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Timestamp: 2020-04-02 13:28:00+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20101 del 06/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20101 del 06/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 06/10/2016, (ud. 15/07/2016, dep. 06/10/2016), n.20101
sul ricorso 24359/2013 proposto da:
presso AVVOCATURA GENERALE DEI O STATO, che la rappresenta e
D.R.M.;
avverso la sentenza n. 31/03/2013 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di BARI del 25/03/2013, depositata il 22/04/2013;
15/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott. LUCIO NAPOLITANO.
Con sentenza n. 31/3/13, depositata il 22 aprile 2013, non notificata, la CTR della Puglia ha accolto l’appello proposto dal Dott. D.R.M. nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, Direzione provinciale di Bari, Ufficio Controlli, per la riforma della sentenza di primo grado della CTP di Bari, che aveva invece rigettato il ricorso del contribuente avverso il silenzio – rifiuto dell’Ufficio sulle istanze di rimborso che il D.R. aveva presentato per l’Irap versata negli anni dal (OMISSIS).
Avverso la pronuncia della CTR l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un solo motivo. L’intimato non ha svolto difese.
Con l’unico motivo di ricorso l’Amministrazione ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nella parte in cui la sentenza impugnata ha escluso la sussistenza del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione riguardo all’attività svolta dal professionista, medico di base convenzionato con il SSN, avendo accertato, in fatto, che i beni strumentali non fossero eccedenti a quelli normalmente utilizzati da un qualsiasi medico ed avendo ritenuto altresì “le spese per il personale dipendente, di ridotta entità, presumibilmente quindi part-time”, “marginali nell’organizzazione dell’attività professionale del contribuente”.
Il motivo è infondato. Le Sezioni Unite di questa Corte (cfr. Cass. 10 maggio 2016, a 9451), componendo il contrasto emerso nell’ambito della sezione tributaria nella risoluzione di questione di massima di particolare importanza, hanno recentemente affermato il principio che il requisito dell’autonoma organizzazione di cui al D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2, quale presupposto impositivo dell’Irap, ricorre quando il contribuente: “a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, appuro si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segretaria ovvero meramente esecutive”.
Le conclusioni alle quali è pervenuta la decisione impugnata, non oggetto, peraltro, di censura per vizio di motivazione nei limiti di quanto consentito dall’attuale formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, appaiono, pertanto, in linea con il principio di diritto enunciato.
L’avere il professionista impiegato alle proprie dipendenze una segretaria part-time non costituisce, infatti, circostanza di per sè sufficiente ad integrare il requisito dell’autonoma organizzazione, che costituisce il presupposto impositivo del tributo in esame.
Il ricorso va pertanto rigettato per manifesta infondatezza.
Nulla va statuito in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità, non avendo l’intimato svolto difese.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 15 luglio 2016.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 Cass. 
 art. 2
 art. 13
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