Source: https://studiolegaleramelli.it/2019/08/06/cantiere-domestico-ed-incidente-mortale-la-cassazione-salva-il-mero-proprietario-dellimmobile-e-conferma-la-condanna-del-datore-di-lavoro-e-dellaltro-committente-che-si-e-interposto/
Timestamp: 2019-11-12 12:03:27+00:00

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Cantiere domestico ed incidente mortale: la Cassazione salva il mero proprietario dell’immobile e conferma la condanna del datore di lavoro e dell’altro committente che si è interposto nei lavori. – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
Si segnala ai lettori del blog la sentenza n. 34893/2019 – depositata il 31.07.2019 resa in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro, con la quale la Suprema Corte ha confermato la responsabilità penale del committente dell’opera, che nell’avvalersi di altre imprese per l’esecuzione dei lavori ed interponendosi nelle attività di cantiere, ometteva di fornire le informazioni idonee a scongiurare i rischi connessi a ciascuna attività, così causando l’incidente mortale di un lavoratore per folgorazione.
La Corte di appello di Messina confermava la condanna a due anni di reclusione con beneficio della sospensione condizionale della pena e della non menzione, degli imputati tratti a giudizio in qualità di datore di lavoro, committente ed elettricista, che nel dare esecuzione ai lavori di ristrutturazione dell’immobile cagionavano a causa di condotte negligenti, imprudenti e imperite e violando le disposizioni previste dalle norme antinfortunistiche, il decesso del lavoratore, che nel riordinare gli attrezzi di lavoro, restava folgorato a seguito di un contatto con una prolunga non a norma, in quanto priva di presa e collegata direttamente alla rete elettrica a bassa tensione dell’immobile.
Avverso la sentenza di condanna emessa dalla Corte distrettuale di Messina interponevano ricorso per cassazione gli imputati con tre diversi atti, denunciando vizi di legge e di motivazione della sentenza impugnata per la cui cognizione di rimanda alla lettura della sentenza in commento.
Il Supremo Collegio ha ritenuto fondato il ricorso limitatamente alle censure elevate dal proprietario dell’immobile non committente, annullando la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio alla Corte di appello di Reggio Calabria.
In punto di diritto si riportano i passaggi della motivazione che affrontano il tema degli obblighi connessi a ciascuno delle posizioni di garanzia coinvolte nella vicenda in esame:
Sugli obblighi che gravano in ordine alla posizione di garanzia assunta dal datore di lavoro:
“ La prima censura è infondata. Invero, il ricorrente non si confronta affatto con la completa e logica motivazione del giudice di appello, il quale non si è limitato a rinviare alle argomentazioni del giudice di primo grado, ma ha osservato che omissis, in qualità di datore di lavoro del figlio “avrebbe dovuto preventivamente sincerarsi della sicurezza dei luoghi” e conseguentemente, una volta contestate le condizioni di insicurezza del cantiere, anche in considerazione dell’intervento di ulteriori imprese, “avrebbe dovuto provvedere ad evitare che il giovane omissis procedesse nell’esecuzione dei lavori o permanesse ulteriormente su luoghi, data la condizione di pericolo”. Nella sentenza si è anche precisato che “l’obbligo di vigilanza necessita di un progressivo e costante aggiornamento”, sicché è irrilevante che, al momento dell’eventuale valutazione dei rischi, le condizioni del cantiere fossero diverse.
Del resto, come ha chiarito Sez. 3, n. 4063 del 04/10/2007 ud- dep. 28/01/2008, Rv. 238539 – in tema di prevenzione infortuni sul lavoro, integra la violazione dell’obbligo del datore di lavoro di elaborare un documento di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro non soltanto l’omessa redazione del documento iniziale, ma anche il suo mancato, insufficiente o inadeguato aggiornamento od adeguamento, mentre i giudici di merito hanno accertato che omissis non ha adempiuto tale suo obbligo né all’inizio né nel corso dell’esecuzione dei lavori, inadempimento di sicura rilevanza causale, in quanto la corretta valutazione del rischio elettrico esistente avrebbe comportato la predisposizione di maggiori cautele e impedito l’evento, che, contrariamente a quanto asserito dal ricorrente, costituisce proprio la concretizzazione del rischio che la norma violata mira a neutralizzare.”
In ordine alla responsabilità penale per l’incidente occorso sul cantiere ascrivibile al mero proprietario in qualità di committente formale:
“Per quanto riguarda, invece, omissis, proprietaria dell’immobile oggetto dei lavori la Corte di appello ha desunto il suo ruolo di committente “formale” dal verbale di contravvenzione indirizzato dall’Ispettorato del lavoro ad entrambi i coniugi in qualità di committenti, pur precisando che solo omissis si era occupato dei contatti e dei rapporti con i professionisti e con le imprese.
La motivazione in ordine alla posizione di garanzia della ricorrente risulta, dunque, contraddittoria e manifestamente illogica, in quanto supera l’indizio contrario indicato con l’indicazione di un dato del tutto neutro e senza evidenziare alcun significativo elemento probatorio, quale, ad esempio, la gestione delle pratiche amministrative o il pagamento dei professionisti o imprenditori, che, unitamente dal dato formale della proprietà ed ai rapporti di affinità con l’altro committente, potesse dimostrare l’assunzione effettiva e sostanziale del ruolo di committente unitamente a omissis.
La sentenza deve essere annullata nei confronti omissis, in accoglimento esclusivamente del motivo riferito al vizio motivazionale relativo al suo asserito ruolo di committente, con rinvio per nuovo giudizio sul punto.
Va difatti ribadito, come recentemente chiarito Sez. 4n. 10039 del 13/11/2018- dep. 07/03/2019, che gli obblighi di sicurezza previsti dagli artt. 26 e 90 del d.lgs. n. 81 del 2008 gravano esclusivamente sul committente, da intendersi come colui che ha stipulato il contratto d’opera o di appalto, anche se non proprietario del bene che si avvantaggia delle opere affidate, mentre nessuna responsabilità è configurabile a carico del proprietario non committente che non si sia ingerito nell’esecuzione delle opere, pur in assenza di una delega di funzioni.”
Sugli obblighi che gravano in ordine alla posizione di garanzia assunta dal committente dell’opera:
“ Relativamente alla responsabilità di omissis, il giudice di appello ha affermato che “a prescindere da qualsiasi obbligo di redazione del piano operativo di sicurezza o di valutazione del rischio elettrico… e dal fatto che la proprietà della prolunga che ha portato al decesso dell’omissis possa essere ad egli attribuita”, il comportamento tenuto dall’ omissis, “il quale è intervenuto sul quadro elettrico senza predisporre le dovute cautele e senza rendere noti in forma scritta i pericoli ivi presenti e le precauzioni da adottare, data la compresenza sui luoghi di lavoro di diversi soggetti ed operanti”, ha costituito “ragionevolmente” uno degli antecedenti causali da cui è discesa la morte del giovane”.
Contrariamente a quanto asserito dal ricorrente, vi è, dunque, una motivazione esaustiva e non manifestamente illogica sulla propria responsabilità, coerente, peraltro, con l’art 95 lett. g e h, del d.lgs. n. 81 del 2008, che, anche nella formulazione anteriore alla novella, stabiliva : “i datori di lavoro delle imprese esecutrici, durante l’esecuzione dell’opera osservano le misure generali di tutela di cui all’art 15 e curano, ciascuno per la parte di competenza… g) la cooperazione tra datori di lavoro e lavoratori autonomi; h) le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all’interno o in prossimità del cantiere”.
Proprio dagli obblighi di curare la reciproca cooperazione e interazione con gli altri soggetti presenti sul cantiere, obblighi che gravano su ciascuna impresa esecutrice, deriva l’obbligo di fornire adeguate informazioni circa i rischi connessi alla propria attività, dal cui inadempimento la Corte di appello ha fatto discendere la responsabilità di omissis.”
Quadro normativo di riferimento in ordine alle condotte ascritte nella sentenza impugnata:
(alinea così sostituito dall’art. 49 del d.lgs. n. 106 del 2009)
Art. 90 d.lgs. 81/2008, Obblighi del committente o del responsabile dei lavori:
Quadro giurisprudenziale in materia di sicurezza sul lavoro e in ordine alla responsabilità penale del committente dei lavori eseguiti:
Cassazione penale sez. IV, 08/01/2019, n.5893:
In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, il committente, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un’unica ditta appaltatrice, è titolare di una posizione di garanzia idonea a fondare la sua responsabilità per l’infortunio, sia per la scelta dell’impresa, sia in caso di omesso controllo dell’adozione, da parte dell’appaltatore, delle misure generali di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, essendo tuttavia esonerato dagli obblighi in materia antinfortunistica che richiedono una specifica competenza tecnica. (In applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza che aveva riconosciuto la responsabilità del committente in relazione all’infortunio occorso a un lavoratore dipendente dalla ditta appaltatrice, per non aver effettuato un sopralluogo che avrebbe consentito di rilevare l’insufficienza delle misure di sicurezza apprestate, ritenendo carente la motivazione della sentenza impugnata, per non avere spiegato le ragioni per le quali il committente avrebbe dovuto percepire “ictu oculi”, senza bisogno di specifiche competenze tecniche, tali deficienze).
Cassazione penale sez. IV, 13/11/2018, n.10039:
Gli obblighi di sicurezza previsti dagli artt. 26 e 90, d.lgs 9 aprile 2008, n. 81 gravano esclusivamente sul committente, da intendersi come colui che ha stipulato il contratto d’opera o di appalto, anche se non proprietario del bene che si avvantaggia delle opere affidate, mentre nessuna responsabilità è configurabile a carico del proprietario non committente che non si sia ingerito nell’esecuzione delle opere, pur in assenza di una delega di funzioni. (Nella fattispecie la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva escluso, in relazione all’infortunio occorso a un lavoratore durante la ristrutturazione di un’abitazione, la responsabilità della moglie del committente, esclusiva proprietaria dell’immobile, che si era limitata a controllare l’effetto estetico dei lavori).
Cassazione penale sez. III, 22/06/2006, n.29138:
In materia di infortuni sul lavoro in un cantiere edile, il committente può essere sgravato degli obblighi imposti in tema di sicurezza e di salute soltanto in presenza di delega espressa rilasciata al responsabile dei lavori.
Misure cautelari reali: la Cassazione nega al PM la facoltà di impugnare il... Art. 2 D.lgs 74/2000: va annullata l’ordinanza di rigetto della richiesta...

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Art. 90
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 Art. 2