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Timestamp: 2020-02-21 22:08:30+00:00

Document:
Legge Regionale 26 Ottobre 1984, n° 28
Titolo Norme di disciplina dei criteri generali per l'assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica ai sensi dell'art. 2, comma 2° della legge 5 agosto 1978, n. 457, in attuazione della deliberazione del CIPE pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 348 in data 19 dicembre 1981
Oggetto Edilizia residenziale pubblica - Alloggi - Assegnazione - Canoni Disciplina
Bollettino Bollettino Ufficiale n° 23 del 16/11/84
Modifiche Modificato art. 2 dalla legge n. 18/1989 art. 12
Modificato art. 28 dalla legge n. 18/1989 art. 3
Modificato art. 28 dalla legge n. 10/1987 art. 1
Modificato art. 29 dalla legge n. 10/1987 art. 2
Modificato art. 29 dalla legge n. 18/1989 art. 6
Modificato art. 30 dalla legge n. 10/1987 art. 3
Modificato art. 32 dalla legge n. 18/1989 art. 2
Modificato art. 39 dalla legge n. 18/1989 art. 10
Titolo I: NORME DI DISCIPLINA DEI CRITERI GENERALI PER L'ASSEGNAZIONE E LA REVOCA DEGLI ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
Art. 1: AMBITO DI APPLICAZIONE DELLE NORME
Le presenti norme, emanate in conformita' ai criteri generali approvati dal CIPE con deliberazione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.348 del 19 dicembre 1981, si applicano a tutti gli alloggi realizzati o recuperati da Enti pubblici a totale carico o con il concorso o contributo dello Stato o delle Regioni, delle Province o dei Comuni nonche' a quelli acquisiti, realizzati o recuperati da Enti pubblici non economici comunque utilizzati per le finalita' sociali proprie dell'edilizia residenziale pubblica.
Sono esclusi da tale applicazione gli alloggi:
a) realizzati dalle cooperative edilizie per i propri soci;
b) realizzati o recuperati con programmi di edilizia agevolata e convenzionata;
c) di servizio e cio' quelli per i quali la legge preveda la semplice concessione amministrativa con conseguente disciplinare e senza contratto di locazione;
d) di priorita' degli Enti pubblici previdenziali purche' non realizzati o recuperati a totale carico o con il concorso o contributo dello Stato o delle Regioni.
Possono altresi' essere esclusi, previa specifica individuazione con atto deliberativo, soggetto comunque all'approvazione del Consiglio regionale, dell'Ente pubblico proprietario quegli alloggi che per le modalita' di acquisizione, per la destinazione funzionale, per le caratteristiche dell'utenza insediata, o per particolari caratteri di pregio storico-artistico, non siano utilizzati o utilizzabili per i fini propri dell'edilizia residenziale pubblica.
Le norme della presente legge si applicano, altresi', alle case parcheggio e ai ricoveri provvisori non appena siano cessate le cause dell'uso contingente per le quali sono stati realizzati e sempreche' abbiano tipologie e standards abitativi adeguati.
Art. 2: REQUISITI PER L'ACCESSO ALL'EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
I requisiti per la partecipazione al bando di concorso per l'assegnazione sono i seguenti:
a) cittadinanza italiana (il cittadino straniero e' ammesso soltanto se tale diritto e' riconosciuto, in condizioni di reciprocita' da convenzioni o trattati internazionali);
b) residenza anagrafica o attivita' lavorativa esclusiva o principale nel Comune o in uno dei Comuni compresi nell'ambito territoriale cui si riferisce il bando di concorso, salvo che si tratti di lavoratori destinati a prestare servizio in nuovi insediamenti industriali compresi in tale ambito o di lavoratori emigrati all'estero, per i quali e' ammessa la partecipazione per un solo ambito territoriale;
c) non titolarita' di diritti di proprieta', usufrutto, uso e abitazione su alloggio adeguato alle esigenze del nucleo familiare, nell'ambito territoriale cui si riferisce il bando di concorso. E adeguato l'alloggio la cui superficie utile, determinata ai sensi della legge n. 392/78 art. 13, sia non inferiore ai 45 mq. per un nucleo familiare composto da 1 o 2 persone, non inferiore a 50 mq. per 3 persone, non inferiore a 75 mq. per 5 persone, non inferiore a 95 mq. per 6 persone ed oltre;
d) non titolarita' di diritti di cui al precedente punto c) su uno o piu' alloggi, ubicati in qualsiasi localita' il cui valore locativo complessivo determinato ai sensi della legge 27 luglio 1978, n. 392, sia almeno pari al valore locativo di alloggio adeguato con con dizioni abitative medie nell'ambito territoriale cui si rifeisce il bando di concorso. Il valore locativo medio e' determinato sulla base delle modalita' stabilite dalla citata legge n. 392, e con i seguenti parametri:
1. Superficie corrispondente allo stantard abitativo regionale: Superficie convenzionale complessiva (superficie utile + 20% per aree accessorie e di servizio) 45 mq. + 9 mq. = mq. 54 per 1-2 persone
60 mq. + 12 mq. = mq. 72 per 3-4 persone 75 mq. + 15 mq. = mq. 90 per 5 persone 95 mq. + l9 mq. = mq. 114 per 6 persone ed oltre.
2. tipologia corrispondente alla categoria catastale A/3, parametro 1,05;
3. classe demografica del Comune di destinazione della domanda di assegnazione del concorrente. Qualora trattasi di Comune con popolazione inferiore a 5.000 abitanti si applica il coefficiente 0,80 corrispondente alla classe demografica fino a 10.000 abitanti;
4. coefficiente del livello di piano corrispondente al parametro 1,00;
5.coefficiente di zona edificata/periferica corrispondente a 1,00 per tutti i Comuni;
6. coefficiente di vetusta' pari a 20 anni da accertarsi con riferimento all'anno di presentazione della domanda da parte del richiedente;
7. coefficiente di conservazione e manutenzione corrispondente al parametro 1,00;
e) assenza di precedenti assegnazioni in proprieta' immediata o futura di alloggio realizzato con contributi pubblici, o assenza di precedenti finanziamenti agevolati in qualunque forma concessi dallo Stato o da enti pubblici, sempreche' l'alloggio non sia inutilizzabile o perito senza dar luogo al risarcimento del danno;
f) reddito annuo complessivo del nucleo familiare non superiore al limite vigente al momento della scadenza del bando di concorso, determinato ai sensi dell'art. 21 della legge 457/78 e successive modificazioni ed integrazioni.
Il reddito di riferimento e' quello imponibile relativo all'ultima dichiarazione fiscale al lordo delle imposte e al netto dei contributi previdenziali e degli assegni familiari.
Oltre all'imponibile fiscale vanno computati tutti gli emolumenti, indennita', pensioni, sussidi, a qualsiasi titolo
percepiti, ivi compresi quelli esentasse;
g) non aver ceduto in tutto o in parte fuori dei casi previsti dalla legge - l'alloggio eventualmente assegnato in precedenza in locazione semplice.
Per nucleo familiare si intende la famiglia costituita dai coniugi e dai figli legittimi, naturali, riconosciuti ed adottivi e dagli affiliati con loro conviventi. Fanno altresi' parte del nucleo il convivente more uxorio, gli ascendenti, i discendenti, i collaterali fino al terzo grado, purche' la stabile convivenza con il concorrente abbia avuto inizio almeno due anni prima della data di pubblicazione del bando di concorso e sia dimostrata nelle forme di legge. Possono essere considerati componenti del nucleo familiare anche persone non legate da vincoli di parentela o affinita', qualora la convivenza istituita abbia carattere di stabilita' e sia finalizzata alla reciproca assistenza morale e materiale.
Tale ulteriore forma di convivenza deve, ai fini dell'inclusione economica e normativa nel nucleo familiare, essere stata instaurata da almeno due anni dalla data del bando di concorso ed essere dichiarata in forma pubblica con atto di notorieta' sia da parte del concorrente sia da parte della (o delle)persona (e) convivente (i).
I requisiti debbono essere posseduti da parte del richiedente e, limitatamente alle precedenti lettere c), d), e), g), da parte degli altri componenti il nucleo familiare, alla scadenza del termine di presentazione delle domande, nonche' al momento dell'assegnazione e debbono permanere in costanza del rapporto, fatto salvo quanto previsto al successivo art. 10 per il requisito relativo al reddito. Particolari requisiti aggiuntivi possono essere stabiliti in relazione all'assegnazione di alloggi realizzati con finanziamenti destinati a specifiche finalita', ovvero in relazione a peculiari esigenze locali. Per tali interventi, i provvedimenti regionali di localizzazione potranno prevedere i requisiti integrativi rispondenti alle finalita' programmatorie, con riferimento anche all'eventuale anzianita' di residenza.
Art. 3: NORME PER L'EMANAZIONE DEI BANDI DI CONCORSO
All'assegnazione degli alloggi si provvede mediante pubblico concorso indetto dal Comune.
Il concorso viene indetto per singoli Comuni o per ambiti territoriali sovraccomunali in conformita' con le direttive emanate dalla Regione in relazione ai provvedimenti di localizzazione degli interventi costruttivi.
In sede di prima applicazione i bandi vengono emanati entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge.
Fino all'approvazione delle graduatorie definite relative ai nuovi bandi generali gli alloggi vengono assegnati sulla base delle graduatorie vigenti.
Gli aggiornamenti di norma biennali, previsti dal successivo art.11, vengono banditi entro i sei mesi successivi alla scadenza del biennio e la relativa graduatoria definitiva deve essere perentoriamente ultimata entro gli ulteriori sei mesi.
I bandi di concorso, finalizzati alla formazione di graduatorie generali permanenti, debbono essere pubblicati mediante affissione di manifesti per almeno 15 giorni consecutivi all'albo pretorio dei Comuni interessati al bando.
I Comuni dovranno altresi' assicurare la massima pubblicazione dei bandi con le idonee forme tra le quali:
- affissione di manifesti nelle sedi decentrate dei Comuni e nelle bacheche delle sedi centrali delle aziende con piu' di 100 dipendenti e nelle sedi degli IACP e degli altri Enti pubblici;
- pubblicazione di avviso su quotidiani e radio-giornali di maggiore ascolto e diffusione locale nei Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti.
Nel caso di mancato adempimento, nei termini prescritti, di quanto disposto dal presente articolo, la Regione puo' provvedere in sostituzione, avvalendosi degli IACP competenti per territorio.
Per l'assegnazione di alloggi destinati alla sistemazione di nuclei familiari in dipendenza di gravi e particolari esigenze abitative, la Regione si riserva di autorizzare anche su proposta dei Comuni, l'emanazione di bandi speciali, indicando gli eventuali requisiti integrativi nonche' le forme aggiuntive di pubblicita' dei bandi di concorso ritenute piu' idonee per la capillare informazione dei potenziali richiedenti.
Art. 4: CONTENUTI DEL BANDO DI CONCORSO
Il bando di concorso deve contenere:
b) i requisiti per l'accesso all'edilizia residenziale pubblica prescritti dal precedente art. 2, nonche' gli eventuali altri requisiti che potranno essere stabiliti dalla Regione per specifici interventi;
c) le norme per la determinazione dei canoni di locazione;
d) il termine di 60 giorni per la presentazione della domanda;
e) i documenti da allegare alla domanda, con specifiche indicazioni per i lavoratori emigrati all'estero.
Per i lavoratori emigrati all'estero il termine per la presentazione della domanda e' prorogato di 60 giorni, per i residenti nell'area europea, e di 90 giorni per i residenti nei paesi extra e uropei. La Giunta regionale entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge approva lo schema tipo di bando di concorso e il modulo tipo della domanda.
Art. 5: CONTENUTI E PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE
La domanda, redatta su apposito modulo fornito dal Comune e' da presentarsi allo stesso nei termini indicati dal bando, deve indicare:
a) la cittadinanza nonche' la residenza del concorrente e il luogo in cui lo stesso presta la propria attivita' lavorativa;
Il concorrente deve dichiarare nei modi previsti dall'art. 4 della legge 4 gennaio 1966, n. 15 che sussistono in favore di lui e dei componenti il suo nucleo familiare, i requisiti di cui alle lettere c), d), e), g), dell'art.2.
La dichiarazione mendace e punita ai sensi della legge penale.
Art. 6: ISTRUTTORIA DELLA DOMANDA
Il Comune che ha indetto il bando procede all'istruttoria delle domande dei concorrenti che risiedono o lavorano nel territorio comunale, verificando la completezza della compilazione dei modulo di domanda e l'esistenza della documentazione richiesta. A tal fine puo' richiedere agli interessati le informazioni o la documentazione mancanti anche avvalendosi della collaborazione del Comune in cui il concorrente risiede o lavora.
Il Comune provvede all'attribuzione in via provvisoria dei punteggi a ciascuna domanda, sulla base della documentazione presentata e delle situazioni dichiarate dall'interessato nel modulo di domanda.
Le domande, con i punteggi a ciascuna attribuiti e con la relativa documentazione, sono trasmesse, entro 30 giorni dalla scadenza del termine fissato nel bando, alla commissione di cui all'art. 7 per la formazione della graduatoria.
Per l'esecuzione delle funzioni di cui ai precedenti comma i Comuni possono avvalersi, previa convenzione, dell'IACP territorialmente competente ovvero degli uffici alloggi comunali.
Nel caso di inadempienza la Giunta regionale impartisce le istruzioni necessarie per l'esecuzione dell'istruttoria.
La Giunta regionale provvede ad impartire disposizioni ai Comuni e agli IACP per la raccolta e l'elaborazione a livello regionale delle informazioni contenute nei moduli domanda.
Il Comune, qualora riscontri che il reddito, di cui alla lettera f) del precedente art. 2, dichiarato ai fini fiscali, sia inferiore a quello fondatamente attribuibile al concorrente ed ai componenti il suo nucleo familiare in base ad elementi e circostanze di fatto puo' segnalare alla commissione di cui al successivo art. 7 avvalendosi della collaborazione del Consiglio Tributario e degli Uffici del Ministero delle Finanze, qualsiasi integrazione degli elementi contenuti nelle dichiarazioni fiscali, indicando dati, fatti ed elementi rilevanti, indicativi di capacita' contributiva, e fornendo ogni idonea documentazione, ove esistente, atta a comprovarli.
Art. 7: COMMISSIONE PER LA FORMAZIONE DELLA GRADUATORIA
La graduatoria di assegnazione e' formata da un organo collegiale, nominato dal Presidente della Giunta regionale, per ambiti territoriali predeterminati anche in relazione alla prevedibile entita' della domanda, al fine di assicurare che i tempi di formazione della graduatoria definitiva di assegnazione non superino i 10 mesi dall'emanazione del bando.
I Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti possono richiedere la nomina di una o piu' sottocommissioni, allo scopo di formare la graduatoria entro i termini di cui al comma precedente, tenuto conto del dettato del successivo articolo 9, ferma restando la necessita' di una graduatoria unica per tutto il territorio comunale. La Commissione e' cosi' composta:
a) da 1 magistrato, ordinario o amministrativo, anche a riposo, con funzioni di presidente, designato dal presidente del Tribunale civile o amministrativo competente per territorio;
b) da 3 rappresentanti degli enti locali designati dalla Sezione regionale dell'ANCI su proposta dei Comuni dell'ambito territoriale, con la presenza delle minoranze;
c) da 1 rappresentante delle organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti piu' rappresentative a livello nazionale, designato d'intesa dalle medesime;
d) da 1 rappresentante delle organizzazioni sindacali degli assegnatari piu' rappresentative a livello nazionale, designato d'intesa dalle medesime;
e) da 1 rappresentante dell'ente gestore nel cui ambito territoriale sorgono gli alloggi da assegnare.
I membri supplenti della Commissione sono designati, con uguale procedimento, contestualmente ai membri effettivi.
La Commissione puo' regolarmente funzionare quando sono nominati almeno cinque componenti, sulla base delle designazioni pervenute.
La Commissione elegge nel proprio seno il Vice Presidente.
Per la validita' delle deliberazioni e' sufficiente la presenza di meta' piu' uno dei componenti la Commissione. In caso di parita' di voti prevale quello del Presidente.
Il Presidente e gli altri componenti designati restano in carica cinque anni e non possono essere riconfermati per un periodo superiore al successivo quinquennio.
La Segreteria operativa della Commissione e' formata da dipendenti dei Comuni interessati, scelti d'intesa tra i medesimi, che designano anche il Segretario.
La Commissione ha sede presso uno dei Comuni interessati, indicato nel decreto di nomina della Commissione stessa.
L'onere finanziario per il funzionamento della Commissione, per cui si applicano le disposizioni regionali, e' a carico dei Comuni ed e' ripartito secondo il peso della domanda.
Le graduatorie di assegnazione sono formate sulla base di punteggi e di criteri di priorita'. I punteggi sono attribuiti in dipendenza delle condizioni oggettive e soggettive del concorrente e del suo nucleo familiare.
I criteri di priorita' sono riferiti al livello di gravita' del bisogno abitativo.
La prima fase di selezione della domanda comporta l'attribuzione dei seguenti punteggi:
a - 1) reddito pro-capite del nucleo familiare determinato con le modalita' di cui all'art. 21 della legge 457/78 e successive modificazioni ed integrazioni:
- non superiore a L. 1.000.000 annue per persona: 3 punti;
- non superiore a L. 1.500.000 annue per persona: 2 punti;
- non superiore a L. 2.000.000 annue per persona: 1 punto;
Dette classi di reddito vengono automaticamente aggiornate in relazione alle modificazioni annuali del limite di assegnazione effettuato dal CIPE, ai sensi dell'art. 13/bis della legge 15 febbraio 1980, n. 25;
a - 2) richiedenti che abbiano superato il 60 anno di eta' alla data di presentazione della domanda, a condizione che vivano soli o in coppia, anche con eventuali minori a carico: punti 1;
a - 3) famiglie con anzianita' di formazione non superiore a due anni alla data della domanda e famiglie la cui costituzione e' prevista entro un anno: punti 1.
Il punteggio e' attribuibile - a condizione che nessuno dei due componenti la coppia abbia superato il 35 anno di eta' - soltanto quando la famiglia richiedente viva in coabitazione, occupi locali a titolo precario o, comunque, dimostri di non disporre di alcuna sistemazion e abitativa adeguata;
a - 4) presenza di handicappati nel nucleo familiare, da certificare da parte delle autorita' competenti (ai fini dell'attribuzione del punteggio si considera handicappato il cittadino affetto da menomazioni di qualsiasi genere che comportino una diminuzione permanente della capacita' lavorativa superiore a 2/3): punti 1; se l'handicappato e' il capo famiglia il punteggio e' raddoppiato;
a - 5) nuclei familiari che rientrino in Italia per licenziamento o perdita del posto di lavoro del capo famiglia, per stabilirvi la loro residenza (emigrati, profughi): 1 punto;
a- 6) composizione del nucleo familiare: da uno a tre persone: zero punti;
da quattro a sei persone: due punti; oltre sei persone: tre punti.
A ciascun concorrente non potra' essere attribuito, per condizioni soggettive, un punteggio totale superiore a 6.
b -1) situazione di grave disagio abitativo accertato da parte dell'autorita' competente ed esistente da almeno due anni dalla data del bando, dovuta a:
b -1.1) abitazione in alloggio impropriamente adibito ad abitazione o procurato a titolo precario dall'assistenza pubblica: condizione molto grave; tre punti;
b - 1.2) coabitazione in uno stesso alloggio con altro o piu' nuclei familiari ciascuno composto di almeno due unitu': coabitazione con parenti un punto, coabitazione con estranei tre punti.
b- 2) situazione di disagio abitativo esistente alla data del bando:
b-2.1) abitazione in alloggio sovraffollato: - da oltre due a tre persone a vano utile: punti uno; - da oltre tre persone a quattro persone a vano utile: tre punti; - da oltre quattro persone a vano utile: punti quattro;
b - 3) abitazione in alloggio privo di servizi igienici propri regolamentari da certificarsi dall'autorita' sanitaria comunale competente: tre punti;
Le condizioni dei precedenti punti b) 3. b 1.1) non sono tra loro cumulabili. Sono invece cumulabili i punti b 1.2) e b 2.1);
b - 4) richiedenti che abitino in alloggio che debba essere rilasciato a seguito di provvedimento esecutivo di sfratto che non sia stato intimato per inadempienza contrattuale, di ordinanza di sgombero, nonche' di provvedimento di collocamento a riposo di dipendente pubblico o privato che fruisca di alloggio di servizio: tre punti
- richiedenti in condizioni di pendolarita' comportanti un viaggio con i mezzi di trasporto pubblico, di durata non inferiore a due ore: un punto.
Per ciascuna classe di punteggio le domande di assegnazione vengono collocate in graduatorie secondo l'ordine risultante dai sorteggi effettuati dal segretario comunale.
All'inizio di ciascuna classe di punteggio vengono sorteggiati in via prioritaria e collocati nelle prime posizioni i richiedenti che si trovino in una delle due condizioni previste dal precedente punto b) 1., o nelle condizioni di cui al punto b) 4.
All'interno di ciascuna classe di punteggio hanno altresi' la priorita' i richiedenti che per una singola condizione oggettiva o soggettiva abbiano conseguito il punteggio parziale piu' elevato.
Gli appartenenti ai gruppi sociali piu' deboli individuati ai precedenti punti a) 2. e a) 3. oltre ad essere inseriti nella graduatoria generale permanente, vengono collocati d'ufficio in una graduatoria speciale con il medesimo punteggio ottenuto nella graduatoria generale, cosi' da rendere piu'agevole l'individuazione dei beneficiari della quota di alloggi di superficie minima, non superiore a mq. 45, che saranno ripartiti fra le due categorie sulla base del peso della relativa domanda, garantendo agli anziani una percentuale non inferiore al 30% degli alloggi minimi realizzati.
Identica procedura deve essere seguita per i nuclei familiari con presenza di handicappati di cui alla precedente lettera a) 4., ai fini della destinazione prioritaria di alloggi collocati al piano terreno nonche' di alloggi inseriti in edifici realizzati con abbattimento delle barriere architettoniche secondo quanto disposto dall'art.17 del D.P.R. 27 aprile 1978, n. 384.
Eventuali alloggi aventi le caratteristiche tecniche citate nei due precedenti commi e non assegnati alle categorie speciali cui erano prioritariamente destinati, vengono assegnati secondo la graduatoria generale.
La Regione provvede, nell'ambito dei provvedimenti di localizzazione degli interventi di edilizia sovvenzionata, a stabilire le quote minime di alloggi da realizzare ai fini del soddisfacimento prioritario della domanda delle citate categorie speciali. Detti alloggi vengono computati nella quota di riserva di cui al successivo art. 15.
Art. 9: FORMAZIONE DELLA GRADUATORIA
La Commissione entro il tempo totale derivante dall'esame e definizione di 400 domande al mese, dal ricevimento degli atti e dei documenti del concorso, forma la graduatoria provvisoria.
Entro 15 giorni dalla sua formazione, la graduatoria, con l'indicazione del punteggio conseguito da ciascun concorrente nonche' dei modi e dei termini per l'opposizione, e' pubblicata nell'Albo Pretorio del Comune per 45 giorni consecutivi.
I Comuni seguono altresi' le stesse forme di pubblicita' previste per il bando. Ai lavoratori emigrati all'estero e' data notizia dell'avvenuta pubblicazione della graduatoria e della posizione conseguita a mezzo raccomandata. Entro 30 giorni dalla pubblicazione della graduatoria nell'Albo Pretorio e, per i lavoratori emigrati all'estero dall'invio a mezzo raccomandata della comunicazione di cui al comma precedente, gli interessati possono presentare opposizione, nei modi di legge, alla Commissione, che provvede sulla base dei documenti gia' acquisiti o allegati al ricorso, entro 30 giorni dalla scadenza del termine stabilito per la presentazione delle opposizioni.
Esaurito l'esame delle opposizioni, la commissione formula la graduatoria definitiva, previa effettuazione dei sorteggi, tra i concorrenti che abbiano conseguito lo stesso punteggio, fatto salvo il disposto del precedente art. 8.
La graduatoria e' pubblicata con le stesse formalita' stabilite per la graduatoria provvisoria e costituisce provvedimento definitivo.
Gli alloggi sono assegnati secondo l'ordine stabilito nella graduatoria definitiva che, a tali effetti, conserva la sua efficacia per due anni e, comunque, fino a quando non venga aggiornata nei modi previsti dalla presente legge.
La graduatoria definitiva e' valida per l'assegnazione di tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica di nuova costruzione e di risulta, fatto salvo quanto previsto dai successivi articoli.
Art. 10: ACCERTAMENTO DEL REDDITO
Ai fini della valutazione del possesso da parte del concorrente del requisito del reddito di cui alla lettera f) del precedente art. 2, nonche' della relativa determinazione, la Commissione, nel caso di incompletezza o di sospetta inattendibilita' dei dati indicati nella dichiarazione fiscale, ovvero in caso di omissione della dichiarazione medesima, provvede alla relativa segnalazione agli uffici finanziari, suffragata da elementi certi, precisi, concordanti segnalati dal Comune, ai sensi del precedente art. 6 ovvero acquisiti dalla Commissione medesima di propria iniziativa, anche tramite formale audizione del soggetto interessato.
In pendenza dell'accertamento da parte degli Uffici finanziari, i concorrenti vengono collocati in apposito elenco e, dopo la definizione della pratica in sede tributaria, vengono inseriti nella graduatoria definitiva vigente al momento, con il punteggio loro spettante, in coda alla classe di punteggio di appartenenza.
Gli organi preposti alla formazione delle graduatorie e alle assegnazioni, nonche' gli enti gestori, possono espletare in qualsiasi momento accertamenti volti a verificare l'esistenza dei requisiti.
Art. 11: AGGIORNAMENTO DELLE GRADUATORIE DI ASSEGNAZIONE
La graduatoria definitiva conserva la sua efficacia fino a quando non venga aggiornata nei modi previsti nei successivi commi.
Le graduatorie conseguenti ai bandi generali vengono aggiornate almeno biennalmente, mediante bandi di concorso integrativi, indetti con le modalita' di cui al precedente articolo 3 ai quali possono partecipare sia nuovi aspiranti all'assegnazione sia coloro i quali, gia' collocati in graduatoria, abbiano interesse a far valere condizioni piu' favorevoli.
I concorrenti collocati in graduatoria sono tenuti a confermare - a pena di cancellazione dalla stessa - ogni quattro anni la domanda di assegnazione, dichiarando la permanenza dei requisiti e delle condizioni.
I Comuni possono, in caso di assenza di domande di assegnazione, individuare - previa richiesta motivata di autorizzazione alla Regione - i beneficiari provvisori degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, i quali, se privi dei requisiti previsti, saranno assoggettati a contratti di locazione a termine, il cui canone sia determinato secondo la legge 27 luglio 1978, n. 392.
E altresi' facolta' dei Comuni, sulla base delle specifiche condizioni locali, procedere all'aggiornamento della graduatoria mediante bandi integrativi annuali, ferma restando la necessita' della conferma quadriennale della domanda.
Per la presentazione delle domande la loro istruttoria, la formazione delle graduatorie provvisoria e definitiva valgono le disposizioni dei precedenti articoli.
Art. 12: VERIFICA DEI REQUISITI PRIMA DELL'ASSEGNAZIONE
In sede di assegnazione degli alloggi deve essere verificata la permanenza dei requisiti previsti per l'assegnazione.
L'eventuale mutamento delle condizioni oggettive e soggettive dei concorrenti, fra il momento dell'approvazione della graduatoria definitiva e quello dell'assegnazione, non influisce sulla collocazione in graduatoria, sempre che permangano i requisiti e non siano trascorsi piu' di dodici mesi dalla formazione della graduatoria definitiva.
In caso contrario la verifica deve riguardare anche la permanenza delle condizioni che hanno dato luogo al punteggio.
Qualora il Comune accerti la mancanza nell'assegnatario di alcuno dei requisiti o delle condizioni di cui al secondo comma del presente articolo, il Comune stesso trasmette la relativa documentazione alla Commissione di cui al precedente articolo 7 la quale, nei successivi venti giorni provvede all'eventuale esclusione del concorrente dalla graduatoria o all'eventuale mutamento della posizione del richiedente nella graduatoria medesima.
Art. 13: ASSEGNAZIONE E STANDARD DELL'ALLOGGIO
L'assegnazione in locazione semplice degli alloggi agli aventi diritto in base all'ordine della graduatoria definitiva e' effettuata dal Comune territorialmente competente.
Ogni Ente proprietario o gestore di alloggi cui si applicano le disposizioni della presente legge e' tenuto a comunicare al Comune territorialmente competente l'elenco degli alloggi disponibili, entro otto giorni dalla data di disponibilita'.
Non possono essere assegnati alloggi la cui superficie relativa alla sola unita' immobiliare determinata ai sensi dell'art. 13, 3° comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392, rapportata al nucleo familiare, ecceda lo standard abitativo di cui al precedente articolo 2, lett. c).
Sono ammesse assegnazioni in deroga qualora le caratteristiche dei nuclei familiari richiedenti in graduatoria e degli assegnatari interessati ad eventuali cambi di alloggio non consentano, a giudizio congiunto del Comune e dell'Ente gestore, soluzioni valide ne' ai fini della razionalizzazione dell'uso del patrimonio pubblico ne'ai fini del soddisfacimento di domande con pari o piu' grave connotazione di bisogno.
Art. 14: SCELTA E CONSEGNA DEGLI ALLOGGI
Il Sindaco comunica l'assegnazione agli aventi diritto con lettera raccomandata, fissando il giorno per la scelta dell'alloggio, presso la sede dell'Ente gestore.
La scelta degli alloggi, nell'ambito di quelli da assegnare, e' compiuta dagli assegnatari secondo l'ordine di precedenza stabilito dalla graduatoria, nel rispetto di quanto previsto dal precedente articolo.
La scelta dell'alloggio deve essere effettuata dall'assegnatario o da persona all'uopo delegata. In caso di mancata assegnazione l'assegnatario decade dal diritto di scelta.
I concorrenti utilmente collocati in graduatoria possono rinunciare all'alloggio ad essi proposto soltanto per gravi e documentati motivi, da valutarsi da parte del Comune competente all'assegnazione.
In caso di rinuncia non adeguatamente motivata, il Comune dichiara la decadenza dall'assegnazione, previa diffida all'interessato ad accettare l'alloggio propostogli.
In caso di rinuncia ritenuta giustificata dal Comune, l'interessato non perde il diritto all'assegnazione ed alla scelta degli alloggi che siano successivamente ultimati o comunque si rendano disponibili.
L'Ente gestore, sulla base del provvedimento di assegnazione emanato dal Sindaco, provvede alla convocazione, con lettera raccomandata dell'assegnatario per la stipulazione del contratto e per la successiva consegna dell'alloggio.
L'alloggio deve essere stabilmente occupato dall'assegnatario entro trenta giorni e, se si tratta di lavoratore emigrato all'estero, entro sessanta giorni dalla consegna salvo proroga da concedersi dal Comune a seguito di motivata istanza.
L'inosservanza dell'onere di cui sopra comporta la decadenza dall'assegnazione. La dichiarazione di decadenza - previa comunicazione all'assegnatario, mediante lettera raccomandata del fatto che puo' giustificarla, con la fissazione di un termine non inferiore a dieci e non superiore a undici giorni per la presentazione di deduzioni scritte e di documenti - e' pronunciata dal Sindaco del Comune interessato con propria ordinanza e comporta la risoluzione di diritto del contratto.
I termini suindicati sono raddoppiati se si tratti di lavoratori emigrati all'estero.
Il provvedimento del Sindaco - che deve contenere il termine per il rilascio non superiore a sessanta giorni - costituisce titolo esecutivo nei confronti dell'assegnatario e di chiunque occupi l'alloggio e non e' soggetto a graduazioni o proroghe.
Contro il provvedimento del Sindaco l'interessato puo' proporre ricorso al Pretore del luogo nel cui mandamento e' situato l'alloggio entro il termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione del decreto stesso.
Il Pretore adito ha facolta' di sospendere l'esecuzione del decreto.
Il provvedimento di sospensione puo' essere dato dal Pretore con decreto in calce al ricorso.
Art. 15: RISERVA DI ALLOGGI PER SITUAZIONI DI EMERGENZA ABITATIVA
La Regione, anche su proposta dei Comuni interessati, puo' riservare un'aliquota, non superiore al 25% degli alloggi, da assegnare annualmente per ciascun ambito territoriale, per far fronte a specifiche documentate situazioni di emergenza abitativa, quali pubbliche calamita', sfratti, sistemazione di profughi, sgombero di unita' abitative da recuperare, trasferimento di appartenenti alle Forze dell'Ordine od altre gravi particolari esigenze individuate dai Comuni.
Anche per le assegnazioni degli alloggi riservati devono sussistere i requisiti prescritti, salvo che non si tratti di sistemazione provvisoria che non puo' eccedere la durata di due anni.
Nel caso in cui il beneficiario della riserva sia gia' assegnatario di alloggi di edilizia residenziale pubblica i requisiti richiesti sono quelli per la permanenza.
L'accertamento dei requisiti viene effettuato dalle Commissioni di assegnazione, previa istruttoria da parte dei Comuni interessati.
Non e' ammessa alcuna altra forma di riserva al di fuori di quella prevista dalle presenti norme, salvo nel caso di dichiarazione di pubblica calamita'.
La riserva di alloggi a favore dei profughi prevista dall'art. 34 della legge 26 dicembre 1981, n. 763, e' autorizzata dalla Regione, su proposta dei Comuni, nell'ambito dell'aliquota del 25% stabilita al primo comma del presente articolo.
La proposta dei Comuni dovra' tener conto della consistenza delle domande in graduatoria presentate dai profughi in ciascun ambito di concorso in occasione dei bandi generali ed integrativi emanati dai Comuni stessi.
L'aliquota di riserva da destinare ai profughi viene proposta ed autorizzata dopo la formazione della graduatoria speciale dei profughi, che vengono ivi collocati con lo stesso punteggio ottenuto nella graduatoria generale, e non puo' eccedere il 15% degli alloggi compresi nei nuovi programmi di intervento.
Per la definizione della qualita' di profugo si richiamano le disposizioni della citata legge n. 763/81.
Art. 16: SUBENTRO NELLA DOMANDA E NELL'ASSEGNAZIONE
In caso di decesso dell'aspirante assegnatario o dell'assegnatario subentrano rispettivamente nella domanda e nell'assegnazione i componenti del nucleo familiare come definito al precedente art. 2 secondo l'ordine ivi indicato, ove in possesso dei requisiti.
Al momento della voltura del contratto l'Ente gestore verifica che non sussistano per il subentrante e gli altri componenti del nucleo familiare condizioni ostative alla permanenza nell'alloggio.
L'ampliamento stabile del nucleo familiare e' ammissibile qualora non comporti la perdita di uno qualsiasi dei requisiti previsti per la permanenza, previa verifica da parte dell'Ente gestore, oltre che nei confronti di persone legate all'assegnatario da vincoli di coniugio o di convivenza more uxorio, di parentela ed affinita', anche - secondo la definizione di nucleo familiare indicata al precedente articolo 2 - nei confronti di persone prive di vincoli di parentela o affinita', qualora siano, nell'uno o nell'altro caso, riscontrabili le finalita' di costituzione di una stabile e duratura convivenza con i caratteri della mutua solidarieta' ed assistenza economica ed affettiva. L'ampliamento stabile del nucleo familiare istituisce per il nuovo componente autorizzato il diritto al subentro con relativa applicazione della normativa di gestione.
E altresi' ammessa, previa autorizzazione dell'Ente gestore, l'ospitalita' temporanea di terze persone, per un periodo non superiore a due anni e prorogabile solo per un ulteriore biennio, qualora l'istanza dell'assegnatario scaturisca da obiettive esigenze di assistenza a tempo determinato o da altro giustificato motivo da valutarsi da parte dell'Ente gestore.
In caso di separazione, di scioglimento del matrimonio, di cessazione degli effetti civili del medesimo, l'Ente gestore provvede all'eventuale voltura del contratto di locazione uniformandosi alla decisione del giudice.
Titolo II: NORME PER LA GESTIONE DELLA MOBILITA NEGLI ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA
Art. 17: PROGRAMMAZIONE DELLA MOBILITA'
Ai fini dell'eliminazione delle condizioni di sotto utilizzazione o sovraffollamento degli alloggi pubblici, nonche' dei disagi abitativi di carattere sociale, l'ente gestore, d'intesa con il Comune, predispone biennalmente un programma di mobilita' dell'utenza, da effettuarsi sia attraverso il cambio degli alloggi assegnati, sia mediante l'utilizzazione di quelli di risulta e di un'aliquota definita dal Comune non superiore al 30% di quelli di nuova assegnazione.
Il programma di mobilita' viene formato sulla base dei seguenti elementi:
a) verifica dello stato d'uso e di affollamento degli alloggi cui si applica la presente normativa, con conseguente individuazione delle situazioni di sovra e sotto affollamento secondo le classi di gravita' in relazione alla composizione e alle caratteristiche socioeconomiche dei nuclei familiari;
b) formazione di una graduatoria degli assegnatari aspiranti alla mobilita' attraverso la pubblicazione periodica con frequenza almeno biennale, di appositi bandi da emanarsi a cura dell'ente gestore secondo scadenze e modalita' definite d'intesa con il Comune, garantendo la diffusione nei confronti degli assegnatari.
Art. 18: DOMANDA E CRITERI DI MOBILITA'
Le domande degli assegnatari richiedenti il cambio alloggio indirizzate all'ente gestore, corredate dalle motivazioni della richiesta e dei dati anagrafici e reddituali del nucleo familiare, vengono valutate dalla Commissione di cui al successivo art. 19 sulla base delle seguenti motivazioni indicate secondo l'ordine di priorita':
1) inidoneita' oggettiva dell'alloggio occupato a garantire normali condizioni di vita e di salute per la presenza nel nucleo familiare di componenti anziani, o di portatori di handicaps o di persone comunque affette da gravi disturbi prevalentemente di natura motoria;
2) situazioni di sovra/sotto affollamento rispetto allo standard abitativo secondo il livello derivante dal grado di scostamento esistente in eccedenza e in difetto;
3) esigenza di avvicinamento al luogo di lavoro, o di cura ed assistenza qualora trattasi di anziani o handicappati;
4) ulteriori motivazioni di rilevante gravita' da valutarsi da parte della Commissione.
Art. 19: COMMISSIONE PER LA MOBILITA'
La Commissione, istituita presso il Comune e' cosi' composta:
- da due rappresentanti dell'Ente gestore;
- da due rappresentanti designati dalle organizzazioni sindacali dell'utenza;
- da due rappresentanti del Comune su cui sorgono gli alloggi interessati dal programma di mobilita'.
La Commissione forma la graduatoria degli aspiranti al cambio alloggio, stabilendo i criteri per la formazione della graduatoria ed il regolamento per il proprio funzionamento. Il Comune e l'Ente gestore possono fissare, in base alle situazioni locali, motivazioni aggiuntive e priorita' di mobilita'.
La Commissione e' di norma istituita presso tutti i Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti.
Art. 20: NORME PER LA GESTIONE DELLA MOBILITA'
Nell'attuazione del programma di mobilita' il Comune e l'Ente Gestore debbono favorire la scelta della zona di residenza da parte dell'assegnatario ovvero la permanenza nello stesso quartiere, garantendo altresi'il miglioramento o il contenimento delle precedenti condizioni abitative.
In sede di prima applicazione della presente normativa viene data priorita' all'accoglimento delle domande di cambio fondate su gravi motivi di salute, da soddisfarsi attraverso l'utilizzazione degli alloggi di risulta e di nuove costruzioni. Deve altresi' essere concessa priorita' ai cambi-alloggio degli anziani disposti a liberare alloggi grandi per trasferire in quelli minimi.
Per ciascun assegnatario e' ammesso di norma un solo cambio nell'arco di cinque anni, salvo l'insorgere di situazioni gravi ed imprevedibili.
Non possono essere eseguiti cambi-alloggio nei confronti degli assegnatari che abbiano perduto i requisiti previsti per la conservazione dell'assegnazione, ne' per coloro che abbiano violato le clausole contrattuali.
Per il cambio-alloggio deve essere di norma rispettato lo standard abitativo previsto per l'assegnazione.
Gli alloggi di risulta e quelli di nuova costruzione destinati alla mobilita' se non utilizzati entro 30 giorni per il citato programma vengono assegnati sulla base della graduatoria generale.
L'Ente gestore per grave sotto utilizzazione della superficie dell'alloggio o per altro giustificato motivo pui', altresi', proporre il cambio-alloggio alla Commissione e l'assegnatario, in caso di non accettazione del cambio stesso, e' tenuto a corrispondere un canon e determinato ai sensi della legge 392/78, fatta eccezione per gli assegnatari percettori di pensioni minime o sociali.
Oltre alla mobilita' programmata, su richiesta degli inquilini e su proposta dell'Ente gestore e del Comune, sono consentiti gli scambi consensuali tra assegnatari, previa autorizzazione dell'Ente gestore che verifica l'assenza di condizioni che ostino al mantenimento dell'alloggio.
Gli interessati possono presentare opposizione al programma di mobilita' al Sindaco del Comune nei trenta giorni successivi dalla data di comunicazione; il Sindaco e' tenuto a decidere entro sessanta giorni sentita la Commissione.
Titolo III: NORME PER LA FISSAZIONE DEI CANONI DEGLI ALLOGGI DI E.R.P.
Art. 21: DEFINIZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE
Il canone di locazione degli alloggi indicati al precedente art. 1 e' diretto a compensarne i costi di amministrazione, di gestione e di manutenzione entro i limiti annualmente stabiliti dalla Regione a norma del secondo comma dell'articolo 25 della legge 513/77, nonche' a consentire il recupero di una parte delle risorse impegnate per la realizzazione degli alloggi stessi ai fini del reinvestimento, da destinare al recupero ed alla costruzione di alloggi.
Le entrate degli IACP sono interamente soggette alle norme dell'art. 25 della legge 8 agosto 1977, n. 513.
Le entrate degli altri Enti proprietari o gestori debbono essere impiegate secondo le finalita' delle lettere a), b) e c) dell'art. 25, sulla base di programmi annuali, comunicati alla Regione entro i 30 giorni successivi al termine previsto per l'approvazione del bilancio preventivo.
Gli assegnatari sono inoltre tenuti a rimborsare integralmente all'Ente gestore le spese dirette e indirette sostenute per i servizi ad essi prestati, nella misura fissata dall'Ente in relazione al costo dei medesimi, secondo criteri di ripartizione correlati alla superficie degli alloggi o al numero di vani convenzionali, ciascuno di mq. 14 con riferimento a quanto stabilito al successivo titolo.
Art. 22: ELEMENTI PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE
Per la determinazione del canone di locazione degli alloggi di cui all'art.20 gli enti gestori tengono conto dei caratteri oggettivi degli alloggi e del reddito complessivo del nucleo familiare degli assegnatari.
Il reddito complessivo del nucleo familiare degli assegnatari e' determinato ai sensi del precedente art. 2 lettera f).
In relazione ai caratteri oggettivi degli alloggi, gli enti gestori definiscono il canone di locazione secondo le disposizioni di cui agli articoli seguenti.
Art. 23: CARATTERI OGGETTIVI DELL'ALLOGGIO
I caratteri oggettivi dell'alloggio e i coefficienti ad essi relativi sono quelli espressi dagli artt. 13, 16, 17, 18, 19, 20, 21 della legge 27 luglio 1978, n. 392, salvo quanto disposto nei successivi articoli relativamente alla superficie convenzionale, alla tipologia, alla classe demografica dei Comuni, all'ubicazione.
Art. 24: SUPERFICIE CONVENZIONALE
La superficie convenzionale e' determinata a norma dell'articolo 13 della legge 27 luglio 1978, n. 392.
Non si applicano i coefficienti di cui al quinto comma del citato articolo.
Art. 25: TIPOLOGIA
In relazione alla Tipologia si applicano i coefficienti stabiliti all'art. 16 della legge 27 luglio 1978, n. 392, previa verifica della rispondenza della categoria catastale alle caratteristiche degli alloggi.
In caso di non rispondenza, l'Ente gestore e' tenuto a richiedere la revisione catastale e ad applicare in via provvisoria la categoria proposta.
Art. 26: CLASSE DEMOGRAFICA DEI COMUNI
In relazione alla classe demografica dei Comuni si applicano i coefficienti stabiliti all'art. 17 della legge 392.
I Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti sono assimilati a quelli di cui al coefficiente f) del ciitato art. 17 della legge 392.
Art. 27: UBICAZIONE
In relazione all'ubicazione si applicano i coefficienti previsti dall'art. 18 della legge 392, salvo la facolta' dei Comuni di individuare zone di degrado specifico per l'edilizia pubblica relative a singoli edifici o a complessi insediativi, anche sulla base dell'inadeguatezza del contesto ambientale e dei servizi della residenza e del territorio.
Per gli alloggi individuati dai Comuni ai sensi del precedente comma, anche su proposta dell'Ente gestore, si applica il coefficiente 0,90.
Per gli alloggi ubicati nei Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti si applica il coefficiente 0,90.
Art. 28: DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE
Per la determinazione del canone riferito ai caratteri oggettivi dell'alloggio gli enti gestori applicano il disposto dell'art. 12, primo e secondo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392.
Per gli effetti di cui alla presente legge il costo unitario di produzione dell'alloggio e' pari al costo base moltiplicato per i coefficienti indicati nell'art. 23 e applicati secondo le specificazioni contenute nei precedenti articoli.
Il costo base a metro quadrato degli alloggi Ï determinato a norma dell'art. 14 della legge 27 luglio 1978, n. 392, per gli immobili ultimati entro il 31 dicembre 1975.
Ai fini dell'applicazione della presente legge, per gli immobili ultimati dopo il 31 dicembre 1975 il costo base di produzione stabilito annualmente ai sensi dell'art. 22 della legge n. 392 e' abbattuto nella misura del 15%.
Art. 29: CALCOLO DEL CANONE DI LOCAZIONE
Per la determinazione del canone di locazione degli alloggi, gli enti gestori riducono il canone definito ai sensi degli articoli precedenti alle percentuali sotto indicate, sulla base del reddito complessivo del nucleo familiare di ciascun assegnatario; a tal fine gli assegnatari sono collocati nelle seguenti fasce di reddito, con le relative percentuali:
A) al 15% agli assegnatari con reddito annuo complessivo del nucleo familiare, derivante esclusivamente da pensione, non superiore all'importo di una pensione minima INPS per la generalita' dei lavoratori aumentato dell'importo di una pensione sociale;
B1) al 60% agli assegnatari con reddito annuo complessivo del nucleo familiare non superiore al limite di assegnazione diminuito del 40%;
B2) al 70% agli assegnatari con reddito annuo complessivo del nucleo familiare, compreso tra l'importo di cui al precedente punto B1) e il limite di assegnazione;
B3) al 90% agli assegnatari con reddito annuo complessivo del nucleo familiare fra il limite del precedente punto B2) e il limite di assegnazione aumentato del 25%;
L'aggiornamento dei dati relativi alle condizioni reddituali degli assegnatari deve essere effettuato dagli enti gestori con frequenza non inferiore al biennio e con conseguente verifica ed eventuale modifica della fascia di reddito e di canone.
Gli IACP sono tenuti, contestualmente all'adozione della deliberazione di proposta alla Regione dell'ammontare annuo delle quote b) e c) di cui all'art. 25 della legge 513, a comunicare alla Regione stessa la percentuale di eccedenza delle entrate per canoni di locazione rispetto all'ammontare complessivo delle spese di amministrazione e manutenzione degli alloggi. La Regione, in conformita' ai criteri nazionali stabiliti dal CIPE, a partire dal primo anno di applicazione dei canoni di cui alla precedente legge e per gli anni successivi, apporta modifiche con deliberazione del Consiglio regionale alle percentuali di sconto relative alle varie fasce di canone, allo scopo di garantire nel tempo la maggior entrata del 50% rispetto alle spese di amministrazione e manutenzione da destinare alle finalita' di cui al penultimo comma dell'art. 25 della citata legge 513.
Art. 30: AGGIORNAMENTO DEL CANONE DI LOCAZIONE
Per gli alloggi ultimati dopo l'entrata in vigore della presente legge il canone definito a norma dell'art. 29 e' aggiornato ogni anno nella misura stabilita dal CER.
Per gli alloggi ultimati prima dell'entrata in vigore della presente legge il canone definito a norma dell'articolo citato e' integrato dagli aggiornamenti annuali maturati fino alla data suddetta e calcolati sulla base del 75% delle variazioni annuali, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Detti aggiornamenti annuali sono computati con decorrenza dal 1 agosto 1979 per gli alloggi assegnati in locazione prima dell'entrata in vigore della legge 27 luglio 1978, n. 392, sulla base della variazione giugno 1979/giugno 1978 dell'indice dei prezzi accertata dall'ISTAT. Gli aggiornamenti relativi agli alloggi assegnati in locazione dopo l'entrata in vigore della citata legge 392 sono computati con decorrenza dal 1 agosto dell'anno successivo alla data dell'assegnazione, sulla base del 75% della variazione dell'indice dei prezzi, accertata dall'ISTAT per l'anno precedente.
Relativamente agli alloggi di cui al comma precedente, l'aggiornamento annuale del canone da effettuarsi successivamente all'entrata in vigore della presente legge e' determinato secondo il disposto di cui al primo comma del presente articolo.
Art. 31: COLLOCAZIONE NELLA FASCE DI REDDITO
Gli assegnatari sono collocati nelle fasce di reddito di cui all'art. 29 sulla base della documentazione prodotta o degli accertamenti effettuati a norma del successivo art. 32.
In sede di prima applicazione della disciplina di cui alla presente legge la collocazione degli assegnatari nelle fasce di reddito di appartenenza ha effetto, ai fini dell'applicazione del relativo canone di locazione dal secondo mese dalla data di entrata in vigore della legge regionale.
Dalla data suddetta fino all'accertamento dei redditi agli assegnatari e' applicato il canone di locazione sotto indicato, a seconda del canone cui gli stessi siano sottoposti alla data di entrata in vigore della presente legge:
1) canone indicato sub B1) dell'art. 29 per gli assegnatari sottoposti al canone minimo ridotto ai sensi del nono comma dell'art. 22 della legge 8 agosto 1977, n. 513;
2) canone indicato sub B2) dell'art. 29 per gli assegnatari sottoposti al canone minimo ridotto ai sensi dell'ottavo comma dell'art. 22 della citata legge 513;
3) canone indicato sub B3) dell'art. 29 per gli assegnatari sottoposti al canone minimo di cui all'art. 22 della legge citata;
4) canone indicato sub C) dell'art. 29 per gli assegnatari sottoposti al canone fissato ai sensi degli ultimi due commi del citato articolo 22 della legge 513.
Art. 32: ACCERTAMENTO PERIODICO DEL REDDITO
La situazione reddituale degli assegnatari e' aggiornata biennalmente dagli enti gestori nei termini e secondo le modalita' di cui all'art.10 ed alle disposizioni regionali in materia di anagrafe dell'utenza e del patrimonio.
L'eventuale variazione della collocazione degli assegnatari nelle fasce di reddito e del canone di locazione ha effetto dal 1 gennaio dell'anno successivo a quello per il quale e' stata accertata la modificazione della situazione reddituale.
L'assegnatario ha in ogni caso diritto di essere collocato in una fascia di reddito inferiore qualora abbia subito nell'anno precedente una diminuzione di reddito. La collocazione nella fascia di reddito inferiore e' disposta dall'ente gestore con decorrenza dal 1 gennaio dell'anno successivo a quello per il quale e' stata accertata la diminuzione di reddito.
Qualora l'assegnatario non produca la documentazione richiesta o dichiari un reddito ritenuto inattendibile dall'Ente gestore, si applica il canone di cui al punto C) del precedente art. 29.
Art. 33: FONDO SOCIALE
E' istituito nell'ambito regionale il fondo sociale per l'integrazione delle spese per i servizi accessori dell'abitazione, destinato agli assegnatari percettori di redditi da pensione minima e sociale, appartenenti alla fascia 1) di cui al precedente art. 29.
La Giunta regionale determina le modalita', le forme di costituzione e di funzionamento del fondo stesso.
Gli enti pubblici diversi dagli IACP costituiscono il fondo sociale attraverso la destinazione di un'aliquota delle entrate derivanti dai canoni determinati ai sensi del punto C) del precedente art. 29, secondo la percentuale fissata dalla Giunta regionale.
Art. 34: MOROSITA' NEL PAGAMENTO DEL CANONE
La morosita' superiore a tre mesi nel pagamento del canone di locazione e' causa di risoluzione del contratto, con conseguente decadenza dell'assegnazione.
La morosita' puo' essere tuttavia sanata, per non piu' di una volta nel corso dell'anno, qualora il pagamento della somma dovuta avvenga nel termine perentorio di sessanta giorni dalla messa in mora.
Non e' causa di risoluzione del contratto la morosita' dovuta a stato di disoccupazione o grave malattia dell'assegnatario, qualora ne siano derivate l'impossibilita' o la grave difficolta', accertata dall'ente gestore, di effettuare il regolare pagamento del canone di locazione.
Tale impossibilita' o grave difficolta' non puo' comunque valere per piu' di sei mesi.
Titolo IV: NORME PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLE AUTOGESTIONI
Art. 35: ALLOGGI SOGGETTI AD AUTOGESTIONE DEI SERVIZI
Gli enti gestori favoriscono e promuovono l'autogestione da parte dell'utenza dei servizi accessori e degli spazi comuni, sulla base dei criteri indicati nel presente articolo.
Per gli alloggi di nuova costruzione o recuperati, il contratto di locazione prevede l'assunzione diretta della gestione dei servizi da parte degli assegnatari.
In caso di particolari esigenze o difficoltÅ, l'Ente gestore puo', sentite le Organizzazioni Sindacali dell'utenza, deliberare di soprassedere all'attivita' dell'autogestione, ovvero di sospenderne la prosecuzione, per i tempi strettamente necessari per far cessare le cause ostative assunte a base del deliberato.
Per gli alloggi gia' assegnati gli enti gestori realizzano il decentramento dell'attivita' di gestione dei servizi entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge. Gli enti gestori debbono dotarsi di strumenti tecnici, operativi e giuridici di sostegno delle autogestioni, con particolare riguardo per gli alloggi prevalentemente occupati da anziani o da persone non autonome.
Fino al momento dell'effettivo funzionamento delle autogestioni gli assegnatari sono tenuti a rimborsare agli enti gestori i costi diretti ed indiretti dei servizi erogati secondo acconti mensili e conguagli annuali sul rendiconto redatto dall'Ente.
E facolta' dell'ente gestore, sulla base di apposito regolamento definito d'intesa con le organizzazioni sindacali degli assegnatari, estendere l'autogestione alla piccola manutenzione, accreditando agli organi dell'autogestione una parte della quota di canone destinata alla manutenzione non superiore al 30%.
Gli assegnatari che si rendono morosi verso l'autogestione sono considerati a tutti gli effetti inadempienti degli obblighi derivanti dal contratto di locazione.
Art. 36: ALLOGGI IN AMMINISTRAZIONE CONDOMINIALE
E' fatto divieto agli enti gestori di proseguire, o di iniziare, l'attivita' di amministrazione degli stabili integralmente o prevalentemente ceduti in proprieta'. Dal momento della costituzione del condominio, cessa per gli assegnatari in proprieta' d'obbligo di corrispondere all'ente gestore le quote per spese generali, di amministrazione e manutenzione, eccezion fatta per quelle afferenti al servizio di rendicontazione e di esazione delle rate di riscatto, la cui misura e' autorizzata annualmente dalla Regione, su proposta dell'ente gestore.
Le norme di cui al comma precedente si applicano altresi' agli assegnatari in locazione con patto di futura vendita, che costituiscono un'autogestione disciplinata dalle norme del C.C. sul condominio.
Gli assegnatari in locazione di alloggi compresi negli stabili a regime condominiale hanno diritto di voto, in luogo dell'ente gestore, per le delibere relative alle spese ed alle modalita' di gestione dei servizi a rimborso, ivi compreso il riscaldamento, che sono tenuti a versare direttamente all'amministrazione.
Titolo V: ANNULLAMENTO, DECADENZA E RISOLUZIONE CONTRATTUALE
Art. 37: ANNULLAMENTO DELL'ASSEGNAZIONE
L'annullamento dell'assegnazione viene disposto con provvedimento del Sindaco del Comune competente nei seguenti casi:
In presenza di tali condizioni, comunque accertate prima della consegna dell'alloggio o nel corso del rapporto di locazione, il comune, contestualmente alla comunicazione con lettera raccomandata all'assegnatario delle risultanze conseguenti agli accertamenti compiuti, assegna al medesimo un termine di 15 gg. per la presentazione di deduzioni scritte e di documenti, dandone contemporanea notizia all'Ente gestore.
I termini suindicati sono raddoppiati per i lavoratori emigrati all'estero, nel caso in cui trattasi di accertamenti effettuati prima della consegna dell'alloggio.
Qualora, dall'esame dei documenti prodotti dall'assegnatario, non emergano elementi tali da modificare le condizioni accertate dal Comune, il Sindaco pronuncia l'annullamento dell'assegnazione entro i successivi trenta giorni, sentito il parere della Commissione di Assegnazione.
L'ordinanza del Sindaco - che deve contenere il termine per il rilascio non superiore a sei mesi - costituisce titolo esecutivo nei confronti dell'assegnatario e di chiunque occupi l'alloggio e non e' soggetto a graduazioni o proroghe.
Il provvedimento del sindaco ha carattere definitivo.
Art. 38: DECADENZA DELL'ASSEGNAZIONE
La decadenza dell'assegnazione viene dichiarata dal sindaco del comune territorialmente competente nei casi in cui l'assegnatario:
c) abbia adibito l'alloggio ad attivitÅ illecite;
e) fruisca di un reddito annuo complessivo, per il nucleo familiare, superiore al limite stabilito per la permanenza, come indicato all'articolo 39.
Per il procedimento si applicano le disposizioni previste per l'annullamento dell'assegnazione, fatta eccezione per il parere della Commissione di assegnazione.
La decadenza dell'assegnazione comporta la risoluzione di diritto del contratto ed il rilascio immediato dell'alloggio.
Il Sindaco puo' tuttavia concedere un termine non eccedente i sei mesi per il rilascio dell'immobile, fatta salva la gradualita' indicata al successivo art. 39, per gli assegnatari nelle condizioni della lettera e) del presente articolo.
Art. 39: MODALITA' DI DECADENZA IN CASO DI SUPERAMENTO DEL REDDITO
La qualita' di assegnatario e' riconosciuta anche a colui che, nel corso del rapporto, superi il limite di reddito previsto per l'assegnazione, di cui al precedente punto f), fino ad un massimo pari al doppio di tale limite.
Gli assegnatari con redditi superiori al limite stabilito ai sensi del precedente punto ricevono dall'ente gestore preavviso che la decadenza verra' dichiarata dopo due ulteriori accertamenti annuali consecutivi che documentino la stabilizzazione del reddito al di sopra del predetto limite. Per tutto il periodo di permanenza del reddito al di sopra del limite di decadenza, agli assegnatari interessati verranno applicate le norme di cui alla legge 27 luglio 1978, n.392, limitatamente alla parte afferente il canone.
La Regione, nell'ambito dei provvedimenti di ripartizione dei fondi statali di edilizia agevolata, prevede, su proposta degli enti gestori e dei comuni interessati, la destinazione - in via prioritaria - di una quota degli alloggi compresi in detti programmi agli assegnatari che abbiano ricevuto il preavviso di decadenza, o che comunque fruiscano di un reddito il cui livello sia prossimo o superiore rispetto a quello consentito per la conservazione della qualita' di assegnatario.
In sede di prima applicazione delle presenti norme, ed ai fini dell'emissione del preavviso di decadenza, l'accertamento dei redditi deve essere compiuto entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge. E compito dell'ente gestore d'intesa con i comuni interessati graduare i tempi e le modalita' di esecuzione dei provvedimenti di decadenza da pronunciarsi da parte del comune dopo due ulteriori accertamenti annuali consecutivi, nel rispetto dei seguenti criteri:
1 a) in tutti i comuni della Regione i preavvisi di decadenza vengono inviati entro nove mesi dall'entrata in vigore della presente legge. La decadenza dell'assegnazione e' dichiarata - ed immediatamente eseguita - dopo il 2- accertamento annuale consecutivo nei confronti degli assegnatari i cui redditi familiari siano pari o superiori al 50% del limite di reddito consentito per la conservazione della qualita' di assegnatario;
l b) entro sei mesi dall'entrata in vigore delle presenti norme vengono emessi i preavvisi di decadenza nei confronti degli assegnatari che fruiscano di un reddito che superi dal 25% al 30% il limite di reddito consentito per la conservazione della qualita' di assegnatario, fatta eccezione per gli assegnatari nei Comuni destinatari degli interventi di emergenza ai sensi della legge 26 marzo 1982, n. 94, i quali vengono inclusi nella successiva classe di gradualita';
1 c) in tutti i Comuni della Regione i preavvisi di decadenza vengono inviati entro nove mesi dall'entrata in vigore della presente legge nei confronti degli assegnatari con redditi compresi nel limite consentito per la permanenza nell'edilizia residenziale pubblica incrementato fino al 25%.
Tale modalita' e' estesa anche agli assegnatari appartenenti alla classe di reddito superiore, i cui alloggi siano ubicati nei comuni indicati nel punto precedente.
Dopo tre anni dall'entrata in vigore della legge regionale eventuali ulteriori forme di proroga dell'esecuzione della dichiarazione di decadenza potranno essere autorizzate dalla Regione, per un periodo massimo di un anno, soltanto su motivata richiesta del comune d'intesa con l'ente gestore; limitatamente a situazioni di accertata e oggettiva impossibilita' degli assegnatari di disporre di soluzioni abitative alternative anche precarie.
Art. 40: RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
L'ente gestore procede ai sensi dell'art. 34 alla risoluzione del contratto in caso di morosita' con conseguente decadenza dall'assegnazione.
Il provvedimento del Legale rappresentante dell'Ente gestore che deve contenere un termine per il rilascio dell'alloggio non superiore a novanta giorni - costituisce titolo esecutivo nei confronti dell'assegnatario e di chiunque occupi l'alloggio e non e' soggetto a graduazioni o proroghe.
Nei confronti degli assegnatari inadempienti per morosita' gli enti gestori possono applicare le procedure previste dall'art. 32 del R.D.28 aprile 1938, n. 1165.
Art. 41: OCCUPAZIONI E CESSIONI ILLEGALI DEGLI ALLOGGI
Il legale rappresentante dell'Ente gestore persegue con querela, ai sensi dell'art. 663 del Codice Penale, chi occupi senza titolo un alloggio gestito dall'ente medesimo.
Per il cedente senza titolo si applicano le disposizioni di cui al precedente articolo 38 fatte salve le disposizioni di cui all'ultimo comma dell'articolo 385 del T.U. 28 aprile 1938, n. 1165.
L'ente gestore competente per territorio dispone, con proprio atto il rilascio degli alloggi occupati da cessionari senza titolo.
A tal fine diffida preventivamente con lettera raccomandata l'occupante senza titolo a rilasciare l'alloggio entro 15 giorni e gli assegna lo stesso termine per la presentazione di deduzioni scritte e di documenti.
L'atto dell'ente gestore, che deve contenere il termine per il rilascio non eccedente i 30 giorni, costituisce titolo esecutivo nei confronti dei soggetti di cui al precedente 3° comma e non e' soggetto a graduazioni o proroghe.
Sono fatte salve le disposizioni dell'art. 53 della legge 5 agosto 1978, n.457 e successive integrazioni e modificazioni.

References: art. 2
 art. 12
 art. 28
 art. 3
 art. 28
 art. 1
 art. 29
 art. 2
 art. 29
 art. 6
 art. 30
 art. 3
 art. 32
 art. 2
 art. 39
 art. 10

Art. 1

Art. 2
 art. 13
 art. 10

Art. 3
 art.11

Art. 4
 art. 2

Art. 5

Art. 6
 art. 2
 art. 7

Art. 7
 articolo 9
 art. 15

Art. 9
 art. 8

Art. 10
 art. 2
 art. 6

Art. 11
 articolo 3

Art. 12
 articolo 7

Art. 13
 articolo 2

Art. 14

Art. 15

Art. 16
 art. 2
 articolo 2

Art. 17

Art. 18
 art. 19

Art. 19

Art. 20

Art. 21
 art. 1

Art. 22
 art. 2

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26
 art. 17

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31
 art. 32
 articolo 22

Art. 32
 art. 29

Art. 33
 art. 29
 art. 29

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38
 art. 39

Art. 39

Art. 40

Art. 41
 articolo 38