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Timestamp: 2018-02-23 12:55:55+00:00

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GUIDA 2014 ALLA FISCALITA' DEGLI IMMOBILI : NOVITA' IRPEF E TASSAZIONE COMUNALE - PDF
GUIDA 2014 ALLA FISCALITA' DEGLI IMMOBILI : NOVITA' IRPEF E TASSAZIONE COMUNALE
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1 GUIDA 2014 ALLA FISCALITA' DEGLI IMMOBILI : NOVITA' IRPEF E TASSAZIONE COMUNALE a cura di Celeste Vivenzi LA CEDOLARE SECCA Con il metodo della cedolare secca il contribuente paga un'unica aliquota sull'intero canone di locazione che sostituisce l IRPEF, le addizionali regionale e comunale e le imposte di registro e di bollo relative al contratto di locazione. L'aliquota ordinaria applicabile è pari al 21% e la Legge n. 124 del 28 ottobre 2013, che ha convertito il D.L. 102 del 31 agosto 2013, ha previsto una riduzione, per gli immobili locati a canone concordato,dell'aliquota della cedolare secca al 15% in luogo della precedente aliquota pari al 19%. Inoltre tale aliquota è stata altresì ridotta al 10% dal decreto legge n. 47 del , con riferimento al triennio ( decreto convertito nella Legge n che prevede la riduzione al 10% solo se gli immobili sono situati in Comuni ad alta densità abitativa ). Dalla conversione in legge del decreto n viene prevista la possibilità di optare per la cedolare secca in caso di :- contratti di locazione di unità abitative stipulati nei confronti di cooperative edilizie o enti senza scopo di lucro; - unità abitative sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei Comuni con rinuncia all'aggiornamento del canone di locazione o assegnazione nonché a quei comuni per cui negli ultimi 5 anni è stato dichiarato lo stato di calamità. L opzione è riservata alle persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento su unità immobiliari abitative locate (non deve trattarsi di persone fisiche che agiscono nell'esercizio di impresa, arte o professione ovvero gli imprenditori, lavoratori
2 autonomi,società di persone, di capitali e gli altri enti commerciali e non commerciali). In caso di contitolarità dell'immobile, l'opzione deve essere esercitata distintamente da ciascun locatore e se i locatori contitolari non esercitano l'opzione sono tenuti al versamento dell'imposta di registro calcolata sulla parte del canone di locazione loro imputabile in base alle quote di possesso. In buona sostanza sono interessati alla cedolare secca i seguenti immobili: - le unità abitative accatastate nelle categorie da A1 a A11 esclusa l'a10 (uffici o studi privati); - le relative pertinenze (solo se locate congiuntamente all'abitazione). La scelta di tale regime da parte del locatore deve essere comunicata al conduttore tramite raccomandata postale (è espressamente esclusa la possibilità della consegna a mano anche se controfirmata dal conduttore) ed impedisce l'aggiornamento ISTAT del canone. I canoni assoggettati al nuovo regime opzionale non rientrano nel reddito complessivo, come anticipato precedentemente, e quindi non incidono sulla progressività dell'aliquota IRPEF ma rilevano ai fini della determinazione dell'isee per l'accesso alle prestazioni agevolate di natura sociale o assistenziale, nonché per determinare la condizione di familiare fiscalmente a carico e per calcolare le detrazioni per carichi di famiglia. L'imposta sostitutiva derivante dall'applicazione della cedolare secca deve essere corrisposta con proprio codice tributo e valgono le stesse regole previste per il versamento dell'irpef, pertanto, anche per la cedolare secca è previsto il versamento in acconto. Infine, si ricorda che l'opzione vincola il locatore all'applicazione del regime della cedolare secca per l'intero periodo di durata del contratto o per il residuo periodo nei casi in cui l'opzione venga esercitata per le annualità successive anche se il locatore ha la facoltà di revocare l'opzione durante ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui è stata esercitata l'opzione e la revoca deve essere effettuata entro il termine previsto per il pagamento dell'imposta di registro relativa all'annualità di riferimento (trenta giorni dalla scadenza di quella precedente). ESERCIZIO OPZIONE CEDOLARE SECCA Dal 3 febbraio 2014 per la registrazione dei contratti di locazione e per gli adempimenti successivi deve essere utilizzato il modello Registrazione Locazioni Immobili. Il modello RLI per l esercizio dell opzione alla cedolare secca sugli affitti ha sostituito il modello 69 in relazione ai seguenti adempimenti: - richieste di registrazione dei contratti di locazione ed affitto di beni immobili; - proroghe, cessioni e risoluzioni dei contratti di locazione ed affitto di beni immobili; - comunicazione dei dati catastali ai sensi dell art. 19, comma 15, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78; - esercizio o revoca dell opzione per la cedolare secca; - denunce relative ai contratti di locazione non registrati, ai contratti di locazione con canone superiore a quello registrato o ai comodati fittizi.
3 CEDOLARE SECCA : TABELLA OPERATIVA SOGGETTI INTERESSATI Persone fisiche in possesso di redditi immobiliari (proprietari o titolari di altro diritto reale) su unità abitative locate, che non agiscono nell ambito di attività d impresa/professione SOGGETTI ESCLUSI non possono accedere al regime agevolato: - canoni percepiti per la locazione dei cd immobili patrimonio - locazione un immobile non utilizzato come civile abitazione dal locatario (es. appartamento utilizzato dal conduttore come ufficio per attività professionale) - uso abitativo, oggetto di proprietà condominiale (si pensi ad esempio all appartamento di proprietà condominiale, affittato al portiere/custode). TIPOLOGIA DI REDDITO Reddito fondiario da locazione di immobili ad uso abitativo (categorie catastali da A/1 a A/11, escluso A/10) e relative pertinenze.
4 BASE IMPONIBILE E costituita dal 100% del canone di locazione pattuito. Non spetta più la deduzione forfetaria pari: - generale; - convenzionato ( più ulteriore 30%); - immobili di interesse storico artistico. Il reddito da locazione non può comunque essere inferiore alla rendita catastale rivalutata del 5%; In caso contrario, il reddito imponibile è costituito dalla rendita catastale rivalutata. IMPOSTA APPLICATA - 21% in via ordinaria; - 15% (dal 2013) per i contratti cd concordati (L. 431/98) in comuni ad alta densità abitativa IMPOSTE SOSTITUITE Irpef e addizionali regionali e Comunali Imposte registro e di bollo ( anche nel caso di proroga e risoluzione) OPZIONE preventivamente all inquilino la volontà di optare per la tassazione sostitutiva tramite lettera raccomandata, a pena di inefficacia dell opzione ed esercitare la relativa opzione; - più unità abitative locate: per ciascuno di esse è possibile esprimere l'opzione indipendentemente dalla scelta effettuata per le altre unità ; - più locatori: ciascuno di essi esprime
5 l'opzione limitatamente al proprio reddito indipendentemente dalla scelta effettuata dagli altri contitolari ; Contratti di locazione di durata inferiore ai 30 giorni: non sussiste l obbligo di registrazione; la scelta per la cedolare secca va effettuata nel modello UNICO nel quale sono dichiarati i redditi da locazione. Non è necessario inviare la Racc. A/R all inquilino di rinuncia all aggiornamento del canone. ADEGUAMENTO ISTAT Per il periodo di validità dell opzione il locatore rinuncia alla possibilità di chiedere l aggiornamento del canone di locazione. MODELLI UTILIZZABILI Dal 1 aprile 2014 non è più possibile utilizzare i modelli 69/Siria per esercitare l opzione; tali strumenti sono stati sostituiti dal nuovo Modello RLI da utilizzare: - contratto e gli adempimenti successivi (proroghe, cessioni e risoluzioni) ;per esercitare o revocare l'opzione per la cedolare secca. OBBLIGHI Permane l'obbligo di registrazione del contratto, che assorbe la comunicazione alla PS. NOVITA' 2014 IN MATERIA DI PAGAMENTO IN CONTANTI DEL CANONE DI AFFITTO 2014 La Legge di stabilità 2014, fra le varie novità a carico dei contribuenti italiani, aveva previsto anche l obbligo del pagamento in contanti dei canoni di locazione ad uso abitativo a partire dall 1 gennaio Tuttavia il Ministero dell Economia e Finanze, con una nota prot. n del 5 febbraio 2014 ha stabilito che si possono pagare in contanti i canoni di locazione di importo inferiore ai mille euro. L'adempimento riguarda le sole locazioni abitative: residenza abituale, turistiche, studentesche, transitorie, mentre restano esclusi i negozi, gli uffici, i capannoni, i box e quelle di edilizia residenziale pubblica. La
6 finalità del provvedimento è quella di contrastare l'evasione fiscale e la sanzione amministrativa per la violazione, è compresa tra l'1 e il 40% dell'importo corrisposto con un minimo di Euro NOVITA' REDDITI DEI FABBRICATI IN LOCAZIONE SENZA CEDOLARE SECCA Come stabilito dalla legge n. 92 del 28 giugno 2012 (riforma Fornero) per determinare il reddito imponibile degli immobili locati occorre indicare il canone di locazione dell unità immobiliare ridotto del 5% se superiore alla rendita catastale ovvero, in caso contrario, invece, si tiene conto della rendita catastale. Il reddito da dichiarare è pertanto pari al 95% del canone di locazione (per i fabbricati situati nella città di Venezia centro e nelle isole di Giudecca, di Murano e di Burano il 75% del canone). Si ricorda che in precedenza la deduzione forfettaria era pari al 15%. Per fare un esempio in presenza di un reddito da locazione pari a Euro, il locatore, in virtù della deduzione del 15%, avrebbe dichiarato euro (sempre che i Euro fossero superiori alla rendita catastale dell immobile rivalutata del 5%,); con decorrenza Gennaio 2013,invece,a fronte di un affitto pari ad euro senza applicazione della cedolare secca,il reddito da dichiarare è pari a euro (anche in questo caso tenendo in considerazione se l'affitto è superiore alla rendita rivalutata). DEDUZIONE FORFETARIA APPLICABILE AL CANONE ANNUO PERCEPITO DALLE PERSONE FISICHE SENZA APPLICAZIONE DELLA CEDOLARE -per le locazioni di fabbricati la deduzione forfetaria è stabilita nel mite del 5%; -per le locazioni di fabbricati siti nelle isole veneziane la deduzione è stabilita al 25%; -per gli immobili storici è prevista una deduzione forfetaria del canone pari al 35%. LA TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI SFITTI SITUATI NELLO STESSO COMUNE DOVE SI TROVA L'ABITAZIONE PRINCIPALE La legge di stabilità 2014 ha introdotto ulteriori e rilevanti modifiche in tema di tassazione IRPEF degli immobili non locati e posseduti da persone fisiche. In sostanza, per le case sfitte, situate nello stesso Comune dove si trova l'abitazione principale, il reddito sarà tassato per il 50%, già a decorrere dal 2013 in sede di Unico Volendo fare un esempio pratico, se la rendita catastale è pari a Euro, con la rivalutazione del 5% si arriverà a Euro. Questo valore dovrà essere ulteriormente aumentato di un terzo (350 Euro) per un valore imponibile effettivo da dichiarare pari a 700 Euro (50% di Euro). Rientrano nell ambito di applicazione della norma anche le pertinenze degli immobili ad uso abitativo, per effetto del naturale principio di accessorietà e dipendenza che contraddistingue gli immobili in questione, anche se accatastati in categoria C. La norma, dunque, comporta la tassazione di metà della rendita catastale, ma solo per le abitazioni sfitte. A tale proposito, si deve evidenziare che condizione necessaria per l applicazione della novità in esame è che il contribuente disponga di un immobile adibito ad abitazione principale, e che tale immobile sia posseduto a titolo di proprietà o di altro diritto reale, il cui reddito sia imputabile al contribuente stesso. In altre parole, laddove il contribuente non disponga di un immobile ad uso abitativo adibito ad abitazione principale (si pensi, ad esempio, ai contribuenti in comodato), eventuali immobili abitativi posseduti anch essi nel
7 medesimo Comune non sono soggetti alla tassazione IRPEF in base alla nuova normativa. Occorre infine tenere in considerazione che se l immobile ad uso abitativo, anche se è situato nello stesso Comune in cui si trova l abitazione principale del possessore, è privo dell allacciamento alle reti dell energia elettrica, acqua e gas e di fatto non utilizzato, esso non va considerato come unità immobiliare tenuta a disposizione. LA NUOVA IMPOSTA UNICA COMUNALE (IUC) Con l'istituzione della IUC (imposta unica comunale), disposta dalla legge di Stabilità 2014, ha preso il via la riforma dell'imposizione immobiliare locale. La nuova imposta è una service tax formata da tre differenti tributi: - una parte patrimoniale, corrispondente all IMU; - una parte relativa ai servizi indivisibili, la TASI; - una parte relativa allo smaltimento dei rifiuti, la TARI corrispondente alla vecchia TARES. Per la componente patrimoniale IMU, che sarà pagata dai proprietari, saranno escluse le prime abitazioni, ad eccezione di quelle considerate di lusso, cioè quelle ricadenti nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Dovrà quindi essere pagata per le seconde case e per gli immobili aventi destinazione d uso diversa da quella residenziale, come uffici e negozi. Inoltre, poiché l esenzione prima casa si applica ad una sola pertinenza per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7, dovranno pagarla quelle pertinenze che non rientrano in questo caso (ad esempio il secondo box auto e la seconda cantina). La componente relativa alla TASI, invece, sarà pagata per la gestione dei cosiddetti servizi indivisibili, cioè quei servizi come la pubblica illuminazione o la manutenzione delle strade che non vengono offerti dai Comuni a domanda individuale. Questa componente dovrà essere pagata sia dai proprietari che dagli occupanti degli immobili, come gli inquilini. Questi ultimi però dovranno versarne una parte compresa tra il 10% e il 30% del totale. Infine, la componente relativa alla TARI, che sarà a carico dell'utilizzatore, è quella che andrà a sostituire la TARES e servirà per la gestione dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Per quanto concerne il calcolo della IUC occorre partire dall IMU, il cui meccanismo rimane invariato: la base imponibile a cui applicare l aliquota del tributo è costituita dalla rendita catastale dell'immobile, rivalutata del 5% e moltiplicata per un parametro, differente a seconda della categoria catastale dell immobile ovvero: per i fabbricati del gruppo A (esclusi gli A/10) e delle categorie C/2, C/6 e C/7; per i fabbricati del gruppo B e delle categorie C/3, C/4 e C/5; - 80 per i fabbricati delle categorie A/10 e D/5; - 65 per i fabbricati del gruppo D (esclusi i D/5); - 55 per i fabbricati della categoria C/1. La base imponibile è ridotta del 50%: a) per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all' art. 10 del D.lgs. 22 gennaio
8 2004, n. 42; b) per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni. Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1 gennaio dell'anno di imposizione, rivalutato del 25%, un moltiplicatore pari a 135. Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore è pari a 75. I terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali di cui all' art. 1 del D.lgs. 29 marzo 2004, n. 99, e successive modificazioni, iscritti nella previdenza agricola, purché dai medesimi condotti, sono soggetti all'imposta limitatamente alla parte di valore eccedente Euro e con le seguenti riduzioni: a) del 70% dell'imposta gravante sulla parte di valore eccedente i predetti Euro e fino a Euro; b) del 50% dell'imposta gravante sulla parte di valore eccedente Euro e fino a Euro; c) del 25% dell'imposta gravante sulla parte di valore eccedente Euro e fino a Euro. A coloro che non conducono il fondo non spetta il beneficio fiscale in questione e, pertanto, l'imu dovuta da quest ultimi deve essere calcolata seguendo le normali modalità di determinazione del tributo. L aliquota di base è pari al 7,6 per mille, ma i Comuni potranno aumentarla o diminuirla fino ad un massimo di 0,3 punti percentuali. IL TRIBUTO PER I SERVIZI INDIVISIBILI (TASI) Il presupposto impositivo per il pagamento della TASI è il possesso e la detenzione a qualsiasi titolo di : - fabbricati compresa l'abitazione principale ovvero aree edificabili ad eccezione dei terreni agricoli. Per il calcolo della TASI, la base imponibile è la stessa prevista per l IMU e l aliquota di base è pari all 1 per mille di tale valore. Tale aliquota potrà essere variata dai Comuni al ribasso, fino all azzeramento della parte d imposta o al rialzo, ma rispettando il vincolo di non superare per il 2014 il valore del 3,3 per mille. Il presupposto impositivo della TASI dovuta sia dal possessore, che dall utilizzatore dell immobile è dato dal possesso o dalla detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, compresa l abitazione principale come definita ai fini IMU, di aree scoperte (escluse quelle pertinenziali o accessorie a locali imponibili e le aree comuni condominiali di cui all articolo 1117 del Codice Civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva), nonché di aree edificabili, a qualsiasi uso adibiti. È importante evidenziare alcune caratteristiche in materia di TASI che ne disciplinano l applicazione sotto il profilo soggettivo e temporale; in particolare viene stabilito che: - nei casi di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all adempimento dell unica obbligazione tributaria;
9 - nei casi di detenzione temporanea di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, la TASI è dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie; - per i locali in multiproprietà ed i centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento della TASI dovuta per i locali e le aree scoperte di uso comune e per i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli possessori o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo. TABELLA AMBITO SOGGETTIVO DELLA TASI PLURALITÀ DI POSSESSORI in caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all'adempimento dell'unica obbligazione tributaria LEASING in caso di locazione finanziaria, l imposta è dovuta dal locatario a decorrere dalla data di stipula del contratto e per tutta la durata dello stesso, ossia il periodo intercorrente dalla data della stipulazione alla data di riconsegna del bene al locatore, comprovata dal verbale di consegna. DETENZIONE TEMPORANEA in caso di detenzione temporanea di durata non superiore a 6 mesi nel corso dell anno, la TASI è dovuta soltanto dal possessore/detentore a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie. MULTIPROPRIETÀ per i locali in multiproprietà ed i centri commerciali integrati, il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento del tributo per: - i locali e le aree scoperte di uso comune ; - i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli possessori o detentori. Fermi restando, nei confronti di questi ultimi, gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.
10 RIPARTIZIONE TRA TITOLARE DEL DIRITTO REALE E OCCUPANTE Nel caso in cui l'unità immobiliare è occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull'unità immobiliare, quest'ultimo e l'occupante sono titolari di un'autonoma obbligazione tributaria. L'occupante versa la TASI nella misura, stabilita dal Comune compresa fra il 10 e il 30% dell'ammontare complessivo della TASI. La restante parte è corrisposta dal titolare del diritto reale sull'unità immobiliare. TABELLA PRATICA OPERATIVA TIPO IMMOBILE IMU TASI TARI ABITAZIONE PRINCIPALE SECONDA CASA ESENTE DOVUTA ( TRA IL 10 E IL 30 % A CARICO INQUILINO) DOVUTA DOVUTA DOVUTA DOVUTA ALIQUOTA STABILITA DAL COMUNE LA BASE IMPONIBILE E' LA MEDESIMA DELL'IMU DOVUTA ( TRA IL 10 E IL 30 % A CARICO INQUILINO) ALIQUOTA MASSIMA 3,3 PER MILLE NEGOZIO DOVUTA DOVUTA DOVUTA ALIQUOTA STABILITA DAL COMUNE IMMOBILI IMPRESA DOVUTA ; ALIQUOTA 0,76% PER I FABBRICATI LA BASE IMPONIBILE E' LA MEDESIMA DELL'IMU ( TRA IL 10 E IL 30 % A CARICO INQUILINO) ALIQUOTA MASSIMA 3,3 PER MILLE DOVUTA LA BASE IL COMUNE STABILISCE LA TARIFFA IN BASE ALL'ATTIVITA' ECONOMICA ESERCITATA DOVUTA IL COMUNE
11 TERRENI AGRICOLI CATEGORIA D DOVUTA (PER I TERRENI AGRICOLI DI IAP E COLTIVATORI IL MOLTIPLICATORE DAL 2014 SI RIDUCE A 75 E A 110 PER GLI ALTRI TERRENI IMPONIBILE E' LA MEDESIMA DELL'IMU LA BASE IMPONIBILE E' LA MEDESIMA DELL'IMU PER I FABBRICATI RURALI SI APPLICA 1 PER MILLE STABILISCE LA TARIFFA SI APPLICA AI SOLI FABBRICATI STRUMENTALI E NON AI TERRENI AGRICOLI TARI E TASI: LE NOVITA' DOPO LA CONVERSIONE IN LEGGE DEL D.L. N. 16 DEL 06 MARZO 2014 Con la conversione in Legge del D.L. 6 marzo 2014, n. 16 (noto come Decreto Salva Roma ) diventano effettive le modifiche alla disciplina della TASI e della TARI, le due componenti della nuova Imposta Unica Comunale in vigore dal Senza dubbio la principale novità è la possibilità per i Comuni di aumentare l'aliquota prevista dello 0,8 per mille per la TASI al fine di poter finanziare le detrazioni per le abitazioni principali. Per l anno in corso quindi l aliquota relativa all abitazione principale potrà essere elevata dal 2,5 per mille al 3,3 per mille mentre l aliquota base del 10,6 per mille relativa agli altri immobili potrà invece essere innalzata fino all 11,4 per mille. In materia di modalità di versamento il decreto prevede una modalità di acconto a due scadenze per i Comuni che non riusciranno a deliberare le aliquote entro il 23 maggio 2014 e a pubblicarle sul portale del Dipartimento delle finanze entro il 31 maggio 2014 stabilendo che, il pagamento sulle abitazioni principali è dovuto in unica soluzione entro il 16 dicembre Sugli altri immobili si dovrà versare entro il 16 giugno un acconto pari al 50% del tributo determinato in base all aliquota base dell'1 per mille ( il pagamento si effettua tramite modello F24 e bollettino di conto corrente postale). In particolare, viene previsto che: - il versamento della TASI è effettuato nei termini individuati del 16 giugno e del 16 dicembre; - è consentito il pagamento della TARI e della TASI in unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno; - il versamento della prima rata della TASI è eseguito sulla base dell'aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno precedente; il versamento della rata a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno è eseguito, a conguaglio, sulla base degli atti pubblicati nel sito informatico del MEF alla data del 28 ottobre di ciascun anno di imposta; a tal fine il comune è tenuto ad effettuare l'invio delle deliberazioni di approvazione delle
12 aliquote e delle detrazioni, nonché dei regolamenti della TASI, esclusivamente in via telematica, entro il 21 ottobre dello stesso anno mediante inserimento del testo degli stessi nell'apposita sezione del Portale del federalismo fiscale, per la pubblicazione nel sito informatico di cui sopra; -in caso di mancata pubblicazione entro il termine del 28 ottobre, si applicano gli atti adottati per l'anno precedente. L'efficacia delle deliberazioni e dei regolamenti decorre dalla data di pubblicazione degli stessi nel predetto sito informatico; - per gli immobili diversi dall'abitazione principale, per il 2014 (primo anno di applicazione della TASI), il versamento della prima rata è effettuato con riferimento all'aliquota di base (1 per mille), qualora il comune non abbia deliberato una diversa aliquota entro il 31 maggio 2014, e il versamento della rata a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno è eseguito a conguaglio sulla base delle deliberazioni del consiglio comunale, fermo restando il rispetto delle modalità e dei termini indicati nei punti precedenti; - per gli immobili adibiti ad abitazione principale, per il 2014, il versamento dell'imposta è effettuato in un'unica rata, entro il termine del 16 dicembre 2014, salvo il caso in cui alla data del 31 maggio 2014 sia pubblicata nel sito informatico la deliberazione di approvazione delle aliquote e delle detrazioni, determinando in questo caso le relative modalità e aliquote. Ai fini di quanto previsto sopra, il Comune è tenuto ad effettuare l'invio della predetta deliberazione, esclusivamente in via telematica, entro il 23 maggio 2014; - vengono disciplinate le ipotesi di esenzione dalla TASI, con una disposizione che ricalca quanto previsto in materia di IMU; - modificando il presupposto d imposta della TASI, si escludono dall applicazione dell imposta i terreni agricoli; - si assoggettano a TASI le aree scoperte pertinenziali e le aree condominiali non occupate in via esclusiva; - si modifica la potestà regolamentare del comune nella disciplina di riduzioni ed esenzioni TASI, in particolare escludendo che il comune possa disporre agevolazioni nell ipotesi di superfici eccedenti il normale rapporto tra produzione di rifiuti e superficie stessa. NUOVE IPOTESI DI ESENZIONE L art. 1 c. 3 del DL 16/2014 convertito estende alla TASI le esenzioni previste ai fini ICI (ed IMU): a) relative gli immobili: - posseduti dallo Stato, Regioni, Province, Comuni, comunità montane, enti SSN - b) esenzioni previste dall art. 7 c. 1 D.Lgs. n. 504/92, ossia: fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9 (Esempio: stazioni di carburante E/3);fabbricati destinati ad usi culturali ex art. 5-bis del DPR 601/73 (musei, biblioteche, archivi, parchi e giardini aperti al pubblico );fabbricati destinati esclusivamente all esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli artt. 8 e 19 della Costituzione, e le
13 loro pertinenze (casa del parroco, sagrestia, oratori, );-fabbricati di proprietà diretta del Vaticano (Chiese e monumenti);.fabbricati appartenenti agli stati esteri( sedi diplomatiche,uffici dell'onu);-fabbricati si enti non commerciali destinati a fini istituzionali;- rifugi alpini e bivacchi. c) sono esclusi dalla TASI i terreni agricoli ( D.L. Salva Roma); d)sono assoggettate alla TASI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali imponi e le aree comuni condominiali. MODALITÀ DI VERSAMENTO DELLA TASI In sede di conversione del DL 16/2014 è stata riformulata la disposizione che modifica le modalità di versamento della TASI (art. 1 c. 688 L. 147/2013). In particolare, è ora previsto che: A) VERSAMENTO Va effettuato, alternativamente, mediante: - il modello F24 - apposito bollettino di C/C postale B) SCADENZE la Tasi va versata in 2 rate scadenti il 16/06 ed il 16/12 ( è consentito il pagamento in unica soluzione entro il 16/06 di ciascun anno ) ; Nello specifico, il versamento va effettuato: -1 RATA: utilizzando l aliquota/detrazioni dei 12 mesi dell anno precedente -SALDO: a conguaglio sulla base delle delibere e regolamenti pubblicati dal Comune al 28/10 di ciascun anno sul sito Internet del MEF.
14 VERSAMENTO TASI ANNO 2014 Per il 2014 (primo anno di applicazione del tributo) i termini di versamento sono distinti in relazione alla tipologia di immobile; in particolare: IMMOBILI ADIBITI AD ABITAZIONE PRINCIPALE versamento in unica soluzione entro il 16/12/2014, salvo il caso di pubblicazione, entro il 31/05/2014, della delibera di approvazione delle aliquote e delle detrazioni. IMMOBILI DIVERSI DA ABITAZIONE PRINCIPALE - 1 rata : è determinata utilizzando l aliquota base dello 0,1 se il Comune non ha deliberato una diversa aliquota entro il 31/05/ saldo: va determinato sulla base di quanto deliberato dal Comune Pertanto, se le delibere: -sono state inserite sul sito ministeriale entro il 31/05/2014 (i Comuni dovranno inviarle al MEF entro il 23/05/2014), tutti i contribuenti eseguono il versamento al 16/06 sulla base delle delibere; -non risultano pubblicate entro il 31/05/2014: -abitazioni principali: differiscono il versamento al 16/12/2014 ; -altri immobili (seconde case, capannoni, negozi, uffici e aree edificabili): il pagamento dell'acconto va effettuato il 16/06 applicando l'aliquota dell'1 per mille, per poi versare il conguaglio (sempre se dovuto) il 16/12 sulla base delle aliquote adottate dai Comuni. TASI - PROROGATO IL VERSAMENTO NEI COMUNI IN RITARDO Approvato il decreto legge che recepisce l emendamento introdotto in Senato al decreto IRPEF (D.L. 66/2014), relativo allo slittamento dei versamenti TASI nei Comuni in ritardo con le delibere. Confermato il calendario a scadenza multipla, 16 giugno, 16 ottobre e 16 dicembre, a seconda della data di pubblicazione delle aliquote. Il decreto, modificando l art. 1 comma 688 della L. 147/2013, dispone il rinvio al 16 ottobre2014 dell obbligo di versamento della prima rata TASI nei Comuni che non abbiano adottato entro il 23 maggio 2014 (con successiva pubblicazione sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 31 maggio) le delibere relative ad aliquote e detrazioni per il Ciò a condizione - dispone il decreto - che le predette deliberazioni siano pubblicate sul sito del Dipartimento entro il
15 18 settembre A tal fine, i Comuni sono tenuti ad effettuare l invio delle deliberazioni, in via telematica, entro il 10 settembre, mediante inserimento delle stesse nell apposita sezione del portale del federalismo fiscale. In caso mancato invio delle delibere entro il predetto termine del 10 settembre, si prevede per i contribuenti l obbligo di versamento dell imposta determinata applicando l aliquota base dell 1 per mille, con il versamento da effettuarsi in unica soluzione entro il 16 dicembre Resta invece confermata al 16 giugno 2014 la scadenza di versamento della prima rata nei Comuni che abbiano provveduto all approvazione e alla pubblicazione delle delibere entro i termini di legge previsti dalla legge di stabilità. Le regole per proprietari e inquilini Il decreto, inoltre, dispone in merito ai criteri di ripartizione del tributo tra proprietario e inquilino nell ambito dei rapporti di locazione, in relazione a quanto previsto dal comma 681 della L. n. 147/2013 (in base al quale il tributo incide sul detentore dell immobile per una quota variabile dal 10 al 30%, la cui individuazione è demandata ai singoli comuni). In particolare, il decreto prevede che nel caso di mancata determinazione della suddetta percentuale, la TASI è dovuta dall occupante, nella misura del 10% dell ammontare complessivo del tributo, determinato con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale. Le anticipazioni ai Comuni Per consentire ai Comuni di far fronte alle proprie esigenze finanziarie, il provvedimento stabilisce che, in caso di mancato invio delle deliberazioni entro il 23 maggio 2014, il Ministero dell Interno, entro il prossimo 20 giugno, erogherà agli enti appartenenti alle Regioni a statuto ordinario e alle Regioni Sicilia e Sardegna, un importo corrispondente al 50% del gettito annuo della TASI, stimato ad aliquota di base e indicato, per ciascuno di essi, con decreto di natura non regolamentare del Ministero dell economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze, da emanarsi entro il 10 giugno PUBBLICATO IL BOLLETTINO POSTALE PER IL VERSAMENTO DELLA TASI Nell attesa di una soluzione al nodo scadenze TASI, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto MEF 23 maggio 2014, che istituisce il bollettino di conto corrente postale per il versamento del tributo sui servizi indivisibili. Il decreto approva i modelli di bollettino di conto corrente postale che possono essere utilizzati, a decorrere dal 2014 per il versamento della TASI. Come stabilito dal D.M. 23 maggio 2014, i contribuenti potranno effettuare il versamento presso gli Uffici postali, ovvero attraverso il servizio telematico gestito da Poste Italiane. In quest ultimo caso, la conferma dell avvenuta operazione avverrà con le modalità previste per il Servizio di collegamento telematico. Il modello di bollettino deve riportare obbligatoriamente il seguente numero di conto corrente: (intestato a Pagamento TASI ), valido indistintamente per tutti i comuni del territorio nazionale. Su tale conto non è ammessa l effettuazione di versamenti tramite bonifico. Bollettini precompilati a discrezione del Comune

References: art. 19
 art. 10
 art. 1
 articolo 1117
 art. 1
 art. 7
 art. 5
 art. 1