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Timestamp: 2020-08-12 00:41:23+00:00

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Art. 119 decreto "rilancio" - Incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici - Brocardi.it
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Articolo 119 Decreto "Rilancio"
Dispositivo dell'art. 119 Decreto "Rilancio"
Fonti → Decreto "Rilancio" → Titolo VI - Misure fiscali
verticali e orizzontali che interessano l'involucro dell'edificio con
un'incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente
lorda dell'edificio medesimo. La detrazione di cui alla presente
lettera e' calcolata su un ammontare complessivo delle spese non
superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unita'
immobiliari che compongono l'edificio. I materiali isolanti
abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5
di microcogenerazione. La detrazione di cui alla presente lettera e'
euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unita' immobiliari che
compongono l'edificio ed e' riconosciuta anche per le spese relative
allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito;
geotermici, anche abbinati all'installazione di impianti fotovoltaici
presente lettera e' calcolata su un ammontare complessivo delle spese
non superiore a euro 30.000 ed e' riconosciuta anche per le spese
relative allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito.
2. L'aliquota prevista al comma 1, alinea, si applica anche a tutti
all'articolo 14 del citato decreto-legge n. 63 del 2013, convertito,
al comma 3-ter dell'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n.
classi energetiche dell'edificio, ovvero, se non possibile, il
mediante l'attestato di prestazione energetica (A.P.E), di cui
all'articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, ante e
dell'articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 90 del 2013 l'aliquota delle detrazioni
spettanti e' elevata al 110 per cento per le spese sostenute dal 1°
periodo, in caso di cessione del corrispondente credito ad un'impresa
rischio di eventi calamitosi, la detrazione prevista nell'articolo
agli edifici ubicati in zona sismica 4 di cui all'ordinanza del
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8 maggio 2003.
7. La detrazione di cui ai commi 5 e 6 e' subordinata alla cessione
in favore del GSE dell'energia non auto-consumata in sito e non e'
all'articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.
28, e gli incentivi per lo scambio sul posto di cui all'articolo
c) dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque
denominati nonche' dagli enti aventi le stesse finalita' sociali dei
predetti Istituti, istituiti nella forma di societa' che rispondono
ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house
providing" per interventi realizzati su immobili, di loro proprieta'
attivita' di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari
dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio
1998, n. 322, e dai responsabili dell'assistenza fiscale dei centri
costituiti dai soggetti di cui all'articolo 32 dello stesso decreto
direttore dell'Agenzia delle entrate, che definisce anche le
modalita' attuative del presente articolo, da adottare entro trenta
13. Ai fini dell'opzione per la cessione o per lo sconto di cui
all'articolo 121:
decreto-legge n. 63 del 2013 e la corrispondente congruita' delle
dell'asseverazione viene trasmessa esclusivamente per via telematica
all' Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo
finalizzati alla riduzione del rischio sismico e' asseverata dai
altresi', la corrispondente congruita' delle spese sostenute in
14. Ferma l'applicazione delle sanzioni penali ove il fatto
assicurazione della responsabilita' civile, con massimale adeguato al
eventualmente provocati dall'attivita' prestata. La non veridicita'
n. 689. L'organo addetto al controllo sull'osservanza della presente
disposizione ai sensi dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1981,
n. 689, e' individuato nel Ministero dello sviluppo economico.
milioni di euro per l'anno 2020, 1.268,4 milioni di euro per l'anno
2021, 3.239,2 milioni di euro per l'anno 2022, 2.827,9 milioni di
euro per l'anno 2023, 2.659 milioni di euro per ciascuno degli anni
2024 e 2025 e 1.290,1 milioni di euro per l'anno 2026, 11,2 milioni
di euro per l'anno 2031 e 48,6 milioni di euro per l'anno 2032, si
relative all'articolo 119 Decreto "Rilancio"
Norma di riferimento: Articolo 119 Decreto "Rilancio" - Incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici | Quesito Q202025554
venerdì 22/05/2020 - Lombardia
“Art. 119 DL 34/2020 – c. 9
Il c.9 del decreto 34/2020 non elenca tra i beneficiari degli incentivi i titolari di reddito di impresa tra cui le società.
Si richiede se al caso sia applicabile la decisione della cassazione Sentenza 29162/2019 che invece estende anche ai titolari del redditi di impresa detto benedicio.”
Consulenza legale i 28/05/2020
L’art. 119, comma 1, del D.L. n. 34/2020 ha disposto che la detrazione di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento, per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo.
L’ambito soggettivo della norma è contenuto nei successivi commi 9 e 10.
Per effetto del comma 9, l’anzidetta disposizione agevolativa si applica agli interventi effettuati:
Il successivo comma 10 precisa che l’agevolazione non si applica agli interventi effettuati dalle persone fisiche, al di fuori di attività di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.
Pertanto, in definitiva, nel caso delle persone fisiche che non sono né condomini, né soci di cooperative di abitazione a proprietà indivisa, l’agevolazione sembra limitata soltanto agli interventi effettuati, al di fuori dell’esercizio di impresa, arti e professioni, su edifici unifamiliari destinati ad abitazione principale.
Salvo, ovviamente, l’esame dei provvedimenti di attuazione, ad oggi non ancora adottati, deve, quindi, escludersi, almeno allo stato attuale della norma, che tra i destinatari della disposizione agevolativa rientrino le società titolari di reddito di impresa, almeno in riferimento agli edifici unifamiliari.
Alcuni autori in dottrina hanno avanzato dei dubbi per quanto concerne gli interventi sulle parti comuni condominiali, sostenendo che, in assenza di specifiche precisazioni delle norma, l’agevolazione potrebbe riguardare tutti i condomini, indipendentemente dal fatto che siano persone fisiche o meno ma, le precisazioni dei provvedimenti di attuazione potrebbero fare chiarezza anche su questo punto.
Per ciò che riguarda il riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione citata nel quesito, fermo restando ovviamente il fatto che la sentenza ha efficacia di giudicato solo tra le parti, occorre evidenziare che la stessa fa riferimento agli interventi di riqualificazione energetica di cui all’art. 1, co. 344 e ss., della Legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007), la quale, sotto il profilo soggettivo, non poneva limitazioni con riferimento ai titolari di reddito di impresa.
Infatti, il decreto del ministero dell’economia e delle finanze del 19 febbraio 2007, attuativo di tale articolo, con riferimento ai “soggetti ammessi alla detrazione”, ha previsto che il bonus del 55% per interventi di risparmio energetico spettasse alle persone fisiche, non titolari di reddito d’impresa – art. 2, co. 1, lett. a), nonché ai soggetti titolari di reddito d’impresa che sostenessero spese per l’esecuzione degli interventi di risparmio energetico sugli edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti – art. 2, co. 1, lett. b).
Nella sentenza citata, del resto, il thema decidendum non è se al titolare di reddito di impresa spetti o meno l’agevolazione di cui all’art. 1, comma 344 e ss. della Legge n. 296/2006 ma, se tale agevolazione possa essere fruita, oltre che in riferimento agli immobili strumentali che costituiscono il patrimonio aziendale, anche in riferimento ad immobili che rientrano nella categoria dei c.d. “beni merce” ossia immobili che non sono strumentali.
Pertanto, la questione è ben diversa e il citato orientamento giurisprudenziale non può essere applicato al caso di specie.

References: Articolo 119

Articolo 119
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 Sentenza 
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 art. 2
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