Source: http://difro.it/index.php/2018/06/26/difro-cass-282592018-sulla-motivazione-dellordine-di-allontanamento/
Timestamp: 2018-12-11 17:47:51+00:00

Document:
[Difro] Cass. 28259/2018 sulla motivazione dell’ordine di allontanamento – Clinica dei Diritti, dell'Immigrazione e della Cittadinanza
[Difro] Cass. 28259/2018 sulla motivazione dell’ordine di allontanamento
June 26, 2018 roma3
http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20180619/snpen@s10@a2018@n28259@tS.clean.pdf
Il provvedimento del questore, che ordina allo straniero espulso di lasciare il territorio nazionale, non deve esplicitare specifiche e dettagliate ragioni allorchè la scelta risulti determinata dalla impossibilità di accoglienza presso un CPT, essendo sufficiente che il Questore indichi i presupposti della modalità di esercizio del potere. Costituisce motivazione sufficiente l’accertata indisponibilità di posti presso i CPT (poi CIE, ora CPR).
Il provvedimento del questore che ordina l’allontanamento deve contenere un’autonoma motivazione, non potendo richiamare il provvedimento del prefetto in quanto, mentre questo si riferisce ai presupposti dell’espulsione, quello del questore si riferisce alle sue modalità. In relazione a tali modalità la norma stabilisce che l’espulsione deve essere eseguita in primo luogo con accompagnamento alla frontiera; se ciò non è possibile, perché lo straniero non è identificato o non ha documenti di viaggio o non vi è disponibilità del vettore, deve essere trattenuto presso un centro di accoglienza; qualora non vi sia disponibilità di posti, come ultima possibilità è previsto l’ordine di allontanamento. Ne consegue che il questore deve dare conto del perché non sia stato possibile seguire l’intero iter previsto dalla legge e lo deve fare con una motivazione che dia conto dei motivi che gli hanno impedito di eseguirla con altre modalità, anche se lo può fare in modo sintetico e senza dover specificare i dettagli tecnici che devono restare riservati anche per ragioni di sicurezza.
In altri termini, non è necessario che tale ordine espliciti le specifiche dettagliate ragioni della scelta, allorché questa risulti determinata dalla impossibilità dell’accoglienza presso il centro di permanenza temporanea più vicino (cfr. per tutte Cass. 23.11.2003 n. 40299; Cass. 12.2.2004 n. 5822). È pacifico che il provvedimento del questore debba essere motivato, poiché tutti gli atti amministrativi devono essere motivati, a norma del L. n. 241 del 1990, art. 3, comma 1, in assenza di specifiche disposizioni derogatorie (Sez. 1, n. 24816 del 19/05/2005, Romani), così come è altrettanto pacifico che il giudice penale può e deve verificare la legittimità dell’atto amministrativo presupposto del reato sia sotto il profilo formale che sotto quello sostanziale, onde escluderne, eventualmente, la applicabilità nel caso in concreto (v. per tutte Cass. Sez. 1, 9.12.1999, Cozzolino); tuttavia ciò comporta che il questore è tenuto ad indicare i presupposti delle modalità dell’esercizio del suo potere con riguardo alle situazioni che possono verificarsi (impossibilità di eseguire immediatamente la espulsione e di trattenere lo straniero presso un centro di permanenza temporanea), ma non anche che debba scendere nella dettagliata indicazione delle circostanze per cui, ad esempio, i posti nel centro di permanenza temporanea sono già occupati. La legge richiede la motivazione del provvedimento, che non significa però la esplicitazione di dettagli tecnici che devono, in ipotesi, restare riservati anche per ragioni di sicurezza.
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References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 3
 Cass. Sez. 
 Cass.