Source: https://www.laleggepertutti.it/96892_licenziamento-illegittimo-si-puo-chiedere-il-risarcimento-del-danno
Timestamp: 2018-02-25 15:51:31+00:00

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Licenziamento illegittimo: si può chiedere il risarcimento del danno?
Lo sai che? Licenziamento illegittimo: si può chiedere il risarcimento del danno?
Articolo di Valentina Cardani
L’AUTORE: Valentina Cardani
Il lavoratore può chiedere il risarcimento del danno per licenziamento illegittimo, ma la sua misura è predeterminata per legge.
Parlando di licenziamento illegittimo, ci si chiede spesso quali siano i diritti del lavoratore ingiustamente “silurato” e, in particolare, a quanto ammonti il risarcimento del danno economico e morale subito.
Il danno subito dal lavoratore è costituito, innanzitutto, dalla perdita della retribuzione, che può avvenire anche da un giorno all’altro se il licenziamento è “in tronco” (ossia senza preavviso).
Dal licenziamento possono però derivare anche ulteriori conseguenze: ad esempio, può capitare che, a causa della perdita della retribuzione mensile, non si riesca più a pagare il mutuo acceso per l’acquisto della casa. Potrebbe quindi il dipendente, licenziato senza motivo, chiedere il risarcimento del danno subito?
Quando il Giudice decide sulla regolarità o meno del licenziamento, al contempo, decide anche sul risarcimento del danno. La legge in proposito, prevede un risarcimento certo, ma in misura limitata e prestabilita.
Proprio per questo motivo, in gergo, si parla di “indennità risarcitoria”. Da un lato, infatti, il lavoratore è facilitato, poiché non deve materialmente provare il danno che abbia subito a seguito del licenziamento. Il lavoratore non dovrà dimostrare la perdita economica subita, né tantomeno quantificare l’ammontare delle retribuzioni perdute, né indicare le ulteriori conseguenze di carattere personale (come si diceva, ad esempio, il mancato pagamento del mutuo e quindi l’eventuale esposizione a procedure esecutive da parte della banca): egli ha diritto al risarcimento come automatica conseguenza dell’ingiustizia del licenziamento.
A ben vedere, il lavoratore non deve nemmeno affermare di aver subito un danno, perché il suo diritto è tutelato automaticamente. D’altro canto, la misura del risarcimento è limitata ad una somma prestabilita dal legislatore.
L’entità del risarcimento varia a seconda delle ragioni che hanno condotto al licenziamento illegittimo, ma, in generale, viene calcolata sulla base dell’ammontare dello stipendio mensile percepito durante il rapporto di lavoro.
Vediamo meglio cosa prevede la disciplina approvata con il cosiddetto Jobs Act [1].
In caso di licenziamento discriminatorio, la legge prevede che spetti al lavoratore un risarcimento pari alle mensilità maturate per tutto il periodo dell’illegittima estromissione dal lavoro e comunque in misura non inferiore alle 5 mensilità di stipendio [2].
Con il contratto cosiddetto “a tutele crescenti”, di recente introduzione [3], il risarcimento è calcolato moltiplicando l’importo di due mensilità di stipendio al numero di anni di lavoro alle dipendenze dell’azienda che ha intimato il licenziamento senza motivo, ma non in misura inferiore a 4 mensilità e non superiore a 24. È il caso, ad esempio, del lavoratore licenziato per l’assenza ingiustificata di un solo giorno: benché questa sia una violazione degli obblighi in capo al lavoratore, di per sé non è sufficiente a giustificarne il licenziamento.
Il cosiddetto Jobs Act ha poi distinto l’ipotesi in cui la condotta del datore di lavoro addebitata al lavoratore e posta a giustificazione del licenziamento, non si sia in realtà mai verificata: ad esempio: il lavoratore viene licenziato per assenza ingiustificata, ma in realtà non è mai stato assente. In questo caso, il risarcimento dovuto è commisurato a tante mensilità della retribuzione quante sono quelle maturate sino alla riammissione in servizio e comunque non in misura superiore a 12 [4].
Se il licenziamento presenta un vizio formale o procedurale (ad esempio, se, prima del licenziamento, non viene formalmente contestata la condotta del lavoratore) al lavoratore spetta un risarcimento pari ad una mensilità stipendio per ogni anno di lavoro, ma comunque in misura non inferiore a 2 mensilità né superiore a 12 [5].
Infine, in caso di imprese che abbiano alle loro dipendenze meno di 15 dipendenti, il risarcimento è previsto nella misura di una mensilità per ogni anno di lavoro e comunque non superiore a 6 mensilità [6].
Come si può facilmente intuire, dunque, la misura del risarcimento predeterminata per legge varia a seconda delle ragioni – illegittime – per cui il licenziamento è stato intimato. Il risarcimento sarà maggiore nelle ipotesi giudicate più gravi, come nel caso del licenziamento discriminatorio.
In alcuni casi, poi, è previsto che il risarcimento sia ridotto se il lavoratore ha nel frattempo trovato altra occupazione lavorativa; in altri casi ancora – ad esempio nel licenziamento disciplinare, determinato cioè dalla condotta del lavoratore – il risarcimento è ridotto anche se il lavoratore avrebbe potuto trovare un altro impiego.
Va detto, inoltre, che il lavoratore può ottenere un risarcimento in misura superiore a quanto stabilito dalla legge [7].
In questo caso, il lavoratore però dovrà rigorosamente indicare il danno ulteriore – rispetto a quello meramente economico – subito (tale può essere il danno alla professionalità o all’immagine [8]) e fornire prova del danno (se il licenziamento ha influito negativamente nella percezione, ed esempio, da parte di possibili futuri datori di lavoro, della persona del lavoratore; ciò può essere dimostrato con testimoni oppure provando opportunità lavorative sfumate a causa del licenziamento) e della sua quantificazione.
[1] D.lgs. 23/15.
[2] Art. 2 D.lgs. 23/15.
[3] Art. 3 D.lgs. 23/15 co. 1.
[4] Art. 3 D.lgs. 23/15 co. 2.
[5] Art. 4 D.lgs. 23/15.
[6] Art. 9 D.lgs. 23/15.
[7] In tal senso, Cass. sent. n. 15915 del 7.07.2009.
[8] Trib. Roma, sent. del 22.04.2015.
Romana marchesani ha detto:
22/11/2016 alle 22:22
Nel caso di risarcimento danno per licenziamento illegittimo di 22 mensilità senza il reintegro, come funziona il calcolo? Sono comprese le mensilità aggiuntive 13 e 14 ? Grazie
08/11/2017 alle 16:18
Buona sera. Io sono un fornaio (panettiere) con contratto a tempo indeterminato, lazienda mi a fatto licenziamento a messo varie motivazzioni ma secondo me sono tutte false, ora lavorando li da circa 3 anni posso chiedere risarcimento danni.,
E quanto ammonta la somma. Grazzie
stefania de lazzari ha detto:
14/11/2017 alle 23:09
Buona sera volevo sapere quante mensilità di indennizzo mi aspettano essendo stata assunta il 3/3/2015 e leicenziata il 31/10/2017 con lettera di preavviso per poco lavoro. Unica dipendente di 44 anni. Grazie.

References: Art. 2
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 9
 Cass.