Source: https://www.finanzaefisco.com/category/iva-imposta-sul-valore-aggiunto/split-payment/
Timestamp: 2020-04-05 04:39:49+00:00

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Split Payment Archives - Finanza & Fisco Split Payment Archives - Finanza & Fisco
17/01/2018 29/01/2018 admin
Arrivano i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla detrazione IVA, dopo le modifiche introdotte dal D.L. n. 50/2017. La circolare n. 1/E del 17 gennaio 2018, infatti, analizza le criticità derivanti dall’applicazione delle nuove disposizioni e scioglie i dubbi sollevati dalle associazioni di categoria, fornendo indicazioni operative per applicare correttamente la nuova disciplina. Le istruzioni dell’Agenzia tengono conto dei principi espressi dalla Corte di Giustizia Ue, in base ai quali l’esercizio del diritto alla detrazione IVA, oltre al requisito dell’esigibilità dell’imposta, è subordinato anche a quello formale del possesso della fattura d’acquisto. Il D.L. n. 50/2017 ha ridotto il termine per l’esercizio della detrazione IVA spettante sulle operazioni di acquisto di beni e servizi, modificando anche la disciplina della registrazione delle fatture. Il nuovo termine entro il quale può essere esercitato il diritto alla detrazione dell’IVA si applica alle fatture ed alle bollette doganali emesse dal 1°gennaio 2017, purché relative ad acquisti di beni e servizi e importazioni effettuati, e la cui relativa imposta sia divenuta esigibile, a decorrere dalla stessa data.
Per esercitare l’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA per le fatture ricevute nei primi mesi del 2018 ma relative ad operazioni effettuate nel 2017, l’IVA può essere detratta attraverso la registrazione nel 2018, secondo le modalità ordinarie, in una delle liquidazioni periodiche di tale anno. In alternativa è possibile effettuare la registrazione tra il 1° gennaio 2019 e il 30 aprile 2019 in un’apposita sezione del registro IVA degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2018, facendo concorrere l’imposta medesima alla formazione del saldo IVA della dichiarazione relativa al 2018, da presentare entro il 30 aprile 2019. L’IVA risultante da fatture ricevute nel 2017, relativa ad operazioni effettuate e la cui imposta sia divenuta esigibile in tale anno, può invece essere detratta previa registrazione entro il 31 dicembre 2017, secondo le modalità ordinarie, al più tardi entro il 30 aprile 2018 previa registrazione (tra il 1° gennaio 2018 e il 30 aprile 2018) in un’apposita sezione del registro IVA degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2017, facendo concorrere l’imposta medesima alla formazione del saldo IVA della dichiarazione 2017. In ossequio ai principi dello Statuto del contribuente, e in considerazione del fatto che i chiarimenti sopra riportati sono stati forniti in una data successiva al 16 gennaio 2018 (termine fissato per la liquidazione periodica dell’IVA relativa al mese di dicembre 2017), non saranno sanzionati i comportamenti difformi adottati dai contribuenti in sede di tale liquidazione periodica.
Con il documento di prassi firmato oggi, l’Agenzia fornisce chiarimenti anche per le pubbliche amministrazioni e gli enti soggetti al meccanismo della scissione dei pagamenti (cd split payment) che decidono di optare per l’esigibilità dell’imposta anticipata (spostando l’esigibilità dal momento del pagamento al momento della ricezione o al momento della registrazione della fattura). In base al D.L. n. 50/2017, questa scelta può essere effettuata in relazione a ciascuna fattura. Una volta esercitata lascelta, il diritto alla detrazione potrà essere esercitato dalla Pa che sia in possesso della fattura di acquisto, nel momento in cui l’imposta diventa esigibile (perciò al momento della ricezione o della registrazione della fattura).
La circolare ricorda che in linea generale con la dichiarazione integrativa a favore è possibile correggere errori od omissioni che hanno determinato l’indicazione di un maggiore imponibile, di un maggiore debito d’imposta o di una minore eccedenza detraibile. Ricorrendo alla dichiarazione integrativa, il soggetto passivo cessionario/committente può recuperare l’imposta per la quale non ha esercitato il diritto alla detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti documentati nelle fatture ricevute nei termini. Il termine massimo per ricorrere all’integrativa a favore è il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. In ogni caso il soggetto passivo cessionario/committente deve regolarizzare la fattura di acquisto irregolare ed è soggetto alle sanzioni per la violazione degli obblighi di registrazione. (Così, comunicato stampa Agenzia delle entrate del 17 gennaio 2018)
Link al testo della circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1 del 17 gennaio 2018, con oggetto: IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Modifiche alla disciplina della detrazione dell’imposta sul valore aggiunto – Decorrenza della nuova disciplina – Esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta mediante la dichiarazione integrativa c.d. “a favore” – Art. 19, comma 1, del D.P.R. 26/10/1972, n. 633, come modificato dall’art. 2, del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, conv., con mod., dalla L 21 giugno 2017, n. 96
La circolare fornisce chiarimenti in ordine alla disciplina del diritto alla detrazione dell’IVA, come modificata dal decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, in vigore dal 24 aprile 2017, convertito con modificazioni dalla legge n. 96 del 21 giugno 2017
2018, Detrazione IVA, IVA (Imposta sul valore aggiunto), Prassi, PRIMO PIANO, Split Payment	Riduzione del termine per l’esercizio della detrazione IVA
Split payment: pubblicati gli elenchi validi per l’anno 2018
19/12/2017 19/12/2017 Redazione fiscale
Nelle more del perfezionamento dell’iter di pubblicazione del decreto, di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, il Mef – Dipartimento delle Finanze ha pubblicato i nuovi elenchi, validi per l’anno 2018, dei soggetti tenuti all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti di cui all’articolo 17-ter, comma 1-bis, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dall’articolo 3 dello stesso decreto-legge.
Gli elenchi sono consultabili sulla specifica applicazione informatica (http://www1.finanze.gov.it/finanze2/split_payment/public/) dove è possibile effettuare la ricerca delle fondazioni, degli enti pubblici, delle società presenti negli elenchi tramite codice fiscale.
Inoltre, a seguito di nuove tardive segnalazioni, il Mef ha provveduto anche alla ulteriore rettifica di quattro casi riguardanti gli elenchi validi per l’anno 2017. In particolare, si è provveduto a: i) escludere n. 2 soggetti dall’elenco delle società controllate dalle Pubbliche amministrazioni locali (la società “VENICE MARITIME SCHOOL” e il “CONSORZIO URBAN IN LIQUIDAZIONE”); ii) includere la società “FASE UNO SRL UNIPERSONALE IN LIQUIDAZIONE” nell’elenco delle società controllate dalle Pubbliche amministrazioni locali; iii) escludere per l’anno 2017 l’“ISTITUTO PER IL CREDITO SPORTIVO” dall’elenco delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni centrali.
Link agli elenchi
Link al sito web: http://www1.finanze.gov.it/finanze2/split_payment/public/#/#testata
2017, IN EVIDENZA, IVA (Imposta sul valore aggiunto), Split Payment	Meccanismo della scissione dei pagamenti (c.d. “split payment”)
Con circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 28 del 15 dicembre 2017, diffusi i chiarimenti in merito all’assolvimento, da parte dei soggetti riconducibili nell’ambito soggettivo di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti (c.d. “split payment”) di cui all’art. 17-ter del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, dell’obbligo di versamento dell’acconto IVA. Il documento, nel completare i chiarimenti resi con la procedente circolare n. 27 del 7 novembre 2017 (in “Finanza & Fisco” n. 25/2017, pag. 2032) rammenta, preliminarmente, i metodi di determinazione dell’acconto IVA, per poi analizzare, anche esemplificazioni numeriche, le regole che i soggetti “split payment” dovranno seguire, nel determinare l’acconto per il 2017. Utile, per quanto scontata, la precisazione, “che le speciali modalità di calcolo dell’acconto IVA per l’anno 2017, ove determinato con metodo storico, riguardano solo i soggetti che dal 1° luglio 2017 sono riconducibili nell’ambito soggettivo della scissione dei pagamenti. I soggetti passivi IVA (Pubbliche Amministrazioni) che dal 1° gennaio 2015 applicano la scissione dei pagamenti, ai fini della determinazione dell’acconto dovuto nel mese di dicembre 2017, ove determinato con metodo storico, non dovranno, invece, fare riferimento all’imposta divenuta esigibile nel mese di novembre 2017 ovvero nel terzo trimestre 2017, in quanto tali soggetti tengono già conto, nelle liquidazioni relative all’anno 2016, dell’imposta assoggettata al meccanismo della scissione dei pagamenti”.
L’obbligo di versamento di un acconto dell’imposta sul valore aggiunto è disciplinato dall’art. 6 della L. 29 dicembre 1990, n. 405. Tale autonomo versamento, da effettuarsi entro il 27 di dicembre di ciascun anno, si configura quale anticipo del versamento d’imposta dovuto, per i contribuenti mensili, in relazione all’ultima liquidazione periodica dell’anno e, per i contribuenti trimestrali, in relazione al quarto trimestre dell’anno ovvero alla presentazione della dichiarazione annuale (trimestrali c.d. per opzione).
(Cfr. circolare 3 dicembre 1991, n. 52 in “Finanza & Fisco” n. 44/96, pag. 4486).
In base al citato art. 6, i contribuenti devono versare l’acconto secondo un importo non inferiore a quello determinato in applicazione di uno dei seguenti metodi:
1) “storico”:
l’acconto è determinato in misura pari all’88 per cento del versamento effettuato o che si sarebbe dovuto effettuare:
2) “previsionale”:
l’acconto è determinato in misura pari all’88 per cento dell’importo:
3) “effettivo”:
i contribuenti possono calcolare l’acconto versando un importo determinato tenendo conto dell’imposta relativa alle operazioni annotate o che avrebbero dovuto essere annotate nei registri di cui agli artt. 23 e 24 del D.P.R. n. 633 del 1972, per il periodo dal 1° al 20 dicembre (per i contribuenti che liquidano con cadenza mensile), ovvero per il periodo dal 1° ottobre al 20 dicembre (per i contribuenti che liquidano con cadenza trimestrale), nonché dell’imposta relativa alle operazioni effettuate nel periodo dal 1° novembre al 20 dicembre, ma non ancora annotate non essendo ancora decorsi i termini di emissione della fattura o di registrazione, al netto dell’imposta detraibile relativa agli acquisti ed alle importazioni annotate nel registro di cui all’art. 25 del citato D.P.R. dal 1° al 20 dicembre, per i contribuenti mensili, ovvero dal 1° ottobre al 20 dicembre, per i contribuenti trimestrali (cfr. Risoluzione 23 dicembre 2004, n. 157 in “Finanza & Fisco” n. 48/2004, pag. 4250).
Infine, il comma 471 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, stabilisce che «a decorrere dal 1º gennaio 2005, per i contribuenti individuati con i regolamenti di cui ai decreti del Ministro delle finanze 24 ottobre 2000, n. 370, e 24 ottobre 2000, n. 366, che nell’anno solare precedente hanno versato imposta sul valore aggiunto per un ammontare superiore a due milioni di euro, l’acconto di cui al comma 2 dell’articolo 6 della legge 29 dicembre 1990, n. 405, è pari al 97 per cento di un importo corrispondente alla media dei versamenti trimestrali eseguiti o che avrebbero dovuto essere eseguiti per i precedenti trimestri dell’anno in corso (vedi: circolare n. 54/E del 2005 in www.pianetafiscale.it – Area riservata agli abbonati). Per tale categoria di contribuenti è data facoltà di utilizzare il metodo di calcolo effettivo.
Per il versamento delll’acconto IVA 2017 dovrà essere utilizzato codice tributo diverso in base alla tipologia di contribuente:
per i mensili codice tributo 6013;
per i contribuenti IVA trimestrali codice tributo 6035.
Link al testo della circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 28 E del 15 dicembre 2017, con oggetto: IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Meccanismo della scissione dei pagamenti (c.d. “split payment”) – Ampliamento delle ipotesi di applicazione – Disciplina applicabile dal 1° luglio 2017 — Acconto IVA 2017 relativamente ai soggetti passivi ricondotti all’interno dell’ambito soggettivo della scissione dei pagamenti – Art. 17-ter, del D.P.R. 26/10/1972, n. 633, come modificato dall’art. 1, del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, conv., con mod., dalla L 21 giugno 2017, n. 96 – D.M. del 23/01/2015 – D.M. del 27/06/2017 – D.M. del 13/07/2017 – Art. 6, comma 2 della L. 29/12/1990, n. 405
Circolari e risoluzioni pubblicate su Finanza & Fisco
Circolare del Ministero delle Finanze del 3 dicembre1991, n. 52, con oggetto: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Acconto 1991 – Art. 6 della L. 29/12/1990, n. 405 – Modalità di calcolo» (in “Finanza & Fisco” n. 44/1996, pag. 4486)
Circolare del Ministero delle Finanze del 10 dicembre 1992 n. 73, con oggetto: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Acconto 1992 – Art. 6 della L 29/12/1990, n. 405 – Modalità di calcolo» (in “Finanza & Fisco” n. 44/1996, pag. 4483)
Circolare del Ministero delle Finanze del 11 dicembre 1993 n. 40, con oggetto: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Acconto 1993 – Art. 15 del DL 20/05/1993, n. 155, conv., con mod., dalla L. 19/07/1993, n. 243, e DL 26/11/1993, n. 477» (in “Finanza & Fisco” n. 44/1996, pag. 4480)
Risoluzione del Ministero delle Finanze 13 luglio 1995, n. 183, stralcio «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Acconto IVA in caso di scissione» (in “Finanza & Fisco” n. 45/1995, pag. 3405)
Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 23 dicembre 2004, n. 157, con oggetto: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Acconto IVA – Art. 6, comma 2 della LG 29/12/1990, n. 405 – Esonero per il primo anno di applicazione del regime IVA ordinario – Contribuenti trimestrali -Modalità di computo del dato storico – Esclusione dal computo della maggiorazione dell’1 per cento a titolo di interessi» (in “Finanza & Fisco” n. 48/2004, pag. 4250)
Circolare dell’Agenzia delle Entrate del 23 dicembre 2005 n. 54, con oggetto: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Acconto IVA – Acconto dell’imposta sul valore aggiunto per il periodo d’imposta 2005 – Metodo di determinazione per i soggetti di cui ai decreti ministeriali n. 366 e n. 370 del 24 ottobre 2000» (in www.pianetafiscale.it – Area riservata agli abbonati)
Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 20 dicembre 2006, n. 144, con oggetto: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Attività di somministrazione di acqua e di gestione del servizio di fognatura e depurazione – Applicazione dell’IVA di cui al D.M. 24 ottobre 2000, n. 370 – Interpretazione dell’art. 1, comma 471, della legge 30 dicembre 2004, n. 311» (in www.pianetafiscale.it – Area riservata agli abbonati)
Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 21 gennaio 2008, n. 16, con oggetto: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Acconto IVA – Determinazione dell’acconto IVA, dovuto ai sensi dell’articolo 1, comma 471, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, in ipotesi di fusione per incorporazione» (in www.pianetafiscale.it – Area riservata agli abbonati)
2017, Acconto IVA, IN EVIDENZA, IVA (Imposta sul valore aggiunto), PRIMO PIANO, Split Payment	Acconto IVA 2017, Meccanismo della scissione dei pagamenti (c.d. “split payment”)
Nuova circolare delle Entrate sulla scissione dei pagamenti post D.L. n. 50/2017
Pronti i chiarimenti delle Entrate sulle nuove regole in materia di split payment. Con circolare n. 27/E del 7 novembre 2017 illustrate le novità introdotte dalla manovra correttiva 2017 (D.L. n. 50/2017), che ha modificato la disciplina della scissione dei pagamenti con riferimento alle operazioni per le quali viene emessa fattura a partire dal 1° luglio 2017. Il documento interpretativo fa il punto sulla platea di soggetti verso cui è obbligatorio emettere fattura con la scissione del pagamento. A seguito delle modifiche apportate dal citato D.L. 50/2017, infatti, rientrano nell’applicazione della
L’Agenzia delle Entrate illustra le modifiche introdotte dal D.L. n. 50/2017 alla disciplina dello split payment
scissione dei pagamenti nuove PA e nuove società. In particolare, per quanto riguarda le PA, la platea degli interessati corrisponde, ora, a quella dei soggetti verso cui i fornitori hanno l’obbligo di emettere fattura in formato elettronico. Si tratta, quindi, di tutti gli enti iscritti all’Ipa (Indice delle pubbliche Amministrazioni), con la sola eccezione dei “Gestori di pubblici servizi”. Rientrano, inoltre, nella scissione dei pagamenti tutte le società, controllate da PA centrali o locali oppure quotate e inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana, indicate negli appositi elenchi pubblicati dal Dipartimento delle Finanze e reperibili al link http://www.finanze.it/opencms/it/fiscalita-nazionale/Manovra-di-Bilancio/Manovra-di- Bilancio-2017/Scissione-dei-pagamenti-d.l.-n.50_2017-3-Rettifica-elenchi-definitivi/.
In alternativa, le pubbliche amministrazioni e le società acquirenti di beni e servizi possono far confluire l’imposta dovuta nella liquidazione periodica, avvalendosi della possibilità di annotare le fatture di acquisto, oltre che nel registro degli acquisti, anche nei registro delle fatture e dei corrispettivi previsti negli articoli 23 e 24 del D.P.R. n. 633/1972.
Nessuna correzione per gli errori da luglio al 7 novembre 2017
L’Agenzia chiarisce che i soggetti che, pur dovendo applicare lo split payment, hanno emesso fatture erroneamente con il regime ordinario dopo il 1° luglio 2017 fino alla pubblicazione della circolare non dovranno effettuare alcuna variazione sempre che l’imposta sia stata assolta. A partire da oggi (7 novembre 2017), invece, i fornitori dovranno regolarizzare le fatture emesse con erronea applicazione dell’IVA ordinaria, o erronea indicazione della scissione dei pagamenti emettendo una nota di variazione e un nuovo documento contabile.
Link al testo della circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 27 E del 7 novembre 2017, con oggetto: IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Meccanismo della scissione dei pagamenti (c.d. “split payment”) – Ampliamento delle ipotesi di applicazione – Criteri per l’individuazione dell’ambito soggettivo di applicazione – Ambito oggettivo di applicazione – Adempimenti dei soggetti coinvolti – Disciplina applicabile dal 1° luglio 2017 – Accelerazione dei rimborsi IVA per i soggetti fornitori di PA e Società soggette – Art. 17-ter, del D.P.R. 26/10/1972 n. 633, come modificato dall’art. 1, del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, conv. con mod. dalla L. 21 giugno 2017, n. 96 – DM del 23/01/2015 – DM del 27/06/2017 – DM del 13/07/2017
2017, IN EVIDENZA, IVA (Imposta sul valore aggiunto), Prassi, Split Payment	Modifiche alla disciplina della scissione dei pagamenti, Scissione dei pagamenti ai fini dell’IVA
Split payment: pubblicati gli elenchi delle società controllate e quotate soggette alle disposizioni di cui all’art. 17-ter, co 1-bis, D.P.R. 633/1972
31/10/2017 10/11/2017 admin
Pubblicati, ai sensi dell’articolo 5-ter, comma 2, del D.M. 27/06/2017, come modificato dall’articolo 1 del D.M. 13/07/2017, gli elenchi, validi per l’anno 2018, dei soggetti tenuti all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti di cui all’articolo 17-ter, comma 1-bis, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, come modificato dall’articolo 1 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.
Gli elenchi sono consultabili sulla specifica applicazione informatica (http://www1.finanze.gov.it/finanze2/split_payment/public/) ed è possibile effettuare la ricerca delle società presenti negli elenchi tramite codice fiscale o denominazione. I soggetti interessati, fatta eccezione per le società quotate nell’indice FTSE MIB, potranno segnalare eventuali mancate o errate inclusioni, in conformità con quanto disposto dalla normativa sopra richiamata, fornendo idonea documentazione a supporto ed esclusivamente mediante il modulo di richiesta. Si precisa, inoltre, che tali elenchi non tengono conto dell’estensione dello split payment a tutte le società controllate dalla P.A., ai sensi dell’articolo 3 del D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, in attesa di conversione in legge.
Di seguito i link (al sito del Dipartimento delle finanze) agli elenchi definitivi:
Società controllate di diritto, direttamente o indirettamente, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (articolo 2359, primo comma, n. 1 del codice civile)
aggiornato al 31/10/2017 New
Società controllate di fatto, direttamente o indirettamente, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (articolo 2359, primo comma, n. 2 del codice civile)
Società controllate di diritto, direttamente o indirettamente, dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni, Unioni di comuni (articolo 2359, primo comma, n. 1 del codice civile)
2017, IN EVIDENZA, IVA (Imposta sul valore aggiunto), Split Payment	Scissione dei pagamenti ai fini dell’IVA
Split payment. Rinviata la pubblicazione degli elenchi
La pubblicazione degli elenchi provvisori delle società controllate e quotate soggette alle disposizioni di cui all’art. 17-ter, comma 1-bis, D.P.R. 26 ottobre 1972, n.633, prevista per il 20 ottobre 2017, ai sensi dell’art. 5-ter, comma 2, del D.M. 27 giugno 2017, è rinviata al prossimo 31 ottobre. Tale rinvio è dovuto all’attivazione di una specifica applicazione informatica che sarà in linea sul sito del Dipartimento delle Finanze e che consentirà alle società interessate di segnalare direttamente eventuali incongruenze o errori, oltre che facilitare la consultazione degli elenchi stessi. (Cfr. comunicato Mef del 20 ottobre 2017)
2017, IN EVIDENZA, IVA (Imposta sul valore aggiunto), Split Payment
Estensione split Payment. Record, già modificato il decreto di attuazione
Con decreto del 13 luglio 2017 (in attesa di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale), il Mef modificando il decreto del 27 giugno 2017 di attuazione della normativa sulla scissione dei pagamenti, ha individuato le pubbliche amministrazioni tenute ad applicare detta normativa facendo riferimento alle amministrazioni destinatarie della disciplina sulla fatturazione elettronica obbligatoria di cui all’articolo 1, commi da 209 a 214, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
Di conseguenza, lo stesso Ministero ha provveduto alla pubblicazione di nuovi elenchi delle società controllate da pubbliche amministrazioni centrali e locali, nonché delle società quotate incluse nell’indice FTSE MIB, anche per tenere conto delle segnalazioni dei contribuenti
Link al Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 13 luglio 2017
IN EVIDENZA, IVA (Imposta sul valore aggiunto), Split Payment
Scissione dei pagamenti ai fini dell’IVA: approvato il decreto del fissa le modalità di attuazione
In data 27 giugno 2017 è stato emanato il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze che fissa le modalità di attuazione dell’art. 1 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, in materia di scissione dei pagamenti ai fini dell’IVA. (in attesa di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale)
Ai sensi del nuovo articolo 5-ter, rubricato: «Individuazione delle società», inserito nel decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 23 gennaio 2015, dal nuovo decreto il Mef ha provveduto alla pubblicazione degli elenchi delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato, delle società controllate da pubbliche amministrazioni centrali e locali, nonché delle società quotate incluse nell’indice FTSE MIB; i soggetti interessati possono segnalare eventuali mancate o errate inclusioni negli elenchi entro il 6 luglio 2017.
Link al Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 27 giugno 2017
Link agli elenchi dei soggetti

References: Art. 19
 art. 6
 Art. 17
 Art. 6
 Art. 6
 Art. 6
 Art. 15
 Art. 6
 Art. 17
 articolo 5