Source: http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0438&tipo=stenografico
Timestamp: 2017-03-29 03:18:42+00:00

Document:
Seduta n. 438 di martedì 9 giugno 2015
CATERINA PES, Segretaria, legge il processo verbale della seduta del 5 giugno 2015.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Alfreider, Artini, Baretta, Michele Bordo, Capezzone, Damiano, Epifani, Gentiloni Silveri, Meta, Manciulli, Molea, Schullian, Sereni e Vito sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.
Svolgimento di interpellanze e di interrogazioni (ore 10,03).
(Chiarimenti circa i ritardi relativi all'attuazione del Patto per la salute, con particolare riferimento al Patto per la sanità digitale – n. 2-00823)
PRESIDENTE. Passiamo alla prima interpellanza all'ordine del giorno Grillo ed altri n. 2-00823, concernente chiarimenti circa i ritardi relativi all'attuazione del Patto per la salute, con particolare riferimento al Patto per la sanità digitale (Vedi l'allegato A – Interpellanze e interrogazioni).
Prendo atto che la deputata Grillo si riserva di intervenire in sede di replica.
Il sottosegretario di Stato per la salute, Vito De Filippo, ha facoltà di rispondere.
VITO DE FILIPPO, Sottosegretario di Stato per la salute. Presidente, onorevoli, in merito alle tempistiche relative all'adozione del Patto per la sanità digitale, si rammenta che l'articolo 15, comma 1, dell'intesa Stato-regioni del 10 luglio 2014 prevede che il Governo e le regioni concordino, entro trenta giorni dall'intesa, un Patto per la sanità digitale.
È stato, pertanto, predisposto il testo del Patto per la sanità digitale oggetto di condivisione con l'Agenzia per l'Italia digitale e con le regioni, attraverso specifici incontri che si sono tenuti. Questo documento è stato inviato al Ministero dell'economia e delle finanze per la preventiva condivisione tecnica. Non essendo stata rappresentata dalle amministrazioni coinvolte alcuna osservazione, il documento sta attualmente seguendo l’iter per l'approvazione definitiva.Pag. 2 In particolare, comunico che il Ministero della salute, in data 29 maggio 2015, ha trasmesso il testo del Patto alla segreteria della Conferenza Stato-regioni e alla Presidenza del Consiglio dei ministri, affinché venga sottoposto all'esame della stessa Conferenza nella prima seduta utile. Pertanto, il Patto non è ancora disponibile sul sito istituzionale del Ministero della salute e non lo sarà fintanto che non verrà approvato dalla Conferenza.
Per quanto attiene alla nuova disciplina della partecipazione alla spesa sanitaria, cioè dei ticket, il gruppo di lavoro, composto da rappresentanti del Ministero della salute, del Ministero dell'economia e delle finanze, delle regioni e dell'Agenas, ha formulato una proposta che introduce nuovi sistemi di calcolo delle quote di partecipazione per le prestazioni di assistenza specialistica e farmaceutica, graduando l'importo delle quote da pagare in relazione alla condizione reddituale del nucleo familiare fiscale dell'assistito, con esclusione degli esenti per patologia. Per la traduzione operativa di tutto questo lavoro, che il gruppo ha definito, è, tuttavia, necessaria una modifica legislativa delle disposizioni vigenti, che in uno dei primi interventi legislativi coerenti in termini di materia verrà proposto.
Relativamente, invece, all'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, lo schema di decreto è stato presentato alle regioni e alle province autonome nel mese di gennaio 2015 ed è stato sottoposto alle valutazioni del Ministero dell'economia e delle finanze. Il Ministero della salute è in attesa delle osservazioni e delle proposte di integrazione che le regioni intendono formulare sul testo nonché delle loro valutazioni circa la sostenibilità economico-finanziaria complessiva dell'intervento, nonché del parere del Ministero dell'economia e delle finanze.
Quanto al regolamento che definisce, invece, i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi degli ospedali, ricordo che il medesimo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 giugno ultimo scorso.
Per quanto attiene, invece, al piano nazionale della cronicità, il testo è stato predisposto da un gruppo redazionale ristretto, coordinato dal Ministero della salute, e, nei prossimi giorni, sarà diramato alle regioni e alle province autonome per raccogliere le loro osservazioni, ai fini della formalizzazione della proposta in sede di Conferenza Stato-regioni.
In ordine, invece, alle iniziative attuative dell'articolo 22 del Patto per la salute, comunico che è stato istituito, nei termini previsti dal Patto, il tavolo politico di confronto, che si è riunito in più occasioni – mi riferisco a tutto il tema delle risorse umane e del personale – per affrontare in modo adeguato la complessità di questa materia, che costituisce l'oggetto della bozza di un disegno di legge recante una delega del Parlamento. Tuttavia, com’è noto, oltre alla oggettiva e indiscussa complessità della materia, i lavori di confronto si sono rallentati anche per le recenti consultazioni elettorali, e si auspica, pertanto, che a breve si possa riprendere il lavoro già avviato e che ha prodotto alcuni documenti, seppure ancora in bozza.
Quanto all'adozione delle linee guida sulla mobilità transfrontaliera, si rappresenta che, in ottemperanza delle disposizioni contenute nell'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo n. 38 del 2014 e nell'articolo 2, comma 1, del Patto per la salute, è stata ravvisata l'esigenza di istituire un gruppo di lavoro ad hoc, composto da rappresentanti del Ministero della salute, del Ministero dell'economia e delle finanze, dell'Agenas e delle regioni e province autonome, per procedere ad una stesura condivisa delle linee guida. In data 21 gennaio 2015, è pervenuta l'ultima designazione relativa a coloro che andranno a comporre questo gruppo di lavoro. A fine gennaio, è stato redatto e diramato dal Ministero il provvedimento di costituzione del gruppo, il quale si è riunito, per la prima volta, in data 23 febbraio 2015.
Per la complessità delle materie sull'attività transfrontaliera da esaminare, è stata ravvisata l'esigenza di procedere alla formazione dei seguenti sottogruppi di Pag. 3lavoro: quello relativo all'articolo 4 (legislazione nazionale, standard e orientamenti di qualità e di sicurezza nazionali, normativa europea in materia di standard di sicurezza); quello relativo all'articolo 5 (garanzie e mezzi di tutela dei pazienti in un altro Stato membro); quello dell'articolo 7, commi 6 e 7 (elementi informativi presenti nel nuovo Sistema informativo sanitario); quello dell'articolo 8, commi 6 e 7 (principi generali per il rimborso dei costi); quello dell'articolo 9, commi 2, 5 e 6 (assistenza sanitaria soggetta ad autorizzazione preventiva e relativi provvedimenti di diniego); quello relativo all'articolo 10 (procedure amministrative riguardanti domande di autorizzazione, istanze di verifica e domande di rimborso); quello relativo all'articolo 11 (sistema comunitario di informazione del mercato interno); quello dell'articolo 12 (riconoscimento delle prescrizioni rilasciate da uno Stato membro); e quello relativo all'articolo 19 (differenza tra regolamento (CE) n. 883/2004 e direttiva 2011/24/UE). Quindi, sono stati costituiti questi sottogruppi. Ad oggi, l'elaborazione delle distinte linee guida suddette, da parte dei rispettivi sottogruppi di riferimento, è ancora in via di perfezionamento.
Nel merito delle ulteriori questioni sollevate, continuo fornendo le seguenti informazioni. Relativamente alla prevista istituzione di un osservatorio ad hoc per monitorare l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria nelle isole minori (articolo 5, comma 23, del Patto per la salute), è stato istituito, il 19 novembre 2014, il gruppo di lavoro, a cui è stato affidato il compito di predisporre la proposta di un modello di osservatorio nazionale per la verifica dell'assistenza sanitaria nelle piccole isole. Il gruppo di lavoro si è insediato il 3 dicembre 2014 e ha concluso i lavori con la predisposizione di un documento di proposta di modello dell'osservatorio. Il documento e il relativo accordo di recepimento, di cui costituirà parte integrante, sono attualmente in fase di definizione.
Con riguardo alla realizzazione del documento di cui all'articolo 1, comma 8, del Patto per la salute 2014-2016, si rappresenta che è stato avviato, in accordo con le regioni, l'aggiornamento del decreto ministeriale del 12 dicembre 2012 riguardante il Sistema di garanzia per il monitoraggio dei livelli di assistenza, così come previsto dall'articolo 10, comma 7, del Patto per la salute. L'obiettivo del lavoro è quello di definire un unico sistema di monitoraggio e di valutazione per tutte le regioni e le province autonome, che metta in relazione i livelli essenziali di assistenza con le dimensioni da monitorare, che sarebbero quelle della qualità, dell'efficacia, dell'efficienza, dell'appropriatezza, della sicurezza, dell'equità e della centralità del paziente. La descritta attività si trova in stretta relazione con quelle previste dall'articolo 1, comma 8, del Patto per la salute. Il documento di proposta ivi previsto atto ad implementare un sistema adeguato di valutazione della qualità delle cure e dell'uniformità dell'assistenza sul territorio nazionale è attualmente in fase di elaborazione.
Infine, con riguardo alla continuità assistenziale, intesa come integrazione tra le reti assistenziali ospedaliera, territoriale e dell'emergenza, si rappresenta che la stessa è strettamente correlata all'organizzazione del territorio che, attualmente, dispone, secondo la normativa vigente (Patto per la Salute e cosiddetto decreto Balduzzi), l'individuazione di forme riorganizzative mono-professionali (AFT) e multi-professionali (UCCP), la cui fattiva attuazione, come si nota da un dibattito che è molto vivo in questi giorni anche sulla stampa, è strettamente legata alla stipula dell'accordo collettivo nazionale della medicina generale e della pediatria di libera scelta. Un lavoro delicato, di tanti soggetti in campo, sul quale il Ministero della salute sta intervenendo con un'attività di mediazione quotidiana.
PRESIDENTE. L'onorevole Grillo ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.
GIULIA GRILLO. No, non ci riteniamo soddisfatti perché purtroppo, come ci Pag. 4aspettavamo, praticamente non ci sono state ancora una volta risposte e certezze. Voglio fare un attimo il punto della situazione rispetto al tempo trascorso dal Patto della salute la cui intesa era stata siglata il 10 luglio 2014, considerato che siamo più o meno a metà strada visto che è il Patto della salute 2014-2016. In realtà qualcuno il resoconto lo ha già fatto e si tratta del coordinatore nazionale del tribunale per i diritti del malato di Cittadinanza attiva, anche se noi ora citiamo i dati ufficiali del Ministero così siamo certi di non sbagliare anche perché, a differenza di quello che molti possono pensare, noi ci auguriamo che Tonino Aceti abbia torto e leggere che il nostro servizio sanitario nazionale sia il bancomat di Governo e regioni – così il titolo dell'articolo pubblicato recentemente su Il Sole 24 Ore Sanità – credo non faccia piacere a nessuno della nostra Commissione. Noi del MoVimento 5 Stelle avevamo espresso una certa cautela sin dal principio e tutti sapevamo che le risorse per il riparto delle regioni messe a disposizione nel Patto erano frutto di un'ultraottimistica previsione di crescita del PIL, riguardo alla quale poi insomma mi viene da ridere perché continuiamo a titolare più 0,5, più 0,3 però il taglio alla sanità rimane. Morale: a distanza di pochi mesi Renzi e il suo Governo hanno fatto una bella inversione a U ed hanno imposto il taglio lineare alle regioni e qui apro una parentesi. Nella legge di stabilità si prevedeva che questa manovra venisse approvata o dalle regioni o dal Governo entro il 31 gennaio. Siamo a giugno e ancora non si sa dove verranno presi i 2,3 miliardi di euro. Ho controllato sino a ieri il sito delle regioni e quello della Conferenza Stato-regioni e la Conferenza ancora non è convocata. Quindi immagino che ci saranno non pochi problemi, anzi me lo auguro visto che le regioni sembravano un po’ genuflesse rispetto a questo taglio. Insomma addio ai sogni di programmazione tanto invocati dal Ministro. Nelle regioni è tornata a regnare l'incertezza dei finanziamenti e la cartina di tornasole l'abbiamo con il numero e con la distribuzione di farmaci per la eradicazione dell'epatite C che vedono le regioni erogare i trattamenti con il contagocce e vedono cittadini, magari calabresi e siciliani, che si recano in centri per l'eccellenza al nord d'Italia ritornare a casa con la risposta: le vostre regioni non pagano, quindi non vi somministriamo il farmaco.
Restando sull'articolo 1, oltre al livello di finanziamento, era prevista la revisione dei criteri di riparto, comma 2; l'aggiornamento dei LEA entro il 31 dicembre, comma 3; i piani annuali di investimento e analisi del fabbisogno per singole regioni, comma 7; un sistema adeguato di valutazione della qualità delle cure entro il 31 dicembre, comma 8 e la definizione di ulteriori criteri condivisi per le forme di premialità entro il 31 ottobre 2014, comma 9.
Ovviamente ci sfugge l'attività promossa dal Ministero e dalle regioni riguardo ai punti appena elencati ma su uno di questi ci vogliamo soffermare e si tratta della riscrittura del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in tema di aggiornamento dei LEA. La data del decreto attualmente in vigore è il 2001. Da allora sono passati quasi tre lustri e le regioni continuano ad applicare – applicare poi si fa per dire – livelli essenziali di assistenza ormai largamente inadeguati. Tra l'altro bisognerebbe rivedere anche il sistema di rilevamento di questi LEA visto che è abbastanza affidato alla capacità delle regioni di trasmettere dati coerenti. Il Ministero, a dire il vero, ha presentato una bozza di riforma – l'abbiamo detto – ma, come nel caso del Patto, si tratta di un documento che non prende in considerazione la realtà. Si ipotizzano addirittura maggiori spese per 416 milioni di euro ma, a leggere bene il documento, si evince che le maggiori spese riguardano 1,324 miliardi, mentre le minori spese derivanti dalle modifiche sono pari a 930,8 milioni. Considerata la capacità di efficienza del nostro sistema, c’è da essere seriamente preoccupati per la sostenibilità in caso di approvazione e, a proposito di sostenibilità del sistema sanitario, come dimenticare l'articolo 23, assistenza farmaceutica ? In Pag. 5attesa dell'aggiornamento del prontuario farmaceutico nazionale, punto 1), è stato introdotto – anche qui si fa per dire – il Fondo per i farmaci innovativi. Diciamo che si fa per dire perché, dopo la legge di stabilità, per trovare il Fondo siamo andati a Chi l'ha visto. Sappiamo che il Fondo è di un miliardo per i prossimi due anni, le risorse provengono per il 90 per cento dalle regioni, che si vedono quindi ridotto il loro fondo indistinto e al momento è tutto. Il resto è il caos totale.
Le regioni non erogano le prestazioni perché non sanno quanti soldi hanno a disposizione, tranne casi privilegiati; i pazienti premono i prescrittori per avere le cure, con meccanismi che noi stiamo studiando, perché ci arrivano notizie strane; non si hanno dati certi sul numero di pazienti nonché sul modello con il quale somministrare le terapie. Se a tutto questo ci aggiungete la totale assenza di trasparenza sulla definizione del prezzo dei farmaci, ne esce fuori un cocktail che possiamo definire micidiale.
Purtroppo il tempo a disposizione non mi consente di continuare sulle centinaia, perché sono circa cento le scadenze per il Patto della salute, ma praticamente tutti gli articoli del Patto contengono impegni e attività che, a distanza di un anno, non hanno visto la luce. L'elenco potrebbe essere lunghissimo; voglio solo sottolineare, perché era un oggetto dell'interpellanza, il Patto per la sanità digitale. Oggi ci avete dato l'informazione che lo avete trasmesso il 29 maggio alla Conferenza Stato-regioni e alla Presidenza del Consiglio. Mi auguro che, come il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sugli indicatori di performance, che è alla Presidenza del Consiglio da circa due anni, non si parlerà di tenere questo Patto per la sanità digitale due anni pure lì.
Un altro punto era l'assistenza territoriale, aggregazioni funzionali territoriali, unità complesse di cure private, miglioramento dell'assistenza per le persone in condizioni di stato vegetativo, monitoraggio costante della riorganizzazione delle cure primarie e ospedali di comunità. Allora, sugli ospedali di comunità, tra l'altro, mi preme sottolineare un aspetto, sottosegretario; se lei ha l'opportunità di girare l'Italia, un po’ come ho fatto io, vedrà che dire che sta succedendo un macello è dire poco. Per quanto riguarda il benedetto taglio di posti letto del decreto-legge Balduzzi, ci tengo a dire che in alcune regioni non c’è bisogno di farlo, perché già sono sotto i 3,7 posti letto per mille abitanti; sono stata in Puglia e nella zona di Putignano vi sono 2,2 posti letto per mille abitanti, la ASL di Rieti ha 2,8 posti letti per mille abitanti; insomma, mi sembra che ci siano aree dove il taglio dei posti letto sia assolutamente da fare al contrario, cioè si debbano mettere i posti letto. Ma poi succede questo: succede che si chiudono gli ospedali per tagliare i posti letto, nel frattempo, si costruiscono ospedali in project financing e, quindi, non so se poi le regioni stanno veramente considerando il numero di posti letto, questo andrebbe visto, perché per ogni ospedale che chiude ce n’è uno che apre, e non si sta capendo questo meccanismo. Poi gli ospedali che vengono chiusi vengono trasformati in questi ospedali di comunità che già ci sono in molte regioni d'Italia, però voi ancora non avete fatto gli standard, non avete definito le tariffe, non avete definito niente, e allora ogni regione si sta organizzando per i fatti suoi, anche, ovviamente, con vantaggio per strutture e ditte private, con tariffe che possono essere anche alte, perché, poi, puoi avere il medico ventiquattr'ore, puoi avere il medico 48 ore, se sei povero non hai nessun medico; questo è quello che sta succedendo.
Peraltro il gentilissimo Balduzzi, che ci ha lasciato quella meravigliosa riforma, la domanda non se l’è posta di fare un calcolo dei posti letto complessivo, cioè lui ha detto solo: tagliamo i posti letto, con questo mega taglio lineare, ma non ha detto, poi, quanti posti letto ci sono per acuti, quanti posti letto abbiamo negli ospedali di comunità, quanti ne abbiamo insieme alle RSA, alle strutture residenziali, alle strutture semiresidenziali, cioè, un calcolo va fatto in maniera complessiva.Pag. 6 In terzo luogo, mi sento anche di dire che, mentre non abbiamo fatto niente sulla sanità territoriale che è uno dei grandi danni di questo Patto per la salute che ancora non è stato approvato, continua imperterrita questa riorganizzazione della rete ospedaliera che, lo ripeto, avviene solamente a discapito degli ospedali e delle strutture più vecchie che vengono trasformati in queste specie di casermoni che sono gli ospedali di comunità e, nel frattempo, si continua a investire con il meccanismo del project financing che, applicato alla sanità, ha effetti assolutamente distorti e deformanti, con aggravio, ovviamente, per le casse pubbliche; non si continua ad intervenire, invece, sulla sanità territoriale, sulla medicina del territorio.
L'ultimo punto su cui lei sa che abbiamo fatto molti atti parlamentari è il nomenclatore tariffario. Anche lì, lo voglio dire, abbiamo una bozza di nomenclatore, noi lo abbiamo visto; secondo noi, ancora una volta, si ripetono gli stessi errori, per quanto sia un po’ migliorato rispetto a quello del passato, vi è l'impossibilità da parte del disabile di scegliere il proprio ausilio che poi dovrà essere adattato con aggravi, con costi ulteriori, perché bisognerà pagare l'adattamento di tutti gli ausili che compreremo in stock tutti uguali, primo punto. Secondo punto, mancano dei dati. Allora quando noi non sappiamo esattamente in ogni ASL, in ogni regione quant’è il numero proprio di protesi e ausili che vengono venduti, i costi e la tipologia, quindi ci manca proprio la base di partenza, mi chiedo come dobbiamo operare senza avere un'idea precisa, o perlomeno il pubblico non ce l'ha.
Non so se il Ministero questo dato ce l'ha, però a me risulta che anche voi non abbiate un dato, per lo meno definitivo, da questo punto di vista. Quindi, ci sono disabili che aspettano in gravissime condizioni e siamo ancora fermi al palo.
Anzi, colgo l'occasione per sollecitare la risposta a questa interrogazione sul nomenclatore tariffario. Poi, ovviamente, sul prontuario farmaceutico, anche lì, sottosegretario, abbiamo bisogno di risposte urgenti, perché bisogna rivedere assolutamente tutti i meccanismi. Infatti, la storia dell'epatite C sta dimostrando che il nostro sistema ha una grande vulnerabilità e siamo veramente alla mercé di queste case farmaceutiche che pretendono persino le clausole di salvaguardia sui loro contratti commerciali. Quindi, è necessario assolutamente rivedere il prima possibile questo prontuario farmaceutico e anche le regole che seguiamo per contrattare con le aziende farmaceutiche.
A breve ovviamente ripresenteremo anche un altro atto di sindacato ispettivo per conoscere l'esito di questo Patto per la sanità digitale.
(Iniziative di competenza in merito alla situazione ambientale della laguna di Grado e Marano – nn. 3-01342 e 3-01522)
PRESIDENTE. Passiamo alle interrogazioni Causin n. 3-01342 e Pellegrino ed altri n. 3-01522, concernenti iniziative di competenza in merito alla situazione ambientale della laguna di Grado e Marano, che, vertendo sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente (Vedi l'allegato A – Interpellanze e interrogazioni).
La sottosegretaria di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Silvia Velo, ha facoltà di rispondere.
SILVIA VELO, Sottosegretaria di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Presidente, l'istanza di riperimetrazione del SIN di Grado e Marano è stata proposta dalla regione Friuli Venezia Giulia, con delibera di giunta, l'11 ottobre 2012. La richiesta trova fondamento nella relazione dell'ARPA del Friuli Venezia Giulia allegata alla suddetta delibera, che, valutando nel loro complesso i dati delle numerose e dettagliate caratterizzazioni effettuate negli anni, sia a terra che in laguna, fiumi e canali, ha evidenziato come la situazione di contaminazione più grave ed estesa riguardasse lo stabilimento e le pertinenze della Caffaro di Torviscosa.
Va, peraltro, evidenziato che non tutta la laguna era stata inserita all'interno del Pag. 7SIN, ma solo la porzione centrale. L'evoluzione della normativa avvenuta negli anni ha permesso di utilizzare criteri più appropriati a stabilire l'effettivo stato di salute della laguna.
Circa il parere espresso dall'Istituto superiore di sanità nel maggio 2012, si evidenzia che i limiti ivi suggeriti risultano cautelativi per la salute umana e che essi hanno un carattere provvisorio. Di conseguenza, la regione Friuli Venezia Giulia ritiene che il criterio principale e più sicuro per definire e valutare il rischio per la salute umana rimane quello del controllo diretto del mercurio totale negli organismi acquatici edibili e la sua conformità con i valori soglia della normativa. Tale controllo viene garantito dall'Azienda sanitaria, che si avvale sia dell'ARPA-Friuli Venezia Giulia che dell'Istituto zooprofilattico delle Venezie. Quanto alla classificazione dei corpi idrici superficiali effettuata da ARPA, ai sensi della direttiva europea acque (2000/60/CE), eseguita con analisi della colonna d'acqua e con analisi sui sedimenti sia di tipo chimico che ecotossicologica, essa ha mostrato che le condizioni di criticità sono indipendenti dalla concentrazione di mercurio nei sedimenti, essendo legate in alcune aree ai nitrati di origine agricola, in altre alla scarsa ossigenazione dovuta alla difficoltosa circolazione delle acque, anche a causa di opere realizzate dall'uomo nel passato.
Negli ultimi anni, tutti gli aspetti rilevanti ed influenzanti i corpi idrici sono stati indagati e sono poi confluiti nel Piano regionale di tutela delle acque approvato il 31 dicembre 2014.
Al fine di definire le procedure di conferimento dei sedimenti movimentati, con intesa sottoscritta il 4 settembre 2012 tra il Ministero dell'ambiente e la regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, sono state definite le modalità operative per la gestione dei fanghi di dragaggio. Più precisamente: esclusione dal regime generale dei rifiuti, con conseguente ricollocazione all'interno del medesimo specchio d'acqua dal quale sono dragati, così come previsto dall'articolo 185, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006, qualora trattasi di fanghi non pericolosi e la ricollocazione non violi altre norme comunitarie.
In alternativa, ove le caratteristiche dei fanghi non consentano tale soluzione, non venga cioè provata la loro non pericolosità, si deve ricorrere al rifacimento, sversamento a mare, conferimento in cassa di colmata o discarica, previo trattamento.
In relazione agli interventi sinora effettuati la regione ha confermato di aver sempre seguito il rigoroso procedimento autorizzatorio acquisendo tutte le prescritte e preventive autorizzazioni, con ciò agendo nel pieno rispetto del vigente sistema normativo e tecnico per la realizzazione dei lavori di dragaggio dei canali dell'area lagunare.
In particolare, l'ARPA ha provveduto all'accertamento della non pericolosità del sedimento dragato, della sua compatibilità con il sito di destinazione e del non peggioramento della qualità delle acque nel rispetto del pertinente piano di tutela quali irrinunciabili condizioni per l'allocazione degli stessi fanghi nell'ambito del medesimo specchio d'acqua.
Nella consapevolezza della complessità e delicatezza della materia comunque, al fine di scongiurare ogni possibile rischio di danno ambientale e alla salute, sarà preciso impegno del Ministero dell'ambiente valutare con le proprie strutture tecniche, con l'ausilio di ISPRA e ovviamente, se del caso, anche del NOE, la correttezza della gestione dei sedimenti dragati in relazione sia agli interventi già realizzati in laguna sia a quelli in programma di realizzazione.
PRESIDENTE. L'onorevole Causin ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interrogazione, per cinque minuti.
ANDREA CAUSIN. Signor Presidente, signora sottosegretario, chiaramente soddisfa in modo particolare l'ultima parte della risposta, cioè l'impegno che il Ministero avrà cura di vigilare sul pieno rispetto delle procedure soprattutto relativamente alla modalità con cui vengono trattati o verranno trattati questi fanghi, che sono fanghi oggettivamente pericolosi.Pag. 8 Soddisfa meno, invece, la parte che riguarda la procedura autorizzatoria delle operazioni di dragaggio da parte della regione Friuli Venezia Giulia che di fatto contraddice quanto è stato fatto in passato e che è stato oggetto ed è oggetto tuttora di indagini da parte della magistratura.
C’è un dato di fatto che non traspare nella risposta da parte del Ministero, cioè che comunque la laguna di Grado e Marano è uno dei siti più inquinati in questo momento al mondo dalla componente chimica del mercurio; addirittura si parla di quasi 400 tonnellate di cui, come ricordava il sottosegretario, una parte deriva appunto dall'azione inquinante che proviene da attività di produzione di molti anni fa della Caffaro, ma proviene anche da bacini idrografici di fiumi che partono dalla Slovenia. La risultante di questa azione inquinante è la percentuale di mercurio: dal punto di vista tecnico si ritiene che la soglia di pericolosità sia di 0,3 milligrammi-chilo, invece nella laguna di Marano, nei fanghi, c’è una percentuale di molto superiore a 1 milligrammo e questo ha chiaramente un ritorno nella catena alimentare, nell'inquinamento delle acque, nell'inquinamento della fauna ittica e della flora della laguna.
Quindi, da questo punto di vista, c’è senza ombra di dubbio una situazione di inquinamento molto grave, una situazione di grave pericolosità ambientale che viene rilevata da tutti i dati storici che riguardano la laguna di Grado e Marano. Però, mi tranquillizza appunto l'impegno del Ministero di avere la massima vigilanza rispetto alle procedure che ha deciso di adottare la regione Friuli Venezia Giulia.
A questo riguardo, l'interrogante chiedeva anche l'intervento degli organi di vigilanza e dei carabinieri competenti, però io penso che se ci sarà una vigilanza del Ministero questa sarà sicuramente rigorosa e competente.
PRESIDENTE. L'onorevole Pellegrino ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.
SERENA PELLEGRINO. Grazie Presidente, sottosegretaria, sì diciamo che più volte ci siamo ritrovati su questo argomento con la sottosegretaria Velo e il tempo, come quasi sempre avviene, non passa invano. Le ricordo che sono passati due anni da quando ho presentato questa interrogazione, che risale al 30 maggio 2013, dopo ne abbiamo fatte parecchie altre. La sua risposta alle quattro domande conferma – e lei lo sa e si presume che sia a conoscenza dell'azione amministrativa – che si pensava più o meno di risolvere con un decreto ministeriale un problema, quello banale, molto banale dell'inquinamento della sostanza pericolosa prioritaria, il mercurio e i suoi composti nella laguna di Marano.
Quel problema, invece, non essendo state eseguite le relative attività tecniche previste dal decreto del gennaio 2013, il «decreto Clini», che non si vuole ricordare, ma che di fatto è stata una sorta di pasticcio per risolvere il problema della laguna, non è stato risolto e le aree della laguna di Grado e Marano, non più oggetto di vincolo all'interno del SIN non sono ancora state restituite oggi agli usi legittimi.
Le faccio presente, anzi, che nei verbali delle relative conferenze dei servizi del Ministero dell'ambiente, in particolare in quelle del 2010-2011, i suoi uffici avrebbero dovuto cogliere quello che fu scritto al tempo e, cioè, che quei sedimenti lagunari dovevano essere trattati per l'inquinamento da mercurio che li caratterizza ancora oggi.
In secondo luogo, non si motiva oggettivamente l'esclusione della procedura di VIA dal progetto di dragaggio del fiume, del canale Coron del tempo. Non c'erano giustificazioni tecniche di trasparenza allora e, men che meno in questo frattempo, per le elusioni dalla procedura di VIA regionale, cui sono stati oggetto in questi due anni altri progetti di dragaggio che si sono susseguiti, sino alla clamorosa recente esclusione dal procedimento di VIA regionale della variante 3 al progetto di dragaggio del fiume Corno, che ha allegramente immaginato altre soluzioni progettuali Pag. 9di opere, di conferimenti di sedimenti tal quali, sino a prevedere realizzazioni sperimentali.
In terzo luogo, non trova adeguata giustificazione la sua risposta riguardo agli aspetti normativi e alla vigilanza della legge n. 388 del 2000, che viene ingiustificatamente ignorata dopo la fine dello stato di emergenza.
Tutti vorremmo una realtà semplice e facilmente gestibile, ma la realtà è complessa e quella ambientale lo è come le altre e nella gestione dei dragaggi nella laguna di Grado e Marano si coglie stridente una banalizzazione tecnica, che stupisce e – verrebbe da dire – lascia esterrefatti. Perché dico questo ? Perché il potere giudicante e quello legislativo hanno mandato proprio in queste settimane segnali di ben altro spessore, segnali rassicuranti per chi vuol stare all'essere delle cose e, nel caso specifico, alle indicazioni puntuali che norme comunitarie e nazionali ci hanno indicato e che ormai sono stratificate negli anni, a partire dalla direttiva 2000/60, ma già anche prima.
Niente scorciatoie è il messaggio che la Corte costituzionale, con sentenza del 15 maggio 2015, la n. 84, ci ha mandato, quando nella narrativa rimanda al manuale di movimentazione dei sedimenti redatto dal Ministero dell'ambiente nel 2007, documento che chiarisce la concentrazione di base e il limite per i sedimenti inquinati da mercurio e le relative modalità di gestione, che non sono quelle adottate dalla regione Friuli Venezia Giulia.
Anche la legge n. 68 del 22 maggio 2015 ci manda un messaggio chiaro quando, a proposito di disastro ambientale – ricordiamoci che adesso abbiamo approvato la legge sugli ecoreati – tratta dell'alterazione dell'equilibrio di un ecosistema e dell'offesa alla pubblica incolumità – concludo Presidente – che il conferimento dei sedimenti inquinati da mercurio e i suoi composti determina.
Ritengo che questi stiano arrecando danno al sito di interesse comunitario della laguna di Grado e Marano e alle specie biotiche, in alcuni casi con concentrazioni superiori agli standard di qualità ambientale previsti, ma anche addirittura sopra i valori di commercializzazione di alcune specie. E non ritengo un caso il fatto che, a seguito di una mia recente interrogazione in merito, la sottosegretaria dell'ambiente abbia preso l'impegno – e lo ha rimarcato anche oggi – di far verificare dagli organi tecnici del Ministero e dell'ISPRA la correttezza dei recenti interventi di dragaggio e di quelli a venire nella medesima laguna.
(Problematiche riguardanti l'accorpamento delle sezioni distaccate di Chioggia, Dolo e San Donà al tribunale di Venezia – n. 3-00080)
PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Causin e Moretto n. 3-00080, concernente problematiche riguardanti l'accorpamento delle sezioni distaccate di Chioggia, Dolo e San Donà al tribunale di Venezia (Vedi l'allegato A – Interpellanze e interrogazioni).
Il sottosegretario di Stato per la giustizia, Cosimo Maria Ferri, ha facoltà di rispondere.
COSIMO MARIA FERRI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Grazie Presidente, come noto, il tema della revisione della geografia giudiziaria – imposto da indifferibili esigenze di razionalizzazione – è stato al centro di un ampio dibattito, nel cui contesto hanno assunto posizione di rilievo le iniziative degli enti locali quali espressione delle istanze relative alle realtà territoriali di riferimento.
Quindi, è un tema su cui il Ministero si è confrontato in più occasioni e anche in questo caso vuole cercare di dare delle risposte agli onorevoli Causin e Moretto.
Per quanto attiene agli uffici del giudice di pace, difatti, l'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156, recante revisioni delle circoscrizioni giudiziarie – uffici dei giudici di pace, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148, aveva previsto che, entro il 29 aprile 2013, gli enti locali interessati potessero richiedere Pag. 10il mantenimento degli uffici soppressi, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia.
A seguito dell'atto di impulso degli enti locali, era previsto che il Ministero della giustizia valutasse la rispondenza delle richieste degli impegni pervenuti in corrispondenza alle disposizioni legislative emanate al riguardo. Con il decreto ministeriale in data 7 marzo 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 aprile 2014, n. 87, e concernente individuazione delle sedi degli uffici del giudice di pace, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156, è stata pertanto definita la valutazione delle richieste di conservazione degli uffici provenienti dagli enti locali interessati.
Nel citato decreto era altresì previsto che, per il definito perfezionamento della procedura, gli enti locali interessati dovessero, a pena di decadenza d'ufficio dell'istanza presentata, comunicare all'amministrazione i nominativi e i profili professionali del personale degli enti locali da avviare così alla fase formativa, per essere destinati a svolgere mansioni di supporto all'attività giurisdizionale, nonché l'esatta ubicazione dei locali destinati ad ospitare l'ufficio. In corrispondenza del considerevole impegno economico e gestionale, era stata inoltre prevista un'espressa facoltà di revoca della domanda accolta.
In tale contesto e su richiesta dei rispettivi comuni, il Ministero della giustizia aveva autorizzato il completamento della procedura di conservazione per gli uffici del giudice di pace di Dolo, Chioggia e San Donà di Piave, uffici che sono oggetto della interrogazione.
Successivamente, all'esito della valutazione del corretto espletamento degli adempimenti prescritti, con il decreto ministeriale in data 10 novembre 2014, pubblicato nel supplemento ordinario n. 91 alla Gazzetta Ufficiale del 1o dicembre 2014, si è provveduto alla nuova individuazione dell'assetto delle circoscrizioni dell'ufficio del giudice di pace, in attuazione delle complessive disposizioni relative al mantenimento degli uffici soppressi, con oneri a carico degli enti locali.
Siffatto provvedimento, entrato in vigore il 16 dicembre 2014, prevede ancora per le sedi di Chioggia – che accorpa anche la sede di Cavarzere – e San Donà di Piave il mantenimento degli uffici mediante il passaggio al nuovo modello di gestione. Per l'ufficio del giudice di pace di Dolo si è invece preso atto del venir meno della sussistenza delle condizioni per il mantenimento della relativa sede, come comunicato dal comune competente.
A tal proposito, si segnala, tuttavia, come la legge di conversione del 27 febbraio 2015, n. 11, disponendo la proroga di termini previsti da disposizioni legislative, abbia introdotto il comma 1-bis all'articolo 2 del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 152, che consente agli enti locali interessati all'unione di comuni nonché alle comunità montane di richiedere il ripristino degli uffici del giudice di pace soppressi, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia, compreso il fabbisogno di personale amministrativo.
Con l'evidenziata approvazione della legge 27 febbraio 2015, n. 11, pertanto gli enti interessati potranno proporre, entro il termine previsto del 30 luglio 2015, una nuova formale istanza per il ripristino dell'ufficio del giudice di pace di Dolo, dando seguito alla dichiarazione di intenti trasmessa dal comune di Dolo in data 24 dicembre 2014 al Ministero della giustizia.
Al fine di agevolare le predette procedure, va peraltro segnalato come la competente articolazione ministeriale abbia tempestivamente provveduto ad emanare puntuali disposizioni e direttive finalizzate alla corretta attuazione delle disposizioni legislative. In particolare, attraverso l'apposito banner dedicato al ripristino degli uffici del giudice di pace, è consultabile sul sito on line del ministero della giustizia la circolare emessa dal dipartimento delle organizzazioni giudiziarie in data 12 maggio 2015 contenente le istruzioni per il ripristino degli uffici del giudice di pace soppressi, nonché gli altri atti di interesse. Pag. 11In ogni caso, per quanto attiene all'efficienza del servizio dalle informazioni assunte presso il tribunale il presidente del tribunale di Venezia, risulta come il passaggio di consegne tra il personale ministeriale e quello degli enti locali, si sia svolto senza alcuna criticità e che gli uffici del giudice di pace di Chioggia e San Donà di Piave abbiano continuato ad operare con soluzione di continuità. Pertanto, su questo primo punto su Chioggia e San Donà di Piave gli uffici sono tuttora aperti, funzionano e c’è stata questa continuità e questa collaborazione, anche nel passaggio del rapporto tra il Ministero e gli enti locali. Per quanto riguarda il giudice di pace di Dolo, ad oggi, grazie a questa legge che ho citato – che tra l'altro recepisce un emendamento nato in sede parlamentare, quindi con il parere favorevole del Governo – oggi i comuni come quello di Dolo possono reistituire l'ufficio del giudice di pace che era stato soppresso. In questa ottica, la collaborazione del Ministero è ampia tanto che, non solo abbiamo emesso questa circolare, ma siamo pronti a ogni tipo di interlocuzione con il comune di Dolo per far sì che, nel rispetto della normativa, possa reistituire il proprio ufficio del giudice di pace.
Arriviamo al secondo punto dell'interrogazione che riguarda invece la soppressione delle sezioni distaccate dei tribunali nei medesimi comuni e si evidenza come le disposizioni previste dal richiamato decreto legislativo n. 155 del 2012 siano divenute pienamente efficaci dal settembre 2013. Come noto, le determinazioni assunte con il predetto decreto legislativo 155/2012 per la riforma della geografia giudiziaria di primo grado hanno comportato l'abrogazione di alcune norme dell'ordinamento giudiziario, con conseguente soppressione, nel suo complesso dell'istituto delle sezioni distaccate di tribunale. In applicazione del disposto normativo, pertanto, sono state soppresse ed accentrate nel circondario della città lagunare le sezioni distaccate del tribunale di Venezia, aventi sede in Chioggia, Dolo e San Donà di Piave. Il territorio di competenza della sezione distaccata di Portogruaro è stato invece annesso al tribunale di Pordenone, realizzando un intervento deflattivo a favore del circondario di Venezia. L'impatto della riforma sulle realtà locali è peraltro oggetto di costanti analisi da parte del Ministero che ha costituito una apposita commissione di monitoraggio istituita con decreto ministeriale del 19 settembre 2013. A tal proposito, nella relazione rassegnata nel gennaio 2014 dal presidente del tribunale di Venezia, la citata commissione sugli effetti della riforma della geografia giudiziaria, viene dato atto dallo stesso presidente del tribunale che il fortissimo impatto dato dall'affluenza alla sede centrale di tutte le pendenze delle sezioni distaccate, è stato assorbito dopo una breve fase di fisiologico assestamento con risultati altamente positivi sul piano della prosecuzione e della definizione dei procedimenti. Trattasi pertanto di un intervento di razionalizzazione che non ha manifestato criticità nella sua fase attuativa, ma anzi ha consentito la ragionevole formulazione di tempi più rapidi di definizione delle controversie allineati alla media del tribunale accorpante. La concentrazione delle sezioni ha inoltre consentito di completare il trasferimento del settore penale, presso la nuova cittadella giudiziaria, raggiungibile anche in auto così che il tribunale di Venezia risulta finalmente dislocato in due sole sedi.
In tale contesto, anche alcune criticità relative a carenza di organico del personale amministrativo sono state quasi completamente superate, mentre ulteriori necessità saranno valutate attraverso il confronto con gli uffici interessati. Si vogliono, quindi, rassicurare in questa sede gli onorevoli interroganti che gli interventi di razionalizzazione delle geografie giudiziarie incidenti sul territorio lagunare si sono svolti efficacemente e che saranno, comunque, ulteriormente monitorati gli effetti di nuove iniziative intese alla ottimizzazione della risposta di giustizia al cittadino. Quindi, confermiamo la nostra disponibilità ad ottimizzare il servizio e a continuare questa collaborazione con il personale amministrativo e i dirigenti degli uffici giudiziari del tribunale di Venezia, Pag. 12proprio per consentire, tutti insieme, di rendere un servizio di giustizia più celere e di qualità, nell'interesse dei cittadini.
ANDREA CAUSIN. Signor Presidente, ringrazio il signor sottosegretario che ha dato una risposta puntuale ad una interrogazione che era datata 23 maggio 2013 e, quindi, il tempo che è intercorso sicuramente ha consentito non soltanto di rilevare i dati e le valutazioni del presidente del tribunale di Venezia, ma anche di poter contare su un periodo di monitoraggio che consente oggi di dare una risposta puntuale. L'interrogazione, tra l'altro, era nata non per una mera questione di campanilismo, ma per una caratteristica morfologica della provincia di Venezia, che sicuramente, come il sottosegretario sa, è sviluppata in lunghezza, cioè ci sono due aree equidistanti, l'area di Chioggia e l'area del Portogruarese, che rendono difficile l'accesso alla città capoluogo sia da parte dei cittadini sia da parte degli operatori che devono rivolgersi al tribunale e alla giustizia. Molto soddisfacente è la soluzione che è stata individuata per quanto riguarda il giudice di pace. È un servizio importante che riesce a sgravare molte delle questioni che rischierebbero, altresì, di intasare i tribunali, ed è soddisfacente anche la risposta relativa al monitoraggio della capacità del tribunale di Venezia di avere assorbito dei carichi che erano prima dislocati negli altri due tribunali periferici di Chioggia e del Sandonatese. Quindi, ringrazio per la puntuale risposta e non posso che dichiararmi soddisfatto.
(Iniziative per la piena attuazione della legge n. 62 del 2011 in materia di tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori – n. 3-00492)
PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Tinagli n. 3-00492, concernente iniziative per la piena attuazione della legge n. 62 del 2011 in materia di tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori (Vedi l'allegato A – Interpellanze e interrogazioni).
COSIMO MARIA FERRI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, ringrazio anche in questo caso l'onorevole Tinagli che consente, con l'interrogazione presentata, di render nota, ancora una volta, l'attenzione che il Governo riserva all'esecuzione della pena ed in particolare, in questo caso, alla tutela dei valori fondamentali del rispetto della persona umana e – desidero sottolinearlo – degli affetti familiari anche nei confronti di coloro che sono in regime di detenzione.
La ratio della riforma introdotta dalla legge 21 aprile 2011, n. 62, si ispira ai predetti valori, pure prevedendo l'eccezionale possibilità di ingresso in apposite strutture detentive dei figli minori di imputate o condannate, nei cui confronti sia da eseguire una misura cautelare coercitiva o una pena detentiva, nei casi che la legge stessa prevede.
In via generale, devono essere previste strutture alternative al carcere, quali le case famiglia protette, dove sia possibile eseguire una misura di tipo domiciliare assistendo l'educazione dei figli fino al compimento del decimo anno. Laddove, invece, la legge prevede la necessità di privazione della libertà, questa dovrà essere eseguita in una particolare struttura, detta Istituto a custodia attenuata per le detenute madri (ICAM), nella quale la madre potrà accudire il bambino fino al compimento del sesto anno di età. Analogo regime è riservato al padre, laddove la madre sia deceduta o impossibilitata ad assistere i figli.
In attuazione della prevalente finalità di assicurare ai minori, figli di persone detenute, un equilibrato sviluppo personale in un contesto estraneo all'ambiente penitenziario, concepito e realizzato secondo Pag. 13le caratteristiche delle comuni abitazioni, con decreto dell'8 marzo 2013 sono state definite le caratteristiche delle case famiglia protette, a cui la legge n. 62 del 2011 attribuisce fondamentale importanza.
In tale quadro normativo e con riferimento specifico alla questione posta dall'onorevole Tinagli, deve essere evidenziato che il tema della presenza dei minori nel circuito penitenziario, in sedi dove non si è provveduto alla realizzazione di un ICAM e nei casi in cui il magistrato ha ritenuto la privazione della libertà una misura ineludibile, è seguito dal Ministero della giustizia attraverso una costante azione di monitoraggio.
Dai dati trasmessi dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria risulta che, oltre alla struttura ICAM milanese del 2007, si è provveduto alla realizzazione di analoga struttura a Venezia nel luglio 2013, a cui nell'ultimo periodo si sono aggiunti: l'ICAM di Senorbì, in Sardegna, istituito il 12 giugno 2014, in grado, ad oggi, di ospitare sei detenute madri e un detenuto padre; l'ICAM di Torino, entrato in funzione il 20 aprile 2015, che ospiterà anche l'utenza della regione Liguria.
Il Dipartimento competente ha informato, inoltre, dei seguenti progetti in fase di avanzata definizione: per la Toscana, lo scorso 29 gennaio è stato approvato il progetto di ristrutturazione dell'immobile, destinato ad ICAM, di proprietà dell'Opera Pia Madonnina del Grappa e la cessione in comodato d'uso all'amministrazione penitenziaria è prevista entro febbraio 2016; per la Campania, è stato predisposto il progetto volto a destinare la struttura di Lauro a ICAM, al fine di accogliere anche l'utenza delle regioni Abruzzo e Molise. L'avvio dei lavori è previsto entro la fine dell'anno.
Ulteriori proposte sono state avanzate per le altre regioni ed è impegno del Ministro della giustizia seguire la loro evoluzione e valutare la loro effettiva rispondenza a quei parametri di non inclusione in istituti penitenziari e di attenzione scrupolosa all'evoluzione positiva dei bambini, eventualmente ospitati, che costituiscono la peculiarità ineludibile di tali istituti a custodia attenuata.
Per completezza, si comunica che, al 21 maggio 2015, erano complessivamente presenti negli istituti penitenziari – ICAM o sezioni nido presso gli istituti penitenziari – 36 detenute madri con 38 bambini al seguito. Parallelo impegno va rivolto nel seguire il processo di realizzazione, da parte degli enti locali, delle case famiglia protette, che dovrebbero costituire la soluzione primaria nei casi in cui siano coinvolte madri o padri con prole. Come è noto, infatti, alla loro istituzione devono provvedere, attraverso la stipula di convenzioni, gli enti locali.
Nello specifico, sulla base delle informazioni trasmesse dallo stesso Dipartimento, si può rappresentare come allo stato siano in corso di realizzazione i seguenti progetti, di natura, tuttavia, preliminare: il protocollo d'intesa «accoglienza madri detenute», sottoscritto il 18 dicembre 2013 tra il provveditorato regionale per il Piemonte e la Valle D'Aosta e l'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII per la cura dell'inserimento di detenute madri presso le case famiglia gestite dall'associazione nella regione Piemonte e su tutto il territorio nazionale; la «Casa Nicodemi» di Avellino, ove la Caritas ha allestito una casa di accoglienza, che ospita, al momento, donne detenute provenienti dal Lazio in regime di arresti domiciliari, con rispettiva prole; il progetto nazionale di accoglienza delle donne detenute con figli fino a sei anni, avviato tra la Caritas italiana, i Centri diocesani Migrantes e l'Ispettorato dei cappellani delle carceri italiane; infine, il provveditore per il Lazio ha comunicato che l'assessore alle politiche sociali del comune di Roma ha manifestato la possibilità di destinare in tempi brevi a case famiglia protette due strutture cittadine.
Nel concludere, mi preme evidenziare come il Ministro della giustizia abbia già trasmesso alle competenti articolazioni specifiche direttive affinché le previsioni della legge n. 62 del 2011 vengano compiutamente attuate. Infatti, non posso non Pag. 14segnalare che la situazione attuale potrà essere ulteriormente perfezionata nella prospettiva di assicurare il migliore equilibrio tra le esigenze di prevenzione e quelle di tutela della crescita psico-fisica dei minori.
Tale tensione troverà concretezza nel recente avvio degli «Stati generali della pena», aperti al confronto tra giuristi, associazioni, operatori del settore, docenti, studiosi e detenuti stessi. Un particolare tema di analisi è dedicato alla questione delle detenute-madri, allo stato di attuazione della legge n. 62 del 2011 e all'assoluto obbligo di tutelare il benessere evolutivo dei bambini che hanno uno o due genitori in carcere.
Gli Stati generali si stanno svolgendo attraverso tavoli di analisi e confronto, che resteranno aperti per alcuni mesi per concludersi con un evento verso la fine di ottobre. Confidiamo che proprio dal confronto delle diverse sensibilità ed esperienze che avranno modo di incontrarsi potranno pervenire utili indicazioni per ispirare ulteriormente l'azione di Governo su tale delicato e fondamentale tema, anche nella prospettiva auspicata, e sottolineata, dall'onorevole Tinagli.
Si assicura, quindi, la massima attenzione da parte del Ministero al tema, al fine di migliorare ulteriormente l'attuale dettato normativo e le condizioni organizzative del regime detentivo, con particolare riguardo alla tutela degli affetti familiari dei detenuti con prole.
Non vi è dubbio che anche le persone detenute abbiano diritto, nel rispetto proprio della dignità umana e di quello che prevede la nostra Carta costituzionale, a conservare questa continuità con i propri affetti, con i propri minori, in particolare quelli delle età che sono, tra l'altro, indicate anche nei provvedimenti normativi.
PRESIDENTE. L'onorevole Tinagli ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione, per cinque minuti.
IRENE TINAGLI. Grazie, Presidente. Grazie sottosegretario, constato con molto piacere l'avanzamento dello stato di attuazione della legge n. 62 del 2011. Questa interrogazione era datata dicembre 2013, quindi, mi fa piacere vedere che nel tempo intercorso sono stati effettivamente realizzati dei progressi sulla realizzazione degli ICAM. Spero che anche i progetti attualmente in corso, come quello citato della Toscana, possano essere realizzati nei tempi più brevi possibile. Vi è un po’ di rammarico per i ritardi nelle convenzioni per quanto riguarda le case famiglia protette. Mi rendo conto che qui entrano in gioco gli enti locali, quindi non è una diretta responsabilità esclusiva del Ministero, però mi auguro che su questo fronte si possa, comunque, fare monitoraggio, sollecitare gli enti locali, perché anche queste strutture hanno un ruolo importante, soprattutto, per esempio, per le detenute straniere che magari, nei casi degli arresti domiciliari, non hanno una residenza stabile e, quindi, hanno più bisogno di altre realtà, di poter fare riferimento e fare affidamento su case famiglia protette. Dunque, prendo anche atto dei numerosi progetti in corso, degli Stati generali della pena, che il sottosegretario cita, che sicuramente saranno fonte di stimoli, di idee, di proposte, su cui rafforzare l'iniziativa del Governo su questi temi. Mi limito ad aggiungere una cosa, semplicemente per ribadire e sottolineare l'importanza di questo tema, l'importanza della tutela della genitorialità delle madri, ma anche dei padri e dei loro bambini, dei bambini minori, non solo per una questione di rispetto della dignità umana, come enunciato nella nostra Costituzione, nella Carta internazionale dei diritti, nella Carta europea e così via, ma anche, e soprattutto, in una ottica di sviluppo, di prevenzione anche dei problemi sociali. I bambini minori sono in una fase particolarmente delicata della loro vita, del loro sviluppo, esporli a delle realtà che siano favorevoli, che li stimolino, che li aiutino a sviluppare quelle competenze relazionali, cognitive, intellettuali, è fondamentale per il loro sviluppo futuro.
Ed è proprio nell'età prescolare che la maggior parte di queste competenze vengono Pag. 15sviluppate. Ci sono moltissimi studi, in particolare ricordo anche gli studi del Premio Nobel James Heckman, che ci ricorda come i divari cognitivi e anche le future opportunità di sviluppo, di occupazione, di crescita, anche di affermazione economica e di disagio sociale possano essere prevenute nell'età prescolare.
Quindi, per questo ritengo particolarmente importante, anche in un'ottica di prevenzione futura del disagio sociale, agire su questi bambini e su queste realtà familiari per garantire alla nostra società, oltre che alle loro famiglie e agli affetti, uno sviluppo armonico e una situazione sociale sempre migliore.
(Elementi ed iniziative in relazione al parere favorevole della commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie del Ministero dello sviluppo economico all'istanza presentata dalla società San Leon energy srl per il permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nei territori delle province di Brescia, Cremona e Mantova – n. 2-00415)
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Lacquaniti n. 2-00415, concernente elementi ed iniziative in relazione al parere favorevole della commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie del Ministero dello sviluppo economico all'istanza presentata dalla società San Leon energy Srl per il permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nei territori delle province di Brescia, Cremona e Mantova (Vedi l'allegato A – Interpellanze e interrogazioni).
Chiedo all'onorevole Lacquaniti se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.
LUIGI LACQUANITI. Grazie, Presidente. Ringrazio la gentile sottosegretaria di essere qui oggi per rispondere a questa interpellanza. Credo che una breve presentazione sia d'obbligo, soprattutto per dare conto del fatto che l'oggetto di questa interpellanza, che sono i criteri che hanno portato alla concessione alla San Leon energy per le ricerche di idrocarburi nelle province citate, è stato in qualche modo superato – a quanto ci consta – nel febbraio di quest'anno dalla rinuncia della stessa San Leon energy. Ma questo poi ci sarà confermato eventualmente dalla sottosegretaria.
SIMONA VICARI, Sottosegretaria di Stato per lo sviluppo economico. Grazie, Presidente. Gentile onorevole, con riferimento all'istanza di permesso di ricerca «SOSPIRO», oggetto dell'interpellanza, come lei anticipava, segnalo che l'istanza, presentata dalla società San Leon in data Pag. 1621 febbraio 2008, è stata oggetto di rinuncia da parte della stessa società in data 31 dicembre 2014.
L'istanza di rinuncia, presentata al Ministero dello sviluppo economico, è stata acquisita agli atti della Direzione generale risorse minerarie ed energetiche in data 18 febbraio 2015 e pubblicata sul Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse nel mese di febbraio 2015.
L'amministrazione ha, pertanto, tenuto conto di questa istanza, ai fini della cessazione del relativo iter istruttorio.
PRESIDENTE. L'onorevole Lacquaniti ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza.
LUIGI LACQUANITI. Grazie Presidente, grazie, sottosegretaria Vicari. Sì, devo dire che sono soddisfatto perché la risposta è assolutamente completa e sono soddisfatto perché ci è stata data ragione del fatto che, con il decreto-legge «sblocca Italia», oggi non sia più possibile dare concessioni come fu nel caso della San Leon energy. Ricordo, come dicevo all'inizio, che si tratta di una Srl che ha sede nella provincia di Lecce e aveva 10 mila euro di capitale sociale, anche se, in realtà, totalmente controllata dalla società irlandese San Leon energy limited, che ha sede a Dublino e che, invece, vantava ben 20 milioni di euro di capitale sociale.
La necessità che vi siano vincoli più stringenti nell'emettere questo tipo di concessioni è dato dal fatto che, come dicevo, nel caso di specie si tratta di zone particolarmente pregevoli dal punto di vista paesaggistico. Si tratta di 420 chilometri quadrati (questa è la zona che era oggetto della concessione) fra le province di Brescia, Cremona e Mantova, zone, fra l'altro, Pag. 17anche soggette a vincoli per presenze archeologiche importanti. Si andava dal Parco Adda Sud, in provincia di Cremona, fino alla provincia di Mantova e a tutta la zona del Po.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze e delle interrogazioni.
Sospendo a questo punto la seduta, che riprenderà alle ore 15 con il seguito della discussione del disegno di legge recante: «Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – Legge europea 2014».
La seduta, sospesa alle 11,15, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Bindi, Boccia, Carbone, Dambruoso, Mannino, Rossomando e Sanga sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta.
Preavviso di votazioni elettroniche (ore 15,02).
Sospendo pertanto la seduta che riprenderà alle ore 15,20.
Seguito della discussione del disegno di legge: Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – Legge europea 2014 (A.C. 2977-A).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2977-A: Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – Legge europea 2014.
Ricordo che nella seduta dell'8 giugno 2015 si è conclusa la discussione sulle linee generali e il rappresentante del Governo è intervenuto in sede di replica, mentre il relatore vi ha rinunciato.
(Esame degli articoli – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli del disegno di legge e degli emendamenti presentati.
Le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio hanno espresso i prescritti pareri (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), che sono in distribuzione.
Avverto che la Commissione ha presentato gli emendamenti 5.200, 5.201, 8.0200, 18.0200, 21.0200 e 24.200 e che il Governo ha presentato l'emendamento 22.300. Tali proposte emendative sono in distribuzione.
Il termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti 8.0200, 18.0200 e 21.0200 è fissato alle ore 16,30 di oggi.Pag. 18 Ricordo che, con riferimento all'esame della legge europea, l'articolo 126-ter, comma 4, ultimo periodo, del Regolamento dispone che gli emendamenti dichiarati inammissibili in Commissione non possono essere ripresentati in Assemblea.
Parallelamente, con riguardo agli emendamenti presentati direttamente per l'esame in Assemblea, sono ammissibili, per prassi consolidata, solo quelli riconducibili, ai sensi del già richiamato articolo 126-ter, comma 4, all'oggetto proprio della legge europea come definito dalla legislazione vigente e quindi dall'articolo 30, comma 3, della legge n. 234 del 2012 che, alle lettere b) e c), richiama, rispettivamente, le disposizioni: modificative o abrogative di disposizioni statali vigenti oggetto di procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti della Repubblica italiana o di sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea; necessarie per dare attuazione o per assicurare l'applicazione di atti dell'Unione europea.
Sempre per prassi, sono altresì ritenute ammissibili le proposte emendative volte a rispondere a procedure di precontenzioso (EU Pilot).
In conformità ai predetti criteri di ammissibilità, non risultano pertanto ammissibili – ai sensi degli articoli 89 e 126-ter, comma 4, del Regolamento – le seguenti proposte emendative, non previamente presentate in Commissione: 4.020 Elvira Savino, che precisa i criteri di ripartizione delle competenze fra le autorità di regolazione; 5.020 Elvira Savino e 5.021 Tancredi che recano modifiche al codice delle comunicazioni elettroniche; 18.020 Anzaldi e 24.020 Russo in materia di informazione sugli ingredienti degli alimenti; 19.020 Kronbichler, recante disposizioni per favorire la diffusione del compostaggio dei rifiuti organici; 20.20 Borghesi, che sostituisce la lettera bb) dell'articolo 21, comma 1, della legge n. 157 del 1992, disposizione che non è oggetto di rilievi da parte della Commissione europea e 26.020 Tancredi che è volto a prorogare i termini entro cui i depositari degli organismi di investimento collettivo del risparmio adempiono ai compiti loro assegnati.
(Esame dell'articolo 1 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il presidente Bordo. Ne ha facoltà.
MICHELE BORDO. Grazie Presidente; chiedo ai colleghi di votare a favore di questo articolo, perché...
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, è possibile ascoltare il collega in merito all'articolo 1 ?
MICHELE BORDO. ... perché l'articolo 1 interviene per sopprimere una serie di decreti ministeriali attualmente vigenti che hanno disciplinato nel tempo la commercializzazione nel territorio nazionale degli apparecchi ricevitori per la televisione in tecnica analogica, sia in quanto questi decreti ministeriali sono oggetto di procedure europee in fase di precontenzioso, per contrasto con la normativa dell'Unione europea, sia in quanto sono vecchi, obsoleti, rispetto alle nuove tecniche di trasmissione digitale.
La norma interviene, in particolare, a tutela della concorrenza, che è una materia di competenza esclusiva dello Stato, ai sensi dell'articolo 117, comma 2, della nostra Costituzione. Sono obsoleti perché, come tutti ormai sanno, dopo che c’è stato il completamento della transizione al digitale terrestre nel luglio del 2012, a partire dal primo gennaio 2013 non è più richiesta la presenza di un sintonizzatore analogico per gli apparecchi atti a ricevere servizi radiotelevisivi venduti dalle aziende produttrici ai distributori di apparecchiature elettroniche al dettaglio sul territorio nazionale.
Quindi la Commissione europea ci dice: siccome ormai c’è stato il passaggio al Pag. 19digitale questi apparecchi non servono più e quindi non è più possibile che vengano venduti sul territorio nazionale. Quindi noi con l'approvazione di questo articolo di fatto saniamo un contenzioso che è in atto tra lo Stato italiano e la Commissione europea. Questa è la ragione per la quale chiedo ai colleghi di votare a favore.
Vediamo se ci sono altri interventi... Non mi pare.
Onorevole Tarocco... allora hanno votato tutti i colleghi ? Forza colleghi siamo in votazione ! Onorevole Giovanna Sanna, onorevole Mazziotti Di Celso... non riesce ancora a votare ? Ha votato. Chi altri ? Onorevole Sanna non riesce ancora ha votare... ecco ha votato. Onorevole Capozzolo ? Ecco ha votato. Chi altro ? Ci siamo... forza colleghi siamo in votazione ! Onorevole Biasotti, onorevole Nizzi, onorevole Pucci ? Onorevoli Carfagna, Burtone, Sberna ? Onorevole Dal Moro non ha votato ? È riuscito ! Mi pare che ci siamo. Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 375 Votanti 321 Astenuti 54 Maggioranza 161 Hanno votato sì 321 Hanno votato no 0.
(Esame dell'articolo 2 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A). Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sull'emendamento Kronbichler 2.20.
MICHELE BORDO, Relatore. Signor Presidente, il parere è contrario.
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Ricordo che anche la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Kronbichler. Ne ha facoltà.
FLORIAN KRONBICHLER. Grazie Presidente, ci troviamo in materia di importazione di prodotti petroliferi finiti liquidi da Paesi terzi all'Unione europea. Se approviamo questo articolo 2, abroghiamo una norma europea molto positiva e molto europea. È una norma volta a tutelare non solo l'ambiente in Paesi terzi dove si produce il petrolio ma anche la sicurezza e la salute degli operai, dei lavoratori in quei Paesi dai quali noi importiamo. Il nostro emendamento mira a sopprimere questo articolo, perché è un articolo, in una legge europea, poco europeo. Quindi, SEL chiede la soppressione di questo articolo 2.
MICHELE BORDO, Relatore. Chiedo di parlare.
MICHELE BORDO, Relatore. Presidente, voglio spiegare anche la ragione per la quale abbiamo espresso parere contrario all'emendamento che è stato presentato Pag. 20dal collega Kronbichler. Infatti, l'articolo 2 interviene per sanare una procedura, un contenzioso, che si era aperto tra il nostro Paese e la Commissione europea. Perché ? Perché con l'articolo 2 eliminiamo l'autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico che è attualmente necessaria per l'importazione di prodotti petroliferi finiti liquidi da Paesi non appartenenti all'Unione europea. La norma, che prevedeva appunto l'autorizzazione da parte del Ministero dello sviluppo economico, è stata oggetto di procedura di precontenzioso, quindi di un caso EU Pilot, perché la Commissione europea ravvisa una possibile incompatibilità con le disposizioni del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea in materia di politica commerciale. Trattandosi di materia che è di competenza esclusiva dell'Unione, ai sensi dell'articolo 3 del Trattato, la Commissione ha chiesto all'Italia chiarimenti sul funzionamento del sistema e sui criteri che saranno adottati in sede di attuazione del decreto-legge. Dunque, con l'introduzione di questa norma noi saniamo il caso EU Pilot aperto della Commissione europea; se, invece, noi sopprimessimo, così come si chiede da parte dell'onorevole Kronbichler, questo articolo, non saneremmo la procedura e potremmo andare incontro ad una condanna da parte della Corte di giustizia.
PRESIDENTE. La ringrazio, presidente Bordo. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Schirò. Ne ha facoltà.
GEA SCHIRÒ. Grazie Presidente, sempre su questo punto, volevo sottolineare che l'approvazione dell'articolo non solo risolve questa procedura EU Pilot n. 3799, ma che vi è stato un caso molto interessante affrontato dal Ministero dello sviluppo economico, il quale, rispondendo ai rilievi della Commissione, ha proprio osservato – come recita il testo – che la disposizione nazionale interviene non in materia di politica commerciale ma a tutela dell'ambiente. Pertanto, il fondamento giuridico sarebbe non tanto l'articolo 3 del Trattato sul funzionamento, che stabilisce la competenza esclusiva in materia di politica commerciale, quanto l'articolo 4 – sempre del Trattato sul funzionamento dell'Unione –, che fissa la competenza concorrente in materia di ambiente. Per cui, il mantenimento dell'articolo – che voteremo – tutela sia le dichiarazioni del Ministero dell'ambiente che del Ministero dello sviluppo economico, risolvendo questa procedura EU Pilot, come già ricordato dal presidente e relatore Bordo.
Faenzi, Magorno, Kronbichler, Zardini, Montroni, Oliverio.
Presenti 398 Votanti 396 Astenuti 2 Maggioranza 199 Hanno votato sì 300 Hanno votato no 96.
(Esame dell'articolo 3 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Carrozza, Centemero, Alberti, Capodicasa, Minnucci.Pag. 21 Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti 401 Votanti 296 Astenuti 105 Maggioranza 149 Hanno votato sì 294 Hanno votato no 2.
(Esame dell'articolo 4 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Malisani, Colletti, Colonnese, Capodicasa, Fanucci, Martelli...
Presenti 405 Votanti 309 Astenuti 96 Maggioranza 155 Hanno votato sì 309.
(La deputata Rubinato ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto favorevole).
Dovremmo ora passare all'esame dell'articolo 5, tuttavia, poiché a tale articolo sono riferiti due emendamenti della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea) su cui la V Commissione (Bilancio) deve ancora esprimere il proprio parere e che incidono sulle medesime parti di testo su cui intervengono gli emendamenti già presentati e pubblicati nel fascicolo, dobbiamo accantonare tale articolo e anche le proposte emendative ad esso riferite. Peraltro, è in distribuzione la nuova formulazione dell'emendamento 5.201 della Commissione.
DAVIDE CRIPPA. Signora Presidente, vorrei intervenire per comprendere.
All'interno dello speech di ammissibilità che lei ha letto all'inizio seduta c'era l'emendamento del Governo 22.300. Vorrei rileggere i passi che lei in qualche modo ha rievocato riferiti ai criteri di ammissibilità, per comprendere se un emendamento come il 22.300 del Governo, che, di fatto, è un emendamento soppressivo e, quindi, sopprime una potenziale risoluzione di una procedura d'infrazione, ovvero serve per mantenere in piedi la procedura di infrazione aperta, sia in regola con quanto da lei letto precedentemente nello speech. Infatti, ai sensi dell'articolo 30, comma 3, della legge n. 234 del 2012, lei diceva in sostanza che doveva rispettivamente richiamare queste disposizioni, per cui doveva essere modificativo o abrogativo di disposizioni statali vigenti oggetto di procedure di infrazione della Commissione europea nei confronti della Repubblica italiana. Modificativo o abrogativo vuol dire abrogativo della procedura d'infrazione, non abrogativo della soluzione della procedura d'infrazione. Quindi, di fatto, credo che questo emendamento non sia ammissibile, perché fa permanere la procedura d'infrazione, senza dare una soluzione alternativa.
L'altro criterio è: per dare attuazione o per assicurare l'applicazione di atti dell'Unione europea. Se l'Unione europea ha aperto una procedura d'infrazione, mi chiedo come possa essere ammissibile un emendamento del Governo che va ancora a rimettere le condizioni di prima e quindi di fatto a non cambiare la sostanza rispetto alla procedura d'infrazione europea. Credo che su questo punto almeno una riflessione sia dovuta.Pag. 22 Ricordo a tutti che l'articolo 22 è stato prima approvato in Commissione, con il parere favorevole del Governo, e oggi il Governo viene in aula e prova a sopprimere quello su cui esso stesso ha dato parere favorevole in Commissione. Però, visto che i criteri di ammissibilità sono diversi rispetto ai provvedimenti di solito esaminati in aula, le chiedo se può essere ammissibile un emendamento soppressivo presentato dal Governo come modificativo o abrogativo, quando in realtà non va a risolvere la procedura d'infrazione (Applausi dei deputati del gruppo del MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Deputato Crippa, sul discorso dell'ammissibilità, qui non si tratta di un problema di ammissibilità, perché essa riguarda una materia nuova e questa materia non è nuova. Quindi, l'Assemblea su questo decide se approvarlo o non approvarlo, perché non si tratta di una materia nuova. Quindi il suo ragionamento sarebbe giusto se vi fosse l'introduzione di una materia nuova, ma non è così.
DAVIDE CRIPPA. Signora Presidente, non voglio allungare il dibattito, ma intervengo solo per precisare che, anziché presentare un emendamento, credo sia sufficiente che il Governo voti contro l'articolo 22 e quindi di fatto non sia necessario e neanche ammissibile un emendamento...
PRESIDENTE. Il Governo può farlo...
DAVIDE CRIPPA. Però, voglio dire, perché ha presentato un emendamento che non è ammissibile dal punto di vista della risoluzione della procedura d'infrazione ? Voti piuttosto contro, ma non presenti un emendamento, perché di fatto questo vuol dire andare contro le linee che in quest'aula dovrebbero permanere dal punto di vista dei contenuti.
MICHELE BORDO, Relatore. Signora Presidente, sull'ammissibilità non devo aggiungere nulla a quanto ha già detto la Presidente. È evidente che, rispetto all'articolo di cui stiamo parlando, il Governo non può dire «voto contro», perché, se esprimesse una posizione di questo genere, atteso che è vero in parte quello che dice il collega Crippa, direbbe che non ha intenzione di risolvere il contenzioso. Benissimo.
Il tema non è questo. Il Governo ha fatto un'altra scelta, ossia quella di presentare un emendamento soppressivo dell'articolo, perché ritiene di poter risolvere il contenzioso con un provvedimento legislativo che passerà credo in Consiglio dei ministri, domani o nella prossima seduta.
Il che significa che, se noi intervenissimo con la legge europea per risolvere il contenzioso, dovremmo aspettare mesi, perché la legge la dobbiamo approvare noi, poi deve andare al Senato e poi, semmai, se ci sono altre modifiche, deve ritornare alla Camera; invece, se questa procedura di infrazione la risolviamo attraverso il decreto legislativo che il Governo sta per approvare, significa che il contenzioso lo risolveremmo molto prima.
Quindi, io condivido l'impostazione che ha dato il Governo, perché ha scelto, per risolvere il contenzioso, la via più breve ed è la regione per la quale c’è l'emendamento soppressivo e non anche il voto contrario da parte del Governo.
PRESIDENTE. Il sottosegretario Gozi voleva intervenire, prego.
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signora Presidente, ovviamente condivido quanto diceva il presidente Bordo e questo è un dibattito che abbiamo già fatto in Commissione e che qui ritorna in Aula, anche perché, in seguito a quanto abbiamo detto in Commissione, abbiamo mantenuto Pag. 23gli impegni presi, abbiamo proseguito nella valutazione sia della nuova proposta, sia del modo in cui si deve sanare la procedura di infrazione e voglio spiegare che, così come proposto l'articolo 22 dal gruppo del MoVimento 5 Stelle, non è possibile chiudere la procedura di infrazione. Cioè la nostra valutazione è che questa norma così com’è sia insufficiente a chiudere la procedura di infrazione, mentre, già alla luce di una delega precedente, noi stiamo predisponendo un decreto legislativo che andrà in Consiglio dei ministri giovedì 11 giugno e che copre molti dei punti che non sono coperti, che quindi non servono a sanare la procedura di infrazione nella disposizione di cui stiamo discutendo. Visto che questa discussione è addivenuta in Aula dopo un lungo dibattito in Commissione e dopo varie spiegazioni che il Governo ha dato in Commissione, vorrei ricordare quali sono i punti che la proposta del MoVimento 5 Stelle non copre e che è assolutamente necessario coprire – sono coperti invece nell'esercizio della delega, con il decreto legislativo che adotteremo giovedì 11 giugno – per raggiungere l'obiettivo di questa legge europea e anche di questa disposizione, che è quella di chiudere la procedura di infrazione. Non sarebbe possibile chiudere la procedura di infrazione perché: non è coperto il tema dell'obbligo di rendere pubblici i risparmi conseguiti da ciascuna parte obbligata, primo punto che non copre la disposizione del gruppo MoVimento 5 Stelle; secondo obbligo che non è coperto è quello di escludere dagli audit energetici clausole che impediscono il trasferimento dei risultati dell’audit a un fornitore di servizi energetici qualificato e accreditato, a condizione che il cliente non si opponga, altra disposizione; l'obbligo di installare contatori del gas e della luce che consentano informazioni sulla fatturazione precise, basate sul consumo effettivo, è una disposizione che va assolutamente coperta; l'obbligo di effettuare a titolo gratuito la ripartizione dei costi relativi alle informazioni sulla fatturazione con il consumo individuale nel riscaldamento e raffreddamento dei condomini e negli edifici polifunzionali; l'obbligo di effettuare una valutazione e, a seconda dei cosi, la necessità di adottare misure adeguate volte a eliminare gli ostacoli di ordine regolamentare e non regolamentare all'efficienza energetica; l'obbligo di fornire nelle fatture indirizzate al cliente finale consigli sull'efficienza energetica e sulle altre informazioni.
È evidente che occorre agire con un solo veicolo legislativo, alla luce dell'esercizio di una delega che già esiste, per chiudere la procedura di infrazione ed è anche evidente che il miglior modo per non chiudere la procedura di infrazione sarà quello di procedere con diversi provvedimenti normativi, di cui uno assolutamente parziale e insufficiente a chiudere la procedura di infrazione.
DAVIDE CRIPPA. Grazie, Presidente. Innanzitutto vorrei dire al Ministro che di fatto gli emendamenti proposti dal MoVimento 5 Stelle andavano a sanare una parte dell'infrazione e la procedura di infrazione comprendeva diversi punti, fra cui uno era quello dell'aggregatore, che di fatto viene sanato, e l'altro è il fatto della definizione della diagnosi energetica. Quindi, all'interno della procedura di infrazione ci sono diversi punti, alcuni dei quali noi non abbiamo avuto i tempi e gli strumenti per poterli porre in attuazione e credo, caro Ministro, neanche lei, visto che nella legge europea che adesso arriva in Aula non ci avevate neanche pensato.
Poi le vorrei ricordare che in Commissione attività produttive il parere del Governo è stato positivo e lì è un parere estremamente tecnico.
Arrivo poi nella Commissione XIV dove lei stesso ha dato parere positivo. Quindi, se tra la Commissione e l'Aula lei cambia completamente parere, questo mi dà una certa preoccupazione sulla stabilità del nostro Paese.
L'altra questione che voglio segnalare, Presidente, è che credo che approvando Pag. 24quell'articolo, così come è scritto, si vanno eventualmente a sanare quei due punti che sono già aperti. Per tutti gli altri, invece, io credo che ci sia tempo di eventualmente recepire il decreto. Qualora il decreto comprenda anche quei punti basta che nel passaggio al Senato venga soppresso.
Allora, il criterio alla base di tutto è: poniamo prima un elemento che vada a difendere la procedura d'infrazione. Questo probabilmente non servirà a coprirla tutta. Va bene; nel momento in cui ci sarà un decreto che potrà farlo, allora al Senato lo cambierete e lo sopprimerete. Invece, qui fate il contrario, cioè andate a sopprimere un'eventuale piccola miglioria che abbiamo introdotto, con la speranza che poi nel decreto eventualmente dopo qualcun altro ci pensi.
Allora, facciamo il contrario: approvate l'articolo così come è. Non consideriamo ammissibile il soppressivo e, di fatto, nel passaggio al Senato, qualora poi il decreto avrà la risultanza che tutti noi aspettiamo, di fatto potremo sopprimerlo. Questo mi sembra un ragionamento logico.
È inutile che andiamo a dire che gli emendamenti del MoVimento 5 Stelle non risanano la procedura d'infrazione, perché di fatto sono punti di quella procedura d'infrazione che probabilmente un Governo doveva leggersi per tempo e arrivare alla legge europea preparato, e non come lei che arriva oggi a presentare una proposta emendativa soppressiva. Io credo sia una situazione vergognosa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Pini. Vi rinunzia.
Allora, a questo punto ognuno ha espresso la propria posizione su questo.
(Esame dell'articolo 6 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Hanno votato tutti ? Sì...
Presenti 414 Votanti 359 Astenuti 55 Maggioranza 180 Hanno votato sì 356 Hanno votato no 3.
(Esame dell'articolo 7 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Lo Monte, Capodicasa. Mi pare che hanno votato tutti...
Presenti 419 Votanti 321 Astenuti 98 Maggioranza 161 Hanno votato sì 321.
(Esame dell'articolo 8 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A).
MICHELE BORDO, Relatore. Presidente, la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Daga 8.20 e 8.1 nonché sull'emendamento Mannino 8.2.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Daga 8.20.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Daga. Ne ha facoltà.
FEDERICA DAGA. Grazie, Presidente. Questo emendamento l'ho voluto presentare perché in pratica mi riferisco alla prima versione che il Governo aveva presentato sulla questione degli affidamenti diretti, ossia diretti a società che oggi risultano anche quotate in borsa. In questo caso, si parla di servizi pubblici locali. La prima versione parlava, infatti, di affidamenti effettuati entro il 1o ottobre del 2003; poi vi è stata la modifica al 31 dicembre 2004 e la relativa scadenza dell'affidamento al 2020 o al 2018, a seconda dei casi, che più o meno, è la scadenza naturale di questi servizi. Tra i servizi pubblici locali vi sono i servizi di gestione di acqua, rifiuti e trasporto pubblico locale. Avendo un po’ il chiodo fisso per il servizio idrico, sono andata a guardare quali società avessero preso affidamenti entro il 1o ottobre del 2003 e ho trovato dei casi interessanti e in questo chi intende ripubblicizzare il servizio idrico (un po’ il significato del referendum del 2011), vedeva un inizio di aperture a questo processo di ripubblicizzazione, diciamo, partendo già da domani, insomma, con i tempi che abbiamo. Poi il 4 di maggio in Commissione è stata apportata questa modifica. Partiamo dal 1o ottobre 2003 al 31 dicembre 2004 e, in quel caso, il Governo va ad emendare se stesso. Ora, probabilmente anche il Governo si è accorto di quei casi ed è corso un po’ ai ripari, posticipando questa data di partenza degli affidamenti. A me interesserebbe capire che cosa ha fatto cambiare idea al Governo, se è possibile saperlo, e, in ultimo, vorrei esprimere e comunicare, comunque, che i servizi pubblici locali sono sostanzialmente dei monopoli naturali e, in questo caso, quando si parla di monopoli naturali, è evidente che non esiste concorrenza. Ora, date le indicazioni europee sulla possibilità di gestione dei servizi pubblici locali, che sono ancora definiti a rilevanza economica, io chiederei al Governo anche di non insistere con determinati atti parlamentari, che impediscono ai comuni di ripubblicizzare i servizi pubblici locali, come è stato già definito quattro anni fa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Presidente, la ragione, come chi è intervenuto sa bene, se ha seguito la vicenda, è legata alla complessità del negoziato con la Commissione europea, a una serie di negoziati informali e alle cosiddette riunioni di approfondimento informale con la Commissione europea, da cui è risultato che la versione precedente non era sufficiente a sanare completamente l'infrazione e da qui la modifica. E questo è anche il vantaggio di avere negoziati informali in parallelo ad uno strumento così flessibile Pag. 26come la legge europea e una informazione regolare alle Commissioni, perché possiamo in corso di negoziato, aggiustare la posizione dell'Italia per raggiungere l'obiettivo, che è quello di chiudere la procedura di infrazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Daga 8.20, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Bossa, Fanucci, Tidei, Altieri, Oliverio...
Presenti 423 Votanti 384 Astenuti 39 Maggioranza 193 Hanno votato sì 106 Hanno votato no 278.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Daga 8.1, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Colonnese, Tripiedi...
Presenti 427 Votanti 385 Astenuti 42 Maggioranza 193 Hanno votato sì 103 Hanno votato no 282.
(Il deputato Falcone ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mannino 8.2, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Pinna, Rizzetto...
Presenti 423 Votanti 383 Astenuti 40 Maggioranza 192 Hanno votato sì 104 Hanno votato no 279.
Minardo, Bolognesi, Capodicasa, Cassano...
Presenti 434 Votanti 376 Astenuti 58 Maggioranza 189 Hanno votato sì 315 Hanno votato no 61.
Dovremmo ora passare all'esame dell'articolo aggiuntivo 8.0200 della Commissione, ma la V Commissione (Bilancio) deve ancora esprimere il parere, e quindi lo dobbiamo accantonare.
Passiamo all'articolo aggiuntivo Gianluca Pini 8.05.
Chiedo al relatore di esprimere il parere della Commissione.
MICHELE BORDO, Relatore. La Commissione esprime parere contrario.
PRESIDENTE. Sottosegretario Gozi ?
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il parere è contrario.
GIANLUCA PINI. Grazie, Presidente. Vorrei, onestamente, comprendere come mai, per la terza volta di fila, in una legge comunitaria, venga rifiutato quanto chiesto nel mio articolo aggiuntivo, dopo le belle parole che continuamente il Presidente e il relatore hanno speso in passato, nelle ultime due volte, e spendono oggi sul fatto che è assolutamente necessario recepire quelle che sono le direttive, è assolutamente necessario risolvere le procedure di infrazione; poi, vediamo i pasticci fatti, come evidenziava prima il collega Crippa, su alcune cose che si devono risolvere e altre che, magari, politicamente, invece è più conveniente non risolvere.
Però, qui stiamo parlando di un tema che mi pare il Governo abbia messo sulla carta come priorità assoluta per le riforme di questo Paese, che è il contrasto alla corruzione a livello internazionale, a livello interno, nella pubblica amministrazione e tutto quanto ne compete. Non si capisce perché – e l'evidenza delle indagini su «Mafia capitale» e su tante altre questioni legate alle cooperative rosse ne hanno evidenziato la necessità – una direttiva che giace lì da anni, quella sulla corruzione nel settore privato, debba continuamente ricevere dai Governi di sinistra un sonoro «no», una sonora bocciatura.
Noi abbiamo semplicemente ripreso, con questo articolo aggiuntivo, la direttiva. Non abbiamo aggiunto null'altro rispetto a quella che è una norma di principio assolutamente generale, ma anche una norma di civiltà, che dovrebbe essere introdotta in ogni ordinamento di ogni Stato, non solo membro dell'Unione europea, ma che si consideri civile, e abbiamo cercato di trasporla all'interno di quella che è la sua sede naturale, appunto la cosiddetta legge comunitaria.
Per tre volte – ripeto: per tre volte ! – con gli ultimi tre Governi, regolarmente non eletti dal popolo, ma in qualche modo imposti dai giochi di palazzo, questo tipo di proposta emendativa è stata sistematicamente bocciata, rifiutata dal relatore e dal Governo. Ci piacerebbe capire il perché, perché riempirsi la bocca del contrasto alla corruzione in televisione, nei talk show, alla Leopolda, o compagnia cantante, è una bella cosa, poi però quando si arriva alla prova dei fatti, questa è la cialtronata che riuscite a fare (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli – Noi con Salvini).
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il collega Pini ha sufficientemente esperienza di legge europea per sapere che, innanzitutto, non parliamo di una direttiva, ma di una decisione quadro del 2003 e altrettanta sufficiente esperienza per sapere che molti degli obblighi derivanti dalle decisioni quadro in Italia sono già stati recepiti attraverso degli interventi legislativi. Questa è proprio la fattispecie coperta dalla legge del 6 novembre 2012, n. 190, il cui articolo 1, al comma 76, nella versione novellata, riguarda proprio il tema della corruzione tra privati. Quindi, la materia è già stato oggetto di un intervento legislativo che dà attuazione agli obblighi di cui alla decisione quadro; non si ravvisa la necessità al momento di un nuovo intervento legislativo in generale, tanto meno si ravvisa la necessità di una delega al Governo per attuare degli obblighi che sono già leggi vigenti in Italia attraverso la legge n. 190 del 2012. Quindi, sono già due i motivi per cui esprimiamo parere contrario su questo articolo aggiuntivo. Il terzo motivo, che ricordo da parlamentare, più Pag. 28che da membro del Governo, è che stiamo parlando di una legge europea, non stiamo parlando di una legge di delegazione europea. Non è nella legge europea che si danno delle deleghe al Governo di questo tipo. Come lei collega Pini sa, avendo partecipato alla redazione della nuova legge n. 234 del 2012, il veicolo che nel nuovo sistema, che tutti insieme, anche il gruppo Lega Nord, abbiamo voluto introdurre per recepire delle disposizioni di così ampio respiro non è la legge europea, perché non siamo in presenza di una procedura di infrazione, ma è la legge di delegazione europea. Quindi, anche da questo punto di vista, non mi pare opportuno che in questa sede venga presentata questa proposta emendativa.
ANDREA COLLETTI. Il MoVimento 5 Stelle voterà favore della proposta presentata dal collega Pini. È sinceramente inaccettabile il fatto che adesso il sottosegretario dica che non è questa la sede. Ebbene, non è questa la sede, non era nemmeno la sede per la legge che loro chiamavano «anticorruzione» che abbiamo votato, in realtà, solo qualche settimana fa. A quanto pare, per questo Governo e per questa maggioranza non è mai la sede giusta e corretta quella in cui mettere il reato di corruzione nel settore privato. Allora, domandiamo al sottosegretario Gozi qual è la sede ? La sede deve essere la procura di Roma dove vi stanno indagando e arrestando per mafia capitale (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) ? Perché se continuerete a non trovare le sedi per combattere davvero la corruzione, quella sarà l'unica sede dove potrete dire al PM di turno perché siete stati corrotti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
Deve chiudere Colletti il microfono, che è ancora acceso. Se riuscite a chiudere il microfono altrimenti non riesce a parlare Pini.
GIANLUCA PINI. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. È ancora acceso. Accendete però il microfono a Gianluca Pini, altrimenti non riesce a parlare.
GIANLUCA PINI. Grazie Presidente, è un classico caso di boicottaggio fra privati.
Devo dire essere abbastanza imbarazzanti le motivazioni del collega Gozi sulla formalità del provvedimento al quale agganciare una proposta rispetto a quanto approvato nel 2012, perché quando si danno le informazioni bisogna darle complete.
Se questa nostra proposta dà una copertura del 100 per cento alla casistica della corruzione tra privati, quello che è stato approvato nel 2012 può, al limite, coprire un 10 per cento della casistica. Quindi, se vogliamo proprio essere precisi e non raccontare delle favole a quest'Aula, bisogna dire che questo sarebbe un completamento di quel timido provvedimento che è stato adottato nel 2012 in materia. Ed è per questo che noi insistiamo e insistiamo da tre volte.
Ma quello che lascia veramente – ripeto – perplessi è cercare di giocare, di giostrare su dei tecnicismi che, però, alla fine crollano di fronte all'evidenza. Infatti, è verissimo che abbiamo scritto assieme, durante la scorsa legislatura, con il coinvolgimento di tutti i gruppi parlamentari presenti all'epoca, la legge quadro che stabilisce cosa può essere inserito, cosa no, in quali formule e tutto il resto. Ma, proprio perché l'abbiamo scritta assieme, abbiamo messo anche dei paletti molto rigidi. Se fosse come diceva lei, cioè che questa proposta emendativa era ultronea, che era assolutamente inadeguata rispetto al testo, sarebbe stata molto semplicemente cassata e resa inammissibile. Invece è stata ammessa e, quindi, quello che dice lei semplicemente viene smentito dai fatti.Pag. 29 Però, andiamo oltre. Io chiedo semplicemente di accantonare questo testo per un motivo semplice. Rispetto all'attuale normativa in materia, che non è assolutamente sufficiente a coprire casistiche appunto – guarda caso – tipo quelle di «Mafia capitale», dove c’è – sì – corruzione nel settore pubblico, ma c’è anche tanta corruzione all'interno dei vari sistemi cooperativi, che si scambiavano favori e prebende, questo testo andrebbe a coprire questi casi, il contenuto presente nell'attuale normativa, invece, no.
Allora, ci viene il dubbio, se non arrivate neanche a un accantonamento per trovare eventualmente una formulazione che possa andare bene per il recepimento di questa decisione quadro, che qualcuno voglia coprire qualcosa di già troppo evidente per poterlo coprire da un punto di vista mediatico e che si stia tentando la difesa dell'indifendibile. A voi la scelta.
PRESIDENTE. C’è una richiesta formale di accantonamento, quindi chiedo il parere del relatore in merito a questo.
MICHELE BORDO, Relatore. Presidente, io direi di andare avanti, anche perché la risposta che il Governo ha dato è sufficiente per spiegare per quale ragione noi abbiamo espresso parere contrario su questo articolo aggiuntivo. A me pare obiettivamente che ci sia un eccesso anche da parte dei colleghi che sono intervenuti, perché evidentemente pensano di strumentalizzare i fatti di questi giorni attraverso questa norma. Ma io credo che nessuno di noi possa accettare lezioni relativamente alla lotta contro la corruzione, considerate le norme che abbiamo introdotto nei giorni scorsi e che abbiamo introdotto noi con questo Governo.
PRESIDENTE. A questo punto, poiché è stata avanzata una richiesta formale, io la porrei in votazione.
Non essendovi richieste di intervento a favore o contro tale proposta, passiamo ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi, la richiesta di accantonamento dell'articolo aggiuntivo Gianluca Pini 8.05, avanzata dal deputato Gianluca Pini.
Colonnese, Capodicasa, Gadda.
La Camera respinge per 146 voti di differenza.
Procediamo, dunque, alla votazione dell'articolo aggiuntivo Gianluca Pini 8.05.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Gianluca Pini 8.05, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Nizzi, Spadoni, Rotta, Gasparini, Sandra Savino, Cardinale, Pes, Adornato, Romano...
Presenti 425 Votanti 384 Astenuti 41 Maggioranza 193 Hanno votato sì 103 Hanno votato no 281.
(Esame dell'articolo 9 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Gianluca Pini. Ne ha facoltà.
GIANLUCA PINI. Presidente, noi come gruppo voteremo contro l'articolo 9. È vero che esiste una procedura di infrazione, Pag. 30ma queste sono quelle classiche procedure di infrazione che passano molto, molto sotto silenzio nel cercare, fra l'altro, di risolvere con una legge ordinaria. Ma proprio la drammaticità della situazione e i temi all'ordine del giorno di questo periodo, riguardanti il dibattito che si svolge in Europa relativamente all'assegnazione dei clandestini o di quella piccola parte di profughi che arrivano insieme ai clandestini, penso che debbano in qualche modo portarci ad essere molto più attenti nel formulare dei testi che cercano di risolvere una procedura di infrazione, andando, da una parte, a rendere ancora più farraginosa la possibilità di colpire chi, sfruttando le regole della protezione internazionale, viene all'interno dell'Unione europea per fare il furbo, e, dall'altra parte, anche se siamo abituati a vedere questo Governo che dice una cosa la mattina e cambia idea la sera, pure per non smentire, però, quella che è la mission che si è dato il Presidente Renzi in sede di Unione europea di una negoziazione reale su una presa di responsabilità di tutti quanti gli Stati membri relativamente all'accoglienza di quelli che sono, come ripeto, i clandestini, di quella piccola parte di profughi, ma, nel caso specifico di questo articolo, anche di chi, avendo già ottenuto un permesso di soggiorno, poi lo perde per vari motivi che sono previsti, appunto, dalle normative vigenti.
Ora, se noi andiamo a votare questo articolo, riusciamo nel capolavoro strepitoso di impedirci la facoltà di rispedire un cittadino extracomunitario nello Stato membro che ha emesso il permesso di soggiorno perché mettiamo un ulteriore paletto, cioè, per farlo, ci deve essere per forza di cose un accordo fra gli Stati membri antecedente al 2009. Motivazioni ? Bah, le motivazioni nascono appunto da una procedura di infrazione, chiaramente sollecitata da Stati che non vogliono, come hanno dimostrato, non solo a parole, ma anche con i fatti, farsi carico di quelle che sono le quote che gli spettano, già dell'immigrazione di carattere straordinario, ma in questo caso anche di quella di carattere ordinario. Così rischieremo di trovarci altre decine di migliaia di immigrati che hanno ottenuto magari molto facilmente il permesso di soggiorno da Paesi come la Grecia o la Spagna, o, per quelli che ci riescono ad arrivare, dall'Inghilterra o dalla Germania; poi, questi permessi di soggiorno li lasciano scadere e in qualche modo rischiamo di ritrovarceli in questo Paese, perché noi quel tipo di accordi li abbiamo, con ulteriore aggravio di problemi, di costi e di tutto il resto.
Quindi, noi chiaramente voteremo contro questo articolo, ma andrei a sollecitare il Governo e il relatore ad una formulazione un pochino più tutelante nei confronti della Repubblica italiana rispetto a quella che è certamente una procedura di infrazione da risolvere ma, sottosegretario Gozi, non la possiamo sempre risolvere con l'atteggiamento di chi dice che noi siamo i più buoni, siamo i più ligi e siamo i più rispettosi e ci facciamo carico anche dei problemi che ci possono creare altri. Ripeto che capisco la ratio della norma, la capisco, però mi sembra che vada ulteriormente ad aggravare una situazione già drammatica che stiamo vivendo. Noi voteremo contro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Kronbichler. Ne ha facoltà.
FLORIAN KRONBICHLER. Grazie, intervengo solo per annunciare il voto a favore di Sinistra Ecologia Libertà. Le ragioni le ha dette e le ha espletate tutte il collega Pini: noi la pensiamo in modo completamente e precisamente contrario.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Occhiuto. Ne ha facoltà.
ROBERTO OCCHIUTO. Grazie, signora Presidente. Anch'io intervengo per annunciare il voto contrario del gruppo di Forza Italia a questo articolo, perché riteniamo esattamente condivisibile quanto affermato dal collega Pini. È vero questo è un articolo che andrebbe a risolvere una procedura di infrazione, ma determinerebbe Pag. 31per il nostro Paese una situazione paradossale, cioè noi non potremmo rimpatriare verso i Paesi europei che hanno rilasciato il permesso di soggiorno gli immigrati e dovremo farlo prevedendo il rimpatrio presso il loro Paese di origine. Atteso che in molti casi è anche difficile capire quali siano i Paesi di origine, è vero che la ratio della norma va nella direzione di rispondere ad una procedura di infrazione, ma forse su materie come questa sarebbe utile chiedere all'Europa, prima di chiedere al nostro Paese di adeguarsi a quanto stabilito, di spendere più impegno verso questa materia che, allo stato, invece è delegata semplicemente agli sforzi del nostro Paese.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Schirò. Ne ha facoltà.
GEA SCHIRÒ. Presidente, intervengo giusto per ricordare al collega Pini che questa procedura interviene soltanto in caso di intese o accordi bilaterali di riammissione, non in ogni caso, ma precedenti all'entrata in vigore della direttiva del 2008 e quindi il collega Pini ha argomentato su una cosa così grave ed importante in modo sbagliato, ed è esattamente al contrario.
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Presidente, ritengo che su una materia così politicamente sensibile è bene che l'Aula abbia molto chiari i passaggi che hanno portato il Governo a presentare questa disposizione. Parliamo della direttiva rimpatri, la n. 115 del 2008. Tale direttiva avrebbe dovuto essere recepita dal Governo Berlusconi IV. Quest'ultimo non ha recepito la direttiva n. 2008/115/UE, e ha fatto aprire una procedura di infrazione per mancato recepimento. Lo stesso Governo Berlusconi IV è stato obbligato ad adottare un decreto-legge per sanare la procedura di infrazione che è stata avviata per mancato recepimento, e questo è il primo elemento che va assolutamente ricordato. Tuttavia, pur adottando un decreto-legge, non ha sanato tutti gli aspetti dell'infrazione, c’è stata una procedura di contenzioso informale che è divenuta procedura di infrazione.
Secondo punto: ho sentito dire che in alcuni casi è difficile – penso che fosse il collega Occhiuto a dirlo – identificare il Paese di origine. Ma, collega Occhiuto, qui parliamo di cittadini non dell'Unione europea che erano in possesso di un valido titolo di soggiorno di un altro Stato membro.
Ora lei mi spiega come un altro Stato membro possa concedere un valido titolo di soggiorno a un cittadino non dell'Unione europea senza conoscerne l'origine. È evidente, quindi, che la sua preoccupazione è destinata a cadere. Sono convinto che con questa spiegazione lei sarà rassicurato e, magari, potrebbe anche cambiare la sua dichiarazione di voto, perché la preoccupazione che lei ha esposto non è reale, per il motivo che ho spiegato.
Sull'altro aspetto sollevato dal collega Pini, è evidente che in questo momento – in cui abbiamo avviato un difficile negoziato sull'Agenda europea per l'immigrazione proposta dalla Commissione europea, con le istituzioni europee che sono dalla nostra parte, in questo caso, e con alcuni Governi che, invece, sono ancora timidi ad accogliere pienamente le proposte della Commissione – è del tutto coerente, non solo dal punto di vista degli obblighi giuridici, ma anche della coerenza politica e dell'efficacia negoziale, che l'Italia sani completamente tutte le infrazioni relative al sistema dei rimpatri. Un sistema che va enormemente rafforzato, che noi vogliamo e chiediamo, assieme alla Commissione europea, che a livello europeo venga rafforzato, perché quella direttiva rimpatri non è sufficiente; stiamo chiedendo alla Commissione europea di aumentare le risorse a favore degli Stati membri per la direttiva rimpatri e stiamo Pag. 32sostenendo anche la proposta dell'Agenda europea per l'immigrazione che, per alcuni casi, soprattutto nei Paesi in cui i flussi sono particolarmente elevati, come Italia e Grecia, sia l'agenzia Frontex direttamente ad organizzare i rimpatri.
Quindi, stiamo andando nella direzione di fare anche della parte dell'Agenda europea sull'immigrazione relativa ai rimpatri un sistema efficiente e per questo è chiaro che dobbiamo anche sanare le nostre infrazioni, perché andare a proporre l'aumento dell'efficienza di un sistema, avendo delle infrazioni aperte su quella stessa direttiva, non mi sembra una posizione negoziale di grande efficacia.
Poi, lei ha dichiarato che non ci sono degli accordi bilaterali con dei Paesi che sono particolarmente reticenti. Allora io le vorrei leggere – così magari anche lei è rassicurato e magari spero che anche lei possa cambiare idea sulla dichiarazione di voto – che gli accordi che abbiamo sono proprio con quei Paesi che al momento sono i più reticenti a sostenere le proposte dell'Italia e a sostenere le proposte della Commissione europea, perché abbiamo concluso intese e accordi bilaterali con Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Francia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria. È ben noto – perché lei segue attentamente le vicende europee in materia di immigrazione, collega Pini – che i Governi che finora si sono dimostrati più reticenti sono proprio quelli di Polonia e Ungheria, in particolare dell'Ungheria. In questo caso sono coperti dall'accordo bilaterale. Quindi, mi auguro che anche voi possiate cambiare la vostra posizione, perché nell'analisi e anche nella proposta non mi sembra che ci siano delle differenze, una volta che abbiamo chiarito i dubbi che voi avete sollevato.
GIANLUCA PINI. Grazie Presidente, ringrazio sinceramente il collega Gozi per la spiegazione che è di natura tecnica e non politica, ma rimane la preoccupazione per un aggravamento dei meccanismi che potrebbe, in qualche modo, avvenire. Ci lasci il beneficio di valutazione politica dopo la sua spiegazione tecnica. Quindi, era solo per ringraziarla della spiegazione molto puntuale, lo ripeto, finalmente non politica, ma noi continueremo con il nostro voto contrario sull'articolo.
PRESIDENTE. Colleghi, se non ci sono altri interventi, passiamo ai voti.
Di Gioia, Ciprini, Cassano, Gelmini, Roccella...
Presenti 439 Votanti 374 Astenuti 65 Maggioranza 188 Hanno votato sì 312 Hanno votato no 62.
(Esame dell'articolo 10 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 10 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Colonnese, Turco, Fratoianni, Cassano, Sgambato, Molteni: Fratoianni, sta arrivando il tecnico.
Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 33 Comunico il risultato della votazione:
Presenti 444 Votanti 387 Astenuti 57 Maggioranza 194 Hanno votato sì 375 Hanno votato no 12.
(Esame dell'articolo 11 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Montroni, Lainati ? Ha votato. Chi altro ? Ci siamo.
Presenti 433 Votanti 393 Astenuti 40 Maggioranza 197 Hanno votato sì 388 Hanno votato no 5.
(Esame dell'articolo 12 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative. Passiamo dunque ai voti.
Di Lello, Gebhard... ci siamo ? Mi pare di sì.
Presenti 444 Votanti 342 Astenuti 102 Maggioranza 172 Hanno votato sì 316 Hanno votato no 26.
(Esame dell'articolo 13 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 13 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A). Invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
MICHELE BORDO, Relatore. Presidente, il parere della Commissione è contrario.
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Kronbichler 13.1.
FLORIAN KRONBICHLER. Presidente, l'emendamento a mia firma si riferisce all'articolo 13, che prevede la realizzazione del registro nazionale degli aiuti concessi alle imprese nell'ottica di rafforzare la logica di trasparenza.
Se ho capito bene la legge europea è una legge che rimedia alle nostre lentezze, alla lentezza della nostra legislazione, del recepimento della normativa europea che oramai è cronica, è patologica quasi.Pag. 34 Poiché il Governo si vanta tanto delle sue qualità di sprinter, di scattista noi abbiamo pensato di dargli una spinta riducendo, dimezzando, questa pausa prima dell'attuazione di questo articolo, da quattro a due mesi.
GIANLUCA PINI. Presidente, visto che noi non abbiamo pregiudizi sulle proposte di buon senso, anche se arrivano da deputati appartenenti a gruppi che, invece, sistematicamente, su altri temi non hanno nessun tipo di volontà di discussione, intervengo per dire che voteremo a favore dell'emendamento presentato del collega Kronbichler.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Kronbichler 13.1, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Malisani, Bolognesi, Centemero, Moscatt.
Presenti 436 Votanti 396 Astenuti 40 Maggioranza 199 Hanno votato sì 117 Hanno votato no 279.
(Il deputato Placido ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto favorevole).
Colonnese, Fanucci, Malpezzi, Dorina Bianchi.
Presenti 444 Votanti 312 Astenuti 132 Maggioranza 157 Hanno votato sì 306 Hanno votato no 6.
(Esame dell'articolo 14 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 14 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A).
MICHELE BORDO, Relatore. Presidente, sull'emendamento Colonnese 14.1 esprimerei un parere favorevole se il presentatore dell'emendamento fosse d'accordo rispetto ad una proposta di riformulazione che farei. La riformulazione è la seguente: dell'emendamento lascerei le seguenti parole: «Le relazioni sono trasmesse alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica.», e poi cancellerei tutto il resto. Se il presentatore è d'accordo, il parere è favorevole, altrimenti contrario. Sull'emendamento Colonnese 14.2, invece, il parere è contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo, sottosegretario Gozi ?
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Presidente, il parere del Governo è conforme a quanto proposto dal relatore. Si tratta di una procedura che intercorre unicamente tra i Governi degli Stati membri e la Commissione europea e che ha ad oggetto informazioni veramente fattuali su Pag. 35quello che è stato fatto. Bene, quindi, informare le Camere di questi dati, ma non credo neppure io che si giustifichino ulteriori aggravi della procedura, appesantimenti come quelli proposti nella seconda parte dell'emendamento.
PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto che la presentatrice accetta la riformulazione formulata dal relatore sull'emendamento Colonnese 14.1. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colonnese 14.1, nel testo riformulato, con parere favorevole di Commissione e Governo.
Ginefra, Nizzi, Fantinati, Gigli, Zampa.
Presenti 451 Votanti 406 Astenuti 45 Maggioranza 204 Hanno votato sì 402 Hanno votato no 4.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colonnese 14.2, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Fanucci, Di Lello.
Presenti 452 Votanti 411 Astenuti 41 Maggioranza 206 Hanno votato sì 116 Hanno votato no 295.
(Il deputato Borghi ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto contrario).
Nizzi che succede ? Non riesce a votare ? È da oggi che c’è il problema lì. Patriarca ha votato ?
Presenti 447 Votanti 339 Astenuti 108 Maggioranza 170 Hanno votato sì 335 Hanno votato no 4.
(Il deputato Borghi ha segnalato che non è riuscito a esprimere voto favorevole. La deputata Nicchi ha segnalato che non è riuscita a esprimere voto favorevole).
(Esame dell'articolo 15 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 15 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Presenti 451 Votanti 403 Astenuti 48 Maggioranza 202 Hanno votato sì 400 Hanno votato no 3. Pag. 36
(Esame dell'articolo 16 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Cassano, Capodicasa, Malisani, Ravetto.
Presenti 451 Votanti 341 Astenuti 110 Maggioranza 171 Hanno votato sì 338 Hanno votato no 3.
(Esame dell'articolo 17 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 17 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A).
MICHELE BORDO, Relatore. Presidente, la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Gianluca Pini 17.20 e 17.21.
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gianluca Pini 17.20, con il parere contrario della Commissione e del Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Presenti 449 Votanti 434 Astenuti 15 Maggioranza 218 Hanno votato sì 84 Hanno votato no 350.
(Il deputato Piepoli ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gianluca Pini 17.21, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Presenti 441 Votanti 430 Astenuti 11 Maggioranza 216 Hanno votato sì 84 Hanno votato no 346.
Dichiaro aperta la votazione.Pag. 37 (Segue la votazione).
Bolognesi, Grassi...
Presenti 453 Votanti 343 Astenuti 110 Maggioranza 172 Hanno votato sì 321 Hanno votato no 22.
(Esame dell'articolo 18 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 18 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Gregori, Bolognesi, Di Gioia...
Presenti 450 Votanti 402 Astenuti 48 Maggioranza 202 Hanno votato sì 398 Hanno votato no 4.
Adesso dovremmo passare all'esame dell'articolo aggiuntivo 18.0200 della Commissione, ma la Commissione bilancio deve ancora esprimere il parere; quindi, dobbiamo accantonarlo.
(Esame dell'articolo 19 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 19 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A).
Se nessuno chiede di intervenire sul complesso degli emendamenti, invito il relatore Michele Bordo ad esprimere il parere della Commissione.
MICHELE BORDO, Relatore. Grazie, Presidente. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Gagnarli 19.1, Kronbichler 19.2 e Borghesi 19.21 e 19.20.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Gagnarli 19.1, su cui i pareri sono contrari.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Gagnarli. Ne ha facoltà.
CHIARA GAGNARLI. Grazie, Presidente. Intervengo sul mio emendamento per ricordare al Governo e al sottosegretario come siamo arrivati a questo articolo della legge europea. Mi ricordo che abbiamo presentato lo stesso emendamento, che oggi il Governo propone come soluzione alla procedura d'infrazione, nella «legge europea 2013 bis», votata nel giugno 2014. Poi, lo abbiamo ripresentato nel decreto-legge n. 91 del 2014, votato ad agosto, dove il Governo aveva inserito una soluzione normativa inefficace alla chiusura della procedura d'infrazione.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LUIGI DI MAIO (ore 17).
CHIARA GAGNARLI. L'abbiamo più volte ripetuto e il sottosegretario Gozi in Aula ci aveva rassicurato che la procedura d'infrazione con quell'intervento normativo sarebbe stata chiusa.Pag. 38 Così non è stato e, infatti, a novembre 2014 la Commissione europea ha inviato un parere motivato che invitata l'Italia a porre rimedio entro 60 giorni e così siamo arrivati a questo articolo, l'articolo 19, che effettivamente non vieta esplicitamente la cattura dei richiami vivi, ma inserisce il divieto di usare le reti, che sono all'Allegato 4 della direttiva. Nella pratica, quindi, la cattura dei richiami sarà effettivamente vietata e questo andrà a chiudere la procedura d'infrazione. Di questo siamo soddisfatti e per questo voteremo favorevolmente sull'articolo.
Abbiamo presentato un emendamento che va, comunque, a vietare anche l'uso dei richiami vivi, in quanto riteniamo che, malgrado la procedura d'infrazione sarà chiusa, con questo articolo del Governo potremmo fare di più e, quindi, andare definitivamente a vietare questa pratica effettivamente oramai contro tempo e barbara, che non ci sembra proprio adatta a un Paese civile. Per questo abbiamo ripresentato l'emendamento, anche se voteremo a favore dell'articolo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gagnarli 19.1, su cui i pareri sono contrari.
Chi non riesce a votare ? Murer. Qualcun altro ? Spadoni, Piccoli Nardelli. Chi altro ? Biancofiore, Gigli, Fratoianni, Grassi. Ecco, ha votato. Gutgeld, Greco, Fratoianni. Fratoianni ha votato. Mi pare che abbiano votato tutti; sembra di sì. No, Alberti; velocemente per favore.
Presenti 431 Votanti 384 Astenuti 47 Maggioranza 193 Hanno votato sì 92 Hanno votato no 292.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Kronbichler 19.2, su cui i pareri sono contrari.
Chi non riesce a votare ? Folino, Grassi, Di Lello, Brescia, Piccoli Nardelli. Chi altro ? Saltamartini. Pellegrino ha votato. Mi pare che abbiano votato tutti... Aiello, che sta votando adesso.
Presenti 430 Votanti 382 Astenuti 48 Maggioranza 192 Hanno votato sì 93 Hanno votato no 289.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Borghesi 19.21, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
STEFANO BORGHESI. Signor Presidente, questo emendamento e anche il successivo sono stati presentati da noi in quanto riteniamo che le modifiche contenute nel comma 1 dell'articolo 19 siano da ritenersi assolutamente superflue. Infatti, nessuna richiesta di adeguamento della nostra legge nazionale è stata avanzata dalla Commissione europea e la stessa Commissione europea non chiede modifiche alla nostra legge n. 157 del 1992, ma di fatto critica la mancata tempestività del Governo nel farla applicare. Quindi, accertato che la cattura di uccelli da utilizzare come richiami vivi è da considerarsi un'attività in deroga, soggetta a quanto Pag. 39disposto dall'articolo 19-bis della legge n. 157 del 1992, che puntualmente applica e si rifà alla direttiva 2009/147/CE, è chiaro che ogni modifica è da ritenersi superflua. La Commissione europea ha espresso poi il proprio apprezzamento per la nostra legge n. 157 del 1992 e ha precisato che, per archiviare la procedura in questione, è necessario che il Governo italiano applichi in maniera costante e tempestiva il sistema di controllo dei provvedimenti regionali previsto dall'articolo 19-bis della legge n. 157 del 1992. Ad oggi, infatti, applicando il regime di deroga previsto da tale articolo, lo Stato italiano ha di fatto tutto il tempo necessario, ossia sessanta giorni, per esercitare il potere di annullamento per provvedimenti regionali ritenuti in contrasto con il dettato normativo. Alla luce di ciò, quindi, abbiamo presentato questo emendamento e il successivo per evidenziare che ogni modifica contenuta nel comma 1 dell'articolo 19 è, dal nostro punto di vista, assolutamente superflua e anzi va ulteriormente a penalizzare il mondo venatorio e il mondo della caccia.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Borghesi 19.21.
Gandolfi, Garavini, Ghizzoni, Fantinati, Pellegrino...
Presenti 432 Votanti 391 Astenuti 41 Maggioranza 196 Hanno votato sì 24 Hanno votato no 367.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Borghesi 19.20.
Malisani, Catania, Capodicasa, Pastorino...
Presenti 438 Votanti 363 Astenuti 75 Maggioranza 182 Hanno votato sì 25 Hanno votato no 338.
Latronico...
Presenti 442 Votanti 394 Astenuti 48 Maggioranza 198 Hanno votato sì 373 Hanno votato no 21.
Passiamo all'articolo aggiuntivo Kronbichler 19.021.
MICHELE BORDO, Relatore. La Commissione esprime parere contrario, così come quello della V Commissione (Bilancio).
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il parere è conforme a quello del relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Kronbichler 19.021.
Carloni, Bergamini, Capua, Carfagna...
Presenti 452 Votanti 343 Astenuti 109 Maggioranza 172 Hanno votato sì 67 Hanno votato no 276.
(La deputata Bruno Bossio ha segnalato che non è riuscita a esprimere voto contrario).
(Esame dell'articolo 20 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 20 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A).
MICHELE BORDO, Relatore. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Kronbichler 20.1 e Borghesi 20.21.
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Kronbichler 20.1, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Rostellato, Vico, Toninelli, Chaouki, Rubinato...
Presenti 452 Votanti 401 Astenuti 51 Maggioranza 201 Hanno votato sì 95 Hanno votato no 306.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Borghesi 20.21.
STEFANO BORGHESI. Grazie, Presidente. Anche in questo caso, abbiamo ritenuto che l'emendamento andasse presentato, in quanto il Governo italiano, a nostro modo di vedere, dovrebbe attenersi puramente alla direttiva 2009/147/CE e non andare oltre quanto richiesto dall'articolo 6, che, appunto, non esclude o preclude la possibilità di importare dall'estero. Riteniamo, pertanto, importante non limitare il commercio, purché rispettoso delle leggi internazionali in merito, e che ne sia dimostrata la legittimità della cattura o dell'abbattimento.
Questo emendamento, poi, non si capisce come mai sia stato giudicato ammissibile, a fronte, invece, del mio emendamento 20.20, che è stato giudicato inammissibile, in quanto entrambi riguardano lo stesso articolo 6. Purtroppo, così facendo, il divieto di commercializzazione di tutte le specie di uccelli europei tutelati dalla direttiva 2009/147/CE, e non solo di quelle presenti in Italia, anche se importate dall'estero, andrà a penalizzare piatti Pag. 41di secolare tradizione culinaria, come lo spiedo bresciano, in quanto non potranno più essere cucinati.
E così, di fatto, si metterà a rischio di chiusura l'attività di moltissimi ristoratori, che ricordo essere oltre duemila nella sola provincia di Brescia, che hanno impostato la loro attività di arte culinaria su piatti tipici locali nei quali figurano piccoli volatili come, appunto, lo spiedo bresciano. Di conseguenza, si rischia il licenziamento di migliaia di dipendenti in un momento di crisi economica così grave come quello che il nostro Paese sta attraversando. Questo, dal nostro punto di vista, è solo l'ennesima dimostrazione di un Governo in totale malafede, ostaggio di associazione animaliste che affronta le questioni della caccia in maniera puramente ideologica, lontana dalla realtà e che penalizza un mondo, quello venatorio, creando danni enormi anche a tutte le attività economiche ad esso collegate e ai lavoratori in esso impiegati.
Voglio proprio vedere come i colleghi del PD si giustificheranno verso tutti quei ristoratori e quelle attività che saranno costrette a chiudere visto che è stato il loro Governo ad avere introdotto queste restrizioni normative ed è sempre il loro Governo che non ci ha neppure permesso di discutere una modifica normativa nel senso meno restrittivo, nel senso che si vada risolvere un problema che è oggettivo e che rischia, oggettivamente, di fare chiudere diverse attività nella provincia di Brescia e non solo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Borghesi 20.21, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Gadda, Antezza, Portas...
Presenti 445 Votanti 395 Astenuti 50 Maggioranza 198 Hanno votato sì 26 Hanno votato no 369.
Grassi, Fanucci, Milanato, Rubinato, Giordano, Albini...
Presenti 448 Votanti 397 Astenuti 51 Maggioranza 199 Hanno votato sì 372 Hanno votato no 25.
(Esame dell'articolo 21 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 21 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A).
MICHELE BORDO, Relatore. Presidente, la Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Mannino 21.1. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Mannino 21.5. Sull'emendamento Colonnese 21.4, in virtù del voto eventualmente favorevole dell'emendamento 21.5, poi forse...
PRESIDENTE. In ogni caso è favorevole.
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Governo esprime parere conforme al relatore sugli emendamenti Mannino 21.1 e 21.5. Il Governo sull'emendamento Colonnese 21.4, propone la seguente riformulazione con riferimento al comma 1, lettera b): dopo le parole: «si applicano a tutti gli imballaggi» aggiungere le seguenti: «prodotti in Italia e» e poi continua «nell'Unione europea». Se è accettata questa riformulazione, il parere del Governo diventa favorevole.
PRESIDENTE. Sull'emendamento Mannino 21.1 ?
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Sull'emendamento Colonnese 21.4.
PRESIDENTE. Chiedo al deputato Colonnese se accetta la riformulazione.
VEGA COLONNESE. Mi scuso, ma la vorrei risentire.
PRESIDENTE. Se può sottosegretario, grazie.
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Governo propone una riformulazione. Al comma 1, lettera b), dopo le parole: «si applicano a tutti gli imballaggi» dovremmo aggiungere le seguenti: «prodotti in Italia e immessi poi nel mercato dell'Unione europea». Con questa riformulazione, anche su questo emendamento il parere del Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Sottosegretario Gozi, ovviamente dando parere favorevole all'emendamento Mannino 21.5, l'emendamento 21.4 verrebbe precluso dall'approvazione dell'emendamento Mannino 21.5, che sostituisce la lettera b), e non ci sarebbe alcuna riformulazione. Volevamo precisare questo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mannino 21.1.
De Maria, Piepoli, Santerini.
Presenti 444 Votanti 397 Astenuti 47 Maggioranza 199 Hanno votato sì 114 Hanno votato no 283.
(La deputata Rubinato ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mannino 21.5, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.
Palazzotto, Scotto, D'Arienzo, Alfreider.
Presenti 447 Votanti 398 Astenuti 49 Maggioranza 200 Hanno votato sì 389 Hanno votato no 9.
L'emendamento Colonnese 21.4 risulta, dunque, precluso dall'approvazione dell'emendamento Mannino 21.5.
Passiamo, dunque, alla votazione dell'articolo 21.
Dichiaro aperta la votazione.Pag. 43 (Segue la votazione).
Piepoli, Ravetto, Tripiedi.
Presenti 451 Votanti 347 Astenuti 104 Maggioranza 174 Hanno votato sì 344 Hanno votato no 3.
Chiedo al relatore il parere sugli articoli aggiuntivi.
MICHELE BORDO, Relatore. Grazie, Presidente. Sull'articolo aggiuntivo Kronbichler 21.01 noi ci eravamo anche riservati di svolgere un approfondimento, in attesa che arrivasse il parere della Commissione bilancio, che, però, su questo è contrario. Quindi, il parere della Commissione sull'articolo aggiuntivo Kronbichler 21.01 è contrario, così come è contrario sugli articoli aggiuntivi Gianluca Pini 21.02 e 21.03, considerato che anche su questi c’è il parere contrario della Commissione bilancio.
SANDRO GOZI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il parere del Governo è conforme a quello del relatore, Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Kronbichler 21.01.
FLORIAN KRONBICHLER. Grazie, Presidente. Per noi questo era una proposta emendativa importante. Con questa prevediamo un aumento di 80 milioni di euro, per ciascun anno nel triennio 2015-2017, delle risorse assegnate dalla legge di stabilità per finanziare il Piano straordinario di tutela e gestione della risorsa idrica.
Questo articolo aggiuntivo, come il Presidente aveva già detto, era stato approvato in Commissione politiche europee, ma successivamente stralciato dalla Commissione bilancio, che aveva segnalato la mancanza di una debita copertura. Lo abbiamo cambiato e presentato in questa forma, ma lo ha di nuovo bocciato.
Quindi, ricorreremo all'ultimo mezzo, presentandolo come ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Kronbichler 21.01, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Presenti 444 Votanti 335 Astenuti 109 Maggioranza 168 Hanno votato sì 57 Hanno votato no 278.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Gianluca Pini 21.02, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Vallascas, Brugnerotto.
Dichiaro chiusa la votazione.Pag. 44 Comunico il risultato della votazione:
Presenti 446 Votanti 406 Astenuti 40 Maggioranza 204 Hanno votato sì 62 Hanno votato no 344.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Gianluca Pini 21.03.
Presenti 444 Votanti 404 Astenuti 40 Maggioranza 203 Hanno votato sì 63 Hanno votato no 341.
Dovremmo ora passare all'esame dell'articolo aggiuntivo 21.0200 della Commissione, su cui la Commissione bilancio deve ancora esprimere il parere. Dobbiamo quindi accantonarlo. Dobbiamo analogamente accantonare l'articolo 22, poiché ad esso è riferito un emendamento del Governo integralmente soppressivo, su cui la Commissione bilancio deve ancora esprimere il parere.
(Esame dell'articolo 23 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 23 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Presenti 449 Votanti 359 Astenuti 90 Maggioranza 180 Hanno votato sì 294 Hanno votato no 65.
Dovremmo ora passare all'articolo 24. Poiché a tale articolo è riferito a un emendamento della Commissione su cui la Commissione bilancio deve ancora esprimere il parere, che incide sulle medesime parti del testo su cui intervengono anche gli emendamenti già presenti nel fascicolo, dobbiamo accantonare tale articolo e tutte le proposte emendative ad esso riferite.
(Esame dell'articolo 25 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 25 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Colletti...
Presenti 448 Votanti 365 Astenuti 83 Maggioranza 183 Hanno votato sì 362 Hanno votato no 3. Pag. 45
(La deputata Lupo ha segnalato che non è riuscita a votare).
(Esame dell'articolo 26 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 26 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Latronico... Tartaglione...
Presenti 446 Votanti 434 Astenuti 12 Maggioranza 218 Hanno votato sì 322 Hanno votato no 112.
(Esame dell'articolo 27 – A.C. 2977-A)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 27 (Vedi l'allegato A – A.C. 2977-A), al quale non sono state presentate proposte emendative.
Lo Monte... Latronico...
Presenti 447 Votanti 438 Astenuti 9 Maggioranza 220 Hanno votato sì 314 Hanno votato no 124.
Dovremmo passare ora all'articolo 28. Poiché tuttavia tale ultimo articolo reca la copertura finanziaria dell'intero provvedimento si dovrà procedere al suo accantonamento, tenuto conto che sono stati già accantonati diversi articoli ed emendamenti in attesa dell'espressione del parere da parte della Commissione bilancio. A questo punto, l'esame del provvedimento è rinviato alla seduta di domani e lo svolgimento degli ulteriori argomenti all'ordine del giorno è rinviato alla seduta di domani, se non vi sono obiezioni.
Su un lutto del deputato Paolo Beni. PRESIDENTE. Comunico che il collega Paolo Beni è stato colpito da grave lutto: la perdita della madre.
Elezione di un vicepresidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
PRESIDENTE. Comunico che, in data 9 giugno 2015, la Commissione parlamentare per le questioni regionali ha proceduto all'elezione di un vicepresidente. È risultato eletto il senatore Albert Laniece.
Sull'ordine dei lavori (ore 17,32).
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Chiedo per favore un po’ di silenzio in aula, grazie.
ARTURO SCOTTO. Grazie signor Presidente, nelle democrazie liberali il voto popolare è sacro, ma non è il lavacro di tutto, innanzitutto delle leggi della Repubblica. Abbiamo assistito in questi giorni ad un attacco senza precedenti nei confronti della presidente della Commissione antimafia. Non è questo il luogo per aprire polemiche e la campagna elettorale è finita, ma bollare come infami ed eversive le deliberazioni di una Commissione bicamerale è un fatto che non può essere taciuto in quest'Aula. La storia del nostro Paese parla chiaro. Infami ed eversive sono state le mafie (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà). Vorrei che lo ricordassero bene quelli che si scagliano con tale virulenza nei confronti di chi da una vita combatte per eliminarle dalla faccia di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà).
DONATELLA DURANTI. Chiedo di parlare.
DONATELLA DURANTI. Signor Presidente, intervengo per informare quest'Aula di un gravissimo infortunio sul lavoro che è accaduto ieri. Ieri, Alessandro Morricella, un operaio dell'Ilva di Taranto, è stato vittima di un gravissimo infortunio sul lavoro all'interno dello stabilimento siderurgico. Alessandro è stato investito da un getto di ghisa incandescente, riportando terribili ustioni su gran parte del corpo; è in gravissime condizioni.
Esprimo la mia vicinanza e quella del gruppo di SEL a lui, alla sua famiglia e ai suoi compagni di lavoro. Siamo al fianco delle RSU che hanno immediatamente dichiarato lo sciopero e ci uniamo alla loro richiesta. Lo diciamo con tutta l'indignazione di cui siamo capaci: bisogna fare presto, lo ripeto, bisogna fare presto, bisogna fare luce sulle cause di questo gravissimo infortunio e bisogna perseguire i responsabili. La prima grande opera che va fatta in quello stabilimento è la verifica e la messa in sicurezza di tutti gli impianti per tutelare la salute e l'incolumità dei lavoratori. Deve essere la priorità, questa, del tanto sbandierato nuovo corso dell'Ilva di Taranto, che purtroppo continua ad avere lo stesso segno, il mancato rispetto cioè della vita di chi lavora in quella fabbrica e di chi vive fuori di essa.
DONATELLA DURANTI. Concludo, signor Presidente, annunciando che il gruppo di Sinistra Ecologia Libertà nel pomeriggio di oggi ha depositato un'interrogazione in merito all'accaduto.
Mercoledì 10 giugno 2015, alle 10:
1. - Seguito della discussione del disegno di legge: Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea – Legge europea 2014 (C. 2977-A). — Relatore: Michele Bordo.
2. - Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: CAPARINI ed altri; DECARO ed altri; MOLTENI; GRIMOLDI; MOLTENI; GAROFALO ed altri; NASTRI; CAPARINI ed altri; META ed altri; DELL'ORCO ed altri; NASTRI; GEBHARD ed altri; BUONANNO e MATTEO BRAGANTINI; GRIMOLDI; GANDOLFI e MARTELLA; PRATAVIERA ed altri; CRISTIAN IANNUZZI ed altri; MELILLA ed altri; MUCCI ed altri; TURCO ed Pag. 47altri; SCHULLIAN ed altri: Modifiche al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. (C. 423-608-871-1085-1126-1177-1263-1386-1512-1537-1616-1632-1711-1719-2063-2353-2379-2662-2736-2913-3029-A). — Relatore: Meta.
3. - Seguito della discussione delle mozioni Scotto ed altri n. 1-00719, Bechis ed altri n. 1-00885, Lupi ed altri n. 1-00887 e Gigli ed altri n. 1-00890 concernenti iniziative in materia di trascrizione dei matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso.
4. - Seguito della discussione delle mozioni Lupi ed altri n. 1-00869, Alfreider ed altri n. 1-00877, Barbanti ed altri n. 1-00881, Paglia ed altri n. 1-00882, Boccadutri ed altri n. 1-00883, Alberti ed altri n. 1-00884, Brunetta ed altri n. 1-00886 e Busin ed altri n. 1-00891 concernenti iniziative in materia di circolazione del denaro contante.
5. - Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO INDICE ELENCO N. 1 DI 4 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13) Votazione O G G E T T O Risultato Esito Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss 1
Ddl 2977-A – articolo 1 375
mantenimento articolo 2 398
articolo 3 401
articolo 4 405
articolo 6 414
articolo 7 419
em. 8.20 423
em. 8.1 427
em. 8.2 423
articolo 8 434
articolo agg. 8.05 425
articolo 9 439
articolo 10 444
INDICE ELENCO N. 2 DI 4 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26) Votazione O G G E T T O Risultato Esito Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss 14
articolo 11 433
articolo 12 444
em. 13.1 436
articolo 13 444
em. 14.1 rif. 451
em. 14.2 452
articolo 14 447
articolo 15 451
articolo 16 451
em. 17.20 449
em. 17.21 441
articolo 17 453
articolo 18 450
INDICE ELENCO N. 3 DI 4 (VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39) Votazione O G G E T T O Risultato Esito Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss 27
em. 19.1 431
em. 19.2 430
em. 19.21 432
em. 19.20 438
articolo 19 442
articolo agg. 19.021 452
em. 20.1 452
em. 20.21 445
articolo 20 448
em. 21.1 444
em. 21.5 447
articolo 21 451
articolo agg. 21.01 444
INDICE ELENCO N. 4 DI 4 (VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 45) Votazione O G G E T T O Risultato Esito Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss 40
articolo agg. 21.02 446
articolo agg. 21.03 444
articolo 23 449
articolo 25 448
articolo 26 446
articolo 27 447

References: sentenza 
 articolo 126
e contrario
 articolo 2
 articolo 2
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
 articolo 1
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
 articolo 6
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
e contrario
 articolo 1
 articolo 2

articolo 3

articolo 4

articolo 6

articolo 7

articolo 8

articolo 9

articolo 10

articolo 11

articolo 12

articolo 13

articolo 14

articolo 15

articolo 16

articolo 17

articolo 18

articolo 19

articolo 20

articolo 21

articolo 23

articolo 25

articolo 26

articolo 27