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Timestamp: 2018-11-16 05:37:34+00:00

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Vale la data di emanazione per l’accertamento anticipato (e non quella della successiva notifica) | Commercialista Telematico
Vale la data di emanazione per l’accertamento anticipato (e non quella della successiva notifica)
Con l’ordinanza n. 17202 del 12 luglio 2017, la Corte di Cassazione ha confermato che ai fini del rispetto dei 60 giorni previsto dall’art. 12, comma 7, della L. n. 212/2000, vale la data di emanazione dell’atto e non quella della successiva notifica (nel caso di specie, a fronte dell’accesso effettuato dall’Ufficio il 28 ottobre 2009, l’avviso di accertamento era stato sottoscritto il 23 dicembre, ancorché notificato il successivo 28).
Il Collegio ha inteso dare continuità all’orientamento espresso nella sentenza n. 11088/2015, per il quale l’atto impositivo sottoscritto dal funzionario dell’Ufficio (vale a dire “emanato“) in data anteriore alla scadenza del termine di cui alla L. n. 212 del 2000, art. 12, c. 7, è illegittimo, per violazione della disciplina del contraddittorio procedimentale, ancorché la relativa notifica al contribuente sia stata effettuata dopo tale scadenza (in senso conforme Cass. sent. n. 5361 del 17/03/2016).
Proprio con detta ultima sentenza (n. 5361/2016), la Corte di Cassazione ha confermato che ai fini del rispetto dei 60 giorni previsto dall’art.12, comma 7, della L. n. 212/2000, vale la data di emanazione dell’atto e non quella della successiva notifica: “Ed invero, questa sottosezione, con sentenza n. 11088/2015 ha di recente chiarito che la violazione del contraddittorio endoprocedimentale garantito dall’art. 12 c.7 I. n. 212/2000 sussiste quando l’avviso di accertamento risulta emesso prima della scadenza dei sessanta giorni dalla data del rilascio del processo verbale di constatazione indipendentemente dalla circostanza che la notifica sia avvenuta successivamente. In questa direzione milita la disposizione di cui all’art. 12, comma 7 della L. 212/2000 che ‘non può essere intesa come equivalente a “non può essere notificato o, comunque, altrimenti portato a conoscenza legale del contribuente”. A tali conclusioni si giunge per due ordini di considerazioni. In primo luogo perché la notificazione è una mera condizione di efficacia, e non un elemento costitutivo, dell’atto amministrativo di imposizione tributaria cosicché, quando l’atto impositivo viene notificato, o comunque portato a conoscenza del destinatario, esso è già esistente e perfetto, il che significa che è già stato “emanato”… In secondo luogo, perché … la norma in esame tende a garantire il contraddittorio procedimentale, ossia a consentire al contribuente di far valere le proprie ragioni nel momento stesso in cui la volontà impositiva si forma quando l’atto impositivo è ancora infierì’. Ne consegue che l’Ufficio deve attendere il decorso del termine previsto dalla legge per la formulazione delle osservazioni e richieste del contribuente, prima di chiudere il procedimento di formazione dell’atto, ossia prima che lo stesso venga redatto in forma definitiva e, quindi, datato e sottoscritto dal funzionario che ha il potere di adottarlo; vale a dire, come appunto la legge recita, venga ‘emanato’“.
Il comma 7, dell’articolo 12, dello Statuto del contribuente (L. n. 212/2000) prescrive che “nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza”.
Come è noto, a Sezioni Unite, la Corte di Cassazione, con la sentenza n.18184 del 29 luglio 2013, è intervenuta sulla questione, fissando dei precisi principi. In particolare, in relazione al vizio di legittimità dell’atto emesso ante tempus sull’urgenza, ha così scritto.
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di Serena Aveta

References: sentenza 
 art. 12
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza