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Timestamp: 2020-05-30 13:22:43+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 21067 del 07/08/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21067 del 07/08/2019
Cassazione civile sez. trib., 07/08/2019, (ud. 30/04/2019, dep. 07/08/2019), n.21067
sul ricorso 8842-2014 proposto da:
D.C.R., elettivamente domiciliata in ROMA VIA XXIV MAGGIO
difende unitamente all’avvocato ALBERTO MULA giusta delega a
avverso la sentenza n. 223/2013 della COMM.TRIB.REG. di ROMA,
KATE TASSONE che ha concluso per fondato il 1 motivo di ricorso,
assorbito il 2 motivo;
udito per la controricorrente l’Avvocato LUCARIELLO per delega
dell’Avvocato PURI che insiste per il rigetto.
Con sentenza n. 223/37/13, depositata il 30 settembre 2013, la CTR del Lazio accolse l’appello proposto dalla sig.ra D.C.R. nei confronti dell’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della CTP di Roma, che aveva invece respinto il ricorso della contribuente avverso il silenzio – rifiuto formatosi sull’istanza di rimborso proposta dalla contribuente di quanto dalla stessa versato per IRAP per gli anni dal 2003 al 2007.
1. Con il primo motivo l’Agenzia delle Entrate denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2,commi 1 e 3, comma 1, lett. c) e art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, lamentando che la CTR avrebbe ignorato che i compensi elevati corrisposti a terzi in modo non occasionale per ciascun anno di riferimento (Euro 19620,00 per il 2003; Euro 15.000,00 per il 2004; Euro 46.172,00 per il 2005, Euro 22.285,00 per il 2007, cui si aggiungevano per detta ultima annualità, Euro 4200,00 per spese da lavoro dipendente), costituissero indice rivelatore della sussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione come presupposto impositivo dell’IRAP e che, in ogni caso, la CTR aveva erroneamente gravato l’Ufficio dell’onere probatorio, ritenuto inadempiuto, di dimostrare la sussistenza dell’autonoma organizzazione.
Non sussiste pertanto l’omesso esame di detti fatti storici lamentato dall’Amministrazione ricorrente, nè, invero, la decisione impugnata è inficiata da errore di giudizio riguardo al riparto dell’onere probatorio, atteso che, nell’estrapolare dal contesto della decisione impugnata la proposizione “Parimenti l’Ufficio non ha dimostrato l’inverso, ovvero l’organizzazione”, la ricorrente finisce impropriamente con l’attribuire a quello che nel contesto della decisione viene addotto come mero argomento ad abundantiam della rilevata insussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione, la cui prova negativa incombe pacificamente alla contribuente (cfr., tra le molte, Cass. SU 10 maggio 2016, n. 9451), il rango di autonoma ratio decidendi.
3.3. Nè risulta che l’Ufficio abbia contestato quanto addotto dalla contribuente circa il riferimento degli ulteriori compensi o a professionisti del tutto estranei al settore dell’attività artistica della contribuente (come ai fini degli adempimenti proprio di natura fiscale), ovvero ad agente di spettacolo.
Giova al riguardo ribadire il principio già affermato da questa Corte in controversie similari, secondo cui “lo svolgimento di un’attività artistica”, quale quella svolta dalla sig.ra D.C., “fa presumere che il contribuente conti solo sulle proprie capacità professionali, anche ove produca un reddito cospicuo, non potendosi, peraltro, ritenere sufficiente, ai fini della ricorrenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione, la circostanza che il contribuente si avvalga di un’agente o di una società organizzatrice di spettacoli, senza estendere l’accertamento alla natura, ossia alla struttura ed alla funzione, del rapporto giuridico, al fine di escludere una mera agevolazione delle modalità di espletamento dell’attività professionale” (cfr., tra le altre, più di recente, Cass. sez. 6-5, ord. 31 gennaio 2019, n. 3042; Cass. sez. 6-5, ord. 16 maggio 2018, n. 12027; Cass. sez. 6-5, ord. 21 giugno 2017, n. 15443; Cass. sez. 65, ord. 23 novembre 2016, n. 23908).
5. Resta fermo che- relativamente ad ulteriori annualità d’imposta che esulano dalla presente controversia – possano mutare i fattori ai quali è legata la sussistenza dell’autonoma organizzazione quale presupposto impositivo dell’IRAP, dovendo in ogni caso il giudice di merito, senza che detto requisito possa essere desunto dal solo fatto che l’esercente l’attività artistica disponga di un’agente e stipuli contratti con una società organizzatrice di spettacoli, “estendere l’accertamento alla natura, ossia alla struttura ed alla funzione, dei due rapporti giuridici”, prendendo in esame le prove fornite dal contribuente (cfr. Cass. sez. 5, 21 gennaio 2015, n. 961).
6. Rilevato che risulta soccombente parte ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato per essere amministrazione pubblica difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, non si applica il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1- quater.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 art. 2697
 Cass. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 art. 13