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Timestamp: 2019-06-27 04:55:28+00:00

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FRIULI DPGR 166/2003 Capitolato generale lavori pubblici
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 5 GIUGNO 2003, N. 166/PRES.
Capitolato generale dï¿½appalto per i lavori pubblici (articolo 34, legge regionale 31 maggio 2002, n. 14).
(Pubblicato sul B.U.R. Friuli S.S. 21/7/2003, n. 7)
Art. 1 Disciplina del rapporto contrattuale
1. Il capitolato generale dï¿½appalto, in prosieguo denominato capitolato, i capitolati speciali e i contratti disciplinano i rapporti tra le Amministrazioni aggiudicatrici ed i soggetti affidatari di lavori pubblici e determinano in particolare:
a) il termine entro il quale devono essere ultimati i lavori oggetto dellï¿½appalto e i presupposti in presenza dei quali il responsabile unico del procedimento concede proroghe;
b) i casi e i modi nei quali possono essere disposte le sospensioni totali o parziali dei lavori, e i criteri di determinazione degli indennizzi e dei danni qualora le interruzioni superino i limiti previsti o siano ordinate in carenza di presupposti;
c) le responsabilitï¿½ e gli obblighi dellï¿½appaltatore per i difetti di costruzione;
d) i modi e i casi di riconoscimento dei danni da forza maggiore;
e) le modalitï¿½ di riscossione dei corrispettivi dellï¿½appalto.
2. Le disposizioni del capitolato devono essere espressamente richiamate nel contratto di appalto e, per quanto disposto dal capitolato generale dei lavori pubblici approvato con D. M. 19 aprile 2000, 145 si sostituiscono di diritto alle eventuali clausole difformi di contratto o di capitolato speciale, ove non diversamente disposto dalla legge o dal Regolamento.
3. Ai fini del presente capitolato per Regolamento si intende il Regolamento di cui allï¿½articolo 4 della legge regionale 31 maggio 2002, n. 14 e successive modificazioni, piï¿½ avanti denominata legge.
Art. 2 Domicilio dellï¿½appaltatore
1. Lï¿½appaltatore deve avere domicilio nel luogo nel quale ha sede lï¿½ufficio di direzione dei lavori; ove non abbia in tale luogo uffici propri, deve eleggere domicilio presso gli uffici comunali, o lo studio di un professionista, o gli uffici di societï¿½ legalmente riconosciuta.
2. Tutte le intimazioni, le assegnazioni di termini ed ogni altra notificazione o comunicazione dipendente dal contratto di appalto sono fatte dal Direttore dei lavori o dal responsabile unico del procedimento, ciascuno relativamente agli atti di propria competenza, a mani proprie dellï¿½appaltatore o di colui che lo rappresenta nella condotta dei lavori oppure devono essere effettuate presso il domicilio eletto ai sensi del comma 1.
Art. 3 Indicazione delle persone che possono riscuotere
a) il luogo e lï¿½ufficio dove saranno effettuati i pagamenti, e le relative modalitï¿½, secondo le norme che regolano la contabilitï¿½ dellï¿½amministrazione committente;
b) la persona o le persone autorizzate dallï¿½appaltatore a riscuotere, ricevere e quietanzare le somme ricevute in conto o saldo anche per effetto di eventuali cessioni di credito preventivamente riconosciute dallï¿½amministrazione committente.
2. La cessazione o la decadenza dallï¿½incarico delle persone autorizzate a riscuotere e quietanzare deve essere tempestivamente notificata allï¿½amministrazione committente.
3. In caso di cessione del corrispettivo di appalto successiva alla stipula del contratto, il relativo atto deve indicare con precisione le generalitï¿½ del cessionario ed il luogo del pagamento delle somme cedute.
4. In difetto delle indicazioni previste dai commi precedenti, nessuna responsabilitï¿½ puï¿½ attribuirsi allï¿½amministrazione committente per pagamenti a persone non autorizzate dallï¿½appaltatore a riscuotere.
Art. 4 Condotta dei lavori da parte dellï¿½appaltatore
1. Lï¿½appaltatore che non conduce i lavori personalmente deve conferire mandato con rappresentanza a persona fornita dei requisiti dï¿½idoneitï¿½ tecnici e morali, per lï¿½esercizio delle attivitï¿½ necessarie per la esecuzione dei lavori a norma del contratto. Lï¿½appaltatore rimane responsabile dellï¿½operato del suo rappresentante.
2. Il mandato deve essere conferito per atto pubblico ed essere depositato presso lï¿½amministrazione committente, che provvede a dare comunicazione allï¿½ufficio di direzione dei lavori.
3. Lï¿½appaltatore o il suo rappresentante deve, per tutta la durata dellï¿½appalto, garantire la presenza sul luogo dei lavori.
4. Quando ricorrono gravi e giustificati motivi lï¿½amministrazione committente, previa motivata comunicazione allï¿½appaltatore, ha diritto di esigere il cambiamento immediato del suo rappresentante, senza che per ciï¿½ spetti alcuna indennitï¿½ allï¿½appaltatore o al suo rappresentante.
Art. 5 Cantieri, attrezzi, spese ed obblighi generali a carico dellï¿½appaltatore
1. Fatte salve le eventuali ulteriori prescrizioni del capitolato speciale dï¿½appalto, si intendono comprese nel prezzo dei lavori e perciï¿½ a carico dellï¿½appaltatore:
a) le spese per lï¿½impianto, la manutenzione e lï¿½illuminazione dei cantieri;
b) le spese per trasporto di qualsiasi materiale o mezzo dï¿½opera;
d) le spese per rilievi, tracciati, verifiche, esplorazioni, capisaldi e simili che possono occorrere, anche su motivata richiesta del Direttore dei lavori o dal Responsabile unico del procedimento o dallï¿½organo di collaudo, dal giorno in cui comincia la consegna fino al compimento del collaudo provvisorio o allï¿½emissione del certificato di regolare esecuzione;
f) le spese per idonei locali e per la necessaria attrezzatura da mettere a disposizione per lï¿½ufficio di direzione lavori;
h) le spese per la custodia e la buona conservazione delle opere fino al collaudo provvisorio o allï¿½emissione del certificato di regolare esecuzione;
i) le spese di adeguamento del cantiere in osservanza del decreto legislativo n. 626/1994, e successive modificazioni;
l) le spese per lï¿½aggiornamento degli elaborati del progetto, previa approvazione del Direttore dei lavori, in conseguenza di varianti o di diverse soluzioni esecutive in modo da rendere disponibili tutte le informazioni sulle modalitï¿½ di realizzazione dellï¿½opera o del lavoro, anche al fine di potere effettuare la manutenzione e le eventuali modifiche dellï¿½intervento nel suo ciclo di vita utile.
2. Lï¿½appaltatore deve provvedere ai materiali e ai mezzi dï¿½opera che siano richiesti ed indicati dal Direttore dei lavori per essere impiegati nei lavori in economia contemplati in contratto.
3. Lï¿½amministrazione committente puï¿½ mantenere sorveglianti in tutti i cantieri, sui galleggianti e sui mezzi di trasporto utilizzati dallï¿½appaltatore.
4. Al fine di potere effettuare la manutenzione e le eventuali modifiche dellï¿½intervento nel suo ciclo di vita utile, gli elaborati del progetto sono aggiornati in conseguenza delle varianti o delle soluzioni esecutive che si siano rese necessarie, a cura e spese dellï¿½appaltatore e con lï¿½approvazione del Direttore dei lavori, in modo da rendere disponibili tutte le informazioni sulle modalitï¿½ di realizzazione dellï¿½opera o del lavoro.
Art. 6 Disciplina e buon ordine dei cantieri
1. Lï¿½appaltatore ï¿½ responsabile della disciplina e del buon ordine nel cantiere e ha lï¿½obbligo di osservare e far osservare al proprio personale le norme di legge e di Regolamento.
2. Lï¿½appaltatore, tramite il Direttore di cantiere assicura lï¿½organizzazione, la gestione tecnica e la conduzione del cantiere.
3. La direzione del cantiere ï¿½ assunta dal Direttore tecnico dellï¿½impresa o da altro tecnico formalmente incaricato dallï¿½appaltatore.
4. In caso di appalto affidato ad associazione temporanea di imprese o a consorzio, lï¿½incarico della direzione di cantiere ï¿½ attribuito mediante delega conferita da tutte le imprese operanti nel cantiere; la delega deve indicare specificamente le attribuzioni da esercitare dal Direttore anche in rapporto a quelle degli altri soggetti operanti nel cantiere.
5. Il Direttore dei lavori ha il diritto, previa motivata comunicazione allï¿½appaltatore, di esigere il cambiamento del Direttore di cantiere e del personale per indisciplina, incapacitï¿½ o grave negligenza.
6. Lï¿½appaltatore ï¿½ comunque responsabile dei danni causati dallï¿½imperizia o dalla negligenza di detti soggetti, e risponde nei confronti dellï¿½amministrazione committente per la malafede o la frode dei medesimi nellï¿½impiego dei materiali.
Art. 7 Tutela dei lavoratori
1. Lï¿½appaltatore deve osservare le norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle leggi e dei Regolamenti sulla tutela, sicurezza, salute, assicurazione e assistenza dei lavoratori ed in particolare le disposizioni di cui allï¿½articolo 32, comma 1 della legge.
2. A garanzia di tale osservanza, sullï¿½importo netto progressivo dei lavori ï¿½ operata una ritenuta dello 0,50 per cento. Dellï¿½emissione di ogni certificato di pagamento e fino allï¿½attivazione del sistema di certificazione sulla base del documento unico di cui allï¿½articolo 30, comma 2 della legge, il Responsabile unico del procedimento provvede a dare comunicazione per iscritto, con avviso di ricevimento, agli Enti previdenziali e assicurativi, compresa la cassa edile.
3. Lï¿½amministrazione dispone il pagamento a valere sulle ritenute suddette di quanto dovuto per le inadempienze accertate dagli Enti competenti che ne richiedano il pagamento nelle forme di legge.
4. Salvo quanto previsto dallï¿½articolo 29, comma 7 della legge, le ritenute possono essere svincolate soltanto in sede di liquidazione del conto finale, dopo lï¿½approvazione del collaudo provvisorio, ove gli Enti suddetti non abbiano comunicato allï¿½amministrazione committente eventuali inadempienze entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della richiesta del responsabile unico del procedimento.
Art. 8 Durata giornaliera dei lavori
1. Lï¿½appaltatore puï¿½ ordinare ai propri dipendenti di lavorare oltre il normale orario giornaliero, o di notte, ove consentito dagli accordi sindacali di lavoro, dandone preventiva comunicazione al Direttore dei lavori. Il Direttore dei lavori puï¿½ vietare lï¿½esercizio di tale facoltï¿½ qualora ricorrano motivati impedimenti di ordine tecnico o organizzativo. In ogni caso lï¿½appaltatore non ha diritto ad alcun compenso oltre i prezzi contrattuali.
2. Salva lï¿½osservanza delle norme relative alla disciplina del lavoro, se il Direttore dei lavori ravvisa la necessitï¿½ che i lavori siano continuati ininterrottamente o siano eseguiti in condizioni eccezionali, su autorizzazione del responsabile unico del procedimento ne dï¿½ ordine scritto allï¿½appaltatore, il quale ï¿½ obbligato ad uniformarvisi, salvo il diritto al ristoro del maggior onere.
Art. 9 Pagamento dei dipendenti dellï¿½appaltatore
1. In caso di ritardo nel pagamento delle retribuzioni dovute al personale dipendente, lï¿½appaltatore ï¿½ invitato per iscritto dal responsabile unico del procedimento a provvedervi entro i successivi quindici giorni. Ove egli non provveda o non contesti formalmente e motivatamente la legittimitï¿½ della richiesta entro il termine sopra assegnato, lï¿½amministrazione committente puï¿½ pagare anche in corso dï¿½opera direttamente ai lavoratori le retribuzioni arretrate detraendo il relativo importo dalle somme dovute allï¿½appaltatore in esecuzione del contratto. Tale disposizione si applica nei confronti dellï¿½appaltatore per il mancato pagamento delle retribuzioni dovute ai dipendenti dei subappaltatori autorizzati, qualora nel contratto di appalto lï¿½appaltatore se ne assuma lï¿½impegno.
2. I pagamenti di cui al comma 1 fatti dallï¿½amministrazione committente sono provati dalle quietanze predisposte a cura del responsabile unico del procedimento e sottoscritte dagli interessati.
3. Nel caso di formale contestazione delle richieste da parte dellï¿½appaltatore, il responsabile unico del procedimento provvede allï¿½inoltro delle richieste e delle contestazioni allï¿½ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione per i necessari accertamenti.
Art. 10 Spese di contratto, di registro ed accessorie
1. Sono a carico dellï¿½appaltatore le spese di contratto, di bollo e registro, della copia del contratto e dei documenti e disegni di progetto, nonchï¿½ di ogni altro onere connesso alla stipulazione del contratto medesimo compresi gli oneri tributari.
2. Se al termine dei lavori il valore del contratto risulti maggiore di quello originariamente previsto ï¿½ obbligo dellï¿½appaltatore provvedere allï¿½assolvimento dellï¿½onere tributario mediante pagamento delle maggiori imposte dovute sulla differenza. Il pagamento della rata di saldo e lo svincolo della cauzione da parte dellï¿½amministrazione committente sono subordinati alla dimostrazione dellï¿½eseguito versamento delle maggiori imposte.
3. Se al contrario al termine dei lavori il valore del contratto risulti minore di quello originariamente previsto, lï¿½amministrazione committente rilascia apposita dichiarazione ai fini del rimborso secondo le vigenti disposizioni fiscali delle maggiori imposte eventualmente pagate.
4. Sono pure a carico dellï¿½appaltatore tutte le spese di bollo inerenti agli atti occorrenti per la gestione del lavoro, dal giorno della consegna a quello data di emissione del collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione.
Art. 11 Stipulazione ed approvazione del contratto
1. La stipulazione del contratto di appalto deve aver luogo entro sessanta giorni dalla aggiudicazione nel caso di procedura aperta, procedura ristretta, procedura ristretta semplificata ed appalto - concorso ed entro trenta giorni dalla comunicazione di accettazione dellï¿½offerta nel caso di procedura negoziata e di cottimo fiduciario. Lï¿½approvazione dei contratti, ove prevista, deve avvenire nei termini stabiliti dagli ordinamenti di ciascuna amministrazione committente.
2. Se la stipula del contratto o la sua approvazione non avviene nei termini fissati dal comma precedente, lï¿½impresa puï¿½, mediante atto notificato allï¿½amministrazione committente, sciogliersi da ogni impegno o recedere dal contratto. In caso di mancata presentazione dellï¿½istanza, allï¿½impresa non spetta alcun indennizzo.
3. Lï¿½appaltatore non ha diritto ad alcun compenso o indennizzo, salvo il rimborso delle spese contrattuali. Se ï¿½ intervenuta la consegna dei lavori in via dï¿½urgenza, lï¿½impresa ha diritto al rimborso delle spese sostenute per lï¿½esecuzione dei lavori ordinati dal Direttore dei lavori ivi compresi quelle per opere provvisionali.
Art. 12 Pagamenti in acconto
1. Nel corso dellï¿½esecuzione dei lavori sono erogati allï¿½appaltatore, in base ai dati risultanti dai documenti contabili, pagamenti in acconto del corrispettivo dellï¿½appalto, nei termini o nelle rate stabiliti dal capitolato speciale ed a misura dellï¿½avanzamento dei lavori regolarmente eseguiti.
2. I certificati di pagamento delle rate di acconto sono emessi dallï¿½incaricato dellï¿½amministrazione committente, secondo il proprio ordinamento, sulla base dei documenti contabili indicanti la quantitï¿½, la qualitï¿½ e lï¿½importo dei lavori eseguiti, non appena scaduto il termine fissato dal capitolato speciale o non appena raggiunto lï¿½importo previsto per ciascuna rata.
3. Sono fatte salve le disposizioni di cui allï¿½articolo 110, comma 3 del Regolamento.
Art. 13 Cessione del corrispettivo dï¿½appalto
1. Le cessioni di crediti vantati nei confronti delle amministrazioni pubbliche a titolo di corrispettivo di appalto possono essere effettuate dagli appaltatori a banche o intermediari finanziari disciplinati dalle leggi in materia bancaria e creditizia, il cui oggetto sociale preveda lï¿½esercizio dellï¿½attivitï¿½ di acquisto di crediti di impresa.
2. La cessione deve essere stipulata mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve essere notificata allï¿½amministrazione debitrice.
3. La cessione del credito da corrispettivo di appalto ï¿½ efficace ed opponibile alla pubblica amministrazione qualora questa non la rifiuti con comunicazione da notificarsi al cedente ed al cessionario entro quindici giorni dalla notifica di cui al comma 2.
4. Lï¿½amministrazione pubblica, al momento della stipula del contratto o contestualmente, puï¿½ preventivamente riconoscere la cessione da parte dellï¿½appaltatore di tutti o di parte dei crediti che devono venire a maturazione.
5. In ogni caso, lï¿½amministrazione ceduta puï¿½ opporre al cessionario tutte le eccezioni opponibili al cedente in base al contratto di appalto.
Art. 14 Termini di pagamento degli acconti e del saldo
1. Il termine per lï¿½emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti del corrispettivo di appalto non puï¿½ superare i quarantacinque giorni a decorrere dalla maturazione di ogni stato di avanzamento dei lavori a norma dellï¿½articolo 109 del Regolamento. Il termine per disporre il pagamento degli importi dovuti in base al certificato non puï¿½ superare i trenta giorni a decorrere dalla data di emissione del certificato stesso.
2. Il termine di pagamento della rata di saldo e di svincolo della garanzia fidejussoria, ove prevista, non puï¿½ superare i novanta giorni dallï¿½emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione. Nel caso lï¿½appaltatore tenuto alla garanzia fidejussoria non lï¿½abbia preventivamente presentata, il termine di novanta giorni decorre dalla presentazione della garanzia stessa.
3. I capitolati speciali ed i contratti possono stabilire termini diversi. Termini di pagamento superiori a quelli di cui ai commi 1 e 2 sono ammessi per motivate circostanze, sempre che lï¿½amministrazione aggiudicatrice ne abbia fatta menzione negli atti di gara.
4. Nel caso di ritardato pagamento delle rate di acconto rispetto ai termini indicati nel capitolato speciale sono dovuti gli interessi a norma di legge.
5. I medesimi interessi sono dovuti nel caso di ritardato pagamento della rata di saldo, con decorrenza dalla scadenza dei termini stessi.
6. Nel caso di concessione di lavori pubblici il cui prezzo sia da corrispondersi in piï¿½ rate annuali, il disciplinare di concessione prevede la decorrenza degli interessi per ritardato pagamento.
7. Lï¿½importo degli interessi per ritardato pagamento viene computato e corrisposto in occasione del pagamento, in conto e a saldo, immediatamente successivo a quello eseguito in ritardo, senza necessitï¿½ di apposite domande o riserve.
8. Il computo degli interessi ï¿½ effettuato nel rispetto di quanto previsto allï¿½articolo 30 del D. M. 19 aprile 2000, n. 145.
Art. 15 Penali
1. Per il maggior tempo impiegato dallï¿½appaltatore nellï¿½esecuzione dellï¿½appalto oltre il termine contrattuale ï¿½ applicata la penale nellï¿½ammontare stabilito dal capitolato speciale o dal contratto.
2. I termini di adempimento delle prestazioni sono stabiliti dallï¿½amministrazione committente in relazione alla tipologia, alla categoria, allï¿½entitï¿½ ed alla complessitï¿½ dellï¿½intervento, nonchï¿½ al suo livello qualitativo.
3. Qualora il capitolato speciale preveda scadenze differenziate di varie lavorazioni, oppure sia prevista lï¿½esecuzione dellï¿½appalto articolata in piï¿½ parti, il ritardo nella singola scadenza comporta lï¿½applicazione della penale nellï¿½ammontare contrattualmente stabilito.
4. Per il ritardato adempimento delle obbligazioni assunte dagli esecutori di lavori pubblici, le penali da applicare sono stabilite in sede di elaborazione del progetto posto a base di gara ed inserite nel capitolato speciale dï¿½appalto, in misura giornaliera compresa tra lo 0,3 per mille e lï¿½1 per mille dellï¿½ammontare netto contrattuale, e comunque complessivamente non superiore al 10 per cento, da determinare in relazione allï¿½entitï¿½ delle conseguenze legate allï¿½eventuale ritardo.
5. Il Direttore dei lavori riferisce tempestivamente al Responsabile unico del procedimento in merito agli eventuali ritardi nellï¿½andamento dei lavori rispetto al programma di esecuzione. Qualora il ritardo nellï¿½adempimento determina un importo massimo della penale superiore allï¿½importo previsto al comma 4, il responsabile unico del procedimento promuove lï¿½avvio delle procedure previste dallï¿½articolo 16.
6. Eï¿½ ammessa, su motivata richiesta dellï¿½appaltatore, la totale o parziale disapplicazione della penale, quando si riconosca che il ritardo non ï¿½ imputabile allï¿½impresa, oppure quando si riconosca che la penale ï¿½ manifestamente sproporzionata, rispetto allï¿½interesse dellï¿½amministrazione committente. La disapplicazione non comporta il riconoscimento di compensi o indennizzi allï¿½appaltatore.
7. Sullï¿½istanza di disapplicazione della penale decide lï¿½amministrazione committente su proposta del Responsabile unico del procedimento, sentito il Direttore dei lavori e lï¿½organo di collaudo ove costituito.
Art. 16 Risoluzione dei contratti per reati accertati
1. Qualora nei confronti dellï¿½appaltatore sia intervenuta lï¿½emanazione di un provvedimento definitivo che dispone lï¿½applicazione di una o piï¿½ misure di prevenzione di cui allï¿½articolo 3, della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero sia intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato per frodi nei riguardi dellï¿½amministrazione committente, di subappaltatori, di fornitori, di lavoratori o di altri soggetti comunque interessati ai lavori, nonchï¿½ per violazione degli obblighi attinenti alla sicurezza sul lavoro, lï¿½amministrazione committente valuta, in relazione allo stato dei lavori e alle eventuali conseguenze nei riguardi delle finalitï¿½ dellï¿½intervento, lï¿½opportunitï¿½ di procedere alla risoluzione del contratto. Nel caso di risoluzione, lï¿½appaltatore ha diritto soltanto al pagamento dei lavori regolarmente eseguiti, decurtato degli oneri aggiuntivi derivanti dallo scioglimento del contratto.
Art. 17 Risoluzione del contratto per grave inadempimento, grave irregolaritï¿½ e grave ritardo
1. Quando il Direttore dei lavori accerta che comportamenti dellï¿½appaltatore costituiscono grave inadempimento alle obbligazioni di contratto tale da compromettere la buona riuscita dei lavori, invia al Responsabile unico del procedimento una relazione, corredata dei documenti necessari, indicando la stima dei lavori eseguiti regolarmente e che devono essere accreditati allï¿½appaltatore.
2. Su indicazione dellï¿½amministrazione committente il Direttore dei lavori formula la contestazione degli addebiti allï¿½appaltatore, assegnando un termine non inferiore a quindici giorni per la presentazione delle proprie controdeduzioni al responsabile dellï¿½amministrazione committente.
3. Acquisite e valutate negativamente le predette controdeduzioni, ovvero scaduto il termine senza che lï¿½appaltatore abbia risposto, lï¿½amministrazione committente dispone la risoluzione del contratto.
4. Qualora, al di fuori dei precedenti casi, lï¿½esecuzione dei lavori ritardi per negligenza dellï¿½appaltatore rispetto alle previsioni del programma, il Direttore dei lavori gli assegna un termine per compiere i lavori in ritardo, e dï¿½ inoltre le prescrizioni ritenute necessarie. Il termine decorre dal giorno di ricevimento della comunicazione.
5. Scaduto il termine assegnato, il Direttore dei lavori verifica, in contraddittorio con lï¿½appaltatore, o, in sua mancanza, con la assistenza di due testimoni, gli effetti dellï¿½intimazione impartita, e ne compila processo verbale da trasmettere al Responsabile unico del procedimento.
6. Sulla base del processo verbale, qualora lï¿½inadempimento permanga, lï¿½amministrazione committente dispone la risoluzione del contratto.
Art. 18 Inadempimento di contratti per cottimo
1. Per i contratti relativi a cottimo, in caso di inadempimento dellï¿½esecutore la risoluzione ï¿½ dichiarata dallï¿½amministrazione committente, previa ingiunzione del Direttore dei lavori, salvi i diritti e le facoltï¿½ riservate dal contratto allï¿½amministrazione committente.
Art. 19 Provvedimenti in seguito alla risoluzione dei contratti
1. Il Responsabile unico del procedimento, nel comunicare allï¿½appaltatore la determinazione di risoluzione del contratto, dispone, con preavviso di venti giorni, la redazione dello stato di consistenza dei lavori giï¿½ eseguiti e lï¿½inventario di materiali, macchine e mezzi dï¿½opera che devono essere presi in consegna dal Direttore dei lavori.
2. In sede di liquidazione finale dei lavori dellï¿½appalto risolto ï¿½ determinato lï¿½onere da porre a carico dellï¿½appaltatore inadempiente in relazione alla maggiore spesa sostenuta per affidare ad altra impresa i lavori, ove lï¿½amministrazione committente non si sia avvalsa della facoltï¿½ prevista dallï¿½articolo 15, comma 2, della legge.
Art. 20 Recesso dal contratto e valutazione del decimo
1. Lï¿½amministrazione committente ha il diritto di recedere in qualunque tempo dal contratto previo il pagamento dei lavori eseguiti e del valore dei materiali utili esistenti in cantiere e giï¿½ accettati dal Direttore dei lavori prima della comunicazione dello scioglimento del contratto, oltre al decimo dellï¿½importo delle opere non eseguite.
2. Il decimo dellï¿½importo delle opere non eseguite ï¿½ calcolato sulla differenza tra lï¿½importo dei quattro quinti del prezzo posto a base di gara, depurato del ribasso dï¿½asta, e lï¿½ammontare netto dei lavori eseguiti.
3. Lï¿½esercizio del diritto di recesso ï¿½ preceduto da formale comunicazione allï¿½appaltatore da darsi con un preavviso non inferiore a venti giorni, decorsi i quali lï¿½amministrazione committente prende in consegna i lavori ed effettua il collaudo definitivo.
4. Lï¿½amministrazione committente puï¿½ trattenere le opere provvisionali e gli impianti che non siano in tutto o in parte asportabili ove li ritenga ancora utilizzabili. In tal caso essa corrisponde allï¿½appaltatore, per il valore delle opere e degli impianti non ammortizzato nel corso dei lavori eseguiti, un compenso da determinare nella minor somma fra il costo di costruzione e il valore delle opere e degli impianti al momento dello scioglimento del contratto.
5. Lï¿½appaltatore deve rimuovere dai magazzini e dai cantieri i materiali non accettati dal Direttore dei lavori e deve mettere i predetti magazzini e cantieri a disposizione dellï¿½amministrazione committente nel termine stabilito; in caso contrario lo sgombero ï¿½ effettuato dï¿½ufficio ed a sue spese.
Art. 21 Riconoscimenti a favore dellï¿½appaltatore in caso di ritardata consegna dei lavori
1. Nel caso di accoglimento dellï¿½istanza di recesso dellï¿½appaltatore dal contratto per ritardo nella consegna dei lavori attribuibile a fatto o colpa dellï¿½amministrazione committente ai sensi dellï¿½articolo 78, commi 8 e 9, del Regolamento, lï¿½appaltatore ha diritto al rimborso delle spese contrattuali ai sensi dellï¿½articolo 10, nonchï¿½ delle altre spese effettivamente sostenute e documentate in misura comunque non superiore alle percentuali, calcolate sullï¿½importo netto dellï¿½appalto, indicate allï¿½articolo 9, comma 1 del D. M. 19 aprile 2000, n. 145. Nel caso di appalto integrato, lï¿½appaltatore ha altresï¿½ diritto al rimborso delle spese del progetto esecutivo nellï¿½importo quantificato nei documenti di gara; con il pagamento la proprietï¿½ del progetto ï¿½ acquisita in capo allï¿½amministrazione committente.
2. Ove lï¿½istanza dellï¿½impresa non sia accolta e si proceda tardivamente alla consegna, lï¿½appaltatore ha diritto al risarcimento dei danni dipendenti dal ritardo, pari allï¿½interesse legale calcolato sullï¿½importo corrispondente alla produzione media giornaliera prevista dal programma di esecuzione dei lavori nel periodo di ritardo, calcolato dal giorno di notifica dellï¿½istanza di recesso fino alla data di effettiva consegna dei lavori.
3. Oltre alle somme espressamente previste nei commi 1 e 2 nessun altro compenso o indennizzo spetta allï¿½appaltatore.
4. La richiesta di pagamento degli importi spettanti a norma del comma 1, debitamente quantificata, deve essere inoltrata a pena di decadenza entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione di accoglimento dellï¿½istanza di recesso; la richiesta di pagamento degli importi spettanti a norma del comma 2 deve essere formulata a pena di decadenza mediante riserva da iscrivere nel verbale di consegna dei lavori e da confermare, debitamente quantificata, nel registro di contabilitï¿½ con le modalitï¿½ di cui allï¿½articolo 106 del Regolamento.
Art. 22 Sospensione e ripresa dei lavori
1. Eï¿½ ammessa la sospensione dei lavori, ordinata dal Direttore dei lavori, ai sensi dellï¿½articolo 82, comma 1, del Regolamento nei casi di avverse condizioni climatiche, di forza maggiore, o di altre circostanze speciali che impediscono la esecuzione o la realizzazione a regola dï¿½arte dei lavori stessi; tra le circostanze speciali rientrano le situazioni che determinano la necessitï¿½ di procedere alla redazione di una variante in corso dï¿½opera nei casi previsti dallï¿½articolo 27, comma 1, lettere a) , b) , c) e d) della legge, queste ultime due qualora dipendano da fatti non prevedibili al momento della conclusione del contratto.
2. La sospensione disposta ai sensi del comma 1 permane per il tempo necessario a far cessare le cause che hanno comportato la interruzione dellï¿½esecuzione dellï¿½appalto. Nel caso di sospensione dovuta alla redazione di perizia di variante, il tempo deve essere adeguato alla complessitï¿½ ed importanza delle modifiche da introdurre al progetto.
3. Lï¿½appaltatore che ritenga cessate le cause che hanno determinato la sospensione temporanea dei lavori ai sensi dei commi 1 e 2, senza che lï¿½amministrazione committente abbia disposto la ripresa dei lavori stessi, puï¿½ diffidarla per iscritto a provvedere alla ripresa. La diffida ai sensi del presente comma ï¿½ condizione necessaria per poter iscrivere riserva allï¿½atto della ripresa dei lavori, qualora lï¿½appaltatore intenda far valere lï¿½illegittima maggiore durata della sospensione.
4. Nei casi previsti dallï¿½articolo 82, comma 2, del Regolamento, il responsabile unico del procedimento determina il momento in cui sono venute meno le ragioni di pubblico interesse o di necessitï¿½ che lo hanno indotto a sospendere i lavori. Qualora la sospensione, o le sospensioni se piï¿½ di una, durino per un periodo di tempo superiore ad un quarto della durata complessiva prevista per lï¿½esecuzione dei lavori stessi, o comunque quando superino sei mesi complessivi, lï¿½appaltatore puï¿½ richiedere lo scioglimento del contratto senza indennitï¿½; se lï¿½amministrazione committente si oppone allo scioglimento, lï¿½appaltatore ha diritto alla rifusione dei maggiori oneri derivanti dal prolungamento della sospensione oltre i termini suddetti.
5. Salvo quanto previsto dallï¿½ultimo periodo del comma precedente, per la sospensione dei lavori, qualunque sia la causa, non spetta allï¿½appaltatore alcun compenso o indennizzo.
6. In ogni caso, e salvo che la sospensione non sia dovuta a cause attribuibili allï¿½appaltatore, la sua durata non ï¿½ calcolata nel tempo fissato dal contratto per lï¿½esecuzione dei lavori.
7. Alla sospensione parziale dei lavori ai sensi dellï¿½articolo 82, comma 7, del Regolamento, si applicano i commi 1, 2 e 5; essa determina altresï¿½ il differimento dei termini contrattuali pari ad un numero di giorni determinato dal prodotto dei giorni di sospensione per il rapporto tra ammontare dei lavori non eseguiti per effetto della sospensione parziale e lï¿½importo totale dei lavori previsto nello stesso periodo secondo il programma dei lavori redatto dallï¿½impresa.
Art. 23 Sospensione illegittima
1. Le sospensioni totali o parziali dei lavori disposte dallï¿½amministrazione committente per cause diverse da quelle stabilite dallï¿½articolo 22 sono considerate illegittime e danno diritto allï¿½appaltatore ad ottenere il riconoscimento dei danni prodotti.
2. Ai sensi dellï¿½articolo 1382 del codice civile, il danno derivante da sospensione illegittimamente disposta ï¿½ quantificato secondo i seguenti criteri:
a) detratte dal prezzo globale nella misura intera, le spese generali infruttifere sono determinate nella misura pari alla metï¿½ della percentuale minima prevista dallï¿½articolo 26, comma 2, lettera c) del Regolamento, rapportata alla durata dellï¿½illegittima sospensione;
b) la lesione dellï¿½utile ï¿½ riconosciuta coincidente con la ritardata percezione dellï¿½utile di impresa, nella misura pari agli interessi moratori come fissati dallï¿½articolo 14, comma 8, computati sulla percentuale prevista dallï¿½articolo 26, comma 2, lettera d) del Regolamento, rapportata alla durata dellï¿½illegittima sospensione;
c) il mancato ammortamento e le retribuzioni inutilmente corrisposte sono riferiti rispettivamente ai macchinari esistenti in cantiere e alla consistenza della mano dï¿½opera accertati dal Direttore dei lavori ai sensi dellï¿½articolo 82, comma 5, del Regolamento;
d) la determinazione dellï¿½ammortamento avviene sulla base dei coefficienti annui fissati dalle vigenti norme fiscali.
Art. 24 Proroghe
1. Lï¿½appaltatore che per cause a lui non imputabili non sia in grado di ultimare i lavori nel termine fissato puï¿½ richiederne la proroga.
2. La richiesta di proroga deve essere formulata con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine contrattuale tenendo conto del tempo previsto dal comma 3. In ogni caso la sua concessione non pregiudica i diritti spettanti allï¿½appaltatore per lï¿½eventuale imputabilitï¿½ della maggiore durata a fatto dellï¿½amministrazione committente.
3. La risposta in merito allï¿½istanza di proroga ï¿½ resa dal responsabile unico del procedimento, sentito il Direttore dei lavori, entro trenta giorni dal suo ricevimento.
Art. 25 Accettazione, qualitï¿½ ed impiego dei materiali
1. I materiali e i componenti devono corrispondere alle prescrizioni del capitolato speciale ed essere della migliore qualitï¿½: possono essere messi in opera solamente dopo lï¿½accettazione del Direttore dei lavori; in caso di controversia, si procede ai sensi dellï¿½articolo 86 del Regolamento.
2. Lï¿½accettazione dei materiali e dei componenti ï¿½ definitiva solo dopo la loro posa in opera. Il Direttore dei lavori puï¿½ rifiutare in qualunque tempo i materiali e i componenti deperiti dopo la introduzione in cantiere, o che per qualsiasi causa non fossero conformi alle caratteristiche tecniche risultanti dai documenti allegati al contratto; in questo ultimo caso lï¿½appaltatore deve rimuoverli dal cantiere e sostituirli con altri a sue spese.
3. Ove lï¿½appaltatore non effettui la rimozione nel termine prescritto dal Direttore dei lavori, lï¿½amministrazione committente puï¿½ provvedervi direttamente a spese dellï¿½appaltatore, a carico del quale resta anche qualsiasi onere o danno che possa derivargli per effetto della rimozione eseguita dï¿½ufficio.
4. Anche dopo lï¿½accettazione e la posa in opera dei materiali e dei componenti da parte dellï¿½appaltatore, restano fermi i diritti e i poteri dellï¿½amministrazione committente in sede di collaudo.
5. Lï¿½appaltatore che nel proprio interesse o di sua iniziativa abbia impiegato materiali o componenti di caratteristiche superiori a quelle prescritte nei documenti contrattuali, o eseguito una lavorazione piï¿½ accurata, non ha diritto ad aumento dei prezzi e la contabilitï¿½ ï¿½ redatta come se i materiali avessero le caratteristiche stabilite.
6. Nel caso sia stato autorizzato per ragioni di necessitï¿½ o convenienza da parte del Direttore dei lavori lï¿½impiego di materiali o componenti aventi qualche carenza nelle dimensioni, nella consistenza o nella qualitï¿½, ovvero sia stata autorizzata una lavorazione di minor pregio, viene applicata una adeguata riduzione del prezzo in sede di contabilizzazione, sempre che lï¿½opera sia accettabile senza pregiudizio e salve le determinazioni definitive dellï¿½organo di collaudo.
7. Gli accertamenti di laboratorio e le verifiche tecniche obbligatorie, ovvero specificamente previsti dal capitolato speciale dï¿½appalto, sono disposti dalla direzione dei lavori o dallï¿½organo di collaudo, imputando la spesa a carico delle somme a disposizione accantonate a tale titolo nel quadro economico. Per le stesse prove la direzione dei lavori provvede al prelievo del relativo campione ed alla redazione di apposito verbale di prelievo; la certificazione effettuata dal laboratorio prove materiali riporta espresso riferimento a tale verbale.
8. La direzione dei lavori o lï¿½organo di collaudo possono disporre ulteriori prove ed analisi ancorchï¿½ non prescritte dal capitolato speciale dï¿½appalto ma ritenute necessarie per stabilire lï¿½idoneitï¿½ dei materiali o dei componenti. Le relative spese sono poste a carico dellï¿½appaltatore.
Art. 26 Provvista dei materiali
1. Se gli atti contrattuali non contengono specifica indicazione, lï¿½appaltatore ï¿½ libero di scegliere il luogo ove prelevare i materiali necessari alla realizzazione del lavoro, purchï¿½ essi abbiano le caratteristiche prescritte dai documenti tecnici allegati al contratto. Le eventuali modifiche di tale scelta non comportano diritto al riconoscimento di maggiori oneri, nï¿½ allï¿½incremento dei prezzi pattuiti.
2. Nel prezzo dei materiali sono compresi tutti gli oneri derivanti allï¿½appaltatore dalla loro fornitura a piï¿½ dï¿½opera, compresa ogni spesa per eventuali aperture di cave, estrazioni, trasporto da qualsiasi distanza e con qualsiasi mezzo, occupazioni temporanee e ripristino dei luoghi.
3. A richiesta dellï¿½amministrazione committente lï¿½appaltatore deve dimostrare di avere adempiuto alle prescrizioni della legge sulle espropriazioni per causa di pubblica utilitï¿½, ove contrattualmente siano state poste a suo carico, e di aver pagato le indennitï¿½ per le occupazioni temporanee o per i danni arrecati.
Art. 27 Sostituzione dei luoghi di provenienza dei materiali previsti in contratto
1. Qualora gli atti contrattuali prevedano il luogo di provenienza dei materiali, il Direttore dei lavori puï¿½ prescriverne uno diverso, ove ricorrano ragioni di necessitï¿½ o convenienza.
2. Nel caso di cui al comma 1, se il cambiamento importa una differenza in piï¿½ o in meno del quinto del prezzo contrattuale del materiale, si fa luogo alla determinazione del nuovo prezzo ai sensi degli articoli 85 e 86 del Regolamento.
3. Qualora i luoghi di provenienza dei materiali siano indicati negli atti contrattuali, lï¿½appaltatore non puï¿½ cambiarli senza lï¿½autorizzazione scritta del Direttore dei lavori, che riporti lï¿½espressa approvazione dellï¿½amministrazione committente. In tal caso si applica lï¿½articolo 26, comma 2.
Art. 28 Valutazione dei lavori in corso dï¿½opera
1. Ferme le disposizioni del Regolamento in materia di contabilizzazione e di pagamento del corrispettivo, per determinati manufatti il cui valore ï¿½ superiore alla spesa per la messa in opera i capitolati speciali possono stabilire anche il prezzo a piï¿½ dï¿½opera, e prevedere il loro accreditamento in contabilitï¿½ prima della messa in opera, in misura non superiore alla metï¿½ del prezzo stesso.
2. Salva diversa pattuizione, allï¿½importo dei lavori eseguiti ï¿½ aggiunta la metï¿½ di quello dei materiali provvisti a piï¿½ dï¿½opera, destinati ad essere impiegati in opere definitive facenti parte dellï¿½appalto ed accettati dal Direttore dei lavori, da valutarsi a prezzo di contratto o, in difetto, ai prezzi di stima.
3. I materiali e i manufatti portati in contabilitï¿½ rimangono a rischio e pericolo dellï¿½appaltatore, e possono sempre essere rifiutati dal Direttore dei lavori ai sensi dellï¿½articolo 25, comma 1.
Art. 29 Variazione al progetto appaltato
1. Ai sensi dellï¿½articolo 83 del Regolamento, nessuna modificazione ai lavori appaltati puï¿½ essere attuata ad iniziativa esclusiva dellï¿½appaltatore. La violazione del divieto, salvo diversa valutazione del responsabile unico del procedimento, comporta lï¿½obbligo dellï¿½appaltatore di demolire a sue spese i lavori eseguiti in difformitï¿½, fermo che in nessun caso egli puï¿½ vantare compensi, rimborsi o indennizzi per i lavori medesimi.
2. Per le sole ipotesi previste dalla legge, lï¿½amministrazione committente durante lï¿½esecuzione dellï¿½appalto puï¿½ ordinare una variazione dei lavori fino alla concorrenza di un quinto dellï¿½importo dellï¿½appalto, e lï¿½appaltatore ï¿½ tenuto ad eseguire i variati lavori agli stessi patti, prezzi e condizioni del contratto originario, salva lï¿½eventuale applicazione dellï¿½articolo 83, comma 6, e 85 del Regolamento, e non ha diritto ad alcuna indennitï¿½ ad eccezione del corrispettivo relativo ai nuovi lavori.
3. Se la variante, nei casi previsti dal comma 2, supera tale limite il responsabile unico del procedimento ne dï¿½ comunicazione allï¿½appaltatore che, nel termine di dieci giorni dal suo ricevimento, deve dichiarare per iscritto se intende accettare la prosecuzione dei lavori e a quali condizioni; nei quarantacinque giorni successivi al ricevimento della dichiarazione lï¿½amministrazione committente deve comunicare allï¿½appaltatore le proprie determinazioni. Qualora lï¿½appaltatore non dia alcuna risposta alla comunicazione del responsabile unico del procedimento si intende manifestata la volontï¿½ di accettare la variante agli stessi prezzi, patti e condizioni del contratto originario. Se lï¿½amministrazione committente non comunica le proprie determinazioni nel termine fissato, si intendono accettate le condizioni avanzate dallï¿½appaltatore.
4. Ai fini della determinazione del quinto, lï¿½importo dellï¿½appalto ï¿½ formato dalla somma risultante dal contratto originario, aumentato dellï¿½importo degli atti di sottomissione per varianti giï¿½ intervenute, nonchï¿½ dellï¿½ammontare degli importi, diversi da quelli a titolo risarcitorio, eventualmente riconosciuti allï¿½appaltatore ai sensi dellï¿½articolo 35 della legge. La disposizione non si applica nel caso di variante disposta ai sensi dellï¿½articolo 27, comma 1, lettera e) , della legge.
5. Nel calcolo di cui al comma 4 non sono tenuti in conto gli aumenti, rispetto alle previsioni contrattuali, delle opere relative a fondazioni. Tuttavia, ove tali variazioni rispetto alle quantitï¿½ previste superino il quinto dellï¿½importo totale del contratto e non dipendano da errore progettuale ai sensi dellï¿½articolo 27, comma 1, lettera e) della legge, lï¿½appaltatore puï¿½ chiedere un equo compenso per la parte eccedente.
6. Ferma lï¿½impossibilitï¿½ di introdurre modifiche essenziali alla natura dei lavori oggetto dellï¿½appalto, qualora le variazioni comportino, nelle quantitï¿½ dei vari gruppi di lavorazioni comprese nellï¿½intervento ritenute omogenee secondo le indicazioni del capitolato speciale, modifiche tali da produrre un notevole pregiudizio economico allï¿½appaltatore ï¿½ riconosciuto un equo compenso, comunque non superiore al quinto dellï¿½importo dellï¿½appalto. Ai fini del presente comma si considera notevolmente pregiudizievole la variazione della quantitï¿½ del singolo gruppo che supera il quinto della corrispondente quantitï¿½ originaria e solo per la parte che supera tale limite.
7. In caso di dissenso sulla misura del compenso ï¿½ accreditata in contabilitï¿½ la somma riconosciuta dallï¿½amministrazione committente, salvo il diritto dellï¿½appaltatore di formulare la relativa riserva per lï¿½ulteriore richiesta.
8. Qualora il progetto esecutivo sia stato redatto a cura dellï¿½appaltatore, e la variante derivi da errori o omissioni progettuali imputabili allï¿½appaltatore stesso, sono a suo totale carico lï¿½onere della nuova progettazione, le maggiori spese, le penali per mancato rispetto dei termini di ultimazione contrattuale e gli ulteriori danni subiti dallï¿½amministrazione committente.
Art. 30 Diminuzione dei lavori
1. Indipendentemente dalle ipotesi previste dallï¿½articolo 27 della legge, lï¿½amministrazione committente puï¿½ sempre ordinare lï¿½esecuzione dei lavori in misura inferiore rispetto a quanto previsto in capitolato speciale dï¿½appalto, nel limite di un quinto dellï¿½importo di contratto, come determinato ai sensi dellï¿½articolo 29, comma 4, e senza che nulla spetti allï¿½appaltatore a titolo di indennizzo.
2. Lï¿½intenzione di avvalersi della facoltï¿½ di diminuzione deve essere tempestivamente comunicata allï¿½appaltatore e comunque prima del raggiungimento del quarto quinto dellï¿½importo contrattuale.
Art. 31 Danni
1. Sono a carico dellï¿½appaltatore tutte le misure, comprese le opere provvisionali, e tutti gli adempimenti per evitare il verificarsi di danni alle opere, allï¿½ambiente, alle persone e alle cose nella esecuzione dellï¿½appalto.
2. Lï¿½onere per il ripristino di opere o il risarcimento di danni ai luoghi, a cose o a terzi determinati da mancata, tardiva o inadeguata assunzione dei necessari provvedimenti sono a totale carico dellï¿½appaltatore, indipendentemente dallï¿½esistenza di adeguata copertura assicurativa.
Art. 32 Difetti di costruzione
1. Lï¿½appaltatore deve demolire e rifare a sue spese le lavorazioni che il Direttore dei lavori accerta eseguite senza la necessaria diligenza o con materiali diversi da quelli prescritti contrattualmente o che, dopo la loro accettazione e messa in opera, abbiano rivelato difetti o inadeguatezze.
2. Se lï¿½appaltatore contesta lï¿½ordine del Direttore dei lavori, la decisione ï¿½ rimessa al responsabile unico del procedimento; qualora lï¿½appaltatore non ottemperi allï¿½ordine ricevuto, si procede di ufficio a quanto necessario per il rispetto del contratto.
3. Qualora il Direttore dei lavori presuma che esistano difetti di costruzione, puï¿½ ordinare che le necessarie verifiche siano disposte in contraddittorio con lï¿½appaltatore. Quando i vizi di costruzione siano accertati, le spese delle verifiche sono a carico dellï¿½appaltatore, in caso contrario lï¿½appaltatore ha diritto al rimborso di tali spese e di quelle sostenute per il ripristino della situazione originaria, con esclusione di qualsiasi altro indennizzo o compenso.
Art. 33 Verifiche nel corso di esecuzione dei lavori
1. I controlli e le verifiche eseguite dallï¿½amministrazione committente nel corso dellï¿½appalto non escludono la responsabilitï¿½ dellï¿½appaltatore per vizi, difetti e difformitï¿½ dellï¿½opera, di parte di essa, o dei materiali impiegati, nï¿½ la garanzia dellï¿½appaltatore stesso per le parti di lavoro e materiali giï¿½ controllati. Tali controlli e verifiche non determinano lï¿½insorgere di alcun diritto in capo allï¿½appaltatore, nï¿½ alcuna preclusione in capo allï¿½amministrazione committente.
Art. 34 Compensi allï¿½appaltatore per danni cagionati da forza maggiore
1. Qualora si verifichino danni ai lavori causati da forza maggiore, questi devono essere denunciati alla direzione lavori, a pena di decadenza, entro il termine di otto giorni lavorativi da quello del verificarsi del danno.
2. Lï¿½indennizzo per i danni ï¿½ limitato allï¿½importo dei lavori necessari per lï¿½occorrente riparazione, valutati ai prezzi ed alle condizioni di contratto, con esclusione dei danni e delle perdite di materiali non ancora posti in opera, di utensili, di attrezzature di cantiere e di mezzi dï¿½opera.
3. Nessun indennizzo ï¿½ dovuto quando a determinare il danno abbia concorso la colpa dellï¿½appaltatore o delle persone delle quali esso ï¿½ tenuto a rispondere.
4. Lï¿½appaltatore non puï¿½ sospendere o rallentare lï¿½esecuzione dei lavori, tranne in quelle parti per le quali lo stato delle cose debba rimanere inalterato sino a che non sia eseguito lï¿½accertamento dei fatti.
5. I danni prodotti da piene ai lavori di difesa di corsi dï¿½acqua o di mareggiate, quando non siano stati ancora iscritti a libretto, sono valutati in base alla misurazione provvisoria fatta dagli assistenti di cantiere. Mancando la misurazione, lï¿½appaltatore puï¿½ dare la dimostrazione dei lavori eseguiti con idonei mezzi di prova, ad eccezione di quella testimoniale.
Art. 35 Tempo per la ultimazione dei lavori
1. Lï¿½appaltatore deve ultimare i lavori nel termine stabilito dagli atti contrattuali, decorrente dalla data del verbale di consegna ovvero, in caso di consegna parziale ai sensi dellï¿½articolo 79 del Regolamento, dallï¿½ultimo dei verbali di consegna.
2. Lï¿½ultimazione dei lavori, appena avvenuta, deve essere dallï¿½appaltatore comunicata per iscritto al Direttore dei lavori, il quale procede subito alle necessarie constatazioni in contraddittorio.
3. Lï¿½appaltatore non ha diritto allo scioglimento del contratto nï¿½ ad alcuna indennitï¿½ qualora i lavori, per qualsiasi causa non imputabile allï¿½amministrazione committente, non siano ultimati nel termine contrattuale e qualunque sia il maggior tempo impiegato.
4. Nel caso di risoluzione del contratto ai sensi dellï¿½articolo 17, ai fini dellï¿½applicazione delle penali il periodo di ritardo ï¿½ determinato sommando il ritardo accumulato dallï¿½appaltatore rispetto al programma esecutivo dei lavori di cui allï¿½articolo 38, comma 10, del Regolamento e il termine assegnato dal Direttore dei lavori per compiere i lavori.
Art. 36 Premio di accelerazione
1. In casi particolari che rendano apprezzabile lï¿½interesse a che lï¿½ultimazione dei lavori avvenga in anticipo rispetto al termine contrattualmente previsto, il contratto puï¿½ prevedere che allï¿½appaltatore sia riconosciuto un premio per ogni giorno di anticipo determinato sulla base degli stessi criteri stabiliti nel capitolato speciale o nel contratto per il calcolo della penale, sempre che lï¿½esecuzione dellï¿½appalto sia conforme alle obbligazioni assunte.
Art. 37 Forma e contenuto delle riserve
1. Lï¿½appaltatore ï¿½ sempre tenuto ad uniformarsi alle disposizioni del Direttore dei lavori, senza poter sospendere o ritardare il regolare sviluppo dei lavori, quale che sia la contestazione o la riserva che egli iscriva negli atti contabili.
2. Le riserve devono essere iscritte a pena di decadenza sul primo atto dellï¿½appalto idoneo a riceverle, successivo allï¿½insorgenza o alla cessazione del fatto che ha determinato il pregiudizio dellï¿½appaltatore. In ogni caso, sempre a pena di decadenza, le riserve devono essere iscritte anche nel registro di contabilitï¿½ con le modalitï¿½ di cui allï¿½articolo 106 del Regolamento successivamente al verificarsi o al cessare del fatto pregiudizievole. Le riserve non espressamente confermate sul conto finale si intendono abbandonate.
3. Le riserve devono essere formulate in modo specifico ed indicare con precisione le ragioni sulle quali esse si fondano. In particolare, le riserve devono contenere a pena di inammissibilitï¿½ la precisa quantificazione delle somme che lï¿½appaltatore ritiene gli siano dovute; qualora lï¿½esplicazione e la quantificazione non siano possibili al momento della formulazione della riserva, lï¿½appaltatore ha lï¿½onere di provvedervi, sempre a pena di decadenza, entro il termine di quindici giorni fissato dallï¿½articolo 106, comma 3, del Regolamento.
4. La quantificazione della riserva ï¿½ effettuata in via definitiva, senza possibilitï¿½ di successive integrazioni o incrementi rispetto allï¿½importo iscritto.
Art. 38 Definizione delle riserve al termine dei lavori
1. Le riserve e le pretese dellï¿½appaltatore, che in ragione del valore o del tempo di insorgenza non sono state oggetto della procedura di accordo bonario, sono esaminate e valutate dallï¿½amministrazione committente entro novanta giorni dalla trasmissione degli atti di collaudo.
2. Qualora siano decorsi i termini previsti dallï¿½articolo 29 della legge senza che lï¿½amministrazione committente abbia effettuato il collaudo o senza che sia stato emesso il certificato di regolare esecuzione dei lavori, lï¿½appaltatore puï¿½ chiedere che siano comunque definite le proprie riserve e richieste notificando apposita istanza. Lï¿½amministrazione committente deve in tal caso pronunziarsi entro i successivi novanta giorni.
3. Il pagamento delle somme eventualmente riconosciute dallï¿½amministrazione committente deve avvenire entro sessanta giorni decorrenti dalla accettazione da parte dellï¿½appaltatore dellï¿½importo offerto. In caso di ritardato pagamento decorrono gli interessi al tasso legale.
4. Le domande che fanno valere in via ordinaria o arbitrale pretese giï¿½ oggetto di riserva non possono essere proposte per importi maggiori rispetto a quelli quantificati nelle riserve stesse.
Art. 39 Tempo del giudizio
1. Lï¿½appaltatore che intenda far valere le proprie pretese nel giudizio ordinario o arbitrale deve proporre la domanda entro il termine di decadenza di sessanta giorni, decorrente dal ricevimento della comunicazione di cui allï¿½articolo 35, comma 2, della legge o della determinazione prevista dallï¿½articolo 38, commi 1 e 2, oppure dalla scadenza dei termini previsti dagli stessi commi 1 e 2.
2. Salvo diverso accordo delle parti, e qualora la domanda non abbia ad oggetto questioni la cui definizione non ï¿½ differibile nel tempo, la controversia arbitrale non puï¿½ svolgersi prima che siano decorsi i termini di cui ai commi 1 e 2 dellï¿½articolo 38.
3. Se nel corso dellï¿½appalto sono state proposte piï¿½ domande di arbitrato in relazione a diverse procedure di accordo bonario, queste sono decise in un unico giudizio ai sensi del comma 2.
Art. 40 Controversie
1. Se il contratto o gli atti di gara non contengono espressa clausola compromissoria, la competenza a conoscere delle controversie derivanti dal contratto di appalto spetta, ai sensi dellï¿½articolo 20 del codice di procedura civile, al giudice del luogo dove il contratto ï¿½ stato stipulato.
2. Se le parti intendono deferire ad arbitri le controversie derivanti dal contratto di appalto, nel contratto o nel compromesso ï¿½ fatto richiamo allï¿½articolo 36, comma 1, della legge e alle disposizioni del presente articolo.
3. Nellï¿½ipotesi di cui al comma 2, le controversie sono risolte da un collegio arbitrale costituito presso la Camera arbitrale per i lavori pubblici.
Art. 41 Proprietï¿½ degli oggetti trovati
1. Fatta eccezione per i diritti che spettano allo Stato a termini di legge, appartiene allï¿½amministrazione committente la proprietï¿½ degli oggetti di valore e di quelli che interessano la scienza, la storia, lï¿½arte o lï¿½archeologia, compresi i relativi frammenti, che si dovessero reperire nei fondi occupati per lï¿½esecuzione dei lavori e per i rispettivi cantieri e nella sede dei lavori stessi. Lï¿½appaltatore ha diritto al rimborso delle spese sostenute per la loro conservazione e per le speciali operazioni che fossero state espressamente ordinate al fine di assicurarne lï¿½integritï¿½ ed il diligente recupero.
2. Il reperimento di cose di interesse artistico, storico o archeologico deve essere immediatamente comunicato allï¿½amministrazione committente. Lï¿½appaltatore non puï¿½ demolire o comunque alterare i reperti, nï¿½ puï¿½ rimuoverli senza autorizzazione dellï¿½amministrazione committente.
Art. 42 Proprietï¿½ dei materiali di demolizione
1. I materiali provenienti da escavazioni o demolizioni sono di proprietï¿½ dellï¿½amministrazione.
2. Lï¿½appaltatore deve trasportarli e regolarmente accatastarli nel luogo stabilito negli atti contrattuali, intendendosi di ciï¿½ compensato coi prezzi degli scavi e delle demolizioni relative.
3. Qualora gli atti contrattuali prevedano la cessione di detti materiali allï¿½appaltatore, il prezzo ad essi convenzionalmente attribuito deve essere dedotto dallï¿½importo netto dei lavori, salvo che la deduzione non sia stata giï¿½ fatta nella determinazione dei prezzi.
Art. 43 Collaudo
1. Il decorso del termine fissato dallï¿½articolo 144, comma 1 del Regolamento, ferme restando le responsabilitï¿½ eventualmente accertate a carico dellï¿½appaltatore dal collaudo stesso, determina lï¿½estinzione di diritto delle garanzie fidejussorie prestate ai sensi dellï¿½articolo 30, comma 2, della legge.
2. Oltre a quanto disposto dallï¿½articolo 138 del Regolamento, sono ad esclusivo carico dellï¿½appaltatore le spese di visita del personale dellï¿½amministrazione committente per accertare la intervenuta eliminazione delle mancanze riscontrate dallï¿½organo di collaudo ovvero per le ulteriori operazioni di collaudo resa necessaria dai difetti o dalle stesse mancanze. Tali spese sono prelevate dalla rata di saldo da pagare allï¿½impresa.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16
 sentenza 

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43