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Timestamp: 2018-02-25 19:48:39+00:00

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Anatocismo bancario e usura Analisi e verifica conto corrente bancario
L’ anatocismo bancario è un argomento complesso per chi non ha una conoscenza specifica in ambito legale e finanziario, servirebbe un’ intero libro per coglierne tutte le sfumature, noi abbiamo cercato di riassumere le informazioni base di cui ha bisogno un’ imprenditore o un privato cittadino che si avvicina per la pima volta a questo rilevante e interessantissimo tema.
La prima domanda che sicuramente ti sei fatto è la seguente, che cos’ è l’ anatocismo bancario?
L’ anatocismo bancario è l’ applicazione degli interessi sugli interessi ed è disciplinato dall’ articolo 1283 del codice civile.
per chi non vuole leggere e approfondire quanto successivamente riportato in tema di anatocismo bancario vi diamo due rapidi ma importantissimi suggerimenti importanti per il futuro della vostra azienda.
1) E’ importante il controllo l’ analisi e la verifica del vostro conto corrente bancario potresti scoprire di aver pagato ingiustamente molto anatocismo bancario.
2) In presenza di anatocismo bancario e usura, è sempre fondamentale opporsi ad un decreto ingiuntivo notificato da una banca o da una finanziaria.
Ora hai due opportunità, puoi proseguire la lettura per avere altre informazioni, oppure contattarci e al resto ci pensiamo noi di 100×100 Invest
Bene, se leggi questa frase hai deciso di proseguire nella lettura, sappi che per qualsiasi chiarimento ci puoi contattare per approfondimenti e chiarimenti sia in materia di anatocismo bancario che di usura bancaria.
Ora, scopri insieme a noi perché è meglio far controllare i tuoi conti correnti bancari, potresti scoprire che è stato applicata la capitalizzazione trimestrale degli interessi ovvero l’ anatocismo bancario che spesso porta all’ usura.
Il legislatore, che con regio decreto del 16 marzo 1942 n° 262 ha emanato il codice civile della Repubblica Italiana è stato molto attento a scongiurare il rischio di usura bancaria.
Infatti, con la norma contenuta nell’ art. 1815 del codice civile e con l’ articolo 644 del codice penale ha inteso porre dei vincoli precisi in materia di usura bancaria.
La ratio del art. 1283 del codice civile è quella di vietare l’ anatocismo bancario, ossia la capitalizzazione degli interessi.
Per spiegarvi e farvi comprendere gli effetti che può generare l’ anatocismo bancario, vi facciamo notare che più lungo è il tempo in cui è avvenuta la capitalizzazione periodica degli interessi e più il moltiplicatore diventerà importante e più alta sarà la somma che avete indebitamente pagato.
E’ dunque evidente che con l’ applicazione della capitalizzazione semplice il debito aumenta con progressione aritmetica, in regime di capitalizzazione composta gli importi aumentano con progressione geometrica, e per questo motivo l’ anatocismo bancario è ritenuta una pratica pericolosa per la trasparenza del sistema bancario.
E’ fondamentale far analizzare i propri conti correnti bancari, quando, a fronte di un saldo negativo messo a sofferenza, la banca chiede il rientro immediato o in caso d’insolvenza vi notifica un decreto ingiuntivo, nel 90% dei casi dopo l’ analisi dei vostri conti correnti verrà riscontrato anatocismo bancario.
Infatti, proprio in caso di notifica di un decreto ingiuntivo da parte di una banca, ai sensi dell’art.50 T.u.b, il funzionario della banca certifica che il saldo del conto corrente, ovvero il credito in questione, è liquido ed esigibile.
Il decreto ingiuntivo è un procedimento speciale, che ha come scopo, quello di formare rapidamente un titolo esecutivo ed è disciplinato dal codice di procedura civile, attenzione spesso ciò non accade in quanto le banche non presentano tutte le prove relative alla formazione del credito e più in particolare anche se consapevoli non storneranno mai tutte le cifre che vi hanno indebitamente e illegalmente addebitato e che formano usura e anatocismo bancario.
Quando i crediti sorgono da un rapporto di conto corrente bancario, è evidente che se il debitore contesta il saldo, la banca deve fornire tutti gli elementi essenziali affinché il credito venga riconosciuto dal giudice, in sostanza deve fornire la prova scritta del credito complessivo vantato, (capitale + spese + interessi) oltre la dimostrazione che il capitale è stato effettivamente erogato, dopo questo conteggio deve essere ricalcolati l’ intero rapporto di conto corrente al fine di sottrarre l’ anatocismo bancario e l’ usura eventualmente applicata.
Le banche, ai sensi dell’art 633 del codice di procedura civile, possono chiedere il decreto ingiuntivo, depositando ed esibendo l’ estratto conto certificato da un dirigente della banca, conforme alle scritture contabili della banca, inoltre deve dichiarare che il credito è vero e liquido.
Tornando al tema principale, spesso le banche approfittano della grave situazione di crisi economica degli imprenditori, che a fronte di un decreto ingiuntivo e di tempi molto stretti, stentano a proporre un’adeguata opposizione, rinunciando a far valere i propri diritti, in considerazione del fatto, che non hanno gli strumenti, per disporre valide argomentazioni a loro difesa.
Per opporsi ad un decreto ingiuntivo ex art.50 TUB serve una perizia tecnico contabile, che metta in evidenza ed eccepisca tutte le violazioni civili e penali commesse dalla banca, in relazione al risultato che si ottiene dalla perizia, in sede di opposizione, si possono ottenere, risultati molto diversi fra loro alcuni dei quali estremamente interessanti per l’ imprenditore.
Per esempio, a fronte della dimostrazione dell’ usurarietà del credito il giudice visti i “gravi motivi” potrebbe sospendere l’ esecutività del decreto ingiuntivo, cosa diversa potrebbe accadere per esempio se il calcolo degli interessi è viziato da anatocismo bancario, essendo lo stesso un illecito civile ai sensi dell’ art 1283 del codice civile.
Per le irregolarità civilistiche si può considerare l‘articolo 653 2° comma c.p.c “Rigetto o accoglimento parziale dell’ opposizione” infatti se l’ opposizione è accolta solo in parte, il titolo esecutivo è costituito esclusivamente dalla sentenza.
Una volta emesso il giudizio di opposizione, si dovrà effettuare, una esecuzione fondata non più sul decreto ingiuntivo iniziale ma sulla sentenza emessa dal giudizio di opposizione, che evidentemente avrà tenuto conto delle contestazioni contabili mossa dal debitore, in questo caso, il creditore quindi dovrà necessariamente iniziare una nuova procedura esecutiva perché mancano i requisiti essenziali che vi abbiamo già elencato prima, ovvero la certezza del credito.
Anatocismo bancario e usura vanno sempre quantificati attraverso una perizia tecnico contabile.
Posso fare da solo il calcolo dell’ anatocismo che ho indebitamente pagato?
No è impossibile servono strumenti software adeguati e una specifica competenza in materia il calcolo dell’ anatocismo è complesso.
Come potete notare, vi abbiamo introdotto l’importanza della verifica tecnico contabile, come elemento fondamentale, da utilizzare per difendervi dalle banche, qualora siate oggetto di decreto ingiuntivo.
Purtroppo molti imprenditori, non sanno, che non occorre necessariamente essere oggetto di notifica di decreto ingiuntivo ex art. 5 T.U.B per procedere a un accurato controllo dei conti correnti al fine di verificare quali strani balzelli vi sono stati irregolarmente addebitati.
Anatocismo bancario, approfondimenti normativi.
Per fare causa alla banche, è importante conoscere bene la giurisprudenza e le fonti normative riguardanti l’ anatocismo bancario e l’ usura per questo motivo servono avvocati e periti esperti in materia.
Conoscere in modo approfondito il contenzioso bancario vi aiuterà a capire a chi ti puoi affidare per il controllo dei tuoi conti correnti bancari, trovare tanti anni di anatocismo bancario illegalmente applicato può darti nuova liquidità.
Il tema che ci proponiamo di trattare è l’ANATOCISMO BANCARIO art 1283c.c , pratica ampiamente diffusa nei rapporti di conto corrente prima del entrata in vigore della delibera C.I.C.R del 9 febbraio del 2000 che ha come finalità: Modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi scaduti nelle operazioni poste in essere nell’ esercizio dell’ attività bancaria e finanziaria ( art 120 comma 2 del testo unico bancario, come modificato dall’ art 25 del D.LGS n. 342/1999.
Il ragionamento che vi abbiamo appena proposto riguardante l’ opposizione al decreto ingiuntivo, ha come unico scopo quello di spiegarvi quanto sia importante il controllo dei vostri conti correnti, infatti, solo verificando gli importi che vi sono stati addebitati, potete avere un’ idea di quanto potenzialmente vi dovrebbe essere restituito.
Non aspettate di ricevere un decreto ingiuntivo prima di attivarvi, perché difficilmente avrete i tempi necessari per una verifica completa della vostra situazione creditizia.
I vostri conti correnti bancari potrebbero essere viziati da anatocismo bancario, illegittime pattuizioni e usura.
Inoltre, è sempre meglio attivare le procedure di verifica e controllo dei vostri conti correnti,(Tasso soglia pubblicato dalla Banca d’ Italia) quando siete nella possibilità di muovervi serenamente con le banche e non avete nessuna pendenza in corso, 100×100 Invest è al vostro fianco, per guidarvi e risolvere qualsiasi problema riguardante i vostri rapporti con le banche.
Una delle pratiche che le banche hanno utilizzato a dismisura negli anni è il così chiamato anatocismo bancario, ovvero il calcolo degli interessi sugli interessi “in latino usurar usurarum” questa pratica di fatto converte gli interessi passivi in debito di capitale e ha come finalità quella di provocare a favore della banca nuovi interessi sul nuovo capitale.
L’articolo 1283 ANATOCISMO bancario del codice civile a tal proposito è molto chiaro, impedisce in assenza di un uso derogatorio che gli interessi possano produrre altri interessi.
Erroneamente, le banche, hanno interpretato a loro favore la frase contenuta nell’articolo 1283 c.c, “in mancanza di usi contrari” stabilendo erroneamente che, all’ interno dei contratti bancari, “fin dal lontano 1952” fosse applicata la capitalizzazione trimestrale degli interessi, mentre quelli a favore del cliente venivano capitalizzati solo su base annuale.
In tema di capitalizzazione, nel 1999 è avvenuto un gran cambiamento, nell’interpretazione delle norme sul calcolo degli interessi bancari, infatti nel corso dell’ anno, sono state pubblicate quattro sentenze della Corte di Cassazione (n° 2374 del 16 marzo 1999, n° 3096 del 30 marzo 1999, n° 3845 del 17 aprile 1999, n° 12507 dell’ 11 novembre 1999) dove, è stato stabilito che, la capitalizzazione trimestrale degli interessi, non è un uso normativo ma un uso contrattuale e quindi non poteva derogare al divieto di anatocismo bancario così come ammesso nel art.1283 c.c, a tal proposito la sentenza che ha confermato definitivamente tale orientamento è stata la Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza 21095 del 7 ottobre 2004.
A tal proposito è utile ribadire che proprio con le pronunce n° 2374 e 3096 del 1999 la giurisprudenza di legittimità ha nuovamente affermato la nullità delle clausole anatocistiche contenute nei contratti di apertura di credito.
Successivamente uniformatasi la giurisprudenza di legittimità e di merito in materia di anatocismo bancario, vista la particolare importanza dell’ argomento la Suprema Corte di Cassazione a sezioni unite con la sentenza n° 21095 del 4 novembre 2004 è ritornata nuovamente su questo spinoso tema, infatti oltre ad avere riconfermato nuovamente la nullità della clausola anatocistica si è pronunziata su due temi altrettanto fondamentali quali: la rilevabilità d’ ufficio della nullità e l’ invalidità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anche per il periodo antecedente rispetto le pronunce del 1999.
Il Governo Italiano, è intervenuto prontamente, con il primo decreto salva banche (d.l.gs n° 342 del 4 agosto 1999) promuovendo, una modifica all’art. 120 del testo unico bancario indicando nel CICR (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio) l’organo competente, a stabilire modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi scaduti nelle operazioni poste in essere nell’ esercizio dell’ attività bancaria e finanziaria.
Se desideri sapere come si fa il calcolo dell anatocismo clicca sul precedente link
Quando è legittima l’ applicazione dell’ anatocismo bancario?
In linea con la delega del Governo, il CICR, in data 9 febbraio 2000 ha emanato una “delibera” normativa per rendere possibile la capitalizzazione degli interessi in conto corrente, così come previsto dall’articolo 2 , ma essendo la stessa delibera pubblicata da un’ autorità amministrativa, non può superare in alcun modo quanto previsto specificatamente dal codice civile all’ art 1283 quindi l’ anatocismo è possibile solo in questi casi:
1 – esistenza di usi (normativi)
2 – domanda giudiziale o convenzione posteriore alla scadenza
3 – periodo minimo di sei mesi dall’ obbligo maturazione e scadenza degli stessi.
Tutti gli istituti di credito, hanno sempre effettuato, la capitalizzazione degli interessi passivi con periodicità trimestrale, in virtù del errato presupposto dell’ esistenza di un uso derogatorio all’ art 1283 cc fino al 1999 mentre dopo il 22 aprile 2000 in forza della delibera CICR.
Anatocismo bancario e capitalizzazione trimestrale degli interessi prima e dopo il 2000
Contratti di conto corrente aperti prima del 22 aprile 2000.
Per tutti i contratti aperti prima di tale data e non successivamente adeguati con una nuova pattuizione, “quindi con identica applicazione dare e avere” della capitalizzazione periodica, la stessa non poteva essere applicata.
Molte banche avendo pubblicato la variazione solo sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi del art. 7 della delibera CICR, come più volte sentenziato dalla Cassazione, hanno commesso un grave errore formale, in quanto, per tutte le variazioni in meglio o in peggio serviva una specifica nuova pattuizione approvata dalle parti.
L’uso della capitalizzazione trimestrale degli interessi era nulla, così come si evince dalla sentenza di Cassazione del 3 maggio 2011 n° 9695.
Contratti di conto corrente aperti dopo il 22 aprile 2000.
Per tali contratti, ai sensi dell’ articolo 2 secondo comma della delibera CICR “se l’ accredito e l’ addebito degli interessi avviene con le stesse periodicità sulla base dei tassi contrattualmente stabiliti il saldo periodico produce interessi.”
Gli interessi citati dalla delibera in realtà sono quelli nominali, infatti, il successivo articolo 6 della delibera, prevede che nei nuovi contratti debba essere indicata sia la periodicità della capitalizzazione sia il tasso applicato e il tasso effettivo tenuto conto degli effetti della capitalizzazione.
Queste norme, hanno legittimato la capitalizzazione, a patto che sia effettuata con la stessa periodicità “ per gli interessi maturati attivi e passivi” non hanno però legittimato l’ anatocismo bancario ne la capitalizzazione degli interessi a debito.
La cassazione nel 2002, ha infatti precisato che non può essere legittimato un patto anatocistico preventivo, anche se riguardante il conto corrente bancario art 1823,1825,1831 c.c, come abbiamo già visto quindi, al conto corrente bancario resta applicabile quanto previsto dal art. 1283 ANATOCISMO del c.c. mentre cosa ben diversa è la disciplina del conto corrente ordinario dove la capitalizzazione è inserita nella liquidazione del saldo.
Quando viene riscontrato, il superamento del tasso soglia d’ usura, la clausola di capitalizzazione degli interessi è automaticamente nulla, in quanto come sopra abbiamo evidenziato la capitalizzazione è un ulteriore onere rispetto il tasso nominale e va a formare il tasso effettivo medio.
Anatocismo bancario: conti correnti aperti prima e dopo il 2000
Per tutti i conti correnti, aperti prima del 22 aprile 2000, il ricalcolo del saldo” dare e avere” in sede di contenzioso, non prevederà quindi alcuna capitalizzazione, mentre per i conti aperti dopo tale data quando sussiste il criterio di reciprocità nel calcolo degli interessi a debito e a credito e la capitalizzazione periodica può essere applicata.
A tal proposito, il metodo di calcolo del saldo del conto corrente resta un fattore determinante, in quanto a seconda di come viene svolto si hanno risultati molto differenti, per esempio un fattore determinante è se la capitalizzazione è nulla solo sugli interessi nominali o anche sugli oneri (c.m.s + spese) addebitati periodicamente.
Per contestare l’ anatocismo bancario a chi affidarsi per una perizia di qualità adatta a fare causa alle banche.
Occuparsi di anatocismo bancario non è semplice, in particolare non è semplice occuparsi di tutte le problematiche collaterali relative la contestazione dell’ anatocismo bancario, in questo settore negli ultimi anni in Italia è sono nate diverse aziende che stanno truffando gli imprenditori con perizie di dubbia provenienza elaborate da tecnici con scarsa esperienza.
Le perizie per ottenere buoni risultati in materia di anatocismo bancario devono essere svolte da professionisti che conoscono bene questa materia, infatti i risvolti tecnici a tal riguardo sono molto delicati e vanno trattati conoscendo tutta la giurisprudenza che si è formata in questi anni.
Anche gli avvocati rivestono un ruolo fondamentale, in particolare dopo la stesura della perizia tecnico legale sarà proprio questa figura che deciderà mosse e strategie per farvi recuperata quanto la banca vi ha illegittimamente sottratto.
Per il recupero dell’ anatocismo bancario le strade percorribili sono sostanzialmente le seguenti: la prima fase è la richiesta diretta all’ istituto di credito attraverso una lettera di messa in mora, la seconda prevede la conciliazione attraverso l’ istituto della mediazione civile che se non da riscontri positivi successivamente si passa all’ azione legale.
Per sapere di più sul calcolo dell anatocismo clicca su nostro link.

References: articolo 1283
 art. 1815
 articolo 644
 art. 1283
 art.50
 sentenza 
 art. 5
 art.1283
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 7
 sentenza 
 articolo 2
 articolo 6
 art. 1283