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Timestamp: 2016-12-09 10:25:15+00:00

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⭐LE BANCHE DI DIRITTO ISLAMICO: UNA SOLUZIONE PER LA CRISI?
LE BANCHE DI DIRITTO ISLAMICO: UNA SOLUZIONE PER LA CRISI?
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1 LE BANCHE DI DIRITTO ISLAMICO: UNA SOLUZIONE PER LA CRISI? INDICE CAPITOLO I 1 L importanza del Sistema Bancario pagina 3 2 Tipologie di banche occidentali pagina 6 CAPITOLO II LE BANCHE DI DIRITTO ISLAMICO 1 Nota storica introduttiva pagina 11 2 Caratteristiche e principi della finanza islamica pagina 12 3 Prodotti e operazioni bancarie pagina 17 4 Esperienza inglese e americana pagina 21 5 Esperienza europea pagina 23 6 La finanza islamica in Italia pagina 24 7 Prodotti di investimento collocati pagina 27 8 Principali indici islamici pagina 30 CAPITOLO III 1- Una soluzione per la crisi? pagina 312 GLOSSARIO pagina 37 APPENDICE Fondi di investimento islamici collocati in Italia pagina 40 Istituzioni finanziarie presenti in Europa pagina 45 Bibliografia pagina 47 LE BANCHE DI DIRITTO ISLAMICO: UNA SOLUZIONE PER LA CRISI? CAPITOLO I3 1 - L'IMPORTANZA DEL SISTEMA BANCARIO E' mia opinione che il sistema bancario rivesta un'utilità sociale all'interno dell'economia di un Paese o di un'area geografica, sia come fonte di raccolta e di remunerazione del risparmio che come forma di finanziamento alle attività produttive e alle famiglie. Le famiglie, versando in Banca i propri risparmi, accumulano un capitale per far fronte a spese future o per avere un reddito aggiuntivo derivante dalla percezione degli interessi. Il risparmio che le banche così raccolgono, tolte le riserve obbligatorie che la Legge prevede di mantenere a garanzia, viene impiegato successivamente dalle stesse banche per concedere prestiti alle imprese o ad altre famiglie. Normalmente un'azienda finanzia la propria attività sia con capitale proprio, versato dall'imprenditore o dai soci, sia con debiti contratti a breve o a medio-lungo termine. Il debito a breve serve per finanziare attività con scadenze più brevi, come i debiti verso i fornitori di merci e servizi. In questo caso il sistema bancario interviene finanziando l'azienda con affidamenti in conto corrente dove è possibile usufruire in modo piuttosto elastico di una certa somma messa a disposizione per cassa. Al cliente sarà concesso di effettuare pagamenti anche senza avere denaro in conto e fino alla concorrenza dell'affidamento concesso. Per l'acquisto di beni strumentali, come i macchinari o gli impianti, o di immobili, si ricorre al finanziamento a medio o a lungo termine (per "affidamento a medio termine" si intende, di solito, un'operazione che dura al massimo cinque anni, per durate superiori si parla di "lungo termine"). In questo caso si tratta di finanziare l'acquisto di beni con un costo piuttosto elevato e che porteranno un'utilità pluriennale all'azienda. La Banca in questi casi interviene erogando l'intero finanziamento all'atto dell'acquisto, finanziamento che sarà poi restituito pagando un certo numero di rate. Ogni rata sarà formata da una parte di rimborso del capitale e da una parte di interessi sul prestito concesso. Oltre alla concessione di prestiti alle Imprese il Sistema Bancario finanzia anche le necessità delle famiglie. Anche qui possiamo avere necessità di breve termine, finanziate con affidamenti in conto corrente, o acquisti di beni durevoli come l'automobile, l'arredamento, solitamente4 finanziati con prestiti rimborsabili con un certo numero di rate mensili. L'acquisto più importante per una famiglia è la casa di abitazione che la Banca finanzia con mutui ipotecari. A garanzia del finanziamento viene chiesta l'ipoteca sull'immobile acquistato e in questo caso il debito contratto potrà essere rimborsato in 10 o 15 anni (ultimamente, visto l'aumento dei prezzi degli immobili e, di conseguenza, la necessità di indebitarsi per somme elevate, è piuttosto comune trovare mutui con scadenze di 25 o 30 anni. In questo modo si ottiene una rata sostenibile allungando il periodo nel quale il debito sarà rimborsato). In questi esempi si vede l'importanza del Sistema Bancario nel sostenere persone o aziende che necessitano di beni o di servizi ma che non hanno al momento tutto il denaro necessario per la spesa. In altri casi abbiamo soggetti che hanno del denaro ma che al momento non intendono spenderlo. Questo denaro, versato in Banca, diventa "risparmio" ed è retribuito. L'abitudine al risparmio è fondamentale in una società: permette di accumulare un patrimonio fruttifero per il proprietario che, una volta convogliato nel settore bancario, renderà possibile il finanziamento di attività produttive. Voglio infine evidenziare come in tutte le economie, anche quelle meno sviluppate, un sistema bancario organizzato e regolamentato sia necessario. Il raccordo fra raccolta e impiego ma, soprattutto, il sostegno finanziario a chi non ha accumulato un capitale sufficiente per una qualsiasi attività produttiva, se non viene regolamentato dall'ente Pubblico e gestito da seri Istituti di Credito sarà nelle mani degli usurai. E questi chiederanno una remunerazione del capitale prestato tanto elevata da compromettere il lavoro, il risparmio ed il seppur modesto benessere di chiunque necessiti il loro aiuto. A questo proposito sono molto interessanti le vicende narrate dal Dr. Muhammad Yunus, Premio Nobel per la Pace nel 2006, nel libro "Il Banchiere dei Poveri", ed. Feltrinelli, dove si racconta come la Grameen Bank,[1] prestando piccole somme di denaro a persone poverissime per intraprendere attività economiche molto modeste (come l'acquisto di una capra o degli arnesi per un fabbro), metta tali persone nella condizione di affrancarsi dall'usura e dall'indigenza.5 Questa attività bancaria viene chiamata "microcredito", originatasi in Bangladesh è diffusa soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. 2 TIPOLOGIE DI BANCHE OCCIDENTALI Con il nome Banca Occidentale, o Tradizionale, intendo le varie tipologie di Istituti di Credito presenti in Europa, negli Stati Uniti e ovunque il nostro sistema finanziario sia stato esportato. I due aggettivi Occidentale e Tradizionale potrebbero sembrare impropri in quanto è dibattuto se l Europa sia o non sia Occidente e il termine Tradizionale implica il consolidarsi di determinate abitudini in una cultura ed ha una delimitazione geografica e temporale: possiamo dire che la banca nell attuale accezione comune faccia parte della tradizione di una persona che oggi è radicata in Italia dove tra l altro l attività bancaria è nata ma non di una persona che appartiene ad un altro Stato o Continente e che utilizza il nostro sistema solo perché le è stato imposto da qualche forma di colonialismo. Specificato questo continueremo ad utilizzare il termine di Banca Occidentale in contrapposizione a quello di Banca Islamica o di diritto islamico. Partendo da circa la metà del 1800 vediamo in Europa essenzialmente due modelli di Banca: il modello tedesco e quello inglese. La banca inglese impiegava il denaro raccolto prestandolo alle aziende e restando loro creditrice, non entrava mai nel capitale sociale dell impresa finanziata. La banca tedesca, al contrario, sviluppatasi successivamente e nel momento di maggiore espansione dell industria in Germania oltre a finanziare il debito a breve termine entrava anche nel capitale sociale delle aziende, diventando a tutti gli effetti proprietaria di parte del pacchetto azionario della società. La crisi del 1929 rese necessaria una ristrutturazione di tutta l industria del credito. In Italia, con la Legge Bancaria del 1936, venne adottato il modello inglese e vietato alle banche l investimento nel capitale di rischio delle società. Attualmente le banche italiane vengono suddivise in banche commerciali, costituite sotto6 la forma di società per azioni, in banche popolari e in banche di credito cooperativo, entrambe costituite sotto forma di società cooperative. Esiste anche un altra tipologia di banca, meno conosciuta dal pubblico: la banca di credito fondiario, dedicata esclusivamente alla concessione di mutui ipotecari a medio-lungo termine e che non opera direttamente con la clientela ma tramite gli sportelli di altri istituti di credito convenzionati. L attività bancaria è costituita dalla raccolta del risparmio tra il pubblico e dall esercizio del credito. Oltre a questo, però, le banche esercitano ogni altra attività finanziaria nonché altre attività connesse e strumentali. Esempi di queste attività possono essere: tutti i servizi di investimento (negoziazione in conto proprio o in conto terzi di strumenti finanziari, gestione di portafogli, collocamento di fondi comuni di investimento, collocamento di polizze assicurative), la custodia e l amministrazione dei titoli dei clienti, il servizio di locazione di cassette di sicurezza, l intermediazione in cambi, la consulenza in materia finanziaria. Nello svolgimento dell attività bancaria l istituto di credito deve adeguarsi alle leggi e ai regolamenti vigenti. Nella sua evoluzione la legislazione bancaria è andata sempre più verso una maggior tutela del risparmiatore, imponendo alle banche obblighi di trasparenza, di correttezza e di sensibilizzazione sul rischio degli investimenti finanziari. Attualmente il legislatore tende ad un armonizzazione a livello europeo della regolamentazione in materia bancaria. Notiamo però, e questo per anticipare l argomento che sarà sviluppato in seguito, che nel nostro ordinamento giuridico il legislatore si esprime in base a quelle che ritiene essere le esigenze della società ma senza osservare i dettami di un autorità religiosa o quelli dei testi sacri di riferimento. La religione è una cosa, il diritto un altra. Piuttosto nel nostro panorama bancario c è stato un inserimento di banche fondate su principi etici, che dimostrano una maggiore sensibilità ai temi morali nell esercizio della loro attività, pur restando sempre banche commerciali a tutti gli effetti e fornendo lo stesso tipo di servizi degli altri istituti di credito. La più conosciuta in Italia è Banca Etica, concepita dalle organizzazioni del Terzo Settore, del volontariato e della cooperazione internazionale. Le prime esperienze italiane in questo settore sono state le cooperative Mutue per l'autogestione e il loro obiettivo era (ed è tuttora) duplice: creare un sistema di raccolta e impiego del risparmio tra soci privilegiando chi si trovava in situazioni di difficoltà e proporre progetti con finalità sociale.7 I valori di Banca Popolare Etica (ossia gli orientamenti morali e i principi deontologici che guidano le scelte strategiche, le linee politiche e i comportamenti operativi di tutti coloro che, a vario titolo e a livelli diversi, contribuiscono alla sua gestione) derivano dai principi fondanti della Finanza Etica, che Banca Etica adotta come criteri di orientamento della propria attività. Per dare risposta all'esigenza di coniugare etica ed operatività bancaria, Banca Etica ha creato strumenti e comportamenti che mirano a creare organismi indipendenti di verifica sulla coerenza delle attività bancarie, a coinvolgere quella parte della società che crede negli obiettivi della finanza etica (la rete dei soci, il terzo settore, gli enti locali e parte del mondo accademico). Le banche etiche sono, comunque, un fenomeno in crescita ma molto limitato. Molto più importanti, per dimensione e per masse di denaro movimentato, sono le banche d affari, le banche di investimento e gli istituti che svolgono attività di corporate finance. Normalmente sono costituite sotto forma di banche commerciali o società di consulenza o come altro genere di istituti bancari previsti da ordinamenti giuridici diversi dal nostro. Il pubblico comincia a conoscerle, almeno per nome, a causa delle forti implicazioni nella crisi che stiamo attraversando. Una banca d affari non non permette depositi, ma offre servizi di alto livello e specula con elevato rischio. L'attività delle banche di investimento (investment banking) si basa generalmente su servizi di consulting & advisory (consulenza legale, fiscale e finanziaria) e big size deals (attività come fusioni e acquisizioni, caratterizzate da alti costi fissi), di solito con un approccio internazionale/multimercato. Le aree di business dell'investment banking sono principalmente due, il Corporate Lending, e il Corporate and Investment Banking. Il Corporate Lending si riferisce all'attività di prestito bancario che in una investment bank si suddividono in: trade financing, per finanziare attività di import/export; real estate financing, finanziamenti rivolti agli immobili; factoring & cash management financing, prestiti per finanziare i crediti e gestire i flussi di cassa;8 mortgages ("mutui"), ovvero prestiti di medio-lungo termine (da 5 a 30 anni); hybrid financing, ovvero finanziamenti tramite debito che contiene caratteristiche tipiche del capitale proprio di un'azienda; sector-specific financing, cioè finanziamenti dedicati ad aziende operanti in settori specifici. Il Corporate and Investment Banking si sviluppa tramite: Capital markets, la gestione degli stumenti finanziari emessi dai clienti della banca, che possono essere: azioni, obbligazioni, strumenti derivati Corporate finance, include ogni tipo di aiuto finanziario dato ad un'azienda per supportare le sue decisioni strategiche di crescita, di acquisizione o di ristrutturazione; Private Equity, si riferisce all'investimento in un'azienda non quotata in borsa, tramite il finanziamento del capitale sociale, per ottenerne un profitto nel lungo periodo. Le azioni della società sono tenute nel portafoglio dell investment bank che, in alcuni casi opera come socio di maggioranza, prendendo direttamente le decisioni manageriali, in altre come socio di minoranza; Structured Finance: creazione di operazioni che sono in grado di auto-finanziarsi facendo spesso ricorso a società veicolo (costituendo una società a parte per lo scopo preciso). Utilizzate per acquisizioni, fusioni o per trasferire parte del patrimonio di un azienda; Asset Management è la gestione degli asset (risorse) di aziende, istituzioni o privati. Può essere la gestione del denaro o dei titoli o quella di immobili o patrimoni artistici; Risk Management: offerta di servizi finanziari volti a limitare il rischio del cliente, sia esso di natura industriale o finanziaria. Gli strumenti di limitazione del rischio sono di due tipi: strumenti derivati e contratti assicurativi. Soprattutto negli Stati Uniti il mondo delle banche d'affari e delle banche di investimento è andato in crisi con la grave situazione economica attuale e con il fallimento della Lehman Brothers, quarta banca d'affari in ordine di importanza, avvenuto nel settembre Poiché anche altre assicurazioni e banche di tipologia analoga hanno presentato gravi sofferenze, è entrato in crisi9 l'intero modello di banca occidentale. Di chi siano le responsabilità e quali possano essere le soluzioni è uno dei temi più dibattuti in questo periodo. Cerchiamo, in seguito, di dare un contributo a questo dibattito. CAPITOLO II LE BANCHE DI DIRITTO ISLAMICO 1 NOTA STORICA INTRODUTTIVA Le banche di diritto islamico nascono di recente: nel 1963 abbiamo l apertura in Egitto del primo Istituto di Credito di questa tipologia[2], ma il vero sviluppo della finanza islamica lo abbiamo solo a partire dagli anni 70, con la crisi petrolifera e con la ricerca di un indirizzo di sviluppo comune da parte dei Paesi del Golfo. Nel 1970, con la creazione dell Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), organismo pan-islamico che vede affermarsi l egemonia dell Arabia Saudita, inizia una fase di ricerca economica che tiene conto dei precetti dell Islam. Nel 1974 l OCI fonda la Islamic Development Bank, con sede a Jedda, i cui principali azionisti sono l Arabia Saudita, con il 26% del capitale, la Libia, con il 16%, e il Kuwait, con il 13%. Lo scopo di questa nuova istituzione finanziaria era quello di favorire il commercio fra le nazioni musulmane, finanziare operazioni di leasing e vendite in acconto e gestire fondi speciali per lo sviluppo delle Nazioni aderenti. Nello stesso anno nacque la Dubai Islamic Bank, la prima banca di diritto islamico con capitale privato, e nel 1978, in Lussemburgo, venne aperta la prima banca islamica insediatasi in un Paese occidentale, la Islamic Banking System (oggi Islamic Financial House). Nel 1979 il Pakistan fu il primo Paese a decretare l islamizzazione di tutto il sistema bancario. Si cominciò inserendo sportelli di banche islamiche a fianco di quelle tradizionali. Questa commistione durò fino al 1985, anno in cui il processo fu completato e fu eliminato10 l interesse da tutte le operazioni bancarie nazionali. Lo stesso avvenne in Sudan ed in Iran nel Gli altri Paesi musulmani, invece, mantengono attualmente entrambe le tipologie di banca, islamica e tradizionale, operanti nel loro territorio. Solo Emirati Arabi Uniti, Malesia e Turchia hanno una legge che disciplina l attività delle banche islamiche, gli altri Stati si sono limitati a regolamentare di volta in volta la costituzione e il funzionamento dei singoli Istituti. Attualmente esistono più di 160 banche islamiche che concentrano più dell 80% della raccolta del risparmio dei Paesi musulmani. I gruppi più importanti sono quattro: Dallah Albaraka Group, Dar al Maal al Islami Trust, Alrahj Group (Arabia Saudita) e The Islamic Investor (Kuwait). 2 Caratteristiche e principi della finanza islamica Nel mondo occidentale cristiano esiste una visione della legge prettamente laica ed una divisione fra i dettami della religione (che si è chiamati ad osservare per un dover morale) e quelli della legge. Così non è nella realtà islamica. La religione musulmana si basa sul principio dell esistenza di un unico Dio, che ha parlato al mondo attraverso il Profeta Maometto, i cui comandamenti non sono rituali di tipo esclusivamente religioso ma coprono tutti gli aspetti della vita umana. Tali comandamenti sono raccolti nel libro sacro, il Corano, al quale il devoto musulmano guarda per la definizione di ogni aspetto della vita. Nel libro sacro tutto è regolamentato: dai rapporti di famiglia, alle successioni, dai contratti, alla proprietà, ai rapporti sociali e di lavoro, alla fiscalità; queste regole sono imperative per tutti i musulmani. Per questo motivo i fedeli di religione musulmana si attengono alle regole del Corano nei comportamenti finanziari. Il divieto di base è quello che riguarda l usura, intesa sia come pagamento di un interesse11 commisurato al tempo per il denaro dato a prestito o investito che come ingiustificato arricchimento: Quel che voi prestate ad usura perché aumenti sui beni degli altri non aumenterà presso Dio. Ma quello che darete in elemosina, bramosi del volto di Dio, quello vi sarà raddoppiato Corano, XXX,39. E: Dio ha permesso la compravendita e ha proibito l usura. Dio distruggerà l usura e moltiplicherà il frutto delle elemosine o voi che credete! Temete Dio e lasciate ogni resto di usura, se siete credenti! Corano, II, Soltanto il lavoro può giustificare l arricchimento, non è lecito percepire alcun interesse, seppure minimo, perché esso rappresenta un guadagno del creditore collegato al semplice trascorrere del tempo. La moneta, per la legge islamica, è considerata unità di misura, mezzo di pagamento e riserva convenzionale di valore. Non avendo nessun valore intrinseco non può generare altra moneta. Il lavoro umano, lo spirito imprenditoriale e il rischio insito in ogni iniziativa sono più importanti del denaro usato per finanziarli. La moneta diventa capitale solo quando viene investita in un attività economica e il denaro conferito sotto forma di prestito è un debito dell impresa, che, di per sé, non da diritto a nessun profitto. La riprovazione generale del prestito ad usura è posta in antitesti all elemosina obbligatoria verso il povero e il bisognoso. Altro concetto fondamentale della finanza islamica è il divieto della speculazione e dell effettuare operazioni dove l incertezza è un elemento preponderante del contratto. Questo concetto, conosciuto come Gharar (rischio) impone quindi una preferenza per i contratti a prestazioni istantanee. Basandosi sulle proibizioni del Corano per i musulmani è necessario un sistema economico che possa fare a meno del tasso di interesse e della speculazione basata sull incertezza, considerando che nell Islam un profitto ragionevole viene accettato. Nel sistema capitalistico il profitto e la proprietà privata sono lasciate al mercato, le leggi che regolamentano il sistema economico sono laiche e possono cambiare senza essere soggette a prescrizioni religiose. Nel sistema islamico, invece, il Libro Sacro è alla base di ogni legge e di ogni regola e non vi è distinzione fra legge religiosa e legge dello Stato. Le transazioni economiche sono12 libere ma con i limiti della Legge, che non può essere messa in discussione né tanto meno cambiata. Nell Islam la legge religiosa viene detta Sharia e comprende: il Corano, il Libro Sacro, che contiene le rivelazioni che il Profeta Maometto ha ricevuto da Dio e che è composto di capitoli dette Sure; i detti del Profeta (Hadit); la Tradizione (Sunna) che comprende il comportamento e lo stile di vita del Profeta; infine la Fiqh, la conoscenza della legge religiosa che ne permette la giusta interpretazione. Riprendendo il concetto di Riba accennato precedentemente vediamo che alla base di tutto il sistema finanziario islamico c è il divieto della percezione di interessi e una visione della moneta che di per sé non produce reddito. Colui che presta la moneta deve dividere il rischio di impresa con l imprenditore. Nell ambito dell attività bancaria questo significa che il depositante, la banca e il debitore devono dividere i rischi e i guadagni derivanti dal finanziamento di una certa attività. Questo è il principio del profit and loss sharing (divisione dei profitti e delle perdite). Nelle banche occidentali l imprenditore deve rimborsare il denaro preso a prestito, comprensivo di un tasso di interesse prestabilito, indipendentemente dall andamento dell attività d impresa. Il diverso approccio filosofico alla concessione del credito porta anche a diverse valutazioni nell esaminare le richieste di affidamento. Per il banchiere occidentale, essendo prioritaria la restituzione del denaro dato a prestito, la cosa più importante sono le garanzie che l azienda o i soci possono apportare a sostegno della richiesta di credito. Si esaminerà la solidità patrimoniale dell impresa, la capacitò di produrre reddito e, eventualmente, i beni personali dei soci. Possono essere richieste garanzie come l ipoteca su immobili o il pegno su valori immobiliari a fronte di un finanziamento accordato. Al contrario il banchiere islamico, nell esaminare una proposta di affidamento, valuterà il progetto imprenditoriale e la validità del piano industriale al fine di ottenere un risultato positivo nella divisione dei profitti realizzati dall azienda. La legge islamica vieta anche ogni contratto che si basi sulla speculazione, sull incertezza e sul rischio. Sono quindi vietati strumenti molto utilizzati dalla finanza occidentale come i futures (contratti con i quali una parte si impegna ad acquistare o a vendere un determinato bene ad una certa scadenza e ad un determinato prezzo), le opzioni (con i quali ci si riserva la facoltà se eseguire o no un determinato contratto entro un termine stabilito o ad una data fissata), le vendite allo scoperto (si vendono titoli - che non si13 possiedono ad una determinata scadenza sperando che nel frattempo il prezzo scenda e che sia possibile acquistarli ad un prezzo inferiore per dare esecuzione al contratto) e gli strumenti derivati (contratti ad alto rischio costruiti sulla base di acquisti e/o vendite di opzioni, futures, indici, singoli titoli, merci o tassi di interesse). Sono altresì vietate le operazioni in cambi e i contratti di assicurazione. Il risparmiatore, che voglia impiegare il proprio denaro in prodotti finanziari compatibili con la legge islamica, può acquistare titoli azionari, opportunamente selezionati, o fondi di investimento che scelgano come componenti del loro portafoglio i migliori titoli nell ambito di una selezione effettuata su base religiosa. Sono escluse dalla possibilità di investimento tutte le imprese operanti in settori considerati immorali, come quelli delle bevande alcoliche, del tabacco, della carne di maiale, della pornografia, del gioco d azzardo, delle armi; le imprese troppo indebitate e quelle che ottengono una percentuale elevata dei loro ricavi da interessi attivi su prestiti concessi; tutte le banche e le società di assicurazione e le società che hanno come partner commerciale Israele. Negli ultimi anni sono stati emessi anche alcuni prestiti obbligazionari Sharia compliant (Sukuk) che non pagano al risparmiatore un interesse nel senso occidentale del temine, ma una partecipazione agli utili legati all attività sottostante finanziata. Infine occorre ricordare un ultimo concetto basilare nella finanza islamica: il concetto di redistribuzione della ricchezza. Le donazioni (zakat) assumono la valenza di una tassa religiosa, è una forma di purificazione attraverso la carità. Sia le banche che i credenti sono soggetti a questo tipo di versamento a favore dei più bisognosi e, nella banca islamica, questa forma di carità si attua attraverso la concessione di prestiti che prevedono la restituzione del solo capitale prestato.14 3 PRODOTTI e operazioni bancarie Le banche islamiche, come le banche occidentali, svolgono attività di raccolta del risparmio e attività di impiego tramite finanziamenti. Dal lato della raccolta le istituzioni islamiche operano per mezzo di tre tipologie di depositi: i conti correnti, i depositi a risparmio e di conti di investimento. I conti correnti forniscono al cliente un servizio di deposito del denaro, di custodia, di prelevamento fondi e di pagamento. Possono essere abbinati ad una carta di debito (bancomat) ma non a carte di credito, che non sono compatibili con la legge islamica. Per i prelievi ci si può rivolgere direttamente allo sportello oppure operare tramite assegno o bonifico bancario. Non sono retribuiti con nessuna forma di interesse ed hanno più il carattere di un servizio che quello di un investimento. La remunerazione dei depositi a risparmio non è prevista contrattualmente ma è lasciata alla discrezione del management e normalmente dipende dall andamento economico della banca. I conti di investimento, invece, sono delle vere e proprie forme di impiego del risparmio in modo fruttifero. Si tratta di depositi vincolati per un certo periodo di tempo e non è possibile prelevare il denaro prima della scadenza. Le somme depositate vengono utilizzate dalla banca per finanziare progetti di investimento e, a fine anno, al cliente viene retrocessa una parte degli utili (o addebita una parte delle perdite) che l investimento ha prodotto in base ad un rapporto di divisione delle perdite e dei profitti (profit sharing) stabilito in anticipo. Questo contratto prevede che la banca selezioni professionalmente progetti meritevoli di finanziamento e vi investa le somme depositate per conto dei clienti. I conti utilizzati possono prevedere la ripartizione di utile e perdite fra cliente e banca, oppure, quando i clienti forniscono i fondi e la banca riveste solo il ruolo di investment manager selezionando i titoli a fronte di una commissione, utili e perdite sono di pertinenza del solo cliente. Rientrano in quest ultima fattispecie i fondi di investimento islamici. Nell impiego dei fondi la legge islamica esprime una netta preferenza per l investimento azionario rispetto al finanziamento mediante l emissione di titoli obbligazionari. Le forme classiche di finanziamento azionario possono essere paragonate alle nostre15 attività di joint venture, di venture capital o di private equity. Vediamole in dettaglio. Le principali forme utilizzate dalle banche islamiche per il finanziamento alle imprese, i contratti di partecipazione, sono il Mudarabah e il Musharaka. La Mudarabah è simile alla nostra società in accomandita, dove una parte fornisce i fondi (la banca) e l altra gestisce l investimento (cliente-imprenditore). I profitti derivanti dall affare vengono divisi con regole stabilite in anticipo, l eventuale perdita, invece, è completamente a carico del finanziatore. L imprenditore, in caso di esito negativo, perde solo il tempo e gli sforzi e la possibilità di guadagno derivante dall operazione. L altro contratto utilizzato è il Musharaka, paragonabile alla nostra joint venture, con il quale una banca e un imprenditore conferiscono capitale in una società dividendo il profitto atteso ed, eventualmente, sopportando ciascuno la propria parte di perdita. Sia la banca che l imprenditore hanno il diritto all amministrazione dell azienda, diritto che può essere esercitato o delegato ad uno o più soci o ad un terzo estraneo all azienda. Una variante di questo contratto è il Diminishing Musharaka nel quale la banca finanziatrice assume l impegno di vendere progressivamente all altra parte la sua quota di compartecipazione. Tale forma di finanziamento è molto usata negli Stati Uniti nel settore immobiliare: cliente e banca acquistano un immobile, il cliente paga periodicamente una rata composta dal corrispettivo per l affitto della quota di immobile di proprietà della banca più il corrispettivo per la compravendita di una porzione di immobile. Allo scadere del contratto il cliente diventa proprietario dell intero immobile. Esistono poi strumenti finanziari che non prevedono la divisione dei profitti e delle perdite fra banca e cliente, ma che sono utilizzati per l acquisto di specifici beni o merci e che possono essere assimilati ai prestiti che effettuano le nostre banche per finanziare il capitale circolante (di breve termine) delle aziende. In questi casi il compenso percepito dalla banca è collegato al rischio supportato nel periodo di tempo intercorrente fra l acquisto del bene e la relativa rivendita dello stesso al cliente. La Murabaha è un contratto mediante il quale la banca acquista delle merci di cui il cliente ha bisogno per poi rivendergliele. Vengono utilizzati due distinti contratti, con il primo la banca acquista la merce pagando anticipatamente il fornitore, con il secondo vende i beni al proprio cliente. Per essere conforme al diritto islamico il secondo contratto deve essere indipendente dal primo, cioè la banca deve assumersi il rischio della mancata consegna della merce alla data prevista e tutti gli alti rischi insiti nella transazione; in caso contrario la banca assumerebbe solo il ruolo di intermediario finanziario.16 Nel Bai Salam il compratore paga in anticipo i beni commissionati al produttore. Viene utilizzato soprattutto per lavorazioni su commessa specifica. Il produttore beneficia del pagamento anticipato e il compratore di una riduzione di prezzo. Con il Bai Muajjal il finanziatore acquista in suo nome i beni richiesti dal cliente. Tali beni gli saranno poi rivenduti ad un prezzo stabilito aumentato del profitto del finanziatore. Il corrispettivo sarà pagato a scadenza in un unica soluzione o in modo rateale. La Ijara è paragonabile al nostro leasing operativo. Questo contratto prevede che la banca islamica acquisti il bene di cui il cliente ha bisogno cedendogli il relativo utilizzo. La proprietà del bene rimane alla banca e il cliente paga un canone mensile comprensivo del guadagno dell istituto di credito. Nella versione Ijara wa iqtina abbiamo un contratto simile al nostro leasing finanziario: il cliente alla fine della locazione del bene può scegliere se acquistare il bene o se concludere il contratto. Nell Istisna la banca si accorda con un produttore per fabbricare un bene necessario al cliente (normalmente un macchinario). È simile al nostro contratto di produzione, dove i pagamenti vengono effettuati a stato avanzamento lavori. La banca finanzia la produzione del bene e il cliente effettua pagamenti dilazionati fino alla completa acquisizione della proprietà. Un ulteriore forma di finanziamento, soprattutto per gli stati sovrani, è l emissione di obbligazioni islamiche (sukuk), garantite da beni in leasing. Le obbligazioni vengono emesse da una società veicolo, appositamente costituita, che possiede i beni oggetto del contratto che vengono dati in affitto all Ente finanziato. La società riceve il pagamento dei canoni di leasing per conto dei risparmiatori, i risparmiatori percepiscono un affitto a fronte dell investimento fatto. Alla scadenza l Ente riscatterà il bene e la società veicolo estinguerà il prestito. Un obbligazione di questo tipo è stata emessa nel 2004 dalla regione tedesca della Sassonia-Anhalt per finanziare l acquisto di terreno edificabile. La Sharia vieta ogni forma di incertezza e di speculazione sull incertezza. Di conseguenza tutte le forme di assicurazione occidentali sono contratti non conformi alle leggi islamiche. Per la copertura dei danni non prevedibili esiste una forma di assicurazione, il Takaful, che è assimilabile ad un contratto di mutuo soccorso, dove l elemento di solidarietà prevale sulla componente speculativa. L essenza del contratto è quella di coinvolgere un certo numero di persone e far in modo che queste provvedano in modo congiunto e solidale ai rischi che possono colpire uno o più contraenti. Infine una menzione a parte merita il Quard Hasan, il tradizionale mutuo islamico senza17 interessi. Le banche islamiche prevedono questo tipo di mutuo solo a scopo di beneficenza con prelievo dal fondo Zakat o accantonato dalle banche stesse o che le banche gestiscono per conto delle comunità locali o dei governi. 4 Esperienza inglese e americana Diamo un breve sguardo generale al settore bancario islamico: in questo settore dell attività bancaria registra da anni una crescita annua attorno al 15-20% ed è stimato un volume d affari attorno ad 1,5 miliardi di dollari. Negli Stati Uniti la presenza di istituzioni di diritto islamico è ormai consolidata da tempo con otto istituzioni finanziarie specializzate[3] e innumerevoli banche commerciali. Le prime trattano prevalentemente prodotti di investimento o l erogazione di mutui. Non si rivolgono in modo esclusivo ad una clientela musulmana, ma a chiunque desideri sottoscrivere un prodotto conforme alle norme della Sharia (o che trovi semplicemente più conveniente un mutuo islamico, non vincolato alle fluttuazioni dei tassi di interesse, rispetto ad un mutuo convenzionale). Le banche commerciali offrono servizi rivolti prevalentemente alla cittadinanza americana di religione musulmana: si tratta di circa 7 milioni di persone, mediamente piuttosto giovani e con un reddito disponibile in linea con la media statunitense. Oltre alle banche islamiche anche grandi istituzioni bancarie americane ed europee hanno adottato questo sistema, ovviamente con il consenso dei loro organismi di regolamentazione. Tra questi: City Group, HSBC, BNPI, ABN AMRO, Deutsche Bank, UBS e altre. importanti sono gli acquisti fatti dai Fondi Sovrani Islamici di Investimento[4] negli Stati Uniti e che hanno permesso alcuni salvataggi aziendali evitando l intervento delle Autorità Governative. Si trattava di banche con pesanti perdite dovute alla sovraesposizione all indebitamento subprime[5]. Due banche islamiche sono gia operanti nel Regno Unito e altre tre sono in fase di costituzione e i prodotti finanziari islamici distribuiti sono quotati nel mercato londinese. Oltre alle banche commerciali anche qui è importante la presenza di istituzioni finanziarie18 operanti nell investment banking, con interessi in tutta Europa ma che hanno una sede a Londra. Il mercato inglese si differenzia da quello americano per la presenza di una massiccia immigrazione musulmana, clienti con un età media di circa 28 anni e con un reddito inferiore rispetto al resto della popolazione. I servizi bancari maggiormente richiesti sono i mutui immobiliari, marginale la richiesta di investimento tramite fondi islamici o tramite obbligazioni Sukuk. L Inghilterra è intenzionata ad emettere buoni del tesoro compatibili con la legge coranica. La vendita di sukuk con il marchio della monarchia britannica è stata annunciata, questa estate, dal ministro del Tesoro inglese. L'obiettivo è di attrarre i capitali dai paesi arabi, cresciuti a dismisura con l'aumento del prezzo del petrolio. Nel 2004 la loro emissione ha raggiunto la quota dei 7,2 miliardi di dollari, mentre nel 2006 il loro valore ha raggiunto la quota dei 27 miliardi di dollari. Lo scorso anno sono state emessi sukuk con quote superiori ai trenta miliardi di dollari e, secondo stime recenti, nei prossimi tre anni governi e società dovrebbero emettere tali obbligazioni per più di trenta miliardi di dollari l anno, portando le dimensioni di questo segmento del mercato a più di 150 miliardi di dollari. 5 Esperienza europea Negli altri Paesi europei la finanza islamica è in notevole crescita, sia per la presenza di immigrati che per le opportunità di collaborazione sempre maggiori fra Europa e Paesi del Vicino e Medio Oriente. In molte Nazioni europee le banche islamiche coesistono con le altre banche commerciali. I modelli presenti possono essere due: - banche islamiche specializzate, che sono strutturate sulla base dei principi islamici e che offrono solo servizi con questi compatibili; - islamic windows, uffici o sportelli specializzati nell offerta di prodotti di finanza islamica nell ambito di banche di tipo tradizionale. Le più diffuse sono attualmente le seconde, infatti i maggiori Istituti di Credito europei19 offrono al loro interno sportelli e prodotti dedicati, come conti correnti e fondi di investimento. È ancora quasi nulla la diffusione di prodotti di finanziamenti alle imprese secondo gli schemi del Mudaraba e del Musharaka. La Francia potrebbe aprire presto le porte alla prima banca islamica: secondo il giornale Le Parisien,[6] avrebbero presentato una richiesta di intesa la Qatar Islamic Bank (che dispone già di una filiale a Londra), la Kuwait Finance House e la Al-Baraka Islamic Bank, originaria del Bahrein. La Germania, che opera esclusivamente con Islamic Windows, è stata la prima in Europa ad emettere, nel 2004, un Sukuk sovrano. Gli investimenti dei paesi del Golfo nell'economia più importante d'europa sono facilitati dalle prime applicazioni di strutture finanziarie compatibili con la sharia come già avviene da alcuni anni nel Regno Unito. In Spagna le banche islamiche non sono ancora presenti, anche se ci sono trattative ed accordi in corso. Il Banco Islamico de Desarrollo, con sede in Arabia Saudita, è l istituto maggiormente interessato e attualmente sta studiando una serie di accordi di carattere industriale e finanziario. Si tratta, però, di attività non rivolte alla clientela di privati ma, almeno per la prima fase, ad aziende ed imprenditori. In Svizzera la licenza alla prima banca islamica è stata data nel 2006, Faisal Private Bank Switzerland S.A. è il primo istituto di private banking operante in territorio elvetico. Offre servizi di gestione patrimoni ad una clientela di fascia alta con prodotti compatibili con la legge islamica. 6 La finanza islamica in Italia L Italia è uno fra i pochi Stati europei a non aver ancora adottato, nel proprio ordinamento giuridico e nel proprio panorama bancario, istituti di credito di diritto islamico. Di recente c è stato un crescente interessamento a questa forma alternativa di banca, perché il nostro Paese è un partner privilegiato nell interscambio commerciale con gli Stati del Mediterraneo e Arabi del Golfo e vista anche la presenza in Italia di cittadini di religione musulmana che ormai hanno attività imprenditoriali e patrimoni finanziari a disposizione. Il 25 settembre 2007 Adnan Yousif, presidente dell Unione delle Banche Arabe, ha firmato un memorandum d intesa con l Associazione Bancaria Italiana per l apertura in Italia entro20 il 2008 di uno sportello bancario ispirato ai principi del Corano, in linea con quanto già avviene negli altri Paesi europei. A tutt oggi, però, quest intesa è rimasta solo una dichiarazione di intenti. Nel breve periodo, probabilmente, la soluzione migliore potrebbe essere l apertura di Islamic Windows all interno di sportelli bancari di banche tradizionali. Il controllo obbligatorio, sulle attività di raccolta del risparmio e di intermediazione svolte dalle banche islamiche, da parte della Banca d Italia e della Consob, con l attuale normativa, sarebbe piuttosto problematico: i prodotti proposti dalle banche islamiche non sono previsti dal nostro ordinamento giuridico, che, nell ambito delle operazioni bancarie, del Testo Unico della Finanza e del Testo Unico sugli Intermediari Finanziari, codifica tutte le tipologie di investimento e prevede rigide forme di vigilanza. I depositi, in base al principio della condivisione dei rischi tra il risparmiatore e chi gestisce il denaro, non sono garantiti e quindi diventerebbe problematica l adesione al fondo interbancario di garanzia. Non sono compatibili con le norme coraniche nemmeno i conti correnti a tasso zero e senza spese, anche se, a prima vista, potrebbero sembrarlo. La coerenza, in questo caso è solamente apparente in quanto la forma del contratto e la struttura dell impresa bancaria tradizionale continuano a restare legati a norme illegittime dal punto di vista islamico. Per quel che riguarda gli impieghi la difficoltà insanabile deriva dal fatto che le banche italiane non possono acquistare partecipazioni azionarie, se non in forma molto limitata, e, soprattutto, che non possono acquistare quote del capitale delle piccole e medie aziende finanziate. Quindi non è pensabile, con l attuale normativa, finanziare un cliente a progetto con i contratti di musharaka e di mudarabah. Problematico sarebbe anche il controllo su tali operazioni di finanziamento ai fini della determinazione dell assorbimento del patrimonio di vigilanza. Una volta regolamentata la normativa in materia di finanza e di bilancio sarebbe poi necessario provvedere alla definizione di un pari trattamento fiscale fra operazioni bancarie tradizionali e islamiche. Ad esempio, nel mutuo islamico, la doppia compravendita causa un doppio calcolo dell imposta di registro, la prima volta pagata dalla banca, iniziale intestataria dell immobile, e la seconda dal cliente. Nel contratto di murabaha, dove la banca acquista in nome proprio delle merci che rivenderà successivamente al cliente ad un prezzo maggiorato, l IVA sarebbe calcolata sul prezzo finale, che comprende anche il compenso Vedere altro
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