Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-ottavo/titolo-iv/art559.html
Timestamp: 2020-07-10 13:00:29+00:00

Document:
Art. 559 codice di procedura penale - Dibattimento - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura penale > LIBRO OTTAVO - Procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica > Titolo IV - Dibattimento > Articolo 559
Articolo 559 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 559 Codice di procedura penale
3. L'esame diretto e il controesame dei testimoni, dei periti, dei consulenti tecnici, delle persone indicate nell'articolo 210 e delle parti private sono svolti dal pubblico ministero e dai difensori. Su concorde richiesta delle parti(1), l'esame può essere condotto direttamente dal giudice sulla base delle domande e contestazioni proposte dal pubblico ministero e dai difensori(2).
(1) Il giudice non è obbligato a svolgere l'esame anche se le parti lo richiedono, per cui, laddove la lettura di tali atti non gli assicuri una sufficiente comprensione della fattispecie processuale, dovrà restituire alle parti il compito di condurre l'esame.
(2) La previsione di due differenti modelli di conduzione dell'esame riflette l'estrema varietà dei procedimenti monocratici.
Tale collocazione autonoma della disciplina del dibattimento per il rito ordinario si riflette in un approccio unico per quanto riguarda i vari procedimenti, come riflesso dalla presenza o meno dell'udienza preliminare.
Spiegazione dell'art. 559 Codice di procedura penale
Per quanto riguarda la regolamentazione del dibattimento davanti al tribunale in composizione monocratica, si precisa sin d'ora che non vi sono differenze tra i vari procedimenti, in conseguenza della presenza o meno dell'udienza preliminare.
La norma in commento, la quale rinvia alle norme per il procedimento collegiale, in quanto applicabili, enuncia una serie di deroghe.
Innanzitutto, per quanto concerne la verbalizzazione, il comma 2 prevede che se le parti vi acconsentono e se il giudice non ritiene necessaria la redazione in forma integrale, il verbale è redatto in forma riassuntiva, anche fuori dei casi di cui all'art. 140.
La possibilità (allargata) di procede ad una verbalizzazione riassuntiva appare strettamente collegata alle ulteriori deroghe di cui al comma 3, dato che, su accordo delle parti, l'esame dei testimoni, dei periti, dei consulenti tecnici e delle parti private può essere condotto dal giudice sulla base delle domande e delle contestazioni proposte dal pubblico ministero e dai difensori. Il giudice non è comunque obbligato a procedere in tal senso.
In caso di impedimento del giudice, la sentenza è sottoscritta dal presidente del tribunale, previa menzione della causa che ha determinato l'impedimento e, dunque, la sostituzione.
Massime relative all'art. 559 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 49388/2003
In tema di formazione della sentenza penale, è valido il provvedimento sottoscritto dal presidente del tribunale nel caso in cui il giudice monocratico che l'abbia deliberato sia deceduto prima del relativo deposito, poiché anche la morte è riconducibile alla situazione di impedimento che — a norma dell'art. 559, quarto comma, c.p.p. — legittima ai fini indicati la sostituzione del giudice responsabile della decisione. (Fattispecie nella quale era stata eccepita la nullità della sentenza in quanto, a differenza della norma corrispondente per il giudice collegiale — art. 546, secondo comma, c.p.p. — il citato art. 559 menziona l'impedimento ma non la morte del giudice. In motivazione la Corte ha osservato come proprio il tenore del secondo comma dell'art. 546 c.p.p., ove si disciplina il caso della «morte o altro impedimento» del giudice, documenti che la legge considera equivalenti le due situazioni quando si debba perfezionare il deposito di una sentenza già deliberata e pubblicata in udienza).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 49388 del 24 dicembre 2003)
Cass. pen. n. 39088/2003
Nel procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, l'art. 559 quarto comma c.p.p. consente che non solo la sottoscrizione, ma la stessa attività di stesura dell'elaborato motivazionale della sentenza possa essere affidata, in caso di impedimento, ad un giudice diverso da quello che ha partecipato al dibattimento, che può essere lo stesso presidente del tribunale oppure un magistrato dal medesimo delegato (nella fattispecie, la sostituzione si era resa necessaria a seguito del provvedimento del Consiglio Superiore della Magistratura che aveva revocato dall'incarico il giudice onorario che aveva emesso la sentenza).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 39088 del 16 ottobre 2003)
Cass. pen. n. 3136/1997
Il momento attributivo della competenza in relazione agli atti urgenti tra il Gip della pretura e il pretore deve essere stabilito con riferimento alla trasmissione materiale del fascicolo e del decreto nella cancelleria del pretore.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3136 del 10 luglio 1997)

References: Articolo 559

Articolo 559
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 546
 art. 559
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza