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Timestamp: 2013-06-20 07:50:15+00:00

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Gli Alfieri di colore contrario nel mediogioco (2a parte)
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Posted on 2 febbraio 2012 by Riccardo Del Dotto	Nella partita Reti-Fahrni, Mannheim 1914, analizzata nella prima parte del nostro lavoro, abbiamo visto all’opera gli Alfieri di colore contrario nel mediogioco, evidenziando uno squilibrio che favorisce senza ombra di dubbio l’attaccante. Reti, in quel caso specifico, conduce la gara sui binari della tattica, sfruttando le corsie preferenziali tracciate dal suo Alfiere camposcuro per far penetrare nel territorio nemico i propri pezzi pesanti.La partita che stiamo invece per esaminare, ha un taglio nettamente più strategico.
Lo scenario è quello di un torneo dagli antichi fasti, Hastings 1971/72, che vede contrapposte due promesse dello scacchismo mondiale: Anatoly Karpov ed Henrique Mecking. Il giovane Karpov otterrà dall’apertura un epidermico vantaggio strategico, che saprà coltivare con una perizia tecnica da veterano. Il talento posizionale del campione di Zlatoust emerge in modo cristallino soprattutto nelle mosse di Torre, che sapranno gestire al meglio il vento dell’iniziativa a loro favore. La partita, abbastanza nota, si trova spesso riportata su manuali relativi al mediogioco. Questi testi tuttavia riportano solo metà partita, cominciando l’analisi a superiorità già acquisita da parte del Bianco. Interessante è invece vedere il suo svolgimento sin dall’inizio per capire l’imprecisione di Mecking, la sua erronea valutazione della posizione, troppo vincolata a considerazioni di carattere statico, e soprattutto l’intuizione posizionale di Karpov che vede nello squilibrio degli Alfieri di colore contrario il modo migliore per favorire la propria iniziativa. Per la cronaca, Karpov vincerà il torneo ex aequo con Viktor Kortschnoi, mentre Mecking, sconfitto soltanto nella partita che stiamo per vedere, sarà buon terzo a pari merito col GM statunitense Robert Byrne.
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