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Timestamp: 2020-07-08 14:14:24+00:00

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Corte d'Appello di Catanzaro, III Sezione Civile, sentenza 19 marzo 2019 n.568. Presidente Maiore; relatore: Ermini. - Sdanganelli & Associati Privacy Policy
Il rapporto fra azienda sanitaria ed un’associazione di volontariato cui è affidato il servizio trasporto in ambulanza dietro pagamento di un corrispettivo, analiticamente fissato nella convenzione, va qualificato appalto di pubblico servizio. Benchè la legge n. 266/1991 disciplini le associazioni di volontariato quali organismi liberamente costituiti con finalità solidaristiche, senza fini di lucro, neppure indiretto, va osservato che, ai sensi dell’art. 3 l. 266/1991, esse si avvalgono in modo determinante e prevalente delle prestazioni volontarie e gratuite dei propri aderenti, possono assumere dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento e nel proprio atto costitutivo devono essere necessariamente previsti l’assenza del fine di lucro, la democraticità della struttura e la gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti. La gratuità delle prestazioni è riferita al singolo volontario – è comunque consentito il rimborso spese – e non alla organizzazione alla quale egli aderisce, per cui deve negarsi che dalla legge n. 266/1991 possa derivare un divieto normativo di retribuzione del servizio reso dall’organizzazione di volontariato in favore dell’Asp. All’associazione di volontariato spettano, per il ritardo nel pagamento delle prestazioni di servizi, gli interessi moratori di cui al d.lgs. n. 231/2002, applicabile sia sotto il profilo oggettivo, in relazione alla natura della transazione (appalto di servizi), sia sotto il profilo soggettivo, in quanto l’art. 5 , d.lgs. n. 231 del 2002, inerente le transazioni commerciali tra imprenditori e tra imprenditori e pubblica amministrazione, offre una nozione ampia di imprenditore definito “ogni soggetto esercente un’attività economica organizzata o una libera professione”, senza menzionare i requisiti della professionalità e della produttività, in tal modo consentendo di ricomprendervi anche gli enti no profit che operino, come nel caso di specie, con criteri di economicità (pareggio di bilancio) e senza scopo di lucro.
Corte Appello Catanzaro III Civile sentenza 568-2019
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Tagged in aderenti, ambulanza, ampia, appalto di pubblico servizio, applicabile, art. 3 l. 266/1991, art. 5 d.lgs. n. 231 del 2002, assenza, associazione, assumere, attività economica, atto costitutivo, Azienda Sanitaria, commerciali, convenzione, corrispettivo, costituiti, d.lgs. 231/2002, democraticità, determinante, dipendenti, economicità, enti non profit, finalità, fine di lucro, funzionamento, gratuità, gratuite, imprenditore, imprenditori, indiretto, interessi, lavoro autonomo, legge 266/1991, libera professione, liberamente, moratori, natura, nozione, organismi, organizzata, organizzazione, pagamento, pareggio di bilancio, prestazioni, prestazioni volontarie, prevalente, produttività, professionalità, profilo oggettivo, profilo soggettivo, pubblica amministrazione, qualificato, regolare, requisiti, retribuzione, rimborso spese, ritardo, scopo di lucro, sdanganelli, senza, senza fini di lucro, servizio, singolo, solidaristiche, struttura, transazione, transazioni, trasporto, utenza, volontariato, volontario

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 art. 3
 art. 5