Source: https://issuu.com/ordingroma/docs/q3-p36_geot
Timestamp: 2017-01-18 11:10:29+00:00

Document:
OSSERVAZIONI SUL REGOLAMENTO REGIONALE 7 FEBBRAIO 2012 N°2 by Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma - issuu
Ing. L. Tramonti
Ing. G. Iorio
Ing. M. Curti
OSSERVAZIONI SUL REGOLAMENTO
REGIONALE 7 FEBBRAIO 2012 N°2
Snellimento delle procedure per l’esercizio delle funzioni
regionali in materia di prevenzione del rischio sismico
Ing. M. E. D’Effremo
Ing. A. Bozzetti
Con la D.G.R. Lazio n. 10/2012, è stato adottato il Regolamento regionale n.2 del 7 febbraio 2012
concernente lo “Snellimento delle procedure per l’esercizio delle funzioni regionali in materia di
prevenzione del rischio sismico“.
Questo articolo ha l’obiettivo di analizzare il Regolamento all’interno del complesso quadro normativo e burocratico in cui si inserisce, e di sottolineare alcuni punti critici che ricadono negli ambiti
della Geologia, dell’Ingegneria Geotecnica e dell’Ingegneria delle Strutture. In particolare vengono
approfonditi e analizzati i passaggi relativi alla “Relazione Geologica e di modellazione sismica”,
con particolare riferimento alla conformità al DPR 380/01 e NTC08, l’atto di asseverazione, le indagini minime e il ruolo degli enti di controllo. In alcuni casi sono proposte delle possibili modiﬁche al
Tratto dal Quaderno IoRoma consultabile al sito:
http://rivista.ording.roma.it
Regolamento in conformità con altri regolamenti sismici regionali.
Il regolamento sismico
Il Regolamento, come riportato all’art.1 comma
1 “stabilisce i criteri e le modalità per la presentazione dei progetti di costruzioni in zone
sismiche, per la denuncia di inizio lavori, per
l’autorizzazione da parte della competente
struttura tecnica regionale (cfr. Genio Civile),
nonché per l’adeguamento delle costruzioni
esistenti alla nuova classiﬁcazione sismica e
per l’espletamento dei controlli”.
Secondo tale deﬁnizione il Regolamento si applicarebbe solo ad un contesto amministrativo
e non progettuale, il quale invece è prerogativa
delle NTC 08. All’art. 1 comma 1 del Regolamento sono infatti citati l’art.27 della legge regionale 11 Agosto 2009 n.21 “misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l’edilizia residenziale sociale” e il Decreto del Pre-
sidente della Repubblica 6 Giugno 2001 n.380
“Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”, mentre non
vengono menzionate le NTC 08 e la conseguente circolare esplicativa 617/2009. In quest’ottica lo scopo del Regolamento è di fare
chiarezza nell’iter burocratico-amministrativo
della presentazione dei progetti.
Nell’ottica di snellire le procedure per l’esercizio delle funzioni regionali in materia di prevenzione del rischio sismico, nell’art.1 comma 2
del Regolamento è stato introdotto un sistema
informatico denominato S.I.T.A.S. per la “trasparenza delle autorizzazioni sismiche”.
L’art.2 comma 1 del Regolamento dichiara che
nelle zone sismiche della Regione Lazio, per
gli interventi citati nel comma, si deve “acquisire la preventiva autorizzazione sismica rilasciata dalla competente area del genio civile regionale in conformità a quanto previsto dagli articoli 93 e 94 del D.P.R. 380/2001.”
La “Domanda di autorizzazione”, redatta secondo gli allegati A e B del Regolamento, il
Progetto Esecutivo unitamente alla “Relazione
geologica e di modellazione sismica”, devono
essere inviati, per via informatica, dai professionisti indicati dall’articolo 93, comma 2, del
D.P.R. 380/2001 alla direzione regionale competente in materia di infrastrutture ed allo Sportello Unico per l’Edilizia.
Per le opere non soggette a controllo, riportate
nell’art. 4 comma 1, e per la sussistenza delle
condizioni di cui all’art. 4 comma 2, è sufﬁciente un’asseverazione del progettista e del geologo al posto della procedura descritta nel regolamento.
L’art.3 introduce i criteri relativi al sorteggio e
alla composizione della commissione sismica
istituita presso ciascuna area del genio civile
regionale (comma 1-7), e le indagini minime
obbligatorie di carattere geologico, geoﬁsico e
geotecnico per i progetti da sottoporre a controllo e per le opere di cui alle lettere a), b), c) e
d) dell’art.4.1 in cui è obbligatoria la relazione
Tali indagini minime riportate nell’Allegato C del
Regolamento sono deﬁnite in funzione della
classe di rischio geologico. Le classi di rischio
geologico vengono deﬁnite in funzione della
pericolosità geologica del sottosuolo (Tipo A, B
e C) preventivamente deﬁnita in funzione della
zonizzazione sismica, e della classe d’uso
I controlli sulle pratiche depositate sono deﬁniti
a seconda della sismicità e dell’importanza
dell’opera. Ad esempio, nel caso di un intervento ordinario in zone di bassa sismicità (3A e 3B)
al “deposito sismico” non viene fatto eseguire
alcun atto istruttorio da parte degli Ufﬁci se non
in qualche caso (5% delle domande pervenute)
selezionato per sorteggio. Nel caso di opere in
zona ad alta o media sismicità (1, 2A e 2B) il
controllo riguarda il 15 % dei progetti mentre,
nei casi di opere infrastrutturali strategiche, al
deposito deve seguire l’ottenimento della “autorizzazione sismica” che viene rilasciata dall’Organismo Regionale di controllo dopo speciﬁca
istruttoria. Alla stesura dell’Istruttoria “provvede
un’apposita commissione denominata commissione sismica, istituita presso ciascuna area del
genio civile regionale.”
Un’accurata lettura del Regolamento permette
di individuare chiaramente il percorso necessario al deposito sismico. Di seguito, attraverso
una rilettura critica dello stesso, si vuole porre
l’attenzione su alcuni passaggi particolari:
• Relazione Geologica e di modellazione sismica;
• Atto di asseverazione;
• Indagini minime e ruolo degli enti di controllo;
• Contenuti degli allegati.
Relazione Geologica e di modellazione
sismica - Conformità agli artt. 93-94 del
Negli artt. 93 e 94 del D.P.R. 380/2001 all’interno della Sezione II “Vigilanza sulle costruzioni
in zone sismiche” vengono esplicitate le moda-
lità di denuncia dei lavori e presentazione dei
progetti di costruzioni in zone sismiche.
In particolare, nel comma 2 si richiama la necessità di trasmettere copia del progetto al
competente ufﬁcio tecnico della regione “debitamente ﬁrmato da un ingegnere, architetto,
geometra o perito edile iscritto nell’albo, nei limiti delle rispettive competenze, nonché dal direttore dei lavori.”
Il contenuto minimo del progetto (comma 3) è
determinato dal competente ufﬁcio tecnico della regione. In ogni caso “il progetto deve essere esauriente per planimetria, piante, prospetti
e sezioni ed accompagnato da una relazione
tecnica, dal fascicolo dei calcoli delle strutture
portanti, sia in fondazione sia in elevazione, e
dai disegni dei particolari esecutivi delle strutture.”
Importante è il comma 4 sulla scelta e dimensionamento delle fondazioni: “al progetto deve
inoltre essere allegata una Relazione sulla fondazione, nella quale devono essere illustrati i
criteri seguiti nella scelta del tipo di fondazione, le ipotesi assunte, i calcoli svolti nei riguardi del complesso terreno-opera di fondazione
che deve essere corredata da graﬁci o da documentazioni, in quanto necessari” (comma 5).
Si riscontra come, al posto della Relazione sulla fondazione disciplinata dal DPR 380/2001,
nel Regolamento si fa riferimento ad un elaborato di progetto denominato “Relazione Geolo-
gica e di modellazione sismica” (a ﬁrma del
Geologo) non presente in nessun altro regolamento che contiene, implicitamente, non solo
la modellazione geologica e la pericolosità a
carattere geologico del sito ma anche la sismicità del sito e la modellazione geotecnica dei
terreni come prescritto nell’All. C: “I parametri
deﬁniti nella relazione geologica e quelli caratteristici utilizzati per il calcolo e la veriﬁca delle
fondazioni devono essere coerenti tra di loro”.
Pertanto, nell’ottica di uno snellimento delle
procedure di controllo e deposito dei progetti,
sono state accorpate in un unico nuovo elaborato tutti i contenuti delle Relazioni Specialistiche che solitamente accompagnano il Progetto
Esecutivo quali (dall’art 26 DPR 5-10 n.207):
• “Relazione Geologica”;
• “Relazione Geotecnica”;
• “Relazione sulle strutture”, con riferimento
alla definizione dell’azione sismica;
che risultano identiﬁcate, nella circolare applicativa del DM08, nel capitolo C 10.1.5.1, nei
seguenti elaborati:
• “Relazione sulla modellazione sismica” concernente la pericolosità sismica di base del
sito di costruzione.
La completa sovrapposizione tra “la relazione
geologica e di modellazione sismica (di seguito Relazione Geologica)” e la Relazione sismica, che andrebbe redatta secondo NTC08
§6.2.1, §3.2 e C 3.2, non dovrebbe in nessun
modo essere motivata con la semplice necessità di snellimento delle procedure, propria di
Poiché la Relazione Geologica non contempla
aspetti sismici (NTC08 § 6.2.1.) e questi sono
demandati alla sola “Relazione sulla modellazione sismica” concernente la “pericolosità sismica di base” del sito di costruzione (§ 3.2
delle NTC e § C3.2 della Circolare), questa sovrapposizione equivale ad una ulteriore estensione della esclusività delle competenze del
Geologo nei confronti di problematiche tipicamente affrontate anche da Ingegneri.
Analoghe considerazioni valgono per la Relazione Geotecnica che, pur non essendo mai
speciﬁcata come nelle NTC08, ma sostanzialmente incardinata nel DPR 380/2001 attraverso
la “Relazione sulle fondazioni”, nel Regolamento regionale appare conﬂuire direttamente nella
Relazione Geologica (cfr. All. C: “I parametri
fondazioni devono essere coerenti tra di loro“)
in apparente contrasto con i dettami delle NTC
08 § 6.2.2 e C.6.2.2.5. L’assenza di uno speciﬁco richiamo alla Relazione Geotecnica nella
procedura di autorizzazione, sebbene parte
dei suoi contenuti siano richiamati nell’Allegato
B, sembra una ulteriore conferma in tal senso e
di fatto relega la Relazione Geotecnica, al più,
ad un mero controllo burocratico e regolamentare dell’idoneità dell’impianto progettuale.
Per ovviare alla sovrapposizione della Relazione Geologica con quella Geotecnica e Relazione sismica, l’Art 2 comma 2 e l’allegato C (parametri deﬁniti nella relazione geologica) potrebbero essere integrati richiamando i dettami
dell’art 93 del DPR 380/2001, ciò anche al ﬁne
di trovare una maggiore congruenza con l’impianto progettuale normato dalle NTC08 e meglio disciplinare e regolamentare i compiti del
Atto di asseverazione
Come precedentemente richiamato, all’art.2
comma 2 del Regolamento si introduce “l’atto
di asseverazione” riguardante opere modeste
non soggette a controllo.
Attraverso questa procedura il Progettista, congiuntamente al Geologo, certiﬁca che l’opera
rientri nelle categorie indicate nell’art 4 comma
1 e che il sito di costruzione mostri idonee condizioni morfologiche e di stabilità (art.4 comma
2), per cui la Relazione Geologica non risulta
Tale procedura ﬁnalizzata ad uno snellimento
delle pratiche per la realizzazione di “opere minori”, risulterebbe di difﬁcile applicazione a
causa dei vincoli di carattere geologico-geotecnico ivi implicitamente considerati. In particolare il comma 3 prevede il preventivo accertamento dell’assenza di “zone suscettibili di
ampliﬁcazione sismica o suscettibili di instabilità deﬁnite da studi validati dall’Ufﬁcio Geologico e Sismico Regionale” (studi di microzonazione di livello 2).
Tale condizione, se intesa alla stregua di assenza di “ampliﬁcazione sismica” di sito, rende
di fatto inapplicabile su gran parte del territorio
del Lazio la pratica di asseverazione, a meno
del caso di manufatti fondati direttamente su
afﬁoramento roccioso (Categoria sismica A) e
morfologia poco accidentata.
Un‘ulteriore osservazione riguarda l’art. 4 comma 4 che reca la possibilità di omettere la relazione geologica, mentre le NTC 08 non contemplano tale opzione sia per la relazione geologica, geotecnica e sismica. In tal senso, poichè una legge regionale non può legiferare in
maniera meno stringente rispetto ad una norma
nazionale, è opportuna un’attenta riﬂessione su
quali opere possano essere ritenute modeste
tali da poter limitare il dettaglio delle relazioni
specialistiche senza dare l’opportunità di ometterle.
La deﬁnizione di interventi da sottoporre a preventiva domanda di autorizzazione sismica di
cui all’art.2 “costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni” sembrerebbe generica per quanto
concerne gli interventi su ediﬁci esistenti che
spaziano da quelli non strutturali ai miglioramenti sismici, agli interventi di consolidamento
Ad ogni modo la domanda di autorizzazione sismica dovrebbe essere effettuata nei casi in
cui il Progettista ritenga che con gli interventi in
progetto si modiﬁchi signiﬁcativamente il comportamento sismico della struttura, e ciò dovrebbe essere esplicitato nell’art.2.
Indagini minime e ruolo degli enti di controllo
Con l’introduzione delle indagini minime di cui
all’All.C, l’ambito di riferimento del Regolamento sembra avvicinarsi al campo progettuale.
Tuttavia, è importante sottolineare che le indagini richiamate in normativa sono e devono essere finalizzate esclusivamente ad una
migliore caratterizzazione sismica dei terreni
di fondazione mirata alla definizione accurata delle azioni sismiche sulla struttura. Tali indagini non possono dunque essere sostitutive, ma solo sinergiche, alla progettazione
vera e propria. Quest’ultima si compone di
tutti quegli studi, comprese le indagini, a carattere geologico, geotecnico e sismico necessari al progettista per una buona conoscenza del volume signiﬁcativo e del comportamento geotecnico e/o geomeccanico del terreno su cui sorge l’opera (NTC08 §3.2.2,
§6.1.2, §6.2.2, EN 1997-2 Appendice-2).
Di conseguenza, a prescindere da considerazioni riguardanti la numerosità, estensione e tipologia di indagini richiamate nell’All.C, l’azione di veriﬁca sui progetti da parte del Genio
sembra essere impostato primariamente al
controllo della corretta impostazione della modellazione sismica dei terreni, con particolare
riferimento per l’appunto alle indagini “minime”
da cui dipendono gli spettri di progetto.
Se da una parte l’obbligatorietà sull’esecuzione
di indagini minime a supporto della progettazione di opere sul territorio contribuisce a imporre una minima conoscenza del sottosuolo,
l’imposizione sulla scelta, numerosità ed estensione della campagna di indagine impone indagini scelte nell’ottica della caratterizzazione
sismica del territorio che rischiano però, a causa di un errato utilizzo, di diventare la base della progettazione dell’opera senza la necessaria
contestualizzazione riguardo ai caratteri dell’opera stessa e al contesto geotecnico in cui si
Le indagini minime imposte non dovrebbero essere strumento per alleviare la responsabilità del
progettista che dovrebbe, come per l’ordinaria
progettazione in campo “statico”, scegliere adeguatamente numero e tipo di indagini. È importante infatti sottolineare come la deﬁnizione di
un corretto piano di indagine non possa prescindere dai requisiti di sicurezza e funzionalità
in campo sismico richiesti per la sovrastruttura
legati ai caratteri strutturali dell’opera ed ai carichi in gioco, per cui la scelta delle indagini non
può essere solo ricondotta alla “classe d’uso”
della struttura ma dovrà essere connessa alla tipologia ed estensione delle strutture di fondazione nonché dai caratteri dell’opera stessa.
Si evidenzia inoltre che alcune metodologie di
indagine in situ, recentemente messe a sviluppo, consentono di fornire un’idonea classiﬁcazione sismica del sottosuolo in modo più efﬁciente rispetto alle prove indirette che devono
necessariamente passare per complessi processi di inversione numerica controllati solo dal
software. Sembra inoltre apparentemente trascurato il problema della corretta identiﬁcazione del regime delle pressioni interstiziali in zo-
ne ad elevata sismicità che svolge un ruolo
predominante nelle veriﬁche di stabilità di sito
e quindi dei requisiti delle fondazioni in condizioni sismiche.
Ad ogni modo, se da un punto di vista procedurale i passi da intraprendere per pervenire
all’autorizzazione sembrano chiari, d’altra parte
nel Regolamento non trova traccia una formale
esplicitazione dei compiti effettivamente assunti dall’organo di controllo.
La mancanza di speciﬁche indicazioni su cosa
consiste e su quali aspetti debba vertere il cosiddetto “controllo sulla progettazione”, può infatti creare una certa ambiguità e/o confusione
sui ruoli rispettivamente assunti dai progettisti e
il genio civile.
particolare, i graﬁci strutturali siano perfettamente intellegibili dalle maestranze impegnate
nell’esecuzione dei lavori”.
Come è espresso la veriﬁca sismica da parte
dell’organo regionale, in questo caso quello
della Campania, riguarda aspetti formali di carattere amministrativo per l’autorizzazione e di
corretta applicazione dei criteri di progetto e
applicazione della Norma Tecnica. La veriﬁca
dell’autorizzazione, che va applicata anche alle
varianti di progetto, così strutturata non entra
nel merito delle scelte progettuali che restano
responsabilità del progettista.
Proposte di modifiche negli Allegati
Analoghi regolamenti sismici in vigore in altre
regioni riportano utili indicazioni. In particolare
il regolamento della regione Campania
n.4/2010 all’art.4 “controllo sulla progettazione”
riporta “Il settore provinciale del Genio Civile,
nell’ambito dell’attività istruttoria, veriﬁca la correttezza amministrativa della denuncia dei lavori, così come previsto per il deposito sismico,
nonché la correttezza delle impostazioni progettuali in relazione alle norme tecniche vigenti
riscontrando anche a mezzo di liste di controllo: a) l’osservanza delle leggi, dei regolamenti
e delle norme tecniche, nell’impostazione delle
ipotesi progettuali e nella veriﬁca degli elementi strutturali; b) che gli elaborati progettuali siano effettivamente di livello esecutivo e che, in
Di seguito alcune osservazioni sugli Allegati
Nell’Allegato A si chiede di dichiarare i professionisti incaricati degli elaborati, ma si fa riferimento al “progettista delle strutture e della relazione geotecnica”. Tali ﬁgure tecniche, nella
maggior parte dei casi, sono distinte come un
architetto che si occupa della struttura in sopraelevazione e un ingegnere che esegue la
progettazione delle fondazioni o semplicemente la veriﬁca. Sarebbe opportuno separare le
Nell’Allegato B, in cui si riassumono le caratteristiche geologiche e geotecniche, si propone
di sostituire il paragrafo “stratigraﬁa” con “stratigraﬁa del volume signiﬁcativo” togliendo la
profondità di 30 m dal piano di fondazione, valore adottato nelle indagini sismiche.
Nell’Allegato C si suggerisce di modiﬁcare la
frase “relazione geologica e di modellazione sismica (di seguito Relazione Geologica)” in
quanto richiama elaborati differenti secondo il
DPR 380/01 e le NTC08. Inoltre nell’Allegato si
chiede che i parametri caratteristici usati nella
progettazione devono essere concordi con
quanto riportato nella Relazione Geologica. Tali
parametri, secondo le NTC08, si trovano nella
Relazione Geotecnica e fanno parte della progettazione statica, mentre il campo del Regolamento è solo sismico e quindi dinamico, non
dovrebbe dunque richiamare i parametri caratteristici usati nella progettazione. Sempre nell’Allegato C tra le indagini minime sono suggeriti campionamenti e sondaggi. Questi ultimi
però appartengono ad una fase progettuale
necessaria ad analizzare il volume signiﬁcativo
in funzione dell’opera e non i 30 m di terreno
così come deﬁniti. Campionamenti e sondaggi
inoltre non possono dipendere dalla classe di
rischio dell’opera. Tali indagini minime, così come individuate, rischiano di invadere il campo
progettuale in cui la caratterizzazione del terreno deve essere connessa all’opera e al contesto geotecnico.
OSSERVAZIONI SUL REGOLAMENTO REGIONALE 7 FEBBRAIO 2012 N°2

References: §6
 §3
 § 6
 § 6
 §3

§6
 §6