Source: https://www.condominioweb.com/sostituzione-della-copertura-del-fabbricato-e-gravi-difetti.14410
Timestamp: 2019-07-20 20:33:44+00:00

Document:
Infiltrazioni a causa dei lavori sul tetto
Lavori sul tetto e danni irreparabili all'appartamento sottostante, ne risponde l'appaltatore
La vicenda. Le proprietarie di un appartamento all'ultimo piano di un edificio, collocato in diretta corrispondenza di un sottotetto pertinenziale non abitabile, preso atto che il condominio aveva deliberato l'esecuzione di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dell'edificio che avrebbero comportato la sostituzione della copertura del fabbricato in modo da rendere il sottotetto accessibile ed utilizzabile dai rispettivi proprietari, citano in giudizio la ditta che aveva eseguito i lavori chiedendo il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali determinati da infiltrazioni d'acqua piovana.
A sostegno delle proprie pretese le attrici evidenziavano che terminati i lavori durante la stagione estiva, con l'arrivo delle piogge autunnali constatavano, in un primo momento, il diffondersi di vistose macchie di umidità sul soffitto che, in un secondo momento, determinavano la creazione di muffe maleodoranti che causavano il distacco dell'intonaco, ed infine a causa del verificarsi di un vero e proprio gocciolamento di acqua piovana nel loro appartamento, l'evidente insalubrità degli ambienti, le costringeva a cercare un'altra abitazione.
Una volta instaurato il giudizio, si costitutiva l'impresa esecutrice dei lavori che eccepiva l'inammissibilità dell'azione per avvenuta decadenza ex art. 1667 c.c. nonché l'avvenuta esecuzione a regola d'arte dei lavori pattuiti in contratto.
Esecuzione del contratto d'appalto e responsabilità di natura contrattuale ed extracontrattuale: i precedenti.
La giurisprudenza di legittimità ha già osservato che "Dall'inesatta esecuzione del contratto di appalto discendono per l'appaltatore due tipologie di responsabilità: una responsabilità di natura contrattuale prevista dall'art. 1667 c.c e concernente in genere le difformità o i vizi dell'opera incidenti su elementi decorativi ed accessori; l'altra di natura extracontrattuale, prevista dall'art.1669 c.c. e derivante dalla rovina o dal percolo di rovina delle cose immobili, ovvero da difetti gravi e cioè incidenti se non sulle strutture portanti dell'immobile, almeno dalla sua futura conservazione e funzionalità, come opera destinata a lunga durata" (Cass. civ. sez. III, 9/7/1977 n. 3072).
Sempre in materia di appalto, inoltre, la giurisprudenza di legittimità evidenzia che "… l'indagine volta a stabilire se i difetti costruttivi ricadano nella disciplina dell'art. 1669 c.c., che comporta la responsabilità extracontrattuale dell'appaltatore, ovvero in quella posta dagli art. 1667 e 1668 c.c. in tema di garanzia per le difformità e i vizi dell'opera, rientra nei compiti del giudice di merito" sul quale grava l'onere di accertare le caratteristiche dei difetti senza limitarsi ad una mera verifica del pericolo di crollo "ovvero alla valutazione dell'incidenza dei medesimi sulle parti essenziali e strutturali dell'immobile, ma deve anche accertare se, pur afferendo ad elementi secondari ed accessori, essi siano tali da incidere negativamente, pregiudicandoli in modo considerevole nel tempo, sulla funzionalità e sul godimento dell'immobile" (Cass.sez. II, 26.4.2005 n. 8577)
La giurisprudenza di legittimità, inoltre, ha stabilito quando è applicabile la disciplina prevista dall'art. 1667 c.c. e quella dell'art. 1669 c.c., evidenziando che "è applicabile la disciplina di cui all'art. 1667 c.c., e non quella dell'art. 1669 c.c. ogni qualvolta i lamentati (e accertati) vizi dell'opera non incidano negativamente sugli elementi strutturali essenziali di questa e, quindi, sulla sua solidità, efficienza e durata, ma solamente sul suo aspetto decorativo ed estetico, cosicché il manufatto, pur in presenza dei riscontrati difetti, rimanga integro quanto a funzionalità ed uso cui sia destinato (In tal senso Cass. sez. II, 16.7.2004 n. 13268)
D'altra parte,invece, le disposizioni dell'art. 1669 c.c. "tendono essenzialmente a disciplinare le conseguenze dannose dei vizi costruttivi che incidono negativamente in maniera profonda su elementi essenziali di struttura e di funzionalità dell'opera, influendo sulla sua solidità, efficienza e durata,, mentre quelle dell'art. 1667 c.c. riguardano l'ipotesi in cui la costruzione non corrisponda alle caratteristiche del progetto del contratto d'appalto ovvero sia stata eseguita senza il rispetto delle regole della tecnica (Cass. sez. II, 1.3.2001)
Riguardo all'individuazione del difetto di costruzione che legittima l'azione di responsabilità extracontrattuale ex art. 1669 c.c. nei confronti dell'appaltatore la giurisprudenza evidenzia che lo stesso può consistere "in una qualsiasi alterazione conseguente ad una insoddisfacente realizzazione dell'opera, che, pur non riguardando parti essenziali della stessa (e perciò non determinandone la rovina o il pericolo di rovina), bensì quegli elementi accessori o secondari che ne consentono l'impiego duratura cui è distinta (quali ad esempio le conduttore di adduzione idrica, i rivestimenti, l'impianto di riscaldamento, la canna fumaria), incide negativamente e in modo considerevole sul godimento dell'immobile medesimo…"(Cass. sez. II, 19.1.1999 n. 456).
La sentenza. Il Tribunale di Salerno, con sentenza del 27 aprile 2017, condividendo l'orientamento della giurisprudenza di legittimità, accoglie la richiesta di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali formulata dalle attrici, evidenziando che i vizi dedotti in citazione, poiché incidono in modo globale sulla funzionalità dell'immobile menomandone il godimento, rientrano senza alcun dubbio nell'ipotesi di cui all'art. 1669 c.c. che disciplina la responsabilità extracontrattuale dell'appaltatore per gravi difetti.
Non vi alcun dubbio, quindi, che rientrano nella nozione di grave difetti anche quelli che interessando i tetti ed i lastrici solari determinano infiltrazioni d'acqua.
Nessuna rilevanza assume la contestazione dell'impresa convenuta secondo cui la mancata esecuzione delle opere in questione, non espressamente previste dal contratto, non farebbe sorgere alcuna responsabilità a suo carico.
Contrariamente a quanto sostenuto dalla convenuta, infatti, la ctu ha dimostrato che le opere provvisionali (non previste dal capitolato di appalto) non erano adeguate a difendere la copertura da eventuali fenomeni di pioggia.
In pratica, nel caso di specie, precisa la sentenza è se è vero che nel contratto di appalto le parti non avevano previsto l'apposizione della guaina, tuttavia l'impresa si era impegnata a proteggere il fabbricato con teli di protezione che avrebbero protetto il fabbricato, dunque se da un lato è emerso che la ditta ha eseguito a regola d'arte i lavori in questione, d'altra parte durante l'esecuzione degli stessi non sono state osservate le opportune precauzioni che avrebbero evitato danni irreparabili all'immobile.
=> L'azione di garanzia per gravi difetti può essere fatta valere anche contro il costruttore-venditore
In buona sostanza, quindi, durante i lavori l'edificio non era stato adeguatamente protetto, tale circostanza aveva influito sulla corretta esecuzione delle opere determinando i presupposti per future infiltrazioni di acqua.
A fronte della non corretta esecuzione anche delle c.d. opere provvisionali (e cioè di quelle opere che anche se non previste dal contratto avrebbero permesso l'esecuzione dei lavori secondo le regole della buona tecnica costruttiva) all'impresa appaltatrice non resta altro che pagare gli ingenti danni patrimoniali e non patrimoniali sopportati dalle proprietarie degli immobili oggetto di infiltrazioni.
Scarica Sent. Civ. n. 1055/2017 del 02/05/2017
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References: art. 1667
 art. 1667
 Cass. sez. 
 art. 1669
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