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Timestamp: 2016-12-11 02:17:54+00:00

Document:
Circolare INPS n. 61 del 14.03.2001
Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Finanziaria
2001). Aumenti dei trattamenti pensionistici assistenziali
SOMMARIO: Larticolo
70 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, prevede una maggiorazione dellassegno sociale di cui allart.3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335 e
lincremento dellaumento della pensione sociale di cui allart.2 della
legge 29 dicembre 1988, n. 544. Lo stesso articolo prevede maggiorazioni delle
prestazioni degli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti
La legge 23 dicembre 2000, n. 388, avente per oggetto
 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello
Stato (legge finanziaria 2001) prevede allarticolo 70
una maggiorazione dell assegno sociale di cui all articolo 3, comma 6,
della legge 8 agosto 1995, n. 335, la maggiorazione dellaumento della
pensione sociale di cui all articolo 2 della legge 29 dicembre 1988, n. 544,
nonché maggiorazioni delle prestazioni in favore degli invalidi civili, ciechi
civili e sordomuti di qualsiasi età.
1 - Maggiorazione dell assegno sociale.
Larticolo 70,
comma 1, stabilisce che, a far tempo dal 1° gennaio 2001, ai titolari di
assegno sociale è concessa una maggiorazione per un importo pari a lire 25.000
mensili per i titolari con età inferiore a settantacinque anni e a lire 40.000
mensili per i titolari con età pari o superiore a settantacinque anni.
Il comma 2, lettera a) stabilisce che la maggiorazione
è corrisposta a condizione che la persona non possieda redditi propri per un
importo pari o superiore all ammontare annuo complessivo dellassegno
sociale e della maggiorazione di cui trattasi (reddito proprio per lanno 2001
pari a lire 8.900.450 per i pensionati infrasettantacinquenni e a lire 9.095.450
per i pensionati di età pari o superiore a 75 anni).
Il comma 2, lettera b) prevede che, ai fini della
maggiorazione, la persona, se coniugata, non deve possedere redditi propri per
un importo pari o superiore al limite costituito dall ammontare annuo
complessivo dellassegno sociale e della maggiorazione, né redditi, cumulati
con quelli del coniuge, per un importo pari o superiore al limite costituito
dalla somma dellammontare annuo dellassegno sociale comprensivo della
maggiorazione di cui al comma 1 e dellammontare annuo del trattamento minimo
delle pensioni a carico del fondo pensioni lavoratori dipendenti (reddito
cumulato per lanno 2001 pari a lire 18.506 150 per i pensionati
infrasettantacinquenni e a lire 18.701.150 per i pensionati di età pari o
superiore a 75 anni). Non si procede al cumulo dei redditi con quelli del
coniuge legalmente ed effettivamente separato.
Il comma 3 stabilisce che qualora i redditi posseduti
risultino inferiori ai limiti di cui alla lettera a) e alla lettera b) del comma
2, laumento è corrisposto in misura tale da non comportare il superamento
dei limiti stessi.
A norma dello stesso comma 3 agli effetti dellaumento
si tiene conto dei redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti da
imposta e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta
sostitutiva, eccetto quelli derivanti da trattamenti di famiglia.
2 - Maggiorazione dell aumento della pensione
Larticolo 70
stabilisce, al comma 4, che per i titolari di pensione sociale di cui all
articolo 26 della legge 30 aprile 1969, n. 153, laumento di cui al comma 1 è
concesso ad incremento della misura di cui all art. 2 della legge 29 dicembre
1988, n. 544.
Per effetto di tale disposizione laumento della
pensione sociale, stabilito dall articolo 2 della legge n. 544 in misura pari
a lire 125.000 fino al 31 dicembre 2000, dal 1° gennaio 2001 è pari:
- a lire 150.000 mensili per i pensionati
infrasettantacinquenni;
- a lire 165.000 per i pensionati di età pari o
Dal coordinamento delle disposizioni dellarticolo 70,
comma 4, della legge n. 488 con quelle dellarticolo 2 della legge n. 544,
discende che i limiti di reddito per avere diritto allaumento della pensione
sociale sono i seguenti:
a) il pensionato non deve possedere redditi propri per
un importo pari o superiore all importo annuo della pensione sociale e dellaumento;
per lanno 2001 il limite di reddito proprio per i pensionati
infrasettantacinquenni è pari a lire 9.017.450; per i pensionati di età pari o
superiore a 75 anni è pari a lire 9.212.450;
b) se coniugato, il pensionato non deve possedere
redditi propri per un importo pari o superiore allimporto di cui alla lettera
a) né redditi, cumulati con quelli del coniuge, superiori al limite di reddito
personale maggiorato dellimporto annuo del minimo; per lanno 2001 il
limite di reddito cumulato per i pensionati infrasettantacinquenni è pari a
lire 18.623.150; per i pensionati di età pari o superiore a 75 anni è pari a
lire 18.818.150.
Atteso il richiamo allarticolo 2 della legge
n.544/1998, agli effetti dellaumento si deve tener conto dei redditi di
qualsiasi natura, compresi i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a
ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, eccetto quelli
derivanti dall assegno per il nucleo familiare ovvero dagli assegni
3 - Aumenti in favore degli invalidi civili,
3.1 - Aumenti in favore dei soggetti di età pari
o superiore a 65 anni.
Il comma 5 dellarticolo 70
della legge n.388 prevede che per i soggetti titolari dei trattamenti trasferiti
all INPS ai sensi dellarticolo 10 della legge 26 maggio 1970, n. 381, e
dellarticolo 19 della legge 30 marzo 1971, n. 118, e per i ciechi con età
pari o superiore a sessantacinque anni titolari dei relativi trattamenti
pensionistici, i benefici di cui ai commi 1 e 4 sono corrisposti tenendo conto
dei medesimi criteri economici adottati per l accesso e per il calcolo dei
predetti benefici.
Pertanto, gli invalidi civili e i sordomuti
ultrasessantacinquenni titolari a carico dell INPS di pensione sociale
sostitutiva hanno diritto, ricorrendone la condizioni reddituali, alla
maggiorazione di cui al punto 2.
Gli invalidi civili e i sordomuti titolari di assegno
sociale sostitutivo hanno diritto, ricorrendone le condizioni reddituali, alla
maggiorazione di cui al punto 1.
I ciechi civili ultrasessantacinquenni, per i quali lINPS
provvede allerogazione delle relative prestazioni, hanno titolo allaumento
di lire 25.000 mensili o di lire 40.000 mensili, a seconda che abbiano unetà
inferiore ovvero pari o superiore ai 75 anni, alle condizioni reddituali
previste dal comma 2 dello stesso articolo 70.
Atteso il richiamo alle prestazioni di cui ai commi 1 e
4, agli effetti dell aumento occorre tener conto dei redditi di qualsiasi
natura, compresi quelli esenti da imposta e quelli soggetti a ritenuta alla
fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva, eccetto quelli derivanti da
Per lattribuzione dei benefici di cui ai commi 1 e 4
devono essere valutati gli stessi redditi indicati, rispettivamente, ai punti 1
e 2. Va peraltro tenuto presente che per tali benefici occorre far riferimento
al reddito dell anno per il quale i benefici stessi devono essere erogati,
come previsto per l attribuzione dei benefici in parola alla generalità dei
soggetti titolari di prestazioni assistenziali.
3.2 - Aumenti in favore dei soggetti di età
Il comma 6 dellarticolo 70
prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2001, la concessione di una maggiorazione
di lire 20.000 mensili per tredici mensilità della pensione ovvero dell
assegno di invalidità a favore di invalidi civili, ciechi civili e sordomuti
con età inferiore ai 65 anni, a condizione che la persona titolare:
a) non possieda redditi propri per un importo pari o
superiore all ammontare annuo complessivo dell assegno sociale e della
predetta maggiorazione (limite di reddito proprio per l anno 2001 pari a lire
8.835.450);
b) non possieda, se coniugato, redditi propri per un
importo pari o superiore a quello di cui alla lettera a) né redditi, cumulati
dalla somma dell ammontare annuo dellassegno sociale comprensivo della
predetta maggiorazione e dell ammontare annuo del trattamento minimo delle
pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (limite di reddito
cumulato per lanno 2001 pari a lire 18.441.150).
Non si procede al cumulo dei redditi con quelli del
In assenza di particolari indicazioni il reddito da
valutare per l attribuzione dell aumento di lire 20.000 è lo stesso
reddito che deve esser preso in considerazione per l attribuzione della
pensione o dell assegno di invalidità civile con riferimento allanno
precedente quello da cui decorre laumento stesso.
3.3 - Aumenti in favore dei minori titolari di
Per quanto riguarda gli invalidi civili minori di anni
diciotto titolari di indennità mensile di frequenza il Ministero dell
Interno ha comunicato che anche ad essi spetta la maggiorazione di lire 20.000
mensili per tredici mensilità di cui allarticolo 70,
comma 6, in quanto la normativa di cui alla legge 11 ottobre 1990, n. 289,
equipara tale indennità allassegno di invalidità ex art.13 della legge 30
marzo 1971, n. 118.
Anche nei confronti dei predetti minori lerogazione
della maggiorazione deve essere effettuata, come per i titolari di pensione o di
assegno sociale, sulla base dei criteri reddituali di cui al punto 3.2.
4 - Attribuzione degli aumenti
4.1 - Titolari di pensione sociale che non
fruiscono dellaumento. Attribuzione a domanda
Per i titolari di pensione sociale che non fruiscono
dell aumento previsto dallarticolo 2 della legge 544 del 1988, nulla è
innovato dallarticolo 7, comma 4, della legge n. 388. Pertanto, ai fini del
conseguimento dell aumento in parola, gli interessati devono presentare
domanda e la decorrenza della prestazione sarà stabilita a far tempo dal mese
successivo a quello di presentazione della domanda stessa.
4.2- Attribuzione dufficio degli aumenti.
4.2.1 - Titolari di pensione sociale che già
beneficiano dellaumento sociale
Per i titolari di pensione sociale che al 1° gennaio
2001 percepivano già laumento previsto dallarticolo 2 della legge n. 544
del 1998, gli aumenti stabiliti dallarticolo 70,
comma 4, sono stati attribuiti dalla predetta data (circolare n. 8 del 16
4.2.2 - Maggiorazione dellassegno sociale
Per quanto riguarda la maggiorazione dellassegno
sociale, la legge n. 388 nulla dispone in ordine alla necessità di apposita
domanda e alla decorrenza della prestazione. Considerato che la tipologia dei
redditi da valutare ai fini dellattribuzione della prestazione coincide
sostanzialmente con quella dei redditi da considerare per il diritto allassegno
sociale, lattribuzione della prestazione in parola sarà effettuata dufficio
con effetto dal 1° gennaio 2001.
4.2.3 -Pensioni sociali sostitutive erogate
agli invalidi civili e ai sordomuti
Lincremento dellaumento delle pensioni
sociali sostitutive erogate agli invalidi civili e ai sordomuti
ultrasessantacinquenni è stato già attribuito se gli interessati fruivano
della prestazione al 1° gennaio 2001; per coloro che non ne usufruivano è
necessaria apposita domanda (vedi punto 4.1) in quanto le condizioni reddituali
per laccesso alla prestazione sono quelle richieste per lattribuzione dell
aumento alla generalità dei titolari di pensione sociale.
Sussistendone le condizioni la prestazione sarà
attribuita dal 1° gennaio 2001.
4.2.4 -Ciechi civili
Sarà attribuito lincremento di lire 25.000 o di
lire 40.000 tenendo conto dei limiti di reddito di cui al punto 1 per i ciechi
civili che hanno compiuto il sessantacinquesimo anno di età dopo il 31 dicembre
1995, dei limiti di reddito di cui al punto 2 per i ciechi civili che hanno
compiuto il sessantacinquesimo anno di età entro il 31 dicembre 1995.
Per lattribuzione della maggiorazione si
dovrà fare riferimento al reddito percepito dagli stessi e dal coniuge nellanno
precedente, in rapporto al limite stabilito dalla legge medesima ai fini del
diritto alla maggiorazione, tenendo conto dei soli redditi assoggettati a IRPEF,
con esclusione dei redditi esenti (pensioni di guerra, provvidenze economiche in
favore dei minorati civili) o comunque non computabili agli effetti dellIRPEF
(ad esempio, rendite INAIL).
4.2.5 - Invalidi civili, sordomuti e ciechi
civili infrasessantacinquenni
In merito alla maggiorazione di lire 20.000 prevista
dallarticolo 70, comma 6, per
gli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti infrasessantacinquenni, dintesa
con il Ministero dell Interno, si è convenuto che, in assenza di diversa
indicazione legislativa, la maggiorazione sarà attribuita d ufficio, a
condizione che sussistano i requisiti reddituali indicati dalla legge.
Considerato che per tali soggetti lIstituto provvede
alla sola erogazione delle prestazioni e che, quindi, la verifica della
situazione reddituale deve essere effettuata con i criteri previsti in via
generale per la prestazioni degli invalidi civili con lunica innovazione
costituita dal reddito del coniuge, non valutabile per la prestazione
principale, lattribuzione dellaumento potrà essere effettuata dopo lacquisizione
delle informazioni relative al predetto reddito coniugale, comunque con
decorrenza dal 1° gennaio 2001.
Lattribuzione sarà effettuata direttamente per le
situazioni per le quali occorre solo il reddito personale.
Con circolare n. 86
del 27 aprile 2000, sono state dettate nuove disposizioni per laccertamento
dei requisiti reddituali ai fini delle prestazioni in favore degli invalidi
In coerenza con quanto stabilito con la predetta
circolare, per lattribuzione della maggiorazione di lire 20.000, si dovrà
fare riferimento al reddito percepito dagli stessi e dal coniuge nellanno
diritto alla maggiorazione per lanno in corso, tenendo conto dei soli redditi
assoggettati a IRPEF, con esclusione dei redditi esenti (pensioni di guerra,
provvidenze economiche in favore dei minorati civili) o comunque non computabili
agli effetti dellIRPEF (ad esempio, rendite INAIL).
5 - Disponibilità delle procedure
Le procedure di acquisizione e di calcolo sono
aggiornate per la gestione dellaumento sociale; sono inoltre aggiornate per laumento
di lire 20.000 mensili da attribuire agli invalidi civili infrasessantacinquenni.
Con successivo messaggio saranno rilasciati gli aggiornamenti delle procedure
per lattribuzione della maggiorazione agli assegni sociali e alle prestazioni
INVCIV i cui titolari sono nati dopo il 31 dicembre 1930 e per i ciechi civili
ultrasessantacinquenni titolari di pensione o di assegno di invalidità.

References: articolo 3
 articolo 2

articolo 26
 art. 2
 articolo 2
 articolo 70
 art.13