Source: http://www.informare.it/news/gennews/2012/20121367-governo-impugna-legge-FriuliVG-portualita-regionale.asp
Timestamp: 2018-02-19 03:54:01+00:00

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inforMARE - Notizie - Il governo impugna la legge del Friuli Venezia Gulia sulla portualità regionale
19 febbraio 2018 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 04.54 GMT+1
Il governo impugna la legge del Friuli Venezia Gulia sulla portualità regionale
Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti esortano l'esecutivo a salvaguardare il ruolo delle Autorità Portuali
Stamane il Consiglio dei ministri ha deliberato l'impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale della legge n. 12 della Regione Friuli Venezia Giulia recante “Disciplina della portualità di competenza regionale”, che è stata promulgata lo scorso 31 maggio ( del 24 maggio 2012). La decisione è stata assunta - precisa una nota di Palazzo Chigi - in quanto la legge regionale, che pubblichiamo di seguito, «contiene una norma che, prevedendo la possibilità per la Regione di stipulare convenzioni con i privati in deroga alla disciplina statale in materia d'uso dei beni pubblici».
Intanto i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno esortato il governo a salvaguardare il ruolo delle Autorità Portuali, minacciato - hanno spiegato i tre sindacati - a seguito della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio che «modifica l'impianto ed i contenuti della legge 84/94 sui porti, considerando le Autorità Portuali come “amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato delle pubbliche amministrazioni”». Secondo le organizzazioni sindacali di categoria, «ciò determina delle gravissime conseguenze sul ruolo delle stesse Autorità Portuali che verranno sottoposte a vincoli non necessari che di fatto ne riducono la funzione, l'operatività e soprattutto ne modificano il rapporto di lavoro che per tutti i dipendenti delle Autorità da privato diventa pubblico». «Tutto questo - hanno rilevato Filt, Fit e Uilt - scardinando il sistema contrattuale sia nazionale sia locale che da oltre dieci anni è vigente e che ha dimostrato nei fatti tutta la sua validità in termini di tutela dei lavoratori e di efficienza delle Autorità stesse nell'interesse più generale dei porti».
Per Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, «è sempre più urgente e non rinviabile, fermo restando il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Lazio, un provvedimento legislativo che chiarisca il ruolo delle Autorità Portuali. Senza un intervento del governo e del parlamento in tal senso - ritengono i sindacati - si determinerebbe un danno ai lavoratori, un irrigidimento delle funzioni e degli scopi delle Autorità Portuali con le conseguenti ricadute sull'operatività del porto, senza nessun beneficio economico per lo Stato, ma piuttosto con un concreto rischio che i porti siano meno efficienti nel sistema dei trasporti delle merci del nostro Paese».
separazione tra attività di amministrazione, di regolazione e attività d'impresa;
trasparenza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione;
libertà d'impresa e libera circolazione delle persone, delle merci e dei servizi;
tutela dell'efficienza del mercato portuale e dell'utenza, dei servizi generali e delle operazioni portuali;
promozione dei servizi marittimi e portuali e dello sviluppo portuale in generale, in armonia con il sistema delle infrastrutture di trasporto e della logistica;
semplificazione delle procedure e contenimento della tempistica nel rilascio delle autorizzazioni e concessioni.
promuove lo sviluppo del sistema portuale regionale, in un'ottica di cooperazione sinergica tra porti, retroporti, logistica dei trasporti, mediante strumenti di pianificazione territoriale dei porti, di indirizzo per la gestione delle aree di interesse portuale, di programmazione delle infrastrutture e di coordinamento delle risorse finanziarie;
programma gli investimenti con lo scopo di favorire l'integrazione dei sistemi di trasporto e lo sviluppo della piattaforma logistica regionale a sostegno delle attività portuali;
favorisce lo sviluppo delle reti di comunicazione di interesse europeo e le loro interrelazioni con le infrastrutture portuali, retroportuali e la piattaforma logistica regionale;
promuove forme di cooperazione tra i porti del nord Adriatico per il potenziamento dell'offerta e la migliore integrazione tra porti e reti infrastrutturali e logistiche;
fornisce, nel rispetto dei principi fondamentali concordati nell'intesa di cui all' articolo 11, comma 1, lettera aa), del decreto legislativo 111/2004 , atti di indirizzo per la redazione del Piano regolatore portuale e del Piano operativo triennale.
elabora il Piano regolatore portuale;
predispone il Piano operativo triennale di cui al successivo articolo 7;
provvede alla realizzazione di nuove infrastrutture funzionali all'attività portuale, nonché alla relativa manutenzione;
realizza, in sostituzione dello Stato, le opere di grande infrastrutturazione del Porto di Monfalcone, qualora la Regione vi partecipi finanziariamente, in tutto o in parte;
affida la fornitura dei servizi di interesse generale all'utenza indifferenziata;
assicura la navigabilità dell'ambito portuale provvedendo al mantenimento dei fondali;
autorizza lo svolgimento delle attività commerciali e industriali, delle operazioni e dei servizi portuali, nonché la temporanea sosta di merci e materiali;
rilascia le concessioni per l'utilizzo dei beni demaniali nell'ambito portuale.
partecipa alle scelte di politica portuale di cui all'articolo 2, comma 1, mediante proposte e pareri da sottoporre alla Giunta regionale;
esprime l'intesa sul progetto del Piano regolatore portuale e relative varianti, come previsto all'articolo 6;
interviene ai lavori del Comitato consultivo di cui all'articolo 8.
partecipazione dell'Autorità marittima e degli organi tecnici dello Stato al processo di formazione del Piano regolatore portuale;
condivisione del programma di realizzazione delle opere di grande infrastrutturazione, come definite all' articolo 5, comma 9, della legge 28 gennaio 1994, n. 84 (Riordino della legislazione in materia portuale), e successive modificazioni;
partecipazione finanziaria regionale o assunzione integrale degli oneri finanziari per la realizzazione delle opere di grande infrastrutturazione, in caso di indisponibilità di risorse dello Stato.
una relazione illustrativa che descrive gli obiettivi e le scelte operate e i criteri seguiti nella pianificazione delle aree portuali;
rappresentazioni grafiche in numero e scala opportuni, al fine di descrivere l'assetto territoriale, nonché per assicurare una chiara e univoca interpretazione dei contenuti, delle norme e delle procedure; per le rappresentazioni possono essere utilizzate tecnologie informatiche;
la definizione dei tempi di attuazione, con la descrizione sommaria delle opere e attrezzature previste e dei relativi elementi di costo;
le norme di attuazione del Piano.
i requisiti di carattere personale e tecnico-organizzativo, di capacità finanziaria, di professionalità degli operatori e delle imprese richiedenti, adeguati alle attività da espletare, tra i quali la presentazione di un programma operativo, assistito da idonee garanzie anche fideiussorie, volto all'incremento dei traffici e della produttività del porto, nonché la determinazione di un organico di lavoratori alle dirette dipendenze comprendente anche i quadri dirigenziali;
i criteri, le modalità e i termini in ordine al rilascio, alla sospensione, alla decadenza e alla revoca dell'atto autorizzativo, nonché ai relativi controlli;
i parametri per definire i limiti minimi e massimi dei canoni annui e della cauzione in relazione alla durata e alla specificità dell'autorizzazione, tenuti presenti il volume degli investimenti e le attività da espletare;
i criteri inerenti il rilascio di autorizzazioni specifiche per l'esercizio di operazioni portuali, da effettuarsi all'arrivo o alla partenza di navi dotate di propri mezzi meccanici e di proprio personale adeguato alle operazioni da svolgere, nonché per la determinazione di un corrispettivo e di un'idonea cauzione; tali autorizzazioni non rientrano nel numero massimo di cui al comma 7.
2. L'Amministrazione regionale procede, di norma, mediante avviso da pubblicarsi per estratto sul Bollettino Ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia e sull'Albo pretorio del Comune, con cui informa dell'intendimento di affidare in concessione un'area demaniale marittima invitando i candidati a presentare entro un termine non inferiore a venti giorni nè superiore a novanta giorni la propria miglior offerta, nel rispetto delle strategie indicate nel Piano operativo triennale.
un programma di attività coerente con le finalità e gli spazi messi a disposizione;
l'idoneità tecnico-professionale, soddisfatta dalla presenza delle professionalità richieste per l'espletamento delle attività correlate alla concessione, attestate dall'elenco di attività precedentemente svolte, pertinenti a quelle oggetto della concessione;
l'idoneità organizzativa, soddisfatta dall'adeguatezza dell'organico e/o di attrezzature tecniche, materiali e strumentali;
l'idoneità economico-finanziaria, soddisfatta da idonee dichiarazioni bancarie, e/o bilanci o estratti di bilanci, e/o fatturato globale o fatturato relativo alle attività similari a quelle della concessione.
determina la durata, i poteri di vigilanza e controllo, le modalità di eventuale cessione degli impianti a nuovo concessionario;
indica le modalità di calcolo, di rivalutazione e di versamento del relativo canone;
può prevedere la realizzazione di opere portuali, anche di grande infrastrutturazione, a carico del concessionario e fissa le relative garanzie.
7. Nell'ipotesi in cui pervenga istanza autonoma di concessione, questa viene pubblicata per estratto sul Bollettino Ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia e sull'Albo pretorio del Comune, con l'invito a chi ne abbia interesse a presentare entro un termine non inferiore a venti giorni nè superiore a novanta giorni osservazioni e opposizioni o eventuali istanze concorrenti. Sono irricevibili le istanze non compatibili con i vincoli di carattere urbanistico, paesaggistico e ambientale vigenti.
1. L'Amministrazione regionale può stipulare convenzioni che, utilizzando lo strumento della concessione demaniale marittima di cui agli articoli 36 e seguenti del codice della navigazione, attuino modelli di partenariato pubblico/privato o di finanza di progetto al fine di consentire la realizzazione di opere e/o infrastrutture non altrimenti conseguibile. Tali convenzioni, ai sensi dell' articolo 17 della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso), e dell' articolo 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), individuano le modalità di esercizio della concessione, anche in deroga alla disciplina in materia di uso dei beni pubblici.
compatibilità con i principi e le disposizioni dell'Unione europea;
approvazione tecnica del progetto, anche ai fini di quanto previsto al comma 3;
adozione delle procedure in materia di appalti per l'esecuzione di opere pubbliche;
acquisizione dell'opera realizzata al demanio marittimo alla scadenza della concessione senza alcun indennizzo per il concessionario.
l'erogazione dei servizi di interesse generale all'utenza indifferenziata;
l'applicazione di tariffe coerenti con il regime tariffario applicato nell'ambito portuale;
la partecipazione dei precitati soggetti agli oneri generali gestionali del porto.
canoni di concessione di beni del demanio marittimo e del mare territoriale compresi nell'ambito portuale;
canoni per le autorizzazioni per operazioni e servizi portuali;
proventi derivanti dalla fornitura dei servizi di interesse generale;
finanziamenti finalizzati dallo Stato per le attività svolte nel settore portuale e delle infrastrutture;
finanziamenti dell'Unione europea, nonché di altri organismi nazionali e internazionali e istituzioni pubbliche per la realizzazione di progetti specifici nell'ambito delle materie di competenza;
contributi e sovvenzioni della Regione, di enti pubblici, di associazioni e di privati;
ogni altro gettito previsto da leggi o accordi;
lasciti e donazioni.

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 11
 articolo 7
 articolo 5
 articolo 17
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