Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-10390-del-12-05-2011
Timestamp: 2020-02-24 03:14:38+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 10390 del 12/05/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10390 del 12/05/2011
Cassazione civile sez. trib., 12/05/2011, (ud. 23/02/2011, dep. 12/05/2011), n.10390
COOPERATIVA LA RIVA BIANCA SCARL, in persona del legale
CAVOUR presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato
e difeso dall’avvocato PICONE GIUSEPPE, giusta delega a margine;
avverso la sentenza n. 73/2004 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,
L’Agenzia Delle Entrate ricorre in cassazione avverso la sentenza, di cui in epigrafe, resa dalla Commissione Tributaria Regionale competente, con la quale era stato accolto l’appello proposto dalla società Cooperativa La Riva Bianca a r.l. avverso la sentenza di rigetto del ricorso introduttivo, avanzato contro l’avviso di accertamento con il quale, relativamente al periodo d’ imposta 1993, veniva accertato, ai fini Irpeg e Ilor, un maggior reddito della società a fronte di operazioni inesistenti.
La Commissione Tributaria Regionale aveva ritenuto arbitrario ed illegittimo il modus operandi dell’ufficio sia perchè all’avviso impugnato era stato allegato solo uno stralcio di un processo verbale redatto dalla G.d.F. di Caserta, a seguito di una verifica effettuata presso terzi – dove era stato rinvenuto un file anonimo che i verificatori ritenevano riferirsi anche alla società ricorrente -, sia per avere ritenuto elemento di prova certa un semplice indizio.
1. Con il ricorso in esame l’Agenzia censura l’impugnata sentenza, ex art. 360 c.p.c., n. 3, per violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 37, 38 e 39, del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 75 dell’art. 2697 c.c. oltre vizio di motivazione per avere ritenuto che non ricada sul contribuente l’onere di provare l’esistenza di costi maggiori rispetto a quelli considerati dall’ufficio e per avere ignorato gli elementi portati da quest’ultimo a fondamento della pretesa, sminuendoli, senza motivazione, a mere presunzioni mancanti dei requisiti di certezza, precisione e concordanza.
1.2 La controricorrente eccepisce che i dati rinvenuti presso due personal computer rinvenuti presso la ditta Letizia (fornitore) sono stati acquisiti in violazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52 e D.P.R. n. 600 del 1973, art. 33 e ribadisce quanto affermato nella sentenza di secondo grado.
2. La censura è fondata secondo la giurisprudenza di questo giudice di legittimità, alla quale il collegio intende dare continuità in assenza di valide ragioni per discostarsene. La stessa (v. tra le altre :Cass. n. 10137 del 2010; n. 21975 del 2009; n. 27061 del 2006) ha affermato che il ritrovamento, da parte della Guardia di finanza, in locali diversi da quelli societari, di una “contabilità parallela” a quella ufficialmente tenuta dalla società sottoposta a verifica fiscale, legittima, di per sè ed a prescindere dalla sussistenza di qualsivoglia altro elemento, la rettifica della dichiarazione sulla base di accertamento induttivo (v. in particolare Cass., n. 11459 del 2001) e, a fortiori legittima il ricorso al suddetto accertamento induttivo ai sensi del D.P.R. n. 600 de 1973, art. 39, commi 2 e 3).
Nel caso di specie è pacifico che la Guardia di Finanza ha rinvenuto nei locali di un fornitore della contribuente un file, montato su computer, ed un riepilogo giornaliero denominato “rapportino dell’impiantista”, entrambi contenenti una serie di elementi di “contabilità parallela”, elementi che, secondo lo stesso giudice a quo, costituiscono” una presunzione” erroneamente ritenuta insufficiente dal medesimo giudice. L’esistenza di tali elementi, formanti appunto una presunzione, legittima un accertamento induttivo ai sensi del D.P.R. 600 del 1973, art. 39.
Cass. n. 10137 dei 2010; Cass., 8/7/2009, n. 16017). Appare quindi destituito di fondamento il rilievo mosso dalla contribuente nel proprio controricorso.
4. Alla luce dei principi sopra esposti, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate deve essere accolto e la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio ad altro giudice che provvedere a decidere la controversia facendo applicazione dei principi di diritto sopra esposti e liquidando altresì le spese del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 75
 art. 52
 art. 33
 sentenza 
 art. 39
 art. 39

Cass. 
 sentenza