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Timestamp: 2018-05-27 21:22:47+00:00

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NESSO DI CAUSALITÀ | Diritto Civile Contemporaneo
Responsabilità medica e perdita di chance: una sentenza eterodossa del Tribunale di Rimini
Trib. Rimini 25 ottobre 2016 si segnala poichè, seppur con argomenti in buona parte costituenti obiter dicta, si discosta dall’orientamento tradizionale della giurisprudenza di legittimità in tema di perdita di chance di sopravvivenza cagionata da una tardiva diagnosi di un male incurabile.
Questo articolo è stato pubblicato in DANNO NON PATRIMONIALE, NESSO DI CAUSALITÀ, RESPONSABILITA' CIVILE il 4 novembre 2016 da diritto civile contemporaneo.
Responsabilità dello Stato per violazione del diritto comunitario tra «omessa disapplicazione» e questione di legittimità costituzionale
Cass. 30 settembre 2016 n. 19384 interviene sul tema ormai classico della responsabilità dello Stato per violazione del diritto comunitario con riferimento alla normativa italiana sulla circolazione del libero professionista esercente la professione di avvocato.
In primo ed in secondo grado veniva riconosciuta la responsabilità dello stato italiano per aver impedito ad un avvocato tedesco l’esercizio della professione in Italia per un quinquennio, in violazione del diritto comunitario (CGUE 7 marzo 2002 causa C-145/99 e Cass. sez. un. 17 aprile 2009 n. 9147, Cass. 17 maggio 2011 n. 10813): il danno veniva quantificato in € 75.000,00 in base al fatturato medio del professionista nel periodo successivo al quinquennio.
Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento (anche) del “danno non patrimoniale” per lesione della sua reputazione in ragione del procedimento disciplinare e penale subito a causa della vigenza di una normativa interna contrastante con il principio di libera circolazione dei professionisti. In sostanza, si sarebbe trattato di un danno non patrimoniale da omessa disapplicazione della normativa interna (lesiva del diritto di stabilimento) da parte del consiglio dell’ordine e dell’autorità giudiziaria.
La sentenza che qui si segnala ritiene invece corretta la decisione della Corte di appello di Roma che, sul punto, considera non sussistere nesso di causalità tra la condotta degli organi statali “inadempienti” e il danno non patrimoniale: infatti, asserisce la Suprema Corte, se discutiamo, come vorrebbe il ricorrente, di norme comunitarie direttamente applicabili (e dunque di “danno da mancata disapplicazione”), il ricorrente avrebbe dovuto agire invocando la disciplina sulla responsabilità civile dei magistrati; se invece, come sembra ritenere la suprema corte, a venire in considerazione è una normativa comunitaria non direttamente applicabile, allora si sarebbe dovuto sollevare la questione di legittimità costituzionale, da parte del ricorrente, delle norme incompatibili (cfr. AA.VV., Le «libertà fondamentali» dell’Unione europea e il diritto privato, a cura di E. Mezzanotte, 2016).
Questo articolo è stato pubblicato in DANNO NON PATRIMONIALE, DIRITTI DELLA PERSONALITA', DIRITTO PRIVATO EUROPEO, NESSO DI CAUSALITÀ, RESPONSABILITA' CIVILE il 14 ottobre 2016 da diritto civile contemporaneo.
Le Sezioni Unite sulla responsabilità medica per nascita indesiderata
Le Sezioni Unite, con sentenza 22 dicembre 2015 n. 25767, a risoluzione di contrasto sulla responsabilità medica per nascita indesiderata, hanno affermato che: a) la madre è onerata dalla prova controfattuale della volontà abortiva, ma può assolvere l’onere mediante presunzioni semplici; b) il nato con disabilità non è legittimato ad agire per il danno da “vita ingiusta”, poiché l’ordinamento ignora il “diritto a non nascere se non sano”.
Con ordinanza n. 3569 del 23 febbraio 2015, Rel. Sestini la Terza sezione aveva rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, le questioni, oggetto di contrasto, collegate al danno da nascita indesiderata per mancata informazione sull’esistenza di malformazioni congenite del feto, e relative all’onere di allegazione e al contenuto della prova a carico della gestante, nonché alla legittimazione, o meno, del nato a pretendere il risarcimento del danno.
Per un commento all’ordinanza di rimessione cfr. CRICENTI, Il danno da nascita indesiderata rimesso alle Sezioni Unite (per le ragioni sbagliate), in Dir. civ. cont., 9 marzo 2015
Questo articolo è stato pubblicato in DANNO NON PATRIMONIALE, NESSO DI CAUSALITÀ, RESPONSABILITA' CIVILE il 23 dicembre 2015 da diritto civile contemporaneo.
Pazienti terminali, ritardi diagnostici e danni risarcibili
Da quel poco che si evince dalla sua motivazione, il caso deciso da Cass. Civ. 20.8.2015, n. 16993 ha riguardato una paziente afflitta da una “forma tumorale, particolarmente maligna e aggressiva” di carcinoma uterino, che non era stata diagnosticata tempestivamente dal suo ginecologo, ma con due mesi di ritardo, a seguito di un ricovero, in occasione del quale era stata eseguita una biopsia.
Questo articolo è stato pubblicato in DANNO NON PATRIMONIALE, NESSO DI CAUSALITÀ, RESPONSABILITA' CIVILE il 14 ottobre 2015 da diritto civile contemporaneo.
Trib. Rimini 18 agosto 2015, Giud. La Battaglia affronta talune questioni civilistiche relative ad una peculiare e delicata vicenda di responsabilità medica: Il caso origina dalla domanda risarcitoria per “danno parentale” avanzata dalla moglie di un malato psichiatrico, ricoverato per decisione dell’AUSL in una casa di cura residenziale convenzionata con la stessa, ma scomparso durante la degenza e poi ritrovato morto (per un precedente non dissimile cfr. Cass. 16 maggio 2014 n. 10832) Continua a leggere→

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