Source: http://www.gliappalti.it/gli-appalti-articolo-1655-del-codice-civile/
Timestamp: 2019-11-16 00:54:59+00:00

Document:
gli appalti articolo 1655 del codice civile | gliappalti.it
gli appalti articolo 1655 del codice civile
Le norme che disciplinano gli appalti nel settore del privato sono scritte nel codice civile, libro IV “delle obbligazioni”, titolo III “dei singoli contratti”, capo VII “dell’appalto”, dall’articolo 1655 al 1677.
– codice civile, articolo 1655
Definizioni e soggetti dell’appalto.
E’ banale dire che l’appalto è un contratto ma per questo semplice motivo, le norme generali del codice civile in merito ai rapporti contrattuali si applicano anche per gli appalti; nel caso specifico, ad esempio, l’articolo 1223 del codice civile sul “risarcimento del danno”, può essere invocato nel caso di una contestazione del committente per difetti dell’opera compiuta. Trattandosi di un contratto, le linee di riferimento sono da ricercare nel titolo II “dei contratti in generale” dall’articolo 1321 e seguenti del codice civile. A parte questi dettagli, la definizione di “appalto” è data dall’articolo 1655 del codice civile:
L’appalto è il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro.
Leggendo il testo dell’art. 1655 risaltano alcune frasi:
– “organizzazione dei mezzi”,
– “gestione a proprio rischio”,
– “compimento dell’opera”.
Queste tre frasi descrivono gli elementi caratteristici dell’imprenditore così come sono definiti dal codice civile art. 2082, Titolo II “del lavoro nell’impresa”, capo I “Dell’impresa in generale”, sezione I “Dell’imprenditore”:
Art. 2082. (Imprenditore).
E’ imprenditore chi esercita professionalmente una attivita’ economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Nel contratto di appalto possiamo distinguere due soggetti:
1) committente, è colui che ordina di eseguire un lavoro;
2) appaltatore, è l’imprenditore che esegue il lavoro o servizio.
A questo punto possiamo riassumere che l’appalto è un contratto a titolo oneroso che ha per oggetto l’esecuzione di un’opera o di un servizio. I soggetti del contratto sono il committente che ordina l’esecuzione dell’opera e l’appaltatore che esegue. L’appaltatore è un imprenditore che esegue l’opera con i mezzi necessari e con gestione a proprio rischio in cambio di un corrispettivo in denaro.
I requisiti caratteristici dell’appalto.
Abbiamo già visto che un requisito contrattuale è l’assunzione del rischio d’impresa che l’appaltatore è disposto ad accollarsi.
Nel caso di manutenzioni ordinarie commissionate da un privato, la giurisprudenza è orientata nel dire che il contratto di appalto può essere concluso in forma libera, non essendoci altri vincoli oltre a quelli indicati dal codice civile (Cassazione civile, sentenza 9077 del 2003).
Al contrario, esistono dei settori regolamentati da leggi speciali come ad esempio il decreto legislativo 50 del 18 aprile 2016 in materia di contratti pubblici che prevedono la forma scritta, oltre ad altre regole soggette a pubblicità dei bandi di gara e forme associative (Associazioni temporanee di impresa) che prevedono iter burocratici ben definiti.
Altro caso particolare è quello di un contratto di appalto che preveda la costruzione di un edificio dove il committente, proprietario del terreno, anziché pagare in denaro l’appaltatore riconosca la proprietà di alcune unità immobiliari a favore dell’appaltatore; in questo caso è obbligatoria la forma scritta in funzione dell’accatastamento e successivi passaggi di proprietà, come indicato dall’articolo 1350 “atti che devono farsi per iscritto” del codice civile.
Limiti e divieti.
Per i limiti e divieti tipici previsti per l’appalto è il subappalto. Se ritorniamo a leggere l’articolo 1655 del codice di cui sopra, si può affermare che l’unico soggetto incaricato ad eseguire l’opera o servizi è l’appaltatore e solo lui. Per questo motivo l’eventuale subappalto deve essere autorizzato dal committente il quale, ha il diritto di inserire il divieto per il subappalto fra le clausole contrattuali. Nel codice civile il subappalto è disciplinato dall’articolo 1656 che ti riporto qui sotto:
“L’appaltatore non può dare in subappalto l’esecuzione dell’opera o del servizio, se non e’ stato autorizzato dal committente.”
Questo limite è da interpretare nel rapporto di fiducia che si instaura fra l’appaltatore ed il committente il quale, ha maturato la sua scelta fra un numero anche vasto di operatori economici messi a confronto fra loro non solo in funzione dei costi preventivati ma in particolar modo per i requisiti professionali e di reputazione. Quindi, sulla base di questo rapporto di fiducia l’appaltatore non può delegare a terzi l’esecuzione del contratto.
Nei contratti pubblici l’operatore economico è obbligato a prestare una cauzione provvisoria per la partecipazione alla gara ed una cauzione definitiva nel caso di aggiudicazione ed una polizza assicurativa per rendere indenne l’ente appaltante in corso d’opera e dopo per garanzia. Nel settore privato non esistono questi obblighi tuttavia, il committente può inserire fra le clausole contrattuali la consegna di una cauzione per la corretta esecuzione del contratto in conformità al capitolato dei lavori ed una polizza assicurativa decennale per essere indennizzati per eventuali difetti emergenti dopo la consegna dell’opera; questo può essere richiesto per interventi di un certo valore come ad esempio la costruzione di un edificio ma non è praticabile per una ristrutturazione del bagno di casa.
Obbligazioni accessorie dell’appalto.
Oltre all’esecuzione dell’opera o del servizio, l’appaltatore deve fornire anche il materiale necessario che si deve intendere compreso nel prezzo pattuito. Questa regola è scritta nell’articolo 1658 del codice civile:
“La materia necessaria a compiere l’opera deve essere fornita dall’appaltatore, se non e’ diversamente stabilito dalla convenzione o dagli usi.”
Quanto sopra non deve essere considerato come un dogma per il motivo che nel contratto ci può essere una clausola secondo la quale, il materiale dovrà essere fornito dal committente. Un caso particolare sono le strutture decorative in marmo (colonnine, fregi, colonne con capitelli) dove il committente ordina il materiale direttamente in cava e consegna nel cantiere dove l’appaltatore ha il compito di inserire il tutto nel corpo di fabbrica oggetto dell’appalto. In particolare, ci può essere il caso che sussista un difetto nel materiale fornito dal committente ed in questo caso, l’appaltatore deve avvisare il committente di questi difetti, a norma dell’articolo 1663:
“L’appaltatore e’ tenuto a dare pronto avviso al committente dei difetti della materia da questo fornita, se si scoprono nel corso dell’opera e possono comprometterne la regolare esecuzione.”
Nel corso dei lavori o servizi non si possono escludere eventi imprevedibili che di fatto, possono compromettere l’esecuzione del contratto di appalto così come previsto dal capitolato dei lavori. Ci possono essere numerosi motivi in tema di imprevisti ed il codice civile tratta la questione in modo ampio con gli articoli 1659,1660, 1661:
Se per l’esecuzione dell’opera a regola d’arte è necessario apportare variazioni al progetto e le parti non si accordano, spetta al giudice di determinare le variazioni da introdurre e le correlative variazioni del prezzo.
Se l’importo delle variazioni supera il sesto del prezzo complessivo convenuto, l’appaltatore può recedere dal contratto e può ottenere, secondo le circostanze, un’equa indennità.
Se le variazioni sono di notevole entità, il committente può recedere dal contratto ed e’ tenuto a corrispondere un equo indennizzo.
Il committente può apportare variazioni al progetto, purché il loro ammontare non superi il sesto del prezzo complessivo convenuto.
E’ salvo il diritto del committente fare delle verifiche in corso d’opera per constatare che il tutto sia eseguito a regola d’arte ed in conformità del capitolato. E’ nel corso di queste verifiche che sorgono le contestazioni ed in altri casi, si evidenziano imprevisti che devono essere risolti con delle modifiche al progetto e capitolato originario.
Il diritto del committente nel fare le verifiche è scritto nell’articolo 1662 del codice:
Nei lavori edili di costruzione può capitare che emerga un evento imprevisto come ad esempio, una onerosità per aumenti repentini del materiale, scoprire l’esistenza di una falda idrica nella fase di scavo delle fondazioni; eventi non prevedibili e non inseriti nel capitolato. Tenendo presente che il preventivo di spesa si basa sul capitolato e quest’ultimo è la volontà espressa del committente per la conclusione ed esecuzione del contratto, nel caso di imprevisti è necessario che le parti trovino un equo accordo. Su questo tema interviene l’articolo 1664 del codice civile:
Su questi argomenti sorgono i principali motivi fonte di liti giudiziarie che intasano i Tribunali; contrasti del committente con l’appaltatore che non esegue l’opera come da contratto e viceversa, il committente che ha preteso variazioni in corso d’opera tali da stravolgere l’accordo contrattuale basato sul progetto e capitolato lavori.
In conclusione, risulta importante che alla base di un contratto di appalto vi sia un progetto dettagliato che non dia possibilità di equivoci ed in particolare, chiedere all’appaltatore idonee garanzie o documenti come il D.U.R.C. per attestare la regolarità contributiva dei lavoratori. Qui sotto ti ho riportato il testo integrale del codice civile in merito all’appalto, dall’articolo 1655 all’articolo 1677:
Vigente al: 7-8-2017

References: articolo 1655
 articolo 1655
 articolo 1655
 art. 2082

Art. 2082
 sentenza