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Timestamp: 2017-12-15 15:05:15+00:00

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SCHEMA DI REGOLAMENTO PER L ATTUAZIONE DEL PIANO LOCALE PER LA DOMICILIARITA - PDF
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1 Allegato 1. SCHEMA DI REGOLAMENTO PER L ATTUAZIONE DEL PIANO LOCALE PER LA DOMICILIARITA Art. 1 - Oggetto L Amministrazione comunale sostiene le politiche di contrasto ai processi di emarginazione, per il mantenimento delle persone nella propria abitazione, promuovendo e mettendo in atto misure alternative al ricovero. Il presente Regolamento disciplina i criteri di accesso e le modalità di erogazione dell insieme dei servizi di assistenza domiciliare. Art. 2 - Definizione Il Comune, d intesa con l ULSS, mette in atto un insieme di interventi e prestazioni complementari e integrativi rispetto all assistenza fornita dalla rete familiare e solidaristica, erogati presso il domicilio di persone che si trovino in parziale o totale non autosufficienza, allo scopo di migliorare le loro condizioni di vita e relazionali e di contrastare processi di decadimento psico-fisico e di emarginazione. Tali servizi hanno la finalità di garantire un adeguata qualità della vita e di sostenere il recupero dell autonomia nella gestione personale e familiare. Art. 3 - Destinatari L insieme dei servizi di assistenza domiciliare è rivolto prevalentemente ad anziani e a persone a rischio di compromissione dell autosufficienza ovvero in condizioni di dipendenza assistenziale in quanto affette da patologie croniche e/o in condizioni di disabilità temporanea o permanente, residenti in uno dei Comuni dell Ulss n. 5. La presa in carico del caso avviene nel rispetto delle seguenti priorità: - gravità della condizione di non autosufficienza della persona in stato di bisogno; - carenza di rete familiare; - condizioni economiche; - isolamento sociale; - presenza di patologie mentali degenerative (Alzheimer, demenza senile, ecc,) che comportano carichi assistenziali difficilmente sostenibili per i famigliari. Possono beneficiare dei servizi domiciliari anche le persone domiciliate nel territorio del Comune previa acquisizione di impegno all assunzione del costo del servizio da parte del Comune di residenza. Art. 4 - Modalità di accesso e presa in carico L attivazione dei servizi domiciliari comporta la presentazione di un istanza da parte della persona interessata o di un suo familiare o su segnalazione di un servizio sanitario o sociale o di autorità competente al servizio sociale competente. L assistente sociale procede all'avvio del servizio che si articola nelle seguenti fasi: - rilevazione del bisogno e valutazione delle condizioni di autonomia del richiedente e dell adeguatezza della rete familiare, ove presente; - predisposizione di un piano individualizzato di assistenza, concordato con la persona e i suoi familiari, nel quale vengono individuati gli obiettivi, i servizi e le prestazioni da realizzare, le modalità e la durata degli interventi, le risorse della persona, della famiglia e del contesto sociale di appartenenza; 29
2 - verifica periodica dell adeguatezza del programma rispetto al bisogno e del raggiungimento degli obiettivi. Condizioni per l accesso al servizio sono: - la presenza di condizioni cliniche e la necessità di interventi assistenziali compatibili con la permanenza del paziente nel proprio domicilio; - la disponibilità di una idonea condizione abitativa; - l accettazione da parte della persona in stato di bisogno del programma assistenziale concordato, degli adeguamenti che si rendono necessari e delle modalità di erogazione del servizio; - la disponibilità a consentire l accesso ai dati clinici dell assistito (es.: malattie infettive e contagiose) anche al fine di garantire agli operatori la necessaria tutela della propria salute; - l impegno della rete familiare, quando esista, a collaborare con il servizio e ad assicurare al proprio congiunto un sostegno continuativo onde evitare situazioni di deresponsabilizzazione familiare. Per casi particolari il servizio di assistenza domiciliare può essere erogato a persone affette da patologie psichiatriche o di dipendenza alcoologica o tossicologica. Per questi casi l attivazione del servizio avviene previa predisposizione di un programma concordato fra il servizio sanitario specialistico di riferimento e il servizio sociale del Comune. In ogni caso l attivazione del servizio di assistenza domiciliare e la sua continuità saranno autorizzati dal Comune subordinatamente alla presenza continuativa del servizio sanitario che ha in carico la persona in stato di bisogno. Il servizio sanitario specialistico coordina il personale addetto al servizio di assistenza domiciliare avendo cura di garantire condizioni lavorative compatibili con la sicurezza e la salute degli addetti al servizio. Eventuali gravi situazioni di trascuratezza ambientale dovranno essere rimosse attraverso un adeguato risanamento prima dell attivazione del servizio. Per casi di persone affette da patologie psichiatriche e/o di dipendenza l accesso al servizio è, inoltre, condizionato a un valido supporto familiare e/o di una rete di aiuto informale che consenta il raggiungimento degli obiettivi di minima descritti nel programma assistenziale. Il venir meno delle condizioni sopra descritte può comportare la sospensione del servizio. L attivazione è sempre soggetta ad approvazione da parte del Comune. Art. 5 - Tipologia dei servizi domiciliari Il sistema dei servizi domiciliari si caratterizza per gli interventi di seguito indicati, meglio definiti nei singoli provvedimenti dell Amministrazione comunale: a) Servizio di consulenza e orientamento nella rete dei servizi e delle risorse presenti nel territorio; b) Assistenza domiciliare: cura e igiene della persona; aiuto domestico; accompagnamento esterno sul territorio comunale; sostegno del singolo e/o del nucleo familiare; supporto alla rete familiare anche al fine di prevenirne la deresponsabilizzazione; c) Pasti a domicilio; d) Telesoccorso telecontrollo. Eventuali ulteriori prestazioni domiciliari potranno essere attivate dall Amministrazione con appositi provvedimenti e sulla base della disponibilità delle risorse del bilancio. Art. 6 - Assistenza domiciliare integrata Nei casi in cui sia necessario soddisfare esigenze complesse di cura riferite a persone affette da gravi patologie o in condizioni di non autosufficienza, viene attivato un programma di assistenza domiciliare integrata di tipo sociale e sanitario (A.D.I.). 30
3 La procedura per l erogazione dell A.D.I. è contemplata nell accordo di programma stipulato tra Comune e ULSS. Essa prevede la definizione di un progetto assistenziale da parte dell Unità di Valutazione Multi Dimensionale (di seguito indicata come U.V.M.D.), che individua gli interventi sia di tipo sanitario che sociale da erogare, le modalità di realizzazione e le verifiche dei risultati raggiunti. La decisione assunta in sede di U.V.M.D. autorizza l avvio dei servizi domiciliari nel rispetto dei criteri di erogazione delle prestazioni e dei vincoli di budget comunali, così come previsto dagli accordi con gli Enti coinvolti (ULSS, Comune, ecc.). Art. 7 - Condizioni reddituali di partecipazione alla spesa Il servizio di consulenza e orientamento nella rete di servizi descritto alla lettera a) dell art. 5 è gratuito. Per il servizio di assistenza domiciliare, come descritto alla lettera b) dell art. 5, l Amministrazione Comunale sostiene i costi del servizio erogato all interessato (esclusi i costi sanitari), prevedendo delle forme di contribuzione da parte dell utente in ragione del reddito ISEE. Possono inoltre essere valutati altri elementi per la definizione della compartecipazione al costo del servizio in presenza di redditi di natura assistenziale o previdenziale non imponibili IRE. La certificazione ISEE sarà presentata all atto della domanda di erogazione del servizio o entro i termini fissati dall Amministrazione Comunale Qualora nell anno corrente si siano verificate situazioni impreviste che abbiano sensibilmente modificato la situazione reddituale, si considera la situazione effettiva documentata all atto della domanda, tenendo comunque conto di quanto risultante dalla certificazione ISEE. Per l erogazione del servizio si avrà come riferimento il livello ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) del nucleo familiare. In caso di mancata presentazione del certificato ISEE, verrà applicata la quota massima di contribuzione. Per i soggetti disabili in età minorile e adulta (fino ai 65 anni) la tariffa da applicare potrà essere fissata scorporando dal reddito e dal nucleo familiare i famigliari diversi dalla persona assistita e dai suoi genitori. Per mettere in relazione la compartecipazione con la capacità economica del nucleo del richiedente viene utilizzato quale criterio di concorso un criterio proporzionale che permette una maggiore attenzione ad ogni singolo caso definendo una quota personalizzata. La quota proporzionale di compartecipazione alla spesa (X) risulta dalla seguente formula: X = costo del servizio x ISEE Soglia massima Dove per: - Costo del servizio: si intende il costo orario del servizio sostenuto dall Amministrazione Comunale. - Soglia massima: si intende un valore ISEE oltre il quale la prestazione è resa con il pagamento della quota oraria massima di compartecipazione da parte dell utente (tariffa), quota che in ogni caso non può superare il 50% del costo orario del servizio sostenuto dall Amministrazione Comunale. - ISEE: corrisponde al valore ISEE dell interessato. La Giunta Comunale, nel rispetto dei criteri enunciati, definisce: 1. il costo orario massimo di compartecipazione al servizio; 2. il valore ISEE al di sotto del quale la prestazione è resa a titolo gratuito (soglia minima ,00); 3. il valore ISEE al di sopra del quale la prestazione è resa con il pagamento del costo orario massimo di compartecipazione ( ,00 sui redditi 2004); 31
4 4. l eventuale valutazione di altri elementi per la definizione della compartecipazione al costo del servizio, in presenza di redditi di natura assistenziale o previdenziale non imponibili IRE. Per la fornitura dei pasti - (lettera c), articolo 5) - l Amministrazione fissa di anno in anno il costo a carico dell utente costo che, a prescindere dal reddito, di norma deve corrispondere al costo della preparazione/confezionamento dei pasti, compreso il costo dei generi alimentari. Per chi nella certificazione ISEE supera la soglia di ,00 (valore che è riferito alla certificazione dei redditi del 2004 e che va rivalutato di anno in anno), l Amministrazione Comunale applica una tariffa che consenta di coprire anche i costi di trasporto del pasto a domicilio. Per il servizio di Telecontrollo e Telesoccorso, di cui alla lettera d) dell art. 5, il Comune applica le seguenti tariffe: per fasce di reddito I.S.E.E. sotto ,00 (anno 2004) il servizio viene erogato gratuitamente; per fasce di reddito I.S.E.E. compreso fra ,00 ed ,00 viene applicata la tariffa giornaliera di. 0,32 (+ I.V.A.); per fasce di reddito I.S.E.E. superiore ad ,01 viene applicata la tariffa giornaliera di. 0,63 (+I.V.A.). Le tariffe sopra descritte vengono aggiornate di anno in anno, con provvedimento di Giunta Comunale, sulla base del costo del servizio determinato dalla Regione Veneto. L Assistente Sociale referente, in accordo con il Responsabile di Settore, in particolari situazioni e a seguito di istruttoria, ha facoltà di valutare eventuali riduzioni o esenzioni dalla compartecipazione ai costi dei servizi. Di ciò dà informazione al Dirigente Comunale. Art. 8 - Norme transitorie e finali Per il primo anno di applicazione del presente Regolamento, nel caso di sensibile scostamento fra le nuove tariffe e quelle in precedenza applicate potranno essere introdotti correttivi al fine di assicurare la necessaria gradualità nell applicazione delle stesse. I quadri tariffari fissati dal presente regolamento saranno sottoposti a verifica ed eventualmente modificati dopo il primo anno di applicazione. 32
5 Allegato 2. SPORTELLO INTEGRATO Dal punto di vista pratico tutti gli operatori accederanno, tramite personale username e password fornita dal servizio informatico dell ULSS, al sito: ; nella videata iniziale (home page) apparirà sulla destra la finestra denominata Sportello Integrato che è composta da 4 voci: 1. Interventi Erogati a Domicilio e di Supporto alla Famiglia; 2. Interventi di Sostegno Economico; 3. Interventi di Sollievo alla Famiglia e di Accesso alla residenzialità; 4. Altri Servizi. Cliccando sulla prima voce si apriranno le seguenti opzioni: Assistenza Domiciliare Sociale (SAD); Assistenza Domiciliare Sanitaria (ADI); ADIMED; Protesi ed Ausili; Telesoccorso e Telecontrollo; Pasti a domicilio; Trasporto. Cliccando sulla seconda voce si apriranno le seguenti opzioni: Invalidità Civile; L.R. 28/1991; Badanti; Alzheimer; Superamento Barriere Architettoniche. Cliccando sulla terza voce si apriranno le seguenti opzioni: Centri Diurni; Case di Riposo; D.G.R. 3960/2001; Vita Indipendente. Ed infine cliccando sulla quarta voce: Comuni; ULSS. 33
6 Al fine di agevolare l utente, che così non dovrà spostarsi da un ufficio all altro,verrà data la possibilità agli operatori di visualizzare tutti i servizi offerti anche dagli altri Comuni o da altri Punti Salute, verrà altresì fornita la possibilità di scaricare i moduli direttamente così da essere consegnati immediatamente all utente. Ogni operatore, fornito di personale username e password, sarà abilitato all aggiornamento o al cambiamento delle informazioni che verranno rese al pubblico SOLO per la propria parte di competenza, viene infatti negata la possibilità di modificare i dati inseriti da altro operatore. 34
7 Allegato 3. Regione del Veneto Azienda Unità Locale Socio Sanitaria OVEST VICENTINO PROTOCOLLO PER LA SPERIMENTAZIONE DELLE DIMISSIONI PROTETTE NEI REPARTI DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL ULSS 5 Protocollo concordato dalla Direzione Medica e dal Distretto Socio Sanitario 35
8 PROTOCOLLO PER LA SPERIMENTAZIONE DELLE DIMISSIONI PROTETTE NEI REPARTI DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL ULSS 5 Per Dimissione Protetta o programmata, si intende ogni forma di assistenza sanitaria conseguente alla dimissione di persone ricoverate, dopo che le condizioni acute sono state stabilizzate e per le quali l ulteriore periodo di cura e di riabilitazione può essere trascorso a domicilio o in altra struttura della rete dei servizi territoriali. È necessaria inoltre l esistenza di forniture di materiali e di personale d assistenza presso il domicilio. Poiché il paziente fragile è particolarmente esposto ai rischi dell ospedalizzazione, si deve dedicare la massima attenzione non solo alla prevenzione di un secondo ricovero, ma alla prevenzione in generale dei ricoveri ospedalieri. Il percorso Destinatari Tutti i soggetti, ricoverati nei reparti ospedalieri che, al momento delle dimissioni, non sono in grado di organizzare in modo autonomo il rientro a domicilio e la continuazione delle cure e dell assistenza indicate nella fase di dimissione. Applicabilità La procedura viene applicata in tutti i Presidi Ospedalieri dell Ulss 5. Solo inizialmente, non verranno inclusi i reparti di ginecologia, ostetricia, pediatria, ortopedia, oculistica e chirurgia. La presa in carico Verrà effettuata la presa in carico finalizzata alla Dimissione Protetta: - per tutti i pazienti ricoverati di età 85 anni indipendentemente dalle condizioni cliniche; - per tutti i pazienti per i quali si prospettano problemi di ordine sanitario-assistenziale: esiti di episodi cerebrovascolari acuti, riacutizzazione di patologie croniche: riacutizzazione di BPCO, scompenso cardiaco; patologie in fase avanzata: neoplasie, HIV; necessità di terapie palliative; polipatologia; necessità di nutrizione artificiale; necessità di ossigenoterapia domiciliare; necessità di ventiloterapia domiciliare. Le situazioni di ordine prevalentemente sociale: assenza della rete familiare, momentanea indisponibilità della rete familiare, inadeguatezza della rete familiare: per l aggravamento che ha portato al ricovero, per le conseguenze dell evento acuto; per cui non è realizzabile una dimissione protetta, vengono comunque discusse in UVM per i provvedimenti di conseguenza. La procedura di Dimissione Protetta va attivata: 36
9 - entro tre giorni dall ingresso della persona ricoverata. La procedura di Dimissione Protetta è attivata: - dalla Caposala del reparto interessato: o di sua iniziativa per l età, o su segnalazione del Medico negli altri casi. Il primario o suo delegato (medico responsabile del caso): - individuata la necessità di una probabile dimissione protetta compila la scheda di segnalazione (allegato 1), entro tre giorni dall ingresso. La scheda di segnalazione deve essere inviata tramite fax o (meglio se preceduta da una telefonata) all Assistente Sociale Ospedaliera. La Caposala del reparto: - attiva l Assistente Sociale Ospedaliera (invio modulo di segnalazione tramite fax o ), - attiva le procedure per le schede di valutazione sanitaria, cognitivo/funzionale e motoria della S.VA.M.A., - riporta in modo ben visibile in cartella che si è attivato un percorso per la Continuità Assistenziale (ad es. un timbro C.A. ), - inserisce in cartella la check list (allegato 2) per la continuità assistenziale, - fa da tramite tra assistente sociale ospedaliera e famiglia, - nei casi in cui sia prevista la NAD (Nutrizione Artificiale a Domicilio) invia i moduli di richiesta di consulenza per attivazione all UO di Dietetica e Nutrizione, - nei casi in cui sia prevista Ossigenoterapia (OLTD) o Ventiloterapia Domiciliare (VMD), invia il modulo di richiesta di attivazione all UO di Patologia Respiratoria. L Assistente Sociale Ospedaliera: - dialoga con i medici del reparto, - prende contatto con il Medico Responsabile del Punto Salute, - convoca la seduta di U.V.M., - valuta in collaborazione con l Assistente Sociale del Comune di residenza la consistenza della rete familiare (allegato 3), per capire se esistono le condizioni per un ritorno a domicilio (ciò deve essere permesso anche dalle condizioni cliniche del paziente), - in accordo con il Responsabile delle Cure Primarie, seleziona le segnalazioni, che dovranno essere inoltrate al Distretto per l Unità Valutativa Multidimensionale qualora sia prevedibile organizzare al domicilio del paziente un assistenza adeguata od utilizzare i Servizi Socio- Sanitari della Rete. Le segnalazioni che non necessitano del passaggio in Unità Valutativa Multidimensionale sono inviate ai Responsabili dei Punti Salute per le Cure Primarie competenti per l assistenza a domicilio. La Coordinatrice del Punto Salute di residenza della persona ricoverata: - concorda con la Coordinatrice/Capo Sala del reparto interessato la visita per la valutazione e la compilazione dei bisogni sanitari della persona ricoverata. Il personale del reparto garantisce l accesso e la collaborazione. Dovrà essere previsto, attraverso il Servizio delle Professioni Sanitarie, la costituzione di un gruppo di lavoro, Ospedale/Territorio, che entro due mesi, crei una scheda di valutazione infermieristica. Componenti dell Unità Valutativa Multidimensionale: Per garantire la multidimensionalità fanno parte dell U.V.M.: Il Direttore Medico o suo delegato L Assistente Sociale Ospedaliera Il Primario o Medico delegato, referente per reparto La Capo Sala del reparto dimettente o suo delegato L Assistente Sociale del Comune di residenza della persona ricoverata 37
10 Il Medico di Medicina Generale della persona ricoverata Il Responsabile del Distretto Socio Sanitario o suo delegato La Coordinatrice del Punto Salute o la Capo Sala del Territorio A questo nucleo di base, unico su tutto il territorio, si aggiungono, in base alle necessità, gli specialisti ed i tecnici direttamente coinvolti nel caso. Le figure professionali che vi fanno parte devono avere potere decisionale proprio o delegato dal Servizio di appartenenza. I Servizi Sociali comunali sono tenuti ad erogare gli interventi assistenziali individuati, compatibilmente con le risorse disponibili al momento della richiesta. In presenza di più richieste contemporanee, l una proveniente dal territorio e l altra dalle dimissioni protette, i Servizi Sociali comunali si riservano la facoltà di attivare il servizio assistenziale al caso più bisognoso in relazione alle accertate risorse familiari ed economiche. N.B. Il Responsabile dell U.V.M. è il Responsabile del Distretto Socio Sanitario o il Medico Responsabile del Punto Salute. Preparazione alla dimissione: l Unità Valutativa Multidimensionale L U.V.M. verrà convocata l ultima data utile prima della dimissione. Le U.V.M. saranno: Il Martedì dalle alle presso la Direzione Medica di Arzignano Il Mercoledì dalle alle presso la Direzione Medica di Lonigo Il Giovedì dalle alle presso la Direzione Medica di Valdagno La U.V.M. provvede a completare la S.VA.M.A. con la stesura del Progetto Assistenziale Individualizzato. - La soluzione prospettata potrà essere una o più delle seguenti: o invio a domicilio con segnalazione al MMG, o attivazione di Assistenza Programmata, o attivazione di Day Service, o attivazione di Assistenza Domiciliare Integrata, o residenzialità extra-ospedaliera; - contestualmente potranno essere attivati anche i seguenti percorsi: o nutrizione artificiale, o ossigenoterapia domiciliare, o ventiloterapia domiciliare, o cure palliative; - per i pazienti che necessitano di: o nutrizione artificiale, o o particolari accorgimenti nell alimentazione, medicazioni, la Caposala ospedaliera: convoca il familiare o il care giver per la formazione in reparto riportandone il nominativo sulla lettera di dimissione infermieristica; Indirizza il familiare o il care giver all UO di Dietetica e Nutrizione per contatto, presa in carico e verifica della formazione; Invia all UO di Dietetica e Nutrizione, almeno 72 ore prima della dimissione, il modulo per l attivazione del service. Il giorno prima della dimissione, la Capo Sala del Reparto dovrà, tramite una telefonata al Coordinatore ADI del Punto Salute, confermare la dimissione (allegato 4). Il Progetto Assistenziale Individualizzato (P.A.I.) Il P.A.I. dovrà essere condiviso dal destinatario e dagli eventuali familiari. Il Progetto personalizzato stabilisce gli obiettivi, i protocolli da attuare, la frequentazione delle prestazioni, gli operatori coinvolti nella realizzazione, le eventuali forniture dei presidi richiesti, i compiti del destinatario, dei familiari, dove presenti, e degli operatori coinvolti. 38
11 Il giorno della dimissione dovrà essere concordato tra il personale della U.O. di dimissione e gli operatori del territorio in sede di U.V.M. Il personale di reparto comunicherà alla persona ed ai familiari il progetto predisposto. Il Piano Individuale, sarà comunicato, dagli operatori del Distretto, al medico di fiducia per la presa in carico dopo la dimissione se non dovesse essere presente durante l U.V.M. N.B. Di norma la dimissione protetta NON avverrà mai dal venerdì pomeriggio alla domenica sera. La dimissione - lettera di dimissione contenente tutte le informazioni necessarie (vedi check list), - eventuale scheda di valutazione infermieristica, - invio della lettera di dimissione al MMG per posta elettronica ove presente, - invio della lettera di dimissione ai Colleghi della Guardia Medica con lo stesso mezzo o per posta interna (vedi anche prevenzione del ricovero) ed al Punto Salute di riferimento, - invio della lettera di dimissione all UO di Dietetica e Nutrizione laddove venga attivata la NAD. Integrazione operativa, monitoraggio e verifica: Le verifiche in merito all erogazione dei servizi, all integrazione tra le parti interessate, al monitoraggio delle risposte e all adeguamento di queste al variare dei bisogni dell utente spettano all unità che ha preso in carico la persona: Distretto, Struttura Residenziale, Comunità. La persona interessata e la sua famiglia, dovranno essere sempre informati di ciò che si sta facendo e condividere gli interventi. Per la verifica globale dell attività dei servizi, per la valutazione del livello qualitativo delle prestazioni, per la valutazione dei risultati ottenuti in rapporto ai risultati attesi, per la valutazione di efficacia sia in termini operativi che di soddisfazione dell utente vengono previste, per i primi sei mesi, riunioni bimestrali tra Hospitalist, Responsabile del Distretto, Direttore delle Cure Primarie, Assistente Sociale Ospedaliera, Direttore del Dipartimento di Continuità Assistenziale, Primari di quei reparti in cui si realizza il maggior numero di dimissioni. La prevenzione di un secondo ricovero - E utile programmare il controllo ambulatoriale in post-ricovero per tutti i pazienti in grado di recarvisi. - E indispensabile programmare controlli periodici bioumorali e antropometrici per verificare l adeguatezza della prescrizione in caso di NAD - Le strategie da mettere in atto, per la prevenzione di un secondo ricovero, coincidono con quelle per la prevenzione e l appropriatezza dei ricoveri ospedalieri in genere. Durata della sperimentazione La sperimentazione del protocollo durerà sei mesi a far data dalla sua approvazione. 39
12 Sub ALLEGATO N. 1 Regione del Veneto Azienda Unità Locale Socio Sanitaria OVEST VICENTINO SCHEDA DI SEGNALAZIONE DAL REPARTO OSPEDALIERO ALL UNITA DI VALUTAZIONE MULTIDIMENSIONALE PER LA CONTINUITA ASSISTENZIALE Alla cortese attenzione dell assistente sociale dott.ssa Chiara Poggiali SEDE di ARZIGNANO Fax n Tel e mail: Cognome e nome della persona ricoverata: nato il a residente a via Ricoverato presso il Reparto Ospedaliero di In data Dimissibile in data Con diagnosi: Sintesi clinica: Viene chiesta attivazione dell U.V.M. perché: FAMILIARI DI RIFERIMENTO: SI _ NO _ (evidenziare la voce interessata) Sig. / Sig.ra tel: Grado di parentela Sig. / Sig.ra tel: Grado di parentela Nome del Medico di Medicina Generale: dott. Il Medico del Reparto ospedaliero dott. Tel. Data firma (Firmato in originale) 40
13 Sub ALLEGATO 2 La check list Check list cui il Medico ospedaliero che dimette un paziente si deve attenere S.VA.M.A. (solo per i pazienti che entrano nella Rete dei Servizi) Nome del Medico su lettera e busta Verificare che sia stato rispettato il percorso per la Dimissione Protetta Verificare l esistenza di protocolli specifici ed il rispetto del loro percorso Riportare sempre stato di coscienza e orientamento temporo-spaziale Per i cardiopatici e i cirrotici o riportare l andamento del peso corporeo o raccomandarne la registrazione a domicilio Organizzare il post-ricovero (se indicato; essere comunque generosi) e riportare le informazioni per la visita in dettaglio sulla lettera Lettera di dimissioni infermieristica (se indicata) Prescrizioni relative alla NAD redatte dall UO di Dietetica e Nutrizione Schema terapeutico o Caratteri leggibili anche da ipovedenti o Orario, modalità di somministrazione e relazione con i pasti Inviare lettera per Posta elettronica o Al MMG o Alla Guardia Medica o Al Punto Salute di Riferimento 41
14 Sub ALLEGATO 3 La famiglia La presenza di una famiglia capace e collaborante, in un contesto ambientale idoneo, è conditio sine qua non per l attivazione di ogni forma di assistenza domiciliare. La famiglia deve infatti garantire l assistenza di base e la sorveglianza del paziente. L acquisizione del consenso alla dimissione con rientro a domicilio è un operazione, talora difficile, che deve vincere numerosi punti di resistenza e richiede un approccio altamente professionale anche sul piano relazionale. In questa delicata operazione l assistente sociale svolge il ruolo fondamentale, ma con lui devono collaborare attivamente sia i medici, che gli infermieri, che gli operatori. E di grande utilità pratica, anche se non di semplice attuazione, riuscire ad individuare, all interno della famiglia, un referente unico con cui relazionarsi. Per alcune tipologie di pazienti poi, come gli oncologici, la figura del referente unico è fondamentale. Il risultato è favorevole quando la famiglia è aiutata a razionalizzare i problemi (qualità di vita, difficoltà tecniche di assistenza a domicilio, supporto della struttura etc.) e percepisce la presenza di un adeguato supporto tecnico-assistenziale fornito a domicilio ovvero il non abbandono. 42
15 Sub ALLEGATO 4 PUNTI SALUTE PUNTO SALUTE NORD: Infermiera Coordinatrice A.D.I. Visonà Livia Valdagno Via Te Fax Per i Comuni: - Brogliano - Castelgomberto - Cornedo Vicentino - Recoaro Terme - Trissino - Valdagno PUNTO SALUTE CENTRO: Infermiera Coordinatrice A.D.I. Zordan Laura Via S. Kennedy 2 Te Fax Per i Comuni: - Altissimo - Arzignano - Chiampo - Crespadoro - Montecchio Maggiore - Montorso Vicentino - Nogarole Vicentino - San Pietro Mussolino - Zermeghedo PUNTO SALUTE SUD: Infermiera Coordinatrice A.D.I. Perin Paola Lonigo P.zza Martiri della Libertà, 9 Te Fax Per i Comuni: - Alonte - Gambellara - Brendola - Grancona - Lonigo - Montebello Vicentino - Sarego 43
16 Allegato 4. Progetto sperimentale di accoglienza e stimolazione diurna per persone con disabilità in età adulta avanzata DIAMOCI TEMPO Nei lavori preparatori per la stesura del Piano di Zona dei Servizi Sociali dell U.L.S.S n 5 si evidenzia come bisogno emergente la necessità di adattare programmi, interventi e attività dei centri diurni alle nuove esigenze poste dagli utenti disabili che stanno invecchiando. Si tratta di promuovere programmi alternativi di accoglienza e stimolazione dolce per persone in età adulta avanzata assistite in famiglia, rivalutando e aggiornando gli attuali programmi diurni con la sperimentazione interna di programmi specifici. Abbiamo avuto modo di verificare come il fenomeno dell invecchiamento delle persone disabili e l evidenziarsi delle loro particolari necessità interessi anche gli utenti del nostro Programma Socioriabilitativo; inoltre i Servizi Sociali territoriali ci hanno segnalato la domanda emergente di nuovi inserimenti nei centri diurni di persone adulte in età avanzata. Abbiamo perciò ipotizzato, quale risposta a questo tipo di bisogno, la sperimentazione di un programma specifico, che prevede un ampliamento e una riorganizzazione del servizio esistente, con l individuazione di spazi ed attività particolari, adeguate alle esigenze poste da questo tipo di utenza. OBIETTIVI Gli obiettivi principali che tale sperimentazione si pone sono quelli di venire incontro ai bisogni che cambiano con l età, di mantenere capacità ancora presenti, di contenere e guidare i processi di invecchiamento e perdita di autonomia e di poter diventare un punto di riferimento per le famiglie in una fase, quale quella rappresentata dall invecchiamento, che richiede interventi specifici e sensibili ai mutati bisogni e ritmi della persona disabile. Il progetto prevede nelle sue linee generali l accoglienza diurna e la strutturazione di attività di mantenimento e stimolazione e di integrazione sociale per garantire il benessere delle persone accolte e di contenere e rallentare la degenerazione e la perdita progressiva di autonomie eventualmente con il supporto esterno di figure specialistiche. Verranno definiti i Programmi individuali e di gruppo tenendo conto delle esigenze dei singoli utenti. UTENTI Le persone utenti del progetto saranno disabili in età adulta avanzata, individuate dai Servizi Sociali territoriali, che attualmente frequentano il nostro programma socioriabilitativo o un altro centro diurno e che necessitano di interventi riabilitativi e stimolazione dolce. ORARIO DI APERTURA Il progetto prevede la realizzazione di una struttura diurna aperta dalle ore 8.00 alle ore 16,00 con servizio di trasporto per coloro che ne manifestino la necessità e il servizio mensa, utilizzando l organizzazione del PROGRAMMA SOCIO RIABILITATIVO già esistente. La frequenza potrà tenere conto delle esigenze degli ospiti e considerare delle modalità flessibili di accoglienza. PERSONALE Per un numero potenziale di 12/13 destinatari, l equipe degli operatori che dovrà gestire il servizio e curarne tutti gli aspetti sarà composta da un educatore da due operatori O.S.S. Si prevede inoltre l affiancamento di una ausiliaria. Il servizio potrà fare ricorso al sostegno di obiettori/ volontariato civile, per l affiancamento al lavoro dell equipe in tutte le attività che si porranno in essere. 44
17 Sarà compito degli operatori promuovere la partecipazione di volontari alle iniziative realizzate presso la struttura o alle uscite programmate e al fine di sensibilizzare il territorio e permettere il più ampio livello di integrazione delle attività con le realtà sociali. ATTIVITÀ Le attività saranno funzionali agli obiettivi previsti e potranno essere caratterizzate da interventi individuali, a piccoli gruppi o di tipo assembleare. Si prevede di attivare - laboratori di pittura, - laboratori di composizione e realizzazione di oggetti di artigianato in legno e cera, - laboratori con eventuali lavori di cartotecnica - piccoli lavori di assemblaggio compatibilmente con le residue capacità manuali degli utenti, il cui scopo sarà fondamentalmente di tipo occupazionale - attività di carattere socializzante,come assemblee in cui coinvolgere tutti gli utenti in discussioni di carattere generale e di programmazione delle attività, uscite programmate, visite a mostre o musei, - attività di carattere ludico o ricreativo - attività motorie in palestra e in piscina finalizzate al mantenimento e al rilassamento - attività di musicoterapica e di ascolto guidato di musica - attività didattiche tese al mantenimento delle abilità di scrittura e di lettura e di comprensione di un testo ed esercizi di calcolo per gli utenti che ancora presentano tali capacità - un soggiorno climatico di una settimana ( da svolgersi tendenzialmente nel mese di giugno) gli utenti saranno coinvolti ( tenendo conto delle capacità individuali e delle risorse residue) nella gestione degli ambienti e nella cura dei propri spazi, per favorire il mantenimento delle autonomie presenti e il contenimento di processi di invecchiamento. RAPPORTO CON LE FAMIGLIE Il raccordo con le famiglie di provenienza dovrà essere necessariamente gestito in collaborazione con l assistente sociale di riferimento. Saranno da prevedere incontri individuali periodici, da programmare con l assistente sociale, per un confronto diretto con le famiglie e in cui si possano evidenziare le necessità e le aspettative sull intervento e per raccogliere gli elementi utili alla strutturazione dei singoli progetti individuali. Si prevedono almeno due incontri annuali di carattere assembleare con le famiglie per la verifica del programma e degli interventi. STRUTTURA I locali individuati nel progetto: - spogliatoio e servizi igienici attrezzati - un aula da adibire anche a ufficio per la segreteria e archivio - 1 aula/laboratorio per attività di carattere riabilitativo e occupazionale - una piccola palestra per attività di carattere ludico e motorio, - un ambiente/soggiorno per i momenti di socializzazione. TRASPORTO Il servizio potrà effettuare il trasporto per quelle famiglie che ne faranno richiesta. Saranno da valutare gli orari di arrivo e di partenza in base alla distanza del luogo di residenza. Per questo motivo si renderà necessaria la dotazione di un pulmino per il trasporto degli utenti, per gli spostamenti e le uscite programmate. 45
18 Allegato 5 ACCORDO DI PROGRAMMA PER L ATTIVAZIONE DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA (A.D.I.): ADEGUAMENTO FINALITA E CONTENUTI AL PIANO LOCALE PER LA DOMICILIARITA art. 1 Finalità del servizio Il servizio di assistenza domiciliare integrata si realizza attraverso l'erogazione di una serie di prestazioni di natura socio-assistenziale variamente integrate con prestazioni di natura sanitaria direttamente a domicilio dell'utente, volte a garantirgli una vita autonoma nel proprio ambiente familiare e sociale. L'integrazione delle prestazioni si attua attraverso l'azione congiunta di funzioni e risorse proprie dell'ulss e dell'ente locale per il raggiungimento dei seguenti obiettivi: - migliorare le qualità della vita del paziente e della sua famiglia; - favorire il più a lungo possibile una idonea permanenza della persona in stato di bisogno socio sanitario presso il proprio domicilio; - perseguire il rientro nell'ambiente di provenienza dopo la permanenza in strutture residenziali; - diminuire i ricoveri impropri sia in ospedale che in strutture residenziali protette; - coinvolgere i familiari del soggetto preso in carico, fornendo un supporto professionale e pratico alle necessità socio-sanitarie del paziente e della sua famiglia; - promuovere azioni atte ad utilizzare al meglio le risorse territoriali; - ottimizzare la spesa socio sanitaria; - attuare un intervento socio sanitario a domicilio (medico, infermieristico e sociale) e garantire il collegamento con strutture residenziali sanitarie e socio-assistenziali (Ospedale, R.S.A. e Case di Riposo); art. 2 Destinatari del servizio I destinatari dell assistenza a domicilio sono soggetti di tutte le età i quali si trovano in uno stato di dipendenza sanitaria o socio-sanitaria o meramente assistenziale che porta a richiedere all ente pubblico (Ulss, Comune) degli interventi a domicilio. In genere si tratta di soggetti non autosufficienti, affetti da patologie fisiche e/o psichiche, nei quali lo stato di dipendenza può essere ulteriormente aggravato dall urgenza del bisogno assistenziale, dalla scarsa presenza di una rete di supporto familiare o di requisiti igienico strutturali dell abitazione. L assistenza a domicilio eroga interventi di: - aiuto domestico; - assistenza alla persona comprensiva degli interventi di socializzazione; - monitoraggio delle condizioni generali per prevenire aggravamenti e complicanze; - cura e/o riabilitazione; 46
19 art. 3 Oggetto del servizio Il servizio prevede l'erogazione di prestazioni di natura socio assistenziali e sanitarie ritenute idonee alle necessità del singolo. Le prestazioni vengono individuate e definite a seguito di una valutazione multidimensionale e multiprofessionale del soggetto, in relazione alla sua situazione. Gli interventi da porre in essere costituiscono il progetto assistenziale e sanitario riabilitativo. Il progetto deve indicare le risorse di natura sanitaria e socio assistenziale,la cui disponibilità deve essere preventivamente assicurata dall ente competente, il responsabile della conduzione del programma predisposto, tenendo conto della problematica prevalente (sanitaria o sociale), le verifiche periodiche sull'andamento dello stesso e sul raggiungimento degli obiettivi. La predisposizione del programma spetta all'unità Operativa Distrettuale (U.O.D.) competente per territorio, che ha anche il compito di monitorare l'andamento del servizio A.D.I. attraverso la messa a punto di omogenei indicatori sociali e sanitari. Come previsto dalla DGR 5273 del l ADI si articola nei seguenti profili: 1. assistenza domiciliare socio-assistenziale 2. assistenza domiciliare riabilitativa integrata con intervento sociale: ADI profilo A 3. assistenza domiciliare infermieristica integrata con intervento sociale: ADI profilo B 4. assistenza domiciliare programmata integrata con intervento sociale: ADI profilo C 5. assistenza domiciliare integrata ex DPR 484/96 e D.P.R. 613/96 (ex DGR 2996/97) ADIMED: 6. assistenza ospedaliera a domicilio e riabilitazione domiciliare intensiva ADI-HR: ADI profilo D ADI profilo E Il suddetto quadro assistenziale porta a concludere che per ogni tipologia di ADI, che esprime un gradiente assistenziale, l elemento integrazione dipende da due variabili: la presenza dell intervento/bisogno socio-assistenziale (che può variare a seconda delle condizioni socioambientali familiari del paziente), la presenza dell apporto multiprofessionale all interno della collaborazione tra figure professionali sanitarie. Le prestazioni socio - assistenziali e sanitarie di base oggetto del servizio A.D.I. vengono assicurate dal lunedì alla domenica. Al fine di favorire una presa in carico unitaria e globale dei singoli casi, e di rendere possibile una valutazione condivisa degli aspetti sanitari e socioassistenziali degli stessi, viene adottato uno strumento condiviso per uniformare i flussi di informazione tra Comuni e distretto: la cartella unica di presa in carico 47
20 Attraverso la compilazione e l invio a mezzo posta elettronica della cartella unica di presa in carico i servizi sociali territoriali comunicano al distretto socio sanitario ogni nuova attivazione di prestazione domiciliare e/o residenziale per ciascun nuovo utente, corredata di utili informazioni sulla persona finalizzate a renderne più immediata la conoscenza. Il distretto a sua volta risponde con le medesime modalità informando i comuni di eventuali prese in carico sanitarie per lo stesso caso segnalato dal servizio sociale comunale. Qualora alle prestazioni sociali si aggiungano anche prestazioni sanitarie, sarà necessario concordare l attivazione di una valutazione multidimensionale con l obiettivo di riuscire a garantire una più rapida, appropriata e personalizzata attivazione delle risorse disponibili a favore della persona. Per l attivazione di valutazione di servizi semi-residenziali e residenziali, la comunicazione tra servizi sociali territoriali e distretti avviene tramite l invio della tradizionale scheda di attivazione di UVMD e l invio concomitante da parte dei Comuni della cartella unica di presa in carico, quale prima ricognizione di informazioni rispetto al caso, che in sede di UVMD verrà integrata e formalizzata con lo strumento della SVAMA sociale. Infine per favorire la partecipazione del medico di medicina generale alla stesura di ogni progetto assistenziale, questi, in occasione dell Unità Valutativa Multidimensionale dovrà far pervenire a mezzo posta elettronica un Parere sul progetto assistenziale individuato. 48

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 art. 5
 art. 5
 articolo 5
 art. 5
 Art. 8
 art. 1
 art. 2
 art. 3