Source: https://www.scribd.com/doc/61389839/legge-biagi
Timestamp: 2016-12-11 10:26:16+00:00

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BrowseInterestsBiography & MemoirBusiness & LeadershipFiction & LiteraturePolitics & EconomyHealth & WellnessSociety & CultureHappiness & Self-HelpMystery, Thriller & CrimeHistoryYoung AdultBrowse byBooksAudiobooksArticlesSheet MusicBrowse allUploadSign inJoinDecreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276 con le modifiche dei: Decreto Legislativo del 6 ottobre 2004 n.251, Legge n. 80/2005 Legge 248/2005 di conversione del DL. 203/2005 Legge n. 266/2005 Legge 248/2006 di conversione del DL. 223/2006
dell'articolo 20. c) la regolare contribuzione ai fondi per la formazione e l'integrazione del reddito di cui all'articolo 12. e successive modificazioni. di un deposito cauzionale di 200.c) a garanzia dei crediti dei lavoratori impiegati e dei corrispondenti crediti contributivi degli enti previdenziali. realizzato nell'anno precedente e comunque non inferiore a 200. almeno un fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. Per l'esercizio di una delle attività specifiche di cui alle lettere da a) ad h) del comma 3. per i primi due anni. la disposizione. di cui agli articoli 11 e 12 della Legge 31 gennaio 1992. non inferiore al 5 per cento del fatturato. richiesta: è
. che svolgono in via prevalente o esclusiva attività di rilascio di garanzie. al netto dell'imposta sul valore aggiunto. 385.000 euro. n. f) l'indicazione della somministrazione di lavoro di cui all'articolo 4. Sono esonerate dalla prestazione delle garanzie di cui alla presente lettera le società che abbiano assolto ad obblighi analoghi previsti per le stesse finalità dalla legislazione di altro Stato membro della Unione Europea. è richiesta: a) l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 350. oltre ai requisiti di cui al comma 1. comma 1. come oggetto sociale prevalente. d) la regolare contribuzione ai fondi per la formazione e l'integrazione del reddito di cui all'articolo 12. lettera a).000 euro ovvero la disponibilità di 350. il rispetto degli obblighi previsti dal contratto collettivo nazionale delle imprese di somministrazione di lavoro applicabile. 4. il rispetto degli obblighi previsti dal contratto collettivo nazionale delle imprese di somministrazione di lavoro applicabile. la disposizione. oltre ai requisiti indicati al comma 1 e nel presente comma 2. per i primi due anni.000 euro presso un istituto di credito avente sede o dipendenza nei territorio nazionale o di altro Stato membro della Unione Europea. la presenza di almeno venti soci e tra di essi. 59. Sono esonerate dalla prestazione delle garanzie di cui alla presente lettera le società che abbiano assolto ad obblighi analoghi previsti per le stesse finalità dalla legislazione di altro Stato membro della Unione europea. e) nel caso di cooperative di produzione e lavoro. a ciò autorizzati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. n. in luogo della cauzione. in luogo della cauzione. b) a garanzia dei crediti dei lavoratori impiegati e dei corrispondenti crediti contributivi degli enti previdenziali. di un deposito cauzionale di 350. a ciò autorizzati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. non inferiore al 5 per cento del fatturato. la presenza di almeno sessanta soci e tra di essi.000 euro tra capitale sociale versato e riserve indivisibili nel caso in cui l'agenzia sia costituita in forma cooperativa. a decorrere dal terzo anno solare. la disposizione. di una fideiussione bancaria o assicurativa o rilasciata da intermediari iscritti nell’elenco speciale di cui all’articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993. come socio sovventore. almeno un fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. d) nel caso di cooperative di produzione e lavoro. come socio sovventore. al netto dell'imposta sul valore aggiunto. il regolare versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. Per l'esercizio della attività di intermediazione. di cui agli articoli 11 e 12 della Legge 31 gennaio 1992. il regolare versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. n. di una fideiussione bancaria o assicurativa o rilasciata da intermediari iscritti nell’elenco speciale di cui all’articolo 107 del Decreto Legislativo 1° settembre 1993. oltre ai requisiti di cui al comma 1. anche se esclusivo.000 euro presso un istituto di credito avente sede o dipendenza nel territorio nazionale o di altro Stato membro della Unione Europea. realizzato nell'anno precedente e comunque non inferiore a 350. che svolgono in via prevalente o esclusiva attività di rilascio di garanzie. n. 59. 385. 3. oltre ai requisiti indicati al comma 1 e nel presente comma 3. a decorrere dal terzo anno solare. la disposizione.000 euro.
Art 6 (Regimi particolari di autorizzazione) 1. è richiesta: a) l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 25. comma 1. 5. d). e). le associazioni in possesso di riconoscimento istituzionale di rilevanza nazionale e aventi come oggetto sociale la tutela e l'assistenza delle attività imprenditoriali. le camere di commercio e gli istituti di scuola secondaria di secondo grado.000 euro. 3. i comuni. b) la garanzia che l'attività interessi un ambito distribuito sull'intero territorio nazionale e comunque non inferiore a quattro regioni. comma 1. è richiesta: a) l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 25. Sono altresì autorizzate allo svolgimento della attività di intermediazione le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative che siano firmatarie di contratti collettivi nazionali di lavoro. del lavoro o delle disabilità. c) l'indicazione della attività di intermediazione di cui all'articolo 4. dell’art. Sono altresì autorizzati allo svolgimento della attività di intermediazione. a condizione che svolgano la predetta attività senza finalità di lucro e fermo restando l'obbligo della interconnessione alla borsa continua nazionale del lavoro. 6. anche se non esclusivo. f) e g) di cui all'articolo 5.000 euro. 4. a condizione che svolgano la predetta attività senza finalità di lucro e che siano rispettati i requisiti di cui alle lettere c). anche se non esclusivo. lettera c). secondo le procedure di cui all'articolo 4 o di cui al comma 6 del presente articolo. Sono autorizzate allo svolgimento della attività di intermediazione le università pubbliche e private. 5. f) e g) di cui al comma 1. anche se non esclusivo. nonché l'invio di ogni informazione relativa al funzionamento del mercato del lavoro ai sensi di quanto disposto al successivo articolo 17. statali e paritari.a) l'acquisizione di un capitale versato non inferiore a 50. come oggetto sociale prevalente. le camere di commercio e gli istituti di scuola secondaria di secondo grado. oltre ai requisiti di cui al comma 1. a condizione che svolgano la predetta attività senza finalità di lucro e che siano rispettati i requisiti di cui alle lettere c). oltre ai requisiti di cui al comma 1. 2. i comuni singoli o associati nelle forme delle unioni di comuni e delle comunità montane. nonché l’invio di ogni informazione relativa al funzionamento del mercato del lavoro ai sensi di quanto disposto dall’articolo 17. Sono altresì autorizzati allo svolgimento della attività di intermediazione. 2. nonché l'invio di ogni informazione relativa al funzionamento del mercato del lavoro ai sensi di quanto disposto al successivo articolo 17. L'ordine nazionale dei consulenti del lavoro può chiedere l'iscrizione all'albo di cui all'articolo 4 di una apposita fondazione o di altro soggetto giuridico dotato di personalità giuridica costituito nell'ambito del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro per lo svolgimento a
. comprese le fondazioni universitarie che hanno come oggetto l'alta formazione con specifico riferimento alle problematiche del mercato del lavoro. f). Per l'esercizio della attività di supporto alla ricollocazione professionale. secondo le procedure di cui al comma 6. Per l'esercizio della attività di ricerca e selezione del personale. b) l'indicazione della ricerca e selezione del personale come oggetto sociale. comma 1. b) l'indicazione della attività di supporto alla ricollocazione professionale come oggetto sociale. g) di cui all'articolo 5. statali e paritari. e gli enti bilaterali a condizione che siano rispettati i requisiti di cui alle lettere c).000 euro.
Art 7 (Accreditamenti) 1. i soggetti autorizzati ai sensi della disciplina previgente allo svolgimento della attività di intermediazione. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali provvede alla iscrizione dei predetti soggetti. È in ogni caso fatto divieto ai consulenti del lavoro di esercitare individualmente o in altra forma diversa da quella indicata al comma 3 e agli articoli 4 e 5. e successive modificazioni. comma 1. in via provvisoria e previa comunicazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dell’ambito regionale. nella sezione regionale dell’albo di cui all’articolo 4. 7. I soggetti autorizzati da un singola regione. b) salvaguardia di standard omogenei a livello nazionale nell'affidamento di funzioni relative all'accertamento dello stato di disoccupazione e al monitoraggio dei flussi del mercato del lavoro. d). adeguata per dimensione e distribuzione alla domanda espressa dal territorio.livello nazionale di attività di intermediazione. comma 1 e delle procedure ad essa connesse. fatta eccezione per il requisito di cui all'articolo 5. su richiesta del soggetto autorizzato. 8-bis. c). c) costituzione negoziale di reti di servizio ai fini dell'ottimizzazione delle risorse. entro i sessanta giorni successivi la regione rilascia l'autorizzazione a tempo indeterminato subordinatamente alla verifica del corretto andamento della attività svolta. le attività oggetto di autorizzazione con esclusivo riferimento ad una singola regione.
. che non intendono richiedere l’autorizzazione a livello nazionale possono continuare a svolgere. 8. 8. I soggetti autorizzati ai sensi del presente articolo non possono in ogni caso svolgere l’attività di intermediazione nella forma del consorzio. può essere concessa dalle regioni e dalle province autonome con esclusivo riferimento al proprio territorio e previo accertamento della sussistenza dei requisiti di cui agli articoli 4 e 5. Decorsi due anni. nonché i soggetti di cui al comma 3. lettere b). sentite le associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative. L'autorizzazione allo svolgimento delle attività di cui all'articolo 2. In attesa delle normative regionali. 5. 6. g) di cui all'articolo 5. comma 1. istituiscono appositi elenchi per l'accreditamento degli operatori pubblici e privati che operano nel proprio territorio nel rispetto degli indirizzi da esse definiti ai sensi dell'articolo 3 del Decreto Legislativo 21 aprile 2000. ai sensi dei commi 6. l'attività di intermediazione. 181. La regione rilascia entro sessanta giorni dalla richiesta l'autorizzazione provvisoria all'esercizio delle attività di cui al comma 6. e dei seguenti principi e criteri: a) garanzia della libera scelta dei cittadini. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. provvedendo contestualmente alla comunicazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l'iscrizione delle agenzie in una apposita sezione regionale nell'albo di cui all'articolo 4. anche attraverso ramificazioni a livello territoriale. Le procedure di autorizzazione di cui ai commi 6 e 7 sono disciplinate dalle regioni nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni e dei principi fondamentali desumibili in materia dal presente decreto. Le regioni. comma 1. non possono operare a favore di imprese con sede legale in altre regioni. f). in via provvisoria e previa verifica che l’attività si sia svolta nel rispetto della normativa all’epoca vigente. nell'ambito di una rete di operatori qualificati. 7 e 8. con decreto da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. e). comma 1. d). lettera b). n. L'iscrizione è subordinata al rispetto dei requisiti di cui alle lettere c). stabilisce d'intesa con la Conferenza unificata le modalità di costituzione della apposita sezione regionale dell'albo di cui all'articolo 4. comma 4.
esperienze maturate nel contesto territoriale di riferimento. 3. e) raccordo con il sistema regionale di accreditamento degli organismi di formazione. 5 e 6 o accreditati ai sensi del presente articolo. con particolare riferimento alla presenza in capo al lavoratore di particolari benefici contributivi e fiscali. hanno valore certificativo delle stesse. I provvedimenti regionali istitutivi dell'elenco di cui al comma 1 disciplinano altresì: a) le forme della cooperazione tra i servizi pubblici e operatori privati. 675. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.d) obbligo della interconnessione con la borsa continua nazionale del lavoro di cui all'articolo 15. c) le procedure per l'accreditamento. n. e) le modalità di tenuta dell'elenco e di verifica del mantenimento dei requisiti. c) le ulteriori prescrizioni al fine di dare attuazione alle disposizioni contenute nell'articolo 10. della Legge 31 dicembre 1996. definisce le modalità di trattamento dei dati personali di cui al presente decreto. Ferme restando le disposizioni di cui alla Legge 31 dicembre 1996. 2. e successive modificazioni ed integrazioni. prevenzione della disoccupazione di lunga durata. fra gli altri. 675. con decreto da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. situazione economica. Capo II Tutele sul mercato e disposizioni speciali con riferimento ai lavoratori svantaggiati Art 8 (Ambito di diffusione dei dati relativi all'incontro domanda-offerta di lavoro) 1. Per le informazioni che facciano riferimento a dati amministrativi in possesso dei servizi per l'impiego. d) le modalità di misurazione dell'efficienza e della efficacia dei servizi erogati. e garantiscono l'ambito di diffusione dei dati medesimi indicato dai lavoratori stessi. 2. i seguenti elementi: a) le informazioni che possono essere comunicate e diffuse tra gli operatori che agiscono nell'ambito del sistema dell'incontro fra domanda e offerta di lavoro. 297. competenze professionali. le agenzie per il lavoro e gli altri operatori pubblici e privati autorizzati o accreditati assicurano ai lavoratori il diritto di indicare i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i propri dati devono essere comunicati. per le funzioni di incontro tra domanda e offerta di lavoro. n. gli elementi contenuti nella scheda anagrafico professionale prevista dal decreto legislativo 19 dicembre 2002. sentite le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nonché. comma 2. promozione dell'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati. ai sensi dell'articolo 31. b) requisiti minimi richiesti per l'iscrizione nell'elenco regionale in termini di capacità gestionali e logistiche. b) le modalità attraverso le quali deve essere data al lavoratore la possibilità di esprimere le preferenze relative alla comunicazione e alla diffusione dei dati di cui al comma 1. sostegno alla mobilità geografica del lavoro. anche ai fini del pieno soddisfacimento del diritto al lavoro di cui all'articolo 4 della Costituzione. nonché l'invio alla autorità concedente di ogni informazione strategica per un efficace funzionamento del mercato del lavoro. autorizzati ai sensi delle disposizioni di cui agli articoli 4. disciplinando. n.
. il Garante per la protezione dei dati personali.
al gruppo linguistico. direttamente o indirettamente. Art 10 Divieto di indagini sulle opinioni e trattamenti discriminatori 1. Le disposizioni di cui al comma 1 non possono in ogni caso impedire ai soggetti di cui al medesimo comma 1 di fornire specifici servizi o azioni mirate per assistere le categorie di lavoratori svantaggiati nella ricerca di una occupazione. Sono vietate comunicazioni. 2. 2. Art 11 (Divieto di oneri in capo ai lavoratori) 1. a meno che non si tratti di caratteristiche che incidono sulle modalità di svolgimento della attività lavorativa o che costituiscono un requisito essenziale e determinante ai fini dello svolgimento dell'attività lavorativa. ivi compresa la corrispondenza epistolare ed elettronica. alla ascendenza. Se le comunicazioni di cui al comma 2 sono effettuate mediante annunci pubblicati su quotidiani e periodici o mediante reti di comunicazione elettronica. allo stato di salute nonché ad eventuali controversie con i precedenti datori di lavoro. in base alle convinzioni personali.
. e a chiunque ne abbia interesse. 2. all'origine etnica. alla affiliazione sindacale o politica. o entità ad essi collegate perché è facenti parte dello stesso gruppo di imprese o in quanto controllati o controllanti. televisione o altri mezzi di informazione. È fatto divieto ai soggetti autorizzati o accreditati di esigere o comunque di percepire. È fatto divieto alle agenzie per il lavoro e agli altri soggetti pubblici e privati autorizzati o accreditati di effettuare qualsivoglia indagine o comunque trattamento di dati ovvero di preselezione di lavoratori. e nelle inserzioni o annunci per la ricerca di personale. in qualunque forma effettuate. In tutte le comunicazioni verso terzi. al sesso. utilizzanti qualsiasi mezzo di comunicazione. alla razza. anche con il loro consenso. compensi dal lavoratore. non autorizzati o accreditati all'incontro tra domanda e offerta di lavoro eccezion fatta per quelle comunicazioni che facciano esplicito riferimento ai soggetti in questione. 196. pubblici o privati.Art 9 (Comunicazioni a mezzo stampa internet. all'orientamento sessuale. a mezzo stampa. anche a fini pubblicitari. allo stato matrimoniale o di famiglia o di gravidanza. ricollocamento professionale. televisione o altri mezzi di informazione) 1. indicano il sito della rete di comunicazioni attraverso il quale il medesimo facsimile è conoscibile in modo agevole. all'origine nazionale. È altresì fatto divieto di trattare dati personali dei lavoratori che non siano strettamente attinenti alle loro attitudini professionali e al loro inserimento lavorativo. al credo religioso. e non recano un facsimile di domanda comprensivo dell'informativa di cui all'articolo 13 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003. in quanto potenziali datori di lavoro. 3. internet. n. alla età all'handicap. al colore. relative ad attività di ricerca e selezione del personale. I contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale o territoriale possono stabilire che la disposizione di cui al comma 1 non trova applicazione per specifiche categorie di lavoratori altamente professionalizzati o per specifici servizi offerti dai soggetti autorizzati o accreditati. intermediazione o somministrazione effettuate in forma anonima e comunque da soggetti. le agenzie del lavoro e gli altri soggetti pubblici e privati autorizzati o accreditati devono indicare gli estremi del provvedimento di autorizzazione o di accreditamento al fine di consentire al lavoratore. la corretta e completa identificazione del soggetto stesso.
196. I soggetti autorizzati alla somministrazione di lavoro sono altresì tenuti e versare ai fondi di cui al comma 4 un contributo pari al 4 per cento della retribuzione corrisposta ai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato. 7. Le risorse sono destinate per interventi a favore dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato intesi. stabilite con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. I fondi di cui al comma 4 sono attivati a seguito di autorizzazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 4. previa verifica della congruità. 13. n. dalle parti stipulanti il contratto collettivo nazionale delle imprese di somministrazione di lavoro: a) come soggetto giuridico di natura associativa ai sensi dell'articolo 36 del codice civile. I contributi versati ai sensi dei commi 1 e 2 si intendono soggetti alla disciplina di cui all'articolo 26-bis della Legge 24 giugno 1997. dei criteri di gestione e delle strutture di funzionamento del fondo stesso. Gli interventi e le misure di cui ai commi 1 e 2 sono attuati nel quadro di politiche stabilite nel contratto collettivo nazionale delle imprese di somministrazione di lavoro ovvero. 6. della Legge 12 gennaio 1991. d) per la promozione di percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale. Le risorse sono destinate a: a) iniziative comuni finalizzate a garantire l'integrazione del reddito dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato in caso di fine lavori. I contributi di cui ai commi 1 e 2 sono rimessi a un fondo bilaterale appositamente costituito. 196. in mancanza. comma 3. 3. rispetto alle finalità istituzionali previste ai commi l e 2. con particolare riferimento alla sostenibilità finanziaria complessiva del sistema. in particolare. della Legge 24 giugno 1997. 5. n. c) iniziative per l'inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro di lavoratori svantaggiati anche in regime di accreditamento con le regioni. b) come soggetto dotato di personalità giuridica ai sensi dell'articolo 12 del codice civile con procedimento per il riconoscimento rientrante nelle competenze del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi dell'articolo 2. a promuovere percorsi di qualificazione e riqualificazione anche in funzione di continuità di occasioni di impiego e a prevedere specifiche misure di carattere previdenziale.Art 12 (Fondi per la formazione e l'integrazione del reddito) 1. All'eventuale adeguamento del contributo di cui ai commi 1 e 2 si provvede con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali previa verifica con le parti sociali da effettuare decorsi due anni dalla entrata in vigore del presente decreto.
. sentite le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro maggiormente rappresentative nel predetto ambito. n. anche nell'ente bilaterale. 2. I soggetti autorizzati alla somministrazione di lavoro sono tenuti a versare ai fondi di cui al comma 4 un contributo pari al 4 per cento della retribuzione corrisposta ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato per l'esercizio di attività di somministrazione. b) iniziative comuni finalizzate a verificare l'utilizzo della somministrazione di lavoro e la sua efficacia anche in termini di promozione della emersione del lavoro non regolare e di contrasto agli appalti illeciti. comma 1. Restano in ogni caso salve le clausole dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulate ai sensi dell'articolo 1. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali esercita la vigilanza sulla gestione dei fondi. 6.
il trattamento retributivo del lavoratore. n.P. commi 4 e 5 del Decreto . con interventi formativi idonei e il coinvolgimento di un tutore con adeguate competenze e professionalità. Le disposizioni di cui al comma 2. Nei casi di cui al comma 2. b) determinare altresì. n. 2. Il lavoratore destinatario delle attività di cui al comma 1 decade dai trattamenti di mobilità. quando: a) rifiuti di essere avviato a un progetto individuale di reinserimento nel mercato del lavoro ovvero rifiuti di essere avviato a un corso di formazione professionale autorizzato dalla regione o non lo frequenti regolarmente. Art 13 (Misure di incentivazione del raccordo pubblico e privato) 1. lettere b) e c) non si applicano ai lavoratori inoccupati. In caso di omissione. i responsabili della attività formativa ovvero le agenzie di somministrazione di lavoro comunicano direttamente all'INPS. del lavoro prestato ai sensi dell'articolo 8. alle agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro è consentito: a) operare in deroga al regime generale della somministrazione di lavoro. per un periodo massimo di dodici mesi e solo in caso di contratti di durata non inferiore a nove mesi. ai sensi del comma 2 dell'articolo 23. ma solo in presenza di un piano individuale di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro. fatti salvi i casi di impossibilità derivante da forza maggiore. con contratto di durata non inferiore a sei mesi. 9. e al servizio per l'impiego territorialmente competente ai fini della cancellazione dalle liste di mobilità. qualora l'iscrizione nelle relative liste sia finalizzata esclusivamente al reimpiego. il datore di lavoro è tenuto a corrispondere.N. 3. b) non accetti l'offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo non inferiore del 20 per cento rispetto a quello delle mansioni di provenienza. Al fine di garantire l'inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori svantaggiati. di importo pari a quella del contributo omesso. oltre al contributo omesso e alle relative sanzioni. da parte delle agenzie autorizzate alla somministrazione. attraverso politiche attive e di workfare. dei contributi di cui ai commi 1 e 2. sentite le associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale può ridurre i contributi di cui ai commi 1 e 2 in relazione alla loro congruità con le finalità dei relativi fondi. anche parziale. 4. indennità di disoccupazione ordinaria o speciale. i nominativi dei soggetti che possono essere ritenuti decaduti dai trattamenti previdenziali. detraendo dal compenso dovuto quanto eventualmente percepito dal lavoratore medesimo a titolo di indennità di mobilità. una somma. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano quando le attività lavorative o di formazione offerte al lavoratore siano congrue rispetto alle competenze e alle qualifiche del lavoratore stesso e si svolgano in un luogo raggiungibile in 80 minuti con mezzi pubblici da quello della sua residenza. di disoccupazione ordinaria o speciale.8. a titolo di sanzione amministrativa. con modificazioni.S. A seguito di detta
. 160. e a fronte della assunzione del lavoratore. o altra indennità o sussidio la cui corresponsione è collegata allo stato di disoccupazione o inoccupazione. dalla Legge 20 maggio 1988. gli importi delle sanzioni amministrative sono versati ai fondi di cui al comma 4. Trascorsi dodici mesi dalla entrata in vigore del presente decreto. o da altra indennità o sussidio la cui corresponsione è collegata allo stato di disoccupazione o in occupazione. c) non abbia provveduto a dare preventiva comunicazione alla competente sede I. convertito. 86. il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con proprio decreto. e detraendo dai contributi dovuti per l'attività lavorativa l'ammontare dei contributi figurativi nel caso di trattamenti di mobilità e di indennità di disoccupazione ordinaria o speciale.Legge 21 marzo 1988.
c) le modalità di attestazione del valore complessivo del lavoro annualmente conferito da ciascuna impresa e la correlazione con il numero dei lavoratori svantaggiati inseriti al lavoro in cooperativa. anche attraverso le associazioni di rappresentanza e con l'ausilio delle agenzie tecniche strumentali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. ai fini del computo di cui al comma 3. n.N. del Decreto Legislativo 23 dicembre 1997. comma 1.
. convenzioni quadro su base territoriale. 2. comma 3. nei venti giorni successivi alla data di presentazione del ricorso. e successive modificazioni ed integrazioni. le disposizioni di cui al comma 1 si applicano solo in presenza di una convenzione tra una o più agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro. sentito l'organismo di cui all'articolo 6. stipulano con le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale e con le associazioni di rappresentanza. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 5 si applicano anche con riferimento ad appositi soggetti giuridici costituiti ai sensi delle normative regionali in convenzione con le agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro. n. e) la promozione e lo sviluppo delle commesse di lavoro a favore delle cooperative sociali. le agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro si assumono gli oneri delle spese per la costituzione e il funzionamento della agenzia stessa.S. 469. n. comma 1. i centri per l'impiego e gli enti locali possono concorrere alle spese di costituzione e funzionamento nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie. d) la determinazione del coefficiente di calcolo del valore unitario delle commesse. La convenzione quadro disciplina i seguenti aspetti: a) le modalità di adesione da parte delle imprese interessate. della Legge 8 novembre 1991. assistenza e tutela delle cooperative di cui all'articolo 1. 6. previo accreditamento ai sensi dell'articolo 7. della Legge 12 marzo 1999. l'individuazione dei disabili sarà curata dai servizi di cui all'articolo 6. 381. Al fine di favorire l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei lavoratori disabili. 7. in via definitiva. comma 1. Nella ipotesi di cui al comma 7. 68. così come modificato dall'articolo 6 della Legge 12 marzo 1999. sospende cautelativamente l'erogazione del trattamento medesimo. che devono essere validate da parte delle regioni. della Legge 12 marzo 1999. lettera b). b) i criteri di individuazione dei lavoratori svantaggiati da inserire al lavoro in cooperativa.P. Avverso gli atti di cui al comma 4 è ammesso ricorso entro trenta giorni alle direzioni provinciali del lavoro territorialmente competenti che decidono. 469. le province o le regioni stesse. n.secondo criteri di congruità con i costi del lavoro derivati dai contratti collettivi di categoria applicati dalle cooperative sociali. Le regioni. l'I. Fino alla data di entrata in vigore di norme regionali che disciplinino la materia. 68. La decisione del ricorso è comunicata al competente servizio per l'impiego ed all'INPS. 8.comunicazione. n. dandone comunicazione agli interessati. n. e i comuni. aventi ad oggetto il conferimento di commesse di lavoro alle cooperative sociali medesime da parte delle imprese associate o aderenti. e con i consorzi di cui all'articolo 8 della stessa legge. 5. 68. sentiti gli organismi di concertazione di cui al Decreto Legislativo 23 dicembre 1997. Art 14 (Cooperative sociali e inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati) 1. i servizi di cui all'articolo 6.
sia direttamente dai lavoratori e dalle imprese. Il numero delle coperture per ciascuna impresa è dato dall'ammontare annuo delle commesse dalla stessa conferite diviso per il coefficiente di cui al comma 2. 2) alla interoperabilità dei sistemi regionali. Capo III Borsa continua nazionale del lavoro e monitoraggio statistico Art 15 (Principi e criteri generali) 1. autorizzati o accreditati. I lavoratori e le imprese hanno facoltà di inserire nuove candidature o richieste di personale direttamente e senza rivolgersi ad alcun intermediario da qualunque punto di rete attraverso gli accessi appositamente dedicati da tutti i soggetti pubblici e privati. accreditati o autorizzati. lo stesso si considera utile ai fini della copertura della quota di riserva. 68. n. n. 3. 3) alla definizione dell'insieme delle informazioni che permettano la massima efficacia e trasparenza del processo di incontro tra domanda e offerta di lavoro. L'applicazione delle disposizioni di cui al comma 3 è subordinata all'adempimento degli obblighi di assunzione di lavoratori disabili ai fini della copertura della restante quota d'obbligo a loro carico determinata ai sensi dell'articolo 3 della Legge 12 marzo 1999. realizzato in virtù dei commi 1 e 2. comma 1. Allorché l'inserimento lavorativo nelle cooperative sociali. hanno l'obbligo di conferire alla borsa continua nazionale del lavoro i dati acquisiti. A garanzia dell'effettivo godimento del diritto al lavoro di cui all'articolo 4 della Costituzione. in base alle indicazioni rese dai lavoratori ai sensi dell'articolo 8 e a quelle rese dalle imprese riguardo l'ambito temporale e territoriale prescelto. riguardi i lavoratori disabili. 4. quale sistema aperto e trasparente di incontro tra domanda e offerta di lavoro basato su una rete di nodi regionali. Tali limiti percentuali non hanno effetto nei confronti delle imprese che occupano da 15 a 35 dipendenti. lettera d). viene costituita la borsa continua nazionale del lavoro. 4. della Legge 12 marzo 1999. Gli ambiti in cui si articolano i servizi della borsa continua nazionale del lavoro sono: a) un livello nazionale finalizzato: 1) alla definizione degli standard tecnici nazionali e dei flussi informativi di scambio. Tale sistema è alimentato da tutte le informazioni utili a tale scopo immesse liberamente nel sistema stesso sia dagli operatori pubblici e privati. e nei limiti di percentuali massime stabilite con le convenzioni quadro di cui al comma 1. che presentino particolari caratteristiche e difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario.
. Gli operatori pubblici e privati. anche nell'ambito dell'agenzia sociale di cui all'articolo 13 di una struttura tecnico-operativa senza scopo di lucro a supporto delle attività previste dalla convenzione. La congruità della computabilità dei lavoratori inseriti in cooperativa sociale sarà verificata dalla Commissione provinciale del lavoro. 68. in base alla esclusiva valutazione dei servizi di cui all'articolo 6. di cui all'articolo 3 della stessa legge cui sono tenute le imprese conferenti. 2.f) l'eventuale costituzione. g) i limiti di percentuali massime di copertura della quota d'obbligo da realizzare con lo strumento della convenzione. 3. La borsa continua nazionale del lavoro è liberamente accessibile da parte dei lavoratori e delle imprese e deve essere consultabile da un qualunque punto della rete. e nel pieno rispetto dell'articolo 120 della Costituzione stessa. autorizzati o accreditati.
sono adottati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. tiene conto delle esigenze conoscitive generali. A tal fine il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali rende disponibile l'offerta degli strumenti tecnici alle regioni e alle province autonome che ne facciano richiesta nell'ambito dell'esercizio delle loro competenze. 3. degli Enti previdenziali. I decreti ministeriali di cui agli articoli 1-bis e 4-bis. nel rispetto degli articoli 4 e 120 della Costituzione. La definizione degli standard tecnici e dei flussi informativi di scambio tra i sistemi avviene nel rispetto delle competenze definite nell'Accordo Stato regioni autonomie locali dell'11 luglio 2002 e delle disposizioni di cui all'articolo 31. Il coordinamento tra il livello nazionale e il livello regionale deve in ogni caso garantire. 5. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali impartisce inoltre.b) un livello regionale che. stabilisce. dell'ISTAT. dell'ISFOL e del Ministero dell'Economia e delle Finanze oltre che del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. come modificati dagli articoli 2 e 6 del Decreto Legislativo n. previo parere dell'ISTAT e dell'ISFOL. la piena operatività della borsa continua nazionale del lavoro in ambito nazionale e comunitario. 2) definisce e realizza il modello di servizi al lavoro. la definizione e la manutenzione applicativa delle basi informative in questione. della Legge 31 dicembre 1996. da costituire presso lo stesso Ministero ed in cui siano presenti rappresentanti delle regioni e delle province.
. Le relative indagini statistiche sono effettuate in forma anonima. 675. nonché di quelle in essere presso gli Enti previdenziali in tema di contribuzioni percepite e prestazioni erogate. statistiche del lavoro e monitoraggio e valutazione delle politiche occupazionali. Art 17 (Monitoraggio statistico e valutazione delle politiche del lavoro) 1. Le basi informative costituite nell'ambito della borsa continua nazionale del lavoro. le regioni e le province per i rispettivi ambiti territoriali di riferimento. comma 7 del decreto legislativo n. di concerto con il Ministro della Innovazione e della Tecnologia. nonché le sedi tecniche finalizzate ad assicurare il raccordo e il coordinamento del sistema a livello nazionale. 297 del 2002. con decreto da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. 3) coopera alla definizione degli standard nazionali di intercomunicazione. le necessarie direttive agli Enti previdenziali. nel quadro delle competenze programmazione e gestione delle politiche regionali del lavoro:
1) realizza l'integrazione dei sistemi pubblici e privati presenti sul territorio. 2. 2. gli standard tecnici e i flussi informativi di scambio tra i sistemi. comma 2. nonché di quesiti specifici di valutazione di singole politiche ed interventi formulati ai sensi e con le modalità dei commi successivi del presente articolo. Art 16 (Standard tecnici e flussi informativi di scambio) 1. tenuto conto delle esigenze definite nei commi 1 e 2. ivi inclusi quelli di pertinenza degli Enti previdenziali. 181 del 2000. entro tre mesi dalla attuazione del presente decreto. nonché le registrazioni delle comunicazioni dovute dai datori di lavoro ai servizi competenti e la registrazione delle attività poste in essere da questi nei confronti degli utenti per come riportate nella scheda anagrafico professionale dei lavoratori costituiscono una base statistica omogenea e condivisa per le azioni di monitoraggio dei servizi svolte ai sensi del presente decreto legislativo e poste in essere dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. n. A tal fine. e d'intesa con le regioni e le province autonome. avvalendosi a tale scopo delle indicazioni di una Commissione di esperti in politiche del lavoro. così come la definizione di tutti i flussi informativi che rientrano nell'ambito della borsa continua nazionale del lavoro. incluse quelle di ordine statistico complessivo rappresentate nell'ambito del SISTAN e da parte dell'ISTAT.
previo esame ed approvazione della Conferenza unificata. uno o più modelli di rilevazione da somministrare alle agenzie autorizzate o accreditate. dalle parti sociali. le province o altri attori responsabili della conduzione. la Commissione predisporrà una propria Relazione che. Sulla base degli studi valutativi commissionati nonché delle informazioni contenute nel Rapporto annuale di cui al comma precedente. In attesa dell'entrata a regime della borsa continua nazionale del lavoro il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali predispone. avvalendosi di proprie strutture tecniche e col supporto dell'ISFOL. La mancata risposta al questionario di cui al comma precedente è valutata ai fini del ritiro dell'autorizzazione o accreditamento. entro sei mesi dalla attuazione del presente decreto.Ufficio centrale orientamento e formazione professionale dei lavoratori. al Parlamento e alla Conferenza unificata. nonché delle misure contenute nel presente decreto. 5. Le attività di monitoraggio devono consentire di valutare l'efficacia delle politiche attive per il lavoro. sempre sulla base degli studi e delle evidenze prima richiamate. La Commissione. 7. il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. una serie di indicatori di monitoraggio finanziario. e tenuto conto delle linee guida definite con le modalità di cui al comma 4 nonché della formulazione di specifici quesiti di valutazione di singole politiche ed interventi formulati annualmente dalla Conferenza unificata o derivanti dall'implementazione di obblighi e programmi comunitari. con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 6. dal Ministero dell'Istruzione. dall'INPS e dall'ISFOL. trascorsi tre anni dalla approvazione del presente decreto. Sulla base di tali strumenti di informazione. Le risorse per gli studi in questione derivano dal bilancio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali . 281. che presenti una rendicontazione dettagliata e complessiva delle politiche esistenti. è inoltre incaricata di definire. Con specifico riferimento ai contratti di apprendistato. predisponendo quesiti valutativi del cui soddisfacimento il Rapporto annuale di cui al comma 6 dovrà farsi carico e può commissionare valutazioni puntuali su singoli aspetti della riforma. Detti indicatori. fisico e procedurale dei diversi interventi di cui alla presente legge. evidenzi le realizzazioni e i problemi esistenti. d'intesa con la Conferenza Unificata di cui all'articolo 8 del Decreto Legislativo 28 agosto 1997. del disegno o del coordinamento delle singole politiche intendano esperire.
. evidenziando altresì le possibili modifiche alle politiche in oggetto. la Commissione potrà annualmente formulare pareri e valutazioni. nonché agli enti di cui all'articolo 6. nel cui ambito si individua il Presidente. costituiranno linee guida per le attività di monitoraggio e valutazione condotte dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. e al loro interno dell'evoluzione dei servizi di cui al presente decreto legislativo. In ogni caso. dalle regioni e dalle province per i rispettivi ambiti territoriali di riferimento e in particolare per il contenuto del Rapporto annuale di cui al comma 6. n. anche nella prospettiva delle pari opportunità e. dell'Università e della Ricerca dalle regioni e province autonome. integrata con rappresentanti delle parti sociali. è istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. definisce in via preventiva indicatori di risultato e di impatto e formula linee guida per la valutazione. La medesima Commissione di cui al comma 3. Detta Commissione è composta da rappresentanti ed esperti designati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. che si riunisce almeno tre volte all'anno. sulla base di schemi statisticocontabili oggettivi e internazionalmente comparabili e in grado di fornire elementi conoscitivi di supporto alla valutazione delle singole politiche che lo stesso Ministero.4. 8. una Commissione di sorveglianza con compiti di valutazione in itinere della riforma. le regioni. in particolare. della integrazione nel mercato del lavoro dei lavoratori svantaggiati. predispone un Rapporto annuale.
500. lettera b). Nel caso di condanna è disposta. Nei confronti dell'utilizzatore che ricorra alla somministrazione di prestatori di lavoro da parte di soggetti diversi da quelli di cui all'articolo 4. si applica la pena dell'ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione. Se non vi è scopo di lucro la pena è della ammenda da Euro 500 a Euro 2. è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 1. la violazione del disposto di cui al comma 3 del medesimo articolo 21. Se vi è sfruttamento dei minori. 3. commi 1. per il solo somministratore. commi 1. L'esercizio non autorizzato delle attività di cui all'articolo 4. comma 1. 4 e 5. 4 e 5 e articolo 21. o comunque al di fuori dei limiti ivi previsti. la pena è dell'arresto fino a diciotto mesi e l'ammenda è aumentata fino al sestuplo. L’esercizio non autorizzato delle attività di cui all’articolo 4. la confisca del mezzo di trasporto eventualmente adoperato per l’esercizio delle attività di cui al presente comma. lettera d) ed e) è punito con l’ammenda da euro 750 ad euro 3750. nonché per il solo somministratore. L'esercizio abusivo della attività di intermediazione è punito con la pena dell'arresto fino a sei mesi e l'ammenda da Euro 1.250. La violazione degli obblighi e dei divieti di cui agli articoli 20. comma 1. L’esercizio non autorizzato delle attività di cui all’articolo 4. lettera a). in ogni caso. 1. comma 1. e 21. lettera a). lettera c). la pena è dell'arresto fino a diciotto mesi e l'ammenda è aumentata fino al sestuplo.250. nonché. è punito con la pena dell’arresto fino a sei mesi e dell’ammenda da euro 1500 a euro 7500.000. 3. Se vi è sfruttamento dei minori la pena è dell’arresto fino a 18 mesi e l’ammenda è aumentata fino al sestuplo. comma 2. comma 1. 3. 2. Se vi è sfruttamento dei minori. Se vi è sfruttamento dei minori la pena è dell’arresto fino a 18 mesi e l’ammenda è aumentata fino al sestuplo. Se vi è sfruttamento dei minori. comma 1. ovvero da parte di soggetti diversi da quelli di cui all'articolo 4. chi esiga o comunque percepisca compensi da parte del lavoratore per avviarlo a prestazioni di lavoro oggetto di somministrazione è punito con la pena alternativa dell'arresto non superiore ad un anno e dell'ammenda da Euro 2. o comunque al di fuori dei limiti ivi previsti. 2.500. lettere a) e b) è punito con la pena dell’ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro.500 a Euro 7. la pena è dell'arresto fino a diciotto mesi e l'ammenda è aumentata fino al sestuplo. In aggiunta alla sanzione penale è disposta la cancellazione dall'albo. lettera b).500 a Euro 6. comma 1. 4. Se non vi è scopo di lucro la pena è dell’ammenda da euro 250 a euro 1250. la violazione del disposto di cui al comma 3 del medesimo articolo 21 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 250 a Euro 1.
. commi 1 e 2. ovvero da parte di soggetti diversi da quelli di cui all'articolo 4. L’esercizio non autorizzato delle attività di cui all’articolo 4. Nel caso di condanna. Fatte salve le ipotesi di cui all'articolo 11.Capo IV Regime sanzionatorio Art 18 (Sanzioni penali) 1. si applica la pena dell'ammenda di Euro 5 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione. è punito con la sanzione dell'ammenda di Euro 5 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro. è disposta in ogni caso la confisca del mezzo di trasporto eventualmente adoperato per l'esercizio delle attività di cui al presente comma. Se non vi è scopo di lucro la pena è dell’ammenda da euro 500 a euro 2500. La violazione degli obblighi e dei divieti di cui all’articolo 20 commi 3. 2. Nei confronti dell'utilizzatore che ricorra alla somministrazione di prestatori di lavoro da parte di soggetti diversi da quelli di cui all'articolo 4. comma 1. comma 1.
n. comma 1. così come modificato dall'articolo 6. del Decreto Legislativo n. l'autorità competente procede alla sospensione della autorizzazione di cui all'articolo 4.5. del Decreto Legislativo 19 dicembre 2002. n. commi 5 e 7.500 euro per ogni lavoratore interessato. 4. comma 2. del Decreto Legislativo 19 dicembre 2002. e di cui all'articolo 21. n. nonché nei casi più gravi. convertito. 608. è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 250 euro per ogni lavoratore interessato. Se vi è sfruttamento dei minori. 264. 181. e di distacco privo dei requisiti di cui all’articolo 30. comma 1. 181. Nei casi di appalto privo dei requisiti di cui all’articolo 29. è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1. 2. n.i datori di lavoro comprese amministrazioni sono ammessi al pagamento della sanzione minima ridotta della l'adempimento della comunicazione venga effettuato spontaneamente entro cinque giorni decorrenti dalla data di inizio dell'omissione. n. del Decreto Legge 1° ottobre 1996. 5-bis. 5. comma 1 del Decreto Legislativo 19 dicembre 2002. Gli editori. del citato Decreto Legislativo n. La violazione degli obblighi di cui all'articolo 4-bis.000 a 12. così come sostituito dall'articolo 6.000 euro. del Decreto Legislativo 21 aprile 2000. La violazione degli obblighi di cui all'articolo 4-bis. n. così come sostituito dall'articolo 6. In caso di violazione dell'articolo 10 trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 38 della Legge 20 maggio 1970. l’utilizzatore e il somministratore sono puniti con la pena della ammenda di euro 50 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione. così come modificato dall'articolo 6. i direttori responsabili e i gestori di siti sui quali siano pubblicati annunci in violazione delle disposizioni di cui all'articolo 9 sono puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da 4. Nel caso di omessa comunicazione contestuale. omessa comunicazione di omessa comunicazione di trasformazione. comma 3. così come modificato dall'articolo 6. con modificazioni. 297. il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali dispone. n. del Decreto Legislativo 21 aprile 2000. 181. comma 1. 300. cessazione e le pubbliche metà qualora il termine di
. n. comma 1. dalla Legge 28 novembre 1996. con proprio decreto. comma 2. 297. del decreto legislativo 21 aprile 2000. comma 1. 3. di cui all'articolo 9-bis. comma 4. 510. 297 del 2002. n. In ipotesi di recidiva viene revocata l'autorizzazione. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. della Legge 24 aprile 1949. 6. è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per ogni lavoratore interessato. la pena è dell'arresto fino a diciotto mesi e l'ammenda è aumentata fino al sestuplo. comma 2. 297 del 2002. La violazione degli obblighi di cui all'articolo 4-bis. n. criteri interpretativi certi per la definizione delle varie forme di contenzioso in atto riferite al pregresso regime in materia di intermediazione e interposizione nei rapporti di lavoro. Art 19 (Sanzioni amministrative) 1. 297.
analisi di mercato. da e per lo stabilimento. a ciò autorizzato ai sensi delle disposizioni di cui agli articoli 4 e 5. Il contratto di somministrazione di lavoro può essere concluso da ogni soggetto. nonché servizi di economato. recante disposizioni generali sui Fondi strutturali. 3. anche se riferibili all'ordinaria attività dell'utilizzatore. nonché per l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali nelle aree Obiettivo 1 di cui al regolamento (CE) n. assistenza alla certificazione. e) per attività di consulenza direzionale. anche in misura non uniforme. con specifico riferimento all'edilizia e alla cantieristica navale. c) per servizi.Titolo III Somministrazione di lavoro appalto di servizi. caricamento dati. h) per costruzioni edilizie all'interno degli stabilimenti. ricerca e selezione del personale. n. 2. 368. La somministrazione di lavoro a tempo indeterminato è ammessa: a) per servizi di consulenza e assistenza nel settore informatico. per particolari attività produttive. per installazioni o smontaggio di impianti e macchinari. La somministrazione di lavoro a tempo determinato è ammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico. custodia. siti internet. compresa la progettazione e manutenzione di reti intranet e extranet. i) in tutti gli altri casi previsti dai contratti collettivi di lavoro nazionali o territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative. magazzini. l'impiego di manodopera diversa per specializzazione da quella normalmente impiegata nell'impresa. Per tutta la durata della somministrazione i lavoratori svolgono la propria attività nell'interesse nonché sotto la direzione e il controllo dell'utilizzatore. distacco Capo I Somministrazione di lavoro Art 20 (Condizioni di liceità) 1. 1260/1999 del Consiglio. organizzazione della funzione commerciale. del 21 giugno 1999. portineria. f) per attività di marketing. b) per servizi di pulizia. Il contratto di somministrazione di lavoro può essere concluso a termine o a tempo indeterminato. g) per la gestione di call center. La individuazione. gestione del personale. di seguito denominato somministratore. programmazione delle risorse. produttivo. salvo che esista una giusta causa o un giustificato motivo di risoluzione del contratto di lavoro. sviluppo organizzativo e cambiamento. di trasporto di persone e di trasporto e movimentazione di macchinari e merci. parchi. di seguito denominato utilizzatore. musei. Nell'ipotesi in cui i lavoratori vengano assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato essi rimangono a disposizione del somministratore per i periodi in cui non svolgono la prestazione lavorativa presso un utilizzatore. le quali richiedano più fasi successive di lavorazione. archivi.
. organizzativo o sostitutivo. d) per la gestione di biblioteche. sistemi informatici. di limiti quantitativi di utilizzazione della somministrazione a tempo determinato è affidata ai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati da sindacati comparativamente più rappresentativi in conformità alla disciplina di cui all'articolo 10 del Decreto Legislativo 6 settembre 2001. che si rivolga ad altro soggetto. 4. sviluppo di software applicativo.
f) le mansioni alle quali saranno adibiti i lavoratori e il loro inquadramento. 2. d) l'indicazione della presenza di eventuali rischi per l'integrità e la salute del lavoratore e delle misure di prevenzione adottate. presso unità produttive nelle quali si sia proceduto. e) la data di inizio e la durata prevista del contratto di somministrazione. k) assunzione da parte dell'utilizzatore. 223. produttivo. nonché del versamento dei contributi previdenziali. c) i casi e le ragioni di carattere tecnico. n. le parti devono recepire le indicazioni contenute nei contratti collettivi. in caso di inadempimento del somministratore.5. che interessino lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione. che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione ovvero presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell'orario. b) salva diversa disposizione degli accordi sindacali. entro i sei mesi precedenti. n. 626. Art 21 (Forma del contratto di somministrazione) 1. organizzativo o sostitutivo di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo 20. Il contratto di somministrazione di lavoro è vietato: a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero.
. fatto salvo il diritto di rivalsa verso il somministratore. h) assunzione da parte del somministratore della obbligazione del pagamento diretto al lavoratore del trattamento economico. b) il numero dei lavoratori da somministrare. Nell'indicare gli elementi di cui al comma 1. j) assunzione dell'obbligo dell'utilizzatore di comunicare al somministratore i trattamenti retributivi applicabili ai lavoratori comparabili. i) assunzione dell'obbligo dell'utilizzatore di rimborsare al somministratore gli oneri retributivi e previdenziali da questa effettivamente sostenuti in favore dei prestatori di lavoro. dell'obbligo del pagamento diretto al lavoratore del trattamento economico nonché del versamento dei contributi previdenziali. devono essere comunicate per iscritto al prestatore di lavoro da parte del somministratore all'atto della stipulazione del contratto di lavoro ovvero all'atto dell'invio presso l'utilizzatore. g) il luogo. a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della Legge 23 luglio 1991. nonché la data di inizio e la durata prevedibile dell'attività lavorativa presso l'utilizzatore. e successive modifiche. Il contratto di somministrazione di manodopera seguenti elementi: è stipulato in forma scritta e contiene i
a) gli estremi dell'autorizzazione rilasciata al somministratore. 3. con diritto al trattamento di integrazione salariale. l'orario e il trattamento economico e normativo delle prestazioni lavorative. Le informazioni di cui al comma 1. c) da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994.
il contratto di somministrazione è nullo e i lavoratori sono considerati a tutti gli effetti alle dipendenze dell'utilizzatore. Art 23 (Tutela del prestatore di lavoro esercizio del potere disciplinare e regime della solidarietà) 1. del Decreto Legislativo n. In caso di somministrazione a tempo indeterminato i rapporti di lavoro tra somministratore e prestatori di lavoro sono soggetti alla disciplina generale dei rapporti di lavoro di cui al codice civile e alle leggi speciali. ovvero aggiornata periodicamente. inserimento e riqualificazione professionale erogati. In questo caso trovano applicazione l'articolo 3 della Legge 15 luglio 1966. Restano in ogni caso salve le clausole dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulate ai sensi dell'articolo 1. In caso di contratto di somministrazione. La disciplina in materia di assunzioni obbligatorie e la riserva di cui all'articolo 4-bis. con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. 223. a favore dei lavoratori svantaggiati.
. 2. e le tutele del lavoratore di cui all'articolo 12. il prestatore di lavoro non è computato nell'organico dell'utilizzatore ai fini della applicazione di normative di legge o di contratto collettivo. commi 3 e 4. non trovano applicazione anche nel caso di fine dei lavori connessi alla somministrazione a tempo indeterminato. d) ed e) del comma 1. della Legge 24 giugno 1997. In mancanza di forma scritta. Nel caso in cui il prestatore di lavoro sia assunto con contratto stipulato a tempo indeterminato. comma 3. n. n. e in ogni caso con esclusione delle disposizioni di cui all'articolo 5. 3. La misura di tale indennità è stabilita dal contratto collettivo applicabile al somministratore e comunque non è inferiore alla misura prevista. n. 368. L'indennità di disponibilità è esclusa dal computo di ogni istituto di legge o di contratto collettivo.4. In caso di somministrazione a tempo determinato il rapporto di lavoro tra somministratore e prestatore di lavoro è soggetto alla disciplina di cui al Decreto Legislativo 6 settembre 2001. nel medesimo è stabilita la misura della indennità mensile di disponibilità. con il consenso del lavoratore e per atto scritto. 2. corrisposta dal somministratore al lavoratore per i periodi nei quali il lavoratore stesso rimane in attesa di assegnazione. Art 22 (Disciplina dei rapporti di lavoro) 1. 4. c). con indicazione degli elementi di cui alle lettere a). in concorso con Regioni. La predetta misura è proporzionalmente ridotta in caso di assegnazione ad attività lavorativa a tempo parziale anche presso il somministratore. La disposizione di cui al comma 1 non trova applicazione con riferimento ai contratti di somministrazione conclusi da soggetti privati autorizzati nell'ambito di specifici programmi di formazione. Le disposizioni di cui all'articolo 4 della Legge 23 luglio 1991. 604. fatta eccezione per quelle relative alla materia dell'igiene e della sicurezza sul lavoro. Il termine inizialmente posto al contratto di lavoro può in ogni caso essere prorogato. comma 3. non si applicano in caso di somministrazione. 5. b). 6. Province ed enti locali ai sensi e nei limiti di cui all'articolo 13. nei casi e per la durata prevista dal contratto collettivo applicato dal somministratore. per quanto compatibile. 181 del 2000. divisibile in quote orarie. I lavoratori dipendenti dal somministratore hanno diritto a un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello dei dipendenti di pari livello dell'utilizzatore. a parità di mansioni svolte. 196. n.
L'utilizzatore osserva altresì. anche indirettamente. l'utilizzatore ne informa il lavoratore conformemente a quanto previsto dal Decreto Legislativo 19 settembre 1994. Il somministratore informa i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive in generale li forma e addestra all'uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento della attività lavorativa per la quale essi vengono assunti in conformità alle disposizioni recate dal Decreto Legislativo 19 settembre 1994. 6. l'utilizzatore comunica al somministratore gli elementi che formeranno oggetto della contestazione ai sensi dell'articolo 7 della Legge 20 maggio 1970. Nel caso in cui adibisca il lavoratore a mansioni superiori o comunque a mansioni non equivalenti a quelle dedotte in contratto. e successive modificazioni ed integrazioni. in tale caso ne va fatta indicazione nel contratto con il lavoratore. che è riservato al somministratore. In caso di somministrazione di lavoro a tempo determinato è nulla ogni clausola diretta a limitare. n. i diritti di libertà e di attività sindacale nonché a partecipare alle assemblee del personale dipendente delle imprese utilizzatrici. L'utilizzatore è obbligato in solido con il somministratore a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali.3.
. e successive modificazioni. Ferme restando le disposizioni specifiche per il lavoro in cooperativa. Nel caso in cui le mansioni cui è adibito il prestatore di lavoro richiedano una sorveglianza medica speciale o comportino rischi specifici. n. l'utilizzatore risponde in via esclusiva per le differenze retributive spettanti al lavoratore occupato in mansioni superiori e per l'eventuale risarcimento del danno derivante dalla assegnazione a mansioni inferiori. 8. la facoltà dell'utilizzatore di assumere il lavoratore al termine del contratto di somministrazione. n.l'utilizzatore deve darne immediata comunicazione scritta al somministratore consegnandone copia al lavoratore medesimo. 5. 626. esclusi quelli il cui godimento sia condizionato alla iscrizione ad associazioni o società cooperative o al conseguimento di una determinata anzianità di servizio. Art 24 (Diritti sindacali e garanzie collettive) 1. tutti gli obblighi di protezione previsti nei confronti dei propri dipendenti ed è responsabile per la violazione degli obblighi di sicurezza individuati dalla legge e dai contratti collettivi. 300. 300. I lavoratori dipendenti dal somministratore hanno altresì diritto a fruire di tutti i servizi sociali e assistenziali di cui godono i dipendenti dell'utilizzatore addetti alla stessa unità produttiva. secondo quanto stabilito dal contratto collettivo applicabile al somministratore. ai lavoratori delle società o imprese di somministrazione e degli appaltatori si applicano i diritti sindacali previsti dalla Legge 20 maggio 1970. Il prestatore di lavoro ha diritto a esercitare presso l'utilizzatore. I contratti collettivi applicati dall'utilizzatore stabiliscono modalità e criteri per la determinazione e corresponsione delle erogazioni economiche correlate ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi concordati tra le parti o collegati all'andamento economico dell'impresa. La disposizione di cui al comma 8 non trova applicazione nel caso in cui al lavoratore sia corrisposta una adeguata indennità. 3. nei confronti del medesimo prestatore. 9. Ove non abbia adempiuto all'obbligo di informazione. 2. per tutta la durata della somministrazione. Il contratto di somministrazione può prevedere che tale obbligo sia adempiuto dall'utilizzatore. 7. n. 4. e successive modificazioni ed integrazioni. Ai prestatori di lavoro che dipendono da uno stesso somministratore e che operano presso diversi utilizzatori compete uno specifico diritto di riunione secondo la normativa vigente e con le modalità specifiche determinate dalla contrattazione collettiva. Ai fini dell'esercizio del potere disciplinare. 626.
sono a carico del somministratore che. per il periodo durante il quale la somministrazione ha avuto luogo. Art 25 (Norme previdenziali) 1. in mancanza. b). Nelle ipotesi di cui al comma 1 tutti i pagamenti effettuati dal somministratore. previdenziali. Nel caso di somministrazione di lavoro l'utilizzatore risponde nei confronti dei terzi dei danni a essi arrecati dal prestatore di lavoro nell'esercizio delle sue mansioni. I premi e i contributi sono determinati in relazione al tasso medio. la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di quest'ultimo. comma 1. nella quale sono inquadrabili le lavorazioni svolte dai lavoratori temporanei. c). Quando la somministrazione di lavoro avvenga al di fuori dei limiti e delle condizioni di cui agli articoli 20 e 21. b) ogni dodici mesi. comma 3. comma 4. assicurativi ed assistenziali. si intendono come compiuti dal soggetto che ne ha effettivamente utilizzato la prestazione. è inquadrato nel settore terziario. o medio ponderato. ovvero sono determinati in base al tasso medio. Nel settore agricolo e in caso di somministrazione di lavoratori domestici trovano applicazione i criteri erogativi. notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione. 3. 4. ove ricorrano motivate ragioni di urgenza e necessità di stipulare il contratto. e successive modificazioni. lettere a). gli oneri previdenziali e assistenziali previsti dai relativi settori. il lavoratore può chiedere. della voce di tariffa corrispondente alla lavorazione effettivamente prestata dal lavoratore temporaneo. Art 26 (Responsabilità civile) 1. 2. alle associazioni territoriali di categoria aderenti alle confederazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale: a) il numero e i motivi del ricorso alla somministrazione di lavoro prima della stipula del contratto di somministrazione. 88. n. ove presso l'impresa utilizzatrice la stessa non sia già assicurata. 2. stabilito per la attività svolta dall'impresa utilizzatrice. Art 27 (Somministrazione irregolare) 1. d) ed e). il numero e i motivi dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi. previsti dalle vigenti disposizioni legislative. valgono a liberare il soggetto che ne ha effettivamente utilizzato la prestazione dal debito corrispondente fino a concorrenza della somma effettivamente pagata. 845. ovvero alle rappresentanze aziendali e.
. il numero e la qualifica dei lavoratori interessati. Il somministratore non è tenuto al versamento della aliquota contributiva di cui all'articolo 25. ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 49 della Legge 9 marzo 1989. L'utilizzatore comunica alla rappresentanza sindacale unitaria. 1124. n. i contributi sono versati per il loro effettivo ammontare. anche per il tramite della associazione dei datori di lavoro alla quale aderisce o conferisce mandato. anche in deroga alla vigente normativa in materia di minimale contributivo. o medio ponderato. sono determinati in relazione al tipo e al rischio delle lavorazioni svolte. la durata degli stessi. Sulla indennità di disponibilità di cui all'articolo 22. n. Tutti gli atti compiuti dal somministratore per la costituzione o la gestione del rapporto. mediante ricorso giudiziale a norma dell'articolo 414 del codice di procedura civile. Gli obblighi per l'assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali previsti dal Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965. a titolo retributivo o di contribuzione previdenziale. Gli oneri contributivi. della Legge 21 dicembre 1978. l'utilizzatore fornisce le predette comunicazioni entro i cinque giorni successivi.4. con effetto dall'inizio della somministrazione.
In tale ipotesi si applica il disposto dell’articolo 27. in conformità ai principi generali dell'ordinamento. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 18 e 19. in caso di appalto di opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore. 3-ter. di contratto collettivo nazionale di lavoro. a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti. la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di quest’ultimo. stipulato e regolamentato ai sensi dell'articolo 1655 del codice civile. Capo II Appalto e distacco Art 29 (Appalto) 1. all'accertamento della esistenza delle ragioni che la giustificano e non può essere esteso fino al punto di sindacare nel merito valutazioni e scelte tecniche. Salvo diverse previsioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative. il lavoratore interessato può chiedere. mediante ricorso giudiziale a norma dell’articolo 414 del codice di procedura civile. Quando il contratto di appalto sia stipulato in violazione di quanto disposto dal comma 1. comma 2. entro il limite di un anno dalla cessazione dell'appalto. In caso di appalto di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l'appaltatore. entro il limite di un anno dalla cessazione dell'appalto. 3-bis. del rischio d'impresa. somministratore e utilizzatore sono puniti con una ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e ciascun giorno di somministrazione. da parte del medesimo appaltatore. Art 28 (Somministrazione fraudolenta) 1.
. 2.3. a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti. che consentono la somministrazione di lavoro il controllo giudiziale è limitato esclusivamente. 3. si distingue dalla somministrazione di lavoro per la organizzazione dei mezzi necessari da parte dell'appaltatore. in relazione alle esigenze dell'opera o del servizio dedotti in contratto. nonché per la assunzione. quando la somministrazione di lavoro è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicato al lavoratore. Ai fini della applicazione delle norme contenute nel presente titolo. le disposizioni di cui al comma 2 non trovano applicazione qualora il committente sia una persona fisica che non esercita attività di impresa o professionale. o di clausola del contratto d'appalto. che può anche risultare. non costituisce trasferimento d'azienda o di parte d'azienda. L'acquisizione del personale già impiegato nell'appalto a seguito di subentro di un nuovo appaltatore. commi 3 e 4. il contratto di appalto. notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione. in forza di legge. Ai fini della valutazione delle ragioni di cui all'articolo 20. dall'esercizio del potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati nell'appalto. 2. organizzative o produttive che spettano all'utilizzatore. Ferme restando le sanzioni di cui all'articolo 18.
Tali servizi possono essere organizzati per il tramite dei consulenti del lavoro. la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di quest’ultimo. comma 2. Fermi restando i diritti dei prestatori di lavoro in caso di trasferimento d'azienda di cui alla normativa di recepimento delle direttive europee in materia. il distacco può avvenire soltanto per comprovate ragioni tecniche. I consorzi. per conto delle società consorziate o delegarne l'esecuzione a una società consorziata. dalla Legge 19 luglio 1993. n. In tale ipotesi si applica il disposto dell’articolo 27. L'ipotesi del distacco si configura quando un datore di lavoro. I gruppi di impresa. n. Il distacco che comporti un mutamento di mansioni deve avvenire con il consenso del lavoratore interessato. possono svolgere gli adempimenti di cui all'articolo 1 della Legge 11 gennaio 1979. in seguito a cessione contrattuale o fusione. della Legge 11 gennaio 1979. anche se dipendenti dai predetti consorzi. 148. Titolo IV DISPOSIZIONI IN MATERIA DI GRUPPI DI IMPRESA E TRASFERIMENTO D'AZIENDA Art 31 (Gruppi di impresa) 1. n. del Decreto Legge 20 maggio 1993. convertito. per conto dei soggetti consorziati o delegarne l'esecuzione a una società consorziata. possono delegare lo svolgimento degli adempimenti di cui all'articolo 1 della Legge 11 gennaio 1979. il comma quinto dell'articolo 2112 del codice civile è sostituito dal seguente: “Ai fini e per gli effetti di cui al presente articolo si intende per trasferimento d'azienda qualsiasi operazione che. I consorzi di società cooperative costituiti ai sensi dell'articolo 27 del Decreto Legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947. 2. individuati ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile e del Decreto Legislativo 2 aprile 2002. 1577. 12. n. comma 4. mediante ricorso giudiziale a norma dell’articolo 414 del codice di procedura civile. il lavoratore interessato può chiedere. pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di altro soggetto per l'esecuzione di una determinata attività lavorativa.Art 30 (Distacco) 1. comma 3. 12. notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione. 3. n. con modificazioni. così come previsto dall’articolo 1. 1577. 4. Quando comporti un trasferimento a una unità produttiva sita a più di 50 km da quella in cui il lavoratore è adibito. possono svolgere gli adempimenti di cui all'articolo 1 della Legge 11 gennaio 1979. 3. produttive o sostitutive. 12. comporti il mutamento nella titolarità di un'attività economica
. 236. n. In caso di distacco il datore di lavoro rimane responsabile del trattamento economico e normativo a favore del lavoratore. 74. n. del Codice civile) 1. 2. 4-bis. alla società capogruppo per tutte le società controllate e collegate. 12. n. per soddisfare un proprio interesse. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non rilevano ai fini della individuazione del soggetto titolare delle obbligazioni contrattuali e legislative in capo alle singole società datrici di lavoro. Quando il distacco avvenga in violazione di quanto disposto dal comma 1. ivi compresi quelli costituiti in forma di società cooperativa di cui all'articolo 27 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947. organizzative. 2. Art 32 (Modifica all'articolo 2112 comma quinto. Resta ferma la disciplina prevista dall'articolo 8. n.
In via sperimentale il contratto di lavoro intermittente può essere altresì concluso anche per prestazioni rese da soggetti in stato di disoccupazione con meno di 25 anni di età ovvero da lavoratori con più di 45 anni di età che siano stati espulsi dal ciclo produttivo o siano iscritti alle liste di mobilità e di collocamento. Il contratto di lavoro intermittente può essere stipulato anche a tempo determinato. 2. Le disposizioni del presente articolo si applicano altresì al trasferimento di parte dell'azienda. All'articolo 2112 del codice civile è aggiunto. intesa come articolazione funzionalmente autonoma di un'attività economica organizzata. b) salva diversa disposizione degli accordi sindacali. modulato o flessibile Capo I Lavoro intermittente Art 33 (Definizione e tipologie) 1. anche pensionati. 2. dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. n. Il contratto di lavoro intermittente può. a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24
. con o senza scopo di lucro. 276”. in fine. È vietato il ricorso al lavoro intermittente: a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero. entro i sei mesi precedenti. identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento”. essere concluso con riferimento a prestazioni rese da soggetti con meno di 25 anni di età ovvero da lavoratori con più di 45 anni di età. il seguente comma: “Nel caso in cui l'alienante stipuli con l'acquirente un contratto di appalto la cui esecuzione avviene utilizzando il ramo d'azienda oggetto di cessione. in via provvisoriamente sostitutiva. 1. tra appaltante e appaltatore opera un regime di solidarietà di cui all'articolo 1676 di cui all’articolo 29. con apposito decreto da adottarsi trascorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. in ogni caso. preesistente al trasferimento e che conserva nel trasferimento la propria identità a prescindere dalla tipologia negoziale o dal provvedimento sulla base del quale il trasferimento è attuato ivi compresi l'usufrutto o l'affitto di azienda. 2. Titolo V Tipologie contrattuali a orario ridotto. Art 34 (Casi di ricorso al lavoro intermittente) 1. Il contratto di lavoro intermittente può essere concluso per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale o.organizzata. 2. presso unità produttive nelle quali si sia proceduto. Il contratto di lavoro intermittente è il contratto mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa nei limiti di cui all'articolo 34. 3. Il contratto di lavoro intermittente può essere concluso per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale ovvero per periodi predeterminati nell'arco della settimana. del Decreto Legislativo 10 settembre 2003. del mese o dell'anno ai sensi dell’articolo 37. comma 2.
3. sull'andamento del ricorso al contratto di lavoro intermittente. n. il lavoratore è tenuto a informare tempestivamente il datore di lavoro. Nel contratto di lavoro intermittente è stabilita la misura della indennità mensile di disponibilità. con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il contratto di lavoro intermittente è stipulato in forma scritta ai fini della prova dei seguenti elementi: a) indicazione della durata e delle ipotesi. le parti devono recepire le indicazioni contenute nei contratti collettivi ove previste. c) il trattamento economico e normativo spettante al lavoratore per la prestazione eseguita e la relativa indennità di disponibilità. ove esistenti. L'indennità di disponibilità collettivo. f) le eventuali misure di sicurezza specifiche necessarie in relazione al tipo di attività dedotta in contratto. specificando
. Art 35 (Forma e comunicazioni) 1. e del relativo preavviso di chiamata del lavoratore che in ogni caso non può essere inferiore a un giorno lavorativo. ovvero aggiornata periodicamente. n. eventualmente garantita dal lavoratore. anche in deroga alla vigente normativa in materia di minimale contributivo. b) luogo e la modalità della disponibilità. che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente ovvero presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell'orario con diritto al trattamento di integrazione salariale. corrisposta al lavoratore per i periodi nei quali il lavoratore stesso garantisce la disponibilità al datore di lavoro in attesa di utilizzazione. ove prevista. sentite le associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. con cui il datore di lavoro è legittimato a richiedere l'esecuzione della prestazione di lavoro. Nell'indicare gli elementi di cui al comma 1. che interessino lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente. 2. 2. divisibile in quote orarie. La misura di detta indennità è stabilita dai contratti collettivi e comunque non è inferiore alla misura prevista.della Legge 23 luglio 1991. 3. è esclusa dal computo di ogni istituto di legge o di contratto
4. Sulla indennità di disponibilità di cui al comma 1 i contributi sono versati per il loro effettivo ammontare. previste dall'articolo 34 che consentono la stipulazione del contratto. 626. e successive modificazioni. il datore di lavoro è altresì tenuto a informare con cadenza annuale le rappresentanze sindacali aziendali. e) i tempi e le modalità di pagamento della retribuzione e della indennità di disponibilità. nei limiti di cui al successivo articolo 36. Fatte salve previsioni più favorevoli dei contratti collettivi. In caso di malattia o di altro evento che renda temporaneamente impossibile rispondere alla chiamata. oggettive o soggettive. d) indicazione delle forme e modalità. nonché delle modalità di rilevazione della prestazione. 223. Art 36 (Indennità di disponibilità) 1. c) da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'articolo 4 del Decreto Legislativo 19 settembre 1994.
la restituzione della quota di indennità di disponibilità riferita al periodo successivo all'ingiustificato rifiuto.
. 5. congedi parentali. malattia professionale. Ove il lavoratore non provveda all'adempimento di cui al comma che precede. nonché nei periodi delle ferie estive o delle vacanze natalizie e pasquali l'indennità di disponibilità di cui all'articolo 36 è corrisposta al prestatore di lavoro solo in caso di effettiva chiamata da parte del datore di lavoro. Nel periodo di temporanea indisponibilità non matura il diritto alla indennità di disponibilità. dal contratto di lavoro. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 5 si applicano soltanto nei casi in cui il lavoratore si obbliga contrattualmente a rispondere alla chiamata del datore di lavoro. 2. Art 38 Principio di non discriminazione) 1. Fermi restando i divieti di discriminazione diretta e indiretta previsti dalla legislazione vigente.la durata dell'impedimento. 2. In tal caso. normativo e previdenziale del lavoratore intermittente è riproporzionato. nonché delle ferie e dei trattamenti per malattia. Ulteriori periodi predeterminati possono esser previsti dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale. salva diversa previsione del contratto individuale. il lavoratore intermittente non deve ricevere. perde il diritto alla indennità di disponibilità per un periodo di quindici giorni. 7. in particolare per quanto riguarda l'importo della retribuzione globale e delle singole componenti di essa. per i periodi lavorati. del mese o dell'anno) 1. Per tutto il periodo durante il quale il lavoratore resta disponibile a rispondere alla chiamata del datore di lavoro non è titolare di alcun diritto riconosciuto ai lavoratori subordinati n è matura alcun trattamento economico e normativo. in mancanza. maternità. un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello. Nel caso di lavoro intermittente per prestazioni da rendersi il fine settimana. Il trattamento economico. infortunio sul lavoro. Con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. salvo l'indennità di disponibilità di cui all'articolo 36. nonché un congruo risarcimento del danno nella misura fissata dai contratti collettivi o. Art 37 (Lavoro intermittente per periodi predeterminati nell'arco della settimana. a parità di mansioni svolte. 3. il rifiuto ingiustificato di rispondere alla chiamata può comportare la risoluzione del contratto. in ragione della prestazione lavorativa effettivamente eseguita. di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze. è stabilita la misura della retribuzione convenzionale in riferimento alla quale i lavoratori assunti ai sensi dell'articolo 33 possono versare la differenza contributiva per i periodi in cui abbiano percepito una retribuzione inferiore rispetto a quella convenzionale ovvero abbiano usufruito della indennità di disponibilità fino a concorrenza della medesima misura. 6.
comma 13. le dimissioni o il licenziamento di uno dei lavoratori coobbligati comportano l'estinzione dell'intero vincolo contrattuale. nel qual caso il rischio della impossibilità della prestazione per fatti attinenti a uno dei coobbligati è posta in capo all'altro obbligato. i lavoratori hanno la facoltà di determinare discrezionalmente e in qualsiasi momento sostituzioni tra di loro. Tale disposizione non trova applicazione se. l'altro prestatore di lavoro si renda disponibile ad adempiere l'obbligazione lavorativa. comma 1. su richiesta del datore di lavoro. Fermo restando il vincolo di solidarietà di cui al comma 1 e fatta salva una diversa intesa tra le parti contraenti. nel caso di impossibilità di uno o entrambi i lavoratori coobbligati. Capo II Lavoro ripartito Art 41 (Definizione e vincolo di solidarietà) 1. e delle prevalenti posizioni espresse da ciascuna delle due parti interessate. comma 2. 4. e dell'articolo 37. Eventuali sostituzioni da parte di terzi. comma 2. ai fini della applicazione di normative di legge. In caso di mancata stipulazione dell'accordo entro i quattro mesi successivi. Salvo diversa intesa tra le parti. Art 40 (Sostegno e valorizzazione della autonomia collettiva) 1.Art 39 (Computo del lavoratore intermittente) 1. 6. Il contratto di lavoro ripartito è uno speciale contratto di lavoro mediante il quale due lavoratori assumono in soli dell'adempimento di una unica e identica obbligazione lavorativa. nel qual caso il contratto di lavoro ripartito si trasforma in un normale contratto di lavoro subordinato di cui all'articolo 2094 del codice civile. integralmente o parzialmente. ai sensi dell'articolo 34. e dell'articolo 37. 3. Il prestatore di lavoro intermittente è computato nell'organico dell'impresa. sono vietate e possono essere ammesse solo previo consenso del datore di lavoro. il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali convoca le organizzazioni sindacali interessate dei datori di lavoro e dei lavoratori e le assiste al fine di promuovere l'accordo. comma 1. nonché di modificare consensualmente la collocazione temporale dell'orario di lavoro. ogni lavoratore resta personalmente e direttamente responsabile dell'adempimento della intera obbligazione lavorativa nei limiti di cui al presente capo. i casi in cui è ammissibile il ricorso al lavoro intermittente ai sensi della disposizione di cui all'articolo 34. Salvo diversa intesa tra le parti. Il contratto di lavoro ripartito elementi: è stipulato in forma scritta ai fini della prova dei seguenti è
. la determinazione da parte del contratto collettivo nazionale dei casi di ricorso al lavoro intermittente. in proporzione all'orario di lavoro effettivamente svolto nell'arco di ciascun semestre. il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali individua in via provvisoria e con proprio decreto. l'impedimento di entrambi i lavoratori coobbligati disciplinato ai sensi dell'articolo 1256 del codice civile. non sia intervenuta. 2. entro cinque mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. tenuto conto delle indicazioni contenute nell'eventuale accordo interconfederale di cui all'articolo 86. Qualora. 5. Art 42 (Forma e comunicazioni) 1. Fatte salve diverse intese tra le parti contraenti o previsioni dei contratti o accordi collettivi.
settimanale. c) le eventuali misure di sicurezza specifiche necessarie in relazione al tipo di attività dedotta in contratto. il lavoratore coobbligato deve ricevere. 2. il cui trattamento economico verrà ripartito fra i coobbligati proporzionalmente alla prestazione lavorativa effettivamente eseguita. La regolamentazione del lavoro ripartito è demandata alla contrattazione collettiva nel rispetto delle previsioni contenute nel presente capo. 3. Fermi restando i divieti di discriminazione diretta e indiretta previsti dalla legislazione vigente. infortunio sul lavoro. congedi parentali. 2. Legge 20 maggio 1970. Art 45 (Disposizioni previdenziali) 1. i lavoratori sono tenuti a informare preventivamente il datore di lavoro. 2. Ciascuno dei lavoratori coobbligati ha diritto di partecipare alle riunioni assembleari di cui all'articolo 20. nel caso di prestazioni rese a favore di un datore di lavoro. malattia professionale. nonché il trattamento economico e normativo spettante a ciascun lavoratore. un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello. nonché delle ferie e dei trattamenti per malattia. la vecchiaia ed i superstiti.a) la misura percentuale e la collocazione temporale del lavoro giornaliero. entro il previsto limite complessivo di dieci ore annue. in ragione della prestazione lavorativa effettivamente eseguita.
. secondo le intese tra loro intercorse. e fatto salvo quanto stabilito nel presente capo. la normativa generale del lavoro subordinato in quanto compatibile con la particolare natura del rapporto di lavoro ripartito. In assenza di contratti collettivi. in merito all'orario di lavoro di ciascuno dei soggetti coobbligati. b) il luogo di lavoro. ferma restando la possibilità per gli stessi lavoratori di determinare discrezionalmente. a parità di mansioni svolte. trova applicazione. salvo conguaglio a fine anno a seguito dell'effettivo svolgimento della prestazione lavorativa. della indennità di malattia e di ogni altra prestazione previdenziale e assistenziale e delle relative contribuzioni connesse alla durata giornaliera. Ai fini delle prestazioni della assicurazione generale e obbligatoria per la invalidità. 300. la sostituzione tra di loro ovvero la modificazione consensuale della distribuzione dell'orario di lavoro. n. con cadenza almeno settimanale. in particolare per quanto riguarda l'importo della retribuzione globale e delle singole componenti di essa. Art 44 (Principio di non discriminazione) 1. settimanale. per i periodi lavorati. mensile o annuale della prestazione lavorativa i lavoratori contitolari del contratto di lavoro ripartito sono assimilati ai lavoratori a tempo parziale. Il trattamento economico e normativo dei lavoratori coobbligati è riproporzionato. Ai fini della possibilità di certificare le assenze. Il calcolo delle prestazioni e dei contributi andrà tuttavia effettuato non preventivamente ma mese per mese. in qualsiasi momento. Art 43 (Disciplina applicabile) 1. mensile o annuale che si prevede venga svolto da ciascuno dei lavoratori coobbligati.
151. ovvero dalle rappresentanze sindacali unitarie possono determinare condizioni e modalità della prestazione lavorativa del rapporto di lavoro di cui al comma 2.”. e successive modificazioni.”. d) all'articolo 3. n. 368. o l'eventuale minor orario normale fissato dai contratti collettivi applicati. il comma 4 è sostituito dal seguente: “Le assunzioni a termine. e successive modificazioni. di cui all'articolo 8 della Legge 23 luglio 1991. e) all'articolo 3. I contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui all'articolo 19 della Legge 20 maggio 1970. comma 1. Al Decreto Legislativo 25 febbraio 2000. il comma 3 è sostituito dal seguente: “3. n. il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. f) all'articolo 3. di cui al Decreto Legislativo 9 ottobre 2001.”. n. del decreto legislativo 8 aprile 2003. 300. comma 2. nonché le conseguenze del superamento delle ore di lavoro supplementare consentite dai contratti collettivi stessi. n. 223. 3 e 4. b) all'articolo 1. n.”. I contratti collettivi stipulati dai soggetti indicati nell'articolo 1. il comma 3 è sostituito dal seguente: “3. il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. prevedere per specifiche figure o livelli professionali modalità particolari di attuazione delle discipline rimesse alla contrattazione collettiva ai sensi del presente decreto. comma 3.”. 61. Nelle ipotesi di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale.Capo III Lavoro a tempo parziale Art 46 (Norme di modifica al Decreto Legislativo 25 febbraio 2000. 61. è soppresso. altresì. n. così come modificato dal Decreto Legislativo 26 febbraio 2001. possono essere effettuate anche con rapporto a tempo parziale. nel rispetto di quanto previsto dai commi 2. c) all'articolo 1. stabiliscono il numero massimo delle ore di lavoro supplementare effettuabili e le relative causali in relazione alle quali si consente di richiedere ad un lavoratore a tempo parziale lo svolgimento di lavoro supplementare.
. L'effettuazione di prestazioni di lavoro supplementare richiede il consenso del lavoratore interessato ove non prevista e regolamentata dal contratto collettivo. anche a tempo determinato ai sensi dell'articolo 1 del Decreto Legislativo 9 ottobre 2001. g) all'articolo 3. sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 1. 100. e successive modifiche e integrazioni) 1. ai sensi dei commi 2 e 3. n. Il rifiuto da parte del lavoratore non può integrare in nessun caso gli estremi del giustificato motivo di licenziamento. comma 2. e di cui all'articolo 4 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001. ultimo periodo. I contratti collettivi nazionali possono. 368.”. n. il comma 4. 66. il datore di lavoro ha facoltà di richiedere lo svolgimento di prestazioni supplementari rispetto a quelle concordate con il lavoratore ai sensi dell'articolo 2. n. la lettera a) è sostituita dalla seguente: b) “a) per "tempo pieno" l'orario normale di lavoro di cui all'articolo 3.
il comma 5 è sostituito dal seguente: “5. reso. k) all'articolo 3. Nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto possono essere stabilite anche clausole elastiche relative alla variazione in aumento della durata della prestazione lavorativa. L'esercizio da parte del datore di lavoro del potere di variare in aumento la durata della prestazione lavorativa. il comma 10 è sostituito dal seguente: “10. o il proprio rapporto di lavoro a tempo parziale in rapporto a tempo pieno. fatte salve le intese tra le parti. il comma 8 è sostituito dal seguente: “8. nel rispetto di quanto previsto dal presente comma e dai commi 8 e 9. 3) i limiti massimi di variabilità in aumento della durata della prestazione lavorativa. il comma 6 è abrogato. m) all'articolo 3. non costituisce giustificato motivo di licenziamento. stabiliscono: 1) condizioni e modalità in relazione alle quali il datore di lavoro può modificare la collocazione temporale della prestazione lavorativa. nonché il diritto a specifiche compensazioni. L'eventuale rifiuto del lavoratore non integra gli estremi del giustificato motivo di licenziamento. l) all'articolo 3. nonché di modificare la collocazione temporale della stessa comporta in favore del prestatore di lavoro un preavviso. il comma 7 è sostituito dal seguente: “7. I contratti collettivi. Su accordo delle parti risultante da
. anche contestuale al contratto di lavoro. le parti del contratto di lavoro a tempo parziale possono. Nel rapporto di lavoro a tempo parziale verticale o misto. anche a tempo determinato. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 2. comma 3. i) all'articolo 3. stipulati dai soggetti indicati nell'articolo 1. L'inserzione nel contratto di lavoro a tempo parziale di clausole flessibili o elastiche ai sensi del comma 7 è possibile anche nelle ipotesi di contratto di lavoro a termine.”. Il rifiuto di un lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale.h) all'articolo 3.”. A tali prestazioni si applica la disciplina legale e contrattuale vigente ed eventuali successive modifiche ed integrazioni in materia di lavoro straordinario nei rapporti a tempo pieno.”. su richiesta del lavoratore. La disponibilità allo svolgimento del rapporto di lavoro a tempo parziale ai sensi del comma 7 richiede il consenso del lavoratore formalizzato attraverso uno specifico patto scritto.”. nella misura ovvero nelle forme fissate dai contratti collettivi di cui all'articolo 1. con l'assistenza di un componente della rappresentanza sindacale aziendale indicato dal lavoratore medesimo. o) l'articolo 5 è sostituito dal seguente: Art 5 (Tutela ed incentivazione del lavoro a tempo parziale) 1. 2) condizioni e modalità in relazioni alle quali il datore di lavoro può variare in aumento la durata della prestazione lavorativa. 12.”. comma 2. di almeno due giorni lavorativi. n) i commi 11. comma 3. 13 e 15 dell'articolo 3 sono soppressi. concordare clausole flessibili relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione stessa. j) all'articolo 3. è consentito lo svolgimento di prestazioni lavorative straordinarie. il comma 9 è sostituito dal seguente: “9.
possono provvedere ad individuare criteri applicativi con riguardo a tale disposizione. è ammessa la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale. non comporta la nullità del contratto di lavoro a tempo parziale. 4. in aggiunta alla retribuzione dovuta.”. 8. comma 3. o. comma 7. anche mediante comunicazione scritta in luogo accessibile a tutti nei locali dell'impresa. un diritto di precedenza in favore dei lavoratori assunti a tempo parziale in attività presso unità produttive site nello stesso ambito comunale. comma 3.”. In caso di assunzione di personale a tempo parziale il datore di lavoro è tenuto a darne tempestiva informazione al personale già dipendente con rapporto a tempo pieno occupato in unità produttive site nello stesso ambito comunale. il comma 2 è sostituito dal seguente: “L'eventuale mancanza o indeterminatezza nel contratto scritto delle indicazioni di cui all'articolo 2. adibiti alle stesse mansioni od a mansioni equivalenti rispetto a quelle con riguardo alle quali è prevista l'assunzione. risolte mediante le procedure di conciliazione ed eventualmente di arbitrato previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro di cui all'articolo 1.
. su richiesta del lavoratore può essere dichiarata la sussistenza fra le parti di un rapporto di lavoro a tempo pieno a partire dalla data del relativo accertamento giudiziale. anche a tempo determinato. in mancanza. Al rapporto di lavoro a tempo parziale risultante dalla trasformazione si applica la disciplina di cui al presente decreto legislativo. dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: “2-bis. Qualora invece l'omissione riguardi la sola collocazione temporale dell'orario. comma 3. il giudice provvede a determinare le modalità temporali di svolgimento della prestazione lavorativa a tempo parziale con riferimento alle previsioni dei contratti collettivi di cui all'articolo 3. commi 7.”. Il contratto individuale può prevedere. 3. s) all'articolo 8. con valutazione equitativa. è fatta salva la possibilità di concordare per iscritto clausole elastiche o flessibili ai sensi dell'articolo 3. saranno definiti.atto scritto. Qualora l'omissione riguardi la durata della prestazione lavorativa. da liquidarsi con valutazione equitativa. nell'ambito della riforma del sistema degli incentivi all'occupazione. Per il periodo antecedente la data della pronuncia della sentenza. p) il comma 2 dell'articolo 6 è soppresso. senza il rispetto di quanto stabilito dall'articolo 3. Gli incentivi economici all'utilizzo del lavoro a tempo parziale. comma 7. q) l'articolo 7 è soppresso. le controversie di cui al presente comma ed al comma 1 possono essere. convalidato dalla direzione provinciale del lavoro competente per territorio. In assenza di contratti collettivi datore di lavoro e prestatore di lavoro possono concordare direttamente l'adozione di clausole elastiche o flessibili ai sensi delle disposizioni che precedono. comma 2. il lavoratore ha in entrambi i casi diritto. 9 comporta a favore del prestatore di lavoro il diritto. r) all'articolo 8. nonché delle esigenze del datore di lavoro. alla corresponsione di un ulteriore emolumento a titolo di risarcimento del danno. della sua necessità di integrazione del reddito derivante dal rapporto a tempo parziale mediante lo svolgimento di altra attività lavorativa. in aggiunta alla retribuzione dovuta. In luogo del ricorso all'autorità giudiziaria. Nel corso del successivo svolgimento del rapporto. tenendo conto in particolare delle responsabilità familiari del lavoratore interessato. 2. 2-ter. I contratti collettivi di cui all'articolo 1. alla corresponsione di un ulteriore emolumento a titolo di risarcimento del danno. ed a prendere in considerazione le eventuali domande di trasformazione a tempo parziale del rapporto dei dipendenti a tempo pieno. in caso di assunzione di personale a tempo pieno. compatibilmente con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato. Lo svolgimento di prestazioni elastiche o flessibili di cui all'articolo 3.
2. c) contratto di apprendistato per l'acquisizione di un diploma oper percorsi di alta formazione. b) contratto di apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale. Titolo VI Apprendistato e contratto di inserimento Capo I Apprendistato Art 47 (Definizione. per i quali residui una ridotta capacità lavorativa. o che comunque ne abbia in numero inferiore a tre.”. dei crediti professionali e formativi acquisiti. Ferme restando le disposizioni vigenti in materia di diritto-dovere di istruzione e di formazione. La durata del contratto è determinata in considerazione della qualifica da conseguire. anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita. accertata da una commissione medica istituita presso l'azienda unità sanitaria locale territorialmente competente. nonché del bilancio delle competenze realizzato dai servizi pubblici per l'impiego o dai soggetti privati
. in fine. I lavoratori affetti da patologie oncologiche. La presente norma non si applica alle imprese artigiane per le quali trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 4 della Legge 8 agosto 1985. hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale od orizzontale. Restano in ogni caso salve disposizioni più favorevoli per il prestatore di lavoro. Art 48 (Apprendistato per l'espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione) 1. 3.t) dopo l'articolo 12 è aggiunto. 2. Possono essere assunti. n. Il contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto dovere di istruzione e di formazione ha durata non superiore a tre anni ed è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale. 443. il seguente: Art 12-bis (Ipotesi di trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale) 1. Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere con contratto di apprendistato non può superare il 100 per cento delle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il datore di lavoro stesso. il contratto di apprendistato è definito secondo le seguenti tipologie: a) contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione. tipologie e limiti quantitativi) 1. Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati. può assumere apprendisti in numero non superiore a tre. In attesa della regolamentazione del contratto di apprendistato ai sensi del presente decreto continua ad applicarsi la vigente normativa in materia. Il rapporto di lavoro a tempo parziale deve essere trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno a richiesta del lavoratore. in tutti i settori di attività. con contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione i giovani e gli adolescenti che abbiano compiuto quindici anni. del titolo di studio.
2. n. in tutti i settori di attività. c) rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale. della qualifica professionale ai fini contrattuali.accreditati. I contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o regionale stabiliscono. sentite le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. b) divieto di stabilire il compenso dell'apprendista secondo tariffe di cottimo. n. d) divieto per il datore di lavoro di recedere dal contratto di apprendistato in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo. dell'Università e della ricerca. nel rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi: a) definizione della qualifica professionale ai sensi della Legge 28 marzo 2003. conseguita ai sensi della Legge 28 marzo 2003. 3. e) registrazione della formazione effettuata nel libretto formativo. la durata del contratto di apprendistato
. contenente indicazione della prestazione lavorativa oggetto del contratto. f) presenza di un tutore aziendale con formazione e competenze adeguate. 3. n. La regolamentazione dei profili formativi dell'apprendistato per l'espletamento del dirittodovere di istruzione e formazione è rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano. trasversali e tecnico-professionali. delle modalità di erogazione della formazione aziendale nel rispetto degli standard generali fissati dalle regioni competenti. nonché della qualifica che potrà essere acquisita al termine del rapporto di lavoro sulla base degli esiti della formazione aziendale od extra aziendale. d'intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero dell'Istruzione. anche all'interno degli enti bilaterali. del piano formativo individuale. c) possibilità per il datore di lavoro di recedere dal rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato ai sensi di quanto disposto dall'articolo 2118 del codice civile. 53. il contratto di apprendistato professionalizzante può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età. i soggetti di età compresa tra i diciotto anni e i ventinove anni. Art 49 (Apprendistato professionalizzante) 1. n. 53. esterna od interna alla azienda. d) riconoscimento sulla base dei risultati conseguiti all'interno del percorso di formazione. congruo al conseguimento della qualifica professionale in funzione di quanto stabilito al comma 2 e secondo standard minimi formativi definiti ai sensi della Legge 28 marzo 2003. 53. mediante l'accertamento dei crediti formativi definiti ai sensi della Legge 28 marzo 2003. con contratto di apprendistato professionalizzante. esterna e interna alla impresa. territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative per la determinazione. Possono essere assunti. b) previsione di un monte ore di formazione. in ragione del tipo di qualificazione da conseguire. Il contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione è disciplinato in base ai seguenti principi: a) forma scritta del contratto. Per soggetti in possesso di una qualifica professionale. per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e la acquisizione di competenze di base. 4. 53.
del piano formativo individuale. interna o esterna alla azienda. di almeno centoventi ore per anno. La regolamentazione dei profili formativi dell'apprendistato professionalizzante è rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano. non può comunque essere inferiore a due anni e superiore a sei. e) divieto per il datore di lavoro di recedere dal contratto di apprendistato in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo. nonché della eventuale qualifica che potrà essere acquisita al termine del rapporto di lavoro sulla base degli esiti della formazione aziendale od extra aziendale. 5 bis Fino all’approvazione della Legge Regionale prevista dal comma 5. 144. d) possibilità di sommare i periodi di apprendistato svolti nell'ambito del diritto-dovere di istruzione e formazione con quelli dell'apprendistato professionalizzante nel rispetto del limite massimo di durata di cui al comma 3. e) presenza di un tutore aziendale con formazione e competenze adeguate. contenente indicazione della prestazione oggetto del contratto. d) registrazione della formazione effettuata nel libretto formativo. c) riconoscimento sulla base dei risultati conseguiti all'interno del percorso di formazione. in ogni caso. Possono essere assunti. b) divieto di stabilire il compenso dell'apprendista secondo tariffe di cottimo. n. in tutti i settori di attività.professionalizzante che. Art 50 (Apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione) 1. Il contratto di apprendistato professionalizzante è disciplinato in base ai seguenti principi: a) forma scritta del contratto. la disciplina dell’apprendistato professionalizzante è rimessa ai contratti collettivi nazionali di categoria stipulati da associazioni dei datori di lavoro e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul paino nazionale. con contratto di apprendistato per conseguimento di un titolo di studio di livello secondario. i soggetti di età compresa tra i diciotto anni e i ventinove anni. 4. per la acquisizione di competenze di base e tecnico-professionali. territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative per la determinazione. delle modalità di erogazione e della articolazione della formazione.
. per il conseguimento di titoli di studio universitari e della alta formazione. d'intesa con le associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano regionale e nel rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi: a) previsione di un monte ore di formazione formale. 5. anche all'interno degli enti bilaterali. nonché per la specializzazione tecnica superiore di cui all'articolo 69 della Legge 17 maggio 1999. esterna e interna alle singole aziende. esterna e interna alla impresa. della qualifica professionale ai fini contrattuali. anche in relazione alla capacità formativa interna rispetto a quella offerta dai soggetti esterni. b) rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale. c) possibilità per il datore di lavoro di recedere dal rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato ai sensi di quanto disposto dall'articolo 2118 del codice civile.
Art 53 (Incentivi economici e normativi e disposizioni previdenziali) 1. i lavoratori assunti con contratto di apprendistato sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l'applicazione di particolari normative e istituti.2. 49. d'intesa con la Conferenza Stato. la categoria di inquadramento del lavoratore non potrà essere inferiore. della Università e della Ricerca. e 50. e i rappresentanti della Conferenza Stato regioni. n. nel rispetto delle competenze delle regioni e province autonome e di quanto stabilito nell'Accordo in Conferenza Unificata Stato regioni autonomie locali del 18 febbraio 2000 e nel decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale del 31 maggio 2001. Ferme restando le intese vigenti. le università e le altre istituzioni formative. 3. 2. e 50. il datore di lavoro è tenuto a versare la quota dei contributi agevolati maggiorati del 100 per cento. Art 51 (Crediti formativi) 1. 53. 3. Allo scopo di armonizzare le diverse qualifiche professionali è istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il repertorio delle professioni predisposto da un apposito organismo tecnico di cui fanno parte il Ministero dell’Istruzione. Durante il rapporto di apprendistato. Art 52 (Repertorio delle professioni) 1. le associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. comma 2. 3. per più di due livelli. per i soli profili che attengono alla formazione. il contratto di apprendistato di cui al comma 1 può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età. In caso di inadempimento nella erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che sia tale da impedire la realizzazione delle finalità di cui agli articoli 48. e previa intesa con le regioni e le province autonome definisce le modalità di riconoscimento dei crediti di cui al comma che precede. Fatte salve specifiche previsioni di legge o di contratto collettivo. alla categoria spettante. In attesa della riforma del sistema degli incentivi alla occupazione. In caso di inadempimento nella erogazione della formazione di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che sia tale da impedire la realizzazione delle finalità di cui agli articoli 48.regioni. della Università e della Ricerca. il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Entro dodici mesi dalla entrata in vigore del presente decreto. Per soggetti in possesso di una qualifica professionale conseguita ai sensi della Legge 28 marzo 2003. comma 2. comma 1. comma 1. 2. restano fermi gli attuali sistemi di incentivazione economica la cui erogazione sarà tuttavia soggetta alla effettiva verifica della formazione svolta secondo le modalità definite con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali è finalizzato il contratto. il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine
. in accordo con le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro. in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro. di concerto con il Ministero dell’Istruzione. comma 1. la regolamentazione e la durata dell'apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione è rimessa alle regioni. La qualifica professionale conseguita attraverso il contratto di apprendistato costituisce credito formativo per il proseguimento nei percorsi di istruzione e di istruzione e formazione professionale. comma 1. 49.
sia inferiore almeno del 20 per cento di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10 per cento quello maschile. f) persone riconosciute affette. Il contratto di inserimento è un contratto di lavoro diretto a realizzare. I contratti di inserimento possono essere stipulati da: a) enti pubblici economici. al termine del rapporto di lavoro. 2. d) lavoratori che desiderino riprendere una attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni. sportive. A tale fine non si computano i lavoratori che si siano dimessi. ai sensi della normativa vigente. da un grave handicap fisico. Agli effetti della presente disposizione si considerano mantenuti in servizio i soggetti
.del periodo di apprendistato. pubblici e privati. nonché i contratti non trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato in misura pari a quattro contratti. e successive modificazioni e integrazioni. i contratti risolti nel corso o al termine del periodo di prova. quelli licenziati per giusta causa e quelli che. c) associazioni professionali. Per poter assumere mediante contratti di inserimento i soggetti di cui al comma 2 devono avere mantenuto in servizio almeno il sessanta per cento dei lavoratori il cui contratto di inserimento sia venuto a scadere nei diciotto mesi precedenti. c) lavoratori con più di cinquanta anni di età che siano privi di un posto di lavoro. socio-culturali. Resta ferma la disciplina previdenziale e assistenziale prevista dalla Legge 19 gennaio 1955. La maggiorazione così stabilita esclude l’applicazione di qualsiasi altra sanzione prevista in caso di omessa contribuzione. b) gruppi di imprese. d) fondazioni. b) disoccupati di lunga durata da ventinove fino a trentadue anni. e) enti di ricerca. 3. imprese e loro consorzi. mediante un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del lavoratore a un determinato contesto lavorativo. l'inserimento ovvero il reinserimento nel mercato del lavoro delle seguenti categorie di persone: a) soggetti di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni. e) donne di qualsiasi età residenti in una area geografica in cui il tasso di occupazione femminile determinato con apposito decreto del Ministro dei Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. abbiano rifiutato la proposta di rimanere in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. mentale o psichico. f) organizzazioni e associazioni di categoria. 25. Capo II Contratto di inserimento Art 54 (Definizione e campo di applicazione) 1. maggiorata del 100 per cento. 4. n.
n. il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali individua in via provvisoria e con proprio decreto. nei diciotto mesi precedenti alla assunzione del lavoratore. Qualora. la determinazione da parte del contratto collettivo nazionale di lavoro delle modalità di definizione dei piani individuali di inserimento. linee-guida e codici di comportamento diretti ad agevolare il conseguimento dell'obiettivo di cui al comma 1. 4. In caso di gravi inadempienze nella realizzazione del progetto individuale di inserimento di cui sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che siano tali da impedire la realizzazione della finalità di cui all’articolo 54. comma 13. sia venuto a scadere un solo contratto di inserimento. nel corso del suo svolgimento sia stato trasformato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. in materia di contratto di reinserimento dei lavoratori disoccupati. In caso di gravi inadempienze nella realizzazione del progetto individuale di inserimento il datore di lavoro è tenuto a versare la quota dei contributi agevolati maggiorati del 100 per cento. anche all'interno degli enti bilaterali. e delle prevalenti posizioni espresse da ciascuna delle due parti interessate. Art 55 (Progetto individuale di inserimento) 1. In caso di mancata stipulazione dell'accordo entro i quattro mesi successivi. 223. Restano in ogni caso applicabili. 4. ai sensi del comma 2. anche attraverso il ricorso ai fondi interprofessionali per la formazione continua. se più favorevoli. Condizione per l'assunzione con contratto di inserimento è la definizione. le modalità di definizione dei piani individuali di inserimento di cui al comma 2. 3. il datore di lavoro è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di inserimento. entro cinque mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. di un progetto individuale di inserimento.per i quali il rapporto di lavoro. 5. maggiorata del 100 per cento. comma 1. La formazione eventualmente effettuata durante l'esecuzione del rapporto di lavoro dovrà essere registrata nel libretto formativo. tenuto conto delle indicazioni contenute nell'eventuale accordo interconfederale di cui all'articolo 86. 5. e successive modificazioni. nonché le modalità di definizione e sperimentazione di orientamenti. n. 2. con il consenso del lavoratore. il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali convoca le organizzazioni sindacali interessate dei datori di lavoro e dei lavoratori e le assiste al fine di promuovere l'accordo. 300. non sia intervenuta. La maggiorazione così stabilita esclude l’applicazione di qualsiasi altra sanzione prevista in caso di omessa contribuzione. le disposizioni di cui all'articolo 20 della Legge 23 luglio 1991. La disposizione di cui al comma 3 non trova applicazione quando.
. in funzione dell'adeguamento delle capacità professionali del lavoratore. finalizzato a garantire l'adeguamento delle competenze professionali del lavoratore stesso al contesto lavorativo. le modalità di definizione dei piani individuali di inserimento con particolare riferimento alla realizzazione del progetto. 5. I contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui all'articolo 19 della Legge 20 maggio 1970. ovvero dalle rappresentanze sindacali unitarie determinano.
Art 59 (Incentivi economici e normativi) 1. Art 57 (Durata) 1. Salvo diversa previsione dei contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e dei contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui all'articolo 19 della Legge 20 maggio 1970. Il contratto di inserimento non è rinnovabile tra le stesse parti. e). i lavoratori assunti con contratto di inserimento sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l'applicazione di particolari normative e istituti. ai contratti di inserimento si applicano. per quanto compatibili. salvo non esista diversa previsione da parte dei contratti collettivi nazionali o territoriali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. per più di 2 livelli. In caso di assunzione di lavoratori di cui all'articolo 54. 2. alla categoria spettante. lettera f). le disposizioni di cui al Decreto Legislativo 6 settembre 2001. ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali è preordinato il progetto di inserimento oggetto del contratto. In mancanza di forma scritta il contratto è nullo e il lavoratore si intende assunto a tempo indeterminato. 2. in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro. alla categoria spettante. 54. ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali è preordinato il progetto di inserimento oggetto del contratto. Durante il rapporto di inserimento. lett. la durata massima può essere estesa fino a trentasei mesi. e successive modificazioni. Il sotto inquadramento non trova applicazione per la categoria di lavoratori di cui all’art. Nel computo del limite massimo di durata non si tiene conto degli eventuali periodi dedicati allo svolgimento del servizio militare o di quello civile. 368. Art 58 (Disciplina del rapporto di lavoro) 1. Eventuali proroghe del contratto sono ammesse entro il limite massimo di durata indicato al comma 1.
.Art 56 (Forma) 1. 1. Durante il rapporto di inserimento. I contratti collettivi di cui al comma 1 possono stabilire le percentuali massime dei lavoratori assunti con contratto di inserimento. 300. ovvero dalle rappresentanze sindacali unitarie. Fatte salve specifiche previsioni di contratto collettivo. in applicazione del contratto colletto nazionale di lavoro. n. per più di due livelli. comma 1. la categoria di inquadramento del lavoratore non può essere inferiore. Il contratto di inserimento è stipulato in forma scritta e in esso deve essere specificamente indicato il progetto individuale di inserimento di cui all'articolo 55. la categoria di inquadramento del lavoratore non può essere inferiore. Il contratto di inserimento ha una durata non inferiore a nove mesi e non può essere superiore ai diciotto mesi. 2. 2. 3. comma 1. n. nonché dei periodi di astensione per maternità.
In attesa della riforma del sistema degli incentivi alla occupazione. gli incentivi economici previsti dalla disciplina vigente in materia di contratto di formazione e lavoro trovano applicazione con esclusivo riferimento ai lavoratori di cui all'articolo 54. l’accesso ai benefici economici di cui allo stesso comma 2 secondo il criterio della priorità della data della stipula del contratto di formazione e lavoro. Ai contratti di formazione e lavoro stipulati dal 24 ottobre 2003 e fino al 31 ottobre 2004. con fini orientativi e di addestramento pratico. i datori di lavoro. comma. entro 30 giorni dalla stipula. 2. Tale durata è quella massima in caso di pluralità di tirocini. ad eccezione dei benefici economici previsti in materia di contratti di formazione e lavoro. per i quali si applica la disciplina di cui al comma 2.
. n. 5. si applica la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore del presente Decreto Legislativo. L’INPS ammette. devono presentare. il termine della presentazione delle domande di cui al comma 2.000 lavoratori. 3. regolarmente iscritto a un ciclo di studi presso l'università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado. Per poter accedere ai benefici economici previsti dalla disciplina vigente prima della data del 24 ottobre 2003 in materia di contratti di formazione e lavoro. Salvo quanto previsto ai commi precedenti ai tirocini estivi si applicano le disposizioni di cui all'articolo 18 della Legge n. domanda all’INPS contenente l’indicazione del numero dei contratti stipulati. Eventuali borse lavoro erogate a favore del tirocinante non possono superare l'importo massimo mensile di 600 euro. Alla domanda va allegata copia delle rispettive autorizzazioni. Salvo diversa previsione dei contratti collettivi. 2 Il tirocinio estivo di orientamento ha una durata non superiore a tre mesi e si svolge nel periodo compreso tra la fine dell'anno accademico e scolastico e l'inizio di quello successivo. lettere b). dell’articolo 59 bis del Decreto Legislativo 10 settembre 2003. pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee il 13 dicembre 2002. 2204/2002 della Commissione del 5 dicembre 2002. Si definiscono tirocini estivi di orientamento i tirocini promossi durante le vacanze estive a favore di un adolescente o di un giovane. 4. Art 60 (Tirocini estivi di orientamento) 1. 276.3. 1. 196 del 1997 e al decreto del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale 25 marzo 1998. 142. n. 2. L’accesso ai benefici è comunque concesso in via prioritaria ai contratti di formazione e lavoro stipulati nell’ambito di contratti d’area o patti territoriali”. che abbiano stipulato i contratti di cui al comma 1. e) ed f) nel rispetto del regolamento (CE) n. decorre dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. 3. Per i contratti di formazione e lavoro già stipulati. nel limite massimo complessivo di 16. non sono previsti limiti percentuali massimi per l'impiego di adolescenti o giovani al tirocinio estivo di orientamento. Art 59-bis (Disciplina transitoria dei contratti di formazione e lavoro) 1. entro il 30 novembre 2004 e nel limite numerico di cui al comma 2. c). sulla base di progetti autorizzati entro il 23 ottobre 2003. d).
nonché i tempi e le modalità di pagamento e la disciplina dei rimborsi spese. 289. che viene dedotto in contratto. Il contratto di lavoro a progetto è stipulato in forma scritta e deve contenere. nonché coloro che percepiscono la pensione di vecchiaia. fermo restando quanto disposto dall'articolo 66. alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal CONI. c) il corrispettivo e i criteri per la sua determinazione. d) le forme di coordinamento del lavoratore a progetto al committente sulla esecuzione. salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia superiore a 5 mila euro. Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali. o fasi di esso. esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. individuata nel suo contenuto caratterizzante.
. i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. nonché i rapporti e le attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque rese e utilizzate a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali. prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione. Art 62 (Forma) 1. determinata o determinabile. ai fini della prova. 4. e) le eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore a progetto. i seguenti elementi: a) indicazione della durata. comma 4. Le disposizioni contenute nel presente capo non pregiudicano l'applicazione di clausole di contratto individuale o di accordo collettivo più favorevoli per il collaboratore a progetto. Dalla disposizione di cui al comma 1 sono escluse le prestazioni occasionali. della prestazione lavorativa. anche temporale. n. del codice di procedura civile devono essere riconducibili a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato. della prestazione di lavoro. n. b) indicazione del progetto o programma di lavoro.Titolo VII Tipologie contrattuali a progetto e occasionali Capo I Lavoro a progetto e lavoro occasionale Art 61 (Definizione e campo di applicazione) 1. intendendosi per tali i rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell'anno solare con lo stesso committente. come individuate e disciplinate dall'articolo 90 della Legge 27 dicembre 2002. 2. 3. 3. nel qual caso trovano applicazione le disposizioni contenute nel presente capo. di cui all'articolo 409. nel rispetto del coordinamento con la organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione della attività lavorativa. Ferma restando la disciplina per gli agenti e i rappresentanti di commercio. Sono altresì esclusi dal campo di applicazione del presente capo i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e i partecipanti a collegi e commissioni. che in ogni caso non possono essere tali da pregiudicarne l'autonomia nella esecuzione dell'obbligazione lavorativa.
Il lavoratore a progetto ha diritto di essere riconosciuto autore della invenzione fatta nello svolgimento del rapporto. I contratti di lavoro di cui al presente capo si risolvono al momento della realizzazione del progetto o del programma o della fase di esso che ne costituisce l'oggetto. compreso quanto previsto dall'articolo 12-bis della Legge 22 aprile 1941. ai rapporti che rientrano nel campo di applicazione del presente capo si applicano le norme sulla sicurezza e igiene del lavoro di cui al Decreto Legislativo n. le norme di cui all'articolo 51. la malattia e l'infortunio del collaboratore a progetto non comportano l'estinzione del rapporto contrattuale. n. Salvo diverso accordo tra le parti il collaboratore a progetto può svolgere la sua attività a favore di più committenti. ovvero superiore a trenta giorni per i contratti di durata determinabile. 633. I diritti e gli obblighi delle parti sono regolati dalle leggi speciali. Art 65 (Invenzioni del collaboratore a progetto) 1. sul processo del lavoro e di cui all'articolo 64 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001. che si estingue alla scadenza. quando essa sia determinata. La gravidanza. della Legge 23 dicembre 1999. 533. salva più favorevole disposizione del contratto individuale. comma 1. senza erogazione del corrispettivo. e successive modificazioni. Il collaboratore a progetto non deve svolgere attività in concorrenza con i committenti n è. e successive modificazioni e integrazioni. n. Oltre alle disposizioni di cui alla Legge 11 agosto 1973. Art 66 (Altri diritti del collaboratore a progetto) 1. e del decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale in data 12 gennaio 2001.Art 63 (Corrispettivo) 1. Il committente può comunque recedere dal contratto se la sospensione si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita nel contratto. 3. Salva diversa previsione del contratto individuale. in ogni caso. Art 64 (Obbligo di riservatezza 1. che rimane sospeso. Art 67 (Estinzione del contratto e preavviso) 1. nonché le norme di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. in caso di malattia e infortunio la sospensione del rapporto non comporta una proroga della durata del contratto. diffondere notizie e apprezzamenti attinenti ai programmi e alla organizzazione di essi. In caso di gravidanza. 2.
. atti in pregiudizio della attività dei committenti medesimi. 2. Il compenso corrisposto ai collaboratori a progetto deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito. 2. n è compiere. e successive modificazioni. e deve tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del rapporto. in qualsiasi modo. 71 del 26 marzo 2001. 4. 626 del 1994 e successive modifiche e integrazioni. 151. quando la prestazionelavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente. 488. n. la durata del rapporto è prorogata per un periodo di centottanta giorni. pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. n.
Art 69 (Divieto di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa atipici e conversione del contratto) 1. ovvero in procinto di uscirne. c) dei piccoli lavori di giardinaggio. programma di lavoro o fase di esso ai sensi dell'articolo 61.
. 2. ammalate o con handicap. limitatamente al commercio. Qualora venga accertato dal giudice che il rapporto instaurato ai sensi dell'articolo 61 sia venuto a configurare un rapporto di lavoro subordinato. comma 1. all'accertamento della esistenza del progetto. I diritti derivanti dalle disposizioni contenute nel presente capo possono essere oggetto di rinunzie o transazioni tra le parti in sede di certificazione del rapporto di lavoro di cui al Titolo V del presente decreto legislativo. nonché di pulizia e manutenzione di edifici e monumenti. Art 68 (Rinunzie e transazioni) 1. organizzative o produttive che spettano al committente. 3. 1. al turismo e ai servizi. programma di lavoro o fase di esso dei contratti di cui all’articolo 61.2. comma 1. d) della realizzazione di manifestazioni sociali. i diritti derivanti da un rapporto di lavoro già in essere possono essere oggetto di rinunzie o transazioni tra le parti in sede di certificazione del rapporto di lavoro di cui al Titolo VIII secondo lo schema dell’articolo 2113 del codice civile. il controllo giudiziale è limitato esclusivamente. incluso il preavviso. esso si trasforma in un rapporto di lavoro subordinato corrispondente alla tipologia negoziale di fatto realizzatasi tra le parti. Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura meramente occasionale rese da soggetti a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro. in conformità ai principi generali dell'ordinamento. compresa la assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane. 230 bis del CC. b) dell'insegnamento privato supplementare. sono considerati rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto. culturali o caritatevoli. Le parti possono recedere prima della scadenza del termine per giusta causa ovvero secondo le diverse causali o modalità. Nella riconduzione a un progetto. stabilite dalle parti nel contratto di lavoro individuale. nell'ambito: a) dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario. Ai fini del giudizio di cui al comma 2. e) della collaborazione con enti pubblici e associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di emergenza. Capo II Prestazioni occasionali di tipo accessorio rese da particolari soggetti Art 70 (Definizione e campo di applicazione) 1. programma di lavoro o fase di esso e non può essere esteso fino al punto di sindacare nel merito valutazioni e scelte tecniche. o di solidarietà e bis) dell’impresa familiare di cui all’art. sportive. come quelli dovuti a calamità o eventi naturali improvvisi. I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati senza l'individuazione di uno specifico progetto.
in misura pari a 5. b) casalinghe. in misura di 0. L'ente o società concessionaria trattiene l'importo di 0.2 euro. regolarmente soggiornanti in Italia. L'ente o società concessionaria provvede al pagamento delle spettanze alla persona che presenta i buoni per prestazioni di lavoro accessorio. c) disabili e soggetti in comunità di recupero. alla gestione separata di cui all'articolo 2. una tessera magnetica dalla quale risulti la loro condizione. Art 71 (Prestatori di lavoro accessorio) 1. Art 72 (Disciplina del lavoro accessorio) 1. a compensi superiori a 5. comma 26. a proprie spese. effettuata da studenti e pensionati). comunicano la loro disponibilità ai servizi per l'impiego delle province.8 euro per ogni buono consegnato. d) lavoratori extracomunitari.e ter) dell'esecuzione di vendemmie di breve durata e a carattere saltuario. Il prestatore di prestazioni di lavoro accessorio percepisce il proprio compenso presso uno o più enti o società concessionari di cui al comma 5 all'atto della restituzione dei buoni ricevuti dal beneficiario della prestazione di lavoro accessorio.
. Le imprese familiari possono utilizzare prestazioni di lavoro accessorio per un importo complessivo non superiore. Per ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio i beneficiari acquistano presso le rivendite autorizzate uno o più carnet di buoni per prestazioni di lavoro accessorio del valore nominale di 7. A seguito della loro comunicazione i soggetti interessati allo svolgimento di prestazioni di lavoro accessorio ricevono. interessati a svolgere prestazioni di lavoro accessorio. Possono svolgere attività di lavoro accessorio: a) disoccupati da oltre un anno. Le attività lavorative di cui al comma 1.000 euro.5 euro. nell'ambito territoriale di riferimento. a 10. intendendosi per tali le attività che coinvolgono il lavoratore per una durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell'anno solare e che. 2. 3. o ai soggetti accreditati di cui all'articolo 7. 3. della Legge n. 4. anche se svolte a favore di più beneficiari. nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro. 2. Le attività lavorative di cui al comma 1. 2. a titolo di rimborso spese. in ogni caso. nel corso di ciascun anno fiscale. studenti e pensionati. Tale compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio. anche se svolte a favore di più beneficiari. in misura di 1 euro e per fini assicurativi contro gli infortuni all'INAIL.000 euro nel corso di un anno solare. intendendosi per tali le attività che non danno complessivamente luogo con riferimento al medesimo committente. registrando i dati anagrafici e il codice fiscale e provvedendo per suo conto al versamento dei contributi per fini previdenziali all'INPS. l soggetti di cui al comma 1. 335 del 1995.5 euro. non danno complessivamente luogo a compensi superiori a 3 mila euro a 5 mila euro sempre nel corso di un anno solare. configurano rapporti di natura meramente occasionale e accessoria. 2. configurano rapporti di natura meramente occasionale e accessoria.
i beneficiari acquistano presso le rivendite autorizzate uno o più carnet di buoni per prestazioni di lavoro accessorio il cui valore nominale è fissato con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali da adottarsi entro trenta giorni e periodicamente aggiornato. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. l'andamento delle prestazioni di carattere previdenziale e delle relative entrate contributive. Art 73 (Coordinamento informativo a fini previdenziali) 1. anche al fine di formulare proposte per adeguamenti normativi delle disposizioni di contenuto economico di cui all'articolo che precede. a titolo di rimborso spese. alla Gestione Separata di cui all’art. in misura pari al 13% del valore del buono e per fini assicurativi contro gli infortuni all’INAIL. nonché del costo di gestione del servizio. Fermo restando quanto disposto dal comma 4 bis. registrandone i dati anagrafici e il codice fiscale. lett e bis). 5. effettua il versamento per suo conto dei contributi per fini previdenziali all’INPS. in misura pari al 7 per cento del valore nominale del buono e trattiene l’importo autorizzato dal decreto. comma 1. Al fine di verificare. di cui al comma 5. l'INPS e l'INAIL stipulano apposita convenzione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. comma 26. 335. in misura pari al 13 per cento del valore nominale del buono e per fini assicurativi contro gli infortuni all’INAIL. 4 bis. Entro sessanta giorni dalla entrata in vigore delle disposizioni contenute nel presente decreto legislativo il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali individua gli enti e le società concessionarie alla riscossione dei buoni.5. dal Decreto di cui al comma 1. Con riferimento all’impresa familiare. mediante apposita banca dati informativa. a titolo di rimborso spese. conseguenti allo sviluppo delle attività di lavoro accessorio disciplinate dalla presente legge. Il termine per l’adozione del decreto di cui al comma 1. Per ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio. 72. del decreto legislativo 10 settembre 2003 n. 4. 2. individua le aree metropolitane e il concessionario del servizio attraverso cui avviare una prima fase di sperimentazione delle prestazioni di lavoro accessorio e regolamenta criteri e modalità per il versamento dei contributi di cui al comma 4 e delle relative coperture assicurative e previdenziali. criteri e modalità per il versamento dei contributi di cui al comma 3 e delle relative coperture assicurative e previdenziali. nonché i soggetti autorizzati alla vendita dei buoni e regolamenta. trova applicazione la normale disciplina contributiva e assicurativa del lavoro subordinato. effettua il versamento per suo conto dei contributi. Il prestatore di lavoro accessorio percepisce il proprio compenso presso il concessionario. di cui all’art. di cui al comma 1. comma 26 della Legge 8 agosto 1995 n. della Legge 8 agosto 1995. registrandone i dati anagrafici ed il codice fiscale. decorre dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. comma 1. alla gestione separata di cui all’articolo 2. 3. 2. Tale valore nominale è stabilito tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le attività lavorative affini a quelle di cui all’articolo 70. Il concessionario provvede al pagamento delle spettanze alla persona che presenta i buoni. dell’art. n. all’atto della restituzione dei buoni ricevuti dal beneficiario della prestazione di lavoro accessorio. 276. per fini previdenziali. con proprio decreto. 70. con apposito decreto. 335. all’INPS. 1. il concessionario provvede al pagamento delle spettanze alla persona che presenta i buoni.
. in misura pari al 7% del valore nominale del buono e trattiene l’importo autorizzato. Tale compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio. 4.
ripartito. Con specifico riguardo alle attività agricole non integrano in ogni caso un rapporto di lavoro autonomo o subordinato le prestazioni svolte da parenti e affini sino al terzo grado in modo meramente occasionale o ricorrente di breve periodo. salvo le spese di mantenimento e di esecuzione dei lavori. Al fine di ridurre il contenzioso in materia di qualificazione dei contatti di lavoro intermittente. Art 76 (Organi di certificazione) 1. mutuo aiuto. nonché dei contratti di associazione in partecipazione di cui agli articoli 2549-2554 del codice civile. secondo quanto stabilito da apposito decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali entro sessanta giorni dalla entrata in vigore del presente decreto. a titolo di aiuto. c-bis) il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro. b) le Direzioni provinciali del lavoro e le province. Al fine di ridurre il contenzioso in materia di qualificazione dei contratti di lavoro le parti possono ottenere la certificazione del contratto secondo la procedura volontaria stabilita nel presente Titolo. obbligazione morale senza corresponsione di compensi. Art 74 (Prestazioni che esulano dal mercato del lavoro) 1. Sono organi abilitati alla certificazione dei contratti di lavoro le commissioni di certificazione istituite presso: a) gli enti bilaterali costituiti nell'ambito territoriale di riferimento ovvero a livello nazionale quando la commissione di certificazione sia costituita nell'ambito di organismi bilaterali a competenza nazionale. una relazione sull'andamento del lavoro occasionale di tipo accessorio e ne riferisce al Parlamento. Titolo VIII Procedure di certificazione Capo I Certificazione dei contratti di lavoro Art 75 (Finalità) 1. nell'ambito delle risorse umane e strumentali già operanti presso la Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro. c) le università pubbliche e private. d'intesa con INPS e INAIL. le parti possono ottenere la certificazione del contratto secondo la procedura volontaria stabilita nel presente Titolo. comprese le Fondazioni universitarie. 382. esclusivamente nell'ambito di rapporti di collaborazione e consulenza attivati con docenti di diritto del lavoro di ruolo ai sensi dell'articolo 66 del Decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980.2. registrate nell'albo di cui al comma 2. Decorsi diciotto mesi dalla entrata in vigore del presente provvedimento il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali predispone. n. esclusivamente nei casi in cui il datore di lavoro abbia le proprie sedi di lavoro in almeno due province anche di regioni diverse ovvero per quei datori di lavoro con unica sede di lavoro associati ad organizzazioni imprenditoriali che abbiano predisposto a livello nazionale schemi di convenzioni certificati dalla commissione di certificazione istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
. 1. a tempo parziale e a progetto di cui al presente decreto.
Le procedure di certificazione sono determinate all'atto di costituzione delle commissioni di certificazione e si svolgono nel rispetto dei codici di buone pratiche di cui al comma 4. devono essere conservati presso le sedi di certificazione.c-ter) i consigli provinciali dei consulenti del lavoro di cui alla Legge 11 gennaio 1979. b) il procedimento di certificazione deve concludersi entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della istanza. 3. le università sono tenute a registrarsi presso un apposito albo istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con apposito decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell'Istruzione. esse devono rivolgersi alle commissioni costituite dalle rispettive associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro. Nel caso in cui le parti intendano presentare l'istanza di avvio della procedura di certificazione alle commissioni istituite a iniziativa degli enti bilaterali. I contratti di lavoro certificati. 3. Le commissioni istituite ai sensi dei commi che precedono possono concludere convenzioni con le quali prevedano la costituzione di una commissione unitaria di certificazione. le parti stesse devono rivolgersi alla commissione nella cui circoscrizione si trova l'azienda o una sua dipendenza alla quale sarà addetto il lavoratore. 2. Nel solo caso di cui al comma 1. e la relativa pratica di documentazione. nonché dei seguenti principi: a) l'inizio del procedimento deve essere comunicato alla Direzione provinciale del lavoro che provvede a inoltrare la comunicazione alle autorità pubbliche nei confronti delle quali l'atto di certificazione è destinato a produrre effetti. amministrativi. le commissioni di certificazione istituite presso le direzioni provinciali del lavoro e le province limitano la loro funzione alla ratifica di quanto certificato dalla commissione di certificazione istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Per essere abilitate alla certificazione ai sensi del comma 1. 2. della Università e della Ricerca. 12. Art 77 (Competenza) 1. Le autorità pubbliche possono presentare osservazioni alle commissioni di certificazione. studi ed elaborati contenenti indici e criteri giurisprudenziali di qualificazione dei contratti di lavoro con riferimento a tipologie di lavoro indicate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La procedura di certificazione è volontaria e consegue obbligatoriamente a una istanza scritta comune delle parti del contratto di lavoro. civili. lettera c-bis). Per ottenere la registrazione le università sono tenute a inviare. c) l'atto di certificazione deve essere motivato e contenere il termine e l'autorità cui è possibile ricorrere. Art 78 (Procedimento di certificazione e codici di buone pratiche) 1. previdenziali o fiscali. esclusivamente per i contratti di lavoro instaurati nell'ambito territoriale di riferimento senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Nel caso in cui le parti intendano presentare l'istanza di avvio della procedura di certificazione presso le commissioni di cui all'articolo 76. n. d) l'atto di certificazione deve contenere esplicita menzione degli effetti. in relazione ai quali le parti richiedono la certificazione. Copia del contratto certificato può essere richiesta dal servizio competente di
. comma 1. all'atto della registrazione e ogni sei mesi. per un periodo di almeno cinque anni a far data dalla loro scadenza. lettera b).
Art 79 (Efficacia giuridica della certificazione) Gli effetti dell'accertamento dell'organo preposto alla certificazione del contratto di lavoro permangono. può essere presentato ricorso contro l'atto certificatorio per violazione del procedimento o per eccesso di potere. in relazione alle diverse tipologie di lavoro. deve previamente rivolgersi obbligatoriamente alla commissione di certificazione che ha adottato l'atto di certificazione per espletare un tentativo di conciliazione ai sensi dell'articolo 410 del codice di procedura civile. il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali adotta con proprio decreto codici di buone pratiche per l'individuazione delle clausole indisponibili in sede di certificazione dei rapporti di lavoro. 5. Dinnanzi al tribunale amministrativo regionale nella cui giurisdizione ha sede la commissione che ha certificato il contratto. L'accertamento giurisdizionale della difformità tra il programma negoziale e quello effettivamente realizzato ha effetto a partire dal momento in cui la sentenza accerta che ha avuto inizio la difformità stessa. le parti del contratto certificato potranno impugnare l'atto di certificazione anche per vizi del consenso. oppure dalle altre autorità pubbliche nei confronti delle quali l'atto di certificazione è destinato a produrre effetti. 5. Chiunque presenti ricorso giurisdizionale contro la certificazione ai sensi dei precedenti commi 1 e 3. L'accertamento giurisdizionale dell'erroneità della qualificazione ha effetto fin dal momento della conclusione dell'accordo contrattuale. 181. presso l'autorità giudiziaria di cui all'articolo 413 del codice di procedura civile. con sentenza di merito. uno dei ricorsi giurisdizionali esperibili ai sensi dell'articolo 80. Nei confronti dell'atto di certificazione. fatti salvi i provvedimenti cautelari. Entro sei mesi dalla entrata in vigore del presente decreto legislativo. come autonomo o subordinato. anche verso i terzi. 2. possono proporre ricorso. Sempre presso la medesima autorità giudiziaria. Il comportamento complessivo tenuto dalle parti in sede di certificazione del rapporto di lavoro e di definizione della controversia davanti alla commissione di certificazione potrà essere valutato dal giudice del lavoro. le indicazioni contenute negli accordi interconfederali stipulati da associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Tali codici recepiscono. con specifico riferimento ai diritti e ai trattamenti economici e normativi. 92 e 96 del codice di procedura civile. sia in relazione alla stipulazione del contratto di lavoro e del relativo programma negoziale sia in relazione alle modifiche del programma
. n. 4. ai sensi degli articoli 9. che tengano conto degli orientamenti giurisprudenziali prevalenti in materia di qualificazione del contratto di lavoro. Le sedi di certificazione di cui all'articolo 75 svolgono anche funzioni di consulenza e assistenza effettiva alle parti contrattuali. ove esistano. Art 80 (Rimedi esperibili nei confronti della certificazione) 1. le parti e i terzi nella cui sfera giuridica l'atto stesso è destinato a produrre effetti.cui all'articolo 4-bis. del Decreto Legislativo 21 aprile 2000. 3. fino al momento in cui sia stato accolto. Art 81 (Attività di consulenza e assistenza alle parti) 1. 4. per erronea qualificazione del contratto oppure difformità tra il programma negoziale certificato e la sua successiva attuazione. comma 5. Con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali vengono altresì definiti appositi moduli e formulari per la certificazione del contratto o del relativo programma negoziale.
Capo II Altre ipotesi di certificazione Art 82 (Rinunzie e transazioni 1. 264. assistenza e tutela del movimento cooperativo e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori. anche ai fini della distinzione concreta tra somministrazione di lavoro e appalto ai sensi delle disposizioni di cui al Titolo III del presente decreto legislativo. lettera a). in maniera paritetica. con particolare riferimento alla disponibilità dei diritti e alla esatta qualificazione dei contratti di lavoro. 2. del presente decreto legislativo sono competenti altresì a certificare le rinunzie e transazioni di cui all'articolo 2113 del codice civile a conferma della volontà abdicativa o transattiva delle parti stesse.negoziale medesimo concordate in sede di attuazione del rapporto di lavoro. Nell'ipotesi di cui al comma 1. La procedura di certificazione di cui al capo I è estesa all'atto di deposito del regolamento interno delle cooperative riguardante la tipologia dei rapporti di lavoro attuati o che si intendono attuare. il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali adotta con proprio decreto codici di buone pratiche e indici presuntivi in materia di interposizione illecita e appalto genuino. Tali codici e indici presuntivi recepiscono. e successive modificazioni. Art 83 (Deposito del regolamento interno delle cooperative) 1. e l'articolo 3 della Legge 19 gennaio 1955. che tengano conto della rigorosa verifica della reale organizzazione dei mezzi e della assunzione effettiva del rischio tipico di impresa da parte dell'appaltatore. 25.
. 2. Titolo IX Disposizioni transitorie e finali Art 85 (Abrogazioni) 1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo sono abrogati: a) l'articolo 27 della Legge 29 aprile 1949. Entro sei mesi dalla entrata in vigore del presente decreto. b) l'articolo 2. comparativamente più rappresentative. ai sensi dell'articolo 6 della Legge 3 aprile 2001. da rappresentanti delle associazioni di rappresentanza. n. comma 1. in forma alternativa. Le sedi di certificazione di cui all'articolo 76. la procedura di certificazione deve essere espletata da specifiche commissioni istituite nella sede di certificazione di cui all'articolo 76. comma 2. n. le indicazioni contenute negli accordi interconfederali o di categoria stipulati da associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Tali commissioni sono presiedute da un presidente indicato dalla provincia e sono costituite. sia in sede di stipulazione di appalto di cui all'articolo 1655 del codice civile sia nelle fasi di attuazione del relativo programma negoziale. comma 1. lettera b). 142. La procedura di certificazione attiene al contenuto del regolamento depositato. Le procedure di certificazione di cui al capo primo possono essere utilizzate. n. Art 84 (Interposizione illecita e appalto genuino) 1. con i soci lavoratori. ove esistano.
5ter dell'articolo 2751-bis del codice civile si intendono riferiti alla disciplina della somministrazione prevista dal presente decreto. del Decreto Legislativo 25 febbraio 2000. e di cui al n. 1369. lettera l). n. n. non oltre un anno dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento. 196. Le collaborazioni coordinate e continuative stipulate ai sensi della disciplina vigente. n. in una corrispondente posizione secondo il contratto di settore analogo. n. 510. in ogni caso. 196. anche superiori all'anno.b) l’articolo 2. della Legge 24 giugno 1997. n. con esclusivo riferimento alla determinazione per via contrattuale delle esigenze di carattere temporaneo che consentono la somministrazione di lavoro a termine. d) l'articolo 21.
. commi 4 e 18. Al fine di evitare fenomeni elusivi della disciplina di legge e contratto collettivo. o in altro contratto espressamente previsto nell'ordinamento. del Decreto Legge 1° ottobre 1996. stipulati in sede aziendale con le istanze aziendali dei sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale. All'articolo 2. Termini diversi. a meno che il datore di lavoro. 196. Le disposizioni di cui all'articolo 26-bis della Legge 24 giugno 1997. o committente. 72. comma 2. 25. 2. le parole da: “Il datore di lavoro” fino a: “dello stesso” sono soppresse. lettera a). 2. o altrimenti utilizzatore non comprovi. di efficacia Termini diversi. mantengono la loro efficacia fino a diversa determinazione delle parti stipulanti o recesso unilaterale. della Legge 19 gennaio 1955. comma 3 e 9-quater. n. n. 4. mantengono efficacia fino alla loro scadenza e. in caso di rapporti di associazione in partecipazione resi senza una effettiva partecipazione e adeguate erogazioni a chi lavora. con idonee attestazioni o documentazioni. n. che non possono essere ricondotte a un progetto o a una fase di esso. convertito. g) l'articolo 4. 56. n. del Decreto Legislativo 25 febbraio 2000. le clausole dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulate ai sensi dell'articolo 1. in via transitoria e salve diverse intese. c) la Legge 23 ottobre 1960. di efficacia delle collaborazioni coordinate e continuative stipulate ai sensi della disciplina vigente potranno essere stabiliti nell'ambito di accordi sindacali di transizione al nuovo regime di cui al presente decreto. 442. mantengono. In relazione agli effetti derivanti dalla abrogazione delle disposizioni di cui agli articoli da 1 a 11 della Legge 24 giugno 1997. comma 3. comma 3 della Legge 28 febbraio 1987. 608. dalla Legge 28 novembre 1996. o in un contratto nominato di lavoro autonomo. n. n. economici e normativi stabiliti dalla legge e dai contratti collettivi per il lavoro subordinato svolto nella posizione corrispondente del medesimo settore di attività. comma 2. la loro efficacia fino alla data di scadenza dei contratti collettivi nazionali di lavoro. della medesima legge e vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. o in mancanza di contratto collettivo. il lavoratore ha diritto ai trattamenti contributivi. vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. e) gli articoli 9-bis. comma 1. Le clausole dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulate ai sensi dell'articolo 1. n. i) tutte le disposizioni legislative e regolamentari incompatibili con il presente decreto. 61. 196. f) gli articoli da 1 a 11 della Legge 24 giugno 1997. con modificazioni. h) l'articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 7 luglio 2000. 3. comma 3. comunque non superiori al 24 ottobre 2005. che la prestazione rientra in una delle tipologie di lavoro disciplinate nel presente decreto ovvero in un contratto di lavoro subordinato speciale o con particolare disciplina. quest'ultimo limitatamente alla violazione degli obblighi di comunicazione. Art 86 (Norme transitorie e finali) 1. l’articolo 3 e l’articolo 11.
come sostituito dall'articolo 3 della Legge 30 giugno 2000. 10. trova applicazione esclusivamente nei confronti della pubblica amministrazione. comma 3. sono apportate le seguenti modificazioni: a) la lettera b) è sostituita dalla seguente: “b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell'organico medio annuo. La previsione della trasformazione del rapporto di lavoro di cui all'articolo 27. n. La vigente disciplina in materia di contratti di formazione e lavoro. In assenza della certificazione della regolarità contributiva.”. Il Ministro per la Funzione Pubblica convoca le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche per esaminare i profili di armonizzazione conseguenti alla entrata in vigore del presente Decreto Legislativo entro sei mesi anche ai fini della eventuale predisposizione di provvedimenti legislativi in materia. si intendono riferiti alla disciplina della somministrazione di cui al presente decreto. della Legge 28 gennaio 1994. Le sanzioni amministrative di cui all'articolo 19 si applicano anche nei confronti della pubblica amministrazione. All'articolo 3. le seguenti: “b-bis) chiede un certificato di regolarità contributiva. trasmette all’amministrazione concedente prima dell’inizio dei lavori. L'obbligo di comunicazione di cui al comma 4 dell'articolo 4-bis del Decreto Legislativo n. Per le società di somministrazione.”. distinto per qualifica. 196. b) dopo la lettera b) sono aggiunte. in fine. il nominativo dell'impresa esecutrice dei lavori unitamente alla documentazione di cui alle lettere b) e bbis). comma 1. prima dell'inizio dei lavori oggetto della concessione edilizia o all'atto della presentazione della denuncia di inizio attività.”. n. il nominativo delle imprese esecutrici dei lavori unitamente alla documentazione di cui alle lettere b) e b-bis). i datori di lavoro sono tenuti a dare la comunicazione di cui all’articolo 9-bis. oltre che dall'INPS e dall'INAIL. del Decreto Legislativo 14 agosto 1996. del Decreto-Legge 1 ottobre
. è sospesa l’efficacia del titolo abilitativo. sia a tempo indeterminato che a tempo determinato. 186. Nei casi di instaurazione di rapporti di lavoro nel settore edile. 10-bis. b-ter) trasmette all'amministrazione concedente. anche in caso di variazione dell’impresa esecutrice dei lavori. non trova applicazione nei confronti delle pubbliche amministrazioni cui la disciplina della somministrazione trova applicazione solo per quanto attiene alla somministrazione di lavoro a tempo determinato. Ferma restando la disciplina di cui all'articolo 17. 6. n. Tale certificato può essere rilasciato. nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. comma 8. In attesa della disciplina transitoria restano in vigore le norme di legge e regolamento vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. b-ter. comma 2. comma 1.5. fatto salvo quanto previsto dall'articolo 59. ricollocamento professionale già autorizzate ai sensi della normativa previgente opera una disciplina transitoria e di raccordo definita con apposito decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali entro trenta giorni dalla entrata in vigore del presente decreto. 494. 84. i riferimenti che lo stesso articolo 17 fa alla Legge 24 giugno 1997. oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio di attività. per quanto di rispettiva competenza. intermediazione. 8. 181 del 2000 si intende riferito a tutte le imprese di somministrazione. 9. ricerca e selezione del personale. 7. anche dalle casse edili le quali stipulano una apposita convenzione con i predetti istituti al fine del rilascio di un documento unico di regolarità contributiva. applicato ai lavoratori dipendenti. n.
sulla base delle informazioni raccolte ai sensi dell'articolo 17. convertito. 12. 14. 10-bis. comma 7. 181. del Decreto Legislativo 19 dicembre 2002. comma 3. del decreto legislativo 19 dicembre 2002 n. comma 2. il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali procede. comma 1. 13. comma 2. n. n. convertito. n. anche ai fini della adozione dei provvedimenti correttivi di cui all'articolo 11-ter. dalla Legge 28 novembre 1996. introdotto dall’articolo 6. da effettuare con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. a una verifica con le organizzazioni sindacali. 608. 11. e successive modificazioni. con modificazioni. 297. ovvero delle misure correttive da assumere ai sensi dell'articolo 11. Le disposizioni di cui agli articoli 13. lettera i-quater della medesima legge. 56. comma 7. del Decreto Legislativo 21 aprile 2000. Il presente comma si applica a decorrere dalla data stabilita dal decreto di cui al comma 7 dell’articolo 4-bis. 468. L'abrogazione ad opera dell'articolo 8 del Decreto Legislativo 19 dicembre 2002. il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali convoca le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale al fine di verificare la possibilità di affidare a uno o più accordi interconfederali la gestione della messa a regime del presente decreto. non si intende riferita alle regioni a statuto speciale per le quali non sia effettivamente avvenuto il trasferimento delle funzioni in materia di lavoro ai sensi del Decreto Legislativo 23 dicembre 1997. 34. Decorsi diciotto mesi dalla data di entrata in vigore. comma 3. n. di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze. della Legge 5 agosto 1978. di cui al Titolo III e di cui al Titolo VII. n. anche con riferimento al regime transitorio e alla attuazione dei rinvii contenuti alla contrattazione collettiva. Titolo VIII hanno carattere sperimentale. mediante documentazione avente data certa 10-ter. con modificazione. 469. comunicando i risultati al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Ministero dell'Economia e delle Finanze. comma 3. 14. n. dalla Legge 28 novembre 1996. il giorno antecedente a quello di instaurazione dei relativi rapporti. il giorno antecedente alla data di instaurazione dei rapporti. Entro i cinque giorni successivi alla entrata in vigore del presente decreto. con modificazioni. n. 236.1996. L'INPS provvede al monitoraggio degli effetti derivanti dalle misure del presente decreto. così come sostituito dall’articolo 6. e successive modificazioni. Limitatamente al periodo strettamente necessario alla adozione dei predetti provvedimenti correttivi. 297. del Decreto Legge 20 maggio 1993. 510. dalla Legge 19 luglio 1993. Nei casi di instaurazione di rapporti di lavoro nel settore edile. n. i datori di lavoro sono tenuti a dare la comunicazione di cui all'articolo 9-bis. alle eventuali eccedenze di spesa rispetto alle previsioni a legislazione vigente si provvede mediante corrispondente rideterminazione. capo II. della disciplina dei compiti della commissione regionale per l'impiego di cui all'articolo 5 della Legge 28 febbraio 1987. n. n. n. 297. La violazione degli obblighi di cui al comma 10-bis è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’articolo 19. degli interventi posti a carico del Fondo di cui all'articolo 1. 608. dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale degli effetti delle disposizioni in esso contenute e ne riferisce al Parlamento entro tre mesi ai fini della valutazione della sua ulteriore vigenza. 148. 510. n.
. del Decreto Legge 1° ottobre 1996. convertito.
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