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Timestamp: 2019-04-23 14:35:58+00:00

Document:
Tessili - Confezioni su misura, Bologna: Contratto collettivo, 22 novembre 1948
Data firma: 22 novembre 1948
Validità: 01.11.1948 - 01.07.1950
Parti: Associazione degli Industriali della Provincia di Bologna, Sezione Sartoria su Misura per Signora e Federazione Provinciale Lavoratori dell’Abbigliamento
Settori: Tessili, Confezioni su misura, Bologna
Art. 12. - Sospensioni ed interruzioni del lavoro.
Art. 16. - Lavoro straordinario, notturno e festivo (maggiorazioni).
Art. 18. - Corresponsione della retribuzione. Contestazioni e reclami relativi alla retribuzione.
Art. 20. -. Indennità di zona malarica.
Art. 24. - Trattamento nei casi di malattia od infortunio.
Art. 27. - Disciplina ó obblighi disciplinari.
Art. 30. - Permessi di entrata ed uscita. Art. 31. - Assenze.
Art. 32. - Aspettative per cariche pubbliche e sindacali.
Art. 35. - Trattenute per risarcimento danni.
Art. 40. - Preavviso di licenziamento o dimissioni.
1. Definizione del lavorante a domicilio.
2. Libretto personale di controllo.
3. Responsabilità del lavorante a domicilio.
4. Retribuzione.
5. Maggiorazione della retribuzione.
6. Lavoro notturno e festivo.
7. Pagamento della retribuzione.
8. Fornitura materiale.
9. Norme generali.
Contratto collettivo per le maestranze addette alle aziende esercenti l’industria delle confezioni su misura per signora nella provincia di Bologna, 22 novembre 1948
L’anno 1948, il 22 novembre in Bologna, tra l’Associazione degli Industriali della Provincia di Bologna, Sezione Sartoria su Misura per Signora [...], e la Federazione Provinciale Lavoratori dell’Abbigliamento [...], partecipando alle trattative la Fuilla - Unione Provinciale ili Bologna [...], è stato stipulato il presente contratto collettivo di lavoro da valere, por le maestranze addette alle aziende esercenti l’industria delle confezioni su misura per signora.
Apprendiste di 1ª assunzione:
fra i 14 e i 16 anni
fra i 16 e i 18 anni
fra i 18 e i 20 anni Durata massima dell’apprendistato
È considerato «apprendista» il lavoratore che, assunto da una azienda in età compresa fra i 14 ed i 18 anni per gli uomini e fra i 14 ed i 20 per le donne, compia un lavoro od un complesso di lavori che costituiscono una graduale preparazione per passare, alla fine del periodo di apprendistato, alla categoria degli operai qualificati.
a) la durata massima del periodo di apprendistato, è quella fissata, per singolo settore, dall’art. 5 del presente contratto;
b la durata massima di cui è detto sopra sarà ridotta di due terzi per i licenziati di scuole tecniche industriali ad indirizzo didattico specifico rispetto alla attività che l’apprendista è chiamato a svolgere; della metà per chi sia in possesso di licenza di una scuola secondaria di avviamento professionale, sempre ad indirizzo didattico corrispondente all’attività dell’apprendista;
c) il servizio prestato, antecedentemente all’assunzione, presso altre aziende dello stesso ramo, sarà interamente computato ai fini indicati nel capo verso a) purché esista analogia di mansioni e non siano trascorsi più di 12 mesi tra la fine di un periodo e l’inizio del successivo;
d) all’uopo, nel libretto di lavoro dell’interessato e nei certificati relativi al servizio prestato, saranno indicati a cura del datore di lavoro i periodi di tirocinio e gli scatti di paga conseguiti;
e) quando, trascorsi almeno 60 giorni dall’assunzione, l’apprendista sia dall’azienda adibito ad altri lavori, per i quali sia pure necessario un periodo di tirocinio, tutto il primo periodo sarà interamente computato ai fini indicati dal capoverso a);
g) durante il periodo di tirocinio, l’apprendista deve lavorare ed essere retribuito ad economia. Se gli fosse affidato lavoro a cottimo egli dovrà essere considerato operaio qualificato anche se il periodo di tirocinio non risultasse completato in base ai termini indicati al capoverso a);
L’apprendista che chieda e dimostri di frequentare un corso di istruzione professionale specifico rispetto all’attività che esso svolge dovrà essere lasciato libero per il tempo necessario, senza che ne risulti diminuita la sua retribuzione;
La durata normale del lavoro settimanale è determinato dalla legge, con un massimo di 8 ore giornaliere, salvo le deroghe previste dalla legge stessa e da norma contrattuali.
Per gli addetti a lavori discontinui o di semplice attesa o di custodia non connessi e non strettamente attinenti alla produzione, l’orario normale di lavoro è determinato in sessanta ore settimanali con un massimo di 10 ore giornaliere, salve le eccezioni previste dagli accordi interconfederali in materia.
Al segnale di inizio del lavoro l’operaio dovrà trovarsi al proprio posto pronto a svolgere la sua attività.
La pulizia del posto, delle macchine e degli utensili di lavoro, con le modalità indicate dalla Direzione dell’azienda, sarà fatta normalmente prima dell’anzidetto segnale di cessazione. Ove venisse compiuta oltre l’orario normale di cui all’art. 16 sarà considerata prestazione straordinaria.
Per completare l’orario settimanale potrà farsi luogo al recupero in normale regime di retribuzione, prolungando l’orario negli altri giorni della settimana.
Potranno essere recuperate, in normale regime di retribuzione, le ore di lavoro perdute per causa di forza maggiore, o per temporanee soste dell’attività lavorativa convenute preventivamente, purché il recupero avvenga nei trenta giorni susseguenti all’interruzione e sia contenuto nel limite massimo di un’ora al giorno.
Il riposo settimanale cade in domenica, come è stabilito dalla legge. Ogni eventuale deroga a questo principio, purché sia consentita dalla legge citata, comporta l’obbligo per il datore di lavoro di corrispondere, per il lavoro prestato nella domenica, oltre alla paga normale, la maggiorazione prevista per il lavoro festivo o di concedere al lavoratore un’altra giornata di riposo nel corso della settimana.
Le disposizioni concernenti la maggiorazione per il lavoro compiuto in domenica si applicano ai lavoratori addetti a mansioni discontinue di semplice attesa o di custodia che prestano, legge consentendo, la loro opera in domenica, usufruendo del prescritto riposo in altro giorno della settimana.
1) È lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti dell’art. 9, ossia oltre le 8 ore giornaliere o le 48 settimanali per i lavoratori a regime normale di orario, ed oltre le 10 ore giornaliere o le 60 settimanali per i lavoratori indicati nel secondo comma dell’articolo stesso.
Il lavoratore che dimostri di frequentare scuole serali e festive sarà, a sua richiesta, esonerato dal lavoro straordinario e festivo, ove ne derivi impedimento a frequentare le scuole stesse.
c) Agli operai interessati dovranno essere comunicati per iscritto, o per affissione all’inizio del lavoro, le indicazioni del lavoro da eseguire e del compenso unitario (tariffa di cottimo) corrispondente. [...]
i) È proibito alle aziende di servirsi di cottimisti i quali abbiano alle loro dipendenze altri operai da essi direttamente retribuiti, dovendosi intendere il rapporto di lavoro sempre intercorrente fra l’operaio e l’azienda e la dipendenza di un operaio da un altro unicamente possibile agli effetti tecnici e disciplinari.
l) Qualunque contestazione non risolvibile nell’ambito aziendale in materia di cottimo riguardante la precisazione di elementi tecnici e l’accertamento di fatti determinanti la tariffa di cottimo è rimessa all’esame di un organo tecnico composto di un rappresentante per ciascuna delle due organizzazioni sindacali interessate e presieduto da un funzionario dell’Ispettorato del lavoro. Tale organo ha facoltà di eseguire sopraluoghi e gli accertamenti necessari ai fini dell’esame della controversia.
Contro le decisioni del predetto organo tecnico è ammesso ricorso entro 15 giorni alle superiori organizzazioni
È in facoltà del singolo operaio di non aderire al trasferimento in zona malarica e tale rifiuto non può di per sé solo, costituire motivo per la risoluzione del rapporto di lavoro.
Il lavoratore che da almeno dodici mesi consecutivi si trovi alle dipendenze di una impresa, avrà diritto, ogni anno, ad un periodo di ferie, la cui durata è fissata in appresso, durante il quale egli percepirà la retribuzione globale di fatto.
a) 12 giorni lavorativi (pari a 96 ore) per tutti coloro che hanno una anzianità non inferiore ad un anno e non superiore ad otto anni compiuti;
Parimenti l’impresa non potrà non concedere le ferie, facendo luogo al pagamento di una indennità sostitutiva, all’infuori dei casi previsti dal comma 4.
Ferme restando le disposizioni di legge sulla tutela delle lavoratrici durante lo stato di gravidanza o puerperio, il posto sarà conservato alle operaie per un periodo complessivo non superiore a sei mesi, tre dei quali potranno essere utilizzati avanti la data presumibile del parto ed il restante nel periodo di puerperio.
Alle gestanti che si assentano dal lavoro saranno corrisposti per un periodo di tre mesi avanti il parto e per sei settimane dopo il parto, i due terzi della retribuzione normale, per tale intendendosi la media della retribuzione complessiva raggiunta negli ultimi due periodi di paga immediatamente precedenti all’assenza, compresa la indennità di contingenza.
Ove intervenissero, relativamente al trattamento di gravidanza e puerperio, norme generali di legge o contrattuali, quanto è disposto dal presente articolo si intenderà integralmente assorbito e sostituito dalle norme stesse.
L’operaio lavora, nel senso tecnico e nel senso disciplinare, alle dipendenze dei suoi superiori, che gli saranno convenientemente indicati. Egli ha il dovere di eseguire con prontezza e con diligenza e con assiduità il lavoro che gli viene affidato e di attenersi alle istruzioni che gli vengono impartite.
La urbanità e la correttezza dei modi nei confronti dei superiori o dei compagni di lavoro costituiscono uno stretto dovere.
Per i compiti delle Commissioni Interne e dei delegati di fabbrica, c fatto richiamo alla disciplina interconfederale vigente in materia.
Là dove già esista o dove, comunque, si proceda alla emanazione di un regolamento interno, nessuna parte di esso potrà derogare o risultare in contrasto con le norme del presente contratto o con le vigenti norme interconfederali sui compiti delle Commissioni Interne.
Il regolamento Interno esposto in modo chiaramente visibile nell’interno della fabbrica, dovrà essere rispettato dalle maestranze.
Durante l’orario di lavoro l'operaio non potrà lasciare il proprio posto senza motivo legittimo e non potrà uscire dallo stabilimento senza esserne stato autorizzato.
Non è consentito ad alcuno di entrare e di trattenersi nello stabilimento nelle ore non destinate al lavoro, ove non ne sia autorizzato da speciale permesso.
La stessa disposizione vale per gli operai sospesi o licenziati nelle more del licenziamento.
Quanto affidato all’operaio per lo svolgimento del lavoro (macchine, utensili, parti di ricambio, modelli, disegni, ecc.) dovrà essere usato con la cura e gli accorgimenti tecnici necessari ad evitare rotture e deterioramenti. Per garantire la conservazione del predetto materiale l’operaio dovrà disporre di mezzi adatti, in difetto dei quali egli potrà declinare la propria responsabilità, mediante tempestiva dichiarazione alla Direzione dell’azienda.
Di rotture, guasti e deterioramenti dovuti a colpa od a negligenza l’operaio potrà essere chiamato a rispondere nei limiti del danno accertato. [...]
Gli utensili da impiegare nella lavorazione all’interno della fabbrica dovranno essere forniti dal datore di lavoro. Parimenti dovrà essere fornito dal datore di lavoro il materiale da impiegare nella lavorazione stessa (filato, cucirini, aghi, spilli, ecc.).
Nel caso che, avendone ottenuta l’autorizzazione, l’operaio impieghi nell’interno della fabbrica strumenti di sua proprietà, egli dovrà richiedere un documento che, elencando il numero e la specie degli strumenti, gli consenta di asportarli quando non esistesse più la necessità di impiegarli, od egli lasciasse il suo posto.
Delle macchine, utensili, strumenti, materiali che gli sono affidati per il suo lavoro, l’operaio non potrà fare diverso uso da quello che gli è indicato per l’esecuzione del lavoro stesso.
A maggior ragione egli non potrà asportarli dallo stabilimento, ne assoggettarli a modifiche ed a trasformazioni non esplicitamente autorizzate.
Verificandosi agli impianti, alle macchine ed alle cose, danni imputabili a colpa o. negligenza dell’operaio, il danno stesso dovrà essere contestato al responsabile con l’esatta indicazione dell'importo in cui si concreta il risarcimento.
Tanto l’azienda come l’operaio sono tenuti all’osservanza delle norme di legge e delle disposizioni emanate dagli organi competenti relative alla tutela dell’igiene, alla prevenzione degli infortuni e delle malattie nel campo del lavoro.
A titolo esemplificativo: le macchine devono essere provviste dei necessari dispositivi di protezione, quelle adibite a lavorazioni producenti polvere, delle bocche di aspirazione; i locali devono essere in normali condizioni di aereazione, pulizia, illuminazione e riscaldamento e assicurare conveniente spazio in relazione al numero degli operai.
Il lavoratore deve essere provvisto del proprio indumento o abito di lavoro.
Se il carattere delle lavorazioni accelera l’usura dell’abito di lavoro o di parte di esso, l’azienda concorrerà in ragione del 40 % alla spesa necessaria per il rinnovamento dell’abito stesso o delle parti logore.
L’abito da lavoro fornito dall’azienda rimane di proprietà di essa e non potrà essere usato fuori dello stabilimento se non nei casi previsti dal regolamento eventuale o dalle consuetudini.
Quando la condotta del lavoratore, nell’interno della fabbrica risulti censurabile dal punto di vista disciplinare, saranno in diversa misura, a seconda della gravità della infrazione, adottati nei suoi confronti provvedimenti che avranno, in un primo tempo, lo scopo di richiamarlo al compimento dei suoi doveri e, successivamente, ove l’ammonizione risultasse inefficace, lo scopo essenziale di ripristinare, con la sanzione punitiva e con l’esempio che da essa deriva, l’ordine disciplinare nella sua sostanza e nella sua forma.
I provvedimenti che si indicano in appresso, costituiscono soltanto una obiettiva indicazione, nel senso di garantire, nell’adozione della sanzione punitiva, un rapporto quanto più possibile definito tra sanzione e mancanza. .
1) L’ammonizione verbale che potrà avere, a seconda dei casi, carattere di appunto o di rimprovero interverrà quando nell’osservanza degli orari, nel contegno verso i superiori ed i compagni di lavoro, nella diligenza del lavoratore siano riscontrate lacune non imputabili a deliberata volontà di mancare al proprio dovere. Alla ammonizione scritta, che avrà più specifico carattere ammonitorio, si ricorrerà quando le mancanze, anche se lievi, tenderanno a ripetersi e sia quindi necessario preavvisare in forma meno labile del rimprovero verbale, più gravi sanzioni.
2) Ove l’ammonizione verbale o scritta non abbia sortito l’effetto voluto o la mancanza abbia tale carattere da far ritenere il rimprovero inadeguato, potranno essere inflitte al lavoratore o una multa, fino ad un importo equivalente a due ore di paga compresa l’indennità di contingenza, oppure, nei casi di maggiore gravità o di recidiva, la sospensione dal lavoro per un massimo di tre giorni.
b) che senza legittima giustificazione ritardi l’inizio del lavoro, o lo sospenda o ne anticipi la cessazione od abbandoni il proprio posto di lavoro, non avendone ottenuta autorizzazione dal diretto superiore;
d) che, nell’interno della fabbrica, eseguisca lavoro per suo conto, senza tuttavia recare grave pregiudizio all’azienda per la poca entità del lavoro stesso e del materiale eventualmente impiegato;
e) che, per disattenzione, provochi danno alle macchine od al materiale o determini sprechi oppure ritardi l’esecuzione del lavoro ne pregiudichi la riuscita;
3) La particolare gravità o recidività delle mancanze, potrà infine, determinare il licenziamento del lavoratore, nei casi meno gravi con la perdita dell’indennità di preavviso ma non dell’indennità di anzianità, e nei casi più gravi di ambedue le citate indennità.
Si conviene che costituiscano legittimo motivo di licenziamento con la perdita dell’indennità di preavviso ma non della indennità di anzianità, le mancanze di cui in appresso:
b) abbandono del proprio posto di lavoro o grave negligenza nella esecuzione di lavori o di ordini, che implichino pregiudizio alla incolumità delle persone od alla sicurezza degli impianti;
c) quando, lavorando solo o in comunione con altri operai nell’interno dello stabilimento, per proprio tornaconto; ed introducendo od asportando materiali anche di sua proprietà, abbia per il carattere continuativo di questa attività e per la estensione della stessa, recato rilevante nocumento all’azienda;
e) in generale, quando la gravità della mancanza o delle mancanze, l’esistenza del dolo o del danno rilevante, rendano impossibile, per colpa esclusiva del lavoratore, la prosecuzione del rapporto e risulti moralmente giustificato, per il complesso dei fatti e delle circostanze, la decadenza del diritto alle indennità di preavviso e di anzianità.
È da considerarsi lavorante a domicilio chi, nella propria abitazione o in locali non appartenenti al datore di lavoro né sottoposti alla sua sorveglianza, esegue lavoro retribuito per conto di uno o più datori di lavoro, ricevendo dagli stessi le materie prime e gli accessori. Inoltre, il lavorante a domicilio, per essere considerato tale, sarà impegnato a non eseguire, per proprio conto o per conto di privati o di committenti non propriamente datori di lavoro, lavori che determinino una condizione di concorrenza nei confronti dei datori di lavoro, come non potrà assumere o comunque valersi di personale salariato o in altra forma retribuito.
Parte prima - consegna del lavoro
Parte seconda - riconsegna del lavoro
Con la sottoscrizione della parte prima (consegna del lavoro di cui all’art. 2), il lavorante a domicilio assume nei confronti del datore di lavoro la responsabilità di tutto il materiale che riceve in consegna, nonché quella per la esatta e tempestiva esecuzione e riconsegna del lavoro, in conformità alle istruzioni ricevute.
e) La compilazione e l’approvazione delle tariffe di cottimo ed il loro aggiornamento, in esecuzione degli accordi di cui sopra, si intendono devolute alle singole Associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei prestatori di opera, tenendo presenti i particolari caratteri delle varie produzioni.
Normalmente tutto il materiale, anche accessorio, necessario per le lavorazioni richieste, deve essere fornito dai datori di lavoro.
Si richiamano in particolare le disposizioni relative alle assicuri razioni sociali ed alla assistenza di malattia.
A prescindere dalle funzioni e dagli interventi delle commissioni interne o dei delegati d’impresa, previsti dagli accordi interconfederali, le controversie individuali ed i reclami che ne conseguissero, da parte di uno o più lavoratori, saranno risolti nell’ambito aziendale secondo le norme stabilite dalla Direzione dell’azienda e le vigenti consuetudini. Non intervenendo un accordo, la controversia sarà sottoposta all’esame delle rispettive Associazioni territoriali per l’esperimento del tentativo di amichevole composizione.
Le controversie di carattere collettivo che insorgessero circa la interpretazione e la pratica applicazione dei contratti di lavoro, saranno deferite alle organizzazioni sindacali, in sede provinciale od in sede nazionale a seconda della natura della controversia, per la loro definizione.

References: Art. 12

Art. 16

Art. 18

Art. 20

Art. 24

Art. 27

Art. 30
 Art. 31

Art. 32

Art. 35

Art. 40