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CAPO I. Disposizioni generali. Art. 1. Finalità - PDF
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Giustina Rostagno
1 Disegno di legge concernente Norme sulla partecipazione della Regione Autonoma della Sardegna ai processi decisionali dell Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari. CAPO I Disposizioni generali Art. 1 Finalità 1. La presente legge disciplina la partecipazione della Regione Autonoma della Sardegna ai processi di formazione e di esecuzione degli atti dell Unione europea nel rispetto dei principi dello Statuto, della Costituzione e delle procedure stabilite con legge statale. 2. La Regione favorisce la partecipazione al processo di integrazione europea degli enti locali, degli organismi rappresentativi, delle imprese e dei cittadini e garantisce un rapporto continuativo con gli uffici, gli organismi e le Istituzioni dell Unione europea. Art. 2 Modalità di attuazione 1. La presente legge introduce la sessione comunitaria del Consiglio regionale e disciplina le procedure necessarie per garantire, nelle materie di propria competenza, il tempestivo adeguamento dell ordinamento regionale agli obblighi comunitari. 2. La Giunta e il Consiglio regionale, nel rispetto della propria autonomia organizzativa, si informano reciprocamente sulle attività relative alla partecipazione della Regione alla formazione e attuazione del diritto comunitario, ricorrendo anche all ausilio di strumenti informatici e alla creazione di banche dati dedicate. 3. La Regione garantisce la massima diffusione delle informazioni relative all adozione e attuazione degli atti comunitari, con particolare attenzione a quelli che conferiscono diritti ai cittadini o ne agevolano l'esercizio. CAPO II Sessione comunitaria del Consiglio e approvazione della legge comunitaria regionale Art. 3 Sessione comunitaria del Consiglio regionale 1. Il Consiglio regionale convoca entro il 30 aprile di ogni anno una sessione comunitaria, dedicando ad essa una o più sedute, per la discussione delle questioni relative alla partecipazione della Regione alla formazione e attuazione del diritto comunitario. 1/7
2 2. Nel corso della sessione comunitaria il Consiglio regionale esamina: a) il disegno di legge comunitaria regionale annuale previsto nell articolo 4, comma 1; b) la relazione sullo stato di conformità dell ordinamento regionale rispetto agli obblighi derivanti dal diritto comunitario prevista nell articolo 9, comma 1; c) la relazione della Giunta regionale che illustra il programma legislativo annuale della Commissione europea con particolare riferimento agli atti di interesse della Regione, prevista nell articolo 7, comma 1; d) la relazione presentata dalla Giunta sullo stato di attuazione finanziaria, fisica e procedurale dei programmi cofinanziati dall Unione europea prevista nell articolo 12, comma 3; 3. Al termine della sessione comunitaria il Consiglio regionale, se lo ritiene necessario, approva un apposito atto di indirizzo sugli argomenti all ordine del giorno e lo trasmette alla Giunta per l adozione dei relativi atti. Art. 4 Legge comunitaria regionale 1. Per garantire il periodico adeguamento dell ordinamento regionale agli obblighi derivanti dal diritto comunitario, la Giunta presenta al Consiglio regionale, entro il 31 marzo di ogni anno, un disegno di legge recante nel titolo l intestazione Legge comunitaria regionale e l indicazione dell anno di riferimento. 2. La Giunta regionale, nella relazione al disegno di legge comunitaria regionale: a) riferisce sulla conformità dell ordinamento regionale agli obblighi derivanti dal diritto comunitario e sullo stato delle eventuali procedure di infrazione aperte dalla Commissione europea nei confronti della Repubblica italiana per inadempimenti della Regione; b) elenca le direttive comunitarie di competenza regionale da attuare in via legislativa, regolamentare o amministrativa; c) elenca le direttive comunitarie di competenza regionale che non necessitano di successivi provvedimenti di attuazione da parte della Regione in quanto: 1) le direttive comunitarie sono direttamente applicabili per il loro contenuto sufficientemente preciso e incondizionato; 2) l ordinamento regionale è già conforme alle direttive stesse; 3) lo Stato ha già adottato provvedimenti attuativi da cui la Regione non intende discostarsi e, in tal caso, la relazione contiene l elenco dei provvedimenti statali di attuazione; d) riferisce sullo stato di attuazione della legge comunitaria dell anno precedente e motiva in ordine agli adempimenti omessi. 3. Il Consiglio regionale, sentito il parere del Consiglio delle autonomie locali, approva la legge comunitaria regionale entro il 31 luglio di ogni anno e disciplina, con specifiche disposizioni del regolamento consiliare, le procedure di esame e di votazione della legge comunitaria regionale. 2/7
3 1. La legge comunitaria regionale: Art. 5 Contenuto della legge comunitaria regionale. a) provvede al recepimento delle direttive adottate dall Unione europea nelle materie di competenza regionale e rimette ad ulteriori atti di attuazione il completamento del recepimento; b) dispone quanto ritenuto necessario per l attuazione dei regolamenti comunitari; c) detta le disposizioni per l esecuzione delle sentenze degli organi giurisdizionali dell Unione europea e dispone in ordine ai provvedimenti della Commissione europea che comportano obbligo di adeguamento della Regione; d) contiene le disposizioni modificative o abrogative della legislazione regionale vigente necessarie all adeguamento dell ordinamento regionale ai principi del Trattato dell Unione europea e agli altri obblighi comunitari di cui alle lettere a), b) e c) del presente comma; e) individua gli atti normativi comunitari che la Regione può attuare con regolamento o atto amministrativo e detta i criteri e gli indirizzi necessari. 2. La legge comunitaria regionale stabilisce il termine per l adozione di ogni ulteriore atto regionale di attuazione cui la legge stessa rimandi. 3. Le misure di adeguamento dell ordinamento regionale agli obblighi comunitari devono indicare l atto comunitario cui si riferiscono. CAPO III Partecipazione della Regione alla formazione e attuazione degli atti comunitari Art. 6 Formazione degli atti comunitari 1. Il Presidente della Regione, su proposta degli Assessori competenti per materia, comunica alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano i nominativi dei rappresentanti della Regione che, ai sensi dell articolo 5, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131 Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla L.Cost. 18 ottobre 2001, n. 3, partecipano, nelle delegazioni del Governo, alle attività dei gruppi di lavoro e dei comitati del Consiglio dell Unione europea e della Commissione europea e comunica i nominativi al Consiglio regionale. 2. La Giunta regionale formula le osservazioni sulle proposte di atti normativi e di indirizzo degli organi dell Unione europea, previste nell articolo 5, comma 3 della legge 4 febbraio 2005, n. 11 Norme generali sulla partecipazione dell'italia al processo normativo dell'unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari, e le comunica agli organi statali competenti, previo parere della Commissione consiliare competente che si esprime entro cinque giorni dal ricevimento delle osservazioni; decorso tale termine la Giunta regionale procede in assenza del parere. 3. La Giunta regionale, laddove lo ritenga opportuno, sollecita la richiesta di apposizione della riserva di esame da parte della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le 3/7
4 Province autonome di Trento e di Bolzano prevista nell articolo 5, comma 5, della legge 11 del L atto di richiesta è comunicato agli organi statali competenti previo parere della Commissione consiliare competente che si esprime entro cinque giorni dal ricevimento della stessa; decorso tale termine, la Giunta regionale procede in assenza del parere. 4. La Giunta regionale formula osservazioni in merito agli argomenti all ordine del giorno della sessione comunitaria della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, prevista nell articolo 17 della legge 11 del 2005, e ne dà immediata comunicazione al Consiglio regionale. Art. 7 Esame del programma legislativo annuale della Commissione europea 1. La Giunta regionale trasmette al Consiglio regionale ogni anno, prima dell inizio della sessione comunitaria, una relazione tecnico-giuridica illustrativa del Programma legislativo annuale della Commissione europea con particolare riferimento alle proposte di atti di interesse regionale. 2. Gli atti previsti nel comma 1 sono trasmessi contestualmente alla relazione sullo stato di conformità dell ordinamento regionale rispetto agli obblighi derivanti dal diritto comunitario di cui all articolo 9, comma 1. Art. 8 Sussidiarietà 1. Il Consiglio regionale verifica il rispetto del principio di sussidiarietà nelle proposte e negli atti comunitari che hanno ad oggetto materie di competenza della Regione ed effettua il controllo anche con il supporto tecnico dei competenti uffici della Giunta regionale secondo le modalità concordate nell ambito dell intesa prevista nell art. 15, comma I risultati della verifica prevista nel comma 1 sono comunicati alla Giunta per l adozione di eventuali atti e per la definizione della posizione della Regione nelle sedi istituzionali di confronto con il Governo individuate dalle leggi di procedura statali. 3. Il Consiglio regionale informa la Giunta delle risultanze delle attività di verifica del rispetto del principio di sussidiarietà effettuate nei contesti di cooperazione interistituzionale cui partecipa a livello nazionale ed europeo. Art. 9 Verifica di conformità 1. La Giunta regionale verifica costantemente che l ordinamento regionale sia conforme agli atti normativi e di indirizzo emanati dagli organi dell Unione europea e ogni anno, prima dell inizio della sessione comunitaria, trasmette una relazione con le risultanze al Consiglio regionale e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le politiche comunitarie. 4/7
5 Art. 10 Misure urgenti e adeguamenti tecnici 1. La Giunta regionale, quando è necessario adeguare l ordinamento regionale prima della data di entrata in vigore della legge comunitaria regionale, presenta al Consiglio regionale il relativo disegno di legge indicando nel titolo l atto comunitario cui si dà attuazione e specificando nella relazione introduttiva la data utile per la sua approvazione. 2. Le norme comunitarie non direttamente applicabili che modificano modalità esecutive o caratteristiche tecniche di direttive già recepite nell ordinamento regionale, possono essere attuate in via amministrativa secondo le modalità stabilite dalla legge comunitaria regionale. 3. Le misure di adeguamento dell ordinamento regionale agli obblighi comunitari indicano nel titolo l atto comunitario cui si riferiscono; in mancanza la Giunta e il Consiglio regionale non procedono all approvazione della misura di adeguamento. Art. 11 Impugnazione di atti normativi comunitari 1. Nelle materie di competenza legislativa regionale, la Giunta può chiedere al Governo l impugnazione di fronte alla Corte di giustizia delle Comunità europee degli atti comunitari ritenuti illegittimi previa informazione del Consiglio regionale che può approvare indirizzi specifici. 2. Il Consiglio regionale, laddove lo ritenga opportuno, invita la Giunta a promuovere la richiesta prevista nel comma 1, in particolare nei casi in cui si sia già espresso sull atto comunitario di cui si richiede l impugnazione a seguito della verifica del rispetto del principio di sussidiarietà prevista nell articolo 8, comma Il Consiglio regionale concorre, nei contesti di cooperazione interistituzionale a cui partecipa, all attivazione del controllo giurisdizionale del rispetto del principio di sussidiarietà da parte degli organi giurisdizionali dell Unione europea. CAPO IV Attuazione delle politiche comunitarie e aiuti di Stato Art. 12 Atti di programmazione. 1. Nel perseguire l'obiettivo di una stretta cooperazione a livello comunitario, statale, regionale e locale, la Regione partecipa attivamente, nelle diverse fasi, alla definizione delle posizioni nazionali e degli orientamenti comunitari che incidono sulle politiche regionali e garantisce la partecipazione degli enti locali e degli altri soggetti interessati. 2. Il Consiglio regionale formula in occasione dell esame del Programma Regionale di Sviluppo e degli aggiornamenti annuali gli indirizzi cui deve ispirarsi l'azione della Giunta per il perseguimento degli obiettivi previsti nel comma 1. 5/7
6 3. La Giunta presenta ogni anno al Consiglio regionale, prima del termine previsto nell art. 3, comma 1, una relazione sullo stato di attuazione finanziaria, fisica e procedurale dei programmi cofinanziati dall Unione europea. Art. 13 Attuazione delle politiche comunitarie e integrazione europea 1. La Regione dà attuazione alle politiche comunitarie anche con la partecipazione, nelle materie di propria competenza, ai programmi e ai progetti promossi direttamente dall Unione europea. 2. La Regione garantisce la massima diffusione delle informazioni relative alle attività dell Unione europea per favorire la partecipazione ai programmi e progetti comunitari da parte degli enti locali, delle imprese, dei cittadini e delle associazioni pubbliche e private che operano nel territorio regionale. 3. La Regione partecipa a soggetti giuridici di tipo associativo secondo quanto previsto dalla normativa comunitaria e statale di riferimento per dare attuazione alle politiche comunitarie e rafforzare la coesione economico sociale nell ambito dell Unione europea. Art. 14 Aiuti di Stato istituiti dall Amministrazione regionale. 1. In ottemperanza a quanto disposto dall'articolo 88, paragrafo 3, del Trattato che istituisce la Comunità europea, la Regione notifica alla Commissione europea ogni proposta relativa all'istituzione o modifica di misure di aiuto, secondo le procedure previste dall'ordinamento comunitario. 2. La notifica delle misure di aiuto istituite o modificate dall Amministrazione regionale è di competenza della Presidenza della Regione che vi provvede immediatamente o dopo la loro approvazione da parte della competente Commissione consiliare, se così previsto dalle leggi di settore. 3. Le leggi regionali che istituiscono o modificano misure di aiuti di stato contengono la clausola che ne sospende l efficacia fino alla conclusione delle procedure di controllo effettuate dalla Commissione europea sulla compatibilità delle stesse con l ordinamento comunitario. CAPO V Disposizioni finali Art. 15 Norme organizzative 1. Entro tre mesi dall approvazione della presente legge, la Giunta regionale, con delibera, dà attuazione agli adempimenti di propria competenza in essa previsti, in particolare, individua gli uffici competenti e stabilisce idonee procedure di coordinamento tra le strutture coinvolte. 6/7
7 2. Il Consiglio e la Giunta regionale, nell ambito delle rispettive competenze, stabiliscono d intesa le modalità di informazione reciproca e le procedure di cooperazione necessarie a dare corretta e tempestiva attuazione agli adempimenti previsti dalla presente legge. 3. La Regione dà attuazione alla presente legge avvalendosi anche dell apporto dell ufficio di informazione e collegamento previsto dalla legge regionale 15 febbraio 1996, n. 12 Istituzione di un ufficio speciale di informazione e di collegamento con sede a Bruxelles. Art. 16 Abrogazione di norme. 1. La legge regionale 3 luglio 1998, n. 20 Norme sulla partecipazione regionale ai processi decisionali e sull esecuzione degli atti dell Unione europea e abrogazione della legge regionale 3 novembre 1995, n. 25 è abrogata. 7/7
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References: Art. 1
 Art. 1
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 Art. 2
 Art. 3
 articolo 4
 articolo 9
 articolo 7
 articolo 12
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 articolo 5
 articolo 5
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 Art. 7
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 Art. 8
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 Art. 9
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