Source: http://www.slideserve.com/ramya/il-lavoro-pubblico-dopo-il-d-lgs-150
Timestamp: 2017-01-17 16:43:09+00:00

Document:
PPT - Il lavoro pubblico dopo il d. lgs. 150 PowerPoint Presentation - ID:421174
Il lavoro pubblico dopo il d. lgs. 150 PowerPoint PPT Presentation
Le fonti da considerare. Legge delega 4 marzo 2009, n. 15D. lgs. 27 ottobre 2009, n. 150Intesa 30 aprile 2009 sul nuovo modello contrattuale (Accordo quadro 22 gennaio 2009). 2. Punti da indagare per un raffronto tra i decreti 165/2001 e 150/2009. Riserva di legge (art. 97 Cost. e ruolo orga Copyright Complaint
Il lavoro pubblico dopo il d. lgs. 150 An Image/Link below is provided (as is) to download presentation
1. Il lavoro pubblico dopo il d. lgs. 150/2009: tra continuit� e cambiamento 1 Perch� tra continuit� e cambiamento?
Perch� � normale che l�analisi sia fatta per capire
cosa � cambiato rispetto a prima,
se l�esperienza fatta in questi quindici anni sia ancora utile
Ma anche perch�
Se � innegabile che l�assetto strutturale rimane quello precedente �
� nessuno pu� pensare che le norme restino invariate nel tempo
Perch� tra continuit� e cambiamento?
2. Le fonti da considerare Legge delega 4 marzo 2009, n. 15
Intesa 30 aprile 2009 sul nuovo modello contrattuale
(Accordo quadro 22 gennaio 2009) 2 3. Punti da indagare per un raffronto tra i decreti 165/2001 e 150/2009 Riserva di legge
(art. 97 Cost. e ruolo organizzativo della legge)
Separazione politica/dirigenza
(il ruolo organizzativo del vertice)
Potere privatistico del dirigente
(tra responsabilit� e gestione)
(tra subordinazione e tutela dei diritti)
(l�inderogabilit� delle norme)
Sono capisaldi comuni ad entrambi i decreti e che ci permettono di dotarci di un raffronto sinottico della disciplina e dell�ambiente nel quale ci si trover� ad operare, come
Operatori giuridici
Organizzazioni sindacali 4. Il d. lgs. 29/1993 (165/2001) fu chiamato riforma perch� invertiva i tradizionali canoni organizzativi e giuridici delle pubbliche amministrazioni Pubbliche amministrazioni: da terminale operativo dello Stato a erogatore e garante dei diritti sociali
(lo sviluppo del welfare)
Normativa: da esterna all�organizzazione (legge e atti amministrativi) a regolazione interna (responsabilit� privatistica e contrattazione)
Regole: da rigide e standardizzate a flessibili e concrete
4 5. Differenze e somiglianze ambientali 1992-1993 2008-2009 Crisi economica e di bilancio
Limitata credibilit� della politica
Diffuso sentimento di solidariet� sociale (progetto Europa)
La revisione del lavoro pubblico (contrattualizzazione e unificazione delle regole) Crisi economica e di bilancio
Ampia legittimazione elettorale
Elevato tasso polemico e concorrenziale politico e sociale
La revisione del lavoro pubblico (riequilibrio tra fonti e specializzazione delle regole) 5 In entrambi i periodi si sono verificati attacchi trasversali al pubblico impiego che
nel 1992-1993 furono arginati proprio attraverso la proposta di unificazione delle regole come scambio rispetto al rischio della privatizzazione dei servizi
nel 2008-2009 hanno riguardato il lavoratore pubblico in quanto tale, nella logica e sulla scia di un clima polemico e di contrapposizione continuamente alla ricerca di un responsabile
La polemica sui fannulloni inizia con un articolo di Ichino sul corriere della sera del 24 agosto 2006 e, in quattro anni, attraversa indenne due legislature e due maggioranzeIn entrambi i periodi si sono verificati attacchi trasversali al pubblico impiego che
La polemica sui fannulloni inizia con un articolo di Ichino sul corriere della sera del 24 agosto 2006 e, in quattro anni, attraversa indenne due legislature e due maggioranze 6. I limiti dell�esperienza del 165/2001 aspettative criticit� Sul piano organizzativo (aspettativa che l�autonomia portasse a soluzioni ottimali)
Sul piano contrattuale raccordo funzionale tra i due livelli di contrattazione
Eccesso di autoreferenzialit� dei soggetti interni e delle loro relazioni nella progettazione e nella verifica dell�organizzazione
Limitato rispetto dei criteri selettivi e di responsabilit� previsti dai contratti nazionali
6 7. Il confronto sul modello contrattuale Si intreccia con quello sulle modifiche legislative (come anche nel 1993 tra il Protocollo del 23 luglio e il decreto 29/1993)
Mira a dare certezza ai criteri di misurazione dell�inflazione (fase sempre lunga e problematica in fase di rinnovo)
Mira a specializzare maggiormente il ruolo dei due livelli di contrattazione rafforzando il secondo (obiettivo problematico nel settore pubblico)
7 8. Quello che ancora manca� Commissione Nazionale di valutazione (art. 13) - a) modalit� di organizzazione, le norme regolatrici dell'autonoma gestione finanziaria della Commissione e fissati i compensi per i componenti. - b) disposizioni per il raccordo tra le attivit� della Commissione e quelle delle esistenti Agenzie di valutazione.�
Mobilit� intercompartimentale (art. 48) previo parere della Conferenza unificata e sentite le Organizzazioni sindacali e' definita, una tabella di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi ai diversi comparti di contrattazione �
Mobilit� (art. 49) previa intesa con la conferenza unificata e sentite le confederazioni sindacali rappresentative, sono disposte le misure per agevolare i processi di mobilit�, anche volontaria, per garantire l'esercizio delle funzioni istituzionali da parte delle amministrazioni che presentano carenze di organico�
Fasce reperibilit� per malattia (art. 69) Le fasce orarie di reperibilit� del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo.� 8 9. Ambito di applicazione (art. 74) Con DPCM
a) limiti e modalit� di applicazione delle disposizioni, anche inderogabili, del presente decreto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
b) limiti e modalit� di applicazione delle disposizioni dei Titoli II (valutazione) e III (merito e premi) del presente decreto al personale docente della scuola e delle istituzioni di alta formazione artistica e musicale, nonch� ai tecnologi e ai ricercatori degli enti di ricerca� 9 10. Il rapporto con le autonomie (art. 117 Cost.) Secondo l�art. 74, rientra nella competenza esclusiva dello Stato
competenza dei contratti collettivi su relazioni sindacali, rapporto di lavoro e partecipazione;
correlazione tra performance e retribuzione accessoria
inderogabilit� da parte del contratto integrativo dei limiti e degli ambiti posti dal contratto nazionale;
inderogabilit� da parte della contrattazione collettiva delle disposizioni su premialit� e merito;
inderogabilit� da parte della contrattazione collettiva delle disposizioni su sanzioni disciplinari;
qualit� dei servizi e tutela degli utenti;
regolazione della contrattazione collettiva nazionale ed integrativa
trasparenza intesa come accessibilit� totale.
Sono invece principi fondamentali dell�ordinamento ex art. 97 Cost:
accesso ai percorsi di alta formazione;
aree funzionali;
articolazione del premio di efficienza;
riserva del 50% dei posti nelle progressioni verticali all�accesso dall�esterno;
selettivit� delle progressioni economiche
strumenti di premi e meriti. 10 11. �.segue: Il rapporto con le autonomie (art. 117 Cost.) Prima dell�approvazione definitiva:
modalit� di confronto con la Conferenza Stato - citt� ed autonomie locali:
intesa, per l�attuazione delle disposizioni su distribuzione delle materie tra legge e contrattazione collettiva; valutazione delle strutture e del personale e disposizioni sulla trasparenza; merito e premialit�; dirigenza pubblica
parere per l�attuazione delle restanti disposizioni della legge.
Dopo l�approvazione definitiva:
Protocolli d�intesa (PCM-ANCI) sperimentali per l�attuazione 11 12. �..segue Alle Regioni ed alle Province autonome di Trento e di Bolzano il decreto si applica solo compatibilmente con i rispettivi Statuti di autonomia e relative norme di attuazione (ultimo comma dell�art. 74 che si ricollega all�art. 116 Cost.), secondo un grado di autonomia che, comunque non pu� essere inferiore a quello riconosciuto alle Regioni a statuto ordinario. 12 13. La legge e l�organizzazione Il progressivo restringimento del ruolo della RISERVA DI LEGGE e degli atti amministrativi
L�evidenziazione del
POTERE DIRIGENZIALE:
Art. 2.1.b. ampia flessibilit�, garantendo adeguati margini alle determinazioni operative e gestionali da assumersi ai sensi dell'articolo 5, comma 2 (potere dirigenziale) 13
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialit� dell'amministrazione
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialit� dell'amministrazione 14. Materie riservate alla legge ed agli atti amministrativi Art. 2.1. D.lgs 165/2001
linee fondamentali di organizzazione degli uffici;
individuazione degli uffici di maggiore rilevanza e dei modi di conferimento della titolarit� dei medesimi;
determinazione delle dotazioni organiche complessive 14 15. �segue Art. 2.1.c. l. delega 421/1992
1) responsabilit� giuridiche nell'espletamento di procedure amministrative;
2) organi, uffici, modi di conferimento della titolarit� dei medesimi;
3)principi fondamentali di organizzazione degli uffici;
4) procedimenti di selezione per l'accesso al lavoro e di avviamento al lavoro;
5) ruoli e le dotazioni organiche nonch� la loro consistenza complessiva.
6) garanzia della libert� di insegnamento e l'autonomia professionale nello svolgimento dell'attivit� didattica, scientifica e di ricerca;
7) disciplina della responsabilit� e delle incompatibilit� tra l'impiego pubblico ed altre attivit� e i casi di divieto di cumulo di impieghi e incarichi pubblici;
15 Sono materie che riguardano non solo l�organizzazione ma anche aspetti del rapporto di lavoro pi� direttamente collegati all�esercizio della funzione pubblica
- art. 28 e 97.2
2., 3., 5 � art. 97.1
4. � art. 97.3 Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.
6. � art. 33
7. � art. 98.1Sono materie che riguardano non solo l�organizzazione ma anche aspetti del rapporto di lavoro pi� direttamente collegati all�esercizio della funzione pubblica
7. � art. 98.1 16. LA LEGGE CON FUNZIONI ORGANIZZATIVE 16 17. IL RAPPORTO LEGGE - CONTRATTO COLLETTIVO TRA UNIFICAZIONE E DIVERSIFICAZIONE DEI TRATTAMENTI NORMATIVI ART 2.2. DLGS 165/2001
Eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto, che introducano discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilit� sia limitata ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, o a categorie di essi, possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi e, per la parte derogata non sono ulteriormente applicabili, salvo che la legge disponga espressamente in senso contrario.
ART 2.2. DLGS 165/2001
(TESTO MODIFICATO)
Eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto, che introducano discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilit� sia limitata ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, o a categorie di essi, possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi e, per la parte derogata non sono ulteriormente applicabili, solo qualora ci� sia espressamente previsto dalla legge 17 18. Il rapporto legge e contratto per la Corte costituzionale �Sino a quando l'art. 39 Cost. non sia attuato (nel momento strutturale della registrazione, quale presupposto della personalit� dei sindacati) non � ipotizzabile conflitto fra attivit� normativa dei sindacati medesimi ed attivit� legislativa del Parlamento�[1]; il fatto che nel lavoro pubblico contrattualizzato si sia realizzata l�efficacia erga omnes dei contratti collettivi non consente di superare l�obiezione, dal momento che la stessa Corte ha giustificato l�estensione generalizzata non con riferimento all�art. 39 Cost, ma come effetto dell�intero procedimento di contrattazione e con l�obbligo che le amministrazioni assumono con la firma del contratto collettivo a garantire parit� di trattamento[2]. In entrambi i settori del lavoro, quindi, la mobilit� della linea di competenza tra legge e contratto va assunta come regola, [1] Corte Costituzionale 18 luglio 1980, n. 141; principio ribadito anche dalla sentenza 9-23 giugno 1988, n. 697.
[2] Corte costituzionale 16 ottobre 1997, n. 309 18 19. Il rischio di un incremento delle leggine Un modo diverso di arginare l�invadenza del legislatore attraverso:
A) la maggiore compattezza dei comparti e delle aree
B) una ragionevole articolazione delle sezioni specifiche
C) l�ampliamento della rappresentanza ad aree e professionalit� finora poco aggregate 19 20. IL RAPPORTO LEGGE - CONTRATTO COLLETTIVO NELLA REGOLAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO: IL PRINCIPIO DI INDEROGABILITA� Art. 1339 c.c.
Le clausole, i prezzi di beni o di servizi, imposti dalla legge (o da norme corporative) sono di diritto inseriti nel contratto, anche in sostituzione delle clausole difformi apposte dalle parti Art. 1419 c.c.
Nullit� parziale
La nullit� di singole clausole non importa la nullit� del contratto, quando le clausole nulle sono sostituite di diritto da norme imperative 20 Riguardano l�inderogabilit�
del contratto rispetto alla legge
di un livello contrattuale (integrativo, ma anche individuale) rispetto ad un altro (nazionale)
Contraddittoria soluzione rispetto al dibattito in corso nel settore privato: maggiore flessibilit� e minore inderogabilit� soprattutto di legge e di contratto collettivo.
Si inverte la scala dell�inderogabilit� accentrandone il pilastro: maggiore controllo
(crisi di fiducia rispetto al contratto collettivo soprattutto di secondo livello)
Le valutazioni della Corte dei conti (RINVIO)Riguardano l�inderogabilit�
Le valutazioni della Corte dei conti (RINVIO) 21. � segue: le norme dichiarate inderogabili La disciplina prevista dal d.lgs. 165/2001
Le norme disciplinari (artt. 55-55octies) del dlgs. 165/2001
Il Titolo III (Merito e premi) del d.lgs. 150/2009 (artt. 17-31) 21 22. Il rapporto legge � contratto collettivo nella regolazione del potere dirigenziale Art. 2094 Prestatore di lavoro subordinato
E prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore
Potere organizzativo
Potere disciplinare 22 23. I vincoli contrattuali al potere organizzativo nell�art. 5.2 del dlgs. 165/2001 Testo originario
Nell'ambito delle leggi e degli atti organizzativi di cui all'articolo 2, comma 1, le determinazioni
per l'organizzazione degli uffici e le misure inerenti la gestione dei rapporti di lavoro sono assunte dagli organi preposti alla gestione con la capacit� e i poteri del privato datore di lavoro Testo modificato
Nell�ambito delle leggi e degli atti organizzativi di cui all�articolo 2, comma 1, le determinazioni per l�organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla ge-stione dei rapporti di lavoro sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione con la capacit� e i poteri del privato datore di lavoro, fatta salva la sola informazione ai sindacati, ove prevista nei contratti di cui all�articolo 9. Rientrano, in particolare, nell�esercizio dei poteri dirigenziali le misure inerenti la gestione delle risorse umane nel rispetto del principio di pari opportunit� nonch� la direzione, l�organizzazione del lavoro nell�ambito degli uffici 23 24. �segue: norme in contrasto Articolo 9 - Partecipazione sindacale�
�1. Fermo restando quanto previsto dall�articolo 5, comma 2, i contratti collettivi nazionali disciplinano le modalit� e gli istituti della partecipazione.
Articolo 40 - Contratti collettivi nazionali e integrativi.
�1. La contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro nonch� le materie relative alle relazioni sindacali. Sono, in particolare, escluse dalla contrattazione collettiva le materie attinenti all�organizzazione degli uffici, quelle oggetto di partecipazione sindacale ai sensi dell�articolo 9, quelle afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi degli articoli 5, comma 2, 16 e 17, la materia del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali, nonch� quelle di cui all�articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 23 ottobre 1992, n. 421. Nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della mobilit� e delle progressioni economiche, la contrattazione collettiva � consentita negli esclusivi limiti previsti dalle norme di legge. 24 25. �segue: norme in contrasto Dall�Intesa del 30 aprile.
4.3. Nel quadro della contrattazione decentrata con contenuti economici, i premi variabili saranno calcolati con riferimento ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi, concordati fra le parti, aventi come obiettivo incrementi di produttivit�, qualit�, efficacia, innovazione, e/o efficienza organizzativa ed eventuali altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della performance delle amministrazioni, anche in termini di soddisfazione degli utenti, nonch� ai risultati legati ai risparmi di gestione dell�amministrazione 25 26. I soggetti dell�organizzazione: il ciclo della performance 26 27. Gli strumenti dell�organizzazione Piano e Relazione della performance
a) entro il 31 gennaio, un documento programmatico triennale, denominato Piano della performance da adottare in coerenza con i contenuti e il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio, che individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici ed operativi e definisce, con riferimento agli obiettivi finali ed intermedi ed alle risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell'amministrazione, nonch� gli obiettivi assegnati al personale dirigenziale ed i relativi indicatori;
b) un documento, da adottare entro il 30 giugno, denominato: �Relazione sulla performance� che evidenzia, a consuntivo, con riferimento all'anno precedente, i risultati organizzativi e individuali raggiunti rispetto ai singoli obiettivi programmati ed alle risorse, con rilevazione degli eventuali scostamenti, e il bilancio di genere realizzato. 27 28. Gli strumenti dell�organizzazione La trasparenza � intesa come accessibilit� totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attivit� di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialit�.
Essa costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione Programma triennale per la trasparenza e l'integrit�
da aggiornare annualmente, che indica le iniziative previste per garantire: a) un adeguato livello di trasparenza, anche sulla base delle linee guida elaborate dalla Commissione di cui all'articolo 13; b) la legalit� e lo sviluppo della cultura dell'integrit�. 28 29. Gli strumenti dell�organizzazione Sistema di misurazione e valutazione della performance
a) le fasi, i tempi, le modalit�, i soggetti e le responsabilit� del processo di misurazione e valutazione della performance, in conformista alle disposizioni del presente decreto;
c) le modalit� di raccordo e di integrazione con i sistemi di controllo esistenti;
d) le modalit� di raccordo e integrazione con i documenti di programmazione finanziaria e di bilancio 29 30. �.segue: concerne:
a) l'attuazione delle politiche attivate sulla soddisfazione finale dei bisogni della collettivit�;
c) la rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attivit� e dei servizi anche attraverso modalit� interattive;
d) la modernizzazione e il miglioramento qualitativo dell'organizzazione e delle competenze professionali e la capacit� di attuazione di piani e programmi;
f) l'efficienza nell'impiego delle risorse, con particolare riferimento al contenimento ed alla riduzione dei costi, nonch� all'ottimizzazione dei tempi dei procedimenti amministrativi;
g) la qualit� e la quantit� delle prestazioni e dei servizi erogati;
h) il raggiungimento degli obiettivi di promozione delle pari opportunit�. 30 31. Le fasi di progettazione dell�organizzazione il ciclo di gestione della performance
f) rendicontazione dei risultati agli organi di indirizzo politico-amministrativo, ai vertici delle amministrazioni, nonch� ai competenti organi esterni, ai cittadini, ai soggetti interessati, agli utenti e ai destinatari dei servizi. 31 Sia il ciclo di gestione della performance che le caratteristiche degli obiettivi sono ricavabili anche dalla disciplina precedente (art. 4, 14-17) in quanto articolazione della separazione di responsabilit�.
Nel nuovo testo sono pi� precisate nella loro concreta
fattibilit�
ed esigibilit�
Sia il ciclo di gestione della performance che le caratteristiche degli obiettivi sono ricavabili anche dalla disciplina precedente (art. 4, 14-17) in quanto articolazione della separazione di responsabilit�.
32. Caratteristiche degli obiettivi Gli obiettivi sono:
a) rilevanti e pertinenti rispetto ai bisogni della collettivit�, alla missione istituzionale, alle priorit� politiche ed alle strategie dell'amministrazione;
c) tali da determinare un significativo miglioramento della qualit� dei servizi erogati e degli interventi;
e) commisurati ai valori di riferimento derivanti da standard definiti a livello nazionale e internazionale, nonch� da comparazioni con amministrazioni omologhe;
f) confrontabili con le tendenze della produttivit� dell'amministrazione con riferimento, ove possibile, almeno al triennio precedente;
g) correlati alla quantit� e alla qualit� delle risorse disponibili. 32 33. 33 34. 34 35. 35 36. Il reclutamento (la concorsualit�) La chiusura della stagione delle stabilizzazioni
(art. 66 d.l. 112/2008 e art. 17 d.l. 78/2009)
l�art. 97 della Costituzione detta la normativa fondamentale in materia di assunzioni nelle pubbliche amministrazioni.
Sulla base di tale normativa, il concorso risulta essere la modalit� privilegiata di reclutamento di personale, tanto che le deroghe devono esplicitamente essere previste per legge.
La Corte costituzionale ha costantemente ribadito l�importanza di questo criterio. Cos� con la sentenza 20 gennaio 2004, n. 34, ha affermato: �Questa Corte ha riconosciuto nel concorso pubblico (art. 97, comma 3, della Costituzione) la forma generale e ordinaria di reclutamento per il pubblico impiego, in quanto meccanismo strumentale al canone di efficienza dell�amministrazione� (sentenze 194/02, 1/99, 333/93, 453/90 e 81/83)
Anche le ipotesi di stabilizzazione rispondono agli stessi canoni e non possono essere adottate al solo scopo di far fronte ad esigenze occupazionali di natura socio-economica 36 37. � segue: il rafforzamento della concorsualit� Accesso alla seconda fascia della dirigenza (progressiva)
Accesso al 50% delle progressioni economiche della posizione apicale,
Progressioni verticali con riserva per gli interni non superiore al 50% e con possesso requisiti per accesso dall�esterno 37 38. �segue: la Corte Costituzionale e le progressioni verticali (sent. 4 gennaio 1999 n. 1) l�accesso a una fascia funzionale superiore non pu� essere sottratto al principio del pubblico concorso, costituendo comunque un nuovo accesso, ovvero una forma di reclutamento, quindi anche le promozioni, e non solo l�accesso alle pubbliche amministrazioni, soggiacciono al principio del concorso pubblico;
viola il buon andamento una procedura che dissimuli un generale scivolamento verso l�alto di tutto il personale;
� contraria al principio di ragionevolezza una procedura di reinquadramento che valorizzi in maniera ingiustificata l�anzianit� di servizio;
� contraria al buon andamento, ma anche al principio di uguaglianza, la deroga al titolo di studio prescritto per l�accesso dall�esterno, nelle ipotesi di concorso interno per l�accesso al posto superiore;
� irragionevole una selezione talmente generica da porre legittimi dubbi circa l�idoneit� della verifica ai fini dell�accertamento della formazione professionale richiesta per la qualifica messa a concorso;
� illegittimo l�accesso al posto messo a concorso anche per appartenenti alla qualifica non immediatamente inferiore 38 39. La norma sull�obbligo di residenza: discriminatoria, incostituzionale e contraria al principio di libera circolazione in Europa �Il principio della parit� di condizioni per l'accesso ai pubblici uffici e' garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito sia strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato.� 39 40. Gli effetti della valutazione sulla retribuzione accessoria In base al sistema di valutazione il personale dirigenziale, distinto per livello generale e non, e il personale non dirigenziale � collocato in tre fasce di merito, derogabili dalla contrattazione collettiva integrativa, secondo la seguente articolazione ed attribuzione di risorse premiali:
a) il 25% � collocato nella fascia di merito alta, alla quale corrisponde l�attribuzione del 50% delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale;
b) il 50% � collocato nella fascia di merito intermedia, alla quale corrisponde l�attribuzione del 50% delle risorse destinate al trattamento accessorio collegato alla performance individuale;
c) il restante 25% � collocato nella fascia di merito bassa, alla quale non corrisponde l�attribuzione di alcun trattamento accessorio collegato alla performance individuale. 40 41. 41 42. 42 43. 43 44. Conclusioni per una gestione contrattata delle novit� Delle tre sezioni in cui � suddivisibile l�ammontare complessivo:
a)�il testo del decreto incide solo su quella relativa alla performance individuale, mentre resta inalterata la libert� della contrattazione collettiva di regolare le altre quote di salario accessorio (performance collettiva ed indennit�);
b)��inoltre, � lo stesso ammontare della quota da destinare alla performance individuale che � definita dalla contrattazione collettiva che in questo modo pu� ampliare o ridurre le restanti quote; anche, se come diremo parlando della contrattazione integrativa, lo stesso decreto contiene un�indicazione perch� la quota destinata alla performance individuale sia rilevante
c)��ancora, � la contrattazione collettiva che determina l�ammontare massimo del bonus annuale delle eccellenze (art. 21) e, di conseguenza, del premio annuale dell�innovazione (art. 22);
d)��infine, alla contrattazione � affidato il potere di parziale deroga delle fasce di merito con la possibilit� di prevedere quote retributive anche per il personale collocato nella fascia pi� bassa. 44 45. �.segue: La contrattazione collettiva integrativa pu� prevedere deroghe alla percentuale del cinque per cento di cui alla lettera a) del comma 2 in misura non superiore a cinque punti percentuali in aumento o in diminuzione, con corrispondente variazione compensativa delle percentuali di cui alle lettere b) o c).
La contrattazione pu� altres� prevedere deroghe alla composizione percentuale delle fasce di cui alle lettere b) e c) e alla distribuzione tra le medesime fasce delle risorse destinate ai trattamenti accessori collegati alla performance individuale. 45 46. Art. 40 d.lgs. 165/2001 (art. 54 d. lgs. 150/2009) 46 47. Il ciclo della gestione del trattamento accessorio Definire la distribuzione delle quote di retribuzione accessoria (vincolo indennit�)
Individuare la quota per performance individuale (concetto di prevalenza)
Determinare le deroghe alle fasce di merito (a, b, c)
Definire l�ammontare del bonus annuale (e del premio annuale)
Definire l�ammontare per incarichi e responsabilit�
Definire l�ammontare per progressione organizzativa (tranne quota 50% apicale?)
Definire l�ammontare per performance organizzativa (collettiva) 47 48. La contrattazione dell�organizzazione con effetti sulla retribuzione accessoria Art. 27 - una quota fino al 30 per cento dei risparmi sui costi di funzionamento derivanti da processi di ristrutturazione, riorganizzazione e innovazione all�interno delle pubbliche amministrazioni � destinata, in misura fino a due terzi, a premiare, secondo criteri generali definiti dalla contrattazione collettiva integrativa, il personale direttamente e proficuamente coinvolto e per la parte residua ad incrementare le somme disponibili per la contrattazione stessa. 48 49. �.segue (Intesa 30 aprile 2009) 4.3. Nel quadro della contrattazione decentrata con contenuti economici, i premi variabili saranno calcolati con riferimento ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi, concordati fra le parti, aventi come obiettivo incrementi di produttivit�, qualit�, efficacia, innovazione, e/o efficienza organizzativa ed eventuali altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della performance delle amministrazioni, anche in termini di soddisfazione degli utenti, nonch� ai risultati legati ai risparmi di gestione dell�amministrazione. 49 50. Responsabilit� e sanzioni Fonti
50 51. 51 52. 52 53. 53 54. La giurisprudenza su assenze e false attestazioni La Corte di Cassazione, II penale, 10 settembre 2008 n. 850, distingue l�ipotesi in cui per la qualifica del soggetto (incaricato di attestare l�orario di lavoro) che ha commesso il fatto (falsa attestazione della presenza dei dipendenti) si configuri il reato di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale (art. 479 cp), dall�ipotesi in cui, trattandosi di falsa attestazione da parte dei lavoratori stessi attraverso un utilizzo illegittimo del tesserino marcatempo o di altro strumento di registrazione, si configuri il reato di truffa aggravata (conf. sentenze della stessa sezione 34210/2006, 35058/2008, 44912/2008).
Lo stesso vale per la falsa certificazione della malattia: per la Corte di Cassazione (Sez. V sentenza del 29-01-2008, n. 4451, Sentenza n.11482 del 24.5.1977 della Cassazione Penale, sez. IV e n. 149762/1992 della Cassazione Penale, sez. V) le false attestazioni e certificazioni sull�esistenza o l�aggravamento di patologie rientrano nel contesto del falso in atto pubblico e rischia la reclusione il medico che certifica una malattia inesistente o che per banale accondiscendenza da i giorni di malattia a un paziente che non � malato o non ha visitato.
In queste ipotesi, di conseguenza, l�accertamento penale del reato determina il licenziamento anche nella disciplina contrattuale vigente, con la sola possibilit� di verificare se trattasi di licenziamento con o senza preavviso. 54 55. 55 56. La giurisprudenza sullo scarso rendimento In caso di scarso rendimento, anche se i contratti collettivi non prevedono in prima istanza la sanzione del licenziamento, esso � comunque inquadrabile nel giustificato motivo oggettivo; in altri termini la gravit� della mancata collaborazione gi� ora pu� determinare una forma di recesso �organizzativo� non necessariamente collegato ad una forma di inadempimento.
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 1632 del 22 Gennaio 2009, ha stabilito che si considera legittimo il licenziamento intimato al lavoratore a causa dello scarso rendimento, se viene provato, sulla base di una valutazione complessiva dell'attivit� resa dallo stesso lavoratore e sugli altri elementi dimostrati dal datore di lavoro, che vi � stata mancanza di collaborazione da parte del dipendente,�osservabile attraverso la sproporzione tra gli obiettivi dei programmi di produzione per il lavoratore e quanto da lui effettivamente realizzato nello stesso periodo di riferimento, confrontando l'attivit� media con quella dei vari dipendenti e non considerando la sussistenza di una soglia minima di produzione; ma la stessa Corte con sentenza 20050 del 2009 ha anche precisato che il datore di lavoro - cui spetta l�onere della prova - non pu� limitarsi a provare solo il mancato raggiungimento del risultato atteso o l�oggettiva sua esigibilit�, ma deve anche provare che la causa di esso derivi da colpevole negligente inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore nell�espletamento della sua normale prestazione.
Si pu� cos� dire che lo scarso rendimento assume il carattere dell�inadempimento o del danno organizzativo solo a seconda della gravit� ed � evidente che anche la reiterazione o il prolungamento di comportamenti improduttivi � in ragione del danno organizzativo che pu� produrre � comportano la possibilit� di ricorrere alla forma del recesso organizzativo anzich� a quello disciplinare.
Peraltro, questo percorso � tanto pi� praticabile se coniugato con la responsabilit� per danno all�immagine dell�amministrazione che, fin dalla sentenza della Corte dei conti sezioni riunite, 23 aprile 2003, n. 10/03/QM, consente anche il risarcimento del danno subito, come adesso previsto dalla lettera e) del comma 2 dell�art. 7 della legge 15/2009. 56 57. Altre novit� in materia di sanzioni disciplinari Modalit� di pubblicizzazione del codice disciplinare (pubblicazione sul sito)
Erogazione diretta della sanzione d parte del dirigente (fino alla multa)
Riduzione dei tempi della procedura di oltre la met�)
Modalit� di comunicazione di contestazione e sanzione (atti recettizi)
57 58. Gli elementi portanti dell�Intesa del 30 aprile 2009 Vigenza contrattuale triennale
Unificazione della vigenza tra parte normativa e parte economica
Adozione di un nuovo indice per l�andamento delle retribuzioni (IPCA)
Unificazione della base di calcolo cui applicare l�IPCA (voci stipendiali)
Rafforzamento della contrattazione (anche territoriale) di secondo livello
Riduzione del numero dei contratti (comparto, aree) 58 59. Un modello condiviso Per la verifica del corretto funzionamento delle regole qui definite, le parti costituiscono un Comitato paritetico � di cui fanno parte rappresentanti dei Comitati di settore e membri designati dalle Confederazioni sindacali rappresentative ai sensi della normativa vigente � quale specifica sede di monitoraggio e analisi degli effetti della contrattazione 59 60. Soggetti e procedure del livello nazionale: le materie (art. 40) La contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro nonch� le materie relative alle relazioni sindacali.
Sono, in particolare, escluse dalla contrattazione collettiva le materie attinenti all�organizzazione degli uffici, quelle oggetto di partecipazione sindacale ai sensi dell�articolo 9, quelle afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi degli articoli 5, comma 2, 16 e 17, la materia del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali, nonch� quelle di cui all�articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 23 ottobre 1992, n. 421.
Nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della mobilit� e delle progressioni economiche, la contrattazione collettiva � consentita negli esclusivi limiti previsti dalle norme di legge 60 61. Soggetti del livello nazionale Il Presidente dell�ARAN � nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l�innovazione previo parere della Conferenza unificata. Il Presidente rappresenta l�agenzia ed � scelto fra esperti in materia di economia del lavoro, diritto del lavoro, politiche del personale e strategia aziendale, anche estranei alla pubblica amministrazione
Il collegio di indirizzo e controllo � costituito da quattro componenti scelti tra esperti di riconosciuta competenza in materia di relazioni sindacali e di gestione del personale, anche estranei alla pubblica amministrazione e dal presidente dell�Agenzia che lo presiede; due di essi sono designati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta, rispettivamente, del Ministro per la pubblica amministrazione e l�innovazione e del Ministro dell�economia e delle finanze e gli altri due, rispettivamente, dall�ANCI e dall�UPI e dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni. Il collegio coordina la strategia negoziale e ne assicura l�omogeneit�, assumendo la responsabilit� per la contrattazione collettiva e verificando che le trattative si svolgano in coerenza con le direttive contenute negli atti di indirizzo. Nell�esercizio delle sue funzioni il collegio delibera a maggioranza, su proposta del presidente 61 62. Soggetti del livello nazionale 62 63. Soggetti e procedure del livello nazionale: comparti, aree, rappresentativit� Sono definiti sino a un massimo di quattro comparti di contrattazione collettiva nazionale, cui corrispondono non pi� di quattro separate aree per la dirigenza. Una apposita sezione contrattuale di un�area dirigenziale riguarda la dirigenza del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale, per gli effetti di cui all�articolo 15 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni. Nell�ambito dei comparti di contrattazione possono essere costituite apposite sezioni contrattuali per specifiche professionalit�.
L'ARAN ammette alla contrattazione collettiva nazionale le organizzazioni sindacali che abbiano nel comparto o nell'area una rappresentativit� non inferiore al 5 per cento, considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale 63 64. le procedure 64 65. Soggetti e procedure del secondo livello: le materie (rinvio) e il territorio La contrattazione integrativa si svolge sulle materie, con i vincoli e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali, tra i soggetti e con le procedure negoziali che questi ultimi prevedono (art. 40 d.lgs 165/2001)
65 66. �Segue: il giudizio della Corte dei conti (2006-2007) Tutti i contratti stipulati mostrano un�attenzione decisamente modesta alle questioni della produttivit� del lavoro nel settore pubblico. Le risorse disponibili risultano impiegate pressoch� totalmente per elevare i trattamenti fissi e continuativi, mentre mancano in tutti i contratti sinora esaminati, vincolanti e reali impegni per l�introduzione di strumenti e tecniche di valutazione delle prestazioni individuali. Numerosi contratti prevedono un�ulteriore attenuazione del principio di selettivit� nell�attribuzione di posizioni economiche superiori, e un maggior coinvolgimento dei sindacati nelle stesse scelte organizzative delle amministrazioni, di fatto depotenziando le gi� scarse possibilit� di utilizzare la leva economica per favorire una miglior produttivit� del lavoro.
(2008-2009) I risultati di un�analisi condotta in via sperimentale sull�andamento della contrattazione integrativa nei diversi comparti confermano e rafforzano le osservazioni pi� volte formulate dalla Corte circa la necessit� di un maggior controllo sull�andamento dei fondi unici, e della introduzione in contrattazione nazionale di norme pi� rigorose in merito all�utilizzo delle risorse verso finalit� realmente incentivanti il recupero di produttivit� individuale e collettiva. 66 67. 67 68. Contrattazione e partecipazione Partecipazione sociale e partecipazione sindacale
Analisi di bisogni e strategia contrattuale
Territorialit� della contrattazione
La contrattazione per politiche 68 69. Ogni amministrazione, sentite le associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, adotta un Programma triennale per la trasparenza e l�integrit�, da aggiornare annualmente (art. 11)
Ogni amministrazione presenta il Piano e la Relazione sulla performance alle associazioni di consumatori o utenti, ai centri di ricerca e a ogni altro osservatore qualificato, nell�ambito di apposite giornate della trasparenza senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (art. 11)
Le modalit� di definizione, adozione e pubblicizzazione degli standard di qualit�, i casi e le modalit� di adozione delle carte dei servizi, i criteri di misurazione della qualit� dei servizi, le condizioni di tutela degli utenti, nonch� i casi e le modalit� di indennizzo automatico e forfetario all'utenza per mancato rispetto degli standard di qualit� sono stabilite con direttive, aggiornabili annualmente, del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta della Commissione per la valutazione, la trasparenza e l�integrit� nelle amministrazioni pubbliche (art. 28)
Ambito del Sistema di misurazione e valutazione della performance: lo sviluppo qualitativo e quantitativo delle relazioni con i cittadini, i soggetti interessati, gli utenti e i destinatari dei servizi, anche attraverso lo sviluppo di forme di partecipazione e collaborazione (art. 8)
Fase del ciclo della performance: rendicontazione dei risultati agli organi di indirizzo politico-amministrativo, ai vertici delle amministrazioni, nonch� ai competenti organi esterni, ai cittadini, ai soggetti interessati, agli utenti e ai destinatari dei servizi (art. 4)
I risultati dell�attivit� della Commissione sono pubblici. La Commissione assicura la disponibilit�, per le associazioni di consumatori o utenti, i centri di ricerca e ogni altro osservatore qualificato, di tutti i dati sui quali la valutazione si basa e trasmette una relazione annuale sulle proprie attivit� al Ministro per l�attuazione del programma di Governo (art. 13) 69 Related Presentations
Aprile 2010 - La contrattazione collettiva nel lavoro pubblico...adara Contrattazione e relazioni sindacali - Dopo l’entrata in vigore...noreen Contrattazione e relazioni sindacali - Dopo l’entrata in vigore...enid La riforma del mercato del lavoro - Leggi e decreti pag 1 di 2. d....phiala Il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. - 1/79 - Ordine avvocati di torino salute...ace Dal D. Lgs . 626/1994 al D. Lgs . 81/2008 Sicurezza e Igiene nei...umeko LA NORMATIVA A TUTELA DELLA LAVORATRICE MADRE D.Lgs. 151/2001elton-vincent D.Lgs. 626 - Legislazione. dpr 547/55dpr 303/56dpr 164/56dm 466/92...deacon La Riforma Brunetta - Analisi della legge 15/2009 e del d.lgs...millicent-goulas D. Lgs. 81 del 09/04/2008 - La tutela della salute e della sicurezza...cairo-schultz D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150 L’impatto sugli EE.LL. - . giornata...odeda Fondazione Handicap: Dopo di Noi - I pubblico e privato insieme per...jermaine-riviere I LUOGHI DI LAVORO - Corso aspp/rspp modulo a3. i luoghi di...rogan-franco L’ORARIO DI LAVORO DEI CONDUCENTI - L’orario di lavoro dei...zaccheus-meboo Mobilità verticale disciplina delle mansioni ( art.52 d.lgs. n....rico Sicurezza del lavoro - 53° distretto scolastico - nocera...talasi View More Presentations

References: art. 97

Art. 2
 Art. 2
 Art. 2
 art. 28
 art. 97
 art. 97
 art. 33
 art. 98
 art. 98
 sentenza 
 Art. 1339
 Art. 1419
 Art. 2094
 Articolo 9

Articolo 40
 art. 17
 sentenza 
 Art. 40
 Art. 27
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art.52