Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2017-0226_IT.html
Timestamp: 2019-09-20 07:54:00+00:00

Document:
Ciclo del documento : A8-0226/2017
sulla promozione della coesione e dello sviluppo nelle regioni ultraperiferiche dell'UE: applicazione dell'articolo 349 TFUE
Relatore: Younous Omarjee
Pur essendo pienamente integrate nell'Unione europea, le regioni ultraperiferiche si sono viste riconoscere dall'articolo 349 del TFUE uno statuto specifico che conferisce all'Unione la capacità giuridica di adeguare a tali regioni l'insieme delle sue politiche, dei suoi programmi e del suo diritto. Tale è inoltre il senso che la Corte di giustizia dell'Unione europea ha dato a detto articolo mediante la sua sentenza del 5 dicembre 2015, che conferma la piena legalità dell'approccio alle RUP.
Con la presente relazione il Parlamento europeo ha voluto tracciare un bilancio dell'attuazione dell'articolo 349, analizzare in che modo è possibile approfondire l'adeguamento delle politiche e delle normative europee alle RUP e definire una prospettiva che consenta all'Unione europea di meglio integrare e tenere conto delle RUP.
Benché oggi le RUP siano tenute in considerazione dall'Unione europea, tale considerazione rimane ancora incompleta, con una geometria estremamente variabile a seconda delle considerazioni provenienti dalle diverse direzioni generali della Commissione europea, e manca ancora molta coerenza. Appare necessario dare un impulso all'armonizzazione e alla trasversalità dell'approccio RUP in senso alla Commissione europea. Tale armonizzazione e tale trasversalità sono per il relatore e il Parlamento europeo tanto più pertinenti in quanto da esse dipendono sia le possibilità di successo sia l'ottimizzazione degli investimenti europei nelle RUP.
Per il Parlamento europeo, la sentenza della Corte di giustizia conferisce all'Unione europea, all'insieme delle sue istituzioni nonché agli Stati membri sia gli ambiti sia la legalità necessari per agire al fine di aprire un nuovo capitolo europeo e una nuova ambizione europea per favorire lo sviluppo delle regioni ultraperiferiche.
L'analisi eseguita di recente per conto della Commissione europea da parte del POSEI (Programma di soluzioni specifiche per ovviare alla lontananza e all'insularità) nel settore dell'agricoltura, completa tale lettura e corrobora la pertinenza del fatto di adeguare un programma europeo alle RUP e la sua capacità di conseguire infine gli obiettivi della politica agricola comune seguendo una via differente.
La presente relazione invita pertanto la Commissione, il Consiglio, gli Stati membri interessati e le regioni ultraperiferiche ad agire di concerto per fare in modo che le RUP siano meglio integrate nell'Unione tenendo conto delle loro specificità e delle loro esigenze particolari, nonché a fare in modo che si conseguano ovunque soluzioni concrete e si proceda ai necessari adeguamenti, al fine di garantire alle RUP un accesso a tutti i programmi orizzontali europei, in linea con quanto chiaramente definito all'articolo 349; né più né meno.
Assi tematici e proposte della relazione
Il Parlamento europeo propone diversi assi e cantieri prioritari di azioni concrete e di rapida attuazione.
Iniziando dalla politica agricola, la relazione raccomanda di conseguire soluzioni concrete, mantenendo nel contempo l'approccio RUP che trova le sue radici nel POSEI, al fine di favorire ancora di più: (1) una diversificazione agricola necessaria, (2) una migliore presa in considerazione dei settori agricoli tradizionali in particolare da parte dell'organizzazione comune dei mercati, (3) la promozione dei marchi di origine e di qualità, (4) la presa in considerazione della questione della tropicalità in particolare per l'insieme delle questioni legate ai prodotti biologici. Il Parlamento europeo auspica inoltre una coerenza delle politiche, affinché gli sforzi compiuti dai settori agricoli delle RUP per la modernizzazione e il rafforzamento della competitività non siano messi in discussione dagli accordi di libero scambio firmati tra l'Unione e i paesi terzi.
Per quanto riguarda la politica commerciale e la politica esterna dell'Unione, la relazione constata che diversi accordi di libero scambio hanno finito per indebolire i settori agricoli delle RUP. Il Parlamento europeo sollecita in tal senso l'Unione europea a tenere conto, d'ora in poi, delle specificità e delle produzioni sensibili delle RUP a monte dei negoziati, e chiede altresì alla Commissione di rispettare l'impegno assunto di eseguire studi di impatto.
Per quanto concerne la pesca, la crescita blu e la dimensione marittima dell'UE, la relazione ricorda l'apporto fondamentale rappresentato dalle RUP. Le zone economiche esclusive (ZEE) delle regioni ultraperiferiche coprono infatti una superficie di quasi 2 500 500 km2, pari al totale delle ZEE continentali dell'Unione europea. È tempo che l'Unione europea prenda coscienza della propria dimensione marittima e superi la visione che ha di se stessa come entità continentale, per pensarsi all'altezza della potenza marittima che rappresenta, ossia quale prima potenza marittima mondiale. A tal fine, il Parlamento ritiene sia necessario agire per uno sviluppo sostenibile della pesca locale e artigianale mettendo in atto l'insieme delle disposizioni contenute nella relazione del Parlamento europeo del 27 aprile 2017 sulla gestione delle flotte di pesca nelle regioni ultraperiferiche e reputa che nel contempo sia necessario andare oltre e dotare l'Unione di un vero e proprio programma per la crescita blu, per la gestione e l'utilizzo sostenibile dei mari e degli oceani.
In relazione alla politica di coesione, pur accogliendo con favore il contributo cruciale di tale politica per lo sviluppo economico, sociale e sostenibile delle RUP e invitando a consolidare tale politica nel prossimo quadro finanziario pluriennale, il Parlamento europeo ricorda che l'articolo 349 del TFUE prevede un accesso specifico delle RUP ai fondi strutturali e che, a tale titolo, le RUP dovrebbero essere considerate nel loro insieme come "regioni meno sviluppate". Consapevole del ruolo fondamentale e non sussidiario degli Stati membri, il Parlamento europeo invita altresì questi ultimi a creare appieno i presupposti, segnatamente in termini di investimento nei settori di loro competenza, al fine di consentire le migliori prestazioni dei fondi e delle politiche europee nelle RUP.
In materia di politica fiscale, concorrenza, aiuti di Stato e mercato comune, la relazione ricorda che l'articolo 107, paragrafo 3, del TFUE stabilisce che gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle RUP, tenuto conto della loro situazione strutturale, economica e sociale, possono essere considerati compatibili con il mercato interno, e che, tenuto conto della lontananza e della ristrettezza dei loro mercati, il rafforzamento delle deroghe al diritto della concorrenza concesse sulla base dell'articolo 349 TFUE e dell'articolo 42 TFUE non è in grado di incidere sugli scambi tra gli Stati membri, né di destabilizzare il mercato interno.
Per quanto attiene all'accesso e alla partecipazione effettiva delle RUP ai programmi orizzontali che coprono in particolare la ricerca, l'ambiente, l'istruzione, la cultura, i trasporti, l'energia e le telecomunicazioni, il Parlamento ritiene che i margini di progressione siano ancora estremamente ampi. La relazione chiede di definire condizioni di accesso specifiche alle RUP, al fine di favorire la loro partecipazione, ed invita la Commissione a basarsi a tal fine all'articolo 349. La relazione chiede altresì un'integrazione effettiva delle RUP nelle reti transeuropee dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni, integrazione che oggi è dato osservare solo ai margini. In materia di ambiente, il Parlamento ritiene che sia ormai ora di consolidare i programmi preparatori messi in atto e di integrare realmente le RUP francesi ai programmi europei di protezione della natura e di valutare concretamente le possibilità di applicazione del programma Natura 2000 alle RUP francesi. Il relatore nota inoltre e sottolinea che l'insieme delle RUP è costituito da terre vulcaniche e che, in tal senso, esiste, con l'insieme degli altri territori vulcanici d'Europa, un potenziale europeo da far emergere.
L'impulso della nuova economia delle RUP deve essere verde come la sua straordinaria biodiversità e blu come i suoi oceani.
– visto l'articolo 52 del trattato sull'Unione europea (TUE), il cui paragrafo 1 stabilisce che i trattati si applicano agli Stati membri e il paragrafo 2 che il campo di applicazione territoriale dei trattati è precisato all'articolo 355 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),
– visto l'articolo 355, frase introduttiva, paragrafo 1 TFUE, quale modificato dalla decisione del Consiglio europeo, del 29 ottobre 2010, che modifica lo status, nei confronti dell'Unione europea, dell'isola di Saint-Barthélemy (2010/718/UE) e dalla decisione, dell'11 luglio 2012, che modifica lo status, nei confronti dell'Unione europea, di Mayotte (2012/419/UE), il quale stabilisce che le disposizioni dei trattati si applicano alle regioni ultraperiferiche conformemente all'articolo 349 TFUE,
– visto l'articolo 349 TFUE, che riconosce uno status particolare alle regioni ultraperiferiche (RUP), prevede l'adozione di "misure specifiche volte, in particolare, a stabilire le condizioni di applicazione dei trattati a tali regioni, ivi comprese politiche comuni" e stabilisce che tali misure riguardano in particolare e non esclusivamente "politiche doganali e commerciali, politica fiscale, zone franche, politiche in materia di agricoltura e di pesca, condizioni di fornitura delle materie prime e di beni di consumo primari, aiuti di Stato e condizioni di accesso ai fondi strutturali e ai programmi orizzontali dell'Unione",
– visto l'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), TFUE, in base al quale gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle RUP possono essere compatibili con il mercato interno,
– visto il titolo XVIII TFUE, che stabilisce un obiettivo di coesione economica, sociale e territoriale e definisce gli strumenti finanziari strutturali per conseguirlo,
– visto l'articolo 7 TFUE, il quale stabilisce che l'Unione assicura la coerenza tra le sue varie politiche e azioni, tenendo conto dell'insieme dei suoi obiettivi e conformandosi al principio di attribuzione delle competenze,
– viste tutte le comunicazioni della Commissione sulle RUP,
– viste tutte le sue risoluzioni sulle RUP, in particolare la relazione di Nuno Teixeira, del 29 marzo 2012, sul ruolo della politica di coesione nelle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea nel contesto della strategia "Europa 2020" e la relazione di Younous Omarjee, del 26 febbraio 2014, sull'ottimizzazione dello sviluppo del potenziale delle regioni ultraperiferiche mediante la creazione di sinergie tra i Fondi strutturali e gli altri programmi dell'Unione europea(1),
– vista la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 15 dicembre 2015(2),
– vista la relazione della Commissione sull'attuazione del regime di sostegno per misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche dell'Unione (POSEI), del 15 dicembre 2016 (COM(2016)0797),
– vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Modernizzazione degli aiuti di Stato dell'UE", (COM(2012)0209),
– visto il memorandum delle regioni ultraperiferiche firmato a Cayenne il 5 marzo 1999, integrato dal memorandum congiunto firmato nel maggio 2010 da Spagna, Francia, Portogallo e dalle regioni ultraperiferiche, che stabilisce che l'UE dovrebbe promuovere lo sviluppo sostenibile delle regioni ultraperiferiche facendo leva sulle numerose risorse naturali e culturali delle RUP, promuovendo nel contempo i principi di pari opportunità, partenariato, proporzionalità e coerenza delle politiche dell'UE,
– vista la dichiarazione conclusiva della XXI Conferenza dei presidenti delle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea e il memorandum congiunto delle regioni ultraperiferiche adottato a seguito del quarto forum delle RUP dell'Unione del 30 e 31 marzo 2017 a Bruxelles,
– visto il regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato(3),
– visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e il parere della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0226/2017),
A. considerando che l'articolo 349 TFUE riconosce la particolare situazione socioeconomica delle RUP, strutturalmente aggravata da fattori (fra cui distanza, insularità, superficie ridotta, topografia e clima difficili e dipendenza da un numero ristretto di prodotti ecc.), la cui persistenza e il cui cumulo recano grave danno al loro sviluppo;
B. considerando che la Corte di giustizia, riunita in Grande Sezione, nella sua sentenza del 15 dicembre 2015, ha fornito un'interpretazione approfondita dell'articolo 349 TFUE;
C. considerando che, in tale sentenza, la Corte conferma in particolare che gli atti finalizzati ad attuare misure specifiche per le RUP possono essere adottati sulla base giuridica dell'articolo 349, che tale base giuridica consente di derogare sia al diritto primario sia al diritto derivato e che l'elenco dei settori contemplati dalla formulazione dell'articolo 349 non è tassativo in quanto "gli autori del Trattato FUE non hanno inteso stabilire l'elenco tassativo dei tipi di misure che possono essere adottate sul fondamento di tale articolo";
D. considerando che, nell'applicazione dei trattati europei alle RUP, l'articolo 52 TUE e gli articoli 349 e 355 TFUE sono fra loro collegati e che, a norma dell'articolo 355, frase introduttiva, paragrafo 1, TFUE, le disposizioni dei trattati si applicano alle RUP, conformemente all'articolo 349 TFUE, e tale riferimento "ai trattati" comprende il diritto derivato;
E. considerando che l'articolo 349 TFUE deve essere letto in combinato disposto con altri articoli del trattato e in particolare con l'articolo 7, il quale stabilisce che "l'Unione assicura la coerenza tra le sue varie politiche e azioni, tenendo conto dell'insieme dei suoi obiettivi";
F. considerando che i principi di uguaglianza e di non discriminazione giustificano un trattamento differenziato in caso di situazioni differenti per garantire, in fine, l'uguaglianza nell'applicazione del diritto dell'UE;
G. considerando che l'obiettivo dell'articolo 349 TFUE è di garantire lo sviluppo delle RUP e la loro integrazione nello spazio europeo e nel proprio spazio geografico, consentendo loro di beneficiare di politiche europee e, se del caso, di misure specifiche adeguate alle loro condizioni ed esigenze;
H. considerando che le RUP occupano posizioni di privilegio in ambito geostrategico e in aree di ricerca inerenti ai cambiamenti climatici e alla biodiversità;
I. considerando che, secondo le stime della Commissione europea, l'economia blu dell'UE rappresenta circa 5,4 milioni di posti di lavoro e un valore aggiunto lordo di circa 500 miliardi di euro l'anno;
1. ricorda che l'articolo 7 del trattato sull'Unione europea conferisce alla Commissione il ruolo di custode dei trattati; ricorda che le RUP sono pienamente integrate nell'Unione europea e inquadrate nel suo ordinamento giuridico, che la loro situazione specifica è riconosciuta dai trattati, il che introduce un principio e consente un diritto di adattamento a livello delle diverse politiche dell'Unione;
2. sottolinea che, pur essendo soggette a uno svantaggio considerevole dovuto alla distanza geografica dall'Unione, le regioni ultraperiferiche beneficiano anche di diversi punti di forza importanti come il potenziale delle attività legate all'espansione del turismo, la crescita blu, lo sfruttamento di significative risorse energetiche rinnovabili, lo sviluppo di un'economia circolare, nonché la valorizzazione del loro ricco patrimonio naturale e dell'enorme biodiversità;
3. ritiene che ci si sia avvalsi dell'articolo 349 TFUE in modo limitato e che tale articolo potrebbe essere interpretato in modo maggiormente innovativo e positivo, in particolare al fine di istituire programmi ad hoc e nuove politiche specifiche, sulla base dei punti di forza delle RUP, mettendole in condizione di promuovere tali punti di forza, segnatamente in settori quali le energie rinnovabili, la crescita blu, la ricerca e lo sviluppo, il turismo sostenibile, la protezione della biodiversità e l'adattamento al cambiamento climatico; ricorda in tale contesto il ruolo che l'Unione sta assumendo per consentire alle regioni ultraperiferiche di superare le loro difficoltà e di far leva sui loro punti di forza, ma sottolinea al tempo stesso la necessità che i rispettivi Stati membri si assumano maggiore responsabilità per quanto concerne l'uso degli strumenti dell'UE disponibili che possono sostenerli nel garantire lo sviluppo sostenibile delle loro regioni ultraperiferiche;
Stato di avanzamento dell'attuazione dell'articolo 349 TFUE
4. manifesta preoccupazione per il fatto che gli articoli dei trattati riguardanti le RUP non siano finora stati attuati nella massima misura possibile, limitando la capacità di tali regioni di trarre pienamente beneficio dalla loro appartenenza all'Unione e incrementando la competitività nello loro aree geografiche specifiche;
5. ritiene che un'attuazione su ampia scala dell'articolo 349 TFUE favorirebbe una migliore integrazione delle RUE nell'Unione così come il loro sviluppo e le loro potenzialità nella piena consapevolezza delle proprie specificità e vincoli strutturali ma anche dei propri punti di forza;
6. ricorda la volontà politica dei legislatori all'atto della stesura dell'articolo 299, secondo comma, e dell'articolo 349 TFUE, di istituire una strategia globale accompagnata da misure specifiche nel quadro di politiche e strumenti diversi;
7. ricorda che il programma di soluzioni specifiche per ovviare alla lontananza e all'insularità (POSEI) è un programma che tiene pienamente conto delle specificità delle RUP grazie a un regolamento proprio sulla base sia dell'articolo 349 TFUE che dell'articolo 42, primo comma, e dell'articolo 43, paragrafo 2, che riconosce il doppio principio dell'appartenenza delle RUP all'Unione e del pieno adeguamento di una politica comune europea alle condizioni delle RUP, e che pertanto è fondamentale proseguire tale programma nonché prevedere nuovi programmi POSEI incentrati su altre politiche dell'Unione;
8. ritiene che il successo del programma POSEI incoraggi il mantenimento delle disposizioni specifiche per le RUP piuttosto che una loro diluizione nei programmi europei orizzontali;
9. osserva che la Commissione ha adottato diverse comunicazioni sulle RUP; si rammarica della finora parziale attuazione e concretizzazione delle diverse strategie europee a favore delle RUP;
10. invita ora la Commissione a proporre un piano d'azione corredato, se del caso, di iniziative legislative che consentano di attuare una strategia coerente ed efficace nei confronti delle RUP che sfrutti al massimo le possibilità offerte dall'articolo 349 TFUE, in particolare ai fini dell'elaborazione di politiche e di programmi specifici, segnatamente in termini di innovazione e di investimenti a lungo termine, adeguati alle loro esigenze di sviluppo sostenibile; insiste sulla necessità di collaborare strettamente con le autorità regionali delle RUP e con le parti interessate; invita pertanto le istituzioni dell'Unione, di concerto con le autorità regionali delle RUP, ad aprire un nuovo capitolo nelle relazioni UE-RUP;
11. plaude al lavoro della Commissione su una strategia rinnovata per le regioni ultraperiferiche, che sarà adottata entro la fine del 2017; invita la Commissione a includere nella sua strategia un approccio dettagliato per le RUP nonché quadri strategici mirati alle esigenze di investimento, accompagnati da obiettivi precisi, realizzabili e misurabili; incoraggia gli Stati membri pertinenti (Francia, Spagna e Portogallo) a fornire maggiore sostegno alle loro RUP;
12. ricorda che l'articolo 349 TFUE consente alle RUP di disporre di aiuti al funzionamento non limitati nel tempo e non decrescenti, sulla base di procedure alleggerite, al fine di compensare i costi supplementari cui devono far fronte, e che tali deroghe riguardano sia gli strumenti finanziari dell'Unione che gli aiuti di Stato;
13. insiste sulla necessità di garantire la longevità di dispositivi, disposizioni e deroghe introdotti per preservare la stabilità propizia allo sviluppo strutturale delle RUP tenendo conto delle valutazioni effettuate;
14. invita la Commissione a tracciare un bilancio preciso dell'approccio alle RUP e a esaminare la situazione economica e sociale di ogni RUP onde garantire una migliore realizzazione degli obiettivi della politica europea di sviluppo regionale, in particolare per quanto riguarda il recupero dei ritardi e lo sviluppo sostenibile, al fine di consentire alle RUP di avvicinarsi ai livelli medi di sviluppo europei;
15. invita la Commissione a rafforzare il coordinamento tra le sue diverse direzioni generali sui fascicoli che interessano le RUP al fine di garantire che le politiche e le strategie europee trattino in modo adeguato le problematiche concernenti le RUP; sottolinea, al riguardo, il ruolo determinante del Segretariato generale per garantire la corretta applicazione dell'articolo 349 TFUE, dal momento che gli adeguamenti delle politiche dell'Unione europea alle specificità delle RUP prevedono che le decisioni siano prese al più alto livello politico;
16. si compiace della recente relazione della Commissione(4), la quale giunge alla conclusione che la performance generale dei programmi POSEI (2006-2014) è positiva, ritiene che tale programma risulti fondamentale per mantenere le produzioni delle RUP e sia coerente con i nuovi obiettivi della politica agricola comune (PAC), e raccomanda di mantenere l'attuale regolamento di base, tenendo tuttavia presente che potrebbero essere necessari alcuni adeguamenti del bilancio a seguito dell'entrata in vigore di accordi di libero scambio che comprometterebbero o potrebbero compromettere seriamente le produzioni delle RUP;
17. ritiene che il POSEI abbia registrato un vero successo fin dalla sua creazione;
18. sostiene la conclusione della relazione in cui si chiede di rafforzare la configurazione iniziale del POSEI, in particolare per quanto riguarda il sostegno specifico al trasporto di persone e merci, al fine di prevenire il rischio di abbandono della produzione agricola e le conseguenze negative sull'occupazione, sull'ambiente e sulla dimensione territoriale delle regioni ultraperiferiche;
19. ritiene necessario fornire un sostegno migliore a favore della diversificazione delle produzioni nelle RUP e introdurre azioni mirate finalizzate a risolvere le crisi di mercato cui fanno fronte alcuni settori, segnatamente quello dei pomodori e del bestiame, e a facilitare lo sviluppo delle produzioni di piccole dimensioni, quali quelle relative ai prodotti lattiero-caseari;
20. ricorda che le successive riforme dell'organizzazione comune dei mercati agricoli (OCM) non hanno adeguatamente tenuto conto delle specificità delle RUP e chiede che in futuro siano tenute maggiormente in considerazione;
21. constata che la scomparsa delle quote e dei prezzi garantiti avviata dalla riforma dell'OCM dello zucchero del 2005 indebolisce i produttori di canna da zucchero delle RUP; insiste sulla necessità di mantenere l'insieme dei dispositivi specifici attuati nel quadro dell'articolo 349 TFUE per consentire la competitività sostenibile di questo settore; chiede l'istituzione di un meccanismo di sostegno a favore dei piantatori di canna in caso di ribasso dei prezzi mondiali dello zucchero;
22. invita la Commissione a tenere conto dell'importanza fondamentale della produzione lattiera nelle Azzorre, a mantenere il sostegno a favore dei produttori e a prevedere misure supplementari in caso di crisi di mercato;
23. ricorda che la produzione di banane svolge un ruolo chiave nel tessuto socioeconomico di alcune RUP; invita pertanto a mantenere e, se del caso, a incrementare il sostegno a favore dei produttori;
24. invita la Commissione a introdurre, nei suoi strumenti di gestione e di rilevazione delle crisi di mercato nei diversi settori agricoli, quali quello delle banane, dello zucchero, del rum, della pesca o del latte con l'osservatorio del latte, una definizione chiara della crisi di mercato nelle RUP e ad adeguare i propri indicatori alla realtà di queste regioni;
25. esorta la Commissione a prevedere una dotazione finanziaria specifica per le RUP nei casi in cui siano concessi aiuti straordinari e d'urgenza al settore agricolo a causa di gravi crisi di mercato;
26. deplora che la differenza di regime applicabile alla certificazione "biologica" tra i paesi terzi e gli Stati membri dell'Unione crei una distorsione della concorrenza in tale mercato, a danno sia dei produttori europei che operano nelle RUP che dei consumatori europei indotti in errore riguardo alle reali condizioni di produzione di tali prodotti; invita pertanto, nel quadro dei negoziati in corso sulle future norme europee in materia di produzione e di etichettatura dei prodotti biologici, a sostituire la conformità al regime di equivalenza attualmente in vigore, al fine di garantire una concorrenza equa tra le RUP e i paesi terzi;
27. ritiene necessario adottare, sulla base dell'articolo 349 TFUE, un quadro giuridico per le produzioni con etichetta bio e un quadro giuridico in ambito sanitario e fitosanitario che tengano conto delle caratteristiche dell'agricoltura delle RUP nel contesto tropicale;
28. invita la Commissione a incoraggiare gli agricoltori delle RUP a promuovere i loro prodotti di elevata qualità sostenendo l'utilizzo del logo RUP, nonché di altre forme di certificazione di qualità;
29. mette in evidenza che la differenziazione e la specializzazione dei prodotti possono ulteriormente stimolare e promuovere la produzione, la lavorazione e la commercializzazione a livello locale dei prodotti alimentari e quindi ridurre le disparità esistenti tra regioni ultraperiferiche e altre regioni dell'UE;
30. sottolinea, in nome della coerenza delle politiche, che gli sforzi compiuti nelle RUP per modernizzare le filiere e rafforzarne la competitività non devono essere messi in discussione dagli accordi di libero scambio firmati tra l'Unione e i paesi terzi;
Politica commerciale dell'Unione europea
31. ricorda che l'articolo 207, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea impone che "gli accordi negoziati [con i paesi terzi] siano compatibili con le politiche e norme interne dell'Unione";
32. osserva che la molteplicità degli accordi commerciali con i paesi terzi, tra cui i maggiori produttori al mondo di banane e zucchero, cambia la ripartizione del mercato, genera una pressione sui prezzi e minaccia la competitività dei produttori dell'Unione di tali prodotti;
33. ritiene pertanto che la politica commerciale dell'Unione non dovrebbe mettere a rischio le filiere delle RUP in quanto queste svolgono un ruolo importante a livello economico, sociale e ambientale;
34. invita a garantire che i negoziati commerciali condotti dall'Unione tengano ora conto delle specificità e delle produzioni sensibili delle RUP, in particolare le banane, lo zucchero, il rum, i pomodori o i prodotti ittici;
35. invita la Commissione e gli Stati membri a essere attenti e vigili nella difesa degli interessi delle RUP nei negoziati concernenti la Brexit;
36. esorta la Commissione, conformemente all'impegno assunto nella sua comunicazione del 20 giugno 2012, ad "accludere alle proposte di accordi commerciali, quali gli accordi di partenariato economico, analisi dell'impatto", che dovrebbero "tenere in considerazione, ove pertinente, la dimensione RU", e a garantire che le analisi includano l'impatto ambientale, sociale, economico e territoriale sulle RUP; chiede che tali analisi valutino altresì gli effetti cumulativi degli accordi commerciali sulle RUP;
37. deplora che finora non sia stato condotto nessuno studio sulle conseguenze degli accordi di libero scambio nelle filiere agricole delle RUP; deplora altresì che le RUP non siano state prese in considerazione nella relazione della Commissione europea, del 15 dicembre 2016, sugli effetti cumulativi degli accordi commerciali, contrariamente alle disposizioni normative previste dal POSEI;
38. chiede che nelle politiche commerciali dell'Unione si tenga conto degli svantaggi competitivi delle RUP; chiede, se del caso, laddove siano indispensabili per la tutela delle produzioni delle RUP, il mantenimento delle barriere tariffarie e non tariffarie e l'effettiva attivazione delle clausole di salvaguardia e dei meccanismi di stabilizzazione in caso di danno o rischio di danno grave per le produzioni delle RUP;
39. sottolinea i limiti del principio di equivalenza, segnatamente per i prodotti dell'agricoltura biologica, che consente l'ingresso nell'Unione europea di prodotti provenienti da paesi terzi che non rispettano la totalità dei requisiti europei; invita ad applicare immediatamente il principio di conformità e a rafforzare le misure di controllo;
40. incoraggia lo sviluppo del ruolo delle RUP nell'ambito della politica estera dell'Unione europea, nei confronti dei paesi limitrofi, in modo da corroborare tale politica nei campi della lotta alla povertà, della sostenibilità ambientale, del rafforzamento della democrazia, dell'interscambio culturale e dell'uguaglianza di genere;
Politica marittima, pesca e crescita blu sostenibili
41. ricorda che l'articolo 349 TFUE prevede che la Commissione possa proporre misure specifiche per le RUP, anche per quanto concerne le politiche nel settore della pesca;
42. chiede alla Commissione di valutare la possibilità di istituire un regime di sostegno per il settore della pesca sostenibile nelle RUP sulla base dell'articolo 349 TFUE, alla stregua di quanto fatto per il settore agricolo nell'ambito del programma POSEI;
43. esorta la Commissione e il Consiglio europeo ad attuare tutte le raccomandazioni formulate nella risoluzione del Parlamento europeo del 27 aprile 2017 sulla gestione delle flotte di pesca nelle regioni ultraperiferiche;
44. invita l'Unione a unirsi alle RUP per dare vita a una potenza marittima mondiale;
45. sottolinea che sia la ricchezza degli oceani, sia i progressi tecnologici attuali e futuri sono in grado di aprire opportunità di crescita senza precedenti nelle RUP; ritiene che la crescita blu sostenibile costituisca un'opportunità per ridurre le disuguaglianze strutturali esistenti tra le RUP e l'Europa continentale e che essa possa contribuire a trasformare le regioni ultraperiferiche nell'epicentro di una politica europea per il futuro;
46. rammenta che, data la loro ubicazione, le RUP occupano una posizione importante nell'ambito della governance marittima, della sorveglianza delle acque costiere, della lotta alla pesca illegale e del miglioramento della sicurezza dei trasporti;
47. incoraggia l'Unione e gli Stati membri interessati a continuare a investire nel settore dei mari e degli oceani, segnatamente in relazione alle RUP, al fine di garantire uno sviluppo economico sostenibile ed efficiente delle loro zone economiche esclusive;
48. si compiace dello studio promosso dalla Commissione sul potenziale della crescita blu sostenibile nelle RUP e chiede l'istituzione di un vero e proprio programma europeo rivolto alle RUP, che miri altresì ad affrontare le sfide in materia di sicurezza alimentare, ricerca marina e marittima e bioeconomia; sottolinea tuttavia che alcune attività, quali l'estrazione del petrolio e del gas situati nel sottosuolo marino e la ricerca di giacimenti minerali sottomarini, possono avere gravi ripercussioni sulle zone marine sensibili e turbare le specie marine e gli ecosistemi vulnerabili;
49. ricorda l'importanza delle aree marine protette nelle RUP;
50. ricorda che l'articolo 349 TFUE prevede un accesso specifico delle RUP ai fondi strutturali e che in tal senso tutte le RUP andrebbero considerate "regioni meno sviluppate"; accoglie con favore e si compiace delle azioni della Commissione a favore delle RUP nell'ambito di una serie di quattro comunicazioni sulle regioni ultraperiferiche (2004, 2007, 2008 e 2012); sottolinea l'importanza del sostegno finanziario dell'UE a favore di tutte le RUP, che ammonta a circa 13 miliardi di euro per il periodo 2014-2020;
51. ribadisce che la politica di coesione dovrà restare uno dei principali strumenti di azione europea dopo il 2020, in primo luogo nei suoi aspetti riguardanti le RUP, dove le disparità regionali sono tuttora evidenti;
52. invita gli Stati membri, tenuto conto del principio di sussidiarietà e delle responsabilità che incombono loro, a creare tutte le condizioni preliminari, segnatamente in termini di investimento nei settori di loro competenza, al fine di consentire migliori prestazioni dei fondi e delle politiche europee nelle RUP;
53. ritiene che nella prossima programmazione si potrebbe prevedere una maggiore flessibilità nell'ambito della concentrazione tematica per le RUP per quanto concerne la definizione di alcuni dei loro assi prioritari per l'utilizzo dei fondi strutturali, nella misura in cui si persegua uno sviluppo sostenibile; chiede il mantenimento delle dotazioni di bilancio destinate alle RUP, la compensazione dei costi supplementari e tutti i provvedimenti in deroga debitamente giustificati destinati a compensare i loro svantaggi strutturali;
54. chiede, nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, un'applicazione rigorosa dei criteri definiti dal regolamento generale sui fondi per la determinazione delle dotazioni finanziarie;
55. ricorda l'obiettivo condiviso della doppia integrazione delle RUP; invita ad approfondire e a rendere operativi tutti i meccanismi destinati alla cooperazione transfrontaliera tra le RUP, i paesi e i territori d'oltremare (PTOM) e i paesi terzi appartenenti al loro bacino geografico, segnatamente mantenendo e migliorando le sinergie dei dispositivi giuridici e finanziari dei regolamenti FES e FESR;
56. sottolinea l'importanza di adattare le strategie di cooperazione territoriale europea, in modo da ridurre gli impatti negativi sulle regioni dovuti al loro carattere ultraperiferico e promuovere la cooperazione;
57. raccomanda una maggiore attenzione nell'attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici a favore delle RUP, delle regioni meno sviluppate e delle regioni più isolate;
58. ricorda, con riferimento al tasso di disoccupazione giovanile nelle RUP, che occorre intensificare l'azione dell'UE per il sostegno e la formazione dei giovani nelle RUP, in particolare attraverso l'iniziativa per l'occupazione giovanile;
59. rammenta che il fondo più importante per la formazione e l'occupazione è il Fondo sociale europeo (FSE); invita la Commissione, in considerazione del carattere strutturale e dei tassi critici di disoccupazione nelle RUP nonché sulla base dell'articolo 349 TFUE, che riconosce alle RUP il diritto a un accesso specifico ai fondi strutturali, a creare una dotazione supplementare nel quadro del FSE al fine di sostenere l'occupabilità, la mobilità e la formazione nelle RUP;
60. sottolinea l'importanza di basarsi continuamente su strategie di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente (RIS3) nelle RUP in quanto elemento centrale della realizzazione della politica di coesione;
61. ricorda l'importanza degli strumenti di sviluppo locale, come lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) e gli investimenti territoriali integrati (ITI), quale approccio dal basso verso l'alto finalizzato a rispondere alle sfide strutturali locali, promuovendo nel contempo la titolarità della comunità; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri interessati a mettere a punto modi per rafforzare l'utilizzo del CLLD quale risposta flessibile e innovativa all'esigenza di adattamento espressa dalle regioni ultraperiferiche;
62. sottolinea la necessità di tenere conto dei cambiamenti demografici nelle RUP in quanto fattore determinante nella definizione delle loro politiche, in particolare nei settori dell'istruzione, della formazione e dell'occupazione;
Politica in materia di concorrenza e aiuti di Stato
63. ricorda che l'articolo 349 TFUE dispone che la Commissione può proporre misure specifiche per le RUP, in particolare per quanto riguarda le politiche doganali e commerciali, la politica fiscale, le zone franche, le condizioni di fornitura delle materie prime e di beni di consumo primari nonché aiuti di Stato;
64. rammenta inoltre che l'articolo 107, paragrafo 3, TFUE, dispone che possono essere considerati compatibili con il mercato interno gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle RUP tenuto conto della loro situazione strutturale, economica e sociale;
65. invita la Commissione a basarsi maggiormente sull'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), e sull'articolo 349, TFUE, negli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale (ASFR) e di regime RGEC (regolamento generale di esenzione per categoria) al fine di contribuire allo sviluppo economico e sociale delle RUP e di far sì che queste ultime siano tenute in maggiore considerazione;
66. sottolinea che, tenuto conto della lontananza e della ristrettezza dei loro mercati, il rafforzamento delle deroghe al diritto della concorrenza concesse sulla base dell'articolo 349 TFUE e dell'articolo 42 TFUE non è in grado di incidere sugli scambi tra gli Stati membri, né di destabilizzare il mercato interno;
67. deplora che le proposte iniziali per la semplificazione del regime RGEC e degli ASFR non abbiano fin dall'inizio e a monte previsto l'adeguamento delle norme per le RUP al fine di garantire effettivamente il loro sviluppo socioeconomico;
68. invita la Commissione a intensificare gli sforzi per lottare contro i grandi monopoli nelle RUP che contribuiscono a incrementare il costo della vita per le popolazioni locali, in particolare nel settore delle importazioni, che fanno concorrenza allo sviluppo dell'economia locale, dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni;
69. chiede alla Commissione di estendere oltre il 2020 i regimi fiscali di deroga per le RUP sulla base di una valutazione approfondita della loro situazione, garantendo nel contempo ulteriori progressi per quanto concerne sistemi fiscali equi ed efficaci e un maggiore sforzo nella lotta contro la frode fiscale nell'Unione e nei paesi terzi;
70. mette in guardia dalle pratiche commerciali come quelle dei mercati di smaltimento, che possono destabilizzare i micro-mercati insulari delle economie locali;
Ricerca, ambiente, istruzione, cultura, trasporti, energia e telecomunicazioni
71. ricorda che l'articolo 349 TFUE stabilisce che la Commissione può proporre misure specifiche per le RUP, anche per quanto concerne le loro condizioni di accesso ai programmi orizzontali dell'Unione;
72. ritiene che i programmi orizzontali dell'Unione dovrebbero prevedere condizioni di accesso specifiche per le RUP, al fine di garantire una partecipazione effettiva e affinché i punti di forza di tali regioni possano essere valorizzati, segnatamente nel quadro di Orizzonte 2020, LIFE, COSME, Europa creativa, ecc.;
73. chiede alla Commissione un'integrazione effettiva delle RUP nelle reti transeuropee dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni;
74. ricorda la necessità di rendere prioritaria l'autonomia energetica sostenibile delle RUP; sottolinea che le regioni ultraperiferiche godono di numerosi vantaggi per quanto concerne lo sviluppo delle energie rinnovabili, l'efficienza energetica e l'economia circolare;
75. evidenzia che la promozione della ricerca e dell'innovazione presenta un grande potenziale ai fini del conseguimento di uno sviluppo solido e sostenibile; invita a ottimizzare l'accesso delle RUP ai fondi SIE e Orizzonte 2020, al fine di migliorare il collegamento fra le loro rispettive università, centri di ricerca e imprese innovative, e di consentire a tali regioni di trasformarsi in poli di attrazione nonché di promuovere un dialogo migliore fra persone e istituzioni, non solo all'interno delle RUP, ma anche con il continente europeo, i PTOM e i paesi terzi;
76. ricorda il ruolo centrale svolto dalle piccole e medie imprese nelle RUP in termini di sviluppo economico e sociale; invita pertanto la Commissione a tenere maggiormente conto della situazione delle RUP nel quadro dei programmi COSME o del programma dell'Unione per l'occupazione e l'innovazione sociale;
77. ritiene che gli scambi e la cooperazione tra le regioni ultraperiferiche e i paesi terzi limitrofi nei settori della ricerca e dell'innovazione, della cultura e dell'istruzione dovrebbero essere ulteriormente rafforzati in modo da promuovere la loro integrazione regionale;
78. plaude al fatto che il nuovo programma Erasmus+ incoraggi la mobilità degli studenti e dei giovani imprenditori delle regioni ultraperiferiche offrendo loro l'importo massimo degli aiuti; invita a prevedere disposizioni analoghe per il programma Europa creativa; auspica che nel quadro del programma ERASMUS si tenga maggiormente conto delle caratteristiche comuni delle RUP, promuovendo in particolare gli scambi all'interno di tali regioni; deplora che, nonostante il considerando 37 del regolamento ERASMUS+, che prevede che "nell'attuazione del programma è opportuno prendere in considerazione le difficoltà delle regioni ultraperiferiche dell'Unione e dei PTOM dovute alla loro lontananza", gli importi delle indennità di mobilità ERASMUS siano spesso insufficienti rispetto ai costi reali di uno spostamento urbano sostenuti dagli studenti beneficiari provenienti dalle RUP;
79. invita la Commissione a estendere il nuovo dispositivo di mobilità rivolto ai giovani, "Move2Learn, Learn2Move", ai cittadini europei che risiedono nelle RUP, nonché ad adeguare gli importi concessi per gli spostamenti ai costi reali che uno spostamento tra le RUP e l'Europa continentale comporta; plaude alla decisione della Commissione di non limitare tale dispositivo al solo trasporto ferroviario, il che emarginerebbe di fatto i giovani d'oltremare;
80. osserva che il programma Natura 2000 non si applica alle RUP francesi benché queste ultime ospitino una biodiversità straordinaria e al contempo fragile, segnatamente a causa degli effetti dei cambiamenti climatici; chiede pertanto la messa in atto di dispositivi specifici di tutela nonché la continuità dell'azione preparatoria BEST mediante la creazione di un meccanismo sostenibile per finanziare i progetti di biodiversità, di valorizzazione dei servizi ecosistemici e di adeguamento ai cambiamenti climatici nelle zone d'oltremare europee;
81. propone di effettuare uno studio d'impatto sulle possibilità di applicazione del programma Natura 2000 alle RUP francesi al fine di definire gli strumenti più appropriati per tutelare la biodiversità e l'ambiente in queste regioni;
82. ricorda che la revisione intermedia della strategia dell'UE sulla biodiversità, pubblicata dalla Commissione nell'ottobre 2015 e citata dalla Corte dei conti europea nella relazione speciale n. 1/2017, ha concluso che, sebbene fossero stati raggiunti notevoli traguardi dal 2011 nella realizzazione delle azioni previste dall'obiettivo n. 1, le più importanti sfide riguardano fattori importanti per le regioni ultraperiferiche, quali la necessità di realizzare la componente marina della rete Natura 2000, di assicurare una gestione efficace dei siti Natura 2000 e di garantire la disponibilità dei finanziamenti necessari per sostenere la rete Natura 2000;
83. rammenta che la Corte dei conti europea, nella relazione speciale n. 1/2017, ha ritenuto che per meglio contribuire al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi perseguiti dalla strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020, occorrono progressi significativi da parte degli Stati membri e maggiori sforzi da parte della Commissione;
84. ricorda inoltre che la Corte dei conti europea, nella relazione speciale n. 1/2017, ha ritenuto che "occorre fare di più per realizzare appieno le potenzialità della rete Natura 2000";
85. riafferma il ruolo che una migliore connettività Internet deve imperativamente svolgere nella coesione territoriale, nella promozione delle pari opportunità, nella creazione di posti di lavoro e nel miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni delle RUP;
86. esorta la Commissione a tenere conto delle specificità delle RUP nell'affrontare le questioni legate alla copertura della rete digitale;
87. invita a creare un programma specifico di tipo "POSEI" per il settore dei trasporti al fine di promuovere la coesione territoriale, sociale ed economica di queste regioni e ridurre l'insularità e la doppia insularità di alcune RUP; sottolinea che tale programma dovrebbe prevedere il sostegno per il trasporto delle persone e delle merci tra le RUP e il continente, nelle RUP stesse e tra le RUP limitrofe quali le Azzorre, Madera e le Canarie; evidenzia che tale programma dovrebbe altresì promuovere il commercio tra queste regioni;
88. sottolinea che le RUP si considerano come regioni turistiche privilegiate e che è fondamentale investire in una rete di trasporti di qualità e a prezzi accessibili, soprattutto in riferimento al mercato interno;
89. sollecita l'Unione europea a impegnarsi in modo decisivo nell'internazionalizzazione dell'accessibilità alle RUP tramite infrastrutture e rotte di trasporto, tanto verso il continente europeo quanto verso i paesi terzi limitrofi e il resto del mondo;
90. chiede il dispiegamento nelle RUP di una vera e propria strategia europea industriale che generi posti di lavoro non delocalizzabili e che si basi sulla capacità delle imprese di consolidare la loro dimensione locale;
91. ritiene che le RUP possano costituire luoghi privilegiati per l'attuazione di progetti pilota le cui misure devono essere applicate in maniera trasversale nei diversi Stati membri;
92. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, agli Stati membri e alle loro regioni nonché al Comitato delle regioni.
Sentenza della Corte di giustizia del 15 dicembre 2015, Parlamento europeo e Commissione europea contro Consiglio dell'Unione europea, cause riunite da C-132/14 a C-136/14, ECLI:EU:C:2015:813.
GU L 187 del 26.6.2014, pag. 1.
Relazione della Commissione sull'attuazione del regime di sostegno per misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche dell'Unione (POSEI), del 15 dicembre 2016 (COM(2016)0797).
PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (4.5.2017)
sulla promozione della coesione e dello sviluppo nelle regione ultraperiferiche dell'UE: applicazione dell'articolo 349 TFUE
Relatore per parere: Ricardo Serrão Santos
A. considerando che l'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) consente al Consiglio di adottare misure specifiche, su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo, volte ad adattare talune disposizioni delle normative e delle politiche dell'Unione europea rispetto alle caratteristiche e ai vincoli specifici delle regioni ultraperiferiche (in particolare i costi supplementari), dovuti soprattutto alla grande distanza, all'insularità, al clima, alla superficie ridotta e alla dipendenza economica da un numero limitato di prodotti;
B. considerando che il Programma di soluzioni specifiche per ovviare alla lontananza e all'insularità (POSEI) è lo strumento essenziale, in campo agricolo, per l'applicazione dell'articolo 349 TFUE e contribuisce efficacemente a realizzare gli obiettivi globali della politica agricola comune (PAC), ossia garantire e mantenere una produzione alimentare sostenibile, favorire uno sviluppo territoriale equilibrato e contribuire alla gestione sostenibile delle risorse naturali;
C. considerando che gli aiuti, in particolare tramite il POSEI, rappresentano una parte importante del reddito degli agricoltori, il che dimostra l'importanza di tali strumenti per la redditività delle aziende agricole e per il reddito dei produttori;
D. considerando che esistono numerose sinergie tra il POSEI, la politica di sviluppo rurale dell'Unione e gli aiuti nazionali in materia di formazione, avviamento dei giovani agricoltori, investimenti e sostegno alla produzione;
E. considerando che la complementarietà tra il POSEI, gli aiuti nazionali e altre misure della PAC, in particolare mediante l'organizzazione comune di mercato (OCM) unica per il settore vinicolo e ortofrutticolo, è forte e dovrebbe essere messa in evidenza;
F. considerando che le produzioni agricole tropicali delle regioni ultraperiferiche, segnatamente quella della banana, devono confrontarsi con la concorrenza a basso costo dei prodotti dell'agricoltura biologica di paesi terzi, nell'ambito del sistema di equivalenza con l'Unione europea, mentre i produttori europei non possono sviluppare tali produzioni in ragione della legislazione vigente in materia di agricoltura biologica;
G. considerando che le dimensioni del mercato delle regioni ultraperiferiche non sono tali da incoraggiare le imprese a presentare domanda per l'immissione sul mercato di prodotti specifici contro i parassiti e di altri prodotti fitosanitari;
1. sottolinea l'importanza della sentenza della Corte di giustizia, del 15 dicembre 2015, che stabilisce che l'articolo 349 TFUE è la base giuridica adeguata per adottare e adeguare le misure legislative dell'Unione, rafforzando in tal modo lo status delle regioni ultraperiferiche e la necessità di adottare misure specifiche e differenziate per quanto riguarda tutte le politiche dell'Unione, con l'obiettivo di ridurre i vincoli strutturali, congiunturali, permanenti o temporanei di tali regioni, consentendo pertanto alle loro economie di competere a parità di condizioni con il resto dell'Unione;
2. evidenzia l'importanza di sostenere a livello europeo l'attività agricola per il dinamismo economico delle regioni ultraperiferiche, per la creazione di occupazione, per il mantenimento della coesione economica e sociale e dell'occupazione dei terreni di tali regioni, così come per la tutela dell'ambiente, della biodiversità e dei valori ecologici e culturali; rileva tuttavia che i tradizionali settori di esportazione (per esempio banane e zucchero per alcune regioni ultraperiferiche e latte e carne per le Azzorre) dispongono in genere di un valido sostegno, mentre i cosiddetti settori di diversificazione, come il comparto ortofrutticolo e la produzione animale, sono in ritardo nonostante il loro potenziale;
3. sottolinea il contributo del POSEI allo sviluppo, alla diversificazione e al mantenimento dell'agricoltura nelle regioni ultraperiferiche; rileva che il riesame dell'attuazione del POSEI, pubblicato dalla Commissione il 15 dicembre 2016, osserva che tale regime contribuisce agli obiettivi della PAC e che non è stata dimostrata la capacità delle misure e degli strumenti attuali della PAC di coprire le esigenze specifiche delle regioni ultraperiferiche; sostiene la conclusione del riesame in cui si chiede di rafforzare la configurazione iniziale del POSEI, in particolare per quanto riguarda il sostegno specifico al trasporto di persone e merci, al fine di prevenire il rischio di abbandono della produzione agricola e le conseguenze negative sull'occupazione, sull'ambiente e sulla dimensione territoriale delle regioni ultraperiferiche;
4. ribadisce la necessità di prendere in considerazione la creazione di un POSEI specifico volto a sostenere i trasporti fra le isole e dalle isole al continente, considerando che la doppia insularità costituisce il principale ostacolo allo sviluppo;
5. sottolinea l'importanza del fatto che, all'interno del regime POSEI, gli Stati membri dispongano di flessibilità nel definire i loro programmi, pur chiedendo strategie più chiare che, da un lato, tengano conto delle esigenze specifiche degli Stati membri e, dall'altro, rispettino gli obiettivi globali dell'UE;
6. sottolinea che i programmi di sviluppo rurale e il POSEI costituiscono strumenti essenziali per una risposta tempestiva alle sfide economiche, sociali e territoriali sempre più impegnative e imprevedibili e che, nel rispetto del principio di sussidiarietà, tali programmi devono continuare a essere presentati, definiti e gestiti dagli organismi rappresentativi delle regioni;
7. ritiene che l'abolizione del regime delle quote nel settore del latte, la perdita di opportunità commerciali a causa dell'embargo russo, la crescente volatilità dei prezzi, la globalizzazione dell'approvvigionamento alimentare, il drastico calo del tasso di crescita della Cina e la crisi attuale mettano a repentaglio la sostenibilità della produzione lattiera nelle Azzorre, che costituisce uno dei principali motori del tessuto socioeconomico della regione; sottolinea pertanto la necessità di adottare misure straordinarie dotate di risorse adeguate e volte a sostenere e sviluppare tale settore, per contribuire alla continuità della produzione lattiera nella regione e attenuare gli effetti della deregolamentazione, le restrizioni e le limitazioni che derivano da alterazioni del mercato, nonché la difficoltà di distribuzione della produzione;
8. ritiene che la Commissione e gli Stati membri debbano ricorrere al programma POSEI per rafforzare il sostegno al settore lattiero-caseario mediante pagamenti diretti e misure di mercato nonché misure complementari di sviluppo rurale;
9. chiede con urgenza l'istituzione di meccanismi che consentano di salvaguardare il diritto a produrre nelle regioni ultraperiferiche interessate;
10. mette in guardia contro il potenziale impatto negativo degli accordi di libero scambio sulle produzioni tradizionali delle regioni ultraperiferiche (tra cui latte, carne, pesche, zucchero, banane e rum) rilevando che, viste la progressiva eliminazione da parte dell'UE di molte misure di protezione del mercato per i prodotti agricoli e alimentari e la firma di numerosi accordi sull'accesso preferenziale con i paesi in via di sviluppo, il vantaggio rappresentato dall'esenzione dei dazi doganali sta diminuendo; esorta la Commissione a mantenere fede all'impegno, assunto nel quadro del regolamento POSEI, di analizzare l'impatto dei negoziati commerciali sulle questioni di interesse per le regioni ultraperiferiche e a includere tali regioni nei processi di negoziazione, tenendole informate; ribadisce, in tale contesto, l'importanza di prevedere dispositivi di sostegno al settore del latte, delle banane e dello zucchero; sottolinea l'importanza di misure di monitoraggio trasparenti e di clausole di salvaguardia efficaci e facilmente attivabili; ritiene che gli zuccheri speciali debbano essere esclusi dai negoziati commerciali ed esorta l'introduzione di clausole di salvaguardia commerciale per il latte delle regioni ultraperiferiche;
11. è del parere che il POSEI debba disporre di una maggiore dotazione finanziaria nel prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) per affrontare le crisi del mercato, e invita la Commissione a tenere conto dell'articolo 349 TFUE quando attua misure straordinarie per far fronte a tali crisi e quando promuove azioni e finanziamenti specifici per le regioni ultraperiferiche, in particolare per affrontare le crisi di mercato nei loro settori tradizionali, tra cui quello del latte, dei pomodori, dell'allevamento e della carne bovina;
12. esorta l'Osservatorio sul mercato del latte dell'UE a includere le regioni ultraperiferiche, in modo autonomo e indipendente, nella sua valutazione dei prezzi di mercato del latte e a definire chiaramente i criteri di crisi in tale settore in queste regioni, congiuntamente alla Commissione, alle organizzazioni dei produttori e allo Stato membro interessato;
13. esorta la Commissione a effettuare analisi periodiche dei mercati delle regioni ultraperiferiche interessate dagli accordi commerciali e a consultare le autorità regionali e nazionali e i produttori delle regioni ultraperiferiche interessate per decidere misure di sostegno adeguate, ivi compresa la compensazione finanziaria, nel caso in cui si verifichi o possa verificarsi un grave deterioramento della situazione dei produttori o dei mercati a causa di concessioni commerciali accordate a paesi terzi;
14. evidenzia che i programmi POSEI presentano sistematicamente tassi di esecuzione annui nell'ordine del 100 % e che la dotazione finanziaria destinata a molte di tali misure è chiaramente insufficiente per soddisfare le esigenze del settore agricolo in tali regioni;
15. ritiene necessario incrementare il bilancio del POSEI al fine di fornire un maggiore sostegno alle misure di diversificazione agricola e alle produzioni su piccola scala, come i prodotti lattiero-caseari ovini e caprini, il miele, i fiori, la barbabietola da zucchero, il tè, l'ananas, il frutto della passione e altri;
16. sottolinea che il POSEI dovrebbe essere rafforzato e dotato di risorse finanziarie adeguate, nel contesto dei negoziati sul prossimo QFP, e che la riduzione dell'attuale copertura finanziaria non è accettabile in alcuna circostanza;
17. evidenzia il ruolo dei sistemi di qualità dell'UE, in particolare il ruolo dei sistemi d'indicazione geografica "denominazione d'origine protetta" (DOP) e "indicazione geografica protetta" (IGP) e il loro potenziale a livello nazionale, europeo e internazionale; ricorda il ruolo di tali indicazioni nella creazione e nel mantenimento di mezzi di sostentamento e di manodopera nelle regioni ultraperiferiche così come in quelle montane e svantaggiate; chiede, a tal proposito, la concessione di finanziamenti più mirati nel quadro dei programmi di promozione dell'Unione europea per i prodotti protetti da indicazioni geografiche;
18. chiede alla Commissione di proporre misure per adattare le normative europee vigenti nel quadro dell'applicazione dell'articolo 349 TFUE al fine di consentire lo sviluppo di un settore dell'agricoltura biologica per i prodotti tropicali dell'UE;
19. invita la Commissione a negoziare clausole di salvaguardia e meccanismi di stabilizzazione per le banane efficaci e operativi e ad applicarli correttamente;
20. sottolinea l'enorme importanza della produzione della banana per il tessuto socioeconomico delle regioni ultraperiferiche ed appoggia pertanto l'aumento del sostegno ai produttori;
21. esorta la Commissione a sostenere regimi di prepensionamento accompagnati da incentivi all'avvio di un'attività agricola destinati ai giovani agricoltori, considerando che la scarsità del terreno disponibile e le difficoltà di ricomposizione fondiaria costituiscono un ostacolo all'avvio di un'attività agricola nelle regioni ultraperiferiche;
22. sottolinea che il miglioramento delle conoscenze e i progressi tecnologici, la produzione biologica e le misure rispettose dell'ambiente contribuiscono a rafforzare le pratiche agricole sostenibili, affrontando in tal modo i problemi socioeconomici, stimolando la competitività all'interno del mercato unico e rafforzando le attività agricole tradizionali delle regioni ultraperiferiche;
23. mette in evidenza che la differenziazione e la specializzazione dei prodotti possono ulteriormente stimolare e promuovere la produzione, la lavorazione e la commercializzazione a livello locale dei prodotti alimentari e quindi ridurre le disparità esistenti tra regioni ultraperiferiche e altre regioni dell'UE;
24. deplora che la presente relazione non sia accompagnata dal parere della commissione per la pesca, considerando che l'agricoltura e la pesca rientrano nel settore primario di tali regioni e tenendo conto altresì dell'importanza del mare e delle risorse marine nel promuovere la coesione e lo sviluppo delle regioni ultraperiferiche e dell'attuazione dell'articolo 349 TFUE; esorta, in tal senso, la Commissione europea a rispettare l'articolo 349 TFUE, anche per quanto riguarda la pesca, ripristinando integralmente il programma indipendente POSEI-pesca che è stato eliminato nell'ambito della riforma dell'attuale Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP);
25. sottolinea che la grande distanza delle regioni ultraperiferiche dai mercati dei beni di consumo determina la necessità di un doppio magazzinaggio in virtù della moderna organizzazione logistica; invita pertanto la Commissione a contemplare nel quadro dei regolamenti relativi agli investimenti in tali regioni l'ammissibilità delle strutture di magazzinaggio al di fuori del territorio delle regioni ultraperiferiche;
26. evidenzia l'importanza dei programmi di sviluppo rurale nelle regioni ultraperiferiche, soprattutto per la loro funzione di complementarità agli aiuti diretti e per l'attuazione degli orientamenti definiti dall'Unione europea, ossia: (1) promuovere l'inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali; (2) incentivare l'organizzazione della filiera alimentare, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo; (3) promuovere il trasferimento di conoscenze e l'innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali; (4) potenziare la redditività e la competitività dell'agricoltura in tutte le sue forme e promuovere tecnologie agricole innovative e la gestione sostenibile delle foreste; e (5) incoraggiare l'uso efficiente delle risorse e il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e resistente al cambiamento climatico nel settore agroalimentare e forestale.
Mercedes Bresso, Andrea Cozzolino, Rosa D'Amato, Iratxe García Pérez, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Constanze Krehl, Iskra Mihaylova, Jens Nilsson, Younous Omarjee, Konstantinos Papadakis, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Liliana Rodrigues, Monika Smolková, Ruža Tomašić, Ramón Luis Valcárcel Siso, Ángela Vallina, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan

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