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Timestamp: 2018-03-22 19:28:04+00:00

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Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: luglio 2010
SANZIONI AMMINISTRATIVE – VERBALE DI ACCERTAMENTO PER GUIDA PERICOLOSA – FEDE PRIVILEGIATA – ESCLUSIONE – FONDAMENTO
Il verbale di accertamento per guida pericolosa, siccome fondato su una valutazione costituente il portato di un giudizio dei verbalizzanti che implica un'attività di elaborazione da parte degli stessi, è privo dell'efficacia probatoria privilegiata prevista dall'art. 2700 cod. civ., con la conseguenza che le sue risultanze sono soggette al prudente apprezzamento del giudice in sede di opposizione, potendo, peraltro, essere contrastate anche con mezzi istruttori ordinari.
Testo Completo: Sentenza n. 15108 del 22 giugno 2010
ESECUZIONE FORZATA – PROVVEDIMENTO DEL G.E. DI LIBERAZIONE DELL’IMMOBILE PIGNORATO – REGIME DI IMPUGNABILITA’ – TUTELA DEL TERZO CONDUTTORE
Il provvedimento con il quale il giudice dell'esecuzione, ai sensi dell'art. 560, comma terzo, cod. proc. civ., ordina la liberazione dell'immobile pignorato non è suscettibile di ricorso per cassazione in virtù dell'art. 111, comma settimo, Cost., siccome privo dei requisiti della decisorietà e della definitività, pur rimanendo possibile, per il terzo locatario, formulare opposizione all'esecuzione avverso il provvedimento stesso costituente titolo esecutivo per il rilascio da eseguirsi a cura del custode.
Testo Completo: Ordinanza n. 15623 del 30 giugno 2010
PROCEDIMENTO CIVILE – OMESSA PRONUNZIA SULL’ISTANZA DI DISTRAZIONE DELLE SPESE – AMMISSIBILITA’ DEL PROCEDIMENTO DI CORREZIONE – SUSSISTENZA- FONDAMEN
Testo Completo: Sentenza n. 16037 del 7 luglio 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore S. Salvago)
GIUDIZIO CIVILE E PENALE – DICHIARAZIONE DI ESTINZIONE DEL REATO PER AMNISTIA O PRESCRIZIONE IN SEDE DI IMPUGNAZIONE – CONTESTUALE DECISIONE DEL GRAVA
GIUDIZIO CIVILE E PENALE – DICHIARAZIONE DI ESTINZIONE DEL REATO PER AMNISTIA O PRESCRIZIONE IN SEDE DI IMPUGNAZIONE – CONTESTUALE DECISIONE DEL GRAVAME AI SOLI EFFETTI CIVILI – CONFERMA DELLA CONDANNA ALLE RESTITUZIONI E AL RISARCIMENTO DEI DANNI
Qualora, in sede penale, sia stata pronunciata in primo o in secondo grado la condanna, anche generica, alle restituzioni e al risarcimento dei danni cagionati dal reato a favore della parte civile, il giudice di appello e la corte di cassazione, nel dichiarare il reato estinto per amnistia o per prescrizione, decidono sull'impugnazione ai soli effetti delle disposizioni e dei capi della sentenza che concernono gli interessi civili. Una tale decisione, se la predetta condanna resta confermata, comportando necessariamente, quale suo indispensabile presupposto, l'affermazione della sussistenza del reato e della sua commissione da parte dell'imputato, dà luogo a giudicato civile, come tale vincolante in ogni altro giudizio tra le stesse parti, in cui si verta sulle conseguenze, anche diverse dalle restituzioni o dal risarcimento, derivanti dal fatto, la cui illiceità, ormai definitivamente stabilita, non può più essere messa in discussione.
Testo Completo: Sentenza n. 14921 del 21 giugno 2010
LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI – RETRIBUZIONE - CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI
In base alla normativa relativa alla retribuzione dei lavoratori socialmente utili collocati in cassa integrazione guadagni, la tredicesima mensilità, le ferie retribuite ed il T.F.R. restano fuori dalle garanzie tipiche del lavoro subordinato soltanto in relazione all’importo integrativo corrisposto dall'ente pubblico utilizzatore rispetto all’attività coperta dal trattamento previdenziale, il che trova giustificazione nella peculiarità del rapporto lavorativo e, in considerazione dell’equilibrio di interessi sotteso alla relativa disciplina, non comporta dubbi di costituzionalità rispetto al differente trattamento dei lavoratori subordinati.
Testo Completo: Sentenza n. 14334 del 15 giugno 2010
(Sezione Lavoro, Presidente V. Sciarelli, Relatore La Terza)
TRIBUTI – PROCESSO TRIBUTARIO - FASE INTRODUTTIVA
La sezione tributaria, innovando il proprio recente orientamento, ha stabilito che la mancata sottoscrizione in originale della copia del ricorso, così come della procura, depositata presso la segreteria del giudice tributario non ne determina l’inammissibilità, ma esclusivamente l’irregolarità, atteso che l’art. 22, terzo comma del d.lgs n. 546 del 1992 richiede soltanto che la parte o il difensore attestino la conformità di tale copia all’originale notificato alla controparte.
Testo Completo: Sentenza n. 14389 del 15 giugno 2010
(Sezione Quinta Civile, Presidente e Relatore M. D'Alonzo)
REATO - MOLESTIA O DISTURBO ALLE PERSONE - UTILIZZAZIONE DI MESSAGGI DI POSTA ELETTRONICA - INSUSSISTENZA
La Corte di Cassazione ha puntualizzato che la disposizione di cui all'art. 660 cod. pen. – la quale punisce la molestia e il disturbo arrecati con il mezzo del telefono o altri analoghi mezzi di comunicazione – non può essere interpretata estensivamente in modo da ricomprendere l’invio di un messaggio di posta elettronica che provochi turbamento o fastidio nel destinatario, condotta non prevista dalla legge come reato.
Testo Completo: Sentenza n. 24510 del 17 giugno 2010 – depositata il 30 giugno 2010
(Sezione Prima Penale, Presidente S. Chieffi, Relatore M. Vecchio)
MISURE DI SICUREZZA - CONFISCA DEI PROVENTI - DELITTO DI ASSOCIAZIONE DI TIPO MAFIOSO - MORTE DELL'IMPUTATO - CONDANNA NON DEFINITIVA - DIRITTO ALLA R
MISURE DI SICUREZZA - CONFISCA DEI PROVENTI - DELITTO DI ASSOCIAZIONE DI TIPO MAFIOSO - MORTE DELL'IMPUTATO - CONDANNA NON DEFINITIVA - DIRITTO ALLA RESTITUZIONE DA PARTE DEGLI EREDI - ESCLUSIONE
La Corte ha affermato il principio secondo cui, nel caso in cui la confisca dei proventi del delitto di associazione di tipo mafioso sia stata disposta con una sentenza di condanna non divenuta definitiva per sopravvenuta morte dell’imputato, non può riconoscersi agli eredi del medesimo soggetto il diritto alla restituzione dei beni, difettando lo “jus possidendi”.
Testo Completo: Sentenza n. 24843 del 16 giugno 2010 – depositata il 1° luglio 2010
LAVORO (DIRITTO PENALE) – REATI DI OMICIDIO E LESIONI COLPOSE - ORGANIZZAZIONI SINDACALI - LEGITTIMAZIONE A COSTITUIRSI PARTE CIVILE - NECESSITA'
LAVORO (DIRITTO PENALE) – REATI DI OMICIDIO E LESIONI COLPOSE - ORGANIZZAZIONI SINDACALI - LEGITTIMAZIONE A COSTITUIRSI PARTE CIVILE - NECESSITA' DI ISCRIZIONE DELLA VITTIMA DELL'INFORTUNIO AL SINDACATO - ESCLUSIONE
Con la decisione in esame la Corte ha affermato, superando un precedente orientamento giurisprudenziale (sez. IV, 16 luglio 1993, n. 10048, Arienti, Rv. 195706), che l’iscrizione della vittima di un infortunio sul lavoro ad un’organizzazione sindacale non è condizione necessaria per la legittimazione del sindacato a costituirsi parte civile nei procedimenti per reati di omicidio o lesioni colpose commesse con violazione della normativa antinfortunistica, in quanto l'inosservanza di tale normativa nell'ambito dell'ambiente di lavoro cagiona un autonomo e diretto danno patrimoniale (ove ne ricorrano gli estremi) o non patrimoniale ai sindacati per la perdita di credibilità all'azione dagli stessi svolta.
Testo Completo: Sentenza n. 22558 del 18 gennaio 2010 - depositata l'11 giugno 2010
(Sezione Quarta Penale, Presidente A. Morgigni, Relatore L. Bianchi)
DIRITTO D’AUTORE, MARCHI E BREVETTI – VENDITA E PROMOZIONE, A FINI FRAUDOLENTI, DI PARTI DI APPARATI ATTI ALLA DECODIFICAZIONE DI TRASMISSIONI AUDIOVI
DIRITTO D’AUTORE, MARCHI E BREVETTI – VENDITA E PROMOZIONE, A FINI FRAUDOLENTI, DI PARTI DI APPARATI ATTI ALLA DECODIFICAZIONE DI TRASMISSIONI AUDIOVISIVE AD ACCESSO CONDIZIONATO – COSIDDETTO SPLITTER O SPLITTY – REATO – SUSSISTENZA
Con la decisione in esame la Corte ha affermato che integra il delitto previsto dall’art. 171-octies della L. 22 aprile 1941, n. 633, la messa in vendita e la promozione per la vendita dell’apparato denominato splitter o splitty, in quanto lo stesso costituisce parte di un apparato atto alla decodificazione delle trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato della Sky Italia s.r.l., idoneo a replicare illegalmente le credenziali contenute all’interno della smart card inserita nell’unità principale e, di conseguenza, a consentire illegalmente a più decoder, privi di autonoma smart card, di ottenere le credenziali di accesso per la decodifica del segnale satellitare.
Testo Completo: Sentenza n. 25385 udienza del 11 maggio 2010 - depositata il 5 luglio 2010
(Terza Sezione Penale, Presidente Ernesto Lupo, Relatore Giulio Sarno)

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