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IL PERCORSO DI LAVORO - AREA INFANZIA - ZONA VALDARNO INFERIORE - PDF
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Dionisia Mancini
1 IL PERCORSO DI LAVORO - AREA INFANZIA - ZONA VALDARNO INFERIORE Gloria Tognetti & Barbara Pagni Coordinamento Gestionale e Pedagogico Zonale del Valdarno Inferiore
2 La Conferenza, in raccordo agli indirizzi regionali e provinciali elabora la programmazione degli interventi di competenza comunale, così come individuati dalla normativa statale e regionale vigente, ed in particolare dall art. 30 della L.R. n. 32/2002, in particolare: servizi educativi per la prima infanzia; interventi di educazione non formale degli adolescenti e dei giovani; interventi di educazione non formale degli adulti; sviluppo qualitativo del sistema di istruzione; organizzazione della rete scolastica dell infanzia e del primo ciclo; proposte di integrazione formazione professionale-istruzione nell obbligo formativo; erogazione dei contributi per diritto allo studio.
3 IL LAVORO ZONALE NELL AREA INFANZIA
4 Il primo regolamento approvato contestualmente dai Comuni della Zona educativa Valdarno Inferiore risale al 2000 ( L. R.T. 22/99) Nel 2002/2003 la riforma della Legge Regionale ed il nuovo regolamento attuativo (L.R. 32 e R.R. 47) hanno sollecitato: - l aggiornamento del regolamento zonale/regolamenti comunali - l aggiornamento del documento di orientamenti per la qualità elaborato già nel 2000 da Comuni e Azienda Sanitaria USL 11 per una riflessione interpretativa delle norme ed orientamenti e indicazioni rivolte ai privati interessati a realizzare nuovi servizi per l infanzia - la nuova definizione dei procedimenti di autorizzazione e di accreditamento - progetto zonale per le funzioni di coordinamento tecnico, procedimenti e formazione.
5 INVESTIMENTO DEI COMUNI E CONTINUITA ALL IMPEGNO
6 GLI OBIETTIVI - Ricerca di coerenza del sistema dei servizi per l infanzia nel territorio - Percorso di qualificazione e ampliamento della rete dei servizi - Definizione del sistema di governance territoriale che esplicita livelli e contesti della programmazione
7 CRITICITA IN FASE DI AVVIO DELL ESPERIENZA - Necessità di orientamenti chiari dal contesto politico - Criteri di costituzione del gruppo tecnico di coordinamento (risorse umane per le strutture tecniche) e del CGPZ - Chiara definizione livelli di responsabilità - Conoscenza del sistema dei servizi esistenti - Obiettivi e tempi definiti (STEP) - Modalità di copertura dei costi delle strutture zonali
8 PRIORITA IN FASE DI AVVIO DELL ESPERIENZA - Condivisione co-costruzione del quadro regolamentare aggiornato; - Formalizzazione Accordo tra i Comuni - Costruzione commissione zonale per le funzioni di autorizzazione, vigilanza e controllo; - Progressiva costruzione del sistema integrato (formazione congiunta, coordinamento del sistema...)
9 CONTESTI DI PROGRAMMAZIONE E PROGETTAZIONE - Conferenza educativa zonale PEZ - Coordinamento tecnico zonale area educativa - Tavolo tecnico zonale infanzia - Coordinamento gestionale e pedagogico zonale - Istituzione LA BOTTEGA DI GEPPETTO con funzioni di coordinamento, consulenza, formazione
10 ARTICOLAZIONE DELLA STRUTTURA DI CGPZ 1. Struttura di coordinamento ristretta - soggetto che presiede la struttura, per le funzioni di coordinamento generale ed il raccordo tra i vari soggetti/organismi facenti parte del sistema; - coordinatori pedagogici nominati da ciascun comune della zona e che abbiano assegnate le funzioni di coordinamento della rete dei servizi comunali; -referente del soggetto attuatore con funzioni di supporto al funzionamento della struttura 2. Struttura di coordinamento allargata integrata con -coordinatori pedagogici o loro rappresentanti nominati dai soggetti titolari dei servizi privati attivi nei quattro comuni della zona -referenti 3-6 istituti comprensivi
11 FUNZIONI COORDINAMENTO TECNICO a cura del C.G.P.Z. - aggiornamento quadro regolamentare (approvato nel 2015 il nuovo regolamento zonale ed i regolamenti comunali aggiornati) - monitoraggio sui servizi e mappatura annuale offerta - analisi dei bisogni del territorio -elaborazione ipotesi di sviluppo/adeguamento dell offerta - aggiornamento carta zonale dei servizi
12 AZIONI DI SUPPORTO AI COMUNI - Monitoraggio sulle attività e supporto alla programmazione - Analisi problematiche organizzative e gestionali
13 FORMAZIONE - Rilevazione dei bisogni formativi - Percorsi formativi condivisi dagli educatori dei servizi pubblici e privati, circa 80 educatori - Percorsi formativi Focus sulla specificità del lavoro educativo (metodologie, competenze specifiche, documentazione) - Valutazione efficacia e rilevazione del gradimento
14 REGOLAZIONE E CONTROLLO - I PROCEDIMENTI - Autorizzazione ed accreditamento dei servizi privati - Funzioni di vigilanza e supporto alla qualità
15 RELATIVAMENTE AI PROCEDIMENTI - Garantire trasparenza nei confronti dei cittadini, individuando canali di relazione chiari e unitari - SUAP - Complessità e NECESSITA di coordinare pareri diversi utilizzando lo strumento della conferenza dei servizi - Sostegno allo sviluppo delle esperienze mediante una azione di controllo preventivo, anche in funzione di apporto consulenziale e di ORIENTAMENTO ALLA QUALITA
16 PUNTI DI FORZA LA COERENZA TERRITORIALE - Criteri per l attribuzione del punteggio per l accesso ai servizi; - Sistema tariffario; - Agevolazioni tariffarie a sostegno dei nuclei familiari economicamente fragili (fasce ISEE); - Modalità di convenzionamento con i servizi privati; - Funzioni relative ai procedimenti di autorizzazione ed accreditamento e di controllo relativamente ai servizi privati; - Formazione congiunta degli educatori, pubblici e privati; - Monitoraggio annuale sul sistema dei servizi; - Anagrafe annuale dei servizi.
17 Gli approfondimenti realizzati negli ultimi anni sollecitati anche dalla necessità di far fronte alla crisi che fa chiudere i servizi privati e rende difficile per le famiglie sostenere le tariffe anche dei servizi pubblici hanno riguardato: - l analisi dell offerta e la sua articolazione zonale e comunale; - la relazione tra domanda ed offerta; - l analisi dei costi di tutti i servizi, sia a titolarità pubblica che privata.
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References: art. 30
 Articolo 1
 Articolo 1

Articolo 3
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 5
 Art. 1