Source: http://sanmatteolivorno.it/gruppi-e-attivita/consiglio-pastorale-parrocchiale/statuto-e-regolamento/
Timestamp: 2019-05-26 23:37:22+00:00

Document:
Statuto e Regolamento – Parrocchia San Matteo in Livorno
Posted on Giugno 25, 2015 by Carlo
PARROCCHIA SAN MATTEO – LIVORNO
“La Parrocchia è una determinata comunità di fedeli che viene costituita stabilmente nell’ambito di una Chiesa particolare, la cui cura pastorale è affidata, sotto l’autorità del Vescovo diocesano, ad un parroco quale suo proprio pastore” (CIC can. 515 §1).
La Parrocchia è pertanto una comunità di fede, una comunità di preghiera e una comunità di amore.
La Parrocchia non è principalmente una struttura, un territorio, un edificio; è piuttosto “la famiglia di Dio come una fraternità animata dallo Spirito di unità” (LG 28), è “una casa di famiglia fraterna e accogliente”, è “la comunità di fedeli” (CIC can. 515 §1). In definitiva, la Parrocchia è fondata su una realtà teologica, perché essa è una “Comunità Eucaristica” (SC 42).
La Parrocchia infatti è una comunità di battezzati che esprimono e affermano la loro identità sopratutto attraverso la celebrazione del Sacrificio eucaristico (cf. EDE 32). Scopo di tutta l’azione pastorale è condurre la parrocchia a vivere come comunione e comunità eucaristica che cammina verso il Regno e che vive come comunità in missione. Nella realtà di massificazione e di anonimato, la comunità parrocchiale si costituirà in comunione di comunità nelle quali sia data la possibilità di vivere concretamente la comunione, la conoscenza reciproca e l’aiuto fraterno. In questo modo è possibile conoscersi, essere e sentirsi accolti, avere la Parola, conoscerla ed approfondirla, essere coinvolti nell’esperienza di fede e del dinamismo missionario.
Nella comunità parrocchiale avrà un ruolo particolare la famiglia che per il sacramento del matrimonio è chiesa domestica, cellula viva e vitale del popolo di Dio, luogo dove nascono e prendono forza le singole vocazioni.
Organi di partecipazione ecclesiale
I Consigli Pastorali Parrocchiali sono luogo e strumento attraverso i quali:
si dà immagine della comunione vissuta ed espressa dalla comunità;
si esprime la partecipazione e la corresponsabilità;
si effettua opera di discernimento;
il Pastore esercita l’ufficio pastorale che gli è proprio.
“È un organo ecclesiale di comunione per esprimere l’unità come «segno» della Chiesa universale, locale e parrocchiale; esso, presieduto dal parroco, fa vivere un’autentica corresponsabilità nello «studiare, valutare e proporre conclusioni operative su quanto riguarda le attività pastorali» (CIC can. 511) della comunità parrocchiale, perché essa possa assolvere la sua missione di salvezza, nel dupplice momento di crescita nella fede e di azione missionaria (cf Ecclesiae sanctae)” (Sinodo Diocesano di Livorno, n. 173).
“Il CPP deve perciò esprimere la comunione dei pastori col popolo di Dio e stimolare la partecipazione dei fedeli. Presbiteri, religiosi e laici insieme collaborano nel Consiglio per studiare il piano pastorale sintonizzato col piano e con le iniziative diocesane. Devono provvedere poi che questo piano venga attuato, coordinando tutte le iniziative, affinché nessuna espressione di vita e nessuna zona venga trascurata” (Sinodo Diocesano di Livorno, n. 174).
“Il CPP, come segno di unione, si impegnerà ad essere per primo esempio di carità fra i suoi membri. L’ascolto rispettoso di tutte le opinioni e la sincera volontà di trovare insieme la via migliore per una ricca vita spirituale della comunità saranno il suo costante obiettivo. Troverà al di fuori delle riunioni di lavoro anche dei momenti di preghiera e ascolto della Parola, come pure occasioni di serena distensione che possano cementare l’amicizia fra i suoi membri. Ma questi momenti «particolari» non dovranno portare mai a sentirsi un «gruppo particolare» (il CPP non è un’associazione!) ma deve avere per fine sempre e solo il miglior servizio alla comunità” (Sinodo Diocesano di Livorno, n. 175 § c).
Sarà ritenuta perciò prioritaria la catechesi per adulti che si esprimerà concretamente negli ambiti seguenti:
Catechesi permanente.
Catechesi occasionale.
Tale esperienza sostiene ed approfondisce il rapporto tra vita ed esperienza di fede sollecitando un’adesione sempre più consapevole ed esplicita a Gesù Cristo e alla Chiesa.
È vissuta attraverso gruppi che nel territorio assumono le caratteristiche di piccole comunità ecclesiali (gruppi, associazioni e movimenti).
Catechesi occasionale
Catechesi motivata dalla richiesta di sacramenti o di sacramentali (Battesimo, Confermazione, Prima Comunione, Confessione, Unzione dei malati, Matrimonio, benedizione delle famiglie, trasmissione della fede ai figli, funerali).
Queste due forme di catechesi dovranno promuovere le dimensioni fondamentali della vita cristiana: annuncio della parola, catechesi, liturgia, testimonianza di carità e missionarietà e questo nella famiglia, nella chiesa e nella società civile.
La pastorale indirizzerà la sua azione e la sua attenzione, particolarmente, a tre ambiti:
È necessaria una presa di conoscenza della situazione odierna, spesso di sofferenza e solitudine, della famiglia.
Aiutare la medesima al momento della sua formazione (percorso in preparazione al matrimonio).
Svolgere una funzione di accompagnamento e di sostegno, in modo particolare nei primi anni di vita della coppia (itinerari formativi per giovani coppie che favoriscano anche l’assunzione di responsabilità in ordine ai figli e alla loro educazione).
2. Catechesi dell’iniziazione
Curare l’itinerario di iniziazione cristiana per fanciulli e ragazzi (“catechismo parrocchiale”), le cui tappe fondamentali sono la celebrazione dei sacramenti: (del Battesimo, se non ancora ricevuto) della Riconciliazione, della Prima Comunione e della Cresima.
Questo settore della catechesi è da intendersi come sostegno alla famiglia nel suo compito di trasmettere la fede ai figli. Si curerà in modo particolare il coinvolgimento dei genitori.
Gruppi adolescenziali e giovanili per i quali si faccia un progetto educativo con itinerari formativi che li inseriscano e li coinvolgano nella comunità adulta (ecclesiale e civile).
Apertura, scambio ed incontro con realtà giovanili presenti in Vicariato e in Diocesi.
Per il servizio alla Comunità Parrocchiale, in tutte le sue espressioni ed attività, si indicano alcuni organismi e gruppi:
Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP): nel quale i fedeli prestano il loro aiuto nel promuovere l’attività pastorale (cf. CIC can. 536 §1).
Consiglio per gli Affari Economici (CPAE): nel quale i fedeli aiutano il Parroco nell’amministrazione e nell’economia della Parrocchia (cf. CIC can. 537).
Caritas Parrocchiale: coordina e promuove la carità nella Parrocchia in collaborazione con il Vicariato e con la Diocesi. Si esprime in particolare attraverso il “Centro di Ascolto Caritas”.
Gruppi di catechesi ed evangelizzazione che coadiuvano il parroco nella programmazione delle attività inerenti all’evangelizzazione e alla catechesi.
Gruppi di formazione e attività liturgica (particolarmente il Gruppo dei Ministri straordinari della Comunione, il Gruppo dei ministranti e il coro parrocchiale): con il loro servizio favoriscono la partecipazione dell’assemblea alle celebrazioni liturgiche, in particolare collaborano col Parroco nella pastorale dei malati.
Gruppi di Ascolto, formati da laici che portano la Parola di Dio in mezzo alla gente, nei suoi ambienti di vita e di lavoro.
Altri: sacrestani, segreteria dell’ufficio parrocchiale, gruppo di pulizia della chiesa, il gruppo di servizio della cucina ed ogni altro tipo di servizio necessario per lo svolgimento della vita dell’intera comunità parrocchiale.
Art. 1 – Nella Parrocchia San Matteo situata nel Comune di Livorno, è costituito in data 24 giugno 2015 il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP), segno e strumento della comunione e della corresponsabilità nella Chiesa.
Art. 2 – Il CPP, rappresentativo di tutte le realtà parrocchiali, è composto da sacerdoti, diaconi, religiosi e laici di ambo i sessi, giovani e adulti, “che si distinguono per scienza adeguata, per prudenza e per onestà” (CIC can. 228 §2), disponibili all’impegno apostolico e all’intesa, e in forza della loro partecipazione mediante il Battesimo e la Confermazione, alla missione della chiesa (cf. CIC can. 225 §1). Il CPP è un organo consultivo e propositivo.
Art. 3 – Il CPP ha il compito di promuovere l’attività pastorale della parrocchia nelle sue dimensioni di comunione e di missione, in armonia con le indicazioni diocesane.
b) definisce e promuove, in comunione con il Parroco ed in armonia con il progetto pastorale generale della Diocesi, il piano pastorale parrocchiale;
d) mantiene stretti collegamenti con il Consiglio Pastorale Diocesano (CPD), eleggendo proprio rapopresentante, se richiesto.
Art. 4 – Il CPP è composto da:
a) il Parroco, che lo presiede;
b) altri sacerdoti e diaconi permanenti presenti in Parrocchia;
c) religiosi in rappresentanza delle comunità presenti in Parrocchia;
d) rappresentanti del CPAE e di associazioni, movimenti, gruppi di attività presenti in Parrocchia (un gruppo viene riconosciuto parrocchiale, quando il CPP vi riconosce, in dimensione parrocchiale, i criteri di ecclesialità precisati dalla Conferenza Episcopale Italiana);
e) laici eletti dalla comunità parrocchiale;
f) laici designati dal Parroco.
Il numero dei membri di cui alle lettere da c) a f), nonché le modalità di elezione dei membri di cui alle lettere d) ed e) sono definiti nel Regolamento che accompagna il presente Statuto.
Art. 5 – Il CPP si riunisce in seduta ordinaria, possibilmente con cadenza fissa, comunque, una volta ogni due mesi. Una riunione è valida se partecipa almeno la metà dei componenti.
Le modalità per la convocazione sia ordinaria che straordinaria sono fissate dal citato Regolamento.
Un membro del CPP, scelto dal Consiglio stesso, assume in modo permanente la funzione di dirigere le sedute (moderatore).
Art. 6 – Il Parroco nomina tra i consiglieri un segretario con il compito di redigere e conservare i verbali delle sedute del CPP stesso e tutti gli atti ad esse inerenti. Le copie originali di tutti questi atti si conservano nell’archivio parrocchiale.
Art. 7 – Il Consiglio di Presidenza è formato dal Parroco, dal moderatore, dal segretario e da un altro membro del CPP.
Le modalità di costituzione del Consiglio di Presidenza come quelle della sua convocazione ordinaria a scadenze fisse e straordinarie, sono definite nel citato Regolamento.
Il Consiglio di Presidenza ha il compito di collaborare strettamente col Parroco per tutti gli argomenti d’interesse del CPP e in particolare per:
a) preparare l’ordine del giorno delle sedute del CPP;
b) istruire opportunamente i punti dell’odg;
c) coadiuvare il Parroco nell’attività pastorale ordinaria;
d) coadiuvare il Parroco in relazione a problemi particolarmente urgenti.
Art. 8 – Tutti i membri del CPP sono nominati attraverso le elezioni e confermati ufficialmente dal Parroco nell’esercizio del loro mandato.
Il CPP resta in carica per tre anni. Può cessare prima per dimissioni della maggioranza dei membri.
I membri rappresentanti di realtà presenti in Parrocchia, o eletti dalla comunità, o designati direttamente dal Parroco, decadono dal CPP se risultano assenti – senza giustificato motivo – a tre sedute consecutive e vengono sostituiti o dai primi non eletti della rispettiva categoria o da nuovi designati.
Art. 9 – Il CPP può costituire Commissioni, sia permanenti che temporanee, per alcuni settori o per specifici problemi della complessa attività pastorale.
Di ciascuna Commissione di regola fanno parte, oltre ad alcuni membri del CPP, anche membri della comunità parrocchiale.
Ciascuna Commissione elegge un proprio coordinatore tra i membri del CPP (oppure: per ciascuna Commissione il CPP nomina, tra i suoi membri che fanno parte della Commissione, il coordinatore).
Art. 10 – Periodicamente, possibilmente una volta all’anno, può essere convocata un’assemblea (non liturgica) aperta a tutta la comunità parrocchiale (Assemblea parrocchiale).
In tale occasione il CPP:
riferisce sullo svolgimento dell’anno pastorale precedente;
raccoglie indicazioni e suggerimenti per la formulazione del piano pastorale;
presenta il programma dell’anno pastorale successivo;
propone ed esamina eventuali problemi di particolare rilevanza.
Art. 11 – Il CPP può essere sciolto, con opportune motivazioni in qualunque momento, dal Vescovo, sentito il Parroco. In caso di trasferimento del Parroco il CPP decade. È facoltà del nuovo Parroco confermare il CPP fino alla scadenza naturale del mandato oppure di decidere di rinnovarlo interamente.
Art. 12 – Il presente statuto può essere modificato dal CPP con maggioranza qualificata dei 2/3 dei membri. Le modifiche entrano in vigore solo dopo la ratifica del Vescovo.
Approvato dal CPP nella seduta del 24 giugno 2015.
Seguono le firme di tutti i membri del CPP e il timbro della Parrocchia.
Ratificato dal Vescovo di Livorno, Mons. SIMONE GIUSTI
il 17 settembre 2015.
Seguono la firma e il timbro del Vescovo.
1. I componenti laici del CPP sono 12 di cui:
6 in rappresentanza dei vari gruppi di attività presenti in Parrocchia, così divisi:
a) un membro del CPAE
b) un membro dell’Associazione Nazionale San Paolo Italia
c) il responsabile del Movimento “Milizia dell’Immacolata”
d) un membro dei gruppi di catechesi
e) un membro dei gruppi di liturgia
f) un membro dei gruppi di carità e missione
– Le elezioni di tali rappresentanti si svolgeranno fra i membri attivi dei gruppi stessi; saranno a scrutinio segreto e ogni componente il gruppo avrà diritto ad esprimere una preferenza.
2 eletti da tutti coloro che frequentano settimanalmente la Celebrazione Eucaristica in Parrocchia.
Si vota su una lista composta dal Parroco che chiede suggerimenti a tutti i componenti la comunità parrocchiale e accerta l’idoneità e la disponibilità alla candidatura.
La lista degli eleggibili sarà presentata a tutti almeno sette giorni prima della domenica prescelta per le elezioni.
Il giorno prescelto per le elezioni, a tutte le celebrazioni eucaristiche che si svolgono in Parrocchia, sarà distribuita la lista di cui sopra ai presenti, che esprimeranno segretamente con una crocetta, un voto di preferenza.
Avranno diritto ad esprimere il loro voto, una sola volta, fra i partecipanti alle celebrazioni eucaristiche della domenica, coloro che hanno già compiuto l’iniziazione cristiana.
4 nominati dal Parroco.
2. Per il regolare svolgimento di quanto sopra stabilito, il Parroco nominerà una commissione elettorale che cesserà la sua funzione appena insediato il CPP.
3. Il CPP si riunisce di regola ogni due mesi in seduta ordinaria; straordinariamente, se lo richiede il Parroco o la maggioranza assoluta dei componenti.
4. Per la convocazione del CPP il segretario invia una lettera con l’odg a tutti i componenti, almeno 5 (cinque) giorni prima della data stabilita.
5. Il numero e il tempo degli interventi durante le riunioni del CPP sarà a discrezione del moderatore, di comune accordo col Parroco.
6. Nel CPP si vota solo se lo richiede lo statuto, il regolamento o il Parroco.
7. Nella sua prima riunione il CPP elegge, con scrutinio segreto, a maggioranza qualificata (2/3 dei presenti per le prime due votazioni, con maggioranza assoluta dalla terza in poi) il moderatore.
8. Il Consiglio di Presidenza sarà composto dal clero assegnato a norma di diritto alla Parrocchia, da un membro del CPP scelto dal Parroco, nonché dal moderatore e dal segretario, come stabilisce lo statuto.
9. Il Consiglio di Presidenza sarà convocato a discrezione del Parroco.
– Il presente regolamento può essere modificato con una votazione nella quale si raggiunga la maggioranza qualificata dei 2/3. Le modifiche entrano in vigore dopo la ratifica del Vescovo.

References: §1
 §1
 §1

Art. 1

Art. 2
 §2
 §1

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12