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Appalti, requisiti di ordine generale e discrezionalità stazione appaltante | Sentenze
Appalti, requisiti di ordine generale e discrezionalità stazione appaltante
Scritto il Luglio 13, 2016 Luglio 13, 2016 da sentenze
Consiglio di Stato sentenza n. 3070 11 luglio 2016
Ai fini dell’applicazione della causa di esclusione di cui all’art. 38 comma 1 lettera f), non occorre che sia accertata in modo irrefragabile la responsabilità contrattuale, essendo sufficiente “…la valutazione fatta dalla stessa Amministrazione con il richiamo per relationem all’atto con cui, in altro rapporto contrattuale di appalto, aveva provveduto alla risoluzione per inadempimenti contrattuali” (cfr. Cons. Stato, Sez. V, 25 maggio 2012, n. 3078 e 21 gennaio 2011 n. 409).
1.) Con bando pubblicato sulla G.U.R.I. N. 151 del 23 dicembre 2011 e sulla G.U.U.E. n. 2011/S 247-401177 del 23 dicembre 2011, OMISSIS S.p.A. ha indetto una procedura ristretta per l’affidamento dei “lavori di completamento – SS 106 Jonica – lavori di costruzione della variante all’abitato di Palizzi della Omissis 2° Lotto dal km 49+485 al km 51+750 – completamento dei lavori non ultimati causa rescissione di contratto – primo stralcio funzionale”, a completamento di lavori non ultimati a causa di rescissione di precedente contratto, da aggiudicarsi con il criterio del prezzo più basso sull’importo complessivo a base di gara di € 90.307.912,51 (di cui € 4.680.000,00 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso).
Con lettera d’invito del 5 agosto 2014 sono state quindi invitate a formulare offerta entro il termine del 21 ottobre 2014 le imprese che hanno partecipato, con esito positivo, alla procedura di prequalificazione, e tra di esse Omissis S.r.l.
Con verbale n. 1 del 13 gennaio 2015 la commissione di gara, ha rilevato che con provvedimento del Presidente dell’OMISSIS n. CDG-0133447 del 13 ottobre 2014 era stata disposta risoluzione ex art.106 comma 6 d.lgs. n. 163/2006 del contratto d’appalto n. 7603 di rep. del 16 aprile 2009, e successivi atti aggiuntivi, con incameramento della cauzione e annotazione nel casellario informatico, nei confronti della predetta impresa.
La Commissione ha ritenuto “…operante nei confronti del concorrente OMISSIS S.r.l. la previsione di cui all’art. 38 comma 1 lettera f) del d.lgs. 163/06… (reputando che) …la suddetta risoluzione, dovuta a grave inadempimento dell’appaltatore, rileva sotto l’aspetto del venir meno dell’affidabilità dell’impresa, ed è tale da ledere in modo sostanziale il rapporto fiduciario con questa Stazione appaltante”, e ne ha quindi disposto l’esclusione.
La gara è stata poi aggiudicata in via definitiva alla società Omissis S.p.A.
Con il ricorso in primo grado n.r. 130/2015 Omissis S.r.l. ha impugnato il provvedimento di esclusione, nonché, con motivi aggiunti, l’aggiudicazione, deducendo in sintesi le seguenti censure:
Nel giudizio si sono costituite Omissis S.p.A. e Omissis S.r.l. che hanno dedotto, a loro volta, l’infondatezza del ricorso.
2.) Con appello spedito per la notificazione il 24 ottobre 2015 e depositato il 3 novembre 2015, Omissis S.r.l. ha impugnato la predetta sentenza, deducendo in modo diffusole seguenti censure, qui sintetizzate:
In effetti sia la proposta di accordo bonario in data 13 febbraio 2014, non accettata dall’Omissis, sia le stesse risultanze della c.t.u. per accertamento tecnico preventivo promosso dalla Omissis, a differenza di quanto opinato e ritenuto dal giudice amministrativo calabrese, hanno evidenziato gravi responsabilità dell’Amministrazione, problematiche interferenziali con altri servizi (ferroviari, elettrici), esigenze di variazioni progettuali, di cui ad atti aggiuntivi, tali da comportare una proroga dei termini di ultimazione dei lavori ben più ampia delle due sole riconosciute, e tali da aver indotto la stessa appaltatrice a proporre giudizio civile per la risoluzione del contratto, pendente con il n.r.g. 41477/2014 dinanzi al Tribunale di Roma, avendo l’Omissis S.p.A. solo in epoca successiva alla notificazione del relativo atto di citazione adottato il provvedimento di risoluzione ex art.106 comma 6 d.lgs. n. 163/2006, oggetto a sua volta di un nuovo già instaurato giudizio civile.
Nel giudizio si sono costituite Omissis S.p.A. e Omissis S.p.A., la prima con atto di stile, la seconda deducendo a sua volta in modo diffuso l’infondatezza dell’appello con memoria difensiva depositata il 27 novembre 2015.
3.1) Com’è noto l’art. 38 comma 1 lettera f) del d.lgs. 12 aprile 2006 n.163 (recante il “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”) esclude dalla partecipazione a procedure di affidamento di concessioni e appalti di lavori, servizi e forniture, e dalla stipulazione dei relativi contratti “…i soggetti che, secondo motivata valutazione della stazione appaltante, hanno commesso grave negligenza o malafede nell’esecuzione delle prestazioni affidate dalla stazione appaltante che bandisce la gara; o che hanno commesso un errore grave nell’esercizio della loro attività professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da parte della stazione appaltante”.
3.2) Nel caso di specie, come anticipato nella narrativa in fatto, l’esclusione è stata disposta dalla commissione con il verbale n. 1 del 13 gennaio 2015 sul rilievo che nei confronti di Omissis S.r.l. era stata disposta la risoluzione ex art.106 comma 6 d.lgs. n. 163/2006 del contratto d’appalto n. 7603 di rep. del 16 aprile 2009, e successivi atti aggiuntivi, e quindi che tale risoluzione “…dovuta a grave inadempimento dell’appaltatore, rileva sotto l’aspetto del venir meno dell’affidabilità dell’impresa, ed è tale da ledere in modo sostanziale il rapporto fiduciario con questa Stazione appaltante”.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) così provvede sull’appello in epigrafe n.r. 9053/2015:
Condanna la società appellante Omissis S.r.l. alla rifusione, in favore di Omissis S.p.A., e per essa dell’Avvocatura generale dello Stato, distrattaria ex lege, e della società Omissis S.p.A., delle spese e onorari del giudizio di appello, liquidati in complessivi € 3.000,00 (tremila/00), per ciascuna delle anzidette parti, oltre IVA e CAP se e nella misura dovuta.
sentenza n. 3070 11 luglio 2016
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References: sentenza 
 art.106
 art.106
 art.106

sentenza 
 Art. 38