Source: http://www.avvocatomaio.it/sulla-particolare-tenuita-del-fatto.html
Timestamp: 2020-01-20 13:59:19+00:00

Document:
Sulla particolare tenuità del fatto - Studio dell'avvocato Gaetano Maio
Consumazione dell'impugnazione
sulla chiamata di un terzo in causa
La Suprema Corte di Cassazione ha definitivamente chiarito il destino delle spese sostenute dalla P.C nel caso di applicazione dell'art. 131 bis c.p.
L'assoluzione dell'imputato non può comportare condanna alle spese in favore della P.C.
Infatti la Cassazione penale, sez. V, con sentenza del 06/12/2016/ 10 febbraio 2017 n. 6347 nel decidere sulle spese sostenute dala P.C in procedimento conclusosi con applicazione dell'art. 131 bis ha cosi chiarito:" L’art. 538 c.p.p. prevede che il giudice possa decidere sulla domanda per il risarcimento dei danni proposta dalla parte civile solo quando vi sia una sentenza di condanna, che l’art. 533 cit. codice definisce come la sentenza che, provata oltre ogni ragionevole dubbio la responsabilità dell’imputato per il reato ascrittogli, gli commini la relativa pena.
L’art. 541 c.p.p. consente la liquidazione delle spese sostenute dalla parte civile nel solo caso in cui si sia pronunciata la sentenza prevista dall’art. 538 c.p.p..
Si deve pertanto concludere che solo la sentenza di condanna e quindi di accertamento della penale responsabilità dell’imputato, di fissazione di una pena e di condanna per la responsabilità civile legittimi la rifusione delle spese sostenute dalla parte civile.
E’, allora, evidente che la pronuncia del giudice ai sensi dell’art. 131 bis c.p. non rientra nel novero delle sentenze di condanna poichè, anche se accerta il reato, dispone il proscioglimento del medesimo per quella causa di non punibilità.
Nell’ordinamento processuale si rinviene una sola eccezione alla regola della permanenza delle statuizioni civili (e della conseguente condanna alle spese) in caso di sentenza che non disponga la condanna ai fini penali dell’imputato ed è quella prevista dall’art. 578 c.p.p., che (per la sua natura di eccezione) è sempre stato ritenuto di stretta interpretazione, in cui si dispone che quando vi sia il proscioglimento dell’imputato per essere il reato a lui attribuito estinto per amnistia o prescrizione, il giudice dell’impugnazione deve, in presenza di una condanna nel grado precedente, decidere sulle statuizioni civili.
Analoga norma non è stata dettata per il caso di specie, per il proscioglimento ai sensi dell’art. 131 bis c.p., e la sentenza impugnata va pertanto annullata nel solo punto oggetto del ricorso, la condanna dell’imputato a rifondere le spese della costituita parte civile."
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