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Timestamp: 2019-03-25 10:10:10+00:00

Document:
NORME DI ATTUAZIONE PER LA DISCIPLINA DELLE COOPERATIVE SOCIALI
Bollettino Ufficiale n. 32 del 26 luglio 1993
TESTO AGGIORNATO E COORDINATO con: L.R. 18 agosto 2014, n. 26; L.R. 27 gennaio 2015, n. 5 e con L.R. 4 marzo 2016, n. 5.
1. In attuazione dell'art. 9 della legge 8 novembre 1991, n. 381 la Regione Basilicata, con la presente legge:
- determina le modalità di raccordo con l'attività dei servizi socio-sanitari nonché con le attività di formazione professionale e di sviluppo dell'occupazione;
Istituzione della sezione dell'albo
1. È istituita la sezione dell'albo regionale delle cooperative sociali articolato nelle seguenti sotto sezioni:
b) sotto sezione B), nella quale sono iscritte le cooperative che svolgono attività diverse - agricole, industriali, commerciali e di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate;
c) sotto sezione C), nella quale sono iscritti i consorzi di cui all'art. 8 della legge 8 novembre 1991, n. 381. (1)
2. Le cooperative sociali che svolgono ambedue le attività di cui al comma 1, lettere a) e b), sono iscritte sia nella sezione a) che nella sezione b) dell'Albo, a condizione che nello statuto sia esplicitamente indicato il collegamento funzionale tra la tipologia di svantaggio dei lavoratori da inserire e gli ambiti di attività socio-sanitari, socio-assistenziali ed educativi, in modo che sia garantito l'esercizio di attività coordinate per l'efficace raggiungimento delle finalità di cui all'art. 1 della legge n. 381/1991 e previa verifica della sussistenza della netta separazione delle gestioni relative alle attività esercitate. In tal caso la sussistenza del requisito della percentuale minima di lavoratori svantaggiati prevista dalla legge n. 381/1991 è determinata avendo riguardo solo al personale addetto al settore costituito per l'attività di tipo b). (2)
Requisiti per l'iscrizione (3)
1. Possono essere iscritte alla sezione di cui all'articolo 2 le cooperative sociali ed i loro consorzi aventi sede legale e stabile organizzazione in Basilicata, iscritte all'Albo nazionale delle Cooperative - categoria sociale-, di cui al D.M. del Ministero delle attività produttive 23 giugno 2004.
2. Per ottenere l'iscrizione le Cooperative debbono presentare al competente Dipartimento della Regione Basilicata apposita domanda corredata da:
a) iscrizione all'Albo nazionale delle Cooperative -categoria sociale - di cui al D.M. del Ministero delle attività produttive 23 giugno 2004;
c) autocertificazione circa gli ambiti di attività in cui la cooperativa sociale opera ed i relativi servizi;
d) autocertificazione della composizione della compagine sociale;
h) per le cooperative che chiedono l'iscrizione nella sotto sezione B): certificazione circa la presenza - all'interno della compagine sociale - di lavoratori svantaggiati nella misura prevista dall'art. 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381;
i) dichiarazione del rappresentante legale di non essere incorsi in violazione in materia di lavoro - previdenziali e fiscali - non conciliabili in via amministrativa;
l) per le cooperative che chiedono l'iscrizione in entrambe le sotto sezioni A) e B) a norma del precedente articolo 2, comma 2: certificazione circa la presenza di lavoratori svantaggiati nella misura prevista dall'art. 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381.
a) iscrizione all'Albo nazionale delle Cooperative- categoria sociale, di cui al D.M. del Ministero delle attività produttive 23 giugno 2004;
e) certificazione circa la presenza di cooperative sociali nella misura prevista dall'articolo 8 della legge 8 novembre 1991, n. 381.
5. L'iscrizione all'Albo regionale viene disposta con decreto del Presidente della Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di ricezione della domanda completa di tutta la documentazione richiesta, previa istruttoria dell'ufficio competente.
6. Il provvedimento è notificato al richiedente ed è pubblicato per estratto sul Bollettino ufficiale della Regione.
1. La cancellazione degli enti cooperativi dalla sezione dell'albo regionale è disposta con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa istruttoria dell'Ufficio competente, quando questi non abbiano adempiuto agli obblighi di cui ai precedenti articoli 3 e 4, o quando non sia stata effettuata entro l'anno la revisione di cui all'articolo 5, comma 3 della legge 8 novembre 1991 n. 381.
2. La cancellazione è disposta altresì quando le cooperative o il consorzio siano stati sciolti, risultino inattive da più di 24 mesi o cancellate dall'Albo nazionale delle Cooperative anche a seguito delle azioni di vigilanza sugli enti cooperativi di cui al D.Lgs. 2 agosto 2002, n. 220 e successive modificazioni, nonché qualora non siano in grado di continuare ad esercitare la propria attività.
3. Il provvedimento di cancellazione è notificato alla cooperativa o al consorzio ed è pubblicato per estratto sul Bollettino ufficiale della Regione.
4. Nel caso in cui il numero dei lavoratori svantaggiati, di cui al precedente articolo 4, scenda al di sotto del 30% dei lavoratori della cooperativa o quello dei soci volontari, di cui all'articolo 2, comma 2, della legge n. 381/1991, superi la misura del 50% dei soci, si provvede alla cancellazione, qualora la compagine sociale non venga riequilibrata entro un anno dalla data in cui si è manifestata l'irregolarità.
RACCORDI CON L'ATTIVITÀ DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE E DI SVILUPPO DELL'OCCUPAZIONE
2. In particolare vengono individuati settori di intervento nei quali alle cooperative sociali viene riconosciuto un ruolo prioritario in forza delle caratteristiche di finalizzazione della promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini che sono loro proprie.
b) a sviluppare nuova occupazione a favore delle fasce deboli del mercato del lavoro. Nell'ambito delle possibilità offerte dalla normativa vigente, i competenti organi regionali prevedono interventi specifici volti a riconoscere l'attività di formazione sul lavoro svolta dalle cooperative di cui alla lettera b) dell'art. 1 della legge n. 381/1991.
2. Qualora le caratteristiche del servizio lo consentano la convenzione assume la forma della concessione ex art. 22 della legge n. 142/1990.
5. Gli enti pubblici, nell'applicazione dell'art. 5 della L. n. 381/1991, procedono all'individuazione del contraente mediante gara tra i soggetti richiedenti.
Contenuti degli schemi di convenzione-tipo
d) il ruolo svolto dai volontari impiegati nel servizio in relazione a quanto previsto dalla legge n. 381/1991 - art. 2, comma 5;
2. Per quanto concerne gli schemi di convenzione-tipo relativi all'attività di cui all'art. 1, primo comma a) della legge n. 381/1991 per gestione di servizi è da intendersi l'organizzazione complessiva e coordinata di diversi fattori materiali, immateriali e umani che concorrono alla realizzazione di un servizio, con la esclusione delle mere prestazioni di manodopera.
Nell'ambito di riferimento per la identificazione dei servizi socio-sanitari ed educativi è definita in relazione a quanto stabilito dalla normativa di settore anche in attuazione di norme nazionali.
3. Nella predisposizione degli schemi di convenzione-tipo relativi alla fornitura di beni e servizi di cui all'art. 5 della legge n. 381 del 1991:
Tipologie di intervento (5)
c) concessione ad enti pubblici di contributi finalizzati a favorire l'affidamento alle cooperative sociali di fornire di beni o servizi ai sensi dell'art. 5 legge n. 381/1991.
Norme abrogative (5)
1. Gli atti amministrativi di applicazione della legge n. 381/1991 assunti dalla Regione prima dell'entrata in vigore della presente legge perdono efficacia. Le cooperative ed i loro consorzi iscritti all'Albo devono ripresentare istanza secondo le norme contenute nella presente legge.
(1) Il presente comma, in origine privo di numerazione, è stato così numerato per effetto dell'aggiunta del comma 2-bis ad opera dell'art. 14, comma 1, L.R. 18 agosto 2014, n. 26. Il suddetto comma 2-bis è stato rinumerato dapprima, come comma 1-bis, con errata corrige pubblicata nel BU 1° novembre 2014, n. 42 e poi come comma 2 dall'art. 20, comma 1, L.R. 27 gennaio 2015, n. 5;
(2) Il presente comma, in origine aggiunto come comma 2-bis dall'art. 14, comma 1, L.R. 18 agosto 2014, n. 26, è stato poi rinumerato come comma 1-bis per effetto dell'errata corrige pubblicata nel B.U. 1° novembre 2014, n. 42. Successivamente il presente comma 1-bis è stato ulteriormente rinumerato come comma 2 e modificato, rispettivamente, dall'art. 20, commi 1 e 2, L.R. 27 gennaio 2015, n. 5. Infine il presente comma è stato così modificato dall'art. 65, comma 1, L.R. 4 marzo 2016, n. 5;
(3) Articolo modificato dapprima dall'art. 14, commi 2 e 3, L.R. 18 agosto 2014, n. 26 e poi così sostituito dall'art. 65, comma 2, L.R. 4 marzo 2016, n. 5;
(4) Articolo così sostituito dall'art. 65, comma 3, L.R. 4 marzo 2016, n. 5;
(5) COMMISSARIATO DEL GOVERNO NELLA REGIONE BASILICATA L. R. concernente: << Norme di attuazione per la disciplina delle cooperative sociali >>. Il Governo ha peraltro osservato:
1) in ordine all' art. 13, che gli oneri derivanti dalla erogazione dei finanziamenti ivi indicati sono da porsi a carico delle ordinarie disponibilità finanziarie regionali ai sensi dell' art. 9, terzo comma della legge 8 novembre 1991 n. 381, come anche ribadito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 202/ 1992;
2) in ordine alle disposizioni abrogative di cui all' art. 15, la formulazione adottata appare lacunosa e poca chiara e necessita di idonea applicazione o integrazione, tenendo conto dell' esigenza di norme transitorie ai fini dell' adeguamento al nuovo ordinamento attuativo della legge - quadro n. 381/ 1991.

References: articolo 2
 articolo 4
 art. 22
 art. 2
 art. 13
 art. 9
 sentenza 
 art. 15