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SUCCESSIONI E DONAZIONI | Diritto Civile Contemporaneo | Pagina 2
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Con la sentenza del 21 maggio 2014, Est. Cabitza, il Tribunale di Cagliari affronta il tema della legittimazione attiva ad esperire l’azione di simulazione da parte dei legittimari che lamentino una lesione ai propri diritti ante mortem del disponente. Continua a leggere→
Il legittimario può agire, prima della morte del disponente, per l’accertamento giudiziale della simulazione dell’atto che dissimuli una donazione
Con la sentenza del 21.5.2014, Est. Cabitza, il Tribunale di Cagliari si è pronunciato in tema di legittimazione attiva riguarda all’azione di simulazione dei legittimari che lamentino una lesione ai propri diritti derivante da atti – nella specie un contratto atipico oneroso dissimulante una donazione – compiuti dal de cuius prima della morte. Continua a leggere→
Questo articolo è stato pubblicato in SIMULAZIONE, SUCCESSIONI E DONAZIONI il 6 maggio 2015 da diritto civile contemporaneo.
“Institutio ex re certa” o legato?
di GABRIELE LA MALFA RIBOLLA e MARINA MINASOLA, Avvocati
La sentenza 10 marzo 2014 della seconda sezione civile del Tribunale di Palermo Giud. Nozzetti, offre significativi spunti di riflessione in merito all’individuazione, tutt’altro che agevole, del discrimen tra istituzione di erede e legato nell’ipotesi di assegnazione di beni determinati da parte del testatore.
Nella fattispecie sottoposta all’attenzione del Tribunale di Palermo, veniva in rilievo una scheda testamentaria mediante cui la testatrice aveva inteso distribuire il suo intero patrimonio tra il marito, la sorella ed i sette nipoti.
In particolare, la controversia aveva ad oggetto la sussistenza o meno della qualità di erede in capo ad una delle nipoti, la quale, precettata del pagamento di un debito relativo ad una condanna alle spese legali della de cuius, aveva presentato opposizione al suddetto atto di precetto affermando la propria qualità di mera legataria. La nipote negava inoltre la propria qualità di erede legittima, evidenziando come al momento dell’apertura della successione fosse ancora in vita il coniuge della dante causa, e, in via subordinata, affermava di non aver mai accettato né espressamente né tacitamente l’eredità.
Questo articolo è stato pubblicato in SUCCESSIONI E DONAZIONI il 6 marzo 2015 da diritto civile contemporaneo.
L’avvocato può autenticare la sottoscrizione degli atti di vendita o donazione di immobili ad uso non abitativo (art. 29 DDL “Concorrenza” del 20 febbraio 2015)
L’art. 29 del DDL “Concorrenza” approvato dal Consiglio dei Ministri n. 51 il 20 febbraio 2015 così recita:
Articolo 29. (Semplificazione del passaggio di proprietà di beni immobili ad uso non abitativo)1.
“1. In tutti i casi nei quali per gli atti e le dichiarazioni aventi ad oggetto la cessione o la donazione di beni immobili adibiti ad uso non abitativo, come individuati dall’articolo 812 del codice civile, di valore catastale non superiore a 100.000 euro, ovvero aventi ad oggetto la costituzione o la modificazione di diritti sui medesimi beni, è necessaria l’autenticazione della relativa sottoscrizione, essa può essere effettuata dagli avvocati abilitati al patrocinio, muniti di polizza assicurativa pari almeno al valore del bene dichiarato nell’atto.
2. Le visure ipotecarie e catastali per la redazione degli atti e delle dichiarazioni di cui al comma 1 nonché le comunicazioni dell’avvenuta sottoscrizione degli stessi agli uffici competenti sono a carico della parte acquirente, donataria o mutuataria.”
In realtà, come è noto, a differenza della vendita, la forma della donazione di immobili (e di beni mobili di non modico valore) è quella dell’atto pubblico (art. 782 c.c.), per cui non esistono casi nei quali per atti di donazione è “necessaria” (cioè sufficiente) l’autenticazione della sottoscrizione, posto che la forma della donazione non può essere la mera scrittura privata autenticata, ma soltanto l’atto pubblico.
E tuttavia, pare, da quanto emerge da dichiarazioni informali del governo più che dalla lettera della norma citata, che la stessa intenda escludere proprio il requisito di forma dell’atto pubblico per la donazione, quando quest’ultima abbia ad oggetto un immobile ad uso non abitativo: in altre parole, verrebbe meno la necessaria redazione del documento da parte di un notaio ex art. 2699 c.c.
Sicchè, per un verso, queste donazioni potrebbero avere la forma della scrittura privata autenticata (l’autenticazione consiste nell’attestazione da parte del pubblico ufficiale che la scrittura è stata apposta in sua presenza, previo accertamento della identità del sottoscrivente: art. 2703 c.c.); per altro verso, l’autenticazione potrebbe essere effettuata anche da un avvocato.
A questo punto, ove l’art. 29 del DDL Concorrenza dovesse divenire legge, con buona pace della sicurezza del traffico giuridico e dell’inevitabile contenzioso, verrebbe svuotata di contenuto la disposizione normativa di cui all’art 782 c.c. secondo cui “La donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità”. La stessa sarebbe implicitamente abrogata nella parte in cui prevede l’atto pubblico (anche) per le donazioni di beni immobili ad uso non abitativo.
Cfr. LIBERTINI, Il d.d.l. sulla concorrenza 2015 e le professioni intellettuali, in Federalismi.it 25 febbraio 2015
Questo articolo è stato pubblicato in SUCCESSIONI E DONAZIONI il 21 febbraio 2015 da diritto civile contemporaneo.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Articolo 29
 art. 2699
 art. 2703