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Timestamp: 2017-01-21 00:08:06+00:00

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Sentenze – Cassazione 2016
Merito 2015/16
Merito 2015 – 2016
16 gennaio 2017 in Lavoro: Niente licenziamento durante il primo anno del bambino	16 gennaio 2017 in Famiglia: Mantenimento casalinga anche se in grado di lavorare	16 gennaio 2017 in inps: Pensioni, l’INPS non può recuperare le somme in più già versate	1 dicembre 2016 in Civile: Prestazione d’opera professionale nei confronti del coniuge	18 novembre 2016 in Famiglia: Rapporto “simbiotico” con la madre: il figlio va col padre	Home » Penale » molestie » Molestie sul posto di lavoro
Cassazione Penale Sentenza n. 49645/2015
Posted on 7 marzo 2016 by Avv. Giuseppe Tripodi La Cassazione penale affronta il tema delle molestie sul posto di lavoroSuprema Corte di Cassazione III Sezione PenaleUdienza del 14/10/2015 – deposito il 17/12/2015 Sentenza n. 49645
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. SQUASSONI Claudia – Presidente – Dott. AMORESANO Silvio – rel. Consigliere – Dott. ACETO Aldo – Consigliere – Dott. GENTILI Andrea – Consigliere – Dott. MENGONI Enrico – Consigliere – ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso proposto da: V.D., nato a (OMISSIS); avverso la sentenza del 17/12/2013 della Corte di Appello di Roma; visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere Silvio Amoresano; udito il P.M., in persona del S. Proc. Gen. SALZANO Francesco, che ha concluso, chiedendo il rigetto del ricorso; uditi i difensori, avv.ti De Ceglia Nunzia e Krogh Massimo, che hanno concluso, chiedendo l’accoglimento del ricorso.
Articolo 609 bis Codice PenaleViolenza sessuale
Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi
Articolo 61 Codice PenaleCircostanze aggravanti comuni
Aggravano il reato, quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti speciali [578 3, 579 3], le circostanze seguenti: 1) l’avere agito per motivi abietti o futili [576 1 n. 2, 577 1 n. 4]; 2) l’aver commesso il reato per eseguirne od occultarne un altro, ovvero per conseguire o assicurare a sé o ad altri il prodotto o il profitto o il prezzo ovvero la impunità di un altro reato [576 1 n. 1; c.p.p. 4, 12 lett. c]; 3) l’avere, nei delitti colposi [43], agito nonostante la previsione dell’evento; 4) l’avere adoperato sevizie, o l’aver agito con crudeltà verso le persone [576 1 n. 2, 577 1 n. 4]; 5) l’avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa; 6) l’avere il colpevole commesso il reato durante il tempo in cui si è sottratto volontariamente alla esecuzione di un mandato o di un ordine di arresto o di cattura o di carcerazione, spedito per un precedente reato [576 1 n. 3, 576 2; c.p.p. 296]; 7) l’avere, nei delitti contro il patrimonio [624-648; c. nav. 1135-1149], o che comunque offendono il patrimonio, ovvero nei delitti determinati da motivi di lucro [481 2], cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di rilevante gravità; 8) l’avere aggravato o tentato di aggravare le conseguenze del delitto commesso; 9) l’aver commesso il fatto con abuso dei poteri, o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio, ovvero alla qualità di ministro di un culto; 10) l’avere commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di un pubblico servizio, o rivestita della qualità di ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato, ovvero contro un agente diplomatico o consolare di uno Stato estero, nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni o del servizio; 11) l’avere commesso il fatto con abuso di autorità o di relazioni domestiche, ovvero con abuso di relazioni di ufficio, di prestazione d’opera, di coabitazione, o di ospitalità [646 3, 649]; 11-bis) l’avere il colpevole commesso il fatto mentre si trova illegalmente sul territorio nazionale; 11-ter) l’aver commesso un delitto contro la persona ai danni di un soggetto minore all’interno o nelle adiacenze di istituti di istruzione o di formazione; 11-quater) l’avere il colpevole commesso un delitto non colposo durante il periodo in cui era ammesso ad una misura alternativa alla detenzione in carcere; 11-quinquies) l’avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale nonché nel delitto di cui all’art. 572 del c.p., commesso il fatto in presenza o in danno di un minore di anni diciotto ovvero in danno di persona in stato di gravidanza.
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Articolo 609

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