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Timestamp: 2019-10-21 17:49:26+00:00

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Il requisito essenziale affinché i controlli sul lavoro, anche quelli difensivi, siano legittimi è la loro rigorosa proporzionalità e non eccedenza (Garante per la protezione dei dati personali – Comunicato 17 ottobre 2019).
Il requisito essenziale affinché i controlli sul lavoro, anche quelli difensivi, siano legittimi è la loro rigorosa proporzionalità e non eccedenza (Garante per la protezione dei dati personali - Comunicato 17 ottobre 2019).
La Corte di Strasburgo ha con la sentenza del 17.10.2019 ritenuto ammissibile l'installazione di telecamere nascoste sul luogo di lavoro solo perché, nel caso che le era stato sottoposto, ricorrevano determinati presupposti:
- vi erano fondati e ragionevoli sospetti di furti commessi dai lavoratori ai danni del patrimonio aziendale,
- l'area oggetto di ripresa (peraltro aperta al pubblico) era alquanto circoscritta,
- le videocamere erano state in funzione per un periodo temporale limitato,
- non era possibile ricorrere a mezzi alternativi,
- le immagini captate erano state utilizzate soltanto a fini di prova dei furti commessi.
La sentenza della Corte di Strasburgo se da una parte giustifica, nel caso di specie, le telecamere nascoste, dall'altra conferma però il principio di proporzionalità come requisito essenziale di legittimazione dei controlli in ambito lavorativo.
La videosorveglianza occulta è, dunque, ammessa solo in quanto extrema ratio, a fronte di "gravi illeciti" e con modalità spazio-temporali tali da limitare al massimo l'incidenza del controllo sul lavoratore. Non può dunque diventare una prassi ordinaria. I controlli devono essere proporzionati e non eccedenti.
Il requisito essenziale affinché i controlli sul lavoro, anche quelli difensivi, siano legittimi resta dunque, per la Corte, la loro rigorosa proporzionalità e non eccedenza: capisaldi della disciplina di protezione dati la cui "funzione sociale" si conferma, anche sotto questo profilo, sempre più centrale perché capace di coniugare dignità e iniziativa economica, libertà e tecnica, garanzie e doveri.
Tanto premesso, il Ministero del lavoro investito di ulteriori dubbi sul punto ha chiarito che: "premesso che negli accordi bilaterali di sicurezza sociale stipulati con Paesi extra UE è contenuta la regola della totalizzazione e tenuto conto della portata generale di tale principio – posto a cardine del sistema di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale dal Regolamento (CE) n.883/2004 – non si rilevano motivi ostativi a considerare anche i periodi di assicurazione maturati in Paesi extra UE convenzionati, ai fini del perfezionamento del requisito dei cinque anni richiesti per l’accredito della maternità al di fuori del rapporto di lavoro". Pertanto, alla luce di quanto sopra, anche i periodi assicurativi maturati in Paesi extracomunitari convenzionati, certificati attraverso i formulari di rito previsti dalle singole Convenzioni bilaterali, sono da ritenersi utili ai fini del perfezionamento del requisito dei cinque anni richiesto per l’accredito della maternità al di fuori del rapporto di lavoro.
Autore Teleconsul Editore S.p.A.Pubblicato il 18 ottobre 2019 Categorie NEWS|PREVIDENZA
Il licenziamento collettivo che coinvolga un lavoratore occupato obbligatoriamente, è annullabile qualora, nel momento della cessazione del rapporto, il numero dei rimanenti lavoratori occupati obbligatoriamente sia inferiore alla quota di riserva. Circa l'apparato sanzionatorio a fronte della "annullabilità" del recesso, la fattispecie va ascritta alla tutela di tipo reintegratorio conseguente all'annullamento del recesso per la "violazione dei criteri di scelta" che sussiste allorquando essi "siano, ad esempio, illegittimi, perché in violazione di legge, o illegittimamente applicati, perché attuati in difformità dalle previsioni legali o collettive" (Corte di Cassazione, sentenza 15 ottobre 2019, n. 26029).
Una Corte di appello territoriale aveva confermato la pronuncia di primo grado e dichiarato l'illegittimità del licenziamento intimato ad un lavoratore, ordinandone la reintegrazione nel posto di lavoro e il pagamento di una indennità risarcitoria pari a 12 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto. I giudici d'appello, premesso che era incontestata la sussistenza in capo al lavoratore dei requisiti per l'assunzione ai sensi della normativa sul collocamento obbligatorio, avevano condiviso l'assunto del primo giudice secondo cui risultava violato la norma (art. 10, co. 4, L. n. 68/1999) per cui, al momento della cessazione del rapporto, il numero dei rimanenti lavoratori occupati obbligatoriamente era inferiore alla quota di riserva prevista dalla legge (art. 10, co. 4, L. n. 68/1999).
Avverso la sentenza propone così ricorso in Cassazione il datore di lavoro, lamentando di non aver selezionato il soggetto invalido per esodarlo, ma aver applicato una clausola della convenzione sindacale che prevede l'esternalizzazione del reparto cui era addetto e di aver comunque offerto al lavoratore la ricollocazione nello stesso sito produttivo e nelle stesse mansioni già espletate, alle dipendenze della società appaltatrice del reparto, ma che era stata rifiutata.
La ratio della norma, nel quadro delle azioni di "promozione dell'inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro", è quella di evitare che, in occasione di licenziamenti individuali o collettivi motivati da ragioni economiche, l'imprenditore possa superare i limiti imposti alla presenza percentuale nella sua azienda di personale appartenente alle categorie protette, originariamente assunti in conformità ad un obbligo di legge. Il divieto è in parte compensato dalla sospensione degli obblighi di assunzione per le aziende che usufruiscano dei benefici di integrazione salariale ovvero per la durata delle procedure di mobilità (art. 3, co. 5, L. n. 223/1991). Pertanto, in caso di crisi l'impresa è esonerata dall'assumere nuovi invalidi, ma non può coinvolgere quelli già assunti in recessi connessi a ragioni di riduzione del personale, ove ciò venga ad incidere sulle quote di riserva. Per costante orientamento di legittimità, il divieto non riguarda gli altri tipi di recesso datoriale (Corte di Cassazione, sentenza n. 15873/2012; Corte di Cassazione, sentenza n. 28426/2013), tra cui, in particolare, il licenziamento disciplinare (Corte di Cassazione, sentenza n. 3931/2015) ed il licenziamento per superamento del periodo di comporto (Corte di Cassazione, sentenza n. 21377 del 2016).
Circa l'apparato sanzionatorio a fronte della "annullabilità" del recesso, il caso concreto va ascritto inevitabilmente alla tutela di tipo reintegratorio (Corte di Cassazione n. 12911/2017) conseguente all'annullamento del recesso prevista dalla fattispecie astratta di "violazione dei criteri di scelta" che sussiste "allorquando i criteri di scelta siano, ad esempio, illegittimi, perché in violazione di legge, o illegittimamente applicati, perché attuati in difformità dalle previsioni legali o collettive" (Corte di Cassazione, sentenza n. 12095/2016). In una scelta che viola la legge incorre, infatti, il datore di lavoro che seleziona tra i licenziandi un lavoratore occupato obbligatoriamente superando il limite della quota di riserva. Tale opzione interpretativa, oltre ad essere rispettosa del dettato normativo, appare conforme ad una ratio della disciplina finalizzata a garantire il rispetto delle quote di riserva e degli obblighi di assunzione del disabile che solo una tutela di tipo ripristinatorio della posizione lavorativa del licenziato può garantire. Il Legislatore, esplicitamente, nel bilanciare l'interesse dell'imprenditore al ridimensionamento dell'organico in una situazione di crisi economica con l'interesse dell'assunto obbligatoriamente alla conservazione del posto di lavoro, privilegia quest'ultimo, con una speciale protezione del disabile e con un sacrificio ragionevole imposto al datore di lavoro, nell'ambito di una disciplina da interpretare coerentemente con le fonti sovranazionali in materia, in modo tale da evitare alla persona con disabilità "barriere di diversa natura (che) possano ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri" (art. 1, co. 2, Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità).
Unica soluzione Versamento 3° TRIM. 2019 Entro il 16/10/2019
Unica soluzione Versamento Anno 2019 Entro il 16/10/2019
Unica soluzione Versamento arretrati e quota una tantum unica soluzione Entro il 16/10/2019
Versamento arretrati e quota una tantum 1° RATA Entro il 16/10/2019
Versamento arretrati e quota una tantum 2° RATA Entro il 16/01/2020
Unica soluzione Versamento annualità
Le imprese sono tenute a versare un contributo una tantum di adesione al Fondo e una quota mensile/trimestrale/annuale per l'adesione e l'attivazione del Piano sanitario a favore di dipendenti e Quadri. L'importo dei contributi da versare deve essere calcolato a partire dal mese di gennaio 2019:
- Per ciascun lavoratore con la qualifica di operai e impiegati, anche inquadrati come apprendisti o ex apprendisti: € 30
- Per ciascun Quadro e Soggetto volontario: € 340
Il Contributo mensile per l'adesione al Piano sanitario:
Sono in corso di perfezionamento gli accordi con l'INPS per l'effettuazione dei pagamenti tramite modello F24. Nel frattempo i versamenti della contribuzione dovranno essere effettuati esclusivamente attraverso bonifico bancario secondo le seguenti istruzioni.
Intestato a Fondo di Assistenza sanitaria in sigla "F.AS.S." BANCO BPM LODI
La CNCE con nuovo comunicato del 17/10/2019, precisa che il contributo contrattuale deve essere arrotondato all’euro e non al centesimo
La CNCE con Comunicato 17/10/2019, e con riferimento alla Comunicazione 676/2019 dello scorso 10 ottobre, trasmette, d’intesa con le Parti sociali, in allegato la tabella del Contributo contrattuale Prevedi e Previdenza Cooperativa, in vigore dal 1° ottobre 2019, contenente, in nota, la specifica che il contributo complessivo mensile di ciascun lavoratore dovrà essere arrotondato all’euro.
La nuova tabella allegata sostituisce quella precedentemente trasmessa con comunicazione n. 676.
IMPIEGATI – CONTRIBUTO CONTRATTUALE
(*) solo per le imprese Cooperative, nel rispetto di quanto previsto all’allegato 10 al CCNL 18/7/2018
OPERAI – CONTRIBUTO CONTRATTUALE
Valori orari (**)
IMPIEGATI 10,00 euro mensili
(**) il contributo complessivo di ciascun lavoratore dovrà essere arrotondato all’euro
La CNCE con Comunicato 17/10/2019, e con riferimento alla Comunicazione 676/2019 dello scorso 10 ottobre, trasmette, d'intesa con le Parti sociali, in allegato la tabella del Contributo contrattuale Prevedi e Previdenza Cooperativa, in vigore dal 1° ottobre 2019, contenente, in nota, la specifica che il contributo complessivo mensile di ciascun lavoratore dovrà essere arrotondato all'euro.
IMPIEGATI - CONTRIBUTO CONTRATTUALE
(*) solo per le imprese Cooperative, nel rispetto di quanto previsto all'allegato 10 al CCNL 18/7/2018
OPERAI - CONTRIBUTO CONTRATTUALE
Si comunica che, sono in corso le elaborazioni per l’emissione degli Avvisi Bonari relativi alla rata in scadenza ad agosto 2019 per i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni degli Artigiani e Commercianti.
In particolare, gli avvisi bonari sono a disposizione del contribuente all’interno del Cassetto previdenziale per Artigiani e Commercianti al seguente indirizzo: “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” > “Posizione Assicurativa” > “Avvisi Bonari”.
È stata predisposta altresì la relativa comunicazione, visualizzabile al seguente indirizzo: “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” > “Comunicazione bidirezionale” > “Atti emessi” > “Avvisi Bonari generalizzati”.
Laddove l’iscritto avesse già effettuato il pagamento, potrà comunicarlo utilizzando l’apposito servizio presente al seguente indirizzo: “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti” > “Sezione Comunicazione bidirezionale” > “Comunicazioni” > “Invio quietanza di versamento”. Nell’ipotesi di mancato pagamento, l’importo dovuto verrà richiesto tramite avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.
In particolare, gli avvisi bonari sono a disposizione del contribuente all’interno del Cassetto previdenziale per Artigiani e Commercianti al seguente indirizzo: "Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti" > "Posizione Assicurativa" > "Avvisi Bonari".
È stata predisposta altresì la relativa comunicazione, visualizzabile al seguente indirizzo: "Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti" > "Comunicazione bidirezionale" > "Atti emessi" > "Avvisi Bonari generalizzati".
Laddove l’iscritto avesse già effettuato il pagamento, potrà comunicarlo utilizzando l’apposito servizio presente al seguente indirizzo: "Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti" > "Sezione Comunicazione bidirezionale" > "Comunicazioni" > "Invio quietanza di versamento". Nell’ipotesi di mancato pagamento, l’importo dovuto verrà richiesto tramite avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.
Autore Teleconsul Editore S.p.A.Pubblicato il 17 ottobre 2019 Categorie NEWS|LAVORO
Firmato il testo definitivo del Contratto Collettivo per le Agenzie di Somministrazione di Lavoro.
L’accordo, in vigore fino al 31 dicembre 2021, rafforza, tra le altre cose, il principio della parità di trattamento, in particolare in caso di infortunio e maternità, l’istituto della clausola sociale negli appalti pubblici, aumenta l’indennità di disponibilità per i tempi indeterminati, introduce l’istituto delle ferie solidali e diritti in caso di lavoro stagionale in somministrazione e amplia e aggiorna le prestazioni previste dal welfare di settore.
Inoltre, prevede misure innovative finalizzate a potenziare i contratti a tempo indeterminato nonché la continuità occupazionale per una consistente parte di lavoratori con contratti a termine attraverso l’introduzione di una politica attiva di settore: alla fine della missione, infatti, il lavoratore potrà attivare il “diritto mirato a percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale”, ossia scegliere una formazione professionale, che gli permetterà di acquisire le competenze necessarie per poter essere ricollocato nel mondo del lavoro.
A ciò si aggiunge il sostegno al reddito erogato dal Fondo di Solidarietà di settore, un assegno aggiuntivo alla NASpI che, con il nuovo contratto, viene riformato nella platea dei potenziali beneficiari e nell’importo, passando da 750 a 1000 € una tantum.
Risultano, inoltre, rafforzati i diritti sindacali dei lavoratori durante la missione presso un utilizzatore sia per lo svolgimento delle assemblee sia per l’elezione di propri rappresentanti, RSU. Infine, è stato riconosciuto un importante ruolo anche alla contrattazione decentrata demandando a livello territoriale la titolarità di accordi volti a favorire stabilizzazioni e la continuità occupazionale.
L’accordo, in vigore fino al 31 dicembre 2021, rafforza, tra le altre cose, il principio della parità di trattamento, in particolare in caso di infortunio e maternità, l'istituto della clausola sociale negli appalti pubblici, aumenta l'indennità di disponibilità per i tempi indeterminati, introduce l'istituto delle ferie solidali e diritti in caso di lavoro stagionale in somministrazione e amplia e aggiorna le prestazioni previste dal welfare di settore.
Inoltre, prevede misure innovative finalizzate a potenziare i contratti a tempo indeterminato nonché la continuità occupazionale per una consistente parte di lavoratori con contratti a termine attraverso l’introduzione di una politica attiva di settore: alla fine della missione, infatti, il lavoratore potrà attivare il "diritto mirato a percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale", ossia scegliere una formazione professionale, che gli permetterà di acquisire le competenze necessarie per poter essere ricollocato nel mondo del lavoro.
Risultano, inoltre, rafforzati i diritti sindacali dei lavoratori durante la missione presso un utilizzatore sia per lo svolgimento delle assemblee sia per l'elezione di propri rappresentanti, RSU. Infine, è stato riconosciuto un importante ruolo anche alla contrattazione decentrata demandando a livello territoriale la titolarità di accordi volti a favorire stabilizzazioni e la continuità occupazionale.
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