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Timestamp: 2019-09-15 21:37:38+00:00

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, Associazione A.M.A promuove il DIALOGO fra le tre componenti fondamentali: Genitori, Insegnanti, Istituzione Scolastica
È altrettanto chiaro che il reale punto limite che ha impedito all’Italia di «garantire» il diritto «riconosciuto» è il «vincolo economico». Per superarlo, l’unico passaggio che dal 1948 ad oggi il Sistema Scolastico Italiano attende per divenire non soltanto a parole “integrato” è l’individuazione e l’applicazione del “costo standard di sostenibilità per allievo”.
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Milena Saiani , --
Padre Giovanni , direzione Collegio San Francesco at Collegio San francesco di Lodi
1. Anna Monia Alfieri 1
2. L’ITALIA GIURIDICAMENTE ANTICIPA L’EUROPA …. RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO 1) RESPONSABILITÀ EDUCATIVA IMPLICA LIBERTÀ DI SCELTA EDUCATIVA 1948: COSTITUZIONE ITALIANA ARTICOLO 30 1) LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO NELLA COMUNITÀ EUROPEA 13.03.1984: RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO. 1° comma. E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. 2° comma. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. (….) 6. la libertà di insegnamento e di istruzione deve essere garantita; 7. la libertà di insegnamento e di istruzione comporta il diritto di aprire una scuola e svolgervi attività didattica. Per esplicitare: - tale libertà deriva dal diritto dei genitori di scegliere per i propri figli, tra diverse scuole equiparabili, una scuola in cui questi ricevano l'istruzione desiderata; (….) 9. il diritto alla libertà d'insegnamento implica per sua natura l'obbligo per gli Stati membri di rendere possibile l'esercizio di tale diritto anche sotto il profilo finanziario e di accordare alle scuole le sovvenzioni pubbliche necessarie allo svolgimento dei loro compiti all'adempimento dei loro obblighi in condizioni uguali a quelle di cui beneficiano gli istituti pubblici corrispondenti, senza discriminazione nei confronti degli organizzatori, dei genitori, degli alunni e del personale 2Anna Monia Alfieri
3. L’ITALIA GIURIDICAMENTE ANTICIPA L’EUROPA …. RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO 2) Libertà di Insegnamento e Pluralismo educativo 1948: Costituzione Italiana Articolo 33 2) Il diritto alla libertà di scelta educativa in Europa 04.10.2012: Risoluzione del Parlamento Europeo. 2° comma. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. 3° comma. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. 4° comma La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. Pluralismo educativo riconosciuto e garantito da una legge sulla parità che concede di far parte del Sistema Nazionale di Istruzione solo a quelle scuole che rispettano le condizioni ben specificate dalla legge 62/2000. 1. L’Assemblea parlamentare richiama che il godimento effettivo del diritto all’educazione è una condizione preliminare necessaria affinché ogni persona possa realizzarsi ed assumere il suo ruolo all’interno della società. Per garantire il diritto fondamentale all’educazione, l’intero sistema educativo deve assicurare l’eguaglianza delle opportunità ed offrire un’educazione di qualità per tutti gli allievi, con la dovuta attenzione non solo di trasmettere il sapere necessario all’inserimento professionale e nella società, ma anche i valori che favoriscono la difesa e la promozione dei diritti fondamentali, la cittadinanza democratica e la coesione sociale. A questo riguardo le autorità pubbliche (lo Stato, le Regioni e gli Enti locali) hanno un ruolo fondamentale e insostituibile che garantiscono in modo particolare attraverso le reti scolastiche che gestiscono (di seguito “scuole pubbliche”). 2. E’ a partire dal diritto all’educazione così inteso che bisogna comprendere il diritto alla libertà di scelta educativa. 3Anna Monia Alfieri
4. A distanza di 28 anni circa, il Parlamento Europeo riprende la Risoluzione UE 1984 che parte dalla libertà di insegnamento e le fa fare un passo avanti, giustificandola non come punto di partenza bensì come punto di arrivo. Cioè afferma che la libertà di insegnamento è possibile solo se c’è la libertà di scelta educativa, ritenendo quest’ultima, quindi, quel diritto primordiale che è segno di un Paese il quale, riconoscendo e custodendo il diritto all’educazione, rende possibile un aspetto importante della democrazia e cioè la LIBERTA’ DI INSEGNAMENTO. Come mai questo passaggio? Cosa era successo in questi 28 anni? Si era fuori dalle grandi guerre dichiarate ma si stavano attraversando regimi totalitari che in modo subdolo, agendo sulla libertà della base (potremmo dire della famiglia), impedivano la libera espressione della stampa prima, dell’educazione poi, soggiogando cosi chi doveva scegliere. Ecco cosa ha capito l’Europa. Difatti inverte l’ordine degli addendi aprendosi la strada a passaggi ancora più interessanti, ad esempio il rilevare che questa intuizione i nostri Costituenti la ebbero nel 1948 quando individuano correttamente la posizione e il ruolo della libertà di scelta educativa e della libertà di insegnamento funzionale e conseguente alla prima. 4
5. Nonostante una struttura giuridica perfetta che anticipa l’Europa, ad oggi l’Italia conta il ministero più farraginoso e faraonico, quello con la normativa più complicata “il più dispendioso e aggravato di sprechi; quello col personale più demotivato e meno certificato”; “il più protetto da legioni di angeli custodi (forse due ciascuno) per i migliaia di bambini e ragazzi che ogni giorno rischiano la vita in edifici scolastici fatiscenti”; “il peggiore nel rapporto qualità-prezzo; il più a rischio di imminente collasso, economico e culturale”. Soluzione: OCCORRE INTRAPRENDERE LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE: DARE RAGIONE DELLA CENTRALITÀ DELLA FAMIGLIA, SOSTENERE IL SUO DIRITTO COSTITUZIONALE DI SCELTA EDUCATIVA PER I PROPRI FIGLI, IN UNA PLURALITÀ DI OFFERTA FORMATIVA PUBBLICA, STATALE E PARITARIA. 5 Esercizio del diritto Anna Monia Alfieri
6. 6 ESERCIZIO DEL DIRITTO Anna Monia Alfieri E’ necessario considerare le spese per l’istruzione non come costi ma come investimenti in capitale umano. Investire in capitale umano significa avere a cuore il futuro dell’Italia. Investire richiede smarcarsi dalla logica dei costi cattivi. Ricordiamo che l’Italia è il paese che spende di più e peggio in Europa. Ed è qui che si inserisce la chiave di volta fra i principi sopra enunciati: 1) si individui il costo standard dell'allievo, nelle forme che si riterranno più adatte al sistema italiano, 2) si dia alla famiglia la possibilità di scegliere fra buona scuola pubblica statale e buona scuola pubblica paritaria.
7. LA STORIA RACCONTA UN DIRITTO UMANO IMPRESCINDIBILE CHE TROVA IL GIUSTO RICONOSCIMENTO NELLA COSTITUZIONE ITALIANA 7Anna Monia Alfieri
8. RESPONSABILITÀ EDUCATIVA E LIBERTÀ DI SCELTA EDUCATIVA DELLA FAMIGLIA DAL 1948 AD OGGI 8Anna Monia Alfieri
9. Art. 30 È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. 9Anna Monia Alfieri
10. DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO 10 DICEMBRE 1948 Articolo 26 I genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli (3^ comma). 10Anna Monia Alfieri
11. CONVENZIONE INTERNAZIONALE CONTRO LA DISCRIMINAZIONE NEL CAMPO DELL'EDUCAZIONE ADOTTATA DALLA 11° CONFERENZA GENERALE DELL'UNESCO A PARIGI DEL 14.12.1960 CFR ARTT. 4 E 5 Relativi all'uguaglianza di possibilità e di trattamento nel campo dell'istruzione e al rispetto della libertà dei genitori a scegliere per i propri figli istituzioni diverse da quelle gestite dalle pubbliche autorità. 11Anna Monia Alfieri
12. PATTO INTERNAZIONALE SUI DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI DEL 19.12.1966, ART. 13 12Anna Monia Alfieri
13. RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO. LIBERTA’ D'INSEGNAMENTO NELLA COMUNITÀ EUROPEA APPROVATA IL 13.03.1984 1. Tutti i bambini e gli adolescenti hanno diritto di ricevere un'istruzione, il che comprende il diritto di ciascun fanciullo di sviluppare al massimo le proprie attitudini e capacità: i genitori hanno diritto di decidere in merito all'istruzione per i loro figli minorenni, secondo principi istituzionali comuni e le relative norme d'attuazione 13Anna Monia Alfieri
14. 14Anna Monia Alfieri 2. tutti i bambini e gli adolescenti hanno diritto all'istruzione e all'insegnamento senza discriminazione di sesso, di razza, di convinzioni filosofiche o religiose, di nazionalità o di condizione sociale o economica.
15. DALLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (1^ comma) 15Anna Monia Alfieri
16. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. (2^ comma) 16Anna Monia Alfieri
17. RISOLUZIONE UE DEL 1984 AGLI STATI MEMBRI 3. per l'accesso ad una scuola che riceve fondi pubblici non devono essere determinanti le condizioni economiche dei genitori o le origini del fanciullo dal punto di vista sociale, razziale o etnico, ma le attitudini e le inclinazioni di quest’ultimo; 4. il sistema scolastico deve rispondere alle relative disposizioni della Convenzione europea sui diritti dell'uomo e sulle libertà fondamentali, ai dettami del diritto comunitario concernenti soprattutto l'istruzione dei figli dei lavoratori migranti, come pure alla costituzione e alle esigenze culturali e sociali dello Stato membro in questione; 5. la libertà di insegnamento e di istruzione deve essere garantita; 17Anna Monia Alfieri
18. 7. la libertà di insegnamento e di istruzione comporta il diritto di aprire una scuola e svolgervi attività didattica; - tale libertà comprende inoltre il diritto dei genitori di scegliere per i propri figli tra le diverse scuole equiparabili, una scuola in cui questi ricevano l'istruzione desiderata; parimenti, ogni fanciullo deve poter frequentare una scuola che, sul piano formativo e didattico, non privilegi alcuna religione o concezione filosofica; 18Anna Monia Alfieri
19. -in virtù del diritto che è stato loro riconosciuto, spetta ai genitori decidere in merito alla scelta della scuola per i loro figli fino a quando questi ultimi non abbiano la capacità di fare autonomamente tale scelta. Compito dello Stato è di consentire la presenza degli istituti di insegnamento pubblico o privato all’uopo necessari; -il rispetto della libertà di coscienza si impone sia agli istituti pubblici che fanno direttamente capo all'autorità dello Stato che agli istituti parificati o convenzionati; 19Anna Monia Alfieri
20. 9. il diritto alla libertà d'insegnamento implica per sua natura l'obbligo per gli Stati membri di rendere possibile l'esercizio di tale diritto anche sotto il profilo finanziario e di accordare alle scuole le sovvenzioni pubbliche necessarie allo svolgimento dei loro compiti all'adempimento dei loro obblighi in condizioni uguali a quelle di cui beneficiano gli istituti pubblici corrispondenti, senza discriminazione nei confronti degli organizzatori, dei genitori, degli alunni e del personale. 20Anna Monia Alfieri
21. ART. 33 COSTITUZIONE ITALIANA - La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. (2^ comma) - Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. (3^ comma) - La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. (4^ comma) 21Anna Monia Alfieri
22. COME SI È POSTA E SI PONE L’ITALIA A 30 ANNI DALLA RISOLUZIONE UE DEL 1984? 22Anna Monia Alfieri
23. Anna Monia Alfieri 23
24. 24Anna Monia Alfieri
25. LIMITE DELLA LEGGE SULLA PARITÀ Il concetto di parità - mentre indica uguaglianza, “pareggio” - non precisa la portata del confronto, né l’evoluzione possibile di questo confronto. Di fatto il Sistema Nazionale di Istruzione è costituito dalle scuole pubbliche statali e dalle scuole pubbliche paritarie. 25Anna Monia Alfieri
26. 26Anna Monia Alfieri
27. 27Anna Monia Alfieri
28. 28Anna Monia Alfieri
29. IN ITALIA LO STATO È GESTORE E CONTROLLORE DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE E SOLO CONTROLLORE DELLA SCUOLA PUBBLICA PARITARIA. Una discrasia rilevante e ben lontana dalla seguente richiesta europea: “non può essere compito dello Stato raccomandare o privilegiare scuole confessionali in generale, oppure scuole ispirate ad una determinata confessione, né può lo Stato fare raccomandazioni o dare preferenze del genere a favore dell'istruzione non confessionale.” (Risoluzione UE 1984) 29Anna Monia Alfieri
30. Una richiesta che rimanda all’ Art. 33 Costituzione “La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali”. (art. 33 Cost.) Questo articolo induce a pensare che solo in un regime effettivamente “pubblico” di libertà di insegnamento e di istituzione delle scuole nel rispetto del principio di sussidiarietà, potrà esistere una vera parità tra scuole pubbliche statali e non statali. 30Anna Monia Alfieri
31. Un passaggio obbligato: da uno Stato Gestore ad uno Stato Garante In tal senso lo Stato deve essere garante della libertà di apprendimento e di insegnamento e, pertanto, deve essere “terzo”, non “gestore diretto” della scuola. E’ possibile già intravvedere, ad una prima lettura, quasi un “conflitto di interessi” o comunque una difficoltà a garantire una libertà di formazione quando chi la deve garantire rappresenta anche l’unico gestore, come nel caso delle scuole statali. 31Anna Monia Alfieri
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33. 33Anna Monia Alfieri
34. 34Anna Monia Alfieri
35. 35Anna Monia Alfieri
36. 36Anna Monia Alfieri
37. *** *** *** *** *** *** *** *** *** ANNO STUDENTI TOTALE ITALIA STUDENTI ISTITUTI PRIVATI = 0,4% STUDENTI PROV. AUTON. TN E BZ STUDENTI SCUOLA STATALE SPESA TOTALE SCUOLA STATALE (MLN DI €) SPESA PER ALLIEVO SCUOLA STATALE STUDENTI SCUOLA PARITARIA RISORSE MIUR PER ISTRUZIONE NON STATALE (MLN DI €) RISORSE MIUR PER ISTRUZIONE NON STATALE PER ALLIEVO 2007 8.938.782 35.755 106.952 7.760.472 52.118 € 6.715,83 1.035.603 530 € 511,78 2008 8.950.469 39.661 106.952 7.753.061 56.371 € 7.270,81 1.050.795 520 € 494,86 2009 8.951.367 43.265 106.952 7.736.194 54.648 € 7.063,94 1.064.956 521 € 489,22 2010 8.963.030 35.334 107.248 7.750.089 50.549 € 6.522,38 1.070.359 531 € 496,10 2011 8.963.937 35.856 107.791 7.758.048 51.519 € 6.640,72 1.062.242 496 € 466,94 2012 8.954.678 35.819 107.650 7.758.146 50.984 € 6.571,67 1.053.063 502 € 476,70 2013 8.923.436 35.694 107.559 7.758.066 49.776 € 6.416,03 1.022.117 499 € 488,20 Anna Monia Alfieri 37 *** media ponderata (8/12 + 4/12 per ciascun anno scolastico) come da OCSE.
38. La legge 62/2000 fa un passo avanti a 16 anni dalla Risoluzione UE e a 54 anni dalla Costituzione Italiana. MA non supera il problema economico - vera pietra di inciampo del sistema - ledendo gravemente il diritto di scelta educativa della famiglia sancito dalla Costituzione Italiana e disattende la richiesta UE (Risoluzione UE 1984). Lo stesso avviene per la Legge sulla Buona Scuola 107/2015 Anna Monia Alfieri 38
39. 39Anna Monia Alfieri
40. ALCUNE OBIEZIONI AL PLURALISMO EDUCATIVO: 1) Le scuole paritarie non sono scuole pubbliche anche se svolgono un servizio pubblico; 2) La scuola pubblica è solo quella gestita dallo Stato o dagli enti di promanazione: Regione, Provincia e Comune. 3) Pluralismo educativo sì ma “senza oneri per lo Stato”. LASCIAMO PARLARE IL DIRITTO 40Anna Monia Alfieri
41. 41Anna Monia Alfieri
42. PUBLICUM EST PRO POPULO:  Un servizio è pubblico quando è accessibile a tutti in modo libero, senza alcuna preclusione né economica, né sociale e neppure politica rispetto ai potenziali fruitori.  Non è pubblico ciò che è statale ma ciò che nasce per il popolo. (Risoluzione dell'Assemblea parlamentare del Parlamento europeo n. 1904, F-67075, Strasburgo, 4 ottobre 2012) 42Anna Monia Alfieri
43. L’INIZIATIVA PRIVATA AL SERVIZIO DELLA SOCIETAS • La Costituzione conferisce, tanto all´attività pubblica quanto all´attività privata, finalità di interesse collettivo; l’art. 4, comma 2, della Costituzione impone a ciascun cittadino, «il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un´attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società». • Pertanto l´attività privata è riconosciuta idonea a perseguire, allo stesso titolo dell’attività statale, un fine di pubblica utilità. Ci sono norme in Costituzione che sollecitano (artt. 41 e 42 Cost.), una collaborazione sinergica tra attività privata e attività pubblica. 43Anna Monia Alfieri
44. PRINCIPIO DELLA SUSSIDIARIETÀ (ART. 118 COST.) Difatti, che il soggetto gestore possa avere una fisionomia varia e distinta si evince dal principio di sussidiarietà orizzontale, che riconosce l’autonoma iniziativa privata, e nello specifico dall’art. 118 della Costituzione: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.” 44Anna Monia Alfieri
45. SUSSIDIARIETÀ ORIZZONTALE E VERTICALE (ART. 118 COSTITUZIONE) Il principio di sussidiarietà può quindi essere visto sotto un duplice aspetto: in senso verticale: la ripartizione gerarchica delle competenze deve essere spostata verso gli enti più vicini al cittadino e, quindi, più vicini ai bisogni del territorio; in senso orizzontale: il cittadino, sia come singolo sia attraverso i corpi intermedi, deve avere la possibilità di cooperare con le istituzioni nel definire gli interventi che incidano sulle realtà sociali a lui più vicine. 45Anna Monia Alfieri
46. IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI Tale principio implica che le diverse istituzioni debbano creare le condizioni necessarie per permettere alla persona e alle aggregazioni sociali di agire liberamente nello svolgimento della loro attività. L'intervento dell'entità di livello superiore, qualora fosse necessario, deve essere temporaneo e teso a restituire l'autonomia d'azione all'entità di livello inferiore. 46Anna Monia Alfieri
47. SERVIZIO PUBBLICO DELL’ISTRUZIONE  Nello specifico, la qualificazione oggettiva del servizio dell’istruzione come pubblico è che non è tale in quanto “gestito da un soggetto statale”, ma, al contrario, in quanto “servizio di interesse generale” come indicato dal Consiglio di Stato.  Di conseguenza ciò che qualifica un servizio come pubblico è una caratteristica intrinseca allo stesso, non dipendente dal soggetto gestore. 47Anna Monia Alfieri
48. IN ESTREMA SINTESI Pubblico non è riducibile a statale: è concorso di iniziativa statale e di iniziativa privata in una cornice legislativa costituita da norme generali, livelli essenziali di prestazione e principi fondamentali. Stato e Privati, questi ultimi sulla base del principio di sussidiarietà e dell’art. 4 Cost., comma 2, che impone a ciascun cittadino il «dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società», a pari titolo cooperano per l’attuazione dell’istruzione mediante istituzione e gestione delle scuole. Statale e Privato condividono la medesima finalità dell´istruzione pubblica ed erogano, a pari titolo, servizio scolastico pubblico. 48Anna Monia Alfieri
49. Logica conseguenza… La prima conclusione è che il “servizio pubblico” della formazione e dell’istruzione può essere sia a gestione privata sia a gestione statale. Ne è riprova il fatto che i servizi finanziati dalle imposte non sono necessariamente gestiti soltanto dallo Stato. Il modello europeo conferma la conclusione che la qualifica del servizio pubblico non deriva dalla qualifica del “soggetto gestore”. 49Anna Monia Alfieri
50. UN SISTEMA SCOLASTICO INTEGRATO COME «SISTEMA NAZIONALE D’ISTRUZIONE» 50Anna Monia Alfieri Due diritti “riconosciuti” e “garantiti”: 1. la libertà di scelta educativa 2. il diritto di enti e privati di istituire scuole sono alla base di
51. IL SISTEMA SCOLASTICO INTEGRATO COME «SISTEMA NAZIONALE D´ISTRUZIONE» Il servizio scolastico è pubblico, perché bene collettivo e interesse giuridico; sono invece privati o statali i soggetti che gestiscono il servizio. 51Anna Monia Alfieri Nella moderna concezione dello Stato, non più egemone e monopolista, ma Stato di diritto pluralista, democratico, solidarista, il concetto di pubblico ha perso il significato esclusivo di statale. L´istruzione pubblica non è quindi esclusiva materia d´interesse dello Stato, ma è legittimo oggetto di diritto anche dei cittadini.
52. IL DIRITTO DI ENTI E PRIVATI DI ISTITUIRE SCUOLE  La libertà di istituire scuole, c.d. libertà della scuola, è tra i diritti fondamentali della Costituzione per la disciplina dell´intero sistema dell´istruzione pubblica;  È un diritto che sta alla base delle moderne democrazie e su cui è radicato il pluralismo scolastico;  È un «diritto riconosciuto alle persone fisiche e giuridiche» (Corte cost., n. 36/1958); la dottrina lo ha qualificato come un vero e proprio diritto soggettivo, «pubblico … perfetto» e precettivo;  Lo Stato ha pertanto, in modo corrispettivo al diritto soggettivo pubblico perfetto, il dovere giuridico anch´esso perfetto di non creare turbativa nell´esercizio di tale diritto;  È un diritto che va «inteso quale attività imprenditoriale … che appartiene alla libera iniziativa economica». 52Anna Monia Alfieri
53. IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ DI SCELTA EDUCATIVA DELLA FAMIGLIA  La libertà della scuola attua in concreto il diritto di scelta della scuola da parte delle famiglie.  Esiste esplicita connessione tra il diritto-dovere dei genitori di educare e istruire i figli di cui al 1 comma dell´art. 30 Cost. e la libertà della scuola, cioè di istituire scuole.  Il diritto-dovere di istruire ed educare i figli presuppone l´esistenza di un sistema scolastico integrato.  In una società plurale la scelta della scuola per i figli si pone come «diritto di cittadinanza proprio in quanto le famiglie hanno diverse concezioni della vita e dell´educazione». 53Anna Monia Alfieri
54. PLURALISMO EDUCATIVO O MONOPOLIO ?  La Costituzione si ispira «al principio pluralistico» (C. Mortati).  L’art. 33 Cost. non intende prefigurare un monopolio in materia di istruzione pubblica perché riconosce alla società civile l´iniziativa ad aprire scuole non statali.  La contemporanea «presenza di queste tre libertà – di insegnare, di istituire scuole e di scegliere i luoghi dell´istruzione – conferisce carattere pluralistico al sistema di istruzione delineato dalla Costituzione». Le prime due libertà apparirebbero svuotate nel contenuto senza la terza, quella cioè della scelta della scuola da far frequentare. 54Anna Monia Alfieri
55. PLURALISMO EDUCATIVO: SI’, MA SENZA ONERI PER LO STATO! Il diritto di istituire scuole non statali paritarie e private si esercita «senza oneri per lo Stato»: due posizioni a confronto. 1. Esiste divieto perentorio o assoluto di finanziamento pubblico alle scuole private; 2. Il divieto di finanziamento pubblico non è assoluto; il finanziamento pubblico è escluso per «la sola fase genetica dell´iniziativa privata» e non anche per il funzionamento didattico-organizzativo successivo delle scuole non statali una volta istituite; pertanto lo Stato mantiene sempre una potestà discrezionale di concedere aiuti finanziari quando se ne manifesti l’opportunità 55Anna Monia Alfieri
56. L´INCISO «SENZA ONERI PER LO STATO» DEVE INTERPRETARSI ALLA LUCE DEI DIVERSI PRINCIPI ENUNCIATI IN COSTITUZIONE La lettura dell’inciso “senza oneri per lo Stato” non può prescindere da un necessario collegamento: a) al verbo che lo regge e cioè “istituire” – come peraltro di fatto già è (lo Stato mai è intervenuto nei costi di istituzione di scuole private anche se riconosciute dallo stesso paritarie); b) all’unico e reale diritto riconosciuto dalla Costituzione (che, a sua volta, si limita semplicemente a prendere atto dello status di natura) e che è il solo a dover essere garantito: la libertà di scelta educativa che spetta alla famiglia, a tutte le famiglie anche alle più povere. 56Anna Monia Alfieri
57. PERCHÉ LO STATO ITALIANO LUNGO GLI ANNI NON SI È MAI ADOPERATO PER GARANTIRE IN MODO DEFINITIVO E COMPLETO L’ESERCIZIO DEL PIÙ ANTICO DIRITTO AMPIAMENTE RICONOSCIUTO: IL DIRITTO DELLA LIBERTÀ DI SCELTA EDUCATIVA DELLA FAMIGLIA? LA DOMANDA È D’OBBLIGO 57Anna Monia Alfieri
58. PERCHÉ LO STATO ITALIANO NON GUARDA AL MODELLO DEGLI STATI UE? Si domanda allo Stato Italiano, che da sempre ha saputo imporre sacrifici sempre più gravosi ai suoi cittadini pur di restare in Europa, la ragione e la giustificazione che gli consente di disattendere un richiamo cosi importante, guadagnandosi l’esclusiva, accanto alla Grecia, di essere il Paese, che - seppur lo ha riconosciuto - appare incapace ad oggi di trovare la strada per garantire il diritto alla libertà di scelta educativa della Famiglia. 58Anna Monia Alfieri
59. FORSE LO STATO ITALIANO E GLI SCETTICI TEMONO L’ESERCIZIO DI QUESTA SCELTA DA PARTE DELLE FAMIGLIE?... Per quale motivo si ha cosi paura di garantire e tutelare la libertà di scelta educativa della famiglia, tanto da preferire una “Bandiera della disparità”… dimenticando quanti hanno donato la vita per la “Bandiera” e la “Costituzione”? 59Anna Monia Alfieri
60. 60Anna Monia Alfieri
61. Lo Stato di diritto è tale nella misura in cui “garantisce” i diritti “riconosciuti”. 61Anna Monia Alfieri
62. Risoluzione dell’Assemblea Parlamentare del Parlamento Europeo n. 1904, F-67075, Strasburgo, 4 ottobre 2012 “IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ DI SCELTA EDUCATIVA IN EUROPA” IGNORATA L’Assemblea parlamentare richiama che il godimento effettivo del diritto all’educazione è una condizione preliminare necessaria affinché ogni persona possa realizzarsi ed assumere il suo ruolo all’interno della società. Per garantire il diritto fondamentale all’educazione, l’intero sistema educativo deve assicurare l’eguaglianza delle opportunità ed offrire un’educazione di qualità per tutti gli allievi, con la dovuta attenzione non solo di trasmettere il sapere necessario all’inserimento professionale e nella società, ma anche i valori che favoriscono la difesa e la promozione dei diritti fondamentali, la cittadinanza democratica e la coesione sociale. 62Anna Monia Alfieri
63. E’ a partire dal diritto all’educazione così inteso che bisogna comprendere il diritto alla libertà di scelta educativa. Questo diritto, che è intimamente legato alla libertà di coscienza, si inscrive nel contesto dell’articolo 2 del Protocollo addizionale della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (STE n.9). Esso comporta l’obbligo per tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa nell’esercizio delle funzioni che essi svolgono nell’ambito dell’ educazione e dell’insegnamento, di rispettare “il diritto dei genitori assicurando questa educazione e questo insegnamento conformemente alle loro convinzioni religiose e filosofiche” per quanto esse sono compatibili ai i valori fondamentali del Consiglio d’Europa. 63Anna Monia Alfieri
64. E’ TRADITA: 1. La Costituzione Italiana in particolare art. 2, 3, 30, 33 (a 66 anni dalla sua emanazione 1946); 2. La Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo art. 26 comma 3 (a 64 anni dal 10 dicembre 1948); 3. La Legge 62/2000 (a 12 anni dalla sua emanazione) 64Anna Monia Alfieri
65. SI VIOLANO I PRINCIPI (UE E ITALIANI):  Principio della Persona  Principio della Pluralità  Principio della Solidarietà  Principio della Sussidiarietà  Principio del Pluralismo Educativo in un SNI Pluralista (anzi lo distrugge) 65Anna Monia Alfieri
66. 66Anna Monia Alfieri
67. 67Anna Monia Alfieri
68. I VANTAGGI DI RIENTRARE IN UN SISTEMA UE PER IL WELFARE ITALIANO  Risparmio per lo Stato (spending review)  Abbassamento dell’indebitamento pubblico attraverso il bando allo spreco  Maggiori risorse per i servizi pubblici recuperati da risorse distolte allo spreco piuttosto che dalla tassazione (in linea con l’obiettivo di ridurre le tasse)  Un SNI pluralista e di qualità (sia per la scuola pubblica statale che pubblica paritaria)  Scongiurare il collasso del Welfare italiano (pericolo reale e collocabile in una sfera temporale: …futuro prossimo) 68Anna Monia Alfieri
69. LA PRIORITA’ ASSOLUTA ERA - E’ - RESTA DAL 1948 Azioni che hanno come obiettivo la tutela dell’unico diritto che merita di essere tutelato e garantito (visto che in Italia non è stato sufficiente riconoscerlo): il diritto dovere della famiglia italiana di educare i propri figli senza alcun vincolo e il diritto di poter contare su uno Stato che ha il solo obiettivo di rimuovere qualsiasi ostacolo economico-sociale al libero esercizio dei diritti dei suoi cittadini. Anna Monia Alfieri 69
70. LE STORTURE DI UNO STATO DI DIRITTO INCAPACE DI GARANTIRE I DIRITTI RICONOSCIUTI HANNO RESO IL SISTEMA NAZIONALE DI ISTRUZIONE ITALIANO: Anna Monia Alfieri 70 a)Classista b)Regionalista c)Discriminatorio
71. SISTEMA SCOLASTICO CLASSISTA: Anna Monia Alfieri 71 Classista nella misura in cui non permette anche al povero di poter esercitare la libertà di scelta educativa in un pluralismo educativo.
72. Alcuni dati: Risorse Miur per Istruzione Statale e non Statale 72 Fonti: Dati Miur da elaborazione dati contabili, Corte dei Conti – Relazione sul Rendiconto generale dello Stato 2012; La scuola in cifre 2009/10, Miur, 2011. Anno Spesa Miur Spesa Totale per la Scuola Statale (in milioni di euro) % finanziamento Statale per Allievo Scuola Statale Risorse Miur per istruzione non statale (in milioni di euro) % Risorse Miur per Istruzione Non Statale 2001 38.185,00 46.565,00 82 476 1,2 2002 37.613,00 45.975,00 81,81 525 1,3 2003 41.477,00 50.273,00 82,5 527 1,2 2004 41.032,00 50.416,00 81,39 527 1,2 2005 40.189,00 49.567,00 81,08 527 1,3 2006 46.680,00 55.752,00 83,73 523 1,1 2007 43.238,00 52.118,00 82,96 530 1,2 2008 46.879,00 56.371,00 83,16 520 1,1 2009 45.169,00 54.648,00 82,65 521 1,2 2010 44.312,00 50.549,00 87,66 531 1,2 2011 43.188,00 51.519,00 83,83 496 1,1 2012 42.128,00 50.984,00 82,63 502 1,2 2013 40.253,00 49.776,00 80,87 499 1,2 2014 40.324,00 49.689,00 81,15 494 1,2 2015 40.070,00 49.418,00 81,08 494 1,2
73. Spesa Corrente dello Stato Italiano per Studente Scuola Statale e non Statale Anna Monia Alfieri 73 Anno scolastico Studenti totale Italia Studenti Scuola Statale Spesa Totale Scuola Statale (in milioni di €) Spesa per Allievo Scuola Statale Studenti Scuola non Statale Studenti Scuola Paritaria Risorse Miur per istruzione non statale (in milioni di €) Risorse Miur per istruzione non statale per Allievo Studenti Scuola non Paritaria* Studenti scuola pubblica Studenti scuola privata Studenti prov.auton. TN e BZ 2006-07 8.931.880 7.687.387 € 52.118 € 6.779,68 1.244.493 1.030.241 € 530,00 € 514,44 214.252 314.279 930.214 158.489 2007-08 8.953.587 7.708.241 € 56.371 € 7.313,08 1.245.346 1.045.668 € 520,00 € 497,29 199.678 308.089 937.257 158.886 2008-09 8.946.233 7.702.783 € 54.648 € 7.094,58 1.243.450 1.060.332 € 521,00 € 491,36 183.118 325.718 917.732 160.604 2009-10 8.961.634 7.716.283 € 50.549 € 6.550,95 1.245.351 1.074.205 € 531,00 € 494,32 171.146 304.527 940.824 162.246 2010-11 8.965.822 7.723.581 € 51.519 € 6.670,35 1.242.241 1.072.968 € 496,00 € 462,27 169.273 324.363 917.878 163.642 2011-12 8.961.159 7.730.853 € 50.984 € 6.594,87 1.230.306 1.061.393 € 502,00 € 472,96 168.913 323.106 907.200 164.438 2012-13 8.943.701 7.737.639 € 49.776 € 6.432,97 1.206.062 1.036.219 € 499,00 € 481,56 169.843 321.173 884.889 164.488 2013-14 8.920.228 7.757.702 € 49.689 € 6.405,12 1.162.526 992.181 € 494,00 € 497,89 170.345 314.469 848.057 164.640 2014-15 8.885.802 7.753.202 € 49.418 € 6.373,88 1.132.600 963.265 € 471,20 € 489,17 169.335 307.681 824.919 162.693 2015-16 8.826.893 7.717.308 € 49.418 € 6.403,53 1.109.585 939.372 € 499,80 € 532,06 170.213 302.765 806.820 162.667 Fonti: Dati MIUR da elaborazione dati contabili, Corte dei Conti; Rendiconto economico per gli anni 2010-11-12; La scuola in cifre 2009- 2010, Miur, 2011; Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Direzione Generale per i contratti, gli acquisti, i sistemi informativi e la statistica - Ufficio VI Istat, 2017.
74. ALCUNE CONSIDERAZIONI Anna Monia Alfieri 74 Di particolare rilievo due considerazioni che emergono dal confronto della spesa per singolo ordine di scuola. - Per un verso, la spesa che lo Stato sostiene per ciascun allievo della scuola sembra non tener affatto in considerazione la specificità dei singoli ordini di scuola che hanno certamente dei costi differenti e precipui. La spesa sostenuta per il funzionamento di ciascun corso (compreso il costo dei ripetenti) appare similare.
75. D’altro canto, la disparità di trattamento rispetto all’allievo che frequenta la scuola pubblica paritaria e che fa parte del medesimo Sistema scolastico di istruzione risulta grave, come segue: a) a fronte di € 6.355,33 per un bambino della Scuola dell’Infanzia Statale, le risorse destinate al bambino della Scuola dell’Infanzia Paritaria sono di soli € 540,19; b) a fronte di € 6.703,40 per un allievo della Scuola Primaria Statale, si destinano €. 814,26 per la spesa di un allievo che frequenta la Scuola Primaria Paritaria; c) a fronte di € 7.413,67 per un allievo della Scuola Secondaria di I grado, si destinano € 108,51 per la spesa di un allievo che sceglie la Scuola Secondaria di I grado ma Paritaria; d) ben peggiore, semmai fosse possibile, la sorte del giovane che sceglie la Scuola Secondaria di II grado Paritaria: troverà destinati a sé € 50,49 dal medesimo Stato che spende € 6.919,20 per gli studi di un giovane coetaneo che sceglie la Scuola Pubblica Statale. Anna Monia Alfieri 75
76. SISTEMA SCOLASTICO REGIONALISTA: Regionalista: rispetto ad una regione come la Lombardia, che è ben oltre i parametri europei OCSE, abbiamo ad es. la Campania e la Calabria molto al di sotto. Anna Monia Alfieri 76
77. Indicatori (inclusi i benchmark di Lisbona 2020) Media UE Italia (IT) Obiettivi UE Posizione IT in UE Scarsa competenza in lettura (15 anni): % di 15enni che hanno livello 1 (o meno) nella scala di lettura (PISA 2009) 20% 21% 15% 16° Scarsa competenza in matematica (15 anni): % di 15enni che hanno livello 1 (o meno) nella scala di lettura (PISA 2009) 22% 25% 15% 21° Scarsa competenza in scienze (15 anni): % di 15enni che hanno livello 1 (o meno) nella scala di lettura (PISA 2009) 18% 21% 15% 22° Abbandoni precoci: % di 18-24enni con solo licenza di I grado (o meno) e che non frequentano percorsi di istruzione/formazione (Eurostat 2012) 13% 18% 10% 24° Livello alto di istruzione della popolazione: % di laureati nella fascia di attività lavorativa (30-34 anni), 2012 36% 22% 40% 27° Insegnanti scuole secondarie sotto i 39 anni % (Eurostat, 2009) 11% 27° Employability: % di diplomati che lavorano nel loro campo di studio (20- 34, 2012) ca 69% ca 47% 82% 26° Employability: % di laureati che lavorano nel loro campo di studio (20- 34, 2012) ca 82% ca 54% 26° Tasso di occupazione giovanile – tutti i livelli istruzione (20-34, 2012) 76% 54% 26° Mesi per trovare lavoro con diploma secondaria superiore (2009, ex- Germania) 7.4 10.5 23° Mesi per trovare lavoro con laurea (2009, ex-Germania) 5.1 9.8 24° 77
78. Spesa pubblica annuale per studente per le scuole primarie e secondarie Spesa Pubblica Istituzioni pubbliche Istituzioni private Gap pubbliche- private NO 13.244 13.630 – 386 FI 9.096 9.281 – 185 SK 4.536 4.356 180 SE 10.634 10.028 606 ET 6.033 4.533 1.500 BE 11.395 9.576 1.819 CZ 5.710 3.714 1.996 SL 8.060 5.684 2.376 FR 9.315 5.491 3.824 OCSE 8.762 4.918 3.844 EU21 9.315 5.246 4.069 DK 10.513 6.393 4.120 ES 9.291 3.689 5.602 IT 8.192 1.423 6.769 UK 9.936 2.559 7.377 US 11.753 1.009 10.744 LU 20.606 6.722 13.884 IE 9.492 ND NL 8.950 ND PO 7.278 ND SW 12.724 ND TK 2.233 ND 78 Fonte:OECD,EducationatGlance2014,TabellaB3.3page249,elaborazioniM.LaganàMEET
79. Pre-Primary Primaria Secondaria inferiore Secondaria superiore Pubblic he Private dip. dal pubblico Private indip. Pubbliche Private dip. dal pubblico Private indip. Pubbliche Private dip. dal pubblico Private indip. Pubbliche Private dip. dal pubblico Private indip. AT Austria 70 30 94 6 91 9 90 10 BE Belgium 47 53 46 54 39 61 43 57 CZ Czech Rep 98 2 98 2 97 3 86 14 DK Denmark 81 19 85 15 73 26 1 98 2 ET Estonia 96 4 96 4 97 3 FI Finland 92 8 98 2 95 5 81 19 FR France 87 12 85 14 78 22 69 31 1 GE Germany 35 65 96 4 91 9 92 8 GR Grecia 93 7 93 7 95 5 96 4 HU Hungary 93 7 89 11 88 12 76 24 IE Ireland 2 98 99 1 100 99 1 IS Islanda 88 12 97 3 99 1 79 20 1 IT Italy 70 30 93 7 96 4 91 4 5 JP Japan 29 71 99 1 93 7 69 31 LU Luxembourg 91 9 91 9 81 10 9 84 7 9 NL Netherlands 70 30 100 97 3 91 9 NO Norway 54 46 98 2 97 3 90 10 PO Poland 84 1 14 97 1 3 95 1 4 85 1 14 PT Portugal 53 30 16 88 4 8 85 7 8 78 5 17 SK Slovak rep 96 4 94 6 93 7 85 15 SL Slovenia 97 2 99 1 100 96 2 2 SP Spain 65 24 11 68 28 4 69 28 3 79 12 9 SE Sweden 83 17 91 9 86 14 83 17 SW Switzerland 96 4 95 2 3 92 3 5 87 9 4 UK UK 63 31 6 93 3 5 55 40 5 33 62 5 US USA 92 8 92 8 92 8 OECD OECD avg 68 20 11 89 8 3 86 11 3 81 14 5 EU21 EU21 avg 75 15 11 90 8 2 86 12 2 82 14 4 Anna Monia Alfieri 79 Fonte: OECD, Education at Glance 2014, Tabella C7.1, p. 416
80. Incidenza degli alunni della scuola paritaria 2006-2016 80 Fonte: Elaborazione su dati Miur; La scuola in cifre 2009/2010, Miur, 2011: Focus Miur: Anticipazione sui principali dati della scuola statale a.s. 2014/15. Anno scol. Studenti totale Italia Studenti paritaria % paritaria su totale 2006-07 8.931.880 1.030.392 11,54 2007-08 8.952.587 1.046.026 11,68 2008-09 8.946.233 1.060.332 11,54 2009-10 8.961.634 1.074.205 11,98 2010-11 8.965.822 1.062.667 11,85 2011-12 8.960.166 1.061.393 11,85 2012-13 8.943.701 1.036.403 11,60 2013-14 8.920.228 992.181 11,20 2014-15 8.885.802 963.265 11,12 2015-16 8.826.893 939.372 10.64
81. 1) a fronte di una spesa sostanzialmente minore per studente, in Italia si registra un “sottoutilizzo” delle scuole paritarie che assorbono una quota di studenti minore rispetto gli altri paesi, rivelando di fatto la mancanza del pluralismo educativo; 2) a fronte di una spesa inferiore che lede due diritti fondanti un sistema scolastico libero e pluralista, visti i negativi risultati di performance comparata, questa minore spesa non sembra un indicatore di maggiore efficienza ma di minore efficacia; 3) rispetto ad ogni attacco ideologico, il sistema scolastico paritario ha retto lungo gli anni presentando una considerevole crescita nel numero delle scuole, in controtendenza alla riduzione delle scuole statali, per poi presentare una inversione nell’anno 2012/2013 in cui la crisi ha avuto il sopravvento. Anna Monia Alfieri 81 ALCUNE LOGICHE RISULTANZE …
82. 4) il numero degli alunni portatori di handicap e stranieri che scelgono le scuole paritarie è in costante crescita, nonostante non siano previsti dei contributi pubblici al pari di quelli erogati alla scuola pubblica statale Anna Monia Alfieri 82 Fonte: Miur – Servizio di Statistica, elaborazione su dati Miur; La scuola in cifre 2009-2010, Miur, 2011; L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità – dati scolastici A.s. 2014/2015, Miur, 2015; Gli alunni stranieri nel sistema scolastico Italiano a.s. 2014/2015, Miur 2017. 2010-11 2011-12 2012-13 2014-15 2015-16 Alunni h Classi H Alunni stranieri Alunni h Classi H Alunni stranieri Alunni h Classi H Alunni stranieri Alunni h Alunni stranieri Infanzia 5.912 4.943 36.260 6.054 4.339 41.694 6.047 5.303 42.185 6.255 52.236 primaria 3.010 2.180 4.506 3.171 2.305 4.708 3.244 2.347 4.846 3.215 9.423 second I 1.357 961 1.497 1.442 1005 1.687 1.405 982 1.785 1.262 3.554 second II 1.268 847 2.806 1.404 934 3.018 1.603 1.073 3.150 1.749 4.804 Totale 11.547 8.931 45.069 12.071 8.583 51.107 12.299 9.705 51.966 12.211 70.017
83. Si constata che l’aumento degli alunni con disabilità e stranieri nelle scuole paritarie risulta costante e particolarmente significativo nella Scuola Primaria e Secondaria di II grado. “Osservando il sistema scolastico tenendo conto della gestione, emerge che, nel decennio considerato 2005-2015, gli alunni con disabilità nelle scuole statali sono aumentati del 40,6%, arrivando, nell’a.s.2014/2015, a circa 219 mila unità. Per le scuole a gestione non statale si è registrata una crescita del 30,8% rispetto all’a.s.2004/2005; nelle scuole paritarie, in particolare, il numero degli alunni con disabilità sale del 62%”. Negli ultimi cinque anni la quota di non italiani iscritti in istituti paritari è cresciuta del 16,6%. Tale aumento si verifica nonostante non siano previsti contributi statali per l’integrazione degli studenti stranieri e nonostante che i finanziamenti ministeriali e degli enti locali per la disabilità siano insufficienti. Fonti Cfr. Dossier “L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità a.s.2014/2015” Servizio Statistico Miur 2015. Cfr. Dossier “Gli alunni stranieri nel sistema scolastico italiano a.s. 201/2016” Servizio Statistico Miur 2017. Anna Monia Alfieri 83
84. Sistema Scolastico DISCRIMINATORIO: Discriminatorio a) nei confronti della classe docente che – a fronte dell’esercizio del diritto alla libertà di insegnamento – si trova, a parità di titolo, a dover percepire uno stipendio inferiore se sceglie di insegnare in una scuola pubblica paritaria rispetto alla scuola pubblica statale; b) b) verso gli studenti portatori di handicap ai quali, se scelgono la scuola pubblica paritaria (che per legge dello Stato Italiano fa parte del sistema nazionale di istruzione), non verrà riconosciuto il docente di sostegno come avverrebbe presso la scuola pubblica statale OCSE, Rapporto Nazionale, a cura di Invalsi, Pisa, 2012; OECD, “What 15-year-olds know and what they can do with what they know”, in Results in Focus, Pisa, 2012, pp. 11-37. Anna Monia Alfieri 84
85. Il Welfare non può sostenere il servizio della Scuola Pubblica Paritaria e ancor meno un Sistema Scuola solo Statale Chi non intende le ragioni del diritto, intenderà quelle dell’economia: le famiglie che scelgono la scuola pubblica paritaria pagano e le tasse per la pubblica statale e le rette per formare i loro figli. Dunque, triplo il vantaggio per lo Stato: 1) offrono un gettito di imposta per la scuola statale a fondo perduto; 2) fanno risparmiare ben sei miliardi di euro allo Stato, costituenti un’entrata a fronte della mancata spesa, 3) formano per la collettività cittadini in grado di produrre ricchezza con il loro lavoro. Attualmente, i cittadini lavoratori formati dalle scuole pubbliche paritarie non sono costati una lira e tanto meno un euro allo Stato: semplicemente lo arricchiscono. Dunque gli convengono. 85Anna Monia Alfieri
86. Il protrarsi per così tanto tempo di una simile ingiustizia sociale che avversa la libertà di scelta educativa in capo alla famiglia insieme alla libertà di insegnamento sta seriamente compromettendo il pluralismo educativo, con il rischio di perdere il più imponente e secolare patrimonio culturale della nazione. LA SOLUZIONE È altrettanto chiaro che il reale punto limite che ha impedito all’Italia di «garantire» il diritto «riconosciuto» è il «vincolo economico». Per superarlo, l’unico passaggio che dal 1948 ad oggi il Sistema Scolastico Italiano attende per divenire non soltanto a parole “integrato” è l’individuazione e l’applicazione del “COSTO STANDARD DI SOSTENIBILITÀ PER ALLIEVO”. Anna Monia Alfieri 86
87. Anna Monia Alfieri 87
88. La corretta configurazione del sistema di finanziamento parte dalla corretta interpretazione di 3 concetti – base: - Costo standard - Sostenibilità - Allievo Anna Monia Alfieri 88
89. Il «COSTO STANDARD DI SOSTENIBILITA’» - È quel costo che emerge dall’osservazione diretta di un processo scolastico «standard» (ideale/ottimale, inclusivo, «al rialzo», che tiene conto anche della diversa condizione degli studenti e delle famiglie); un processo osservato in azione e cioè nelle scuole viventi, abbinata all’osservazione diretta e congiunta dei bilanci reali (riclassificati) - Non è un costo che si può ricavare solamente dai bilanci, ma richiede l’analisi di casi virtuosi e quindi di processi educativi virtuosi e viventi - METODOLOGIA: ANALISI DI CASI VIRTUOSI, INCLUSIVI ED EFFICIENTI VIVENTI 89Anna Monia Alfieri
90. «SOSTENIBILITA’» SIGNIFICA: - Qualità educativa - Efficienza (non efficientismo) - Inclusione - Attenzione agli studenti più deboli - Attenzione alla persona (personalizzazione) - Investimenti continui nel personale e nelle strutture - Sostenibilità economica dei processi e delle organizzazioni - Autofinanziamento possibile NON E’ UN COSTO PER STANDARDIZZARE… 90Anna Monia Alfieri
91. ALLIEVO Riconoscerne la centralità, ma anche l’unicità (allievo non bisognoso/bisognoso, allievo italiano/non, allievo con grandi potenzialità cognitive/disabile ecc.,) METTERE VERAMENTE LO STUDENTE «AL CENTRO» CON LA SUA UNICITA’… MA UNO STUDENTE CON «PORTAFOGLIO»! 91Anna Monia Alfieri
92. IL COSTO «STANDARD» DI SOSTENIBILITA’ (COSTO EFFICIENTE PER ALLIEVO) - È unico per la scuola statale e per quella paritaria - E’ pensato per spingere in alto le scuole e non per metterle in difficoltà (a partire dall’osservazione diretta e dai bilanci) - E’ diverso in funzione del grado di scuola - E’ diverso in funzione del tipo di studente - E’ costruito considerando il processo educativo nella sua interezza e non solo con riferimento al momento d’aula - E’ costruito considerando le necessità di investimento continuo delle singole scuole - E’ costruito su una logica di personalizzazione efficiente dei processi educativi (e non standardizzante) - E’ costruito tendendo anche in considerazione le molteplici potenzialità (anche economiche) che le scuole hanno, non sempre sfruttate per deficit di imprenditorialità, managerialità, efficienza dei processi (competenze e approcci nuovi) - E’ costruito ipotizzando anche forme di compartecipazione alla spesa scolastica da parte delle famiglie che possono permetterselo (la buona scuola è giusto che costituisca anche un investimento economico parziale da parte di chi può) 92Anna Monia Alfieri
93. Un buon processo educativo (efficiente, di qualità, inclusivo e sostenibile), dovrebbe costare ugualmente nella scuola statale e in quella paritaria, così come la produzione di un prodotto A, se fatta secondo ottimali condizioni, dovrebbe costare alla pari sia in un’impresa A che in quella B….se non è così, allora significa che il processo non è il medesimo oppure vi sono distorsioni tra le diverse realtà dovute al modo di gestire i «contenitori». Es. Uno studente disabile deve ottenere un buon servizio indipendentemente dai contenitori (statali e paritari) 93Anna Monia Alfieri
94. QUINDI IL «COSTO STANDARD DI SOSTENIBILITA’» - Non è un parametro semplicemente economico - Non nasce per tagliare - Nasce dall’analisi di casi viventi di processi educativi e scuole virtuose, performanti, ma anche efficienti - Nasce per mettere lo studente veramente «al centro» - Innesca comportamenti virtuosi qualitativi e gestionali («al rialzo») nelle scuole, nella logica del potenziamento continuo del sistema nel tempo (la sana competizione è sempre positiva..) - Realizza la vera libertà educativa nel Paese - Farebbe diventare il finanziamento pubblico più «educante», incentivante comportamenti «al rialzo», più produttivo, efficace (e anche meno dispersivo) - Può essere facilmente agganciato al grado di performance raggiunto dalle singole scuole 94Anna Monia Alfieri
95. IL COSTO STANDARD DI SOSTENIBILITA’ E’ STATO PENSATO PER - «spingere in alto» il grado di qualità e inclusione di tutto il sistema - realizzare la libertà di scelta vera delle famiglie e degli studenti - fornire a tutte le scuole le risorse necessarie per realizzare processi educativi di sostenibilità (e cioè di elevata qualità e inclusione), liberandole dai «rami improduttivi» che, alla fine poi sacrificano sempre gli investimenti e creano situazioni di progressiva ristrettezza di risorse 95Anna Monia Alfieri
96. COME E’ STATO PROGETTATO E COSTRUITO IL COSTO STANDARD DI SOSTENIBILITA’? - Analizzando casi di scuole viventi virtuose statali e paritarie (prima analisi: occorre estendere l’osservazione dei casi virtuosi e non semplicemente dei bilanci). L’analisi è stata incrociata con dati pubblici (contratti collettivi, dati MIUR, dati del bilancio dello Stato) - Necessità di una fase sperimentale anche su base locale o per singoli gradi di scuola 96Anna Monia Alfieri
97. - Costo del pasto - Costo delle attività extra-curriculari - Costo del trasporto per raggiungere la scuola - Costi di manutenzione straordinaria eccedenti lo standard - Costi non inclusi nel processo standard SI POTREBBE CALCOLARE ANCHE CON I PASTI IN MODO DA ESCLUDERE SOLO L’EXTRA- CURRICULARITA’ IL COSTO STANDARD DI SOSTENIBILITÀ PER ALLIEVO NON INCLUDE: 97Anna Monia Alfieri
98. RICOSTRUZIONE DEI PROCESSI «STANDARD» EFFICIENTI DI SOSTENIBILITÀ (VIVENTI) PER I DIVERSI GRADI DI SCUOLA 98Anna Monia Alfieri
99. - Assicurazione: costo standard annuo 50 euro a bambino (preventivo) - Cancelleria: costo standard annuo 3.500 euro ogni 5 classi (osservazione diretta OD) - Materiali di consumo: costo standard annuo 3.500 euro ogni 5 classi (OD) - Materiali e sussidi cartacei: costo standard annuo 50 euro a bambino (OD) - Materiali e sussidi tecnologici (LIM, ecc.): costo standard annuo 2.000 euro per classe (OD) - Personale docente assunto standard: 1 docente per classe (fonte costo: CCNL e MIUR; OD); per il resto si ipotizzano collaborazioni - Costo standard collaborazioni personale docente: laboratori per completamento orario docente (OD); 1. Esempio: processo «standard» (efficiente) di sostenibilità per la scuola primaria statale e paritaria 99Anna Monia Alfieri
100. - Personale non docente laico o religioso (portineria, sorveglianza, ecc.): costo standard annuo 42.704 euro ogni 5 classi (da CCNL) - Manutenzioni ordinarie standard (OD): 20.000 euro annui ogni 5 classi - Accantonamento standard manutenzioni straordinarie: 150.000 euro ogni 10 anni (su 5 classi), pari a 15.000 euro annui (OD); - Interessi passivi standard maturati sul mutuo bancario acceso per finanziare le manutenzioni straordinarie (9%) (OD) - Costi di riscaldamento standard: si presume la presenza di caldaie a gas metano e l’attuazione di politiche di risparmio energetico da parte della scuola - Pulizia: costo standard annuo ogni 5 classi con 25 studenti (25.000 euro annui inclusi gli spazi comuni) 2. Esempio: processo standard di sostenibilità per la scuola primaria statale e paritaria 100Anna Monia Alfieri
101. - Personale di coordinamento (laico o religioso): costo standard annuo 39.784 euro per 5 classi - Progetto lingua straniera: costo standard annuo 20.000 euro ogni 5 classi (OD) - Progetto disabilità con impiego di ½ orario pieno di insegnante per ogni classe avente un bambino con disabilità (un bambino con handicap per classe; costo standard annuo 39.784/2 per bambino disabile); - Progetto disturbi dell’apprendimento: costo standard annuo pari al tempo pieno di due docenti ogni 7 classi, 79.568 euro/7; (OD); - Progetti territoriali: costo standard annuo 12.000 euro ogni 5 classi (OD) - Comunicazione (sito, cartelloni, ecc.): costo standard annuo ogni 5 classi 15.000 euro 3. Esempio: processo standard di sostenibilità per la scuola primaria statale e paritaria 101Anna Monia Alfieri
102. - Personale di segreteria/amministrazione: 1 part time all’ 80% ogni 5 classi (OD) - Formazione personale docente: costo standard annuo 6.000 euro ogni 5 classi - Investimento standard in tecnologia ogni 10 anni: 60.000 euro ogni 5 classi, finanziato ½ con capitale proprio e ½ con debito; - Interessi passivi standard sul finanziamento specifico acceso per l’investimento in tecnologia: tasso annuo standard del 9% - Progetto integrazione stranieri (incluso l’impiego di mediatori e interpreti): costo standard annuo di 2.000 euro ogni 5 classi - Costo standard annuo manutenzioni spazi esterni (parchi, parcheggi, attrezzature esterne, ecc.): 12.000 euro ogni 5 classi; - Perdita standard su crediti sopportata dalla scuola relativamente alla compartecipazione delle famiglie: 10.000 euro ogni 5 classi (OD) 4. Esempio: processo standard di sostenibilità per la scuola primaria statale e paritaria 102Anna Monia Alfieri
103. - Margine minimo di utile ottenibile dai buoni pasti pagati dalle famiglie: 0,5 euro per 200 giornate l’anno - Margine minimo di utile ottenibile sulle attività extra-scolastiche: 3.000 euro l’anno ogni 5 classi - Margine minimo di utile ottenibile dalle attività di raccolta fondi, eventi, ecc.: 5.000 euro l’anno ogni 5 classi 4. Esempio: processo standard di sostenibilità per la scuola primaria statale e paritaria FUNZIONE EDUCATIVA E INCENTIVANTE ALLA BUONA GESTIONE E ALL’AUTOFINANZIAMENTO. LE SCUOLE DEVONO INFATTI IMPARARE A PROGETTARE LE PROPRIE ATTIVITA’ IN MODO DA OTTENERE ANCHE EQUILIBRI ECONOMICI. SI CHIEDE SOLO DI NON SPRECARE LE POTENZIALITA’ CHE TUTTE LE SCUOLE HANNO. 103Anna Monia Alfieri
104. Il finanziamento ricevibile dalla scuola è pari al costo «standard» di sostenibilità unitario moltiplicato il n. di studenti che accoglie Alcuni costi generali unitari sono caIcolati assumendo una ipotesi di scala efficiente pari a 25 studenti per classe. Chi ha meno di 25 studenti (scala non efficiente) riceverà un costo standard per allievo spalmato (per alcuni costi comunque su 25). 104Anna Monia Alfieri
105. - SCUOLA DELL’INFANZIA (pag. 114) - SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO (pag. 134) - SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO (LICEO SCIENTIFICO, LICEO CLASSICO, LICEO LINGUISTICO, ISTITUTO TECNICO TURISTICO – pagg. 140 e ss.) STESSA LOGICA E’ STATA SEGUITA PER LA DETERMINAZIONE DEI PROCESSI «STANDARD» SPECIFICI DELLA: 105Anna Monia Alfieri
106. SE LE SCUOLE VIRTUOSE POSSONO AVERE QUESTI COSTI IN CONDIZIONI DI SOSTENIBILITA’… ALLORA POSSONO AVERLI ANCHE LE ALTRE E FUNZIONARE UGUALMENTE! SE POI UNA SCUOLA DESIDERA AVERE COSTI IN ECCESSO… FACCIA PURE, MA DOVRÀ PAGARSELI ATTIVANDO RISORSE PROPRIE E NON SCARICANDO QUESTE SCELTE NON OTTIMALI SULLA COLLETTIVITÀ! 106Anna Monia Alfieri
107. - gli sprechi - i sovrastandard - i servizi accessori (es. corsi pomeridiani, di trasporto, pasti ecc.) NON SONO COPERTI DALLO STANDARD MA DOVRANNO ESSERE FINANZIATI CON RISORSE PROPRIE DELLA SCUOLA O DELLE FAMIGLIE (es. donazioni, sponsorizzazioni, utili da attività extra- scolastiche a pagamento, buoni pasto ecc.) Un processo che include tanti aspetti importanti per la qualità educativa e gestionale di una scuola sia statale che paritaria non è un processo «al ribasso», ma appunto di sostenibilità 107Anna Monia Alfieri
108. - ATTIVITA’ CURRICULARI - LABORATORI CURRICULARI - PROGETTI DISABILITA’ - PROGETTI DISTURBI APPRENDIMENTO - PROGETTI LINGUA STRANIERA - PROGETTI INTEGRAZIONE - PROGETTI TERRITORIALI - MANUTENZIONI - COMUNICAZIONE - FORMAZIONE DOCENTI - RISCALDAMENTO, UTENZE, SERVIZI PERSONALE NON DOCENTE … IL COSTO «STANDARD» (EFFICIENTE) DI SOSTENIBILITA’ INCLUDE TUTTI GLI ASPETTI DI UNA SCUOLA DI QUALITA’ CHE GUARDA AL FUTURO 108Anna Monia Alfieri
109. Ai fini del presente studio, l’ipotesi di efficienza di una classe è di almeno 25 studenti. Al di sotto di una media di 25 bambini per classe, la scuola è ritenuta complessivamente di scala non efficiente. Le scuole sono quindi incentivate ad aumentare il numero dei propri studenti. Come? Alzandone il livello di qualità. Inoltre ai fini del presente studio, il fatto di avere un bambino disabile in classe (IPOTESI DI UN BAMBINO DISABILE PER CLASSE), non significa che bisogna necessariamente ridurre il numero dei bambini per classe, significa invece che occorre avere la possibilità concreta di poter stanziare ulteriori risorse (personale aggiunto) per consentirli un percorso di elevata qualità educativa all’interno della classe. (EVENTUALI ECCEZIONI?) 25 studenti resta pur sempre un numero didatticamente adeguato e gestibile. L’IPOTESI DI EFFICIENZA ASSUNTA NELLO STUDIO (1) 109Anna Monia Alfieri
110. Inoltre l’ipotesi di efficienza assunta nello studio è: - Scuola dell’infanzia: più di 3 classi - Scuola primaria: più di 5 classi - Scuola secondaria di primo grado: più di 3 classi - Scuola secondaria di II grado: più di 5 classi Scuole non efficienti: fattore 0,9 di attribuzione del costo standard (anziché 1). NB. Si può usare lo stesso meccanismo di pesatura in funzione della performance scolastica raggiunta dalla singola scuola. L’IPOTESI DI EFFICIENZA ASSUNTA NELLO STUDIO (2) 110Anna Monia Alfieri
111. Il meccanismo di finanziamento prevede (20% bisognosi e 80% compartecipanti): - Un finanziamento del 100% del costo «standard» (efficiente) per allievo per gli allievi appartenenti alle famiglie meno abbienti (da identificare secondo i parametri preferiti dal soggetto finanziatore e comunque all’interno del tetto max del 20% di tutti gli studenti) - Un finanziamento del 70% del costo «standard» (efficiente) per allievo per gli studenti appartenenti alle famiglie non bisognose, a cui sarà richiesta quindi una integrazione pari al 30% del costo standard per allievo sostitutiva di altre tasse (questione di equità e anche di razionalità economica). Di fatto la compartecipazione è già in essere nella scuola italiana (e nelle università italiane) nella forma del contributo e delle tasse (inoltre non è sbagliata se si ottiene un servizio di qualità). L’IPOTESI DI UNA COMPARTECIPAZIONE MINIMA ALLA SPESA…. PER CHI PUO’ 111Anna Monia Alfieri
112. Il meccanismo di finanziamento prevede un costo «standard» (efficiente) per allievo maggiorato per tutti gli studenti appartenenti a classi che accolgono uno studente disabile (in modo da finanziare adeguatamente i progetti di sostegno degli studenti più deboli) L’ATTENZIONE PARTICOLARE AGLI STUDENTI CON PIU’ DIFFICOLTA’ 112Anna Monia Alfieri
113. RISULTATI 113Anna Monia Alfieri
114. IL NUOVO FINANZIAMENTO ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA 114Anna Monia Alfieri
115. COSTO «STANDARD « (EFFICIENTE) ANNUO DI SOSTENIBILITA’ UNITARIO FINANZIABILE DALLO STATO PER ALLIEVI APPARTENENTI A FAMIGLIE MENO ABBIENTI (max il 20% delle famiglie) Classe senza disabile Classe con disabile € 4.573,91 € 5.369,58 COSTO «STANDARD « (EFFICIENTE) ANNUO DI SOSTENIBILITA’ UNITARIO FINANZIABILE DALLO STATO PER ALLIEVI APPARTENENTI A FAMIGLIE NON BISOGNOSE (tenendo conto della compartecipazione del 30%) Classe senza disabile Classe con disabile € 3.201,73 € 3.758,71 Scala non efficiente (fino a 3 classi): peso 0,9 115Anna Monia Alfieri
116. IL NUOVO FINANZIAMENTO ALLA SCUOLA PRIMARIA 116Anna Monia Alfieri
117. COSTO STANDARD (EFFICIENTE) ANNUO DI SOSTENIBILITA’ UNITARIO FINANZIABILE DALLO STATO PER ALLIEVI APPARTENENTI A FAMIGLIE MENO ABBIENTI (max il 20% delle famiglie) Classe senza disabile Classe con disabile € 4.851,19 € 5.646,87 COSTO STANDARD (EFFICIENTE) ANNUO DI SOSTENIBILITA’ UNITARIO FINANZIABILE DALLO STATO PER ALLIEVI APPARTENENTI A FAMIGLIE NON BISOGNOSE (tenendo conto della compartecipazione del 30%) Classe senza disabile Classe con disabile € 3.395,84 € 3.952,81 Scala non efficiente (fino a 5 classi): peso 0,9 117Anna Monia Alfieri
118. IL NUOVO FINANZIAMENTO ALLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 118Anna Monia Alfieri
119. COSTO STANDARD (EFFICIENTE) EFANNUO DI SOSTENIBILITA’ UNITARIO FINANZIABILE DALLO STATO PER ALLIEVI APPARTENENTI A FAMIGLIE MENO ABBIENTI (max il 20% delle famiglie) Classe senza disabile Classe con disabile € 6.968,90 € 7.849,04 COSTO STANDARD (EFFICIENTE) ANNUO DI SOSTENIBILITA’ UNITARIO FINANZIABILE DALLO STATO PER ALLIEVI APPARTENENTI A FAMIGLIE NON BISOGNOSE (tenendo conto della compartecipazione del 30%) Classe senza disabile Classe con disabile € 4.878,23 € 5.494,33 Scala non efficiente (fino a 3 classi): peso 0,9 119Anna Monia Alfieri
120. IL NUOVO FINANZIAMENTO ALLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO 120Anna Monia Alfieri
121. COSTO STANDARD (EFFICIENTE) ANNUO DI SOSTENIBILITA’ UNITARIO FINANZIABILE DALLO STATO PER ALLIEVI APPARTENENTI A FAMIGLIE NON BISOGNOSE (tenendo conto della compartecipazione del 30%) Classe senza disabile Classe con disabile € 4.516,47 € 5.164,35 COSTO STANDARD (EFFICIENTE) ANNUO DI SOSTENIBILITA’ UNITARIO FINANZIABILE DALLO STATO PER ALLIEVI APPARTENENTI A FAMIGLIE NON BISOGNOSE (tenendo conto della compartecipazione del 30%). Compartecipazione di 120 euro al mese. Classe senza disabile Classe con disabile € 4.300,51 € 4.948,39 Scala non efficiente (fino a 5 classi): peso 0,9 Liceo scientifico (biennio): PAG. 147 Liceo scientifico (triennio): PAG. 150 121Anna Monia Alfieri
122. COSTO STANDARD (EFFICIENTE) ANNUO DI SOSTENIBILITA’ UNITARIO FINANZIABILE DALLO STATO PER ALLIEVI APPARTENENTI A FAMIGLIE NON BISOGNOSE (tenendo conto della compartecipazione del 30%) Classe senza disabile Classe con disabile € 4.588,45 € 5.236,33 COSTO STANDARD (EFFICIENTE) ANNUO DI SOSTENIBILITA’ UNITARIO FINANZIABILE DALLO STATO PER ALLIEVI APPARTENENTI A FAMIGLIE NON BISOGNOSE (tenendo conto della compartecipazione del 30%) Classe senza disabile Classe con disabile € 4.300,51 € 4.948,39 Scala non efficiente (fino a 5 classi): peso 0,9 Liceo classico (biennio): p. 158 Liceo classico (triennio): p.159 122Anna Monia Alfieri
123. COSTO STANDARD (EFFICIENTE) ANNUO DI SOSTENIBILITA’ UNITARIO FINANZIABILE DALLO STATO PER ALLIEVI APPARTENENTI A FAMIGLIE NON BISOGNOSE (tenendo conto della compartecipazione del 30%) Classe senza disabile Classe con disabile € 4.654,84 € 5.302,72 COSTO STANDARD (EFFICIENTE) ANNUO DI SOSTENIBILITA’ UNITARIO FINANZIABILE DALLO STATO PER ALLIEVI APPARTENENTI A FAMIGLIE NON BISOGNOSE (tenendo conto della compartecipazione del 30%) Classe senza disabile Classe con disabile € 4.564,84 € 5.302,72 Scala non efficiente (fino a 5 classi): peso 0,9 Istituto tecnico per il turismo (biennio): PAG. 176 Liceo linguistico (triennio): PAG. 178 123Anna Monia Alfieri
124. Di fronte a tale meccanismo, l’atteggiamento corretto di tutte le scuole deve essere quello: - dell’aumento della spinta imprenditoriale delle strutture (attività scolastiche, para-scolastiche ed extra-scolastiche); - dell’aumento continuo della qualità dei servizi; - dell’aumento continuo dell’efficienza e delle sinergie; - dell’aumento delle condizioni di sistema. + QUALITA’ + STUDENTI + FINANZIAMENTO CHI PERDE CON QUESTO SISTEMA? CHI È MEDIOCRE! Anna Monia Alfieri 124
125. QUALCHE NUMERO DI SISTEMA E DI IMPATTO 125Anna Monia Alfieri
126. Oggi la spesa pubblica corrente per la scuola italiana (esercizio finanziario 2009 è di circa 55,2 miliardi di euro (54,7 miliardi per le scuole statali e di 0,5 miliardi di euro per le scuole paritarie - meno dell’ 1% del finanziamento della scuola statale). - 7,7 milioni studenti delle scuole statali e 1,06 milioni scuole paritarie. - Il costo medio attuale per lo Stato per uno studente della scuola statale è di 7.063 euro (2009) e il costo medio per lo Stato per uno studente di una scuola paritaria (2009) è di 489 euro. 126Anna Monia Alfieri
127. Applicando il costo «standard» (efficiente) di sostenibilità (lo studente che può versa un prezzo pari al 30% del costo standard, al max per l’80% della popolazione studentesca) il finanziamento pubblico alla scuola passerebbe (dati esercizio finanziario 2009) da 55,2 miliardi a 38,3 miliardi (con un risparmio di 16,8 miliardi di euro), di cui 33,6 miliardi andrebbero alla scuola statale e 4,3 miliardi alla scuola paritaria. Tutto lavorando su un nuovo modo di attribuire con equità ed efficienza la spesa corrente. Il costo medio per studente per lo Stato italiano passerebbe da 7.063 euro a circa 4.357 euro (tutto lavorando sulle inefficienze, sull’equità con la compartecipazione e con processi virtuosi e inclusivi) Con economia + compartecipazione, si renderebbero disponibili circa 17 mld di euro che possono tornare in altre forme alla scuola IN TERMINI DI MAGGIORI INVESTIMENTI): risparmio equivalente a un risparmio di imposta per ciascun cittadino italiano di 284 euro annui (considerando la popolazione italiana 2016 pari a 59,8 milioni di persone ipotizzando il 100% di contribuenti, su 38,5 milioni di contribuenti, 441 euro ciascuno) 127Anna Monia Alfieri
128. 1) TOTALE COMPARTECIPANTI AL 30% DELLA SPESA (STUDENTI NON DISAGIATI): 8,8*80%= 7,04 milioni 2) TOTALE STUDENTI TOTALMENTE GRATUITI=1,8 milioni 3) VALORE UNITARIO DELLA COMPARTECIPAZIONE PER STUDENTE: 4.357 euro*30%= 1.307 euro annui (109 euro al mese), fissa anche nel caso di presenza di un portatore di handicap 4) VALORE TOTALE DELLA COMPARTECIPAZIONE= 9,1 miliardi di euro 5) VALORE TOTALE DELLE GRATUITA’ PER GLI STUDENTI NON ABBIENTI: 2,352 miliardi di euro Anna Monia Alfieri 128
129. 16,8 MILIARDI DI EURO DI SPESA PUBBLICA CORRENTE liberata con l’applicazione del costo «standard» (efficiente) di sostenibilità (dando gratuità per 2,352 MILIARDI DI EURO per gli studenti non abbienti e finanziando processi scolastici virtuosi e inclusivi paritetici nella scuola statale e paritaria) 129Anna Monia Alfieri
130. N.B. IL SISTEMA DEL COSTO «STANDARD» (EFFICIENTE) DI SOSTENIBILITA’, SE APPLICATO, CONSENTIREBBE LA LIBERTA’ DI SCELTA, ANCHE SENZA COSTI PER GLI STUDENTI E PER LE FAMIGLIE SENZA COMPARTECIPAZIONE, IL COSTO STANDARD DI SOSTENIBILITA’ COSTEREBBE 38,3+9,1 MLD= 47,1 MILIARDI DI EURO AL POSTO DI 55 MILIARDI SAREBBE GIA’ APPLICABILE SENZA COSTI PER LE FAMIGLIE E IN MODO SOSTENIBILE PER LO STATO, IL QUALE LIBEREREBBE 7,7 MILIARDI 130Anna Monia Alfieri
131. 7,7 MILIARDI DI EURO POTREBBERO: A) ESSERE RISPARMIATI (ES. RIDUCENDO LA TASSAZIONE DI TUTTI PER 200 EURO) B) ESSERE REINVESTITI NEL FONDO SVILUPPO E INCLUSIONE DELLE SCUOLE (TENDENDO INVARIATA LA SPESA DI 55 MLD) 131Anna Monia Alfieri
132. PERTANTO, ALLA FINE IL COSTO «STANDARD» (EFFICIENTE) DI SOSTENIBILITA’ POTREBBE ESSERE GIA’ APPLICATO SENZA: 1. ESBORSI DA PARTE DELLE FAMIGLIE 2. SENZA TAGLI DI COSTI UTILI 3. SENZA ONERI AGGIUNTIVI PER LO STATO (E’ GIA’ QUINDI SOSTENIBILE SUL PIANO ECONOMICO PERCHE’ SI TRATTA DI RIORGANIZZARE LA SPESA TOTALE ATTUALE DI 55 MLD, CHE NON AUMENTEREBBE) SOLO CON REDISTRIBUZIONE E RIORGANIZZAZIONE DELLA SPESA 132Anna Monia Alfieri
133. Praticamente è il sovra-costo di 7,7 miliardi di euro (pari a circa il 25% di una legge di stabilità pesante) che: - non permette la libertà di scelta; - fa aumentare la tassazione o il debito pubblico (200 euro di imposte in più procapite) - taglia le risorse alla scuola statale; - taglia le risorse all’handicap; - assegna 1.000 euro per ogni studente portatore di handicap, quando un aiuto dignitoso ne richiede almeno 12.000; - concede 76 euro di detrazione annua, quando una famiglia ne paga almeno 4.000/5.000 euro all’anno per una scuola paritaria (1,52%) - sposta il finanziamento alla scuola paritaria da 0,5 miliardi a 0,6 miliardi, pari all’1% della somma erogata alla scuola statale IN SINTESI: VINCOLA TUTTO IL SISTEMA 133Anna Monia Alfieri
134. INOLTRE POICHE’ IL COSTO «STANDARD» (EFFICIENTE) LAVORA SOLO SULLA SPESA CORRENTE E NON SU QUELLA IN CONTO CAPITALE … LA COSTRUZIONE E LE MANUTENZIONI STRAORDINARIE NON SUBIREBBERO VARIAZIONI SIA NELLA SCUOLA STATALE CHE IN QUELLA PARITARIA 134Anna Monia Alfieri
135. ….E IL PERSONALE DELLA SCUOLA SAREBBE PENALIZZATO? 1. IL COSTO «STANDARD» (EFFICIENTE) DI SOSTENIBILITA’ E’ COSTRUITO A PARTIRE DAI CONTRATTI COLLETTIVI 2. IL PERSONALE DEVE SEGUIRE GLI STUDENTI 3. IL PERSONALE SOVRA-PROCESSO NON PUO’ ESSERE SCARICATO SULLA COLLETTIVITA’ (Es. sovra- dimensionamenti nei servizi di supporto) 4. IL PERSONALE SOVRA PROCESSO O VIENE FINANZIATO CON RISORSE PROPRIE DELL’ORGANIZZAZIONE, O VIENE RISPARMIATO GRADUALMENTE O VIENE IMPIEGATO PER PROGETTI VIRTUOSI OLTRE PROCESSO (DA PARTE DEL FONDO DI SVILUPPO E INCLUSIONE) NON SI PUO’ PERO’ AVERE UN PERSONALE SOVRADIMENSIATO CHE CONDANNI LA CONTINUITA’ E IL BUON FUNZIONAMENTO DELLE SCUOLE STATALI E NON E LA LIBERTA’ DI SCELTA DELLE FAMIGLIE: CIO’ E’ NELL’INTERESSE DELLO STESSO PERSONALE 135Anna Monia Alfieri
136. «MA… E’ UNA PROPOSTA IRREALIZZABILE PERCHE’ NON CI SONO LE RISORSE PUBBLICHE!» 136Anna Monia Alfieri
137. LA PROPOSTA PUO’ FUNZIONARE CON O SENZA COMPARTECIPAZIONE E CIOE’ RIALLOCANDO IN ALTRO MODO LA SPESA ATTUALE 137CIPAZAnna Monia Alfieri
138. SPOSTAMENTO DI STUDENTI, SIGNIFICA AL MASSIMO SPOSTAMENTO DI DOCENTI E NON TAGLIO DI DOCENTI. E’ UNA RIALLOCAZIONE DI RISORSE E NON UN TAGLIO DI RISORSE 138Anna Monia Alfieri
139. Non più quindi un finanziamento della scuola, ai contenitori, indistinto e «a piè di lista». Il nuovo meccanismo di finanziamento oltre a mettere lo studente al centro, crea più equità nel sistema, + libertà, più tensione «al rialzo», minore tassazione liberando risorse preziose da mettere nuovamente nel sistema nella forma di maggiori investimenti per tutti. + QUALITA’ + INCLUSIONE+ LIBERTA’ DI SCELTA (SOPRATTUTTO PER I PIU’ POVERI)+ TENSIONE AL RIALZO + INVESTIMENTI IN PROGETTI DI SVILUPPO PER LA SCUOLA STATALE E PARITARIA. E MENO TASSAZIONE PER TUTTI 139Anna Monia Alfieri
140. Anna Monia Alfieri 140 CORSO SCOLASTICO Scuola Statale A Scuola Paritaria B Popolazione Scolastica C (A + B) Infanzia 67% Alunni a.s. 2008/2009 + a.s. 2009/2010 975.509 646.197 1.621.706 Spesa Pubblica Alunno Tab. 1.1.7 Scuola in Cifre 2011 € 6.355,33 € 540,19 Primaria 30% Alunni a.s. 2008/2009 + a.s. 2009/2010 2.625.655 191.954 2.817.609 Spesa Pubblica Alunno Tab. 1.1.7 Scuola in Cifre 2011 € 6.703,40 € 814,26 Secondaria 1a 1,50% Alunni a.s. 2008/2009 + a.s. 2009/2010 1.692.611 72.023 1.764.634 Spesa Pubblica Alunno Tab. 1.1.7 Scuola in Cifre 2011 € 7.413,67 € 108,51 Secondaria 2a 1,50% Alunni a.s. 2008/2009 + a.s. 2009/2010 2.549.371 154.783 2.704.153 Spesa Pubblica Alunno Tab. 1.1.7 Scuola in Cifre 2011 € 6.919,20 € 50,49 Totale Alunni a.s. 2008/2009 (8/12) + a.s. 2009/2010 (4/12) 7.843.146 1.064.956 8.908.102 Meno Allievi Scuole Prov. Autonoma Trento e Bolzano – 106.952 – 106.952 Alunni a.s. 2008/2009 (8/12) + a.s. 2009/2010 (4/12) a carico dello Stato 7.736.194 8.801.150 Spesa Pubblica Anno Finanziario 2009 (Tab. 2/8) Scuola in Cifre 2011 € 54.648.000.000,00 € 521.000.000,00 Spesa Pubblica Media Alunno (esclusi gli alunni di Trento e Bolzano) 2009 € 7.063,94 € 489,22 € – Spesa Pubblica ai sensi della L.62/2000
141. Anna Monia Alfieri 141 Tale finanziamento ha prodotto i limiti che conosciamo e ci lancia nuove sfide: quantificare la proposta di portare a compimento il SNI attraverso il costo standard di sostenibilità per allievo. Si ipotizza di essere in regime di Costo Standard di Sostenibilità per allievo come delineato. Ci domandiamo quale sarebbe la Spesa Pubblica complessiva per lo Stato Italiano a favore di un sistema scolastico realmente integrato …
142. 142 Costo standard di sostenibilità In regime di Costo Standard di Sostenbilità per Studente Spesa stato totale Ipotesi A Spesa Pubblica Totale Ipotesi B Famiglie abbienti 100% di famiglie bisognose Famiglie Bisognose € 3.201,73 € 4.153.816.043,47 € 4.573,91 € 1.483.505.729,81 € 5.637.321.773,29 € 7.417.528.649,06 € 3.395,84 € 7.654.509.343,22 € 4.851,19 € 2.733.753.336,86 € 10.388.262.680,08 € 13.668.766.684,31 € 4.878,23 € 6.886.634.271,58 € 6.968,90 € 2.459.512.239,85 € 9.346.146.511,43 € 12.297.561.199,25 € 4.419,80 € 9.561.453.522,13 € 6.314,00 € 3.414.804.829,33 € 12.976.258.351,47 € 17.074.024.146,67 8.908.102 8.908.102 8.908.102 -106.952 -106.952 -106.952 8.801.150 8.801.150 8.801.150 Spesa Pubblica in regime di Costo Stand per studente € 38.347.989.316,26 € 38.347.989.316,26 € 50.457.880.679,29 € 4.357,16 € 4.357,16 € 5.733,10 80% famiglie Abbienti + 20% bisognose 80% famiglie Abbienti + 20% bisognose Anna Monia Alfieri
143. Anna Monia Alfieri 143 CORSO SCOLASTICO Popolazione Scolastica C Costo standard di sostenibilità In regime di Costo Standard di Sostenibilità per Studente (A + B) Famiglie abbienti 80% famiglie Abbienti + 20% bisognoseFamiglie Bisognose Infanzia € 3.201,73 € 4.153.816.043,47 Alunni a.s. 2008/2009 + a.s. 2009/2010 1.621.706 € 4.573,91 € 1.483.505.729,81 Spesa Pubblica Alunno Tab. 1.1.7 Scuola in Cifre 2011 Primaria € 3.395,84 € 7.654.509.343,22 Alunni a.s. 2008/2009 + a.s. 2009/2010 2.817.609 € 4.851,19 € 2.733.753.336,86 Spesa Pubblica Alunno Tab. 1.1.7 Scuola in Cifre 2011 Secondaria 1^ € 4.878,23 € 6.886.634.271,58 Alunni a.s. 2008/2009 + a.s. 2009/2010 1.764.634 € 6.968,90 € 2.459.512.239,85 Spesa Pubblica Alunno Tab. 1.1.7 Scuola in Cifre 2011 Secondaria 2^ € 4.419,80 € 9.561.453.522,13 Alunni a.s. 2008/2009 + a.s. 2009/2010 2.704.153 € 6.314,00 € 3.414.804.829,33 Spesa Pubblica Alunno Tab. 1.1.7 Scuola in Cifre 2011 Totale Alunni a.s. 2008/2009 (8/12) + a.s. 2009/2010 (4/12) 8.908.102 8.908.102 Meno Allievi Scuole Prov. Autonoma Trento e Bolzano – 106.952 – 106.952 Alunni a.s. 2008/2009 (8/12) + a.s. 2009/2010 (4/12) a carico dello Stato 8.801.150 8.801.150 Spesa Pubblica Anno Finanziario 2009 (Tab. 2/8) Scuola in Cifre 2011* € 55.169.000.000,00 Spesa Pubblica in regime di Costo Stand. per studente € 38.347.989.316,26 Spesa Pubblica Media Alunno scuola statale (esclusi gli alunni di Trento e Bolzano) 2009 € 7.063,94 €. 4.357,16
144. Anna Monia Alfieri 144 Status quo Risparmio in regime di Costo Standard di Sostenibilità Spesa pubblica per gli allievi che frequentano la scuola Statale € 54.648.000.000,00 € 38.347.989.316,26 Risorse destinate alle scuole paritarie € 521.000.000,00 Totale spesa Pubblica attuale € 55.169.000.000,00 € 38.347.989.316,26 IPOTESI A RISPARMIO ANNUO € 16.821.010.683,74 Spesa pubblica per gli allievi che frequentano la scuola Statale € 54.648.000.000,00 Risorse destinate alle scuole paritarie € 521.000.000,00 € 50.457.880.679,29 Totale spesa Pubblica attuale € 55.169.000.000,00 € 50.457.880.679,29 IPOTESI B RISPARMIO ANNUO € 4.711.119.320,71
145. Anna Monia Alfieri 145 Il considerevole risparmio dimostra che l’attuazione di una vera parità sotto il profilo economico non comporta un aumento della spesa pubblica, che invece sarebbe ridotta anche attraverso una serie di interventi correlati dello Stato . In estrema sintesi è la contemporanea presenza di queste tre libertà – di insegnare, di istituire scuole e di scegliere i luoghi dell´istruzione – che conferisce il carattere pluralistico al sistema di istruzione delineato dalla Costituzione. Le prime due libertà apparirebbero svuotate nel contenuto senza la terza, quella cioè della scelta della scuola da frequentare.
146. La Legge 107/2015 sulla Buona Scuola Le leve di trasparenza e di buona organizzazione; l’autonomia scolastica e la valutazione dei dirigenti e dei docenti; la detraibilità delle spese scolastiche e gli investimenti school bonus, che il d.d.l. Scuola, dal 9 luglio 2015, legge 107 “Riforma del Sistema Nazionale di istruzione e formazione” ha introdotto, vanno verso questa prospettiva. Si riconferma il costo standard di sostenibilità come il solo anello mancante che, mentre consente alla famiglia di scegliere, innesca una sana concorrenza tra le scuole sotto lo sguardo garante dello Stato. 146Anna Monia Alfieri
147. In estrema sintesi. La Buona scuola apre al costo standard nei seguenti passaggi …  Merito dei docenti  Ruolo dei dirigenti scolastici-manager  Riorganizzazione della scuola e rilancio  Valutazione  Trasparenza  Autonomia riconosciuta e garantita  Semplificazione e Razionalizzazione del Sistema Scolastico.  Accompagnare la singola scuola nei processi di rivisitazione degli assetti organizzativi e amministrativi.  Prevedere nuove figure con competenze organizzativo-gestionali.  Responsabilizzare la direzione e l’organico sulla sostenibilità dell’attività educativa, sia in fase di programmazione che di verifica. 147Anna Monia Alfieri
148. Risultato ultimo: compimento del Sistema Nazionale di Istruzione Italiano Passaggio dal Riconoscimento del diritto alla Garanzia dell’esercizio:  Garanzia dell’esercizio del diritto alla libertà di scelta educativa della famiglia.  Garanzia dell’esercizio del diritto alla libertà di insegnamento (pluralismo educativo). 148Anna Monia Alfieri
149. Anna Monia Alfieri 149 Il diritto di Apprendere il nuovo saggio di Anna Monia Alfieri, Marco Grumo, Maria Chiara Parola. Prefazione del Ministro dell’Istruzione Università Formazione e Ricerca On.le Senatrice Stefania Giannini. Giappichelli Editore presenta
150. Anna Monia Alfieri 150

References: ARTICOLO 30
 Articolo 33
 Art. 30
 Articolo 26
 ART. 13
 Art. 3
 ART. 33
 Art. 33
 art. 2
 art. 26