Source: http://www.voipartners.it/it/blog/contratti-responsabilita-e-danni/stazioni-radio-base%3Cbr%3Eanalisi-e-risposta-al-problema/
Timestamp: 2018-10-20 03:28:33+00:00

Document:
Analisi e risposta al problema
La fattispecie giuridica sottende il problema degli effetti sanitari sull'uomo a causa delle esposizioni ai campi elettromagnetici, con particolare riferimento all'esposizione ad impianti per le trasmissioni radiomobili c.d.: "stazioni radio base" è al centro, da diversi anni, dell'interesse della comunità scientifica internazionale. Il problema giuridico nel condominio, ad oggi, sembra essere stato affrontato solamente da tre giudici: Trib. Piacenza 13.2.1998 n.51 (in ALC, 1999, 420; Trib. Monza 1.3.2000; Trib. Pescara 8 maggio 2000).
Il problema è delicato poiché involge la tutela della salute dell'individuo e della collettività espressamente garantito dall'art.32 Cost. - problema che periodicamente si ripropone sui maggiori media - ma una prima generale ricerca di dati scientifici, clinici e giuridici, rileva come, allo stato nulla sia certo e scientificamente provato. Al contrario, ciò che è certo, è che il nostro paese è il primo in Europa per la diffusione dei telefoni cellulari che sembrano essere diventati il partner più fedele dell'uomo. Sulle argomentazioni scientifiche di nocività. Coloro che si oppongono al proliferare dell'installazione delle antenne radio base per le comunicazioni radio mobili pongono una relazione tra la presenza di onde elettromagnetiche e l'aggravarsi e il moltiplicarsi di malattie e patologie anche particolarmente severe; e la fondatezza delle preoccupazioni sollevate dal mondo scientifico in ordine alla pericolosità degli impianti di telefonia. Una interessante analisi delle problematiche sanitarie e sugli effetti sanitari delle esposizioni ai campi elettromagnetici è stata fatta dall' Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nel provvedimento n. 7954 del 21.1.2000 (PI2688); Bollettino n.3/2000 "Opuscoli TIM su elettromagnetismo" consultabile nel sito Internet dell'Authority (www.agcm.it). Nelle risultanze istruttorie (cap.4) l' Authority ha chiesto delle memoria all' Istituto Superiore della Sanità e Università degli Studi di Roma "La Sapienza" Dipartimento di Ingegneria Elettronica, i quali, a loro volta, citano importanti fonti, come ad esempio: L'Organizzazione Mondiale della Sanità; Report dell' Unione Europea, ecc. . L'ISS nel capitolo a) della memoria inviata all'Authority afferma che vi è "una generale convergenza del mondo scientifico, come indicato in precedenza, verso la conclusione che non esistono indicazioni di effetti dannosi per la salute connessi all'uso dei telefoni cellulari..". "Si ritiene opportuno a tal proposito citare L'Organizzazione Mondiale della Sanità (promemoria n.193, maggio 1998): "gli standard tecnici internazionali, secondo i quali sono costruiti i teloni mobili e le stazioni radio base, non consentono che questi provochino alcun riscaldamento significativo". Nemmeno il cancro è indotto o favorito. Sempre per l'ISS la povertà di risultati scientifici in questo campo non permette di fornire un giudizio conclusivo su questa problematica. Un quadro analogo è delineato dall' Università di Roma "La Sapienza" . I pareri sono quindi stati fatti propri dall' Authority, che nella sua relazione conclusiva evidenzia come solo per i c.d. effetti a lungo termine la comunità scientifica non sia giunta a un risultato certo ed univoco sulla dannosità derivante dall'esposizione prolungata ai campi elettromagnetici per i soli apparecchi radiomobili. Il punto è fondamentale poiché è necessario diversificare l'analisi tra l'uso del telefono cellulare e stazione radio base che permette la comunicazione grazie al fascio di radiofrequenza (RF) confinato e pressoché parallelo al suolo. Grazie a tali stazioni radio (BTS) è possibile la comunicazione con il telefono radio mobile in ogni parte. Non diciamo niente di nuovo affermando che ogni operatore di telefonia mobile suddivide il territorio in zone al fine della copertura della comunicazione. Basta essere dotati di un cellulare GSM ed avere un contratto con un nuovo gestore (es. WIND o BLU) per verificare che dove non vi è la copertura del proprio gestore ad esempio WIND, la comunicazione è permessa tramite altro operatore es. TIM o OMNITEL grazie alla procedura roaming. Ciò per affermare che impedita l'installazione della BTS sopra la propria testa, la si ritrova al negozio, luogo di lavoro o svago accanto al proprio immobile. Sul punto dei livelli dei campi RF generati dalle stazioni radio base, l'Authotity ha accertato: a) che l'evidenza scientifica attuale indica che l'esposizione a bassi livelli di campi RF, compresi quelli emessi dalle stazioni radio base, non inducono, né favoriscono, verosimilmente il cancro; b) attualmente l'unico dato sembra essere quello di un aumento dell'incidenza del cancro su topi modificati geneticamente; c) limiti precisi di potenza sono stati stabiliti dal legislatore nazionale (dm 10.9.1998 n.381) e comunitario. Sulla costruzione delle STAZIONI RADIO BASE ed emissioni di RADIO FREQUENZA. Dagli opuscoli forniti e diffusi dai gestori di telefonia si evidenzia come i livelli al suolo dei campi RF generati dalle stazioni radio base sono largamente inferiori ai limiti imposti dal DM 381/98 per l'esposizione della popolazione ai CEM, che, a sua volta, sono inferiori a quelli raccomandati a livello internazionale. La delibera dell'assemblea di condominio.. Come deve essere considerata la delibera dell'assemblea dei condomini che approva a maggioranza ex art. 1136 II comma c.c. il contratto di locazione per l'installazione di una stazione radio base ? Con riferimento al primo aspetto anche scegliendo il percorso argomentativo secondo il quale: "nel dubbio tuteliamo il più debole" per la mancanza di ogni dato sulla sussistenza di una incidenza negativa sulla salute umana (percorso argomentativO seguito dal Trib. Monza) si deve necessariamente motivare come l'installazione della stazione radio base avverrà secondo le rigide prescrizioni delle normative italiane sull'elettrosmog; che nessun dato certo ricollega le radiofrequenze all'insorgere di malattie. Ciò nel caso in cui nessuno dei condomini dichiari di essere portatore di patologia che messa in relazione con una RF possa causarne l'aggravamento o il possibile insorgere (esso è poi il caso della sentenza amministrativa: CDS, sez. IV, ord.25.3.1997, soc. Omnitel c./ Condominio di C.so Vittorio Emanuele II n.184 in Roma e Codacons la quale ha definitivamente sospeso un provvedimento di installazione di RBS in presenza di documentazione, consistente in una relazione clinica attestante possibili relazioni tra manifestazioni morbose subite da una persona residente nello stabile e l'attivazione degli impianti, poiché deve essere considerato prevalente l'interesse primario alla salute rispetto ad ogni altro interesse giuridicamente protetto). Per il secondo aspetto si rileva: che il contratto che si stipula con un gestore di telefonia mobile è un contratto di locazione di nove anni e che se in tal periodo venisse provata una relazione scientifica tra RF emesse dalla stazione radio base e malattie per l'uomo è sempre possibile la risoluzione del contratto. A nostro avviso poi non viene costituita una servitù a carico del condominio. La servitù , per il nostro ordinamento, è in un diritto reale su cosa altrui e che grava su un fondo detto servente ed avvantaggia un fondo detto dominante. La servitù, concretandosi in un rapporto di assoggettamento tra due fondi, importa una restrizione della facoltà di godimento del fondo servente; proprio il rapporto di assoggettamento fra i due fondi data la necessarietà ed inscindibilità, vale a distinguere la servitù da diversi rapporti obbligatori, poiché il diritto limitato di godimento è caratterizzato dalla duplice inerenza reale, sia dal lato attivo che da quello passivo. Inoltre il nostro codice civile non ammette le c.d. "servitù irregolari" per le quali uno speciale servizio od utilità di un fondo sono attribuiti ad una determinata persona in via obbligatoria e personale. Nel caso di specie il vantaggio voluto dalle parti (condominio e gestore) è il risultato di una prestazione obbligatoria (locazione) e non come peso imposto, come effetto di un rapporto di servizio, diretto e valido erga omnes. Da ciò discende che la delibera di approvazione dell'intervento che, in realtà affitta una piccola porzione di tetto ad un terzo è valida e legittima se approvata con il quorum della maggioranza dei condomini e almeno la metà del valore dell'edificio (per il Tribunale di Pescara, addirittura basta un terzo dei condomini ed un terzo dei millesimi). Se, come detto, si tratta di locazione si può argomentare in analogia con altri casi di locazione delle parti comuni. I termini sono i seguenti: a)La locazione non può considerasi innovazione se a seguito delle opere eseguite il bene comune non presenti una diversa consistenza materiale, o venga interamente utilizzato per fini diversi (Cass. 29.8.1998 n.8622; Cass. 21.10.1998 n.10446). b)La locazione è possibile solamente quando sia tecnicamente impossibile un uso promiscuo, ovvero, al contrario, non si impedisca l'uso (anche mediante spazi frazionati) ad altri condomini (Cass.19.10.1994.n.8528; Trib. Milano 12.2.1987; Cass. 22.11.1984 n.6010; Cass. 18.1.1982 n.312; e n.313). Infine come accennato all'inizio, nella giurisprudenza di merito si rinvengono due iniziali indirizzi contrapposti: il primo Trib. Piacenza 13.2.1998 n.51 - Trib. Pescara 8.5.2000 che ha dichiarato legittima l'installazione anche perché: "non sussiste alcun riscontro scientifico della pericolosità di tale impianto sulla salute dei condomini"; la seconda Trib. Monza 1.3.1999 che ha vietato l'installazione proprio per la mancanza di ogni dato attestante la sussistenza di un'incidenza negativa sulla salute umana e poiché deve essere considerato il diritto alla salute deve essere considerato un diritto soggettivo preminente su ogni altro diritto, ha dichiarato la illegittimità della delibera assembleare assunta a maggioranza sulla locazione di parte del tetto per l'installazione di una RBS. Concludendo quest'analisi si evidenzia come il problema sia attualmente aperto e non vi sia la certezza di dati scientifici e, tanto meno, giuridici. Ciò che però deve essere tenuto in considerazione dall'amministratore immobiliare è la necessaria informazione ai propri clienti circa i pro ed i contro della installazione, con ogni tipo di documentazione. In particolare, atto di comune prudenza, sarà quello di richiedere all'installatore tutti i dati tecnici della stazione radio base che si andrà ad installare e interpellare l'ente preposto ARPAV circa una conformità di dati forniti alle prescrizioni tecniche del DM 10.9.1998 n.381.
DIRITTO DI PROPRIETA' IN GENERE RESPONSABILITA' CIVILE SUCCESSIONI Art. 34 L. 392/78 USO E GODIMENTO DELLE PARTI COMUNI TABELLE MILLESIMALI PRIVACY DIRITTO DOGANALE

References: provvedimento n. 
 art. 1136
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Art. 34