Source: http://hominibus.it/TP%20Tema%20n.410.htm
Timestamp: 2018-03-20 11:47:35+00:00

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(Il tentativo N. 410 di esortare i più forti, perché possano riuscire a condurre Tutti sulla retta via)
Scissioni, fusioni, quarto polo e lista Pisapia. La sinistra si divide in cinque, ha vinto il serial killer D'Alema !!!
L'altro vincitore è Fratoianni. Fratoianni immagina un nuovo arcobaleno con tutti dentro: Articolo 1, i Comitati civici di Falcone e Montanari, Rifondazione comunista, ovviamente Civati. Ma la strada potrebbe non essere così semplice
Il coordinatore Roberto Speranza siede abbandonato, volto pallido e sguardo nel vuoto, sulla panchina nel cortile di Montecitorio mentre al suo orecchio un avvolgente Nicola Fratoianni, il segretario di Sinistra italiana, gli spiega le magnifiche sorti progressive della nuova cosa rossa a trazione dalemiana ma non solo. Eppure era stato Speranza a rompere con quell’intervista domenica: “Pisapia? L’attesa è un soap opera. Avanti anche senza di lui ”. A vederlo oggi, gli deve essere costato molto.
In Transatlantico Ciccio Ferrara e il giovane Furfaro, pisapianidoc, occupano di argomenti un divano di pelle verde. Arriva Nico Stumpo, bersanian-dalemiano (ma c’è chi dice che non è possibile in natura), comunque ex dem, si butta sul divano di fronte, li guarda e allarga le braccia. Anche per lui non è un gran giornata.
Si aggira tra i corridoi, il Transatlantico e il cortile, Ettore Rosato, il capogruppo del Pd, vigile e attento ad ogni spostamento di sopracciglio nei siparietti sopra raccontati, una specie di indiano, orecchie a terra, in cerca della pista dei bisonti.
S’intravede anche Achille Occhetto. Nel giorno in cui la sinistra si divide in cinque, l’uomo che nell’89 chiuse il Pci alla Bolognina, si lascia andare in uno sfogo con l’Ansa: “Il paese è in mano ad un serial killer e voi ancora gli andate dietro… Il bello è che non ne ha mai azzeccata mezza”. Qualsiasi riferimento a D’Alema non è casuale.
Scene da Montecitorio. Lunedi mattina, per solito, la Camera è semivuota. Ieri invece era molto abitata. Ma sembrava d’essere nella stanza degli addii, dei rimpianti e delle rivendicazioni, quelle dove due si lasciano alla vigilia del matrimonio e magari hanno già anche la casa arredata.
Il cantiere del “nuovo soggetto a sinistra, un campo largo e sfidante del Pd” si chiude qua. O meglio, finisce “Insieme”, nata il primo luglio 2017, deceduta lunedì 9 ottobre con il requiem di Pisapia: “rischiano di fare l’ennesimo partito del 3 per cento. Sono loro ad aver cambiato strada. Io faccio una sinistra di governo”. Cento giorni di Pisapia, D’Alema e Bersani. Se ne vanno tutti di schiena. Con molti rimpianti e nostalgie, soprattutto per Bersani in nome del quale, racconta un pisapiano, “finora abbiamo cercato di tenere aperto questo cantiere”. A terra macerie. Una nuova scissione. C’è chi immagina anche una nuova fusione. Ma anche un paio di vincitori: Massimo D’Alema e Nicola Fratoianni.
Accade tutto, come era prevedibile, con l’arrivo della legge elettorale in aula. Il Rosatellum 2.0 - il sistema misto, due/terzi proporzionale, un terzo maggioritario – fa il suo esordio in aula oggi alle 15. Si comincia subito a votare. Circa 200 emendamenti, una cinquantina di voti segreti per capire subito come va. “Il patto regge – dice convinto Rosato – ben due partiti di opposizione sono d’accordo”. La prova entro oggi. Decisive alcune modifiche al testo dei giorni scorsi e l’apertura del segretario Renzi alle coalizioni. Era venerdì. Poi le cose sono inevitabilmente precipitate.
Lo snodo della giornata è una riunione di Campo Progressista alla Camera che inizia alle 17 e va avanti fino alle 20. Ciccio Ferrara, Massimiliano Smeriglio, Furfaro e il drappello di deputati pisapiani devono decidere il dà farsi: restare con Articolo 1 è praticamente impossibile vista la deriva antiPd, la trazione dalemiana e l’adesione dei civici Anna Falcone e Tomaso Montanari. E se adesso la nascita di un nuovo gruppo parlamentare sarebbe inspiegabile per chi sta fuori a pochi mesi dal voto politico, è chiaro che il gruppo Articolo 1-Mdp non è più una casa ma un albergo dove ognuno sente di avere mani libere. "Noi restiamo convinti che si debba lavorare a un centrosinistra ampio, inclusivo, di governo. A chi è interessato a fare un partitino, venendo io da Sel, dico che abbiamo già dato. Crediamo che il gruppo debba restare unito nel suo pluralismo politico. Del resto è già capitato altre volte di votare in maniera diversa” dice Ferrara lasciando la Camera. E’ un modo per prendere tempo. “Vediamo cosa succede con la legge elettorale” spiega un altro presente all’incontro. “Se passa questo testo, allora è chiaro cosa faremo…”. La lista Pisapia. O Campo progressista. E se il contesto non rendesse possibile questa convivenza forzata, come è, probabile, le vie d’uscita sono molte: un nuovo gruppoparlamentare (servono 20 deputati), una componente (ne bastano dieci). Di sicuro, assicura uno di Campo progressista, “usciremo da sinistra”. Il gruppo al momento conta su un quindicina di deputati: Ferrara, Formisano, Kronbichler. Martelli, Matarelli, Piras, Quaranta, Ragosta, Zaratti. E poi Bordo, Laquaniti. I centristi di Tabacci sono una squadretta di quattro, cinque deputati.
I vincitori: Massimo D’Alema
Mentre a Roma Articolo 1 sbanda e perde pezzi, Massimo D’Alema a Milano canta vittoria. Pare abbia parlato con tutti. Si racconta di un’ora di telefonata con Ciccio Ferrara. Eh niente: ha parlato sempre il leader maximo, la strada è segnata, tutti a sinistra per una bella cosa rossa. D’Alema attacca. “Se Pisapia apre a Renzi nega le cose che ha detto fino a ieri. E questo è un problema di Pisapia con Pisapia, non con noi”. Poi immagina che sarà Campo progressista “il partitino del 3 per cento”. Mentre nel futuro di Articolo 1 vede “il 10 per cento”. E avverte: “Se siamo più forti noi, è più forte anche il Pd”. Sull’ex sindaco aggiunge che “un giorno ci si potrà anche di nuovo incontrare”. Ma ormai quella è una ex storia. E provvede il leader ad archiviarla predisponendo le truppe al congresso (il 19 novembre), ricerca del simbolo, del nome e campagna elettorale.
L’altro vincitore: Nicola Fratoianni
Anche l’ex enfant prodige dei Giovani comunisti gongola. Ha tremato in questi mesi, l’asse con Pisapia lo avrebbe costretto ad una mini alleanza di sinistra con poche speranze. Così invece “faremo un percorso largo, democratico che riesca a coinvolgere il più alto numero di persone”. Tutto sommato quel po’ di maggioritario previsto dal Rosatellum sta bene anche a lui. Ha impiegato quasi un’ora per spiegarlo all’attonito Speranza. Fratoianni immagina un nuovo arcobaleno con tutti dentro: Articolo 1, i Comitati civici di Falcone e Montanari, Rifondazione comunista, ovviamente Civati. La vede già: “Entro l’anno avremo una bella lista civica e di sinistra”. Ma se Fratoianni immagina in tempi brevi una fusione tra Sinistra italiana e Articolo 1, la strada potrebbe non essere così semplice.
Questa contrapposizione, tra fratelli-coltelli,
ma anche tra i figlioli di altre incerte costituzioni,
è causa di disordine morale e di conseguente confusione
comportamentale. Allora, cari finti vincitori, ecco perché ...

References: Articolo 1
 Articolo 1
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