Source: https://www.dirittieuropa.it/blog/730/news/inghilterra-uk-quando-i-poliziotti-violano-i-diritti-dei-civili-che-proteggono/
Timestamp: 2018-03-18 07:49:07+00:00

Document:
Inghilterra: anche le manifestazioni limitano la libertà di movimentoDiritti Europa
Home / Categorie Violazioni CEDU / Inghilterra, quando i poliziotti violano i diritti dei civili che proteggono
Posted by: Roberto Federico Proto in Categorie Violazioni CEDU, I diritti in Europa, In evidenza, Libertà d'espressione, coscienza e religione 25 giugno 2012
Proteste in piazza – Sentenza Austin and others v. The United Kingdom, 15 Marzo 2012
Cosa succede se nel bel mezzo di una manifestazione ti ritrovi accerchiato da un muro di poliziotti in tenuta antisommossa? Se ti trovi all’interno di un cordone di polizia c’è effettiva violazione del diritto alla libertà? Il caso che analizza questa sentenza della Corte EDU ci riporta alle serie di manifestazioni del così detto movimento NO GLOBAL che si realizzarono nelle grandi metropoli del mondo , ed in particolare al Londra il 1’ maggio 2001 dove si celebrò il “The May Day Monopoli”.
IL CASO – Una manifestante britannica , Ms Lois Amelia Austin , membro del Partito Socialista , un greco/nazionalizzato australiano , Mr George Black , una cittadina britannica/naturalizzata australiana Ms Bronwyn Lowenthal ed in fine un cittadino britannico, Mr Peter O’Shea adirono la Corte EDU, contestando la violazione dell’ART 5 CEDU (Diritto alla libertà ed alla sicurezza) per una restrizione della loro libertà , all’interno di un cordone di polizia -in tenuta antisommossa – (misura cd “Kettling”) per 7 ore nel corso della manifestazione del 1 maggio 2001 – The May Day Monopoli – Manifestazione anti-capitalista i cui partecipanti protestavano contro la globalizzazione e la Banca Mondiale, a cui parteciparono attivisti ambientalisti, anarchici e gruppi di sinistra .
Teatro dello scontro tra manifestanti e polizia era il famoso incrocio , OXFOR CIRCUS , nel borgo londinese della City OF Westmister.
Alla prima ricorrente, Ms Austin, nelle sette ore di restrizione non gli fu garantita la libertà d’andare a prendere la figlia di 11 mesi all’asilo nido, le sue intenzioni erano quelle di lasciare la manifestazione alle 14,30 – 15,00 per poi andare a prendere la figlia alle 16,30 ma poté ritornare dalla sua famiglia solo dopo le 21.30.
Il secondo ricorrente voleva recarsi ad una libreria ubicata ad Oxford Circus ma fu costretto a deviare per Margaret Street, una strada parallela a nord , su consiglio di un poliziotto. A metà strada si trovò in mezzo al cordone ma non poté uscire per mancanza di vie d’uscita per i non-manifestanti, fu in grado d’uscire dal cordone alle 21,20.
Il terzo ricorrente si trovò nel ben mezzo della manifestazione dopo la pausa pranzo e gli venne impedito il legittimo ritorno nel posto di lavoro, gli fu consentita l’uscita alle 21,35 .
Analoga situazione per il quarto ricorrente che poté tornare in libertà intorno alle 20,00.
I ricorrenti si videro respinti i ricorsi in tutti i gradi di giudizio interni . Le corti ritennero che, al fine di evitare una violazione della pace minacciata da altri, la polizia avrebbe potuto legittimamente agire contro chi interferiva con o limitando il legittimo esercizio dei diritti di terzi innocenti , ma solo quando tutte le altre misure possibili erano state prese per evitare una violazione della pace e per proteggere i diritti dei terzi, dove la misura si rilevasse ragionevolmente necessaria e proporzionata. E ritennero il caso di specie rientrante nella situazioni di concreta minaccia della pace e dell’ordine pubblico.
Il Governo della Gran Bretagna sostenne che la polizia (dispiegamento di 6000 agenti) era preparata ad una manifestazione di 500-1000 manifestanti non ,come invece si trovò ad affrontare , una folla di circa 3000, forse 5000 manifestanti ,molti dei quali camuffati e con caschi , chiaramente intenti a creare disordine e danni alla città. Secondo il Governo , la polizia dovette evitare “Le minacce più gravi per l’ordine pubblico mai viste a Londra e in Inghilterra, con un rischio reale di lesioni gravi e persino di morte, come pure i danni alla proprietà”. Per questi motivi legittima l’utilizzo del Kettling come una misura alternativa ad una reazione coercitiva di deterrenza degli scontri ,e di come l’intervento della polizia fosse proporzionato e necessario alla situazione ed al reale pericolo per l’ordine pubblico. Sostenendo con forza l’inesistente violazione dell’Art 5 CEDU (Diritto alla libertà ed alla sicurezza) e auspicando un giusto equilibrio tra gli interessi della società e la tutela dei diritti della persona.
LA CORTE EDU deliberò che tali restrizioni non si potessero intendere “privazione della libertà”sia perché i ricorrenti non sostennero che all’interno del cordone , immediatamente furono privati della la loro libertà. Poi anche perché sarebbe improprio ritenere “una restrizione della libertà di movimento” come una “ Una privazione della libertà”. Infine la Corte ha sottolineato l’importanza fondamentale della libertà di espressione e di riunione in tutte le società democratiche e ha sottolineato che le autorità nazionali non dovrebbero usare misure di controllo della folla soffocando o scoraggiando proteste, ma solo se necessario per evitare lesioni o danni gravi. Per questi motivi La Corte europea dei diritti dell’uomo, riunita in Grande Camera, con sentenza del 15 marzo del 2012 dichiara ammissibile all’unanimità la domanda ma dichiara , con 14 voti a 3 che non vi fu violazione dell’art 5.
È sempre difficile poter scindere con precisione chirurgica cosa è protezione dell’ordine pubblico e cosa è violenza o abuso dell’uso legittimo della forza da parte delle forze dell’ordine. Ma di certo tra manifestante e poliziotto non c’è mai uno che ha sempre ragione e uno che ha sempre torto.
La sentenza in originale è reperibile qui: Sentenza Austin and others v. The United Kingdom del 15 marzo 2012
Art 5 CEDU Françoise Tulkens Grand Chamber Regno Unito	2012-06-25
Tagged with: Art 5 CEDU Françoise Tulkens Grand Chamber Regno Unito
Previous: Grecia: Il diritto al voto prima riconosciuto e poi negato
Next: Polizia: torture arbitrarie, nessun procedimento, Russia Condannata.

References: Sentenza 
 sentenza 
in fine
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza