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Timestamp: 2019-10-18 07:03:57+00:00

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Il caso Red-Bull | Avvocato a Bologna
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1 Il caso Red-Bull
1.1 Articolo 7 del CTRM
1.2 Articolo 52 del CTRM
3 La sentenza del Giudice
4 Il Servizio di Registrazione Marchio dello Studio Legale Cannizzaro
La rappresentazione di un marchio di colore è valida solo determina in modo evidente l’origine di un prodotto – servizio: la capacità distintiva è uno dei requisiti fondamentali per registrare un marchio, unitamente alla liceità e alla sua unicità. Ma veniamo al fatto specifico che dà il titolo a questo articolo.Il 15 Gennaio 202 la Red Bull GmbH ha richiesto la registrazione del seguente marchio presso la EUIPO (l’ente che gestisce i marchi a livello comunitario).
RAL 5002 / RAL 9006
Allegando la seguente descrizione: “La protezione richiesta comprende i colori blu (RAL 5002) e argento (RAL 9006). La percentuale dei due colori è circa 50%-50%.”
La classe registrata è la numero 32, comprendente:
Sciroppi ed altri preparati non alcolici per fare bevande.
L’applicazione è pubblicata il 7 Marzo 2005, mentre la registrazione viene formalizzata il giorno 25 Luglio 2005. Per anni il marchio è rimasto lì, attivo ed indisturbato. A quanto pare la descrizione riportata, unitamente alle classi merceologiche scelte, sono state ritenute sufficientemente distintive dalla commissione esaminatrice. Qualcosa però accade nel 2013. La Optimum Mark contesta l’avvenuta registrazione del marchio e ne chiede la cancellazione.
Gli argomenti della contestazione vengono sviluppati sulla base degli articoli n° 7 e n° 52 del CTRM (il regolamento del marchio comunitario). Per completezza, li riportiamo qui per intero:
Articolo 7 del CTRM
a)i segni non conformi all’articolo 4;
b)i marchi privi di carattere distintivo;
c)i marchi composti esclusivamente da segni o indicazioni che in commercio possono servire per designare la specie, la qualità, la quantità, la destinazione, il valore, la provenienza geografica, ovvero l’epoca di fabbricazione del prodotto o di prestazione del servizio, o altre caratteristiche del prodotto o servizio;
d)i marchi composti esclusivamente da segni o indicazioni che siano divenuti di uso comune nel linguaggio corrente o nelle consuetudini leali e costanti del commercio;
e)i segni costituiti esclusivamente:
k) i marchi che contengono o consistono in una denominazione d’origine o un’indicazione geografica registrata conformemente al regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari (6), corrispondente a una delle situazioni di cui all’articolo 13 del suddetto regolamento e concernente lo stesso tipo di prodotto, purché la domanda di registrazione del marchio sia presentata successivamente alla data di presentazione alla Commissione della domanda di registrazione della denominazione d’origine o dell’indicazione geografica.
Articolo 52 del CTRM
Mettendo da parte i formalismi, la Optimum Mark contesta che la rappresentazione grafica – ancorché risultasse accompagnata da una descrizione – costituisse una “semplice giustapposizione di due o più colori designati in modo astratto e senza contorni”; rappresentazione che, pertanto, non sarebbe stata in grado di determinare l’oggetto della tutela conferita dal titolo. In effetti l’indicazione della proporzione approssimativa “50%-50%” non è precisa; ad esempio le combinazioni 49%-51%, 53%-47% sarebbero tutte valide. Per di più, la descrizione permette organizzare i colori in tanti modi diversi: strisce, cerchi, rettangoli etc. Il numero illimitato di forme sottese dalla descrizione impediscono ad un consumatore mediamente informato di vivere con ripetitività la stessa esperienza di acquisto (se compra qualcosa con una confezione a strisce grandi non si aspetta di trovare lo stesso oggetto con un confezionamento basato su cerchi piccoli).
Il Giudice Europeo, nel pronunciarsi sulle decisioni impugnate con sentenza del 30/11/2017, statuiva che per costituire un valido marchio i colori o le combinazioni di colori devono rispondere ai requisiti di cui all’art. 4 del regolamento n. 207/2009 e pertanto non può costituire un valido marchio la mera giustapposizione di due o più colori senza forma né contorno in quanto – si legge al punto 47 della sentenza – non sarebbero rispettati i criteri di precisione e di costanza.
Una rappresentazione siffatta, non consentirebbe, invero, al consumatore di percepire e di memorizzare una combinazione particolare che egli potrebbe utilizzare per reiterare, con certezza, un’esperienza di acquisto così come essa non consentirebbe alle autorità competenti e agli operatori economici di conoscere la portata dei diritti tutelati dal titolare del marchio.
Inoltre, neppure le descrizioni che accompagnavano la rappresentazione grafica dei marchi controversi apportavano precisazioni ulteriori circa la disposizione sistematica dei colori ma, anzi, l’utilizzo di termini quali “circa” e “giustapposti” contribuivano a rafforzare il carattere impreciso della rappresentazione stessa oltre che accrescere il convincimento che una tutela di tali marchi avrebbe dato luogo a numerose combinazioni diverse che di certo non avrebbero consentito al consumatore di percepire e memorizzare una combinazione particolare.
Il Giudice – pertanto – respingeva il ricorso promosso dalla Red Bull GmbH ed accoglieva le decisioni della Commissione di Ricorso, statuendo che, quest’ultima, era giunta correttamente alla conclusione secondo cui la rappresentazione grafica dei marchi controversi -ancorché accompagna da una descrizione che forniva unicamente le proporzioni dei due colori- non poteva essere ritenuta sufficientemente precisa e costante. In sostanza, tali segni, come rappresentati e descritti, non avrebbero potuto costituire un valido marchio la cui funzione principale, lo ricordiamo, è proprio quella di indicare l’origine di un prodotto/servizio.
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 Articolo 52
 sentenza 

Articolo 7

Articolo 52
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