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ECONOMIA LAVORO E SOCIETÀ - PDF
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1 PROVINCIA DI PIACENZA N 14 - dicembre 2008 PERIODICO SEMESTRALE Spedizione Abb. Postale - 70% - Filiale di Piacenza Supplemento al n 3/2008 di Piacenza Economica ECONOMIA LAVORO E SOCIETÀ2 ECONOMIA LAVORO E SOCIETÀ COMITATO SCIENTIFICO Ciciotti Enrico Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza Cunico Cristina Camera di Commercio di Piacenza Gariboldi Maurizio Provincia di Piacenza Natale Pietro Provincia di Piacenza Nicolini Ivana Camera di Commercio di Piacenza Silva Vittorio Provincia di Piacenza Varesi Pietro Antonio Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza Sezione monografica Indagine sui percorsi di studio e lavoro dei laureati negli anni 2003 e pag. 3 Premessa pag. 4 Metodologia pag. 4 Il percorso formativo pag. 5 La condizione dei laureati al momento dell intervista pag. 6 Gli occupati pag. 7 I laureati in cerca di lavoro pag. 19 Considerazioni conclusive pag. 20 COMITATO TECNICO E DI REDAZIONE Bensi Elena Provincia di Piacenza Bonvini Marcella Provincia di Piacenza Colnaghi Antonio Provincia di Piacenza Cunico Cristina Camera di Commercio di Piacenza Girometta Anna Camera di Commercio di Piacenza Rizzi Paolo Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza Schiavi Paola Provincia di Piacenza Rapporto congiunturale Una lettura di sintesi pag. 22 Popolazione e qualità della vita pag. 28 Profilo di comunità, anno Servizi, risorse, domanda pag. 28 Imprese e produzione pag. 32 Imprese pag. 32 Imprese artigiane pag. 36 Imprese cooperative pag. 38 Osservatorio del commercio pag. 39 Osservatorio sulla congiuntura pag. 41 Mercato del lavoro pag. 43 Si ringraziano per la collaborazione: ANCITEL ARPA della Regione Emilia-Romagna BANCA D ITALIA CENTRI PER L IMPIEGO della Provincia di Piacenza COMUNE DI PIACENZA Ufficio comunale di statistica INFOCAMERE (per le banche dati Movimprese, StockView, TradeView) INPS Sede Provinciale di Piacenza ISTAT Scuola e formazione pag. 55 La popolazione scolastica della scuola secondaria di II grado pag. 55 Commercio estero pag. 59 Prezzi pag. 62 Prezzi prodotti agricoli pag. 62 Prezzi al consumo pag. 64 Protesti e fallimenti pag. 68 Credito pag. 70 Impaginazione: STUDIO ETRE Stampa: La Grafica - Piacenza Rapporto congiunturale chiuso il 20 dicembre 2008 La rivista è disponibile in formato elettronico sui siti web della Amministrazione Provinciale e della Camera di Commercio ai seguenti indirizzi: e3 4 SEZIONE MONOGRAFICA 3 Indagine sui percorsi di studio e lavoro dei laureati negli anni 2003 e 2004 a cura di Elena Bensi, Roberta Gatti e Raffaella Monica Osservatorio Mercato del Lavoro, Provincia di Piacenza5 4 SEZIONE MONOGRAFICA PREMESSA La Provincia di Piacenza ha condotto nei mesi scorsi la prima edizione di una ricerca volta ad indagare i percorsi di inserimento nel mercato del lavoro dei laureati piacentini che hanno concluso gli studi universitari negli anni 2003 e Le informazioni rilevate in questa indagine completano lo studio della transizione dal sistema formativo al mercato del lavoro dei giovani piacentini, iniziato qualche anno fa con l analisi dei percorsi di studio e lavoro dei giovani diplomati piacentini degli anni 2001 e In tali indagini era emersa la fortissima propensione dei diplomati al proseguimento degli studi: oltre il 60% degli intervistati risultava, dopo 2 anni e mezzo dal conseguimento del diploma, iscritto ad un percorso di studi universitario. Con questa indagine si intende verificare se l alto investimento formativo da parte dei giovani della nostra provincia viene ripagato in termini di inserimento occupazionale stabile e di qualità, ovvero se il sistema delle imprese è in grado di assorbire forza lavoro altamente istruita e qualificata. La principale finalità dell indagine è quella di ricostruire il percorso di ingresso nel mercato del lavoro dei giovani ad elevata scolarità, sia attraverso la valutazione soggettiva dell intervistato che nell analisi oggettiva della collocazione lavorativa conseguita. Viene analizzata la condizione occupazionale dei laureati a distanza di circa tre anni dal conseguimento del titolo, si valuta l efficacia della laurea conseguita nel reperimento dell attività lavorativa e la qualità del lavoro svolto. Vengono inoltre analizzati tutti gli aspetti inerenti la ricerca di lavoro, quali i tempi e le modalità di reperimento dell occupazione, e le eventuali difficoltà di accesso al mercato del lavoro. METODOLOGIA L indagine ha coinvolto un campione di laureati, cui è stato somministrato un questionario nel corso di un colloquio telefonico. La popolazione di riferimento è composta dai laureati degli anni 2003 e 2004 residenti in provincia di Piacenza. Gli atenei coinvolti sono quelli nei quali si è riscontrata la quota maggiore di studenti piacentini e che si sono resi disponibili a fornire i nominativi dei laureati da intervistare: l Università degli Studi di Parma, l Università degli Studi di Pavia, il Politecnico di Milano (sedi di Milano e Piacenza), l Università L. Bocconi di Milano e l Università Cattolica del Sacro Cuore (sedi di Piacenza, Cremona e Milano). L indagine è stata realizzata su un campione stratificato sulla base di tre variabili: genere, sede universitaria e facoltà, con estrazione casuale dei nominativi. Di ogni strato la frazione di campionamento programmata è stata fissata al 50%, fatta eccezione per le facoltà aventi scarsa consistenza numerica (inferiore alle 30 unità), per le quali il campionamento è stato totale, al fine di aumentare la precisione delle stime. La dimensione campionaria teorica complessiva è risultata pari a 707 unità; al termine dell indagine sono stati intervistati 686 laureati, con un tasso di copertura del 97%. Nella tabella è riportata la numerosità del campione, distinti per ateneo e facoltà di provenienza. Quasi un terzo del campione ha conseguito la laurea presso l Università degli Studi di Parma (32%), il 28% presso la Cattolica di Piacenza, il 14% al Politecnico di Milano, il 13% all Università degli Studi di Pavia, l 8% alla Cattolica di Milano, il 3% al Politecnico sede di Piacenza e l 1% circa all Università Bocconi. Campione intervistato per ateneo e facoltà di provenienza UNIVERSITÀ UNIVERSITÀ POLITECNICO UNIVERSITÀ UNIVERSITÀ NON FACOLTÀ CATTOLICA DI PARMA DI MILANO DI PAVIA BOCCONI TOTALE RISPONDE Ingegneria Economia Giurisprudenza Lettere e Filosofia Scienze formazione Medicina e chirurgia Scienze MM FF NN Agraria Sociologia Psicologia Architettura Farmacia Scienze politiche Design Musicologia Veterinaria TOTALE6 SEZIONE MONOGRAFICA 5 Laureati intervistati per genere e facoltà FACOLTÀ MASCHI FEMMINE TOTALE Ingegneria Economia Giurisprudenza Lettere e Filosofia Scienze della formazione Medicina e chirurgia Scienze matematiche, fisiche, naturali Agraria Sociologia Psicologia Architettura Farmacia Scienze politiche Design Musicologia Veterinaria TOTALE % DI RIGA 40% 60% 100% Le facoltà più numerose sono quelle di ingegneria (17% del totale), economia (16%), giurisprudenza (12%), lettere e filosofia (9%) e scienze della formazione (9%). Tra i laureati intervistati la percentuale maggiore è rappresentata da coloro che hanno conseguito il titolo accademico seguendo il percorso di studi previsto dal vecchio ordinamento (63%, contro il 37% di quelli che hanno conseguito una laurea triennale). Sia per la laurea triennale che per quella pre-riforma si registra una presenza femminile nettamente superiore a quella maschile; in media il peso della componente femminile è pari al 60%. La distribuzione dei laureati tra le diverse facoltà varia in base al genere: i maschi prediligono di gran lunga la facoltà di ingegneria, dove si concentra oltre un terzo dei laureati maschi (34%); seguono economia, giurisprudenza, matematica, medicina ed agraria. Le ragazze scelgono in misura maggiore le facoltà di economia, giurisprudenza, scienze della formazione e lettere e filosofia. La forte incidenza femminile nella facoltà di medicina e chirurgia (63% del totale) si spiega con la massiccia presenza di iscritte nei corsi triennali delle professioni sanitarie (soprattutto nei corsi di laurea di scienze infermieristiche). Il 9% dei rispondenti ha meno di 25 anni, il 39% ha tra 25 e 27 anni, il 42% ha tra 28 e 30 anni, e l 11% supera i 30 anni di età. IL PERCORSO FORMATIVO I dati relativi alla durata degli studi evidenziano come il 61% degli intervistati si è laureato in corso, rispettando la durata prevista dall ordinamento didattico, mentre il restante 39% ha concluso gli studi oltre i termini previsti. In particolare: il 22% degli intervistati si è laureato un anno fuori corso, l 11% due anni fuori corso, e il restante 6% ha accumulato 3 o più anni di ritardo. I laureati del nuovo ordinamento (lauree triennali) mostrano performances migliori in termini di regolarità nei tempi di conseguimento delle lauree rispetto ai colleghi provenienti dal vecchio ordinamento. La quota di studenti che ha concluso la laurea triennale in corso è dell 87%, e solo del 45% tra quanti hanno ottenuto una laurea pre-riforma. Le percentuali più elevate di laureati fuori corso si registrano nelle facoltà di giurisprudenza (80%), musicologia (75%), farmacia (68%) e lettere e filosofia (65%), mentre all opposto quelle che presentano una maggiore regolarità sono design, sociologia, scienze della formazione e medicina: la quota di laureati che non conclude gli studi negli anni previsti è inferiore al 20%. Ad avere una quota relativamente contenuta di laureati fuori corso sono anche le facoltà di ingegneria (il 22% si laurea fuori corso), economia (28%) ed architettura (35%). I dati relativi al livello di soddisfazione dei laureati nei confronti dell esperienza universitaria e, in particolare, del corso di laurea scelto, mostrano come il 72% degli intervistati dichiara di essere disposto ad iscriversi nuovamente allo stesso corso, mentre il restante 28% non si iscriverebbe o sarebbe indeciso sulla scelta. Il gradimento dei laureati per l esperienza di studio svolta varia a seconda della facoltà di provenienza: i più critici sono i laureati in scienze della formazione (solo il 44% rifarebbe lo stesso percorso di studi, contro il 26% dei pentiti" e il 30% degli indecisi ). Alte percentuali di scontenti si sono rilevate anche tra i laureati di veterinaria, giurisprudenza, sociologia, farmacia, design, psicologia e lettere e filosofia. La validità della scelta fatta è confermata invece dai neo7 6 SEZIONE MONOGRAFICA ingegneri (il 91% di loro si iscriverebbe di nuovo), dai laureati in medicina e chirurgia (89%), economia e commercio (84%), architettura (83%) e scienze politiche (78%). Analizzando le motivazioni di coloro che si dichiarano insoddisfatti della propria scelta (in totale 93) troviamo al primo posto la delusione nei confronti degli sbocchi occupazionali offerti dalla propria laurea (53 risposte) e al secondo posto il fatto di avere maturato nel tempo interessi diversi rispetto a quelli che hanno influito sulla scelta del percorso di studi (31). Solo 7 persone hanno risposto di essere rimasti delusi dall università frequentata a causa del tipo di organizzazione, della didattica e/o dei docenti. Tra i laureati delusi dagli sbocchi professionali offerti dalla propria laurea i numeri maggiori (in termini assoluti) si osservano tra i laureati in scienze della formazione, giurisprudenza e lettere e filosofia. Guardando l incidenza dei laureati delusi sul totale degli intervistati di quella facoltà, si rilevano le massime percentuali tra i laureati in psicologia (22%), farmacia (21%) e scienze della formazione (19%). Proseguendo nell analisi del percorso formativo si osserva che i giovani dottori piacentini non concludono il loro percorso di studi con il conseguimento della laurea ma, in molti casi, arricchiscono il proprio curriculum con ulteriori attività di formazione. La formazione post-laurea ha coinvolto il 57% dei laureati: 390 intervistati su 686 dichiarano infatti di aver frequentato, nei tre anni successivi alla laurea, un attività formativa, e il 25% vi risulta ancora impegnato dopo tre anni circa dal conseguimento del titolo. Si tratta di attività che per la durata e la finalità risultano significativamente diverse tra loro: si va dai tirocini al praticantato, ai master, ai corsi di formazione professionale, fino alle scuole di specializzazione e ai dottorati di ricerca, che rappresentano il segmento dell istruzione più altamente qualificato. Una buona fetta di laureati intervistati ha proseguito gli studi mantenendosi dentro al canale universitario. E frequente il passaggio ai corsi della laurea specialistica, scelti dal 40% di chi ha proseguito nell investimento in formazione, percentuale che sale al 61% considerando solo quanti hanno conseguito una laurea triennale (nuovo ordinamento). Solo il 5% ha iniziato un corso di laurea in un ambito diverso rispetto a quello concluso precedentemente. I master universitari sono stati scelti da 46 laureati piacentini (il 12% circa di chi ha proseguito gli studi). I dottorati di ricerca coinvolgono, rispetto ad altri percorsi di formazione post laurea, un numero esiguo di laureati (19, il 5% di quanti hanno proseguito gli studi). Tra i laureati che hanno avuto altre esperienze di studio dopo il conseguimento del titolo accademico, i corsi di formazione professionale hanno ottenuto l interesse di 54 persone (che corrispondono al 14%); seguono le esperienze di tirocinio-praticantato (13%), le scuole di specializzazione (8%) e la specializzazione post-laurea delle lauree del gruppo medico (3%). LA CONDIZIONE DEI LAUREATI AL MOMENTO DELL INTERVISTA La condizione rilevata a circa tre anni dal conseguimento della laurea fa emergere un alto livello di partecipazione dei laureati al mercato del lavoro: la condizione prevalente è infatti quella di occupato (81%). Vi è poi una quota pari al 12% di laureati intervistati ancora impegnati in percorsi di studio, un 5% di giovani in cerca di occupazione, mentre il restante 2% dichiara di essere in condizione di inattività (ossia di non lavorare e di non cercare lavoro). Non si osservano particolari differenze di genere nella condizione rilevata al momento dell intervista. Se consideriamo i tassi di occupazione rileviamo una differenza di pochi punti percentuali tra maschi e femmine a favore dei primi (84% contro 81%), mentre risultano leggermente più numerose le laureate in cerca di lavoro rispetto ai colleghi maschi (5% contro 4%). I maschi rimangono studenti più a lungo rispetto alle femmine (12% contro 11%), mentre tra gli inattivi risultano più numerose le donne (3% delle ragazze contro 0% dei ragazzi). Attività formative dopo la laurea Condizione rilevata al momento dell intervista dottorato 5% master 12% scuola di specializzazione 8% formazione prof.le 14% tirocinio/ praticantato 13% specializzazione 3% altra laurea 5% in cerca di lavoro 5% studente 12% inattivo 2% laurea specialistica 40% occupato 81%8 Tra i diversi percorsi di studio spicca la performance dei laureati di economia: il 91% risulta occupato. Molto alte sono le probabilità di trovare lavoro anche per quanti hanno conseguito un titolo nelle facoltà ad indirizzo sociopsicologico (sociologia 93%, psicologia e scienze della formazione 87%), che ottengono questo risultato grazie alla loro versatilità e capacità di adattarsi, come si spiegherà successivamente, a situazioni lavorative non sempre ottimali. Tra i laureati in medicina e chirurgia la percentuale di occupati risulta essere il 96%; nell indagine si è utilizzata una definizione ampia di occupati, che comprende chiunque svolga un attività lavorativa, compresi tirocini, dottorati, praticantati e specializzazioni. La definizione, pertanto, è stata applicata ai laureati della facoltà medica impegnati nella specializzazione e anche a quelli delle altre facoltà che svolgono attività di formazione più o meno retribuita (ad es. i laureati in materie giuridiche, impegnati in attività di praticantato post-laurea). Buono anche il rendimento occupazionale delle lauree in agraria (83%), design (82%), farmacia (79%), ingegneria (79%) e giurisprudenza (78%). Quote inferiori di laureati in condizione di occupati in corrispondenza di alcune facoltà non sono necessariamente indice di difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, ma possono trovare spiegazione in alte percentuali di giovani in condizione di studenti (è il caso di musicologia, scienze politiche, architettura, lettere e filosofia) o di inattivi (ad es. tra i laureati di veterinaria e farmacia). I laureati che incontrano maggiori difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro sono quelli provenienti dalle facoltà di giurisprudenza e scienze politiche, con percentuali di disoccupati pari all 11%, seguiti da agraria e sociologia, con il 7% di laureati in cerca di lavoro. SEZIONE MONOGRAFICA GLI OCCUPATI Il questionario, ancor prima di indagare le caratteristiche occupazionali dei laureati in condizione attiva sul mercato del lavoro, ha tentato di comprendere le eventuali difficoltà incontrate nel momento dell inserimento lavorativo. Due laureati su tre hanno dichiarato di non avere avuto problemi nella fase di ingresso nel mercato del lavoro, mentre il restante 33% ha incontrato alcune difficoltà. Risulta interessante osservare la relazione tra le eventuali difficoltà incontrate nell inserimento occupazionale e il tipo di laurea conseguito. Le quote maggiori di chi ha dichiarato di non aver riscontrato problemi si rilevano tra i laureati di medicina (96%), ingegneria (93%) ed economia (89%). Al contrario le maggiori quote di laureati che hanno riscontrato difficoltà si rilevano nelle facoltà di veterinaria, psicologia ed architettura (24%). Il tipo di difficoltà maggiormente indicato, ossia la scarsa domanda per la propria figura professionale, si rileva in particolare tra i laureati di psicologia (60%), scienze della formazione (50%), agraria (44%), scienze politiche (40%), sociologia (36%) e lettere e filosofia (36%). La disponibilità di soli lavori precari viene invece indicata soprattutto dai laureati di architettura (35%), psicologia (15%), design (14%), agraria (12%) e lettere e filosofia (11%). Osservando la posizione professionale dei laureati che hanno trovato un occupazione dopo la conclusione degli studi universitari si rileva una prevalenza di occupati alle dipendenze (66%), in gran parte assunti con contratti a tempo indeterminato (44% degli occupati complessivi) o determinato (il 19%), mentre il restante 3% è costituito da occupati con contratti di apprendistato o di inserimento. I laureati che hanno scelto di avviare un attività autonoma sono il 12%: si tratta nella maggior parte dei casi di liberi 7 Condizione occupazionale per facoltà, incidenza % Medicina e chirurgia Sociologia Economia Scienze formazione Psicologia Agraria Design Farmacia Ingegneria Giurisprudenza Scienze MM FF NN Veterinaria Lettere e Filosofia Architettura Scienze politiche Musicologia Occupati In cerca di lavoro Studente Inattivo 0% 20% 40% 60% 80% 100%9 8 SEZIONE MONOGRAFICA professionisti (9%, in prevalenza laureati in giurisprudenza, ingegneria, medicina, architettura ed economia) e in misura minore di lavoratori in proprio e soci di cooperativa. Nella categoria degli atipici sono ricompresi i lavoratori a progetto e, meno numerosi, i titolari di Partita Iva: essi costituiscono l 11% dei laureati occupati, e provengono in particolare dalle facoltà di psicologia, lettere, giurisprudenza e scienze della formazione. Tra gli stagisti-praticanti (il 7% degli occupati) rientrano in prevalenza i laureati in giurisprudenza, medicina ed economia. Gli occupati impegnati nell attività di dottorato, infine, costituiscono il 3% del totale, e sono laureati prevalentemente in scienze matematiche, fisiche e naturali. Considerando la variabile di genere emergono alcune differenze: le ragazze risultano occupate maggiormente alle dipendenze (il 68%, contro il 62% dei maschi) e nel lavoro parasubordinato (il 13%, contro il 9% dei ragazzi) mentre il lavoro autonomo risulta essere una prerogativa più maschile che femminile (il 17% dei maschi laureati è un lavoratore indipendente, contro solo l 8% delle femmine). Le quote maggiori di occupati alle dipendenze si rilevano tra i laureati in farmacia, economia, scienze della formazione, ingegneria, agraria e lettere (con percentuali superiori al 70 per cento). All interno dell occupazione dipendente la situazione contrattuale risulta molto diversificata, così come i livelli di stabilizzazione lavorativa. Le massime percentuali di assunti a tempo indeterminato si rilevano tra i laureati delle facoltà di farmacia (80%), economia (62%), medicina (60%) ed ingegneria (52%), mentre le quote inferiori si riscontrano tra i laureati di matematica (13%) e psicologia (20%). L incidenza di assunti con contratti a tempo determinato, che nella media dei laureati è del 19%, assume percentuali significative tra i laureati delle facoltà di agraria (40%), scienze della formazione (35%), veterinaria (33%), sociologia (32%) e lettere e filosofia (28%). Il lavoro autonomo, soprattutto per le professioni che fanno Posizione nella professione dei laureati capo agli ordini professionali, coinvolge soprattutto i laureati provenienti da architettura (35%), veterinaria (33%), medicina (17%), scienze matematiche e giurisprudenza (16% per entrambe le facoltà). Gli occupati con contratti di lavoro cosiddetto atipico (nel quale sono ricompresi i collaboratori a progetto, quelli occasionali e i prestatori d opera con partita Iva), invece, fanno registrare le percentuali più elevate tra i laureati in psicologia (50%), scienze matematiche (22%), design (21%), lettere e filosofia (17%) e sociologia (16%). I laureati piacentini impegnati in attività di praticantato o tirocinio, in media il 7%, raggiungono le massime percentuali tra i laureati nelle facoltà di medicina (21%), giurisprudenza (18%), scienze politiche (10%) ed economia (9%). Le più alte quote di laureati occupati in attività di dottorato si rilevano, infine, tra i laureati di scienze matematiche (25%), scienze politiche (10%) ed agraria (8%). I dati relativi alla qualifica professionale consentono di evidenziare le competenze impiegate nello svolgimento dell attività lavorativa e di valutare l adeguatezza dei posti di lavoro che il sistema economico mette a disposizione dei giovani in possesso di elevati livelli di istruzione. Complessivamente le qualifiche rilevate si posizionano ai vertici della piramide delle professioni: gli intervistati occupati, infatti, svolgono prevalentemente professioni di elevato contenuto, che richiedono competenze specialistiche complesse e un buon livello di autonomia. Quasi la metà degli intervistati (49%) esercita una professione di tipo tecnico ed impiegatizio a media specializzazione; in questo gruppo le professioni più diffuse sono: tecnico amministrativo e contabile, tecnico bancario e della finanza, tecnico della distribuzione commerciale, insegnante e assistente sociale. I laureati occupati in questa categoria professionale provengono in prevalenza dalle facoltà di economia (25%), scienze della formazione (17%), giurisprudenza (12%), sociologia (8%) e lettere e filosofia (7%). Posizione professionale dei laureati occupati, distribuzione per genere Autonomi 12% Atipici 11% Stagisti-praticanti 7% 45% 40% 35% Dottorandi 3% Altro 1% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% Dipendenti 66% Tempo Ind. Tempo Det. Apprend. Maschi Autonomo Atipico Stag. Pratic. Femmine Dottorato Altro10 SEZIONE MONOGRAFICA 9 Incidenza della posizione professionale per facoltà di provenienza Psicologia Scienze MMFFNN Architettura Giurisprudenza Scienze polit. Medicina Design Veterinaria Sociologia Lettere e filos. Agraria Ingegneria Scienze formaz. Economia Farmacia Dipendente Autonomo Atipico Tirocinio Dottorato Altro 0% 20% 40% 60% 80% 100% Vi è poi una quota pari al 42% degli occupati che esercita una professione intellettuale, scientifica e di elevata specializzazione; le principali professioni riscontrate in questo gruppo sono: ingegneri (soprattutto civili e meccanici), ricercatori, procuratori legali ed avvocati, infermieri, professori di scuola secondaria, architetti, farmacisti, medici ed informatici. Se si esamina la posizione professionale per facoltà di provenienza si nota che i laureati che riescono più degli altri a ricoprire posizioni di prestigio sono quelli dei gruppi ingegneria (30%), medico (15%), giuridico (11%), letterariofilosofico e matematico (entrambi 9%), farmaceutico ed architettura (entrambi 6%). Tra i giovani laureati vi è anche una quota pari al 6% di impiegati in ruoli esecutivi, l 1% di occupati in professioni esecutive nelle vendite e nei servizi e un altro 1% in qualifiche di tipo operaio: per questi giovani non sembra sia stato possibile trovare un occupazione consona al Qualifica professionale dei laureati occupati Professioni tecniche 49% proprio percorso formativo. Guardando alla variabile di genere si rileva come gli uomini siano più presenti nelle posizioni di livello più elevato: il 55% dei maschi ricopre figure dirigenziali e professioni ad elevata specializzazione, contro il 35% delle femmine, mentre le ragazze sono maggiormente impegnate all interno delle professioni tecniche (57%, contro il 40% dei maschi) ed impiegatizie (6% contro 4%). La distribuzione dei laureati nei settori di attività economica mette in evidenza una forte concentrazione nel settore terziario, dove hanno trovato lavoro quasi otto laureati su dieci. I settori nei quali i laureati occupati risultano più numerosi sono l istruzione (12%), le attività legali, contabili e di consulenza alle imprese (10%), la sanità (9%), le attività finanziarie (8%), i servizi sociali e gli studi tecnici (entrambi al 6%). La presenza di occupati nel settore secondario è decisamente più contenuta (19%); al suo interno occupa Distribuzione dei laureati per gruppi professionali e genere 100% 90% 80% Dirigente, imprenditore 1% 70% 60% 50% Operai 1% Impiegati 6% Professioni qualificate vendite e serv. 1% Professioni ad alta specializzaz. 42% 40% 30% 20% 10% 0% Maschi Femmine Dirigenti Professioni alta specializz. Professioni tecniche Impiegati Professioni qualific. vendite e serv. Operai11 10 SEZIONE MONOGRAFICA una posizione importante l industria manifatturiera (16%), in particolare l industria delle macchine utensili e quella metalmeccanica. Interessante risulta osservare il legame tra tipo di laurea conseguito e settore di impiego, per verificare il livello di congruenza tra la professione esercitata e gli studi compiuti. Alcune facoltà offrono competenze di tipo trasversale che consentono di accedere a settori differenti (è il caso ad esempio di economia, giurisprudenza, ingegneria, scienze politiche), mentre altre offrono una preparazione molto più specialistica, difficilmente spendibile in settori differenti rispetto al proprio percorso di studi (è il caso ad esempio delle facoltà di medicina, farmacia e architettura): per questi laureati ci si attende pertanto una forte concentrazione in alcuni settori di attività economica. Di seguito viene preso in esame il rapporto tra le singole facoltà di provenienza e i settori di inserimento lavorativo. I laureati in agraria evidenziano un buon livello di pertinenza occupazionale, essendo impegnati prevalentemente nell industria alimentare come tecnici alimentari, tecnici del controllo della qualità industriale e biologi, nell agricoltura come imprenditori agricoli, nell istruzione universitaria come ricercatori. I laureati in architettura sono impegnati in misura massiccia negli studi professionali come architetti e nel settore delle costruzioni come tecnici delle costruzioni civili. Gli intervistati occupati provenienti dalla facoltà di design sono occupati in prevalenza negli studi tecnici come grafici, illustratori, pubblicitari, e nell industria manifatturiera come disegnatori industriali. I laureati nella facoltà di economia sono occupati un po in tutti i settori, con alcune concentrazioni nelle attività finanziarie come operatori di banca, addetti allo sportello e tecnici della gestione finanziaria, e negli studi professionali come impiegati contabili e commercialisti. Significativa risulta anche la presenza di questi laureati nel settore del commercio, nel quale le figure professionali più diffuse Laureati occupati per settori di attività istruzione 12% pubblica amministr. 4% studi tecnici 6% att. legali, contab. 10% sanità 9% serv. sociali 6% att. finanziarie 8% altri servizi 19% costruzioni 2% energia 1% commercio 6% agricoltura 1% ind. manifatt. 16% sono quelle dei tecnici di vendita e della distribuzione e dei tecnici del marketing. I laureati in farmacia lavorano in gran parte nel settore del commercio come farmacisti e, in misura minore, nelle aziende chimico-farmaceutiche come ricercatori o chimici. I laureati in giurisprudenza, come quelli di economia, risultano impiegati un po in tutti i settori, con alcune significative concentrazioni negli studi professionali in qualità di avvocati, e nelle attività finanziarie come tecnici del lavoro bancario e agenti assicurativi. Buona la loro presenza anche nel settore della pubblica amministrazione in qualità di collaboratori amministrativi e nel commercio come impiegati amministrativi, contabili o commerciali. I laureati in ingegneria operano prevalentemente negli studi tecnici, soprattutto come ingegneri civili, nell industria delle macchine come tecnici e ingegneri meccanici, nel settore informatico e nella ricerca. I laureati nella facoltà di lettere e filosofia sono occupati in particolare nell istruzione secondaria come professori di scuola superiore, nel commercio come impiegati commerciali, soprattutto nell import-export (si tratta nello specifico di laureati in lingue straniere), nell editoria come giornalisti. La totalità dei laureati in medicina è assorbita dal settore sanitario, con mansioni differenti: infermieri, medici, fisioterapisti e riabilitatori, dentisti, tecnici chimici, ecc. I laureati in psicologia lavorano prevalentemente nel settore dei servizi sociali come assistenti sociali ed educatori, in seconda battuta nel settore sanitario come psicoterapeuti e in quello formativo come insegnanti. I laureati in scienze della formazione prestano servizio prevalentemente nei settori dell istruzione in qualità di insegnanti elementari e di scuole materne, nei servizi sociali come educatori e insegnanti di sostegno, nella formazione professionale come tutor e formatori e, infine, nel settore della ricerca e selezione del personale in qualità di operatori dei servizi di collocamento. I laureati in scienze matematiche, fisiche e naturali risultano impegnati prevalentemente in ambito universitario come ricercatori, nell istruzione come professori di scuola secondaria, negli studi tecnici come geologi e tecnici di laboratorio, nel settore dello smaltimento dei rifiuti come tecnici del controllo ambientale. I laureati in scienze politiche risultano distribuiti in settori piuttosto diversificati: commercio, servizi alle imprese, ricerca e selezione del personale, formazione professionale. I laureati in sociologia lavorano prevalentemente nei settori dei servizi sociali e degli enti locali in qualità di assistenti sociali. I laureati in veterinaria, infine, sono occupati nell industria chimica e farmaceutica, nei servizi veterinari e nell industria manifatturiera. Vedere altro
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