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DECRETO LEGISLATIVO 27 settembre 2010, n. 181 Attuazione della direttiva 2007/43/CE che stabilisce norme minime per la protezione di polli allevati per la produzione di carne. – Gadit
DECRETO LEGISLATIVO 27 settembre 2010, n. 181 Attuazione della direttiva 2007/43/CE che stabilisce norme minime per la protezione di polli allevati per la produzione di carne.
Aggiornamento offerto dal dott. Domenico Cirasole
Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 259 del 5-11-2010
Vista la legge 14 ottobre 1985, n. 623, recante ratifica ed
esecuzione delle convenzioni sulla protezione degli animali negli
allevamenti e sulla protezione degli animali da macello;
Visto il decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 146, recante
attuazione della direttiva 98/58/CE sulla protezione degli animali
negli allevamenti, e successive modifiche;
Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88, legge comunitaria 2008, ed in
particolare l’allegato B;
Vista la direttiva 2007/43/CE del Consiglio, del 28 giugno 2007,
che stabilisce norme minime per la protezione dei polli allevati per
la produzione di carne;
Visto l’articolo 249 del Trattato che istituisce la Comunita’
europea, che vincola gli Stati membri al recepimento nel rispettivo
ordinamento giuridico delle direttive comunitarie mediante
provvedimenti legislativi di attuazione;
Visto il regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche per
l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine
Visto il regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi
a verificare la conformita’ alla normativa in materia di mangimi e di
Visto il decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 194, recante
disciplina delle modalita’ di rifinanziamento dei controlli sanitari
ufficiali in attuazione del regolamento (CE) n. 882/2004;
Visto l’articolo 13 del Trattato di Lisbona, ratificato con legge 2
agosto 2008, n. 130, che riconosce le esigenze in materia di
benessere degli animali in quanto esseri senzienti;
Vista la definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 24 settembre 2010;
della salute, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell’economia e delle finanze, delle politiche agricole
alimentari e forestali e per i rapporti con le regioni e per la
coesione territoriale;
1. Il presente decreto si applica ai polli allevati per la
produzione di carne, ivi inclusi i polli da carne detenuti in
stabilimenti in cui siano allevati anche animali da riproduzione.
2. Sono esclusi dall’ambito di applicazione:
a) gli stabilimenti con meno di 500 polli;
b) gli stabilimenti in cui sono allevati esclusivamente polli da
c) gli incubatoi;
d) i polli allevati estensivamente al coperto e all’aperto, di
cui alle lettere b), c), d) ed e) dell’allegato V del regolamento
(CE) n. 543/2008 della Commissione, del 16 giugno 2008, recante
modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del
Consiglio per quanto riguarda le norme di commercializzazione per le
carni di pollame;
e) i polli allevati con metodi biologici in conformita’ del
regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007 e
relativo regolamento (CE) di applicazione n. 889/2008 della
Commissione, del 5 settembre 2008.
3. Il proprietario e il detentore, come definiti all’articolo 2,
sono responsabili, ciascuno per quanto di competenza, del benessere
degli animali e dell’applicazione delle disposizioni previste dal
Art. 2 Definizioni 1. Ai fini del presente decreto si intende per: a) proprietario: la persona fisica o giuridica proprietaria dei polli; b) detentore: la persona fisica o giuridica responsabile dei polli a titolo contrattuale o per legge, in modo temporaneo o permanente; c) autorita’ competente: le autorita’ di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193; d) veterinario ufficiale: un veterinario qualificato, in conformita’ dell’allegato I, sezione III, capo IV, (parte A), del regolamento (CE) n. 854/2004, ad assumere tale funzione e nominato dall’autorita’ competente; e) pollo: animale della specie Gallus gallus allevato per la produzione di carne; f) stabilimento: il luogo di produzione in cui si allevano polli; g) capannone: un edificio all’interno di uno stabilimento in cui e’ allevato un gruppo di polli; h) area utilizzabile: un’area sempre accessibile ai polli e provvista di lettiera; i) densita’ di allevamento: il peso vivo complessivo dei polli presenti contemporaneamente in un capannone per metro quadro di area utilizzabile; l) gruppo: un insieme di polli collocati e presenti contemporaneamente in un capannone di uno stabilimento; m) tasso di mortalita’ giornaliera: il numero dei polli deceduti in un capannone lo stesso giorno, compresi quelli eliminati per malattia o per altri motivi, diviso per il numero di polli presenti in tale giorno nel capannone, moltiplicato per 100; n) tasso di mortalita’ giornaliera cumulativo: la somma dei tassi di mortalita’ giornaliera.
Norme per l’allevamento dei polli
1. Tutti gli stabilimenti devono rispettare le disposizioni di cui
all’allegato I.
2. La densita’ massima di allevamento in ogni capannone dello
stabilimento non deve superare in alcun momento 33 kg/m².
3. In deroga al comma 2, l’autorita’ sanitaria territorialmente
competente puo’ autorizzare una densita’ di allevamento superiore, a
condizione che siano rispettate le disposizioni di cui all’allegato
II oltre a quelle di cui all’allegato I.
4. Qualora sia concessa la deroga di cui al comma 3, la densita’
massima di allevamento in ogni capannone dello stabilimento non deve
superare in qualsiasi momento 39 kg/m².
5. Quando sono soddisfatti i criteri di cui all’allegato V,
l’autorita’ sanitaria territorialmente competente puo’ autorizzare un
ulteriore aumento, fino ad un massimo di 3 kg/m² rispetto alla
densita’ di allevamento prevista nel comma 4.
6. Il Ministero della salute, con proprio decreto, da emanarsi
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
stabilisce i criteri e le modalita’ per consentire le deroghe
previste ai commi 3 e 5.
7. Il Ministero della salute, con il decreto di cui al comma 6,
stabilisce le procedure che devono essere adottate per determinare la
densita’ di allevamento.
Formazione e orientamento per il personale
che si occupa dei polli
1. I proprietari e i detentori debbono possedere conoscenze
adeguate in materia di benessere animale.
2. I detentori devono partecipare ad appositi corsi di formazione
ed essere in possesso di un certificato che attesta la formazione
conseguita.
3. Il Ministero della salute, con il decreto di cui all’articolo 3,
comma 6, stabilisce i criteri e le modalita’ per:
a) l’organizzazione e lo svolgimento dei corsi di formazione di
cui al comma 2, in conformita’ ai contenuti riportati nell’allegato
b) il rilascio dei certificati attestanti la formazione
conseguita;
c) il riconoscimento dell’esperienza acquisita anteriormente alla
data del 30 giugno 2010;
d) il sistema di controllo e di approvazione dei corsi di
formazione di cui al comma 2.
4. I detentori forniscono istruzioni scritte e orientamenti sulle
norme applicabili in materia di benessere degli animali, comprese
quelle relative ai metodi di abbattimento praticati negli
stabilimenti, al personale addetto ad accudire i polli, catturarli o
caricarli.
5. I proprietari che conferiscono i propri animali ad un detentore
devono accertare che quest’ultimo sia in possesso del certificato di
formazione previsto al comma 2.
1. Le autorita’ competenti effettuano ispezioni non discriminatorie
presso gli stabilimenti, audit e controlli successivi, compresi
quelli di cui all’allegato III, per verificare il rispetto delle
2. Le ispezioni sono effettuate su una percentuale adeguata di
animali allevati e di stabilimenti, conformemente alle disposizioni
contenute nel piano nazionale sul benessere degli animali e possono
essere condotte contemporaneamente a controlli effettuati per altri
3. Entro i termini previsti dal piano nazionale per il benessere
a) i servizi veterinari delle aziende sanitarie locali
trasmettono agli assessorati regionali competenti una relazione sulle
ispezioni effettuate ai sensi del comma 1;
b) gli Assessorati regionali competenti trasmettono al Ministero
della salute una relazione riepilogativa delle ispezioni effettuate
dalle autorita’ sanitarie locali ai sensi del comma 1, elaborata
sulla base delle relazioni ricevute ai sensi della lettera a).
4. Il Ministero della salute, entro il 30 giugno di ogni anno,
presenta alla Commissione europea una relazione annuale sulle
ispezioni di cui al comma 1 effettuate nell’anno precedente. La
relazione e’ corredata di un elenco delle azioni piu’ importanti
intraprese dalle autorita’ competenti per ovviare ai principali
problemi di benessere riscontrati.
Art. 6 Monitoraggio e controlli presso il macello 1. I veterinari ufficiali effettuano il monitoraggio e i controlli successivi presso il macello in conformita’ alle prescrizioni di cui all’allegato III. 2. Con il decreto di cui all’articolo 3, comma 6, sono stabilite le procedure operative concernenti gli adempimenti previsti nel punto 3 dell’allegato III. 3. Il Ministero della salute sottopone alla Commissione europea i risultati della raccolta dei dati fondata sul monitoraggio di un campione rappresentativo di gruppi macellati durante un periodo minimo di un anno.
Guide alle buone pratiche di gestione
1. Le associazioni di categoria promuovono l’inclusione, nei
manuali di corretta prassi operativa, di una sezione relativa al
benessere animale, comprendente gli orientamenti per la corretta
applicazione del presente decreto.
2. Il Ministero della salute, Direzione generale della sanita’
animale e del farmaco veterinario, con l’ausilio del Centro di
referenza nazionale sul benessere animale presso l’Istituto
zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna,
valuta le sezioni di cui al comma 1.
3. La valutazione di cui al comma 2, nei casi in cui sia inclusa
una sezione relativa al benessere animale, e’ vincolante ai fini
della validazione dei manuali di corretta prassi operativa.
1. Salvo che il fatto costituisca reato, il proprietario o
detentore che viola le disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1,
2, 3, 4 e 5, e’ punito con la sanzione pecuniaria amministrativa da
1.550 euro a 9.300 euro.
2. Il proprietario o detentore che viola la disposizione di cui
all’allegato III, punto 1, e’ punito con la sanzione pecuniaria
amministrativa da 750 euro a 2.250 euro.
3. Il proprietario o detentore che omette di porre in essere le
azioni di cui all’allegato III, punto 3, e’ punito con la sanzione
amministrativa da 1.550 euro a 9.300 euro.
4. Il Servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale competente
per territorio, in sede di primo accesso ispettivo, valutata la
gravita’ delle carenze riscontrate, puo’ indicare nel verbale di
ispezione le prescrizioni necessarie per l’adeguamento alla
disciplina vigente in materia, assegnando al trasgressore un termine.
Se il trasgressore non adempie le prescrizioni impartite nel termine
prefissato il medesimo Servizio veterinario irroga le sanzioni di cui
ai commi 1, 2 e 3.
5. La procedura prevista dal comma 4 non si applica al trasgressore
recidivo e nell’ipotesi di commissione delle violazioni gravi al
benessere animale stabilite dal Ministero della salute con proprio
decreto ai sensi dell’articolo 3, comma 6.
6. Nel caso di reiterazione delle violazioni di cui ai commi 1, 2 e
3 del presente articolo, la sanzione amministrativa pecuniaria e’
aumentata sino alla meta’ ed e’ disposta la sospensione
dell’esercizio dell’attivita’ svolta, a fine ciclo, per la durata
dell’intero ciclo successivo in riferimento ai capannoni risultati
non conformi. E’ comunque d’obbligo salvaguardare il benessere degli
animali mediante l’adozione di misure correttive d’urgenza. Nel
periodo di sospensione dell’attivita’ non vengono computati i periodi
di vuoto biologico e di vuoto sanitario.
7. Il detentore, privo del certificato di cui all’articolo 4, comma
2, e’ punito con la sanzione amministrativa da 1.500 euro a 4.500
8. Il detentore che viola la disposizione di cui all’articolo 4,
comma 4, e’ punito con la sanzione amministrativa da 400 euro a 1.600
9. Il proprietario che non ottemperi all’obbligo previsto
dall’articolo 4, comma 5, e’ punito con la sanzione amministrativa da
1.500 euro a 9.300 euro.
Art. 9 Clausola di invarianza 1. Dall’attuazione del presente decreto non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 2. Salvo quanto previsto dai commi 3 e 4, le amministrazioni interessate provvedono all’esecuzione dei compiti loro affidati dal presente decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. 3. Le spese per l’organizzazione e lo svolgimento dei corsi di formazione e per il rilascio dei certificati, di cui all’articolo 4, commi 2 e 3, sono poste integralmente a carico dei soggetti partecipanti ai corsi medesimi. 4. Agli oneri derivanti dalle ispezioni, dal monitoraggio e dai controlli successivi presso il macello di cui agli articoli 5 e 6, si fa fronte con le tariffe fissate dagli articoli 1, 2 e 3 del decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 194.
Art. 10 Clausola di cedevolezza 1. In relazione a quanto prescritto dall’articolo 117, quinto comma, della Costituzione e dall’articolo 16, comma 3, della legge 4 febbraio 2005, n. 11, le disposizioni del presente decreto riguardanti ambiti di competenza legislativa delle regioni e delle province autonome si applicano, nell’esercizio del potere sostitutivo dello Stato e con carattere di cedevolezza, a decorrere dalla scadenza del termine stabilito per l’attuazione della direttiva oggetto del presente decreto legislativo, nelle regioni e nelle province autonome nelle quali non sia ancora stata adottata la normativa di attuazione regionale o provinciale e perdono comunque efficacia dalla data di entrata in vigore di quest’ultima, fermi restando i principi fondamentali ai sensi dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione.
Art. 11 Disposizioni transitorie 1. Il ciclo di allevamento in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto e i due cicli successivi non sono soggetti all’applicazione del decreto medesimo. 2. I detentori che gia’ esercitano attivita’ di allevamento dei polli alla data di entrata in vigore del presente decreto possono conseguire il certificato di formazione di cui all’articolo 4, comma 2, entro tre anni dalla suddetta data.
Art. 12 Disposizioni finali 1. Gli allegati al presente decreto sono modificati con decreto del Ministro della salute, per adeguarli alle modifiche tecniche adottate in sede comunitaria. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addi’ 27 settembre 2010 NAPOLITANO Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Ronchi, Ministro per le politiche europee Fazio, Ministro della salute Frattini, Ministro degli affari esteri Alfano, Ministro della giustizia Tremonti, Ministro dell’economia e delle finanze Galan, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Fitto, Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale Visto, il Guardasigilli: Alfano
Fonte: http://www.gazzettaufficiale.it/
Autore AdminPubblicato il 20 agosto 2018 Categorie Diritto

References: Art. 2

Art. 6

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12