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Timestamp: 2020-08-14 21:27:11+00:00

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Limite età concorsi pubblici, dopo sentenza Salaberria C-258/15 Corte di Giustizia UE 15 novembre 2016 (e sent. Vital Pérez), Tar Lazio sentenza n. 12149 7 dicembre 2017: legittimo il requisito del limite massimo di 45 anni per partecipare al concorso a 30 posti per l'accesso al ruolo dei vigili del fuoco in qualità di orchestrali della banda musicale del corpo nazionale dei vigili del fuoco | Sentenze
Scritto il Dicembre 9, 2017 Dicembre 9, 2017 da sentenze
Limite età concorsi pubblici, dopo sent. Salaberria C-258/15 Corte di Giustizia UE 15 novembre 2016, Tar Lazio sentenza n. 12149 7 dicembre 2017:
“La questione della compatibilità delle previsioni che fissano un limite d’età massimo per l’accesso a diverse categorie professionali con la normativa comunitaria è stata ripetutamente affrontata da questo Tribunale. Con riferimento al requisito anagrafico per l’assunzione come Coadiutore in Banca d’Italia è stato chiarito che questo non può essere ritenuto in contrasto con la direttiva n. 78/2000 (il cui scopo è di evitare discriminazioni in tema di accesso al lavoro), la quale espressamente (art. 6) consente ampie deroghe in ragione dell’età, affidandole al prudente apprezzamento della legge nazionale; né (appare violato) l’art. 3 comma 4 bis e 4 ter del d. lgs n. 216/2003, di recepimento della richiamata direttiva, il quale fa salve le vigenti disposizioni di legge che prevedono trattamenti differenziati in ragione dell’età per peculiari categorie di lavoratori. A tal riguardo si può aggiungere che il divieto di considerare uno dei motivi discriminatori tipizzati dalla Direttiva 2000/78/CE (la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali: cfr. art. 1) quale elemento rilevante ai fini della costituzione del rapporto di lavoro non opera in via assoluta, stante il disposto del primo comma dell’art. 4 della direttiva medesima. Questo, invero, consente agli Stati membri di stabilire (in deroga all’art. 2, parr. 1 e 2) che la considerazione di una caratteristica correlata ad uno qualunque dei motivi tipizzati “non costituisca discriminazione laddove, per la natura di un’attività lavorativa o per il contesto in cui essa viene espletata, tale caratteristica costituisca un requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa”, a condizione che “la finalità sia legittima e il requisito proporzionato”: e circa l’adeguatezza e la proporzionalità del limite età di cui qui si controverte non può non rilevarsi che l’ampiezza delle clausole derogatorie di cui all’art. 4, comma 1 della Direttiva attribuisce al legislatore nazionale considerevoli margini di manovra per emanare disposizioni contenenti differenziazioni basate sull’età ed ispirate ad uno degli obiettivi (non tassativi) elencati dalla norma ovvero ad altri ancora. Inoltre, con specifico riferimento al “fattore età”, il successivo art. 6 comma 1 della direttiva 2000/78/CE fornisce una serie di esemplificazioni, costituenti “giustificazione delle disparità di trattamento collegate all’età” e che valgono a prestabilire, tipizzandoli, i contenuti e le finalità di talune fattispecie di trattamenti differenziati rispondenti ex lege ai criteri di ragionevolezza e di proporzionalità di cui si è detto. E tra le disparità legittime sono comprese, in particolare, proprio quelle consistenti nella fissazione di un’età massima per l’assunzione “basata sulle condizioni di formazione richieste per il lavoro in questione” ovvero di un “ragionevole” periodo minimo di lavoro prima del pensionamento: si tratta di tipizzazioni assai ampie ed atte a dare “copertura” ad una vasta gamma di ragionevoli ipotesi di norme legali contenenti trattamenti differenziati in base all’età, tra cui ben può rientrare quella qui in esame [e il legislatore italiano ha poi mostrato di voler cogliere le opportunità derogatorie in tema di età consentite dalla Direttiva, laddove all’art. 3, comma 3 del D. Lgs. n. 216/2003 di recepimento della stessa, riprendendo le espressioni letterali utilizzate dal richiamato art. 4 comma 1 della Direttiva, ha precisato che “non costituiscono atti di discriminazione ai sensi dell’articolo 2 quelle differenze di trattamento dovute a caratteristiche connesse alla religione, alle convinzioni personali, all’handicap, all’età o all’orientamento sessuale di una persona, qualora, per la natura dell’attività lavorativa o per il contesto in cui essa viene espletata, si tratti di caratteristiche che costituiscono un requisito essenziale e determinante ai fini dello svolgimento dell’attività medesima”; e al successivo comma 4 bis dello stesso art. 3 ha espressamente fatte salve le disposizioni che prevedono la possibilità di trattamenti differenziati in ragione dell’età dei lavoratori ed in particolare quelle che disciplinano “c) la fissazione di un’età massima per l’assunzione, basata sulle condizioni di formazione richieste per il lavoro in questione o sulla necessità di un ragionevole periodo di lavoro prima del pensionamento”, ulteriormente precisando, al comma 4 ter che “Le disposizioni di cui al comma 4- bis sono fatte salve purché siano oggettivamente e ragionevolmente giustificate da finalità legittime, quali giustificati obiettivi della politica del lavoro, del mercato del lavoro e della formazione professionale, qualora i mezzi per il conseguimento di tali finalità siano appropriati e necessari “(TAR Lazio, Sez. II quater, n. 3207/2016, con riferimento al limite di età per l’assunzione nella Banca d’Italia).
La questione della legittimità della normativa di rango primario e secondario che fissa il limite d’età per l’arruolamento nei diversi Corpi militari e di sicurezza pubblica, in attuazione dell’art. 3, comma 6, l. n. 127/1997, secondo cui “la partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non è soggetta a limiti di età, salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell’amministrazione”, è stata ripetutamente affrontata da questo Tribunale, anche sotto il profilo della compatibilità con la normativa e la giurisprudenza comunitaria invocata dal ricorrente, evidenziando che l’art. 4, comma 1 della Direttiva attribuisce al legislatore nazionale considerevoli margini di manovra per emanare disposizioni contenenti differenziazioni basate sull’età ed ispirate ad uno degli obiettivi (non tassativi) elencati dalla norma ovvero ad altri ancora. Inoltre, con specifico riferimento al “fattore età”, il successivo art. 6 comma 1 della direttiva 2000/78/CE fornisce una serie di esemplificazioni, costituenti “giustificazione delle disparità di trattamento collegate all’età” e che valgono a prestabilire, tipizzandoli, i contenuti e le finalità di talune fattispecie di trattamenti differenziati rispondenti ex lege ai criteri di ragionevolezza e di proporzionalità di cui si è detto. E tra le disparità legittime sono comprese, in particolare, proprio quelle consistenti nella fissazione di un’età massima per l’assunzione “basata sulle condizioni di formazione richieste per il lavoro in questione” ovvero di un “ragionevole” periodo minimo di lavoro prima del pensionamento; il comma 4 ter sancisce che “Le disposizioni di cui al comma 4- bis sono fatte salve purché siano oggettivamente e ragionevolmente giustificate da finalità legittime, quali giustificati obiettivi della politica del lavoro, del mercato del lavoro e della formazione professionale, qualora i mezzi per il conseguimento di tali finalità siano appropriati e necessari “. Soprattutto, di particolare rilievo risultano le espresse considerazioni relative all’esigenza delle amministrazioni militari e di protezione civile Forze armate, in specie, il 18° “considerando”, prevede che la Direttiva “non può avere l’effetto di costringere le forze armate nonché i servizi di polizia, penitenziari o di soccorso ad assumere o mantenere nel posto di lavoro persone che possiedano i requisiti necessari per svolgere l’insieme delle funzioni che possono essere chiamate ad esercitare, in considerazione dell’obiettivo legittimo di salvaguardare il carattere operativo di siffatti servizi”; nonché il 19° “considerando”, ove si precisa che “per salvaguardare la capacità delle proprie forze armate, gli Stati membri possono decidere di escluderle in tutto o in parte dalle disposizioni della presente direttiva relative all’handicap o all’età. Gli Stati membri che operano tale scelta devono definire il campo d’applicazione della deroga in questione.” Proprio tenendo conto di tali specifiche esigenze, la stessa Corte di Giustizia ha precisato che, a differenza degli agenti di polizia locale, per gli agenti di pubblica sicurezza “l’essere in possesso di capacità fisiche particolari è una caratteristica legata all’età e le funzioni attinenti alla protezione di persone e beni, all’arresto e alla custodia degli autori di atti criminosi e al pattugliamento a scopo preventivo possono richiedere l’impiego della forza fisica (sentenze del 12 gennaio 2010, Wolf, C-229/08; del 13 settembre 2011, Prigge, del 13 novembre 2014, Vital Pérez), dato che la natura di dette funzioni presuppone un’attitudine fisica particolare in quanto le carenze fisiche nell’esercizio di dette funzioni possono avere conseguenze rilevanti non soltanto per gli agenti di polizia stessi e per i terzi, ma parimenti per il mantenimento dell’ordine pubblico (sentenza Vital Pérez).
In particolare, risulta pertinente la posizione assunta dalla Corte nella sopra richiamata la sentenza C-229/08 del 12.1.2010, che attiene specificamente al limite di età per l’accesso ai vigili del fuoco professionali, che è intesa a garantire il carattere operativo e il buon funzionamento del servizio e costituisce una finalità legittima ex art. 4 comma 1 e Considerando 18, in particolare specificando ai punti 33 a 43 della motivazione che non è da qualificarsi come discriminatoria la fissazione di un limite di 30 anni per l’accesso al Corpo dei vigili del fuoco, ove costituisca un requisito essenziale e determinante per la natura di un’attività lavorativa o per il contesto in cui essa viene espletata. Così nel 34° Considerando, in particolare, è stato evidenziato che, per taluni interventi, il servizio tecnico di medio livello dei vigili del fuoco richiederebbe requisiti fisici particolarmente elevati che si riscontrano solo nei funzionari più giovani (…) funzionari che hanno superato l’età compresa tra i 45 e i 50 anni non sarebbero più in possesso di tali capacità fisiche elevate e detti interventi dovrebbero essere adempiuti dai funzionari più giovani (…) ; nel 35° Considerando viene precisato che, secondo il dettato stesso dell’art. 4, n. 1, della direttiva, «una differenza di trattamento basata su una caratteristica correlata a uno qualunque dei motivi di cui all’articolo 1 [di tale direttiva] non costituisce discriminazione laddove, per la natura di un’attività lavorativa o per il contesto in cui essa viene espletata, tale caratteristica costituisca un requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa, purché la finalità sia legittima e il requisito proporzionato». Ne consegue che non è il motivo su cui è basata la disparità di trattamento a costituire un requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa, ma una caratteristica ad esso legata. 36. Al fine di esaminare se sia giustificata la disparità di trattamento basata sull’età, contenuta nella normativa nazionale di cui trattasi nella causa principale, si deve verificare se l’idoneità fisica sia una caratteristica legata all’età e se essa costituisca un requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa in oggetto o per il suo esercizio, purché la finalità perseguita da tale normativa sia legittima e il requisito proporzionato”; “Ne risulta che il fatto di possedere capacità fisiche particolarmente significative può essere considerato un requisito essenziale e determinante, ai sensi dell’art. 4, n. 1, della direttiva, per l’esercizio della professione di vigile del fuoco del servizio tecnico di medio livello”; “41. Per quanto concerne, in terzo luogo, la questione se la necessità di disporre di capacità fisiche elevate sia legata all’età, si deve rilevare che il governo tedesco, senza essere contraddetto, fa valere che alcuni dei compiti assegnati ai componenti del servizio tecnico di medio livello dei vigili del fuoco, come la lotta agli incendi o il soccorso alle persone, necessitano di capacità fisiche particolarmente elevate e possono essere svolti solo da giovani funzionari. Su tale punto, questo governo produce dati scientifici derivanti da studi condotti nell’ambito della medicina del lavoro e dello sport, dai quali emerge che le capacità respiratorie, la muscolatura e la resistenza diminuirebbero con l’età. Pertanto, pochissimi funzionari che hanno superato i 45 anni avrebbero le capacità fisiche sufficienti per svolgere la loro attività nel settore della lotta agli incendi.”; “occorre esaminare se tale limite sia idoneo al perseguimento della finalità perseguita e se non vada oltre quanto è necessario per il suo raggiungimento”; “43. Al riguardo, come affermato poc’anzi, i compiti relativi alla lotta agli incendi e al soccorso alle persone, che incombono al servizio tecnico di medio livello dei vigili del fuoco, possono essere compiuti solo dai funzionari più giovani”; “44. Pertanto, emerge che una normativa nazionale come quella di cui trattasi nella causa principale, la quale fissa a 30 anni l’età massima per l’assunzione nel servizio tecnico di medio livello dei vigili del fuoco, può essere ritenuta, da un lato, idonea a garantire il carattere operativo e il buon funzionamento del servizio dei vigili del fuoco professionali e, dall’altro, non eccedente quanto è necessario per il raggiungimento di tale fine”).
In tale prospettiva, la Sezione (TAR Lazio, Sez. I bis, n. 3678/2017) ha ritenuto legittima la specifica previsione di un particolare limite di età per l’accesso nel Corpo dei Vigili del Fuoco, tenuto conto della peculiare natura del servizio svolto e dei limiti di età previsti per il pensionamento del personale operativo (inferiori a quelli stabiliti per la generalità delle categorie del pubblico impiego), concludendo che “l’eliminazione in via generale del limite d’età per l’assunzione nel pubblico impiego non vale per quei tipi di impiego dove la prestanza fisica dovuta, all’onerosità della prestazione su quel piano, diventa elemento fondamentale. E’ evidente che tale prestanza deve essere tendenzialmente conservata per un numero sufficiente di anni di servizio e ciò diventerebbe più difficile per colui che inizia a prestare la sua opera avendo oltrepassato il limite d’età massimo (….). Inoltre va considerato che proprio per il logorio che il tipo di attività comporta, per i vigili del fuoco come per tutti gli appartenenti alle forze di polizia sono previsti limiti di età anticipati per il pensionamento rispetto al resto del pubblico impiego”.
Il Collegio condivide in generale le considerazioni e le conclusioni soprarichiamate, in particolare, per quanto riguarda la compatibilità con la normativa comunitaria, ritenendo però che rimanga ancora da stabilire, se queste siano applicabili, oltre al reclutamento di figure professionali caratterizzate da impiego “operativo”, anche a quelle particolari figure professionali dei ruoli tecnico-artistico-musicali, com’è quella dell’orchestrale facente parte della Banda Musicale.
Inizialmente, in sede cautelare, è stato ritenuto che, allo stato degli atti, il limite di età in contestazione non sembrasse ingiustificato, non avendo l’amministrazione resistente adeguatamente esplicitato in giudizio le ragioni per cui aveva introdotto il requisito anagrafico per l’accesso ad un ruolo comportante lo svolgimento di attività di tipo artistico-musicale; pertanto sembrava prima facie incomprensibile la ragione che aveva indotto a prescrivere il possesso di requisiti (indirettamente) attinenti a capacità fisica per personale non adibito all’attività di soccorso.
Tale ipotesi, formulata sulla base della sommaria conoscenza dei contenuti dello specifico profilo professionale in questione, è stata successivamente smentita in giudizio, chiarendo che i componenti della banda dei vigili del fuoco – a differenza di analoghe formazioni musicali di corpi militari o di sicurezza – possono essere adibiti, in caso di necessità, a compiti operativi come rappresentato nella memoria del controinteressato Patella in analogo ricorso n. 8295/2015, chiamato alla camera di consiglio odierna, che non ha trovato smentita da parte ricorrente. Peraltro implicita conferma di tali circostanze può desumersi nella stessa affermazione contenuta a pag. 2 del ricorso in cui si fa riferimento all’impiego dei componenti della banda come operativi presso i Comandi provinciali e del fatto che non è stato smentito nel corso del giudizio che anche gli orchestrali possono, all’occorrenza essere impiegati nelle operazioni di soccorso.
Si tratta, in effetti, di una modalità di impiego che ha suscitato le perplessità del Consiglio di Stato, il quale, nell’esprimere il parere sul regolamento del 2012, ha osservato, in merito alla determinazione del limite di età di 45 anni per le procedure selettive di accesso ai ruoli del personale, che “ancorchè non titolare di funzioni prettamente operative, talvolta – in occasione di gravi calamità pubbliche o in altre situazioni di emergenza in cui il Corpo nazionale è tenuto ad assolvere i propri compiti istituzionali – è chiamato a svolgere le proprie mansioni anche in supporto a strutture operative”, invitava l’Amministrazione “a valutare l’opportunità di specificazioni sul punto anche in ragione della periodicità di utilizzo del personale di cui trattasi”; in tal modo confermando la legittimità della previsione in contestazione, di cui si suggerisce solo una più chiara determinazione delle modalità di impiego extra.
A questo punto, sulla base degli elementi ulteriori sopra illustrati, si deve ritenere che anche nei confronti degli orchestrali della banda dei Vigili del Fuoco valgono le medesime ragioni che hanno indotto la giurisprudenza- anche di questa sezione – a riconoscere la legittimità della disciplina dei requisiti di accesso nel Corpo dei Vigili del Fuoco ritenendo che la deroga rispetto alla normativa generale dei limiti massimi di età per la partecipazione ai concorsi pubblici trova la sua ratio “nella peculiare posizione funzionale di tale personale alla luce del necessario possesso di requisiti psicofisici specifici”.
Tale limite di età massima, pertanto, risulta “giustificato” dalla specifica attività che il personale in questione sarà chiamato ad esercitare, cioè dell’attività di suonatore di strumenti a fiato nella banda musicale dei Vigili del Fuoco, che richiede “il possesso di specifici requisiti d’idoneità e di perfetta efficienza fisica (ivi compresa una plausibile età anagrafica)”, sicchè si deve escludere che, in tal modo, sia stata perpetrata la lamentata violazione dei principi di uguaglianza, di discriminazione nell’accesso al lavoro etc., e che la previsione in contestazione si ponga in contrasto con i canoni di proporzionalità e ragionevolezza.
Non solo, ma a tali conclusioni si sarebbe addivenuti anche solo sulla base della considerazione del particolare sforzo fisico necessario per suonare gli strumenti a fiato, mantenendo posizione in piedi per lungo tempo, anche in condizioni climatiche avverse; circostanza questa (rappresentata dal controinteressato Patella in analogo ricorso chiamato in decisione alla pubblica udienza odierna) che caratterizza l’impiego come orchestrale della Banda del Corpo in contestazione che giustifica la richiesta di requisiti fisici ulteriori rispetto a musicisti che eseguono la loro performance in condizioni ambientali diverse ed in posizioni più comode (in particolare, rispetto al Direttore, per il quale è previsto un diverso limite di età). D’altronde, lo stesso fatto che nelle altre Bande sia previsto un limite d’età inferiore (40 anni nelle Bande delle Forze Armate) o addirittura molto inferiore (32 anni nella Banda della Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria) fornisce conferma ulteriore della non irragionevolezza della scelta operata dall’Amministrazione.”
Limite età concorsi pubblici, vedi anche:
Età massima per entrare in polizia
Altri limiti nei concorsi, vedi anche:
Concorso in polizia, alopecia generalizzata non è automatica causa di esclusione
…ancora operanti i limiti di altezza
Tar Lazio sentenza n. 12149 7 dicembre 2017
del decreto prot. n. 3 del 15.01.16 con il quale è stato indetto un concorso a 30 posti per l’accesso al ruolo dei vigili del fuoco in qualità di orchestrali della banda musicale del corpo nazionale dei vigili del fuoco nella parte in cui prevede tra i requisiti il limite massimo di 45 anni di età”
Il fatto, le contestazioni, le ulteriori precisazioni di rilievo del Tar
“Il ricorrente, premesso di prestare servizio come orchestrale precario della Banda Musicale del Corpo dei Vigili del Fuoco, impugna il decreto prot. n. 3 del 15.01.16 (pubblicato sulla g.u. del 26.1.16) con il quale è stato indetto un concorso a 30 posti per l’accesso al ruolo dei vigili del fuoco in qualità di orchestrali della banda musicale nella parte in cui prevede tra i requisiti il limite massimo di 45 anni di età GLIDD n. 64/01 dell’1.3.16 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 4^ s.s. n. 17 del 1 marzo 2016), nonché, quale atto presupposto, il decreto n.40 del 25.2.15 (pubblicato sulla g.u. del 10.04.15) “regolamento recante requisiti di accesso e modalità di svolgimento del concorso per orchestrale della banda musicale del corpo nazionale dei vigili del fuoco”, nella parte in cui prevede il predetto requisito, e tutti gli atti connessi e consequenziali, incluso l’eventuale atto di esclusione dalla procedura selettiva in contestazione.
Il ricorso è affidato ai seguenti motivi: 1) Violazione dell’art. 3 co. 6 Legge n. 127/1997; Violazione del D.lvo n. 216/2003; Violazione del d.lvo n. 217/2005; Violazione del DM 197/2012; Violazione dell’art. 97 Cost. Eccesso di potere sotto il profilo della violazione del principio di proporzionalità e di ragionevolezza; 2) Violazione dell’art. 3 co. 6 della Legge n. 127/1997 e della direttiva europea 2000/78/CE; Violazione degli artt. 3, 1, 97 Cost.; Violazione degli artt. 3, 1, 97 Cost.
Con primi motivi aggiunti ha impugnato il formale atto di esclusione dal concorso in questione; con successivi motivi aggiunti ha impugnato anche la graduatoria finale di merito del concorso in parola.
Si è costituita in giudizio l’Amministrazione intimata, con memoria scritta chiedendo il rigetto del ricorso in quanto infondato.
Non si è costituito nessuno dei controinteressati evocati in giudizio.
Con ordinanza n. 2216 /2016 è stata accolta l’istanza di sospensiva “nei limiti dell’interesse del ricorrente”, ai fini dell’ammissione dello stesso con riserva, anche in soprannumero, alle successive fasi concorsuali.
Alla udienza pubblica del 27.9.2017 la causa è passata in decisione.
Si può prescindere dall’esaminare i rilievi relativi all’inammissibilità e improcedibilità del gravame, dato che il ricorso va comunque rigettato in quanto risulta infondato nel merito.
Con il primo gruppo di censure il ricorrente lamenta che il DM 2015, nella parte in cui fissa il limite di età anche per gli orchestrali della banda dei Vigili del Fuoco, si ponga in contrasto con la normativa per l’ammissione ai concorsi pubblici dettata dall’art. 3, comma 6, L. 127/97, che ha eliminato il limite di età massimo per l’accesso ai pubblici impieghi, salve le deroghe previste dai regolamenti delle singole PA che risultino giustificate dalla natura dell’attività che saranno chiamati a svolgere, e dalla normativa sui limiti di età per l’accesso al Corpo dei Vigili del Fuoco, dettata dal decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217 e dal D.M. 08/10/2012, n. 197, senza indicare alcun limite del genere per gli orchestrali della Banda del medesimo Corpo.
Il ricorrente sostiene che il decreto n.40 del 25.2.15 si pone in contrasto con la normativa di rango superiore soprarichiamata, non trovando adeguato fondamento nel DM 197/2012, con cui il Ministero dell’Interno aveva fissato il limite di età massimo di 45 anni esclusivamente per l’accesso al ruolo degli operatori e per i concorsi di accesso alle qualifiche iniziali dei ruoli tecnici, amministrativo-contabili e tecnico-informatici. Pertanto, secondo la prospettazione del ricorrente, nel silenzio DM 197/2012, per l’accesso alla Banda troverebbe applicazione la regola generale prevista dalla legge 127/97.
Tale prospettazione non è condivisibile.
Il D.M. 08/10/2012, n. 197 – Regolamento recante norme per l’individuazione dei limiti di età per l’ammissione ai concorsi pubblici di accesso ai ruoli del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, adottato in attuazione del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217 – prevede all’art. 1 i limiti massimi di età per il personale operativo dei Vigili del Fuoco, differenziandoli in ragione delle diverse specifiche peculiarità del servizio da svolgere (comma 2) e confermando il limite massimo di trenta anni per i vigili del fuoco chiamati ad espletare direttamente e precipuamente compiti “che richiedono massimamente negli operatori il possesso di specifici requisiti d’idoneità e di perfetta efficienza fisica (….), nonché nella considerazione della sussistenza di altrettanto speciali limiti di età per il pensionamento di tale categoria di lavoratori, inferiori a quelli stabiliti per la generalità degli impiegati pubblici”. Lo stesso DM stabilisce invece limiti più elevati per le carriere non operative dei ruoli tecnici, amministrativo-contabili e tecnico-informatici, elevandolo a 45 anni in considerazione del fatto che “tale personale, ancorchè non titolare di funzioni prettamente operative, talvolta – in occasione di gravi calamità pubbliche o in altre situazioni di emergenza in cui il Corpo nazionale è tenuto ad assolvere i propri compiti istituzionali – è chiamato a svolgere le proprie mansioni anche in supporto a strutture operative (ex articolo 85, comma 2, del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217)”.
Per quanto invece riguarda alcune specifiche categorie professionali, il regolamento non stabilisce direttamente il limite di età massimo, ma demanda ad un DM l’individuazione dello specifico requisito anagrafico. L’articolo 2 co. 2 del D.M. 08/10/2012, n. 197, infatti, così recita: “Restano altresì fermi, per il reclutamento del personale della banda musicale, le disposizioni di cui all’articolo 148 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, e successive specifiche disposizioni normative”.
L’art. 148 del D.Lgs. 13/10/2005, n. 217 –Ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco – nel dettare le specifiche disposizioni relative al personale della banda musicale, faceva rinvio alle previsioni per il personale sportivo “in quanto compatibili” (art. 148: “Per il reclutamento e la sopravvenuta inidoneità del personale della banda musicale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, composta da trenta orchestrali, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 145, 146 e 147. I riferimenti alla qualità di atleta, ai gruppi sportivi e ai titoli sportivi, contenuti nei predetti articoli, si intendono effettuati, rispettivamente, alla qualità di orchestrale, alla banda musicale e ai titoli musicali”).
Le disposizioni in parola, a loro volta, per quanto specificamente riguarda il requisito dell’età massima, ne demandavano la fissazione ad un emanando regolamento (art. 145. Accesso ai gruppi sportivi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco: co.2 “Con regolamento del Ministro dell’interno, da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400”, sono stabiliti: a) i requisiti di età e di idoneità fisica, psichica e attitudinale per l’accesso al ruolo dei vigili del fuoco in qualità di atleta, anche in deroga a quelli previsti dai regolamenti di cui all’articolo 5, comma 1, lettere b) e c);”). In attuazione di tale previsione sono stati adottati il D.M. 13 aprile 2015, n. 61, che stabilisce il limite di età massimo per l’ammissione al concorso per atleta dei gruppi sportivi, nonché il D.M. 25 febbraio 2015, n. 40 – oggetto di impugnativa – che fissa l’analogo requisito per la partecipazione al concorso per orchestrale della banda musicale.
Pertanto va disattesa la censura con cui si denuncia il difetto di base normativa della previsione del limite di età in contestazione in quanto detto requisito trova fondamento nel regolamento del 2012, che, appunto, demandava, mediante il rinvio operato al D.lvo del 2005, ad un successivo decreto ministeriale l’individuazione dell’età massima per l’accesso alla banda musicale.
Resta da stabilire, tuttavia, se tale previsione sia legittima in quanto il contestato limite di età risulti “giustificato” dalla specifica attività che il personale in questione sarà chiamato ad esercitare (cioè se l’espletamento dell’attività di orchestrale richieda “il possesso di specifici requisiti d’idoneità e di perfetta efficienza fisica (ivi compresa una plausibile età anagrafica)”, oppure se si debba ritenere, come sostenuto dal ricorrente, una previsione arbitraria, introdotta dalla PA in violazione dei principi di uguaglianza, di discriminazione nell’accesso al lavoro etc. ed in contrasto con principio di proporzionalità e ragionevolezza. Secondo parte ricorrente tale limite di età risulta ingiusto, immotivato, irrazionale e contraddittorio rispetto allo alle esigenze di servizio, dato che per espletare le funzioni di musicista orchestrale non solo il limite di età non ha alcun senso, ma è addirittura controindicato, dato che l’esperienza e la maturità costituiscono fattori di positività.
La soprarichiamata censura, dedotta nella seconda parte del primo motivo di ricorso deve essere esaminata congiuntamente al secondo mezzo di gravame, con cui si lamenta la violazione della direttiva europea 2000/78/CE – che vieta la discriminazione in base all’età anche per quanto riguarda la partecipazione ai concorsi pubblici – e della recente giurisprudenza della Corte di giustizia (in particolare per quanto riguarda la fissazione di un limite di età massimo per l’assunzione nella polizia locale: caso Principe delle Asturie sentenza 13.12.2014)
Anche tali censure vanno disattese.”
Limite età concorsi, Limite età concorsi pubblici, sentenza n. 12149 7/12/2017
Precedente Indennità di missione militari, Tar Lazio sentenza n. 12152 7 dicembre 2017 su diritto alla corresponsione dell’indennità al personale dell'amministrazione dello Stato incaricato di missioni all'estero (R.D. 941/1926 ora abrogato dall’art. 2268 del d.lgs. 66/2010) [nel caso di specie militari dell’Arma dei Carabinieri che hanno partecipato alla missione internazionale di Polizia civile dell’Unione Europea denominata European Union Rule of Law Mission (EULEX ) nella sede di Pristina in Kossovo] e cumulo con l’ indennità corrisposta al personale militare internazionale direttamente dall’Unione Europea (cd. daily allowance): spettano entrambe Successivo Trasferimenti Polizia di Stato, Tar Lazio sentenza n. 12130 12 dicembre 2017 su mobilità a domanda di un agente scelto malato ex art 55 del d.P.R. n. 335/1982: disporre o meno il trasferimento in sovrannumero è un potere eccezionale e derogatorio, caratterizzato da ampia discrezionalità, il cui esercizio può essere sindacato dal Giudice amministrativo solo nei limiti della sussistenza di gravi ed evidenti vizi di razionalità ed illogicità o di travisamento dei fatti, senza che possa considerarsi esistente un diritto soggettivo a tale trasferimento eccezionale

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 6
 art. 4
 art. 3
 art. 6
 sentenza 
 art. 4
 sentenza 
 articolo 85
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza