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Timestamp: 2020-05-26 18:43:03+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23544 del 09/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23544 del 09/10/2017
Cassazione civile, sez. II, 09/10/2017, (ud. 07/06/2017, dep.09/10/2017), n. 23544
sul ricorso 28223-2013 proposto da:
B.F., ((OMISSIS)), elettivamente domiciliata in ROMA,
VIA OTTAVIANO 92, presso lo studio dell’avvocato GABRIELE D’OTTAVIO,
D’OTTAVIO;
P.S., ((OMISSIS)), elettivamente domiciliato in ROMA,
VIA DEGLI SCIPIONI, 237, presso lo studio dell’avvocato GEMMA
SURACI, che lo rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 649/2012 del TRIBUNALE di REGGIO CALABRIA,
– B.F. convenne in giudizio P.S., per sentirlo condannare alla restituzione, in suo favore, della somma di Euro 2.370,50 (oltre interessi e rivalutazione) concessagli a titolo di mutuo, nonchè al risarcimento del danno;
– il Tribunale di Reggio Calabria rigettò la domanda attorea, ritenendo che la B. aveva consegnato il denaro al P. in tempi diversi ora per spirito di liberalità e per ragioni di amicizia, ora in corrispettivo delle prestazioni professionali erogate in suo favore dal convenuto;
– l’appello proposto dalla B. è stato dichiarato inammissibile, ai sensi dell’art. 348 – bis c.p.c., con ordinanza della Corte di Appello di Reggio Calabria;
– avverso la sentenza di primo grado ha proposto ricorso per cassazione B.F. sulla base di due motivi;
– P.S. ha resistito con controricorso.
– preliminarmente, va rigettata l’eccezione di inammissibilità del ricorso per tardività, proposta dal controricorrente, in quanto, dalla comunicazione pervenuta per via telematica dalla Corte territoriale di Reggio Calabria, risulta che l’ordinanza di inammissibilità dell’appello pronunciata dalla Corte territoriale è stata comunicata al difensore di B.F., avv. Francesco Fabbricatore (dopo un primo tentativo non andato a buon fine risalente al 4/4/2013) in data 27/11/2013, con conseguente tempestività del ricorso consegnato all’ufficiale giudiziario per la notifica entro il termine di giorni sessanta previsto dalla legge (cfr., Cass., Sez. 6 – 3, n. 15235 del 21/07/2015);
– sempre preliminarmente, va tuttavia rilevata l’inammissibilità del ricorso per il fatto che lo stesso omette di far menzione dei motivi di appello proposti e della motivazione dell’ordinanza ex art. 348 bis c.p.c., dovendosi ribadire – in conformità alla costante giurisprudenza di questa Corte – il principio di diritto secondo cui, nel ricorso per cassazione avverso la sentenza di primo grado, proponibile ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c., comma , l’atto d’appello, dichiarato inammissibile, e la relativa ordinanza, pronunciata ai sensi dell’art. 348 bis c.p.c., costituiscono requisiti processuali speciali di ammissibilità, con la conseguenza che, ai sensi dell’art. 366 c.p.c., n. 3, è necessario che nel suddetto ricorso per cassazione sia fatta espressa menzione dei motivi di appello e della motivazione dell’ordinanza ex art. 348 bis c.p.c., al fine di evidenziare l’insussistenza di un giudicato interno sulle questioni sottoposte al vaglio del giudice di legittimità e già prospettate al giudice del gravame (Cass., Sez. 6-3, n. 10722 del 15/05/2014; conf., Sez. 6-3, n. 26936 del 23/12/2016; Sez. 6-3, n. 2784 del 12/02/2015; Sez. 6-3, n. 19060 del 28/09/2016);
– non avendo il ricorrente adempiuto a quanto sopra, il ricorso risulta inammissibile ai sensi dell’art. 366 c.p.c., n. 3;
– ricorrono i presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, (applicabile ratione temporis, essendo stato il ricorso proposto dopo il 30 gennaio 2013) per il raddoppio del versamento.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 348
 sentenza 
 art. 348
 art. 13