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Timestamp: 2020-07-04 21:06:54+00:00

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Sub ambito di Trasformazione 02 SN1 - PDF Download gratuito
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Michelina Pisani
3 Var. 24 Var. 58 Var.168 D.D. 53 Scheda norma D/1 Ex scalo merci V.le Fratti (Tav. P.R.G.23) Sub ambito di Trasformazione 02 SN1 PARTE I STATO DI FATTO 1. DESCRIZIONI DELLE CONDIZIONI ATTUALI DELL AREA L area collocata sulla linea ferroviaria a est della stazione è occupata interamente dallo scalo ferroviario. I confini dell area sono a nord con la linea ferroviaria che viene mantenuta, mentre a ovest, sud ed est gli insediamenti misto residenziali artigianali che si attestano su viale Fratti. Sul lato sud è tangente con l altra area d intervento di via Trieste (B/1). 2. VINCOLI E PIANI SOPRAORDINATI L area è sottoposta alle tutele dettate dal PTCP che la classifica tra i Centri di base, art.31, la inserisce all interno delle aree di inondazione per piena catastrofica del Po e per inadeguatezza della rete scolante di pianura, art.37, all interno del Corridoio Tirreno Brennero TI BRE, art.34, e nel Sistema insediativo della via Emilia, art.31, nonché nella zona di tutela dei corpi idrici superficiali e sotterranei, art. 28. L area è inoltre interessata dalla Fascia di rispetto ferroviaria DPR 753/ 80, art.82 del POC. 3. PRESCRIZIONI DELLA VARIANTE 95 La variante destina l area di intervento ad zona ferroviaria. Var. 24 adozione: atto di C.C. n. 27 del ; approvazione (parte) atto di C.C. n. 173 del Var. 58 adozione: atto di C.C. n. 275 del ; approvazione atto di C.C. n. 62 del Var. 168 adozione: atto di C.C. n. 125 del ; approvazione atto di C.C. n. 160 del D.D. 53 Decreto del Direttore del Settore Pianificazione Territoriale n. 53 del
4 PARTE II DISPOSIZIONI URBANISTICHE 4. DESCRIZIONI DEGLI OBIETTIVI DI PROGETTO L occasione dell intervento nasce dall abbandono dello scalo ferroviario e dal liberarsi nella città di un area strategica perché posta sui viali della circonvallazione a diretto contatto con il centro storico. Il dislivello esistente tra viale Fratti e la massicciata può essere occasione per creare un edificio su due livelli al margine dell intervento. 5. FUNZIONE CARATTERIZZANTE Attività direzionali (Ud) Attività commerciali, (Uga1, Uga3, Uga5, Uga6, Uea1, Uea2, Uea3), attività artigianali e di intermediazione connesse alla residenza (Ugb, Ugc, Ugd). Il PSC vigente, per il sub-ambito 02.SN1, ammette l insediamento di medio piccole strutture di vendita 6. FUNZIONI AMMESSE Attività ricettive (Uh)* Attività artigianali e di intermediazione connesse alla residenza (Uge escluso Uge6). * L attività alberghiera risulta inibita con determinazione della Provincia di Parma n del PRINCIPALI SERVIZI PUBBLICI Servizi sociali (Uib,Uic,Uid, Uif) e Attrezzature di interesse comune anche a valenza comunale e sovracomunale
5 8. PARAMETRI URBANISTICI A Sc (superficie complessiva) mq B slu totale mq C slu per edilizia sovvenzionata, convenzionata, convenzionata agevolata: mq. D Sf teorica = mq E aree per servizi pubblici di quartiere: vedi allegato "Usi del suolo e standard" F opere di urbanizzazione generale: come da piano urbanistico attuativo G ulteriore dotazione di aree pubbliche: G=(A-D-E-F) destinato a verde pubblico attrezzato e a parcheggio nonché ad attrezzature di interesse comune anche a valenza comunale e sovracomunale H altezza massima ammissibile per edifici m ULTERIORI PRESCRIZIONI In ragione della funzione attribuita all area volta alla realizzazione di un ampia piazza pubblica che partendo da Viale Fratti arriva all ex scalo merci e nella quale non si prevede soluzione di continuità tra spazio pubblico e spazio privato, è possibile prevedere che l edificazione possa avvenire a distanze inferiori a 5 m. dai confini con le aree pubbliche, ovvero in confine con le stesse. 9. FUNZIONE URBANISTICA DELLE AREE PUBBLICHE Il sistema delle aree pubbliche è teso a rafforzare e consolidare la struttura degli spazi d uso urbano (per la sosta e per il verde) posti ad est e ad ovest del comparto d intervento, nonché finalizzato a consentire l edificazione di edifici destinati ad attrezzature di interesse comune anche a valenza comunale e sovracomunale.
6 PARTE III: PRESTAZIONI AGGIUNTIVE. (da considerasi cogenti) 10. EPOSIZIONE AL RUMORE AMBIENTALE In relazione all estrema vicinanza dell area di trasformazione con la linea ferroviaria Milano-Bologna dovranno essere realizzate opportune opere di mitigazione del rumore lungo la ferrovia oppure, direttamente sul ricettore. Si prescrive il rispetto dei limiti del piano di zonizzazione acustica; in particolare l adeguatezza degli interventi di mitigazione lungo la via di propagazione del rumore è definita in funzione della capacità di garantire i limiti previsti per la classe IV e quelli previsti dalle norme specifiche riferite alle infrastrutture stradali e ferroviarie. 11. ADEGUATEZZA SISTEMA FOGNARIO Considerando che l area ricade in una zona a vulnerabilità a sensibilità attenuata, in fase di progettazione dovranno essere previsti sistemi di raccolta e trattamento dei reflui in grado di garantire che gli scarichi siano effettuati in conformità a quanto disposto dal D. Lgs 152/99 e s.m.i., al fine di salvaguardare il corpo ricettore, le falde acquifere sottostanti, la salute pubblica e l ambiente. Le condotte fognarie e gli scarichi dovranno quindi rispettare le disposizioni contenute nelle NTA del Piano Territoriale di Coordinamento Territoriale (PTCP). In particolare è obbligatoria la separazione tra le acque bianche e nere e deve essere assicurata la tenuta idraulica dei condotti attraverso idonee soluzioni progettuali. Le acque reflue saranno collettate alla rete esistente e quindi asservite al depuratore Parma Est. Per quanto riguarda le acque bianche dovranno essere previsti sistemi di laminazione (sovradimensionamento delle tubazioni, vasche volano con scarico a diametro tarato.) in grado di garantire il corretto smaltimento delle stesse nella rete scolante esistente dovrà essere richiesta l autorizzazione all Ente idraulico competente. La progettazione e la costruzione di condotte fognarie, in conformità con quanto previsto dal D.M.L.P. del (p.ti 1,2,3,4), nonché dalla Circolare dei MM.LL.PP. n del , dovranno inoltre garantire l affidabilità dell opera in relazione al grado di sicurezza statica, di resistenza alla corrosione, di integrità della
7 tenuta nel tempo, tenendo conto della caratterizzazione geologica e geotecnica dei terreni interessati dal tracciato delle tubazioni. I materiali e i particolari costruttivi delle reti dovranno essere conformi al Regolamento di Pubblica Fognatura. 12. ULTERIORI INDICAZIONI PROGETTUALI Sistema fognario: per quanto riguarda le acque nere, si prevede l allaccio alla rete fognaria esistente tramite la realizzazione di tubazioni a doppia tenuta secondo quanto previsto dal PTCP per le aree caratterizzate da vulnerabilità a sensibilità attenuta degli acquiferi con recapito al depuratore Parma Est, ampiamente adeguato a ricevere il carico previsto. Le acque bianche, invece, saranno convogliate nel Canale Naviglio previa autorizzazione dell Autorità competente. Utilizzo di materiali inerti: prevedere, ove tecnicamente possibile, l impiego di materiali di recupero (inerti da demolizione) in sostituzione degli inerti di cava. Sistema ambientale: a seguito di determinazione della Provincia di Parma n del , che si richiama integralmente e a cui si rinvia per le specifiche prescrizioni, si recepiscono le seguenti disposizioni: a) nell area individuata con il numero 1 sono presenti nella matrice suolo superamenti di cui alla Colonna A della Tabella 1, Allegato 5, al Titolo V della Parte Quarta del Dlgs 152/06 e smi e, pertanto, dovrà essere opportunamente valutata la conformità di qualsiasi uso si faccia dell area; inoltre, per i siti valutati idonei come destino del materiale che ha mostrato superamenti della Colonna A, proveniente dagli scavi da effettuarsi in questa area, dovrà risultare nella strumentazione urbanistica la presenza di tale materiale e opportunamente valutata ogni modifica della destinazione d uso; b) le aree individuate con i numeri 2 e 3 sono state oggetto di una procedura di AdR (Analisi di Rischio), con riferimento la colonna A della Tabella 1, Allegato 5, al Titolo V della Parte Quarta del Dlgs 152/06 e smi e qualsiasi modifica, anche alle sole condizioni di uso del sito, comporterà una adeguata revisione dell AdR per verificarne la sostenibilità con i livelli id contaminazione presenti.
Scheda norma D3 Ex scalo merci Via Reggio (Tav. P.R.G. 22)
Scheda norma D3 Ex scalo merci Via Reggio (Tav. P.R.G. 22) Var. 24 PARTE I STATO DI FATTO 1. DESCRIZIONI DELLE CONDIZIONI ATTUALI DELL AREA L area si colloca a fianco della linea ferroviaria a nord, sul

References: art.31
 art.37
 art.34
 art.31
 art. 28
 art.82