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Timestamp: 2020-04-08 21:34:08+00:00

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Sentenza Corte di Cassazione 8 giugno 2012, n. 21655 > ReteAmbiente
Parole chiave: Rifiuti | Raccolta / Trasporto | Autorizzazioni | Sanzioni
Sentenza Corte di Cassazione 9 marzo 2020, n. 9348
Rifiuti - Rifiuti urbani - Materiale vegetale - "Sfalci e potature" - Esclusione dal regime dei rifiuti - Articolo 185, comma 1, lettera f) Dlgs 152/2006 - Condizioni - Gestione e riutilizzo a servizio dell'agricoltura, silvicoltura o produzione di energia non inquinante - Necessità - Sussistenza - Raccolta e stoccaggio materiale vegetale senza autorizzazione - Configurabilità del reato di gestione illecita di rifiuti - Articolo 256, comma 1, lettera a), Dlgs n. 152/2006 - Sussistenza - Deposito incontrollato di materiale vegetale - Responsabilità - Articolo 192, Dlgs 152/2006 - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 6 marzo 2020, n. 9052
Rifiuti - Materiale ferroso e plastica - Trasporto senza autorizzazione - Qualifica di sottoprodotto ex articolo 184-bis del Dlgs 152/2006 - Non configurabilità - Accordo tra le parti sul valore economico per la compravendita del materiale - Irrilevanza - Raccolta e ricezione di materiale di scarto di autovetture di cui i proprietari si erano già disfatti - Rilevanza - Condizioni di deterioramento del prodotto, modalità di trasporto (assenza di autorizzazione) e quantitativo molto consistente (450-500 Kg) - Rilevanza - Qualifica di rifiuto (Ndr: ex articolo 183, comma 1, lettera a) Dlgs 152/2006) - Sussistenza - Gestione non autorizzata rifiuti non pericolosi – Reato ex articolo 256, comma 1, lettera d) del Dlgs 152/2006 - Sussistenza - Non occasionalità della condotta - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 5 marzo 2020, n. 8989
Rifiuti speciali non pericolosi - Trasporto non autorizzato di rottami ferrosi - Reato - Articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006 - Sequestro preventivo automezzo - Articolo 259, comma 2, Dlgs 152/2006 - Confisca obbligatoria del mezzo utilizzato per trasporto non autorizzato di rifiuti - Sussistenza - Divieto di revoca del sequestro preventivo ai sensi dell'articolo 324, comma 7, C.p.p. - Non applicabilità in presenza di una norma speciale che prevede la confisca obbligatoria - Eccezione - Norma speciale che richiama l'articolo 240 del Codice penale - Insussistenza
Rifiuti – Deposito su terreno di veicoli fuori uso (N.d.R.: articolo 2, Dlgs 209/2003) e materiali edili (articolo 183, Dlgs 152/2006) – Prelievo di parti dei materiali abbandonati senza autorizzazione – Attività di gestione illecita di rifiuti – Articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006 – Configurabilità – Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 21 febbraio 2020, n. 6923
Rifiuti - Autorizzazione alla gestione di rifiuti - Articolo 208, Dlgs 152/2006 - Inclusione di una particella urbanistica in un Piano comunale di riqualificazione ambientale - Effetti - Rilascio dell'autorizzazione alla gestione rifiuti per quella particella - Esclusione - Sussistenza - Provvedimento autorizzatorio - Autonomia tipica e funzionale rispetto a profili autorizzatori di tipo urbanistico - Sussistenza - Attività di recupero rifiuti da demolizione senza autorizzazione e deposito incontrollato di rifiuti - Responsabilità penale - Articolo 256, comma 1 e articolo 192, Dlgs 152/2006 - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 11 febbraio 2020, n. 5417
Rifiuti – Nozione di deposito temporaneo – Articolo 183, comma 1, lettera bb), Dlgs 152/2006 – Mancato rispetto delle condizioni prescritte dalla norma – Qualifica del deposito in dipendenza della destinazione dei rifiuti – Volontà esclusivamente dismissiva del detentore – Natura episodica – Abbandono incontrollato di rifiuti – Reato – Articolo 256, comma 2, Dlgs 152/2006 - Sussistenza
Rottami ferrosi - Gestione non autorizzata - Reato - Articolo 256, comma 1, Dlgs 152/2006 - Errore incolpevole - Articolo 5, C.p. - Buona fede - Requisiti - Stringente dovere di informazione - Richiesta chiarimenti alle autorità - Ricorso ad esperti giuridici - Necessità
Sentenza 8 giugno 2012, n. 21655
avverso l'ordinanza n. 1172/2009 Tribunale Libertà di Roma, del 22/09/2009;
sentita la relazione fatta dal Consigliere (omissis);
lette le conclusioni del Pg: rigetto del ricorso.
Con ordinanza 22 settembre 2009, il Tribunale di Roma ha respinto la richiesta di riesame di un sequestro preventivo che grava si di un automezzo utilizzato per l'illecito trasporto di rifiuti rilevando la ipotizzabilità del reato previsto dal Dlgs n. 152 del 2006, articolo 256.
I Giudici hanno evidenziato come il vincolo reale fosse necessario perchè prodromico alla confisca obbligatoria per il tipo di reato.
Per l'annullamento della ordinanza, ha proposto ricorso per Cassazione l'indagato (omissis) deducendo:
— che l'attività per cui è processo è stata del tutto occasionale;
— che il mezzo appartiene ad un soggetto estraneo alla commissione del reato.
Le deduzioni non sono meritevoli di accoglimento.
Tutte le fase di gestione dei rifiuti, per essere legittime, devono essere precedute da autorizzazione, iscrizione o comunicazione; la violazione di tale precetto è sanzionata penalmente dal Dlgs n. 152 del 2006, articolo 256, comma 1.
La attività di trasporto è inserita tra quelle di gestione dei rifiuti (per la chiara norma definitoria del Dlgs n. 152 del 2006, articolo 183, comma 1, lettera d) e, pertanto, la mancanza di un provvedimento che la sorregga ha rilevanza penale.
La deduzione della Difesa, secondo la quale l'indagato esercitava l'attività di trasporto non in via continuativa, non è provata in fatto ed è irrilevante in diritto; la circostanza prospettata non esonerava l'indagato dall'obbligo di munirsi di un titolo abilitativo perchè il reato in esame si configura come istantaneo — e non abituale — e si perfeziona nel momento in cui si realizza la singola condotta tipica con la conseguenza che è sufficiente un unico trasporto ad integrare la fattispecie di reato.
In merito alla residua censura, si rileva che il Dlgs n. 152 del 2006, articolo 259, u.c. (che prevede per il reato di trasporto illecito dei rifiuti la confisca ex lege del mezzo) nulla dispone circa la posizione del terzo incolpevole proprietario del mezzo; una interpretazione costituzionalmente orientata della norma (che evita disomogeneità di trattamento con casi analoghi) porta a concludere che colui che non ha partecipato alla commissione del reato, nè ai profitti che ne derivano, sia ammesso a provare la sua buona fede (Cassazione Sezione 3 sentenza 46012/2008).
Tale problematica, tuttavia, esula dai limiti cognitivi del presente procedimento incidentale e sarà affrontata nella sede competente.
Così deciso in Roma, il 13 aprile 2010.
Depositato in Cancelleria il 8 giugno 2010

References: Sentenza 
 Articolo 185
 Articolo 256
 Articolo 192

Sentenza 
 articolo 184
 articolo 183
 articolo 256

Sentenza 
 Articolo 256
 Articolo 259
 articolo 2
 Articolo 256

Sentenza 
 Articolo 208
 Articolo 256
 articolo 192

Sentenza 
 Articolo 183
 Articolo 256
 Articolo 256
 Articolo 5

Sentenza 
 articolo 256
 articolo 256
 articolo 183
 articolo 259
 sentenza