Source: http://it.clearharmony.net/articles/a115730-Famiglia-promette-di-opporsi-ad-ingiusta-sentenza-del-tribunale-di-Shanxi.html
Timestamp: 2019-08-19 20:18:31+00:00

Document:
﻿ Famiglia promette di opporsi ad ingiusta sentenza del tribunale di Shanxi
Famiglia promette di opporsi ad ingiusta sentenza del tribunale di Shanxi
Di un corrispondente di Minghui della provincia dello Shanxi
(Minghui.org) La signora Chang Haihua, 61enne praticante del Falun Gong, è stata condannata a quattro anni di carcere. La sua famiglia ha promesso di opporsi all'ingiusta sentenza finché i suoi persecutori non verranno assicurati alla giustizia.
Arrestata per aver presentato una denuncia contro l'ex dittatore
La sera dell' 8 agosto 2015 circa 13 agenti dell'ufficio di polizia della città di Xinzhou si sono presentati a casa della signora Chang per arrestarla perché aveva depositato una denuncia penale contro l'ex presidente cinese Jiang Zemin.
Nello stesso giorno sono stati arrestati oltre 60 praticanti residenti nel distretto di Xinfu, città di Xinzhou.
Processata senza avvocato difensore
La signora Chang è stata processata il 24 dicembre 2015 dalla Corte distrettuale di Xinfu senza la presenza del suo avvocato difensore. Durante l'udienza non è stato emesso alcun verdetto.
Il 13 marzo la sua famiglia ha assunto un avvocato per trattare con la corte. Tuttavia il giudice Lv Xiuli ha comunicato all'avvocato che era ormai troppo tardi per riesaminare il caso della signora Chang.
Il 29 marzo 2016 la signora Chang ha ricevuto il verdetto della corte mentre si trovava al centro di detenzione del distretto di Xinfu. È stata condannata a quattro anni di carcere.
Appelli della praticante, avvocato boicottato
La signora Chang ha immediatamente fatto appello al tribunale superiore.
Il suo avvocato ha poi chiesto ai funzionari del centro di detenzione di poter incontrare l'imputata. Il vice sovrintendente del centro ha risposto: "Abbiamo ricevuto ordini dalle autorità superiori che non è consentito nessun incontro".
L'avvocato ha chiesto di riesaminare il caso della signora Chang, ma ancora una volta ha subito ostruzionismo. A quel tempo i fascicoli erano stati trasferiti alla Corte Intermedia della città di Xinzhou. Il giudice Lang Liying ha impedito all'avvocato di visionarli.
Dopo una serie di trattative l'avvocato ha finalmente avuto accesso ai fascicoli. Riesaminandoli ha scoperto che i materiali utilizzati durante il processo e la condanna erano illegali. Ha chiesto alla corte intermedia di programmare un secondo processo.
Nel frattempo la famiglia della signora Chang ha presentato diverse denunce contro gli agenti di polizia per aver saccheggiato illegalmente la casa della signora Chang ed aver posto sotto sorveglianza la famiglia.
Sentenza originale confermata senza udienza di appello
Due settimane più tardi il giudice Lang ha affermato che non ci sarebbe stato nessun processo, senza fornire alcuna spiegazione.
La famiglia della signora Chang non era stata informata della decisione del giudice, così il 23 maggio si sono recati in tribunale per chiedere a Lang come stesse procedendo il caso. Egli ha risposto: "Per ora non c'è nessun risultato".
Lo stesso giorno la signora Chang ha ricevuto la notifica che la sua sentenza originale era rimasta invariata. Il suo avvocato non era stato informato e, in quel momento, non sapeva ancora nulla della decisione del tribunale.
Il 24 maggio la signora Chang ha chiamato la sua famiglia dal centro di detenzione. Ha detto che desiderava incontrarli, dato che il giorno successivo l'avrebbero spostata nel carcere femminile di Yuci.
La signora Chang e la sua famiglia continueranno a fare appello e combattere la sentenza ingiusta fino a quando i persecutori non verranno assicurati alla giustizia.
Elenco parziale dei persecutori
Corte Intermedia della città di Xinzhou:
Han Gen, presidente: + 86-350-3032641, + 86-15135026666
Zhao Min, vice presidente: + 86-350-3025522, + 86-13994131608
Wang Xinsheng, vice presidente: + 86-350-3020123, + 86-13603506468
Zhang Shulin, vice presidente: + 86-350-3020336, 86-13935076918
Ding Guohua, vice presidente: + 86-350-3042810, 86-13994131696
Corte con i fascicoli sul caso:
Yan Jianrong, giudice capo: + 86-350-3033105
Tribunale penale 1
Li Shuangqing, giudice capo: + 86-350-3033682, + 86-15835660055
Tribunale penale 2
Peng Sujun, giudice capo: + 86-350-3032901, + 86-13603502808
Tribunale penale 3
Hao Jianfeng, giudice capo: + 86-350-3022213, + 86-13994131732
Nel 1999 Jiang Zemin, come capo del Partito Comunista Cinese, contro la volontà degli altri membri del comitato permanente del Politburo, lanciava la violenta repressione del Falun Gong.
Nel corso degli ultimi 16 anni migliaia di praticanti del Falun Gong sono stati torturati a morte. Il bilancio attuale è probabilmente più alto poiché tale informazione viene strettamente censurata in Cina. Molti sono stati torturati per la loro fede e molti altri uccisi per i loro organi. Jiang Zemin è direttamente responsabile di aver dato inizio e condotto questa brutale persecuzione.
Il 10 giugno 1999, sotto la sua personale direzione, il Partito Comunista Cinese ha istituito un organo di sicurezza extralegale, l'Ufficio 610. Quest'organo ha la precedenza sulle forze di polizia e sul sistema giudiziario nello svolgimento degli ordini di Jiang per quanto riguarda il Falun Gong: “Rovinare la loro reputazione, distruggerli economicamente ed eliminarli fisicamente”.
La legge cinese permette che i cittadini ricorrano alle cause penali e molti praticanti stanno ora esercitando tale diritto sporgendo denunce penali contro l'ex dittatore.
Svizzera: Trentasei legislatori sollecitano l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani a consegnare alla giustizia l'ex dittatore cinese
Dopo aver ascoltato la verità per tre volte, un uomo prende posizione
Storie toccanti da un mercato ortofrutticolo
I duri sforzi di mia madre per sensibilizzare le persone
Un poliziotto mi saluta per averlo aiutato a dimettersi dalle organizzazioni comuniste
Sempre piú agenti di polizia iniziano a capire

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Sentenza 
 sentenza 
 sentenza