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Timestamp: 2016-10-22 05:23:19+00:00

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5P.100/2000 (17.07.2000)
Y.________, Lugano, contro la sentenza emanata il 1� febbraio 2000 dalla I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino nella causa che oppone il ricorrente a N.B.________, L.B.________, Basilea, E.B.________, Aesch, U.T.________, Ascona, M.T.________, Gordola, D.T.________, Aurigeno, dott. A.G.________, dott. P.G.________, e L.R.________, Torino (I), patrocinati dall'avv. dott.
X.________, Lugano, in merito alla nullit� di un testamento (arbitrio nell'apprezzamento delle prove);
A.- E.V.________, cittadina svizzera nata nel 1901, � deceduta senza lasciare discendenti il 17 marzo 1992 presso l'Ospedale San Donato di Intragna. Essa era proprietaria di un'ingente fortuna mobiliare e immobiliare in Svizzera e a Torino. Dopo aver disposto dei suoi beni in diversi testamenti, ha con testamento pubblico del 9 agosto 1990 revocato tutte le precedenti disposizioni ed istituito quali eredi il pronipote U.T.________ ed E.C.________, amministratore del suo patrimonio in Italia, nonch� esecutore testamentario, e ha assegnato diversi legati ai pronipoti N.B._______, L.B.________ ed E.B.________, allo stesso E.C.________ e ai suoi figli, come pure ad A.G.________ e a suo figlio.
B.- Con testamento pubblico del 10 gennaio 1991 E.V.________, degente nella camera 309 del summenzionato ospedale, ha revocato ogni precedente disposizione di ultime volont�, ha nominato U.T.________ esecutore testamentario nonch� suo erede universale, ha sostanzialmente mantenuto i legati gi� previsti in precedenza e ne ha istituito uno a favore di L.R.________. Il medesimo giorno, la testatrice ha rilasciato una procura generale a U.T.________ e ha revocato quella a favore di E.C.________, al quale ha chiesto la restituzione di tutti i beni. Successivamente, con testamento olografo del 21 gennaio 1991, essa ha revocato ogni disposizione a favore della famiglia E.C.________, destinando i relativi beni alla moglie di U.T.________, R.T.________. Dopo essere stata dimessa dallo stabilimento di cura, essa ha vissuto con la famiglia del pronipote U.T._______.
C.- Il 15 aprile 1991 la delegazione tutoria di Locarno, allertata da E.C.________, ha sospeso provvisoriamente E.V.________ dai diritti civili e ha inoltrato un'istanza di interdizione al Consiglio di Stato del Cantone Ticino. Il 7 gennaio 1992 l'autorit� tutoria ha denunciato U.T.________ per aver prelevato senza autorizzazione beni per un valore complessivo di fr. 1'150'000.-- da un conto bancario della prozia. E.V.________ � stata ricoverata per l'ultima volta il 20 settembre 1991 nell' Ospedale di San Donato dove � deceduta il 17 marzo 1992.
Nel mese di aprile 1992 il notaio F.M.________ ha pubblicato il testamento del 9 agosto 1990 e il notaio M.Z.________ quelli del 10 e 21 gennaio 1991. Il 21 settembre 1992 E.C.________ ha denunciato quest'ultimo notaio per falsit� in atti pubblici.
D.- Il 16 ottobre 1992 E.C.________ ha convenuto in giudizio innanzi al Pretore di Locarno Citt� U.T._______, M.T.________ e D.T.________, N.B._______, L.B._______ ed E.B.________, A.G.________ e P.G._______ nonch� L.R.________, con un'azione tendente all'annullamento del testamento pubblico del 10 gennaio 1991.
L'11 dicembre 1992 � stata constatata, in seguito a un furto con scasso, la scomparsa dall'ufficio del notaio M.Z.________ dell'atto di pubblicazione con i testamenti originali del 10 e 21 gennaio 1991. Il 23 dicembre 1994 il Procuratore pubblico ha decretato l'abbandono del procedimento penale a carico del notaio M.Z.________. Tale decisione � stata infruttuosamente contestata da E.C.________ sia innanzi alla Camera dei ricorsi penali sia innanzi al Tribunale federale.
E.- Con giudizio 7 aprile 1997, il Pretore ha accolto la petizione e ha annullato il testamento pubblico del 10 gennaio 1991. Il 1� febbraio 2000 la I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, adita dai soccombenti, ha accolto il rimedio e ha riformato la decisione del primo giudice, rigettando la petizione.
Pure il presupposto della sussidiariet� assoluta � adempiuto, non esistendo altro rimedio di diritto con cui � possibile censurare l'apprezzamento delle prove contenuto nella sentenza impugnata (DTF 119 II 84 con rinvii).
2.- a) Se le norme relative alla celebrazione di atti pubblici sono in linea di principio determinate dal diritto cantonale (art. 55 cpv. 1 tit. fin. CC), il diritto federale contiene delle disposizioni precise concernenti le esigenze di forma dei testamenti pubblici, che ne determinano, secondo la costante giurisprudenza, la validit� (DTF 118 II 273 consid. 3b e rinvii). Giusta gli art. 500 cpv. 1 e 2 e 501 CC il testatore comunica la sua volont� al notaio o ad altra persona ufficiale designata dal diritto cantonale (art. 499 CC); questa redige o fa redigere la scrittura e la d� a leggere al testatore, che la firma. Appena datata e firmata la scrittura, il testatore dichiara innanzi a due testimoni, in presenza del notaio, che egli l'ha letta e ch'essa contiene le sue disposizioni d'ultima volont� (art. 501 cpv. 1 CC). I testimoni confermano con la loro firma sulla scrittura che il testatore ha pronunciato tale dichiarazione in loro presenza e che, a loro giudizio, egli si trovava in stato di capacit� di disporre (art. 501 cpv. 2 CC). La dichiarazione di cui all'art. 501 cpv. 1 CC � un presupposto indispensabile per la validit� dell'atto (DTF 118 II 273 consid. 3b/aa e rinvii; Piotet, Droit successoral, Trait� de Droit Priv� Suisse, vol. IV, pag. 212; Ruf, Commento basilese, ZGB II, n. 6 ad art. 501 CC; Tuor, Commento bernese, n. 5 all'art. 501 CC; Escher, Commento zurighese, n. 3 all'art. 501 CC). Essa dev'essere fatta alla presenza simultanea dei due testimoni e del pubblico ufficiale (Tuor, op. cit. , n. 6 all'art. 501 CC, Ruf, op. cit. , n. 8 all'art. 501 CC; Piotet, op. cit. , pag. 212), ci� che � pure una condizione per la validit� dell'atto (Escher, loc. cit.).
b) Giusta l'art. 9 CC i pubblici documenti fanno piena prova dei fatti che attestano, finch� non sia dimostrata l'inesattezza del loro contenuto (cpv. 1); questa prova non � soggetta ad alcuna forma speciale (cpv. 2).
Tale norma � segnatamente applicabile all'attestazione dei testimoni di cui all'art. 501 cpv. 2 CC (DTF 89 II 363 consid. 1; Ruf, op. cit. , n. 15 all'art. 501 CC).
c) I principi summenzionati sono stati correttamente esposti dall'autorit� cantonale e non sono in quanto tali contestati. Unicamente litigiosa � la loro applicazione nel caso concreto, il ricorrente lamentando un apprezzamento arbitrario delle prove.
3.- La sentenza impugnata rileva, citando il rogito, che dopo la lettura del testamento da parte della disponente sono state chiamate e assunte quali testimoni C.M.________ e M.G.________ e che in loro presenza la testatrice ha dichiarato di aver letto l'atto pubblico e che lo stesso rappresenta l'esatta e precisa espressione delle sue ultime volont�. Il testamento contiene pure l'indicazione che l'atto � stato scritto personalmente dal notaio e da questi letto ad alta e intelligibile voce alla continua ed ininterrotta presenza della testatrice e dei due testimoni.
Sempre secondo la sentenza impugnata, dall'istruttoria � emerso che il notaio ha invitato R.T.________ a cercare due testimoni. Questa si � rivolta all'infermiera C.M.________, che l'ha poi seguita nella camera della disponente con la collega M.G.________. Il notaio ha quindi dichiarato di aver verificato le loro generalit� e a tal fine una delle due testimoni � andata a prendere un documento di legittimazione che teneva nella borsetta. Questa circostanza � stata confermata dall'avv. X.________, il quale attendeva fuori dalla camera della disponente e che ha deposto di aver visto una testimone uscire e ritornare dopo 4-5 minuti con in mano una carta pieghevole. Tale fatto � per� stato negato dalle due infermiere, che contestano di aver esibito un qualsiasi documento. I giudici cantonali hanno tuttavia reputato che da ci� non si pu� concludere per la falsit� dell'atto pubblico, poich� non � ravvisabile come il notaio abbia potuto accertare i dati personali delle testimoni, che altrimenti solo l'ospedale o il comune di Intragna avrebbero potuto fornire, senza che una parte pretenda che ci� si sia verificato. Il notaio rogante ha inoltre dichiarato di aver chiesto alla testatrice di confermare ai testimoni di aver letto le precedenti pagine dell'atto e che queste contengono le disposizioni di sua ultima volont�, al che essa disse a viva voce che era il suo testamento e che l'aveva letto prima che entrassero le testimoni.
In un primo tempo, invece, le testi C.M.________ e M.G._______ hanno negato che il notaio risp. la testatrice avesse pronunciato le predette dichiarazioni. M.G.________ ha mantenuto la propria versione, mentre C.M.________ ha dichiarato, dopo essere stata interrogata in presenza del notaio M.Z.________, che le sembra di ricordare che la defunta avesse detto un s� a proposito del testamento quando il predetto notaio le aveva chiesto qualcosa. Secondo la Corte cantonale, pur considerando il disagio delle due testimoni innanzi all'autorit� penale e il tempo trascorso dall'evento, le loro dichiarazioni sono troppo incerte e titubanti per essere idonee a smentire quanto contenuto nell'atto pubblico.
4.- Il ricorrente richiama dapprima la sentenza di primo grado in cui il Pretore ha assodato, sulla base delle ripetute e non contraddittorie deposizioni delle infermiere, che esse non erano presenti simultaneamente alla rogazione della fase finale dell'atto di ultime volont� e che la disponente non aveva fatto loro la dichiarazione di cui all'art. 501 cpv. 1 CC. Egli sostiene poi che i Giudici d'appello sono giunti alla conclusione opposta con un'interpretazione arbitraria delle prove. Citando in maniera circostanziata le deposizioni delle due donne, da cui risulta con una sufficiente certezza, anche con riferimento alle deposizioni di R.T.________, del notaio M.Z.________ e dell'avvocato X.________, l'inesattezza del testamento pubblico per quanto concerne la dichiarazione dell'art. 501 cpv. 1 CC e la presenza contemporanea delle due testimoni.
[R.T.________] che conoscevo di vista poich� veniva
notaio (lui comunque non si � presentato a me come
tale ma pu� darsi che sia stata la C.M.________ a
nipote mi ha detto di firmare l� dove mi indicava
R.[risposta] mi sembra di no, poich� ricordo che
lei � uscita ed io sono entrata. Posso quindi escludere
ultima volont� ?
R. no, poich� non ha proferito parola ed ho supposto
in buona fede che tutto fosse gi� sistemato
R. S�, lo riconfermo: la E.V.________ non ha assolutamente
R. No, poich� ricordo che quando io sono entrata
documento n� di averlo esibito a qualcuno in quella
camera poich� se avessi dovuto andare a prenderlo,
del personale � ubicato in un'altra ala dell'ospedale, mi ricorderei se avessi dovuto effettuare
Confermo integralmente quanto ho gi� dichiarato
esibisce la sua carta d'identit� (fotocopia
c'� nel testamento.
d'identit� precedente a questo figurava
M.R._______ cos� come anche sulla patente di guida
anche il nome ma sinceramente non lo ricordo pi�)
Il mio compito � stato unicamente quello di apporre
scritti (non ricordo se a mano o a macchina per�
riconfermo che � quello esibitomi dal verbalizzante
io, per discrezione, non ho n� chiesto spiegazioni
sul mio ruolo di testimone n� tantomeno ho
poich� il nostro incontro � stato per quei pochi
R. Non ricordo che qualcuno abbia parlato, n� da
parte del notaio n� da parte della E.V.________.
ci� corrispondeva alle sue ultime volont�?
D. Nel verbale PP 2.12.1992 lei per� ha detto che
molto pi� agitata e non ho dormito questa notte
E.V.________ abbia detto un s� a proposito del
qualche cosa. Non ricordo niente di pi�. Non
ricordo pi� se ero io da sola come testimone in
Anche dopo che quest'ultimo ha inoltrato una denuncia per falsa testimonianza. Per contro C.M.________, in occasione del confronto del 13 gennaio 1993, ha deposto di non ricordarsi che la testatrice abbia fatto una qualsiasi dichiarazione, in particolare che essa abbia detto di aver letto il testamento e che esso conteneva le sue ultime volont�. La teste C.M.________ ha nondimeno assicurato che le sue precedenti dichiarazioni corrispondevano ai ricordi che essa aveva a quel momento. Solo dopo la denuncia per falsa testimonianza sporta dal notaio M.Z.________ e dopo essere stata interrogata in presenza del predetto notaio e del suo patrocinatore, essa ha infine dichiarato che le sembrava di ricordare un s� a proposito di un testamento quando il notaio aveva chiesto qualcosa alla disponente.
d) Come gi� osservato, le prime dichiarazioni delle infermiere M.G._______ e C.M.________, rilasciate in un momento in cui i ricordi erano sicuramente pi� freschi e prima che esse fossero messe sotto pressione, erano perfettamente chiare e concordanti. Del resto, esse sono le uniche due persone sentite sulle circostanze che hanno accompagnato la rogazione dell'atto non interessate dall'esito della lite. Ne segue che le esitazioni di una di esse, intervenute dopo essere stata confrontata al notaio M.Z.________ assistito da un altro avvocato e dopo essere oggetto di una denuncia per falsa testimonianza, non permettono all'autorit� cantonale, senza incorrere in arbitrio, di considerare le deposizioni delle due testimoni dell'atto pubblico come inidonee per determinare l'inesattezza dello stesso.
In effetto, la partecipazione dei testimoni nella rogazione di un testamento pubblico ha per scopo di garantire che il testo dell'atto corrisponda alla volont� del testatore (DTF 118 II 273 consid. 5a). Se come nella fattispecie, la testatrice ha letto e firmato l'atto senza che i testimoni fossero presenti, la dichiarazione effettuata innanzi al pubblico ufficiale, con cui essa conferma loro di aver letto l'atto e che questo contiene le sue disposizioni di ultima volont� (art. 501 cpv. 1 CC), � ancora pi� essenziale per garantire che il tenore del testamento corrisponda realmente alla volont� della disponente. Poich� dalle deposizioni chiare e concordanti delle due infermiere risulta che - contrariamente a quanto indicato nell'atto notarile - la testatrice non ha dichiarato quanto prescritto dall'art. 501 cpv. 1 CC e poich� le testimoni sono state chiamate separatamente per apporre la propria firma sul rogito, le loro testimonianze potevano unicamente essere scartate sulla base di elementi solidi. Ci� che, come si dir� qui di seguito, non � in concreto avvenuto.
e) R.T.________ � la consorte dell'erede universale istituito con il testamento litigioso: la sua testimonianza, a prescindere dall'ammissibilit� di una siffatta deposizione dal profilo dell'art. 228 CPC ticinese, deve quindi essere valutata con prudenza. Essa ha dichiarato di essere rimasta fuori dalla camera della testatrice mentre le due testimoni prestavano il loro ufficio. Tale teste non ha pertanto potuto constatare alcunch� sul rispetto delle esigenze poste dall'art. 501 cpv. 1 CC. Lo stesso vale per l'avv. X.________, legale dei beneficati, che pure ha dichiarato di aver atteso fuori dalla camera della testatrice.
Unicamente il notaio M.Z.________ ha dichiarato di aver chiesto alla testatrice di confermare alle due testimoni di aver letto le precedenti pagine dell'atto e che queste contenevano le sue ultime volont�, al che la testatrice avrebbe detto a viva voce che si trattava del suo testamento e che essa lo aveva letto prima che entrassero le testimoni.
Tuttavia la sola deposizione del notaio M.Z.________ non permetteva ai giudici cantonali, senza cadere nell'arbitrio, di negare che il ricorrente avesse apportato la prova del mancato rispetto delle esigenze formali poste dall'art. 501 cpv. 1 CC. In effetto, il notaio rischiava una condanna penale per falsit� in documenti e il ritiro della patente notarile, se egli avesse smentito le constatazioni menzionate nell'atto pubblico. Inoltre le sue dichiarazioni contrastano con il contenuto dello stesso testamento pubblico del 10 gennaio 1991, in cui ha indicato - alla fine - di aver letto tale atto a chiara ed intelligibile voce alla continua presenza della testatrice e delle due testimoni. Infine, alla pagina 6 dell'atto pubblico i dati personali di C.M.________ sono seguiti da una riga vuota e quelli di M.G.________ da due righe vuote. Ora, tale modo di procedere - per altro in contrasto con l'art. 49 cpv. 3 delle legge ticinese sul notariato, secondo cui gli atti scritti a mano non devono avere alcun vacuo che non sia lineato - sembra indicare che i dati personali dei testimoni siano stati aggiunti a posteriori. Tale circostanza discredita ancora maggiormente la deposizione del notaio e fa nel contempo apparire ancora pi� plausibile la deposizione delle infermiere riferita alla mancata produzione di documenti di identit�.
1. Il ricorso � accolto e la sentenza impugnata � annullata.
2. La tassa di giustizia di fr. 10'000.-- � posta in solido a carico dei resistenti, i quali rifonderanno al ricorrente, sempre con vincolo di solidariet�, fr.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 500
 art. 501
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