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Relazione al Consiglio Regionale ai sensi dell Art. 20, primo comma, L.R. n. 66/ PDF
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1 ALLEGATO A Relazione al Consiglio Regionale ai sensi dell Art. 20, primo comma, L.R. n. 66/2008 Introduzione La seguente relazione contiene informazioni e valutazioni in ordine al raggiungimento degli obiettivi della L.R. n. 66 del 18/12/2008 Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza, con riferimento all esercizio 2011 ed allo stato di avanzamento del Progetto di assistenza continua alla persona anziana non autosufficiente, così come definito nei suoi orientamenti generali dalle modifiche al PISR (Nuovo Allegato 3 approvato con Deliberazione del CRT n. 69 del 2009) e nella parte operativa e di dettaglio dalla Deliberazione della GRT n. 370/2010 e dal Decreto dirigenziale n. 1354/2010. Lo stato di attuazione della legge in relazione agli strumenti della programmazione evidenziando le modalità di raccordo tra i vari soggetti preposti ad essa (Art. 20, Lettera a), LR 66/2008) I risultati dei diversi monitoraggi sia di tipo qualitativo che quantitativo, che sono stati effettuati nel corso dell annualità 2010 hanno evidenziato nel sistema punti di forza, nonché di vera e propria eccellenza, ma anche di debolezza, consistenti in palesi criticità su alcune tematiche ricorrenti e soprattutto in una estrema variabilità di applicazione del modello progettuale sul territorio. Sulla base di tali premesse, nel corso dei primi mesi del 2011 presso la Direzione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale è stato costituito un Gruppo di Lavoro allo scopo di avviare un percorso di consolidamento, verifica e implementazione del Progetto sulla non autosufficienza. Il punto di partenza è costituito da una riflessione sulle tematiche inerenti la Legge Regionale 66/2008: verifica dello stato dell arte sull attuazione del Progetto, in termini di obiettivi raggiunti e risultati ottenuti; possibilità di implementare e diffondere le buone pratiche; volontà di affrontare e risolvere le criticità emerse attraverso gli strumenti amministrativi e giuridici a disposizione dell amministrazione. Il gruppo costituito ha visto la partecipazione costruttiva di tutti i soggetti territorialmente coinvolti nel progetto: Aziende Usl, Società della Salute, Anci, Uncem, organizzazioni sindacali, gestori pubblici e privati delle strutture residenziali, rappresentanti della cooperazione ed è stato supportato dall Agenzia Regionale di Sanità e dal laboratorio MeS della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, in un'ottica di sussidiarietà e di 1
2 concertazione fra pubblico e privato, nella scommessa ambiziosa, che in un momento di forte crisi economica e di ingenti tagli ai bilanci regionali, si riescano a mettere in rete in modo efficiente ed efficace tutti gli attori economici ed istituzionali. I lavori del Gruppo regionale sono proseguiti con delle giornate di ascolto, focalizzate su esperienze e proposte operative presentate dai vari attori territoriali, ai quali è stato chiesto di dare un contributo tecnico e metodologico per le diverse aree di competenza. I soggetti coinvolti hanno espresso le problematiche secondo la loro esperienza territoriale, nonché secondo il loro punto di vista, determinato anche dal diverso ruolo ricoperto da ciascuno all'interno del sistema, mostrando comunque uno spirito di collaborazione ed un realistico approccio ai problemi contingenti, in un'ottica di sinergico sforzo per il relativo superamento. Il lavoro del Gruppo è stato sintetizzato nella Deliberazione GRT n del 28 novembre 2011 che approva in allegato un documento che analizza le principali criticità emerse, aggregate per singola tematica, con l'indicazione, a seguire, dei relativi suggerimenti operativi tradotti in azioni con l'indicazione degli strumenti concreti da attivare per la loro realizzazione in condivisione con gli attori del sistema. L ammontare del fondo, la sua composizione e la ripartizione tra le zonedistretto (Art. 20, Lettera b), LR 66/2008) Fondo regionale per la non autosufficienza Anno 2011 La Giunta Regionale con propria deliberazione n. 248 dell 11 aprile 2011, sulla base dell art. 3 della L.R. n. 66/2008 ripartizione e attribuzione del fondo alle zone distretto ha provveduto ad assegnare alle Zone/Distretto il contributo per il periodo gennaio-maggio Con successiva deliberazione n. 656 del 25 luglio 2011 sono state assegnate alle Zone/Distretto le risorse per il periodo giugno-ottobre 2011 e infine con deliberazione n. 894 del 24 ottobre 2011 è stato assegnato il contributo per i restanti mesi di novembre e dicembre Inoltre al fine di dare soluzione ad uno degli obiettivi primari del Progetto, rappresentato dalla riduzione, a partire da settembre 2008, delle liste di attesa in RSA che interessavano circa ultra65enni in Toscana, la Giunta regionale ha destinato una quota delle risorse regionali disponibili nell esercizio 2011 per la copertura di quote sanitarie aggiuntive relative alla medesima annualità. Per l anno 2011 la Giunta Regionale ha stanziato la somma di ,71, di cui ,72, risorse del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza annualità 2010, ,99 di Fondo regionale, ,00 quale finanziamento del Dipartimento per le Pari Opportunità ed ,00 di Fondo sanitario Nazionale. Le risorse suddette sono state così utilizzate: o ,99 per l estensione dei servizi domiciliari, di cui ,28 ripartiti tra le 34 Zone/Distretto ed ,71 finalizzati agli interventi a favore delle persone non autosufficienti di età inferiore ai 65 anni (Art. 8, comma 1, lettera c), L.R. 66/2008); o ,00 per le quote sanitarie aggiuntive; o ,72 per il Progetto "Il Chronic Care Model, il Punto Unico di Accesso e il Team Aziendale degli specialisti (attuali UVA) per la presa in carico della persona con demenza"; o ,00 per il Progetto "Politiche relative alle pari opportunità. Sostegno al 2
3 lavoro di cura in famiglia attraverso contributi economici a favore del caregiver della persona anziana non autosufficiente a domicilio"; o ,00 trasferiti alle Zone/distretto per il recupero di minori entrate,da parte dei comuni e delle Società della Salute, derivanti dal recepimento dell atto di indirizzo regionale sulla compartecipazione di cui alla Delibera DGRT n. 385/2009; o ,00 erogati alle Aziende USL con il vincolo del raggiungimento degli obiettivi prioritari e di rilievo nazionale del Piano Sanitario Nazionale Inoltre sono state stanziate, all interno del Fondo per la Non Autosufficienza, risorse pari a ,29 per la sperimentazione del progetto Vita Indipendente per le persone disabili con gravità. Nel 2011 per questo progetto sono state stanziate complessivamente risorse pari ad ,29; oltre a quelle impegnate all interno del fondo sono stati impegnati ,00 quali risorse regionali extra Fondo, ,14 di Fondo sanitario ed ,86 di Fondo Nazionale Politiche Sociali. La ripartizione delle risorse, è stata effettuata secondo le previsioni dell art. 3 della L.R. n. 66/2008 ripartizione e attribuzione del fondo alle zone distretto che prevede l'assegnazione alle zone distretto, attraverso l'applicazione dei seguenti criteri generali: a) indicatori di carattere demografico; b) indicatori relativi all incidenza della popolazione in condizioni di disabilità e di non autosufficienza; c) indicatori relativi alle persone non autosufficienti, disabili e anziane accolte nelle strutture residenziali e semi-residenziali. 3
4 Tabella 1 Fondo per la non autosufficienza, anno 2011: riparto fondo alle Zone/Distretto. SdS - ZONA/DISTRETTO periodo GEN-MAG periodo GIU-OTT periodo NOV-DIC TOTALE CONTRIBUTO Lunigiana , , , ,31 Apuane , , , ,54 Valle del Serchio , , , ,98 Piana di Lucca , , , ,40 Val di Nievole , , , ,02 Pistoiese , , , ,87 Pratese , , , ,77 Alta Val di Cecina , , , ,94 Valdera , , , ,81 Pisana , , , ,64 Bassa Val di Cecina , , , ,00 Val di Cornia , , , ,47 Elba , , , ,20 Livornese , , , ,25 Alta Val d Elsa , , , ,08 Val di Chiana Senese , , , ,24 Amiata Senese e Val d Orcia , , , ,50 Senese , , , ,63 Casentino , , , ,25 Valtiberina , , , ,50 Valdarno , , , ,17 Val di Chiana Aretina , , , ,99 Aretina , , , ,53 Colline Metallifere , , , ,37 Colline dell Albegna , , , ,01 Amiata Grossetana , , , ,74 Grossetana , , , ,73 Firenze , , , ,82 Fiorentina Nord-Ovest , , , ,14 Fiorentina Sud-Est , , , ,70 Mugello , , , ,10 Empolese , , , ,09 Valdarno Inferiore , , , ,11 Versilia , , , ,38 T O T A L E , , , ,28 Le risorse destinate al finanziamento delle quote sanitarie aggiuntive sono state assegnate alle Aziende USL con Decreto n del 28 novembre 2011 sulla base delle indicazioni contenute nella Delibera della Giunta Regionale n. 894/
5 Tabella 2 Quote sanitarie aggiuntive anno 2011 Azienda USL n. quote Quote Sanitarie per RSA Costo unitario Totale Azienda USL 1 di Massa Carrara 20 52, ,00 Azienda USL 2 di Lucca 10 52, ,00 Azienda USL 3 di Pistoia 7 52, ,60 Azienda USL 4 di Prato 19 52, ,20 Azienda USL 6 di Livorno 16 52, ,80 Azienda USL 7 di Siena 44 52, ,20 Azienda USL 8 di Arezzo 64 52, ,20 Azienda USL 9 di Grosseto , ,80 Azienda USL 10 di Firenze , ,40 Azienda USL 11 di Empoli 57,5 52, ,00 Azienda USL 12 di Viareggio 26 52, ,80 T O T A L E 762, ,00 Evoluzione della lista di attesa per l inserimento in RSA Tra gli obiettivi previsti dal Fondo per la non autosufficienza, c'è anche quello della riduzione delle liste di attesa per l'inserimento in RSA delle persone ultra65enni non autosufficienti. La tabella seguente evidenzia il numero di persone in lista di attesa in Regione Toscana al 31 dicembre 2007, prima della fase pilota del progetto Assistenza continua alla persona non autosufficiente, al 31 dicembre 2008, dopo l'assegnazione delle quote sanitarie aggiuntive per il periodo settembre-dicembre 2008, al 31 dicembre 2009, con n quote sanitarie aggiuntive a regime dal 1 gennaio 2009, al 31 dicembre 2010 e al 31 dicembre Tabella 3 Numero anziani il lista di attesa per l inserimento in RSA 31/12/ /12/ /12/ /12/ /12/ Utilizzo nell anno 2010 del Fondo regionale per la non autosufficienza Le risorse trasferite alle Zone/distretto, sono state utilizzate per l erogazione delle prestazioni previste dal piano di assistenza personalizzato (PAP), nell ambito delle seguenti tipologie: a) interventi domiciliari sociosanitari, di aiuto alla persona, forniti in forma diretta dal servizio pubblico; b) interventi in forma indiretta, domiciliari o per la vita indipendente, tramite titoli per l acquisto di servizi e per il sostegno alle funzioni assistenziali, in coerenza 5
6 con la programmazione regionale; c) inserimenti in strutture semi-residenziali; d) inserimenti temporanei o di sollievo in residenza; e) inserimenti permanenti in residenza. Alla data odierna le risorse dell anno 2010 sono state completamente spese e rendicontate da n. 33 Zone/distretto su 34. Tabella 4 Prestazioni erogate dalle Zone-Distretto, con le risorse 2010, attraverso i piani personalizzati di assistenza (PAP)* Azione Risorse utilizzate % su risorse assegnate interventi domiciliari sociosanitari, di aiuto alla ,54 31,4 % persona, forniti in forma diretta dal servizio pubblico interventi in forma indiretta, domiciliari o per la vita indipendente, tramite titoli per l acquisto di servizi e ,30 36,7 % per il sostegno alle funzioni assistenziali, in coerenza con la programmazione regionale inserimenti in strutture semiresidenziali ,60 9,4 % inserimenti temporanei o di sollievo in residenza ,03 13,4 % inserimenti permanenti in residenza ,35 9,0 % T O T A L E ,82 100,0 % * Dato riferito a 33 Zone/Distretto su 34 Il livello di estensione territoriale dei presìdi previsti dalla legge (Art. 20, Lettera c - LR 66/2008) Per quanto riguarda i presidi previsti dalla L.R. 66/2008, si conferma anche nel 2011, l assetto organizzativo costituito nel 2009, con i 272 sportelli Punto-insieme operanti nelle 34 SdS-Zone/distretto, i relativi PUA (34) e le UVM (34). Gli uffici regionali sono stati impegnati nell attività di monitoraggio, qualitativo e quantitativo, relativamente al funzionamento e avvio a regime dei presidi di cui sopra, attraverso un percorso progettuale condiviso con i territori. Tale attività era finalizzata alla definizione di una reportistica, quanto più dettagliata possibile, allo scopo di poter valutare il raggiungimento di uno standard minimo regionale e di permettere inoltre un confronto fra i territori che permetta l'omogeneizzazione del livello dei servizi e uno scambio reciproco delle buone prassi rilevate. Il passo successivo, soprattutto per quelle zone nelle quali sono emerse alcune criticità, sarà quello di avviare un attività di accompagnamento destinata a migliorare la programmazione e l organizzazione dei presidi. Gli esiti dell applicazione dei nuovi criteri per la compartecipazione economica e per l individuazione dei livelli di gravità del bisogno (Art. 20, Lettera d), L.R. n. 66/2008) 6
7 Gli esiti riguardanti l applicazione delle nuove procedure della compartecipazione. La GRT ha approvato con proprio atto n. 385 del l atto di indirizzo sulla compartecipazione al costo dei servizi sociosanitari ai sensi dell articolo 14 della LR 66/2008. Nel 2011 tutte le 34 SdS-Zone/distretto hanno adeguato il proprio regolamento all atto di indirizzo regionale. L individuazione dei livelli di gravità del bisogno e delle nuove procedure valutative. I primi risultati dell applicazione degli strumenti e delle procedure multidimensionali di valutazione delle condizioni di bisogno della persona anziana non autosufficiente, per tutto l anno 2010, sono state oggetto di analisi da parte degli Uffici regionali, dell Agenzia Regionale di Sanità e dei gruppi tecnici mono-professionali costituiti nell ambito della progettualità che ha portato all istituzione del Fondo regionale per la non autosufficienza. Tali risultati hanno confermato la validità delle procedure valutative approvate con il decreto dirigenziale n. 1354/2010, evidenziando nel contempo la necessità di un percorso di perfezionamento dello strumento di calcolo dei livelli isogravità del bisogno; pertanto è stata avviata, in collaborazione con l Agenzia Regionale di Sanità ed una rappresentanza dei suddetti gruppi tecnici, l attività di revisione di tale strumento, al fine di giungere ad una validazione definitiva anche di quest ultimo. Le principali esigenze emerse dal territorio sono rappresentate dalla necessità di semplificare e migliorare il sistema di definizione del livello di isogravità del bisogno, di definire un criterio oggettivo di eleggibilità per il percorso residenziale piuttosto che domiciliare sulla base della valutazione sociale ma anche sanitaria dell'anziano e di determinare, all'interno del percorso residenziale, criteri guida per la scelta dei moduli specialistici. Il gruppo tecnico di lavoro per i livelli di isogravità, composto dai rappresentanti degli uffici regionali, ARS, coordinatore del gruppo tecnico infermieristico, del gruppo tecnico sociale, del gruppo geriatria e da un coordinatore UVM, con il compito di rivedere il percorso dell isogravità del bisogno al fine di recuperare ulteriori margini di appropriatezza, omogeneità e sostenibilità anche e soprattutto sul versante sociale e della spesa a carico delle famiglie ha lavorato per perfezionare l attuale algoritmo di calcolo del livello di isogravità del bisogno all interno del percorso domiciliare, con componenti sociali ma anche con componenti sanitarie ad oggi non contemplate, elaborare criteri di eleggibilità più obiettivi per il percorso residenziale o domiciliare, non limitandosi alla sola componente sociale, individuare, all interno del percorso residenziale, criteri oggettivi per guidare la scelta verso i moduli specialistici residenziali. Per ognuno di questi punti dovrà essere effettuata una simulazione sulla base dei casi già in carico, al fine di valutare preventivamente come cambierà la domanda e la collocazione del bisogno al variare di tali criteri e valutarne poi la sostenibilità economica, oltre che l appropriatezza. I tempi medi di attesa per la risposta assistenziale (Art. 20, Lettera e), L.R. n. 66/2008) 7
8 I dati elaborati sono stati raccolti tramite il Sistema informativo Assistenza domiciliare (RFC 115) e Sistema Informativo Residenza Sanitaria (RFC 118). Il sistema di alimentazione a eventi e di consolidamento dei dati sul basamento informativo regionale è stato reso disponibile alle Aziende dalla metà del Propedeuticamente all'inizio della comunicazione ad eventi è stato inoltre richiesto alle Aziende sanitarie di effettuare una operazione di popolamento con dati 2009 e 2010, che fornisse una fotografia degli assistiti segnalati ed in attesa di essere presi in carico, di quelli presi in carico, e di quelli presenti all'interno delle strutture residenziali e semi-residenziali, alla data dell'avvio della comunicazione ad eventi. Ciò allo scopo di poter seguire l'evoluzione completa del percorso, che sarebbe stata altrimenti limitata agli assistiti il cui contatto si fosse stabilito successivamente all'avvio della comunicazione, in un ottica del tutto parziale. L'alimentazione del sistema, sia per la fase di popolamento iniziale e di recupero del pregresso 2010, come pure per l'alimentazione ad eventi 2011, è a tutt oggi in corso di implementazione e risulta ancora non del tutto omogenea in termini di qualità e completezza, sia tra le diverse Aziende sanitarie che tra zone appartenenti alla medesima Azienda sanitaria, fatta eccezione per alcuni campi per i quali il dato appare già significativo (ad es. la presa in carico). Ad oggi soltanto le due SdS dell Azienda USL 3 di Pistoia non sono ancora in grado di inviare il suddetto flusso dati, ma si impegnano formalmente ad allinearsi entro il primo trimestre del Entrando nel merito delle informazioni trasmesse, si hanno numeri significativi sia per la fase di segnalazione che per le fasi di presa in carico ed erogazione dell'assistenza domiciliare (con il limite però prima descritto), mentre appaiono ancora incomplete in termini di numerosità sia le informazioni relative alle valutazioni multidimensionali che quelle relative alle ammissioni/dimissioni in RSA. Le segnalazioni effettuate ai Punti insieme, nel 2011, sono state , di cui prese in carico. Di queste sono state valutate dall UVM e hanno portato alla stesura di un PAP, le altre hanno avuto risposte assistenziali di carattere o solo sociale o solo sanitario (2.969 ADP/ADI AD Sanitaria 429 servizi sociali 777 continuità ospedale/territorio 753 cure palliative). Tabella 5 tempi di attesa per erogazione servizi domiciliari Anno 2011 n. servizi Fino 15 giorni giorni mesi mesi mesi mesi mesi mesi mesi mesi mesi mesi mesi Non indicato 968 T O T A L E Tempo di attesa 8
9 Tabella 6 tempi di attesa per inserimento in RSA Anno 2011 n. servizi 0 53 Fino 15 giorni giorni mesi mesi mesi mesi mesi 92 7 mesi 69 8 mesi 56 9 mesi mesi mesi mesi 24 > 12 mesi 10 Non indicato 443 T O T A L E Tempo di attesa Le tabelle sopra riportate illustrano i tempi di attesa calcolati tra la data della presa in carico e la data dell erogazione della prestazione (Assistenza Domiciliare - tab. 5 e Ammissione in RSA - tab. 6). Nel primo caso il 47,6% delle erogazioni avviene entro il termine massimo previsto dall art. 12, comma 3, L.R. 66/2008 ovvero 90 giorni mentre nel 52,1% dei casi si ha una tempistica superiore. Nel caso delle ammissioni in RSA, il 52,8% avviene entro 90 giorni dalla presa in carico mentre il 27,9% entro un termine superiore. Tuttavia solo nello 0,4% dei casi l inserimento in struttura avviene in un periodo superiore a 12 mesi. I risultati raggiunti in merito all incremento del numero delle persone assistite (Art. 20, Lettera f), LR 66/2008) La tavola seguente riporta il confronto tra i servizi attivati nel triennio , con annessa la relativa variazione percentuale. Bisogna tener presente che sia l applicativo del Fondo della non autosufficienza (dati 2008, 2009 e 2010), che il flusso regionale AD- RSA (dati 2011) forniscono i dati relativi ai servizi attivati e non il numero delle persone per le quali essi sono stati attivati. Tabella 7 Servizi attivati nel quadriennio Servizi domiciliari (AD diretta e indiretta) RSA permanente RSA temporanea CD/CDA Altri servizi TOTALE
10 Gli impegni per il 2012 Il PISSR, in corso di approvazione, fornirà il necessario quadro programmatico nel quale andrà ad inserirsi l attività regionale, in continuità con la programmazione precedente. La Delibera GRT n. 1044/2011 rappresenta un atto di riferimento per alcuni interventi volti alla riduzione della variabilità del sistema. In particolare è stato attivato il progetto di mappatura e valutazione delle RSA toscane, in collaborazione con il Laboratorio MeS della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, allo scopo di analizzare le determinanti della variabilità attualmente esistenti sulla base di diversi fattori, quali il tessuto sociale e strutturale, le caratteristiche della domanda, la tipologia e qualità dei servizi offerti e le diverse modalità gestionali e della copertura dei servizi. In materia di isogravità è stato attivato un gruppo tecnico di lavoro per i livelli di isogravità, composto dai rappresentanti degli uffici regionali, ARS, coordinatore del gruppo tecnico infermieristico, del gruppo tecnico sociale, del gruppo geriatria e da un coordinatore UVM. Il gruppo, coordinato da ARS, ha il compito di rivedere il percorso dell isogravità del bisogno al fine di recuperare ulteriori margini di appropriatezza, omogeneità e sostenibilità anche e soprattutto sul versante sociale e della spesa a carico delle famiglie. Obiettivo del lavoro del gruppo è definire algoritmi e criteri per la predisposizione del PAP allo scopo di risolvere le criticità emerse. Nello specifico il gruppo si è concentrato sul perfezionamento dell attuale algoritmo di calcolo del livello di isogravità del bisogno all interno del percorso domiciliare, con componenti sociali ma anche con componenti sanitarie ad oggi non contemplate, sull elaborazione di criteri di eleggibilità più obiettivi per il percorso residenziale o domiciliare, non limitandosi alla sola componente sociale, e sull individuazione, all interno del percorso residenziale, di criteri oggettivi per guidare la scelta verso i moduli specialistici residenziali. 10

References: Art. 20
 Art. 20
 Art. 20
 art. 3
 art. 3
 articolo 14
 art. 12