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Timestamp: 2014-03-07 14:07:41+00:00

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Art. 1. Ambito di applicazione e rapporti con l'ordinamento comunitario
Art. 2. Intese restrittive della libert� di concorrenza
Art. 3. Abuso di posizione dominante
Art. 4. Deroghe al divieto di intese restrittive della libert� di concorrenza Art. 5. Operazioni di concentrazione
Art. 6. Divieto delle operazioni di concentrazione restrittive della libert� di concorrenza
Art. 8. Imprese pubbliche e in monopolio legale
Art. 9. Autoproduzione
ISTITUZIONE E COMPITI DELL'AUTORITA' GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
Art. 10. Autorit� garante della concorrenza e del mercato
Art. 11. Personale della Autorit�
POTERI DELL'AUTORITA' IN MATERIA DI INTESE RESTRITTIVE DELLA LIBERTA' DI CONCORRENZA E DI ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE
Art. 12. Poteri di indagine
Art. 13. Comunicazione delle intese
Art. 14. Istruttoria
Art. 15. Diffide e sanzioni
Art. 16. Comunicazione delle concentrazioni
Art. 17. Sospensione temporanea dell'operazione di concentrazione
Art. 18. Conclusione dell'istruttoria sulle concentrazioni
Art. 19. Sanzioni amministrative pecuniarie per inottemperanza al divieto di concentrazione o all'obbligo di notifica
Art. 20. Aziende ed istituti di credito, imprese assicurative e dei settori della radiodiffusione e dell'editoria
Art. 21. Potere di segnalazione al Parlamento ed al Governo
Art. 22. Attivit� consultiva
Art. 23. Relazione annuale
Art. 24. Relazione al Governo su alcuni settori
Art. 25. Poteri del Governo in materia di operazioni di concentrazione Art. 26. Pubblicit� delle decisioni
Art. 27. Partecipazioni al capitale di enti creditizi
Art. 28. Autorizzazioni e comunicazioni
Art. 29. Sospensione del voto, obbligo di alienazione, sanzioni penali
Art. 30. Conflitti di interesse
Art. 32. Copertura finanziaria
Art. 33. Competenza giurisdizionale
Art. 34. Entrata in vigore
1. Le disposizioni della presente legge in attuazione dell'articolo 41 della Costituzione a tutela e garanzia del diritto di iniziativa economica, si applicano alle intese, agli abusi di posizione dominante e alle concentrazioni di imprese che non ricadono nell'ambito di applicazione degli articoli 65 e/o 66 del Trattato istitutivo della Comunit� europea del carbone e dell'acciaio, degli articoli 85 e/o 86 del Trattato istitutivo della Comunit� economica europea (CEE), dei regolamenti della CEE o di atti comunitari con efficacia normativa equiparata.
2. L'Autorit� garante della concorrenza e del mercato di cui all'articolo 10, di seguito denominata Autorit�, qualora ritenga che una fattispecie al suo esame non rientri nell'ambito di applicazione della presente legge ai sensi del comma 1, ne informa la Commissione delle Comunit� europee, cui trasmette tutte le informazioni in suo possesso.
3. Per le fattispecie in relazione alle quali risulti gi� iniziata una procedura presso la Commissione delle Comunit� europee in base alle norme richiamate nel comma 1, l'Autorit� sospende l'istruttoria, salvo che per gli eventuali aspetti di esclusiva rilevanza nazionale.
4. L'interpretazione delle norme contenute nel presente titolo � effettuata in base ai principi dell'ordinamento delle Comunit� europee in materia di disciplina della concorrenza.
Intese restrittive della libert� di concorrenza
1. Sono considerati intese gli accordi e/o le pratiche concordate tra imprese nonch� le deliberazioni, anche se adottate ai sensi di disposizioni statutarie o regolamentari, di consorzi, associazioni di imprese ed altri organismi similari.
2. Sono vietate le intese tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente il gioco della concorrenza all'interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, anche attraverso attivit� consistenti nel:
d) applicare, nei rapporti commerciali con altri contraenti, condizioni oggettivamente diverse per prestazioni quivalenti, cos� da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza;
1. � vietato l'abuso da parte di una o pi� imprese di una posizione dominante all'interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, ed inoltre � vietato:
c) applicare nei rapporti commerciali con altri contraenti condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, cos� da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza;
Deroghe al divieto di intese restrittive della libert� di concorrenza 1. L'Autorit� pu� autorizzare, con proprio provvedimento, per un periodo limitato, intese o categorie di intese vietate ai sensi dell'articolo 2, che diano luogo a miglioramenti nelle condizioni di offerta sul mercato i quali abbiano effetti tali da comportare un sostanziale beneficio per i consumatori e che siano individuati anche tenendo conto della necessit� di assicurare alle imprese la necessaria concorrenzialit� sul piano internazionale e connessi in particolare con l'aumento della produzione, o con il miglioramento qualitativo della produzione stessa o della distribuzione ovvero con il progresso tecnico o tecnologico.
L'autorizzazione non pu� comunque consentire restrizioni non strettamente necessarie al raggiungimento delle finalit� di cui al presente comma n� pu� consentire che risulti eliminata la concorrenza da una parte sostanziale del mercato.
2. L'Autorit� pu� revocare il provvedimento di autorizzazione in deroga di cui al comma 1, previa diffida, qualora l'interessato abusi dell'autorizzazione ovvero quando venga meno alcuno dei presupposti per l'autorizzazione.
3. La richiesta di autorizzazione � presentata all'Autorit�, che si avvale dei poteri di istruttoria di cui all'articolo 14 e provvede entro centoventi giorni dalla presentazione della richiesta stessa.
a) quando due o pi� imprese procedono a fusione;
b) quando uno o pi� soggetti in posizione di controllo di almeno un'impresa ovvero una o pi� imprese acquisiscono direttamente od indirettamente, sia mediante acquisto di azioni o di elementi del patrimonio, sia mediante contratto o qualsiasi altro mezzo, il controllo dell'insieme o di parti di una o pi� imprese;
c) quando due o pi� imprese procedono, attraverso la costituzione di una nuova societ�, alla costituzione di un'impresa comune.
Divieto delle operazioni di concentrazione restrittive della libert� di concorrenza
1. Nei riguardi delle operazioni di concentrazione soggette a comunicazione ai sensi dell'articolo 16, l'Autorit� valuta se comportino la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato nazionale in modo da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza. Tale situazione deve essere valutata tenendo conto delle possibilit� di scelta dei fornitori e degli utilizzatori, della posizione sul mercato delle imprese interessate, del loro accesso alle fonti di approvvigionamento o agli sbocchi di mercato, della struttura dei mercati, della situazione competitiva dell'industria nazionale, delle barriere all'entrata sul mercato di imprese concorrenti, nonch� dell'andamento della domanda e dell'offerta dei prodotti o servizi in questione.
2. L'Autorit�, al termine dell'istruttoria di cui all'articolo 16, comma 4, quando accerti che l'operazione comporta le conseguenze di cui al comma 1, vieta la concentrazione ovvero l'autorizza prescrivendo le misure necessarie ad impedire tali conseguenze.
1. Ai fini del presente titolo si ha controllo nei casi contemplati dall'articolo 2359 del codice civile ed inoltre in presenza di diritti, contratti o altri rapporti giuridici che conferiscono, da soli o congiuntamente, e tenuto conto delle circostanze di fatto e di diritto, la possibilit� di esercitare un'influenza determinante sulle attivit� di un'impresa, anche attraverso:
a) diritti di propriet� o di godimento sulla totalit� o su parti del patrimonio di un'impresa;
2. Il controllo � acquisito dalla persona o dalla impresa o dal gruppo di persone o di imprese:
1. La riserva per legge allo Stato ovvero a un ente pubblico del monopolio su un mercato, nonch� la riserva per legge ad un'impresa incaricata della gestione di attivit� di prestazione al pubblico di beni o di servizi contro corrispettivo, non comporta per i terzi il divieto di produzione di tali beni o servizi per uso proprio, della societ� controllante e delle societ� controllate.
2. L'autoproduzione non � consentita nei casi in cui in base alle disposizioni che prevedono la riserva risulti che la stessa � stabilita per motivi di ordine pubblico, sicurezza pubblica e difesa nazionale, nonch�, salvo concessione, per quanto concerne il settore delle telecomunicazioni.
1. � istituita l'Autorit� garante della concorrenza e del mercato, denominata ai fini della presente legge Autorit�, con sede in Roma.
2. L'Autorit� opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione ed � organo collegiale costituito dal presidente e da quattro membri, nominati con determinazione adottata d'intesa dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Il presidente � scelto tra persone di notoria indipendenza che abbiano ricoperto incarichi istituzionali di grande responsabilit� e rilievo. I quattro membri sono scelti tra persone di notoria indipendenza da individuarsi tra magistrati del Consiglio di Stato, della Corte dei conti o della Corte di cassazione, professori universitari ordinari di materie economiche o giuridiche, e personalit� provenienti da settori economici dotate di alta e riconosciuta professionalit�.
3. I membri dell'Autorit� sono nominati per sette anni e non possono essere confermati. Essi non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attivit� professionale o di consulenza, n� possono essere amministratori o dipendenti di enti pubblici o privati, n� ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura. I dipendenti statali sono collocati fuori ruolo per l'intera durata del mandato.
4. L'Autorit� ha diritto di corrispondere con tutte le pubbliche amministrazioni e con gli enti di diritto pubblico, e di chiedere ad essi, oltre a notizie ed informazioni, la collaborazione per l'adempimento delle sue funzioni. L'Autorit�, in quanto autorit� nazionale competente per la tutela della concorrenza e del mercato, intrattiene con gli organi delle Comunit� europee i rapporti previsti dalla normativa comunitaria in materia.
6. L'Autorit� delibera le norme concernenti la propria organizzazione e il proprio funzionamento, quelle concernenti il trattamento giuridico ed economico del personale e l'ordinamento delle carriere, nonch� quelle dirette a disciplinare la gestione delle spese nei limiti previsti dalla presente legge, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilit� generale dello Stato.
7. L'Autorit� provvede all'autonoma gestione delle spese per il proprio funzionamento nei limiti del fondo stanziato a tale scopo nel bilancio dello Stato e iscritto, con unico capitolo, nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. La gestione finanziaria si svolge in base al bilancio di previsione approvato dall'Autorit� entro il 31 dicembre dell'anno precedente a quello cui il bilancio si riferisce. Il contenuto e la struttura del bilancio di previsione, il quale deve comunque contenere le spese indicate entro i limiti delle entrate previste, sono stabiliti dal regolamento di cui al comma 6, che disciplina anche le modalit� per le eventuali variazioni. Il rendiconto della gestione finanziaria, approvato entro il 30 aprile dell'anno successivo, � soggetto al controllo della Corte dei conti. Il bilancio preventivo e il rendiconto della gestione finanziaria sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
8. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, d'intesa con il Ministro del tesoro, sono determinate le indennit� spettanti al presidente e ai membri dell'Autorit�.
Personale della Autorit�
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri � istituito un apposito ruolo del personale dipendente dell'Autorit�. Il numero dei posti previsti dalla pianta organica non pu� eccedere le centocinquanta unit�.L'assunzione del personale avviene per pubblico concorso ad eccezione delle categorie per le quali sono previste assunzioni in base all'articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56.
2. Il trattamento giuridico ed economico del personale e l'ordinamento delle carriere sono stabiliti in base ai criteri fissati dal contratto collettivo di lavoro in vigore per la Banca d'Italia, tenuto conto delle specifiche esigenze funzionali ed organizzative dell'Autorit�.
3. Al personale in servizio presso l'Autorit� � in ogni caso fatto divieto di assumere altro impiego o incarico o esercitare attivit� professionali, commerciali e industriali.
4. L'Autorit� pu� assumere direttamente dipendenti con contratto a tempo determinato, disciplinato dalle norme di diritto privato, in numero di cinquanta unit�. L'Autorit� pu� inoltre avvalersi, quando necessario, di esperti da consultare su specifici temi e problemi.
5. Al funzionamento dei servizi e degli uffici dell'Autorit� sovraintende il segretario generale, che ne risponde al presidente, e che � nominato dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, su proposta del presidente dell'Autorit�.
1. L'Autorit�, valutati gli elementi comunque in suo possesso e quelli portati a sua conoscenza da pubbliche amministrazioni o da chiunque vi abbia interesse, ivi comprese le associazioni rappresentative dei consumatori, procede ad istruttoria per verificare l'esistenza di infrazioni ai divieti stabiliti negli articoli 2 e 3.
2. L'Autorit� pu�, inoltre, procedere, d'ufficio o su richiesta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato o del Ministro delle partecipazioni statali, ad indagini conoscitive di natura generale nei settori economici nei quali l'evoluzione degli scambi, il comportamento dei prezzi, o altre circostanze facciano presumere che la concorrenza sia impedita, ristretta o falsata.
1. Le imprese possono comunicare all'Autorit� le intese intercorse. Se l'Autorit� non avvia l'istruttoria di cui all'articolo 14 entro centoventi giorni dalla comunicazione non pu� pi� procedere a detta istruttoria, fatto salvo il caso di comunicazioni incomplete o non veritiere.
1. L'Autorit�, nei casi di presunta infrazione agli articoli 2 o 3, notifica l'apertura dell'istruttoria alle imprese e agli enti interessati. I titolari o legali rappresentanti delle imprese ed enti hanno diritto di essere sentiti, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, nel termine fissato contestualmente alla notifica ed hanno facolt� di presentare deduzioni e pareri in ogni stadio dell'istruttoria, nonch� di essere nuovamente sentiti prima della chiusura di questa.
2. L'Autorit� pu� in ogni momento dell'istruttoria richiedere alle imprese, enti o persone che ne siano in possesso, di fornire informazioni e di esibire documenti utili ai fini dell'istruttoria; disporre ispezioni al fine di controllare i documenti aziendali e di prenderne copia, anche avvalendosi della collaborazione di altri organi dello Stato; disporre perizie e analisi economiche e statistiche nonch� la consultazione di esperti in ordine a qualsiasi elemento rilevante ai fini dell'istruttoria.
3. Tutte le notizie, le informazioni o i dati riguardanti le imprese oggetto di istruttoria da parte dell'Autorit� sono tutelati dal segreto d'ufficio anche nei riguardi delle pubbliche amministrazioni.
4. I funzionari dell'Autorit� nell'esercizio delle loro funzioni sono pubblici ufficiali. Essi sono vincolati dal segreto d'ufficio.
5. Con provvedimento dell'Autorit�, i soggetti richiesti di fornire gli elementi di cui al comma 2 sono sottoposti alla sanzione amministrativa pecuniaria fino a cinquanta milioni di lire se rifiutano od omettono, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni o di esibire i documenti ovvero alla sanzione amministrativa pecuniaria fino a cento milioni di lire se forniscono informazioni od esibiscono documenti non veritieri. Sono salve le diverse sanzioni previste dall'ordinamento vigente.
1. Se a seguito dell'istruttoria di cui all'articolo 14 l'Autorit� ravvisa infrazioni agli articoli 2 o 3, fissa alle imprese e agli enti interessati il termine per l'eliminazione delle infrazioni stesse. Nei casi di infrazioni gravi, tenuto conto della gravit� e della durata dell'infrazione, dispone inoltre l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria in misura non inferiore all'uno per cento e non superiore al dieci per cento del fatturato realizzato in ciascuna impresa o ente nell'ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notificazione della diffida relativamente ai prodotti oggetto dell'intesa o dell'abuso di posizione dominante, determinando i termini entro i quali l'impresa deve procedere al pagamento della sanzione.
2. In caso di inottemperanza alla diffida di cui al comma 1, l'Autorit� applica la sanzione amministrativa pecuniaria fino al dieci per cento del fatturato ovvero, nei casi in cui sia stata applicata la sanzione di cui al comma 1, di importo minimo non inferiore al doppio della sanzione gi� applicata con un limite massimo del dieci per cento del fatturato come individuato al comma 1, determinando altres� il termine entro il quale il pagamento della sanzione deve essere effettuato. Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorit� pu� disporre la sospensione dell'attivit� d'impresa fino a trenta giorni.
1. Le operazioni di concentrazione di cui all'articolo 5 devono essere preventivamente comunicate all'Autorit� qualora il fatturato totale realizzato a livello nazionale dall'insieme delle imprese interessate sia superiore a cinquecento miliardi di lire, ovvero qualora il fatturato totale realizzato a livello nazionale dall'impresa di cui � prevista l'acquisizione sia superiore a cinquanta miliardi di lire. Tali valori sono incrementati ogni anno di un ammontare equivalente all'aumento dell'indice del deflatore dei prezzi del prodotto interno lordo.
2. Per gli istituti bancari e finanziari il fatturato � considerato pari al valore di un decimo del totale dell'attivo dello stato patrimoniale, esclusi i conti d'ordine, e per le compagnie di assicurazione pari al valore dei premi incassati.
3. Entro cinque giorni dalla comunicazione di una operazione di concentrazione l'Autorit� ne d� notizia al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
4. Se l'Autorit� ritiene che un'operazione di concentrazione sia suscettibile di essere vietata ai sensi dell'articolo 6, avvia entro trenta giorni dal ricevimento della notifica, o dal momento in cui ne abbia comunque avuto conoscenza, l'istruttoria attenendosi alle norme dell'articolo 14. L'Autorit�, a fronte di un'operazione di concentrazione ritualmente comunicata, qualora non ritenga necessario avviare l'istruttoria deve dare comunicazione alle imprese interessate ed al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato delle proprie conclusioni nel merito, entro trenta giorni dal ricevimento della notifica.
5. L'offerta pubblica di acquisto che possa dar luogo ad operazione di concentrazione soggetta alla comunicazione di cui al comma 1 deve essere comunicata all'Autorit� contestualmente alla sua comunicazione alla Commissione nazionale per le societ� e la borsa.
6. Nel caso di offerta pubblica di acquisto comunicata all'Autorit� ai sensi del comma 5, l'Autorit� deve notificare l'avvio dell'istruttoria entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione e contestualmente darne comunicazione alla Commissione nazionale per le societ� e la borsa.
7. L'Autorit� pu� avviare l'istruttoria dopo la scadenza dei termini di cui al presente articolo, nel caso in cui le informazioni fornite dalle imprese con la comunicazione risultino gravemente inesatte, incomplete o non veritiere.
8. L'Autorit�, entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dall'inizio dell'istruttoria di cui al presente articolo, deve dare comunicazione alle imprese interessate ed al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, delle proprie conclusioni nel merito. Tale termine pu� essere prorogato nel corso dell'istruttoria per un periodo non superiore a trenta giorni, qualora le imprese non forniscano informazioni e dati a loro richiesti che siano nella loro disponibilit�.
1. L'Autorit�, nel far luogo all'istruttoria di cui all'articolo 16, pu� ordinare alle imprese interessate di sospendere la realizzazione della concentrazione fino alla conclusione dell'istruttoria.
2. La disposizione del comma 1 non impedisce la realizzazione di un'offerta pubblica di acquisto che sia stata comunicata all'Autorit� ai sensi dell'articolo 16, comma 5, sempre che l'acquirente non eserciti i diritti di voto inerenti ai titoli in questione.
1. L'Autorit�, se in esito all'istruttoria di cui all'articolo 16 accerta che una concentrazione rientra tra quelle contemplate dall'articolo 6, ne vieta l'esecuzione.
2. L'Autorit�, ove nel corso dell'istruttoria non emergano elementi tali da consentire un intervento nei confronti di un'operazione di concentrazione, provvede a chiudere l'istruttoria, e deve dare immediata comunicazione alle imprese interessate ed al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato delle proprie conclusioni in merito. Tale provvedimento pu� essere adottato a richiesta delle imprese interessate che comprovino di avere eliminato dall'originario progetto di concentrazione gli elementi eventualmente distorsivi della concorrenza.
3. L'Autorit�, se l'operazione di concentrazione e gi� stata realizzata, pu� prescrivere le misure necessarie a ripristinare condizioni di concorrenza effettiva, eliminando gli effetti distorsivi.
1. Qualora le imprese realizzino un'operazione di concentrazione in violazione del divieto di cui all'articolo 18, comma 1, o non ottemperino alle prescrizioni di cui al comma 3 del medesimo articolo, l'Autorit� infligge sanzioni amministrative pecuniarie non inferiori all'uno per cento e non superiori al dieci per cento del fatturato delle attivit� di impresa oggetto della concentrazione.
2. Nel caso di imprese che non abbiano ottemperato agli obblighi di comunicazione preventiva di cui al comma 1 dell'articolo 16, l'Autorit� pu� infliggere alle imprese stesse sanzioni amministrative pecuniarie fino all'uno per cento del fatturato dell'anno precedente a quello in cui � effettuata la contestazione in aggiunta alle sanzioni eventualmente applicabili in base a quanto previsto dal comma 1, a seguito delle conclusioni dell'istruttoria prevista dal presente capo III, il cui inizio decorre dalla data di notifica della sanzione di cui al presente comma.
1. Nei confronti delle imprese operanti nei settori della radiodiffusione e dell'editoria l'applicazione degli articoli 2, 3, 4 e 6 spetta all'autorit� garante prevista dalla legislazione vigente per i settori della radiodiffusione e dell'editoria.
2. Nei confronti delle aziende ed istituti di credito l'applicazione degli articoli 2, 3, 4 e 6 spetta alla competente autorit� di vigilanza.
3. I provvedimenti delle autorit� di vigilanza di cui ai commi 1 e 2, in applicazione degli articoli 2, 3, 4 e 6, sono adottati sentito il parere dell'Autorit� garante della concorrenza e del mercato di cui all'articolo 10, che si pronuncia entro trenta giorni dal ricevimento della documentazione posta a fondamento del provvedimento. Decorso inutilmente tale termine l'autorit� di vigilanza pu� adottare il provvedimento di sua competenza.
4. Nel caso di operazioni che coinvolgano imprese assicurative, i provvedimenti dell'Autorit� di cui all'articolo 10 sono adottati sentito il parere dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e d'interesse collettivo (ISVAP), che si pronuncia entro trenta giorni dal ricevimento della documentazione posta a fondamento del provvedimento. Decorso inutilmente tale termine l'Autorit� di cui all'articolo 10 pu� adottare il provvedimento di sua competenza.
5. L'autorit� di vigilanza sulle aziende ed istituti di credito pu� altres� autorizzare, per un tempo limitato, intese in deroga al divieto dell'articolo 2 per esigenze di stabilit� del sistema monetario, tenendo conto dei criteri di cui all'articolo 4, comma 1. Detta autorizzazione � adottata d'intesa con l'Autorit� di cui all'articolo 10 che valuta se l'intesa comporti o meno l'eliminazione della concorrenza.
6. L'Autorit� di cui all'articolo 10 pu� segnalare alle autorit� di vigilanza di cui ai commi 1 e 2 la sussistenza di ipotesi di violazione degli articoli 2 e 3.
7. Fatto salvo quanto disposto nei commi precedenti, allorch� l'intesa, l'abuso di posizione dominante o la concentrazione riguardano imprese operanti in settori sottoposti alla vigilanza di pi� autorit�, ciascuna di esse pu� adottare i provvedimenti di propria competenza.
8. Le autorit� di vigilanza di cui al presente articolo operano secondo le procedure previste per l'Autorit� di cui all'articolo 10.
1. Allo scopo di contribuire ad una pi� completa tutela della concorrenza e del mercato, l'Autorit� individua i casi di particolare rilevanza nei quali norme di legge o di regolamento o provvedimenti amministrativi di carattere generale determinano distorsioni della concorrenza o del corretto funzionamento del mercato che non siano giustificate da esigenze di interesse generale.
2. L'Autorit� segnala le situazioni distorsive derivanti da provvedimenti legislativi al Parlamento e al Presidente del Consiglio dei Ministri e, negli altri casi, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri competenti e agli enti locali e territoriali interessati.
3. L'Autorit�, ove ne ravvisi l'opportunit�, esprime parere circa le iniziative necessarie per rimuovere o prevenire le distorsioni e pu� pubblicare le segnalazioni ed i pareri nei modi pi� congrui in relazione alla natura e all'importanza delle situazioni distorsive.
1. L'Autorit� pu� esprimere pareri sulle iniziative legislative o regolamentari e sui problemi riguardanti la concorrenza ed il mercato quando lo ritenga opportuno, o su richiesta di amministrazioni ed enti pubblici interessati. Il Presidente del Consiglio dei Ministri pu� chiedere il parere dell'Autorit� sulle iniziative legislative o regolamentari che abbiano direttamente per effetto:
a) di sottomettere l'esercizio di una attivit� o l'accesso ad un mercato a restrizioni quantitative;
1. L'Autorit� presenta al Presidente del Consiglio dei Ministri, entro il 30 aprile di ogni anno, una relazione sull'attivit� svolta nell'anno precedente. Il Presidente del Consiglio dei Ministri trasmette entro trenta giorni la relazione al Parlamento.
1. L'Autorit�, sentite le amministrazioni interessate, entro diciotto mesi dalla sua costituzione presenta al Presidente del Consiglio dei Ministri un rapporto circa le azioni da promuovere per adeguare ai principi della concorrenza la normativa relativa ai settori degli appalti pubblici, delle imprese concessionarie e della distribuzione commerciale.
1. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, determina in linea generale e preventiva i criteri sulla base dei quali l'Autorit� pu� eccezionalmente autorizzare, per rilevanti interessi generali dell'economia nazionale nell'ambito dell'integrazione europea, operazioni di concentrazione vietate ai sensi dell'articolo 6, semprech� esse non comportino la eliminazione della concorrenza dal mercato o restrizioni alla concorrenza non strettamente giustificate dagli interessi generali predetti. In tali casi l'Autorit� prescrive comunque le misure necessarie per il ristabilimento di condizioni di piena concorrenza entro un termine prefissato.
2. Nel caso delle operazioni di cui all'articolo 16 alle quali partecipano enti o imprese di Stati che non tutelano l'indipendenza degli enti o delle imprese con norme di effetto equivalente a quello dei precedenti titoli o applicano disposizioni discriminatorie o impongono clausole aventi effetti analoghi nei confronti di acquisizioni da parte di imprese o enti italiani, il Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, pu�, entro trenta giorni dalla comunicazione di cui all'articolo 16, comma 3, vietare l'operazione per ragioni essenziali di economia nazionale.
Pubblicit� delle decisioni
1. Le decisioni di cui agli articoli 15, 16, 18, 19 e 25 sono pubblicate entro venti giorni in un apposito bollettino, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nello stesso bollettino sono pubblicate, ove l'Autorit� lo ritenga opportuno, le conclusioni delle indagini di cui all'articolo 12, comma 2.
1. L'acquisizione o sottoscrizione di azioni o quote di enti creditizi, da chiunque effettuata, direttamente o per il tramite di societ� controllate, societ� fiduciarie o per interposta persona, deve essere autorizzata dalla Banca d'Italia quando comporta, tenuto conto anche delle azioni o quote gi� possedute, una partecipazione superiore al cinque per cento del capitale dell'ente creditizio e, indipendentemente da tale limite, quando comporta il controllo dell'ente creditizio. L'autorizzazione � necessaria anche per l'acquisizione del controllo di una societ� che detiene partecipazioni al capitale di un ente creditizio superiori al suddetto limite.
2. Ai fini del presente titolo il rapporto di controllo si considera esistente, ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, anche quando un solo socio, o pi� soci attraverso la partecipazione a un sindacato di voto - nel qual caso ciascuno di essi � considerato controllante - possiedono pi� di un quarto del numero totale delle azioni ordinarie o delle quote ovvero pi� di un decimo se si tratta di societ� con azioni quotate in borsa, semprech� non sussista un socio o un altro sindacato di voto formato da altri soci con un maggior numero complessivo di azioni ordinarie o di quote o che disponga altrimenti del controllo sulla societ�. Costituisce sindacato di voto qualsiasi accordo tra soci che regola l'esercizio del voto. Ogni accordo che regola l'esercizio del voto deve essere comunicato alla Banca d'Italia entro 48 ore dalla data di stipulazione.
3. Le operazioni di cui al comma 1 che comportano, tenuto conto anche delle azioni o quote gi� possedute, una partecipazione non superiore al cinque per cento ma superiore all'uno per cento del capitale nonch� le operazioni di cessione di azioni o quote gi� possedute che comportano una diminuzione della partecipazione superiore all'uno per cento, devono essere comunicate alla Banca d'Italia entro 48 ore dalla data di stipulazione.
4. Quando la partecipazione ha superato il cinque per cento del capitale dell'ente creditizio sono soggette a ulteriore autorizzazione le successive variazioni che comportano, di per s� o unitamente a variazioni precedenti, un aumento o una diminuzione della partecipazione superiore al due per cento del capitale dell'ente creditizio.
5. Se un soggetto autorizzato ai sensi dei commi precedenti perde alcuna delle condizioni che hanno resa necessaria l'autorizzazione deve darne comunicazione alla Banca d'Italia entro quindici giorni. Nel caso che la perdita delle condizioni sia conseguenza di un'operazione che comporti l'assunzione del controllo dell'ente creditizio da parte di un altro soggetto l'operazione deve essere previamente autorizzata dalla Banca d'Italia.
6. I soggetti diversi dagli enti creditizi e dagli enti o societ� finanziari, nonch� le societ� o enti finanziari che controllano tali soggetti o ne sono controllati, non possono essere autorizzati ad acquisire o sottoscrivere, direttamente o per il tramite di societ� controllate o fiduciarie o per interposta persona, azioni o quote di un ente creditizio che comportino, unitamente a quelle gi� possedute, una partecipazione superiore al quindici per cento del capitale dello stesso o l'assunzione del controllo su di esso. Tuttavia nell'ipotesi di controllo attraverso la partecipazione a sindacati di voto, di cui al comma 2, l'autorizzazione pu� essere concessa se la partecipazione al sindacato del soggetto richiedente, tenuto conto anche delle azioni o quote gi� possedute e sindacate, non � determinante per la formazione della maggioranza richiesta per le deliberazioni del sindacato stesso.
7. Le partecipazioni superiori all'uno per cento del capitale di enti creditizi, esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, devono essere comunicate a mezzo raccomandata alla Banca d'Italia entro sessanta giorni precisando eventuali situazioni difformi da quelle autorizzabili ai sensi del presente articolo e il numero delle azioni o quote acquisite successivamente al 25 gennaio 1989. Le partecipazioni superiori al cinque per cento e quelle che comportano il controllo sull'ente creditizio si considerano autorizzate se la Banca d'Italia non dispone diversamente nel termine di centottanta giorni dalla data di spedizione della comunicazione. Il termine � sospeso qualora vengano richiesti all'interessato notizie e dati integrativi e riprende a decorrere dalla data di spedizione degli stessi. Tale richiesta pu� essere reiterata una sola volta. Sono fatte salve le facolt� di revoca di cui al comma 2 dell'articolo 28. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro del tesoro comunica al Parlamento l'elenco delle partecipazioni eccedenti il limite di cui al comma 6 autorizzate ai sensi del presente comma. Le partecipazioni esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge possedute da enti pubblici anche economici si intendono autorizzate indipendentemente dalla comunicazione. 8. Se alle operazioni di cui al comma 1 partecipano enti o imprese di Stati che non tutelano l'indipendenza degli enti creditizi con norme di effetto equivalente a quelle del presente titolo o applicano disposizioni discriminatorie o impongono clausole aventi effetti analoghi nei confronti di acquisizioni da parte di imprese o enti italiani, la Banca d'Italia comunica la domanda di autorizzazione al Ministro del tesoro, su proposta del quale il Presidente del Consiglio dei Ministri pu�, anche per ragioni essenziali di economia nazionale, vietare l'autorizzazione entro un mese dalla comunicazione.
1. I soggetti interessati alla concessione delle autorizzazioni di cui all'articolo 27 devono farne domanda a mezzo raccomandata alla Banca d'Italia. L'autorizzazione si intende concessa se la Banca d'Italia non provvede entro il termine di novanta giorni dalla data di spedizione della raccomandata. Il termine � sospeso qualora vengano richiesti all'interessato notizie e dati integrativi e riprende a decorrere dalla data di spedizione della raccomandata di risposta; la richiesta di notizie e dati pu� essere reiterata una sola volta.
2. L'autorizzazione, anche se concessa tacitamente, pu� essere sempre sospesa o revocata dalla Banca d'Italia, tenuto conto delle posizioni acquisite o rafforzate per effetto di accordi di cui all'articolo 27, comma 2, o di altri eventi successivi alla autorizzazione.
4. Il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio determina i criteri per la concessione, la sospensione e la revoca delle autorizzazioni al fine di assicurare l'indipendenza dell'ente creditizio e la tutela degli interessi dei depositanti e avendo riguardo anche ai requisiti degli amministratori, dei sindaci, dei direttori generali e dei liquidatori delle societ� che hanno chiesto o ottenuto la autorizzazione e di quelli delle societ� o enti ai quali si riferiscono le partecipazioni degli enti creditizi, nonch� ai rapporti di collegamento di carattere tecnico, finanziario, organizzativo e convenzionale esistenti tra il richiedente ed altri soggetti, con riferimento alla prevenzione di qualsiasi ipotesi di influenza dominante. Il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio inoltre stabilisce, su proposta della Banca d'Italia, apposite disposizioni per le quali i partecipanti al capitale con partecipazioni che comportano l'obbligo di richiesta di autorizzazione debbano sottoscrivere una responsabile dichiarazione (cosiddetto protocollo d'autonomia) in qualsiasi momento su richiesta della Banca d'Italia e comunque sempre in occasione della richiesta di autorizzazione all'assunzione o all'incremento delle partecipazioni. Il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio stabilisce in via generale, su proposta della Banca d'Italia, limiti massimi, criteri, modalit� e vincoli relativamente alla fattispecie di cui all'ultimo periodo del comma 6 dell'articolo 27. Il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio, con la medesima delibera, su proposta della Banca d'Italia, pu� emanare disposizioni in applicazione della presente legge per gli enti creditizi in materia di definizione di influenza dominante e di configurazione del socio rilevante. La Banca d'Italia pu� altres� impartire istruzioni per la salvaguardia della neutralit� allocativa degli enti creditizi. Le deliberazioni del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
5. I modelli per le domande di autorizzazione e la documentazione da allegare, nonch� i modelli per le comunicazioni di cui ai commi 3, 5 e 7 dell'articolo 27, sono stabiliti dalla Banca d'Italia e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Sospensione del voto, obbligo di alienazione, sanzioni penali
1. Il diritto di voto inerente alle azioni o quote acquistate o sottoscritte, di cui all'articolo 27, non pu� essere esercitato prima della comunicazione del provvedimento di autorizzazione n� quando questa non sia stata richiesta n� dopo la comunicazione del provvedimento di rifiuto, sospensione o revoca dell'autorizzazione, n� prima del decorso del termine di cui al comma 1 dell'articolo 28. In caso di inosservanza la deliberazione � impugnabile a norma dell'articolo 2377 del codice civile se la maggioranza richiesta non sarebbe stata raggiunta senza i voti inerenti alle predette azioni o quote. La impugnazione pu� essere proposta anche dalla Banca d'Italia. Le azioni o quote per le quali non pu� essere esercitato il diritto di voto sono computate ai fini della regolare costituzione dell'assemblea.
2. Le azioni o quote possedute da un soggetto di cui al comma 6 dell'articolo 27 che eccedono il quindici per cento del capitale dell'ente creditizio o ne comportano il controllo, devono essere alienate entro sei mesi dall'approvazione del bilancio dal quale risultano; per quelle esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, e comunicate alla Banca d'Italia a norma del comma 7 dell'articolo 27, il termine decorre dalla data di comunicazione del provvedimento ivi previsto. Qualora ci� non sia avvenuto, il tribunale, su richiesta della Banca d'Italia, ordina la vendita delle azioni o quote a mezzo di un agente di cambio o di un'azienda o istituto di credito.
3. Nei casi di omissione delle domande di autorizzazione, di omissione, incompletezza o falsit� delle comunicazioni di cui all'articolo 27 e di violazione delle disposizioni dei commi 1 e 2, gli amministratori e i direttori generali delle societ� o dell'ente nonch� i soci che omettono la comunicazione di cui al comma 2 dell'articolo 27 sono puniti, salvo che il fatto costituisca reato pi� grave, con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire quattro milioni a lire venti milioni.
3. Il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio emana direttive in materia di conflitti di interesse tra gli enti creditizi ed i loro azionisti rilevanti, relativi alle altre attivit� bancarie.
2. Le azioni di nullit� e di risarcimento del danno, nonch� i ricorsi intesi ad ottenere provvedimenti di urgenza in relazione alla violazione delle disposizioni di cui ai titoli dal I al IV sono promossi davanti alla corte d'appello competente per territorio.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sar� inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. � fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4
 Art. 5

Art. 6

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25
 Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 32

Art. 33

Art. 34