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Timestamp: 2018-09-25 02:55:20+00:00

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L’art. 350 c.p.p. “Sommarie informazioni dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini” regola le diverse modalità con le quali la polizia giudiziaria apprende informazioni dall’indagato.
La disposizione prevede 3 specifici casi di acquisizione delle stesse, che si diversificano sia per il rispetto di particolari modalità ed obblighi a carico degli organi di polizia giudiziaria operanti, sia per il tipo di qualifica che deve essere posseduta dal soggetto appartenente alla polizia giudiziaria legittimato alla acquisizione.
Situazione disciplinata dal comma 1 al comma 4: soggetto legittimato è l’ufficiale di p.g., deve essere invitato l’indagato a nominare un difensore di fiducia, in mancanza viene nominato un difensore d’ufficio, la assunzione di informazioni dall’indagato avviene con l’assistenza necessaria del difensore, il quale deve essere preavvertito e ha l’obbligo di presenziare al compimento dell’atto, va redatto verbale ex art. 357/2 lett. b) c.p.p. .
Situazione disciplinata dal comma 5 al comma 6: soggetto legittimato è l’ufficiale di p.g., la assunzione di informazioni dall’indagato può avvenire anche senza la presenza del difensore e deve avvenire sul luogo o nell’immediatezza del fatto per avere notizie e indicazioni utili ai fini della immediata prosecuzione delle indagini, di tali dichiarazioni è vietata ogni documentazione (l’assenza di garanzie difensive in questa ipotesi è giustificata dalla urgente necessità dello sviluppo immediato dell’azione investigativa, il sacrificio delle esigenze della difesa è controbilanciato dalla previsione del divieto di utilizzazione delle notizie raccolte).
Situazione disciplinata dal comma 7: soggetto legittimato è anche l’agente di p.g., la acquisizione di informazioni avviene attraverso la ricezione di dichiarazioni spontanee che l’indagato rende di sua iniziativa come mezzo di autodifesa e di collaborazione spontanea e senza che siano stimolate da domande o contestazioni, non è prevista l’assistenza del difensore, va redatto verbale ex art. 357/2 lett. b) c.p.p. .
Specificazione terminologica sulla differenza tra ASSUNZIONE e RICEZIONE:
la assunzione prevede la formulazione di domande, il soggetto viene “interrogato” attivamente dalla p.g.,
la ricezione non prevede la formulazione di domande, il soggetto fa dichiarazioni senza sollecitazioni da parte della p.g. che le registra passivamente.
Si segnala sull’argomento relativo alla ricezione di dichiarazioni spontanee la sentenza della Corte di Cassazione del 28/03/18 n° 14320 (clicca e leggi), con la quale si ribadisce che tali dichiarazioni possono essere acquisite senza garanzie difensive, in quanto si tratta di una scelta legislativa “…che trova la sua giustificazione nel fatto che le dichiarazioni spontanee non sono funzionali a raccogliere elementi di prova, ma piuttosto a consentire all’indagato di interagire con la polizia giudiziaria in qualunque momento egli lo ritenga, esercitando un suo diritto personalissimo. “, ritenendo pertanto che “…le dichiarazioni spontanee anche se rese in assenza del difensore e senza l’avviso di poter esercitare il diritto al silenzio siano utilizzabili nella fase procedimentale, nella misura in cui emerga con chiarezza che l’indagato abbia scelto di renderle liberamente, senza alcuna coercizione o sollecitazione. …”.
Posted in Senza categoria on 30 marzo 2018 by giovanniparis. Lascia un commento
Può essere invocato lo stato di necessità ex art. 4 L. 689/81 da parte di chi viola una o più norme di comportamento del Codice della Strada per provvedere a cure urgenti nei confronti di un animale?
La questione è stata affrontata e risolta negativamente dalla Corte di Cassazione, che con ordinanza del 01/03/18 n° 4834 (clicca e leggi) ha affermato che “…la costante giurisprudenza di questa Corte afferma che l’esclusione della responsabilità per violazioni amministrative derivante da “stato di necessità”, secondo la previsione dell’art. 4 della legge n. 689 del 1981, postula, in applicazione degli artt. 54 e 59 c.p., che fissano i principi generali della materia, una effettiva situazione di pericolo imminente di danno grave alla persona, non altrimenti evitabile…” e che “…in tema d’infrazioni amministrative lo stato di necessità, contemplato dall’art. 4 della legge 24 novembre 1981 n. 689 come causa di esclusione della responsabilità, è ravvisabile solo in presenza di tutti gli elementi previsti nell’art. 54 c.p., incluso il’pericolo attuale di un danno grave alla persona’…”, pertanto, anche se il nostro ordinamento giuridico pone una serie di disposizioni a salvaguardia della salute degli animali, per quanto riguarda l’istituto giuridico dello stato di necessità non esiste una “parificazione” dell’animale all’essere umano parlando la norma di “persona”.
Ad analoga conclusione pervenne sempre la Corte di Cassazione con sentenza del 19/06/09 n° 14515 (clicca e leggi).
Si legga anche il seguente approfondimento riguardante VIOLAZIONI A NORME DEL CODiCE DELLA STRADA E STATO DI NECESSITA’ (clicca e leggi).
Posted in Senza categoria on 4 marzo 2018 by giovanniparis. Lascia un commento
L’Istat rende disponibile il testo della Circolare prot. n. 0295032 del 13 febbraio 2018 (clicca e leggi) contenente i criteri da seguire per l’esecuzione della “Rilevazione degli incidenti stradali con lesioni a persone. Anno 2018”, inserita nel Programma Statistico Nazionale (IST-00142).
Si include anche Informativa prot. n. UP/0038830 del 12 gennaio 2018 (clicca e leggi) da sottoporre all’interessato ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n. 196/2003.
Si allega modello di rilevazione STAT CTT/RILEVAZIONE IST-00142 INC – Edizione 2018 (clicca e scarica).
Posted in Codice della Strada, INFORTUNISTICA STRADALE on 3 marzo 2018 by giovanniparis. Lascia un commento
Direttamente dal sito del Ministero dell’Interno – Dipartimento per gli Affari interni e Territoriali la nuova circolare sulla ricevuta di richiesta di carta di identità elettronica del 27/02/18 n° 584 (clicca e leggi).
Posted in Senza categoria on 28 febbraio 2018 by giovanniparis. Lascia un commento
Posted in T.U.L.P.S. on 21 febbraio 2018 by giovanniparis. Lascia un commento
In applicazione del più recente orientamento della Corte di Cassazione l’avvertimento della facoltà di farsi assistere da un difensore, ex art. 114 disp. att. c.p.p, deve essere rivolto al conducente del veicolo nel momento in cui viene avviata la procedura di accertamento strumentale dell’alcolemia con la richiesta di sottoporsi al relativo test, anche nel caso in cui l’interessato si rifiuti di sottoporsi all’accertamento,
E’ quanto affermato nella sentenza della Corte di Cassazione del 09/02/18 n° 6526 (clicca e leggi) nella quale si afferma che “…il sistema delle garanzie, delineato dal combinato disposto degli artt. 114 disp. att. cod. proc. pen. e 354 cod. proc. pen., scatta nel momento in cui la polizia giudiziaria procede all’accertamento, per via strumentale – che ha natura indifferibile ed urgente – del tasso alcolemico, invitando il conducente a sottoporsi alle due prove spirometriche, secondo le modalità indicate dall’art. 379, reg. es . cod. strada. Tale sistema introduce, in sostanza, una verifica tecnica che prende avvio con la richiesta di sottoporsi al test strumentale e, in tale scansione, l’avvertimento del diritto all’assistenza del difensore costituisce presupposto necessario della relativa procedura, indipendentemente dall’esito della stessa e dalle modalità con le quali il test venga concretamente effettuato. …”.
Posted in Senza categoria on 12 febbraio 2018 by giovanniparis. Lascia un commento
La mancata o la erronea o la incompleta indicazione della norma violata nel verbale di accertamento di infrazione determina una causa di illegittimità dello stesso e per tale motivo può essere annullato?
Per ciò che riguarda le violazioni al Codice della strada l’ art. 383 del Reg. Esec. C.d.S. “Contestazione – Verbale di accertamento” prevede che:
“1. Il verbale deve contenere l’indicazione del giorno, dell’ora e della località nei quali la violazione è avvenuta, delle generalità e della residenza del trasgressore e, ove del caso, l’indicazione del proprietario del veicolo, o del soggetto solidale, degli estremi della patente di guida, del tipo del veicolo e della targa di riconoscimento, la sommaria esposizione del fatto, nonché la citazione della norma violata e le eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l’inserzione. Omissis “
Il verbale può essere afflitto da vizi formali, ma non tutti i vizi formali ne determinano la annullabilità.
Possiamo dire che tale effetto si ha ogni qual volta l’errore determina una compromissione del diritto di difesa del trasgressore/sanzionato.
Ebbene, per quanto ci occupa, la recente ordinanza della Corte di Cassazione, VI, 25/01/18 n° 1930 (clicca e leggi) ha affermato che “…l’indicazione nel verbale di contestazione dell’articolo…senza specificazione del testo normativo di appartenenza (d.lgs. n. 285 del 1992) non era lesiva del diritto di difesa dell’opponente, in quanto si desumeva agevolmente dalla intitolazione del verbale stesso, recante “violazione delle norme del codice della strada”, e dalla descrizione del fatto…”, rigettando così il ricorso il quale censurava addirittura non che mancasse la indicazione dell’articolo della norma violata (che era stato invece correttamente indicato), ma il fatto che mancasse la specificazione che fosse un articolo del Codice della Strada (!!).
Sulla medesima questione diversi sono stati i pronunciamenti in tal senso della suprema corte, vedi:
Cass., I, 24/07/03 n° 11475
Cass. I, 08/08/03 n° 11968
Cass., II, 23/01/07 n° 1414
Cass., II, 14/04/09 n° 8885
Cass., I, 18/05/09 n° 11421
Cass., II, 15/09/09 n° 19906
Concludendo, nel caso di mancata, erronea o parziale indicazione nel verbale di accertamento di infrazione della norma violata dal trasgressore, il diritto di difesa di costui non viene in concreto menomato dalla conseguente mancata o parziale conoscenza della norma che sanziona il comportamento illecito, purchè nel verbale sia indicata con precisione la condotta materiale che integra la violazione e il fatto sia compiutamente descritto.
Posted in Senza categoria on 9 febbraio 2018 by giovanniparis. Lascia un commento
L’art. 3 della L. 20/02/58, n. 75 “Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui .” prevede:
“…È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 258 a euro 10.329 , salvo in ogni caso l’applicazione dell’ art. 240 del codice penale:
8) chiunque in qualsiasi modo favorisca o sfrutti la prostituzione altrui….”
Costituisce favoreggiamento o sfruttamento della prostituzione la locazione di un appartamento realizzata a favore di una prostituta?
La Corte di Cassazione con sentenza del 16/01/17 n° 1773 (clicca e leggi), confermando precedenti pronunciamenti, afferma che “…la cessione in locazione, a prezzo di mercato, di un appartamento ad una prostituta, anche se il locatore sia consapevole che la locataria vi esercitera’ la prostituzione in via del tutto autonoma e per proprio conto, non integra il reato di favoreggiamento della prostituzione, atteso che la stipulazione del contratto non rappresenta un effettivo ausilio per il meretricio;…ricorre il reato se, oltre al godimento dell’immobile, vengono fornite prestazioni accessorie che esulino dalla stipulazione del contratto ed in concreto agevolino il meretricio (come nel caso di esecuzione di inserzioni pubblicitarie, fornitura di profilattici, ricezione di clienti o altro)..“.
Per precedenti sentenze in tal senso vedi:
Cassazione, III, 23/02/12 n° 7076
Cassazione, III, 04/07/13 n° 28754
Cassazione, III, 31/07/13 n° 33160
Cassazione, III, 28/09/15 n° 39181
Cassazione, III, 02/12/15 n° 47594
Posted in Diritto Penale on 3 febbraio 2018 by giovanniparis. Lascia un commento
Segnalo dal sito http://www.concorsando.it/blog/ la possibilità di scaricare gratuitamente due manuali, di diritto penale e di diritto amministrativo, utili per la preparazione ai concorsi pubblici.
http://www.concorsando.it/blog/wp-content/uploads/Manuale-di-diritto-penale-per-concorsi-pubblici.pdf
http://www.concorsando.it/blog/wp-content/uploads/Manuale-di-diritto-amministrativo-per-concorsi-pubblici.pdf
Posted in Diritto Penale on 22 gennaio 2018 by giovanniparis. 2 commenti
Diverse Procure hanno emanato linee operative/guida sull’applicazione della L. 41/16 che ha posto diverse problematiche.
PROCURA AOSTA PROCURA BERGAMO PROCURA BRESCIA
PROCURA FIRENZE PROCURA GENOVA PROCURA GROSSETO
PROCURA MACERATA PROCURA SANTA MARIA CAPUA VETERE PROCURA SIENA
PROCURA SONDRIO PROCURA TRENTO PROCURA UDINE 1
PROCURA UDINE 2 VELLETRI
Circolare Ministero Interni 300-a-2251-16-124-68 del 25 marzo 2016
CIRCOLARE P.M. TORINO 1 CIRCOLARE PM. TORINO 2
PROTOCOLLO INTESA PROCURA LECCE BRUNO MALUSARDI P.M. MILANO
CATALDO LO IACONO REGIONE TOSCANA DOMENICO NOTARO LEGISL. PEN.
ALESSANDRO ROIATI DIR. PEN. CONTEMP. ETTORE SQUILLACI DIR. PEN. CONTEMP.
ANTONELLA MASSARO DIR. PEN. CONTEMP. GIUSEPPE LOSAPPIO DIR. PEN. CONTEMP.
Posted in Senza categoria on 19 novembre 2016 by giovanniparis. Lascia un commento
SEQUESTRO PROBATORIO E MOTIVAZIONE
Interessante e importante ordinanza del Tribunale di Pescara, 09/09/16 n° 25 (scarica e leggi) emessa in sede di ricorso avverso sequestro probatorio adottato dal P.M. e con la quale è stato annullato il provvedimento; nell’ordinanza si afferma che “…il sequestro probatorio mira ad assicurare al procedimento quelle res necessarie per l’accertamento dei fatti. Ciò posto, anche nel caso in cui il sequestro probatorio abbia ad oggetto res qualificabili come corpo del reato e/o pertinenti al reato, il pubblico ministero è tenuto a specificare le finalità probatorie che intende garantire attraverso il mantenimento del sequestro medesimo. …”
E ancora, che non è sufficiente la adozione di una formula di stile “…ritenuto che occorre procedere al sequestro dei beni sopraindicati, trattandosi di corpo del reato o comunque di cose pertinenti ai reati per i quali si procede e la cui acquisizione è assolutamente necessaria anche per la prosecuzione delle indagini. …”.
Il caso trattato non coinvolge direttamente la Polizia Giudiziaria, ma la questione discussa ed il principio espresso si ritiene abbia rilevanza nello svolgimento della attività di P.G. di iniziativa, quando si procede ad un sequestro probatorio, per il quale, nella redazione del relativo verbale si è soliti in effetti riferirsi solo a formule di stile senza null’altro aggiungere per motivare più efficacemente il provvedimento; è vero che lo stesso dovrà essere inviato al P.M. per l’esame e la convalida, ma si palesa la opportunità (con dimostrazione anche di maggiore professionalità) dell’inserimento di specificazioni motivazionali a fondamento del sequestro.
Posted in Senza categoria on 15 novembre 2016 by giovanniparis. Lascia un commento
DIVIETO DI SOSTA PER AUTOCARAVAN
E’ risaputo che, stante le diverse e molteplici indicazioni impartite dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e dal Ministero degli Interni, non possono essere emesse e ritenute legittime ordinanze di disciplina della circolazione stradale che prevedano la imposizione di un generico divieto di sosta per le autocaravan, determinandosi in tal modo, essendo queste ai sensi dell’art. 185/1 C.d.S. equiparate agli altri veicoli, una ingiustificata disparità di trattamento, a meno che la imposizione sia motivata da particolari esigenze di circolazione connesse alle caratteristiche strutturali della strada,
Si segnala la sentenza della CORTE DI CASSAZIONE, VI,, 14/10/16 N° 20842 (scarica e leggi), con la quale si conferma la validità di un verbale di accertamento di violazione ad un divieto di sosta e con essa dell’ordinanza di previsione del divieto in quanto motivata da particolari esigenze di circolazione connesse alle caratteristiche strutturali della strada, non comportante una ingiustificata disparità di trattamento delle autocaravan con altri veicoli.
Pertanto non tutte le ordinanze che prevedano un divieto in tal senso devono essere necessariamente illegittime.
Posted in Senza categoria on 14 novembre 2016 by giovanniparis. Lascia un commento

References: art. 357
 art. 357
 sentenza 
 art. 4
 sentenza 
 art. 114
 sentenza 
 art. 383

Cass. 
 art. 240
 sentenza 
 sentenza