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RIDUZIONE DELLE LISTE DI ATTESA PER L'ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SANITARIE. - PDF
RIDUZIONE DELLE LISTE DI ATTESA PER L'ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SANITARIE.
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1 Progr.Num. 1056/2015 GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA Questo giorno lunedì 27 del mese di luglio dell' anno 2015 si è riunita nella residenza di la Giunta regionale con l'intervento dei Signori: via Aldo Moro, 52 BOLOGNA 1) Bonaccini Stefano Presidente 2) Gualmini Elisabetta Vicepresidente 3) Bianchi Patrizio Assessore 4) Caselli Simona Assessore 5) Corsini Andrea Assessore 6) Donini Raffaele Assessore 7) Gazzolo Paola Assessore 8) Petitti Emma Assessore 9) Venturi Sergio Assessore Funge da Segretario l'assessore Bianchi Patrizio Oggetto: RIDUZIONE DELLE LISTE DI ATTESA PER L'ACCESSO ALLE PRESTAZIONI SANITARIE. Cod.documento EPG/2015/118 pagina 1 di 19
2 Testo dell'atto Num. Reg. Proposta: EPG/2015/ LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Visti: - il D.Lgs. 502/92 e successive modificazioni ed in particolare l art. 15 quinquies, che fissa i principi cui deve attenersi la disciplina contrattuale nazionale nel definire il corretto equilibrio tra attività libero professionale e attività istituzionale; - il D.P.C.M. 16 aprile 2002 recante Linee guida sui criteri di priorità per l accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi di attesa, allegato 5 al DPCM 29 novembre 2001; - l articolo 1, comma 282 della legge n. 266/2005 che, nel quadro degli interventi per il contenimento dei tempi di attesa a garanzia della tutela della salute dei cittadini, ha stabilito il divieto di sospendere le attività di prenotazione delle prestazioni, disponendo che le Regioni sono tenute ad adottare misure nel caso in cui la sospensione dell erogazione sia legata a motivi tecnici, dandone informazione periodica al Ministero della salute; - l articolo 1, comma 283 della suddetta legge n. 266/2005, che ha previsto l istituzione della Commissione nazionale sull'appropriatezza delle prescrizioni, cui sono affidati compiti di promozione di iniziative formative e di informazione per il personale medico e per i soggetti utenti del Servizio sanitario, di monitoraggio, studio e predisposizione di linee-guida per la fissazione di criteri di priorità, di appropriatezza delle prestazioni, di forme idonee di controllo dell'appropriatezza delle prescrizioni, nonché di promozione di analoghi organismi a livello regionale e aziendale, che ha altresì affidato alla suddetta Commissione il compito di fissare i criteri per la determinazione delle sanzioni amministrative previste dalla stessa legge; Considerato: - che l Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005 all articolo 9 ha previsto l istituzione presso il Ministero della salute del Comitato paritetico permanente per la verifica dell erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza in condizioni di appropriatezza e di efficienza nell utilizzo delle risorse e per la verifica della congruità tra i predetti livelli e le risorse messe a disposizione; pagina 2 di 19
3 - che l anzidetta Intesa Stato-Regioni, all articolo 12, ai fini della verifica degli adempimenti per le finalità di quanto disposto dall articolo 1, comma 184, lettera c) della legge 30 dicembre 2004, n. 311, prevede l istituzione presso il Ministero dell economia e delle finanze Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti, che si avvale delle risultanze del Comitato di cui all art. 9; Vista l Intesa del 28 marzo 2006 tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sul Piano Nazionale di contenimento dei tempi di attesa per il triennio , di cui all articolo 1, comma 280 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, con la quale le regioni hanno adottato un Piano regionale attuativo; Vista la Legge n. 120 del 3 agosto 2007, sulle disposizioni in materia di attività libero-professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria, nella quale si evidenzia la necessità di allineare i tempi di erogazione delle prestazioni nell ambito dell attività istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di libera professione intramuraria, al fine di assicurare che il ricorso a quest ultima sia conseguenza di libera scelta del cittadino e non di carenza nell organizzazione dei servizi resi nell ambito dell attività istituzionale; Vista l Intesa del 28 ottobre 2010 tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sul Piano nazionale di governo delle liste di attesa per il triennio , di cui all articolo 1, comma 280, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 che prevede, con la quale le regioni hanno adottato un Piano regionale attuativo; Vista la Legge n. 135 del 7 agosto 2012 sulle disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini e in cui tra l altro, si favorisce la sperimentazione di nuovi modelli di assistenza che realizzino effettive finalità di contenimento della spesa sanitaria, anche attraverso specifiche sinergie tra strutture pubbliche e private, ospedaliere ed extraospedaliere; Vista la Legge n. 189 dell 8 novembre 2012 di conversione del Decreto legge n. 158 del 13 settembre 2012, recante disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute,con cui vengono definiti indirizzi per l esercizio dell attività libero-professionale intramuraria (art. 2 Decreto n. 158/12) e per il riordino dell assistenza territoriale e mobilità del personale delle aziende sanitarie anche attraverso la costituzione di reti di poliambulatori territoriali dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto l arco della giornata, nonché nei giorni prefestivi e festivi con idonea turnazione, che operano in coordinamento e in collegamento telematico con le strutture ospedaliere; pagina 3 di 19
4 Visto l articolo 41, comma 6, del D.Lgs. del 14 marzo 2013, n. 33 Trasparenza del servizio sanitario nazionale che prevede l obbligo di pubblicazione dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie delle strutture pubbliche e private; Vista l Intesa del 10 luglio 2014 tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sul Patto per la salute per gli anni , di cui all articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, con particolare riferimento all art. 5 Assistenza territoriale e all art. 21 Attività intramoenia ; Viste: la propria deliberazione n. 1532/2006 Piano regionale sul contenimento dei tempi di attesa con la quale si è provveduto a: - adottare il Piano regionale per il contenimento dei tempi di attesa; - stabilire che le Aziende USL, in collaborazione con l Azienda Ospedaliera, Ospedaliero-Universitaria e l eventuale IRCCS di riferimento, predisponessero il proprio Programma attuativo aziendale da sottoporre al parere dei rispettivi Comitati di Distretto e della conferenza territoriale sociale e sanitaria; la propria deliberazione n. 73/2007 Piano regionale sul contenimento dei tempi di attesa. Integrazione alla deliberazione n del con la quale si è provveduto a definire le linee guida Regolamentazione della sospensione dell attività di erogazione delle prestazioni, per disciplinare le procedure per dare risposta a situazioni di forza maggiore che possono comportare una sospensione nell'erogazione delle prestazioni; la deliberazione dell Assemblea legislativa del 22 maggio 2008, n. 175 Piano Sociale e Sanitario , in particolare al capitolo Accessibilità ai servizi e tempi di attesa, che ribadisce la necessità di sfruttare pienamente gli strumenti organizzativi e gestionali che consentono di migliorare il sistema di produzione; la propria deliberazione n. 1035/2009 Strategia regionale per il miglioramento dell accesso ai servizi di specialistica ambulatoriale in applicazione della DGR 1532/2006 con la quale sono state date disposizioni alle Aziende USL di integrare il programma attuativo aziendale, disponendo, al fine di ottimizzare il raggiungimento dei risultati attesi, lo stanziamento di un finanziamento ad hoc, ed è stato dato il mandato al Direttore Generale Sanità e Politiche sociali di istituire un Tavolo di coordinamento regionale con il pagina 4 di 19
5 compito di valutare le attività svolte dalle singole Aziende in tema di liste di attesa; la propria deliberazione n.748/2011 Linee guida CUP in recepimento delle Linee guida nazionali; la propria deliberazione n. 925/2011 Piano regionale di governo delle liste di attesa per il triennio con la quale: - è stata recepita l Intesa Stato-Regioni del 28 ottobre 2010; - sono state date disposizioni alle Aziende USL per l elaborazione e l avvio di un Programma attuativo aziendale per il contenimento dei tempi di attesa sia per la parte di specialistica ambulatoriale che per la degenza; - sono stati approvati dal Tavolo tecnico regionale, e sostenuti economicamente, i Programmi attuativi aziendali di tutte le Aziende sanitarie; la propria deliberazione n. 1131/2013 Linee guida regionali attuative dell art. 1, comma 4, della L. 120/2007 Disposizioni in materia di attività libero professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria, come modificato dal D.L. n. 158 del 13/9/2012 a seguito della quale è stata effettuata la ricognizione straordinaria degli spazi disponibili per l esercizio della libera professione intramoenia e del volume delle prestazioni erogate nell ultimo biennio; e si è ribadita la necessità del monitoraggio dell attività libero-professionale rispetto all attività istituzionale in modo che il ricorso alla libera professione sia conseguenza della libera scelta del cittadino e non di carenza nell organizzazione dei servizi resi nell ambito dell attività istituzionale; la propria deliberazione n. 704/2013 Definizione delle condizioni di erogabilità di alcune prestazioni di TC e RM con la quale sono state definite analiticamente le condizioni di erogabilità delle TC osteoarticolare; la propria deliberazione n. 1621/2013, circolari applicative n del 2/7/2013, del 10/6/2014 (e successive integrazioni) attraverso le quali si indirizzano le aziende sanitarie alle modalità con cui rispondere agli obblighi di pubblicazione delle liste di attesa sia sul versante dell attività di ricovero che di specialistica ambulatoriale; la propria deliberazione n. 1735/2014 Misure per l attuazione della delibera di giunta regionale 24 febbraio 2014, n. 217, concernente linee di programmazione e finanziamento delle Aziende del servizio sanitario regionale per l anno 2014 in cui al paragrafo Politiche di miglioramento dell accessibilità alle cure specialistiche si pagina 5 di 19
6 indicano le azioni prioritarie, che le Aziende sanitarie dovranno attuare con l obbiettivo di migliorare l accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali e contenere i tempi di attesa; la circolare n. 21 del 10/11/2014 (nota prot /2014) in cui, in applicazione della propria deliberazione n. 1735/2014, di cui sopra, le Aziende hanno elaborato i Programmi straordinari per il contenimento dei tempi di attesa; la propria deliberazione n. 901/2015 Linee di programmazione e di finanziamento delle Aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale per l anno 2015 in cui tra gli obbiettivi di mandato per le Aziende sanitarie assumono rilievo quelli inerenti la facilitazione dell accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali e di ricovero di cui al paragrafo 1.1 dell'allegato A (IV); Tenuto conto che: il programma di mandato della Giunta (X Legislatura) è caratterizzato da un forte impegno per l abbattimento dei tempi di attesa per l accesso alle prestazioni di specialistica ambulatoriale e alle prestazioni di ricovero e che a tal fine sono state fornite precise indicazioni alle direzioni generali e obbiettivi specifici alle aziende sanitarie per la programmazione del 2015; tutte le Aziende Sanitarie, in collaborazione con la Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali e per l Integrazione, hanno adottato un programma straordinario per migliorare significativamente i tempi di attesa, semplificare gli accessi e assicurare la presa in carico da parte dello specialista in caso di patologie croniche o in caso di necessità di approfondimenti diagnostici; tutte le Aziende USL, in collaborazione con le Aziende Ospedaliere e IRCCS hanno quindi adottato le seguenti azioni: 1. incremento della capacità produttiva attraverso: i. l estensione degli orari di attività nelle giornate feriali ii. iii. iv. l apertura di sabato e di domenica degli ambulatori in particolare per l erogazione delle prestazioni più critiche la ridefinizione degli ambiti territoriali in cui devono essere assicurati i tempi di attesa l attivazione dei Percorsi di garanzia v. l offerta aggiuntiva di prestazioni in caso di criticità dei tempi di attesa; pagina 6 di 19
7 2. sviluppo di protocolli interaziendali per fissare precisi criteri per la prescrizione della giusta prestazione e corretta priorità in relazione al quesito diagnostico; 3. verifica appropriatezza prescrittiva su tutte le prestazioni; in particolare diagnostica pesante (RM e TC); 4. presa in carico clinica da parte dello specialista e prenotazioni in carico alla struttura in caso di accertamenti diagnostici e attivazione di Day Service ambulatoriali in caso di pazienti complessi; 5. costituzione team multidisciplinare per la gestione di tutte le criticità, controllare le attività e monitorare azioni e risultati. Considerato che la Regione ha inoltre responsabilizzato le Direzioni aziendali (ed in particolare quelle Sanitarie): inserendo l obbiettivo di miglioramento dei tempi di attesa nella delibera di programmazione annuale e nella delibera con gli obbiettivi di mandato dei Direttori Generali; vincolando prioritariamente il riconoscimento di incentivazioni economiche al raggiungimento dei risultati in tema di governo dell accesso alle prestazioni di specialistica ambulatoriale; Rilevato che a seguito delle azioni messe in campo dall inizio della X Legislatura, dall analisi dei risultati delle rilevazioni prospettiche dei tempi di attesa si evidenzia un complessivo miglioramento tra aprile 2014 ad aprile 2015, dal momento che le prestazioni garantite entro i tempi standard sono infatti cresciute del 43%; Ritenuto che le Aziende oltre che proseguire nell adozione di tutti gli strumenti utili al contenimento dei tempi di attesa e alla semplificazione dell accesso ai servizi sanitari, sono tenute a monitorare la libera professione, un regime di erogazione che, pur rappresentando un opportunità per il cittadino e per il professionista, deve essere legato esclusivamente ad una libera scelta e non essere alimentato dai lunghi tempi di attesa in regime istituzionale; Rammentato inoltre che Aziende sono autorizzate a sospendere l attività libero-professionale in quelle specialità che in regime istituzionale hanno tempi di attesa più lunghi rispetto alla libera professione; Viste: la L.R. 26 novembre 2001, n. 43 "Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia- Romagna" e successive modifiche, ed in particolare l'art. 37, comma 4; pagina 7 di 19
8 la propria deliberazione n del 29 dicembre 2008 recante Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali fra le strutture e sull esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007 e successive modifiche; la propria deliberazione n. 193 del 27/2/2015 di nomina del Direttore Generale "Sanità e Politiche Sociali". Dato atto del parere allegato; Su proposta dell Assessore alle Politiche per la Salute; A voti unanimi e palesi D E L I B E R A per le motivazioni esposte in premessa che qui si intendono integralmente richiamate, 1. di disporre che ciascuna Azienda USL, in collaborazione con l Azienda Ospedaliera o Ospedaliera-Universitaria o eventuale IRCCS di riferimento, realizzi gli interventi per il contenimento dei tempi di attesa secondo le tempistiche e gli obbiettivi descritti nell Allegato 1, (parte integrante della presente deliberazione); 2. di istituire, dall adozione del presente atto, con la collaborazione delle Aree Vaste, un Osservatorio Regionale per i tempi di attesa con la composizione e il mandato come definiti nell Allegato 2 (parte integrante della presente deliberazione), con lo scopo di monitorare nelle diverse Aziende sanitarie le azioni inerenti il contenimento dei tempi di attesa, i volumi di attività erogati nei regimi istituzionali e in libera professione intramoenia; 3. di confermare la necessità di utilizzare a livello aziendale e regionale, tutti gli strumenti finalizzati al governo dei tempi di attesa indicati negli atti normativi sopra richiamati; 4. di pubblicare il presente provvedimento nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna - BURERT. pagina 8 di 19
9 Allegato parte integrante - 1 ALLEGATO 1 Obbiettivi per l anno 2015 e 2016 A Strategie per il governo dell accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali 1 Identificazione del Responsabile Unitario dell accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali. La delibera 1735/2014 indicava la necessità che le Aziende sanitarie attivassero un Team operativo multidisciplinare di controllo che assicurasse il presidio, il monitoraggio e la verifica dell efficacia delle misure adottate in tema di accessibilità delle prestazioni specialistiche ambulatoriali. Risulta ora indispensabile identificare una figura di responsabilità interaziendale, in capo all Azienda territoriale, garantendo altresì un forte coordinamento interaziendale laddove più Aziende insistano sugli stessi territori. Al Responsabile dovrà essere affidata l'esclusiva gestione della istituzione e modifica delle agende specialistiche e dei DAY service. Il Responsabile, verificati gli estremi di necessità, sospende la libera professione per le prestazioni che non rispettano le condizioni di equilibrio nel rapporto con l attività istituzionale, di cui alla DGR 925/2011. Obbiettivo: Nomina del Responsabile. Tempi: entro il 1 settembre Utilizzo di uno strumento informatico di evidenza dell offerta e delle attese in tempo reale (applicazione DGR 748/11 Linee Guida CUP). E necessario l utilizzo di uno strumento informatico che aggiorni quotidianamente le Direzioni generali ed il Responsabile Unitario per l accesso della situazione relativa alle liste di attesa in modo da permettere un adattamento tempestivo dell offerta, che incida sulle criticità ed una corretta conoscenza degli andamenti. La scelta dello strumento informatico dovrà tenere conto delle esperienze già in essere, prevedendo anche il riuso di applicativi già utilizzati in alcune Aziende sanitarie. Parallelamente verrà sviluppato dalla società in house CUP 2000 un applicativo, evoluzione del sistema di rilevazione delle performance aziendali MAPS, per la valutazione settimanale delle performance aziendali, per le prestazioni oggetto di monitoraggio. Obbiettivo: Sviluppo e adozione degli applicativi. Tempi: entro 1 ottobre Sistema incentivante. Come indicato nella delibera di programmazione e di finanziamento del 2015 (DGR 901/2015), l obbiettivo di facilitazione all accesso delle prestazioni di specialistica ambulatoriale è prioritario. Per il 2015 il sistema incentivante per le Direzioni Strategiche, e coerentemente per i Responsabili delle aree professionali coinvolte, dovrà tenere conto prioritariamente dei risultati ottenuti sulla riduzione dei tempi di attesa. pagina 9 di 19
10 Obbiettivo: Indice di performance >= 90% per le prestazioni di primo accesso e urgenze differibili. Tempi: entro 31 dicembre 2015 per le Direzioni generali e per i Responsabili Unitari dell accesso alle prestazioni ambulatoriali. Per questi ultimi il 50% della retribuzione di risultato è vincolato al raggiungimento dell obbiettivo. Per l anno 2016 per tutte le articolazioni di responsabilità coinvolte. B Appropriatezza 4 L Intesa sottoscritta il 2 luglio 2015 fra Governo e Regioni sulle misure di razionalizzazione ed efficientamento del Servizio Sanitario Nazionale prevede al capitolo B1 l adozione di un provvedimento che definisca le condizioni di erogabilità ed appropriatezza per le prestazioni a rischio di inappropriatezza. Tale provvedimento sarà oggetto di una rapida diffusione dei contenuti tecnici. Allo stato attuale si ribadisce la necessità di applicare in modo sistematico le indicazioni già fornite a livello regionale relativamente alla corretta modalità prescrittiva, con particolare riferimento alla ricerca semantica ex-post delle condizioni appropriate di erogabilità sulle prescrizioni di RM e TAC osteoarticolari, anche al fine di individuare cluster di prescrittori inappropriati. L Azienda USL, qualora dal controllo risulti che un medico abbia prescritto a carico del SSN prestazioni che non rispondano ai criteri di appropriatezza sopraelencati, dopo aver richiesto al medico le ragioni della mancata osservanza, ove ritenga insoddisfacenti le motivazioni rese, adotta i provvedimenti di competenza. Obbiettivo: valutazione delle condizioni appropriate di erogabilità su una percentuale pari almeno al 50% delle prescrizioni di RM e TAC osteoarticolari erogate nel 4 trimestre Tempi: entro 31 dicembre Sviluppo delle professionalità. Al fine di garantire un miglioramento delle capacità di presa in carico, di semplificazione e facilitazione dei percorsi, di potenzialità di completamento diagnostico in ambito ambulatoriale, è utile avviare percorsi, già realizzati in alcune realtà, che identifichino responsabilità unitarie per specialità e professionisti che erogano le prestazioni afferenti a quella specialità, coinvolgendo in meccanismi di afferenza simil-dipartimentale, gli specialisti convenzionati interni, esterni e gli specialisti ospedalieri. Obbiettivo: coinvolgimento dei professionisti di almeno due specialità in ogni ambito provinciale. Tempi: entro 30 novembre Sviluppo e consolidamento dei percorsi dedicati ai pazienti affetti da patologia cronica. pagina 10 di 19
11 La prenotazione dei controlli ravvicinati o a distanza, senza limite temporale da parte della struttura (UO/Amb) che ha in carico il cittadino è tassativa. Tale modalità prenotativa si attua attraverso l informatizzazione delle attività ambulatoriali per la gestione della prescrizione anche allo scopo di garantire il ritorno della refertazione elettronica al medico di medicina generale. Le Aziende istituiscono percorsi dedicati ai pazienti affetti da patologia cronica e oncologica anche in carico agli ambulatori delle Case della Salute, rafforzando l integrazione multiprofessionale e dotando, ove necessario e possibile, tali ambulatori di strumenti di telemedicina ed ecografia di base. Per i pazienti più complessi si ribadisce l importanza dello sviluppo dei percorsi di Day Service Ambulatoriale, definiti e approvati dal Responsabile di cui al punto 1, anche ai fini di trasferire in regime ambulatoriale le prestazioni ritenute inappropriate in regime di ricovero. Obbiettivo 1 incremento del numero di prescrizioni effettuate dalla struttura (UO/Amb) che ha in carico il cittadino rispetto all anno precedente. Obbiettivo 2 incremento del numero di pazienti con patologia cronica seguiti negli ambulatori delle Case della Salute nel 2015 rispetto al 2014, e 2016 rispetto al C Sistemi di prenotazione 7 Al fine di facilitare l accesso al cittadino è importante utilizzare tutti i canali prenotativi previsti dalla DGR 748/11 (sportello, telefono, CUP WEB, operatori sanitari, farmacie territoriali). Le modalità di prenotazione nell ambito di ciascun canale prenotativo devono essere sono uniformi in tutte le Aziende sanitarie. In particolare in caso di prenotazione telefonica, risultano fondamentali i seguenti elementi: Accesso alla prenotazione telefonica tramite un Numero verde ben visibile nel portale aziendale Possibilità di prenotare telefonicamente tutte le tipologie di prestazioni di primo accesso e le urgenze ove non in accesso diretto Informazione chiara circa il set di prestazioni che è possibile prenotare telefonicamente e le modalità di accesso prenotabili Comunicazione dei tempi di risposta previsti durante l attesa telefonica, garantendo lo standard di 5 minuti Formazione dedicata agli addetti al call-center. Attraverso il servizio del Numero verde Regionale ( ) la Regione Emilia-Romagna ha creato una sistema centralizzato che oltre a fornire una serie di informazioni inerenti i servizi sanitari regionali, è in grado di collegare gli utenti a tutti i call-center di prenotazione aziendali, rendendo possibile la prenotazione telefonica anche da questo numero. Prenotazione on-line tramite CUPWEB. La Regione ha attivato un servizio di prenotazione on-line (www.cupweb.it), per il quale tutte le Aziende sanitarie della regione devono essere interfacciate. Tale applicativo è accessibile a tutti i cittadini e consente di verificare disponibilità e tempi di attesa, prenotare, disdire o spostare appuntamenti per le prestazioni sanitarie che l Azienda ha pagina 11 di 19
12 messo a disposizione. Al termine della prenotazione è anche possibile collegarsi direttamente all applicativo di pagamento on-line e concludere tutte le operazioni necessarie. Le stesse funzionalità dal 2016 saranno accessibili anche mediante app su dispositivi mobili (smartphone e tablet). Le Aziende sanitarie sono tenute ad allargare l offerta di prestazioni disponibile su CUPWEB in modo da avvicinarsi quanto più possibile alla disponibilità di sportello. Obbiettivo: per le prenotazioni telefoniche attivazione di un numero verde aziendale. Tempi: 15 settembre Obbiettivo: programma di formazione per operatori di call center. Tempi: avvio dal 1 ottobre Obbiettivo: prenotabilità tramite CUPWEB almeno di tutte le prestazioni oggetto di monitoraggio per i tempi di attesa. Tempi: entro 31 dicembre D Sistemi per ridurre le mancate presentazioni 8 La mancata presentazione degli utenti per prestazioni già prenotate continua a costituire un fenomeno rilevante. Si ritiene necessario garantire un livello per quanto possibile omogeneo di supporto all utenza, nella fase che precede la presentazione, affinché la prenotazione non venga dimenticata. Oltre a garantire che gli utenti ricordino gli appuntamenti già fissati tramite i meccanismi di promemoria, oltre che di recall per le prestazioni più critiche e/o a maggior consumo di risorse, occorre creare le condizioni perché sia loro possibile disdire le prenotazioni già effettuate e che da tali disdette si originino effettivi posti liberi da utilizzare per altri utenti. I sistemi aziendali devono pertanto indicare univocamente agli utenti la modalità attraverso la quale disdire l appuntamento. Tale messaggio deve essere riportato nella documentazione della prenotazione e negli eventuali messaggi di recall. Di tali disdette deve essere tenuta traccia e tali informazioni devono costituire il presupposto per la applicazione del ticket alle prestazioni prenotate e non erogate per mancata disdetta, sia per i soggetti non esenti che per quelli esenti ticket. Obbiettivo: definizione da parte di ciascuna Azienda di procedura specifica per comunicare chiaramente ai cittadini le modalità di recall, di disdetta e di eventuale pagamento del malus, per garantire ad ognuno la fruizione di un diritto. Tempi: entro il 31 dicembre E Miglioramento della capacità produttiva 9 Semplificazione delle codifiche nelle agende di primo accesso. Da parte di ciascuna Azienda è necessario, soprattutto nelle realtà di grandi dimensioni, semplificare radicalmente il numero di agende di prenotazione che per la stessa specialità presentano frammentazioni legate a specifici ambiti/quesiti diagnostici. Al fine di utilizzare appieno la potenzialità produttiva, le agende di prestazioni di primo accesso devono essere strutturate per specialità e non per singolo ambito/quesito diagnostico. pagina 12 di 19
13 Obbiettivi e tempi: eliminazione delle agende sub-specialistiche che non saturano tutta la loro offerta entro il 31/12/2015 e di tutte le altre entro il 31 marzo Presa in carico della struttura delle prestazioni inserite nelle agende di II livello. Una diretta conseguenza della semplificazione delle agende di cui al punto precedente è che eventuali prestazioni di II livello per le quali precedentemente esisteva una agenda dedicata, debbano essere erogate con presa in carico diretta da parte della struttura, senza che il paziente debba ripassare da CUP. Tempi: entro il 31 dicembre Incremento delle prestazioni di primo accesso offerte dai sistemi CUP nelle strutture pubbliche e accesso diretto ai punti prelievo. Se da un lato la gestione diretta della presa in carico dei pazienti cronici rappresenta una modalità, appropriata ed efficiente, di gestione dei loro percorsi, la dispersione dell offerta pubblica in numerosi rivoli rende le nostre organizzazioni meno capaci di rispondere entro i tempi standard al bisogno dei cittadini. Pertanto, la gran parte delle prestazioni deve essere inserita in agende trasparenti e direttamente fruibili. Deve essere attivato inoltre l accesso diretto ai punti prelievo come possibilità concreta per l utente, in ogni distretto. Obbiettivi e tempi: Inserire almeno l 80% delle prestazioni di primo accesso a sistema CUP in tutte le strutture pubbliche per le agende disponibili da novembre Utilizzo finalizzato al recupero delle liste di attesa della quota derivante dalla applicazione del 5% prevista dall art. 2 del Decreto Legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito in Legge 8 novembre 2012, n Il fondo ex 5%, stimabile a livello regionale in ,00, previa informazione alle OOSS, deve essere finalizzato alle attività di recupero dei tempi di attesa per le prestazioni critiche. Tale utilizzo deve privilegiare il reclutamento di professionisti nelle aree di maggior criticità. Obbiettivi e tempi: pianificazione dell utilizzo dei fondi aziendali, anche in riferimento alle annualità pregresse eventualmente non utilizzate, entro 1 settembre Utilizzo pieno delle potenzialità produttive. Garanzia dell apertura degli ambulatori istituzionali per le prestazioni critiche nelle intere giornate dal lunedì al venerdì. Il pieno utilizzo delle capacità produttive delle strutture deve essere perseguito nell ambito di una pianificazione aziendale ad hoc che riconsideri i piani di attività delle equipe e l utilizzo delle tecnologie in modo da garantire, per le prestazioni che presentano tempi di attesa, l ottimizzazione dell utilizzo delle risorse disponibili nell arco dell intera giornata in ogni ambito territoriale di garanzia. pagina 13 di 19

References: art. 15
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 9
 articolo 12
 articolo 1
 art. 9
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 41
 articolo 8
 art. 5
 art. 21
 art. 1
 art. 2