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Regolamento Didattico di Corso di Studio SCIENZE PSICOLOGICHE APPLICATE - PDF
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1 Regolamento Didattico di Corso di Studio SCIENZE PSICOLOGICHE APPLICATE CLASSE L-24 DELLE LAUREE IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE ARTICOLO 1 Definizione del corso Il presente Regolamento, in linea con il Regolamento Didattico di Ateneo (RDA) ed il Regolamento di Facoltà (RDF), disciplina l organizzazione didattica del Corso di studio in SCIENZE PSICOLOGICHE APPLICATE per quanto non definito dai predetti Regolamenti. Il Corso di studio in SCIENZE PSICOLOGICHE APPLICATE afferisce alla classe L-24 delle lauree in SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE di cui al D.M. 16 marzo 2007, G.U. n. 155 del suppl. ordinario n Il Corso di laurea in SCIENZE PSICOLOGICHE APPLICATE è attivato nella Facoltà di Psicologia. L ordinamento didattico del Corso di studio con gli obiettivi formativi specifici e il quadro generale delle attività formative, redatto secondo lo schema della banca dati ministeriale, è riportato nell Allegato 1 che forma parte integrante del presente Regolamento. ARTICOLO 2 Obiettivi formativi specifici L intervento del professionista che opera nel campo delle discipline psicologiche è richiesto in ambiti sempre più diversificati tra loro. Si rende pertanto necessario strutturare dei percorsi formativi che offrano a coloro che li intraprendono, già a partire dalla preparazione di base, l acquisizione di competenze che siano, allo stesso tempo, sufficientemente ampie da consentire l inserimento in una gamma di settori operativi e abbastanza specifiche da individuare un ambito di applicazione particolare. L esigenza è, infatti, quella di offrire una formazione che non sia generica, senza essere decisamente specialistica. Il Corso di Laurea in Scienze Psicologiche Applicate mira a far acquisire una conoscenza approfondita, sistematica e aggiornata dei diversi settori di base concernenti le conoscenze dei processi psicologici, psicobiologici, cognitivi, emozionali, sociali e le adeguate competenze sui metodi di ricerca sperimentale e clinica in ambito neuropsicologico nonché le nozioni di base sulle metodiche di diagnosi e di intervento riabilitativo rilevanti per i disturbi cognitivi ed affettivi.
2 Tende altresì a fornire la conoscenza dei metodi e delle procedure dell'indagine scientifica psicologica ed a dare la preparazione sulle competenze teorico-operative e applicative nell'ambito dello studio del comportamento umano. Grazie a questa formazione, il laureato potrà unificare e integrare le conoscenze e le competenze concernenti la psicologia generale e sperimentale, la psicologia dinamica, le scienze cognitive e le basi neurobiologiche del comportamento, la psicologia dello sviluppo, la psicologia clinica, la psicologia sociale e quella del lavoro. Sarà inoltre in grado di valutare le funzioni dinamiche, le abilità cognitive, relazionali e comportamentali dell uomo nell intero arco di vita e sviluppare competenze su metodi e strumenti di diagnosi e di intervento riabilitativo rilevanti per i disturbi cognitivi ed affettivi e relazionali. Potrà effettuare la raccolta e la elaborazione dei dati relativi ai processi dinamici, cognitivi, affettivi, relazionali e comportamentali nelle diverse situazioni umane, ambientali e lavorative. Il Corso di Laurea si propone come scopo principale quello di fornire conoscenze e capacità di base e indispensabili per l accesso a livelli superiori di formazione specialistica. Tuttavia, la Laurea in Scienze Psicologiche Applicate prepara anche ad attività professionali che possono essere svolte in autonomia dallo Psicologo junior. Per questo scopo, il laureato in Scienze Psicologiche Applicate avrà acquisito capacità specifiche concernenti le modalità di indagine sui processi psichici nelle diverse condizioni, sarà in grado di realizzare interventi volti al miglioramento dei processi di apprendimento, di comunicazione, di cura della salute, anche in integrazione alle èquipes medicopsicologiche dei servizi della salute mentale e della riabilitazione. Al termine del percorso formativo i laureati in Scienze Psicologiche Applicate dovranno avere conseguito idonee conoscenze, nonché capacità di comprensione di analisi e di orientamento in relazione ai fondamenti teorici e metodologici inerenti i diversi settori di base e caratterizzanti della psicologia. I laureati in Scienze Psicologiche Applicate saranno inoltre in grado di integrare le conoscenze di base della psicologia con nozioni di scienze cognitive, psicobiologiche e neuropsicologiche; avranno acquisito competenze sui metodi di indagine scientifica e sulle metodologie applicative di interventi sulla persona, come anche adeguate conoscenze in ambiti disciplinari affini e integrativi che consentano loro di integrare il sapere psicologico in un contesto di conoscenze più ampio. Possiederanno quindi conoscenze utili per la prosecuzione della formazione in ambito universitario. L acquisizione di tali conoscenze e competenze viene sviluppata attraverso metodologie didattiche integrate: alle lezioni frontali ed all'uso dei libri di testo saranno pertanto affiancati seminari ed attività laboratoriali che consentano spazi di discussione e confronto. La verifica delle conoscenze e della capacità di comprensione acquisite saranno verificate tramite gli esami di profitto relativi ad ogni insegnamento del Corso di laurea, nonché tramite eventuali prove in itinere e tramite la approvazione delle attività seminariali e laboratoriali. ARTICOLO 3 Sbocchi occupazionali e professionali previste per i laureati
3 1. La prosecuzione degli studi nelle lauree magistrali della Classe LM-51 è da considerarsi obbligatoria per esercitare la professione di psicologo ai sensi della L. 56/1989. Il Corso di studi in Scienze Psicologiche Applicate è soprattutto rivolto al proseguimento degli studi nella laurea magistrale della suddetta classe, l acquisizione del titolo consente comunque al laureato in Scienze Psicologiche Applicate che non intenda proseguire negli studi superiori, previa iscrizione alla sezione B dell Albo Professionale degli Psicologi, di svolgere la professione di Dottore in tecniche psicologiche con funzioni di informazione, formazione, tutorato, relazione di aiuto, lavoro di rete, nei contesti sociali, organizzativi e del lavoro e nei servizi alla persona e alla comunità previsti presso i Servizi territoriali, le Strutture socio-educative, le Strutture di riabilitazione e recupero delle Aziende pubbliche e private. Sono prevedibili collocazioni lavorative con rapporto di dipendenza o libero professionale negli ambiti ricordati. ARTICOLO 4 Durata del Corso di Studio 1. La durata normale del Corso di Studio è di tre anni. In ciascun anno del Corso di Studio è mediamente prevista l acquisizione da parte dello studente a tempo pieno di 60 crediti. 2. Per conseguire la Laurea, lo studente deve aver acquisito 180 crediti.
4 ARTICOLO 5 Consiglio Didattico di Corso di Studio 1. Il Corso di Studio è retto dal Consiglio di Corso di Studio costituito da tutti i docenti del corso compreso i docenti con supplenza o incarico o contratto, e da un Consiglio di Area didattica (CAD) costituito da una rappresentanza di Professori di I Fascia, Professori di II fascia, Ricercatori e studenti, dal Coordinatore delle attività di Tirocinio ed, eventualmente, da altre figure, in base a quanto stabilito dal Regolamento didattico di Facoltà. 2. Il Consiglio di Corso di Studio è presieduto dal Presidente, eletto tra i Professori di ruolo che ne fanno parte. Il Presidente ha la responsabilità del funzionamento del Consiglio di Corso di Studio, ne convoca le riunioni ordinarie e straordinarie e relaziona nella Facoltà sulle attività didattiche e tutoriali svolte all interno del Corso. Composizione e durata del Consiglio di Corso di Studio e modalità di elezione del Presidente sono stabilite con Regolamento di Facoltà. 3. Il CAD svolge i seguenti compiti: a) propone le modifiche del Regolamento Didattico del Corso di Studi; b) formula gli obiettivi formativi specifici del Corso, indica i percorsi formativi adeguati a conseguirli e assicura la coerenza didattica ed organizzativa dei vari curricula proposti dall Ordinamento; c) propone i requisiti di ammissione ai Corsi di Studio e, ove necessario, ne stabilisce le modalità di verifica; d) progetta eventuali attività formative propedeutiche ed integrative finalizzate al relativo recupero, ai sensi dell art. 10; e) cura lo svolgimento delle attività didattiche e tutoriali fissate dal Regolamento; verifica e sovrintende all attività didattica programmata, segnalando al Preside eventuali inadempienze da parte del personale docente; f) predispone, con la collaborazione dei Dipartimenti, la fruizione da parte degli studenti degli strumenti didattici essenziali per lo svolgimento di determinate attività formative previste dall Ordinamento; g) studia nelle forme adeguate un equilibrata gestione dell attività didattica, in particolare con un attento controllo della regolamentazione degli orari e della fruizione delle strutture, per evitare dannose sovrapposizioni delle lezioni e delle altre attività formative; h) esamina ed approva nei termini indicati dall Amministrazione i piani di studio proposti dagli studenti entro le normative degli Ordinamenti didattici;
5 i) esamina ed approva nei termini indicati dall Amministrazione le pratiche di trasferimento degli studenti, la regolamentazione della mobilità studentesca ed il riconoscimento degli studi compiuti all estero (art. 20, Regolamento di Ateneo); j) valuta nei termini indicati dall Amministrazione le domande di iscrizione ad anni di corso successivi al primo (art. 28, co. 4, Regolamento di Facoltà); k) cura la corrispondenza tra la durata legale e quella reale degli studi, assicurando attraverso adeguate attività tutoriali, la risposta degli studenti all offerta didattica e controllando l entità del lavoro di apprendimento a carico dello studente in relazione alle finalità formative previste dall Ordinamento; l) verifica i crediti acquisiti dagli studenti al fine di valutarne la non obsolescenza dei contenuti conoscitivi; m) valuta nei termini indicati dall Amministrazione le domande di iscrizione agli anni successivi al primo in conformità con quanto stabilito dal Regolamento didattico d Ateneo. n) determina la modalità dell eventuale riconoscimento di crediti formativi universitari per attività formative non direttamente dipendenti dall Università. 4. Il Presidente del CAD indice almeno una volta per anno con tutti gli Afferenti (Consiglio di Corso di Studio) una riunione per la programmazione didattica ed una per la valutazione dei risultati degli esami e delle altre prove di verifica e, nel complesso, della produttività e qualità della didattica, allo scopo di progettare eventuali interventi di recupero e di assistenza didattica nelle forme previste dal Regolamento di Facoltà. 5. Il Consiglio di Corso di Studio, nell ambito della programmazione didattica, comunica al Consiglio di Facoltà gli insegnamenti vacanti ai fini della pubblicazione dei bandi per la loro copertura da parte di docenti universitari o mediante contratti. Il Consiglio di Corso di Studio propone i docenti per la titolarietà degli insegnamenti del Corso di Laurea sulla base del SSD o di settore affine. I criteri di assegnazione dell insegnamento annuale tengono conto del curriculum studiorum, della produzione scientifica e dell esperienza didattica e professionale dei candidati; l assunzione dell incarico di insegnamento obbliga il docente all osservanza dei compiti didattici, secondo le modalità proprie della formazione universitaria. 6. Le disposizioni degli Ordinamenti didattici dei Corsi di Studio concernenti la coerenza tra crediti assegnati alle attività formative e gli specifici obiettivi formativi programmati, sono deliberate dai Consigli di Facoltà, acquisito entro il termine imprescindibile di trenta giorni, il parere favorevole delle Commissioni didattiche di vigilanza. Qualora il parere non sia favorevole, la deliberazione è rimessa al Senato Accademico (art.12, co. 3, Regolamento Generale sull Autonomia).
6 7. In base ad apposite convenzioni tra Università, proposte dai Consigli didattici dei Corsi di Studio, ratificate dai Consigli di Facoltà ed approvate dal Senato accademico, i Corsi di Studio possono prevedere accordi con Corsi di Studio attivati presso altri Atenei per il riconoscimento di crediti universitari ivi acquisiti dagli studenti, allo scopo di realizzare percorsi formativi integrativi. ARTICOLO 6 Requisiti di ammissione 1. Per essere ammessi al Corso di Studio occorre essere in possesso di un Diploma di Scuola Secondaria Superiore o di altro titolo di studio conseguito all estero, riconosciuto idoneo ai sensi delle Leggi vigenti. 2. E richiesta una adeguata preparazione, in particolare, nelle seguenti aree: a) lingua italiana: buona padronanza, sotto il profilo della correttezza, della comprensione e della espressione; b) biologia, chimica, fisica e matematica: conoscenze di base; c) lingua inglese: conoscenze che consentano la comprensione di un testo di tipo scolastico o di divulgazione scientifica; d) cultura generale: padronanza dei riferimenti all'attualità storico-politica, elementi di pensiero filosofico, elementi di pensiero economico. 3. Tali conoscenze e abilità sono accertate mediante una specifica prova di accesso predisposta sotto la supervisione di una commissione esaminatrice nominata dal Consiglio di Facoltà. 4. Annualmente, il bando di ammissione specifica il livello minimo di conoscenze e abilità richieste per l accesso al Corso di studio nonché i criteri per la formulazione della graduatoria di merito e l attribuzione degli obblighi formativi aggiuntivi. 5. L ammissione al Corso di studio con una votazione nella prova di accesso inferiore a quella minima prefissata dà luogo ad un debito formativo. 6. Allo scopo di favorire l assolvimento del debito formativo, i Consigli di Corso di Studio possono prevedere internamente al Corso di Laurea l istituzione di attività formative propedeutiche. Tali attività propedeutiche possono essere svolte in determinati periodo dell anno favorevoli al tipo di impegno dello studente. Attività propedeutiche ed attività formative integrative previste dall Ordinamento didattico, sempre allo scopo dell assolvimento del debito formativo, possono essere anche svolte da Docenti di prima e
7 di seconda fascia o da Ricercatori sulla base anche di un ampliamento dell impegno didattico e tutoriale, nelle forme previste dai Regolamenti per l incentivazione dei Docenti. 7. Se la verifica dell assolvimento del debito formativo, nelle forme previste dal Regolamento del Corso di Laurea, non è positiva, il Consiglio didattico può proporre all approvazione del Consiglio di Facoltà l indicazione di specifici obblighi formativi da soddisfare comunque entro il primo anno di corso. ARTICOLO 7 Crediti formativi universitari 1. L unità di misura del lavoro richiesto allo studente per l espletamento di ogni attività formativa prescritta dagli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio per conseguire un titolo di studio universitario costituisce il credito formativo universitario. 2. Al credito formativo universitario, di seguito denominato credito, corrispondono, a norma dei Decreti ministeriali (art. 5, co.1, DM n. 509/99), 25 ore di lavoro per studente, comprensive di ore di lezione, di esercitazione, di laboratorio, di seminario e di altre attività formative richieste dagli Ordinamenti didattici, oltre le ore di studio e comunque di impegno personale necessarie per completare la formazione per il superamento dell esame oppure per realizzare le attività formative non direttamente subordinate alla didattica universitaria (tesi, progetti, esperienze pratiche, competenza linguistica e informatica, ecc.). Ai sensi dell art. 5 comma 1 del Regolamento Generale sull Autonomia, eventuali variazioni in aumento o in diminuzione delle predette ore per singole classi, entro il limite del 20 per cento, sono possibili, su richiesta delle Facoltà, esclusivamente in seguito a Decreto Ministeriale. 3. Ai sensi dell art. 5, comma 2 del Regolamento Generale sull Autonomia, la quantità di lavoro medio svolto in un anno da uno studente impegnato a tempo pieno negli studi universitari è fissata in 60 crediti. 4. Per ogni tipologia di attività didattica, la frazione dell impegno orario che deve rimanere riservata allo studio e alla rielaborazione personale nelle diverse attività formative è determinata dal presente regolamento ed è definita secondo il seguente schema: a) Per attività formative di base, caratterizzanti, e affini o integrative varia tra il 60% e il 70% dell impegno orario complessivo, secondo la tabella sotto riportata in base alle diverse attività.
8 b) Per le attività altre di cui all art. 10, co. 5, lettera f del DM 270/04il tempo riservato allo studio individuale è pari al 20% dell impegno orario complessivo, per cui un credito equivale a 16 ore di dette attività. c) Per le attività professionalizzanti il tempo riservato allo studio personale non è previsto, per cui un credito equivale a 25 ore di dette attività. d) MODALITÀ DI INSEGNAMENTO (1 CFU = 25 ore) Lezioni frontali (ADF) Attività di Laboratorio o attività assistite equivalenti TEMPO DEDICATO ALLA FREQUENZA DELLE ATTIVITÀ FORMATIVE 8 ore/cfu 32% dell impegno orario complessivo 10 ore /CFU 40% dell impegno orario complessivo TEMPO RISERVATO ALLO STUDIO PERSONALE 17 ore/cfu 68% dell impegno orario complessivo 15 ore /CFU 60% dell impegno orario complessivo Altre attività o esperienze applicative Esperienze pratiche guidate (EPG) 16 ore/cfu 9 ore /CFU 64% 36% dell impegno orario complessivo dell impegno orario complessivo 25 ore/cfu nessuno 1. I crediti previsti per gli esami di profitto o per le prove di idoneità sono acquisiti dallo studente a seguito di superamento della prova di verifica. 2. I crediti previsti per le Attività Pratiche Guidate sono acquisiti dallo studente a seguito della verifica della frequenza di tali attività. 3. I crediti acquisiti a seguito di esami sostenuti con esito positivo per insegnamenti aggiuntivi rispetto a quelli conteggiabili ai fini del completamento del percorso che porta al titolo di studio, rimangono registrati nella carriera dello studente e possono dare luogo a successivi riconoscimenti ai sensi della normativa in vigore. Le valutazioni ottenute non rientrano nel computo della media dei voti degli esami di profitto. 4. L iscrizione al successivo anno di corso è consentita agli studenti indipendentemente dal tipo di esami sostenuti e dal numero di crediti acquisiti, ferma restando la possibilità per lo studente di iscriversi come studente ripetente.
9 ARTICOLO 8 Obsolescenza dei crediti formativi 1. I crediti formativi di norma non sono più utilizzabili se acquisiti da più di dieci anni solari. Il CAD può comunque, su domanda dello studente e sentito il parere della Commissione paritetica, verificarne la non obsolescenza. 2. Nei casi in cui sia difficile il riconoscimento del credito o la verifica della sua non obsolescenza, il Consiglio di Corso o il Consiglio di Area Didattica, previa approvazione della Commissione Didattica Paritetica di Facoltà, può disporre un esame integrativo, anche interdisciplinare, per la determinazione dei crediti da riconoscere allo studente.. 3. Il Consiglio di Area Didattica, in conformità a quanto stabilito dal Regolamento didattico di Ateneo, può prevedere forme di verifica periodica dei crediti acquisiti, al fine di valutarne la non obsolescenza dei contenuti conoscitivi, e il numero minimo di crediti da acquisire da parte dello studente in tempi determinati, diversificato per studenti impegnati a tempo pieno negli studi universitari o contestualmente impegnati in attività lavorative ARTICOLO 9 Tipologia ed obiettivi delle attività formative 1. Per attività formativa s intende ogni attività organizzata o prevista dalle Università al fine di assicurare la formazione culturale e professionale degli studenti, con riferimento, tra l altro, ai corsi di insegnamento, ai seminari, alle esercitazioni pratiche o di laboratorio, alle attività didattiche a piccoli gruppi, al tutorato, all orientamento, ai tirocini, ai progetti, alle tesi, alle attività di studio individuale e di auto apprendimento. 2. Le attività formative implementate nell ambito del Corso di Laurea sono raggruppate nelle seguenti tipologie: a. Attività formative di base: forniscono le conoscenze fondamentali per la realizzazione degli obiettivi formativi del Corso di Laurea. b. Attività formative caratterizzanti: forniscono opportunità di approfondimento di conoscenze determinanti per la realizzazione degli obiettivi formativi del Corso di Laurea. c. Attività formative affini o integrative: forniscono conoscenze in ambiti disciplinari limitrofi ovvero in tematiche connesse con quelle affrontate dagli insegnamenti caratterizzanti, anche con riguardo a alle culture di contesto e alla formazione interdisciplinare.
10 d. Attività formative a scelta dello studente: consentono di acquisire ulteriori conoscenze legate ad interessi specifici dello studente, purché coerenti con il suo progetto formativo. e. Attività formative per la conoscenza della lingua straniera e per la prova finale: preparano lo studente alla verifica della conoscenza di una lingua straniera ed alla prova finale per il conseguimento del titolo di studio. f. Altre attività formative: sono volte a far acquisire tutte quelle conoscenze (informatiche, telematiche, relazionali, operative) utili per orientare le scelte professionali e per consentire un maggiore inserimento nel mondo del lavoro. In particolare, le altre attività formative comprendono le attività esperenziali pratiche guidate e di orientamento alla professione, ulteriori conoscenze anche linguistiche, abilità informatiche e relazionali nonché altre attività formative volte ad agevolare le scelte professionali compreso la frequenza di corsi e/o il superamento dei relativi esami, non compresi nel piano di studi dello studente. ARTICOLO 10 Tipologie delle forme didattiche adottate 1. Le tipologie didattiche offerte agli studenti per raggiungere gli obiettivi formativi previste dai Corsi di studio sono diverse e sono di seguito elencate: a. Attività Didattica Formale (ADF) corrispondente alle lezioni frontali b. Attività Didattica Opzionale (ADO) corrispondente alle attività a scelta dello studente c. Attività tutoriale nella pratica professionalizzante d. Attività tutoriale nelle pratica di Laboratorio e. Apprendimento autonomo (studio personale) f. Altre Attività Formative (AAF) (attività seminariali) ARTICOLO 11 Tipologia ed articolazione degli insegnamenti e delle altre attività formative 2. La formazione comprende 180 crediti comprensivi di attività didattica formale, di attività didattica pratiche di orientamento professionale e di attività didattica opzionale (ADO); una quota di crediti è riservata ad altre attività formative nonché allo studio personale. 3. Gli insegnamenti dei corsi possono essere articolati in moduli anche di diversa durata e con attribuzione di diverso peso nell assegnazione dei crediti formativi universitari
11 corrispondenti. L articolazione in moduli dovrà essere proposta nella programmazione dell attività didattica di ogni anno accademico 4. Oltre ai corsi di insegnamento ufficiali, di varia durata, che terminano con il superamento delle relative prove di esame, può essere prevista l attivazione di: corsi di sostegno, seminari, esercitazioni in laboratorio e/o in biblioteca, esercitazioni di pratica informatica e altre tipologie di insegnamento, ritenute adeguate al conseguimento degli obiettivi formativi del Corso. Per ciascuna di tali tipologie di insegnamento dovranno essere indicati: a. l afferenza ad un settore scientifico-disciplinare o ad un ambito disciplinare definito; b. l assegnazione articolata di un adeguato quantitativo di crediti formativi universitari; c. il tipo di verifica del profitto che consente nei vari casi il conseguimento dei relativi crediti. 5. I corsi di insegnamento di qualsiasi tipologia e durata potranno essere monodisciplinari o integrati (ossia intercattedra), ed essere affidati, in questo secondo caso, alla collaborazione di più Docenti. 6. I corsi di insegnamento potranno prevedere forme di insegnamento a distanza, le cui modalità di espletamento verranno di volta in volta approvate dal CAD. 7. Uno o più insegnamenti possono essere mutuati da altre Facoltà. L approvazione compete al Consiglio di Facoltà, previo assenso della Facoltà dalla quale l insegnamento è mutuato e sentito il parere del docente dell insegnamento medesimo. 8. Per essere ammesso a sostenere la prova finale, lo studente deve aver acquisito complessivamente 12 crediti frequentando attività formative a scelta (ADO) a. entro un ventaglio di proposte offerte annualmente dal Consiglio di Corso e sottoposte dallo studente all approvazione del Consiglio stesso; b. scegliendo Corsi di insegnamento attivi nell Ateneo, anche appartenenti a curricula diversi da quello a cui lo studente è iscritto o appartenenti a Facoltà diverse da Psicologia, purché dello stesso livello del corso frequentato. Il tipo di accertamento e il numero di CFU sono quelli previsti dall insegnamento medesimo. 9. Le attività ADO proposte dal Consiglio di Corso di studio offerte annualmente possono corrispondere a diverse tipologie:
12 o Corsi monotematici. Consistenti in corsi a contenuto monografico svolti dai docenti interni e/o esterni a completamento o integrazione dell insegnamento principale o su tematiche di interesse applicativo inerenti il corso. Prevedono un esame finale da sostenere contestualmente o dopo l esame relativo all insegnamento principale con un unica prova nell anno accademico di riferimento (ovvero non rimandabile ad anno successivo) e con indicazione del relativo SSD. Giornate di Seminari/convegni. Consistono in iniziative di studio presentate al CAD e approvate. Prevedono un esame finale da sostenere contestualmente ovvero con un unica prova nell anno accademico di riferimento (non rimandabile ad anno successivo). 10. I crediti vengono acquisiti previo superamento di una verifica del profitto. La frequenza delle ADO è obbligatoria e non può essere inferiore al 75% delle ore totali previste. Il mancato raggiungimento di tale livello di frequenza comporta la non ammissione alla verifica di profitto e all acquisizione dei crediti relativi. 11. Le proposte di ADO sono presentate al CAD da docenti e/o gruppi di docenti. Il CAD le valuta e, se approvate, ne cura l organizzazione e il corretto svolgimento, evitando per quanto possibile sovrapposizioni con le attività curriculari. Per quanto riguarda i Corsi di insegnamento extra curriculari, questi sono proposti dagli studenti al CAD, che ne valuta la pertinenza e la coerenza con gli obiettivi formativi specifici. 12. L elenco completo degli insegnamenti opzionali e dei minicorsi attivati dalla Facoltà per l anno accademico in corso viene comunicato in tempo utile mediante avvisi in bacheca e sul sito della Facoltà. 13. Altre eventuali attività potranno essere proposte dallo studente per la certificazione in crediti: il CAD approva le proposte. Possono essere riconoscibili le seguenti attività formative: a. frequenza di corsi, seminari, laboratori, o in genere delle attività didattiche e scientifiche universitarie, nel Corso di Studio, in Facoltà, nell Università dell Aquila o in altra Università, in Italia e all estero; b. frequenza di corsi, collaborazioni con agenzie e centri di studio, accademie, biblioteche, archivi, musei, finalizzata alla realizzazione di progetti formativi, di ricerca, in Italia o all estero; partecipazione a congressi, convegni, seminari di livello nazionale o internazionale; effettuazione di viaggi ed esperienze di studio; c. comprovata produzione scientifica concernente aree disciplinari caratterizzanti il Corso di Studio, le sue finalità e i suoi obiettivi formativi;
13 d. partecipazione a gruppi di studio, o ad affini iniziative ed esperienze fra didattica e ricerca, organizzate e coordinate da docenti o gruppi di docenti nell ambito del Corso di Studio; e. esperienze in agenzie ed enti di formazione, pubblici e privati, in qualità di formatore, progettista di formazione ecc.; o in questo ruolo, o affini, all interno di organizzazioni, aziende, pubbliche, private, del privato sociale, di volontariato. Possono inoltre essere riconoscibili i crediti acquisiti a seguito di esami sostenuti con esito positivo per insegnamenti aggiuntivi rispetto a quelli conteggiabili ai fini del completamento del percorso che porta al titolo di studio. Le valutazioni ottenute non rientrano nel computo della media dei voti degli esami di profitto. 14. Dopo specifica valutazione della qualità e pertinenza delle altre attività formative proposte dallo studente il CAD si riserva di valutare ed eventualmente approvare le richieste in merito attribuendo a ciascuna di esse il valore espresso in crediti ARTICOLO 12 Esperienze Pratiche Guidate (EPG) 1. Le attività di Esperienze Pratiche Guidate (EPG) sono volte alla maturazione di specifiche capacità professionali mediante attività pratiche che devono garantire una adeguata preparazione teorica ed un congruo addestramento professionale. 2. La durata delle attività EPG è di 25 ore per ogni credito. 3. L attività EPG deve esclusivamente svolgersi sotto la responsabilità di un Tutor e deve mirare a mettere progressivamente lo studente in grado di acquisire le abilità e le attitudini necessarie al raggiungimento di una autonomia professionale, decisionale e operativa adeguata allo svolgimento dell attività di Psicologo. 4. E possibile il cumulo delle ore di APG tutte al III anno 5. Gli studenti sono tenuti a svolgere integralmente il monte ore previsto dal proprio piano di studi per le APG. 6. Le modalità di svolgimento del tirocinio post-laurea è disciplinato da un apposito regolamento di Facoltà. ARTICOLO 13 Semestri 1. Il calendario degli insegnamenti impartiti nel Corso è articolato in semestri. 2. Le date di inizio e fine dei semestri sono fissate annualmente dal Consiglio di Facoltà.
Regolamento Didattico di Corso di Studio PSICOLOGIA APPLICATA, CLINICA E DELLA SALUTE CLASSE LM-51 DELLE LAUREE MAGISTRALI IN PSICOLOGIA ARTICOLO 1 Istituzione Il presente Regolamento, in armonia con il

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