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Timestamp: 2018-01-21 00:51:21+00:00

Document:
Dichiarazione di interesse culturale - Soprintendenza Archeologia della Sardegna
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La dichiarazione di interesse culturale è il provvedimento formale che riconosce l’interesse archeologico di siti, monumenti, collezioni, singoli reperti di proprietà pubblica e privata.
L'art. 39, c. 2, lett. a), b), c) del DPCM n. 171 del 2014 ha incardinato nelle Commissioni regionali per il patrimonio culturale la competenza a deliberare l'adozione dei provvedimenti di verifica e di dichiarazione dell'interesse culturale, oltre che dei provvedimenti recanti prescrizioni di tutela indiretta. La cura dei procedimenti istruttori compete alle Soprintendenze Archeologia.
Le prescrizioni di tutela indiretta sono poste in un'area attorno al bene dichiarato di interesse culturale (Decreto legislativo n. 42/2004 artt. 45-47 “Codice dei beni culturali e del Paesaggio” ) per salvaguardare l’integrità dei beni immobili ed evitare che ne siano danneggiate luce, prospettiva, visuale.
Avverso il decreto di dichiarazione di interesse è ammesso ricorso al Ministero (Codice , art.16).
La Soprintendenza cura l’aggiornamento dell’elenco degli immobili per cui sia intervenuta la dichiarazione d’interesse e rilascia le relative certificazioni.
Le notifiche espresse in base alla legge n. 364/1909 e alla legge n. 778/1922, e i vincoli imposti ai sensi della legge n. 1089/1939 e del decreto legislativo n. 490/1999 conservano efficacia (Codice , art.128).
Codice , art. 10, comma 3, lettera a; artt. 13-14.
Trascorsi i termini del procedimento previsti dalla legge n. 241/1990 e successive modifiche, la Soprintendenza propone alla Commissione regionale per il patrimonio culturale l’emanazione della delibera di interesse culturale sulla base della documentazione trasmessa. In attesa dell’emanazione del provvedimento finale i beni sono comunque sottoposti a tutela, e dunque non possono essere modificati in alcun modo senza l’autorizzazione della Soprintendenza.
Entro 120 giorni dall’avvenuta comunicazione agli interessati, la Commissione regionale, nel caso valuti positivamente la proposta della Soprintendenza, adotta la delibera di dichiarazione di interesse culturale. Tale delibera, corredata della relazione scientifica, della documentazione fotografica e della planimetria catastale, viene notificata ai proprietari, possessori o detentori e al Comune competente, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Copia della delibera viene trasmessa anche al Ministero, alla Soprintendenza e al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale del Nucleo di Sassari.
Ricevute dalla Commissione copia delle cartoline postali comprovanti la ricezione del decreto da parte del proprietario e del Comune, la Soprintendenza provvede alla trascrizione del decreto presso la competente Agenzia del Territorio – Servizio Pubblicità Immobiliare.
Richiesta accertamento interesse culturale (formato PDF)
Richiesta certificazione interesse culturale (formato PDF)
La Soprintendenza, dopo aver redatto la scheda scientifica della collezione o del reperto, comunica a proprietari, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, l’avvio del procedimento di dichiarazione di interesse culturale (legge 241/1990, art. 7 e successive modifiche e integrazioni)
I proprietari, possessori o detentori del bene, possono partecipare al procedimento amministrativo inviando alla Soprintendenza entro 80 giorni eventuali osservazioni, memorie scritte e documenti per illustrare circostanze ritenute rilevanti ai fini dell’emanazione del provvedimento finale
La Soprintendenza propone alla Commissione regionale per il patrimonio culturale l’adozione della delibera di dichiarazione dell' interesse culturale sulla base della documentazione trasmessa. In attesa dell'adozione della delibera i beni sono comunque sottoposti a tutela e dunque non possono essere alienati, spostati e modificati in alcun modo senza l’autorizzazione della Soprintendenza
Entro 120 giorni dall’avvenuta comunicazione agli interessati, la Commissione, nel caso valuti positivamente la proposta della Soprintendenza, adotta la delibera di dichiarazione di interesse culturale. Tale delibera, corredata della scheda scientifica, viene notificata ai proprietari, possessori o detentori tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o mediante messo comunale. Copia della delibera viene trasmessa anche al Ministero, alla Soprintendenza e al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale del Nucleo operante in Sardegna.
Codice , artt. 45- 47.
La Soprintendenza, dopo aver verificato la proprietà dei terreni su cui insiste il bene, comunica ai proprietari e al Comune di pertinenza, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, l’avvio del procedimento di tutela indiretta. Nella comunicazione è individuato il bene sottoposto a tutela indiretta ed è riassunto il contenuto delle prescrizioni.
I proprietari, possessori o detentori del bene, possono partecipare entro 80 giorni al procedimento amministrativo inviando alla So printendenza eventuali osservazioni, memorie scritte e documenti per illustrare circostanze ritenute rilevanti ai fini dell’emanazione del provvedimento finale.
La Soprintendenza propone alla Commissione regionale per il patrimonio culturale l’emanazione del decreto di tutela indiretta sulla base della documentazione trasmessa. In attesa dell’emanazione del decreto i beni sono comunque sottoposti a tutela indiretta relativamente a quanto disposto dalle prescrizioni.
Entro 120 giorni dall’avvenuta comunicazione agli interessati, la Commissione, nel caso valuti positivamente la proposta della Soprintendenza adotta la delibera di tutela indiretta. Tale delibera, corredata della relazione scientifica e della planimetria catastale, viene notificata ai proprietari, possessori o detentori e al Comune competente, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Copia del decreto viene trasmessa anche al Ministero, alla Soprintendenza e al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale del Nucleo operante in Sardegna.
I beni di proprietà pubblica e di persone giuridiche private senza scopo di lucro (enti ecclesiastici, Fondazioni, ONLUS) che presentano interesse archeologico sono sottoposti alle disposizioni di tutela anche in assenza di formale dichiarazione di interesse, almeno sino al momento della verifica dell’interesse culturale (Codice , art.12), che può sfociare nella dichiarazione di interesse culturale o, nel caso di beni demaniali, nella loro sdemanializzazione e libera alienabilità.
Dunque, sino all’effettuazione della verifica, qualsiasi intervento sui beni deve essere autorizzato dalla Soprintendenza (Codice , art.21, comma 4), i beni sono inalienabili (Codice , art.54 e seguenti) e non può essere attivata la procedura per l’eventuale erogazione di contributi da parte del Ministero.
La Soprintendenza provvede a fornire il proprio motivato parere circa la sussistenza o meno dei requisiti di interesse culturale degli immobili di proprietà pubblica alla Commissione regionale per il patrimonio culturale, ufficio che conduce il procedimento di verifica che si conclude con la dichiarazione di interesse, oppure con l’attestazione della mancanza di interesse.
OBBLIGHI DEI POSSESSORI DEI BENI SOTTOPOSTI A TUTELA
I possessori dei beni sottoposti a tutela hanno l’obbligo di comunicare alla Soprintendenza il trasferimento di proprietà dei beni, di provvedere alla loro conservazione, e di richiedere l’autorizzazione per qualunque intervento da effettuare sui beni.
In relazione ai monumenti e ai siti archeologici deve essere autorizzata anche la modifica di destinazione d’uso e la collocazione di cartelli pubblicitari e insegne. E’ inoltre obbligatorio per i proprietari di immobili sottoposti a tutela indiretta rispettare le prescrizioni e i divieti contenuti negli specifici decreti, come le distanze, misure ed altre norme prescritte a salvaguardia della prospettiva e del decoro dei beni archeologici.
Quanto ai beni archeologici mobili, è vietato lo smembramento delle collezioni e devono essere preventivamente autorizzati dalla Soprintendenza gli spostamenti, anche temporanei dei beni dalla loro sede, compresi quelli per l’esposizione in mostre e per l’uscita temporanea dei beni dal territorio nazionale per manifestazioni di alto interesse culturale (vedi sezione prestito temporaneeo beni culturali per mostre nel sito della Soprintendenza per i Beni Architetttonici, Paesaggio, Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per le province di Cagliari e Oristano ). Salvo particolari eccezioni, è vietata l’uscita definitiva dei beni tutelati dal territorio nazionale (Codice , artt. 21-24, 27, 30-31, 49, 59, 65-66). (vedi anche sezione circolazione dei beni sempre nel sito della stessa Soprintendenza.
Tutti i trasferimenti di proprietà e di detenzione dei beni culturali devono essere comunicati alla Soprintendenza entro il termine perentorio di 30 giorni dall’atto di trasferimento (Codice, art.59). La comunicazione è obbligatoria anche in caso di successione, di acquisto nel corso di procedure di vendita forzata o di vendita fallimentare e in caso di donazione gratuita.
La denuncia deve essere fatta
dal venditore, in caso di compravendita
dal donante, in caso di donazione,
da chi cede il bene, in caso di passaggio della detenzione
dall’acquirente, in caso di vendita forzata o fallimentare
dall’erede, in caso di successione.
L’acquirente può ottenere la riduzione dell’imposta di registro sull’atto di trasferimento della proprietà (legge 512/1982, art.5) richiedendo alla Soprintendenza un’apposita certificazione.
Nel caso di compravendita, il Ministero, la Regione, il Comune o la Provincia del luogo in cui il bene si trova possono acquistare i beni allo stesso prezzo stabilito nell’atto di compravendita esercitando il diritto di prelazione entro 60 giorni dalla data di ricevimento della denuncia da parte della Soprintendenza. Il procedimento è di competenza del Segretariato Regionale, al quale la Soprintendenza invia il proprio motivato parere circa l’opportunità dell’acquisizione dei beni.
Denuncia di alienazione (formato PDF)
Richiesta di certificazione per riduzione aliquota fiscale atto di alienazione (formato PDF)
CONTRIBUTI PER IL RESTAURO
Il Ministero concede contributi in conto capitale o in conto interessi per il restauro, su iniziativa del proprietario, di beni culturali per cui sia stata emessa la dichiarazione di interesse (Codice , artt. 31, 35-37), compatibilmente con la disponibilità finanziaria complessiva. La richiesta di ammissibilità ai contributi deve essere presentata alla Soprintendenza prima dell’avvio dei lavori.
In sede di autorizzazione degli interventi di restauro la Soprintendenza, dietro specifica richiesta, può attestare la necessità dell’intervento per la conservazione dei beni immobili ai fini dell’applicabilità delle agevolazioni fiscali.
Il contributo in conto capitale viene erogato, nella misura media del 30% e sino al massimo del 50% della spesa ammessa a contributo, a lavori ultimati per lotti omogenei, previo collaudo positivo da parte della Soprintendenza. Il contributo in conto interessi viene erogato sui mutui accordati dagli istituti di credito ai proprietari, possessori o detentori degli immobili nella misura massima corrispondente agli interessi calcolati ad un tasso di sei punti percentuali sul capitale concesso a mutuo. I due differenti contributi sono cumulabili.
L’erogazione dei contributi è condizionata alla preventiva stipula di un’apposita convenzione tra il Ministero e i proprietari in cui si concordano le modalità per l’accessibilità al pubblico dei beni culturali (Codice , art.38; Decreto legislativo n. 156/2006 , art.2, comma 4, lettera p).
Richiesta ammissibilità ai contributi (formato PDF)
Documentazione standard per attivazione contributi in conto capitale sulle spese per interventi di restauro e manutenzione (formato PDF)
Documentazione standard per attivazione contributi in conto capitale sulle spese per interventi di restauro e manutenzione eseguiti (formato PDF)
Documentazione standard per attivazione contributi in conto interessi sulle spese per interventi di restauro e manutenzione (formato PDF)
I possessori di beni per cui sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale possono usufruire di agevolazioni fiscali e detrazioni d’imposta ai sensi della legge n.75/1993 e della legge n.512/1982 (artt. 3 e 5).
La Soprintendenza può concedere, su richiesta, le necessarie certificazioni.
Per quanto riguarda invece le agevolazioni fiscali a beneficio delle imprese che investono nel settore dei beni culturali, è necessario che le imprese comunichino direttamente al Ministero l’ammontare delle erogazioni liberali elargite e le generalità complete, comprensive dei dati fiscali.
Richiesta di certificazione per sgravio ICI (formato PDF )
Richiesta di certificazione per sgravio fiscale degli oneri di conservazione (formato PDF)
fax 070 658871
Responsabile: dott. Massimo Casagrande
tel. 070 60518247, massimo.casagrande@beniculturali.it
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Pagina creata il 05/04/2007, ultima modifica 20/05/2015

References: art.16
 art.128
 art. 10
 art. 7
 art.12
 art.21
 art.54
 art.59
 art.5
 art.38
 art.2