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Timestamp: 2020-04-06 12:58:08+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1485 del 20/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1485 del 20/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/01/2017, (ud. 30/11/2016, dep.20/01/2017), n. 1485
sul ricorso 20372/2015 proposto da:
COSMAR SRL, in persona legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA SALERNO 5, presso lo
studio dell’avvocato BALDASSARRE SANTAMARIA, che la rappresenta e
avverso la sentenza n. 1073/29/2015 della COMMISSIONE TIUBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI del 27/01/2015, depositata il 03/02/2015;
1. Il primo motivo di ricorso – con cui la società contribuente deduce la “violazione o falsa applicazione di norme di diritto (art. 360 c.p.c., n. 3)” in quanto la mancata attivazione del contraddittorio, obbligatoria ai sensi della L. n. 146 del 1998, art. 10, come modificato dalla L. n. 301 del 2004, art. 1, comma 409, lett. b), renderebbe nullo l’avviso di accertamento impugnato – è inammissibile, poichè non investe alcuna specifica statuizione della sentenza impugnata.
2. Appare invece fondato il secondo – con cui si lamenta la “nullità della sentenza o del procedimento (art. 360 c.p.c., n. 4)” per omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c., sull’eccezione (asseritamene sollevata sin dal primo grado) di mancata attivazione del contraddittorio in fase amministrativa, sulla quale appunto il giudice d’appello nulla dice, nonostante la sua decisività, alla luce del consolidato orientamento di questa Corte per cui “la procedura di accertamento tributano standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema dl presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in sè considerati – meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività – ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, con il contribuente” (Cass. SU 26635/09; Cass. 12558/10, 23070/12, 27822/13, 21336/15, 17486/16).
3. Sono invece inammissibili le censure motivazionali veicolate dai motivi terzo e quarto, in quanto formulati secondo il precedente paradigma dell’art. 360 c.p.c., n. 5), inapplicabile alle sentenze depositate – come quella impugnata dopo l’11 settembre 2012.
4. Segue la cassazione della sentenza con rinvio per nuovo esame.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla C.T.R. Campania in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 10
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 art. 112
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza