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Timestamp: 2020-08-14 04:41:19+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20471 del 28/08/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20471 del 28/08/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/08/2017, (ud. 28/06/2017, dep.28/08/2017), n. 20471
sul ricorso 15138/2016 proposto da:
M.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PORTUENSE,
104, presso la Sig.ra ANTONIA DE ANGELIS, rappresentata e difesa
dall’avvocato VINCENZO OPERAMOLLA;
avverso la sentenza n. 2763/6/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BARI, depositata il 18/12/2015;
Con sentenza in data 17 marzo 2015 la Commissione tributaria regionale della Puglia respingeva l’appello proposto da M.R. avverso la sentenza n. 495/7/14 della Commissione tributaria provinciale di Bari che ne aveva respinto il ricorso contro l’avviso di accertamento IRAP, IRPEF, IVA 2007. La CTR osservava in particolare che la sentenza appellata meritava conferma essendo immune dai vizi motivazionali denunciati con il gravame e comunque era meritalmente condivisibile e corretta.
L’Agenzia delle Entrate si è costituita tardivamente al solo fine di partecipare al contradditorio orale e peraltro successivamente ha depositato controricorso.
In via preliminare va rilevato che il pur tardivo controricorso agenziale può essere considerato quale memoria difensiva tempestiva ai sensi del punto 1 del Protocollo d’intesa tra la Suprema Corte di Cassazione, il Consiglio nazionale forense e l’Avvocatura generale dello Stato sottoscritto in data 15 dicembre 2016, trattandosi di procedimento in regime transitorio ai sensi del D.L. n. 168 del 2016, art. 1 bis, comma 2.
Con l’unico mezzo dedotto – ex art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4 – la ricorrente denuncia la nullità della sentenza impugnata per radicale vizio motivazionale in violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 36, 61, art. 112 c.p.c..
– “In tema di processo tributario, è nulla, per violazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 36 e 61, nonchè dell’art. 118 disp. att. c.p.c., la sentenza della commissione tributaria regionale completamente carente dell’illustrazione delle critiche mosse dall’appellante alla statuizione di primo grado e delle considerazioni che hanno indotto la commissione a disattenderle e che si sia limitata a motivare “per relationem” alla sentenza impugnata mediante la mera adesione ad essa, atteso che, in tal modo, resta impossibile l’individuazione del “thema decidendum” e delle ragioni poste a fondamento del dispositivo e non può ritenersi che la condivisione della motivazione impugnata sia stata raggiunta attraverso l’esame e la valutazione dell’infondatezza dei motivi di gravame” (Sez. 6-5, Ordinanza n. 28113 del 16/12/2013, Rv. 629873);
La sentenza impugnata corrisponde paradigmaticamente alle ipotesi patologiche delineate da detti arresti giurisprudenziali, non contenendo alcuna reale risposta ai motivi di gravame nè alcuna autonoma valutazione in ordine alle considerazioni spese nella sentenza appellata, sicchè deve senz’altro affermarsi l’inosservanza da parte del giudice tributario di appello dell’obbligo motivazionale nel “minimo costituzionale”.
La CTR infatti ha risposto ad ogni singolo motivo di appello con affermazioni assertive ed apodittiche, che in alcun modo disvelano l’iter logico giuridico della relativa statuizione e quindi appunto devono essere considerate come una “non motivazione”.
La sentenza impugnata va dunque cassata in relazione al motivo addotto, con rinvio al giudice a quo per nuovo esame.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 art. 1
 art. 360
 sentenza 
 art. 112
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