Source: http://www.avvgennarodenatale-salerno.com/2010/
Timestamp: 2018-02-23 20:16:03+00:00

Document:
Avv. Gennaro De Natale - Salerno: 2010
L’Avv. Gennaro De Natale, in giudizio ex art. 86 cpc, dom.to presso il suo studio in Salerno alla Via Ogliara n. 36,
- Che l'istante, in virtù di decreto ingiuntivo n. _________, RG __________, reso il 5/02/2009 dal Giudice di Pace di Salerno, provvisoriamente esecutivo, munito di apposita formula in data 9/2/2009, notificato con pedissequo precetto, rimasto infruttuoso, il 10/02/2009, risulta creditore del Sig. _____________________ della somma di euro 507,21 oltre rivalutazione ed interessi fino alla data dell’effettivo pagamento, oltre alle spese successive al precetto e agli accessori;
- Che il debitore Sig._______________________ risulta essere titolare di conto corrente acceso presso la Banca della ____________, Filiale di Salerno, Via _____________________, nonché di libretti di deposito e valori mobiliari tenuti in custodia presso l'indicato Istituto di Credito;
- Che l'istante intende procedere a pignoramento presso la Banca della _______________, filiale di Salerno, Via ____________________, di tutte le somme da detto terzo dovute e debende in relazione ai rapporti di conto corrente, libretti di deposito, netto ricavo di effetti all'incasso ed allo sconto, nonché valori mobiliari in custodia ed a qualsiasi titolo detenuti dal suddetto Istituto di Credito e, comunque di appartenenza del debitore fino alla concorrenza della somma di €. 2.000,00= (duemila/00), che si ritiene sufficiente in via prudenziale a soddisfare il credito per cui si procede, per capitale, interessi, spese di procedura e successive, salvo conteggi ed esazione; tanto premesso, l'istante,
1) la Banca della _______________, Filiale di Salerno, in persona del direttore lrpt, con sede in Salerno alla Via _______________ n. 22;
2) il Sig. _______________, dom.to in (84100) Salerno alla Via _____________n. 123, a comparire dinanzi al Tribunale di Salerno, all'udienza del GG MM AAAA, locali soliti, ore di rito col prosieguo, quanto al primo perché renda la prescritta dichiarazione ex art. 547 cpc, quanto al secondo perché sia presente alla stessa ed agli atti successivi.
Invita altresì la Banca della ____________, Filiale di Salerno, Via _______________ n. xx, in persona del direttore lrpt, a comunicare la dichiarazione di cui all’art. 547 entro 10 giorni a mezzo raccomandata al creditore procedente.
Salerno, ______________
Richiesto come in atti, io sottoscritto Ufficiale Giudiziario, addetto all'UNEP della Corte d'Appello di Salerno, visto il titolo esecutivo di cui in premessa, visto l'atto di precetto recante intimazione di pagamento della somma di euro 507,21 oltre accessori, notificato al debitore in data 10/02/2009,
in virtù del titolo richiamato, tutte le somme presenti e future, dovute o detenute a qualsiasi titolo, ragione o causa in conseguenza dei rapporti di conto corrente o libretti di deposito, netto ricavo di effetti all'incasso ed allo sconto, nonché valori mobiliari in custodia ed a qualsiasi titolo detenuti dallo stesso e di appartenenza del Sig. _________________ fino alla concorrenza di €. 2.000,00= che mi viene indicata dall'istante come sufficiente a soddisfare il credito per il quale attualmente si procede, oltre interessi, spese, diritti ed onorari del presente procedimento e successive occorrende, ed a tal fine
ex art. 492 cpc al Sig. _________________ di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito sopra indicato le somme pignorate col presente atto e, contemporaneamente,
al terzo pignorato, Banca della __________, Filiale di Salerno, Via ______________ n. xx, in persona del direttore lrpt, di non disporre, senza ordine del Giudice, sin dalla data di notifica del presente atto, delle somme a qualunque titolo detenute ed assoggettate a pignoramento.
1) Banca della _______________, Filiale di Salerno, Via __________________ n. xx, in persona del direttore lrpt;
2) Sig. ___________________, dom.to in (84100) Salerno alla Via ______________ n. 123
Pubblicato da Gennaro De Natale a 11/14/2010 08:01:00 PM
RICORSO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO PER DENUNCIARE L'IMPOSSIBILITA' DI ACCELERARE UN PROCESSO IN ITALIA
presso il Consiglio d'Europa
STRASBURGO - 67075- FRANCIA
Ricorso ex art. 34 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo PRIMA
dell’esperimento della procedura nazionale di cui alla legge Pinto n.89/2001,
Giulio Cesare (codice fiscale AAA BBB CC45VV L581B) nato a Salerno il 10 agosto 1925, cittadino italiano, (sesso maschile), ingegnere, residente in Italia, (84100) Salerno, Piazzetta Garibaldi n. 16, ed elettivamente domiciliato ai fini della procedura in oggetto, in Italia (84100), Salerno, via Ogliara n. 36, (telefono/telefax 0039-089-282192) presso lo studio dell’Avv. Gennaro De Natale del foro di Salerno, (nato a Milano il 18.06.1961), che la rappresenta e difende, giusta procura in calce al presente ricorso, ricorrente
OGGETTO DEL RICORSO:
UNICO MOTIVO) Violazione dell’articolo 13 della Convenzione Europea quanto all’impossibilità di accelerare la procedura litigiosa, la cui durata viola a sua volta l’art. 6, paragrafo 1, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo quanto al diritto ad un processo entro un termine ragionevole.
Il sig. Giulio Cesare, a mezzo del sottoscritto procuratore e difensore, espone e chiede quanto segue.
II - ESPOSIZIONE DEI FATTI
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO DINANZI AL TRIBUNALE DI SALERNO – SEZIONE DISTACCATA DI EBOLI.
1) Con atto di citazione notificato nel mese di febbraio 2001, Giulio Cesare conveniva in giudizio Muzio Scevola per ottenere il pagamento delle competenze relative a prestazioni professionali svolte nell’interesse del defunto Caio Sempronio.
2) La causa veniva iscritta al numero di RG 1234/1596. Il convenuto resisteva alla domanda.
3) All’esito dell’istruttoria, il Tribunale Civile di Salerno, Sezione distaccata di Eboli, Giudice dott. XXXXXXXXXX, all’udienza del XX maggio 2006, assegnava la causa a sentenza, con i termini per le note di cui all’articolo 190 cpc (60 giorni per il deposito delle comparse conclusionali, più 20 giorni per il deposito delle memorie di replica).
4) Poiché il Giudice, dott. VVVVVVVV, ha trattenuto il fascicolo del processo, non è stato possibile estrarne copia.
5) Inoltre, il Giudice dott. XXXXXXXXX, è stata successivamente assegnata ad altro incarico, per cui, a tutt’oggi, sono decorsi CIRCA 4 ANNI dall’assegnazione della causa a sentenza, ma quest’ultima non è stata ancora emanata, con una totale stagnazione del processo durante tale periodo.
6) Orbene, ai sensi dell’art. 190 del codice procedura civile, all’udienza della precisazione delle conclusioni inizia a decorrere il termine dei sessanta giorni entro cui le parti possono scambiarsi le memorie conclusionali e l’ulteriore termine di venti giorni per le memorie di replica, e, quindi, l’ulteriore termine di sessanta giorni successivi per il deposito della sentenza che definisce il giudizio.
7) In sostanza, ai sensi degli articoli 190 e 275 del codice di procedura civile, la fissazione dell’udienza per la precisazione delle conclusioni, comporta che il Tribunale sia obbligato a decidere la causa entro i successivi centoquaranta giorni e poiché il notevole carico dei ruoli gravante sul Tribunale Civile di Salerno, Sezione di Eboli, non consente tale trattazione, il Tribunale è costretto a dilazionare il momento decisorio della causa a quattro/sei anni dalla richiesta delle parti. Tutto ciò è una prassi generalizzata per tutte le cause pendenti davanti al Tribunale Civile di Salerno, Sezione di Eboli. Ed il Governo Italiano, pur consapevole della carenza di organico dei magistrati addetti al suddetto Ufficio Giudiziario, nulla ha fatto per rimediare alla situazione di grave paralisi ivi esistente da tempo. Pertanto, l’odierno ricorrente non può vivere nell’ansia e nell’incertezza della lite per tutto il periodo di stagnazione della stessa, che comporta anche la mancata utilizzazione delle somme chieste a titolo di competenze professionali.
8) Ritenendo tale situazione processuale di stallo incompatibile con la Convenzione Europea, il ricorrente, con il presente ricorso, intende quivi adire la Corte Europea.
III) ESPOSIZIONE DELLE VIOLAZIONI DELLA CONVENZIONE E/O DEI PROTOCOLLI, NONCHE’ DELLE RELATIVE ARGOMENTAZIONI.
EXPOSÉ DES VIOLATIONS DE LA CONVENTION ET/OU DES PROTOCOLES, AINSI QUE DES ARGUMENTS A’ L’APPUI.
STATEMENT OF ALLEGED VIOLATION OF THE CONVENTION AND/OR PROTOCOLS, AND OF RELEVANT ARGUMENTS.
UNICO MOTIVO) Violazione dell’art. l’articolo 13 della Convenzione quanto all’impossibilità di accelerare la procedura litigiosa, la cui durata viola a sua volta l’art. 6, paragrafo 1, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo quanto al diritto ad un processo entro un termine ragionevole.
Il Ricorrente lamenta di non poter disporre di un ricorso effettivo suscettibile di rimediare alla durata della procedura litigiosa.
Vedi mutatis mutandis, Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la sentenza del 25 ottobre 2001 nel caso SAGGIO c. ITALIA – Ricorso n. 41879/98, che ha dichiarato la violazione dell’art. 13 (diniego di accesso ad un tribunale) della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo del 4.11.1950, perché le regole fondanti la procedura di amministrazione straordinaria, caratterizzate dalla lunghezza della verifica dello stato dei crediti, hanno ostacolato in maniera ingiustificata il diritto del ricorrente di disporre di un ricorso effettivo per far valere il suo credito davanti ai giudici nazionali.
Non vi è dubbio che, nel caso di specie, una stagnazione di quattro anni costituisca una violazione dell’art. 6 della Convenzione quanto al termine ragionevole di durata (Ved. Corte Europea, sentenza del 24 maggio 1991, nel caso Vocaturo c. Italia. §17<<>>.
La situazione della durata dei processi civili in Italia è talmente notoria alla Corte europea , da non meritare ulteriore illustrazione.
Certo è che da quando la Corte europea con le sentenze del 28 luglio 1999 rese nei casi BOTTAZZI, A. P. , DI MAURO, e FERRARI c. ITALIA ha accertato che <>, ben scarse sono state le misure di carattere generale adottate dal Governo italiano per porre fine alla violazione generalizzata.
Tutto ciò contrasta con i principi espressi di recente dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, GRANDE CAMERA, caso SEJDOVIC c. ITALIA, Sentenza del 01 marzo 2006, Ricorso n° 56581/00: <<§ 119 La Corte ricorda che ai sensi dell'articolo 46 della Convenzione, le Alte Parti Contraenti si impegnano a conformarsi alle sentenze definitive pronunciate dalla Corte nelle controversie alle quali sono partite, essendo il Comitato dei Ministri incaricato di sorvegliare l'esecuzione di queste sentenze. Ne deriva in particolare che, quando la Corte constata una violazione, lo Stato convenuto ha l'obbligo giuridico non soltanto di versare agli interessati le somme assegnate a titolo di equa soddisfazione prevista dall'articolo 41, ma anche scegliere, sotto il controllo del Comitato dei Ministri, le misure generali e/o, se necessario, individuali da integrare nel suo ordinamento giuridico interno per mettere un termine alla violazione constatata dalla Corte e cancellare per quanto possibile le conseguenze. Lo Stato convenuto rimane libero, sotto il controllo del Comitato dei Ministri, di scegliere i mezzi per liberarsi dal suo obbligo giuridico alla luce dell'articolo 46 della Convenzione, sempre che questi mezzi siano compatibili con le conclusioni contenute nella sentenza della Corte (vedere, mutatis mutandis, Scozzari e Giunta c. Italia (GC), N. 39221/98 e 41963/98, § 249, CEDU 2000-VIII). § 120. Nel caso Broniowski c. Polonia, la Corte ha ritenuto che quando constata una violazione che deriva da una situazione a carattere strutturale che riguarda un grande numero di persone, possono imporsi misure generali a livello nazionale nel quadro dell'esecuzione delle sue sentenze (Broniowski c. Polonia , no 31443/96, §§ 188-194, CEDH 2004-V). Quest'approccio giurisdizionale adottato dalla Corte per trattare i problemi sistemici o strutturali che appaiono nell'ordinamento giuridico nazionale è designato dall'espressione "procedura di sentenza pilota". Questa ha soprattutto per vocazione di aiutare gli Stati contraenti ad assolvere il ruolo che spetta loro nel sistema della Convenzione risolvendo questo tipo di problemi a livello nazionale, di modo che riconoscano con ciò anche alle persone interessate i diritti e libertà definiti nella Convenzione, come lo vuole l'articolo 1, offrendo loro una riparazione più rapida pur riducendo il carico della Corte che, altrimenti, dovrebbe conoscere di quantità di richieste simili nella sostanza (Broniowski c. Polonia (regolamento amichevole), n. 31443/96, §§ 34-35, 28 settembre 2005).>>
Tutti gli interventi del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa non sono stati sufficienti a risolvere il problema della durata dei processi in Italia, se anche il Commissario per i Diritti Umani, del Consiglio d’Europa, Alvaro Gil-Robles, ha presentato a Strasburgo il 14 dicembre 2005 il suo Rapporto annuale sull’Italia ((CommDH(2005)9), in cui si legge testualmente: <>.
INEFFICACIA DELLA LEGGE PINTO AL FINE DI ACCELERARE I PROCESSI.
Il ricorrente non ha interesse a ricevere, al momento, mediante il ricorso allo strumento interno di cui alla Legge Pinto (n. 89/2001), una riparazione postuma per il ritardo della propria causa, bensì ha interesse di far accertare la mancanza di un rimedio efficace contro il ritardo che si traduce in un diniego di accesso ad un Tribunale ex art. 13 della Convenzione.
Il ricorrente deve ottenere il pagamento di competenze professionali per prestazioni svolte nell’anno 1997.
Il ricorrente deduce che non è sufficiente che la legge Pinto n. 89/2001 preveda un’equa riparazione per il ritardo, laddove non consente alcuna forma di accelerazione del processo.
Questa situazione è stata accertata anche dalla Risoluzione Interinale ResDH(2005)114 che riguarda le sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani e le decisioni del Comitato dei Ministri in 2183 casi contro l'Italia relativi alla durata eccessiva delle procedure giudiziarie (adottata dal Comitato dei Ministri il 30 novembre 2005, nel corso della 948ma riunione dei Delegati dei Ministri).
In questa Risoluzione si legge testualmente: <>.
Il ricorrente eccepisce che la legge Pinto non permette MAI l’accelerazione del processo, di talché la stagnazione forzata di NOVE anni del processo si traduce in un diniego di giustizia. La presente fattispecie integra la violazione dell’art. 13 della Convenzione.
Vedi anche nel caso SOKOLOV v. RUSSIA (ricorso n. 3734/02), la sentenza del 22 Settembre 2005, di Codesta Corte, §§ 45 e 46§.
IV) ESPOSIZIONE RELATIVA ALL’ART. 5 § 1 DELLA CONVENZIONE.
STATEMENT RELATIVE TO ARTICLE 35 § 1 OF THE CONVENTION.
Quanto al termine dei sei mesi dalla decisione interna definitiva di cui all'art. 35 della Convenzione, al fine del vaglio di ricevibilità del presente ricorso, il ricorrente precisa che la causa è tuttora pendente (in attesa di sentenza), e proprio tale pendenza crea la violazione denunciata per la mancanza di un rimedio effettivo per l’accelerazione del processo.
V) ESPOSIZIONE RELATIVA ALL'OGGETTO DEL RICORSO E DOMANDE PROVVISORIE PER UN’EQUA SODDISFAZIONE.
EXPOSÉ DE L'OBJET DE LA REQUETE ET PRÉTENTIONS PROVISOIRES POUR UNE SATISFACTION EQUITABLE.
STATEMENT OF THE OBJECT OF THE APPLICATION AND PROVISIONAL CLAIMS FOR JUST SATISFACTION.
Il ricorrente ad oggi chiede alla Corte Europea soltanto l’accertamento della violazione e non intende chiedere alcun risarcimento di natura pecuniaria, perché questo formerà oggetto della procedura nazionale nel quadro della Legge Pinto n. 89/2001.
Tutto ciò premesso, il ricorrente chiede l’accertamento della Violazione dell’art. 13 della Convenzione quanto all’impossibilità di accelerare la procedura litigiosa, pendente nell’arco di NOVE anni, la cui durata viola a sua volta l’art. 6, paragrafo 1, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo quanto al diritto ad un processo entro un termine ragionevole.
Il ricorrente, in considerazione della situazione di carattere strutturale, in grado di coinvolgere un largo numero di persone, chiede a Codesta Corte di imporre al Governo convenuto misure generali.
Il ricorrente chiede il rimborso delle spese della presente procedura davanti agli organi della Convenzione, per la cui misura si rimette fin d’ora alla saggezza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
VI ALTRE ISTANZE INTERNAZIONALI INVESTITE DELLA CAUSA.
AUTRES INSTANCES INTERNATIONALES TRAITANT OU AYANT TRAITÉ L’AFFAIRE.
STATEMENT CONCERNING OTHER INTERNATIONAL PROCEDINGS.
Il ricorrente non ha sottoposto il suo caso ad alcuna altra autorità internazionale.
VII ELENCO DEI DOCUMENTI ALLEGATI .
Tutti in semplice copia fotostatica:
1) Atto di citazione notificato; 2) Comparsa di costituzione; 3) Comparsa conclusionale; 4) Comunicazione di ordinanza pronunciata fuori udienza.
VIII) LINGUA DELLA PROCEDURA DAVANTI ALLA CORTE
Considerato che ai sensi dell’art. 6, paragrafo 3, lettera a) della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo: <>, il ricorrente ritiene di aver diritto all’uso della sua lingua italiana in tutti i suoi scritti difensivi e nell’eventuale dibattimento davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, nonché di avere gratuitamente la traduzione in lingua italiana della corrispondenza a lei inviata dalla Cancelleria della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, degli scritti difensivi e delle difese orali del Governo italiano (durante l’eventuale dibattimento) e delle domande che dovessero essere rivolte dai giudici alla ricorrente e/o al suo difensore. All’uopo chiede fin d’ora l’autorizzazione. In via subordinata, la lingua sussidiaria di lavoro può essere l’inglese.
IX) DICHIARAZIONE: Dichiaro in fede e con lealtà che i dati che figurano nel presente ricorso sono esatti.
Salerno _______________________
Pubblicato da Gennaro De Natale a 9/28/2010 03:09:00 PM
Procedura esecutiva immobiliare n. ______
Il Condominio di Via ________________ sito in _____________, in persona dell’amministratore pt, rag. ______________, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in forza di mandato a margine del presente atto,
- Che l’istante, in virtù di decreto ingiuntivo emesso dal Giudice di Pace di Salerno il ____________, notificato il _____________, munito di formula esecutiva il 18/5/2006, nonché di sentenza emessa dal Giudice di Pace di Salerno il __________, munita di formula esecutiva il 19/4/2006, notificata il 26/5/2006 unitamente a precetti notificati al debitore il 26/5/2006 per euro 814,96 + 521, 56 procedeva, a mezzo ufficiale giudiziario, ad esecuzione mobiliare nei confronti di ____________________;
- Che l’ufficiale giudiziario pignorava una autovettura del valore approssimativo di euro 300,00;
- Che il valore irrisorio del bene pignorato non consente di poter soddisfare il credito dell’istante; tanto premesso, il Condominio di Via _______________, in persona dell’amministratore pt, rag. __________________, come sopra rapp.to, difeso e dom.to,
r i n u n c i a
alla procedura esecutiva mobiliare n. _______________ intentata nei confronti di ______________, chiedendo contestualmente il rilascio dei titoli esecutivi sopra descritti e degli atti di precetto.
Pubblicato da Gennaro De Natale a 9/17/2010 07:37:00 PM
I Sigg.ri _______________ e _____________________, rapp.ti e difesi dall'avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domiciliano in forza di procura a margine del presente atto;
- Che gli istanti sono condomini in quanto proprietari di appartamenti siti nello stabile condominiale sito in ________________ alla via _________________;
- Che il Condominio sopra menzionato è composto da più di quattro condomini, e, pertanto, ai sensi dell'art. 1129 cc, si rende necessaria la nomina dell'amministratore;
- Che l'attuale amministratore, avv. _________________, anch’egli nominato in seguito a ricorso ex art. 1129 cc, ha più volte manifestato la volontà di dimettersi dall'incarico;
- Che nelle assemblee indette per il 19/7/2005, 13/06/2006 e 12/03/2007, non è stato possibile provvedere alla nomina dell’amministratore da parte dell’assemblea per mancanza del numero legale;
- Che il disinteresse mostrato da alcuni condomini nei confronti della gestione della cosa comune minaccia di paralizzare l'amministrazione ed i servizi dell'edificio; tanto premesso, gli istanti, come in atti rapp.ti, difesi e dom.ti,
che l'Ill.mo Sig. Presidente del Tribunale voglia provvedere, ai sensi degli artt. 1129 cc e 737 e segg. cpc, alla nomina di un amministratore per il Condominio sito in ________________________ alla via ______________, emanando, altresì, ogni altro provvedimento opportuno e conseguenziale come per legge.
Si deposita copia della documentazione relativa alle menzionate assemblee, nonché tabelle millesimali.
Pubblicato da Gennaro De Natale a 9/17/2010 07:30:00 PM
La Sig.ra _________________, rapp.ta e difesa dall’avv. Gennaro De Natale, presso il quale elettivamente domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto,
- che, in data 10/01/____, l’istante depositava presso l’UNEP di Salerno istanza di offerta reale del seguente preciso tenore: ISTANZA DI OFFERTA REALE. La Sig.ra ____________________, rapp.ta e difesa dall’avv. Gennaro De Natale, presso il quale elettivamente domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto, premesso - che l’istante, in virtù di contratto di affitto di fondo rustico, è debitrice, nei confronti degli eredi del proprietario del fondo, Sig. ________________________, delle seguenti somme: 1) euro 908,50 quale 50% del ricavo netto della produzione del vino relativa all’annata _____/____; 2) euro 1.216,50 quale 50% del ricavo netto della produzione del vino relativa all’annata ____/____; - che, pertanto, l’istante è debitrice nei confronti degli eredi de Sig. _______________ della complessiva somma di euro 2.125,00;
- che l’istante ha ripetutamente offerto, anche a mezzo del sottoscritto procuratore, la somma dovuta in virtù del suddetto contratto, ma gli eredi del creditore, immotivatamente, hanno sempre rifiutato di accettarla; - che l’istante intende liberarsi di tale obbligazione facendo offerta reale, ai sensi e per gli effetti di legge, della somma dovuta; - che trattandosi di obbligazione solidale dal lato attivo, e non essendo l’istante stata prevenuta con domanda giudiziale da nessuno degli eredi del creditore, sceglie, ai sensi dell’art. 1296 cc, di offrire il pagamento della suddetta somma ad uno degli eredi legittimi di quest’ultimo, ossia a Sig. _______________; tanto premesso, la Sig.ra _________________, come in atti rapp.ta, difesa e dom.ta, chiede all’Ufficiale Giudiziario, addetto all'Ufficio Notifiche della Corte d’Appello di Salerno, di offrire a Sig. ________________, dom.to in ____________ alla via ________________ n. ___, nella qualità di erede legittimo de Sig. ____________, ed ai sensi dell’art. 1296 cc, la somma complessiva di euro 2.225,00, di cui euro 2.125,00 per le causali descritte in narrativa, oltre euro 100,00 a titolo di interessi legali. Salerno, data. Avv. Gennaro De Natale.
- che in data 15/01/____ l’ufficiale giudiziario si recava presso il domicilio del creditore, il quale rifiutava l’offerta reale;
- che la debitrice Sig.ra ________________ intende liberarsi della suddetta obbligazione mediante deposito della somma ai sensi dell’art. 1210 cc; tanto premesso, l’istante, come in atti rappresentata, difesa e domiciliata,
p r e a v v i s a
il creditore, Sig. ___________________, che in data __________________ alle ore 9,00 la somma di euro 2.225,00, per le descritte causali, sarà depositata presso l’istituto di credito Banca _______________ con sede in _____________ alla Via ___________ n. __; a tal fine
il creditore ______________________ a comparire ed essere presente alle predette operazioni, con avvertimento che, in caso di mancata comparizione, gli sarà notificato processo verbale di deposito con l’invito a ritirare la cosa depositata.
Salerno, ________________
Pubblicato da Gennaro De Natale a 9/14/2010 04:42:00 PM
La Sig.ra __________________, rapp.ta e difesa dall’avv. Gennaro De Natale, presso il quale elettivamente domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto,
- che l’istante, in virtù di contratto di affitto di fondo rustico, è debitrice, nei confronti del proprietario del fondo, Sig. __________________, delle seguenti somme:
1) euro 908,50 quale 50% del ricavo netto della produzione del vino relativa all’annata 200_/200_;
2) euro 1.216,50 quale 50% del ricavo netto della produzione del vino relativa all’annata 200_/200_;
- che, pertanto, l’istante è debitrice nei confronti del Sig. _______________ della complessiva somma di euro 2.125,00;
- che l’istante ha ripetutamente offerto, anche a mezzo del sottoscritto procuratore, la somma dovuta in virtù del suddetto contratto, ma il creditore, immotivatamente, ha sempre rifiutato di accettarla;
- che l’istante intende liberarsi di tale obbligazione facendo offerta reale, ai sensi e per gli effetti di legge, della somma dovuta;
- che trattandosi di obbligazione solidale dal lato attivo, e non essendo l’istante stata prevenuta con domanda giudiziale da nessuno degli eredi del creditore, sceglie, ai sensi dell’art. 1296 cc, di offrire il pagamento della suddetta somma ad uno degli eredi legittimi di quest’ultimo, ossia al Sig. ____________; tanto premesso, la Sig.ra _____________, come in atti rapp.ta, difesa e dom.ta,
all’Ufficiale Giudiziario, addetto all'Ufficio Notifiche della Corte d’Appello di Salerno, di offrire al Sig. _____________________, dom.to in ______________ alla via ____________________ n. ____, nella qualità di erede legittimo del Sig. ___________, ed ai sensi dell’art. 1296 cc, la somma complessiva di euro 2.225,00, di cui euro 2.125,00 per le causali descritte in narrativa, oltre euro 100,00 a titolo di interessi legali.
Pubblicato da Gennaro De Natale a 9/14/2010 04:36:00 PM
L’avv. Tizio Sempronio, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto,
- Che, in forza di procura speciale rilasciata a margine del ricorso, l’istante ha rappresentato e difeso il Sig. _______________, nella causa da quest’ultimo promossa dinanzi al Tribunale di Salerno - Sezione Lavoro, RG n. 0000/04, contro il Ministero della Salute, definita con sentenza n. 11111/06;
- Che, per le prestazioni professionali relative al suddetto giudizio, il Tribunale di Salerno ha liquidato all’avv. Tizio Sempronio la complessiva somma di euro 1.200,00 oltre IVA e CNAP;
- Che, in data 26/06/2006, è deceduto ab intestato il Sig. ____________;
- Che, pertanto, l’istante è creditore pro-quota, delle somme liquidate nella suddetta sentenza, nei confronti dei figli ed unici eredi del Sig. _____________, Sigg.ri ________________________;
- Che l’avv. Tizio Sempronio intende richiedere, al Sig. ____________, il pagamento del 50% della somma liquidata nella sentenza n. 1234/06 della Sezione Lavoro del Tribunale di Salerno per competenze professionali, pari ad euro 600,00 oltre IVA e CNAP, per un totale di euro 734,40;
- Che, con racc.te n. ______________ del 21/3/2007, l’istante ha richiesto, senza riscontro, il pagamento del dovuto;
che l’Ill.mo Sig. Giudice di Pace di Salerno voglia emettere ingiunzione in danno del Sig. __________________, dom.to in _________________ (SA) alla via ____________________, per il pagamento in suo favore della somma di euro 734,40 oltre interessi legali dalla domanda al soddisfo, per le causali dedotte in narrativa, con condanna altresì del debitore Sig. _____________________ al pagamento delle spese e competenze delle presente procedura, come da nota allegata.
1) Copia ricorso al Tribunale di Salerno RG n. __________ con mandato a margine;
2) Copia sentenza n. ____/___ del tribunale di Salerno – Sezione Lavoro;
3) Copia Certificato di morte del Sig. ______________;
4) Copia domanda di accreditamento somme del Sig. ___________;
5) Racc.ta n. _______________;
6) Racc.ta n. ___________;
8) Nota spese.
Pubblicato da Gennaro De Natale a 9/07/2010 06:40:00 PM
Via Poseidone, 132
PANICUOCOLO
Pubblicato da Gennaro De Natale a 7/26/2010 12:46:00 PM
Con la presente scrittura privata , da valere a tutti gli effetti e conseguenze di legge, tra
1) Il Condominio Alfa, in persona dell'amm.re pt;
2) La Ditta Beta, in persona del legale rapp.te pt;
3) L'avv. Tizio;
4) L'avv. Caio;
- Che con ricorso del 2/10/2002 la ditta Beta chiedeva al Giudice di Pace di Salerno l'emissione di D.I. in danno del Condominio Alfa onde ottenere il pagamento del corrispettivo dei lavori di straordinaria manutenzione deliberati dall'assemblea condominiale del 14/06/2002;
- Che il Giudice di Pace di Salerno, con D.I. n. 1234/02, ingiungeva al Condominio di Alfa di pagare la somma di €. 1.816,53 oltre le competenze della procedura, che liquidava in €. 294,40 oltre IVA e CAP;
- Che, avverso il monitorio, il Condominio Alfa proponeva opposizione;
- Che, successivamente, con delibera assembleare del 5/5/2004, il Condominio Alfa accettava di addivenire ad una conciliazione della vertenza; tanto premesso,
1) Il Condominio Alfa, in persona dell'amm.re pt, versa alla ditta Beta, in persona del legale rapp.te pt, la somma di € 1.100,00.
2) Il legale rapp.te della ditta Beta, nel ricevere la somma innanzi indicata, dichiara di non aver null'altro a pretendere dal Condominio Alfa per la causale oggetto del predetto decreto ingiuntivo n. 1234/02 del Giudice di Pace di Salerno, oltre la somma di € 1.100,00 convenuta ed accettata sub 1).
3) Il legale rapp.te della ditta Beta si obbliga a rinunciare a porre in esecuzione il DI n. 1234/02 del Giudice di Pace di Salerno.
4) Il Condominio Alfa, in persona dell'amm.re pt, versa all'avv. Caio la somma di € 1.003,92, così determinata: € 980,39 per diritti ed onorari della fase monitoria e di merito; € 19,61 per CNAP; € 200,00 per IVA. Resta inteso che l'amm.re del Condominio Alfa provvederà, nei termini di legge, anche al pagamento della ritenuta d'acconto all'avv. Caio, pari ad € 196,08.
5) L'avv. Caio, nel ricevere le somme convenute ed accettate sub 4) dichiara di non aver null'altro a pretendere dal Condominio Alfa per nessuna causale relativa al DI n. 1234/02 del Giudice di Pace di Salerno ed al relativo giudizio di opposizione.
6) Il Condominio Alfa, in persona dell'amm.re pt, versa all'avv. Tizio la somma di € 501,96, per diritti ed onorari della fase di merito, IVA e CNAP inclusi. Resta inteso che l'amm.re del Condominio Alfa provvederà, nei termini di legge, anche al pagamento della ritenuta d'acconto all'avv. Tizio, pari ad € 98,04.
7) L'avv. Tizio, nel ricevere le somme convenute ed accettate sub 6) dichiara di non aver null'altro a pretendere dal Condominio Alfa per nessuna causale relativa al DI n. 1234/02 del Giudice di Pace di Salerno ed al relativo giudizio di opposizione.
8) Le parti costituite, con la sottoscrizione della presente scrittura, dichiarano di aver transatto, in via definitiva, ogni loro reciproca pretesa in relazione alla vertenza concernente il DI n. 1234/02 del Giudice di Pace di Salerno e relativo giudizio di opposizione.
Pubblicato da Gennaro De Natale a 7/11/2010 12:02:00 PM
IL Sig. Pinco Pallo, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di procura a margine del presente atto,
- Che l’istante è proprietario dell’auto Volkswagen Golf tg XXXXXX;
- A) Che in data 05/01/2010 l’istante lasciava la propria autovettura in deposito presso l’Autolavaggio Alfa, sito in Salerno alla via Romolo, con sede legale in Salerno alla via Remo, per effettuare il lavaggio della stessa;
- B) Che, al ritiro dell’autovettura, il Sig. Pinco constatava l’esistenza di corrosioni ed abrasioni su pneumatici, cerchi in lega, tappi, copribulloni e borchie, dovute all’utilizzo di materiali detergenti non idonei a tale uso;
- Che la responsabilità dell’accaduto è da ascriversi esclusivamente al personale dell’autolavaggio;
- Che, a seguito della condotta del personale dell’autolavaggio, l’auto dell’istante ha riportato danni pari ad euro 1.072,40, come da allegato preventivo;
- Che a nulla sono valsi i tentativi di bonario componimento della vertenza; tanto premesso, l’istante, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,
il Sig. Sempronio, nella qualità di titolare della omonima ditta individuale, con sede in Salerno alla Remo, a comparire dinanzi al Giudice di Pace di Salerno, all’udienza del giorno _____________, locali soliti, ore di rito col prosieguo, per sentir così provvedere:
1) Dichiarare la responsabilità del convenuto per i fatti descritti in narrativa, e per l’effetto,
2) Condannare il convenuto al pagamento della somma di euro 1.032,00;
3) Condannare il convenuto al pagamento delle spese, diritti ed onorari del presente giudizio, con attribuzione al sottoscritto procuratore anticipante.
In via istruttoria, si chiede ammettersi prova per testi sui capi A) e B) che qui si abbiano per ripetuti e trascritti, preceduto dalle parole “Vero che”, con riserva di indicare i testi alla udienza ex art. 320 cpc.
Sempronio, nella qualità di titolare della omonima ditta individuale, con sede in Salerno alla Via Remo
Pubblicato da Gennaro De Natale a 7/11/2010 11:45:00 AM
Etichette: auto, autolavaggio, lavaggio, risarcimento danni
Il Sig. Tullio Ostilio, nato a Salerno il 10/02/1921, cf TLL STL 21B10 H703M, rapp.to e difeso dall’avv. Tal De Tali, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di procura a margine del presente atto, espone quanto segue.
Il ricorrente è proprietario di un locale seminterrato sito nello stabile condominiale di via S. Procopio Martire, in Panicuocolo.
Nel suddetto locale, in cui confluiscono le tubazioni di scarico delle acque del fabbricato, si verificano da molto tempo infiltrazioni di acque luride e maleodoranti. La lamentata situazione, che ha determinato un notevole stato di degrado del locale, come risulta dalla documentazione allegata, crea notevoli disagi al ricorrente.
I ripetuti inviti bonari non hanno sortito nessun effetto, pertanto l’istante ha intenzione di iniziare un giudizio nei confronti del Condominio di via via S. Procopio Martire, in persona dell’amministratore pt, per sentirlo condannare al risarcimento dei danni provocati dalle suddette infiltrazioni, complessivamente valutabili in euro 21.000,00 (ventunomila/00), come risulta dalla allegata relazione tecnica dell’Ing. Lina Luna.
Poiché nelle more per l’instaurazione del giudizio il ricorrente intende, anche per motivi igienici, provvedere ai necessari interventi di ripristino dello stato dei luoghi,
che l’Ill.mo Sig. Presidente del Tribunale di Salerno, ai sensi dell’art. 696 cpc, ritenuta l’urgenza,
d i s p o n g a
accertamento tecnico preventivo nel locale seminterrato di proprietà degli istanti, adibito a garage, sito nello stabile condominiale di via S. Procopio Martire, nominando persona esperta al fine di :
1) accertare la presenza e la consistenza delle lamentate infiltrazioni;
2) procedere alle necessarie e conseguenti valutazioni in ordine alle cause, alle responsabilità e ai danni relativi all’oggetto della verifica.
1) Racc.ta n. 12898874926-8 del 15/12/2015;
2) Racc.ta n. 12900920934-7 del 10/11/2015;
3) Racc.ta n. 13005896543-1 del 22/03/2015;
4) Perizia giurata dell’Ing. Lina Luna del 15/2/2106;
5) Valutazione dei danni effettuata dall’Ing. Lina Luna nel mese di luglio 2020.
Salerno, 24 Luglio 2020
Avv. Tal De Tali
Pubblicato da Gennaro De Natale a 7/03/2010 05:54:00 PM
Per il Sig. Pinco Pallino, nato a Salerno il 14/07/1958, cf: PNC PLL 61L28 H703J, rapp.to e difeso dall'avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto;
Contro la Sig.ra Letizia Lavinia, rapp.ta e difesa dall'avv. Ludmilla Giorgilla.
Si ritiene noto e, per brevità, non si ripete il contenuto del ricorso notificato al resistente in data 24/09/2004.
Con il presente atto il Sig. Pinco Pallino si costituisce in giudizio e contesta integralmente quanto esposto dalla ricorrente.
In particolare, il resistente, contrariamente a quanto riferisce la Sig.ra Letizia Lavinia, si è sempre preso cura dei bisogni della propria famiglia affrontando quotidianamente tutte le spese necessarie per il mantenimento e l'istruzione dei suoi due figli Alexander e Spartacus.
Vero è, tuttavia, che da qualche tempo è venuta meno la comunione spirituale dei coniugi e pertanto, non essendo più possibile la prosecuzione della convivenza, il Sig. Pinco Pallino non si oppone alla richiesta avanzata dal coniuge di pervenire ad una separazione consensuale.
Tanto premesso, il Sig. Pinco Pallino, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,
che l'Ill.mo Sig. Presidente del Tribunale, previo esperimento del tentativo di conciliazione tra i coniugi, voglia:
1) Pronunciare la separazione dei coniugi Pinco Pallino e Letizia Lavinia con addebito di responsabilità alla moglie ex art. 151 cc., e per l'effetto autorizzare gli stessi a vivere separati;
2) Disporre l'affidamento del figlio minore Spartacus in favore del padre, Sig. Pinco Pallino;
3) Disporre a carico del marito l'obbligo di versare un importo mensile per il mantenimento della moglie e del figlio minore Ivan nella misura che l'Ill.mo giudicante vorrà determinare, tenuto conto dell'attuale stato di disoccupazione del Sig. Pinco Pallino nonché del fatto che il figlio Alexander, già maggiorenne ed occupato, è in grado di poter collaborare attivamente alle spese di gestione della famiglia;
4) Disporre l'assegnazione dell'appartamento condotto in locazione, sito in S. Pancrazio Martire (Sa), alla Via Franceschiello n. 18, alla Sig.ra Ludmilla Giorgilla. Resta inteso che il Sig. Pinco Pallino, nel minor tempo possibile, trasferirà altrove la propria residenza ed i propri effetti personali.
Salerno, 15 Novembre 2012
Pubblicato da Gennaro De Natale a 6/25/2010 11:55:00 PM
CITAZIONE CONTRO WIND
Il Sig. Pinco Pallino, cf PNC PLL 53E20 H703U, rapp.to e difeso dall'avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto,
- A) che l'istante, in data 26/10/2004, ha stipulato un contratto di utenza telefonica (Happy Italy Affari) con la Wind Telecomunicazioni SpA (denominata anche Infostrada);
- che, successivamente, l'istante riceveva una comunicazione dalla Wind, datata 2/12/2004, nella quale si leggeva: siamo spiacenti di comunicarle che il servizio di Infostrada come suo operatore telefonico non può essere attivato subito;
- che, l'istante, dalla data di stipula del contratto (26/10/2004) sino al 5/01/2009, ha corrisposto il canone, per la medesima utenza telefonica, sia alla Telecom che alla Wind-Infostrada, anche se quest'ultima avrebbe dovuto provvedere a tutti gli adempimenti relativi alla disdetta del canone Telecom;
- che, in particolare, l'istante, nel periodo dal 26/10/2004 al 5/01/2009, ha corrisposto euro 757,64 alla Telecom, ed euro 312,00 alla Wind-Infostrada;
- che, pertanto, con il presente atto, l'istante intende chiedere alla convenuta la restituzione dei canoni indebitamente corrisposti dalla stipula del contratto, avvenuta in data 26/10/2004, sino al 5/01/2009, pari ad euro 312,00 (26 fatture bimestrali x 12,00 euro, IVA inclusa);
Per tutto quanto sopra esposto, il Sig. Pinco Pallino, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,
Wind Telecomunicazioni SpA, in persona del legale rappresentante pt, con sede in (00148) ROMA, alla Via Cesare Giulio Viola n. 48, a comparire dinanzi al Giudice di Pace di Salerno all'udienza del giorno 33 Ottobre 2012, locali soliti ore di rito col prosieguo, per sentir così provvedere:
Salerno, 8 Giugno 2012
Pubblicato da Gennaro De Natale a 6/24/2010 09:15:00 PM
DENUNCIA CONTRO WIND
Via C. G. Viola, 48
00148 R O M A
20123 M I L A N O
06.8582.12.56.
06.696.449.26
80143 N A P O L I
081.750.76.16
Piazza di Monte Ciborio, 121
06.696.777.85
Oggetto: N. Tel. 089/123456 – Codice cliente 123456789
In nome e per conto della Sig.ra Anita Garibaldi, che mi ha conferito espresso incarico ed elettivamente domiciliata presso il mio studio, Vi comunico quanto segue.
Nel mese di febbraio c.a., la Wind Telecomunicazioni SpA ha attivato arbitrariamente i propri servizi sulla linea telefonica della mia assistita, senza nessuna richiesta da parte di quest’ultima, chiedendo contestualmente la disattivazione dei servizi Telecom.
Inoltre, dal mese di maggio c.a. ad oggi, la mia cliente riceve periodicamente fatture, nonché solleciti di pagamento, da parte della suddetta società.
La mia assistita non ha mai sottoscritto nessun abbonamento ai servizi telefonici offerti dalla Wind, né ha mai contattato il relativo call center.
La Wind Telecomunicazioni, pertanto, ha posto in essere una pratica commerciale aggressiva e scorretta ai sensi dell’art. 57 D. Lgs. 206/2005, in quanto ha attivato un servizio sulla linea della Sig.ra Garibaldi senza avere ottenuto il consenso, né esplicito né implicito da parte di essa; ciò ha comportato la disattivazione di tutti i servizi da parte di Telecom Italia sulla suddetta utenza; infine, la conseguente riattivazione della precedente linea telefonica Telecom comporterà l’esborso di una somma a titolo di riallaccio: spesa che non sarebbe stata addebitata se la Wind non avesse attivato abusivamente la propria linea.
Il comportamento della Wind è stato posto in essere secondo modalità contrarie alla diligenza professionale ed idonee ad escludere la libertà di scelta o di comportamento del consumatore.
Inoltre, come se non bastasse, a fronte di una richiesta della Sig.ra Garibaldi di disattivazione del servizio, la Wind ha risposto che le richieste di disdetta vanno indirizzate ad un altro indirizzo (!!!).
Infine, La Wind ha trattato illecitamente e senza consenso i dati personali della Sig.ra Garibaldi.
Con la presente, pertanto, da valere a tutti gli effetti e conseguenze di legge, invito la Wind a disattivare qualsiasi servizio illegittimamente attivato sulla utenza telefonica della mia assistita, con riserva di chiedere la ripetizione delle spese indebitamente sostenute, presenti e future.
Chiedo, infine, agli altri destinatari della presente, di adottare i provvedimenti e le sanzioni opportune, anche al fine di evitare il ripetersi dell’accaduto nei confronti di altri utenti.
In mancanza di un riscontro in tempi brevi, sarò costretto ad adire la competente Autorità Giudiziaria per le statuizioni del caso, con aggravio di spese a Vs. carico esclusivo.
Preciso, inoltre, stante la compiuta elezione di domicilio, che qualsiasi comunicazione e/o offerta risarcitoria dovrà essere indirizzata presso il mio studio. Qualsiasi comunicazione inviata ad un domicilio diverso sarà considerata tamquam non esset.
Pubblicato da Gennaro De Natale a 6/21/2010 08:15:00 PM
ISTANZA DI RIABILITAZIONE EX ART. 17 L. 108/96
ILL.MO SIG. PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI SALERNO
Il Sig. Diego De La Vega, nato a Salerno il 18/07/1959, Codice Fiscale DGD LVG 61H18 H703H, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto;
- Che l’istante in data 13/03/2002 ha subito un protesto su cambiale di £. 2.500.000;
- Che, nei giorni successivi, l’istante ha provveduto al pagamento del suddetto titolo, comprese le spese di protesto ed ogni altro onere connesso; tanto premesso, l’istante, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,
Che l’Ill.mo Sig. Presidente del Tribunale di Salerno voglia pronunciare la sua riabilitazione ai sensi dell’art. 17 della Legge 108/96.
L’istante, inoltre, dichiara sotto la propria responsabilità di non avere ulteriori protesti alla data odierna.
1) Visura protesti rilasciata dalla Camera di Commercio in data 16/06/2006;
2) Cambiale del 20/11/2001 con scadenza 10/03/2002 di £. 2.500.000, protestata dal Notaio Alessandro Meridio in Pontecagnano (SA) in data 13/03/2002;
3) Quietanza liberatoria del creditore, Sig. Giorgio Ciccio;
4) Copia patente del creditore, Sig. Giorgio Ciccio.
Salerno, 19 giugno 2006
Giorgio Ciccio
Pubblicato da Gennaro De Natale a 6/16/2010 01:25:00 PM
ATTO DI CITAZIONE C/ FINANZIARIA
Il Sig. Pinco Pallo, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il quale elett.te domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto, espone quanto segue.
A) L’istante, in data 16/11/2005, acquistava, presso l'esercizio commerciale Europips SpA, sito in Salerno alla via Panuozzo, alcuni beni mobili per un importo pari ad euro 438,00, come da contratto allegato.
B) L'istante era intenzionato a pagare tali beni in contanti, ma veniva gentilmente invitato da un commesso ad aderire alla promozione che consentiva il rimborso del prezzo in comode rate mensili a partire dal mese di ottobre 2006, ossia a distanza di un anno dall’acquisto e ad un tasso d’interesse molto conveniente. All'interno dei locali commerciali, infatti, si trovavano alcuni cartelli pubblicitari che reclamizzavano tale promozione su tutti gli acquisti a partire da un certo valore.
C) L'istante, quindi, sottoscriveva un contratto di finanziamento, con la Spartacus Banca SpA, in base al quale avrebbe dovuto rimborsare l'importo di euro 514,20 ripartito in 6 rate mensili da euro 85,70, come descritto sul frontespizio del contratto.
D) Tuttavia, come è rilevabile dalle copie delle ricevute attestanti i pagamenti effettivi, l'istante ha pagato in totale la somma di euro 540,50, ossia euro 26,30 in più rispetto a quanto stabilito sul frontespizio del contratto.
Il contratto sottoscritto dall’istante è affetto da parziale nullità o annullabilità in quanto la convenuta, in violazione delle norme sulla trasparenza, informazione, correttezza, buona fede ed equità, ha illegittimamente addebitato all’istante spese non concordate per un totale di euro 26,30, ed il loro addebito è, quindi, illegittimo per i motivi che seguono.
1) Nella pratica commerciale in oggetto, vi sono rilevanti omissioni informative in merito alla natura ed alle caratteristiche dei finanziamenti offerti nella fase pubblicitaria ed in quella di conclusione del contratto.
I messaggi pubblicitari riconducibili alla campagna commerciale oggetto del presente giudizio e le informazioni contenute sul prospetto del contratto sono idonei a creare nei destinatari l’idea che il finanziamento non comporti altri oneri e spese oltre a quelle reclamizzate, in quanto omettono di informare il consumatore (che viene attratto dall’offerta finanziaria così proposta), della esistenza di ulteriori costi a titolo di bollo contratto, spese e/c cl, bollo e/c cl, spese incasso rata, indennità di anticipazione, saldo profitti e perdite.
Tali costi rappresentano spese vive e non vengono calcolate (come invece dovrebbe avvenire) nel TAEG che, come detto, rappresenta l’indice del costo totale effettivo del credito a carico del consumatore.
A tal fine, si ricorda che l’art. 123 D. LGS. 1/9/93 n. 385 (TU leggi bancarie) impone che in ogni pubblicità di operazioni di credito al consumo debba essere chiaramente indicato il costo complessivo del credito, affinché il consumatore possa disporre di informazioni attendibili sul costo effettivo del credito stesso e omogenee tra le diverse offerte presenti sul mercato e, al contempo, possa raffrontare la convenienza delle diverse offerte di credito.
La conoscenza di tali limitazioni è idonea a modificare la percezione del potenziale acquirente in merito all’esatto contenuto della pubblicità e, quindi, in grado di mitigare fortemente il tenore enfatico delle comunicazioni pubblicitarie.
Infatti, il consumatore è posto nella condizione di conoscere le condizioni contrattuali soltanto nel momento in cui effettivamente riceve il finanziamento, ossia dopo aver rilasciato i propri dati all’addetto per l’inserimento al computer, in quanto tale sistema di compilazione non consente di procedere ad una stampa preventiva del modulo contrattuale utilizzato e, in ogni caso, di conoscere il contenuto del documento di sintesi e delle condizioni generali, prima della effettiva compilazione.
La stampa del modulo contrattuale avviene soltanto se e quando il sistema telematico concede all’operatore l’autorizzazione all’erogazione del credito: in quel momento il contratto viene stampato e viene sottoposto al consumatore per la sottoscrizione, in un clima dominato dalla fretta, dalla confusione e dalla pressione psicologica determinata dalla fila di persone che devono compiere (anch’esse in fretta) la stessa operazione.
Soltanto dopo la sottoscrizione viene consegnata al cliente la copia del contratto.
Del resto, le clausole che il consumatore è chiamato a sottoscrivere, dopo la compilazione informatica del contratto su modulo prestampato, ingenerano confusione in quanto le indicazioni presenti sul frontespizio del contratto sono riportate in forma sintetica, scarsamente esplicativa, con numerosi richiami a clausole contrattuali sul retro del documento non sottoscritto, e con caratteri illeggibili.
Tutto ciò non consente di percepire in forma immediata la natura, le caratteristiche ed i costi del finanziamento oggetto del contratto.
A conferma di tale ambiguità depone la circostanza che al finanziamento in esame sono stati applicati altri oneri economici non espressamente menzionati nel contratto (bollo contratto, spese e/c cl, bollo e/c cl, spese incasso rata, indennità di anticipazione, saldo profitti e perdite).
Tutte queste voci hanno fatto lievitare il costo del finanziamento di 27,39 euro.
Con specifico riferimento alla FASE DI ACQUISIZIONE DEL CONSENSO, la pratica in oggetto configura una fattispecie aggressiva in violazione degli articoli 24 e 25, lettera a), del Codice del Consumo.
La pratica commerciale contestata, infatti, in considerazione della natura della condotta, del luogo e dei tempi che caratterizzano la fase di conclusione del contratto, comporta un indebito condizionamento che appare idoneo a limitare notevolmente la capacità del consumatore di prendere una decisione consapevole e, pertanto, idoneo ad indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.
L’indebito condizionamento del consumatore discende, innanzitutto, dalla natura della pratica consistente nella apertura di una linea di credito il cui primo utilizzo coincide con l’acquisto del bene prescelto dal consumatore senza che questi ne sia pienamente consapevole.
Quanto ai TEMPI DI CONCLUSIONE DEL CONTRATTO, va evidenziato che il consumatore è posto nella condizione di conoscere le condizioni contrattuali a lui applicate, e le condizioni del finanziamento erogato, soltanto in una fase successiva all’acquisizione, da parte del dipendente addetto, dei dati identificativi del consumatore e alla stampa del modulo già personalizzato, in una fase addirittura successiva alla sottoscrizione del contratto.
Quanto al LUOGO IN CUI È AVVENUTA LA SOTTOSCRIZIONE DEL CONTRATTO, giova rilevare che il contratto di finanziamento viene stipulato direttamente nel punto vendita, nell’ambito di un contesto ambientale che, in considerazione dell’ampiezza e dell’affollamento del centro commerciale e della sollecitudine con cui, in tali luoghi, si conducono gli acquisti, induce il consumatore (che riceve il modulo contrattuale proprio al momento della sottoscrizione) a non soffermarsi nella lettura delle condizioni generali di contratto o comunque a non richiedere ulteriori informazioni che consentano di chiarire la natura del contratto e le caratteristiche del servizio, in quanto psicologicamente pressato sia dalla fila di persone che attende di poter compiere la stessa operazione, che dalla fretta dell’operatore che deve stipulare il maggior numero possibile di contratti.
La pratica commerciale descritta è, pertanto, per un verso, INGANNEVOLE, in violazione degli artt. 21 e 22 del Codice del Consumo, in quanto è caratterizzata da informazioni veicolate con modalità inadeguate o da omissioni informative, poste in essere in tutte le fasi di formazione del consenso all’acquisto: la fase promozionale, quella precontrattuale e quella di conclusione del contratto; per altro verso, aggressiva in violazione del combinato disposto degli articoli 24 e 25, lettera a), del Codice del Consumo, in quanto le modalità di conclusione del contratto non sono tali da garantire una univoca acquisizione del consenso del consumatore alla apertura di una linea di credito e al suo contestuale utilizzo per il finanziamento di un prodotto.
La situazione descritta è idonea a determinare un indebito condizionamento che limita notevolmente la capacità del consumatore di prendere una decisione consapevole e, pertanto, idonea ad indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.
D’altronde, la Spartacus è gia stata sanzionata numerose volte dall’AGCM proprio per aver posto in essere gli illegittimi comportamenti descritti in narrativa (V. Provv. n. 19621/2009 AGCM; Provv. n. 17126/2007 AGCM; Provv. n. 18165/2008 AGCM; Provv. 20385/2009 AGCM; Provv. n. 20771/2010 AGCM; Provv. n. 20557/2009 AGCM).
Anche l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), ai sensi dell’articolo 27, comma 6, del Decreto Legislativo n. 206/05, ha ritenuto, per quanto di sua competenza, che le pratiche commerciali in esame, per come sono congegnate, risultano scorrette ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 del Decreto Legislativo n. 206/05, sulla base delle seguenti considerazioni:
– riguardo alle caratteristiche del servizio offerto il settore finanziario si caratterizza per la forte asimmetria informativa esistente tra gli operatori economici ed i consumatori in ragione della complessità della materia in questione e della sporadicità del ricorso alla fruizione dei servizi complessivamente offerti da una società finanziaria;
– il TAEG, ossia l’indice del costo totale effettivo del credito a carico del consumatore, assolve, nell'economia complessiva della disciplina del credito al consumo, una funzione essenziale, e la stessa normativa di settore, in particolare l'art. 123 del Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia”, impone che in ogni pubblicità di operazioni di credito al consumo debba essere chiaramente indicato il costo complessivo del credito affinché il consumatore possa disporre di informazioni attendibili sul costo effettivo del credito stesso e omogenee tra le diverse offerte presenti sul mercato e, al contempo, possa raffrontare la convenienza delle diverse offerte di credito;
– nel caso di specie, il contratto, nel riportare le indicazioni relative al TAEG, non indica tutti gli elementi da cui ricavare gli esatti costi del finanziamento: in specie, nell'ammontare del TAEG non sono in alcun modo ricompresi i costi specifici del finanziamento, quali ad esempio le spese di tenuta conto e di bollo e le spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate mediante bollettini di conto corrente postale o addebito su c/c bancario stabilite dal creditore;
– inoltre, lo stato di bisogno dei soggetti che si rivolgono ad una società finanziaria per ottenere in tempi brevi un finanziamento può comportare la disponibilità a soggiacere a condizioni diverse e più onerose rispetto a quelle offerte e rese particolarmente allettanti dalla scelta di esempi corrispondenti a costi del credito particolarmente bassi o comunque inferiori alla media (V. Provv. n. 19621/2009 AGCM; Provv. n. 17126/2007 AGCM; Provv. n. 18165/2008 AGCM; Provv. 20385/2009 AGCM; Provv. n. 20771/2010 AGCM; Provv. n. 20557/2009 AGCM).
Sulla scorta delle precedenti considerazioni, l’istante ha diritto alla restituzione delle somme indebitamente corrisposte a titolo di Bollo contratto, Spese E/C CL, Bollo E/C CL, Spese Incasso Rata, Indennità di Anticipazione (?), Saldo Profitti e Perdite, per un importo pari ad euro 27,39, ovvero, in subordine, alla minore somma di euro 12,77, risultante dallo scomputo della spesa sostenuta a titolo di Bollo Contratto (euro 14,62). Tanto premesso, l’istante, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,
Spartacus Banca SpA, in persona del lrpt, con sede in via Alessandro Pascoli n. 27 – 55555 – FIRENZE, a comparire dinanzi al Giudice di Pace di Salerno, all’udienza del giorno 10 febbraio 1985, locali soliti, ore di rito col prosieguo, per sentir così provvedere:
1) Dichiarare priva di titolo, per i motivi di cui in narrativa, la pretesa della convenuta al pagamento integrale delle spese descritte in narrativa;
2) Condannare la convenuta almeno alla restituzione della somma di euro 27,39, ovvero, in subordine, alla minor somma pari ad euro 12,77;
In via istruttoria, si chiede ammettersi prova per testi sui capi A) e B) che qui si abbiano per ripetuti e trascritti, preceduto dalle parole “Vero che”, con riserva di indicare i testi alla udienza ex art. 320 cpc, nonché interrogatorio formale del LRPT della convenuta sugli stessi capi.
1) Copia Contratto n. 111111111 del 16/11/2005;
2) Copia Fattura Europips SpA;
3) Copia bollettini ccp attestanti i pagamenti;
4) Copia rendiconto di sintesi del 11/05/2007.
Salerno, 16 giugno 2010
Io sottoscritto Ufficiale Giudiziario, addetto all'Ufficio Notifiche della Corte d’Appello di Salerno, ho notificato e dato copia dell’atto che precede a:
Spartacus Banca SpA, in persona del lrpt, con sede in via Giovanni Manzoni n. 48 – 55465 – FIRENZE
Pubblicato da Gennaro De Natale a 6/16/2010 01:10:00 PM
Il Sig. Franceschiello Pascariello, nato a Salerno il 10/10/1910, cf AAA BBB CCC DDD EEE, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di procura a margine del presente atto,
- Che il ricorrente è proprietario di un locale seminterrato sito nello stabile condominiale di via Capacchione, in Salerno;
- Che nel suddetto locale, in cui confluiscono le tubazioni di scarico delle acque del fabbricato, si verificano da molto tempo infiltrazioni di acque luride e maleodoranti;
- Che la lamentata situazione ha determinato un notevole stato di degrado del locale, come risulta dalla documentazione allegata, creando notevoli disagi ai ricorrenti;
- Che, su richiesta degli istanti, il Presidente del Tribunale di Salerno ha disposto accertamento tecnico preventivo;
- Che i ripetuti inviti bonari non hanno sortito nessun effetto; tanto premesso, gli istanti, espongono quanto segue.
Il locale oggetto di ATP si presenta, allo stato attuale, come appurato dai sopralluoghi effettuati, in una situazione ben sintetizzabile da alcuni tratti della stessa relazione del CTU riportati di seguito.
1) Le pareti est e sud presentano delle evidenti macchie di infiltrazioni ormai asciugate; infatti risultano asciutte sia le pareti direttamente contro terra sia le tramezzature che formano la camera d’aria, pertanto le infiltrazioni non sono più in atto, ma si nota come le macchie rimaste sulle pareti delle infiltrazioni siano di colore scuro. Ciò fa concludere che tali infiltrazioni sono state determinate da acqua lurida in quanto non rappresentano un semplice spellicolamento della tinteggiatura o rigonfiamento dell’intonaco.
2) Il soffitto è intonacato con comune intonaco civile a tre strati e tinteggiato con idropittura. Un’ampia fascia del soffitto, che percorre parallelamente l’intera lunghezza della parete ad est, presenta delle evidenti macchie di infiltrazioni dall’alto ormai asciugate, pertanto le infiltrazioni non sono più in atto. Anche in questo caso le macchie delle infiltrazioni rimaste sono di colore scuro e quindi determinate da infiltrazioni di acqua lurida.
3) Al pavimento sono evidenti sconnessioni in alcuni tratti e leggeri avvallamenti, tanto che diverse piastrelle si sono rotte con danneggiamento irreversibile della sigillatura tra le varie mattonelle.
4) L’impianto elettrico, che presenta evidenti anomalie constatabili soprattutto attraverso una presa nella parete est, è stato attraversato da infiltrazioni d’acqua provocando un cattivo funzionamento dello stesso con serio pericolo per i fruitori dello stesso.
Per quanto riguarda le cause dei danni, le infiltrazioni riscontrate al punto 1 sono attribuite dal CTU ad infiltrazioni d’acqua putrida conseguenza di un evento meteorologico eccezionale nel novembre 2005, che hanno causato l’ostruzione delle fogne comunali e le fogne condominiali interrate lungo via Quaglietta, danneggiando queste ultime e consentendo ai liquami di propagarsi attraverso il terreno fino al locale in questione.
Tuttavia, come già documentato nella allegata relazione di parte, il tratto di canalizzazione fognaria condominiale (posta sotto il marciapiede limitrofo al fabbricato), che raccoglieva le acque bianche e nere del fabbricato di Via Quaglietta, presentava delle evidenti lesioni, come si è potuto oggettivamente riscontrare nel momento in cui si sono effettuati i lavori condominiali svolti nel mese di marzo del 2006 - come riferito dall’architetto Muzio Scevola, tecnico dell’impresa che ha eseguito i lavori. Lo stesso tecnico riferiva precisamente che: la rete fognaria condominiale non era costituita da una tubazione, ma da una canalizzazione in Eternit avente la forma di una cunetta - con una base di 30 cm ed un’altezza laterale di circa 30 cm - che si presentava lesionata in più parti ed aveva dei veri e propri punti di rottura, oltre ad essere in alcuni punti del tutto otturata.
In verità, le cause delle infiltrazioni non sono imputabili all’eventuale ostruzione delle fogne comunali, ma alla cattiva condizione della tubazione condominiale.
Infatti, le infiltrazioni non sono cessate in seguito ad un intervento comunale (mai avvenuto) di spurgo delle condotte comunali, ma in seguito alla sostituzione della canalizzazione condominiale che presentava delle reali lesioni, le quali hanno permesso il verificarsi del fenomeno infiltrazione prolungato nel tempo che non avrebbe avuto luogo in presenza di semplice otturazione.
Si sottolinea, inoltre, che tali lesioni non sono imputabili all’otturazione, in quanto non si è in presenza di tubazioni, ma di canalizzazioni (e quindi l’eventuale otturazione non è causa di maggiori pressioni che possono provocare delle lesioni alla tubazione).
Le infiltrazioni riscontrate al punto 2, sono imputate dal CTU come riportate di seguito: il soffitto ha subito infiltrazioni d’acqua putrida dall’alto a seguito di rottura dell’impianto di scarico delle acque nere condominiali, nella giunzione della parte verticale ed orizzontale, in corrispondenza dell’attività commerciale Leonida posizionata in testa al locale oggetto di perizia. Infatti il condominio ha proceduto ad effettuare lavori di straordinaria manutenzione a dette tubazioni di scarico.
Le infiltrazioni riscontrate al punto 3 e 4 (al pavimento ed all’impianto elettrico) sono dovute alle stesse cause che hanno danneggiato le pareti est e sud ed il soffitto.
Per la quantificazione dei danni, il CTU ha previsto:
- la demolizione e rifacimento dell’intera pavimentazione per la superficie complessiva di 64,00 mq;
- Rimozione degli intonaci ammalorati, alle pareti ed al soffitto;
- Nuovo intonaco delle zone asportate;
- Raschiatura, stuccatura, preparazione del fondo e tinteggiatura di tutti gli intonaci;
- Rifacimento dell’impianto elettrico; il tutto per un importo complessivo del computo metrico estimativo pari ad euro 5.968,56
Tuttavia, trattandosi di lavori relativi a quantitativi piccoli, il riferimento alle voci del prezzario non rispecchia totalmente la realtà, non offre il giusto importo dell’onere richiesto dalle imprese per le opere da realizzare. In tali casi, infatti, si è soliti adoperare prezzi a corpo proprio in virtù delle piccole quantità in oggetto.
Ciò premesso, si chiede che, rispetto alla quantificazione del C.T.U., vengano aggiunte le seguenti voci da quest’ultimo non computate:
A) Assistenza all’impiantista elettrico per apertura e chiusura tracce: € 250,00;
B) Risanamento - dei travetti e ricostruzione di pignatte spaccate e rovinate in seguito all’infiltrazione - di una parte del soffitto (ormai fatiscente): Risanamento di calcestruzzo mediante le seguenti lavorazioni: demolizioni di tutte le parti friabili, incoerenti o in fase di distacco; spazzolatura manuale o meccanica delle armature ossidate con rimozioni di tutte le parti copriferro anche leggermente ammalorate e sfarinanti; pulizia del sottofondo per eliminare polveri, tracce di olii grassi e disarmanti; applicazione di boiacca per il trattamento anticorrosivo e la protezione di ferri di armatura da applicare a pennello dopo accurata spazzolatura; accurato lavaggio della zona di intervento e successivo ripristino volumetrico e strutturale con malta cementizia pronta all'uso per riprese e stuccature a spessore, fibrorinforzata con microfibre sintetiche priva di componenti metallici tixotropica con elevate caratteristiche meccaniche idonea per ripristini di travi, pilastri, ecc. e per ricostruzioni volumetriche su pareti verticali e su soffitti, posto in opera a cazzuola per spessori fino a 2 cm per trattamenti isolati di superfici superiori a 3 dm². Ricostruzione delle pignatte eventualmente spaccate con rete di acciaio inox tipo PER NERVOMETAL, fissata all'intradosso della soletta integra con chiodi ad espansione per i metri quadri effettivamente ricostruiti), € 1.000,00;
C) costo per il parcheggio delle automobili in un garage custodito per tutta la durata dei lavori. (3 automobili e 4 motorini), che si ipotizza di un mese, € (150*3)+(60*4) = 690,00;
D) Spese relative al giudizio di accertamento tecnico preventivo € 2.753,13;
E) Costi sostenuti per il consulente tecnico di parte € 1.040,40;
F) Spese legali sostenute per l’accertamento tecnico preventivo € 1.000,00;
TOTALE € 12.702,09.
Tutto ciò premesso, l'istante, come sopra rapp.to, difeso e dom.to,
il Condominio di via Pasqualone (SA), in persona dell’amministratore pt, dott. Scipione L’Africano, dom.to in (84100) Salerno alla via Pinco Pallino, a comparire innanzi al Tribunale di Salerno, all’udienza del giorno 18 Giugno 1789, locali soliti, ore di rito col prosieguo, per sentir così provvedere:
Dichiarare il Condominio di via Pasqualone (SA), in persona dell’amministratore pt, unico responsabile delle infiltrazioni descritte in narrativa, e, per l’effetto, cndannarlo al pagamento dei danni subiti dagli istanti, ammontanti ad euro 12.702,09 oltre interessi dal fatto, con vittoria di spese, diritti ed onorari di causa con attribuzione al sottoscritto procuratore antistatario, e con sentenza provvisoriamente esecutiva.
Con riserva di precisare e modificare le conclusioni ex art. 183 cpc, si invita il convenuto a costituirsi in giudizio nei modi e termini di legge almeno 20 giorni prima della fissata udienza, con avvertenza che, in difetto, sarà dichiarata la sua contumacia e che, in tal caso, l'emananda sentenza sarà considerata come emessa in legittimo contraddittorio, e che la costituzione fuori del termine comporterà le decadenze di cui all'art. 167 cpc, per cui non potrà proporre domande riconvenzionali, chiamare terzi in causa, indicare mezzi di prova o produrre documenti.
Ai sensi e per gli effetti di cui alla L. 488/99 e succ. mod., l'istante dichiara espressamente di contenere la domanda entro il limite complessivo di euro 26.000,00.
1) Fascicolo relativo al ricorso per accertamento tecnico preventivo RG 1111/88;
2) CTU del Geom. Siscariello;
4) Perizia giurata dell’Ing. Tizio del 11/22/3333;
5) Valutazione dei danni effettuata dall’Ing. Tizio nel mese di luglio 3333.
Salerno, 21 Gennaio 2009
Condominio di via Pasqualone (SA), in persona dell’amministratore pt, dott. Sanarciuolo, dom.to in (84100) Salerno alla via Lungotevere n. 1452
VED. MEMORIA DI REPLICA EX ART. 190 CPC
Pubblicato da Gennaro De Natale a 6/10/2010 08:44:00 PM
COMPARSA DI COSTITUZIONE E RISPOSTA - SEPARAZIONE ...
ATTO DI CITAZIONE PER RISARCIMENTO DANNI DA INFILT...

References: art. 86
 art. 547
 art. 492
 art. 34
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 §17
 Sentenza 
 sentenza 
 § 249
 § 120
 sentenza 
 art. 13
 sentenza 
 § 1
 § 1
 sentenza 
 art. 1129
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 320
 art. 151
 ART. 17
 art. 320
 sentenza 
 art. 183
 sentenza 
 ART. 190