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Timestamp: 2020-05-31 19:15:07+00:00

Document:
Riparto - Graduazione prededuzioni - Forum FALLIMENTI - PASSIVO E RIVENDICHE
Riparto - Graduazione prededuzioni
07/05/2020 18:02
Buonasera, vorrei un confronto da parte vostra in quanto mi trovo a dover predisporre alcuni pagamenti di crediti prededucibili i quali, sommati, superano complessivamente l'importo disponibile nelle casse del fallimento di € 40 mila.
Nel caso che interessa il fallimento ha proposto azione revocatoria la quale ha avuto esito negativo. La sentenza infatti ha rigettato le domande attorie del fallimento e condannato lo stesso al pagamento delle spese legali liquidate in sentenza in favore di controparte in € 65 mila.
L'importo relativo al compenso del curatore calcolato sulla base del DM 30/2012 ammonta a € 10 circa.
Non si conosce peraltro, al momento, l'importo che dovrà essere versato per la registrazione della sentenza di cui sopra, spesa che, anch'essa, dovrebbe essere in prededuzione.
Queste le domande alle quali vorrei ricevere una risposta:
1) qual'è l'ordine di pagamento dei crediti in prededuzione (tra compenso curatore, spese liquidate in sentenza in favore dei legali di controparte e imposta di registro della sentenza) e quale articolo di legge deve essere osservato? Il compenso del Curatore va comunque soddisfatto per intero senza che esso partecipi alla graduazioni tra gli altri crediti in prededuzione?
2) come sopra accennato, al momento non conosco l'importo dovuto per imposta di registro sulla sentenza di rigetto. Devo forse attendere una formale richiesta di pagamento da parte dell'Agenzia delle Entrate che mi liquida l'importo dovuto? Come posso procedere ad un pagamento secondo una graduazione dei crediti in prededuzione se al momento non conosco tale importo?
RE: Riparto - Graduazione prededuzioni
Scusate devo integrare il quesito sopra posto in quanto mi ero dimenticato che, oltre alle spese in prededuzione di cui sopra, ci sarebbe anche da riconoscere, al legale del fallimento, il saldo del proprio compenso.
08/05/2020 20:09
Muovendo dalla giusta considerazione che, non essendo sufficiente l'attivo a soddisfare tutte le prededuzioni, è necessario procedere ad una graduazione dei crediti prededucibili, giusto il disposto di cui all'ult. comma dell'art. 111bis.
In tale graduazione, al primo posto va collocato il compenso del curatore in quanto considerata spesa di giustizia (artt. 2755 e 2770 c.c.), al secondo il credito del legale della procedura in quanto privilegiato ex art. 2751bis n. 2 c.c., al terzo la spesa di registrazione della sentenza, che gode del privilegio di grado settimo ex art. 2758, co.1 c.c. e, infine, il credito della controparte per spese del giudizio, che non gode di alcun privilegio, trattandosi di spese relative ad un giudizio di cognizione, ed è perciò chirografario.
Quanto al credito per imposta di registro non ancora quantificato, ha due strade: o paga le prime due voci prioritarie sul grado settimo e poi blocca l'ulteriore distribuzione giacchè, se è vero che tale credito non è ancora liquido, è altrettanto vero che sa che esso esiste e si tratta solo di quantificarlo, per cui non può ignorarlo; oppure può chiedere all'Ufficio la quantificazione anche approssimativa, o fare lei stesso una simulazione in base al D.P.R. 131/86, Testo unico dell'imposta di registro, e, dopo il pagamento dei primi due, non provvedere al pagamento di questa voce, trattenendo la somma, e procedere oltre se vi sono ancora disponibilità.
Riallacciandomi alla discussione sopra riportata, Vi chiedo cortesemente un parere in merito ai seguenti aspetti:
1)qualora la quantificazione degli importi prededucibili fatta nel quesito originario fosse poi confermata, seguendo la vostra impostazione l'attivo disponibile di circa € 40 mila sarebbe dunque attribuito secondo la seguente graduazione e per gli importi indicati: primo il curatore € 10 mila (disponibilità residua € 30 mila); secondo il legale del fallimento € 2 mila (disponibilità residua € 28 mila), terzo lo Stato per imposta di registro che quantifichiamo per semplicità in € 2 mila (disponibilità residua 26 mila), quarti legali di controparte per il residuo disponibile di circa € 26 mila;
2)a carico di chi è la differenza dovuta per i legali di controparte non coperta dalle disponibilità di cassa del fallimento? E' posta a carico dell'Erario?
3)per quanto concerne le tempistiche di pagamento, dovendo il curatore far liquidare il proprio compenso e attendere anche che sia liquidato l'importo dovuto per imposta di registro, avendo al contempo i legali di controparte richiesto, con specifica notula, il pagamento del proprio compenso per spese legali liquidate in sentenza, è corretto comunque che questi ultimi aspettino "il loro turno" ovvero non possano invocare che il pagamento in loro favore sia effettuato prima degli altri creditori prededucibili? Ciò in quanto nella lettera accompagnatoria alla citata notula affermano che in difetto di pagamento nel termine di 15 giorni potrebbero procedere per le vie legali. In tale ambito dovrebbe soccorrere l'art. 51 della L. Fall. in base al quale "Salvo diversa disposizione della legge, dal giorno della dichiarazione di fallimento nessuna azione individuale esecutiva o cautelare, anche per crediti maturati durante il fallimento, può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nel fallimento";
4)devono forse questi ultimi (legali di controparte) presentare una domanda di ammissione allo stato passivo per far valere il proprio credito prededucibile liquidato in sentenza oppure è sufficiente notificare la sentenza al legale del fallimento?
Ringrazio in anticipo per i preziosi consigli che saprete darmi.
22/05/2020 19:35
RE: RE: Riparto - Graduazione prededuzioni
1- Esatta la graduazione, in conformità a quanto detto nella precedente risposta.
2- In primo luogo va precisato che il credito non è degli avvocati di controparte, ma della controparte vittoriosa nella causa revocatoria, che agisce tramite i suoi legali. Questo credito, se non trova capienza sul ricavato fallimentare o per la parte che non trova capienza non viene pagato da nessuno; ossia il creditore si trova nella situazione di ciascun creditore- sia esso concorrente che prededucibile- che in una procedura fallimentare può soddisfarsi sull'attivo esistente rimanendo impagato se l'attivo non è sufficiente. Ovviamente la parte vittoriosa dovrà pagare i suoi avvocati e in questo rapporto (che non interessa il fallimento) potrebbe entrare in ballo l'Erario, ove la controparte fosse stata ammessa al gratuito patrocinio.
3- La pretesa della controparte di essere pagati immediatamente o entro 15 giorni è priva di fondamento nella situazione in cui si trova di carenza di attivo perché il terzo comma dell'art. 111bis, nel prevedere che i crediti prededucibili sorti nel corso del fallimento che sono liquidi, esigibili e non contestati per collocazione e per ammontare, possono essere soddisfatti ai di fuori del procedimento di riparto, aggiunge testualmente "se l'attivo e' presumibilmente sufficiente a soddisfare tutti i titolari di tali crediti", il che significa che se l'attivo e' insufficiente, il pagamento alla scadenza non può, anzi non deve essere effettuato, in quanto il comma quarto dello stesso articolo, prescrive che, in tal caso, "la distribuzione deve avvenire secondo i criteri della graduazione e della proporzionalita', conformemente all'ordine assegnato dalla legge", per cui come lei con efficace sintesi ha detto, il creditore in questione deve aspettare il suo turno, dovendo prima il curatore essere in grado di fare la graduazione di tutti i crediti prededucibili.
A maggior ragione infornata è la minaccia di agire per vie legali perché, a parte quanto appena detto circa la mancanza di un diritto del creditore ad ottenere il pagamento immediato, l'art. 51, come giustamente lei ricorda, pone il divieto di agire e proseguire azioni esecutive e cautelari "anche per crediti maturati durante il fallimento".
4- No, il creitore in questione non deve insinuarsi al passivo in quanto il suo credito non è contestato, che è la condizione posta dall'art. 111bis l. fall., perché il credito prededucibile sorto nel corso del fallimento debba essere assoggettato al procedimento di verifica. Lei, non contesta l'entità del credito né la collocazione prededucibile, e non paga immediatamente per il fatto che l'attivo disponibile non è è presumibilmente sufficiente a soddisfarlo, o almeno a non soddisfarlo integralmente, secondo un riparto virtuale che lei fa tra le prededuzioni.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2751
 art. 2758
 sentenza 
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