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Timestamp: 2020-03-30 15:27:47+00:00

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NORMATIVA - Sardafactoring - Dalla parte delle imprese
Legge 21 febbraio 1991 n° 52. Disciplina della cessione dei crediti di impresa
Art. 1 | Ambito di applicazione
Art. 2 | Albo delle imprese che esercitano l'attività di cessione dei crediti.
Art. 3 | Cessione di crediti futuri e di crediti di massa
Art. 4 | Garanzia di solvenza.
Art. 5 | Efficacia della cessione nei confronti dei terzi.
Art. 6 | Revocatoria fallimentare dei pagamenti del debitore ceduto
Art. 7 | Fallimento del cedente
1) La cessione di crediti pecuniari verso corrispettivo è disciplinata dalla presente legge, quando concorrono le seguenti condizioni:
i crediti ceduti sorgono da contratti stipulati dal cedente nell’esercizio dell’impresa
il cessionario è una società o un ente, pubblico o privato, avente personalità giuridica, il cui oggetto sociale preveda l’esercizio dell’attività di acquisto di crediti d’impresa e il cui capitale sociale, o il fondo di dotazione, non sia inferiore a Lit.
2) Resta salva l’applicazione delle norme del codice civile per le cessioni di credito prive dei requisiti di cui al comma 1.
Abrogato dal DLGS 385/93 che ha istituito l’Elenco Generale e Speciale dei Soggetti operanti nel Settore Finanziario (art. 106 e 107)
– agli altri aventi causa del cedente, il cui titolo di acquisto non sia stato reso efficace verso i terzi anteriormente alla data del pagamento
– al creditore del cedente, che abbia pignorato il credito dopo la data del pagamento
– al fallimento del cedente dichiarato dopo la data del pagamento, salvo quanto disposto dall’articolo 7, comma 1
E’ fatta salva per il cessionario la facoltà di rendere la cessione opponibile ai terzi nei modi previsti dal codice civile. E’ fatta salva l’efficacia liberatoria secondo le norme del codice civile dei pagamenti eseguiti dal debitore a terzi.
Il pagamento compiuto dal debitore ceduto al cessionario non è soggetto alla revocatoria prevista dall’articolo 67 del testo delle disposizioni sulla disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell’amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa, approvato con regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. Tuttavia tale azione può essere proposta nei confronti del cedente qualora il curatore trovi che egli conosceva lo stato di insolvenza del debitore ceduto alla data del pagamento al cessionario. E’ fatta salva la rivalsa del cedente verso il cessionario che abbia rinunciato alla garanzia prevista dall’articolo 4.
Il curatore del fallimento del cedente può recedere dalle cessioni stipulate dal cedente, limitatamente ai crediti non ancora sorti alla data della sentenza dichiarativa. In caso di recesso il curatore deve restituire al cessionario il corrispettivo pagato dal cessionario al cedente per le cessioni previste nel comma 2.
Capo V – della cessione dei crediti
Art. 1260 | Cedibilità dei crediti
Art. 1261 | Divieti di cessione
Art. 1262 | Documenti probatori del credito
Art. 1263 | Accessori del credito
Art. 1264 | Efficacia della cessione riguardo al debitore ceduto
Art. 1265 | Efficacia della cessione riguardo ai terzi
Art. 1266 | Obbligo di garanzia del cedente
Art. 1267 | Garanzia della solvenza del debitore
Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito (1198) anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge (323, 447, 1823). Le parti possono escludere la cedibilità del credito; ma il patto non è opponibile al cessionario, se non si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione.
I magistrati dell’ordine giudiziario, i funzionari delle cancellerie e segreterie giudiziarie, gli ufficiali giudiziari, gli avvocati, i patrocinatori e i notai non possono, neppure per interposta persona, rendersi cessionari di diritti sui quali è sorta contestazione davanti l’autorità giudiziaria di cui fanno parte o nella cui giurisdizione esercitano le loro funzioni, sotto pena di nullità e dei danni (1421 e seguenti, 2043). La disposizione del comma precedente non si applica alle cessioni di azioni ereditarie tra coeredi, ne a quelle fatte in pagamento di debiti o per difesa di beni posseduti dal cessionario.
La cessione ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi l’ha accettata o quando gli è stata notificata (967-2, 1248, 1407-1, 2914).Tuttavia, anche prima della notificazione, il debitore che paga al cedente non è liberato, se il cessionario prova che il debitore medesimo era a conoscenza dell’avvenuta cessione (1978, 2559).
Quando la cessione è a titolo oneroso, il cedente è tenuto a garantire l’esistenza del credito al tempo della cessione. La garanzia può essere esclusa per patto, ma il cedente resta sempre obbligato per il fatto proprio. Se la cessione è a titolo gratuito, la garanzia è dovuta solo nei casi e nei limiti in cui la legge pone a carico del donante la garanzia per l’evizione (797).
Il cedente non risponde della solvenza del debitore, salvo che ne abbia assunto la garanzia (2255). In questo caso egli risponde nei limiti di quanto ha ricevuto, deve inoltre corrispondere gli interessi, rimborsare le spese della cessione e quelle che il cessionario abbia sopportate per escutere il debitore, e risarcire il danno. Ogni patto diretto ad aggravare la responsabilità del cedente è senza effetto (1421 e seguente). Quando il cedente ha garantito la solvenza del debitore, la garanzia cessa, se la mancata realizzazione del credito per insolvenza del debitore è dipesa da negligenza del cessionario nell’iniziare o nel proseguire le istanze contro il debitore stesso (1198).

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7
 sentenza 

Art. 1260

Art. 1261

Art. 1262

Art. 1263

Art. 1264

Art. 1265

Art. 1266

Art. 1267