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Timestamp: 2020-07-04 19:29:20+00:00

Document:
C.r. Puglia 16.06.2020
DATE: Tuesday 16 June 2020 - 10:30
seduta 151 edizione provvisoria
Buongiorno a tutti. Vi chiedo di non cominciare a muovervi, almeno nelle prime battute, per le questioni che sapete dobbiamo affrontare.
Ha chiesto congedo il consigliere Abaterusso.
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 5 giugno, ha deliberato la rinuncia all’impugnativa della legge regionale n. 67.
Assegnazioni alle Commissioni: alla I Commissione un riconoscimento di debito fuori bilancio; alla IV Commissione c’è una richiesta parere deliberazione della Giunta regionale n. 790; alla IV e V Commissioni, in seduta congiunta, c’è la proposta di legge a firma del consigliere Casili “Norme per l’applicazione pianificata del fuoco prescritto”.
Sono, inoltre, pervenute interrogazioni: Barone “Estinzione delle Comunità Montane ancora in fase di liquidazione”; Barone “Possibile riconoscimento dello stato di calamità in conseguenza della siccità che ha danneggiato l’agricoltura pugliese”, Laricchia “Tirocini d’inclusione sociale rivolti a disoccupati ex percettori di mobilità in deroga”.
Mozioni: Vizzino, Morgante “Estensione anche alle Forze Armate delle agevolazioni previste per le forze dell’ordine sul trasporto pubblico locale ferroviario regionale”; Laricchia “Impegno della Regione Puglia a istituire uno sportello per i lavoratori disabili”.
È pervenuta una mozione, primo firmatario Domenico Santorsola. Vedo la sottoscrizione di tutti i Presidenti di Gruppo. È una mozione a favore dei disabili in relazione all’emergenza da Covid-19.
Avendola tutti sottoscritta, la pongo ai voti per alzata di mano. Chi è d’accordo? Chi è contrario? Chi si astiene?
È approvata all’unanimità.
Torniamo al punto dove ci eravamo lasciati, al primo punto all’ordine del giorno: “Prosecuzione esame proposta di legge Liviano D’Arcangelo”.
Come sapete, dobbiamo procedere con il voto sull’emendamento aggiuntivo a firma di Zullo ed altri. È abbastanza noto.
Ancora una volta devo rivolgere un appello ai firmatari: appare un atto politico anche coerente, che va nella direzione di ritirare l’emendamento, perché l’ultima volta era in itinere la procedura di evidenza pubblica e l’assegnazione alla Gazzetta Ufficiale. Ora, siamo di fronte agli atti già consumati per quanto riguarda la procedura per individuare il direttore generale dell’ARPA.
Penso che una forza politica che si è battuta legittimamente per ripristinare quello che ha sempre ritenuto, nella legittimità della legge, cioè il direttore generale, nel momento in cui una battaglia legittima raggiunge il suo obiettivo, penso che la coerenza dovrebbe portare a ritirare l’emendamento, avendo conseguito un obiettivo.
Si vuole ancora insistere di fronte a un problema sostanzialmente ormai risolto. Poi, chi sarà il direttore generale si vedrà nelle sedi opportune. Continuare ad insistere non riesco a capirlo.
Capisco la preoccupazione sull’esito del voto, però francamente mi pare, dal punto di vista politico, consentitemi, un po’ una forzatura. Penso che sarebbe stato più corretto rivendicare un risultato che si è raggiunto attraverso una battaglia legittima. Ho provato ieri a parlare con i protagonisti principali. Fino a ieri non ho raccolto un consenso al mio invito. Lo ribadisco nella speranza che la notte possa aver portato consiglio. Rimangono tali, è vero. Sono encomiabili. Basta.
Dopodiché, non so se c’è un riscontro a questo mio ulteriore appello. Che dicono i protagonisti? Di mettere al voto. Ovviamente, di nuovo con voto segreto. È vero, Zullo? Bene. Okay.
Organizziamoci. Le schede sono tutte, anche dei colleghi che sono costretti a stare lì tra il pubblico. Un momento. Le schede ci sono tutte. Adesso procediamo al voto.
Damascelli, prego.
La votazione segreta avviene in modo elettronico o con...
Non c’è un altro modo. Stavamo solamente disciplinando come consentire ai colleghi che sono costretti a stare non ai loro posti di poter votare. Si può, se si fidano, votare oppure avere un po’ di pazienza: vengono, votano e ritornano al posto.
Come si vota? Torniamo al nostro predecessore. Chi è a favore dell’emendamento Zullo, Ventola ed altri vota “sì”, chi è contrario vota “no”, chi si vuole astenere si astenga. Va bene? Ci siamo chiariti? Siccome il voto è segreto e non lo possiamo ripetere, guardate bene lì sotto, dove stanno i colori, così evitiamo problemi.
Ripetiamo: chi vota “sì” vota verde, chi vota “no” vota rosso. È chiaro? Bene. Procediamo. Un momento, consigliere Mennea, la scheda sta lì. Poi vai a votare oppure fai votare uno di loro. Che ti devo dire? Ve l’ho detto prima: decidete. Chi si fida del collega lo fa votare. Il collega Cera ha votato? Il collega Blasi ha votato? Okay. Il collega Cera ha votato. Il collega Mennea ha votato. Il collega Liviano D’Arcangelo ha votato.
Presenti 49, votanti 49, favorevoli 23, contrari 26.
Adesso passiamo rapidamente alla votazione sull’intero articolato di legge. Votiamo. Stiamo votando l’intero articolato di legge. Stiamo già votando, collega Zullo. Va bene, falla dopo. Però, collega Zullo, stavamo già votando. Quando arriveremo all’altro punto dirai quello che devi dire.
La precedente riunione del Consiglio regionale avevamo annunciato la mozione a firma di Pendinelli, sottoscritta da tutti. Non la misi ai voti perché, nel frattempo, il collega Pendinelli si era allontanato.
Chiedo adesso di poterla votare. Ovviamente, votiamo per alzata di mano. Chi è d’accordo? Chi è contrario? Chi si astiene?
Secondo punto all’ordine del giorno: “Disegno di legge ‘Interventi regionali per favorire l’autonomia, la vita indipendente e la qualità della vita delle persone con disabilità’”.
Il relatore è il consigliere Romano.
Speaker : INTERVENTO.
Approfitto dell’approvazione della mozione del collega Pendinelli per chiedere – mi avvicino al microfono quanto più possibile – visto che è una sensibilità molto diffusa e trasversale in questo Consiglio, fortunatamente, di poter votare la mozione proposta dal collega Turco sulla internalizzazione dei servizi del 118. Chiedo se è possibile. Siccome so che è una questione trasversale, molto avvertita positivamente dall’intero Consiglio, chiederei che la mozione del collega Turco potesse essere approvata.
Presidente, so che la stanno distribuendo. Se poi magari più avanti nell’ordine del giorno…
Io non ho ricevuto nessuna mozione. Comunque, ribadisco la procedura: se c’è il consenso di tutti i Presidenti dei Gruppi, o di tutti i Gruppi, si può procedere, ma io non vedo né il testo e nemmeno il consenso. Non so che cosa dovrei mettere ai voti.
Adesso sarà distribuita.
Quando arriva, procederemo.
Avevo dato la parola al Presidente Romano.
La diamo per letta.
Stiamo votando la legge del punto n. 2): interventi per favorire l’autonomia, la vita indipendente e la qualità della vita delle persone con disabilità. Va bene, Di Bari? Okay.
All’articolo 2 non vedo emendamenti.
All’articolo 3 c’è un emendamento a firma dell’assessore: «Eliminare “da almeno un anno”».
Presenti 38, votanti 32, favorevoli 32.
Andiamo adesso, sempre sull’articolo 3, all’emendamento 1-bis, a firma di Marco Galante: “Al comma 1 dell’articolo 3 la lettera c) è soppressa”. La lettera c) recita: “In possesso di indennità di accompagnamento”.
Parere del Governo? Parere del Governo favorevole. Contrario? Contrario. Okay. Assessore Ruggeri, forse è utile che venga qui, per i prossimi emendamenti.
Presenti 42, votanti 42, favorevoli 8, contrari 34.
All’articolo 3 non ci sono più emendamenti.
Votiamo l’articolo 3.
All’articolo 4 c’è il primo emendamento, a firma di Pendinelli, con cui si chiede di sostituire il comma 2.
Parere favorevole del Governo.
Questo è un emendamento all’articolo 5.
Quindi, all’articolo 4 non ci sono più emendamenti.
Votiamo l’articolo 4.
Andiamo all’articolo 5.
C’è un emendamento a firma del consigliere Marco Galante. Il Governo è favorevole.
Sempre all’articolo 5 c’è un altro emendamento, a firma del consigliere Galante: “Dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti commi […]”.
Lo volevo giusto esporre un attimo per far comprendere meglio la questione del contratto. Noi crediamo che, andando ancora di più incontro ai diversi istituti presenti per agevolare i progetti, dai fondi a tutte le varie professionalità che intervengono, se si mettesse in un contratto sociale cosiddetto che comprenda l’ambito, le scuole, all’interno del quale sono individuati anche i fondi destinati al progetto, si evita la frammentazione, si dà maggior forza al progetto e, quindi, si aiuta ancora di più la persona che deve godere di questa misura, e tutti poi parlano la stessa lingua, senza frammentare i vari interventi.
Questo è il significato, il fulcro dell’idea di contratto sociale tra le parti che partecipano a dare man forte al progetto individuale.
Presenti 43, votanti 43, contrari 35, favorevoli 8.
Buongiorno, Presidente.
Votiamo l’articolo 5.
Adesso c’è un articolo 5-bis, a firma del consigliere Galante. Parere del Governo favorevole.
Presenti 46, votanti 46, favorevoli 46.
C’è un altro emendamento, articolo 5-ter (Budget della salute). Parere del Governo contrario.
Presenti 42, votanti 33, favorevoli 7, contrari 26, astenuti 9.
Nelle dichiarazioni di voto chiariamo questo aspetto. L’assessore si prepari per dichiarazione di voto. Va bene? Vediamo di recuperare nelle dichiarazioni di voto. Collega Campo, aveva chiesto di parlare? Qua i tuoi emendamenti non esistono. Forse è un’altra legge. Qui non c’è. Andiamo avanti.
Votiamo adesso l’articolo 6. Votiamo.
Articolo 10. C’è l’emendamento sostitutivo di Pendinelli. Parere favorevole del Governo.
Ultimo emendamento a firma dell’assessore Ruggeri, clausola valutativa.
Prima di procedere, prego, collega Galante.
Vorrei solo dire che abbiamo avuto l’occasione per migliorare ancora di più questa legge, questo intervento per i progetti di vita individuale, i due emendamenti che non avete approvato davano veramente una svolta ai progetti di vita individuale. Parliamo di budget della salute e non riusciamo ancora a comprendere perché siete contrari. Questo contratto sul progetto individuale mette insieme tutti, proprio perché la persona deve poter avere quella qualità, anche, per quanto riguarda il budget della salute, in termini di quantità di fondi che parlino tutti la stessa lingua, che siano armonizzati gli interventi.
Va benissimo. Il rischio è che in questo momento, in questo periodo possa passare come campagna elettorale una legge che ci vede assolutamente tutti favorevoli. Nessuno dovrebbe speculare su questi progetti. Altrimenti sarebbe stato sufficiente migliorare gli attuali bandi, cioè intervenire lì. Gli interventi che sono all’interno di questa legge potevano entrare nei bandi. Il nostro Gruppo, votando favorevolmente, spera che nessuno si intesti vittorie che sono ancora limitate. Si può fare molto di più per migliorare i progetti di vita individuale.
Speaker : VENTOLA.
Presidente, colleghi consiglieri, assessori, gentile Presidente, il nostro voto sarà sicuramente favorevole perché siamo stati depositari, insieme a tutti i colleghi della minoranza, di una proposta di legge in grado di portare a fattor comune l’esperienza positiva vissuta in questi anni attraverso bandi sperimentali di progetti di vita indipendente.
Abbiamo colto con favore l’iniziativa della Giunta, che anch’essa ha deliberato con un disegno di legge, e lavorando insieme in Commissione si è raggiunto un risultato che in questo momento riterrei assolutamente positivo. Sicuramente, lo riferisco al collega Galante, non mancheranno occasioni di poter migliorare questa legge. Oggi stiamo, di fatto, rendendo operativa e legittimando un’esperienza che si è un po’ consolidata negli anni. Anche diversi bandi sperimentali che sono stati pubblicati nel corso degli anni sono stati modificati. Quindi, l’individuare, per esempio, il budget o più soggetti per firmare il contratto del progetto stride un po’ con l’attuale normativa legata ai Piani sociali di zona. In che senso? Oggi gli ambiti territoriali nei Piani sociali di zona rappresentano un soggetto giuridico, che è l’unico abilitato a sottoscrivere il contratto “con”.
Nell’ambito sociale del Piano di zona afferiscono tutte le esigenze del territorio, Quindi, nelle cabine di regia ci sono quei soggetti a cui lei faceva riferimento, quindi benissimo l’integrazione del mondo scolastico, della possibilità di fare anche progetti di vita indipendente con l’inclusione scolastica, un po’ più complicato avere più soggetti a sottoscrivere un contratto.
C’è una fase concertativa che è nel Piano sociale di zona, nella cabina di regia, e poi l’ambito territoriale, con il suo comune capofila, è abilitato a sottoscrivere il contratto. Però, sicuramente magari di qui alla prossima legislatura, dopo aver sperimentato questa che diventa finalmente una legge, votata all’unanimità e che qualifica questo Consiglio, potrà sicuramente migliorare.
Vorrei ringraziare tutte le associazioni, assessore, che hanno collaborato. Senza il loro sostegno probabilmente non saremmo addivenuti a questa definizione, che vede veramente dare il giusto risalto a chi chiede solamente di avere una vita normale e indipendente, un po’ come la nostra.
Prego, assessore Ruggeri.
Ringrazio tutti voi, tutto il Consiglio e la Giunta per aver conseguito questo risultato. Al Presidente Galante in questo momento dico che le parole che ha trasmesso il consigliere Ventola siano in qualche modo esaustive per quale motivo abbiamo preferito non accogliere il vostro emendamento, proprio perché riteniamo che i Piani sociali di zona siano nelle condizioni di poter espletare quelle che sono le attività proprie.
Il problema è che, come ha detto anche il Presidente Ventola, noi possiamo sempre migliorarlo. L’importante oggi è approvare finalmente questo progetto di vita indipendente per poter dare la possibilità a chi ne ha bisogno di potersi sentire finalmente non dico appagato, ma perlomeno essere arrivato a dare concretezza al proprio desiderio. Perciò, ancora un ringraziamento a tutta la Giunta, a tutto il Consiglio e soprattutto all’opposizione, che in questo momento ha dimostrato, insieme a noi, di poter portare avanti questo disegno di legge che rappresenta il punto di partenza.
Non ci sono altri iscritti? Prego, consigliere Aloisi.
Speaker : ALOISI.
Presidente, assessore, il mio voto è favorevole.
Colgo l’occasione per segnalare all’assessore, al Presidente, alla Giunta, alcune situazioni che negli ambiti di zona si stanno realizzando, che stanno procurando un allarme e una preoccupazione sociale ed economica. Gli OSS, gli educatori che sono nell’ambito di zona, che hanno lavorato sulle disabilità, sull’integrazione scolastica, quindi le categorie che hanno necessità di essere accompagnate, per tutta una serie di circostanze, avendo il contratto a tempo indeterminato, e questo accade in tutta la provincia di Lecce, non ho notizie, ma credo che stessi fermenti e contestazioni, mi dicono, ci siano anche nelle altre province, avendo il contratto a tempo indeterminato che si sospende, però, quando terminano le scuole, non potendo prendere nessun tipo di agevolazione, in questo momento si trovano con ritardi nei pagamenti dei mesi precedenti, perché non hanno svolto attività, e con il periodo estivo, per il quale non hanno la possibilità di percepire nessun tipo di indennità. Quindi, è una situazione abbastanza preoccupante. Sarebbe il caso, dal mio punto di vista, perciò lo segnalo all’assessore e agli uffici, siccome non sono tantissimi, di poter immaginare di trovare delle risorse per realizzare, nel periodo estivo, per questi soggetti, qualche corso di socializzazione, di integrazione, individuiamo la forma, per coniugare correttamente, assessore, se mi dà la sua attenzione, il servizio, che è indispensabile, perché comunque molti di questi ragazzi di età scolare rimangono a casa perché non tutti hanno le condizioni complessive perché la rete di protezione non è adeguata alle necessità, e permettere anche agli operatori di usufruire di un minimo di indennizzo lavorando. Altrimenti, questi soggetti per tre mesi, quattro mesi li troveremo la prossima settimana - credo che abbiano avuto già un’interlocuzione con l’assessore – al Consiglio regionale per reclamare qualcosa che non dico è dovuto, ma dobbiamo sforzarci di vedere di trovare.
Procediamo al voto sull’intero articolato di legge.
Presenti 47, votanti 47, favorevoli 47.
Punto n. 3) all’ordine del giorno: proposta di legge Blasi “Norme in materia di attività funeraria”.
La parola al Presidente Romano.
La diamo per letta?
Se i colleghi sono d’accordo, sì.
Vediamo gli emendamenti. Bene.
C’è un primo emendamento all’articolo 1: “Dopo il comma 1 è introdotto il seguente”, a firma Santorsola.
Intanto votiamo questo. Santorsola, vuole parlare? No. È chiaro.
Votiamo l’emendamento a firma Santorsola.
Prego, collega Barone. Siamo in votazione.
Sospendiamo un momento la votazione.
Speaker : BARONE.
Ricordo che nella Capigruppo il Presidente Loizzo disse che le leggi che dovevamo portare dovevano essere state votate all’unanimità. Questa non è stata votata all’unanimità. Noi non l’abbiamo votata al tempo. Questa, però, ha superato la proposta di legge a firma del consigliere Trevisi. Allora, a questo punto “chiedo” all’aula che assolutamente dobbiamo arrivare a votare quella del collega Trevisi, perché questa l’ha superata in quanto questa non è stata votata all’unanimità. Dato che quello era il criterio con il quale abbiamo deciso l’ordine del giorno, credo che per correttezza, subito dopo questa, vada quella del collega Trevisi, e spero che ci sia il numero legale e che non andiate via prima di votare quella. In teoria, avremmo dovuto votare prima quella del collega Trevisi e poi questa, perché il criterio era quello dell’unanimità, che non è stato rispettato.
Collega Barone, capisco la sua esigenza. Siccome io ricordo ancora bene, partimmo…
No, il messaggio io…
Collega Barone, partimmo con quel criterio, ma alla fine della riunione sollevai io la questione per dire questa norma, questa proposta ha un’attinenza urgente per le vicende che sappiamo e alla fine della riunione dei Capigruppo abbiamo letto l’ordine, numero uno, numero due, numero tre, numero quattro, e così io l’ho portato qua. L’abbiamo concordato alla fine tra il criterio fondamentale, l’unanimità, e l’urgenza data alla proposta di legge. Adesso arriveremo alla proposta del collega Trevisi. Non c’è problema. Però, alla fine della Conferenza dei Capigruppo abbiamo letto l’ordine, numero uno, numero due, numero tre e numero quattro… Va bene, ma l’ho detto che quella aveva l’urgenza dettata dall’emergenze che sappiamo, purtroppo.
Collega Santorsola, il riferimento è all’articolo 2. Va bene, correggiamo. Mentre si procede a questa correzione, votiamo l’articolo 1, che non ha emendamenti. Procediamo al voto. Presenti 37, votanti 32, favorevoli 32.
Adesso votiamo l’articolo 1-bis, a firma Pentassuglia. Mi dicono che è stato distribuito.
Votiamo. Ti ringrazio, Presidente Marmo. Mi dicono gli uffici che è stato distribuito. Se non ce l’hai, se ti vuoi fare una cultura, te lo passo io.
Adesso andiamo all’articolo 2 e torniamo sull’emendamento Santorsola.
Votiamo. Che succede? Ne mancano tre? Ci dia il numero. Che devo fare? Non so dove stanno.
Presenti 27, votanti 24, favorevoli 24, astenuti 3.
Qual è il problema? L’emendamento? Adesso arriviamo. Adesso siamo a pagina 1, emendamento Santorsola, all’articolo 2. Lo abbiamo approvato.
Adesso votiamo l’emendamento Galante, all’articolo 2 sempre: “Dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma”.
Collega Galante, lo vuole illustrare? Prego.
Presidente, è semplice. È inserito anche in altre regioni dove sono presenti le case del commiato. Non sono ammesse le convenzioni tra strutture sanitarie pubbliche o accreditate e le strutture per il commiato, per la gestione dei servizi mortuari sanitari e dei servizi obitoriali. Una persona deve essere libera e non deve esserci già una convenzione, ad esempio, tra la ASL, l’ospedale e le strutture che gestiscono.
Votiamo l’emendamento di pagina 2, di Marco Galante.
Adesso votiamo l’articolo 2.
Presenti 29, votanti 29, favorevoli 29.
A pagina 3 c’è un emendamento aggiuntivo a firma Santorsola.
Prego, collega Santorsola.
Adesso illustriamo l’emendamento. Poi parlerà Marmo.
Speaker : SANTORSOLA.
Presidente, grazie.
Innanzitutto chiedo scusa ai colleghi per l’utilizzo di un metodo poco ortodosso, per quanto utilizzato da tutti i colleghi tranne me, in questa occasione. Mi scuso comunque.
Innanzitutto, il provvedimento è necessario ed è anche ritenuto necessario dagli uffici. Seconda cosa: avevo già presentato questo emendamento in occasione della legge, ma l’allora assessore Leo Di Gioia mi chiese la cortesia di ritirarlo perché avrebbe tenuto conto e inserito la norma all’interno del Regolamento. Poi l’assessore ha cambiato destinazione e, ovviamente, la norma non è stata aggiornata. Ritengo utile sanare quel vulnus con la presentazione di questo emendamento, che ho anche subemendato.
Prego, collega Marmo.
Speaker : MARMO.
Con tutto il bene che posso volere al collega Santorsola, io credo si debba mostrare un po’ di rispetto per gli strumenti normativi che stiamo approvando. Non possiamo inserire un emendamento che riguarda gli ATC solo perché l’assessore non se n’è ricordato o non lo ha fatto al momento opportuno, per farlo adesso in una legge che si occupa di materia funeraria, anche per non essere ridicoli agli occhi delle persone.
Penso che debba essere lei, Presidente, a dichiarare non procedibile l’approvazione di questo emendamento.
Abbiamo inserito l’emendamento Cassano nella legge sull’adolescenza e andava bene…
Ma là aveva forma educativa, esemplare...
Ho capito! Lascia perdere.
…e potevate muovervi diversamente. Ma voi avreste anche potuto aggirare l’ostacolo dicendo che tutta questa fauna finirà stecchita. Questo lo potevate dire e non l’avete detto. Ma non va bene, Presidente.
A parte il fatto che c’è un’affinità con la legge perché, come tu sai, la fauna, il popolamento, sperando che si salvi, andrà a finire come andrà a finire. Per cui, c’è comunque un’affinità con la legge.
Probabilmente la questione sarà pure importante, ma troviamo un altro strumento per farla andare avanti. Non è possibile…
Abbiamo definito, perché non è la prima volta, che tutte le volte che c’è un’esigenza abbiamo provato ad adattarla. Non è né la prima né l’ultima.
Quindi, va bene tutto. Va bene.
L’avevo proposto prima di renderlo inammissibile e avete detto di no.
Prego, collega Zullo.
Presidente e colleghi, intervengo per fare quell’intervento che avrei voluto fare nella dichiarazione di voto sulla legge degli adolescenti e intervengo per dire che quell’emendamento non è stato approvato, però è importante e restano agli atti le parole che lei ha detto, Presidente. Lei ha detto: avete condotto una giusta battaglia politica, perché c’era una illegittimità, e ora si va a risolvere… Presidente, lei ha detto: c’era alla guida dell’Agenzia una carica non prevista dalla legge.
Questo lo avete detto voi. Io ho richiamato la vostra opinione.
Cosa significa? Significa che l’Aula ha preso atto che oggi c’è un’Agenzia che è retta da una carica non prevista dalla legge, qualunque sia stato l’esito di quell’emendamento. Credo che gli atti prodotti e adottati da quella carica non prevista dalla legge siano illegittimi, e di questo ne daremo conto in una battaglia politica, ma anche giuridica e giudiziaria, successiva.
Detto questo, Presidente, noi quell’emendamento lei si affanna a dire che non aveva nessun nesso con il disegno di legge. Si affanni pure, però noi abbiamo detto che, al fine di dare esempio di legalità, vogliamo questa decadenza.
Mi dovete dire se in questo emendamento, che poi voi potete votare tranquillamente, però ci sarà una figuraccia a livello nazionale, perché sulla legge sulle questioni funerarie c’è un discorso della caccia.
Va bene, fate tutto quello che volete. Ormai qui siamo in una situazione dove avete la forza dei numeri, la fate valere contro ogni possibile dialogo e andate avanti. Non abbiamo nessuna possibilità. Abbiamo solo il diritto-dovere di dirvi che state facendo prevalere solo la forza dei numeri, non la forza della logica e dell’intelligenza.
Almeno si metta una parola in relazione a queste attività, almeno questo. Fatto così, Presidente, penso che sia una dequalificazione di tutta l’Aula legislativa, dell’Assemblea legislativa.
Andate avanti. Voi lo votate, però non dovete paragonare… Io ho preso la parola perché volevate mettere sullo stesso piano la nostra iniziativa con questa. Non ha nulla a che vedere, non ha nulla a che vedere. Vi dico che c’è una carica alla guida di un’Agenzia che è illegittima, resta illegittima. Se questo lo votate, ad ogni altro disegno di legge noi ripresenteremo altri emendamenti per ritornare su quella carica illegittima.
Questa è la battaglia politica che noi vogliamo condurre fino in fondo e, ripeto, la condurremo anche nelle aule giudiziarie.
Bene. Chiarisco anche qui per l’ennesima volta la prassi che abbiamo seguito in questi cinque anni. Non esiste nessuna impugnativa del Governo che possa tenere alla non corrispondenza di un emendamento al corpo originario della proposta o disegno di legge. Non esiste. Le impugnative del Governo sono sempre mirate nel merito dell’articolo o dell’intera legge.
Per cui, è inutile adesso cercare un altro pretesto, caro Presidente Zullo, per continuare a dire “devo presentare di nuovo l’emendamento”. Lei può fare quello che vuole, ma è inutile cercare strade che non esistono.
Lo ripeto per l’ennesima volta. Lo abbiamo seguito in tutti questi cinque anni, perché non c’è nessuna norma né Regolamento che lo impedisce espressamente. Non c’è nessuna impugnativa, te lo dico per la terza volta, del Governo rispetto alla corrispondenza di un articolo al corpo principale della legge. Il Governo interviene solo sul merito di ogni articolato di legge.
Prego, consigliere Congedo.
Presidente, non mi addentro in queste valutazioni di carattere regolamentare, però obiettivamente c’è una questione di opportunità, già leggendo l’emendamento del collega Santorsola: proposta di legge “Modifiche alla legge regionale 15 dicembre 2008, n. 34. Norme in materia di attività funeraria”. Poi, chi dovesse leggere questo emendamento: introdurre l’articolo 2-bis in cui si parla di fauna selvatica omeoterma, tutela e programmazione risorse faunistico-ambientali e prelievo venatorio.
Comprendo che a fine legislatura ci sia la necessità di sistemare in maniera positiva una normativa esistente, ma c’è una questione di opportunità. Inserire una questione che attiene agli aspetti venatori, perché si tratta, immagino, di una legge di carattere venatorio, in una proposta di modifica di una legge in materia di attività funeraria credo sia del tutto inopportuno.
Non so se sia ammissibile o meno. Mi fido ciecamente, ovviamente, delle sue valutazioni, che sono sempre state equilibrate. Chiedo al collega Santorsola di ritirarlo per non mettere il Consiglio regionale in una situazione di imbarazzo. Si può, eventualmente, prevedere in altre proposte di legge che seguono o immagino che ci sia anche un altro Consiglio regionale... Ci impegniamo tutti quanti, magari, a fare una legge ad hoc, ma inserire questo emendamento nel provvedimento in discussione qui oggi in Consiglio regionale credo sia una forzatura, torno a dire, non dal punto di vista giuridico e regolamentare, del quale ovviamente, le sue valutazioni per noi sono validissime, ma proprio di una questione di opportunità. Quindi, invito il collega a ritirarlo, con l’impegno in un prossimo Consiglio regionale, o in una proposta di legge ad hoc o in un altro provvedimento che abbia un minimo di attinenza, a inserire questo emendamento. Non stiamo parlando di una proposta di legge o di un decreto omnibus in cui sono inserite varie norme, ma è una proposta di legge molto specifica e molto settoriale e gli aspetti venatori con l’attività funeraria direbbe qualcuno che non ci azzeccano niente.
Ma c’è un merito che non va bene? Perché quella parte di metodo credo che l’abbiamo chiarita più volte. C’è un merito? A me sembra un chiarimento abbastanza banale. Al di là dell’opportunità o meno, mi sembra una cosa… Va bene.
Prego, collega De Leonardis.
Speaker : DE LEONARDIS.
Io vorrei entrare anche nella questione specifica perché, non so lei, io ho fatto parte della II Commissione che, assieme alla V Commissione, ha affrontato lungamente, con tanti altri colleghi, la questione di cui stiamo parlando.
Con tutto il rispetto, io non voglio nemmeno entrare nel merito, abbiamo fatto audizioni con tutte le associazioni di categoria sulla proposta di legge sulla caccia, abbiamo fatto audizioni con le associazioni ambientaliste, abbiamo fatto tutta una valutazione di problemi, adesso prendere un emendamento è una questione che è completamente diversa rispetto a quella che abbiamo trattato fino ad oggi, perché l’emendamento che è stato presentato dai colleghi era attinente alla materia, perché tutti conosciamo la materia, presentato un emendamento all’ultimo momento. Io non sono preparato, non conosco la questione. Mi piacerebbe sapere anche quello che pensano le associazioni di categoria, le associazioni venatorie su questa questione.
Se poi, come dice il collega Santorsola, questa cosa può essere risolta tramite una delibera di Giunta, tramite un emendamento, tramite un regolamento, perché dobbiamo fare la legge? Per cui, anche l’assessore all’agricoltura può tranquillamente integrare e modificare questo regolamento, senza che noi facciamo una cosa che non serve. D’altronde, se la questione si può risolvere diversamente, perché dobbiamo fare la legge? È anche una questione di ordine. Il collega Santorsola ha detto che l’assessore precedente, Di Gioia, gli aveva detto che poteva risolvere la questione in un altro modo, in altri termini. Adesso torniamo a fare una legge che anche come modalità…
Se qualche studente di giurisprudenza si divertisse a leggere questa legge che parla dell’attività funeraria – vedo che acconsente anche il notaio Zinni – e poi si inizia (lo vedo triste e anche ben inquadrato oramai nella sua parte) a parlare della caccia…
So che ci sono favorevoli e contrari alla caccia, ma io non so di che cosa stiamo parlando, pur avendo fatto parte della Commissione dove abbiamo discusso a lungo di queste questioni. Lo dico perché proprio non conosco il tema. Se si può risolvere in maniera diversa, come ha detto il collega Santorsola, perché lo dobbiamo inserire in questa legge dando anche l’impressione a Roma, a chi legge queste norme, che ogni volta questo Consiglio regionale discute di tutto e di più, e quindi anche non in una maniera ordinata?
Presidente, abbiamo fatto di tutto, ma se possiamo in questo modo ovviare in maniera diversa, se l’assessore all’agricoltura, Presidente Emiliano, prende un impegno con il collega Santorsola di modificare il regolamento, si faccia, senza che stiamo qui a fare una cosa così complicata, quando può essere risolta in maniera più semplice, anche in maniera diversa.
Collega De Leonardis, anche qui, non è all’ultimo momento. Questo emendamento sta da quando abbiamo convocato il Consiglio quindici giorni fa, non l’abbiamo portato questa mattina. Mi fate capire il merito? Qui c’è solamente un posticipo di data. Non c’è una parte finanziaria. Per cui, anche qui, lasciamo perdere.
Sarò velocissima. Lei prima ha detto, giustamente, che noi andiamo ora a discutere dell’attività funeraria proprio per il momento storico che abbiamo vissuto. Quindi, a maggior ragione, è una mancanza di rispetto mettere un emendamento del genere, proprio in rispetto a quello che abbiamo vissuto tutti noi.
Chiediamo di ritirarlo, ma non perché non abbia senso o meno, ma proprio perché non c’entra niente nel contesto storico, oltre che in Capigruppo il criterio è stato in qualche modo saltato, in quanto io non sapevo che non era stato votato da noi in Commissione. È una questione anche di rispetto. Lei prima aveva fatto riferimento al momento storico. Proprio per il momento storico, mettere qualcosa che riguarda la fauna in un’attività funeraria è veramente scollegato, ma è anche veramente irrispettoso, credo.
Capisco gli argomenti messi in maniera più ragionevole. Chiedo a Santorsola... Anche se, ripeto, può darsi che stia capendo male. Stiamo soltanto consentendo un’opportunità: anziché entro il 30 giugno, anche il 30 luglio. Mi sembrava una norma assolutamente banale. Se poi ci sono questioni di merito che io non conosco, mi affido al proponente.
Prego, Colonna.
Non vorrei rovinare questo clima “foscoliano” quasi, non vorrei rovinare questa ispirazione foscoliana che vi sta caratterizzando, ma, scusate, la legge è un fatto tutto umano. Una cosa è occuparsi di attività funeraria. Altra cosa è occuparsi del culto dei defunti. Per favore, andiamo sul terreno della concretezza.
Dal punto di vista procedurale, che è l’unica cosa che mi interessa in questa fase, la proposta di legge non è un disegno organico che interviene su una materia specifica. Si propone programmaticamente, dall’oggetto, di modificare, fare interventi puntuali di un testo qualunque di legge, che sia funerario o meno non interessa in questa sede. Nulla vieta, dal punto di vista procedurale e con il deposito di emendamenti, di intervenire per modificare conseguentemente anche l’oggetto con altre proposte che intervengono su altre leggi. Quindi, programmaticamente l’intervento non è una disciplina organica che andiamo a disturbare, a differenza del noto precedente che ci ha occupato per alcune settimane, ma si occupa semplicemente di integrare altri riferimenti normativi. Di conseguenza, si modificherà l’oggetto.
Quindi, per favore, ritorniamo alle nostre letture, ma non in questa sede.
Collega De Leonardis, se tu vuoi che io adesso faccia una ricerca, ti dimostrerò che nel corso di questi anni... E allora? Ed è la prima volta?
Presidente, lei non lo può dire che è la prima volta. Se fosse stato presentato oggi l’emendamento, non c’era bisogno [...], ma se sta da diverso tempo, c’era bisogno della […].
Il collega Marmo è il fautore di un’altra teoria: al di là dei pareri dei dirigenti, il Consiglio è sovrano. Non c’è una norma finanziaria. Ma non voglio entrare nel merito. Poi deciderete.
Ma non è così. Quando l’emendamento è prodotto in Aula, allora sono i dirigenti d’Aula che decidono.
Ma quando viene, deve venire con i pareri.
La parola al collega Ventola.
Presidente, al di là del metodo, per cui si stanno già confrontando i diversi colleghi e sono assolutamente d’accordo, nel merito qual è l’esigenza di questa norma? Attenzione, noi stiamo modificando una norma, il comma 7, che già di per sé è una deroga, perché il comma 7 prevede entro il 30 aprile il ripopolamento, con una deroga al 30 giugno. Allora, vuol dire che c’è un lavoro sottostante, fatto dalle ATC e dagli uffici, che individuavano tecnicamente perché quelle date. Infatti, parliamo di ripopolamento di animali esteri. Perché oggi ci viene detto: cambiano dal 30 luglio e al 30 giugno, e la deroga al 30 luglio? Perché? Qual è la motivazione? Noi abbiamo le città invase dai cinghiali e per cinque anni questa Regione se n’è infischiata. Non c’è un’attività dell’assessorato all’agricoltura sul tema della caccia e noi veniamo in Aula e, nel giorno in cui parliamo di attività funeraria, chiediamo una deroga per il ripopolamento di animali che vengono dall’estero e non sappiamo nemmeno qual è la motivazione. Almeno spiegateci qual è questa urgenza e perché si fa. Noi, invece, in giro, nella Puglia che viviamo noi vediamo la gente arrabbiata perché vede i cinghiali al mare, perché sul Parco dell’Alta Murgia oramai non ci sono più attività di controllo, perché tutte le attività previste dall’assessorato all’agricoltura non vengono attuate. Di tutti i soldi spesi per le università che dovevano fare il Piano del selecontrollo non esiste traccia. Tutti quei cittadini che hanno conseguito il patentino di selecontrollo, e vivaddio solo nella provincia Barletta-Andria-Trani, in periodi in cui c’erano persone che le cose le studiavano e non facevano sceneggiate, ancora oggi non possono utilizzarli. Anziché dare queste risposte, noi veniamo oggi qui e ci mettete una deroga. Va bene, ma nel merito perché questa deroga? Qual è la ragione che sottintende a questo emendamento?
Prego, collega Amati.
Intervengo per il merito, proprio per il merito. Collega Ventola, se vuole, le invio tutte le note che mi sono state inviate dalle ATC della Puglia. Per cui, se non diamo questa ulteriore proroga, bisogna uccidere gli animali acquistati. Punto. Questo è il motivo. Questo è il motivo.
Mi scusi, siccome l’attività di ripopolamento non è stata effettuata in virtù dei DPCM Covid, perché non poteva essere effettuata nei termini, quindi il motivo per cui non è stata effettuata è questo, il DPCM Covid, avverare il termine previsto dalla legge è impossibile e, come lei sa, all’impossibile nessuno è obbligato, dalle ATC provinciali sono giunte alla Giunta regionale richieste di proroga.
L’alternativa alla proroga è uccidere. C’è bisogno di una legge, perché è la legge che fissa il termine, un atto di pari valore normativo, legge versus legge. Il merito è questo. Poi, sulla questione del metodo, festeggiamo cinquant’anni, le Regioni ci sono da cinquant’anni… Questa ricerca l’ho fatta e chi ha la pazienza può venire nel mio ufficio e vi farò dono della copia di questa ricerca. Sono state presentate in qualsiasi locomotiva legislativa decine e decine di norme. C’è un caso, il più eclatante, un piano di riordino della rete ospedaliera, come ricorderanno credo qui Marmo, credo che di quella legislatura ci sia Marmo, Loizzo e basta, un piano di riordino della rete ospedaliera approvato con un emendamento in una legge che non c’entrava nulla, perché dinanzi al TAR si stava discutendo, al TAR di Bari, l’illegittimità di quella delibera perché c’era una legge di settore, e c’è ancora, che prevedeva l’approvazione del riordino ospedaliero con le leggi di settore. Invece, la Giunta, collega Marmo, lei era presente, l’aveva approvato con una delibera di Giunta regionale.
Siccome c’era questa eccezione, la delibera, se non ricordo male, era la n. 1429, quella della Giunta regionale. Siccome dinanzi al TAR si discuteva di questa obiezione di incompetenza, il Consiglio regionale dell’epoca ‒ stiamo parlando della legislatura 2000-2005 ‒ in maniera inaspettata ci presentò l’approvazione, a mezzo di legge, in una legge che non c’entrava nulla, del Piano di riordino della rete ospedaliera.
Gli avvocati dell’epoca ‒ io ero tra questi ‒ non potevano presentare questa eccezione, che il veicolo non poteva essere quello, per il semplice motivo che la legge, per il suo valore erga omnes, non può essere limitata da nulla. Uno legifera. Come ha detto il Presidente Loizzo, non c’è nessuna norma, statutaria o regolamentare, che lo impedisce, perché impedire significherebbe ledere le guarentigie e le prerogative dei consiglieri regionali.
Qualora a chiunque dovesse venire in mente ‒ e io fossi presente in questo Consiglio ‒ di limitare le prerogative dei consiglieri regionali nella loro attività di presentare emendamenti, nella loro attività legislativa, ci sarebbe da insorgere esattamente per il contrario. Poi si può discutere (è opportuno, non è opportuno, me l’hai detto, non me l’hai detto), però non c’entra nulla con una questione di carattere regolamentare o normativo, considerato che in cinquant’anni di Regione ci sono fior-fior di leggi su cui è stato introdotto tutto. Il tutto quale era? La volontà dei consiglieri regionali e del Consiglio regionale, che non mi sembra un fatto eversivo. Quando c’è la volontà degli eletti dal popolo tutti quanti dovrebbero semplicemente prendere atto che così si è pronunciato il popolo.
Chiaramente il consigliere Amati ha fatto quello che, forse, andava fatto immediatamente, spiegare nel merito perché viene inserito questo emendamento, però rimane un problema. Se questo arriva, perché l’emergenza del Coronavirus ha creato diverse contingenze ‒ come sappiamo ‒ in tutti i vari campi e settori, intervenire in questo momento per non abbattere, come dice il consigliere Amati, gli animali che sono stati presi in custodia, a noi non convince perché bisogna sentire le associazioni, bisogna capire anche chi sul territorio tutela gli animali ed è contrario alla caccia se questo potrebbe mai avvenire, di abbattere, consigliere, gli animali che si trovano in sovrannumero. Non so chi andrà, poi, ad abbattere questi animali.
Comunque, a prescindere dall’idea di Amati di abbatterli se non passa questa legge, io dico: se passa, questo emendamento diventa legge all’interno e, quindi, diventa sistemica, per cui tutti gli anni si sposta in avanti questa proroga. Quindi, andava migliorato innanzitutto l’emendamento, precisando che è solo a valere in quest’anno questa proroga e data l’emergenza, quindi motivandolo pure che è per l’emergenza Coronavirus. Non che adesso state spiegando a noi che non sappiamo quello che sta accadendo e quello che è avvenuto. È assurdo quello che è stato detto.
Sappiamo benissimo la ratio, il motivo per cui non si può ripopolare la fauna dopo il 30 aprile, perché significherebbe mettere in condizioni degli animali in una situazione che non sono pronti ad avere a che fare con coloro a cui piace questo sport assurdo che è la caccia.
Quindi, o lo ritirate e lo ripresentate in un altro momento oppure, se ci sono le prerogative per farlo attraverso una delibera di Giunta, un’ordinanza, in qualsiasi altro modo, ma non inserirlo addirittura in una legge. Perciò, quello che avete detto è completamente fuori da qualsiasi schema.
Prego, collega Barone.
Ha già detto lui quello che avrei voluto dire io.
Rinuncia all’intervento.
Prego, consigliere Liviano D’Arcangelo.
Presidente, pensavo che il mondo è bello perché è vario. Senza entrare nel merito, la dissertazione del collega Amati è stata, come sempre, assolutamente brillante, ma senza entrare nel merito e rimanendo sul metodo, penso che forse una proporzione si potrebbe fare, e cioè la caccia sta alle vicende funerarie come Cassano sta all’adolescenza. Mi dicevo com’è bello il mondo: dieci minuti fa abbiamo deciso che Cassano aveva una coerenza con il futuro degli adolescenti di questa regione, adesso invece ci pare assolutamente scandaloso e sconcertante che le vicende della caccia siano legate alle vicende funerarie. Probabilmente non c’entrava né l’uno né l’altro, forse, o forse sì. Però, una volta scelto un metodo, poi per coerenza credo che il metodo vada seguito per tutti.
L’intervento del collega Amati, come gli altri suoi interventi, è stato illuminante. Nessuna insidia. Apprezzo sinceramente.
Come ha detto il collega Galante, andare a modificare il comma 7 dell’articolo 18, che viene interamente sostituito, significa stabilire per sempre che la selvaggina viene immessa nelle zone specifiche a luglio, in piena estate. Questo è contro la stessa selvaggina il cui destino il collega Amati sa è quello di essere soppressa sia perché non è stata immessa o sia perché, una volta immessa, sono i cacciatori che la sopprimono comunque. Questo al di là dell’opinione che ciascuno può avere sulla caccia.
Non si può modificare un intero comma per farlo diventare un comma a regime sistemico, sistematico, quando avrebbe semplicemente, Presidente, potuto spiegare quello che ha detto il collega Amati, che, a causa dell’epidemia, non si è potuta immettere la selvaggina nei luoghi ad essa deputati e quindi il termine del 30 giugno è sostituito dal termine del 31 luglio, quindi solo per quest’anno.
Si tratta di una norma transitoria che doveva aggiungersi al comma 7 e non sostituirlo. Quindi, è già errata come presentazione. Per questo andrebbe ritirata, perché si va a rendere sistematica questa storia.
L’altro elemento che è stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto è che il Presidente avrebbe potuto intervenire, perché il collega Amati mi confermerà che tutta la legislazione è stata in deroga in questi tre mesi, tutto è stato derogato. Per cui, come il Presidente Emiliano ha fatto l’ordinanza con la quale autorizzava la pesca a due persone per barca, così avrebbe potuto autorizzare l’immissione, nelle zone deputate, con una ordinanza, in deroga alla norma regionale vigente e, proprio perché non potevano più essere trattenute in gabbia quelle bestie, potevano essere rilasciate. Questo avrebbe potuto fare la Giunta e il Presidente Emiliano, che peraltro può fare ancora ed è pure assessore all’agricoltura.
Da questo a dire, Presidente Loizzo, che abbiamo sempre fatto schifezze che abbiamo inserito, questo non lo dobbiamo nemmeno dire, perché qualche volta ci è capitato. Ma quando una cosa è così chiara... È vero che questa non è la legge che sistema tutto il sistema funerario, siamo d’accordo, collega Colonna, ma se può essere risolto con un altro strumento lo si risolva con un altro strumento. Mentre sulla questione della legge di Liviano c’era una questione politica e di principio, riconoscerete tutti quanti che anche quella poteva essere risolta in altro modo, anche con le dimissioni del soggetto che era stato individuato quale responsabile di un andamento non molto bello del sistema dell’occupazione dell’ARPAL.
Tutto poteva essere risolto prima. Tutto. Ma nulla viene risolto prima. Tutto poi viene rimesso al braccio di ferro. Poi non so perché avete ricomposto le vostre questioni e qualche dissidio interno che fino all’altra seduta del Consiglio c’era e oggi non c’è più, ma sicuramente è rimandata a qualche altro problema. Quando l’opposizione, la minoranza vi chiede “per cortesia, facciamo in un altro modo” non è sbagliata la nostra richiesta. È una richiesta fondata. Il fatto che il consigliere Amati annuiva mi conferma che abbiamo ragione.
Santorsola.
Grazie, Presidente. Rimango seduto perché non è il mio microfono questo.
Mi meraviglia la grande quantità di motivazioni più o meno pretestuose che vengono addotte per ostacolare un emendamento che, innanzitutto, è stato motivato nel modo più ampio nel momento della presentazione, sia la prima volta sia la seconda volta.
Il Presidente Amati ha giustamente spiegato che il problema è quello degli impedimenti secondari agli ostacoli posti dalla pandemia da Covid, ma nella relazione che ho inviato è ampiamente indicata anche la necessità di adattare le date delle immissioni degli animali a quelli che sono i mutamenti climatici che si stanno verificando. Per cui, in questo momento è difficile che, limitandosi al 30 giugno, si possa fare una emissione efficace per gli stessi animali. Credo che continuare a essere pretestuosi, quando il metodo è stato adottato più volte e proprio dall’opposizione in quest’Aula mezz’ora prima, sia davvero inutile. Procediamo.
Non ho nessuna intenzione, quindi è inutile che lo ripetete, di ritirare o di modificare l’emendamento. Mettiamolo al voto e un “sì” o un “no” basta per potere esprimere la propria volontà.
Adesso torniamo al buon senso. Sgombriamo questioni di metodo. Siccome è stata – lo chiedo adesso al collega Santorsola – sollevata una questione giusta, perché io pensavo che tutti fossimo consapevoli della ragione per cui si sta chiedendo questa modifica, peraltro avendo scritto a tutti i consiglieri gli ATC… Calma, calma. Sto dicendo che lo davamo per scontato, perché gli ATC hanno scritto a tutti noi, sollevando la questione che, avendo comprato in tempi giusta la selvaggina, la selvaggina non è potuta arrivare e non hanno potuto fare il ripopolamento. Questa è la ragione. Pensavo che fosse consapevolezza di tutti. Per questo non capivo questo accanimento.
Io considero che l’unica osservazione giusta è quella che è stata qui sollevata, e cioè siccome siamo di fronte a una situazione eccezionale è giusto ribadire, perché anch’io considero sbagliato dare per sempre la possibilità di ripopolamento fino a luglio, che è una norma sbagliata, che per quest’anno le deroghe sono limitate al 2020. Possiamo correggere questo. Come? Stavamo valutando proprio questa possibilità: possiamo scrivere, proprio per le ragioni che sappiamo eccezionali, limitatamente al 2020 c’è la proposta di deroga. Questo io credo che si possa accettare. Ma la ragione è questa. È una cosa semplicissima. Io non vedo perché questo accanimento. Questa obiezione mi pare sensata.
Allora scriviamo: “in deroga […] solo per l’anno 2020 si procede a fare al 31 luglio”.
Questa mi pare un’obiezione giusta. Possiamo procedere? Possiamo votare con questa correzione? Okay. Votiamo. Che succede? Stiamo votando.
Presenti 26, votanti 26, favorevoli 26.
Non ho capito perché state gridando. Qual è il problema? Perché grida? Non sto capendo. Io non ho ancora capito. Abbiamo votato. Non siamo 26 in Aula? Contiamo. Non riesco a capire. Perché grida sempre? Non ho ancora capito che problema state sollevando. Non siamo 26? Li contiamo adesso. Prendiamo la stampa. Non so dove sia la stampa. L’unico che non era in Aula è Damascelli! Sto scherzando. Ce l’hai tu la stampa? Qual è il problema? Ci siamo o no?
Domenico Damascelli.
Quanti siamo? Calma! Qui c’è la stampa. Io li vedo tutti. Li leggiamo uno per uno? Veramente non riesco a capire.
Amati, Blasi, Borraccino, Campo, Caracciolo, Colonna, Emiliano, Giannini, Loizzo, Longo, Maurodinoia, Mazzarano, Mennea, Nunziante...
Non vi pare che stiamo un po’ esagerando? Non vi pare di stare un po’ esagerando?
Per me la votazione è regolare. Stavamo tutti. Io non riesco a capire che cosa si va cercando. Peraltro, non è la prima volta che capita che magari uno stava là dietro ed è venuto a votare: che cosa succede? Non so che volete fare. Vogliamo rivotare? Non lo so. Per me stavano. Io ho visto che stavano. Il collega Mazzarano sta lì da questa mattina. Ammesso che si sia allontanato un minuto, qual è il problema? Vogliamo rivotare? Sentite, per me io ho la votazione regolare. Dopodiché, vado avanti. Ventisei hanno votato. Io non so qual è l’obiettivo che volete raggiungere. Che dobbiamo sospendere la seduta e riprenderla fra poco? Qual è la cosa? Siamo ventisei qua. Qual è il problema? Ma che cosa stai dicendo. Qual è l’obiettivo, sospendere la seduta? Qual è l’obiettivo? Allora, sospendiamo e torniamo dopo? No. Ti dico che sono 26. Ti dico io che sono 26. Valli a contare tu. Io decido di andare avanti. È chiusa la storia. Fai quello che vuoi. Per me la votazione è valida. Tu fai quello che vuoi. Procediamo all’emendamento di pagina 4.
Ma non vi rendete conto che state creando sul nulla una agitazione inutile? Sul nulla.
Io non ho il compito di controllare chi sta e chi non sta. Io sto al voto e ho visto 26, e vado avanti.
Mi dicono che hanno votato.
Noi dobbiamo andare avanti.
Collega Marmo, prego. Però sediamoci.
Quello che è accaduto in Aula, Presidente, è grave.
Che cosa è grave, Marmo?
Mi deve far parlare, Presidente.
Non ho capito che cosa è grave.
Quello che è accaduto nell’Aula oggi è grave, anche per gli alterchi tra alcuni componenti della Giunta e i consiglieri che non dovevano accadere. Nonostante questo, si è lasciato che ciò accadesse e si è deteriorato il clima dell’Aula.
Presidente, le dico che il voto è falsato per il semplice fatto ‒ e le cito nome e cognome ‒ che questi consiglieri non erano presenti al momento del voto, per cui non potevano dare nemmeno indicazione al collega presente sugli spalti di dare il proprio voto. Lei questo me lo deve consentire, e glielo dico con estrema calma.
Per cui, ai 26 voti favorevoli che lei ha deve espungere il voto del consigliere Mennea, il voto del consigliere Cera e il voto del consigliere Mazzarano, che in quel momento era assente. Turco non l’ho visto, quindi non posso dirlo. Non posso dirlo. Io ho visto che era seduto dietro, quindi non... Non sei in discussione.
Colleghi, ai 26 voti sono da espungere questi tre voti. Per cui, risultano 23, e va sospeso il Consiglio per mancanza del numero legale.
Per questo comportamento, Presidente, io, a nome di tutte le minoranze, se mi permettete, annuncio che abbandoniamo l’Aula.
Non dite “okay” perché è un fatto brutto quando la minoranza abbandona l’Aula. Siamo tutti paladini della democrazia e poi diciamo “okay”, quasi che la minoranza faccia un favore ad andarsene. Come se la minoranza vi facesse un favore. Diciamo che siamo tutti paladini della democrazia, del confronto, della dialettica. Poi se ne va la minoranza è diciamo “okay”.
Presidente, vado via anch’io.
Verbalizza che anche il Vicepresidente di minoranza abbandona l’Aula.
Bene. Calma, collega Marmo. Quello che faremo la prossima volta lo decideremo. È chiaro? Però, ti dico ancora una volta che state avendo un comportamento totalmente esasperato ed esagerato, perché – può darsi – io non ho l’obbligo né la possibilità di controllare chi c’era e chi non c’era. Però, almeno abbiate la consapevolezza che stavamo votando in maniera… I consiglieri stavano lì, votavamo un altro, votavamo un altro, stavamo qui. Il collega Mazzarano stava qua da questa mattina ed è probabile che stava là sotto. Abbiate almeno questa consapevolezza che stavamo in una situazione non normale, che stavamo votando da questa mattina dai posti di ognuno. Abbiate pazienza. Il collega Mennea stava lì e può darsi che da lì si sia spostato da un’altra parte. Abbiate pazienza. Ma da questa mattina, per le ragioni che sappiamo, stiamo votando un collega per l’altro. Non riesco a capire questa esasperazione. Poi se si vanno creando pretesti, pazienza.
È probabile che magari il collega Mennea stava un pochino più dietro, però avevamo deciso che votavano gli altri colleghi. Il collega Mennea non stava lì, ma è destinato al pubblico. Ho capito, però ci vuole pure un po’… Possiamo procedere? Sì. Adesso non vi muovete dall’Aula. Bene.
Prego, collega Stea.
Speaker : STEA.
Alla luce di quello che è successo, proprio perché ci saranno altri Consigli regionali, io chiedo che i prossimi Consigli regionali vengano fatti in remoto, così come abbiamo fatto qualche Consiglio regionale, che è andato benissimo. Quindi, io faccio la proposta che i prossimi Consigli regionali, fino alla fine del mandato, si svolgano in remoto. Tutto qua. Lo voglio portare alla votazione.
Chi prevarica ha la meglio su tutti. Voglio dirle che io mi sono iscritto a parlare molto tempo fa. Non so se lei o la regia mi hanno cancellato. Stavo soltanto io. Non va bene niente, perché lei deve guardare il monitor e deve rispettare l’ordine di iscrizione, perché uno non prevarica sull’altro.
Poi si è iscritto il collega Marmo, ho visto che il mio nome era sparito e mi sono iscritto nuovamente. Poi si è iscritto il collega Stea e ha dato la parola a Stea. Se uno è educato e sta al posto suo, non deve essere prevaricato dagli altri.
Fatta questa premessa, volevo chiederle, siccome questa è tutta un’ipocrisia, quella del distanziamento sociale, perché siamo tutti uno accanto all’altro, facciamo i capannelli, siamo tutti ammassati gli uni agli altri, quindi è una ipocrisia: nell’Aula del Consiglio regionale non c’è il distanziamento sociale. Possiamo tornare, allora, visto che è un’ipocrisia, ognuno ai propri posti in modo tale che magari può nascere anche un’incomprensione, magari un delegato nel votare non sa che il collega in quel momento non era seduto, essendo un voto che va dato, ha votato. Può capitare da una parte e dall’altra.
Per evitare questo, Presidente, ritorniamo ognuno alle proprie postazioni, così ognuno vota, ma non da casa, qua dobbiamo stare, in Aula, non da casa, in modo tale che ognuno voti con la sua tessera, al suo posto e non possono nascere questi disguidi che purtroppo oggi sono nati. Questo è l’appello che volevo farle.
Chiudo anche ricordandole che ho visto, ancora una volta, che alcune mozioni sono state tolte dall’ordine del giorno, perché magari c’è un’attività di mediazione di buonsenso e altre che, invece, arrivano sempre all’ultimo momento. La prego, non mortifichi il lavoro di noi consiglieri regionali, perché quello che noi portiamo all’attenzione di questo consesso è il frutto di un ascolto delle esigenze dei cittadini, che molto spesso non hanno il sapore della faziosità politica, ma hanno soltanto la buona volontà di risolvere i problemi dei nostri concittadini.
Collega Damascelli, ancora una volta sulle mozioni? Qui non abbiamo mortificato nessuno. La procedura dovresti conoscerla. Tutte le volte che arriva una mozione su cui c’è il consenso di tutti i Capigruppo, l’abbiamo votata. Altrimenti le mozioni stanno insieme a tutte le altre. Non capisco perché…
C’è la tua mozione? Portala la prossima volta, raccogli gli altri, come abbiamo fatto stamattina, e si approva. Non riesco a capire qual è il problema. Non lo so. Che vuoi da me? Questa è la regola che abbiamo nella Conferenza dei Capigruppo e questa è la regola che c’è nel Regolamento regionale.
Prego, Aloisi.
Chiaramente si è verificata una situazione incresciosa.
Si è verificata una situazione incresciosa, più da un punto di vista umano, tra i consiglieri, con arrabbiature anche forti, che non dovrebbero accadere nemmeno a fine legislatura. Dobbiamo tutti rasserenarci. Comprendo ‒ lo dicevo a qualche amico ‒ la difficoltà del Presidente del Consiglio, di chi presiede. Amati, presiedevo io quando abbiamo approvato il Piano di riordino della rete ospedaliera con Fitto. Ricordo benissimo la sintesi molto bella, ma molto approssimativa, che entrava nel merito di quella discussione.
Da dove nasce il problema? Senza addebitare nessuna responsabilità per il fatto di stare così, di muoverci... Io vedevo, però, che i colleghi che stavano qua erano attenti perché segnalavano una assenza. Solo questo. O 25 o 26 giustamente portava a dire che non c’è il numero legale e che dobbiamo aggiornarci. Non come via d’uscita, non so come dire, ma siccome si è creata questa cosa, inviterei chi è stato più arrabbiato rispetto all’altro di ricomporre immediatamente le situazioni personali. Credo che nessuno voglia avere situazioni particolari. L’appello è soprattutto al Vicepresidente, che ho visto particolarmente provato da questa circostanza. Lo inviterei a superare, non so nemmeno con chi discuteva in maniera così forte e così appassionata rispetto al problema, perché si ricompongano le situazioni particolari.
Noi abbiamo anche il dovere di chiedere la verifica del numero legale e, quindi, rispetto a questo verificare se esistono le condizioni ora. Non parlo per allora, perché appunto io stavo là e non ero in condizioni di guardare.
Per quanto riguarda l’invito del collega Damascelli, lo faccio anche mio. Avevo già detto, anche se non al microfono, che la prossima volta, mettendo tre sedie là e tre siede qua, cioè togliere la sede di qua e metterla nella piazzetta, credo che ripristiniamo un Consiglio regionale dove uno per parlare si gira e viene pure ai microfoni, e siamo distanziati, in una condizione di tranquillità e serenità, dove tutti possono vivere in maniera più agevole la vita del Consiglio regionale.
Collega Aloisi, adesso votiamo il prossimo emendamento e verifichiamo se sono ventisei o meno. Okay? Ci siamo tutti? Okay.
Votiamo l’emendamento di pagina 4.
Presenti 27, votanti 27, favorevoli 27.
Adesso votiamo l’emendamento aggiuntivo, a firma del consigliere Donato Pentassuglia. Votiamo.
C’è un emendamento a firma del Presidente Romano, per cui si chiede di cambiare anziché su base provinciale, su base regionale.
Presenti 28, votanti 27, favorevoli 27, astenuti 1.
Adesso votiamo l’intero articolato.
Adesso, approfittando della vostra presenza, dato che siamo 26, siccome abbiamo una serie di debiti fuori bilancio e siccome ci sono soggetti che aspettano legittimamente le loro spettanze…
Dobbiamo votare l’urgenza sulla legge per le attività funerarie.
L’urgenza è accordata.
Mi dice il Segretario generale che, come avrete visto, all’ordine del giorno abbiamo sette debiti fuori bilancio.
C’è un emendamento, a firma del collega Presidente Amati, che accorpa il numero dei debiti fuori bilancio e, attraverso due votazioni, votiamo tutti i debiti fuori bilancio. È così? Ho capito bene? Votando l’emendamento del collega Amati, accorpiamo i debiti fuori bilancio. Poi votiamo il secondo. È così?
Presenti 28, votanti 28, favorevoli 28.
Adesso votiamo un secondo emendamento all’articolo 2.
Presenti 27, votanti 26, favorevoli 26, astenuti 1.
Adesso votiamo l’intero disegno di legge attraverso questi accorpamenti.
È accordata.
Ci siamo liberati di tutti i debiti fuori bilancio.
Adesso torniamo all’ordine del giorno.
Hanno firmato tutti? La votiamo la prossima volta. Non creiamo un altro incidente. La prossima volta la approviamo.
Passiamo al punto n. 4). È una proposta impegnativa. Stiamo qui con calma. Misure di semplificazione amministrativa in materia sanitaria.
Il relatore è Romano.
Sono arrivati altri emendamenti. Con attenzione, perché la materia è abbastanza complicata.
Se ritenete, possiamo dare per letta la relazione.
Dico soltanto, in modo che rimanga a verbale, che la proposta di legge è stata concertata con una parte importante delle opposizioni. Per cui, gli emendamenti alla proposta di legge sono firmati anche da altri Capigruppo della minoranza. Per cui, la legge è abbastanza concertata. Questo è giusto che si dica in modo che rimanga agli atti.
Ci sono altri interventi? Prego, collega Romano.
Gli emendamenti che sono arrivati, gli ultimi due, sono stati concertati questa mattina con l’ufficio e con i colleghi della minoranza.
Continuando il lavoro di tutto il gruppo ristretto che aveva lavorato per completare la fase emendativa.
C’è un subemendamento, prima dell’articolo 1, a firma del Vicepresidente Nunziante. Di merito, ho capito. Va bene. Lo vuoi illustrare? Come vuoi. Okay, possiamo votare.
C’è un primo emendamento, a firma del consigliere Marmo ed altri.
Il parere del Governo è favorevole.
1-bis, a firma Romano, Santorsola e Marmo.
Presenti 26, votanti 25, favorevoli 25, astenuti 1.
Emendamento concordato: “Il comma 4 all’articolo 7 è sostituito”. Viene sostituito per intero il comma 4 all’articolo 7 dell’articolato.
Adesso andiamo all’emendamento a pagina 3: “Dopo il comma 2, aggiungere il seguente comma”. È a firma di Paolo Pellegrino ed altri. Parere del Governo favorevole.
Emendamento di pagina 4: “Dopo il comma 5, aggiungere il comma 5-bis”. Favorevole il Governo. Votiamo.
Sempre sull’articolo 1, emendamento di pagina 5, a firma di Ignazio Zullo e altri, concordato.
Presenti 27, votanti 25, favorevoli 25, astenuti 2.
Sempre sull’articolo 1 c’è il 5-bis a firma Vizzino e Pellegrino.
Volevi parlare, Paolo? Il Governo ha dato parere favorevole.
Votiamo. Adesso apriamo la votazione.
Aspettate un po’. Votiamo. Sennò qui non abbiamo il numero legale e cominciamo daccapo.
Chiedo scusa. C’è un referto in materia finanziaria ‒ sto chiedendo al Governo ‒ firmato dal dottor Nicastro, Mennea e Campobasso, che pongono dei dubbi. Punto. Sto segnalando questa...
So che stavano stamattina. Hanno parlato con il Vicepresidente.
Non è su questo.
Io sto chiedendo informazioni. Sto chiedendo informazioni. Si possono chiedere? Benissimo. Tutto qua.
Prego, collega Pellegrino.
Speaker : PELLEGRINO.
Questo emendamento, per il quale vi è un referto problematico, parte da un presupposto. Si tratta, per quanto riguarda la materia dell’autismo, del fatto che il fabbisogno è stato determinato presuntivamente e in misura temporanea. Insomma, non c’è mai stata ancora un’analisi precisa del fabbisogno dei posti assegnati a questa grave disabilità. Poiché, invece, la domanda è forte e pressante e il servizio è di grandissima rilevanza sociale e siccome ancora la struttura non ha determinato il fabbisogno definitivo, con questo emendamento – per ridurlo proprio all’osso – si dice che, in attesa che venga determinato questo fabbisogno, si aumenti quello presuntivo del 30 per cento sperimentalmente fino al 31 dicembre di quest’anno. In quella sede questo fabbisogno sarà verificato, ma nel frattempo un servizio sarà stato dato ai cittadini.
Il referto… Fatemi esprimere il mio punto di vista, poi votate come volete, ovviamente. Dicevo, il referto sostiene che questa previsione potrebbe determinare una discriminazione tra coloro che sono già autorizzati e accreditati e gli altri che aspirano a essere accreditati. A me sembra una motivazione capziosa e surrettizia. Non c’è un substrato giuridico per fare queste valutazioni.
Per quanto riguarda, invece, l’aspetto finanziario, che è quello più caro al collega Fabiano Amati, devo dire che nemmeno per il fabbisogno ordinario, temporaneo e provvisorio è stata mai prevista una specifica destinazione finanziaria. Quindi, anche questo secondo argomento mi sembrerebbe irrilevante.
Comunque, chiedo che l’Aula voti secondo coscienza, tenendo conto che non dare questo 30 per cento di aumento a un’attività già in corso significa negare un servizio molto importante a persone con una rilevantissima non autosufficienza e negare alle famiglie un sollievo che possono ricevere attraverso un servizio pubblico che sostituisca l’attività che in famiglia non si può assolutamente risolvere.
Per la piena consapevolezza dei colleghi consiglieri, che probabilmente non hanno davanti un testo. Voglio richiamare solo l’aspetto del referto tecnico. Poi, l’Aula decide.
Chiamo soltanto due parole chiare. La prima: “Si dichiara che quanto innanzi non è conforme alla normativa regionale, statale e comunitaria. Nicastro, Memeo, Campobasso”.
In più, quello che conta anche, dico la parte della sostanza, è questo: “A prescindere da tale aspetto, si evidenzia che nessun ulteriore incremento di spesa per il setting assistenziale autismo è attualmente ipotizzabile”.
L’Aula deciderà. Solo per informare.
Prego, collega Romano.
Il problema è esattamente questo, perché la pressione giustamente è legittima delle associazioni, dei familiari, eccetera, eccetera. Il fabbisogno è sempre insufficiente. Da 10 c’è bisogno di 20. Questo vale per tutta la riabilitazione fisica, psichiatrica, motoria eccetera, eccetera.
Su questa partita si è aperto un contenzioso che riguarda l’interlocuzione con le associazioni varie. Questa è una materia che abbiamo molto approfondito in Commissione, molto, per cercare punti di convergenza tra la domanda e la possibilità. Alla fine, sono venuti fuori esattamente i due problemi che venivano richiamati. Uno: non ci può essere discrasia, pena impugnativa, tra chi ha e chi potrebbe avere.
La seconda contestazione è di natura finanziaria: non possiamo, in una legge, esattamente come gli strumenti che ci diamo con la legge ordinaria, prefigurare un fabbisogno futuro su un bilancio che non ha previsto la spesa per il fabbisogno stesso. Per questo il parere finanziario naturalmente è stato negativo e tranciante. Per cui noi rischieremmo, dopo aver fatto un lavoro – Paolo lo sa, perché abbiamo lavorato con tutti – di cucitura per portare avanti questa semplificazione amministrativa di leggi, un’impugnativa o di far saltare la legge stessa.
Per cui, il mio punto di vista era e rimane negativo su questa roba qua.
Chiedo a Paolo, a questo punto, con queste considerazioni, di ritirarlo.
Votiamolo. C’è il parere contrario del Governo, per ragioni proprio di referto, ragioni oggettive. Va bene.
Presenti 27, votanti 25, favorevoli 3, contrari 22, astenuti 2.
Sempre sull’articolo 1, Pendinelli, emendamento 5-ter così modificato. Il 5-ter all’articolo 1.
All’articolo 2? Non c’è scritto. C’è scritto soltanto: inserire “in età superiore ai 64 anni”. All’articolo 2. Okay.
Quindi, all’articolo 1 non abbiamo più emendamenti. È così?
Votiamo l’articolo 1.
Chi non ha votato? Colleghi, siamo con un numero che balla. Chi si è allontanato? Che succede?
Adesso andiamo all’articolo 2. C’è un primo emendamento a firma Pendinelli, su cui insiste un subemendamento.
Il Governo è favorevole.
Subemendamento Pendinelli. Votiamo prima il subemendamento.
Adesso votiamo l’emendamento di pagina 5-ter.
Sempre sull’articolo 2, c’è l’emendamento a firma del consigliere Pendinelli, che aggiunge il comma 5.
Non ci sono più emendamenti all’articolo 2, per cui votiamo l’articolo 2.
Non ci sono emendamenti. Votiamo.
Articolo 6. Non ci sono emendamenti.
Articolo 8. C’è un primo emendamento, a firma Marmo ed altri.
Presenti 26, votanti 24, favorevoli 24, astenuti 2.
L’assessore Giannini non…
Non ci sono altri emendamenti all’articolo 8. Abbiamo detto di aggiungere il voto dell’assessore Giannini.
Votiamo l’articolo 8.
Andiamo, adesso, all’articolo 9. C’è un emendamento di Campo e un subemendamento sostitutivo dell’emendamento.
Votiamo solo il subemendamento, che sostituisce l’emendamento principale.
Adesso votiamo l’articolo 9.
C’è un emendamento aggiuntivo a firma del collega Blasi.
Lo dico prima di votare l’intera legge. Per correttezza verso il collega Trevisi, che è stato qui insieme al collega Conca, vi chiedo di restare in Aula per votare il punto n. 5). È una legge votata all’unanimità. Sono tre articoli. Non ci dovremmo mettere molto. Per rispetto anche dei colleghi. Va bene? Ho voluto farla prima questa richiesta, per evitare il “rompete le righe”.
Votiamo l’intera proposta di legge.
Presenti 28, votanti 25, favorevoli 24, contrario 1, astenuti 3.
Passiamo al punto n. 5), proposta di legge Trevisi “Promozione della mobilità condivisa e sostenibile nei comuni pugliesi”.
La relazione la diamo per letta, del Presidente Vizzino, che non ne ha molta voglia.
Andiamo all’articolo 1.
Votiamo adesso l’articolo 2.
C’è un primo emendamento, a firma del consigliere Trevisi, con cui si chiede di sostituire la parola “provvedono” con le seguenti “possono provvedere”.
Sempre all’articolo 3 c’è l’ultimo emendamento, a firma del consigliere Trevisi.
Ultimo articolo, l’articolo 4.
Presenti 33, votanti 33, favorevoli 33.
Dichiarazioni di voto? No.
Il collega Zinni ha chiesto la parola. Prego.
Presidente, c’è una proposta di legge molto agile, quella sulla Street Art, che ha visto impegnata la Giunta nei giorni scorsi anche ad approvare una delibera di finanziamento ai progetti che non erano stati finanziati. Questa legge stabilizza questa cosa. Se possiamo farla, è una cosa veloce.
Abbiamo prima altre cose concordate. Non possiamo arrivare subito lì. Piano piano. Adesso c’è la proposta di Mennea prima. Se stiamo un po’ calmi…
Il punto n. 6) è un solo articolo, votato all’unanimità. È la proposta di legge Damascelli ed altri. È una normativa tecnica. Vi chiedo di votarla. È stata approvata all’unanimità.
C’è solo l’articolo 1. L’oggetto è “Integrazione all’articolo 5 della legge regionale n. 31”. Riguarda la formazione, il diritto all’istruzione e alla formazione.
Dopo la parola “educazione civica e stradale” sono inserite le seguenti “educazione alla cittadinanza europea”. È stato approvato all’unanimità. È una norma tecnica. È importante, è vero. Votiamo.
Vi prego di votare. Manteniamo gli impegni. Votiamo tutti. Ve lo chiedo per favore. Abbiamo votato tutti?
Presenti 31, votanti 27, favorevoli 27, astenuti 4.
Adesso decidete. C’è il punto n. 7). Vedo che vi alzate e ve ne andate. Dove andate? Che dobbiamo fare?
Punto n. 7): proposta di legge Mennea. Anche questa non è molto complicata. se restiamo ancora un po’ tutti...
Fatemi capire: possiamo procedere?
È di un solo articolo la legge. Gli emendamenti li dobbiamo votare?
C’è un emendamento “Marina Resort”. Collega Mennea. Guardate con attenzione. Punto n. 8). C’è l’unanimità e un piccolo emendamento. Abbiamo votato il punto n. 6). Lo devi dire lì. Lì registra tutto. Avete registrato?
In attesa che rintracciamo l’emendamento Piemontese, passiamo al punto n. 8): “Istituzione del servizio di psicologia di base delle cure primarie”.
Articolo 1. Votiamo. Mi raccomando. Dobbiamo stare in Aula. Abbiamo i numeri precisi.
[…] favorevoli 25, astenuti 1.
Presenti 26, votanti 25, favorevoli 26, astenuti 1.
Articolo 3. Non ci sono emendamenti.
Articolo 4. Presenti 26, votanti 26, favorevoli 26.
C’è l’emendamento del collega Romano, è vero, scusate: «Sostituire le parole “missione 20 programma 3” con le parole “missione 30 programma 2”». È questo? Okay.
Annullo la votazione. Votiamo prima questo emendamento.
Stiamo votando l’emendamento del Presidente Romano.
Adesso votiamo l’articolo 6.
Votiamo l’intero articolato.
La proposta di legge è approvata.
Adesso torniamo indietro alla proposta Mennea, che, come sapete, è composta di un solo articolo.
Abbiamo un primo emendamento aggiuntivo, a firma del consigliere Mennea. Ci sono problemi, assessore? Bene.
Presenti 26, votanti 23, favorevoli 23, astenuti 3.
Sempre sull’articolo 1, c’è la modifica del punto b) con la nuova classificazione, sempre a firma del collega Mennea.
Adesso c’è un emendamento aggiuntivo, a firma del consigliere Mennea, norma transitoria.
Votiamo. Abbiamo votato?
È arrivato un emendamento sostitutivo, a firma Mennea. Abbiamo approvato l’emendamento “Marina Resort”. Questo emendamento lo sostituisce integralmente. Con questa votazione, annulliamo questa precedente. Viene sostituito. Perché non è possibile? Va bene. Poi lo integriamo nella stesura finale. Votiamo.
Presenti 26, votanti 22, favorevoli 22, astenuti 4.
Non ci sono altri emendamenti.
Votiamo l’articolo unico della legge, così come è stata emendata. Votiamo. E poi facciamo la Street Art.
Presenti 28, votanti 25, favorevoli 25, astenuti 3.
Adesso passiamo alle disposizioni per la valorizzazione, promozione e diffusione della Street Art.
Relatore, la diamo per letta? La diamo per letta.
C’è un solo emendamento che corregge la norma finanziaria. Non ne vedo altri.
C’è un emendamento all’articolo 8, che viene sostituito, disposizione finanziaria.
Votiamo la legge.
Ci vuole la pazienza di Giobbe. Arrivederci.
Ci vediamo al prossimo Consiglio.

References: articolo 5
 articolo 5

Articolo 10
e contrario

Articolo 6

Articolo 8

Articolo 1

Articolo 3

Articolo 4