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Timestamp: 2014-03-07 16:06:52+00:00

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Piano Cave e obbligo di VAS
T.A.R. Brescia, Sezione Seconda, 21 ottobre 2011, n. 1447 - Il Piano cave provinciale deve essere assoggettato a VAS ai sensi dell'art. 13 della Direttiva 42/2001/CE. Il predetto art. 13 � di applicazione diretta, una volta trascorso il termine assegnato agli Stati per l’adeguamento del proprio ordinamento. La valutazione deve tener conto del complesso degli ambiti di cava previsti dal piano e degli effetti reciproci e cumulativi degli ambiti stessi. Nella procedura, la Regione, ove intenda apportare variazioni sostanziali rispetto alla proposta provinciale, deve coinvolgere l’Amministrazione provinciale.I pareri e le osservazioni dei Comuni non sono vincolanti, ma debbono essere esaminati e, se del caso, superati motivatamente.
Decadenza del vincolo ad attivit� agricola
T.A.R. Milano, sez. II 22 novembre 2011, n. 2823 - L'atto di vincolo al mantenimento della destinazione dell'immobile al servizio dell'attivit� agricola (previsto dalla L.R. Lombardia n. 93 del 1980 poi, senza soluzione di continuit�, dall'art. 60, comma 2, della L.R. n. 12 del 2005) non decade per cessazione dell'attivit� agricola o alienazione a soggetti sprovvisti dei requisiti di conduttori agricoli. Un edificio in tale condizione, ancorch� "di fatto" utilizzato per scopi diversi, costituisce illecito e il titolare non � titolare di alcun diritto all'adeguamento dello strumento urbanistico finalizzato a sanare tale illecito.
DIA e SCIA, natura giuridica e tutela del terzo
Consiglio di Stato, A.P., 29 luglio 2011, n. 15: La denuncia di inizio attivit� (DIA, sostituita dalla Scia) non � un provvedimento amministrativo a formazione tacita, ma un atto privato volto a comunicare l'intenzione di intraprendere un'attivit� direttamente ammessa dalla legge. Se la P.A. non esperisce gli accertamenti necessari per il controllo dei presupposti, il giudice pu� imporre l'adozione di provvedimenti inibitori per tutelare il terzo
Interesse ad impugnare: contratto preliminare
Consiglio di Stato, sez. IV, 12 aprile 2011, n. 2275: Il promittente l'acquisto non � legittimato ad impugnare provvedimenti (delibera di annullamento di piano attuativo o permesso di costruire), salvo che intervanga ad adiuvandum.
La legittimazione � riconosciuta solo se nel contratto preliminare ad effetti anticipati o sia previsto espressamente il conferimento della titolarit� di un diritto, reale o di obbligazione.
Abitazione accessoria a edificio produttivo
T.A.R. Brescia, sez. II, 17 dicembre 2010, n. 4864 - L'abitazione del custode di un insediamento produttivo non � soggetta al contributo sul costo di costruzione riservato agli edifici residenziali, bens� i soli oneri di urbanizzazione relativi alla destinazione produttiva, in virt� della sua caratteristica intrinsecamente pertinenziale
Coordinamento sicurezza nei piccoli cantieri
Corte di Giustizia delle C.E., sezione V, 7 ottobre 2010, C-224/09 - Prescrizioni minime di sicurezza e di salute nei cantieri - Obblighi di designare un coordinatore per la sicurezza anche per i "piccoli cantieri privati". Contrasto delle deroghe delle norme nazionali (art. 90, comma 11, d.lgs. n. 81 del 2008) con la direttiva comunitaria
Monetizzazione aree non cedute
T.A.R. Milano, sez. II, 30 luglio 2010, n. 3280: La monetizzazione alternativa alla cessione di aree deve essere commisurata (quindi "pari") all’utilit� economica conseguita dal privato attuatore per effetto della mancata cessione. Anche dopo l'approvazione del piano attuativo, il Comune � legittimato a non sottoscrivere la convenzione originaria e, in via di autotutela, a rideterminarsi in relazione alla misura della monetizzazione
VAS e PGT: autorit� competente
T.A.R. Milano, sez. II, 17 maggio 2010, n. 1526
(annullata da Consiglio di Stato, sez. IV, 12 gennaio 2011, n. 133)
Strumento urbanistico sopravvenuto a piano attuativo scaduto
T.A.R. Brescia, sez. I, 23 marzo 2010, n. 1360: Un piano attuativo scaduto, per la parte inedificata, pu� essere oggetto di nuova pianificazione pi� restrittiva da parte di un nuovo strumento urbanistico generale
Ristrutturazione previa demolizione totale: del rispetto della sagoma
T.A.R. Milano, sez. II, 16 gennaio 2009, n. 153: Anche in Lombardia � necessario che la ricostruzione previa demolizione, per essere qualificata "ristrutturazione", deve rispettare, oltre che la volumetria, anche la "sagoma esistente", come previsto dalla norma statale (in termini: T.A.R. Brescia, 13 maggio 2008, n. 504)
Barriere architettoniche e numero dei piani
T.A.R. Toscana, sez. III, 29 gennaio 2009, n. 116:
d.m. n. 236 del 1989 negli edifici con non pi� di 3 piani � sufficiente l'adattabilit� in luogo dell'accessibilit�, senza distinguere tra percorsi interni e spazi esterni
Piani attuativi: pareri soprintendenza e affidamento opere urbanizzazione
T.A.R. Milano, sez. II, 4 dicembre 2007, n. 6541: 1. Piani attuativi in variante al P.R.G. nel periodo transitorio (Regione Lombardia): non � necessario che ricadano nelle fattispecie ex
art. 2 legge regionale n. 23 del 1997 - 2. Piani attuativi in zona vincolata: obbligo di parere paesaggistico ex art. 16 legge n. 1150 del 1942 3. Opere di urbanizzazione secondaria e opere non di urbanizzazione destinate a confluire nel patrimonio comunale, di importo sotto soglia comunitaria: obbligo di affidamento mediante gara ex art. 32 d.lgs. n. 163 del 2006
Contributo tardivo: sanzioni e garanzie
Consiglio di Stato, sez. V, 16 luglio 2007, n. 4025: Nell’applicare la sanzione ex art. 42 del d.P.R. n. 380 del 2001 per il mancato o tardivo pagamento di rate del contributo di costruzione garantite da fideiussione bancaria il Comune non � tenuto alla preventiva escussione del fideiussore. Il Comune non risponde del danno derivante al proprietario moroso dall’irrogazione della sanzione che avrebbe potuto evitare di applicare chiedendo il pagamento direttamente al fideiussore.
Aree per urbanizzazione primaria
Consiglio di Stato, sez. V, 25 giugno 2007, n. 3637: Nel concetto di strade quale urbanizzazione primaria vanno ricomprese anche piste ciclabili, percorsi pedonali, ponti, segnaletica ecc.
Lottizzazioni decadute
T.A.R. Lombardia, Brescia, 16 maggio 2007, n. 423: Sull'edificabilit� delle aree residue dopo la decadenza della convenzione urbanistica di un piano di lottizzazione.
Sopraelevazioni e distanze
T.A.R. Milano, sez. 2.a, 26 aprile 2007, n. 1991: Il recupero del sottotetto, ancorch� ammesso in deroga alle norme locali, qualora comporti sopralzo del tetto, � soggetto al rispetto della distanza di 10 metri tra pareti finestrate ex
art. 9 d.m. n. 1444 del 1968; tale obbligo non � superabile nemmeno con il consenso convenzionale tra privati confinanti. Ancorch� la legge regionale lombarda n. 12 del 2005 qualifichi tale recupero come "ristrutturazione", la parte sopralzata � comunque una nuova costruzione, per cui sotto il profilo dell'ordinamento civile (di competenza esclusiva dello Stato) le distanze stabile in tale ambito non sono derogabili.
T.A.R. Molise, 15 gennaio 2007, n. 29 - Precariet� di manufatto edilizio: l'esenzione dalla necessit� del titolo abilitativo non dipende dai materiali utilizzati o dal sistema di ancoraggio al suolo ma dall’uso cui esso � destinato; la precariet� va esclusa se l’opera � destinata a dare un’utilit� prolungata nel tempo, ancorch� a termine in relazione all’obiettiva ed intrinseca destinazione naturale del manufatto. La sanzione dipende solo dalla constatazione dell'esistenza di opere abusive ed � sufficientemente motivata con l'accertamento dell'abuso; l'obbligo di motivazione sussiste solo se l'ordinanza intervenga a notevole distanza di tempo dall'ultimazione e l'inerzia dell'amministrazione abbia generato un qualche affidamento nel privato.
T.A.R. Firenze, sez. II.a, 15 gennaio 2007, n. 6 - Il concetto di precariet� implica la intrinseca temporaneit� dell’opera che deve avere una destinazione funzionale limitata nel tempo, rispondente ad esigenze transitorie e non rileva che il manufatto sia solo appoggiato al suolo.
T.A.R. Liguria, sezione I, 19 dicembre 2006, n. 1711 - Obbligo inderogabile, anche in caso di sopraelevazione, del rispetto della distanza di 10 metri tra pareti finestrate ex art. 9 d.m. n. 1444 del 1968 anche in presenza di norma locale diversa. In caso di norma locale contrastante, il giudice � tenuto ad applicare il citato art. 9, in quanto automaticamente inserito nella norma locale in sostituzione della disposizione illegittima.
Differenza tra sopraelevazione (che costituisce nuova costruzione) e semplice innalzamento inidoneo a creare nuovi volumi (compatibile con la ristrutturazione). 2006
Sanatoria e sanzione amministrativa
T.A.R. Toscana, sezione II, 19 settembre 2006, n. 3984 - Differenza tra sanatoria e sanzione amministrativa: ambedue le fattispecie consentono il mantenimento in essere del manufatto ma nel secondo caso permane la situazione antigiuridica per cui lo stesso manufatto abusivo, ancorch� conservato, non gode degli eventuali benefici previsti dagli strumenti urbanistici comunali per i fabbricati legittimi in origine o legittimati con sanatoria. Il Comune non deve restituire la sanzione amministrativa irrogata e corrisposta anche qualora la costruzione abusiva venga successivamente sanata.
Asservimento volumetrico e nuovo P.R.G.
T.A.R. Emilia Romagna - Bologna, sezione II, 13 settembre 2006, n. 2037 - L’asservimento di un fondo ad altro, ai fini della realizzazione nel secondo della capacit� edificatoria del primo (cosiddetta "cessione di volumi"), non introduce un vincolo di inedificabilit� permanente; infatti tale vincolo decade in caso di nuova pianificazione urbanistica. Tuttavia l'edificazione realizzate non pu� essere considerata ininfluente: qualora la nuova pianificazione urbanistica introduca indici minori o comunque non favorevoli rispetto alla disciplina vigente al momento della prima edificazione, il lotto servente resta sfornito di capacit� edificatoria (che resta attribuita al lotto dominante)
Abusi minori: piazzali in zona agricola e pertinenze
T.A.R. Emilia Romagna - Bologna, sezione II, 13 settembre 2006, n. 2038 -
La natura pertinenziale di un manufatto, sotto il profilo urbanistico, non coincide con la definizione civilistica; un prefabbricato non strettamente coessenziale all'attivit� principale, ricade nel regime del permesso di costruire e non nel regime pertinenziale, per cui se realizzato senza titolo � soggetto alla sanzione della demolizione
T.A.R. Emilia Romagna - Bologna, sezione II, 13 settembre 2006, n. 2032 - Una platea in cemento in zona agricola costituisce trasformazione del territorio e ricade nel regime del permesso di costruire, per cui se realizzata senza titolo � soggetta alla sanzione della demolizione. Legittimamente l'avvio del procedimento pu� essere preceduto da attivit� istruttoria, accertamenti e ispezioni effettuati anche senza la partecipazione del privato
Conguaglio contributo
T.R.G.A. di Bolzano, 5 settembre 2006, n. 351: Dopo la decadenza del titolo abilitativo, per ultimare la parte non realizzata necessita un nuovo titolo abilitativo al quale consegue, anche in assenza di incremento del carico urbanistico, il pagamento del contributo di costruzione sulla parte non eseguita e a conguaglio in relazione ai nuovi importi tabellari intervenuti medio tempore
Corte Costituzionale, 5 maggio 2006, n. 183: Restano salve e impregiudicate le sanzioni amministrative (sia di natura edilizia che di natura paesaggistica) in presenza di abusi sottratti alla sanzione penale dal nuovo
articolo 181, comma 1-ter, del decreto legislativo n. 42 del 2004 e l'accertamento postumo di compatibilit� paesaggistica non comporta autorizzazione in sanatoria (inammissibile alla luce dell'art. 146, comma 10, lettera c))
Abusi: scale di collegamento
T.A.R. Calabria, Catanzaro, sez. II, 7 febbraio 2006, n. 125 - La realizzazione abusiva di scale che collegano il piano abitabile con un sottotetto prima irrilevante a fini urbanistici e poi utilizzabile (o computabile), costituisce variazione essenziale in relazione al sensibile aumento di volumetria. E' pertanto legittima l'ingiunzione a demolire le predette scale con la comminatoria dell'acquisizione al patrimonio comunale in caso di inottemperanza.
Permessi di costruire in deroga: limiti
Consiglio di Stato, Sezione V, 11 gennaio 2006, n. 46 - Il rilascio del permesso di costruire in deroga � possibile solo qualora non pregiudichi in termini significativi gli standards urbanistici. Qualora la deroga sia suscettibile di aggravare marcatamente le esigenze di parcheggio non pu� prescindere dalla previsione degli appositi spazi destinati a tal fine.
T.A.R. Lecce, Sezione prima, 10 novembre 2005, n. 4943: Il divieto di autorizzazione paesaggistica in sanatoria di cui all'art. 146 del decreto legislativo n. 42 del 2004 � norma immediatamente cogente. Il regime transitorio dettato dall'art. 159 trova applicazione limitatamente alla procedura nelle more dell'adeguamento degli strumenti urbanistici ai sensi dell’art. 145 ma non interferisce con la nuova delimitazione del potere di autorizzazione.
Convenzioni urbanistiche: obbligazioni Consiglio di Stato, sez. IV, 28 luglio 2005, n. 4015 - In presenza di clausole che abbiano determinato le modalit� di calcolo del contributo di costruzione queste sono vincolanti a prescindere da atti generali che dispongano diversamente. Ci� anche nel caso in cui alcuni contenuti dell’accordo siano stati proposti dall’Amministrazione in termini non modificabili dal privato.
Consiglio di Stato, sez. IV, 28 luglio 2005, n. 4014 - E' preclusa la possibilit� di invocare la presunta illegittimit� di talune clausole (anche in materia di onerosit� o di mancato scomputo). La formazione di piazzali (con pavimentazione) per stoccaggio costituisce trasformazione urbanistica connessa ad attivit� economica e soggetta al pagamento degli oneri di urbanizzazione.
T.A.R. Brescia, 25 luglio 2005, n. 784 - Le obbligazioni previste dalla convenzione urbanistica annessa ad un piano attuativo devono essere assolte anche se relative ad opere esterne al comparto.
Piani attuativi, competenze
Corte Costituzionale, 29 luglio 2005, n. 343 - E' costituzionalmente illegittima la norma della legge regionale (nel caso di specie la legge Regione Marche n. 34 del 1992) che non preveda che copia dei piani attuativi sia trasmessa dai Comuni alla Regione (o alla Provincia delegata) ai fini di eventuali osservazioni sulle quali il Comune deve dare puntuale riscontro (pur senza l'obbligo di recepirle).
Volumetrie, frazionamenti, norme sopravvenute
T.A.R. Brescia, 23 maggio 2005, n. 541 - Del rapporto tra volumetrie edificate, frazionamento del lotto e strumento urbanistico sopravvenuto recante nuova disciplina.
Decadenza Piani attuativi
T.A.R. Roma, sez. II-bis, 18 maggio 2005, n. 3921 - Sull'edificabilit� delle aree residue dopo la decadenza dello strumento urbanistico attuativo. E' illegittimo il provvedimento negativo non preceduto dalla comunicazione ex
articolo 10-bis della legge n. 241 del 1990.
Parcheggi in zona agricola
T.A.R. Napoli, sez. IV, 21 aprile 2005, n. 4469 - In presenza di una legislazione regionale che amplia la facolt� di realizzare parcheggi in deroga allo strumento urbanistico prevista dall'articolo 9 della legge n. 122 del 1989, non pu� essere negata, in presenza degli altri presupposti richiesti dall'ordinamento, la realizzazione di parcheggi interrati, a titolo gratuito, al servizio di immobili non residenziali anche siti in zone agricole.
Colture agricole e P.R.G.
T.A.R. Brescia, 21 marzo 2005, n. 178 - Lo strumento urbanistico non pu� legittimamente imporre determinati usi colturali del territorio al di fuori di specifiche previsioni di legge. Non � consentito al Comune, con il P.R.G., inibire il taglio colturale n� ordinare un determinato indirizzo produttivo alle aziende agricole. La pretesa del Comune in tal senso si sostanzia nel tentativo di utilizzare i propri poteri in materia di urbanistica al fine di perseguire il diverso obiettivo dell’asserita salvaguardia del paesaggio, cui � invece preordinato un diverso ordito normativo.
Cambio di destinazione e onerosit�
T.A.R. Brescia, 10 marzo 2005, n. 145 - Il mutamento di destinazione
d’uso senza opere, ancorch� sottratto a qualunque atto di assenso (anche se inferiore a 150 mq ex art. 1 legge reg. Lombardia n. 1 del 2001), � soggetto al pagamento del contributo qualora la nuova destinazione comporti un maggior carico urbanistico. La circostanza che le modifiche di destinazione d’uso senza opere non sono soggette ad assenso comunale non comporta ipso jure la gratuit� dell’operazione.
T.A.R. Toscana, sez. III, 8 marzo 2005, n. 1004 - Per la sussistenza della lottizzazione abusiva (c.d. cartolare, cio� mediante frazionamento di un fondo) non � necessario dimostrare gli indici rivelatori di cui all’art. 18 della legge 47/85, ma � sufficiente che lo scopo edificatorio emerga anche da un solo indizio.
T.A.R. Brescia, 26 gennaio 2005, n. 45 - La prescrizione del P.R.G. finalizzata alla di tutela e conservazione dell’immobile non costituisce elemento preclusivo al recupero del sottotetto anche mediante sopralzo. Il riferimento al limite massimo rappresentato dalle altezze di fatto preesistenti non pu� costituire uno strumento per paralizzare gli effetti della normativa regionale.
Delibera determinazione oneri: impugnazione Consiglio di Stato, sez. V, 12 ottobre 2004, n. 6563 - La delibera consiliare di determinazione degli oneri di urbanizzazione � un atto di natura generale che pu� essere impugnato unitamente al provvedimento applicativo. Gli oneri di urbanizzazione stabiliti per ciascuna zona omogenea non possono essere applicati in zone diverse da quelle per le quali sono stati determinati.
T.A.R. Napoli, sez. II, 2 luglio 2004, n.
9876 - Sulla sulla nozione di pertinenza urbanistica e sul regime applicabile alla luce del Testo Unico approvato con d.P.R. n. 380 del 2001.
Impugnativa D.I.A. - Destinazioni in rapporti % - Distanza rogge
T.A.R. Brescia, 8 giugno 2004, n. 633 - Impugnativa della DIA, interesse a ricorrere - Destinazioni urbanistiche nelle zone omogenee �D� e norma del P.R.G. che impone dei rapporti percentuali tra le diverse destinazioni - Distanza dai corsi d'acqua e norme locali.
P.R.G.: discriminante tra rettifica e variante -
Interesse a ricorrere - Ultrattivit� P.P.
Consiglio di Stato, sez. V,
7 aprile 2004, n. 1968 - La delibera consiliare non � idonea a interpretare le norme di P.R.G. ma � necessario procedere mediante variante; la correzione dell’errore materiale pu� portare alla modifica del P.R.G. nei soli casi in cui non comporti interpretazione. Lo stabile collegamento localizzativo che attribuisce l'interesse legittimo a ricorrere non � limitato alla distanza tra il ricorrente e l'intervento contestato ma va valutata con riferimento al verosimile perimetro dei rispettivi bacini socio-economici di utenza. Il piano particolareggiato decaduto � applicabile e ultrattivo per quanto attiene gli allineamenti e le prescrizioni di zona, in difetto di specifiche nuove prescrizioni.
29 marzo 2004, n. 1662 - Non � consentita la deroga di cui all'art. 9 della legge n. 122 del 1989 qualora le autorimesse sull'area di pertinenza esterna al fabbricato non siano interrate. Il diniego del responsabile, basato su elementi di fatto, sovrasta il difforme parere del legale interpellato dal Comune. Le autorimesse non costituiscono standard urbanistici obbligatori a servizio degli immobili residenziali gi� esistenti: standard obbligatori sono gli spazi, le aree destinate ai parcheggi non le costruzioni destinate ad autorimesse.
Consiglio di Stato, sez. VI,
10 marzo 2004, n. 1205 - E' ammessa l'autorizzazione paesistica postuma nell'ambito del rilascio del permesso di costruire in sanatoria. E' illegittimo l'annullamento ministeriale basato esclusivamente sulla circostanza della gi� avvenuta esecuzione delle opere. E' comunque dovuta la sanzione amministrativa anche in assenza di danno ambientale.
Ricorso contro il silenzio in materia di D.I.A.
4 febbraio 2004, n. 376 - In caso di ricorso contro il silenzio della P.A. il giudice amministrativo deve limitarsi ad accertare l'illegittimit� dell’inerzia e non pu� sindacare l’esame della fondatezza della pretesa sostanziale del ricorrente. Colui che reagisce all’inerzia della P.A. deve seguire il rigoroso procedimento dell’art. 25 d.P.R. n. 3 del 1957, in base al quale dopo il silenzio per almeno sessanta giorni � necessaria una diffida a provvedere entro un termine non inferiore a trenta giorni, da notificare a mezzo di ufficiale giudiziario, solo dopo la quale � ammesso il ricorso.
Soggetti legittimati alla richiesta del permesso di costruire
4 febbraio 2004, n. 368 - La sentenza puntualizza i principi in materia di legittimazione a domandare la concessione edilizia e ai limiti al dovere del Comune di accertare le eventuali posizioni soggettive di tale legittimazione.
Disapplicazione N.T.A. del P.R.G.
4 febbraio 2004, n. 367 -
Il T.A.R. non pu� disapplicare le norme tecniche del P.R.G. ritenute in contrasto con la legge regionale.
Termini per diffida della D.I.A.
29 gennaio 2004, n. 308 - In tema di d.i.a. edilizia il decorso
del termine di 20 (ora 30) giorni non comportava la formazione del consenso, che seguiva,
invece, solo dopo il termine di sessanta giorni previsto dall’art. 19 della
legge n. 241 del 1990, Solo con l'articolo 23 del nuovo T.U. dell'Edilizia il termine (unificato) di 30 giorni vale sia per
l’inizio dei lavori che per la preclusione dell’intervento inibitorio della p.a.
Contributo di costruzione: decadenza e prescrizione
lavori per motivi diversi da quelli urbanistici
23 gennaio 2004, n. 189 - Il
Comune non pu� sospendere i lavori o adottare altre misure repressive
relativamente ad
interventi non soggetti ad atto di assenso di natura urbanistico-edilizia,
motivando solo sulla base dell'assenza di autorizzazione paesaggistica.
libere senza obbligo di P. di L.
Consiglio di Stato, sez. V, 1 dicembre
2003, n. 7799 - Non necessita il previo strumento urbanistico attuativo, ai fini del rilascio
del titolo edilizio, quando l’area sia gi� interamente urbanizzata. Tale principio opera
a condizione che i piani gi� predisposti ed attuati contemplino le opere di
urbanizzazione primaria e secondaria nell’ambito territoriale di riferimento,
che non pu� limitarsi alle aree di contorno rispetto all’edificazione
progettata ma deve riferirsi al comprensorio stesso predisponendone la
necessaria pianificazione.
aree "vicine"
di Stato, sez. V, 30 ottobre 2003, n. 6734 - E' illegittimo il diniego
della concessione affermando che un'area, che l’istante intendeva
asservire alla costruzione, non poteva esserlo in quanto “non confinante
e neppure vicina” al lotto interessato dalla costruzione. La contiguit�
dei fondi non deve intendersi nel senso della adiacenza, ossia della
continuit� fisica tra tutte le particelle catastali interessate, bens�
come effettiva e significativa vicinanza tra i fondi asserviti per
raggiungere la cubatura desiderata. 2003
di concessione vigente al momento del rilascio
di Stato, sez. V, 15 ottobre 2003, n. 6295 - Anche in presenza di
determinazione negligentemente tardiva del Comune in ordine alla domanda ci
concessione, il contributo di concessione dovuto � quello in vigore al momento
del rilascio del provvedimento.
La quantificazione del contributo di concessione � sottratta alla
disponibilit� delle parti per cui � inapplicabile il principio civilistico
della cooperazione con il debitore secondo buonafede. 2003
per richiedere il permesso: comproprietari
di Stato, sez. V, 24 settembre 2003, n. 5445 - La titolarit� per ottenere
un provvedimento edilizio (art. 4 legge n. 10 del 1977, ora art.
11 d.P.R. n. 380 del 2001) va intesa nel senso che, in caso di pi�
titolari comproprietari, il singolo comproprietario � legittimato alla
presentazione della da domanda solo se la situazione di fatto consenta di
supporre l’esistenza di un pactum fiduciae intercorrente tra i stessi
comproprietari mentre non sussiste (con conseguente illegittimit� del
provvedimento) ove l'iniziativa sia contestata da alcuni di essi. Consiglio
di Stato, sez. V, 21 ottobre 2003, n. 6529 - Necessita il consenso di tutti i comproprietari per la richiesta di
concessione relativa ad opere in regime di comunione; � legittimo il
diniego di concessione in sanatoria per il mancato assenso del condominio,
se l’abuso riguarda le parti comuni. 2003
ristrutturazione mediante ricostruzione fedele
di Stato, sez. V, 18 settembre 2003, n. 5310 - Il concetto di ristrutturazione edilizia di cui all’art.
31, comma 1, lett. d) legge n. 457 del 1978 (ora art. 3, lett. d)
d.P.R. n. 380 del 2001) comprende anche la demolizione
seguita dalla fedele ricostruzione del manufatto, con l’unica condizione che
la riedificazione assicuri la piena conformit� di sagoma, di volume e di
superficie tra il vecchio ed il nuovo manufatto.
E’ illegittimo il divieto imposto in sede di rilascio di una concessione
edilizia, di demolizione e ricostruzione
di un manufatto: tale divieto contrasta con la definizione di ristrutturazione
edilizia codificata dall’art. 3, lett. d)
d.P.R. n. 380 del 2001, che consente la
demolizione seguita dalla fedele ricostruzione del manufatto. 2003
vs. demolizione in base all'equo canone
Brescia, 3 settembre 2003, n. 1198 - La sanzione amministrativa di cui all'art.
12, secondo comma, legge n. 47 del 1985, (ora
35 d.P.R. n. 380 del 2001) alternativa
alla demolizione, deve essere calcolata in base alla disciplina di cui
alla legge n. 392 del 1978 (c.d. equo canone) anche se questa � stata
abrogata dalla legge
n. 431 del 1998. 2003
di Stato, sez. V, 8 settembre 2003, n. 5032 - Sulla distinzione tra
le ipotesi di ricostruzione fedele assorbita nella pi� ampia definizione
di ristrutturazione, e di ricostruzione quale nuova costruzione.
Diversit� di trattamento in relazione alla normativa sulle distanze in presenza
di diversa disciplina nel P.R.G.: anche se la norma sulle distanze tra
edifici � a tutela di esigenze di ordine pubblico e non pu�
essere derogata da accordi privati, in mancanza di norme contrarie del
P.R.G., in sede di ristrutturazione mediante ricostruzione fedele (stessa
area di sedime) non debbano rispettarsi le distanze legali. 2003
del P.R.G. in caso di modifiche sostanziali
Consiglio di Stato, sez. IV, 5
settembre 2003, n. 4980 - La ripubblicazione del P.R.G.
adottato, al fine della presentazione di osservazioni, non � richiesta
anche se il piano adottato risulti modificato a causa dell'accoglimento di
alcune osservazioni dei privati o di modifiche introdotte con
l'approvazione regionale. Tuttavia la ripubblicazione � obbligatoria
qualora, a causa dell’accoglimento delle osservazioni o in sede di
controdeduzioni alle proposte regionali, il comune alteri sostanzialmente
i criteri posti a base del piano adottato. 2003
aree inedificate e impianti telefonia mobile
sez. V, 26 agosto 2003, n. 4847 - Gli impianti di telefonia
mobile non sono opere pubbliche ma opere
private di pubblica utilit�. L'area necessaria pu� essere espropriata dal
Comune ma l'indennit� di esproprio deve
essere commisurata al valore venale del bene.
Sussiste un potere generale del Comune ad espropriare aree inedificate al fine
di attuare il P.R.G. (art. 7, comma 1, d.P.R. n. 327 del 2001). 2003
di concessione: prescrizione
sez. V, 19 giugno 2003, n. 3645 - Il contributo di costruzione
si prescrive in 10 anni dal rilascio della concessione e non dalla
richiesta del Comune creditore, n� ha alcuna rilevanza che il Comune,
all'atto del rilascio, si fosse riservato di determinarne successivamente
l'importo o di esigerne il pagamento in un secondo tempo. 2003
P.R.G. e comunicazione avvio del procedimento
sez. IV, 31 maggio 2003, n. 3041 - L'adozione di una variante al P.R.G. non necessita della comunicazione di avvio
del procedimento di cui all'art.
7 legge n. 241 del 1990 per esplicita previsione dell'art.
13 stessa legge. 2003
P.R.G. e posizioni qualificate - Limiti all'obbligo di motivazione
Stato, sez. IV, 31 maggio 2003, n. 3022 - Insensibilit� delle
posizioni particolarmente qualificate alle nuove destinazioni determinate
dal nuovo strumento urbanistico. Applicazione delle misure di
salvaguardia. Scelte urbanistiche: non necessitano di apposita motivazione
oltre quella che si pu� rilevare dai criteri generali, di ordine
tecnico-discrezionale, seguiti nell’impostazione del piano. 2003
e sottotetto in Lombardia
T.A.R. Milano, sez. II, 9 maggio 2003, n.
1777 - Impugnativa della
D.I.A. ovvero del comportamento omissivo del Comune sulla D.I.A. -
Necessit� di previa ultimazione del sottotetto per consentirne il
recupero in deroga anche dopo la legge
regionale n. 18 del 2001. (annullata per inammissibilit� del ricorso in primo grado da Consiglio di Stato, sez. V, 4 febbraio 2004, n. 376)
e oblazione
Consiglio di Stato, sez. V, 6 maggio 2003, n.
2375 - La concessione in sanatoria
di cui all' art. 13 della
legge n. 47 del 1985, in caso di totale difformit�, comporta il
pagamento dell'oblazione pari al doppio del contributo di concessione
anche qualora la difformit� non abbia comportato aumento di volume o del
carico urbanistico. 2003
approvato con condizioni
T.A.R. Milano, 28 aprile 2003, n.
1084 - E' illegittima l'approvazione
regionale di un P.R.G. in assenza di fondamentali verifiche sugli
standards, demandando al Comune la successiva verifica e modifica degli
stessi. 2003
per autotutela e repressione abusi su segnalazione di terzi
Brescia, 2 aprile 2003, n. 399 - Non sussiste alcun obbligo di
provvedere da parte del Comune su un’istanza di autotutela presentata da
un controinteressato e volta ad ottenere l'annullamento di una concessione
edilizia. In assenza di un interesse pubblico ulteriore rispetto al
ripristino della legalit� non � ammissibile l'annullamento per
autotutela. Consiglio di Stato,
sez. V, 21 ottobre 2003, n. 6531 - Sussiste l’obbligo del Comune di determinarsi su un'istanza con la quale
il proprietario di un terreno abbia chiesto l’adozione di provvedimenti
repressivi di specifici abusi edilizi compiuti in un terreno limitrofo e
non prospettando una generica situazione di abuso. 2003
minori legge reg. Lomb. 23/97
Brescia, 11 febbraio 2003, n. 135 - Le varianti minori di cui all'art.
2, comma 2, lettera e), legge reg. Lombardia 23 del 1997,
che consentono un incremento volumetrico fino al 10% del volume
dell'ambito, non possono incrementare la superficie azzonata dal P.R.G.
come B, C o D. - Per la determinazione dell'incremento non pu� essere
preso in considerazione un ambito pi� ampio di quello oggetto della
variante. 2003
Consiglio di Stato, sez. V, 7 febbraio 2003, n.
643 - In caso di lottizzazione
abusiva, l'esimente espressamente prevista dall'art. 18, ultimo comma,
legge n. 47 del 1985 (ora art.
30, comma 10, T.U. edilizia) per le donazioni, opera a favore
dell'alienante e non dell'acquirente. L'assoluzione di quest'ultimo in
sede penale per assenza dell'elemento psicologico
del reato non rileva nel giudizio amministrativo. Accertata l'attivit� di
lottizzazione abusiva � legittima l'acquisizione gratuita delle aree a
favore del Comune. 2003
Consiglio di Stato, sez. V, 29 gennaio 2003, n.
453 - Non pu� essere dichiarata la
decadenza della concessione edilizia ai sensi dell'art.
4, quarto comma, legge n. 10 del 1977 in presenza di impedimenti
indipendenti dal concessionario anche se causati da fatti privati quali la
contestazione e le molestie del vicino in relazione al diritto di accesso
al lotto.
VI, 27 gennaio 2003, n. 419 - La veranda che costituisce
costruzione deve rispettare le distanze di cui all'art. 9 del d.m. n.
1444 del 1968 o le maggiori distanze prescritte dalle norme locali. 2003
per tardivo versamento oneri
Consiglio di Stato, sez. IV, 10 gennaio 2003, n.
32 - La sanzione di cui all'art.
3 della legge 47/1985 (pagamento tardivo del contributo di
concessione), ancorch� obbligazione legale, non � applicabile qualora il
Comune debitore non abbia osservato i canoni della diligenza e buonafede. Nel caso di specie il Comune richiedeva gli importi delle rate
maggiorati delle sanzioni pur avendo manifestato in precedenza dubbi
sull'onerosit� della concessione e non essendosi attivato
nell'escussione della fideiussione che il concessionario aveva prodotto a
garanzia. 2003
in materia di vincoli
Corte Appello Milano, sez. 1.a civ., 5 novembre 2002, n.
2589 - Dichiara il difetto di
giurisdizione dell'autorit� giudiziaria ordinaria in materia di
risarcimento e/o indennizzo per la reiterazione di vincoli urbanistici
decaduti. 2002
concessione: interessi, rivalutazione e sanzioni
T.A.R. Milano,
sez. II, 6 novembre 2002, n. 4267 - Sul termine di
prescrizione decennale dei contributi concessori, interessi e
rivalutazioni, dovuti al Comune in forza di convenzione urbanistica e
sulla legittimit� dell'applicazione delle sanzioni amministrative ex art.
3 legge n. 47 del 1985 anche agli importi per interessi e
novembre 2002, n. 6279 - La sanzione pecuniaria di cui all'art. 15 della legge n. 1497 del 1939 (ora art.
164 d.lgs. n. 490 del 1999) non costituisce
un'ipotesi di risarcimento del danno ambientale ma una sanzione amministrativa applicabile sia nel caso di illeciti sostanziali, sia nella ipotesi di illeciti formali, quale la violazione dell'obbligo di conseguire l'autorizzazione preventiva. In caso di realizzazione di un'opera senza autorizzazione paesistica, ove essa sia conforme alle prescrizioni ambientali e dunque non produttiva di danno, l'indennit� � commisurata al profitto conseguito dall'abuso ed � dovuta anche in mancanza di danno ambientale.
Asservimento di
Consiglio di Stato, sez. V, 7
novembre 2002, n. 6128 - Se � rilasciata una
concessione edilizia, l'area asservita non �
pi� edificabile, in quanto gi� ha dato luogo alla sua utilizzazione ai
fini edificatori, anche se � oggetto di frazionamento o di alienazione - Le vicende di natura civilistica (ad esempio,
la vendita parziale) che interessano l'area asservita non
hanno alcun rilievo rispetto al regime giuridico del bene derivante dalle
leggi amministrative - Quando un sopravvenuto piano urbanistico prevede
ristretti limiti entro i quali pu� aver luogo l’edificazione, tali
limiti riguardano le domande di concessione successive alla sua approvazione
e non i manufatti costruiti legittimamente sulla base delle previgenti
norme urbanistiche - L’asservimento che interessa le aree acquistate dopo
l’entrata in vigore del nuovo strumento urbanistico � determinato sulla
base di quest'ultimo, vigente alla data della nuova concessione edilizia. 2002
Edificazione a
Corte di Cassazione, S.U., 1 agosto 2002, n.
11489 - Se l'edificio del vicino non
rispetta la distanza dal confine il proprietario confinante pu� chiedere
la comunione del muro. Il principio civilistico della prevenzione non
� incompatibile con la norma urbanistica sulle distanze tra edifici.
L'esercizio della facolt� del vicino di chiedere la comunione forzosa del
muro situato a distanza dal confine inferiore a quella legale, allo scopo
di costruire in aderenza, non � impedito dalla presenza di vedute sul
predetto muro.
Sanzioni per
tardivo pagamento contributi di concessione
Consiglio di Stato, sez. V, 1 ottobre 2002, n.
5127 - Legittimamente il Comune applica le sanzioni ex art. 3 legge n. 47 del 1985
in caso di ritardo nel pagamento del contributo di concessione rateizzato, nella
misura integrale rispetto alla rata corrisposta tardivamente senza tener conto
di eventuali importi corrisposti in misura inferiore a quella predeterminata.
Trattandosi di obbligazioni interamente regolate dalla legge la pubblica
amministrazione � sfornita di qualsiasi potere circa la qualificazione e
l'accettazione del pagamento solo parziale anche ai sensi dell'art. 1181 del
codice civile. 2002
Sottotetto sempre recuperabile (Lombardia)
Brescia, 18 settembre 2002, n. 1176 - Le norme regionali (Lombardia)
in materia di sottotetti non pongono una rigida preclusione circa i requisiti di un sottotetto perch� sussista il
diritto al recupero in deroga: non rileva che si tratti di mera intercapedine
n� che non sia praticabile; in ogni caso opera la ratio perseguita dal
regionale di favorire la creazione di nuove residenze attraverso il
recupero dei sottotetti. - Si tratta sempre di ristrutturazione in quanto cos�
qualificato dall’art. 3,
comma 2, legge regionale n. 15 del 1996.
Relativamente al rispetto
delle distanze minime dai confini
per dette opere di recupero la
sopraelevazione di un piano di un edificio che gi� si collochi a distanza
inferiore dai confini di propriet� non integra una nuova costruzione,
ma una semplice ristrutturazione dell’esistente e non possiede alcuna
efficacia lesiva autonoma rispetto allo stato di fatto storicamente maturato nei
rapporti fra i vari lotti edificati. - La
sanabilit� di un’opera abusiva non pu� che essere vista sul fondamento
della normativa vigente, non potendo essere accettato il paradosso rappresentato
dall’obbligo di dar corso alla demolizione di essa, salvo riconoscere
successivamente la nuova realizzabilit� della stessa opera edilizia. 2002
Abuso per
ristrutturazione su immobile vincolato
30 agosto 2002, n. 4378 - Malgrado il tenore strettamente
letterale dell'art. 9,
comma 4, legge n. 47 del 1985 (ristrutturazioni abusive su immobili
vincolati) sembri imporre sia la sanzione della restituzione in
pristino che la sanzione pecuniaria, deve essere preferita
un'interpretazione logico-sistematica, in coerenza con l'art. 59 della
legge n. 1089 del 1939 (ora art.
131, d.lgs. n. 490 del 1999). La sanzione pecuniaria
� irrogata solo qualora la riduzione in pristino non sia possibile. In
caso di "sventramento" la riduzione in pristino �
intrinsecamente impossibile in quanto si tradurrebbe nella la
realizzazione ex novo delle strutture demolite, con le tecniche moderne.
Sicch�, si creerebbe un falso storico, non essendo ovviamente possibile
realizzare nell’attualit� opere demolite. In tal caso si impone la sanzione
pecuniaria di cui al predetto art. 59. 2002
Modifiche d'ufficio
al PRG: limiti
agosto 2002, n. 1100 - Il potere di pianificazione in
materia urbanistica appartiene in via
principale al Comune, dovendosi considerare il potere della Regione
come concorrente e mai sovraordinato rispetto a quello del Comune medesimo. Sono
illegittime le modifiche d'ufficio confermate in sede di approvazione del
P.R.G. che non siano adeguatamente motivate in relazione alle
controdeduzioni del Comune.
autorizzazioni paesistiche subdelegate
Consiglio di Stato, sez. VI, 2
agosto 2002, n. 4182 - Se la documentazione che
ha consentito il rilascio dell'autorizzazione paesistica � stata
trasmessa in modo completo il termine perentorio di 60 giorni per
l’annullamento non pu� essere interrotto da richieste istruttorie
ulteriori e diverse rispetto a quelle poste alla base
Se la Soprintendenza ritiene che l’autorizzazione � stata rilasciata in
assenza della documentazione necessaria pu� annullare l’atto rilevando
il vizio di eccesso di potere per difetto di istruttoria; ma se ritenga di
dover acquisire elementi ulteriori rispetto quelli posti alla base
dell’autorizzazione pu� acquisirli tenendo per� conto che tale
richiesta non � idonea ad interrompere il termine perentorio di 60 giorni
per la conclusione del procedimento. 2002
Distanze tra
edifici e d.m. n. 1444/1968
Consiglio di Stato, sez. IV, 12
luglio 2002, n. 3929 - L'art. 9 del d.m. 2 aprile
1968, n. 1444 integra il regime delle distanze nelle costruzioni, sicch�
l’inderogabile distanza di 10 metri tra pareti finestrate e pareti di
edifici antistanti vincola anche i Comuni in sede di formazione e di
revisione degli strumenti urbanistici, con la conseguenza che ogni
previsione regolamentare in contrasto con l’anzidetto limite minimo �
illegittima - La norma si applica anche in caso di ricostruzione qualora
questa consti nella demolizione di una villetta preesistente e la
ricostruzione al suo posto di un fabbricato di sei piani posto a una
distanza inferiore ai 10 metri prescritti; la deroga � ammissibile
unicamente nei casi di demolizione e ricostruzione fedele (quantomeno
nelle medesime dimensioni esterne) - La distanza � vincolante
indipendentemente dalla circostanza che una sola delle pareti
fronteggiantesi sia finestrata e che tale parete sia quella del nuovo
edificio o dell’edificio preesistente, o che si trovi alla medesima o a
diversa altezza rispetto all’altra. 2002
e onerosit�
Consiglio di Stato, sez. V, 12 giugno 2002, n.
2498 - Contributo di concessione per
cambio di destinazione d’uso di un locale - Si tratta di
partecipazione del singolo al carico del Comune per i servizi derivanti dalle
opere di cui all'art. 4 della legge
n. 847 del 1964 - La partecipazione agli
oneri non � legata ad un periodo minimo di utilizzazione ma � connessa col
potenziale godimento, e non misurabile nel tempo, delle opere di
urbanizzazione e non ne pu� quindi essere richiesta la restituzione ove
il carico urbanistico dell’opera venga a mutare in quanto in tal caso sorge un nuovo
obbligo che prescinde da quello assolto in precedenza per un’opera di diverso
carico urbanistico. 2002
T.A.R. Brescia,
13 giugno 2002, n. 957 - A fronte del mutamento di
destinazione d’uso legittimamente il Comune ridetermina il
contributo dovuto in relazione al diverso carico urbanistico derivante
dall’insediamento di un’attivit� commerciale in luogo di un'attivit� artigianale. Il contributo non �
geneticamente collegato al rilascio di una nuova concessione edilizia, per
cui il mutamento di destinazione d’uso, anche se non soggetto ad assenso (in quanto senza opere), cui
consegua un maggiore carico urbanistico comporta l’onere del
pagamento della differenza tra gli oneri connessi alla destinazione
originaria e quelli dovuti per la nuova destinazione impressa. Il mutamento di destinazione, se riconducibile ad una classe
contributiva diversa e pi� onerosa della precedente, tale che, se la
concessione fosse stata richiesta fin dall’origine per la nuova
destinazione, avrebbe comportato un diverso e meno favorevole regime
contributivo urbanistico, impone l’applicazione della norma di cui all’art.
10 della legge n. 10/1977. 2002
Illegittimit� del
silenzio sulla D.I.A.
13 aprile 2002, n. 686 - Anche dopo lo spirare dei 20
giorni dalla presentazione della D.I.A., non si estingue il potere
dell'Amministrazione di procedere alla verifica della esistenza dei
presupposti e dei requisiti di legge. L'accoglimento della domanda di
accertamento dell’obbligo di provvedere deve essere filtrata da una
verifica della conformit� a legge della D.I.A. e se tale verifica si
conclude con la negazione della conformit� si pu� affermare l’illegittimit�
del silenzio del Comune e dichiarare l’obbligo del comune di provvedere. 2002
difformit� dal PRG ma conformi alla concessione
T.A.R. Brescia, 14 maggio 2002, n. 841 e
842 - E' illegittima l'irrogazione
di sanzioni amministrative pecuniarie motivata con la difformit� della
costruzione dal P.R.G. qualora la stessa sia stata realizzata sulla base
di concessione edilizia non annullata. E' illegittima l'irrogazione di
sanzioni amministrative senza la previa diffida e demolire e in assenza di
motivazione circa la scelta della sanzione pecuniaria in luogo di quella
ripristinatoria. 2002
in deroga (Lombardia)
T.A.R. Brescia, 14 maggio 2002, n.
851 - Il recupero del sottotetto in
deroga (legge reg. Lombardia n.
15 del 1996 come modificata dalla legge regionale n. 22 del 1999) non
costituisce realizzazione di un nuovo piano bens�, per definizione
normativa, mera ristrutturazione; ne deriva che non osta a tale intervento
l'altezza massima prevista dal P.R.G. in un numero di piani in luogo di un
limite numerico in termini di misura fisica. 2002
sez. IV, 29 aprile 2002, n. 2277 - Per disporre la demolizione di
fabbricati costruiti a distanza dall'Autostrada inferiore a
quella prescritta dall'art. 9, legge n. 729/61, deve essere fornita congrua e puntuale motivazione
in merito alle esigenze di sicurezza e di tutela della pubblica
incolumit� che imponevano il sacrificio della posizione
giuridica del privato, trattandosi di edifici abitati e forniti di concessione
edilizia. Le distanze prescritte dall'art. 9, legge n. 729/61 si
applicano solo alle autostrade che non erano state realizzate o almeno
progettate, all'entrata in vigore della legge e non si applicano all'interno del centro
21 maggio 2002, n. 876 - In caso di realizzazione e di un ulteriore vano in sopralzo ad un edificio
gi� esistente all’interno del centro edificato ... deve affermarsi che,
in difetto di un sopravvenuto maggiore ingombro perimetrale dell’edificio,
non sussiste la violazione del distacco dall’autostrada.
T.A.R. Brescia, 2 aprile 2002, n.
553 - Sul regime dei sottotetti da
recuperare prima e dopo la legge regionale n. 18 del 2001 e ambito di
applicazione della deroga. 2002
Onerosit� per
561 - Non spetta l'esenzione alla
societ� cooperativa all'infuori dei piani di zona. I soci della
cooperativa non possono essere considerati "terzi" ai quali si
possano cedere gli alloggi a prezzo convenzionato ai sensi degli articoli
7 e 8 della legge n. 10 del 1977 per cui la relativa concessione non pu�
godere delle agevolazioni contributive previste dalle predette norme.
T.A.R. Brescia, 9 aprile 2002, n.
622 - Limiti al potere di
annullamento ministeriale: illegittimit� di un termine troppo breve per
la comunicazione di avvio del procedimento; illegittimit� del riesame di
merito dell'autorizzazione; illegittimit� dell'estensione della
valutazione all'intero comparto di lottizzazione in sede di controllo
dell'autorizzazione riferita al singolo intervento.
Varianti su aree a
T.A.R. Brescia, 27 febbraio 2002, n.
366 - Qualora il Comune, con
variante al P.R.G. , abbia reso edificabile un'area precedentemente
destinata a standard, della quale era prevista la cessione gratuita in
seguito ad obbligo convenzionale attuativo di un P.L. , deve essere
rilasciata la concessione edilizia conforme alle norme urbanistiche
sopravvenute. 2002
reiterazione dei vincoli
372 - L'onere di motivare la
reiterazione del vincolo decaduto per decorso del termine quinquennale richiede
comparazione tra gli interessi pubblici e privati coinvolti in relazione all’area gravata dal vincolo reiterato.
La reiterazione adottata con variante generale non fa venire meno
l'obbligo di motivazione. 2002
Onerosit� e
T.A.R. Brescia, 28 gennaio 2002, n.
100 - Villa divisa in due distinti
appartamenti che dopo l’intervento di ristrutturazione � stata
ricondotta ad un’unica unit� immobiliare: tipologia di intervento per
il quale non trova applicazione l’esenzione dai contributi di
urbanizzazione prevista dall’art.
9, lett. d), legge n. 10 del 1977 - La la norma subordina l’esenzione
agli interventi di ristrutturazione di edifici unifamiliari: il manufatto
oggetto dell’intervento deve essere, fin dall’origine, ante opera,
Cassazione S.U., 8 febbraio 2002, n.
5115 - Il reato di lottizzazione
abusiva si verifica anche quando l'attivit� avviene in base ad un atto di
assenso, qualora questo sia in contrasto con le prescrizioni di legge o
dello strumento urbanistico. 2002
Oblazione in casi
di difformit� parziale o totale
Consiglio di Stato, sez. V, 30 gennaio 2002, n.
501 - Per l'applicazione dell'art. 13, comma 4, legge n. 47 del 1985,
secondo il quale �per i casi di parziale difformit� l'oblazione � calcolata
con riferimento alla parte difforme� � necessario che solo una parte
dell’opera sia realizzata in difformit� e che la restante sia
conforme all’elaborato originario - Viceversa quando il manufatto realizzato
� radicalmente diverso da quello assentito la sanzione va computata con
riferimento all’intero immobile.
destinazione: distinzione tra industria e commercio
Consiglio di Stato, sez. V, 27 dicembre
2001, n. 6411 - L'attivit� di gestione dei magazzini di
beni finiti, prodotti da altra azienda, regolando il flusso in base ai cicli di
commercializzazione del bene prodotto � attratta nell’ambito della disciplina
dell’intermediazione commerciale -
Al mutamento dei soggetti che utilizzano l’immobile si collega una
modificazione d’uso che configura il passaggio dall’uno all’altro settore
urbanisticamente rilevante, ai sensi della legge n. 10 del 1977 -
Il cambiamento nell’uso dell’immobile ed il passaggio ad altro settore
urbanisticamente rilevante devono essere assentiti con specifico atto di
concessione che contestualmente riconsideri gli oneri urbanistici -
In carenza di tale provvedimento di concessione, la nuova destinazione d’uso
� illegittima ed � legittimo l’ordine di rimessione in pristino. 2001
A.P., 14 dicembre 2001, n. 9 - Sul contenuto e sui limiti del
potere statale di annullamento delle autorizzazioni paesistiche -
Sull'inammissibilit� del sindacato di merito nel controllo delle
autorizzazioni rilasciate dall'ente delegato o subdelegato - Sul potere di
annullamento statale
quando ancora non � consentita la mutazione dello stato dei luoghi non avendo senso
attribuire tale potere quando gi� i luoghi fossero stati modificati -
Sulla possibilit� di modificare i luoghi quando le determinazioni
statali siano divenute inoppugnabili ovvero lasci decorrere il
termine di sessanta giorni senza disporre l’annullamento. 2001
cessione aree in P.L. convenzionato
T.A.R. Brescia, 28 novembre 2001, n.
1126 - Ai sensi dell'art. 7 della legge n.
205 del 2000 (che ha novellato l'art.
34 del d.lgs. n. 80 del 1998) compete al giudice
amministrativo, nell'ambito della giurisdizione esclusiva, l'accertamento
dell'obbligo e la condanna all'esecuzione, da parte del lottizzante,
relativamente alla cessione al Comune delle aree a standards previste
dalla convenzione urbanistica. 2001
P.I.P. :
illegittima la riserva alle imprese locali
ordinanze 27 novembre 2001, ric. 901 e 902 - La clausola del bando per
l'assegnazione di aree P.I.P. che richieda la preesistenza nel territorio
comunale dell'insediamento produttivo quale requisito prescritto a pena
d'esclusione per concorrere all'assegnazione non trova supporto nell'art. 27 della legge
n. 865 del 1971 e va disapplicata, cos� come l'identica disposizione
delle N.T.A. del P.R.G. in quanto in contrasto con
le norme comunitarie sul diritto di stabilimento (art. 43 Trattato CEE). 2001
22 novembre 2001, n. 1042 - E' illegittimo l'annullamento
dell'autorizzazione paesistica preceduto da avviso dell'avvio del
procedimento a ridosso del provvedimento finale - All’ipotesi di
mancanza di previo avviso va assimilata quella in cui la sua notifica non
consente alla parte interessata, per la brevit� dei termini, di far
adeguatamente conoscere all’Amministrazione le proprie ragioni. 2001
T.A.R. Brescia, 20 settembre 2001, n.
1000 e n. 1001 - E' illegittimo il P.R.G. che,
a fronte dell'attuale normativa statale (art.
7, legge n. 1150 del 1942) e regionale in materia di pianificazione,
realizza una polverizzazione scoordinata fra i vari ambiti
territoriali, incurante delle omogeneit� urbanistiche, risultandone una
disciplina non gi� per zone per zone omogenee, bens� una distribuzione
diseguale per aree specifiche, in modo scollegato dalla loro appartenenza
al medesimo sistema o sub-sistema. 2001
Destinazioni nel P.R.G.
4 settembre 2001, n. 767 e n. 768 - E' illegittima per contrasto con
del d.m. n. 1444 del 1968 la previsione del P.R.G. secondo la
quale il mutamento tra le
singole sottocategorie di destinazioni funzionali implica mutamento di destinazione d’uso
e rilevi dal punto di
vista urbanistico-contributivo. E' illegittima per contrasto col principio
della corretta pianificazione la previsione del P.R.G. di una immotivata
combinazione di parametri urbanistico-edilizi secondo la quale la
possibilit� edificatoria sia soltanto "virtuale". 2001
osservazioni al P.R.G.: necessit� di motivazione
17 maggio 2001, n. 359 e 360 - Accoglimento di
osservazioni al P.R.G. - Anche qualora non necessiti la ripubblicazione
del P.R.G. adottato � necessaria un'adeguata motivazione a sostegno della
scelta di pianificazione in contrasto con le scelte effettuate in sede di
adozione - L'accoglimento dell'osservazione che comprima le aspettative
edificatorie definite in sede di adozione deve essere basato su una
adeguata ponderazione dei diversi interessi coinvolti. 2001
conferma degli atti
T.A.R. Brescia, 7 settembre 2001, n.
771 - E' irricevibile il
ricorso che censura l'incompetenza del Sindaco al rilascio della
concessione edilizia qualora il responsabile del servizio abbia
"convalidato" il provvedimento ai sensi dell'art. 6 legge n.
249 del 1968. Alla stessa stregua � infondata la censura avvero un atto
conclusivo di "conferma" della legittimit� della concessione
Non necessita la
verifica della distanza dal confine in caso di sopralzo, in presenza di
una norma locale che lo consenta sul filo della facciata di costruzioni
esistenti; in ragione della �ontologica diversit� tra sopralzi e nuovi
edifici� il sopralzo non ricade nella disciplina di cui all'art. 9
del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444. Lo stesso dicasi per i
modesti ampliamenti di un fabbricato esistente e nel lato pi� lontano dal
confine - E' legittima la norma locale che escluda certe sporgenze dalla
verifica della distanza dal confine. 2001
terziarie e contributo di concessione
sez. V, 15 settembre 2001, n. 4827 - Gli uffici annessi alle
attivit� di produzione (strumentali e funzionali a queste) sono soggetti
al contributo concessorio previsto per la destinazione urbanistica
produttiva e non a quello previsto per la destinazione direzionale o
sottotetti: solo se esistenti
T.A.R. Milano, sez. II, 31 luglio 2001, n.
5310 - Interpretazione dell'art.
1 legge reg. Lombardia n. 15 del 1996: riferimento temporale della
nozione di "esistenza" dei sottotetti recuperabili a fini
abitativi - Il recupero (in deroga) � ammesso limitatamente ai sottotetti
"esistenti" all'entrata in vigore della legge - La disciplina
speciale non � applicabile, come erroneamente sostenuto dalla Regione
Lombardia nella propria circolare interpretativa, ai sottotetti realizzati
successivamente all'entrata in vigore della legge - Il riferimento
letterale della legge ai "sottotetti esistenti" � del tutto
idoneo a definire l'ambito applicativo della disciplina univocamente
riferibile a vani gi� realizzati al momento dell'entrata in vigore della
legge. 2001
Diniego: tutela non
prevista e volumi
T.A.R. Brescia, 30 giugno 2001, n.
553 - Il diniego di concessione per un intervento
in una zona che il P.R.G. classifica edificabile non pu� legittimamente
basarsi su supposte esigenze di tutela che che non trovano riscontro in
specifici e tipici provvedimenti emanati dall’autorit� competente all'
imposizione di vincoli - Una volta realizzato l’immobile nell’entit�
strutturale consentita all’epoca della sua realizzazione, questo sfugge
alla disciplina di standards e indici planovolumetrici successivamente
P. di L.:
14 giugno 2001, n. 428 - Il termine stabilito dall’art. 28 della Legge urbanistica non
completamento degli edifici realizzabili all’interno del P. di L. ma solo l’ultimazione delle opere
di urbanizzazione - L'esecuzione delle opere di urbanizzazione per l’intero comparto
non tollera che, limitatamente ad un singolo lotto rimasto scoperto, sia
nuovamente effettuato il relativo computo.
Dia, illegittimo il
1 giugno 2001, n. 397 - E' impugnabile e annullabile
il silenzio serbato dall'amministrazione sulla DIA
in contrasto con le norme urbanistiche - Deve essere ordinato al responsabile del servizio di dar corso al
ripristino dei luoghi qualora la DIA
sia dichiarata illegittima. 2001
Dia, SuperDIA,
T.A.R. Brescia, 17
maggio 2001, n. 358 - L’art. 4, legge regionale n. 22 del 1999 amplia incondizionatamente il novero
degli interventi edilizi soggetti a D.I.A. anche alle nuove costruzioni - Anche
la superDIA � soggetta all'applicazione delle misure di salvaguardia - La
salvaguardia, rispetto allo strumento urbanistico adottato, scatta dalla
data della deliberazione consiliare di adozione prima che questa divenga esecutiva
per effetto della pubblicazione.
(conforme quanto alla salvaguardia: T.A.R. Brescia, 2 aprile 2004, n. 380)
(contra: Cons. Stato, sez. V, ordinanza 29 luglio
2003, n. 3234)
Edificazione in
T.A.R. Brescia, 20 marzo 2001, n.
121 - Le caratteristiche
degli immobili agricoli sono in rapporto all’entit� dell’azienda - In tale senso depone l’art. 2
legge regionale 7 giugno 1980, n. 93 - La ridotta dimensione
dell’area dell’azienda non consente
di rilasciare una concessione edilizia in zona agricola mancando il nesso di
strumentalit� - Il riconoscimento dell’attivit�
agricola � presupposto necessario ma non sufficiente per
l’ottenimento della concessione edilizia.
26 marzo 2001, n. 146; 28 febbraio 2001, n. 102; 19 marzo 2001, n. 108 e
n. 109 - L'annullamento
dell'autorizzazione paesaggistica deve essere comunicato all'interessato
entro il termine di 60 giorni e non solo emanato; a favore di tale
conclusione, in contrasto con l'orientamento del Consiglio di Stato,
depone l'art. 2 del decreto dirigenziale 18 dicembre 1996 con il quale il
Ministero delega ai soprintendenti il potere di annullamento di cui all'art.
151, comma 4, decreto legislativo n. 490 del 1999. (contra: Consiglio di Stato, 13 febbraio 2001, n. 685)
Abusi minori e
T.A.R. Brescia, 11 aprile 2001, n.
230 - Gli abusi minori non sono
sanzionabili ex art. 7 ma
ex art. 9 o, al massimo ex
art. 12, della legge n. 47 del
1985 - Non costituisce cambio d'uso l'utilizzo di locali abitativi per
piccole attivit� artigianali assimilabili al lavoro a domicilio - Una
volta che l'abitazione sia abitabile, lo � per qualunque tipo di rapporto
(alloggio, lavoro, ricreazione).
pertinenziali senza vincolo
Consiglio di Stato, sez. V, n. 804/2001, camera di consiglio
2 novembre 1999 - Autorizzazione alla
realizzazione di autorimesse subordinata alla costituzione del vincolo di
pertinenzialit� (agli edifici esistenti) - Mancato perfezionamento del
vincolo - Inefficacia dell'autorizzazione - Autorimesse sine
titulo - Legittima la sanzione pecuniaria pari al doppio del loro
Parcheggi privati e
Consiglio di Stato, sez. V, n. 1088/2001, camera di consiglio
16 novembre 1999 - Qualora il P.R.G. preveda la
realizzazione di parcheggi al servizio di centri commerciali, in aggiunta alle
cui all’art. 41- sexies della legge urbanistica tali aree sono pertinenze
necessarie e non costituiscono dotazione di standard di cui al d.m. 2.4.1968,
n. 1444 n� opere di urbanizzazione per le quali sole � ammesso lo scomputo
dagli oneri. 2001
Lazio, sez. II-ter, n. 3593 del 2001, camera di consiglio 17 febbraio 2000 - E' legittima la sanzione della demolizione di autorimesse eseguite con d.i.a.
qualora non siano completamente interrate e non abbiano il carattere di
pertinenzialit� - Elementi distintivi di tale condizione.
necessit� e limiti
Consiglio di Stato, sez. V, 15 febbraio 2001, n.
790 - Efficacia e operativit� del piano di lottizzazione
convenzionata nelle zone edificate o parzialmente dotate di opere di
Concessione e
antenne radiomobile
T.A.R. Emilia Romagna, sez.
Parma, 20 aprile 2001, n. 226 - Antenne radiomobile e stazioni
radio GSM: necessit� di concessione edilizia e di compatibilit�
urbanistica col P.R.G. per la installazione di stazione radio base per
telefonia cellulare.
D.I.A. e
Corte di Cassazione, sez. III penale, 23
gennaio 2001, n. 204 e 25 gennaio 2001, n. 263 - L'art.
4 l.r. n. 22 del 1999 non ha esteso la d.i.a. a tutti gli interventi, anche quelli subordinati a
concessione edilizia (cosiddetta "superDIA") - Ai sensi dell'art.
117 Cost. e dell’art. 19 legge n. 241/1990
la d.i.a. introdotta
dalla regione � limitata agli interventi marginali di cui alla norma
statale. 2001
valutazioni di merito
Stato, sez. V, 9 febbraio 2001, n. 586 - L'amministrazione,
nell'esame dei piani di lottizzazione ai sensi dell'art. 28 della legge n. 1150 del 1942, pu� tenere conto oltre che
della conformit� del progetto alla disciplina urbanistica, anche della
sua rispondenza all'esigenza di un suo armonico inserimento nel contesto
urbano, territoriale e paesaggistico, con la possibilit� di entrare nel
merito delle scelte edificatorie formulate dai richiedenti e di
apprezzarne i contenuti tecnico-architettonici.
modalit� di calcolo
Consiglio di Stato, sez. V, 18 dicembre 2000, n.
6768 - Ai
sensi dell'art. 13 della legge n. 47 del 1985 l’oblazione � calcolata con riferimento all’intera opera
in caso di assenza di concessione, totale difformit� o variazioni
essenziali; con riferimento alla parte di opera difforme dalla concessione per i casi di
parziale difformit�.
Diniego di
T.R.G.A. Bolzano - 5 settembre 2000, n.
260 - E' illegittimo per difetto
di motivazione il di diniego di concessione edilizia basato solo
su astratte e apodittiche violazioni di norme urbanistiche senza spiegare in
che cosa le violazioni si concretano ... non consentendo all'interessato un'adeguata difesa.
Autorimesse: limiti alla
di Stato, sez. V, 24 ottobre 2000, n. 5676 - Deroghe alla
disciplina urbanistica e gratuit� della concessione per parcheggi
pertinenziali di unit� immobiliari gi� esistenti.
Concessione e obbligo di P.
di Stato, sez. V, 27 ottobre 2000, n. 5756 - Anche se il P.R.G. preveda l'obbligo di Piano
attuativo, si pu� prescindere da questo se l'area � adeguatamente
urbanizzata, con riferimento all'intero comparto.
di Stato, sez. VI, 9 ottobre 2000, n. 5373 - 5878 - E’
possibile, facendo leva sull’identit� sostanziale del potere
esercitato e sul principio di economia dei mezzi giuridici, ammettere la
possibilit� dell'autorizzazione paesistica postuma a carattere
sanante con la quale si effettuano le
medesime valutazioni che avrebbero dovuto essere a carattere preventivo.
Pertinenze: necessariamente
di Stato, sez. V, 30 ottobre 2000, n. 5828 - In
edilizia la nozione di pertinenza ex art. 7 del decreto-legge n. 9 del
1982 � meno ampia di quella civilistica. A tale nozione sono riconducibili solo i manufatti di dimensioni modeste rispetto
al fabbricato cui ineriscono.
Recinzioni: illegittima la
T.A.R. Brescia, 6
novembre 2000, n. 842 - E' illegittima l'ingiunzione a demolire relativa a una
recinzione (rete e paletti) ancorch� realizzata in zona Parco fluviale - La
recinzione � sottratta all'obbligo di concessione edilizia per cui l'unica
sanzione applicabile � quella pecuniaria ex art. 10 della legge n. 457 del
Piano di recupero: natura e
di Stato, sez. IV, 19 aprile 2000, n. 2336 - Il Piano di
recupero ha finalit� di "recupero del
patrimonio edilizio ed urbanistico esistente"; il nuovo disegno urbano mediante il recupero del
patrimonio edilizio esistente, se del caso degradato, pu� essere ottenuto, con
adeguata motivazione, anche mediante sostituzione del
tessuto urbano esistente.
Concessione: container in
di Stato, sez. V, 15 giugno 2000, n. 3321 - Legittima l'ingiunzione a demolire di un
container senza concessione su terreno agricolo - Non assume
rilievo la provvisoriet� della destinazione data dal proprietario, la quale va invece
valutata alla luce della sua obiettiva e intrinseca destinazione naturale.
Concessione: aventi titolo e
Consiglio di Stato, sez. V, 22 giugno 2000, n.
3525 - Limiti
al diniego della concessione edilizia in assenza del titolo di propriet� dell'area o di
altro collegamento qualificato con tale bene - Rapporti tra la necessit� del titolo e i
Concessione: decadenza per
Stato, Sez. V, 26 giugno 2000, n. 3612 - Illegittimo
annullamento (o decadenza) di una
concessione edilizia per mancato ritiro del relativo documento.
Intervento in deroga in
favore di disabile T.A.R. Toscana, sez.
III, 9 giugno 2000, n. 1151 - Illegittimo il diniego della concessione edilizia
per un manufatto (minialloggio al pianoterra) adibito ad assistenza e riabilitazione di
invalido - Principi desumibili dalla legge n. 104 del 1992 - Ragioni eccezionali che
giustificano l'intervento fino all'esaurimento della causa.
T.A.R. Parma, 10 maggio 2000, n. 266 - Anche se il P.R.G. preveda l'obbligo di Piano di
Lottizzazione, � possibile il rilascio di una concessione singola per il potenziamento
delle urbanizzazioni (nel caso di specie una nuova strada) o interventi che non hanno
alcuna incidenza sul peso insediativo.
Annullamento concessione
Consiglio di Stato, sez. V, 13 marzo 2000, n.
1311 - L'annullamento della concessione edilizia
� legittimo solo col concorso di due condizioni: l'esistenza di un vizio di legittimit�,
inficiante l'atto che da annullare, e la presenza di uno specifico pubblico interesse,
diverso da quello preordinato al ripristino della legalit� violata.
Autorizzazione: Condizioni -
Consiglio di Stato, sez. V, 20 marzo 2000, n.
1507 - Le prescrizioni e condizioni apposte ad
una autorizzazione in sede di rilascio non possono essere in contrasto con la disciplina
urbanistica. In particolare l'imposizione della condizione di �precariet� non rende il
titolo avulso dal rispetto delle norme.
Diniego tardivo - Variante
strumentale al P.R.G. - Risarcimento del danno
T.A.R. Milano, sez. II, 12 aprile 2000, n. 2793 - Ritardo nel rilascio di c.e. con diniego tardivo
- Adozione strumentale di variante a P.R.G. (finalizzata al diniego) - Carenza di
motivazione - Imposizione immotivata di obbligo di Piano di recupero in assenza di degrado
- Risarcimento del danno - Limiti.
Obbligo di P. di L. e
urbanizzazione di fatto
T.A.R. Napoli, sez. IV, 11 aprile 2000,
n. 1002 - Il rapporto tra l'obbligo di preventivo Piano di
Lottizzazione previsto dal P.R.G. e l'urbanizzazione di fatto gi� esistente che pu�
rendere illegittimo il diniego di concessione per l'assenza del predetto piano attuativo -
Pertinenze: piscina in zona
T.A.R. Toscana, sez. II, 31 gennaio 2000, n.
22 - Piscina in zona agricola di dimensioni contenute
e ridotto impatto urbanistico  E' pertinenza soggetta ad autorizzazione.
Concessione illegittima e
Cassazione, sez. VI pen. 24
giugno 1999, n. 8194 - Sussiste il reato ex art. 323 c.p. (abuso d'ufficio) per il
soggetto che rilascia consapevolmente una concessione illegittima in violazione
delle norme di P.R.G. - Le norme del P.R.G. costituiscono norme di legge o di regolamento
la cui violazione � idonea quale presupposto del reato.
Passaggio coattivo:
Corte Costituzionale, 29 aprile-10 maggio 1999, n.
167 - Incostituzionalit� dell'art. 1052, secondo comma, codice civile,
nella parte in cui non prevede che il passaggio coattivo
possa essere concesso dal giudice per esigenze di accessibilit�, di cui alle leggi sui
portatori di handicap, in edifici residenziali.
liberalizzata
Consiglio di Stato, sez. V, 10 marzo 1999, n.
231 - Nel caso di mutamento di
destinazione d'uso senza l'esecuzione di opere edilizie non occorre titolo - Potere del
g.a. di disapplicare norme regolamentari illegittime - Il regolamento in contrasto con l'art. 25 legge n. 47/1985 deve ritenersi
superato senza necessit� di impugnazione diretta.
reiterazione da indennizzare
Costituz., 20 maggio 1999, n. 179 - Incostituzionalit� articoli 7 e 40 legge
n. 1150 del 1942 e 2 legge n. 1187 del 1968 nella parte in cui consentono la reiterazione
senza indennizzo dei vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione, dopo la scadenza
V, 25 giugno 997, n. 699 - Concessione e autorizzazione edilizia -
Opere nelle parti comuni del condominio - Non necessita assenso dei condomini a tal fine. 1997

References: art. 13

art. 2
 art. 16
 art. 32
 art. 42

art. 9
 art. 9
 art. 9

articolo 181

articolo 10
 art. 1
 sentenza 
 art.
11
 art. 3
 art. 13
 art.
30
 art.
3
 art.
164
 art. 3
 art.
131
 art. 59
 art. 7
 art. 9

art. 12
 art. 7
 art. 10
 art. 323