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Timestamp: 2018-10-17 22:25:35+00:00

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Processo Penale e Giustizia - giudice (e provvedimenti)
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Corte cost., sent. 12 ottobre 2018, n. 186
Ordinamento penitenziario - Detenuti sottoposti al regime speciale di detenzione - Impossibilità di cuocere cibi - Illegittimità costituzionale parziale È costituzionalmente illegittimo l’art. 41-bis, comma 2-quater, lettera f), della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), come modificato [...]
Sezioni Unite, 11 ottobre 2018, n. 46201
Misure cautelari reali - mancata proposizione del riesame - revoca per mancanza delle condizioni di applicabilità La mancata tempestiva proposizione, da parte dell'interessato, della richiesta di riesame avverso il provvedimento applicativo di una misura cautelare reale non ne preclude la revoca per la mancanza delle condizioni di applicabilità, neanche in assenza di fatti [...]
Cass., sez. VI, 9 ottobre 2018, n. 45476
Impugnazioni – divieto di reformatio in peius – misura di sicurezza – vizio parziale di mente Non viola il divieto della “reformatio in peius” il giudice di appello che, riformando la sentenza di condanna del primo giudice impugnata dall’imputato, applichi la misura di sicurezza, prevista dalla legge come conseguenza del riconoscimento della diminuente del vizio parziale di mente [...]
Cass., sez. VI, 9 ottobre 2018, n. 45516
Estradizione – decisione favorevole – misure restrittive della libertà personale La decisione favorevole all’estradizione per l’estero non determina l’automatica applicazione di misure restrittive della libertà personale dell’estradando. APRI PDF
Proposta di abrogazione del divieto di reformatio in peius
In data 27 settembre 2018, risulta assegnato alla Commissione Giustizia del Senato il d.d.l. S. 551, d’iniziativa del sen. Evangelista, recante “Abrogazione del divieto di reformatio in peius nel processo d'appello in caso di proposizione dell'impugnazione da parte del solo imputato”. Attualmente l’esame del testo non è ancora iniziato. APRI PDF
Misure a tutela dei figli minori di genitori detenuti anche a titolo di custodia cautelare
Il 13 settembre 2018 è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati la proposta di legge C. 541, d’iniziativa dell’on. Bruno Bossio ed altri, recante “Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di protezione dei minori i cui genitori siano tratti in arresto o sottoposti a pene detentive o a misure cautelari restrittive [...]
Cass., sez. I, 1° ottobre 2018, n. 43231
Custodia cautelare – pena espiata senza titolo – fungibilità – indulto – ingiusta detenzione – riduzione d’ufficio del beneficio dell’indulto L’applicazione della disciplina della fungibilità per custodia cautelare o pena espiata senza titolo, ai sensi dell’art. 657, comma 3, c.p.p., postula l’esistenza di una pena da eseguire, quale non è la pena dichiarata estinta per [...]
Sezioni Unite, 27 settembre 2018, rel. Montagni ( informazione provvisoria)
Misura interdittiva - appello - dichiarazione di inammissibilità - sopravvenuta revoca della misura - limiti Le Sezioni Unite hanno affermato che l'appello avverso una ordinanza applicativa di misura interdittiva, disposta a carico di una società, non può essere dichiarato inammissibile "anche senza formalità" dal Tribunale, per sopravvenuta mancanza di interesse a seguito della revoca della [...]
Sezioni Unite, 27 settembre 2018, rel. Fidelbo ( informazione provvisoria)
Connessione tra procedimenti - competenza del giudice di pace e del Tribunale - sentenza di assoluzione per uno dei due reati- conseguenze- condizioni Le Sezioni Unite hanno stabilito che, nel caso di connessione tra procedimenti di competenza del giudice di pace e procedimenti di competenza del tribunale, quest'ultimo, con la sentenza con cui assolve l'imputato dal reato di sua competenza, deve [...]
Riqualificazione del fatto - competenza del giudice di pace - dichiarazione di incompetenza - condizioni Secondo le Sezioni Unite se, a seguito della riqualificazione, il fatto originariamente contestato appartiene alla competenza del giudice di pace, il giudice deve dichiarare la propria incompetenza per materia e disporre la trasmissione degli atti al p.m., salva l'ipotesi in cui la [...]
Corte edu, 27 settembre 2018, Brazzi c. Italia
Libertà personale - Diritto al rispetto della vita privata e familiare - perquisizioni illegittime A mente dell'art. 8 Cedu, qualsivoglia ingerenza delle autorità pubbliche nella vita privata di un soggetto deve avvvenire in forza di una norma di legge attributiva del relativo potere: a tale scopo, occorre che il diritto interno non soltanto soddisfi i requisiti di "prevedibilità" ed [...]
Sezioni Unite, 24 settembre 2018, n. 40985
Sequestro preventivo - confisca ex art. 12 sexies - reati presupposto - condizioni - limiti Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca prevista dall'art. 12 sexies d.l. 8 giugno 1992, n. 306, convertito dalla l. n. 356 del 1992 ( attuale art. 240 bis c.p.) può essere disposto per uno dei reati dei reati presupposto anche nella forma del tentativo aggravato dall'art. 7 l. n. 203 del [...]
Sezioni Unite, 24 settembre 2018, n. 40984
Provvedimento del giudice - imputazione coatta per reato diverso - ricorso per cassazione - legittimazione E' atto abnorme e quidni ricorribile per Cassazione, anche dalla persona sottoposta ad indagine, il provvedimento del giudice per le indagini preliminari che, non accogliendo la richiesta di archiviaizone, ordini, ai sensi dell'art. 409, comma 5 c.p.p., che il pubblico ministero [...]
LEGGE 21 settembre 2018, n. 108
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. (18G00134) (GU n.220 del 21-9-2018) APRI PDF
DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2018, n. 107
Norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 596/2014, relativo agli abusi di mercato e che abroga la direttiva 2003/6/CE e le direttive 2003/124/UE, 2003/125/CE e 2004/72/CE. (18G00130) (GU n.214 del 14-9-2018) APRI PDF
Cass., sez. IV, 13 settembre 2018, n. 40783
Confisca – pena – art. 7 CEDU - sentenza declaratoria di prescrizione La confisca, pur essendo qualificabile come “pena” ai sensi dell’art. 7 CEDU, può essere disposta anche se essa non accede a un provvedimento di condanna, ove gli elementi di prova del reato siano evincibili dagli atti e il procedimento si sia concluso con una decisione di intervenuta prescrizione. APRI PDF
Sezioni Unite, 7 settembre 2018, n. 40150
Perseguibilità a querela - disciplina transitoria - casi di applicabilità Le Sezioni Unite, intervenute sul regime transitorio in materia di perseguibilità a querela, hanno affermato i seguenti principi di diritto: - in presenza di un ricorso inammissibile non deve darsi alla persona offesa l’avviso previsto dall’art. 12 c.2 D.Lgs. 10 aprile 2018, n. 36 per l’eventuale esercizio [...]
Sezioni Unite, 3 settembre 2018, n. 39608
Procedimento di prevenzione - beni confiscati - creditori muniti di ipoteca - domanda di ammissione - termini I creditori muniti di ipoteca iscritta sui beni confiscati all'esito dei procedimenti di prevenzione, per i quali non si applica la disciplina del d. lgs. 6 settembre 2011, n. 159, devono presentare la domanda di ammissione del loro credito, al giudice dell'esecuzione presso il [...]
Corte edu, 26 luglio 2018, Dridi c. Germania
Difesa - Equo processo - Termine a difesa. Il difensore deve avere la possibilità di espletare la propria funzione in modo effettivo. Così, qualora egli sia stato immesso nel ruolo il giorno antecedente l'udienza, dovrà essergli concesso un rinvio, onde permettergli di studiare il fascicolo processuale. Ogni assetto che infranga questa regola vulnera l'art. 6 Cedu, laddove si riferisce al [...]
Schema decreto legislativo per la revisione della disciplina del casellario giudiziale
La II Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha da poco ultimato l'esame dello “Schema di decreto legislativo recante disposizioni per la revisione della disciplina del casellario giudiziale” (Atto del Governo 037), assegnato in data 3 agosto 2018. La Commissione ha espresso parere favorevole con osservazione (19 settebre 2018). APRI PDF
Cass., sez. III, 21 agosto 2018, n. 38750
Misure cautelari – elementi posti a fondamento della richiesta - autonoma valutazione – accoglimento parziale delle richieste del P.M. Anche in tema di misure cautelari reali la sussistenza di un apprezzamento indipendente da parte del giudice, rispetto agli atti valutativi espressi dai diversi attori processuali, degli elementi posti a fondamento della richiesta può ritenersi dimostrato [...]
Schema del decreto legislativo recante la riforma dell'ordinamento penitenziario
La Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha da poco completato l'esame dello “Schema di decreto legislativo recante riforma dell'ordinamento penitenziario” (Atto del Governo 039), in attuazione della cosidetta riforma "Orlando". La suddetta Commissione ha espresso sul punto parere favorevole con osservazione (19 settembre 2018). APRI PDF
Schema decreto legislativo recante disposizioni in materia di giustizia riparativa e mediazione [...]
Il 10 settembre 2018, la Commissione Giustizia della Camera ha concluso l’esame dello “Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di giustizia riparativa e mediazione reo-vittima” (Atto del Governo 029), esprimendo parere contrario. APRI PDF
Schema decreto legislativo in materia di esecuzione delle pene per i condannati minorenni
La Commissione Giustizia della Camera ha appena terminato (7 agosto 2018) l’esame dello “Schema di decreto legislativo recante disciplina dell'esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni” (Atto del Governo 020), esprimendo parere favorevole con condizione tesa a garantire il rispetto dell’art. 81 Cost.. APRI PDF
Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti punibili con la pena dell’ergastolo
La Commissione Giustizia in sede referente, il 1° agosto 2018, ha iniziato l’esame della proposta di legge C. 460, d’iniziativa dell’on. Morani, recante: "Modifiche al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di inapplicabilità e di svolgimento del giudizio abbreviato". L’esame si sviluppa in abbinamento al d.d.l. C. 392 proposto anteriormente dall’on. Molteni e [...]
Sezioni Unite, 26 luglio 2018, n. 35852
Applicazione della continuazione - reati giudicati con riti diversi - riduzione - condizioni - limiti L'applicazione della continuazione tra reati giudicati con rito ordinario ed altri giudicati con rito abbreviato comporta che soltanto nei confronti di quest'ultimi deve operare la riduzione di un terzo della pena a norma dell'art. 442, comma 2 c.p.p. APRI PDF
Sezioni Unite, 27 luglio 2018, n. 36072
Mezzi di ricerca della prova - decreto di sequestro probatorio - corpo di reato - motivazione - indicazione delle concrete esigenze probatorie - necessità Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno affermato che il decreto di sequestro probatorio, così come l’eventuale decreto di convalida, anche qualora abbia ad oggetto cose costituenti corpo di reato, deve contenere una [...]
Corte cost., sent. 27 luglio 2018, n. 180
Astensione degli avvocati nei processi con detenuti – Rinvio al codice di autoregolamentazione – Illegittimità costituzionale parziale Ế costituzionalmente illegittimo l’art. 2-bis della legge 13 giugno 1990, n. 146 (Norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della [...]
CGUE, 25 luglio 2018, Causa C-216/18
Giusto processo - Mandato d'arresto europeo - Diritto ad un giudice imparziale. L’articolo 1, paragrafo 3, della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, come modificata dalla decisione quadro 2009/299/GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009, deve essere interpretato nel senso che, [...]
CGUE, 25 luglio 2018, Causa C-220/18
Esecuzione / Trattamento carcerario - Mandato d'arresto europeo - Cattive condizioni detentive. L’articolo 1, paragrafo 3, l’articolo 5 e l’articolo 6, paragrafo 1, della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, come modificata dalla decisione quadro 2009/299/GAI del Consiglio, [...]
corte di cassazione - sezioni semplici - giudice (e provvedimenti)
Cass., sez III, 13 luglio 2017. n. 34335
Giudizio – correlazione tra imputazione contestata e sentenza – rispetto – limiti
L'esigenza di adeguare la contestazione al fatto come accertato all'esito della istruttoria dibattimentale, sorge solamente se (a seguito della acquisizione istruttoria che ha comportato appunto l'accertamento di uno scarto naturalistico fra la descrizione del fatto quale risultante dalla contestazione ed il suo effettivo svolgimento come risultato in esito al dibattimento) siffatto scarto, per la sua macrospicità ovvero perchè attinente ad aspetti sostanziali e non marginali della imputazione, abbia comportato la esigenza di tutelare il diritto di difesa dal rischio della "modificazione delle carte nel corso della partita"; ma nel caso in cui lo scarto sia relativo ad aspetti del tutto periferici del fatto ovvero concerne solo profili quantitativi della imputazione, non tali da far entrare in gioco ipotesi aggravate di reato o comunque da modificare significativamente il giudizio di disvalore sul fatto, non vi è alcuna esigenza di assoluta conformità fra quanto contestato e quanto accertato, non avendo una discrasia quale quella eventualmente riscontrabile nella fattispecie che ne occupa alcuna effettiva ricaduta in termini di tutela dell'esercizio del diritto di difesa.
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Cass., sez. III, 9 maggio 2017, n. 22296
Giudizio – modifica posizione soggettiva – principio di correlazione tra accusa e sentenza – violazione
Qualora il fatto venga diversamente qualificato con la modifica della posizione soggettiva rilevante per la colpa (nel caso: da coordinatore per la sicurezza ad assuntore di fatto della posizione di garanzia) dal giudice di appello (nel caso, dopo un annullamento della Cassazione relativo alla posizione di coordinatore per la sicurezza) senza che l'imputato abbia preventivamente avuto modo di interloquire sul punto, la garanzia del contraddittorio - prevista dall'art. 111 Cost., e dall'art. 6 CEDU così come interpretato dalla Corte EDU resta comunque assicurata dalla possibilità di contestare la diversa fattispecie mediante il ricorso per Cassazione e, qualora la nuova qualificazione dell'addebito, sotto il profilo della posizione soggettiva, abbia inciso in concreto sulle strategie difensive, l'imputato dovrà essere restituito nelle facoltà di esercitare pienamente il diritto di difesa, anche attraverso la proposizione di richieste di prova rilevanti in relazione al diverso contenuto dell'accusa.
Cass, sez. IV, 20 aprile 2017, n. 19028
Giudizio – condotte alternative colpose - correlazione tra imputazione e sentenza – violazione - esclusione
Non viola il principio di correlazione, assunto quale espressione del giusto processo, anche come delineato dall’art. 6 CEDU, nell’interpretazione datane dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, la sentenza che affermala responsabilità per reato commissivo colposo sulla base di un’irrisolta alternativa condotta colposa, comunque efficiente, quando l’imputato sia stato posto nella condizione di fare valere le proprie ragioni in merito ad entrambe le ipotesi.
Cass, sez. V, 13 aprile 2017, n. 18522
Giudice – ricusazione – procedimento inaudita altera parte – illegittimità costituzionale – esclusione
Il procedimento previsto dall’art. 41, comma 1, c.p.p. non può ritenersi contrastante con il principio costituzionale del contraddittorio, in quanto la previsione di cui all’art. 111 Cost. riguarda in generale il processo, e la formazione della prova nel procedimento penale, non qualsiasi sub procedimento, per i quli è spesso prevista, sia in sede civile che penale, la decisione inaudita altera parte, ove vi siano ragioni legittimanti tale procedimento, previsione che si concilia con l’ulteriore valore costituzionale della durata ragionevole dei procedimenti.
Cass., sez. VI, 2 dicembre 2016, n. 51615
Tenuità del fatto – applicazione nel giudizio di cassazione – condizioni – non espressa esclusione da parte del giudice del merito – necessità
L’istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto previsto dall’art. 131 bis c.p.p., avendo natura sostanziale, è applicabile, per i fatti commessi prima dell’entrata in vigore del d. lgs. 16 marzo 2015, n. 28, anche ai procedimenti pendenti davanti alla Corte di cassazione e per solo questi ultimi la relativa questione, in applicazione degli artt. 2, comma 4, c.p. e 129 c.p.p., è deducibile e rilevabile d’ufficio ex art. 609, comma 2, c.p.p. anche nel caso di ricorso inammissibile.
Il riconoscimento della causa di non punibilità di cui all’art. 131 bis c.p. – pur possibile, dunque, nella sede di legittimità – presuppone che le condizioni dell’istituto non siano state già escluse dal giudice di merito, in termini espliciti o impliciti nella ricostruzione della fattispecie storico-fattuale e nelle valutazioni espresse in sentenza.
Cass., sez. V, 5 settembre 2016, n. 36857
Archiviazione – richiesta del p.m. per infondatezza – ordinanza di archiviazione per tenuità del fatto – illegittimità
Il provvedimento di archiviazione previsto dall’art. 411, comma 1, c.p.p., anche per l’ipotesi di non punibilità della persona sottoposta alle indagini ai sensi dell’art. 131 bis c.p. per particolare tenuità del fatto, è nullo se non si osservano le disposizioni processuali speciali previste dall’art. 411, comma 1 bis, c.p.p., non garantendo il necessario contraddittorio sul punto le più generali disposizioni previste dall’art. 408 ss c.p.p.
Cass., sez. I, 11 aprile 2016, n. 14529
Abolitio criminis intervenuta durante il processo – decisioni sulle statuizioni civili da parte dei giudici delle impugnazioni penali – legittimità
Il mutamento normativo che trasforma un fatto, prima penalmente rilevante, in ipotesi non più prevista dalla legge come reato non esime il giudice dell’impugnazione dal pronunciarsi sulle domande civili avanzate dalle parti nel giudizio penale.
Cass., Sez. II, 23 marzo 2016, n. 12305
Atti preliminari al dibattimento – sentenza di non doversi procedere per particolare tenuità del fatto – presupposti – mancata opposizione dell’imputato e del pubblico ministero – necessità
Anche la sentenza di non doversi procedere, prevista dall’art. 469, comma 1-bis, c.p.p., perché l’imputato non è punibile ai sensi dell’art. 131-bis c.p., presume che l’imputato medesimo ed il pubblico ministero non si oppongano alla declaratoria di improcedibilità, rinunciando alla verifica dibattimentale (in senso conforme, Cass., sez. III, 27 novembre 2015, n. 47039).
Non vale invocare, in senso contrario, l’interpretazione letterale della norma, avendo la congiunzione “anche” valore pacificamente aggiuntivo, con finalità coordinative tra i due commi; con la conseguenza che la sola differenza fra il proscioglimento predibattimentale nell’ipotesi di non punibilità di cui all’art. 131-bis c.p. e gli altri casi sta nella circostanza che nella prima ipotesi è prevista l’eventuale interlocuzione della persona offesa.
Né risulta convincente il discorso secondo cui sarebbe scontato che il pubblico ministero si opponga alla definizione predibattimentale del procedimento, in quanto, avendo già esercitato l’azione penale e non avendo chiesto l’archiviazione ex art. 411 c.p.p., sarebbe pressoché impossibile che cambi idea in sede di atti preliminari all’apertura del dibattimento. L’art. 469, comma 1-bis, c.p.p., infatti, non pone la pubblica accusa in una posizione differente rispetto a quella in cui verrebbe a trovarsi in presenza di una qualsiasi delle altre situazioni che, ai sensi del primo comma, giustificano la pronuncia della sentenza predibattimentale.
Peraltro, la diversa opzione interpretativa avrebbe quale ulteriore (inammissibile) esito la sottrazione anche all’imputato del diritto di opporsi alla definizione predibattimentale per speciale tenuità, con conseguente impossibilità per lo stesso di pervenire ad una diversa e più favorevole conclusione del procedimento.
Cass., sez. VI, 16 marzo 2016, n. 11040
Proscioglimento - Particolare tenuità del fatto – Prescrizione del reato – Formula prevalente e più favorevole – Non doversi procedere per estinzione del reato
Il conseguimento della prescrizione, stante l’art. 129 c.p.p., prevale sulla particolare tenuità del fatto, con l’effetto di generare il proscioglimento per estinzione del reato; peraltro, il proscioglimento per non doversi procedere a seguito di prescrizione è più favorevole all’imputato, considerato che la particolare tenuità del fatto presuppone l’accertamento della condotta e la sua riconducibilità all’autore.
Cass., sez. V, 23 febbraio 2016, n. 7125
Abrogazione di norme penali – proscioglimento perché il fatto non è previsto dalla legge come reato – statuizioni civili della condanna di primo grado o d’appello – permanenza – esclusione – “sanzioni civili” disciplinate quale effetto dell’abrogazione legislativa – sussistenza
Il proscioglimento perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, pronunciato in fase impugnatoria in base alla sopravvenuta disciplina sulla depenalizzazione, comporta in venir meno delle statuizioni civili restitutorie e/o risarcitorie contemplate nella sentenza di condanna emessa nei precedenti gradi di giudizio. Al contrario, al deliberato proscioglitivo determinato dalla lex superveniens segue la “sanzione civile” prevista dalla nuova disciplina, trattandosi di un aspetto di matrice sanzionatoria sostitutivo della pena.
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Processo penale e Giustizia: Rivista telematica bimestrale pubblicata da G. Giappichelli s.r.l. – Registrazione Tribunale di Torino n. 2/2015 – ISSN 20394527 – Direttore Responsabile Prof. Adolfo Scalfati

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 12
 art. 240
 art. 7
 sentenza 
e contrario
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 609
 sentenza 
 sentenza 
 art. 411
 sentenza 
 sentenza