Source: http://www.iltuocondominio.eu/documents/sentenze_parte_1.html
Timestamp: 2018-12-14 06:27:47+00:00

Document:
il tuo condominio - Sentenze - Parte I
Obbligo di rendiconto - Modalità di redazione del rendiconto - Artifici e raggiri. Appropriazione indebita - Amministratore di CONDOMINIO - Gestione delle somme versate dai Condòmini - Possesso. Aggravante di cui all'art. 61 n. 11 c.p. - Configurabilità.
Il rendiconto deve enumerare la quantità delle somme percepite dall'amministratore (voci di entrata, cioè le quote dei singoli Condòmini), la causale e la quantità delle spese fatte, accompagnate dai corrispondenti documenti giustificativi, in modo da rendere intellegibile all'assemblea l'andamento della gestione. Ne deriva che se il rendiconto presentato in assemblea non corrisponde allo scopo, l'approvazione assembleare si forma in maniera viziata, con la conseguente possibilità di azione giudiziaria ex art. 1137 c.c., se il termine non è spirato, ovvero, nella sede penale, di punire la truffa quando alla violazione dell'obbligo sia derivata la disposizione patrimoniale da parte del deceptus e l'ingiusto profitto per la gente. Una volta sopravvenuta l'approvazione del rendiconto e spirato il termine per l'impugnativa, il risultato economico è raggiunto: quel denaro che l'imputato non aveva speso può ora farlo sparire dai conti impunemente, come se non ci fosse mai stato, perché l'apparenza, creata dal rendiconto fasullo, si è tramutata in realtà immodificabile. L'amministratore è il mandatario, gestore dei fondi a lui consegnati dai Condòmini per destinarli obbligatoriamente e secondo diligenza al pagamento delle spese sostenute per i servizi comuni. Ne discende che quel denaro di cui ha il possesso per una finalizzazione unica non è di sua proprietà e quindi non può destinarlo ad altri scopi con danno degli amministrati. La violazione del dovere giuridico realizza altresì l'aggravante di cui all'art. 61 n. 11 c.p. conseguente all'abuso del rapporto giuridico professionale ed al tradimento della fiducia riposta nell'amministratore dai Condòmini.
MANCATA VERBALIZZAZIONE CONDÒMINI VOTANTI
In tema di delibere di assemblee condominiali, la mancata verbalizzazione del numero dei Condòmini votanti a favore e contro la delibera approvata, oltre che dei millesimi da ciascuno di essi rappresentati, invalida la delibera stessa, impedendo il controllo sulla sussistenza di una delle maggioranze richieste dall’art. 1136, terzo comma,c.c. (il terzo dei partecipanti al condominio). Né può essere attribuita efficacia sanante alla mancata contestazione,in sede di assemblea,della inesistenza di tale quorum da parte del Condòmino dissenziente,a carico del quale non è stabilito,al riguardo,alcun onere a pena di decadenza.
AZIONE GIUDIZIARIE , LEGITTIMAZIONE DEL SINGOLO CONDOMINIO, GIUDIZIO DI APPELLO , MANCATA PARTECIPAZIONE DA PARTE DEI CONDÒMINI AL GIUDIZIO DI PRIMO GRADO
Ne deriva che l'amministratore per effetto delle nomina ex art. 1129 c.c. ha soltanto una rappresentanza ex mandato dei vari Condòmini e che la sua presenza non priva questi ultimi del potere di agire personalmente a difesa dei propri diritti, sia esclusivi che comuni, costituendosi personalmente anche in grado di appello per la prima volta, senza che spieghi influenza, in contrario, la circostanza della mancata partecipazione al giudizio di primo grado instaurato dall'amministratore.
(c.c. art. 1129, art. 1130, art. 1131; c.p.c. art. 785)

References: art. 1137
 art. 1129
 art. 1129
 art. 1130
 art. 1131
 art. 785