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Timestamp: 2020-04-02 04:18:43+00:00

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Pietro Ichino » D.LGS. N. 80/2015: CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO » Print
Posted By pietrogallo On 09/21/2015 @ 17:15 In LAVORO,WELFARE | Comments Disabled
Visti gli articoli 76 [1] e 87 [2], quinto comma, della Costituzione;
Vista la legge 10 dicembre 2014, n. 183 [3], recante: «Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro», e in particolare l’articolo 1 [4], commi 8 e 9, che conferisce delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per la revisione e l’aggiornamento delle misure volte a tutelare la maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro;
Visto il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5].”;
Visto il decreto legislativo 18 luglio 2011, n. 119 [6], recante: «Attuazione dell’articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183 [7], recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi.»;
Vista la legge 8 marzo 2000, n. 53 [8], recante: «Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città.»;
Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104 [9], recante: «Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.»;
Visto il decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 [10], convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119 [11], recante: «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province.»;
1. Le disposizioni del presente decreto legislativo, in attuazione dell’articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183 [4], recano misure volte a tutelare la maternità delle lavoratrici e a favorire le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per la generalità dei lavoratori.
Art. 2. Modifiche all’articolo 16 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [12], in materia di divieto di adibire al lavoro le donne
1. Al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 16 [12], comma 1, la lettera d) è sostituita dalla seguente:
b) dopo l’articolo 16 [12] è inserito il seguente:
Art. 3. Modifiche all’articolo 24 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [13], in materia di prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico
1. All’articolo 24 [13] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], il comma 1 è sostituito dal seguente:
Art. 4. Modifiche all’articolo 26 [14] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di congedo di maternità nei casi di adozione e affidamento
1. All’articolo 26 [14] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], dopo il comma 6 è inserito il seguente:
Art. 5. Modifiche all’articolo 28 [15] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di congedo di paternità
1. All’articolo 28 [15] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], sono apportate le seguenti modifiche:
«2. Il padre lavoratore che intende avvalersi del diritto di cui ai commi 1 e 1-bis presenta al datore di lavoro la certificazione relativa alle condizioni ivi previste. In caso di abbandono, il padre lavoratore ne rende dichiarazione ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 [16]. L’INPS provvede d’ufficio agli accertamenti amministrativi necessari all’erogazione dell’indennità di cui al comma 1-ter, con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente.».
Art. 6. Modifiche all’articolo 31 [17] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di congedo di paternità nei casi di adozione e affidamento
1. All’articolo 31 [17] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], il comma 2 è sostituito dal seguente:
Art. 7. Modifiche all’articolo 32 [18] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di congedo parentale
1. All’articolo 32 [18] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], sono apportate le seguenti modifiche:
Art. 8. Modifiche all’articolo 33 [19] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di prolungamento del congedo parentale
1. All’articolo 33, comma 1 [19], del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], le parole: «entro il compimento dell’ottavo anno di vita del bambino» sono sostituite dalle seguenti: «entro il compimento del dodicesimo anno di vita del bambino».
Art. 9. Modifiche all’articolo 34 [20] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di trattamento economico e normativo
1. All’articolo 34 [20] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], sono apportate le seguenti modificazioni:
Art. 10. Modifiche all’articolo 36 [21] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di congedo parentale nei casi di adozione e affidamento
1. All’articolo 36 [21] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], sono apportate le seguenti modifiche:
Art. 11. Modifiche all’articolo 53 [22] del decreto legislati [5]vo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di lavoro notturno
1. All’articolo 53, comma 2, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [22], dopo la lettera b), è aggiunta la seguente:
Art. 12. Modifiche all’articolo 55 [23] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di dimissioni
1. All’articolo 55 [23] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], sono apportate le seguenti modificazioni:
Art. 13. Modifiche all’articolo 64 [24] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 [25]
«Art. 64-bis (Adozioni e affidamenti). – 1. In caso di adozione, nazionale o internazionale, alle lavoratrici di cui all’articolo 2, comma 26 [25], della legge 8 agosto 1995, n. 335 [26], non iscritte ad altre forme obbligatorie, spetta, sulla base di idonea documentazione, un’indennità per i cinque mesi successivi all’effettivo ingresso del minore in famiglia, alle condizioni e secondo le modalità di cui al decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, adottato ai sensi dell’articolo 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 [27].
Art. 64-ter (Automaticità delle prestazioni). – 1. I lavoratori e le lavoratrici iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 [25], non iscritti ad altre forme obbligatorie, hanno diritto all’indennità di maternità anche in caso di mancato versamento alla gestione dei relativi contributi previdenziali da parte del committente.».
Art. 14. Modifica del capo XI del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5]
Art. 15. Modifiche all’articolo 66 [28] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di indennità di maternità per le lavoratrici autonome e le imprenditrici agricole
1. All’articolo 66 [28] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
Art. 16. Modifiche all’articolo 67 [29] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di modalità di erogazione dell’indennità di maternità per le lavoratrici autonome e le imprenditrici agricole
1. All’articolo 67 [29] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], sono apportate le seguenti modifiche:
«1-bis. L’indennità di cui all’articolo 66, comma 1-bis, è erogata previa domanda all’INPS, corredata dalla certificazione relativa alle condizioni ivi previste. In caso di abbandono il padre lavoratore autonomo ne rende dichiarazione ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 [16].»;
Art. 17. Modifica del capo XII del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5]
Art. 18. Modifiche all’articolo 70 [30] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di indennità di maternità per le libere professioniste
1. All’articolo 70 [30] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], dopo il comma 3-bis è aggiunto il seguente:
Art. 19. Modifiche all’articolo 71 [31] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di termini e modalità della domanda per l’indennità di maternità per le libere professioniste
1. All’articolo 71 [31] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], dopo il comma 3 è inserito il seguente:
«3-bis. L’indennità di cui all’articolo 70, comma 3-ter è erogata previa domanda al competente ente previdenziale, corredata dalla certificazione relativa alle condizioni ivi previste. In caso di abbandono il padre libero professionista ne rende dichiarazione ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 [32], n. 445.».
Art. 20. Modifiche all’articolo 72 [33] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], in materia di indennità di maternità per le libere professioniste nei casi di adozione e affidamento
1. All’articolo 72 [33] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], sono apportate le seguenti modifiche:
«2. La domanda deve essere presentata dalla madre al competente ente che gestisce forme obbligatorie di previdenza in favore dei liberi professionisti entro il termine perentorio di centottanta giorni dall’ingresso del minore e deve essere corredata da idonee dichiarazioni, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 [34], attestanti l’inesistenza del diritto a indennità di maternità per qualsiasi altro titolo e la data di effettivo ingresso del minore nella famiglia.».
Art. 21. Modifiche all’articolo 85 [35] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], recante disposizioni in vigore
1. All’articolo 85 [35] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 [5], sono apportate le seguenti modificazioni:
«h) il decreto del Ministro della sanità 10 settembre 1998 [36];».
Art. 22. Modifiche agli articoli 11 [37] e 18-bis del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 [38], in materia di lavoro notturno
1. Al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 [39], sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 11 [37], comma 2, dopo la lettera b), è inserita la seguente:
b) all’articolo 18-bis [38], comma 1, secondo periodo, dopo le parole: «lettere a), b)» sono inserite le seguenti: «b-bis) e».
1. La dipendente di datore di lavoro pubblico o privato, con esclusione del lavoro domestico, inserita nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati dai servizi sociali del comune di residenza o dai centri antiviolenza o dalle case rifugio di cui all’articolo 5-bis decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 [40], convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119 [11], ha il diritto di astenersi dal lavoro per motivi connessi al suddetto percorso di protezione per un periodo massimo di tre mesi.
2. Le lavoratrici titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, debitamente certificati dai servizi sociali del Comune di residenza o dai Centri antiviolenza o dalle Case rifugio di cui all’articolo 5-bis [40], del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 [10], convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119 [11], hanno diritto alla sospensione del rapporto contrattuale per motivi connessi allo svolgimento del percorso di protezione, per il periodo corrispondente all’astensione, la cui durata non può essere superiore a tre mesi.
4. Durante il periodo di congedo, la lavoratrice ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento, e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa. L’indennità è corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternità. I datori di lavoro privati, nella denuncia contributiva, detraggono l’importo dell’indennità dall’ammontare dei contributi previdenziali dovuti all’ente previdenziale competente. Per i dipendenti dei predetti datori di lavoro privati, compresi quelli per i quali non è prevista l’assicurazione per le prestazioni di maternità, l’indennità di cui al presente comma è corrisposta con le modalità di cui all’articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663 [41], convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33 [42]. Tale periodo è computato ai fini dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, nonché ai fini della maturazione delle ferie, della tredicesima mensilità e del trattamento di fine rapporto.
1. In via sperimentale, per il triennio 2016-2018, una quota pari al 10 per cento delle risorse del Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello, di cui all’articolo 1, comma 68, ultimo periodo, della legge 24 dicembre 2007, n. 247 [43], e successive modificazioni, è destinata alla promozione della conciliazione tra vita professionale e vita privata, secondo i criteri indicati al comma 2.
1. Agli oneri derivanti dagli articoli da 2 a 24 valutati in 104 milioni di euro per l’anno 2015 si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 [44].
3. Il riconoscimento dei benefici per gli anni successivi al 2015 è condizionato alla entrata in vigore di decreti legislativi attuativi dei criteri di delega di cui alla legge 10 dicembre 2014, n. 183 [3], che individuino adeguata copertura finanziaria.
1. Ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 [45], il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche avvalendosi del sistema permanente di monitoraggio e valutazione istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92 [46], provvedono al monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni introdotte dal presente decreto. Nel caso in cui si verifichino, o siano in procinto di verificarsi, scostamenti rispetto alle previsioni di spesa di cui all’articolo 26, il Ministro dell’economia e delle finanze provvede, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto alla rideterminazione dei benefici previsti dai precedenti articoli, avuto riguardo, in particolare, a quanto previsto dagli articoli da 7 a 10. In tal caso, il Ministro dell’economia e delle finanze riferisce alle Camere con apposita relazione ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della citata legge di contabilità e finanza pubblica.
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[3] legge 10 dicembre 2014, n. 183: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000807506ART0,__m=document
[4] articolo 1: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000807506ART13,__m=document
[5] decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART0,__m=document
[6] decreto legislativo 18 luglio 2011, n. 119: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000756277ART0,__m=document
[7] articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000743367ART35,__m=document
[8] legge 8 marzo 2000, n. 53: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000140479ART0,__m=document
[9] legge 5 febbraio 1992, n. 104: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000101348ART0,__m=document
[10] decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000788590ART0,__m=document
[11] legge 15 ottobre 2013, n. 119: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000790594ART0,__m=document
[12] articolo 16 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART17,__m=document
[13] articolo 24 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART25,__m=document
[14] 26: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART27,__m=document
[15] 28: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART29,__m=document
[16] articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000144828ART59,__m=document
[17] 31: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART32,__m=document
[18] 32: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART33,__m=document
[19] 33: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART34,__m=document
[20] 34: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART35,__m=document
[21] 36: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART37,__m=document
[22] 53: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART55,__m=document
[23] 55: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART57,__m=document
[24] 64: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART66,__m=document
[25] articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000110062ART2,__m=document
[26] legge 8 agosto 1995, n. 335: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000110062ART0,__m=document
[27] articolo 59, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000100755ART59,__m=document
[28] 66: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART68,__m=document
[29] 67: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART69,__m=document
[30] 70: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART72,__m=document
[31] 71: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART73,__m=document
[32] decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000144828ART0 10LX0000144829ART0,__m=document
[33] 72: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART74,__m=document
[34] decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000144828ART0,__m=document
[35] 85: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000145774ART87,__m=document
[36] decreto del Ministro della sanità 10 settembre 1998: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000110033ART0,__m=document
[37] articoli 11: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000155313ART12,__m=document
[38] 18-bis del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000155313ART20,__m=document
[39] decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000155313ART0,__m=document
[40] articolo 5-bis decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000788590ART66,__m=document
[41] articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000120497ART1,__m=document
[42] legge 29 febbraio 1980, n. 33: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000120485ART0,__m=document
[43] articolo 1, comma 68, ultimo periodo, della legge 24 dicembre 2007, n. 247: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000594094ART1,__m=document
[44] articolo 1, comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000807995ART15,__m=document
[45] articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000654083ART44,__m=document
[46] articolo 1, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92: http://entilocali.leggiditalia.it/#id=10LX0000771180ART13,__m=document

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 64

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22
 articolo 1
 articolo 23
 articolo 16
 articolo 24
 articolo 47
 articolo 2
 articolo 59
 articolo 5
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 17
 articolo 1