Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-12214-del-14-06-2016
Timestamp: 2020-06-06 08:36:08+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 12214 del 14/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12214 del 14/06/2016
Cassazione civile sez. lav., 14/06/2016, (ud. 16/03/2016, dep. 14/06/2016), n.12214
sul ricorso 15331-2013 proposto da:
F.G., C.F. (OMISSIS), elettivamente
dell’avvocato GIUSEPPE MAURO, rappresentato e difeso dall’avvocato
DINO BUONCRISTIANI, giusta delega in atti;
CIERRE COSTRUZIONI E IMPIANTI S.R.L., c.f. (OMISSIS);
CIERRE COSTRUZIONI E IMPIANTI S.R.L. C.F. (OMISSIS), in persona
ROMA, VIA COSSERIA 2, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE
PLACIDI, rappresentato e difeso dagli avvocati PIETRO NICOLA
URBANO, MARGHERITA RONCONE, giusta delega in atti;
F.G. C.F. (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 12/2013 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
depositata il 16/01/2013 R.G.N. 418/2010;
udito l’Avvocato ZIACO GIOVANNI per delega Avvocato BUONCRISTIANI
udito l’Avvocato MIGLIACCIO PAOLO per delega Avvocato URBANO
PIETRO NICOLA;
principale assorbito l’incidentale condizionato.
1.- Nell’ambito di un giudizio di opposizione a precetto, intimato dal dipendente F.G. nei confronti della Cierre Costruzioni e Impianti Srl, la Corte di Appello di Firenze ha ritenuto non dovute le somme richieste dal lavoratore a titolo di retribuzioni globali di fatto maturate anche nel periodo intercorrente fra l’esercizio dell’opzione per l’indennità sostitutiva della reintegrazione, effettuata in data 8 novembre 1998, e la corresponsione di tale indennità sostitutiva, avvenuta il 16 settembre 2003.
2.- Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione il F. con due motivi. La società ha resistito con controricorso, contenente ricorso incidentale condizionato affidato a tre motivi; ha anche depositato memoria ex art. 378 c.p.c..
3.- Con il primo motivo di impugnazione si denuncia violazione e/o falsa applicazione della L. n. 300 del 1970, art. 18, commi 4 e 5, sostenendo che il danno da risarcire in caso di licenziamento illegittimo e di esercizio del diritto di opzione va commisurato alle retribuzioni che sarebbero maturate fino al giorno del pagamento dell’indennità sostitutiva e non fino alla data in cui il lavoratore ha operato la scelta.
Sufficiente rammentare il principio di diritto espresso da Cass. SS.UU. n. 18353 del 2014, dal quale il Collegio non ravvisa ragione per discostarsi, secondo cui “in caso di licenziamento illegittimo, ove il lavoratore, nel regime della cosiddetta tutela reale (nella specie, quello, applicabile “ratione temporis”, previsto dalla L. 20 maggio 1970, n. 300, art. 18 nel testo anteriore alle modifiche introdotte con la L. 28 giugno 2012, n. 92), opti per l’indennità sostitutiva della reintegrazione, avvalendosi della facoltà prevista dall’art. 18, comma 5, cit., il rapporto di lavoro, con la comunicazione al datore di lavoro di tale scelta, si estingue senza che debba intervenire il pagamento dell’indennità stessa e senza che permanga – per il periodo successivo in cui la prestazione lavorativa non è dovuta dal lavoratore nè può essere pretesa dal datore di lavoro – alcun obbligo retributivo” (conf.: Cass. n. 9765 e n. 20317 del 2015).
4.- Con il secondo mezzo di gravame, in subordine, si denuncia violazione e/o falsa applicazione della L. n. 300 del 1970, art. 18, commi 4 e 5, e degli artt. 1218, 1224 e 1284 c.c., assumendo che nella cifra da corrispondere al F. “andavano considerati gli interessi e la rivalutazione monetaria da costui maturati dalla data dell’esercizio dell’opzione al pagamento effettivo dell’indennità sostitutiva della reintegra”, somma da considerarsi “già incorporata nel precetto azionato”.
Il motivo dunque si fonda sull’assunto che l’importo per accessori maturato su di una certa sorte capitale era già dettagliato nell’originario precetto.
Il motivo, così come formulato, è inammissibile per violazione del disposto di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, in base al quale l’impugnazione per cassazione deve contenere “la specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda”.
Mancando nel motivo la specificazione del contenuto del precetto su cui esso si fonda, come pure l’indicazione del luogo processuale dove il documento sia reperibile ai fini del giudizio di legittimità, la censura risulta inammissibile, non ponendo questa Corte nella condizione di adempiere al proprio compito istituzionale di verificarne il fondamento sulla base delle sole deduzioni contenute nel ricorso, alle cui lacune non è possibile sopperire con indagini integrative, non avendo la Corte di legittimità accesso diretto agli atti del giudizio di merito (tra le tante: Cass. n. 8569 del 2013;
Cass. n. 3158 del 2003; Cass. n. 12444 del 2003; Cass. n. 1161 del 1995).
5.- Conclusivamente il ricorso principale deve essere respinto, con conseguente assorbimento del ricorso incidentale condizionato.
Tenuto conto che il ricorso per cassazione è stato proposto prima che le Sezioni Unite di questa Corte risolvessero il contrasto di giurisprudenza di cui alla questione sollevata con il primo motivo di impugnazione le spese si compensano.
Infine, poichè il ricorso principale risulta nella specie azionato in data 8 giugno 2013 occorre dare atto della sussistenza dei presupposti di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, come modificato dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del cit. art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 378
 art. 18
 Cass. 
 art. 18
 Cass. 
 art. 18
 Cass. 

Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 13
 art. 1
 art. 13
 art. 13