Source: http://movimento5stellescafati.it/trasparenza-e-democrazia-partecipata/
Timestamp: 2018-01-19 22:49:49+00:00

Document:
Movimento 5 Stelle Scafati TRASPARENZA E DEMOCRAZIA PARTECIPATA
Il MoVimento 5 Stelle Scafati comunica che sono state protocollate e depositate …le oltre 300 firme riguardo:
1) Ripresa dei consigli comunali e delle commissioni in diretta streaming e in differita;
2) Attuazione dei regolamenti dei referendum propositivi e abrogativi comunali.
Ora aspettiamo che l’amministrazione ci risponda nel merito quanto prima! L’operazione fiato sul collo continua!!
Vi aggiorneremo appena avremo una risposta!!
PRIMA PETIZIONE:
e-mail: movimento5stellescafati@hotmail.it
del Comune di Scafati
I sottoscritti, titolari dei diritti di partecipazione rivolgono, ai sensi dell’art. 23 dello Statuto della Città di Scafati, la seguente petizione al Consiglio
RIPRESE AUDIO/VIDEO DELLE SEDUTE DEL CONSIGLIO COMUNALE E
TRASMISSIONE IN RETE DELLE STESSE
Conformemente a quanto sancito dall’art.39 dello Statuto Comunale secondo cui “Il Consiglio comunale rappresenta la collettività comunale, determina
l’indirizzo politico, sociale ed economico del Comune e ne controlla l’attuazione” e in conformità ad una effettiva partecipazione dei cittadini alla
attività civica cittadina riteniamo fondamentale coinvolgere i cittadini e renderli partecipi delle problematiche del proprio territorio, in modo da favorire lo sviluppo di un senso critico e da stimolare l’interesse ed il coinvolgimento della comunità sulle soluzioni da adottare. In una società democratica è indispensabile favorire e promuovere la partecipazione dei cittadini alle questioni di pubblico interesse;
l’incalzante evoluzione della scienza ci rende consapevoli come sia indispensabile favorire ogni forma di uso delle nuove tecnologie e dei nuovi mezzi trasmissivi per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini al processo democratico, e specialmente un maggiore coinvolgimento dei giovani che, cresciuti nell’era dell’informatica, di queste tecnologie fanno ampio uso. Riteniamo fondamentale coinvolgere e rendere partecipi i cittadini delle problematiche riscontrate sul proprio territorio, in modo che sviluppino un senso critico, facendosi loro stessi fautori delle soluzioni da adottare.Le riprese video e il web sono, appunto, un modo diverso per essere informati e partecipi della vita politica
della nostra città. In Italia sono diversi i consigli comunali e regionali che utilizzano con successo i moderni dispositivi che consentono la trasmissione
via Internet delle adunanze pubbliche Considerato che gli atti e le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche, assodato che l’amministrazione spesso mette in risalto l’importanza dell’informazione e della trasparenza nell’attività politica,
1) che il Consiglio Comunale sia chiamato a deliberare la possibilità di effettuare riprese audio/video da parte diqualsiasi soggetto, senza la necessità di dover richiedere l’autorizzazione da parte del Presidente del Consiglio Comunale; la materia in esame potrebbe essere disciplinata con una semplice “presa d’atto” (presentata formalmente in via scritta o informalmente all’inizio della seduta consiliare) che garantisca ai presenti di essere debitamente informati dell’esistenza delle telecamere e della successiva diffusione delle immagini.
2) che l’Amministrazione Comunale si impegni, da qui sino allo scadere del mandato, affinché sia posizionata e installata una webcam all’interno della sala consiliare e nelle commissioni consiliari che possa trasmettere in diretta e in differita le sedute del Consiglio Comunale e delle suddette
commissioni, senza l’ausilio di un operatore o di mezzi automatici, con la possibilità di archiviare le immagini attraverso servizi messi a disposizione gratuitamente sul web. Il sistema proposto permetterebbe la trasmissione web audio/video delle sedute pubbliche, sia in diretta web che in differita. Le sedute sarebbero accessibili in qualsiasi momento dai cittadini che intendono visionarle, catalogate in appositi canali web aperti 24h su 24 per un periodo illimitato, senza nessun confine geografico. Tale soluzione comporterebbe un investimento veramente irrisorio per le casse comunali.
3) che le richieste ai punti 1 e 2 di cui sopra vengano inserite, con apposita modifica nello Statuto Comunale.
pertanto con la presente petizione si richiede a codesta spettabile amministrazione di inserire nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale le tre proposte
sopra illustrate.
Lì, Il MoVimento 5 Stelle Scafati, 05-04-13
SECONDA PETIZIONE:
Petizione ex art. 23 dello Statuto Comunale e art. 8 del D.Lgs. 18.08.2000 n.
Pre.mo sig. SINDACO p.t. del COMUNE di SCAFATI (SA).
Preg.mo sig. PRESIDENTE p.t. del CONSIGLIO COMUNALE del COMUNE di SCAFATI (SA).
Petizione ex art. 23 dello Statuto Comune di SCAFATI (SA) e dell’art. 8 del D.Lgs. 18.08.2000 n. 267.
I sottoscritti cittadini elettori del Comune di SCAFATI (SA), con la presente Petizione, formulata ai sensi dell’art. 8 del D.Lgs. 267/00 e dell’ art. 23 dello Statuto Comunale vigente, richiedono al Sindaco p.t. del Comune di SCAFATI (SA) ed al Presidente p.t. del Consiglio Comunale del Comune di SCAFATI (SA), ciascuno per quanto di sua competenza, di voler predisporre e sottoporre all’approvazione del Consiglio progetto di delibera contenente i Regolamenti diretti a dare attuazione agli Istituti di Partecipazione popolare dei cittadini all’amministrazione locale, previsti dal Titolo II dello Statuto.
Si tratta di un’iniziativa che mira a consolidare l’allargamento della partecipazione dei cittadini ai tradizionali processi decisionali, recependo le istanze democratiche provenienti “dal basso”. Con questa iniziativa, si intende dare attuazione a parti dello Statuto comunale rimaste sinora pressoché inattuate, offrendo ai cittadini nuove possibilità di partecipare al governo dell’ente locale, anche attraverso istituti di democrazia diretta. Con questo intervento di riforma dell’ordinamento comunale, i cittadini potranno disporre di una pluralità di strumenti, istituzionali (referendum, petizioni, proposte) e non, di partecipazione democratica su materie di competenza dell’ente che spesso hanno diretta incidenza sulla sfera dei beni comuni e dei diritti fondamentali.
L’istituto del referendum, introdotto in altre esperienze italiane (es. Torino), rappresenta un efficace modello di coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali,
dal momento che offre loro l’opportunità concreta di incidere nella determinazione delle politiche comunali, anche mediante l’abrogazione di atti (o parti di essi) recentemente adottati. Si tratterebbe di una valida occasione, già sperimentata con successo in alcune realtà nazionali (ad es., Rovigo, San Benedetto del Tronto, Campi Bisenzio), per accrescere la coscienza “politica” dei cittadini, allenandoli alle pratiche della partecipazione. La riforma dell’istituto referendario in ambito comunale si colloca, peraltro, in relazione di armonia con la normativa nazionale ed, in particolare, con il dettato dell’art. 8, com. 3, d. lgs. n. 267/2000.
In ambito europeo, inoltre, il ricorso a strumenti partecipativi è riconosciuto dall’art. 11 TUE, dagli artt. 15 e 165 TFUE, nonché dalla Convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale.
– Si richiede, in particolare, nuovo Regolamento al fine di dare attuazione alle disposizioni previste dagli artt. 23 e 24 dello Statuto, che disciplini le modalità
di presentazione delle Istanze, delle Petizioni e delle Proposte, con riferimento all’eventuale necessità e la modalità dell’autentica delle firme, alla
modalità del deposito e dell’esame dell’ammissibilità delle stesse, al procedimento di trattazione, in relazione alla necessità di richiedere pareri, valutazioni e proposte agli Uffici dell’Ente, alla comunicazione dell’esito del procedimento.
– Si richiede, altresì, nuovo Regolamento al fine di dare attuazione alla disposizione prevista dall’ art. 25 dello Statuto, che disciplini le modalità di
presentazione e di svolgimento dei Referendum consultivi, anche nella prevista forma abrogativa e propositiva, aventi ad oggetto della
consultazione referendaria atti diversi da quelli indicati dallo stesso art. 25 dello Statuto, nel quale vengano stabilite le procedure di ammissibilità, le modalità di raccolte delle firme, lo svolgimento delle consultazioni, la loro validità e la proclamazione del risultato.
Si assegnano alle autorità adite 60 gg per provvedere sulla richiesta, con l’avvertenza che, in mancanza di adozione di un
provvedimento espresso, si adirà il TAR competente territorialmente. Eventuali comunicazioni potranno essere inviate ai
primi due cittadini sottoscrittori la presente Petizione.
Lì, MoVimento 5 Stelle Scafati, 05-04-13
Tags: trasparenza e democrazia partecipata

References: art. 23
 art. 8
 art. 23
 art. 23
 art. 25
 art. 25