Source: http://www.associazioneiroko.org/abolizionismo/leggi-convenzioni/
Timestamp: 2019-06-20 13:07:15+00:00

Document:
Leggi & Convenzioni – Associazione Iroko Onlus
Testi delle Nazioni Unite
1949 Convenzione per la Soppressione del Traffico di Persone e lo Sfruttamento della Prostituzione di Altri, che é stata adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (la stessa Assemblea Generale che ha adottato la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo) e nel 1979 la Convenzione sull’Eliminazione di Ogni Forma di Discriminazione contro le Donne (CEDAW).
La Convenzione del 1949 afferma:”la prostituzione e il male che l’accompagna, il traffico di persona, sono incompatibili con la dignità ed il valore della persona umana. (Preambolo)
La Convenzione invita le parti aderenti a sostenere le persone in prostituzione abolendo ogni forma di loro criminalizzazione e sanzionando tutte le forme di sfruttamento.
Articolo 1: Punizione per ogni persona che “procuri, adeschi o rapisca al fine di avviare alla prostituzione un’altra persona anche se consenziente” o “sfrutti la prostituzione di un’altra persona”, anche con il consenso di quella persona.
Articolo 2: Punizione per ogni persona che “mantenga, diriga o amministri o contribuisca a finanziare una casa chiusa” e “consapevolmente ceda o affitti un edificio o altro luogo o parte di esso a scopo di prostituzione altrui”.
Articolo 6: “Ciascuna delle Parti della presente Convenzione conviene di prendere tutte le misure necessarie per abrogare o abolire tutte le leggi, i regolamenti e le pratiche amministrative secondo le quali le persone che si impegnano o sono sospettate di impegnarsi nella prostituzione devono farsi iscrivere su dei registri speciali, possedere dei documenti speciali, o conformarsi a condizioni eccezionali di sorveglianza o di notifica”.
La Convenzione del 1979 all’Articolo 6 stabilisce che gli Stati membri dovranno mettere in atto tutte le misure adeguate, incluse quelle legislative, per sopprimere tutte le forme di tratta di donne e sfruttamento delle donne in prostituzione.
Articolo 34: “Gli Stati aderenti si impegnano a proteggere il fanciullo contro ogni forma di sfruttamento sessuale e di violenza sessuale”.
Articolo 35: “Gli Stati aderenti adottano ogni adeguato provvedimento a livello nazionale, bilaterale e multilaterale per impedire il rapimento, la vendita o la tratta di fanciulli per qualunque fine e sotto qualsiasi forma.”
1992 CEDAW – Raccomandazione Generale n.19 sulla Violenza contro le Donne
Commento sull’articolo 6 della Convenzione CEDAW:
“La povertà e la disoccupazione costringono molte donne, comprese le ragazze, a prostituirsi. Le prostitute sono particolarmente vulnerabili alla violenza perché il loro status, che può essere illegale, tende ad emarginarle. Hanno bisogno dell’eguale protezione delle leggi contro lo stupro e altre forme di violenza.”
Piano d’Azione del 1994 per l’Eliminazione di Pratiche Tradizionali Dannose che riguardano la Salute di Donne e Bambini
Violenza contro donne e bambine (43-46)
“La violenza contro le donne e le bambine è un fenomeno globale che attraversa i confini geografici, culturali e politici e varia solo nelle sue manifestazioni e nella sua gravità. La violenza di genere esiste da tempo immemorabile e continua fino ai giorni nostri. Prende forme segrete e palesi, includendo sia abusi fisici che mentali. La violenza contro le donne, comprese le mutilazioni genitali femminili, le mogli bruciate, la violenza legata alla dote, lo stupro, l’incesto, la violenza fisica e psicologica sulle donne, il feticidio femminile e l’infanticidio femminile, il traffico e la prostituzione, sono una violazione dei diritti umani e non solo una questione morale. Hanno gravi implicazioni negative sullo sviluppo economico e sociale delle donne e della società e sono espressione della subordinazione sociale di genere delle donne”.
Protocollo del 2000 per Prevenire, Reprimere e Punire la Tratta di Persone, in particolare Donne e Bambini, integrando la Convenzione delle Nazioni Unite contro il Crimine Organizzato Transnazionale (Protocollo di Palermo)
Articolo 9:”Gli Stati aderenti dovranno adottare o rafforzare misure, anche attraverso la cooperazione bilaterale o multilaterale, per alleviare i fattori che rendono le persone, in particolare donne e bambini, vulnerabili alla tratta, come la povertà, il sottosviluppo e la mancanza di pari opportunità”.
“Gli Stati aderenti dovranno adottare o rafforzare misure legislative o di altra natura, come misure educative, sociali o culturali, anche attraverso la cooperazione bilaterale e multilaterale, per scoraggiare la richiesta che favorisce tutte le forme di sfruttamento delle persone, specialmente donne e bambini, che porta alla tratta “.
“Il protocollo di Palermo afferma che il “consenso di una vittima […] dovrà essere considerato irrilevante” laddove ci sia “il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’accoglienza o la ricezione di persone, mediante la minaccia o l’uso della forza o di altre forme di coercizione, di rapimento, di frode, di inganno, di abuso di potere o di posizione di vulnerabilità o la dazione o ricezione di pagamenti o benefici per ottenere il consenso di una persona che ha il controllo su un’altra persona, allo scopo di sfruttamento”.
Vale a dire che il consenso non può essere acquistato o ottenuto attraverso la forza – il consenso forzato non è consenso
Rapporto 2006 di Sigma Huda, Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla Tratta di Persone, in particolare Donne e Bambini: “Integrazione dei Diritti Umani delle Donne e Prospettiva di Genere con un Focus Particolare sulla Domanda di Sfruttamento Sessuale Commerciale e Tratta“
“Nella maggior parte dei casi, la prostituzione come viene effettivamente praticata nel mondo di solito soddisfa i criteri della tratta. È raro che si trovi un caso in cui il percorso verso la prostituzione e/o le esperienze di una persona all’interno della prostituzione non comportino, come minimo, un abuso di potere e/o un abuso di vulnerabilità. Potere e vulnerabilità in questo contesto devono essere intese in modo da includere disparità di potere basate sul genere, la razza, l’origine etnica e la povertà. In parole semplici, la strada verso la prostituzione e la vita all’interno della “vita” è raramente caratterizzata da emancipazione o opzioni adeguate”.
“Pertanto, gli Stati aderenti con industrie della prostituzione legalizzate hanno una pesante responsabilità per garantire che le condizioni che riguardano effettivamente la pratica della prostituzione all’interno dei loro confini siano esenti dai mezzi illeciti delineati nella lettera (a) della definizione del Protocollo, in modo da garantire che i loro regimi di prostituzione legalizzati non stiano semplicemente perpetuando la tratta in modo diffuso e sistematico. Come attestato dalle attuali condizioni in tutto il mondo, gli Stati aderenti che mantengono la prostituzione legalizzata sono lontani dal soddisfare questo obbligo”. “La domanda deve essere intesa in senso esteso, come qualsiasi atto che promuova qualsiasi forma di sfruttamento che, a sua volta, porti alla tratta”.
“Mentre i diritti umani di donne e bambini sono violati in molte forme di tratta, la tratta a scopo sessuale è una forma particolare di traffico di esseri umani in cui i diritti umani di donne e bambini vengono violati come donne e bambini”.
“A differenza dell’acquirente di beni di consumo prodotti attraverso lavoratori vittime di tratta di esseri umani, il cliente della prostituta è allo stesso tempo sia il creatore della domanda che (in virtù del fatto che riceve la persona trafficata) parte della catena della tratta“.
“La domanda di sesso commerciale è spesso ulteriormente radicata nelle disparità di potere sociale di razza, nazionalità, casta e colore”.
“Sotto il profilo normativo, è chiaro che la responsabilità per il mercato della tratta sessuale ricade su i clienti delle prostitute e i trafficanti e sulle condizioni economiche, sociali, legali, politiche, istituzionali e culturali che opprimono donne e bambini in tutto il mondo. Sarebbe una grave ingiustizia imputare alle vittime stesse la responsabilità di alimentare il mercato del sesso. Tale pretesa equivale a incolpare la vittima e costituisce un’ulteriore violazione dei diritti umani delle vittime della tratta “.
Testi delle istituzioni europee
Relazione del Parlamento europeo, del 17 gennaio 2006, sulle strategie per prevenire la tratta di donne e bambini che sono vulnerabili allo sfruttamento sessuale
“In considerazione del fatto che una delle principali condizioni preliminari per la tratta internazionale di donne e bambini è l’esistenza di mercati locali della prostituzione dove alcune persone possono e desiderano vendere e comprare donne e bambini allo scopo di sfruttarli sessualmente; considerando che i trafficanti di esseri umani inviano soprattutto donne e bambini dai paesi del sud verso i paesi del nord e da est verso ovest, dove la domanda da parte degli acquirenti è più forte “
“Deplora la mancanza di un’analisi della domanda di prostituzione negli Stati membri come possibile motivazione del fenomeno della tratta; ritiene che la Commissione dovrebbe effettuare uno studio completo sull’impatto della legislazione degli Stati membri sulla prostituzione e sul numero di vittime della tratta “.
Risoluzione del Parlamento europeo del 26 novembre 2009 sull’eliminazione della violenza contro le donne
“Considerando che la tolleranza della prostituzione in Europa porta ad un aumento della tratta di donne in Europa a scopi sessuali e al turismo sessuale“
Risoluzione del Parlamento europeo del 26 febbraio 2014 sulla Prostituzione, lo sfruttamento sessuale e il loro impatto sull’uguaglianza di genere (risoluzione Honeyball)
“Riconosce che la prostituzione, la prostituzione forzata e lo sfruttamento sessuale sono questioni strettamente legate al genere e violazioni della dignità umana, contrarie ai principi dei diritti umani, tra cui l’uguaglianza di genere, e quindi contrari ai principi della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, compreso l’ obiettivo e il principio dell’uguaglianza di genere “.
“Sottolinea che esistono numerosi legami tra prostituzione e tratta di esseri umani e riconosce che la prostituzione – sia a livello globale che in tutta Europa – alimenta la tratta di donne vulnerabili e di donne minorenni, di cui una percentuale elevata è tra i 13-25 anni; sottolinea che, come dimostrano i dati della Commissione, la maggior parte delle vittime (il 62%) viene trafficata per sfruttamento sessuale, con donne e donne minorenni che rappresentano il 96% delle vittime identificate e presunte, con un aumento negli ultimi anni della percentuale di vittime provenienti da Paesi non UE”.
“Un modo per contrastare la tratta di donne e donne minorenni per sfruttamento sessuale e migliorare l’uguaglianza di genere è il modello implementato in Svezia, Islanda e Norvegia (il cosiddetto modello nordico) e attualmente in esame in diversi paesi europei, dove costituisce reato l’acquisto di servizi sessuali e non i servizi offerti dalle persone prostituite”.
Risoluzione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa 2014 dell’8 aprile 2014 su Prostituzione, tratta e schiavitù moderna in Europa
L’Assemblea invita i membri del Consiglio d’Europa e gli Stati osservatori, gli Stati osservatori dell’Assemblea parlamentare e i partner per la democrazia, a:
Per quanto riguarda le politiche sulla prostituzione:
– considerare di rendere reato l’acquisto di servizi sessuali, basato sul modello svedese, come lo strumento più efficace per prevenire e combattere la tratta di esseri umani;
– vietare la pubblicità di servizi sessuali, comprese forme di pubblicità mascherata;
– rendere reato lo sfruttamento della prostituzione, se non l’hanno già fatto;
– istituire centri di consulenza che forniscono alle prostitute assistenza legale e sanitaria, indipendentemente dal loro status legale o migrante;
– istituire “programmi di uscita” per coloro che desiderano abbandonare la prostituzione, finalizzati alla riabilitazione e basati su un approccio olistico che includa servizi di salute mentale e assistenza sanitaria, sostegno abitativo, istruzione e formazione e servizi per l’impiego
Per quanto riguarda la sensibilizzazione, l’informazione e la formazione:
– aumentare la consapevolezza attraverso i media e l’istruzione scolastica, in particolare tra i bambini e i giovani, per quanto riguarda la sessualità rispettosa, fondata sull’uguaglianza e senza violenza;
– aumentare la consapevolezza del legame tra prostituzione e tratta di esseri umani attraverso campagne di informazione rivolte al pubblico in generale, alla società civile e alle istituzioni educative.
Testi di Istituzioni Africane
Protocollo della Carta Africana dei Diritti Umani e dei Popoli sui Diritti delle Donne in Africa (Protocollo di Maputo)
“Gli Stati aderenti dovranno vietare e condannare tutte le forme di pratiche dannose che incidono negativamente sui diritti umani delle donne e che sono contrarie alle norme internazionali riconosciute. Gli Stati aderenti dovranno adottare tutte le misure legislative e di altro tipo necessarie per eliminare tali pratiche. “
Per “Violenza contro le donne” sono da intendersi tutti gli atti perpetrati contro le donne che causano o potrebbero causare loro danni fisici, sessuali, psicologici ed economici, inclusa la minaccia di compiere tali atti, come anche intraprendere l’imposizione di restrizioni o privazioni arbitrarie delle libertà fondamentali nella vita privata o pubblica in tempo di pace e durante situazioni di conflitti armati o di guerra”.

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 6

Articolo 34

Articolo 35

Articolo 9