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Timestamp: 2019-11-12 10:01:16+00:00

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Ultimissime di diritto penale - Novembre 2015 - Avvocato Lorenzo Nicolò MeazzaAvvocato Lorenzo Nicolò Meazza
Introduzione in un magazzino e furto tentato
Introdursi con una chiave comune in un magazzino di un bar sotto costante controllo della persona offesa e dei Carabinieri integra il reato di furto tentato aggravato dall’uso del mezzo fraudolento e non il delitto nella sua forma consumata.
Cass. pen. sez. V, 21 ottobre 2015, n. 42395
Omissione atti d’ufficio e inerzia del funzionario
Il reato di cui all’art.328, c.2, c.p. incrimina non tanto l’omissione dell’atto richiesto, quanto la mancata indicazione delle ragioni del ritardo entro trenta giorni dall’istanza di chi vi abbia interesse. Pertanto, l’omissione dell’atto non comporta ex se la punibilità dell’agente, poiché questa scatta soltanto se il pubblico ufficiale (o l’incaricato di pubblico servizio), oltre a non avere compiuto l’atto, non risponde per esporre le ragioni del ritardo: viene punita, cioè, non già la mancata adozione dell’atto, che potrebbe rientrare nel potere discrezionale della pubblica amministrazione, bensì l’inerzia del funzionario, la quale finisce per rendere poco trasparente l’attività amministrativa.
Cass. pen. sez. VI, 22 ottobre 2015 n. 42610
Mobbing tra professionisti e reato di maltrattamenti
La Cassazione ha statuito come il reato di maltrattamenti sul luogo di lavoro può essere ravvisato solo a determinate condizioni: è necessario che le pratiche persecutorie e maltrattanti del datore in danno del dipendente (ovvero, in ambito di rapporti professionali, del superiore nei confronti del sottoposto) avvengano in un contesto in cui il rapporto interpersonale sia caratterizzato dal tratto della “para-familiarità”, che si caratterizza per la sottoposizione di una persona all’autorità di un’altra in un contesto di prossimità permanente, di abitudini di vita (anche lavorativa) proprie e comuni alle comunità familiari, non ultimo per l’affidamento, la fiducia e le aspettative del sottoposto rispetto all’azione di chi ha ed esercita su di lui l’autorità con modalità tipiche del rapporto familiare, caratterizzate da ampia discrezionalità ed informalità. Nel caso di rapporti di lavoro, tale situazione ben può configurarsi anche tra professionisti di elevata qualificazione.
Cass. pen. sez. VI, 7 ottobre 2015 n. 40320
Concorso causale e facilitazione dell’esecuzione del reato
Il contributo concorsuale assume rilevanza non solo quando abbia efficacia causale, ponendosi come condizione dell’evento lesivo, ma anche quando assuma la forma di un contributo agevolatore e cioè quando il reato, senza la condotta di agevolazione, sarebbe ugualmente commesso, ma con maggiori incertezze di riuscita o difficoltà. È sufficiente che la condotta di partecipazione si manifesti in un comportamento esteriore che arrechi un contributo apprezzabile alla commissione del reato, mediante il rafforzamento del proposito criminoso o l’agevolazione dell’opera degli altri concorrenti e che il partecipe, per effetto della sua condotta, idonea a facilitarne l’esecuzione, abbia aumentato la possibilità della produzione del reato, perché in forza dei rapporto associativo diventano sue anche le condotte degli altri concorrenti.
Cass. pen. sez. V, sentenza 3 novembre 2015 n. 44402
Responsabilità penale del direttore del punto vendita di una catena
È tenuto a rispondere penalmente della vendita di prodotti in cattivo stato di conservazione il direttore del singolo punto vendita e non il rappresentante legale della catena di supermercati. A meno che non si accerti la presenza di un vizio a monte di tale catena di distribuzione come, per esempio, la mancata adozione da parte dell’intera azienda delle procedure comunitarie sul controllo dei prodotti.
Cass. pen. sez. III, 3 novembre 2015 n. 44335
Guida in stato di ebbrezza, speciale tenuità e sospensione della patente
La non punibilità per la particolare tenuità del fatto può essere applicata anche alla guida in stato di ebbrezza. Tuttavia, il giudice dovrà in ogni caso disporre la sospensione della patente di guida perché così prevede la norma. A seconda del tasso alcolemico, infatti, la “Guida sotto l’influenza dell’alcool”, viene punita con una sanziona amministrativa o con due diversi reati di gravità crescente. La previsione di soglie, quale ne sia la funzione, non è incompatibile con il giudizio di particolare tenuità del fatto perché in ogni caso la soglia svolge le proprie funzioni sul piano della selezione categoriale mentre la particolare tenuità conduce ad un vaglio tra le epifanie nella dimensione effettuale, secondo il paradigma della sussidiarietà in concreto.
Cass. pen. sez. IV, 2 novembre 2015 n. 44132
Notizie false e pena detentiva per il giornalista
La Cassazione ha ritenuto che la divulgazione di notizie non vere, nella piena consapevolezza della loro falsità da parte del giornalista, non può essere compresa tra i comportamenti tutelati dal diritto alla libertà di opinione. Tra tali diritti è invece compresa la ricerca della verità storica. Il diritto di informazione, anche se costituzionalmente garantito, infatti, non può comprendere la divulgazione di notizie false. In tal caso al giornalista può essere inflitta la pena detentiva.
Cass. pen. sez. V, 28 settembre 2015, n.39195
Antinfortunistica e mancato pagamento delle sanzioni
L’imprenditore non in regola con la normativa antinfortunistica deve eliminare i pericoli presenti sul posto di lavoro e versare la sanzione amministrativa per le irregolarità accertate. Qualora l’inadempimento relativo alla sanzione non dipenda dalla mancanza di volontà di adempiere da parte del datore ma dalla circostanza che il soggetto fosse privo di risorse in quanto fallito, non si può condizionare la sospensione condizionale dalla pena a tale pagamento.
Cass. pen. sez. III, 12 novembre 2015 n. 45270
Allenatore di minori e pedopornografia
Risponde del reato di produzione e detenzione di materiale pedopornografico l’allenatore della squadra di calcio dilettantistica che riprende di nascosto le parti intime dei ragazzi, in questo caso minori di 14 anni, mentre si trovano negli spogliatoi, e poi lo archivia su hard disk esterni al pc, non rilevando la circostanza che le vittime fossero del tutto inconsapevoli di essere filmate.
Cass. pen. sez. III, 26 ottobre 2015 n. 42964
Smaltimento abusivo di rifiuti e particolare tenuità del fatto
L’occasionale smaltimento abusivo di rifiuti (non pericolosi) può rientrare nell’area della non punibilità per la particolare tenuità del fatto, prevista dal nuovo articolo 131bis c.p.
Cass. pen. sez. III, 19 ottobre 2015, n.41850
Impiego di denaro di provenienza illecita e condotte dissimulatorie
Per la configurabilità del reato di cui all’art.648-ter c.p. non è necessario che la condotta abbia anche connotazioni dissimulatorie, necessarie invece per contestare il reato di riciclaggio, né occorre che il reimpiego del danaro o degli altri beni provenienti da delitto avvenga in attività lecite, né tantomeno che tali attività siano svolte professionalmente.
Cass. pen. sez. V, 22 ottobre 2015 n. 42579
Arresti domiciliari e lite coniugale
La Cassazione non ha ritenuto configurato il reato di evasione dagli arresti domiciliari per colui che, a seguito di un litigio coniugale, esce dalla porta di casa, avvertendo però immediatamente il 113 di venirlo a prendere per portarlo in prigione.
Cass. pen. sez. VI, 4 novembre 2015 n. 44595
Elevata evasione fiscale e misura alternativa alla detenzione
L’elevato volume dell’evasione fiscale accertata non impedisce l’applicazione di una misura alternativa alla detenzione. Il giudicante, nei limiti di legge, può sempre sostituire la pena detentiva, deve scegliere quella più idonea al reinserimento del condannato e non può, quindi, essere negata la misura alternativa facendo riferimento alla sola entità del danno prodotto.
Cass. pen. sez. III, 4 novembre 2015 n. 44468
Minimo edittale e tenuità del fatto
Per la Corte di Cassazione la determinazione della pena nel minimo edittale non è incompatibile con la negazione della tenuità del fatto. Respinto il ricorso presentato dalla difesa di un imputato che aveva provato a fare valere il fatto che una pena fissata nel minimo edittale può rappresentare un ideale viatico all’applicazione della nuova causa di non punibilità.
Cass. pen. sez. VI, 3 novembre 2015 n. 44417
Illegalità della pena inflitta e impugnazione
L’illegalità della pena inflitta può essere dichiarata anche d’ufficio dal giudice, pure se non è stata presentata specifica impugnazione sul punto, in special modo se prima della formazione del giudicato. Nel caso in esame la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna a pena detentiva per lesioni personali, in quanto evidente che la fattispecie in oggetto fosse di competenza del giudice di pace, dal momento che si trattava di lesioni giudicate guaribili in 10 giorni. Con la conseguenza che avrebbe dovuto essere applicata la sola pena pecuniaria.
Cass. pen. sez. V, 9 novembre 2015 n. 44897
Il Fisco non può opporsi se il Giudice penale nega il sequestro dei beni di un gruppo di imputati accusati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, neppure sulla base della direttiva comunitaria che prevede il diritto della vittima a ottenere un risarcimento da parte dell’autore del reato. Inammissibile l’istanza di riesame proposta da Ministero dell’Economia e agenzia delle Entrate, in quanto parti civili nel procedimento penale.
Cass. pen. sez. III, 21 ottobre 2015 n. 42230
Utilizzabilità delle dichiarazioni del fallito al curatore
La Suprema Corte ha statuito che le dichiarazioni rese dal fallito al curatore non sono soggette alla disciplina di cui all’art.63, c.2, c.p.p., che prevede l’inutilizzabilità delle dichiarazioni rese all’Autorità giudiziaria o alla Polizia giudiziaria da chi, sin dall’inizio, avrebbe dovuto essere sentito in qualità d’imputato, in quanto il curatore non rientra in queste categorie e la sua attività non può farsi rientrare nella previsione dell’art. 220 disp.att.c.p.p. che concerne le attività ispettive e di vigilanza.
Cass. pen. sez. V, 4 novembre 2015, n.44575
Skype e internet per i detenuti
Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha dettato le linee guida sulle moderne tecnologie informatiche a sostegno dei percorsi rieducativi dei singoli detenuti e per ampliare le potenzialità dei progetti trattamentali attivati in collaborazione con il mondo dell’imprenditoria, del privato sociale e con gli enti locali. Sì all’uso di Skype e del web, anche se con precise limitazioni.
DAP Circolare prot. 0366755 – 02:11:2015

References: Cass. 

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 sentenza 

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 articolo 131

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