Source: https://www.tempodivivere.it/per-un-riconoscimento-giuridico-delle-comunita-intenzionali.html
Timestamp: 2020-08-07 22:09:59+00:00

Document:
Per un riconoscimento giuridico delle Comunità Intenzionali | Cambio Vita
- Infine, ma con un profondo distinguo dai quattro precedenti istituti: la Famiglia
*Antonio Bernini, presidente Conacreis, Coordinamento Nazionale Associazioni e Comunità Etica, Interiore e Spirituale.
Camera,disegno di legge presentato da Giovanna MELANDRI (PD)
ultimo status: 21/12/2010 - Camera: assegnato (non ancora iniziato l'esame)
iter parlamentare del disegno di legge C.3891
23/11/2010: presentato alla Camera > da approvare alla Camera > da approvare al Senato > diventa legge
La Repubblica riconosce il valore civile e la funzione di utilità sociale delle organizzazioni comunitarie sociali disciplinate dalla presente legge.
Esse sono formazioni attraverso le quali oltre ad esprimersi la personalità dei cittadini si contribuisce alla realizzazione dei valori di solidarietà sociale, civile, economica e culturale, alla tutela dell’ambiente ed al perseguimento di obiettivi di ricerca etica, interiore e spirituale.
La funzione sociale delle organizzazioni è espressa altresì dallo svolgimento di compiti ed attività in favore della collettività con momenti di risparmio della spesa pubblica.
Le Comunità si costituiscono per atto pubblico rogato da notaio.
Possono costituirsi le aggregazioni di persone fisiche che hanno i seguenti requisiti:
a) numero di persone di almeno 10 iscritti, compresi i minori all’atto della presentazione della domanda;
b) progetto di vita comunitaria caratterizzato dalle finalità di cui all’art.1, da attuarsi medianteforme di convivenza continuativa tra gli aderenti specificamente previste ed indicate;
c) svolgimento di attività di utilità sociale, da indicare nell’atto costitutivo
d) previsione di un ordinamento interno ispirato ai principi di uguaglianza e pari opportunità tra gliaderenti con indicazione della elettività delle cariche, dell’obbligo del bilancio etico sociale, dei criteri di ammissione, delle modalità di scioglimento e degli obblighi devolutivi in caso di scioglimento.
Le comunità in possesso dei requisiti prima indicati possono richiedere la iscrizione nel Registro Nazionale delle Comunità istituito presso il Dipartimento degli Affari sociali della Presidenza del Consiglio; tale iscrizione viene deliberata in favore delle comunità che ne fanno domanda a seguito della verifica della sussistenza dei requisiti e delle condizioni di cui al presente articolo e purché risulti che le comunità siano esistenti ed operanti da almeno 3 anni.
La iscrizione nel Registro Nazionale attribuisce alla comunità la personalità giuridica nonché tutti i diritti, gli obblighi, i benefici e le qualità previste dalla legge in favore di detti soggetti e per i rapporti da essa disciplinati.
La iscrizione nel Registro Nazionale attribuisce alla comunità un trattamento normativo e fiscale equiparato a quello degli enti no profit ed ONLUS.
Il Registro Nazionale presso il Dipartimento è tenuto e vigilato da uno speciale ufficio (Osservatorio Nazionale per le Comunità) del quale dovrà essere chiamato a far parte un rappresentante nazionale delle Comunità.
Le Comunità traggono le loro risorse economiche da:
- donazioni, lasciti, eredità ed erogazioni liberali;
- contributi di amministrazioni od enti pubblici;
- entrate derivanti da prestazioni di servizi verso terzi privati o pubblici;
- proventi di cessioni di beni derivanti da attività economiche svolte tramite prestazioni d’opera degli associati, di carattere commerciale, artigianale o agricolo;
- altre entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al finanziamento della Comunità.
Le Comunità sono tenute per almeno tre anni alla conservazione della documentazione relativa alle entrate di cui al comma precedente.
Le Comunità hanno l’obbligo di rendicontazione delle proprie entrate ed uscite in bilanci annuali.
Le Comunità sono tenute a reinvestire al proprio interno i proventi derivanti dalle attività
economiche svolte, coerentemente con le finalità istituzionali, con il divieto di distribuire tra i membri gli utili eventualmente maturati.
Art. 4. Bilancio etico-sociale
Le Comunità possono sottoscrivere convenzioni con pubbliche amministrazioni per l’erogazioni di servizi a terzi a titolo oneroso.
Le Comunità redigono annualmente il bilancio sociale rendicontando sulle quantità e sulle qualità di relazione con i gruppi di riferimento rappresentativi dell’intera collettività, mirante a delineare un quadro omogeneo, puntuale, completo e trasparente della complessa interdipendenza tra i fattori economici e quelli socio-politici connaturati e conseguenti alle scelte fatte.
Art. 5. Strutture per lo svolgimento delle attività sociali
Le Comunità possono ricevere in comodato dalle pubbliche amministrazioni beni pubblici mobili ed immobili per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali.
Possono altresì stipulare con Enti pubblici territoriali locali convenzioni particolari per la costruzione e/o l’ampliamento di strutture edilizio-urbanistiche anche in deroga ai PRGC ovvero per il riconoscimento di “Area Speciale” agli insediamenti destinati al conseguimento delle finalità istituzionali ed a qualsiasi titolo detenuti dalle singole Comunità, anche come momenti di valorizzazione degli usi civici.
Art. 6. Proprietà
I membri che prestano la loro attività lavorativa presso la Comunità in maniera continuativa e prevalente hanno diritto al mantenimento sulla base della condizione patrimoniale della comunità stessa ed in modo che sia garantito un livello corrispondente a quello definito dall’art. 36 della Costituzione e 230 bis c.c.
La Comunità ha comunque la facoltà di organizzare forme di lavoro diversificate con trattamenti fiscali autonomi di cui al seguente art. 8.
Art. 8. Disciplina fiscale e agevolazioni
Le Comunità possono stabilire rapporti di lavoro al loro interno in regime di agevolazione fiscale nella misura forfettaria fissa per IRPEF del 20% per le prestazioni d’opera onerose ed in regime di esenzione fiscale per le prestazioni d’opera libere e gratuite prestate dai propri associati per il perseguimento di fini istituzionali.
Le Comunità intenzionali possono organizzare forme di scambio lavoro-ospitalità, soggette alla agevolazione fiscale sopra indicata, al netto dei costi di ospitalità.
Art. 9. Diritti e doveri degli associati conviventi
I componenti delle Comunità hanno tra loro diritti e doveri di natura mutualistica e solidaristica, equiparati a quelli tra familiari come disciplinati dal codice civile, anche ai fin dell’assistenza sanitaria.
L’iscrizione nel Registro Nazionale delle Comunità è consentita, su domanda da presentarsi presso il Dipartimento degli Affari sociali della Presidenza del Consiglio entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, a coloro che a tale data dimostrino di avere svolto da almeno 3 anni la attività di cui all’art. 2 e con il possesso dei requisiti ivi previsti, pur attraverso l’utilizzo di altri istituti giuridici previsti dall’ordinamento.
Entro un anno dalla data di iscrizione al Registro Nazionale dei soggetti di cui al primo comma i medesimi dovranno provvedere alla loro trasformazione in Comunità secondo le forme ed i requisiti di cui alla presente legge.
Art. 12. Norma di rinvio
fonti: MappaEcovillaggi - openpolis.it - Conacreis
29 giorni 15 ore

References: Art. 4

Art. 5

Art. 6
 art. 8

Art. 8

Art. 9

Art. 12