Source: https://crisieaziende.com/2013/01/17/il-ruolo-delladvisor-legale-nella-risoluzione-della-crisi-dimpresa/
Timestamp: 2017-09-20 21:58:03+00:00

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Il ruolo dell’advisor legale nella risoluzione della crisi d’impresa | CRISI e AZIENDE
This entry was posted on 17 gennaio 2013, in Esperienze pratiche di crisi aziendali and tagged art. 67 legge fallimentare, continuità aziendale, crisi aziendale, CRO, Esperienze pratiche di crisi aziendali, nuovo art. 160 legge fallimentare, nuovo art. 67 legge fallimentare, nuovo articolo 161 legge fallimentare, nuovo articolo 182 bis legge fallimentare, ristrutturazione aziendale. Bookmark the permalink.	Lascia un commento
Continuiamo la pubblicazione degli abstract degli interventi del seminario “Crisi e ristrutturazione d’impresa tra continuità aziendale e continuità manageriale” con l’intervento dell’Avvocato Gabriella Covino (Partner di Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners) su:
L’attuale quadro normativo sul diritto della crisi d’impresa è complesso ed è perciò necessario avvalersi di un advisor legale qualificato che abbia una comprovata esperienza in tale ambito.
I players, nell’ambito delle situazioni di crisi dell’impresa, sono diversi (impresa, banche e altri creditori, terzi investitori, etc.) ed il ruolo dell’advisor legale cambia in funzione del soggetto rappresentato e degli interessi di cui è portatore; dovrebbe esistere, tuttavia, un obiettivo comune per i diversi advisor legali coinvolti e cioè quello di lavorare per il buon esito del piano che porti alla risoluzione della crisi di impresa.
Uno dei principali compiti dell’advisor legale che assiste l’imprenditore in crisi è quello di guidarlo nella scelta dello strumento legale più adatto alla risoluzione della crisi. In particolare ricordiamo che gli strumenti stragiudiziali e giudiziali per la tutela dell’imprenditore sono:
il piano attestato di risanamento (art. 67 L.F.) per l’imprenditore che deve rimediare ad una situazione di crisi reversibile nella quale l’insolvenza non si è ancora manifestata;
gli accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 182-bis L.F.), adatti a fronteggiare crisi patrimoniali e finanziarie, con la semplice omologa dell’accordo da parte del tribunale;
il nuovo concordato preventivo (art. 160 L.F.) ed in particolare il concordato in continuità (art. 186-bis L.F.), più flessibile ed adatto alla regolazione di crisi anche più gravi, con l’intervento più invasivo del tribunale;
Naturalmente la scelta di utilizzare uno strumento piuttosto che un altro dipende da:
la situazione finanziaria dell’impresa in crisi e le cause della crisi/insolvenza (i.e., scarsa liquidità e/o sotto patrimonializzazione);
l’esposizione debitoria;
la disponibilità “interna” di assets che possano essere smobilizzati al fine di reperire nuova finanza e cassa
la composizione del ceto creditorio (prevalenza di creditori finanziari o creditori commerciali);
la tempistica dell’operazione di risanamento dell’impresa alla luce delle esigenze finanziarie dell’impresa in crisi.
Oltre a tutto questo, saranno determinanti la volontà dell’imprenditore e l’esistenza delle condizioni di mercato per continuare l’impresa.
Scegliere lo strumento sbagliato potrebbe, purtroppo, pregiudicare irreversibilmente la permanenza dell’impresa sul mercato.
Altri compiti dell’advisor legale
Alcune delle attività che l’advisor legale potrà, ad esempio, svolgere sono:
Nel caso di art. 67 L.F.dovrà, congiuntamente con l’advisor legale nominato dalle banche creditrici, redigere l’accordo interbancario e provvedere agli accordi one to one con i fornitori principali.
Nel caso di accordo di ristrutturazione ex. art. 182 bis L.F. avrà un ruolo centrale nella negoziazione e finalizzazione dell’accordo di ristrutturazione tra l’imprenditore ed i creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti, potendo rappresentare l’imprenditore ovvero i creditori (generalmente le banche);
in caso di concordato preventivo, dovrà nel corso della procedura supportare l’imprenditore sia nella gestione ordinaria dell’impresa sia nel compimento degli atti di straordinaria amministrazione (ad esempio, cessione di asset no core);
dovrà strutturare le eventuali operazioni straordinarie propedeutiche e necessarie in relazione alla complessa procedura di riorganizzazione. Di seguito alcune operazioni straordinarie nell’ambito della risoluzione della crisi d’impresa:
Prossima pubblicazione l’abstract del Prof. Giuseppe Sancetta (Professore Ordinario de La Sapienza Università di Roma)
Il ruolo dell’attestatore dei Piani
« Strumenti giuridici a disposizione delle imprese per la risoluzione delle crisi aziendali
La composizione delle crisi d’impresa »

References: art. 67
 art. 160
 art. 67
 articolo 161
 articolo 182
 art. 67
 art. 182