Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2013&numero=274
Timestamp: 2020-08-10 21:13:56+00:00

Document:
Sentenza 274/2013 (ECLI:IT:COST:2013:274)
Udienza Pubblica del 22/10/2013; Decisione del 18/11/2013
Deposito del 20/11/2013; Pubblicazione in G. U. 27/11/2013 n. 48
Norme impugnate: Artt 16, c. 10°-bis, 17-ter, c. 5°, e 17-undecies, c. 4° e 6°, del decreto-legge 22/06/2012, n. 83, convertito, con modificazioni, in legge 07/08/2012, n. 134.
Massime: 37456 37457 37458
Atti decisi: ric. 146, 150 e 152/2012
Massima n. 37456 Massima successiva
Opere pubbliche - Completamento del tratto Valdastico dell'autostrada A31 interessante la Provincia di Trento - Intesa generale quadro prevista dall'art. 161, comma 1, del codice dell'ambiente - Obbligo di raggiungimento entro sessanta giorni - Predeterminazione di un termine irragionevolmente breve, non accompagnato da adeguate procedure per garantire il prosieguo delle trattative tra i soggetti coinvolti nella realizzazione dell'opera, in caso di mancato raggiungimento di un accordo nel breve periodo di tempo concesso dal legislatore - Violazione del principio di leale collaborazione - Illegittimità costituzionale .
E' costituzionalmente illegittimo, per violazione del principio di leale collaborazione, l'art. 16, comma 10-bis, del d.l. 22 giugno 2012, n. 83 (convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134), il quale stabilisce che: «Al fine di garantire l'approvazione in tempi certi del progetto definitivo del prolungamento a nord dell'autostrada A31, già compresa nelle Reti transeuropee dei trasporti (TEN-T), secondo le procedure di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e alla relativa normativa di attuazione, l'intesa generale quadro prevista dall'articolo 161, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, deve essere raggiunta entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto». Tale disposizione, prevedendo il raggiungimento di una intesa entro un termine sproporzionatamente breve, senza che siano regolate le modalità per procedere ad ulteriori trattative tra lo Stato e la Provincia autonoma, contrasta con il principio di leale collaborazione, come interpretato dalla giurisprudenza costituzionale.
- Circa la necessità di una intesa con la Provincia autonoma di Trento, al fine della realizzazione del tratto autostradale Valdastico della A31, oggetto della norma impugnata nel giudizio, v. citate sentenze n. 122 del 2013 e n. 62 del 2011.
decreto legge 22/06/2012 n. 83 art. 16 co. 10
legge 07/08/2012 n. 134
statuto regione Trentino Alto Adige art. 8 n. 10
decreto del Presidente della Repubblica 22/03/1974 n. false art. 19
decreto del Presidente della Repubblica 22/03/1974 n. false art. 20
legge 21/12/2001 n. false art. 1
Massima n. 37457 Massima successiva Massima precedente
Inquinamento - Normativa di cui al Capo IV- bis del decreto-legge impugnato, volta a favorire la mobilità mediante veicoli a basse emissioni complessive e contenente una serie di misure incentivanti l'utilizzo di veicoli a energia elettrica e a sviluppare la ricerca in tale settore - Temporanea applicazione in tutto il territorio nazionale, nell'attesa che ciascuna Regione o Provincia autonoma provveda ad adeguare la normativa locale vigente ai principi individuati dal legislatore statale - Immediata applicabilità della normativa anche alle Province autonome, in violazione delle disposizioni di attuazione dello statuto speciale - Necessità di dichiarare che le disposizioni di cui al Capo IV- bis dell'impugnato decreto-legge non si applicano alle Province autonome di Trento e di Bolzano, nel tempo che precede l'entrata in vigore delle disposizioni provinciali di adeguamento ai principii in esso contenuti - Illegittimità costituzionale in parte qua .
E' costituzionalmente illegittimo,per violazione delle disposizioni di attuazione dello statuto trentino contenute nell'art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992, l'art. 17-ter, comma 5, del d.l. 22 giugno 2012, n. 83 (convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 nella parte in cui non prevede che le disposizioni di cui al Capo IV-bis del medesimo decreto-legge, volte a favorire la mobilità mediante i veicoli a basse emissioni complessive e contenenti una serie di misure incentivanti, non si applichino alle Province autonome di Trento e di Bolzano fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni provinciali di adeguamento ai princípi in esso contenuti. Il procedimento di cui all'art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992) esclude l'immediata applicabilità alle Province autonome della legislazione statale, sancendo solo un obbligo di adeguamento della legislazione regionale e provinciale alle condizioni e nei limiti specificati in tale normativa; al contrario la disposizione impugnata prevede l'immediata applicazione della legislazione statale anche nella Regione Trentino-Alto Adige/ Südtirol e nelle due Province autonome, fatta salva la "cedevolezza" delle disposizioni statali che non costituiscono princípi vincolanti ai sensi degli artt. 4 e 5 dello statuto di autonomia.
- In senso analogo, v. citata sentenza n. 162 del 2007.
decreto legge 22/06/2012 n. 83 art. 17 ter co. 5
decreto del Presidente della Repubblica 26/03/1977 n. false art. 1
decreto del Presidente della Repubblica 26/03/1977 n. false art. 15
Massima n. 37458 Massima precedente
Inquinamento - Istituzione di un fondo nel bilancio dello Stato per l'erogazione di incentivi per l'acquisto di autoveicoli nuovi a basse emissioni complessive - Adozione di due decreti ministeriali di natura non regolamentare - Ricorso della Regione Veneto - Asserita violazione del principio del buon andamento della pubblica amministrazione - Censura di parametro che non ridonda sulle competenze regionali - Inammissibilità della questione.
E' inammissibile la questione di legittimità costituzionale - promossa da Regione Veneto in ferimento all'art. 97 Cost. - dell'art. 17-undecies, commi 4 e 6, del d.l. 22 giugno 2012, n. 83 (convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134), i quali,in relazione all'istituzione di un fondo statale per l'erogazione di incentivi per l'acquisto di autoveicoli nuovi a basse emissioni complessive, prevedono che vengano emanati due decreti di natura non regolamentare, rispettivamente destinati a stabilire le modalità per la preventiva autorizzazione all'erogazione e le condizioni per la fruizione dei contributi previsti dall'art. 17-decies e a rideterminare le ripartizioni delle risorse da utilizzare per le erogazioni negli anni 2014 e 2015. La legislazione censurata non ha alcuna attinenza con la materia del trasporto pubblico locale, perseguendo chiaramente lo scopo di incoraggiare l'utilizzo di veicoli ad energia "pulita" al fine di migliorare la qualità dell'aria, ed è pertanto riferibile alla materia «tutela dell'ambiente» di cui all'art. 117, secondo comma, lett. s), Cost., di esclusiva competenza legislativa statale; sicché nella specie non ha rilievo la denuncia di illogicità o di violazione di princípi costituzionali non ridondanti in lesione delle sfere di competenza regionale.
- In senso analogo, v. citata sentenza n. 98 del 2007.
decreto legge 22/06/2012 n. 83 art. 17 undecies co. 4
decreto legge 22/06/2012 n. 83 art. 17 undecies co. 6
nei giudizi di legittimità costituzionale degli articoli 16, comma 10-bis, 17-ter, comma 5, e 17-undecies, commi 4 e 6, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, promossi dalla Regione Veneto e dalle Province autonome di Bolzano e di Trento con ricorsi notificati rispettivamente il 10, il 9 e il 10 ottobre 2012, depositati in cancelleria il 16 e il 17 ottobre 2012 e iscritti ai nn. 146, 150 e 152 del registro ricorsi 2012.
udito nell’udienza pubblica del 22 ottobre 2013 il Giudice relatore Marta Cartabia;
uditi gli avvocati Luca Antonini e Luigi Manzi per la Regione Veneto, Renate Von Guggenberg per la Provincia autonoma di Bolzano, Giandomenico Falcon per la Provincia autonoma di Trento e gli avvocati dello Stato Ettore Figliolia e Stefano Varone per il Presidente del Consiglio dei ministri.
1.– Con ricorso notificato il 10 ottobre 2012, depositato il successivo 16 ottobre e iscritto al n. 146 del registro ricorsi dell’anno 2012, la Regione Veneto ha impugnato, tra le altre, le disposizioni di cui all’articolo 17-undecies, commi 4 e 6, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, per violazione dell’art. 97 della Costituzione.
3.– Con memoria depositata in data 3 settembre 2013, la ricorrente ha replicato alle osservazioni dello Stato, esponendo, in relazione all’impugnato art. 17-undecies, che il decreto del Ministero dello sviluppo economico 11 gennaio 2013 (Incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni di CO2 di cui all’articolo 17-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134), adottato in forza della citata disposizione, manifesterebbe il suo palese contenuto normativo, disponendo un riparto delle risorse tra varie categorie di automezzi pubblici utilizzati nei servizi di linea per il trasporto di persone. Con l’adozione del suddetto decreto ministeriale si sarebbe, dunque, determinata la prospettata violazione delle prerogative regionali nella materia del trasporto locale, anche a causa dell’assenza di un coinvolgimento, tramite un’intesa, dell’ente territoriale competente. Tale coinvolgimento, qualora vi fosse stato, avrebbe portato, infatti, a determinare diverse priorità e un’ottimale distribuzione delle risorse. Risulterebbe dunque confermata la violazione dell’art. 97 Cost., ridondante sulla competenza legislativa regionale in materia di trasporto pubblico locale.
4.– Con ricorso notificato il 9 ottobre 2012, depositato il successivo 17 ottobre 2012 e iscritto al registro ricorsi n. 150 dell’anno 2012, la Provincia autonoma di Bolzano ha impugnato, tra le altre, la disposizione dell’art. 17-ter, comma 5, del d.l. n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 2012, per violazione: dell’art. 8, numeri 5), 10), 17) e 18), dell’art. 9, numero 10), e dell’art. 16 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige); degli artt. 1 e 15 del d.P.R. 26 marzo 1977, n. 235 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige in materia di energia); degli artt. 117 e 118 Cost., in combinato disposto con l’art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione); dell’art. 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento); del principio di leale collaborazione; e dell’art. 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive).
L’impugnato art. 17-ter, comma 5, prevede che si applichino «nell’intero territorio nazionale» (e, quindi, anche in quello della Provincia autonoma di Bolzano) le disposizioni di cui al Capo IV-bis del d.l. n. 83 del 2012, come convertito, sino all’entrata in vigore delle disposizioni delle autonomie speciali. Il menzionato Capo IV-bis contiene disposizioni per favorire la mobilità mediante veicoli a basse emissioni complessive.
Ad avviso della ricorrente, l’intervento normativo statale, disponendo l’immediata applicazione delle disposizioni di cui al Capo IV-bis del d.l. n. 83 del 2012, interferirebbe negli ambiti di potestà legislativa esclusiva e concorrente delle Province autonome di Trento e di Bolzano previsti dallo statuto e, in particolare, dall’art. 8, numero 5), in materia di urbanistica e piani regolatori; dall’art. 8, numero 10), in materia di edilizia pubblica; dall’art. 8, numero 17), in materia di viabilità; dall’art. 8, numero 18), in materia di comunicazioni e trasporti di interesse provinciale; dall’art. 9, numero 10), in materia di igiene e sanità. Correlativamente verrebbe invasa anche la connessa potestà amministrativa, ai sensi dall’art. 16 dello statuto e delle relative norme di attuazione. La normativa statale interferirebbe poi con gli artt. 1 e 15 del d.P.R. n. 235 del 1977, secondo cui non si applicano alle Province autonome di Trento e di Bolzano le disposizioni di legge incompatibili con le norme di attuazione in materia di energia.
7.– Con ricorso notificato il 10 ottobre 2012, depositato il successivo 17 ottobre 2012 e iscritto al registro ricorsi n. 152 dell’anno 2012, la Provincia autonoma di Trento ha impugnato, tra le altre, le disposizioni degli artt. 16, comma 10-bis, e 17-ter, comma 5, del d.l. n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 2012, per violazione: dell’art. 8, numeri 5), 6), 10), 17) e 18), dell’art. 14 e dell’art. 16 dello statuto della Regione Trentino-Alto Adige; degli artt. 19 e 20 del d.P.R. 22 marzo 1974, n. 381 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige in materia di urbanistica ed opere pubbliche); dell’art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992; dell’art. 1 della legge n. 443 del 2001; degli artt. 117 e 118 Cost.; dei princípi di leale collaborazione e di certezza del diritto.
7.1.– In particolare, l’art. 16, comma 10-bis, del d.l. n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 2012, prevede che: «Al fine di garantire l’approvazione in tempi certi del progetto definitivo del prolungamento a nord dell’autostrada A31, già compresa nelle Reti transeuropee dei trasporti (TEN-T), secondo le procedure di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e alla relativa normativa di attuazione, l’intesa generale quadro prevista dall’articolo 161, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, deve essere raggiunta entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto».
1.– Con ricorso notificato il 10 ottobre 2012, depositato il successivo 16 ottobre e iscritto al registro ricorsi n. 146 dell’anno 2012, la Regione Veneto ha impugnato, tra le altre, le disposizioni di cui all’articolo 17-undecies, commi 4 e 6, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, per violazione dell’art. 97 della Costituzione.
2.– Con ricorso notificato il 9 ottobre 2012, depositato il successivo 17 ottobre 2012 e iscritto al registro ricorsi n. 150 dell’anno 2012, la Provincia autonoma di Bolzano ha impugnato, tra le altre, la disposizione dell’art. 17-ter, comma 5, del d.l. n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 2012, per violazione: dell’art. 8, numeri 5), 10), 17) e 18), dell’art. 9, numero 10), e dell’art. 16 del d.P.R. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige); degli artt. 1 e 15 del d.P.R. 26 marzo 1977, n. 235 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige in materia di energia); degli artt. 117, terzo e quarto comma, e 118 Cost., in combinato disposto con l’art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione); dell’art. 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266 (Norme di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali, nonché la potestà statale di indirizzo e coordinamento); del principio di leale collaborazione; e dell’art. 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive).
3.– Con ricorso notificato il 10 ottobre 2012, depositato il successivo 17 ottobre 2012 e iscritto al registro ricorsi n. 152 dell’anno 2012, la Provincia autonoma di Trento ha impugnato, tra le altre, le disposizioni degli artt. 16, comma 10-bis, e 17-ter, comma 5, del d.l. n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 2012, per violazione: dell’art. 8, numeri 5), 6), 10), 17) e 18), dell’art. 14 e dell’art. 16 dello statuto della Regione Trentino-Alto Adige; degli artt. 19 e 20 del d.P.R. 22 marzo 1974, n. 381 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino-Alto Adige in materia di urbanistica ed opere pubbliche); dell’art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992; dell’art. 1 della legge n. 443 del 2001; degli artt. 117 e 118 Cost.; dei princípi di leale collaborazione e di certezza del diritto.
4.– Riservato ad altri giudizi l’esame delle censure prospettate nei tre ricorsi sopra menzionati in riferimento ad ulteriori disposizioni del d.l. n. 83 del 2012, come convertito dalla legge n. 134 del 2012, le questioni relative agli artt. 16, comma 10-bis, 17-ter, comma 5, e 17-undecies, commi 4 e 6, sono qui riunite per essere decise con unica sentenza.
5.– L’art. 16, comma 10-bis, del d.l. n. 83 del 2012, come convertito, prevede che: «Al fine di garantire l’approvazione in tempi certi del progetto definitivo del prolungamento a nord dell’autostrada A31, già compresa nelle Reti transeuropee dei trasporti (TEN-T), secondo le procedure di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e alla relativa normativa di attuazione, l’intesa generale quadro prevista dall’articolo 161, comma 1, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, deve essere raggiunta entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto». Secondo la ricorrente Provincia autonoma di Trento, la norma censurata, relativa al completamento del tratto dell’autostrada A31 interessante la Provincia di Trento, avrebbe un carattere contraddittorio, oscuro e irragionevole per numerose ragioni: anzitutto, perché fa riferimento al progetto definitivo di un’opera per la quale ancora non esiste un progetto preliminare; in secondo luogo, perché richiama una disposizione del codice dei contratti pubblici che riguarda le opere regionali di interesse nazionale, mentre l’autostrada di cui si discute ha carattere interregionale; infine, e soprattutto, perché imponendo il raggiungimento dell’intesa entro il breve termine di sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge impugnato, svuoterebbe lo strumento dell’intesa del suo essenziale carattere di volontaria condivisione della realizzazione del tratto autostradale, in spregio alle competenze legislative e amministrative provinciali in materia di urbanistica e piani regolatori, tutela del paesaggio, viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse provinciale, comunicazioni e trasporti di interesse provinciale.
Pertanto, l’art. 16, comma 10-bis, del d.l. n. 83 del 2012, prevedendo il raggiungimento di una intesa entro un termine sproporzionatamente breve, senza che siano regolate le modalità per procedere ad ulteriori trattative tra lo Stato e la Provincia autonoma, è costituzionalmente illegittimo, perché contrasta con il principio di leale collaborazione, come interpretato dalla giurisprudenza costituzionale.
6.– L’art. 17-ter, comma 5, del d.l. n. 83 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 2012, è impugnato tanto dalla Provincia autonoma di Bolzano quanto dalla Provincia autonoma di Trento. Il comma censurato dispone la temporanea applicazione nelle Regioni ad autonomia speciale e nelle Province autonome della normativa di cui al Capo IV-bis del medesimo d.l. n. 83 del 2012, volta a favorire la mobilità mediante veicoli a basse emissioni complessive e contenente una serie di misure incentivanti l’utilizzo di veicoli a energia elettrica e a sviluppare la ricerca in tale settore, nell’attesa che ciascuna Regione o Provincia autonoma provveda ad adeguare la normativa locale vigente ai princípi individuati dal legislatore statale.
La disposizione censurata, prevedendo la temporanea applicazione in tutto il territorio nazionale, e perciò anche nelle Regioni e nelle Province autonome, della normativa statale contenuta nel Capo IV-bis del d.l. n. 83 del 2012, come convertito, nell’attesa che le Regioni e le due Province autonome provvedano ad adeguare la propria normativa ai princípi individuati dal legislatore statale, si pone in evidente contrasto con le disposizioni di attuazione dello statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol contenute nell’art. 2 del d.lgs. n. 266 del 1992. Quest’ultimo prevede un particolare procedimento di adeguamento della legislazione regionale e provinciale al sopravvenire di nuovi princípi stabiliti dalla legislazione statale, nelle materie di competenza esclusiva e concorrente. A differenza delle altre Regioni, la legislazione regionale e provinciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol deve essere adeguata, nel termine di sei mesi, ai princípi e ai limiti stabiliti dal legislatore statale. Tale procedimento esclude, perciò, «l’immediata applicabilità alle Province autonome della legislazione statale, sancendo solo un obbligo di adeguamento della legislazione regionale e provinciale alle condizioni e nei limiti specificati in tale normativa» (sentenza n. 162 del 2007). La disposizione impugnata, contrariamente a quanto stabilito nelle summenzionate disposizioni statutarie di attuazione, prevede invece l’immediata applicazione della legislazione statale anche nella Regione Trentino-Alto Adige/ Südtirol e nelle due Province autonome, fatta salva la “cedevolezza” delle disposizioni statali che non costituiscono princípi vincolanti ai sensi degli artt. 4 e 5 dello statuto di autonomia.
La questione avente ad oggetto l’art. 17-ter, comma 5, del d.l. n. 83 del 2012, come convertito, è pertanto fondata, nella parte in cui non prevede che le disposizioni di cui al Capo IV-bis non si applichino alle Province autonome di Trento e di Bolzano fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni provinciali di adeguamento ai princípi in esso contenuti.
7.– La questione relativa all’art. 17-undecies, commi 4 e 6, del d.l. n. 83 del 2012, come convertito dalla legge n. 134 del 2012, è inammissibile.
1) dichiara l’illegittimità costituzionale, dell’art. 16, comma 10-bis, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134;
2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 17-ter, comma 5, del d.l. n. 83 del 2012, come convertito dalla legge n. 134 del 2012, nella parte in cui non prevede che le disposizioni di cui al Capo IV-bis del medesimo decreto-legge non si applichino alle Province autonome di Trento e di Bolzano fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni provinciali di adeguamento ai princípi in esso contenuti;
3) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 17-undecies, commi 4 e 6, del d.l. n. 83 del 2012, come convertito dalla legge n. 134 del 2012, promossa, in relazione all’art. 97 della Costituzione, dalla Regione Veneto con il ricorso indicato in epigrafe.

References: art. 16
 art. 8
 art. 19
 art. 20
 art. 1
 sentenza 
 art. 17
 art. 1
 art. 15
 sentenza 
 art. 17
 art. 17
 art. 17
 art. 17