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⭐IL GEOMETRA VERONESE
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Adamo Esposito
1 Anno LIV n 12 - Dicembre Poste Italiane Spa - Sped. In A.P. 70% DCO VR IL GEOMETRA VERONESE Mensile di informazione ed aggiornamento professionale ECO FRIENDLY PAG.03 > SEMINARIO PIANO CASA TER REGIONE VENETO PAG.05 > CORSO RILIEVO 3D E GESTIONE DELLE MESH PAG.13 > ALLARME DISSESTO IDROGEOLOGICO PAG.31 > TERRE DA SCAVO, RESTYLING PER PICCOLI CANTIERI PAG.39 > INDICE GENERALE 2014 COLLEGIO GEOMETRI e GEOMETRI LAUREATI della PROVINCIA di VERONA - Società Cooperativa Geometri Veronesi - Vicolo Orologio, 3 - VERONA2 Vi mettiamo al riparo Con noi avete la certezza di coperture e bonifiche allo stato dell arte. Per la vostra sicurezza. Unendo esperienze progettuali, organizzative e operative al massimo livello siamo in grado di bonificare beni e siti inquinati da amianto (friabile o eternit), oltre a fornire e posare coperture metalliche con l utilizzo dei materiali più avanzati. Trattiamo strutture civili e industriali di ogni genere e dimensione. 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Bonifiche di beni e terreni inquinati Rimozione e smaltimento di siti con amianto Fornitura e posa di nuove coperture Soluzioni tecniche ad alta efficienza Utilizzo di materiali di prima scelta Personale altamente qualificato Totale rispetto delle normative Interventi su strutture civili e industriali Gestione di piccole e grandi opere risultati alla luce del sole FENICE s.r.l3 Stefano Arvati, Amministratore Delegato Sma Ascensori Avanguardia al servizio del cliente Azienda veronese, Sma Ascensori vanta un importante esperienza ventennale nella progettazione, installazione, manutenzione e riparazione di sistemi di elevazione. Il team di professionisti specializzati contribuiscono quotidianamente alla progettazione degli impianti, assicurando il massimo confort e sicurezza, senza trascurare i desideri estetici del committente. 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CAODURO S.p.A. -5 6 7 Mensile di informazione ed aggiornamento professionale ECO FRIENDLY Il Geometra Veronese è un mensile di informazione e aggiornamento professionale edito dalla Società Cooperativa Geometri Veronesi. La collaborazione è aperta agli organi rappresentativi di categoria e a tutti i singoli professionisti. Ogni redattore risponde delle proprie affermazioni ed il suo nome è sempre reperibile presso la redazione. PUBBLICAZIONE MENSILE DEL COLLEGIO GEOMETRI E GEOMETRI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI VERONA Autorizzata dal Trib. c.p. di VR con decreto n. 140 del 22 dicembre 1960 REDAZIONE-AMMINISTRAZIONE Verona - Vicolo Orologio, 3 Tel Fax DIRETTORE RESPONSABILE Geom. Roberto Scali COMITATO DI REDAZIONE Geom. Gianluca Fasoli Geom. Fiorenzo Furlani Geom. Pietro Guadagnini Geom. Federico Stanzial Geom. Matteo Xamo Geom. Giada Zampieri SEGRETARIO DI REDAZIONE Rag. Maurizio Buin HANNO COLLABORATO: Elisa Tagliani Alessandra Moro PROGETTO GRAFICO E COORDINAMENTO EDITORIALE taglianigruppoadv.it Verona - Via Macello, 17 T F PUBBLICITÀ OEPI Pubblicità Peschiera del Garda Loc. OTTELLA 3/B int. 25. Tel Fax STAMPA Sprinter srl - Via Meucci, San Martino B.A. (VR) EDITORE Società Cooperativa Geometri Veronesi VERONA - Vicolo Orologio, 3 IN COPERTINA: Tradizione, formazione, innovazione SOMMARIO PRIMA PAGINA 01 BUONI PROPOSITI VITA DEL COLLEGIO 03 SEMINARIO PIANO CASA TER 05 CORSO RILIEVO 3D E GESTIONE DELLE MESH FATTI E NOTIZIE 7 DIFETTI DELL'IMMOBILE 9 EDILIZIA, UN MODELLO IN COMUNE 11 RIFORMA DEL CATASTO 13 DISSESTO IDROGEOLOGICO 19 GEONEWS 21 ECONEWS 23 EDILNEWS PREVIDENZA 25 CONTRIBUTO INTEGRATIVO DAL 1 GENNAIO 2015 CULTURA E TERRITORIO 27 LUCEVAN LE STELLE AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE 31 TERRE DA SCAVO ATTI E DOCUMENTI 37 CONSIGLIO DIRETTIVO DEL 18 DICEMBRE 2014 INDICE GENERALE INDICE GENERALE 2014 DICEMBRE 20148 ALVEOLATER BIO IL SISTEMA PER ZONA SISMICA CHE NON TEME SMENTITE. BREVETTATO ANTISISMICO TESTATO* *Università degli Studi di Padova (Dip. I.C.E.A.) SICUREZZA BREVETTATA Al top grazie all innovativo schema a raggiera con l armatura confinata. Sicurezza che non prescinde dalla qualità di prodotto: Prima scelta - Categoria 1 a VERSATILE Spessori da 25 e 30 centimetri e formati speciali per la massima semplicità d impiego... senza ponti termici! BIO Taurus, il laterizio microporizzato con farina di legno vergine. La qualità nella Bioedilizia di Gruppo Stabila -25% TEMPI E COSTI In cantiere si ha la prova tangibile che l eccellenza del sistema costruttivo passa anche attraverso la vera semplicità, data da precisione e modularità TAURUS. L ORIGINALE SISTEMA ANTISISMICO BREVETTATO Tutta la gamma Alveolater Alveolater Bio Comune Taurus Bio Tramezze Supporto alla progettazione e alla posa Tel9 PRIMA PAGINA BUONI PROPOSITI BUONI PROPOSITI! Non sottraendomi alla tradizione di fare un bilancio dell anno, sarò franco: è stato un anno difficile, i segnali positivi non sono stati ancora sufficienti per restituire serenità ad un mondo del lavoro in crisi, ma per continuare la risalita con animo e convinzione occorre guardare avanti, non indietro; occorre pensare al traguardo, non alla partenza. Non facciamo falso ottimismo, ma nemmeno ci lasciamo andare ad infruttuoso pessimismo: con realismo proseguiamo il nostro cammino professionale, consapevoli che servirà ancora tanto e tanto impegno, ma a buon fine. E peculiare di questo periodo ispirarsi di buoni propositi ed il mio augurio è che si realizzino: quelli della nostra categoria, così come quelli di tutti che vogliono vedere nel 2015 dodici mesi di opportunità, forti delle proprie competenze e capacità per costruire e crescere. Il nostro Collegio ha lavorato sodo anche nel 2014 per organizzare incontri formativi, per sostenere l aggiornamento, per essere un supporto vivo e attivo all operato quotidiano degli iscritti; questa è la strada che manterremo, con concretezza e praticità. L apertura, peraltro, a ricevere suggerimenti e idee per migliorare la vita collegiale è totale. In questo numero, tra i vari articoli, segnalo il report sul seminario dedicato al Piano Casa ter della Regione Veneto (organizzato, nell ambito del programma di formazione continua e permanente, dal Consiglio Direttivo del Collegio dei Geometri e dalla Società Cooperativa Geometri Veronesi, in collaborazione con la Commissione Edilizia Urbanistica del Collegio), con le voci del presidente Roberto Scali, del segretario Fiorenzo Furlani, del consigliere regionale Andrea Bassi e dell avvocato Stefano Baciga. Un evento formativo questo del Piano casa ter che il Collegio dei Geometri ha impostato con taglio pratico per analizzare, approfondire ed agevolare l interpretazione e la corretta applicazione delle norme del settore. Ed ancora, l intervista al geometra e geologo Luca Zanoni, che approfondisce il tema del dissesto idrogeologico: due parole che ricorrono ormai con drammatica frequenza nelle cronache italiane; con Zanoni facciamo il punto locale, per focalizzare con correttezza e competenza un settore che ci coinvolge da vicino nel nostro lavoro. Buona lettura: presidente e commissioni augurano a tutti un Felice Anno Nuovo, ci ritroviamo a gennaio, Il Geometra veronese ci accompagnerà come sempre! Il Direttore - Roberto Scali DICEMBRE10 11 VITA DEL COLLEGIO SEMINARIO PIANO CASA TER SEMINARIO PIANO CASA TER - REGIONE VENETO LE VOCI DI ROBERTO SCALI, FIORENZO FURLANI, ANDREA BASSI E STEFANO BACIGA Nell ambito del programma di formazione continua e permanente, il Consiglio Direttivo del Collegio dei Geometri e la Società Cooperativa Geometri Veronesi, in collaborazione con la Commissione Edilizia Urbanistica del Collegio, hanno organizzato lo scorso 4 dicembre un interessante e attuale seminario formativo di taglio pratico, al fine di analizzare, approfondire e quindi agevolare l interpretazione e la corretta applicazione delle norme e delle disposizioni contenute nella L. R. n. 14/2009 come novellata dalla L.R. 29 novembre 2013 n. 32, meglio conosciuta come Piano Casa Ter. Ai numerosi partecipanti, sono state fornite le possibili e concrete indicazioni per superare difficoltà operative e incertezze interpretative nell'applicazione della predetta norma regionale, grazie all analisi dell'intera normativa, coordinata con il contenuto della Circolare Esplicativa. Il Presidente del Collegio veronese, Roberto Scali, apprezzando il riscontro ottenuto dall iniziativa, ha sottolineato la valenza trasversale del tema, ipotizzando aperture di partecipazione anche agli altri ordini, in caso di analoghi, futuri incontri, e ai dipendenti comunali, «nostra interfaccia dall altra parte del banco». Scali ha ribadito che «siamo qui per far lavorare la nostra categoria, lavorare con architetti ed ingegneri ci fa ancora più piacere; l importante è portare a casa il risultato, in questi tempi di crisi». Attenzione, ovviamente, anche per l utente finale, «il nostro committente deve avere risposte certe, quelle che la complessità della normativa spesso non dà; noi ci proviamo e ci auguriamo di arrivare ad esiti concreti e utili». Il Segretario del Collegio e Presidente della Società Cooperativa, Fiorenzo Furlani, ha ventilato la possibilità di replicare l appuntamento, «ampliandolo agli altri ordini e agli uffici tecnici comunali, perchè se tutti apprendiamo in ugual maniera e applichiamo uniformemente su tutto il territorio, otteniamo un vantaggio collettivo, compreso il fruitore finale, il cittadino». In effetti, bis il 16 gennaio, a grande richiesta! DICEMBRE12 VITA DEL COLLEGIO SEMINARIO PIANO CASA TER Un seminario fortemente voluto? Senza dubbio! «Il Piano Casa è uno strumento concreto che permette a noi professionisti di resistere in questo momento di profonda crisi che colpisce soprattutto il settore edìle, pertanto la conoscenza della materia e la corretta applicazione della normativa sono fondamentali al fine di soddisfare al meglio le esigenze dei committenti ed affrontare le problematiche che a volte sorgono negli uffici tecnici». La figura del professionista è oggetto di costante aggiornamento vedi seminario in questione e va considerata determinante ausilio per il cittadino alle prese con questioni tecniche: «il professionista indica al committente le corrette modalità di applicazione, a seconda delle personali esigenze». Anche Furlani si è detto molto gratificato dall affluenza di colleghi all incontro «questo è un momento formativo per noi geometri, che da sempre siamo operatori sul campo e per la collettività; ho sempre visto sale piene quando il tema è attuale e interessante». Andrea Bassi, Presidente II commissione urbanistica Regione Veneto, ha portato la voce delle istituzioni: «è importante parlare di Piano Casa, dato che è arrivata la sentenza della Corte Costituzionale che ne ha sancito definitivamente la costituzionalità: cadono i dubbi; ora ci aspettiamo che questa questione risolta possa contribuire al rilancio e allo sblocco di tante perplessità di privati, che ora possono agire e ridare fiato all economia. La legge compie proprio adesso un anno e non cambia, data la sentenza; restano i bonus volumetrici previsti, e, ad ausilio, c è la circolare applicativa che va a chiarire le disposizioni prima poco chiare». Anche per Bassi la figura del professionista è imprescindibile per chi committente desidera prestazioni competenti e rispettose delle normative e per «l applicazione della leggi rapportata agli strumenti urbanistici vigenti nei vari comuni». Piano Casa Ter: anche l avvocato Stefano Baciga è intervenuto, ribadendo che «potrà continuare una serie di interventi in deroga agli strumenti urbanistici dei comuni per consentire di edificare senza gli inconvenienti precedenti». I professionisti avranno «maggiore libertà, maggiore discrezionalità, maggior possibilità di realizzare interventi adeguati alle tecniche e alle richieste della moderna edilizia», i cittadini godranno di «una semplificazione delle procedure e un risparmio negli interventi edilizi». Per approfondimenti: regioni/ /piano-casa-veneto-ampliamenti php?uuid=ab37hy5i Alessandra Moro 4 DICEMBRE 201413 VITA DEL COLLEGIO CORSO RILIEVO 3D E GESTIONE DELLE MESH RILIEVO FOTOGRAMMETRICO 3D E GESTIONE DELLE MESH UN CORSO CHE HA INTRODOTTO ALLE PRINCIPALI METODOLOGIE E TECNOLOGIE UTILIZZATE PER IL RILIEVO TRIDIMENSIONALE CON PARTICOLARE ATTENZIONE ALLA RESTITUZIONE 2D/3D DEL COSTRUITO E DEL PAESAGGIO Nei giorni Dicembre 2014 a Verona il Collegio Geometri e Geometri Laureati in collaborazione con la Società Terrelogiche ha organizzato il 1 corso di aggiornamento professionale dedicato al "Riievo fotogrammetrico 3D e gestione delle mesh". Il Collegio ha da sempre la priorità di cercare di fornire ai propri iscritti un adeguato aggiornamento professionale, immediatamente pratico ed utile al cambiamento. Raccogliendo le opinioni dei partecipanti, con questo corso ha decisamente raggiunto gli intenti preposti. La fotogrammetria risale alla fine del 1800 e per molti anni è rimasta una metodologia di rilievo lunga e complessa. L'era del digitale nelle fotocamere e gli sviluppi esponenziali dei software di gestione e post-elaborazione immagini hanno ridotto drasticamente le tempistiche di produzione del dato finale trasformando la fotogrammetria in una tra le tecniche di acquisizione dei dati del territorio tra le più affidabili, economiche e precise. Il corso teorico pratico, tenuto da tecnici specializzati, ha messo in luce tutte queste peculiarità. Due giornate di teoria dedicate alla metodologia del prelievo delle immagini, ad un primo trattamento e modellazione fino alla restituzione del modello 3D del rilevato. Il terzo giorno ci si è dedicati alla prova pratica dove tutti i partecipanti hanno potuto toccare con mano quanto presentato in aula. Armati di fotocamere (dalla più semplice di un telefono alla più professionale reflex) il gruppo ha eseguito delle prove di DICEMBRE14 VITA DEL COLLEGIO CORSO RILIEVO 3D E GESTIONE DELLE MESH rilievo nella zona della vicina Porta San Giorgio. Rientrati in aula, con i propri PC, sono stati elaborati i dati prelevati in campagna fino alla restituzione finale con esiti che hanno lasciato sbalorditi anche i più scettici. Infatti da delle semplici foto, opportunamente scattate, si sono ottenuti modelli tridimensionali dei manufatti rilevati. Questi modelli offrono la possibilità di visionare da ogni angolatura gli elementi rilevati con fantastiche immagini realistiche ruotabili dall'utente. Restituiscono tutte le informazioni geometriche, sezioni, piante e prospetti sufficientemente precisi per il tipico uso professionale di buona parte della Committenza del Geometra. Insomma, una metodologia che se ben conosciuta è una nuova arma vincente nelle mani dei Geometri. Si rimane vincenti nella conoscenza, un corso come quello svolto non ha le pretese di formare tecnici specializzati in fotogrammetria ma è riuscito ad infondere curiosità e nuovi spunti ai partecipanti. Nessuno dei corsisti si riterrà un esperto dopo questo incontro ma, tutti i partecipanti potranno continuare la loro formazione specifica in un settore "nuovo" della topografia. Il tutto per fornire alla propria Committenza servizi sempre più altamente specialistici e per aprire nuove prospettive di lavoro mai come oggi necessarie e vitali. Il Collegio Geometri di Verona ha sposato in toto questa linea e punta deciso allo sviluppo ed alla crescita della professionalità dei propri iscritti mettendo loro a disposizione delle opportunità che vanno assolutamente "colte al volo". Simone Sandrini 6 DICEMBRE 201415 FATTI E NOTIZIE DIFETTI DELL'IMMOBILE GRAVI DIFETTI DELL'IMMOBILE: LA COLPA NON È SOLO DEL DIRETTORE DEI LAVORI SE IN UNA CONSULENZA TECNICA D'UFFICIO È ACCERTATO CHE L'APPALTATORE È RESPONSABILE DEI GRAVI DIFETTI DELL'IMMOBILE, QUESTO, PER ANDARE ESENTE DA RESPONSABILITÀ, NON PUÒ LIMITARSI A DIRE CHE HA ESEGUITO LE DIRETTIVE IMPARTITEGLI DAL COMMITTENTE (O PER CON- TO DI QUESTI DAL DIRETTORE DEI LAVORI) A DIRLO E STATA LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE CON LA SENTENZA N DEL 2 SETTEMBRE Che cosa sono i gravi difetti? Entro quanto tempo bisogna denunciarli? L'art c.c., una norma che, pur posta nell'ambito di quelle dettate in materia d'appalto, ha natura extracontrattuale, disciplina la responsabilità dell'appaltatore verso il committente (o comunque del costruttore-venditore verso l'acquirente) dei gravi difetti dell'immobile. La durata dalla garanzia è decennale. Quanto alla nozione di gravi difetti, la giurisprudenza è concorde nell'affermare che i gravi difetti dell'edificio idonei a configurare una responsabilità del costruttore nei confronti del committente o dell'acquirente, ai sensi dell'art c.c., sono configurabili, al di fuori dell'ipotesi di rovina o di evidente pericolo di rovina, nei vizi che, senza influire sulla stabilità dell'opera, pregiudichino e menomino in modo grave il normale godimento e/o la funzionalità e/o l'abitabilità della medesima; - tra i gravi difetti di costruzione che danno luogo alla garanzia prevista dall'art c.c., sono comprese le deficienze costruttive vere e proprie, DICEMBRE16 FATTI E NOTIZIE DIFETTI DELL'IMMOBILE quelle cioè che si risolvono nella realizzazione dell'opera con materiali inidonei e/o non a regola d'arte [ ] (App. Ancona 14 febbraio 2012 n. 116). Sempre nella stessa pronuncia testé citata, ad esempio, s'è concluso che le infiltrazioni d'acqua determinate da carenze di impermeabilizzazione o delle opere di drenaggio che incidano sulla funzionalità dell'opera costituiscono gravi difetti. Responsabilità per infiltrazioni d'acqua piovana Quanto ai tempi, s'è già accennato, la garanzia ha durata decennale. Tuttavia il committente deve denunciare il difetto entro un anno dalla scoperta e deve iniziare l'azione legale entro un anno dalla denuncia. La Cassazione, in più occasioni, ha spiegato che il momento della conoscenza del grave difetto, se la sua conoscibilità necessita di particolari competenze tecniche, decorre dalla data di effettuazione della perizia sull'immobile. Denuncia dei gravi difetti e decadenza dall'azione legale, il conteggio dei termini L'appaltatore, è qui entriamo nel merito della sentenza n del 2 settembre 2014, è sempre responsabile, salvo il caso in cui dimostri d'aver agito come nudus minister, vale a dire come soggetto spogliato d'ogni potere decisionale è soggetto esclusivamente alle direttive del committente. Senza questa prova, egli dovrà essere ritenuto responsabile dei gravi difetti derivanti dalle opere appaltate. Nel caso di specie, ha specificato la Cassazione, il grave difetto era dovuto alla cattiva posa in opera dei materiali, senza nessuna preparazione del sottofondo né risultava dagli atti di causa (ergo dalle prove fornite dalle parti ed in particolar modo dall'appaltatore) che il condominio o il suo amministratore avessero imposto alla ditta di agire in tal modo. da Professione Geometra 8 DICEMBRE 201417 FATTI E NOTIZIE EDILIZIA, UN MODELLO IN COMUNE EDILIZIA, UN MODELLO IN COMUNE OK IN UNIFICATA ALLE DUE NUOVE COMUNICAZIONI DI INIZIO LAVORI PREVISTE DALLO SBLOCCA ITALIA Un modello unico, identico per tutti gli comuni italiani, da utilizzare per i piccoli interventi edilizi che non implicano modifiche strutturali degli edifici. Per aprire porte o spostare pareti all'interno dell'appartamento non servirà più alcun tipo di nullaosta ma basterà compilare il modello e farlo asseverare da un tecnico. E se si tratta di manufatti rimovibili, opere di pavimentazione di spazi esterni, pannelli fotovoltaici, aree ludiche non sarà nemmeno necessario attendere l'ok del professionista. Regioni e comuni avranno 60 giorni di tempo per rendere operative le due nuove comunicazioni di inizio lavori (Cil e Cila) che rispetto ai tradizionali strumenti autorizzatoli (Scia, SuperDia e permesso di costruire) consentono di iniziare subito i lavori, semplificando così gli adempimenti per cittadini e imprese. Il countdown per il recepimento dei modelli da parte degli enti locali è già partito. Ieri, infatti, la Conferenza unificata, in anticipo sulla tabella di marcia, ha approvato i modelli previsti dal decreto Sblocca Italia (di 133/2014) facendo così partire l'attuazione dell'agenda per la semplificazione La comunicazione di inizio lavori (Cil) può essere utilizzata per tutti gli interventi previsti dalle lettere b, e, d, e dell'art. 6 comma 2 del Testo unico sull'edilizia (dpr 380/2001). Quindi, in primis, opere dirette a soddisfare esigenze temporanee e a essere immediatamente rimosse al cessare della necessità (o comunque non oltre 90 giorni). Ma anche opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, vasche di DICEMBRE18 FATTI E NOTIZIE EDILIZIA, UN MODELLO IN COMUNE raccolta delle acque, pannelli solari, generatori eolici (con altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro) e aree ludiche senza fini di lucro. La comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila) servirà invece per le ipotesi residuali previste dall'art. 6 comma 2 del dpr 380, ossia per gli interventi di manutenzione straordinaria (compresa l'apertura di porte interne o lo spostamento di pareti a condizione che non riguardino le parti strutturali dell'edificio) e per le modifiche edilizie interne da realizzare nei fabbricati adibiti all'esercizio dell'attività di impresa. Nel dare l'asseverazione il tecnico abilitato dovrà attestare, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi, nonché compatibili alla normativa sismica e a quella sull'efficienza energetica. Soddisfazione per l'ok dell'unificata è stata espressa dal ministero della funzione pubblica che ora guarda ai passi successivi previsti dall'agenda per la semplificazione: adozione del modello per l'autorizzazione unica ambientale, per la SuperDia e le «istruzioni per l'uso» dei moduli in edilizia. Francesco Cerisano da ItaliaOggi del LEGGI COL TUO TABLET IL GEOMETRA VERONESE SU: 10 DICEMBRE 201419 FATTI E NOTIZIE RIFORMA DEL CATASTO RIFORMA DEL CATASTO, SI PARTE SAVONCELLI: L IMPRESSIONE E CHE SI SIA PASSATI DAL DIRE AL FARE Si parte. All'indomani del tavolo di confronto organizzato lo scorso 11 dicembre a Roma dal Consiglio nazionale geometri e geometri laureati e Rete delle professioni tecniche sul tema «Riforma del catasto», la sensazione è che si stia davvero passando dal «dire» al «fare», a beneficio dei cittadini, dei contribuenti e dell'intero Sistema Paese. L'accelerazione impressa dal Governo con l'approvazione definitiva del decreto legislativo sulla riorganizzazione delle commissioni censuarie ha provocato uno scatto in avanti nell'operatività di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti in un processo autenticamente epocale, i cui rappresentanti si sono riuniti nella splendida cornice del Teatro di Villa Torroni: Rossella Orlandi e Gabriella Alemanno (Agenzia delle entrate), Armando Zambrano (Rat), Maurizio D'Errico (Consiglio nazionale notariato), Angelo Pipetti (Abi), Fabio Piccolini (Adiconsum), Alessandro Cattaneo (Anci), Giorgio Spazianti Testa (Confedilizia). Il confronto, particolarmente utile perché animato da portatori d'interessi diversi e talvolta contrapposti, ha reso evidente un primo risultato: lungi dall'essere giunta al termine, la discussione in merito alle procedure di avvio della riforma catastale ha segnato un nuovo punto di partenza con la presentazione pubblica della «Proposta metodologica per la revisione degli estimi dei fabbricati» che il CNGeGL mette a disposizione degli interlocutori istituzionali, in primis l'agenzia delle Entrate, presente all'incontro con i suoi vertici, a cominciare dal direttore Rossella Orlandi. «La sua presenza» ha commentato Maurizio Savoncelli, presidente del CNGeGL e promotore dell'evento «è un segnale di attenzione verso la categoria dei geometri e, più in generale, verso tutti i professionisti di area tecnica. Una gradita testimonianza di continuità con il passato che ha sempre visto i due soggetti uniti da una forte collaborazione». Con lui ripercorriamo i topic dell'evento: stato dell'arte, logiche operative, approcci metodologici, prospettive. Domanda. Presidente Savoncelli, il comune denominatore di una discussione ampia in merito alla riforma del catasto è stato l'aggettivo «epocale»: è così? E soprattutto: esistono davvero le condizioni per attuarla? Risposta. La riforma del catasto dei fabbricati è sicuramente un appuntamento storico e ineludibile, che chiama tutti a una grande responsabilità. Una responsabilità talmente grande che per condurre ai risultati auspicati deve essere condivisa tra gli attori principali che sono, a mio avviso, l'agenzia delle entrate, i comuni e i professionisti che vantano DICEMBRE20 FATTI E NOTIZIE RIFORMA DEL CATASTO competenze specifiche in ambito estimativo e catastale. In passato, tale condivisione ha dato risultati importanti: basti pensare alla sinergia registrata in occasione della riforma del catasto dei terreni così come indicata dalla circolare 2/88. Oggi, dopo essere passati attraverso Isi, lci, Imu e Tasi e con una pressione del fisco immobiliare che sfiora il 40%, l'imperativo non è più recuperare tale sinergia ma farla crescere in maniera esponenziale attraverso la valorizzazione di due elementi: il catasto e le professionalità tecniche, eccellenze italiane riconosciute come tali in tutto il mondo. L'utilizzo ottimale di queste risorse consentirà da un lato di soddisfare le aspettative di quanti credono nella bontà della riforma, dall'altro di ridimensionare le preoccupazioni, comunque legittime, di quanti temono che un aumento delle rendite catastali rechi con sé un aumento del prelievo fiscale, stabilendo una correlazione arbitraria tra la corretta definizione della base imponibile (responsabilità tecnica) e l'applicazione dell'aliquota (responsabilità politica), condizionata peraltro dall'invarianza di gettito di cui all'articolo 2 della legge delega. D. Soffermiamoci sulle responsabilità tecniche. In che maniera i geometri ritengono di poter contribuire alla definizione di una base imponibile corretta? R. Lo spieghiamo nel documento «Proposta metodologica per la revisione degli estimi catastali» illustrato dal vice presidente Antonio Benvenuti nel corso del tavolo di confronto: sostituendo l'ampia discrezionalità inerente l'interpretazione e la stima delle rendite catastali con un sistema di valutazione uniforme per la stima del valore patrimoniale e della rendita degli immobili ai fini catastali. Le basi di questa valutazione, basata sull'impiego di una funzione estimativo-statistica, sono il valore di mercato per il valore patrimoniale e il canone di mercato per la rendita; il risultato che attraverso di essa intendiamo raggiungere è la costruzione di una banca dati dinamica, capace di aggiornarsi! automaticamente e in tempo reale in base alle variazioni dei valori di mercato e delle rendite. D. Ritiene sia questa la via per ricondurre il sistema della tassazione immobiliare sui binari dell'equità? R. Per far sì che l'attività estimativa produca per intero i suoi effetti sociali, occorre il verificarsi di altre due condizioni: operare la stima del patrimonio immobiliare italiano «sul campo», prevedendo l'accertamento di tutti gli immobili; sensibilizzare il contribuente ad essere parte attiva del processo di revisione del classamento, divenendo il destinatario di misure fiscali premianti i nei momento in cui chiede, di propria iniziativa, l'ausilio di un professionista tecnico per i verificare l'effettiva necessità di variazione catastale. Un segnale di discontinuità rispetto alle logiche punitive del passato e un passo avanti nella direzione del «fisco amico» auspicato nella Delega fiscale. Consiglio Nazionale Geometri da ItaliaOggi del DICEMBRE 201421 FATTI E NOTIZIE DISSESTO IDROGEOLOGICO DISSESTO IDROGEOLOGICO: FOCUS VERONA E VENETO IL PUNTO CON I GEOLOGI ZANONI E DE ROSSI: URGE PASSARE DALLA CULTURA DELL EMERGENZA A QUELLA DELLA PREVENZIONE Poche settimane fa 16 associazioni ambientaliste hanno presentato al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio l Agenda ambientalista per la riconversione ecologica del Paese, articolata in 55 proposte su 15 filoni tematici; è stata poi avanzata la richiesta di partecipare all elaborazione dei progetti per contrastare il rischio idrogeologico ed è stata sollecitata l approvazione del testo unificato per il contenimento sul consumo del suolo. Proposte e indicazioni più che legittime, in un territorio nazionale soggetto a fragilità, se non a veri e propri sconquassi. Su questo tema, alla fine dello scorso novembre si è sciolto un nodo tra Piano Casa Veneto e Governo; quest ultimo contestava la norma che consentiva di demolire gli edifici in area a rischio idrogeologico e di ricostruirli in zone meno pericolose con un premio di cubatura del 50%, violando le prescrizioni più restrittive contenute nei Piani di Bacino. Inoltre col Piano Casa diventava possibile la ristrutturazione con demolizione e ricostruzione senza il vincolo di rispettare la sagoma preesistente: le perplessità del Governo riguardavano la possibilità che questa regola potesse essere applicata anche agli immobili vincolati. Con la sentenza 259/2014 la Corte Costituzionale ha respinto le accuse al Piano, poiché l Esecutivo non ha addotto sufficienti motivazioni idonee a far capire in che modo la possibilità di ricostruire un immobile in una zona più sicura possa ledere le norme di attuazione dei Piani di Bacino; è stato poi ricordato che la demolizione e ricostruzione senza il rispetto della sagoma preesistente sono state introdotte dal Decreto del Fare (d.l. 63/2013), che esclude comunque questa possibilità per gli immobili vincolati ai sensi del Codice dei Beni culturali e del paesaggio (d.l. 42/2004). Per la Corte le Regioni non possono riprodurre le leggi dello Stato, perché in questo caso si verificherebbe una invasione delle competenze legislative in materia di urbanistica e di edilizia. Risale alla fine del 2011 una serie di suggerimenti di Ance Veneto per far uscire la regione dall emergenza idrogeologica: si proponeva l introduzione di un accisa regionale sull energia elettrica prodotta, l emissione sul mercato finanziario di buoni ordinari da parte della Regione Veneto, attraverso la propria società finanziaria Veneto Sviluppo, lo studio di valutazione sulle possibilità di project financing nella gestione dell acqua o nella produzione di energia dall acqua e un fondo per la manutenzione ordinaria: accantonamento in un fondo di riserva di una quota percentuale del valore di investimento di ciascun intervento di salvaguardia idraulica. DICEMBRE22 FATTI E NOTIZIE DISSESTO IDROGEOLOGICO L Associazione lanciava inoltre una proposta operativoprogrammatica relativa alla creazione dell Agenzia regionale delle Acque e della Difesa del suolo, un unico organismo al quale affidare tutte le funzioni operative e gestionali che concorrono alla difesa del suolo. E, fine 2014, quale è dunque la situazione? Facciamo il punto tecnico con i geologi Luca Zanoni e Paolo De Rossi, partendo dal panorama idrogeologico attuale di Verona e provincia. «La provincia di Verona è un territorio con variabile esposizione al rischio idrogeologico. In generale la parte collinare e montana è più esposta a fenomeni morfologici, come le frane in quanto la carsificazione che interessa la gran parte dei Lessini e del Baldo ostacola il ruscellamento superficiale e la formazione di portate idriche elevate negli alvei torrentizi, che presentano situazioni di pericolo idraulico solo localmente. Fa eccezione la val d'alpone dove la presenza di estese coltri di copertura argillosa impermeabili derivante dalla alterazione delle vulcaniti basiche crea le condizioni che consentono lo sviluppo di rilevanti portate nelle aste torrentizie, in seguito alle precipitazioni, fatto che è in gran parte alla base delle ricorrenti alluvioni allo sbocco in pianura. In tale valle la coltre argillosa e talora la presenza di falde idriche in essa determina la franosità della zona che è interessata da numerosissimi dissesti». Quali le zone più a rischio e perchè? «Le frane nelle altre aree sono generalmente ricadenti in aree con coltri detritico-argillose di spessore rilevante, o di argille residuali (Moruri, Negrar e Valpolicella ecc.). Localmente ma occasionalmente si verificano frane in roccia (zona gardesana, rilievi rocciosi, pareti rocciose isolate). Altre aree di rischio idraulico oltre alla bassa val d'alpone e in parte alla bassa Valtramigna (qui più legate e risalita della falda che a esondazioni) sono situate lungo i fiumi principali (Adige a Bussolengo, Pescantina e Porto San Pancrazio a Verona, per esempio), Fibbio a San Martino B.A., San Pietro di Lavagno, Vago». Quali le zone invece meno esposte? «Le zone di pianura sono ovviamente esenti da rischio frane, ma possono presentare problemi legati alla risalita della falda che allaga gli interrati (fenomeno frequente nella zona della fascia delle risorgive) o a allagamenti per condizioni di drenaggio difficoltoso legato alla cattiva manutenzione della rete scolante o alla sua critica condizione idraulica. Inoltre possono essere soggette a pericolo di inondazione da parte dei corsi d'acqua principali». Errori, trascuratezze da evitare? Quali le accortezze da rispettare da parte di tecnici, costruttori, amministrazioni, popolazione? «In linea di principio si tratta di fenomeni naturali che non possono essere totalmente impediti. E' possibile individuare le aree a rischio (intendendo con "rischio" non solo la possibilità di un fenomeno calamitoso, ma anche il danno che esso produce, perchè non è possibile mettere in sicurezza ogni situazione, in quanto l'impegno economico sarebbe insostenibile) e eseguire interventi di mitigazione a protezione delle persone e delle strutture che potenzialmente potrebbero subire danni. Va anche detto che gli eventi piovosi intensi si stanno verificando con maggiore frequenza e con afflussi molto più elevati di quanto le statistiche meteorologiche indichino; in tali frangenti, gli interventi di mitigazione e difesa sono indispensabili ma non sempre sufficienti a evitare danni ma solo a ridurli. I comportamenti da evitare sono molti. A titolo di esempio: 1 - intasare e ridurre gli alvei della rete scolante anche minore (ad esempio per guadagnare superficie coltivabile), come anche non rispettare le fasce di rispetto a lato dei corsi d'acqua (servono per garantire la transitabilità da parte di mezzi d'opera che dovessero intervenire in emergenza; 2 - eseguire interventi di impermeabilizzazione del territorio senza prevedere opere per garantire la invarianza idraulica; 3 - eseguire movimenti di terra in aree in pendenza senza una accurata valutazione delle conseguenze sulla stabilità; 4 - costruire in zone a rischio e senza una accurata indagine geologica e specialistica in generale, volta ad individuare eventuali penalità e le conseguenti possibili azioni correttive. Alcune situazioni di pericolo derivano anche dal malcostume secondo il quale politici e imprenditori hanno agito per rendere edificabili aree delicate trascurando per la tutela dei propri interessi aree ben più idonee e meno a rischio. Sono molti i casi di questo genere a Verona». Un'Italia che frana, quest'anno è stato particolarmente nero: tragedie annunciate? «In Italia 6 milioni di cittadini vivono in 6631 comuni che 14 DICEMBRE 201423 FATTI E NOTIZIE DISSESTO IDROGEOLOGICO LEGENDA Località con vittime Località con sfollati e senzatetto LEGENDA Località con vittime Località con sfollati e senzatetto presentano almeno una situazione di elevato rischio idrogeologico. Il nostro paese gode del triste primato di avere il 70% delle frane di tutta l Europa. Dal 2009 al 2012 i fondi per il rischio idrogeologico sono passati da 551 ad 84 milioni di euro e questa la dice lunga sulla politica di prevenzione». Dunque cosa ci aspetta in futuro? «Solo quando la cultura dell emergenza sarà radicalmente sostituita da quella della prevenzione potremo ritenerci soddisfatti. Troppo spesso vengono emanate norme in seguito a disastri (legge Sarno, legge Soverato, ecc) o diventano cogenti norme in "parcheggio"...(norme tecniche per le costruzioni entrate in vigore in seguito al terremoto de L'Aquila) questo dimostra quindi quanto gli Enti preposti alla salvaguardia del territorio e le P.A. in genere siano culturalmente in ritardo rispetto le emergenze. E' necessaria una sensibilizzazione generale al fine di cambiare i VALORI e quindi le priorità perché intervenire a posteriori è sempre più complicato, costoso e non sempre attuabile». A fronte di questa attualità, quali considerazioni si possono fare, come professionisti tecnici, concretamente consapevoli di ciò che è stato fatto e di ciò che ancora manca? «L emergenza purtroppo permette di gestire una gran mole di fondi, in deroga a qualsiasi norma sugli appalti pubblici e soprattutto - che altrimenti non sarebbero disponibili. Sembra però che qualcosa stia cambiando: con l istituzione della Missione Italiasicura, il Consiglio Nazionale dei Geologi è diventato partner del Governo Italiano nella mappatura degli interventi previsti nello sblocca Italia. Al momento, tuttavia, la presenza dei geologi nella pubblica amministrazione è scarsissima e questo significa che i saperi geologici non entrano nelle scelte di pianificazione e in quelle della politica locale e nazionale che ha poi riflesso sul territorio. Erasmo De Angelis, coordinatore dell Unità di Missione Italiasicura, ha affermato che un geologo in ogni amministrazione avrebbe fatto risparmiare al paese, dal 1945 ad oggi, 120 milioni di euro. E ora che siano i sindaci a capire che devono lavorare in tempo di pace e per farlo hanno bisogno di tecnici preparati. DICEMBRE24 FATTI E NOTIZIE DISSESTO IDROGEOLOGICO Ricordiamo che in questo nostro pianeta noi siamo ospiti in un periodo limitatissimo e che dovremmo lasciare alle prossime generazioni un pianeta vivibile e non completamente danneggiato dalla nostra selvaggia antropizzazione. Quindi le iniziative vengono da sé. E' fondamentale investire nella salvaguardia del territorio, nel rispetto di quegli eventi naturali che ciclicamente si susseguono con quella periodicità che non è confrontabile con la labile memoria di una vita umana. Si tratta quindi di una salvaguardia capillare, quotidiana, di un nuovo modo di pensare e di agire con intervenire mirati al rispetto della conoscenza dei fenomeni fisici/atmosferici e delle conseguenze sul territorio. I "compromessi" finora adottati non possono essere ormai più sostenuti ne vediamo appunto le gravi conseguenze sul territorio. Iniziamo col rispettare spazi e luoghi necessari affinché i fenomeno fisici, atmosferici, e quant'altro possano liberare la loro energia senza danneggiare le aree occupate dall'uomo. Sarebbe importantissimo adottare, oltre che alla progettazione di grandi opere a rimedio, anche quelle semplici misure nel caso dei nostri fiumi: ad esempio prevedere dragaggi e periodica "pulizia". Salvaguardando quotidianamente il territorio avremo implementato parte della prevenzione». Un compito che può e deve essere condiviso collettivamente «Certo: le priorità sono innanzitutto culturali ed estese a tutti. L Ordine dei Geologi del Veneto si è già attivato procedendo ad una necessaria sensibilizzazione presso le pubbliche amministrazioni ma anche presso i cittadini a partire dalle scuole per formare dei futuri cittadini con senso sociale, conoscenza e rispetto delle leggi naturali che regolano i fenomeni fisici. Azione di informazione e di pressione presso le istituzioni in modo tale da ricordare quanto sia fondamentale, nonché richiesto dalla strumenti normativi, applicare le disposizioni in vigore e quanto lo studio geologico sia un elemento fondamentale a base della progettazione di qualsiasi opera». L'Ordine Geologi del Veneto ha inoltre ritenuto fondamentale predisporre delle Linee Guida (di prossima divulgazione) a supporto degli Uffici Tecnici delle pubbliche amministrazioni, in cui sono evidenziati gli standard qualitativi minimi per uno Studio Geologico. «Gli Enti devono comprendere che le scarse risorse messe a disposizione hanno troppo spesso impoverito il contributo del geologo a danno della collettività intera». Per la cronaca: nel 1989 il Dipartimento della Protezione Civile ha commissionato al Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche (GNDCI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il censimento 16 DICEMBRE 201425 FATTI E NOTIZIE DISSESTO IDROGEOLOGICO delle aree del paese colpite da frane e da inondazioni per il periodo Il censimento, condotto fra il 1991 ed il 1992, è stato realizzato da 17 gruppi di ricerca distribuiti su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo oltre 300 fra esperti, ricercatori ed operatori tecnici. Durante la fase di censimento sono stati consultati 22 quotidiani locali, per un totale di oltre copie di giornale; sono state reperite ed analizzate circa 1000 pubblicazioni tecniche e scientifiche e sono state effettuate interviste a 150 esperti nel settore dei movimenti franosi e delle inondazioni. Successivamente si è provveduto ad estendere il censimento al periodo attraverso la lettura sistematica di 55 quotidiani locali, per un totale di oltre copie di giornale consultate. Tutte le notizie censite sono andate a costituire un archivio digitale contenente oltre informazioni relative a frane ed oltre 7000 informazioni relative ad inondazioni. Si è anche provveduto a valutare il grado di completezza e di affidabilità dell'archivio storico, controllando in particolare la consistenza dell'informazione in esso contenuta, e correggendo la maggior parte degli errori. Nel 1996 è stata pubblicata una prima carta sinottica delle principali località colpite da movimenti franosi e da inondazioni: da allora, si è provveduto a localizzare, come punti ed a scala 1: , tutte le località note per essere state colpite da frane od inondazioni. Le notizie per le quali non è stato possibile individuare con ragionevole certezza la località colpita sono state cartografate in corrispondenza del capoluogo comunale. Ad ogni località è stato anche assegnato il grado di certezza nella localizzazione. Una seconda edizione della "Carta delle aree colpite da movimenti franosi e da inondazioni" è ultimo risultato della lunga attività di ricerca, a riportare la localizzazione di oltre località (9086 frane e 6456 inondazioni) colpite da eventi catastrofici per il periodo Nella carta sono riportate 2608 località colpite da frane e 2317 località colpite da inondazioni in modo ricorsivo, ovvero più di una volta. La nuova carta, pur non essendo una mappa del rischio o della pericolosità idrogeologica, consente di avere una visione sinottica, la più accurata ed aggiornata ad oggi possibile, della distribuzione delle catastrofi idrogeologiche avvenute nel nostro paese. Nonostante le numerose limitazioni, dovute alla complessità del territorio italiano, alla diversa sensibilità e conoscenza sia attuale che storica dell'impatto che le frane e le inondazioni hanno sul territorio, ed alle risorse limitate, il censimento rappresenta il più completo ed aggiornato archivio di notizie su frane ed inondazioni avvenute in questo secolo mai realizzato in Italia. In fundo, ecco un idea dalla Gran Bretagna, non applicabile certamente su vasta scala, ma interessante. Lo studio Bacahomes di Londra ha progettato una casa in grado di sollevarsi e galleggiare in caso di alluvione, come una nave. I committenti hanno preso dimora su un isola del Tamigi e per scongiurare l eventualità non remota di inondazioni, gli architetti hanno ideato un edificio anfibio, chiamato Formosa, dalla leggera struttura, che coniuga tecnica delle costruzioni con quella dei cantieri navali. La casa, 225 mq., è disposta su tre livelli, ha alto isolamento e bassi consumi energetici; costa circa il 20, 25% in più rispetto ai prezzi correnti, ma vanta soluzioni green all avanguardia. Formosa si basa sul principio di Archimede, la sua massa e volume sono inferiori a quelli dell acqua, per cui può galleggiare; nelle fondamenta si trova una sorta di bacino in cui alloggia uno scafo in cemento, ancorato a quattro assi verticali per lo scorrimento verso l alto (max 2 metri e mezzo) ed il ripristino dei piani abitabili sopra il livello dell acqua, in caso di emergenza. La parte anteriore della casa comprende due terrazzamenti: una volta riempiti, il meccanismo ascensionale parte; ovviamente, per garantire la funzionalità, è prevista una manutenzione regolare, con verifiche delle parti flottanti nel caso di mancato utilizzo per lungo tempo. Agenda%20Ambientalista%20Sintesi%20Definitiva.pdf Alessandra Moro DICEMBRE26 ECO FRIENDLY GEOMETRA: UNA PROFESSIONE SEMPRE PIÙ VERDE Il futuro ci porta sempre più verso un edilizia sostenibile, con un approccio più rispettoso del territorio e la volontà di tutelare il nostro ambiente. Questo ci chiedono i tempi, questo ci chiede la realtà che ci circonda. Collegio dei geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona VERONA - Vicolo Orologio, 3 - T F collegio.geometri.vr.it - diventogeometra.it27 FATTI E NOTIZIE GEONEWS GEONEWS - Il professionista europeo: diplomato o laureato? Un indagine condotta nel 2013 su studenti italiani che hanno conseguito la maturità nel 2008 rivela che circa il 60% dei diplomati periti industriali ha un lavoro stabile, il 54% per i diplomati tecnici e circa il 45% sul complesso dei diplomati; buoni anche i dati dei periti industriali laureati triennali superiori a quelli con diploma tecnico e alla media nazionale. Dunque geometri e periti industriali diplomati o laureati? Non pare si colga ancora la differenza, stando ai numeri, ma l Europa vorrebbe la laurea per accedere all albo, secondo norma per cui per esercitare una professione bisogna essere in possesso di una laurea triennale o di un titolo che sia equivalente. Giampiero Giovannetti, presidente del Consiglio nazionale periti industriali, ha affermato che «porre il titolo di laurea come vincolo per l esercizio della nostra libera attività è l unica scelta che ci consentirà di continuare a svolgere con competenza il nostro ruolo di servizio al cittadino e di dare il nostro contributo al rilancio del Paese». - Il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri laureati, nel corso di un recente convegno a Roma su materia catastale, ha espresso la necessità di realizzare un catasto dinamico rispetto alle modifiche del territorio e ridefinire i criteri per la determinazione della base imponibile per la stima delle rendite catastali; tema è di grande attualità: nelle scorse settimane il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che disciplina le nuove commissioni censuarie, incaricate di definire le nuove rendite e i nuovi valori catastali. Il convegno ha approfondito la Proposta metodologica per la revisione degli estimi dei fabbricati elaborata dal CNGeGL, che punta a fornire una metodo più equo per la revisione degli estimi dei fabbricati ( funzione di stima ), che prevede un sistema di valutazione uniforme per la stima del valore patrimoniale e della rendita degli immobili ai fini catastali. La funzione estimativo-statistica alla base del sistema di valutazione prende in esame il valore di mercato per il valore patrimoniale e il canone di mercato per la rendita. Contestuale, inoltre, deve essere la ridefinizione dei criteri per la determinazione della base imponibile secondo procedimenti uniformi e oggettivi, abbattendo la discrezionalità inerente l interpretazione e la stima delle rendite catastali. Per rendere più agile il sistema catastale, si suggerisce la registrazione istantanea delle modifiche del territorio e del mercato immobiliare, ottimizzando l uso di fonti, dati e informazioni già presenti nel mercato immobiliare e negli DICEMBRE Vedere altro
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