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Timestamp: 2019-03-21 14:33:16+00:00

Document:
ACF Consultorio Cristiano - Legislazione
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LEGGE 405/75 del 29 luglio 1975. Istituzione dei Consultori Familiari
LEGGE 31 luglio 2003, n. 10. Norme per la tutela e la valorizzazione della famiglia (documento in formato pdf)
Articolo 1. Il servizio d'assistenza alla famiglia e alla maternità ha come scopo:
e) la tutela della salute della donna e del prodotto del concepimento;
Articolo 2. La regione fissa con proprie norme legislative i criteri per la programmazione, il funzionamento, la gestione e il controllo del servizio di cui all'articolo 1 in conformità ai seguenti principi:
a) sono istituiti da parte dei comuni o di loro consorzi i consultori d'assistenza alla famiglia e alla maternità quali organismi operativi delle unità sanitarie locali, quando queste saranno istituite;
b) consultori possono essere istituiti anche da istituzioni o da enti pubblici e privati che abbiamo finalità sociali, sanitarie e assistenziali senza scopo di lucro quali presidi di gestione diretta o convenzionata delle unità sanitarie locali, quando queste saranno istituite;
c) i consultori pubblici ai fini della assistenza ambulatoriale e domiciliare, degli opportuni interventi e della somministrazione dei mezzi necessari si avvalgono del personale dei distretti sanitari, degli uffici sanitari comunali e consorziali, delle condotte mediche e ostetriche e delle altre strutture di base sociali, psicologiche e sanitarie. I consultori di cui alla precedente lettera b) adempiono alle funzioni di cui sopra mediante convenzioni con le unità sanitarie locali. Fino all'entrata in vigore della riforma sanitaria, i consultori di cui alla lettera b) possono stipulare convenzioni con gli enti sanitari operanti nel territorio, in base ai programmi annuali regionali di cui all'articolo 6 e secondo i criteri stabiliti dalle regioni. I consultori pubblici e privati per gli esami di laboratorio e radiologici ed ogni altra ricerca strumentale possono avvalersi degli ospedali e dei presidi specialistici degli enti d'assistenza sanitaria.
Articolo 3. Il personale di consulenza e d'assistenza addetto ai consultori deve essere in possesso di titoli specifici in una delle seguenti discipline: medicina, psicologia, pedagogia ed assistenza sociale, nonché dell'abilitazione, ove prescritta, all'esercizio professionale.
Articolo 4. L'onere delle prescrizioni di prodotti farmaceutici va a carico dell'ente o del servizio cui compete l'assistenza sanitaria.
Articolo 5. Lo Stato assegna alle regioni 5 miliardi di lire per l'anno finanziario 1975 e 10 miliardi negli anni successivi per finanziare il servizio previsto dalla presente legge.
Il fondo comune è ripartito tra le regioni entro il mese di febbraio d'ogni anno con decreto del Ministro per il tesoro sulla base dei seguenti criteri:
b) il residuo 50 per cento in proporzione al tasso di malattia e di mortalità infantile quali risultano dai dati ufficiali dell'istituto centrale di statistica relativi al penultimo anno precedente a quello della devoluzione ['].
Alla copertura dell'onore di 5 miliardi per il 1975 si provvede per il medesimo anno finanziario mediante riduzione dello stanziamento del capitolo 6856 dello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro per l'anno medesimo.
Articolo 6. La regione, tenuto conto delle proposte dei comuni e dei loro consorzi nonché delle esigenze di un'articolazione territoriale del servizio, redige un programma annuale, approvato dal consiglio regionale, per finanziare i consultori di cui all'articolo 2, sempre che si riscontrino le finalità indicate all'articolo 1 della presente legge.
Articolo 7. Entro sei mesi dalla data d'entrata in vigore della presente legge le regioni emaneranno le norme legislative di cui all'articolo 2.
Articolo 8. E' abrogata ogni norma incompatibile o in contrasto con la presente legge.
['] vedi anche l'articolo 3 della Legge 22 maggio 1978, n. 194.
La legge 5 dicembre 1978, n. 785 ha così disposto: "articolo unico.- Il criterio di ripartizione del fondo comune, stabilito dalle lettere a) e b) del secondo comma dell'articolo 5 della Legge "9 luglio 1975, n. 405, limitatamente al 1978 è così modificato: a) il 75 per cento in proporzione alla popolazione residente in ciascuna regione; b) il residuo 25 per cento in proporzione al tasso di natalità e a quello di mortalità infantile, quali risultano dai dati ufficiali dell'ISTAT relativi al penultimo anno precedente a quello della ripartizione".
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References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8