studenti degli istituti professionali".
"Il Pd - attacca Davide Minutillo, vicecommissario provinciale per Forlì - sta strumentalizzando le manifestazioni studentesche, dovrebbe capire che la scuola pubblica è malata. Chiediamo che si smetta con manifestazioni ed occupazioni".
"La Maggioranza degli studenti vuole studiare - fa eco Carlo Malferrari, presidente provinciale di Azione giovani - l'occupazione di un luogo pubblico è un reato e come tale va punito. Dietro queste contestazioni ci sono la Cgil, il partito comunista dei lavoratori, il partito marxista-leninista e gli studenti universitari dovrebbero sapere che protestando fanno gli interessi di chi non vuole perdere i propri privilegi".
permalink | inviato da Controcorrente il 31/10/2008 alle 13:35 |
Ho paura di Barack Hussein Obama e il colore della pelle non c'entra ...
Ho paura di Obama e il colore della pelle non c'entra proprio niente.
Le presidenziali degli Stati Uniti ci riguardano e come. Quando cade un vaso a Washington, il rumore ed i cocci giungono sino a noi. Se, poi, è Wall Street a perdere la brocca, allora sono cavoli nostri, perché al di là dell'Atlantico possiedono la mirabile abilità di redistribuire sugli alleati perdite e quant'altre sciagure scaturite dalle loro creatività finanziarie.
Obama il «nero» d'America non vuol sentire la parola vittoria
La progressiva svalutazione del biglietto verde, giunto poco fa quasi sulla soglia di due dollari per un euro, serviva a farci ampiamente e in eccesso concorrere - ed è stato giusto - alle spese militari che gli Usa sostengono nella difesa dell'ordine pubblico mondiale, in specie contro Al Qaeda e il terrorismo.
Personalmente pendo per John McCain, in nome della continuità della politica estera americana, ma soprattutto perché considero Obama pericoloso per se stesso, per gli altri di casa sua e per il resto del mondo, a cominciare dalla vecchia cara Europa e lo Stato di Israele.
Israele, lo ribadisco per chi non l'abbia ancora messo a fuoco, è l'avamposto dell'Occidente in un territorio ostile e difficile, dove terroristi, fondamentalisti, forsennati e guerrafondai conservano una forte potenzialità persuasiva sulle popolazioni islamiche.
Coloro che invocano la distruzione di tale Fort Alamo - e non mi riferisco soltanto al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, che, appena eletto il 24 giugno 2005, mi vanto d'aver, primo in Italia, paragonato a Hitler - non hanno in mente di spazzar via, selettivamente, soltanto la res publica del popolo di Mosè, bensì - secondo l'imperativo categorico predicato da tutti gli interpreti ufficiali del Corano - di ripartire da lì, per sradicare l'humus valoriale della cultura giudaico-cristiana e convertire all'Islam, con i mezzi commisurati al fine, cioè con la forza, tutti noi europei.
A Barak Obama è sfuggita in tv l'espressione: «… my Muslim faith, la mia religione musulmana»; una gaffe, certo, e, tuttavia, inquietante più di un lapsus freudiano.
D'altro canto, il leader democratico è stato educato da cattivi maestri ferocemente antisemiti ed anti-americani: dopo le torri gemelle, il suo massimo pedagogo, Jeremiah A. Wright Jr, esultò, affermando: «L'America ha ciò che si merita… Israele è una parola sporca, un Paese razzista, responsabile dell'11 settembre per condizionare il conflitto israelo-palestinese». Sull'Aids, inoltre, blaterò che era Bush a spargerlo per eliminare i neri.
Non a caso, dunque, Obama dimostra un'attenzione particolare per gli afroamericani di fede islamica, nonché l'implicita e, talora, esplicita disponibilità a «dialogare» con tutti i nemici acerrimi dei nostri modelli istituzionali ed esistenziali.
Da presidente, Obama non dovrà neppure esporsi in maniera conclamata a favore del mondo musulmano.
Gli basterebbe - e questo prevedo che farà - un atteggiamento, per così dire, equidistante, decidendo, in qualità di super partes, l'interruzione graduale del sostegno politico, morale e militare all'unica liberaldemocrazia del Medio Oriente.
Quanto tempo potrà resistere Israele abbandonata al suo destino dalla Casa Bianca?
Con Obama al timone, usque tandem reggerà il sogno realizzato del sionismo?
Tanto la UE continuerà a finanziare i nemici di Israele, pur sapendo perfettamente che questi denari non potranno incidere sulla qualità della vita delle popolazioni arabe, dato che da sempre finiscono o nei conti esteri della nomenklatura o in armi, esplosivi e indennizzi alle famiglie dei kamikaze.
Del pericolo mortale - questo è lo scandalo - non si avvedono certi ricchissimi israeliti di New York e di Hollywood, i quali, anzi, stravedono per Obama, appoggiandolo in maniera acritica e intollerante.
Nulla di nuovo, purtroppo, visto che negli anni 1937-1939, molti intellettuali imbecilli statunitensi, tra i quali Max Lerner , si batterono non a difesa degli israeliti sovietici massacrati dall'Nkvd, bensì contro i liberali americani, che già allora osavano denunciare gli orrori dello stalinismo.
Obama, votato dai Lerner comunisteggianti di oggi, è una mina vagante contro la civiltà giudaico-cristiana.
http://iltempo.ilsole24ore.com:80/interni_esteri/2008/10/31/946056-paura_obama_colore_della_pelle_entra.shtml
permalink | inviato da Controcorrente il 31/10/2008 alle 9:7 |
permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2008 alle 23:12 | commenti (0) |
Cisl, Uil, Ugl e Confsal hanno firmato il protocollo d'intesa proposto dal Governo per il rinnovo del contratto del pubblico impiego relativo al biennio 2008-2009.
Roma, 30 ott. (Apcom) - Cisl, Uil, Ugl e Confsal hanno firmato il protocollo d'intesa proposto dal Governo per il rinnovo del contratto del pubblico impiego relativo al biennio 2008-2009. Lo rendono noto fonti sindacali presenti alla riunione a Palazzo Chigi. La Cgil, precisano le stesse fonti, non ha invece firmato confermando così il giudizio negativo. Gli aumenti in busta paga per i ministeriali sono pari a 70 euro lordi al mese.
L'ultimo sciopero unitario
Da oggi i sindacati tornano a dividersi su tutto, per l’azzardo antiriformista
Lo sciopero della scuola probabilmente sarà per un certo periodo l’ultima esperienza di iniziativa sindacale unitaria di rilievo in Italia. La Cgil e gli altri sindacati che l’hanno promosso, infatti, perseguono strategie profondamente diverse, nelle quali vorrebbero ambedue collocare anche le rivendicazioni del maggiore comparto del pubblico impiego, appunto quello della scuola. La visione della Cgil, oggi egemonizzata dall’inedita alleanza tra la corporazione dei pubblici dipendenti e l’ala dura dei metalmeccanici, ha necessariamente un’impostazione antiriformista. L’antiriformismo infatti è il terreno, l’unico, sul quale possono convivere le resistenze conservatrici con le aspirazioni antagonistiche. Dallo stesso compromesso antiriformista al potere in Cgil nascono le decisioni di autoesclusione dalla trattativa sulla riforma del sistema contrattuale e dall’accordo contrattuale per i dipendenti dei ministeri.
Le altre confederazioni, Cisl, Uil e Ugl, che invece hanno sottoscritto o si apprestano a sottoscrivere quegli accordi, puntano a inserire le rivendicazioni della scuola nel sistema di relazioni che si dovrebbe sviluppare sul terreno riformistico. Chiederanno al governo di trovare qualche soluzione anche per i dipendenti della scuola, in modo da non rendere troppo ardua la costruzione di un clima nuovo di relazioni sociali, e probabilmente otterrano qualche miglioramento, che peraltro non sarà mai considerato sufficiente dall’altra ala, quella che utilizza l’agitazione sindacale per impedire le riforme, non per tutelare i lavoratori dagli eventuali effetti penalizzanti.
Naturalmente se la tendenziale separazione tra il fronte del rifiuto e quella della collaborazione critica si realizzerà effettivamente dipende anche dalle controparti private e pubbliche. Il nuovo sistema contrattuale privato reggerà se permetterà di pagare di più e meglio chi lavora di più e meglio, la riforma della pubblica amministrazione avrà successo se renderà più efficiente e meno ostile la burocrazia. Si tratta di obiettivi assai ardui, soprattutto in una stagione di vacche magre, ma è su questi orizzonti che si qualifica, se esiste, una vera classe dirigente.
permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2008 alle 18:24 | commenti (0) |
Informazione scorretta.I sinistri barano anche fra di loro...!
POL - Corriere.it e Magazine: stesso sondaggio, risultati opposti
Roma, 30 ott (Velino) - Stesso sondaggio, ma risultati opposti. È quello che emerge dalla lettura di quanto scrive il Magazine del Corriere della Sera riferendo i dati di un sondaggio on line sul sito internet del quotidiano di via Solferino sulla linea della fermezza annunciata dal governo contro le occupazioni nelle scuole e nelle università. Comparando i dati e controllando il numero dei votanti i conti non tornano. Il Magazine, come del resto fa ogni settimana, ripropone i risultati dei sondaggi pubblicati sul sito corriere.it che hanno interessato maggiormente i lettori della rete. Alla domanda “Proteste nelle università, Berlusconi annuncia linea dura e assicura: useremo le forze dell’ordine contro simili violenze. Siete d’accordo?” sul sito del Corsera oggi alle 12.30 si leggeva: 52,3 per cento sì su 32.550 votanti (con i no al 47,7 per cento). Il Magazine invece riferisce a pagina 30: “i lettori non approvano la minaccia del premier di usare la mano dura per controllare gli studenti in agitazione”. E riporta dati completamente diversi: il 59 per cento, su 35.560 votanti, risponde no. L’errore non è solo nelle percentuali ma anche, e soprattutto, nel numero dei votanti. Se per il corriere.it i lettori che hanno espresso la loro opinione, alle 12.30 di oggi, sono stati 32.550 per il Magazine hanno votato, nello stesso sondaggio, 35.560 persone. Come fa l’inserto settimanale del quotidiano di Via Solferino a riportare un numero di votanti maggiore di quello che riporta, oggi, il sito del Corriere a cui quello cartaceo dovrebbe far riferimento? Tra l'altro, è stato chiuso in tipografia qualche giorno fa.
permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2008 alle 18:9 |
PInocchiate sinistre.Si scrive manifestazione si legge accozzaglia - Cronaca milanese dello sciopero
Si scrive manifestazione si legge accozzaglia - Cronaca milanese dello sciopero
Si scrive manifestazione, si legge accozzaglia. Non che il corteo partito da piazza Cairoli a Milano questa mattina fosse poco frequentato o disordinato, tutto il contrario. Il fatto è che nel fitto patchwork generazionale e motivazionale dei manifestanti si notavano alcuni fattori particolari. Hanno aperto il corteo gli insegnanti di ogni ordine e grado, specialmente maestri elementari. Seguivano una congerie di studenti liceali molto interessati ai concetti giuridici di “settimana corta” e “interrogazione di greco saltata”. Poi, immancabili, gli universitari, capitanati dal furgone del centro sociale il Cantiere. Tre categorie, tre situazioni, un’unica protesta.
Gli organizzatori alla testa del corteo davano i numeri. All’altezza di via Larga i manifestanti erano centomila e in piazza Duomo, a poche centinaia di metri, si erano evangelicamente moltiplicati, fino a raddoppiare. Ogni annuncio sputato dalle casse sul numero dei partecipanti corrispondeva a una grassa risata degli uomini della questura qualche metro più in là. Stando in mezzo al corteo si poteva sperimentare la vichiana eterogenesi dei fini: accuse diverse e incompatibili che convergevano incredibilmente verso lo stesso bersaglio, l’odiato ministro Gelmini. Si manifestava contro i tagli alla scuola pubblica, contro le classi separate, contro il razzismo, contro la scuola-azienda, contro il governo che fa i decreti, contro il ministro Carfagna (giravano slogan vetrofemministi: “Gelmini e Carfagna, delle donne siete la vergogna”), contro il fascismo, ovviamente.
Paolo Limonta, maestro elementare barricadiero e perennemente microforato, ha incitato la folla senza sosta lungo tutto il percorso. Il punto lo ha fatto in piazza Duomo, appena arrivati: “Il decreto Gelmini per noi è carta straccia”. Non ha risparmiato colpi al governo, prendendosela con il presidente del Consiglio Berlusconi in allegato all’insulto di default contro la Gelmini. Ogni intervento era tutto uno sventolare di bandiere: Cgil, collettivi, cartelli improvvisati, istituti, università. In un rigurgito d’austerità qualcuno sventolava bandiere contro la riforma Moratti, in ottemperanza alla legge della ciclicità della storia. Sulle note di Rino Gaetano, vero collante delle proteste, Limonta ha anche ballato di gusto. Credendo di non essere notato, non si è fatto alcun problema a ridere di un cartellone, indicato dai colleghi, che rappresentava in forma fotografica l’addizione: “Berlusconi+Maroni=Hitler”. Alla domanda sul perché insistere sulla difesa della scuola pubblica quando sono le private a rimetterci più delle altre, Limonta ha risposto: “Il problema è che si cerca di cambiare forma alla scuola pubblica, introducendo il grembiule e il voto in condotta”. Poi, sul maestro unico: “E’ un modello che è passato quarant’anni fa, non ha nulla a che vedere con il mondo del 2008”. Si abbandona il campo mentre la gente fluisce in piazza Duomo, non senza l’impressione che le cose procedano in modo strano.
Le immagini dalla piazza di Milano teatro della protesta contro il ministro Gelmini. (foto di Mattia Ferraresi). Guarda il video.
permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2008 alle 17:47 |
Studenti fuoricorso:un peso per la collettività
permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2008 alle 15:23 | commenti (0) |
Macché risanatore, Prodi taroccava i conti
Lo conferma Eurostat: il suo governo sporcò i bilanci di Berlusconi caricando 30 miliardi di euro tra presunti rimborsi Iva e debiti delle Ferrovie. Così il rapporto deficit/pil venne gonfiato ad arte dal 2,4 al 4,4 per cento
Nuovi dettagli emergono sulla vicenda del bilancio statale del 2006, il cui rapporto deficit/pil è stato portato con forzature contabili dal governo Prodi al livello record del 4,4%. Eurostat, in occasione di uno dei suoi periodici aggiornamenti delle contabilità nazionali, ha deciso mercoledì di pubblicare sul suo sito internet anche il dettaglio delle passate opinioni fornite su questioni contabili sollevate dagli istituti di statistica degli stati membri. È possibile quindi (all’indirizzo http://snipurl.com/4lj2x) leggere la motivazione alla base della maxi-correzione di 15 miliardi che ha riportato il deficit al 3,4%.
Ricordiamo brevemente quanto accadde: il bilancio italiano 2006 (ancora governato dalla legge finanziaria dello scorso governo di centrodestra) si sarebbe chiuso con un rapporto deficit/pil pari al 2,4%, quindi un ottimo risultato e ben sotto i limiti imposti dall’Europa. Il governo Prodi, invece, decise di caricare quell’esercizio di due voci una tantum (Iva auto e accollo debiti ferrovie) per un totale di 30 miliardi di euro, in modo tale da far registrare un deficit record. Tale manovra mirava evidentemente a due obiettivi: presentare un artificiale senso di allarme (già premevano i «tesoretti»), per far digerire gli inutili inasprimenti fiscali della finanziaria 2007 e «sporcare» i conti attribuibili al governo di centrodestra, per potersi poi accreditare al pubblico come i risanatori delle finanze statali.
È infatti vero che la presenza di queste presunte una tantum non era un segreto, ma è altrettanto vero che agli atti rimane la cifra finale. Infatti tutti i titoli dei giornali riportarono la cifra «gonfiata» del deficit, relegando ai caratteri piccoli la questione delle una tantum. Dai documenti resi pubblici da Eurostat scopriamo che la questione relativa alla correttezza del caricamento sul bilancio 2006 di 15 miliardi di supposte spese per rimborsi Iva fu sollevata da Istat con una lettera del 17 gennaio 2008 (il fatto che si tratti esattamente della data in cui Mastella, dimettendosi, apriva di fatto la crisi del governo Prodi è senza dubbio una semplice coincidenza) ricevendo risposta un mese dopo. In questa risposta si afferma che la corretta metodologia prevede la registrazione delle spese «solo nel momento in cui le richieste di rimborso sono convalidate dall’Agenzia delle Entrate, come normalmente accade per ogni rimborso fiscale» e che inoltre «l’ipotesi governativa secondo la quale il 100% degli aventi diritto avrebbe chiesto un rimborso non appare confermata».
Appare quindi evidente come il caricamento della spesa inesistente al bilancio 2006 fu fatta in modo del tutto anomalo rispetto all’usuale trattamento contabile dei rimborsi (che poi in effetti non vennero mai chiesti) e che Istat registrò la cifra «fantasma» accogliendo un’ipotesi del governo, salvo poi chiedere aiuto a Eurostat che non potè che prendere atto dell’errore raccomandandone la correzione.
Ancora pendente è la questione degli altri 15 miliardi che «sporcarono» l'ultimo bilancio dello scorso governo Berlusconi, vale a dire l’accollo dei debiti delle Ferrovie. Eurostat aveva già contabilizzato tale somma come debito statale con la nota 65 del 2005 (anch’essa consultabile: http://snipurl.com/3kwyi) con esplicita raccomandazione di non passare la cifra a deficit se non quando il debito fosse diventato esigibile e non onorato dalle Ferrovie. Dato che le prime tranche del debito sarebbero scadute nel 2009 è quindi evidente che non vi era alcuna imposizione o urgenza perché la cifra venisse interamente annotata a deficit con procedura irrituale nell’esercizio 2006. Istat, per accontentare le esigenze governative, fece passare la somma come un «accertamento di insolvenza» delle Ferrovie con conseguente cancellazione dei crediti spettanti allo Stato. Come l’insolvenza potesse essere stata accertata, senza alcun mancato pagamento, fra i botti di Capodanno del 2006, rimane un mistero. Mistero che forse non conviene a nessuno disseppellire, perché questi quindici miliardi, forzati da Visco e Padoa-Schioppa nel bilancio 2006, andrebbero spesati negli anni a venire, e potrebbe essere un conto fastidioso da pagare a fronte di avversari politici ormai usciti di scena.
permalink | inviato da Controcorrente il 30/10/2008 alle 10:14 |
permalink | inviato da Controcorrente il 29/10/2008 alle 23:56 | commenti (0) |
Bologna: libero dal carcere, finisce in manette dopo 24 ore
BOLOGNA - Qualche giorno prima era finito in manette perchè sorpreso su uno scooter rubato a cui aveva montato una targa rubata. Martedì pomeriggio un romeno di 23 anni è stato arrestato nuovamente dopo un furto al supermercato Pam di via Bellaria, alla periferia di Bologna. Il giovane è stato sorpreso da un dipendente del negozio mentre rubava della merce esposta sugli scaffali.
Prima di scappare ha finto una dimenticanza, tentando di pagare la refurtiva con una carta di credito risultata poi rubata. Dopo aver tentato la fuga è stato bloccato dai poliziotti nella vicina via Calabria dove era caduto, procurandosi lesioni per 10 giorni, mentre scavalcava un muretto. Per il 23enne sono scattate le manette per indebito utilizzo di carta di credito, ricettazione e furto aggravato.
permalink | inviato da Controcorrente il 29/10/2008 alle 23:1 | commenti (0) |
Give up a piece of the pie (we want it!)
In the meantime she grabs her fat slice of the pie at the Waldorf Astoria! Typical left-wing hypocrisy.
permalink | inviato da Controcorrente il 29/10/2008 alle 22:53 |
Ma quale omicidio colposo questo è volontario.75ENNE MUORE IN UNO SCONTRO, ARRESTATO ROMENO DROGATO
75ENNE MUORE IN UNO SCONTRO, ARRESTATO ROMENO DROGATO
(AGI) - Brescia, 29 ott. - Tragedia nel pomeriggio a Cazzago San Martino (Brescia), lungo la provinciale 19. Un romeno di 30 anni che guidava completamente ubriaco una Opel ha travolto e ucciso un 75enne della zona, Giuseppe Filippini, che a bordo della sua Fiat Punto viaggiava in direzione opposta. L'anziano e' deceduto sul colpo. Illeso il romeno che, stando ai risultati delle prime analisi, era anche sotto effetto di stupefacenti. Secondo la ricostruzione della Polizia stradale di Brescia e Iseo, aveva invaso la corsia opposta in un sorpasso azzardato. Il pirata della strada e' stato arrestato per omicidio colposo. (AGI)
permalink | inviato da Controcorrente il 29/10/2008 alle 22:9 | commenti (0) |
I Weltroni e i Tonino boys causano scontri a Piazza Navona .
Non facciamoci raccontare cazzate
Basta guardare questo video per capire che gli scontri di Piazza Navona sono stati causati dai Centri sociali e non da Blocco studentesco. E pur essendo lontano ideologicamente sia dai primi che dai secondi, vi chiedo di guardare e diffondere questo video.
permalink | inviato da Controcorrente il 29/10/2008 alle 20:58 | commenti (0) |
Pochi.Reggiani, Mailat condannato a 29 anni
E' stato condannato a 29 anni Romulus
Nicolae Mailat, il romeno accusato del-
l'aggressione e dell'omicidio di Gio-
vanna Reggiani.
La donna fu aggredita a Roma un anno fa
nei pressi della stazione Tor di Quinto
ll Pm aveva chiesto l'ergastolo.
permalink | inviato da Controcorrente il 29/10/2008 alle 16:15 | commenti (0) |
I 2.500.000 del PD al Circo Massimo
A proposito dell’allegra scampagnata romana e dei numeri sparati a grancassa
da Uolter il cinematografaro, ecco cosa risulta da un esame obbiettivo delle
probabili presenze. Per prima cosa ho aperto Google Earth che, per chi non
lo sapesse, è quel simpatico programma di Google che fa vedere praticamente
ogni luogo della terra, potendo anche ingrandire, come se fosse fotografato
dallo spazio. Ho trovato Roma e quindi il Circo Massimo. Con l’apposito
righello fornito dal programma ho misurato la lunghezza e la larghezza del
prato dedicato alle masse “oceaniche”. Bene! Il prato è praticamente un
rettangolo, la lunghezza è pressappoco 482 mt., senza contare lo spazio
occupato dal palco, mentre la larghezza è mista: più o meno un terzo misura
96 mt., un terzo 137 mt. e l’ultimo terzo 125 mt. La media quindi è di 120
mt. La misura dell’area del rettangolo, ci insegnavano alle elementari con
il maestro unico, è uguale al prodotto della misura della base e della
misura dell’altezza, per cui 482 x 120 che è uguale a 57840 mt2. I
professionisti del campo dicono che in un area di un metro quadrato ci
stanno, azzeccati azzeccati, ben quattro esseri umani senza bandiere,
striscioni e quant’altro. Moltiplicando i 57840 metri quadrati per 4
otteniamo il totale di 231360 umani, arrotondiamo pure per eccesso a 250000.
Tant’è altro che duemilioniemezzo paraponziponzipa!
permalink | inviato da Controcorrente il 29/10/2008 alle 16:9 |
Passa al Senato il decreto legge sulla scuola.
Un governo che governa .
Passa al Senato il decreto legge sulla scuola. L'assemblea di Palazzo Madama ha approvato il provvedimento con 162 sì, 134 no e 3 astenuti
Ora il decreto Gelmini, già approvato dalla Camera, diventa legge.
Legge Gelmini per la scuola
N. 1634
e con il ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione
Presentato il 1° settembre 2008
Onorevoli Deputati! - Il decreto-legge in esame reca disposizioni urgenti intese a modificare e integrare alcune norme e procedure in materia di istruzione scolastica e universitaria, la cui attuazione si rende necessaria e urgente al fine di superare alcune criticità e problematiche operative e assicurare le semplificazioni necessarie a una maggiore funzionalità ed efficacia dell'azione esercitata dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca nei singoli settori di competenza.
In particolare gli interventi riguardano le seguenti materie.
Articolo 1 - Cittadinanza e Costituzione.
Mediante l'articolo 1 si propone per l'anno scolastico 2008/2009 di favorire l'acquisizione dei saperi e delle competenze relative alla cittadinanza e alla Costituzione in via di sperimentazione secondo le modalità previste dall'articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, ossia mediante progetti da realizzare con i finanziamenti disponibili negli ordinari stanziamenti di bilancio e attraverso diverse e ulteriori iniziative da assumere
nell'ambito delle aree di insegnamento storico-geografica e storico-sociale. La disposizione si colloca in una rinnovata presa di coscienza del compito centrale della scuola di formare cittadini informati, consapevoli e responsabili per la società di domani. La formazione su concetti quali «cittadinanza» e «Costituzione» implica l'acquisizione di conoscenze, l'interiorizzazione di princìpi e la messa in pratica di comportamenti individuali e collettivi civilmente e socialmente responsabili ispirati a quelle conoscenze e a quei princìpi. Nella scuola si presenta, quindi, come tematica autonoma e come tematica trasversale ai diversi saperi, superando sia lo stato di abbandono in cui versa l'educazione civica, sia il rischio di una riduzione settoriale. In questa prospettiva le attività di sperimentazione e sensibilizzazione verranno svolte da un lato da uno dei docenti delle discipline già inserite nel piano di studi previsto dall'ordinamento vigente, appartenente ad aree determinate (area storico-geografica nel primo ciclo e area storico-economico-sociale nel secondo ciclo), e, dall'altro, dai diversi docenti interessati alle dimensioni trasversali.
Iniziative dello stesso genere verranno assunte anche nella scuola dell'infanzia.
Le iniziative di sperimentazione e di sensibilizzazione dovranno accompagnarsi alla formazione dei docenti, da effettuarsi sulla base delle risorse finanziarie disponibili, che è presupposto indispensabile per la migliore riuscita delle stesse e per arrivare all'introduzione a regime di un nuovo insegnamento avente ad oggetto le tematiche inerenti a «Cittadinanza e Costituzione».
Articolo 2 - Valutazione del comportamento degli studenti.
Il voto di condotta era previsto dall'articolo 193, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e concorreva, unitamente al voto di profitto (lingua italiana, matematica, lingua straniera...), a determinare la promozione o la non promozione alla classe successiva. Ai fini della promozione era necessario un voto in condotta non inferiore a otto decimi. In regime di riparazione a settembre (fino al 1995 - legge 8 agosto 1995, n. 352), con voto inferiore a otto decimi lo studente era rimandato a settembre per tutte le materie. Il voto di condotta è stato abrogato dall'articolo 17, comma 1, del citato regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 275 del 1999.
Con la legge 10 dicembre 1997, n. 425, sugli esami di Stato il comportamento dello studente rientra tra i fattori che concorrono - entro la banda di oscillazione prevista - a determinare il credito scolastico. Il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, all'articolo 13, comma 3, ha previsto che al termine dei due bienni di istruzione secondaria di secondo grado i docenti effettuino una valutazione ai fini di verificare l'ammissibilità dello studente al terzo e al quinto anno, subordinata all'avvenuto raggiungimento di tutti gli obiettivi di istruzione e formazione, ivi compreso il comportamento degli studenti. In caso di esito negativo della valutazione periodica effettuata alla fine del biennio, lo studente non è ammesso alla classe successiva. La non ammissione al secondo anno dei bienni può essere disposta per gravi lacune, formative o comportamentali, con provvedimenti motivati. Tale disposizione non ha ancora trovato applicazione, in quanto l'entrata in vigore dell'ordinamento scolastico dell'istruzione secondaria di secondo grado, cui fa riferimento il citato decreto legislativo n. 226 del 2005, è stata rinviata dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, all'anno scolastico 2009/2010.
Nuove disposizioni in materia di comportamento degli studenti sono state emanate con il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21 novembre 2007, n. 235. In particolare, sono state introdotte sanzioni per grave comportamento: sono previste l'esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo del corso di studi di istruzione secondaria superiore, con delibera del consiglio di istituto. Si tratta di ipotesi di atti di violenza grave o
comunque connotati da una particolare gravità, tale da ingenerare un elevato allarme sociale. In queste ipotesi, laddove non siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comunità durante l'anno scolastico, la sanzione è costituita dall'allontanamento dalla comunità scolastica con l'esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato. La norma è stata ripresa, per l'ammissione all'esame di Stato, nell'ordinanza ministeriale n. 30 del 10 marzo 2008, all'articolo 2, commi 3 e 4.
In sintesi, al momento:
non è più in vigore la tradizionale normativa;
non è ancora in vigore l'impostazione prevista dal decreto legislativo n. 226 del 2005;
il comportamento dello studente concorre all'attribuzione del credito scolastico utile per l'esame di Stato;
sono in vigore sanzioni disciplinari per comportamenti di particolare gravità.
Mediante la norma in questione si mira a rendere oggetto di specifica valutazione il comportamento tenuto da ogni studente durante tutto il periodo di frequentazione dell'istituzione scolastica e di partecipazione alle iniziative dalla stessa assunte, ivi comprese quelle implicanti spostamenti dalla sede scolastica e la permanenza al di fuori della stessa, e che può determinare la non ammissione all'anno successivo ovvero all'esame di Stato conclusivo del ciclo.
La valutazione del comportamento dovrà essere in ogni caso espressa in forma numerica.
Tenuto conto della delicatezza del tema si è ritenuto di precisare che, in caso di votazione insufficiente, non potrà essere disposta l'ammissione all'anno successivo, rinviando tuttavia a un decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - da adottare in tempi brevissimi, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione - il valore numerico che determinerà l'insufficienza. Infatti nel caso in cui la votazione che determinerà la non ammissione all'anno successivo venisse fissata in decreto-legge, senza accompagnarsi a precise indicazioni in merito alle modalità secondo le quali i consigli di classe dovranno esprimere le proprie valutazioni, si avrebbe un forte irrigidimento del sistema complessivo che potrebbe determinare effetti opposti rispetto a quelli desiderati.
Articolo 3 - Valutazione del rendimento scolastico degli studenti.
Il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, con il quale è stata realizzata la riforma della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, impone alle istituzioni scolastiche di procedere alla valutazione periodica e annuale degli apprendimenti e del comportamento degli alunni e alla certificazione delle competenze da essi acquisite (si vedano gli articoli 9 e 11). Per quanto attiene alle modalità attraverso le quali si deve procedere a siffatti adempimenti è rimasta ferma la disciplina contenuta nel citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994.
L'articolo 177 di tale testo unico prevede che le valutazioni di cui sopra debbano essere estrinsecate in giudizi sintetici e analitici destinati a confluire nella scheda personale dell'alunno.
Disposizioni di tenore analogo sono contenute nella normativa di rango secondario adottata per regolamentare le modalità di estrinsecazione delle valutazioni effettuate dai docenti in ordine al rendimento scolastico degli alunni della scuola primaria dopo l'abrogazione dell'articolo 144 del predetto testo unico.
Mediante la disposizione recata dall'articolo 3 in esame si prevede che le valutazioni sul rendimento degli alunni nella scuola primaria debbano essere espresse nella forma di votazione numerica in decimi e accompagnate da giudizio analitico.
Nella scuola secondaria di primo grado, invece, la valutazione del rendimento scolastico è espressa con votazione numerica in luogo dei giudizi previsti dalla normativa vigente, che è in parte abrogata.
Si è poi specificato che l'ammissione alla classe successiva, ovvero all'esame conclusivo del ciclo, presuppone il conseguimento di un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.
Si è quindi provveduto all'abrogazione delle disposizioni che prevedono che la valutazione del rendimento degli alunni nella scuola primaria e secondaria di primo grado è espressa nella forma di giudizi analitici e sintetici, nonché di ogni altra disposizione incompatibile con i contenuti della presente norma, e ad apportare le necessarie modifiche al predetto articolo 177 del testo unico.
Si è poi reso necessario sospendere l'applicazione dei commi 1 e 3 del medesimo articolo 177, concernenti le modalità da seguire per la compilazione della scheda personale degli alunni, fino al momento della data di entrata in vigore del regolamento, da adottare su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con il quale si dovrà provvedere al coordinamento della nuova disposizione con le norme applicative e a stabilire eventuali ulteriori modalità applicative del presente articolo.
La necessità di rendere operative le nuove disposizioni prima che abbia inizio il prossimo anno scolastico, ormai imminente, costituisce il motivo per il quale la norma riveste carattere di urgenza.
Articolo 4 - Insegnante unico nella scuola primaria.
L'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, impone l'adozione di interventi e misure volte a incrementare gradualmente, di un punto, il rapporto alunni/docente, in particolare attraverso la predisposizione di un piano programmatico di interventi, volto a una maggiore razionalizzazione dell'utilizzo delle risorse umane e strumentali.
Il piano dovrà poi trovare attuazione mediante l'adozione di uno o più regolamenti con i quali, fra l'altro, dovrà procedersi alla rimodulazione dell'attuale organizzazione didattica della scuola primaria (articolo 64, comma 4, lettera d)).
Mediante la presente disposizione si è voluto ulteriormente precisare che fra i vari interventi che potranno essere messi a punto, al fine di calibrare l'assetto organizzativo della scuola primaria in funzione delle esigenze dell'utenza, le istituzioni scolastiche, a differenza di quanto si verifica attualmente, potranno costituire classi da affidare a un unico insegnante, destinate pertanto a funzionare con un orario settimanale (ventituattro ore complessive) inferiore rispetto a quello delle classi affidate a più docenti.
La necessità di consentire interventi destinati a incidere sulle modalità di funzionamento dell'istituzione scolastica (rectius di parte di essa) e di erogazione del servizio rende opportuno che gli stessi siano realizzati tenendo conto del fatto che una più ampia articolazione del tempo-scuola potrebbe risultare necessaria in ragione delle esigenze correlate alle richieste avanzate dalle famiglie.
Considerato, inoltre, che l'insegnante unico sarà chiamato a svolgere un numero di ore di insegnamento superiore a quanto previsto dalla contrattazione collettiva e che quindi va adeguato il trattamento economico dovuto ai docenti, si è ritenuto di rinviare alla sede contrattuale la determinazione di quest'ultimo.
Per fronteggiare i maggiori oneri che potranno derivare dall'attuazione della norma saranno utilizzate le risorse finanziarie (rectius parte di esse) di cui il Ministero disporrà per effetto di quanto previsto dall'articolo 64, comma 9, del citato decreto-legge n. 112 del 2008.
I tempi ristretti entro i quali il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca dovrà dare attuazione all'articolo 64, comma 9, del predetto decreto-legge n. 112 del 2008, e quindi predisporre il piano programmatico di interventi e i regolamenti di attuazione dello stesso, costituiscono il motivo per il quale la norma riveste carattere di estrema urgenza.
Articolo 5 - Adozione dei libri di testo.
Il costo dei libri scolastici costituisce un peso notevole per le famiglie.
Al fine di limitare il più possibile il disagio economico costituito dal costo dei libri, la norma, in aggiunta a quanto già previsto dall'articolo 15 del citato decreto-legge n. 112 del 2008 (individuazione, fino all'anno scolastico 2011/2012, nei limiti in cui sia possibile, di libri di testo disponibili in tutto o in parte nella rete internet e, dall'anno scolastico 2011/2012, solo di libri utilizzabili nelle versioni on-line scaricabile da internet o mista), mira a indurre l'adozione di libri di testo in relazione ai quali l'editore si sia impegnato a mantenerne invariato il contenuto per un quinquennio, salvo l'eventualità che si rendano necessarie appendici di aggiornamento, che comunque dovranno essere rese disponibili separatamente.
Si è, inoltre, previsto che l'adozione dei libri di testo deve avvenire con cadenza quinquennale, salvo la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze.
Considerato, altresì, che negli anni, entro una certa misura percentuale, si sono avute adozioni in contrasto con la disciplina legislativa vigente in materia di libri di testo, si è ritenuto necessario imporre al dirigente scolastico di vigilare affinché gli organi scolastici assumano le deliberazioni di loro competenza in tema di libri scolastici nel rispetto della normativa vigente.
La tempistica secondo la quale le istituzioni scolastiche debbono procedere all'adozione dei libri di testo (in pratica, già dopo l'inizio del prossimo anno scolastico occorrerà attivare la programmazione per l'anno scolastico 2009/2010 al fine di consentire agli editori di poter dare alla stampa tempestivamente i libri di testo) costituisce il motivo per il quale la disposizione riveste carattere di urgenza.
Articolo 6 - Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria.
La norma si rende necessaria e urgente in quanto il comma 416 dell'articolo 2 della legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) ha disposto l'abrogazione in toto dell'articolo 5 della legge n. 53 del 2003, che al comma 3 ha previsto che l'esame di laurea conclusivo dei corsi universitari in scienze della formazione primaria, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all'insegnamento, rispettivamente, nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria. Con tale abrogazione, quindi, lo specifico titolo rilasciato al termine dei corsi di laurea in scienze della formazione primaria non consente più agli interessati di poter accedere direttamente all'insegnamento, vanificando le finalità specifiche del corso di studi che, appunto, è finalizzato alla preparazione professionale dei docenti delle scuole dell'infanzia e primaria. Con la norma in esame si intende quindi ristabilire la validità abilitante all'insegnamento del suddetto corso di studi.
Articolo 7 - Sostituzione dell'articolo 2, comma 433, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
La norma è finalizzata a sostituire, per motivi di opportunità, l'articolo 2, comma 433, della legge finanziaria n. 244 del 2007, relativamente alle modalità di accesso alle scuole di specializzazione medica. La norma in sostanza limita la possibilità di presentare domanda alle scuole di specializzazione ai soli aspiranti già laureati, ancorché non ancora abilitati, a condizione che l'abilitazione venga conseguita prima dell'inizio dei corsi; la norma si rende necessaria e urgente in quanto l'attuale normativa in materia consente la presentazione delle domande di accesso ai corsi anche agli aspiranti non ancora laureati, a condizione di acquisire la laurea e l'abilitazione in tempo utile; questa normativa ha determinato un notevole appesantimento della procedura, in quanto devono essere esaminate una quantità rilevante di domande, ivi comprese quelle di aspiranti
che non riescono a conseguire la laurea e l'abilitazione nei tempi di scadenza previsti e non possono quindi essere ammessi ai corsi; la norma ha quindi lo scopo di razionalizzare le procedure di ammissione ai corsi di specializzazione, limitandone l'accesso ai soli laureati, ed evitare disservizi nella gestione e organizzazione dei corsi stessi.
Articolo 8 - Norme finali.
Le norme finali prevedono che l'attuazione delle disposizioni contenute nel decreto non deve comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e che il decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Il provvedimento in oggetto reca disposizioni urgenti in taluni settori dell'istruzione scolastica e universitaria resisi indispensabili al fine di assicurare la semplificazione e la funzionalità di talune procedure, dalla cui attuazione non derivano nuove o maggiori spese per la finanza pubblica.
l'articolo 1 contiene disposizioni volte a favorire l'acquisizione da parte dei discenti di nozioni e competenze in tema di «Cittadinanza e Costituzione» sia attraverso iniziative di sperimentazione da assumersi in attuazione del disposto dell'articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sia mediante apposite iniziative di sensibilizzazione da assumere nell'ambito degli insegnamenti dell'area storico-geografica (primo grado) e dell'area storico-sociale (secondo grado). Si tratta pertanto di norma ordinamentale che non determina nuove o maggiori spese, in quanto rimane invariato il monte annuale delle ore di insegnamento. Inoltre la formazione dei docenti da utilizzare con carattere di prevalenza per la realizzazione delle suddette iniziative sarà realizzata sulla base delle risorse disponibili della cui congruità non è dato di dubitare, tenuto conto che l'attività di formazione specifica appare di modesta entità, considerato che l'insegnamento dell'educazione civica fa già parte del curricolo scolastico. È stata comunque inserita nell'articolo l'apposita clausola di invarianza di spesa;
l'articolo 2 contiene norme di tipo procedurale per quanto riguarda la valutazione del comportamento degli studenti; non comporta profili di spesa;
l'articolo 3 reca una norma con la quale si introducono modifiche per quanto attiene alla forma attraverso la quale dovranno estrinsecarsi le valutazioni del rendimento scolastico degli alunni in corso d'anno e in sede di scrutinio finale e, in quanto tale, non comporta profili di spesa. Per quanto concerne la scuola primaria si prevede che ogni valutazione è espressa con voto in decimi, che sarà illustrato dal giudizio analitico. Per quanto concerne la scuola secondaria di primo grado, la valutazione, a differenza di quanto è attualmente previsto dall'articolo 177 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sarà espressa con voto in decimi. L'ammissione all'anno successivo ovvero all'esame di Stato è subordinata al conseguimento di votazioni non inferiori a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline. Si è poi provveduto ad
abrogare le disposizioni che attualmente prevedono che la valutazione del rendimento degli alunni nella scuola secondaria di primo grado è effettuata mediante la formulazione dei giudizi e ad adeguare il testo del citato articolo 177. Si è inoltre prevista la sospensione dell'operatività dei commi 1 e 8 del medesimo articolo 177 fino a quando con successivo decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca si provvederà a coordinare la disposizione con quelle vigenti e a stabilire eventuali modalità operative. Considerata la natura delle norme, dall'attuazione delle stesse non deriveranno oneri per l'erario;
l'articolo 4 in sostanza mira a integrare l'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, prevedendo che fra gli interventi da realizzare mediante disposizioni di rango regolamentare, al fine di ridisegnare l'assetto dell'organizzazione didattica della scuola primaria, sia consentito alle scuole di costituire classi affidate a un unico insegnante, con articolazione del tempo-scuola su ventiquattro ore settimanali, a differenza di quanto è attualmente previsto per le classi destinate a funzionare attraverso un numero superiore di docenti. Nella considerazione che l'introduzione di un diverso modello organizzativo della didattica implichi diverse modalità di erogazione del servizio all'utenza, si è ritenuto necessario prevedere che la formazione di classi con unico insegnante avvenga in funzione non soltanto delle esigenze di riorganizzazione didattica, ma anche delle esigenze dell'utenza. È previsto che dovrà tenersi conto delle esigenze correlate alle domande presentate dalle famiglie. L'orario settimanale delle classi a maestro unico, che è comunque necessario per garantire la qualità del servizio, è superiore rispetto alle ore di lezione che ciascun docente, secondo le previsioni della contrattazione collettiva, è tenuto a svolgere. Sarà, quindi, necessario adeguare il trattamento economico spettante ai docenti che si troveranno a operare nelle classi con unico insegnante, il che ovviamente dovrà avvenire in sede di contrattazione collettiva. Le risorse finanziarie cui attingere per fronteggiare gli oneri derivanti dal trattamento economico accessorio dovuto ai docenti per le ore aggiuntive rispetto agli obblighi contrattuali che saranno chiamati a svolgere sono individuate facendo riferimento alla quota parte, destinata al Ministero, delle economie di spesa che la realizzazione degli obiettivi previsti dall'articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, consentirà di realizzare;
l'articolo 5, nel tentativo di alleggerire la spesa gravante sulle famiglie per il costo dei libri, in pratica indica ai competenti organi scolastici un preciso criterio da seguire nella effettuazione delle scelte di loro competenza: quello di adottare libri di testo il cui contenuto sia destinato a rimanere invariato per un arco temporale di cinque anni, per effetto di esplicito impegno assunto in tale senso dall'editore. Si è inoltre previsto che i provvedimenti di adozione dei libri di testo siano assunti con cadenza quinquennale, salvo che ricorrano specifiche e motivate esigenze. Resta ovviamente salva l'eventualità che si rendano necessarie appendici di aggiornamento, che devono tuttavia essere separatamente disponibili. Si è infine specificamente previsto che il dirigente scolastico dovrà vigilare affinché i competenti organi
scolastici, nell'assunzione delle decisioni di propria competenza, rispettino la normativa vigente. La norma, per il tipo di innovazioni che introduce, non comporta oneri di carattere finanziario;
l'articolo 6 ristabilisce il valore abilitante dell'esame di laurea in scienze della formazione primaria, già previsto dall'articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53, ma abrogato dalla legge n. 244 del 2007 (articolo 2, comma 416). Si tratta anche in questo caso di norma ordinamentale che non comporta profili di spesa;
l'articolo 7 sostituisce, per motivi di opportunità gestionale, l'articolo 2, comma 433, della legge n. 244 del 2007, relativamente alle modalità di accesso alle scuole di specializzazione medica. La norma in sostanza limita la possibilità di presentare domanda alle scuole di specializzazione ai soli aspiranti già laureati, a condizione che conseguano l'abilitazione entro l'inizio dei corsi, mentre attualmente tale facoltà è concessa anche ai non laureati, a condizione che conseguano la laurea e l'abilitazione entro l'inizio dei corsi. Si tratta di una disposizione che di fatto limita il numero delle domande di accesso ai corsi suddetti e determina, quindi, minori oneri amministrativi, peraltro non quantificabili;
l'articolo 8, infine, precisa che dall'attuazione delle disposizioni contenute nel provvedimento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
(Previsto dall'articolo 17, comma 30, della legge 15 maggio 1997, n. 127)
Decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226.
Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione.
(Valutazione e scrutini).
3. Salva la valutazione periodica e annuale di cui al comma 1, al termine di ciascuno dei due bienni di cui all'articolo 2 comma 2, i docenti effettuano una valutazione ai fini di verificare l'ammissibilità dello studente al terzo ed al quinto anno, subordinata all'avvenuto raggiungimento di tutti gli obiettivi di istruzione e di formazione, ivi compreso il comportamento degli studenti. In caso di esito negativo della valutazione periodica effettuata alla fine del biennio, lo studente non è ammesso alla classe successiva. La non ammissione al secondo anno dei predetti bienni può essere disposta per gravi lacune, formative o comportamentali, con provvedimenti motivati.
(Valutazione e scheda personale dell'alunno).
1. Il consiglio di classe con la sola presenza dei docenti, è tenuto a compilare e a tenere aggiornata una scheda personale dell'alunno, contenente le notizie sul medesimo e sulla sua partecipazione alla vita della scuola, nonché le osservazioni sistematiche sul suo processo di
apprendimento e sul livello di maturazione raggiunto sia globalmente sia nelle singole discipline.
9. Il libretto scolastico è abolito. Nulla è innovato per quanto riguarda il libretto scolastico e sanitario per i figli dei lavoratori emigranti scolarizzati all'estero adottato a seguito della risoluzione n. 76/12 del 10 marzo 1976 del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa.
433. Al concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione mediche, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e
successive modificazioni, possono partecipare i laureati in medicina e chirurgia, nonché gli studenti iscritti al corso di laurea in medicina e chirurgia che devono sostenere soltanto la prova finale per il conseguimento del titolo di laurea. I soggetti di cui al primo periodo che superano il concorso ivi previsto possono essere ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano la laurea, ove non già posseduta, e l'abilitazione per l'esercizio dell'attività professionale entro la data di inizio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione medesime, immediatamente successiva al concorso espletato.
1. È convertito in legge il decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università.
Decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 204 del 1° settembre 2008.
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalità ed al rispetto dei principi costituzionali, disciplinare le attività connesse alla valutazione complessiva del comportamento degli studenti nell'ambito della comunità scolastica, reintrodurre la valutazione con voto numerico del rendimento scolastico degli studenti, adeguare la normativa regolamentare all'introduzione dell'insegnante unico nella scuola primaria, prolungare i tempi di utilizzazione dei libri di testo adottati, ripristinare il valore abilitante dell'esame finale del corso di laurea in scienze della formazione primaria e semplificare e razionalizzare le procedure di accesso alle scuole di specializzazione medica;
1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l'adozione dei libri di testo avviene con cadenza quinquennale, a valere per il
successivo quinquennio. Il dirigente scolastico vigila affinché le delibere del collegio dei docenti concernenti l'adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.
(Sostituzione dell'articolo 2, comma 433, della legge 24 dicembre 2007, n. 244).
Dato a Roma, addì 1° settembre 2008.
permalink | inviato da Controcorrente il 29/10/2008 alle 11:55 |
I figli so' pezz 'e core .Solo per i Komunisti??
permalink | inviato da Controcorrente il 29/10/2008 alle 11:31 | commenti (1) |
sfoglia settembre << 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 >> novembre

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3
 articolo 177
 articolo 177

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8
 articolo 177
 articolo 177