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Timestamp: 2019-04-19 18:32:57+00:00

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Rizzo contro Renna su caso Anac: "è grave e penalmente rilevante" - PRIMA PAGINA
Home Comune San Pietro Vernotico Rizzo contro Renna su caso Anac: “è grave e penalmente rilevante”
Prima Pagina 19 Giugno 2016 19 Giugno 2016 Comune San Pietro Vernotico, Notizie e politica, San Pietro Vernotico
SAN PIETRO VERNOTICO – Riceviamo ed interamente pubblichiamo il comunicato stampa a firma del consigliere Pasquale Rizzo. Il tema è il caso emerso in sede dell’ultimo Consiglio comunale durante il quale il sindaco Maurizio Renna ha discusso circa alcune indagini da parte di Anac su avvenimenti risalenti al 2015. Le accuse dell’ex sindaco Rizzo sono infatti, tra le altre, di non aver approfondito la questione nella seduta pubblica dinanzi ai consiglieri sia di maggioranza che di opposizione.
“Intendo effettuare un comunicato stampa scevro da valutazioni personali:
1) E’ grave e penalmente rilevante (art. 114 – 329 cpp) che il sindaco abbia in un consiglio comunale rivelato notizie su indagini e sequestri di atti e documenti che l’Autorità Giudiziaria avrebbe – a suo dire – eseguito in relazione ad eventi organizzati dal Comune nel 2015. La Polizia Giudiziaria solitamente effettua tali operazioni direttamente con il segretario comunale, nel rispetto del segreto connesso alla attività istruttoria di indagine in corso, il quale, anche nella veste di responsabile dell’anticorruzione, ha l’obbligo giuridico ed il dovere d’ufficio di non divulgare quanto a sua conoscenza. Il Sindaco, qualora il segretario abbia inteso porlo al corrente dell’oggetto delle indagini violando un suo precipuo obbligo, di certo non può rendere pubblico quanto a sua conoscenza: perché contrario alla legge, perché è il responsabile della pubblica sicurezza a livello locale, perché divulgando notizie può pregiudicare attività di indagine ancora in corso di svolgimento. Inoltre non può e non deve, non conoscendo chi siano i soggetti interessati alle indagini, colpire in maniera indiscriminata e calunniosa chiunque abbia potuto relazionarsi con la vicenda in questione. E’ come se un sindaco partecipando ad un comitato per l’ordine pubblico innanzi al Prefetto durante il quale si è fatto riferimento ad attività investigativa, in consiglio comunale poi riferisca fatti conosciuti in quel contesto in maniera riservata. Il sindaco Renna, come riportato sulla stampa, nel corso dell’ultimo consiglio comunale ha informato i cittadini del sequestro da parte della polizia giudiziaria di atti riguardanti un evento. L’atto è grave e non può passare inosservato, depositerò la registrazione delle gravi affermazioni alle competenti autorità, anche perché il giorno dopo il sequestro persone vicine all’Amministrazione su Facebook commentavano l’evento mettendo in moto la macchina del fango!
2) Il sindaco ha fatto riferimento nel consiglio comunale del 16.6.15, solo dopo che le opposizioni si erano allontanate prima dell’ultimo punto all’ordine del giorno (ve ne erano 13 da discutere) ad un documento inviato da Anac che farebbe riferimento ad affidamento illegittimi verificatisi nel corso della mia amministrazione per importi considerevoli. Non conosciamo il contenuto del documento Anac perché nonostante sia stato indirizzato da Anac al Segretario, al Sindaco ed al Consigliere Orlando Nasta che aveva presentato un esposto, Sindaco e segretario a tutt’oggi non lo hanno consegnato, guarda caso, solo al consigliere Nasta (nonostante una istanza inoltrata la sera stessa del consiglio comunale). Il documento non può che censurare quanto denunciato dal consigliere Nasta con riferimento all’attuale Amministrazione (altrimenti non sarebbe indirizzata anche a lui) e probabilmente prende in considerazione anche vecchi affidamenti come narrazione storica di provvedimenti che almanacca ritiene non conformi a legge. Premetto che i pareri Anac non sono condanne, ma vanno letti in funzione di ciò che è stato inviato all’Autorità: nel caso in questione si è convinti che il segretario unitamente alla vice Segretaria Dr.ssa Tafuro (che ha curato l’invio ad Anac del carteggio selezionando gli atti con l’Arch. Delle Donne), hanno effettuato un inoltro volutamente parziale di documentazione con l’obiettivo di non far inquadrare in maniera corretta la vicenda. Ad esempio si è convinti che sono state inviate solo le determine di affidamento in proroga contratto servizi cimiteriali riferite ad una cooperativa sociale (colpevole forse di aver difeso i propri diritti innanzi al Tar ottenendo una sentenza favorevole e la condanna del Comune), si è certi che non sia stato spedito anche il carteggio relativo alla gara svoltasi nella primavera del 2014 che riguardava diversi servizi (pulizia immobili comunali, bagni e strutture sportive etc.) tra i quali anche il cimitero, aggiudicata alla Ad Maiora ma annullata dall’Amministrazione in autotutela. La cooperativa sociale propose ricorso al Tar che, con sentenza nr.322 del gennaio 2015 rigettò il ricorso dichiarando legittimo l’operato dell’Amministrazione e fissando i criteri da seguire per lo svolgimento di successive gare. Per tutto il periodo in cui l’iter di gara è stato sottoposto al vaglio del Giudice, i Dirigenti dell’Ufficio tecnico (e non il Sindaco) avrebbero potuto: 1) effettuare proroghe tecniche; 2) affidare ad una cooperativa a scelta (…in base alla propria simpatia ?????) il servizio. I dirigenti (ben tre differenti) decisero, visto che vi era un soggetto affidatario del servizio scelto con una pubblica gara, di andare in proroga tecnica (seguendo peraltro lo stesso criterio adottato da maggio 2013 a dicembre 2013 dall’Ing. Zaccaria con altra cooperativa che ottenne proroghe tecniche in attesa di verificare la congruità delle offerte, e ciò per otto mesi circa. Tali atti sono stati inviati ad Anac?). Divenuta definitiva la sentenza del Tar, con determina 144 del 2.4.2015 l’Ing. Schirinzi, se non erro, ha indetto una nuova gara a sua volta impugnata al Tar (perché violava i principi fissati nella precedente sentenza) per cui si sono succeduti altri affidamenti in proroga sempre alla cooperativa che inizialmente si era aggiudicata la gara. I dirigenti del Comune avrebbero operato male secondo Anac (almeno in base alle informazioni che le sono state fornite), ma il loro operato è stato di contro ritenuto legittimo dal Tar di Lecce (la sentenza è stata inviata ad Anac ?). Infatti, l’Ing. Schirinzi, preoccupato delle continue proroghe e forse in aderenza ad alcuni pareri rilasciati da Anac, decise di mutare il consolidato orientamento di prorogare i servizi sino alla definizione della nuova gara, per cui non diede più la proroga a chi prestava il servizio e fece un affidamento diretto ad altra cooperativa sociale: il Tar Lecce ha, con sentenza definitiva, ritenuto illegittimo l’operato del dirigente che, secondo i Giudici, avrebbe dovuto proseguire con le proroghe tecniche. Tanto è vero che ha condannato il Comune a pagare alla cooperativa estromessa i danni quantificati in €.14.000,00 circa (prima o poi dovrà essere riconosciuto infatti il debito fuori bilancio che risale a settembre 2015). L’unica volta che un dirigente ha optato per non affidare con proroga tecnica, il comune è stato condannato e dovrà pagare due cooperative (il doppio del dovuto), una per aver svolto il servizio, l’altra a titolo di danni perché non ha ottenuto la dovuta proroga. Vi immaginate se la cooperativa che ha ottenuto la sentenza non avesse ottenuto la proroga tecnica in tutti i mesi considerati da Anac (un anno circa) e fosse stata estromessa illegittimamente a maggio del 2014 invece di maggio 2015 quali danni l’Ente avrebbe dovuto risarcire?
3) La macchina del fango non può offuscare ciò che è scritto negli atti: un conto è la proroga tecnica successiva ad un affidamento legittimo (secondo il Tar atto dovuto) con cui, sino alla conclusione della nuova gara, chi svolgeva il servizio h diritto a proseguire nell’attività (come asserito dal tar Lecce); altro discorso è ciò che Anac ha contestato alla attuale amministrazione, l’aver artificiosamente e dolosamente operato con l’obiettivo di non espletare una gara per assicurare “agli amici” affidamenti diretti contro legge con il risultato di spendere maggiori somme tutte a carico dei cittadini ed a vantaggio delle più elevate parcelle assicurate ai professionisti o dei servizi pagati ad un prezzo superiore. Le due situazioni non sono sovrapponibili! Rammentiamo a noi tutti che l’Arch. Delle Donne ha dichiarato il falso nelle determine (in una si scrive che il servizio non esiste nel catalogo Mepa per giustificare l’affidamento diretto, nella successiva si fa riferimento al catalogo Mepa per lo stesso servizio ma poiché non funziona il servizio si affida alla solita cooperativa; poi si giustifica l’affidamento diretto con l’urgenza allegando una comunicazione di 20 giorni prima per arrivare al punto di affidare il servizio “verbalmente” senza affidamento ed impegno di spesa – tra poco il consiglio comunale dovrà riconoscere il debito fuori bilancio – come accaduto per la cooperativa che ha preso possesso del cimitero il 1.9.2015 senza alcun atto determinativo ed impegno di spesa). Vi sono atti che possono interpretarsi in maniera differente (v. Anac e Tar, anche se le sentenze producono effetti più diretti e rilevanti rispetto al deliberato Anac), altri che sono penalmente rilevanti. Anac ha scritto al Segretario in quanto responsabile anticorruzione di vigilare sul rispetto della legge sicuramente in relazione a quanto oggi sta avvenendo, richiamando il passato solo ai fini della ripetitività dei comportamenti ed in funzione dei documenti che le sono stati inviati. Ma visto che il Dr. Montanaro si sta interessando più del passato che del presente, segnaleremo noi alcuni atti illegittimi contenenti anche il suo parere di regolarità tecnica, rilevante in quanto responsabile dell’anticorruzione, durante il periodo di sua reggenza, con il convincimento che saranno sfuggiti alla sua attenzione..
Per il resto concludo affermando che sindaco e Presidente del Consiglio sono solo due codardi. Si preparano un comizio finale su argomenti diversi rispetto a quanto si deve deliberare aspettando l’ultimo punto all’ordine del giorno, per poi negare all’opposizione il diritto di replica ed ottenere l’applauso di una platea all’uopo assoldata in una sala consiliare divenuta un cabaret. Solo chi ha paura del confronto si comporta così. “Sii sempre pronto a dire ciò che pensi, ed il vile ti scanserà” (William Blake)! Io non ho timori, Renna dovrà sempre sperare di fuggire, chinando la testa come gli alunni impreparati quando, non avendo il compito copiato o scritto da altri, non sarà in grado di rispondere alle domande ricevute o reggere un semplice confronto!
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