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Timestamp: 2019-04-21 22:56:29+00:00

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2229. Esercizio delle professioni intellettuali. - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
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2229. Esercizio delle professioni intellettuali.
Codice Civile Libro Quinto: DEL LAVORO Titolo III: DEL LAVORO AUTONOMO Capo II: DELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI Art.2229. Esercizio delle professioni intellettuali.
1. La legge determina le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi o elenchi.
2. L'accertamento dei requisiti per l'iscrizione negli albi o negli elenchi, la tenuta dei medesimi e il potere disciplinare sugli iscritti sono demandati [alle associazioni professionali] (1), sotto la vigilanza dello Stato, salvo che la legge disponga diversamente.
3. Contro il rifiuto dell'iscrizione o la cancellazione dagli albi o elenchi, e contro i provvedimenti disciplinari che importano la perdita o la sospensione del diritto all'esercizio della professione è ammesso ricorso in via giurisdizionale nei modi e nei termini stabiliti dalle leggi speciali.
Contratto di progettazione di un'opera pubblica - Clausola contrattuale subordinante l'erogazione del compenso al finanziamento dell'opera - Nullità - Esclusione - Fondamento - Contrasto con l'art. 36 Cost. - Esclusione - Ragioni. La clausola con cui, in una convenzione tra un ente pubblico territoriale ed un ingegnere al quale il primo abbia affidato la progettazione di un'opera pubblica, il pagamento del compenso per la prestazione resa è condizionato alla concessione di un finanziamento per la realizzazione dell'opera, è valida, in quanto non si pone in contrasto col principio di inderogabilità dei minimi tariffari, previsto dalla l. n. 340 del 1976; né tale clausola, espressione dell'autonomia negoziale delle parti, snatura la causa della prestazione, incidendo sul sinallagma contrattuale né, ancora, è invocabile, in senso ostativo a tale validità, il precetto di cui all'art. 36 Cost., che non trova applicazione al rapporto di lavoro autonomo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16213 del 28/06/2017 ...
Conferimento dell'incarico a due professionisti - Compenso per le rispettive prestazioni professionali - Liquidazione in modo unitario – Inammissibilità. Il carattere rigorosamente personale delle prestazioni professionali, e della relativa responsabilità, desumibile dalla disciplina dettata per il lavoro autonomo e dalle disposizioni di cui agli artt. 1 e 2 della l. n. 1815 del 1939, non trova deroga nel caso di contestuale conferimento dell’incarico a due professionisti, ove specificamente espresso con riguardo alle rispettive ed autonome prestazioni in ragione delle diverse competenze professionali, con la conseguenza che un siffatto incarico deve ritenersi conferito ai singoli professionisti e per l'effetto il compenso dovuto per le rispettive prestazioni professionali non può essere liquidato in modo unitario, bensì a ciascuno di essi con riferimento all'attività in concreto prestata. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 27350 del 29/12/2016 ...
Determinazione del compenso - Applicazione, alle prestazioni "non protette", delle tariffe previste per quelle "protette" - Ammissibilità - Condizioni - Fattispecie. Il corrispettivo della prestazione di esercizio di una professione "non protetta" (nella specie, relazione peritale in materia lavoristica) può essere stabilito dal giudice ai sensi dell'art. 2225 c.c. assumendo come parametro le tariffe vigenti per analoghe prestazioni di esercizio di una professione "protetta" (nella specie, tariffe dei dottori commercialisti). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15805 del 29/07/2016 ...
Ammissione al passivo richiesta da uno studio associato - Esclusione della personalità del rapporto d'opera professionale - Presunzione - Sussistenza - Conseguenze - Esclusione del privilegio ex art. 2751 bis, n. 2, c.c. - Prova contraria - Ammissibilità - Contenuto. La richiesta di insinuazione di un credito al passivo fallimentare, se proveniente da uno studio associato, lascia presumere l'esclusione della personalità del rapporto d'opera professionale da cui quel credito è derivato, e, dunque, l'insussistenza dei presupposti per il riconoscimento del privilegio ex art. 2751 bis, n. 2, c.c., salva l'allegazione e la prova di un accordo tra gli associati che, in deroga al modello normativo previsto dall'art. 25, comma 1, del d.lgs. n. 96 del 2001, preveda la cessione all'associazione del credito al compenso per la prestazione professionale svolta dal singolo associato, che ha, in tal caso, natura personale e, quindi, privilegiata. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 443 del 14/01/2016 ...
Competenza per territorio - rapporti tra avvocato e cliente – responsabilità professionale - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1464 del 24/01/2014
Rapporti tra cliente e avvocato - Qualità di consumatore del cliente - Configurabilità - Fondamento - Controversia in tema di responsabilità professionale - Foro competente - Residenza del consumatore - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1464 del 24/01/2014 Nei rapporti tra avvocato e cliente quest'ultimo riveste la qualità di "consumatore", ai sensi dell'art. 3, comma 1, lettera a), del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, a nulla rilevando che il rapporto sia caratterizzato dall'"intuitu personae" e sia non di contrapposizione, ma di collaborazione (quanto ai rapporti esterni con i terzi), non rientrando tali circostanze nel paradigma normativo. Ne consegue che alla controversia tra cliente ed avvocato in tema di responsabilità professionale si applicano le regole sul foro del consumatore di cui all'art. 33, comma 2, lettera u), del d.lgs. n. 206 cit. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1464 del 24/01/2014 ...
competenza civile - competenza per territorio - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1464 del 24/01/2014
Rapporti tra cliente e avvocato - Qualità di consumatore del cliente - Configurabilità - Fondamento - Controversia in tema di responsabilità professionale - Foro competente - Residenza del consumatore - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1464 del 24/01/2014 Nei rapporti tra avvocato e cliente quest'ultimo riveste la qualità di "consumatore", ai sensi dell'art. 3, comma 1, lettera a), del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, a nulla rilevando che il rapporto sia caratterizzato dall'"intuitu personae" e sia non di contrapposizione, ma di collaborazione (quanto ai rapporti esterni con i terzi), non rientrando tali circostanze nel paradigma normativo. Ne consegue che alla controversia tra cliente ed avvocato in tema di responsabilità professionale si applicano le regole sul foro del consumatore di cui all'art. 33, comma 2, lettera u), del d.lgs. n. 206 cit. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1464 del 24/01/2014 ...
Contratto di prestazione d'opera professionale per la progettazione di rete fognaria comunale - Pagamento del compenso subordinato al finanziamento dell'opera da parte di enti terzi - Condizione potestativa mista - Rispetto del dovere di buona fede ex art. 1358 cod. civ. in pendenza di condizione - Necessità - Mancata richiesta del finanziamento da parte del Comune - Conseguenze - Avveramento della condizione. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 7405 del 28/03/2014 Il Comune che, per la progettazione della propria rete fognaria, abbia agito "iure privatorum" (anziché avvalersi dei suoi poteri autoritativi), stipulando un contratto di prestazione d'opera professionale e subordinando il pagamento del compenso dei professionisti nominati all'avverarsi della condizione "potestativa mista" del conseguimento di un finanziamento da parte di enti terzi, è tenuto, in pendenza di condizione, a comportarsi secondo buona fede ai sensi dell'art. 1358 cod. civ. e, dunque, a richiedere il finanziamento per il quale è stata apposta la clausola sfavorevole alla controparte, al fine di non frustrare le possibilità di avveramento della condizione, non potendo più avere alcun rilievo le questioni relative alla attualità ovvero alla persistenza di un interesse pubblico alla redazione del progetto, già valutato al momento della stipula del negozio privatistico. Ne consegue che il comportamento omissivo del Comune implica, ex art. 1359 cod. civ., l'avveramento della condizione, con conseguente responsabilità contrattuale dello stesso, tenuto al pagamento del compenso in favore dei professionisti. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 7405 del 28/03/2014...
Prestazioni professionali - Determinazione del compenso - Obbligazioni di mezzi e non di risultato - Limiti - Risultati e vantaggi conseguiti dal cliente - Rilevanza. Nella determinazione degli onorari dell'avvocato deve tenersi conto anche dei risultati e dei vantaggi conseguiti dal cliente, senza che tale valutazione costituisca violazione del principio per cui l'obbligazione del professionista è di mezzi e non di risultato. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 2863 del 07/02/2014 ...
Onerosità del contratto d'opera intellettuale - Essenzialità - Esclusione - Presunzione - Insussistenza. Le disposizioni degli artt. 2229 e seguenti cod. civ., che disciplinano il contratto d'opera intellettuale, non escludono la legittimità di accordi di prestazione gratuita, né determinano una presunzione di onerosità, nemmeno "iuris tantum". Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2769 del 06/02/2014 ...
Obbligazione di compenso ad avvocato - "Forum contractus" - Determinazione - Criteri. Quando l'obbligazione dedotta in giudizio abbia ad oggetto il compenso dovuto ad un avvocato, per determinare il "forum contractus" ex art. 20 cod. proc. civ. deve farsi riferimento, a norma dell'art. 1326 cod. civ., al luogo in cui è stato sottoscritto il mandato alle liti, avendo in esso il cliente avuto notizia certa dell'accettazione della sua proposta da parte dell'avvocato, che firma il mandato per autentica, mentre, qualora il mandato sia privo dell'indicazione del luogo di rilascio, deve darsi rilievo al luogo di sottoscrizione dell'atto di citazione, a margine del quale il mandato stesso si trovi. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26269 del 22/11/2013 ...
Diritti ed obblighi dell'associato - Conferimento di apporto lavorativo - Partecipazione agli utili ed alle perdite d'impresa - Necessità - Fondamento. L'associazione in partecipazione ha, quale elemento causale indefettibile di distinzione dal rapporto di collaborazione libero-professionale, il sinallagma tra partecipazione al rischio d'impresa gestita dall'associante e conferimento dell'apporto lavorativo dell'associato. Ne consegue che l'associato il cui apporto consista in una prestazione lavorativa deve partecipare sia agli utili che alle perdite, non essendo ammissibile un contratto di mera cointeressenza agli utili di un'impresa senza partecipazione alle perdite, tenuto conto dell'espresso richiamo, contenuto nell'art. 2554, secondo comma cod. civ., all'art. 2102 cod. civ., il quale prevede la partecipazione del lavoratore agli utili "netti" dell'impresa. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 13179 del 28/05/2010 ...
Prestazioni professionali - Compenso - Prova necessaria in sede di giudizio di cognizione - Vincolatività della parcella munita del parere del Consiglio dell'Ordine - Esclusione - Onere probatorio a carico della parte - Contenuto. Mentre ai fini dell'emissione del decreto ingiuntivo a norma dell'art. 636 cod. proc. civ. la prova dell'espletamento dell'opera e dell'entità delle prestazioni può essere utilmente fornita con la produzione della parcella e del relativo parere della competente associazione professionale, tale documentazione non è più sufficiente nel giudizio di opposizione, il quale si svolge secondo le regole ordinarie della cognizione e impone al professionista, nella sua qualità di attore, di fornire gli elementi dimostrativi della pretesa, per consentire al giudice di merito di verificare le singole prestazioni svolte dal professionista stesso e la loro corrispondenza con le voci e gli importi indicati nella parcella. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18775 del 26/09/2005 ...

References: Art.2229
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 2751
 art. 2751
 art. 1358
 Sentenza 
 art. 1359
 Sentenza 
 art. 20
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza