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Timestamp: 2020-04-01 20:42:59+00:00

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Legge regionale n. 1 del 14 gennaio 2009 Torna indietro
Legge regionale n. 1 del 14 gennaio 2009 ( Vigente )
"Testo unico in materia di artigianato".
Art. 2. (Beneficiari degli interventi)
Art. 3. (Risorse)
Art. 4. (Obiettivi)
Art. 5. (Strumenti d'intervento)
Art. 6. (Tipologie d'intervento)
Art. 7. (Fondo regionale per lo sviluppo e la qualificazione delle piccole imprese)
Art. 8. (Consorzi e cooperative di garanzia collettiva fidi)
Art. 9. (Servizi di informazione e assistenza alle imprese)
Art. 10. (Programmazione ed attuazione degli interventi)
Art. 11. (Gestione degli interventi)
Art. 12. (Obiettivi)
Art. 13. (Interventi)
Art. 14. (Eccellenza artigiana)
Art. 15. (Bottega scuola)
Art. 16. (Maestro artigiano)
Art. 17. (Programmazione ed attuazione degli interventi)
Art. 18. (Controlli)
Art. 19. (Finalità e obiettivi del sistema informativo dell'artigianato)
Art. 20. (Attività del sistema informativo dell'artigianato)
Art. 21. (Commissione tecnico-scientifica)
Capo I. Semplificazione dell'annotazione delle imprese artigiane nel registro delle imprese
Art. 22. (Annotazione, modifica e cancellazione nel registro delle imprese)
Art. 22 bis. (Programmi con il sistema camerale a favore della competitività delle imprese)
Art. 23. (Annotazione nel registro delle imprese)
Art. 24. (Modifica e cancellazione dell'annotazione artigiana)
Art. 25. (Sanzioni)
Capo II. Funzionamento della Commissione regionale per l'artigianato
Art. 28. (Composizione della Commissione regionale per l'artigianato)
Art. 29. (Funzioni della Commissione regionale per l'artigianato)
Art. 30. (Durata in carica della Commissione regionale per l'artigianato)
Art. 31. (Personale e organizzazione di segreteria della Commissione regionale per l'artigianato)
Art. 32. (Indirizzo, coordinamento e vigilanza)
Art. 33. (Denunce di irregolarità)
Art. 34. (Provvedimenti d'ufficio delle CCIAA. Segnalazioni)
Art. 34 bis. (Accertamento e attestazione del periodo lavorativo ai fini dell'ammissione all'esame e al corso di formazione per l'attività di estetista e di acconciatore)
Art. 35. (Monitoraggio e valutazione degli interventi)
Art. 36. (Controlli)
Art. 37. (Spese di funzionamento di collegi consultivi e di amministrazione attiva)
Art. 38. (Norma transitoria)
Art. 39. (Notifica delle azioni configurabili come aiuti di Stato)
Art. 41. (Disposizioni finanziarie)
La Regione adotta, nel rispetto della normativa comunitaria e della legislazione nazionale e regionale, gli interventi a sostegno dell'artigianato attraverso lo sviluppo della qualificazione e della competitività delle imprese, la tutela della professionalità, la valorizzazione delle produzioni nelle diverse espressioni territoriali e settoriali.
Al fine della realizzazione degli obiettivi di cui al comma 1, la Regione si avvale del concorso degli enti locali e delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA), della Commissione regionale per l'artigianato, delle confederazioni regionali artigiane e delle loro articolazioni territoriali, nonché di altri soggetti pubblici e privati individuati dalla Giunta regionale, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
La Regione persegue le finalità di cui al presente articolo nel rispetto della sostenibilità dello sviluppo in termini ambientali e territoriali e della sicurezza nei luoghi di lavoro, favorendo l'affermazione e la crescita della responsabilità sociale delle imprese nel pieno rispetto dei diritti del lavoro.
La Regione assicura distinta considerazione giuridica e amministrativa all'artigianato, nella valutazione dell'impatto dei provvedimenti che vengono assunti con riguardo ai diversi ambiti di intervento in cui si rileva la presenza delle imprese artigiane accanto a quella degli altri settori produttivi.
Gli interventi sono attuati a favore di:
imprese artigiane, singole, associate o consorziate aventi sede operativa nel territorio della regione;
soggetti che intendono avviare un'attività imprenditoriale artigiana nel territorio della regione;
altri soggetti pubblici o privati, individuati dalla Giunta regionale con i programmi degli interventi di cui all'articolo 10, purché gli interventi siano finalizzati al sostegno e allo sviluppo dei soggetti di cui alle lettere a) e b).
Il finanziamento degli interventi è attuato attraverso:
risorse proprie della Regione e quote di fondi nazionali e comunitari destinati al settore che costituiscono il fondo unico regionale per l'artigianato;
il fondo regionale per lo sviluppo e la qualificazione delle piccole imprese, sezione artigianato, di cui all'articolo 7.
La Regione ricerca e promuove l'utilizzo di risorse aggiuntive da parte di soggetti pubblici e privati interessati a partecipare alle iniziative ed ai programmi di valorizzazione dell'artigianato, anche con il coinvolgimento attivo del sistema del credito.
PROMOZIONE ECONOMICA E IMPRENDITORIALE
La Regione intraprende e promuove, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza, interventi di sostegno all'artigianato finalizzati alla realizzazione dei seguenti obiettivi:
innovazione, ricerca, sviluppo precompetitivo e competitivo, qualificazione produttiva e organizzativa delle imprese;
accesso al credito delle imprese e rafforzamento del sistema di garanzia e controgaranzia;
qualità e certificazioni delle competenze di processo e di prodotto anche con riferimento alle problematiche ambientali e di responsabilità sociale;
razionalizzazione degli insediamenti artigiani;
nascita di nuove imprese, agevolazione del trasferimento d'impresa e del passaggio generazionale;
sviluppo dell'associazionismo economico e della cooperazione tra imprese;
sviluppo delle imprese artigiane a conduzione femminile e giovanile;
rafforzamento strutturale, crescita dimensionale e societaria delle imprese;
valorizzazione e tutela dell'artigianato artistico, tradizionale, tipico e innovativo di qualità ed arti applicate e delle attività artigiane di servizi in raccordo con quanto previsto all'articolo 12;
consolidamento delle attività di vicinato urbano;
formazione e aggiornamento tecnico-professionale degli imprenditori e dei lavoratori anche attraverso il sostegno all'Ente bilaterale dell'artigianato piemontese (EBAP) formazione;
consolidamento della presenza dell'artigianato piemontese sui mercati nazionali ed esteri, anche attraverso l'organizzazione e la promozione di specifici eventi fieristici;
sviluppo della cooperazione transnazionale;
progettazione e realizzazione di marchi di qualità e di origine;
tutela dell'occupazione dei lavoratori dell'artigianato, stabilizzazione dei lavoratori precari e inserimento delle fasce deboli;
interventi a favore delle imprese e dei lavoratori interessati da fattori di crisi aziendale contingente e temporanea e da ristrutturazioni, anche attraverso il sostegno all'EBAP.
La Regione promuove e intraprende interventi finalizzati alla realizzazione degli obiettivi definiti dalla normativa regionale in materia di attività produttive, con particolare riferimento a:
la ricerca scientifica, lo sviluppo e il trasferimento tecnologico;
Per il raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 4, la Regione si avvale dei seguenti strumenti:
garanzie dirette e indirette al sistema bancario e finanziario;
servizi reali;
partecipazioni finanziarie.
La Regione si avvale degli strumenti definiti dalla normativa regionale in materia di attività produttive, con particolare riferimento a:
strutture e servizi per la ricerca di base e industriale, lo sviluppo e il trasferimento tecnologico.
Per l'attivazione degli strumenti di cui all'articolo 5, la Regione utilizza le seguenti tipologie di intervento:
finanziamenti a tasso agevolato mediante il fondo regionale per lo sviluppo e la qualificazione delle piccole imprese di cui all'articolo 7;
interventi a favore dei confidi regionali e costituzione di fondi pubblici regionali di garanzia e controgaranzia;
promozione della costituzione e partecipazione a fondi di "private equity" per il sostegno alla capitalizzazione delle imprese;
finanziamento di progetti e consulenze specialistiche;
Il fondo regionale per lo sviluppo e la qualificazione delle piccole imprese, di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), già istituito con legge regionale 9 maggio 1997, n. 21 (Norme per lo sviluppo e la qualificazione dell'artigianato), è gestito direttamente o istituito presso un ente gestore individuato dalla Giunta regionale ai sensi della vigente normativa nazionale e comunitaria in materia di affidamenti per la fornitura di beni e servizi.
Il fondo viene alimentato dagli stanziamenti della Regione, dagli interessi maturati sugli stanziamenti non utilizzati e dai rientri, per capitale ed interessi, delle somme anticipate per il finanziamento dei programmi di intervento.
Al fondo possono confluire anche le disponibilità finanziarie assegnate alla Regione ai sensi di leggi statali e di regolamenti comunitari per l'attuazione di programmi di intervento rivolti alle piccole imprese e le contribuzioni di altri soggetti pubblici e privati erogate per il medesimo fine.
Al fondo sono accreditati gli interessi ed addebitate le eventuali perdite.
Il fondo è articolato in apposite sezioni in relazione alle differenti tipologie di intervento finanziate ai sensi della presente legge o di altre leggi regionali.
Per ciascuna sezione del fondo la Giunta regionale predispone il programma degli interventi di cui all'articolo 10, comma 2, lettera a).
Le risorse del fondo costituiscono patrimonio della Regione. Nel caso di gestione da parte di ente terzo, al venire meno dei presupposti che ne determinano l'istituzione, le somme residue, comprensive degli eventuali crediti gestionali e dedotto unicamente quanto forma oggetto di impegni già formalmente assunti e perfezionati, sono restituite alla Regione che le utilizza per scopi di promozione e sviluppo delle piccole imprese.
La Regione promuove lo sviluppo e la qualificazione del sistema di garanzia creditizia a servizio dell'artigianato, valorizzando la funzione dei consorzi e delle cooperative di garanzia fidi - confidi piemontesi.
Gli interventi di cui al comma 1 sono programmati e attuati tramite i programmi degli interventi di cui all'articolo 10.
La Regione promuove ed attua, anche attraverso i soggetti gestori di cui all'articolo 11, comma 1, lettera c), l'informazione ai beneficiari ed alle reti distributive delle agevolazioni, quali il sistema associativo, il sistema del credito e dei confidi, in ordine agli interventi attivati e alle modalità di accesso agli strumenti previsti dalla presente legge.
La Regione promuove ed attua servizi di assistenza tecnica qualificata alle imprese artigiane anche avvalendosi dei soggetti pubblici e privati di cui all'articolo 1, comma 2 in possesso delle necessarie competenze ed esperienze, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.
La Regione favorisce la semplificazione amministrativa per l'avvio e l'esercizio delle imprese artigiane, anche promuovendo, per quanto di competenza, la costituzione delle agenzie per le imprese previste dalla normativa nazionale ed il loro coordinamento con il sistema degli sportelli unici per le attività produttive.
La Regione promuove il coordinamento e la diffusione di tutte le informazioni di interesse per il comparto artigiano e la conoscenza dell'artigianato in tutte le sue forme.
Gli interventi di cui ai commi precedenti sono attuati anche con l'utilizzo delle tecnologie informatiche e telematiche attraverso il portale regionale dell'artigianato e il sistema informativo regionale, con particolare riguardo al coordinamento con il sistema informativo degli sportelli unici per le attività produttive.
Gli interventi regionali previsti dal presente capo sono programmati ed attuati attraverso:
l'approvazione di programmi di intervento annuali o pluriennali da parte della Giunta regionale, visto il documento di indirizzi di cui al comma 1, sentite le confederazioni regionali artigiane maggiormente rappresentative, presenti nel comitato di coordinamento unitario;
gli strumenti di programmazione e attuazione disciplinati dalla normativa regionale in materia di attività produttive, prevedendo eventualmente modalità semplificate per il comparto artigiano.
I programmi di intervento sono predisposti, anche in base ai risultati del monitoraggio e della valutazione di cui all'articolo 35:
nel rispetto dei limiti imposti dalla disciplina comunitaria, con particolare riguardo a quelli in materia di aiuti alle piccole e medie imprese;
in armonia con la normativa regionale in materia di politica economica e di attività produttive, di ricerca, innovazione e internazionalizzazione;
in modo coerente ed integrato con le competenze regionali in materia fiscale e tributaria, di formazione professionale e lavoro, urbanistica, ambientale e di sicurezza dei luoghi di lavoro;
nei casi concernenti le attività promozionali all'estero previa intesa, ove necessario, con le competenti autorità nazionali.
I programmi di intervento individuano e definiscono:
gli strumenti scelti tra quelli indicati all'articolo 5;
gli ambiti prioritari in relazione al territorio, ai settori di attività, alle tipologie dei beneficiari e dei progetti;
la ripartizione delle risorse disponibili;
i criteri, le modalità e i soggetti competenti per la gestione e concessione delle risorse, l'istruttoria e la valutazione delle istanze e dei progetti, la revoca totale o parziale delle agevolazioni;
i criteri, le modalità e i soggetti competenti per i controlli di cui all'articolo 36;
la composizione e le modalità di istituzione degli organismi collegiali di valutazione e di controllo.
Gli strumenti di intervento di cui al presente capo, sono gestiti con le seguenti modalità:
gestione in concorso con enti locali;
gestione mediante affidamento ad enti strumentali e soggetti terzi. I rapporti tra Regione e soggetti gestori sono regolati da apposita convenzione.
Artigianato artistico, tradizionale, tipico e innovativo di qualità
La Regione tutela e promuove le lavorazioni dell'artigianato che presentano elevati requisiti di carattere artistico o che estrinsecano valori economici collegati alla tipicità dei materiali impiegati, delle tecniche di lavorazione, dei luoghi di origine o alla cultura, anche di derivazione locale e in rapporto con l'artigianato di qualità, le arti applicate, il design e l'innovazione.
Con riferimento alle produzioni indicate al comma 1 la Regione persegue i seguenti obiettivi:
tutela dei requisiti di professionalità e di origine delle produzioni;
qualificazione e innovazione delle lavorazioni attuate sotto il profilo stilistico, tecnologico, dei materiali e dei processi utilizzati;
valorizzazione delle produzioni realizzate sul mercato interno ed internazionale;
divulgazione e diffusione della conoscenza delle tecniche, delle produzioni realizzate e dei requisiti di manualità e professionalità insiti nelle lavorazioni;
acquisizioni e documentazioni concernenti le origini, lo sviluppo storico e i percorsi evolutivi delle lavorazioni;
creazione e sviluppo di nuove imprese, con priorità alle imprese a conduzione femminile e giovanile;
sviluppo dell'associazionismo economico e della cooperazione tra imprese dell'eccellenza artigiana;
trasferimento e passaggio generazionale dell'impresa dell'eccellenza artigiana;
riconoscimento della professionalità lavorativa e dell'apporto formativo.
La Regione tutela e valorizza le attività artigiane di servizi che estrinsecano valori economici collegati alla qualità, promuovendo il miglioramento delle prestazioni rese.
Per il perseguimento degli obiettivi previsti all'articolo 12 la Giunta regionale:
individua le lavorazioni e i settori di attività qualitative avvalendosi della Commissione regionale per l'artigianato e delle confederazioni regionali artigiane;
promuove, anche in concorso con enti locali, enti pubblici e privati, fondazioni, confederazioni regionali artigiane e loro articolazioni territoriali, associazioni e consorzi di imprese:
la ricerca di nuovi modelli e la realizzazione e la sperimentazione tecnica di nuovi prodotti, nonché la realizzazione di marchi di qualità e di origine;
la realizzazione di rassegne ed esposizioni tematiche;
la realizzazione di pubblicazioni, cataloghi, supporti audiovisivi;
la partecipazione delle imprese artigiane a rassegne e manifestazioni di carattere commerciale in Italia e all'estero;
l'allestimento, presso le strutture pubbliche di conservazione di beni culturali, di spazi idonei alla presentazione e alla vendita di oggetti e riproduzioni ispirati alle collezioni ivi esistenti;
la realizzazione di corsi formativo-lavorativi nelle botteghe scuola;
ogni altra iniziativa ritenuta utile e opportuna per la valorizzazione dell'artigianato artistico, tradizionale, tipico e innovativo e per le attività di servizi di cui all'articolo 12, comma 3.
(Eccellenza artigiana)
La Giunta regionale, sentite le confederazioni regionali artigiane e la Commissione regionale per l'artigianato, definisce i criteri, le procedure e le modalità per la predisposizione di appositi disciplinari, per la revisione dei disciplinari vigenti, nonché per la selezione delle imprese in possesso dei requisiti previsti dai disciplinari stessi e per il conferimento del riconoscimento di 'Eccellenza artigianà.
La denominazione "Eccellenza artigiana" e il marchio "Piemonte Eccellenza artigiana" sono disciplinati dal regolamento regionale 15 gennaio 2001, n. 1 /R (Regolamento regionale recante: uso del marchio Piemonte Eccellenza Artigiana).
Il registro delle imprese comunica alla struttura regionale competente ogni modifica o cancellazione relativa all'annotazione dell'impresa in possesso del riconoscimento di 'Eccellenza artigianà.
La Regione favorisce la realizzazione di programmi di addestramento tecnico-pratico ulteriori a quelli previsti nei piani regionali di formazione professionale, rivolti alla trasmissione delle conoscenze tecniche, delle competenze e delle abilità di lavoro manuale.
Le imprese artigiane che hanno ottenuto il riconoscimento di eccellenza artigiana sono chiamate a concorrere all'attuazione dell'istruzione artigiana, in qualità di botteghe scuola, sulla base di convenzioni che ne valorizzino la prevalente funzione formativa e lavorativa.
La Giunta regionale individua i beneficiari e le modalità per l'attuazione delle botteghe scuola, sentite le confederazioni regionali artigiane e la Commissione regionale per l'artigianato.
È istituito il titolo di "Maestro artigiano", che è rilasciato ai titolari e ai soci di impresa dell'eccellenza artigiana che partecipano alle botteghe scuola.
La Giunta regionale definisce i requisiti e le modalità per il conferimento del titolo di maestro artigiano, sentite le confederazioni regionali artigiane e la Commissione regionale per l'artigianato.
La Giunta regionale, sentita la Commissione regionale per l'artigianato e le confederazioni regionali artigiane e informata la commissione consiliare competente, predispone il piano annuale degli interventi per l'artigianato artistico, tradizionale, tipico e innovativo e per le attività di servizi di cui all'articolo 12, comma 3.
Il piano degli interventi individua e definisce:
le lavorazioni e le attività prioritarie da incentivare, anche con riferimento a determinati ambiti territoriali;
la ripartizione delle risorse disponibili tra le diverse tipologie di intervento;
i criteri, le modalità e i soggetti competenti per i controlli di cui all'articolo 18.
Il piano annuale degli interventi è predisposto, anche in base ai risultati del monitoraggio e della valutazione di cui all'articolo 35, nel rispetto dei limiti imposti dalla disciplina comunitaria, con particolare riguardo a quelli in materia di aiuti alle piccole e medie imprese.
La Giunta regionale, sentita la Commissione regionale per l'artigianato e le confederazioni regionali artigiane promuove un sistema di verifica del mantenimento dei requisiti richiesti dai disciplinari di produzione in capo all'impresa che ha ottenuto il riconoscimento di eccellenza artigiana e del titolo di maestro artigiano, al fine del mantenimento degli standard qualitativi che qualificano e rendono identificabile il settore dell'artigianato artistico, tradizionale, tipico e innovativo e delle attività di servizi.
La Giunta regionale individua gli strumenti operativi di gestione delle attività di verifica ai fini del mantenimento del marchio di eccellenza artigiana e del titolo di maestro artigiano a tutela delle imprese artigiane interessate e dei consumatori.
La Regione promuove un'attività permanente di analisi e di studio delle problematiche del settore artigiano attraverso il sistema informativo dell'artigianato, operante presso l'assessorato competente per la materia.
Gli enti locali partecipano al sistema informativo dell'artigianato secondo le modalità stabilite dalla Giunta regionale, sentita la Conferenza permanente Regione-autonomie locali di cui alla legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli enti locali).
Il sistema informativo dell'artigianato concorre:
alla programmazione regionale nel settore dell'artigianato;
alla valutazione dell'efficacia degli interventi regionali in materia di artigianato;
alla diffusione delle informazioni sulla realtà artigiana presso le istituzioni e le categorie economiche, al fine di fornire una migliore conoscenza del settore a tutti i soggetti interessati.
Per il raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 19, il sistema informativo dell'artigianato:
predispone annualmente un programma di attività, tenendo conto degli indirizzi della programmazione regionale e di settore. La Giunta regionale approva il programma e lo trasmette alla commissione consiliare competente;
realizza un sistema informativo regionale sull'artigianato, attraverso la cura, la raccolta e l'aggiornamento in banche dati informatizzate delle principali informazioni sul settore, acquisendo sistematicamente dati da fonti già disponibili e attivando specifiche collaborazioni con soggetti pubblici e privati;
effettua attività di analisi e studio delle problematiche strutturali e congiunturali relative al settore artigiano nel contesto del quadro economico regionale, nazionale ed internazionale;
promuove indagini, ricerche e collaborazioni con il mondo accademico e della ricerca socio-economica per la valutazione delle politiche pubbliche a favore dell'artigianato;
realizza strumenti di informazione periodica, anche sotto forma di bollettini di approfondimento monografico su temi di particolare rilevanza per il settore, destinati alle imprese artigiane piemontesi nonché alle organizzazioni professionali, agli istituti di ricerca e alle istituzioni pubbliche;
svolge attività di informazione socio-economica, anche attraverso l'organizzazione e la partecipazione a seminari e convegni di studio;
entro il 30 aprile di ogni anno, effettua il monitoraggio degli interventi di sostegno pubblico concessi nell'anno precedente e lo trasmette alla Giunta regionale ai fini della predisposizione della relazione di cui all'articolo 35.
Nello svolgimento della sua attività il sistema informativo dell'artigianato si avvale di una commissione tecnico-scientifica con funzioni consultive e propositive sulla metodologia delle indagini conoscitive da effettuare nel settore.
La commissione tecnico-scientifica, istituita con decreto del Presidente della Giunta regionale, dura in carica cinque anni dalla sua costituzione, ed è composta da:
un dirigente della struttura regionale preposta all'artigianato, con funzioni di presidente;
il direttore dell'Istituto di ricerche economico sociali (IRES) o un suo delegato;
il direttore regionale dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) o un suo delegato;
un rappresentante designato dall'Unione regionale delle CCIAA del Piemonte;
due esperti designati dalla Giunta regionale, di cui uno su indicazione della Commissione regionale per l'artigianato;
un esperto designato unitariamente dalle confederazioni artigiane regionali maggiormente rappresentative;
un rappresentante designato dall' Unione delle province piemontesi (UPP);
un rappresentante designato dall'Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani del Piemonte (UNCEM).
Alle riunioni della commissione tecnico-scientifica sono invitati esperti o rappresentanti di enti o associazioni interessati all'attività del sistema informativo dell'artigianato.
Per la realizzazione delle attività del sistema informativo dell'artigianato, la Giunta regionale ha la facoltà di stipulare convenzioni con enti, istituzioni, società, istituti di ricerca, organizzazioni professionali e sindacali, anche a carattere paritetico, nonché esperti del settore, che abbiano competenza in materia di artigianato.
TUTELA DELLA PROFESSIONALITÀ DEGLI IMPRENDITORI ARTIGIANI
Capo I.[8]
Art. 22.[9]
Art. 22 bis.[10]
Art. 24.[12]
Art. 25.[13]
in caso di uso non consentito della denominazione "Eccellenza artigiana" e del marchio "Piemonte Eccellenza Artigiana" di cui all'articolo 14, si applica, per ogni singolo episodio, la sanzione amministrativa pecuniaria da 350,00 euro a 3.500,00 euro.
Capo II.[14]
I componenti della Commissione regionale per l'artigianato eleggono nel proprio seno il Presidente e il Vice Presidente.
Le riunioni della Commissione regionale per l'artigianato sono valide con la presenza della metà più uno dei componenti e le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei partecipanti al voto.
La Commissione regionale per l'artigianato disciplina il proprio funzionamento con norme regolamentari interne.
Art. 32.[22]
Tutela delle imprese artigiane dalle forme di lavoro abusivo
Le CCIAA raccolgono e verificano le denunce ad esse presentate relative a soggetti che esercitano attività artigianali a favore di terzi in mancanza dei requisiti di legge previsti per l'esercizio delle medesime attività e senza adempiere agli obblighi posti a carico delle imprese artigiane.
Art. 34.[24]
Art. 34 bis.[25]
La Giunta regionale, avvalendosi del sistema informativo dell'artigianato di cui all'articolo 19 e degli enti gestori:
dispone annualmente il monitoraggio quantitativo e qualitativo degli interventi attuati nell'anno precedente ai sensi della presente legge, al fine di verificarne lo stato di attuazione, valutarne la capacità di perseguire i relativi obiettivi, fornire indicazioni per la programmazione degli interventi futuri;
trasmette annualmente al Consiglio regionale una relazione contenente, per ogni tipologia di intervento effettuato nell'anno precedente ai sensi della presente legge lo stato di attuazione finanziaria, l'efficacia degli interventi rispetto agli obiettivi perseguiti, l'eventuale fabbisogno finanziario per gli interventi in vigore, l'esigenza di nuovi interventi, gli esiti dei controlli effettuati ai sensi dell'articolo 36;
attiva collaborazioni con gli enti locali, il sistema delle CCIAA, le confederazioni artigiane regionali ed altri soggetti competenti per catalogare e monitorare altri interventi in essere in materia di artigianato ai fini dell'armonizzazione tra questi e gli interventi regionali.
La Regione e gli enti gestori dispongono a campione controlli ex ante, in itinere ed ex post sui beneficiari degli interventi di cui alla presente legge per la verifica:
della regolarità e veridicità delle dichiarazioni e della documentazione prodotta;
del corretto impiego delle agevolazioni concesse;
della corretta attuazione degli investimenti oggetto delle agevolazioni;
di ogni altro requisito previsto dalla normativa vigente per i beneficiari di risorse pubbliche.
Ove i controlli evidenzino irregolarità, la Regione dispone direttamente o tramite gli enti gestori le azioni ed i provvedimenti necessari fino alla revoca delle agevolazioni indebitamente percepite; dispone la segnalazione delle irregolarità alle altre autorità competenti ai sensi della vigente normativa.
Art. 37.[26]
Le commissioni provinciali e regionale per l'artigianato costituite ai sensi della l.r. 21/1997 continuano a svolgere le proprie funzioni fino all'insediamento delle nuove commissioni e comunque solo fino al centoventesimo giorno dall'entrata in vigore della presente legge.
Qualora non si possa procedere alla costituzione delle commissioni, la Giunta regionale provvede a nominare un Commissario straordinario per l'esercizio delle funzioni attribuite alle commissioni stesse.
Sono fatti salvi tutti i procedimenti amministrativi già in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, avviati in attuazione delle norme di cui all'articolo 40. Tali procedimenti sono portati a compimento sulla base delle relative disposizioni.
Fino alla completa attuazione della comunicazione unica per la nascita dell'impresa di cui all' articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche, la nascita di nuove imprese, la valorizzazione dell'istruzione tecnico-professionale e la rottamazione di autoveicoli) convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40 , la comunicazione di iscrizione all'albo delle imprese artigiane di cui all'articolo 23 è presentata entro trenta giorni dalla data di acquisizione dei requisiti artigiani. In caso di comunicazione presentata entro sessanta giorni dalla scadenza del termine si applica la sanzione di cui all'articolo 25, comma 1, lettera b). In caso di comunicazione presentata oltre tali termini o in caso di omessa comunicazione di iscrizione si applica la sanzione di cui all'articolo 25, comma 1, lettera a).
Gli atti emanati in applicazione della presente legge che prevedano l'attivazione di azioni configurabili come aiuti di Stato, ad eccezione dei casi in cui detti aiuti siano erogati in conformità a quanto previsto dai regolamenti comunitari di esenzione, sono oggetto di notifica ai sensi degli articoli 107 e 108 del Trattato.
legge regionale 9 maggio 1997, n. 21 (Norme per lo sviluppo e la qualificazione dell'artigianato);
legge regionale 31 agosto 1999, n. 24 (Modifiche della legge regionale 9 maggio 1997, n. 21 "Norme per lo sviluppo e la qualificazione dell'artigianato");
lettere a) e d) del comma 1 dell'articolo 14 e articolo 15 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 (di attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 );
legge regionale 4 marzo 2002, n. 7 (Modifiche della legge regionale 9 maggio 1997, n. 21 " Norme per lo sviluppo e la qualificazione dell'artigianato " come modificata dalla legge regionale 31 agosto 1999, n. 24 );
articolo 4 della legge regionale 4 novembre 2004, n. 31 (Modifiche alla legge finanziaria per l'anno 2004 e provvedimenti di natura pluriennale);
lettera g) del comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale 22 novembre 2004, n. 34 (Interventi per lo sviluppo delle attività produttive);
articolo 48 della legge regionale 23 aprile 2007, n. 9 (Legge finanziaria per l'anno 2007).
Art. 41.[28]
Data a Torino, addì 14 gennaio 2009
[1] Nel comma 2 dell'articolo 1 le parole "delle commissioni regionale e provinciali per l'artigianato" sono state sostituite dalle parole "della Commissione regionale per l'artigianato" ad opera del comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 5 del 2013.
[2] Il comma 6 bis dell'articolo 7 è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 37 della legge regionale 30 del 2009.
[3] Il comma 3 dell'articolo 9 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale 38 del 2009.
[4] Il comma 1 dell'articolo 10 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 5 del 2013.
[5] Il comma 1 dell'articolo 14 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 5 del 2013.
[6] Il comma 2 bis dell'articolo 14 è stato inserito dal comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 5 del 2013.
[7] Il comma 2 ter dell'articolo 14 è stato inserito dal comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 5 del 2013.
[8] La rubrica del Capo I è stata sostituita ad opera dal comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 5 del 2013.
[9] L'articolo 22 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 5 del 2013.
[10] L'articolo 22 bis è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 5 del 2013.
[11] L'articolo 23 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 5 del 2013.
[12] L'articolo 24 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 5 del 2013.
[13] L'articolo 25 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale 5 del 2013.
[14] La rubrica del Capo II è stata sostituita ad opera del comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale 5 del 2013.
[15] L'articolo 26 è stato abrogato dalla lettera a del comma 1 dell'articolo 24 della legge regionale 5 del 2013.
[16] L'articolo 27 è stato abrogato dalla lettera a del comma 1 dell'articolo 24 della legge regionale 5 del 2013.
[17] Il comma 1 dell'articolo 28 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 5 del 2013.
[18] Il comma 2 dell'articolo 28 è stato abrogato dalla lettera b del comma 1 dell'articolo 24 della legge regionale 5 del 2013.
[19] L'articolo 29 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 12 della legge regionale 5 del 2013.
[20] L'articolo 30 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 13 della legge regionale 5 del 2013.
[21] L'articolo 31 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale 5 del 2013.
[22] L'articolo 32 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 15 della legge regionale 5 del 2013.
[23] Nel comma 1 dell'articolo 33 le parole "commissioni provinciali per l'artigianato" sono state sostituite dalle parole "CCIAA" ad opera del comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale 5 del 2013.
[24] L'articolo 34 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale 5 del 2013.
[25] L'articolo 34 bis è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 18 della legge regionale 5 del 2013.
[26] L'articolo 37 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 5 del 2013.
[27] Nel comma 1 dell'articolo 39 le parole "87 e 88" sono state sostituite dalle parole "107 e 108" ad opera del comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale 5 del 2013.
[28] L'articolo 41 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 5 del 2013.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 41

Art. 22

Art. 22

Art. 24

Art. 25

Art. 32

Art. 34

Art. 34

Art. 37
 articolo 9
 articolo 15

articolo 4

articolo 48

Art. 41