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Timestamp: 2014-10-23 10:59:27+00:00

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Articolo 25 - Disposizioni transitorie Articolo 25 - Disposizioni transitorie 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle violazioni non ancora contestate o per le quali la sanzione non sia stata irrogata alla data della sua entrata in vigore.
2. Gli articoli 3, 4, 5, 6, 8 e 12 si applicano nei procedimenti in corso alla data indicata nel comma 1.
3-quinquies. Gli importi indicati nella comunicazione di cui al comma 3-quater, inviata tramite servizio postale, sono pagati entro l'utimo giorno del mese successivo a quello di invio della comunicazione stessa.
3-septies. La remunerazione spettante al concessionario sulle somme riscosse a seguito dell'invio della comunicazione di cui al comma 3-quater è determinata con decreto del Ministero delle finanze.
Gli articoli 25, 26 e 27 disciplinano le disposizioni transitorie. L'articolo 25, in particolare, prevede che: le disposizioni in esame si applicano, in via generale: - alle violazioni non ancora contestate alla data della sua entrata in vigore (stabilita, ai sensi del successivo articolo 30, al 1 aprile 1998); - alle violazioni per le quali non sia stata irrogata la sanzione alla data della sua entrata in vigore (stabilita, ai sensi del successivo articolo 30, al 1 aprile 1998); i seguenti articoli si applicano ai procedimenti in corso alla data della sua entrata in vigore (stabilita, ai sensi del successivo articolo 30, al 1 aprile 1998): - art. 3 ("principio di legalità") - art. 4 ("imputabilità") - art. 5 ("colpevolezza") - art. 6 ("cause di non punibilità") - art. 8 ("intrasmissibilità della sanzione agli eredi") - art. 12 ("concorso di violazioni e violazioni continuate"). Il terzo comma, inoltre, contiene una specie di sanatoria, prevedendo che "i procedimenti in corso" attinenti alle sanzioni, possono essere definiti: entro 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dei decreti del Ministro delle Finanze con i quali sono state stabilite le modalità di pagamento delle somme dovute a titolo di sanzione (di cui al successivo articolo 28). In merito, si ricorda che l'emanazione del decreto dirigenziale è avvenuta in data 11 giugno 1998; dagli autori delle violazioni e dai soggetti obbligati in solido; con il pagamento di un quarto dell'irrogato o di quanto risultante dall'ultima sentenza o decisione amministrativa. Tale possibilità, però, è esclusa per le sanzioni contemplate nell'articolo 17, comma 3 (che si riferisce alle sanzioni per omesso o ritardato pagamento dei tributi). Con una norma solita in campo tributario, è, infine, previsto che, nel caso di definizione agevolata, è comunque esclusa la ripetizione di quanto già pagato in precedenza. L'articolo 6, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 19/11/1998 n. 422 ha aggiunto il comma 3-bis che prevede la non applicabilità delle sanzioni, nei casi di omissioni o errori che non incidono sulla determinazione dell'imposta, qualora l'autore delle violazioni provveda a regolarizzare la propria posizione entro trenta giorni dall'invito che l'ufficio è tenuto a notificargli.
Anche per le rilevanti implicazioni pratiche - sebbene contenute nel tempo - indotte da questo articolo, si manifesta opportuna una riflessione ulteriore che, sebbene in parte ripetitiva di concetti già espressi, consenta comunque di meglio comprenderne la portata e la valenza. Il legislatore ha, infatti, distinto quattro ipotesi fondamentali:
la prima, riferibile alle violazioni non ancora contestate alla data della sua entrata in vigore e alle violazioni per le quali non sia stata irrogata la sanzione alla stessa data (1� aprile 1998); la seconda, concernente i procedimenti in corso alla data del 1� aprile 1998; la terza relativa ai "procedimenti in corso" attinenti alle sanzioni (tranne quelle per omesso o ritardato pagamento dei tributi). la quarta relativa alla regolarizzazione su invito dell'ufficio nei casi di omissioni o errori che non incidono sulla determinazione dell'imposta.
Alle quattro ipotesi corrispondono tre diversi modi di "operare" delle nuove norme in materia sanzionatoria. Nella prima ipotesi, è, infatti, prevista l'applicazione di tutte (nessuna esclusa) le norme del D.Lgs. 472/1997. Immotivate, quindi, si presentano quelle opinioni, pur autorevoli, che si preoccupano di estrapolare, dal tessuto normativo, alcune norme applicabili "in particolare". La lettera del decreto non consente queste estrapolazioni: tutte "le disposizioni del presente decreto si applicano alle violazioni non ancora contestate o per le quali la sanzione non sia stata irrogata alla data della sua entrata in vigore", con la sola eccezione, discendente, però, sempre dallo stesso decreto legislativo, dell'inapplicabilità delle disposizioni che contrastano con il principio del "favor rei". Nella seconda ipotesi, sono applicabili ai "procedimenti in corso" le norme espressamente indicate: tra queste deve registrarsi la mancata indicazione della norma sull'autore mediato che, a nostro avviso, rappresenta un'ipotesi di disposizione dettata a favore di chi sia stato inconsapevole strumento di violazioni da altri pensate e volute e la mancata, esplicita indicazione dell'articolo 2 che, da un lato, si presenta come norma (per così dire) preliminare all'applicabilità degli (espressamente richiamati) articoli 3, 4, 5, 6 e, dall'altro, contiene esplicitamente una disposizione di favore, laddove prevede che le somme irrogate a titolo di sanzione non producono interessi. La terza ipotesi prevede soltanto un'opportunità di definire i procedimenti in corso relativi alle sanzioni (evidentemente, anche accessorie), senza che ciò comporti anche la possibilità di "definire" ogni altro aspetto diverso dalle sanzioni. Nella quarta ipotesi, infine, seppure limitata ai casi di omissioni o errori che non incidono sulla determinazione dell'imposta, è prevista la non applicazione delle sanzioni nei casi in cui l'autore provveda a regolarizzare le violazioni entro trenta giorni dall'invito dell'ufficio. Le quattro ipotesi, in definitiva, si presentano tra loro strutturalmente diverse, hanno presupposti diversi e comportano l'applicazione di regole (transitorie) diverse, senza possibilità di una loro contemporanea applicazione.
Il D.Lgs. 99/2000 ha aggiunto ulteriori disposizioni all'articolo in commento, prevedendo:
al comma 3-ter, l'estensione, alle dichiarazioni presentate nel 1999, delle disposizioni già previste, al comma 3-bis, per quelle presentate per il 1998;
al comma 3-quater, la riduzione della metà delle sanzioni concernenti le somme iscritte nei ruoli resi esecutivi entro il 31 dicembre 2000 a seguito del controllo formale delle dichiarazioni presentate dal 1984 al 1988 ai fini delle imposte sui redditi e dal 1985 al 1988 ai fini dell'imposta sul valore aggiunto. Le sanzioni sono ridotte alla metà qualora, al verificarsi delle condizioni innanzi ricordate, il contribuente aderisca a un apposito invito (al pagamento dei tributi, degli interessi e delle sanzioni) che gli sarà inoltrato dai concessionari della riscossione. Non si comprende bene se il riferimento al secondo mese successivo alla consegna del ruolo sia da considerare il termine entro cui dovrà avvenire l'adesione all'invito da parte del contribuente o se, viceversa, i due mesi riguardino il termine entro cui i concessionari della riscossione devono inviare l'invito;
i commi 3-quinquies e 3-sexies non brillano certo per chiarezza espositiva, non risolvendo i dubbi relativi al riferimento dei due mesi ma, anzi, incrementandoli. Per effetto del comma 3-quinquies, infatti, viene stabilito che, qualora l'invito da parte del concessionario della riscossione sia trasmesso tramite il servizio postale, il termine di pagamento, per potersi avvalere della riduzione delle sanzioni alla metà, coincide con il mese successivo a quello di invio della comunicazione stessa: farà fede in tal caso, ovviamente, il timbro postale. Ai sensi del comma 3-sexies, inoltre, qualora "entro il termine di cui al comma 3-quater", le somme - desumibili dall'invito trasmesso dal concessionario della riscossione o rideterminate in sede di autotutela - non sono integralmente corrisposte, il debitore è tenuto al pagamento dell'intero importo iscritto a ruolo previa notifica, da parte del concessionario, della relativa cartella. Quest'ultima disposizione, in particolare, aiuta a comprendere che il termine di cui al comma 3-quater (secondo mese successivo a quello di consegna del ruolo) si riferisce al termine di pagamento e non a quello entro il quale il concessionario deve inoltrare l'invito al pagamento dei tributi dovuti, degli interessi e delle sanzioni. Resta da rimarcare che, da un punto di vista sistematico, non si comprende perché il termine entro cui aderire all'invito del concessionario non venga fatto decorrere dalla data di notifica dell'invito stesso ma dalla consegna del ruolo e perché non sia sancita la restituzione delle somme eventualmente pagate ma non in maniera integrale.
il comma 3-septies rinvia a un decreto del Ministero delle finanze per la determinazione della remunerazione spettante al concessionario sulle somme riscosse a seguito dell'invio della comunicazione. (Circolare n. 180/E del 10/7/1998)

References: Articolo 25
 articolo 30
 articolo 30
 articolo 30
 art. 3
 art. 4
 art. 5
 art. 6
 art. 8
 art. 12
 articolo 28
 sentenza