Source: http://spaziolavoro.blogspot.com/2014/03/
Timestamp: 2019-11-13 05:47:52+00:00

Document:
WORK - Che Lavoro!: marzo 2014
Termine di decadenza per l’impugnazione del licenziamento illegittimo (interpello 12/2014)
Link: http://www.dplmodena.it/interpelli/26-03-14inter_12-2014.html
La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n. 12 del 25 marzo 2014, ha risposto ad un quesito dell'Assotrasporti (Associazione Nazionale Sindacati dei Trasporti e dei Servizi), in merito all’interpretazione dell’art. 32, comma 4 lett. d), della Legge n. 183/2010.
In particolare si chiedono chiarimenti in ordine alla “estensione” del termine decadenziale di 60 giorni per l’impugnabilità del licenziamento e del termine di 180 giorni (termine così ridotto dal successivo art. 1, comma 38,Legge n. 92/2012) per il deposito del ricorso, ad “ogni altro caso in cui, compresa l’ipotesi prevista dall’art. 27 del D.L.vo n. 276/2003, si chieda la costituzione o l’accertamento di un rapporto di lavoro in capo ad un soggetto diverso dal titolare del contratto”.
Professione Consulente del Lavoro e abusivismo (CED, STP)
Segnalo la presenza sul sito dei Consulenti del Lavoro di una circolare che evidenzia alcune FAQ, su CED, STP e regolare esercizio della professione di Consulente del Lavoro.
Link: http://www.consulentidellavoro.it/files/PDF/2014/CNO/FAQ_CNO.pdf
Dichiarazione sostitutiva del dipendente prevale sul verbale ispettivo
Con sentenza n. 4899 pubblicata il 03/03/2014, la Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione interviene in merito alla valutazione della documentazione prodotta nell’ambito di un contenzioso a seguito di ispezione.
In particolare la Suprema Corte sentenzia che il verbale ispettivo dell’INPS può essere messo in discussione da una dichiarazione sostitutiva del dipendente, che attesti un orario diverso da quello riportato dagli ispettori dell’istituto.
Di conseguenza, l’onere della prova da parte dell’Istituto di previdenza rimane inadempiuto, in quanto, continua la Cassazione, la ritrattazione da parte del dipendente delle dichiarazioni rese durante l’accesso ispettivo, priva il verbale redatto dagli ispettori della sua valenza probatoria.
Pubblicato da Andrea Pessina a 10:16 Nessun commento:
Governo: pubblicato il Decreto Legge con le disposizioni urgenti del Jobs Act
http://www.dplmodena.it/21-03-14GovJobsAct.html
Il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2014, il Decreto Legge 20 marzo 2014, n. 34 contenente le "Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese".
Il Decreto entra in vigore il 21 marzo 2014.
Pubblichiamo, inoltre, i Decreti Legislativi n. 368/2001 (contratto a tempo determinato), n. 167/2011 (TU sull'apprendistato) e n. 276/2003 (c.d. Riforma Biagi), aggiornati con le modifiche apportate dal Decreto Legge n. 34/2014. Nei prossimi giorni forniremo gli approfondimenti per l'applicazione delle modifiche.
Link: http://www.dplmodena.it/14-03-14GovJobsAct.html
La delega ha lo scopo di assicurare un sistema di garanzia universale per tutti i lavoratori che preveda, in caso di disoccupazione involontaria, tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori, di razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale. Un sistema così delineato può consentire il coinvolgimento attivo di quanti sono espulsi dal mercato del lavoro o siano beneficiari di ammortizzatori sociali, semplificando le procedure amministrative e riducendo gli oneri non salariali del lavoro.
Pubblicato da Andrea Pessina a 10:13 Nessun commento:
Link: http://www.dplmodena.it/10-03-14CEG458-12.html#
Con la sentenza del 6 marzo 2014 - C-458/12 - la Corte Europea di Giustizia ha affrontato il tema della conformità alla Direttiva comunitaria della disposizione, contenuta nell’art. 2112 c.c., della cessione di ramo d’azienda inteso come funzionalmente autonomo di un’attività economica organizzata, identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento. La questione era stata proposta del Tribunale di Trento.
La risposta della Corte Europea è stata nel senso che nulla vieta, secondo l’ordinamento comunitario, a che gli Stati membri (nel caso di specie quello italiano) possano ritenere applicabile il regime del trasferimento di bramo di azienda a parti dell’attività produttiva che diventano autonome, sotto l’aspetto funzionale, al momento del passaggio.
Il giudice remittente aveva sollevato la questione del controllo del cedente sul cessionario che si manifesta sotto l’aspetto della committenza e sotto quello di una sorta di commistione dello stesso rischio d’impresa. In questo caso, la Corte ha affermato la mancanza di ostacoli nell’applicazione della Direttiva 2001/23, arrivando alla conclusione che la cessione dei rapporti di lavoro non è contraria alle norma comunitaria.
Per completezza di informazione si ritiene opportuno ricordare, per sommi capi, i principi relativi al trasferimento di azienda o parte di essa:
a) sotto l’aspetto operativo il trasferimento di azienda si concretizza in una modificazione soggettiva nei rapporti di lavoro (c.d. “successione a titolo particolare”;
b) la nozione di trasferimento, secondo la Direttiva 2001/23, riguarda una entità economica, intesa come insieme di mezzi organizzati, finalizzati allo svolgimento di un’attività essenziale od accessoria. Il riferimento all’attività sembra estendere l’ambito di applicazione della nozione di trasferimento. Il vecchio concetto della preesistenza appare superato dalla decisione della Corte Europea che ha confermato la legittimità della identificazione operata dalle parti all’atto del trasferimento ed introdotta nell’art. 2112 c.c., dal D.L.vo n. 276/2003;
c) il titolo del trasferimento è, indubbiamente, una cessione contrattuale che può realizzarsi sia con la vendita che con altre tipologie negoziali come, ad esempio, l’affitto, l’usufrutto o la fusione;
d) il trasferimento di ramo di azienda presuppone una articolazione funzionalmente autonoma ed organizzata (art. 2112 c.c., comma 5), secondo un concetto che appare ben più ampio. L’articolazione, una volta esternalizzata, ad esempio, può essere suscettibile di autonoma attività produttiva perché dotata di propri mezzi e non necessariamente, quindi, solo servizio accessorio del cedente (è il caso, di un servizio mensa, prima gestito all’interno). Il momento che conta è quello della identificazione della cessione fatta dalle parti all’atto del trasferimento, cosa che, indubbiamente, consente un maggior ambito di manovra;
e) la procedura di informazione e consultazione delle OOSS è prevista dai commi 1 e 2 dell’art. 47 della legge n. 428/1990. L’obbligo scaturisce dai limiti dimensionali dell’impresa (almeno 16 dipendenti): essi vanno calcolati sull’azienda nel suo complesso e non sul ramo. Per il computo vanno esclusi gli apprendisti, gli assunti provenienti dai lavori socialmente utili e quelli con contratto di inserimento (art. 20 della legge n. 223/1991). La comunicazione alle OOSS va effettuata almeno 25 giorni prima del trasferimento o del raggiungimento di un’intesa vincolante (i termini sono ridotti alla metà nel caso di imprese ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria – legge n. 39/2004, modificata dalla legge n. 166/2008). L’informazione deve riguardare la data del trasferimento, i motivi dello stesso, le conseguenze giuridiche, economiche e sociali riferite ai lavoratori e le eventuali misure previste per costoro. L’obbligo di informazione e consultazione c’è anche allorquando l’azienda o un ramo di essa viene acquisita da una società controllante. I destinatari della comunicazione sono le RSU o le RSA e le OOSS di categoria identificate sulla base del CCNL applicato. La violazione dell’obbligo di comunicazione costituisce condotta antisindacale censurabile ex art. 28 della legge n. 300/1970. Secondo un indirizzo della Suprema Corte (Cass., n. 23/2000), l’applicazione dell’art. 28 non incide sulla efficacia del negozio traslativo, non potendosi configurare il rispetto della procedura quale presupposto di legittimità del trasferimento. Tale tesi non ha trovato molti sostenitori in dottrina ma anche nelle sentenze di merito, laddove si è osservato che la mancata attivazione della procedura di consultazione legittima gli interessati a far valere l’inefficacia della cessione. Se le organizzazioni sindacali lo richiedono il cedente ed il cessionario debbono avviare un esame congiunto nei successivi 7 giorni dalla richiesta: la procedura si conclude in 10 giorni anche se non si raggiunge un accordo;
f) la continuazione del rapporto di lavoro viene assicurata esplicitamente dalla norma che, al comma 4 dell’art. 47 afferma che il trasferimento non costituisce di per sé motivo di licenziamento. Tralasciando una serie di questioni relative alla possibilità che l’alienante proceda alla risoluzione dei rapporti per cause diverse da quella della cessione, va ricordato come il dipendente passato possa dimettersi per giusta causa allorquando, nei tre mesi successivi al passaggio, si sia registrata una sostanziale modificazione “in peius” delle proprie condizioni di lavoro;
g) la continuazione del rapporto con il cessionario postula la conservazione di tutti i diritti derivanti dai contratti collettivi, anche aziendali, fino alla scadenza: la previsione della disposizione secondo la quale sotto l’aspetto contrattuale un CCNL può essere sostituito con un altro CCNL ha lo scopo di preservare i lavoratori rispetto ad un eventuale contratto aziendale peggiorativo;
h) la responsabilità solidale dell’acquirente si estende a tutti i crediti vantati e maturati dai lavoratori all’atto del trasferimento. La responsabilità è per i crediti contrattuali ma si estende anche alla contribuzione obbligatoria. L’alienante può essere liberato dalle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro attraverso una conciliazione avvenuta secondo le procedure degli articoli 410 cpc (commissione provinciale di conciliazione presso la DTL) e 411 cpc (sede sindacale);
i) il trasferimento di un’impresa in crisi viene trattato dall’art. 47 nel penultimo comma: si è, quindi, di fronte, ad esempio, ad una crisi aziendale, all’amministrazione straordinaria in caso di continuazione o mancata cessazione dell’attività, ad un concordato preventivo o ad una continuazione dell’attività con ristrutturazione del debito. Qualora l’attività sia cessata e sia intervenuto un accordo sindacale, l’art. 2112 c.c. non trova applicazione, fatte salve condizioni di miglior favore.
j) I lavoratori che non passano alle dipendenze hanno un diritto di precedenza di un anno, salvo termine maggiore stabilito negli accordi collettivi. Le eventuali modifiche peggiorative non sono rimesse alla decisione dell’imprenditore ma debbono essere frutto dell’accordo sindacale o di una pattuizione individuale (Cass., n. 4724/1999). Va ricordato come il rispetto del diritto di precedenza ex art. 47 abbia, di recente, assunto una specifica valenza nei confronti del datore di lavoro che volesse effettuare un’assunzione incentivata, non rispettandolo. L’art. 4, commi 10, 11 e 12 della legge n. 92/2012 afferma che il datore di lavoro non ha diritto al beneficio connesso con quella assunzione effettuata, in spregio al diritto di precedenza.
Pubblicato da Andrea Pessina a 10:05 Nessun commento:
Permessi Legge 104/1992 e fruizione ferie.
Link: http://www.consulentidellavoro.it/index.php/component/k2/item/837-licenziamento-per-chi-fa-vacanza-coi-permessi-della-legge-104
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 4984 del 4.3.2014, ha confermato la legittimità di un licenziamento dietro verifica di un’Agenzia investigativa su un lavoratore, da cui era emersa la fruizione dei permessi mensili, ex legge n. 104/1992, non per accudire il familiare ma per fruire di un weekend lungo con amici.
Pubblicato da Andrea Pessina a 02:23 Nessun commento:
Maxisanzione (circolare ministero - informativa CDL)
http://www.consulentidellavoro.it/index.php/component/k2/item/813-sanzioni-sul-lavoro-nero-e-sull-orario-ministero-interviene-sulle-novita
http://www.lavoro.gov.it/Strumenti/normativa/Documents/2014/20140304_Circ_5.pdf
Il Ministero del Lavoro con la circolare n. 5 del 4 marzo 14 fornisce indicazioni operative sulle sanzioni per il lavoro nero e violazioni dell’orario di lavoro, nonché tabelle per il calcolo (conversione in Legge n. 9/14, con modificazioni, del D.L. n. 145/13).
Posto che la consumazione dell'illecito coincide con la cessazione della condotta:
• violazioni commesse prima del 24.12.2013 applicabile pregressa disciplina (importi e diffida ex art. 13 del D.Lgs. n. 124/04);
• violazioni commesse dal 24.12.2013 e fino al 21.2.2014 compreso: applicazione sanzioni amministrative già previste dall'art. 3 del D.L. n. 12/02 aumentate del 30%, sia per la parte fissa, sia per la parte variabile e la procedura di diffida ex art. 13 del D.Lgs. n. 124/04;
• violazioni commesse del 22.2.2014: applicazione sanzioni amministrative già previste dall'art 3 del D.L. n. 12/2002 aumentate del 30%, sia per la parte fissa, sia per la parte variabile, ma non anche la procedura di diffida (art. 13 del D.Lgs. n. 124/04).
Il momento di consumazione dell’illecito coincide con la cessazione della condotta.
I nuovi importi per la revoca: € 1.950 in ipotesi di sospensione per lavoro irregolare e ad € 3.250 in ipotesi di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Si tratta di importi da applicare in relazione alle richieste di revoca del provvedimento effettuate dal 24.12.2013, anche se riferite a condotte poste in essere prima di tale data.
Le violazioni commesse sino al 23.12.2013 saranno soggette al pregresso regime sanzionatorio, mentre quelle commesse dopo il 23.12.2013 saranno soggette ad importi sanzionatori raddoppiati.
Ai fini della applicabilità delle nuove sanzioni raddoppiate e quindi della individuazione del momento di consumazione dei relativi illeciti, i periodi di riferimento (4 mesi per la durata media dell’orario di lavoro, 14 giorni per il riposo settimanale e 24 ore per il riposo giornaliero) devono ricadere interamente dopo il 24.12.2013. Questo perché costituiscono un elemento "strutturale" della fattispecie, indispensabile ai fini della verifica circa la realizzazione di una eventuale condotta illecita.
Pubblicato da Andrea Pessina a 01:58 Nessun commento:
Rimborsi da 730 si complicano.
http://www.arezzoweb.it/notizie/speciale.asp?idnotizia=144215
I rimborsi derivanti dai modelli 730 diventano più complicati: è l'effetto della legge di stabilità 2014 sui lavoratori che si avvalgono di questa modalità per effettuare la propria dichiarazione dei redditi.
Infatti è stato introdotto un sistema di controlli preventivi dei modelli 730, nelle ipotesi in cui le dichiarazioni presentino un rilevante saldo a credito per il contribuente, con lo scopo di evitare indebiti rimborsi Irpef sia da parte del sostituto d'imposta, sia da parte dell'agenzia delle Entrate.
In sintesi - a partire dalle dichiarazioni presentate nel 2014 - l'amministrazione finanziaria, entro sei mesi dalla scadenza dei termini previsti per la trasmissione del 730, ovvero, se successiva, dalla sua data di trasmissione, effettua controlli preventivi sull'effettiva spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia, nell'ipotesi in cui scaturisca un rimborso complessivamente superiore a euro 4.000, anche se determinato da precedenti dichiarazioni.
Se al termine della verifica preventiva il credito risulta dovuto, sarà cura delle Entrate erogare il rimborso al contribuente che ne ha diritto.
La disposizione descritta non riguarda soltanto i lavoratori interessati dal 730, ma anche i datori di lavoro nella loro veste di sostituti d'imposta: peraltro, su queste novità normative e sui risvolti operativi entrano in gioco anche i Consulenti del lavoro, chiamati a gestire questi adempimenti e a fornire alle aziende la consulenza in merito.
I lavoratori e i sostituti d'imposta devono quindi prestare particolare attenzione nel richiedere e nell'attribuire le detrazioni per carichi di famiglia: si ricorda che l'obbligo di presentare al datore di lavoro una nuova dichiarazione sussiste solo in caso di variazione dei dati precedentemente comunicati, ma deve essere tempestiva.
Il contribuente, per evitare di dover restituire all'erario importi non spettanti, deve tener conto - ad esempio - che la detrazione per il coniuge spetta a condizione che questi non sia legalmente ed effettivamente separato e che sia "a carico"; stesso discorso riguarda i figli a carico. Inoltre, la detrazione può essere ripartita nella misura del 50% fra i genitori oppure, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede il reddito complessivo con ammontare più elevato, non essendo più ammessa una diversa divisione.
INPS: deficit di bilancio
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/27/inps-corte-dei-conti-legge-di-stabilita-non-risanera-il-bilancio-in-rosso/896923/
I supremi giudici contabili, in un'audizione davanti alla commissione parlamentare, hanno parlato di un "alleggerimento del quadro", e prevedendo un buco di 4,5 miliardi
Pubblicato da Andrea Pessina a 09:30 Nessun commento:
Dati statistici: Disoccupazione
Link: http://www.linkiesta.it/unemployment-trends-2014
La disoccupazione in Italia nel 2013 ha raggiunto il 12,2% e continuerà ad aumentare fino al 2015 toccando il 12,7 per cento. La stima nel Rapporto Ilo sull'occupazione sottolinea che rispetto al 2007 (6,1%) nel nostro Paese la percentuale dei senza lavoro nel 2013 è raddoppiata. Nel mondo tra il 2007 e il 2013 si è passati dal 5,5% al 6% mentre in Europa e nelle economie sviluppate si è passati dal 5,8% del 2007 all'8,6% del 2013. «Nel corso del 2013, sono stati registrati segnali di ripresa economica nell’Unione europea e nelle economie avanzate.Tuttavia, i miglioramenti di produttività e competitività non sono ancora abbastanza forti per invertire la tendenza dell’esteso e crescente divario occupazionale: le condizioni del mercato del lavoro non hanno visto segnali di miglioramento nel corso del 2013. Pertanto la regione è caratterizzata da una ripresa delle attività, ma non dell’occupazione», si legge nel Rapporto.
Pubblicato da Andrea Pessina a 09:24 Nessun commento:
Jobs Act: la proposta sul lavoro di Matteo Renzi
Link: http://www.linkiesta.it/jobs-act-matteo-renzi
Partiamo da due premesse.
Una di metodo. Gli spunti che trovate in questa enews saranno inviati domani ai parlamentari, ai circoli, agli addetti ai lavori per chiedere osservazioni, critiche, integrazioni. Dunque non è un documento chiuso, ma aperto al lavoro di chiunque. Anche vostro.
Una di merito. Non sono i provvedimenti di legge che creano lavoro, ma gli imprenditori. La voglia di buttarsi, di investire, di innovare. L’Italia può farcela, ma deve uscire da questa situazione di bella addormentata nel bosco. Deve rompere l’incantesimo. Per farlo c’è bisogno di una visione per i prossimi anni e di piccoli interventi per i prossimi mesi.
Punto di partenza: l’Italia ha tutto per farcela. È un Paese che ha una forza straordinaria ma è stato gestito in questi anni da una classe dirigente mediocre che ha fatto leva sulla paura per non affrontare la realtà (straordinaria la pennellata di De Rita nella relazione Censis di quest’anno). Un cambiamento radicale è possibile partendo dall’assunto che il sistema Paese ha le risorse per essere leader in Europa e punto di attrazione nel mondo. E che la globalizzazione non è il nostro problema, ma la più grande opportunità per l’Italia. Un mondo piatto, sempre più numeroso e sempre più ricco, che ha fame di bello, quindi di Italia. A noi il compito di non sprecare questa possibilità; abbiamo già sprecato la crisi, adesso non possiamo sciupare anche la ripresa.
Ma l’Italia vive un paradosso. Per responsabilità (diffusa) della classe dirigente, abbiamo perso molto tempo. E i dati dell’Istat di oggi – che proiettano una disoccupazione giovanile ai record dal 1977 – sono una fotografia devastante. Bisogna correre, allora. Fermare l’emorragia dei posti di lavoro. E poi iniziare a risalire la china.
Il PD crede possibile che il JobsAct sia uno strumento per aiutare il Paese a ripartire.
Pubblicato da Andrea Pessina a 09:20 Nessun commento:
Termine di decadenza per l’impugnazione del licenz...
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Corte di Giustizia Europea: C-458/12 - cessione di...
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References: art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 art. 28
 art. 47
 sentenza 
 art. 13
 art. 13