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Contenuti aperti, beni comuni - PDF
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1 2 Informatica3 4 Giulio Concas Giulio De Petra Giovanni Battista Gallus Giaime Ginesu Michele Marchesi Flavia Marzano Contenuti aperti, beni comuni La tecnologia per diffondere la cultura McGraw-Hill Milano New York San Francisco Washington D.C. Auckland Bogotá Lisboa London Madrid Mexico City Montreal New Delhi San Juan Singapore Sydney Tokyo Toronto5 Eccetodovediversamentespecificato,quest'operaèrilasciataneiterminidelalicenza CreativeCommons Atribuzione-NonCommerciale-Condividialostesomodo2.5ITALIA. Iltestointegraledelalicenzaèdisponibilealapaginaweb htp:/creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/legalcode6 Indice Introduzione: Contenuti aperti, bene comune...xv Contenuti aperti contro la crisi dell economia...xv Diritti e libertà... XVII Codice, strumenti e metodi...xviii Open Contents & PA... XIX Gli autori... XXI Ringraziamenti... XXIII Acronimi...XXV Parte Prima: Diritti e Libertà La circolazione dei contenuti digitali e la PA: l assetto normativo vigente Il quadro normativo esistente e l importanza della scelta del regime di circolazione delle opere La Pubblica Amministrazione e le libere utilizzazioni La Pubblica Amministrazione e le licenze libere Conclusioni...10 Bibliografia...107 VI Indice 2. Le evoluzioni delle licenze Creative Commons La cultura della rete Il protocollo CC Il protocollo CC Conclusioni...14 Bibliografia Otto diversi tipi di utilizzo delle Creative Commons nella scuola Concetti introduttivi...15 Vantaggi nell uso delle Creative Commons nella scuola...15 Struttura di una licenza Creative Commons...16 Perché usarle nella scuola Esempi...17 Regolamenti e policy...17 Materiale didattico per lezioni...18 Opera artistica o documentale realizzata da studenti...19 Documento a larga diffusione...20 Materiale didattico di supporto...21 Intervento a convegni...22 Trattato...23 Libri liberi di testo Copyleft e banche dati Premesse...27 Precisazioni terminologiche: in che senso copyleft...27 Il contesto giuridico di riferimento La tutela giuridica delle banche dati: il cosiddetto diritto sui generis...28 Definizione di banca dati...28 Il particolare regime di tutela delle banche dati: la tutela di diritto d autore...29 La debolezza della sola tutela di diritto d autore...29 Il secondo livello di tutela: il cosiddetto diritto sui generis Il modello copyleft applicato alle banche dati...31 Licenze che non licenziano...31 Licenze che licenziano Il caso dei dati geografici...34 La difficile qualificazione giuridica dei dati geografici...34 Licenze specifiche per dati geografici...35 Appendice. Fonti normative di riferimento...368 Indice VII 5. Utenti, comunità e contenuti digitali Introduzione Definizioni ed esempi Un cambio di prospettiva: dalla navigazione alla produzione collettiva Usabilità e produzione collettiva: la plasmabilità Tensioni non risolte: vincoli e controlli per gli user generated contents Conclusioni: la progettazione centrata sulla comunità...43 Bibliografia Informazione geografica pubblica, aperta e libera Introduzione I dati geografici: perché non sono liberi? Il software GIS: è possibile liberarsi delle applicazioni proprietarie? Il ruolo dell Italia nei GFOSS Considerazioni economiche...50 Ringraziamenti...50 Bibliografia Riuso e Open Source, un confronto necessario Introduzione L Open Source, in breve Il riuso, in breve Il riuso nella PA locale Licenze OS e rischi per il riuso Una licenza per il riuso FAQ...61 Ringraziamenti...63 Bibliografia...63 Parte Seconda: Codice, Strumenti e Metodi Open Alexandria Introduzione Strategie di sviluppo Benefici attesi Promotori Fare Open Source e non solo scaricarlo: come gestire un progetto Introduzione Il software Open Source e il suo Business Model Come diffondere il software Open Source...749 VIII Indice Le fasi per creare un progetto Open Source...75 Rilascio del codice sorgente...75 Rilascio della documentazione...75 Creazione della community Conclusioni Le nuove organizzazioni Open Source: ecosistemi di business in azione Un ecosistema di business Open Source Evoluzione del contesto Open Source L azienda moderna e l ecologia del valore Ecosistemi di business La nuova generazione delle organizzazioni Open Source Il Consorzio OW2: coopetition nell Open Source Le opportunità per gli aderenti Una costruzione complessa Un contesto ecologico...87 Bibliografia Soluzioni Open Source per l'integrazione di applicativi nei Sistemi Informativi Ospedalieri Introduzione Il contesto di riferimento Soluzione Open Source adottata: Mirth Il progetto di integrazione dei flussi informativi Conclusioni: perché Open Source in sanità Bibliografia Un lessico computazionale aperto per la lingua italiana Introduzione Il modello di Senso Comune Meta-modello Ontologia Lessico Sviluppo della risorsa Acquisizione della terminologia di base La piattaforma cooperativa Senso Comune per la Pubblica Amministrazione Ringraziamenti Bibliografia...11210 Indice IX 13. Condivisione e migrazione di documenti e desktop Introduzione Definizione di User Lock-in Documenti e desktop comuni Condividere e autenticare con Samba Usare le nuove versioni di Open Office Linkare documenti e desktop dell utente Linux al profilo Windows Migrare e condividere Ordinanze dei trasporti e della viabilità del Comune di Prato: un possibile esempio di riuso Introduzione Ordinanze dei trasporti e della viabilità Analisi Requisiti tecnici Architettura Architettura dati Collaborazioni e riuso Conclusioni Ringraziamenti Bibliografia Il modello Veneto per la promozione della società dell'informazione Premessa: sviluppo aperto, partecipato e condiviso Il ciclo dell innovazione Le aree di innovazione Comunità di pratica Il sistema della Regione del Veneto Il sistema degli stakeholder Il sistema delle imprese locali Il sistema dell Ente gestore Il sistema degli operatori Inclusione locale e organizzazione di progetto Inclusione locale Organizzazione di progetto Metodologia dei servizi e organizzazione per cluster L esperienza del Comune di Arezzo nella migrazione da un sistema proprietario verso l Open Source Premessa Introduzione...14211 X Indice 16.3 L esperienza L Open Source in Arezzo e in Toscana L impegno politico Il coinvolgimento degli attori operativi Il personale interno I fornitori Il CED e il sistema informativo Il SIT Formazione Stato di avanzamento e conclusioni La community Ringraziamenti Bibliografia Parte Terza: Open Contents & PA I Contenuti digitali per le Pubbliche Amministrazioni Introduzione Disponibilità della Banda Larga Formati multimediali Applicazioni Web Background Contenuti digitali per le PA Best-practices IP e DRM Il caso della Regione Autonoma della Sardegna Tecnologia Struttura organizzativa Risultati Conclusioni Bibliografia Il Sistema Informativo Beni Culturali della Lombardia Origini Il sistema SIRBeC Stato attuale ed evoluzione Culturalazio.it Introduzione Culturalazio.it: la mission istituzionale Culturalazio.it: gli obiettivi...17812 Indice XI 19.4 Culturalazio.it: gli strumenti Come è cominciata I primi risultati Cultura La cultura, le istituzioni, la comunità Sapere libero, cultura libera Guardare avanti Culturalazio.it: web-redesign Conclusioni Bibliografia La gestione del patrimonio culturale di libero accesso delle Pubbliche Amministrazioni emiliano-romagnole Cultura e Pubblica Amministrazione LEPIDA e il Piano telematico dell Emilia-Romagna (PITER) Diffusione di contenuti culturali dell Emilia-Romagna I magazzini sonori dell Emilia-Romagna LEPIDA TV Iniziative dell IBACN e progetto COME LEPIDA a supporto della didattica costruttivista Una piattaforma di multimedialità e multicanalità per l Emilia-Romagna Una Digital Library al servizio del territorio Metainformazioni e diritto d autore Ambiti di applicazione (casi d uso) Accesso alle interfacce Web e applicative di gestione dei contenuti Pubblicazione dei contenuti su siti Web per PC o PDA Broadcasting audio/video su Internet, business television e TV digitale terrestre Utilizzo, produzione e condivisione di materiali didattici Conclusioni Modi di trasmissione della conoscenza. La tv digitale libera della scienza e della scuola La conoscenza come bene pubblico La televisione digitale libera della scienza e della scuola Il progetto: storia e caratteristiche Le fasi di sviluppo Le ricadute di WEBESOF Bibliografia...21313 XII Indice 22. Norme in rete: un esempio di dati pubblici già disponibili Le leggi: dati pubblici per eccellenza Normeinrete: la visione L integrazione con altre iniziative Prospettive e opportunità Conclusioni Bibliografia Diritto d autore e diffusione: il Servizio Licenze Libere (SeLiLi) Origini e scopo Struttura Funzionamento L attività The way ahead Piano interregionale per l innovazione tecnologica dei beni culturali Premessa: la produzione di contenuti digitali in ambito culturale La rete delle istituzioni della memoria e della conoscenza Descrizione Criticità Proposte La Digital Library Descrizione Indicazioni generali per lo sviluppo della DL Criticità Proposte Portali della cultura Descrizione Criticità Proposte Sistema dei cataloghi Descrizione Criticità Proposte Accesso geografico alle informazioni Descrizione Criticità Proposte Fruizione e distribuzione Descrizione Multimedialità Multicanalità Proprietà e protezione...25814 Indice XIII Criticità Proposte Conservazione della memoria digitale Descrizione Criticità Proposte Conclusioni La Rete Regionale per l Innovazione in Sardegna Introduzione La Rete Regionale per l Innovazione (RRI) Rete Regionale e Biblioteca Scientifica Regionale (BSR) Punti di forza e fattori critici L Osservatorio Permanente dell Innovazione Conclusioni...27515 16 Introduzione Contenuti aperti, bene comune Contenuti aperti contro la crisi dell economia Quando, nella primavera del 2008, si è svolto a Pula il secondo seminario nazionale dedicato alla Pubblica Amministrazione Aperta e Libera, durante il quale sono stati presentati i lavori che danno origine a questo libro, il mondo era profondamente diverso da quello che oggi ci appare. Della grande recessione che stava per sconvolgere l economia mondiale apparivano ai profani solo piccoli indizi, mentre la gravità di ciò che stava per accadere era chiara solo agli addetti ai lavori, agli operatori del credito e della finanza. Sfortunatamente per i profani, questi erano proprio quelli che, con i loro comportamenti, avevano creato le condizioni della grande crisi, e quindi i più interessati a ritardare il momento della consapevolezza. Nel mondo come appariva allora, il tema del seminario di Pula, dedicato alle politiche ed alle esperienze che le Pubbliche Amministrazioni stavano realizzando nella promozione di contenuti aperti e liberi, era certamente un tema significativo per una numerosa cerchia di addetti ai lavori, ma trovava la sua motivazione ed il suo interesse quasi esclusivamente nella qualità e nella novità delle esperienze raccontate, nella capacità che tali esperienze potevano avere di anticipare comportamenti più generali, nei risultati delle ricerche in corso, nella efficacia dimostrativa delle realizzazioni già operanti. Nelle relazioni presentate, la dimensione delle implicazioni economiche e sociali dei temi trattati era solo auspicata o intuita. Profondamente cambiato è invece il contesto in cui quegli stessi contenuti, raccolti in volume, si presentano oggi al lettore, assumendo una attualità allora solo parzialmente prevista, ora pienamente riconoscibile e ricca di potenzialità. Siamo infatti oggi nel pieno dispiegarsi di una crisi economica generale di cui sono note le cause (i terremoti finanziari sono molto più facilmente prevedibili di quelli terrestri!) ma di cui non sono ancora stati individuati i rimedi. Emerge tuttavia come senso comune la necessità e la forte richiesta sociale di un intervento pubblico che non si limiti a far rispettare le regole, ma che mobiliti risorse economiche ingenti per contrastare la crisi e riavviare lo sviluppo, risorse da non utilizzare soltanto nel salva-17 XVI Introduzione taggio delle banche, ma nella promozione di politiche anticicliche in settori trainanti dell economia e dell occupazione. Alcuni, più illuminati di altri, immaginano che queste politiche straordinarie possono avere anche l effetto di riorientare strategicamente alcuni settori che presentano gravi squilibri. È ad esempio il caso delle politiche della nuova amministrazione americana che perseguono il riorientamento nel consumo e nella produzione di energia verso le energie rinnovabili. Al contrario, sempre ad esempio, delle politiche italiane di sostegno all edilizia residenziale privata che prevedono un forte consumo di risorse ambientali pubbliche (non rinnovabili!). In questo contesto di rinnovato e crescente interesse verso la possibilità e la sostenibilità di politiche pubbliche di largo impatto su settori strategici dell economia, capaci di generare anche effetti positivi sull occupazione, i contenuti di questo volume assumono un significato più generale delle motivazioni alla base del seminario del 2008, ed una imprevista attualità. Infatti l insieme dei contributi raccolti rappresenta oggi una riflessione operativa sulla possibilità, praticabilità e sostenibilità di una politica pubblica straordinaria che abbia l obiettivo di rendere disponibile in tempi brevi una risorsa preziosa e ingente per i diversi settori dell industria immateriale, costituita dai contenuti digitali raccolti e resi disponibili dall insieme delle amministrazioni pubbliche centrali e locali del nostro paese nei più diversi ambiti: culturali, geografici, statistici, amministrativi, scientifici ed artistici. Una politica pubblica che deve necessariamente essere declina-ta in una pluralità di dimensioni: tecnologiche, giuridiche, metodologiche, sociali, così come i diversi contenuti del volume descrivono. Generalmente, quando si è approfondita la possibilità di una politica pubblica nel contesto delle tecnologie dell informazione si è rivolta l attenzione esclusivamente alla dimensione materiale delle infrastrutture telematiche ed agli ingenti investimenti necessari a consentire una banda sempre più larga. La politica pubblica che immaginiamo è assimilabile invece alla produzione ed alla distribuzione di una materia prima immateriale fondamentale sia per l industria immateriale che per quella materiale, produzione e distribuzione che può avvenire con costi molto inferiori a quelli di altre materie prime o di altre infrastrutture, e che prevede a sua volta, come risorsa produttiva, l utilizzo intenso di lavoro intellettuale ad media ed alta scolarizzazione (proprio quello che oggi ingrossa le statistiche della disoccupazione del nostro paese). È in questa accezione che i contenuti aperti di cui si parla in questo volume costituiscono un approssimazione del concetto di bene comune, applicato alla conoscenza resa disponibile con modalità digitali. È quasi un luogo comune considerare la conoscenza un bene comune, cioè un bene sottratto alle logiche proprietarie del mercato e reso disponibile a tutti senza barriere di accessibilità e di costo, ma non è altrettanto generale la consapevolezza che questo bene comune è oggi concretamente a portata di mano se solo l attenzione dei decisori pubblici si concentrasse sulla praticabilità di politiche in grado di rendere accessibili i dati pubblici che già oggi, in forma digitale, sono nella disponibilità delle amministrazioni statali e locali; se solo queste amministrazioni - così come in alcune,18 Contenuti aperti, bene comune XVII felici esperienze stanno già facendo - operassero intenzionalmente per accrescere questo patrimonio. Ai decisori pubblici questo volume offre una rassegna delle opportunità che le e- sperienze in corso forniscono a chi vuole intraprendere questa strada. Agli addetti ai lavori gli stimoli e le informazioni per procedere più rapidamente sul percorso già iniziato. Diritti e libertà Quando si svolse a Pula il precedente incontro sulla Pubblica Amministrazione Aperta e Libera dedicato al software aperto e libero. ( Finalmente libero! McGra-wHill 2008) le relazioni e l attenzione dei partecipanti furono rivolte principalmente al software ed alle condizioni e possibilità della sua produzione ed utilizzo nell ambito della pubblica amministrazione locale. Ma la sessione conclusiva fu rivolta già allora a quello che sarebbe stato il tema centrale del secondo incontro: dalla produzione del software aperto e libero alla produzione di contenuti aperti e liberi. L evoluzione non è lineare. Si passa da una dimensione ad un altra. Quando si parla di software si ragiona di informatica tra informatici. Quando si parla di contenuti si parla anche con musicisti, fotografi, scrittori, cartografi, editori. Quando si parla di software si ragiona di affidabilità, qualità, metodi, strumenti. Quando si parla di contenuti si parla anche di diritto d autore, di accesso, di distribuzione, di conservazione, di produzione sociale. Il campo è molto più esteso e molte sono le discipline interessate. Sicuramente la disciplina che finora più si è occupata di contenuti aperti e liberi non è stata l informatica ma la scienza giuridica, e spesso non di scienza giuridica si è trattato ma di giudici alle prese con dilemmi logici, costretti a interpretare nuovi contesti di relazioni e comportamenti sociali basati sull uso e sulle disponibilità della rete, utilizzando norme costruite per il mondo come era molto prima di Internet. Non è un caso quindi che la prima sezione del volume sia dedicata non alle tecnologie informatiche e telematiche, ma ai contributi che hanno trattato temi giuridici, organizzativi, amministrativi e sociologici: dagli sviluppi delle licenze Creative Commons e dalle loro applicazioni (ad esempio nella scuola), alle caratteristiche della produzione collettiva nell ambito del Web 2.0, dalle implicazioni dell assetto normativo attuale delle pubbliche amministrazioni alla importanza paradigmatica della informazione geografica pubblica. Dalla molteplicità delle informazioni e dei riferimenti contenuti in questa sezione citiamo due elementi: il primo è quello del pubblico dominio codificato dalla licenza CC, una formulazione che può assumere non solo una utilità operativa, ma anche un valore simbolico di riferimento. Il secondo, che non è esplicitamente formulato, ma che emerge come filo comune dall insieme dei contributi, è lo slittamento di significato che il termine diritti assume in questo volume. Tradizionalmente, nel contesto dei contenuti digitali si è parlato di diritti riferendosi ai diritti degli autori e dei distributori. Gli informatici che si sono occupati di19 XVIII Introduzione DRM hanno lavorato per garantire questi diritti in campo digitale. I giuristi illuminati per codificarne e limitarne il campo di applicazione. In questo volume assistiamo invece allo spostamento dell attenzione verso i diritti degli utilizzatori delle informazioni, ed in particolare delle informazioni pubbliche, e dei diritti delle stesse amministrazioni pubbliche che vogliano rendere disponibile a tutti il patrimonio informativo del territorio che amministrano. Se la conoscenza è un bene comune, così come l ambiente o l acqua, ne deriva la necessità di tutelare il diritto all utilizzo di tale ricchezza anche quando essa è resa disponibile in forma digitale. È anche per questo che la prima sezione del volume è intitolata Diritti e Libertà. Codice, strumenti e metodi Anche quando l attenzione si concentra sulla produzione, raccolta e distribuzione di contenuti aperti e liberi, gli strumenti informatici mantengono la loro importanza. Ciò sia perché molti dei concetti e dei paradigmi utilizzati per i contenuti traggono origine dalle esperienze maturate nell ambito della produzione e distribuzione di software libero (si pensi alla ricerca normativa sulle licenze e sul diritto di autore), sia perché la produzione, raccolta e distribuzione di contenuti digitali aperti e liberi richiede necessariamente la disponibilità e l utilizzo di strumenti informatici coerenti con queste caratteristiche. Non solo per la qualità, affidabilità ed economicità che sempre di più connotano gli strumenti FLOSS, ma anche in alcuni casi per garantire la libertà dell accesso e la trasparenza dei trattamenti dei contenuti. (È la stessa ragione che, in un altro campo, suggerisce di finanziare il settore del commercio equo e solidale con strumenti di finanza etica). Il progetto Open Alexandria è la dimostrazione di queste considerazioni. I contributi raccolti dimostrano però anche che l evoluzione e la maturità delle e- sperienze di utilizzo di software FLOSS nella pubblica amministrazione non hanno più connotazioni di tipo ideologico, che pure ancora compaiono in qualche proposta di legge formulata a livello regionale. Emerge la consapevolezza di aver superato la prima fase di diffusione di questi strumenti nell amministrazione pubblica caratterizzata spesso da forme anche ingenue di evangelizzazione che, laddove reiterate senza una adeguata consapevolezza della gestione del cambiamento necessaria a conseguire risultati utili, hanno prodotto frequentemente reazioni di rigetto negli utilizzatori difficili da superare. I contributi raccolti nella seconda parte (Codice, Strumenti e Metodi) descrivono un approccio diverso, attento alla effettiva usabilità degli strumenti ed al coinvolgimento diretto dei dipendenti pubblici utilizzatori. Utilizzatori che, dal canto loro, hanno sempre più spesso incontrato il software FLOSS nella loro esperienza di utenti individuali attenti al rapporto costi-benefici degli strumenti software, e si sono chiesti come mai quegli stessi strumenti da loro positivamente sperimentati nella vita personale, non potessero anche essere utilizzati nella loro attività lavorativa presso l amministrazione. La gestione del cambiamento, il coinvolgimento degli attori operativi, la creazione di comunità professionali sono elementi costitutivi di ogni esperien-20 Contenuti aperti, bene comune XIX za positiva di introduzione del software FLOSS nella PA, con la stessa - se non maggiore - importanza delle caratteristiche tecniche del software utilizzato. Infine, un insieme significativo di contributi riguarda i produttori di software aperto e libero. La comunità professionale si è estesa, si è articolata in aziende specializzate e filiere, ambisce ad essere un settore produttivo riconoscibile ed autorevole. Riflette sui metodi di produzione e sui modelli di business, reclama attenzione dalla pubblica amministrazione nei procedimenti di selezione dei fornitori, si specializza nei diversi settori di attività dell amministrazione come, ad esempio, in quello sanitario. In sintesi, la comunità dei produttori di software FLOSS si propone come partner credibile di una amministrazione pubblica capace di valutare efficacemente qualità e costi dei sistemi informatici non solo nel momento della produzione, ma anche in quello della evoluzione e della gestione. Stabilisce rapporti virtuosi di cooperazione con i portatori di eccellenze professionali interni all amministrazione ed è capace di contrapporli ai tradizionali rapporti di clientela che legano la scarsa competenza professionale dell amministrazione alla scarsa qualità di pacchetti software rivenduti sempre uguali e sempre chiusi da fornitori - grandi e piccoli - sempre meno produttori di servizi e sempre più percettori di rendite. Open Contents & PA La terza sezione del volume raccoglie infine i contributi forse più significativi: quelli cioè che dimostrano, con l evidenza delle esperienze realizzate, con la disponi-bilità già effettiva di una grande ricchezza di contenuti accessibili ed utilizzabili, la possibilità di politiche pubbliche a questo esplicitamente orientate. È il caso del progetto Norme in Rete, promosso ormai da alcuni anni dal Cnipa e dal Ministero della Giustizia in collaborazione con alcune amministrazioni regionali. È il caso delle esperienze realizzate nel settore della cultura da alcune regioni italiane, dalla Lombardia e dalla Sardegna, dalla Emilia Romagna e dal Lazio. L amministrazione pubblica in questi casi non si limita a fornire informazioni o ad e- rogare servizi, cioè ad utilizzare il Web come uno sportello telematico per le sue attività e per le sue relazioni con gli utenti. Nelle esperienze descritte, ed in particolare in quella della Sardegna, l amministrazione pubblica definisce ed attua esplicitamente una politica attiva di produzione, raccolta e distribuzione di informazioni relative al patrimonio culturale del territorio amministrato. Si fa parte attiva nella ricerca di opere d arte custodite nei musei e nelle chiese e ne promuove la rappresentazione digitale, spesso con modalità tecnologicamente evolute. Ma non solo. Invogliata dalle potenzialità del mezzo digitale raccoglie testi, filmati, musica, fotografie che descrivono l identità e la ricchezza culturale del territorio. Raccoglie, cataloga e rende disponibile, accessibile, utilizzabile, il patrimonio culturale di una regione. Sia per chi utilizza quei contenuti per studiare e per conoscere, ma anche per quelli - e sono molti - che con quei contenuti lavorano nei settori più diversi, dal turismo, alla pubblicità, all intrattenimento.21 XX Introduzione Ma un amministrazione può fare ancora di più, e alcune regioni lo hanno iniziato a fare: può dedicarsi a raccogliere la cultura immateriale, quella che vive nelle tradizioni e nei costumi, quella non codificata. E facendolo può aprire i suoi sistemi e può arricchire progressivamente il suo patrimonio digitale con i contributi che gli stessi u- tenti possono conferire. Ai temi ricordati si collegano due esperienze in corso nella Regione Piemonte, la prima che si propone di utilizzare la televisione digitale come strumento di accesso ai contenuti aperti in ambito scientifico, la seconda, il progetto SELILI, che rappresenta l esempio forse più interessante di come il tema dei contenuti aperti e liberi possa diventare oggetto di una politica pubblica di sostegno a coloro che operano nel settore della produzione artistica ed intellettuale. Il progetto - già operativo da alcuni anni - si propone infatti come una attività di consulenza di tipo giuridico, e basata sull uso delle licenze creative commons, rivolta a tutti quei produttori di contenuti intellettuali che vogliono sottrarsi alle rigidità e alle miopie di modelli produttivi basati sul diritto di autore, e vogliono invece applicare anche nella produzione artistica ed intellettuale i paradigmi di apertura, libertà e redditività tipici della produzione di software FLOSS. La sezione ed il volume si chiudono infine con il primo risultato di una attività di cooperazione interregionale che vede oggi coinvolte tutte le regioni italiane e che ha come oggetto la realizzazione di un Piano interregionale per l innovazione dei beni culturali. Si tratta di una attività particolarmente significativa sia per il metodo che per gli obiettivi. Il metodo si propone di conseguire un risultato a livello nazionale mediante una cooperazione orizzontale tra le regioni, una sorta di federalismo applicato alla realizzazione di progetti di innovazione che superi le rigidità ed i costi di un approccio basato sul coordinamento gerarchico esercitato dalle amministrazioni centrali dello stato. Rigidità e costi che le passate negative esperienze, proprio in tema di portali e di cultura, hanno abbondantemente dimostrato. L obiettivo del piano è, in grande sintesi, la realizzazione di un grande progetto che renda in tempi brevi disponibile in forma digitale lo straordinario patrimonio culturale del nostro paese e ne garantisca nel contempo tutela e conservazione, cioè proprio un esempio di quelle politiche pubbliche la cui necessità, nell attuale contesto di crisi economica, rende di grande attualità i contenuti di questo volume.22 Gli autori Giulio Concas: laureato a Pisa in Scienze dell Informazione, è docente presso la Facoltà di Ingegneria dell Università degli Studi di Cagliari, dove insegna il corso di Tecnologia e Applicazioni della Rete Internet e svolge attività di ricerca sui temi dell Open Source, Ingegneria del Software ed e-government. Ha anche maturato significative esperienze di consulenza aziendale, avendo partecipato tra l altro allo start-up del FreeNet di Tiscali. Ha contribuito a molteplici progetti Open Source sin dai primi anni 90 (server httpd del CERN, CuSeeMe etc.), è membro e promotore sin dagli inizi del Gruppo Utenti Linux di Cagliari (Gulch). È fondatore e amministratore, insieme a Michele Marchesi, di FlossLab, il primo SpinOff universitario dell Università di Cagliari, che si occupa proprio di Open Source. È contattabile all indirizzo di Giulio De Petra: è stato Direttore Generale per l innovazione tecnologica e per le tecnologie dell informazione e delle comunicazioni della Regione Sardegna. Precedentemente è stato direttore generale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il CNIPA, coordinando le azioni nazionali per lo sviluppo della società dell informazione e dell e-government per le Regioni e gli Enti Locali, e promuovendo e gestendo l attuazione del primo piano nazionale di e-government. È stato componente della Commissione di garanzia per l informazione statistica ed è attualmente rappresentante delle regioni nell ambito della Commissione permanente per l innovazione tecnologica nelle regioni e negli enti locali istituita presso la Presidenza del Consiglio. È contattabile all indirizzo di Giovanni Battista Gallus: avvocato in Cagliari, è dottore di Ricerca presso l Università degli Studi del Molise, e Master of Laws in Maritime Law e Information Technology Law presso la University of London. Autore di diverse pubblicazione giuridiche, si occupa principalmente di diritto d autore e diritto delle nuove tecnologie. Da oltre un decennio è impegnato nell approfondimento dei profili giuridici del software libero e dell open content, con particolare riguardo al settore della Pubblica Amministrazione. È contattabile all indirizzo Giaime Ginesu: laureato in Ingegneria Elettronica all Università di Cagliari, nel 2005 ha conseguito il dottorato di ricerca nella stessa disciplina, specializzandosi sui temi dell elaborazione e codifica di dati multimediali. Dopo alcune esperienze presso la Technische Universität Braunschweig e il Rensselaer Polytechnic Institute (NY- Vedere altro
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References: sui generis
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 art. 15
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