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Timestamp: 2020-04-06 07:17:30+00:00

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Familiari a Carico: limiti di età e reddito per la detrazione - Fiscomania
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Familiari a Carico: detrazione, limiti di età e reddito per coniuge e figli
I familiari a carico possono essere il coniuge figli e altri familiari che non hanno percepito nell'anno redditi superiori alla soglia di €. 2.840,52. Per i figli di età inferiore a 24 anni la soglia aumenta a € 4.000.
Una tra le più importanti detrazioni fiscali IRPEF di cui possono beneficiare i contribuenti è quella che riguarda i Familiari a Carico. Sono considerati fiscalmente “a carico” del contribuente i familiari conviventi, ovvero:
Altri familiari conviventi.
Per ottenere la detrazione, ovvero la riduzione del carico fiscale IRPEF è necessario che i familiari abbiamo percepito redditi (imponibili IRPEF) inferiori ad una soglia stabilita dal TUIR.
Al verificarsi di queste condizioni, che vedremo in dettaglio di seguito, è possibile fruire in dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF o modello 730) di un vantaggio fiscale. La detrazione fiscale spetta se i familiari detengono un reddito personale non superiore a 2.840,51 euro. Per i figli di età inferiore ai 24 anni la soglia è di 4.000 euro di reddito annuo.
Come detto, al verificarsi di queste condizioni puoi avere diritto ad una detrazione dall’IRPEF forfettaria relativa ai Familiari a Carico. In questo articolo voglio mostrarti le istruzioni per beneficiare della detrazione IRPEF per Familiari a Carico. In particolare mi occuperò di:
I redditi da considerare per la detrazione legata ai Familiari a Carico
I redditi esclusi dalla soglia per la verifica dei Familiari a Carico
La verifica della soglia per familiari a carico
La detrazione spettante per ogni familiare a carico
La detrazione per altri familiari a carico
Parametrazione a mese
“Ordine” per l’applicazione delle detrazioni per familiari a carico
Familiari a carico di cittadini extracomunitari
Il coniuge a carico è esonerato dall’obbligo di presentazione della sua dichiarazione dei redditi?
Il prospetto dei Familiari a Carico in dichiarazione dei redditi
La compilazione dedicata al rigo per il coniuge a carico
La compilazione dei righi per figli a carico
I righi dedicati all’ulteriore deduzione per figli minori di tre anni
La ripartizione delle detrazioni per Familiari a Carico in caso di contribuente in Regime Forfettario
Detrazione IRPEF per familiari a carico: infografica riepilogativa
Detrazione IRPEF per Familiari a Carico: conclusioni
Ai sensi dell’art. 12 del TUIR sono considerati fiscalmente a carico i familiari che possiedono un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Il suddetto limite è incrementato a 4.000 euro, in relazione ai soli figli di età non superiore a 24 anni (art. 1 co. 252 – 253 della Legge n 205/2017).
Per operare la verifica della soglia per Familiari a Carico devi considerare il reddito complessivo, così come indicato al rigo RN1 colonna 5 del modello Redditi. A questo valore devono essere aggiunti anche eventuali redditi di impresa o da lavoro autonomo assoggettati ad imposta sostitutiva (Regime Forfettario). Inoltre, devi considerare anche la quota esente legata al lavoro dipendente prestato in zone di frontiera (frontalieri) da parte di soggetti residenti.
Concorre alla determinazione della soglia anche il reddito fondiario assoggettato a cedolare secca sulle locazioni.
Devono inoltre essere considerati (Circolare Agenzia delle Entrate n. 1/E/2008 § 2 e n. 26/E/2015 § 16):
Il reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze, se non è soggetta ad IMU;
Il 50% del reddito dell’immobile non locato, assoggettato ad IMU, ma situato nello stesso Comune in cui si trova l’abitazione principale.
Il suddetto limite di 2.840,51 o 4.000 euro è riferito all’intero periodo d’imposta (anno solare), indipendentemente dalla frazione dell’anno in cui il reddito viene prodotto.
Pertanto, se al termine del periodo d’imposta si è superato il limite, non si è fiscalmente a carico, neppure per la parte dell’anno in cui il familiare era privo di redditi (cfr., da ultimo, circ. Agenzia delle Entrate 16.3.2007 n. 15 § 1.4.8).
Gli unici casi in cui la detrazione viene parametrata al periodo dell’anno sono quelli di:
Vediamo adesso i familiari che possono essere considerati a carico e la detrazione spettante per ognuno di essi. In particolare la detrazione IRPEF per Familiari a Carico può essere riconosciuta nei confronti delle seguenti categorie di soggetti, rispettando il limite reddituale sopra menzionato:
In particolare, per il coniuge e i figli la detrazione spetta se sono fiscalmente a carico anche se non conviventi o residenti all’estero. Al contrario, per gli altri familiari la detrazione è condizionata alla convivenza con il familiare che beneficerebbe della detrazione.
Nel caso invece il coniuge sia legalmente ed effettivamente separato si può aver diritto alla detrazione, considerandolo quale “altro familiare a carico“. Questo, a condizione che l’ex coniuge riceva un assegno di mantenimento non risultante da un provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Nel rispetto del previsto limite di reddito, è considerato fiscalmente a carico il coniuge non legalmente ed effettivamente separato, anche se non convivente con il contribuente o residente all’estero.
Ai sensi dell’art. 12 co. 1 lett. a) e b) e 4 del TUIR, per il coniuge a carico spetta una detrazione dall’IRPEF lorda:
Variabile da zero a 800 euro;
Il cui importo è collegato all’ammontare del reddito complessivo dell’altro coniuge;
Secondo tre diverse modalità di determinazione dell’importo in concreto spettante, corrispondenti a tre classi del suddetto reddito complessivo.
Ai sensi dell’art. 1 co. 20 della L. 20.5.2016 n. 76, la detrazione per il coniuge a carico si estende anche alla parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, sempre nel rispetto del previsto limite di reddito.
Per essere considerati fiscalmente a carico, i figli, compresi i figli riconosciuti nati fuori del matrimonio e i figli adottivi, affidati o affiliati, devono solo rispettare il previsto limite di reddito, a prescindere:
Dall’età (fermo restando il maggior limite di reddito previsto per i figli fino a 24 anni);
Dalla circostanza che convivano con i genitori (il figlio a carico può anche risiedere all’estero);
Dal fatto che siano dediti o meno agli studi o a tirocinio gratuito (cfr. circ. Agenzia delle Entrate 3.1.2005 n. 2 § 3.2 e 16.3.2007 n. 15 § 1.4.2).
In relazione ai figli non è inoltre richiesta la prova della corresponsione di assegni alimentari, come invece richiesto per gli altri familiari fiscalmente a carico (ris. Agenzia delle Entrate 2.12.2008 n. 461).
Per applicare il limite di reddito di 4.000 euro previsto per i figli a carico di età non superiore a 24 anni, l’Agenza delle Entrate ha chiarito che “il requisito anagrafico deve ritenersi sussistere per l’intero anno in cui il figlio raggiunge il limite di età, a prescindere dal giorno e dal mese in cui ciò accade” (risposta a Telefisco 2018).
Per i ragazzi, che compiono 24 anni, la soglia di reddito a cui fare riferimento per verificare lo status di familiare fiscalmente a carico è quindi di 4.000 euro, a prescindere dal giorno e dal mese del compleanno.
Diversamente, per i ragazzi che compiranno 25 anni nel periodo di imposta:
– il limite reddituale a cui fare riferimento sarà di 2.840,51 euro;
– anche se i 25 anni dovessero essere compiuti il 31.12 del’anno (e, dunque, il ragazzo dovesse trascorrere quasi tutto l’anno come ventiquattrenne).
Importo della detrazione per figli a carico
Ai sensi dell’art. 12 co. 1 lett. c) e 4 del TUIR, per i figli a carico spettano determinate detrazioni dall’IRPEF lorda, il cui importo è collegato all’ammontare del reddito complessivo dei genitori.
In particolare, sono previste le seguenti detrazioni “teoriche“:
Per i contribuenti con almeno quattro figli a carico:
Le suddette detrazioni “teoriche” sono aumentate di 200 euro per ciascun figlio, a partire dal primo;
E’ riconosciuta un’ulteriore detrazione di 1.200 euro (art. 12 co. 1-bis del TUIR), che costituisce però un “bonus” complessivo e unitario a beneficio della famiglia numerosa, che non aumenta in presenza di un numero di figli superiore a quattro (circ. Agenzia delle Entrate 9.1.2008 n. 1 § 1).
Attribuzione ai genitori della detrazione per i figli a carico
Se i genitori non sono legalmente ed effettivamente separati, la detrazione per figli a carico deve essere ripartita nella misura del 50% ciascuno. Questa è la regola generale.
I genitori, tuttavia, possono decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito complessivo più elevato. Questo, al fine di evitare che la detrazione non possa essere fruita in tutto o in parte dal genitore con il reddito inferiore. In tal caso, però, tutta la detrazione viene parametrata al maggior reddito (circ. Agenzia delle Entrate 16.3.2007 n. 15 § 1.4.4).
In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta:
Oppure, in caso di affidamento congiunto, nella misura del 50% ciascuno.
Anche in questo caso i genitori possono decidere, di comune accordo, di attribuire l’intera detrazione al genitore con il reddito complessivo più elevato.
Come individuare il genitore con il reddito complessivo più elevato?
Al fine di individuare il genitore con il reddito complessivo più elevato, occorre considerare anche il reddito determinato in Regime Forfettario ai sensi della L. 190/2014, al lordo dei contributi previdenziali (ris. Agenzia delle Entrate 22.7.2019 n. 69).
In caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione per i figli compete esclusivamente a quest’ultimo, sulla base del proprio reddito complessivo.
Per il primo figlio si applicano, se più convenienti, le detrazioni previste per il coniuge a carico:
Se l’altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato;
Ovvero se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato.
Come chiarito dalla circ. Agenzia delle Entrate 14.6.2001 n. 55 (§ 2.1), la “mancanza del genitore” è ravvisabile solo in caso di morte dello stesso e non anche nelle ipotesi di separazione o divorzio.
Possono essere considerati a carico anche i seguenti altri familiari:
Entrambi i generi e le nuore;
In relazione a tali soggetti, per poter essere considerati fiscalmente a carico è necessario:
Rispettare il previsto limite di reddito;
Essere conviventi con il contribuente oppure percepire assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
Come chiarito dalla C.M. 12.5.2000 n. 95/E (§ 3.1.3), la corresponsione di assegni alimentari, non risultanti da un provvedimento dell’autorità giudiziaria, deve essere attestata mediante idonea autocertificazione, oppure avvalendosi di qualsiasi idoneo mezzo di prova, quali, ad esempio, l’intestazione delle utenze o del contratto di affitto dell’immobile, la documentazione bancaria, o altro mezzo.
Per ciascun “altro familiari a carico“, l’art. 12 co. 1 lett. d) e 4 del TUIR prevede una detrazione d’imposta di 750 euro, da:
Ripartire tra coloro che hanno diritto alla detrazione;
Parametrare al relativo reddito complessivo.
Ai sensi dell’art. 12 co. 3 del TUIR, le detrazioni d’imposta per familiari a carico:
Sono rapportate a mese;
Competono dal mese in cui si sono verificate le condizioni richieste fino a quello in cui le stesse sono cessate (compreso); in sostanza, non ha alcuna rilevanza il giorno del mese in cui si verifica l’evento rilevante (es. stipulazione del matrimonio o nascita di un figlio).
Ad esempio: nel caso di nascita di un figlio nel mese di giugno, i coniugi hanno diritto di godere della detrazione per 6 mesi.
Ad esempio: figlio che nell’anno percepisce redditi superiori a €. 2.40,52 non è a carico dei genitori per tutto l’anno.
La circ. Agenzia delle Entrate 24.4.2015 n. 17 (§ 4.4) ha evidenziato come le detrazioni d’imposta di cui all’art. 12 del TUIR spettino al contribuente per il quale il familiare a carico sia, nell’ordine:
Tuttavia, poiché tale ordine potrebbe non rappresentare la reale contribuzione al sostegno dei componenti del nucleo familiare, la suddetta circolare ha previsto la possibilità di derogarvi, attribuendo la detrazione ad un contribuente “posto più in basso”, a condizione che:
Un figlio disoccupato può essere considerato a carico del fratello convivente, invece che dei genitori, qualora:
– anche un genitore non lavori e l’altro lavori saltuariamente con un reddito molto modesto, ancorché superiore al limite di 2.840,51 euro (es. 3.500 euro);
– l’altro fratello lavori invece stabilmente, con un reddito molto superiore, provvedendo di fatto al mantenimento della famiglia.
Ai sensi dell’art. 1 co. 1325 della L. 27.12.2006 n. 296, i cittadini extracomunitari che richiedono le detrazioni per familiari a carico devono essere in possesso di una documentazione attestante lo status di familiare, che può essere alternativamente formata da:
Documentazione con apposizione dell’Apostille, per i soggetti che provengono dai Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 5.10.61;
Infine, documentazione validamente formata dal Paese d’origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in italiano e asseverata come conforme all’originale dal Consolato italiano del Paese d’origine.
La soggetto che risulta essere fiscalmente a carico di un familiare non è automaticamente escluso dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi. Questo in quanto può essere conveniente per lui presentare comunque il modello Redditi PF.
La casistica principale si ha quando un familiare ha percepito redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale. Ipotizziamo il coniuge del familiare che ha percepito nell’anno un reddito relativo ad una prestazione occasionale effettuata e soggetta a ritenuta di acconto. Tale reddito, tuttavia, rimane inferiore alla soglia di 2.840,51 euro.
Il coniuge rimane, quindi, a carico dell’altro, che beneficerà della detrazione fiscale spettante. Tuttavia, il coniuge che ha percepito il reddito ha un vantaggio nel presentare autonoma dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF).
Presentando la dichiarazione dei redditi il coniuge che ha percepito il reddito riesce a “trasformare” la ritenuta di acconto subita in credito di imposta. Credito che può essere utilizzato in compensazione, oppure chiesto a rimborso.
In particolare, il primo rigo serve per scrivere i dati relativi al coniuge, anche se non fiscalmente a carico. Il secondo rigo è riservato esclusivamente all’esposizione dei dati relativi al primo figlio a carico, intendendo per primo figlio a carico quello anagraficamente di maggiore età. I successivi righi servono per l’esposizione dei dati relativi agli altri figli o familiari.
Le colonne servono per indicare, nell’ordine, per ogni familiare inserito nel prospetto:
Il tipo di rapporto di parentela che avete con il familiare in questione (C, coniuge; F1, primo figlio/a; F, altro figlio/a; A, altro tipo di rapporto);
L’eventuale condizione di handicap del figlio a carico (D, disabile),
Il suo codice fiscale,
Il numero di mesi durante i quali è stato a vostro carico, il numero di mesi durante i quali il figlio a carico ha avuto un’età inferiore ai tre anni,
La percentuale di deduzione prevista.
Verranno pubblicati soltanto i commenti in grado di integrare o approfondire quanto indicato in questo articolo.
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Alberto Scola 21 Febbraio, 2020 at 7:13
Salve , sono un pensionato e ho in casa con me mio figlio nato nel 1983 , con invalidita’ riconosciuta del 47% e iscritto nelle liste speciali di collocamento , e senza il minimo reddito per cui totalmente a mio carico. Volevo chiederle se nel mio caso mi spettano le detrazioni fiscali , e cosa fare per ottenerle , grazie e distinti saluti .
Federico Migliorini 21 Febbraio, 2020 at 16:51
La detrazione per figli a carico le spetta e potrà fruirne direttamente in dichiarazione dei redditi.
Tonitoni 30 Marzo, 2020 at 16:43
Buonasera, sonopensionato inps ed essendo vedovo, al quadro del mod 730 familiari a carico risulta ” figli a carico mia figlia 29enne che vive in una casa datale in comodato gratuito.Abita in una casa datale da me in comodato d’uso, non lavora e convive col suo compagno.Per non pagare eventuali visite mediche, ricette, o avere delle agevolazioni sia comunali etc. conviene toglierla dal carico familiare oppure cio’ non influisce..L’importo per detrazione annuo e’ 748 euro.
Tonitoni 30 Marzo, 2020 at 16:45
Federico Migliorini 31 Marzo, 2020 at 0:11
Sua figlia, non essendo sposata, se non supera i limiti di reddito può essere considerata a suo carico, anche se non convivente.
francesco 31 Marzo, 2020 at 12:39
salve sono un pensionato, nell’anno 2019 , per un errore commesso dal patronato a cui mi rivolgo ho percepito solamente da Gennaio a Maggio le detrazioni spettanti per familiari a carico(moglie e due figli studenti), dal mese di giugno a Dicembre 2019 non ho ricevuto nessuna detrazione, come devo fare per percepire le detrazioni non ricevute?
mi hanno detto che devo inserirle nel mod.730 2020, siccome non vorrei chiedere aiuto al patronato(visto i precedenti) potreste dirmi come compilarlo? grazie.-
Federico Migliorini 31 Marzo, 2020 at 15:06
Quello che le possiamo dire è che può recuperare tutto nella dichiarazione dei redditi, ma non possiamo spiegarle in un commento la compilazione. Se vuole ci scriva in privato per una consulenza, la aiuteremo.

References: § 2
 § 16
 § 1
 § 3
 § 1
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