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Timestamp: 2019-05-24 09:16:13+00:00

Document:
Corte Suprema di Cassazione sentenza 5142/2019
Ordinanza 5142/2019
Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Ordinanza 21 febbraio 2019, n. 5142 (CED Cassazione 2019)
Con atto di citazione ritualmente notificato (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e (OMISSIS), premesso di essere comproprietari dell'immobile sito in (OMISSIS), indicato in lotto (OMISSIS), convenivano in giudizio (OMISSIS) srl in persona del legale rappresentante pro tempore al fine di far accertare e far dichiarare l'illegittimità delle opere dalla medesima realizzate in violazione delle distanze legali tra costruzioni e sentir ordinare la demolizione delle stesse, mediante arretramento.
La Corte d'Appello di Cagliari - sezione distaccata di Sassari, con ordinanza del 20.02.2015 dichiarava l'inammissibilità dell'appello proposto avverso la sentenza di primo grado, ai sensi dell'articolo 348 bis c.p.c., comma 1.
Con il primo motivo di ricorso si censura la violazione e falsa applicazione degli articoli 99 e 112 c.p.c., nonchè violazione dell'articolo 277 c.p.c., deducendo il vizio di ultra-petizione della sentenza di primo grado, per avere il Tribunale accertato la violazione della distanza dal confine della costruzione eretta dalla ricorrente, domanda che non era mai stata proposta dai resistenti, i quali si erano limitati a far valere la violazione della distanza tra costruzioni.
Il riferimento generico contenuto nell'atto di citazione alla violazione della distanza tra costruzioni, è infatti pienamente compatibile con la specifica violazione lamentata dagli odierni resistenti, avente ad oggetto la violazione del Regolamento edilizio quale norma integratrice, ex articolo 873 c.c., delle disposizioni del codice civile in materia di distanze.
Ed invero secondo il consolidato indirizzo di questa Corte, in tema di interpretazione delle domande giudiziali, il giudice non è condizionato dalle parole utilizzate dalla parte e deve tener conto dell'intero contesto dell'atto, senza alterarne il senso letterale ma, allo stesso tempo, valutandone la formulazione testuale e il contenuto sostanziale in relazione all'effettiva finalità che la parte intende perseguire (Cass. 19435/2018).
È invece inammissibile, considerata la natura ed i limiti del presente giudizio, la doglianza avverso le allegazioni poste dalla Corte d'Appello a fondamento della pronuncia ex articolo348 bis c.p.c..
Con il secondo motivo di ricorso si censura la violazione dell'articolo 112 c.p.c., nonchè la violazione e falsa applicazione dell'articolo 872 c.c., per non avere il Tribunale accolto la domanda risarcitoria, in luogo di quella ripristinatoria, non potendo ad avviso della ricorrente darsi luogo alla demolizione in ipotesi di violazione delle norme integrative di quelle del codice civile.
Secondo il consolidato indirizzo di Questa Corte, infatti, le norme degli strumenti urbanistici che prescrivono le distanze nelle costruzioni, o come spazio tra le medesime, o come distacco dal confine, o in rapporto con l'altezza delle stesse, ancorchè inserite in un contesto normativo volto a tutelare il paesaggio o a regolare l'assetto del territorio, conservano il carattere integrativo delle norme del codice civile, perchè tendono a disciplinare i rapporti di vicinato e ad assicurare in modo equo l'utilizzazione edilizia dei suoli privati, e pertanto la loro violazione consente al privato di ottenere la riduzione in pristino. (Cass. 7384/2001).
In particolare, le disposizioni dei regolamenti edilizi locali relative alla determinazione della distanza tra i fabbricati in rapporto all'altezza e che regolino con qualsiasi criterio o modalità la misura dello spazio che deve essere osservato tra le costruzioni sono da ritenere integrative delle norme del codice civile, mentre non lo sono le norme che, avendo come scopo principale la tutela d'interessi generali urbanistici, disciplinano solo l'altezza in sè degli edifici, senza nessun rapporto con le distanze intercorrenti tra gli stessi. Ne consegue che nel primo caso sussiste, in favore del danneggiato, il diritto alla riduzione in pristino, mentre nel secondo è ammessa la sola tutela risarcitoria (Cass. 1073/2009).
Nel caso di specie, il regolamento urbanistico locale, disciplinando in modo esplicito la distanza dei fabbricati dal confine, ha carattere integrativo delle norme del codice civile e come tale è suscettibile di tutela ripristinatoria.
Con il terzo motivo di ricorso si denuncia la violazione dell'articolo 880 c.c. nonchè degli articoli 116 e 277 c.p.c., per avere il Tribunale stabilito che la distanza dal confine della facciata ovest dell'albergo di proprietà della convenuta doveva essere misurata rispetto alla facciata esterna(facciata rivolta verso l'albergo) del muro di confine, anzichè dalla linea di mezzeria.
Nell'atto di citazione in appello, come accertato nell'ordinanza ex articolo 348 bis, della Corte d'Appello, l'odierna ricorrente non aveva censurato l'ulteriore ratio decidendi della sentenza di primo grado, che, sulla base delle indagini dell'espletata consulenza tecnica, ha accertato la violazione della distanza dal confine anche prendendo quale base di calcolo la linea di mezzeria dell'attuale muro di confine, dello spessore di 20 cm.
Poichè tale accertamento del primo giudice non è stato censurato mediante impugnazione si è sul punto formato il giudicato interno, con conseguente effetto preclusivo della proposizione della censura nella presente sede.
Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, comma 1 quater, sussistono i presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso articolo 13, comma 1 bis.
Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso articolo 13, comma 1 bis.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 873
 articolo348
 articolo 348
 sentenza 
 articolo 13
 articolo 13
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