Source: http://studiomarino.it/studiomarino_onerideducibili.htm
Timestamp: 2017-06-24 12:09:42+00:00

Document:
oneri deducibili oneri detraibili spese da scaricare su unico modello 740 modello 730 Dott. Giuseppe Marino - specialista in ricorsi tributari - www.studiomarino.com orari d'ufficio 9.30-12.30 e 15.30-18.30
081/5706339 081/0060351 E-Mail Consulenza a pagamento Oneri deducibili
ALIQUOTE IRPEF/IREArt. 11 TuirINDICE: 1.
Oneri deducibili e oneri detraibili, 2. Canoni di locazione, 3.
Interessi su mutui ipotecari , 4. Assicurazione sulla vita e F.i.p., 5. Ristrutturazioni
edilizie , 6. Spese sanitarie, 7. Spese Veterinarie, 8. Spese funebri, 9.
Spese di istruzione, 10. Erogazioni Liberali, 11. Assegno di mantenimento, 12. Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e facoltativi, 13.
Spese per lo sport dei figli , 14.
Badanti , 16.
Abbonamento trasporto pubblico, 17.
Asili nido, 18.
Canoni di locazione studenti universitari, 19.
Spese per i disabili1.
Molto spesso in sede di dichiarazione dei
redditi ci si chiede quali spese si possono scaricare e quali no, scopo di
questa pagine e' quello di dare in modo chiaro un idea sulla panoramica
La prima cosa da chiarire e' che tali spese
non si recuperano integralmente, ma solo nella misura dell'imposta
corrispondente, ad esempio su 1.000,00€ di assicurazione sulla vita
recupero solo 190,00€.
La seconda cosa che bisogna comprendere e'
che gli Oneri deducibili (cioe' le spese che si possono scaricare dalla
dichiarazione dei redditi) sono di due tipi: Spese deducibili e Spese
Le spese deducibili, si sottragono dal
reddito imponibile e quindi vanno ad influenzare il calcolo dell'imposta.
Le spese detraibili, invece danno
diritto ad una detrazione d'imposta cioe' ad una somma di denaro in percentuale
da sottrarre all'imposta già calcolata.
Vi chiederete, ma non e' la stessa cosa? no,
perche' le spese deducibili dal reddito sono in genere piu' vantaggiose in
particolare per i redditi alti, ad esempio se mi trovo in un aliquota del 40%
risparmio su 1000,00€ la bellezza di 400€, mentre se la stessa spesa e'
considerata spesa detraibile su 1000,00€ risparmio solo 190,00€ ad un
aliquota fissa del 19%, indipendentemente da quale aliquota sconto.
Attenzione: per
gli oneri deducibili vale il principio di cassa e non di competenza, in poche
parole bisogna vedere la data di pagamento e non la competenza. Ad esempio la
rata di mutuo di dicembre 2009 pagata il 02/01/2010 va detratta nel 2010 e non
2. Canoni di locazione
(spesa detraibile)
I canoni di locazione non sono deducibili,
ma danno diritto ad una detrazione d'imposta e soltanto per i contratti a canone
controllato o convenzionato (art.13 dpr 917/86), cioe' stipulati con con le
associazioni degli inquilini e proprietari, per gli altri contratti non c'e'
nessuna possibilità di recupero.
Se nella città mancano queste associazioni e se il contratto e' conforme
comunque a quelli a canone controllato spetta ugualmente l'agevolazione (circ.min.12/4/2000
n.95/e).
L'agevolazione consiste in una detrazione fissa
dall'imposta di :€ 495,80 se il reddito non supera 15.493,71 ovvero di
€ 247,90 se il reddito e' superiore a 15.493,71 ma non a 30987,41.
Per i redditi superiori non spetta nulla. I contratti stipulati con le case
popolari non rientrano tra i contratti a canone controllato (circ.min. 12/4/2000
n.95/E) . Inoltre dal 2001 per tutti i tipi di contratto e soltanto
per i lavoratori dipendenti che hanno trasferito la propria residenza
nel comune di lavoro nei comuni limitrofi, fuori dalla propria regione di
origine ed entro i 100 km, spetta una detrazione di :
€991,60 se il reddito non supera €15.493,71.
€495,80 se superiore fino a €30.987,41.
Per poter usufruire della detrazione e' necessario aver
effettuato il cambio di residenza almeno tre anni prima dell'anno in cui si
chiede la detrazione.
su mutui ipotecari Interessi su Mutuo
per l'acquisto dell'abitazione principale: La detrazione spetta se il
mutuo e' stato contratto per l'acquisto di un immobile destinato ad abitazione
principale. Le condizioni per poter usufruire della detrazione sono: l'esistenza
di un contratto di mutuo, un ipoteca a garanzia, residenza in Italia o in paesi
Cee con stabile organizzazione in Italia, annotazione deli estremi dell'atto di
acquisto dell'immobile sul certificato degli interessi pagati all'Istituto di
Attenzione: della rata del mutuo si puo' scaricare
solo la quota interessi e non la quota capitale rimborsata,all'inizio gli
interessi saranno alti, ma col passare degli anni andranno sempre piu' a
Beneficiari: possono detrarre gli interessi
sia il proprietario sia gli intestatari del mutuo pro quota, nonche' il nudo
proprietario. Inoltre possono beneficiare della detrazione anche gli eredi del
mutuatario oppure colui che si accolla un mutuo già acceso.
Requisiti di abitazione
L'immobile deve essere di categoria A/1 a A/11, escluso la A/10(studi o uffici),
tale abitazione deve essere destinata a dimora abituale risultante dall'Anagrafe
o da autocertificazione, la destinazione ad abitazione principale deve avvenire
entro 1 anno. In caso di acquisto di unità immobiliare locata, la
detrazione spetta a condizione che entro tre mesi dall'acquisto sia stato
notificato al locatario l'atto di intimazione di licenza o di sfratto per finita
locazione e che entro un anno dal rilascio l'unità immobiliare sia
adibita ad abitazione principale.Nel caso l'immobile acquistato sia oggetto di lavori
di ristrutturazione edilizia, comprovata dalla relativa concessione edilizia
atto equivalente, la detrazione spetta a decorrere dalla data in cui l'unità
immobiliare è adibita a dimora abituale, e comunque entro due anni
dall'acquisto.In caso di divorzio, al coniuge che abbia trasferito la
propria dimora abituale, spetta comunque la detrazione per la propria quota di
competenza se presso l'immobile hanno la propria dimora abituale i propri
requisito della dimora abituale non e' richiesto agli appartenenti alle
forze armate e alle forze di polizia art.66 c.2 Legge 342/2000
Misura della detrazione: Gli interessi
possono essere scaricati nella misura massima di 3.615,20€ (elevato a € 4.000,00) riferibile a tutti
i cointestatari. Con l'avvertenza che
gli interessi passivi possono essere scaricati solo nei limiti del valore
dichiarato dell'acquisto dell'immobile, ad esempio se ho acquistato un
immobile per 200.000,00 euro e ho fatto il mutuo per 250.000,00 possono saricare
li interessi solo su 200.000,00. Quindi qualora
il mutuo acceso per l'acquisto dell'immobile sia superiore al valore dichiarato
nel rogito, l'Agenzia delle Entrate, con circolare n. 15 del 20 aprile 2005,
ha precisato che la detrazione va effettuata considerando il rapporto di seguito
costo di acquisizione dell'immobile x interessi
In pratica, considerato che la base
imponibile era fino al 31 dicembre 2005 il prezzo concordato fra le parti, il
valore indicato nell'atto non era generalmente il valore reale dell'operazione.
Di fatto le parti dichiaravano, illecitamente, il valore catastale nella
considerazione che, come previsto dall'articolo 52 del Dpr n. 131/1986
(Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro), non sono
sottoposti a rettifica il valore o corrispettivo degli immobili qualora questo
corrisponda al valore catastale che si ottiene moltiplicando la rendita
catastale per i coefficienti di aggiornamento. Di conseguenza, il capitale dato
in mutuo per l'acquisto dell'immobile, che di fatto rispecchiava il vero valore
dello stesso, poteva discostarsi dal valore dichiarato nell'atto come costo di
acquisizione dell'immobile.
La Finanziaria per il 2006 ha
cercato di porre rimedio a tale situazione stabilendo che, a differenza di
quanto avveniva fino al 31 dicembre 2005, a decorrere dal 1° gennaio 2006,
ed esclusivamente per gli atti di compravendita fra privati, la tassazione che
grava sull'immobile va commisurata al valore catastale e non al valore
dichiarato nel rogito.
Questo significa che il prezzo reale
dichiarato nel rogito è ininfluente ai fini della tassazione delle imposte di
registro, ipotecaria e catastale, considerato che tali imposte vanno applicate
solo sul valore catastale , ma avra' effetto pero' ai fini della determinazione
della plusvalenza di cessione.
Di conseguenza, il valore del mutuo
corrisponderà molto più frequentemente di quanto avvenisse in passato al
valore dell'immobile dichiarato nel rogito e sarà generalmente in linea con i
valori correnti di mercato.
sarà dunque commisurata al valore realmente pattuito per la compravendita
dell'immobile, consentendo così di superare la limitazione prevista nel caso in
cui il valore del mutuo in linea con il valore di acquisto dello stesso sia
superiore al valore dichiarato nel rogito.
Nel caso il mutuo sia intestato ad entrambi i coniugi, la detrazione massima e'
di 1.807,60€ per ognuno, se tra i coniugi a lavorare e'
solo uno e l'altro e' a carico (cioe' senza redditi), scarica tutto colui che
lavora. Per poter essere a carico non bisogna superare un redditi annuo di
2840,51€.
Il decreto ministeriale 30 luglio 1999, n. 311 ha stabilito le
modalità e le condizioni alle quali è subordinata tale detrazione
Articolo 15, lettera b),
del nuovo Tuir, Dpr 917/86 .
Interessi su mutuo per
acquisto seconda casa: Per
l'acquisto della seconda casa da adibire a proprio uso, e' possibile detrarre
gli interessi nella misura massima di 2.065,83 entro tale limite devono
rientrare eventuali interessi sul mutuo per l'acquisto dell'abitazione
principale. Ad esempio se si paga già il mutuo per l'acquisto prima casa e gli
interessi ammontano a 1.000,00€ per la seconda casa si possono scaricare
massimo 1.065,83€, se invece gli interessi per la prima casa sono di ammontare
superiore, quella per la seconda casa non si possono scaricare.
sulla vita e F.i.p.
Dal 1º gennaio 2001
il regime fiscale dei contratti di assicurazione sulla vita risulta cosi`
disciplinato. 1) I contratti di assicurazione sulla vita individuali
assimilati all'adesione a un fondo pensione di cui al Dlgs 124/93 (i cosiddetti
Pip - Piani individuali di previdenza). Questi rientrano tra le nuove forme
di previdenza individuale introdotte con la riforma di cui al Dlgs 47/2000 e
si realizzano attraverso la sottoscrizione di un contratto di assicurazione
sulla vita avente finalita` previdenziali. Essi sono equiparati alle forme di
previdenza individuale, attuate mediante adesione a fondi aperti e a quelle
collettive dei fondi chiusi. Ai sensi dell'articolo 10, nuova lettera e bis) del
Tuir, pertanto, anche i premi pagati per un Pip potranno essere dedotti fino
all'importo massimo del 12% del reddito complessivo e comunque per un
importo non superiore a 5.164,57 euro. Se sussistono anche redditi di
lavoro dipendente, relativamente a questi redditi, la deducibilita` compete per
un importo complessivamente non superiore al doppio della quota di Tfr destinata
al Pip, pur sempre nel rispetto di entrambi i limiti sopra indicati. La
prestazione potra` essere erogata soltanto al raggiungimento dell'eta`
pensionabile (anzianita` o vecchiaia) e potra` essere corrisposta in capitale
fino al 50% del montante maturato mentre la restante parte verra` erogata in
rendita. La tassazione avverra` in capo al percipiente con il regime della
tassazione separata, per la parte in capitale, e con quello della tassazione
progressiva, per la parte in rendita. Salvo alcune deroghe, comunque, in
entrambi i casi sara` tassata solo la parte del capitale o della rendita che
corrisponde ai contributi dedotti, mentre non sara` piu` incisa quella parte di
montante corrispondente ai rendimenti, gia` stati tassati anno per anno nella
fase di accumulo del piano previdenziale. 2) I contratti di assicurazioni
sulla vita di natura finanziaria. Ai sensi dell'articolo 15, lettera f)
del nuovoTuir, i premi pagati per una polizza di assicurazione sulla vita
possono essere detratti, fino a naturale scadenza del contratto, nel limite di 1.291,14
euro all'anno soltanto se questo e` stato sottoscritto in data anteriore al
1º gennaio 2001, mentre la detrazione non e` piu` consentita se la stipula
decorre da quella data per la parte del premio riferibile alla componente
finanziaria della polizza (somma destinata a essere convertita in capitale o
rendita). Rimangono, comunque, detraibili le quote di premio relative alla
copertura del rischio morte. L'esclusione di vantaggi fiscali rispetto ai Pip
trova la sua giustificazione - tra l'altro - nella circostanza che questi
contratti possono erogare la prestazione anche in epoca anteriore al
raggiungimento dell'eta` pensionabile e risulta inoltre possibile riscattare
l'intera somma in capitale, diversamente da quello che avviene per i prodotti
assicurativi strutturati con effettive finalita` pensionistiche.
Per le assicurazioni sulla vita (onere
detraibile) bisogna tener presente che i contratti stipulati prima del 2001 sono
tutti deducibili a condizione che abbiano durata non inferiore a 5 anni e nello
stesso periodo non siano richiesti prestiti, dal 1/1/2001 sono deducibili solo
le assicurazioni sulla vita che coprano uno dei seguenti rischi: morte,
invalidità permanente non inferiore al 5%, non autosufficienza. Per
tutti i contratti il limite massimo di deducibilità e' di 1.291,14€.
per le nuove polizze stipulate dal 2001 la compagnia di assicurazione non deve
avere diritto di recesso dal contratto in caso contrario non e' deducibile.
FIP, Fondo
integrativo di previdenza (onere deducibile). Dal 2001 sono deducibili
nella misura del 12% del reddito per un importo massimo di 5.164,57€.E' molto
conveniente per i redditi la cui tassazione supera il 19%, in quanto deducibili
direttamente dal reddito.
contributi Fasi quale assicurazione per rimborso spese sanitarie non sono
deducibili:L' agenzia delle Entrate e` intervenuta recentemente in
materia di deducibilita` dei contributi di assistenza sanitaria, con la
risoluzione 78/E del 28 maggio 2004. In questa sede e` stato rilevato che le
concrete modalita` di funzionamento del fondo, come previste dallo statuto e dal
regolamento, non consentono l'imputazione diretta al pensionato del contributo
posto a carico dell'impresa e, quindi, di ravvisare in questa contribuzione una
componente reddituale. Per le stesse ragioni, i dirigenti pensionati, a
differenza di quelli in servizio, non possono beneficiare, in relazione ai
contributi fasi, tanto a loro carico, quanto a carico delle aziende, della
detrazione di cui all'articolo 51, comma 2, lettera a) del Tuir, Dpr 917/86. Da
cio` ne deriva che, in linea generale, le spese sanitarie che hanno dato luogo
al rimborso al pensionato danno diritto alla detrazione dall'Irpef nella misura
del 19% sulla parte che eccede la franchigia di 129,11 euro, ai sensi
dell'articolo 15, comma 1, lettera c), del Tuir (gia` articolo 13 bis del Tuir).
Tuttavia, nel caso specifico, la spesa sanitaria non viene rimborsata al
pensionato, ma viene sostenuta direttamente dal fondo. Da cio` ne deriva l'inapplicabilita`
del citato articolo 15, e la non detraibilita` delle spese in argomento
5. Ristrutturazioni
edilizie 36% irpef e 10% iva
Continua la serie di proroghe in materia di recupero edilizio.
Il disegno di legge Finanziaria 2006 prevede, infatti, la possibilità di fruire
della detrazione IRPEF del 36% anche per le spese sostenute, fino al 31 dicembre
del 2006, in relazione ad interventi di recupero su parti comuni di edifici
residenziali e singole unità immobiliari. Prorogata, inoltre, la detrazione
sulle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione effettuati, nel corso del
2006, da imprese di costruzione e/o ristrutturazione o da cooperative edilizie
che provvedano, entro il 30 giugno 2007, alla successiva alienazione o
assegnazione dell'immobile. Per tutto il 2006 trova, infine, applicazione
l'aliquota IVA agevolata del 10% sulle prestazioni aventi per oggetto interventi
Sono deducibili le spese
mediche specialistiche e l'acquisto di medicinali, documentati da scontrini
della farmacia, non e' necessario per questi ultimi la ricetta, basta
l'autocertificazione del contribuente che attesta, che le spese sono sostenute
per esso stesso o per i familiari a carico. le spese sanitarie, sono deducibili
per la parte che eccede lire 250 mila,euro
129,11. Dette spese sono costituite esclusivamente dalle spese mediche e di
assistenza specifica. A norma dell'articolo 15, lettera c), penultimo
periodo, del nuovo Tuir, Dpr 917/86 sono detraibili le spese sanitarie anche
se sono state parzialmente rimborsate a condizione che i premi
assicurativi non siano stati detratti dall'imponibile complessivo. Ora si tratta
di valutare a causa di quale premio assicurativo le spese mediche sono state
rimborsate. Se si tratta di una polizza malattia, essa non comporta alcuna
detrazione; quindi le spese sanitarie sarebbero detraibili al lordo della quota
rimborsata. Se si tratta di una polizza tesa a coprire il rischio di invalidità
permanente allora il premio è stato detratto e ciò non permette la detrazione
delle spese sanitarie lorde, ma solo della quota rimasta effettivamente a carico
dell'assicurato. Si Rammenta che l'ultima finanziaria del Governo Prodi ha posto come condizione per detrarre gli scontrini l'annotazione del codice fiscale e la tipologia dell'acquisto sullo scontrino, l'annotazione deve essere richiesta al farmacista. Si possono scaricare solo gli scontrini con l'annotazione del codice fiscale del contribuente e solo se si tratta di farmaci (cosi' detti scontrini parlanti).
spese sanitarie rimborsate dal Fasi: Per quanto concerne i dirigenti
in pensione è consentito portare integralmente in detrazione le spese
mediche, nella misura del 19%, per la parte che eccede 129,11 euro, anche
se già interamente rimborsate dal fondo di appartenenza, tenendo conto che
i contributi versati al fasi concorrono alla formazione del reddito (circolare
24/E del 10 giugno 2004 e risoluzione 78/E del 28 maggio 2004). Nel calcolo
delle spese mediche su cui spetta la citata detrazione potranno, altresì,
essere considerate anche quelle rimborsate dalla compagnia assicuratrice a
seguito di polizze stipulate dal datore di lavoro (i relativi premi di
assicurazione pagati dal datore di lavoro non sono infatti detraibili né
deducibili da parte del dipendente - si veda «Annuario del contribuente 2005»,
pagina 105, pubblicato dall'agenzia delle Entrate)
Le spese veterinarie, sono
deducibili fino all'importo di lire 750.000 euro 387,34,
limitatamente alla parte che eccede lire 250.000 euro 129,11. Con
decreto del Ministero delle finanze sono individuate le tipologie di
animali per le quali spetta la detraibilità delle predette spese; ilD.M. 6
giugno 2001, n. 289.stabilisce che compete in relazione alle spese veterinarie
sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per
la pratica sportiva. Articolo 15, lettera cbis), del nuovo Tuir, Dpr 917/86
8. Spese
Le spese funebri sostenute in
dipendenza della morte di persone indicate nell'articolo 433 del codice
civile e di affidati o affiliati, per importo non superiore a 3 milioni
di lire euro 1.549,37,per ciascuna di esse; L'art.433 del cc stabilisce
l'elenco dei familiari obbligati agli limenti e sono questi a poter usufruire
della deducibilità delle spese funebri: 1) il coniuge; 2) i figli legittimi o
legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi,
anche naturali; 3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi,
anche naturali; gli adottanti; 4) i generi e le nuore; 5) il suocero e la
suocera; 6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei
Articolo 15, lettera d),
9. Spese
Le spese per frequenza di
corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore a quella
stabilita per le tasse e i
contributi degli istituti statali. Articolo
15, lettera e), del nuovo Tuir, Dpr 917/86 Gli asili nido
deducibilità solo per il 2006: La "questione" degli asili nido è
da qualche tempo all'attenzione dell'opinione pubblica e della politica per le
sue evidenti ricadute sociali; da ultimo l'articolo 1, comma 335, della legge
23 dicembre 2005, n. 266 (Finanziaria per il 2006), ha stabilito che:
"Limitatamente al periodo d'imposta 2005, per le spese documentate
sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di
asili nido per un importo complessivamente non superiore a 632 euro annui per
ogni figlio ospitato negli stessi, spetta una detrazione dall'imposta lorda
nella misura del 19%, secondo le disposizioni dell'articolo 15 del Testo unico
delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni".La nuova previsione
normativa presenta aspetti sicuramente condivisibili, ma ne esistono altri che,
probabilmente, sarebbero stati meritevoli di una maggiore attenzione in quanto
non chiariti neppure nella circolare n. 6 del 13 febbraio 2006 dell'Agenzia
In particolare, mentre si sottolinea che
possono usufruire della disposizione agevolativa non solo i lavoratori
dipendenti, ma indiscriminatamente i titolari di ogni categoria di reddito,
si rileva che:la sua efficacia è limitata agli oneri sostenuti nel periodo
d'imposta 2005; dunque i contribuenti se ne potranno servire solo per i
modelli 730 e Unico 2006;
per usufruire del beneficio occorre, rispettare rigidamente il principio
"di cassa" nel senso che il contribuente/ genitore può detrarre
dall'imposta relativa al 2005 (nei limiti stabiliti) solo le spese sostenute in
tale anno indipendentemente "dall'anno scolastico" cui le stesse si
dell'agevolazione possono "servirsi" solo i genitori che abbiano
sostenuto i costi, ma non anche familiari diversi dai genitori che, pur essendo
in possesso della prescritta documentazione abbiano, effettivamente, sostenuto
il costo. Tale restrizione non può ritenersi condivisibile nella considerazione
che, ai sensi della vigente disciplina fiscale in tema di oneri deducibili anche
i nonni, ad esempio, possono avere "a carico " i propri nipoti;
per i figli vanno intesi tutti quelli cui fa riferimento l'art. 12 del Tuir
(naturali, affidati, affiliati, ecc.) esclusi i cd. "adottati a
distanza";
non vengono operate distinzioni nel novero degli "asili nido " (o,
come precisato dall'Agenzia delle Entrate, riguardo alle caratteristiche
tipologiche dell'asilo), nel senso che gli stessi possono essere gestiti da
privati ovvero, ad esempio, da enti locali;l'agevolazione si estende alle sole
rate relative alla frequenza di asili nido da parte di bambini di età compresa
tra i tre mesi e i tre anni; pertanto, non possono usufruire dell'agevolazione
le rette di frequenza alla scuola materna, dato che per asili nido si intendono
le strutture dirette a garantire la formazione e la socializzazione dei bambini
che rispondano all'età già indicata (v. circ. n. 15/2002); è necessario che
il costo sopportato risulti da idonea documentazione, ad esempio fattura,
cobollettino bancario o postale, ricevuta o quietanza di pagamento o infine, si
ritiene, bonifico, con l'indicazione del genitore che l'ha sostenuto. In merito
alla documentazione e alla ripartizione dell'onere, la circolare n. 6 citata,
rifacendosi ai principi più volte richiamati nelle istruzioni delle
dichiarazioni, ricorda che la detrazione va divisa tra i genitori sulla base
dell'onere da ciascuno sostenuto. Inoltre, qualora il documento di spesa sia
intestato al bimbo o ad uno dei coniugi, è sempre possibile specificare,
mediante apposita annotazione nello stesso, le percentuali di spese imputabili a
ciascuno dei genitori aventi diritto (e ciò, si sottolinea, indipendentemente
dalla percentuale "di carico" dichiarata al fine di usufruire della
deduzione per carichi di famiglia di cui all'articolo 12 del Testo unico delle
imposte sui redditi); lo sconto d'imposta massimo ottenibile è di 120,08 euro,
e cioè il 19% del tetto massimo di spesa di 632,00 euro annui;Infine, in merito
alla possibilità, per i lavoratori dipendenti, di usufruire dell'agevolazione
pur in presenza dell'avvenuto ricorso al disposto dell'articolo 51, comma 2,
lettera f bis) del Tuir, in base al quale non concorrono a formare il reddito di
lavoro dipendente, tra l'altro, le somme corrisposte ai dipendenti per la
frequenza di asili da parte dei familiari indicati nell'articolo 12, dello
stesso Tuir, si rileva quanto segue.
Poiché la circolare n. 238 del 22
dicembre 2000 ha previsto che l'esclusione dal reddito di lavoro dipendente dei
rimborsi in commento si rende applicabile qualora il datore di lavoro acquisisca
e conservi la documentazione comprovante l'utilizzo delle somme da parte del
dipendente coerentemente con le finalità per le quali sono state corrisposte
(ad esempio, per le rette mensili relative alla custodia dei figli in asili
nido) si ritiene che:
- nell'ipotesi in cui sia stata rimborsata
l'intera spesa sostenuta, il dipendente non possa usufruire della detrazione;
- nella diversa ipotesi sia stata
rimborsata solo una parte della stessa, il sostituto d'imposta su richiesta
possa, al fine di permettere al dipendente di usufruire dell'agevolazione sulla
parte di spesa rimasta effettivamente a suo carico, restituire al dipendente
l'originale del documento (trattenendone una copia per sé) dopo avere
specificato sullo stesso quanto dell'importo indicato è già stato rimborsato
ai sensi dell'articolo 51, comma 2, lett. f bis del Testo unico delle imposte
10. Erogazioni Liberali
Tale novità è stata introdotta dall'articolo
14 del Dl n. 35 del 14 marzo 2005 (cosiddetto decreto competitività,
convertito in legge n. 80/2005) e rappresenta una modalità alternativa, anche
se non cumulabile alle norme fiscali già esistenti, per la riduzione del carico
fiscale Irpef a seguito di donazioni ad enti socialmente rilevanti, in
particolare, all'articolo 15, comma 1, lett. i bis) . Tale ultimo
articolo prevede una detrazione dall'Irpef pari al 19% delle liberalità in
denaro agli enti individuati per un importo non superiore a 2.065,83 euro.
I soggetti destinatari delle erogazioni
liberali devono necessariamente essere:
Onlus di cui all'articolo 10 del Dlgs n.
460/1997 comprese le cosiddette Onlus di diritto (organismi di volontariato,
cooperative sociali e relativi consorzi e organizzazioni non governative) di cui
al comma 8 e le Onlus parziali (enti ecclesiastici o associazioni di promozione
sociale per l'attività svolta come Onlus) di cui al successivo comma 9;
associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale ed i relativi
livelli di organizzazione territoriale e circoli affiliati aventi diritto ad
automatica iscrizione nel registro nazionale;
fondazioni e associazioni riconosciute che hanno per oggetto statutario la
tutela, la promozione e la valorizzazione.
Le offerte deducibili possono essere in denaro, ma anche in natura a differenza
di quanto già previsto dall'articolo 15, comma 1, lett. i bis) del Tuir.
Considerato che la norma pone problemi di
deducibilità massima delle stesse (10% del reddito complessivo dichiarato e
comunque nell'ammontare massimo di 70.000 euro l'anno), la circolare n. 39/E del
29 agosto 2005, di commento al provvedimento, ha chiarito che il valore da
attribuire ai beni eventualmente oggetto di donazione è il valore normale
cobollettino sì come determinato in base a quanto disposto dall'articolo 9,
comma 3, del Testo unico delle imposte sui redditi. Secondo la stessa circolare
inoltre è utile che il donante acquisisca "a comprova della donazione in
natura in aggiunta alla documentazione attestante il valore normale come sopra
determinato (listini, tariffari, mercuriali, perizia ecc.), anche una ricevuta
da parte del donatario che contenga la descrizione analitica e dettagliata dei
beni donati con l'indicazione dei relativi valori".
Pur in assenza di qualsiasi previsione
normativa, la circolare sopra citata chiarisce che le offerte in denaro devono
essere effettuate tramite banca, ufficio postale ed altri sistemi di pagamento
previsti dall'articolo 23 del Dlgs n. 241/1997 quali carte di debito, carte di
credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
Come già precedentemente anticipato,
anticipato, la nuova agevolazione non è sostitutiva delle precedenti, ma si
affianca alle stesse, pur non essendo consentito il cumulo.
Per valutare quale delle norme agevolative
risulti più conveniente occorrerà procedere ad un calcolo materiale applicando
le norme stesse e tenendo presente che:
1. l'agevolazione prevista dal Tuir
(articolo 15, comma 1, lett. ibis) del Tuir) si applica solo alle offerte in
denaro e si concretizza in una detrazione dall'Irpef;
2. l'agevolazione prevista dall'articolo
14 del Dl n. 35/2005 è applicabile ad offerte in denaro e in natura ed è
deducibile dal reddito imponibile ai fini Irpef nei limiti del 10% del reddito
stesso e fino ad un massimo di euro 70.000.
La scelta del regime fiscale più
conveniente dipenderà, di fatto, dall'aliquota marginale del contribuente.
E' possibile applicare la nuova norma per
le donazioni effettuate dal 17 marzo 2005 (data di entrata in vigore del Dl n.
35/2005), mentre le liberalità nei confronti di enti che svolgono attività di
tutela dei beni storico-artistici sono deducibili solo se effettuate dal 15
maggio 2005 (data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl n.
35/2005).
Infine, così come precisato dalla
circolare n. 39/E del 19 agosto 2005 e ribadito sia nelle istruzioni al modello
730/2006 per la compilazione della sezione II del quadro E relativa agli
"Oneri deducibili ", sia nelle istruzioni al modello Unico 2006, la
deducibilità delle erogazioni a favore di associazioni e fondazioni
riconosciute che svolgono o promuovono attività di ricerca scientifica è
subordinata all'emanazione ed entrata in vigore di un apposito decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri volto ad individuarne i beneficiari.
Gli assegni periodici corrisposti
al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli,
in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o
annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella
misura in cui risultano da provvedimenti dell'autorità giudiziaria. Dpr
917/86, articolo 10, comma 1, lettera c).
Per poter scaricare tale
spesa, non basta la sentenza, ma e' necessaria la copia del bonifico,
dell'assegno bancario o circolare oppure in caso di
pagamento in contanti la dichiarazione del coniuge di avvenuto
attenzione: Dalla data
della sentenza l'assegno di mantenimento costituisce reddito per la
"moglie-beneficiaria" e quindi va dichiarato.
L'assegno periodico segue le
regole di cui, sopra, l'assegno una tantum, non puo' essere
portato in deduzione e non costituisce reddito per il coniuge, in quanto
costituisce attribuzione patrimoniale e non reddito. Per la non deducibilità Sent.
n. 30 del 21 febbraio 2005 (dep. il 25 febbraio 2005) della Comm. trib. reg. di
Roma, Sez. X - Pres. Meloncelli, Rel. Di, mentre per la non tassabilità da
parte del coniuge beneficiario Corte Costituzionale Ord. n. 383 del 22
novembre 2001 (dep. il 6 dicembre 2001) della Corte Cost. - Pres. Ruperto, Red.
Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e facoltativi I contributi previdenziali
ed assistenziali obbligatori versati in ottemperanza a disposizioni di legge
(artigiani commercianti, casse professionali) costituiscono oneri deducibili dal
reddito ex art. 10 nuovo Tuir, ma seguono il principio di cassa (sono
scaricati nell'anno in cui sono pagati).
versati in ottemperanza a disposizioni legislative sono da considerarsi oneri
deducibili della sfera privata dell'imprenditore e non rientranti tra i
costi di competenza dell'impresa. Pertanto, essi non possono essere dedotti dal
reddito d'impresa e, conseguentemente, non vanno annotati su alcun registro
contabile. In sede di dichiarazione dei redditi, il commerciante e/o
artigiano dovrà compilare il Quadro RP del Modello Unico PF indicandoli fra gli
oneri deducibili effettivamente pagati nell'anno. Tuttavia si osserva che,
qualora i contributi previdenziali in questione siano stati contabilizzati
dall'impresa, gli stessi rappresentano dei costi indeducibili.
contributo 2% o 4% pagati dai professionisti, e' un contributo, che
prevede la rivalsa sul cliente e quindi non puo' essere considerato onere
deducibile ne' costo di esercizio, a tal fine e' necessario farsi
rilasciare un certificato dalla cassa nazionale al fine di epurare il contributo
2% o 4% dagli altri contributi il cui costo e' effettivamente sostenuto dal
professionista e quindi deducibile.
ed assistenziali facoltativi
Il regime fiscale dei contributi versati
ai fondi di previdenza complementare è regolamentato dall'art. 10, lett. e bis)
La norma consente la deduzione degli
importi versati nel limite del 12% del reddito complessivo e, comunque, per un
importo non superiore a 5.164, 57 Euro in valore assoluto. Tali limiti sono
applicabili a tutti i contribuenti; tuttavia, i titolari di reddito di lavoro
dipendente per i quali la contrattazione collettiva ha previsto la costituzione
di cd. "fondi chiusi" per potere dedurre tali contributi anche dal
reddito di lavoro dipendente, devono versare anche una quota di Tfr pari alla
metà dei contributi fiscalmente deducibili.
dipendenti, il limite in valore assoluto pari a 5.164,57 Euro è comprensivo dei
contributi versati sia dal datore di lavoro sia dal lavoratore nonché delle
somme (contributi e premi) versate alle forme pensionistiche individuali.
Il regime indicato si applica a tutti i
titolari di redditi di lavoro dipendente o assimilati per i quali è previsto
l'istituto del Tfr, mentre avranno il regime cd. "ordinario " soggetti
quali i dipendenti pubblici o i titolari di redditi assimilati a quello di
lavoro dipendente (borse di studio o redditi di collaborazione coordinata e
continuativa).
Qualora il reddito sia certificato con il
modello Cud, al punto 8 viene rappresentata la "situazione " relativa
ai contributi versati alla previdenza complementare con i codici 1, 2, 3 e 4.
Il caso dei cd. "vecchi iscritti ai
vecchi fondi"
I cd. "vecchi iscritti ai vecchi
fondi" (per i quali sarà stato indicato il codice "1" a casella
8 del modello Cud), e cioè coloro che risultavano iscritti alla data del 28
aprile 1993 a forme pensionistiche complementari già istituite alla data del 15
novembre 1992, relativamente alla deduzione dei contributi versati alla
previdenza complementare hanno una situazione particolarmente avvantaggiata.
In particolare, come norma "a
regime" l'articolo 10, comma 1, lettera e bis) del Tuir non prevede per
tali soggetti, quale condizione di deducibilità dei contributi, la destinazione
di quote del Tfr a fondi pensione. Conseguentemente, i cd. "vecchi
iscritti" possono liberamente disporre del proprio plafond di deducibilità
mediante versamenti contributivi a forme pensionistiche complementari senza
l'obbligo di destinare anche il proprio Tfr per poter fruire della deduzione dei
contributi. Per tali contribuenti, quindi, la casella 30 del modello Cud 2006
sarà bianca anche nel caso in cui, per accordo, si sia stabilito di destinare
parte del Tfr al fondo pensione (cfr. circolare n. 34/2002, risposta n. 7).
L'ipotesi del versamento dei maggiori
Sempre con riferimento ai "vecchi
iscritti ai vecchi fondi", l'articolo 4, comma 3, del Dlgs n. 47/ 2000
prevedeva inoltre - come norma "transitoria" - che, fino al 31
dicembre 2005 (si veda in proposito il decreto di attuazione 13 dicembre 2000),
tali soggetti potessero aumentare il limite in valore assoluto di deducibilità
dei contributi per un importo pari al maggior ammontare tra 5.164,57 euro e
l'importo dei contributi effettivamente versati e dedotti nell'anno 1999
(rimanendo comunque fermo il limite percentuale del 12% del reddito
Poiché il termine transitorio del 31
dicembre 2005 è scaduto e non sono state previste proroghe, a partire dal 1°
gennaio 2006, tali soggetti potranno dedurre i contributi nei limiti percentuali
ordinariamente previsti per gli altri contribuenti (pur continuando a non avere
alcun vincolo di versamento del trattamento di fine rapporto).
Versamenti in eccesso rispetto alla quota
Mentre fino allo scorso anno molti fondi
"chiusi" accettavano contributi solo nei limiti della quota
fiscalmente deducibile, recentemente alcuni fondi "chiusi", al fine di
incrementare il proprio finanziamento, stanno ammettendo versamenti maggiori
rispetto alla quota deducibile dal reddito di lavoro dipendente. Ad esempio
Previndai, a seguito dell'accordo del 24 novembre 2004 tra Confindustria e
Federmanager, ha previsto che "con decorrenza 1° gennaio 2005 gli iscritti
al Fondo Previndai possono versare al fondo contributi aggiuntivi, aggiuntivi,
volontari ed a totale carico degli iscritti medesimi. L'aliquota di
contribuzione aggiuntiva è pari all'1%, 1,5% o 2% della retribuzione globale
lorda effettivamente percepita, a scelta del dirigente medesimo, da comunicare
al Fondo e all'azienda al momento dell'opzione. La misura stessa può essere nel
tempo modificata, ma con intervalli non inferiori ad un anno. Il versamento dei
contributi aggiuntivi avviene con le stesse modalità e negli stessi termini
operanti per il versamento della contribuzione ordinaria".
Evidentemente, qualora la contribuzione
aggiuntiva versata non trovi capienza, in tutto o in parte, nei limiti di
deducibilità previsti per legge, la quota eccedente, in quanto non dedotta (e
perciò comunicata al fondo entro il 30 settembre), sarà esente da tassazione
al momento della liquidazione della posizione.
Spese per lo sport dei figli Le spese sostenute per lo sport dei figli se di età tra i 15 e i 18 anni possono essere scaricate per un importo non superiore a 210,00€ a figlio, come documento di spesa basta la ricevuta di associazioni sportive non dilettantistiche.
Le spese sostenute per le badanti possono essere scaricate a condizione che il reddito non supera i 40.000,00€ e che si dimostri con certificato medico di non essere autosufficienti la detrazione spetta per un limite di 2.100,00€, come documento di spesa basta la dichiarazione della badante come quietanza con annotazione delle generalità di entrambi le parti, badante e ammalato, meglio allegare altresi' copia dell'assegno.
Compenso pagato all'agenzia immobiliare per l'acquisto della prima casa
Le commissioni pagate alle agenzie immobiliari (es. tecnocasa etc..) possono essere scaricate nel limite di €1.000,00 basta la fattura come documento probatorio.
Gli abbonamenti possono essere scaricati nel limite di 250,00€ come documento basta l'abbonamento stesso.
Per gli asili nido si possono scaricare le spese sostenute nel limite di 652,00€ a figlio, come documento bastano le quietanze, da cui si evince che si tratta di asilo nido.
Canoni di locazione studenti universitari
Per le spese sostenute per i fitti degli alloggi dei propri figli costretti a studiare fuori sede e' possibile scaricarle nel limite di € 2.633,00, come documentazione contratto registrato e ricevute di pagamento.
Per le spese sostenute per i disabili (sedie, sussidi tecnici informatici e di locomozione, adattamenti strutturali o per ascensori) non ci sono limiti, il limite di €18.075,99 sussiste solo per l'acquisto di autovetture adattate.
in aggiornamento..................

References: art.66

Articolo 15
 articolo 13
 articolo 15
 Articolo 15

Articolo 15
 Articolo
15
 articolo 10
 sentenza 
 art. 10