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Timestamp: 2019-07-20 00:00:43+00:00

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Cassazione Civile - sentenza n. 17421/2019
Danno da contagio postrasfusionale
Danno da contagio postrasfusionale: l'inizio della decorrenza della prescrizione
In tema di risarcimento del danno alla salute causata da emotrasfusione con sangue infetto, ed ai fini della individuazione dell’exordium praescriptionis, una volta dimostrata dalla vittima la data di pre-sentazione della domanda amministrativa di erogazione dell'indennizzo previsto dalla legge n. 210/1992, spetta alla controparte dimostrare, anche per presunzioni semplici, che già prima di quella data il danneggiato conosceva o poteva conoscere, con l'ordinaria diligenza, sia l'esistenza della ma-lattia sia la sua riconducibilità causale alla trasfusione.
Cassazione Civile - ordinanza n. 16892/2019
Il mancato consenso informato è un danno autonomo rispetto al danno al paziente
Doppio risarcimento per chi subisce un danno da responsabilità medica e in più non ha avuto un corretto consenso informato. Questo perché nei giudizi di responsabilità medica, la mancata acquisizione del consenso e l'errore nell'intervento medico costituiscono due prestazioni ben distinte, che non possono essere considerate complessivamente.
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Cassazione civile - ordinanza n. 15867/2019
Trasfusione indifferibile salvavita
Medici e strutture sanitarie assolte anche se il sangue era infetto
Secondo la Cassazione, che ha confermato la sentenza della Corte d'Appello, il nesso di causalità tra i due eventi non è sufficiente a determinare la responsabilità di chi ha disposto il trattamento.
Corte di Cassazione - I sezione Civile - ordinanza n. 12998/2019
Anche se in grado di intendere e di volere, il paziente può scegliere di nominare l’amministratore di sostegno al quale delegare le decisioni sulle sue cure future
L’amministratore di sostegno può essere nominato anche quando il soggetto che lo nomina è pienamente in grado di intendere e di volere, ma sa che per motivi di salute potrebbe non esserlo sempre. E a costui possono essere fin da subito delegati compiti di scelta sull’accettazione o il rifiuto delle eventuali cure salvavita da mettere in atto. A deciderlo è la Cassazione che, con l’ordinanza 12998/2019, ha respinto le sentenze del Tribunale prima e della Corte d’appello poi secondo cui la persona pienamente in grado di esprimersi non avrebbe potuto delegare qualcuno a decidere per lui.
Corte di Cassazione - II sezione Civile - sentenza n. 10424/2019
Diagnosi fuori tempo, risarcire lesione autodeterminazione su ‘scelte ultime'
La Terza Sezione civile della Cassazione, sentenza n. 10424, ha affermato che la mancata diagnosi in tempo di una malattia mortale priva il paziente del diritto ad operare le sue "scelte ultime", col conseguente diritto di ottenere il risarcimento del danno consistente nella «perdita di un ventaglio di opzioni, con le quali affrontare la prospettiva della fine ormai prossima».
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 8461/2019
Colpa medica per ritardata diagnosi
È configurabile il nesso causale tra il comportamento omissivo del medico e il pregiudizio subito dal paziente qualora, attraverso un criterio necessariamente probabilistico, si ritenga che l'opera del sanitario, se correttamente e prontamente prestata, avrebbe avuto serie e apprezzabili possibilità di evitare il danno verificatosi.
Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 7721/2019
Responsabilità medica: il foro per l'azione di regresso
Tra i vari aspetti che possono venire in rilievo nelle controversie aventi a oggetto delle ipotesi di responsabilità medica, vi sono anche quelli relativi alla competenza territoriale delle azioni di regresso proposte dalle case di cura nei confronti dei medici. La competenza a conoscere delle azioni di regresso nell'ambito dei giudizi di responsabilità medica va affermata sulla base di due criteri: il luogo di adempimento della prestazione pecuniaria alla base della domanda di regresso presso il domicilio dell'attrice; il luogo di insorgenza dell'obbligazione in regresso ai sensi degli artt. 1299, comma 1, e 2055, comma 2, del c.c., da individuare tenendo conto del fatto genetico della responsabilità.
Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 6449/2019
Se manca il consenso informato i medici risarciscono il paziente
Se manca il consenso informato, i sanitari sono tenuti a risarcire il paziente delle conseguenze dannose derivate da un intervento anche se questo è stato correttamente eseguito e tale correttezza è stata accertata in giudizio.
Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 6443/2019
Responsabilità medica: la perdita di chance va quantificata
Con l'ordinanza n. 6443/2019 la Corte di cassazione ha affrontato la questione del risarcimento del danno da perdita di chance del paziente nei giudizi di responsabilità medica, chiarendo che la relativa quantificazione deve essere adeguatamente motivata dal giudice. Nel quantificare il danno da perdita di chance nell'ambito dei giudizi di responsabilità medica è necessario concretizzare in termini numerici le possibilità, prevedendo quantomeno una forbice minima e una forbice massima. E anche se è stato il CTU a non aver concretizzato la perdita di chance, il compito del giudicante è quello di disporre un'integrazione della consulenza al riguardo.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 5487/2019
In materia di responsabilità sanitaria, la consulenza tecnica è percipiente
In materia di responsabilità sanitaria, "la consulenza tecnica è di norma consulenza percipiente" a causa delle conoscenze tecniche specialistiche necessarie, non solo per la comprensione dei fatti, ma per la rilevabilità stessa dei fatti, i quali, anche solo per essere individuati, necessitano di specifiche cognizioni e/o strumentazioni tecniche.
Corte di Cassazione - VI sezione Civile - ordinanza n. 4995/2019
Aveva contratto l’epatite C dopo trasfusioni nel 1983. Anche se il test arriverà solo nel 1988 c’è comunque diritto al risarcimento. Cassazione accoglie ricorso
Il contagio avvenne a seguito di cinque trasfusioni dopo un intervento chirurgico. La Corte d'appello di Brescia, invece, aveva ritenuto non fosse possibile il risarcimento in quanto il test per l'accertamento della presenza del virus dell'epatite C era stato reso disponibile solo nel 1988. Secondo la Cassazione il ministero della Salute era comunque tenuto a controllare che il sangue utilizzato per le trasfusioni o per gli emoderivati fosse esente da virus e che i donatori non presentassero alterazioni delle transaminasi.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 4738/2019
Medico sbaglia prescrizione anticoncezionale. Mantenimento del figlio non voluto a carico assicurazione del sanitario
Un medico di base è stato condannato a risarcire i danni per una nascita indesiderata (116.273 euro) perché ha prescritto un farmaco non adatto alla contraccezione nonostante le richieste della paziente. La Cassazione (sentenza 4738/2019), contrariamente ai giudici di primo e secondo grado, stabilisce che la copertura del danno rientra nel contratto assicurativo del sanitario.
Corte di Cassazione - Sezione III - ordinanza n. 3717/2019
Responsabilità medica: porte aperte alle CTU percipienti
Nei giudizi di responsabilità medica, la consulenza tecnica d'ufficio della quale può avvalersi il giudice è una consulenza cosiddetta percipiente. I fatti da accertare, infatti, necessitano di conoscenze tecniche specifiche e tale circostanza legittima il giudice ad affidare al consulente l'incarico non solo di valutare i fatti accertati (nel qual caso si parlerebbe di consulenza deducente), ma anche di accertare i fatti stessi.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 1058/2019
Borse 1983 - 91, rischio restituzione somme per alcune specialità
Né la chirurgia d'urgenza e di pronto soccorso, né la medicina dello sport, né la medicina legale e delle assicurazioni, né la c.d. "superspecializzazione" in pediatria compaiono formalmente nell'elenco di cui agli artt. 5 e 7 della c.d. Direttiva "Riconoscimento", ovvero la Direttiva 362/75/CEE, né negli artt. 4 e 5 della Direttiva 75/363/CEE.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - sentenza n. 1057/2019
Indennizzo per le borse di studio 1983-1991 è definitivamente stabilito
In tema di diritto al risarcimento del danno, spettante ai medici specializzandi per inadempimento della direttiva n. 82/76/CEE, l'applicazione del solo parametro di cui alla L. 370/1999, art. 11 è di per sé sufficiente a coprire tutta l'area dei pregiudizi causalmente collegabili al tardivo adempimento del legislatore italiano all'obbligo di trasposizione della normativa comunitaria, salva la rigorosa prova, da parte del danneggiato, di circostanze diverse da quelle normali, tempestivamente e analiticamente dedotte in giudizio prima della maturazione delle preclusioni assertive o di merito e di quelle istruttorie.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 1064/2019
Iscrizione ai corsi di specializzazione prima del gennaio 1982 e possibilità di indennizzo
Per coloro che hanno frequentato il corso di specializzazione a cavallo del termine di recepimento della normativa comunitaria, del 31 dicembre 1982, il diritto indennitario spetterà dal 1° gennaio 1983 solo se il corso medesimo risulti iniziato nel 1982 e dunque non ancor prima della emanazione della data di entrata in vigore della direttiva 82 del 1976.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 1066/2019
Specializzandi, il decalogo della Cassazione per i medici in bilico
La corte ha distinto tre categorie di specializzandi: quelli che hanno iniziato la specializzazione prima del 29.01.1982 i quali non hanno diritto ad alcuna remunerazione; quelli che hanno iniziato la specializzazione nel corso dell'anno 1982, i quali hanno diritto alla remunerazione a partire dall’1.01.1983 e quelli che hanno iniziato la specializzazione dopo l’1.01.1983, i quali hanno diritto alla remunerazione per l'intera durata del ricorso.
Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 1062/2019
Cassazione Corte di - III sezione Civile - ordinanza n. 1063/2019
Corte di Cassazione - III sezione Civile - ordinanza n. 1065/2019

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 art. 11