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Timestamp: 2017-09-26 20:03:44+00:00

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Action intentée contre la Confédération par un fonctionnaire victime d'un accident du travail.
1. Dans les limites fixées par l'art. 129 LAMA, le fonctionnaire des postes aussi peut, en se fondant sur l'art. 339 CO, actionner son employeur en réparation du dommage causé par un accident du travail (consid. 2).
2. L'action qui a pour objet la réparation du tort moral se prescrit, selon l'art. 127 CO, dans le délai de dix ans (consid. 7).
3. La limitation de la responsabilité aux cas de faute grave, telle que la prévoit l'art. 129 al. 2 LAMA, ne s'applique pas à la réparation du tort moral (consid. 7).
A.- Il 24 gennaio 1949, L., conducente di un'autocorriera delle PTT, fu vittima di un grave infortunio causato dalla caduta di un portone a bilancia posto allo ingresso dell'autorimessa postale. L. subì una grave lesione
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ad un ginocchio che lo rese invalido in modo permanente; fu esonerato dal servizio e messo al beneficio di una rendita calcolata sul 60% di invalidità permanente.
B.- Il 4 settembre 1956, L. ha convenuto la Confederazione (Amministrazione PTT) davanti al Tribunale federale come istanza unica ai sensi dell'art. 41 OG, chiedendo il risarcimento del danno economico non compensato dalla rendita e fr. 5000 per titolo di riparazione morale, nonchè l'interesse del 5% dal 10 ottobre 1950.
2. La legge federale 28 marzo 1905 sulla responsabilità civile di determinate imprese di trasporto pubbliche e private e delle poste (LResp. C), parzialmente abrogata dallo art. 128 num. 3 LAMI, si qualifica non solo perchè prevede la responsabilità causale dell'impresa, ma anche perchè consente, in deroga alla legge vigente fino al 10 gennaio 1959 sulla responsabilità delle autorità e dei funzionari federali, di convenire direttamente in giudizio la Confederazione per il risarcimento del danno, economico e morale, causato da pubblici funzionari o da organi di tali imprese nell'esercizio di pubbliche funzioni. L'azione diretta, prevista nell'art. 25, ora sostituito da norme delle leggi
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speciali sulle ferrovie federali (art. 5 LF 23 giugno 1944 sulle ferrovie federali svizzere) e sulle poste (art. 55 LF 2 ottobre 1924 sul servizio delle poste), era conferita indistintamente a terzi e dipendenti dell'impresa pubblica contro le FFS e, per le poste, contro la Confederazione.
La convenuta ammette che, di massima, i dipendenti delle poste possono convenire direttamente in giudizio la Confederazione invocando gli art. 41 ss. CO, ma contesta l'applicabilità dell'art. 339 CO, perchè le norme disciplinanti il contratto di lavoro sarebbero escluse dallo ordinamento del pubblico impiego, in virtù della riserva contenuta nell'art. 362 dello stesso CO. Ma tale ragionamento non è coerente, perchè se si dovesse ammettere la riserva di cui all'art. 362 non si vedrebbe per quale motivo non si dovrebbe tener conto anche di quella espressa nell'art. 61 cp. 1 CO concernente la deroga del diritto pubblico per le azioni contro la Confederazione fondate sugli art. 41 ss. CO. A questo riguardo, l'azione diretta contro la Confederazione è consentita solo nell'ambito della legge federale sulla responsabilità delle autorità e dei funzionari e quindi, nel testo di tale legge ora abrogato ma applicabile in concreto (15 novembre 1848), soltanto in via sussidiaria, qualora non risulti possibile il risarcimento nei confronti dei funzionari colpevoli (art. 3 cp. 3);
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per cui, in concreto, l'azione non sarebbe ammissibile nemmeno in quanto fondata sugli art. 41 ss. CO. Seguendo il ragionamento della convenuta si dovrebbe logicamente conseguire che il legislatore, mediante gli art. 128 num. 3 e 129 LAMI, abbia praticamente voluto limitare ai dipendenti delle imprese ferroviarie private, il diritto a valersi della comune azione di risarcimento danni, privando di tale diritto i dipendenti delle analoghe imprese pubbliche e delle poste e creando une distinzione prima inesistente. Una simile interpretazione dell'art. 129 cp. 1 LAMI, peraltro non giustificata da alcun riferimento ai materiali legislativi, non risulta attendibile, anzitutto perchè se una simile disuguaglianza fosse stata voluta, data l'importanza del provvedimento, il testo legislativo l'avrebbe esplicitamente indicata; poi perchè non si vede come la Confederazione avrebbe potuto giustificare l'imposizione alle imprese private di un onere sociale che si sarebbe rifiutata di imporre alle proprie dello stesso genere.
Ciò premesso, si deve concludere che gli art. 339 e relativi CO, applicabili in virtù dell'art. 129 cp. 1 LAMI, conferendo al funzionario delle Poste un'azione di risarcimento danni analoga a quella civile, costituiscono
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parte integrante dell'ordinamento che regola tale rapporto di pubblico impiego.
7. La costatata inesistenza di un danno economico dipendente dall'infortunio non esclude che l'attore possa nondimeno chiedere un indennizzo per titolo di riparazione morale. L. ha subìto ferite alla testa ed alla spalla sinistra che non ebbero gravi conseguenze; ma per la grave lesione al ginocchio dovette subìre un'operazione e restare completamente inattivo per 10 mesi. L'attore è poi gravemente menomato dall'invalidità permanente del 50% che lo ha colpito a 18 anni dal normale pensionamento, ancora nel pieno vigore delle sue forze, e che lo costrinse a cambiare le sue normali occupazioni, adempiute con piena soddisfazione propria e dei propri superiori. Il danno morale subìto dall'attore è pertanto evidente e il risarcimento richiesto nella misura di fr. 5000 risulta adeguato.
Secondo l'art. 129 cp. 2 LAMI, un padrone d'azienda che, come nel caso in esame, abbia pagato i premi dovuti
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all'assicurazione obbligatoria, può essere tenuto al risarcimento del danno causato da infortunio, solo se questo sia stato cagionato intenzionalmente o per colpa grave.
Article: art. 41 sgg, art. 129 LAMA, art. 339 CO, art. 127 CO suite... , art. 129 al. 2 LAMA, art. 41 OG, art. 339 e 97

References: art. 128
 art. 41
 art. 41
 art. 41
 art. 128
 art. 339
 art. 41
 art. 129
 art. 339
 art. 127
 art. 129
 art. 41
 art. 339