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⭐UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO IN MANAGEMENT PUBBLICO V EDIZIONE A. A. 2007/2008
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Orazio Meloni
1 Master Universitario di II Livello in Management Pubblico V Edizione Progetto Formativo2 Indice 1. Contesto di riferimento 2. Target formativo ed utenza 3. Ruolo degli Enti partecipanti 4. Percorso formativo 5. Organizzazione 5.1 Durata 5.2 Sede del Master 5.3 Modalità di ammissione 5.4 Rilascio del Titolo di Master e dei Crediti Formativi Universitari 5.5 Organi del Master3 1. Contesto di riferimento. La formazione dei Manager pubblici, resa indispensabile dal processo di riforma della Pubblica Amministrazione, costituisce il necessario presupposto di una trasformazione effettiva dell azione dello Stato in direzione del miglioramento delle sue prestazioni e delle sue relazioni con il cittadino. Il Master Universitario di II Livello in Management Pubblico si propone di contribuire al rinnovamento della cultura professionale di dirigenti e funzionari pubblici, favorendo l adozione di una razionalità manageriale nell esercizio delle funzioni direzionali. Il Master, in possesso dei requisiti richiesti dal D.M. 509/99 per l acquisizione dei Crediti Formativi Universitari (CFU), costituisce un iniziativa di grande significato innovativo, che testimonia l impegno con cui la SSAI, anche per via di meditate politiche di partnership, intende corrispondere alla esigenza di alta qualificazione professionale delle risorse umane, interne ed esterne all Amministrazione dell interno, che ad essa fanno riferimento. Il Corso intende promuovere lo sviluppo di competenze manageriali nella Pubblica Amministrazione, interessata nell ultimo decennio da una complessa transizione verso nuovi modelli funzionali e organizzativi e da una conseguente, radicale trasformazione delle logiche e delle procedure che ne regolano l azione. Dal cambiamento in corso risultano modificati tanto i rapporti tra le diverse articolazioni dell organismo statale, in attuazione del Federalismo e del rafforzamento del sistema delle Autonomie, quanto le funzioni e l organizzazione interna dei singoli Enti, ridisegnate in funzione delle nuove esigenze di trasparenza e semplificazione dei procedimenti, di miglioramento dei risultati e della qualità del servizio. Il processo riformatore mira, inoltre, ad affrancare l azione amministrativa dal dominio esclusivo di una razionalità legale - burocratica, fondata sulla legittimità formale degli atti e delle procedure, per orientarla su parametri di efficienza, efficacia ed economicità dei programmi e delle azioni. Effetti prevalenti paradigmatici della transizione diventano così la distinzione tra funzioni di indirizzo e controllo, riservate agli organi politici, e funzioni di amministrazione e gestione, devolute alla dirigenza pubblica; la contrattualizzazione del rapporto di lavoro; una nuova e più sistematica attenzione alla cultura manageriale dei dirigenti e dei funzionari. Ciò impone l avvio di una vasta opera di adeguamento e riqualificazione della cultura professionale dei titolari di pubblici uffici, chiamati a svolgere il proprio ruolo nel nuovo contesto con maggiore autonomia e discrezionalità, associate ad una piena responsabilità sui risultati conseguiti.4 L evoluzione in senso manageriale della professionalità di quadri e dirigenti pubblici non attiene, peraltro, alla sola dimensione gestionale del ruolo, concernente cioè l impiego ottimale, economicamente efficiente e tecnicamente efficace, delle risorse assegnate. Essa esige altresì in uno scenario oggi connotato da un crescente decentramento dei poteri, da una progressiva esternalizzazione di funzioni, da una più intensa cooperazione tra soggetti pubblici diversi il diffuso esercizio di funzioni di coordinamento, integrazione e regolazione del contesto: in sintesi, una elevata capacità di Governo dei sistemi. La Pubblica Amministrazione odierna tende a proporsi sempre più come sistema aperto, come componente dinamica e dialettica del più ampio organismo sociale. E sempre più nella sfera delle sue interazioni con l ambiente esterno - nazionale e sovranazionale - essa è indotta a misurare la qualità della propria azione. Se, dunque, il perseguimento degli interessi della collettività permane come carattere peculiare e imprescindibile dell azione pubblica, irrinunciabile appare tuttavia la prospettiva di una sua crescente contaminazione con la prassi manageriale. Una contaminazione tanto più inevitabile e profonda, quanto più imprevedibile e turbolenta è la natura del contesto in cui l azione pubblica, analogamente a quella imprenditoriale, è obbligatoria oggi a svilupparsi. La pluralità dei nuovi soggetti destinatari dei servizi, la molteplicità degli attori con i quali cooperare e comunicare, la mutevolezza degli scenari internazionali, la complessità delle regole che governano i mercati sono solo alcuni dei problemi che accomunano Pubblica Amministrazione e Imprese. Dominare professionalmente questa complessa e nuova realtà è un problema che la formazione può contribuire efficacemente a risolvere. Tale consapevolezza è fatta propria dello stessi CCNL della Dirigenza , che all art. 15 afferma infatti la formazione costituisce un fattore decisivo di successivo e una leva strategica fondamentale per gli appalti pubblici (pertanto) la formazione e l aggiornamento dei dirigenti sono assunti dall Amministrazione e dagli Enti come metodo permanente teso ad assicurare il costante adeguamento delle competenze manageriali allo sviluppo del contesto culturale, tecnologico e organizzativo di riferimento e a favorire il consolidarsi di una cultura di gestione orientata al risultato e all innovazione. Inoltre gli interventi formativi hanno, in particolare, l obiettivo di curare e sviluppare il patrimonio cognitivo necessario a ciascun5 dirigente, in relazione alle responsabilità attribuitegli, per l ottimale utilizzo dei sistemi di gestione delle risorse umane, finanziarie, tecniche e di controllo, finalizzato all accrescimento dell efficienza/efficacia della struttura e al miglioramento della qualità dei servizi resi. 2. Target formativo ed utenza. L ipotesi progettuale identifica un profilo professionale di tipo orizzontale, concepito nella complessità delle sue funzione, insieme di garanzia dell ordinamento e di efficacia gestionale, e nella peculiare composizione del suo background culturale e professionale di base, che deve abilitarlo a riconoscere e a soddisfare adeguatamente i bisogni del cittadino utente, ad interpretare i segnali e i cambiamenti dell ambiente, a sviluppare soluzioni innovative ed efficaci ai problemi. Tali ipotesi si cimenta, dunque, con la ricerca degli assi fondamentali del sistema di competenze di un Manager pubblico in grado di corrispondere alle esigenze di un Amministrazione moderna, che in ogni sua articolazione privilegia la qualità delle prestazioni alla loro quantità. Anche se orientato sulle esigenze dei funzionari e dirigenti della carriera prefettizia, la concentrazione del progetto su un repertorio di competenze in prevalenza trasversali, piuttosto che specialistiche, agevola la partecipazione sia di soggetti diversamente collocati in ambito pubblico considerata con favore dalla SSAI sia di coloro, tra i neolaureati, che aspirano ad accedervi, ai quali l Ateneo di Perugia rivolgerà specifiche azioni promozionali. Obiettivo fondamentale del Master è la formazione di figure professionali che, già inserite in ruoli direzionali o aspiranti a tali ruoli nelle amministrazioni dello stato, siano in grado di: - esercitare funzioni di governo dell unità organizzativa di appartenenza attraverso la pianificazione, il coordinamento e il controllo delle attività e delle risorse loro affidate; - interpretare e governare il cambiamento in atto nelle strutture pubbliche attraverso la gestione efficace dei processi e del sistema di relazioni interne ed esterne alla propria organizzazione; - indirizzare verso i migliori standard di qualità i servizi offerti e i processi di erogazione; - orientare le strategie di gestione delle risorse umane verso il loro costante sviluppo e valorizzazione; - assicurare agli interventi della pubblica amministrazione il miglior rapporto costi/benefici, tenuto conto dei vincoli normativi e di budget.6 Il Master è riservata ai funzionari dell Amministrazione dell Interno, a soggetti di altre Amministrazioni Centrali e Locali e a laureati di ogni Facoltà, italiani e stranieri, che abbiano conseguito la Laurea secondo gli ordinamenti preesistenti, o la Laurea specialistica secondo i nuovi ordinamenti. 3. Il ruolo degli Enti partecipanti. In relazione ai presupposti forniti, il ruolo propositivo della Scuola Superiore dell Amministrazione dell Interno appare fondamentale. Il nuovo modello organizzativo adottato di recente da questa Amministrazione, nel considerare in una formula tra le più avanzate e coerenti i tratti più innovativi della riforma del sistema pubblico, costituisce obiettivamente un punto di riferimento obbligato per ogni segmento del sistema stesso. Il superamento del modello gerarchico funzionale a favore di un organizzazione per i processi fondata su principi di semplicità, autonomia e flessibilità può assumersi come efficace paradigma del nuovo corso e, al tempo stesso, degli stili manageriali più idonei a gestirlo. Capisaldi di questo modello sono, infatti, i suoi presupposti strategici l orientamento al cliente, la ricerca di eccellenza, la filosofia del miglioramento continuo, la gestione dell innovazione e il suo ineludibile corollario: l investimento sulla qualità delle risorse umane. In un organizzazione per processi, esse sono realmente le risorse più critiche. Compete loro la soluzione dei problemi, la capacità di lavorare in gruppo, l efficacia delle relazioni interpersonali e interfunzionali vitali per questo tipo di strutture il mantenimento e lo sviluppo del know-how. Il profilo di Manager che questo modello esprime ha dunque valenza generale,nell approdo dell intera Pubblica Amministrazione a nuovi assetti. Occorre tuttavia assisterne la nascita e la diffusione con l ausilio di risorse esperte, in grado di trasferire nell Amministrazione culture e pratiche professionali nate prima e fuori di essa, ma già sufficientemente sperimentate per esservi adattate con successo. Questo è, in particolare, il ruolo che compete ad Iri Management S.P.A. nel progetto. L esperienza e la competenza riconosciute a questo Istituto nel campo della formazione manageriale, unite alla sua pluridecennale consuetudine con i temi e i problemi della Pubblica Amministrazione, consentono infatti ad esso di esercitare un ruolo decisivo nella scelta dei temi formativi e delle relative metodologie di erogazione. I metodi rivestono qui un importanza determinante. Si dovrà infatti conferire ai corsisti, insieme alle conoscenze loro indispensabili, la capacità di applicarle alle situazioni reali. Ciò richiederà di adottare modalità di apprendimento in grado di riprodurre, anticipandoli, gli schemi comportamentali necessari all esercizio dei nuovi ruoli, volti al7 conseguimento di concreti obiettivi di prestazione. Scontato dunque il ricorso in aula a tecniche interattive, fondate sullo scambio di esperienze, il lavoro di gruppo, l analisi e la risoluzione di casi notevoli, si tratterà inoltre di stimolare la produzione di schemi e strumenti immediatamente utilizzabili nelle situazione operative, impegnando a tal fine i partecipanti nella realizzazione assistita di Project Works durante gli intervalli delle sessioni di aula. Protagonista essenziale del Master è altresì l Università degli Studi di Perugia Facoltà di Economia, deputata a concorrere attivamente alla sua realizzazione sia in forma diretta, assumendo parte attiva nella didattica, sia con funzioni di garanzia tecnico scientifica. La significativa esperienza maturata in questo campo dall Ateneo perugino e in particolare dalla Facoltà di Economia, operativamente impegnata nel progetto, ne fa ritenere decisivo l apporto in relazione all esito qualitativo del Master. I docenti universitari che saranno chiamati a contribuirvi hanno più volte avuto occasione di cimentarsi con la rielaborazione del proprio elevato sapere accademico in funzione di una sua pratica fungibilità nei contesti di lavoro. 4. Percorso formativo. Il percorso formativo si sviluppa secondo due cicli principali: -Ciclo tecnico-aziendale -Ciclo economico-aziendale La struttura del percorso formativo è articolata in : - Attività d aula teoriche e pratiche 375 ore - Attività di project work 500 ore - Lavoro individuale/stage 625 ore Totale ore 1500 Al monte orario globale corrispondono 60 Crediti Formativi Universitari. I tre cicli si suddividono a loro volta in undici moduli organizzati secondo principi di apprendimento progressivo in ottica di propedeuticità. 5.Organizzazione. 5.1 Durata. Il Master ha una durata complessiva di 12 mesi e si articola in 60 giornate formative erogate in 11 settimane (1 settimana al mese).8 5.2 Sede del Master. La sede del Master è stabilità presso la sede didattico residenziale della S.S.A.I., sita in Via Veientana, n. 386 Roma. 5.3 Modalità di ammissione. Il numero massimo dei partecipanti è di 50. Una quota degli iscritti, pari a 35, è riservata alla Scuola Superiore dell Amministrazione dell Interno, che curerà direttamente la selezione dei funzionari della propria Amministrazione e di altre Amministrazioni Pubbliche, Centrali e Locali. L individuazione e la selezione dei laureati, pari a 15, da ammettere al Corso non facenti parte alla categoria di cui sopra, sarà invece curata, sulla base di apposito bando dall Università degli Studi di Perugia. La selezione, se necessaria, avverrà previo colloquio motivazionale teso a verificare il livello attitudinale dei candidati. Il Master verrà attivato a condizione di un numero minimo di 15 iscritti per il tramite dell Università degli Studi di Perugia La partecipazione è subordinata al versamento, per quanto attiene ai soggetti selezionati dall Università degli Studi di Perugia, di una quota di iscrizione fissata in Euro 4000,00 da versare per il 50% all atto dell iscrizione e, per la restante parte, entro tre mesi. Potranno essere messe a disposizione delle borse di studio da parte di Enti ed Istituzioni. 5.4 Rilascio del Titolo di Master e dei Crediti Formativi Universitari. I partecipanti che avranno ultimato il Corso, conseguiranno, previo superamento di una prova finale (consistente nella stesura e discussione di una tesina individuale inerente le tematiche trattate dall Università degli Studi di Perugia Moduli VII-XI) tesa a verificarne il livello di apprendimento, il titolo di Master Universitario di II Livello in Management Pubblico e si vedranno riconosciuti 60 crediti formativi spendibili in altri Corsi universitari e post universitari organizzati dall Università degli Studi di Perugia - Facoltà di Economia o da altre Università, secondo le norme di conversione stabilite dai relativi Consiglio di Facoltà in relazione al rapporto tra i moduli didattici svolti e gli insegnamenti attivati. Schema di ripartizione dei crediti formativi in base ai cicli/area: CICLO/AREA LEZIONE FRONTALE CFU TECNICO-AZIENDALE (MODULI I-VII) ECONOMICO-AZIENDALE (MODULI VIII-XI) PROJECT WORK E STAGE TOTALE9 L Università degli Studi di Perugia garantisce una quota di attività didattiche frontali almeno pari al 45%., anche in collaborazione con altre Università italiane e straniere, ed in particolare con l Università degli Studi di Firenze e l Università degli Studi di Siena. 5.5 Organi del Master. Sono Organi del Master: a) Il Direttore; b) Il Consiglio Didattico-scientifico. Il Direttore. Il Direttore ha il compito coordinare le attività organizzative e didattiche e rappresenta il Master nei confronti sia degli Organi accademici che dei terzi. Il Direttore nomina un Coordinatore didattico, i tutor e stipula i necessari incarichi professionali. Il Consiglio Didattico-scientifico. Il Consiglio Didattico-scientifico è presieduto dal Direttore ed è composto da cinque membri nominati dagli Enti partecipanti; nella fattispecie, rispettivamente, due consiglieri sono nominati dall Università degli Studi di Perugia, un consigliere viene nominato dalla Scuola Superiore dell Amministrazione dell Interno e due consiglieri sono nominati da IRI Management S.p.A. Ciascun Ente decide quale dei suoi rappresentanti debba assumere il ruolo di coordinamento didattico-organizzativo rispetto ai programmi presidiati. Tale organo adotta i provvedimenti relativi didattica ed in particolare: - Definisce ed armonizza i programmi didattici sentito il Collegio Docenti; - Propone l affidamento delle attività didattiche di coordinamento e di tutorato; - Affida formalmente l incarico ai docenti; - Stabilisce le modalità di valutazione della docenza. Documenti analoghi
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