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Timestamp: 2020-05-26 18:34:19+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23992 del 12/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23992 del 12/10/2017
Cassazione civile, sez. II, 12/10/2017, (ud. 25/05/2017, dep.12/10/2017), n. 23992
sul ricorso 13967-2016 proposto da:
F.D., S.T., M.A., elettivamente
domiciliati in ROMA, VIALE MAZZINI 114/B, presso lo studio
avverso il decreto n. cronol. 1862/15 della CORTE D’APPELLO di
FIRENZE, depositate il 26/11/2015;
Con ricorso del 4.3.2015 S.T., M.A. e F.D. adivano la Corte d’appello di Firenze per ottenere la condanna del Ministero della Giustizia al pagamento di un equo indennizzo, ai sensi della L. 24 marzo 2001, n. 89, art. 2. Processo presupposto, un giudizio di equa riparazione instaurato innanzi alla Corte d’appello di Perugia il 29.9.2010, definito con sentenza di questa Corte Suprema di Cassazione con sentenza del 19.12.2012 e portato ad esecuzione satisfattiva, in base ad un precetto notificato il 13.12.2013, con provvedimento di assegnazione divenuto irrevocabile il 25.6.2014.
Con decreto del 3.4.2015 reso all’esito della fase monitoria la Corte d’appello fiorentina, in accoglimento della domanda, liquidava in favore dei ricorrenti l’indennizzo di Euro 1.187,00 per ciascuno, sulla base di una durata, giudicata irragionevole, di circa 19 mesi, considerando cumulativamente la fase cognitiva e quella esecutiva.
L’opposizione erariale proposta era accolta dalla Corte distrettuale con decreto del 26.11.2015, che rigettava la domanda, condannando i ricorrenti alle spese. Respinte le eccezioni pregiudiziali di decadenza per decorso del termine della L. n. 89 del 2001, art. 4 e d’incompetenza della Corte territoriale adita, riteneva la Corte in composizione collegiale che il procedimento presupposto, comprensivo della fase di cognizione e di quella di esecuzione, aveva avuto una durata complessiva di due anni e cinque mesi, sicchè il termine di durata ragionevole di due anni, sei mesi e cinque giorni (richiamata Cass. S.U. n. 6312/14) non era stato superato.
Per la cassazione di tale decreto ricorrono S.T., M.A. e F.D., in base a due motivi.
Attivato il procedimento camerale ex art. 380-bis c.p.c., comma 1, inserito, a decorrere dal 30 ottobre 2016, dal D.L.31 agosto 2016, n. 168, art. 1-bis, comma 1, lett. f), convertito, con modificazioni, dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197, i ricorrenti hanno depositato memoria.
b) è inammissibile l’istanza, formulata da parte ricorrente nella propria memoria, di rimessione del ricorso alle S.U. affinchè chiariscano la questione relativa all’unificazione delle due fasi – quella cognitiva e quella esecutiva nell’applicazione della L. n. 89 del 2001, perchè tardiva e non proposta al Primo Presidente di questa Corte, ai sensi dell’art. 376 c.p.c., comma 2, e art. 139 disp. att. c.p.c.; derubricata a semplice sollecitazione dell’esercizio del potere officioso che compete a questa sezione semplice ai sensi dell’art. 376 c.p.c., comma 3, l’istanza va respinta, per le ragioni che seguono e che rendono tutt’altro che necessario od opportuno un’ulteriore interpello in materia delle S.U.;
e) va infine dichiarata manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della L. n. 89 del 2001 nella parte in cui stabiliscono un termine di decadenza semestrale per la valutazione unitaria della fase di cognizione e di quella di esecuzione, in relazione all’art. 111 Cost. e all’art. 6, par. 1, e art. 13 CEDU, per le ragioni tutte che seguono.
4. – Il secondo motivo lamenta la violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. L’esistenza di indirizzi della stessa Corte distrettuale fiorentina di segno diverso rispetto a quello oggetto d’impugnazione e la novità della questione, sostiene parte ricorrente, avrebbero dovuto essere motivo per compensare integralmente le spese.
7. – Seguono le spese, liquidate come in dispositivo, a carico dei ricorrenti, in solido tra loro.
8. – Rilevato che dagli atti il processo risulta esente dal pagamento del contributo unificato, non si applica il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17.

References: Sentenza 
 art. 2
 sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 Cass. 
 art. 380
 art. 1
 art. 139
 art. 13
 art. 13
 art. 1