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Timestamp: 2017-01-17 15:04:42+00:00

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bastamortesullavoro: MODIFICHE AL D.LGS.81/08: FORMAZIONE, VALUTAZIONE E MODELLI SEMPLIFICATI
MODIFICHE AL D.LGS.81/08: FORMAZIONE, VALUTAZIONE E MODELLI SEMPLIFICATI
Le novità relative alla valutazione dei rischi, alla formazione, alle notifiche all’organo di vigilanza, al sistema di qualificazione delle imprese, alle verifiche periodiche, ai modelli semplificati e agli adempimenti antincendio. Presentiamo la terza parte dell’approfondimento dell’avvocato Rolando Dubini relativa all’analisi delle novità in materia di sicurezza, igiene e antincendio prodotte dalla conversione in legge ordinaria del Decreto Legge 69/13. VALUTAZIONE DI TUTTI I RISCHI PRESENTI DURANTE L’ATTIVITA’ LAVORATIVA: TRE MODALITA’ DI EFFETTUARE L’ADEMPIMENTO
A seguito della Legge di conversione n.98/13, la valutazione dei rischi può essere effettuata secondo tre modalità, che il datore di lavoro può scegliere liberamente qualora ricorrano le condizioni previste dagli articoli 28 e 29 del D.Lgs.81/08:
- valutare tutti i rischi secondo criteri liberamente definiti dal datore di lavoro, che dovrà però esplicitarli come prevede l’articolo 28 comma 2 lettera a) del D.Lgs.81/08 (ai sensi del quale “la scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione”);
- valutare tutti i rischi utilizzando le procedure standardizzate previste dai commi 5 e 6 dell’articolo 29 D.Lgs.81/08, ma anche 6 bis e 7;
- valutare tutti i rischi utilizzando il modello ministeriale previsto dall’articolo 29 comma 6-ter del D.Lgs.81/08 per le attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali, sulla base di criteri e parametri oggettivi, decreto che dovrà essere emanato in futuro, lasciando quindi in sospeso la possibilità per i datori di lavoro di ricorrere a questa terza modalità di valutazione dei rischi.
[...] “5. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). [...] Quanto previsto nel precedente periodo non si applica alle attività di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonché g).
6. I datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, comma 8, lettera f). [...]
6-bis. Le procedure standardizzate di cui al comma 6, anche con riferimento alle aziende che rientrano nel campo di applicazione del titolo IV [Cantieri Mobili e Temporanei], sono adottate nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 28.
b) aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, connessi all’esposizione ad amianto”.
FORMAZIONE DEGLI ADDETTI E DEI RESPONSABILI DEI SERVIZI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE INTERNI ED ESTERNI E DEI LAVORATORI
La Legge 98/13 modifica l’articolo 32, ma anche il 37, del D.Lgs.81/08 e ribadisce un principio di ragionevolezza già comparso per quel che riguarda la formazione di lavoratori, dirigenti e preposti nell’Accordo Stato Regioni del 25 luglio 2012.
Detto Accordo difatti stabiliva che “al fine di evitare la ripetizione di percorsi formativi tali – per numero di ore, contenuti e argomenti, oltre che per modalità di aggiornamento – da essere equivalenti o superiori a quelli oggetto di regolamentazione da parte degli accordi del 21 dicembre, si ritiene che la dimostrazione dell’avvenuta effettuazione di attività formativa (sia realizzata precedentemente alla pubblicazione degli accordi che svolta in vigenza dei medesimi) coerente con le disposizioni di specifico riferimento costituisca credito formativo ai fini di cui agli accordi citati”.
Il principio diventa generale ora, e vale anche per addetti e responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, e non solo per lavoratori, e si estende pure ai loro rappresentanti, in forza del quale:
- nuovo articolo 32 comma 5-bis: “in tutti i casi di formazione e aggiornamento, previsti dal presente decreto legislativo, in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongano, in tutto o in parte, a quelli previsti per il responsabile e per gli addetti del servizio prevenzione e protezione, è riconosciuto credito formativo per la durata ed i contenuti della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti erogati”;
- nuovo articolo 37 comma 14-bis: “in tutti i casi di formazione ed aggiornamento, previsti dal presente decreto legislativo per dirigenti, preposti, lavoratori e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongano, in tutto o in parte, è riconosciuto il credito formativo per la durata e per i contenuti della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti erogati”.
Questa importante novità viene però sottoposta, a differenza di quanto prevedeva l’Accordo Stato Regioni del 25 luglio 2012 che consentiva al Datore di Lavoro l’autovalutazione di questo credito formativo (cosa del tutto legittima, posto che anche il documento di valutazione dei rischi è una autovalutazione del datore di lavoro) ad un appesantimento burocratico, che la lascia nel limbo delle buone intenzioni con tempi tecnici tutti da verificare, ma sicuramente non prima di un anno:
“Le modalità di riconoscimento del credito normativo e i modelli per mezzo dei quali è documentata l’avvenuta formazione sono individuati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentita la Commissione consultiva permanente di cui all’articolo 6”.
Questi i nuovi commi degli articoli 32 e 37 del D.Lgs.81/08:
“5-bis. In tutti i casi di formazione e aggiornamento, previsti dal presente decreto legislativo, in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongano, in tutto o in parte, a quelli previsti per il responsabile e per gli addetti del servizio prevenzione e protezione, è riconosciuto credito formativo per la durata ed i contenuti della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti erogati. Le modalità di riconoscimento del credito formativo e i modelli per mezzo dei quali è documentata l’avvenuta formazione sono individuati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentita la Commissione consultiva permanente di cui all’articolo 6. Gli istituti di istruzione e universitari provvedono a rilasciare agli allievi equiparati ai lavoratori, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera a), e dell’articolo 37, comma 1, lettere a) e b), del presente decreto, gli attestati di avvenuta formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro”.
“14-bis. In tutti i casi di formazione ed aggiornamento, previsti dal presente decreto legislativo per dirigenti, preposti, lavoratori e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongano, in tutto o in parte, è riconosciuto il credito formativo per la durata e per i contenuti della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti erogati. Le modalità di riconoscimento del credito normativo e i modelli per mezzo dei quali è documentata l’avvenuta formazione sono individuati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentita la Commissione consultiva permanente di cui all’articolo 6. Gli istituti di istruzione e universitari provvedono a rilasciare agli allievi equiparati ai lavoratori, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera a), e dell’articolo 37, comma 1, lettere a) e b), del presente decreto, gli attestati di avvenuta formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro”.
Viene correttamente trasferito all’ente pubblico l’obbligo di fornire alla ASL le informazioni che già possiede per far fronte all’obbligo di cui all’articolo 67 del D.Lgs.81/08 di Notifica all’organo di vigilanza competente per territorio dei nuovi insediamenti, ma questo solo quando verrà approvato l’ennesimo decreto applicativo, nel frattempo restano fermi gli obblighi attuali di notifica preventiva alla ASL a cura del datore di lavoro.
Ecco il nuovo articolo 67 del D.Lgs.81/08:
Articolo 67 (Notifiche all’organo di vigilanza competente per territorio
“1. In caso di costruzione e di realizzazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché nei casi di ampliamenti e di ristrutturazioni di quelli esistenti, i relativi lavori devono essere eseguiti nel rispetto della normativa di settore e devono essere comunicati all’organo di vigilanza competente per territorio i seguenti elementi informativi:
Al fine di dar finalmente vita al Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi previsto dall’articolo 27 del D.Lgs.81/08, a tutela della qualità e sicurezza dell’attività svolta e dei committenti stessi, si toglie alla Commissione Consultiva permanente e si trasferisce al Governo il compito-potere di definire il sistema stesso, modificando l’articolo medesimo come segue, posta l’impasse quinquennale nella quale si era arenata la definizione di tale modalità di qualificazione delle imprese:
“1. Con il decreto del Presidente della Repubblica di cui all’articolo 6, comma 8, lettera g), sono individuati i settori, ivi compresi i settori della sanificazione del tessile e dello strumentario chirurgico, e i criteri finalizzati alla definizione di un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi, con riferimento alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, fondato sulla base della specifica esperienza, competenza e conoscenza, acquisite anche attraverso percorsi formativi mirati, e sulla base delle attività di cui all’articolo 21, comma 2, nonché sulla applicazione di determinati standard contrattuali e organizzativi nell’impiego della manodopera, anche in relazione agli appalti e alle tipologie di lavoro flessibile, certificati ai sensi del titolo VIII, capo I, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni”.
VERIFICHE PERIODICHE DI ATTREZZATURE
L’attuale inefficiente sistema pubblico delle verifiche periodiche viene modificato introducendo modalità razionali che consentono alle imprese di procedere comunque alle verifiche avvalendosi se necessario di soggetti privati abilitati adeguatamente responsabilizzati dalla norma, allo svolgimento delle stesse:
“11. Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate nell’allegato VII a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo allegato. Per la prima verifica il datore di lavoro si avvale dell’INAIL, che vi provvede nel termine di quarantacinque giorni dalla messa in servizio dell’attrezzatura. Una volta decorso inutilmente il termine di quarantacinque giorni sopra indicato, il datore di lavoro può avvalersi, a propria scelta, di altri soggetti pubblici o privati abilitati secondo le modalitàdi cui al comma 13. Le successive verifiche sono effettuate su libera scelta del datore di lavoro dalle ASL o, ove cio’ sia previsto con legge regionale, dall’ARPA, o da soggetti pubblici o privati abilitati che vi provvedono secondo le modalità di cui al comma 13. Per l’effettuazione delle verifiche l’INAIL può avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I verbali redatti all’esito delle verifiche di cui al presente comma devono essere conservati e tenuti a disposizione dell’organo di vigilanza. Le verifiche di cui al presente comma sono effettuate a titolo oneroso e le spese per la loro effettuazione sono poste a carico del datore di lavoro”.
ESONERI DAGLI OBBLIGHI DI CUI AL TITOLO IV DEL D.LGS.81/08 SUI CANTIERI MOBILI E TEMPORANEI
Prima della riforma introdotta dalla Legge 98/13, l’articolo 88, comma 2, lettera g-bis) del D.Lgs.81/08 disponeva che le misure del Capo I del Titolo IV non si applicassero: “ai lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento che non comportino lavori edili o di ingegneria civile di cui all’allegato X”.
Ora vi è un grandissimo ampliamento dei casi di esonero dagli obblighi citati, poiché ora la disposizione di cui al comma g-bis è stata sostituita dalla seguente:
“ai lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento, nonché ai piccoli lavori la cui durata presunta non è superiore ai dieci uomini-giorno, finalizzati alla realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi, che non espongano i lavoratori ai rischi di cui all’allegato XI”.
La stessa applicazione del Titolo IV verrà ridefinita con il solito Decreto Ministeriale da emanare per i settori degli spettacoli musicali e cinematografici, e teatrali e per le manifestazioni fieristiche, il che, in vista dell’Expo 2015 di Milano, assume un ulteriore interesse.
Articolo 88, comma 2-bis
“Le disposizioni di cui al presente titolo si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività, individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, che deve essere adottato entro il 31 dicembre 2013”.
MODELLI SEMPLIFICATI PER LA REDAZIONE DEL PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (POS), DEL PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO (PSC), E DEL FASCICOLO DELL’OPERA
La Legge 98/13 introduce il nuovo articolo 104-bis del D.Lgs.81/08 che prevede l’ennesimo Decreto Ministeriale di individuazione di modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza di cui all’articolo 89, comma 1, lettera h), del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100, comma 1, e del fascicolo dell’opera di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), “fermi restando i relativi obblighi”.
Importante precisazione, quest’ultima, che significa che i “modelli semplificati” dovranno comunque rappresentare una valutazione di tutti i rischi lavorativi, nessuno escluso, e includere sempre e comunque tutte le necessarie misure di prevenzione e protezione.
Della bontà dei modelli non si può dire nulla fino a che non verranno emanati:
Articolo 104-bis. – Misure di semplificazione nei cantieri temporanei o mobili
“Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e con il Ministro della salute, da adottare sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, previa intesa in sede di Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuati modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza di cui all’articolo 89, comma 1, lettera h), del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100, comma 1, e del fascicolo dell’opera di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), fermi restando i relativi obblighi”.
Si tratterà di vedere la qualità dei modelli proposti, che potrebbe essere tale da innalzare il livello non eccelso oggi esistente, in non pochi cantieri, dei documenti stessi.
Per le attività a basso rischio d’incendio di cui all’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n.151, indicate dall’articolo 11, comma 4 di detto articolo viene prevista una diluizione di termini per gli adempimenti di legge in materia di antincendio.
Articolo 38 del Decreto Legge 69/13 convertito con Legge 98/13 - Disposizioni in materia di prevenzione incendi
“1. Gli enti e i privati di cui all’articolo 11, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n.151, sono esentati dalla presentazione dell’istanza preliminare di cui all’articolo 3 del citato decreto qualora già in possesso di atti abilitativi riguardanti anche la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio, rilasciati dalle competenti autorità.
2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, i soggetti di cui al medesimo comma presentano l’istanza preliminare di cui all’articolo 3 e l’istanza di cui all’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica n.151 del 2011 entro tre anni dalla data di entrata in vigore dello stesso”.

References: articolo 32
 articolo 37
 articolo 67

Articolo 67

Articolo 88
 articolo 104

Articolo 104

Articolo 38