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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 12/12/2013 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Aurora Licci in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 12 dicembre 2013
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 12 Dicembre 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Donohoe v. Ireland 19165/08 2 La Corte Europea pronuncia una decisione favorevole circa le garanzie del signor Donohoe ad un equo processo. Incriminato in Irlanda perché ritenuto un terrorista dell’IRA, aveva denunciato al giudice di Strasburgo di non aver mai avuto accesso in nessun grado di giudizio alle prove decisive per la sua condanna. Articolo 6 Nessuna violazione dell'Articolo 6 - Diritto ad un processo equo
Zagrebačka Banka D.D. v. Croatia 39544/05 2 Zagrebačka Banka D.D. è una società per azioni alla quale è stata costretta a pagare, a causa degli interessi di mora legali maturati, 21.215.000 €. La Banca ha cercato in tutti i modi, senza successo, di ritardare possibile le azioni di sequestro sui suoi beni. Si rivolge dunque in Corte Europea denunciando l’iniquità del processo innanzi al giudice croato, in quanto il giudice di prima istanza non avrebbe mai permesso un contraddittorio riguardo il preciso ammontare degli interessi. Strasburgo ammette la violazione ex art. 6, liquida tuttavia un’equa soddisfazione, per costi e spese, pari a diecimila euro. Articolo 6 Violazione dell'Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - diritto al contraddittorio)
Kanakis v. Greece (no. 2) 40146/11 3 Il signor Kanakis denuncia in Corte Edu di aver subito trattamenti inumani e degradanti in carcere. Il ricorrente infatti sconta attualmente nella prigione di Larissa una condanna a vita per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Secondo la Corte, dal 10 luglio 2009 al 15 marzo 2011, Kanakis ha patito in carcere condizioni inumane, ex art 3 CEDU, tali da giustificare un indennizzo di 8.500 a soddisfazione dei danni morali. Articolo 3 Violazione dell'Articolo 3 - trattamento inumano e degradante (condizione di detenzione)
Khuroshvili v. Greece 58165/10 2 Khuroshvili vede oggi accolto il suo ricorso nella parte in cui egli lamenta una tardiva decisione riguardo la legittimità del trattenimento ex art. 5.4 CEDU. Il ricorrente di nazionalità georgiana, viene arrestato in Grecia e rinchiuso nel centro di detenzione per immigrati clandestini ad Aspropyrgos, dove le condizioni lamentate dal ricorrente sono inumane e degradanti. La Corte Edu accerta infatti la violazione dell’art.3 ed accorda un indennizzo d 8000 euro per danni non patrimoniali. Articolo 3
Violazione dell'Articolo 3 - trattamenti inumani e degradanti
(trattamenti degradanti)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art.5 - decisione del tribunale entro breve termine riguardo la detenzione)
Khmel v. Russia 20383/04 2 Il Signor Khmel, che all’epoca dei fatti, il 27 aprile 2003, faceva parte del Consiglio regionale di Murmansk, viene fermato per guida in stato di ebbrezza. Viene subito condotto in caserma, e fin qui tutto procede regolarmente sino al momento in cui il capo della polizia chiama delle troupe televisive che successivamente pubblicano i filmati di un signor Khmel scomposto e molesto. Il ricorrente denuncia con successo, ottenendo peraltro un risarcimento di 5000 euro, oltre che l’accertamento della violazione ex art.8 (rispetto vita privata e familiare) ed ex art.4 prot.7 (diritto di non essere giudicato due volte). Egli ha subito in Russia sia una condanna a seguito del processo penale sia del processo amministrativo, in totale spregio del principio secondo cui “ne bis in idem”. Articolo 8
Articolo 4 Prot.7
Violazione dell'Articolo 8 - rispetto della vita privata e familiare (art.8 - rispetto della vita privata)
Violazione dell'Articlo 4 Protocollo 7 - diritto di non essere giudicato o punito due volte- (art.4 prot.7 ne bis in idem)
Latipov v. Russia 77658/11 3 Abdulvosi Latipov è un cittadino tagiko che dal 1992 e per i nove anni successivi in qualità di guardia del corpo protegge il leader dell’opposizione tagika. Nel maggio del 2001 decide di andare a vivere in Russia ma cinque mesi dopo le Autorità Tagike emettono un mandato di cattura con l’accusa di organizzazione di banda criminale (dal 1998 al 2001). Viene dunque arrestato nel 2010 poi detenuto ma non estradato, come invece chiedeva il suo paese d’origine. Non si hanno più notizie di Latipov dall’ottobre del 2012. La Corte accerta la violazione concernente la detenzione che va dal 21 agosto al 15 ottobre 2012, respingendo la domanda di equa soddisfazione. Articolo 3
Nessuna violazione dell'Articolo 3 - Trattamenti inumani e degradanti (art.3 - obbligo positivo di proteggere il ricorrente contro il rischio di rapimento e di condurre un'indagine efficace)
Nessuna violazione dell'Articolo 3 - (art.3 estradizione)
Violazione dell'articolo 5 - (art.5.1 privazione della libertà personale)
Nessuna violazione dell'articolo 34
Andrianova and Others v. Ukraine 10319/04 3 Articolo 6
Articolo 1 Prot.1
Violazione dell'Articolo 6 - diritto ad un processo equo -
Violazione dell’articolo 13 - diritto ad un ricorso effettivo
Violazione dell'Articolo 1 Protocollo 1 - diritto alla proprietà
Malakhova and Others v. Ukraine 35995/09, e 249 altre applicazioni 3 Articolo 6
Makara and Others v. Ukraine 40934/06, e 249 altre applicazioni 3 Articolo 6
Violazione_dell'Articolo_6 - diritto ad un processo equo -
Croazia Grecia irlanda Russia Tutte le sentenze Ucraina	2013-12-12
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 Articolo 3
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