Source: https://www.brocardi.it/codice-di-procedura-civile/libro-quarto/titolo-i/capo-iii/sezione-i/art669septies.html?utm_source=internal&utm_medium=link&utm_campaign=articolo&utm_content=nav_art_prec_dispositivo
Timestamp: 2020-06-03 10:34:55+00:00

Document:
Art. 669 septies codice di procedura civile - Provvedimento negativo - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura civile > LIBRO QUARTO - Dei procedimenti speciali > Titolo I - Dei procedimenti sommari > Capo III - Dei procedimenti cautelari > Sezione I - Dei procedimenti cautelari in generale > Articolo 669 septies
Articolo 669 septies Codice di procedura civile
Dispositivo dell'art. 669 septies Codice di procedura civile
L'ordinanza di incompetenza non preclude la riproposizione della domanda. L'ordinanza di rigetto non preclude la riproposizione dell'istanza per il provvedimento cautelare(1)(2) quando si verifichino mutamenti delle circostanze o vengano dedotte nuove ragioni di fatto o di diritto (3).
Se l'ordinanza di incompetenza o di rigetto è pronunciata prima dell'inizio della causa di merito, con essa il giudice provvede definitivamente sulle spese del procedimento cautelare(4).
La condanna alle spese è immediatamente esecutiva(5).
(1) Il provvedimento di rigetto del ricorso cautelare può essere pronunciato in caso di incompetenza o per ragioni di rito diverse dall'incompetenza. Nel primo caso, il rigetto viene pronunciato con ordinanza che non impedisce al ricorrente di proporre nuovamente il ricorso davanti al giudice indicato come competente. Nella seconda ipotesi, il rigetto può avvenire per difetto di giurisdizione o di legittimazione ad agire.
(2) In caso di provvedimento di rigetto che dichiara l'incompetenza del giudice adito il ricorrente può riproporre l'istanza oppure può proporre reclamo ai sensi dell'art. 669terdecies. Questo in quanto la pronuncia sull'incompetenza non fa stato tra le parti, le quali possono riproporre l'istanza al nuovo giudice senza essere costrette ad allegare nuove circostanze di fatto o di diritto. Inoltre, contro il provvedimento di rigetto non è proponibile nemmeno il regolamento di competenza, in quanto questo contrasterebbe con le esigenze di celerità del procedimento cautelare.
(3) Il rigetto della domanda cautelare può avvenire anche per ragioni di merito ed in questo caso il ricorso può essere riproposto solamente nel caso in cui si verificano mutamenti delle circostanze ovvero sopravvengono fatti costitutivi del diritto o del periculum in mora, oppure si utilizzano nuove prove in ordine agli stessi fatti posti a fondamento del ricorso cautelare respinto. La riproposizione del ricorso può avvenire anche nel caso in cui vengano dedotte nuove ragioni di fatto o di diritto, ovvero fatti o prospettazioni giuridiche che anche se non sopravvenuti, non erano stati utilizzati dalle parti o dal giudice nel primo procedimento. Si precisa che la riproposizione del ricorso viene respinta se gli intervenuti mutamenti nelle circostanze o le nuove ragioni di fatto o di diritto risultano irrilevanti ai fini della futura decisione.
(4) Nel caso in cui l'ordinanza di incompetenza o di rigetto venga pronunciata prima dell'inizio della causa di merito, il giudice provvede sulle spese di lite, anche nel caso della materia del contendere. L'eventuale condanna alle spese è immediatamente esecutiva.
Se il ricorso cautelare è proposto in corso di causa, sia in caso di rigetto che in caso di accoglimento, le spese di lite verranno liquidate dalla sentenza che definisce il giudizio di merito.
(5) L'ordinanza che contiene la condanna alle spese non è più opponibile ai sensi dell'art. 645 del c.p.c. come era previsto in passato dall'ultimo comma della norma in analisi, abrogato dalla legge 69/2009. L'unico rimedio ammissibile è il reclamo di cui all'art. 669 terdecies del c.p.c..
Massime relative all'art. 669 septies Codice di procedura civile
Cass. civ. n. 6892/2005
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 6892 del 1 aprile 2005)
Cass. civ. n. 12461/2004
Con riguardo a più sentenze o provvedimenti, resi fra le medesime parti in distinti procedimenti su rapporti analoghi o connessi, l'instaurazione del giudizio di impugnazione deve ritenersi consentita anche mediante la proposizione di un unico atto qualora esso, proposto, nel rispetto dei prescritti requisiti formali e sostanziali e dei termini di legge, davanti al giudice competente a conoscere di ciascun gravame, sia, ancorché esteriormente unico, esplicitamente diretto contro i distinti provvedimenti e si fondi su specifici motivi di censura nei confronti di ciascuno di essi, sì da escludere la possibilità di ingenerare nel giudice e nelle controparti confusione tanto in ordine ai provvedimenti impugnati, quanto in relazione alle ragioni dell'impugnazione esperita contro ciascuno di essi. (Principio espresso in fattispecie nella quale con unico atto, denominato «opposizione-appello» era stato proposto, dinanzi al tribunale, (a) appello contro sentenza resa dal pretore a seguito di opposizione ai sensi dell'art. 669 septies c.p.c. avverso la pronuncia sulle spese recata dal provvedimento negativo sulla richiesta cautela; (b) opposizione, ai sensi del citato art. 669 septies, avverso l'ordinanza collegiale resa dal tribunale, tra le medesime parti, in sede di reclamo, ex art. 669 terdecies c.p.c., contro l'ordinanza pretorile di rigetto della misura cautelare).
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 12461 del 7 luglio 2004)
Cass. civ. n. 11709/2003
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 11709 del 1 agosto 2003)
Cass. civ. n. 6892/2003
In tema di provvedimenti cautelari ed in ipotesi di ordinanza di rigetto della domanda proposta ante causam, la condanna alle spese del procedimento in essa contenuta non è ricorribile per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., in quanto l'art. 669 septies, ultimo comma, c.p.c., introdotto dalla legge n. 352 del 1990, ne ha previsto espressamente l'opponibilità ai sensi dell'art. 645 e seguenti c.p.c.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 6892 del 6 maggio 2003)
Cass. civ. n. 16691/2002
L'ordinanza di rigetto di un'istanza di provvedimento cautelare postula che il giudice adito si pronunci contestualmente anche sul regolamento delle relative spese, non rilevando, all'uopo, che il rigetto sia fondato su motivi di rito e non di merito, atteso che, non essendovi alcuna possibilità di collegamento strumentale e funzionale tra il procedimento de quo ed un eventuale altro procedimento pendente a cognizione piena, la parte contro la quale il provvedimento interinale è stato richiesto sarebbe costretta ad instaurare un autonomo giudizio per ottenere il rimborso di dette spese, in violazione del generale principio di economia processuale.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 16691 del 26 novembre 2002)
Cass. civ. n. 9077/2002
In tema di procedimento cautelare, nell'ipotesi in cui sia proposta opposizione avverso la condanna alle spese (ai sensi dell' art. 669 septies e 645 c.p.c.) e tale giudizio sia definito dal giudice con il rito camerale ed in composizione collegiale (invece che con il rito ordinario e da giudice monocratico), la parte che voglia far valere siffatto vizio del procedimento non può limitarsi a lamentare genericamente la violazione del suo diritto di difesa, ma deve dedurre e provare in concreto quale danno abbia per lei comportato tale deviazione processuale. Peraltro, il provvedimento, anche se emesso nella forma dell'ordinanza a seguito dell'irrituale adozione della procedura camerale innanzi menzionata, assume, avuto riguardo al suo contenuto sostanziale ed agli effetti giuridici che esso è destinato a produrre, il valore di sentenza e, come tale, è soggetto all'ordinario mezzo di impugnazione (l'appello) e non al ricorso straordinario per cassazione.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 9077 del 21 giugno 2002)
Cass. civ. n. 16214/2001
In tema di spese del procedimento cautelare, ed all'esito della pronuncia n. 253 del 1994 della Corte costituzionale, gli artt. 669 septies, comma terzo e 669 terdecies del codice di procedura civile vanno interpretati nel senso che, avverso l'ordinanza di rigetto dell'istanza cautelare con compensazione delle spese, è ammissibile il reclamo ai sensi del citato art. 669 terdecies, mentre, avverso il provvedimento adottato sul reclamo (ovvero dopo il decorso dei termini per la proposizione dello stesso), è del pari legittima l'opposizione di cui all'art. 669 septies, i cui termini iniziano a decorrere, rispettivamente, o dalla scadenza del termine per proporre il reclamo o dalla pronuncia, se resa in udienza, o dalla comunicazione dell'ordinanza del giudice del reclamo che rende definitiva la pronuncia sulle spese.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 16214 del 28 dicembre 2001)
Cass. civ. n. 9766/2001
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 9766 del 18 luglio 2001)
Cass. civ. n. 3155/2001
Il ricorso per Cassazione ai sensi dell'art. 111 Costituzione avverso l'ordinanza con cui il Tribunale, nel rigettare il reclamo sul diniego di misura cautelare richiesta al Pretore, condanna il reclamante alle spese — provvedimento che potrebbe avere carattere decisorio se ante causam — è comunque inammissibile se avverso il medesimo è contemporaneamente proposta opposizione ai sensi dell'art. 669 septies, terzo comma, c.p.c., perché il potere di impugnazione si è consumato.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 3155 del 5 marzo 2001)
Cass. civ. n. 12859/1999
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12859 del 19 novembre 1999)
Cass. civ. n. 5118/1999
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 5118 del 26 maggio 1999)
Cass. civ. n. 1161/1999
È inammissibile l'impugnazione in Cassazione dell'ordinanza di condanna alle spese, non modificata dal giudice del reclamo avverso un provvedimento di rigetto della tutela possessoria, perché ai sensi dell'art. 669 septies c.p.c., applicabile alla fase interdittale del procedimento possessorio per il richiamo dell'art. 703 c.p.c. e per l'identità di natura interinale e provvisoria con il procedimento cautelare uniforme, introdotto con legge 26 novembre 1990, n. 353, tale ordinanza è soggetta ad opposizione.
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 1161 del 11 febbraio 1999)
Cass. civ. n. 6133/1998
In tema di provvedimenti cautelari, l'art. 669 septies c.p.c., introdotto dalla legge n. 352 del 1990, prevedendo espressamente l'opponibilità, ai sensi degli artt. 645 e seguenti c.p.c., della condanna alle spese contenuta nell'ordinanza di rigetto, ha creato un nuovo modello di procedimento, ponendosi quale vera e propria norma di chiusura intesa ad evitare che la parte sia costretta ancora a servirsi del ricorso straordinario regolato dall'art. 111 Cost., strumento poco adatto a censure aventi ad oggetto soprattutto le valutazioni di merito dei criteri di liquidazione delle spese; ne consegue che detta norma, benché espressamente dettata in relazione al provvedimento (emesso prima del giudizio di merito) col quale il giudice rigetta l'istanza cautelare o si dichiara incompetente, va interpretata estensivamente e deve perciò ritenersi applicabile anche nei casi di accoglimento in cui, per errore o per altro motivo, sia stata emessa pronuncia sulle spese, o nei casi in cui vi sia pronuncia che chiude il processo per motivi diversi (nella specie, per dichiarazione di cessazione della materia del contendere).
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 6133 del 19 giugno 1998)
Cass. civ. n. 11387/1997
Nell'ipotesi in cui il pretore abbia rigettato la richiesta di provvedimento cautelare, occorre far riferimento alla disciplina contenuta nel secondo e nel terzo comma dell'art. 669 septies c.p.c. quanto al peculiare aspetto della condanna alle spese, nel senso che il relativo provvedimento, contenuto in quello di rigetto della domanda cautelare, trova attuazione attraverso le forme dell'esecuzione forzata, a sua volta preceduta dalla notificazione dell'ordinanza stessa, spedita in forma esecutiva.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 11387 del 17 novembre 1997)
relative all'articolo 669 septies Codice di procedura civile
Norma di riferimento: Articolo 669 septies Codice proc. civile - Provvedimento negativo | Quesito Q20126931
venerdì 02/11/2012 - Sicilia
“L'opponibilità della condanna alle spese relativa al rigetto della richiesta di un accertamento tecnico preventivo ex art. 696 bis c.p.c. è tutt'ora possibile, nonostante la modifica dell'ultimo comma dell'art. 669 septies operato dall'art. 50 comma 1 della l.18/6/09 n.353?”
La legge 69/2009 ha abrogato l'ultima parte dell'art. 669 septies c.p.c. secondo la quale la condanna alle spese era opponibile ai sensi degli art. 645 e ss. c.p.c. in quanto applicabili, nel termine perentorio di venti giorni dalla pronuncia dell'ordinanza se avvenuta in udienza o altrimenti dalla sua comunicazione.
Si deve pertanto ritenere che la riforma del 2009, in un'ottica di semplificazione del processo civile, abbia sancito come non sia più possibile esperire la predetta opposizione contro il provvedimento cautelare negativo di condanna alle spese. Rimane, invece, utilizzabile come rimedio il reclamo ai sensi dell'art. 669 terdecies c.p.c.

References: Articolo 669

Articolo 669
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 art. 669
 art. 669
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 669
 sentenza 
 sentenza 

Cass. 
 art. 669
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 Articolo 669
 art. 696
 art. 645