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Timestamp: 2018-02-21 16:53:12+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI PENALE - SENTENZA 4 ottobre 2017, n.45637
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | MERCOLEDÌ 21 FEBBRAIO AGGIORNATO ALLE 17:53
Furto di autovettura dotata di antifurto satellitare
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI PENALE - SENTENZA 4 ottobre 2017, n.45637MASSIMA
Sussiste l’aggravante di cui all’art. 625, comma primo, n. 7, cod. pen. - sub specie di esposizione della cosa per necessità o per destinazione alla pubblica fede - nel caso in cui il soggetto attivo si impossessi di un’autovettura dotata di antifurto satellitare, il quale, pur attuando la costante percepibilità della localizzazione del veicolo, non ne impedisce la sottrazione ed il conseguente impossessamento, consentendo solo di porre rimedio all’azione delittuosa con il successivo recupero del bene.
G.A. ricorre personalmente avverso la sentenza in epigrafe, con la quale la Corte di appello di Ancona ha, dopo annullamento delle sentenze di primo e secondo grado disposto dalla Seconda Sezione Penale di questa Corte a causa della rilevata nullità dell’ordinanza che ha dichiarato la contumacia dell’imputato in primo grado, in parziale riforma di quella pronunciata ad esito di giudizio abbreviato dal G.i.p. del Tribunale di Macerata: (i) dichiarato non doversi procedere nei confronti del ricorrente in ordine ai delitti di resistenza a pubblico ufficiale e di lesioni personale a lui ascritti rispettivamente ai capi B e C dell’imputazione per intervenuta prescrizione; (ii) condannato il G. per il reato di cui agli artt. 624 e 625 n. 7 cod. pen., così nuovamente qualificato il reato a lui contestato al capo A - che la sentenza di primo grado aveva riqualificato come rapina impropria – e rideterminato di conseguenza, applicata la riduzione per la scelta del rito, la pena inflitta al ricorrente. Il ricorrente censura la sentenza impugnata.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. VI PENALE - SENTENZA 4 ottobre 2017, n.45637 - Pres. Conti – est. Mogini
1. G.A. ricorre personalmente avverso la sentenza in epigrafe, con la quale la Corte di appello di Ancona ha, dopo annullamento delle sentenze di primo e secondo grado disposto dalla Seconda Sezione Penale di questa Corte a causa della rilevata nullità dell’ordinanza 7/12/2005 che ha dichiarato la contumacia dell’imputato in primo grado, in parziale riforma di quella pronunciata ad esito di giudizio abbreviato dal G.i.p. del Tribunale di Macerata in data 17/4/2013:
- dichiarato non doversi procedere nei confronti del ricorrente in ordine ai delitti di resistenza a pubblico ufficiale e di lesioni personale a lui ascritti rispettivamente ai capi B e C dell’imputazione per intervenuta prescrizione;
- condannato il G. per il reato di cui agli artt. 624 e 625 n. 7 cod. pen., così nuovamente qualificato il reato a lui contestato al capo A - che la sentenza di primo grado aveva riqualificato come rapina impropria - e rideterminato di conseguenza, applicata la riduzione per la scelta del rito, la pena inflitta al ricorrente.
2. Il ricorrente censura la sentenza impugnata deducendo i seguenti motivi.
3.3. Manifestamente infondata è anche la prima delle censure formulate con il terzo motivo di ricorso. Secondo la giurisprudenza di legittimità assolutamente prevalente, che il Collegio intende fare integralmente propria, sussiste l’aggravante di cui all’art. 625, comma primo, n. 7, cod. pen. - sub specie di esposizione della cosa per necessità o per destinazione alla pubblica fede - nel caso in cui il soggetto attivo si impossessi di un’autovettura dotata di antifurto satellitare, il quale, pur attuando la costante percepibilità della localizzazione del veicolo, non ne impedisce la sottrazione ed il conseguente impossessamento, consentendo solo di porre rimedio all’azione delittuosa con il successivo recupero del bene (Sez. 5, n. 44119 del 19/10/2011, Petralia, Rv. 251130; Sez. 5, n. 9394 del 20/01/2014, Tiritiello, Rv. 259537; Sez. 5, n. 10584 del 30/01/2014, Catarinozzi, Rv. 260204).
3.4. Inammissibile, perché aspecifico, anche il quarto motivo di ricorso, che, al di là della formale intestazione, ripropone censure di merito relative al diniego delle attenuanti generiche con giudizio di prevalenza sulle ritenute aggravanti e al complessivo trattamento sanzionatorio senza confrontarsi con la sentenza impugnata, che su quei punti evidenzia motivazione congrua in riferimento alle circostanze e modalità dei fatti e della anteatta condotta di vita del ricorrente, raggiunto tra l’altro da precedenti specifici per i quali gli è stata applicata - peraltro senza concreti effetti sanzionatori - la contestata recidiva (p. 13).

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