Source: https://invisibili.corriere.it/2020/06/29/inabili-al-lavoro-al-100-dopo-la-sentenza-della-consulta-il-parlamento-non-puo-perdere-tempo-sulle-pensioni-di-invalidita/
Timestamp: 2020-07-02 10:02:32+00:00

Document:
Inabili al lavoro al 100%: dopo la sentenza della Consulta, il Parlamento non può perdere tempo sulle pensioni di invalidità | InVisibili
Inabili al lavoro al 100%: dopo la sentenza della Consulta, il Parlamento non può perdere tempo sulle pensioni di invalidità
29 GIUGNO 2020 | di Renato La Cara
L’assegno mensile previsto per gli inabili al lavoro al 100% di 285 euro in vigore finora è stato dichiarato insufficiente rispetto ai reali fabbisogni degli aventi diritto. A stabilirlo il 24 giugno è una sentenza della Consulta della Corte Costituzionale, supremo organo di garanzia del diritto costituzionale italiano. I giudici hanno inoltre specificamente sancito che la cifra che d’ora in avanti verrà corrisposta individualmente dovrà essere incrementata a 516,43 euro al mese.
Chi sono i destinatari? Potranno averne diritto solo chi è del tutto inabile al lavoro, chi ha compiuto 18 anni di età e ha un reddito complessivo inferiore ai 6.713 euro all’anno. E’ significativo evidenziare che la sentenza dei giudici è arrivata a causa della totale inadempienza dei partiti parlamentari fino a oggi e dopo anni di lotte e rivendicazioni portate avanti soprattutto dalle organizzazioni delle persone con disabilità. In particolare un doveroso ringraziamento e merito va riconosciuto alla famiglia di una donna con tetraplegia spastica neonatale che con tenacia e forte delle proprie ragioni ha presentato un ricorso ai giudici della Corte d’appello di Torino, con l’obiettivo di sollecitare una presa di posizione chiara e netta sull’aumento della pensione di invalidità civile. Con la sua sentenza la Consulta ha esortato il parlamento ad adeguarsi.
Le principali associazioni e federazioni nazionali, come ANFFAS, FAND e FISH, esprimono soddisfazione ma ricordano che comunque bisogna fare ancora molta strada per vedere realizzata finalmente in Italia una società davvero inclusiva e con pari opportunità per tutti. Permangono, solo per fare degli esempi, gravi ritardi per quanto riguarda il sostegno scolastico, l’inclusione lavorativa, i progetti di vita indipendente e la questione del cosiddetto “Dopo di noi”. Va anche detto con molta chiarezza che comunque la cifra di 516 euro non è moltissimo se consideriamo tutte le spese che le famiglie con a carico una persona non autosufficiente devono sostenere, ma almeno cerca di dare un minimo di sollievo a quelle migliaia di donne e uomini che non possono permettersi di lavorare per la loro condizione di inabilità. La lunga battaglia per l’adeguamento dei sostegni economici per le persone non autosufficienti aveva visto nel recente passato, ad esempio, coinvolta anche la Lombardia, una delle regioni più ricche d’Italia e d’Europa. InVisibili a suo tempo ne aveva parlato ampiamente. In quel caso poi la misura B1 per l’assistenza delle persone con gravi e gravissime disabilità è stata ripristinata, anche se con modalità e criteri differenti rispetto al 2019.
A livello giuridico, la Corte Costituzionale il 24 giugno ha ribadito quindi la necessità da parte del parlamento di far rispettare l’articolo 38 della Costituzione che sancisce in maniera inequivocabile una serie di diritti. “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere – recita l’art. 38 della legge fondamentale italiana – ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera”. La Consulta ha altresì indicato, cosa molto importante da evidenziare, che la sentenza emessa non avrà effetto retroattivo e dovrà applicarsi soltanto per il futuro, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza in Gazzetta Ufficiale. In questo caso, auspicano vivamente le associazioni e le famiglie interessate, sarà compito dell’attuale parlamento rispettare il prima possibile il parere della Suprema Corte. Vedremo quanto tempo ci metteranno i parlamentari a prendere atto della sentenza e a renderla operativa per migliorare concretamente la qualità di vita delle persone inabili al lavoro.
Tag: corte costituzionale, Costituzione, diritti, inabili al lavoro, persone con disabilità
blog_https://invisibili_WP-34-25835
6 Alex Zanardi e il diletto del lontano da me
7 Abilismo: è ora di parlarne

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza