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Timestamp: 2018-01-18 17:58:35+00:00

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Scadenze...................
Social....................................................
Glossario e normative.....
VIETATO NOTIFICARE IL PRECETTO SENZA DARE AL DEBITORE IL TEMPO DI PAGARE
Cass. Civ., Sez. Un., nn. 13797/2012 e 27214/2009
Commette illecito disciplinare l’avvocato che notifica subito il precetto, senza prima avvisare il collega di controparte e dare al debitore il tempo di pagare spontaneamente.
Si tratta di una regola deontologica la cui violazione può comportare una sanzione disciplinare per l’avvocato troppo tempestivo nella riscossione del credito.
È quanto hanno sostenuto, per ben due volte negli ultimi tempi, le Sezioni Unite della Cassazione, sottolineando l’importanza del dovere di lealtà e correttezza nei confronti dei colleghi e il divieto di aggravare la situazione debitoria della controparte.
Secondo i giudici, quindi, non basta ottenere la sentenza di condanna del debitore per notificare il precetto e agire in esecuzione forzata. Infatti, se il credito da azionare è irrisorio, e crescerebbe per effetto delle spese e onorari del precetto, e se il debitore non ha manifestato espressamente il rifiuto di adempiere, occorre avvisare il collega di controparte ed attendere la possibilità di un accordo bonario.
Agire tempestivamente per la riscossione del credito notificando il precetto al debitore comporterebbe la violazione di due norme deontologiche:
dovere di lealtà e correttezza nei confronti del collega di controparte: esso impone all’avvocato diligente di contattare previamente il collega per verificare le intenzioni del debitore e le modalità con cui procedere [1]. La controparte potrebbe infatti voler adempiere spontaneamente senza che sia necessario l’atto di precetto;
divieto di pluralità di azioni giudiziali gravose per la situazione debitoria della controparte: dato che il precetto aumenterebbe l’importo del debito (andando a comprendere ulteriori spese e onorari), sarebbe inutile, oltre che ingiusto, notificarlo prima di valutare la possibilità che il debitore adempia di sua spontanea volontà [2].
[1] Attuale art. 66 cod. deontologico forense.
[2] Attuale art. 19 cod. deontologico forense.
fonte Salvis Juris
Diritto e social networks: la diffamazione tramite Facebook è reato anche se non si fanno nomi
Chi parla male di una persona su Facebook, anche senza nominarla direttamente, ma indicando particolari che possano renderla identificabile, incorre in una condanna per diffamazione. Lo si evince da una sentenza con cui la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l'assoluzione, pronunciata dalla Corte militare d'Appello di Roma, nei confronti di un maresciallo della Guardia di Finanza che, sul proprio profilo Facebook, aveva usato espressioni diffamatorie nei confronti del collega che lo aveva sostituito in un incarico.
AGGIORNATO al 25 GIUGNO 2014, secondo le modifiche introdotte dal Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”.
Le seguenti tabelle contengono gli importi relativi al versamento del contributo unificato per le spese di giustizia, a seconda del valore o del tipo di procedimento. Sono indicati sotto le tabelle i casi in cui l'importo è dimezzato e i procedimenti esenti dal versamento del contributo unificato.
Per scaricare il modulo per il versamento del contributo unificato clicca qui.
Gli importi per il calcolo del contributo unificato (di cui al Testo Unico sulle spese di giustizia - D.P.R 30 maggio 2002, n. 115) sono aggiornati al Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, pubblicato in G.U. 24.06.2014, n. 144, che ha comportato un aumento medio del contributo unificato del 15% circa.
Si ricorda che gli importi del contributo unificato dovuti per i procedimenti di appello e di impugnazione in generale sono ora aumentati del 50% e gli importi dovuti per i procedimenti avanti alla Corte di Cassazione sono raddoppiati.
Inoltre, la parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, ovvero che, nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per l´assegnazione o la vendita dei beni pignorati, quando modifica la domanda o propone domanda riconvenzionale o formula chiamata in causa, cui consegue l'aumento del valore della causa, è tenuta a farne espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento integrativo.
1) Procedimenti ordinari
Valore della causa Importo
Inferiore ad € 1.100,00 € € 43,00
Da € 1.100,01 ad € 5.200,00 € € 98,00
Da € 5.200,01 ad € 26.000,00 € € 237,00
Da € 26.000,01 ad € 52.000,00 € € 518,00
Da € 52.000,01 ad € 260.000,00 € € 759,00
Da € 260.000,01 ad € 520.000,00 € € 1.214,00
Superiore ad € 520.000,00 € € 1.686,00
Valore indeterminabile (competenza esclusiva del Gdp) € 237,00
Valore indeterminabile € 518,00
2) Procedimenti a contributo fisso
Tipo di procedimento Importo
Esecuzioni immobiliari € 278,00
Esecuzioni mobiliari con valore sino a € 2.500,00 € € 43,00
Esecuzioni mobiliari con valore superiore a € 2.500,00 € € 139,00
Fallimenti € 851,00
Opposizione agli atti esecutivi € 168,00
Volontaria giurisdizione € 98,00
Esecuzione per consegna o rilascio € 139,00
Separazione consensuale e divorzio congiunto € 43,00
3) Procedimenti amministrativi
Ricorsi al T.A.R. € 600,00
Ricorsi al Consiglio di Stato € 600,00
Ricorsi Vs il silenzio amministrativo € 300,00
Ricorsi per ottemperanza del giudicato € 300,00
Ricorsi per l'esecuzione della sentenza € 300,00
Cittadinanza, ingresso, soggiorno e residenza € 300,00
4) Procedimenti in materia tributaria
Inferiore ad € 2.582,28 € 30,00
Da € 2.582,29 ad € 5.000,00 € 60,00
Da € 5.000,01 ad € 25.000,00 € 120,00
Da € 25.000,01 ad € 75.000,00 € 250,00
Da € 75.000,01 ad € 200.000,00 € 500,00
Superiore ad € 200.000,00 € 1.500,00
Gli importi del contributo unificato sono dimezzati nei seguenti procedimenti:
1) Procedimento d'ingiunzione ex art. 633 c.p.c.
2) Procedimento per convalida di sfratto.
3) Procedimenti cautelari.
4) Procedimento sommario di cognizione (art. 702 e segg. c.p.c.).
5) Procedimenti possessori.
6) Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.
7) Giudizio di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento.
8) Procedimenti di sfratto per morosità e procedimenti di finita locazione.
9) Procedimenti in materia di lavoro, quando la parte ricorrente abbia un reddito IRPEF superiore a 21.256,32 €.
Gli importi del contributo unificato sono aumentati del 50% per i procedimenti di impugnazione.
Gli importi del contributo unificato sono raddoppiati per i procedimenti avanti alla Corte di Cassazione.
Sono esenti dal versamento del contributo unificato i seguenti procedimenti:
1) Procedimenti già esenti ai sensi di legge e senza limiti di competenza o di valore dall’imposta di bollo o da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.
2) Procedimenti di rettificazione di stato civile.
3) Procedimenti in materia tavolare.
4) Procedimenti, anche esecutivi, di opposizione e cautelari, in materia di assegni di mantenimento della prole.
5) Procedimenti per l'interdizione e dell'inabilitazione e dell’amministrazione di sostegno.
6) Procedimenti relativi all'assenza e alla dichiarazione di morte presunta.
7) Procedimenti relativi ai minori, agli interdetti e agli inabilitati.
8) Procedimenti relativi ai rapporti patrimoniali tra i coniugi.
9) Procedimenti di cui all'art. 3 della L. 24 marzo 2001, n. 89 (Legge Pinto).
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Esame di avvocato 2013/2014 - prova di diritto civile, prima e seconda traccia
Anche quest'anno pubblichiamo le tracce assegnate oggi 10 dicembre 2013 all'esame per l'abilitazione alla professione di avvocato. Di seguito le tracce dei pareri.
Esame avvocato Milano 2012/2013: i risultati degli scritti on line
Anche a Milano sono stati pubblicati oggi i risultati dell'esame di avvocato, tenutosi lo scorso dicembre 2012.
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