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Timestamp: 2019-05-27 00:18:55+00:00

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Istallare sistemi automatici di rilevamento della velocità: spetta al Prefetto individuare le strade ove installarli (Corte di Cassazione, Sezione II Civile, Sentenza 12 febbraio 2019, n. 4090). – Noi Radiomobile™
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Istallare sistemi automatici di rilevamento della velocità: spetta al Prefetto individuare le strade ove installarli (Corte di Cassazione, Sezione II Civile, Sentenza 12 febbraio 2019, n. 4090).
3. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso (OMISSIS) sulla base di quattro motivi. Ha resistito con controricorso il Comune di Prato.
3.1. In prossimita’ dell’udienza la ricorrente ha depositato memoria.
Con il primo motivo e’ denunciata violazione del Decreto Legislativo n. 150 del 2011, articolo 7, con riferimento all’articolo 416 c.p.c., e si contesta che il mancato rilievo della decadenza in cui era incorso il Comune di Prato, costituitosi in giudizio oltre il termine di 10 giorni dall’udienza dinanzi al Giudice di pace, e il conseguente mancato accoglimento dell’opposizione, secondo il meccanismo delineato dal comma 9, lettera b), del citato articolo 7.
Il Tribunale ha chiarito le ragioni per cui la tardiva costituzione in giudizio del Comune era irrilevante: la documentazione riguardante l’accertamento dell’infrazione era stata depositata dalla stessa parte opponente, e, in ogni caso, la tardività della costituzione dell’Amministrazione resistente aveva come unica conseguenza la decadenza dalla prova, e quindi dalla possibilità di produrre ulteriore documentazione a sostegno della pretesa sanzionatoria.
Con il secondo motivo e’ denunciata violazione e falsa applicazione dell’articolo 115 c.p.c., e articolo 2712 c.c., e si contesta la ritenuta “pacificita’” delle caratteristiche strutturali di (OMISSIS), tenuto conto anche del disconoscimento delle fotografie prodotte dal Comune, peraltro tardivamente, nel giudizio di primo grado.
Con il terzo motivo e’ denunciato vizio di motivazione, sub specie di motivazione apparente ovvero di omesso esame circa un fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti, costituito dall’esistenza sul (OMISSIS) di intersezioni a raso non semaforizzate.
Con il quarto motivo e’ denunciata violazione e falsa applicazione dell’articolo 12 preleggi, articoli 2 e 3 C.d.S., Decreto Legge n. 121 del 2002, articolo 4, conv. con modif. dalla L. n. 168 del 2002, e si contesta l’erronea individuazione delle caratteristiche strutturali minime che la strada deve presentare per poter essere inserita nell’elenco prefettizio come strada urbana di scorrimento.
Prima di procedere all’esame delle doglianze prospettate con i motivi dal secondo al quarto, si richiama il contenuto delle norme rilevanti ai fini della decisione.
Il Decreto Legge 20 giugno 2002, n. 121, conv. con modif. dalla L. n. 168 del 2002, recante Disposizioni urgenti per garantire la sicurezza nella circolazione stradale, all’articolo 4, prevede:
1. Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di cui al Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285, articolo 2, comma 2, lettera A e B, gli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12, comma 1, del medesimo decreto legislativo, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, possono utilizzare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico, di cui viene data informazione agli automobilisti, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento. I predetti dispositivi o mezzi tecnici di controllo possono essere altresi’ utilizzati o installati sulle strade di cui all’articolo 2, comma 2, lettera C e D, del citato decreto legislativo, ovvero su singoli tratti di esse, individuati con apposito decreto del prefetto ai sensi del comma 2.
2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il prefetto, sentiti gli organi di polizia stradale competenti per territorio e su conforme parere degli enti proprietari, individua le strade, diverse dalle autostrade o dalle strade extraurbane principali, di cui al comma 1, ovvero singoli tratti di esse, tenendo conto del tasso di incidentalita’, delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico per le quali non e’ possibile il fermo di un veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico o all’incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati.
La medesima procedura si applica anche per le successive integrazioni o modifiche dell’elenco delle strade di cui al precedente periodo”.
3. Il Decreto Legislativo 30 aprile 1992, (Nuovo codice della strada), all’articolo 2, rubricato Definizione e classificazione delle strade, prevede, al comma 2: “Le strade sono classificate, riguardo alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, nei seguenti tipi: A – Autostrade; B Strade extraurbane principali; C – Strade extraurbane secondarie; D – Strade urbane di scorrimento; E – Strade urbane di quartiere; F – Strade locali. F bis. Itinerari ciclopedonali.
4. Le strade di cui al comma 2 devono avere le seguenti caratteristiche minime: (…) D – STRADA URBANA DI SCORRIMENTO: strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali estranee alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate. (…).
Le doglianze prospettate con i motivi secondo e terzo sono inammissibili, quella prospettata con il quarto motivo e’ fondata.
Il Tribunale ha rilevato, in premessa, di non avere disposto l’attivita’ istruttoria richiesta dall’appellante, del tipo ispezione giudiziale o CTU, poiche’ non erano contestate le caratteristiche strutturali del (OMISSIS), ma la sussistenza dei requisiti della strada urbana di scorrimento, ai sensi e per gli effetti di cui al Decreto Legge n. 121 del 2002, articolo 4, e articolo 2 C.d.S., comma, 3, lettera d), stante l’assenza di banchina pavimentata a destra e marciapiede.
Risulta inammissibile, per difetto di specificita’, la doglianza con cui la ricorrente contesta che il Tribunale non ha tenuto conto che all’udienza del 20 aprile 2012 il suo difensore aveva disconosciuto le fotografie prodotte dal Comune, in quanto non riferibili ai luoghi di cui e’ causa.
Risulta altresi’ inammissibile il terzo motivo di ricorso, che denuncia l’omesso esame del “punto decisivo” riguardante l’esistenza di intersezioni a raso sul (OMISSIS).
Il terzo motivo, che attinge la ratio decidendi della sentenza impugnata, e’ fondato.
La questione riguarda l’individuazione dei requisiti minimi che un percorso stradale deve presentare, ai fini indicati dal Decreto Legge n. 121 del 2002, articolo 4, conv. con modif. dalla L. n. 168 del 2002, stante il rinvio alla classificazione contenuta nel codice della strada.
Diversamente, come evidenziato gia’ da Cassazione n. 7872 del 2011, nel rinviare alla previsione classificatoria contenuta nel codice della strada il legislatore del 2002 ha vincolato la pubblica amministrazione ai criteri dettati dall’articolo 2 C.d.S., comma 3, sicche’ la questione controversa si “riduce” all’interpretazione della norma classificatoria per stabilire quali siano i requisiti strutturali indefettibili che il percorso stradale (nella sua interezza o in singoli tratti) deve presentare per poter essere sottoposto al controllo con sistema automatizzato, nel ricorso degli altri presupposti che il Decreto Legge n. 121 del 2002, articolo 4, affida alla valutazione della pubblica amministrazione.
L’articolo 2 C.d.S., comma 3, lettera d), definisce la strada urbana di scorrimento come “a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali estranee alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate”.
Trattandosi di interpretare una norma classificatoria tale essendo l’articolo 2 C.d.S., comma 3, lettera d), – una lettura che disattendesse il dato letterale si risolverebbe in interpretatio abrogans.
Per altro verso, non si ravvisano elementi di irragionevolezza nel rinvio contenuto nel Decreto Legge n. 121 del 2002, articolo 4, alla norma classificatoria, sicché neppure sussistono i presupposti per sollevare il dubbio di legittimità costituzionale del citato articolo 4.
All’accoglimento del quarto motivo di ricorso segue la cassazione della sentenza impugnata con rinvio al giudice designato in dispositivo, il quale riesaminerà l’opposizione alla luce del principio sopra enucleato provvedendo anche a regolare le spese del giudizio di cassazione.
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 Sentenza 
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 articolo 7
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 articolo 2712
 articolo 4
 articolo 2
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