Source: http://docplayer.it/2034593-L-indebito-utilizzo-del-nome-a-mezzo-internet-profili-di-tutela.html
Timestamp: 2017-04-24 21:17:55+00:00

Document:
L indebito utilizzo del nome a mezzo internet: profili di tutela - PDF
Download "L indebito utilizzo del nome a mezzo internet: profili di tutela"
1 L indebito utilizzo del nome a mezzo internet: profili di tutela SOMMARIO: 1. Premessa. 2. La tutela giurisdizionale dell indebito utilizzo del cognome. 3. I presupposti per l esperibilità della tutela ed il danno risarcibile. 4. L individuazione del giudice competente. 1.Tra i diritti della personalità, con cui in generale si indicano tutti quei diritti dell uomo, ritenuti fondamentali, che tutelano la persona nei suoi valori essenziali, rientra il diritto all identità personale. Si tratta di un diritto elaborato dalla dottrina per tutelare il bene-valore rappresentato dalla proiezione sociale della personalità dell individuo, cui corrisponde l interesse di questi ad essere rappresentato nella comunità in cui vive secondo quella che è la sua vera identità intellettuale, ideologica, etica e professionale. Tale interesse è destinato a specificarsi nei diversi diritti che identificano il soggetto nel nostro ordinamento quali il diritto all immagine, all onore, alla reputazione, alla riservatezza. Ma il diritto che meglio rappresenta il concetto di identità sociale come strumento di identificazione sociale è il diritto al nome. Il nome è il mezzo con cui ogni persona viene identificata, è il segno che permette al soggetto di riferire a sé qualità personali e vicende della vita umana, e consiste nel diritto del soggetto all uso esclusivo dell appellativo che lo identifica socialmente 1. Lo stesso codice civile all art. 6 afferma che Ogni persona ha diritto al nome che le è per legge attribuito, sancendo così in modo inconfutabile il diritto all identità. Si tratta di un diritto personalissimo di pertinenza esclusiva della persona che ne è titolare, ed assoluto in quanto può essere fatto valere erga omnes. La norma precisa, altresì, che nel nome si comprendono il prenome ed il cognome. 1 In dottrina V. DOGLIOTTI, Le persone fisiche, in Trat. Rescigno, II, Torino, 1982, p. 107; ID., Identità personale, onore, reputazione e diritto al nome, in Dir. inf., 1985, p. 579 ss.; BUCCIANTE, Sul diritto alla tutela del nome, in Giust. civ., 1960, p. 593; RABITTI BEDOGNI, Sulla nozione di pregiudizio nella tutela del nome civile, in Giust. civ., 1986, p. 570; FACCI, Il risarcimento del danno per violazione dei diritti della personalità, al di fuori della privacy, in Resp. civ. prev., 2000, p ss.; CARFI, Nome (diritto al), in Il diritto Enc. giur., Milano, 2007, X, p. 15 ss.; MACIONE, Profili del diritto al nome civile e commerciale, Padova, 1984; DE SANNA, In tema di diritto al nome, in Resp. civ., 1996, p. 276 ss.; MOLLE, Sulla risarcibilità del danno da lesione del diritto al nome, in Dir. inf., 1990, p. 125 ss.; BONAMORE, Il diritto al nome, patrimonio irretrattabile della persona umana e segno distintivo della personalità, in Giust. civ., 1994, p ss.; ARICÒ, Diritto al nome e diritto all immagine: contenuto e rapporti, in N. dir., 1995, p. 763; GRASSANO, Il diritto al nome come diritto della personalità costituzionalmente garantito, in Stato civ. it., 1996, p. 7 ss.; PANOZZO, Il diritto al norme tra opinioni dottrinali e orientamenti giurisprudenziali, in Stato civ. it., 1999, p. 406 ss.; FESTA, La Corte costituzionale conferma l annoverabilità del diritto al nome fra i diritti inviolabili della persona, in Dir. fam., 2002, p. 13 ss.; RAPARELLI, Alcune riflessioni sul fondamento giuridico del diritto al nome, in Foro it., 2002, c. 647 ss.; ZIINO, Diritto della persona e diritto al (pre)nome Riferimenti storico letterari e considerazioni giuridiche, in Giust. civ., 2004, p. 355 ss.; PERON, Il diritto al nome, il consenso al suo sfruttamento ed i danni risarcibili, in Riv. dir. ind., 2006, p. 360 ss. 32 Nel presente lavoro ci prefiggiamo di affrontare brevemente alcuni profili della tutela del suddetto diritto nell ipotesi di indebito utilizzo del nome della persona come nome di dominio di un sito internet. Si pensi, ad esempio, all ipotesi in cui un sito web utilizzi indebitamente non solo il nome della famiglia Bianchi ma addirittura lo stemma gentilizio della famiglia medesima. In particolare, in relazione ad entrambe tali problematiche, si valuterà il tipo di tutela giurisdizionale che può invocare la famiglia Bianchi nonché la risarcibilità del danno dalla stessa patito. Verranno svolte, inoltre, alcune brevi considerazioni in relazione all individuazione del giudice competente posto che l illecito è stato commesso su internet. 2. Il diritto al nome è tutelato dall art. 7 c.c. che così testualmente recita : La persona, alla quale si contesti il diritto all uso del proprio nome o che possa risentire pregiudizio dall uso che altri indebitamente ne faccia, può chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, salvo il risarcimento del danno. In particolare la norma individua due tipi di azione a tutela dell indebito utilizzo del nome: l azione di reclamo e l azione di usurpazione. La prima azione è utilizzata contro chi contesta od impedisce l uso del nome cui il soggetto ha diritto, oppure identifichi la persona con un nome diverso dal suo. Mentre la seconda è utilizzata per proteggere l esclusività del nome della persona, contro chi usi indebitamente il nome altrui. Sia l azione di reclamo che quella di usurpazione tutelano il diritto al nome con la cessazione del fatto lesivo, il risarcimento dei danni e la pubblicazione della sentenza su uno o più giornali, quando ciò possa concorrere ad eliminare il pregiudizio subito. Tornando alla fattispecie concreta presa in esame, sia l indebito utilizzo del nome che dello stemma di famiglia possono trovare tutela nell art. 7 c.c. In particolare, per quanto attiene al profilo relativo al nome, la disposizione summenzionata richiama espressamente il diritto al nome come oggetto di tutela. Mentre in relazione allo stemma gentilizio è possibile applicare analogicamente la disciplina prevista per la tutela del nome, ed in generale dei segni distintivi della persona, prevista dagli artt. 6 9 c.c. È, infatti, pacifica l estensione della tutela prevista dalle norme sul nome 2 alle vicende relative agli stemmi nobiliari (e anche ai c.d. predicati nobiliari ). Si ritiene, cioè, che lo stemma, essendo un elemento fortemente identificativo dell individuo come appartenente ad una determinata stirpe, si affianchi al cognome nella funzione identificativa della persona e, in caso di omonimia, contribuisca a precisare l appartenenza di quella medesima persona ad una determinata famiglia. 2 In questo senso V. Cass. civ., sez. I, 7 novembre 1997, n , in Giust. civ. Mass., 1997, p. 2097; Cass. civ., sez. I, 7 marzo 1991, n. 2426, in Giust. civ. Mass., 1991, fasc. 3. È interessante in proposito la pronuncia del Trib. di Milano, 9 novembre 1992, in Giur. it., 1993, p. 747 ss. che ha affermato che la tutela del diritto al nome si estende anche a proteggere la simbologia (bandiere, stemmi, colori, costumi) delle contrade di Siena e della loro partecipazione al Palio. 43 Il danno provocato dall utilizzo illegittimo dello stemma da parte di un soggetto che non ne sia il legittimo titolare è rappresentato dalla confusione familiare (anche solo potenziale 3 ). Rappresenta, cioè, un pregiudizio per chi appartiene ad una determinata famiglia la circostanza che, per effetto dell usurpazione dello stemma, si crei nella società una falsa opinione sull appartenenza alla stessa famiglia di un soggetto del tutto estraneo ad essa. Orbene, come è stato più sopra evidenziato, la tutela del diritto al nome si manifesta in una duplice forma, seconda quanto previsto dall art. 7: la persona alla quale si contesti il diritto all uso del proprio nome o che possa risentire pregiudizio dall uso che altri indebitamente ne faccia, può chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, salvo il risarcimento del danno. Pertanto, nel caso di specie, il soggetto danneggiato dall usurpazione (i.e. utilizzo indebito) del nome e dello stemma, ai sensi dell art. 7 c.c., potrà chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, il risarcimento del danno e la pubblicazione della sentenza su uno o più giornali quale forma di restitutio in integrum. Tale conclusione trova conferma anche nella giurisprudenza di merito 4 la quale ha statuito che nell ipotesi come quella presa in esame, in cui il nome di una persona venga registrato da terzi in malafede quale nome a dominio presso la Registration Authority italiana, trova applicazione la tutela del nome prevista dall art. 7 ss 5. È interessante notare come le suddette azioni ai sensi dell art. 8 c.c. possano essere promosse anche da chi, pur non portando il nome contestato o indebitamente usato, abbia alla tutela del nome un interesse fondato su ragioni familiari degne di essere protette. In proposito è stato evidenziato come l attribuzione del diritto al nome non sia la circoscritta individuazione anagrafica dell individuo ma la più complessa e vasta tutela che attraverso il nome può accordarsi anche al gruppo familiare dal punto di vista delle tradizioni, della fama e della reputazione sociale di cui essa gode Dobbiamo a questo punto esaminare i presupposti per la fruttuosa esperibilità della tutela. In particolare, ai fini dell accoglimento della domanda di cessazione del fatto lesivo, sarà necessario provare che l utilizzazione del nome altrui sia indebita e che da tale comportamento possa derivare un pregiudizio alla persona alla quale il nome è stato per legge attribuito. 3 L ordinamento tutela anche ogni possibile attentato o lesione della identità personale. In altre parole, è possibile chiedere la cessazione del fatto lesivo anche in presenza solo di un pregiudizio potenziale come conseguenza dell altrui indebito; danno che deve rivestire gli elementi di un illecito penale ovvero di un illecito civile nel senso di danno ingiusto. Cfr. Cass. civ., sez. I, 5 ottobre 1994, n. 8081, in Giur. it., 1996, p Trib. Torino, 23 dicembre 2000, Dir. inf., 2001, p Cfr. GAZZONI, Manuale di diritto privato, Napoli, 2007, p GAZZONI, op.cit., p4 A tal fine è sufficiente dimostrare la sussistenza di un pregiudizio anche solo potenziale, non essendo richiesto che lo stesso si sia già in concreto verificato 7. Tuttavia, la ricorrenza del suddetto potenziale pregiudizio deve essere accertata in concreto. Pertanto, ai fini dell accoglimento dell azione inibitoria ex art. 7 c.c., non è sufficiente la sussistenza del mero fatto dell usurpazione, in quanto si richiede la prova del possibile pregiudizio economico o morale che dall usurpazione del nome può derivare al denunciante, al fine di contenere l azione nei limiti del ragionevole interesse del titolare ed escludendo dalla tutela quelle utilizzazioni che non abbiano tale effetto 8. In particolare, mentre per la cessazione del fatto lesivo è sufficiente la semplice possibilità del pregiudizio, ai fini del risarcimento dei danni occorre sia la sussistenza e la conseguente dimostrazione di un pregiudizio effettivamente verificatosi 9, sia il dolo o la colpa dell autore della violazione 10, non essendo sufficiente l illegittimità della condotta dell agente. Pertanto, secondo i principi generali, il soggetto, il cui nome è stato indebitamente utilizzato, potrà ottenere il risarcimento del danno patrimoniale, solo se sia in grado di provare che il comportamento doloso o colposo del terzo ha cagionato una lesione alla propria sfera patrimoniale. In ordine poi al danno non patrimoniale si evidenzia quanto segue. In dottrina 11, sussiste un orientamento favorevole al risarcimento dei danni non patrimoniali, anche nel caso in cui l usurpazione del nome non costituisca reato. Tale orientamento si basa su una interpretazione dell art. 7 c.c. inteso come previsione specifica, configurante uno dei casi previsti dalla legge per il risarcimento del danno non patrimoniale di cui all art c.c. Da questo punto di vista, si evidenzia come altrimenti sarebbe inutile il disposto dell art. 7 c.c. salvo il risarcimento del danno, essendo il risarcimento del danno patrimoniale già previsto dall art c.c. Di diverso avviso è la giurisprudenza 12, secondo la quale nessun risarcimento del danno morale è accordabile, in caso di usurpazione del nome, che non integri gli estremi del reato. Alla luce di quanto più sopra esposto, il danneggiato, ai sensi dell art. 7 c.c., oltre al potere di esercitare l azione di reclamo e di usurpazione, può altresì richiedere il risarcimento del danno patito a seguito dell indebito utilizzo del proprio nome. Tale posizione è confermata anche dalla giurisprudenza di legittimità 13, che ha affermato che mentre per l inibitoria è sufficiente che l attore dimostri, oltre all uso 7 In tal senso V. Cass. civ., sez. I, 16 luglio 2003, n , in Giust. civ, 2004, p Cfr. Cass. civ., sez. I, 22 ottobre 1984, n. 5343, in Dir. fam., 1985, p In questo senso Cass. civ., 15 marzo 1969, n. 829, in Giust. civ., 1969, p V. in giurisprudenza tra le altre Cass., 7 marzo 1991, n. 2426, in Dir. fam., 1992, p CATAUDELLA, La tutela civile della vita privata, Milano, 1972; AULETTA, Riservatezza e tutela della personalità, Milano, 1978; DOGLIOTTI, La responsabilità civile, in Giur. sist. Biagiavi, III, Torino, 1987, p. 24. In senso contrario V. FRANZONI, Dei fatti illeciti, Bologna-Roma, sub art. 2059, p Trib. Roma, 31 gennaio 1989, in Foro it., 1991, p. 947, con nota di SIMONE, Danno non patrimoniale e pena privata. 13 Cass. civ., sez. I, 5 ottobre 1994, n. 8081, cit. 65 illegittimo del proprio nome, la possibilità che da ciò derivi pregiudizio il quale può essere, quindi, meramente potenziale ovvero di ordine soltanto morale ai fini dell azione risarcitoria, devono sussistere i requisiti soggettivi ed oggettivi dell illecito aquiliano ex art ss c.c., sicché non solo è necessaria l esistenza di un pregiudizio effettivo, ma questo, se non ha carattere patrimoniale, è risarcibile, ai sensi dell art c.c., soltanto ove nella condotta dell indebito utilizzatore sia configurabile un illecito penalmente sanzionato. Da ultimo si evidenzia che, affinché la condanna alla cessazione dell uso indebito del nome possa risultare più incisiva, la famiglia Bianchi potrà altresì chiedere al giudice la pronuncia di un c.d. astreinte. La legge 18 giugno 2009 n. 69 ha infatti introdotto nel nostro ordinamento all art. 614-bis c.p.c. 14 questo nuovo strumento processuale diretto a rafforzare l adempimento della condanna ad un non facere. La norma prevede che con il provvedimento di condanna il giudice, salvo che ciò sia manifestamente iniquo, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dall obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell esecuzione del provvedimento. Il provvedimento di condanna costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle somme dovute per ogni violazione o inosservanza. Attraverso questa misura coercitiva, qualora il nome venga nuovamente usurpato dal terzo, questi potrà essere condannato ad una sanzione pecuniaria che costituirà titolo esecutivo e con la quale si potrà procedere ad esecuzione forzata. 4. Appurata l esistenza nel caso de quo di una posizione giudizialmente tutelabile in capo al danneggiato, si pone il problema di individuare il giudice territorialmente competente a pronunciarsi sulla domanda. Tale questione non è di poco conto, attesa sia la natura particolare (Internet) del luogo in cui si è verificato il fatto lesivo censurato, sia l assoluta assenza di una specifica normativa relativa alle vicende del Cyberspace. In prima approssimazione, nel caso in cui l illecito sia meramente nazionale, i criteri generali di competenza territoriali sono innanzitutto il domicilio del convenuto (art. 18 c.p.c.) ed in secondo luogo, trattandosi di obbligazione, anche il giudice del luogo in cui è sorta o deve eseguirsi l obbligazione dedotta in giudizio (art. 20 c.p.c.). Il luogo in cui deve considerarsi sorta l obbligazione extracontrattuale, ai fini della competenza per territorio, è quello in cui si è verificato il fatto produttivo del danno 15. Nella nozione di fatto rientra, oltre al comportamento illecito, anche l evento dannoso che ne deriva. Qualora i due luoghi non coincidano, il forum delicti previsto dall art. 20 c.p.c. deve essere identificato con riguardo al luogo in cui è avvenuto l evento 16. Vista la dematerializzazione delle attività compiute in internet, non è facile stabilire dove e quando è stato commesso il fatto illecito. Si tratta quindi di capire cosa debba 14 V. CHIZZINI, in BALENA, CAPONI, CHIZZINI, MENCHINI, La riforma della giustizia civile. Commento alle disposizioni della legge sul processo civile n. 69/2009, Torino, 2009, sub art. 614-bis; GAMBINERI, Attuazione degli obblighi di fare infungibile o di non fare, in Foro it., 2009, p. 320 ss.; MERLIN, Prime note sul sistema delle misure coercitive pecuniarie per l attuazione degli obblighi infungibili nella L. 69/2009, in Riv. dir. proc., 2009, p ss.; AMADEI, Una misura coercitiva generale per l esecuzione degli obblighi infungibili, in judicium. 15 Cass. civ., sez. II, 25 gennaio 1995, n. 866, in Giust. civ. Mass., 1995, p. 163; Cass. civ., sez. II, 5 ottobre 1998, n. 9853, in Giust. civ. Mass., 1998, p Cass. civ., sez. III, 20 settembre 2004, n , in Giust. civ. Mass., 2004, p. 9. 76 intendersi - in caso di illecito commesso via internet - per locus commissi delicti di cui all art. 20 c.p.c. e, quindi, quale sia il giudice che ha la competenza territoriale alternativa a conoscere la causa 17. Il problema da risolvere è, per l appunto, individuare il posto in cui si è verificato l evento, dal momento che l illecito commesso via internet può sfuggire ai tentativi di definizione geografica e dispiega il suo potenziale lesivo contemporaneamente in tutta la rete, senza che sia possibile, nella maggioranza dei casi, individuare con certezza un luogo fisico di prima incidenza dell azione. Molti sono i criteri che sono stati proposti al fine di risolvere la questione dell individuazione del foro territorialmente competente: il locus commissi delicti, quello del forum destinatae solutionis, quello del luogo ove è ubicato il computer dal quale partono i materiali diretti in rete. Tuttavia, in generale, possiamo individuare due orientamenti. Secondo un primo orientamento, in caso di fatto illecito commesso via internet, il forum commissi delicti è quello del luogo in cui si trova il server sul quale sono caricate le pagine contenenti le dichiarazioni offensive 18. Secondo altro orientamento il luogo di realizzazione del fatto illecito è quello nel quale esso produce il relativo danno, rilevando poi come il danno prevalente è presumibilmente sofferto presso il luogo di domicilio del danneggiato, e quindi individuando proprio in detto domicilio il locus commissi delicti in caso di fatto illecito commesso via internet 19. Quest ultimo è del resto l orientamento seguito dalle sezioni unite della Corte che hanno, pertanto, ritenuto preferibile la soluzione che identifica il giudice competente quello del foro in cui il danneggiato ha la propria sede, la propria residenza o il proprio domicilio 20. Secondo la Cassazione tale soluzione è preferibile in quanto: a) la causa viene incardinata dove l illecito è giunto a compimento causando concretamente un danno; b) si impedisce ad entrambe le parti in causa di compiere attività di forum shopping e si precostituisce il giudice territorialmente competente; 3) si evita che il danneggiato debba sopportare spese legate alla necessità di individuare il luogo di gestione del sito nonché il rischio di non riuscire in tale individuazione 21. Per quanto riguarda gli illeciti di dimensione sovranazionale, assumono rilevanza primaria i criteri di collegamento individuati dalla Convenzione di Bruxelles del 1968 (oggi sostituita dal Regolamento (CE) 44/2001) espressamente richiamati dall art. 3 L. 218/1995 come applicabili anche alle controversie internazionali extracomunitarie. 17 In questo senso V. anche DI CIOMMO, Art.20 c.p.c. e illeciti commessi tramite Internet (una regola a valere per tutti i mezzi di comunicazione di massa?), in Foro it., 2002, p ss. 18 Trib. di Lecce, 24 febbraio 2001, in Giur. it., 2002, p. 81 con nota di CASSANO. 19 Cfr. DI CIOMMO, Dispute sui «domain names», fatti illeciti compiuti via Internet ed inadeguatezza del criterio del «locus commissi delicti», in Foro it., 2001, p. 2033; ID., Internet (responsabilità civile), in Enc. giur., XVII., Roma, Cass. civ., sez. un., 8 giugno 2002, n in Foro it., 2002, p In questo senso V. DI CIOMMO, Art. 20 c.p.c. e illeciti commessi tramite Internet (una regola a valere per tutti i mezzi di comunicazione di massa?), cit. 87 In particolare, in tema di illecito civile l art. 5 del Regolamento 44/2001 attribuisce la giurisdizione al giudice del luogo in cui l evento dannoso è avvenuto o può avvenire 22 ; qualora poi si tratti di un azione di risarcimento di danni o di restituzione da reato, è competente il giudice dinanzi al quale è esercitata l azione penale, al quale la propria legge consenta di conoscere anche dell azione civile conseguente ai comportamenti penalmente rilevanti. La normativa comunitaria, dunque, esclude la giurisdizione del giudice nazionale in cui si è verificato il fatto causativo del danno e si limita ad attribuirla a quello del luogo in cui il danno stesso si è (realmente o potenzialmente) verificato. Va evidenziato che la Corte di Giustizia CE ha avuto in passato occasione di pronunciarsi sulla questione della competenza giurisdizionale nelle controversie aventi ad oggetto il risarcimento del danno in ipotesi analoghe a quella qui presa in esame, ovvero la fattispecie del danno causato da diffamazione a mezzo stampa. Con il danno derivante dall illecito utilizzo della rete internet esso condivide la difficoltà di individuare un unico luogo nel quale possa collocarsi la verificazione del pregiudizio. In tali ipotesi, i giudici comunitari avevano identificato il giudice competente, in via alternativa, in quello del luogo in cui aveva sede l editore del mezzo di stampa oppure in ciascuno Stato membro nel quale tale mezzo di stampa era stato diffuso 23. A tale conclusione la Corte era giunta considerando che nella fattispecie della diffamazione a mezzo stampa il danno per il diffamato poteva considerarsi verificato, ai sensi della Convenzione di Bruxelles, non appena venivano rese pubbliche le notizie diffamatorie. Applicando detto ragionamento all ipotesi di indebito utilizzo del nome nella rete internet, ci troviamo di fronte alla medesima difficoltà già individuata in riferimento ad ipotesi meramente nazionali: data la potenziale diffusione universale della rete internet, e dunque la potenziale conoscibilità universale dell illecito utilizzo del nome altrui, qualunque giudice nazionale sarebbe competente a conoscere dell azione per il risarcimento del danno subito dall usurpato. Anche in questa ambito, dunque, potrebbero venire in aiuto i criteri alternativi elaborati a livello nazionale, ossia il criterio che stabilisce la competenza del giudice del luogo in cui si trova il server (il locus commissi delicti) oppure il giudice del luogo in cui il danneggiato ha la propria residenza o domicilio. Si può infine notare come la specifica locuzione utilizzata dalla normativa comunitaria (luogo in cui si è verificato l evento dannoso) tende a rendere preferibile il secondo dei due criteri sopra richiamati: è infatti al domicilio del danneggiato che si può considerare realmente avvenuto il pregiudizio. 22 BAREL, ARMELLINI, Manuale breve Diritto internazionale privato, Milano, 2009, p. 251, evidenziano come la menzione del luogo in cui l evento dannoso può avvenire costituisca un aliquid novi rispetto alle previsioni della Convezione di Bruxelles, e quindi lascia spazio alla possibilità di instaurare azione fondate sul pericolo che l evento dannoso si verifichi, e per prevenirlo. 23 CGCE 7 marzo 1995, in causa C-68/93, in Foro it., 1995, p. 331 con nota di SARAVALLE, Foum damni o fora damni?. 98 Nel caso di specie, pertanto, si può concludere che la famiglia Bianchi potrà promuovere l azione di usurpazione innanzi al Tribunale nella cui circoscrizione ha il proprio domicilio. Sotto il profilo internazionale, l azione potrà essere intentata davanti al giudice nazionale dello Stato in cui essa ha ugualmente il proprio domicilio. 10 Documenti analoghi
La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali SOMMARIO: 1. - La fattispecie concreta 2. Le azioni di responsabilità contro gli amministratori: caratteri essenziali 3. Dettagli IL RISARCIMENTO DEL DANNO
Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi Dettagli IL TRIBUNALE DELLE IMPRESE. Dalle Sezioni Specializzate della proprietà p industriale e intellettuale alle Sezioni Specializzate dell Impresa.
Il commento 1. Premessa La sospensione feriale dei termini è prevista dall art. 1, co. 1, della L. 07/10/1969, n. 742 1, il quale dispone che: Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni Dettagli LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO. In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo
PROGETTO DI ARTICOLI SULLA RESPONSABILITÀ DELLO STATO DELLA COMMISSIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE (2001) PARTE I L ATTO INTERNAZIONALMENTE ILLECITO DI UNO STATO CAPITOLO I PRINCIPI GENERALI Articolo 1 Dettagli Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa
DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) CORTE DI CASSAZIONE; sezioni unite civili; sentenza, 22-02-2007, n. 4109 Dettagli La sanzione prevista per chi ha commesso un reato è LA PENA. Essa può essere pecuniaria (tipo multa, denaro) o detentiva (reclusione in carcere).
Breve percorso sulla Magistratura La Magistratura La funzione giurisdizionale è la funzione dello stato diretta all applicazione delle norme giuridiche per la risoluzione delle controverse tra cittadini Dettagli Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione
L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore di cui all art. 34 del D.P.R. 380/2001. L applicazione della sanzione pecuniaria non sana l abuso: effetti penali, civili e urbanistici. Brunello De Rosa Dettagli Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due
Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due società, regolamentata dell art. 2564 c.c., che prevede l integrazione Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITA.
STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE AVV. ALFONSO MARRA GIURISTA LINGUISTA ABILITATO AL BILINGUISMO TEDESCO - ITALIANO DALLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO IDONEO ALL ESAME DI STATO DI COMPETENZA LINGUISTICA CINESE Dettagli TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C.
TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. Il giorno 17/09/2012, innanzi al Giudice dott. Angelo Piraino, viene chiamata la causa R.G. n. 234 dell Dettagli le situazioni giuridiche soggettive del diritto AMMinisTrATiVo sommario:
Capitolo Secondo Le situazioni giuridiche soggettive del diritto amministrativo Sommario: 1. Definizione di situazione giuridica soggettiva. - 2. Il diritto soggettivo. - 3. Gli interessi legittimi. - Dettagli G. BALLARANI, Voce, Rappresentanza, nell Enc. Il diritto, vol. XII, il sole 24 ore, 2008, p. 640 ss.
G. BALLARANI, Voce, Rappresentanza, nell Enc. Il diritto, vol. XII, il sole 24 ore, 2008, p. 640 ss. Rappresentanza PREMESSA Con il termine rappresentanza si indica il potere di un soggetto (il rappresentante) Dettagli ha pronunciato la presente
1 Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della sentenza della Corte europea dei diritti dell uomo con la quale la Francia è stata condannata per il divieto legislativo di costituire associazioni Dettagli ART. 1 (Modifiche al codice penale)
IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COSA CAMBIA CON LA RIFORMA PREVISTA NEL D.LGS DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA 15/2009. L OBBLIGO DI AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE La pubblicazione sul sito istituzionale Dettagli Persona offesa dal reato
Angelo Alessandro Sammarco Persona offesa dal reato SOMMARIO: 1. Definizioni e distinzione tra offeso e danneggiato dal reato. 2. Danno da reato. 3. Risarcimento. 1. Definizioni e distinzione tra offeso Dettagli RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro
N. 1 ANNO 2008 Diritto dei Lavori RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro di Antonio Belsito* 1 Sommario: 1. Introduzione 2. Il procedimento cautelare dinanzi al Dettagli Compravendita di opera d arte non autentica
Compravendita di opera d arte non autentica Nicola Tacente Dottorando di ricerca in Dottrine generali del diritto nell Università di Foggia Sommario: 1. Introduzione. 2. Disciplina applicabile. 3. Stato Dettagli L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella
L Iva all importazione non è la stessa imposta dell Iva interna di Sara Armella La sentenza n. 12581 del 2010 1 della Corte di cassazione è parte di un gruppo di recenti sentenze 2, le prime a intervenire Dettagli 4. LE OBBLIGAZIONI 1
4. LE OBBLIGAZIONI 1 OBBLIGAZIONI Ad esse è dedicato il Libro IV Codice Civile artt. 1171-1320 cod. civ. strumento tecnicamente adottato al fine di semplificare la disciplina e dettare una disciplina unitaria Dettagli RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012,
Diritto Processuale Civile L Appello L'appello nell'ordinamento civile è un mezzo di impugnazione ordinario, disciplinato dagli Artt. 339 e ss c.p.c,, e costituisce il più ampio mezzo di impugnazione, Dettagli Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014.
Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014 Editrice Comitato scientifico: Elisabetta BERTACCHINI (Professore Dettagli RISOLUZIONE N. 211/E
N. 01133/2010 01471/2009 REG.DEC. REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A ha pronunciato la presente IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE Dettagli La proroga dei termini processuali scadenti il sabato e il ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana
La proroga dei termini processuali scadenti il sabato e il ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana Francesco Castaldi Avvocato Sommario: 1. L art. 155 c.p.c. - 2. Il ricorso straordinario Dettagli Parere: Assegnazione mansioni superiori
Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera Dettagli Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa
LA RISOLUZIONE. PREMESSA Sappiamo che un contratto valido può non produrre effetto, o per ragioni che sussistono sin dal momento in cui lo stesso viene concluso (ad es. la condizione sospensiva), o per Dettagli 5. La forma ed il contenuto del contratto di lavoro part-time. Le sanzioni per il difetto di forma o di contenuto del contratto
412 Successivamente, il CCNL del terziario, stipulato il 3 novembre 1994, accorpava il CCNL dei viaggiatori e piazzisti prevedendo espressamente l applicabilità della disciplina del part-time anche agli Dettagli COMMISSIONE PRECEDURE CONCORSUALI. Gruppo di studio formato da: Malagoli Rag. Claudio (responsabile) Altomonte Dott. Luca. Giovanardi Dott.
COMMISSIONE PRECEDURE CONCORSUALI Gruppo di studio formato da: Malagoli Rag. Claudio (responsabile) Altomonte Dott. Luca Giovanardi Dott.ssa Enrica Luppi Dott.ssa Stefania Menetti Dott. Pietro Marco Pignatti Dettagli Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011
Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011 Il preliminare espletamento del procedimento di mediazione, disciplinato dal Dettagli ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*)
ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) «Rinvio pregiudiziale Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte Politica sociale Direttiva 1999/70/CE Clausola 5 dell accordo quadro Dettagli COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267
COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO Regolamento per l applicazione delle sanzioni amministrative in materia di violazioni ai regolamenti e alle ordinanze comunali Legge 24 novembre 1981, Dettagli REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale di Lecce, I sezione civile, in composizione monocratica in
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale di Lecce, I sezione civile, in composizione monocratica in persona del Giudice Unico, dott.ssa Consiglia Invitto ha pronunciato la seguente Dettagli Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).
Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo Dettagli COLLEGIO DI NAPOLI. Membro designato dalla Banca d'italia. (NA) PICARDI Membro designato da Associazione rappresentativa degli intermediari
COLLEGIO DI NAPOLI composto dai signori: (NA) QUADRI (NA) CARRIERO (NA) MAIMERI Presidente Membro designato dalla Banca d'italia Membro designato dalla Banca d'italia (NA) PICARDI Membro designato da Associazione Dettagli Mini Guida. Lotta alle frodi nella RC Auto
Mini Guida Lotta alle frodi nella RC Auto Guida realizzata da Con il patrocinio ed il contributo finanziario del LOTTA ALLE FRODI NELLA RC AUTO Le frodi rappresentano un problema grave per il settore della Dettagli STUDIO LEGALE Avv. Antonella Nigro
L irregolarità della notifica dell atto di precetto e l opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. di Antonella Nigro L opposizione agli atti esecutivi è disciplinata dall'art. 617 del Codice di Dettagli TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267
TRIBUNALE DI PORDENONE Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 Il Tribunale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: - dr. Enrico Manzon - Presidente - dr. Francesco Dettagli TERMINI E CONDIZIONI GENERALI PER L UTILIZZO DEI MARCHI GEFRAN
TERMINI E CONDIZIONI GENERALI PER L UTILIZZO DEI MARCHI GEFRAN Le presenti condizioni generali hanno lo scopo di disciplinare l utilizzo dei Marchi di proprietà della società: Gefran S.p.A. con sede in Dettagli Rapporti fra il reato di cui all articolo 572 c.p. e altri reati
Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Lussemburgo, 18 dicembre 2014 Stampa e Informazione Parere 2/13 La Corte si pronuncia sul progetto di accordo sull adesione dell Unione Dettagli BREVI OSSERVAZIONI sul LAVORO DI PUBBLICA UTILITÀ
ALLEGATO C FACSIMILE DICHIARAZIONE RILASCIATA ANCHE AI SENSI DEGLI ARTT. 46 E 47 DEL D.P.R. 445/2000 (N.B. la presente dichiarazione deve essere prodotta unitamente a copia fotostatica non autenticata Dettagli Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011
10.1.2014 LE NUOVE NORME SULLA FISSAZIONE DELL UDIENZA E LA NOTIFICAZIONE DEL RICORSO E DEL DECRETO NEL PROCEDIMENTO PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO di Roberto Fontana, magistrato Sommario. 1. La nuova Dettagli IL PRINCIPIO DEL NE BIS IN IDEM E LA SENTENZA GRANDE STEVENS : PRONUNCIA EUROPEA E RIFLESSI NAZIONALI
IL PRINCIPIO DEL NE BIS IN IDEM E LA SENTENZA GRANDE STEVENS : PRONUNCIA EUROPEA E RIFLESSI NAZIONALI Nota a: Corte EDU, Grande Stevens e altri contro Italia - ric. 18640/10, 18647/10, 18663/10, 18668/10 Dettagli Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro
Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Natura giuridica e forma dell impugnazione Giurisprudenza L impugnazione del licenziamento, disciplinata dall art. 6, legge n. 604/ 1966(anche a Dettagli Salute e sicurezza sul lavoro: responsabilità amministrativa delle persone giuridiche
Salute e sicurezza sul lavoro: responsabilità amministrativa delle persone giuridiche di Dario Soria (*) e Giuseppe Santucci (**) Per affrontare il problema della salute e sicurezza sul lavoro è necessario, Dettagli MORALE VS BIOLOGICO C O S A E C A M B I A T O?
IL DANNO NON PATRIMONIALE A TRE MESI DALLE SEZIONI UNITE MORALE VS BIOLOGICO C O S A E C A M B I A T O? Quattro Sezioni Unite sul danno non patrimoniale (sentenze dell 11.11.2008 nn. 26972 26975) hanno Dettagli DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948 PREAMBOLO Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana, e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, Dettagli Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati
Traduzione 1 Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati 0.111 Conclusa a Vienna il 23 maggio 1969 Approvata dall Assemblea federale il 15 dicembre 1989 2 Istrumento d adesione depositato dalla Svizzera Dettagli Causa Maggio e altri c. Italia Seconda Sezione sentenza 31 maggio 2011 (ricorsi nn. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08)
Causa Maggio e altri c. Italia Seconda Sezione sentenza 31 maggio 2011 (ricorsi nn. 46286/09, 52851/08, 53727/08, 54486/08 e 56001/08) Diritto ad un processo equo In ordine alla retroattività delle leggi Dettagli LE DISCRIMINAZIONI SUI LUOGHI di LAVORO
1 LE DISCRIMINAZIONI SUI LUOGHI di LAVORO Il tema discriminazioni e della promozione delle pari opportunità nei luoghi di lavoro è un argomento di grande attualità perché investe profili di carattere tecnico- Dettagli Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo
ALL. 1) Articolo 55 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 Elettorato passivo 1. Sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale gli elettori di un qualsiasi Dettagli La Corte costituzionale italiana e la portata di una dichiarazione di illegittimità costituzionale. Parigi, 16 aprile 2013
Codice Deontologico degli psicologi italiani Testo approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine nell adunanza del 27-28 giugno 1997 Capo I - Principi generali Articolo 1 Le regole del presente Codice Dettagli LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP.
LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.) COSTITUZIONE DELLA SOCIETA INVALIDITA DELLA SOCIETA L ORDINAMENTO PATRIMONIALE Mastrangelo dott. Laura NOZIONE (ART. 2291 C.C) Nella società in Dettagli Il recesso dal contratto collettivo nel diritto civile
Capitolo I nel diritto civile SOMMARIO: 1. Il recesso dal contratto: i termini della questione. 2. Il principio della temporaneità dei vincoli contrattuali e la questione del recesso dal contratto. 3. Dettagli Procedura di riassegnazione del nome a dominio INTESANPAOLO.IT. DS Communications S.r.l. Avv. Mario Pisapia. Svolgimento della procedura
Procedura di riassegnazione del nome a dominio INTESANPAOLO.IT Ricorrente: Resistente: Collegio (unipersonale): Intesa Sanpaolo S.p.A. (rappresentata dagli Avv.ti Paolo Pozzi e Giovanni Ghisletti) DS Communications Dettagli LA CORRUZIONE TRA PRIVATI:
1 ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI. LINEAMENTI DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLE PENE DETENTIVE BREVI Dott. Umberto Valboa Il pubblico Dettagli L accesso agli atti dell ispezione del lavoro
Il punto di pratica professionale L accesso agli atti dell ispezione del lavoro a cura di Alessandro Millo Funzionario della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena Il diritto di accesso agli atti Com Dettagli a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano
1.6.1.1 Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) (del 9 marzo 1987) IL GRAN CONSIGLIO DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO visto il messaggio 2 ottobre 1985 n. 2975 del Consiglio di Stato, decreta: Dettagli PARTE PRIMA LA LEGGE PINTO NELL ORDINAMENTO ITALIANO: PROBLEMI E PROSPETTIVE SIMONE GRILLO*
PARTE PRIMA LA LEGGE PINTO NELL ORDINAMENTO ITALIANO: PROBLEMI E PROSPETTIVE SIMONE GRILLO* SOMMARIO: 1. Introduzione. 2. Limiti strutturali ed applicativi della legge Pinto e dell ordinamento nazionale: Dettagli FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO
FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO Si chiede di precisare quali sono gli effetti delle Dettagli Accordo d Uso (settembre 2014)
Accordo d Uso (settembre 2014) Il seguente Accordo d uso, di seguito Accordo, disciplina l utilizzo del Servizio on line 4GUEST, di seguito Servizio, che prevede, la creazione di Viaggi, Itinerari, Percorsi, Dettagli Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell art.
Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell art. 1, comma 1, lett. m, della legge 28 aprile 2014, n. 67 RELAZIONE Lo Dettagli DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Preambolo
Il 10 dicembre 1948, l'assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è stampato nelle pagine seguenti. Dopo questa solenne Dettagli IL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI: facciamo il punto
IL RINNOVO DEI CONTRATTI PUBBLICI: facciamo il punto La questione inerente il rinnovo dei contratti pubblici è una questione piuttosto complessa e, in parte, anche controversa, soprattutto all esito dell Dettagli La responsabilità del progettista
Capitolo Secondo La responsabilità del progettista di ANTONIO MUSIO SOMMARIO: 1. L attività progettuale nell ambito dei lavori privati. 2. L attività progettuale nell ambito dei lavori di opere pubbliche. Dettagli Il trattamento dei dati personali e l utilizzo degli strumenti informatici in ambito lavorativo
Il trattamento dei dati personali e l utilizzo degli strumenti informatici in ambito lavorativo Argomenti 1) Trattamento dei dati personali. Cenno ai principi generali per il trattamento e la protezione Dettagli Adempimenti fiscali nel fallimento

References: art. 6
 art. 7
 sentenza 
 art. 7
 Cass. 
 Cass. 
 art. 7
 art. 7
 sentenza 
 art. 7
 art. 8
 Cass. 
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 2059
 Cass. 
 art. 614
 art. 20
 art. 614
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 20
 art. 3
 Art.20
 Cass. 
 Art. 20
 art. 5
 art. 1
 Articolo 1
 art. 34
 art. 2564
 SENTENZA 
 ART. 281
 SENTENZA 
 ART. 281
 sentenza 
 ART. 1
 sentenza 
 art. 155
 Art. 25
 Articolo 99
 art. 2363
 art. 617
 art. 180
 art. 180
 articolo 572
 sentenza 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 6
 sentenza 
 sentenza 
 Articolo 55
 Articolo 55
 Articolo 1
 art. 1