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Timestamp: 2019-02-22 12:16:47+00:00

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 20 novembre 2015, n. 23799. Il premio fedeltà, attesa la sua evidente derivazione eziologica dal rapporto di lavoro, in difetto di una sua esplicita esclusione, deve essere calcolato nella base di computo del trattamento di fine rapporto - Renato D'Isa
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Con la prima censura la societa’ ricorrente, deducendo violazione e falsa applicazione dell’articolo 2120 c.c., articolo 12 preleggi, in generale in combinato disposto con il protocollo d’intesa del 21.12.1984 e 28 CIA (OMISSIS) del 3.4.1992, pone il seguente interpello:”se costituisca violazione e falsa applicazione dell’articolo 2120 c.c. – in relazione al premio fedelta’ previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto da (OMISSIS) e dalle 00.SS il 21.12.1984 e successivamente recepito dall’articolo 28 del CIA (OMISSIS) 3.4.1992 – ritenere che lo stesso, erogato una sola volta (ed in via eventuale) nel corso del rapporto di lavoro, costituisce un emolumento avente natura non occasionale ai sensi dell’articolo 2120 c.c. solo perche’ avente natura retributiva e previsto per la generalita’ dei lavoratori che raggiungono 20 anni di anzianita'”.
Occorre preliminarmente rilevare che, come affermato da questa Corte in plurime occasioni, l’abbandono da parte del legislatore del 1982 della nozione di “continuita'” ravvisabile nel vecchio testo dell’articolo 2121 c.c. e la sostituzione del sistema di determinazione del trattamento di fine rapporto non piu’ basato, come in passato, sull’ultima retribuzione percepita, ma sulla sommatoria di quote di retribuzione annue accantonate, ha condotto la prevalente giurisprudenza a non assegnare rilievo alla ripetibilita’ e/o alla frequenza delle erogazioni ma a far leva sulla “qualita'” dell’emolumento corrisposto, dando cosi’ rilevanza al titolo della erogazione, riscontrando detta connessione ogni volta che vi sia un collegamento tra un certo evento correlato al rapporto lavorativo e l’emolumento stesso: e’ stato dato, cosi’, decisivo rilievo, come da ultimo annotato da Cass. 21 luglio 2014, n. 16591, alla derivazione eziologica tra erogazione della prestazione e rapporto lavorativo escludendo solo quelle prestazioni collegate a ragioni aziendali del tutto eventuali, imprevedibile e fortuite (cfr. ex plurimis, Cass. 5 giugno 2000, n. 7488; si veda anche Cass. 2 agosto 2002, n. 11607; id. 5 febbraio 2003, n. 1693; 9 aprile 2008, n. 9252; 21 aprile 2008, n. 10303).

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 12
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.