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Timestamp: 2019-03-26 16:39:23+00:00

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Avvocato Milano Civile Penale Penalista Civilista Divorzista Condominio
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Dispersione delle ceneri: necessaria la dichiarazione scritta da parte del de cuius?
È illegittimo il provvedimento di rigetto avverso l’istanza di autorizzazione alla dispersione delle ceneri di una persona defunta presentata dai familiari della stessa, ove motivato con riferimento all’inesistenza di una dichiarazione di volontà manifestata per iscritto da parte del de cuius.
Tar Lazio, sez. II-bis, sentenza 5 luglio 2017, n. 7860
Manutenzione straordinaria: le spese spettano a chi era condomino quando sono state deliberate
L’obbligo di partecipare alle spese condominiali per lavori di natura straordinaria sulle parti comuni sorge alla data di approvazione della delibera assembleare che ne ha disposto l’esecuzione, avendo detta delibera valore costitutivo della relativa obbligazione. Tale momento vale anche nei rapporti tra venditore e acquirente, fatti salvi naturalmente eventuali diversi accordi da loro raggiunti.
Cassazione civile, sez. VI – 2, ordinanza 22 giugno 2017, n. 15547
Il nuovo reato di tortura.
È stata pubblicata, sulla Gazzetta ufficiale n. 166 del 18 luglio 2017, la Legge 14 luglio 2017, n. 110 recante “Introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano”. L’approvazione di una disciplina penale della “tortura” vuole rimediare a un vuoto normativo che, da oltre un trentennio, poneva l’Italia tra i Paesi inadempienti ai trattati internazionali che, nella materia, impongono la previsione di sanzioni adeguate e dissuasive.
Quale destino per le cause proposte contro le due popolari venete?
La liquidazione coatta amministrativa in cui sono state poste Banca Popolare di Vicenza Spa e Vene-to Banca Spa comporta l’improcedibilità delle cause proposte dagli azionisti, che si troveranno co-stretti adesso ad insinuare il relativo credito nello stato passivo delle due società. Sorte diversa, in-vece, per le cause di impugnazione delle c.d. operazioni baciate.
Costituisce illecito anche l’accelerazione della malattia
Anche per il bene salute, il nesso di causalità può esistere non solo in relazione al rapporto tra fatto ed evento dannoso, ma anche tra fatto ed accelerazione dell'evento. A confermarlo è la Corte di cassazione che, con sentenza n. 3136 del 7 febbraio 2017, si pronuncia in tema di risarcimento del danno in un caso che aveva visto coinvolto un paziente rimasto paralizzato ad entrambi gli arti inferiori per essere stato sottoposto a due interventi di erniectomia.
Cassazione civile, sez. III, sentenza 7 febbraio 2017, n. 3136
Concessione abusiva del credito: la responsabilità extracontrattuale da contratto della banca
Il Tribunale di Prato, con la sentenza n. 152 del 15 febbraio 2017, affronta un’ipotesi di concessione abusiva del credito bancario a favore di una società di persone dichiarata fallita. Ad avviso del Tribunale di Prato il curatore è legittimato ad agire, ai sensi dell’art. 146 l.fall. ed in relazione all'art. 2393 c.c., nei confronti della banca, quale responsabile solidale del danno cagionato alla società fallita dall'abusivo ricorso al credito da parte dell'amministratore della società stessa; ciò in quanto l’azione della curatela è finalizzata a tutelare un credito risarcitorio facente capo alla società fallita. Il Tribunale di Prato configura nel caso in esame una responsabilità della banca extracontrattuale da contratto.
Tribunale di Prato, sentenza 15 febbraio 2017, n. 152
La Cassazione, con sentenza 17 febbraio 2017, n. 4202, si occupa di un sinistro stradale causato da un cane sbucato improvvisamente su una strada statale, causando l'uscita di strada di un'automobile, e statuisce la piena responsabilità del proprietario dell'animale, ai sensi dell'art. 2052 c.c.
Cassazione civile, sez. III, sentenza 17 febbraio 2017, n. 4202
Supermercato responsabile se la cliente cade dalla scala mobile
Con sentenza dell’11 gennaio 2017, il Tribunale di Como ha preso posizione su una questione frequentemente affrontata dalla giurisprudenza di merito e di legittimità, definendo da un lato, quale sia l’ambito di applicazione e la natura della responsabilità ex art. 2051 c.c., e dall’altro, quali siano i danni, in concreto, risarcibili.
Tribunale di Como, sez. I, sentenza 11 gennaio 2017
Sciopero: il “no” del Giudice amministrativo al “sacrificio” del diritto
Deve considerarsi illegittima l’ordinanza prefettizia di precettazione del personale dell’azienda di trasporti di un Comune che, anziché optare per una soluzione di equilibrato contemperamento delle esigenze dell’utenza del servizio di trasporto pubblico in concomitanza con l’esercizio del diritto di astensione dal lavoro, dia prevalenza assoluta al diritto alla circolazione dei fruitori del servizio imponendo ai dipendenti lo svolgimento integrale della prestazione lavorativa.
Tar Liguria, sez. II, sentenza 28 febbraio 2017, n. 130
Facebook: la diffamazione è aggravata, ma non “a mezzo stampa”
In tema di diffamazione, secondo la sentenza n. 4873/2017 della Suprema Corte di cassazione, la pubblicazione sul proprio profilo “facebook” di un testo lesivo della reputazione attraverso l’attribuzione di un fatto determinato integra un’ipotesi di diffamazione aggravata “con altro mezzo di pubblicità” ai sensi dell’art. 595, co. 3 c.p. e non aggravata “a mezzo stampa” (ex art. 13, l. n. 47/1948).
Cassazione penale, sez. V, sentenza 1° febbraio 2017, n. 4873
Niente indennizzo per ingiusta detenzione se si continuano a frequentare “cattive compagnie”
Pronunciandosi su un ricorso contro la ordinanza con cui la Corte d’appello aveva rigettato l'istanza di riparazione per l'ingiusta detenzione subita da un soggetto in relazione a procedimento a suo carico per il reato di detenzione e porto abusivo di una pistola, reato per il quale era stato assolto con sentenza di assoluzione irrevocabile per insussistenza del fatto, la Corte di Cassazione (sentenza 31 gennaio 2017, n. 4723) – nel respingere la tesi difensiva secondo cui la Corte di appello aveva errato nel ritenere gravemente colposo e, quindi, idoneo ad escludere l'indennizzo il comportamento del medesimo consistito nell'aver mantenuto un rapporto di amicizia con un persona pregiudicata e coinvolta nel traffico di stupefacenti e affiliato ad un clan mafioso -, ha invece ribadito che tali frequentazioni, anche se ritenute non sufficienti a dimostrare la responsabilità̀ in merito al reato di indebita detenzione di armi, ben possono essere inquadrate in termini di condotta gravemente colposa tale da ingenerare nell'autorità procedente l'erroneo convincimento circa il coinvolgimento del soggetto nell'attività criminale in questione.
Cassazione penale, sez. IV, sentenza 31 gennaio 2017, n. 4723
Punibile chi si auto-addestra ad azioni terroristiche documentandosi su internet
Pronunciandosi su un ricorso contro la ordinanza che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso l’ordinanza che aveva disposto la misura cautelare della custodia in carcere per il delitto di cui all'art. 270-quinquies c.p., nei confronti di un cittadino extracomunitario per aver posto in essere comportamenti univocamente finalizzati alla commissione di atti di terrorismo, dopo avere autonomamente acquisito informazioni strumentali a quel fine, la Corte di Cassazione (sentenza 9 febbraio 2017, n. 6061) – nel respingere la tesi difensiva secondo cui non vi sarebbe stato alcun elemento da cui desumere che l'indagato si era determinato a «dare una svolta terroristica alla propria esistenza» - ha affermato che l’addestrare ed il fornire istruzioni, sul lato del "docente", implicano senza dubbio una immediata strumentalità delle tecniche insegnate a realizzare sia atti di violenza che a perseguire finalità terroristiche, ed analogamente è a dirsi per l'addestrato stricto sensu, legato da un rapporto specifico, anche se non necessariamente stringente, con chi gli impartisce l'addestramento di cui si discute.
Cassazione penale, sezione V, sentenza 9 febbraio 2017, n. 6061
Esercizio abusivo della professione per l’infermiere senza titolo che somministra farmaci
Ai fini dell’integrazione del reato di esercizio abusivo della professione, è sufficiente il compimento anche di un solo atto tipico o proprio della professione abusivamente esercitata. Lo conferma la Cassazione penale con sentenza 13 febbraio 2017, n. 6664.
Nessuna condanna per lo spacciatore indotto a commettere reato da un agente sotto copertura
Pronunciandosi su un caso “rumeno” originato dal ricorso proposto da un cittadino della stessa nazionalità, il quale si doleva, ai sensi dell'articolo 6 § 1 della Convenzione e.d.u., di non aver avuto un processo equo in quanto era stato indotto da un agente sotto copertura a commettere un reato per il quale egli era stato successivamente condannato, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto violato il diritto ad un giusto processo. In particolare, i giudici europei hanno accolto la tesi sostenuta dall’uomo il quale aveva affermato che i tribunali rumeni lo avevano condannato sulla base della dichiarazione di un agente sotto copertura, il quale aveva agito di propria iniziativa, senza alcun controllo da parte delle autorità competenti. I giudici europei hanno altresì riconosciuto che i tribunali rumeni non erano stati in grado di accertare quanto l’induzione a commettere il reato avesse influito sulla commissione del reato, peraltro respingendo senza alcuna motivazione le prove proposte dalla difesa.
Corte europea dei diritti dell’uomo, sezione IV, sentenza 14 febbraio 2017, n. 7600/09
Detenere momentaneamente la droga per proteggere il figlio è un fatto di particolare tenuità?
Con la sentenza n. 7606/17 depositata il 17.02.2017 la sesta sezione penale della Corte di cassazione ha ritenuto non punibile, per la particolare tenuità del fatto, la condotta della madre che, per proteggere il figlio, abbia momentaneamente occultato alle forze dell’ordine la sostanza stupefacente che questi deteneva a fini di spaccio ed ha espresso il principio secondo cui, in presenza di determinati presupposti, la causa di non punibilità ex art. 131 bis c.p. può essere rilevata d’ufficio in cassazione, anche se non dedotta nel giudizio di appello.
Cassazione , sez. VI, sentenza 17 febbraio 2017, n. 7606
Pronunciandosi su un ricorso contro la sentenza che aveva condannato l’imputato, riconoscendolo peraltro affetto dal vizio parziale di mente, per il reato di cui all'art. 659 c.p., per avere, in ora notturna ed in evidente stato di alterazione psico-fisica derivante dall'abuso di sostanze alcoliche, disturbato il riposo delle persone urlando frasi e parole farneticanti, dapprima affacciato alla finestra della propria abitazione e poi in strada poi, la Corte di Cassazione (sentenza n. 6882 del 14 febbraio 2017) – nel respingere la tesi difensiva secondo cui il giudice avrebbe dovuto qualificare come modesta la portata offensiva della condotta posta in essere dall’imputato - ha invece affermato che deve escludersi la configurabilità del c.d. fatto di particolare tenuità ove la consistenza dell' allarme provocato e l’eventuale intervento della forza pubblica che si renda necessario per riportare alla calma l'imputato, consentono di qualificare la condotta come "concretamente lesiva" del riposo alle persone.
Cassazione penale, sezione III, sentenza 14 febbraio 2017, n. 6882
Facebook: no al diritto di cronaca per un post vero ma con elementi lesivi dell’onore
In tema di diffamazione sui social network (in particolare su Facebook), la diffusione di un articolo on line in un post contenente dati imprecisi che lo rendono parzialmente lesivo della reputazione non è giustificata dal diritto di cronaca anche se il nucleo essenziale della notizia risponde a verità. Questo è quanto stabilito dall’ordinanza del Tribunale di Paola del 9 gennaio 2017.
Tribunale di Paola, sez. civile, ordinanza 9 gennaio 2017
Approvata la nuova legge sulla responsabilità medica: cosa cambia rispetto alla “Balduzzi”
E' stato approvato ieri, 28 febbraio 2017, in via definitiva dalla Camera dei Deputati il testo unificato delle proposte di legge relative alle Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie.
Risarcito l’avvocato ferito in udienza col tacco di una scarpa dalla ex moglie di un cliente
In tema di reati contro l’onore, risponde del reato di ingiurie di cui all’art. 594 c.p., ora depenalizzato, la parte che, nel corso di un’udienza di separazione, reagisca violentemente all’indirizzo dell’avvocato che assiste l’ex coniuge, in particolare colpendolo con il tacco di una scarpa al viso ed offendendone l'onore, il decoro e la reputazione, profferendo espressioni offensive, mostrando il dito medio e sputandogli addosso.
Cassazione , sezione V, sentenza 22 febbraio 2017, n. 8477
Se accarezzi un cane e ti morde non sempre hai diritto al risarcimento
Il Tribunale di Ascoli, con sentenza del 24 ottobre 2016, a fronte di un danno causato da un morso di cane, dichiara che il sinistro è dovuto a responsabilità esclusiva del danneggiato, che aveva imprudentemente cercato di accarezzare un cane legato ed innervosito.
Tribunale di Ascoli Piceno, sentenza 24 ottobre 2016, n. 1102
Va risarcito al Comune il danno all’immagine se i funzionari sono corrotti
E’ corretta la decisione del Giudice di merito che, dopo aver provveduto ad un’autonoma valutazione delle risultanze processuali in ambito, ha condannato alcuni imprenditori al risarcimento dei danni all’immagine subiti dal Comune a seguito del coinvolgimento di alcuni suoi funzionari in episodi di corruzione.
Cassazione civile, sez. III, sentenza 2 gennaio 2017, n. 2695
L’accettazione della liquidazione non esclude la volontà di impugnare il licenziamento
La mera accettazione della liquidazione, ancorché non accompagnata da alcuna riserva, non può essere interpretata, per assoluto difetto di concludenza, come tacita dichiarazione di rinunzia ai diritti derivanti dall'illegittimità del licenziamento, non esistendo alcuna incompatibilità logica e giuridica tra l'accettazione della liquidazione e la volontà di ottenere la dichiarazione di illegittimità del licenziamento.
Cassazione civile, sez. lav., sentenza 6 febbraio 2017, n. 3045
La difficoltà economica transitoria dell’impresa non legittima la revoca del fido e la risoluzione del mutuo
È ammissibile ed è fondato il ricorso ex art. 700 c.p.c. contro le dichiarazioni di revoca del fido a scadenza e di risoluzione del contratto di mutuo, motivate adducendo la crisi dell’impresa, qualora il peggioramento delle condizioni economiche non incida sulla capacità di pagamento del debito e non vi sia una diminuzione del valore dei beni ipotecati a garanzia del credito. Tribunale di Roma, sez. IX , ordinanza 2 dicembre 2016
"Due padri, i loro figli: la Corte d’Appello di Trento riconosce, per la prima volta, il legame tra i figli e il padre non genetico"
Corte d’Appello di Trento, ordinanza 23 febbraio 2017
Attenti ad accarezzare il cane
Esdebitazione: omologabile il piano del consumatore con mantenimento dell'abitazione pignorata
Il Tribunale di Verona ha omologato un piano del consumatore ex art. 12-bis, Legge n. 3/2012 in cui, a seguito di opposizione di una banca creditrice, munita di ipoteca sulla casa di abitazione della debitrice, nell’omologare il piano, e nel disattendere l’opposizione, ha rilevato che ai fini della compatibilità proposta, e tenuto conto delle previsioni dell’art. 7, comma 1, Legge n. 3/2012 che, consente ai creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca possono non essere soddisfatti integralmente, allorché ne sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali insiste la causa di prelazione, come attestato dagli organismi di composizione della crisi. Puntualizzando che le finalità della legge sul sovraindebitamento è certamente quella di consentire ai debitori non fallibili di potere uscire dalla loro crisi con un equilibrato sacrificio fra creditore e debitore, evitando al debitore di cadere nell’usura cercando di mantenere la propria casa di abitazione, e conservando, altresì, la banca creditrice l’ipoteca sull’immobile sino alla estinzione del piano.
Tribunale di Verona, 20 luglio 2016
Microsoft non può opporsi alla rivendita dei suoi software con licenza illimitata
L’acquirente iniziale della copia di un software con licenza d’uso illimitata ha il diritto di fare una vendita d’occasione a un subacquirente di copia e licenza: in base a tale principio, spiegato dalla Corte di Giustizia, la Microsoft, che ha venduto, all’interno dell’Unione, la copia di un programma su un supporto fisico, con licenza d’uso illimitata, non può opporsi alle vendite successive della copia da parte dell’acquirente iniziale o degli acquirenti successivi, anche se vi sono disposizioni nel contratto che vietano ogni successiva cessione. Gli eurogiudici hanno, però, precisato che nel caso in cui il supporto fisico originale della copia inizialmente consegnata all'acquirente iniziale sia deteriorato, distrutto o smarrito, questi non potrà fornire al subacquirente la sua copia di riserva senza l’autorizzazione del titolare del diritto.
CGUE, sentenza 12 ottobre 2016 (C-601/14), Ranks e Vasiļevičs
Nuova legge sul cinema: le novità in tema di proprietà intellettuale
Il riordino delle misure a favore del cinema e dell’audiovisivo operato dalla legge 14 novembre 2016, n. 220 ha dei riflessi anche sul regime dei diritti di proprietà intellettuale delle opere agevolate, che dovranno essere messe a disposizione della Cineteca nazionale e del Ministero dei beni culturali per utilizzazioni prive di finalità commerciali, i cui confini saranno meglio precisati dal decreto attuativo di prossima adozione. Anche la tutela della concorrenza nella distribuzione delle opere cinematografiche è incluso tra gli obiettivi della legge, che conferma i relativi compiti in capo all’AGCM.
Nel conflitto tra ditte e insegne confondibili prevale quella usata per primaùùùùù
Nel conflitto tra ditte ed insegne confondibili, in ragione dell’oggetto dell’attività e del contesto territoriale di riferimento, chi ne abbia fatto uso per primo- limitatamente alla ditta in epoca anteriore alla istituzione del registro delle imprese- prevale e può conseguire le opportune modifiche ed integrazioni dell’altra, pur se il titolare di questa l’abbia registrata per primo, successivamente all’istituzione del richiamato registro; inoltre il giudice, quanto alle insegne patronimiche, può disporre la totale eliminazione del cognome confondibile da quella usata per seconda. Così ha stabilito la prima sezione civile della Suprema Corte di cassazione con la sentenza n. 971/2017.
Affidamento condiviso della figlia: il tribunale di Milano ricorre al coordinatore genitoriale
Al fine di assistere i genitori nelle situazioni familiari altamente conflittuali che si possono ripercuotere negativamente sui figli, è opportuno nominare un «coordinatore genitoriale», figura di matrice americana che si sta diffondendo anche in altri paesi, al quale affidare il compito di aiutare la risoluzione delle controversie familiari, in via stragiudiziale, vale a dire senza adire l’autorità giudiziaria.
Tribunale di Milano, sez. IX, decreto 29 luglio 2016
Le dichiarazioni di successione diventano telematiche
Sulla base del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 27 dicembre 2016, dal 23 gennaio 2017 è possibile presentare per via telematica le dichiarazioni di successioni attraverso l’apposito software reso disponibile sul sito dell’Agenzia. Fino al 31 gennaio 2017, le dichiarazioni potranno essere trasmesse sia per via telematica sia tramite la tradizionale modalità cartacea, ma dal 1° gennaio 2018 saranno solo digitali.
Tagliare il pallone ai bambini che disturbano giocando in cortile è violenza privata?
Nell’escludere la sussistenza del reato di violenza privata nella condotta dell’imputato che aveva reiteratamente ripreso alcuni minorenni che facevano rumori nel cortile condominiale giocando con un pallone, intimando loro di non arrecare disturbo ed altresì tagliando i palloni con i quali i bambini giocavano, la Suprema Corte ha ribadito il principio secondo cui la violenza o la minaccia, per assumere penale rilevanza, devono determinare una perdita o riduzione sensibile, da parte del soggetto passivo, della capacità di determinarsi e di agire secondo la propria volontà. Nel caso di specie la Corte ha escluso che la condotta posta in essere dall’agente avesse effettivamente recato una concreta offesa al bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice de qua, ovverosia – giova ribadirlo – la libertà psichica dell’individuo nella sua volontaria esplicazione; ciò in quanto – come rileva il Collegio di legittimità – pur se la condotta stessa comportava il temporaneo allontanamento dei minori dal cortile condominiale, essa non impediva loro di riprendere i giochi che turbavano la quiete dell’imputato.
P.S. L'imputato era stato condannato nei primi due gradi. In Cassazione è stato assolto
Cassazione penale, sezione V, sentenza 16 gennaio 2017, n. 1786
Il contratto di locazione non registrato è nullo ai sensi dell'art. 1, comma 346, L. 30 dicembre 2004 n. 311; la prestazione compiuta in esecuzione d' un contratto nullo costituisce un indebito oggettivo, regolato dall'art. 2033 c.c., e non dall'art. 1458 c.c.; l'eventuale irripetibilità di quella prestazione potrà attribuire al solvens, ricorrendone i presupposti, il diritto al risarcimento del danno ex art. 2043 c.c., od al pagamento dell'ingiustificato arricchimento ex art. 2041 c.c. E’ quanto si legge nella sentenza n. 25503 del 13 dicembre 2016.
Cassazione civile, sez. III, sentenza 13 dicembre 2016, n. 25503
Pavimento condominiale scivoloso: scatta il 2051
Il Tribunale di Salerno, con decisione del 4 agosto 2016, n. 3480 afferma l'applicabilità dell'art. 2051 c.c. anche al Condominio, nella sua qualità di custode delle parti comuni. Se il danneggiato prova il nesso tra infortunio e parte comune, spetta al Condominio dare la prova liberatoria del caso fortuito.
Tribunale di Salerno 4 agosto 2016, n. 3780
Inopponibile al promissario acquirente il pignoramento trascritto dopo la trascrizione del preliminare
Gli effetti della trascrizione del preliminare, ai sensi dell'art. 2645-bis c.c., comma 1, si estendono anche alle trascrizioni di pignoramenti o sequestri ed alle iscrizioni di ipoteche giudiziali, con la conseguenza che queste, qualora siano successive alla trascrizione del preliminare, sono inopponibili al promissario acquirente, alle condizioni, per gli effetti e nei limiti di cui allo stesso art. 2645-bis c.c., commi 2 e 3.
Cassazione civile, sez. III, sentenza 19 dicembre 2016, n. 26102
Quando l'investitore è ignoto, il danneggiato va risarcito anche se non presenta denuncia
La Corte d'appello di Roma, con sentenza n. 5469 del 16 settembre 2016, a fronte di un sinistro stradale in cui un ciclista era stato travolto da un pirata fuggito dopo l'investimento e mai identificato, ribalta la sentenza che aveva rigettato la domanda risarcitoria, in particolare perchè il danneggiato non aveva presentato denuncia contro il danneggiante, ricordando come non sussista alcun onere di presentare querela o denuncia contro ignoti e di attendere l'esito negativo delle Indagini prima di poter agire nei confronti della compagnia assicurativa designata al risarcimento.
Il Tribunale di Roma, a fronte di un sinistro stradale in cui un ciclista era stato travolto da un pirata fuggito dopo l'investimento e mai identificato, aveva rigettato la domanda risarcitoria proposta nei confronti del Fondo di Garanzia. Il giudice di prime cure aveva ritenuto insufficientemente provata la dinamica del sinistro, ed aveva valorizzato il fatto che il danneggiato non avesse nemmeno presentato denuncia contro il danneggiante. La Corte d'Appello, al contrario, giunge a conclusioni di segno opposto.
Corte d'Appello di Roma, sez. III, sentenza 16 settembre 2016, n. 5469
Sindrome di Down: danno perdita di chance se il medico non prescrivere l’amniocentesi
La Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 243 dell’ 11 gennaio 2017, afferma che qualora un ginecologo - cui una gestante si sia rivolta per accertamenti sulle condizioni del feto - non abbia adempiuto correttamente la prestazione, non avendo prescritto l'amniocentesi, e all'esito della gravidanza il feto nasca con una sindrome che l'accertamento avrebbe potuto svelare, la semplice circostanza che due mesi dopo quella prestazione, la gestante abbia rifiutato di sottoporsi all'amniocentesi, non elide l'efficacia causale dell'inadempimento quanto alla perdita di chance di conoscere lo stato della gravidanza fin dal momento in cui si è verificato.
Cassazione civile, sez. III, sentenza 10 gennaio 2017, n. 243
Al via il fondo di solidarietà per l’ex coniuge in stato di bisogno
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto 15 dicembre 2016 del Ministero della Giustizia diventa operativo il Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno previsto dalla Legge di stabilità 2016. Il fondo ha una dotazione di 250.000 euro per l'anno 2016 e di 500.000 euro per l'anno 2017.
Testamento biologico: le disposizioni anticipate di volontà. Home restaurant: il sì della Camera
In questa settimana, il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente i decreti attuativi sulle unioni civili e il d.lgs. in tema di risarcimento del danno per violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza, mentre la Camera ha dato il primo via libera al provvedimento sul home restaurant. In Commissione Affari sociali procede velocemente l’esame sul disegno di legge in materia di consenso informato e sulle disposizioni anticipate di volontà (le c.d. DAT), che dovrebbe essere discusso all’Assemblea dal 30 gennaio 2017.
Morte del lavoratore e risarcimento danni ai prossimi congiunti
La sentenza della Corte d’Appello di Potenza del 19 maggio 2016 riconosce il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale da perdita del proprio congiunto formulata iure proprio dai familiari ex art. 2043 c.c. nel caso in cui la morte del lavoratore sia stata causata o concausata da condizioni di lavoro contrarie ai principi di cui all’art. 2087 c.c. che impone al datore di lavoro di garantire condizioni di lavoro a tutela della integrità psico-fisica dei propri dipendenti.
Corte d’Appello di Potenza, sentenza 19 maggio 2016
Inderogabili le norme sulle distanze legali
In tema di distanze nelle costruzioni, ai sensi dell'art. 873 c.c., le norme che impongono l'osservanza delle distanze dai confini sono inderogabili e prescindono dall'avvenuta edificazione e dalla futura edificabilità del fondo limitrofo.
Cass. civ. Sez. II, 06/02/2009, n. 3031, Cassazione civile, sez. II, sentenza 4 ottobre 2016, n. 19790
Caduta sulla scala di ingresso dell’auditorium? Responsabile il Comune organizzatore dell’evento
La caduta di una signora che sale i gradini di un teatro comunale, sospinta dalla folla, è imputabile alla negligente, imprudente ed imperita organizzazione dello spettacolo da parte del Comune, per non avere predisposto idonee misure (transenne o corridoi di accesso obbligati) né la presenza di personale incaricato, che avrebbe potuto, quanto meno, contenere la calca degli spetta...tori ed evitare condizioni di rischio per quest'ultimi.
Cass. civ. Sez. lavoro, 29/02/2016, n. 3983, Cass. civ. Sez. III, 22/02/2016, n. 3428, Cass. civ. Sez. III, 06/05/2015, n. 9008, Cass. civ. Sez. III, 08/05/2008, n. 11227, Cassazione civile, sez. III, sentenza 6 ottobre 2016, n. 19993
Il fatto storico della sottoposizione alla misura della custodia cautelare in carcere, con conseguente assoluta impossibilità di rendere la prestazione lavorativa, costituisce un’autonoma causa di esclusione dal diritto alla retribuzione per il periodo di detenzione. Cass. civ. Sez. lavoro, 09/09/2011 n. 18528, Cass. civ. Sez. lavoro, 06/09/2006, n. 19169, Cass. civ. Sez. lavoro, 26/03/1998 n. 3209, Cass. civ. Sez. lavoro, 16/10/1990 n. 10087, Cassazione civile, sez. lav., sentenza 10 ottobre 2016, n. 20321
Chi agisce per la restituzione di somme deve provare il contratto di mutuo
Quando, a fondamento della domanda di restituzione viene posto un contratto di mutuo, l'attore deve provarne gli elementi costitutivi e, quindi non solo la consegna, ma anche il titolo della stessa, dal quale derivi l'obbligo della reclamata restituzione. Cass. civ. Sez. III, 28/07/2014, n. 17050, Cass. civ. Sez. III, 13/03/2013, n. 6295, Cass. civ. Sez. III, 22/04/2010, n. 9541, Cass. civ. Sez. III, 19/08/2003, n. 12119, Cassazione civile, sez. II, sentenza 7 novembre 2016, n. 22576
In caso di contestazione, l’ente deve provare il regolare funzionamento del contatore dell’acqua
In caso di contestazione dei consumi da parte del somministrato, grava sul somministrante l'onere di provare che il sistema di rilevazione dei consumi (ovvero il contatore) fosse perfettamente funzionante, mentre grava sul fruitore l'onere di provare che l'eccessività dei consumi è dovuta a fattori esterni al suo controllo e che non avrebbe potuto evitare con una diligente custodi...a dell'impianto ovvero di aver diligentemente vigilato affinché eventuali intrusioni di terzi non potessero alterare il normale funzionamento del misuratore ovvero determinare un incremento dei consumi. Cass. civ. Sez. III, 13/05/2014, n. 10313, Cass. civ. Sez. III 02/12/2002, n. 17041, Cass. civ. Sez. Unite, 20/01/2014, n. 1005, Cass. civ. Sez. Unite 25/10/2013, n. 24153, Cassazione civile, sez. III, sentenza 22 novembre 2016, n. 23699
La tardiva produzione dei documenti non giustifica il rigetto della domanda di asilo
Al fine di escludere la credibilità del richiedente asilo non può attribuirsi rilievo esclusivo alla tardiva produzione dei documenti, in quanto l’art. 3, comma 5, D.Lgs. n. 251/2007 prevede che essi possono essere prodotti, ben potendo la domanda essere accolta anche se non suffragata da riscontri documentali.
Cass. civ. sez. VI-1, 28/09/2015, n. 19197, Cass. civ. sez. VI-1, 30/07/2015, n. 16201, Cass. civ. sez. VI-1, 10/07/2014, n. 15782, Cassazione civile, sez.VI-1, ordinanza 23 novembre 2016, n. 23884
È autonomamente sanzionato l’obbligo di comunicare i dati del conducente del veicolo
Secondo la Corte di cassazione (sentenza n. 24233 del 29 novembre 2016) l'obbligo della comunicazione dei dati del conducente da parte del proprietario del veicolo, nelle ipotesi di violazione del Codice della Strada, costituisce un distinto obbligo (sanzionato a sua volta autonomamente), che nasce dalla richiesta avanzata dalla Amministrazione ove sia contestata una viola...zione che determina la decurtazione dei punti patente. Con l'ulteriore precisazione che, essendo l'obbligo di comunicare i dati del conducente richiesti dalla P.A. autonomo e destinato ad assolvere una sua funzione propria, non può essere sospeso o eliminato né dall'eventuale ricorso avverso la violazione principale né dall'eventuale pagamento della multa correlata alla violazione del Codice della Strada presupposta.
Cassazione civile, sez. II, sentenza 29 novembre 2016, n. 24233
Il regolamento condominiale può stabilire i requisiti dell’amministratore
In tema di condominio negli edifici, l'art. 1138, comma 4, c.c., pur dichiarando espressamente non derogabile dal regolamento la disposizione dell'art. 1129 c.c., la quale attribuisce all'assemblea la nomina dell'amministratore e stabilisce la durata dell'incarico, non preclude, però, che il regolamento condominiale possa stabilire che la scelta dell'assemblea debba cadere su soggetti (persone fisiche o persone giuridiche) che presentino determinare caratteristiche, requisiti o titoli professionali.
Cassazione civile, sez. II, sentenza 30 novembre 2016, n. 24432
Il cessionario che acquisisce beni nell'esercizio di un'impresa, a differenza del mero consumatore finale, è egli stesso un soggetto attivo nel rapporto Iva e, come tale, può chiedere direttamente all'erario il rimborso delle somme indebitamente versate e ad esso erario pervenute, promuovendo la conseguente controversia tributaria. Cass. civ. Sez. Unite, 31/07/2008, n. 20752, Cass. civ. Sez.... V, 17/04/2009, n. 9107, Cass. civ. Sez. Unite, 13/01/2010, n. 355, Cass. civ. Sez. V, 26/10/2012, n. 18425, Cassazione civile, sez. trib., sentenza 6 dicembre 2016, n. 24923
Il contratto di locazione non registrato è nullo ai sensi dell'art. 1, comma 346, L. 30 dicembre 2004 n. 311; la prestazione compiuta in esecuzione d' un contratto nullo costituisce un indebito oggettivo, regolato dall'art. 2033 c.c., e non dall'art. 1458 c.c.; l'eventuale irripetibilità di quella prestazione potrà attribuire al solvens, ricorrendone i presupposti, il diritto al risarcimento del danno ex art. 2043 c.c., od al pagamento dell'ingiustificato arricchimento ex art. 2041 c.c. E’ quanto si legge nella sentenza n. 25503 del 13 dicembre 2016. Cassazione civile, sez. III, sentenza 13 dicembre 2016, n. 25503.
Compravendita immobile non insonorizzato
L’insufficiente insonorizzazione acustica dell’immobile oggetto di vendita (al di là dell’immeditata vigenza nei rapporti privatistici dei parametri minimi stabiliti dal d.P.C.M. 5 dicembre 1997, coinvolto nella tormentata vicenda normativa sopra descritta)..., rileva comunque, pertanto, agli effetti degli artt. 1490 e 1492 c.c., ove concreti un vizio capace di rendere la cosa inidonea all'uso cui è destinata o di diminuirne in modo apprezzabile il valore. Tribunale di Firenze, sentenza 21 novembre 2016, n. 3872
Necessita permesso di costruire l’installazione di sbarra in ferro a chiusura di una strada
È legittimo il provvedimento con il quale un Comune ha ordinato la rimozione di una sbarra in ferro posta a chiusura di una strada, motivato con riferimento al fatto che il medesimo manufatto è stato realizzato senza il preventivo rilascio del permesso di costruire.
Tar Napoli, sez. VIII, sentenza 21 novembre 2016, n. 5365
"I genitori hanno l’obbligo di impedire che il figlio minore disturbi i vicini con lo stereo"
La Corte di Cassazione, confermando la sentenza della Corte d'Appello di Roma, ha sancito la penale responsabilità dei genitori di un minore per omesso impedimento dell'evento (reato di cui all'art. 659 c.p. "chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici". Cass. pen. Sez. III, Sent., 15-12-2016, n. 53102
Trasfusioni di sangue infetto: non opera lo stato di necessità
Se l'intervento chirurgico, per quanto in chirurgia d'urgenza e quindi non programmato avviene all'interno di una struttura a ciò deputata e quindi professionalmente organizzata proprio, tra l'altro, per poter affrontare interventi d'urgenza in condizioni di sicurezza, non è configurabile lo stato di necessità, perché l'urgenza stessa deve necessariamente essere prevista e programmata e al suo verificarsi scatta o deve scattare l'adozione di specifici protocolli, tra i quali la predisposizione di sacche di sangue già controllate. Cassazione civile, sez. III, sentenza 7 luglio 2016, n. 13919
Preliminare di immobile da costruire nullo anche se la fideiussione è rilasciata tardivamente
La mancanza del rilascio della fideiussione in sede di perfezionamento del contratto preliminare comporta di per sé la nullità dello stesso a nulla rilevando che successivamente sia stata rilasciata valida garanzia fideiussoria, in quanto si tratta di nullità originaria, non sanabile e non convalidabile. Tribunale di La Spezia, sentenza 9 giugno 2016
La dichiarazione dei redditi congiunta produce effetti anche dopo la separazione dei coniugi
La dichiarazione dei redditi congiunta, consentita a coniugi non separati, costituisce una facoltà che, una volta esercitata per libera scelta degli interessati, produce tutte le conseguenze, vantaggiose ed eventualmente svantaggiose, che derivano dalla legge e che ne connotano il peculiare regime, a prescindere dalle successive vicende del matrimonio. Ne consegue che la responsabilità solidale dei coniugi per il pagamento dell'imposta ed accessori, iscritti a ruolo a nome del marito a seguito di accertamento, prevista dall'ultimo comma del citato art. 17, non è influenzata dal venir meno, successivamente alla dichiarazione congiunta, della convivenza matrimoniale per separazione personale. Cass. civ. Sez. V, 18/11/2015, n. 23353. Cass. civ. Sez. V, 15/09/2006, n. 19896. Cassazione civile, sezione V, sentenza 6 luglio 2016, n. 13733
Invasione di corsia: la presunzione ex art. 2054 c.c. grava anche sul conducente invaso
Il soggetto che abbia riportato danni da un incidente stradale, anche in presenza di una conclamata responsabilità perfino ove prevalente dell'altra parte, che abbia invaso l’altrui corsia di marcia, è tenuto a dare prova in concreto di essersi quanto meno attenuto alle regole di prudenza a suo carico per veder esclusa attraverso un accertamento in concreto ogni sua corresponsabilità nel verificarsi del danno. Cass. Civ., sez. III, 04/11/2014, n. 23431. Cass. Civ., sez. III, 15/01/2004, n. 477. Cassazione civile, sez. III, sentenza 28 giugno 2016, n. 13271.
L’'iscrizione ipotecaria è nulla se non è preceduta dal contraddittorio con il contribuente
L’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporta la nullità dell'iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione ai procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea. Cass. civ. Sez. Unite, 18/09/2014,. n. 19667. Cass. civ. Sez. VI-5, 23/11/2015, n. 23875. Cassazione civile, sez. trib., sentenza, 24 giugno 2016, n. 13115.
Risarcibile non solo la cancellazione del volo ma anche il ritardo
Il Giudice di Pace di Lecce, con sentenza 30 maggio 2016, condanna una compagnia aerea a risarcire due passeggeri che lamentano un danno causato dal notevole ritardo accumulato dal loro volo. Il vettore viene chiamato a rispondere sia per il danno patrimoniale, che per quello non patrimoniale. Precedenti giurisprudenziali: Conforme: Giudice di pace Palermo, 22/03/2013; Difforme: Giudice di pace Ivrea 14/05/2015; Giudice di pace Milano 17 gennaio 2011, Art. 2033 c.c.. Giudice di Pace di Lecce, sentenza 30 maggio 2016
È illegittimo l’'assegno postdatato, consegnato a fine di garanzia
L'emissione di un assegno in bianco o postdatato, consegnato a garanzia di un debito, è contrario alle norme imperative contenute negli artt. 1 e 2 del R.D. 21 dicembre 1933 n. 1736. Precedenti giurisprudenziali. Cass. Civ. sez. III, 22/11/2013, n. 26232. Cass. Civ. sez. II, 19/04/1995 n. 4368. Cassazione civile, sez. I, sentenza 24 maggio 2016, n. 10710
Nullo il contratto di telefonia se l’oggetto è indeterminato. Gestore condannato al risarcimento
L'ordinanza che si segnala e di sicuro interesse con riguardo all'ampio settore dei contratti della telefonia, ove prassi diffuse fanno talvolta sorgere seri dubbi sul rispetto di norme fondamentali del diritto dei contratti. In questo caso si è trattato di valutare la sussistenza del requisito della determinazione dell'oggetto del contratto, valutazione che ha avuto esito negativo con la conseguente declaratoria di nullità dell'accordo. Tribunale di Vicenza, ordinanza 22 febbraio 2016
Le Sezioni Unite sulle infiltrazioni d'acqua dal lastrico solare al piano sottostante
Con la Sent. 10 maggio 2016 n. 9449, le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione sono intervenute sul contrasto giurisprudenziale relativo alla ripartizione delle spese in ipotesi di infiltrazioni di acqua piovana provenienti dal terrazzo, avente funzione di parziale copertura dello stabile, all'immobile situato al piano sottostante, sentenziando che due terzi devono essere poste a carico dell'ente condominiale, mentre il residuo terzo sarà accollato al proprietario, o usuario esclusivo, del terrazzo. Cass. Civ., Sez. Unite, 10 maggio 2016, n. 9449
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References: sentenza 
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 art. 2051
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 art. 13
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 § 1
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 art. 131
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 art. 700
 art. 12
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 art. 2043
 art. 2041
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 art. 2645
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 art. 2043
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 art. 2043
 art. 2041
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 art. 17
 Cass. 
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 art. 2054
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 Art. 2033
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