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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 04/12/2014 | Diritti EuropaDiritti Europa
Home / I diritti in Europa / Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 04/12/2014	Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 04/12/2014
Posted by: Marco Occhipinti in I diritti in Europa, In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea
4 dicembre 2014	Quest’oggi – Giovedì 4 Dicembre – la Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso 8 diversi ricorsi, accertando l’infrazione dei diritti umani da parte di Francia, Russia, Slovenia e Croazia, sebbene in uno dei due casi che lo coinvolgevano, proprio lo Stato croato ha vinto le accuse mossegli contro e non è stata perciò accertata alcuna violazione.
Case of -N.ricorsoI.L.DescrizionePetitumDispositivo
Lonić v. Croatia8067/123Davor Lonić è un detenuto croato condannato per reati su minori a 18 anni di reclusione. Egli denuncia, finanche davanti alla Corte Costituzionale croata, le pessime condizioni di detenzione a cui è sottoposto nella prigione di Pula: sovraffollamento, scarse condizioni igieniche e assenza di attività all’aperto; oltre allo stato della struttura detentiva, egli lamenta l’assenza di rimedi nazionali per censurare queste violazioni dei suoi diritti e alcune violazioni del principio del contraddittorio nel corso del processo instaurato. Articolo 3
Violazione dell'Articolo 13 + 3 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - rimedio effettivo) (Articolo 3 - Divieto della tortura; Trattamenti degradanti)
Violazione dell'Articolo 3 - Divieto della tortura (Articolo 3 – trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo; Parità di armi)
Violazione dell'Articolo 6 + 6-3-c - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo; Articolo 6-3-c - Difesa in persona)
Pozaić v. Croatia5901/133Vladimir Pozaić è anche lui un detenuto in Croazia e vittima delle pessime condizioni di detenzione delle carceri croate. Condannato a 2 anni e 8 mesi per consumo di sostanze stupefacenti e rapina, sconta la pena nel carcere di Bjelovar in una cella – denuncia – troppo piccola, sovraffollata e ricevendo cure mediche inadeguate. Inoltre, lamenta l’assenza di strumenti interni che gli consentano di denunciare efficacemente queste violazioni davanti ad un giudice croato.Articolo 3
Ali Samatar and Others v. France17110/10, 17301/102I ricorrenti sono tutti pirati somali, implicati nel dirottamento alcuni della nave “Le Ponant”, altri in quello dello yacht “Le Carré d’As”, entrambi battenti bandiera francese. Tutti i ricorrenti sono stati catturati dalle forze militari francesi, su autorizzazione del Governo transitorio somalo o dell’ONU, e perciò mantenuti in custodia presso la flotta francese per alcuni giorni e poi trasferiti in Francia per il processo. I giudici francesi giustificano quella detenzione prolungata e priva di convalida giudiziaria presso le navi francesi sulla base delle “circostanze temporali e geografiche eccezionali e insormontabili”. Tali argomenti sono ora sottoposti al controllo del Giudice europeo, che dovrà verificare – sulla base di quanto denunciato dai ricorrenti – se quella detenzione aveva una base legale, se la convalida dell’arresto da parte di un giudice poteva intervenire prima e se esisteva un rimedio disponibile ai ricorrente per far valere l’ingiustizia di quella detenzione. Infine, un ricorrente sostiene di non essere stato informato dei motivi del suo arresto e un altro che il Giudice francese non ha ammesso argomenti contrari circa quelle circostanze insormontabili che avrebbero giustificato quella detenzione. Articolo 5
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-3 - Traduzione immediata davanti al giudice o ad altro funzionario)
Danno non patrimoniale - concesso
Hassan and Others v. France46695/10, 54588/102[come sopra]Articolo 5
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-1 - Privazione della libertà; Regolare stato di arresto o di detenzione)
Danno patrimoniale - respinto
Aleksandr Valeryevich Kazakov v. Russia16412/063Aleksandr Valeryevich Kazakov è condannato a sei anni di reclusione, ridotti in appello a quattro, per truffa finanziaria, appropriazione indebita e furto in collusione con una gang criminale. Tuttavia nel processo non sono stati sentiti alcuni testimoni chiave – in particolare, il direttore di un impianto di rottamazione – e per tale ragione il ricorrente denuncia una violazione del suo diritto ad un equo processo.Articolo 6Violazione dell'Articolo 6 + 6-3-d - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo; Articolo 6-3-d - Audizione di testimoni)
Krikunov v. Russia13991/053Vladimir Krikunov è stato condannato per furto, rapina, omicidio colposo e porto illegale di arma da fuoco in tre diversi procedimenti penali. Egli ritiene immotivata e perciò ingiusta la detenzione cautelare a cui è stato sottoposto nel corso di secondo procedimento penale: essa sarebbe stata soltanto una continuazione della pena detentiva in attesa della successiva condanna; d’altro canto, le motivazioni addotte per giustificare la custodia cautelare da parte del Giudice russo attenevano alla gravità della accuse mosse contro il Sign. Krikunov, il suo alcolismo e la sua precedente condanna.Articolo 5Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-3 – Durata della custodia) cautelare)
Navalnyy and Yashin v. Russia76204/112Aleksey Navalnyy e Ilya Yashin sono due attivisti politici russi arrestati e condannati a 15 giorni di reclusione dopo aver partecipato ad una manifestazione contro i risultati elettorali della Duma di Stato. L’accusa era una – a detta loro fantomatica – resistenza a pubblico ufficiale. L’uno è un noto blogger, l’altro il leader del movimento “Solidarnost”. Oggi denunciano alla Corte europea la strumentalità di quell’arresto e della conseguente condanna a reprimere il loro diritto di manifestare ed esprimere la loro opinione, lamentano di essere stati sottoposti ad un arresto illegittimo ed a un processo iniquo per l’impossibilità di produrre le registrazioni della stazione di polizia e ammettere alcuni testimoni a fini istruttori. Artcolo 3
Violazione dell'Articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione
Violazione dell'Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - accusa penale; Processo equo)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-1 - Privazione della libertà; Regolare stato di arresto o di detenzione; Procedura prevista dalla legge)
Violazione dell'Articolo 13 + 3 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - rimedio effettivo) (Articolo 3 - Divieto della tortura; Trattamento degradante; Trattamento inumano)
Pečenko v. Slovenia6387/103Articolo 3
Violazione_dell'Articolo_13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - rimedio efficace)
Nella rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 04 Dicembre 2014, per ciascuna sentenza si è indicato:
Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_EN e http://hudoc.echr.coe.int .	Aleksey Navalnyy Croazia Francia Ilya Yashin Russia Slovenia Tutte le sentenze	2014-12-04
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