Source: http://slideplayer.it/slide/2353651/
Timestamp: 2017-11-23 11:32:44+00:00

Document:
PubblicatoFortunata Proietti Modificato 3 anni fa
4 INQUINAMENTO ATMOSFERICO
5 INQUINAMENTO ATMOSFERICO
6 INQUINAMENTO ATMOSFERICO
8 Testo Unico delle Leggi Sanitarie
9 Testo Unico delle Leggi Sanitarie
L’obiettivo di tale normativa quindi non è la protezione dell’ambiente, ma la salvaguardia dei cittadini. Quando gas, esalazioni, rifiuti solidi o liquidi, scarichi possono costituire un pericolo o creare un danno, l’amministrazione competente può prescrivere norme di tutela della salute pubblica.
10 Art. 674 c.p. Una diversa forma di tutela è assicurata a livello codicistico dall’art. 674 codice penale intitolato “Getto pericolo di cose”. Si tratta di una contravvenzione che punisce chi provoca emissioni di gas , vapori o fumo che possano offendere, imbrattare o molestare persone. «Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a euro 206».
11 Art. 844 c.c. Mentre l’art. 844 del Codice civile in materia di “Immissioni” nel disciplinare i rapporti di vicinato, dispone che non possano essere impedite immissioni di fumo, calore o esalazioni provenienti da fondo contiguo se esse non superano la normale tollerabilità, che deve essere valutata in relazione alla condizione dei luoghi, tenendo conto delle esigenze della produzione con le ragioni della proprietà.
12 Legge n. 615/1966 In questi casi gli interessi ambientali sono tutelati indirettamente, quando non in via recessiva e subordinata rispetto ad altri interessi. Con la citata legge n. 615/1966 l’inquinamento atmosferico viene affrontato per la prima volta in modo organico alla stregua di un problema ambientale nonostante vi si riscontri ancora l’influenza della vecchia normativa. L’inquinamento atmosferico è stato individuato in relazione all’emissioni di fumi, polveri, gas e odori, in quanto alterino le normali condizioni di salubrità dell’aria e comportino pregiudizio alla salute dei cittadini e danno ai beni pubblici e privati. Tale legge riguardava: impianti termici; impianti industriali; veicoli a motore.
13 DPR n. 203 del 24 maggio 1988 La consapevolezza di una normativa che coprisse le lacune della precedente e che garantisse una effettiva tutela ambientale ha portato all’emanazione del DPR n. 203 del 1988, recante “Attuazione delle direttive CEE nn. 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell’aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell’art. 15 della L. 16 aprile 1987, n. 183”. Con tale normativa si dava attuazione a numerose Direttive comunitarie e veniva introdotta una disciplina specifica in materia di inquinamento industriale.
14 DPR n. 203 del 24 maggio 1988 Il DPR prevedeva:
una disciplina abbastanza dettagliata, con il passaggio di molte funzioni di controllo alle Regioni; l’introduzione di strumenti di tutela più penetranti; la definizione di nuovi procedimenti di autorizzazione degli impianti industriali; la fissazione di nuovi valori limite di emissione.
15 D.Lgs. n. 152/2006 Attualmente a seguito della legge delega n. 308 del 2004 la normativa in materia di inquinamento atmosferico è contenuta nella Parte V del D.Lgs. n. 152/2006. Nella delega erano compresi il settore della tutela dell’aria e riduzione delle emissioni in atmosfera, nel rispetto delle precedenti Direttive 2001/80/CE (relative ai grandi impianti di combustione con lo scopo di ridurne l’impatto inquinante) e 2001/81/CE (diretta a ridurre le emissioni del biossido di zolfo, ossidi di azoto, composti organici volatili e ammoniaca) fino a quel momento inattuate, tanto da portare la Commissione europea ad avviare il 26 febbraio 2004 una procedura di infrazione contro il nostro Paese per mancata attuazione della prima Direttiva.
18 Titolo I: prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività – Campo di applicazione “1. Il presente titolo, ai fini della prevenzione e della limitazione dell'inquinamento atmosferico, si applica agli impianti, inclusi gli impianti termici civili non disciplinati dal titolo II, ed alle attività che producono emissioni in atmosfera e stabilisce i valori di emissione, le prescrizioni, i metodi di campionamento e di analisi delle emissioni ed i criteri per la valutazione della conformità dei valori misurati ai valori limite. 2. Per gli impianti di incenerimento e coincenerimento e gli altri impianti di trattamento termico dei rifiuti i valori limite di emissione e altre prescrizioni sono stabiliti nell'autorizzazione di cui all'articolo 208 [disciplina sui rifiuti: autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuiti]. I valori limite e le prescrizioni sono stabiliti, per gli impianti di incenerimento e coincenerimento, sulla base del decreto legislativo 11 maggio 2005, n. 133, e dei piani regionali di qualita' dell'aria e, per gli altri impianti di trattamento termico dei rifiuti, sulla base degli articoli 270 e 271 del presente titolo. Resta ferma l'applicazione del presente titolo per gli altri impianti e le altre attivita' presenti nello stesso stabilimento, nonche' nei casi previsti dall'articolo 214, comma 8. 3. Resta fermo, per gli impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale, quanto previsto dal decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59; per tali impianti l'autorizzazione integrata ambientale sostituisce l'autorizzazione alle emissioni prevista dal presente titolo ai fini sia della costruzione che dell'esercizio.
19 Definizioni La lett. a) del comma I dell’art. 268 definisce come inquinamento atmosferico: ogni modificazione dell'aria atmosferica, dovuta all'introduzione nella stessa di una o di più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da ledere o da costituire un pericolo per la salute umana o per la qualità dell'ambiente oppure tali da ledere i beni materiali o compromettere gli usi legittimi dell'ambiente”
20 Definizioni Emissione: qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell'atmosfera che possa causare inquinamento atmosferico; Emissione convogliata: emissione di un effluente gassoso effettuata attraverso uno o piu' appositi punti; Emissione diffusa: emissione diversa da quella ricadente nella definizione di emissione convogliata.
21 Definizioni valore limite di emissione: il fattore di emissione, la concentrazione, la percentuale o il flusso di massa di sostanze inquinanti nelle emissioni che non devono essere superati. I valori di limite di emissione espressi come concentrazione sono stabiliti con riferimento al funzionamento dell'impianto nelle condizioni di esercizio piu' gravose e, salvo diversamente disposto dal presente titolo o dall'autorizzazione, si intendono stabiliti come media oraria. impianto: il dispositivo o il sistema o l'insieme di dispositivi o sistemi fisso e destinato a svolgere in modo autonomo una specifica attivita', anche nell'ambito di un ciclo piu' ampio;
22 Gli strumenti approntati dal TU sono quelli classici:
raccolta ed elaborazione dei dati; pianificazione; fissazione di standard; provvedimenti autorizzatori; controlli; sanzioni.
23 Autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti.
24 La domanda di autorizzazione deve contenere l’indicazione relative:
25 L’autorizzazione ha una durata di 15 anni e fissa:
26 L’amministrazione ha un ampio potere ispettivo al fine di verificare il rispetto dell’autorizzazione e delle prescrizioni in essa contenute. Art. 269, comma 9: “9. L'autorità competente per il controllo é autorizzata ad effettuare presso gli impianti tutte le ispezioni che ritenga necessarie per accertare il rispetto dell'autorizzazione.”
27 Art. 270 In sede di autorizzazione, l'autorita' competente verifica se le emissioni diffuse di ciascun impianto e di ciascuna attivita‘ sono tecnicamente convogliabili sulla base delle migliori tecniche disponibili e sulla base delle pertinenti prescrizioni dell'Allegato I alla parte quinta del presente decreto e, in tal caso, ne dispone la captazione ed il convogliamento.
28 migliori tecniche disponibili: la piu' efficiente ed avanzata fase di sviluppo di attivita' e relativi metodi di esercizio indicanti l'idoneita' pratica di determinate tecniche ad evitare ovvero, se cio' risulti impossibile, a ridurre le emissioni; a tal fine, si intende per: 1) tecniche: sia le tecniche impiegate, sia le modalita' di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura degli impianti e delle attivita'; 2) disponibili: le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l'applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell'ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purche' il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli; 3) migliori: le tecniche piu' efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell'ambiente nel suo complesso;
29 Art. 272 Attività a ridotto inquinamento atmosferico:
30 Art. 272 Riparazioni e verniciature di carrozzerie;
31 Titolo II: impianti termici civili – campo di applicazione.
32 Titolo II: impianti termici civili
Per gli impianti termici civili la normativa impone: per gli impianti superiori a una determinata soglia, l’obbligo di denuncia in caso di installazione o modifica (art. 284); il rispetto di requisiti tecnici e costruttivi (art. 285); il rispetto di valori limite di emissione (art. 286); la qualificazione dei soggetti deputati alla conduzione degli impianti che devono essere in possesso di un patentino di abilitazione ed essere iscritti in apposito registro.
33 Titolo III: combustibili
34 Titolo III: combustibili
35 Titolo III: combustibili
36 Titolo III: combustibili
37 D.Lgs 155 2010 - qualita' dell'aria ambiente e per un'aria piu' pulita in Europa
38 D.Lgs 155 2010 - qualita' dell'aria ambiente e per un'aria piu' pulita in Europa
c) ottenere informazioni sulla qualita' dell'aria ambiente come base per individuare le misure da adottare per contrastare l'inquinamento e gli effetti nocivi dell'inquinamento sulla salute umana e sull'ambiente e per monitorare le tendenze a lungo termine, nonche' i miglioramenti dovuti alle misure adottate; d) mantenere la qualita' dell'aria ambiente, laddove buona, e migliorarla negli altri casi; e) garantire al pubblico le informazioni sulla qualita' dell'aria ambiente; f) realizzare una migliore cooperazione tra gli Stati dell'Unione europea in materia di inquinamento atmosferico.
39 Le finalità del decreto riguardano:
40 L’elevata presenza di polveri fini nell’aria delle città (PM10), è ancora oggi uno dei problemi principali per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico. Il Decreto Legislativo 155/2010 pone come limite per la concentrazione di PM10 il valore di 50 μg/m3 come media giornaliera da non superare per più di 35 volte in un anno.
45 Oltre al PM10, con l’entrata in vigore del Decreto legislativo 155/2010 le città sono obbligate a monitorare anche la frazione più leggera e più pericolosa delle polveri, ovvero il PM2,5 (il particolato costituito da particelle con diametro inferiore ai 2,5 micron). Dal 2011 in particolare, questo monitoraggio è diventato obbligatorio ed è entrato in vigore il decreto che fissa al 2015 il raggiungimento del valore obiettivo di 25 μg/m3 come limite medio annuo.

References: Art. 674
 Art. 844
 Art. 269
 Art. 270
 Art. 272
 Art. 272