Source: https://www.3isrl.it/catalogo-corsi-di-formazione.php?categoriaid=1&categoria=Sicurezza
Timestamp: 2019-05-27 06:21:14+00:00

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Requisiti e formazione degli addetti al pronto soccorso Gli addetti al pronto soccorso, designati ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono formati con istruzione teorica e pratica per l'attuazione delle misure di primo intervento interno e per l'attivazione degli interventi di pronto soccorso. La formazione dei lavoratori designati e' svolta da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Nello svolgimento della parte pratica della formazione il medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato. Per le aziende o unità produttive di gruppo B e di gruppo C i contenuti ed i tempi minimi del corso di formazione sono indicati nell'allegato 4, che fa parte del decreto n° 388 del 15/07/2003 e a seguito specificati. La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico. Attrezzature minime per gli interventi di pronto soccorso Il datore di lavoro, in collaborazione con il medico competente, ove previsto, sulla base dei rischi specifici presenti nell'azienda o unità produttiva, individua e rende disponibili le attrezzature minime di equipaggiamento ed i dispositivi di protezione individuale per gli addetti al primo intervento interno ed al pronto soccorso. Le attrezzature ed i dispositivi di cui al comma 1 devono essere appropriati rispetto ai rischi specifici connessi all'attività lavorativa dell'azienda e devono essere mantenuti in condizioni di efficienza e di pronto impiego e custoditi in luogo idoneo e facilmente accessibile.
Gli addetti al pronto soccorso, designati ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono formati con istruzione teorica e pratica per l'attuazione delle misure di primo intervento interno e per l'attivazione degli in-terventi di pronto soccorso. La formazione dei lavoratori designati è svolta da personale medico, in collaborazione con il sistema di emergen-za del Servizio Sanitario Nazionale. Nello svolgimento della parte pratica della formazione il medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato. Per le aziende o unità produttive di gruppo B e di gruppo C i contenuti e i tempi minimi del corso di formazione sono indicati nell'allegato 4, che fa parte del decreto n°388 del 15/07/2003 e a seguito specificati. La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico.
Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, pubblicato in data 11 gennaio 2012, disciplina, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione dei lavoratori e delle lavoratrici. Il corso in oggetto costituisce il primo modulo (formazione generale) del percorso formativo di cui al suddetto accordo e vale come credito formativo permanente (non necessita di aggiornamento).
L’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, pubblicato in data 11 gennaio 2012, disciplina, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione dei lavoratori e delle lavoratrici. In adempimento al predetto Accordo, per quanto riguarda la formazione specifica dei lavoratori, 3i engineering s.r.l. propone il seguente corso formativo: formazione specifica per lavoratori appartenenti ad Aziende a rischio alto, secondo la classificazione dei settori di cui all’Allegato 2 “Individuazione macrocategorie di rischio e corrispondenze ATECO 2002-2007” del suddetto Accordo.
L’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, pubblicato in data 11 gennaio 2012, disciplina, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione dei lavoratori e delle lavoratrici. In adempimento al predetto Accordo, per quanto riguarda la formazione specifica dei lavoratori, 3i engineering s.r.l. propone il seguente corso formativo: formazione specifica per lavoratori appartenenti ad Aziende a rischio basso, secondo la classificazione dei settori di cui all’Allegato 2 “Individuazione macrocategorie di rischio e corrispondenze ATECO 2002-2007” del suddetto Accordo.
Corso FO68 - corso D.Lgs. 81/08 - lavoratori FORMAZIONE SPECIFICA BASSO (UFFICI)
Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, pubblicato in data 11 gennaio 2012, disciplina, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione dei lavoratori e delle lavoratrici. In adempimento al predetto Accordo, per quanto riguarda la formazione specifica dei lavoratori, 3i engineering s.r.l. propone il seguente corso formativo: formazione specifica per attività di ufficio (rischio basso, secondo la classificazione dei settori di cui all’Allegato 2 “Individuazione macrocategorie di rischio e corrispondenze ATECO 2002-2007” del suddetto Accordo).
Corso FO66 - corso D.Lgs. 81/08 - lavoratori FORMAZIONE SPECIFICA BASSO (PUNTO VENDITA)
Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, pubblicato in data 11 gennaio 2012, disciplina, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione dei lavoratori e delle lavoratrici. Il corso in oggetto costituisce il secondo modulo (formazione specifica) del percorso formativo di cui al suddetto accordo.
L’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, pubblicato in data 11 gennaio 2012, disciplina, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione dei lavoratori e delle lavoratrici. In adempimento al predetto Accordo, per quanto riguarda la formazione specifica dei lavoratori, 3i engineering s.r.l. propone il seguente corso formativo: formazione specifica per lavoratori appartenenti ad Aziende a rischio medio, secondo la classificazione dei settori di cui all’Allegato 2 “Individuazione macrocategorie di rischio e corrispondenze ATECO 2002-2007” del suddetto Accordo.
Corso FO79 - Valutazione rischio chimico: Movarisch e linee guida Regione Piemonte
· quinquennale per RSPP/ASPP (ai sensi del D.Lgs.81/08 art. 32 c.6 );
· quinquennale per Datore di Lavoro RSPP (ai sensi del D.Lgs.81/08 art. 34 c.3);
· quinquennale per Dirigenti (ai sensi del D.Lgs.81/08 art. 37 c.7 e Accordo Stato Regioni 21/12/2011);
· quinquennale per Preposti (ai sensi del D.Lgs.81/08 art. 37 c.7 e Accordo Stato Regioni 21/12/2011).
Il corso presenta i più comuni modelli applicativi proposti per la valutazione del rischio da agenti chimici così come definiti al Titolo IX, capo I del DLgs 81/2008 (Inforisk Regione Piemonte e MoVaRisCh Regione Lombardia, Emilia Romagna, ecc). La metodologia, già definita nei precedenti modelli, risulta adeguata alle modifiche introdotte dalla normativa vigente (ed in particolare il regolamento CLP, D.Lgs.106/09 ).
Il corso è rivolto a RLS di Aziende/Enti con 50 o più lavoratori.
Il Titolo XI del DLgs 81/08, prescrive le misure per la tutela della sicurezza e della salute dei Lavoratori che possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosive e si applica a tutti i luoghi di lavoro ove possono essere presenti atmosfere esplosive dovute a gas/vapori/nebbie/polveri, inclusi i lavori in sotterraneo e i veicoli destinati ad essere utilizzati in tali luoghi. Inoltre, dal 20 aprile 2016 è in vigore in Italia come nel resto della UE la direttiva 2014/34/UE (recepita con il D.lgs. 85/2016), che sostituisce la 94/9/CE, relativa alla certificazione dei prodotti destinati ad essere impiegati in atmosfera potenzialmente esplosiva. A tale direttiva si devono conformare ai sensi della 99/92/CE (ad oggi recepita dal D.Lgs. 81/08) tutti i prodotti nuovi ed usati destinati ad essere introdotti in ambienti classificati (luoghi con pericolo di esplosione classificati ai sensi della Norma CEI 31-87). In particolare l’Articolo 294-bis – Informazione e formazione dei Lavoratori - prevede che nell’ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37, il Datore di Lavoro debba provvedere affinché i Lavoratori esposti al rischio di esplosione e i loro Rappresentanti vengano informati e formati in relazione al risultato della valutazione dei rischi, con particolare riguardo: a) alle misure adottate in applicazione del Titolo XI; b) alla classificazione delle zone; c) alle modalità operative necessarie a minimizzare la presenza e l’efficacia delle sorgenti di accensione; d) ai rischi connessi alla presenza di sistemi di protezione dell’impianto; e) ai rischi connessi alla manipolazione ed al travaso di liquidi infiammabili e/o polveri combustibili; f) al significato della segnaletica di sicurezza e degli allarmi ottico/acustici; g) agli eventuali rischi connessi alla presenza di sistemi di prevenzione delle atmosfere esplosive, con particolare riferimento all’asfissia; h) all’uso corretto di adeguati dispositivi di protezione individuale e alle relative indicazioni
L’Arc flash è un arco elettrico con emissione di radiazioni elettromagnetiche, si verifica principalmente per arco metallico (cortocircuito) oppure per arco elettrico quando il campo elettrico supera la rigidità dielettrica del gas interposto tra parti attive trasformandolo in plasma e facendo si che il gas interposto da dielettrico diventi conduttore. L’energia generata dall’arc flash può essere fino a tre - quattro volte superiore a quella di una forte fiammata improvvisa, in queste condizioni viene emessa una energia specifica radiante elevatissima in un tempo estremamente breve che rappresenta il tempo di esposizione agli effetti dell’arco e coincide con il tempo di apertura delle protezioni magnetiche. Durante questa fase la temperatura può raggiungere valori pari a 19.000°C (quattro volte la temperatura che si ha sulla superficie solare), viene espulso materiale fuso e incandescente, gas tossici, si genera un’onda sonora con un livello di rumore di oltre 160dB con conseguente onda di pressione elevatissima e per ultimo un grande flash con l’emissione di radiazioni elettromagnetiche anche ionizzanti. E’ proprio questa concentrazione di energia che si sviluppa in brevissimo tempo che può avere effetti fatali sui lavoratori che si trovano nelle vicinanze dove avviene il fenomeno. In ragione di quanto sopra esposto ed ai sensi dell’art.80 comma 1 lettera c) D.Lgs.81/08, risulta evidente che il Datore di Lavoro debba valutare, con particolare riferimento alle attività manutentive sugli impianti elettrici svolte in azienda, il rischio da arco elettrico.
La movimentazione di carichi con carroponte nel settore di produzione valvole costituisce sicuramente uno degli aspetti maggiormente critici dal punto di vista della sicurezza sul lavoro: - pesi e ingombri elevati; - componenti e semilavorati non standard,- configurazioni che comportano la difficoltà di individuare il baricentro del carico e determinare la ripartizione del carico sugli accessori di sollevamento,- carichi talvolta non provvisti di punti di ancoraggio che richiedono soluzioni di imbraco non semplici,- eventuali operazioni di ribaltamento necessarie durante le fasi di assemblaggiocostituiscono fattori di rischio di infortunio rilevanti. Il fattore umano, inteso come competenza specifica dell'addetto alla conduzione del mezzo di sollevamento e trasporto, riveste pertanto importanza non secondaria e in alcuni casi può assumere addirittura un ruolo determinate nella scelta delle più corrette modalità operative, nell'identificare preliminarmente le condizioni di pericolo e nella prevenzione dell'evento infortunistico.Si evidenzia che i lavoratori suddetti risultano classificati tra quelli addetti a mansioni particolari di cui all'art.28 comma 2 lettera f) "... mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento."
E' sempre maggiore la necessità di accrescere la cultura della sicurezza del personale tecnico delle Imprese Installatrici del settore elettrico. La Norma CEI 11-48 contiene i principi di base e le prescrizioni minime per la sicurezza di attività di lavoro su impianti elettrici, ad essi connesse e vicino ed essi. Essa si pone come documento di riferimento imprescindibile e dichiaratamente “un primo decisivo passo per il graduale allineamento in Europa dei livelli di sicurezza associati all’esercizio degli impianti elettrici ed all’esecuzione di attività di lavoro relative agli impianti elettrici”. La nuova Norma CEI 11-27 "Esecuzione dei lavori su impianti elettrici a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua" ha l'obiettivo di individuare i soggetti coinvolti, la loro formazione e addestramento, per affrontare in sicurezza i lavori elettrici. Essa può essere vista come la traduzione applicativa (adattata alla realtà italiana) dei dettati della norma CEI 11-48, dalla quale non prescinde e alla quale fa riferimento come fonte dei principi di comportamento. Tali norme prevedono che, a fronte di adeguato addestramento, gli operatori siano classificati come Persona Esperta (PES) o Persona Avvertita (PAV); inoltre per i lavori sotto tensione in BT gli operatori debbono avere apposito attestato di idoneità e di abilitazione rilasciati dal datore di lavoro. Principali novità introdotte con l’edizione di gennaio 2014 della Norma CEI 11-27: •	nuove definizioni riguardanti le figure responsabili dell’esercizio in sicurezza degli impianti elettrici e dell’esecuzione in sicurezza dei lavori eseguiti su di essi (URI, URL); •	modifiche alle definizioni di lavoro elettrico e di lavoro non elettrico; •	specifiche prescrizioni di sicurezza per le persone comuni (PEC) che eseguono lavori di natura non elettrica; •	introduzione della distanza riguardante i lavori non elettrici, per tener conto delle definizioni contenute nel D.Lgs. 8
Corso di formazione e addestramento La tutela della salute e sicurezza durante le operazioni di movimentazione manuale dei carichi in azienda
Corso di formazione e addestramento sulla tutela della salute e sicurezza durante le operazioni di movimentazione manuale dei carichi in azienda. Il corso si compone di parte teorica e parte pratica incentrata sulle principali attività di movimentazione manuale dei carichi al fine di applicare le corrette metodiche illustrate nella parte teorica.
Il corso è rivolto ad addetti ai reparti produttivi con pericolo di esplosione, a lavoratori di ditte esterne che per svolgere la propria mansione accedono a zone con pericolo di esplosione e/o a coloro che, anche se non operano in zona classificata, potrebbero entrare in contatto con preparati o sostanze pericolose in relazione alle caratteristiche di combustibilità/infiammabilità.
Gli art. 36, 37, 71 e 73 del D.Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81 impongono al datore di lavoro l’obbligo di informare, formare ed addestrare i lavoratori all’uso delle attrezzature di lavoro particolarmente pericolose e complesso, quali i carrelli elevatori. Il corso, quindi, offre uno strumento per adempiere a tale obbligo in maniera effettiva, con verifica dell’apprendimento, usufruendo dell’esperienza e della qualificazione di Organismo di Formazione accreditato a livello regionale. I rischi derivanti dall’attività formativa oggetto della presente offerta sono coperti dalla posizione assicurativa INAIL dell’azienda di appartenenza di ogni singolo partecipante.
Corso FM72 - Corso PRSES (scaffalature)
Formazione tecnica per addetti alla sicurezza dell’attrezzatura di immagazzinaggio (PRSES) UNI EN 15635:2009 Utilizzo e manutenzione dell’attrezzatura di immagazzinaggio
triennale per formatori su salute e sicurezza sul lavoro: 4 ore area tematica 1 (ai sensi del D.I. 06/03/2013);
Molti incidenti sul lavoro avvengono negli ambienti e nelle attività correlate allo stoccaggio di merce su scaffalature, per la mancanza di sicurezza dei supporti non correttamente verificati e manutenuti (danneggiati e/o in cattivo stato), a seguito della caduta della merce immagazzinata, a causa di urti accidentali di veicoli e/o carrelli elevatori contro le strutture, ecc. Le prescrizioni di sicurezza in merito alla stabilità e solidità delle strutture ed alla viabilità del magazzino, sono precisate nel D.Lgs.81/08 con particolare riferimento agli artt, 63 e 64 e nell’allegato IV. Oltre al Decreto Legislativo n. 81/2008, per la sicurezza dei magazzini si può fare riferimento a varie norme tecniche,in particolare la UNI EN 15635 fornisce specifiche indicazioni sugli aspetti operativi per la sicurezza strutturale delle scaffalature. La norma minimizza i rischi e le conseguenze di operazioni non sicure o i danni alla struttura anche attraverso verifiche regolari della struttura della scaffalatura che devono essere condotte durante il suo ciclo di vita. È pertanto obbligo del Datore di Lavoro: - disporre di scaffalature idonee in relazione alle caratteristiche del carico da stoccare (con indicazione portata, ecc.) adeguatamente installate, protette. - realizzare un'idonea viabilità interna al magazzino affinchè risulti possibile il transito di pedoni e mezzi in piena sicurezza - individuare, nominare e preparare adeguatamente una persona responsabile della sicurezza delle attrezzature di stoccaggio presenti in azienda (PRSES) - affidare ad un tecnico esterno afferente ad Ente Terzo Indipendente l’esecuzione di ispezioni periodiche, ad intervalli non superiori ai 12 mesi, finalizzate a sottoporre un resoconto scritto al responsabile PRSES e al Datore di Lavoro, con osservazioni ed eventuali proposte per gli interventi ritenuti necessari alle garanzie di sicurezza - organizzare un servizio di ispezione periodico allo scopo di valutare lo stato di conservazione/effici
L'art. 80 del D.Lgs.81/08, modificato dal D.Lgs.196/09, ha introdotto l'esplicito obbligo a carico del Datore di Lavoro di effettuare la valutazione del rischio elettrico al quale sono sottoposti i lavoratori. Il Datore di Lavoro deve adottare le misure necessarie affinchè i lavoratori siano salvaguardati da tutti i rischi di natura elettrica connessi all'impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione. Nell' art. 84 (Protezioni dai fulmini) viene disposto che il Datore di Lavoro provveda affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature siano protetti dagli effetti dei fulmini e realizzati secondo le norme tecniche La stima del rischio dovuto a tutti i possibili effetti del fulmine su una struttura è trattata nelle norme CEI EN 62305-1/2/3 mediante una specifica procedura di calcolo per la determinazione di questo rischio. La Norma EN 1127-1 (Atmosfere esplosive - Prevenzione dell'esplosione e protezione contro l'esplosione) identifica la scarica atmosferica quale sorgente di innesco efficace per le atmosfere potenzialmente esplosive. Gli impianti e i luoghi a rischio di esplosione devono essere protetti per mezzo di misure appropriate di protezione contro i fulmini.
Il Lockout / Tagout (LOTO) è una procedura di sicurezza per garantire che le macchine pericolose siano correttamente spente e non riavviate prima che la manutenzione o l'assistenza siano state completate. Allo scopo di proteggere i lavoratori dalle sorgenti di energia pericolose durante tali operazioni di manutenzione o in generale di service su macchinari ed impianti, è estremamente efficace una procedura elaborata dalla OSHA ( standard 29 CFR 1910.147), nota come lockout/tagout, che fissa i criteri e le prassi lavorative da attuare per: • identificare le fonti di energia pericolose • isolare e/o dissipare tali energie• procedere alla fermata ed al riavvio di un macchinario/impianto in sicurezza.
La marcatura di conformità CE delle attrezzature serve a rendere conformi alla legge la loro produzione, il loro commercio e la loro concessione in uso e ad attestare la loro rispondenza ai requisiti essenziali di sicurezza (R.E.S.) previsti dai regolamenti e dalla legislazione vigente, ma non esonera assolutamente il Datore di Lavoro utente dal rispetto delle norme in materia di prevenzione degli infortuni. Le macchine costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari e quelle messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente all'emanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle Direttive comunitarie di prodotto (non marcate CE) devono essere conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui all'ALLEGATO V. Nel corso verranno chiariti il ruolo e le responsabilità del Datore di Lavoro e del RSSP ai fini della verifica del rispetto dei requisiti di sicurezza delle attrezzature e nell'elaborazione del DVR in relazione al loro uso previsto.
Corso FM82 - Corso sicurezza dei trasporti
Un utile strumento di prevenzione le “Linee Guida Europee sulle migliori pratiche fissazione del carico per il trasporto su strada” Edizione 2014 Quando dalla violazione di disposizioni del Codice della strada, derivino la morte di persone o lesioni personali gravi o gravissime e la violazione sia stata commessa alla guida di uno dei veicoli per i quali e' richiesta la patente di guida di categoria C o C+E, e' disposta la verifica dell'eventuale responsabilità solidale del committente, del caricatore e del proprietario della merce con il vettore per violazione delle disposizioni poste a tutela della sicurezza della circolazione stradale e della sicurezza sociale. Nella filiera del trasporto merci il quesito ricorrente è capire a chi compete il corretto posizionamento del carico sul veicolo ed il relativo ammarraggio o fissaggio. Quando si trasporta un carico, fissarlo in modo adeguato permette di evitare danni al veicolo e lesioni ai passeggeri o ad altri utenti della strada, e di evitare ingorghi dovuti alla perdita del carico. Il 25% degli incidenti che coinvolgono autocarri è dovuto ad un inadeguato fissaggio del carico. Le responsabilità di fissaggio del carico sono disciplinate da diversi principi giuridici; in sostanza la responsabilità di un fissaggio del carico a regola d'arte è suddivisa tra l'addetto al carico (magazziniere o chi per esso) e il trasportatore (autista). Il soggetto che assolve al ruolo di caricatore deve prendere le appropriate misure affinché il carico venga effettuato in modo da garantire la sicurezza durante la successiva fase di trasporto. Solo una merce caricata e impilata in modo adeguato può essere fissata e trasportata in sicurezza e nel rispetto del codice della strada. Per ottemperare a tali disposizioni sono state sviluppate diverse norme “EN” e standard “ISO” in materia di fissazione del carico e costruzione di veicoli e container. Questi standard forniscono degli strumenti per valutare in maniera analit
Obiettivo del corso è fornire linee guida e strumenti aggiuntivi per agevolare e migliorare la valutazione del rischio chimico in ottemperanza al Titolo IX, Capo I e Capo II del D.Lgs. 81/08, anche secondo i documenti previsti dai regolamenti europei REACH (Registration, Evaluation, Authorization and Restriction of Chemicals) e CLP (Classification, Labelling and Packaging).
La vigente normativa in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro richiede ai Datori di Lavoro di valutare tutti i rischi (D.Lgs.81/08 art.28), comprendendo, quindi, anche quelli collegati alla stabilità e solidità degli edifici, connesse al tipo di impiego e alle caratteristiche ambientali degli stessi (art.63 e punto 1.1.1 Allegato IV). Il Datore di Lavoro, inoltre, ai sensi del D.Lgs 81/08 artt. 18, 43 e 44, ha l'obbligo di adottare le misure tecniche e organizzative necessarie per ogni condizione di rischio ed emergenza e di dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino in sicurezza il posto di lavoro o la zona pericolosa. Il corso illustrerà: • le fonti tecnico-normative per l'inquadramento del livello di rischio sismico (in relazione all'ubicazione territoriale e alle caratteristiche costruttive degli edifici da considerare) e per l'identificazione di eventuali interventi tecnico-organizzativi atti alla mitigazione del danno • le modalità e le procedure atte a gestire l'emergenza a seguito di evento sismico • gli obblighi di legge in merito non solo alla salvaguardia delle vite, ma anche alla tutela dell'ambiente, alla continuità di erogazione dei servizi primari per la gestione dell'emergenza e alla protezione degli impianti tecnologici.
Il corso è strutturato al fine di formare al lavoro in quota, con particolare attenzione all’utilizzo e montaggio di scale e trabattelli. E’ rivolto ad operatori che svolgono il proprio lavoro in ambiente con rischio di caduta. L’organizzazione della giornata dedicata alla formazione terrà conto delle mansioni dei partecipanti e delle loro abitudini e attitudini di lavoro. Per il corretto svolgimento della formazione potrebbe rendersi necessario l'utilizzo di ancoraggi temporanei, che verranno scelti e attrezzati dal Ns. formatore. Questi non possono sostituire gli ancoraggi permanenti, in taluni casi imposti dalle normative vigenti. Le caratteristiche peculiari del luogo scelto per la formazione e il livello di preparazione dei partecipanti sono delle variabili che possono portare alla modifica della struttura del programma di formazione, in modo da renderlo più o meno intensivo. Con l’accettazione della presente offerta, Vi impegnate, con un anticipo di almeno una settimana rispetto alla data concordata per la formazione, a fornirci dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti in cui verranno svolte le attività formative, e sulle misure di prevenzione ed emergenza adottate in materia di sicurezza sul lavoro, salute dei lavoratori e tutela ambientale. I nostri docenti impegneranno ad adottare tutte le misure di prevenzione per i rischi specifici anticaduta e a rispettare le istruzioni che saranno da Voi comunicate. Documentazione di valutazione interna da Voi fornita (statistiche di incidenti, accertamenti di anomalie, piani di valutazione del rischio, etc.) potrà essere esposta ai partecipanti durante il corso, così come ogni procedura interna in rapporto alla sicurezza del lavoro in altezza a rischio di caduta. Tali informazioni saranno preventivamente concordate con il docente.
Il corso è strutturato al fine di formare al lavoro in quota gli operatori addetti ad attività svolte esclusivamente all'interno della cesta della PLE. L'organizzazione della giornata dedicata alla formazione terrà conto delle mansioni dei partecipanti e delle loro abitudini e attitudini di lavoro.
Corso FO93 - Aggiornamento addetti PLE Acc. S-R 22/02/12
Ai sensi del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. e ASR 22/02/12 tutti gli operatori incaricati all'uso delle attrezzature riportate nell'ASR stesso devono conseguire una specifica abilitazione.
Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, pubblicato in data 11 gennaio 2012, disciplina, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione dei lavoratori e delle lavoratrici. Il corso in oggetto costituisce il primo modulo (formazione generale) del percorso formativo di cui al suddetto accordo L’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, pubblicato in data 11 gennaio 2012, disciplina, ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione dei lavoratori e delle lavoratrici. In adempimento al predetto Accordo, per quanto riguarda la formazione specifica dei lavoratori, 3i engineering s.r.l. propone il seguente corso formativo: formazione specifica per lavoratori appartenenti ad Aziende a rischio alto, secondo la classificazione dei settori di cui all’Allegato 2 “Individuazione macrocategorie di rischio e corrispondenze ATECO 2002-2007” del suddetto Accordo. Il D.Lgs 81/2008 sollecita la necessità della partecipazione attiva dei preposti sugli aspetti destinati a garantire la sicurezza sul lavoro, definendo specifici obblighi e responsabilità (art. 19) e conseguenti sanzioni (art. 56). L’art. 37 del nuovo decreto sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, prevede, inoltre, l’obbligo per i preposti di un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. Tali attività a cura del datore di lavoro devono riguardare i seguenti temi: - i principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi, - la definizione e individuazione dei fattori di rischio, - la valutazione dei rischi, - l’individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione. La giurisprudenza (Cassazione Penale Sez. III - Sentenza n. 22118 del 3.06.2008) indica che la qualifica di preposto in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro de

References: art. 32
 art. 34
 art. 37
 art. 37
 art. 36
 art. 84
 art.28
 Sentenza