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Timestamp: 2020-01-19 21:29:28+00:00

Document:
Servizi - Trasporti, Appalti FS: CCNL, 2 febbraio 1996
Data firma: 2 febbraio 1996
Parti: Federazione Italiana Imprese di Servizi e Filpt-Cgil, Uiltrasporti, Uilpost
Settori: Servizi, Trasporti, Appalti FS
Dichiarazione delle parti stipulanti il CCNL 2 febbraio 1996
2. Procedure e sedi di composizione delle controversie individuali e plurime
3. Adempimenti in caso di sciopero
Art. 3 - Rapporto di lavoro a tempo parziale
Art. 5 - Contratti di formazione e lavoro
Art. 8 - Cessione, trasformazione, fallimento, cessazione dell’azienda
Art. 10 - Cumulo di mansioni e passaggio di livello
Art. 12 - Orario di lavoro in regime di flessibilità
Art. 13 - Lavoro straordinario, notturno, festivo
Art. 14 - Riposo settimanale domenicale o periodico
Art. 17 - Permessi per motivi privati e per studio
Art. 18 - Tutela delle persone tossicodipendenti
Art. 19 - Tutela delle persone handicappate
Art. 20 - Congedo parentale
Art. 21 - Volontariato
Art. 22 - Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro
Art. 25 - Servizio militare
Art. 27 - Malattia, infortunio, cure termali
Art. 28 - Tutela della maternità
Art. 29 - Retribuzione base e retribuzione globale
Art. 30 - Determinazione della retribuzione oraria e giornaliera
Art. 34 - Indennità integrativa Art. 35 - Premio di anzianità per gli operai e scatti biennali per gli impiegati
Art. 37 - Indennità di trasferta
Art. 38 - Rimborso spese
Art. 40 - Alloggio al personale
Art. 42 - Pulizia macchine
Art. 43 - Responsabilità dell’autista
Art. 45 - Norme disciplinari
Art. 47 - Preavviso di licenziamento e di dimissioni
Art. 48 - Trattamento di fine rapporto TFR
Art. 50 - Costituzione RSU e diritti sindacali
Art. 51 - Salute e sicurezza sul lavoro
Art. 52 - Restituzione documenti di lavoro
Art. 53 - Norme generali e norme speciali sul rapporto di lavoro
Allegato 1) - Retribuzioni tabellari e parametri
Allegato 2) - Art. 30 - CCNL 30 aprile 1983 - Norme transitorie
Allegato 3) - Art. 20 - CCNL 30 maggio 1979 - Indennità di anzianità in caso di risoluzione del rapporto di lavoro
Addì 2 febbraio 1996 tra la Federazione Italiana Imprese di Servizi e la Federazione Italiana Postelegrafonici (Filpt-Cgil), la Uiltrasporti-Settore Ausiliari del Traffico e Portuali la Uilpost è stato rinnovato il CCNL 19 dicembre 1990 per il personale dipendente da imprese esercenti servizi postali in appalto per pacchi a domicilio, vuotatura cassette e raccolta pacchi succursali, nonché servizi di scambio di effetti postali nelle stazioni ferroviarie
Le parti stipulanti convengono sulla necessità di sviluppare adeguate iniziative congiunte o comunque convergenti rivolte a individuare gli strumenti idonei a garantire l’osservanza delle norme di legge e contrattuali da parte di tutte le imprese del settore.
A tal fine le parti stipulanti concordano che uno degli strumenti più rispondenti per generalizzare la normalizzazione dei rapporti tra imprese e lavoratori è costituito dall’Albo di categoria, per la cui istituzione le parti medesime sono dunque impegnate.
Considerata la rilevanza che tale problematica riveste, anche in relazione alla natura pubblica di servizi svolti dalle imprese del settore, le Organizzazioni sindacali stipulanti si impegnano inoltre ad intervenire presso le competenti Amministrazioni perché fra le clausole dei contratti di appalto sia espressamente previsto l’obbligo per le imprese appaltatrici di applicare il presente contratto collettivo di lavoro, anche ai fini della salvaguardia dei livelli occupazionali.
1. A) Premessa
Il presente contratto collettivo nazionale di lavoro nell’assumere come proprio lo spirito del "Protocollo sulla politica dei redditi e dell’occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo" del 23 luglio 1993, ne realizza, per quanto di competenza del contratto collettivo nazionale di categoria, le finalità e gli indirizzi in tema di relazioni sindacali, attribuendo all’autonomia collettiva delle parti stipulanti una funzione primaria per la gestione delle relazioni di lavoro mediante la costante ricerca, ai diversi livelli e con diversi strumenti, del metodo del confronto, al quale le parti riconoscono un ruolo essenziale nella prevenzione del conflitto.
Le parti stipulanti, nel riconoscere la propria titolarità nella stipula del CCNL e di ogni altro accordo di interesse nazionale, convengono che la contrattazione aziendale di 2° livello riguarderà materie ed istituti diversi e non ripetitivi rispetto a quelli propri del CCNL e potrà pertanto essere svolta per le sole materie stabilite dalle specifiche clausole di rinvio del contratto collettivo nazionale di lavoro in conformità ai criteri e alle procedure ivi indicate.
In applicazione dell’accordo interconfederale del 20 dicembre 1993, del quale le parti stipulanti dichiarano il pieno recepimento, sono titolari della contrattazione aziendale di 2° livello, negli ambiti, per le materie e con le procedure e i criteri stabiliti dal presente contratto, le strutture territoriali delle Organizzazioni sindacali stipulanti e le RSU costituite ai sensi del medesimo Accordo interconfederale.
Pertanto, nella consapevolezza dell’importanza del ruolo che le relazioni sindacali assumono anche al fine di contribuire alla soluzione dei complessi problemi del settore, si conviene sull’opportunità di istituire articolati livelli di incontro fra le parti stipulanti il presente contratto, per l’esame di specifiche tematiche di interesse settoriale.
- esaminare la possibilità di realizzare programmi formativi e/o di qualificazione professionale dei lavoratori, in relazione alle modifiche dell’organizzazione del lavoro;
- esaminare gli sviluppi prodotti dai processi di cambiamento strutturale e di politica imprenditoriale emergenti dalla modificazione dell’Ente Poste e dal suo ulteriore processo evolutivo, con particolare attenzione agli effetti che tale politica produrrà sulle imprese, nonché dalle nuove politiche di mercato a livello nazionale e internazionale;
- esaminare la necessaria regolamentazione del settore, alla luce delle modificazioni di carattere legislativo nazionali e europee, nonché la definizione di codici comportamentali da adottarsi tra Epi e società erogatrici dei servizi in appalto;
- costituire un osservatorio per il governo del mercato del lavoro e per l’occupazione;
- esaminare, alla luce della costituzione delle società miste promossa dall’Epi nonché delle modificazioni di carattere legislativo e dei profondi mutamenti del mercato del lavoro, l’andamento quantitativo e qualitativo dei rapporti di lavoro in essere.
L’impresa fornirà informazioni alla rappresentanza sindacale:
- sull’andamento dell’occupazione femminile, con le relative possibili azioni positive volte a concretizzare il tema delle pari opportunità nel rispetto di quanto previsto dalla L. 125/1991;
- sulle crisi aziendali che abbiano riflessi sull’occupazione c/o sulla mobilità dei lavoratori.
- l’attuazione delle modulistiche di orario definite dal vigente CCNL
Entro 10 giorni successivi al 1 incontro, tale fase dovrà essere ultimata e sarà redatto uno specifico verbale.
In caso di controversia plurima insorta a livello aziendale o di unità produttiva, le questioni non risolte saranno esaminate in un incontro a livello territoriale tra i rappresentanti dell’Associazione Datoriale interessata, le competenti Organizzazioni Sindacali territoriali e la rappresentanza sindacale aderenti alle Organizzazioni Nazionali stipulanti il presente contratto.
Tale fase dovrà terminare entro i 10 giorni successivi alla data di formalizzazione della conclusione dell’esame in sede aziendale o di unità produttiva.
Le parti stipulanti fino al completo esaurimento, in tutte le loro fasi, delle procedure sopra individuate, non potranno adire l’autorità giudiziaria o le autorità amministrative ispettive sulle materie oggetto della controversia plurima né si potrà fare ricorso ad agitazioni del personale di qualsiasi tipo né da parte aziendale verrà data attuazione alle questioni oggetto della controversia medesima.
Decorsi inutilmente i termini di cui sopra - e comunque trascorsi 35 giorni dopo la data del primo incontro a livello aziendale o di unità produttiva per l’esame delle controversie plurime - la procedura si considererà definitivamente conclusa.
Per le assunzioni con contratto a termine, si richiamano le norme di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 230 e alla legge 25 marzo 1983, n. 79 (art. 8 bis).
Oltre che nei casi previsti dalle leggi di cui al precedente comma, le imprese potranno assumere con contratto a termine ai sensi dell’art. 23 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, specificamente per:
Dei contratti a termine stipulati sarà data contestuale comunicazione alla rappresentanza sindacale e/o alle organizzazioni sindacali stipulanti territorialmente competenti.
Nelle aziende con oltre 20 dipendenti il numero dei lavoratori assunto ai sensi del presente articolo non può superare il 15% del numero dei dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Qualora l’applicazione della percentuale dia come risultato una frazione di unità, il numero è elevato all’unità superiore.
A fronte di specifiche esigenze di servizio, la percentuale del 15% può essere elevata previo accordo tra l’impresa e la rappresentanza sindacale c/o le OO.SS. stipulanti territorialmente competenti.
Le parti stipulanti nel riconfermare la validità della legge 863/1984 e successive modificazioni e dell’accordo interconfederale 18 dicembre 1988 e successive rinnovazioni e modificazioni si attiveranno con incontri in sede territoriale al fine di rimuovere eventuali ostacoli alla corretta applicazione delle predette normative tenute presenti le specificità del settore.
La durata dell’orario contrattuale è fissata in 40 ore settimanali, di norma su sei giorni.
Le prestazioni orarie oltre i limiti settimanali di cui ai precedenti commi vanno compensate come previsto dagli artt. 12 e 13.
Il lavoratore può essere chiamato a svolgere la propria attività lavorativa giornaliera anche con due riprese, dopo l’inizio dell’orario di lavoro, nell’ambito di un nastro lavorativo di 11 ore, comprensivo di una interruzione non retribuita per la consumazione del pasto.
L’esigenza di riprese in numero superiore sarà oggetto di accordo con la rappresentanza sindacale.
Le parti stipulanti riconoscono che le aziende, in uno o più periodi dell’anno, possono avere esigenze di maggiore o minore servizio. Con riferimento a quanto sopra, le aziende realizzeranno turni di lavoro giornalieri o plurigiornalieri in regime di flessibilità, consistenti nel prolungamento del normale orario di lavoro settimanale (40 ore) nei periodi di maggiore richiesta di servizio entro i limiti individuali annui di cui al 3° comma, ai quali corrisponderanno equivalenti riposi di conguaglio nei periodi di minore richiesta di servizio, nel corso dei quali non è consentito il ricorso al lavoro straordinario.
L’orario settimanale di lavoro in regime di flessibilità può comportare prestazioni inferiori o superiori alle 40 ore settimanali; in quest' ultimo caso non si possono superare le 48 ore settimanali.
Il limite annuo individuale di ore lavorate in regime di flessibilità, pari a 64 ore, può essere elevato fino a 100 ore individuali, dopo esame e confronto preventivo con la rappresentanza sindacale. Successivamente, le imprese - fatte salve impreviste e inderogabili esigenze di servizio - comunicano per iscritto ai lavoratori interessati i turni di lavoro in regime di flessibilità di norma cinque giorni prima dei turni giornalieri o plurigiornalieri di flessibilità.
L’azienda comunicherà preventivamente alla rappresentanza sindacale, in apposito incontro, i periodi previsti di maggiore e di minore intensità del servizio e le ore necessarie per l’attivazione dei turni di lavoro giornalieri o plurigiornalieri in regime di flessibilità.
L’osservanza dei turni di lavoro in regime di flessibilità è dovuta da parte di tutti i lavoratori interessati, fatti salvi comprovati impedimenti.
Qualora particolari esigenze di servizio lo richiedano, il dipendente è tenuto a dare la sua prestazione, nei limiti consentiti dalla legge e salvo giustificati motivi di impedimento, anche oltre l’orario normale stabilito, sia di giorno che di notte. Il dipendente è tenuto a prestare servizio nei giorni festivi sempreché il lavoro festivo sia consentito dalle disposizioni vigenti in materia.
Le ore straordinarie non possono superare le due ore giornaliere e le 12 ore settimanali, ma il dipendente non è tenuto a prestare più di dieci ore giornaliere di guida effettiva, senz'altra interruzione che quella per la consumazione del pasto. Se si deve superare il limite delle 12 ore settimanali, il dipendente è tenuto a prestare il lavoro oltre i limiti contrattuali purché la media per il periodo di 9 settimane consecutive non oltrepassi le 12 ore settimanali di lavoro oltre i limiti contrattuali.
Il riposo settimanale deve cadere normalmente di domenica, salvo le eccezioni di legge. Per i lavoratori per i quali è ammesso il lavoro nei giorni di domenica con riposo compensativo in un altro giorno della settimana la domenica sarà considerata giorno lavorativo, mentre sarà considerato festivo a tutti gli effetti il giorno fissato per il riposo compensativo.
Qualora per esigenze di servizio la giornata di riposo compensativo dovesse essere anticipata o posticipata rispetto al turno prestabilito almeno 6 giorni prima, il lavoratore avrà diritto ad una indennità […]
Non è ammessa rinuncia espressa o tacita alle ferie, né la sostituzione con compenso alcuno. Il lavoratore che nonostante l’assegnazione delle ferie non usufruisca, per sua volontà, delle medesime, non ha diritto a compenso alcuno né al recupero degli anni successivi.
I lavoratori assunti a tempo indeterminato, dei quali sia stato accertato dalle competenti strutture pubbliche lo stato di tossicodipendenza e che intendano accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi sanitari delle unità sanitarie locali o di altre strutture terapeutico-riabilitative e socio-assistenziali, hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro per il tempo in cui la sospensione delle prestazioni lavorative è dovuta all’esecuzione del trattamento riabilitativo e, comunque, per un periodo non superiore a tre anni.
L’assenza di lungo periodo per il trattamento terapeutico-riabilitativo è considerata, ai fini normativi, economici e previdenziali, quale aspettativa non retribuita, senza corresponsione della retribuzione e senza decorrenza di anzianità.
Per la sostituzione dei lavoratori di cui ai commi 1 e 3 è consentito il ricorso all’assunzione a tempo determinato, ai sensi dell’art. 1, secondo comma, lettera b), della legge 18 aprile 1962, n. 230.
Sono fatte salve le disposizioni vigenti che richiedono il possesso di particolari requisiti psico-fisici e attitudinali per l’accesso all’impiego nonché per l’espletamento di mansioni che comportano rischi per la sicurezza, la incolumità e la salute di terzi.
In caso di accertamento dello stato di tossicodipendenza nel corso del rapporto di lavoro il datore di lavoro è tenuto a far cessare il lavoratore dall’espletamento della mansione che comporta rischi per la sicurezza, la incolumità e la salute dei terzi. Le parti si danno atto che la presente regolamentazione è conforme a quanto previsto dal DPR 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni.
Conseguentemente, per l’applicazione delle presenti norme si osservano le disposizioni di legge nonché quelle emanate dai Ministeri, dalle strutture e dagli organismi pubblici competenti.
Le aziende, compatibilmente con le proprie possibilità tecnico-organizzative, inseriranno nelle proprie strutture portatori di handicap riconosciuti invalidi ai sensi della legge 482/1968, in funzione delle capacità lavorative degli stessi e comunque nei limiti ed alle condizioni della legge predetta.
Nei confronti dei dipendenti che si trovino nelle condizioni descritte dalla legge 5 febbraio 1992 n. 104, trovano applicazione le agevolazioni di cui all’art. 33 della legge medesima e successive modificazioni, secondo gli accertamenti previsti dalla stessa.
L’Azienda individuerà le misure più idonee, compreso l’abbattimento delle barriere architettoniche, al fine di migliorare l’accesso e l’agibilità nei posti di lavoro, nei confronti dei portatori di handicap.
Considerata la necessità di garantire che il rapporto di lavoro si svolga in un ambiente idoneo al sereno svolgimento dell’attività, dovrà essere assicurato il pieno rispetto della dignità della persona, in ogni sua manifestazione, anche per quanto attiene la sfera sessuale.
A tal fine le Aziende, nella consapevolezza dell’esistenza del problema delle molestie sessuali sui luoghi di lavoro, si impegnano, in linea con gli indirizzi espressi dalla Comunità Economica Europea nella Risoluzione n. 90/c 157/02 del 29 maggio 1990, nonché seguendo con attenzione l’evoluzione legislativa nel nostro Paese, a prevenire e reprimere comportamenti indesiderati a connotazione sessuale.
Al personale si applicano le disposizioni di legge vigenti in materia di tutela della maternità (legge 30 dicembre 1971 n. 1204 - legge 9 dicembre 1977 n. 903).
Ai lavoratori inviati a prestare la loro opera fuori della loro normale sede di lavoro in località di alta montagna l’azienda corrisponderà un’equa indennità da concordarsi aziendalmente.
L’autista non deve essere comandato né destinato ad effettuare operazioni di facchinaggio. Fermo quanto sopra durante le operazioni di carico e scarico degli automezzi l’autista deve curare che il carico e lo scarico siano tecnicamente effettuati.
L’autista è responsabile del veicolo affidatogli e, unitamente al personale di scorta, di tutto il materiale e delle merci che riceve in consegna, rispondendo degli eventuali smarrimenti o danni che siano a lui imputabili, esclusi i casi fortuiti o di forza maggiore.
c) multa non superiore all’importo di tre ore di retribuzione globale;
Le parti stipulanti dichiarano il pieno recepimento dell’accordo interconfederale 20 dicembre 1993, in attuazione anche di quanto previsto dall’accordo interconfederale 23 luglio 1993.
Le rappresentanze sindacali unitarie (RSU) possono essere costituite nelle imprese aventi più di 15 dipendenti, ad iniziativa delle associazioni sindacali firmatarie del Protocollo 23 luglio 1993.
Le RSU subentrano alle RSA e ai loro dirigenti nelle titolarità dei poteri e nell’esercizio delle funzioni ad essi spettanti per effetto di disposizioni di legge e del presente contratto.
La RSU e le competenti strutture territoriali delle associazioni sindacali stipulanti il presente CCNL sono legittimate a negoziare il contratto collettivo aziendale di lavoro di secondo livello nelle materie, con le procedure, le modalità e nei limiti stabiliti dal contratto collettivo nazionale applicato nell’impresa nonché dal Protocollo del 23 luglio 1993.
Le Federazioni nazionali stipulanti il presente contratto, le rispettive Organizzazioni territoriali e le RSU hanno diritto di affiggere in appositi spazi, predisposti nell’interno dell’azienda ed in luogo accessibile a tutti i lavoratori, comunicazioni inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
I lavoratori hanno diritto a riunirsi nell’azienda fuori dell’orario di lavoro, nonché durante l’orario di lavoro nel limite di 10 ore all’anno per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione.
Le riunioni che possono riguardare la generalità dei lavoratori o gruppi di essi, sono indette dalle RSU con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro e secondo l’ordine di precedenza delle convocazioni comunicate all’azienda.
L’azienda mette a disposizione delle RSU, dietro richiesta, un locale idoneo per le riunioni.
Qualora il numero dei dipendenti sia superiore a 50, il locale dovrà essere destinato in modo permanente alle RSU.
Le RSU c/o RSA esamineranno con le imprese la situazione degli ambienti di lavoro, proponendo eventuali miglioramenti o un diverso utilizzo degli stessi, alle condizioni e nei limiti di cui alla L. 300/1970.
Le parti stipulanti dichiarano il pieno recepimento degli obblighi e degli adempimenti di quanto previsto dal DL[gs] 626/1994 e successive modificazioni e dall’Accordo interconfederale 22 giugno 1995.
I Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) hanno diritto, alle condizioni e nei limiti di cui alle vigenti disposizioni di legge, di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione delle misure idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica del lavoratore.
Le parti si impegnano a realizzare un protocollo aggiuntivo - che diviene parte integrante del presente CCNL - che stabilisca le modalità di elezione dei RLS e i criteri di formazione degli stessi, in ottemperanza a quanto previsto dall’Accordo interconfederale 22 giugno 1995.
I lavoratori dovranno osservare altresì le disposizioni speciali stabilite dall’azienda, sempreché non modifichino o non siano in contrasto con quelle del presente contratto.

References: Art. 3

Art. 5

Art. 8

Art. 10

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 25

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 34
 Art. 35

Art. 37

Art. 38

Art. 40

Art. 42

Art. 43

Art. 45

Art. 47

Art. 48

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53
 Art. 30
 Art. 20