Source: http://notedimarcogrondacci.blogspot.com/2016/11/arpal-serve-una-profonda-riforma-non-la.html
Timestamp: 2017-08-20 15:24:21+00:00

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Note di Grondacci : Arpal: serve una profonda riforma non la demagogia giustizialista
Non sono mai stato uno strenuo difensore del modo di lavorare dell’Arpal. Perfino nella mia breve esperienza di Assessore all’Ambiente nel Comune di Spezia, ho duramente criticato il modo di lavorare di questo ente fino a paventare la possibilità che in casi specifici si potesse arrivare a sostituire Arpal con istituti universitari o Arpa di altre Regioni per i monitoraggi ambientali, come dimostra l'articolo del Secolo XIX del 13 ottobre 1999 di sotto riprodotto.
E anche negli anni più recenti più volte ho avuto modo di contestare duramente Arpal. Ma in queste contestazioni la mia stella polare è sempre stata: far funzionare i controlli pubblici ambientali in modo efficiente e soprattutto indipendente non certo usare i limiti e gli errori di questo ente strategico per la tutela dell’ambiente per regolare conti politici.
Sui limiti, gli errori, la carenza di terzietà dell’Arpal spezzina mi sono spesso scontrato, in questi anni, con i rappresentanti di questo ente senza avere mai, non dico un appoggio, ma almeno un intervento problematico da parte dei vari amministratori pubblici sia spezzini che in Regione Liguria. Sia sufficiente ricordare: la vicenda della bonifica dell’area ex IP e più recentemente quella della messa in sicurezza della discarica Sistemi Ambientali sulle colline di Pitelli, le dichiarazioni improvvide sui fumi della centrale Enel, la bonifica del golfo di Spezia e i relativi dragaggi, ma anche i controlli inadeguati su singoli impianti inquinanti come quelli di Cerri di Follo e di Saliceti a Vezzano Ligure. Per un approfondimento di tutte queste critiche vedi QUI.
COSA NON DEVE FARE LA POLITICA SU ARPAL
Ovviamente questo non vuol dire che se ci sono responsabilità personali da parte dei dirigenti di Arpal queste non debbano essere rilevate. Ma nel caso specifico della mozione in consiglio comunale è chiara la logica strumentale che la sottende e aggiungo giustizialista.
Strumentale perché proviene da un partito che per anni non ha mai criticato errori e modalità di controllo discutibili da parte di Arpal. Infatti nella mozione questi aspetti sono totalmente rimossi!
Giustizialista perché la richiesta di commissariamento parte dalla vicenda dei dragaggi sulla quale è in corso una inchiesta della magistratura. Quindi in una fase come questa è in quel contesto che si devono eventualmente prendere provvedimenti interdittivi verso i singoli responsabili, anche di ARPAL, se ovviamente ne esistono i presupposti legali che devono essere decisi dalla Autorità Giudiziaria competente.
COSA DEVE FARE LA POLITICA RISPETTO AL RUOLO DELL’ARPAL
Quello che dovrebbe fare invece la politica è interrogarsi su come sia possibile che i controlli ambientali nel nostro territorio, ma non solo a dire la verità, abbiano ormai un tasso di fiducia così basso da parte dei cittadini. E dopo avere analizzato le cause di questa sfiducia proporre una profonda riforma di questo Ente così strategico nella tutela dell’ambiente e quindi della salute dei cittadini spezzini, resto della provincia compreso.
L’occasione persa del Disegno di Legge regionale
Recentemente il Consiglio Regionale della Liguria ha discusso un disegno di legge di iniziativa della Giunta Regionale di riforma dell’Arpal (vedi QUI) attraverso la modifica della vigente legge quadro regionale 20/2006 (vedi QUI nel testo precedente). Un disegno che però si è limitato a riordinare solo il ruolo dell’Arpal in rapporto al sistema della Protezione Civile. Questione assolutamente importante ma come dire si poteva fare molto di più e sono stati respinti sistematicamente tutti gli emendamenti[Nota 1] presenti dai consiglieri regionali 5Stelle che cercavano di realizzare questo “di più”. Il tutto anche alla luce della recentissima legge n. 132 del 28/6/2016: Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
QUESTIONI DA AFFRONTARE NELLA RIFORMA DELL’ARPAL
La legge 132/2016: sintesi delle principali norme di riferimento per la riforma dell’ARPAL
Articolo 2 –Definizioni
a) «Sistema nazionale»: l'insieme composto dall'ISPRA,istituito ai sensi dell'articolo 28 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, e dalle agenzie istituite in attuazione dell'articolo 03 del decreto-legge 4 dicembre 1993, n.496, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61, quale rete che attua i livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (LEPTA), nel rispetto della presente legge e delle leggi regionali e delle province autonome vigenti in materia;
Art. 3 - Funzioni del Sistema nazionale
Art. 7 - Agenzie per la protezione dell'ambiente
La nuova legge regionale delle Emilia Romagna: l’ARPA diventa Agenzia Prevenzione e unificazione istruttorie dei processi decisionali a rilevanza ambientale
È compito delle Arpa formulare i pareri tecnici in materia di compatibilità ambientale, pareri che possono essere adottati o rigettati (in toto o in parte) dall’autorità competente nella valutazione del procedimento alla luce anche delle scelte politiche locali. Questo aspetto è particolarmente rilevante nei processi di Valutazione integrata ambientale e di Valutazione ambientale strategica (VIA e VAS) dove la scelta implica valutazioni di impianti, piani o progetti di particolare rilevanza e impatti su porzioni di territorio e popolazione più o meno vaste. Questi procedimenti sono stati avocati a sè dalla Regione e l’Agenzia svolgerà solo l’attività istruttoria, come avviene tuttora, senza adottare il provvedimento finale.
Completamente diversa è la situazione per le autorizzazioni ambientali che riguardano l’AIA, l’AUA e le autorizzazioni settoriali, per le quali non sussiste la necessità di una valutazione politica, ma si rimanda all’applicazione della normativa, di linee guida, circolari e indirizzi, con la prerogativa di uniformare i procedimenti all’interno della regione. Altro aspetto importante è il fatto che l’attività di controllo è orientata prevalentemente alla verifica del rispetto delle prescrizioni riportate nell’autorizzazione; vi è pertanto una completa sovrapposizione di identità con l’attività svolta oggigiorno, quando l’autorizzazione corrisponde al parere ambientale rilasciato dall’Agenzia.
Per completare questa analisi sul possibile conflitto di funzioni è opportuno ricordare che questa sovrapposizione di ruoli è già presente nella legge di recepimento della direttiva IED (DLgs 46/2014), che individua le Province quali autorità competenti in materia di rilascio delle autorizzazioni e le stesse Province sono autorità preposte ai controlli, potendosi avvalere per quest’ultima attività del ruolo delle Arpa
Riunificare in una sola, rinnovata Agenzia le funzioni di autorizzazione e di controllo significa razionalizzare i procedimenti istruttori, rendere più snelle le oggi faticose conferenze dei servizi, facilitare al massimo il rilascio dei pareri tecnici e la loro raccolta, e le successive fasi di monitoraggio e di controllo - quanto sopra dovrebbe consentire maggiore facilità nell’ottenere l’altro “must” della pubblica amministrazione: il rispetto dei tempi di rilascio dei provvedimenti autorizzativi o di diniego - rendere maggiormente omogenei ed equi, nell’ambito regionale, i provvedimenti che fino a oggi, inevitabilmente, hanno risentito delle interpretazioni normative (vista la predetta caratteristica della legislazione italiana) delle nove diverse Province e anche tra i 340 Comuni emilianoromagnoli - affrontare con maggiore flessibilità “punte” particolarmente elevate di lavoro sul piano autorizzativo, anche implementando sinergie tra diversi territori provinciali già nell’ottica delle future Aree vaste - dedicare alle tradizionali e nuove modalità di controllo (oggi in piena evoluzione causa l’entrata in vigore dallo scorso 29 maggio 2015 della legge 68/2015) una nuova attenzione e una diversa organizzazione per raggiungere livelli maggiori di efficacia
[Nota 1] EMENDAMENTI AL DDL RIFORMA ARPAL
RESPINTI DALLA MAGGIORANZA IN REGIONE LIGURIA
EMENDAMENTO N.1: Modifiche all’articolo 15 del ddl
La lettera e) di cui al comma 1 dell’articolo 15 del ddl è sostituita dalle seguenti lettere:
“e) svolgimento istruttorie tecniche relative alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale, Valutazione Ambientale Strategica, Autorizzazione Integrata Ambientale, Autorizzazione Unica Ambientale, nonché ad altre procedure e attività della Regione e di altri enti pubblici individuate con provvedimento della Giunta Regionale”
“f) attività di supporto alle attività statali e regionali nei procedimenti e nei giudizi civili, penali e amministrativi ove siano necessarie l'individuazione, la descrizione e la quantificazione del danno ambientale mediante la redazione di consulenze tecniche di
parte di supporto alla difesa degli interessi pubblici;”
Note all’Emendamento
Queste modifiche sono giustificate dalla nuova legge n. 132 del 28/6/2016 Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
Secondo questa legge per Sistema nazionale si intende l’Ispra e le Arpa (vedi lettera a) comma 1 articolo 2)
La competenza di cui alla nuova lettera e) introdotta dall’emendamento è coerente con quanto previsto dalla lettera i) articolo 3 della legge 132 del 28/6/2016
La competenza di cui alla nuova lettera f) introdotta dall’emendamento è coerente con la lettera d) comma 1 articolo 3 della legge 132 del 28/6/2016
EMENDAMENTO N. 2: Modifiche all’articolo 19 del ddl
Al comma 3 articolo 11 della legge regionale 20/2006 come sostituito dall’articolo 19 del ddl si aggiungono le seguenti lettere:
l) supporto nei percorsi partecipativi previsti per le procedure di VIA, VAS, AIA in relazione alla qualità delle informazioni trattate all’interno dei procedimenti interessati da detti percorsi;
m) la predisposizione di dati ambientali, sanitari ed epidemiologici, anche attraverso la creazione di un Osservatorio e di banche dati permanenti in coordinamento con il sistema della prevenzione delle Asl, nonché di valutazioni tecniche ai fini dell'esercizio della attività di programmazione da parte della Giunta regionale.”
EMENDAMENTO N. 3: Nuovo articolo 19bis al ddl
Dopo l’articolo 19 del ddl si aggiunge il seguente articolo:
“ Articolo 19-bis.
1.La lettera b) comma 2 articolo 12 della legge regionale 20/2006 è abrogata dall’entrata in vigore della presente legge”
EMENDAMENTO N. 4: Modifiche all’articolo 15 del ddl
La lettera e) di cui al comma 1 articolo 15 del ddl è sostituita dalle seguenti
“e) le funzioni in materia di rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali ai sensi del titolo III-bis del DLgs 152/2006, della Autorizzazione unica ambientale ai sensi dell’articolo 19 della legge regionale 18/1999, sono esercitate dalla Regione attraverso la Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale”
“f) svolgimento istruttorie tecniche relative alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale, Valutazione Ambientale Strategica”
EMENDAMENTO N. 5: Nuovo articolo 19-tris del ddl
All’allegato A della legge regionale 20/2006 sono apportate le seguente modifiche:
Il punto 1 diventa 1bis.
Il nuovo punto 1 è così costituito:
“1. Autorizzazioni:
a) Autorizzazione integrate ambientali
b) Autorizzazione unica ambientale “
Il punto 3 è così sostituito:
“Svolgimento istruttorie tecniche relative alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale, Valutazione Ambientale Strategica”
EMENDAMENTO N. 6: Modifiche all’articolo 19 del ddl
Al comma 1 del nuovo articolo 11 della legge regionale 20/2006 come sostituito dall’articolo 19 della ddl sono aggiunti alla fine i seguenti due periodi:
“le funzioni di cui alle lettere e) ed f) comma 2 articolo 4 sono esercitate dalla struttura tematica Autorizzazioni. Il personale dell’Agenzia che svolge funzioni di vigilanza e controllo con qualifica di ufficiale o agente di polizia giudiziaria appartiene a una sezione separata 0
EMENDAMENTO N. 7: nuovo articolo 30-bis al ddl
Dopo l’articolo 30 è inserito il seguente articolo:
“ Articolo 30-bis. 1. Il trasferimento delle funzioni di cui alle lettere e) ed f) comma 2 articolo 4 così come introdotte dall’articolo 15 della presente legge entrerà in vigore dopo apposito provvedimento della Giunta Regionale per la individuazione del personale e delle risorse finanziarie necessarie e nel rispetto della valorizzazione delle competenze e il mantenimento della professionalità dei dipendenti nel nuovo contesto organizzativo.”
Pubblicato da Marco Grondacci a 02:25

References: Articolo 2

Art. 3

Art. 7
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 11
 articolo 19
 Articolo 19
 articolo 12
 articolo 15
 articolo 19
 articolo 11
 articolo 4
 articolo 30
 Articolo 30
 articolo 4