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Timestamp: 2018-10-15 09:24:47+00:00

Document:
Cani 1visite.
CUSTODIA DEL PROPRIO CANE - RESPONSABILITA'
Corte di Cassazione Penale sez.IV 26/5/2010 n. 20054
Se il cane morde un passante attraverso un pertugio della recinzione, vi èla responsabilità per l'omessa custodia dell'animale
Il tribunale di Catania in qualità digiudice di appello, in riforma della sentenza di condanna pronunziata dalGiudice di Pace di Mascalucia, ha assolto tizio e caio dal reato di lesionicolpose ad essi addebitato perché il fatto non sussiste.
Contro il provvedimento di appello hanno proposto ricorso per cassazione ilProcuratore Generale presso la Corte di Appello di Catania, il Procuratoredella Repubblica presso il Tribunale di Catania e sempronio parte civilecostituita, per ottenere l’annullamento del provvedimento appena sopramenzionato.
All’udienza pubblica del 29 aprile 2010 il ricorso è stato deciso con ilcompimento degli incombenti imposti dal codice di rito.
Ritenutoin diritto
Il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Catania denunciaillogicità e contraddittorietà della motivazione di assoluzione, per avereopposto alla lineare decisione di primo grado una motivazione congetturalerelativa ad un possibile contributo della persona offesa che avrebbe provocatola relazione del cane laddove di tale possibile contributo non esistevariscontro alcuno in atti. Ma il PG ricorrente denunzia anche l’errore in forzadel quale la sentenza impugnata si sarebbe inutilmente soffermata sullapericolosità del cane (non catalogabile secondo le categorie indicate dal d.m.19/4796) non efficacemente chiuso nel cantiere, laddove la verifica imposta dalcapo di imputazione riguardava la addebitabilità di modalità di custodia(analiticamente indicate nel ricorso) imprudenti o negligenti.
Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania denunzia difettodi motivazione e sua contraddittorietà in adesione agli argomenti dellasollecitazione depositata dalla parte civile e allegata al ricorso percassazione del PM, argomenti (custodia negligente del cane, negligenteomissione di segnalazioni di divieto di passaggio o di parcheggio davanti allarecinzione del cantiere e della presenza di un cane da guardia, imprudente ecolpevole omissione di adeguata completezza delle chiusure idonee ad evitare cheil cane sporgendosi verso l’esterno azzannasse chiunque passasse presso leferitoie aperte) che li ricorso fa propri per chiedere l’annullamento conrinvio della sentenza impugnata sempronio denunzia carenza assoluta dimotivazione e/o contraddittorietà della stessa e violazione di legge in ordinealla mancata affermazione di responsabilità a carico dei due imputati.
Questa Corte rileva che la sentenza impugnata pur ipotizzando una sorta diparadossale provocazione della vittima nei confronti del cane mordace (delquale in dibattimento di primo grado si è dichiarato proprietario tizio mentrecaio ha dichiarato di occuparsi anche lui dell’accudimento dei cani tenuti nelcantiere), non dubita del fatto che il cane dall’interno di una recinzione dicantiere abbia avuto la possibilità di azzannare, attraverso una soluzione dicontinuità nel sistema di recinzione, una persona che transitava all’esternodella recinzione stessa. Tanto bastava a rendere necessaria la verifica dellecondotte dei “titolari di cantiere” sotto il profilo della adeguatezza dellacustodia dell’animale, custodia il cui onere gravava sui soggetti chedisponendo del cantiere e del cane, ciascuno per il più specifico titolorisultante dagli atti, dovevano provvedere a che l’organizzazione del cantiere,gli impianti e le strutture d’esso e, da ultimo, gli animali in esso rinchiusicon funzione di custodia o altra tollerata funzione, non producessero lesionipersonali agli intranei del cantiere e a chiunque con quelle strutture e conquegli animali avesse contatto per ordinaria occasione di vita o di lavoro.
La decisione impugnata risulta per un verso costruita secondo non correttiprocedimenti argomentativi che pongono in luogo della certezza processualeipotetiche dinamiche alternative, non argomentate, inattendibilità della partelesa, e congetture non riscontrate da alcun atto del processo, e, per altroverso, risulta non conforme a legge per la parte in cui ricava la impossibilitàdi individuare forme di imprudenza o negligenza proprio dalle argomentazionicongetturali e ipotetiche sopra richiamate.
La sentenza impugnata deve in conclusione essere annullata con rinvio per nuovoesame al Tribunale di Catania in altra composizione.
Annulla la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Catania per nuovoesame.
cusotida del cane
permalink | inviato da geronimo il 6/7/2010 alle 16:33 | commenti (0) |
CANI - L'IPOCRISIA DI CHI CREDE DI CAPIRE GLI ANIMALI
Spesso si sentono discussioni sui cani che sono fatue eridicole. C’è chi vorrebbe che il cane fosse uguale all’essere umano, chivorrebbe trattare l’animale meglio di un figlio, così, spesso, si sbaglianel rapportarsi con loro. Non si riesce a capire che le esigenze e lecaratteristiche dell’animale sono differenti dalle nostre. Purtroppo si notanocomportamenti spesso errati e non confacenti, con quelle che sono le realiesigenze e peculiarità dell’animale, proprio da quelle persone che sidefiniscono amanti degli animali, nell’erronea convinzione di trattare meglioil proprio cane. Ecco allora che vediamo cani girare con il maglioncino, con lacuffietta, persone che non portano a spasso il cane ma che vengonoportate a spasso da loro. Insomma, la natura del cane è differente da quellaumana. Il cane, quale discendente del lupo, ha una natura ed un modo di vederele cose differenti, sicuramente più istintive e naturali, ed ecco perché conloro bisogna essere chiari e se necessario, duri, come lo è il capo brancoquando impone il suo dominio sul resto della muta. Finiamola quindi di pensareche il cane debba essere sempre trattato in ugual modo ad un umano aprescindere dalla razza e dalle proprie caratteristiche; finiamola di essereprotettivi a tutti i costi e pensare che chi usa un guinzaglio a strangolo perinsegnare qualcosa al cane lo maltratti; finiamola quindi di direche si tratta di maltrattamenti se vediamo un cane al guinzaglio che vienelievemente strattonato affinché gli si imponga un' andatura; finiamola col direche il cane viene maltrattato se decidiamo di addestrarlo per imporgli deicomandi che per alcuni sono inutili; finiamola col dire che qualsiasi cosafacciamo per imporre il nostro volere sia maltrattare un animale; pensate cheil capo branco per imporsi usi metodi meno irruenti e meno incisivi? E’proprio così che poi ci si ritrova dei proprietari di cani che voglionoabbattere il proprio rottweiler perché diventatopericoloso, o disfarsi di un terrier perché poco controllabile, o regalare un husky o un maremmano perché testardo e non ti ascolta. Lasciamo pertanto daparte la solita ipocrisia e incominciamo a capire come dobbiamo rapportarci coni cani e le differenti specie, che hanno sicuramente caratteristichecomportamentali differenti, sebbene tutti con un medesimo filo conduttore, ilbranco.
permalink | inviato da geronimo il 15/12/2009 alle 12:12 | commenti (1) |
Chi porta a spasso gli animali in luoghi pubblici risponde dei danni causati a terzi
Cani nei parchi sempre al guinzaglio
(Cassazione 43390/2007)
Portare il cane al parco senza guinzaglio può costare caro: se infatti l’animale fa male a qualcuno si rischia una condanna penale per lesioni. Lo ha stabilito la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione confermando una condanna per lesioni colpose gravi nei confronti di un quarantenne romano che aveva lasciato il proprio cane, un pastore tedesco, libero di scorrazzare nel parco di Villa Glori, e l’animale aveva causato la caduta di un ragazzo provocandogli lesioni permanenti alla mano. Per questo il Tribunale di Roma aveva condannato il padrone del cane ad un mese di reclusione con i benefici di legge. La Corte di Appello aveva successivamente rideterminato la pena in 100 euro di multa, revocando il beneficio della sospensione, e confermando nel resto la sentenza di primo grado. Contro tale decisione l’imputato aveva proposto ricorso in Cassazione, sostenendo, tra l’altro, che il cane non era suo ma di una signora che lo aveva successivamente registrato all’anagrafe canina. La Suprema Corte, dichiarando il ricorso inammissibile, ha affermato che ciò che rileva ai fini della individuazione del soggetto penalmente responsabile “non era tanto accertare chi avesse la proprietà dell'animale, bensì chi di costoro, in quel contesto temporale, avesse condotto il pastore tedesco in luogo pubblico senza adottare le necessarie cautele (leggasi: senza tenerlo al guinzaglio)”. A prescindere, dunque, dalle questioni sulla proprietà dell’animale, è chi lo porta a spasso in luoghi pubblici a dover adottare tutte le cautele ed, in caso di incidente, a risponderne. (17 gennaio 2008)
permalink | inviato da geronimo il 27/1/2008 alle 11:42 | commenti (1) |
QUANDO LA CULTURA MALTRATTA GLI ANIMALI
In Cina, come in altre culture orientali, spesso anche occidentali, non si ha nessun riguardo della vita degli animali ed alcun ritegno e pietà per esseri viventi che possono soffrire come noi. Non sono un animalista a 360 gradi, ma credo che qualunque possa essere la destinazione "alimentare o meno" di un animale, dovremmo, quali essere intelligenti, fare in modo che essi non possano soffrire. Purtroppo anche la sensibilità e l’intelligenza spesso sono come un orizzonte di cui non si conosce il confine. Per chi volesse meglio capire il mio pensiero e considerarlo esplicitamente, può vedere il clip girato in Cina e inserito in questo sito, cliccando sulla seguente stringa:http://www.petatv.com/tvpopup/video.asp?video=fur_farm&Player=wm
permalink | inviato da geronimo il 7/11/2007 alle 12:49 | commenti (1) |

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