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Timestamp: 2014-09-21 04:01:33+00:00

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Art. 391 codice di procedura penale - Udienza di convalida - Brocardi.it
Articolo 391 Codice di Procedura Penale
Dispositivo dell'art. 391 Codice di Procedura Penale
1. L'udienza di convalida si svolge in camera di consiglio [127] con la partecipazione necessaria del difensore dell'arrestato o del fermato (1). 2. Se il difensore di fiducia [96] o di ufficio [97] non è stato reperito o non è comparso, il giudice provvede a norma dell'articolo 97 comma 4.
3. Il pubblico ministero, se comparso, indica i motivi dell'arresto o del fermo e illustra le richieste in ordine alla libertà personale. Il giudice procede quindi all'interrogatorio dell'arrestato o del fermato [64, 65, 294, 503 6], salvo che questi non abbia potuto o si sia rifiutato di comparire; sente in ogni caso il suo difensore (1).
4. Quando risulta che l'arresto o il fermo è stato legittimamente eseguito e sono stati osservati i termini previsti dagli articoli 386 comma 3 e 390 comma 1, il giudice provvede alla convalida con ordinanza. Contro l'ordinanza che decide sulla convalida, il pubblico ministero e l'arrestato o il fermato possono proporre ricorso per cassazione [606] (1).
5. Se ricorrono le condizioni di applicabilità previste dall'articolo 273 e taluna delle esigenze cautelari previste dall'articolo 274, il giudice dispone l'applicazione di una misura coercitivaa norma dell'articolo 291. Quando l'arresto è stato eseguito per uno dei delitti indicati nell'articolo 381, comma 2, ovvero per uno dei delitti per i quali è consentito anche fuori dai casi di flagranza, l'applicazione della misura è disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dagli articoli 274, comma 1, lettera c) e 280 (2).
7. Le ordinanze previste dai commi precedenti, se non sono pronunciate in udienza, sono comunicate o notificate a coloro che hanno diritto di proporre impugnazione. Le ordinanze pronunciate in udienza sono comunicate al pubblico ministero e notificate all'arrestato o al fermato, se non comparsi. I termini per l'impugnazione decorrono dalla lettura del provvedimento in udienza ovvero dalla sua comunicazione o notificazione. L'arresto o il fermo cessa di avere efficacia se l'ordinanza di convalida non è pronunciata o depositata nelle quarantotto ore successive al momento in cui l'arrestato o il fermato è stato posto a disposizione del giudice [716 3] (1).
(1) Salvo casi indicati ex lege, l'udienza di convalida si svolge nel luogo dove l'arrestato o il fermato è custodito salvo che nel caso di custodia nel proprio domicilio o altro luogo di privata dimora. Il procuratore capo della Repubblica predispone le necessarie misure organizzative per assicurare il rispetto dei termini di cui all'articolo 558 del codice. Nel medesimo luogo si svolge l'interrogatorio della persona che si trovi, a qualsiasi titolo, in stato di detenzione. Tuttavia, quando sussistono eccezionali motivi di necessità o di urgenza il giudice con decreto motivato può disporre il trasferimento dell'arrestato, del fermato o del detenuto per la comparizione davanti a sé ai sensi dell'art. 123 disp. att. del presente codice.
Tale udienza di convalida si pone quale indispensabile garanzia di controllo giurisdizionale sull'atto privativo di libertà, Sentenze relative a questo articolo
Cass. n. 46714/2012
Integra una nullit� assoluta insanabile l'omesso avviso al difensore di fiducia della fissazione dell'udienza per la convalida dell'arresto ed il contestuale giudizio direttissimo
Cass. sez. un. n. 36212/2010
Il difensore dell'arrestato o del fermato ha diritto, nel procedimento di convalida, di esaminare ed estrarre copia degli atti su cui si fonda la richiesta di convalida e di applicazione della misura cautelare; il denegato accesso a tali atti determina una nullit� di ordine generale a regime intermedio dell'interrogatorio e del provvedimento di convalida, da ritenersi sanata se non eccepita nel corso dell'udienza di convalida.(Nella specie,la Corte ha dichiarato l'inammissibilit� del ricorso, non avendo il ricorrente impugnato l'ordinanza con la quale il giudice, disattendendo l'eccezione di nullit� dell'interrogatorio tempestivamente sollevata in sede di udienza di convalida, aveva provveduto a convalidare il fermo).
Il difensore dell'arrestato o del fermato ha diritto, nel procedimento di convalida, di esaminare ed estrarre copia degli atti su cui si fonda la richiesta di convalida e di applicazione della misura cautelare; il denegato accesso a tali atti determina una nullit� di ordine generale a regime intermedio dell'interrogatorio e del provvedimento di convalida, da ritenersi sanata se non eccepita nel corso dell'udienza di convalida.(Nella specie,la Corte ha dichiarato l'inammissibilit� del ricorso, non avendo il ricorrente impugnato l'ordinanza con la quale il giudice, disattendendo l'eccezione di nullit� dell'interrogatorio tempestivamente sollevata in sede di udienza di convalida, aveva provveduto a convalidare il fermo)
Cass. n. 12823/2010
Nell'ipotesi in cui la misura cautelare sia stata disposta dal giudice della convalida ex art. 391, comma quinto, c.p.p., e il luogo dell'arresto o del fermo sia diverso da quello di commissione del reato, solo la formale dichiarazione di incompetenza da parte del giudice determina l'inefficacia della misura cautelare che non sia stata rinnovata dal giudice competente entro venti giorni dall'ordinanza di trasmissione degli atti.
Cass. n. 6281/2010
Lo svolgimento di interrogatorio in sede di udienza di convalida del fermo esclude che debba farsi successivamente luogo all'interrogatorio di garanzia ex art. 294 c.p.p. pur se il giudice, competente per l'adozione della misura, sia incompetente per la convalida. *
Cass. n. 42074/2008
In tema di udienza di convalida dell'arresto, l'omessa notifica al difensore di fiducia dell'avviso di fissazione della stessa integra una nullit� di ordine generale, a regime intermedio, che rimane sanata ove n� l'indagato n� il difensore nominato d'ufficio avanzino tempestiva eccezione.
Cass. n. 39274/2008
In tema di udienza di convalida dell'arresto in flagranza e del fermo, deve ritenersi "non reperito", ai fini della nomina del difensore d'ufficio, il difensore che non sia stato possibile rintracciare sulla base delle informazioni disponibili ed a seguito di una seria ricerca. (Fattispecie nelle quale la polizia giudiziaria si era recata presso lo studio del difensore senza trovarvi alcuno, ed aveva invano cercato di contattarlo telefonicamente, non riuscendo ad acquisire alcuna informazione sul domicilio: la S.C. ha ritenuto, in questo caso, la seriet� delle ricerche, a nulla rilevando che non fosse stato lasciato un avviso in segreteria telefonica).
Cass. n. 26468/2007
L'impossibilit� di procedere all'interrogatorio dell'arrestato che non comprende la lingua italiana, per l'irreperibilit� di un interprete, costituisce un caso di forza maggiore che non impedisce di procedere alla convalida dell'arresto, di cui il giudice � tenuto a valutare la legittimit� formale. *
Cass. n. 13171/2007
In tema di convalida dell'arresto o del fermo, l'articolo 391, comma 7, del c.p.p., nella parte in cui prevede che �l'arresto o il fermo cessa di avere efficacia se l'ordinanza di convalida non � pronunciata o depositata nelle quarantotto ore successive al momento in cui l'arrestato o il fermato � stato posto a disposizione del giudice�, va interpretato nel senso che, quando l'ordinanza venga �pronunciata� senza soluzione di continuit� all'esito dell'udienza camerale, il termine deve ritenersi rispettato anche se, per il protrarsi dell'interrogatorio, dovuto alla complessit� del medesimo, all'atto della pronuncia siano passate oltre quarantotto ore dalla messa dell'arrestato o fermato a disposizione del giudice, atteso che una tale situazione non viola (avuto riguardo al principio per cui a impossibilia nemo tenetur) la sostanza dell'articolo 13, comma 2, della Costituzione, ove si stabilisce il doppio limite delle novantasei ore (quarantotto pi� quarantotto) entro il quale l'autorit� di pubblica sicurezza deve comunicare all'autorit� giudiziaria l'avvenuto arresto o fermo di una persona e il giudice deve convalidarlo; quando invece l'ordinanza non venga �pronunciata� all'esito dell'udienza, ma venga �depositata� successivamente, tale deposito deve necessariamente essere effettuato entro le quarantotto ore decorrenti dal momento in cui l'arrestato o fermato � stato posto a disposizione del giudice, giacch� l'intervenuta soluzione di continuit� tra udienza di convalida e deposito del provvedimento, non presentando carattere di necessit� ed essendo, quindi, evitabile, non giustificherebbe l'inosservanza del predetto termine perentorio. (Nella specie, la Cassazione ha ritenuto esente da censure, quindi, l'ordinanza cautelare emessa in esito all'udienza di convalida, pur se successivamente alla scadenza del termine di quarantotto ore della richiesta di convalida, giacch� l'udienza di convalida, riguardante tra l'altro pi� persone, aveva avuto inizio entro tale termine ed era proseguita senza soluzione di continuit� fino all'emissione del provvedimento de libertate). (Mass. redaz.)
Cass. n. 309/2007
Nel caso di misura cautelare disposta all'esito di udienza di convalida dell'arresto cui il pubblico ministero, avvalendosi della facolt� prevista dall'art. 390, comma terzo bis, cod. proc. proc., non sia comparso, l'interrogatorio effettuato dal giudice, per poter adempiere alla stessa funzione di quello previsto dall'art. 294 c.p.p., dev'essere preceduto, a pena di nullit� a regime cosiddetto intermedio (mancando l'illustrazione orale delle proprie richieste da parte del pubblico ministero, che assolve, in via anticipata, alle medesime finalit� dell'adempimento di cui all'art. 293, comma terzo, c.p.p.), dall'esposizione, da parte dello stesso giudice, delle richieste scritte dell'organo dell'accusa o comunque dalla ostensione delle medesime al difensore dell'indagato. *
Cass. n. 39894/2004
Non pu� legittimamente negarsi la convalida dell'arresto in flagranza o del fermo per la ritenuta sussistenza di uno stato di incapacit� di intendere e di volere dell'arrestato o del fermato, quando il detto stato non fosse tale da essere oggettivamente rilevabile al momento della privazione della libert� ma sia stato desunto da documentazione successivamente acquisita dal giudice).
Cass. n. 46473/2003
Nell'ipotesi di arresto in flagranza di reato, la valutazione demandata al giudice della convalida non si estende all'accertamento dei gravi indizi di colpevolezza (a differenza di quanto esplicitamente previsto per il fermo dall'art. 384 c.p.p.), ma � limitata alla verifica delle condizioni legittimanti la privazione della libert� personale, tra le quali tuttavia inclusa la valutazione sulla configurabilit�, non solo in astratto, del reato ipotizzato ed altres� sulla probabilit� di attribuzione dello stesso alla persona arrestata.
In tema di convalida dell'arresto facoltativo in flagranza, il controllo che il giudice compie ex post circa i presupposti richiesti dalla legge per la privazione dello status libertatis (gravit� del fatto e personalit� dell'arrestato) non pu� esorbitare da una verifica di ragionevolezza sull'operato della polizia giudiziaria, alla quale � istituzionalmente attribuita una sfera discrezionale nell'apprezzamento dei presupposti stessi, dovendosi escludere che tale controllo possa estendersi fino alla rivalutazione dell'operato della polizia giudiziaria fondata su diversi e ulteriori

References: Articolo 391

Cass. 

Cass. sez. 

Cass. 
 art. 391

Cass. 
 art. 294

Cass. 

Cass. 

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Cass. 

Cass. 

Cass. 

Cass.