Source: http://www.fondazionemaisoli.it/2020/07/05/aumenti-delle-pensioni-fra-fake-e-realta/
Timestamp: 2020-08-03 08:48:35+00:00

Document:
Pensioni d'invalidità | Fondazione Mai Soli Onlus
Pubblichiamo un intervento di C. Giacobini (Direttore responsabile di HandyLex.org), che a nostro avviso chiarisce la reale situazione relativa ai presunti aumenti delle pensioni di invalidità
Poche premesse brutali per alleggerirmi di gran parte dei lettori che abitualmente si fermano alla quarta riga. Il Parlamento non ha aumentato nessuna pensione di invalidità. Non esiste nemmeno nessun emendamento parlamentare che preveda l’aumento delle pensioni. Chi è invalido civile in luglio riceverà la stessa cifra di pensione che ha ricevuto finora. Chi è invalido civile non deve presentare nessuna domanda, ma solo aspettare. Nessun politico si può vantare di aver aumentato le pensioni agli invalidi civili. Tutta questa ipotesi di aumenti comunque non riguarda né ciechi, né sordi, né minori. Né invalidi parziali.
Sono trascorsi 19 anni. L’importo “magico” di 516,46 non è più quello. Come non è più 6.713,98 euro il limite annuale (nonostante ù giornaloni e giornaletti continuino a copia-incollare quelle cifre). Le cifre attuali ve le scrivo a fine articolo.
I fatti di ieri. Al termine di una lunga battaglia di una famiglia piemontese, di una ottima associazione torinese e di bravi legali, la Corte Costituzionale si è pronunciata su un dubbio di legittimità costituzionale sollevato dalla Corte di appello di Torino, alla fine ritenendo che un assegno mensile di soli 285,66 euro sia manifestamente inadeguato a garantire a persone totalmente inabili al lavoro i “mezzi necessari per vivere” e perciò violi il diritto riconosciuto dall’articolo 38 della Costituzione, secondo cui “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”. La decisione viene assunta nella seduta del 23 giugno, ma non viene depositata. La Corte preferisce anticiparla con un comunicato stampa, documento che nella gerarchia delle fonti rasenta il cestino della carta riciclabile. Ma tant’è: alcune riflessioni o ipotesi possono essere comunque espresse con grande prudenza e per ciò che valgono (anche se di qui a elaborarci produzioni normative è un tantino intempestivo).
E per delineare con completezza la legge 448/2001 l’ufficio stampa ne richiama i 516,46 euro originari e il correlato limite reddituale del 2002 (6.713,98 euro). La sentenza riguarda solo gli invalidi civili al 100%, cioè quelli titolari di pensione di invalidità civile se non superano il limite reddituale personale annuo di 16.982,49 euro, cioè la posizione del ricorrente torinese. Non riguarda invece gli invalidi parziali, i ciechi, i sordi, i minorenni.
La Giorgia nazionale è prima firmataria (inseguita con la penna firmaiola da Boschi, Fassina, Delrio, Lupi, Garavaglia, timorosi di perdere il giro) del nuovo articolo 89 bis del decreto Rilancio in via di conversione in legge. L’articolo – dal millantatorio titolo “Applicazione della sentenza della Corte costituzionale in materia di trattamenti di invalidità civile” – prevede l’istituzione di uno specifico fondo con la dotazione iniziale di 46 milioni di euro per il 2020 “destinato a concorrere a ottemperare alla sentenza della Corte costituzionale”. Mentre noi ci poniamo giusti dubbi e prudenze, la Camera non ha nessun timore nell’anticipare la sentenza che ignora, e pur di ricondurre questa vicenda ad una vittoria della politica istituisce un Fondo del tutto irrilevante a coprire un potenziale numero di circa 300mila aventi diritto. Eppure se leggete i giornali e i siti i oggi, beotamente condivisi in innumerevoli profili social anche di referenti associativi, l’obiettivo di far credere che il Parlamento ha aumentato le pensioni è perfettamente raggiunto. Abbiamo già la coda di utenti che ci chiedono come fare domanda, come si conteggiano i limiti reddituali, se l’aumento è retroattivo ecc. ecc. ecc.Da un Legislatore coraggioso ci si sarebbe aspettata non una furbesca presa d’atto di una sentenza giusta ma che produrrà tecnicamente disparità, quanto piuttosto già un intervento per sanarle quelle disparità.
E veniamo poi al tormentone dei 516,46 euro. Mentre la politica dormiva o sonnecchiava, il milione di lire di berlusconiana memoria, è stato adeguato. Volendo approfondire si trova anche la fonte per il 2020 nella Circolare INPS 11 dicembre 2019, n. 147 (allegato 2). Le due cifre sono là belle evidenti nella loro rotondità. Il limite di reddito attuale per contare sull’aumento è 8.469,63 euro annui.
E l’aumento pieno per il 2020 è di 364,70 euro. Che si aggiungono ai 286,81 euro di pensione di invalidità. Totale 651,51 e non 516,46 euro… Questo a meno che qualcuno non cambi le carte in tavola.
Fonte: Pubblicato il 4 Luglio 2020 – Carlo Giacobini
www.giacobini.it/2020/07/04/aumenti-delle-pensioni-fra-fake-e-realta/

References: sentenza 
 articolo 89
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