Source: http://isoladellefemminesindaco.blogspot.com/2014/12/
Timestamp: 2018-02-21 09:27:27+00:00

Document:
Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: dicembre 2014
Rifiutiamo i Rifiuti: RIFIUTI, LA REGIONE BLOCCA LA RACCOLTA IN 71 COMUN...
RIFIUTI, LA REGIONE BLOCCA LA RACCOLTA IN 71 COMUNI.
L'ALLARME DEI SINDACI
Discariche chiuse o
sature. Ordinanza vieta di gettare la spazzatura in discarica per 7 giorni nel
palermitano e nell'agrigentino per consentire ai comuni trapanesi e messinesi
di scaricare. Il sindaco Orlando all'attacco: "La Regione crea ad arte l'emergenza
per riaprire la discarica privata di Siculiana"
Vietato gettare la spazzatura: con una ordinanza la Regione impedisce per sette giorni a 40 comuni della provincia di Palermo - 47 da domani e 24 a partire dal 6 gennaio - di portare la spazzatura in discarica per dare la possibilità ad altri comuni del trapanese e del messinese - che non scaricano da giorno 20 dicembre - di poter abbrancare la spazzatura. Lo stop al conferimento da domani e fino al 6 gennaio riguarderà il palermitano, mentre dal 6 e per altri sette giorni toccherà ad altri 23 comuni dell'agrigentino, compresa Agrigento città. Al momento i comuni scaricavano nella discarica di Catania, considerato che da un mese la discarica di Siculiana è chiusa. Un'emergenza che va avanti da settimane e che ha costretto la Regione a chiedere al ministero di poter inviare la spazzatura all'estero.
"Disservizi, pericoli per la salute pubblica e dissanguamento dei comuni: quella della Regione è una azione programmata per creare emergenza", denuncia il sindaco di Palermo e presidente dell'Anci Sicilia Leoluca Orlando che lancia un pesante atto di accusa nei confronti di Palazzo d'Orleans. "La verità che si sta creando l'emergenza per consentire alla discarica di Siculiana, discarica privata, di riaprire i battenti e poter accogliere fino a 3 mila tonnellate di spazzatura". I Comuni del palermitano hanno raggiunto Palazzo delle Aquile per chiedere una immediata modifica dell'ordinanza: "Siamo sconcertati: come possiamo dire ai cittadini di tenere la spazzatura a casa? è un provvedimento criminale".
I sindaci del palermitano, insieme con Orlando, chiedono alla Regione di autorizzare l'abbancamento a Bellolampo: " Noi e la Rap ci siamo messi a disposizione per aprire le porte di Bellolampo, ma la Regione dopo sopralluoghi e riunioni ce lo ha vietato", attacca Orlando. Gli unici comuni che non sono toccati dal provvedimento sono quelli di Monreale, Villabate, Carini e Bagheria che già scaricano a Bellolampo e quello di Partitico. I primi cittadini, da quello di Ficarazzi a quello di Casteldaccia, sono furiosi. "Creerò una discarica in un'area abbandonata di 3 mila metri quadri - attacca il sindaco di Cinisi Gian Giacomo Palazzolo - violo la legge? Non posso certo dire alle persone di tenere i rifiuti in casa".
I primi a partire da domani sono i comuni del palermitano. Eccoli: Ficarazzi, Balestrate, Borgetto, Capaci, Cinisi, Giardinello, Isola delle Femmine, Montelepre, Torretta, Trappeto, Cefalù, Termini Imerese, Trabia, Palazzo Adriano, Prizzi, Caccamo, Misilmeri, Belmonte Mezzagno, Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Altofonte, Camporeale, Piana degli Albanesi, Roccamena, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Santa Cristina Gela, Altavilla Milicia, Bolognetta, Campofelice di Fitalia, Casteldaccia, Castronovo di Sicilia, Cefalà Diana, Ciminna, Godrano, Lercara Friddi, Marineo, Mezzojuso, Misilmeri, Roccapalumba, Santa Flavia, Ventimiglia di Sicilia, Vicari e Villafrati.
Nell'agrigentino il blocco parte invece dal 6 gennaio. I comuni interessati sono: Agrigento, Aragona, Cammarata, Castrofilippo, Casteltermini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Comitini, Sant’Angelo Muxaro, Canicattì, Ravanusa, Camastra, Campobello di Licata, Licata, Naro e Palma di Montechiaro.
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/12/30/news/rifiuti_la_regione_blocca_la_raccolta_in_47_comuni_l_allarme_dei_sindaci-104032959/
DI ISOLA DELLE FEMMINE
COPIA DI DELIBERAZIONE
DELLA COMMISSIONE STRAORDINARIA
CON I POTERI DEL CONSIGLIO
N. 18 DEL 30/09/2014
Oggetto: APPROVAZIONE
PIANO ECONOMICO FINANZIARIO DEL SERVIZIO DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI PER
L’ANNO 2014 E DELLA RELATIVA RELAZIONE ILLUSTRATIVA - DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE
DELLA TASSA SUI RIFIUTI - “TARI” ANNO 2014
L’anno duemilaquattordici e questo giorno 30 del mese di settembre,
alle ore 12.30 nella sala delle adunanze della Sede Comunale si è riunita la
Commissione Straordinaria per la gestione dell’Ente, nominata con Decreto del
Presidente della Repubblica in data 12 novembre 2012, in conseguenza dello
scioglimento degli organi elettivi del Comune disposto con il medesimo
provvedimento a norma dell’art 143 del D. Lgs. 18.08.2000, n°267
Sono rispettivamente presenti ed assenti i Sigg.:
Dott. VINCENZO Commissario
Dott.ssa CARMELINA Commissario
Dott. GUGLIELMO Commissario
Totale Presenti: 3 Totale Assenti:
Assume la presidenza il dr. Vincenzo Covato ,
nella qualità di componente più anziano d’età, ai sensi dell’art. 1, 1° comma,
del decreto del Ministro dell’Interno n°523 del 28.07.1995.
Partecipa il Segretario comunale dottoressa
Sonia ACQUADO. Il Presidente, constatato che gli intervenuti
sono in numero legale, dichiara aperta la seduta ed invita i convocati a
deliberare sull’oggetto sopraindicato.
funzionari responsabili del Settore 2° e del Settore 5°
ciascuno secondo le
rispettive competenze;
a) con i commi 639 e
seguenti dell'articolo 1 della legge n. 147 del 27.12.2013, come modificati dal
DL 6.3.2014, n.16 e relativa legge di conversione 2.5.2014, n.68, è stata
istituita, a far data dal 1° gennaio 2014, l'imposta unica comunale (IUC);
b) la IUC si articola:
- nella componente
patrimoniale, costituita dall'imposta municipale propria (IMU), di cui all'art.
del D.L. 6 dicembre 2011,
n. 201 e s.m.i;
- nella componente servizi,
articolata a sua volta:
nel tributo per i servizi
indivisibili (TASI), destinato al finanziamento dei servizi indivisibili
comunali;
nella tassa sui rifiuti
(TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento
dei rifiuti;
c) con la deliberazione
della Commissione straordinaria n. 13 del 03/09/2014 e s.m.i. è stato approvato
il regolamento comunale per la disciplina dell'imposta unica comunale (IUC);
d) per effetto dei commi
704 e 749 dell'art.1 della legge n.147/2013, e s.m.i., risulta abrogato, a far
data dal 1° gennaio 2014, l'art. 14 del DL 6.12.2011, n.211, e s.m.i., relativo
alla istituzione del tributo TARES;
e) secondo quanto previsto
dall'art.1, comma 683, della legge n.147/2013, e s.m.i, "Il consiglio
comunale deve approvare entro il termine fissato da norme statali per
l'approvazione del bilancio di previsione, le tariffe
TARI in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti
urbani, redatto dal soggetto che svolge il servizio stesso ed approvato dal
consiglio comunale o da altra autorità competente a norma delle leggi vigenti
in materia, ……..";
f) ai sensi dell'art.1,
commi 651 e 682, lettera a), n.1), della legge n.147/2013, e s.m.i., è stato
stabilito, nell'art.30, comma 2, del succitato regolamento comunale per la
disciplina della IUC, che la tariffa della TARI "è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per
unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività
svolte, sulla base delle disposizioni contenute nel decreto del Presidente
della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158, tenuto conto, per gli anni 2014 e
2015, di quanto stabilito dall'art.1, comma 652, ultimo periodo, della legge
n.153/2013, introdotto dall'art.2, comma 1, lettera e-bis), del DL 6.3.2014,
n.16, quale risulta convertito nella legge 2.5.2014, n.68.";
g) questo Comune ha
stabilito di fare riferimento per la determinazione delle tariffe della TARI
contenute nel D.P.R. 27.4.1999, n.158, in
quanto basate su un approfondito e collaudato sistema di calcolo che garantisce
maggiore affidabilità ed equità per quanto attiene il rispetto del principio
del "chi inquina paga";
h) l'art. 8 del D.P.R.
27.4.1999, n.158 dispone che, ai fini della determinazione della tariffa, i
comuni approvano il
piano finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione dei rifiuti
urbani, individuando in particolare i costi del servizio e gli elementi
necessari alla relativa attribuzione della parte fissa e di quella variabile
della tariffa, per le utenze domestiche e non domestiche;
i) sulla scorta delle
indicazioni ricavate dal piano dei costi elaborato
dalla Società d'ambito per l'anno 2013 e delle ulteriori indicazioni ricavabili dal piano Aro elaborato dal Comune,
è stato redatto il piano economico finanziario per l'anno 2014, di cui
all'art.8 del D.P.R. 27.4.1999, n.158, (allegato al presente provvedimento
sotto il numero "1" ed accompagnato dalla relativa Relazione
illustrativa rimessa in allegato n. "2", dal quale si evince che i costi complessivi del servizio di gestione integrata dei
rifiuti sono stati presuntivamente quantificati, per l'anno 2014, in euro
1.686.718,28, oltre il tributo provinciale per
l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell'ambiente di cui
all'art. 19 del D.Lgs. 30.12.1992, n.504, pari al 5%, la cui applicazione è
stata confermata dall'art.1, comma 666, della legge n.147/2013, e s.m.i.;
l) ai sensi dell'art. 1,
commi 662, 663 e 664 della legge n.147/2013, e s.m.i, i comuni applicano la
TARI in base a tariffa giornaliera per coloro che occupano o detengono
temporaneamente, con o senza autorizzazione, locali o aree pubbliche o di uso
pubblico e che, ai sensi dell'art.38 del succitato regolamento comunale di
disciplina della IUC, la misura tariffaria è determinata in base alla tariffa
annuale della tassa, rapportata a giorno, maggiorata sino al 100%;
m) è stato redatto, a
seguito di numerose elaborazioni e con l'assistenza della ditta Maggioli, lo
schema delle tariffe della TARI 2014, per le utenze domestiche e non domestiche,
allegato al presente provvedimento sotto il numero "3", determinate
sulla base del predetto piano finanziario e delle banche dati dei contribuenti,
e finalizzate ad assicurare la copertura integrale dei costi del servizio per
l'anno 2014, in conformità a quanto previsto dell'art. 1, comma 654, della
legge n.147/2013, e s.m.i.;
n) si è ritenuto opportuno
ripartire i costi tra utenze domestiche e utenze non domestiche nonché fissare
i coefficienti Ka, Kb, Kc e Kd di cui al D.P.R. n.158/1999, nelle misure e
secondo i criteri che sono specificati nella citata Relazione all'applicazione
della Tassa sui Rifiuti (TARI) per l'anno 2014 (in allegato n. 2), avendo come
obiettivo quello contenere per quanto possibile - almeno per la generalità
delle utenze - lo scostamento del carico tributario conseguente al passaggio
dal vecchio e consolidato sistema tariffario TARSU a quello TARI;
o) che
nella elaborazione delle tariffe è stata già considerata (ancorché con una
prudenziale riduzione del 33%) l'incidenza relativa alle nuove utenze (circa
550) in atto oggetto di recupero nell'ambito delle attività di lotta
all'evasione del tributo posta in essere dagli uffici;
p) che, al fine di
corrispondere pienamente al principio "chi inquina paga", sono stati
caricati all'erario comunale i costi (€. 54.429,26) relativi alle seguenti
superfici comunali:
costo uffici comunali €.
10.415,56 costo scuole €. 28.068,51 (ex comma 655, art. 1 legge 147/2013) costo
cimitero €. 15.945,19 nonché, in applicazione del principio sancito dal comma
660 dell'art. 1 della legge 147/2013), sono finanziati con risorse della
fiscalità generale i costi relativi alle agevolazioni facoltative stabilite con
il regolamento TARI (art. 40 comma 3 relativo alla riduzione del 30% per
abitazione con unico occupante di età superiore a 65%) per un importo di €.
14.984,95;
Considerato che con
deliberazione n. 94 del 23.12.2013, adottata dal Commissario straordinario
della ex Provincia regionale di Palermo, oggi libero Consorzio comunale di
Palermo, è stato confermato nella misura del 5% il tributo provinciale per
l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell'ambiente (TEFA)
di cui all'art. 19 del D.Lgs. 30.12.1992, n.504, applicabile alla TARI per
esplicita previsione dell'art.1, comma 666, della legge n.147/2013, e s.m.i;
Ritenuto di procedere
all'approvazione del piano economico finanziario, allegato sub "1" e
della relativa Relazione illustrativa di cui all'allegato sub "2",
nonchè alla determinazione delle tariffe desunte dai calcoli analitici
riportati nell'allegato sub "3", della tassa sui rifiuti - TARI per
l'anno 2014;
Visto l'art. 48, comma 2,
del succitato regolamento comunale per la disciplina della IUC, nel quale è
stato previsto che il versamento della TARI per l'anno cui si riferisce la
tassazione è effettuato in 3 rate, alle seguenti scadenze:
1^ rata: entro il 16
novembre 2014; (con facoltà di versamento entro tale data anche in unica
soluzione)
2^ rata: entro il 16
gennaio 2015;
3^ rata: entro il 16 marzo
Visti i prospetti contabili
in allegato n. "4 a-b"alla citata Relazione al Pianto economico
finanziario per l'applicazione della TARI 2014 da cui si evince la
"verifica della congruenza" delle tariffe sia delle utenze domestiche
che delle utenze non domestiche;
Visto il Decreto del
Ministero dell'Interno del 18/07/2014 che ha ulteriormente differito al 30
settembre 2014 il termine per l'approvazione del bilancio di previsione
dell'anno 2014;
sottopongono
all'esame della Commissione straordinaria la seguente proposta di deliberazione
1) Di approvare il seguente
piano economico finanziario relativo al servizio di gestione dei rifiuti urbani
per l'anno 2014 e la relativa Relazione illustrativa, nelle risultanze
analiticamente indicate rispettivamente negli allegati sub "1" e sub
"2":
CRT - Costi di raccolta e
trasporto RSU € 699.209,15
CTS - Costi di trattamento
e smaltimento RSU € 578.940,00
CRD - Costi di raccolta
differenziata per materiale € 73.235,52
CTR - Costi di trattamento
e riciclo € Totale (A) € 00,00 a detrarre 50% costi di personale stimati
servizi (art. 2, all. 1 punto 2.2 DPR 158/1999) nella misura di €. 472.984,63
TOTALE PARTE VARIABILE €. 874.400,04
CSL - Costi spazzamento e
lavaggio strade e aree pubbliche € 99.724,79
CARC - Costi amministrativi
di accertamento, risc.ne e contenzioso € 66.854,75
CGG - Costi generali di
gestione € 50.485,46
a sommare 50% costi di
personale stimati servizi (art. 2, all. 1
punto 2.2 DPR 158/1999)
nella misura di €. 472.984,63 (+)
CCD - Costi comuni diversi
€ 7.362,92
AC - Altri costi €
148.202,09
CK - Costi d'uso del
capitale € 20.207,94
TOTALE PARTE fissa €. 865.822,58
TOTALE GENERALE COSTI DEL
SERVIZIO ANNO 2014 [(A) + (B)] €
1.744.222,62
2) Di determinare per l'anno 2014 le seguenti tariffe
della tassa sui rifiuti - TARI, per come analiticamente calcolate nell'allegato
sub "3" sulla base dei costi risultanti dal piano economico
finanziario, tenuto conto delle riduzioni applicate ai contribuenti che devono
essere coperte con i proventi dello stesso tributo;
3) di dare atto che:
a) nella elaborazione delle tariffe è stata già
considerata (ancorché con una prudenziale riduzione del 33%) l'incidenza
relativa alle nuove utenze (circa 550) in atto oggetto di recupero nell'ambito
delle attività di lotta all'evasione del tributo posta in essere dagli uffici;
e che, al fine di corrispondere pienamente al principio "chi inquina
paga", sono stati caricati all'erario comunale i costi (€. 54.429,26)
relativi alle seguenti superfici comunali:
costo uffici comunali €. 10.415,56
costo scuole €. 28.068,51 (ex comma 655, art. 1 legge
147/2013)
costo cimitero €. 15.945,19
nonché, in applicazione del principio sancito dal
comma 660 dell'art. 1 della legge 147/2013), sono finanziati con risorse della fiscalità generale i
costi relativi alle agevolazioni facoltative stabilite con il regolamento TARI
(art. 40 comma 3 relativo alla riduzione del 30% per abitazione con unico occupante di età superiore a 65%) per un importo di €.
b) per l'anno 2014, secondo stabilito dall'art.48 del
vigente regolamento comunale per la disciplina della IUC, il versamento della
tassa sui rifiuti - TARI deve essere effettuato in autoliquidazione in 3 rate,
alle seguenti scadenze, utilizzando i sistemi di pagamento stabiliti dal comma
688 dell'art.1 della legge 27.12.2013, n.147, e s.m.i.:
1^ rata: entro il 16 novembre 2014; (con facoltà di
versamento entro tale data anche in unica
2^ rata: entro il 16 gennaio 2015;
3^ rata: entro il 16 marzo 2015;
c) come si evince dai prospetti contabili in allegato
n. "4 a-b", viene confermata la "verifica della congruenza" delle tariffe sia delle utenze
domestiche che delle utenze non domestiche rispetto all'obbligo di copertura
integrale del costo del servizio di igiene ambientale;
4) Di autorizzare l'iscrizione in bilancio di uno
specifico intervento di spesa per il finanziamento della spesa relativa al
costo del servizio imputabile alle "superfici comunali" (€.
54.429,26) nonché della spesa relativa al costo corrispondente alle riduzioni
facoltative di cui al comma 660 della legge 147/2013;
5) pubblicare la presente deliberazione anche sul sito
web istituzionale di questo Comune, per le finalità e secondo i tempi indicati
nell'art.48, comma 6, del regolamento comunale per la disciplina della IUC;
6) Di dare atto che la previsione di gettito della
tassa sui rifiuti - TARI relativa all'anno 2014, viene a determinarsi nei
seguenti importi:
- Gettito della TARI €. 1.686.818,00 di cui:
utenze domestiche €. 1.174.539,00
utenze non domestiche €. 512.179,00
- Gettito tributo provinciale TEFA (5% di
1.686.818,00) €. 84.340,90
- Totale €. 1.771,158,90
7) In adempimento a quanto stabilito dall'art.13,
comma 15, del D.L. n.201/2012 e s.m.i, di trasmettere la presente deliberazione
per via telematica al Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento
delle finanze, entro il termine di cui all'articolo 52, comma 2, del decreto
legislativo n. 446 del 1997, e comunque entro trenta giorni dalla data di
scadenza del termine previsto per l'approvazione del bilancio di previsione;
8) Di munire il provvedimento di approvazione della
presente proposta della clausola di immediata esecutività, stante la necessità di provvedere tempestivamente
ai conseguenziali adempimenti correlati alla riscossione della tassa.-
F.to Dott. Ignazio Tabone
F.to Arch. Enrico Minafra
Pareri ed attestazione ai sensi degli artt. 53 e 55,
comma 5 della legge 142/90 recepiti con l'art. 1 l.r. n.48/91. Si esprime parere favorevole sulla regolarità tecnica
e contabile della superiore proposta di deliberazione
Il Responsabile servizi Finanziari
Vista la superiore proposta di deliberazione,
corredata dai pareri prescritti;
Con votazione unanime espressa per alzata di mano
Di approvare ad unanimità per alzata di mano
Indi, con separata votazione, si dichiara la
presente immediatamente esecutiva.
(tratta
dal sito del Comune di Isola delle Femmine)
D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158
Regolamento recante
norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del
servizio di gestione del ciclo dei rifiuti
1. Ai fini
della determinazione della tariffa ai sensi dell'art. 49, comma
8, del decreto legislativo n. 22 del 1997, il
soggetto gestore del ciclo dei rifiuti urbani di cui all'art. 23
del decreto legislativo 5
febbraio 1997, n. 22,
e successive modificazioni e integrazioni, ovvero i singoli comuni, approvano
il piano finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione dei
rifiuti urbani, tenuto conto della
forma di gestione
del servizio prescelta tra quelle previste dall'ordinamento.
Decreto Legislativo 13
gennaio 2003, n. 36 Articolo
(Costi dello smaltimento dei rifiuti nelle discariche)
1. Il prezzo corrispettivo per lo
smaltimento in discarica deve coprire i costi di realizzazione e di esercizio dell'impianto,
i costi sostenuti per la prestazione della garanzia finanziaria ed i costi
stimati di chiusura, nonche' i costi di gestione successiva alla chiusura per
un periodo pari a quello indicato all'art. 10 comma 1, lettera i).
http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/03036dl.htm
LEGGE 147/2013
(LEGGE DI STABILITA' 2014)
646. Per l'applicazione della TARI
si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti
prelievi sui rifiuti. Relativamente all'attivita' di
accertamento, il comune, per le unita' immobiliari iscritte o iscrivibili nel
catasto edilizio urbano, puo' considerare come superficie assoggettabile alla TARI
quella pari all'80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138.
650. La TARI e' corrisposta in base a tariffa
commisurata ad anno solare coincidente con un'autonoma obbligazione tributaria.
651. Il comune nella commisurazione della
tariffa tiene conto dei criteri determinati con il regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.
652. Il comune, in alternativa ai criteri
di cui al comma 651 e nel rispetto del principio «chi inquina paga», sancito dall'articolo 14 della direttiva 2008/98/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti,
puo' commisurare la tariffa alle quantita' e qualita' medie ordinarie di
rifiuti prodotti per unita' di superficie, in relazione agli usi e alla
tipologia delle attivita' svolte nonche' al costo del servizio sui rifiuti. Le
tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate dal
comune moltiplicando il costo del servizio per unita' di superficie imponibile
accertata, previsto per l'anno successivo, per uno o piu' coefficienti di
produttivita' quantitativa e qualitativa di rifiuti.
653. A partire dal 2016, nella determinazione
dei costi di cui al comma 654, il comune deve avvalersi anche delle risultanze
dei fabbisogni standard.
654. In ogni caso deve essere assicurata la
copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al
servizio, ricomprendendo anche i costi di cui all'articolo 15 del
decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, ad esclusione dei costi
relativi ai rifiuti speciali al cui smaltimento provvedono a proprie spese i
relativi produttori comprovandone l'avvenuto trattamento in conformita' alla
656. La
TARI e' dovuta nella misura massima del 20 per cento della tariffa, in caso di
mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in
grave violazione della disciplina di riferimento, nonche' di interruzione del
servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che
abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorita' sanitaria di
danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente.
Nelle zone in cui non e' effettuata la raccolta, la TARI e' dovuta in misura
non superiore al 40 per cento della tariffa da determinare, anche in maniera
graduale, in relazione alla distanza dal piu' vicino punto di raccolta
rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita.
Nella modulazione della tariffa sono assicurate riduzioni per la raccolta
differenziata riferibile alle utenze domestiche.
660. Il comune puo' deliberare, con
regolamento di cui all'articolo
52 del citato decreto legislativo n. 446 del 1997, ulteriori riduzioni ed
esenzioni rispetto a quelle previste alle lettere da a) ad e) del comma 659. La
relativa copertura puo' essere disposta attraverso apposite autorizzazioni di
spesa che non possono eccedere il limite del 7 per cento del costo complessivo
del servizio. In questo caso, la copertura deve essere assicurata attraverso il
ricorso a risorse derivanti dalla fiscalita' generale del comune stesso.
661. Il tributo non e' dovuto in relazione
alle quantita' di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato
al recupero.
683. Il
consiglio comunale deve approvare, entro il termine fissato da norme statali
per l'approvazione del bilancio di previsione, le tariffe della TARI in
conformita' al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani,
redatto dal soggetto che svolge il servizio stesso ed approvato dal consiglio
comunale o da altra autorita' competente a norma delle leggi vigenti in
materia, e le aliquote della TASI, in conformita' con i servizi e i costi
individuati ai sensi della lettera b), numero 2), del comma 682 e possono
essere differenziate in ragione del settore di attivita' nonche' della
tipologia e della destinazione degli immobili.
686. Ai
fini della dichiarazione relativa alla TARI, restano ferme le superfici dichiarate
o accertate ai fini della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani di
cui al decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 (TARSU), o della tariffa di
igiene ambientale prevista dall'articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio
1997, n. 22 (TIA 1), o dall'articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152 (TIA 2), o del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES).
688. Il versamento della TASI e della TARI
e' effettuato, in deroga all'articolo
52 del decreto legislativo n. 446 del 1997, secondo le disposizioni di cui
17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonche' tramite apposito
bollettino di conto corrente postale al quale si applicano le disposizioni di
cui al citato articolo 17, in quanto compatibili, ovvero tramite le altre
modalita' di pagamento offerte dai servizi elettronici di incasso e di
pagamento interbancari e postali. Il comune stabilisce il numero e le
scadenze di pagamento del tributo, consentendo di norma almeno due rate a
scadenza semestrale e in modo anche differenziato con riferimento alla TARI e
alla TASI. E' comunque consentito il pagamento in un'unica soluzione entro il
16 giugno di ciascun anno. Con decreto del direttore generale del
Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze, sentite
la Conferenza Stato-citta' e autonomie locali e le principali associazioni
rappresentative dei comuni, sono stabilite le modalita' per la rendicontazione
e la trasmissione dei dati di riscossione, distintamente per ogni contribuente,
da parte dei soggetti che provvedono alla riscossione, ai comuni e al sistema
informativo del Ministero dell'economia e delle finanze.
692. Il
comune designa il funzionario responsabile a cui sono attribuiti tutti i poteri
per l'esercizio di ogni attivita' organizzativa e gestionale, compreso quello
di sottoscrivere i provvedimenti afferenti a tali attivita', nonche' la
rappresentanza in giudizio per le controversie relative al tributo stesso.
Rifiutiamo i Rifiuti: RIFIUTI, LA REGIONE BLOCCA LA RACCOLTA IN 71 COMUN...: RIFIUTI, LA REGIONE BLOCCA LA RACCOLTA IN 71 COMUNI. L'ALLARME DEI SINDACI Discariche chiuse o sature. Ordinanza vieta di gettare l...
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Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: IL CASO Il dossier sulle bonifiche industriali ”Do...
IL CASO Il dossier sulle bonifiche industriali ”Dove sono finiti 77,5 milioni di euro?”
Se di mezzo non ci fossero vent’anni segnati da morti “grigie” e malati di tumore, sarebbe soltanto (si fa per dire) l’ennesimo scandalo siciliano. Ma c’è ben altro, dietro alla mancata bonifica delle aree industriali di Siracusa, Gela e Valle del Mela, un buco nero che negli anni ha fagocitato oltre 70 milioni di euro.
Fra pesanti responsabilità politiche, ma anche una collezione di ipotesi di reati, dei QUALI almeno tre Procure siciliane si occupano da qualche anno.
Nell’Isola che rincorre i disordinati brandelli del sogno incartapecorito dell’epopea industriale, pur di piazzare qualche flebo globalizzata al capezzale dell’emorragia di posti di lavoro, la notizia è che ancora ci sono centinaia di persone – comitati, associazioni, movimenti politici, ma anche singoli cittadini – che non si rassegnano al fatto che gli scempi sul territorio e sulla salute nell’Isola restino un ammasso di scartoffie.
Sepolte da una polvere che uccide la speranza di conoscere la verità. Ovvero: che fine hanno fatto i SOLDI delle bonifiche industriali in Sicilia? Visto che la storia comincia nel 1995 si parla di 140 miliardi di lire, che in un ventennio sono stati convertiti (ma non spesi) in euro. La denuncia di un nutrito gruppo di associazioni è destinata a prefetti, assessori regionali, sindaci, commissioni parlamentari, Asp, ma soprattutto a Procure, compresa l’Antimafia, oltre che a Corte dei Conti e Ue.
Poco meno di 20 anni fa, infatti, arrivò il primo stanziamento di fondi per le cosiddette “Aree ad Elevato Rischio di crisi Ambientale”: 100 miliardi di lire per Siracusa, Priolo, Melilli, Augusta, Floridia e Solarino; 40 miliardi per Gela, Butera e Niscemi. I fondi per la Valle del Mela (Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto) saranno assegnati in seguito, dopo il riconoscimento regionale di area a rischio nel 2002, ma con la medesima sorte: 7,5 milioni di euro ma «nulla è dato sapere» in merito a utilizzo, DISPONIBILITÀ residue, interventi effettuati e risultati.
Il cartello di movimenti, dove l’unica presenza politica è quella del Movimento 5 Stelle, ripercorre – CARTE alla mano – la “tracciabilità” di fondi e omissioni. Dei 140 miliardi di lire fino al 1999 «venivano sostenute soltanto spese per il funzionamento dei comitati di coordinamento e delle relative segreterie». Finché, il 21 luglio del 2000, il ministero dell’Interno tolse ogni potere alla Regione e nominò i prefetti di Siracusa e Caltanissetta commissari delegati, ai quali vennero trasferite le somme in apposite contabilità speciali. Al 31 dicembre 2004, scaduti i termini ministeriali, queste le somme erogate dall’assessorato regionale al Territorio e AMBIENTE : 30.829.827,35 euro al commissario delegato di Siracusa; 8.263.310,38 al commissario delegato di Caltanissetta; circa 875mila e 140mila euro ai Comitati di coordinamente rispettivamente di Siracusa e di Caltanissetta; 68.238,87 euro al Comune di Siracusa.
In tutto poco più di 40 milioni, con una disponibilità residua di 19,8 milioni per l’area aretusea e di 11,8 milioni per quella gelese. A queste somme, ricordano i comitati, si aggiungono due finanziamenti dei Por di 35,3 e 35 milioni di euro all’Arpa.
La palla passò di nuovo all’assessorato regionale: nel 2005 venne istituito l’Ufficio speciale “Aree ad elevato rischio ambientale” che centralizza poteri e strumenti di commissari, comitati ed enti locali. Una STRUTTURA soppressa nel 2009 con una resa istituzionale, a causa della «vastità e complessità delle problematiche ambientali dei territori ricadenti nelle Aree». Nel 2011 si resuscitò, col nome di “Sportello unico per il risanamento”, il vecchio ufficio speciale, «sempre sotto la direzione dello stesso dirigente», fino alla definitiva rottamazione, il 31 dicembre 2012, a cui seguirono notizie su un’indagine della Procura di Catania. Che non è l’unica a essersi occupata di questa storia. I colleghi magistrati di Palermo, ad esempio, scoprirono che il “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria e dell’ambiente”, redatto dall’assessorato siciliano, era un selvaggio copia&incolla del medesimo strumento della Regione Veneto. Le associazioni ricordano «la condanna del Tribunale di Palermo a un anno e 8 mesi nei confronti del dirigente responsabile della sua redazione», ma segnalano anche, «incredibile ma vero», che il Piano «figura ancora nel sito web dell’Arta come documento/strumento di programmazione istituzionale». Poca roba, se paragonata ai due governatori (Cuffaro e Lombardo) e ai quattro assessori al Territorio (Cascio, Interlandi, Sorbello e Di Mauro) «sotto processo per omessi interventi antismog».
Ma l’input più forte dei comitati è indirizzato ai magistrati di Siracusa, dove a fine ottobre il procuratore capo, Francesco Paolo Giordano, ha ufficializzato una serie di inchieste sul filone ambientale. Che, oltre al legame fra inquinamento e morti, potranno pure raccontare cosa s’è fatto con i soldi dei Piani ufficialmente spesi e che n’è stato dei fondi rimasti nelle tre aree industriali. Una specie di cold case, perché in vent’anni – fra carte insabbiate e rimpallo di responsabilità – tutto è cambiato. Ma, talvolta, basta un dettaglio per risolvere i casi impossibili.
http://www.lasicilia.it/articolo/il-dossier-sulle-bonifiche-industriali-dove-sono-finiti-775-milioni-di-euro
FONDI SPARITI PER LE AREE
INDUSTRIALI IL RISANAMENTO RESTA SOLO UN MIRAGGIO
In un valzer di stanziamenti stellari, uffici che aprono e
poco dopo scompaiono, assessori e presidenti sotto processo, un documento
firmato da numerosi comitati cittadini denuncia la mancata riqualificazione
delle zone ad alto inquinamento ambientale. E tutto parte da 140 miliardi di
vecchie lire che non si sa che fine abbiano fatto
Che fine hanno fatto i 140 miliardi di vecchie lire stanziati nel 1995 per il risanamento dell’area industriale di Siracusa, dell’area industriale di Gela e della Valle del Mela, in provincia di Messina? La domanda è legittima, perché in queste zone le malattie sono all’ordine del giorno: patologie dell’apparato respiratorio, neoplasie, nascita di bambini deformi (teratologie) e, nel caso della Valle del Mela, leucemie.
A riesumare questa storia sono tanti comitati che a citarli tutti volerebbe via lo spazio di mezzo articolo. Questi comitati hanno elaborato un documento che è stato inviato alle autorità politiche, alla magistratura, alle autorità sanitarie, all’Arpa (l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente), alla Corte dei Conti e all’Unione europea.
La storia. Si comincia nel 1990 quando il governo nazionale dell’epoca individua, con apposito decreto, due “Aree ad elevato rischio di crisi ambientale”. La prima riguarda i territori dei comuni di Siracusa, Priolo, Melilli, Augusta, Floridia e Solarino; la seconda i comuni di Gela, Butera e Niscemi. Cinque anni dopo – cioè nel 1995 – vengono approvati i rispettivi Piani di disinquinamento, destinando cento miliardi di vecchie lire all’Area di Siracusa e dei comuni vicini e 40 miliardi di lire per l’Area di Gela, Butera e Niscemi. Un anno dopo, nel 1996, vengono istituiti i Comitati di coordinamento per le due Aree chiamati ad attuare i piani di disinquinamento. Nel novembre dello stesso anno il ministero dell’Ambiente trasferisce i 140 miliardi di vecchie lire all’assessorato regionale al Territorio e Ambiente. Un mese dopo l’assessorato impegna 300 milioni di lire in favore del Comitato di coordinamento di Siracusa e 28 milioni per quello di Caltanissetta.
Tra il 1997 e il 1999 vengono spesi solo i soldi per il funzionamento dei Comitati di coordinamento. Nel 2000, cioè quattro anni dopo, vista l’inerzia della Regione, il ministero dell’Interno toglie i poteri alla Sicilia e nomina i commissari individuati nei Prefetti di Siracusa e Caltanissetta. Andrà meglio con l’intervento dello Stato? Quattro anni dopo – 2004 – scade il mandato dei Prefetti. Non si hanno notizie sulle opere di disinquinamento realizzate. Ci sono, invece, i numeri dei soldi spesi: 30 milioni e 800 mila euro circa per il commissario delegato di Siracusa; 68 mila euro e rotti per il Comune di Siracusa; 875 mila euro per il Comitato di coordinamento di Siracusa; 8 milioni e 263 mila euro circa per il Commissario delegato di Caltanissetta; 140 mila euro per il Coordinamento di Caltanissetta. Rimangono da utilizzare quasi 20 milioni di euro per l’Area a rischio di Siracusa; e quasi 12 milioni di euro per l’Area a rischio di Caltanissetta.
Un anno dopo, nel 2005, l’assessorato al Territorio e Ambiente emana una nuova dichiarazione per le Aree a rischio di Siracusa e Caltanissetta. Lo stesso anno la giunta regionale istituisce l’Ufficio Speciale “Aree ad elevato rischio di crisi ambientale” che assorbe tutte le competenze dei Prefetti-Commissari, dei Comitati di Coordinamento e della Commissione Stato-Regione, delle Province e dei Comuni. Dopo quattro anni – 2009 – la giunta la sopprime. Nel 2011 la Regione ricostituisce l’Ufficio Speciale cambiandogli il nome: “Sportello unico per il risanamento delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale nel territorio regionale-Agenda 21-Amianto”. Un anno dopo, nel 2012, la Regione ci ripensa di nuovo e chiude l’ufficio.
Di questa strana storia di milioni di euro e di uffici che nascono e spariscono, comincia a interessarsi la magistratura. Anche perché nel 2007, intanto, è esploso il caso del “Piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente” che, alla verifica dei fatti, risulta frutto di un collage di copia e incolla del Piano della Regione Veneto del 2000 (per la cronaca, questo Piano copiato risulta ancora oggi inserito nel sito web dell’assessorato al Territorio e Ambiente…).
Così, siamo arrivati ai giorni nostri. Da 14 anni a questa parte si è assistito ad una girandola di ben undici assessori regionali al Territorio e Ambiente e ad altrettanti dirigenti generali del dipartimento Ambiente. “Tutti distintisi – si legge nel documento – per annunci e dichiarazioni di intenti rimasti puntualmente disattesi”.
In questa storia si contano anche due ex presidenti della Regione (Salvatore Cuffaro e Raffaele Lombardo) e quattro ex assessori al Territorio e Ambiente (Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Pippo Sorbello e Roberto Di Mauro) sotto processo per omessi interventi antismog.
Nel 2002 l’assessorato al Territorio e Ambiente ha dichiarato “Area ad elevato rischio di crisi ambientale” i territori dei comuni del comprensorio della Valle del Mela (Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto). Obiettivo, la definizione del piano di risanamento ambientale e di rilancio economico di questa zona. Stanziamento: sette milioni e mezzo di euro. Del piano e dei soldi non si hanno notizie. Si hanno invece notizia dei malati e dei morti di questa zona a causa dei vecchi impianti per la produzione di energia. E di un incredibile elettrodotto in costruzione.
http://www.loraquotidiano.it/2014/12/24/fondi-spariti-per-le-aree-industriali-il-risanamento-resta-solo-un-miraggio_18557/
RISANAMENTO AREE INDUSTRIALI: IL
DOCUMENTO DI DENUNCIA DEI COMITATI
A Sua Eccellenza il Prefetto di Siracusa
All’Assessore regionale all’Ambiente Maria Rita Sgarlata
All’Assessore regionale alla Sanità Rita Borsellino
Al Presidente IV Commissione Ambiente ARS Giampiero Trizzino
Al portavoce M5s Commissione Antimafia ARS Stefano Zito
Al portavoce M5s Commissione Ambiente della Camera dei Deputati on. Claudia Mannino
Al portavoce M5s Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati on. Giulia Grillo
Al Direttore Generale dell’ASP di Siracusa dott. Salvatore Brugaretta
Al Direttore dell’Arpa Sicilia dott. Licata di Baucina
Ai Sindaci del quadrilatero industriale: Rizza, Palmeri, commissari di Augusta
Alla Procura di Siracusa, dott. Francesco Paolo Giordano
Alle Procure Antimafia Palermo
Alla Comunità Europea
– con D.P.C.M. del 30/11/1990, cioè quasi 25 anni fa, i territori dei comuni di Siracusa, Priolo, Melilli, Augusta, Floridia e Solarino e quelli dei comuni di Gela, Butera e Niscemi venivano dichiarati “Aree ad Elevato Rischio di crisi Ambientale”;
– con due D.P.R. del 17/01/1995, cioè più di 19 anni fa, venivano approvati i rispettivi Piani di Disinquinamento, destinando loro, nell’ordine, le somme di 100 e di 40 miliardi di lire;
– a gennaio del 1996 venivano istituiti i Comitati di Coordinamento per le due Aree per l’attuazione dei Piani;
– a novembre del 1996 il Ministero dell’Ambiente trasferiva alla Regione Siciliana le somme complessive di 100 e 40 miliardi, di cui l’ARTA, a fine dicembre, impegnava 300 milioni in favore del Comitato di Coordinamento di Siracusa e 28 milioni per quello di Caltanissetta;
– nel corso degli anni 1997-1999 venivano sostenute soltanto spese per il funzionamento dei Comitati di Coordinamento e delle relative Segreterie;
– stante l’inerzia della Regione Siciliana, in data 21/07/2000 il Ministero dell’Interno emanava l’Ordinanza n. 3072 ex art.12, con la quale toglieva ogni potere alla Regione, nominava Commissari, per la realizzazione degli interventi delle due Aree, i Prefetti di Siracusa e Caltanissetta e disponeva che le somme relative fossero trasferite sulle contabilità speciali intestate ai Commissari;
– con D.A. n. 50/GAB del 04/09/2002 l’ARTA dichiarava area ad elevato rischio di crisi ambientale i territori dei comuni del comprensorio del Mela (Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S. Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto), istituiva la “Commissione Stato-Regione, Provincia, Enti locali, per la definizione del piano di risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del Mela” e stanziava € 7.500.000 per la redazione del Piano e per gli interventi da adottare;
– al 31/12/2004 scadevano i termini delle dichiarazioni ministeriali per le aree di Siracusa e Gela ed i compiti dei Prefetti-Commissari; le somme erogate dall’ARTA ammontavano
· Commissario Delegato per Siracusa € 30.829.827,35;
· Comune di Siracusa € 68.238,87;
· Comitato di Coordinamento di Siracusa circa € 875.000;
· Commissario Delegato per Caltanissetta € 8.263.310,38;
· Comitato di Coordinamento di Caltanissetta circa € 140.000;
– restavano disponibili le somme: · per l’Area di Siracusa, circa € 19.878.623,79; per l’Area di Caltanissetta, circa € 11.894.965,58.
– con i DD.AA. 189/GAB e 190/GAB del 11/07/2005 l’ARTA emanava una nuova dichiarazione di aree a rischio per le aree di Siracusa e Caltanissetta;
– Con Delibera di Giunta n. 306 del 29/06/2005 veniva istituito l’Ufficio Speciale “Aree ad elevato rischio di crisi ambientale” che assorbiva tutte le competenze dei Prefetti-Commissari, dei Comitati di Coordinamento e della Commissione Stato- Regione, Province ed Enti Locali;
– Con Delibera di Giunta n. 257 del 14/07/2009 l’Ufficio veniva soppresso in ragione della “vastità e complessità delle problematiche ambientali che informano i territori ricadenti nelle Aree…”;
– Con D.P.Reg. n. 5/Area 1/S.G. del 17/01/2011 veniva ricostituito l’Ufficio Speciale, questa volta denominato “Sportello unico per il risanamento delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale nel territorio regionale – Agenda 21 – Amianto”, sempre sotto la direzione dello stesso dirigente;
– Al 31/12/2012 l’Ufficio Speciale veniva definitivamente chiuso ed articoli di stampa riportavano notizie in merito ad indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Catania;
– Con D.A. n. 176/GAB del 09/08/2007 l’ARTA approvava il c.d. “Piano Regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente”, che alla verifica dei fatti risultava frutto di un “collage” di copia ed incolla di ampie parti del Piano di Risanamento della qualità dell’aria della Regione Veneto dell’anno 2000, peraltro già bocciato dalla Commissione Europea, e di numerosi documenti già editi da altri Enti;
– In particolare, dalla semplice analisi comparativa della documentazione e dal conteggio delle righe copiate il c.d. Piano Siciliano risulta composto per l’85-91% da righe interamente copiate dal Piano del Veneto e da altre fonti;
– Incredibile ma vero, a distanza di 7 anni il c.d. Piano figura ancora inserito nel sito web dell’ARTA come documento/strumento di programmazione istituzionale in tema di qualità dell’aria, nonostante che le ripetute denunce delle Associazioni ambientaliste ne abbiano da tempo richiesto il ritiro e che, da ultimo, sia intervenuta la sentenza di condanna del Tribunale di Palermo ad 1 anno ed 8 mesi nei confronti del dirigente responsabile della sua redazione, sentenza che fa riferimento alle numerose e vistose copiature ivi presenti;e considerato che
– sulle Aree di Siracusa e Caltanisetta, a fronte degli ingenti finanziamenti erogati dal
Ministero dell’Ambiente, nulla è dato a sapere in merito a: se i Piani originari (del 1995) sono stati attuati ed in che parte, se essi sono stati aggiornati ed attuati ed in che parte, quale utilizzo hanno avuto i finanziamenti erogati e qual è la consistenza delle somme se ed ancora disponibili, se e quali interventi strutturali di ordine impiantistico in situ, oltre che normativi ed amministrativi, sono stati adottati nel tempo e da quando le competenze sono ritornate all’ARTA (gli ultimi 2 anni) per contrastare e ridurre l’inquinamento atmosferico e delle altre matrici ambientali;
– sull’Area del Comprensorio del Mela, a fronte del finanziamento stanziato dall’ARTA nel 2002, nulla è dato a sapere in merito a: se è stato redatto il Piano di Risanamento, quale utilizzo ha avuto il finanziamento originario e qual è l’eventuale consistenza delle somme se ed ancora disponibili, se e quali interventi strutturali di ordine impiantistico in situ, oltre che normativi ed amministrativi sono stati adottati nel tempo e da quando le competenze sono ritornate all’ARTA (gli ultimi 2 anni) per contrastare e ridurre l’inquinamento atmosferico e delle altre matrici ambientali;
– da 14 anni a questa parte, solo a voler focalizzare il periodo dai commissariamenti ministeriali in poi, senza per questo dimenticare lassismi, inerzie ed inadempienze precedenti, si è assistito ad una girandola di ben 11 assessori all’ARTA e di un numero quasi analogo di dirigenti generali al dipartimento ambiente, tutti distintisi per annunci e dichiarazioni di intenti rimasti puntualmente disattesi;
– i risultati riguardo alle Aree a rischio, alla tutela della qualità dell’aria ed alla salvaguardia della salute delle popolazioni esposte sono al cospetto di tutti e si sintetizzano oggi in 2 ex Presidenti della Regione (Cuffaro e Lombardo) e 4 ex assessori dell’ARTA (Cascio, Interlandi, Sorbello e Di Mauro) sotto processo per omessi interventi antismog, nel Piano della qualità dell’aria copiato, inattuabile e pur tuttavia non revocato, nel sistema dei controlli e, in generale del sistema ARPA, ultra deficitario (a fronte di finanziamenti POR 2000-2006 di € 36.307.052 e POR FERS 2007-2013 di € 35.000.000), il tutto nell’incredibile scenario che la tutela dall’inquinamento atmosferico non ha mai figurato né continua a figurare tra gli obiettivi strategici dell’ARTA (!!!). le Organizzazioni ed i Comitati scriventi, per i motivi su esposti e con l’urgente priorità che la situazione necessita, chiedono al Sig. Assessore di fissare un incontro nei prossimi giorni (prima della metà di agosto), riservandosi fin d’ora di intraprendere ogni ulteriore passo presso le Autorità competenti perché si accertino una buona volta responsabilità e responsabili riguardo a mancati interventi, inerzie, lassismi, spreco di risorse economiche e quant’altro ai danni dell’ambiente e della salute della gente, con particolare riferimento ai Piani di risanamento fasulli ed alle Aree dichiarate ad elevato rischio ambientale.
IL POPOLO INQUINATO NON PIANGE, MA LOTTA
LE FIRME:
Popolo inquinato del quadrilatero siracusano
Popolo inquinato di Gela
Popolo inquinato di Milazzo
Meetup “Costruiamo insieme M5S Siracusa”
IV Commissione Ambiente meetup “Costruiamo insieme M5s Siracusa”
Comitato Ambiente Belvedere
Movimento 5 stelle Priolo
Priolo Verde
Movimento 5 stelle Melilli- Villasmundo- Città Giardino
Movimento 5 stelle Augusta
AugustAmbiente
ECERI
Comitato Isola delle femmine Palermo
Firmatari referenti di gruppi, associazioni, comitati e movimenti:
Arturo Andolina referente popolo inquinato del quadrilatero siracusano
David Melfa: referente popolo inquinato di Gela
Giuseppe Marano referente popolo inquinato di Milazzo
Rosario Messina portavoce del meetup “Costruiamo insieme M5S Siracusa”
Mara Nicotra: referente IV Commissione Ambiente meetup “Costruiamo insieme M5S
Siracusa”
Claudio Marino referente Comitato Ambiente Belvedere
Giorgio Pasqua portavoce M5S Priolo
Domenico la Scala portavoce del M5S Melilli-Villasmundo-Città Giardino
Giusy Chiaramonte portavoce del comitato Priolo Verde
Padre Palmiro Prisutto
Sarah Marturana attivista M5S Augusta
Mauro Caruso attivista M5S Augusta
Pino Pisani presidente presidente AugustAmbiente
Luigi Solarino Decontaminazione Sicilia
Ino Genchi già dirigente chimico della regione siciliana
Mario Casella responsabile rete Decontaminazione Sicilia
Ernesto Burgio ricercatore e responsabile ECERI
Pino Ciampolillo del Comitato Isola delle femmine (PA)
GHE PENSI MI 7 ASSESSORI 3 PRESIDENTI DI REGIONE SOTTO
PROCESSO PER INQUINAMENTO RISORSE ECONOMICHE PER RISANAMENTO SPARITE
GHE PENSI MI 7 ASSESSORI 3 PRESIDENTI DI REGIONE SOTTO PROCESSO PER INQUINAMENTO RISORSE ECONOMICHE PER RIS... by Pino Ciampolillo
AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE DECRETO
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 17 GENNAIO 1995
AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 17 GENNAIO 1995 by Pino Ciampolillo
AREE RISCHIO AMBIENTALE CUSPILICI AREA AD
ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE PAG 185 CAP 06 PP 165 202
242194646 Genchi 2002 Aree Rischio Ambientale Cuspilici Area Ad Elevato Rischio Ambientale Pag 185 Cap 06 P... by Pino Ciampolillo
FLORIDIA AUGUSTA MELILLI PRIOLO SIRACUSA SOLARINO GELA NISCEMI BUTERA AREE ELEVATO RISCHIO 2005 CASCIO DDAA NUOVA DICHIARAZIONE AREE A RISCHIO
FLORIDIA AUGUSTA MELILLI PRIOLO SIRACUSA SOLARINO GELA NISCEMI BUTERA AREE ELEVATO RISCHIO 2005 CASCIO DDAA... by Pino Ciampolillo
2000-2004 AREE AD ELEVATO RISCHIO SOMME TRASFERITE PREFETTO SIRACUSA COMMISSARIO € 30.829.827,35
2000-2004 AREE AD ELEVATO RISCHIO SOMME TRASFERITE PREFETTO SIRACUSA COMMISSARIO € 30.829.827,35 by Pino Ciampolillo
SIRACUSA, BONIFICHE: " A RISCHIO 25 MILIONI DI EURO. GRAVI RESPOSABILITÀ DELLA REGIONE", COSÌ SOFIA AMODDIO
POPOLO INQUINATO SCRIVE A SUA ECCELLENZA IL PREFETTO DI SIRACUSA
POPOLO INQUINATO SCRIVE a Sua Eccellenza Il Prefetto Di Siracusa _1 by Pino Ciampolillo
SCADENZA AREA A RISCHIO SIRACUSA CALTANISSETTA SPESE 2004
Scadenza Area a Rischio Siracusa Caltanissetta Spese 2004 Genchi by Pino Ciampolillo
Scadenza Area a Rischio Siracusa Caltanissetta Spese 2004 Genchi (2) by Pino Ciampolillo
2002 AREE AD ELEVATO RISCHIO 4 MILIONI 901 MILA 196 EURO AL PREFETTO SIRACUSA MANDATO PREFETTO SR 2002
2002 Aree Ad Elevato Rischio 4 Milioni 901 Mila 196 Euro Al Prefetto Siracusa Mandato Prefetto Sr 20... by Pino Ciampolillo
CUSPILICI CUTGANA INCHIESTA PROCURA CT CUTGANA CUSPILICI 15-03-13 1° PUNTATA
CUSPILICI CUTGANA INCHIESTA PROCURA CT CUTGANA CUSPILICI 15-03-13 1° PUNTATA by Pino Ciampolillo
CUSPILICI CUTGANA INCHIESTA PROCURA CT CUTGANA CUSPILICI 2° PUNTATA
CUSPILICI CUTGANA INCHIESTA PROCURA CT CUTGANA CUSPILICI 2° PUNTATA by Pino Ciampolillo
INCHIESTA PROCURA CATANIA CUTGANA CUSPILICI 3° PUNTATA
INCHIESTA PROCURA CATANIA CUTGANA CUSPILICI 3° PUNTATA by Pino Ciampolillo
CUSPILICI CUTGANA INCHIESTA PROCURA CT CUTGANA CUSPILICI PALERMO OGGI 15-03-13
CUSPILICI CUTGANA INCHIESTA PROCURA CT CUTGANA CUSPILICI PALERMO OGGI 15-03-13 by Pino Ciampolillo
INCHIESTA PROCURA CT CUTGANA CUSPILICI PROF CONSULENTE SUA INSAPUTA
INCHIESTA PROCURA CT CUTGANA CUSPILICI PROF CONSULENTE SUA INSAPUTA by Pino Ciampolillo
CUSPILICI ANTONIO AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE CUTGANA AMIANTO RISCHI SPECIALI
PROCESSO SMOG PALERMO
PROCEDIMENTO 9963 2009 PERIZIA PIANO ARIA REGIONE SICILIA CTU CUFFARO LOMBARDO
CASCIO INTERLANDI SORBELLO DI MAURO 1
PROCESSO SMOG PALERMO PROCEDIMENTO 9963 2009 PERIZIA PIANO ARIA REGIONE SICILIA CTU CUFFARO LOMBARDO CASCIO... by Pino Ciampolillo
CASCIO INTERLANDI SORBELLO DI MAURO 2
Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: IL CASO Il dossier sulle bonifiche industriali ”Do...: IL CASO Il dossier sulle bonifiche industriali ”Dove sono finiti 77,5 milioni di euro?” Se di mezzo non ci fossero vent’anni segnati...
Pubblicato da isolapulita@gmail.com a 06:37 Nessun commento:
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Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: Pal...
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CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 174 2014 PRSP RENDIC...
Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: ROMA L...

References: art. 1
 art. 1
 articolo 17
 art.12
 sentenza 
 sentenza