Source: https://www.ateneoweb.com/approfondimenti-lavoro/affido-esclusivo-della-prole-e-godimento-dell-abitazione.html
Timestamp: 2017-09-20 04:16:58+00:00

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L'assegnazione della casa familiare, anche se tradotta in termini economici, particolarmente valorizzati dalla Legge n. 898 del 1970, articolo 6, comma 7 (come sostituito dalla Legge n. 74 del 1987, articolo 11), è abbinata all'affidamento dei minori. Infatti proprio nell'interesse di questi a poter rimanere nell'habitat domestico in cui sono cresciuti, e non deve quindi essere trattata come se fosse una componente dell'assegno previsto dalla Legge n. 898 del 1970, articolo 5, per far fronte alle necessità economiche del coniuge meno abbiente, alle quali e' destinato unicamente il predetto assegno. Quindi, anche se l'immobile sia in comunione dei beni, l'assegnazione del beneficio resta subordinata all'imprescindibile presupposto dell'affidamento dei figli minori o della convivenza con figli maggiorenni ma economicamente non autosufficienti art. 6 lg 898/70 recita «l'abitazione nella casa familiare spetta di preferenza al genitore cui vengono affidati i figli o con il quale i figli convivono oltre la maggiore età". In ogni caso ai fini dell'assegnazione il giudice dovrà valutare le condizioni economiche dei coniugi e le ragioni della decisione e favorire il coniuge più debole». Nel caso contrario infatti, è discutibile in materia di costituzionalità legittima del provvedimento, che, non potendo automaticamente essere modificato a seguito del raggiungimento della maggiore eta' e dell'indipendenza economica da parte dei figli, diverrebbe in un vero e proprio esproprio e quindi violazione del diritto di proprietà (una sorta di usufrutto), per tutta la vita del coniuge assegnatario, in danno del comproprietario (Cass. 2006/1545; 2007/10994; 2007/17643). In quest'ottica si sono pronunciati i Supremi Giudici, sentenza n. 5414/2012, assegnando la casa coniugale all'ex ed alla figlia maggiorenne e disoccupata, senza attribuire ad entrambe alcun assegno di mantenimento "essendo ciò dipeso da ragioni processuali (mancata riproposizione nelle conclusioni dell' atto di appello della richiesta di assegno per la figlia in relazione al quaIe era stato però formulato specifico motivo:( v. sentenza impugnata a pag. 3) Né infine rileva l' età della figlia maggiorenne perché ciò che assume rilievo ai fini di cui all'art. 6, comma 6, cit. è la convivenza con il coniuge assegnatario e la condizione di non autosufficiente del figlio." Quindi a nulla è valso all'ex marito ricorrere in Cassazione impugnando la sentenza della Corte d'Appello di Roma perché l'abitazione viene assegnata di preferenza al genitore affidatario della prole, sia essa minorenne o maggiorenne ma non autosufficiente. In assenza di prole il giudice deve sempre agevolare il coniuge più debole.
Tale provvedimento di assegnazione, se trascritto nei registri immobiliari, può essere opposto ai terzi acquirenti dell'immobile: gli acquirenti diventano proprietari dell'immobile, ma, esattamente come il loro venditore, non ne potranno disporre materialmente fino a quando il provvedimento di assegnazione non venga revocato dall'autorità giudiziaria (quando il diritto di godimento viene meno).
Ormai è risaputo che le cifre per gli affitti o gli acquisti sono insostenibili; nel Centro Storico ma anche nella primissima periferia un monolocale costa € 800/1000 e non consente al genitore che lascia la casa di ospitare i figli. Un bilocale da 1200 a 1500 euro . Gli introiti non hanno la facoltà di moltiplicarsi in base alle spese. Dunque un insegnante a Roma guadagna quanto a Trieste o Torino o in altre piccole città. E' impossibile!

References: articolo 6
 articolo 11
 articolo 5
 art. 6
 sentenza 
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