Source: http://nemesis-group.org/articolo.php?id=632
Timestamp: 2017-11-20 17:18:42+00:00

Document:
Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 8 maggio – 13 giugno 2013, 14865 - Presidente Trifone – Relatore Segreto
Con citazione notificata il 18.11.1999, D.E.G. conveniva davanti al tribunale di Chieti il notaio A..C. per sentirlo condannare al risarcimento dei danni subiti a seguito della negligenza posta nello svolgimento dell'incarico conferitogli.
Assumeva l'attore che il notaio convenuto aveva rogato l'atto pubblico di acquisto di un immobile il 27.2.1995 da B.E. , che in seguito si era rilevato gravato da ipoteca in favore della Banca Nazionale del Lavoro; che l'immobile era costato L. 210 milioni; che aveva effettuato opere di miglioramento sullo stesso; che il 28.3.1997 la BNL gli aveva notificato atto di precetto per L. 133.085.950; che successivamente tale immobile era stato sottoposto a procedura esecutiva dalla stessa BNL, procedura tuttora in corso. Si costituiva il convenuto notaio che assumeva di essere stato esonerato dall'acquirente dall'effettuare le visure ipotecarie, come risultava dall'atto pubblico rogato. Il Tribunale, con sentenza del 15.5.2003, rigettava la domanda. Proponeva appello l'attore.
La Corte di appello di L'aquila, con sentenza depositata il 14 marzo 2007, condannava il notaio A..C. al pagamento in favore dell'attore della somma di Euro 68.733,10, oltre accessori.
Riteneva la corte di merito che l'esonero del notaio dall'obbligo di effettuare le visure ipotecarie, poiché proveniva solo dalla parte acquirente e non da entrambe le parti,e non era indicata la ragione della scelta, era improduttivo di effetti.
Con il primo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione degli artt. 1176, 2230, 2232 c.c. e 100 c.p.c., in relazione all'art. 360 n. 3 c.p.c..
La responsabilità del notaio per colpa nell'adempimento delle sue funzioni ha, nei confronti delle parti, natura contrattuale in quanto pur essendo tale professionista tenuto ad una prestazione di mezzi e di comportamenti e non di risultato, pur tuttavia è tenuto a predisporre i mezzi di cui dispone, in vista del conseguimento del risultato perseguito dalle parti, impegnando la diligenza ordinaria media rapportata alla natura della prestazione; sicché, la sua opera non può ridursi al mero compito di accertamento della volontà delle parti e di direzione della compilazione dell'atto, ma deve estendersi a quelle attività, preparatorie e successive, necessarie in quanto tese ad assicurare la serietà e certezza dell'atto giuridico posto in essere, e ciò, in conformità, allo spirito della legge professionale (art. 1 L. n. 89/1913).
Ne consegue che per il notaio richiesto della preparazione e stesura di un atto pubblico di trasferimento immobiliare, la preventiva verifica della libertà e disponibilità del bene e, più in generale delle risultanze dei registri immobiliari, costituisce, un obbligo derivante dall'incarico conferito dal cliente e quindi ricompreso nel rapporto di prestazione di opera professionale (artt. 1176 e 2230 e segg. cod. civ.) specialmente tesa ad assicurare la serietà, e la certezza degli atti giuridici.
2.3. Ciò comporta che solo la concorde volontà delle parti e non solo quella del soggetto che ha concluso il contratto d'opera intellettuale con il notaio (e si è fatto carico del pagamento del compenso) può esonerare il notaio dallo svolgimento delle attività accessorie e successive, necessarie per il conseguimento del risultato voluto dalle parti e, in particolare, dal compimento delle cosiddette "visure catastali" e ipotecarie allo scopo di individuare esattamente il bene e verificarne la libertà da pregiudizi, (cfr. Cass. n. 25270 del 01/12/2009 ; Cass. n. 5868 del 16/03/2006; Cass. 13825 del 23/07/2004).
2.5. Nella fattispecie - pertanto - correttamente la sentenza impugnata ha ritenuto irrilevante ed improduttiva di effetti la clausola contrattuale con la quale il solo acquirente esonerava il notaio dall’effettuare le visure ipotecarie, peraltro in assoluto difetto di motivazioni idonee a sostenere la scelta e comuni alle parti.
3. Con il secondo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione degli artt. 1224, 1226, 1277, 2697 c.c., in relazione all'art. 360 n. 3 c.p.c., nonché il vizio motivazionale dell'impugnata sentenza, per aver liquidato il danno in Euro 68.733, 10, pari alla somma intimata dalla creditrice ipotecaria la BNL s.p.a..
Quanto all'entità del danno ed alla sua liquidazione ciò costituisce una valutazione di competenza del giudice di merito. Questi, con motivazione congrua, ha ritenuto di liquidarlo nella somma pari a quella richiesta per la liberazione del bene acquistato dal vincolo ipotecario.
Infatti il debito avente ad oggetto il risarcimento del danno da inadempimento di obbligazioni contrattuali diverse da quelle pecuniarie ha natura di debito di valore, in quanto tiene luogo della materiale utilità che il creditore avrebbe percepito se avesse ricevuto la prestazione dovutagli, con la conseguenza che in tali casi il giudice è tenuto d'ufficio a tenere conto della svalutazione monetaria intercorsa prima della liquidazione, senza che il creditore abbia l'onere di allegare e dimostrare il maggior danno di cui all'art. 1224, comma secondo, cod. civ.. (Cass. n. 1335 del 20/01/2009, proprio in tema di domanda risarcitoria nei confronti di un notaio, convenuto per colpa professionale).
5. Con il primo motivo del ricorso incidentale il ricorrente la violazione e falsa applicazione dell'art. 2700 in relazione all'art. 360 n. 3 e 5 c.p.c., nonché il vizio di motivazione. Secondo il ricorrente non poteva attribuirsi fede privilegiata alla clausola dell'atto pubblico secondo cui "L'acquirente ha dispensato me notaio dall’effettuare le visure ipotecarie", perché trattasi di dichiarazione proveniente dallo stesso notaio e non da una delle parti in causa.
7. Con il secondo motivo del ricorso incidentale il D.E.G. lamenta la violazione e falsa applicazione degli artt. 1176, 1218, 1227, 2230, 2232 e 2697 c.c, in relazione all'art. 360 n. 3 e 5 c.p.c..
Secondo il ricorrente il danno doveva essere ravvisato non nella somma necessaria per pagare alla banca la somma precettata, ma quella corrispondente al prezzo pagato per l'immobile compravenduto pari ad Euro 108.455,94, oltre interessi e rivalutazione, poiché l'immobile era non solo gravato da ipoteca in favore della BNL, ma anche sottoposto a pignoramento del 3.11.1994. 8.1.11 motivo è infondato.
Sennonché ciò comporta che la liquidazione del danno deve avere per oggetto l'intero pregiudizio, essendo il risarcimento diretto alla completa "restitutio in integrum" – per equivalente o in forma specifica - del patrimonio leso, ma egualmente non deve essere locupletatoria per il creditore.
È poi questione di merito l'accertamento in concreto dell'entità di tale danno e la sua successiva liquidazione.
Cassazione: tuo figlio, minore, viola il codice della strada... caro genitore preparati a pagarne le conseguenze... 0	800
Cassazione: nelle cause civili non sono assolutamente ammesse le autocertificazioni... 0	1009

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza