Source: http://www.edscuola.it/archivio/norme/edfisica/om_332_96.html
Timestamp: 2018-12-16 23:18:38+00:00

Document:
Le disposizioni contenute nell'O.M. n. 328 dell'1 dicembre 1990 e successive modificazioni ed integrazioni sono sostituite dalle disposizioni che seguono per la definizione degli organici del personale docente delle scuole ed lstituti di istruzione secondaria di secondo grado ed artistica
Art. 1. - Organi competenti e ambito di applicazione -
1. A norma dell'art. 5 della L. 9 agosto 1978, n. 463, confermato dal primo comma dell'art. 12 della L. 20 maggio 1982, n. 270, e dell'art. 1 della L. 27 dicembre 1989, n. 417, è attribuita ai Provveditori agli studi la competenza alla definitiva determinazione annuale delle dotazioni organiche relative al personale docente delle scuole ed istituti di istruzione secondaria di secondo grado ed artistica aventi effetto dall'inizio dell'anno scolastico successivo, compresi gli istituti per studenti non vedenti.
2. Per le scuole ed istituti della provincia di Trento la competenza alla determinazione delle dotazioni organiche di cui al comma 1è attribuita al Sovrintendente scolastico provinciale; per le scuole ed istituti con lingua di insegnamento italiana, tedesca e ladina della provincia di Bolzano è attribuita rispettivamente al Sovrintendente scolastico, all'intendente scolastico per la scuola in lingua tedesca e all'intendente scolastico per la scuola in lingua ladina.
4. È altresì attribuita ai Provveditori agli studi la competenza a determinare gli organici dei ruoli speciali provinciali dei personale docente degli istituti statali per sordomuti di cui alla L. 30 luglio 1973, n. 488.
5. Le disposizioni predette nonché le direttive ed i criteri indicati nei successivi articoli saranno seguite nella definizione delle dotazioni organiche relative al personale docente di educazione fisica, rapportando alla squadra prevista dall'art. 2 della L. 7 febbraio 1958, n. 88, quanto riferito alla classe.
l Provveditori agli studi, in sede di adeguamento della previsione di organico alla situazione di fatto, prima di effettuare la relativa delle esigenze complessive per la definizione dei quadro delle disponibilità, procederanno alle eventuali autorizzazioni - in deroga al disposto di cui all'art. 2 della L. 7 febbraio 1958, n. 88 - dell'insegnamento dell'educazione fisica sportiva negli istituti secondaria di secondo grado per classi anziché per squadre distinto per sesso.
Considerato che l'insegnamento per classe (mista) comporterebbe momenti di metodologia differenziata, che postulerebbero un diverso spazio orario, inattuabile, peraltro, senza una preventiva revisione degli obiettivi didattici e di contenuti delle stesse discipline, i capi di istituto formuleranno le proprie eventuali richieste di autorizzazione dopo aver verificato l'impossibilità di adottare soluzioni previste dalla C.M. n. 246 dei 29 luglio 1982.
6. Per gli anni scolastici 1996/97 e 1997/98 la consistenza degli organici provinciali del personale docente è indicata nelle tabelle allegate al D. l. n. 174 dell'8 maggio 1996, tenuto conto delle prevedibili cessazioni dal servizio, del numero e delle effettive esigenza funzionamento delle classi e sezioni da costituire in conformità alle indicazioni dei piano pluriennale di rideterminazione del rapporto alunni/classi definito con il D.l. n. 173 dell'8 maggio 1996, emesso in attuazione dell'art. 1 della L. 28 dicembre 1995, n. 549.
7. Per gli anni scolastici 1996/97 e 1997/98 le dotazioni organiche dei personale docente sono definite dai Provveditori agli studi, nei limiti della consistenza dell'organico provinciale complessivo, previsto dalle tabelle allegate al D.l. n. 174 dell'8 maggio 1996, in relazione alle necessità di personale corrispondenti al numero delle classi previste in ciascuna scuola e alla loro ripartizione per tipologia organizzativo-didattica, con particolare riguardo alla durata dell'attività formativa, per anno di corso e indirizzo di studi.
Art. 2. - Previsione delle classi e delle squadre di educazione fisica -
1. Per ogni scuola ed istituto, sezione staccata, sede coordinata, sezione o scuola aggregata e sezione serale di istruzione secondaria di secondo grado ed artistica, i presidi compileranno per la parte di loro competenza, e trasmetteranno ai Provveditorati agli studi il prospetto 1) allegato alla presente O.M., contenente i seguenti dati:
- la serie storica dei corsi e delle classi che hanno funzionato nell'istituto e li relativo numero degli alunni;
- ed infine il numero delle classi che si prevede funzioneranno, sulla base dei criteri fissati dal DI n. 173 dell'8 maggio 1996 (vedere le relative istruzioni allegate) nell'anno scolastico successivo.
3. Per quanto concerne l'organico previsionale delle scuole medie annesse agli istituti d'arte, si applicano le disposizioni contenute nell'O.M, sugli organici dei personale docente delle scuole di istruzione secondaria di primo grado.
4. Per la definizione dell'organico degli insegnanti di educazione fisica ciascun Capo d'istituto dovrà compilare, datare e sottoscrivere sotto la sua personale responsabilità, per ogni scuola ed istituto, sezione staccata o scuola coordinata, il prospetto 1/E.F. allegato, da trasmettere al competente Provveditore agli studi contenente i seguenti dati:
- la serie storica dei corsi e delle squadre (ultimi quattro anni).
5. Successivamente alla trasmissione ai Provveditorati agli studi, dei prospetti predetti, e comunque non oltre 3 giorni dall'invio, i presidi avranno cura di comunicare i dati previsionali elaborati ai soggetti sindacali di cui all'art. 7 dei contratto C.C.N.L. sottoscritto il 4 agosto 1995.
Art. 3. - Previsione delle classi sperimentali -
1. Le classi ed i corsi nei quali si attuano progetti di sperimentazione ai sensi degli artt. 277 e 278 dei D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297, concorrono alla costituzione delle cattedre e degli organici, congiuntamente alle classi dei corsi ordinari.
2. Le classi nella quali è autorizzata, al sensi dell'art. 278 dei D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297, l'attuazione di iniziative di sperimentazione di nuovi ordinamenti e strutture, elaborate autonomamente dalle singole istituzioni scolastiche debbono essere rilevate con i relativi gruppi di indirizzo dai capi di istituto sui prospetti 1 A e 1A/bis, a tal fine predisposti, secondo i criteri indicati al punto 17 delle istruzione allegate; gli stessi prospetti, dopo la compilazione, dovranno essere trasmessi dai presidi interessati al competente Provveditore agli studi.
3. l successivi prospetti 2A e 1A/EF, relativi alla dotazione organica dell'istituto, saranno prodotti dal sistema informativo di questo Ministero limitatamente alle parti relative alle classi e ai gruppi di area di indirizzo definitivamente previsti; tali prospetti saranno inviati dal Provveditore agli studi al preside per la formulazione dell'ipotesi di organico, sulla base dei piani didattici contenuti nel singoli DD.MM. autorizzativi della sperimentazione. Dopo la compilazione i prospetti dovranno essere inviati al competente Provveditore agli studi come precisato nel successivo ottavo comma dell'art. 6.
4. Il numero delle classi di cui al precedente comma 2 dovrà essere contenuto entro i limiti stabiliti dall'art. 10, comma 3 dei DI n. 173 dell'8 maggio 1996. Le cattedre relative ai progetti che coinvolgono l'intera struttura curricolare dovranno essere costituite secondo i criteri fissati nei singoli decreti autorizzativi, ricercando, comunque, l'ottimale raggruppamento delle ore di insegnamento sotto il profilo didattico-organizzativo, secondo ipotesi decrescenti dalle 18 alle 14 ore, in modo tale da non comportare un rapporto tra docenti e classi superiore a 2.5 unità; le cattedre relative a classi nelle quali si attuino iniziative limitate a parziali modificazioni degli ordinamenti didattici saranno determinate in conformità al successivo comma 5.
5. Le classi e le squadre nelle quali si attuino progetti coordinati e promossi a livello centrale devono invece essere rilevate, unitamente alla classi normali, secondo i criteri previsti dall'art. 2 per la compilazione dei prospetto 1 e 1/EF, in conformità al punto 18 delle allegate istruzioni.
La relativa dotazione organica per la singole scuole ed istituti avrà determinata secondo le procedure previste nella presente ordinanza ed i criteri di formazione delle cattedre di cui al comma 4 nonché agli articoli seguenti.
Il numero delle stesse classi dovrà essere determinato entro i limiti di cui all'art. 10, comma 2, dei citato D.l. n. 173 dell'8 maggio 1996.
6. L'unica dotazione organica delle singola scuole e istituti di istruzione, sezioni staccate scuole coordinate, è complessivamente determinata dalla somma degli elementi contenuti nei prospetti di rilevazione distintamente compilati ai sensi dei commi precedenti.
Art. 4. - Costituzione delle cattedre e determinazione delle dotazioni organiche 1
3. Gli orari e i programmi di insegnamento dei nuovo indirizzo IGEA - indirizzo giuridico, economico, aziendale - previsti nel regolamento interministeriale 31 gennaio 1996, n. 122, e nel D.M. di pari data, registrati alla Corte dei conti il 6 marzo 1996, reg. n. i istruzione, fig. nn. 71 e 72 e pubblicati sul supplemento ordinario n. 48 alla G.U. n. 63 del 15 marzo 1996, serie generale, troveranno graduale applicazione a partire dalle prime classi dell'anno scolastico 1996197 negli istituti tecnici commerciali in sostituzione dei preesistenti indirizzi amministrativo, mercantile, commercio con l'estero e amministrazione industriale. Nella fase transitoria, in cui coesisteranno contributi orari dei vecchio ordinamento con quelli dei nuovo, le cattedre saranno costituite con modalità diverse a seconda degli indirizzi presenti nelle singole scuole, con orario decrescente da 18 a 14 ore settimanali - fermo restando, comunque, l'orario minimo di cattedra per i diversi insegnamenti previsto dal vecchio o dal nuovo ordinamento. E' fatto salvo, ovviamente, l'obbligo dei completamento in caso di costituzione di cattedre inferiori alle la ore.
4. Per il reperimento delle cattedre di lingua straniera le ore di insegnamento, previste nei vari tipi di scuola od istituto dal programmi vigenti, devono essere considerate una sola volta per ciascuna classe. Pertanto, nel caso di funzionamento di una classe con più lingue straniere (C.D. classi bilingue) questa va presa in considerazione solo per la lingua straniera studiata dal numero prevalente di alunni, tenuto conto, ove possibile, della tendenza della lingua a svilupparsi sul corso completo.
5. Il funzionamento delle classi di cui al precedente comma potrà essere autorizzato per garantire la continuità di apprendimento della lingua della quale si sia iniziato lo studio nella scuola secondaria di I grado, purchéil gruppo meno numeroso di allievi sia formato da non meno di 10 unità nella prima classe dei corso di studi, fermo restando l'obbligo di garantire, comunque, lo studio della stessa lingua nelle classi successive; nel corsi di studio che non comportano l'insegnamento della lingua straniera per la loro intera durata, l'autorizzazione al funzionamento di classi bilingue può essere concessa anche in presenza di almeno 5 alunni.
6. Le disposizioni di cui al precedenti commi 4 e 5 si applicano anche ai corsi ad indirizzo sperimentale.
7. La composizione analitica delle classi bilingue dovrà essere riportata sul retro dei prospetto 1, unitamente al numero delle cattedre di ciascuna lingua straniera determinato nell'organico di diritto dell'anno scolastico in corso.
1) per quanto riguarda la formazione delle squadre di richiama l'attenzione sull'osservanza dei limite minimo di 15 alunni previsto in Via generale dall'art. 2 della L. 7 febbraio 1958, n. 88. Sono ammesse solo quelle deroghe relative a situazioni ambientali e contingenti in cui non sarebbe possibile realizzare l'insegnamento dell'educazione fisica per difetto dei numero minimo di 15 alunni.
A tal fine si richiamano le istruzioni impartite con C.M. 30 settembre 1974, n. 232 prot. n. 3473 integrata con la C.M. numero 246 prot. n. 7152/B dei 29 luglio 1982.
Tali deroghe dovranno essere giustificato con l'invio di copia della autorizzazione prevista dalla precitata C.M. n. 246; in relazione al numero massimo di alunni si fa richiamo all'analogo limite previsto per la formazione delle classi dal D.l. n. 173 dell'8 maggio 1996 citato nelle promesse.
2) ai fini dell'organico si deve tener conto anche delle ore nelle classi che attuano la sperimentazione di cui al precedente art. 3, secondo comma, che pertanto concorrono alla formazione dell'organico secondo i criteri previsti dalla presente ordinanza, salvo il disposto dei successivo art. 7, sesto comma.
3) negli istituti e scuole magistrali le squadre formate da alunni delle classi terminali dovranno essere costituite in numero pari a quello relativo alle penultime classi funzionanti nell'anno scolastico corrente.
4) in attuazione della sentenza della Corte costituzionale 3 - 8 maggio 1990, n. 225, sono unificate le dotazioni organiche dei docenti di educazione fisica, già distinte in relazione al sesso di appartenenza. Affinché, tuttavia, sia assicurato il mantenimento
dell'assetto previsto dagli articoli 1 e 2 della L. 7 febbraio 1958, n. 88, anch'essa sopra citata, nell'attesa di un riordino sistematico della disciplina legislativa in materia, le cattedre di educazione fisica della classe di concorso 29/A (ex XXXV/A) rimangono composte dal carico orario nella misura stabilita, distintamente, per l'insegnamento a squadre maschili e per l'insegnamento a squadre femminili.
9. Nella definizione dell'organico degli insegnanti di arte applicata deve essere assicurata la presenza di un docente per ognuno dei laboratori istituiti, a fronte dei funzionamento di almeno un corso completo della sezione di istituto d'arte cui gli stessi I laboratori sono connessi; l'eventuale funzionamento di classi collaterali o di altri corsi completi della stessa sezione non comporta la costituzione di ulteriori posti di insegnamento, a meno che il numero delle ore settimanali complessive di attività di laboratorio o, svolte nell'ambito della medesima sezione, comporti un impegno superiore all'orario obbligatorio di insegnamento dei singoli docenti. Per quanto non previsto dal presente comma si rinvia alle istruzioni impartite con la C.M. n. 102 dei 27 marzo 1984.
10. Relativamente all'anatomia artistica nei licei artistici, in conformità alle istruzioni impartite con C.M. n, 77 dei 6 marzo 1995, non dovranno essere considerate le ore di insegnamento sulle quali sono mantenuti in servizio i docenti di cui all'art. 4, comma 6, dei D.M. 33411994, sempreché tali ore non siano necessarie al fine di evitare la situazione di soprannumerarietà, nell'ambito dell'istituto, ai docenti della classe di concorso 21/A.
Art. 5. Cattedre appartenenti a classi di concorso atipiche
1. Al fine di operare, fin dalla fase di previsione delle ci corretta previsione delle cattedre relative agli insegnamenti che possono essere attribuiti a diverse classi di concorso, s quanto segue.
2. Nel casi di diversa possibile attribuzione degli stessi insegnamenti a cattedre specifiche o a cattedre con competenza estesa a più discipline dovranno essere costituite cattedre specifiche ordinarie o posti-orario, anche esterni, in tutti i casi nei quali lo consenta l'eventuale incremento del numero di classi previste o la prevedibile vacanza di cattedre non specifiche per collocamento a riposo o dimissioni dei docenti titolari che le occupano nell'anno scolastico in corso.
3. Resta inteso che la facoltà di duplice attribuzione delle ore di insegnamento relative alle discipline "atipiche" va esercitata previa rigorosa valutazione degli effetti connessi; non può prescindersi infatti dalla necessità di perseguire, sia pure nel rispetto delle vigenti disposizioni, le migliori e più opportune finalità quali la salvaguardia della titolarità dei docenti presenti nell'istituto, la ottimale determinazione numerica delle cattedre, la continuità didattica.
4. Al fine di consentire l'esatta definizione della dotazione organica per le classi di concorso in questione, i Capi di istituito sono tenuti ad indicare, nell'apposito spazio dei prospetto 1 (paragrafo 16 delle istruzioni allegate), il numero delle classi che dovranno contribuire, in via previsionale, alla formazione di cattedre per l'una o per l'altra delle classi di concorso interessate.
Nell'allegato 1 si riporta l'elenco delle classi di concorso "atipiche" per indirizzo o corso di qualifica nell'ambito dei diversi tipi di istituto. l criteri generali indicati nel presente articolo si applicano anche al corsi sperimentali il cui decreto autorizzativo preveda la possibilità di attribuire singoli insegnamenti a più classi di concorso.
Art. 6. - Procedura di determinazione degli organici -
1. l Provveditori agli studi, acquisita la situazione effettiva integrata da quella previsionale, controllano la regolarità della compilazione dei relativi prospetti sulla base dei criteri indicati nella presente O.M., apportano le variazioni ritenute necessarie, e convocano i soggetti sindacali di cui all'art. 7 dei C.C.N.L., esponendo agli stessi gli elementi conoscitivi concernenti la situazione degli organici e i criteri generali a cui intendono attenersi nella definizione delle dotazioni organiche delle scuole ed istituti di istruzione secondaria di secondo grado ed artistica.
3, Effettuare le predette operazioni e decorso il termine di cui al quarto comma dell'art. 8 dei C.C.N.L., i Provveditori agli studi dovranno comunicare al sistema informativo, i dati inerenti la situazione delle classi dei gruppi di area o di indirizzo e delle squadre di educazione fisica contenuta nei prospetti 1, 1/EF, 1A 1A/1BIS.
4. 1 dati così acquisiti relativi alle classi previste costituiranno anche la base di formazione dell'organico di diritto dei personale non docente secondo quanto disposto dall'apposita O.M..
5. 1 Provveditori agli studi, infine, dovranno procedere, sulla base dei numero delle classi e delle squadre previste, alla determinazione delle dotazioni organiche dei personale docente delle scuole ed istituti di istruzione secondaria di secondo grado.
7. Per quanto concerne le scuole che attuano progetti di sperimentazione di cui al comma 2 dei precedente art. 3, i Provveditori agli studi, otterranno, tramite il servizio trasmissione dati, la stampa dei prospetti 2/A e 1 A/EF compilati nella parte relativa alle classi e ai gruppi di aree di indirizzo definitivamente previsti. Tali prospetti dovranno essere immediatamente inviati dai Provveditori agli studi ai competenti Capi di istituto, unitamente ai corrispondenti prospetti 1A/BIS.
8. Sulla base di tale previsione e dei piani didattici contenuti nei singoli DD.MM. autorizzativi della sperimentazione, gli stessi Capi d'istituto formuleranno la dotazione organica prevedibile compilando la seconda parte dei prospetti 2A e 1A/EF. I Provveditori agli studi, verificata la conformità della stessa dotazione organica al precedetti decreti, nonché alla normativa vigente in materia di sperimentazione, procederanno alla costituzione di cattedre orario interne ed esterne alla stessa scuola, comprensive di ore di insegnamento residue sia in corsi ordinari che in corsi sperimentali; successivamente comunicheranno, al servizio trasmissione dati, il numero delle cattedre così rideterminate e le ore residue per ogni classe di concorso.
9. I Provveditori agli studi comunicheranno, inoltre, al soggetti sindacali di cui all'art. 7 dei C.C.N.L. le dotazioni organiche definito a livello provinciale.
Art. 7. - Criteri di costituzione delle cattedre orario -
1. Al fini della costituzione delle cattedre orario si richiama la normativa contenuta nell'art. 441 dei D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297.
a) Conferma, ove possibile, delle cattedre orario già esistenti nell'organico di diritto nel corrente anno scolastico, su cui è assegnato un titolare; tale possibilità si deve ritenere sussistente fino a quando nell'istituto di titolarità esista un numero di ore pari alla metà dei corrispondente orario di cattedra.
b) Il completamento, fatte salve le conferme di cui al precedente punto a), deve essere dato secondo il criterio di vicinanza all'istituto di titolarità, indipendentemente dal tipo di istituto; in tale operazione dovrà essere tenuto presente sia l'ambito territoriale dei comune, che ove possibile non deve essere superato, sia la necessità di abbinamento tra spezzoni orari di entità complessiva corrispondente all'orario di cattedra o non inferiore a 18 ore settimanali.
c) Le ore disponibili nelle sezioni serali, dopo la costituzione di cattedre "interne" a ciascuna sezione serale, dovranno essere utilizzare per la costituzione di cattedre orario nell'ordine seguente, fermi restando i principi generali espressi in precedenza:
1 - cattedre-orario con classi dei corso serale di altro istituto della medesima sede;
2 - cattedre-orario con classi dei corso diurno dei medesimo istituto;
3 - cattedre-orario con classi dei corso diurno di altro istituto.
d) Esaurite le precedenti operazioni si potrà procedere agli ulteriori abbinamenti tra istituti situati in sedi diverse facilmente raggiungibili, possibilmente nell'ambito dei medesimo distretto e comunque: di regola a distanza non superiore al 30 km.; il superamento di tale distanza potrà essere attuato, entro limiti ristretti, nei casi in cui le sedi degli istituti Interessati risultino collegate da vie di comunicazione e mezzi di trasporto che assicurano un collegamento rapido ed agevole.
5. Le disposizioni relative al completamento in corsi e classi collaterali delle cattedre di "scienze naturali, chimica e geografia" nel licei classici, nonché di "scienze naturali, chimica e geografia" e di "disegno e storia dell'arte" nei licei scientifici sono da intendersi estese anche a classi e corsi collaterali di sezioni annesse.
6. Le frazioni di cattedra disponibili in corsi e classi che attuano iniziative sperimentali, di cui al secondo comma dei precedente art. 3, devono essere unite alle corrispondenti, eventuali, frazioni di cattedra presenti nei corsi normali per costituire, prioritariamente, cattedre orario nell'ambito dei medesimo istituto.
Parimenti, nel casi di scuole coordinate o di sezioni aggregate ad istituti di diverso ordine, funzionanti nello stesso comune, le eventuali frazioni di cattedre devono essere unite al fine di formare cattedre orario nell'ambito della medesima istituzione scolastica. Solo successivamente, dette frazioni, unitamente considerate, potranno essere utilizzate per la costituzione o il completamento di cattedre orario esterne all'istituto.
A tal fine, pertanto, i Provveditori agli studi apporteranno, mediante le apposite funzioni meccanografiche, le correzioni e integrazioni ritenute necessarie all'ipotesi di organico formulata dal sistema informativo dei Ministero.
Art. 8. - Procedura per la determinazione della dotazione provinciale -
1. L'organico provinciale complessivo di cui all'art. 1,comma 7, è comprensivo della dotazione organica aggiuntiva prevista dall'art. 445 dei D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297. Il Ministro della pubblica istruzione, con proprio decreto, stabilisce i criteri di ripartizione delle dotazioni tra i singoli insegnamenti per gli istituti di istruzione secondaria superiore, a norma dei comma 13 dell'art. 455 dei D.L.vo citato.
2. Nel limite dell'organico provinciale complessivo prestabilito con il D.l. n. 174 dell'8 maggio 1996, la dotazione organica provinciale per le finalità di cui all'art. 3 dei medesimo decreto è determinata dalla differenza tra l'organico complessivo e la somma delle cattedre e dei posti di insegnamento costituiti negli istituti e scuole di istruzione secondaria ed artistica.
c) Numero dei docenti aventi titolo all'emissione in ruolo, al sensi della L. 20 maggio 1982, n. 270, e successive modificazioni ed integrazioni;
e) Dotazione organica previsionale risultante dall'applicazione dei precedenti articoli della presente O.M.: detta dotazione sarà ovviamente identica a quella contenuta nel prospetti 2.
6. I Provveditori agli studi comunicheranno al sistema informativo dei Ministero i dati necessari alla ripartizione della dotazione organica provinciale tra le diverse classi di concorso a cattedre. Gli stessi dirigenti degli uffici scolastici provinciali, acquisita l'ipotesi di ripartizione formulata dal sistema informativo, procederanno a definire le dotazioni aggiuntive di ognuna delle predette classi di concorso nel limite dei valore complessivo prefissato attenendosi alle istruzioni procedurali che saranno impartite al riguardo.
Art. 9. - Dotazione posti di sostegno -
2. Alle ulteriori eventuali necessità di personale docente determinate dalle effettive esigenze in integrazione degli studenti portatori di handicap, si potrà provvedere nei limiti ed alle condizioni stabilite dall'art. 24, comma 12 della L. 11 marzo 1988, n. 67.
3. 1 posti di sostegno determinati ai sensi dei commi precedenti sono ripartiti con l'indicazione dei tipo di handicap (per minorati della vista, minorati dell'udito e minorati psicofisici) tra le aree disciplinari individuate sulla base dei profili dinamico-funzionali e dei conseguenti piani educativi predisposti per gli studenti portatori di handicap iscritti agli istituti di istruzione secondaria superiore di ciascuna provincia.
4. Agli adempimenti di cui al precedente comma si procederà contestualmente alla ripartizione delle dotazioni organiche provinciali in conformità ai criteri che saranno stabiliti con il D.M. di cui all'art. 445 dei D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297.
Art. 10. - Procedura perla determinazione della dotazione organica aggiuntiva regionale -
1. Ai sensi dell'art. 445, comma 3 dei D.L.vo 16 aprile 1994, n. 297, le dotazioni organiche aggiuntive relative alle classi di concorso della tabella "N'di cui al D.M. 24 novembre 1994, e successive modificazioni, relative alle discipline artistiche di cui all'allegato 2 e quelle della tabella 'V' dei medesimo D.M. 24 novembre 1994 e successive modificazioni, sono determinato su base regionale, in relazione agli apporti dei singoli contingenti provinciali.
1 singoli contingenti provinciali sono determinati in conformità al criteri generali indicati al precedente art. 8.
Art. 11. - Termini e scadenze operative -
1. Tutte le operazioni indicate negli articoli precedenti dovranno concludersi entro termini compatibili con quelli stabiliti dall'O.M. n. 50 dei 7 febbraio 1996 relativa ai movimenti dei personale docente.
Art. 12. - Abrogazione -
1. La presente ordinanza, nella materia qui disciplinata, sostituisce la precedente O.M. n. 328 dell'1 dicembre 1990, che è conseguentemente da considerare abrogata.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4
 art. 3
 art. 7
 sentenza 

Art. 5

Art. 6
 art. 3

Art. 7
 art. 3

Art. 8

Art. 9

Art. 10
 art. 8

Art. 11

Art. 12