Source: https://www.aeranticorallo.it/legge-31-dicembre-1996-n-675-q-tutela-delle-persone-e-di-altri-soggetti-rispetto-al-trattamento-dei-dati-personaliq-aggiornato-con-le-modifiche-introdotte-dai-dlvi-951997-n123-2871997-n255-851998-n135/
Timestamp: 2020-03-30 10:25:42+00:00

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Legge 31 dicembre 1996 n. 675 " Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali" aggiornato con le modifiche introdotte dai D.Lvi 9/5/1997 n.123, 28/7/1997 n.255, 8/5/1998 n.135, 13/5/1998 n.171, 6/11/1998 n.389, 26/2/1999 n.51, 11/5/1999 n.135, 30/7/1999 n.281 e 30/7/1999 n.282 - Aeranti-Corallo l’associazione delle radio e tv locali italiane
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e) i trasferimenti di dati previsti verso Paesi non appartenenti all’ Unione europea o, qualora riguardino taluno dei dati di cui agli articoli 22 e 24, fuori del territorio nazionale;
f) una descrizione generale che permetta di valutare l’ adeguatezza delle misure tecniche ed organizzative adottate per la sicurezza dei dati;
5-bis .( comma aggiunto dall’art. 1, comma 1, d.lg. 28 luglio 1997, n. 255.) La notificazione in forma semplificata può non contenere taluno degli elementi di cui al comma 4, lettere b), c), e) e g), individuati dal Garante ai sensi del regolamento di cui all’ articolo 33, comma 3, quando il trattamento è effettuato:
b) nell’ esercizio della professione di giornalista e per l’ esclusivo perseguimento delle relative finalità, ovvero dai soggetti indicati nel comma 4-bis dell’ articolo 25, nel rispetto del codice di deontologia di cui al medesimo articolo;
c) temporaneamente senza l’ ausilio di mezzi elettronici o comunque automatizzati, ai soli fini e con le modalità strettamente collegate all’ organizzazione interna dell’ attività esercitata dal titolare, relativamente a dati non registrati in una banca di dati e diversi da quelli di cui agli articoli 22 e 24;
c-bis)(Lettera inserita dall’art. 2, comma 1, lett. a), d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) per scopi storici, di ricerca scientifica e di statistica in conformità alle leggi, ai regolamenti, alla normativa comunitaria e ai codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell’articolo 31.
5-ter. (Comma aggiunto dall’art. 1, comma 1, d.lg. 28 luglio 1997, n. 255.) Fuori dei casi di cui all’ articolo 4, il trattamento non è soggetto a notificazione quando:
a) è necessario per l’ assolvimento di un compito previsto dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria, relativamente a dati diversi da quelli indicati negli articoli 22 e 24;
b) riguarda dati contenuti o provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque, fermi restando i limiti e le modalità di cui all’ articolo 20, comma 1, lettera b);
c) è effettuato per esclusive finalità di gestione del protocollo, relativamente ai dati necessari per la classificazione della corrispondenza inviata per fini diversi da quelli di cui all’ articolo 13, comma 1, lettera e), con particolare riferimento alle generalità e ai recapiti degli interessati, alla loro qualifica e all’organizzazione di appartenenza;
d) riguarda rubriche telefoniche o analoghe non destinate alla diffusione, utilizzate unicamente per ragioni d’ ufficio e di lavoro e comunque per fini diversi da quelli di cui all’ articolo 13, comma 1, lettera e);
e) è finalizzato unicamente all’ adempimento di specifici obblighi contabili, retributivi, previdenziali, assistenziali e fiscali, ed è effettuato con riferimento alle sole categorie di dati, di interessati e di destinatari della comunicazione e diffusione strettamente collegate a tale adempimento, conservando i dati non oltre il periodo necessario all’ adempimento medesimo;
f) è effettuato, salvo quanto previsto dal comma 5-bis, lettera b), da liberi professionisti iscritti in albi o elenchi professionali, per le sole finalità strettamente collegate all’ adempimento di specifiche prestazioni e fermo restando il segreto professionale;
g) è effettuato dai piccoli imprenditori di cui all’ articolo 2083 del codice civile per le sole finalità strettamente collegate allo svolgimento dell’ attività professionale esercitata, e limitatamente alle categorie di dati, di interessati, di destinatari della comunicazione e diffusione e al periodo di conservazione dei dati necessari per il perseguimento delle finalità medesime;
i) è effettuato per esclusive finalità dell’ ordinaria gestione di biblioteche, musei e mostre, in conformità alle leggi e ai regolamenti, ovvero per la organizzazione di iniziative culturali o sportive o per la formazione di cataloghi e bibliografie;
l) è effettuato da associazioni, fondazioni, comitati anche a carattere politico, filosofico, religioso o sindacale, ovvero da loro organismi rappresentativi, istituiti per scopi non di lucro e per il perseguimento di finalità lecite, relativamente a dati inerenti agli associati e ai soggetti che in relazione a tali finalità hanno contatti regolari con l’ associazione, la fondazione, il comitato o l’ organismo, fermi restando gli obblighi di informativa degli interessati e di acquisizione del consenso, ove necessario;
n) è effettuato temporaneamente ed è finalizzato esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero, nel rispetto del codice di deontologia di cui all’ articolo 25;
o) è effettuato, anche con mezzi elettronici o comunque automatizzati, per la redazione di periodici o pubblicazioni aventi finalità di informazione giuridica, relativamente a dati desunti da provvedimenti dell’ autorità giudiziaria o di altre autorità;
p) è effettuato temporaneamente per esclusive finalità di raccolta di adesioni a proposte di legge d’ iniziativa popolare, a richieste di referendum, a petizioni o ad appelli;
q) è finalizzato unicamente all’ amministrazione dei condomini di cui all’ articolo 1117 e seguenti del codice civile, limitatamente alle categorie di dati, di interessati e di destinatari della comunicazione necessarie per l’ amministrazione dei beni comuni, conservando i dati non oltre il periodo necessario per la tutela dei corrispondenti diritti;
q-bis(Lettera inserita dall’art. 2, comma 1, lett. b), d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) è compreso nel programma statistico nazionale o in atti di programmazione statistica previsti dalla legge ed è effettuato in conformità alle leggi, ai regolamenti, alla normativa comunitaria e ai codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell’articolo 31.
5-quater. (Comma aggiunto dall’art. 1, comma 1, d.lg. 28 luglio 1997, n. 255.) Il titolare si può avvalere della notificazione semplificata o dell’ esonero di cui ai commi 5-bis e 5-ter, sempre che il trattamento riguardi unicamente le finalità, le categorie di dati, di interessati e di destinatari della comunicazione e diffusione, individuate, unitamente al periodo di conservazione dei dati, dai medesimi commi 5-bis e 5-ter, nonché:
c) nei casi residui, dal Garante con le autorizzazioni rilasciate con le modalità previste dall’ articolo 41, comma 7, ovvero, per i dati diversi da quelli di cui agli articoli 22 e 24, con provvedimenti analoghi.
5-quinquies.(Comma aggiunto dall’art. 1, comma 1, d.lg. 28 luglio 1997, n. 255.) Il titolare che si avvale dell’ esonero di cui al comma 5-ter deve fornire gli elementi di cui al comma 4 a chiunque ne faccia richiesta.
1-bis. (Comma aggiunto dall’art. 3, d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) Il trattamento di dati personali per scopi storici, di ricerca scientifica o di statistica è compatibile con gli scopi per i quali i dati sono raccolti o successivamente trattati e può essere effettuato anche oltre il periodo necessario a questi ultimi scopi.
1. (Comma così modificato dall’art. 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) L’interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati personali devono essere previamente informati oralmente o per iscritto circa:
d)(Lettera così sostituita dall’art. 4, comma 1, d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) è finalizzato unicamente a scopi di ricerca scientifica o di statistica ed è effettuato nel rispetto dei codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell’articolo 31;
e)(Lettera così modificata dall’art. 12, comma 1, d.lg. 13 maggio 1998, n. 171.) è effettuato nell’esercizio della professione di giornalista e per l’esclusivo perseguimento delle relative finalità. In tale caso, si applica il codice di deontologia di cui all’articolo 25; f) riguarda dati relativi allo svolgimento di attività economiche raccolti anche ai fini indicati nell’articolo 13, comma 1, lettera e), nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale;
SICUREZZA NEL TRATTAMENTO DEI DATI, LIMITI ALLA UTILIZZABILITA’ DEI DATI E RISARCIMENTO DEL DANNO
c-bis) (Lettera inserita dall’art. 5, d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) conservati o ceduti ad altro titolare, per scopi storici, di ricerca scientifica e di statistica, in conformità alla legge, ai regolamenti, alla normativa comunitaria e ai codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell’articolo 31.
d)(Lettera così modificata dall’art. 12, comma 2, d.lg. 13 maggio 1998, n. 171.) nell’esercizio della professione di giornalista e per l’esclusivo perseguimento delle relative finalità. Restano fermi i limiti del diritto di cronaca posti a tutela della riservatezza ed in particolare dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico. Si applica inoltre il codice di deontologia di cui all’articolo 25;
g) limitatamente alla comunicazione, qualora questa sia necessaria ai fini dello svolgimento delle investigazioni di cui all’ar-ticolo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, nel rispetto della normativa di cui alla lettera e) del presente comma, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento;
a)(Lettera così sostituita dall’art. 4, comma 2, d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) qualora siano necessarie per finalità di ricerca scientifica o di statistica e siano effettuate nel rispetto dei codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell’articolo 31; b) quando siano richieste dai soggetti di cui all’articolo 4, comma 1, lettere b), d) ed e), per finalità di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o repressione di reati, con l’osservanza delle norme che regolano la materia.
Per quanto concerne il presente articolo, si richiama l’attenzione sul disposto dell’Articolo 17 (“Tutela della salute”) del d.lg. 11 maggio 1999, n. 135, recante “Disposizioni integrative della legge 31 dicembre 1996, n. 675, sul trattamento di dati sensibili da parte dei soggetti pubblici”.
1-bis. (Comma inserito dall’art. 5, comma 1, d.lg. 11 maggio 1999, n. 135.) Il comma 1 non si applica ai dati relativi agli aderenti alle confessioni religiose i cui rapporti con lo Stato siano regolati da accordi o intese ai sensi degli articoli 7 e 8 della Costituzione, nonché relativi ai soggetti che con riferimento a finalità di natura esclusivamente religiosa hanno contatti regolari con le medesime confessioni, che siano trattati dai relativi organi o enti civilmente riconosciuti, sempreché i dati non siano comunicati o diffusi fuori delle medesime confessioni. Queste ultime determinano idonee garanzie relativamente ai trattamenti effettuati.
3. (Comma così sostituito dall’art. 5, comma 2, d.lg. 11 maggio 1999, n. 135.) Il trattamento dei dati indicati al comma 1 da parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, è consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge, nella quale siano specificati i dati che possono essere trattati, le operazioni eseguibili e le rilevanti finalità di interesse pubblico perseguite. In mancanza di espressa disposizione di legge, e fuori dai casi previsti dai decreti legislativi di modificazione ed integrazione della presente legge, emanati in attuazione della legge 31 dicembre 1996, n. 676, i soggetti pubblici possono richiedere al Garante, nelle more della specificazione legislativa, l’individuazione delle attività, tra quelle demandate ai medesimi soggetti dalla legge, che perseguono rilevanti finalità di interesse pubblico e per le quali è conseguentemente autorizzato, ai sensi del comma 2, il trattamento dei dati indicati al comma 1.
3-bis.(Comma inserito dall’art. 5, comma 3, d.lg. 11 maggio 1999, n. 135.) Nei casi in cui è specificata, a norma del comma 3, la finalità di rilevante interesse pubblico, ma non sono specificati i tipi di dati e le operazioni eseguibili, i soggetti pubblici, in applicazione di quanto previsto dalla presente legge e dai decreti legislativi di attuazione della legge 31 dicembre 1996, n. 676, in materia di dati sensibili, identificano e rendono pubblici, secondo i rispettivi ordinamenti, i tipi di dati e di operazioni strettamente pertinenti e necessari in relazione alle finalità perseguite nei singoli casi, aggiornando tale identificazione periodicamente.
4. I dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale possono essere oggetto di trattamento previa autorizzazione del Garante, qualora il trattamento sia necessa-rio ai fini dello svolgimento delle investigazioni di cui all’arti-colo 38 delle norme di attuazione, di coordinamento e transito-rie del codice di procedura penale, approvate con decreto legi-slativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto di rango pari a quello dell’interessato, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. Il Garante prescrive le misure e gli accorgimenti di cui al comma 2 e promuove la sottoscrizione di un apposito codice di deontologia e di buona condotta secondo le modalità di cui all’articolo 31, comma 1, lettera h). Resta fermo quanto previsto dall’articolo 43, comma 2.
(Si richiama l’attenzione sul disposto dell’art. 17 (“Tutela della salute”) del d.lg. 11 maggio 1999, n. 135, recante “Disposizioni integrative della legge 31 dicembre 1996, n. 675, sul trattamento di dati sensibili da parte dei soggetti pubblici”.)
1-bis. (Comma inseriti dall’art. 2, comma 1, d.lg. 30 luglio 1999, n. 282.) Con decreto del Ministro della sanità adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentiti la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e il Garante, sono individuate modalità semplificate per le informative di cui all’articolo 10 e per la prestazione del consenso nei confronti di organismi sanitari pubblici, di organismi sanitari e di esercenti le professioni sanitarie convenzionati o accreditati dal Servizio sanitario nazionale, nonché per il trattamento dei dati da parte dei medesimi soggetti, sulla base dei seguenti criteri:
1-ter.(Comma inseriti dall’art. 2, comma 1, d.lg. 30 luglio 1999, n. 282.) Il decreto di cui al comma 1 disciplina anche quanto previsto dall’articolo 22, comma 3-bis, della legge.
1-quater.(Comma inseriti dall’art. 2, comma 1, d.lg. 30 luglio 1999, n. 282.) In caso di incapacità di agire, ovvero di impossibilità fisica o di incapacità di intendere o di volere, il consenso al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute è validamente manifestato nei confronti di esercenti le professioni sanitarie e di organismi sanitari, rispettivamente, da chi esercita legalmente la potestà ovvero da un familiare, da un prossimo congiunto, da un convivente, o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimori.
2.(Comma così modificato dall’art. 2, comma 2, d.lg. 30 luglio 1999, n. 282.) I dati personali idonei a rivelare lo stato di salute possono essere resi noti all’interessato o ai soggetti di cui al comma 1-ter solo per il tramite di un medico designato dall’interessato o dal titolare.
1. (Comma così sostituito dall’art. 12, comma 3, d.lg. 13 maggio 1998, n. 171.)Le disposizioni relative al consenso dell’interessato e all’autorizzazione del Garante, nonché il limite previsto dall’articolo 24, non si applicano quando il trattamento dei dati di cui agli articoli 22 e 24 è effettuato nell’esercizio della professione di giornalista e per l’esclusivo perseguimento delle relative finalità. Il giornalista rispetta i limiti del diritto di cronaca, in particolare quello dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico, ferma restando la possibilità di trattare i dati relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dall’interessato o attraverso i suoi comportamenti in pubblico.
2. (Comma così modificato dall’art. 12, comma 4, d.lg. 13 maggio 1998, n. 171.)Il Garante promuove, nei modi di cui all’articolo 31, comma 1, lettera h), l’adozione, da parte del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti, di un apposito codice di deontologia relativo al trattamento dei dati di cui al comma 1 del presente articolo effettuato nell’esercizio della professione di giornalista, che preveda misure ed accorgimenti a garanzia degli interessati rapportate alla natura dei dati, in particolare per quanto riguarda quelli idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale. Nella fase di formazione del codice, ovvero successivamente, il Garante in cooperazione con il Consiglio, prescrive eventuali misure e accorgimenti a garanzia degli interessati, che il Consiglio è tenuto a recepire. Il Codice è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a cura del Garante, e diviene efficace quindici giorni dopo la sua pubblicazione.
4. (Comma così modificato dall’art. 2, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Nel codice di cui ai commi 2 e 3 sono inserite, altresì, prescrizioni concernenti i dati personali diversi da quelli indicati negli articoli 22 e 24. Il codice può prevedere forme semplificate per le informative di cui all’articolo 10.
4-bis. (Comma aggiunto dall’art. 2, comma 2, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Le disposizioni della presente legge che attengono all’esercizio della professione di giornalista si applicano anche ai trattamenti effettuati dai soggetti iscritti nell’elenco dei pubblicisti o nel registro dei praticanti di cui agli articoli 26 e 33 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, nonché ai trattamenti temporanei finalizzati esclusivamente alla pubblicazione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero.
b) sia necessario per l’esecuzione di obblighi derivanti da un contratto del quale è parte l’interessato o per l’acquisizione di informative precon-trattuali attivate su richiesta di quest’ultimo, ovvero per la con-clusione o per l’esecuzione di un contratto stipulato a favore dell’interessato;
d) sia necessario ai fini dello svolgimento delle investiga-zioni di cui all’articolo 38 delle norme di attuazione, di coordi-namento e transitorie del codice di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trasferiti esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento;
e) sia necessario per la salvaguardia della vita o dell’inco-lumità fisica dell’interessato o di un terzo, nel caso in cui l’interessato non può prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità d’intendere o di volere;
f) sia effettuato in accoglimento di una richiesta di acces-so ai documenti amministrativi, ovvero di una richiesta di informazioni estraibili da un pubblico registro, elenco, atto o documento conoscibile da chiunque, con l’osservanza delle norme che regolano la materia;
g-bis) (Lettera inserita dall’art. 4, comma 3, d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.)il trattamento sia finalizzato unicamente a scopi di ricerca scientifica o di statistica e sia effettuato nel rispetto dei codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi dell’articolo 31.
4. Assunte le necessarie informazioni il Garante, se ritiene fondato il ricorso, ordina al titolare e al responsabile, con decisione motivata, la cessazione del comportamento illegittimo, indicando le misure necessarie a tutela dei diritti dell’interessato e assegnando un termine per la loro adozione. Il provvedimento è comunicato senza ritardo alle parti interessate, a cura dell’ufficio del Garante. La mancata pronuncia sul ricorso, decorsi trenta (Parola così sostituita dall’art. 13, comma 1, lett. a), d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) giorni dalla data di presentazione, equivale a rigetto.
6-bis.(Comma inserito dall’art. 13, comma 1, lett. b), d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) Il decorso dei termini previsti dai commi 4, 5 e 6 è sospeso di diritto dal 1° al 30 agosto di ciascun anno e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante tale periodo, l’inizio stesso è differito alla fine del periodo medesimo. La sospensione non opera nei casi in cui sussista il pregiudizio di cui al comma 2 e non preclude l’adozione dei provvedimenti di cui al comma 5.
GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI (Denominazione così modificata dall’art. 3, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.
1. (Comma così modificato dall’art. 3, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) E’ istituito il Garante per la protezione dei dati personali.
1. Alle dipendenze del Garante è posto un ufficio composto, in sede di prima applicazione della presente legge,(Parole inserite dall’art. 1, comma 1, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) da dipendenti dello Stato e di altre amministrazioni pubbliche, collocati fuori ruolo nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, il cui servizio presso il medesimo ufficio è equiparato ad ogni effetto di legge a quello prestato nelle rispettive amministrazioni di provenienza. Il relativo contingente è determinato, in misura non superiore a quarantacinque unità, su proposta del Garante medesimo, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri del tesoro e per la funzione pubblica, entro novanta giorni dalla data di elezione del Garante. Il segretario generale può essere scelto anche tra magistrati ordinari o amministrativi.(Parole aggiunte dall’art. 3, comma 2, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.)(L’art. 3, comma 3 del decreto legislativo 9 maggio 1997, n. 123, prevede che “Il personale richiesto dal Garante per la protezione dei dati personali nella fase di costituzione del relativo ufficio, nelle more del perfezionamento del comando, del fuori ruolo o dell’aspettativa, può essere utilizzato dal Garante a decorrere dalla data indicata nella richiesta, sempreché tale data sia di almeno dieci giorni successiva a quella della richiesta, vi sia l’assenso dell’interessato e l’amministrazione o l’ente di appartenenza non si opponga.”)
1-bis.(Comma aggiunto dall’art. 1, comma 2, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) E’ istituito il ruolo organico del personale dipendente del Garante. Con proprio regolamento il Garante definisce: a) l’ordinamento delle carriere e le modalità del reclutamento secondo le procedure previste dall’articolo 36 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni; b) le modalità dell’inquadramento in ruolo del personale in servizio alla data dell’entrata in vigore del regolamento; c) il trattamento giuridico ed economico del personale secondo i criteri previsti dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, e, per gli incarichi di funzioni dirigenziali, dall’articolo 19, comma 6, del citato decreto legislativo n. 29, come sostituito dall’articolo 13 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, tenuto conto delle specifiche esigenze funzionali e organizzative. Il regolamento è pubblicato nella Gazzetta ufficiale. Nelle more della più generale razionalizzazione del trattamento economico delle autorità amministrative indipendenti, al personale è attribuito l’ottanta per cento del trattamento economico del personale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Per il periodo intercorrente tra l’8 maggio 1997 e la data di entrata in vigore del regolamento, resta ferma l’indennità di cui all’articolo 41 del decreto del Presidente della Repubblica 10 luglio 1991, n. 231, corrisposta al personale in servizio. Dal 1° gennaio 1998 e fino alla data di entrata in vigore del medesimo regolamento, è inoltre corrisposta la differenza tra il nuovo trattamento e la retribuzione già in godimento maggiorata della predetta indennità di funzione.
1-ter.(Comma aggiunto dall’art. 1, comma 2, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) L’ufficio può avvalersi, per motivate esigenze, di dipendenti dello Stato o di altre amministrazioni pubbliche o di enti pubblici collocati in posizione di fuori ruolo nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, ovvero in aspettativa ai sensi dell’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni, in numero non superiore, complessivamente, a venti unità e per non oltre il venti per cento delle qualifiche dirigenziali, lasciando non coperto un corrispondente numero di posti di ruolo. Al personale di cui al presente comma è corrisposta una indennità pari alla eventuale differenza tra il trattamento erogato dall’amministrazione o dall’ente di provenienza e quello spettante al corrispondente personale di ruolo, e comunque non inferiore alla indennità di cui all’articolo 41 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 231.
1-quater. (Comma aggiunto dall’art. 2, comma 1, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) Con proprio regolamento il Garante ripartisce l’organico, fissato nel limite di cento unità, tra il personale dei diversi livelli e quello delle qualifiche dirigenziali e disciplina l’organizzazione, il funzionamento dell’ufficio, la riscossione e la utilizzazione dei diritti di segreteria, ivi compresi quelli corrisposti dall’8 maggio 1997, e la gestione delle spese, anche in deroga alle norme sulla contabilità generale dello Stato. Il regolamento è pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
1-quinquies.(Comma aggiunto dall’art. 2, comma 1, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) In aggiunta al personale di ruolo, l’ufficio può assumere direttamente dipendenti con contratto a tempo determinato disciplinato dalle norme di diritto privato, in numero non superiore a venti unità, ivi compresi i consulenti assunti con contratto a tempo determinato ai sensi del comma 4.
1-sexies.(Comma aggiunto dall’art. 2, comma 1, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) All’ufficio del Garante, al fine di garantire la responsabilità e l’autonomia ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, e del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, si applicano i principi riguardanti l’individuazione e le funzioni del responsabile del procedimento, nonché quelli relativi alla distinzione fra le funzioni di indirizzo e di controllo, attribuite agli organi di vertice, e quelli concernenti le funzioni di gestione attribuite ai dirigenti.
3. (Comma così modificato dall’art. 2, comma 2, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) In sede di prima applicazione della presente legge, le norme concernenti l’organizzazione ed il funzionamento dell’ufficio del Garante, nonché quelle dirette a disciplinare la riscossione dei diritti di segreteria e la gestione delle spese, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato, sono adottate con regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri del tesoro, di grazia e giustizia e dell’interno, e su parere conforme del Garante stesso. Nel medesimo regolamento sono determinate le indennità di cui all’articolo 30, comma 6, e altresì previste le norme concernenti il procedimento dinanzi al Garante di cui all’articolo 29, commi da 1 a 5, secondo modalità tali da assicurare, nella speditezza del procedimento medesimo, il pieno rispetto del contraddittorio tra le parti interessate, nonché le norme volte a precisare le modalità per l’esercizio dei diritti di cui all’articolo 13, nonché della notificazione di cui all’articolo 7, per via telematica o mediante supporto magnetico o lettera raccomandata con avviso di ricevimento o altro idoneo sistema. Il parere del Consiglio di Stato sullo schema di regolamento è reso entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta; decorso tale termine il regolamento può comunque essere emanato.(L’art. 5, comma 3, del decreto legislativo 9 maggio 1997, n. 123, prevede che “Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 31 dicembre 1996, n. 675, per la gestione delle spese dell’ufficio del Garante per la protezione dei dati personali si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni contenute nel regolamento per la gestione delle spese occorrenti per il funzionamento dell’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione, approvate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 ottobre 1994, n. 769, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile 1995.)”
3-bis.(Comma inserito dall’art. 2, comma 3, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) Con effetto dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 1-quater, cessano di avere vigore le norme adottate ai sensi del comma 3, primo periodo.
4. Comma così modificato dall’art. 2, comma 4, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) Nei casi in cui la natura tecnica o la delicatezza dei problemi lo richiedano, il Garante può avvalersi dell’opera di consulenti, i quali sono remunerati in base alle vigenti tariffe professionali ovvero sono assunti con contratti a tempo determinato, di durata non superiore a due anni, che possono essere rinnovati per non più di due volte.
6-bis. (Comma aggiunto dall’art. 2, comma 5, d.lg. 26 febbraio 1999, n. 51.) Il personale dell’ufficio del Garante addetto agli accertamenti di cui all’articolo 32 riveste, in numero non superiore a cinque unità, nei limiti del servizio cui è destinato e secondo le rispettive attribuzioni, la qualifica di ufficiale o agente di polizia giudiziaria.
3.(Comma così modificato dall’art. 14, d.lg. 30 luglio 1999, n. 281.) L’organo competente a ricevere il rapporto e ad irrogare le sanzioni di cui al presente articolo è il Garante. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. I proventi, nella misura del cinquanta per cento del totale annuo, sono riassegnati al fondo di cui all’articolo 33, comma 2, e sono utilizzati unicamente per l’esercizio dei compiti di cui agli articoli 31, comma 1, lettera i) e 32.
2.(Comma così sostituito dall’art. 2, d.lg. 28 luglio 1997, n. 255.) Per i trattamenti di dati personali iniziati prima del 1 gennaio 1998, le notificazioni prescritte dagli articoli 7 e 28 sono effettuate dal 1 gennaio 1998 al 31 marzo 1998 ovvero, per i trattamenti di cui all’articolo 5 riguardanti dati diversi da quelli di cui agli articoli 22 e 24, nonché per quelli di cui all’articolo 4, comma 1, lettere c), d) ed e), dal 1 aprile 1998 al 30 giugno 1998.
5. (Comma da ultimo così modificato dall’art. 1, comma 1, d.lg. 6 novembre 1998, n. 389. Nei ventiquattro mesi successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, i trattamenti dei dati di cui all’articolo 22, comma 3, ad opera di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, e all’articolo 24, possono essere proseguiti anche in assenza delle disposizioni di legge ivi indicate, previa comunicazione al Garante.
7. (Comma così sostituito dall’art. 4, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Le disposizioni della presente legge che prevedono un’autorizzazione del Garante si applicano limitatamente alla medesima autorizzazione e fatta eccezione per la disposizione di cui all’articolo 28, comma 4, lettera g), a decorrere dal 30 novembre 1997. Le medesime disposizioni possono essere applicate dal Garante anche mediante il rilascio di autorizzazioni relative a determinate categorie di titolari o di trattamenti.
7-bis. (Comma aggiunto dall’art. 4, comma 2, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) In sede di prima applicazione della presente legge, le informative e le comunicazioni di cui agli articoli 10, comma 3, e 27, comma 2, possono essere date entro il 30 novembre 1997.
“Art. 10. – (Controlli). – 1. (Commi così modificati dall’art. 5, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Il controllo sul Centro elaborazione dati è esercitato dal Garante per la protezione dei dati personali, nei modi previsti dalla legge e dai regolamenti.
2.(Commi così modificati dall’art. 5, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) I dati e le informazioni conservati negli archivi del Centro possono essere utilizzati in procedimenti giudiziari o amministrativi soltanto attraverso l’acquisizione delle fonti originarie indicate nel primo comma dell’articolo 7, fermo restando quanto stabilito dall’articolo 240 del codice di procedura penale. Quando nel corso di un procedimento giurisdizionale o amministrativo viene rilevata l’erroneità o l’incompletezza dei dati e delle informazioni, o l’illegittimità del loro trattamento, l’autorità procedente ne dà notizia al Garante per la protezione dei dati personali.
4.(Commi così modificati dall’art. 5, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Esperiti i necessari accertamenti, l’ufficio comunica al richiedente, non oltre venti giorni dalla richiesta, le determinazioni adottate. L’ufficio può omettere di provvedere sulla richiesta se ciò può pregiudicare azioni od operazioni a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica o di prevenzione e repressione della criminalità, dandone informazione al Garante per la protezione dei dati personali.
4.(Commi così modificati dall’art. 5, comma 1, d.lg. 9 maggio 1997, n. 123.) Negli articoli 9, comma 2 e 10, comma 2, della legge 30 settembre 1993, n. 388, le parole: “Garante per la protezione dei dati” sono sostituite dalle seguenti: “Garante per la protezione dei dati personali”.

References: articolo 33
 articolo 25
 articolo 4
 articolo 20
 articolo 13
 articolo 13
 articolo 2083
 articolo 25
 articolo 1117
 articolo 41