Source: http://www.garibaldini.org/costituzione-repubblica-italiana/
Timestamp: 2018-07-21 03:37:29+00:00

Document:
GARIBALDINI per l'ITALIA: Costituzione Repubblica Italiana
§ Sezione I. Le Camere
§ Sezione II. La formazione delle leggi
- Art. 83 27
- Art. 84 27
- Art. 85 27
- Art. 86 28
- Art. 87 28
- Art. 88 29
- Art. 89 29
- Art. 90 29
- Art. 91 29
§ Sezione I. Il Consiglio dei ministri
- Art. 92 30
- Art. 93 30
- Art. 94 30
- Art. 95 31
- Art. 96 31
§ Sezione II. La Pubblica Amministrazione
- Art. 97 31
- Art. 98 32
§ Sezione III. Gli organi ausiliari
- Art. 99 32
§ Sezione I. Ordinamento giurisdizionale
- Art. 101 33
- Art. 102 33
- Art. 103 33
- Art. 104 34
- Art. 105 34
- Art. 106 34
- Art. 107 35
- Art. 108 35
- Art. 109 35
- Art. 110 35
§ Sezione II. Norme sulla giurisdizione
- Art. 111 35
- Art. 112 37
- Art. 113 37
- Art. 114 37
- Art. 115 37
- Art. 116 38
- Art. 117 39
- Art. 118 42
- Art. 119 42
- Art. 120 44
- Art. 121 45
- Art. 122 45
- Art. 123 47
- Art. 124 48
- Art. 125 48
- Art. 126 49
- Art. 127 50
- Art. 128 51
- Art. 129 51
- Art. 130 52
- Art. 131 52
- Art. 132 53
- Art. 133 54
§ Sezione I. La Corte costituzionale
- Art. 134 54
- Art. 135 54
- Art. 136 56
- Art. 137 56
§ Sezione II. Revisione della Costituzione. Leggi costituzionali
- Art. 138 57
- Art. 139 57
- I 57
- II 57
- III 58
- IV 58
- V 58
- VI 58
- VII 59
- VIII 59
- IX 59
- X 60
- XI 60
- XII 60
- XIII 60
- XIV 61
- XV 61
- XVI 61
- XVII 61
- XVIII 62
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici. (*)
(*) La legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1, ha disposto che l’ultimo comma dell’art. 10 e l’ultimo comma dell’art. 26 della Costituzione non si applicano ai delitti di genocidio.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e privo d’ogni effetto.
(*) L’art. 27 è stato modificato dall’art. 1 della legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge. (*)
L’art. 3 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, ha, inoltre, disposto, in via transitoria, quanto segue:
“1. In sede di prima applicazione della presente legge costituzionale ai sensi del terzo comma dell’articolo 48 della Costituzione, la stessa legge che stabilisce le modalità di attribuzione dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero stabilisce, altresì, le modificazioni delle norme per l’elezione delle Camere conseguenti alla variazione del numero dei seggi assegnati alle circoscrizioni del territorio nazionale.
2. In caso di mancata approvazione della legge di cui al comma 1, si applica la disciplina costituzionale anteriore.”
Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. (*)
L’art. 1 della legge costituzionale 30 maggio 2003, n. 1 ha aggiunto, in fine, un periodo al primo comma dell’art. 51.
“Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.”
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. (*)
(*) L’art. 56 è stato sostituito dapprima dall’art. 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2.
In seguito, l’art. 1 della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, ha modificato l’art. 56. Il testo dell’articolo 56, come sostituito dalla legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, era il seguente:
“La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentotrenta e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.”
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. (*)
(*) L’art. 57 è stato dapprima sostituito dall’art. 2 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, poi modificato una prima volta dall’art. 2 della legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, e modificato una seconda volta dall’art. 2 dalla legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1.
Il testo dell’articolo nella versione originaria era il seguente:
“Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sei. La Valle d’Aosta ha un solo senatore.”
Il testo dell’articolo 57 come sostituito dall’art. 2 della legge n. 2 del 1963 così disponeva:
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base di quozienti interi e dei più alti resti.”
Si segnala inoltre che con la legge costituzionale 9 marzo 1961, n. 1, si è provveduto all’assegnazione di tre senatori ai comuni di Trieste, Duino Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico.
L’art. 57 è stato poi modificato dalla legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1. Il testo dell’art. 57, come modificato dalla legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, era il seguente:
La ripartizione dei seggi fra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.”
(*) L’art. 60 è stato sostituito dall’art. 3 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2.
(*) L’art. 68 è stato sostituito dall’art. 1 della legge costituzionale 29 ottobre 1993, n. 3.
«I membri del Parlamento non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e per i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.
In ogni caso l’amnistia e l’indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge. (*)
(*) L’art. 79 è stato sostituito dall’art. 1 della legge costituzionale 6 marzo 1992, n. 1.
(*) Il secondo comma dell’art. 88 è stato sostituito dall’art. 1 della legge costituzionale 4 novembre 1991, n. 1.
Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale. (*)
(*) L’articolo è stato sostituito dall’art. 1 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.
«Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri sono posti in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni.»
(*) I primi cinque commi dell’art. 111 sono stati introdotti dalla legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2.
Si riporta di seguito l’art. 2 della legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2:
«1. La legge regola l’applicazione dei principi contenuti nella presente legge costituzionale ai procedimenti penali in corso alla data della sua entrata in vigore.»
(*) L’art. 114 è stato sostituito dall’art. 1 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
(*) L’art. 115 è stato abrogato dall’art. 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata. (*)
(*) L’art. 116 è stato sostituito dall’art. 2 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
«Alla Sicilia, alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige, al Friuli-Venezia Giulia e alla Valle d’Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia, secondo statuti speciali adottati con leggi costituzionali.»
Si riporta di seguito l’art. 10, recante disposizioni transitorie, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3:
«1. Sino all’adeguamento dei rispettivi statuti, le disposizioni della presente legge costituzionale si applicano anche alle Regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite.»
(*) L’art. 117 è stato sostituito dall’art. 3 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
«La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, semprechè le norme stesse non siano in contrasto con l’interesse nazionale e con quello di altre Regioni:
Si riporta di seguito l’art. 11, recante disposizioni transitorie, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3:
2. Quando un progetto di legge riguardante le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e all’articolo 119 della Costituzione contenga disposizioni sulle quali la Commissione parlamentare per le questioni regionali, integrata ai sensi del comma 1, abbia espresso parere contrario o parere favorevole condizionato all’introduzione di modificazioni specificamente formulate, e la Commissione che ha svolto l’esame in sede referente non vi si sia adeguata, sulle corrispondenti parti del progetto di legge l’Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei suoi componenti.»
Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà. (*)
(*) L’art. 118 è stato sostituito dall’art. 4 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento. E’ esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti. (*)
(*) L’art. 119 è stato sostituito dall’art. 5 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, nè limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.
Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell’unità giuridica o dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione. (*)
(*) L’art. 120 è stato sostituito dall’art. 6 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
(*) L’art. 121 è stato modificato dall’art. 1 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
(*) L’art. 122 è stato sostituito dall’art. 2 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
Si riporta di seguito l’art. 5, recante disposizioni transitorie, della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1:
b) nel caso in cui il Consiglio regionale approvi a maggioranza assoluta una mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta regionale, presentata da almeno un quinto dei suoi componenti e messa in discussione non prima di tre giorni dalla presentazione, entro tre mesi si procede all’indizione di nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Giunta. Si procede parimenti a nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Giunta in caso di dimissioni volontarie, impedimento permanente o morte del Presidente.»
(*) L’art. 123 è stato sostituito dapprima dall’art. 3 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
In seguito, l’art. 7 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ha aggiunto, in fine, un comma.
(*) L’art. 124 è stato abrogato dall’art. 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l’ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione. (*)
(*) Il primo comma dell’art. 125 è stato abrogato dall’art. 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l’ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione.»
L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio. (*)
(*) L’art. 126 è stato sostituito dall’art. 4 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
Col decreto di scioglimento è nominata una Commissione di tre cittadini eleggibili al Consiglio regionale, che indice le elezioni entro tre mesi e provvede all’ordinaria amministrazione di competenza della Giunta e agli atti improrogabili, da sottoporre alla ratifica del nuovo Consiglio.»
La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un’altra Regione leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell’atto avente valore di legge. (*)
(*) L’art. 127 è stato sostituito dall’art. 8 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
(*) L’art. 128 è stato abrogato dall’art. 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
«Le Provincie e i Comuni sono enti autonomi nell’ambito dei principi fissati da leggi generali della Repubblica, che ne determinano le funzioni.»
(*) L’art. 129 è stato abrogato dall’art. 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
(*) L’art. 130 è stato abrogato dall’art. 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
(*) L’art. 131 è stato modificato dalla legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, che ha disposto la costituzione del Molise come regione a sé stante.
Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Province e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un’altra. (*)
(*) L’art. 132 è stato modificato dall’articolo 9, comma 1, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Si può, con referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un’altra.»
Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Province nell’ambito di una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione.
(*) L’ultimo capoverso è stato così modificato dall’art. 2 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.
La Corte elegge tra i suoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dall’ ufficio di giudice.
Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari. (*)
(*) L’art. 135 è stato sostituito dall’art. 1 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2. L’ultimo comma, inoltre, è stato modificato dall’art. 2 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.
Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica e contro i Ministri intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri eletti, all’inizio di ogni legislatura, dal Parlamento in seduta comune tra i cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore.»
Il testo dell’articolo 135 come sostituito dalla legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, identico per i primi sei commi al testo vigente, all’ultimo comma così disponeva:
«Nei giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica e contro i Ministri intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l’eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari.»
hanno avuto almeno tre elezioni compresa quella all’Assemblea Costituente;
Fino a quando non entri in funzione la Corte costituzionale, la decisione delle controversie indicate nell’articolo 134 ha luogo nelle forme e nei limiti delle norme preesistenti all’entrata in vigore della Costituzione. (*)
(*) L’art. 7 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2, ha abrogato l’ultimo comma della VII disposizione transitoria e finale che così recitava: «I giudici della Corte costituzionale nominati nella prima composizione della Corte stessa non sono soggetti alla parziale rinnovazione e durano in carica dodici anni.»
Leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il passaggio delle funzioni statali attribuite alle Regioni. Fino a quando non sia provveduto al riordinamento e alla distribuzione delle funzioni amministrative fra gli enti locali, restano alle Provincie ed ai Comuni le funzioni che esercitano attualmente e le altre di cui le Regioni deleghino loro l’esercizio.
Fino a cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si possono, con leggi costituzionali, formare altre Regioni, a modificazione dell’elenco di cui all’articolo 131, anche senza il concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell’articolo 132, fermo rimanendo tuttavia l’obbligo di sentire le popolazioni interessate. (*)
Con l’entrata in vigore della Costituzione si ha per convertito in legge il decreto legislativo luogotenziale 25 giugno 1944, n. 151, sull’ordinamento provvisorio dello Stato.
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References: Art. 83
 Art. 84
 Art. 85
 Art. 86
 Art. 87
 Art. 88
 Art. 89
 Art. 90
 Art. 91
 Art. 92
 Art. 93
 Art. 94
 Art. 95
 Art. 96
 Art. 97
 Art. 98
 Art. 99
 Art. 101
 Art. 102
 Art. 103
 Art. 104
 Art. 105
 Art. 106
 Art. 107
 Art. 108
 Art. 109
 Art. 110
 Art. 111
 Art. 112
 Art. 113
 Art. 114
 Art. 115
 Art. 116
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 Art. 121
 Art. 122
 Art. 123
 Art. 124
 Art. 125
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 Art. 130
 Art. 131
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 Art. 133
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 Art. 136
 Art. 137
 Art. 138
 Art. 139
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e contrario
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