Source: http://www.professionegiustizia.it/guide/LE_NOTIFICHE_IN_PROPRIO_DEGLI_AVVOCATI.php?cap=5
Timestamp: 2017-04-25 00:54:36+00:00

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11. Come si fa una notifica in proprio
Ci sono due forme di notifica: quella diretta e quella a mezzo del servizio postale. Si è ora aggiunta la possibilità di notificare in proprio a mezzo pec (per la quale si veda lo specifico paragrafo)
12. La notifica diretta
- il destinatario sia altro avvocato che abbia la qualità di domiciliatario di una parte.
- l’atto sia preventivamente vidimato e datato dal Consiglio dell’Ordine nel cui albo entrambi sono iscritti. La formula da apporre sull’originale e sulla copia, prima della relata di notifica, potrebbe essere la seguente “Si vidima il presente atto ai sensi del secondo comma art. 4 Legge 21.1.1994 nr. 53, composto di … pagine. Luogo, Data, Timbro C.d.O e firma”
L’atto deve essere consegnato personalmente (la notifica diretta non può essere delegata a collaboratori o segretarie38) nelle mani proprie del destinatario nel suo domicilio (e quindi non in un qualunque luogo), oppure, se la notifica non può essere fatta personalmente, a persona addetta allo studio ovvero al servizio del destinatario 39. Non è pertanto ammissibile la consegna ad altri soggetti quali il portiere, il vicino.
La dottrina (Punzi) in ipotesi di rifiuto a ricevere un atto ritiene non applicabile l’art. 138, comma 2, c.p.c.,. Rifiutare, ingiustificatamente, una notifica diretta costituirebbe un illecito deontologico.
13. La notifica a mezzo posta o del servizio postale
- preventivamente acquistare speciali buste e moduli conformi al modello stabilito dall’Amministrazione Postale per la notifica degli atti giudiziari (simili a quelle usate dagli Ufficiali Giudiziari);
- precompilare l’avviso di ricevimento ed apporvi tutte le indicazioni richieste dal modulo predisposto dall’Amministrazione postale; inoltre riportarvi il numero di registro cronologico e, per le notificazioni effettuate prima dell’iscrizione a ruolo della causa, indicare come mittente il nominativo della parte istante e del suo procuratore (esempio: Tizio presso il proc. e dom. avv. ….), mentre per quelle in corso di causa va apposta anche l’indicazione dell’ufficio giudiziario e, se esiste, della sezione (esempio: Trib. Vr. Sez. A);
- scrivere la relata di notifica sull’originale e sulla copia dell’atto, indicando l’ufficio postale per mezzo del quale è spedita la copia dell’atto. La relata potrà essere del seguente tenore: “Io sottoscritto avvocato … in virtù dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine di … in data …. rilasciata il …, previa iscrizione al nr. … del mio registro cronologico, ho notificato per conto di (specificare le generalità di chi ha dato la procura) il su esteso atto (specificare tipo) a …, ivi trasmettendone copia per mezzo del servizio postale con racc. a.r. nr. … spedita dall’Ufficio Postale di Verona – Poste Centrali in data corrispondente a quella del timbro postale. Avv. … (e sottoscrizione dell’avvocato)”.
- presentare all’ufficio postale l’originale e la copia dell’atto completi della relata, la busta non chiusa e l’avviso di ricevimento come sopra completati.
Si segnala, comunque, sulla possibilità di presentare gli atti per la notifica a mezzo posta anche per mezzo di persona addetta allo studio, la circolare numero 289 della direzione provinciale delle Poste di Padova 1 luglio ‘94, che riporta precisazioni del Ministero della Giustizia ove non risultano sollevate questioni in punto. Si rinviene anche una sentenza della Corte di Cassazione in data 13.06.00 n. 8041 che nella parte motiva riconosce la possibilità dell’intervento di soggetti diversi limitatamente all’ipotesi di notificazione, da parte dell’avvocato, a mezzo del servizio postale (escludendo invece detta possibilità espressamente nell’ipotesi di notifica diretta).
- appone in calce all’originale ed alla copia dell’atto il timbro di vidimazione;
- inserisce la copia o le copie da notificare nelle buste predisposte dall’avvocato notificante;
- restituisce all’avvocato che richiede la notifica l’originale dell’atto vidimato.
Prima di depositare o esibire l’atto, l’avvocato deve apporre ed annullare la marca da bollo per i diritti di notifica40 prevista dall’art. 2 del D.M. 27.5.1994. Detta normativa viene ritenuta non abrogata con l’entrata in vigore del contributo unificato che sopprimerebbe il solo diritto di chiamata (che non esisteva più da tempo), ma non quello di notifica41.
- euro 2,58 per atti aventi sino a 2 destinatari,
- euro 7,75 da 3 a 6 destinatari,
- euro 12,39 oltre 6 destinatari42.
14. L’emissione della CAN (comunicazione avvenuta notifica)
Qualora nella notifica in proprio non sia stato emesso dall’agente postale il CAN, bisogna farlo presente all’Ufficio Postale del destinatario dell’atto ed inviare a detto Ufficio l’avviso di ricevimento perché provveda all’emissione ed annotazione del CAN sull’avviso medesimo che verrà poi restituito all’avvocato notificatore.43 In caso di smarrimento dell’avviso di ricevimento o del CAN ci si può recare con la ricevuta della raccomandata presso l’Ufficio Postale di spedizione e chiedere il duplicato.
15. La notifica in proprio degli atti trasmessi via fax
Se l’avvocato che trasmette l’atto e quello che lo riceve sono muniti di procura alle liti ex art. 83 c.p.c. e sono rispettate le altre formalità previste dalla L. 7 giugno 1993, n. 183 (attenzione alla leggibilità della sottoscrizione anche di chi conferisce la procura), il procuratore domiciliatario che ha ricevuto l’atto, sempre che sia autorizzato dal proprio Ordine a eseguire le notifiche in proprio, dopo aver sottoscritto l’atto ricevuto via fax per dare conformità all’originale, potrà provvedere alla notifica ex L. 53/1994 dell’atto trasmesso via fax44.
Cassazione nr. 4986/2001: “Si può però ritenere che la norma sulla consegna diretta si presti ad essere applicata anche nei casi di difesa personale della parte (art. 86 cod. proc. civ.) e, per ulteriore estensione, anche in quello delle notificazioni indirizzate al pubblico ministero, visto che l’ufficio del pubblico ministero sta in giudizio senza ministero di difensore.”
Una circolare del Ministero di Giustizia ha affermato la vigenza di tale bollo, ribadendo che non può ritenersi abrogato tale diritto dall’introduzione del “contributo unificato”.
Art. 34 DPR 115/2002 n. 44.
Le Sezioni unite con la sentenza n. 9962 del 27 aprile 2010 hanno confermato il principio secondo cui “se dall’avviso di ricevimento della notificazione effettuata ex art. 149 c.p.c a mezzo del servizio postale non risulti che il piego sia stato consegnato dall’agente postale a persona diversa dal destinatario tra quelle indicate dall’art. 7, comma 2, della legge n. 890 del 1982, deve ritenersi che la sottoscrizione illeggibile apposta nello spazio riservato alla firma del ricevente sia stata vergata dallo stesso destinatario, la notificazione è valida, non risultando integrata alcuna delle ipotesi di nullità di cui alí art. 160 c.p. c.”.

References: art. 4
 sentenza 
 art. 83

Art. 34
 sentenza 
 art. 149
 art. 160