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⭐LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTITRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO
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1 SCHEMA DI ACCORDO STATO- REGIONI CONCERNENTE LINEE GUIDA AI FINI DELLA RINTRACCIABILITA DEGLI ALIMENTI E MANGIMI PER FINI DI SANITA PUBBLICA AI SENSI DEL REGOLAMENTO 178/2002 LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTITRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO VISTO il Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentari VISTO il D.Lvo. 123: attuazione della dir. 89/397/CEE, relativa al controllo ufficiale dei prodotti alimentari VISTO il D.Lgs. 27 gennaio 1992 n. 109 attuazione della Direttive 89/395/CEE e 89/396/CEE concernenti l etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari e successive modifiche VISTO il D. Lgs 26/05/97 n. 155: Attuazione delle Direttive 93/43/CEE 96/3/CE concernente l igiene dei prodotti alimentari VISTO il Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sull igiene dei prodotti alimentari VISTO il Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia d igiene per gli alimenti di origine animale VISTO il Regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per l organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano VISTO il Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali VISTO l articolo 115 del D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 112 recante conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti Locali, in attuazione del capo I della Legge 15 marzo 1997 n. 59, come modificato dall articolo 16 del D.Lgs. 19 ottobre 1999 n. 143 VISTA la Legge Costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3 VISTI gli articoli 2 comma 2 lettera b) e 4 comma 1 del D. Lgs. 28 agosto 1997 n. 281 che affidano a questa Conferenza il compito di promuovere e sancire accordi tra Governo e Regioni in attuazione del principio di leale collaborazione, al fine di coordinare l esercizio delle rispettive competenze e svolgere attività di interesse comune Sancisce il seguente Accordo tra il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano nei termini riportati agli allegati, che costituiscono parte integrante del presente atto2 3 (traceability UPremesse Il Parlamento e il Consiglio dell Unione Europea, alla luce dell analisi fatta dalla Commissione con la presentazione del Libro verde sullo stato della sicurezza alimentare nell Unione Europea, e degli impegni dalla stessa assunti nel Libro Bianco del 12/01/2000, hanno prodotto una revisione della legislazione comunitaria relativa alla produzione, commercializzazione e controllo degli alimenti, finalizzata al raggiungimento dei seguenti obiettivi: Aumento del grado di sicurezza degli alimenti con la copertura legislativa di tutte le attività correlate alla produzione e distribuzione dal campo alla tavola ; Identificazione e definizione delle responsabilità dei soggetti coinvolti nella sicurezza alimentare produttori, Stati membri, Commissione e consumatori. Semplificazione e armonizzazione della legislazione già in vigore. Il primo atto normativo che ha ridisegnato l intero quadro giuridico comunitario è senz altro il Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n.178/2002/ce che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare e istituisce l Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare pubblicato nella G.U.C.E L.31 del Nel corso del 2004 è stato approvato un gruppo di Regolamenti, comunemente indicati come pacchetto igiene che sostituiranno, dal 1 gennaio 2006, le disposizioni comunitarie attualmente vigenti in materia di igiene delle produzioni e commercializzazione degli alimenti e fisseranno nuove regole anche per quanto riguarda l attività di controllo delle Autorità competenti. La recente legislazione comunitaria individua e separa le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nella sicurezza alimentare, esaltando, da un lato, il concetto di filiera e di compartecipazione di tutti i soggetti interessati all importazione, produzione e commercializzazione di un alimento fino al consumatore, dall altro, quello dell Autorità sanitaria deputata al controllo ufficiale che deve verificare il rispetto da parte degli operatori degli obblighi loro imposti dalla legislazione alimentare, attraverso procedure di controllo, audit e ispezione. Lo stesso Regolamento 178/2002/CE, (d ora in poi Regolamento), si preoccupa di far sì che il consumatore sia correttamente informato sulle caratteristiche dei prodotti alimentari e che le Autorità di controllo abbiano la possibilità di avere le informazioni necessarie in caso di eventuale rischio sanitario, al fine di permettere l attuazione delle procedure di ritiro ed eventualmente il richiamo del prodotto alimentare e del mangime, ove non fossero state già poste in essere dallo stesso operatore, per quanto di competenza. Lo strumento attraverso il quale il legislatore comunitario ha inteso rendere possibile il secondo menzionato obiettivo è la Urintracciabilità U nel testo inglese del Regolamento), definita all art. 3 punto 15 del Regolamento come la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta a entrare a far parte di un alimento o di un mangime attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione, il cui obbligo e modalità generali di attuazione è stabilito nei successivi articoli da 17 a 20 del medesimo Regolamento, la rintracciabilità di alimenti e mangimi diverrà operativa a partire dal 1 gennaio Il Regolamento, pur essendo direttamente applicabile, ha bisogno di una lettura per quanto possibile uniforme tra autorità sanitarie competenti, organi di controllo ed operatori del settore, al4 fine di evitare disparità di comportamenti che potrebbero ripercuotersi sui costi e sulla concorrenza tra le imprese, nonché sull interpretazione ed applicazione di provvedimenti sanzionatori. Ferma restando la possibilità che a livello comunitario venga presentato un documento che, per ciò che concerne la rintracciabilità a fini sanitari, armonizzi i comportamenti delle autorità competenti dei singoli Stati membri, o che vengano adottate decisioni specifiche come previsto dall art.18, comma 5 del Regolamento, si ritiene opportuna l emanazione della presente linea guida sulla rintracciabilità degli alimenti e dei mangimi. In virtù della legislazione vigente, tutti gli operatori del settore alimentare sono già da tempo tenuti alla predisposizione ed attuazione di un piano o procedure di autocontrollo basato sui principi dell HACCP (identificazione dei pericoli, analisi dei rischi e individuazione dei punti critici di controllo)nonché all attivazione delle procedure di ritiro dal mercato dei prodotti che possono presentare un rischio per il consumatore. Per quanto riguarda il settore mangimistico, sta per esser emanato un nuovo Regolamento comunitario, che prevede la predisposizione e da parte degli operatori del settore dei mangimi di un sistema di autocontrollo, basato sui principi dell HACCP. Le disposizioni concernenti l obbligo della rintracciabilità costituiscono a tutti gli effetti per il settore alimentare e mangimistico un integrazione delle procedure aziendali di gestione del rischio sanitario, unitamente all insieme delle procedure che devono essere messe in atto al fine di permettere il ritiro del prodotto, nel caso in cui si sia evidenziato un rischio. Per altro verso garantiscono alle autorità di controllo una solida base di informazioni per il rintraccio dei prodotti e l individuazione delle responsabilità. Obiettivi Il presente documento alla luce degli articoli 17, 18, 19 e 20, ed in funzione dell obiettivo del capo IV (Sistema di allarme rapido, gestione delle crisi e situazioni d emergenza) del Regolamento, mira a fornire indicazioni: a) agli operatori del settore alimentare e dei mangimi sull applicazione delle norme della rintracciabilità, ritiro e richiamo degli alimenti e dei mangimi; b) agli organi del Servizio Sanitario Nazionale, sulle modalità di conduzione dei controlli per la verifica dell efficacia delle procedure di rintracciabilità ritiro e richiamo degli alimenti. Gli art. 17, 18, 19, 20 stabiliscono l applicazione del principio di rintracciabilità a tutti i prodotti alimentari e mangimistici, che renda efficaci ed efficienti le procedure operative di ritiro e richiamo dei prodotti non conformi ai requisiti di sicurezza alimentare, o che si ha motivo di ritenerli tali, al fine di poter conseguire un livello elevato di tutela della salute. In definitiva, nel perseguire l obiettivo della rintracciabilità di cui ai suddetti articoli del Regolamento, e nell impostare le relative procedure operative e di controllo, occorrerà tener conto della loro finalità esclusivamente Usanitaria.5 Riferimenti normativi Vengono riportati i principali riferimenti normativi comunitari e nazionali a cui si rimanda per un più approfondito esame: - Regolamento (CE) 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28/01/2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare,istituisce l Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare; - D. Lgs. 27/01/92 n.109: applicazione delle Direttive 89/395/CEE e 89/396/CEE concernenti l etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari e succ. modifiche; - D. Lgs 26/05/97 n. 155: Attuazione delle Direttive 93/43/CEE 96/3/CE concernente l igiene dei prodotti alimentari ; - D.Lvo. 123: attuazione della dir. 89/397/CEE, relativa al controllo ufficiale dei prodotti alimentari A partire dall 01/01/2006 entreranno in vigore i seguenti regolamenti: - Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sull igiene dei prodotti alimentari ; - Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia d igiene per gli alimenti di origine animale ; - Regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per l organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano ; - Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali.6 - DEFINIZIONI Ai fini dell applicazione delle presenti linee-guida valgono le definizioni di cui agli art.2 e 3 del Regolamento, ed in particolare: Alimento o «prodotto alimentare» o «derrata alimentare»: qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente che possa essere ingerito, da esseri umani. Sono comprese le bevande, le gomme da masticare e qualsiasi sostanza, compresa l'acqua, intenzionalmente incorporata negli alimenti nel corso della loro produzione, preparazione o trattamento.esso include l'acqua nei punti in cui i valori devono essere rispettati come stabilito all'articolo 6 della direttiva 98/83/CE e fatti salvi i requisiti delle direttive 80/778/CEE e 98/83/CE. Mangime (o Alimento per animali ): qualsiasi sostanza o prodotto, compresi gli additivi, trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato alla nutrizione per via orale degli animali. Rintracciabilità: la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento, o di un mangime, attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione; ed inoltre : Ritiro dell alimento: qualsiasi misura, dell operatore o dell autorità pubblica, volta ad impedire la distribuzione e l offerta al consumatore di un prodotto non conforme ai requisiti di sicurezza alimentare. Ritiro del mangime: qualsiasi misura, dell operatore o dell autorità pubblica, volta ad impedire la distribuzione e l offerta all utente del mangime non conforme al requisito di sicurezza dei mangimi Richiamo dell alimento: qualsiasi misura di ritiro del prodotto rivolta anche al consumatore finale da attuare quando altre misure risultino insufficienti a conseguire un livello elevato di tutela della salute. Richiamo del mangime: qualsiasi misura di ritiro del prodotto rivolta all utente del mangime da attuare quando altre misure risultino insufficienti a conseguire un livello elevato di tutela della salute. Informazione al consumatore: informazione rivolta al consumatore finale, da adottare nei casi previsti dall art 19, comma 1, del Reg. 178/2002/CE, con la quale s informa dei motivi del richiamo dal mercato, delle eventuali misure di cautela da adottare o in alternativa delle modalità di richiamo dell alimento. Autorità competente: il Ministero della salute, le Regioni e le Province autonome, le Aziende sanitarie locali incaricate degli audit e verifiche sul sistema e sulle procedure della rintracciabilità nonché all adozione dei provvedimenti per fini di salute pubblica.7 Responsabilità primaria Obblighi Spetta agli operatori del settore alimentare e dei mangimi garantire che nelle imprese da essi controllate gli alimenti o i mangimi soddisfino le disposizioni della legislazione alimentare inerenti alle loro attività in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione e verificare che tali disposizioni siano soddisfatte. (articolo 17, comma 1) Il comma 1, dell'art 17 del Regolamento obbliga tutti gli operatori del settore alimentare e dei mangimi, come definiti all'art 3, punto 3 e punto 6 del Regolamento, a: - garantire che gli alimenti e i mangimi da essi prodotti e/o commercializzati siano conformi alle norme del settore alimentare inerenti le loro attività - a verificare che tali norme siano soddisfatte; Come già ricordato, in premessa il Libro Bianco ha individuato i soggetti responsabili della sicurezza alimentare, affidando agli operatori un ruolo fondamentale al raggiungimento di tale obiettivo. Il legislatore comunitario attribuisce esplicitamente la responsabilità legale primaria per la sicurezza alimentare a tutti coloro che sono coinvolti nell importazione, produzione e commercializzazione di alimenti e mangimi, ognuno relativamente alla parte di propria competenza,attraverso un sistema efficace di autocontrollo per verificare che gli alimenti o i mangimi prodotti o commercializzati rispettino le disposizioni comunitarie e nazionali.. E'bene sottolineare che tale disposizione ha ampliato, e comunque chiarito, che gli obblighi del produttore non si limitano, relativamente alle garanzie sanitarie, alla sola effettuazione dell autocontrollo, già previsto dalla dir. 93/43/CEE e per i prodotti di origine animale da norme verticali specifiche. Infatti, con l entrata in applicazione dei Regolamenti 852/2004/CE e 853/2004/CEE gli obblighi e le responsabilità, previste dal comma 1 dell art. 17 del Regolamento, sono stati estesi anche al settore della produzione primaria. Gli operatori del settore della produzione primaria che sono già assoggettati agli obblighi relativi ai divieti di somministrazione agli animali di talune sostanze ad azione ormonale od antiormonale, all utilizzo di determinati antiparassitari nelle colture, o ai limiti nell uso degli additivi nei mangimi ecc, rientrano, senza più alcuna ombra di dubbio, a pieno titolo nell ambito di applicazione della legislazione alimentare. La gestione delle responsabilità da parte di un operatore del settore alimentare o dei mangimi è un processo che può comportare, per quanto riguarda la sfera di propria competenza e sulla base di scelte aziendali l adozione di un sistema di registrazione e/o documentazione; e di verifica delle attività per le quali è prevedibile o possibile che si venga chiamati a rispondere, al fine di assicurare che l alimento o il mangime immesso sul mercato risponda ai requisiti di sicurezza. Appare evidente che, ad esempio, un trasportatore o un dettagliante non può essere responsabile della presenza di un pericolo in un prodotto confezionato (a meno di atti intenzionali o accidentali) che non sia stato da lui manipolato, ma può essere considerato responsabile, in virtù della normativa vigente, del controllo del rischio attraverso il rispetto di taluni requisiti relativi alle condizioni di trasporto o di detenzione (es. temperatura di trasporto o stoccaggio) ed attraverso l adozione delle procedure di autocontrollo e degli eventuali adeguati interventi correttivi.8 Rintracciabilità Responsabilità degli operatori È disposta in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione la rintracciabilità degli alimenti, dei mangimi, degli animali destinati alla produzione alimentare e di qualsiasi altra sostanza destinata o atta a entrare a far parte di un alimento o di un mangime. (articolo 18, comma 1) Il comma 1 dell articolo 18 del Regolamento, stabilisce l obbligo di garantire la rintracciabilità degli alimenti, dei mangimi, degli animali destinati alla produzione alimentare e di qualsiasi sostanza destinata o atta a entrare a far pare di un alimento o mangime in tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione. Nei comma successivi vengono puntualizzati gli adempimenti che gli operatori devono attuare, allo scopo di facilitare il ritiro o il richiamo dal mercato di prodotti che possono costituire un rischio per il consumatore e/o fornire adeguate informazioni alle Autorità competente. Gli operatori del settore alimentare e dei mangimi devono essere in grado di individuare chi abbia fornito loro un alimento, un mangime, un animale destinato alla produzione alimentare o qualsiasi sostanza destinata o atta a entrare a far parte di un alimento o di un mangime. A tal fine detti operatori devono disporre di sistemi e di procedure che consentano di mettere a disposizione delle autorità competenti, che le richiedano, le informazioni al riguardo. (articolo 18, comma 2) Gli operatori del settore alimentare e dei mangimi, devono disporre di sistemi e procedure per individuare le imprese alle quali hanno fornito i propri prodotti. Le informazioni al riguardo sono messe a disposizione delle autorità competenti che le richiedano. (articolo 18, comma 3) Si richiede quindi che gli operatori siano in condizione di risalire all anello precedente ed a quello successivo nella filiera alimentare. Appare necessario sottolineare che nei comma 2 e 3 viene usata una diversa terminologia: gli operatori del settore alimentare e dei mangimi devono essere in grado di individuare Uchi abbia fornito e gli operatori del settore alimentare e dei mangimi devono essere in grado di individuare le Uimprese alle qualiu hanno fornito Questa differenza, permette di chiarire che, nel caso di ricezione di un prodotto da parte di un impresa del settore alimentare o mangimistico, deve essere individuato anche il singolo coltivatore, cacciatore o allevatore che ha fornito la materia prima (es. il raccoglitore di funghi, il pescatore, ecc.); invece per quanto riguarda la fornitura dei propri prodotti gli operatori sono obbligati a individuare le imprese a cui è stato ceduto un prodotto, un animale, un mangime ecc., escludendo in tal modo l obbligo di individuazione del consumatore finale o del singolo allevatore o detentore degli animali che ha acquistato il mangime. Pertanto, essendo obbligatorio per l operatore che cede o somministra l alimento al consumatore finale mantenere la rintracciabilità dell alimento a monte ma non a valle, per l ultimo anello della filiera a valle sono applicabili i commi 1, 2 e 4 dell art. 18 ma non il comma 4.9 Rintracciabilità interna Uno dei punti più controversi e che ha suscitato numerose richieste di chiarimento è quello relativo all obbligo, per gli operatori, di avere un sistema di rintracciabilità interna. Nelle recenti discussioni avutesi a livello comunitario è stato chiarito che la rintracciabilità interna ha natura obbligatoria nei soli casi appositamente previsti da normative di carattere verticale ( es. Reg. CE 1760/2000 relativo all etichettatura delle carni bovine), fermo restando che a partire dal , anno di entrata in applicazione dei Regolamenti comunitari 852/2004, 853/2004 ed 854/2004, diventerà obbligatoria l individuazione dei pericoli e la gestione dei rischi per tutti gli alimenti. E comunque auspicabile che le imprese che elaborano le proprie produzioni aggregando, confezionando ecc, materie prime, ingredienti e additivi di varia origine, adottino sistemi che consentano di mantenere definita la provenienza e il destino di ciascuna di esse, o dei lotti; infatti nel caso in cui venga riscontrato un rischio per il consumatore o per gli animali, e l operatore del settore alimentare o dei mangimi non sia in grado di rintracciare o indicare quale sia stato l ingrediente, la materia prima o il prodotto, che ha determinato il rischio sanitario, si renderà necessario allargare l azione di ritiro del prodotto fino a ricomprendere nell azione di ritiro/richiamo tutti i prodotti potenzialmente a rischio con aumento delle ripercussioni commerciali, e conseguente maggiore dispendio di risorse economiche sia private che pubbliche, ed eventuale possibilità di oneri aggiuntivi a carico degli operatori derivanti da controlli supplementari effettuati dalle autorità di controllo Peraltro l adozione di un sistema di rintracciabilità interna consente di collegare le materie prime con i prodotti e conseguentemente, in caso di ritiro, di contenere il quantitativo del prodotto. Spetta quindi agli operatori. sulla base delle scelte aziendali la determinazione del lotto o di altri elementi identificativi, in maniera tale da poter risalire tempestivamente ad alimenti o mangimi che condividono lo stesso rischio sanitario. Tuttavia bisogna considerare quanto disposto all art. 14 c. 6: se un alimento a rischio fa parte di una partita, lotto o consegna di alimenti della stessa classe o descrizione, si presume che tutti gli alimenti contenuti in quella partita, lotto o consegna siano a rischio a meno che, a seguito di una valutazione approfondita, risulti infondato ritenere che il resto della partita, lotto o consegna sia a rischio.10 Etichettatura e rintracciabilità Gli alimenti o i mangimi che sono immessi sul mercato della Comunità o che probabilmente lo saranno, devono essere adeguatamente etichettati o identificati per agevolarne la rintracciabilità, mediante documentazione o informazioni pertinenti secondo i requisiti previsti in materia da disposizioni più specifiche. (articolo 18, comma 4) Il comma 4 dell articolo 18 sancisce il principio generale dell obbligatorietà di un identificazione o etichettatura di un alimento o di un mangime, e che l identificazione o l etichetta deve contenere elementi utili per agevolarne la rintracciabilità, rimandando comunque le prescrizioni puntuali a quelle previste in materia da norme specifiche. Trasporto e deposito I trasportatori e coloro che effettuano lo stoccaggio di alimenti e mangimi devono dotarsi di una procedura autonoma di rintracciabilità quando operano come soggetti indipendenti. Possono omettere di dotarsi di autonomi sistemi e procedure di rintracciabilità nel caso in cui operano per conto di un azienda che assolva essa stessa gli obblighi di rintracciabilità previsti dal regolamento ed a condizione che siano in grado di dimostrare all autorità competente che i dati richiesti sono gestiti direttamente dall azienda in questione e che comunque possono essere tempestivamente messi a disposizione dell autorità che effettua il controllo. Per quanto riguarda i magazzini e deposito conto terzi (frigoriferi e non) i quali ricevono dal produttore o importatore la merce in confezioni singole o su pallets contenenti diverse confezioni dello stesso prodotto o di prodotti diversi, che pertanto non intervengono nella produzione o trasformazione e che riconsegnano il prodotto ai trasportatori per altre destinazioni, in cartoni o pallets, questi devono, ai fini della individuazione della merce, secondo quanto richiesto dall art. 18 del Regolamento, registrare: - all entrata: quantità e natura della merce come risulta dal documento di trasporto, - all uscita: quantità e natura della merce registrando quanto risulta dal documento di trasporto. Comunque, nel caso in cui le sopraccitate informazioni siano state fornite ai magazzini e depositi conto terzi, è auspicabile che questi ultimi le riportino come informazioni da trasmettere a valle. Anche in questo caso, si evidenzia l opportunità che i produttori od importatori, sulla base di scelte aziendali, forniscano ai magazzini o depositi conto terzi, le informazioni riferite all individuazione della confezione/cartone del prodotto, indicando anche il numero del lotto o altro sistema identificativo della partita, al fine di circoscrivere eventuali azioni di ritiro/richiamo, come evidenziato dall art. 14 punto 6 del Regolamento e dal punto 2.b.2 delle linee guida.11 Data di applicazione L articolo 18 si applica a partire dal 1 gennaio A tale data le imprese dovranno aver adottato il sistema e le procedure di rintracciabilità e fornire le garanzie richieste dall articolo 18. Resta inteso che gli operatori del settore alimentare e dei mangimi dovranno dimostrare il possesso preesistente alla data di entrata in applicazione del Regolamento di alimenti, materie prime, additivi, mangimi ecc., stoccati. Le aziende del settore alimentare e mangimistico non sono obbligate a tenere separati alimenti e mangimi introdotti prima del 01/01/2005 da quelli introdotti successivamente a tale data. Conservazione della documentazione Fermo restando l applicazione di norme più specifiche di natura sanitaria, fiscale ecc., le informazioni di cui ai commi 2 e 3 dell articolo 18, dovendo essere messe a disposizione delle autorità competenti che le richiedono, vanno conservate per un congruo periodo di tempo, che comunque, in assenza di precisazioni nel Regolamento, si ritiene non debba essere inferiore ai periodi di tempo sotto indicati: i 12 mesi successivi alla data di conservazione consigliata per i prodotti da consumarsi preferibilmente entro ; i 6 mesi successivi alla data di conservazione del prodotto deperibile per i prodotti da consumarsi entro il ; i 2 anni successivi per i prodotti per i quali non è prevista dalle norme vigenti l indicazione del termine minimo di conservazione ne altra data. Ovviamente vanno conservate sia le informazioni come anche le fonti dalle quali le stesse sono scaturite, al fine di permettere una verifica di valore oggettivo.12 PER IL SETTORE ALIMENTARE: Ritiro e richiamo dei prodotti Obblighi relativi agli alimentiu Se un operatore del settore alimentare ritiene o ha motivo di ritenere che un alimento da lui importato, prodotto, trasformato, lavorato o distribuito non sia conforme ai requisiti di sicurezza degli alimenti, e l'alimento non si trova più sotto il controllo immediato di tale operatore del settore alimentare, esso deve avviare immediatamente procedure per ritirarlo e informarne le autorità competenti. Se il prodotto può essere arrivato al consumatore, l'operatore informa i consumatori, in maniera efficace e accurata, del motivo del ritiro e, se necessario, richiama i prodotti già forniti ai consumatori quando altre misure siano insufficienti a conseguire un livello elevato di tutela della salute.(articolo 19, comma1). Il comma 1 dell articolo 19 stabilisce taluni obblighi per gli operatori del settore alimentare nel momento in cui hanno il fondato dubbio o la certezza che un prodotto alimentare, da loro importato, prodotto o commercializzato, non risponda ai requisiti di sicurezza. Infatti un prodotto non può essere definito sicuro se non risponde ai requisiti di sicurezza stabiliti all art. 14. Nel caso in cui l operatore alimentare ritiene o ha motivo di ritenere che il prodotto non sia conforme ai requisiti di sicurezza previsti dal Regolamento, e questo non sia più sotto il suo immediato controllo, deve: (a) Identificare il prodotto; (b) Identificare l ambito di commercializzazione (nazionale, comunitario, esportazione verso Paesi Terzi, completato dalla specifica relativa ai singoli ambiti territoriali/paesi); (c) Provvedere all immediato ritiro del prodotto dal mercato da lui rifornito; (d) Informare immediatamente l A.U.S.L. territorialmente competente delle procedure di ritiro/richiamo del prodotto e delle motivazioni che hanno determinato tale evenienza (allegato I); (e) Informare l anello a monte nel caso i n cui abbia motivi di ritenere che la non conformità scaturisca da un prodotto da lui fornito; (f) Attuare altre misure sufficienti a conseguire un livello elevato di tutela della salute del consumatore; (g) Informare il consumatore, in maniera efficace, accurata e tempestiva dei motivi che hanno reso necessario il ritiro dal mercato del prodotto, nel caso in cui questo sia arrivato o si abbia motivo di ritenere che sia arrivato al consumatore e provvedere a richiamare il prodotto quando altre misure non risultano sufficienti a conseguire un livello elevato di tutela della salute pubblica; L informazione al consumatore deve essere adottata, in via prioritaria, dall operatore titolare degli elementi identificativi del prodotto (titolare del marchio, se presente; in assenza di marchio, l operatore identificato in etichetta; per i prodotti venduti sfusi, il punto di vendita o di somministrazione).13 Vendita al dettaglio e distribuzione Gli operatori del settore alimentare responsabili di attività di vendita al dettaglio o distribuzione che non incidono sul confezionamento, sull'etichettatura, sulla sicurezza o sull'integrità dell'alimento devono, entro i limiti delle rispettive attività, avviare procedure per ritirare dal mercato i prodotti non conformi ai requisiti di sicurezza alimentare e contribuire a garantire la sicurezza degli alimenti trasmettendo al riguardo le informazioni necessarie ai fini della loro rintracciabilità, collaborando agli interventi dei responsabili della produzione, della trasformazione e della lavorazione e/o delle autorità competenti. (articolo 19, comma 2). Il comma 2 dell art.19 si rivolge agli operatori della vendita al dettaglio o della distribuzione che non incidono sulla sicurezza del prodotto, attraverso una manipolazione diretta, quale ad esempio lo sconfezionamento, riconfezionamento, porzionatura o attraverso l apposizione di un etichetta sul prodotto, ecc.. ed in particolare questi operatori, nell ambito delle rispettive sfere di influenza, devono: 1. Ritirare dal mercato i prodotti, di cui hanno ricevuto informazione di non conformità ai requisiti di sicurezza alimentare da parte del fornitore o dell A.S.L.competente; 2. Ritirare dal mercato, informando il fornitore, i prodotti che loro stessi, o a seguito di segnalazioni di consumatori, hanno fondato motivo di ritenere non conformi o che non sono conformi ai requisiti di sicurezza, in attesa di indicazioni da parte del fornitore e/o A.S.L.; 3. Collaborare con l azienda alimentare di produzione, trasformazione, il fornitore e con l A.S.L.competente ai fini della rintracciabilità dei prodotti alimentari non rispondenti ai requisiti di sicurezza alimentare; 4. Collaborare nelle campagne di informazione e richiamo di prodotti non rispondenti ai requisiti di sicurezza alimentare.14 Comunicazione di rischio/prodotto alle Aziende sanitarie locali. Gli operatori del settore alimentare informano immediatamente le autorità competenti quando ritengano o abbiano motivo di ritenere che un alimento da essi immesso sul mercato possa essere dannoso per la salute umana. Essi informano le autorità competenti degli interventi adottati per evitare rischi al consumatore finale e non impediscono né scoraggiano la cooperazione di chiunque con le autorità competenti, in base alla legislazione nazionale e alla prassi legale, nel caso in cui tale cooperazione possa prevenire, ridurre o eliminare un rischio derivante da un prodotto-alimentare. (articolo 19, Comma 3) Gli operatori del settore alimentare collaborano con le autorità competenti riguardo ai provvedimenti volti ad evitare o ridurre i rischi provocati da un alimento che forniscono o hanno fornito. (articolo 19, comma 4). I comma 3 e 4 ribadiscono e rafforzano gli obblighi degli operatori, diversi da quelli di cui al comma 2, circa la necessaria informazione che deve essere fornita alle autorità competenti nel caso in cui abbiano un fondato motivo di ritenere che un prodotto sia ritenuto dannoso per la salute umana. In particolare essi devono: Informare immediatamente l A.S.L. competente dei motivi del ritiro e degli interventi messi in atto al fine di evitare dei rischi per il consumatore (allegato I); Mettere a disposizione dell A.S.L. competente tutte le informazioni richieste ed utili ai fini della valutazione della congruità delle misure adottate; Collaborare con le A.S.L competenti riguardo i provvedimenti volti ad evitare o ridurre i rischi provocati da un alimento che hanno fornito.15 PER IL SETTORE MANGIMISTICO: UObblighi relativi ai mangimi Se un operatore del settore dei mangimi ritiene o ha motivo di ritenere che un mangime da lui importato, prodotto, trasformato, lavorato o distribuito non sia conforme ai requisiti di sicurezza dei mangimi, e il mangime non si trova più sotto il controllo immediato di tale operatore del settore dei mangimi, esso deve avviare immediatamente procedure per ritirarlo e informarne le autorità competenti. In tali circostanze, o nel caso di cui all art. 15, par. 3, qualora la partita, il lotto o la consegna no sano conformi ai requisiti di sicurezza dei mangimi, questi ultimi devono essere distrutti, a meno che l autorità competente non decida altrimenti. L operatore informa in in maniera efficace e accurata, gli utenti del mangime del motivo del ritiro e, se necessario, richiama i prodotti già forniti agli utenti quando altre misure siano insufficienti a conseguire un livello elevato di tutela della salute.(articolo 20, comma 1) Il comma 1 dell articolo 20 stabilisce taluni obblighi per gli operatori del settore dei mangimi nel momento in cui hanno il fondato dubbio o la certezza che un mangime, da loro importato, prodotto o commercializzato, non risponda ai requisiti di sicurezza. Ciò sta a significare che un prodotto non può essere definito sicuro se non risponde ai requisiti di sicurezza stabiliti dall articolo 15. Nel caso in cui il prodotto non offra, o si ha fondato motivo di ritenere che non offra sicurezza per l animale a cui viene somministrato, l operatore alimentare, nel caso in cui il mangime non sia più sotto il suo immediato controllo, deve: Provvedere all immediato ritiro del prodotto dal mercato da lui rifornito; Informare immediatamente l A.S.L. competente delle procedure di ritiro/richiamo del prodotto e delle motivazioni che hanno determinato tale evenienza (allegato I); Informare l anello a monte nel caso in cui abbia motivi di ritenere che la non conformità scaturisca da un prodotto a lui fornito; Attuare altre misure sufficienti a conseguire un livello elevato di tutela della salute; Informare l allevatore o i detentori degli animali a cui il mangime può essere arrivato, in maniera efficace e accurata dei motivi che hanno reso necessario il ritiro dal mercato del prodotto, nel caso in cui questo sia arrivato o si abbia motivo di ritenere che sia arrivato all utente. L informazione all utilizzatore di mangimi deve essere adottata, in via prioritaria, dall operatore titolare degli elementi identificativi del mangime (titolare del marchio, se presente; in assenza di marchio, l operatore identificato in etichetta; per i prodotti venduti sfusi e materie prime, il punto di vendita.16 Vendita dei mangimi UGli operatori del settore dei mangimi responsabili di attività di vendita al dettaglio o distribuzione che non incidono sul confezionamento, sull'etichettatura, sulla sicurezza o sull'integrità dell'alimento devono, entro i limiti delle rispettive attività, avviare procedure per ritirare dal mercato i prodotti non conformi ai requisiti di sicurezza alimentare e contribuire a garantire la sicurezza degli alimenti trasmettendo al riguardo le informazioni necessarie ai fini della rintracciabilità di un mangime, collaborando agli interventi dei responsabili della produzione, della trasformazione e della lavorazione e/o delle autorità competentiu (art. 19, comma 2) Il comma 2 dell art. 20 si rivolge agli operatori del settore dei mangimi della vendita al dettaglio o della distribuzione che non incidono sulla sicurezza del prodotto, attraverso una manipolazione diretta, quale ad esempio lo sconfezionamento, riconfezionamento, porzionatura, etichettatura, ecc., ed in particolare questi operatori, nell ambito delle rispettive sfere di influenza, devono: Procedere al ritiro dal mercato di mangimi di cui hanno ricevuto informazione di non conformità ai requisiti di sicurezza alimentare da parte del fornitore o dell A.S.L competente. Procedere al ritiro cautelativo dal mercato, informando il fornitore, di mangimi che loro stessi, o a seguito di segnalazioni di allevatori o detentori di animali hanno fondato motivo di ritenere non conformi o che non sono conformi ai requisiti di sicurezza, in attesa di indicazioni definitive da parte del fornitore. Collaborare con l azienda di produzione, di trasformazione, e con il fornitore e con l A.S.L. competente ai fini della rintracciabilità dei mangimi non rispondenti ai requisiti di sicurezza alimentare. Collaborare nelle campagne di informazione e di richiamo dei mangimi non rispondenti ai requisiti di sicurezza alimentare.17 Comunicazione di rischio/mangime alle autorità competenti UGli operatori del settore dei mangimi informano immediatamente le autorità competenti quando ritengano o abbiano motivo di ritenere che un mangime da essi immesso sul mercato possa non essere conforme ai requisiti di sicurezza dei mangimi. Essi informano le autorità competenti degli interventi adottati per evitare rischi derivanti dall uso del mangime e non impediscono né scoraggiano la cooperazione di chiunque con le autorità competenti, in base alla legislazione nazionale e alla prassi legale, nel caso in cui tale cooperazione possa prevenire, ridurre o eliminare un rischio derivante da un mangime. (art.19, comma 3) Gli operatori del settore dei mangimi collaborano con le autorità competenti riguardo ai provvedimenti volti ad evitare i rischi provocati da un mangime che forniscono o hanno fornito. (art. 19 comma 4) I comma 3 e 4 ribadiscono e rafforzano gli obblighi degli operatori, diversi da quelli di cui al comma 2, circa la necessaria informazione che deve essere fornita alle A.S.L. competenti nel caso in cui un mangime sia motivatamente ritenuto dannoso per la salute pubblica. In particolare essi devono : Informare immediatamente l A.S.L. competente dei motivi del ritiro, e degli interventi messi in atto al fine di evitare i rischi derivanti dall uso del mangime (allegato I); Mettere a disposizione dell A.S.L. competente tutte le informazioni richieste, ed utili ai fini della valutazione della congruità delle misure adottate; Collaborare con l A.S.L.competente riguardo i provvedimenti volti ad evitare o ridurre i rischi provocati da un mangime che hanno fornito.18 Come già ricordato il Regolamento comunitario fissa degli obblighi per le imprese del settore alimentare e dei mangimi in merito alla adozione di sistemi e procedure finalizzate alla rintracciabilità degli alimenti e dei mangimi lasciando al singolo operatore la scelta degli strumenti e delle modalità per giungere a tale obiettivo. Gli operatori devono: - predisporre le procedure per l individuazione di tutti i fornitori delle materie prime e di tutti i destinatari dei prodotti finiti (fermo restando l esclusione di identificazione del consumatore finale); - predisporre dei sistemi che consentano, se del caso, di avviare procedure di ritiro dal mercato di prodotti che non rispondono ai requisiti di sicurezza previsti dal regolamento. I sistemi e le procedure di rintracciabilità devono in particolare consentire di: 1) individuare i fornitori diretti di materie prime, di alimenti, di animali, di mangimi come definito all comma 2 dell art.18 del Regolamento (rintracciabilità a monte); 2) individuare i imprese dirette alle quali sono stati forniti i propri prodotti come definito al comma 3 dell art. 18 del Regolamento (rintracciabilità a valle); 3) mettere a disposizione delle Aziende sanitarie territorialmente competenti le informazioni dei punti precedenti come definito ai commi 2 e 3 dell art. 18 del Regolamento. Come già precedentemente detto, appare auspicabile che le imprese del settore alimentare e mangimistico, per le motivazioni già enunciate, sviluppino sistemi di rintracciabilità interna, anche in previsione di futuri sviluppi normativi. Rintracciabilità a monte. Individuazione dei fornitori..gli operatori devono a prescindere dai mezzi utilizzati, fornire le seguenti informazioni per dimostrare da chi hanno ricevuto un alimento o un mangime: 1. nominativo del fornitore, (es. sede sociale, stabilimento di provenienza dell alimento o del mangime, o animale, ecc. ); 2. natura dei beni ricevuti ( es. denominazione, presentazione,ecc. ); 3. indicazioni riferite all etichettatura o ad altri sistemi di identificazioni necessari ai fini dell individuazione del prodotto ai sensi dell art.18,comma 4 (ad es. n.di lotto, ove previsto); 4. altre informazioni previste da norme specifiche.19 Appare necessario che gli operatori mettano a disposizione del personale delle A.S.L., per poter procedere alle verifiche dell efficacia del sistema di ritiro/richiamo tutte le informazioni e la documentazione di cui dispongono. La mancanza di informazioni o di documenti impediscono una corretta rintracciabilità e diventano essenziali nel momento in cui è necessario risalire ad un alimento o mangime non sicuro come definito agli art.14 e 15. Rintracciabilità a valle. Ciascun operatore deve disporre di sistemi e procedure per individuare le imprese a cui hanno fornito i propri prodotti: ai fini del raggiungimento dello scopo è necessario che gli operatori del settore alimentare e del settore dei mangimi siano in grado di dimostrare all Autorità di controllo di disporre di un sistema idoneo all individuazione (es.: raccolta fatture, bolle di accompagnamento, registri carico/scarico) di: tutti i clienti (es.ragione sociale, indirizzo, numero telefonico, numero di fax,indirizzo , ecc.); tutte le forniture/cliente; modalità/mezzo distribuzione. Ai fini di una gestione ottimale di eventuali problemi legati alla sicurezza dei prodotti è raccomandabile la raccolta/schedario delle informazioni riferite ai clienti abituali quali ad esempio: me e Ragione sociale, indirizzo e sede legale della impresa e/o dello stabilimento del cliente; Numero di telefono; Numero di fax ; disponibilità di un punto di contatto con un responsabile della fornitura, il quale abbia sufficiente potere decisionale per collaborare in caso di urgente ritiro o messa in quarantena di un prodotto che non risponde ai criteri di sicurezza alimentare. E inoltre opportuno che l operatore del settore alimentare o mangimistico abbia a disposizione l indirizzo, numeri di telefono e fax della A.S.L. competente per territorio al fine di poter comunicare tempestivamente qualsiasi informazione riferibile alla rintracciabilità o per eventuali interventi ai fini della valutazione del rischio e delle azioni da adottare. Anche per quanto riguarda i trasportatori è raccomandabile che il fornitore abbia una lista dei trasportatori abituali che vengono utilizzati con tutte le informazioni necessarie: me e Ragione sociale, indirizzo e sede legale della impresa del trasportatore; Numero di telefono; Numero di fax ; Per quanto riguarda le informazioni che devono essere rese disponibili ai fini della rintracciabilità dei prodotti vale quanto già detto per la rintracciabilità a monte nel precedente capitolo.20 rintracciabilità interna Per indicazioni e puntualizzazioni sulla rintracciabilità interna (ad esempio nelle fasi di lavorazione, trasformazione, aggregazione, cernita, confezionamento, riconfezionamento, ecc.) si rimanda a quanto già riportato all interno dello specifico paragrafo del capitolo precedente. Revisione del sistema di rintracciabilità Nell ambito delle procedure di autocontrollo aziendale è opportuno che gli operatori del settore alimentare e dei mangimi procedano periodicamente alla revisione del sistema di rintracciabilità al fine di mantenere un elevato livello di efficacia, procedendo ad una valutazione delle procedure messe in atto per l individuazione dei fornitori/prodotto, cliente/prodotto consegnato e per quanto possibile, come già detto le procedure interne di rintracciabilità. Indicazioni in merito ai sistemi e procedure di rintracciabilità Al fine di agevolare lo sviluppo e l applicazione dei sistemi di rintracciabilità vengono fornite talune indicazioni, in allegato, che possono risultare utili in particolar modo alle piccole imprese. (Allegato II) Vedere altro
D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 334 Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose (G.U. 28.09.1999, n. 228, s. o) Dettagli Autorità Nazionale Anticorruzione
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References: articolo 115
 articolo 16
 art. 3
 art.18
 art. 17
 art.2
 art. 17
 articolo 18
 art. 18
 art. 14
 articolo 18
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 art. 14
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 articolo 20
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 ARTICOLO 6
 ARTICOLO 6