Source: http://docplayer.it/7275387-Disabilita-emergenza-universal-design.html
Timestamp: 2018-08-17 14:09:11+00:00

Document:
Disabilità, Emergenza, Universal Design - PDF
Download "Disabilità, Emergenza, Universal Design"
1 Disabilità, Emergenza, Universal Design Un esperienza partecipata Roma, 24 novembre 2006 architetto Fabrizio Mezzalana Federazione Italiana Superamento Handicap F.I.S.H.
2 F.I.S.H.
3 La Progettazione Inclusiva ed Universale Seminario Nazionale Ferrara, 22 e 23 di ottobre 2005 Universita ed Istituti di ricerca Professioni Partecipanti Ref. istituzionali Associazioni coop. soc. Aziende, produzione
4 Universita ed Istituti di ricerca Istituto per le Tecnologie della Costruzione CNR Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale - Trento Università degli Studi di Roma La Sapienza - Facoltà di Architettura Valle Giulia Dipartimento ITACA Univ. degli Studi "Mediterranea" di Reggio Calabria Dipartimento DASTEC Università di Ferrara - Facoltà di Architettura SACU Seminario di Architettura e Cultura Urbana - Università di Camerino Dipartimento di Tecnologie dell'architettura e del Design "Pierluigi Spadolini" - Università degli Studi di Firenze Università di Perugia - Scienze della Formazione Dipartimento CIRPS - Tecnologie per l'autonomia e l'ambiente - Università La Sapienza Roma Dip. di Matematica e Informatica - Università di Udine Uniroma 3 Facoltà di Architettura Dipartimento Casa-città del Politecnico di Torino Professioni Consiglio Nazionale degli Architetti Consiglio Nazionale dei Geometri Consiglio Nazionale dei Periti Industriali Italia Lavoro Ref. istituzionali ITACA - Istituto per l'innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale Dipartimento dei Vigili del Fuoco Università degli Studi di Roma La Sapienza - Facoltà di Psicologia 1 Centro Interdipartimentale di Ricerca e servizi sui Diritti della Persona e dei Popoli - Università degli Studi di Padova Universita degli Studi di Roma Tor Vergata - Facolta di Ingegneria IUAV Facoltà di Architettura D.P.A. Dipartimento di Progettazione architettonica Aziende, produzione UNICOOPTIRRENO Centro di Impresa e Innovazione CII Pistoia ANCE
5 La Progettazione Inclusiva ed Universale Seminario Nazionale Ferrara, 22 e 23 di ottobre 2005 DOCUMENTO CONCLUSIVO Diritti Umani Modelli di riferimento = inclusione e universalità Approccio assiopratico e azione di sistema Promozione e diffusione delle conoscenze
6 GDL Corpo Nazionale VV.FF. - Associazioni Attivo dal 2001 composizione TECNICI VV.FF. TECNICI ASSOCIAZIONI scopo Adeguamento norme di sicurezza e tecniche di soccorso per le persone con disabilità
7 ICF: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute
8 Universal Design L Universal Design è definito come Il design di prodotti ed ambienti utilizzabili/fruibili da tutti, nell accezione più ampia, senza adattamenti o design speciale 1.equità d'uso 2.flessibilità di uso 3.uso semplice ed intuitivo 4.informazioni accessibile 5.tolleranza agli errori 6.sforzo fisico minimo 7.dimensione e spazio per l'uso adatto a qualsiasi utente
9 Strumenti normativi e tecnici: Legge 13/89 e DM 236/89 (I) Legge 13/89 e D.M. LL.PP. 236/89 Definizioni di barriera architettonica Raccordi con la normativa antincendio
10 Strumenti normativi e tecnici: sicurezza e alberghi (D.M. 9 aprile 1994) SPAZIO CALMO (I) REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LA COSTRUZIONE E L'ESERCIZIO DELLE ATTIVITA' RICETTIVE TURISTICO-ALBERGHIERE DEFINIZIONE DI SPAZIO CALMO: luogo sicuro statico contiguo e comunicante con una via di esodo verticale od in essa inserito. Tale spazio non dovrà costituire intralcio alla fruibilità delle vie di esodo ed avere caratteristiche tali da garantire la permanenza di persone con ridotte o impedite capacità motorie in attesa dei soccorsi
11 Strumenti normativi e tecnici: sicurezza e alberghi (D.M. 9 aprile 1994) SPAZIO CALMO (II)
12 Strumenti normativi e tecnici: sicurezza sul lavoro (D.Lgs. N. 626/94) Art I LUOGHI DI LAVORO DEVONO ESSERE STRUTTURATI TENENDO CONTO, SE DEL CASO, DI EVENTUALI LAVORATORI PORTATORI DI HANDICAP
13 GDL Corpo Nazionale VV.FF. - Associazioni Attivo dal 2001 composizione TECNICI VV.FF. TECNICI ASSOCIAZIONI scopo Adeguamento norme di sicurezza e tecniche di soccorso per le persone con disabilità
14 GDL Corpo Nazionale VV.FF. - Associazioni Circolare n 4 del 1 marzo 2002 Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili prodotti Documento sulla gestione delle emergenze La sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro: strumento di verifica e controllo (check list)
15 Circolare n 4 del 1 marzo 2002 Linee guida per la valutazione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili CONCETTI CHIAVE 1. coinvolgimento degli interessati 2. considerare le difficoltà specifiche presenti per le persone estranee al luogo di lavoro 3. conseguire adeguati standard di sicurezza per tutti senza determinare alcuna forma di discriminazione 4. progettare la sicurezza per i lavoratori con disabilità in un piano organico, che incrementi la sicurezza di tutti, e non attraverso piani speciali o separati da quelli degli altri lavoratori. MAINSTREAM
16 Documento sulla gestione delle emergenze
17 Check-list Costituzione gruppo di lavoro Circolare Il soccorso alle persone disabili 2006 Check-list
18 L analisi dell attività Funzioni corporee & Strutture Attività & Partecipazione Fattori ambientali Funzioni Strutture Capacità Performance Barriere Facilitatori
19 Attività significative nella sicurezza SOLO SICUREZZA ANTINCENDIO Percepire e comprendere l emergenza Orientarsi Evacuare l edificio Mobilità orizzontale Mobilità verticale Altro
20 La sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro: strumento di verifica e controllo (check list)
21 La sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro: strumento di verifica e controllo (check list) considera la sequenza delle azioni che dovrebbero essere svolte da ciascun individuo coinvolto in una situazione di emergenza Per ciascuna di queste azioni vengono proposte specifiche domande di verifica delle caratteristiche ambientali vengono proposte soluzioni edilizie, impiantistiche e gestionale.
22 La sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro: strumento di verifica e controllo (check list) Le domande e le soluzioni possibili sono suddivise nelle seguenti voci: A. Percezione dell allarme B. Orientamento durante l esodo C. Mobilità negli spazi interni C.1. Porte dei locali di lavoro C.2. Porte installate lungo le vie di uscita ed in corrispondenza delle uscite di sicurezza C.3. Percorsi orizzontali interni C.4. Percorsi verticali interni C.5. Spazio calmo D. Mobilità negli spazi esterni
23 Disabilità = interazione di componenti Funzioni corporee & Strutture Attività & Partecipazione Fattori ambientali Funzioni Strutture Capacità Performance Barriere Facilitatori
24 La sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro: strumento di verifica e controllo (check list) A.1 A.2 A.3 Se la valutazione del rischio ha evidenziato la necessità di installare un sistema di segnalazione sonoro di allarme, questo é stato installato? Il sistema di segnalazione sonoro di allarme risulta udibile in ogni ambiente? Il sistema di segnalazione sonoro di allarme risulta inequivocabilmente riconoscibile? SI SI SI NO NO NO Installare un sistema di segnalazione sonoro di allarme compatibile con il tipo di edificio e di attività al suo interno. Adeguare o sostituire il sistema in modo che il livello sonoro del segnale, sia nettamente superiore al livello di fondo. Definire un codice sonoro riconoscibile in caso di emergenza. D.M. 10/3/98 All. IV D.M. 10/3/98 All. IV D.Lgs 493/96 All. VII D.M. 10/3/98 All. IV D.Lgs 493/96 All. VII A. Percezione dell allarme A.4 Negli ambienti o situazioni in cui il solo allarme acustico non è sufficiente esiste un sistema ottico di segnalazione ad integrazione dei quello sonoro? SI NO Installare un sistema di segnalazione ottico di pericolo ad integrazione di quello sonoro D.M. 10/3/98 All. IV D.Lgs. 493/96 All. VI A.5 Qualora siano presenti lavoratori con limitazioni delle capacità uditive o visive, eventualmente anche a causa dell uso di mezzi di protezione individuale, sono presenti adeguate misure in grado di compensare tale situazione? SI NO Dotare la postazione/i del lavoratore/i interessato/i di un dispositivo a vibrazione con frequenza coerente con i codici utilizzati dagli altri sistemi (acustici ed ottici). D.M. 10/3/98 All. I All. IV
25 La sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro: strumento di verifica e controllo (check list) B.1 B.2 B.3 B.4 È presente la segnaletica che indichi le vie di fuga e le uscite di sicurezza? Le vie e le uscite di emergenza sono dotate di un illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente e che entri in funzione in caso di guasto all impianto elettrico? È presente un sistema integrato per l orientamento delle persone con disabilità visiva? Sul corrimano delle scale utilizzate per l'esodo sono presenti elementi, in rilievo, che siano in grado di identificare, con il tatto, la posizione raggiunta (es. numero in rilievo riferito al piano)? SI SI SI NO NO NO Installare o adeguare la segnaletica di sicurezza conformemente ai requisiti specifici del D.L.gs 493/96, che tenga conto dei diversi campi visivi delle varie tipologie di utenti (vedi figura 1). -Segnalare adeguatamente le uscite di piano. -Prevedere un sistema di illuminazione di emergenza con inserimento automatico in caso di interruzione dell alimentazione di rete. -Realizzare un sistema integrato costituito almeno da percorsiguida e mappe tattili che includa, tra le altre, la segnalazione di vie di fuga e di uscite di sicurezza. -Il percorso tattile deve condurre fino all inizio delle scale di sicurezza. -Se il sistema integrato è già presente, verificare che questo contenga le predette indicazioni, altrimenti deve essere adeguato. -Posizionare sul corrimano, alla fine di ciascuna rampa di scale, un etichetta con l indicazione, in rilievo, del numero del piano. -Realizzare sul corrimano un dispositivo idoneo a permettere la identificazione del numero di piano. SI NO D.P.R. 547/55 Art. 13 D.Lgs. 626/94 Art. 33 D.M. 10/3/98 All. III D.P.R. 547/55 Art. 13 D.Lgs. 626/94 Art. 33 D.M. 10/3/98 All. III D.P.R. 547/55 Art. 13 D.Lgs. 626/94 Art. 33 D.M. 10/3/98 All. III B. Orientamento durante l esodo
26 Centralità dell uomo
27 La ricerca di soluzioni efficaci DIVERSI SOGGETTI INTERESSATI MULTIDISCIPLINARIETA MAINSTREAM METODODOLOGIA: ICF & UD PARTECIPAZIONE ATTIVA E A IN TUTTO IL PROCESSO DELLE PCD architetto Fabrizio Mezzalana

References: Art. 13
 Art. 33
 Art. 13
 Art. 33
 Art. 13
 Art. 33