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Timestamp: 2020-08-12 04:35:44+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 27334 del 29/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27334 del 29/12/2016
Cassazione civile, sez. trib., 29/12/2016, (ud. 16/12/2016, dep.29/12/2016), n. 27334
Società Generale Costruzioni Sud Italia s.r.l., in persona del
Roma, via Cardinal De Luca 10, presso l’avv. Tullio Elefante, che la
Equitalia Sud S.p.A. (quale incorporante di Equitalia Polis S.p.A.),
domiciliata in Roma, via Ottaviano 42, presso l’avv. Bruno Lo
Giudice, rappresentata e difesa dall’avv. Michele Di Fiore giusta
– intimato costiuito –
Campania (Napoli), Sez. 39, n. 102/39/11 del 13 aprile 2011,
depositata il 20 aprile 2011, non notificata;
Uditi gli avv.ti Tullio Elefante per la parte ricorrente e Michele Di
Fiore per Equitalia Sud S.p.A.;
La controversia concerne l’impugnazione di una cartella di pagamento per INVIM decennale emessa a seguito del formarsi del giudicato sulla sentenza d’appello che aveva, confermando la decisione del primo giudice, affermato la legittimità della rettifica notificata alla società contribuente, il quale eccepiva la decadenza in virtù della regola espressa dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25.
La Commissione adita rigettava il ricorso. La decisione era confermata in appello, con la sentenza in epigrafe, che riteneva applicabile nel caso la prescrizione decennale ai sensi del D.Lgs. n. 346 del 1990, art. 41, oggetto di espresso richiamo da parte del D.P.R. n. 643 del 1972, art. 31, comma 1.
Avverso tale sentenza la società contribuente propone ricorso per cassazione con unico motivo. L’Agenzia delle entrate e il concessionario resistono ciascuno con controricorso.
1. Con l’unico motivo di ricorso, la società contribuente insiste sulla decadenza regolata dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25, da ritenersi applicabile alla fattispecie.
2. Il motivo non è fondato alla luce dell’orientamento espresso da questa Corte, la quale, pur non mancando di richiamare l’applicabilità di quanto previsto dal D.Lgs. n. 346 del 1990, art. 41, comma 2 (v. Cass. n. 9158 del 2014), ha comunque affermato che: “In tema d’imposta di registro e di INVIM, il credito erariale può essere riscosso nel termine decennale di prescrizione, decorrente dal passaggio in giudicato della sentenza, ai sensi del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 78, ove non sia necessaria alcuna ulteriore attività di determinazione dell’imposta per avere il giudice rigettato integralmente il ricorso del contribuente (come è, appunto, nel caso di specie) o, in caso di accoglimento parziale, provveduto alla relativa quantificazione, in quanto, da un lato, il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 17 (ora art. 25), si riferisce ai soli crediti derivanti da atti divenuti definitivi per omessa impugnazione e, dall’altro, dello stesso D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76, nel prevedere il termine triennale di decadenza dal passaggio in giudicato della sentenza, tende ad accelerare non l’attività di riscossione, ma quella ulteriore di determinazione dell’imposta ed ha, perciò, carattere residuale, concernendo la sola ipotesi in cui l’Amministrazione finanziaria debba procedere ad un ulteriore accertamento” (Cass. n. 20153 del 2014; v. nella medesima prospettiva Cass. n. 842 del 2014).
3. Il ricorso deve esser, pertanto, rigettato. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo nei soli confronti di Equitalia Sud S.p.A. non essendovi stato da parte dell’Agenzia delle Entrate un utile esercizio dei diritto di difesa.
Rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente alla spese della presente fase di legittimità che liquida in Euro 10.000,00 a favore di Equitalia Sud oltre spese forfettarie e oneri di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 25
 sentenza 
 art. 41
 art. 31
 sentenza 
 art. 25
 art. 41
 Cass. 
 art. 78
 art. 17
 art. 25
 art. 76
 Cass.