Source: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00616867&part=doc_dc-allegatob_ab&parse=no&aj=no
Timestamp: 2013-05-23 08:42:05+00:00

Document:
Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Augello, Boldi, Caliendo, Castelli, Chiti, Ciampi, Colombo, Davico, Alberto Filippi, Gentile, Giovanardi, Mantica, Mantovani, Marino Ignazio Roberto Maria, Pera, Stiffoni, Viceconte e Villari.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Belisario, Esposito, Passoni e Rutelli, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica; Tonini, per partecipare ad un incontro internazionale; Bornacin e Sangalli, per attività del Parlamento europeo; Allegrini, Battaglia, Caforio, Del Vecchio e Randazzo, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).
In data 7 ottobre 2011, è stata trasmessa alla Presidenza una risoluzione - approvata nella seduta del 5 ottobre 2011 dalla 11a Commissione permanente (Lavoro, previdenza sociale), ai sensi dell'articolo 144, commi 1 e 6, del Regolamento - sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (XX direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) (COM(2011) 348 def) (Doc. XVIII, n. 108).
Ai sensi dell'articolo 144, comma 2, del Regolamento, il predetto documento è stato trasmesso al Presidente del Consiglio dei ministri e al Presidente della Camera dei deputati (Doc. XVIII, n. 108).
Il Presidente del Senato, in data 7 ottobre 2011, ha nominato componente della Commissione parlamentare per le questioni regionali la senatrice Adriana Poli Bortone, in sostituzione del senatore Valerio Carrara, dimissionario.
Il Presidente della Camera dei deputati, in data 7 ottobre 2011, ha chiamato a far parte della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza il deputato Maria Letizia De Torre, in sostituzione del deputato Daniela Cardinale, dimissionaria.
Senatori Barelli Paolo, Tancredi Paolo, Piccone Filippo
Norme in materia di servizio di portierato (2943)
(presentato in data 05/10/2011);
Modifica all'articolo 513 del codice penale in materia di turbata libertà dell'industria del commercio e delle attività professionali (2944)
(presentato in data 06/10/2011);
senatori Barbolini Giuliano, Roilo Giorgio, Bassoli Fiorenza, Amati Silvana, Biondelli Franca, Cosentino Lionello, Donaggio Cecilia, D'Ubaldo Lucio Alessio, Fontana Cinzia Maria, Mercatali Vidmer, Rossi Paolo
Disposizioni in materia di diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni nei luoghi di lavoro (2945)
senatori Fleres Salvo, Viespoli Pasquale, Ferrara Mario, Carrara Valerio, Piscitelli Salvatore, Poli Bortone Adriana, Saia Maurizio
Disposizioni in materia di ritardati pagamenti della pubblica amministrazione (2946)
Disposizioni per la promozione della parità di accesso alle cariche elettive ed agli organi esecutivi dei comuni, delle province e delle regioni, in attuazione dell'articolo 51 della Costituzione (2947)
senatori Ghedini Rita, Passoni Achille, Treu Tiziano
Abrogazione dell'articolo 9 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, in materia di collocamento obbligatorio e regime delle compensazioni (2948)
(presentato in data 07/10/2011);
senatore Galioto Vincenzo
Contributi statali all'Associazione nazionale privi della vista ed ipovedenti (ANPVI) (2949)
senatori Passoni Achille, Ghedini Rita, Treu Tiziano
Abrogazione dell'articolo 8 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, in materia di sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità (2950)
(presentato in data 07/10/2011).
il signor Giuseppe Catanzaro, di Cammarata (Agrigento), chiede l'abolizione dei vitalizi dei parlamentari (Petizione n. 1353);
una nuova regolamentazione in materia di servizi funerari (Petizione n. 1354);
una revisione dell'utilizzazione di taluni edifici militari (Petizione n. 1355);
misure contro i ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni (Petizione n. 1356);
il signor Francescantonio Cefalì, di Curinga (Catanzaro), chiede una serie di provvedimenti per lo sviluppo economico del territorio di Curinga, in provincia di Catanzaro (Petizione n. 1357);
la signora Giuliana Tofani, di Arezzo, ed altri cittadini chiedono una revisione dell'istituto dei vitalizi dei parlamentari (Petizione n. 1358);
il signor Salvatore Fresta, di Palermo, chiede provvedimenti atti ad assicurare un efficace controllo fiscale sulle società di calcio (Petizione n. 1359);
il signor Andrea Poggi, di Carmignano (Prato), chiede un provvedimento legislativo che stabilisca le retribuzioni massime dei dipendenti pubblici, statali e parastatali, degli eletti a cariche pubbliche e dei magistrati nonché delle pensioni erogate dall'INPS (Petizione n. 1360);
il signor Andrea Signorini, di Porretta Terme (Bologna), chiede:
che le funzioni di talune sopprimende province vengano assegnate alle regioni (Petizione n. 1361);
la cessazione delle missioni internazionali di pace all'estero (Petizione n. 1362);
il signor Enzo Lanini, di Bagni di Lucca (Lucca), ed altri cittadini chiedono che non si proceda all'approvazione della proposta di legge A.C. n. 3442, recante: "Disposizioni concernenti le associazioni di interesse delle Forze armate" (Petizione n. 1363);
il signor Bruno Dante, di Castel del Monte (L'Aquila), chiede misure per il contenimento della spesa pubblica nelle piccole municipalità (Petizione n. 1364).
I senatori Lenna, Ramponi, Caselli, De Sena, Izzo, Pardi, Mariapia Garavaglia e D'Ambrosio Lettieri hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00478 dei senatori Lauro ed altri.
La senatrice Mazzuconi ha aggiunto la propria firma alle interrogazioni 4-05973 e 4-06013 della senatrice Baio ed altri.
il segretario ospedaliero e coordinatore USPPI presso l'unità operativa di Malattie dell'apparato respiratorio universitaria del policlinico di Bari da tempo ha denunciato la mancata attuazione del piano di sicurezza ed evacuazione in pneumatologia;
anche dopo un sopralluogo nessuna azione conseguente si è determinata;
tale situazione mette a serio rischio l'incolumità dei degenti, degli operatori e degli eventuali visitatori con evidenti conseguenze, anche penali;
alla disfunzione segnalata possono aggiungersi il mancato abbattimento delle barriere architettoniche e la mancata organizzazione ed attuazione della raccolta differenziata,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda intervenire nell'ambito delle proprie competenze per rimettere ordine rispetto alle disfunzioni sopra indicate.
(3-02432)
poco dopo che la notizia era uscita sul sito www.parma.repubblica.it, lo stesso Laguardia ha smentito la predetta circostanza ai microfoni dell'emittente televisiva locale "Tv Parma". L'intervista raccolta da Mediaset non è poi stata trasmessa, ma i giornalisti hanno confermato e confermano che Laguardia aveva fatto quelle dichiarazioni;
il 22 settembre 2011 sul sito Internet www.parma.repubblica.it veniva pubblicato un articolo riguardante un retroscena che getta ombre sulla inchiesta delle mazzette sul verde pubblico denominata Green Money che portò a due diverse ondate di arresti, la prima il 10 giugno 2010 e la seconda il 24 giugno 2011, nel contesto della quale sono stati arrestati funzionari e imprenditori molto vicini al sindaco di Parma. Secondo tale articolo il Sostituto Procuratore della Repubblica Paola Dal Monte avrebbe ottenuto, con la copertura del Procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia, il trasferimento a Reggio Emilia del maresciallo Giampiero Ferri e del luogotenente Roberto Furnari, due esperti sottufficiali dei Carabinieri nei ruoli della polizia giudiziaria, perché avrebbero intralciato le indagini consentendo ad uno degli indagati di trovare l'appiglio giuridico che l'avrebbe poi portato ad ottenere la scarcerazione dal Tribunale del riesame, provvedimento poi confermato dalla Cassazione. La scarcerazione fu disposta ritenendosi l'indagato Alessandro Forni, imprenditore del verde, non colpevole di corruzione, come invece sosteneva la Procura, bensì vittima di concussione. L'impianto accusatorio della Procura veniva quindi smontato e la Dal Monte, sempre con l'avallo del Procuratore della Repubblica Laguardia, cercò di scaricare le proprie evidenti responsabilità sui due poveri sottufficiali dell'Arma. Lo smacco era sotto gli occhi di tutti e la Dal Monte dichiarò ai giornalisti di voler chiedere una sanzione disciplinare per i due carabinieri. L'apposita Commissione presso la quale fu poi avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei due carabinieri, a seguito delle contestazioni della Procura, si legge nel citato articolo che così concluse: «La Commissione - si legge nella sentenza - non aderisce all'asserzione che i comportamenti, consapevolmente irrituali tenuti dagli incolpati, abbiano avuto significativi riflessi sul lamentato 'infortunio cautelare e sull'immagine pubblica esterna, ad opera dei mezzi di comunicazione'. Per la Corte d'appello, dunque, la colpa dei carabinieri non è aver causato la scarcerazione» degli indagati, ma solo di aver tenuto «"comportamenti pervicacemente irriguardosi delle disposizioni in materia di coordinamento e di subordinazione della polizia giudiziaria all'autorità giudiziaria". "I due incolpati, esperti e capaci ispettori, (...) non potevano non capire che, andando oltre, senza attivare il necessario coordinamento investigativo, accettavano il rischio di sovrapposizioni e di ingerenze in altra attività investigativa"»;
(3-02433)
TONINI, SCANU, PEGORER - Ai Ministri degli affari esteri e della difesa - Premesso che:
l'articolo 4, comma 19, del decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130, recante la proroga delle missioni internazionali e degli interventi di cooperazione allo sviluppo per il secondo semestre del 2011, autorizza la spesa di oltre 58 milioni di euro per la missione militare finalizzata alla protezione dei civili e delle aree a popolazione civile, nonché per il rispetto del divieto di sorvolo nello spazio aereo in Libia;
l'autorizzazione di spesa per la missione in Libia è tuttavia circoscritta al periodo 1° luglio-30 settembre 2011, e rappresenta non solo un limite finanziario, ma anche un'autorizzazione politica alla prosecuzione delle operazioni militari nell'area, cui volutamente, a differenza delle molte altre previste nel decreto, è stata data una scansione temporale ridotta;
il comunicato stampa pubblicato a conclusione della riunione, svoltasi il 5 e 6 ottobre 2011, dei Ministri della difesa dei Paesi Nato e dei Paesi partner coinvolti nella missione "Unified protector" in Libia rende noto che tale missione, nonostante si stia avvicinando il termine, non è ancora conclusa;
il Governo, nonostante l'evidente vuoto legislativo a copertura della missione, non ha ritenuto né di assumere le necessarie determinazioni legislative d'urgenza attraverso l'emanazione di un decreto-legge, né di informare il Parlamento circa la decisione di prolungare la missione,
quale sia stata la posizione assunta dal Governo italiano in sede Nato e quale sia l'attuale impegno delle Forze armate italiane nella missione "Unified protector";
se il Governo non ritenga urgente riferire in Parlamento, anche al fine di provvedere alla necessaria copertura legislativa e politica alla missione in Libia.
(3-02428)
le vicende legate ai fenomeni migratori dal Nord-Africa hanno acceso i riflettori sullo scalo portuale di Porto Empedocle. Anche a livello governativo se ne è ribadita l'importanza ricordando come, in virtù dell'articolo 4 della legge 26 gennaio 1994, n. 84, esso sia considerato porto di classe II e categoria II e quindi "di rilevanza economica nazionale";
Porto Empedocle, infatti, costituisce, insieme a Lampedusa, il caposaldo di una calda frontiera sul Mediterraneo su cui i riflettori sono insistentemente accesi da oltre un decennio, causa anche il fenomeno migratorio verso le coste del nostro Paese e, per il suo tramite, verso l'Europa;
eppure lo scalo in questione versava in pessime condizioni sino a quando tre mesi or sono lo stesso Comune di Porto Empedocle, pur non avendone titolo o alcun obbligo a riguardo, si è assunto l'onere di effettuare una massiccia opera di pulizia ai fini di porre rimedio ad una situazione di potenziale degrado, anticipando consistenti somme di denaro in modo da assicurare servizi essenziali all'interno dello scalo marittimo altrimenti a rischio;
la stessa amministrazione comunale interpellava contestualmente il competente Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sollecitandolo ad assolvere al suo dovere e formalizzando la richiesta di recuperare le somme anticipate per la pulizia dello scalo;
di fronte a tali legittime richieste, l'amministrazione comunale riceveva formale risposta dal Ministero di tenore a parere dell'interrogante assolutamente sconcertante. Infatti il Ministero dichiarava con missiva del 3 ottobre 2011 di non poter corrispondere alla richiesta avanzata dal Comune di vedersi corrisposta la somma anticipata per le opere di pulizie delle aree portuali per mancanza di risorse nel relativo capitolo di cassa;
nella missiva si precisava che effettivamente gli oneri per i servizi di manutenzione ordinaria fanno capo ad un capitolo di spesa - il cap. 1380 - assegnato alla gestione della Direzione generale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di cui tuttavia, nel corso degli anni, le dotazioni finanziarie sono state progressivamente ridotte;
nella risposta del Ministero si dichiarava inoltre che per l'esercizio corrente il suddetto capitolo poteva contare su 1 milione di euro, ma che questo era già stato impegnato per far fronte a pregresse situazioni debitorie createsi proprio a causa dell'esiguità delle risorse a fronte, invece, delle consistenti esigenze di manutenzione delle varie aree portuali rimaste nella competenza statale;
la comunicazione ufficiale del Ministero concludeva dichiarando l'impossibilità di far fronte alle richieste di ristoro avanzate dall'amministrazione comunale che sua sponte e senza averne obbligo aveva provveduto a sanare una situazione di incuria dello stesso Dicastero, salva integrazione del capitolo, avanzata alle competenti sedi ma sino ad oggi mai effettuata,
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della seria situazione in cui versa il Ministero, dovuta all'impossibilità dello stesso di far fronte a precisi obblighi nei confronti delle esigenze di manutenzione ordinaria delle aree portuali rimaste nella competenza statale;
quali misure urgenti intenda adottare per ovviare alla grave situazione di inadempienza e, nel caso di specie, se e quali iniziative intenda prontamente assumere ai fini di corrispondere al Comune di Porto Empedocle le somme dallo stesso volontariamente anticipate per porre rimedio ad una situazione di degrado e assicurare servizi essenziali all'interno delle aree portuali, pur non rientrando tale impegno nelle competenze o tra gli obblighi della stessa amministrazione locale.
PEGORER - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
l'Ufficio Scolastico Provinciale di Udine con proprio decreto prot. 11027/P/C5 del 17 agosto 2011 ha pubblicato le graduatorie ad esaurimento definitive degli aspiranti alle assunzioni a tempo indeterminato e/o a tempo determinato in qualità di docenti o personale educativo nelle istituzioni scolastiche della Provincia di Udine;
secondo alcune segnalazioni giunte all'interrogante, nella formazione di tale graduatoria sarebbero state compiute violazioni nella valutazione dei titoli e nell'assegnazione dei punteggi;
è quanto emerge anche dall'istanza di annullamento in via di autotutela del suddetto decreto e della graduatoria provinciale definitiva della scuola primaria con esso approvata presentata da alcuni docenti in possesso di diploma al suddetto Ufficio scolastico provinciale di Udine il 24 agosto 2011;
detti docenti sostengono che dopo aver presentato domanda di permanenza del personale docente di III fascia per le scuole primarie ai sensi del decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca n. 44 del 2011 e dopo aver dichiarato di aver conseguito un diploma di perfezionamento universitario, si sono visti riconoscere un punteggio inferiore rispetto a quello previsto ai fini della valutazione dei titoli dalla normativa vigente in materia, ossia un punto anziché 3;
a tal proposito, infatti, l'articolo 2, comma 2, del citato decreto ministeriale n. 44 del 2011 fa riferimento alla tabella di cui al decreto ministeriale n. 27 del 2007, come integrato e modificato dal decreto ministeriale n. 78 del 2007, che al punto C.7 stabilisce che "per ogni diploma di perfezionamento, master universitario di I e II livello di durata annuale (corrispondenti a 1.500 ore e 60 crediti) con esame finale, coerente con gli insegnamenti ai quali si riferisce la graduatoria" spettano 3 punti;
inoltre, il comma 12 dello stesso articolo 2 precisa che tra i titoli previsti dal punto C.7 rientrano "i corsi di perfezionamento universitari di durata annuale, strutturati su 1.500 ora 60 crediti";
la decisione adottata dall'Ufficio Scolastico Provinciale di Udine rappresenta un caso isolato nella Regione Friuli-Venezia Giulia; infatti, nelle altre province, ai docenti diplomati che hanno partecipato a corsi di perfezionamento dello stesso tipo di quelli frequentati dai docenti diplomati della provincia di Udine, sono stati regolarmente riconosciuti i 3 punti previsti dalla legge;
la medesima decisione adottata dal suddetto Ufficio Scolastico Provinciale di Udine è stata adottata solo in provincia di Foggia;
tale decisione è discriminatoria e pertanto in netto contrasto con il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione,
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti rappresentati in premessa e quali siano le sue valutazioni in merito;
se non ritenga di doversi attivare affinché l'Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli-Venezia Giulia provveda con la massima sollecitudine a revocare o ad annullare il decreto prot. n. 11027/P/C5 richiamato in premessa nonché a modificare la graduatoria provinciale definitiva della scuola primaria con esso approvata nel rispetto della normativa vigente in materia e del principio costituzionale di uguaglianza.
(4-06046)
DE LUCA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico - Premesso che:
il 27 settembre 2011 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha trasmesso il decreto - prot. n. DVA-DEC-2011-0000617 del 16 settembre 2011 - di autorizzazione integrata per la realizzazione della centrale termoelettrica della società Edison SpA a Flumeri (Avellino);
da anni l'amministrazione comunale di Flumeri, guidata dal sindaco Antonio Giacobbe, ha espresso la propria contrarietà alla realizzazione della suddetta centrale termoelettrica in valle Ufita, per motivi documentati con atti ufficiali;
anche l'amministrazione provinciale di Avellino ha espresso parere contrario alla costruzione dell'impianto;
con deliberazione n. 4 del 18 febbraio 2010, il Consiglio comunale ha approvato una relazione in cui vengono elencate le motivazioni della contrarietà alla centrale termoelettrica, richiamando l'attenzione del Governo sul caso e chiedendo al Ministero dello sviluppo economico di tenere conto delle innumerevoli osservazioni prodotte e di evitare di prendere decisioni senza la partecipazione degli enti locali;
come ha fatto notare l'amministrazione comunale, c'è la necessità di salvaguardare la salute dei cittadini, dal momento che l'equilibrio ambientale della valle Ufita è già fortemente a rischio per la presenza di un importante insediamento industriale (la Irisbus) e di un fiume (il fiume Calore) che versa in condizioni non ottimali;
il forte insediamento abitativo e le circa 2.000 persone che si recano ogni giorno al lavoro in valle Ufita vedrebbero le loro condizioni di salute fortemente compromesse;
l'emissione in atmosfera di inquinanti di rilievo, l'immissione nel fiume Ufita di acque calde utilizzate per il raffreddamento dell'impianto, nonché il riscaldamento dell'aria ipotizzato dal progetto relativo alla centrale termoelettrica determineranno sicure interferenze ambientali;
le zone sottoposte all'attraversamento del metanodotto necessario al funzionamento della centrale e quelle attraversate dagli elettrodotti subiranno un forte impatto ambientale ed un preoccupante inquinamento elettromagnetico;
la valle dell'Ufita, situata in prossimità della catena appenninica, è zona sismica;
la presenza, a poca distanza dalla zona individuata come sede dell'impianto, di una discarica attiva e della discarica di Difesa grande, dismessa ma ancora in attesa di bonifica, hanno inciso sugli equilibri ambientali della zona;
il 3 marzo 2011 il Consiglio comunale, con un apposito ordine del giorno, ha ribadito la propria contrarietà alla realizzazione della centrale nel territorio della valle dell'Ufita;
nessuno di tali motivi di preoccupazione è stato preso in considerazione da Governo e Ministeri ai quali l'amministrazione comunale di Flumeri si è rivolta;
l'ipotizzato prelevamento delle acque dalle falde acquifere per il raffreddamento della centrale termoelettrica contrasta con il progetto, già realizzato dal consorzio di bonifica dell'Ufita con un impianto di sollevamento fotovoltaico, per l'irrigazione di una vasta area a vocazione agricola;
gli effetti negativi che un tale impianto, realizzato in un contesto in cui, come detto in precedenza, sorge già un impianto industriale, produrrebbe sull'economia locale e sulla valorizzazione dei prodotti tipici e di qualità sarebbero notevoli;
64 sindaci della zona hanno sottoscritto un protocollo di intesa per presentare un progetto per la creazione di una piattaforma logistica in Valle Ufita, che darebbe alla zona un ruolo importantissimo e strategico nell'ambito di grandi assi di comunicazione Nord-Sud e Est-Ovest;
il territorio della provincia di Avellino presenta già un surplus energetico prodotto da fonti rinnovabili e quindi risulta inopportuno puntare anche su una centrale termoelettrica,
per quale motivo non siano state tenute nel debito conto le osservazioni formulate dall'amministrazione di Flumeri contro la realizzazione dell'impianto;
se, essendo convinto l'interrogante che sussistano tutti gli elementi per annullare la decisione di realizzare una centrale termoelettrica in valle Ufita, il Governo non ritenga di attivarsi al fine di revocare l'autorizzazione alla Edison SpA.
(4-06047)
SBARBATI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - (4-06049)
(Già 3-02073)
ANDRIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei trasporti e delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:
la provincia di Salerno è stata interessata da un violento nubifragio nella giornata del 7 ottobre 2011;
per effetto delle avversità atmosferiche si sono diffusamente verificati sul territorio provinciale allagamenti e smottamenti di terreno che hanno provocato disagio alle popolazioni residenti ed alle attività produttive ed in particolare al comparto agricolo, zootecnico e del commercio;
nel territorio comunale di San Gregorio Magno, nella frazione Teglie, al confine con il Comune di Buccino, vari smottamenti di terreno e, soprattutto, la esondazione dall'alveo del vallone Forcina, i cui argini da anni non esistono più, hanno messo a repentaglio la pubblica incolumità e a rischio una parte degli insediamenti abitativi;
per effetto di ciò e per comprensibili ragioni prudenziali, circa 200 persone si sono viste costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, trovando poi accoglienza presso congiunti e concittadini, sebbene il Comune di San Gregorio Magno avesse tempestivamente predisposto provvisorie sistemazioni alloggiative;
un cittadino di San Gregorio Magno è rimasto ferito, fortunatamente in modo non grave, nel tentativo di trarsi in salvo, evitando così la tragedia;
alcune piccole aziende zootecniche sono state gravemente danneggiate e i detriti hanno travolto i capi di bestiame, provocandone la perdita;
tenuto conto che anche nel territorio comunale di Polla nel Vallo di Diano, si è registrata una frana in località Intranita dove una rilevante quantità di fango e di detriti ha invaso il tratto montano della Strada statale 19 che collega Polla con Brienza nel Potentino;
considerato che ancora una volta si evidenzia la necessità di interventi radicali per la prevenzione dal rischio idrogeologico che insidia notevolmente larga parte del territorio provinciale salernitano e di quello regionale campano,
se il Governo, attraverso la proposta dei competenti Ministri, non ritenga opportuno dichiarare lo stato di emergenza per i citati territori gravemente colpiti dalle avversità atmosferiche del 7 ottobre 2011;
se i Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, non intendano disporre i dovuti accertamenti, al fine di conoscere l'esatta consistenza dei danni e di assicurare interventi immediati di messa in sicurezza dei territori colpiti, nonché di stanziare tempestivamente risorse finanziare per il ristoro dei danni subiti dagli operatori del comparto zootecnico e agricolo ed infine di attivare i necessari interventi volti al ripristino delle tratte viarie compromesse nella circostanza.
(4-06050)
POLI BORTONE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
già da svariati mesi, dal luglio 2011, è iniziato, nell'Azienda sanitaria locale di Taranto, il processo di annullamento della stabilizzazione di 530 dirigenti (medici, farmacisti, psicologi, biologi, eccetera), proseguito nelle ASL di Bari e Brindisi e conclusosi nella ASL di Lecce nell'agosto 2011;
appare evidente la discrepanza tra le delibere adottate dalle differenti ASL della Regione Puglia, in riferimento alla medesima sentenza della Consulta. A Taranto si è provveduto al licenziamento immediato di tutti i dirigenti stabilizzati a tempo indeterminato, salvo successivamente richiamare a tempo determinato fino al 31 ottobre 2011 gli stessi, per l'impossibilità di garantire il funzionamento dei servizi; a Bari si è scelta la strada dell'annullamento del tempo indeterminato con la trasformazione del contratto a tempo determinato sino al 31 dicembre 2011 per tutti i dirigenti stabilizzati senza esclusione alcuna; a Brindisi si è provveduto al licenziamento immediato di tutti i dirigenti, salvo confermare alcuni contratti a tempo determinato con scadenza di mese in mese per garantire i LEA (livelli essenziali di assistenza); a Lecce si è deciso di annullare, per tutti i dirigenti, il contratto a tempo indeterminato e di trasformarlo a tempo determinato con scadenza al 31 dicembre 2011 solo per alcune categorie professionali (medici, veterinari), escludendone altre (come biologi, psicologi, sociologi), per le quali si è proceduto all'immediato licenziamento, contrariamente a quanto dichiarato dalle autorità preposte alla stampa locale ("Nuovo Quotidiano di Puglia" del 6 ottobre 2011, pag. 12);
tali discrepanze incidono gravemente sul principio di equità del diritto al lavoro acquisito e consolidato, in riferimento alla stessa norma di stabilizzazione da cui è derivata l'assunzione a tempo indeterminato per i dirigenti sanitari, considerati tutti necessari ai fini della continuità assistenziale;
si è già configurata l'interruzione di pubblico servizio, l'impossibilità di garantire il diritto alla salute sancito dalla Costituzione (art. 32);
in alcune ASL, sono stati pubblicati bandi di avvisi pubblici per assunzioni a tempo determinato e, in alcuni casi, sono già stati assunti nuovi dirigenti, dimenticando e ignorando la posizione dei dirigenti stabilizzati che da vari anni prestano o hanno prestato servizio nelle aziende sanitarie;
sul "Nuovo Quotidiano di Lecce" del 3 ottobre 2011 viene denunciata la gravità della situazione dei 530 dirigenti "Licenziati e dimenticati" (così come titola l'articolo). Si rileva che c'è troppa indifferenza e un colpevole silenzio delle forze politiche locali e nazionali attorno al licenziamento di 530 dirigenti sanitari stabilizzati con la legge n. 40 del 2007, poi censurata dalla Corte costituzionale; secondo l'articolo, dopo avere garantito per anni, senza soluzione di continuità, i basilari servizi della sanità pubblica in condizioni di carenza organica e strutturale ora si vogliono rispedire a casa 530 persone. Ciò significa che 530 famiglie, che, sulla scorta di un contratto a tempo indeterminato, avevano progettato, investito, messo al mondo figli, acceso mutui, si ritrovano all'improvviso senza neppure lo stipendio per le spese vitali. Si palesa, insomma, un dramma sociale;
nello stesso articolo, viene inoltre evidenziato il differente comportamento assunto dai Governi regionali della Lombardia e del Veneto che hanno comunque garantito l'espletamento del processo di stabilizzazione in ottemperanza alle disposizioni delle proprie leggi regionali del 2007, così come stabilito dalla legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria per il 2007), in recepimento delle indicazioni delle norme europee in tema di stabilizzazione del lavoro precario, per evitare alle pubbliche amministrazioni di incorrere in contenziosi con i lavoratori con contratti a tempo determinato "prorogati" per molti anni;
viceversa, sino ad oggi la Regione Puglia ha dimostrato un atteggiamento di deresponsabilizzazione rispetto agli effetti generati dall'annullamento della procedura di stabilizzazione e dei contratti di lavoro a tempo indeterminato che ne sono derivati, come disposto dalla legge regionale n. 40 del 2007;
in questi mesi i dirigenti hanno, in varie occasioni, preso contatto con la Regione Puglia al fine di essere ascoltati ed aiutati senza avere alcun riscontro;
solo in data 6 ottobre a seguito della autodenuncia di un direttore generale, il Presidente della Regione e le autorità preposte sembrerebbero essersi resi conto degli effetti devastanti derivanti dall'annullamento dei contratti a tempo indeterminato e dal conseguente licenziamento dei 530 dirigenti sanitari, così come riportato dalla stampa locale: «La lettera di Vendola è stata inviata a seguito della comunicazione del Direttore Generale della ASL di Bari, Domenico Colasanto, che ha preannunciato di volersi autodenunciare per interruzione di pubblico servizio non essendo ormai nelle condizioni di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza a causa del blocco del turnover del personale disposto con il piano di rientro e del taglio delle spese. (...) Il Presidente ha ricordato nella lettera ai Ministri "la questione drammatica del sottodimensionamento del sistema sanitario regionale". "Comparando la Puglia ad altre regioni con popolazione analoga come l'Emilia Romagna, continua Vendola, scopriamo che da troppo tempo l'esercito degli operatori sanitari è troppo magro, che mancano molte professionalità ed una completezza quantitativa e qualitativa (...) La Regione ha cercato negli anni successivi di coprire la carenza di organico, ha bandito concorsi e ha coperti 7000 posti disponibili con avvisi pubblici. Questo processo ha subito una battuta di arresto a causa del piano di rientro e della sentenza della Consulta che ha annullato la stabilizzazione di 530 dirigenti"» ("Nuovo Quotidiano di Puglia" del 6 ottobre 2011, pag. 12);
si sta generando una situazione di allarme e caos generale anche tra la popolazione degli utenti dei servizi sanitari, già stanchi e delusi dalla sanità in Puglia fatta di "interminabili liste di attesa" e che si vedono ulteriormente penalizzati,
quali provvedimenti di loro competenza il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri in indirizzo intendano assumere immediatamente per garantire i servizi essenziali agli utenti pugliesi della sanità e, contestualmente, assicurare il lavoro a tutti indistintamente i professionisti interessati alla vicenda, ai quali nessun addebito può esser fatto per la circostanza che la Regione Puglia ha ancora una volta prodotto una legge a parere dell'interrogante incostituzionale;
quali interventi intendano porre in essere per evitare che la beffa divenga ancora più eclatante a seguito dei differenti comportamenti sulle riassunzioni posti in essere dalle diverse ASL pugliesi.
(4-06051)
MARINO Ignazio, PORETTI, PERDUCA, DE LUCA, SCANU, TEDESCO, AMATI, CAROFIGLIO, VITA, GRANAIOLA, SANGALLI, FIORONI, SANNA, DI GIOVAN PAOLO, VIMERCATI, SIRCANA, BLAZINA, BERTUZZI, MARCUCCI, TONINI, RANUCCI, CECCANTI, GHEDINI, TREU, MAGISTRELLI, MARINO Mauro Maria, NEGRI, TOMASELLI, D'UBALDO, FONTANA, ROILO, FERRANTE, PIGNEDOLI, DEL VECCHIO, BIONDELLI, CASSON, FILIPPI Marco, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, PASSONI - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca, della salute e per la pubblica amministrazione e l'innovazione - (4-06052)
(Già 2-00348)
RANUCCI - Ai Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
il Comune di Roma, oggi Roma Capitale, nel febbraio 2010 ha pubblicato un bando per un concorso di 1.995 posti, suddiviso in 22 procedure selettive;
successivamente, lo stesso ha emanato un avviso pubblico, in cui le società in possesso dei requisiti richiesti sono invitate a partecipare alla gara per la gestione unica dei 22 concorsi;
all'avviso hanno risposto quattro società, tra cui la Praxi, la quale è risultata aggiudicatrice della gara;
la Praxi è la stessa società che si è occupata delle selezioni per le assunzioni del personale nell'azienda municipalizzata del Comune di Roma, ATAC, finita successivamente nell'inchiesta della Procura, denominata parentopoli, che è ancora in corso;
all'inizio dell'ottobre 2011, da organi di stampa, si apprende che la gara è stata contestata presso l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ed è stato diffidato il responsabile del procedimento, per sospetta irregolarità, essendo state violate le norme previste dal bando;
in particolare, si evince che la Commissione esaminatrice avrebbe modificato in corso d'opera i criteri previsti dal capitolato d'appalto; in sostanza, anziché utilizzare il punteggio fissato nel bando avrebbe introdotto ex novo, per ciascuna delle cinque voci dell'offerta, classi di punteggio che avrebbero stravolto quanto precedentemente previsto nella gara; inoltre, contrariamente alla prassi, la Commissione non ha dato evidenza pubblica alle buste contenenti le offerte economiche per consentire di prendere visione della loro integrità prima dell'apertura;
se ciò che denunciano gli organi di stampa dovesse risultare vero, potrebbe significare che la gara sarebbe stata "viziata" per favorire la società aggiudicatrice;
desta molta perplessità e preoccupazione la coincidenza che a vincere l'appalto sia stata proprio la Praxi e cioè la stessa società finita nelle cronache di parentopoli per aver selezionato il personale ATAC;
ancora una volta il sindaco Alemanno si trova coinvolto in una vicenda dai risvolti poco chiari, dove i tentacoli della stessa vicenda sembrano estendersi anche sull'operato della giunta;
a giudizio dell'interrogante, durante questa consiliatura molte sono le vicende torbide che hanno visto e vedono coinvolto e chiamato in causa, direttamente o indirettamente, il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, ed il suo esecutivo, quando invece il comportamento di un amministratore pubblico, soprattutto se riveste l'importante carica di sindaco della Capitale d'Italia, dovrebbe essere improntato sempre al rigore e alla trasparenza;
a quanto risulta all'interrogante, solo per fare alcuni esempi, nel corso dell'amministrazione Alemanno, Roma ha dovuto subire l'onta di avere in seno personaggi del calibro di Giorgio Magliocca, sindaco del Popolo della libertà di Pignataro Maggiore (Caserta), arrestato con l'accusa di corruzione, voto di scambio e falso; non da ultimo, l'indagine definita parentopoli grazie alla quale si è accertato che le aziende municipalizzate di AMA e ATAC sono state aperte a personaggi con i trascorsi molto foschi quali Francesco Bianco, ex Nar, un tempo vicino al gruppo dei fratelli Fioravanti e Gianluca Ponzio, ex Terza Posizione, eccetera;
considerato che a giudizio dell'interrogante sarebbe opportuno sospendere il concorso in parola fino al pronunciamento dell'Authorità per la vigilanza sui contratti pubblici,
quali iniziative di competenza i Ministri in indirizzo intendano assumere al fine di avviare un accertamento per chiarire eventuali irregolarità nell'assegnazione dell'appalto, per la selezione degli aspiranti dipendenti di Roma Capitale, alla società Praxi;
se il Ministro dell'interno intenda nominare una Commissione di accesso all'ente Roma Capitale al fine di verificare in generale la corretta gestione amministrativa dell'ente stesso, nonché la presenza di eventuali condizionamenti nelle procedure di assegnazione degli appalti e nelle procedure di assunzione del personale.
(4-06053)
POLI BORTONE - Ai Ministri della salute e della giustizia - Premesso che:
il segretario territoriale dell'Unione generale del lavoro (UGL) Antonio Verardi nei giorni scorsi ha denunciato, anche attraverso la stampa, le strane modalità con cui si è proceduto all'appalto per la mensa della Azienda sanitaria locale di Lecce;
ad avviso dello stesso Verardi, vi sarebbero pesanti irregolarità sulla scelta della procedura negoziata per un appalto di ben 13.400.000 euro che, peraltro, non garantisce sotto il profilo della qualità (sproporzione enorme fra costi e qualità del servizio) né sotto il profilo della igienicità, dal momento che non si è provveduto alla necessaria ed urgente ristrutturazione dei locali della cucina;
beneficiaria dell'appalto (e delle proroghe) risulta una azienda già nota alle cronache della sanità per altre vicende che riguardano altri appalti milionari di cui è risultata beneficiaria in Puglia e non solo,
si chiede di sapere quali iniziative di competenza intendano assumere i Ministri in indirizzo per ripristinare la legalità almeno in alcuni settori della sanità in Puglia, regione ormai nota per la cattiva e dispendiosa gestione del sistema sanitario.
(4-06054)
BUTTI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
il decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante "Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo", convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, prevede, all'art. 2, commi da 36-quinquies a 36-duodecies, alcune disposizioni nuove e molto restrittive relative alle società di comodo;
con l'emendamento al citato decreto-legge, cosiddetta manovra di Ferragosto, si allarga il concetto di società di comodo, già previsto nell'art. 30 della legge n. 724 del 1994. In particolare, i commi 36-decies e 36-undecies dispongono che: «Pur non ricorrendo i presupposti di cui all'articolo 30, comma 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, le società e gli enti ivi indicati che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi d'imposta consecutivi sono considerati non operativi a decorrere dal successivo quarto periodo d'imposta ai fini e per gli effetti del citato articolo 30. Restano ferme le cause di non applicazione della disciplina in materia di società non operative di cui al predetto articolo 30 della legge n. 724 del 1994» e che «Il comma 36-decies trova applicazione anche qualora, nell'arco temporale di cui al medesimo comma, le società e gli enti per due periodi d'imposta in perdita fiscale ed in uno abbiano dichiarato un reddito inferiore all'ammontare determinato ai sensi dell'articolo 30, comma 3, della citata legge n. 724 del 1994»;
le società e gli enti indicati nell'articolo 30, comma 1, della legge n. 724 del 1994, pur essendo "soggetti operativi", se presentano dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi d'imposta consecutivi, si considerano "di comodo" a partire dal successivo quarto periodo d'imposta. Restano ferme le cause di inapplicabilità della disciplina già previste dalla vigente normativa;
sono considerate "non operative" le società e gli enti che per due periodi d'imposta siano in perdita fiscale e in uno dichiarino un reddito inferiore a quello che si determina secondo i dettami del citato articolo 30;
concretizzandosi queste fattispecie, le società sono considerate non operative, con la conseguenza che per i soggetti IRES vi è una maggiorazione dell'imposta di 10,5 punti percentuali. Le nuove disposizioni entrano in vigore a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 138 del 2011. Per i soggetti "solari", dunque, la norma si applica dall'anno 2012;
quindi in base alla cosiddetta manovra-bis le società che si trovano in perdita fiscale per 3 anni sono considerate automaticamente di comodo con il conseguente innalzamento della tassazione IRES dal 27,50 per cento al 38 per cento su un utile fiscale calcolato in base ad alcuni parametri dell'attivo;
la disposizione ha la funzione di colpire giustamente società fittizie, ma colpirebbe duramente anche società fiscalmente in regola e in attività, che tuttavia si trovano in difficoltà economiche;
nella provincia di Como, il comparto tessile costituisce un'importante fetta del settore industriale che si trova già da tempo in crisi insieme al settore del mobile;
tali disposizioni interverrebbero sulle aziende, drenando preziose risorse ad imprese che sono indispensabile patrimonio produttivo del Paese, mettendo altresì seriamente a rischio migliaia di posti di lavoro,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno rivedere le norme in questione, al fine di eliminare l'estensione della tassazione propria delle società di comodo alle società che sono fiscalmente in regola, ma che si trovano in perdita economica.
(4-06055)
TOMASELLI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - (4-06056)
(Già 3-02280)
MASCITELLI - Ai Ministri per i beni e le attività culturali, dell'economia e delle finanze e per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale - (4-06057)
(Già 3-02008)
2ª Commissione permanente(Giustizia):
3-02433, del senatore Berselli, sull'attività della Procura di Parma nell'ambito di una vicenda giudiziaria;
3-02431, della senatrice Poli Bortone, sulla vendita di rami aziendali facenti capo ad Agile Srl;
3-02432, della senatrice Poli Bortone, su carenze relative al piano di sicurezza ed evacuazione presso il Policlinico di Bari.

References: sentenza 
 articolo 2
e contrario
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 30
 articolo 30
 articolo 30