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Timestamp: 2014-03-14 09:49:01+00:00

Document:
EUR-Lex - 32008L0050 - IT
GU L 152 dell' 11.6.2008, pagg. 1–44 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
di entrata in vigore: 11/06/2008; entrata in vigore data della pubblicazione vedi art. 34
del recepimento: 10/06/2010; al più tardi vedi art. 33.1
proposta Commissione; Com ? (Com if it refers to doc. type, otherwise Com.) 2005/0447 Def
parere Comitato economico e sociale; GU C 195/2006 P 84
parere Comitato delle regioni; GU C 206/2006 P 1
procedura di codecisione parere Parlamento europeo; reso 26/09/2006; GU C 306E/2006 P 102
posizione comune Consiglio; reso 25/06/2007; GU C 236E/2007 P 1
posizione Parlamento europeo; reso 11/12/2007
decisione Consiglio; reso 14/04/2008
12006E175 12006E251 Seleziona i documenti che hanno per base giuridica il presente atto
31996L0062 abrogazione 31997D0101 abrogazione 31999L0030 abrogazione 32000L0069 abrogazione 32002L0003 abrogazione 52005PC0447 approvazione Modificato da:
rettificato da 32008D0050R(01) rettificato da 32008L0050R(01) rettificato da 32008L0050R(03) rettificato da 32008L0050R(04) rettificato da 32008L0050R(05) Atto interessato dalla pronuncia:
A13 Ricorso per inadempimento 62011CJ0034 articolo 13 constatazione di inadempimento richiesta da 62011CN0034 articolo 13 interpretazione richiesta da 62013CN0404 articolo 22 interpretazione richiesta da 62013CN0404 articolo 23 interpretazione richiesta da 62013CN0404 Visualizza le misure nazionali di attuazione
(1) Il sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, adottato con la decisione n. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 luglio 2002 [4], sancisce la necessità di ridurre l’inquinamento a livelli tali che limitino al minimo gli effetti nocivi per la salute umana, con particolare riferimento alle popolazioni sensibili, e per l’ambiente nel suo complesso, di migliorare le attività di monitoraggio e valutazione della qualità dell’aria, compresa la deposizione degli inquinanti, e di informare il pubblico.
(2) Ai fini della tutela della salute umana e dell’ambiente nel suo complesso, è particolarmente importante combattere alla fonte l’emissione di inquinanti nonché individuare e attuare le più efficaci misure di riduzione delle emissioni a livello locale, nazionale e comunitario. È opportuno pertanto evitare, prevenire o ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici nocivi e definire adeguati obiettivi per la qualità dell’aria ambiente che tengano conto delle pertinenti norme, orientamenti e programmi dell’Organizzazione mondiale della sanità.
(3) La direttiva 96/62/CE del Consiglio, del 27 settembre 1996, in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente [5], la direttiva 1999/30/CE del Consiglio, del 22 aprile 1999, concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo [6], la direttiva 2000/69/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2000, concernente i valori limite per il benzene ed il monossido di carbonio nell’aria ambiente [7], la direttiva 2002/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2002, relativa all’ozono nell’aria [8], e la decisione 97/101/CE del Consiglio, del 27 gennaio 1997, che instaura uno scambio reciproco di informazioni e di dati provenienti dalle reti e dalle singole stazioni di misurazione dell’inquinamento atmosferico negli Stati membri [9], devono essere modificate sostanzialmente per incorporarvi gli ultimi sviluppi in campo scientifico e sanitario e le esperienze più recenti degli Stati membri. A fini di chiarezza, semplificazione ed efficienza amministrativa è pertanto opportuno sostituire i cinque atti citati con un’unica direttiva e, se del caso, con disposizioni di attuazione.
(4) Quando sarà stata maturata un’esperienza sufficiente a livello di attuazione della direttiva 2004/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2004, concernente l’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nickel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria ambiente [10], si potrà prendere in considerazione la possibilità di incorporare le disposizioni di tale direttiva nella presente direttiva.
(5) È opportuno seguire un’impostazione comune nella valutazione della qualità dell’aria ambiente sulla base di criteri comuni di valutazione. Nel determinare la qualità dell’aria ambiente è opportuno tener conto della dimensione delle popolazioni e degli ecosistemi esposti all’inquinamento atmosferico. È pertanto opportuno classificare il territorio di ciascuno Stato membro in base a zone o agglomerati che rispecchino la densità della popolazione.
(6) Ove possibile, è opportuno utilizzare tecniche di modellizzazione onde consentire un’interpretazione dei dati puntuali in termini di distribuzione geografica della concentrazione. Ciò potrebbe costituire una base per il calcolo dell’esposizione collettiva della popolazione nella zona interessata.
(7) Per garantire che le informazioni raccolte sull’inquinamento atmosferico siano sufficientemente rappresentative e comparabili in tutta la Comunità, ai fini della valutazione della qualità dell’aria ambiente è importante utilizzare tecniche di misurazione standard e criteri comuni per quanto riguarda il numero e l’ubicazione delle stazioni di misurazione. Per la valutazione della qualità dell’aria ambiente possono essere utilizzate tecniche diverse dalle misurazioni ed è pertanto necessario definire i criteri per l’utilizzo delle suddette tecniche e per la necessaria accuratezza delle stesse.
(8) È opportuno procedere a misurazioni dettagliate del materiale particolato sottile in siti di fondo rurali per poter meglio comprendere l’impatto di questo tipo di inquinante e formulare politiche adeguate al riguardo. Tali misurazioni dovrebbero essere effettuate in maniera coerente con quelle effettuate nell’ambito del programma concertato per la sorveglianza e la valutazione del trasporto a grande distanza degli inquinanti atmosferici in Europa (EMEP), istituito dalla convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza approvata dalla decisione 81/462/CEE del Consiglio dell’ 11 giugno 1981 [11].
(9) Lo stato di qualità dell’aria dovrebbe essere mantenuto, se già buono, o migliorato. Qualora gli obiettivi di qualità dell’aria ambiente fissati dalla presente direttiva non siano raggiunti, gli Stati membri dovrebbero intervenire per ottenere la conformità ai valori limite e ai livelli critici e per raggiungere, ove possibile, i valori-obiettivo e gli obiettivi a lungo termine.
(10) Il rischio che l’inquinamento atmosferico rappresenta per la vegetazione e per gli ecosistemi naturali è più rilevante in siti distanti dalle zone urbane. Ai fini della valutazione di tali rischi e della conformità ai livelli critici per la tutela della vegetazione è opportuno, pertanto, prendere in esame principalmente i luoghi distanti dalle zone edificate.
(11) Il materiale particolato sottile (PM2,5) ha impatto molto negativo sulla salute umana. Finora, inoltre, non esiste una soglia identificabile al di sotto della quale il PM2,5 non rappresenti un rischio. Per tale motivo la disciplina prevista per questo inquinante dovrebbe essere differente da quella di altri inquinanti atmosferici. Tale approccio dovrebbe mirare ad una riduzione generale delle concentrazioni nei siti di fondo urbani per garantire che ampie fasce della popolazione beneficino di una migliore qualità dell’aria. Tuttavia, per garantire un livello minimo di tutela della salute su tutto il territorio, a tale approccio è opportuno affiancare la definizione di un valore limite, preceduto in una prima fase da un valore-obiettivo.
(12) Gli attuali valori-obiettivo e obiettivi a lungo termine finalizzati a garantire una protezione efficace contro gli effetti nocivi per la salute umana, la vegetazione e gli ecosistemi dovuti all’esposizione all’ozono dovrebbero rimanere invariati. È opportuno fissare una soglia di allarme e una soglia di informazione per l’ozono al fine di tutelare, rispettivamente, la salute della popolazione in generale e delle fasce vulnerabili dalle esposizioni di breve durata a concentrazioni elevate di ozono. Il raggiungimento di tali soglie dovrebbe far scattare l’obbligo di informare il pubblico in merito ai rischi dell’esposizione e l’applicazione, se del caso, di provvedimenti a breve termine per ridurre i livelli di ozono nelle zone in cui le soglie di allarme sono superate.
(13) L’ozono è un inquinante transfrontaliero che si forma nell’atmosfera dall’emissione degli inquinanti primari disciplinati dalla direttiva 2001/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici [12]. I progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell’aria e degli obiettivi a lungo termine per l’ozono che la presente direttiva intende realizzare dovrebbero essere determinati dagli obiettivi e dai limiti di emissione previsti nella direttiva 2001/81/CE e, se del caso, dall’attuazione di piani per la qualità dell’aria come previsto dalla presente direttiva.
(14) Nelle zone e negli agglomerati in cui gli obiettivi a lungo termine per l’ozono o le soglie di valutazione per altri inquinanti sono superati è opportuno rendere obbligatoria la misurazione in siti fissi. Le informazioni tratte dalle misurazioni in siti fissi potrebbero essere completate con tecniche di modellizzazione e/o misurazioni indicative onde consentire un’interpretazione dei dati puntuali in termini di distribuzione geografica delle concentrazioni. Il ricorso a tecniche di valutazione supplementari dovrebbe anche consentire di ridurre il numero minimo di punti di campionamento fissi.
(15) I contributi da fonti naturali possono essere valutati, ma non possono essere controllati. Pertanto, qualora i contributi naturali a inquinanti nell’aria ambiente possano essere determinati con sufficiente certezza e qualora i superamenti siano dovuti in tutto o in parte a tali contributi naturali, questi possono essere detratti, alle condizioni previste dalla presente direttiva, al momento della valutazione del rispetto dei valori limite della qualità dell’aria. I contributi ai superamenti dei valori limite per il materiale particolato PM10 dovuti alla sabbiatura o salatura invernali delle strade possono anch’essi essere detratti all’atto della valutazione della conformità ai valori limite per la qualità dell’aria, sempreché siano state adottate misure ragionevoli per diminuire le concentrazioni.
(16) Per le zone e gli agglomerati in cui le condizioni sono particolarmente difficili, dovrebbe essere possibile prorogare il termine entro il quale deve essere garantita la conformità ai valori limite per la qualità dell’aria nei casi in cui, nonostante l’attuazione di adeguate misure di abbattimento, in alcune zone o agglomerati specifici persistano problemi acuti di conformità. Le eventuali proroghe per una determinata zona o agglomerato dovrebbero essere corredate di un piano globale sottoposto alla valutazione della Commissione e finalizzato a garantire la conformità entro il termine così prorogato. La disponibilità delle necessarie misure comunitarie che riflettono il livello di ambizione scelto nella strategia tematica sull’inquinamento atmosferico per ridurre le emissioni alla fonte è importante ai fini di un’effettiva riduzione delle emissioni nel periodo fissato dalla presente direttiva per la conformità ai valori limite e dovrebbe essere presa in considerazione al momento di valutare le richieste di posticipare i termini per la conformità.
(17) Le misure comunitarie necessarie per ridurre le emissioni alla fonte, in particolare quelle volte a migliorare l’efficacia della legislazione comunitaria in materia di emissioni industriali, a limitare le emissioni di scarico dei motori dei veicoli pesanti, a ridurre ulteriormente le emissioni nazionali di inquinanti chiave consentite dagli Stati membri e le emissioni connesse all’approvvigionamento di carburante degli autoveicoli a benzina nelle stazioni di servizio, nonché ad affrontare la questione del tenore di zolfo dei combustibili, compresi quelli marini, dovrebbero essere debitamente esaminate in via prioritaria da tutte le istituzioni interessate.
(18) È opportuno predisporre piani per la qualità dell’aria per le zone e gli agglomerati entro i quali le concentrazioni di inquinanti nell’aria ambiente superano i rispettivi valori-obiettivo o valori limite per la qualità dell’aria, più eventuali margini di tolleranza provvisori. Gli inquinanti atmosferici provengono da molte fonti e attività diverse. Per garantire la coerenza tra le varie politiche, tali piani per la qualità dell’aria dovrebbero, se possibile, essere in linea ed integrati con i piani e i programmi formulati a norma della direttiva 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, concernente la limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione [13], della direttiva 2001/81/CE e della direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2002, relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale [14]. Si terrà altresì pienamente conto degli obiettivi di qualità dell’aria ambiente previsti nella presente direttiva quando vengono concesse autorizzazioni per attività industriali a norma della direttiva 2008/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento [15].
(19) I piani d’azione dovrebbero indicare i provvedimenti da adottare nel breve termine nei casi in cui sussista il rischio di superare una o più delle soglie di allarme al fine di ridurre il rischio in questione e di limitarne la durata. Allorché il rischio riguarda uno o più valori limite o valori-obiettivo, gli Stati membri possono, se opportuno, elaborare tali piani d’azione a breve termine. Per quanto riguarda l’ozono, i piani d’azione a breve termine dovrebbero tener conto delle disposizioni contenute nella decisione 2004/279/CE della Commissione, del 19 marzo 2004, concernente orientamenti per l’attuazione della direttiva 2002/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’ozono nell’aria [16].
(20) Gli Stati membri dovrebbero consultarsi con un altro Stato membro qualora, in seguito ad un inquinamento rilevante che abbia origine in quest’ultimo, il livello di un inquinante superi o è probabile che superi gli obiettivi di qualità dell’aria del caso più l’eventuale margine di tolleranza o, a seconda dei casi, la soglia di allarme. In caso di natura transfrontaliera di alcuni inquinanti specifici, come l’ozono e il materiale particolato, può essere necessario un coordinamento fra Stati membri limitrofi ai fini della predisposizione e dell’attuazione di piani per la qualità dell’aria e di piani d’azione a breve termine e dell’informazione del pubblico. Gli Stati membri dovrebbero avviare, se del caso, una cooperazione con i paesi terzi, privilegiando una tempestiva partecipazione dei paesi candidati.
(21) È necessario che gli Stati membri e la Commissione raccolgano, scambino e diffondano le informazioni sulla qualità dell’aria per meglio comprendere gli effetti dell’inquinamento atmosferico e formulare politiche adeguate al riguardo. È opportuno fornire prontamente al pubblico informazioni aggiornate sulle concentrazioni nell’aria ambiente di tutti gli inquinanti disciplinati.
(22) Per agevolare il trattamento e la comparazione delle informazioni sulla qualità dell’aria, i dati presentati alla Commissione dovrebbero avere un formato standard.
(23) È necessario adeguare le procedure riguardanti la fornitura dei dati, la valutazione e la comunicazione delle informazioni sulla qualità dell’aria per consentire l’utilizzo di strumenti elettronici e di Internet quali strumenti principali per mettere a disposizione le informazioni, e per rendere tali procedure compatibili con la direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2007, che istituisce un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE) [17].
(24) È opportuno prevedere la possibilità di adeguare all’evoluzione scientifica e tecnica i criteri e le tecniche utilizzati per la valutazione della qualità dell’aria ambiente e di adattare le informazioni da fornire.
(25) Poiché gli obiettivi della presente direttiva non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e a causa della natura transfrontaliera degli inquinanti dell’aria e possono dunque essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire, in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi, in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(26) È opportuno che gli Stati membri stabiliscano norme relative alle sanzioni da irrogare in caso di violazione delle disposizioni della presente direttiva e ne garantiscano l’applicazione. Tali sanzioni dovrebbero essere effettive, proporzionate e dissuasive.
(27) Alcune disposizioni degli atti abrogati dalla presente direttiva dovrebbero rimanere in vigore per garantire il mantenimento dei valori limite esistenti, ai fini della qualità dell’aria, per il biossido di azoto fino alla loro sostituzione a decorrere dal 1o gennaio 2010, il mantenimento delle disposizioni in materia di comunicazione delle informazioni sulla qualità dell’aria fino all’adozione di nuove modalità di applicazione e, infine, il mantenimento degli obblighi riguardanti la valutazione preliminare della qualità dell’aria di cui alla direttiva 2004/107/CE.
(28) L’obbligo di attuazione della presente direttiva nel diritto nazionale dovrebbe limitarsi alle disposizioni che costituiscono un cambiamento rilevante rispetto alle direttive precedenti.
(29) Conformemente al punto 34 dell’accordo interistituzionale "Legiferare meglio" [18], gli Stati membri sono incoraggiati a redigere e a rendere pubblici, nell’interesse proprio e della Comunità, prospetti indicanti, per quanto possibile, la concordanza tra la direttiva e i provvedimenti di recepimento.
(30) La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi sanciti in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. In particolare, la presente direttiva intende promuovere l’integrazione nelle politiche dell’Unione di un livello elevato di tutela dell’ambiente e il miglioramento della qualità dell’ambiente secondo il principio dello sviluppo sostenibile stabilito all’articolo 37 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
(31) Le misure necessarie per l’esecuzione della presente direttiva dovrebbero essere adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [19].
(32) La Commissione dovrebbe avere il potere di modificare gli allegati da I a VI, da VIII a X e l' allegato XV. Tali misure di portata generale e intese a modificare elementi non essenziali della presente direttiva devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE.
(33) La clausola di recepimento prevede che gli Stati membri provvedano a predisporre le necessarie misurazioni in siti di fondo urbani in tempo utile per definire l’indicatore di esposizione media, al fine di garantire il rispetto dei requisiti in materia di valutazione dell’obiettivo nazionale di riduzione dell’esposizione e in materia di calcolo dell’indicatore di esposizione media,
1) "aria ambiente": l’aria esterna presente nella troposfera, ad esclusione di quella presente nei luoghi di lavoro quali definiti dalla direttiva 89/654/CEE [20] a cui si applichino le disposizioni in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro e a cui il pubblico non ha accesso regolare;
2) "inquinante": qualsiasi sostanza presente nell’aria ambiente e che può avere effetti nocivi per la salute umana e/o per l’ambiente nel suo complesso;
3) "livello": concentrazione nell’aria ambiente di un inquinante o deposizione dello stesso su una superficie in un dato periodo di tempo;
4) "valutazione": qualsiasi metodo utilizzato per misurare, calcolare, prevedere o stimare i livelli;
5) "valore limite": livello fissato in base alle conoscenze scientifiche al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e/o per l’ambiente nel suo complesso, che deve essere raggiunto entro un termine prestabilito e in seguito non deve essere superato;
6) "livello critico": livello fissato in base alle conoscenze scientifiche al di sopra del quale vi possono essere effetti negativi diretti su recettori quali piante, alberi o ecosistemi naturali, esclusi gli esseri umani;
7) "margine di tolleranza": percentuale di tolleranza del valore limite consentita alle condizioni stabilite dalla presente direttiva;
8) "piani per la qualità dell'aria"; piani che stabiliscono misure per il raggiungimento dei valori limite o dei valori-obiettivo;
9) "valore-obiettivo": livello fissato al fine di evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi per la salute umana e/o per l’ambiente nel suo complesso, da conseguirsi, ove possibile, entro un termine prestabilito;
10) "soglia di allarme": livello oltre il quale vi è un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata della popolazione nel suo insieme e raggiunto il quale gli Stati membri devono adottare provvedimenti immediati;
11) "soglia di informazione": livello oltre il quale vi è un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione e raggiunto il quale sono necessarie informazioni adeguate e tempestive;
12) "soglia di valutazione superiore": livello al di sotto del quale è possibile combinare le misurazioni in siti fissi con le tecniche di modellizzazione e/o le misurazioni indicative al fine di valutare la qualità dell’aria ambiente;
13) "soglia di valutazione inferiore": livello al di sotto del quale è possibile utilizzare solo tecniche di modellizzazione o di stima obiettiva al fine di valutare la qualità dell’aria ambiente;
14) "obiettivo a lungo termine": livello da raggiungere nel lungo periodo, salvo quando ciò non sia realizzabile tramite misure proporzionate, al fine di garantire un’efficace protezione della salute umana e dell’ambiente;
15) "contributi da fonti naturali": emissioni di inquinanti non causate direttamente o indirettamente da attività umane, inclusi eventi naturali quali eruzioni vulcaniche, attività sismiche, attività geotermiche, incendi spontanei, tempeste di vento, aerosol marini o trasporto o risospensione atmosferici di particelle naturali dalle regioni secche;
16) "zona": parte del territorio di uno Stato membro da esso delimitata, ai fini della valutazione e della gestione della qualità dell’aria;
17) "agglomerato": zona in cui è concentrata una popolazione superiore a 250000 abitanti o, allorché la popolazione è pari o inferiore a 250000 abitanti, con una densità di popolazione per km2 definita dagli Stati membri;
18) "PM10": il materiale particolato che penetra attraverso un ingresso dimensionale selettivo conforme al metodo di riferimento per il campionamento e la misurazione del PM10, norma EN 12341, con un’efficienza di penetrazione del 50 % per materiale particolato di un diametro aerodinamico di 10 μm;
19) "PM2,5": il materiale particolato che penetra attraverso un ingresso dimensionale selettivo conforme al metodo di riferimento per il campionamento e la misurazione del PM2,5 norma EN 14907 con un’efficienza di penetrazione del 50 % per materiale particolato di un diametro aerodinamico di 2,5 μm;
20) "indicatore di esposizione media": livello medio determinato sulla base di misurazioni in siti di fondo urbano in tutto il territorio di uno Stato membro e che rispecchia l’esposizione della popolazione. È utilizzato per calcolare l’obiettivo nazionale di riduzione dell’esposizione e l’obbligo di concentrazione dell’esposizione;
21) "obbligo di concentrazione dell'esposizione": livello fissato sulla base dell’indicatore di esposizione media al fine di ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana, da raggiungere nell’arco di un determinato periodo;
22) "obiettivo nazionale di riduzione dell'esposizione": riduzione percentuale dell’esposizione media della popolazione di uno Stato membro fissata per l’anno di riferimento al fine di ridurre gli effetti nocivi per la salute umana, da raggiungersi, ove possibile, entro un termine prestabilito;
23) "sito di fondo urbano": sito all’interno delle zone urbane dove i livelli sono rappresentativi dell’esposizione della popolazione urbana generale;
24) "ossidi di azoto": la somma dei rapporti in mescolamento in volume (ppbv) di monossido di azoto (ossido nitrico) e di biossido di azoto espressa in unità di concentrazione di massa di biossido di azoto (μg/m3);
25) "misurazione in siti fissi": misurazione effettuata in postazioni fisse, in continuo o con campionamento casuale, per determinare i livelli conformemente ai pertinenti obiettivi di qualità dei dati;
26) "misurazione indicativa": misurazione che rispetta obiettivi di qualità dei dati meno stringenti rispetto a quelli richiesti per la misurazione in siti fissi;
27) "composti organici volatili" (COV): i composti organici provenienti da fonti antropiche e biogeniche, diversi dal metano, che possono produrre ossidanti fotochimici per reazione con gli ossidi di azoto in presenza di luce solare;
28) "precursori dell'ozono": sostanze che contribuiscono alla formazione dell’ozono troposferico, alcune delle quali sono elencate nell’allegato X.
a) è previsto un punto di campionamento ogni 100000 km2;
b) ciascuno Stato membro allestisce almeno una stazione di misurazione oppure, previo accordo con Stati membri confinanti, può allestire una o più stazioni di misurazione comuni a copertura delle zone limitrofe interessate al fine di disporre della necessaria risoluzione spaziale;
c) se opportuno, le attività di monitoraggio sono coordinate con la strategia di monitoraggio e il programma di misurazioni del programma concertato per la sorveglianza e la valutazione del trasporto a grande distanza degli inquinanti atmosferici in Europa (EMEP);
d) l’allegato I, punti A e C, si applica in riferimento agli obiettivi di qualità dei dati per le misurazioni della concentrazione di massa del particolato; l’allegato IV si applica nella sua interezza.
a) i metodi supplementari consentano di pervenire a un livello d’informazione sufficiente per la valutazione della qualità dell’aria con riferimento ai valori limite o alle soglie di allarme e ad un adeguato livello d’informazione del pubblico;
b) il numero di punti di campionamento da installare e la risoluzione spaziale di altre tecniche consentano di accertare le concentrazioni dell’inquinante interessato conformemente agli obiettivi di qualità dei dati di cui all’allegato I, punto A e facciano sì che i risultati della valutazione soddisfino i criteri di cui all’allegato I, punto B.
a) i metodi supplementari forniscano informazioni sufficienti per la valutazione della qualità dell’aria con riferimento ai valori-obiettivo, agli obiettivi a lungo termine o alle soglie di allarme e d’informazione;
b) il numero di punti di campionamento da installare e la risoluzione spaziale di altre tecniche siano sufficienti per accertare la concentrazione di ozono conformemente agli obiettivi di qualità dei dati di cui all’allegato I, punto A e far sì che i risultati della valutazione soddisfino i criteri di cui all’allegato I, punto B;
c) in ciascuna zona o agglomerato il numero di punti di campionamento sia almeno uno per due milioni di abitanti o uno per 50000 km2, se ciò produce un numero maggiore di punti di campionamento; in ogni caso, il numero non dev’essere inferiore a uno per ciascuna zona o agglomerato;
d) il biossido di azoto sia misurato in tutti i rimanenti punti di campionamento, ad esclusione delle stazioni rurali di fondo, quali definite nell’allegato VIII, punto A.
3. Entro l' 11 giugno 2010 la Commissione pubblica orientamenti per la dimostrazione e la detrazione dei superamenti imputabili a fonti naturali.
5. La Commissione pubblica orientamenti per la determinazione dei contributi provenienti dalla risospensione di particolato a seguito di sabbiatura o salatura delle strade entro l' 11 giugno 2010.
2. Se in una determinata zona o agglomerato non è possibile conformarsi ai valori limite per il PM10 di cui all’allegato XI, per le caratteristiche di dispersione specifiche del sito, per le condizioni climatiche avverse o per l’apporto di inquinanti transfrontalieri, uno Stato membro non è soggetto all’obbligo di applicare tali valori limite fino all' 11 giugno 2011 purché siano rispettate le condizioni di cui al paragrafo 1 e purché lo Stato membro dimostri che sono state adottate tutte le misure del caso a livello nazionale, regionale e locale per rispettare le scadenze.
4. Per la prima volta anteriormente all' 11 giugno 2010 ed a intervalli regolari successivamente, la Commissione pubblica esempi delle migliori pratiche per l’elaborazione dei piani d’azione a breve termine, compresi esempi delle migliori prassi per la protezione di gruppi sensibili di popolazione, compresi i bambini.
a) alla qualità dell’aria ambiente secondo quanto disposto dall’allegato XVI;
b) a tutte le decisioni riguardanti le proroghe di cui all’articolo 22, paragrafo 1;
c) ad ogni esenzione a norma dell’articolo 22, paragrafo 2;
d) ai piani per la qualità dell’aria di cui all’articolo 22, paragrafo 1, e all’articolo 23 e ai programmi di cui all’articolo 17, paragrafo 2.
a) le modifiche apportate nell’anno in questione all’elenco e alla delimitazione delle zone e degli agglomerati istituiti ai sensi dell’articolo 4;
b) l’elenco delle zone e degli agglomerati in cui i livelli di uno o più inquinanti sono superiori ai valori limite più, ove applicabile, il margine di tolleranza o superiori ai valori-obiettivo o ai livelli critici, nonché, per tali zone o agglomerati:
i) i livelli valutati e, se del caso, le date e i periodi in cui tali livelli sono stati riscontrati;
ii) se opportuno, una valutazione dei contributi da fonti naturali ai livelli valutati e dei contributi relativi alla risospensione del particolato a seguito di sabbiatura o salatura delle strade nella stagione invernale, come dichiarati alla Commissione ai sensi degli articoli 20 e 21.
a) i valori limite, gli obiettivi di riduzione dell’esposizione, i livelli critici, i valori-obiettivo, le soglie di informazione, le soglie di allarme o gli obiettivi a lungo termine di cui all’allegato VII e agli allegati da XI a XIV; né
b) le date alle quali dev’essere garantita la conformità a uno qualsiasi dei parametri di cui alla lettera a).
1. La Commissione è assistita da un comitato, il "comitato per la qualità dell’aria ambiente".
1. Le direttive 96/62/CE, 1999/30/CE, 2000/69/CE e 2002/3/CE sono abrogate a decorrere dall' 11 giugno 2010, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri riguardanti i termini per il recepimento o dall’applicazione delle suddette direttive.
Tuttavia, a decorrere dall' 11 giugno 2008 si applica quanto segue:
a) l’articolo 12, paragrafo 1, della direttiva 96/62/CE è sostituito dal seguente:
"1. Le disposizioni dettagliate per la trasmissione delle informazioni da fornire ai sensi dell’articolo 11 sono adottate secondo la procedura di cui al paragrafo 3.";
b) l’articolo 7, paragrafo 7, la nota 1 al punto I dell’allegato VIII e il punto VI dell’allegato IX della direttiva 1999/30/CE sono soppressi;
c) l’articolo 5, paragrafo 7, e il punto III dell’allegato VII della direttiva 2000/69/CE sono soppressi;
d) l’articolo 9, paragrafo 5, e il punto II dell’allegato VIII della direttiva 2002/3/CE sono soppressi.
a) l’articolo 5 della direttiva 96/62/CE: fino al 31 dicembre 2010;
b) l’articolo 11, paragrafo 1 della direttiva 96/62/CE e l’articolo 10, paragrafi 1, 2 e 3 della direttiva 2002/3/CE: fino della fine del secondo anno civile successivo all’entrata in vigore delle disposizioni di attuazione di cui all’articolo 28, paragrafo 2 della presente direttiva;
c) l’articolo 9, paragrafi 3 e 4, della direttiva 1999/30/CE: fino al 31 dicembre 2009.
Tuttavia, il terzo, quarto e quinto trattino dell’articolo 7 della decisione 97/101/CE sono soppressi a decorrere dall' 11 giugno 2008.
- le ultime informazioni scientifiche dell’OMC e delle altre pertinenti organizzazioni,
- la situazione della qualità dell’aria e le potenzialità di riduzione negli Stati membri,
- la revisione della direttiva 2001/81/CE,
- i progressi conseguiti nell’attuazione delle misure comunitarie di riduzione degli inquinanti atmosferici.
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva anteriormente all' 11 giugno 2010. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di dette disposizioni.
[1] GU C 195 del 18.8.2006, pag. 84.
[2] GU C 206 del 29.8.2006, pag. 1.
[3] Parere del Parlamento europeo del 26 settembre 2006 (GU C 306 E del 15.12.2006, pag. 102), posizione comune del Consiglio del 25 giugno 2007 (GU C 236 E del 6.11.2007, pag. 1) e posizione del Parlamento europeo dell’ 11 dicembre 2007. Decisione del Consiglio del 14 aprile 2008.
[5] GU L 296 del 21.11.1996, pag. 55. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
[6] GU L 163 del 29.6.1999, pag. 41. Direttiva modificata dalla decisione 2001/744/CE della Commissione (GU L 278 del 23.10.2001, pag. 35).
[7] GU L 313 del 13.12.2000, pag. 12.
[8] GU L 67 del 9.3.2002, pag. 14.
[9] GU L 35 del 5.2.1997, pag. 14. Decisione modificata dalla decisione 2001/752/CE della Commissione (GU L 282 del 26.10.2001, pag. 69).
[10] GU L 23 del 26.1.2005, pag. 3.
[11] GU L 171 del 27.6.1981, pag. 11.
[12] GU L 309 del 27.11.2001, pag. 22. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/105/CE del Consiglio (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 368).
[13] GU L 309 del 27.11.2001, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/105/CE del Consiglio.
[16] GU L 87 del 25.3.2004, pag. 50.
[17] GU L 108 del 25.4.2007, pag. 1.
[19] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. Decisione modificata dalla decisione 2006/512/CE (GU L 200 del 22.7.2006, pag. 11).
[20] Direttiva 89/654/CEE del Consiglio, del 30 novembre 1989, relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute per i luoghi di lavoro (GU L 393 del 30.12.1989, pag. 1). Direttiva modificata dalla direttiva 2007/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 165 del 27.6.2007, pag. 21).
| Biossido di zolfo, biossido di azoto e ossidi di azoto, monossido di carbonio | Benzene | Particolato (PM10/PM2,5) e piombo | Ozono e NO e NO2 connessi |
Misurazioni in siti fissi [1] | | | | |
Incertezza | 15 % | 25 % | 25 % | 15 % |
Raccolta minima dei dati | 90 % | 90 % | 90 % | 90 % in estate 75 % in inverno |
Periodo minimo di copertura: | | | | |
—fondo urbano e traffico | — | 35 % [2] | — | — |
—siti industriali | — | 90 % | — | — |
Misurazioni indicative | | | | |
Incertezza | 25 % | 30 % | 50 % | 30 % |
Raccolta minima dei dati | 90 % | 90 % | 90 % | 90 % |
Periodo minimo di copertura | 14 % [4] | 14 % [3] | 14 % [4] | > 10 % in estate |
Incertezza della modellizzazione: | | | | |
Medie orarie | 50 % | — | — | 50 % |
Medie su otto ore | 50 % | — | — | 50 % |
Medie giornaliere | 50 % | — | da definire | — |
Medie annuali | 30 % | 50 % | 50 % | — |
Stima obiettiva Incertezza | 75 % | 100 % | 100 % | 75 % |
L’incertezza (con un intervallo di fiducia del 95 %) dei metodi di misurazione sarà valutata in base ai principi della guida CEN per l"Espressione dell’incertezza nelle misure" (ENV 13005-1999), alla metodologia della norma ISO 5725:1994 e alle indicazioni contenute nella relazione CEN sulla "Qualità dell’aria — Approccio alla stima dell’incertezza per i metodi di misura di riferimento per l’aria ambiente" (CR 14377:2002E). Le percentuali di incertezza riportate nella precedente tabella sono indicate per le misurazioni individuali medie nel periodo considerato ai fini del calcolo del valore limite (o dal valore obiettivo in caso di ozono) per un intervallo di fiducia del 95 %. L’incertezza per le misurazioni in siti fissi va interpretata come applicabile nell’interno dell’opportuno valore limite (o dal valore obiettivo in caso di ozono).
- fonti dei dati e delle informazioni,
- descrizione dei risultati, comprese l’incertezza e, in particolare, l’estensione di qualsiasi area o, se del caso, la lunghezza della strada all’interno di una zona o di un agglomerato dove le concentrazioni superano il(i) valore(i) limite, il(i) valore(i)-obiettivo o l’obiettivo a lungo termine più il margine di tolleranza applicabile, e di ogni area dove le concentrazioni superano la soglia di valutazione superiore o la soglia di valutazione inferiore,
- popolazione potenzialmente esposta a livelli superiori rispetto ai valori limite per la protezione della salute umana.
- tutte le misurazioni effettuate ai fini della valutazione della qualità dell’aria ambiente a norma degli articoli 6 e 9 siano tracciabili secondo i requisiti stabiliti nella sezione 5.6.2.2. della norma ISO/IEC 17025:2005,
- le istituzioni che gestiscono reti e singole stazioni di misurazione dispongano di un sistema consolidato di garanzia qualità e controllo qualità che preveda una manutenzione periodica per assicurare l’accuratezza degli strumenti di misura,
- sia istituita una procedura di garanzia/controllo qualità per il rilevamento e la comunicazione dei dati rilevati e che le istituzioni designate a tale scopo partecipino attivamente ai programmi correlati di garanzia qualità su scala comunitaria,
- i laboratori nazionali, designati dall’autorità competente o dall’organismo di cui all’articolo 3 e che partecipano alle attività di intercalibrazione a livello comunitario per gli inquinanti disciplinati dalla presente direttiva, siano accreditati secondo la norma EN/ISO 17025 entro il 2010 per i metodi di riferimento di cui all’allegato VI. I laboratori devono partecipare al coordinamento, sul territorio degli Stati membri, dei programmi di garanzia qualità di scala comunitaria che la Commissione organizza e devono anche coordinare, a livello nazionale, l’esecuzione adeguata dei metodi di riferimento e le attività di dimostrazione dell’equivalenza per i metodi diversi da quelli di riferimento.
[1] Gli Stati membri possono applicare misurazioni discontinue invece delle misurazioni in continuo per il benzene, il piombo e il particolato se dimostrano alla Commissione che l'incertezza, anche quella dovuta al campionamento casuale, risponde all’obiettivo di qualità del 25 % e che il periodo di copertura rimane superiore al periodo minimo di copertura per le misurazioni indicative. Il campionamento casuale deve essere equamente distribuito nel corso dell’anno per evitare di falsare i risultati. L’incertezza dovuta al campionamento casuale può essere determinata secondo le procedure stabilite nella norma ISO 11222:2002 "Qualità dell’aria — Determinazione dell’incertezza della media temporanea delle misure di qualità dell’aria". Se le misurazioni discontinue sono utilizzate per valutare i requisiti del valore limite del PM10, occorre valutare il 90,4 percentile (che dev’essere inferiore o uguale a 50 ug/m3) anziché il numero di superamenti, che è fortemente influenzato dalla copertura dei dati.
[2] Distribuita nell’arco dell’anno in maniera tale da essere rappresentativa delle varie condizioni climatiche e di traffico.
[3] Misurazione in un giorno scelto a caso di ogni settimana in modo che le misurazioni siano uniformemente distribuite nell’arco dell’anno, oppure 8 settimane di misurazioni distribuite equamente nell’arco dell’anno.
[4] Una misurazione alla settimana a caso, in modo che le misurazioni siano uniformemente distribuite nell’arco dell’anno, oppure 8 settimane di misurazioni distribuite equamente nell’arco dell’anno.
| Protezione della salute | Protezione della vegetazione |
Soglia di valutazione superiore | 60 % del valore limite su 24 ore (75 µg/m3, da non superare più di 3 volte per anno civile) | 60 % del livello critico invernale (12 µg/m3) |
Soglia di valutazione inferiore | 40 % del valore limite su 24 ore (50 µg/m3, da non superare più di 3 volte per anno civile) | 40 % del livello critico invernale (8 µg/m3) |
| Valore limite orario per la protezione della salute umana (NO2) | Valore limite annuale per la protezione della salute umana (NO2) | Livello critico annuale per la protezione della vegetazione e degli ecosistemi naturali (NOx) |
Soglia di valutazione superiore | 70 % del valore limite(140 µg/m3, da non superare più di 18 volte per anno civile) | 80 % del valore limite (32 µg/m3) | 80 % del livello critico (24 µg/m3) |
Soglia di valutazione inferiore | 50 % del valore limite (100 µg/m3, da non superare più di 18 volte per anno civile) | 65 % del valore limite (26 µg/m3) | 65 % del livello critico(19,5 µg/m3) |
| MEDIA su 24 ore PM10 | MEDIA annuale PM10 | MEDIA annuale PM2,5 [1] |
Soglia di valutazione superiore | 70 % del valore limite (35 µg/m3, da non superare più di 35 volte per anno civile) | 70 % del valore limite (28 µg/m3) | 70 % del valore limite (17 µg/m3) |
Soglia di valutazione inferiore | 50 % del valore limite (25 µg/m3, da non superare più di 35 volte per anno civile) | 50 % del valore limite (20 µg/m3) | 50 % del valore limite (12 µg/m3) |
| MEDIA annuale |
Soglia di valutazione superiore | 70 % del valore limite (0,35 µg/m3) |
Soglia di valutazione inferiore | 50 % del valore limite (0,25 µg/m3) |
Soglia di valutazione superiore | 70 % del valore limite (3,5 µg/m3) |
Soglia di valutazione inferiore | 40 % del valore limite (2 µg/m3) |
| MEDIA su otto ore |
Soglia di valutazione superiore | 70 % del valore limite (7 µg/m3) |
Soglia di valutazione inferiore | 50 % del valore limite (5 µg/m3) |
[1] La soglia di valutazione superiore e la soglia di valutazione inferiore del PM2,5 non si applicano alle misurazioni effettuate per valutare la conformità all’obiettivo di riduzione dell’esposizione al PM2,5 per la protezione della salute umana.
a) tutte le ubicazioni situate nelle zone cui il pubblico non ha accesso e in cui non vi sono abitazioni fisse;
b) a norma dell’articolo 2, paragrafo 1, all’interno di stabilimenti o impianti industriali ai quali si applicano tutte le pertinenti disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
c) sulle carreggiate delle strade e sugli spartitraffici, salvo se i pedoni hanno normalmente accesso allo spartitraffico.
a) I punti di campionamento installati ai fini della protezione della salute umana devono essere situati in modo da fornire dati:
- sulle aree all’interno di zone ed agglomerati dove si verificano le concentrazioni più elevate alle quali la popolazione può essere esposta, direttamente o indirettamente, per un periodo significativo in relazione al periodo di mediazione del(i) valore(i) limite,
- sui livelli nelle altre aree all’interno delle zone e degli agglomerati rappresentativi dell’esposizione della popolazione in generale.
c) I siti di fondo urbano devono essere ubicati in modo tale che il livello di inquinamento cui sono esposti sia influenzato dal contributo integrato di tutte le fonti sopravvento rispetto alla stazione. In relazione al livello di inquinamento non deve prevalere un’unica fonte, a meno che tale situazione non sia caratteristica di un’area urbana più vasta. Questi punti di campionamento devono, in genere, essere rappresentativi di vari chilometri quadrati.
d) Se si devono valutare i livelli di fondo rurale, il punto di campionamento non deve essere influenzato da agglomerati o siti industriali situati nelle vicinanze, cioè siti a una distanza inferiore a cinque chilometri.
e) Quando devono essere valutati i contributi delle fonti industriali, almeno un punto di campionamento deve essere installato sottovento rispetto alla fonte all’interno della zona residenziale più vicina. Se la concentrazione di fondo è sconosciuta, è necessario installare un altro punto di campionamento nella direzione principale del vento.
f) Per quanto possibile, i punti di campionamento devono anche essere rappresentativi di località simili non nelle loro immediate vicinanze.
g) Si deve tener conto della necessità di installare punti di campionamento nelle isole, dove ciò sia necessario per la protezione della salute umana.
I punti di campionamento finalizzati alla protezione della vegetazione e degli ecosistemi naturali devono essere situati a più di 20 km di distanza dagli agglomerati o a più di 5 km di distanza da altre zone edificate, impianti industriali o autostrade o strade principali con conteggi di traffico superiori a 50000 veicoli al giorno; ciò significa che un punto di campionamento deve essere situato in modo tale che l’aria campionata sia rappresentativa della qualità dell’aria presente in una superficie circostante di almeno 1000 km2. Gli Stati membri possono provvedere affinché un punto di campionamento venga posto ad una distanza inferiore o sia rappresentativo della qualità dell’aria di un’area meno estesa tenendo conto delle condizioni geografiche o delle possibilità di protezione delle zone particolarmente vulnerabili.
- l’ingresso della sonda di campionamento deve essere libero (per un angolo di almeno 270°) e non vi debbono essere ostacoli che possano disturbare il flusso d’aria nelle vicinanze del campionatore (di norma ad alcuni metri da edifici, balconi, alberi ed altri ostacoli e, nel caso di punti di campionamento rappresentativi della qualità dell’aria sulla linea degli edifici, ad almeno una distanza di 0,5 m dall’edificio più prossimo),
- di regola, il punto di ingresso dell’aria deve situarsi tra 1,5 m (fascia di respirazione) e 4 m sopra il livello del suolo. Possono essere talvolta necessarie posizioni più elevate (fino ad 8 m). Può anche essere opportuna un’ubicazione più elevata se la stazione è rappresentativa di un’ampia area,
- l’ingresso della sonda non deve essere collocato nelle immediate vicinanze di fonti inquinanti per evitare l’aspirazione diretta di emissioni non miscelate all’aria ambiente,
- lo scarico del campionatore deve essere collocato in modo da evitare il ricircolo dell’aria scaricata verso l’ingresso del campionatore,
- per tutti gli inquinanti le sonde di campionamento legate al traffico devono essere situate ad almeno 25 m di distanza dal bordo dei grandi incroci e a non più di 10 m dal bordo stradale;
- disponibilità di energia elettrica e di linee telefoniche,
- visibilità del punto di campionamento rispetto all’ambiente circostante,
- sicurezza del pubblico e degli addetti,
- opportunità di ubicare punti di campionamento per diversi inquinanti nello stesso sito,
- vincoli di pianificazione.
SO42– | Na+ | NH4+ | Ca2+ | carbonio elementare (CE) |
NO3– | K+ | Cl– | Mg2+ | carbonio organico (CO) |
A. Numero minimo di punti di campionamento per misurazioni in siti fissi al fine di valutare la conformità ai valori limite per la protezione della salute umana e le soglie di allarme nelle zone e negli agglomerati dove la misurazione in siti fissi è l’unica fonte di informazione
Popolazione dell’agglomerato o della zona (in migliaia di abitanti) | Se la concentrazione massima supera la soglia di valutazione superiore [1] | Se la concentrazione massima è compresa tra la soglia di valutazione superiore e quella inferiore |
Per inquinanti tranne PM | Per PM [2] (somma di PM10 e PM2,5) | Inquinanti tranne PM | Per PM [2] (somma di PM10 e PM2,5) |
A tal fine deve essere predisposto un punto di campionamento per milione di abitanti per l’insieme degli agglomerati e altre zone urbane con più di 100000 abitanti. Questi punti di campionamento possono coincidere con quelli previsti al punto A.
Se la concentrazione massima supera la soglia di valutazione superiore | Se la concentrazione massima è compresa tra la soglia di valutazione superiore e quella inferiore |
1 stazione ogni 20000 km2 | 1 stazione ogni 40000 km2 |
[1] Per il biossido di azoto, il particolato, il benzene e il monossido di carbonio: prevedere almeno una stazione di monitoraggio di fondo urbano e una stazione orientata al traffico, a condizione che ciò non comporti un aumento del numero di punti di campionamento. Per questi inquinanti il numero totale di stazioni di fondo urbano e il numero totale di stazioni orientate al traffico presenti in uno Stato membro come previsto al punto A, 1), non devono differire per un fattore superiore a 2. I punti di campionamento con superamenti del valore limite del PM10 negli ultimi tre anni sono mantenuti, a meno che non sia necessaria una delocalizzazione per circostanze speciali, in particolare lo sviluppo territoriale.
[2] Se il PM2,5 e il PM10 sono misurati conformemente all’articolo 8 nella stessa stazione di monitoraggio, questa si considera come due punti di campionamento distinti. Il numero totale di punti di campionamento del PM2,5 e, quello dei punti di campionamento del PM10 presenti in uno Stato membro come previsto al punto A, 1) non devono differire per un fattore superiore a 2 e il numero di punti di campionamento del PM2,5 presenti nei fondi urbani degli agglomerati e dei centri urbani deve soddisfare i requisiti di cui all’allegato V, punto B.
Il metodo di riferimento per la misurazione del biossido di zolfo è descritto nella norma EN 14212:2005 "Ambient air quality — Standard method for the measurement of the concentration of sulphur dioxide by ultraviolet fluorescence".
Il metodo di riferimento per la misurazione del biossido di azoto e degli ossidi di azoto è descritto nella norma EN 14211:2005 "Ambient air quality — Standard method for the measurement of the concentration of nitrogen dioxide and nitrogen monoxide by chemiluminescence".
Il metodo di riferimento per il campionamento del piombo è descritto nel presente allegato, punto A.4. Il metodo di riferimento per la misurazione del piombo è descritto nella norma EN 14902:2005 "Standard method for measurement of Pb/Cd/As/Ni in the PM10 fraction of suspended particulate matter".
Il metodo di riferimento per il campionamento e la misurazione del PM10 è descritto nella norma EN 12341:1999 "Qualità dell’aria — Procedura di prova in campo per dimostrare l’equivalenza di riferimento dei metodi di campionamento per la frazione di PM10 del materiale particolato".
Il metodo di riferimento per il campionamento e la misurazione del PM2,5 è descritto nella norma EN 14907:2005 "Standard gravimetric measurement method for the determination of the PM2,5 mass fraction of suspended particulate matter".
Il metodo di riferimento per la misurazione del benzene è descritto nella norma EN 14662:2005, parti 1, 2 e 3, "Ambient air quality — Standard method for measurement of benzene concentrations".
Il metodo di riferimento per la misurazione del monossido di carbonio è descritto nella norma EN 14626:2005 "Ambient air quality — Standard method for the measurement of the concentration of carbon monoxide by nondispersive infrared spectroscopy".
Il metodo di riferimento per la misurazione dell’ozono è descritto nella norma EN 14625:2005 "Ambient air quality — Standard method for the measurement of the concentration of ozone by ultraviolet photometry".
Tutte le nuove apparecchiature acquistate per l’attuazione della presente direttiva devono essere conformi al metodo di riferimento o equivalenti entro l' 11 giugno 2010.
Tutte le apparecchiature utilizzate per le misurazioni in siti fissi devono essere conformi al metodo di riferimento o equivalenti entro l' 11 giugno 2013.
Parametro | Percentuale richiesta di dati validi |
Valori su 1 ora | 75 % (ovvero 45 minuti) |
Valori su 8 ore | 75 % dei valori (ovvero 6 ore) |
Valore medio massimo giornaliero su 8 ore sulla base delle medie consecutive di 8 ore | 75 % delle concentrazione medie consecutive su 8 ore calcolate in base a dati orari (ossia 18 medie su 8 ore al giorno) |
AOT40 | 90 % dei valori di 1 ora nel periodo di tempo definito per il calcolo del valore AOT 40 [1] |
MEDIA annuale | 75 % dei valori di 1 ora nella stagione estiva (da aprile a settembre) e 75 % nella stagione invernale (da gennaio a marzo e da ottobre a dicembre) rispettivamente |
Numero di superamenti e valori massimi per mese | 90 % dei valori medi massimi giornalieri su 8 ore (27 valori giornalieri disponibili al mese) 90 % dei valori di 1 ora tra le 8:00 e le 20:00, CET |
Numero di superamenti e valori massimi per anno | Cinque mesi su sei nella stagione estiva (da aprile a settembre) |
Finalità | Periodo di mediazione | Valore-obiettivo | Data entro la quale deve essere raggiunto il valore-obiettivo [2] |
Protezione della salute umana | MEDIA massima giornaliera calcolata su 8 ore [3] | 120 µg/m3 da non superare più di 25 volte per anno civile come media su tre anni [4] | 1.1.2010 |
Protezione della vegetazione | Da maggio a luglio | AOT40 (calcolato sulla base dei valori di 1 ora) 18000 µg/m3 · h come media su cinque anni [4] | 1.1.2010 |
Finalità | Periodo di mediazione | Obiettivo a lungo termine | Data entro la quale dev’essere raggiunto l’obiettivo a lungo termine |
Protezione della salute umana | Media massima giornaliera calcolata su 8 ore nell’arco di un anno civile | 120 µg/m3 | non definito |
Protezione della vegetazione | Da maggio a luglio | AOT40, (calcolato sulla base dei valori di 1 ora) 6000 µg/m3 · h | non definito |
[1] Qualora non siano disponibili tutti i dati misurati possibili, i valori AOT40 saranno calcolati in base ai seguenti fattori:(*)il numero di ore compreso nel periodo di tempo di cui alla definizione di AOT40 (ossia tra le 8:00 e le 20:00, CET, dal 1o maggio al 31 luglio di ogni anno per la protezione della vegetazione e dal 1o aprile al 30 settembre di ogni anno per la protezione delle foreste).
[2] La conformità con i valori obiettivo sarà valutata a decorrere da tale data. Ciò vale a dire che il 2010 sarà il primo anno in cui i dati saranno utilizzati per calcolare la conformità nei 3 o 5 anni successivi, se del caso.
[3] La massima concentrazione media giornaliera su 8 ore deve essere determinata esaminando le medie consecutive su 8 ore, calcolate in base a dati orari e aggiornate ogni ora. Ogni media su 8 ore così calcolata sarà assegnata al giorno nel quale finisce; in pratica, la prima fascia di calcolo per ogni singolo giorno sarà quella compresa tra le ore 17:00 del giorno precedente e le ore 01:00 del giorno stesso; l’ultima fascia di calcolo per ogni giorno sarà quella compresa tra le ore 16:00 e le ore 24:00 del giorno stesso.
[4] Se non è possibile determinare le medie su tre o cinque anni in base ad una serie intera e consecutiva di dati annui, i dati annui minimi per verificare la conformità ai valori-obiettivo saranno i seguenti:
- per il valore-obiettivo ai fini della protezione della salute umana: dati validi relativi a un anno,
- per il valore-obiettivo ai fini della protezione della vegetazione: dati validi relativi a tre anni.
Tipo di stazione | Finalità della misurazione | Rappresentatività [1] | Criteri per l’ubicazione su macroscala |
Urbana | Protezione della salute umana: determinare l’esposizione all’ozono della popolazione delle zone urbane, ovvero delle zone con densità di popolazione e concentrazioni di ozono relativamente alte e rappresentative dell’esposizione della popolazione generale | Alcuni km2 | Lontano dall’influsso di emissioni locali come traffico, distributori di carburante, ecc.; zona sufficientemente areata da garantire un’adeguata miscela delle sostanze da misurare; per esempio zone cittadine ad uso residenziale o commerciale, parchi (lontano dagli alberi), ampie strade o piazze con traffico minimo o nullo, zone aperte appartenenti a strutture scolastiche o a impianti ricreativi o sportivi |
Suburbana | Protezione della salute umana e della vegetazione: determinare l’esposizione della popolazione e della vegetazione alla periferia degli agglomerati, dove si riscontrano i massimi livelli di ozono ai quali la popolazione e la vegetazione possono essere esposti direttamente o indirettamente | Alcune decine di km2 | Non nelle immediate vicinanze dell’area di massima emissione, sottovento rispetto alla direzione o alle direzioni principali del vento, in condizioni favorevoli alla formazione di ozono; aree in cui la popolazione, le colture sensibili o gli ecosistemi naturali situati ai margini estremi di un agglomerato sono esposti ad elevati livelli di ozono; ove appropriato, anche qualche stazione suburbana situata sopravvento rispetto all’area di massima emissione, onde determinare i livelli regionali di inquinamento di fondo da ozono |
Rurale | Protezione della salute umana e della vegetazione: determinare l’esposizione della popolazione, delle colture e degli ecosistemi naturali alle concentrazioni di ozono su scala subregionale | Livelli subregionali (alcune centinaia di km2) | Le stazioni possono essere situate in piccoli insediamenti e/o aree con ecosistemi naturali, foreste o colture; aree rappresentative dell’ozono purché distanti dall’influenza di emissioni locali immediate, come insediamenti industriali e strade; aree aperte, ma non alla sommità di montagne |
Fondo rurale | Protezione della vegetazione e della salute umana: determinare l’esposizione delle colture e degli ecosistemi naturali alle concentrazioni di ozono su scala regionale nonché l’esposizione della popolazione | Livelli regionale, nazionale/continentale (da 1000 a 10000 km2) | Stazioni situate in aree a bassa densità di popolazione, ad esempio con ecosistemi naturali, foreste, a una distanza di almeno 20 km da aree urbane ed industriali e distanti dall’influenza delle emissioni locali; evitare zone soggette ad un locale aumento delle condizioni di inversione a livello del suolo, nonché la sommità delle montagne; sconsigliate le zone costiere caratterizzate da evidenti cicli di vento diurni a carattere locale |
Per le stazioni rurali e rurali di fondo occorre eventualmente coordinare l’ubicazione dei punti di campionamento con le disposizioni relative al monitoraggio prescritte dal regolamento (CE) n. 1737/2006 della Commissione, del 7 novembre 2006, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 2152/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al monitoraggio delle foreste e delle interazioni ambientali nella Comunità [2].
[1] I punti di campionamento devono, nella misura del possibile, essere rappresentativi di zone analoghe non ubicate nelle immediate vicinanze.
[2] GU L 334 del 30.11.2006, pag. 1.
Popolazione (× 1000) | Agglomerati (urbani e suburbani) [1] | Altre zone (suburbane e rurali) [1] | Fondo rurale |
< 250 | | 1 | 1 stazione/50000 km2 come densità media di tutte le zone di un paese [2] |
> 3750 | 1 stazione supplementare per 2 milioni di abitanti | 1 stazione supplementare per 2 milioni di abitanti |
Il numero di punti di campionamento per l’ozono, unito ad altri metodi di valutazione supplementari quali le tecniche di modellizzazione della qualità dell’aria e la misurazione contestuale di biossido di azoto, deve essere sufficiente per esaminare la tendenza dell’inquinamento da ozono e verificare la conformità agli obiettivi a lungo termine. Il numero di stazioni situate negli agglomerati e nelle altre zone può essere ridotto ad un terzo del numero indicato al punto A. Qualora le informazioni raccolte da stazioni di misurazione in siti fissi siano l’unica fonte di informazione, deve essere mantenuta almeno una stazione di monitoraggio. Se nelle zone in cui esistono altri metodi di valutazione a seguito di ciò una zona rimane priva di stazioni, deve essere istituito un coordinamento con un numero di stazioni nelle zone limitrofe tale da garantire una corretta valutazione delle concentrazioni di ozono rispetto agli obiettivi a lungo termine. Il numero delle stazioni rurali di fondo deve essere pari a 1 per ogni 100000 km2.
[1] Almeno una stazione nelle zone suburbane, dove può verificarsi la maggiore esposizione della popolazione. Negli agglomerati almeno il 50 % delle stazioni deve essere situato nelle zone suburbane.
[2] Si raccomanda 1 stazione per 25000 km2 per terreni complessi.
| 1-butene | isoprene | etilbenzene |
Etano | trans-2-butene | n-esano | m + p-xilene |
Etilene | cis-2-butene | i-esano | o-xilene |
Acetilene | 1,3-butadiene | n-eptano | 1,2,4-trimetilbenzene |
Propano | n-pentano | n-ottano | 1,2,3-trimetilbenzene |
Propene | i-pentano | i-ottano | 1,3,5-trimetilbenzene |
n-butano | 1-pentene | Benzene | formaldeide |
i-butano | 2-pentene | toluene | idrocarburi non metanici totali |
Valori su 1 ora | 75 % (ossia 45 minuti) |
Valore medio massimo giornaliero su 8 ore | 75 % delle concentrazioni medie consecutive su 8 ore calcolate in base a dati orari (ossia 18 medie su 8 ore al giorno) |
Valori su 24 ore | 75 % delle medie orarie (ossia almeno 18 valori orari) |
MEDIA annuale | 90 % [1]dei valori di 1 ora o (se non disponibile) dei valori di 24 ore nel corso dell’anno |
Periodo di mediazione | Valore limite | Margine di tolleranza | Data entro la quale il valore limite deve essere raggiunto |
1 ora | 350 µg/m3, da non superare più di 24 volte per anno civile | 150 µg/m3 (43 %) | — [2] |
1 giorno | 125 µg/m3, da non superare più di 3 volte per anno civile | Nessuno | — [2] |
1 ora | 200 µg/m3, da non superare più di 18 volte per anno civile | 50 % il 19 luglio 1999, con una riduzione il 1o gennaio 2001 e successivamente ogni 12 mesi secondo una percentuale annua costante fino a raggiungere lo 0 % entro il 1o gennaio 2010 | 1o gennaio 2010 |
Anno civile | 40 µg/m3 | 50 % il 19 luglio 1999, con una riduzione il 1o gennaio 2001 e successivamente ogni 12 mesi secondo una percentuale annua costante fino a raggiungere lo 0 % entro il 1o gennaio 2010 | 1o gennaio 2010 |
Anno civile | 5 µg/m3 | 5 µg/m3 (100 %) il 13 dicembre 2000, con una riduzione il 1o gennaio 2006 e successivamente ogni 12 mesi di 1 µg/m3 fino a raggiungere lo 0 % entro il 1o gennaio 2010 | 1o gennaio 2010 |
Media massima giornaliera calcolata su 8 ore [3] | 10 mg/m3 | 60 % | — [2] |
Anno civile | 0,5 µg/m3 [4] | 100 % | — [4] |
1 giorno | 50 µg/m3, da non superare più di 35 volte per anno civile | 50 % | — [2] |
Anno civile | 40 µg/m3 | 20 % | — [2] |
[1] La prescrizione per il calcolo della media annuale non comprende le perdite di dati dovute alla calibrazione periodica o alla manutenzione ordinaria della strumentazione.
[2] Gia in vigore dal 1o gennaio 2005.
[3] La massima concentrazione media giornaliera su 8 ore sarà determinata esaminando le medie consecutive su 8 ore, calcolate in base a dati orari e aggiornate ogni ora. Ogni media su 8 ore così calcolata sarà assegnata al giorno nel quale finisce; in pratica, la prima fascia di calcolo per ogni singolo giorno sarà quella compresa tra le ore 17:00 del giorno precedente e le ore 01:00 del giorno stesso; l’ultima fascia di calcolo per ogni giorno sarà quella compresa tra le ore 16:00 e le ore 24:00 del giorno stesso.
[4] Gia in vigore dal 1o gennaio 2005. Valore limite da soddisfare soltanto entro il 1o gennaio 2010 nelle immediate vicinanze delle specifiche fonti industriali localizzate in siti contaminati da decenni di attività industriali. In tali casi il valore limite fino al 1o gennaio 2010 sarà di 1,0 µg/m3. L’area in cui si applicano valori limite superiori non deve estendersi per più di 1000 m da tali fonti specifiche.
Inquinante | Soglia di allarme |
Biossido di zolfo | 500 µg/m3 |
Biossido di azoto | 400 µg/m3 |
Finalità | Periodo di mediazione | Soglia |
Informazione | 1 ora | 180 µg/m3 |
Allarme | 1 ora [1] | 240 µg/m3 |
[1] Ai fini dell’attuazione dell’articolo 24, il superamento della soglia deve essere misurato o previsto per tre ore consecutive.
Periodo di mediazione | Livello critico | Margine di tolleranza |
Biossido di zolfo |
Anno civile e stagione invernale (1o ottobre-31 marzo) | 20 µg/m3 | Nessuno |
Ossidi di azoto |
Anno civile | 30 µg/m3 NOx | Nessuno |
Tuttavia, qualora non siano disponibili dati per il 2008, gli Stati membri possono basarsi sulla concentrazione media degli anni 2009 e 2010 o sulla concentrazione media degli anni 2009, 2010 e 2011. Gli Stati membri che ricorrono a queste possibilità comunicano la loro decisione alla Commissione entro l' 11 settembre 2008.
Obiettivo di riduzione dell’esposizione relativo all’IEM nel 2010 | Anno entro il quale dovrebbe essere raggiunto l’obiettivo di riduzione dell’esposizione |
Concentrazione iniziale in µg/m3 | Obiettivo di riduzione in percentuale | 2020 |
≥ 22 | Tutte le misure appropriate per conseguire l’obiettivo di 18 μg/m3 |
Obbligo di concentrazione dell’esposizione | Anno entro il quale deve essere rispettato tale obbligo |
Periodo di mediazione | Valore-obiettivo | Data entro la quale dovrebbe essere raggiunto il valore-obiettivo |
Anno civile | 25 µg/m3 | 1o gennaio 2010 |
Periodo di mediazione | Valore limite | Margine di tolleranza | Data entro la quale deve essere raggiunto il valore limite |
Anno civile | 25 µg/m3 | 20 % l' 11 giugno 2008, con riduzione il 1o gennaio successivo e successivamente ogni 12 mesi secondo una percentuale annua costante fino a raggiungere lo 0 % entro il 1o gennaio 2015 | 1o gennaio 2015 |
FASE 2 [1] |
Anno civile | 20 µg/m3 | | 1o gennaio 2020 |
[1] Fase 2 — valore limite indicativo che la Commissione deve verificare nel 2013, alla luce di ulteriori informazioni in materia di conseguenze sulla salute e sull’ambiente, fattibilità tecnica ed esperienza del valore obiettivo negli Stati membri.
a) tipo di zona (centro urbano, area industriale o rurale);
b) stima della superficie inquinata (km2) e della popolazione esposta all’inquinamento;
c) dati utili sul clima;
d) dati topografici utili;
e) informazioni sufficienti sui tipi di obiettivi da proteggere nella zona interessata.
a) concentrazioni registrate in anni precedenti (prima dell’attuazione dei provvedimenti di miglioramento);
b) concentrazioni misurate dall’inizio del progetto;
c) tecniche di valutazione applicate.
a) elenco delle principali fonti di emissione responsabili dell’inquinamento (mappa);
b) quantità totale di emissioni prodotte da tali fonti (tonnellate/anno);
c) informazioni sull’inquinamento proveniente da altre regioni.
a) informazioni particolareggiate sui fattori che hanno causato il superamento dei valori (ad esempio i trasporti, compresi quelli transfrontalieri, o la formazione di inquinanti secondari nell’atmosfera);
b) informazioni particolareggiate sui possibili provvedimenti per il miglioramento della qualità dell’aria.
7. Informazioni sui provvedimenti o progetti di miglioramento esistenti anteriormente all' 11 giugno 2008, vale a dire
a) provvedimenti di carattere locale, regionale, nazionale e internazionale;
b) effetti riscontrati di tali provvedimenti.
a) elenco e descrizione di tutti i provvedimenti messi a punto nell’ambito del progetto;
b) calendario di attuazione;
c) stima del miglioramento programmato della qualità dell’aria e dei tempi previsti per conseguire questi obiettivi.
1) direttiva 70/220/CEE del Consiglio, del 20 marzo 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle misure da adottare contro l’inquinamento atmosferico con le emissioni dei veicoli a motore [1];
2) direttiva 94/63/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994, sul controllo delle emissioni di composti organici volatili (COV) derivanti dal deposito della benzina e dalla sua distribuzione dai terminali alle stazioni di servizio [2];
3) direttiva 2008/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento [3];
4) direttiva 97/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1997, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da adottare contro l’emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai motori a combustione interna destinati all’installazione su macchine mobili non stradali [4];
5) direttiva 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 1998, relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel [5];
6) direttiva 1999/13/CE del Consiglio, dell’ 11 marzo 1999, sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all’uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti [6];
7) direttiva 1999/32/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alla riduzione del tenore di zolfo di alcuni combustibili liquidi [7];
8) direttiva 2000/76/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 dicembre 2000, sull’incenerimento dei rifiuti [8];
9) direttiva 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, concernente la limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione;
10) direttiva 2001/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici;
11) direttiva 2004/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa alla limitazione delle emissioni di composti organici volatili dovute all’uso di solventi organici in talune pitture e vernici e in taluni prodotti per carrozzeria [9];
12) direttiva 2005/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2005, che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo [10];
13) direttiva 2005/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 settembre 2005, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da prendere contro le missioni di inquinanti gassosi e di particolato prodotti dai motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di veicoli e contro l’emissione di inquinanti gassosi prodotti dai motori ad accensione comandata alimentati con gas naturale o con gas di petrolio liquefatto destinati alla propulsione di veicoli [11];
14) direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici [12].
b) riduzione delle emissioni dei veicoli dotandoli di dispositivi di controllo delle emissioni. Deve essere valutata la possibilità di ricorrere ad incentivi economici per accelerare l’adozione di tali dispositivi;
c) acquisto da parte delle amministrazioni pubbliche, secondo le modalità descritte nel manuale sugli appalti pubblici compatibili con l’ambiente, di veicoli stradali, carburanti/combustibili e impianti di combustione per ridurre le emissioni, compreso l’acquisto di:
- veicoli nuovi, compresi quelli a basse emissioni,
- servizi di trasporto con veicoli più ecologici,
- fonti di combustione fisse a basse emissioni,
- combustibili a basse emissioni per fonti fisse e mobili;
g) provvedimenti per ridurre l’inquinamento atmosferico attraverso il sistema di autorizzazioni di cui alla direttiva 2008/1/CE, i piani nazionali previsti dalla direttiva 2001/80/CE e il ricorso a strumenti economici come imposte, tasse, tariffe o scambi delle quote di emissione;
h) eventualmente, provvedimenti destinati a proteggere la salute dei bambini o di altre categorie sensibili.
[1] GU L 76 del 6.4.1970, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 81).
[2] GU L 365 del 31.12.1994, pag. 24. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 1882/2003 (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
[3] GU L 24 del 29.1.2008, pag. 8.
[4] GU L 59 del 27.2.1998, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/105/CE.
[5] GU L 350 del 28.12.1998, pag. 58. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 1882/2003.
[6] GU L 85 del 29.3.1999, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 143 del 30.4.2004, pag. 87).
[7] GU L 121 dell’11.5.1999, pag. 13. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2005/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 191 del 22.7.2005, pag. 59).
[8] GU L 332 del 28.12.2000, pag. 91.
[9] GU L 143 del 30.4.2004, pag. 87.
[10] GU L 191 del 22.7.2005, pag. 59.
[11] GU L 275 del 20.10.2005, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 715/2007 (GU L 171 del 29.6.2007, pag. 1).
a) informazioni sui superamenti registrati:
- località o area in cui si è verificato il fenomeno,
- ora d’inizio e durata del fenomeno,
- concentrazione oraria più elevata corredata, per l’ozono, dalla concentrazione media più elevata su 8 ore;
b) previsione per il pomeriggio/giorno/i seguenti e/i:
- area geografica prevedibilmente interessata dai superamenti della soglia di informazione e/o di allarme,
- cambiamento previsto nell’inquinamento (miglioramento, stabilizzazione o peggioramento) e motivo del cambiamento previsto;
c) informazione sui settori colpiti della popolazione, possibili effetti sulla salute e condotta raccomandata:
- precauzioni che i gruppi di popolazione interessati devono prendere,
- dove ottenere ulteriori informazioni;
d) informazioni sulle azioni preventive per la riduzione dell’inquinamento e/o dell’esposizione ad esso; indicazione dei principali settori cui appartengono le fonti; azioni raccomandate per la riduzione delle emissioni;
e) qualora i superamenti siano solo previsti, gli Stati membri s’impegnano affinché i dati al riguardo siano forniti nella misura del possibile.
Presente direttiva | Direttiva 96/62/CE | Direttiva 1999/30/CE | Direttiva 2000/69/CE | Direttiva 2002/3/CE |
Articolo 1 | Articolo 1 | Articolo 1 | Articolo 1 | Articolo 1 |
Articolo 2, paragrafi 1 e 5 | Articolo 2, paragrafi 1 e 5 | — | — | — |
Articolo 2, paragrafi 6 e 7 | — | — | — | — |
Articolo 2, paragrafo 8 | Articolo 2, paragrafo 8 | Articolo 2, paragrafo 7 | — | — |
Articolo 2, paragrafo 9 | Articolo 2, paragrafo 6 | — | — | Articolo 2, paragrafo 9 |
Articolo 2, paragrafo 10 | Articolo 2, paragrafo 7 | Articolo 2, paragrafo 6 | — | Articolo 2, paragrafo 11 |
Articolo 2, paragrafo 11 | — | — | — | Articolo 2, paragrafo 12 |
Articolo 2, paragrafi 12 e 13 | — | Articolo 2, paragrafi 13 e 14 | Articolo 2, lettere a) e b) | — |
Articolo 2, paragrafo 14 | — | — | — | Articolo 2, paragrafo 10 |
Articolo 2, paragrafi 15 e 16 | Articolo 2, paragrafi 9 e 10 | Articolo 2, paragrafi 8 e 9 | — | Articolo 2, paragrafi 7 e 8 |
Articolo 2, paragrafi 17 e 18 | — | Articolo 2, paragrafi 11 e 12 | — | — |
Articolo 2, paragrafi 19, 20, 21, 22 e 23 | — | — | — | — |
Articolo 2, paragrafo 24 | — | Articolo 2, paragrafo 10 | — | — |
Articolo 2, paragrafi 25 e 26 | Articolo 6, paragrafo 5 | — | — | — |
Articolo 2, paragrafo 27 | — | — | — | Articolo 2, paragrafo 13 |
Articolo 2, paragrafo 28 | — | — | — | Articolo 2, paragrafo 3 |
Articolo 3, escluso paragrafo 1, lettera f) | Articolo 3 | — | — | — |
Articolo 3, paragrafo 1, lettera f) | — | — | — | — |
Articolo 4 | Articolo 2, paragrafi 9 e 10, articolo 6, paragrafo 1 | — | — | — |
Articolo 5 | — | Articolo 7, paragrafo 1 | Articolo 5, paragrafo 1 | — |
Articolo 6, paragrafi 1 e 4 | Articolo 6, paragrafi 1 e 4 | — | — | — |
Articolo 6, paragrafo 5 | — | — | — | — |
Articolo 7 | — | Articolo 7, paragrafi 2 e 3, con modifiche | Articolo 5, paragrafi 2 e 3 con modifiche | — |
Articolo 8 | — | Articolo 7, paragrafo 5 | Articolo 5, paragrafo 5 | — |
Articolo 9 | — | — | — | Articolo 9, paragrafo 1, primo e secondo comma |
Articolo 10 | — | — | — | Articolo 9, paragrafi 1 e 3, con modifiche |
Articolo 11, paragrafo 1 | — | — | — | Articolo 9, paragrafo 4 |
Articolo 11, paragrafo 2 | — | — | — | — |
Articolo 12 | Articolo 9 | — | — | — |
Articolo 13, paragrafo 1 | — | Articolo 3, paragrafo 1, articolo 4, paragrafo 1, articolo 5, paragrafo 1 e articolo 6 | Articolo 3, paragrafo 1 e articolo 4 | — |
Articolo 13, paragrafo 2 | — | Articolo 3, paragrafo 2 e articolo 4, paragrafo 2 | — | — |
Articolo 13, paragrafo 3 | — | Articolo 5, paragrafo 5 | — | — |
Articolo 14 | — | Articolo 3, paragrafo 1 e articolo 4, paragrafo 1, con modifiche | — | — |
Articolo 15 | — | — | — | — |
Articolo 16 | — | — | — | — |
Articolo 17, paragrafo 1 | — | — | — | Articolo 3, paragrafo 1 e articolo 4, paragrafo 1 |
Articolo 17, paragrafo 2 | — | — | — | Articolo 3, paragrafi 2 e 3 |
Articolo 17, paragrafo 3 | — | — | — | Articolo 4, paragrafo 2 |
Articolo 18 | — | — | — | Articolo 5 |
Articolo 19 | Articolo 10 con modifiche | Articolo 8, paragrafo 3 | — | Articolo 6 con modifiche |
Articolo 20 | — | Articolo 3, paragrafo 4 e articolo 5, paragrafo 4, con modifiche | — | — |
Articolo 21 | — | — | — | — |
Articolo 22 | — | — | — | — |
Articolo 23 | Articolo 8, paragrafi 1 e 4, con modifiche | — | — | — |
Articolo 24 | Articolo 7, paragrafo 3, con modifiche | — | — | Articolo 7 con modifiche |
Articolo 25 | Articolo 8, paragrafo 5, con modifiche | — | — | Articolo 8 con modifiche |
Articolo 26 | — | Articolo 8 con modifiche | Articolo 7 con modifiche | Articolo 6 con modifiche |
Articolo 27 | Articolo 11 con modifiche | Articolo 5, paragrafo 2, secondo comma | — | Articolo 10 con modifiche |
Articolo 28, paragrafo 1 | Articolo 12, paragrafo 1, con modifiche | — | — | — |
Articolo 28, paragrafo 2 | Articolo 11 con modifiche | — | — | — |
Articolo 28, paragrafo 3 | — | — | — | — |
Articolo 28, paragrafo 4 | — | Allegato IX con modifiche | — | — |
Articolo 29 | Articolo 12, paragrafo 2 | — | — | — |
Articolo 30 | — | Articolo 11 | Articolo 9 | Articolo 14 |
Articolo 31 | — | — | — | — |
Articolo 32 | — | — | — | — |
Articolo 33 | Articolo 13 | Articolo 12 | Articolo 10 | Articolo 15 |
Articolo 34 | Articolo 14 | Articolo 13 | Articolo 11 | Articolo 17 |
Articolo 35 | Articolo 15 | Articolo 14 | Articolo 12 | Articolo 18 |
Allegato I | — | Allegato VIII con modifiche | Allegato VI | Allegato VII |
Allegato II | — | Allegato V con modifiche | Allegato III | — |
Allegato III | — | Allegato VI | Allegato IV | — |
Allegato IV | — | — | — | — |
Allegato V | — | Allegato VII con modifiche | Allegato V | — |
Allegato VI | — | Allegato IX con modifiche | Allegato VII | Allegato VIII |
Allegato VII | — | — | — | Allegato I, allegato III, parte II |
Allegato VIII | — | — | — | Allegato IV |
Allegato IX | — | — | — | Allegato V |
Allegato X | — | — | — | Allegato VI |
Allegato XI | — | Allegato I, parte I, allegato II, parte I e allegato III (con modifiche); allegato IV (invariato) | Allegato I, allegato II | — |
Allegato XII | — | Allegato I, parte II, allegato II, parte II | — | Allegato II, parte I |
Allegato XIII | — | Allegato I, parte I allegato II, parte I | — | — |
Allegato XIV | — | — | — | — |
Allegato XV, punto A | Allegato IV | — | — | — |
Allegato XV, punto B | — | — | — | — |
Allegato XVI | — | Articolo 8 | Articolo 7 | Articolo 6 con modifiche |
- il Consiglio e il Parlamento hanno già adottato una nuova normativa concernente la limitazione delle emissioni di gas di scarico dei veicoli leggeri,
- la Commissione ha adottato una proposta legislativa per migliorare l’efficacia della legislazione comunitaria in materia di emissioni industriali, ivi compresi gli impianti di agricoltura intensiva, e misure riguardanti le fonti di combustione industriali di dimensioni ridotte,
- la Commissione ha adottato una proposta legislativa che limiterà le emissioni dei gas di scarico dei motori installati nei veicoli commerciali pesanti,
- nel 2008 la Commissione intende presentare nuove proposte legislative destinate a:
- ridurre ulteriormente, per le principali sostanze inquinanti, le emissioni che ciascuno Stato membro è autorizzato a produrre,
- ridurre le emissioni legate al rifornimento degli autoveicoli a benzina nelle stazioni di servizio,
- affrontare la questione del contenuto di zolfo nei carburanti (ivi compresi i combustibili marittimi),
- inoltre sono in corso lavori preparatori per valutare la fattibilità di:
- miglioramento dell’ecoprogettazione delle caldaie e degli scaldacqua ad uso domestico e riduzione delle loro emissioni,
- riduzione del tenore di solventi nelle pitture, nelle vernici e nei prodotti per carrozzeria,
- riduzione delle emissioni di scarico delle macchine mobili non stradali e ottimizzazione dei benefici tratti dai carburanti non stradali a ridotto contenuto di zolfo già proposti dalla Commissione,
- la Commissione continua inoltre a esercitare pressioni sull’Organizzazione marittima internazionale (IMO) per una riduzione sostanziale delle emissioni delle navi e si è impegnata a presentare delle proposte comunitarie qualora l’IMO non dovesse presentare proposte sufficientemente ambiziose entro il 2008.
La Commissione tuttavia, è vincolata dagli obiettivi della sua iniziativa "legiferare meglio" e dall’esigenza di fondare le sue proposte su una valutazione precisa degli impatti e dei benefici. A questo proposito e conformemente al trattato che istituisce la Comunità europea, la Commissione continuerà a valutare l’esigenza di presentare nuove proposte legislative, riservandosi il diritto di decidere se e quando è opportuno presentare tali proposte.

References: art. 34
 art. 33
 articolo 13
 articolo 13
 articolo 22
 articolo 23

Articolo 1
 Articolo 1
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 Articolo 1
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Articolo 2
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Articolo 3
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Articolo 20
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Articolo 21

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Articolo 23
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Articolo 24
 Articolo 7
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Articolo 26
 Articolo 8
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 Articolo 6

Articolo 27
 Articolo 11
 Articolo 5
 Articolo 10

Articolo 28
 Articolo 12

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 Articolo 11

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Articolo 29
 Articolo 12

Articolo 30
 Articolo 11
 Articolo 9
 Articolo 14

Articolo 31

Articolo 32

Articolo 33
 Articolo 13
 Articolo 12
 Articolo 10
 Articolo 15

Articolo 34
 Articolo 14
 Articolo 13
 Articolo 11
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 Articolo 12
 Articolo 18
 Articolo 8
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