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09° feng-shui ( hōgaku ) e ikebana
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Pubblicato: 17 Febbraio 2017 | Scritto da Mauro | Visite: 4478
FENG-SHUI (hōgaku in giapponese) e IKEBANA
vedi anche Art. 17°
Il feng-shui (vento-acqua) - hōgaku ( direzione-angolo )
si occupa della interazione corretta dell'essere umano con il suo ambiente naturale ed è l'arte di individuare e interpretare l'azione delle energie cosmiche Ki (elettromagnetiche, termiche e gravitazionali) che circolano nell'essere umano e nel suo ambiente principalmente tramite l'aria (respiro nell'uomo, vento in natura) e l'acqua (sangue nell'uomo, fiumi in natura).
Nell'antica Cina e Giappone, la natura era considerata come un organismo che vive e respira .
Questo kanji rappresenta l'energia vitale che scorre nell'universo e anima sulla terra ogni forma d'esistenza -sassi e rocce compresi- ed è scritto Ki (sistema di traslitterazione Hepburn) o Ch`i (sistema Wades-Giles) oppure Qi (sistema PinYin). vedi articolo 50° sulla traslitterazione della lingua giapponese
Il Ki può essere “buono” o “cattivo”, accumulato, disperso, incanalato, ed è responsabile di tutti i mutamenti nell'universo e si manifesta tramite i due princìpi Yin e Yang che controllano l'universo, non in modo arbitrale o casuale ma tramite leggi immutabile e umanamente imperscrutabili.
Questa visione dell'universo può apparire irrazionale e non scientifica ma ha influenzato moltissimo la quotidianità e la cultura sia cinese che giapponese .
Ad esempio la forza vitale Ki è sempre stata usata per definire un artista poiché il Roppo (sei cànoni di HSIEH HO) mette quale prima e più importante norma il fatto che l'artista esprima il Ki suo e dell'opera. vedi articolo 7°
Uno dei compiti del feng-shui è localizzare "le linee del drago" che trasportano l'energia terrestre, ossia individuare le linee di energia della terra, paragonabili ai meridiani del corpo umano considerati dall'agopuntura, catturando l'energia benefica del luogo scelto e allontanandone quella malefica, ad esempio indicando la corretta posizione dove e come costruire una tomba, una casa o una città.
Maestri del feng-shui cinesii che cercano le linee del drago (4° figura da destra consultando una bussola su un tavolino) tardo periodo Chìng, fine 19° sec.
La teoria del Feng-Shui è molto complessa e si basa sulla Teoria dello Yang-Yin, sui 12 animali dello zodiaco cinese, sui 5 elementi (fuoco, legno, terra, acqua e metallo vedi Art. 63°) e sui 64 esagrammi dell'I-Ching.
L'importanza del Feng-Shui era tale che, vedi esempio nel Sakuteiki (Art. 39), anche se solo uno dei grandi sassi del giardino fosse mal posizionato avrebbe avuto la conseguenza di non proteggere la casa dalle energie malefiche e tale inadempienza poteva causare malattie o persino la morte del proprietario.
Anche l'ikebana, come tutto ciò che è stato prodotto dalla cultura giapponese, si è sviluppato rispettando le regole del feng-shui; in particolare quella inerente le quattro Divinità Cardinali protettrici e quella riguardo l'evitare le linee diritte.
1- Le 4 DIVINITÀ CARDINALI
nell'antica Cina, e di conseguenza nell'antico Giappone, le stelle del firmamento erano raggruppate, secondo le quattro stagioni, in quattro grandi costellazioni: quella della Tartaruga, Tigre, Fenice e Drago.
costellazione della Tartaruga con il carro dell'Orsa Minore e la Stella Polare visibile in basso a destra
Questi stessi animali, posizionati in concordanza simbolica (secondo il Tai-ji) con le direzioni e colori, Nord Tartaruga nera, Ovest Tigre bianca, Sud Fenice rossa ed Est Drago blu, hanno il compito di “proteggere” la persona, la tomba, la casa dalle forze negative.
per l'associazione con i punti cardinali e loro posizioni, vedi Art. 15°
Contrariamente all'Occidente che pone il sud in basso e nord in alto, in Oriente la visione delle due direzioni cardinali è invertita, perciò sulle cartine geografiche e nella simbologia taoista la tartaruga nera che protegge il nord è messa in basso e la fenice rossa che protegge il sud, in alto. (vedi articolo 15°)
in Cina e Giappone, il sud -che corrisponde al sole- era ritenuta la direzione più importante perciò considerato yang mentre il nord, suo opposto e meno importante, era ritenuto yin; per questa ragione nelle antiche bussole usate nell'Estremo Oriente, l'ago magnetico (punta rossa nella foto) indicava il sud.
Anche l'est è ritenuto yang poiché il sole, che nasce a est, sale nel firmamento e irradia più calore: salita e aumento sono caratteristiche yang, mentre il suo opposto ovest è ritenuto yin, direzione in cui il sole diminuisce nel calore e scende, diminuzione e discesa sono connotazioni yin.
Nella realtà, la -persona, casa, tomba- dev'essere rivolta verso il sud geografico attorniata dai quattro animali-simbolo che la proteggono; sia il tipo di animale che la sua posizione sono coerenti col Tai-ji, avendo due animali che volano nel lato Yang/cielo (est e sud) drago e fenice e due animali che camminano sulla terra nel lato Yin/terra (nord e ovest) tartaruga e tigre.
a lato l`esempio di disposizione di una tomba protetta a nord dalla tartaruga (montagne alte) a ovest dalla tigre (colline) a est dal drago (montagne di media altezza) e a sud dalla fenice (spazio vuoto e acqua)
schema di un sarcofago di imperatori cinesi
con i 4 animali protettori incisi sulle sue pareti
Un edificio, affinché questi si trovi in una situazione protetta, deve “guardare” verso Sud e davanti ci dev'essere uno spazio vuoto (la Fenice rossa), dietro a Nord un edificio molto alto (la Tartaruga nera), al suo fianco destro a Ovest un edificio basso (la Tigre bianca) e al suo fianco sinistro a Est un edificio un poco più alto (il Drago blu).
Applicate ad una persona, questa, per essere protetta, deve avere un oggetto alto alla sua sinistra (simboleggiato dal Drago) e un oggetto basso alla sua destra (simboleggiato dalla Tigre), dello spazio libero davanti (Fenice) e una parete dietro (Tartaruga).
Le antiche capitali Fujiwara (694-710), Nara (710-784), Nagaoka (incompiuta e abbandonata dopo 10 anni) e Heian-kyo (794-1868) -l'attuale Kyoto, mappa a lato- come pura la prima capitale shogunale di Kamakura (1192-1333) sono state costruite seguendo le regole del Feng-Shui vedi Art. 17° , come pure il castello dei Tokugawa attorno al quale nacque, disordinatamente e senza seguire il feng-shui poiché non prevista come capitale, l'attuale Tokyo; costruzioni come i Palazzi Imperiali, le dimore dei nobili e persino tutti gli elementi componenti i loro giardini, dai sassi ai viottoli allo stagno ai ruscelli alle cascate e agli alberi, sin dall'antichità erano disposti seguendo queste regole.
mappa dell'antica Edo (attuale Tokyo) con uno spazio apparentemente libero al centro (segnato con lo stemma dei Tokugawa, tre foglie di Altea) ove sorgeva la loro residenza, con al suo sud direzione più importante le principali abitazioni dei daimyo -disposte sull'asse nord/sud- affiancate una all'altra, il tutto attorniato dal resto della città cresciuto disordinatamente poiché Edo non è nata come città capitale
I due animali protettori drago e tigre erano frequentemente dipinti sui paraventi o sulle porte scorrevoli
paraventi di Hasegawa Tōhaku (1539 – 1610)
porte scorrevoli di Nagasawa Rosetsu (1754–1799)
due paraventi a sei ante
nel periodo Edo era di moda regalare un trittico con al centro il disegno di personaggi famosi, al suo lato sinistro -lato yang- il drago -animale yang- e al suo lato destro -lato yin- la tigre -animale yin- che lo proteggono
trittico di Kano Tsunenobu (1636–1713)
oppure dei paraventi con il drago e la tigre.
Siccome i disegni su carta, sui paraventi e porte scorrevoli si "leggono" da destra a sinistra, il drago yang/più importante è messo per primo alla nostra destra mentre la tigre/yin -meno importante- è collocata per seconda, alla nostra sinistra
a fianco della tigre si dipingeva un giaguaro: in Giappone, poiché arrivavano dall'estero solo le pelli di questi felini, si credeva che il giaguaro fosse la femmina della tigre-maschio.
tigre-maschio/yang, più importante, disegnata per primo nella visione da destra a sinistra, giaguaro (ritenuto erroneamente la femmina/yin della tigre), disegnato per secondo; il paravento con il drago, essendo yang rispetto alla tigre, è posto a destra rispetto a quello con tigre e giaguaro, ed è il primo ad essere "letto".
paraventi di Eitoku Kanō ( 1543 – 1590)
porte scorrevoli, Kano Tan`yu, dipinte negli anni 1630
Kimono del periodo fine Edo-inizio Shōwa con
i due animali protettori yang, fenice e drago
telo con funzione di furoshiki, periodo Meiji, con al centro
i due animali protettori, del sud -fenice- e del nord -tartaruga-
Hanakago: vaso in bambù per l'ikebana datato 1926 con tigre e fenice
Quando le regole compositive dell'ikebana sono state create nel 15° sec., si è preso come riferimento lo schema del feng-shui già in uso nella quotidianità dunque le misure e le posizioni dei vegetali sono state concepite in modo da essere in concordanza con il suo simbolismo e in armonia con le posizioni delle quattro divinità cardinali:
nei Rikka l'elemento principale shu della scuola Ohara corrisponde alla persona -casa- tomba da proteggere ed è difeso da un fuku nella posizione del Drago al lato est e da un kyaku nella posizione della Tigre al lato ovest.
La composizione è vista "da dietro" ossia dal nord (posizione della Tartaruga), come è consuetudine nei rikka e shoka Ikenobo (concetto che sarà spiegato nelle prossime schede).
All'inizio, quando si sono formate le prime regole compositive dell'ikebana, il Rikka era sempre nello stile che la scuola Ohara chiama “alto, diritto” ossia con lo Shu al centro e verticale: la composizione, "guarda” verso sud (il sole al suo apice è idealmente posto nel lato yang fra il Drago e la Fenice ) ed è vista da nord (Tartaruga), è congrua con le regole del Feng-Shui: shu è protetto al suo lato sinistro da un fuku relativamente alto (Drago) e al suo lato destro da un kyaku (Tigre) relativamente basso.
Nel periodo Edo sono apparsi nuovi tipi di ikebana vedi Art 15° derivanti da una semplificazione del Rikka e chiamati shōka della scuola Ikenobo e seika delle altre scuole: si usano solo 3 elementi principali ma è rimasto inalterato il rispetto delle leggi del feng shui mantenendo lo schema protettivo di shu con un fuku/Drago alto a est e un kyaku/Tigre basso a ovest.
Dallo stile Alto dei Rikka e shoka, unico stile dalla nascita dell`ikebana fino alla prima parte del periodo Edo, derivano gli stili Obliquo e Cascata; in questi stili lo shu ha cambiato posizione e il riferimento ai 4 Protettori non esiste più.
Gli stili della scuola Ohara derivano dal seika e l'unico stile in cui l'influsso del feng shui è ancora percepibile è lo stile Alto mentre non lo è più negli altri stili poiché la posizione di shu e fuku sono cambiate.
Shu è "protetto" da fuku/drago e da kyaku/tigre
2- EVITARE LE LINEE DIRITTE
Il feng-shui considera le linee rette in modo negativo poiché facilitano i flussi energetici maligni mentre preferisce le linee curve perché deviano tali forze.
Ad esempio strade, ruscelli, canali, fiumi che scorrono in linea retta arrecano influenze maligne; al contrario, strade e acque con linee tortuose e curve sono un indizio della presenza di Forze Benefiche. In generale, ogni forma che presenti linee rette, angoli e spigoli è considerata virtualmente pericolosa.
Anche nell'ikebana (ad eccezione dei primi Rikka con lo Shu diritto) tutte le Scuole del passato hanno sempre utilizzato le linee curve nelle situazioni non formali, arrivando, nel periodo Edo, a degli eccessi come l'esempio dei Seika della Scuola Enshu in cui si usavano delle curvature che possono apparire ai nostri occhi “estreme, esagerate, innaturali, barocche, artificiose”, con piegature a forma di S, molto accentuate e complesse.
Tenendo presente questa avversione del Feng-Shui alle linee diritte, anche l'ikebanista della Scuola Ohara, salvo specifiche rare eccezioni, deve evitarle;
i vegetali nel loro stato naturale in Giappone appaiono più “sofferti” poiché le forze della natura sono molto più violente che in Europa e quindi “lasciano il loro segno” sui vegetali; essendo i vegetali europei meno “segnati” dalla natura rispetto a quelli giapponesi, questi devono essere plasmati dall'ikebanista.
La maggior parte degli ikebanisti, al giorno d'oggi utilizza vegetali coltivati in serre o vivai o altri luoghi protetti che, al contrario dei vegetali colti nella natura, non mostrano (con le loro linee diritte) gli effetti delle forze della natura (vento, pioggia, sole, freddo, neve, siccità). Quindi devono essere “manipolati” dall'ikebanista al fine di togliere la rigidità delle linee per renderli più naturali e meno artificiali.
La “quantità” di manipolazione sarà minore su un elemento “giovane” e maggiore su un elemento “vecchio” poiché il “giovane”, in teoria, è rimasto per minor tempo esposto alle intemperie rispetto al “vecchio”.
esempi di manipolazione dei vegetali per dar loro una curvatura
surimono di Hokusai (1760-1849)
varie scuole, per curvare i rami diritti che si spezzano se piegati, dopo averli parzialmente incisi vi inseriscono dei cunei prelevati dallo stesso vegetale
altro esempio per ottenere curvature molto pronunciate utilizzate nei seika
Un'ulteriore ragione di modificare i vegetali diritti rendendoli leggermente curvilinei è che la composizione deve mostrare, oltre al concetto -essenziale per il Buddhismo- di transitorietà (evidenziato nella scelta dei fiori del gruppo kyaku a stadi di apertura differenti), anche il concetto di interdipendenza e il vegetale diritto esclude ogni sua dipendenza dai fattori ambientali naturali.
Questi versi di Nico Orengo (1944–2009), poeta italiano, esprimono bene le forze della natura che plasmano il vegetale:
il vento disegna il pino
e lo muove in scirocco e tramontana
lo asciuga da ponente e lo irrita di mistrale
e lo suda e lo piega

References: Art. 17
 articolo 50
 articolo 7
 Art. 63
 Art. 15
 articolo 15
 Art. 17