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Nomenclatore dei servizi - PDF
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1 Nomenclatore dei servizi REGOLAMENTO REGIONALE 18 gennaio 2007, n. 4 e sue modifiche REGOLAMENTO REGIONALE 07 agosto 2008, n. 19 Legge Regionale 10 luglio 2006, n. 19 Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia LEGGE REGIONALE 9 MARZO 2009 n. 1 Modifiche e integrazioni alla legge regionale 10 luglio 2006, n. 19 e al regolamento regionale di attuazione 18 gennai 2007, n. 4.
2 Strutture Minori Denominazione Comunità familiare art. 47 Minori La comunità familiare è struttura educativa residenziale, caratterizzata da bassa intensità assistenziale, destinata alla convivenza stabile di un piccolo gruppo di minori con due o più adulti che assumono le funzioni genitoriali. È rivolta a minori in età evolutiva per i quali non è praticabile l affido. Ricettività: Massimo 6 ospiti in età compresa tra 0 18 anni. La comunità familiare è struttura avente caratteristiche funzionali ed organizzative orientate al modello relazionale familiare, a carattere non professionale. La comunità familiare assicura accoglienza e cura dei minori, costante azione educativa, assistenza e tutela, gestione della quotidianità ed organizzazione della vita alla stregua di quanto avviene nel normale clima familiare, coinvolgimento dei minori in tutte le attività di espletamento della vita quotidiana come momento a forte valenza educativa, stesura di progetti educativi individualizzati, gestione delle emergenze, socializzazione e animazione. La struttura assicura il servizio per tutto l arco della giornata, ivi comprese le ore notturne. La Comunità familiare, in particolare, deve: - assicurare il mantenimento, l educazione, l istruzione di ogni minore affidato,tenendo conto delle indicazioni della famiglia, del servizio sociale, delle prescrizioni eventualmente stabilite dall autorità affidante; - agevolare i rapporti fra gli ospiti e la famiglia di origine onde favorirne il reinserimento; - predisporre, dopo un congruo periodo di osservazione del caso, un progetto educativo personalizzato in accordo con la famiglia, il servizio sociale, l educatore tenendo conto delle indicazioni del provvedimento di affidamento; - tenere la cartella personale psico-sociale e sanitaria di ogni ospite, assicurandone il costante aggiornamento a cura degli
3 operatori della struttura; - tenere il registro giornaliero delle presenze degli ospiti; - curare gli adempimenti previsti dalla vigente normativa in ordine ai rapporti con l autorità giudiziaria minorile; - coinvolgere, pur nella diversità dei ruoli, tutto il personale in servizio nel programma educativo e nella gestione delle attività. Minimo due adulti che assumono funzioni genitoriali, prevedendo preferibilmente la presenza di entrambi i sessi. Gli adulti che assumono responsabilità genitoriali devono possedere idoneità all affido, conformemente alle Linee Guida regionali in materia. Gli adulti nello svolgimento della propria funzione sono affiancati da: - almeno un educatore; - da altri consulenti dell area socio-psico-pedagogica; - da esperti per prestazioni relative ad interventi di animazione, secondo l organizzazione delle attività della comunità Denominazione Comunità educativa art. 48 Minori La comunità educativa è struttura residenziale a carattere comunitario di tipo familiare, caratterizzata dalla convivenza di un gruppo di minori con un equipe di operatori professionali che svolgono la funzione educativa come attività di lavoro. È rivolta a minori per i quali non è praticabile l affido o per i quali si è in attesa dell affido stesso Ricettività: Massimo 10 ospiti più eventuali 2 posti per le emergenze di età compresa tra 3 18anni. La permanenza degli ospiti può essere estesa fino al compimento del 25.mo anno di età limitatamente ai casi per i quali si rende necessario il completamento del percorso educativo e di recupero. Le comunità educative organizzano la propria accoglienza in modo da assicurare la omogeneità della presenza dei minori per classi di età, in particolare curando che siano presenti o minori fino ai 12 anni oppure minori dai 13 ai 18 anni, fatta salva la possibilità di ospitare minori fratelli anche in fasce di età diverse da quelle indicate. E possibile inserire minori di età inferiore ai tre anni ove richiesto da particolari situazioni contingenti, ed a seguito dell autorizzazione dell autorità che ne ha disposto l inserimento. La comunità educativa è struttura avente caratteristiche funzionali ed organizzative orientate al modello relazionale familiare, a carattere professionale. La comunità educativa assicura accoglienza e cura dei minori, costante azione educativa, assistenza e tutela, gestione della
4 quotidianità ed organizzazione della vita alla stregua di quanto avviene nel normale clima familiare, coinvolgimento dei minori in tutte le attività di espletamento della vita quotidiana come momento a forte valenza educativa, stesura di progetti educativi individualizzati, gestione delle emergenze, socializzazione e animazione. La Comunità deve: - assicurare il mantenimento, l educazione, l istruzione di ogni minore affidato,tenendo conto delle indicazioni della famiglia, del servizio sociale, delle prescrizioni eventualmente stabilite dall autorità affidante; - agevolare i rapporti fra gli ospiti e la famiglia di origine onde favorirne il reinserimento; - predisporre, dopo un congruo periodo di osservazione del caso, un progetto educativo personalizzato in accordo con la famiglia, il servizio sociale, l educatore tenendo conto delle indicazioni del provvedimento di affidamento; - tenere la cartella personale psico-sociale e sanitaria di ogni ospite, assicurandone il costante aggiornamento a cura degli operatori della struttura; - tenere il registro giornaliero delle presenze degli ospiti; - curare gli adempimenti previsti dalla vigente normativa in ordine ai rapporti con l autorità giudiziaria minorile; - coinvolgere, pur nella diversità dei ruoli, tutto il personale in servizio nel programma educativo e nella gestione delle attività. Nella Comunità educativa il rapporto minimo tra educatori e minori deve essere di uno a due e comunque in numero sufficiente a garantire regolari turnazioni nel rispetto dei CCNL e della normativa vigente, prevedendo preferibilmente la presenza di entrambi i sessi. Nelle ore notturne la comunità educativa di tipo familiare deve assicurare almeno la presenza di una unità di personale educativo. ausiliario nel numero di almeno 1 ogni 6 ospiti, che garantiscano la presenza nelle ore diurne, per un minimo di 12 ore giornaliere. Per la gestione della struttura e la organizzazione delle prestazioni da erogare, è individuato un coordinatore della struttura tra le figure professionali dell area sociopsico-pedagogica, impiegate nella stessa, salvo quanto disposto all art. 46 del presente regolamento. Se la struttura accoglie anche minori con problematiche psico-sociali, nella equipe devono essere presenti anche educatori professionali, ex Decreto n. 520/1998,nonché le altre figure professionali adeguate in relazione alle prestazioni sociosanitarie richieste. Le eventuali prestazioni sanitarie sono erogate dal Servizio Sanitario Regionale, nel rispetto del modello organizzativo vigente. Denominazione Comunità di pronta accoglienza art. 49 Minori La comunità di pronta accoglienza è struttura educativa residenziale a carattere comunitario, caratterizzata dalla temporaneità dell accoglienza di un piccolo gruppo di minori con un gruppo di operatori che, anche a turno, assumono la
5 funzione di adulto di riferimento svolgendo attività lavorativa. La struttura è finalizzata all ospitalità di preadolescenti ed adolescenti che necessitano di un urgente allontanamento dalla propria famiglia e/o di tutela temporanea. Il periodo di permanenza dei minori nella comunità, di norma, non deve superare i 15 giorni e non può, in ogni caso, superare i 30 giorni. Tali termini possono essere superati soltanto a seguito di motivata autorizzazione dell autorità che ha disposto l inserimento. Durante tale periodo i servizi sociali dell ambito formulano un progetto educativo individuale in virtù del quale saranno attivati altri servizi o interventi. Ricettività: Massimo 10 minori di età compresa tra 6-18 anni. Le comunità di pronta accoglienza organizzano la propria accoglienza in modo da assicurare la omogeneità della presenza dei minori per classi di età, in particolare curando che siano presenti o minori fino ai 12 anni oppure minori dai 13 ai 18 anni, fatta salva la possibilità di ospitare minori fratelli anche in fasce di età diverse da quelle indicate. E possibile inserire minori di età inferiore ai sei anni ove richiesto da particolari situazioni contingenti, ed a seguito dell autorizzazione dell autorità che ne ha disposto l inserimento. La Comunità assicura: il funzionamento nell arco delle 24 ore, per tutto l anno, servizi di cura alla persona, azioni volte a garantire una pronta risposta ai bisogni primari, azioni volte ad assicurare, per quanto possibile, la continuità con le attività scolastiche e formative eventualmente in corso. La Comunità partecipa all elaborazione del progetto educativo individuale, la cui titolarità resta in capo ai Servizi sociali territoriali, che ne assicura la continuità rispetto alla struttura e ai servizi che prendono in carico il minore dopo il periodo di permanenza nella comunità di pronta accoglienza. La Comunità di pronta accoglienza deve: - assicurare il rispetto delle prescrizioni eventualmente stabilite dall autorità affidante; - tenere la cartella personale psico-sociale e sanitaria di ogni ospite, assicurandone il costante aggiornamento a cura degli operatori della struttura; - tenere il registro giornaliero delle presenze degli ospiti; - curare gli adempimenti previsti dalla vigente normativa in ordine ai rapporti con l autorità giudiziaria minorile. La Comunità è condotta da un numero di operatori in misura sufficiente a garantire nell arco delle 24 ore la presenza di almeno un educatore ogni tre ospiti. ausiliario nel numero di almeno 1 ogni 5 ospiti, che garantiscano la presenza nelle ore diurne, per un minimo di 12 ore giornaliere. Per la gestione della struttura e la organizzazione delle prestazioni da erogare, è individuato un coordinatore della struttura tra le figure professionali dell area socio-psico -pedagogica, impiegate nella stessa, salvo quanto disposto all art. 46 del presente regolamento. Denominazione Comunità alloggio art. 50
6 Minori La Comunità alloggio è struttura educativa residenziale a carattere comunitario,caratterizzata dalla convivenza di un gruppo di giovani, con la presenza di educatori che assumono la funzione di adulti di riferimento. Ricettività: Massimo 10 ospiti più eventuali 2 posti per le emergenze di età compresa tra anni. La permanenza degli ospiti può essere estesa fino al compimento del 25.mo anno di età limitatamente ai casi per i quali si rende necessario il completamento del percorso educativo e di recupero. E possibile inserire minori di età inferiore ai dodici anni ove richiesto da particolari situazioni contingenti, ed a seguito dell autorizzazione dell autorità che ne ha disposto l inserimento. La comunità alloggio è struttura avente caratteristiche funzionali ed organizzative orientate al modello comunitario, a carattere professionale. La comunità alloggio assicura accoglienza e cura dei giovani, costante azione educativa, assistenza e tutela, gestione della quotidianità, attività socio educative volte ad un adeguato sviluppo dell autonomia individuale, coinvolgimento dei giovani in tutte le attività di espletamento della vita quotidiana come momento a forte valenza educativa, inserimento in attività formative e di lavoro, stesura di progetti educativi individualizzati, gestione delle emergenze, socializzazione e animazione. La Comunità alloggio deve: - assicurare il mantenimento, l educazione, l istruzione di ogni minore affidato,tenendo conto delle indicazioni della famiglia, del servizio sociale, delle prescrizioni eventualmente stabilite dall autorità affidante; - agevolare i rapporti fra gli ospiti e la famiglia di origine onde favorirne il reinserimento; - predisporre, dopo un congruo periodo di osservazione del caso, un progetto educativo personalizzato in accordo con la famiglia, il servizio sociale, l educatore tenendo conto delle indicazioni del provvedimento di affidamento; - tenere la cartella personale psico-sociale e sanitaria di ogni ospite, assicurandone il costante aggiornamento a cura degli operatori della struttura; - tenere il registro giornaliero delle presenze degli ospiti; - curare gli adempimenti previsti dalla vigente normativa in ordine ai rapporti con l autorità giudiziaria minorile; - coinvolgere, pur nella diversità dei ruoli, tutto il personale in servizio nel programma educativo e nella gestione delle attività. La Comunità alloggio è condotta da educatori e assistenti sociali in ragione di un operatore ogni 3 minori. Gli educatori, preferibilmente di sesso diverso, articolano la loro presenza nella struttura con turni elastici, in modo da mantenere stabili le figure di riferimento per i giovani ed il rapporto numerico prima indicato. Nelle ore notturne la Comunità alloggio deve assicurare la presenza di una unità di personale educativo. ausiliario nel numero di almeno 1 ogni 5 ospiti, che garantiscano la presenza nelle ore diurne, per un minimo di
7 12 ore giornaliere. Per la gestione della struttura e la organizzazione delle prestazioni da erogare, è individuato un coordinatore della struttura tra le figure professionali dell area socio-psico-pedagogica, impiegate nella stessa, salvo quanto disposto all art. 46 del presente regolamento. Denominazione Gruppo appartamento art. 51 Minori Il Gruppo appartamento è un servizio residenziale rivolto a giovani in età adolescenziale e giovanile, di età compresa tra i 16 e i 18 anni, che non possono restare e/o rientrare in famiglia oppure che devono ancora completare il percorso educativo per il raggiungimento della loro autonomia. La permanenza degli ospiti può essere estesa fino al compimento del 25.mo anno di età limitatamente ai casi per i quali si rende necessario il completamento del percorso educativo e di recupero. Ricettività: Per modulo abitativo: massimo 4 minori, omogenei per sesso. Le attività quotidiane sono autogestite, sulla base di regole condivise dai giovani accolti della struttura, con la presenza, limitata ad alcuni momenti della giornata, di operatori professionali che a turno assumono la funzione di adulti di riferimento, garantendo la necessaria assistenza finalizzata al coordinamento delle attività quotidiane del gruppo e all accompagnamento del giovane nel suo percorso di crescita. Il Gruppo appartamento deve: - assicurare il mantenimento, l educazione, l istruzione di ogni minore affidato,tenendo conto delle indicazioni della famiglia, del servizio sociale, delle prescrizioni eventualmente stabilite dall autorità affidante; - agevolare i rapporti fra gli ospiti e la famiglia di origine onde favorirne il reinserimento; - predisporre, dopo un congruo periodo di osservazione del caso, un progetto educativo personalizzato in accordo con la famiglia, il servizio sociale, l educatore tenendo conto delle indicazioni del provvedimento di affidamento; - tenere la cartella personale psico-sociale e sanitaria di ogni ospite, assicurandone il costante aggiornamento a cura degli operatori della struttura; - tenere il registro giornaliero delle presenze degli ospiti; - curare gli adempimenti previsti dalla vigente normativa in ordine ai rapporti con l autorità giudiziaria minorile; - coinvolgere, pur nella diversità dei ruoli, tutto il personale in servizio nel programma educativo e nella gestione delle attività Nel Gruppo appartamento deve esser garantita, nelle ore più significative della giornata e nelle ore notturne, la presenza di
8 almeno un educatore. ausiliario nel numero di almeno 1 per modulo abitativo, che garantisca la presenza nelle ore diurne, per un minimo di 12 ore giornaliere. Denominazione Centro socio-educativo diurno art. 52 Minori Il Centro socio-educativo diurno è struttura di prevenzione e recupero aperta a tutti i minori che, attraverso la realizzazione di un programma di attività e servizi socio-educativi, culturali, ricreativi e sportivi, mira in particolare al recupero dei minori con problemi di socializzazione o esposti al rischio di emarginazione e di devianza o diversamente abili. E necessario che il centro socio-educativo diurno rivolga la propria attività alla totalità dei minori residenti nel territorio di riferimento, al fine di promuoverne l integrazione sociale e culturale. Il Centro, inoltre, può accogliere anche minori non residenti nello stesso Comune, qualora nell ambito territoriale di riferimento non vi siano centri diurni sufficienti a rispondere ai molteplici bisogni di minori e famiglie. Il Centro diurno deve provvedere in tal caso ad organizzare un servizio di trasporto per i minori. Il centro offre sostegno, accompagnamento e supporto alle famiglie ed opera in stretto collegamento con i servizi sociali dei Comuni e con le istituzioni scolastiche,nonché con i servizi delle comunità educative e delle comunità di pronta accoglienza per minori. Ricettività: Nel centro possono essere accolti contemporaneamente non più di 30 minori in età compresa dai 6 ai 18 anni, prioritariamente residenti nel quartiere o Comune e nell ambito territoriale di riferimento. E possibile la suddivisione della struttura in moduli da 30 minori ciascuno, purchè ogni modulo rientri negli standard previsti dal presente articolo, assicurando la fruizione comune di attività e servizi generali, non in contrasto con il presente regolamento. Le attività formative e laboratoriali devono essere svolte in gruppi di max 10 persone, preferibilmente aggregate per classi d età o in gruppi di max 5 persone, se presente un minore disabile. Se il centro accoglie anche minori con diversamente abilità o con problematiche psico-sociali, le eventuali prestazioni sanitarie sono erogate nel rispetto del modello organizzativo del Servizio Sanitario Regionale. La struttura si colloca nella rete dei servizi sociali territoriali, caratterizzandosi per l offerta di una pluralità di attività ed interventi che prevedono lo svolgimento di funzioni quali l ascolto, il sostegno alla crescita, l accompagnamento, l orientamento. Assicura supporti educativi nelle attività scolastiche ed extrascolastiche. Offre sostegno e supporto alle famiglie. Il Centro pianifica le attività in base alle esigenze e agli interessi degli ospiti, valorizzandone il protagonismo. Il Centro può organizzare, a titolo esemplificativo, attività quali: attività sportive;
9 attività ricreative; attività culturali; attività di supporto alla scuola ; momenti di informazione; prestazioni sociosanitarie eventualmente richieste per minori con problematiche psico-sociali; somministrazione pasti, in relazione agli orari di apertura. Le attività del Centro si realizzano attraverso interventi programmati, raccordati con i programmi e le attività degli altri servizi e strutture educative, sociali, culturali e ricreativi esistenti nel territorio. Le famiglie e le associazioni di rappresentanza delle stesse partecipano alla determinazione degli indirizzi programmatici e organizzativi. Gli ospiti partecipano alla determinazione del programma e del calendario delle attività del Centro. L orario di funzionamento del Centro deve essere compatibile con le esigenze di studio e formative degli ospiti Operatori in rapporto di almeno uno per ogni 10 minori, quali figure professionali funzionali alla realizzazione delle attività, quali educatori, educatori professionali, assistenti sociali, animatori, altre figure qualificate. Tra gli operatori devono figurare almeno un educatore ogni 30 minori. Se il centro accoglie anche minori con diversamente abilità o con problematiche psico-sociali, le eventuali prestazioni sanitarie sono erogate nel rispetto del modello organizzativo del Servizio Sanitario Regionale. In tal caso deve essere previsto personale qualificato nell area socio-psico-pedagogica ovvero nell area dell educa-zione professionale in rapporto di 1 ogni 3 minori diversamente abili. ausiliario nel numero di almeno 1 ogni 30 ospiti, che garantisca la presenza nelle ore di apertura del centro. Per la gestione della struttura e la organizzazione delle prestazioni da erogare, è individuato un coordinatore della struttura tra le figure professionali dell area sociopsico-pedagogica, impiegate nella stessa, salvo quanto disposto all art. 46. Denominazione Asilo nido/sezione primavera art.53 Minori L asilo nido o nido d infanzia è un servizio educativo e sociale di interesse pubblico,aperto a tutte le bambine e i bambini in età compresa tra i 3 e i 36 mesi, che concorre con le famiglie alla loro crescita e formazione, nel quadro di una politica per la prima infanzia e a garanzia del diritto all educazione, nel rispetto della identità individuale, culturale e religiosa. L asilo nido costituisce, inoltre, servizio di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie, quale strumento a supporto di una migliore organizzazione dei nuclei familiari. L asilo nido garantisce il diritto all inserimento e alla integrazione dei bambini diversamente abili, secondo quanto
10 previsto all articolo 12 comma 5 della l. n.104/1992, e per essi, anche in collaborazione con i servizi competenti della ASL vengono definiti progetti educativi specifici. In risposta alle nuove esigenze sociali ed educative, possono essere istituite anche sezioni aggregate a scuole d infanzia o sezioni primavera, per l accoglienza di bambini in età compresa tra i 24 e i 36 mesi. Si definisce micro-nido la struttura con finalità analoghe a quelle dell asilo nido, ma con una ricettività ridotta. Altre strutture assimilate sono il nido aziendale o il nido di condominio, che mantengono le stesse caratteristiche dell asilo nido o del micro-nido, in relazione al numero di posti bambino. Per tutte le tipologie di nido di infanzia qui individuate si applicano le caratteristiche organizzative e gli standard di seguito indicati. Ricettività: La ricettività minima e massima del nido di infanzia è fissata rispettivamente a 20 e a 60 posti bambino. La ricettività massima del nido può essere incrementata nella misura massima del 15%, in considerazione dello scarto giornaliero tra bambini iscritti e reali frequentanti, ed in presenza della disponibilità di tutta la superficie richiesta per gli spazi interni. La ricettività minima e massima della struttura micro-nido è fissata rispettivamente a 6 e a 20 posti bambino. L asilo nido e il micro-nido possono essere a tempo pieno, quando osservano orario di apertura pari o superiore alle 8 ore giornaliere, o a tempo parziale quando osservano un orario di apertura inferiore alle 8 ore giornaliere. Sono assicurate le prestazioni che consentano il perseguimento delle seguenti finalità: a) sostegno alle famiglie, con particolare attenzione a quelle monoparentali, nella cura dei figli e nelle scelte educative; b) cura dei bambini che richieda un affidamento quotidiano e continuativo (superiore a 5 ore per giornata) a figure professionali, diverse da quelle parentali, in un contesto esterno a quello familiare; c) stimolazione allo sviluppo e socializzazione dei bambini, a tutela del loro benessere psicofisico e per lo sviluppo delle loro potenzialità cognitive, affettive, relazionali e sociali. Devono essere assicurati, durante la permanenza del bambino nella struttura, i servizi di igiene del bambino, il servizio mensa, il servizio di cura e sorveglianza continuativa del bambino, il tempo riposo in spazio adeguatamente attrezzato, lo svolgimento del progetto educativo che preveda attività educative e attività ludico espressive, le attività ricreative di grandi gruppi, attività laboratoriali e di prima alfabetizzazione. Deve essere elaborato un progetto educativo per ciascuna unità funzionale minima o sezione, ivi incluse le personalizzazioni necessarie in relazione alle diverse esigenze dei bambini componenti la sezione Il rapporto numerico tra personale e bambini-ospiti dovrà essere calcolato sulla base del numero totale di bambini iscritti. La struttura deve avere un coordinatore pedagogico, in possesso dei titoli di studio e dei requisiti professionali previsti dalla normativa vigente. Il personale richiesto per la organizzazione delle attività di asilo nido sono: - gli educatori: in misura minima di 1 educatore ogni 5 bambini iscritti di età compresa tra i 3 e i 12 mesi; di 1 educatore
11 Strutture Diversamente abili Denominazione ogni 8 bambini iscritti di età compresa tra i 13 e i 24 mesi, di 1 educatore ogni 10 bambini di età compresa tra i 25 e i 36 mesi in strutture che accolgano esclusivamente bambini di questa classe di età; - il personale addetto ai servizi generali: quando tali servizi vengano svolti - da personale interno, e non affidati a strutture esterne, il rapporto personale ospiti è di 1 addetto ai servizi generali per 20 bambini iscritti; - personale dedicato per la cucina, se i pasti vengono preparati all interno della struttura. In presenza di bambini diversamente abili il rapporto operatore bambino deve essere di 1 educatore per 1 bambino. Se la struttura accoglie anche minori con problematiche psico-sociali, nella equipe devono essere presenti anche educatori professionali, ex Decreto n. 520/1998, nonché le altre figure professionali adeguate in relazione alle prestazioni sociosanitarie richieste. Le eventuali prestazioni sanitarie sono erogate dal Servizio Sanitario Regionale, nel rispetto del modello organizzativo vigente. Comunità alloggio art.55 Diversamente abili La comunità alloggio è struttura residenziale a bassa intensità assistenziale, destinata a soggetti maggiorenni, in età compresa tra i 18 e i 64 anni, privi di validi riferimenti familiari, in situazione di handicap fisico, intellettivo o sensoriale che mantengano una buona autonomia tale da non richiedere la presenza di operatori in maniera continuativa. Tale struttura è rivolta anche a fornire risposte ai casi dell area dopo di noi che richiedano soluzioni di intervento di tipo residenziale. Ricettività: Il modulo abitativo deve essere costituito da un minimo di 7 ad un massimo di 12 ospiti. Il modulo abitativo deve ospitare ospiti che presentino caratteristiche di omogeneità per macrotipologia di handicap e per classe di età. La comunità alloggio è struttura avente caratteristiche funzionali ed organizzative orientate al modello comunitario, a carattere professionale. La comunità alloggio prevede prestazioni e servizi alberghieri inclusivi della somministrazione dei pasti,attività a sostegno dell autonomia individuale e sociale, laboratori abilitativi, formativi, ricreativi, espressivi e prestazioni sanitarie assimilabili alle forme di assistenza domiciliare. Presenza programmata per fasce orarie di un educatore professionale, e di un assistente sociale, Ciascuna figura assicura una presenza di almeno 12 ore settimanali e tra le stesse viene individuato il coordinatore della struttura. ausiliario nel numero di almeno 1 per 12 ospiti, che garantisca la presenza nelle ore diurne, per un minimo di 12
12 ore giornaliere. Denominazione Gruppo appartamento art. 56 Diversamente abili Il gruppo appartamento è struttura residenziale a bassa intensità assistenziale, parzialmente autogestita, destinata a soggetti maggiorenni, in età compresa tra i 18 e i 64 anni, privi di validi riferimenti familiari, in situazione di handicap fisico, intellettivo o sensoriale che mantengano una buona autonomia tale da non richiedere la presenza di operatori in maniera continuativa. Ricettività: Da un minimo di 2 ad un massimo di 6 ospiti. Il gruppo appartamento è struttura avente caratteristiche funzionali ed organizzative orientate al modello comunitario, a carattere professionale. Il gruppo appartamento prevede l autonomia nella preparazione e nella somministrazione dei pasti e nelle altre attività della vita quotidiana. Un coordinatore responsabile della struttura, nella figura dell educatore professionale o dell assistente sociale, che assicuri una presenza di almeno 12 ore settimanali. ausiliario nel numero di 1 per gruppo appartamento, che garantisca la presenza nelle ore diurne, per un minimo di 6 ore giornaliere. Denominazione Comunità socio-riabilitativa art. 57 Diversamente abili La comunità socio-riabilitativa è struttura residenziale socio-assistenziale a carattere comunitario destinata a soggetti maggiorenni, in età compresa tra i 18 e i 64 anni, in situazione di handicap fisico, intellettivo e sensoriale, privi del sostegno familiare o per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia valutata temporaneamente o definitivamente impossibile o contrastante con il progetto individuale. La Comunità può essere costituita da moduli destinati ad un massimo di 20 ospiti, più eventuali 2 posti per le urgenze. E proponibile nel medesimo stabile la compresenza di più moduli abitativi fino ad un massimo di tre. La struttura è finalizzata a garantire una vita quotidiana significativa, sicura e soddisfacente a persone maggiorenni in situazione di compromissione funzionale, con nulla o limitata autonomia, e assicura l erogabilità d interventi socio sanitari non continuativi assimilabili alle forme di assistenza rese a domicilio. La comunità socio-riabilitativa si configura come struttura idonea a garantire il dopo di noi per disabili gravi senza il necessario supporto familiare; in questo caso deve essere assicurato il raccordo con i servizi territoriali per l inserimento socio-lavorativo e per il tutoraggio di percorsi di autonomia e indipendenza economica. Ricettività: La comunità può essere costituita da più nuclei aventi ciascuno la capacità ricettiva
13 di 5 ospiti per un massimo di 20 ospiti, più eventuali 2 posti per le emergenze. Ciascun modulo abitativo deve ospitare ospiti che presentino caratteristiche di omogeneità per macrotipologia di handicap e per classe di età. La struttura assicura un elevato grado di assistenza, protezione e tutela nonché prestazioni riabilitative e sanitarie, finalizzate alla crescita evolutiva delle persone accolte. Attua interventi mirati e personalizzati per lo sviluppo dell autonomia personale e sociale e l acquisizione e/o il mantenimento di capacità comportamentali ed affettivo-relazionali. La comunità offre: - assistenza tutelare diurna e notturna; - attività educative indirizzate all autonomia; - attività riabilitative mirate all acquisizione e al mantenimento delle capacità comportamentali, cognitive ed affettivo relazionali; - attività di socializzazione; - somministrazione pasti. In presenza di diversamente abili gravi, le prestazioni erogate nella Comunità trovano copertura con oneri a carico della ASL competente in misura non inferiore al 70% della retta totale, come previsto dal DPCM 29 novembre 2001 (All. 1C). Educatori professionali, educatori con almeno tre anni di esperienza nei servizi per diversamente abili e assistenti sociali, in misura di almeno 1 ogni 5 ospiti. Presenza programmata di psicologi, infermieri e tecnici della riabilitazione; personale ausiliario nel numero di almeno 1 ogni 10 ospiti. Il coordinatore della struttura deve essere in possesso di laurea in educazione professionale o titolo equipollente, ovvero, solo per il personale in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento, di altro diploma di laurea o di diploma di maturità, con esperienza nel ruolo specifico di durata non inferiore a cinque anni. ausiliario nel numero di 1 ogni 10 ospiti, che garantisca la presenza nelle ore diurne, per un minimo di 18 ore settimanali. Denominazione Residenza sociale assistenziale art. 58 Diversamente abili La residenza sociale assistenziale eroga prevalentemente servizi socio-assistenziali a persone in situazione di handicap con medio-gravi deficit psico-fisici, in età compresa tra i 18 e i 64 anni, che richiedono un medio-alto grado di assistenza alla persona con interventi di tipo educativo, assistenziale che non sono in grado di condurre una vita autonoma e le cui patologie, non in fase acuta, non possono far prevedere che limitati livelli di recuperabilità dell autonomia e non possono essere assistite a domicilio. La residenza sociale è collegata funzionalmente con i servizi sociosanitari dell Ambito, comprendenti l assistenza medico-
14 generica, l assistenza farmaceutica, il segretariato sociale, l assistenza domiciliare integrata, i centri a carattere residenziale diurno, anche al fine di programmare la continuità degli interventi assistenziali agli ospiti dopo la dimissione e per ridurre l incidenza del ricovero in strutture ospedaliere ovvero in strutture extra-ospedaliere sanitarie per ospiti che abbiano le caratteristiche sopra individuate. Le Residenze sociali sono classificate di fascia alta e di fascia media in base ai requisiti di accoglienza alberghiera. Ricettività :Ciascun modulo abitativo può ospitare fino a un massimo di 20 ospiti. La capienza massima della struttura non può superare i 60 ospiti. Nella struttura può essere previsto anche un modulo abitativo fino a un massimo di 20 p.l. per ex utenti psichiatrici che abbiano concluso l iter riabilitativo nelle strutture previste dalla legge e che necessitano solo di un intervento di lungoassistenza e di accoglienza sociale. Le Residenze sociali assicurano le seguenti prestazioni: - assistenza tutelare diurna e notturna; - attività socializzanti ed educative; - prestazioni infermieristiche; - prestazioni e servizi alberghieri inclusivi della somministrazione dei pasti. Amministrazione:responsabile amministrativo della struttura,operatori amministrativi delle strutture,operatori amministrativi. Servizi generali cucina: 1 cuoco, 1 aiuto cuoco, 2 ausiliari; lavanderia e stireria: 1 addetto fino a 4 quintali di biancheria da trattare al giorno; 1 addetto per ogni ulteriore quintale. I servizi di cucina, di lavanderia, di pulizie e stireria possono essere assicurati mediante convenzione con ditte esterne. Il servizio di pulizia deve essere garantito nell intero arco della giornata. sociosanitarie: Educatori professionali o terapisti occupazionali: 18 ore settimanali di prestazioni ogni 60 ospiti; Operatori Socio-Sanitari (OSS): in organico 1 ogni 4 ospiti; Infermieri: in organico 1 unità ogni 15 ospiti; durante il servizio notturno è garantita la reperibilità, fatta salva la presenza di una unità nella struttura; Tecnici della riabilitazione (tecnici della riabilitazione psichiatrica, fisioterapisti, logopedisti, terapisti della riabilitazione) in rapporto di 18 ore settimanali ogni modulo di 20 ospiti, e comunque in misura funzionale rispetto al progetto persona lizzato di assistenza definito dalla U.V.M.; Assistente sociale: 6 ore settimanali di prestazioni ogni 20 ospiti. La ASL competente è tenuta ad assicurare, in ogni caso, in favore degli ospiti della
15 RSSA i seguenti interventi di rilievo sanitario: - assistenza medica generica - assistenza medica specialistica - fornitura di farmaci - fornitura di presidi sanitari. Gli interventi richiesti vengono definiti dalla Unità di Valutazione Multidimensionale in sede di elaborazione del progetto personalizzato e di disposizione del ricovero presso la struttura, e sono attivati dalla ASL competente, tramite l Area Farmaceutica, entro il termine di 1 settimana dalla data del ricovero. I farmaci e il materiale farmaceutico vengono presi in carico da personale sanitario debitamente autorizzato, per iscritto, dal coordinatore della RSSA. Le ASL possono concordare con le strutture interessate, previo protocollo di intesa, la fornitura periodica dei farmaci di maggior utilizzo, al fine della continuità assistenziale, prevedendo la rendicontazione periodica per le successive forniture, purchè in stretto raccordo con l assistenza del medico di medicina generale e degli specialisti, titolari della prescrizione delle terapie e dei presidi. Le cure mediche generiche in favore degli ospiti sono assicurate dai Medici di Medicina generale nel rispetto delle norme vigenti. L assistenza medica specialistica viene erogata a carico della ASL nel cui territorio insiste la struttura. Denominazione Residenza socio- assistenziale sanitaria art. 59 Diversamente abili La residenza sociosanitaria assistenziale, di seguito denominata RSSA, eroga prevalentemente servizi socioassistenziali a persone in situazione di handicap con gravi deficit psico-fisici, in età compresa tra i 18 e i 64 anni, che non necessitano di prestazioni sanitarie complesse in RSA, ma che richiedono un alto grado di assistenza alla persona con interventi di tipo educativo, assistenziale e riabilitativo a elevata integrazione socio-sanitaria, che non sono in grado di condurre una vita autonoma e le cui patologie, non in fase acuta, non possono far prevedere che limitati livelli di recuperabilità dell autonomia e non possono essere assistite a domicilio. La RSSA è collegata funzionalmente con i servizi sociosanitari dell ambito territoriale, comprendenti l assistenza medicogenerica, l assistenza farmaceutica, il segretariato sociale, l assistenza domiciliare integrata, i centri a carattere residenziale diurno, anche al fine di programmare la continuità degli interventi assistenziali agli ospiti dopo la dimissione e per ridurre l incidenza del ricovero in strutture ospedaliere ovvero in strutture extra-ospedaliere sanitarie per ospiti che abbiano le caratteristiche sopra individuate. L ospitalità presso la RSSA fa riferimento a programmi di lunga durata. L accesso alle prestazioni erogate dalla RSSA, in regime di accreditamento con l Ambito e la ASL, avviene attraverso la Unità di Valutazione multidimensionale, di cui all art. 59, comma 4, della legge regionale.
16 Le RSSA sono classificate di fascia alta e di fascia media in base ai requisiti di accoglienza alberghiera. Ricettività: Ciascun modulo abitativo può ospitare fino a un massimo di 20 ospiti. La capienza massima della struttura non può superare i 120 ospiti Le RSSA assicurano le seguenti prestazioni: - assistenza tutelare diurna e notturna; - attività riabilitative ed educative; - prestazioni infermieristiche; - prestazioni e servizi alberghieri inclusivi della somministrazione dei pasti Amministrazione: responsabile amministrativo della struttura, operatori amministrativi; Servizi generali: cucina: 1 cuoco, 1 aiuto cuoco, 2 ausiliari per una struttura di 120 posti letto; lavanderia e stireria: 1 addetto fino a 4 quintali di biancheria da trattare al giorno; 1 addetto per ogni ulteriore quintale. I servizi di cucina, di lavanderia, di pulizie e stireria possono essere assicurati mediante convenzione con ditte esterne. Il servizio di pulizia deve essere garantito nell intero arco della giornata. sociosanitarie: Educatori professionali o terapisti occupazionali: 18 ore settimanali di prestazioni ogni 60 ospiti; Operatori Socio-Sanitari (OSS): in organico 1 ogni 4 ospiti; Infermieri: in organico 1 unità ogni 15 ospiti; durante il servizio notturno è garantita la reperibilità, fatta salva la presenza di una unità nella struttura; Tecnici della riabilitazione (tecnici della riabilitazione psichiatrica, fisioterapisti,logopedisti, terapisti della riabilitazione) in rapporto di 18 ore settimanali ogni modulo di 20 ospiti, e comunque in misura funzionale rispetto al progetto personalizzato di assistenza definito dalla U.V.M.; Assistente sociale: 6 ore settimanali di prestazioni ogni 20 ospiti. La ASL competente è tenuta ad assicurare, in ogni caso, in favore degli ospiti della RSSA i seguenti interventi di rilievo sanitario: - assistenza medica generica - assistenza medica specialistica - fornitura di farmaci - fornitura di presidi sanitari. Gli interventi richiesti vengono definiti dalla Unità di Valutazione Multidimensionale in sede di elaborazione del progetto personalizzato e di disposizione del ricovero presso la struttura, e sono attivati dalla ASL competente, tramite l Area Farma-
17 ceutica, entro il termine di 1 settimana dalla data del ricovero. I farmaci e il materiale farmaceutico vengono presi in carico da personale sanitario debitamente autorizzato, per iscritto, dal coordinatore della RSSA. Le ASL possono concordare con le strutture interessate, previo protocollo di intesa, la fornitura periodica dei farmaci di maggior utilizzo, al fine della continuità assistenziale, prevedendo la rendicontazione periodica per le successive forniture, purchè in stretto raccordo con l assistenza del medico di medicina generale e degli specialisti, titolari della prescrizione delle terapie e dei presidi. Le cure mediche generiche in favore degli ospiti sono assicurate dai Medici di Medicina generale nel rispetto delle norme vigenti. L assistenza medica specialistica viene erogata a carico della ASL nel cui territorio insiste la struttura. Denominazione Centro socio-educativo riabilitativo art. 60 Diversamente abili Il centro diurno socio-educativo, anche all interno o in collegamento con le strutture di cui ai commi 3 e 4 dell art. 42 della legge, è struttura socio-assistenziale a ciclo diurno finalizzata al mantenimento e al recupero dei livelli di autonomia della persona e al sostegno della famiglia. Il centro è destinato a soggetti diversamente abili, anche psico-sensoriali, con notevole compromissione delle autonomie funzionali, che necessitano di prestazioni riabilitative di carattere sociosanitario. Ricettività :Massimo 30 utenti. Il centro pianifica le attività diversificandole in base alle esigenze dell utenza e assicura l apertura per almeno otto ore al giorno, per cinque giorni a settimana. Tutte le attività sono aperte al territorio e organizzate attivando le risorse della comunità locale. Il centro deve, in ogni caso, organizzare: - attività educative indirizzate all autonomia; - attività di socializzazione ed animazione; - attività espressive, psico-motorie e ludiche; - attività culturali e di formazione; - prestazioni sociosanitarie e riabilitative eventualmente richieste per utenti con disabilità psico-sensoriali ovvero con patologie psichiatriche stabilizzate. Deve, altresì, assicurare l assistenza nell espletamento delle attività e delle funzioni quotidiane anche attraverso prestazioni a carattere assistenziale (igiene personale),nonché la somministrazione dei pasti, in relazioni agli orari di apertura. Il centro diurno socio-educativo assicura l erogabilità delle prestazioni riabilitative,nel rispetto del modello organizzativo del Servizio sanitario regionale. Il centro può assicurare il servizio di trasporto sociale, previo accordo specifico con l Ambito e con la ASL Educatori professionali, educatori con almeno tre anni di esperienza nei servizi per diversamente abili e assistenti sociali, in
18 misura di almeno 1 ogni 5 ospiti. Presenza programmata di psicologi, altri operatori sociali, tecnici della riabilitazione e della rieducazione funzionale (es: logopedisti, psicomotristi, musicoterapisti, fisiotera-pisti). ausiliario2 nelle ore di apertura del centro, in misura di 1 ogni 15 utenti. Il coordinatore della struttura deve essere in possesso di laurea in educazione professionale o titolo equipollente, ovvero, solo per il personale in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento, di altro diploma di laurea o di diploma di maturità, con esperienza nel ruolo specifico di durata non inferiore a cinque anni. Denominazione Casa famiglia con servizi formativi alle autonomie per l inserimento socio lavorativo di persone con disabilità. art. 60 bis Diversamente abili La CASA-FAMIGLIA è struttura residenziale socio-assistenziale a carattere familiare destinata prevalentemente a soggetti maggiorenni, in età compresa tra i 18 e i 64 anni, con disabilità intellettiva o psichica o con patologia psichiatrica stabilizzata. Possono accedere a tale unità di offerta persone con disabilità psichica e intellettiva o con patologia psichiatrica stabilizzata, con sufficienti condizioni di autonomia primaria, dopo attenta valutazione delle strutture competenti della ASL che intervengono nella Unità di Valutazione Multidimensionale preposta alla analisi, valutazione e presa in carico del caso mediante un progetto personalizzato per l inserimento. Non possono essere accolte persone affette da non autosufficienze gravi derivanti da disabilità motorie che impediscano la deambulazione. Utenti della casa-famiglia sono quei soggetti privi del sostegno familiare o per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia valutata temporaneamente o definitivamente impossibile. La struttura è finalizzata a garantire una vita quotidiana significativa, sicura e soddisfacente a persone con disabilità per le quali sia possibile definire percorsi di inserimento socio-lavorativo per l autonomia dell individuo. La casa-famiglia si configura come struttura idonea a garantire il dopo di noi. IL SERVIZIO FORMATIVO ALLE AUTONOMIE PER L INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE CON DISABILITA. E una unità di offerta socio-assistenziale che offre alle persone, che saranno in essa ammesse, percorsi orientati alla didattica e formazione professionalizzante, al sostegno delle autonomie acquisite, preferibilmente, ancorchè non esclusivamente, al collocamento lavorativo ad esempio in attività manifatturiere, della ristorazione e turistico alberghiere, orticole e florovivaistiche, attingendo i soggetti fruitori del servizio dalle liste del collocamento obbligatorio presso le agenzie del collocamento Provinciali, che trattano la collocazione lavorativa di persone con inabilità l. n. 68/1999 individuando tra queste le persone con invalidità intellettiva e psichica.
19 Le attività funzionali offerte nella Casa-Famiglia, alle quali sono preposte le famiglie o persone che vivono nella casa famiglia anche se non sposate, come soggetti responsabili della gestione, a condizione che diano garanzia di permanenza non occasionale, sono: - assistenza diurna e notturna nelle 24 ore, per 365 giorni anno ; - attività educative indirizzate all autonomia; - attività mirate all acquisizione e al mantenimento delle capacità comportamentali, cognitive ed affettivo-relazionali; - attività di socializzazione; - somministrazione pasti. Per l unità di offerta Casa-Famiglia il personale preposto è una famiglia per ciascun nucleo e/o minimo due adulti che assumono funzioni genitoriali,prevedendo preferibilmente la presenza di entrambi i sessi. Gli adulti nello svolgimento della propria funzione sono affiancati da: - personale ausiliario per le attività di cura materiale e per le attività di accadimento e pulizia degli ambienti;da consulenti dell area socio-psico-pedagogica per la progettazione e il coordinamento delle attività erogate nell ambito del Servizio Formativo alle Autonomie e alle attività ludico-ricreative e occupazionali connesse. PERSONALE SERVIZIO FORMATIVO Il personale preposto lavora in equipe composte da: - educatori ed educatori professionali, nella misura di almeno 1 operatore ogni 7 utenti; - docenti, maestri d arte e mestieri proporzionati al numero di frequentanti ogni modulo educativo e alla necessità di ciascun Progetto Educativo Individuale; - operatori sociosanitari, nella misura di almeno 1 ogni 12 utenti, che garantiscano la presenza nelle ore diurne, per un minimo di 12 ore giornaliere. Il coordinatore del Servizio Formativo alle Autonomie deve essere in possesso di laurea specifica o titolo equipollente. La stessa figura di coordinatore può svolgere la mansione di responsabile di entrambe le unità d offerta Denominazione Comunità alloggio art. 62 Anziani La comunità alloggio è struttura residenziale autogestita in forma associata secondo le norme del Cod. Civ., a bassa intensità assistenziale, consistente in un nucleo di convivenza a carattere familiare per anziani autosufficienti che necessitano di una vita comunitaria e di reciproca solidarietà. Ricettività: Da un minimo di 7 ad un massimo di 12 ospiti. La comunità alloggio è struttura avente caratteristiche funzionali ed organizzative orientate al modello comunitario e garantisce attività a sostegno dell autonomia individuale e sociale. Presenza programmata per fasce orarie di un assistente sociale, che assicura una presenza di almeno 12 ore settimanali e
20 viene individuato il coordinatore della struttura. Presenza programmata di altri operatori sociali per le attività di socializzazione ed animazione. ausiliario3 nel numero di almeno 1 unità, che garantisca la presenza continuativa nell arco della giornata. Denominazione Gruppo appartamento art. 63 Anziani Il gruppo appartamento è struttura residenziale autogestita in forma associata, come nucleo civile di convivenza, secondo le norme del C.C., a bassa intensità assistenziale, consistente in un nucleo di convivenza a carattere familiare per anziani autosufficienti che necessitano di una vita di coppia e comunitaria e di reciproca solidarietà. Ricettività: Da un minimo di 2 ad un massimo di 6 ospiti. Sostegno abitativo e prestazioni di sostegno alla cura materiale della persona in relazione ai bisogni individuali degli ospiti Un coordinatore responsabile della struttura, nella figura dell assistente sociale, che assicuri una presenza di almeno 12 ore settimanali. ausiliario4 nel numero di 1 per gruppo appartamento, che garantisca la presenza nelle ore diurne, per un minimo di 6 ore giornaliere. Denominazione Casa alloggio art. 64 Anziani La casa alloggio è struttura residenziale a prevalente accoglienza alberghiera, a bassa intensità assistenziale, costituita da un insieme di alloggi di piccola dimensione e varia tipologia dotati di tutti gli accessori per consentire una vita autonoma e da servizi collettivi, destinata ad anziani autosufficienti. Ricettività:Fino ad un massimo di 20 ospiti e servizi alberghieri inclusivi della somministrazione pasti; attività di supporto nell espletamento delle funzioni e delle attività quotidiane; attività a sostegno dell autonomia individuale e sociale. Un coordinatore responsabile della struttura, nella figura dell assistente sociale, che assicuri una presenza di almeno 12 ore settimanali. ausiliario5 nel numero di 1 per 10 ospiti, che garantisca la presenza nelle ore diurne, per un minimo di 12 ore giornaliere. Denominazione Casa di riposo art. 65 Anziani

References: art. 47
 art. 48
 art. 46
 art. 49
 art. 46
 art. 50
 art. 46
 art. 51
 art. 52
 art. 46
 art.53
 articolo 12
 art.55
 art. 56
 art. 57
 art. 58
 art. 59
 art. 59
 art. 60
 art. 42
 art. 60
 art. 62
 art. 63
 art. 64
 art. 65