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Timestamp: 2019-05-19 10:18:36+00:00

Document:
Capo VIII - Riparazione per l'ingiusta detenzione
RIPARAZIONE PER L'INGIUSTA
Art. 314. Presupposti e modalità della decisione.
1. Chi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile poché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, ha diritto a un’equa riparazione per la custodia cautelare subita, qualora non vi abbia dato o concorso a darvi causa per dolo o colpa grave.
L’art. 314 c.p.p. è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte costituzionale con sentenza 18 luglio 1996, n 310 nella parte in cui non prevede il diritto all’equa riparazione anche per la detenzione ingiustamente patita a causa di erroneo ordine di esecuzione.
La Corte costituzionale, con sentenza 24 marzo-2 aprile 1999, n. 109 ha dichiarato:
- l’illegittimità costituzionale dell’articolo 314, comma 1, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che chi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non avere commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, ha diritto a un’equa riparazione per la detenzione subita a causa di arresto in flagranza o di fermo indiziato di delitto, entro gli stessi limiti stabiliti per la custodia cautelare;
- l’illegittimità costituzionale dell’articolo 314, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che lo stesso diritto nei medesimi limiti spetta al prosciolto per qualsiasi causa o al condannato che nel corso del processo sia stato sottoposto ad arresto in flagranza o a fermo di indiziato di delitto quando, con decisione irrevocabile, siano risultate insussistenti le condizioni per la convalida.
Ancora la Corte costituzionale, con sentenza 11 - 20 giugno 2008, n. 219, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 314 c.p.p., nella parte in cui, nell’ipotesi di detenzione cautelare sofferta, condiziona in ogni caso il diritto all’equa riparazione al proscioglimento nel merito dalle imputazioni, secondo quanto precisato in motivazione.
Si riporta il testo dei commi 1, 2, 3 e 4 dell’art. 3-bis, D.L. 22 dicembre 2011, n. 211, conv., con modif., dalla L. 17 febbraio 2012, n. 9 (recante «Interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri»):
«Art. 3-bis. Norme in materia di riparazione per l’ingiusta detenzione.
1. Le disposizioni dell’articolo 314 del codice di procedura penale si applicano anche ai procedimenti definiti anteriormente alla data di entrata in vigore del medesimo codice, con sentenza passata in giudicato dal 1° luglio 1988.
4. Ai fini della determinazione del risarcimento, per il periodo intercorrente tra il 1° luglio 1988 e la data di entrata in vigore del vigente codice di procedura penale, si applicano i commi 2 e 3 dell’articolo 315 del medesimo codice».

References: Art. 314
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