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Timestamp: 2020-06-07 06:03:04+00:00

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Art. 678 codice penale - Fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti - Brocardi.it
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Articolo 678 Codice penale
Dispositivo dell'art. 678 Codice penale
Chiunque, senza la licenza dell'Autorità o senza le prescritte cautele(1), fabbrica o introduce nello Stato, ovvero tiene in deposito o vende o trasporta materie esplodenti o sostanze destinate alla composizione o alla fabbricazione di esse(2), è punito con l'arresto da tre a diciotto mesi e con l'ammenda fino a euro 247.
(1) La mancanza della licenza si configura quale elemento costitutivo del reato, il quale dunque prescinde dall'accertata pericolosità dell'esplosivo.
(2) La disposizione si applica ai casi in cui siano coinvolte materie esplodenti dal carattere non micidiale, e non quindi ai congegni destinati ad impiego bellico e civili che rientrano nei c.d. esplosivi, caratterizzati invece da forza dirompente.
La norma in esame è diretta a tutelare la pubblica incolumità.
Spiegazione dell'art. 678 Codice penale
Il reato di fabbricazione di materie esplodenti è posto a tutela diretta dell'interesse dell'autorità di pubblica sicurezza ad essere informata della detenzione di sostanze che, in quanto esplosive o infiammabili, potrebbero essere pericolose per la vita o l'integrità fisica di una cerchia indeterminata di persone.
La norma punisce alternativamente o la mancanza di autorizzazione, oppure la mancata adozione di cautele per la fabbricazione, l'introduzione nello Stato, la custodia in deposito, la vendita od il trasporto delle sostanze esplodenti.
Massime relative all'art. 678 Codice penale
Cass. pen. n. 1764/2012
Integra la contravvenzione di cui all'art. 678 c.p. l'abusiva detenzione e cessione di giocattoli pirici capaci solo di arrecare molestie.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 1764 del 17 gennaio 2012)
Cass. pen. n. 16677/2011
Integra la fattispecie criminosa di illegale detenzione di esplosivi, e non il reato contravvenzionale di detenzione abusiva di materie esplodenti, la condotta che abbia ad oggetto materiali pirotecnici, non micidiali se singolarmente considerati, che in determinate condizioni (quali possono essere l'ingente quantità, il precario confezionamento, la concentrazione in un ambiente angusto e la prossimità a luoghi frequentati da molte persone), costituiscono pericolo per persone o cose, sì da assumere, nel loro insieme, la caratteristica della micidialità.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 16677 del 29 aprile 2011)
Cass. pen. n. 8754/2011
Si configura il reato di commercio abusivo di materie esplodenti, di cui all'art. 678 c.p., nel caso di vendita in forma ambulante di giocattoli pirici.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 8754 del 4 marzo 2011)
Cass. pen. n. 44474/2009
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 44474 del 19 novembre 2009)
Cass. pen. n. 32253/2009
Nella categoria delle "materie esplodenti" indicata nell'art. 678 c.p. rientrano quelle sostanze (nella specie un petardo) prive di potenzialità micidiale sia per la struttura chimica, sia per le modalità di fabbricazione, dovendo invece essere annoverate nella diversa categoria degli "esplosivi" - la cui illegale detenzione è sanzionata dall'art. 10 della L. n. 497 del 1974 - quelle sostanze caratterizzate da elevata potenzialità, le quali, per la loro micidialità, sono idonee a provocare un'esplosione con rilevante effetto distruttivo.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 32253 del 6 agosto 2009)
Cass. pen. n. 28193/2007
Ai fini della configurabilità del reato di fabbricazione o commercio abusivo di materie esplodenti, le definizioni di «materie esplodenti» di cui all'art. 678 c.p., e di «artifici e prodotti affini» e «giocattoli pirici» di cui all'art. 82 R.D. 6 maggio 1940, n. 635, non devono essere interpretate in senso stretto, come relative esclusivamente ai composti chimici in sé capaci di esplosione, ma devono ritenersi comprensive dell'insieme dei congegni, degli involucri e degli accessori fisicamente collegati a tali composti chimici, necessari e utili al loro impiego.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 28193 del 16 luglio 2007)
Cass. pen. n. 5756/2005
Il reato di omessa denuncia di materie esplodenti, previsto dall'art. 679 c.p., non è assorbito da quello di fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti, previsto dall'art. 678 stesso codice, tutelando le rispettive disposizioni beni giuridici diversi, e cioè la corretta informativa dell'autorità di pubblica sicurezza circa l'esistenza, in un determinato territorio, di materiali esplodenti la prima, l'incolumità pubblica la seconda. Ne consegue che le due ipotesi di reato ben possono, all'occorrenza, concorrere.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5756 del 15 febbraio 2005)
Cass. pen. n. 23971/2004
In tema di armi ed esplosivi, la detenzione di sette chili di miccia, non tipicamente individuata e classificata, non integra di per sé gli estremi del reato previsto dall'art. 678 c.p.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 23971 del 25 maggio 2004)
Cass. pen. n. 21363/2003
In tema di detenzione di materie esplodenti senza licenza o eccedenti i limiti ivi previsti, si deve fare riferimento esclusivo al quantitativo di sostanza detenibile stabilito dalla licenza conseguita in concreto, a nulla rilevando che un successivo decreto ministeriale abbia innalzato i limiti massimi per le nuove licenze, in quanto il rilascio di un nuovo provvedimento autorizzatorio non costituisce certo un diritto soggettivo dell'interessato, ma rientra nel potere discrezionale della pubblica amministrazione.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 21363 del 5 maggio 2003)
Cass. pen. n. 110/2003
Non integra la contravvenzione prevista dall'art. 678 c.p. la detenzione di materiale esplodente, senza autorizzazione della competente autorità, allorché il quantitativo delle polveri esplodenti (nella specie petardi confezionati con polvere pirica) non supera i cinque chilogrammi.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 110 del 8 gennaio 2003)
Cass. pen. n. 20244/2002
Non è configurabile la contravvenzione di cui all'art. 678 c.p. (fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti) in relazione ad attività riguardanti prodotti esclusi, in forza di provvedimento amministrativo, dal novero delle sostanze esplodenti. (Fattispecie concernente sequestro, ritenuto illegittimo, di articoli pirici non più considerati prodotti esplodenti dal D.M. 4 aprile 1973).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 20244 del 23 maggio 2002)
Cass. pen. n. 2645/1999
Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 678 c.p., in fattispecie in cui assuma rilievo l'esistenza di una licenza che fissi un limite quantitativo alla legittima detenzione di artifici pirotecnici, deve tenersi conto, nel verificare se detto limite risulti o meno superato, anche del peso degli involucri, essendo questi costituiti da materiale infiammabile e tali, quindi, in caso di infortunio, da aggravare il pericolo che la norma incriminatrice mira a prevenire.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2645 del 18 maggio 1999)
Cass. pen. n. 4983/1998
La detenzione abusiva di materie esplodenti utilizzate per i giocattoli pirici (come sono i petardi) prive di qualsiasi potenzialità lesiva vuoi per struttura chimica vuoi per modalità di fabbricazione vuoi per la destinazione non offensiva, rientra nella previsione dell'art. 678 c.p. La sanzione penale trae origine dalla inosservanza degli obblighi amministrativi previsti dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (artt. 46 e ss.) e dal relativo regolamento di esecuzione per la fabbricazione e il commercio delle materie esplodenti: la disposizione dell'art. 678 c.p. ha infatti carattere meramente sanzionatorio dell'inosservanza dell'obbligo di munirsi della licenza dell'autorità amministrativa stabilito dalle norme citate, sicché è irrilevante la circostanza che non sia stata fornita la prova tecnica della pericolosità dei prodotti confiscati.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 4983 del 1 ottobre 1998)
Cass. pen. n. 3763/1998
In mancanza di una sanzione specificamente prevista in ordine al precetto di cui all'art. 47 R.D. n. 773 del 1931 (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) e in presenza della norma di cui all'art. 678 c.p. che prevede come reato la condotta di chi tiene in deposito o vende materie esplodenti, prevedendone anche la relativa sanzione, le due norme citate vanno lette in stretto collegamento, nel senso che la prima contiene il precetto, mentre la seconda contiene la sanzione, pur punendo, in pari tempo, anche altre condotte, similari, se pur non identiche. Ne consegue che la sanzione applicabile per la detenzione per la vendita di pezzi pirotecnici è quella prevista dall'art. 678 c.p. (pena congiunta dell'arresto e dell'ammenda) e non quella di cui all'art. 17 del testo unico citato, a norma del quale le contravvenzioni alle disposizioni ivi previste sono punite con la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda solo nel caso che non risulti stabilita una pena o una sanzione amministrativa ovvero non provveda il codice penale. (Fattispecie nella quale il giudice di merito aveva erroneamente ritenuto applicabile la sanzione dell'art. 17 T.U.L.P.S., ammettendo l'imputato all'oblazione speciale prevista dall'art. 162 bis c.p.).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3763 del 16 luglio 1998)
Cass. pen. n. 2959/1997
Ai fini della configurabilità del reato di fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti, non occorre stabilire se le definizioni di «materie esplodenti», usata dall'art. 678 c.p., e di «artifici e prodotti affini» e «giocattoli pirici» (impiegate nella catalogazione dell'art. 82 del regolamento di pubblica sicurezza 6 maggio 1940, n. 635 per indicare specificamente i materiali della quarta e quinta categoria) vadano intese in senso stretto, come riferite ai soli composti chimici in sè capaci di esplosione, o comprendano anche l'insieme dei congegni, involucri e accessori ad essi fisicamente collegati e necessari od utili all'impiego. La norma incriminatrice è compresa nel titolo concernente la prevenzione di infortuni nelle industrie e nella custodia degli esplodenti; essa, quindi, non stabilisce limitazioni al possesso di tali materiali per ragioni generali di ordine pubblico, ma mira invece a tutelare l'incolumità degli addetti alla loro produzione e manipolazione, nonché dei terzi che potrebbero essere coinvolti in caso di incidenti ed eventi disastrosi. La tutela è realizzata mediante misure precauzionali contenute nella prescritta licenza, secondo direttive dettagliatamente preordinate in conformità al regolamento di pubblica sicurezza. È quindi perfettamente legittimo che la licenza stabilisca limitazioni non al (solo) contenuto in polveri del deposito, ma al peso lordo degli artifici, posto che gli involucri sono costituiti da materiale infiammabile e potrebbero quindi, in caso di infortunio, aggravare il pericolo.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2959 del 18 luglio 1997)
Cass. pen. n. 6959/1997
In tema di armi e materie esplodenti, l'ambito di applicabilità dell'art. 678 c.p. è limitato — oltre ad alcune ipotesi residuali non ricadenti per mancanza di una espressa previsione sotto l'impero di una normativa speciale — alle condotte aventi ad oggetto le materie esplodenti che, in rapporto alle circostanze del caso concreto, non presentino il carattere della «micidialità»; quest'ultimo carattere è insito nella sottospecie delle materie esplodenti rappresentata da quei composti chimici, o miscugli di composti chimici, specificamente fabbricati e manipolati allo scopo di produrre effetti detonanti, deflagranti o dirompenti per impiego bellico o civile, indicati comunemente come esplosivi: siffatta situazione può peraltro determinarsi anche quando non si tratti propriamente di esplosivi, vale a dire di materie appositamente studiate e realizzate per cagionare con il loro uso conseguenze devastanti, bensì di materie che in determinate condizioni ambientali, di cui il detentore sia consapevole, possono acquisire la stessa potenzialità lesiva. (Nella fattispecie, la corte di merito — riformando la sentenza del tribunale che aveva ritenuto la sussistenza dell'ipotesi delittuosa di cui all'art. 10 della legge 14 ottobre 1974, n. 497 — aveva qualificato il fatto della detenzione di 50 «cipolle» e 70 «tracchi ad otto girate» come violazione dell'art. 678 c.p. La Suprema Corte, in applicazione del principio di cui in massima ed in accoglimento del ricorso proposto dal procuratore generale, ha annullato con rinvio l'impugnata decisione, osservando che la tipologia degli oggetti detenuti dall'imputato e sottoposti a sequestro, il loro numero rilevante, la concentrazione in un unico contenitore — elementi minuziosamente descritti nella sentenza di primo grado — avrebbero dovuto indurre la corte d'appello a compiere una valutazione della condotta dell'imputato stesso, eventualmente anche con l'ausilio della perizia tecnica richiesta dalla difesa, che tenesse conto non tanto della destinazione apparentemente ludica delle «cipolle» e dei «tracchi», quanto piuttosto della entità dei danni a cose e persone che un'eventuale esplosione simultanea degli ordigni avrebbe potuto causare).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 6959 del 14 luglio 1997)
Cass. pen. n. 3418/1997
Sono da considerare esplosivi solo quelle sostanze o miscugli di sostanze che sono idonei a provocare un'esplosione con rilevante effetto distruttivo e dirompente, mentre non lo sono le materie esplodenti utilizzate per i cosiddetti fuochi artificiali, privi di potenza micidiale, vuoi per struttura chimica, vuoi per modalità di fabbricazione. Ne consegue che l'uso non autorizzato di queste ultime integra gli estremi della contravvenzione di cui all'art. 678 c.p. e non i più gravi reati previsti dalle L. n. 895 del 1967 e 497 del 1974.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3418 del 26 giugno 1997)
Cass. pen. n. 5388/1997
In tema di armi e materie esplodenti, al termine «esplosivi» di cui all'art. 34 della legge 18 aprile 1975, n. 110 non può essere attribuito il significato di «sostanze esplodenti» come contrapposte ai veri e propri esplosivi dotati di potenzialità micidiale, perché, così opinando, si verrebbe a privare tale previsione normativa di ogni pratica efficacia, non conoscendo il codice penale ipotesi contravvenzionali concernenti gli esplosivi nell'accezione sopra specificata; ne consegue che l'inasprimento sanzionatorio introdotto dalla normativa speciale del 1975 — secondo la quale le pene stabilite dal codice penale per le contravvenzioni riguardanti gli esplosivi sono triplicate e l'arresto non può essere inferiore a tre mesi — è applicabile alla contravvenzione prevista dall'art. 678 c.p. che punisce la fabbricazione o il commercio abusivi di materie esplodenti. (Nella fattispecie, la contravvenzione di cui all'art. 678 c.p. era stata contestata in relazione alla detenzione di artifici pirotecnici e materie esplodenti senza licenza).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5388 del 7 giugno 1997)
Cass. pen. n. 3392/1995
In tema di reati concernenti le armi, per esplosivi devono intendersi tutti quei prodotti che sono caratterizzati da elevata potenzialità e che per la loro micidialità sono idonei a provocare una esplosione con rilevante effetto distruttivo, mentre rientrano nella categoria delle materie esplodenti tutti quei prodotti, utilizzati per i fuochi d'artificio, che sono privi di potenza micidiale sia per la struttura chimica, sia per le modalità di fabbricazione. La materia relativa agli esplosivi, le cui condotte illecite integrano sempre delitti, è disciplinata attualmente dalle leggi n. 895/1967 e 497/1974, mentre le condotte illecite riguardanti le materie esplodenti sono disciplinate dalle ipotesi contravvenzionali previste dal codice penale e dal T.U. di P.S. Ne consegue che l'espressione, «esplosivi», contenuta nell'art. 34, L. n. 110/1975, ove è prevista la triplicazione della pena (e comunque la pena dell'arresto non inferiore a tre mesi) per le contravvenzioni alle norme concernenti gli esplosivi, deve essere intesa nel significato di prodotti o sostanze esplodenti, in quanto detta norma richiama in modo esplicito le contravvenzioni del codice penale e del T.U. di P.S., ove sono previste esclusivamente ipotesi contravvenzionali concernenti materie esplodenti. (Nella fattispecie si trattava di contravvenzione ex art. 678 c.p.).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3392 del 28 marzo 1995)
Cass. pen. n. 10374/1994
L'esclusione dell'applicabilità delle sanzioni sostitutive prevista dall'art. 60, ultimo comma L. 24 novembre 1981, n. 689 non concerne le contravvenzioni di cui all'art. 678 c.p. e agli artt. 55 R.D. 18 giugno 1931, n. 773, 25 L. 18 aprile 1975, n. 110, non riguardando tali reati gli esplosivi, caratterizzati dalla micidialità, ma esclusivamente le materie esplodenti.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 10374 del 4 ottobre 1994)
Cass. pen. n. 3230/1994
L'esclusione dell'applicabilità delle sanzioni sostitutive previste dall'art. 60 della L. n. 689 del 1981 per le armi da sparo, munizioni ed esplosivi non riguarda le condotte antigiuridiche aventi ad oggetto materie esplodenti prive di potenzialità, destinazione e finalità lesive, e quindi non concerne le contravvenzioni di fabbricazione e commercio abusivi di materie esplodenti. (Fattispecie relativa dalla detenzione di kg 727 di materiale pirotecnico).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3230 del 16 settembre 1994)
Cass. pen. n. 9363/1994
La detenzione e il porto in luogo pubblico di fuochi artificiali integra i reati di cui agli artt. 10 e 12 L. 14 ottobre 1974, n. 497, e non già la contravvenzione prevista dall'art. 678 c.p., qualora i detti fuochi, di per sè materiale esplodente qualificato dagli effetti detonanti, siano in quantità tale da potersi equiparare per la rilevante potenzialità lesiva e distruttiva all'elevata micidialità propria degli esplosivi. (Fattispecie relativa a sequestro di 340.833 fuochi artificiali).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 9363 del 31 agosto 1994)
Cass. pen. n. 9348/1994
La diminuente di cui all'art. 5 della L. 2 ottobre 1967, n. 895, opera solo per i reati in questa prevista e non può essere riconosciuta con riferimento alle materie esplodenti indicate dall'art. 678 c.p. (Fattispecie relativa a trasporto di un rilevante quantitativo di raudi e di artifizi pirotecnici).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 9348 del 31 agosto 1994)
Cass. pen. n. 1319/1994
I giocattoli pirici e i fuochi artificiali devono essere compresi nel materiale esplodente di cui all'art. 678 c.p. (Fattispecie relativa ad annullamento con rinvio di sentenza pretorile, la quale aveva escluso che il materiale pirotecnico possa essere ricondotto nella categoria delle «materie esplodenti», prevista dall'art. 678 citato, ed aveva ritenuto che debba, invece, trovare applicazione l'art. 47 del T.U.L.P.S. n. 773 del 1931, in cui figura l'espressione «fuochi artificiali»).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1319 del 22 agosto 1994)
Cass. pen. n. 7467/1994
Ai fini della sussistenza della responsabilità a norma dell'art. 678 c.p. per commercio abusivo di materie esplodenti a nulla rileva la categoria a cui, ex art. 82 del Regolamento per l'esecuzione delle leggi di P.S., effettivamente appartengono i prodotti comunque rientranti tra le suddette materie (anche se di limitata potenzialità lesiva): ciò in quanto la vendita dei medesimi non è mai ammessa senza la licenza dell'autorità.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 7467 del 1 luglio 1994)
Cass. pen. n. 2508/1994
L'esclusione oggettiva dell'applicazione di sanzioni sostitutive prevista dall'art. 60, ultimo comma, della L. 24 novembre 1981, n. 689 per i reati in materia di esplosivi quando per i detti reati la pena detentiva non è alternativa a quella pecuniaria, riguarda esclusivamente gli «esplosivi» e non le materie esplodenti per cui, con riferimento al reato di cui all'art. 678 c.p. (fabbricazione o commercio non autorizzato di tali ultime materie), vi è la possibilità della sostituzione della pena detentiva (congiunta a pena pecuniaria) con pena pecuniaria ragguagliata.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2508 del 30 giugno 1994)
Cass. pen. n. 6804/1994
L'attenuante della lieve entità del fatto previsto dall'art. 5 della L. 2 ottobre 1967, n. 895 si applica solamente ai reati previsti dalla stessa legge. (Nella fattispecie trattavasi della contravvenzione di cui all'art. 678 c.p. e la Suprema Corte ha escluso l'applicabilità dell'attenuante in parola — prescindendo dalla valutazione nel merito circa la possibilità di considerare il fatto di lieve entità — enunciando il principio di cui in massima).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 6804 del 13 giugno 1994)
Cass. pen. n. 4093/1994
I giocattoli pirici o altre materie qualificate esplodenti, non micidiali se singolarmente considerate, possono, in determinate circostanze, acquistare tali caratteristiche, quando dalla loro concentrazione, nelle specifiche circostanze di fatto, derivi un'oggettiva e intrinseca potenzialità di pericolo per persone o cose, di guisa che assumano, nel loro insieme, la caratteristica della micidialità. In tale ultima ipotesi, la loro detenzione integra il reato di cui all'art. 10 della L. n. 497 del 1974, e non quello di cui all'art. 678 c.p.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4093 del 11 aprile 1994)
Cass. pen. n. 11213/1993
La distinzione concettuale introdotta dalla legislazione per il controllo delle armi tra «esplosivi» (che sono quelli che, per la quantità e la qualità, presentano una micidialità equiparabile a quella delle armi da guerra, e sono idonei, quindi, a provocare, sia pure con opportuni condizionamenti, una esplosione con rilevante effetto distruttivo e dirompente, e, pertanto, assimilabili agli strumenti dotati di idoneità a portare offesa alla vita oppure all'incolumità personale) e «materie esplodenti» (costituite da tutti quei prodotti privi di potenza micidiale, vuoi per struttura chimica, vuoi per modalità di fabbricazione, vuoi per la destinazione offensiva) deve esser tenuta presente anche nell'interpretazione della espressione «armi da sparo, munizioni ed esplosivi» che figura nell'ultimo comma dell'art. 60, L. n. 689 del 1981. Ne consegue che l'esclusione dell'applicabilità delle sanzioni sostitutive prevista da tale norma non riguarda le condotte antigiuridiche aventi ad oggetto materie esplodenti prive di potenzialità, destinazione e finalità lesive, e dunque non concerne le contravvenzioni di fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti (o di sostanze destinate alla composizione o alla fabbricazione di essa), nonché di omissione delle prescritte cautele nello svolgimento di dette attività. (Sulla scorta del principio di cui in massima la Cassazione ha considerato corretto l'operato del giudice di merito con riferimento ad una fattispecie di detenzione senza licenza di petardi tipo raudi, aveva ritenuto la stessa integrare il reato di cui all'art. 678 c.p. ed aveva sostituito la pena detentiva irrogata per il medesimo con l'ammenda).
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 11213 del 7 dicembre 1993)
Cass. pen. n. 9865/1993
Le sanzioni sostitutive previste dall'art. 53, L. 24 novembre 1981, n. 689 si applicano anche alle contravvenzioni in materia di sostanze esplodenti (nella specie quella prevista dall'art. 678 c.p.).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 9865 del 29 ottobre 1993)
Cass. pen. n. 2920/1993
In tema di fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti la norma di cui all'art. 678 c.p. va integrata con quanto previsto dall'art. 47 T.U. di P.S. e dagli artt. 81 ss. del relativo regolamento, secondo i quali la licenza dell'autorità è indispensabile anche per la fabbricazione e la vendita di artifici e giocattoli pirici. Ne consegue che rientrano in tale previsione contravvenzionale anche quei giochi che utilizzano miscele semplicemente detonanti.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2920 del 24 luglio 1993)
Cass. pen. n. 3863/1993
L'art. 2 della L. 2 ottobre 1967, n. 895 (sul controllo delle armi) non ha abrogato la contravvenzione di cui all'art. 678 c.p. relativa alla fabbricazione e commercio di materie esplodenti. Gli «esplosivi di ogni genere», cui si riferisce l'art. 1 della L. n. 895 del 1967, sono solo quelli dotati di oggettiva ed intrinseca potenzialità, tale da renderli micidiali, mentre l'art. 678 citato riguarda gli altri materiali compresi nel genus «materie esplodenti», ma privi delle suddette caratteristiche, quali quelli destinati agli artifici pirotecnici e ai giocattoli pirici.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3863 del 20 aprile 1993)
Cass. pen. n. 5808/1988
È irrilevante ai fini dell'individuazione degli esplosivi «di ogni genere», oggetto della previsione normativa degli artt. 9 e 10 della L. 14 ottobre 1974, n. 497 (sostitutivi degli artt. 1 e 2 della L. 2 ottobre 1967, n. 895), sia l'elemento della oggettiva potenzialità offensiva, perché qualità propria e connaturata delle materie esplodenti (e dei prodotti esplodenti) contemplate nell'art. 678 c.p. (integrato dagli artt. 46 e ss. T.U. leggi P.S. e 81 ss. reg. stesso T.U.), sia l'elemento della micidialità, perché tale qualità è attribuita dagli artt. 9 e 10 della suddetta L. n. 497/74 esclusivamente agli aggressivi chimici ed altri congegni micidiali. Quanto all'elemento specializzante (art. 15 c.p.) esso è desumibile dall'inciso normativo «di ogni genere», riferibile cioè all'intera categoria degli esplosivi, senza possibilità di riferimento alla specie od alla quantità dei prodotti esplosivi. Pertanto, la materia regolata dall'art. 678 c.p., ad eccezione dei fatti omissivi relativi all'adozione di cautele (unica ipotesi residuale di reato) deve ritenersi disciplinata dagli artt. 9 e 10 L. 14 ottobre 1974, n. 497. (Fattispecie relativa ad artifici pirotecnici).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5808 del 10 maggio 1988)
Cass. pen. n. 5263/1988
L'abusiva detenzione e cessione di giocattoli pirici capaci solo di arrecare molestie, con esclusione di qualsiasi potenzialità lesiva, non integra l'ipotesi delittuosa prevista dall'art. 2 L. 2 ottobre 1967, n. 895, come sostituito dall'art. 10 L. 14 ottobre 1974, n. 467, bensì la contravvenzione di cui all'art. 678 c.p. (Fattispecie relativa ad illegale detenzione o cessione di n. 255 raudi).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5263 del 30 aprile 1988)
Cass. pen. n. 4849/1988
È lecita la detenzione senza licenza di polvere pirica in quantitativo inferiore ai cinque chilogrammi per la confezione di cartucce per armi da caccia.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4849 del 21 aprile 1988)
Cass. pen. n. 3318/1988
In tema di materiale esplodente la operatività dell'art. 678 c.p. residua per la categoria di quei prodotti relativamente ai quali debbono escludersi potenzialità e destinazione e finalità lesive, comprendendosi anche i giocattoli pirici, la cui assimilazione alle materie esplodenti non può essere proposta in forza soltanto della produzione di un comune, seppure differenziato effetto acustico, quale si verifica nell'uso di razzi detonanti, capaci di espellere, a mezzo di una miccia, un corpo cilindrico destinato ad esplodere in aria.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3318 del 14 marzo 1988)
Cass. pen. n. 10901/1986
La deroga alla disciplina generale ex art. 78 c.p. sulla fabbricazione e commercio e quindi detenzione abusiva degli esplosivi operata dalla normativa speciale ex leggi 2 ottobre 1967, n. 895, 14 ottobre 1974, n. 497 e 18 aprile 1975, n. 110 è limitata alle condotte aventi per oggetto gli esplosivi dotati di caratteristiche che li assimilino alle armi e specificamente alle armi da guerra, tali cioè che il loro uso possa produrre morte e comunque offesa alla vita e all'incolumità personale, mentre per le condotte aventi ad oggetto quei prodotti esplosivi che di detta potenzialità e destinazione siano ontologicamente sprovvisti si applica la normativa generale che le qualifica reati contravvenzionali. (Nella fattispecie è stata ritenuta la sussistenza del reato di cui all'art. 678 c.p. in relazione alla illegale detenzione di 430 «tracchi»).
(Cassazione penale, Sez. Unite, sentenza n. 10901 del 15 ottobre 1986)
Cass. pen. n. 8190/1986
La fabbricazione, la cessione o la detenzione di materiale pirotecnico (fuochi di artificio e giocattoli pirici) integra la contravvenzione di cui all'art. 678 c.p. e non già il delitto di cui agli artt. 1-2 della L. n. 895 del 1967, in quanto le caratteristiche di tale materiale, pur ricompreso nella categoria dei prodotti esplosivi, non sono micidiali.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 8190 del 11 agosto 1986)

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 art. 78
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