Source: https://www.avvocatidifamiglia.net/legislazione/affido-condiviso/disegno-di-legge-n-957-rafforzare-ed-integrare-laffidamento
Timestamp: 2019-04-19 12:37:14+00:00

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E' in discussione al Senato il disegno di Legge 957 del 2008 diretto a porre rimedio ad alcune lacune o incongruenze del testo della legge 54/2006 sull'affidamento condiviso, nonché ad affrontare le disomogeneità dei provvedimenti emessi nel periodo intercorso dalla sua entrata in vigore.
«Per realizzare la finalità di cui al primo comma, il giudice che pronuncia la separazione personale dei coniugi dispone che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori, salvo quanto stabilito all’articolo 155– bis. L’età dei figli, la distanza tra le abitazioni dei genitori e il tenore dei loro rapporti non rilevano ai fini del rispetto del diritto dei minori all’affidamento condiviso, ma solo sulle relative modalità di attuazione. Determina i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, stabilendone il domicilio presso entrambi, salvi accordi diversi dei genitori, e tenendo conto della capacità di ciascun genitore di rispettare la figura e il ruolo dell’altro. Fissa altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli. Prende atto, se non contrari all’interesse dei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori. Adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa.»;
d) al terzo comma, dopo le parole: «da entrambi i genitori» sono inserite le seguenti: «salvo quanto disposto all’articolo 155– bis »;
1. All’ articolo 155– bis del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:
1. All’ articolo 155– quater del codice civile , al primo comma, le parole: «Il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l’assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio» sono sostituite dalle seguenti: «Nel caso in cui l’assegnatario della casa familiare non vi abiti o cessi di abitarvi stabilmente o contragga nuovo matrimonio o conviva more uxorio, la sua assegnazione in godimento, a tutela dell’interesse dei figli a conservare intatto il luogo di crescita, perde efficacia e il giudice dispone, a domanda, secondo i criteri ordinari».
1. All’ articolo 155– quinquies del codice civile il primo comma è sostituito dai seguenti:
1. All’Articolo 155– sexies del codice sono apportate le seguenti modificazioni:
1. All’ articolo 317– bis del codice civile , il secondo comma è sostituito dal seguente:
«Se il riconoscimento è fatto da entrambi i genitori, l’esercizio della potestà spetta congiuntamente a entrambi qualora siano conviventi. Si applicano le disposizioni dell’articolo 316. Se i genitori non convivono l’esercizio della potestà è regolato secondo quanto disposto dagli articoli da 155 a 155– sexies ».
1. All’ articolo 178 del codice di procedura civile , dopo il primo comma è inserito il seguente:
1. Dopo l’ articolo 709– bis del codice di procedura civile è inserito il seguente:
«Art. 709– bis. 1. – (Mediazione Familiare). – In tutti i casi di disaccordo nella fase di elaborazione del progetto condiviso le parti hanno l’obbligo, prima di adire il giudice e salvi i casi di assoluta urgenza o di grave ed imminente pregiudizio per i minori, di acquisire informazioni sulle potenzialità di un eventuale percorso di mediazione familiare, rivolgendosi a un centro pubblico o privato, i cui operatori abbiano formazione specifica ed appartengano ad albi nazionali specifici pubblici o privati registrati nell’apposito elenco del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro.
Ove l’intervento, che può essere interrotto in qualsiasi momento, si concluda positivamente, le parti presentano al presidente del tribunale il testo dell’accordo raggiunto. Gli aspetti economici della separazione possono far parte del documento finale, anche se concordati al di fuori del centro di cui al primo comma. In caso di insuccesso le parti possono rivolgersi al giudice, ai sensi dell’articolo 709– ter.
1. All’ articolo 709– ter del codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:
1. All’ articolo 4 della legge 8 febbraio 2006, n. 54 , sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «La competenza è attribuita in ogni caso al tribunale ordinario».

References: articolo 155
 articolo 155
 articolo 155
 articolo 317
 articolo 178
 articolo 709
 articolo 709
 articolo 4
in fine