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Timestamp: 2020-07-14 00:19:05+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 13264 del 25/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13264 del 25/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/05/2017, (ud. 02/03/2017, dep.25/05/2017), n. 13264
sul ricorso 9429-2016 proposto da:
– C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante Presidente
G.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE G. MAZZINI
N.11, presso lo studio dell’avvocato PASQUALE DI RIENZO,
rappresentato e difeso dall’avvocato STANISLAO DE SANTIS;
avverso la sentenza n. 1346/2/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Con ricorso in Cassazione affidato a due motivi, illustrati da memoria, nei cui confronti, si è costituita la parte contribuente con controricorso, il consorzio quale ente impositore impugnava la sentenza della CTR della Calabria, in materia di contributi richiesti a titolo di oneri consortili per il 2010, lamentando, con un primo motivo, la violazione dell’art. 112 c.p..c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 56 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, perchè pur non essendosi l’appellato costituito, la CTR ha rigettato l’appello esaminando ed accogliendo questioni ed eccezioni rimaste assorbite in primo grado e non riproposte dall’appellato che non si è costituito e che non erano rilevabili d’ufficio, mentre, con il secondo motivo ha denunciato la violazione della L.R. Calabria n. 11 del 2003, art. 23, comma 1, lett. a e art. 42, del D.Lgs. n. 546, art. 7 nonchè violazione della Delib. Consorzio di applicazione delle tariffe provvisorie, oggetto d’impugnazione, in quanto ai sensi del D.P.R. n. 27 del 2010, il Presidente della Giunta regionale aveva equiparato il perimetro di contribuenza al comprensorio del Consorzio, ai fini del contributo richiesto per le attività istituzionali, sicchè in questo modo, tutti i proprietari di beni siti nel comprensorio erano diventati contribuenti.
Nel caso di specie, erroneamente i giudici d’appello avrebbero ritenuto che non fosse sufficiente rientrare nel “perimetro di contribuenza” per essere assoggettabili a imposta, ma hanno richiesto all’ente impositore un onere aggiuntivo, non previsto da alcuna norma e cioè, di documentare che le spese del consorzio risultassero dal piano annuale di riparto, laddove, ai sensi della giurisprudenza di questa Corte, avrebbero potuto, semmai, avvalersi dei loro poteri officiosi di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7 per verificare le modalità con le quali il Consorzio stesso era in concreto pervenuto alla liquidazione del contributo.
Accoglie il secondo motivo di ricorso, rigetta il primo.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 56
 art. 23
 art. 42
 art. 7
 art. 7