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Timestamp: 2019-05-27 05:27:27+00:00

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Provvedimenti - Dirigenti - Piccola Industria
CCNL del 05/12/2007
Accordo di Rinnovo del 16/11/2016
DIRIGENTI - PICCOLA INDUSTRIA
Contratto collettivo nazionale di lavoro 05/12/2007
per i dirigenti delle piccole e medie aziende industriali aderenti alla CONFAPI
Addì, 5 dicembre 2007, in Roma
la Confapi - Confederazione italiana della piccola e media industria privata
la Federmanager - Federazione nazionale dirigenti aziende industriali
è stato stipulato il presente contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti delle piccole e medie aziende industriali aderenti alla CONFAPI.
Confapi e Federmanager confermano di valutare rispondente alla realtà delle piccole e medie imprese industriali un rinnovo contrattuale di durata triennale, sia per la parte normativa ed obbligatoria, sia per la parte economica articolata in applicazione dei criteri tradizionalmente assunti tra le stesse parti, in un contesto di relazioni industriali moderne e rispondenti alla valorizzazione della figura del dirigente.
In tale ottica, le stesse parti ribadiscono la valenza strategica del ruolo manageriale, quale fattore di crescita di una impresa attenta ai valori dell'etica e della più ampia responsabilità sociale a beneficio non solo dell'impresa stessa ma anche dell'intero contesto sociale in cui esse operano.
La qualità delle competenze del capitale umano e, in particolare, del management, costituisce fattore essenziale per lo sviluppo dell'impresa in uno scenario ormai internazionale e conseguentemente le parti medesime intendono porre in essere quelle innovazioni contrattuali che ritengono possano favorire una maggiore diffusione di dirigenti nelle PMI e, in particolare, dei più giovani, anche per agevolare, ove possibile, un processo di crescita dimensionale delle stesse aziende.
Attraverso la prevista crescita delle risorse economiche destinate contrattualmente alla formazione e una migliore focalizzazione della "mission" degli Enti bilaterali competenti per materia (IDI e Fondo dirigenti PMI), unitamente a una maggiore sinergia nell'utilizzo delle risorse disponibili vengono messi a disposizione dei dirigenti e delle imprese adeguati strumenti contrattuali per accrescere e valorizzare un manager di qualità.
Per rispondere all'esigenza condivisa di incrementare l'occupazione dirigenziale nelle PMI le parti puntano su una maggiore flessibilità in fase di ingresso collegata ad un rafforzamento dell'impianto normativo in termini formativi. L'adozione, in via sperimentale, di un modello retributivo meno rigido e maggiormente legato al raggiungimento di obiettivi condivisi potrebbe inoltre favorire l'ingresso in categoria dei quadri più giovani.
Sono dirigenti i prestatori di lavoro per i quali sussistano le condizioni di subordinazione di cui all'art. 2094 del codice civile e che ricoprono nell'azienda un ruolo caratterizzato da un elevato grado di professionalità, autonomia e potere decisionale ed esplicano le loro funzioni al fine di promuovere, coordinare e gestire la realizzazione degli obiettivi dell'impresa.
Rientrano sotto tale definizione, ad esempio, i Direttori, i condirettori, coloro che sono posti con ampi poteri direttivi a capo di importanti servizi o uffici, gli institori ed i procuratori ai quali la procura conferisca in modo continuativo poteri di rappresentanza e di decisione per tutta o per una notevole parte dell'azienda.
L'esistenza di fatto delle condizioni di cui sopra comporta l'attribuzione della qualifica e quindi l'applicabilità del presente c.c.n.l.
Le eventuali controversie in merito al riconoscimento della qualifica di dirigente sono sottoposte alla procedura di cui al 2°, 3° e 4° comma del successivo art. 21 ed il riconoscimento che ne consegue comporta l'applicazione del contratto con effetto dalla data di attribuzione delle mansioni oggetto della controversia.
L'assunzione o la promozione a dirigente debbono essere effettuate per iscritto con indicazione delle funzioni attribuite, del trattamento economico e delle eventuali condizioni di miglior favore rispetto alle clausole del presente c.c.n.l.
L'eventuale fissazione del periodo di prova, limitatamente ai dirigenti di nuova assunzione e comunque per una durata non superiore a sei mesi, potrà essere concordata fra le parti e dovrà risultare da atto scritto.
Art. 3 - Determinazione del minimo contrattuale
Il minimo contrattuale mensile base è fissato, con decorrenza dall'1 gennaio 2008, in Euro 4.102,00 (euro quattromilacentodue/00), con decorrenza dall'1 gennaio 2009, in Euro 4.302,00 (euro quattromilatrecentodue/00); con decorrenza dall'1 gennaio 2010, in Euro 4.482,00 (euro quattromilaquattrocentottantadue/00). Tali misure comprendono l'importo di Euro 816,52 (euro ottocentosedici/52) mensili maturate, alla data dell'1 luglio 1991, a titolo di meccanismo di variazione automatica della retribuzione, soppresso ai sensi dell'art. 5 dell'accordo 12 marzo 1992.
Gli incrementi del minimo contrattuale mensile base, come risultanti dalle decorrenze sopra indicate, non comportano riflessi sull'importo per ex elemento di maggiorazione e sugli aumenti di anzianità di cui agli artt. 4 e 6 del c.c.n.l. 13 aprile 1995.
Sulle retribuzioni di fatto dovute alla data del 31 dicembre 2007 è apportato, con decorrenza dall'1 gennaio 2008, un aumento pari alla differenza tra il minimo base di Euro 4.102,00 mensili fissato dal punto 1 del presente articolo e quello in vigore al 31 dicembre 2007. Allo stesso modo, sulle retribuzioni di fatto dovute alla data del 31 dicembre 2008, sarà apportato, con decorrenza dall'1 gennaio 2009, un ulteriore aumento pari alla differenza tra il minimo base decorrente dall'1 gennaio 2009 (Euro 4.302,00) e il minimo base in vigore all'1 gennaio 2008 (Euro 4.102,00). Allo stesso modo, sulle retribuzioni di fatto dovute alla data del 31 dicembre 2009, sarà apportato, con decorrenza 1° gennaio 2010, un ulteriore aumento pari alla differenza tra il minimo base decorrente dall'1 gennaio 2010 (Euro 4.482,00) e il minimo base in vigore all'1 gennaio 2009 (Euro 4.302,00).
I miglioramenti economici ricorrenti, sulle retribuzioni mensili di fatto percepite, attribuiti aziendalmente successivamente al 31 dicembre 2005 sono assorbibili o conguagliabili fino a concorrenza con gli aumenti previsti dal presente accordo.
Allegato all'art. 3
In via sperimentale, al fine di incentivare l'assunzione di personale con qualifica dirigenziale, il minimo contrattuale per i dirigenti con meno di 43 anni di età neo-assunti o promossi a tale qualifica nel corso del presente contratto resta pari ad Euro 3.822,30 (euro tremilaottocentoventidue/30). Tale minimo contrattuale sarà applicato per un periodo pari a tre anni a decorrere dalla data di assunzione o promozione. Al termine del suddetto periodo triennale si applica automaticamente il minimo contrattuale vigente per tutti gli altri dirigenti.
a) resta confermato quanto previsto dalla lett. a) della disposizione transitoria in calce all'art. 3 del c.c.n.l. 25 luglio 2000;
b) ai dirigenti in servizio alla data dell'1 gennaio 2007 ed ancora alle dipendenze della stessa impresa alla data di stipulazione del presente accordo, viene riconosciuto, a titolo di emolumenti arretrati relativi all'anno 2007, un importo forfettario pari a Euro 2.200,00 (euro duemiladuecento/00), comprensivo dell'indennità di vacanza contrattuale, che verrà corrisposto in due soluzioni:
- il 50 per cento verrà erogato entro il mese di gennaio 2008;
- il 50 per cento verrà erogato con la retribuzione di competenza del mese di giugno 2008.
Qualora il rapporto di lavoro si risolva, quanto non corrisposto dell'importo verrà erogato unitamente alle competenze di fine rapporto.
Per i dirigenti nominati o assunti successivamente all'1 gennaio 2007 ed ancora in servizio alla data di sottoscrizione del presente accordo, si procederà alla corresponsione di un rateo mensile pari a Euro 183,33 (euro centottantatre/33) per ogni mese intero di servizio.
Stante la natura di emolumenti arretrati dell'importo riferito al 2007 (Euro 2.200,00), esso è assorbibile o conguagliabile con i miglioramenti economici ricorrenti attribuiti aziendalmente successivamente al 31 dicembre 2005. Il predetto importo è utile ai fini del computo del t.f.r.
Art. 4 - Importo per ex elemento di maggiorazione
L'elemento di maggiorazione di cui all'art. 4 dell'accordo 24 settembre 1987 continua ad essere riconosciuto, in cifra, con le modalità di erogazione in atto, limitatamente ad un ammontare corrispondente al 12% degli elementi della retribuzione mensile individuale di fatto percepiti dal dirigente antecedentemente alla data di sottoscrizione del c.c.n.l. 26 ottobre 1989 e considerati utili dalle vigenti disposizioni di legge e di contratto per il computo del trattamento di fine rapporto. Conseguentemente, la percentuale individuata nel 1° comma non è più applicata ai miglioramenti retributivi attribuiti successivamente al dirigente a qualsiasi titolo (collettivo e/o individuale), ivi compresi tutti quelli derivanti, dal 1° luglio 1989, dal richiamato c.c.n.l. 26 ottobre 1989. Per i dirigenti assunti o promossi nella qualifica a decorrere dalla data di sottoscrizione del c.c.n.l. 26 ottobre 1989, è riconosciuto un importo in cifra fissa pari a euro 226,21 (euro duecentoventisei/21) mensili, corrispondente al 12% applicato al minimo contrattuale mensile base previsto dall'accordo 24 settembre 1987 per il rinnovo della Parte seconda del c.c.n.l. 4 luglio 1985, nonché all'importo mensile per meccanismo di variazione automatica in atto al luglio 1999 (rispettivamente euro 1.187,85 ed euro 697,22).
Le parti si danno reciprocamente atto che dall'ammontare della retribuzione individuale di fatto, previsto dal 1° comma ai fini del computo dell'ex elemento di maggiorazione, erano esclusi anche i miglioramenti economici che fossero stati aziendalmente attribuiti al dirigente, dalla data di sottoscrizione dell'accordo 24 settembre 1987 o successivamente, in forma espressa e contestualmente a titolo di anticipazione sugli aumenti derivanti dal c.c.n.l. 26 ottobre 1989. Le parti si danno altresì atto che nei predetti miglioramenti economici era ricompreso l'importo afferente il 12%, suscettibile pertanto di assorbimento con i miglioramenti derivanti dal medesimo c.c.n.l. 26 ottobre 1989.
Art. 5 - Ex meccanismo di variazione automatica
Dal luglio 1991 è soppresso l'istituto del meccanismo di variazione automatica della retribuzione dei dirigenti correlato all'aumento del costo della vita, adottato con il c.c.n.l. 4 aprile 1975 e da ultimo disciplinato dall'art. 5 del c.c.n.l. 26 ottobre 1989. Il relativo importo, nell'ammontare complessivo in atto alla data del 1° luglio 1991 (lire 1.581.000 mensili), non suscettibile quindi di ulteriori variazioni, confluisce, a decorrere dal 1° gennaio 1992, nel minimo contrattuale mensile base di cui al punto 1 dell'art. 3 del presente c.c.n.l., come espressamente stabilito da detta disposizione.
Le parti si danno reciprocamente atto che la predetta soppressione del sistema contrattuale di variazione automatica è stata convenuta nel quadro del superamento di ogni residua forma di indicizzazione automatica della retribuzione, finalizzato anche a riaffermare il ruolo essenziale della sede negoziale nella definizione dei contenuti economici della disciplina collettiva nazionale della categoria.
Art. 6 - Contrattazione individuale legata ad obiettivi
L'azienda ed il dirigente pattuiscono importi variabili con periodicità mensile, nei dodici mesi o con altra cadenza nell'arco di dodici mesi, collegati al raggiungimento di obiettivi aziendali concordati. Sono fatte salve diverse intese sulla periodicità. Qualora non vi siano pattuizioni in proposito, il dirigente avrà diritto all'indennità sostitutiva di seguito regolata, che sarà assorbita da importi variabili già pattuiti alla data di stipulazione del presente accordo. L'indennità sostitutiva è così regolata:
a) al compimento di ciascun biennio di anzianità di servizio con qualifica di dirigente, successivo al biennio attualmente in corso, e con effetto dal primo giorno del mese successivo al biennio stesso, al dirigente verrà corrisposto un aumento retributivo mensile in cifra fissa pari a € 129,11 (euro centoventinove/11);
b) gli aumenti retributivi complessivamente riconoscibili al dirigente non possono essere superiori a dieci, restando inteso che gli aumenti periodici di anzianità già maturati in base all'abrogato art. 6 del c.c.n.l. 25 luglio 2000 e quelli nominati alla norma transitoria relativa all'abrogazione dell'art. 6, concorrono al raggiungimento del predetto limite massimo.
Con decorrenza dal 21 dicembre 2004, l'art. 6 del c.c.n.l. del 25 luglio 2000 è abrogato.
Fermo restando quanto sopra, ai dirigenti in servizio alla data del 21 dicembre 2004 viene mantenuto il diritto al solo aumento periodico di anzianità in corso di maturazione a tale data alle medesime condizioni e modalità di cui al previgente art. 6.
Nel calcolo del predetto periodo di ferie saranno escluse le domeniche ed i giorni festivi infrasettimanali considerati tali dalla legge.
Fermo restando il principio dell'irrinunciabilità delle ferie, qualora eccezionalmente il periodo eccedente le 4 settimane di cui al precedente comma 1, non risulti comunque fruito, in tutto o in parte, entro il primo semestre dell'anno successivo, verrà corrisposta per il periodo non goduto un'indennità pari alla retribuzione spettante da liquidarsi entro il primo mese del secondo semestre di detto anno.
In caso di risoluzione nel corso dell'anno, il dirigente ha diritto alle ferie in proporzione ai mesi di servizio prestati.
L'assegnazione delle ferie non può avvenire durante il periodo di preavviso. Pertanto, in caso di preavviso lavorato, si darà luogo al pagamento di indennità sostitutiva.
Le parti si danno reciprocamente atto che la misura delle ferie, come stabilita nel presente articolo, assorbe fino a concorrenza eventuali giornate di riposo, comunque aggiuntivamente attribuite nel corso di vigenza del c.c.n.l. 4 aprile 1975 e successivamente fino alla data di sottoscrizione del c.c.n.l. 9 ottobre 1979, o gli eventuali trattamenti economici sostitutivi, corrispondenti ai predetti riposi.
Art. 8 - Aspettativa
Durante tale periodo non è dovuta retribuzione, ma decorre l'anzianità agli effetti del preavviso.
I dirigenti che siano eletti membri del Parlamento nazionale o di Assemblea regionale ovvero siano chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive possono, a richiesta, essere collocati in aspettativa, non retribuita, per tutta la durata del loro mandato.
La medesima disposizione si applica ai dirigenti chiamati a ricoprire cariche sindacali provinciali o regionali e nazionali.
I periodi di aspettativa di cui ai due precedenti commi sono considerati utili, a richiesta dell'interessato, ai fini del riconoscimento del diritto e della determinazione della pensione a carico dell'INPS; durante detti periodi di aspettativa l'interessato, in caso di malattia, conserva il diritto alle prestazioni a carico dei competenti enti preposti all'erogazione delle prestazioni medesime.
Art. 9 - Formazione - Aggiornamento culturale-professionale
a) Fondo dirigenti PMI
Allo scopo di garantire la realizzazione, in maniera continua e permanente, della formazione e dell'aggiornamento culturale-professionale dei dirigenti, le parti, in attuazione degli impegni assunti con il verbale di accordo 10 giugno 2003, hanno costituito, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 118 della legge n. 388/2000 e successive modificazioni, il Fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti delle piccole e medie imprese industriali, denominato "Fondo dirigenti PMI".
Per quanto riguarda l'accordo istitutivo, lo Statuto ed il regolamento del "Fondo dirigenti PMI", le parti fanno espresso rinvio alle separate intese riportate in allegato al presente c.c.n.l.
b) Fondazione IDI
Le parti convengono di identificare, allo stato, nella Fondazione IDI la struttura paritetica a cui affidare la realizzazione della formazione e dell'aggiornamento culturale-professionale dei dirigenti.
In aggiunta a quanto statutariamente previsto, la Fondazione IDI provvederà ad organizzare o comunque a promuovere:
- occasioni di individuazione delle competenze professionali e dei fabbisogni formativi (c.d. autodiagnosi delle competenze professionali);
- corsi avanzati con contenuti individuati sia nelle aree specialistiche che in quelle della formazione manageriale indifferenziata;
- formazione per favorire l'occupabilità (nonché ad individuare criteri e forme di assistenza per la scelta e valutazione della formazione).
Allegato all'art. 9, lettera b)
Confapi e Federmanager, confermano che, in relazione ai parametri inflattivi, per il triennio 2008/2010, il contributo complessivo annuo alla Fondazione IDI per il finanziamento delle iniziative formative della Fondazione medesima è stabilito in Euro 300,00 (euro trecento/00) per ciascun dirigente in forza, ripartito pariteticamente tra azienda e dirigente.
Il contributo complessivo annuo alla Fondazione IDI, è gestito secondo i principi di pariteticità nella composizione degli Organi di amministrazione e di controllo tra rappresentanti CONFAPI e Federmanager e nel rispetto del principio dell'alternanza nelle cariche di Presidente e di Vicepresidente della Fondazione.
Il contributo si intende calcolato per 12mi ed esso sarà rivisto dalle parti con cadenza biennale al fine di adeguarne eventualmente l'entità alle esigenze di formazione.
L'ammontare dei contributi, ripartito per aree locali, è destinato al finanziamento di iniziative formative da svolgersi con riferimento al medesimo ambito territoriale. Il contributo è versato alla Fondazione IDI, in base alle modalità concordate dalle parti.
L'azienda è tenuta ad indicare alla Fondazione IDI, al momento della promozione o dell'assunzione del dirigente, la tematica formativa di interesse, e ciò per la predisposizione dei relativi corsi di formazione e per la partecipazione dei dirigenti ai corsi stessi.
Qualora il dirigente promosso o assunto ai sensi del presente accordo, salvo sua rinuncia per iscritto, non partecipi ad almeno un corso organizzato dalla Fondazione IDI, per la suddetta tematica formativa di interesse - e di cui abbia ricevuto comunicazione formale, prima della comunicazione della risoluzione del rapporto del dirigente - l'azienda non può procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro, così come regolamentata dal presente accordo, applicandosi pertanto la disciplina originaria di cui all'art. 19 e all'art. 22, 2° comma, del vigente c.c.n.l.
Nel caso in cui l'azienda intendesse estendere la partecipazione a corsi di formazione organizzati dall'IDI anche a quadri direttivi per i quali si prospetti uno sviluppo di carriera dirigenziale, ne potrà dare segnalazione all'IDI, concordando direttamente con la stessa la partecipazione dei suddetti quadri ai corsi ed il relativo onere.
Oltre al rimborso delle spese documentate di viaggio, vitto ed alloggio, nei limiti della normalità, al dirigente in trasferta per periodi non inferiori a 12 ore e non superiori a due settimane è dovuto, per ogni giorno di trasferta, un importo aggiuntivo a titolo di rimborso spese non documentabili pari al 2% del minimo mensile contrattuale base, diminuito dell'importo per ex meccanismo di variazione automatica pari a euro 816,52 (euro ottocentosedici/52) mensili, confluito, a decorrere dal 1° gennaio 1992, nel predetto minimo contrattuale mensile base.
A decorrere dal 1° gennaio 2008 l'importo aggiuntivo per rimborso spese non documentabili dovuto alle condizioni previste dall'art. 10, comma 1, è stabilito in cifra fissa nell'importo di € 65,00 (sessantacinque/00 euro). A decorrere dal 1° gennaio 2009 tale importo sarà elevato a € 75,00 (settantacinque/00 euro). Il suddetto importo sarà adeguato in sede di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro.
In casi di trasferta di durata superiore a due settimane o di missione all'estero, verranno presi accordi diretti tra azienda e dirigente; in ogni caso verrà riconosciuto, ricorrendone le condizioni, l'importo di cui al 1° comma, suscettibile di assorbimento in eventuali trattamenti complessivi di trasferta.
Gli importi erogati per il titolo di spese non documentabili non fanno parte della retribuzione ad alcun effetto del presente c.c.n.l., ivi compreso il trattamento di fine rapporto e sono suscettibili di assorbimento in eventuali trattamenti aziendali o individuali già in atto allo stesso titolo.
Relativamente alle trasferte e missioni effettuate dopo il 31 dicembre 2003 e fino al 31 dicembre 2004, l'importo aggiuntivo di cui all'art. 10 del c.c.n.l. 25 luglio 2000 continua a essere calcolato sul minimo mensile contrattuale base in vigore al 31 dicembre 2003, sempre diminuito dell'importo per ex variazione automatica (pari a 816,52 euro) confluito nel predetto minimo.
Le parti si danno atto che, fino al 30 giugno 2000, l'importo aggiuntivo a titolo di rimborso spese non documentabili rimane computato sul minimo mensile contrattuale base, sempre diminuito dell'importo per ex variazione automatica in detto minimo confluito previsto con decorrenza 1° gennaio 1999 dall'art. 3, punto 1, del c.c.n.l. 13 aprile 1995, come modificato dall'accordo 27 novembre 1997 (e cioè su lire 4.269.000, corrispondente alla differenza fra lire 5.850.000 e lire 1.581.000).
Art. 11 - Trattamento di malattia e di maternità
Superati i limiti di conservazione del posto sopra indicati, al dirigente che ne faccia domanda sarà concesso un successivo ulteriore periodo di aspettativa fino ad un massimo di 6 mesi, durante il quale non sarà dovuta retribuzione, ma decorrerà l'anzianità agli effetti del preavviso.
Alla scadenza dei termini sopra indicati, ove, per il perdurare dello stato di malattia, il rapporto di lavoro venga risolto da una delle due parti, è dovuto al dirigente il trattamento di licenziamento, ivi compresa l'indennità sostitutiva di preavviso.
Qualora, scaduto il periodo di conservazione del posto, il dirigente non chieda la risoluzione del rapporto e l'azienda non proceda al licenziamento, il rapporto rimane sospeso salvo la decorrenza dell'anzianità agli effetti del preavviso.
Per i periodi corrispondenti ai congedi di maternità e paternità previsti dalle vigenti disposizioni legislative, l'azienda anticipa la prestazione economica dovuta dall'Istituto previdenziale e provvede all'integrazione della stessa in modo da corrispondere l'intera retribuzione mensile netta.
Per i congedi, i riposi, i permessi disciplinati dai Capi V, VI e VII del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), l'azienda anticipa le relative prestazioni economiche dovute dall'Istituto previdenziale.
Nel caso di interruzione del servizio per invalidità temporanea causata da infortunio avvenuto in occasione di lavoro, l'azienda conserverà al dirigente il posto e gli anticiperà, salvo conguaglio, quanto sarà successivamente erogato dall'INAIL a titolo di indennità per inabilità temporanea e contemporaneamente erogherà l'integrazione a proprio carico sino al raggiungimento dell'intera retribuzione, fino ad accertata guarigione o fino a quando sia accertata una invalidità permanente totale o parziale. Eguale trattamento verrà applicato nei confronti del dirigente non in prova nel caso di interruzione del servizio per invalidità temporanea causata da malattia professionale.
In ogni caso il periodo di corresponsione della retribuzione non potrà superare due anni e sei mesi dal giorno in cui è sorta la malattia o si è verificato l'infortunio.
In caso di accertata invalidità permanente o di morte, al dirigente o ai suoi aventi diritto spettano, inoltre, le indennità di seguito indicate:
a) ove l'evento sia determinato da infortunio occorso anche non in occasione di lavoro ovvero da malattia professionale:
- sei annualità della retribuzione di fatto, in aggiunta al normale trattamento di liquidazione, in caso di invalidità permanente tale da ridurre in misura superiore ai 2/3 la capacità lavorativa specifica del dirigente.
Qualora il rapporto di lavoro prosegua dopo l'avvenuto riconoscimento dello stato di invalidità, la somma assicurata dalla polizza è corrisposta contestualmente all'esito di tale riconoscimento;
- una somma che, riferita al capitale di cui al punto precedente, sia proporzionale al grado di invalidità determinato in base alla tabella annessa al T.U. approvato con D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 e in vigore fino al 24 luglio 2000, in caso di invalidità permanente parziale;
- cinque annualità della retribuzione di fatto, in aggiunta al normale trattamento di liquidazione, a favore degli aventi diritto, in caso di morte, che non sia preceduta da una invalidità permanente indennizzata ai sensi del precedente primo alinea e causata dal medesimo evento che ha successivamente determinato la morte;
b) A partire dall'1 luglio 2005 è riconosciuta al dirigente un'indennità pari a Euro 116.202,80 (euro centosedicimiladuecentodue/80) in caso di morte o di invalidità permanente tale da ridurre in misura superiore ai 2/3 la capacità lavorativa specifica dello stesso dirigente per cause diverse da quelle indicate alla lettera a); tale indennità sarà pari a Euro 162.683,92 (euro centosessantaduemilaseicentottantatre/92) quando il nucleo familiare del dirigente interessato risulti composto da uno ovvero da più figli a carico e/o dal coniuge. Dall'1 luglio 2007 l'importo delle suddette indennità sarà pari rispettivamente a Euro 129.114,22 (euro centoventinovemilacentoquattordici/22) per il dirigente senza figli a carico né coniuge e a Euro 180.759,91 (euro centottantamilasettecentocinquantanove/91) per il dirigente con nucleo familiare composto da uno o più figli a carico e/o dal coniuge. Qualora il rapporto di lavoro prosegua dopo l'avvenuto riconoscimento dello stato di invalidità, la somma assicurata dalla polizza è corrisposta contestualmente all'esito di tale riconoscimento.
Agli effetti del presente articolo si considera:
- infortunio sul lavoro, l'evento che, come tale, è previsto dalla legge sull'assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali;
- professionale, la malattia che sia compresa in quelle indicate nella tabella annessa al citato D.P.R. n. 1124/1965;
- retribuzione, l'insieme dei compensi di cui al punto 2 dell'art. 24.
Quanto previsto alle lett. a) e b) del comma 2 del presente articolo è attuato in un'ottica solidaristica e mutualistica dal FASDAPI mediante appropriati strumenti assicurativi.
Salvo quanto previsto al successivo comma 9, le aziende sono tenute a concorrere ai costi sostenuti dal FASDAPI per il perseguimento delle sue finalità statutarie, versando al FASDAPI un contributo il cui ammontare è stabilito dal Consiglio di amministrazione dell'ente stesso. Il dirigente concorre ai costi aziendali anzidetti con un contributo annuo pari a € 139,44 (euro centotrentanove/44), che dovrà essere versato al FASDAPI dall'azienda previa trattenuta dalla retribuzione.
In relazione al decreto legislativo n. 38/2000 che, a decorrere dal 16 marzo 2000, estende ai dirigenti l'obbligo di iscrizione all'INAIL, il FASDAPI, per i casi di infortunio sul lavoro e di malattia professionale, prevederà:
a) la riduzione dell'indennizzo, dovuto al dirigente o ai suoi aventi causa sulla base dei massimali come sopra indicati, in misura corrispondente alla prestazione in capitale o in rendita capitalizzata riconosciuta dall'INAIL all'assicurato a titolo di invalidità permanente ovvero, in caso di morte, alla prestazione in rendita capitalizzata riconosciuta dallo stesso ente agli aventi causa dell'assicurato;
b) la subordinazione del diritto all'indennizzo, alla preventiva comunicazione, da parte del dirigente o dei suoi aventi causa, dell'importo della prestazione liquidata dall'INAIL;
c) la natura vincolante dell'accertamento della malattia professionale effettuato dall'INAIL o dal Giudice, ferma restando, in quest'ultimo caso, la necessaria informativa da parte del dirigente al FASDAPI al fine di consentirne la partecipazione al processo;
d) l'erogazione dell'intero capitale assicurato qualora, in caso di infortunio, l'INAIL ne contesti il collegamento con il rapporto di lavoro; il dirigente, ove richiesto dal FASDAPI e con ogni onere, ivi compresa la scelta del difensore, a carico del richiedente, avrà l'obbligo di proporre causa all'INAIL.
In caso di esito favorevole, il dirigente dovrà restituire la somma che avrà ricevuto in eccedenza rispetto alla previsione di cui alla precedente lett. a) del presente comma.
Ferma l'obbligatorietà dal 1° gennaio 1997 del regime assistenziale previsto dal presente articolo, sono fatte salve le eventuali maggiori coperture assicurative aziendali in atto; a tal fine, le polizze aziendali già stipulate in attuazione degli obblighi previsti dall'art. 12, c.c.n.l. 13 aprile 1995, alla loro scadenza o disdetta, saranno rinegoziate a copertura della maggiore differenza non assicurata dal FASDAPI.
Le somme assicurate ai sensi del comma 2, lett. b), nonché il contributo a carico del dirigente di cui al comma 5, decorrono dalle decorrenze indicate.
Sono, altresì, fatte salve e si considerano sostitutive delle provvidenze stabilite al comma 2, lett. a), relativamente all'infortunio occorso non in occasione di lavoro, e al comma 2, lett. b), relativamente alla malattia diversa da quella professionale, eventuali intese, attuali o future, definite fra azienda e dirigente che prevedano l'assunzione diretta da parte dell'azienda, al verificarsi dei predetti eventi, dell'obbligo del pagamento delle somme di cui al richiamato comma 2, lett. a) o lett. b), rimanendo in facoltà dell'azienda stessa di assicurare tale obbligo.
Le parti si danno reciprocamente atto che, relativamente alla ipotesi in cui il rapporto di lavoro prosegua dopo l'avvenuto riconoscimento al dirigente di uno stato di invalidità tale da ridurre in misura superiore ai 2/3 la capacità lavorativa, i commi 2, lett. a), primo alinea, e lett. b) dell'art. 12 si interpretano nel senso che la somma assicurata dalla polizza è corrisposta contestualmente all'esito di detto riconoscimento.
Le parti convengono altresì che, in ogni caso, ai fini della erogazione delle somme assicurate ai sensi del comma 2, lett. a), primo e secondo alinea e lett. b), nonché del comma 9 dell'art. 12, le società stipulanti le polizze assicurative ed i loro riassicuratori assumeranno come valido il giudizio sullo stato di invalidità del dirigente così come formulato:
1) dall'INPS o da altro Ente previdenziale, all'atto del riconoscimento della pensione di inabilità ovvero del primo riconoscimento dell'assegno di invalidità;
Le parti concordano che in caso di morte del dirigente, i beneficiari delle somme assicurate ai sensi del comma 2, lett. a), terzo alinea, e lett. b), nonché del comma 9 dell'art. 12, sono individuati nei soggetti formalmente indicati dallo stesso dirigente. In mancanza di tale indicazione, i beneficiari delle somme assicurate sono individuati ai sensi dell'art. 2122 del codice civile.
Infine, resta inteso tra le parti che, in caso di prosecuzione del rapporto di lavoro con il dirigente al quale sia riconosciuto uno stato di invalidità determinato da malattia non professionale e tale da ridurre la capacità lavorativa in misura superiore ai 2/3, la polizza di cui al comma 2, lett. b) dell'art. 12 cessa di produrre effetti dal momento della erogazione della somma ivi prevista per l'assicurazione contro tale evento.
Le parti si danno reciprocamente atto che il richiamo alla tabella annessa al D.P.R. n. 1124/1965, deve intendersi comprensivo dell'ampliamento disposto con la sentenza della Corte costituzionale n. 350/1997 in base alla quale l'INAIL indennizza, oltre alle malattie elencate nella predetta tabella, anche le malattie non tabellate di cui il dirigente dimostri l'origine professionale.
Art. 13 - Trasferimento di proprietà dell'azienda
Fermo restando quanto disposto dall'art. 2112 del codice civile, in caso di trasferimento di proprietà dell'azienda, ivi compresi i casi di concentrazioni, fusioni, scorpori, non debbono in alcun modo essere pregiudicati i diritti acquisiti dal dirigente.
Tenuto conto delle particolari caratteristiche del rapporto dirigenziale, il dirigente, nei casi sopra previsti, le cui condizioni di lavoro subiscono una sostanziale modifica nei tre mesi successivi al trasferimento d'azienda, può rassegnare le proprie dimissioni con gli effetti di cui all'art. 2119, 1° comma, del codice civile. Negli altri casi potrà procedere, entro i 180 giorni dalla data legale dell'avvenuto cambiamento, alla risoluzione del rapporto stesso, senza obbligo di preavviso e con riconoscimento, oltre al trattamento di fine rapporto, di un trattamento pari ad 1/3 dell'indennità sostitutiva del preavviso spettante in caso di licenziamento.
Art. 14 - Trasferimento del dirigente
Il trasferimento dovrà essere comunicato per iscritto dall'azienda al dirigente con un preavviso non inferiore a mesi tre ovvero a mesi quattro quando il dirigente abbia familiari conviventi e a carico.
Al dirigente trasferito sarà corrisposto il rimborso delle spese cui va incontro per sé e famiglia per effetto del trasferimento stesso, nonché l'eventuale maggior spesa effettivamente sostenuta per l'alloggio dello stesso tipo di quello occupato nella sede di origine, per un periodo da convenirsi direttamente tra le parti e comunque per un periodo non inferiore a due anni, oltre ad una indennità "una tantum" pari a 3 mensilità e mezzo di retribuzione per il dirigente con carichi di famiglia ed a 2 mensilità e mezzo per il dirigente senza carichi di famiglia.
Per il reperimento dell'alloggio nella sede di destinazione, anche l'azienda esplicherà il suo interessamento per agevolare il dirigente.
Per i casi di licenziamento non per giusta causa o di morte entro cinque anni dalla data del trasferimento, l'azienda dovrà rimborsare le spese relative al rientro del dirigente e/o della sua famiglia alla sede originaria.
Il dirigente licenziato per mancata accettazione del trasferimento ha diritto al trattamento di fine rapporto ed all'indennità sostitutiva del preavviso.
Il dirigente, che proceda alla risoluzione del rapporto entro 60 giorni dalla comunicazione di cui al 2° comma, motivando il proprio recesso con la mancata accettazione del trasferimento, ha diritto, oltre al trattamento di fine rapporto, ad un trattamento pari all'indennità sostitutiva del preavviso spettante in caso di licenziamento e ad una indennità supplementare al trattamento di fine rapporto pari ad 1/3 del corrispettivo del preavviso individuale maturato.
Salvo diverso accordo tra le parti interessate, il trasferimento non può essere disposto nei confronti del dirigente che abbia compiuto rispettivamente il 55° anno se uomo o il 50° se donna.
Qualora particolari ragioni di urgenza non consentano all'azienda di rispettare i termini di preavviso di cui al 2° comma, il dirigente verrà considerato in trasferta sino alla scadenza dei suddetti termini.
A decorrere dal 1° giugno 1985, il dirigente che, ove si apra procedimento di cui al successivo comma 4, risolva il rapporto motivando il proprio recesso con l'avvenuto rinvio a giudizio, ha diritto, oltre al trattamento di fine rapporto, ad un trattamento pari all'indennità sostitutiva del preavviso spettante in caso di licenziamento e ad una indennità supplementare al trattamento di fine rapporto pari, a decorrere dal 1° luglio 2000, al corrispettivo del preavviso individuale maturato.
Il dirigente consegue il diritto a percepire i trattamenti previsti dal precedente comma sempreché abbia formalmente e tempestivamente comunicato al datore di lavoro la notifica, a lui fatta, dell'avviso di reato a seguito del quale sia stato successivamente rinviato a giudizio.
Ove si apra procedimento penale nei confronti del dirigente per fatti che siano direttamente connessi all'esercizio delle funzioni attribuitegli, ogni spesa per tutti i gradi di giudizio è a carico dell'azienda. E' in facoltà del dirigente di farsi assistere da un legale di propria fiducia, con onere a carico dell'azienda.
Le garanzie e le tutele di cui al 4° comma del presente articolo si applicano al dirigente anche successivamente all'estinzione del rapporto di lavoro, sempreché si tratti di fatti accaduti nel corso del rapporto stesso.
Le parti, a seguito di specifico accordo che prenderà in esame anche le relative compatibilità economiche, attiveranno coperture assicurative specifiche dirette a tutelare il dirigente a fronte delle nuove responsabilità civili e penali previste in conseguenza dei provvedimenti legislativi emanati e della responsabilità per colpa grave.
Art. 16 - Mutamento di posizione
Il dirigente che, a seguito di mutamento della propria attività sostanzialmente incidente sulla sua posizione, risolva, entro 60 giorni, il rapporto di lavoro, avrà diritto, oltre al trattamento di fine rapporto, anche ad un trattamento pari all'indennità sostitutiva del preavviso spettante in caso di licenziamento.
Le parti si danno atto che, considerata la particolare, specifica natura del trattamento corrispondente all'indennità sostitutiva del preavviso o frazione di essa, previsto dalle norme sopra indicate a favore del dirigente che risolva il rapporto di lavoro, il trattamento medesimo non ha effetto sulla determinazione dell'anzianità, né per il computo del trattamento di fine rapporto.
Il preavviso dovuto dal dirigente in caso di dimissioni di cui ai predetti articoli, è di 15 giorni.
Art. 18 - Previdenza e assistenza sanitaria a carattere integrativo
Le materie concernenti gli interventi integrativi del trattamento pensionistico di categoria e l'assistenza integrativa di malattia, come disciplinate dalle apposite separate intese contestualmente sottoscritte alle quali si intende fatto riferimento e rinvio, costituiscono parte integrante del presente c.c.n.l., per l'intera durata di quest'ultimo.
E' istituito, a cura delle Organizzazioni territoriali competenti, aderenti alle parti stipulanti il presente c.c.n.l., un Collegio arbitrale cui è demandato il compito di pronunciarsi sui ricorsi che gli siano sottoposti ai sensi dell'art. 22.
Il Collegio, che sarà in carica per la durata del presente contratto, rinnovabile, è composto di tre membri due dei quali designati rispettivamente da ciascuna delle due Organizzazioni territoriali competenti aderenti alle parti stipulanti il presente c.c.n.l. ed uno, con funzioni di Presidente, scelto di comune accordo dalle due Organizzazioni. In caso di mancato accordo sulla designazione del terzo membro, quest'ultimo sarà sorteggiato tra i nominativi compresi in apposita lista di nomi non superiori a sei, preventivamente concordata, o, in mancanza di ciò, sarà designato - su richiesta di una o di entrambe le Organizzazioni predette - dal Presidente del competente Tribunale.
Salvo diverso accordo tra le Organizzazioni delle due parti territorialmente competenti, il Collegio ha sede presso l'Ufficio provinciale del lavoro.
Il Collegio arbitrale sarà investito della vertenza su istanza, a mezzo di raccomandata a.r. dell'Organizzazione territoriale competente della Federmanager, che trasmetterà al Collegio il ricorso sottoscritto dal dirigente, entro 30 giorni successivi al ricevimento del ricorso stesso ai sensi del comma 4 dell'art. 22.
Copia dell'istanza e del ricorso debbono, sempre a mezzo raccomandata a.r., essere trasmessi contemporaneamente, a cura dell'Organizzazione di cui al precedente comma, alla corrispondente Organizzazione territoriale imprenditoriale e, per conoscenza, all'azienda interessata.
Ove non si raggiunga la conciliazione, il Collegio, anche in assenza di motivazione o in contumacia di una delle parti, emetterà il proprio lodo entro 60 giorni dalla data di riunione di cui al 10° comma, salva la facoltà del Presidente di disporre di una proroga fino ad un massimo di ulteriori 30 giorni in relazione a necessità inerenti allo svolgimento della procedura.
Durante il mese di agosto sono sospesi i termini di cui al presente articolo nonché il termine di cui al 4° comma dell'art. 22, sopra richiamato.
Ove il Collegio, con motivato giudizio, riconosca che il licenziamento è ingiustificato ed accolga quindi il ricorso del dirigente a termini dell'art. 22, disporrà contestualmente, a carico dell'azienda, una indennità supplementare delle spettanze contrattuali di fine lavoro, graduabile in relazione alle valutazioni del Collegio circa gli elementi che caratterizzano il caso in esame fra:
- un minimo, pari al corrispettivo del preavviso individuale maturato, maggiorato dell'importo equivalente a 2 mesi del preavviso stesso;
- un massimo, pari al corrispettivo di 22 mesi di preavviso.
L'indennità supplementare è automaticamente aumentata, in relazione all'età del dirigente licenziato, ove questa risulti compresa fra i 46 ed i 56 anni, nelle seguenti misure, calcolate con i criteri di cui al comma precedente:
- 7 mensilità in corrispondenza del 51° anno compiuto;
- 2 mensilità in corrispondenza del 46° e 56° anno compiuto.
In conformità all'art. 412-ter, lett. e), cod. proc. pen., il compenso del Presidente, ripartito al 50% fra le parti in causa, è determinato secondo i criteri pattuiti dalle competenti Organizzazioni territoriali aderenti alle parti stipulanti.
Il compenso degli altri componenti del Collegio sarà a carico delle rispettive parti in causa.
Le disposizioni di cui al presente articolo, in caso di disdetta del contratto, continuano a produrre i loro effetti dopo la scadenza e fino a che non sia intervenuto un nuovo contratto.
Pertanto, le parti si impegnano a svolgere nei confronti dei rispettivi rappresentati ogni opportuna e utile iniziativa e azione affinché, nel caso di cui sopra, si avvalgano della disciplina prevista dal presente articolo e affinché, comunque, azienda e dirigente, in sede di tentativo obbligatorio di conciliazione ex art. 410 cod. proc. civ., anche al di fuori, quindi, del tentativo di conciliazione disciplinato dal presente articolo, realizzino la conciliazione medesima.
I - Fatta in ogni caso salva la facoltà di sostituzione dei rappresentanti delle rispettive Organizzazioni, ai sensi del 4° comma del presente articolo, i Collegi già costituiti in base al 2° comma dell'art. 19 del c.c.n.l. 26 ottobre 1989 si intendono prorogati in carica fino alla scadenza del presente c.c.n.l., salvo che da parte delle Organizzazioni sindacali territorialmente competenti non si richieda, congiuntamente, entro 90 giorni dalla data di stipulazione del presente c.c.n.l., la costituzione "ex novo" del Collegio in base alle norme di cui al 2° comma del presente articolo. In tal caso il nuovo Collegio deve essere costituito entro i successivi 30 giorni.
Tuttavia i ricorsi che, alla data di stipulazione del presente c.c.n.l., siano pendenti avanti i Collegi già costituiti o che siano inoltrati nel periodo intercorrente tra la data di stipulazione stessa ed il momento della eventuale richiesta di costituzione di nuovo Collegio, ai sensi del 1° comma della presente norma di attuazione, verranno definiti dai medesimi indipendentemente dalla intervenuta eventuale costituzione del nuovo Collegio.
II - In caso di eventuale costituzione di nuovo Collegio, il termine di cui al 7° comma del presente articolo si intende prorogato fino al 10° giorno successivo a quello dell'avvenuta costituzione del collegio, e ciò anche ove tale costituzione fosse successiva alla scadenza dei termini sopra richiamati (prima norma di attuazione).
Allegato all'art.19
Ai dirigenti industriali promossi o assunti a tempo indeterminato il cui rapporto di lavoro sia regolato dal presente c.c.n.l., si applica, allo scopo di favorire l'incremento complessivo dell'occupazione dirigenziale nelle imprese aderenti a CONFAPI ed il più facile accesso di queste ultime a risorse manageriali, la seguente normativa a valere per i primi 30 mesi dalla data di costituzione del rapporto di lavoro.
Nell'ambito del suddetto periodo di 30 mesi, resta temporaneamente sospesa l'applicazione della disciplina di cui agli artt. 19 e 22, 2° comma, del presente c.c.n.l.
L'azienda, oltre che per giusta causa ai sensi dell'art. 2119 cod. civ., potrà risolvere in qualunque momento, nel corso dei 30 mesi di cui sopra, il rapporto di lavoro con comunicazione scritta e con l'applicazione di un preavviso di mesi 4, fatto salvo quanto previsto all'allegato all'art. 9, lett. b).
L'azienda, in caso di licenziamento, è tenuta ad attivare, se in accordo con il dirigente, una procedura di "outplacement" secondo le modalità di cui ad apposita convenzione stipulata dalle parti con primarie Organizzazioni del settore.
Trascorsi 30 mesi dalla data di promozione o di assunzione a tempo indeterminato del dirigente, si applica automaticamente anche la disciplina di cui agli artt. 19 e 22, 2° comma, del vigente c.c.n.l., nonché i termini di preavviso di cui all'art. 23 del c.c.n.l.
I sindacati dei dirigenti competenti per territorio ed aderenti alla Federmanager possono istituire Rappresentanze sindacali nelle aziende.
In tal caso gli stessi sindacati provvederanno a comunicare i nominativi dei dirigenti investiti di tale rappresentanza, oltreché alla Federmanager, alle aziende interessate ed alla Organizzazione imprenditoriale territorialmente competente.
In particolare, le Rappresentanze aziendali potranno esaminare in prima istanza le questioni che dovessero sorgere circa l'applicazione delle norme contrattuali, ivi comprese quelle relative al riconoscimento della qualifica di dirigente ai sensi dell'art. 1 del presente c.c.n.l.
Le eventuali controversie riguardanti l'interpretazione del presente c.c.n.l. saranno esaminate dalle parti stipulanti il contratto stesso.
Le questioni che dovessero sorgere circa l'applicazione di norme di legge, di clausole del contratto collettivo o di pattuizioni individuali, saranno demandate, ai fini dell'espletamento del tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dalle vigenti norme di legge, all'esame delle competenti Organizzazioni territoriali aderenti alle parti stipulanti il presente c.c.n.l.
Tale esame deve esaurirsi, salvo motivato impedimento, entro il termine di 60 giorni dal ricevimento della richiesta di convocazione inoltrata dalla Organizzazione territoriale. Le relative conclusioni formeranno oggetto di apposito verbale sottoscritto dalle Organizzazioni territoriali interessate.
Laddove siano state istituite dai dirigenti, ai sensi dell'art. 20, Rappresentanze sindacali aziendali, le questioni di cui al 2° comma potranno essere esaminate in prima istanza con dette Rappresentanze.
Nel caso di risoluzione ad iniziativa dell'azienda, questa ultima è tenuta a specificarne contestualmente la motivazione.
Il dirigente, ove non ritenga giustificata la motivazione adottata dall'azienda ovvero nel caso in cui detta motivazione non sia stata fornita contestualmente alla comunicazione del recesso, potrà ricorrere al Collegio arbitrale di cui all'art. 19.
Il ricorso dovrà essere inoltrato all'Organizzazione territoriale della Federmanager, a mezzo raccomandata a.r. che costituirà prova del rispetto dei termini, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione scritta del licenziamento.
Il ricorso al collegio non costituisce di per sé motivo per sospendere la corresponsione al dirigente delle indennità di cui agli artt. 23 e 24.
Le disposizioni del presente articolo, salva la comunicazione per iscritto di cui al 1° comma, non si applicano in caso di risoluzione del rapporto di lavoro nei confronti del dirigente che sia in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia o che abbia comunque superato il 65° anno di età (60° se donna).
Salvo il disposto dell'art. 2119 del codice civile, il contratto a tempo indeterminato non potrà essere risolto, dal datore di lavoro, senza preavviso i cui termini sono stabiliti come segue:
b) un ulteriore 1/2 mese per ogni successivo anno di anzianità con un massimo di altri 4 mesi di preavviso.
In conseguenza, il termine complessivo di preavviso, come dovuto ai sensi del comma 1, non dovrà, comunque, essere superiore a 12 mesi.
In caso di inosservanza dei termini suddetti è dovuta dalla parte inadempiente all'altra parte, per il periodo di mancato preavviso, un'indennità pari alla retribuzione che il dirigente avrebbe percepito durante il periodo di mancato preavviso.
E' in facoltà del dirigente che riceve la disdetta di troncare il rapporto, sia all'inizio, sia durante il preavviso, senza che da ciò gli derivi alcun obbligo di indennizzo per il periodo di preavviso non compiuto.
L'indennità sostitutiva del preavviso è soggetta ai contributi previdenziali e assistenziali; i contributi predetti saranno versati agli Enti previdenziali e assistenziali di categoria con l'indicazione separata e distinta dei mesi di competenza nei quali avrebbero dovuto essere pagati.
Le parti concordano che dalla stipula del c.c.n.l. 4 luglio 1985, per la peculiarità delle funzioni dirigenziali, il preavviso, anche se sostituito dalla corrispondente indennità, è computato agli effetti del trattamento di fine rapporto.
In caso di risoluzione del rapporto, spetterà al dirigente, a parte quanto previsto dall'art. 23, un trattamento di fine rapporto da calcolarsi in base a quanto disposto dall'art. 2120 del codice civile, come sostituito dall'art. 1 della legge 29 maggio 1982, n. 297.
Con riferimento al 2° comma del citato art. 2120 del codice civile, per il computo del trattamento di fine rapporto si considerano, oltre allo stipendio, tutti gli elementi della retribuzione aventi carattere continuativo, ivi comprese le provvigioni, i premi di produzione ed ogni altro compenso ed indennità anche se non di ammontare fisso, con esclusione di quanto corrisposto a titolo di rimborso spese e di emolumenti di carattere occasionale. Fanno altresì parte della retribuzione l'equivalente del vitto e dell'alloggio eventualmente dovuti al dirigente nella misura convenzionalmente concordata, nonché le partecipazioni agli utili e le gratifiche non consuetudinarie e gli aumenti di gratifica pure non consuetudinari, corrisposti in funzione del favorevole andamento aziendale.
Ai fini della determinazione dell'indennità di anzianità da calcolarsi all'atto diell'entrata in vigore della legge n. 297/1982, ai sensi dell'art. 5, 1° comma, della legge medesima, si applicano le disposizioni transitorie di seguito riportate.
"Per i dirigenti che, alla data del 31 gennaio 1979, hanno maturato l'anzianità già prevista dal sostituito art. 22 del c.c.n.l. 4 aprile 1975 per il conseguimento, sull'intera anzianità o su parte di essa, della maggiore indennità in ragione di mezza mensilità, si procederà a quantificare l'indicata maggiore indennità spettante alla data predetta, traducendola in corrispondenti mensilità (e/o frazione individuata ai sensi dell'art. 24, 2° comma, del citato c.c.n.l.) che saranno erogate all'atto della risoluzione del rapporto di lavoro e con il valore dell'ultima retribuzione al quale fanno riferimento i criteri di computo dell'indennità di anzianità.
Le quantificazioni stabilite al 2° comma avverranno in base al rapporto tra l'anzianità maturata nella qualifica di dirigente alla data del 31 gennaio 1979 e la permanenza in detta qualifica che sarebbe stata individualmente necessaria a norma del sostituito art. 22 per consentire la migliore misura per l'intera anzianità. Per procedere al calcolo del rapporto, che sarà espresso con tre cifre decimali, le suddette grandezze vanno indicate in numero di mesi. L'individuazione delle corrispondenti mensilità e/o frazione sarà ottenuta moltiplicando per quattro l'indicato rapporto.".
In caso di morte del dirigente, l'azienda corrisponderà agli aventi diritto oltre all'indennità sostitutiva del preavviso, il trattamento di fine rapporto di cui all'art. 24. Ciò, indipendentemente da quanto possa loro spettare a titolo integrativo per fondo di previdenza, per coperture assicurative e per ogni altra causa.
A tutti gli effetti del presente c.c.n.l. l'anzianità si computa comprendendovi tutto il periodo di servizio prestato alle dipendenze dell'azienda anche con altre qualifiche.
Agli effetti della determinazione dell'anzianità ogni anno iniziato si computa "pro-rata" in relazione ai mesi di servizio prestato, computandosi come mese intero la frazione di mese superiore a 15 giorni.
Art. 27 - Disposizioni generali e condizioni di miglior favore
Per tutto ciò che non è diversamente regolato dal presente c.c.n.l. valgono - in quanto compatibili con la figura del dirigente - le norme contrattuali collettive e le norme legislative in vigore per gli impiegati di massima categoria dipendenti dall'azienda cui il dirigente appartiene.
Le condizioni stabilite eventualmente da accordi individuali, aziendali e territoriali più favorevoli, si intendono mantenute "ad personam".
Le aziende opereranno la trattenuta dei contributi sindacali dovuti dai dirigenti al sindacato dirigenti industriali della Federmanager, territorialmente competente, previo rilascio di deleghe individuali firmate dagli interessati, deleghe che saranno valide fino a revoca scritta.
Art. 29 - Diritti di informazione e consultazione
Con il presente articolo si recepisce quanto previsto in materia dal decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 25 quale fattore di accrescimento della competitività aziendale, agevolando il confronto sulle linee strategiche e la condivisione di soluzioni organizzative in grado di affermare la valenza strategica del ruolo manageriale quale fattore determinante di crescita dell'impresa attenta ai valori dell'etica e della responsabilità sociale. Le procedure di informazione e di consultazione saranno attuate tenendo conto della specificità della categoria e dei valori da essa rappresentati, con i tempi e nei modi ritenuti più idonei ed appropriati congiuntamente con la R.S.A. ovvero, in mancanza, con l'Associazione Federmanager territorialmente competente.
Il presente c.c.n.l. decorre dal 1° gennaio 2008, salvo le particolari decorrenze specificate nei singoli articoli, ed avrà scadenza il 31 dicembre 2010.
In caso di disdetta, il presente c.c.n.l. rimarrà in vigore fino a quando non sia intervenuto un nuovo contratto.
In caso di mancata disdetta, da notificarsi con lettera raccomandata almeno 2 mesi prima della scadenza sopra indicata, il presente c.c.n.l. si intenderà tacitamente rinnovato di anno in anno.
Allegato 1 - Accordo sulla risoluzione del rapporto di lavoro nei casi di crisi aziendale
Addì, 13 aprile 1995
la CONFAPI - Confederazione italiana della piccola e media industria
la FNDAI - Federazione nazionale dirigenti aziende industriali
dalla data di stipula del presente accordo, in presenza delle specifiche fattispecie di ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione ovvero crisi aziendali di cui alla legge 23 luglio 1991, n. 223, riconosciute con il decreto del Ministro del lavoro di cui all'art. 1, comma 3, della legge 19 luglio 1994, n. 451, nonché delle situazioni aziendali accertate dal Ministero del lavoro ai sensi dell'art. 1 della legge 19 dicembre 1984, n. 863, l'azienda che risolva il rapporto di lavoro a tempo indeterminato motivando il proprio recesso come dovuto alle situazioni sopra indicate, erogherà al dirigente, oltre alle spettanze di fine lavoro, un'indennità supplementare al trattamento di fine rapporto pari al corrispettivo del preavviso individuale maturato.
La predetta indennità supplementare è automaticamente aumentata in relazione all'età del dirigente interessato, ove questa risulti compresa tra i 47 e i 55 anni, nelle seguenti misure, calcolate con i criteri di cui al comma precedente:
La disciplina di cui sopra trova applicazione, con la stessa decorrenza, anche nei casi di amministrazione straordinaria - gestione commissariale - attuata ai sensi e con la procedura della legge 3 aprile 1979, n. 95, sempreché l'azienda motivi il recesso con riferimento alla situazione di cui alla legge medesima.
La medesima disciplina trova altresì applicazione, sempre con la stessa decorrenza, nei casi di messa in liquidazione previsti dal codice civile, con esclusione dei casi di fallimento, di concordato preventivo, di liquidazione coatta amministrativa e di altre forme di procedure concorsuali. Nei casi di cui al presente comma, la misura dell'indennità supplementare sarà comunque limitata a quella di cui al 1° comma.
L'accettazione del trattamento come determinato nei commi precedenti comporta automaticamente la rinuncia del dirigente a ricorrere al Collegio arbitrale previsto dall'art. 19 del contratto nazionale.
Ove la risoluzione del rapporto di lavoro ai sensi del presente accordo riguardi dirigente dipendente da impresa interessata alle misure di pensionamento anticipato disposte da apposite norme di legge con riferimento alle fattispecie di cui al 1° comma - sempreché, naturalmente, il dirigente stesso sia messo nelle condizioni previste dalle predette norme per l'esercizio delle facoltà di pensionamento anticipato - la misura dell'indennità supplementare si intende in ogni caso limitata a quella stabilita dal predetto 1° comma e la disciplina da quest'ultimo prevista è applicata in via sostitutiva del ricorso al Collegio arbitrale di cui all'art. 19 del contratto nazionale, ricorso che, nell'ipotesi di cui al presente comma, si considera comunque non esperibile dal dirigente.
Nelle ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro nei confronti di dirigente che sia in possesso dei requisiti di legge per aver diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità o che abbia comunque superato il 65° anno di età e 60° se donna, non si applica la disciplina di cui al presente accordo.
Le parti si danno reciprocamente atto che il presente accordo si riferisce esclusivamente alle fattispecie giuridiche individuate, con gli specifici richiami delle fonti legislative e che a tali fattispecie le parti intendono continuare a riferirsi anche qualora le stesse dovessero risultare collocate nel contesto di sopravvenute disposizioni di legge.
Allegato 2 - Accordo per la costituzione del Fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti delle piccole e medie imprese industriali "Fondo dirigenti PMI"
Addì 10 giugno 2003
- visto l'art. 9 del c.c.n.l. 25 luglio 2000;
- visto l'art. 118, 1° comma, della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
- tenuto conto delle modifiche e integrazioni apportate al richiamato art. 118, 1° comma, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, dall'art. 48 della legge 27 dicembre 2002, n. 289;
1) di istituire il Fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti delle piccole e medie aziende industriali ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 118, 1° comma, della legge n. 388/2000 e successive modificazioni e integrazioni;
2) di approvare gli uniti Statuto e regolamento del "Fondo dirigenti PMI", costituito ai sensi degli artt. 1 e 9 del D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361, dotato di personalità giuridica, da sottoporre al Ministero competente per la conseguente autorizzazione;
3) che, ferma restando la volontarietà della scelta delle singole aziende circa la destinazione del contributo dello 0,30% al Fondo, potranno affluire al Fondo stesso tanto i contributi delle aziende aderenti al sistema associativo della CONFAPI, quanto i contributi delle aziende non associate ad alcuna Organizzazione di rappresentanza datoriale che decidano di versare il contributo al Fondo, a prescindere dalla classificazione INPS attribuita alle aziende medesime;
4) di impegnarsi per realizzare una campagna di promozione del Fondo finalizzata a massimizzare la scelta delle aziende a favore del Fondo così costituito;
5) che il Fondo utilizza, nell'ambito dei limiti stabiliti dalle norme di legge, una quota delle risorse provenienti dal prelievo dello 0,30% per le spese di funzionamento e per il finanziamento di attività che le parti costituenti il Fondo medesimo ritengono necessarie e strumentali alla promozione e allo sviluppo della formazione professionale continua dei dirigenti, quali:
a) progetti formativi a carattere intersettoriale o progetti, anche di natura settoriale, di particolare rilevanza;
b) monitoraggio e controllo di gestione;
c) altre eventuali iniziative propedeutiche e comunque direttamente connesse ai piani formativi, concordate tra le parti;
6) che le attività di cui al punto 5, lett. a), b) e c), saranno definite e deliberate annualmente dagli Organi deliberativi del Fondo;
7) che sono Organi del Fondo: l'Assemblea, il Presidente, il Vicepresidente, il Consiglio di amministrazione, il Collegio dei revisori dei conti;
8) che le modalità operative per la selezione dei piani, l'assegnazione delle risorse, le attività di monitoraggio, rendicontazione e valutazione, saranno definite dagli Organi deliberativi del Fondo, fermi restando i seguenti criteri:
a) le aziende che intendano realizzare in proprio, in forma singola o associata, attività formative, potranno richiedere il finanziamento dei piani formativi concordati, anche pluriennali, nel limite massimo del 70% del contributo annualmente versato, sempre che il valore del progetto superi almeno del 50% la quota di cui si chiede il finanziamento. Le linee-guida dei piani formativi saranno definite nell'ambito dei competenti Organismi del Fondo. Le aziende potranno presentare piani formativi che utilizzino le risorse disponibili accumulate nei quattro anni precedenti. Dopo tale periodo le risorse accantonate e non spese potranno essere utilizzate per le iniziative di cui alla successiva lett. b);
b) salvo il principio dell'automatismo di cui alla precedente lett. a), le risorse residue saranno attribuite ai piani formativi, concordati anche a livello territoriale, tenendo conto anche di necessità redistributive in base a criteri solidaristici;
c) sempre fatto salvo il principio di cui alla precedente lett. a), le modalità di selezione, finanziamento e controllo dei piani formativi saranno improntate alla massima semplificazione delle procedure (come, ad esempio, la definizione di termini certi e di tempi rapidi per la selezione dei piani, l'applicazione del principio del silenzio-assenso, ecc.).
9) di confermare la disciplina contrattuale contenuta nell'allegato all'art. 9 del vigente c.c.n.l., nonché la norma transitoria posta in calce allo stesso art. 9, compatibilmente con le disposizioni legislative vigenti in materia;
10) di procedere entro il 31 dicembre 2003 al riesame congiunto già previsto dall'allegato all'art. 9 del vigente c.c.n.l.; allegato che qui si intende richiamato nella sua interezza;
11) di individuare, nell'ambito del riesame congiunto di cui al punto precedente, le soluzioni organizzative che, nell'ottica di una ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse complessivamente destinate alla formazione dei dirigenti delle PMI, possano consentire la destinazione più ampia possibile delle relative risorse allo svolgimento delle attività istituzionali del costituendo Fondo e il contenimento dell'incidenza dei relativi costi di funzionamento.
Statuto del "Fondo dirigenti PMI"
Fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti
delle piccole e medie imprese industriali
A seguito dell'accordo del 10 giugno 2003, tra la Confederazione italiana della piccola e media industria privata CONFAPI, con sede in Roma, via della Colonna Antonina n. 52, codice fiscale 80184750588, e la Federazione nazionale dirigenti aziende industriali FEDERMANAGER, con sede in Roma, via Ravenna n. 14, codice fiscale 80073190581, è costituito il Fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti delle piccole e medie imprese industriali, denominato "Fondo dirigenti PMI" e in appresso chiamato "Fondo".
Il Fondo è costituito, conformemente alle disposizioni legislative della legge n. 388/2000 e successive modificazioni, come soggetto dotato di personalità giuridica ai sensi degli artt. 1 e 9 del D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361, concessa con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
Il Fondo non ha fini di lucro e opera a favore di tutte le imprese che ad esso decidano di versare il contributo dello 0,30% relativo ai dirigenti previsto dall'art. 25, 4° comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni.
Il Fondo, ai sensi del 1° comma dell'art. 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, promuove e finanzia i piani formativi per dirigenti effettuati dalle aziende associate alla CONFAPI, nonché da tutte le aziende, a qualunque settore economico esse appartengano, che scelgano di versare al Fondo il contributo dello 0,30% previsto dall'art. 25, 4° comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni.
Le modalità attuative degli scopi sopra definiti sono disciplinate dal regolamento del Fondo, nel rispetto delle norme di legge.
Il Fondo ha infine lo scopo di favorire il consolidamento e lo sviluppo di una cultura manageriale congrua con le specificità del sistema industriale italiano e attenta alle sfide poste alle imprese e ai dirigenti dalla competizione globale, dalla innovazione tecnologica e dalla complessità sociale.
Sono soci fondatori CONFAPI e FEDERMANAGER.
Sono iscritte al Fondo, con la qualifica di beneficiari ai soli fini delle prestazioni, le imprese che hanno optato per l'adesione al Fondo ai sensi del comma 3 dell'art. 118 della legge n. 388/2000 e successive modificazioni, e che siano in regola con i versamenti previsti.
Il patrimonio del Fondo è costituito:
a) da beni immobili e mobili, pervenuti anche attraverso donazioni, lasciti, liberalità;
b) da somme pervenute al Fondo, a qualsiasi titolo, da enti pubblici e privati e da persone fisiche, espressamente destinati ad incrementare il patrimonio;
c) da apporti finanziari di qualsiasi genere che il Consiglio di amministrazione riterrà utile destinare al patrimonio.
Per le attività necessarie all'attuazione dei suoi scopi il Fondo dispone delle seguenti entrate:
- del contributo relativo ai dirigenti versato dall'INPS al Fondo secondo le modalità previste dal comma 1 e seguenti dell'art. 118 della legge n. 388/2000 e successive modifiche e integrazioni, corrispondente alle adesioni delle aziende associate alla CONFAPI, nonché di tutte le aziende, a qualunque settore economico esse appartengano, che decidano di versare al Fondo il contributo di cui all'art. 25, 4° comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni;
- degli interessi e dei rendimenti delle disponibilità amministrate;
- di eventuali finanziamenti pubblici e privati, purché compatibili con le finalità del Fondo;
- di entrate derivanti da altre iniziative sociali;
- di ogni altro provento che spetti o affluisca al Fondo a qualsiasi titolo.
Il Fondo provvederà a disciplinare con apposito "Regolamento interno" l'organizzazione e il funzionamento, il personale, l'amministrazione, la gestione finanziaria e contabile del Fondo, nonché ogni altro aspetto operativo necessario a perseguire gli scopi di cui all'art. 2.
Il "Regolamento interno" di cui al precedente punto 1 è approvato dal Consiglio di amministrazione.
L'Assemblea è composta in maniera paritetica da 6 (sei) membri, di cui 3 (tre) nominati dalla CONFAPI e 3 (tre) nominati dalla FEDERMANAGER.
I membri dell'Assemblea durano in carica 3 (tre) anni a far data dalla prima riunione e possono essere rinominati. E' consentito alla stessa parte che li ha designati di provvedere alla sostituzione dei propri rappresentanti anche prima della scadenza del triennio, mediante comunicazione scritta. Il membro sostituto avrà, per la durata della carica, la stessa anzianità di quello sostituito.
Compete all'Assemblea di:
- definire le linee strategiche delle attività annuali;
- vigilare, sulla base delle relazioni periodiche predisposte dal Consiglio di amministrazione, in merito al loro andamento disponendo eventuali integrazioni ed aggiornamenti;
- approvare i bilanci preventivi e consuntivi redatti dal Consiglio di amministrazione;
- approvare le modifiche da apportare allo Statuto proposte dal Consiglio di amministrazione, nel rispetto di quanto disposto dal successivo art. 19;
- nominare il Presidente ed il Vicepresidente del Fondo. Il Presidente ed il Vicepresidente del Fondo sono anche, rispettivamente, Presidente e Vicepresidente del Consiglio di amministrazione;
- nominare i componenti del Consiglio di amministrazione;
- stabilire la misura dell'eventuale compenso per gli amministratori nonché la misura del compenso per i revisori;
- decidere in ordine alla gestione straordinaria del patrimonio del Fondo.
L'Assemblea è convocata dal Presidente del Fondo almeno 2 (due) volte all'anno, nonché ogni qualvolta ciò sia richiesto da almeno i 2/3 (due terzi) dei membri dell'Assemblea stessa.
La convocazione dell'Assemblea è effettuata mediante comunicazione scritta, trasmessa con mezzi anche diversi dalla tradizionale lettera raccomandata (telefax, e-mail, ecc.) che ne garantiscano l'effettiva e tempestiva informazione ai soci, da inviare almeno 7 (sette) giorni prima della data fissata per la riunione. La comunicazione deve contenere l'indicazione del luogo, giorno e ora della riunione e degli argomenti da trattare. In caso di urgenza, la convocazione dell'Assemblea può essere inviata a ciascun membro con preavviso motivato di almeno 3 (tre) giorni prima della data fissata per la riunione.
Per la validità delle riunioni dell'Assemblea è necessaria la presenza, anche per delega, di almeno i 2/3 (due terzi) dei suoi componenti, dei quali almeno 2 (due) per ciascuna delle Organizzazioni soci fondatori. Ogni membro dell'Assemblea può farsi rappresentare da altro membro, il quale non può cumulare più di 2 (due) deleghe, e comunque solo da parte di membri designati dalla medesima Organizzazione.
L'Assemblea delibera con la maggioranza qualificata nella misura dei 2/3 (due terzi) dei componenti, presenti anche per delega.
Le delibere su modifiche allo Statuto o di scioglimento del Fondo sono assunte dall'Assemblea in seduta straordinaria, con il voto unanime di tutti i suoi componenti, o loro delegati.
Quando si tratti di deliberare su modifiche allo Statuto o di scioglimento, il segretario dovrà necessariamente essere un notaio.
Il Consiglio di amministrazione è composto in maniera paritetica da 6 (sei) membri, di cui 3 (tre) nominati dalla CONFAPI e 3 (tre) nominati da FEDERMANAGER.
I membri del Consiglio di amministrazione durano in carica 3 (tre) anni e sono rieleggibili.
Il Consiglio di amministrazione ha il compito di amministrare il Fondo ed è investito dei più ampi poteri per la realizzazione degli scopi statutari dello stesso. A tal fine il Consiglio:
- attua le linee strategiche delle attività annuali e predispone delle relazioni periodiche sulle attività svolte che presenta all'Assemblea;
- definisce il modello organizzativo e le risorse professionali ritenute necessarie al conseguimento degli scopi di cui all'art. 2 dello Statuto;
- definisce e approva il Regolamento interno e le successive modifiche;
- vigila sul funzionamento di tutti i servizi sia tecnici sia amministrativi;
- definisce annualmente la quota di risorse da destinare alla copertura dei costi di funzionamento del Fondo e al finanziamento delle attività istituzionali, nell'ambito dei limiti stabiliti dalle norme di legge;
- definisce i requisiti e le procedure per l'esarne, l'approvazione e il finanziamento dei piani formativi di cui all'art. 2 del regolamento, fermo restando che le imprese beneficiarie degli stessi piani formativi siano in regola con i versamenti previsti;
- provvede alla redazione dei bilanci preventivi e consuntivi del Fondo, da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea;
- nomina il Direttore su proposta del Presidente, definendone compiti, responsabilità e compenso;
- decide in ordine alla gestione ordinaria del patrimonio;
- propone all'Assemblea le eventuali modifiche da apportare allo Statuto;
- definisce i criteri e le modalità di costituzione e funzionamento delle articolazioni regionali del Fondo e propone all'Assemblea il riconoscimento delle stesse.
Le deliberazioni del Consiglio di amministrazione sono assunte con le modalità e le maggioranze di cui al successivo art. 11.
Nel caso in cui un membro del Consiglio di amministrazione cessi, per qualsiasi ragione, dalla carica prima della scadenza potrà essere sostituito da un altro componente, nominato dal socio di cui era espressione il sostituito nella prima riunione utile.
Ciascuno dei soci che hanno designato loro rappresentanti a membri del Consiglio di amministrazione ha facoltà di proporne la revoca motivata con relativa sostituzione dandone comunicazione scritta al Presidente ed al Consiglio di amministrazione.
Il Consiglio di amministrazione è convocato dal Presidente almeno tre volte l'anno, di regola presso la sede sociale, mediante comunicazione scritta ai suoi componenti, contenente luogo, data e argomenti da trattare, da inviarsi con le medesime modalità di cui all'art. 9, punto 5, almeno 7 (sette) giorni prima della riunione. In caso di urgenza, la convocazione del Consiglio di amministrazione può essere inviata a ciascun membro con preavviso motivato di almeno 3 (tre) giorni prima della data fissata per la riunione.
Il Consiglio di amministrazione deve essere, inoltre, convocato quando ne facciano richiesta almeno la metà dei componenti o almeno 2 (due) membri effettivi del Collegio dei revisori con indicazione degli argomenti da trattare.
Per la validità delle riunioni del Consiglio di amministrazione occorre la presenza di almeno i 2/3 (due terzi) dei suoi componenti, e le relative deliberazioni sono valide se raccolgono il voto favorevole di almeno i 2/3 (due terzi) dei componenti dei quali almeno 2 (due) per ciascuna delle Organizzazioni soci fondatori.
Il Consiglio di amministrazione è presieduto dal Presidente o, in caso di assenza o impedimento di quest'ultimo, dal Vicepresidente.
Le deliberazioni del Consiglio di amministrazione devono risultare da verbali sottoscritti dal Presidente e dal segretario dell'Organo, quest'ultimo nominato di volta in volta.
Compete al Presidente di:
- rappresentare il Fondo di fronte ai terzi e di stare in giudizio;
- convocare, in via ordinaria e straordinaria, l'Assemblea e convocare il Consiglio di amministrazione, presiedendone le riunioni;
- sovrintendere all'applicazione dello Statuto;
- controllare l'esecuzione, da parte del Direttore, delle deliberazioni degli Organi collegiali;
- svolgere gli altri compiti allo stesso demandati dallo Statuto o che gli siano attribuiti dal Consiglio di amministrazione;
- proporre al Consiglio di amministrazione la nomina del Direttore.
Il Vicepresidente coadiuva il Presidente nell'espletamento delle sue funzioni e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.
Il Presidente e il Vicepresidente restano in carica 3 (tre) anni, mantenendo, comunque, nelle more del rinnovo delle cariche, i poteri loro spettanti.
Qualora nel corso del mandato triennale il Presidente e il Vicepresidente cessino, per qualsiasi ragione, dalle rispettive cariche, il sostituto durerà in carica fino alla scadenza del triennio in corso.
(Articolazioni regionali)
Il Fondo nazionale potrà articolarsi a livello regionale così come previsto dall'art. 118 della legge n. 388/2000 e successive modificazioni, secondo i criteri e le modalità definiti dal Consiglio di amministrazione.
Il Collegio dei revisori dei conti è composto da 3 (tre) membri effettivi, di cui uno nominato dalla CONFAPI, uno nominato dalla FEDERMANAGER, e uno, con funzioni di Presidente, nominato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Il Presidente del Collegio dei revisori dei conti deve essere iscritto all'Albo dei revisori dei conti. I soci fondatori nominano, inoltre, due revisori supplenti, uno per parte, con il compito di sostituire i rispettivi revisori effettivi eventualmente assenti o impediti.
I revisori, effettivi e supplenti, durano in carica 3 (tre) anni e possono essere rinominati.
I revisori esercitano i compiti e i doveri di cui agli artt. 2403, 2404 e 2407 cod. civ. I revisori devono riferire immediatamente al Consiglio di amministrazione, nonché comunicare per conoscenza ai soci fondatori, eventuali irregolarità riscontrate durante l'esercizio delle loro funzioni.
Il Collegio si riunisce ordinariamente una volta ogni trimestre e in tutti i casi in cui lo ritenga necessario il Presidente o quando ne faccia richiesta almeno uno dei revisori effettivi.
La convocazione del Collegio è effettuata dal suo Presidente con comunicazione scritta da inviare almeno 7 (sette) giorni prima della data fissata per la riunione, con le medesime modalità di cui all'art. 9, punto 5. In caso di urgenza, il Collegio è convocato almeno 3 (tre) giorni prima della data fissata per la riunione. La convocazione deve contenere l'indicazione del luogo, giorno e ora della riunione e gli argomenti da trattare.
La responsabilità operativa del Fondo è affidata al Direttore.
Il Direttore ha la responsabilità di gestire l'attività amministrativa, contabile e operativa del Fondo. In particolare:
- svolge tutti i compiti e le funzioni che gli vengono assegnati dal Consiglio di amministrazione;
- si avvale, per l'espletamento di tali compiti e funzioni, di una struttura operativa costituita da risorse professionali e materiali necessarie al raggiungimento degli scopi del Fondo;
- ha la responsabilità della struttura del Fondo e risponde al Consiglio di amministrazione;
- ha la responsabilità della gestione amministrativo-contabile del Fondo;
- predispone trimestralmente, per il Consiglio di amministrazione, un rapporto tecnico-economico che evidenzia le attività svolte;
- predispone il bilancio preventivo e consuntivo del Fondo, che il Consiglio di amministrazione sottopone all'approvazione dell'Assemblea.
Gli esercizi finanziari del Fondo hanno inizio il 1° gennaio e terminano il 31 dicembre di ciascun anno. Alla fine di ogni esercizio il Consiglio di amministrazione provvede alla redazione dei bilanci consuntivi.
Il bilancio consuntivo, situazione patrimoniale e conto economico, accompagnati dalle relazioni del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei revisori, dovrà essere approvato dall'Assemblea entro i 4 (quattro) mesi successivi alla chiusura dell'esercizio e, cioè, entro il 30 aprile dell'anno successivo.
Il bilancio preventivo dovrà essere approvato dall'Assemblea entro il mese precedente l'inizio dell'esercizio.
I bilanci, consuntivi e preventivi, nonché le predette relazioni, dovranno, altresì, essere trasmessi, entro 30 (trenta) giorni dall'approvazione, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonché ai soci fondatori.
(Compensi e rimborsi spese)
L'Assemblea decide annualmente circa gli eventuali compensi per i membri del Consiglio di amministrazione, stabilendo, inoltre, sempre annualmente, i compensi per i membri del Collegio dei revisori dei conti iscritti all'Albo. Le spese per la partecipazione alle riunioni degli Organi saranno rimborsate secondo criteri preventivamente definiti dal Consiglio di amministrazione.
(Cessazione e scioglimento)
In caso di cessazione e scioglimento, per qualsiasi ragione, del Fondo, il Consiglio di amministrazione provvederà alla nomina di 2 (due) liquidatori, dei quali uno designato dalla CONFAPI e uno designato dalla FEDERMANAGER.
Il Consiglio determinerà, altresì, all'atto della messa in liquidazione, i compiti e i compensi dei liquidatori e successivamente ne approverà l'operato.
Il patrimonio netto risultante dalla chiusura della liquidazione dovrà essere devoluto a quelle forme e iniziative scelte di comune accordo dai soci fondatori.
In caso di eventuale mancato accordo, la devoluzione sarà effettuata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, tenuti presenti gli scopi del Fondo e sentito il parere dei soci fondatori.
Il presente Statuto potrà essere modificato, su proposta del Consiglio di amministrazione, con delibera dell'Assemblea del Fondo. Le modifiche saranno sottoposte al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per la verifica di conformità di cui al 2° comma dell'art. 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto si applicano, in quanto applicabili, le norme di legge in vigore.
Regolamento del "Fondo dirigenti PMI"
Il presente regolamento disciplina il funzionamento del "Fondo Dirigenti PMI", Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua dei dirigenti delle piccole e medie imprese industriali, costituito ai sensi del comma 1 e seguenti dell'art. 118 della legge n. 388/2000 e successive modificazioni e dell'accordo sottoscritto da CONFAPI e FEDERMANAGER, in data 10 giugno 2003.
I contributi, versati all'INPS dalle imprese che optino per la destinazione al Fondo dirigenti PMI confluiranno in apposito c/c intestato a "Fondo dirigenti PMI - Attività formative", mentre le spese di funzionamento e gestione, risultanti dal bilancio preventivo, vengono contabilizzate separatamente e riversate in apposito conto corrente bancario intestato a "Fondo dirigenti PMI - Spese di funzionamento e gestione" utilizzabile con firma congiunta del Presidente e del Vicepresidente nei limiti di spesa deliberati dall'Assemblea.
L'attività del Fondo avrà come destinatari i dirigenti delle imprese che vi aderiscono.
Le attività del Fondo, come previsto dall'art. 2, comma 3, dello Statuto, nell'ambito delle proprie linee strategiche di programmazione formativa definite nell'accordo del 10 giugno 2003, sono così esplicitate:
a) promuove e finanzia, nel rispetto delle modalità fissate dal comma 1 e seguenti dell'art. 118 della legge n. 388/2000 e successive modificazioni, piani formativi aziendali, territoriali, settoriali o individuali, concordati tra le parti sociali, nonché eventuali ulteriori iniziative propedeutiche e comunque direttamente connesse a detti piani concordate tra le parti;
b) provvede alla costituzione di un'apposita banca dati on-line, con le caratteristiche anagrafiche ed i profili professionali dei dirigenti, per favorirne la conseguente ricollocazione.
Il Fondo, dopo la fase di avvio di cui al successivo art. 6, può autorizzare la costituzione di articolazioni regionali così come previsto dal comma 7° dell'art. 118 della legge n. 388/2000 e successive modificazioni, secondo i criteri e le modalità definiti dal Consiglio di amministrazione.
Il Consiglio di amministrazione valuterà la coerenza delle articolazioni regionali con gli scopi e il funzionamento del Fondo.
Le articolazioni regionali avranno la funzione di promozione, raccolta e valutazione dei progetti, verificando la conformità ai requisiti di ammissibilità stabiliti dal Consiglio d'amministrazione. Provvederanno, inoltre, a monitorare i piani formativi, fornendo al Fondo un rapporto trimestrale delle attività svolte.
Le articolazioni regionali si rapporteranno con le Amministrazioni regionali per un raccordo tra programmazione regionale in materia di formazione e programmazione del Fondo.
Le articolazioni regionali presenteranno annualmente al Consiglio di amministrazione del Fondo le proprie linee programmatiche e un bilancio preventivo per l'approvazione e la relativa assegnazione delle risorse, nonché un bilancio consuntivo entro quattro mesi dalla fine dell'esercizio.
Le articolazioni regionali trasmetteranno trimestralmente il risultato delle proprie attività al Fondo.
Entro 15 (quindici) giorni dal ricevimento, il progetto viene istruito dall'articolazione regionale, che dovrà deliberare entro i successivi 15 (quindici) giorni, proponendo poi al Fondo l'approvazione o il rigetto del finanziamento con apposito verbale.
La distribuzione delle risorse alle articolazioni regionali, ove costituite, avverrà sulla base dell'effettiva partecipazione delle aziende del territorio al Fondo dirigenti PMI.
(Distribuzione delle risorse)
Nell'ambito dei limiti stabiliti dalle norme di legge:
1) il 70% delle risorse di cui all'art. 118, verrà utilizzato per il finanziamento dei piani concordati secondo le modalità di cui al punto 8, lett. a) dell'accordo del 10 giugno 2003, comprensivo delle iniziative formative che facilitano la mobilità esterna all'azienda;
2) il 30% delle risorse verrà destinato alle altre finalità di cui al citato accordo del 10 giugno 2003, comprensive delle iniziative di natura sperimentale o propedeutiche al migliore funzionamento del Fondo, secondo la ripartizione decisa dal Consiglio di amministrazione;
3) entro un anno dalla chiusura del primo esercizio finanziario, il Consiglio di amministrazione procederà, ai fini di una eventuale revisione, alla verifica della congruità della distribuzione delle risorse di cui al precedente comma 2. Successive verifiche potranno effettuarsi con cadenza biennale.
(Procedure di finanziamento delle attività formative)
Il Fondo provvede all'esame, approvazione e finanziamento dei piani formativi di cui all'art. 2, comma 2, sulla base dei requisiti e delle procedure stabiliti dal Consiglio di amministrazione, anche sulla base delle eventuali valutazioni effettuate dalle articolazioni regionali, ove esistenti, con apposito verbale e dandone comunicazione al proponente.
Il Fondo, sulla base dei criteri, delle procedure di valutazione e dei termini fissati dal Consiglio di amministrazione procede all'assegnazione del finanziamenti.
I progetti debbono indicare il responsabile e le eventuali strutture formative di cui si avvale il proponente per la realizzazione dei progetti stessi.
Le modalità di erogazione del finanziamento e di documentazione delle spese saranno definite nel rispetto dei criteri di massima rapidità, semplicità e uniformità su tutto il territorio nazionale, sulla base di una apposita modulistica.
(Fase di avvio)
Il Fondo avrà una fase di avvio, che va dall'autorizzazione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, secondo quanto stabilito dall'art. 118, comma 2, della legge n. 388/2000 e successive modificazioni, fino allo scadere del primo esercizio finanziario successivo alla data in cui è stato dato inizio alla raccolta delle risorse.
Per operare durante questa fase, il Consiglio di amministrazione del Fondo redigerà un piano di utilizzo delle risorse assegnate dal decreto ministeriale, che tenga conto della necessità che il Fondo si doti delle attrezzature e professionalità idonee allo svolgimento dei compiti ad esso riconosciuti dall'art. 118, legge n. 388/2000, nel rispetto dei criteri stabiliti dal decreto ministeriale di assegnazione dei Fondi.
Il presente regolamento potrà essere modificato su proposta del Consiglio di amministrazione con delibera dell'Assemblea del Fondo.
Le modifiche saranno sottoposte al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per la verifica di conformità di cui al comma 2 dell'art. 118 della legge n. 388/2000.
Allegato 3 - Verbale di accordo per la costituzione di una Commissione permanente del "Fondo dirigenti PMI" per il coordinamento delle attività nei rapporti con il territorio
Addì, 21 dicembre 2004, in Roma
1) l'art. 118 della legge n. 388/2000 come modificato dall'art. 48 della legge n. 289/2002;
2) l'accordo interconfederale nazionale tra CONFAPI e FEDERMANAGER del 10 giugno 2003;
3) lo Statuto ed il regolamento del Fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti delle piccole e medie imprese industriali "Fondo dirigenti PMI";
4) il decreto ministeriale del 4 agosto 2003;
1) la necessità di favorire lo sviluppo di competenze più consone alle esigenze delle imprese con un sistema di formazione continua che adegui le professionalità dei dirigenti alle nuove tecnologie introdotte nelle PMI ed alle strategie organizzative finalizzate ad una costante ed elevata qualità dei prodotti e dei servizi;
2) la necessità di una formazione continua che favorisca la crescita delle capacità professionali dei dirigenti;
3) l'opportunità di costituire una Commissione permanente per il coordinamento delle attività del Fondo dirigenti PMI nei rapporti con il territorio per realizzare i primi interventi, coerenti con il mandato di rappresentanza assegnato dal Fondo nazionale, per la promozione e l'avvio delle sperimentazioni del Fondo stesso.
Concordano che:
1) è costituita la Commissione permanente per il coordinamento delle attività nei rapporti con il territorio, con il nome di Commissione permanente C.A.R.T., composta dalla Presidenza del Fondo nazionale, facendo salva la natura bilaterale e paritetica del Fondo e delle articolazioni regionali;
2) il mandato della Commissione permanente segue quello della Presidenza del Fondo dirigenti PMI;
3) la Commissione, nella fase di avvio, avrà sede presso la Fondazione IDI, Corso di Porta Romana, n. 51, Milano, e si avvarrà della sua struttura operativa. Le condizioni operative, logistiche ed economiche saranno definite con apposita convenzione tra il Fondo dirigenti PMI e la Fondazione IDI;
4) la Commissione sarà supportata da un gruppo tecnico, con specifiche competenze in materia di formazione professionale, la cui composizione, paritetica, verrà indicata dalla stessa Commissione, salvaguardandone le caratteristiche di snellezza operativa;
5) sarà promossa, anche avvalendosi della struttura della Fondazione IDI, una campagna informativa nei confronti delle imprese e dei consulenti del lavoro, volta ad affiancare l'azione che le Associazioni e Federazioni della CONFAPI hanno già avviato per la raccolta delle adesioni al Fondo. Di tale campagna sarà data preventiva comunicazione e successiva rendicontazione agli Organismi del Fondo nazionale;
6) sarà promosso un incontro tra la Commissione permanente ed il coordinamento delle regioni, per un primo confronto su come coordinare le diverse risorse e azioni destinate alla formazione continua nelle diverse regioni;
7) saranno intraprese tutte le iniziative volte a rendere più agevole l'avvio delle attività, anche promuovendo un incontro dei rappresentanti del Fondo nazionale con i rappresentanti delle Associazioni e Federazioni della CONFAPI, nonché con quelli delle Associazioni territoriali di FEDERMANAGER;
8) non appena raggiunte a livello nazionale le intese necessarie per realizzare la piena operatività del Fondo dirigenti PMI, la Commissione permanente C.A.R.T., in collaborazione con il gruppo tecnico, provvederà a definire con apposito regolamento gli indirizzi regionali in conformità con quanto disposto dal C.d.A. del Fondo;
9) la presente intesa potrà essere opportunamente integrata e modificata dalle parti anche in base a quanto verrà eventualmente deliberato dal Consiglio di amministrazione e dall'Assemblea del Fondo dirigenti PMI.
Allegato 4 - Verbale di accordo relativo al FIPDAI
Visto che la messa in liquidazione del FIPDAI è stata già formalizzata in precedenti accordi;
Vista la necessità di accelerare i tempi della liquidazione, notevolmente ritardati dalle incertezze applicative in materia fiscale solo recentemente risolte;
1) la prestazione previdenziale di cui al vigente regolamento sarà liquidata d'ufficio dal Fondo entro il 30 giugno 2005, indipendentemente dal verificarsi delle condizioni in esso previste;
2) entro la data di cui al punto 1, i beneficiari interessati potranno chiedere, in alternativa, il trasferimento della posizione stessa presso forme di previdenza complementare rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 21 aprile 1993, n. 124 che, tramite dichiarazione scritta che il dirigente dovrà allegare alla richiesta di trasferimento, abbiano manifestato il proprio consenso alla predetta operazione;
3) fermi restando i tempi di aggiornamento delle procedure gestionali, il Fondo provvederà a liquidare le singole posizioni previdenziali in essere via via che perverranno da parte dei beneficiari o loro aventi diritto le informazioni, preventivamente richieste dal Fondo stesso, utili alla erogazione o al trasferimento dei relativi importi, nei tempi tecnici strettamente necessari;
4) il Fondo darà comunque seguito alle richieste di prestazione, trasferimento della posizione e riscatto anticipato della stessa, pervenute sulla base della normativa regolamentare già in vigore;
5) decorso il termine di cui al punto 1, il Fondo attiverà tutte le possibili iniziative per procedere, nel più breve tempo possibile, alla erogazione degli importi che a quella data risultino non ancora attribuiti;
6) il presente accordo realizza il superamento degli accordi precedenti relativi al FIPDAI, per ogni determinazione che risulti con esso incompatibile;
7) le parti si incontreranno entro il mese di luglio 2005 al fine di verificare lo stato di attuazione della procedura di liquidazione e valutare eventuali ulteriori interventi.
Allegato 5 - Verbale di accordo relativo al FASI
Visto l'accordo del 21 dicembre 2004;
Convengono che la contribuzione al FASI sarà adeguata nel corso del presente contratto sulla base di eventuali adeguamenti che dovessero essere disposti dalla normativa del Fondo.
- a far data dall'1 gennaio 2005, la contribuzione al Fondo verrà elevata come segue:
- il contributo annuo a carico dell'impresa per ciascun dirigente in servizio iscritto o che si iscriverà al Fondo sarà pari a Euro 1.380,00 (euro milletrecentoottanta/00);
- il contributo annuo individuale a carico del dirigente in servizio iscritto o che si iscriverà al Fondo sarà pari a Euro 684,00 (euro seicentoottantaquattro/00);
- il contributo annuo a carico dell'impresa per i dirigenti pensionati - ex articolo 8 dello Statuto-Regolamento - dovuto per ciascun dirigente alle dipendenze (forza aziendale), anche se non iscritto al FASI, sarà pari a Euro 912,00 (euro novecentododici/00);
- il contributo annuo a carico del dirigente pensionato sarà pari a Euro 732,00 (euro settecentotrentadue/00), fatta eccezione per i dirigenti in pensione con decorrenza precedente al 1988 per i quali il suddetto contributo sarà pari a Euro 684,00 (euro seicentoottantaquattro/00);
- a far data dall'1 gennaio 2006, la contribuzione al Fondo sarà ulteriormente elevata come segue:
- il contributo annuo a carico dell'impresa per ciascun dirigente in servizio iscritto o che si iscriverà al Fondo sarà pari a Euro 1.440,00 (euro millequattrocentoquaranta/00);
- il contributo annuo individuale a carico del dirigente in servizio iscritto o che si iscriverà al Fondo sarà pari a Euro 732,00 (euro settecentotrentadue/00);
- il contributo annuo a carico dell'impresa per i dirigenti pensionati - ex articolo 8 dello Statuto-Regolamento - dovuto per ciascun dirigente alle dipendenze (forza aziendale), anche se non iscritto al Fasi, sarà pari a Euro 972,00 (euro novecentosettantadue/00);
- il contributo annuo a carico del dirigente pensionato sarà pari a Euro 804,00 (euro ottocentoquattro/00), fatta eccezione per i dirigenti in pensione con decorrenza precedente al 1988 per i quali il suddetto contributo sarà pari a Euro 732,00 (euro settecentotrentadue/00);
- a far data dall'1 gennaio 2007, il contributo annuo a carico dei dirigenti in pensione sarà ulteriormente elevato a Euro 876,00 (euro ottocentosettantasei/00), fatta eccezione per i dirigenti in pensione con decorrenza precedente al 1988 per i quali il suddetto contributo sarà pari a Euro 804,00 (euro ottocentoquattro/00).
Gli Organi di gestione del Fondo, nell'ambito dei poteri loro spettanti a norma dello Statuto-Regolamento del Fondo stesso, provvederanno, a far data dall'1 gennaio 2005, all'adeguamento delle prestazioni di assistenza sanitaria erogate dal FASI compatibilmente con le maggiori risorse che affluiranno al Fondo.
Nell'ambito della vigenza del presente contratto, i medesimi Organi adotteranno le deliberazioni atte a:
- stabilire, per i dirigenti in pensione che si iscriveranno a far data dall'1 luglio 2005, una contribuzione differenziata in relazione alla relativa anzianità d'iscrizione al Fondo come dirigente in servizio. Ai fini della citata differenziazione, saranno previsti tre scaglioni contributivi:
- la contribuzione "base", pari agli importi indicati ai precedenti punti 1, 2 e 3 sarà applicata a coloro che hanno almeno 10 anni, anche non consecutivi, di anzianità di contribuzione al FASI da dirigente in servizio;
- una maggiorazione della contribuzione "base" per coloro che hanno un'anzianità di contribuzione al FASI come dirigente in servizio inferiore a 10 anni;
- una ulteriore maggiorazione della contribuzione "base" per coloro che hanno un'anzianità di contribuzione al FASI come dirigente in servizio inferiore a 2 anni;
- stabilire, per le aziende, per le quali operino a favore dei soli dirigenti in servizio forme di assistenza sanitaria sostitutive del FASI, un contributo di solidarietà alternativo e più elevato rispetto a quello stabilito dall'articolo 8 dell'attuale Statuto-Regolamento. Tale nuovo contributo si applicherà alle aziende che si iscriveranno alle citate forme sostitutive a partire dall'1 gennaio 2006;
- prevedere criteri di gradualità nella definizione della quota d'ingresso per i dirigenti in servizio in relazione al periodo che intercorre fra la data di nomina o di assunzione e la data di iscrizione al Fondo, incentivando le iscrizioni tempestive al Fondo stesso.
Allegato 6 - Verbale di accordo sulla previdenza complementare
tra CONFAPI
Visto l'accordo del 21 dicembre 2004, con il quale sono state fissate le quote dell'accantonamento del trattamento di fine rapporto destinate al fondo PREVINDAPI;
Visto il medesimo accordo del 21 dicembre 2004, con il quale sono state fissate le quote a carico dell'impresa e del dirigente, relative alla contribuzione al fondo PREVINDAPI ai fini della previdenza complementare;
- con effetto a far data dal 1° gennaio 2008, ferma restando la misura minima dei contributi al PREVINDAPI a carico delle imprese, pari al 4%, e a carico dei dirigenti, pari al 4%, stabilita dai precedenti accordi, il datore di lavoro e il dirigente determinano liberamente l'entità della contribuzione a proprio carico. Sulla base di intese, anche individuali, il datore di lavoro potrà aumentare la quota di contribuzione posta a suo carico, con corrispondente pari riduzione della quota di contribuzione posta a carico del dirigente, salvo il rispetto dell'aliquota minima, pari all'8%, complessivamente stabilita dagli accordi vigenti a carico dell'impresa e del dirigente.
In caso di miglioramento dei limiti di deducibilità fiscale dei contributi versati alle forme pensionistiche complementari nel corso della durata del presente contratto, le parti adegueranno le misure contributive stabilite dagli accordi vigenti sulla base di una specifica intesa.
Visto l'accordo del 3 aprile 2003, con il quale è stato previsto il rafforzamento del sistema di previdenza complementare (PREVINDAPI), da realizzare mediante incremento delle quote di contribuzione derivanti dall'accantonamento annuale del t.f.r.;
Visto il medesimo accordo del 3 aprile 2003, con il quale è stato altresì previsto di incrementare, ove intervenga l'innalzamento dei limiti di deducibilità fiscale dei versamenti, le attuali aliquote di contribuzione;
Valutate le disposizioni contenute nella legge delega di riforma previdenziale n. 243 del 22 agosto 2004, che prevedono la fissazione di limiti di deducibilità in valore assoluto e in percentuale del reddito imponibile, con applicazione di quello più favorevole all'interessato;
Considerata l'opportunità di stabilire fin d'ora la misura di incremento della quota di contribuzione a carico delle aziende, subordinandone la decorrenza al momento di entrata in vigore delle nuove e più favorevoli disposizioni fiscali;
Tutto quanto sopra considerato:
Convengono di apportare agli accordi vigenti in materia di previdenza complementare per i dirigenti di aziende industriali gestita dal PREVINDAPI - Fondo pensione le modifiche di seguito indicate:
1) Con decorrenza 1° gennaio 2005 la quota dell'accantonamento annuale del trattamento di fine rapporto destinata al Fondo PREVINDAPI è fissata nella seguente misura:
a) 3% della retribuzione globale lorda effettivamente percepita da ciascun dirigente in servizio, per i dirigenti di cui all'accordo 26 ottobre 1989;
b) 4% della retribuzione globale lorda effettivamente percepita da ciascun dirigente in servizio, per i dirigenti di cui all'accordo 6 febbraio 1996 non rientranti tra i soggetti di prima occupazione successiva alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 124/1993;
c) integrale accantonamento annuale del t.f.r., per i dirigenti di cui all'accordo 6 febbraio 1996 rientranti tra i soggetti di prima occupazione successiva alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 124/1993.
2) Le parti convengono altresì che a seguito della revisione della disciplina fiscale delle contribuzioni versate alle forme di previdenza complementare e con decorrenza dal primo trimestre successivo alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di deducibilità:
a) la contribuzione a carico dell'impresa e da essa dovuta al Fondo è stabilita nel 4% della retribuzione globale lorda effettivamente percepita da ciascun dirigente in servizio, da applicarsi:
I) fino al limite di Euro 150.000,00 (euro centocinquantamila/00) annui per i dirigenti di cui all'accordo 26 ottobre 1989;
II) fino al limite di Euro 100.000,00 (euro centomila/00) annui per i dirigenti di cui all'accordo 6 febbraio 1996;
b) la contribuzione dovuta al Fondo da ciascun dirigente in servizio è stabilita in misura pari a quella dovuta dalle imprese ai sensi del precedente punto a) ed è calcolata sulla retribuzione globale lorda effettivamente percepita, con gli stessi criteri e con i medesimi limiti di importo previsti, ai fini della contribuzione aziendale, dal predetto punto.
3) Agli effetti del precedente punto 2 fanno parte della retribuzione globale lorda tutti gli elementi considerati utili, per disposizioni di legge e di contratto, per il trattamento di fine rapporto, con esclusione comunque dei compensi e/o indennizzi percepiti per effetto della dislocazione in località estera. Per i dirigenti di cui all'accordo 6 febbraio 1996 sono escluse dalla retribuzione globale lorda anche le somme corrisposte a titolo di indennità sostitutiva del preavviso.
4) Nel caso di periodi inferiori all'anno, i limiti annui di cui al punto 2, lett. a), si intendono riproporzionati per dodicesimi, considerando mese intero il periodo retributivo pari o superiore a 15 giorni e trascurando quello inferiore.
5) La contribuzione di cui al punto 2, lett. a), attesa la sua finalità esclusivamente previdenziale, non determina riflessi ad alcun altro effetto.
6) Le parti effettueranno entro il 28 febbraio 2005 una verifica sullo stato di attuazione della legislazione in materia con particolare riguardo alla destinazione del t.f.r. ed alla deducibilità fiscale dei contributi ai Fondi pensione e, nel caso in cui a tale data, la prevista revisione non si fosse realizzata, assumeranno le conseguenti determinazioni in ordine all'attuazione dei contenuti del presente accordo. Nella stessa occasione sarà effettuata anche una verifica sull'assetto della riforma previdenziale.
Allegato 7 - Verbale di accordo sul Fondo bilaterale per il sostegno del reddito dei dirigenti involontariamente disoccupati
- di prorogare al 31 dicembre 2008 il termine di cui al punto 3 dello specifico accordo del 21 dicembre 2004, relativo all'operatività del Fondo bilaterale per il sostegno del reddito dei dirigenti involontariamente disoccupati o, eventualmente il progetto contrattuale equivalente e alternativo;
- nonché di valutare entro il medesimo termine eventuali soluzioni alternative.
Visto l'avviso comune sottoscritto in data 3 luglio 2002 rivolto alla predisposizione di misure di sostegno al reddito dei dirigenti, con particolare riguardo alla revisione del trattamento economico da riconoscersi in caso di disoccupazione involontaria;
Visto l'accordo del 3 aprile 2003 con il quale le parti si sono impegnate alla revisione dell'avviso comune di cui sopra tenendo conto di quanto stabilito in materia nel Protocollo sottoscritto fra Governo e parti sociali il 5 luglio 2002, con riferimento, in particolare, all'innalzamento del limite massimo dell'importo del trattamento di disoccupazione e all'utilizzo, per il finanziamento di un livello di tutela integrativo del medesimo trattamento, del contributo dello 0,30% attualmente versato per il trattamento di mobilità;
Visto il medesimo accordo del 3 aprile con il quale si è convenuto la costituzione di un Ente bilaterale per la gestione di un fondo integrativo del trattamento di disoccupazione per i dirigenti disoccupati, finanziato anche con uno specifico contributo a carico delle imprese;
Vista altresì l'iniziativa congiunta in data 26 novembre 2003, finalizzata a recuperare effettività alla contribuzione versata all'INPS per finanziare il sistema degli ammortizzatori sociali nonché a rafforzare i trattamenti in caso di disoccupazione per la categoria, elevandone la misura e prolungandone la durata, in collegamento con il disegno di legge per la riforma complessiva del sistema degli ammortizzatori;
Confermata nel suddetto avviso comune l'istituzione di un livello integrativo di tutela finanziato mediante l'utilizzo di una quota dell'attuale contribuzione a carico dell'azienda, e in particolare dello 0,30% versato all'INPS per il trattamento di mobilità - dal quale peraltro i dirigenti sono esclusi - ed anche con uno specifico contributo a carico delle imprese;
Considerato il protrarsi dell'iter legislativo per l'approvazione del provvedimento di riforma complessiva del sistema degli ammortizzatori sociali;
- ravvisata, comunque, la necessità e l'urgenza della ricerca di specifici strumenti di sostegno del reddito dei dirigenti, in attesa della riforma legislativa;
1. la costituzione di un gruppo tecnico paritetico di lavoro, composto da 3 rappresentanti per ciascuna parte, incaricato di definire la realizzazione del Fondo bilaterale per il sostegno del reddito dei dirigenti involontariamente disoccupati e le relative modalità operative, al fine di erogare prestazioni economiche integrative di quelle di legge secondo quanto sarà stabilito dai decreti attuativi del disegno di legge delega n. 848-bis attualmente all'esame del Parlamento;
2. il gruppo di lavoro dovrà presentare alle parti entro il 30 aprile 2005 il progetto operativo, ovvero in alternativa dovrà individuare, entro la stessa data, un progetto equivalente, sempre di natura contrattuale, finalizzato al medesimo obiettivo qualora l'iter di approvazione del D.D.L. n. 848-bis non risultasse concluso o, comunque, non coerente con il termine convenuto del 30 aprile 2005;
3. il Fondo bilaterale per il sostegno del reddito dei dirigenti involontariamente disoccupati o, eventualmente, il progetto contrattuale equivalente e alternativo, dovrà essere operativo nel più breve tempo possibile ed, indicativamente, entro il 31 dicembre 2005.
Allegato 8 - Verbale di accordo per la promozione dell'incontro tra domanda e offerta nei confronti dei dirigenti in stato di disoccupazione o dipendenti da aziende in liquidazione
Convengono di prorogare al 31 dicembre 2008 il termine previsto al punto 7 dello specifico accordo del 21 dicembre 2004, relativo alla chiusura dei lavori da parte del gruppo di lavoro paritetico.
- le suddette parti concordano la costituzione di un Gruppo di studio paritetico con il compito di esaminare e proporre soluzioni idonee alla costituzione, nell'ambito della Fondazione IDI, ovvero di un Ente bilaterale ad hoc, di uno strumento contrattuale, gestito dalle parti, che favorisca l'incontro tra domanda e offerta di lavoro di dirigenti disoccupati o interessati da processi di liquidazione aziendale;
- la richiamata disposizione contenuta nel suddetto D.Lgs. stabilisce che sono autorizzati, tra gli altri, allo svolgimento dell'attività di intermediazione gli enti bilaterali nel rispetto dei requisiti previsti dalla disposizione medesima;
- il quadro normativo si è completato con l'emanazione dei previsti decreti ministeriali ma è ancora necessario fare gli opportuni approfondimenti circa la loro corretta attuazione;
- occorre utilizzare, per quanto consentito, il sostegno logistico e organizzativo delle parti al fine di realizzare il necessario coinvolgimento del territorio nonché quelle economie di scala che consentono la maggiore efficienza;
- a questo fine le attività dovranno tenere conto di quanto già esistente in materia nell'ambito delle stesse parti e tenendo conto che la Fondazione IDI ha già la natura di ente bilaterale;
1) tenendo conto che è possibile avviare, nell'ambito della Fondazione IDI, previo adeguamento delle norme statutarie alle vigenti disposizioni di legge con conseguente rilascio dell'apposita autorizzazione ministeriale, l'attività di promozione dell'incontro tra domanda e offerta nei confronti dei dirigenti in stato di disoccupazione o dipendenti da aziende in liquidazione, in modo che possano mettere in rete le loro caratteristiche professionali al fine di favorire una rapida ricollocazione;
2) è altresì possibile creare una rete di punti informatici, collegati con la banca dati centrale gestita dalla Fondazione IDI, avvalendosi, nel rispetto di quanto previsto dalle normative vigenti in materia, delle strutture territoriali di FEDERMANAGER e di CONFAPI, in modo da favorire la raccolta dei curricula dei dirigenti;
3) le parti intendono altresì offrire ai dirigenti interessati l'insieme dei seguenti servizi, anche per il tramite di convenzioni con altre agenzie autorizzate:
- consulenza, informazione e riorientamento, su richiesta dei manager interessati, per ridurre i gap professionali, fornendo anche indicazioni sui trend di sviluppo;
- assistenza per l'analisi e l'identificazione dei bisogni di formazione dei dirigenti e delle relative scelte formative;
4) al fine di realizzare gli obiettivi di cui ai punti precedenti è necessario effettuare le opportune verifiche tecniche, anche al fine di valutare l'impiego delle risorse professionali necessarie ed i costi relativi;
5) saranno, altresì, verificate forme e modi per avviare in quattro aree, a titolo sperimentale, i servizi integrati coerenti agli obiettivi prefissati al precedente punto 3, tenendo conto delle particolari situazioni di criticità relative alla domanda ed offerta di lavoro e alla possibilità di avvalersi in loco di condizioni ambientali ritenute idonee;
6) vengono pertanto affidate ad un gruppo di lavoro paritetico, formato da tre rappresentanti di ciascuna delle parti contraenti, le verifiche tecniche previste ai punti precedenti;
7) il gruppo terminerà i propri lavori in tempo utile per sottoporre alle parti ogni elemento di valutazione e di costo al fine di consentire l'operatività dell'iniziativa entro il mese di aprile 2005.
Le Parti proporranno al Consiglio di amministrazione della Fondazione IDI di valutare e deliberare in merito alle risorse economiche da destinare per la realizzazione dell'insieme delle iniziative previste.
Allegato 9 - Verbale di accordo relativo alla responsabilità civile e/o penale connessa alla prestazione
Convengono di prorogare al 31 dicembre 2008 il termine previsto al punto 1 dello specifico accordo del 21 dicembre 2004 e relativo alla chiusura dei lavori da parte del gruppo di lavoro paritetico.
Valutata l'esigenza di salvaguardare l'applicazione delle tutele contenute nell'art. 15 del contratto collettivo nazionale di lavoro per procedimenti civili e penali che vengano attivati a distanza di tempo e con riferimento a funzioni svolte dal dirigente nell'ambito di un'azienda non più in grado di sostenere le coperture previste dal medesimo articolo;
1) di costituire un gruppo di lavoro paritetico che, entro il 30 giugno 2005, fornisca alle parti ogni utile elemento di valutazione, con particolare riferimento ai costi, all'entità degli interventi e alla reperibilità delle risorse, ai fini della costituzione di un Fondo o di uno strumento contrattuale equivalente, alimentato con uno specifico ............................
Accordo di rinnovo 16/11/2016
per dirigenti e quadri superiori delle piccole e medie aziende produttrici di beni e servizi
Addì 16 novembre 2016, in Roma
Hanno convenuto il rinnovo del CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO 31 GENNAIO 2014 PER I DIRIGENTI E PER I QUADRI SUPERIORI DELLE PICCOLE E MEDIE AZIENDE PRODUTTRICI DI BENI E SERVIZI, alle condizioni qui di seguito riportate.
In relazione al comune intento di procedere alla regolamentazione della figura del " Professional", si danno atto che definiranno la relativa regolamentazione entro la data di stesura del nuovo testo contrattuale.
SEZIONE PRIMA - DIRIGENTI
L'art. 19 è sostituito dal seguente:
E' istituito, a cura delle Organizzazioni territoriali competenti, aderenti alle parti stipulanti il presente CCNL, un Collegio arbitrale cui è demandato il compito di pronunciarsi sui ricorsi che gli siano sottoposti ai sensi dell'art. 22.
Il Collegio, che sarà in carica per la durata del presente CCNL, rinnovabile, è composto di 3 membri, due dei quali designati rispettivamente da ciascuna delle due Organizzazioni territoriali competenti aderenti alle parti stipulanti il presente CCNL ed uno, con funzioni di Presidente, scelto di comune accordo dalle due Organizzazioni. In caso di mancato accordo sulla designazione del terzo membro, quest'ultimo sarà sorteggiato tra i nominativi compresi in appòsita lista di nomi non superiori a sei, preventivamente concordata, o, in mancanza di ciò, sarà designato - su richiesta di una o di entrambe le Organizzazioni predette - dal Presidente del competente Tribunale.
Salvo diverso accordo tra le Organizzazioni delle due parti territorialmente competenti, il Collegio ha sede presso la Direzione provinciale del lavoro.
Il Collegio arbitrale sarà investito della vertenza su istanza, a mezzo di raccomandata a.r. dell'Organizzazione territoriale competente della FEDERMANAGER, che trasmetterà al Collegio il ricorso, sottoscritto dal dirigente, entro 30 giorni successivi al ricevimento del ricorso stesso ai sensi del comma 4 dell'art. 22.
Durante il mese di agosto sono sospesi i termini di cui al presente articolo, nonché il termine di cui al 4° comma dell'art. 22, sopra richiamato.
- Fino 3 anni di anzianità aziendale compiuti: da un minimo di mesi 6 a un massimo di 9 mensilità pari al corrispettivo del preavviso;
- Oltre i 3 e fino ai 6 anni di anzianità aziendale: da un minimo di mesi 9 a un massimo di 12 mensilità pari al corrispettivo del preavviso;
- Oltre i 6 e fino ai 10 anni di anzianità aziendale: da un minimo di mesi 12 a un massimo di 18 mensilità pari al corrispettivo del preavviso;
- Oltre i 10 anni di anzianità aziendale: da un minimo di mesi 18 a un massimo di 22 mensilità pari al corrispettivo del preavviso.
Al di fuori dei licenziamenti disciplinari per i quali valgono i criteri stabiliti ex lege devono considerarsi ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, in assenza di motivi ritorsivi, i recessi aziendali fondali su:
i) La soppressione delle funzioni svolte dal dirigente;
ii) in parziale deroga di quanto esposto sub i) l'accorpamento di due o più posizioni dirigenziali identiche;
iii) La decisione di abbandonare, salvo il caso del trasferimento d'azienda, ex articolo 2112 ce. l'area di business a cui è preposto il dirigente;
Sarà facoltà del dirigente, da manifestarsi per iscritto e previa rinuncia all'impugnazione del licenziamento in qualsiasi sede, secondo le previsioni di cui all'ultimo comma dell'articolo 2113 ce, optare, in luogo dell'indennità supplementare di cui sopra, per un'indennità supplementare automatica in aggiunta al preavviso così quantificata:
- fino a 3 anni dì anzianità aziendale: 4 mensilità pari al corrispettivo del preavviso ;
- oltre I 3 anni e fino ai 6 anni di anzianità aziendale: 6 mensilità pari al corrispettivo del preavviso;
- oltre i 6 anni e fino ai 10 anni di anzianità aziendale: 8 mensilità pari al corrispettivo del preavviso;
- oltre i 10 anni di anzianità aziendale: 10 mensilità pari al corrispettivo del preavviso;
La predetta indennità supplementare alternativa è automaticamente aumentata di mesi 4 di preavviso, se l'età del dirigente è compresa fra i 50 e i 59 anni.
La clausola di cui sopra non si applica nelle aziende o nei gruppi di impresa (ai sensi dell'articolo 2359 ce) con meno di 76 addetti e/o un solo dirigente. Sono esclusi dall'applicazione della clausola di cui sopra i casi di cessazione dell'attività ovvero della messa in liquidazione volontaria.
Detta indennità automatica non sarà dovuta laddove il licenziamento sia intimato da una azienda in fallimento o in concordato preventivo.
In conformità all'art. 412-ter, lett. e), cod. proc. pen., il compenso del Presidente, ripartito al 50% fra le parti in causa, è determinato secondo i criteri pattuiti dalle competenti Organizzazioni territoriali aderenti alte parti stipulanti.
Il compenso degli altri componenti del Collegio sarà a carico delie rispettive parti in causa. Dichiarazione a Verbale
Le Parti confermano la permanente validità della disciplina contrattuale dì cui al presente articolo volta, in via principale, a favorire la conciliazione tra azienda e dirigente in ogni caso di risoluzione del rapporto di lavoro, contemperando e componendo i rispettivi interessi in maniera non litigiosa; ovvero, qualora ciò risulti impossibile, volta a una rapida decisione della controversia senza dover ricorrere a procedimenti giudiziari.
Pertanto, le Parti si impegnano a svolgere nei confronti dei rispettivi rappresentati ogni opportuna e utile iniziativa e azione affinché, nel caso di cui sopra, si avvalgano della disciplina prevista dal presente articolo e affinché, comunque, azienda e dirigente realizzino la conciliazione medesima.
I - Fatta in ogni caso salva la facoltà di sostituzione dei rappresentanti delle rispettive Organizzazioni, ai sensi del 4° comma del presente articolo, i Collegi già costituiti in base al 2° comma dell'art. 19 del CCNL 26 ottobre 1989 si intendono prorogati in carica fino alla scadenza del presente CCNL, salvo che da parte delle Organizzazioni sindacali territorialmente competenti non si richieda, congiuntamente, entro 90 giorni dalla data di stipulazione del presente CCNL, la costituzione "ex novo" del Collegio in base alle norme di cui al 2° comma del presente articolo. In tal caso il nuovo Collegio deve essere costituito entro i successivi 30 giorni.
Tuttavia i ricorsi che, alla data di stipulazione del presente CCNL, siano pendenti avanti i Collegi già costituiti o che siano inoltrati nel periodo intercorrente tra la data di stipulazione stessa ed il momento della eventuale richiesta di costituzione di nuovo Collegio, ai sensi del 1° comma della presente norma di attuazione, verranno definiti dai medesimi indipendentemente dalla intervenuta eventuale costituzione dei nuovo Collegio.
II - In caso di eventuale costituzione di nuovo Collegio, il termine di cui ai 7° comma del presente articolo si intende prorogato fino al 10° giorno successivo a quello dell'avvenuta costituzione del Collegio, e ciò anche ove tale costituzione fosse successiva alla scadenza dei termini sopra richiamati (prima norma di attuazione).
Allegato all'Art. 19
L'Allegato all'Art.19 è sostituito dal seguente:
Ai dirigenti promossi o assunti a tempo indeterminato ai sensi del presente allegato che deve risultare espresso nella lettera di nomina o di assunzione, si applica, allo scopo di favorire l'incremento complessivo dell'occupazione dirigenziale nelle imprese aderenti a CONFAPI ed il più facile accesso di queste ultime a risorse manageriali, ia seguente normativa a valere per i primi 30 mesi dalla data di costituzione del rapporto di lavoro.
Nell'ambito del suddetto periodo di 30 mesi, resta temporaneamente sospesa l'applicazione delia disciplina di cui agli artt. 19 e 22, secondo comma, del presente CCNL. L'azienda, oltre che per giusta causa ai sensi dell'art. 2119 codice civile, potrà risolvere in qualunque momento, nel corso dei 30 mesi di cui sopra, il rapporto di lavoro con comunicazione scritta e con l'applicazione di un preavviso di mesi 4.
Al fine dì verificare l'operatività del presente accordo e per il conseguimento dello scopo che esso si prefigge, viene confermato l'Osservatorio nazionale costituito tra CONFAPI e FEDERMANAGER.
L'Osservatorio, con cadenza semestrale, dovrà fornire ai firmatari del presente CCNL i dati pervenuti dalle aziende circa il numero dei dirigenti promossi o assunti ovvero nei cui confronti sia intervenuta la risoluzione del rapporto di lavoro, anche consensuale.
Le comunicazioni all'Osservatorio di assunzione, promozione e licenziamento di cui sopra sono previstegli-quali condizioni essenziali di efficacia degli atti oggetto delle suddette comunicazioni.
Trascorsi 30 mesi dalla data di promozione o di assunzione a tempo indeterminato del dirigente, si applica automaticamente anche la disciplina di cui agli artt. 19 e 22, secondo comma, del vigente CCNL, nonché i termini di preavviso di cui all'art. 23 del CCNL.
L'art.23, è sostituito dal seguente:
a) mesi 6 di preavviso se il dirigente ha un'anzianità di servizio fino a 3 anni compiuti ;
b) mesi 8 di preavviso se il dirigente ha un'anzianità di servizio oltre i 3 anni e fino a 6 anni compiuti;
c) mesi 10 di preavviso se il dirigente ha un'anzianità di servizio oltre i 6 anni e fino a 10 anni compiuti;
d) mesi 12 oltre i 10 anni di anzianità di servizio .
In conseguenza/il termine complessivo di preavviso, come dovuto ai sensi del comma 1, non dovrà, comunque, essere superiore a 12 mesi.
In caso di inosservanza dei termini suddetti è dovuta dalla parte inadempiente all'altra parte, per il periodo di mancato preavviso, un'indennità pari alla retribuzione che ii dirigente avrebbe percepito durante il periodo di mancato preavviso.
Le Parti concordano che dalla stipula del CCNL 4 luglio 1985, per la peculiarità delle funzioni dirigenziali, il preavviso, anche se sostituito dalla corrispondente indennità, è computato agli effetti del trattamento di fine rapporto.
SEZIONE TERZA - DISPOSIZIONI GENERALI
Il primo comma dell'art. 4 è sostituito dal seguente:
Il presente CCNL, unitamente ai Verbali di Accordo allegati che costituiscono parte integrante dello stesso CCNL, decorre dal 1° gennaio 2017, salve le particolari decorrenze specificate nei singoli articoli, ed avrà scadenza il 31 dicembre 2019.
Confapi e Federmanager pur convivendo l'opportunità di inserire la figura del Professional nell'ambito del rinnovo contrattuale, si riservano di definire i contenuti dell'articolato in tempo utile per la stesura definitiva del contratto.
Dati Tabellari - Dirigenti - Piccola Industria
Tabella retributiva qualificati decorrenza 01/04/2013
Tabella retributiva apprendisti decorrenza 01/04/2013
Dirigente 5232 0 0 200 173 26
Quadro Superiore 3462 0 0 100 173 26
Appr. QS - Tipo C - 1° periodo 1384.8 0 0 0 173 26
Appr. QS - Tipo C - 2° periodo 2077.2 0 0 0 173 26
Appr. QS - Tipo C - 3° periodo 2596.5 0 0 0 173 26

References: art. 21

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6
 art. 6
 art. 6

Art. 8

Art. 9

Art. 11
 sentenza 

Art. 13

Art. 14

Art. 16

Art. 18
 art. 410
 art. 2120
 art. 22
 art. 22

Art. 27

Art. 29
 art. 118
 art. 9
 art. 19
 art. 11
 art. 6
 articolo 8
 articolo 8
 articolo 2112