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Cass. 16426 del 27/09/2012 - Novità legislative - ROMOLOROMANI.IT
Cass. 16426 del 27/09/2012
a firma di aurora86, May 9, 2014 in Novità legislative
aurora86 6
Qualcuno ha il testo di questa sentenza relativa ai chiamati ulteriori? Non riesco a reperirlo
Pubblicato il giorno May 20, 2014
scusa ho letto solo ora spero serva ancora:
sul ricorso 12992-2010 proposto da:
ARNAS OSPEDALI GARIBALDI CATANIA P.I. (OMISSIS), IN PERSONA DEL DIRETTORE GENERALE E LEGALE RAPP.TE IN CARICA DOTT. P. A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI GRACCHI 187, presso l'Avv. MAGNANO DI SAN LIO GIOVANNI, rappresentata e difesa dall'Avv. MAUCERI FRANCESCO per proc. spec. not. del 13/3/2012 rep. n. 21829;
R.A. (OMISSIS), + ALTRI OMESSI elettivamente domiciliati in ROMA, V.EMILIA 81, presso lo studio dell'avvocato MONTI STEFANO, rappresentati e difesi dall'avvocato COCI SEBASTIANO;
Z.F. (OMISSIS), AZIENDA SANITARIA PROV.LE CATANIA (OMISSIS), A.A.M. (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 62/2010 della CORTE D'APPELLO di CATANIA, depositata il 16/01/2010;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 23/04/2012 dal Consigliere Dott. FELICE MANNA;
udito l'Avvocato Francesco Mauceri difensore della ricorrente che ha chiesto l'accoglimento del ricorso;
udito l'Avv. Coci Sebastiano difensore de controricorrenti che ha chiesto il rigetto del ricorso;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. RUSSO Rosario G. che ha concluso per il rigetto del ricorso e la condanna alle spese; L. n. 724 del 1994 , ex art. 10 denuncia alla competente Procura Regionale della Corte de Conti.
Osservava la Corte territoriale - per quanto ancora rileva in questa sede di legittimità - che la predetta Azienda, subentrata all'ente originariamente designato nel testamento, aveva accettato con beneficio d'inventario l'eredità di R.V. con le formalità eseguite il 16.1.1996, e che anche i chiamati ex lege avevano accettato l'eredità, tacitamente, proponendo la domanda giudiziale con citazione notificata l'11.3.1996, sicchè tanto l'una quanto le altre accettazioni erano state poste in essere oltre il termine decennale di cui all'art. 480 c.c. , decorrente dal 26.1.985, data di apertura della successione. Tuttavia, rilevava, delle contrapposte eccezioni di prescrizione sollevate dalle parti, solo quella dei chiamati ex lege era stata tempestivamente sollevata, nello specifico in via d'azione, mentre l'Azienda ospedaliera aveva formulato detta eccezione soltanto nel giudizio d'appello.
1. - Con il primo motivo d'impugnazione parte ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 473, 480, 2934, 2938, 2964 e 2969 c.c. , nonchè degli artt. 100 e 345 c.p.c. , in relazione all'art. 360 c.p.c. , nn. 3 e 4, con riferimento alla denegata rilevanza dell'accettazione tardiva dell'eredità da parte dell'Azienda ospedaliera, sebbene anteriore all'accettazione dei chiamati ulteriori, e all'errato accertamento dell'ultrattività del diritto di questi ultimi di accettare l'eredità di R. V..
Sostiene parte ricorrente che l'acquisto dell'eredità attuato dall'Azienda ospedaliera a decennio scaduto, ma anteriormente all'esercizio del potere di accettazione da parte del chiamato ulteriore, ha posto l'Azienda stessa al riparo da qualsivoglia eccezione di prescrizione da parte di terzi, giacchè ha comunque integrato la fattispecie dell'acquisto prima ancora che se ne potesse dedurre la perdita, atteso che (come del resto ha affermato la stessa Corte territoriale) il diritto continua ad esistere anche se soggetto all'opponibilità della prescrizione da parte dei soggetti interessati. E se tale opponibilità è senz'altro idonea a determinare la perdita di un diritto non esercitato tempestivamente, ma già entrato a far parte del patrimonio del soggetto, altrettanto non può essere ritenuto ove si tratti di diritti potestativi, il cui esercizio conduce all'acquisto. La Corte di merito, prosegue, non ha affrontato la questione della rilevanza dell'esercizio tardivo del potere d'accettazione, limitandosi ad affermare che la prescrizione del diritto di accettare l'eredità ben può essere opposta dal chiamato ulteriore instaurando il giudizio col quale reclama i beni ereditari in conseguenza della sua acquisita qualità di erede. Tale affermazione viola, ad avviso del ricorrente, l'art. 473 c.c. , poichè l'accettazione dell'eredità in un momento anteriore a qualsiasi contestazione dei terzi pone l'acquisto dell'eredità al riparo dell'eccezione di prescrizione.
Inoltre, col primo motivo d'appello l'Azienda ospedaliera aveva rilevato che i R. all'atto della proposizione della loro domanda erano già decaduti dal diritto di accettare l'eredità per decorrenza del termine di cui all'art. 480 c.c. , quindi non potevano esercitare alcuna azione di petizione dell'eredità, la quale presuppone la qualità di erede. La Corte territoriale ha interpretato tale deduzione a stregua di un'eccezione propria, giudicandola, conseguentemente, tardiva per il divieto di cui all'art. 345 c.p.c.. Siffatta pronuncia, che ha determinato un'evidente disparità di trattamento fra le parti, porta a rimeditare la natura del termine di cui all'art. 480 c.c. , che secondo una parte della dottrina (contraria, beninteso, la giurisprudenza) sarebbe non di prescrizione, ma di decadenza.
2. - Il secondo motivo denuncia, in relazione all'art. 360 c.p.c. , n. 5, l'omessa, contraddittoria e insufficiente motivazione sul fatto controverso e decisivo per il giudizio rappresentato dalla rilevanza dell'accettazione tardiva dell'eredità da parte dell'azienda ospedaliera.
3. - Con il terzo motivo è dedotta la violazione e falsa applicazione dell'art. 91 c.p.c. , in relazione all'art. 360 c.p.c. , nn. 3 e 4, con riferimento al capo che ha regolato le spese di giudizio, capo che, dipendendo dall'erronea statuizione sul merito, dovrà essere travolto, sostiene parte ricorrente, insieme con questa.
4.1. - Nella ricostruzione giuridica della fattispecie, quale proposta nel ricorso, assume rilievo centrale l'asserita perdita del diritto dei R. di accettare l'eredità, perdita speculare a quella ritenuta dalla Corte d'appello a carico dell'Azienda ospedaliera. Decorso infruttuosamente anche per i chiamati ulteriori il termine di cui all'art. 480 c.c. , si deriverebbe sillogisticamente (i) la loro carenza d'interesse a resistere alla domanda dell'Azienda ospedaliera e (il) il difetto di legittimazione ad eccepire la tardiva accettazione dell'eredità da parte dell'odierna ricorrente.
4.1.2. - Sebbene, in generale, ai sensi dell'art. 2935 c.c. la prescrizione cominci a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere; e quantunque, in particolare, l'art. 523 c.c. (secondo cui la sostituzione testamentaria del chiamato rinunciante prevale sulla rappresentazione e questa sull'accrescimento, mentre in difetto di quest'ultimo l'eredità si devolve agli eredi legittimi a norma dell'art. 677 c.c. ) lasci intendere che nella successione testamentaria la devoluzione ai chiamati ulteriori, previsti dalle norme della successione legittima, si attui solo quando venga meno la delazione del chiamato precedente; ciò nonostante, l'art. 480 c.c. pone un'eccezione alla regola che si desume dal combinato disposto delle due norme, nel senso che sebbene per i chiamati ulteriori la delazione non sia coeva all'apertura della successione, ma si attui in linea eventuale e successiva solo se ed in quanto i primi chiamati non vogliano o non possano accettare l'eredità, la prescrizione decorre anche per i chiamati ulteriori sin dal momento dell'apertura della successione, salvo l'ipotesi in cui vi sia stata accettazione da parte dei precedenti chiamati e il loro acquisto ereditario sia venuto meno ( art. 480 c.c. , comma 3).
La spiegazione e la composizione dell'apparente aporia è data dal successivo art. 481 c.c. che attribuisce a chiunque vi abbia interesse, e dunque prioritariamente ai chiamati ulteriori, l'actio interrogatoria, mediante la quale è possibile chiedere al giudice di fissare un termine (s'intende, anteriore alla scadenza di quello di prescrizione ex art. 480 c.c. ) entro cui il chiamato manifesti la propria volontà di accettare l'eredità o di rinunciarvi.
Tale eccezione è stata, dunque, correttamente ritenuta tardiva dalla Corte territoriale, data la preclusione di cui all'art. 345 c.p.c. , comma 2 (sull'operatività della quale in tema di eccezione di prescrizione del diritto di accettare l'eredità, v. Cass. n. 9303/09).
E nessun altro dispendio motivazionale occorreva per giustificare la prevalenza finale accordata alla posizione degli odierni controricorrenti, trattandosi di soluzione di puro diritto e non già di accertamento di fatto (il quale soltanto è suscettibile di censura ai sensi dell'art. 360 c.p.c. , n. 5).
Ciò che estingue il diritto soggetto a prescrizione non è l'eccezione, ma il decorso del tempo entro cui esso va esercitato, e dunque l'averne manifestato l'esercizio dopo la scadenza del termine ma prima dell'eccezione non osta al perfezionarsi della fattispecie estintiva. Ciò si desume sia dalla piana esegesi dell'art. 2934 c.c. , sia dal fatto che l'eccezione, in quanto tale, non può che seguire l'esercizio del diritto impedendone il consolidamento. La validazione logica di tale ragionamento non è confutata dalla circostanza che il diritto di accettare l'eredità abbia a sua volta ad oggetto un diritto, id est la sua acquisizione nel patrimonio del soggetto a vantaggio del quale è la delazione, poichè la prescrizione estinguendo il diritto ne azzera, senza distinguo, ogni relativo effetto, reale od obbligatorio, in quanto realizzatosi in maniera potenzialmente caduca.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente alle spese che liquida in Euro 6.200,00, di cui 200,00 per esborsi, oltre spese generali di studio, IVA e CPA come per legge. Dispone che copia della presente sentenza sia trasmessa alla Procura regionale presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Sicilia.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione seconda civile della Corte Suprema di Cassazione, il 23 aprile 2012.
Depositato in Cancelleria il 27 settembre 2012
Pubblicato il giorno June 7, 2014
Puoi scaricarla qui: http://www.civilius.it/?cat=85

References: Cass. 
 sentenza 
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 art. 10
 art. 480
 art. 481
 art. 480
 Cass. 
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