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Timestamp: 2017-01-24 17:30:09+00:00

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Circolare INPS n. 78 del 14.05.2013 REGISTRAZIONE GRATUITA
Circolare INPS n. 78 del 14.05.2013 Art. 1, comma 208 della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, art. 12 comma 11, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Principio di assoggettamento all'assicurazione previdenziale prevista per l'attivit� prevalente. Chiarimenti
In considerazione delle richieste di chiarimenti pervenute dalle strutture territoriali, nonché per dar conto dell'evoluzione giurisprudenziale in materia, si ritiene utile ricordare il regime contributivo applicabile ai soggetti che si trovino ad esercitare contemporaneamente un'attivit� da cui percepiscono redditi assoggettabili alla gestione separata di cui alla legge n. 335/95, art. 2, comma 26 ed altra attivit� imprenditoriale che comporta obbligo di iscrizione alla gestione commercianti o artigiani.
Come � noto, la disposizione contenuta nell'art. 1, comma 208 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 prevede letteralmente che "Qualora i soggetti di cui ai precedenti commi esercitino contemporaneamente, anche in un'unica impresa, varie attivit� autonome assoggettabili a diverse forme di assicurazione obbligatoria per l'invalidit�, la vecchiaia e i superstiti, sono iscritti nell'assicurazione prevista per l'attivit� alla quale gli stessi dedicano personalmente la loro opera professionale in misura prevalente. Spetta all'Istituto nazionale della previdenza sociale decidere sulla iscrizione nell'assicurazione corrispondente all'attivit� prevalente�(omissis)�.
L'Istituto, in sede di interpretazione e concreta applicazione di tale norma, ha ritenuto, sin dalla relativa entrata in vigore, che per attivit� autonome, soggette a comparazione in termini di prevalenza, devono intendersi solo quelle che abbiano natura imprenditoriale, ossia definibili ai sensi dell'art. 2195 c.c., come attivit� economiche organizzate ed esercitate professionalmente dall'imprenditore, al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi e soggette a registrazione.
Di conseguenza, l'applicazione del criterio della prevalenza � stata sempre esclusa in ordine a quelle attivit� autonome svolte in forma non imprenditoriale e che rientrano nell'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata di cui alla legge n. 335/95, art. 2, comma 26.
Pertanto, in caso di contemporaneo esercizio di due attivit�, l'una di natura imprenditoriale e l'altra compresa tra quelle iscrivibili alla gestione separata, questo Istituto ha proceduto � in presenza dei rispettivi requisiti � ad imposizione contributiva nell'ambito di entrambe le gestioni previdenziali interessate.
In tale contesto, a fronte dei non univoci orientamenti giurisprudenziali, � intervenuto il legislatore che, con decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, art. 12, comma 11, convertito in legge 30 luglio 2010, n. 122, ha introdotto una norma di interpretazione autentica relativa al citato comma 208, disponendo come segue: "L'art. 1, comma 208 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 si interpreta nel senso che le attivit� autonome, per le quali opera il principio di assoggettamento all'assicurazione prevista per l'attivit� prevalente, sono quelle esercitate in forma d'impresa dai commercianti, dagli artigiani e dai coltivatori diretti, i quali vengono iscritti in una delle corrispondenti gestioni dell'Inps. Restano, pertanto, esclusi dall'applicazione dell'art. 1, comma 208, legge n. 662/96 i rapporti di lavoro per i quali � obbligatoriamente prevista l'iscrizione alla gestione previdenziale di cui all'art. 2, comma 26, legge 16 agosto 1995, n. 335�.
La successiva giurisprudenza ha uniformemente applicato tale disposizione, ribadendo che "l'esercizio di attivit� di lavoro autonomo, soggetto a contribuzione alla Gestione separata, che si accompagni all'esercizio di un'attivit� d'impresa commerciale, artigiana o agricola, la quale di per sé comporti obbligo di iscrizione alla relativa gestione assicurativa presso l'Inps, non fa scattare il criterio dell'attivit� prevalente� (Cass. S.S.U.U., 17076/11; dello stesso tenore, Cass. S.S.U.U., 17074/11).
Infatti, "la regola per cui ci si deve iscrivere presso l'unica gestione ove si svolge l'attivit� prevalente � rimasta in vigore, ma riguarda solo gli iscritti alla gestione Inps dei lavoratori autonomi ossia artigiani, commercianti e coltivatori diretti: ad es. i commercianti che svolgano anche attivit� di artigiano, o i coltivatori diretti che vendano i prodotti della coltivazione, ecc.� (Cass. sez. VI civ., 3839/12).
3. Chiarimenti in ordine ai requisiti di partecipazione personale ed abituale all'attivit� lavorativa. Istruzioni operative
In considerazione del fatto che la norma in parola � "una disposizione dichiaratamente ed effettivamente di interpretazione autentica, diretta a chiarire la portata della disposizione interpretata� (Cass., sez. lav., 5678/12), con conseguente valenza retroattiva, essa deve essere applicata a tutti i rapporti previdenziali attivi ed ai periodi contributivi ancora recuperabili entro i termini prescrizionali.
Pertanto, nell'ipotesi in cui un soggetto eserciti contemporaneamente una qualsiasi attivit� autonoma che comporti obbligo di iscrizione alla Gestione separata ed un'attivit� imprenditoriale compresa tra quelle iscrivibili alla Gestione commercianti o artigiani, ai fini di tale ultima iscrizione non � richiesta la verifica del requisito della prevalenza, bens� degli elementi della abitualit� e della professionalit� della prestazione lavorativa, nonché degli altri requisiti eventualmente previsti dalle rispettive discipline normative di settore.
In sede di valutazione dei requisiti richiesti ai fini dell'iscrizione di un soggetto alle gestioni ART/COM, le strutture territoriali si atterranno a quanto sin qui esposto, procedendo ad una verifica attenta e puntuale della fattispecie concreta, al fine di garantire la legittimit� del provvedimento ed evitare eventuali soccombenze dell'Istituto in giudizio.
In particolare, dall'istruttoria devono emergere idonei elementi probatori in ordine alla personalit� della prestazione lavorativa ed all'abitualit� dell'apporto conferito, da valutarsi in base al tipo di attivit� ed all'impegno che essa richiede.
Sono soci lavoratori tutti coloro che svolgono un'attivit� rivolta alla concreta realizzazione dello scopo sociale, al suo effettivo raggiungimento attraverso il concorso della collaborazione prestata a favore della societ� dai collaboratori della stessa.
Pu� ritenersi abituale un'attivit� effettuata per poche ore al giorno e non tutti i giorni, come � nel caso della gestione immobiliare, oppure un'attivit� necessaria all'interno del processo aziendale anche se non costituisce lo scopo aziendale, quale quella di predisposizione della documentazione necessaria alla vendita (Cass. Sez. lav., 11804/12). Parimenti, pu� ritenersi abituale un'attivit� di vendita di merce on-line, ove sia effettuata con carattere di sistematicit� e di reiterazione nel tempo.
Come ribadito dall'Agenzia delle Entrate con Ris. 126/E del 16 dicembre 2011, i "connotati dell'abitualit�, sistematicit� e continuit� dell'attivit� economica vanno intesi in senso non assoluto ma relativo, con la conseguenza che la qualifica di imprenditore pu� determinarsi anche in ragione del compimenti di un unico affare, avente rilevanza economica e caratterizzato dalla complessit� delle operazioni in cui si articola, che implicano la necessit� di compiere una serie coordinata di atti economici.�.
La prova circa la partecipazione al lavoro aziendale con i caratteri della personalit� e dell'abitualit� spetta all'Istituto di previdenza. Si segnala che la giurisprudenza � particolarmente attenta ai profili probatori e richiede che la verifica della presenza dei requisiti di legge ed, in particolare, dell'abitualit� della prestazione, sia effettuata in modo puntuale e rigoroso. Pertanto, si ritiene indispensabile che l'onere probatorio venga compiutamente assolto ed , a tal fine, che l'attivit� di verifica dei requisiti non si limiti a riscontri meramente documentali, bens� si estenda, ove necessario, ad accertamenti da effettuarsi in loco.
Indubbiamente la presenza o meno di dipendenti e/o collaboratori, la loro qualifica e le loro mansioni sono elementi che possono avere rilevanza al fine della valutazione: di recente la suprema Corte ha confermato di ritenere compiuta la prova dell'esercizio dell'attivit� da parte del socio in presenza della semplice domanda di iscrizione e dell'assenza di lavoratori ad eccezione dell'altro socio (Cass. Sez. lav., 11685/12).
A tal proposito, � da tener presente che "per partecipazione personale al lavoro aziendale deve intendersi non soltanto l'espletamento di un'attivit� esecutiva o materiale, ma anche di un'attivit� organizzativa e direttiva, di natura intellettuale, posto che anche con tale attivit� il socio offre il proprio personale apporto all'attivit� di impresa, ingerendosi direttamente ed in modo rilevante nel ciclo produttivo della stessa� (Cass. sez. lav., 5360/12).
In considerazione dei contrastanti orientamenti giurisprudenziali che hanno preceduto la disposizione normativa in parola, si ritengono ravvisabili i presupposti di cui al comma 15 lettera a) dell'art. 116 della legge 388/00, pertanto si dispone la riduzione alla misura degli interessi legali delle sanzioni civili, relative ai casi di mancato o ritardato pagamento dei contributi.
Tale riduzione non � riferibile alle fattispecie gi� definite, ovverosia quelle coperte da giudicato ovvero per le quali vi � stato un pagamento senza riserva di ripetizione, mentre sar� applicata, a richiesta del soggetto interessato, ai periodi contributivi la cui scadenza di versamento si colloca entro il 31 luglio 2010, data di entrata in vigore della legge n. 122/10, recante la disposizione di interpretazione autentica.
Con successivi messaggi, si provveder� a fornire informazioni relative alla modulistica on-line ed al rilascio di idonea procedura informatica.

References: Art. 1
 art. 12
 art. 2
 art. 2
 art. 12
 Cass.