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Timestamp: 2016-12-03 04:48:55+00:00

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Risoluzione Agenzia Entrate n.71 del 03.08.2015	REGISTRAZIONE GRATUITA
Risoluzione Agenzia Entrate n.71 del 03.08.2015	Interpello art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 - Disturbo di
identità di genere - Trattamento medico chirurgico - Detraibilità
della spesa - Art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR
L’istante è stata autorizzata dal Tribunale di …, previo accertamento del
"disturbo di identità di genere”, a sottoporsi a trattamento medico chirurgico al
fine di adeguare i propri caratteri sessuali.
In base a tale autorizzazione, l’istante intende sostenere, in una clinica
specializzata, un intervento di "metoidioplastica”, che consiste nella
ricostruzione degli organi genitali maschili, del costo complessivo di euro
L’istante chiede se le spese relative all’intervento sopra descritto rientrino
fra le spese sanitarie detraibili ai fini dell’IRPEF, ai sensi dell’art. 15, comma 1,
L’istante è del parere che l’intervento di "metoidioplastica” non sia un
intervento di chirurgia estetica e, pertanto, ritiene di poter detrarre le spese
relative all’intervento quali spese sanitarie, ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c),
L’art. 15, comma 1, lett. c), del Testo Unico delle Imposte sui Redditi
(TUIR) consente la detrazione dall’imposta lorda di un importo pari al 19 per
cento delle spese sanitarie, per la parte che eccede euro 129,11, costituite
esclusivamente dalle spese mediche e di assistenza specifica, diverse da quelle
indicate nell’art. 10, comma 1, lettera b), e dalle spese chirurgiche, per
prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere.
La circolare del Ministero delle finanze n. 25 del 6 febbraio 1997 ha
specificato che, relativamente alle spese per le quali può risultare dubbio
l'inquadramento tra le spese sanitarie detraibili, occorre fare riferimento ai
provvedimenti del Ministero della Salute che contengono l’elenco delle specialità
farmaceutiche, delle protesi, delle prestazioni specialistiche, eccetera.
Per quanto riguarda il procedimento di rettificazione di attribuzione di
sesso, la disciplina di riferimento è recata dalla legge 14 aprile 1982, n. 164, così
come modificata dal d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150, secondo cui "la
rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che
attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell’atto di nascita
a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali.”.
L’adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento
medico-chirurgico, quando risulta necessario, è autorizzato, quindi, dal tribunale
(cfr. art. 31 del d.lgs. n. 150 del 2011).
Nella fattispecie rappresentata dall’istante, dalla sentenza inviata risulta
che la CTU medico-psichiatrica eseguita sulla contribuente ha accertato che "il
quadro clinico è compatibile con i criteri nosografici del disturbo di identità di
genere” e che non emergono controindicazioni di tipo psicopatologico
all’adeguamento dei caratteri sessuali ex art. 3 della legge n. 164 del 1982.
Il Tribunale di …, attesa anche la ratio della legge n. 164 del 1982, diretta
a consentire un mezzo terapeutico efficace per la tutela della salute psichica del
richiedente e per il conseguente suo inserimento nei normali rapporti sociali, a
seguito delle indagini esperite dal CTU ha autorizzato, quindi, la contribuente a
sottoporsi a trattamento medico chirurgico al fine di adeguare i propri caratteri
Riguardo la possibilità di ricondurre nell’ambito dell’art. 15, comma 1,
lett. c), del TUIR le spese sostenute per l’intervento di "metoidioplastica”, che
consiste nella ricostruzione degli organi genitali maschili, da effettuarsi al fine di
adeguare i propri caratteri sessuali, il Ministero della Salute, interpellato sul
punto, ha precisato, in via preliminare, che "il disturbo dell’identità di genere è
catalogato fra i disturbi mentali del DSM-IV (Manuale Diagnostico e Statistico
dei Disturbi Mentali) e ne viene definito affetto, per l’ottenimento del consenso
per il cambio di sesso, solo chi non ha psicopatologia associata.”.
Il Ministero della Salute ha precisato poi che "il trattamento medicochirurgico
previsto dalla legge n. 164/82 è necessario nel solo caso in cui
occorre assicurare al soggetto uno stabile equilibrio psicofisico, ossia nel solo
caso in cui la discrepanza tra il sesso anatomico e la psicosessualità determini
un atteggiamento conflittuale di rifiuto dei propri organi sessuali. Così
connotato, tale trattamento è indubitabilmente una prestazione sanitaria con
finalità terapeutiche, inclusa nei Livelli essenziali di assistenza garantiti dal Ssn
ed erogata anche in strutture pubbliche e accreditate…”.
In relazione al caso specifico, il Ministero della Salute, esaminata la
documentazione, ha affermato che sussistono "le condizioni per qualificare
l’intervento come "medico-sanitario” con finalità di cura.”.
Sulla base delle precisazioni fornite dal Ministero della Salute, la scrivente
ritiene che le spese per l’intervento di "metoidioplastica” rientrino tra le spese
sanitarie detraibili ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR.
Per poter fruire della detrazione è necessario che dalla fattura del centro
accreditato presso cui è eseguita la prestazione sanitaria risulti la descrizione
della prestazione stessa. Le Direzioni regionali vigileranno affinché i principi enunciati e le

References: art. 11
 Art. 15
 sentenza 
 art. 31
 sentenza 
 art. 3