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Timestamp: 2020-08-15 02:56:11+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25462 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25462 del 12/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 12/12/2016, (ud. 12/10/2016, dep.12/12/2016), n. 25462
A.I., elettivamente domiciliato in Roma, presso la
dall’avv. Luigi De Caprio, per procura ad litem allegata al ricorso,
al fax n. 0823/818433 e alla p.e.c. decaprio.luigi-pec.it;
avverso la sentenza n. 280/2016 della Corte di appello di Napoli,
emessa il 20 gennaio 2016 e depositata il 26 gennaio 2016, n. R.G.
2161/2015;
Rilevato che in data 10 giugno 2016 è stata depositata relazione ex art. 380 bis c.p.c. che qui si riporta:
1. L’8.11.13 il Sig. A.I., cittadino bosniaco di etnia rom, impugnava davanti al Tribunale di Napoli la decisione con la quale la Commissione Territoriale di Caserta per il riconoscimento della protezione internazionale aveva rigettato la richiesta di riconoscimento di qualsiasi forma di protezione internazionale, in quanto 11 richiedente non aveva nulla da temere in caso di rimpatrio e risultava gravato da precedenti penali.
2. Il Sig. A. proponeva appello avverso tale ordinanza e richiedeva 11 riconoscimento della protezione umanitaria. L’appello veniva rigettato dalla Corte.
3. Propone ricorso per Cassazione il Sig. A. affidandosi a tre motivi:
a) violazione o erronea applicazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32, comma 3 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
b) Violazione o erronea applicazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
c) Omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia.
4. Le deduzioni del ricorrente sono completamente incoerenti con la richiesta di concessione di permesso di soggiorno per motivi sanitari e, inoltre, la presenza di indicazione di cure necessarie appare del tutto sfornita di autosufficienza. Dalla sentenza impugnata non risulta affatto la deduzione delle predette condizioni di salute ma, piuttosto, il rischio di trattamenti discriminatori dettati dalla sua appartenenza all’etnia rom.
5. Sussistono pertanto i presupposti per la trattazione della controversia in camera di consiglio e se l’Impostazione della presente relazione verrà condivisa dal Collegio per il rigetto del ricorso.
La Corte condivide la relazione sopra riportata e pertanto ritiene che il ricorso debba essere respinto senza alcuna statuizione sulle spese del giudizio di cassazione e sul pagamento del doppio del contributo unificato in ragione dell’ammissione del ricorrente al patrocinio a spese dello Stato.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 380
 art. 32
 art. 5
 sentenza