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Timestamp: 2017-01-17 13:01:17+00:00

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1 Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri LA NOTA Monitoraggio sulla legislazione, la giurisprudenza, le disposizioni fiscali e previdenziali, gli indicatori economici attinenti la professione degli ingegneri 1 15 aprile 2008 Roma, aprile 20082 1 15 APRILE 2008 Riforma degli ordini professionali Promossi in tre: geometri, periti industriali e psicologi. Bocciati, benché in via transitoria, in 11, in particolare architetti e ingegneri, avvocati e geologi. Non hanno ancora aperto appieno nei loro codici deontologici, le porte alla pubblicità, specie comparativa (solo i geometri la prevedono); e non hanno ancora abbassato le tariffe consentendo di scendere sotto la soglia minima, come la Legge Bersani impone. A più di un anno dalla data ultima consentita per l'applicazione, il primo gennaio 2007, della legge Bersani 248 sulle liberalizzazioni, è questo il primo verdetto, parziale, dell'antitrust sugli Ordini professionali. «A oggi, si sono adeguati alla legge meno del 30% dei 14 ordini professionali e collegi esaminati - dice Giuseppe Galasso, responsabile Direzione industria e servizi dell'autorità guidata da Antonio Catricalà, anticipando i risultati parziali dell'indagine conoscitiva avviata nel gennaio 2007 che dovrebbe essere chiusa per giugno - Permane una concorrenza insufficiente in relazione ai punti essenziali dell'esercizio delle professioni. I prezzi delle prestazioni sono ancora legati a parametri definiti e si nota una chiusura alla modernizzazione organizzativa». Le accuse lanciate da Antonio Catricalà all immobilismo e alla resistenza ai cambiamenti culturali di categorie come avvocati, ingegneri e architetti hanno scatenato dure reazioni dagli Ordini. Da ultimo, hanno preso parola gli ingegneri guidati da Paolo Stefanelli, che ha definito le affermazioni del garante completamente estranee alla realtà professionale degli ingegneri italiani che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo tecnologico ed economico e nella competitività del nostro paese. Sullo stesso tema, Italia Oggi di martedì 15 aprile, pubblica una intervista, sempre, a Paolo Stefanelli dal titolo Ingegneri, nessuna barriera all accesso. La Commissione europea stringe il cerchio e aumenta la pressione sull'italia, affinché faccia cadere i tetti sulle tariffe massime imposte agli avvocati. Il commissario al Mercato interno, Charlie McCreevy ha inviato un parere motivato a Roma, secondo stadio della procedura d'infrazione, per l'esistenza di tariffe forensi massime obbligatorie anche in campi, come il diritto commerciale o societario, nei quali non sono giustificate dall'esigenza di garantire il diritto dei cittadini alla difesa. Se l'italia non farà cadere i tetti esistenti entro due mesi, scatterà il deferimento alla Corte di Giustizia europea. L'intervento di Bruxelles, avviato con una lettera dimessa in 23 mora anticipata dal Sole 24 Ore del 23 marzo scorso, è volto soprattutto a eliminare vincoli ingiustificati all'attività sul mercato italiano di grandi studi legali stranieri. E a tutelare perciò anche il diritto di imprese o professionisti italiani di rivolgersi a law firms di altri Paesi europei, qualora lo ritengano più opportuno a prescindere dagli alti onorari. Sempre sul tema delle tariffe si segnala l articolo pubblicato dal Financial Times il 18 aprile dal titolo Uno studio legale britannico criticato per una tariffa da 6,2 milioni di euro. Il divieto di pubblicità per i professionisti non è una violazione della normativa comunitaria antitrust. A condizione che sia fissato dallo Stato e non da operatori privati o da associazioni d'imprese. Con la sentenza depositata il 13 marzo scorso (causa C-446/85), la Corte di giustizia delle Comunità europee "blinda" le leggi interne che limitano la pubblicità ai liberi professionisti e applica, per la prima volta anche in questo settore, il principio affermato in diverse sentenze, nelle quali la Corte ha riconosciuto, con riferimento alle tariffe minime e massime, che non c'è una violazione delle regole di concorrenza se interviene un organo dello Stato a stabilire le tariffe per le prestazioni professionali. L'intervento statale e il carattere pubblico della normativa mettono al riparo anche le restrizioni in materia di pubblicità perché, chiarisce la Corte di giustizia, non si può equiparare una legge a una decisione di un'associazione di imprese o a una pratica concordata, queste sì vietate dal diritto comunitario, in grado di falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune. 34 1 15 APRILE 2008 Legislazione sui lavori pubblici, appalti e opere pubbliche, SOA, edilizia e urbanistica, Norme tecniche per le costruzioni, sicurezza sul lavoro, incarichi pubblica amministrazione, previdenza professionisti, studi di settore, ricerca e innovazione, mercato del lavoro, formazione continua avvocati Per quanto riguarda la legislazione sui lavori pubblici: la disciplina sulla responsabilità solidale delle aziende in regime di appalto e/o subappalto, delineata dal Dl 223/06, sta per diventare operativa. Infatti, il decreto 25 febbraio che regolamenta i controlli dell'appaltatore sul subappaltatore è stato firmato dai ministri dell'economia e del Lavoro: la disciplina entrerà in vigore 60 giorni dopo la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale». Il decreto muove dall'articolo 35, commi da 28 a 33 del Dl 223/06 (convertito dalla legge 248/06), che ha modificato la materia degli appalti e subappalti. Le novità riguardano: la responsabilità solidale per il versamento di ritenute fiscali sui redditi da lavoro dipendente e di premi assicurativi (oltre ai contributi previdenziali, già previsti da norme precedenti); la possibilità di interrompere la responsabilità solidale sulle ritenute contributive e fiscali nell'ipotesi in cui vengano effettuati particolari controlli da parte dell'appaltatore. La norma non vale per il committente, che può essere destinatario solo di una sanzione amministrativa. Il decreto 25 febbraio definisce, appunto, i controlli per interrompere la responsabilità solidale; c è ancora incertezza in Campania sulla disciplina che regola gli appalti, i servizi e le forniture, cioè la legge regionale 3/2007. La Regione brancola nel buio dopo che il Consiglio dei ministri ha deciso, il 19 marzo scorso, di impugnare di fronte alla Corte costituzionale alcune delle norme di modifica del testo unico campano, contenute nell'articolo 27 della legge regionale 45 1/2008. «Allo stato non c'è ancora alcuna decisione su come procedere - spiega Maria Buono, dirigente del settore legislativo e dell'osservatorio pronunce giurisdizionali in materia legislativa della Campania». «Stiamo valutando la fondatezza dell'impugnativa del- Governo» - prosegue Due i percorsi possibili. Il primo è di predisporre un disegno di legge che modifichi le norme contestate, da portare in Consiglio regionale per l'approvazione e, nell'attesa, comunicare al Governo che questa è la strada intrapresa. L'alternativa è di insistere nel giudizio facendo opposizione all'impugnativa ; nel campo dei lavori pubblici la società di progetto che sia aggiudicataria di un appalto concesso in project financing, anche se fa eseguire i lavori dai soci o da terzi tramite un consorzio ad hoc, non è soggetta al regime del cosiddetto reverse charge. Questo è l'indirizzo e- mergente dalla recente risoluzione ministeriale del 18 marzo 2008, n. 101/E, dell'agenzia delle entrate, direzione normativa e contenzioso, che in risposta all'interpello presentato da una società di progetto, aggiudicataria di un contratto di concessione avente a oggetto la progettazione e l'esecuzione dei lavori di completamento di un complesso ospedaliero, ha escluso tale fattispecie dall'applicazione dell'articolo 17, comma 6, lettera a, del dpr 26 ottobre 1972, n. 633, che impone appunto il meccanismo dell'inversione contabile; l'elaborazione del piano paesaggistico dovrà essere il frutto di un lavoro comune, di una concertazione, o meglio di una copianificazione tra lo Stato e la singola Regione. Ma l'ultima parola spetta sempre allo Stato. Lo ha detto a chiare lettere la Corte costituzionale nella sentenza 367/2007 e lo ha chiaramente recepito anche il nuovo Codice Urbani, giunto alla sua terza riscrittura, nelle modifiche alla parte terza; in una gara di appalto le referenze del concorrente non possono essere valutate in sede di offerta. È quanto ha 56 stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza della quinta sezione del 4 marzo 2008 n. 912 in una vicenda in cui una stazione appaltante aveva previsto, fra gli e- lementi di valutazione delle offerte di un appalto da aggiudicare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, alcuni elementi che facevano riferimento a profili che il ricorrente aveva ritenuto di carattere soggettivo e non oggettivo. Per quanto riguarda gli appalti e le opere pubbliche: per realizzare un'opera pubblica di valore superiore ai 50 milioni di euro nel settore dei trasporti ci vogliono in Italia mediamente giorni, quasi 11 anni (10 anni, 9 mesi e 15 giorni). Per la progettazione se ne vanno in media giorni (3 anni e 4 mesi), per l'appalto (gara e aggiudicazione) 365 giorni (un anno preciso), mentre per realizzare materialmente l'opera occorrono giorni, sei anni e mezzo. I tempi migliorano invece per le opere medie, 7 anni, due mesi e 15 giorni per quelle tra 10 e 50 milioni di euro, e per quelle piccole, 4 anni e mezzo per quelle tra 5 e 10 milioni. Per quasi tutte, comunque, emerge una pressoché sistematico sforamento delle previsioni temporali iniziali, in media del 30-40%. I dati emergono dallo studio «I tempi di attuazione delle opere pubbliche» elaborato dal Dipartimento politiche di sviluppo (Dps) del Ministero dello Sviluppo Economico. È la prima volta che lo studio viene realizzato dal Dipartimento sviluppo (che fino a metà 2007 faceva capo al ministero dell'economia), e soprattutto è la prima volta che un'indagine sulle opere pubbliche riguarda 14 mila casi e non un campione ristretto è la Spagna il paese europeo che ha raggiunto negli ultimi 10 anni performance straordinarie nella costruzione di opere pubbliche. In 36 mesi sono stati realizzati 56 km della linea Metrosud della metropolitana di Madrid, con 8 stazioni di interscambio e 28 stazioni ordinarie. La Germania non è da meno, così come Francia 67 e Gran Bretagna. Sono la completezza e la precisione della progettazione, la rapidità e l efficienza nella esecuzione dei lavori, a connotare il successo di questi paesi, come dimostra anche uno studio pubblicato dall Oice, curato da Claudio Rangone e Daniel Raccah; dal 2004 ad oggi i costi delle reti di trasporto transeuropee (Ten), perlomeno per quanto riguarda i 30 progetti prioritari, sono lievitati mediamente dell'11,6% passando da 340 a 379 miliardi di euro. Rispetto alle tabelle di marcia originarie, i tempi di realizzazione si sono allungati del 21%. «Sono aumenti fisiologici e non patologici, riflettono la fase di maturazione dei progetti» commenta Paolo Costa, il presidente della commissione Trasporti dell'europarlamento; primo trimestre del 2008 positivo per il valore delle gare di ingegneria e architettura, che però calano del 30% nel loro numero rispetto al pruno trimestre del 2007 e registrano ribassi sempre maggiori; preoccupazioni dell'oice, l'associazione delle società di ingegneria e architettura, per l'incertezza normativa dovuta al mancato varo del regolamento del Codice e alla procedura di infrazione della Commissione europea. E quanto si desume dai dati diffusi ieri dall'osservatorio Oice/Informatel di marzo, che evidenzia un confronto con il primo trimestre 2007 positivo per il valore complessivo posto a base d'asta pari al 34,5%, ma con un calo del numero dei bandi del 29,4%; più risorse alle infrastrutture, per colmare il gap con la media europea. Procedure più snelle per approvare le opere. Un fisco più orientato allo sviluppo nel settore dell'edilizia. Ma anche nuovi meccanismi per premiare le imprese "virtuose" nei lavori pubblici e per favorirne la crescita dimensionale. Con un ricco elenco di temi e proposte l'associazione dei costruttori edili (Ance) si è presentata al candidato premier del Pd, Walter Veltroni, per un faccia a faccia, pubblico, con i vertici associativi, nella sede nazionale di Roma. Poi è stata la vol- 78 ta del candidato del Pdl, Silvio Berlusconi, seguito da Pierferdinando Casini, candidato dell'udc. È la prima volta che l'ance riesce a mettere uno dietro l'altro i principali candidati premier alle politiche. Un'occasione dovuta sia al peso oggettivo dell'edilizia (150 miliardi di euro), sia al rilievo che infrastrutture e politiche per la casa rivestono nei programmi elettorali. L'Ance fa notare che nel periodo l'italia ha investito nelle infrastrutture circa un punto di Pil in meno della media europea, il 2% contro il 2,9%. Ciò significa - spiega l'ance - che «il nostro Paese, solo per allinearsi, avrebbe dovuto investire circa 12 miliardi di euro in più all'anno negli ultimi dieci anni, rispetto a quanto realmente speso» (circa 27 miliardi l'anno). L'associazione propone allora di «destinare maggiori risorse alle infrastrutture», comprimendo la spesa corrente nel bilancio pubblico. Si propone anche di trovare una nuova procedura che valorizzi il project financing, dopo l'abolizione della prelazione al promotore. Per quanto riguarda le Soa: un organismo di attestazione Soa può anche svolgere attività di certificazione della qualità aziendale, senza che ciò leda la sua indipendenza di giudizio. È quanto afferma il Tar del Lazio, sezione terza, con la sentenza 21 marzo 2008, n che annulla il provvedimento dell'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici con il quale un anno fa, precisamente il 3 aprile 2007, era stato disposto il divieto per la Soa Rina spa. (partecipata al 99% da Rina spa, società che a sua volta svolge attività di certificazione della qualità aziendale) di e- sercizio congiunto delle attività di certificazione e attestazione nei confronti della stessa impresa (di costruzioni). Per quanto concerne edilizia ed urbanistica: le norme urbanistiche regionali varate prima del Testo Unico edilizia del 2001 e confliggenti con lo stesso Te- 89 sto unico, cedono il passo alla norma nazionale, ritenuta prevalente dall'adunanza plenaria del Consiglio di Stato che si è espressa con la decisione n. 2 depositata il 7 aprile. Sentenza che lascia aperti margini di discussione per quanto concerne le disposizioni regionali approvate successivamente al Dpr 380 del Sul punto il massimo consesso di Palazzo Spada ha preferito non esprimersi, ma non ha avuto dubbi sulla sorte della legge della Regione Lazio n. 24 del 1977, che prevedeva una validità quinquennale per le misure di salvaguardia, mentre il Testo unico edilizia fissa un termine triennale. Il contenzioso si era instaurato tra il Comune di Roma e una società di costruzioni che il 23 marzo 2006, tre anni e tre giorni dopo l'adozione del piano regolatore, aveva presentato una richiesta di permesso di costruire. Per quanto riguarda le Norme tecniche per le costruzioni: Italia Oggi di sabato 12 aprile 2008 ha pubblicato una lettera di Pietro Antonio de Paola, presidente del Consiglio nazionale dei geologi dal titolo Sicurezza a rischio con le nuove Norme tecniche. Nell intervento si illustrano le ragioni che hanno portato il Consiglio nazionale dei geologi nella seduta del 26 marzo 2008 ad impugnare dinanzi al competente Tar del Lazio, il D.m Norme tecniche per le costruzioni. Secondo i geologi le Norme tecniche hanno omesso, in più parti, fondamentali attività conoscitive delle caratteristiche geologiche delle aree interessate dalla costruzione di opere di ingegneria civile; dette conoscenze, che afferiscono la professionalità geologica, sono invece contemplate, sempre secondo i geologi, in tutte le altre precedenti normative tecniche. Tali omissioni assumono carattere di rilevante gravità, non solo per la categoria professionale dei geologi, in quanto estromessa da taluni ambiti della progettazione, sia pubblica che privata, ma anche per gli stessi progettisti, in quanto resi privi delle specifiche, fondamentali e insostituibili acquisizioni geologico-tecnico ambientali, con evidenti pregiudizi e danni degli interessi dell'intera collettività sotto il triplice profilo, economico, 910 della sicurezza e delle risorse naturali e ambientali. I citati pregiudizi economici e di sicurezza connessi con l'applicazione del testo delle nuove «Norme tecniche per le costruzioni», pubblicato sulla G.U. n. 29 del , derivano, secondo i geologi, anche da sostanziali difformità tra detto testo e quello approvato dall'assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori con voto 74 reso nelle adunanze dei 13 e 27 luglio Le difformità rilevate tra i due testi sono oltre 220, di cui 70 sono modifiche sostanziali e significative (modifiche di parametri quantitativi afferenti strutture, verifiche, sicurezza), oltre 90 riguardano modifiche del testo e le restanti 60 circa sono modifiche redazionali e di ortografia. Tutte le sopra accennate modificazioni risultano apportate in fase di emanazione dal ministero delle Infrastrutture e, quindi, in patente violazione di legge ed eccesso di potere, da organo diverso da quello preposto dall'ordinamento per la redazione delle «Norme tecniche», quale l'assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici, avente in sè le competenze scientifico-professionali adeguate e congrue per tale redazione. Inoltre, la difformità sostanziale tra il testo approvato dall'assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori e quello pubblicato sulla G.U. n. 29 del comporta, secondo i geologi, anche gravi ed insanabili vizi di adozione dei provvedimento che invalidano lo stesso in toto inficiandolo di illegittimità radicale ed assoluta. Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro: il Testo unico per la sicurezza e la salute sul lavoro taglia il traguardo. Il Consiglio dei ministri ha, infatti, approvato in via definitiva, il 1 aprile, il decreto legislativo che dà attuazione alla delega prevista dalla legge n. 123 del 2007 e che riordina, in parte innovandola anche profondamente, la legislazione in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro. A partire dal campo di applicazione: non più solo lavoratori dipendenti, ma anche autonomi e parasubordinati beneficeranno delle misure antinfortunistiche, in quale settore pubblico o privato prestino la loro attività. Modalità speciali 1011 potranno essere individuate per l'applicazione della disciplina in alcuni settori della pubblica amministrazione (per esempio, forze di polizia, scuole e università o volontariato), così come regole ad hoc sono previste per alcune categorie di lavoratori. Per esempio, nei confronti dei collaboratori a progetto le misure di tutela si applicano quando la prestazione è svolta nei luoghi di lavoro del committente, mentre nel caso di lavoro accessorio non valgono per i piccoli lavori domestici a carattere straordinario. Sui datori di lavoro, come già previsto dal Dlgs n. 626/94, incombe l'obbligo di effettuare la valutazione dei rischi (il Testo unico concede tre mesi di tempo per adeguarsi alle nuove regole), a- dottare tutti i provvedimenti necessari per la loro eliminazione o riduzione, informare e formare i lavoratori; con il nuovo Testo unico della sicurezza cambiano i corsi per i coordinatori della sicurezza. La versione dei provvedimento varata lo scorso 1 aprile dal Consiglio dei ministri uniforma i percorsi formativi istituiti dall'articolo 10 del Dlgs 494/1996 e supplisce, quindi, al divario in termini di preparazione che scaturiva dalla difformità dei corsi precedenti. Se il monte ore complessivo risulta invariato, nell'allegato XIV al Testo u- nico vengono elencate con grande rigore, soprattutto rispetto alle scarne disposizioni della «494», le materie che saranno oggetto di insegnamento. Tra le innovazioni c'è l'introduzione dell'obbligo di svolgere attività pratica. In particolare, le 120 ore totali vengono distinte in 96 da dedicare alla teoria e le restanti 24 da impiegare in esercitazioni. Ma la novità principale è l'arrivo della verifica finale e dell'obbligo di aggiornamento quinquennale di 40 ore, che, secondo l'interpretazione corrente e in attesa di un chiarimento da parte del ministero del Lavoro, dovrebbe essere esteso anche ai coordinatori già abilitati. Per quanto riguarda gli incarichi professionali nella pubblica amministrazione: 1112 i1 requisito della comprovata specializzazione universitaria non vincola gli enti di ricerca nel conferimento di incarichi. Questo perché l'articolo 51, comma 6 della legge n.449/1997 che detta regole specifiche per gli a- tenei e gli istituti di ricerca, prevale sulla norma di carattere generale contenuta nell'articolo 7, comma 6, del Testo unico sul pubblico impiego (Dlgs n.165/2001) così come modificato dalla Finanziaria Questa deroga però non esonera gli enti dal rispetto di tutti gli altri principi rigorosi imposti dalla manovra di bilancio. Su tutti l'obbligo di utilizzare e rendere pubbliche procedure comparative per il conferimento delle collaborazioni. Con il parere n.28/2008, dell 8 aprile 2008, firmato dal direttore dell'ufficio personale della pubblica amministrazione Francesco Verbaro, il dipartimento della Funzione pubblica è nuovamente tornato sulla spinosa questione dei requisiti per gli incarichi, ribadendo quanto già affermato nella circolare n.2 dell'11 marzo scorso e nel parere n.24 del 31 marzo. E cioè che nei settori disciplinati da leggi speciali (si pensi ai tanti giornalisti che lavorano nella p.a. e negli enti locali, ma anche, appunto, alle università e agli enti di ricerca) le amministrazioni non sono obbligate ad affidare collaborazioni (occasionali o coordinate e continuative), con contratti di lavoro autonomo, necessariamente a esperti di comprovata esperienza universitaria. Per quanto riguarda la previdenza professionisti: ora il documento di riordino della previdenza privata può essere considerato veramente un punto di partenza tecnico per la maggioranza che prenderà le redini del governo il 15 aprile. Così la soddisfazione di Maurizio De Tilla, presidente dell'associazione che riunisce le Casse dei professionisti (Adepp), dopo la condivisione di un memorandum che fornisce una serie di indicazioni per un modello di Welfare professionale che ne rispetti a pieno le peculiarità delle casse. Il documento che esce a doppia firma, Adepp e Ministero del 1213 lavoro, è stato spedito anche al Ministero dell'economia per ottenerne l'adesione. Il memorandum riconosce, in modo chiaro e definitivo, la natura privata degli enti previdenziali, tracciandone il loro profilo di autonomia: lo Stato assume a tutti gli effetti il ruolo di regolatore e non di gestore o erogatore diretto dei servizi previdenziali. In concreto questo significherà che le circolari e gli atti ministeriali, adattandosi a questo nuovo principio, fisseranno regole compatibili e gli organi pubblici eserciteranno una funzione unicamente di controllo. Le Casse saranno escluse dall'elenco Istat delle amministrazioni pubbliche con la probabile istituzione di una sezione a parte. In concreto, questo significa autonomia gestionale e normativa nel concorrere a svolgere bene il ruolo di sistema previdenziale a vantaggio dei professionisti. Per quanto riguarda gli studi di settore: una nuova mappa territoriale, indicatori di normalità economica specifici per studio di settore, correttivi congiunturali per i settori manifatturieri in difficoltà. Sono queste le principali novità contenute nei decreti del 6 marzo 2008 del ministero dell'economia (pubblicati in supplemento straordinario alla «Gazzetta Ufficiale» n. 76 del 31 marzo 2008 ) con i quali sono stati varati i "misuratori" di congruità e coerenza dei dati indicati dai contribuenti alle prese con la tornata dichiarativa del 2008 sull'anno di imposta Nel questionario di quest'anno è stata prevista, poi, una complessiva semplificazione dei dati rilevanti che i contribuenti sono chiamati a indicare ai fini dell'applicazione degli studi. Quella fornita con Gerico 2008 è una mappa dell'italia completamente rinnovata, con molti cambiamenti a favore dei contribuenti con la revisione al ribasso dell'indice di ricchezza di molti comuni. Per quanto riguarda la ricerca e l innovazione: 1314 pochi soldi in più, ma subito, e ben mirati. Bastano 100 milioni di euro l'anno al Cnr, 500 «al complesso della ricerca italiana». Per avviare il riscatto, frenare la fuga dei cervelli «che continuano i vincere i concorsi internazionali, un po' perché sono costretti ad andarsene, ma soprattutto perché sono bravi». Non serve molto per il rilancio della dissanguata ricerca italiana. «Diamo un segnale. I risultati verranno. Poi rafforzeremo la strategia». Questo è quanto richiesto al Governo che verrà da parte di Luciano Maiani, neopresidente del Cnr e già direttore del Cern. Per quanto concerne il mercato del lavoro: tempi brevi per l'arrivo della blue card europea, il superpermesso per immigrati laureati o specializzati assunti da imprese comunitarie disposte a pagare loro stipendi almeno tripli rispetto a quanto percepito nel paese d origine. L iter di approvazione della direttiva in materia procede infatti spedito, e il provvedimento, proposto dalla Commissione nell'ottobre dello scorso anno, dovrebbe essere approvato entro il 2008 dal Parlamento di Strasburgo. La versione europea della green card americana riguarderà in particolare quattro categorie di lavoratori da privilegiare sia per l'ingresso che per l'integrazione: i lavoratori "altamente qualificati", che avranno diritto per primi alla blue card, i lavoratori stagionali e gli stagisti remunerati, seguiti infine dai lavoratori distaccati all'estero. L'ambizione dichiarata dell'unione europea è quella di correggere la tendenza che oggi fa preferire ai "cervelli" dei paesi in via di sviluppo le offerte più allettanti di Stati Uniti, Canada e Australia. A oggi gli immigrati altamente qualificati dell'unione europea, a cominciare dagli ingegneri, non superano lo 0,9% dei lavoratori, contro il 3,5% degli Stati Uniti, il 7,3% del Canada e il 9,9% dell'australia. Per quanto riguarda la formazione continua degli avvocati: 1415 oltre duemila avvocati a lezione di diritti fondamentali per garantirne una adeguata difesa soprattutto presso le Corti europee, imparando regole e procedure. Si apre a Roma il III congresso di aggiornamento forense, con il quale il Consiglio nazionale forense inaugura il sistema della formazione continua degli avvocati. «L'Europa offre sempre maggiori spazi professionali agli avvocati- spiega il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa - per perorare le cause dei loro assistiti. Basti pensare alla possibilità di presentare ricorsi diretti alla Corte europea dei diritti dell'uomo, che continua a condannare l'italia per la lungaggine dei processi»; boccata d'ossigeno per il Consiglio nazionale forense, che strappa una parziale vittoria davanti al Tar Lazio sul regolamento per la formazione continua. Che continua a restare in vigore malgrado sia stata presentata una richiesta di sospensiva da parte di alcuni legali che ne contestano l'impianto e hanno presentato un ricorso per l'annullamento degli atti di adozione del provvedimento. Il presidente del Tar Lazio, che ha preso atto di una successiva richiesta della difesa degli stessi ricorrenti, ha ritenuto di riunire al merito l'istanza cautelare e ha anticipato che la trattazione verrà presumibilmente fissata non prima del 2009, senza però indicare ancora una data precisa. Resta così operativo l'obbligo deontologico per tutti gli avvocati iscritti all'albo di mantenere e migliorare la propria preparazione professionale, curandone l'aggiornamento e partecipando alle attività di formazione professionale. Ogni avvocato dovrà partecipare agli eventi di formazione conseguendo nel corso del triennio almeno 90 crediti formativi (di cui almeno 20 in ogni singolo anno) che saranno attribuiti nel numero di uno per ciascuna ora di partecipazione (con limite massimo di 24 crediti per ciascun evento formativo). Le materie sono libere, ma ogni legale deve assicurare almeno 15 crediti formativi nel triennio dedicati ad avvenimenti con oggetto l'ordinamento professionale, previdenziale e la deontologia. 15 Documenti analoghi
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