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Timestamp: 2019-08-23 05:48:07+00:00

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Il danno da fatto illecito deve essere liquidato sottraendo dall’ammontare del danno risarcibile l’importo dell’indennita’ assicurativa derivante da assicurazione contro i danni che il danneggiato-assicurato abbia riscosso in conseguenza di quel fatto. – Michele De Luca
Corte di Cassazione, sezioni unite civili, Sentenza 22 maggio 2018, n. 12565.
Sentenza 22 maggio 2018, n. 12565
1. – La societa’ (OMISSIS) s.p.a. (di seguito anche (OMISSIS)) con atto di citazione notificato il 15 aprile 1981 convenne in giudizio i Ministero della difesa, il Ministero dei trasporti e il Ministero dell’interno, per sentirli condannare al risarcimento dei danni patiti a seguito della sciagura area verificatasi nei cieli di (OMISSIS), in occasione della quale era andato distrutto il (OMISSIS) di proprieta’ di essa attrice ed erano decedute 81 persone. Dedusse l’attrice che tale evento, oltre a provocarle la perdita dell’aereo, era stato la causa scatenante della crisi economica e finanziaria in cui era caduta.
2. – L’impugnazione di tale decisione da parte delle Amministrazioni soccombenti venne accolta dalla Corte di appello di Roma con sentenza in data 23 aprile 2007.
3. – Questa Corte, con sentenza 5 maggio 2009, n. 10285, dichiaro’ inammissibile il ricorso nei confronti del Ministero dell’interno (con compensazione delle spese tra le parti), ne accolse i primi sette motivi nei confronti dei Ministeri della difesa e dei trasporti, dichiaro’ inammissibili i restanti ed enuncio’ i principi di diritto ai quali il giudice di rinvio doveva attenersi, concernenti l’accertamento del nesso causale in base alla regola probatoria “del piu’ probabile che non” e l’accertamento dell’imputazione colposa nell’illecito omissivo in base al giudizio “controfattuale”, previa individuazione dell’obbligo specifico o generico di tenere la condotta omessa.
4. – A seguito di riassunzione da parte della (OMISSIS), la Corte d’appello di Roma, nel contraddittorio con il Ministero dell’interno, il Ministero della difesa ed il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con sentenza resa pubblica mediante deposito in cancelleria il 27 settembre 2012, pronunciava in via definitiva sulla domanda proposta dall’attrice nei confronti del Ministero dell’interno, rigettandola con compensazione delle spese processuali dei gradi di merito; pronunciava in via non definitiva sulla domanda proposta dalla stessa societa’ in amministrazione straordinaria nei confronti degli altri due Ministeri convenuti, dei quali accertava la responsabilita’ nella verificazione del disastro occorso in data (OMISSIS) nel quale ando’ distrutto l’aereo di proprieta’ dell’ (OMISSIS), rimettendo la causa sul ruolo, con separata ordinanza, per la determinazione dell’ammontare del danno.
5. – Per la cassazione delle sentenze, non definitiva e definitiva, della Corte di appello di Roma hanno proposto ricorso il Ministero della difesa ed il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, affidando le sorti dell’impugnazione a quattro motivi, illustrati da memorie.
6. – La Terza Sezione di questa Corte, con ordinanza interlocutoria 22 giugno 2017, n. 15534, ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione del ricorso alle Sezioni Unite al fine di risolvere il contrasto di giurisprudenza sulla questione, sollevata con il primo motivo del ricorso incidentale, se nella liquidazione del danno da fatto illecito debba tenersi conto in detrazione del vantaggio sotto forma di indennizzo assicurativo che il danneggiato abbia comunque ottenuto in conseguenza di quel fatto.
1. – La questione rimessa all’esame di queste Sezioni Unite consiste nello stabilire se, nella liquidazione del danno da fatto illecito, dal computo del pregiudizio sofferto dalla compagnia aerea titolare del velivolo abbattuto nel disastro aviatorio di Ustica vada defalcato quanto essa abbia ottenuto a titolo di indennizzo assicurativo per la perdita dell’aeroplano.
2. – Prioritario in ordine logico e’ tuttavia l’esame delle censure avanzate con il primo motivo del ricorso principale proposto dal Ministero della difesa e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che vertono sull’an debeatur.
3. – Non incidono sull’esame della questione della detrazione del vantaggio conseguente all’illecito le ulteriori doglianze mosse con i motivi dal secondo al quarto del medesimo ricorso principale, investendo, tutte, la statuizione inerente al risarcimento di danni distinti da quello per la perdita dell’aeromobile.
4. – Sulla questione se dall’ammontare dei danni risarcibili dal danneggiante debba essere detratta l’indennita’ assicurativa derivante dall’assicurazione contro i danni che il danneggiato abbia percepito in conseguenza del fatto illecito, si confrontano due orientamenti.
6. – Date queste premesse e venendo, dunque, alla specifica questione oggetto del contrasto, occorre innanzitutto considerare che, nell’assicurazione contro i danni, l’indennita’ assicurativa e’ erogata in funzione di risarcimento del pregiudizio subito dall’assicurato in conseguenza del verificarsi dell’evento dannoso: essa soddisfa, neutralizzandola in tutto o in parte, la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilita’ risarcitoria del terzo autore del fatto illecito.
Ne’ l’opposta tesi – che ammette la reclamabilita’ dell’intero risarcimento del danno in aggiunta al gia’ conseguito indennizzo assicurativo – si lascia preferire per il fatto che l’assicurato ha versato all’assicuratore dei regolari premi, che sarebbero altrimenti sine causa. E’ una tesi, pervero, la quale ha trovato sostegno nella requisitoria del pubblico ministero, il quale, proprio soffermandosi sull’ipotesi del mancato esercizio della surroga da parte dell’assicuratore, ha giustificato l’”arricchimento” della vittima in ragione del “rapporto oneroso di assicurazione”, essendo “irragionevole trattare allo stesso modo, sul piano risarcitorio, chi abbia e chi non abbia stipulato un rapporto assicurativo, con relativi oneri di pagamento del premio”. Ad avviso del Collegio, si tratta di conclusione non condivisibile, giacche’ nella assicurazione contro i danni la prestazione dell’indennita’ non e’ in rapporto di sinallagmaticita’ funzionale con la corresponsione dei premi da parte dell’assicurato, essendo l’obbligo fondamentale dell’assicuratore quello dell’assunzione e della sopportazione del rischio a fronte della obiettiva incertezza circa il verificarsi del sinistro e la solvibilita’ del terzo responsabile. Il pagamento dei premi, in altri termini, e’ in sinallagma con il trasferimento del rischio, non con il pagamento dell’indennizzo. D’altra parte, se davvero l’indennita’ costituisse il corrispettivo del versamento all’assicuratore di regolari premi, si dovrebbe anche ammettere che, avvenuto il sinistro, l’assicurato abbia comunque titolo a reclamare l’indennita’, pur quando il danno sia stato integralmente risarcito dal terzo responsabile: soluzione, questa, evidentemente non sostenibile, posto che nel caso di danno gia’ risarcito dal terzo cessa l’obbligo di indennizzo dell’assicuratore.
6.5. – Anche l’indagine comparatistica conferma la preferibilita’ della soluzione interpretativa nel senso del non-cumulo. Pronunciandosi sulla portata della L. 13 luglio 1930, articolo 36, poi divenuto l’articolo 121-21 del code des assurances, che reca una disposizione analoga al nostro articolo 1916 c.c. (“l’assureur qui a paye’ l’indemnite’ d’assurance est subroge’, jusqu’a’ concurrence de cette indemnite’, dans les droits et actions de l’assure’ contre les tiers qui, par leur fait, ont cause’ le dommage ayant donne’ lieu a’ la responsabilite’ de l’assureur”), la Corte di cassazione francese, con la sentenza in data 29 aprile 1975, ha infatti stabilito che, poiche’ in forza della legge e senza alcuna formalita’ i diritti dell’assicurato contro il terzo responsabile sono di pieno diritto, nella misura dell’indennizzo, trasferiti all’assicuratore, l’assicurato, una volta tacitato dall’assicuratore, non puo’ piu’, in tale misura, esercitare contro il terzo responsabile del danno i diritti nei quali l’assicuratore si trova surrogato (“l’assure’, desinteresse’ par l’assureur en vertu du contrat d’assurance, ne peut plus, dans cette mesure, exercer contre le tiers responsable du dommage les droits dans lesquels l’assureur se trouve subroge’”).
7. – Conclusivamente, a risoluzione del contrasto di giurisprudenza, va enunciato il seguente principio di diritto: “Il danno da fatto illecito deve essere liquidato sottraendo dall’ammontare del danno risarcibile l’importo dell’indennita’ assicurativa derivante da assicurazione contro i danni che il danneggiato-assicurato abbia riscosso in conseguenza di quel fatto”.
8. – A tale principio si e’ attenuta la Corte d’appello di Roma con la sentenza qui impugnata.
9. – Il primo motivo del ricorso principale dei Ministeri e’ dichiarato inammissibile e il primo motivo del ricorso incidentale di (OMISSIS) e’ rigettato.
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References: Sentenza 

Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 articolo 36
 articolo 1916
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