Source: http://www.agronomoonline.com/2019/02/
Timestamp: 2020-01-23 20:54:35+00:00

Document:
Febbraio 2019 – Dott. Alessio Santoni
AGRITURISMO: previsto credito d’imposta IRAP
AGRITURISMO: previsto il credito d’imposta IRAP per agriturismo sia con dipendenti e sia senza dipendenti.
In relazione ad un quesito posto all’Agenzia delle Entrate è previsto il credito d’imposta IRAP:riconoscimento “ai soggetti che determinano il valore della produzione netta ai
sensi degli articoli 5 e 9 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (…) che non si avvalgono di lavoratori dipendenti (…) un credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dall’anno di presentazione della corrispondente
dichiarazione, pari al 10 per cento dell’imposta lorda
determinata secondo le disposizioni del citato decreto legislativo n. 446 del 1997”.
DI SEGUITO L’INTERPELLO: OPPURE CLICCA QUI
OGGETTO: Credito d’imposta IRAP per i soggetti che esercitano contemporaneamente attività agricola ed attività di agriturismo e che si avvalgono di lavoratori dipendenti – art. 1, comma 21 legge 23 dicembre 2014, n. 190 QUESITO Il sig. ALFA è imprenditore agricolo ai sensi dell’articolo 2135 c.c., esercente l’attività di “coltivazione di pomacee e frutta a nocciolo” (come da codice attività dichiarato 01.24.00) ed attività di “alloggio connesse alle aziende agricole” (come da codice attività dichiarato 55.20.52), ovvero attività di agriturismo, per la quale si avvale del regime forfettario ex articolo 5 legge 30 dicembre 1991, n. 413. Nell’ambito dell’attività agricola esercitata dall’istante, non più soggetta ad IRAP, in seguito all’abrogazione della lettera d) dell’articolo 3, nonché del comma 1 dell’articolo 45 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (ad opera dell’articolo 1, comma 70, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, con decorrenza dal 1 gennaio 2016), il sig. ALFA rappresenta di impiegare lavoratori dipendenti stagionali. Più precisamente, nell’anno d’imposta 2017 il sig. ALFA Divisione Contribuenti Direzione Centrale Persone Fisiche, Lavoratori Autonomi ed Enti non Commerciali 2 ha assunto complessivamente 9 lavoratori dipendenti stagionali impiegati (esclusivamente nell’ambito dell’attività agricola) per lavori sui terreni agricoli, quali ad es. la raccolta di mele. L’istante fa presente che dall’anno di imposta 2016 i produttori agricoli titolari di reddito agrario non sono più soggetti passivi IRAP, imposta applicabile invece al valore della produzione netta dell’attività agrituristica, ed evidenzia di non essersi avvalso per questa seconda attività e nell’anno di imposta 2017 di alcun lavoratore dipendente. Ciò posto, chiede chiarimenti in ordine all’applicabilità – per questa seconda attività – del credito d’imposta introdotto dall’articolo 1, comma 21 legge 23 dicembre 2014, n. 190, pari al 10 per cento dell’IRAP, riconosciuto ai soggetti IRAP che non si avvalgono di lavoratori dipendenti. SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE L’istante ritiene di potersi avvalere del credito d’imposta del 10 per cento dell’IRAP come introdotto dall’articolo 1, comma 21, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 in relazione all’esercizio dell’attività agrituristica, per la quale non utilizza lavoratori dipendenti, indipendentemente dall’impiego di personale dipendente nell’esercizio dell’attività agricola, non più soggetta ad IRAP. PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE Il comma 70 della legge di Stabilità 2016 ha modificato l’articolo 3 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (decreto IRAP) abrogando la lettera d) del comma 1 e aggiungendo, al successivo comma 2 del medesimo articolo 3, la lettera c-bis), volta ad includere, a partire dal periodo di imposta successivo a 3 quello in corso al 31 dicembre 2015 (2016, in caso di periodo d’imposta coincidente con l’anno solare), tra i soggetti che non sono soggetti passivi dell’imposta, anche “i soggetti che esercitano una attività agricola ai sensi dell’articolo 32 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, i soggetti di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, nonché le cooperative e loro consorzi di cui all’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601”. L’imposta continua ad applicarsi, con l’aliquota ordinaria, per: a) le attività connesse rientranti nell’articolo 56-bis del TUIR. b) l’attività di agriturismo; c) l’attività di allevamento di animali con terreno insufficiente a produrre almeno un quarto dei mangimi necessari. Nella fattispecie prospettata nell’istanza di interpello, il contribuente svolge, oltre all’attività agricola di “coltivazione di pomacee e frutta a nocciolo”, l’attività di agriturismo, produttiva di reddito d’impresa (cfr. circolare n. 50/E del 2010, par. 3) per la quale ultima rappresenta di avvalersi del regime forfettario di determinazione del reddito di cui all’articolo 5 comma 1 della Legge 30 dicembre 1991, n. 413 (norma che prevede la determinazione del reddito imponibile “applicando all’ammontare dei ricavi conseguiti con l’esercizio di tale attività, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, il coefficiente di redditività del 25 per cento”). Ai fini IRAP, la determinazione del valore della produzione riferibile all’attività agricola, da escludere dall’imposizione va effettuata, in base a quanto illustrato dalla risoluzione n. 93/E del 2017, sulla base dei dati contabili risultanti dalle rispettive contabilità tenute separatamente ai sensi dell’articolo 36 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. In relazione al quesito afferente il credito d’imposta, esso, previsto dall’articolo 1 comma 21 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), dispone, a decorrere dal periodo di imposta 2015, il 4 riconoscimento “ai soggetti che determinano il valore della produzione netta ai sensi degli articoli 5 e 9 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (…) che non si avvalgono di lavoratori dipendenti (…) un credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dall’anno di presentazione della corrispondente dichiarazione, pari al 10 per cento dell’imposta lorda determinata secondo le disposizioni del citato decreto legislativo n. 446 del 1997”. Il credito d’imposta IRAP spetta ai soggetti passivi che non si avvalgono di dipendenti nell’esercizio della propria attività, e che determinano il valore della produzione netta ai sensi degli articoli da 5 a 9 del decreto IRAP, fra i quali le imprese individuali. La misura, introdotta dalla legge di Stabilità 2015, si inserisce nel quadro delle modifiche alla disciplina del tributo IRAP apportate dalla stessa legge, ed è complementare all’altra agevolazione (introdotta sempre dalla Legge di Stabilità 2015 mediante l’inserimento del comma 4-octies all’articolo 11 del decreto IRAP) afferente l’integrale deducibilità dall’IRAP del costo sostenuto per lavoro dipendente a tempo indeterminato, eccedente le vigenti deduzioni spettanti a titolo analitico o forfetario riferibili allo stesso costo (comma 20 articolo 1 Legge n. 190 del 2014). A fronte della deduzione dall’imponibile IRAP del costo del lavoro riconosciuta in favore delle imprese che si avvalgono di personale dipendente, è riconosciuto per le imprese senza dipendenti il credito d’imposta IRAP. Nella relazione illustrativa all’articolo 1, comma 21 che ha inserito tale credito d’imposta (originariamente non previsto, cfr. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, Schede di lettura, A.C. 2679-bis-B) si legge che “la disposizione in esame intende…fornire un vantaggio fiscale sull’IRAP anche a quei soggetti passivi che, per il fatto di non avvalersi di 5 lavoratori dipendenti, non potrebbero accedere alle predette agevolazioni [la deduzione del costo del lavoro dall’imponibile IRAP prevista dal comma 20]”. Le deduzioni per lavoro dipendente a loro volta spettano solo in relazione ai dipendenti impiegati nell’attività soggetta a IRAP. Al riguardo, come precisato nella risoluzione 18 luglio 2017, n. 93/E, In caso di dipendenti impiegati sia nell’attività agricola esclusa dall’imposizione di fini IRAP sia in quella rilevante ai fini IRAP l’importo delle deduzioni spettanti per lavoro dipendente va ridotto della quota imputabile all’attività agricola esclusa (par. 2). Nella fattispecie prospettata nell’istanza di interpello, il sig. ALFA rappresenta di essersi avvalso di lavoratori dipendenti esclusivamente nell’esercizio dell’attività di “coltivazione di pomacee e frutta a nocciolo”, esclusa dall’applicazione del tributo. Posto, quindi, che per l’attività di agriturismo l’istante non ha impiegato lavoratori dipendenti egli potrà fruire, in relazione all’esercizio di tale attività, del credito d’imposta IRAP (utilizzabile esclusivamente in compensazione) pari al 10 per cento dell’imposta lorda determinata secondo le regole generali. IL DIRETTORE CENTRALE Firmato digitalmente
Rispostan.39_2019
Autore Dott. Alessio SantoniPubblicato il 16 Febbraio 2019 23 Febbraio 2019 Categorie AGRITURISMO, FISCOTag AGRITURIMO, FISCO E AGRITURISMO, IRAP, IRAP E AGRITURISMOLascia un commento su AGRITURISMO: previsto credito d’imposta IRAP
Redditi da raccolta di funghi e tartufi – RISOLUZIONE N. 10/E del 13 febbraio 2019
Dal sito della Regione Marche: ” Istituzione del codice tributo per il versamento, tramite modello “F24 versamenti con elementi identificativi”, dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali per i redditi derivanti delle attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi di cui alla classe ATECO 02.30 e di piante officinali spontanee, svolte in via occasionale da parte delle persone fisiche – articolo 1, comma 692, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 “
La risoluzione prevede: CLICCA QUI
L’articolo 1, comma 692, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, prevede che “i redditi derivati dallo svolgimento, in via occasionale, delle attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi di cui alla classe ATECO 02.30, a cui si aggiunge la raccolta di piante officinali spontanee come regolata dall’articolo 3 del testo unico di cui al decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 75, da parte delle persone fisiche, sono assoggettati ad un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e relative addizionali”. Il successivo comma 693 del citato articolo 1 della legge n. 145 del 2018 stabilisce che “l’imposta sostitutiva di cui al comma 692 è fissata in euro 100 ed è versata entro il 16 febbraio dell’anno di riferimento da coloro che sono in possesso del titolo di raccolta per uno, o più prodotti, rilasciato dalla regione od altri enti subordinati”, precisando, inoltre, che “sono esclusi dal versamento dell’imposta coloro i quali effettuano la raccolta esclusivamente per autoconsumo”. L’articolo 1, comma 694, poi, prevede che “ai fini dell’applicazione dell’imposta sostitutiva di cui al comma 692, l’attività di raccolta di prodotti selvatici non legnosi si intende svolta in via occasionale se i corrispettivi percepiti dalla vendita del prodotto non superano il limite annuo di euro 7.000”. Tanto premesso, per consentire il versamento della suddetta imposta sostitutiva, tramite il modello “F24 versamenti con elementi identificativi” (c.d. F24 ELIDE), si istituisce il seguente codice tributo:  “1853” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali – attività di raccolta prodotti selvatici non legnosi di cui alla classe ATECO 02.30 e delle piante officinali spontanee – articolo 1, comma 692, della legge 30 dicembre 2018, n. 145”. In sede di compilazione del modello F24 ELIDE, il suddetto codice tributo è esposto in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando: – nella sezione “CONTRIBUENTE”, nei campi “codice fiscale” e “dati anagrafici”, il codice fiscale e i dati anagrafici del soggetto che effettua il versamento; – nella sezione “ERARIO ED ALTRO”: o nel campo “tipo”, la lettera “R”; o nel campo “codice”, il codice tributo “1853” istituito con la presente risoluzione; o nel campo “elementi identificativi” (contenente fino a 17 caratteri alfanumerici), i dati del titolo di raccolta del prodotto prevalente e gli eventuali altri prodotti. A tal fine, è indicato il codice che identifica la regione che ha rilasciato il titolo di raccolta (nel caso in cui il titolo sia stato rilasciato da un ente subordinato, indicare comunque il codice della regione), seguito dal codice della tipologia di prodotto prevalente, dal numero del titolo di raccolta e dai codici delle eventuali altre tipologie di prodotti. In proposito, si evidenzia che i codici della regione e della tipologia di prodotto sono individuati in base alle tabelle allegate alla presente risoluzione. Si riporta di seguito un esempio di compilazione del campo “elementi identificativi”: Esempio di compilazione per indicare la raccolta prevalente di tartufi (T) in base al titolo di raccolta n. 3317 rilasciato dalla regione Veneto (21), nonché per indicare la raccolta di altri prodotti, quali funghi (F) ed erbe officinali (E) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 2 1 – T – 3 3 1 7 – F E o nel campo “anno di riferimento”, l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento, espresso nel formato “AAAA”. * * * Si precisa che, ai fini di quanto previsto dall’articolo 1, comma 697, della legge n. 145 del 2018,“il codice ricevuta del versamento dell’imposta sostitutiva di cui al comma 692” è rappresentato dalla data del versamento dell’imposta sostitutiva in argomento, dal codice fiscale del soggetto che ha effettuato il pagamento, dal codice tributo “1853” istituito con la presente risoluzione, dall’importo versato e dall’anno di riferimento, indicati nel modello F24. IL CAPO DIVISIONE firmato digitalmente
Risoluzione_10_del_13_02_2019
Autore Dott. Alessio SantoniPubblicato il 15 Febbraio 2019 15 Febbraio 2019 Categorie TARTUFITag LEGGE FISCALE SUI TARTUFI, PAGARE IRPEF SUI TARTUFI, TARTUFILascia un commento su Redditi da raccolta di funghi e tartufi – RISOLUZIONE N. 10/E del 13 febbraio 2019
UTILIZZO FITOFARMACI: NORME DI COMPORTAMENTO IN CAMPO
La distribuzione di prodotti fitosanitari in campo è una fase molto delicata non solo per l’operatore, ma anche per l’ambiente circostante .
Di seguito alcuni punti fondamentali da non dimenticare:
– irroratrice controllata e tarata da centro di controllo funzionale autorizzato dalla Regione
– utilizzo dei DPI di potrezione
– trasporto dei fitofarmaci su contenitori ermetici in plastica
– rispetto dell’etichetta del fitofarmaco
– distanze di sicurezza
– utilizzo di tabelle da posizionare sul campo appena trattato:
1) il cartello giallo si prossimità di parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative, cortile ed aree verdi interne a plessi scolastici e asili nido, parchi gioco per bambini, superfici in prossimità di strutture sanitarie, sentieri natura, percorsi salute, fitness e con attrezzature sportive all’aperto, piste ciclabili, aree di sosta e parcheggi, campeggi ;
1) il cartello giallo si prossimità di parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative, cortile ed aree verdi interne a plessi scolastici e asili nido, parchi gioco per bambini, superfici in prossimità di strutture sanitarie, sentieri natura, percorsi salute, fitness e con attrezzature sportive all’aperto, piste ciclabili, aree di sosta e parcheggi, campeggi
2) il cartello bianco per tutti gli altri usi.
Autore Dott. Alessio SantoniPubblicato il 13 Febbraio 2019 13 Febbraio 2019 Categorie PRODOTTI FITOSANITARITag cartelli indicazione uso fitofarmaco, corretto uso dei fitofarmaci, FITOFARMACILascia un commento su UTILIZZO FITOFARMACI: NORME DI COMPORTAMENTO IN CAMPO
GUIDA PRATICA ALL’ETICHETTATURA DEGLI OLI D’OLIVA
2a EDIZIONE Aggiornata con le novità dei decreti legislativi n.145/2017 (sede e stabilimento di confezionamento) e n.231/2017 (art.17 – identificazione del lotto) e del Reg (UE) n.2018/1096
CLICCA QUI PER SCARICARE IL FILE PDF DELLA GUIDA
GUIDA_PRATICA_ETICHETTATURA_OLIO_D_OLIVA
Autore Dott. Alessio SantoniPubblicato il 5 Febbraio 2019 5 Febbraio 2019 Categorie OLIO DI OLIVA, OLIVICOLTURATag ETICHETTA OLIO DI OLIVA, ETICHETTATURA OLIO DI OLIVA, OLIO DI OLIVALascia un commento su GUIDA PRATICA ALL’ETICHETTATURA DEGLI OLI D’OLIVA
Etichettatura del miele e dei prodotti dell’alveare
Etichettatura del miele e dei prodotti dell’alveare Ediz.2019
L’ASSAM ha realizzato una guida che si propone di offrire agli operatori del settore apistico uno strumento per produrre etichette conformi a leggi e regolamenti vigenti, evitando così eventuali pesanti sanzioni previste per coloro che non ottemperano agli obblighi derivanti dalle suddette norme.
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pubblicazioni_car_miele_opuscolo_etichettatura_-_revisioni_gl_29-01-19
Autore Dott. Alessio SantoniPubblicato il 5 Febbraio 2019 5 Febbraio 2019 Categorie MIELETag ETICHETTA MIELE, ETICHETTATURA MIELE, MIELELascia un commento su Etichettatura del miele e dei prodotti dell’alveare

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