Source: http://www.fnada.it/Archivio/CCNL/ccnl3-3-99.htm
Timestamp: 2013-05-22 21:11:50+00:00

Document:
Ipotesi CCNL 3/3/99
CCNL 1998/2001 - Comparto Scuola
Testo definitivo 185 K 52 K
TESTO e ALLEGATI CCNL 26-5-99
Sommario Tit. I
Relazioni a livello d'istituzione scolastica
Esame dello stato delle relazioni sindacali
DOCUMENTI ALLEGATI Attuazione Legge 146/90 1
PERSONALE ATA Profili
TESTO COORDINATO (CCNL 3-3-1999 e 4-8-1995)
55 K 14 K
Disposizioni generali Art.
Campo di applicazione, durata, decorrenza
del presente contratto Art.
Interpretazione autentica dei contratti Capo II - Norme
comuni Art.
Misure incentivanti per progetti nelle
Fruizione del diritto alla formazione Art.
Mobilit� territoriale, professionale e
Capo III - Norme
di area Sezione I - Capi
d'Istituto Art.
Compiti del capo d'Istituto
La valutazione del capo d'istituto
L'indennit� di direzione
La mobilit� dei capi d'istituto
docente Art.
Area e funzione docente Art.
Modalit� organizzative per
l'esercizio della funzione docente Art.
Ampliamento dell'offerta formativa e
Funzioni strumentali al piano dell'offerta
Trattamento economico connesso allo sviluppo
Sezione III - Personale
ATA Art.
Area e funzioni
Sistema di classificazione professionale del
Compiti e mansioni del personale ATA
servizi generali ed amministrativi Art.
Valorizzazione della professionalit� del
Particolari tipologie di corsi
Capo V - Aspetti
economico-retributivi generali
Aumenti della retribuzione base ed effetti
dei nuovi stipendi
Disponibilit� finanziarie per la
Finalizzazione delle risorse da destinare
alla contrattazione integrativa
Contrattualizzazione delle risorse
Disposizioni finali ed integrative Art.
Individuazione del personale docente avente
diritto di mensa gratuita
Assenze per ferie, malattie, permessi
ed aspettative Rapporto di lavoro
ART. 4 - MISURE INCENTIVANTI PER ZONE A RISCHIO ART. 9 - PROGRESSIONE ART. 14 - INDENNIT� DI DIREZIONE ART. 21 - FUNZIONI STRUMENTALI ALLOFFERTA FORMATIVA ART. 22 - TRATTAMENTO ECONOMICO PROFESSIONE DOCENTE Personale ATA
ART. 27 - IL DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED
AMMINISTRATIVI ART. 28 - INDENNITA DI AMMINISTRAZIONE ART. 30 - NORME DI PRIMA APPLICAZIONE Aspetti economico-retributivi generali
ART. 32 - AUMENTI DELLA RETRIBUZIONE BASE
ART. 37 - PREVIDENZA COMPLEMENTARE ART. 42 - ASSENZE Compensi ex Art. 34
Compensi e Indennit�
ACCORDO MPI-OOSS
Intervista MPI
Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi Esame del nuovo profilo (Documento FNACA) CCNL 1998/2001 - Comparto Scuola
Relazioni sindacali ART. 1 -
1. Il sistema delle relazioni sindacali, nel rispetto
delle distinzioni dei ruoli e delle rispettive responsabilit� dellamministrazione
scolastica e dei sindacati, persegue lobiettivo di contemperare linteresse dei
dipendenti al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla crescita professionale con
lesigenza di incrementare lefficacia e lefficienza dei servizi prestati
alla collettivit�.
Contrattazione collettiva: si svolge a livello integrativo
nazionale e provinciale, con le modalit�, i tempi e le materie indicate allart.2.
Partecipazione: si articola negli istituti
dellinformazione, della concertazione e delle intese. Essa pu� prevedere altres�
listituzione di commissioni paritetiche con finalit� propositive, secondo le
modalit� indicate nellart.3.
Interpretazione autentica dei CCNL.
1. La contrattazione collettiva integrativa �
finalizzata ad incrementare la qualit� del servizio scolastico, sostenendo i processi
innovatori in atto anche mediante la valorizzazione delle professionalit� coinvolte.
I criteri generali di utilizzazione delle risorse
prestazioni aggiuntive, nonch� le modalit� di verifica dei risultati conseguiti;
La mobilit� interna al comparto ed intercompartimentale;
Procedure e criteri di utilizzazione del personale;
I criteri per la ripartizione delle risorse per
I criteri per la assegnazione dellindennit� di
Le linee di indirizzo per l'attivit� di formazione in
Le linee di indirizzo e i criteri per la tutela della
L'ammontare delle risorse destinate ai progetti nelle aree
a rischio ed i criteri di allocazione e utilizzo delle medesime risorse a livello
d'istituto, inclusa l'assegnazione di una quota al finanziamento di moduli formativi
specifici per il personale e i criteri generali di verifica dei risultati in relazione
agli specifici obiettivi programmati;
Articolazione e modalit� di composizione
I criteri generali per la valutazione dei titoli culturali
e professionali nonch� la quota di risorse, da riservare al trattamento economico
connesso allo sviluppo della professionalit� dei docenti e degli ATA;
Indennit� di turno notturno, notturno  festivo e
Quanto altro specificamente previsto nel presente
2. Presso ciascun ufficio scolastico provinciale, la
contrattazione decentrata si svolge sulle seguenti materie:
L'utilizzazione del personale;
I criteri per la fruizione dei permessi per il diritto
Le opportunit� formative per il personale docente,
3. La contrattazione integrativa si svolge con i limiti
dellart. 45 del D.Lgs. 29/1993.
Entro il primo mese di negoziato le parti non assumono iniziative unilaterali, n�
1. LAmministrazione scolastica, nellambito
della propria autonomia e delle proprie distinte responsabilit�, fornisce informazioni ai
soggetti identificati allart. 7 sulle seguenti materie. Criteri per la definizione e la distribuzione degli
Modalit� organizzative per l'assunzione del personale a
tempo determinato e indeterminato;
Informazione su documenti di previsione di bilancio
relativi alle spese per il personale;
Operativit� di nuovi sistemi informativi o di modifica
Dati generali sullo stato dell'occupazione degli organici
e di utilizzazione del personale;
Andamento generale della mobilit� del personale;
Strumenti e metodologie per la valutazione della
sperimentazioni in atto. 2. Gli incontri per linformazione a livello
provinciale si svolgono con cadenza almeno annuale. Essi hanno come oggetto il consuntivo
degli atti di gestione adottati e i relativi risultati, nonch� i progetti riguardanti le
materie elencate. La documentazione relativa viene fornita ai sindacati con congruo
anticipo. Gli organismi di cui allart. 7 possono richiedere nelle
materie sopraelencate informazioni riguardanti singole istituzioni scolastiche.
3. Su ciascuna delle materie previste al comma 1 e sulle linee essenziali di indirizzo in
materia di gestione della organizzazione scolastica, pu� essere consensualmente decisa la
formazione di commissioni paritetiche, per un esame pi� approfondito di singoli problemi
al fine di avanzare proposte non vincolanti per lAmministrazione e di formulare
raccomandazioni ai soggetti della contrattazione decentrata.
4. Ricevuta linformazione i soggetti sindacali di cui allart.7
possono chiedere che si dia inizio alla procedura di concertazione sulle seguenti materie:
Criteri per la definizione e la distribuzione degli
Le modalit� organizzative per l'assunzione del personale
La concertazione si svolge in appositi incontri che
iniziano entro 48 ore dal ricevimento della richiesta. Nella concertazione le parti
verificano la possibilit� di un accordo mediante un confronto che deve concludersi entro
15 giorni dalla sua attivazione. Dellesito della concertazione � redatto verbale
dal quale risultino le posizioni delle parti. Durante il periodo in cui si svolge la
concertazione le parti non assumono iniziative unilaterali sulle materie oggetto della
Analoghi incontri si svolgono in ciascun ufficio scolastico provinciale.
Entro il 30-6-2000 la materia del presente articolo verr� rivista per adeguarla al
completamento dellautonomia scolastica, in coerenza con quanto previsto dal D.L. n.
5 del 22 gennaio 1999.
scolastica � sede di contrattazione integrativa. 3. Il capo di istituto fornisce ai soggetti sindacali di cui all'art. 7
un'informazione preventiva, consegnando l'eventuale documentazione sulle seguenti materie:
Proposte di formazione delle classi e di determinazione
Modalit� di utilizzazione del personale in rapporto al
Modalit� e criteri di applicazione dei diritti sindacali,
compresi i contingenti di personale previsti dall'Art.2;
Attuazione della normativa in materia di sicurezza nei
luoghi di lavoro modalit� e criteri di applicazione dei diritti sindacali.
Attivit� e progetti retribuiti con il fondo d'istituto o
con altre risorse derivanti da convenzioni ed accordi;
Prestazioni aggiuntive;
Criteri riguardanti le assegnazioni alle sezioni staccate
e ai plessi, intensificazione delle prestazioni legate alla definizione dellunit�
didattica, ritorni pomeridiani.
Modalit� relative alla organizzazione del lavoro e
rispetto di quanto previsto dalla contrattazione integrativa provinciale, nonch� i
criteri per lindividuazione del personale ATA ed educativo da utilizzare nelle
attivit� retribuite con il fondo di istituto;
Criteri per la fruizione dei permessi per
Nominativi del personale utilizzato nelle attivit� e
Criteri di individuazione e modalit� di utilizzazione del
personale in progetti derivanti da specifiche disposizioni legislative, nonch� da
o dall'Amministrazione scolastica periferica con altri enti e istituzioni;
Criteri per la fruizione dei permessi per l'aggiornamento.
h) ed i) del comma 3, ciascuno dei soggetti sindacali di cui all'art. 7
pu� chiedere un esame dell'argomento oggetto di informazione. Il capo di istituto informa
della richiesta ricevuta i soggetti sindacali presenti nella scuola e procede, entro tre
giorni dalla richiesta, a convocare un apposito incontro che pu� concludersi entro 15
giorni dalla richiesta con unintesa. Contestualmente con la piena attuazione
istituto le materie indicate nei predetti punti b), c), d) ed e) sono oggetto di
ART. 5 - ESAME
DELLO STATO DELLE RELAZIONI SINDACALI A LIVELLO DECENTRATO
1. Entro il 30 aprile 2000, in vista della sequenza
contrattuale di cui al secondo comma, lARAN e le OO. SS. firmatarie del presente
CCNL si incontreranno per esaminare lo stato delle relazioni sindacali a livello
decentrato, anche sulla base di un monitoraggio a campione i cui risultati saranno messi a
disposizione delle stesse OO.SS. e del Ministero della P.I.
1. Entro il primo mese del negoziato relativo alla
contrattazione decentrata le parti non assumono iniziative unilaterali n� procedono ad
azioni dirette. Durante il periodo in cui si svolge la concertazione le parti non assumono
COMPOSIZIONI DELLE DELEGAZIONI
1. La delegazione trattante di parte pubblica, in sede
decentrata, � costituita come segue:
A LIVELLO NAZIONALE DI AMMINISTRAZIONE
dal Ministro o da un suo delegato;
da una rappresentanza dei dirigenti titolari degli uffici
direttamente interessati alla trattativa.
dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di
NEGLI UFFICI SCOLASTICI PROVINCIALI
dal dirigente titolare del potere di rappresentanza
dell'ufficio medesimo, di area C.
L'amministrazione pu� avvalersi, in qualit� di consulenti, di capi d'istituto e altro
personale scolastico esperto nella materia
Per le organizzazioni sindacali, la delegazione �
Per la parte pubblica: il dirigente scolastico;
Per le OO.SS.: - R.S.A. (fino alla elezione delle R.S.U.)
Lamministrazione scolastica pu� avvalersi, nella
contrattazione collettiva integrativa decentrata, dellassistenza dell'Agenzia per la
rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (A.RA.N.). Titolo II -
Rapporto di lavoro CAPO I -
DISPOSIZIONI GENERALI ART. 1 - CAMPO DI
APPLICAZIONE, DURATA, DECORRENZA DEL PRESENTE CONTRATTO
sottoscritto il 2 giugno 1998. Il personale del comparto si articola nelle seguenti aree
Area dei servizi generali, tecnici e amministrativi;
Area della specifica dirigenza scolastica.
5. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di scadenza della
parte economica del presente contratto, ai dipendenti del comparto sar� corrisposta la
relativa indennit�, secondo le scadenze previste dall'accordo sul costo del lavoro del 23
luglio 1993. 6. Per l' erogazione di detta indennit� si applica la procedura dell'art. 52, commi 1 e
2, del D.Lgs. n. 29 del 1993.
7. In sede di rinnovo biennale per la parte economica ulteriore punto di riferimento del
Governo e parti sociali del 23 luglio 1993. ART. 2 -
1. In attuazione dell'art. 53, del D.Lgs n. 29 del 1993,
quando insorgano controversie sull'interpretazione dei contratti collettivi, le parti che
li hanno sottoscritti si incontrano, entro 30 giorni dalla richiesta di cui al successivo
comma 2, per definire consensualmente il significato della clausola controversa. La
procedura deve concludersi entro 30 giorni dalla data del primo incontro.
scritta con lettera raccomandata . La richiesta deve contenere una sintetica descrizione
del contratto collettivo nazionale.
4.Con le medesime modalit� dei commi 1 e 2 si procede, tra le parti che li hanno
sottoscritti, quando insorgano controversie sull'interpretazione dei contratti decentrati.
L'eventuale accordo sostituisce la clausola controversa sin dall'inizio della vigenza del
contratto decentrato.
ART. 3 - DOVERI DEL
Al medesimo scopo deve essere privilegiato luso dello strumento della comunicazione
verbale nell'ambito degli organi collegiali, contenendone la verbalizzazione entro il
limite strettamente indispensabile e deve essere data integrale attuazione alla normativa
in materia di semplificazione e trasparenza amministrativa.
2. La formazione continua, iniziale ed in servizio, costituisce una risorsa che
l'amministrazione scolastica � tenuta a fornire al personale scolastico per migliorarne
la qualit� professionale e l'attitudine a realizzare le esigenze connesse al regime di
autonomia della scuola prefigurato dalla normativa vigente.
3. La normativa sulla semplificazione amministrativa deve trovare applicazione anche
relativamente agli atti di certificazione posti in essere con il concorso dei docenti.
non contrattualizzate, viene costituito, entro il 30 aprile 1999, un apposito gruppo di
lavoro presso il Ministero Pubblica Istruzione.
ART. 4 - MISURE
INCENTIVANTI PER PROGETTI NELLE SCUOLE SITUATE IN ZONE A RISCHIO
ai fini dellattuazione di interventi integrati, individua le scuole situate nelle
zone a rischio di devianza giovanile e criminalit� minorile e caratterizzate da abbandoni
scolastici sensibilmente superiori alla media nazionale.
prevista della realizzazione del progetto stesso.
della realizzazione del progetto, e comunque non inferiore a tre anni, d� titolo alla
5. In sede di contrattazione integrativa nazionale saranno determinati: L'ammontare complessivo delle risorse destinate al
personale coinvolto nei progetti ed i criteri di utilizzo delle medesime a livello
specifici per il personale nellambito delle risorse disponibili per la formazione
del personale scolastico; I criteri generali per la selezione dei progetti da
finanziare; I criteri generali di verifica dei risultati in relazione
agli specifici obiettivi programmati. Ai fini di cui al comma 1, il Ministero della Pubblica
interistituzionale degli interventi e delle risorse. ART. 5 -
innovazione nella scuola, la formazione costituisce una leva strategica fondamentale per
lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di
cambiamento, per una efficace politica di sviluppo delle risorse umane attraverso
qualificate iniziative di prima formazione ed in servizio, di mobilit�, riqualificazione
e riconversione professionale, nonch� di interventi formativi finalizzati a specifiche
In sede di contrattazione integrativa nazionale, sulla base della quale entro il 31
con particolare riguardo: Ai processi di autonomia e di innovazione in atto; Al potenziamento e al miglioramento della qualit�
professionale; Al potenziamento dellofferta formativa nel
recupero degli abbandoni, e allesigenza di formazione continua degli adulti. 2. Per garantire le attivit� formative di cui al
risorse allo scopo previste da specifiche norme di legge o da norme comunitarie.
Le somme destinate alla formazione e non spese nellesercizio finanziario di
iniziative di formazione necessarie per una qualificata risposta alle esigenze derivanti
dal piano dellofferta formativa.
3. Anche allo scopo di potenziare gli strumenti di controllo qualitativo della spesa �
istituito a livello nazionale un Osservatorio di orientamento e monitoraggio, con la
revisione dellorganismo. Nel frattempo, allo scopo di attivare la costruzione di una
rete di servizi formativi a livello territoriale, sar� avviato il decentramento
funzionale dellOsservatorio a livello regionale. Articolazione e modalit� di
composizione dellOsservatorio saranno stabilite in sede di contrattazione
integrativa nazionale, in modo da assicurare la massima funzionalit� e snellezza
In raccordo coi processi di riforma in atto, l'Osservatorio individua: I fabbisogni formativi;
Le metodologie generali dei moduli formativi
I criteri generali per il riconoscimento dei crediti
funzioni  obiettivo di cui all'art.13. Con riferimento alle
Le linee generali per la formazione del personale
coinvolto nella realizzazione dei progetti di cui all'art.4.
LOsservatorio attua inoltre, relativamente alla
tipologia delle funzioni individuate dalle singole istituzioni scolastiche il monitoraggio
degli incarichi di cui allart.24 assicurando la massima
pubblicizzazione agli esiti del monitoraggio stesso. 5. In sede di contrattazione integrativa nazionale sono definiti gli standard
FRUIZIONE DEL DIRITTO ALLA FORMAZIONE 1. La partecipazione ad attivit� di formazione e di
realizzazione e allo sviluppo delle rispettive professionalit�.
3. Il personale docente pu� usufruire di cinque giorni nel corso dellanno
scolastico per la partecipazione a iniziative di aggiornamento autorizzate
dallAmministrazione con lesonero dal servizio previa sostituzione ai sensi
della normativa vigente sulle supplenze brevi dei diversi gradi scolastici.
4. Il personale che partecipa ai corsi di formazione organizzati dallAmministrazione
a livello centrale o periferico o dalla istituzione scolastica di appartenenza �
considerato in servizio a tutti gli effetti. Qualora i corsi si svolgano fuori sede, la
partecipazione ad essi comporta, ove spettante, il trattamento di missione e il rimborso
E abrogato larticolo 28 CCNL del 4 agosto 1995,
ad eccezione dei commi 12 e 13 dello stesso articolo 28.
Un impiego di competenze professionali della scuola presso
le sedi universitarie, in attivit� di formazione non esclusivamente rivolte al
Valorizzare la scuola quale sede che contribuisce alla
Le procedure di mobilit� dei docenti con funzioni di
Le procedure di mobilit� dei docenti con altre funzioni;
Le modalit� di svolgimento delle attivit� di tirocinio,
presso le sedi scolastiche e delle funzioni di supporto dellattivit� scolastica da
parte dei docenti in formazione.
articolazione dellorario di lavoro e lutilizzo dei permessi di studio e
In conformit� a quanto previsto dal Protocollo
dintesa sul lavoro pubblico del 12.3. 97, che destina alla formazione una quota pari
all1% della spesa per il personale, le parti convengono sullopportunit� di
favorire un significativo incremento dei finanziamenti da destinare alla formazione, anche
ai fini dellattivazione dellanno sabbatico.
MOBILITA TERRITORIALE, PROFESSIONALE E INTERCOMPARTIMENTALE
1. Obiettivo del rinnovo � favorire la mobilit�
professionale del personale della scuola, non solo per superare o prevenire il
soprannumero, ma anche per favorire la valorizzazione delle esperienze acquisite dal
personale e per sostenere lo scambio di esperienze del sistema. I criteri e le modalit�
per attuare la mobilit� territoriale, professionale e intercompartimentale del personale
di cui al presente contratto vengono definiti in sede di contrattazione integrativa
2. In tale sede saranno definiti modalit� e criteri per le verifiche periodiche annuali
sugli effetti degli istituti relativi alla mobilit� territoriale, al fine di apportare,
con contrattazione nazionale decentrata annuale i conseguenti adattamenti degli stessi
istituti. 3. Analogamente si proceder� per la contrattazione relativa alla utilizzazione del
personale. 4. A sostegno dei processi di innovazione che esigono un equilibrio dinamico tra le
� finalizzata a: Promuovere il reimpiego e la valorizzazione delle
Favorire la mobilit� professionale ai fini del
Specifici percorsi formativi di riqualificazione e
Rimborso spese, da erogare anche in misura forfettaria per
leffettiva frequenza dei corsi;
Indennit� forfettaria di prima sistemazione;
Incentivazione al conseguimento di titoli di studio ed
mediante la programmazione delle iniziative di formazione e riqualificazione in ambito
provinciale o regionale, rivolta, con priorit�, al personale appartenente a classi di
concorso, ruoli, aree e profili professionali in situazione di esubero. E assicurata
la necessaria informazione al personale per il pieno esercizio del diritto alla
titolo richiesto � tenuto ad accettare la sede assegnata, a domanda o dufficio
7. La formazione e riqualificazione professionale di cui sopra � altres� orientata verso
le esigenze emergenti dallattuazione dellautonomia scolastica, con
lindividuazione di specifiche competenze e profili professionali innovativi connessi
allo sviluppo delleducazione permanente e degli adulti, al potenziamento della
ricerca, sperimentazione, documentazione e aggiornamento educativo, alla prevenzione e
recupero della dispersione scolastica e degli insuccessi formativi, allespansione
dellistruzione e formazione integrata post - secondaria, nonch� al rafforzamento
dellefficienza organizzativa e amministrativa delle istituzioni scolastiche.
personale ATA dallarticolo 29 comma 5.
previa definizione, nella contrattazione integrativa nazionale di criteri e modalit� per
ladozione dei conseguenti provvedimenti. ART. 9 -
termine dei periodi previsti dallallegata tabella
E subordinatamente alla prestazione del servizio senza demerito.
Il servizio si considera prestato senza demerito qualora il dipendente non sia incorso in
sanzioni disciplinari definitive che comportino la sospensione di 1 anno dal servizio.
saranno determinati i criteri per l'attivazione di progetti nazionali volti: al monitoraggio ed al recupero degli arretrati relativi ai
provvedimenti di stato giuridico ed economico; alla istituzione di un libretto personale informatizzato
aggiornabile, contenente tutti i dati concernenti la carriera, i titoli professionali ed
il trattamento economico dell'interessato anche ai fini pensionistici. ART. 11 - PARI
� istituito, presso il Ministero della Pubblica Istruzione, il Comitato pari opportunit�
con il compito di proporre misure adatte a creare effettive condizioni di pari
opportunit�, secondo i principi definiti dalla legge 10 aprile 1991, n. 125, con
particolare riferimento all'art. 1.
Raccolta dei dati relativi alle materie di propria
competenza, che l'amministrazione � tenuta a fornire; Formulazione di proposte in ordine ai medesimi temi anche
ai fini della contrattazione integrativa;
Promozione di iniziative volte ad attuare le direttive
lavoratrici: Percorsi di formazione mirata del personale sulla cultura
delle pari opportunit� in campo formativo, con particolare riferimento ai progetti per
lorientamento scolastico, alla riformulazione dei contenuti dinsegnamento, al
superamento degli stereotipi nei libri di testo, alle politiche di riforma; Azioni positive, con particolare riferimento alle
d'incarichi o funzioni pi� qualificate; Iniziative volte a prevenire o reprimere molestie sessuali
nonch� pratiche discriminatorie in generale; Flessibilit� degli orari di lavoro; Fruizione del part-time; Processi di mobilit�. 4. Lamministrazione assicura l'operativit� del
massima pubblicizzazione. 5. Il Comitato per le pari opportunit� rimane in carica per la durata di un quadriennio e
sindacali abilitate alla contrattazione decentrata, possono essere costituiti appositi
comitati entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente contratto, con composizione e
compiti analoghi a quello nazionale dei quali deve essere assicurato il funzionamento da
parte dei Provveditori agli Studi. Il Presidente � nominato dal Provveditore agli
studi.Capo III- Norme di area Capo III -
Norme di area Sezione I - Capi di
istituto ART. 12 - COMPITI
DEL CAPO DI ISTITUTO
1. Il capo di istituto partecipa e concorre al processo
di realizzazione dell'autonomia scolastica che andr� a regime l'1-9-2000.
In previsione dell'entrata a regime dell'autonomia scolastica di cui all'art. 21 della legge 59/97 sar� avviata entro il 30-3-2000
un'apposita sessione negoziale concernente la piena attuazione della dirigenza scolastica.
2. Il capo di istituto assicura la gestione unitaria dellistituzione scolastica e la
finalizza allobiettivo della qualit� dei processi formativi, predisponendo gli
strumenti attuativi del piano dellofferta formativa. 3. Il capo distituto, in relazione all'assetto organizzativo conseguente al piano
dell'offerta formativa dell'istituzione scolastica organizza la propria presenza in
servizio e il proprio tempo di lavoro secondo i criteri della flessibilit�, in rapporto
alle esigenze connesse allesercizio delle funzioni di competenza. Il capo
distituto assicura comunque una presenza ordinaria di 36 ore settimanali, anche su
4. Il capo distituto pu� avvalersi, nello svolgimento delle proprie funzioni
organizzative e gestionali, della collaborazione di docenti da lui individuati in base
allart. 7 lettera h) del T.U. n. 297/1994; a partire dall1/9/2000 trova
applicazione lart.1 del D.Lgs. n. 59/1998. La scelta � effettuata, ferma restando
la natura fiduciaria dellincarico correlata alla responsabilit� sugli esiti
dellincarico stesso, secondo criteri di efficienza ed efficacia nel servizio
6. In riferimento al comma 2 dell' art. 33 del CCNL 4/8/95
le modalit� le procedure e i compensi relativi al conferimento degli incarichi sono
oggetto di contrattazione integrativa. Gli stessi incarichi conferiti saranno oggetto di
informazione preventiva alle OO.SS. firmatarie del CCNL da parte dei livelli di
Amministrazione che li conferiscono.
ART. 13 - LA
VALUTAZIONE DEL CAPO DI ISTITUTO
di valutazione periodica. In attesa della piena attuazione di quanto previsto
dallart. 25 bis, comma 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come
integrato dal decreto legislativo 6 marzo 1998, n. 59, la valutazione sar� formulata da
un nucleo di valutazione da istituire entro tre mesi dalla sottoscrizione del presente
contratto e da rendere funzionale nei successivi 30 giorni e comunque entro il 1/9/1999.
Tale nucleo sar� istituito in via sperimentale presso l'Amministrazione scolastica
regionale con le modalit� indicate nello stesso art. 25 bis comma 1. In sede di
contrattazione integrativa saranno definite le modalit�, i contenuti e le procedure di
garanzia in caso di esito negativo della valutazione.
1. Ai capi di istituto, ivi compresi gli incaricati ed i
reggenti, spetta una indennit� accessoria mensile. Il relativo importo sar� determinato
in sede di contrattazione integrativa nazionale, che potr� definire anche maggiorazioni
in relazione alla tipologia e alla dimensione degli istituti. 2. Lindennit� compete anche al personale indicato al comma 2 dellart. 75 del CCNL sottoscritto il 4 /8/1995 (NdR
- vice direttori e alle vici direttrici degli istituti di educazione, nonch� ai direttori
dei conservatori di musica e delle Accademie) e al personale incaricato della direzione.
Nel caso in cui i capi di istituto si trovino in posizione di stato implicante il mancato
esercizio della funzione direttiva, lindennit� di direzione per lo stesso periodo
� corrisposta anche al dipendente che abbia sostituito, ai sensi della normativa vigente,
il capo distituto.
ART. 15 - LA
MOBILIT� DEI CAPI DI ISTITUTO
1. Al fine di agevolare la mobilit� dei Dirigenti
scolastici sono definite le seguenti modalit�: La mobilit� dei dirigenti scolastici, rispettivamente
titolari nelle scuole elementari, medie e comprensive, e nella scuola secondaria
superiore, � territoriale; in sede di contrattazione integrativa nazionale possono essere
previste precedenze per il personale appartenente alle specifiche tipologie dell'Istituto;
In relazione al nuovo profilo professionale dei dirigenti
scolastici, conseguente anche ai percorsi di formazione e all'attuazione del
contrattazione integrativa nazionale. In tale sede vanno confermate le disposizioni relative
alla mobilit� d'ufficio assunte nel CCDN del 20/1/1999.
Personale docente ART. 16 - AREA E
FUNZIONE DOCENTE 1. I commi 4, 5 e 6 dellarticolo
38 del CCNL sottoscritto il 4/8/1995 sono cos� sostituiti: "4. La funzione docente si fonda sullautonomia
culturale e professionale dei docenti; essa si esplica nelle attivit� individuali e
collegiali e nella partecipazione alle attivit� di aggiornamento e formazione in
servizio" "5. In attuazione dellautonomia scolastica i
docenti, nelle attivit� collegiali, elaborano, attuano e verificano, per gli aspetti
pedagogico  didattici, il piano dellofferta formativa, adattandone
larticolazione alle differenziate esigenze degli alunni e tenendo conto del contesto
socio economico di riferimento.
"6. Il profilo professionale dei docenti �
costituito da competenze disciplinari, pedagogiche, metodologico - didattiche,
organizzativo- relazionali e di ricerca, tra loro correlate ed interagenti, che si
sviluppano ed approfondiscono col maturare dell'esperienza didattica, l'attivit� di
studio e di sistematizzazione della pratica didattica. I contenuti della prestazione
professionale del personale docente si definiscono nel quadro degli obiettivi generali
perseguiti dal sistema nazionale di istruzione e nel rispetto degli indirizzi delineati
nel piano dellofferta formativa della scuola.
I commi 7 e 8 dello stesso articolo
38 del CCNL 4.8.1995 sono soppressi. ART. 17 -
MODALITA ORGANIZZATIVE PER LESERCIZIO DELLA FUNZIONE DOCENTE 1. Ai fini dellimpiego dei docenti, le istituzioni
scolastiche adottano ogni modalit� organizzativa che sia espressione di autonomia
scolastiche regolano i tempi della prestazione di lavoro e dello svolgimento delle singole
discipline e attivit� nel modo pi� adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento
degli alunni. A tal fine adottano tutte le forme di flessibilit� previste dal regolamento
sulla autonomia didattica ed organizzativa delle istituzioni scolastiche ai sensi
dellarticolo 21 della legge n. 59 del 15 marzo 1997.
dall1/9/2000, e dellentrata in vigore del regolamento previsto dallo stesso articolo 21, si rende opportuno assicurare la continuit� della
disciplina posta dal CCNL del 4 agosto 1995, ivi comprese le norme di interpretazione
autentica ad esso riferite. Dal 1/9/2000 e comunque ad autonomia attuata, gli obblighi di
lavoro del personale docente sono correlati e funzionali alle esigenze come indicato al
comma 2. Le istituzioni scolastiche che nellanno scolastico 1998/1999 e
nellanno scolastico 1999/2000 abbiano in corso sperimentazioni dellautonomia
adotteranno la disciplina degli obblighi di lavoro funzionali al progetto avviato secondo
quanto indicato al comma 2. 4. Larticolo 40 del CCNL sottoscritto il 4 agosto 1995
� sostituito come segue: "Prima dellinizio delle lezioni, il dirigente
scolastico predispone, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il
piano annuale delle attivit� e i conseguenti impegni del personale docente. Il piano �
deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dellazione
educativa e con la stessa procedura � modificato, nel corso dellanno scolastico,
per far fronte a nuove esigenze." 5. Larticolo 42 del
CCNL sottoscritto il 4 agosto 1995, al comma 1, � cos� sostituito: "Lattivit� funzionale allinsegnamento
� costituita da ogni impegno inerente alla funzione docente previsto dai diversi
ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attivit�, anche a carattere collegiale,
di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione e formazione,
compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle
riunioni e lattuazione delle delibere adottate dai predetti organi."
ATTIVITA AGGIUNTIVE
1. Le attivit� aggiuntive consistono in attivit�
aggiuntive di insegnamento e attivit� aggiuntive funzionali allinsegnamento. 2. Le attivit� aggiuntive di insegnamento, a qualunque titolo prestate, sono deliberate
dal collegio dei docenti nellambito delle risorse finanziarie disponibili in
coerenza con il piano dellofferta formativa. 3. Il compenso orario e le modalit� di attribuzione delle attivit� aggiuntive, ivi
integrativa nazionale; il compenso � incrementato in misura non inferiore al 10% .
Ove non sia possibile una quantificazione oraria dell'impegno, il collegio dei docenti
pu� deliberare compensi anche in misura forfettizzata.
effettivamente prestate fino ad un massimo di sei ore settimanali. 5. Le attivit� aggiuntive funzionali allinsegnamento sono le prestazioni
professionali individuate dal piano delle attivit� deliberate dal collegio dei docenti,
con esclusione di quelle di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2 e dei commi 3 e 4
dellarticolo 42 del CCNL sottoscritto il 4/8/1995,
nonch� allarticolo 21 relativo alle funzioni strumentali al piano
dellofferta formativa. ART. 19 -
AMPLIAMENTO DELLOFFERTA FORMATIVA E PRESTAZIONI PROFESSIONALI
1. Le istituzioni scolastiche potranno prevedere la
possibilit� che i docenti svolgano attivit� didattiche rivolte al pubblico, in relazione
alle esigenze formative provenienti dal territorio, con esclusione dei propri alunni per
quanto riguarda le materie di insegnamento comprese nel curriculum scolastico. Le relative
deliberazioni dovranno puntualmente regolamentare lo svolgimento di tali attivit�
precisando anche il regime delle responsabilit�.
1. I docenti possono prestare la propria collaborazione
ad altre scuole che, per la realizzazione di specifici progetti, abbiano necessit� di
disporre di particolari competenze professionali non presenti nel corpo docente della
istituzione scolastica. Tale collaborazione non comporta esoneri anche parziali
dallinsegnamento nelle scuole di titolarit� o di servizio ed � autorizzata dal
competente capo distituto ove non ostino motivate esigenze di servizio.
FUNZIONI STRUMENTALI AL PIANO DELLOFFERTA FORMATIVA
professionale dei docenti, da valorizzare per lespletamento di specifiche funzioni
 obiettivo riferite alle seguenti aree: la gestione del piano dellofferta
formativa, il sostegno al lavoro dei docenti, interventi e servizi per gli studenti,
realizzazione di progetti formativi dintesa con enti ed istituzioni esterni alla
specifici piani dellofferta formativa.
Il collegio dei docenti determina contestualmente e puntualmente, oltre alle funzioni -
formazione, alla vigilanza da parte dellAmministrazione stessa, tenuto conto delle
indicazioni fornite dallOsservatorio di cui allart.5.
Costituisce requisito preferenziale la dichiarata disponibilit� a permanere nella scuola
per tutta la durata dellincarico.
totali dallinsegnamento. 3. Le scuole invieranno tempestivamente al competente provveditore agli studi - che le
cui allart. 34 comma 4, con decorrenza 1/9/1999 le retribuzioni
accessorie dovute per l'espletamento degli incarichi, i criteri generali e operativi,
nonch� le procedure di conferimento. In ogni caso la retribuzione non pu� essere
inferiore al 50% della maggiorazione retributiva prevista per il personale docente dal
successivo art.22. Il personale incaricato non pu� superare il numero
di 50.000 unit�, salva la possibilit� di elevare tale numero in sede di contrattazione
5. Lespletamento delle funzioni di cui al presente articolo � valutabile ai fini
scolastica. 6. Ai fini del trattamento economico, lincarico di collaboratore vicario del capo
distituto conferibile ai sensi dellarticolo 12 comma 4, �
equiparato agli incarichi di cui al presente articolo. 7. In sede di contrattazione integrativa nazionale saranno definiti i criteri e le
procedure per la ripartizione delle risorse finalizzate alle funzioni  obiettivo di
cui al presente articolo e che saranno assegnate in un apposito capitolo del fondo
le funzioni  obiettivo utilizzare nellanno scolastico successivo, con la
stessa finalit�, le risorse assegnate. ART. 22 -
1. E offerta lopportunit� di riconoscimento
della crescita professionale nellesercizio della funzione docente per favorire una
dinamica retributiva e professionale in grado di valorizzare le professionalit� acquisite
con particolare riferimento allattivit� di insegnamento. Essa consiste nella
possibilit� per ciascun docente, con 10 anni di servizio di insegnamento dalla nomina in
ruolo, di acquisire un trattamento economico accessorio consistente in una maggiorazione
pari a � 6.000.000 annue. Il diritto a tale maggiorazione matura a seguito del
superamento di una procedura concorsuale selettiva per prove e titoli attivata
ordinariamente nellambito della provincia in cui � situata la scuola di
titolarit�. La maggiorazione ha effetto in tutte le posizioni stipendiali successive,
salvo esito negativo delle valutazioni periodiche di cui al comma 3.
disponibilit� di cui allarticolo 34, comma 3. Subordinatamente
allacquisizione di ulteriori risorse rispetto a quelle indicate allart. 34, comma 3, la percentuale dei percettori della maggiorazione
omogenee, secondo i seguenti criteri: La procedura si articola nella valutazione del curricolo
professionale e culturale, debitamente certificato, e in prove riguardanti la metodologia
pedagogico - didattica e le conoscenze disciplinari, da svolgersi anche mediante verifiche
in situazione; I contenuti delle prove ed i criteri per la costituzione
delle commissioni giudicanti sono definiti dal Ministro della Pubblica Istruzione, sentito
il Consiglio Nazionale della P.I.; La procedura pu� prevedere momenti formativi da
dellAmministrazione ad offrire opportunit� distribuite sul territorio. 3. La contrattazione integrativa nazionale fisser� le
conservare il diritto alla maggiorazione percentuale anche nelle posizioni stipendiali
Con riferimento allarticolo 22
Personale ATA ART 23 - AREA E
all'attivit� delle istituzioni scolastiche, anche in rapporto di collaborazione con i
capi di istituto e con il personale docente.
2. Tali funzioni sono assolte sulla base dei principi dellautonomia scolastica di
cui allart. 21 della legge 59/97 dei regolamenti
attuativi e delle conseguenti nuove competenze gestionali riorganizzate, in ogni
istituzione scolastica, sulla base del principio generale dellunit� dei servizi
amministrativi e generali e delle esigenze di gestione e organizzazione dei servizi
1. I profili professionali del personale ATA sono
individuati dalla tabella A.
che per i requisiti culturali che sono individuati dall'allegata tabella B. Il nuovo sistema di classificazione del personale, improntato a criteri di flessibilit�
correlati alle innovazioni organizzative � articolato in quattro aree comprendenti
ciascuna una o pi� categorie e profili professionali; ogni dipendente � inquadrato, in
base alla ex qualifica e profilo professionale di appartenenza, nellarea e nella
posizione economica ove questa � confluita, secondo la tabella C, senza incremento di spesa.
COMPITI E MANSIONI DEL PERSONALE A.T.A.
Dalle attivit� e mansioni espressamente previste dal
Da funzioni aggiuntive che nellambito dei profili
applicano le disposizioni di cui al successivo art. 32.
2. I passaggi interni al sistema di classificazione
TRA LE AREE con le seguenti procedure: I passaggi del personale A.T.A. da unarea inferiore
allarea immediatamente superiore avviene mediante procedure selettive previa
frequenza di apposito corso organizzato dallamministrazione, le cui modalit�
verranno definite con la contrattazione integrativa.
Alle predette procedure selettive � consentita la
legge - purch� in possesso del titolo di studio stabilito dallallegata tabella B per laccesso al profilo di
appartenenza o comunque del titolo che ha dato accesso al medesimo profilo.
ALLINTERNO DELLAREA con le seguenti procedure:
I passaggi di cui alle lettere A e B sono possibili nei
limiti della dotazione organica e nella aliquota di posti prevista a tal fine. ART. 26 - ORARIO
1. Lorario ordinario di lavoro � di 36 ore
settimanali di norma suddivise in sei ore continuative antimeridiane.
criteri: Lorario di lavoro � funzionale allorario di
Ottimizzazione dellimpiego delle risorse umane;
Ampliamento della fruibilit� dei servizi da parte
Miglioramento dei rapporti funzionali con altri uffici ed
Programmazione su base plurisettimanale dellorario.
3. Lorario di lavoro massimo giornaliero � di nove
4. Dopo sei ore continuative di lavoro deve essere prevista una pausa che comunque non
pu� essere inferiore ai 30 minuti. 5. In quanto autorizzate, compatibilmente con gli stanziamenti d'istituto, le prestazioni
eccedenti l'orario di servizio sono retribuite con le modalit� e nella misura definite in
sede di contrattazione integrativa nazionale
6. Al personale adibito a regimi dorario articolati su pi� turni o coinvolto in
ART. 27 - IL
al dirigente scolastico, il profilo professionale di direttore dei servizi generali ed
amministrativi nelle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, di cui alla tabella A.
2. A tale profilo si accede con i titoli di cui alla tabella B. In prima applicazione, vi accede il personale con
contratto a tempo indeterminato del profilo professionale di responsabile amministrativo
in servizio alla data del presente contratto nelle scuole di ogni ordine e grado e delle
istituzioni educative e nei Conservatori ed Accademie, previa regolare frequenza di
apposito corso modulare di formazione con valutazione finale. E ammesso altres� al
corso il personale di cui allart. 21 della legge 463/1978, purch� contestualmente
allammissione opti per il passaggio nel profilo professionale di cui al presente
abbreviati ferma restando la valutazione finale.
Si applica, in proposito, la disciplina di cui allart.25 ter, comma 5, del D. Lgs.
29/1993, come integrato dal D.Lgs. 59/1998, per i lavoratori che si trovano nella
3. Contenuti, modalit� operative e crediti culturali dei
corsi di formazione sono definiti attraverso contrattazione integrativa nazionale. Sono
del pari definiti con contrattazione integrativa nazionale i criteri e le modalit� di
sostituzione del direttore dei servizi generali ed amministrativi, che sar� affidata o
per incarico a personale in servizio nella stessa o in altre scuole, in possesso dei
necessari titoli professionali o, in subordine, per reggenza. Trova applicazione larticolo 30 comma 5. ART. 28 -
INDENNITA DI AMMINISTRAZIONE
1. Nel primo biennio contrattuale ai direttori
scuole ed istituti di ogni ordine e grado � corrisposta una indennit� di
amministrazione, determinata in sede di contrattazione integrativa nazionale, avuto
riguardo anche della tipologia e della dimensione dellistituzione scolastica. La
predetta indennit� di amministrazione sar� corrisposta al direttore dei servizi generali
ed amministrativi in luogo del responsabile amministrativo delle scuole di ogni ordine e
grado, allorch� avr� piena attuazione lautonomia scolastica e la operativit� di
tale profilo professionale, nonch� al personale che, in base alla normativa vigente,
sostituisce le suddette figure professionali o ne svolge le funzioni.
Gli oneri derivanti dal presente articolo incidono sulle risorse di cui allart. 34 comma 4
VALORIZZAZIONE DELLA PROFESSIONALITA' DEL PERSONALE ATA
amministrativa, contabile e dei servizi tecnici e ausiliari. 2. Al fine di corrispondere alle esigenze indicate al comma 1 si rende necessario
l'esercizio delle funzioni previste dallarticolo 28, comma 1
Vanno pertanto previste: Per gli assistenti amministrativi, funzioni di
coordinamento di pi� addetti a settori operativi omogenei, con riguardo anche all'impiego
di nuove tecnologie di tipo informatico; Per gli assistenti tecnici, compiti di partecipazione agli
organismi preposti all'acquisto e collaudo di attrezzature tecniche e scientifiche,
specializzazione; Per i cuochi, mansioni complesse di organizzazione dei
operatori; Per i collaboratori scolastici, mansioni che richiedono
immobili, l'attivit� di pronto soccorso e primo intervento in caso di necessit�. 3. Per il personale sopra indicato, al quale � richiesta
4. In sede di contrattazione integrativa nazionale saranno definiti criteri e modalit�
per la individuazione del personale cui assegnare tali funzioni, oltre che la misura della
retribuzione accessoria e gli ambiti di fruizione dei crediti professionali acquisiti. Ai
fini previsti dal presente comma sono destinate le risorse indicate nel successivo articolo 34 comma 4
5. Per corrispondere adeguatamente alle esigenze indicate al comma 1, gli organici del
personale ATA di cui al presente articolo possono essere rideterminati funzionalmente dal
Ministero della Pubblica istruzione, nei modi del vigente articolo 31, comma 1, lettera c
del decreto legislativo n. 29/1993, in base a modelli organizzativi anche di carattere
innovativo, a livello di singola scuola o provinciale, purch� senza oneri aggiuntivi
della spesa complessiva. Rientrano in tali ipotesi, a titolo esemplificativo: La ridistribuzione del personale fra le scuole di ogni
ordine e grado, nonch� da e verso i conservatori e le accademie; La possibilit� di destinare unit� di personale ATA a
consorzi o reti di scuole; La modifica dei contingenti e|o delle tipologie di posto. La contrattazione integrativa nazionale determiner� i
ART. 30 - NORME
1. Le dotazioni organiche del personale ATA restano
invariate e i relativi contingenti sono attribuiti con i medesimi criteri e senza
incremento di spesa, alle nuove aree in base allallegata tabella C. 2. Sono portate a compimento tutte le procedure selettive o concorsuali interne alle
singole amministrazioni indette per la copertura di posti vacanti, in corso ovvero gi�
programmate, in base alle vigenti disposizioni, alla data di entrata in vigore del
presente CCNL. I vincitori sono automaticamente inquadrati nel nuovo sistema di
classificazione, nella posizione ove risulta confluita quella cui si riferisce la
procedura selettiva o concorsuale con effetto dalla data stabilita nel contratto
4.I posti in organico da assegnarsi ai nuovi profili di direttore dei servizi generali ed
amministrativi e di assistente di biblioteca sono determinati nei modi previsti dallart. 30, comma 5 del presente contratto. 5.Allassistente di biblioteca spetta la stessa retribuzione del responsabile
Particolari tipologie di corsi ART. 31 -
1. Sono destinatari del presente articolo i docenti che
operano nei centri territoriali permanenti, nei corsi serali della scuola secondaria
superiore, nelle scuole presso gli ospedali e gli istituti penitenziari.
delleducazione degli adulti, si stabilisce che: Deve essere assicurata la precedenza nelle operazioni di
mobilit� a domanda o dufficio per analoga tipologia per chi abbia maturato
esperienza nel settore o abbia frequantato specifici percorsi di formazione in ingresso; In sede di piano nazionale di aggiornamento saranno
delleducazione degli adulti; Nellambito dei compiti dellOsservatorio
Secondo cadenze determinate in sede locale pu� essere
questo settore; Larticolazione dellorario di rapporto con
stabilito dallart. 24 del CCNL.; La contrattazione decentrata nazionale
ospedalieri sia in classe ordinarie anche al fine di individuare scuole polo che
base di intese con lautorit� sanitaria promosse dallautorit� scolastica; E' garantita la tutela sanitaria a livello di
informazione, di prevenzione e controllo, ivi compresa la possibilit� per docenti di
accedere ai presidi medici, sulla base di intese con le autorit� competenti promosse
dallautorit� scolastica; La contrattazione intgrativa nazionale riguarder� anche
il personale di cui al presente articolo, con particolare riguardo alla specificit� delle
tematiche relative al settore, anche in riferimento ai processi di innovazione in corso e
in considerazione dellespansione quantitativa e qualitativa del settore. in sede di
contrattazione integrativa sar� prevista una specifica ed autonoma destinazione di
risorse per il personale impegnato nel settore; Quanto sopra definito si applica anche al personale
operante nei corsi di alfabetizzazione e sulle 150 ore, fino al completo riassorbimento
nei centri territoriali permanenti. Capo V -
Aspetti economico-retributivi generali ART. 32 - AUMENTI
DELLA RETRIBUZIONE BASE ED EFFETTI DEI NUOVI STIPENDI
1. Gli stipendi
tabellari derivanti dallart. 1 del CCNL stipulato in data 17.4.96 sono
incrementati degli importi mensili lordi, per tredici mensilit�, indicati nelle tabelle D1 e D2, alle scadenze ivi indicate.
sono rideterminati nelle misure e alle decorrenze stabilite nella tabella E
effetto sulla tredicesima mensilit�, sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e
privilegiato, sullindennit� di buonuscita, sullindennit� di cui
allart. 62, comma 6, del ccnl del 4/8/1995 (NdR - Assegno
alimentare), sullequo indennizzo.
DISPONIBILITA' FINANZIARIE PER LA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA
parti delle risorse finanziarie di cui allarticolo 2, comma 9, della legge 27
dicembre 1997, n.� 450, e dellarticolo 2, commi 8 e 9, della Legge
23 dicembre 1998, n. 449, nonch� le risorse finanziarie individuate specificatamente
per il personale del comparto scuola rinvenienti da altre fonti normative. Vanno, inoltre,
aggiunte a tali risorse quelle derivanti dal passaggio dalla struttura retributiva
tabellare prevista dal D.P.R n. 399/1998 a quella stabilita dal CCNL sottoscritto in data
4 agosto 1995, in coerenza con quanto previsto dagli articoli
27, comma 4, e 77 del citato contratto.
risorse finanziarie destinate alla contrattazione integrativa: Limporto di lire 180 miliardi corrispondenti al
recupero dellinflazione programmata sullaccessorio disponibile con decorrenza
31.12.1999, ed a valere sulle disponibilit� dellanno 2000, quale quota parte delle
risorse destinate alla contrattazione collettiva dallart.2, comma 9, della legge
450/97; Le risorse indicate dallart.2,
comma 9, della legge n. 449/98 (0,8% della massa salariale) per la quota parte da
destinare al personale del comparto scuola ammontante a lire 80 miliardi per lanno
1999 ed a lire 508 miliardi per lanno 2000; Gli stanziamenti iscritti nello stato di previsione del
capitoli di bilancio; Le somme iscritte nello stato di previsione del Ministero
della pubblica istruzione, per lanno 1999 e successivi, al capitolo 1294 (U.P.B.
2.1.3.3.) ai sensi dellarticolo 40 della legge 27 dicembre 1997, n.449. Dette somme
sono quantificate in lire 185 miliardi per lanno 1999 ed in lire 630 miliardi a
decorrere dallanno 2000; Ulteriori economie rispetto a quelle previste dall'art.40,
comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n.449, fatte salve le quote che disposizioni di
legge riservano a risparmio del fabbisogno complessivo, nonch� ogni altra risorsa
finanziaria diretta a remunerare le prestazioni lavorative del personale; Le somme di lire 800 miliardi, di lire 900 miliardi e di
lire 1000 miliardi, rispettivamente, per gli anni 1999, 2000 e 2001 da imputare allo
stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1999  2001, nellambito
dellunit� previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello
economica per lanno 1999, mediante parziale utilizzazione dellaccantonamento
relativo al Ministero della pubblica istruzione; Le risorse derivanti dal passaggio dalla struttura
quanto previsto dagli artt.27, comma 4, e 77 del CCNL sottoscritto il 4 agosto del 1995, quantificate
del 7 gennaio 1999, prot. n. 218904. ART. 34 -
FINALIZZAZIONE DELLE RISORSE DA DESTINARE ALLA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA
risorse di cui al precedente articolo 33, ancorch� gi� determinate
2. Compensare lo specifico impegno di tutto il personale per la completa realizzazione del
processo dellautonomia scolastica. A tale fine sar� corrisposto un compenso
individuale accessorio, indifferenziato per il personale docente e, relativamente al
personale ATA (ad esclusione del direttore amministrativo e del responsabile
amministrativo), in base ai profili professionali, con decorrenza luglio 1999. Alla
predetta finalit� sono destinate, oltre alle somme di lire 100 miliardi, di lire 500
miliardi e di lire 400 miliardi, rispettivamente per gli anni 1999, 2000 e 2001, da
portare in diminuzione delle disponibilit� iscritte nello stato di previsione del
Ministero della Pubblica Istruzione di cui allarticolo 33, comma
2, lettera c), le risorse finanziarie di cui allarticolo 33, comma
3. Erogare una maggiorazione retributiva connessa allo sviluppo della professionalit�
docente nelle misure e con le modalit� stabilite dallarticolo 22.
Allattivazione di tale istituto contrattuale si provvede per lanno 2000,
mediante lutilizzazione di quota parte delle risorse indicate allart.
33, comma 2, lettera g). A decorrere dallanno 2001, le predette risorse sono
integrate con quelle indicate allart. 33, comma 2, lettera d),
33, comma 2. In sede di contrattazione integrativa, al fine di dare attuazione
al citato articolo 22 (in relazione alla effettiva disponibilit� delle
risorse indicate allart. 33,comma 2, lettera d).
4. Nellambito delle disponibilit� finanziarie complessive indicate allart. 33 sono, poi, destinate, agli istituti di seguito riportati, le somme
indicate per ciascuno degli istituti medesimi: Lire 234 miliardi, in ragione danno, a decorrere dal
1 settembre 1999, per corrispondere compensi accessori per lespletamento di funzioni
connesse allo svolgimento di funzioni strumentali al piano dellofferta formativa di
cui allart. 21;. Lire 160 miliardi, a decorrere dallanno 1999, per la
copertura degli oneri derivanti da tutte le modifiche degli istituti contrattuali
ulteriore dotazione del fondo per il miglioramento dellofferta formativa; Lire 80 miliardi, in ragione danno, a decorrere dal
1 settembre 1999, per rivalutare lindennit� di direzione ai capi distituto e
le indennit� di amministrazione ai direttori amministrativi ed ai responsabili
amministrativi; Lire 100 miliardi, a decorrere dallanno 1999, per
corrispondere compensi accessori per la valorizzazione professionale al personate ATA
secondo quanto previsto dallart. 29
Lire 93 miliardi, in ragione danno, a decorrere dal
1 settembre 1999, per corrispondere particolare compensi per il personale impiegato in
scuole di aree a rischio sociale; Lire 322 miliardi, in ragione danno, a decorrere dal
1 settembre 1999, da destinare ai compensi per il personale impegnato negli interventi
didattici educativi. 5. A decorrere dallanno 1999, tutte le risorse di
cui allart. 33, non utilizzate per compensare gli istituti
indicati ai commi 2, 3 e 4, costituiscono la dotazione finanziaria del fondo per il
miglioramento dellofferta formativa. La contrattazione integrativa definir� la
istituzioni scolastiche. ART. 35 - Contrattualizzazione
1. E prevista la piena contrattualizzazione dei
contrattazione integrativa ed attuativa del CCNL.
CapoVI - Disposizioni finali ed integrative ART. 36 - Sequenze
1. Le parti si impegnano a negoziare nei tempi
sottoindicati le seguenti materie: Entro il 31.3.1999: Personale delle Accademie e conservatori; Personale delle scuole italiane allestero; Personale delle istituzioni educative; Personale comandato degli IRRSAE, CEDE, BDP. Entro il 30 giugno 1999: Procedure di conciliazione e arbitrato; Entro il 31.12 .1999: Completamento della contrattualizzazione degli istituti
rimangono in vigore. 2. Le parti si impegnano ad adeguare le norme del
presente CCNL, in relazione alla piena attuazione dellautonomia scolastica entro il
30.6. 2000 e ad eventuali ulteriori modifiche legislative intervenute.
un Fondo nazionale pensione complementare per i lavoratori del comparto ai sensi del
D.Lgs. n. 124/1993, della Legge n. 335/1995, della Legge n. 449/1997 e successive
un Fondo pensione unico anche con i lavoratori appartenenti al comparto dei Ministeri e
degli Enti pubblici non economici, a condizione di reciprocit�.
4. Nello stesso ambito contrattuale saranno definite anche le modalit� di trasformazione
della buonuscita in TFR, le voci retributive utili per gli accantonamenti del TFR, nonch�
la quota di TFR da destinare a previdenza complementare.
contenuto di eventuali atti di indirizzo si realizzer� entro il 30 aprile 1999.
INDIVIDUAZIONE DEL PERSONALE DOCENTE AVENTE DIRITTO DI MENSA GRATUITA
1. In relazione al disposto della Legge
4/1999 il personale avente titolo � individuato in base ai seguenti criteri: Il diritto alla fruizione del servizio di mensa gratuita
riguarda il personale docente in servizio in ciascuna classe o sezione durante la
refezione. Nelle sezioni di scuola materna funzionanti secondo
lorario giornaliero previsto dallart. 104, 1� comma del D.lgs. N. 297/94,
hanno diritto gli insegnanti in servizio in ciascuna sezione tenuti ad effettuare
lassistenza educativa alla mensa nellambito dellorario di insegnamento. Nella scuola elementare hanno diritto gli insegnanti
assegnati a classi funzionanti a tempo pieno e a classi che svolgano un orario settimanale
delle attivit� didattiche che prevede rientri pomeridiani, i quali siano tenuti ad
effettuare lassistenza educativa alla mensa nellambito dellorario di
insegnamento. Nella scuola media hanno diritto i docenti in servizio
nelle classi a tempo prolungato, che prevedono lorganizzazione della mensa,
assegnati sulla base dellorario scolastico alle attivit� di interscuola e i docenti
incaricati dei compiti di assistenza e vigilanza sugli alunni per ciascuna classe che
attui la sperimentazione ai sensi dellart. 278 del D.Lgs. n. 297/94, fino alla piena
attuazione dellautonomia scolastica. 2. Ulteriori eventuali modalit� attuative sono definite
in sede di contrattazione integrativa nazionale, ferme restando le competenze del
Ministero della Pubblica Istruzione per quanto concerne le modalit� di erogazione dei
ART. 39 - AREE
A FORTE PROCESSO IMMIGRATORIO
1. Nelle istituzioni scolastiche con consistente presenza
di alunni provenienti da famiglie di recente immigrazione, sar� realizzato:
Uno specifico piano di formazione del personale,
Attraverso adeguate forme contrattuali, la presenza di
1. Ai sensi di quanto stabilito dal D.Lgs.29/1993, a
seguito della stipula del presente CCNL sono inapplicabili nei confronti del personale del
comparto, le disposizioni di legge ed i regolamenti che siano in contrasto con quelle
definite nel presente contratto.
ASSENZE PER FERIE, MALATTIE, PERMESSI ED ASPETTATIVE 1. Il comma 10 dell'art.19
10. In caso di particolari esigenze di servizio ovvero in
caso di motivate esigenze di carattere personale, che abbiano impedito il godimento in
tutto o in parte delle ferie nel corso dell'anno scolastico di competenza, le ferie stesse
potranno essere fruite dal personale docente entro l'anno scolastico successivo nei
periodi di sospensione dell'attivit� didattica. I capi di istituto possono fruire
delle ferie non godute nellanno di competenza anche nei periodi di normale
attivit�, con esclusione del periodo di avvio dellanno scolastico e di quelli
riservati agli scrutini periodici e finali ed agli esami. In analoga situazione, il personale A.T.A. pu� fruire delle ferie non godute
nellanno successivo, non oltre il mese di aprile. Il comma 1 dellart. 21
� cos� sostituito: Al dipendente della scuola con contratto di lavoro a
trempo indeterminato sono concessi sulla base di idonea documentazione, permessi
retribuiti per i seguenti casi: Partecipazione a concorsi od esami giorni 8 complessivi
per anno scolastico, ivi compresi quelli eventualmente richiesti per il viaggio; Lutti per la perdita del coniuge, di parenti entro il
secondo grado e di affini di primo grado: giorni 3 per evento. I permessi sono concessi a domanda da presentarsi al capo
parte dei capi dIstituto.
Il comma 2 dell'art.21 del
CCNL 4-8-1995 � cos� sostituito:
2. A domanda del dipendente sono, inoltre, concessi
nellanno scolastico tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o
familiari documentati, anche al rientro od autocertificati in base alle leggi vigenti. Per
gli stessi motivi sono fruibili i sei giorni di ferie durante i periodi di attivit�
didattica di cui all'art.19, comma 9, del CCNL 4-8-1995
indipendentemente dalle condizioni previste in tale norma.
Il comma 8 dell'art.23 del
8. Il trattamento economico spettante al dipendente, nel
caso di assenza per malattia nel triennio di cui al comma 1, � il seguente:
a) intera retribuzione fissa mensile, con esclusione di ogni compenso accessorio, comunque
denominato, per i primi nove mesi di assenza.
continuativo, come determinato ai sensi dellart. 61.
comma 1, lett. e), f). b) 90% della retribuzione di cui alla lett. a) per i successivi 3 mesi di assenza;
c) 50% della retribuzione di cui alla lett. a) per gli ulteriori 6 mesi del periodo di
conservazione del posto previsto nel comma 1.
Al comma 8 dell'art.23 del
CCNL 4-8-1995 � aggiunto il seguente comma 8 bis:
8 bis. In caso di gravi patologie che richiedano terapie
temporaneamente e/o parzialmente invalidanti sono esclusi dal computo dei giorni di
assenza per malattia, di cui ai commi 1 ed 8 del presente articolo, oltre ai giorni di
ricovero ospedaliero, di day-hospital anche quelli di assenza dovuti alle anzidette
terapie, certificate dalla competente ASL. Pertanto per i giorni anzidetti di assenza
spetta l'intera retribuzione.
Il comma 10 dell'art.23 del
10. Il dipendente, salvo comprovato impedimento, �
Il comma 11 dell'art.23 del
11. Listituzione scolastica o l'amministrazione di
appartenenza pu� disporre il controllo della malattia ai sensi delle vigenti disposizioni
di legge attraverso la competente Unit� Sanitaria Locale. Tale disposizione pu� avvenire
Al comma 1 dell'art.24 del
CCNL 4-8-1995 � aggiunto il seguente comma 1 bis:
1bis. L'aspettativa spetta anche ai docenti di religione
cattolica di cui all'art.3, comma 6, del DPR 399/1988, ed al personale di cui al comma 3
dell'art.25 del CCNL 4-8-1995 limitatamente alla durata
Il comma 5 dell'art.25 del
CCNL 4-8-1995 � cos� sostituito: 5. Ai fini di cui ai precedenti commi 3 e 4, la
Il comma 18 dellart. 25
del CCNL 4/8/95 � cos� sostituito:
Il personale di cui al comma 3 ha lo stesso trattamento
per le assenze del personale di cui al comma 6.
In sede di contrattazione integrativa nazionale, le parti
si riservano di verificare il costo delle modificazioni normative di cui al presente
articolo, tenendo conto delle risorse stanziate a tale proposito. Ci� al fine di valutare
lintroduzione di ulteriori miglioramenti agli istituti contrattuali.
[ Su ] [ Proposte MPI ] [ Contrattazione Integrativa ] [ Testo Coordinato ] [ Ipotesi CCNL 3/3/99 ] [ III Ipotesi ] [ II bozza ARAN ] [ Documento ARAN ] [ Ipotesi di accordo ] [ Atto di indirizzo ]

References: ART. 4
 ART. 9
 ART. 14
 ART. 21
 ART. 22

ART. 27
 ART. 28
 ART. 30

ART. 32

ART. 37
 ART. 42
 Art. 34
 ART. 1

ART. 5
 ART. 1
 ART. 2

ART. 3

ART. 4
 ART. 5
 articolo 28
 ART. 9
 ART. 11
 ART. 12
 art. 33

ART. 13
 art. 25

ART. 15
 ART. 16
 articolo
38
 ART. 17
 articolo 21
 ART. 19
 art.22
 ART. 22
 art. 32
 ART. 26

ART. 27
 ART. 28
 articolo 34
 articolo 31

ART. 30
 ART. 31
 ART. 32
 ART. 34
 articolo 33
 articolo 22
 ART. 35
 ART. 36

ART. 39