Source: http://www.ilfattoteramano.com/2014/03/31/limbarazzante-difesa-di-manola-di-pasquale-e-dubbi-non-chiariti/
Timestamp: 2017-10-18 02:00:52+00:00

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L'imbarazzante difesa di Manola Di Pasquale e i dubbi non chiariti (riassunto delle puntate precedenti) - il Fatto Teramano
By il Fatto Teramano on 31 marzo 2014 9 Comments
Manola Di Pasquale con il marito
Manola Di Pasquale risponde con un lungo post su Facebook alle tante richieste di chiarimenti arrivate da più parti in merito alla recente sentenza della Corte dei Conti che ha condannato il marito per danno erariale.
La notizia della sentenza, pubblicata nei giorni scorsi da “Il Fatto Teramano”, ha sollevato un vespaio di polemiche e critiche in tutto l’Abruzzo anche per la reazione della Di Pasquale alla diffusione del documento ufficiale dei Giudici contabili. La candidata del Pd nei giorni scorsi ha apostrofato l’autore dell’articolo, Christian Francia, come “un povero uomo” ed ha pubblicamente chiesto la chiusura del nostro blog.
Il post, come al solito sgrammaticato, con il quale la Di Pasquale fornisce le sue spiegazioni
Sul social Network la Di Pasquale scrive testualmente: “Nell’anno 2004 la Provincia di Teramo ha progettato e realizzato un Oasi Marina Protetta per la protezione e lo sviluppo delle risorse acquatiche dei comuni di Pineto e Silvi. Tale opera consisteva nel sistemare, mediante lancio, massi naturali ed artificiali su fondali di circa 20 metri di profondità in ampio specchio di mare. Mio marito quale dipendente dell’Ente assunse l’incarico di progettista e direttore dei lavori. Dopo circa sei anni, nel 2010 sul presupposto che forse sui fondali marini erano stati collocati massi per quantità inferiori rispetto al progettato, su denuncia di alcune persone, venne aperto un procedimento penale a carico delle ditte esecutrici dei lavori e di Rocco Di Giacomo quale direttore dei lavori. Procedimento penale che non venne mai celebrato perché dichiarato improcedibile per intervenuta prescrizione.
Seguiva quindi il procedimento davanti la Corte dei Conti nei confronti del titolare della ditta appaltatrice e del Di Giacomo quale dipendente pubblico 2 procedimento che dopo una breve istruttoria si è concluso con la sentenza di cui tanto si parla in questi giorni.
Tale sentenza condanna il dipendente al pagamento di un danno alla regione Abruzzo di € 24.000 (e non già € 240.000) e non perché il Di Giacomo ha posto in essere condotte illecite o ha preso “mazzette”, come si è lasciato pensare, ma esclusivamente perché “nella sua qualità di progettista e direttore dei lavori non avrebbe verificato con la diligenza minima richiesta dalle circostanze la regolare esecuzione del lavoro “. In sintesi è stato condannato perché a dire della Corte non era stato attento nel contare i massi che venivano posizioni in mare aperto, pur non potendo il dipendente recarsi in mare aperto perché non autorizzato. La sentenza è stata impugnata”.
Manola di Pasquale conclude, poi, il suo lungo post: “Questa è la sola verità. Mi dispiace moltissimo che mio marito sia stato insultato e denigrato da comunicati e commenti nel solo intento di colpire me e che io abbia dovuto mettere in piazza le sue vicende personali. Ti amo Rocco Di Giacomo sei l’uomo migliore che abbia mai conosciuto”.
L’intervento su Facebook di Gianluca Pomante, candidato sindaco per Teramo 3.0, il Popolo di Teramo e Movimento 139
Una difesa imbarazzante quella della Di Pasquale, degna di un esponente del partito di Berlusconi (ci mancava solo un “a mia insaputa”), che oltre a non chiarire la vicenda solleva altri dubbi, come scrive Gianluca Pomante sulla sua pagina di Facebook: “Il dipendente pubblico dovrebbe riferire all’Amministrazione di appartenenza che non è in grado di adempiere correttamente ad un incarico e, se percepisce un compenso ulteriore, dovrebbe rinunciarvi. Le giustificazioni rese dalla collega pubblicamente sono discutibili ed infatti la magistratura non le ha ritenute fondate. Spontaneo fare una domanda a Manola Di Pasquale: qualora venisse eletta, intende amministrare questa città utilizzando lo stesso metro di valutazione per tutti i dipendenti che dovessero arrecare, anche involontariamente, un danno all’erario e alle tasche dei cittadini?”.
Sulla questione è intervenuto nuovamente anche Christian Francia con un nuovo articolo in cui analizza la difesa della Di Pasquale e gli attacchi arrivati, a lui e al Fatto Teramano, dal Pd cittadino. “Ribadisco – scrive il presidente di Teramo 3.0 – che il danno arrecato ai cittadini è di € 240.000, ma la condanna è pari al 10% del danno, per cui per le negligenze di Rocco Di Giacomo tutti gli abitanti della provincia di Teramo hanno dovuto sborsare di tasca loro ben 216.000 euro.
Ecco la parte della sentenza in cui i Giudici contabili scrivono che il danno erariale arrecato ammonta a 240.000 euro
Quanto all’aver preso mazzette nessuno (certamente non io) ha mai sostenuto o ventilato una ipotesi del genere, per cui l’affermazione appare chiaramente una excusatio non petita, accusatio manifesta. Ammesso e non concesso che davvero suo marito non fosse autorizzato a recarsi in mare aperto, come mai non contò i massi sulla terra prima che venissero posizionati in mare? E come mai, se non ebbe modo di controllare, certificò la regolarità dei lavori? Più Manola parla, più sprofonda”.
Dal Sindaco in carica Maurizio Brucchi (e dagli esponenti del suo partito e di quelli alleati) non una parola su questa vicenda: gli enormi problemi giudiziari che coinvolgono alcuni tra i più importanti membri del centro-destra teramano avranno suggerito cautela e silenzio.
Intanto, la base elettorale del Partito Democratico cittadino si interroga sulla sentenza di condanna del marito di Manola Di Pasquale e sulla reazione, scomposta, del candidato sindaco. Al di là dei comunicati ufficiali del partito, all’interno del PD la discussione è accesa e in molti continuano a sollevare dubbi sulla candidatura della Di Pasquale (avvenuta oltretutto senza le primarie) e a chiederne, anche se in via ufficiosa, il ritiro dalla competizione elettorale. Qualche mese fa in città in tantissimi davano il Partito Democratico in netto vantaggio e si profilava una probabile vittoria nella prossima campagna elettorale, anche a causa della disastrosa amministrazione Brucchi.
Oggi sono rimasti davvero in pochi a scommettere su questo PD e sulla Di Pasquale.
Gli uomini e le donne di centro-sinistra di Teramo pensano davvero che sia Manola Di Pasquale l’alternativa credibile a Brucchi & Company?
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L’imbarazzante difesa di Manola Di Pasquale e i dubbi non chiariti (riassunto delle puntate precedenti) added by il Fatto Teramano on 31 marzo 2014
9 Responses to "L’imbarazzante difesa di Manola Di Pasquale e i dubbi non chiariti (riassunto delle puntate precedenti)"
Anonimo 31 marzo 2014 at 22:31
E perchè sig. Pomante, la Di Pasquale avrebbe dovuto informare la cittadinanza dei problemi giudiziari del marito? – Quali sono le sue regole? Quali le cose da comunicare? e fino a che grado di parentela? I problemi riguardano il singolo individuo… ed il tempo in cui le colpe dei padri ricadevano sui figli è passato e non siamo nel tempo in cui le colpe di un coniuge ricade sull’altro. E’ tempo di guardare ai problemi, alla capacità di superarli nella competenza e responsabilità, che certo non abbondano in chi cerca il vantaggio nelle cosidette disgrazie altrui.
Anonimo 1 aprile 2014 at 0:19
Stargate 1 aprile 2014 at 0:48
Ma se la notizia l’avesse Pubblicata un quotidiano come Il Centro (cosa che ha fatto dopo, amplificandola) la reazione sarebbe stata la stessa? Ma che andasse a fare la vittima altrove. Qui l’unica che cerca di volgere a suo vantaggio la superficialitá del marito é proprio lei e l’hanno capito tutti ormai. PD = Perdenti Dentro
anonimo 1 aprile 2014 at 6:36
E’ tutto questo mentre due pregiudicati continuano a decidere le sorti della nazione
Anonimo 1 aprile 2014 at 9:51
Francesco 1 aprile 2014 at 11:10
Un’altra Teramo è possibile.
io 1 aprile 2014 at 12:30
te lo spiego io caro anonimo il perché: perché un marito non è un amico lontano o un vicino di casa. è il 50% della tua famiglia. perché lei è l’avvocato difensore di suo marito, non solo la moglie. perché lei si candida a sindaco di questa città quindi deve necessariamente rendere pubblica la condotta sua e dei suo cari più prossimi: padre, madre, marito, figli.
lo so che anni di berlusconismo non ti concedono di ragionare in tal senso e invece sì, una carica pubblica richiede la massima trasparenza.
Francesco 1 aprile 2014 at 13:36
Un’altra Teramo è possibile!
Anonimo 2 aprile 2014 at 23:19
Chiedo: come mai la sentenza viene fuori un mese dopo la pubblicazione? Quali sono le responsabilità di manola se la vicenda riguarda no lei ma un suo famigliare? Prima di crocifiggere le persone non sarebbe meglio aspettare l appello e che la condanna sia definitiva, stesso discorso che vale per l’assalto in primo grado d ‘Alfonso? È meglio vincere la campagna sui contenuti e i programmi che si vogliono presentare alla città o eliminando gli avversari per via indiretta su cose che manco li riguardano in prima persona? Non si sta forse nascondendo inconsistenza assoluta per i programmi elettorali? Come mai si fanno le pulci a tutti ma no agli impresentabili e indagati nelle liste a sostegno di Pomante? Ci sono impresentabili di serie a e B per questo blog? Dopo 5 articoli in 2 giorni un record per sto blog sulla stessa cosa diffamatoria manola non doveva manco replicare e subire per voi impassibile? Come mai questo accanimento quotidiano sul pd e manola lasciando Brucchi e co sfregar si le mani dalla goia? Non è che qualcuno ha stretto accordi di alleanza con il centrodestra per lasciarlo li altri 5 anni? Dopo tanto odio con Brucchi e manola al ballottaggio lascerete libertà di voto per far rivincere la destra in quanto il pd è peggio del PdL per voi vi assumerete tale responsabilità?

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