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La sentenza massonica di espulsione. Il Gran Maestro della Massoneria, con circolare n.54, così si esprimeva: - PDF
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Marina Letizia Manzi
1 La sentenza massonica di espulsione Il Gran Maestro della Massoneria, con circolare n.54, così si esprimeva: Rispett. Maestri Venerabili, Cari Fratelli. Compio il mio dovere partecipandovi che il Tribunale del Grande Oriente chiamato a giudicare il Fratello Nunzio Nasi, nella sua Adunanza del 7, emise la seguente sentenza: IL TRIBUNALE Constatata la contumacia legale dell accusato; udito il Grande Oratore nelle sue conclusioni, con cui, in applicazione dei commi 4,5 e 10 dell art.97 delle Costituzioni, domanda l espulsione definitiva dall Ordine del Fratello Nunzio Nasi, con tutte le conseguenze di cui all art.98 delle Costituzioni stesse, prima parte n 1, Omissis Visti ed applicati gli articoli suddetti; ritiene il Fratello Nunzio Nasi colpevole: a) di violazione manifesta dei principi fondamentali del Sodalizio; b) di atti che intendono ad avvilire la Massoneria; c) di azioni disoneste compiute nel mondo profano e però lo condanna all espulsione dall Ordine, disponendo che la sentenza sia comunicata a tutte le Logge della 32
2 Comunione Italiana e alle Potenze Massoniche confederate e che ne sia data notizia al mondo profano per mezzo della pubblica stampa. Roma lì 7 Maggio 1904 * * * Nunzio Nasi, dopo molto tempo, così commentò la sentenza: 1 La fantasia eccitata dal mistero, fa credere ai profani che l Ordine massonico disponga di una forza settaria a beneficio dei suoi affiliati. Obbedendo ad un tale preconcetto si disse che la Massoneria mise in opera tutti i mezzi per favorirmi. Nulla di più contrario alla verità. Lo dimostrò subito una circolare del Gran Maestro dello Ordine comunicata ai giornali contro ogni regola e consuetudine dell Ordine. Poco dopo fu resa pubblica la mia espulsione, che, secondo la dichiarazione del Gran Maestro perché citato non mi presentai al Tribunale Massonico. La Massoneria, pertanto, giudicò la mia assenza senza attendere almeno i risultati dell istruttoria del magistrato, né potevano essere ritenuti sufficienti quella dell inchiesta parlamentare. La Massoneria deve essere l ultima a giudicare coi mezzi propri di ricerca, che la mettono in grado di conoscere e valutare i fatti più riservati. La stessa Commissione parlamentare si limitò ad esporre i risultati della sua indagine, ma non discusse alcun mezzo di prova. Il dispositivo della sentenza del Tribunale massonico merita un attenta valutazione. Non avere ottemperato 1 Memorie, pag
3 all invito di presentarsi per scagionarsi dalle irregolarità che gli si attribuivano, può essere considerata colpa massonica, e perciò perseguibile, per il comportamento dimostrato di non curanza nei confronti degli inquirenti. L avere, peraltro, incentrata la motivazione del dispositivo sull attività esterna che avrebbe, comunque, avvilito la Massoneria e giudicato disoneste alcune azioni compiute dal Nasi, significa valutare ultra petitum e dare un giudizio di merito avallando la relazione Saporito, senza che la stessa fosse stato oggetto di esame da parte degli organi inquirenti esterni all Ordine, costituendo in tal modo un precedente grave del Tribunale massonico. Non un giudizio formale, come aveva dichiarato il Gran Maestro Ferrari con la circolare n 52, ma un giudizio sostanziale che può avere influito sull opinione pubblica, e, quindi indirettamente, successivamente, sull Alta Corte di Giustizia. Si riscontra, altresì, un atteggiamento abnorme e dissueto del Tribunale massonico, tenuto conto della segretezza con cui si svolgono le attività e i giudizi del predetto organo, nell avere ordinato la pubblicazione della sentenza tramite stampa e ciò nonostante le precedenti decisioni della Giunta del 4 aprile La Gran Loggia del Rito Simbolico cui Nasi era stato per anni Presidente, come si rileva dagli atti di Giunta dell 11 maggio 1904, si limita a prendere atto del giusto giudizio a carico del Fratello Nunzio Nasi che in qualche modo libera la Massoneria dall onda di sospetto che la investe. Perché tanta fretta per la redazione e la pubblicazione della sentenza se il Fratello Barzilai, componente del Tribunale, ne aveva chiesto il rinvio in attesa della ricezione di una sua lettera spedita da Catanzaro, e 34
4 perché il Fratello Camera convince la Giunta, nella seduta dell 11 maggio 1904, a dare senz altro corso alla circolare? 1 La Massoneria era venuta a conoscenza del provvedimento del mandato di cattura che nella mattinata del 9 Maggio (giorno successivo alla sentenza massonica) sarebbe stato spiccato nei confronti di Nasi dal giudice istruttore Mastrocinque? 2 Perché l Agenzia Italiana annunciando l espulsione di Nasi dall Ordine fu messa in grado di pubblicare anche i nomi dei componenti il Tribunale massonico e del Camera che aveva pronunciato la requisitoria? (Adunanza di Giunta dell 11 maggio 1904.) Un interrogativo ulteriore potrebbe sorgere se si approfondisse l appartenenza politica di alcuni Fratelli accusatori. Virgilio Nasi, in una nota delle Memorie del padre, parlando dell On.Camera sostiene che lo stesso che era stato l autore dell accusa contro Nasi era più servo di Giolitti che della Massoneria. Giolitti si serviva di lui per esercitare influenze sulla Massoneria 3 Per Nasi, non si attese il pronunciamento dell autotorità giudiziaria - atteggiamento perseguito per Francesco Crispi - e la sua amarezza fu enorme. Nelle Memorie egli afferma: 1 Secondo la Tribuna, la Massoneria aveva deciso di attendere il processo intentato contro Nasi, prima di prendere una decisione al di lui riguardo. Però un massone, che appartiene agli alti gradi della Massoneria fece ai colleghi rivelazioni delicatissime, importantissime e di indole tale, che il Gran Consiglio Massonico decise di espellere senz altro il confratello indegno. (da: L Osservatore Romano del 17/5/1904) 2 La vicenda Nasi, Salvatore Girgenti, pag.15 3 Memorie, storia di un dramma parlamentare Nunzio Nasi, pag
5 Lo spirito e la lettera della Costituzione (massonica) stabiliscono questo dovere (cooperazione fraterna) fino a che non intervenga un giudizio profano dinanzi e dopo il quale la Massoneria prende le sue risoluzioni. Questa legge fu votata. Un documento tra le mie carte dimostra come tali norme e cautele la Massoneria praticava in difesa di un altro ex Ministro, nel mentre lasciava correre l iniqua persecuzione verso di me. 1 Il figlio Virgilio ribadisce che: il documento a cui si riferisce l On.Nasi è una lettera con la quale il Gran Maestro Ettore Ferrari implorava aiuto per difendere la reputazione dell ex Ministro Ferdinando Martini investito da pubbliche accuse. Il Ferrari si affrettava ad impartire insegnamenti come i seguenti - la cui portata è evidente - che non preoccuparono certo la Massoneria nei riguardi di Nasi : Se il Fratello Martini ha mancato, tu sai che avremmo il dovere di allontanarlo da noi, ma non di darlo in pascolo, senza formale giudizio ai nostri avversari, che se ne servirebbero a detrimento dell Ordine Faccio quindi appello ai nostri sentimenti fraterni perché non venga offesa nel mondo profano la onorabilità di un fratello che, sino a prova contraria, per il suo impegno merita ogni nostro rispetto e appoggio da parte nostra. Ripeto se hai prova contro di lui vediamola prima tra noi. 2 Nunzio Nasi conferma che la sentenza massonica era stata quantomeno inopportuna: certo è che la decisione del Tribunale diede in quel momento forza ad ogni falsità ed, amareggiato, così scriveva, in data 6 giugno 1904, al Gen. Ugo Brusati: 1 Memorie, storia di un dramma parlamentare Nunzio Nasi, pag Memorie, storia di un dramma parlamentare Nunzio Nasi, pag
6 Anche la Massoneria alla quale nulla io avevo chiesto ma nella quale io avevo intrapreso un opera di riforma, che a molti non piaceva, si affrettò ad abbandonarmi. Il più elementare senso di giustizia imponeva di attendere la sentenza del magistrato. 1 Il timore di Nathan che la sentenza massonica avrebbe prodotto un riverbero negativo sull intera Istituzione, non tardò a concretizzarsi. 2 La stampa nazionale e locale filo-nasiana ed avversa, con visioni evidentemente opposte dei fatti, attaccarono la Massoneria, rea di avere abbandonato il Fratello, criticando aspramente gli accusatori dell ex Ministro. Il Giornale di Trapani, in data 26 ottobre 1904, nel richiamare l attenzione dei lettori su tale circostanza, sottolineava in un articolo intitolato Il più gran tradimento : Nel numero 7 di questo giornale abbiamo detto che la Massoneria ha vigliaccamente abbandonato, condannato l On. Nasi ed aggiunto: a quale perfidia scellerata non si ispirano alcuni meschini furfantelli che intenderebbero dare l ultimo crollo a questo gigante del pensiero, dell anima italiana, facendo credere che Egli è stato radiato dalla Massoneria, perché ha commesso la colpa massima. Essi si guardarono però dal fare opera perché questa colpa sia determinata, chiarita, provata; perché anche essi sono convinti che, svelato il segreto, non il Nasi ne ritrarrebbe danno maggiore, ma i suoi crocifissori, che non sanno quel che si fanno. Forse essi mai 1 Memorie, storia di un dramma parlamentare Nunzio Nasi, pag L Osservatore Romano del 15/3/1904 riporta un articolo dell Avanti secondo il quale Il Gran Maestro della Massoneria avrebbe invitato l ex ministro Nasi a passare nella categoria dei sonnolenti, fino a che non sia fatta luce sul suo operato 37
7 saranno conosciuti in tutta la laidezza della loro colpa, ma di questa a poco a poco, se ne rivelerà tanto quanto sarà sufficiente perché gli onesti possano giudicare con serenità. Con lo stesso articolo si attaccava l On. Camera, definito dall Avanti grande inquisitore massonico, tacciandolo di tradimento per il ruolo di accusa avuto e per le sue aspirazioni ministeriali. Per comprendere appieno il valore e i significato del dispositivo della sentenza massonica, nella parte che in cui stigmatizza la disonestà delle azioni profane compiute dal Nasi, occorre considerare che, in assenza di prove rilevate dalla magistratura ordinaria o dal Parlamento, al momento della pubblicazione, i Fratelli del Tribunale massonico non potevano disporre, almeno formalmente, che della relazione con le presunte irregolarità accertate dall On. Vincenzo Saporito, rese di pubblica opinione dalla stampa. Tali accuse, appresso riportate, erano, infatti, ancora al vaglio degli organi inquirenti: - che la gestione dei fondi destinati alle spese di stampa rilevava l uso di considerevole parte della somma erogata per spese non di ordine pubblico, - che i fondi stanziati in bilancio per sussidi a corpi morali, ecc. risultavano in gran parte, spesi all infuori delle norme regolamentari, - che l assegnazione di sussidi ad artisti ed a scuole era stata fatta con criteri spesso indeterminati ed aveva servito più volte a mascherare il pagamento del prezzo di oggetti d arte, di alcuni dei quali l amministrazione dichiarava di non avere avuto più notizia: oppure erano serviti a compensare servizi non attinenti alle Belle Arti, 38
8 - che il fondo per le spese di ispezioni o missioni era stato, per la parte erogate per missioni del ministro giustificato, per la quasi totalità della somma, sulla semplice parola del Comm. Lombardo, segretario particolare dell On. Nasi, - che i bisogni della corrispondenza postale della segreteria particolare del ministro, avevano portato la spesa dal 1 Luglio 1901 al 3 Novembre 1903, di ,85 senza che risultasse l impegno della relativa somma, - che il fondo, destinato ai sussidi dei maestri elementari, bisognosi, era stato amministrato dalla segreteria particolare del ministro, e mediante mandato di anticipazione tratto a favore dell economo del Ministero, per la somma di ,90; e molte delle firme apposte per quietanza sugli ordini di pagamento, sebbene di persone diverse fra loro, tuttavia presentavano delle impressionanti affinità calligrafiche, - che la gestione del fondo per il lavoro manuale educativo e dell agraria era stata accentrata per una parte notevolissima dalla segreteria particolare del ministro; e che non poche delle persone sussidiate avevano qualifiche ignote o titoli tali da contrastare con la ragione o lo scopo del sussidio, - che sul fondo delle spese casuali erano state direttamente prelevate dal Ministro lire 2500 e dal Lombardo lire 4000, in tutto lire 6500, giustificate con semplici ricevute dall uno o dall altro, - che la Reale Calcografia di Roma,in seguito ad ordini del Ministro o da ufficiali autorizzati, aveva spedito stampe e volumi del valore di lire 6712 e di queste stampe il Ministero non conosceva né l uso né la destinazione, - che, con i fondi delle spese casuali erano stati acquistati con lire 2404,95 libri per l uso del ministro, 39
9 - che erano state spese lire ,14 per rilegature di volumi giunti al ministro e che non esistevano più alla Minerva, - che con i fondi delle spese casuali erano stati acquistati oggetti artistici dei quali si ignoravano la destinazione e l uso, - che con il materiale acquistato dal ministero e col lavoro dei suoi operai, pagati l uno o l altro sui fondi delle spese d ufficio, erano stati costruiti per conto del ministro e del suo segretario particolare mobili e fatti lavori nelle abitazioni private, specialmente del primo. 1 1 La vicenda Nasi e i suoi riflessi sull opinione pubblica italiana Salvatore Girgenti-pagg,12,13,Ed.Libera Universitaria Trapani,
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