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Timestamp: 2019-07-18 07:20:05+00:00

Document:
Tessili - Retifici: CCNL, 21 ottobre 1940
Data firma: 21 ottobre 1940
Validità: 15.11.1940 - 14.11.1941
Parti: Federazione Nazionale Fascista degli Industriali della Pesca e Federazione Nazionale Fascista dei Lavoratori dell’industria Tessile
Fonte: G.U. 27 gennaio 1941, n. 21, p. II
Art. 4. - Lavoro delle donne e dei fanciulli.
Art. 9. - Computo delle percentuali per il lavoro straordinario, festivo e notturno.
Art. 11. - Recuperi.
Art. 12. - Sospensioni e discontinuità del lavoro.
Art. 14. - Giorni festivi.
Art. 17. - Matrimonio e maternità.
Art. 18. - Gratifica natalizia.
Art. 19. - Pagamento delle mercedi e reclami sulla paga.
Art. 20. - Disciplina dell’apprendistato.
Art. 21. - Disciplina dei cottimi. Art. 22. - Trasferte.
Art. 23. - Passaggio di mansioni.
Art. 24. - Chiamata o richiamo alle armi o nella M.V.S.N.
Art. 26. - Benemerenze fasciste.
Art. 27. - Preavviso di licenziamento e di dimissioni.
Art. 28. - Indennità di licenziamento ed in caso di morte.
Art. 29. - Casse mutue malattia.
Art. 30. - Inizio e fine di lavoro.
Art. 31. - Permessi di entrata e di uscita.
Art. 32. - Assenze.
Art. 33. - Divieti.
Art. 34. - Visite di inventario e personali.
Art. 35. - Danni e trattenute di risarcimento.
Art. 38. - Licenziamento in tronco.
Art. 39. - Norme speciali.
Art. 40. - Reclami e controversie.
Art. 41. - Lavoro a domicilio.
Art. 42. - Durata del contratto.
Contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti alla fabbricazione di reti e di cordami da pesca, 21 ottobre 1940
Addì 21 ottobre 1940-XVIII, in Roma, tra la Federazione Nazionale Fascista degli Industriali della Pesca [...] e la Federazione Nazionale Fascista dei Lavoratori dell’industria Tessile [...], si è stipulato il presente contratto collettivo di lavoro da valere, per tutto il territorio del Regno, nei confronti dei lavoratori addetti alla fabbricazione delle reti da pesca di cotone o di canapa.
Per l’ammissione nelle aziende e per il lavoro delle donne e dei minori fino ai 18 anni valgono le norme di legge.
L’orario normale di lavoro è di 40 ore settimanali con un massimo di 8 ore giornaliere, salvo le deroghe ed eccezioni previste dal presente contratto per i recuperi e quelle contemplate dal regio D.L. 29 maggio 1937, n. 1768 sulle 40 ore di lavoro settimanali e ferme restando le deposizioni sul sabato fascista.
I lavori preparatori e complementari che possono essere eseguiti oltre l’orario normale e di cui all’art. 5 del predetto R.D.L. sono: predisposizione e cessazione del funzionamento degli impianti termici, idraulici, elettrici, di ventilazione, di inumidimento e di riscaldamento.
La distribuzione dell’orario giornaliero sarà stabilita dalla direzione in apposita tabella da affiggersi all’entrata dello stabilimento.
Restano ferme le disposizioni di cui al contratto collettivo interconfederale dell’8 novembre 1939-XVIII, limitatamente al periodo della loro applicabilità.
Per il periodo di validità della legge 16 luglio 1940 n. 1109 varranno le norme previste dalla legge stessa.
È considerato lavoro straordinario quello compiuto oltre l’orario fissato in conformità dall’articolo precedente.
Il lavoro straordinario potrà essere effettuato solo nei casi e nei limiti e con la procedura prevista dalle vigenti disposizioni di legge.
Nessun operaio potrà esimersi dall’effettuare il lavoro straordinario o festivo entro i limiti stabiliti, salvo giustificato motivo di impedimento.
Le ore di lavoro straordinario che, sommate a quelle ordinarie non portano la durata complessiva di lavoro ad eccedere le 8 ore giornaliere oppure le 48 settimanali, saranno compensate con una maggiorazione del 10 % in conformità del contratto collettivo interconfederale del 10 novembre 1938.
Il lavoro straordinario, prestato nei modi e termini previsti dalla legge, oltre le 48 ore settimanali e le 8 ore giornaliere ovvero oltre il maggior orario consentito dalle deroghe ed eccezioni previste dalla legge stessa, sarà compensato con un aumento del 25 % per le ore diurne e del 50 % per le ore notturne.
Il lavoro prestato in giorni festivi, nei casi in cui è consentite dalla legge è compensato con un aumento del 50 % sulla retribuzione.
Tale aumento non è dovuto agli operai che, lavorando a turno prestano la loro opera in giorni festivi ed hanno, il riposo in altro giorno della settimana, nei casi in cui ciò è consentito dalla legge. [...]
Per le ore notturne si intendono quelle comprese fra le 22 e le 5 antimeridiane.
Qualora il turno di notte dovesse protrarsi fino alle 6 del mattino, l’ultima ora sarà considerata notturna.
Restano ferme le disposizioni di cui all’accordo interconfederale dell’8 novembre 1939-XVIII limitatamente al periodo della loro applicabilità.
È ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore e per le interruzioni di lavoro concordate fra le organizzazioni sindacali interessate, purché esso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno (ivi compreso il recupero del sabato fascista) ai sensi dell’art. 7 del R.D.L. 29 maggio 1937 n. 1768 e si effettui entro le due quindicine immediatamente successive all’avvenuta interruzione.
Il lavoro a più squadre seguirà l’orario normale di 8 ore per turno in esso compresa la mezz’ora di riposo da effettuarsi fuori del locale del lavoro ed in ogni caso a macchine ferme.
La predetta maggiorazione verrà corrisposta sia nel caso di squadre composte di soli uomini o di sole donne come nel caso di squadre promiscue di uomini e di donne e non è dovuta nel caso di riduzione di orario di lavoro, a meno di 11 ore complessive se si tratta di lavoro a due squadre (meno di ore 5 e mezza giornaliere per ciascuna squadra) e a meno di 13 ore e mezza se si tratta di 3 squadre (meno di ore 4 e mezza giornaliere per ciascuna squadra).
All’operaio che abbia un’anzianità di 12 mesi consecutivi presso la ditta nella quale è occupato, saranno concessi, ogni anno, 6 giorni (48 ore) di ferie retribuite, che, compatibilmente con le esigenze dell’industria, saranno consecutivi.
[...] non è ammessa la rinuncia né espressa né tacita alle ferie.
Per il trattamento dell’operaia che contrae matrimonio o che trovasi in istato di gravidanza o di puerperio nonché per le altre provvidenze di carattere demografico, valgono le norme stabilite fra le due Confederazioni.
L’operaia in istato di gravidanza è tenuta a presentare al datore di lavoro, entro il 6° mese, un certificato medico attestante la data presunta del parto, a norma del R.D.L. 28 agosto 1930 n. 1358.
È considerato apprendista chiunque abbia superato il 14 anno di età e sia occupato nello stabilimento con lo scopo di acquistare la capacità necessaria per divenire lavoratore qualificato, mediante un addestramento pratico anche accessorio;
2) L’età massima dei lavoratori, dei quali è ammessa l'assunzione in qualità di apprendisti, è fissata in anni 21; eventuali deroghe potranno essere concordate dalle Organizzazioni competenti;
4) La durata massima giornaliera del lavoro degli apprendisti è quella stabilita dal presente contratto per il lavoro degli altri operai e in essa è compreso il tempo per gli Insegnamenti che si svolgeranno nel corsi per la formazione professionale dei lavoratori;
5) Il periodo di addestramento già iniziato in una azienda è computato presso una nuova azienda, ai fini del completamento del periodo prescritto di apprendistato, per intero se l’addestramento riguarda le stesse mansioni e sempreché non sia intercorsa una interruzione superiore ai 18 mesi;
6) Durante il periodo di apprendistato, l’apprendista dovrà lavorare a giornata. Nel caso fosse passato al lavoro a cottimo egli perderà la qualifica di apprendista e sarà considerato operaio ancorché non siano trascorsi i termini di durata massima dell’apprendistato;
7) Le mansioni, per le quali le tabelle salariali fissano la retribuzione per età, non comportano periodi di apprendistato;
8) Il periodo massimo di apprendistato stabilito al punto 9, sarà ridotto:
di 2/3 per i licenziati dalle Scuole Tecniche Industriali ad indirizzo tessile;
di 1/2 per coloro che abbiano superato i Corsi biennali per maestranze, corrispondenti alla mansione esercitata e per licenziati dalle Scuole di Avviamento Professionale ad indirizzo tessile;
1/4 per i licenziati dai Corsi biennali ed annuali di avviamento professionale ad indirizzo tessile istituiti in base all’apposita legge.
9) L’apprendistato è limitato alle seguenti categorie;
а) per i retifici meccanici:
addetti ai telai ed addetti al rammendo: 12 mesi;
b) per i retifici a mano:
pettinatori da cordaggio:
1) addetti esclusivamente alla pettinatura a mano: 6 mesi;
2) addetti alla pettinatura a mano che vengono adibiti anche: ad altri lavori di corderia: 18 mesi.
Art. 21. - Disciplina dei cottimi.
a) Tutti i lavoratori dovranno essere retribuiti o ad economia od a cottimo, intendendosi per cottimo i tipi tradizionali di tate sistema di lavoro, uniformati dai principi corporativi dalle presenti esposizioni.
c) agli operai interessati dovranno essere comunicate per iscritto l'inizio del lavoro, le indicazioni del lavoro da eseguire e del compenso unitario (tariffa di cottimo) corrispondente.
g) Ogni qualvolta, in conseguenza dell’organizzazione del lavoro nella azienda, l’operaio sia vincolato ad un determinato ritmo produttivo o quando la valutazione del lavoro a lui affidato sia il risultato delle misurazioni dei tempi di lavorazione, l’operaio stesso deve essere retribuito a cottimo.
h) È proibito alle aziende di servirsi di cottimisti i quali abbiano alle proprie dipendenze altri lavoratori da essi dirittamente retribuiti, dovendosi intendere il rapporto di lavoro sempre intercorrente tra il lavoratore e l’azienda, e la dipendenza di un lavoratore da un altro unicamente possibile agli effetti tecnici e disciplinari.
i) Qualunque contestazione in materia di cottimi, riguardante la precisazione di elementi tecnici o accertamenti di fatto determinanti le tariffe di cottimo, è rimessa (a norma del R.D.L. 7 marzo 1938-XVI n. 406), all’esame di un Organo tecnico composto di un Rappresentante di ognuna delle Organizzazioni sindacali interessate e presieduta da un Ispettore Corporativo.
Tale Organo ha facoltà di eseguire i sopraluoghi e gli accertamenti necessari ai fini dell’esame della controversia.
Le decisioni dell’Organo stesso saranno prese a maggioranza.
Contro le decisioni dell’Organo Tecnico di cui sopra, è ammesso ricorso soltanto da parte delle Confederazioni, entro il termine di 15 giorni dalla decisione, al Collegio Tecnico superiore presso il Ministero delle Corporazioni ai sensi dell’art. 4 del predetto R.D.L. 7 marzo 1938-XVI.
Le decisioni non appellate e quelle adottate dal predetto Collegio Tecnico Superiore in sede di appello diventano obbligatorie per le parti.
La cessazione del lavoro è indicata da un unico segnale dato alla fine dell’orario; nessun operaio può cessare il lavoro né comunque lasciare il proprio posto, prima di tale segnale.
Durante il lavoro l’operaio non può allontanarsi dal proprio posto senza giustificato motivo; parimenti non può lasciare lo stabilimento se non debitamente autorizzato dalla direzione o da chi per essa.
Gli operai sospesi non possono entrare nello stabilimento. Salvo speciale permesso non è consentito all’operaio di entrare e di intrattenersi nello stabilimento nelle ore fuori del proprio turno.
Compatibilmente con le esigenze del lavoro possono essere concessi all’operaio permessi di assentarsi dallo stabilimento ove siano richiesti per giustificati motivi.
È proibito fumare ed introdurre negli stabilimenti cibi e bevande alcooliche senza il permesso della direzione.
Le infrazioni al presente contratto ed alle altre norme e regolamenti interni di cui all’art. 39 possono essere punite:
1) con la multa fino al massimo di 3 ore di paga oraria;
2) con la sospensione dal lavoro fino al massimo di 3 giorni;
e) che in qualunque modo trasgredisca alle norme del presente contratto di lavoro o commetta mancanze che portino pregiudizio alla disciplina, alla morale, all’igiene ed alla sicurezza dello stabilimento.
Nei casi di maggiore gravità o recidiva la direzione ha facoltà di infliggere la sospensione.
Il licenziamento con immediata cessazione dal lavoro e dalla paga senza indennità di sorta potrà essere applicato oltre che nel caso previsto all’ultimo comma dell’art. 32 nei seguenti casi:
а) movimenti irregolari di medaglie, scritturazioni irregolari di schede ed altre alterazioni dolose dei sistemi di controllo di presenza;
b) risse in fabbrica;
c) insubordinazione verso i superiori;
d) furti e danneggiamenti volontari, rivelazioni di procedimenti o sistemi di lavorazione;
g) mancanze dì cui alla lettera d) del precedente articolo quando da esse derivi grave pregiudizio;
h) recidiva in qualunque delle colpe che abbiano dato luogo all’applicazione della sospensione nei 6 mesi precedenti, oppure recidiva nell’identica mancanza che abbia dato luogo a due sospensioni.
Oltre alle norme del presente contratto collettivo di lavoro, gli operai debbono uniformarsi anche a tutte le altre norme speciali che potranno essere stabilite dalla direzione, purché non modifichino le disposizioni del presente contratto collettivo di lavoro e che pertanto rientrano nelle normali attribuzioni del datore di lavoro. Tali norme speciali, ove abbiano carattere generale, dovranno essere affisse in tabelle all’ingresso o nell’interno dello stabilimento o nel luogo ove si effettua la paga.
Qualora, nell’applicazione del presente contratto e nello svolgimento del rapporto di lavoro, sorga controversia, questa potrà, prima dell’azione giudiziaria, essere sottoposta all’esame delle competenti Associazioni sindacali, per sperimentare il tentativo di conciliazione delle parti.
A tale fine l’Associazione che riceverà la denuncia della controversia a termini dell’art. 5 del R.D.L. 21 maggio 1934 n. 1073, dovrà darne immediata comunicazione all’altra Associazione contraente.
Le controversie collettive per l’applicazione del presente contratto saranno esaminate dalle competenti Associazioni sindacali, e, in caso di mancato accordo, prima dell’azione giudiziaria dinnanzi alla Magistratura del Lavoro, saranno sottoposte al Collegio di conciliazione della competente corporazione.
Le parti si impegnano a stabilire la disciplina del lavoro a domicilio, non appena sarà intervenuta la decisione dei competenti Organi ministeriali relativamente alla questione di inquadramento sindacale pendente nel settore cui si riferisce il presente contratto.
Frattanto continua ad avere vigore per la materia le pattuizioni dei contratti provinciali esistenti.

References: Art. 4

Art. 9

Art. 11

Art. 12

Art. 14

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21
 Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 21