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Timestamp: 2016-12-10 03:13:15+00:00

Document:
Risoluzione Agenzia Entrate n. 91 del 13.03.2008
Quesiti vari in materia di attività di
intrattenimento e spettacolo. Consumazioni obbligatorie
La Società Italiana degli Autori ed Editori con
note del 27 novembre 2006 e del 14 marzo 2007 ha formulato i seguenti quesiti.
Quesito n. 1) Ingresso libero e consumazioni obbligatorie: disciplina dei
titoli gratuiti.
La SIAE fa presente che in alcuni locali, in cui si
effettuano esecuzioni musicali e trattenimenti danzanti, è previsto, in via
generale, l'accesso secondo la formula "ingresso libero e consumazione
obbligatoria" ed evidenzia che, tuttavia, nell'ambito della stessa
manifestazione, gli organizzatori consentono ad alcuni degli intervenuti
"la possibilità di accedere gratis senza obbligo di consumare".
Ciò premesso, la SIAE chiede di sapere se, nell'ambito
di una manifestazione per la quale è prevista la formula di ingresso libero e
consumazione obbligatoria, ai partecipanti che accedono senza obbligo di
consumazione debba essere "consegnato un titolo omaggio, che dia, o meno,
diritto anche alla consumazione".
Quesito n. 2) Somministrazione di pasti in discoteche e sale da ballo.
La società istante fa presente che alcune imprese che
esercitano attività di intrattenimento e di spettacolo gestiscono dei locali
dotati di una zona ristorante che viene "aperta esclusivamente quando, in
un settore attiguo, vi è attività musicale e/o danzante".
La SIAE evidenzia che, durante la prima parte della
serata, nella "zona ristorante" avviene la somministrazione dei pasti,
che può essere o meno accompagnata da esecuzioni musicali, e che al temine
della suddetta somministrazione inizia l'attività danzante.
L'accesso alle attigue sale da ballo avviene secondo le
- coloro che hanno cenato nella zona
ristorante accedono gratuitamente;
- coloro che non hanno cenato sono ammessi
con la modalità "ingresso libero e consumazione obbligatoria".
Ciò premesso, la SIAE chiede di sapere se, nelle
ipotesi in cui la musica sia prevalentemente non dal vivo (attività
d'intrattenimento), l'evento debba essere considerato in modo unitario "con
assoggettamento dei corrispettivi delle cene, se obbligatorie, all'imposta sugli
intrattenimenti" ovvero se la somministrazione dei pasti debba essere
"distinta dal ballo, con la conseguenza che ai clienti del ristorante che
accedono nella zona discoteca va consegnato un titolo omaggio".
Quesito n. 3) Imposta sugli intrattenimenti. Riduzioni riconosciute.
La SIAE chiede di sapere se, ai fini dell'applicazione
del beneficio fiscale di cui all'art. 20, comma 2, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640,
i gestori dei locali dove si svolgono attività di intrattenimento possono
determinare le categorie di partecipanti alle quali praticare il prezzo ridotto
"in modo assolutamente discrezionale".
In particolare, l'istante chiede di sapere se le
categorie dei partecipanti alle quali praticare il prezzo ridotto "devono
presentare caratteri oggettivi (giovani, militari, donne ecc.), ovvero possono
essere definite in modo anche arbitrario (es. ingresso ridotto a chi presenta
l'invito distribuito dall'organizzatore)".
Quesito n. 4) Manifestazioni di lap dance effettuate in locali diversi
dalle discoteche e dalle sale da ballo.
La SIAE ha premesso che con risoluzione n. 81/E del 27 aprile 2007 è stato
precisato che l'attività di lap dance è riconducibile fra le attività di
intrattenimento e, pertanto, è assoggettata all'imposta sugli intrattenimenti
nonché al regime speciale IVA recato dall'articolo 74, sesto comma, del decreto del
La SIAE ha premesso, altresì, che la medesima
risoluzione n. 81/E ha chiarito che,
ai fini IVA, le consumazioni obbligatorie somministrate nel corso di
manifestazioni di lap dance si considerano accessorie all'attività di
intrattenimento e, pertanto, sono assoggettate all'aliquota IVA del 20 per
Al riguardo, la SIAE chiede di conoscere se i
chiarimenti forniti con risoluzione n. 81/E
del 2007 siano applicabili qualora in una manifestazione di lap dance si
riscontri l'assenza di uno o più dei seguenti elementi:
- partecipazione attiva del pubblico;
- accompagnamento dell'esibizione con
musica prevalentemente non dal vivo;
- svolgimento dell'attività in discoteche
o night club.
La SIAE chiede di sapere, inoltre, se le consumazioni
obbligatoriamente imposte nel corso di manifestazioni di lap dance svolte in
locali diversi dalle "discoteche e sale da ballo" (ad es. bar, pub,
ristoranti, etc.) debbano considerarsi accessorie ai fini IVA ai sensi
dell'articolo 74-quater, comma 6-bis, del DPR n. 633
del 1972 e se, pertanto, debbano essere assoggettate all'aliquota IVA del 20 per
In relazione ai quesiti formulati la SIAE prospetta
le seguenti soluzioni interpretative.
La SIAE ritiene che nei locali in cui si effettuano
esecuzioni musicali e danzanti in cui viene adottata la formula "ingresso
libero e consumazione obbligatoria", agli intervenuti che accedono senza
obbligo di consumazione deve essere rilasciato un biglietto "omaggio".
La società istante ritiene che l'evento debba essere
considerato unitariamente, poiché le due componenti (somministrazione dei pasti
e attività danzante d'intrattenimento) "si susseguono una dopo l'altra e
trovano realizzazione nel medesimo locale", con la conseguenza che i
corrispettivi delle cene devono assoggettati ad ISI e certificati mediante
titoli di accesso rilasciati tramite gli appositi apparecchi misuratori fiscali.
La SIAE ritiene, ai fini dell'applicabilità dell'art.
20, comma 2, del DPR n. 640 del 1972, che
le categorie di partecipanti alle quali applicare la riduzione di prezzo debbano
essere individuate dall'organizzatore in modo oggettivo.
La SIAE, ritiene che la partecipazione attiva del
pubblico sia un elemento essenziale ai fini della riconducibilità della lap
dance fra le attività di intrattenimento e, pertanto, è dell'avviso che
l'assenza di tale presupposto "farebbe (...) rientrare l'evento fra quelli
spettacolistici (punto 4 della tabella
C allegata al DPR n. 633/72)".
Con riferimento alla seconda problematica la SIAE
ritiene che, qualora le esibizioni di lap dance vengano effettuate in locali
diversi dalle discoteche e dalle sale da ballo (ad es. bar, pub, ristoranti, etc.),
le consumazioni obbligatorie somministrate in occasione di dette manifestazioni
non possano ritenersi accessorie ai fini IVA e, pertanto, devono essere
assoggettate all'aliquota del 10 per cento.
La disciplina delle prestazioni gratuite rese
nell'ambito delle attività di spettacolo e di intrattenimento è recata,
rispettivamente, dall'art. 3, comma
quinto, del DPR n. 633 del 1972 e dall'art. 26 del DPR n. 640 del 1972.
In particolare, per le attività spettacolistiche il
citato art. 3, comma quinto, del DPR
n. 633 del 1972 prevede, alla lettera a), che non rientrano nel campo di
applicazione dell'IVA le prestazioni spettacolistiche di cui alla Tabella C allegata al medesimo decreto
quando siano rese dagli organizzatori di spettacoli "ai possessori di
titoli di accesso rilasciati per l'ingresso gratuito di persone" nel limite
massimo "del 5 per cento dei posti del settore, secondo la capienza del
locale o del complesso sportivo ufficialmente riconosciuta dalle competenti
Riguardo alle attività di intrattenimento di cui alla
Tariffa allegata al DPR n. 640 del
1972, il richiamato articolo 26 dello stesso DPR n. 640 del 1972 stabilisce, al comma 1, che "le tessere nominative
permanenti ed i titoli di accesso gratuiti" non sono soggetti all'imposta
sugli intrattenimenti "nel limite del 5 per cento della capienza del
locale, ragguagliato a ciascuna categoria di posti", per le attività
svolte con periodicità, ovvero, in forza del successivo comma 2,
"limitatamente al 2 per cento dei posti di ciascuna categoria di cui il
locale dispone", per le attività che non presentano il carattere della
Il comma 4 del medesimo articolo 26 del DPR n. 640 del 1972 prevede che per i titoli di accesso gratuiti
concessi oltre i limiti sopra indicati l'ISI "è dovuta in relazione ai
prezzi stabiliti per la corrispondente categoria di titoli di accesso a
Dalla ricostruzione sopra operata consegue che, ferma
restando la facoltà degli organizzatori di spettacoli e di intrattenimenti di
consentire accessi gratuiti anche al di sopra delle soglie percentuali indicate
nelle citate disposizioni di cui all'art. 3,
quinto comma, del DPR n. 633 del 1972 e all'articolo 26 del DPR n. 640 del 1972, per le prestazioni gratuite rese oltre i
predetti limiti gli organizzatori sono tenuti al versamento dell'IVA e dell'ISI
in base al prezzo stabilito per la corrispondente categoria di titoli di accesso
Per quanto concerne le modalità di certificazione
delle prestazioni di spettacolo e di intrattenimento rese gratuitamente, si
evidenzia che le stesse, ivi comprese quelle non soggette ad IVA e ad ISI in
applicazione delle richiamate disposizioni, devono essere certificate con un
titolo di accesso, emesso tramite gli appositi apparecchi misuratori fiscali o
biglietterie automatizzate contenente, ai sensi dell'art. 3, comma 1, lett. g) del decreto del Ministero delle
Finanze 13 luglio 2000, l'indicazione dell'ingresso gratuito.
Ciò posto, in relazione alla fattispecie in esame, si
fa presente che, nelle ipotesi in cui venga adottata la formula "ingresso
libero e consumazione obbligatoria", i corrispettivi derivanti dalle
somministrazioni di alimenti e bevande obbligatoriamente imposte devono essere
certificati, come precisato con circolare n. 28/E del 4 agosto 2006,
attraverso titoli di accesso emessi mediante gli appositi misuratori fiscali o
le biglietterie automatizzate.
Pertanto, qualora nell'ambito delle medesima
manifestazione, ad alcuni dei partecipanti venga consentito l'accesso senza
pagamento di un corrispettivo e senza obbligo di consumazione, agli stessi deve
essere rilasciato un titolo di accesso, emesso tramite gli appositi apparecchi
misuratori fiscali o biglietterie automatizzate, contenente l'indicazione
dell'ingresso gratuito.
In tali ultime ipotesi deve considerarsi applicabile la
disciplina degli ingressi gratuiti recata, ai fini IVA, dall'art. 3, quinto comma, del DPR n. 633 del 1972 e, agli effetti
dell'ISI, dall'articolo 26 del DPR n. 640 del
Si fa presente, in premessa, che il quesito prospettato
dalla SIAE concerne il trattamento applicabile ai fini IVA e ISI, anche agli
effetti della certificazione dei corrispettivi, alle somministrazioni di pasti
rese da un'impresa esercente attività d'intrattenimento e spettacolo, in
occasione di eventi realizzati con esecuzione di musica prevalentemente non dal
vivo (attività d'intrattenimento).
Le attività d'intrattenimento di cui alla Tariffa
allegata al DPR n. 640 del
1972 sono soggette all'imposta sugli intrattenimenti nonché dall'IVA, ai sensi
dell'art. 74, sesto comma, del DPR n. 633
L'articolo 3 del DPR n. 640 del 1972 stabilisce che la base imponibile ISI è costituita, oltre
che dal prezzo comunque corrisposto per assistere o partecipare
all'intrattenimento anche, fra l'altro (come previsto dalla lett. b), comma 2,
del medesimo articolo 3), dai "corrispettivi delle cessioni e delle
prestazioni di servizi accessori, obbligatoriamente imposte".
Con risoluzione n. 371/E del 26 novembre 2002 è stato
chiarito che in forza del citato art. 3, comma 2, lett. b), del DPR n. 640 sono soggette all'ISI le consumazioni obbligatoriamente
imposte nei locali dove si svolge l'attività d'intrattenimento.
Per quanto concerne l'imposta sul valore aggiunto, il
comma 6-bis dell'art. 74-quater del DPR
n. 633 del 1972 (inserito dall'art. 35, comma 1, del decreto
legge n. 223 del 2006) prevede che le prestazioni di somministrazione di
alimenti e bevande obbligatoriamente imposte nelle discoteche e nelle sale da
ballo si considerano, ai fini dell'applicazion dell'aliquota IVA,
"accessorie alle attività di intrattenimento e di spettacolo ivi
Pertanto, come chiarito dalla citata circolare n. 28/E del 2006, in base alla
disposizione recata dal comma 6-bis dell'art. 74-quater
del DPR n. 633 del 1972, le consumazioni obbligatoriamente imposte nelle sale da
ballo e nelle discoteche sono soggette all'aliquota ordinaria del 20 per cento
propria delle prestazioni di intrattenimento o di spettacolo.
In merito ai presupposti applicativi della norma in
esame si evidenzia, in primo luogo, che la stessa pone quale elemento
qualificante, ai fini dell'assoggettabilità delle consumazioni all'aliquota
ordinaria, la natura obbligatoria delle consumazioni, che ricorre in tutte le
ipotesi in cui l'ingresso nelle sale da ballo o nelle discoteche è comunque
subordinato al pagamento di una consumazione da parte dello spettatore o del
fruitore, come avviene nelle ipotesi in cui venga adottata dal gestore del
locale la formula "ingresso libero e consumazione obbligatoria".
In merito alle modalità di certificazione delle
consumazioni rese dai gestori di discoteche e sale da ballo e obbligatoriamente
imposte ai partecipanti, la circolare n. 28/E del 2006 ha chiarito che le
anzidette consumazioni devono essere certificate, in quanto accessorie a quelle
principali di intrattenimento o di spettacolo, mediante titoli di accesso emessi
con gli appositi apparecchi misuratori fiscali di cui al decreto del Ministro
delle Finanze del 13 luglio 2000 e ai provvedimenti del direttore dell'Agenzia
delle Entrate 23 luglio 2001 e del 22 ottobre 2002, come modificati dal
provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 3 agosto 2004.
Ciò posto, si fa presente che il quesito prospettato
dall'istante riguarda le somministrazioni di pasti effettuate da imprese che
svolgono in via principale attività d'intrattenimento.
Le somministrazioni di pasti sono rese all'interno di
un settore del locale attiguo a quello in cui avviene l'attività musicale e/o
danzante, aperto esclusivamente in occasione dello svolgimento di quest'ultima
attività, che ha luogo immediatamente dopo la consumazione dei pasti.
Da quanto sopra evidenziato emerge che la
somministrazione di pasti, essendo strettamente correlata all'attività di
intrattenimento, non si caratterizza quale evento autonomo rispetto a
L'ingresso nella zona del locale in cui si realizza
l'attività musicale e/o danzante è, infatti, subordinato all'effettuazione di
una consumazione che è obbligatoriamente imposta dal gestore del locale. In
particolare, solo coloro che hanno già usufruito della cena nello spazio
adibito a ristorante possono accedere liberamente alla sala ballo immediatamente
dopo la consumazione del pasto, mentre coloro che non hanno preso parte alla
cena possono accedere al locale con obbligo di effettuare almeno una
consumazione nell'ambito della serata danzante.
Quanto sopra rappresentato, si ritiene che nella
fattispecie prospettata di una somministrazione dei pasti all'interno delle
discoteche, caratterizzandosi la consumazione dei pasti come condizione
obbligatoria per l'accesso all'attività principale di intrattenimento, i
corrispettivi derivanti dalla somministrazione delle cene debbano essere
assoggettati ad ISI ai sensi dell'art. 3, comma 2, lett. b), del DPR n. 640 del 1972.
Ai fini IVA, in forza del citato art. 74-quater, comma 6-bis, del DPR n. 633 del
1972, la somministrazione delle cene svolte nella zona ristorante delle
discoteche e sale da ballo, quale condizione per accedere all'attività
danzante, si considera accessoria all'attività di intrattenimento ivi svolta ed
è assoggettata ad IVA con l'aliquota del 20 per cento propria della prestazione
principale di intrattenimento.
L'articolo 20, primo comma, del DPR n. 640 del 1972 stabilisce che "per i
biglietti d'ingresso agli spettacoli ed alle altre attività previste dal
presente decreto venduti a prezzo ridotto ai militari di truppa, ai ragazzi ed
alle altre categorie di spettatori o di partecipanti da determinarsi con decreto
del Ministro delle finanze, nonché agli iscritti agli enti a carattere
nazionale le cui finalità sono riconosciute, a norma del D. Lgs C.P.S. 10
luglio 1947, n. 705, con decreto del Ministro per l'interno emesso su conforme
parere del Ministero delle finanze" l'imposta sugli intrattenimenti
"è commisurata al prezzo pagato in misura ridotta".
Il secondo comma dell'articolo 20 del DPR n. 640 del 1972 prevede che "per i titoli
di accesso venduti a prezzo ridotto a favore di categorie di partecipanti
determinate dall'organizzatore, l'imposta è commisurata al prezzo pagato in
misura ridotta".
L'articolo 29 del medesimo DPR n. 640 del 1972 stabilisce che "sui
biglietti a prezzo ridotto venduti a spettatori o partecipanti appartenenti a
categorie diverse da quelle previste dall'art. 20 (...) l'imposta è dovuta in
relazione ai prezzi interi stabiliti per i corrispondenti biglietti a
Si fa presente al riguardo che mentre il primo comma
dell'articolo 20 del DPR n. 640 del 1972
individua normativamente le categorie che possono fruire della riduzione, il
secondo comma dello stesso articolo concede all'organizzatore la possibilità di
stabilire direttamente, ed in via preventiva, le "categorie di
partecipanti" ai quali rilasciare i biglietti a prezzo ridotto.
Ciò posto, con riferimento al quesito formulato dalla
SIAE, si ritiene, in forza di quanto previsto dal secondo comma del citato
articolo 20, che l'organizzatore possa consentire l'ingresso a prezzo ridotto a
quei soggetti appartenenti a categorie dallo stesso precedentemente individuate
sulla base di criteri oggettivi.
Con riferimento ai chiarimenti forniti in merito al
trattamento tributario delle attività di lap dance, resi con risoluzione n. 81/E del 27 aprile 2007, si fa presente quanto segue.
La citata risoluzione n. 81/E del 2007 non ha elencato tassativamente gli elementi che
devono sussistere ai fini della qualificazione dell'attività di lap dance, ma
ha esaminato in via generale la riconducibilità dell'attività in argomento fra
le attività di spettacolo o di intrattenimento.
In particolare, l'anzidetta risoluzione ha precisato,
in primo luogo, che le attività spettacolistiche, soggette alla disciplina IVA
ai sensi dell'art. 74-quater del DPR n.
633 del 1972, sono espressamente elencate nella Tabella C allegata allo stesso
decreto; l'attività di lap dance non è riconducibile in alcuna delle attività
elencate in detta Tabella.
Ciò precisato, la risoluzione n. 81/E ha evidenziato che la Tariffa allegata al DPR n.
640 del 1972, diversamente dalla richiamata Tabella C allegata al DPR n. 633 del
1972, dopo aver elencato le attività di intrattenimento, nella nota n. 1
disciplina un'ipotesi residuale che consente di ricondurre fra le attività di
intrattenimento anche fattispecie non espressamente menzionate ed elencate.
In particolare, la nota n. 1 in argomento prevede che
tutti "gli intrattenimenti diversi da quelli espressamente indicati nella
tariffa, ma ad essi analoghi, sono soggetti all'imposta stabilita dalla tariffa
stessa per quelli con i quali, per la loro natura, essi hanno maggiore
Ciò posto, la risoluzione n. 81/E ha riscontrato nell'attività di lap dance profili di
analogia che consentono di ricondurre la stessa attività fra le manifestazioni
di intrattenimento di cui alla nota n. 1 della Tariffa allegata al DPR n. 640 del 1972 e, pertanto, di assoggettare le
esibizioni in argomento all'imposta sugli intrattenimenti nonchè al regime IVA
recato dall'art. 74, sesto comma, del DPR
Non appare, pertanto, corretta l'impostazione
interpretativa prospettata che porterebbe ad attribuire a ciascuno dei profili
richiamati esemplificativamente dalla risoluzione n. 81/E del 2007 valore di elemento essenziale ai fini della
qualifica dell'attività in esame.
Riguardo al trattamento IVA delle consumazioni
obbligatoriamente imposte dagli esercenti attività di lap dance, si fa presente
che l'art. 74-quater, al comma 6-bis, del
DPR n. 633 del 1972 prevede che "ai fini dell'applicazione dell'aliquota
considerano accessorie alle attività di intrattenimento o di spettacolo ivi
Con la citata circolare n. 28/E del 2006 è stato precisato
che in forza della predetta norma "le consumazioni obbligatoriamente
imposte nelle sale da ballo e nelle discoteche da imprese che svolgono quale
attività principale l'intrattenimento o lo spettacolo sono soggette
all'aliquota ordinaria pari al 20 per cento propria delle prestazioni di
intrattenimento e spettacolo".
La circolare n. 28/E in argomento ha precisato,
quindi, che la disposizione recata dal citato comma 6-bis dell'art. 74-quater del DPR n. 633 si riferisce alle
discoteche e alle sale da ballo, ossia a quelle imprese che quale attività
principale non effettuano somministrazione di alimenti e bevande, ma svolgono
l'attività di intrattenimento di cui alla Tariffa allegata al DPR n. 640 del 1972, o l'attività di spettacolo di
cui al numero 3) della Tabella C
Ciò premesso, con riferimento alla fattispecie in
esame, si ritiene che le somministrazioni obbligatoriamente imposte nel corso di
manifestazioni di lap dance svolte in locali diversi dalle discoteche e dalle
sale da ballo (ad es. bar, pub, ristoranti, etc.) non possano rientrare
nell'ambito applicativo dell'art. 74-quater,
comma 6-bis, del DPR n. 633 del 1972.
Pertanto, le medesime prestazioni non possono
considerarsi accessorie ai sensi dell'anzidetta disposizione e devono essere
assoggettate ad IVA in base alla disposizione recata dal n. 121) della Tabella A, parte III, allegata al DPR
n. 633 del 1972, che prevede l'applicazione dell'aliquota del 10 per cento per
le "somministrazioni di alimenti e bevande; prestazioni di servizi
dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto forniture o
somministrazioni di alimenti e bevande".

References: art. 3
 articolo 26
 articolo 26
 articolo 3
 art. 3
 art. 74

articolo 20