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Timestamp: 2018-10-15 20:34:41+00:00

Document:
Cassazione civile, 08/10/2018, (ud. 07/03/2017, dep.08/10/2018), n. 24678 Vedi massime correlate
Dott. MATERA    Lina                              -  Presidente   -
Dott. GORJAN    Sergio                            -  Consigliere  -
Dott. CORRENTI  Vincenzo                          -  Consigliere  -
Dott. BELLINI   Ugo                               -  Consigliere  -
Dott. GRASSO    Giuseppe                     -  rel. Consigliere  -
PALESTRINA 19, presso lo studio dell'avv. Stefania Di Stefani che la
domiciliata in Roma, via del Tempio di Giove 25, presso l'Avvocatura
Capitolina, rappresentata e difesa dall'avv. Pier Ludovico
Che il Tribunale di Roma con la sentenza di cui in epigrafe, accolto l'appello avanzato da Paola Cappelli nei confronti di Roma Capitale ed Equitalia Sud s.p.a., annullò una cartella di pagamento avente presupposto in un verbale di contestazione di violazione del codice della strada, condannando gli appellati Roma Capitale ed Equitalia, al rimborso solidale delle spese legali;
ritenuto che con il complesso censuratorio la ricorrente prospetta violazione e/o falsa applicazione dell'art. 91 c.p.c., in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3, nonchè omesso esame di un fatto controverso e decisivo, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 5 assumendo che agendo la medesima quale mero riscossore, restando "del tutto estranea alla fase prodromica alla iscrizione a ruolo", priva del potere "di indagare sulla liceità o sul merito della sottostante pretesa impositiva", ad essa non poteva addebitarsi il carico, sia pure solidale, delle spese di lite, stante che l'unico responsabile avrebbe dovuto individuarsi nell'ente impositore, che aveva effettuato l'iscrizione a ruolo ed ulteriormente indugiando sul punto, evidenziando che la sentenza gravata non aveva espressamente preso in esame la questione, così omettendo di tener conto di un fatto decisivo;
a) nel giudizio di opposizione a cartella esattoriale relativa al pagamento di sanzione amministrativa per violazione del codice della strada, ove il destinatario della stessa deduca la mancata notifica del verbale di accertamento dell'infrazione, come nel caso di specie, la legittimazione passiva spetta non soltanto all'ente impositore, quale titolare della pretesa sostanziale contestata, ma anche, quale litisconsorte necessario, all'esattore che ha emesso l'atto opposto e ha perciò interesse a resistere, in ragione dell'incidenza che un'eventuale pronuncia di annullamento della cartella può avere sul rapporto esattoriale (cfr., ex multis, Sez. 6, n. 15900, 26/6/2017, Rv. 644728);
b) secondo un primo orientamento "non può conseguire la condanna alle spese in danno della parte che, pur avendo dovuto indispensabilmente partecipare al giudizio per motivi riconducibili alla ritenuta sussistenza di una ipotesi di litisconsorzio necessario, abbia posto in esser una fase procedimentale ulteriore (nell'esercizio della pretesa sanzionatoria amministrativa) su istanza di altro ente malgrado la formazione illegittima del titolo esecutivo addebitabile esclusivamente all'ente richiedente l'emissione della cartella esattoriale" (Sez. 6, n. 12385, 21/5/2013;
c) l'opzione interpretativa sopra riportata risulta essere stata successivamente abbandonata da questa Corte, la quale ha chiarito che nel giudizio di opposizione a cartella esattoriale relativa al pagamento di sanzione amministrativa, anche quando l'impugnazione sia riconducibile al vizio di notifica del verbale di accertamento presupposto, eseguita dall'ente impositore, l'esattore deve rispondere delle spese processuali nei confronti dell'opponente vittorioso, in base al principio di causalità, che informa quello della soccombenza, perchè comunque la lite trae origine dalla notificazione della cartella di pagamento, sebbene eseguita dall'esattore in esecuzione del rapporto che ha ad oggetto il servizio di riscossione, e tenendo peraltro conto che l'esattore, proprio perchè ha una generale legittimazione passiva nelle controversie aventi ad oggetto la riscossione delle somme di cui è incaricato, ai sensi del D.Lgs. n. 112 del 1999, art. 39, deve rispondere dell'esito della lite pure con riguardo alle spese processuali (sez. 6, n. 2570, 31/1/2017, Rv. 642743);
ulteriormente precisandosi che le spese di lite, in base al principio di causalità, vanno poste solidalmente a carico, dell'ente impositore e dell'agente della riscossione, da considerarsi entrambi soccombenti rispetto all'opponente, il quale è, invece, estraneo alla circostanza, rilevante solo nei rapporti interni, per cui il secondo ponga in essere atti dovuti su richiesta del primo (Sez. 6, n. 1070, 18/1/2017, Rv. 642562);
d) questo secondo orientamento, che maggiormente convince, coniugando l'esigenza di tener indenne dalle spese di causa il litigante risultato vincitore nei confronti di tutti coloro che, a qualsiasi titolo, contrastavano la di lui pretesa, e, ad un tempo, l'esigenza di assicurare, nel riparto interno fra i litiganti soccombenti e obbligati solidali, che il costo del contenzioso possa potersi scaricare sul solo soggetto fonte dell'erronea formazione del titolo posto in riscossione (nella specie il Comune di Roma), appare oramai consolidato, di talchè il contrasto risulta superato;
considerato che ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater (inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17) applicabile ratione temporis (essendo stato il ricorso proposto successivamente al 30 gennaio 2013), ricorrono i presupposti per il raddoppio del versamento del contributo unificato da parte della ricorrente, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.
Spese di lite: responsabilità dell'agente della riscossione (Brandi Francesco)
DLT n. 112 del 13/04/1999 Art. 39

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 39
 art. 13
 art. 1
 art. 13
 art. 13
 art. 1
 art. 13
 Art. 39