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Timestamp: 2020-08-07 03:45:23+00:00

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Disegno di legge regionale n. 267 licenziato il 06 luglio 2007 Torna indietro
Disegno di legge regionale n. 267 licenziato il 06 luglio 2007
Art. 3 (Competenze della Regione)
Art. 4 (Attribuzioni e funzionamento del CORESA)
Art. 5 (Presidente del CORESA)
Art. 7 (Conferenza dei sindaci di ASL)
Art. 13 (Relazione socio-sanitaria e documenti informativi periodici)
Art. 20 (Aziende ospedaliere ed aziende ospedaliero-universitarie)
Titolo IV. ABROGAZIONI E DISPOSIZIONI FINALI
Capo I. ABROGAZIONI
appropriatezza delle prestazioni, qualità e continuità delle stesse, attraverso l'integrazione degli interventi sociali e socio-sanitari.
La programmazione socio-sanitaria della Regione assicura, in coerenza con i principi di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria a norma dell' articolo 1 della legge 23 ottobre 1992 n. 421) ed alla legge 8 novembre 2000 n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali), lo sviluppo dei servizi di prevenzione, dei servizi ospedalieri in rete, dei servizi sanitari territoriali e la loro integrazione con i servizi di assistenza sociale.
La Giunta regionale si avvale del Consiglio regionale di sanità e assistenza (CORESA) di cui alla legge regionale 4 luglio 1984 n. 30 (Istituzione del Consiglio regionale di sanità ed assistenza) e dell'Agenzia regionale per i servizi sanitari (Aress).
Il CORESApartecipa al processo di programmazione socio-sanitaria con funzioni di parere e consulenza nei confronti della Giunta regionale e della Conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria di cui all'articolo 6.
Il Co.Re.Sa. esprime, inoltre, pareri in merito a specifiche richieste formulate dagli assessorati dell'amministrazione regionale competenti in materia socio-sanitaria.
Le modalità di funzionamento del Co.Re.Sa. sono disciplinate con apposito regolamento, assunto a maggioranza dei componenti. Il regolamento, da adottarsi entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, può prevedere che il Co.Re.Sa. articoli le proprie attività per strutture competenti in materia e disciplinare i casi in cui è richiesta la convocazione dell'assemblea plenaria.
Il Co.Re.Sa. esprime i pareri entro quindici giorni dal ricevimento della richiesta; trascorso tale termine il parere si intende favorevole.
In caso di assenza, impedimento, morte o dimissioni del Presidente, le relative funzioni sono svolte da un vice Presidente, nominato dal Presidente con le modalità previste nel regolamento di all'articolo 4, comma 4.
L' articolo 108 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 (di attuazione del d. lgs. 112/1998), come inserito dall'articolo 10 della legge regionale15 marzo 2001, n. 5, è sostituito dal seguente:
1. La Conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria, di cui all' articolo 2, comma 2-bis del d. lgs. 502/1992, è l'organo attraverso cui gli enti locali territoriali concorrono alla definizione e alla valutazione delle politiche regionali in materia sanitaria e socio-sanitaria.
4. La Conferenza valuta lo stato dell'organizzazione e l'efficacia dei servizi; a questo fine, la Giunta regionale trasmette alla Conferenza i documenti di verifica sullo stato di attuazione della programmazione regionale.
a) dal sindaco del comune nel caso in cui l'ambito territoriale dell'ASL coincida con quello del comune ovvero dai presidenti delle circoscrizioni nei casi in cui l'ambito territoriale dell'ASL sia inferiore al territorio del comune;
b) dai presidenti delle conferenze dei sindaci delle ASL;
c) dai presidenti delle province piemontesi;
d) da tre rappresentanti dell'Associazione nazionale comuni italiani;
e) da due rappresentanti della Lega delle autonomie locali;
f) da un rappresentante della Associazione nazionale piccoli comuni d'Italia;
g) da un rappresentante dell'Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani;
h) da tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali maggiormente rappresentative a livello nazionale;
i) da un rappresentante del terzo settore.
6. I componenti di cui al comma 5, lettere d), e), f), g), h) e i) sono designati dalle rispettive organizzazioni di appartenenza.
7. Le modalità di funzionamento della Conferenza e delle sue eventuali articolazioni sono disciplinate da apposito regolamento, adottato dalla Conferenza medesima a maggioranza dei propri componenti.
(Conferenza dei sindaci di ASL)
La Conferenza dei sindaci di ASL di cui all' articolo 15 della legge regionale 24 gennaio 1995, n. 10 (Ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Aziende sanitarie regionali) concorre alla definizione degli indirizzi generali di programmazione socio-sanitaria nelle forme e nei termini previsti dall' articolo 3, comma 14, del d. lgs. 502/1992, nonché dalle linee approvate dal Consiglio regionale.
esprime parere sull'operato del direttore generale ai sensi dell' articolo 3-bis, comma 6, del d. lgs. 502/1992;
chiede alla Regione la revoca del direttore generale nel caso previsto dall' articolo 3-bis, comma 7, del d. lgs. 502/1992;
Il Comitato dei sindaci di distretto, di cui all' articolo 3-quater del d. lgs. 502/1992, è l'organo di partecipazione alla programmazione socio-sanitaria a livello distrettuale.
Al Comitato partecipano inoltre, con diritto di voto, il Presidente della Provincia ed il Presidente dell'ente gestore dei servizi sociali.
Le Università degli studi di Torino, del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" ed il Politecnico di Torino partecipano al processo di programmazione socio-sanitaria, nel rispetto dei principi generali stabiliti dalla convenzione fra la Regione e gli atenei piemontesi.
La Regione elabora protocolli d'intesa con le università, per la regolamentazione dell'apporto delle facoltà di medicina e chirurgia alle attività assistenziali del servizio sanitario regionale e, contestualmente, dell'apporto di quest'ultimo alle attività didattiche, nel rispetto delle specifiche finalità istituzionali.
Ai sensi dell' articolo 14, comma 2, del d. lgs. 502/1992, la Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare che si esprime nei trenta giorni successivi alla richiesta, istituisce e disciplina con proprio provvedimento un'apposita conferenza degli organismi di rappresentanza degli utenti, del terzo settore e dell'imprenditorialità sociale in ogni azienda sanitaria, quale strumento partecipativo.
Il piano socio-sanitario regionale è approvato dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale e previo parere della Conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria regionale di cui all'articolo 6, nell'anno di inizio del periodo al quale si riferisce la programmazione.
i criteri e modalità di partecipazione dei cittadini alla spesa sociale.
I piani attuativi locali di cui all'articolo 15 recepiscono gli obiettivi di salute previsti dai PEPS e relativi alla rete dei servizi socio-sanitari.
Le ASL forniscono l'assistenza necessaria, assicurano la partecipazione al processo di elaborazione e approvazione dei PEPS e garantiscono la disponibilità di tutte le informazioni epidemiologiche relative alla popolazione del distretto.
Ai fini di cui al comma 2, il PEPS orienta la programmazione e tiene conto degli atti fondamentali di indirizzo regionali, provinciali e comunali compresi i piani di zona di cui all'articolo 2 e assicura il raccordo con altri enti pubblici interessati, con le strutture di assistenza, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, la cooperazione sociale e il terzo settore.
La Conferenza dei sindaci di ASL di cui all'articolo 7 determina gli indirizzi e definisce i criteri per la elaborazione del piano attuativo locale da parte delle aziende sanitarie locali.
Il direttore generale dell'ASL, previo confronto con le organizzazioni sindacali di cui all'articolo 10, adotta il piano attuativo e lo trasmette alla conferenza dei sindaci, per acquisirne il parere.
Il piano attuativo ospedaliero è lo strumento di programmazione con il quale, nell'ambito delle disposizioni della programmazione socio-sanitaria regionale e degli indirizzi e valutazioni della Conferenza dei sindaci dell'ASL nel cui territorio è ubicata, l'azienda ospedaliera programma le attività di propria competenza.
Con deliberazione del Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale e sentita la Conferenza di cui all'articolo 6, che si esprime entro trenta giorni dalla richiesta, sono individuate le nuove ASL ed i relativi ambiti territoriali.
Le nuove ASL sono costituite in azienda, con personalità giuridica pubblica ed autonomia imprenditoriale, con decreti del Presidente della Giunta regionale, con i quali è altresì dichiarata l'estinzione delle ASL preesistenti.
I distretti, comprendenti ciascuno una popolazione non inferiore a 70.000 abitanti, costituiscono l'articolazione territoriale delle ASL e l'ambito ottimale per l'integrazione delle attività socio-sanitarie. Per le zone a scarsa densità abitativa il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, individua criteri specifici per il dimensionamento ottimale dell'ambito distrettuale.
La definizione degli ambiti territoriali distrettuali spetta al direttore generale, sulla base dei criteri di cui al comma 1 e delle finalità indicate al comma 2, previa concertazione con la Conferenza dei sindaci. In caso di mancato accordo la Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, assume le proprie determinazioni con provvedimento motivato.
(Aziende ospedaliere ed aziende ospedaliero-universitarie)
Le aziende ospedaliere costituite ed operanti alla data di entrata in vigore della presente legge sono confermate.
Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale e sentita la Conferenza permanente di cui all'articolo 6, delibera l'istituzione e la soppressione delle aziende di cui al comma 1, ovvero modifica l'assegnazione alle stesse dei singoli presidi ospedalieri.
Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale formulata previa intesa con le Università degli studi di Torino e del Piemonte orientale "Amedeo Avogadro", istituisce le aziende ospedaliero-universitarie.
La coincidenza fra gli ambiti territoriali dei distretti di cui all'articolo 19 e quelli degli enti gestori dei servizi socio-assistenziali costituisce la forma idonea per la gestione ottimale delle funzioni socio-sanitarie e rappresenta l'obiettivo di piano da raggiungere.
Le funzioni che possono essere oggetto dell'individuazione di cui al comma 1 sono quelle relative all'approvvigionamento di beni e servizi, alla gestione dei magazzini, alla logistica, alla gestione delle reti informative e all'organizzazione dei centri di prenotazione.
La Giunta regionale individua altresì, sulla base di analisi cliniche che evidenzino situazioni a forte valenza territoriale, le funzioni sanitarie da espletarsi a livello di area.
Sono abrogati gli articoli 2, 5, 6 e 8 della l.r. 30/1984, come da ultimo modificati dalla legge regionale 25 ottobre 1996, n. 78.
A far data dall'entrata in vigore della deliberazione di cui all'articolo 18, comma 1, è abrogata la legge regionale 22 settembre 1994 n. 39 (Individuazione delle aziende sanitarie regionali).

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 7

Art. 13

Art. 20
 articolo 1
 articolo 108
 articolo 2
 articolo 15
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 14