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17 settembre 2003 Sentenza n. 5266 del Consiglio di Stato, Sezione VI
Sentenza n. 5266 del Consiglio di Stato, Sezione VI
sul ricorso in appello n. 7440/1999 proposto dal Ministero delle Comunicazioni in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui Uffici è per legge domiciliato in Roma, via dei Portoghesi n.12;
la soc. cooperativa a r.l. ASSOCIAZIONE RICREATIVA POPOLARE RADIO DIFFUSIONE BELLIZZI in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avv.ti Francesco Lanocita, Gaetano Paolino ed Annunziata Maria ed elettivamente domiciliata in Roma, Via Germanico 109 presso lo studio dell’Avv. Ennio Russo;
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania sez. di Salerno, n.409 del 21 luglio 1998;
visto l’atto di costituzione in giudizio della ricorrente della ricorrente in primo grado;
Relatore alla pubblica udienza del 6 maggio 2003 il Consigliere Sergio Santoro; uditi l’avvocato dello Stato Giacobbe e l’avv.to Lentini per delega dell’avv. Lanocita;
La soc. indicata in epigrafe, esercente un’emittente radiofonica privata, adiva il TAR della Campania sez. di Salerno per ottenere l’annullamento dell’esecuzione del decreto del Ministero delle PP.TT. in data 19 luglio 1994 con il quale era stato disposto il non accoglimento della sua domanda di concessione per la radiodiffusione sonora privata in ambito locale per mancata presentazione, da parte della medesima, nel prescritto termine del 30.11.1993, della documentazione attestante i requisiti richiesti.
La sentenza appellata, accogliendo le censure di violazione di legge (artt.4, 5 e 6 L. n.241/1990; art.4 D.L. n.323/1993 conv. in L. n.422/1993) ed eccesso di potere sotto vari profili, rilevava, in particolare, che il Ministero delle PP.TT. non avrebbe potuto respingere la domanda di concessione sul solo fondamento dell’omesso invio, entro il 30.11.1993, della documentazione da allegare alla relativa domanda, assumendo che il predetto termine (indicato dall’art.4 D.L. n.323/1993, come modificato dalla L. n.422/1993) non dovesse considerarsi perentorio, come al contrario ritenuto dall’Amministrazione.
Il TAR adito – premesso che l’art.32 della legge n.223/1990 aveva previsto l’autorizzazione ope legis alla prosecuzione dell’esercizio degli impianti in questione, a condizione che i privati interessati avessero presentato domanda per il rilascio delle concessioni entro sessanta giorni dalla entrata in vigore della legge stessa e che il termine in questione era stato prorogato sino al 30.11.1993 (ex art.1 , comma 3, D.L. n.407/1992, come modificato dalla legge di conversione n.482/1992) e, successivamente, sino al 28.2.1994 (ex art.4 D.L. n.323/1993, convertito nella legge n.422/1994), prescrivendo che, entro il termine del 30.11.1993, gli interessati inviassero al Ministero la documentazione tecnica relativa alle trasmissioni in essere – accoglieva il ricorso, ritenendo che il termine anzidetto non potesse essere qualificato come perentorio, in quanto non solo faceva difetto nella previsione legislativa un’espressa indicazione in tal senso, ma anche perché alla sua eventuale violazione non corrispondeva la perdita di efficacia della concessione a trasmettere, stabilita fino al 28.2.1994.
Contro tale sentenza propone l’odierno appello l’Amministrazione delle comunicazioni deducendo, nella sostanza, l’erroneità della pronuncia non potendosi non riconoscere natura perentoria al termine sopra indicato, pur in assenza di una esplicita e diretta disposizione in tal senso; e ciò in considerazione del fatto che per la perentorietà dei termini degli atti di iniziativa privata dei procedimenti amministrativi non è necessario che la legge li qualifichi espressamente tali, potendosi detta natura desumere implicitamente dal dettato legislativo.
La parte appellata si è costituita in giudizio e controdedotto puntualmente al gravame.
La sezione non ritiene di doversi discostare dalla propria costante giurisprudenza favorevole alla tesi della perentorietà del termine del 30.11.1993, relativo alla presentazione della documentazione attestante i requisiti previsti dall’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 19 ottobre 1992, n. 407, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 1992, n. 482, da allegare alla domanda di concessione per la radiodiffusione sonora privata in ambito locale, termine questo indicato dall’art.4 III comma del D.L. n.323 del 27 agosto 1993, come modificato dalla L. n.422 del 27 ottobre 1993.
1.Con la sentenza impugnata il TAR della Campania sez. di Salerno ha annullato il provvedimento di diniego di concessione sopra menzionato, già adottato sul presupposto che la relativa documentazione non fosse stata inoltrata dalla ricorrente nel termine del 30.11.1993 fissato dall’art.4, comma 3, del D.L. 27.8.1993, n.323, come convertito nella legge n.422 del 27.10.1993, valutando tale termine come non perentorio in quanto nella norma citata non vi sarebbe stata una espressa indicazione in tal senso.
La questione sostanziale che forma oggetto dell’appello concerne, dunque, la natura perentoria o meno del termine del 30 novembre 1993 fissato dall’art 4, comma 3, cit.
2. Al riguardo ritiene il Collegio che la tesi dell’Amministrazione ricor
rente debba essere condivisa, atteso, in via generale, che per stabilire la perentorietà dei termini di atti dei procedimenti amministrativi non è necessario che la legge li qualifichi espressamente tali, potendosene desumere la natura perentoria anche implicitamente alla luce della ratio legis (in tal senso, cfr. Cons. St., Sez VI, 1.9.1999, n.1139; Sez V 28.5.1990, n.803).
Sulla questione della perentorietà o meno del termine per la presentazione della documentazione di cui trattasi, comunque, questa Sezione ha già avuto occasione di statuire, con pronunce dalle quali non v’è ragione ora di discostarsi, che il termine del 30.11.1993 fissato dall’art. 4, comma 3, del D.L. 27.8.1993 n. 323, convertito dalla legge 27.10.1993 n. 422, per la presentazione della documentazione a corredo delle domande di concessione per l’esercizio della radiodiffusione sonora locale, ha carattere perentorio (tra le tante, un Cons. Stato, sez. VI, 22.10.2002, n. 5799; 1.9.1999, n. 1139; 14.4.1999, n. 433). Anche il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione siciliana è orientato nello stesso senso, avendo ritenuto che il termine per la presentazione di documentazioni integrative richieste dalla P.A. ex dall’art. 4 cit., ai fini del rilascio dell’’autorizzazione all’esercizio di impianti per la radiodiffusione sonora o televisiva, ha natura perentoria (cfr. Cons. giust. amm. reg. sic., 14.4.1998, n. 203; 22.7.1998, n.447), in considerazione dei fini perseguiti dal Legislatore.
Quanto alle spese del giudizio, queste possono essere compensate, in ragione degli accennati contrasti di giurisprudenza.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Sesta, accoglie il ricorso in appello e, per l’effetto, annulla la sentenza indicata in epigrafe con conseguente rigetto del gravame di primo grado.
Così deciso in Roma, il 6 maggio 2003 dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione VI), riunito in Camera di Consiglio, con l’intervento dei Signori:

References: Sentenza 
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 art.4
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