Source: http://www.provincia.so.it/cultura/archiviStorici/testi/archivi/gordon/GORAU7.htm
Timestamp: 2018-01-21 02:28:28+00:00

Document:
Cause e liti, arbitrati
1536 - 1795
La serie raccoglie atti riguardanti cause, liti e relative sentenze. Le parti in causa sono il comune di Gordona in contradditorio con i propri quartieri, vicinanze e luoghi pii, con altre comunità della giurisdizione, con gruppi di famiglie o consorti. Le sentenze venivano proferite principalmente dai rappresentanti del governo grigione, i sindicatori e soprattutto i commissari reggenti di Chiavenna o loro luogotenenti, agenti quali "delegati loco dominorum", investiti in tal caso della funzione primaria della loro autorità di governo nel contado, in conformità alle norme statutarie che a tale proposito offrono ampia materia sia nel civile che nel criminale. Frequente tuttavia la risoluzione delle controversie affidate ad arbitri concordemente eletti. La difesa delle parti era sostenuta dai consoli o dai rappresentanti della comunità; a volte da procuratori o difensori di cui la comunità stessa si premurava di munirsi per la difesa dei propri interessi. Oggetti del contendere sono in modo preminente la definizione dei confini, la proprietà e l'utilizzo delle alpi, la manutenzione e la costruzione di strade, ponti e "fossi", il transito pedonale e carrabile delle strade comunali, i ripari al fiume Mera ed ai torrenti Crezza e Rosé. Risultano corpose a tale proposito la vertenza con i comuni di Chiavenna, Prata, Mese e Samolaco, anni 1567-1751, per la determinazione del corso del fiume Mera, la pulitura dell'alveo e la costruzione dei ripari in difesa delle rispettive comunità, dei beni della Triulza e della strada imperiale, così come la controversia con la vicinanza dei Monti di Menarola, anni 1615-1769, per il pagamento delle taglie e per la ripartizione delle spese occorse per i ripari del fiume Mera che porterà nell'anno 1755 alla separazione di detto quartiere dal restante della comunità. Ricorrente è ancora il contendere della comunità di Gordona con i sindaci e messi di chiese e luoghi pii a difesa dei rispettivi diritti, per la riscossione di benefici, per il saldo di debiti contratti, per la fabbrica di chiese. Si segnala al riguardo la vertenza dinanzi al commissario reggente di Chiavenna tra la comunità di Gordona e Stefano Pergamaschi, feudatario del castello di Santa Caterina, a difesa della proprietà e dei reciproci diritti sopra il castello e la chiesa di Santa Caterina di Gordona(1). Dal punto di vista redazionale, la serie presenta una variegata tipologia documentaria, essendo le diverse vertenze corredate di memoriali, scritture, gride, rogiti, arbitrati di volta in volta prodotti a difesa delle rispettive posizioni. Di tale varietà occorre tener conto, essendo il regesto delle singole cause spesso circoscritto alla definizione delle parti e delle ragioni di contesa ed alla specificazione della sentenza o dell'arbitramento risolutivi. Nel caso, tuttavia, di alcune vertenze di particolare rilevanza documentaria si è preferito specificare in sottounità i diversi passaggi della causa, allo scopo di meglio definirne contenuti e tipologia. L'omogeneità della natura giuridica degli atti così come la tipologia e la segnatura degli allegati motivano l'esistenza di questa serie originaria, ricostituita raggruppando le pratiche precedentemente inventariate nelle categorie "Amministrazione", "Finanze", "Grazia, giustizia e culto" e "Lavori pubblici".
1. Cfr. SCARAMELLINI, Santa Caterina.
197. "Sententia tra l'alpe de Vesena et il monte de Scermen"
1536 settembre 5, Chiavenna, "in domo ressidentie commissarii in contrata Sancti Petri" (1)
Pricinalo Planta, commissario di Chiavenna e della Valle, arbitro eletto dalle parti, emette sentenza nella vertenza sorta tra i fratelli Antonio, Mariolo, Guglielmo e Domenico de l'Anna fu Giovan Pietro di Gasparoni di Gordona, possessori dell'alpe di Gualdo e del bosco "della Piazza", contro i fratelli Bernardino e Gaudenzio del Barra, Giovannolo Zanoli, Bernardino della Mazina e consorti di Gasparoni di Gordona, possessori dell'alpe di Vesena, per i danni da quest'ultimi provocati con il taglio di piante sull'alpe di Gualdo al bosco "della Piazza" contiguo all'alpe "del Cermen". Notaio Francesco Oldrado di Chiavenna, cancelliere del contado di Chiavenna. Copia autentica 1613 dicembre 30 notaio Orazio de Oldradis di Chiavenna. Copia autentica 1839 gennaio 16 cancelliere Broggi dell'archivio notarile di Sondrio.
Atto singolo cart., cc. 6 num. rec.
Note: 1. La data topica prosegue: "quae est heredum quondam Iohannis Andree de Piperello".
Classificazione: 1.6
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 1
198. "Prohibitione per la vindemia che fa a Gordona il signor comissario 1559".
1559 dicembre 4, [Chiavenna]
Federico a Saliceo, commissario di Chiavenna, in seguito al ricorso presentato da Giovanni Pietro de Ferariis fu Andrea, console della comunità di Gordona, contro il precetto emanato il 1559 settembre 4 da Giovan Pietro Malacrida Luna, luogotenente, per punire le contravvenzioni alle norme del contado sulla vendemmia, emette sentenza con la quale viene accolto tale ricorso e conseguentemente annullato il suddetto precetto, lasciando facoltà alla comunità di Gordona di decidere in merito ai tempi di inizio della vendemmia, nel rispetto della sua antichissima consuetudine e degli ordini comunali. Notaio Francesco Pestalozzi, cancelliere del commissario.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 2
199. Causa tra Gordona e vicinanza di Bodengo.
1565 maggio 25 - [1567] marzo 11, Chiavenna
Vertenza tra la comunità di Gordona e la vicinanza di Bodengo per la manutenzione della strada e dei ponti di Bodengo. N° 2 sottounità.
Fascicolo membr., cc. 12 num. rec.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 3
199.1. "Instrumentum arbitramentorum et emolegationis".
1565 maggio 25, Chiavenna, "in sala domus iuris"
Baldassarre Planta, commissario reggente di Chiavenna ed arbitro scelto dalle parti, proferisce sentenza arbitrale nella vertenza sorta tra la comunità di Gordona, rappresentata da Battista de Scoliis, console, e la vicinanza di Bodengo, rappresentata da Battista fu Giovanni Pietro, consigliere, per la manutenzione della strada e dei ponti di Bodengo, con la quale libera la comunità di Gordona dai gravami delle precedenti sentenze a tale proposito pronunciate 1565 marzo 20 e aprile 6, obbliga la vicinanza di Bodengo alla manutenzione di strade e ponti suddetti e condanna la comunità di Gordona al pagamento di lire 1235 terzuole a favore di quelli di Bodengo. Giovanni Antonio Planta fu Giovanni di Zuzio della Valle Engadina superiore, notaio di Valtellina e Chiavenna (1).
Atto singolo membr., cc. 11 num. rec.
Note: 1. Alla pergamena sono allegate la relativa trascrizione e traduzione.
199.2. Sentenza.
[1567] marzo 11, Chiavenna
Baldassarre Planta de Zernezio, commissario reggente di Chiavenna, emette sentenza nella vertenza sorta tra Maffeo de Piperellis della Turre di Gordona, da una parte, Donato de Capello, consigliere della vicinanza di Bodengo, dall'altra, Cristoforo del Taddeo di Cimavilla con i consorti di Gordona, dall'altra ancora, per il pagamento delle spese occorse per la costruzione dei ponti e della strada di Bodengo (1).
Atto singolo membr., cc. 1 num. rec.
Note: 1. La pergamena a causa dei danni cui è andata soggetta ed alla mancanza della parte finale non fornisce ulteriori elementi per quanto riguarda una più completa definizione della natura giuridica dell'atto, la sottoscrizione del notaio e la sentenza del commissario.
200. "Sententiam".
1589 novembre 28, Chiavenna, "in stuffa domus iuris"
Giovanni Raxerio, commissario reggente di Chiavenna, nella causa vertente tra i fratelli Giovan Pietro e Francesco della Stampa, i fratelli Giovan Paolo e Geronimo della Stampa fu Vincenzo Maria, gli eredi fu Francesco Porettini de Pestalotiis, tutti di Chiavenna, Comolo Zoietta, Agostino Persenico, entrambi di Pianazzola, ed altri consorti, da una parte, ed il comune di Samolaco, rappresentato da Giovanni de Montenovo fu Stefano, console, dall'altra, a motivo del transito con cavalli, carri e bestie nei prati siti nel comune di Gordona sino ad avvenuto accomodamento della "solita strada pubblica" da Samolaco a Chiavenna, emette sentenza con la quale condanna i sopraddetti consorti a predisporre un sentiero per i pedoni attraverso i loro prati ed obbliga altresì le comunità di Gordona e Mese ad accomodare e mantenere la strada maestra di loro spettanza. Notaio Giovanni Maria Oldradus fu Pietro Martire, cancelliere del commissario di Chiavenna. Copia autentica notaio Giovanni Paolo Stampa. Copia autentica 1763 dicembre 11, Francesco Maria Ferrari di Gordona, notaio di Chiavenna(1).
Atto singolo cart., cc. 8 num. rec.
Note: 1. Al documento è allegata copia autentica 1781 novembre 12 di Giuseppe Falcinella, notaio, con trascrizione di alcuni punti di detta sentenza.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 4
201. "Arbitramenti"
1602 ottobre 18, Chiavenna, "nella sala della casa di abitazione del dottore Ferlino"
Gian Antonio Ferlino de Piperelli e Carlo Poratino de Pestalozza, di Chiavenna, arbitri scelti dalle parti, ratificano le convenzioni concordate tra il comune di Gordona, rappresentato dal console Pedrolo Garzello di Pendoja e dai suoi consiglieri, da una parte, ed i consorti padroni delle alpi denominate "di Pesciadello, la Corte vecchia di Vesena, dell'alpe della Valle, alla Corte della Cortenza, dell'alpe della Corte vecchia, dell'alpe della Valle, di Barzena e della metà dell'alpe de Serina", rappresentati da Iacobo del Gianolo di Gasparini, Iacobo del Motto di Coloredo, Bernardino del Bilitto di Pendoja, dall'altra, in merito alla proprietà ed all'utilizzo dei boschi in dette alpi. Notaio Pietro Antonio Oldrado di Chiavenna. Copia autentica 1818 maggio 25 cancelliere Balestra dell'archivio notarile di Sondrio. Allegata nota 1602 luglio 19 delle ragioni prodotte da Pedro Garzello, console di Gordona. (1)
Atto singolo cart., cc. 10
Note: 1. Tanto nell'instrumento come nella nota del console si fa riferimento ad un instrumento 1440 febbraio 17 di divisione fatta "tra le persone del detto comune di Gordona delli beni di esso comune" a rogito Abondio Cazola di Gravedona, notaio di Como.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 5
202. "Sententia delli fossi".
1611 novembre 16, Chiavenna, "in sala palatii juris"
I commissari sindicatori delle Tre leghe, a difesa della fertilità dei beni della Trivulzia e della salubrità dell'aria, emettono sentenza con la quale obbligano i consoli, i comuni ed i privati del contado di Chiavenna che posseggano beni nella Trivulzia a pulire e liberare i fossi d'irrigazione ivi esistenti, deputano Antonio Piperello fu Francesco ed i fratelli Ludovico e Parisio de Pestalozzi al controllo di detti lavori, e condannano i consoli e comuni del contado alla costruzione di un riparo per divertire l'acqua del ramo del fiume Mera verso la sosta della Riva onde assicurare il transito della strada pubblica. Notaio Florio Buolus, cancelliere dei commissari.
Atto singolo cart., cc. 2
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 6
203. Vertenza per il castello e la chiesa di Santa Caterina.
1542 marzo 7 - 1612 novembre 25
Vertenza dinanzi al commissario reggente di Chiavenna tra la comunità di Gordona e Stefano Pergamaschi, feudatario del castello di Santa Caterina, a motivo della proprietà ed a difesa dei reciproci diritti sopra il castello e la chiesa di Santa Caterina di Gordona. N. 12 sottounità.
Fascicolo cart., cc. 126 num. rec.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 7
203.1. "Instrumentum missi et procurae".
1542 marzo 7, Gordona, "in strata publica ante domum habitationis fratrum della Turre"
Maffeo della Turre de Piperello fu Nicolò e la madre Elisabetta de Pusterla di Tradate, tutrice dei beni dei figli Geronimo e Cristoforo fu Nicolò, vendono a Francesco de Pestalotius Poratini fu Giovanni una casa "vel casaritio darupato" con una corte ed un appezzamento di terra sita nel territorio di Gordona in località "Caslatium" con il diritto e regresso nella chiesa di Santa Caterina costruita entro le mura, per il prezzo di lire 900 terzuole e con l'obbligo per il nuovo proprietario di conservare i diritti della comunità di Gordona in detta chiesa e di provvedere al pranzo dei sacerdoti per il giorno di Santa Caterina secondo l'antica consuetudine, oltre all'onere di pagare su detti beni, sottoposti a feudo condizionale, una "fittanza" di libbre 10 di burro alla mensa episcopale di Como. Notaio Giovanni Battista del Pertho di Chiavenna. Copia autentica 1580 dicembre 27, notaio Bartolomeo de Nasali di Chiavenna. Copia autentica 1589 maggio 28, notaio Carlo Stampa di Giovan Angelo di Chiavenna.
203.2. Memoria di Antonio Pestalozzi al comune di Gordona.
[1590] , [Gordona] (1)
Antonio Pestalozzi, proprietario del castello di Santa Caterina, produce una scrittura a difesa dei propri diritti sulla chiesa e castello di Santa Caterina contro le pretese avanzate dal comune di Gordona, rappresenatto da Giovanni del Tadè, console. Copia semplice.
Atto singolo cart., cc. 14 num. rec.
Note: 1. La data, non presente nel documento, è stata desunta da successiva scrittura prodotta da Stefano Pergamaschi il 1610 maggio 24.
203.3. "Nota della vendita fatta".
1594 marzo 26
Giovanni Ruzalin e Giovanni Pedro, messi della chiesa di S. Martino di Gordona, vendono ad Antonio Pestalozza due campi presso il castello di Santa Caterina, con l'obbligo di pagare alla mensa episcopale di Como boccali 5 e un terzo di livello di vino. Notaio Pietro Antonio Oldrado. Minuta.
Atto singolo cart., cc. 1 num. rec.
203.4. "Instrumentum venditionis, promissionis et consensum".
1606 dicembre 20, Chiavenna "in stuffa domus habitationis predictorum iugalium"
Piperellus de Piperellis fu Vincenzo di Chiavenna, con il consenso della moglie Susanna de Pestalotiis di Giovanni Battista di Chiavenna, vende a Stefano de Pergamaschis fu Giovanni Antonio di Chiavenna, stipulante anche a nome del fratello Giovanni Battista, alcuni appezzamenti di terra situati in Gordona per il prezzo di scudi 3600 del valore di lire 13 terzuole per scudo, con dichiarazione che nella vendita non sono compresi la corte e lo spazio esistenti oltre i muri del castello chiamato di Santa Caterina. Notaio Isacco de Lupis fu Bernardino di Chiavenna (1).
Note: 1. La copertina del documento è una pergamena del 1527 ... 30, a rogito notaio Pietro Antonio de Naxali di Bartolomeo di Chiavenna, inerente una investitura a livello perpetuo fatta da Bassiano del Magro fu Bassiano di Chiavenna ai fratelli Guglielmo e Giacomo fu Giovanni de Pretiono di Campedello del comune di Prata.
203.5. "Ordenatio et declaratio".
1610 febbraio 1, Chiavenna, "nella stuva della casa dell'offizio"
Tommaso Giulio, commissario reggente di Chiavenna, nella causa sorta tra Rigo dell'Acqua, console di Gordona e Giovanni Giacomo Tavazzo, sindaco della chiesa di Santa Caterina, da una parte, e Stefano Pergamasco di Chiavenna, dall'altra, per questioni riguardanti detta chiesa, ordina che, in attesa della restituzione del pallio e della ricollocazione sulla porta della chiesa della serratura e catenaccio sottratti dal Pergamasco, quest'ultimo ed il citato sindaco debbano aprire la chiesa a beneficio dei fedeli, per poi rinchiuderla alla sera. Copia semplice.
Atto singolo cart., cc. 2 num. rec.
203.6. "Instrumentum obligationis".
1610 febbraio 17 - 1611 dicembre 20, Chiavenna, "in stuffa domus equitis Georgii a Georgiis"
Stefano Pergamaschi fu Giovanni Antonio di Chiavenna si impegna con Giorgio a Georgis fu Giovanni, luogotenente di Chiavenna, agente a nome di Hartmann Planta fu Giacomo di Coira e di Benedetto Thomasi di Cornazza, entrambi curatori dei fratelli Enrico e Margherita de Hartmanis fu Hartmann, per la somma di scudi 1000 moneta di Coira, oltre all'interesse del sette per cento, da utilizzare a saldo di polizza stipulata con Alberto Saliceo di Soglio il 1608 luglio 1. Geronimo Paravicinus di Caspano, notaio di Chiavenna. Seguono confessi di riscossione 1611 dicembre 17 e 20 da parte di Giorgio Planta a nome del fratello Hartmanno, di capitale e fitti del presente instrumento. Detto Planta si sottoscrive.
203.7. "Ragioni et scritture".
1610 febbraio 21 - 1610 novembre 7
Scritture prodotte dinnanzi a Tomaso Giulio, commissario reggente di Chiavenna, dalla comunità di Gordona e da Stefano Pergamaschi, quali controparti nella causa inerente la proprietà della chiesa di Santa Caterina, sulla quale la comunità rivendica il proprio possesso "antichissimo et immemorabile" contro il diritto di proprietà vantato dal Pergamaschi come feudatario del castello, anch'esso chiamato di Santa Caterina, entro le cui mura fu edificata la chiesa. N° 7 documenti.
Fascicolo cart., cc. 75 num. rec.
203.8. "Sententiam, ordinationem et pacem".
1610 novembre 7 - 1610 dicembre 13, Chiavenna, "in contrata de Ponte"
Giorgio de Georgii fu Giovanni di Spluga, arbitro nella causa prodotta dinanzi a Tommaso Giulio, commissario reggente di Chiavenna, tra la comunità di Gordona, rappresentata dal console Enrico dell'Aqua e dai consiglieri, ed i sindaci e messi delle chiese, da una parte, e Stefano Pergamaschi di Chiavenna, dall'altra, per scritture da quest'ultimo prodotte e considerate calunniose dalla controparte, proferisce sentenza di riappacificazione fra le parti, avendo esclusa in dette scritture ogni intenzionalità pregiudizievole dell'onore della comunità . Notaio Paolo de Piperellis fu Bernardino di Chiavenna.
203.9. "Instrumentum venditionis, conservationis et promissionis".
1611 aprile 8, Gordona, "in stuffa domus Cristofori filius quondam Gasparis de Thadeo"
Stefano de Pergamaschis fu Giovanni Antonio di Chiavenna, agente anche a nome del fratello Giovanni Battista, vende alla comunità di Gordona, rappresentata dal console Guglielmo de Blavaschis fu Antonio e dai suoi consiglieri, alcuni appezzamenti di terra giacenti in Gordona e il castello di Santa Caterina con stalla contigua e relativi anditi e corti, situato in località "de Caslatio", sui quali beni grava il fitto annuo di libbre 10 di burro o di lire 5 terzuole da pagarsi alla mensa episcopale di Como, per il prezzo di scudi 3700 del valore di lire 13 terzuole per scudo. Notaio Guglielmo Ferlino de Piperellis fu Giovanni Antonio di Chiavenna.
203.10. "Confesso".
1611 maggio 4, Chiavenna, "nel palazzo della ragione"
Tommaso Giulio, commissario reggente di Chiavenna, confessa di aver ricevuto da Guglielmo Biavasco, console di Gordona, la somma di lire 520 terzuole quale salario per la sentenza 1610 settembre 13, a rogito cancelliere Guglielmo Piperellus, proferita nella causa tra la comunità di Gordona e Stefano Pergamasco per la chiesa di Santa Caterina. Guglielmo Piperellus, cancelliere di Chiavenna, sottoscrive (1).
Note: 1. Il documento è corredato del sigillo della cancelleria dell'"offitio" di Chiavenna. Di tale sentenza, da considerarsi conclusiva dell'intera vertenza, non si conserva copia.
203.11. "Instrumentum venditionis".
1612 novembre 25, Gordona, "in strata publica ante campum Bartolomei Pedretti"
Giovanni Giacomo Tavatii a Piperellis fu Giovan Donato, console, ed i consiglieri del comune di Gordona vendono a Pietro Garzelli fu Giovanni di Pendoglia, messo della chiesa di S. Martino di Gordona, una casa con stalla, con due camere, con corte davanti e dietro e con un appezzamento di terra prativa, vignata e ortiva con diverse piante da frutto sita in Gordona "al castello et zardino de Santa Caterina de Caslatio" per il prezzo di scudi 100 del valore di lire 13 terzuole per scudo. Notaio Geronimo Paravicinus fu Fabio di Chiavenna.
203.12. "Instrumentum venditionis".
1612 novembre 25, Gordona, "in stratta publica ante campum Bartolomeis Pedreti".
Giovanni Giacomo Tavatii a Piperellis, console, ed i consiglieri di Gordona vendono a Giovanni Antonio Scartascini fu Pietro di Cimavilla, stipulante a nome di Antonio dell'Aqua fu Antonio di Coloredo, messo della chiesa di Santa Caterina, le corti davanti e dietro detta chiesa, con relativi anditi e regressi, per il prezzo di lire 300 terzuole. Notaio Geronimo Paravicinus fu Fabio di Chiavenna.
204. "Causa iurispatronatus".
1627 - 1628 marzo 19, Como, "in episcopali palatio"
Istanze prodotte dalla comunità di Gordona, rappresentata da Giovanni de Righis, console, e da Desiderio Campatius, procuratore, al vescovo di Como a difesa dei propri diritti di iuspatronato per l'elezione del rettore della chiesa di S. Martino di Gordona e per l'erezione di una cappellania in detta chiesa. Ippolito Turconius, vicario generale della curia episcopale di Como, emette sentenza 1628 febbraio 9, a rogito notaio Paolo Somiliana, di accettazione di tali richieste con specificazione delle mansioni e retribuzioni del rettore e del nuovo cappellano di detta chiesa. Il sindicato generale della comunità di Gordona, con atto 1628 marzo 19, a rogito notaio Orazio a Santo Fidele fu Paride di Dubino, ratifica detta sentenza. Paolo Somiliana fu Ludovico, notaio di Como e della curia episcopale (1).
Volume cart., cc. 41 num. orig.
Note: 1. Tra gli atti riportati nel volume, si ricordano, tra l'altro: citazione degli instrumenti di nomina dei diversi rettori della chiesa di S. Martino anni 1473, 1499, 1510, 1513, 1541, 1546, 1594 e 1622; un "instrumentum conventionis et pacti" tra la comunità di Gordona ed il quartiere Monti di Menarola 1628 gennaio 8; il sindicato generale della comunità di Gordona 1628 febbraio 2 con l'inventario di beni mobili, stabili e censi della chiesa di S. Martino.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 8
205. "Scritture apparteneva alla differenza che vertiva tra la chiesa parochiale di San Martino di Gordona e quella di San Francesco di Coloredo".
1637 ottobre 15 - 1638 maggio 7
Vertenza, dinanzi al vescovo di Como, tra la comunità di Gordona ed i sindaci della chiesa di S. Martino, da una parte, e gli abitanti della vicinanza di Coloredo e Vignate, dall'altra, a motivo della fabbrica di una chiesetta intitolata a S. Francesco da edificarsi in Coloredo da parte degli abitanti di detta vicinanza in adempimento di un voto fatto nel periodo "del contagio" utilizzando un capitale di 250 scudi legati a tale fabbrica, considerata invece pregiudizievole dalla comunità di Gordona nei confronti della chiesa parrocchiale di S. Martino, in quanto privata di detti legati e delle solite elemosine. Il vescovo di Como concede la fabbrica della chiesa, a condizione che gli abitanti della frazione di Coloredo non si sottraggano alle spese necessarie per la manutenzione della chiesa parrocchiale di Gordona (1). N° 7 documenti.
Fascicolo cart., cc. 16 num. rec.
Note: 1. Il documento 1637 ottobre 15 parla di n. 35 famiglie di anime e n. 150 abitanti nella vicinanza di Coloredo e Vignate; il sindicato generale del popolo di Gordona del 1638 maggio 2 riferisce di n. 170 uomini votanti.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 9
206. "Compromissi et arbitramentorum instrumentum".
1648 gennaio 17 - 1648 maggio 22, Chiavenna, "nella sala della casa canonicale"
Francesco Pestalozza, canonico della collegiata di S. Lorenzo di Chiavenna, dottore in legge ed arbitro eletto fra le parti nella vertenza tra la chiesa collegiata di S. Lorenzo di Chiavenna, da una parte, rappresentata da Agostino Parravicino, arciprete, dai canonici, dai sindaci, e la chiesa di S. Martino e la comunità di Gordona, dall'altra, rappresentate rispettivamente dai sindaci e dal console Francesco Tavatio con i suoi consiglieri, in merito ai servizi pretesi dall'arciprete e dal capitolo della collegiata di Chiavenna, proferisce arbitramento con il quale obbliga i rappresentanti della comunità di Gordona a versare 500 ducatoni di lire 20 terzuole moneta alta di Chiavenna alla chiesa di S. Lorenzo e libera la chiesa di S. Martino e la comunità di Gordona da qualsiasi obbligo verso la collegiata di Chiavenna, lasciando la chiesa parrochiale di Gordona indipendente dalla pieve della collegiata di Chiavenna. Notaio Baldassarre Pestalotius fu Filippo di Chiavenna. Segue approvazione dell'arbitrato 1648 maggio 22 da parte di Lazzaro [Carafino], vescovo di Como, a rogito notaio Pietro Casatus, cancelliere episcopale.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 10
207. "Causa della Crezza".
1649 ottobre 30 - 1649 novembre 21
Vertenza dinanzi a Giacomo Traversio de Ortenstein, commissario reggente di Chiavenna, tra la comunità di Gordona, rappresentata da Giovanni Battista Mazzina, console, e da Giovanni Battista Battistessa, da una parte, e Tadeo Thadei, podestà, e suo nipote Giovanni, dall'altra, a causa dei danni da questi ultimi vantati per un riparo fatto dalla comunità al torrente Crezza. N° 2 documenti.
Fascicolo cart., cc. 7 num. rec.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 11
208. Causa comune di Gordona contro Michele Balatto di Menarola.
1668 aprile 9 - 1669 maggio 25
Vertenza dinanzi ad Antonio de Peverello, luogotenente del commissario di Chiavenna, tra la comunità di Gordona, per cui agisce Domenico Tabacco, procuratore, e Michele Balatto del quartiere di Menarola, per il quale agisce Lorenzo Vanossio, procuratore, in merito alla riscossione del beneficio per il pagamento del salario annuo al curato Thadey, titolare della chiesa di S. Martino. N° 5 documenti.
Fascicolo cart., cc. 14 num. rec.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 12
209. "Atti spettanti alle comunità di Gordona e Samolaco contro li signori fratelli Pestalozzi".
Vertenza dinanzi al commissario reggente di Chiavenna tra le comunità di Gordona e Samolaco, assistite da [Giovanni] Carlino, procuratore, contro i fratelli Andrea e Giovanni Battista Pestalozzi fu Bernardo di Chiavenna, assistiti da Cesare de Peverello, procuratore, per la questione del passaggio pedonale e dei carri nella strada di "Pra Ort" in comune di Samolaco e della "Ciesura" in comune di Gordona(1). N. 8 documenti.
Filza cart., cc. 34 num. rec.
Note: 1. La strada in comune di Samolaco interessa i tratti "da pra Ort per andare a Ronsiglione chiamato pubblicamente il sente delle scale", "de fuori di pra Ort, ciovè dalla strada maestra fin al ponte di Ronsione sotto il deserto" e "in fondo le vuoghe di pra Ort et deserto" per potervi prendere "le borre e borelle"; in comune di Gordona, sono invece interessate la strada "nelli prati di Isola" e per "la Ciesura, ciovè dalla cima al cantone appresso la strada sin in fondo".
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 13
210. "Procure generalis instrumentum".
1691 marzo 31, Gordona, "nella piaza d'avanti la casa della chiesa prepositurale..."
Francesco Tavascio, console della comunità di Gordona, e Lorenzo Tavascio, Giovanni Gianolo, Giuseppe Forella, Giovanni Scartazzo, Aluigio Lombardino, Bernardino Battistessa, Andrea Soiana e Domenico Tabacco, consiglieri, deputano Cesare de Peverello fu Antonio di Chiavenna a procuratore con mandato di agire con ampia facoltà in qualsiasi causa o questione giuridica riguardante la comunità stessa per i prossimi 4 anni. Domenico Thabaccus fu Giovanni di Gordona, notaio di Chiavenna.
Atto singolo cart., cc. 4 num. rec.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 14
211. "Notizia del decreto del 1692 pella pescagione della Boggia".
1696 settembre 7, Gordona
Il consiglio della comunità di Gordona deputa Giovanni Domenico Tabacco, cancelliere di Gordona, perché nella prossima dieta in Tavate rivolga supplica al principe per ottenere, malgrado l'opposizione delle altre comunità della giurisdizione, la conferma del decreto emesso dalla dieta il 1692 settembre 5 per la Boggia e relativa pescagione e perché rivolga altra supplica di poter avere due sacerdoti forestieri come cappellani di Gordona e Bodengo, pur in contrasto con il decreto dominicale al riguardo emanato. Giovanni Scartaco, console, si sottoscrive.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 15
212. "Instrumentum arbitramenti".
1700 giugno 14, Chiavenna, "nella sala terranea del palazzo della raggione"
Melchiorre Jacmetti, commissario reggente di Chiavenna ed arbitro eletto dalle parti, emette sentenza arbitrale nella causa sorta tra gli eredi fu Ottavio Pestalozzi e la comunità di Gordona per il transito pedonale e con carri, cavalli e bestiame sul prato confinante con la strada maestra chiamato "del Cassinello" di proprietà di detti eredi, con definizione dei rispettivi obblighi tra le parti. Giovanni Paolo Stampa fu Vincenzo di Chiavenna, notaio di Chiavenna (1).
Atto singolo cart., cc. 29 num. rec.
Note: 1. Nel documento sono presenti riferimenti a scritture, sentenze, grida, che indicano chiaramente come detta causa fosse già in atto sin dal 1573.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 16
213. "Nota delle spese che le comunità esteriori devono abbonare agli assessori per la sostra della Rippa, stati nell'offizio del signor commissario Albertino".
1732, [Chiavenna]
Elenco delle somme dovute dai comuni delle giurisdizioni di Chiavenna e di Piuro, ripartite per caratti d'estimo, quale indennizzo delle spese sostenute dagli assessori nel processo intentato nell'anno 1726 da [Giacomo] Albertino, commissario di Chiavenna, per la sosta della Riva, con ulteriore aggravante per i comuni esteriori di Chiavenna, a motivo della loro resistenza a tale indennizzo, sancita con sentenza 1731 maggio 26 di [Giovanni Antonio] Marchione, commissario di Chiavenna, a rogito notaio Tabacco, cancelliere.
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 17
214. Processo contro Carlo Tabacco di Gordona.
1731 - 1733
Vertenza dinanzi a Giovanni Lucio Guler de Weinegg, commissario reggente di Chiavenna, con l'assistenza di Giovanni Ulderico Macolino, assessore, tra Carlo Tabacco fu Giovanni Domenico, console di Gordona, ed alcuni suoi consiglieri, da una parte, ed i possessori di fondi siti nelle adiacenze di Coloredo, dall'altra, per la illecita costruzione, ordinata dal console, di un fosso nell'alveo del fiume Crezza e di un nuovo riparo, a motivo dei quali, intersecando buona parte dell'antico e naturale alveo di detto fiume, risulta deviato il corso dell'acqua verso Coloredo con grande pericolo d'inondazione e rovina dei fondi adiacenti, con sentenza di condanna del console Tabacco al pagamento di lire 280 terzuole moneta di grida oltre alle spese processuali. N. 4 documenti(1).
Fascicolo cart., cc. 121 num. rec.
Note: 1. Il processo è raccolto in un volume "copiato per la comunità di Gordona".
Segnatura: cart. 16, s. VI, fasc. 18
215. Vertenza tra i comuni di Chiavenna, Gordona, Mese, Prata e Samolaco per la Mera.
1567 giugno 14 - 1751 ottobre 12
Vertenze tra i comuni di Chiavenna, Gordona, Mese, Prata, Samolaco ed abitanti cointeressati per la determinazione del corso del fiume Mera, la ripulitura dell'alveo e la costruzione dei necessari ripari a difesa delle rispettive comunità, dei beni della Trivulza e della strada imperiale. N° 168 documenti. N° 20 sottounità.
Fascicolo cart., cc. 674 num. rec.
Segnatura: cart. 17, s. VI, fasc. 1
215.1. Causa consorti di Prata e di Gordona per la Mera.
1567 giugno 1 - 1567 giugno 14
Vertenza tra Carlo Poretinum e consorti di Prata, da una parte, e Maffeo de Piperello, Martino de Scoliis, Giovanni Antonio Crotteghino e consorti di Gordona, dall'altra, per la costruzione di ripari nel fiume Mera, con sentenza 1567 giugno 14 di Wolff de Mont, commissario reggente di Chiavenna, Guberto de Salicibus, Antonio de Salicibus, Antonio de Nasali e Vincenzo de Piperello, arbitri, con la quale viene concesso ai primi di edificare detti ripari verso Pizzo ed ai secondi verso Gordona, viene ordinato ad entrambe le parti di far spazzare la propria metà dell'alveo del fiume e viene infine sancito il termine di inizio dei lavori. N° 3 documenti.
Fascicolo cart., cc. 8 num. rec.
215.2. "Capitoli et ordini".
1574 giugno 16, Coira
I rappresentanti delle Tre Leghe, radunati in Coira, ordinano a tutte le persone che possiedono beni nel piano di Mezzola sottoposti a pericolo sia da una riva che dall'altra della Mera di lavorare alla costruzione del nuovo alveo da concludersi a loro spese entro il 1575 aprile, oltre al pagamento degli eventuali danni causati dal nuovo alveo conformemente alla stima di due o più arbitri neutrali; deputano il commissario di Chiavenna come terzo arbitro e giudice supremo e delegano Vincenzo Pestalozza, ingegnere generale, a sovrintendente ai lavori. Daniele Gugelberg a Mos, cancelliere curiense. Copia semplice.
215.3. "Ordinationem".
1576 febbraio 23, [Chiavenna]
Meinardo Buoli di Thavate, commissario di Chiavenna, emette sentenza nella causa sorta tra le comunità di Chiavenna, Gordona, Mese e Prata contro alcuni possessori aventi beni contigui ai ripari esistenti sotto il ponte dei carri, con la quale conferma il precedente arbitramento di Wuolff (Montalth), commissario di Chiavenna, condannando detti particolari al pagamento delle spese occorse per i ripari. Giovanni Maria Oldradus, cancelliere del commissario.
215.4. Sentenza con grida confermatoria.
1612 febbraio 5 - 1612 febbraio 12
Florio Mettger, commissario di Chiavenna, Giacomo Schmid a Gruenech, rappresentante della Lega Grigia, Orazio a Salis, rappresentante della Lega Cathedrale ed Ercole a Salis, a nome della Lega delle Dieci Dritture, tutti delegati delle Tre Leghe, emanano sentenza in dodici punti per la regolamentazione delle opere da effettuarsi all'alveo ed agli argini del fiume Mera per proteggere i beni pubblici e privati nella Trivulza e presso le strade pubbliche da eventuali inondazioni nelle comunità di Gordona e Prata. Florio Buol, cancelliere del commissario (1). Segue grida 1612 febbraio 11, corredata da sigillo, emanata dagli stessi delegati delle Tre Leghe per l'attuazione della citata sentenza come da richiesta di Giovanni Giacomo Tavatio, console di Gordona, e di Corrado Chiavenolo del Caligaro, console di Prata. Notaio Guglielmo Ferlinus de Piperellis. N° 4 documenti.
Fascicolo cart., cc. 24 num. rec.
Note: 1. La sentenza è conservata in tre esemplari, tutte copie, di cui uno è copia autentica 1785 aprile 11 Francesco Maria Ferrari, notaio di Chiavenna.
215.5. Causa tra Prata e Gordona per i ripari.
1620 maggio 16 - 1634 maggio 22
Vertenza tra il comune di Prata ed il comune di Gordona per i ripari nel fiume Mera, con licenza 1620 maggio 16 concessa dai capi delle Tre Leghe alla comunità di Gordona di poter fare detti ripari a difesa dei propri beni, in particolare di quelli della Triulza, e con sentenza 1634 maggio 22 proferita da Pellizzaro de Pellizzari, commissario reggente di Chiavenna, Antonio Pollavino, podestà della giurisdizione di Piuro, Francesco Peverello di Tagmerseim e Gaudenzio Lupi, arbitri tra i due comuni, con la quale viene confermata la sentenza 1612 febbraio 5 e viene concesso a quelli di Gordona di apportare qualsiasi aggiustamento ai due ripari vecchi "sotto Pizzo". N° 4 documenti.
Fascicolo cart., cc. 17 num. rec.
215.6. Causa tra Prata e suoi consorti contro Gordona.
1634 giugno 14 - 1640 settembre 13
Vertenza tra il comune di Prata con i suoi consorti e la comunità di Gordona a causa dei ripari all'alveo del fiume Mera, con sentenza 1640 settembre 13 emessa da Giovanni Guglielmo Smit a Gruenech, commissario di Chiavenna, obbligante gli eredi fu Carlo Pestalotii Poretini, rappresentati da Gaudenzio Mauro, a pagare al comune di Gordona, rappresentato da Bernardino Foiada, console, le spese sostenute per detta causa. N° 5 documenti.
215.7. Causa tra Chiavenna e Gordona per i ripari sotto Pizzo.
1646 aprile 19 - 1647 aprile 13
Vertenza dinanzi a Conradino Planta à Vildenbergh, commissario di Chiavenna, tra Daniele Pestalotius e la comunità di Chiavenna, rappresentata da Bonifacio Pestalozza, console, e Antonio Soldano, procuratore, da una parte, e la comunità di Gordona, rappresentata da Giovanni di Righi, console, dall'altra parte, per i ripari alla Mera e per il rifacimento della strada sotto Pizzo, con sentenza 1647 aprile 13 emanata dal citato commissario, con la quale viene liberata la comunità di Gordona dall'obbligo di corrispondere risarcimento alcuno alla comunità di Chiavenna per i danni subiti da detta strada. N° 8 documenti.
Fascicolo cart., cc. 18 num. rec.
215.8. Causa di Gordona contro Prata e Chiavenna per il fiume Mera.
1652 maggio 14 - 1653 luglio 16
Vertenza fra la comunità di Gordona, da una parte, e le comunità di Chiavenna e Prata, dall'altra, in merito alla costruzione di argini al fiume Mera, con sentenza 1653 giugno 20 proferita da Benedetto de Capoli, delegato delle Tre Leghe, contenente disposizioni per l'attuazione di tali opere, per la manutenzione dell'alveo del fiume e dei ripari già esistenti e per la ripartizione delle relative spese, e con decreto dei signori delle Tre Leghe 1653 luglio 16 confermatorio di detta sentenza. N° 12 documenti.
Fascicolo cart., cc. 59 num. rec.
215.9. "Sentenza per lo speso in sindicatura".
1654 gennaio 20 - 1654 gennaio 23, Chiavenna, "in stupha palatii"
Ercole de Salis, commissario di Chiavenna, emette sentenza nella causa sorta tra la comunità di Gordona, da una parte, e le comunità di Chiavenna e Prata, dall'altra, con la quale conferma il decreto esecutivo 1653 novembre 16 obbligante le comunità di Chiavenna e Prata all'esborso di doppie 30 a favore della comunità di Gordona. Notaio Battista Vicedomini, cancelliere. Allegata nota 1654 gennaio 23 con la quale Antonio Biavascho, console di Gordona, ed i suoi consiglieri assegnano a Giovanni Thadei, procuratore della comunità, il diritto di esigere detta somma da Chiavenna e Prata.
Atto singolo cart., cc. 4 num. rec.; all. cc. 4
215.10. Difesa della comunità di Gordona all'intimazione del commissario di Chiavenna.
1660 ottobre 17
Memoriale di Giovanni Antonio Mazina fu Giovanni Pietro, console di Gordona, e sindicato del consiglio generale del comune di Gordona in risposta al precetto intimato da Hartmanno Planta, commissario di Chiavenna, a motivo di un riparo fatto costruire al fiume Mera "con alcuni gombiti" e al di fuori dei confini concordati. N° 2 documenti.
Fascicolo cart., cc. 12 num. rec.
215.11. Sentenza e grida esecutiva.
1683 marzo 10 - 1683 maggio 18
Vertenza dinanzi a Giovanni Pietro Ferrario, commissario reggente di Chiavenna, Giovanni Simeon de Florino, Nicolò Salice e Ulderico Buol, tutti delegati delle Tre Leghe, tra la comunità di Chiavenna, da una parte, e le comunità di Prata, Mese, Gordona ed i possessori interessati, dall'altra, in merito ai ripari al fiume Mera presso la strada imperiale e "sotto Pizzo", con sentenza 1683 marzo 10 di detti delegati, a rogito Conradino Marcadante, cancelliere, e conseguente grida esecutiva 1683 marzo 18 del commissario Ferrario, ordinanti alle comunità ed abitanti da ambo le parti del fiume Mera l'onere della pulitura del letto del fiume, ai comuni di Chiavenna e Prata l'obbligo del restauro dei ripari a Pizzo, alla comunità di Samolaco l'onere di fabbricare ripari "alla Poretina" per proteggere la strada "alla Crosetta", con determinazione delle contribuzioni "in giornate" per ciascuna comunità. N° 3 documenti.
215.12. "Precetto per intimarsi al console di Gordona".
1688 maggio 5 - 1688 maggio 7, Chiavenna, "dal palazzo della ragione"
Gasparo Cabelsort, commissario reggente di Chiavenna, su istanza degli eredi fu governatore Gadina, emette precetto di intimazione contro il console di Gordona per i ripari che gli uomini di detto comune stanno edificando nel fiume Mera, giudicati non conformi alle disposizioni della sentenza 1634 maggio 22. Il commissario si sottoscrive. Segue ispezione sul luogo dei ripari 1688 maggio 7 e concessione a quelli di Gordona di proseguire i lavori, purché non danneggino i beni dei Gadina.
215.13. "Grida".
1691 maggio 2 - 1691 maggio 10, Chiavenna, "dal pallazzo della residenza"
Paolo Sprecher, commissario di Chiavenna, su richiesta della comunità di Chiavenna, emana una grida per la regolamentazione dell'estrazione di acqua per irrigazione dal fiume Mera nella zona presso Pizzo onde non danneggiare gli argini o la vicina strada imperiale, con la quale ordina ai possessori di beni in detta zona di notificarne quantità e qualità affinché si possa procedere alla ripartizione delle spese sostenute per la costruzione dei ripari ed intima a chi voglia bonificare i propri terreni resi improduttivi dalle inondazioni di farli allibrare all'estimo entro 15 giorni, trascorsi i quali, i terreni non notificati verranno considerati di proprietà della comunità ed assegnati ai richiedenti interessati alla bonifica. Il commissario si sottoscrive. Segue nota 1691 maggio 10 illustrante la non contrarietà di detta grida agli interessi della comunità di Gordona, in risposta alle istanze presentate da Francesco Thabacco, console di Gordona, e da Domenico Thabacco. Copia semplice.
215.14. "Memoriale con decreto del principe per Mera".
1692 [agosto] - 1692 settembre 25, Davos
La comunità di Gordona porge supplica ai signori delle Tre Leghe affinché Antonio Salice di Soglio, podestà e vicario, venga delegato "loco dominorum" onde poter definire luoghi e persone soggetti a spesa per la restaurazione degli argini del fiume Mera danneggiati, ed affinché gli sia conferita facoltà di approvare la riforma del proprio estimo, necessaria in seguito alle continue inondazioni dei fiumi, e l'imposizione di un taglione per poter estinguere parte dei propri debiti. Segue decreto delle Tre Leghe 1692 settembre 15 di accoglimento della supplica (1). Pietro Gruoberus, cancelliere della Lega delle Dieci Giurisdizioni.
Atto singolo cart.
Note: 1. Il decreto è munito del sigillo della Lega delle Dieci Giurisdizioni.
215.15. "Sentenza".
1693 aprile 21 - 1703 luglio 8, Chiavenna, "nella stuva del pallazzo"
Giovanni Andrea Salice, commissario di Chiavenna, nell'ambito della vertenza sorta tra la comunità di Gordona, da una parte, e le comunità di Chiavenna e Prata, dall'altra, per i ripari al fiume Mera, proferisce sentenza con cui ordina alla comunità di Gordona di costruire un nuovo riparo, concede alla comunità di Chiavenna di costruire ripari di fronte a quelli vecchi costruiti da Gordona, mantenendo però una distanza di almeno "100 brazza", e condanna infine dette comunità al pagamento delle spese di sopralluogo a lui spettanti. Notaio Gregorio Reiidt, cancelliere dell'ufficio di Chiavenna. Copia semplice. Allegata concessione 1694 aprile 24 rilasciata da Filippo de Peverello, luogotenente di Giulio de Capoli, commissario di Chiavenna, al console ed agli agenti della comunità di Gordona per la ricostruzione di detto riparo, con successivi rinnovi sino all'anno 1703.
215.16. Causa di Chiavenna e Prata contro Gordona per ripari al fiume Mera.
1704 marzo 1 - 1705 gennaio 22
Vertenza dinanzi a Pietro Corradino Planta, commissario reggente di Chiavenna, fra i comuni di Chiavenna e Prata, da una parte, ed il comune di Gordona, dall'altra, in merito alla riduzione del fiume Mera nel letto abituale e quindi alla modificazione del nuovo corso provocata dalla rottura dei ripari vicino al "prato del siucco" verso Gordona, con proclama di convocazione di tutti i possessori dei beni sottoposti a tali ripari per la contribuzione alle spese; licenza concessa a quelli di Gordona di poter "sprazzare" la loro porzione dell'alveo del fiume; sentenza 1704 aprile 9 con cui la comunità di Chiavenna viene condannata a provvedere alla praticabilità della strada imperiale nei punti maggiormente danneggiati dalle esondazioni del fiume mediante un riparo "provisionale", per il quale la comunità di Gordona viene condannata a contribuire per 60 filippi; ricorsi di dette comunità contro la sentenza ed ulteriore licenza concessa a quelli di Gordona di poter riportare nel suo alveo l'acqua del fiume fuoriuscente e danneggiante il suddetto riparo "provisionale". N° 10 documenti.
Fascicolo cart., cc. 40 num. rec.
215.17. Causa del comune di Gordona e liteconsorti di Mese contro il comune di Prata per l'alveo del fiume Mera e relativi ripari.
1714 aprile 24 - 1716 aprile 24
Vertenza dinnanzi a Battista Salice, commissario di Chiavenna, tra il comune di Gordona e liteconsorti di Mese contro il comune di Prata in merito alla determinazione dell'alveo del fiume Mera e relativi ripari in località Pizzo sotto al ponte dei carri, con sentenza 1716 aprile 24 interessante la delimitazione del letto del Mera ed i rispettivi confini sia di Prata che di Gordona, l'indicazione della larghezza del fiume ed i necessari obblighi di "spazamento" dell'alveo e di "adaquamento" dei prati e l'intimazione al comune di Prata per la distruzione del nuovo riparo costruito a difesa del proprio territorio. N° 45 documenti.
Fascicolo cart., cc. 2090 num. rec.
215.18. Causa di Gordona e liteconsorti di Mese contro Prata.
1716 aprile 27 - 1725 giugno 11
Vertenza dinanzi ai commissari di Chiavenna Battista Salice e Cristoforo de Giorgi tra la comunità di Gordona e liteconsorti di Mese, da una parte, e la comunità di Prata, dall'altra, per i lavori effettuati all'alveo del fiume Mera e per il comparto delle relative spese, con attestazione 1725 giugno 11 del definitivo saldo versato dalla comunità di Prata a quella di Gordona. N° 20 documenti.
Fascicolo cart., cc. 52 num. rec.
215.19. "Memoriale all'eccelsa Dieta".
1721 [agosto] - 1721 settembre 27, Coira
La comunità di Gordona porge supplica ai signori delle Tre Leghe per ottenere la riconferma di Antonio Salice di Soglio, vicario, nella carica di "delegato loco dominorum" conferitagli nel 1692 per la definizione di luoghi e persone soggetti a spesa per le opere da effettuarsi ad argini e ripari del fiume Mera. Segue decreto 1721 settembre 27 emanato dalla dieta di Coira di accoglimento della richiesta. Bernardo Clericus, cancelliere della Lega Caddea (1).
Atto singolo cart., cc. 3 num. rec.
Note: 1. Il decreto è munito del sigillo della Lega Caddea.
215.20. Causa di Gordona con Samolaco contro Prata per il nuovo corso della Mera.
1748 marzo 21 - 1751 ottobre 12
Vertenza dinnanzi ai commissari reggenti di Chiavenna Cristiano Lorenzo Schreiber, Valentino de Porta e Giacomo Planta tra la comunità di Gordona con Samolaco contro il comune di Prata in merito al ripristino del letto della Mera nel vecchio alveo in seguito alle deviazioni prodotte dalle inondazioni del settembre 1747, con sentenze 1749 giugno 11 di Cristiano Lorenzo Schreiber di Bonadoz e 1751 maggio 26 di Valentino de Porta, Federico de Salis e Andrea de Salis, "delegati loco dominorum", di sostanziale conferma delle precedenti sentenze in merito pronunciate e di intimazione tuttavia a non modificare l'attuale alveo del fiume Mera, autorizzando la costruzione di ripari al ponte di Santa Caterina, al ponte della Boggia ed in fondo alla Mengasca. N° 49 documenti.
Fascicolo cart., cc. 185 num. rec.
216. "Instrumento di procura".
1755 ottobre 1, Prosto di Piuro, "nella sala della casa eredi Della Clara"
Carlo Sonzogno (1) fu Giuseppe di Bergamo nomina Pietro Antonio Foico fu Pietro Antonio di Prosto a suo procuratore con mandato di rappresentanza della durata di anni due ed oltre, sino a revoca. Giovan Battista Losio fu Antonio di Piuro, notaio di Chiavenna. Copia semplice.
Atto singolo cart., cc. 1
Note: 1. In due gride del 1757 giugno 3 e 16, inventariate nella serie I di questo archivio, Carlo Sonzogno figura essere titolare di specifiche "ragioni" inerenti il trasporto di legname nel torrente Boggia.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 1
217. "Per il ponte della Boggia".
1757 agosto 11 - 1757 ottobre 19
Vertenza dinanzi a Giovanni Planta di Steinzberg, commissario reggente di Chiavenna, tra la comunità di Gordona, rappresentata da Giovanni Battista Biavasco, console, e la comunità di Samolaco, in merito alla costruzione ed al mantenimento del ponte sopra il torrente Boggia, indispensabile alla comunità di Samolaco per il transito di comunicazione con il borgo di Chiavenna. N° 4 documenti.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 2
218. "Causa per le borre".
1757 luglio 26 - 1758 settembre 6
Vertenza dinanzi a Federico de Salis, Rodolfo de Salis e Carlo Ulisse Cortino, delegati delle Tre Leghe, e dinanzi alla dieta di Coira fra la comunità di Gordona ed i "signori cointeressati delle borre" a motivo dei danni provocati ai ponti ed ai ripari della comunità dal trasporto irregolare del legname attraverso i fiumi Mera e Boggia(1). N° 3 documenti.
Fascicolo cart., cc. 6 num. rec.
Note: 1. Nella serie I di questo archivio (cart. 1, fasc. 3-4) si trovano due gride dell'anno 1757 che possono essere correlate alla causa in esame.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 3
219. Causa della comunità di Gordona con i signori Tabacchi, zio e nipote.
1757 novembre 28 - 1759 ottobre 30
Vertenza dinanzi a Giovanni Planta di Steinzberg, commissario reggente di Chiavenna, tra la comunità di Gordona, da una parte, Domenico Tabacchi, zio, e Domenico Tabacchi fu Andrea, nipote, dall'altra, per il pagamento di taglie, tasse e giornate lavorative e per la liquidazione dei conti consolari inerenti il maneggio dell'anno 1745, con sentenza 1759 gennaio 17 proferita da Giuseppe Antonio Torricella, delegato del commissario, obbligante i Tabacchi al pagamento delle sopraddette taglie dovute alla comunità, e con successivi ricorsi davanti a Plinio Paravicino, commissario reggente di Chiavenna, ed a Rodolfo e Antonio de Salis, arbitri eletti dalle parti. N° 43 documenti.
Fascicolo cart., cc. 134 num. rec.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 4
220. "Causa mossa dalla comunità di Gordona contro Pietro Pedretti e liteconsorti di Bodengo"
1759 dicembre 12 - 1761 novembre 24
Vertenza dinanzi a Plinio Paravicini, commissario reggente di Chiavenna, con la mediazione di Giambattista Maria Pestalozzi, arciprete della collegiata di S. Martino di Gordona, promossa dalla comunità di Gordona, rappresentata dai suoi consoli, contro Pietro Pedretti, console dell'anno 1758, e liteconsorti di Bodengo per il mancato pagamento delle taglie per giornate non fatte ai fiumi a residuo del maneggio consolare dell'anno 1758, dietro pretesa da parte della vicinanza di Bodengo delle spese di manutenzione a carico comunale della strada e dei ponti di Bodengo. (1) N. 66 documenti.
Fascicolo cart., cc. 136 num. rec.
Note: 1. Nel carteggio, è ripetutamente citato l'instrumento 1565 maggio 25 proferito da Baldassarre Planta, commissario di Chiavenna, a rogito Giovanni Antonio Planta dell'Angedina, notaio di Valtellina e Chiavenna.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 5
221. "Per il ponte de carri".
1732 luglio 3 - 1764 gennaio 3
Vertenza dinanzi a Giovanni Lucio Guler de Weinegg, Plinio Paravicino e Andrea de Salis Soglio, commissari reggenti di Chiavenna, tra i comuni di Chiavenna, Mese, Gordona, Prata e Samolaco per la ripartizione delle spese dovute alla ricostruzione ed alla manutenzione del ponte dei carri e strada adiacente devastati dal fiume Mera, resesi necessarie per la comunicazione tra i comuni esteriori ed il borgo di Chiavenna, con note delle spese sostenute per materiali e giornate lavorative. N° 7 documenti.
Fascicolo cart., cc. 15 num. rec.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 6
222. Causa comunità di Gordona e vicinanza Monti di Menarola.
1615 marzo 1 - 1769 gennaio 26
Causa tra il comune di Gordona ed il quartiere e vicinanza Monti di Menarola per il pagamento delle taglie e per la ripartizione delle spese occorse per i ripari del fiume Mera, con la conseguente separazione tra le due comunità, anni 1615 - 1764. N. 19 sottounità.
Fascicolo cart., cc. 73 num. rec.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 7
222.1. "Amicabile compositione et transattione".
1615 marzo 1, Chiavenna
Giacomo Schmidt a Gruenech, arbitro, redige amichevole transazione nella vertenza insorta tra la comunità di Gordona e la vicinanza dei Monti di Menarola, rappresentate dai rispettivi agenti, per il pagamento delle taglie e delle spese fatte per i ripari ai fiumi Mera e Crezza. Detto arbitro si sottoscrive (1). Copia semplice.
Note: 1. Nella definizione della transazione si fa riferimento ad un "donativo" che il comune di Gordona dovrebbe fare alla vicinanza di Menarola, da convertirsi "in beneficio della chiesa nuovamente in essi Monti fabbricata".
222.2. "Convocationis et deputationis instrumentum".
1663 maggio 27, Monti di Menarola, "nella piazza avanti la chiesa di Santa Maria Elisabetta"
Pietro Lombardino fu Aloisio, consigliere, convoca gli uomini della vicinanza di Monti di Menarola per deliberare in merito alla formazione di un estimo particolare di tutti i beni soggetti al fiume Mera, al risarcimento delle spese occorse per la causa contro Gordona ed alla deputazione di Giovanni Lombardino, Michele Balatto, Battista de Giambattista, Giovanni Antonio Lombardino, Vincenzo Donadeo Micheroli e Pietro Rodolatto quali procuratori con facoltà di agire per anni due a nome della vicinanza in detta causa. Carlo dell'Aqua fu Enrico di Gordona, notaio di Chiavenna. Copia semplice.
222.3. "Sindicati documentum".
1664 aprile 15, Monti di Menarola, "nella piazza della chiesa di Santa Maria Elisabetta"
Pietro Lombardino fu Aloisio, uomo di consiglio, convoca gli uomini capifamiglia della vicinanza di Monti di Menarola per deliberare in merito alla ratificazione del sindacato 1664 febbraio 17 inerente i ripari al fiume Mera, a rogito notaio Carlo dell'Acqua, ed alla approvazione del sindicato 1663 maggio 27, sempre a rogito Carlo dell'Acqua, relativo alla nomina di procuratori della vicinanza. Notaio Giovanni Andrea Costa di Chiavenna. Copia autentica1749 febbraio 12, Michele Prevostino di Lorenzo di Mese, notaio di Chiavenna.
222.4. "Pactorum et conventionum documentum"
1666 gennaio 30, Gordona, "in una camera della casa sopra la secrestia dela chiesa di S. Martino"
Battista della Battistessa, console di Gordona, e gli uomini del suo consiglio stipulano delle convenzioni con i deputati della vicinanza di Monti di Menarola per il pagamento delle taglie gettate dal comune di Gordona negli anni 1661-1665 da impiegarsi per i ripari al fiume Mera ed in merito all'ulteriore revisione dei quinternetti consolari già approvati. Domenico Tabacco fu Giovanni di Gordona, notaio di Chiavenna. (1)
Atto singolo cart., cc. 19
Note: 1. Del documento si conservano n. 3 esemplari originali, di cui una copia autentica1749 marzo 10, notaio Domenico Tabacco.
222.5. "Scrittura di posizioni".
[1749], [Gordona]
La comunità di Gordona presenta ai deputati del quartiere di Menarola un memoriale in 95 punti , con affermazioni ed interpellanze relative alla causa inerente la ripartizione delle spese per i ripari al fiume Mera, cui i deputati di detta vicinanza sono tenuti a rispondere in forza delle disposizioni statuarie.
Atto singolo cart., cc. 10 num. rec.
222.6. "Istanza".
1754 marzo 4, Chiavenna, "nella salla terranea del pallazzo"
Giovanni de Giovanbattista, uomo di consiglio, ed i deputati del quartiere di Menarola presentano istanza ad Andrea de Salis di Soglio, commissario reggente di Chiavenna, perché venga ordinato alla comunità di Gordona di togliere dal maneggio consolare del 1748 tutte le spese concernenti la strada di Bodengo ed i fiumi Crezza e Mera, di formare un inventario e registro delle spese fatte per il fiume Mera dall'anno 1620 sino al 1749 marzo 12 e di consegnare a detto quartiere gli originali dei quaderni e maneggi della comunità per la necessaria visione e produzione di copie. Il commissario intima alla comunità di Gordona il termine di giorni 3 per deliberare in merito a dette istanze. Notaio Paolo Antonio Stampa, cancelliere del commissario.
222.7. "Sentenza del 1755".
1755 aprile 14, Chiavenna, "nella sala terranea del palazzo"
Andrea Salis di Soglio, commissario reggente di Chiavenna, emette sentenza nella causa mossa dal quartiere di Menarola contro i restanti sette quartieri del comune di Gordona, con la quale esclude il quartiere di Menarola dal pagamento delle spese occorse per il fiume Mera negli anni 1749-1754; impegna l'intera comunità di Gordona ad agire contro i possessori dei beni danneggiati dai fiumi Mera e Crezza ed alla determinazione delle spese resesi necessarie per la costruzione della saletta della comunità nella casa abitata dall'arciprete; condanna il quartiere di Menarola al pagamento delle taglie degli anni 1662-1664 e 1748-1754 ed i rimanenti sette quartieri di Gordona al pagamento delle spese processuali inerenti tutte le vertenze in atto fra le parti. Notaio Paolo Antonio Stampa di Chiavenna, cancelliere del commissario. Copia autentica 1763 dicembre 11, Francesco Maria Ferrari di Gordona, notaio di Chiavenna.
222.8. "Considerazione fatta sopra li capitoli progettati per piano e metodo della separazione del quartiere di Menarola dalla restante comunità di Gordona".
[1756], Menarola
Osservazioni prodotte in 23 punti dal quartiere di Menarola sopra i capitoli progettati per la separazione di detto quartiere dalla restante comunità di Gordona in merito alle pubbliche cariche, alla riscossione delle taglie, alla formazione dell'estimo, all'incanto dei dazi e dei beni comunali, al governo temporale e spirituale della comunità, al salario dei pubblici servitori ed alla predisposizione degli "ordini".
Atto singolo, cc. 2 num. rec.
222.9. "Sindicatus instrumentum".
1756 dicembre 25, Gordona, "nella piazza avanti la chiesa collegiata di San Martino"
Il consiglio generale della comunità di Gordona, formato dal console Giacomo Guglielmana, dai consiglieri e dalla maggioranza dei capifamiglia dei quartieri di Coloredo, Cimavilla, Gasparoni, Ponte, Pendoglia, Piazzoli e Scogli, delibera in merito alla separazione del quartiere di Menarola (1) ed al conseguente nuovo regolamento economico e politico della comunità inerente l'elezione di consoli e consiglieri, la formazione dei nuovi "ordini" e "capitoli economici", il nuovo reparto dei quartieri ridefiniti in numero di 6 data l'unificazione dei quartieri di Piazzoli e Scogli nel nuovo quartiere denominato "della chiesa ossia di Fondo", le ristime e il nuovo estimo della comunità. Francesco Maria Ferrari fu Giovanni Giuseppe di Gordona, notaio di Chiavenna.
Note: 1. Vengono citate nel documento la sentenza 1756 aprile 14 proferita da Andrea de Salis, commissario di Chiavenna, inerente la separazione del quartiere di Menarola dalla restante parte della comunità di Gordona e la conseguente licenza attuativa 1756 dicembre 23 concessa da Giorgio Brugger di Parpano, commissario di Chiavenna.
222.10. "Arbitramenti instrumentum".
1760 dicembre 27 - 1764 maggio 2, Chiavenna, "nella prima stua del terzo appartamento del palazzo"
Andrea de Salis di Soglio, commissario reggente di Chiavenna ed arbitro eletto dalle parti con compromesso 1755 dicembre 10 a rogito notaio Francesco Maria Ferrari, alla presenza di Donato Parina, console, e Gaudenzio Tavasci, deputati per la comunità di Gordona, e di Antonio Micheroli, console, Lazaro de Giambattista e Domenico Lombardini, deputati di Menarola, proferisce sentenza arbitrale, articolata in 20 punti, regolamentante confini ed amministrazione della nuova comunità di Menarola ed i rapporti con il comune di Gordona. (1) Segue conferma di detto arbitramento 1764 maggio 2 con convalida delle successive transazioni concordate fra le parti. Notaio Bartolomeo Crollalanza fu Filippo di Chiavenna.
Note: 1. Nella analitica definizione dei confini della comunità di Menarola si fa riferimento alla "strada imperiale conducente alla Forcola cavalli e merci".
222.11. "Arbitramento del 1761".
1761 aprile 22, Chiavenna
Andrea de Salis, arbitro eletto per la definizione degli estimi e dei debiti tra le comunità di Gordona e Menarola, proferisce arbitramento con il quale assegna l'estimo dei forestieri alla comunità di Gordona, autorizza la comunità di Menarola a gettare separatamente le sue taglie e la impegna a farsi carico della sesta parte dei debiti non contestati, come già le è stata assegnata la sesta parte dell'estimo, riservandosi di definire invece la ripartizione dei debiti oggetto di contestazione fra le due parti. Detto arbitro si sottoscrive.
222.12. "Conventionis, transactionis et pactorum instrumentum".
1763 dicembre 19, Gordona, "nella stuva della casa prepositurale alia canonicale"
I deputati ed agenti delle comunità di Gordona e Menarola, previa mediazione di Giambattista Maria Pestalozzi, arciprete della collegiata di S. Martino di Gordona, e di Giuseppe Confortola, vicecurato di Menarola, concordano delle convenzioni in nove punti inerenti la ripartizione degli estimi e dei debiti tra le due comunità, nel rispetto dell'arbitramento 1760 dicembre 22 proferito da Andrea de Salis, commissario di Chiavenna, e della convenzione 1761 febbraio 23 a rogito notaio Francesco Maria Ferrari. Francesco Maria Ferrari fu Giuseppe di Gordona, notaio di Chiavenna. Copia autentica1768 novembre 8, notaio Francesco Maria Ferrari. Copia autentica, sec. XIX, Guglielmana e Tabacchi, deputati, Battistessa, agente comunale di Gordona.
222.13. "Per la lite di Gordona e Menarola"
1749 febbraio 25 - 1750 gennaio 5
Vertenza dinanzi a Paolo Paravicino, delegato di Lorenzo Scriber di Panadozzo, commissario reggente di Chiavenna, ed a Valentino de Porta, commissario reggente di Chiavenna, di Gaudenzio Tavasci, console di Gordona dell'anno 1748, contro Bernardo Lombardino e Battista Balatto fu Antonio, esattori delle taglie del quartiere di Menarola, per la riscossione di dette taglie già allibrate al maneggio consolare dell'anno 1748. N. 5 documenti.
Fascicolo cart., cc. 10 num. rec.
222.14. "Licenza di gettar taglie senza l'intervento del consigliere di Menarola"
1750 ottobre 20, Chiavenna, "ex pallatio residentie nostre"
Valentino de Porta, commissario reggente di Chiavenna, emette grida con la quale autorizza la comunità di Gordona a gettar taglie sopra i beni dell'intera comunità, pur in assenza del consigliere del quartiere di Menarola. Il commissario si sottoscrive.
222.15. "Compromissi instrumentum"
1755 novembre 24, Chiavenna, "nella saletta terranea del convento de padri Cappuccini"
Gianbenedetto Micheroli fu Benedetto, uomo di consiglio, ed i deputati del quartiere di Menarola, da una parte, Giacomo Guglielmana fu Giacomo, console, ed i consiglieri dei rimanenti sette quartieri della comunità di Gordona, dall'altra, nominano Federico de Salis fu Battista e Andrea de Salis fu Antonio e, se necessario, Rodolfo de Salis fu Rodolfo, tutti di Soglio, ad arbitri nella vertenza in atto tra le parti a motivo delle liti sostenute per ottenere il rivolgimento del fiume Mera e per la separazione del quartiere di Menarola dai restanti quartieri della comunità di Gordona. Francesco Maria Ferrari fu Giovanni Giuseppe di Macugnaga, abitante a Gordona, notaio di Chiavenna.
Atto singolo cart., cc. 4
222.16. "Licenza"
1755 dicembre 20, Chiavenna, "ex pretoriali palatio"
Giorgio Brugger, commissario reggente di Chiavenna, emette grida con la quale autorizza i sette quartieri di Gordona ed il quartiere di Menarola di procedere alla divisione dell'estimo e del territorio, di formare nuovi ordini, estimi e capitoli economici, di nominare separatamente i rispettivi consoli, consiglieri ed officiali. Il commissario si sottoscrive. Sigillo aderente in ceralacca rossa.
222.17. "Progetto per Gordona e Menarola"
1758 giugno 14 - 1758 dicembre 15
Progetto di Andrea de Salis, arbitro eletto dalle parti, per la divisione dell'estimo, del territorio e dei boschi dell'intera antica comunità di Gordona tra le comunità di Gordona e di Menarola e vertenza tra gli stimatori giurati dell'estimo delle due comunità per la sottoscrizione delle stime. N. 3 documenti.
Fascicolo cart., cc. 6
222.18. "Assegno"
1765 marzo 6, Gordona, "nella stuva della casa arcipretale"
Giambattista Pedretti, sindaco economo dell'Ospitale della collegiata di S. Martino di Gordona, agente anche a nome dei consindaci Andrea Tavasci, Antonio Biavaschi e Antonio Gianolli, con l'intervento di Giambattista Maria Pestalozzi di Chiavenna, arciprete della collegiata di S. Martino, da una parte, e Giuseppe Confortola, vicecurato di Menarola, agente per conto di Simone Lombardini di Menarola, sindaco del nuovo luogo pio denominato Ospitale della chiesa viceparrocchiale di Santa Maria Elisabetta di Menarola, dall'altra, concordano la divisione di beni e capitali appartenenti all'Ospitale della collegiata di S. Martino di Gordona in adempimento degli articoli della separazione della comunità di Menarola dal corpo della comunità di Gordona. (1) Notaio Francesco Maria Ferrari. Copia autentica 1804 aprile 25 notaio Francesco Maria Ferrari.
Note: 1. Nel documento vengono citati l'arbitramento 1760 dicembre 27 proferito da Andrea de Salis a rogito notaio Bartolomeo Crollalanza e le convenzioni 1761 febbraio 23, 1763 dicembre 19 e 1764 febbraio 6 seguite fra le comunità di Gordona e Menarola a rogito notaio Francesco Maria Ferrari.
222.19. "Conventionis instrumentum"
1769 gennaio 26, Chiavenna, "nella stua vecchia del palazzo della ragione sopra la fontana"
Giacomo Dell'Acqua, console di Gordona, Giambattista Tavasci per Coloredo, Pietro Pedretti per Cimavilla, Andrea Tavasci per Gasparoni, Domenico Tabacchi per Ponte, Giovan Pietro De Agostini per Pendoglia e Giovanni Guglielmana per Fondo, deputati dei rispettivi quartieri di Gordona, da una parte, Giovanni Micheroli, console di Menarola, Gianbenedetto Micheroli per Gradesella, Pietro Lombardini per Castanedi, Pietro Balatti per Foppo, Giovan Antonio de Giambattista per Menarola, deputati dei rispettivi quartieri di Menarola, dall'altra, concordano delle convenzioni inerenti il taglio, il "vogamento" e l'utilizzo della legna del bosco denominato "del Fraciscio". Francesco Maria Ferrari fu Giovanni Giuseppe, notaio di Chiavenna. Copia autentica 1834 luglio 16 cancelliere Bolgeri della Cancelleria censuaria di Chiavenna.
223. "Compromesso per li pascoli della Motta e prato Pince".
1769 dicembre 31, Gordona
Giacomo dell'Aqua, console, e Domenico Tabacchi, deputati della comunità di Gordona, Bernardino Biavaschi e Pietro Sposetti, compadroni e procuratori degli altri proprietari di Val Bodengo, nominano Giambattista Battistessa e Donato Battistessa arbitri per la definizione della vertenza tra la comunità di Gordona ed i compadroni del "prato Pince" e pascoli "della Brusada" in Val Bodengo per la determinazione dei confini tra detti prati e pascoli con quelli dell'alpe "della Motta". I deputati delle parti si sottoscrivono.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 8
224. Citazione.
1771 gennaio 19, Chiavenna, "nella cancellaria del palazzo"
Federico de Salis di Soglio, commissario reggente di Chiavenna, accoglie l'istanza presentata da Bernardino Bara, console del comune di Gordona, in merito alla richiesta di condanna in contumacia aggravata da pena pecuniaria per Giovanni de Agostini fu Godenzo eletto dal quartiere di Pendoglia come deputato delle strade e recidivo a prestare il dovuto giuramento, citandolo a comparire entro il termine di giorni tre. Notaio Paolo Antonio Stampa, cancelliere del commissario. Copia semplice.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 9
225. Vertenza per la strada nel piano.
1767 dicembre 15 - 1771 marzo 18
Vertenza dinanzi ai commissari reggenti di Chiavenna tra le comunità di Gordona e Mese ed alcuni possessori di beni in dette comunità a motivo della strada conducente a Samolaco e nel piano. N° 2 sottounità.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 10
225.1. "Instrumentum sententie".
1767 dicembre 15 - 1771 marzo 3, Chiavenna, "nella prima stuva del terzo apartamento del pallazo"
Antonio de Salis de Taghstein, commissario reggente di Chiavenna ed arbitro eletto dalle parti, proferisce sentenza arbitramentale nella causa sorta tra la comunità di Gordona, da una parte, la comunità di Mese, dall'altra, ed alcuni possessori di beni in dette comunità, dall'altra ancora, a motivo dei danni causati dal mancato utilizzo della strada conducente a Samolaco e nel piano, con la quale obbliga le due comunità di Gordona e Mese alla divisione delle spese di detti danni ed alla manutenzione della strada nuova conducente nel piano. Pietro Antonio Giovanolli fu Vittore di Val San Giacomo, notaio di Chiavenna. Segue nota 1771 marzo 3 con la quale i consoli e i deputati delle due comunità di Mese e Gordona dichiarano di accettare l'arbitramento così come il successivo laudo 1771 gennaio 3. Detti consoli e deputati si sottoscrivono.
225.2. "Grida".
1771 marzo 9 - 1771 marzo 18, Chiavenna
Federico de Salis di Soglio, commissario reggente di Chiavenna, su istanza delle comunità di Gordona e Mese, emette pubblica grida con la quale obbliga il transito in andata e ritorno da Samolaco e nel piano esclusivamente attraverso la nuova strada riattata dalle sopradette comunità nell'anno 1766 e da queste sempre conservata agevole, sotto pena di scudi 10 in caso di contravvenzione, oltre al risarcimento dei danni. Il commissario si sottoscrive. Seguono note 1771 marzo 11, 16 e 18 di Pietro Antonio Giovanolli, notaio, attestanti "affirmatione" e la avvenuta affissione della grida. Originale e copia semplice.
226. Causa tra la comunità di Gordona e la confraternita del Santissimo Sacramento.
1679 aprile 10 - 1771 aprile 26
Vertenza dinanzi a Federico Salis di Soglio, commissario reggente di Chiavenna ed arbitro eletto dalle parti, tra l'ospitale dei poveri e la confraternita del Santissimo Sacramento eretti nella collegiata di S. Martino, rappresentati dai deputati Giovan Battista Maria Pestalozzi, parroco di Gordona, Giovan Battista Tavassi, priore, Giovan Battista Brocchi e Gian Felice Biavaschi, da una parte, e la comunità di Gordona, rappresentata dai deputati Giovan Battista Battistessa e Francesco Maria Ferrari, notaio, dall'altra, a causa di debiti contratti dalla comunità di Gordona per il mancato pagamento di fitti maturati sopra capitali diversi a partire dall'anno 1653 e per altre somme contestate. N° 13 documenti.
Fascicolo cart., cc. 48 num. rec.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 11
227. "Scritto".
1773 marzo 10, Mese
[Agostino] de Agostini, [prevosto di Mese], scrive ad Antonio Balzarini, console di Gordona, ed ai suoi consiglieri in merito alla vertenza tra dette parti per la costruzione di una strada pubblica passante nella giavera chiamata il "fondo" di proprietà dello scrivente, con relative condizioni per l'esecuzione dell'opera (1).
Note: 1. Il nome del de Agostini, che si firma con la iniziale A, è desunto dagli stabilimenti consolari dell'anno 1773 marzo 7, dai quali si ricava altresì la qualifica dello scrivente e la precisa collocazione della giavera sita "sotto il cimitero".
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 12
228. "Sentenza"
1774 maggio 13, Gordona, "nella strada di fori della piazza della chiesa di Cimavilla"
Fioramonte Parravicino Pestalozza, delegato di Pietro de Ianet di Fidris, commissario reggente di Chiavenna, emette sentenza nella causa vertente tra i cinque quartieri "di fori della Crezza", rappresentati da Giovan Battista Mazzina, console, e Antonio da Ponte, consigliere di gionta di Gordona, da una parte, ed il quartiere di Coloredo, rappresentato da Giovan Battista Tavasci, consigliere, Giacomo dell'Aqua e Francesco Tavasci, dall'altra, per le modalità di costruzione di ripari nella rovina del torrente Crezza a difesa dei rispettivi fondi(1). Notaio Paolo Antonio Stampa di Paolo Antonio di Chiavenna. Copia autentica 1784 giugno 4 Francesco Maria Ferrari, notaio di Chiavenna. Segue traslato dal tedesco in italiano 1775 luglio 1 del decreto emesso dalla sindicatura a conferma della sentenza suddetta. Giovanni Theodoro de Castelberg, attuario della Lega Grigia e della sindicatura, sottoscrive. Copia autentica 1784 giugno 9 Francesco Maria Ferrari, notaio di Chiavenna.
Atto singolo cart., cc. 8
Note: 1. Nel decreto, viene ripetutamente citata una scrittura di convenzione tra le parti 1744 aprile 22.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 13
229. "Arbitramenti instrumentum".
1776 febbraio 14, Gordona, "nella stua della casa arcipretale"
Giambattista Maria de Pestalozzi fu Ottavio, arciprete della collegiata e chiesa matrice di S. Martino di Gordona, e Giuseppe Antonio Torricella Balbiani, delegato, arbitri eletti dalle parti nella causa vertente tra le comunità di Gordona e di Menarola per la costruzione e manutenzione dei ponti a "bocca delle Strecchie" in Gordona utilizzati per il godimento dei beni al di là della Mera, emettono sentenza arbitrale con la quale esentano la comunità di Menarola dalla manutenzione di detti ponti così come dalle spese occorse per la loro costruzione, fatte salve le ragioni della comunità di Gordona verso coloro che godono il beneficio di detti passaggi. Francesco Maria Ferrari fu Giovanni Giuseppe di Gordona, notaio di Chiavenna.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 14
230. "Arbitramento fatto per le alpi di Preguazzone e Vesena"
1776 febbraio 16, Chiavenna, "nella stuva della casa del delegato Torricella Balbiani"
Giambattista Maria de Pestalozzi fu Ottavio, arciprete della collegiata e chiesa matrice di S. Martino di Gordona, e Giuseppe Antonio Torricella Balbiani, delegato, arbitri eletti dalle parti, emettono sentenza nella causa vertente tra le comunità di Gordona e Menarola unitamente a Francesco Tavasci, agente per conto della moglie Giovannina Rotticcio, da una parte, e le famiglie Balatti e Micheroli, consorti compadroni dell'alpe di Preguazzone, dall'altra, per l'utilizzo della località "delli Ortaioli" in comune tra l'alpe di Preguazzone e l'alpe di Vesena, e per il pagamento delle taglie e dei fitti livellari dovuti dall'alpe di Preguazzone al beneficio arcipretale di Gordona. Francesco Maria Ferrari fu Giovanni Giuseppe di Gordona, notaio di Chiavenna.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 15
231. Vertenza parroco e coadiutore di Gordona.
1776 dicembre 21, Gordona, "dalla casa arcipretale della collegiata di San Martino"
Giovanni Battista Maria de Pestalozzi, parroco di Gordona, scrive al console ed al consiglio di Gordona per difendere le sue ragioni a motivo della vertenza con [Andrea] Pedocchi, cappellano coadiutore di Gordona, desideroso quest'ultimo di svolgere le funzioni di parroco, date le cattive condizioni di salute del titolare, e per opporsi di conseguenza alla collaborazione di religiosi chiamati dall'esterno. Il de Pestalozzi si sottoscrive.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 16
232. Causa strade e ponti di Bodengo.
1792 ottobre 25 - 1795 luglio 30
Francesco Conrado de Taldenstein e Giulio de Castelberg di Iante, commissari reggenti di Chiavenna, su istanza della comunità di Gordona, obbligano la vicinanza di Bodengo alla riattazione di strade e ponti di Bodengo e citano detta vicinanza per condannarla al pagamento delle spese già dichiarate di sua pertinenza ed ingiustamentre sostenute dalla comunità di Gordona nel ricostruire il ponte nel vallone detto "della Pillotera" distrutto dall'esondazione del torrente Boggia. Notaio Pietro Antonio Giovanoli. N. 2 documenti.
Segnatura: cart. 18, s. VI, fasc. 17

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