Source: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:62010CC0562:IT:NOT
Timestamp: 2013-12-07 23:00:11+00:00

Document:
EUR-Lex - 62010CC0562 - IT
Conclusioni dell'avvocato generale Trstenjak del 18 aprile 2012. Commissione europea contro Repubblica federale di Germania. Ricorso per inadempimento - Articolo 56 TFUE - Normativa tedesca in materia di assicurazione per non autosufficienza - Prestazioni in natura di cure a domicilio escluse in caso di soggiorno in un altro Stato membro - Livello inferiore delle prestazioni in denaro esportabili - Mancato rimborso delle spese derivanti dal noleggio di materiale sanitario in altri Stati membri. Causa C-562/10.
del documento: 18/04/2012
della domanda: 30/11/2010
Ricorso per inadempimento - infondato
Repubblica Federale Tedesca, Stati membri
I – Introduzione 1. Dopo le decisioni emesse dalla Corte di giustizia nelle cause Molenaar (2) e Chamier-Glisczinski (3), è nuovamente l’assicurazione sociale contro il rischio di non autosufficienza della Repubblica federale di Germania ad essere oggetto di valutazione sotto il profilo del diritto dell’Unione. Introdotta con effetto a partire dal 1° gennaio 1995 dal Libro XI del «Sozialgesetzbuch» (codice della Previdenza sociale; in prosieguo: il «SGB XI») (4), quale assicurazione obbligatoria, essa è intesa a coprire il rischio di non autosufficienza. Sotto il profilo del diritto dell’Unione, l’assicurazione sociale contro il rischio di non autosufficienza, la quale eroga ai suoi assicurati prestazioni in denaro e in natura, viene collocata dalla giurisprudenza della Corte fra le prestazioni di malattia (5) .
4. Ciò riveste importanza, da un lato, se si considera la tendenza, recentemente rilevabile, di persone caratterizzate da un elevato grado di mancanza di autosufficienza a stabilirsi in modo durevole al di fuori del territorio federale, alla luce di possibilità di assistenza probabilmente migliori o più economiche (6) .
7. Nella causa Molenaar (8), essa – nel contesto della libera circolazione dei lavoratori e del regolamento n. 1408/71 – ha deciso che l’assegno di assistenza tedesco costituisce una prestazione in denaro della quale l’assicurato deve poter fruire a tempo indeterminato anche al di fuori della Germania, in un altro Stato membro (9) . Di tale sentenza ha nel frattempo tenuto conto il legislatore tedesco, riconoscendo in tal modo l’esportabilità dell’assegno di assistenza in un altro Stato membro dell’Unione europea.
8. Si configura diversamente, sotto il profilo del diritto dell’Unione, la situazione che caratterizza le prestazioni di assistenza in natura. Tale tematica era oggetto della causa Chamier-Glisczinski (10), concernente il caso di un’assistenza totale in un istituto di cura in Austria. La questione se, alla luce dell’articolo 18 CE (divenuto articolo 21 TFUE), gli assicurati tedeschi possano fruire in un altro Stato membro dell’Unione di prestazioni di assistenza in natura in egual maniera che in Germania è stata risolta negativamente dalla Corte di giustizia, la quale ha addotto che il percepimento delle prestazioni in natura è disciplinato dalla legge dello Stato membro di soggiorno (11), e che un eventuale trattamento più sfavorevole dell’assicurato rispetto alla situazione di diritto nello Stato di iscrizione dovrebbe essere accettata, in quanto le legislazioni previdenziali non sarebbero armonizzate a livello dell’Unione (12) .
II – Contesto normativo A – Diritto dell’Unione 1. Regolamento (CEE) n. 1408/71
«Il lavoratore subordinato o autonomo che soddisfa le condizioni richieste dalla legislazione dello Stato competente per aver diritto alle prestazioni (...), e:
ii) alle prestazioni in denaro erogate dall’istituzione competente in base alle disposizioni della legislazione che essa applica. Tuttavia, previo accordo tra l’istituzione competente e l’istituzione del luogo di dimora o di residenza, le prestazioni possono essere erogate anche da quest’ultima istituzione, per conto della prima, secondo le disposizioni della legislazione dello Stato competente.
B – La normativa nazionale 17. L’articolo 34 del SGB XI, nella sua versione attualmente in vigore, integrata dal paragrafo 1bis (16), così recita:
1. fintantoché l’assicurato soggiorni all’estero. In caso di soggiorno temporaneo all’estero, di durata pari o uguale a sei settimane per anno civile, l’assegno di assistenza deve essere versato alle condizioni previste all’articolo 37 del SGB XI o al pro rata, conformemente all’articolo 38 del medesimo. Per le prestazioni di assistenza in natura ciò vale solo qualora il personale di assistenza che fornisce abitualmente le prestazioni di assistenza in natura accompagni la persona non autosufficiente durante il soggiorno all’estero,
1bis. Il diritto all’assegno di assistenza ai sensi dell’articolo 37 o al pro rata ai sensi dell’articolo 38 non è sospeso nel caso di assicurati non autosufficienti che soggiornano in uno Stato membro dell’Unione europea, in uno Stato contraente dell’Accordo sullo Spazio economico europeo o in Svizzera.
«1. Le persone non autosufficienti possono chiedere, al posto dell’assistenza a domicilio, un assegno di assistenza. Il diritto presuppone che, mediante l’assegno di assistenza e in funzione del suo ammontare, la persona non autosufficiente si procuri autonomamente, in maniera idonea, le cure generali e l’assistenza a domicilio di cui necessita (…)».
20. Ai sensi dell’articolo 38 del SGB XI, è possibile combinare la prestazione in denaro e la prestazione in natura (prestazione mista). La persona non autosufficiente è vincolata in linea di principio per sei mesi alla decisione attinente alla proporzione in cui intende avvalersi della prestazione in denaro e in natura. Nel caso di un mutamento sostanziale della situazione, è tuttavia possibile un adeguamento della decisione al nuovo mutato stato di bisogno ai sensi dell’articolo 48, paragrafo 1, del SGB X (17), ad esempio in caso di mutamento delle necessità effettive o della disponibilità del personale di assistenza.
«1. Le persone non autosufficienti hanno diritto a beneficiare di apparecchiature medico sanitarie che contribuiscono ad agevolare l’assistenza o ad alleviare i sintomi della persona non autosufficiente o le consentono di essere più autonoma, sempreché l’apparecchiatura medico sanitaria non debba essere fornita dall’assicurazione malattia o da altri enti assistenziali competenti a causa di una malattia o di un handicap. La cassa contro la non autosufficienza verifica la necessità di fornire le apparecchiature medico sanitarie richieste coinvolgendo il personale di assistenza o il servizio medico (...).
3. In tutti i casi idonei, le casse per il rischio di non autosufficienza devono mettere a disposizione le apparecchiature tecniche medico sanitarie preferibilmente a titolo di prestito. Esse possono subordinare tale concessione all’obbligo, per le persone non autosufficienti, di adeguarsi all’apparecchiatura medico sanitaria o fare istruire se stesse o il personale di assistenza in merito al loro uso (...)».
III – Fase precontenziosa 22. Il procedimento per inadempimento trae origine dal caso di un cittadino tedesco che soggiornava con la moglie, persona non autosufficiente, in un hotel-centro benessere situato in un altro Stato membro dell’Unione europea per un periodo di due mesi l’anno. Nell’assistere la moglie all’estero, egli veniva aiutato da un servizio di assistenza ambulatoriale straniero; era inoltre necessario noleggiare in loco un letto ortopedico. L’assicurazione sociale contro il rischio di non autosufficienza erogava tuttavia solo un assegno di assistenza per un importo considerevolmente inferiore al valore delle prestazioni di assistenza in natura che avrebbero potuto essere percepite nel caso di un soggiorno in Germania. I costi per il noleggio del letto ortopedico non venivano rimborsati.
IV – Procedimento dinanzi alla Corte e conclusioni delle parti 25. La Commissione, con il suo ricorso 29 novembre 2010, depositato presso la Corte il 30 novembre 2010, chiede anzitutto che la Corte voglia dichiarare che:
2. con riferimento alle prestazioni di assistenza, delle quali la persona non autosufficiente abbia beneficiato in occasione di un soggiorno temporaneo in un altro Stato membro dell’Unione e che siano state fornite da un prestatore di servizi ivi stabilito, non prevede un rimborso dei costi in misura pari alle prestazioni di assistenza in natura erogate in Germania, oppure esclude tale rimborso attraverso il richiamo all’articolo 34, paragrafo 1, punto 1, del SGB XI;
V – Principali argomenti delle parti 29. La Commissione ritiene che le disposizioni concernenti le prestazioni di assistenza in natura ai sensi dell’articolo 36 del SBG XI, e le apparecchiature medico sanitarie ai sensi dell’articolo 40 del SBG XI, applicabili ai soggiorni temporanei in un altro Stato membro dell’Unione e che prevedrebbero prestazioni considerevolmente inferiori rispetto al caso in cui l’assistenza fosse prestata all’interno della Germania, non siano compatibili con la libera prestazione dei servizi garantita dall’articolo 56 TFUE. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, gli Stati membri sarebbero obbligati, nell’esercizio della loro competenza ad organizzare i regimi di previdenza sociale, ad osservare il diritto dell’Unione. L’articolo 56 TFUE esigerebbe la soppressione di tutte le restrizioni della libera prestazione dei servizi, anche qualora esse si applichino indistintamente ai prestatori nazionali ed a quelli degli altri Stati membri, allorché esse siano idonee ad ostacolare le attività di prestatori di servizi analoghi all’estero. La normativa tedesca renderebbe più difficile il ricorso a prestatori di servizi stranieri che a prestatori di servizi nazionali. Anche con riguardo alla messa a disposizione di apparecchiature medico sanitarie sarebbe ravvisabile una restrizione nel fatto che i costi del noleggio di siffatte apparecchiature all’estero non verrebbero coperti neppure qualora essi siano rimborsabili nel territorio nazionale.
33. In ogni caso, una restrizione della libera prestazione dei servizi, qualora ricorra, sarebbe giustificata. Già la tutela della sanità pubblica esigerebbe disposizioni come quella in questione, in quanto il loro obiettivo sarebbe quello di garantire prestazioni assistenziali di alto livello. La garanzia della qualità richiederebbe una rigorosa verifica degli enti di assistenza, e verrebbero conclusi contratti solo con persone o enti che assicurino siffatta qualità. Allo stato attuale del diritto, non sarebbero previste convenzioni con prestatori esteri in quanto, accanto alla prestazione medico assistenziale, una caratteristica essenziale sarebbe costituita anche dalla dedizione personale e, al riguardo, la lingua e il background culturale della persona da assistere svolgerebbero un ruolo di primo piano. Misure a garanzia della qualità non potrebbero essere assicurate dall’estero.
VI – Valutazione giuridica 38. Dopo un’illustrazione introduttiva della sistematica dell’assicurazione sociale contro il rischio di non autosufficienza, verrà di seguito precisato anzitutto l’oggetto del procedimento per inadempimento e, quindi, il parametro di verifica applicabile. Occorrerà poi verificare se in casu debba essere ritenuta sussistente una violazione degli obblighi risultanti dall’articolo 56 TFUE. Per concludere, occorre esaminare la domanda sulle spese della Commissione.
A – Caratteristiche fondamentali dell’assicurazione sociale contro il rischio di non autosufficienza 39. Le caratteristiche fondamentali dell’assicurazione sociale contro il rischio di non autosufficienza nel caso di assistenza a domicilio, nella misura in cui esse sono rilevanti per il procedimento in questione e riguardano un soggiorno provvisorio all’estero, possono essere sintetizzate come segue:
40. L’assicurazione sociale contro il rischio di non autosufficienza della Repubblica federale di Germania prevede diverse prestazioni a favore delle persone non autosufficienti. Nell’ambito del suo catalogo delle prestazioni nel settore dell’assistenza a domicilio, essa consente di scegliere tra un «assegno di assistenza» forfetario (19), il cui ammontare dipende dal grado di non autosufficienza, e concrete prestazioni di assistenza in natura, a titolo di «assistenza a domicilio» (20) . A certe condizioni, possono inoltre essere messe a disposizione apparecchiature medico sanitarie (21) .
42. I diritti alla fruizione di prestazioni di assistenza in natura risultanti dall’articolo 36 del SGB XI sono in linea di principio sospesi, ai sensi dell’articolo 34, paragrafo 1, punto 1, del SGB XI, per la durata di un soggiorno all’estero della persona non autosufficiente: solo per un periodo di sei settimane per anno civile la prestazione di assistenza in natura può continuare ad essere percepita anche all’estero, qualora il personale di assistenza che fornisce la prestazione in natura accompagni la persona non autosufficiente all’estero. Al riguardo, occorre che il personale di assistenza che accompagna all’estero la persona non autosufficiente sia personale autorizzato a fornire la prestazione ai sensi dell’articolo 36 del SGB XI.
44. L’assegno di assistenza ai sensi dell’articolo 37 del SGB XI, come il pro rata di cui all’articolo 38 del SGB XI, continua ad essere versato quale rimborso spese forfetario a seguito della sentenza Molenaar e adesso espressamente ai sensi dell’articolo 34, paragrafo 1bis, del SGB XI, anche qualora la persona non autosufficiente soggiorni in uno Stato membro dell’Unione europea, in uno Stato contraente dell’Accordo sullo Spazio economico europeo o in Svizzera.
B – Oggetto del procedimento per inadempimento 47. A seguito della parziale rinuncia agli atti da parte della Commissione, le sue censure sono dirette, da un lato, avverso la normativa tedesca relativa al rimborso dei costi in presenza di prestazioni di assistenza erogate, nel caso di un soggiorno temporaneo della persona non autosufficiente in un altro Stato membro, da un «prestatore stabilito in un altro Stato membro dell’Unione» e, dall’altro, avverso le corrispondenti disposizioni sul rimborso dei costi per il noleggio di apparecchiature medico sanitarie.
49. Inoltre, la Commissione solleva questioni attinenti le disposizioni di legge tedesche unicamente sotto il profilo della libera prestazione dei servizi, senza affrontare altri aspetti eventualmen te interessati, come ad esempio la cittadinanza dell’Unione e la libertà di circolazione. Poiché, ai sensi dell’articolo 38, paragrafo 1, del regolamento di procedura della Corte, l’oggetto della controversia è definito dal ricorso e la Corte non può statuire ultra petita (22), tale problematica non deve dunque essere affrontata.
C – Criterio in base al quale deve essere esaminata la libera prestazione dei servizi 51. Secondo giurisprudenza costante della Corte di giustizia (23), il diritto a fruire di prestazioni di assistenza sanitaria in un altro Stato membro dell’Unione europea non deve essere valutato unicamente sulla scorta del regolamento n. 1408/71 (ovvero, adesso, del regolamento n. 883/2004) (24), ma occorre altresì tenere conto anche delle libertà fondamentali, segnatamente della libera prestazione dei servizi.
52. È pertanto ipotizzabile che ai cittadini dell’Unione debbano essere accordate, in forza delle libertà fondamentali, prestazioni nel settore dell’assistenza sanitaria, le quali eccedono quanto previsto dal diritto derivato in materia di sicurezza sociale e, in concreto, dal regolamento n. 1408/71 e dal regolamento ad esso succeduto (25) .
53. Questo approccio è stato oggetto di critiche nella dottrina. Viene argomentato, in sostanza, che un ricorso diretto alle libertà fondamentali sarebbe bloccato dalle disposizioni del diritto derivato, le quali dovrebbero costituire il criterio di verifica principale per i diritti dell’assicurato, in quanto, altrimenti, il calibrato sistema di coordinamento dei regimi di previdenza sociale ne risulterebbe squilibrato e sorgerebbe un conflitto in relazione alla competenza normativa degli Stati membri. Solo nel caso di invalidità di una norma di diritto derivato sarebbe possibile ricorrere al diritto primario (26) .
54. Tale critica mossa dalla dottrina non ha tuttavia indotto la Corte di giustizia ad un cambiamento di paradigma. Essa è però ben consapevole dell’esistenza di competenze ramificate nel settore sanitario – e del conseguente attrito fra le prerogative sovrane degli Stati membri in relazione all’organizzazione della sanità pubblica (27), da un lato, e le libertà fondamentali, dall’altro –, e sottolinea, con una giurisprudenza costante, che il diritto dell’Unione non pregiudica la competenza degli Stati membri ad organizzare i propri sistemi previdenziali. In mancanza di un’armonizzazione a livello dell’Unione, continua pertanto a spettare alla normativa di ciascuno Stato membro determinare le condizioni di concessione delle prestazioni in materia di previdenza sociale. Ciò nondimeno, nell’esercizio di tale competenza e, in generale, nell’organizzazione della sanità pubblica, gli Stati membri devono rispettare il diritto dell’Unione e, in particolare, le disposizioni relative alla libera prestazione dei servizi (28), alla libera circolazione delle merci (29) e alla libertà di stabilimento (30) .
55. Ciò significa, in concreto, che nel settore della sanità pubblica occorre rispettare le libertà fondamentali, ma che esse lasciano impregiudicata la competenza dello Stato membro di stabilire esso stesso il livello al quale intende garantire la protezione della salute della popolazione ed il modo in cui tale livello deve essere raggiunto (31) . La libera prestazione dei servizi non trasmette pertanto un diritto fondamentale (32) ad una determinata configurazione del sistema sanitario nazionale e alla messa a disposizione di un determinato catalogo delle prestazioni.
D – La limitazione dell’esportazione di prestazioni in natura dell’assicurazione sociale contro il rischio di non autosufficienza viola l’articolo 56 TFUE? 1. Fattispecie transfrontaliera nel caso di un’esportazione limitata di prestazioni in natura dell’assicurazione sociale contro il rischio di non autosufficienza
58. Per contro, nel caso di specie siamo in presenza di un soggiorno temporaneo in un altro Stato membro dell’Unione del destinatario della prestazione, ossia di una fattispecie in cui prestatore e destinatario della prestazione risiedono in Stati membri diversi. La libera prestazione dei servizi comprende non solo il caso della prestazione transfrontaliera di servizi percepiti senza spostarsi, bensì tutela anche il destinatario che, come nella specie, si reca in un altro Stato membro per fruire ivi di un determinato servizio, ossia, in particolare, anche la libertà di un assicurato residente in uno Stato membro di recarsi in un altro Stato membro, ad esempio in qualità di turista, e di ricevere ivi delle prestazioni nel settore dell’assistenza sanitaria da parte di un prestatore stabilito in tale Stato, qualora le sue condizioni di salute lo richiedano (34) .
59. Inoltre, le prestazioni di assistenza sanitaria non si sottraggono all’ambito di tutela dell’articolo 56 TFUE già per il fatto che il destinatario della prestazione, dopo aver retribuito il prestatore straniero per la prestazione ricevuta, sollecita successivamente l’assunzione dei costi di tale trattamento da parte di un servizio sanitario nazionale (35) .
60. In base ad una giurisprudenza consolidata, l’articolo 56 TFUE osta all’applicazione di qualsiasi normativa nazionale che abbia l’effetto di rendere la prestazione di servizi tra Stati membri più difficile della prestazione di servizi puramente interna ad uno Stato membro (36) .
61. Occorre verificare, in primo luogo, se sia ravvisabile un tale aggravamento nel fatto che la Repubblica federale di Germania, per prestazioni di assistenza percepite nel caso di un soggiorno temporaneo della persona non autosufficiente in un altro Stato membro dell’Unione e fornite da un prestatore stabilito in un altro Stato membro dell’Unione, non preveda ovvero escluda, ai sensi dell’articolo 34, paragrafo 1, punto 1, del SGB XI, un rimborso dei costi in misura pari alle prestazioni di assistenza in natura erogate in Germania. Se tale fosse effettivamente il caso, si pone, in secondo luogo, la questione di un’eventuale giustificazione di una siffatta restrizione.
63. Per un periodo di sei settimane egli, in forza dell’articolo 34, paragrafo 1, punto 1, del SGB XI, può anzitutto continuare a fruire delle prestazioni di assistenza fornite da personale di assistenza idoneo che lo accompagna. Si deve trattare, al riguardo, di una persona munita delle qualifiche previste dall’articolo 36 del SGB XI e dunque, di regola, di personale specializzato di un servizio di assistenza tedesco (37) . Un ricorso a fornitori stranieri non viene al riguardo in considerazione.
67. Alla luce delle suesposte considerazioni, un’assunzione dei costi di una prestazione di assistenza, quale ad esempio un’assistenza a domicilio da parte di personale specializzato, in misura pari a quanto avverrebbe in Germania in forza delle tariffe delle prestazioni di assistenza in natura del SGB XI, non è garantita a favore del cittadino tedesco non autosufficiente in un altro Stato membro dell’Unione, ma non è neppure esclusa. Sono ipotizzabili tre fattispecie, a seconda della configurazione del catalogo delle prestazioni del regime della previdenza sociale straniero. Da un lato, la persona non autosufficiente potrebbe trovarsi all’estero, nel caso in cui richieda prestazioni di assistenza in loco, in una situazione più sfavorevole sotto il profilo finanziario che in Germania, qualora essa, nell’altro Stato membro dell’Unione europea, dipenda unicamente dall’assegno di assistenza e il regime della previdenza sociale straniero non le eroghi alcuna prestazione per l’assistenza a domicilio. Dall’altro lato, è tuttavia anche immaginabile che la persona non autosufficiente, proprio alla luce di un’eventuale configurazione più favorevole delle prestazioni previdenziali all’estero, si trovi, nel momento in cui ricorre a prestazioni di assistenza, in una situazione più favorevole che in Germania. La terza fattispecie è quella in cui l’interazione dei diritti alle prestazioni sussistenti comporta che la persona non autosufficiente si trovi in una situazione finanziaria del tutto identica all’estero e in Germania.
70. Peraltro, secondo costante giurisprudenza, compete alla Commissione provare l’asserito inadempimento anche sotto il profilo fattuale. Essa deve fornire alla Corte gli elementi necessari perché quest’ultima accerti l’esistenza di tale inadempimento. La Commissione non può a tal fine fondarsi su alcuna presunzione (39) . In questo contesto, incombe alla Commissione l’onere di fornire elementi sufficienti a dimostrare una violazione. Laddove ciò avvenga, spetta allo Stato membro contestare in maniera sostanziale e dettagliata i dati presentati e le loro conseguenze (40) .
72. Qualora la Corte, discostandosi dall’analisi da me svolta in precedenza, dovesse ritenere sussistente una restrizione, si pone allora, in secondo luogo, la questione della sua giustificazione, la quale deve essere affrontata brevemente di seguito, in via prudenziale.
73. Una restrizione eventualmente sussistente della libera prestazione dei servizi in relazione a prestazioni di assistenza in natura, per il cui percepimento in un altro Stato membro dell’Unione il SGB XI mette a disposizione unicamente l’assegno di assistenza, potrebbe eventualmente trovare giustificazione in base alla tutela della sanità pubblica (41) ovvero a tutela della salute della popolazione, la quale fa parte dei motivi imperativi di interesse generale che, nel rispetto del principio di proporzionalità, possono giustificare restrizioni delle libertà fondamentali (42) .
75. I servizi di assistenza che sono convenzionati con la cassa contro la non autosufficienza per l’erogazione di assistenza a domicilio, e che potrebbero fornire prestazioni di assistenza in natura, non sono attualmente a disposizione dell’assicurato che si trova all’estero, secondo quanto argomentato dalla Repubblica federale di Germania (43), cosicché questi è escluso, all’estero, dalle prestazioni di assistenza in natura di suddetta cassa (44) .
77. Il principio territoriale delle prestazioni in natura, adottato dal legislatore tedesco nel caso dell’assicurazione contro il rischio di non autosufficienza, si spiega, inter alia, con il fatto che gli elevati standard qualitativi dei suoi servizi di assistenza, i quali implicano un controllo permanente, non sono realizzabili con un costo sostenibile a livello dell’Unione, a causa della complessità delle procedure di controllo e alla luce del fatto che le professioni nel settore delle prestazioni di assistenza non sono armonizzate a livello europeo (46) .
80. Anche in Germania, infatti, l’assicurato non può esigere, per l’intervento di un servizio di assistenza da lui scelto e non convenzionato alla cassa contro la non autosufficienza, un «rimborso dei costi in misura pari alle prestazioni di assistenza in natura erogate in Germania». Qualora egli si muova al di fuori dei confini del regime delle prestazioni in natura che l’assicurazione contro il rischio di non autosufficienza gli mette attualmente a disposizione solo in Germania, ciò avviene, in Germania come all’estero, a proprio rischio, restandogli, per coprire il suo bisogno di assistenza, solo l’assegno di assistenza. In definitiva, determinante è pertanto la decisione della persona non autosufficiente se rimettere la propria assistenza a domicilio al regime di assicurazione contro il rischio di non autosufficienza, organizzato in modo rigido e assoggettato a rigorosi standard di qualità e controllo (47), oppure se organizzare perlopiù (48) la sua assistenza al di fuori di tale regime e sotto la propria responsabilità, impiegando l’assegno di assistenza che le viene erogato. Qualora opti per quest’ultima variante, essa deve accontentarsi, in Germania come all’estero, dell’(inferiore) assegno di assistenza.
82. Alla luce di tali premesse, dalla sentenza Vanbraekel non sarà possibile dedurre che il diritto dell’Unione imponga, nel caso di soggiorni temporanei all’estero, di remunerare i prestatori di servizi stranieri sulla base delle tariffe per le prestazioni in natura dell’assicurazione sociale contro il rischio di non autosufficienza. È vero che tale sentenza considera un ostacolo alla libera prestazione dei servizi il «fatto che un assicurato benefici di un livello di copertura meno vantaggioso quando riceve un trattamento ospedaliero erogato in un altro Stato membro rispetto a quello goduto quando si sottopone al medesimo trattamento nello Stato membro di iscrizione» (49) ; tuttavia, è già sufficiente rammentare che la sentenza Vanbraekel parte dalla premessa di un «medesimo trattamento», ossia di una prestazione identica in entrambi gli Stati. Non può ritenersi che valga necessariamente lo stesso per quanto concerne il sistema delle prestazioni in natura dell’assicurazione sociale contro il rischio di non autosufficienza rispetto alle prestazioni di fornitori autonomi non integrate in tale sistema, in quanto i prestatori autonomi di servizi non sono assoggettati al rigoroso standard di qualità e di controllo che contraddistingue l’assicurazione sociale contro il rischio di autosufficienza, indicata dal governo federale – non contraddetto sul punto – come un «sistema unico a livello europeo» (50) .
87. Occorre verificare, in primo luogo, se sia ravvisabile una restrizione della libera prestazione dei servizi nel fatto che la Repubblica federale di Germania non rimborsi i costi del noleggio di apparecchiature medico sanitarie nel caso di un soggiorno temporaneo della persona non autosufficiente in un altro Stato membro dell’Unione, ovvero escluda un rimborso dei costi ai sensi dell’articolo 34, paragrafo 1, punto 1, del SGB XI, anche qualora in Germania essi verrebbero rimborsati o le apparecchiature messe a disposizione, e il rimborso non comporterebbe una duplicazione o un altro tipo di incremento delle prestazioni erogate in Germania. In secondo luogo, si pone la questione di un’eventuale giustificazione.
89. La scelta fondamentale effettuata dal legislatore tedesco in relazione all’assicurazione sociale contro il rischio di non autosufficienza è chiara ed evidente: in un altro Stato membro dell’Unione, essa deve esplicare i suoi effetti tramite l’assegno di assistenza, nel territorio nazionale devono essere disponibili, a scelta, assegno di assistenza e prestazioni in natura, queste ultime assoggettate, anche nel caso delle apparecchiature medico sanitarie, ad un rigoroso controllo di qualità (51), il quale conferisce all’erogazione della prestazione in natura in Germania un carattere specifico. Anche nel caso delle apparecchiature medico sanitarie, ciò vale indistintamente per fornitori tedeschi e stranieri. L’assicurato che si trova in un altro Stato membro dell’Unione è inoltre libero, come illustrato in precedenza, di fruire di prestazioni in natura ai sensi del regolamento n. 1408/71 ovvero del regolamento n. 883/2004 – a condizione che esse siano previste dal diritto dello Stato di soggiorno – in base alla legge di tale Stato e per conto dell’istituzione competente.
91. Una restrizione dovrebbe probabilmente essere ritenuta sussistente qualora l’articolo 40 del SGB XI escluda completamente i fornitori stranieri di apparecchiature medico sanitari e, ad esempio, possano essere impiegati unicamente prodotti messi a disposizione da fornitori nazionali. Ciò non è tuttavia né stato fatto valere dalla Commissione né è oggetto del presente ricorso né elementi in tal senso si evincono dall’articolo 40 del SGB XI.
92. Poiché la Commissione non ha pertanto assolto il proprio onere della prova, la domanda sub 3 deve, già per questo motivo, essere respinta. ii) In subordine: eventuali motivi di giustificazione
93. Qualora la Corte, discostandosi dall’analisi da me svolta in precedenza, intenda ritenere sussistente una restrizione, si pone allora, in una seconda fase, la questione della sua giustificazione, la quale deve essere affrontata brevemente di seguito, in via prudenziale.
E – Riepilogo e spese 96. Poiché nessuna delle domande sollevate dalla Commissione deve essere accolta, il ricorso dev’essere respinto.
VII – Conclusione 99. Alla luce dell’insieme delle considerazioni che precedono, propongo alla Corte di statuire quanto segue:
(1) . (2) –	Sentenza del 5 marzo 1998, Molenaar (C‑160/96, Racc. pag. I‑843).
(3) –	Sentenza del 16 luglio 2009, von Chamier-Glisczinski (C‑208/07, Racc. pag. I‑6095).
(4) –	Elftes Buch Sozialgesetzbuch – Soziale Pflegeversicherung (articolo 1 della legge del 26 maggio 1994, BGBl. I pag. 1014), modificato da ultimo dall’articolo 4 della legge del 22 dicembre 2011 (BGBl. I pag. 2983).
(5) –	V. ad esempio sentenza del 30 giugno 2011, da Silva Martins (C‑388/09, non ancora pubblicata nella Raccolta, punti 38 e 42). A scopo di completezza va sottolineato che, in linea di principio, l’assicurazione contro il rischio di non autosufficienza non rientra nell’ambito di applicazione della direttiva 2011/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2011, concernente l’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera (GU L 88, pag. 45), che deve essere recepita entro il 25 ottobre 2013. Difatti, ai sensi del suo quattordicesimo considerando e dell’articolo 1, paragrafo 3, lettera a), tale direttiva non si applica «ai servizi nel settore dell’assistenza di lunga durata il cui scopo primario è sostenere le persone che necessitano di assistenza nello svolgimento di compiti quotidiani e di routine». Oltretutto, nel caso in esame, anche ratione temporis non è applicabile detta direttiva. Infatti, a causa del termine di due mesi impartito nel parere motivato trasmesso alla convenuta il 23 novembre 2009, occorre fare riferimento allo stato del diritto vigente il 23 gennaio 2010 e non può essere presa in considerazione la direttiva, entrata in vigore solo nel 2011.
(6) –	Su SPIEGEL online è stato recentemente pubblicato un articolo sui cosiddetti centri demenze in Tailandia (http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/0,1518,773044-3,00.html).
(7) –	Sulla nozione plastica dell’esportazione delle prestazioni, v. la circolare comune delle associazioni rappresentative delle casse contro la non autosufficienza sulle prestazioni dell’assicurazione contro il rischio di non autosufficienza nel caso di soggiorno all’estero, datata 13 settembre 2006, n. 1.2, disponibile sul sito internet http://www.sindbad-mds.de/infomed/sindbad.nsf/002568A2003D5BAE/B6FAF6382466683E00256C72005C0D2C?OpenDocument, nonché Bassen, A., «Export von Sachleistungen der Pflegeversicherung nach der Entscheidung des EuGH in der Rechtssache von Chamier-Glisczinski», NZS 2010, pag. 479 e segg.
(8) –	Sentenza Molenaar, punti 36‑39.
(9) –	V. inoltre, sulla questione della copertura dei contributi per la pensione di vecchiaia del terzo che fornisce cure domiciliari ad una persona non autosufficiente, sentenza dell’8 luglio 2004, Gaumain-Cerri e Barth (C‑502/01 e C‑31/02, Racc. pag. I‑6483, punto 36).
(10) –	Sentenza Chamier-Glisczinski, punti 24‑28, 63‑65, 83‑88, nonché punto 2 del dispositivo.
(11) –	Sentenza Chamier-Glisczinski, punto 65.
(12) –	Sentenza Chamier-Glisczinski, punti 84 e 85.
(13) –	GU L 149, pag. 2, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 592/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008 (GU L 177, pag. 1).
(14) –	GU L 166, pag. 1, modificato da ultimo dal regolamento (UE) n. 1244/2010 della Commissione, del 9 dicembre 2010 (GU L 338, pag. 35).
(15) –	V. articolo 91 del summenzionato regolamento.
(16) –	Introdotto dall’articolo 7 della legge del 22 giugno 2011 sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale in Europa e sulla riforma di altre leggi (BGBl. I pag. 1202). Per motivare la riforma legislativa, il Parlamento tedesco faceva espressamente riferimento, nell’atto 17/4978, alla sentenza Molenaar e al fatto che adesso «il testo dell’articolo 34 SGB XI era conforme ai requisiti del diritto CE».
(17) –	Tale disposizione disciplina l’annullamento di un atto amministrativo con effetto duratu ro nel caso di mutamento dei rapporti.
(18) –	Sentenza del 28 aprile 1998, Kohll (C‑158/96, Racc. pag. I‑1931).
(19) –	Articolo 37 del SGB XI.
(20) –	Articolo 36 del SGB XI.
(21) –	Articolo 40 del SGB XI.
(22) –	Sentenza del 15 giugno 2010, Commissione/Spagna (C‑211/08, Racc. pag. I‑5267, punto 32 e la giurisprudenza ivi cit.).
(23) –	V. ad esempio le sentenze del 31 gennaio 1984, Luisi e Carbone (286/82 e 26/83, Racc. pag. 377, punto 16); del 28 aprile 1998, Decker (C‑120/95, Racc. pag. I‑1831, punto 27); Kohll, punto 20, e Commissione/Spagna, punto 45 e la giurisprudenza ivi cit.
(24) –	Sulla possibilità di erogazione di una più ampia tutela sociale da parte degli Stati membri v. sentenza Chamier-Glisczinski, punto 56.
(25) –	V. ad es. sentenza del 12 luglio 2001, Vanbraekel u.a. (C‑368/98, Racc. pag. I‑5363, punti 42, 45, 51‑53). In tal sede, in relazione alla questione attinente la portata del rimborso a favore dell’assicurato delle spese sostenute per un trattamento ospedaliero in un altro Stato membro dell’Unione, già il «fatto che un assicurato benefici di un livello di copertura meno vantaggioso quando riceve un trattamento ospedaliero erogato in un altro Stato membro rispetto a quello goduto quando si sottopone al medesimo trattamento nello Stato membro di iscrizione», viene considerato un ostacolo alla libera prestazione dei servizi.
(26) –	Una breve descrizione sullo stato della discussione nella dottrina è rinvenibile in Bassen, pag. 480, ivi segnatamente note 12 e 13.
(27) –	Articolo 168, paragrafo 7, TFUE.
(28) –	V. ad esempio le sentenze del 16 maggio 2006, Watts (C‑372/04, Racc. pag. I‑4325, punto 92 e la giurisprudenza ivi cit.), nonché Commissione/Spagna, punto 53.
(29) –	V. al riguardo, in relazione all’approvvigionamento di medicinali, sentenza dell’11 settembre 2008, Commissione/Germania (C‑141/07, Racc. pag. I‑6935, punti 22‑26 e la giurisprudenza ivi cit.).
(30) –	V. al riguardo sentenza del 19 maggio 2009, Apothekerkammer des Saarlandes e a. (C‑171/07 e C‑172/07, Racc. pag. I‑4171, punto 18 e la giurisprudenza ivi cit.).
(31) –	Sentenza Apothekerkammer des Saarlandes, punto 19 e la giurisprudenza ivi cit.
(32) –	Invece, la libera prestazione dei servizi può imporre, nel singolo caso concreto, l’assunzione dei costi di un trattamento all’estero anche qualora il regime di previdenza sociale del proprio Stato neghi un rimborso delle spese sostenute per determinati trattamenti all’estero. V. al riguardo sentenza del 19 aprile 2007, Stamatelaki (C‑444/05, Racc. pag. I‑3185).
(33) –	V. ivi punti 75‑77.
(34) –	V. al riguardo la sentenza Commissione/Spagna, punti 47‑52 e la giurisprudenza ivi cit.
(35) –	V. al riguardo la sentenza Commissione/Spagna, punto 47 e la giurisprudenza ivi cit.
(36) –	Sentenze Kohll, punto 33; del 12 luglio 2001, Smits e Peerbooms (C‑157/99, Racc. pag. I‑5473, punto 61), nonché Stamatelaki, punto 25 e la giurisprudenza ivi cit.
(37) –	Nella prassi, alla luce dei costi elevati generati da siffatto personale di assistenza che accompagna la persona non autosufficiente, e che potrebbero essere sostenuti dalla cassa contro la non autosufficienza non integralmente, bensì solo nei limiti delle rispettive tariffe, tale variante dovrebbe verificarsi raramente.
(38) –	V. sentenza del 30 novembre 1995, Gebhard (C‑55/94, Racc. pag. I‑4165, punto 37). (39) –	Sentenze del 29 ottobre 2009, Commissione/Finlandia (C‑246/08, Racc. pag. I‑10605, punto 52); del 6 ottobre 2009, Commissione/Svezia (C‑438/07, Racc. pag. I‑9517, punto 49), nonché del 6 dicembre 2007, Commissione/Germania (C‑401/06, Racc. pag. I‑10609, punto 27).
(40) –	V., ex plurimis, sentenza del 22 settembre 1988, Commissione/Grecia (272/86, Racc. pag. 4875, punto 21).
(41) –	V. al riguardo l’articolo 62 TFUE in combinato disposto con l’articolo 52 TFUE, e la sentenza Kohll, punto 51 e la giurisprudenza ivi cit.
(42) –	V. al riguardo sentenza Apothekerkammer des Saarlandes, punti 25‑28 e la giurisprudenza ivi cit.
(43) –	In tal senso punto 45 del controricorso.
(44) –	Fatta salva la fattispecie dell’accompagnamento da parte della persona incaricata dell’assistenza, che dovrebbe avere importanza marginale, v. articolo 34, paragrafo 1, punto 1 del SGB XI.
(45) –	V. ivi punti 84 e 85.
(46) –	V. al riguardo pagg. 15‑17 del controricorso della Repubblica federale di Germania.
(47) –	V., per i dettagli, ad esempio la comunicazione del governo federale del 17 dicembre 2008, allegato n. 4 al ricorso, pagg. 3‑7. Gli standard qualitativi degli enti di assistenza che vengono in considerazione per la conclusione di una convenzione sono desumibili dagli articoli 71 e 72 del SGB XI.
(48) –	Anche coloro che percepiscono l’assegno di assistenza sono tuttavia soggetti regolarmente, ai sensi dell’articolo 37, paragrafo 3, del SGB XI, ad una consulenza e ad un controllo di qualità da parte di un ente assistenziale autorizzato.
(49) –	Sentenza Vanbraekel, punto 45; il corsivo è mio.
(50) –	In tal senso la comunicazione del governo federale del 17 dicembre 2008, pag. 3, menzionata alla nota 47.
(51) –	Un procedimento formale con la partecipazione della cassa contro la non autosufficienza è previsto dall’articolo 40, paragrafo 1, del SGB XI.

References: Articolo 56
 sentenza 
 articolo 21
in casu
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
	Sentenza 
	Sentenza 
 sentenza 
	Sentenza 
 sentenza 
	Sentenza 
	Sentenza 
	Sentenza 
 articolo 91
 sentenza 
	Sentenza 
	Articolo 37
	Articolo 36
	Articolo 40
	Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
	Articolo 168
 sentenza 
 sentenza 
	Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 34
	Sentenza