Source: http://docplayer.it/2425667-Testo-unico-in-materia-di-commercio.html
Timestamp: 2017-08-19 06:11:52+00:00

Document:
"Testo unico in materia di commercio" - PDF
"Testo unico in materia di commercio"
Download ""Testo unico in materia di commercio""
Pietro Norberto Poli
1 rllfltlli Ilfl!11Regione Umbria IIIIII1 Consiglio Regionale IlJjJiJ.. ATTO N. 1469/815 Relazione della Il Commissione consiliare permanente ATTIVITA' ECONOMICHE E GOVERNO DEL TERRITORIO Re/atore Consigliere Gianfranco Chiacchieroni Relazione orale ai sensi dell'articolo 27, comma 6 del Regolamento interno 5UL DISEGNO DI LEGGE "Testo unico in materia di commercio" Approvato dalla /I Commissione consiliare permanente il 15 aprile 2014 Trasmesso alla Presidenza del Consiglio regionale il 21 maggio 2014
2 IIIIII1 Regione Umbria IItItI. IIIIII1 Consiglio Regionale illillll.l LEGISLA TURA COMUNICAZIONE DELLA Il COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE Si comunica che la Il Commissione consiliare permanente nella seduta del 15 aprile 2014 ha esaminato in sede referente l'atto n ed ha espresso all'unanimità dei Consiglieri presenti e votanti parere favorevole sul testo che si propone. Ha deciso altresì di autorizzare lo svolgimento orale della relazione, ai sensi dell'art. 27, comma 6 del Regolamento interno e di dare incarico di riferire oralmente all' Assemblea al Consigliere Gianfranco Chiacchieroni. Si ricorda che ai sensi dell'art.40, com ma 2 dello Statuto, il presente disegno di legge "progetto di testo unico" è sottoposto all'approvazione finale dell'assemblea con le sole dichiarazioni di voto. Si richiede l'iscrizione dell'atto stesso all'ordine del giorno dei lavori della prossima seduta dell'assemblea legislativa.?
3 ifltltltll Regione Umbria Consiglio Regionale IIIIIAII1I (Schema di delibera proposto dalla Il Commissione consiliare permanente) L'ASSEMBLEA LEGISLATIVA VISTO lo Statuto, in particolare l'articolo 40; VISTA la legge regionale 16 settembre 2011, n. 8, in particolare gli articoli 5,6, 7 e 8; VISTO il Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773; VISTO il Regio Decreto 6 maggio 1940, n. 635; VISTO il Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267; VISTO il D.P.R. 27 ottobre 1971, n. 1269; VISTO il D.P.R. 9 luglio 2010, n. 159; VISTO il D.M. del2 aprile 1968, n. 1444; VISTO il D.M. del 17 settembre 1996, n. 561; VISTO il D.M. del 5 novembre 2001; VISTO il D.M. del 13 luglio 2011; VISTO il D.M. del 31 ottobre 2001; VISTO il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285; VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114; VISTO il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196; VISTO il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82; VISTO il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59; VISTO il decreto legislativo 18 maggio 2011, n. 228; VISTO il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
4 1I1;1~1(;j IIIIII1Regione Umbria IIUiI= IIIIII~ Consiglio Regionale Dlinllll VISTO il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27; VISTO il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214; VISTA la legge 22 dicembre 1957, n. 1293; VISTA la legge 2 aprile 1968, n. 475; VISTA la legge 3 giugno 1978, n. 314; VISTA la legge 24 novembre 1981, n. 689; VISTA la legge regionale 30 maggio 1983, n. 15; VISTA la legge 7 agosto 1990, n. 241; VISTA la legge 25 agosto 1991, n. 287; VISTA la legge 5 febbraio 1992, n. 104; VISTA la legge 29 dicembre 1993, n. 580; VISTA la legge 27 dicembre 2006, n. 296; VISTA la legge 11 novembre 2011, n. 180; VISTA la legge regionale 18 agosto 1972, n. 17; VISTA la legge regionale 18 agosto 1972, n. 18; VISTA la legge regionale 30 giugno 1973, n. 31; VISTA la legge regionale 28 dicembre 1979, n. 70; VISTA la legge regionale 30 agosto 1988, n. 35; VISTA la legge regionale 7 marzo 1994, n. 7; VISTA la legge regionale 6 marzo 1997, n. 6; VISTA la legge regionale 3 aprile 1997, n. 12;
5 _UlUli Regione Umbria IltlUi IIII!II Consiglio Regionale."",1:1 Alti Consiliari VISTA la legge regionale 9 aprile 1998, n. 12; VISTA la legge regionale 2 marzo 1999, n. 3; VISTA la legge regionale 3 agosto 1999, n. 24; VISTA la legge regionale 20 gennaio 2000, n. 6; VISTA la legge regionale 27 ottobre 2003, n. 13; VISTA la legge regionale 18 febbraio 2004, n. 1; VISTA la legge regionale 22 febbraio 2005, n. 11; VISTA la legge regionale 7 dicembre 2005 n. 26; VISTA la legge regionale 24 luglio 2006, n. 10; VISTA la legge regionale 6 febbraio 2007, n. 3; VISTA la legge regionale 2 maggio 2007, n. 11; VISTA la legge regionale 5 giugno 2007, n. 19; VISTA la legge regionale 14 dicembre 2007, n. 32; VISTA la legge regionale 10 luglio 2008, n. 12; VISTA la legge regionale 5 marzo 2009, n. 4; VISTA la legge regionale 28 febbraio 2000, n. 13; VISTA la legge regionale 16 febbraio 2010, n. 15; VISTA la legge regionale 10 febbraio 2011, n. 1; VISTA la legge regionale 16 settembre 2011, n. 8;
6 IiIlIlilfl IIII1IIRegione Umbria IlilrU Consiglio Regionale Illi"'!! VISTA la legge regionale 13 febbraio 2013, n. 4; VISTA la legge regionale 6 maggio 2013, n. 10; VISTA la legge regionale 12 luglio 2013, n. 13, VISTO il regolamento regionale 22 dicembre 1999, n. 39; VISTO il regolamento regionale 12 maggio 2006, n. 5; VISTO il regolamento regionale 5 luglio 2006, n. 9; VISTO il regolamento regionale 19 aprile 2007, n. 3; VISTO il regolamento regionale 25 marzo 2010, n. 7; VISTO il regolamento regionale 27 ottobre 2013, n. 12; PREMESSO che con propria deliberazione n. 683 del 24 giugno 2013, la Giunta regionale ha provveduto a preadottare il progetto di testo unico in materia di commercio; ATTESO che la suddetta deliberazione della Giunta regionale n. 683 del 24 giugno 2013 è stata sottoposta all'esame della Il Commissione consiliare ai fini della formulazione del parere vincolante previsto dall'articolo 8, comma 1 della della I.r. 8/2011, nonché al parere del Comitato per la Legislazione previsto dall'articolo 39, comma 5, lettera e) del Regolamento interno del Consiglio regionale; ATTESO che il Comitato per la Legislazione in data 18 settembre 2013 ha espresso sulla suddetta deliberazione della Giunta regionale il parere di competenza, ai sensi dell'art. 39, comma 5 lett. e) del Regolamento; ATTESO altresì che la Il Commissione nella seduta del 13 novembre 2013 ha espresso, ai sensi dell'art. 8, comma 1 della I.r. 8/2011, sul medesimo progetto di testo unico preadottato dalla Giunta regionale, il parere di competenza formulando alcune osservazioni e che, il suddetto parere è stato rimesso alla Giunta regionale nei termini previsti dall'articolo 8, comma 1 della I.r. 8/2011 ; ATTESO infine che la Giunta regionale con deliberazione n. 175/2014 ha adottato in via definitiva il progetto di "Testo unico in materia di commercio", depositato alla Presidenza dell'assemblea Legislativa regionale in data 26 febbraio 2014 e assegnato in pari data per competenza alla Il Commissione
7 l ilìja' Il I Regione Umbria Consiglio Regionale consiliare permanente ed al Comitato per la Legislazione ai sensi dell'articolo 39, comma 5, lett.e) del Regolamento interno (ATTO N. 1469); VISTA altresì la relazione della Giunta regionale di cui il suddetto disegno di legge è corredato; DATO ATTO che ai sensi dell'articolo 8, comma 3 della I.r. 8/2011 il Servizio Legislazione ha esaminato il progetto di testo unico ai fini del rispetto delle norme di cui agli artt. 5, 6 e 7 della I.r. 8/2011 ed in particolare del parere vincolante reso dalla Il Commissione; VISTA la nota prot. n dell'11 aprile 2014 redatta dal Servizio Legislazione ai sensi dell'articolo 8, comma 3 della I.r. 8/2011, rimessa alla Il Commissione consiliare ed al Comitato per la Legislazione; DATO ATTO che con la suddetta deliberazione n. 175 del 2014 la Giunta regionale ha recepito fondamentalmente le osservazioni formulate dalla Il Commissione consiliare; ATTESO che nella seduta del 30 aprile c.a. il Comitato per la Legislazione preso atto dell'esito dell'esame effettuato dal Servizio Legislazione di cui alla nota prot. n dell'11 aprile c.a. sopracitata, ha espresso ai sensi dell'art. 39, comma 5 lett. e) del Regolamento il parere di competenza sul medesimo disegno di legge concernente il testo unico in materia di commercio; ATTESO che nella seduta del 14 aprile c.a. la Il Commissione consiliare permanente preso atto dell'esito dell'esame effettuato dal Servizio Legislazione di cui alla nota prot. n dell'11 aprile c.a. Suddetta, ha espresso il parere di competenza sul disegno di legge concernente il testo unico per il commercio; VISTO il parere e udita la relazione della Il Commissione consiliare permanente medesima illustrata oralmente ai sensi dell'articolo 27, comma 6 del Regolamento interno dal Consigliere Gianfranco Chiacchieroni (ATTO N.1469/BIS); UDITE le dichiarazioni di voto dei Consiglieri regionali ai sensi dell'articolo 40, comma 2 dello Statuto regionale; VISTO il Regolamento interno del Consiglio regionale; con votazione sull'intera legge che ha registrato n. _ voti favorevoli, n. _ voti contrari e n. voti astenuti, espressi nei modi di legge dai Consiglieri presenti e votanti 7
8 1I1~lill\1 Illlil~Regione Umbria lilllfl; Consiglio Regionale Illililll DELIBERA di approvare la legge regionale concernente: "Testo unico in materia di commercio" composta di n. 90 articoli nel testo che,segue: Il
9 DI;IOI] OlililORegione Umbria [IU] OIUO Consiglio Regionale CltljlO TESTO APPROVATO DALLA Il COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 (Oggetto) 1. Il presente testo unico, ai sensi dell'articolo 40 dello Statuto regionale e in attuazione della legge regionale 16 settembre 2011, n. 8 (Semplificazione amministrativa e normativa dell'ordinamento regionale e degli Enti locali territoriali), riunisce le disposizioni di leggi regionali in materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche, attività fieristiche e distribuzione di carburanti. Art. 2 (Finalità e principi) 1. La Regione disciplina il settore delle attività commerciali nel rispetto dei principi europei e costituzionali e delle leggi statali in materia di tutela della concorrenza e del mercato, allo scopo di favorire la migliore distribuzione delle merci e dei prodotti, la promozione e l'internazionalizzazione del settore ed un equilibrato sviluppo delle attività commerciali, di migliorare la qualità della vita della popolazione e valorizzare il proprio territorio incrementandone l'attrattività anche per la promozione turistica. 2. La disciplina del presente testo unico persegue le seguenti finalità: a) la trasparenza del mercato, la concorrenza, la libertà di impresa e la libera circolazione delle merci; b) la tutela e la soddisfazione dei consumatori, con particolare riguardo alla qualità del servizio prestato, alla trasparenza 9
10 Regione Umbria Consiglio Regionale nella formazione dei prezzi, alla possibilità di approwigionamento, all'assortimento e alla sicurezza dei prodotti mediante la scelta tra diverse tipologie commerciali, con particolare attenzione al servizio di prossimità; c) la promozione dell'innovazione riferita a tutte le tipologie commerciali, in particolare attraverso forme di aggregazione e di collaborazione tra imprese; d) lo sviluppo del commercio elettronico; e) la salvaguardia, la valorizzazione e il sostegno del servizio commerciale nelle aree urbane, rurali e montane, per una equilibrata articolazione del sistema distributivo nell'intero territorio regionale; f) la valorizzazione del lavoro in tutte le sue forme attraverso la contrattazione tra le parti sociali, con lo sviluppo di qualità del profilo imprenditoriale e dell'occupazione dipendente, anche mediante la formazione professionale; g) la promozione della funzione commerciale al fine della qualificazione del tessuto urbano e dei centri storici e in generale per una valorizzazione del territorio anche attraverso forme innovative di mobilità; h) la salvaguardia del contesto ambientale interessato dagli insediamenti commerciali, intesi anche come fattore di valorizzazione territoriale; i) la promozione della sostenibilità e innovazione nel commercio attraverso l'uso di energia da fonti rinnovabili e il contenimento degli impatti ambientali e della produzione dei rifiuti; j) la promozione di iniziative di marketing urbano che prevedono la realizzazione di insediamenti commerciali nelle aree caratterizzate da esigenze di riqualificazione e recupero di aree degradate; k) la tutela e la valorizzazione del ruolo delle piccole e medie imprese, delle botteghe e dei mercati di interesse storico, di tradizione e di tipicità anche per la creazione di momenti ed eventi culturali; I) la valorizzazione e la promozione della cultura enogastronomica e delle produzioni tipiche della Regione; m) la promozione e lo sviluppo della concertazione come metodo di relazione e di collaborazione tra gli enti locali, le 10
11 OI;I;IJ DI:IJJ Regione Umbria CIJUJ DlililJ Consiglio Regionale Ol2121J organizzazioni imprenditoriali del commercio maggiormente rappresentative a livello regionale, le organizzazioni dei lavoratori e le associazioni dei consumatori; n) la semplificazione delle procedure relative agli adempimenti amministrativi concernenti le attività commerciali; o) l'armonizzazione e l'integrazione.del settore con altre attività economiche. 3. La Regione, ai sensi della legge 11 novembre 2011, n. 180 (Norme per la tutela della libertà d'impresa. Statuto delle imprese), negli atti normativi e nei provvedimenti amministrativi che regolano l'esercizio di poteri autorizzatori, concessori, certificatori, nonché la concessione di benefici in materia di commercio, non può introdurre nuovi oneri regolatori, informativi o amministrativi a carico delle imprese commerciali senza contestualmente ridurre o eliminarne altri, per un pari importo stimato con riferimento al medesimo arco temporale. 4. La Regione, con il concorso degli enti locali, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di seguito denominate Camere di commercio, è le associazioni di categoria del commercio, persegue il raggiungimento delle finalità di cui al presente articolo nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Art. 3 (Funzioni della Regione) 1. Sono riservate alla Regione le funzioni di programmazione, indirizzo, coordinamento, in materia di commercio, e in particolare: a) la cura dei rapporti con l'unione europea, con lo Stato, con le altre regioni e con enti statali nelle materie di cui al presente testo unico; b) il concorso alla elaborazione e alla attuazione delle politiche di sostegno e promozione nell'ambito delle politiche europee e nazionali di settore, ivi compreso il sostegno alla realizzazione degli interventi previsti da programmi europei; c) la promozione dell'integrazione tra produzione e commercializzazione dei prodotti, specie regionali, e 11
12 0171,1::1 DUiI] Regione Umbria DlJI1J DlnJ Consiglio Regionale O'J'~'O l'internazionalizzazione delle imprese e delle attività commerciali; d) il coordinamento delle politiche di sicurezza alimentare, anche ai fini della tutela dei consumatori. 2. La Regione, ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione, svolge, inoltre, i seguenti compiti e funzioni di amministrazione attiva che richiedono l'esercizio unitario a livello regionale: a) il riconoscimento delle manifestazioni fieristiche di rilevanza internazionale, nazionale e regionale; b) il riconoscimento di ente fieristico regionale; c) il sostegno ai soggetti organizzatori di manifestazioni fieristiche; d) il riconoscimento dei centri di assistenza tecnica; e) il rilascio della concessione per la distribuzione di carburanti nella viabilità autostradale. 3. La Regione, nell'ambito della Banca dati regionale SUAPE di cui all'articolo 42 della I.r. 8/2011, individua la banca dati di interesse regionale delle attività commerciali ai sensi dell'articolo 16 della I.r. 8/2011, di seguito denominata banca dati. La banca dati contiene l'elenco regionale delle imprese che esercitano le attività commerciali e le informazioni necessarie a determinare la consistenza e le caratteristiche strutturali e funzionali della rete delle attività commerciali del territorio, la comparazione tra la rete distributiva regionale e quella nazionale, le variazioni intervenute nel tempo e i principali processi in atto. La banca dati è aggiornata in cooperazione applicativa con i comuni, che sono tenuti alla trasmissione dei propri dati, ed in cooperazione applicativa con il sistema camerale e con le associazioni di categoria e le imprese interessate. Il contenuto della banca dati è pubblicato, anche sotto forma di dati aperti, nel repertorio regionale di cui all'articolo 15 della I.r. 8/2011. La Giunta regionale con proprio atto disciplina le caratteristiche e le modalità di aggiornamento della banca dati, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 (Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura), dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali) e dagli articoli 52 e 68 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell'amministrazione digitale). 12
13 DIJI':IJ DUIJ Regione Umbria OrU] DUiIJ Consiglio Regionale OljljlO 4. La Regione promuove forme di coordinamento con gli enti locali, anche in associazione tra loro, al fine di armonizzare l'esercizio delle relative funzioni nelle materie di cui al presente testo unico, con particolare riferimento alla programmazione commerciale, alle attività promozionali e alle iniziative di formazione degli operatori pubblici per la vigilanza, repressione e controllo dell'esercizio abusivo delle attività commerciali. 5. La Regione, per le finalità di cui all'articolo 2, svolge attività di ricerca economico-sociale promuovendo la collaborazione con l'università degli Studi di Perugia, le Camere di commercio, l'agenzia Umbria ricerche, i centri di ricerca e le istituzioni scientifiche. Art. 4 (Funzioni dei comuni) 1. I comuni esercitano i compiti e le funzioni amministrative in materia di commercio non attribuite dal presente testo unico alla Regione o ad altri enti. 2. I comuni svolgono attività di vigilanza e controllo sulle attività commerciali presenti sul proprio territorio comunale, nonché sull'esercizio abusivo dell'attività commerciale, disponendo verifiche, accertamenti e controlli in ordine al rispetto delle condizioni stabilite dal presente testo unico per l'esercizio delle attività commerciali. I comuni nelle fattispecie sanzionatorie previste dal presente testo unico irrogano le sanzioni amministrative e introitano i relativi proventi, secondo le procedure di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) e alla legge regionale 30 maggio 1983, n. 15 (Norme per l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di competenza della Regione o di Enti da essa delegati). 3. I comuni, ai fini dell'aggiornamento del registro delle imprese, trasmettono le risultanze delle attività di cui al comma 2 alle Camere di commercio territorialmente competenti. Art. 5 (Funzioni delle Camere di commercio) 13
14 Regione Umbria, Consiglio Regionale o,~ 1] 1. Per l'esercizio delle funzioni e dei compiti previsti dal presente testo unico, la Regione e i comuni, nel rispetto di quanto previsto dalla lo 580/1993, possono awalersi della collaborazione delle Camere di commercio, sulla base di apposite convenzioni. 2. Le Camere di commercio partecipano all'osservatorio regionale del commercio, di cui all'articolo 14, collaborano al monitoraggio della rete distributiva in tutte le sue forme e alla costruzione della banca dati di cui all'articolo 3, comma 3. Art. 6 (Attività commerciali) 1. Ai fini del presente testo unico costituiscono attività commerciali: a) il commercio all'ingrosso e al dettaglio in sede fissa e le sue forme speciali; b) il commercio su aree pubbliche; c) le attività fieristiche; d) la distribuzione dei carburanti per autotrazione; e) la somministrazione di alimenti e bevande; f) la vendita della stampa quotidiana e periodica. 2. Le attività commerciali di cui al comma 1 sono soggette al rispetto delle disposizioni previste dalla vigente normativa di carattere igienico-sanitarie, ambientale e di sicurezza del lavoro. 3. Il presente testo unico non si applica: a) ai farmacisti e ai direttori di farmacie delle quali i comuni assumono l'impianto e l'esercizio ai sensi della legge 2 aprile 1968, n. 475 (Norme concernenti il servizio farmaceutico) che vendono esclusivamente prodotti farmaceutici, specialità medicinali, dispositivi medici e presidi medico-chirurgici; b) ai titolari di rivendite di generi di monopolio, che vendono esclusivamente generi di monopolio ai sensi della legge 22 dicembre 1957, n (Organizzazione dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio); 14
15 DI,lvl] OI[I(lJRegione Umbria OIJUJ. OnlJ Consiglio Regionale CIGIGli] c) agli imprenditori agricoli che esercitano la vendita dei prodotti ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell'articolo 7 della L. 5 marzo 2001, n. 57), salvo che per le disposizioni relative alla assegnazione dei posteggi, di cui all'articolo 4, comma 4 del medesimo decreto; d) agli imprenditori agricoli che esercitano l'attività di somministrazione di alimenti e bevande ai sensi delle vigenti disposizioni regionali in materia di agriturismo; e) alle attività disciplinate dalla legge regionale del 12 luglio 2013, n. 13 (Testo unico in materia di turismo), limitatamente alla somministrazione di alimenti e bevande alle persone alloggiate, ai loro ospiti ed a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni organizzati; f) agli artigiani iscritti nell'albo delle imprese artigiane di cui all'articolo 10 della legge regionale 13 febbraio 2013, n. 4 (Testo unico in materia di artigianato), per la vendita nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti dei beni di produzione propria, owero per la fornitura al committente dei beni necessari all'esecuzione delle opere o alla prestazione del servizio; g) agli industriali, per la vendita nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti dei beni da essi prodotti, purché i locali di vendita non superino le dimensioni di un esercizio di vicinato; h) ai pescatori e alle cooperative di pescatori, nonché ai cacciatori, singoli o associati, che vendono al pubblico al dettaglio, la cacciagione e i prodotti ittici provenienti esclusivamente dall'esercizio della loro attività e a coloro che esercitano la vendita dei prodotti da essi direttamente e legalmente raccolti su terreni soggetti ad usi civici nell'esercizio dei diritti di erbatico, di fungatico e di diritti similari; i) a chi vende o espone per la vendita le proprie opere d'arte, nonché dell'ingegno a carattere creativo, comprese le proprie pubblicazioni di natura scientifica o informativa, realizzate anche mediante supporto informatico; j) alla vendita dei beni del fallimento effettuata ai sensi degli articoli 105 e seguenti del regio decreto 16 marzo 1942, n
16 OIJ171ç) onlj Regione Umbria CIJUJ DillilJ Consiglio Regionale Ol}':;';] (Disciplina del fallimento, del dell'amministrazione controllata e amministrativa); concordato preventivo, della liquidazione coatta k) agli enti pubblici ovvero alle persone giuridiche private alle quali partecipano lo Stato o enti territoriali che vendono pubblicazioni o altro materiale informativo, anche su supporto informatico, di propria o altrui elaborazione, concernenti l'oggetto della loro attività; I) alle attività di somministrazione svolte in forma completamente gratuita, come assaggio di alimenti e bevande a fini promozionali. CAPO Il REQUISITI PER L'ESERCIZIO DELLE ATTIVITÀ COMMERCIALI Art. 7 (Requisiti di accesso e di esercizio delle attività commerciali) 1. L'esercizio delle attività commerciali di cui al presente testo unico e delle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e di bevande di cui alla legge 25 agosto 1991, n. 287 (Aggiornamento della normativa sull'insediamento e sull'attività dei pubblici esercizi) è subordinato al rispetto di quanto previsto dall'articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 (Attuazione della direttiva 2006/123/CErelativa ai servizi nel mercato interno). Art. 8 (Formazione professionale) 1. Il requisito professionale di cui all'articolo 71, comma 6, lettera a) del d.lgs. 59/2010 è conseguito mediante il superamento di un esame all'esito della frequentazione di un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalla Regione. 2. La Giunta regionale, in attuazione degli accordi assunti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le 16
17 OlolJl] on:lo Regione Umbria OH],] OlililO Consi".lio Regionale O''l''O':J -" LEOISLA TURA Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, al fine di garantire livelli formativi e professionali omogenei su tutto il territorio regionale, sentite le Camere di commercio o gli enti di formazione di emanazione di associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore commercio, stabilisce con proprio atto: a) le modalità di organizzazione, la durata e le materie dei corsi professionali di cui all'articolo 71, comma 6, lettera a) del d.lgs. 59/2010, garantendone l'effettuazione anche tramite rapporti convenzionali con soggetti individuati nel rispetto della normativa in materia di affidamento di servizi; b) le modalità di organizzazione, la durata e le materie dei corsi di aggiornamento finalizzati ad elevare il livello professionale o riqualificare gli operatori in attività, prevedendo forme di incentivazione per la partecipazione ai corsi da parte degli operatori delle piccole e medie imprese del settore commerciale, nel rispetto della normativa in materia di aiuti di stato. 3. La Giunta regionale, nell'ambito dell'attività di programmazione degli interventi a sostegno delle attività commerciali, al fine di garantire adeguati livelli formativi e professionali anche per le attività di commercio al dettaglio relativa al settore merceologico non alimentare, individua con proprio atto idonei percorsi formativi finalizzati ad elevare il livello professionale o riqualificare gli operatori in attività. I percorsi formativi di cui al periodo precedente possono essere realizzati anche avvalendosi delle Camere di commercio o degli enti di formazione di emanazione di associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore. CAPO 111 PROGRAMMAZIONE DISTRIBUTIVA Art. 9 (Programmazione commerciale) 1. La programmazione commerciale ed urbanistica, al fine di assicurare la trasparenza del mercato, la concorrenza, la libertà di impresa e la libera circolazione delle merci, persegue i seguenti obiettivi: 17
18 DIJIGIJ DI"I!IQRegione Umbria crm DliUJ Consiglio Regionale 01-'1-'10 a) favorire la realizzazione di una rete distributiva che assicuri la qualità dei servizi da rendere ai consumatori e la qualità della vita della popolazione, nonché la migliore produttività del sistema; b) assicurare il rispetto del principio della libera concorrenza, favorendo l'equilibrato sviluppo delle diverse tipologie distributive con particolare attenzione alla tutela e alla valorizzazione delle piccole e medie imprese commerciali; c) rendere compatibile l'impatto degli insediamenti commerciali di maggiori dimensioni con il contesto economico-territoriale per il rispetto del diritto dei consumatori di avvalersi di una rete distributiva effettivamente articolata per tipologie e prossimità; d) salvaguardare e riqualificare i centri storici attraverso politiche di valorizzazione integrate tra le funzioni commerciali e le dimensioni ambientali, urbanistiche, edilizie e di mobilità anche mediante interventi innovativi nel rispetto dei valori del contesto; e) salvaguardare e riqualificare la rete distributiva nelle zone di montagna e rurali, anche attraverso la promozione di servizi commerciali polifunzionali ed esercizi multisettoriali, al fine di favorire il mantenimento e la ricostituzione del tessuto commerciale; f) favorire gli insediamenti commerciali destinati al recupero, all'ammodernamento e allo sviluppo delle piccole e medie imprese commerciali già operanti sul territorio interessato; g) favorire il recupero urbano delle aree periferiche in trasformazione, anche mediante il riordino, la riqualificazione e l'integrazione dell'insediamento commerciale in zone industriali, artigianali e commerciali ricorrendo ad appositi piani esclusivamente nel rispetto dei principi di programmazione commerciale contenuti nel presente testo unico e nella normativa regionale vigente in materia di governo del territorio; h) favorire l'innovazione anche attraverso l'associazionismo e le reti stabili di imprese che realizzano progetti innovativi per la distribuzione e per il coordinamento tra produzione e distribuzione al fine di valorizzare i prodotti tipici umbri; i) realizzare un sistema coordinato di monitoraggio riferito all'entità e all'efficienza della rete distributiva e alla consistenza e all'andamento dell'occupazione del settore, attraverso l'osservatorio regionale del commercio di cui all'articolo
19 Regione Umbria., ] Consiglio Regionale '1,,1::10 Art. 10 (Programmazione regionale) 1. La Giunta regionale, nel rispetto delle procedure di concertazione e partenariato istituzionale e sociale previste dall'articolo 5 della legge regionale 28 febbraio 2000, n. 13 (Disciplina generale della programmazione, del bilancio, dell'ordinamento contabile e dei controlli interni della Regione dell'umbria) e in coerenza con gli obiettivi della programmazione regionale e con le strategie definite dal documento annuale di programmazione, adotta il Piano triennale di indirizzo strategico del commercio, di seguito denominato Piano triennale, e lo trasmette all'assemblea legislativa per l'approvazione. 2. Il Piano triennale contiene: a) la ricognizione e l'analisi delle principali tendenze del commercio in Umbria e la loro comparazione con quanto awiene a livello nazionale e internazionale; b) la definizione degli obiettivi di promozione e sostegno delle attività commerciali; c) la definizione e l'individuazione di buone pratiche volte a favorire lo sviluppo e la diffusione del commercio elettronico, al fine di rafforzare la presenza nazionale e internazionale delle imprese umbre e di garantire la tutela dei consumatori; d) la definizione di forme di sostegno e tutela dei centri commerciali naturali e dei negozi storici; e) l'individuazione delle principali iniziative anche di carattere pluriennale attraverso cui realizzare gli obiettivi di cui all'articolo 9, comma 1; f) la ricognizione delle risorse finanziarie disponibili per il perseguimento degli obiettivi annuali; g) l'individuazione delle specifiche misure di intervento, con l'indicazione delle relative risorse; h) l'individuazione delle risorse rivolte alle attività commerciali per i danni subiti a causa dell'esecuzione di opere e lavori pubblici, a cui possono accedere i Comuni che prevedano analoghe forme di sostegno in 19
20 compartecipazione finalizzate alla copertura di almeno il trenta per cento delle somme richieste dalle imprese interessate; i) la definizione di criteri e modalità per la concessione dei singoli contributi attraverso iniziative proprie o attraverso i comuni, singoli o associati tra loro, i Centri di assistenza tecnica (CAT) e i Consorzi fidi; il i criteri e le modalità per la determinazione di interventi volti ad incentivare l'uso del digitale e lo sviluppo del commercio elettronico, con premialità a favore delle forme aggregate e delle reti di imprese, e con particolare riguardo ai centri commerciali naturali e ai poli commerciali, ai fini della realizzazione di interventi per lo sviluppo nelle imprese del digitale e del commercio elettronico; k) i criteri e i termini per il monitoraggioe la verifica dello stato di attuazionedelle azioni previstedal Pianotriennale. 3. Il Piano triennale ha efficacia fino all'approvazione del successivoe, comunque,può essere modificatoed aggiornato dalla Giunta regionale. Le modifiche e gli aggiornamenti del Pianotriennale seguono il procedimentodi cui al comma La Giunta regionaleentro il 30 aprile di ogni anno approva il Piano di attuazione del Piano triennale e trasmette all'assemblealegislativauna relazionesullo stato di attuazione del medesimopianotriennale. 5. La Giunta regionale con proprio regolamento definisce i criteri e le modalità per l'attuazione degli obiettivi di cui all'articolo 9, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 31, comma 2 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni,dalla legge 22 dicembre2011, n Il regolamento di cui al comma 5 definisce, inoltre, nel rispetto del regolamento regionale 25 marzo 2010, n. 7 (Regolamento regionale sulla disciplina del Piano comunale dei servizi alla popolazione, delle dotazioni territoriali e funzionali minime degli insediamenti e delle situazioni insediative di cui all'articolo 62, com ma 1, lettere a), b) e c) della legge regionale 22 febbraio 2005, n. 11 (Norme in materia di governo del territorio: pianificazione urbanistica comunale)), criteri di 20
Regione Umbria Si pubblica di regola SERIE GENERALE PERUGIA - 20 giugno 2014 il mercoledì con esclusione dei giorni festivi
EDIZIONE STRAORDINARIA Serie Generale - Anno 45 - Numero 30 REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO DELLA UFFICIALE Regione Umbria Si pubblica di regola SERIE GENERALE PERUGIA - 20 giugno 2014 il mercoledì con
REGIONE LOMBARDIA. L.R. 5 maggio 2004, n. 11. Misure di sostegno a favore dei piccoli comuni della Lombardia. Art. 1 Finalità.
Normativa comparata REGIONE LOMBARDIA Pubblicata nel B.U. Lombardia 3 maggio 2004, n. 19, I S.O. Art. 1 Finalità. 1. La Regione riconosce l'importanza del ruolo svolto dalle comunità residenti nei piccoli
L.R. 2 gennaio 2007, n. 1. Testo Unico in materia di commercio.
L.R. 2 gennaio 2007, n. 1. Testo Unico in materia di commercio. Sommario Art. 1. (Oggetto). Art. 2. (Finalità). Art. 3. (Programmazione regionale). Art. 4. (Competenze dei Comuni). Art. 4 bis. (Sportello
Disciplina delle sagre, delle feste popolari e dell'esercizio dell'attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande
1 di 5 15/03/2015 16.25 Legge regionale 21 gennaio 2015, n. 2 Testo multivigente Iter dell'atto Fascicolo virtuale Istruttoria Verbali Regolamenti attuativi Controllo di attuazione Senso @lternato Multimedia
Manifattura diffusa creativa e tecnologica 4.0
Legge Regionale 24 settembre 2015, n. 26 Manifattura diffusa creativa e tecnologica 4.0 (BURL n. 40, suppl. del 28 Settembre 2015 ) urn:nir:regione.lombardia:legge:2015-09-24;26 Art. 1 (Finalità) 1. La
Epigrafe. Premessa. TITOLO I Oggetto del testo unico. Art. 1 - Oggetto.
Leggi Regionali d'italia Lombardia L.R. 2-2-2010 n. 6 Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere. Pubblicata nel B.U. Lombardia 1 febbraio 2010, n. 5, suppl. ord. 5 febbraio 2010,
COMUNE DI GANGI REGOLAMENTO
COMUNE DI GANGI (Provincia di Palermo) Part. I.V.A. 004759084 SETTORE TECNICO URBANISTICA - COMMERCIO ED ARTIGIANATO (Politiche di Gestione - Sviluppo del Territorio, dell Ambiente e dello Sviluppo Economico)
L.R. 18 Novembre 1999, n. 33 Disciplina relativa al settore commercio. Sommario TITOLO I DISPOSIZIONI COMUNI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI
L.R. 18 Novembre 1999, n. 33 Disciplina relativa al settore commercio Sommario TITOLO I DISPOSIZIONI COMUNI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Oggetto Art. 2 Finalità Art. 3 Ambito di applicazione Art.
La competente Commissione Consiliare in sede legislativa, ai sensi degli articoli 30 e 46 dello Statuto, ha approvato.
REGIONE PIEMONTE BU51 20/12/2012 Legge regionale 18 dicembre 2012, n. 15. Ulteriori modifiche della legge regionale 12 novembre 1999, n. 28 (Disciplina, sviluppo ed incentivazione del commercio in Piemonte,
L.R. EMILIA ROMAGNA, 25 NOVEMBRE 1988, N. 47 Norme per le minoranze nomadi in Emilia Romagna
L.R. EMILIA ROMAGNA, 25 NOVEMBRE 1988, N. 47 Norme per le minoranze nomadi in Emilia Romagna Articolo 1 - Finalità e principi Nel quadro dell'attività di tutela delle minoranze etniche nel proprio territorio,
Art. 3 - Iscrizione, modifiche e cancellazione nell Albo delle imprese artigiane.
Emilia-Romagna L.R. 9-2-2010 n. 1 Norme per la tutela, la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione dell artigianato. Pubblicata nel B.U. Emilia-Romagna 9 febbraio 2010, n. 16. Epigrafe Premessa Art.
Art. 1 (Finalità) Art. 2 (Fondo regionale per l'occupazione dei disabili)
Legge regionale 3 aprile 2000, n. 24. Norme per favorire l'occupazione dei disabili. (BUR 41 del 13.04.2000) Art. 1 (Finalità) 1. La Regione, considerando di preminente interesse tutte le attività volte
Legge regionale 19 febbraio 2014 - n. 11 Impresa Lombardia: per la libertà di impresa, il lavoro e la competitività.
Legge regionale 19 febbraio 2014 - n. 11 Impresa Lombardia: per la libertà di impresa, il lavoro e la competitività. Principali novità: Riferimento alla normativa europea e regionale in particolare a "Una
NUOVO TESTO BASE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1678 PROPOSTO DAI RELATORI. Art. 1.
NUOVO TESTO BASE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1678 PROPOSTO DAI RELATORI Art. 1. 1. Il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo per l'attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE
REGIONE CAMPANIA. LEGGE REGIONALE n. 18 del 08 agosto 2014. Organizzazione del sistema turistico in Campania. Capo I Principi e finalità
REGIONE CAMPANIA LEGGE REGIONALE n. 18 del 08 agosto 2014 Organizzazione del sistema turistico in Campania Capo I Principi e finalità Art. 1 Principi ed oggetto 1. La Regione riconosce il ruolo fondante
2015.11. 02 13:21:48 +01'00' REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE della Regione Puglia ANNO XLVI BARI, 2 NOVEMBRE 2015 Leggi e Regolamenti regionali n. 142 Il Bollettino Ufficiale della Regione Puglia

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 4
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Articolo 1

Art. 3

Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1