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COMUNE DI LAMPORECCHIO Piazza Berni, n LAMPORECCHIO (PT) C.F Fax - PDF
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Ladislao Rinaldi
1 COMUNE DI LAMPORECCHIO Piazza Berni, n LAMPORECCHIO (PT) C.F Fax Area Tecnica Lavori Pubblici REGOLAMENTO PER L ALIENAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE COMUNALE E PER LA CONCESSIONE DI FITTI ATTIVI Regolamento approvato con delibera del Consiglio comunale n. 47 del 30 LUGLIO 2014 e entrato in vigore il giorno 1 OTTOBRE
2 INDICE CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Finalità e oggetto del Regolamento. Art. 2 Beni alienabili. Art. 3 Particolari categorie di beni alienabili. Art. 4 Responsabile del procedimento. Art. 5 Ufficiale rogante. CAPO II LA PROGRAMMAZIONE DELLE VENDITE Art. 6 Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari. Art. 7 Modalità di formazione del Piano. Art. 8 Compiti e funzioni della struttura burocratica. Art. 9 Approvazione del Piano. Art. 10 Particolari effetti giuridici derivanti dall approvazione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni. Art. 11 Pubblicazione del Piano. Art. 12 Alienazione di immobili non compresi nel Piano. CAPO III LE PROCEDURE DI VENDITA SEZIONE PRIMA DISPOSIZIONI GENERALI Art. 13 Prezzo di vendita. Art. 14 Donazione di beni immobili e vendita a prezzi simbolici. Art Pagamento del prezzo di vendita. Dilazioni. Art. 16 Procedure di vendita. Art. 17 Forme di pubblicità. Art. 18 Determinazione di vendita. 2
3 Art. 19 Spese di vendita. Art. 20 Soggetti coinvolti nella procedura. Art. 21 Urgenza. SEZIONE SECONDA L ASTA PUBBLICA Art. 22 Asta pubblica. Art. 23 Avviso d asta: contenuti. Art. 24 Offerte e aggiudicazione. Art. 25 Aste deserte. Art. 26 Garanzie e cauzioni. Art. 27 Esclusione dalla partecipazione alla procedura d asta. SEZIONE TERZA LA TRATTATIVA PRIVATA Art. 28 Trattativa privata diretta. Art. 29 Permuta. SEZIONE QUARTA DISPOSIZIONI PER I CASI DI PRELAZIONE Art. 30 Cause di prelazione. Art. 31 Beni soggetti a prelazione. Art. 32 Affitti attivi CAPO IV AFFITTI CAPO V NORME FINALI Art. 33 Abrogazione di norme. Art. 34 Entrata in vigore. 3
4 CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Finalità e oggetto del Regolamento. 1. Il presente Regolamento, in attuazione della previsione recata dall articolo 12, comma 2, della legge 15 maggio 1997, n. 127, disciplina le alienazioni dei beni immobili e dei diritti immobiliari appartenenti al Comune di Lamporecchio, nel rispetto dei princìpi generali dell ordinamento giuridico nazionale, in particolare dei criteri di trasparenza e pubblicità, senza essere vincolato alle singole e specifiche disposizioni di legge regolanti la materia della contabilità dello Stato (derogando segnatamente dalla legge 24 dicembre 1908, n. 783 e successive modificazioni e integrazioni; nonché dal relativo Regolamento di applicazione, approvato con R.D. 17 giugno 1909, n. 454). 2.Il presente Regolamento costituisce anche, per la parte più strettamente afferente alle dismissioni patrimoniali immobiliari, a- deguamento alle previsioni dell articolo 58 («Ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di regioni, comuni ed altri enti locali») del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n Con le disposizioni che seguono, il Comune di Lamporecchio intende assicurare comunque adeguati criteri di trasparenza e consone forme di pubblicità, pur nel loro contemperamento con l obiettivo di accelerare i tempi e rendere più snelle le procedure di alienazione, anche in riferimento alle peculiarità e importanza dei beni da dismettere. 4. Il presente Regolamento costituisce lex specialis per le procedure in esso contemplate e prevale, secondo anche quanto ribadito nel successivo articolo 33, sulle norme eventualmente contrastanti contenute in altri regolamenti dell Ente. 5. Il presente Regolamento è stato comunque formulato nel rispetto del vigente Regolamento di contabilità dell Ente. Art. 2 Beni alienabili. 1. Possono essere alienati: 4
5 a) i beni immobili facenti parte del Patrimonio disponibile del Comune, come risulta dalla Conservatoria dei Registri immobiliari, nonché i beni immobili di cui il Comune è divenuto proprietario a titolo originario per espropriazione, usucapione, invenzione e altre cause; b) i beni immobili facenti parte del Patrimonio indisponibile del Comune, per i quali sia cessata la destinazione a pubblico servizio; c) i beni immobili facenti parte del Demanio del Comune, per i quali sia intervenuta o intervenga contestuale motivato provvedimento di sdemanializzazione; d) i diritti reali costituiti sui beni immobili di cui alle precedenti lettere a), b) e c). Art. 3 Particolari categorie di beni alienabili. 1. La vendita di beni vincolati da leggi speciali o realizzati con il contributo dello Stato o della Regione a fondo perduto, è sempre preceduta dall espletamento delle formalità liberatorie dal vincolo. 2. Per i beni di interesse storico ed artistico debbono essere preliminarmente osservate le vigenti disposizioni di legge in tema di autorizzazione alla vendita. 3. Per i terreni provenienti da procedure espropriative o, in ogni caso, da acquisizioni conseguenti a procedure per pubblica utilità, anche allorché non risulti applicabile l istituto della retrocessione a vantaggio dei proprietari espropriati, sono sempre assicurate, in relazione al valore e all importanza dell alienazione, forme di partecipazione e preferenza per gli antichi proprietari. 4. Salvo che la circostanza non sia esclusa dall evidente non economicità della procedura o da altre situazioni obiettivamente verificabili, per i casi di cui al comma 3, che immediatamente precede, ai primitivi proprietari è, di norma, assicurato l esercizio del diritto di prelazione, giusta le procedure di cui al successivo articolo Anche verso i primitivi proprietari di terreni, comunque utilizzati per l esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilità, il 5
6 Comune assicura forme di partecipazione e eventualmente di preferenza, in caso di successiva alienazione della parte residua dei medesimi. Art 4 Responsabile del procedimento. 1. Responsabile del procedimento di alienazione dei beni immobili comunali è il Responsabile dell'area Tecnica Lavori Pubblici. 2. Il Responsabile del procedimento cura tutte le attività necessarie alla cessione dei beni immobili, a partire dal Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, concretizzando i contenuti indicati più puntualmente nell articolo 8, che segue. 3. In particolare il Responsabile del procedimento è competente all adozione di tutti gli atti della procedura contrattuale. 4. Sulla base delle valutazioni tecniche, istruisce le proposte di deliberazioni consiliari di cui al successivo articolo 9 di questo Regolamento, redigendo gli atti della procedura. 5. Anche l indizione della procedura d asta, a seconda dei casi, e l espletamento delle successive fasi è effettuata direttamente dal Responsabile con proprie determinazioni. 6. Il Responsabile provvede, altresì, a dare attuazione alle ipotesi di trattativa privata diretta, secondo le modalità riportate nel successivo articolo Il Responsabile provvede inoltre ad ammettere i partecipanti all asta, redige e approva il verbale, individua l ufficiale rogante e stipula il relativo contratto in nome e per conto del Comune. 8. È ancora compito del Responsabile stabilire quando concorrano ragioni di convenienza per affidare la perizia estimativa degli immobili di cui all articolo 13, che segue, alla Commissione tecnica o a professionisti esterni, a cagione della peculiare complessità della stessa. 9. Al Responsabile, infine, spetta ogni altra incombenza che gli risulti affidata dal presente Regolamento. 10. Il Responsabile può comunque avvalersi della collaborazione dell Ufficio Contratti dell Area Amministrativa. 6
7 Art. 5 Ufficiale rogante. 1. Ferme le competenze rogatorie del Segretario comunale, i contratti di alienazione possono essere affidati al ministero del Notaio. 2. Nella scelta dell Ufficiale rogante si tiene conto, oltre alle difficoltà intrinseche e obiettive connesse allo specifico contratto, dei carichi di lavoro dell Ufficio competente, del numero dei contraenti, della entità della spesa a carico dell Ente nonché della volontà dei contraenti. 3. L acquirente può sempre richiedere il rogito a ministero del Notaio. 7
8 CAPO II LA PROGRAMMAZIONE DELLE VENDITE Art. 6 Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari. 1. Per la alienazione degli immobili e dei diritti reali di cui agli articoli 2 e 3 del precedente Capo I, il Consiglio comunale approva il PIANO DELLE ALIENAZIONI E VALORIZZAZIONI IMMOBILIARI. 2. Nel Piano, per la parte più strettamente afferente le vendite immobiliari, sono indicati: a) i beni immobili o le categorie di beni immobili che si prevede di alienare; b) la descrizione delle loro caratteristiche principali (ubicazione, consistenza, destinazione urbanistica ed altri eventuali elementi rilevanti per l alienazione); c) il valore di massima dei singoli beni. Art. 7 Modalità di formazione del Piano. 1. La Giunta comunale approva annualmente, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso gli archivi e gli uffici comunali, un apposito elenco di individuazione dei singoli beni immobili ricadenti nel territorio comunale, ritenuti non strettamente strumentali o indispensabili all esercizio delle funzioni istituzionali del Comune, suscettibili di valorizzazione o di dismissione. Tale elenco prende il nome di PIANO DELLE ALIENAZIONI E DELLE VALORIZZAZIONI IMMOBILIARI. Art. 8 - Compiti e funzioni della struttura burocratica. 1. Le funzioni istruttorie e operative volte alla materiale redazione del predetto Piano, nonché la successiva gestione e attuazione concreta, specie per quel che concerne il profilo delle alie- 8
9 nazioni, si incardinano nell Area Tecnica Lavori Pubblici (avente anche la funzione di gestione del patrimonio immobiliare del Comune), sotto la stretta direzione del responsabile. 2. La medesima Unità Operativa provvede, quando necessario, alle attività di trascrizione e voltura degli immobili interessati. Art. 9 - Approvazione del Piano. 1. Il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, che costituisce atto fondamentale del Consiglio comunale ai sensi dell articolo 42, comma 2, lettera l), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (di approvazione del Testo Unico sull ordinamento degli enti locali), viene allegato al Bilancio annuale di previsione e viene approvato dal Consiglio Comunale. 2. Il Piano in questione può essere modificato o integrato in relazione al cambiamento di classificazione del bene, alle mutate esigenze dell Amministrazione inerenti fini istituzionali, oppure al verificarsi di situazioni contingenti di urgenza o necessità. Art. 10 Particolari effetti giuridici derivanti dall approvazione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni. 1. L approvazione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni di cui al precedente articolo 9, da parte del Consiglio comunale, costituisce implicito provvedimento di sdemanializzazione ovvero di cessazione della destinazione pubblica dei beni di cui alle lettere b) e c), del comma 1, dell articolo 2, che precede, talché tali beni entrano automaticamente a far parte del patrimonio disponibile del Comune, purché nel rispetto di quanto disposto dall art. 58 del D.L. n. 112/2008 (convertito nella Legge n. 133/2008). 2. La destinazione d uso ovvero urbanistica disposta nel predetto Piano delle alienazioni e valorizzazione verso i beni immobili comunali destinati alla vendita, costituisce variante automatica allo strumento urbanistico generale del Comune di Lamporecchio, purché siano rispettate le procedure di cui alla Legge Regionale Toscana n. 8/2012 e s.m.i. 9
10 3 La verifica di conformità è invece richiesta e deve essere effettuata entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data di ricevimento della richiesta, nei casi di varianti relative a terreni classificati come agricoli dallo strumento urbanistico generale vigente, ovvero nei casi che comportano variazioni volumetriche superiori al dieci per cento dei volumi previsti dal medesimo strumento urbanistico vigente. 4 L inserimento degli immobili da dismettere nel Piano costituisce anche effetto dichiarativo della proprietà comunale dei medesimi, in assenza di precedenti trascrizioni, e produce gli effetti previsti dall articolo 2644 del codice civile, nonché effetti sostitutivi dell iscrizione dei beni interessati in catasto. Art. 11 Pubblicazione del Piano. 1. Il Piano deve essere pubblicato all Albo Pretorio del Comune per almeno trenta giorni consecutivi. Tutti gli effetti peculiari derivanti dall inserimento degli immobili nel predetto Piano, e più puntualmente riportati nell articolo 10, che precede, divengono o- perativi a far tempo dalla scadenza dell ultimo giorno di pubblicazione dello stesso. Art.12 Alienazione di immobili non compresi nel Piano. 1. Il Consiglio comunale, può stabilire in qualsiasi momento e con proprio motivato provvedimento, di procedere all alienazione di un determinato bene immobile di proprietà del Comune, ancorché non ricompreso nel Piano, nell ambito della previsione riportata nel precedente articolo 9, comma 2, e nel rispetto dell articolo 11, che immediatamente precede. 10
11 CAPO III LE PROCEDURE DI VENDITA SEZIONE PRIMA DISPOSIZIONI GENERALI Art. 13 Prezzo di vendita. 1. I beni immobili da alienare vengono preventivamente valutati al più probabile prezzo di mercato a cura dell Area Tecnica Lavori Pubblici ovvero da apposite Commissioni tecniche ovvero, infine, da professionisti esterni all uopo incaricati. 2. La perizia estimativa deve espressamente specificare: a) i criteri obiettivi e le motivazioni tecniche che hanno portato alla determinazione del valore di mercato dell immobile; b) il grado di appetibilità del bene da alienarsi e il mercato potenzialmente interessato alla sua acquisizione, configurato in relazione al territorio (nazionale o regionale, locale e particolare), al fine di individuare le forme di pubblicità più efficaci per la vendita. 3. I beni immobili da vendersi possono essere valutati secondo quanto risulta dall inventario dei beni comunali, qualora non si riesca ad effettuare la valutazione ai sensi dei criteri esplicitati nei due commi precedenti. 4. A tale prezzo, come sopra determinato, saranno aggiunte, a carico dell aggiudicatario (o acquirente), le spese tecniche sostenute o da sostenere dall Ente (quali, a titolo meramente esemplificativo, frazionamento, aggiornamento catastale, costo della perizia estimativa - quando affidata ad un tecnico esterno - spese di pubblicità), in relazione alla vendita dell immobile interessato. 5. È rimesso al prudente apprezzamento del Responsabile del procedimento sostituire il criterio delle spese vive di cui al comma precedente, con quello forfetario. In tal caso il valore di stima andrà maggiorato di una percentuale non inferiore al 2 (due) per cento. 11
12 Art. 14 Donazione di beni immobili e vendita a prezzi simbolici. 1. Per ipotesi del tutto eccezionali, da motivarsi congruamente con evidente corrispondenza all interesse pubblico, il Comune potrà donare propri beni immobili ovvero venderli a prezzo non di mercato. 2. L evenienza del comma precedente dovrà comunque realizzarsi con deliberazione del Consiglio comunale da assumersi a maggioranza assoluta dei suoi componenti e previa formale proposta della Giunta comunale. Art. 15 Pagamento del prezzo di vendita. Dilazioni. 1. L acquirente deve pagare il prezzo di vendita, come risultante dagli esiti della procedura d asta, non oltre la data di stipulazione del contratto. 2. Solo eccezionalmente e per ragioni congruamente motivate, in ispecie con riferimento alle ipotesi di trattativa privata diretta con enti e associazioni non aventi scopo di lucro, la Giunta comunale può autorizzare la dilazione del pagamento. Nel qual caso: la dilazione massima non potrà superare i cinque anni dalla stipula del contratto, con versamento minimo di un anticipo pari al 30 (trenta) per cento dell intero prezzo da realizzarsi al momento del rogito; per la parte rimanente saranno applicati interessi nella misura di legge. 3. Il pagamento della parte dilazionata del prezzo dovrà essere garantito a prima richiesta da apposita fidejussione bancaria o assicurativa o da altra idonea garanzia. Art. 16 Procedure di vendita. 1. Alla vendita dei beni immobili si procede mediante: a) asta pubblica (articoli 22-27); b) trattativa privata diretta (articolo 28); c) permuta (articolo 29). 12
13 Art. 17 Forme di pubblicità. 1. Sono garantite adeguate forme di pubblicità alle gare per la vendita di beni immobili, ai sensi del citato articolo 12, comma 2, della legge n. 127/ Le aste sono pubblicate: a) all Albo pretorio per un periodo di tempo di almeno 15 (quindici) giorni consecutivi, qualora si tratti di alienazioni di beni di valore inferiore agli euro ,00 (venticinquemila); b) all Albo pretorio per un periodo di tempo di almeno 15 (quindici) giorni consecutivi e per estratto su un quotidiano a diffusione locale per alienazioni di valore compreso tra euro ,00 (venticinquemila) ed euro ,00 (trecentomila); c) all Albo pretorio per un periodo di tempo di almeno 30 (trenta) giorni consecutivi, per estratto su un quotidiano a diffusione regionale e sul Bollettino Ufficiale Regionale per le alienazioni di beni il cui valore sia superiore ad euro ,00 (trecentomila). 3. Per la stessa durata della pubblicazione all Albo Pretorio i bandi di gara di cui al comma che immediatamente precede devono essere visionabili anche sul sito internet dell Amministrazione. 4. Ove ritenuto opportuno dal Responsabile del procedimento, potranno essere adottate ulteriori forme di pubblicità, quali, a titolo esemplificativo, manifesti da affiggere nel territorio comunale, pubblicazione su quotidiani di interesse nazionale ovvero su riviste specializzate, invio del bando ad associazioni di proprietari di immobili, associazioni o sindacati di inquilini, associazioni di costruttori, agenzie di intermediazione immobiliare, ordini professionali. Art. 18 Determinazione di vendita. 1. La procedura d asta viene indetta o la decisione di vendita dell immobile viene assunta con determinazione del Responsabile del procedimento, nell ambito delle previsioni indicate nell apposito 13
14 Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari del Comune, eventualmente integrato ai sensi di quanto stabilito nel precedente articolo La determinazione a contrattare deve possedere i requisiti stabiliti dall articolo 192 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n Art. 19 Spese di vendita. 1. Sono poste a carico della parte acquirente tutte le spese a vario titolo, sostenute o da sostenere, indispensabili per l espletamento delle procedure per addivenire alla stipula dell atto notarile ovvero dell atto pubblico amministrativo di compravendita. 2. L avviso d asta dovrà, ad ogni modo e espressamente, prevedere che faranno carico all aggiudicatario, oltre al corrispettivo derivante dalla procedura di vendita, le seguenti spese: a) le spese d asta (bolli, diritti, etc.) e di pubblicità della gara (avvisi, pubblicazioni, etc.) sostenute dal Comune; b) le spese contrattuali ed accessorie inerenti la stipula del contratto, ivi incluse le spese notarili, nei limiti di legge. Art. 20 Soggetti coinvolti nella procedura. 1. La procedura d asta è presieduta dal Responsabile del procedimento che svolgerà le proprie funzioni alla presenza di due testimoni e di un dipendente avente funzioni di segretario verbalizzante. Art. 21 Urgenza. 1. In caso d urgenza tutti i termini previsti dal presente Regolamento sono abbreviati sino alla metà. 2. Il provvedimento col quale si indice la procedura d asta deve motivare espressamente le ragioni dell urgenza. 14
15 SEZIONE SECONDA L ASTA PUBBLICA Art. 22 Asta pubblica. 1. Alle alienazioni immobiliari contemplate nel presente Regolamento si procede, di norma, mediante asta pubblica secondo le procedure di cui all art. 73, comma 1, lettera c) (offerte segrete da confrontarsi poi col prezzo base indicato nell avviso d asta), del R.D. 23 maggio 1924, n. 827 (Regolamento per l amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato), sulla base del prezzo di vendita determinato ai sensi del precedente articolo In un medesimo avviso d asta potrà disporsi l alienazione di più beni immobili. In tale evenienza l avviso sarà suddiviso per lotti ed i concorrenti saranno esonerati dal presentare duplicazioni di documenti, allorché presentino offerte per più di un lotto. Art. 23 Avviso d asta: contenuti. L avviso d asta deve contenere i seguenti requisiti minimi: la descrizione dei beni da alienare, la loro situazione e provenienza; il prezzo estimativo a base d asta ed i termini per il pagamento; i diritti e i pesi inerenti l immobile; luogo, giorno e ora dell incanto; Autorità che presiede l incanto; l Ufficio presso il quale sono visionabili gli atti della procedura; l ammontare della cauzione; il metodo di gara; l indicazione che si farà luogo ad aggiudicazione quand anche si presenti un solo offerente, la cui offerta sia almeno eguale al prezzo a base d asta; eventuali garanzie bancarie per attestare la situazione economico-finanziaria degli offerenti; per le persone giuridiche l iscrizione presso il Registro delle imprese; 15
16 in caso di società, la composizione degli organi e il nominativo di chi possiede la rappresentanza legale; l eventuale possibilità di ammettere offerte per procura, anche per persona da nominare; le modalità di presentazione delle offerte; le modalità di compilazione dei documenti, dichiarazioni e attestazioni, delle offerte e le modalità di imbustamento e sigillatura; l indicazione delle cause che comportano l esclusione dalla procedura; l indicazione che il recapito dell offerta rimane ad esclusivo rischio del mittente ove per qualsiasi motivo il piego stesso non giunga a destinazione in tempo utile; l indicazione espressa di non trovarsi nelle condizioni di incapacità a contrattare con la pubblica Amministrazione; nel caso di società, l indicazione espressa, che può essere contenuta nel certificato d iscrizione nel Registro delle imprese, che negli ultimi cinque anni la ditta non è stata sottoposta a fallimento o ad altre procedure concorsuali; il periodo decorso il quale gli offerenti hanno facoltà di liberarsi dalla propria offerta. Art. 24 Offerte e aggiudicazione. 1. L aggiudicazione è fatta dal Responsabile del procedimento a favore dell offerta più conveniente, considerando per tale quella più alta in valore monetario. 2. Le offerte sono immediatamente vincolanti per l offerente, mentre ogni effetto giuridico nei confronti dell Amministrazione consegue alla stipula del contratto a seguito dell aggiudicazione definitiva. 3. L aggiudicazione del bene immobile da alienarsi è possibile anche in presenza di una sola offerta valida. Le offerte si considerano valide quando siano di importo pari o superiore al prezzo posto a base d asta. 4. Nella eventualità che siano state presentate due offerte uguali, si procederà a richiedere in sede di aggiudicazione a ciascun offerente un offerta migliorativa in busta chiusa. Se le due o più offerte migliorative risultassero ancora uguali si procederà mediante estrazione a sorte. 16
17 5. La presentazione delle offerte deve avvenire a mezzo di raccomandata del servizio postale, ovvero mediante agenzia di recapito autorizzata, ovvero mediante consegna a mano all Ufficio Protocollo del Comune, nel termine fissato dall avviso d asta. 6. Non si procederà all apertura del plico, contenente l offerta e i documenti allegati, che non risulti pervenuto secondo tempi e modalità specificati nella determinazione della procedura di vendita. 7. Non è consentito al medesimo soggetto di presentare più offerte per il medesimo bene. 8. Non sono ammesse offerte non presentate secondo le modalità stabilite dall avviso d asta, né offerte condizionate o e- spresse in modo indeterminato o con semplice riferimento ad altra offerta propria o di altri. 9. L aumento deve essere indicato in misura percentuale sull importo a base d asta, espresso in cifre ed in lettere. Qualora vi sia discordanza tra il prezzo in lettere e in cifre, verrà considerata valida l indicazione più conveniente per il Comune. Art. 25 Aste deserte. 1. Qualora la prima asta vada deserta, l Amministrazione comunale ha facoltà di indire una successiva gara, riducendo e- ventualmente il prezzo fino ad un massimo del 10 (dieci) per cento. Se anche il secondo incanto va deserto, l Amministrazione comunale ha facoltà di procedere all indizione di un terzo esperimento pubblico, riducendo eventualmente il prezzo originario fino ad un massimo del 20 (venti) per cento. 2. Nel caso in cui, nei trenta giorni successivi all espletamento di un asta andata deserta, dovessero pervenire una o più richieste, l Amministrazione può vendere il bene immobile interessato a trattativa privata, previo confronto tra i richiedenti e ad un prezzo comunque non inferiore a quello fissato a base dell incanto andato deserto. 3. Dopo la terza asta andata deserta, l Amministrazione: a) nel caso in cui almeno un soggetto dimostri interesse per l immobile, può vendere il bene a trattativa privata anche ribassando il prezzo fissato a base dell ultima asta, fino ad un massimo di un ulteriore 10 (dieci) per cento; 17
18 b) nel caso di completa assenza di interesse, può rideterminare il prezzo in ribasso con idonea motivazione, prima di procedere all indizione di un nuovo esperimento o valutare l opportunità di sospendere la procedura di alienazione. Art. 26 Garanzie e cauzioni. 1. Il Comune assume nei confronti dell acquirente tutte le garanzie di legge, dichiarando la sussistenza o meno di iscrizioni ipotecarie e trascrizioni pregiudizievoli, di privilegi anche fiscali nonché di diritti reali parziali a favore di terzi. 2. La parte acquirente viene immessa nel possesso legale del bene alienato a tutti gli effetti utili ed onerosi dalla data di stipulazione del contratto pubblico di vendita. 3. La cauzione, da versare nelle forme previste dall avviso d asta, viene determinata in misura almeno pari al 10 (dieci) per cento del valore del bene e viene trattenuta dal Comune come anticipazione sul prezzo, a garanzia della stipula del contratto. La stessa sarà incamerata dal Comune, qualora l aggiudicatario rinunci a stipulare il contratto ovvero non si presenti alla stipula trascorsi 60 (sessanta) giorni dalla formale convocazione. Resta salva la facoltà per l Amministrazione, in relazione all importanza del bene o ad altre speciali circostanze, di fissare un diverso termine, purché congruo, in sede di bando di gara. 4. La cauzione è invece svincolata per i concorrenti non aggiudicatari entro il termine di 30 (trenta) giorni dall aggiudicazione. Art. 27 Esclusione dalla partecipazione alle gare. 1. Sono esclusi dalla partecipazione alle procedure d asta i soggetti che: a) si trovino in stato di fallimento o che siano incorsi negli ultimi cinque anni in procedure concorsuali; b) si trovino in stato di interdizione giudiziale, legale (fra cui l incapacità di contrattare con la pubblica Amministrazione) o di i- nabilitazione. 18
19 SEZIONE TERZA LA TRATTATIVA PRIVATA Art. 28 Trattativa privata diretta. 1. Al fine di agevolare il raggiungimento delle finalità istituzionali del Comune e di altri Enti pubblici ovvero di organismi no profit (enti senza scopo di lucro) e di associazioni aventi finalità incotrovertibilmente sociali, e più generalmente allo scopo di incentivare fini parimenti sociali e promuovere lo sviluppo economico del territorio, è ammessa la trattativa privata diretta nei seguenti casi: a) alienazioni di beni immobili a vantaggio di Enti pubblici o Enti morali o associazioni con finalità sociali ovvero di pubblico interesse; b) alienazione di beni immobili a favore di Società o Consorzi a prevalente partecipazione pubblica, per la realizzazione di impianti o servizi pubblici o di pubblico interesse o per conferimento di capitali; c) alienazione di beni immobili finalizzata ad operazioni di permuta con altri beni che l Amministrazione ritenga utile acquisire per motivati fini istituzionali; d) alienazione di beni immobili compresi in un comparto urbanistico, in cui la proprietà sia ripartita tra il Comune di Lamporecchio ed un unico altro soggetto terzo, a favore del quale è ammessa la vendita, purché lo stesso detenga una quota pari o superiore al 90 (novanta) per cento del totale, le aree comunali costituiscano conseguentemente una quota non superiore al 10 (dieci) per cento e non siano suscettibili di valorizzazione indipendente ed autonoma rispetto alla restante quota del comparto; e) fondi interclusi ed altri immobili i quali, per evidenti ragioni strutturali (ubicazione, conformazione, etc.) tecnicamente dimostrabili, rivestano esclusivo o predominante interesse per uno o più soggetti determinati; 19
20 f) alienazione di beni immobili di valore inferiore ad euro (quindicimila); g) in ogni altra ipotesi, compatibile con le alienazioni immobiliari, indicata nell art. 41 del Regolamento per l amministrazione del patrimonio e per la contabilità generale dello Stato, approvato con R.D. 23 maggio 1924, n. 827; h) nei casi di aste deserte di cui all articolo 25 che precede. 2. In tutte le suddette ipotesi l alienazione del bene avviene sulla base delle trattative direttamente condotte con l acquirente, ad un prezzo non inferiore a quello di mercato determinato ai sensi del pregresso articolo 13, salvo le ipotesi di cui all articolo L alienazione, salvo il caso di cui alla lettera f) del comma 1, deve essere approvata con determinazione, quantunque già prevista nel Piano delle alienazioni. 4. Nei casi previsti dalle lettere d) ed e) del comma 1, il prezzo stabilito in base ai criteri dell articolo 13 viene aumentato del 10 (dieci) per cento, stante la mancata effettuazione della gara. 5. Per le garanzie e la cauzione si applica il precedente articolo 26. Art. 29 Permuta. 1. Quando concorrano speciali circostanze di convenienza o di utilità generale, è possibile la permuta a trattativa privata con enti pubblici e soggetti privati di beni immobili comunali. 2. La permuta, sempre che il bene immobile comunale da a- lienarsi sia compreso nella Programmazione delle alienazioni, deve essere approvata con apposita deliberazione della Giunta comunale, nella quale devono essere evidenziati i motivi particolari ed eccezionali che sono alla base della scelta ed, in particolare, l interesse prevalente che giustifica l acquisizione da parte dell Amministrazione del bene di proprietà altrui, nonché il carattere recessivo del bene pubblico destinato ad essere trasferito. 3. La permuta degli immobili potrà avvenire anche con conguaglio in denaro. In ogni caso, la vendita dei beni immobili inte- 20
21 ressati deve essere preceduta da apposita stima, secondo i criteri stabiliti all articolo 13, che precede. SEZIONE QUARTA DISPOSIZIONI PER I CASI DI PRELAZIONE Art. 30 Cause di prelazione. 1. Oltre alle fattispecie stabilite dalla legge, nel Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari di cui all articolo 6, che precede, può essere prevista la facoltà di concedere il diritto di prelazione a favore del conduttore di immobile compreso nel patrimonio abitativo. Art. 31 Beni soggetti a prelazione. 1. Ove il bene oggetto di vendita sia gravato da diritto di prelazione, la circostanza deve essere precisata nell avviso d asta, senza comunque necessità di indicare il soggetto avente titolo alla prelazione, e l aggiudicazione dovrà essere comunicata nei modi stabiliti dalle disposizioni di legge in materia. 2. Ove, con riferimento alla specifica tipologia di immobile oggetto di vendita, non sussistano puntuali disposizioni in tema di esercizio del diritto di prelazione, si applicherà la seguente procedura: a) l offerta risultante dall esito della procedura di vendita dovrà essere formalizzata tramite comunicazione all interessato e contenere l indicazione del prezzo richiesto, delle condizioni alle quali la vendita dovrà essere conclusa e l invito specifico ad esercitare il diritto di prelazione nel termine di 30 (trenta) giorni dalla data di comunicazione, salvo che il titolo da cui la prelazione deriva non fissi un termine differente; b) l accettazione dell offerta alle condizioni prospettate, deve avvenire con atto notificato al Comune e contenente la prova della costituzione della cauzione pari al 10 (dieci) per cento del prezzo. 21
22 La cauzione, qualora non sia versata in contanti in Tesoreria, può essere costituita anche da fidejussione bancaria o assicurativa; in tal caso la fidejussione deve espressamente prevedere la rinuncia al beneficio dell escussione del debitore principale e la sua operatività entro 15 (quindici) giorni, dietro semplice richiesta scritta del Comune. 3. Se il diritto di prelazione sia riconosciuto a più soggetti, qualora anche uno solo dei medesimi manifesti la volontà di avvalersi della prelazione, nessuna pretesa potrà essere fatta valere dall aggiudicatario dell incanto nei raffronti dell Amministrazione. 4. Qualora uno solo degli aventi diritto eserciti la prelazione, l intero immobile oggetto della vendita sarà al medesimo attribuito in proprietà piena ed esclusiva. Qualora, invece, due o più aventi diritto esercitano la prelazione, l immobile verrà attribuito in comproprietà agli stessi, in quote uguali, il cui numero sarà pari a quello degli aventi diritto che abbiano esercitato la prelazione. Art. 32 Affitti attivi CAPO IV AFFITTI ATTIVI 1. Qualora l Amministrazione intenda concedere in affitto o in locazione beni immobili di sua proprietà, facenti parte del patrimonio disponibile, potrà procedere secondo le seguenti modalità: a) tramite trattativa privata qualora il valore del canone annuale non sia superiore ad 3.000,00 e la durata del contratto non superi i 10 (dieci) anni; b) negli altri casi tramite avviso pubblico ponendo un prezzo a base d asta (quale canone annuo), sul quale verranno offerti i rialzi; 2. Il canone di cui al punto a) e la base d asta di cui al punto b) verranno determinati dal Responsabile dell Area tecnica, eventualmente avvalendosi dell ausilio dell Agenzia del Territorio o di altra struttura competente. 3. Nell ipotesi di cui al punto b) del comma 1, verranno seguite le regole dettate per le alienazioni fatte per asta pubblica di 22
23 cui al Capo III, Sezione II del presente Regolamento, in quanto applicabili. CAPO V NORME FINALI Art. 33 Abrogazione di norme. 1. Dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento, le discipline normative in esso contenute prevalgono ed abrogano ogni contrastate disposizione regolamentare dell Ente. 2. Per quanto non espressamente disciplinato nel presente Regolamento è fatto rinvio dinamico a quanto previsto dalle leggi di Settore, dal Codice civile e dai principi normativi concernenti la materia. Art. 34 Entrata in vigore. 1. Il presente Regolamento entra in vigore il primo giorno del mese successivo a quello della intervenuta esecutività della deliberazione di approvazione del Regolamento stesso da parte del Consiglio comunale. 23
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 Art. 1
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 Art. 2
 Art. 3
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 articolo 13
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 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 articolo 42
 Art. 10
 articolo 9
 articolo 2
 art. 58
 articolo 2644
 Art. 11
 articolo 10
 Art.12
 articolo 9
 articolo 11
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 articolo 12
 Art. 18
 articolo 192
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 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
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 Art. 24
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 Art. 28
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 articolo 13
 articolo 13
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 Art. 29
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