Source: http://bifrost.it/GERMANI/Linguistica/Norreno-09.html
Timestamp: 2020-05-29 21:01:51+00:00

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Bifröst | Grammatica norrena | 9. I verbi forti
► I verbi forti
Verbi forti: coniugazione
Verbi forti: formazione dell'infinito
Verbi forti: formazione dell'imperativo
Verbi forti: formazione del participio
Verbi forti: formazione dell'indicativo
Verbi forti: formazione dell'ottativo
Classi dei verbi forti
Verbi forti: prima classe
Verbi forti: seconda classe
Verbi forti: terza classe
Verbi forti: quarta classe
Verbi forti: quinta classe
Verbi forti: sesta classe
Verbi forti: settima classe
§ 9.1 - I verbi.
Come le altre lingue germaniche, il norreno distingue due classi di coniugazioni: quella dei verbi forti e quella dei verbi deboli. Nella prima, il passato si forma unendo direttamente la desinenza alla radice: nella seconda, il passato interpone una consonante dentale, chiamata «suffisso del passato» tra la radice e la desinenza.
I verbi norreni constano di cinque modi: due infiniti (infinito e imperativo) e tre finiti (participio, indicativo e ottativo). I modi finiti hanno due tempi (presente e passato) e sei persone (le stesse dell'italiano). Vi sono inoltre due diatesi: attiva e medio-passiva.
§ 9.2 - Verbi forti: coniugazione.
Ogni singolo verbo ha un particolare paradigma, dal quale è possibile costruire tutti i tempi. I quattro tempi presi come modello dei paradigmi dei verbi forti sono: infinito (Inf.), indicativo presente (Ind.Pr.) 1S, indicativo passato (Ind.Ps.) 1P, e participio passato (Pp.Ps.).
Ad esempio, skjóta «colpire», hjálpa «aiutare» e sjá «vedere», hanno paradigma:
Inf Ind.Ps. 1S Ind.Ps. 1P Pp.Ps.
«colpire» skjóta skaut skutom skotinn
«aiutare» hjálpa halp hulpom holpinn
«vedere» sjá sá spom sínn
§ 9.3 - Verbi forti: formazione dell'infinito.
L'infinito, caratterizzato dalla desinenza -a, si trova già nel paradigma:
skjóta «colpire»
hjálpa «aiutare»
sjá «vedere»
§ 9.4 - Verbi forti: formazione dell'imperativo.
skjót «colpisci!»
hjálp «aiuta!»
sí «guarda!»
Si noti che nel verbo sjá, la caduta della -á fa passare alla -i- il segno della lunghezza.
§ 9.5 - Verbi forti: formazione del participio.
Il participio passato si trova nel paradigma, ed è caratterizzato dalla desinenza -inn.
Il participio presente si forma aggiungendo alla radice dell'infinito la desinenza -andi (attenzione ai fenomeni di contrazione tra vocali!)
skjótandi «colpente» skotinn «colpito»
hjálpandi «aiutante» holpinn «aiutato»
sjándi «vedente» sínn «visto»
La declinazione del participio passato dei verbi forti è analoga alla declinazione degli aggettivi forti, modello 1γ. La declinazione del participio presente è analoga a quella dei sostantivi, modello 9A.
§ 9.6 - Verbi forti: formazione dell'indicativo.
La formazione dell'indicativo è più complicata, a causa dei fenomeni di metafonia che concorrono a modificare la vocale radicale. L'indicativo consta di due tempi, presente e passato, e sei persone, le stesse dell'italiano.
Per formare l'indicativo presente, si parte dalla radice dell'infinito, si modifica la vocale radicale e si aggiunge la desinenza della persona. La quantità della vocale radicale viene sempre mantenuta. Il trattamento è il seguente:
1S Infinito metafonia palatale —
2S Infinito metafonia palatale -r
3S Infinito metafonia palatale -r
1S ek skýt «io colpisco» ek help «io aiuto» ek sí «io vedo»
2S þú skýtr «tu colpisci» þú helpr «tu aiuti» þú sír «tu vedi»
3S hann skýtr «egli colpisce» hann helpr «egli aiuta» hann sír «egli vede»
1P vér skjótom «noi colpiamo» vér hjǫlpom «noi aiutiamo» vér sjóm «noi vediamo»
2P þér skjótið «voi colpite» þér hjalpið «voi aiutate» þér sjáið «voi vedete»
3P þeir skjóta «essi colpiscono» þeir hjalpa «essi aiutano» þeir sjá «essi vedono»
Per formare l'indicativo passato, si parte invece dalle due forme dell'indicativo passato date dal paradigma, 1S e 1P. Il trattamento è il seguente:
1S Indicativo passato 1S id. —
2S Indicativo passato 1S id. -t
3S Indicativo passato 1S id. —
1P Indicativo passato 1P id. -om
2P Indicativo passato 1P id. -oð
3P Indicativo passato 1P id. -o
1S ek skaut «io colpii» ek halp «io aiutai» ek sá «io vidi»
2S þú skauzt «tu colpisti» þú halpt «tu aiutasti» þú sát(t) «tu vedesti»
3S hann skaut «egli colpì» hann halp «egli aiutò» hann sá «egli vide»
1P vér skutom «noi colpimmo» vér hulpom «noi aiutammo» vér spom «noi vedemmo»
2P þér skutoð «voi colpiste» þér hulpoð «voi aiutaste» þér spoð «voi vedeste»
3P þeir skuto «essi colpirono» þeir hulpo «essi aiutarono» þeir spo «essi videro»
NB: La desinenza -t dell'indicativo passato 2S dà origine a una serie di mutamenti fonetici:
Dopo una vocale lunga, -t raddoppia. Es. þú bjótt «tu abitasti».
Se la radice termina in -st, la desinenza -t cade. Es. þú laust (< laust-t) «tu colpisti».
Se la radice termina in -ð/-t, il gruppo passa a -zt. Es. þú reizt (< reið-t) «tu cavalcasti» o þú skauzt (< skaut-t) «tu colpisti».
§ 9.7 - Verbi forti: formazione dell'ottativo.
Anche nell'ottativo vi sono i due tempi presente e passato, e le sei persone.
Per formare l'ottativo presente, si parte dalla radice dell'infinito e si aggiunge la desinenza della persona. La quantità della vocale radicale viene sempre mantenuta. Il trattamento è il seguente:
1S ek skjóta «che io colpisca» ek hjalpa «che io aiuti» ek sjá «che io veda»
2S þú skjótir «che tu colpisca» þú hjalpir «che tu aiuti» þú sjáir «che tu veda»
3S hann skjóti «che egli colpisca» hann hjalpi «che egli aiuti» hann sjái «che egli veda»
1P vér skjótim «che noi colpiamo» vér hjalpim «che noi aiutiamo» vér sjáim «che noi vediamo»
2P þér skjótið «che voi colpiate» þér hjalpið «che voi aiutiate» þér sjáið «che voi vediate»
3P þeir skjóti «che essi colpiscano» þeir hjalpi «che essi aiutino» þeir sjái «che essi vedano»
Per formare l'ottativo passato, si parte invece dalla radice dell'indicativo passato 1S, data dal paradigma, e la vocale radicale subisce la metafonia palatale. Dopodiché si aggiungono le desinenze. Il trattamento è il seguente:
1S Indicativo passato 1S metafonia palatale -a
2S Indicativo passato 1S metafonia palatale -ir
3S Indicativo passato 1S metafonia palatale -i
1P Indicativo passato 1P metafonia palatale -im
2P Indicativo passato 1P metafonia palatale -ið
3P Indicativo passato 1P metafonia palatale -i
1S ek skyta «che io colpissi» ek hylpa «che io aiutassi» ek sæa «che io vedessi»
2S þú skytir «che tu colpissi» þú hylpir «che tu aiutassi» þú sæir «che tu vedessi»
3S hann skyti «che egli colpisse» hann hylpi «che egli aiutasse» hann sæi «che egli vedesse»
1P vér skytim «che noi colpissimo» vér hylpim «che noi aiutassimo» vér sæm «che noi vedessimo»
2P þér skytið «che voi colpiste» þér hylpið «che voi aiutaste» þér sæið «che voi vedeste»
3P þeir skyti «che essi colpissero» þeir hulpi «che essi aiutassero» þeir sæi «che essi vedessero»
§ 9.8 - Classi dei verbi forti
I verbi forti si suddividono in sette classi, a seconda del paradigma.
Ognuna delle sette classi ha un'alternanza tipica delle vocali, nelle radici dei tempi rappresentati dal paradigma. Tali vocali servono come modelli per ricostruire i paradigmi dei verbi delle varie classi.
§ 9.9 - Verbi forti: prima classe.
La classe 1f dei verbi forti ha una tipica alternanza nelle vocali del paradigma. L'alternanza è:
| í | ei | i | i |
Questa classe ha due modelli:
1fA bíta «mordere», 1fB blíkja «splendere».
Inf. Ind.Ps.1S Ind.Ps.1P Pp.Ps.
1fA bíta beit bitom bitinn «mordere»
1fB blíkja bleik blikom blikinn «splendere»
1fA — Questo modello accoglie la maggior parte dei verbi forti della prima classe. Non comporta particolari problemi.
1fB — Nei verbi di questo modello l'infinito e tempi derivati portano la semivocale -j- tra radice e desinenza.
§ 9.10 - Verbi forti: seconda classe.
La classe 2f dei verbi forti è caratterizzata da una radice dell'infinito la cui vocale radicale varia, a seconda del verbo, in -jú-/-jó-/-ú-. L'alternanza vocalica assume dunque tre forme principali:
| ú ÷ jú ÷ jó | au | u | o |
Ognuna delle tre forme della vocale radicale dell'infinito sottintende un differente modello di questa classe di verbi forti, più due ulteriori modelli per alcune eccezioni. Questi sono i modelli:
2fA lúka «chiudere», 2fB krjúpa «strisciare», 2fC skjóta «colpire», 2fD frjósa «gelare» e kjósa «scegliere», 2fE flýja «scappare».
2fA lúka lauk lukom lokinn «chiudere»
2fB krjúpa kraup krupom kropinn «strisciare»
2fC skjóta skaut skutom skotinn «colpire»
2fD frjósa fraus
frøra
frera frusom
frørom
frerom frosinn
frørinn
frerinn «gelare»
kjósa kaus
kera kusom
kurom kosinn
kørinn
kurinn «scegliere»
2fE flýja fló flom floinn «scappare»
2fA — Modello con infinito in -ú- e alternanza vocalica | ú | au | u | o |. Non comporta particolari problemi.
2fB — Modello con infinito in -jú- e alternanza vocalica | jú | au | u | o |. Nella coniugazione di questo modello, si tenga presente che i verbi con la radice terminante in -g (come fjúga, ljúga, sjúga) hanno anche una forma più antica di Ind.Ps.S. in -ó (fló, ló, só).
2fC — Modello con infinito in -jó- e con alternanza vocalica | jó | au | u | o |. Non comporta particolari problemi.
2fD — Questo modello comprende solo due verbi : frjósa «gelare» e kjósa «scegliere», e rappresenta una variante del modello 2fC. Questi due verbi hanno infatti l'infinito in -jó- e la normale alternanza vocalica | jó | au | u | o |. La loro caratteristica particolare è l'esito dell'indicativo passato 1S che esce in -s (fraus, kaus) invece che in -t. Come si è visto, il loro paradigma sovrabbonda di forme alternative. Nelle forme supplementari, i passati frøra/frera e køra/kera si coniugano secondo le regole dei verbi deboli.
2fE — L'ultimo modello comprende i due verbi flýja «fuggire» e spýja «sputare», che presentano nell'infinito e nell'indicativo presente la vocale -y- (< -jú-). Oltre al normale indicativo passato dei verbi forti (fló e spjó), per questi due verbi è attestato anche l'indicativo passato dei verbi deboli (flóða e spúða).
§ 9.11 - Verbi forti: terza classe.
La classe 3f dei verbi forti accoglie i radici che presentavano una liquida o una nasale prima della consonante finale. Si hanno così due serie di alternanze vocaliche:
| e ÷ i ÷ ja | a | u | o ÷ u | (seguite da -l/-r + consonante)
| e ÷ i ÷ ja | a | u | o ÷ u | (seguite da -n + consonante)
Ognuno di questi due gruppi di verbi è stato diviso in più modelli per facilitare la coniugazione. Eccoli:
3fA verða «divenire», 3fB velta «rotolare», 3fC gjalda «pagare», 3fD spinna «filare», 3fE detta «cadere», 3fF songva «cantare» e søkkva «sprofondarsi».
3fA verða varð urðon orðinn «divenire»
3fB velta valt ultom oltinn «rotolare»
3fC gjalda galt guldom goldinn «pagare»
3fD spinna spann spunnom spunninn «filare»
3fE detta datt duttom dottinn «cadere»
3fF songva sǫng sungom sunginn «cantare»
søkkva sǫkk sukkom sokkinn «sprofondarsi»
3fA — Nei verbi di questo modello le vocali radicali sono seguite dalla consonante liquida -r. L'alternanza vocalica è: | e | a | u | o | (seguito da -r + consonante).
3fB — Nei verbi di questo modello le vocali radicali sono seguite dalla consonante liquida -l. L'alternanza vocalica è: | e | a | u | o | (seguito da -l + consonante).
3fC — Questo modello, una semplice variazione del precedente, contiene dei verbi nel quale la vocale radicale -e- dell'infinito per un fenomeno di frattura si è trasformata in -ja-. L'alternanza vocalica di questo modello è: | ja | a | u | o | (seguito da -l + consonante).
3fD — Nei verbi di questo modello, le vocali radicali sono seguite dalla consonante nasale -n. L'alternanza vocalica è: | i | a | u | u | (seguito da -n + consonante).
3fE — Questo modello è una variazione del modello precedente. L'unica differenza è nell'alternanza vocalica, che è: | e | a | u | u |.
3fF — I verbi di questo modello presentano nella radice la semivocale -v- dopo il gruppo «nasale + consonante», e si sono avuti fenomeni di metafonia labiale che hanno trasformato la vocale radicale nell'infinito e nell'indicativo passato singolare. Perciò questi verbi hanno una alternanza vocalica particolare: | y ÷ ø | ǫ | u | u |. (La metafonia labiale ha così trasformato le vocali radicali: -i- > -y-, e -e- > -ø-.) Si noti ancora che l'infinito in -ø- è tipico dei verbi la cui radice termina in -kkv.
§ 9.12 - Verbi forti: quarta classe.
La classe 4f dei verbi forti è composta di radici terminanti in -r o -m non seguite da consonanti. L'alternanza è la seguente:
| e | a |  | o ÷ u |
4fA bera «portare», 4fB nema «prendere», 4fC sofa «dormire».
4fA bera bar brom borinn «portare»
4fB nema nam nmom numinn «prendere»
4fC sofa svaf svfom ofinn «dormire»
4fA — In questo modello, i verbi con la radice terminante in -r.
4fB — In questo modello, i verbi con la radice terminante in -m.
4fC — In questo modello, alcuni verbi originariamente appartenenti alla classe 3f ma in seguito passati alla 4f. In effetti la radice non termina in -r o -m, ma il trattamento subìto nella coniugazione è quello che avviene negli altri due modelli.
§ 9.13 - Verbi forti: quinta classe.
La classe 5f dei verbi forti comprende verbi la cui radice termina in consonante muta semplice. L'alternanza è:
| i | a ÷ á |  | e |
5fA gefa «dare», 5fB biðia «pregare», 5fC eta «mangiare», 5fC liggja «giacere».
5fA gefa gar gǫfom gefinn «dare»
5fB biðia bað bmom beðinn «pregare»
5fC eta át tom etinn «mangiare»
5fD liggja lá lgom leginn «giacere»
5fA — I verbi di questo modello hanno alternanza: | i | a |  | e |.
5fB — Questo modello è analogo al precedente, tranne per il fatto che all'indicativo presente i verbi presentano una semivocale -j- tra la radice e la desinenza.
5fC — I verbi di questo modello hanno alternanza: | i | á |  | e |.
5fD — Questo modello è analogo al precedente, tranne per il fatto che all'indicativo presente i verbi presentano una semivocale -j- tra la radice e la desinenza.
§ 9.14 - Verbi forti: sesta classe.
La classe 6f dei verbi forti comprende verbi con radici terminanti in dentale, labiale, liquida o gutturale. In tutto vi sono tre tipi diversi di alternanza vocalica:
| a | ó | ó | a |
| a | ó | ó | e |
| e ÷ ey | ó | ó | a ÷ e |
6fA grafa «scavare», 6fB taka «prendere», 6fC deyja «morire».
6fA grafa gróf grófom grafinn «scavare»
6fB taka tók tókom tekinn «prendere»
6fC deyja dó dóm dainn «morire»
6fA — Questo modello comprende verbi le cui radici terminano in labiale, dentale o liquida. L'alternanza vocalica è: | a | ó | ó | a |.
6fB — Questo modello comprende verbi le cui radici terminano in gutturale. Qui l'alternanza vocalica è: | a | ó | ó | e |.
6fC — I verbi di questo modello sono analoghi ai precedenti, ma all'indicativo presente presentano una semivocale -j- tra radice e desinenza. L'alternanza vocalica è: | e ÷ ey | ó | ó | a ÷ e |, e presenta qualche eccezione.
§ 9.15 - Verbi forti: settima classe.
La classe 7f dei verbi forti comprende alcune particolari forme verbali che hanno i tempi passati con un caratteristico raddoppiamento della radice. Ad esempio, il verbo róa «remare» nell'indicativo passato 1S ha la forma rera. Ne risulta che la classe 7f dei verbi forti è divisa in due modelli a seconda se le radici risultino o meno raddoppiate nel passato.
L'alternanza vocalica in questa classe è piuttosto complessa ed irregolare, tanto che uno schema preciso è impossibile. Comunque il vocalismo radicale che compare nell'infinito ricompare anche nel participio passato:
| vocale lunga | e ÷ ø | e ÷ ø | stessa vocale lunga |
| vocale | é ÷ e ÷ jó | é ÷ e ÷ jó | stessa vocale (a parte eccezioni) |
Questi, i modelli:
7fA róa «remare», 7fB heita «chiamare», 3fC blanda «mescolare», 3fD hlaupa «correre», 3fE búa «abitare».
3fA róa rera rerom róinn «remare»
3fB heita hét hétom heitinn «chiamare»
3fC blanda blett blendom blandinn «mescolare»
3fD hlaupa hljóp hljópom hlaupinn «correre»
3fE búa bjó bjoggom búinn «abitare»
3fA — Questo modello comprende tutti i verbi che hanno la radice raddoppiata nei tempi passati. Un'altra caratteristica di questi verbi è di avere due forme alternative per l'indicativo passato e dunque per i tempi che da esso derivano. L'alternanza vocalica è: | vocale lunga | e ÷ ø | e ÷ ø | stessa vocale lunga |
7fB — Qui l'alternanza vocalica è: | vocale | é | é | stessa vocale |
7fC — In questo modello l'alternanza vocalica è | a | e | e | a |, salvo eccezioni.
7fD — In questo modello l'alternanza vocalica è: | au | jó | jó | au |.
7fE — A questo modello appartengono solo due verbi: búa «abitare» e hǫggva «tagliare». Questa è la loro alternanza vocalica: | vocale | jó | jo | stessa vocale |.
Troviamo la coniugazione del passato, caratterizzata da un raddoppiamento della radice, in molte altre lingue indoeuropee (cfr. latino cucurrī «corsi», greco lélyka «sciolsi», o gotico haíhait «chiamai»). Si tratta di un'innovazione che ha raggiunto solo in minima parte l'area nordica, mentre ebbe più o meno ampia diffusione nelle altre lingue indoeuropee.
§ 8 - PREPOSIZIONI, ETC. Grammatica norrena
§ 10 - I VERBI DEBOLI ►

References: § 9

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§ 10