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VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA - PDF
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1 VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA PII (Piano Integrato di Intervento) Viale Italia in Comune di Gorla Maggiore (VA) Rapporto Ambientale Preliminare Ottobre
3 Indice 1 La Valutazione Ambientale Strategica Riferimenti normativi La Direttiva 2001/42/CE Il recepimento della Direttiva: D.Lvo n. 152/2006 (e successive modifiche e integrazioni) La Legge Regionale 12/05 e successive modifiche e integrazioni Verifica di assoggettabilità alla VAS Fasi del percorso metodologico procedurale della Verifica di assoggettabilità Mappatura del pubblico, dei soggetti amministrativi, degli strumenti di informazione coinvolti Definizione delle modalità di partecipazione e di informazione del pubblico Descrizione dell intervento Introduzione Localizzazione dell intervento Il PGT del Comune di Gorla Maggiore Il Piano Integrato di Intervento Pianificazione e strumenti sovracomunali Il PTR della Regione Lombardia Il PTPR della Regione Lombardia La Rete Ecologica Regionale Il PTCP della Provincia di Varese Il PIF della Provincia di Varese Il Parco della Media Valle dell Olona Il Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (PAI) Interferenza con i Siti Natura Compatibilità programmatica dell intervento Identificazione dei possibili impatti ambientali generati dall intervento Acque...53 Relazione con l intervento Suolo e sottosuolo...61 Relazione con l intervento Aria...68 Relazione con l intervento Rifiuti...74 Relazione con l intervento Energia...78 Relazione con l intervento Inquinamento elettromagnetico...80 Relazione con l intervento Inquinamento luminoso...82 Relazione con l intervento Inquinamento acustico...84 Relazione con l intervento Paesaggio...86 Relazione con l intervento Effetti del PA sul sistema ambientale
4 1 La Valutazione Ambientale Strategica L oggetto di questa rapporto ambientale è la Variante predisposta dall Amministrazione Comunale al fine di fornire la conformità della proposta di Piano Integrato di Intervento che ha per oggetto la trasformazione dell area posta in viale Italia nel Comune di Gorla Maggiore, e il contestuale sviluppo insediativo. Tale intervento comporta variante urbanistica poiché secondo il PGT vigente l area è individuata come ambito F ed è destinata al solo sviluppo di attrezzature di interesse comunale, centri sociali e attrezzature comunali, mentre l attuale progetto prevede la cessione di parte dell ambito per la realizzazione di parcheggio pubblico in cambio della possibilità di edificare sul rimanente lotto. A seguito della LR n. 4 del 13 marzo 2012 con oggetto Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico edilizia, anche per le Varianti che interessano il Piano delle Regole è necessaria la VAS, anche se in forma semplificata in quanto è richiesto l assoggettamento. Scopo della Verifica di assoggettabilità è la decisione di assoggettare il Piano Integrato di Intervento a VAS. Il presente rapporto ha, quindi, lo scopo di fornire all autorità che deve esprimere il provvedimento di verifica le informazioni necessarie alla decisione se il PII necessita di valutazione ambientale. Tali informazioni riguardano le caratteristiche del PII, le caratteristiche degli effetti attesi dalla sua attuazione e delle aree potenzialmente coinvolte da essi. L analisi è stata condotta a partire da quanto contenuto nella relazione del PII, nelle corredate tavole e negli studi allegati. La procedura di verifica di assoggettabilità prevede l elaborazione di un Documento Preliminare della proposta di Piano Integrato di Intervento, contenente le informazioni e i dati necessari alla verifica degli impatti significativi sull ambiente e sulla salute derivanti dalla realizzazione del Piano stesso. Nel Documento Preliminare, quindi, a partire dalle caratteristiche del PII, sarà descritto l impatto dell intervento stesso sulle componenti ambientali suolo, sottosuolo, acqua e aria, ambiente biotico, sul sistema di mobilità e sulla funzionalità dei servizi e delle reti tecnologiche, nonché sull utilizzazione delle risorse naturali e sulla popolazione. Pertanto, in ragione della specificità di questa VAS che si occupa di uno strumento pianificatorio strettamente correlato allo sviluppo di una proposta di intervento, il Rapporto Ambientale si articolerà rispetto ai seguenti temi: Il quadro pianificatorio e normativo di riferimento; I riferimenti procedurali e di contenuto del processo valutativo che si intende effettuare; I criteri di sostenibilità ambientale cui la proposta di intervento deve dare riscontro; Le componenti ambientali e le fonti informative di riferimento per la valutazione; I contenuti e gli interventi della proposta di Piano; Le valutazioni preliminari sui possibili effetti ambientali dell intervento. 4
5 2 Riferimenti normativi Si riportano di seguito i riferimenti normativi in materia di VAS, con particolare riferimento alle norme che considerano la Verifica di assoggettabilità di piani, programmi e varianti relative alla Valutazione Ambientale Strategica. 2.1 La Direttiva 2001/42/CE La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è entrata nell ordinamento europeo con la Direttiva 2001/42/CE (Consiglio del 27 giugno 2001) concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull ambiente. L art. 1 dichiara l obiettivo della VAS che è quello di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e di contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione e dell'adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, assicurando che, ai sensi della presente direttiva, venga effettuata la valutazione ambientale di determinati piani e programmi che possono avere effetti significativi sull'ambiente. A tal fine richiede che attenzione prioritaria venga posta alle possibili incidenze significative sui Siti di Importanza Comunitaria ai sensi della Direttiva 92/43/CEE. L art. 3 specifica l ambito di applicazione della Valutazione Ambientale Strategica, e in particolare afferma che: 2. Fatto salvo il paragrafo 3, viene effettuata una valutazione ambientale per tutti i piani e i programmi: a) che sono elaborati per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli, e che definiscono il quadro di riferimento per l'autorizzazione dei progetti elencati negli allegati I e II della Direttiva 85/337/CEE; b) per i quali, in considerazione dei possibili effetti sui siti, si ritiene necessaria una valutazione ai sensi degli artt. 6 e 7 della Direttiva 92/43/CEE. 3. Per i piani e i programmi di cui al paragrafo 2 che determinano l'uso di piccole aree a livello locale e per le modifiche minori dei piani e dei programmi di cui al paragrafo 2, la valutazione ambientale è necessaria solo se gli Stati membri determinano che essi possono avere effetti significativi sull'ambiente. 4. Gli Stati membri determinano se i piani e i programmi, diversi da quelli di cui al paragrafo 2, che definiscono il quadro di riferimento per l'autorizzazione dei progetti, possono avere effetti significativi sull'ambiente. 5. Gli Stati membri determinano se i piani o i programmi di cui ai paragrafi 3 e 4 possono avere effetti significativi sull'ambiente attraverso l'esame caso per caso o specificando i tipi di piani e di programmi o combinando le due impostazioni. A tale scopo gli Stati membri tengono comunque conto dei pertinenti criteri di cui all'allegato II, al fine di garantire che i piani e i programmi con probabili effetti significativi sull'ambiente rientrino nell'ambito di applicazione della presente direttiva. 6. Nell'esame dei singoli casi e nella specificazione dei tipi di piani e di programmi di cui al paragrafo 5, devono essere consultate le autorità di cui all'articolo 6, paragrafo 3 (ovvero: art. 6, co. 3: Gli Stati membri designano le autorità che devono essere consultate e che, per le loro specifiche competenze ambientali, possono essere interessate agli effetti sull'ambiente dovuti all'applicazione dei piani e dei programmi ). La Direttiva prevede anche specifiche modalità per l'informazione e la consultazione delle autorità e del pubblico. Un punto di attenzione specifica della Direttiva è quello relativo al monitoraggio: sono da prevedere controlli sugli effetti ambientali significativi dell'attuazione dei piani e dei programmi, 5
6 anche al fine di individuare tempestivamente gli effetti negativi imprevisti e essere in grado di adottare le misure correttive che si ritengono opportune. In particolare, secondo quanto affermato dalla stessa DGVII dell Unione Europea, la VAS: deve essere applicata al primo stadio possibile del piano o del programma; deve essere rivista (reviewed) da tutte le parti interessate sul piano sociale ed ambientale attraverso opportune procedure di consultazione e partecipazione, che ne rappresentano una componente integrante; deve influenzare la decisione finale. Il Manuale applicativo, facente parte della proposta della direttiva CEE, contiene i dieci criteri di sviluppo sostenibile, da considerare come utile riferimento nella definizione dei criteri di sostenibilità utilizzabili per la valutazione del Piano. Di seguito vengono elencati tali criteri. 1. Ridurre al minimo l impiego delle risorse energetiche non rinnovabili; 2. Impiego di risorse rinnovabili nei limiti della capacità di rigenerazione; 3. Uso e gestione corretta, dal punto di vista ambientale, delle sostanze e dei rifiuti pericolosi inquinanti; 4. Conservare e migliorare lo stato della fauna e della flora selvatiche, degli habitat e dei paesaggi; 5. Conservare e migliorare la qualità dei suoli e delle risorse idriche; 6. Conservare e migliorare la qualità delle risorse storiche e culturali; 7. Conservare e migliorare la qualità dell ambiente locale; 8. Protezione dell atmosfera; 9. Sensibilizzare maggiormente alle problematiche ambientali, sviluppare l istruzione e la formazione in campo ambientale; 10. Promuovere la partecipazione del pubblico alle decisioni che comportano uno sviluppo sostenibile. 2.2 Il recepimento della Direttiva: D.Lvo n. 152/2006 (e successive modifiche e integrazioni) La Direttiva 2001/42/CE è stata recepita in Italia con il D.Lvo n. 152/06 Norme in materia ambientale ; tale decreto riorganizza e integra gran parte della precedente normativa in materia ambientale. Proprio la parte riguardante la Valutazione Ambientale è stata modificata e integrata con il successivo D.Lvo. n. 4/2008 Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale. La Parte Seconda del decreto riguarda proprio le Procedure per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), per la Valutazione dell Impatto Ambientale (VIA) e per l Autorizzazione Integrata Ambientale (IPPC). L art. 4 co. 3 dichiara che: La Valutazione Ambientale di piani, programmi e progetti ha la finalità di assicurare che l'attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e quindi nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversità e di un'equa distribuzione dei vantaggi connessi all'attività economica. Al co. 4 del medesimo articolo si specifica che: la Valutazione Ambientale di piani e programmi che possono avere un impatto significativo sull'ambiente ha la finalità di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione, dell'adozione e approvazione di detti piani e programmi assicurando che siano coerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile. I primi articoli della Parte seconda del Testo Unico si riferiscono alle disposizioni comuni a VAS e VIA, e illustrano le definizioni più importanti, stabilendo i contenuti e gli obiettivi delle procedure di valutazione. In particolare nell art. 5 viene specificato il significato delle principali definizioni che si ritrovano nel processo di VAS; di seguito si riportano quelle considerate più significative: 6
7 Valutazione Ambientale di piani e programmi, nel seguito Valutazione Ambientale strategica, di seguito VAS: il processo che comprende, secondo le disposizioni di cui al titolo II della seconda parte del presente decreto, lo svolgimento di una verifica di assoggettabilità, l'elaborazione del Rapporto Ambientale, lo svolgimento di consultazioni, la valutazione del piano o del programma, del rapporto e degli esiti delle consultazioni, l'espressione di un parere motivato, l'informazione sulla decisione ed il monitoraggio; impatto ambientale: l'alterazione qualitativa e/o quantitativa, diretta ed indiretta, a breve e a lungo termine, permanente e temporanea, singola e cumulativa, positiva e negativa dell'ambiente, inteso come sistema di relazioni fra i fattori antropici, naturalistici, chimicofisici, climatici, paesaggistici, architettonici, culturali, agricoli ed economici, in conseguenza dell'attuazione sul territorio di piani o programmi o di progetti nelle diverse fasi della loro realizzazione, gestione e dismissione, nonché di eventuali malfunzionamenti; piani e programmi: gli atti e provvedimenti di pianificazione e di programmazione comunque denominati, compresi quelli cofinanziati dalla Comunità europea, nonché le loro modifiche; Rapporto Ambientale: il documento del piano o del programma redatto in conformità alle previsioni di cui all'art. 13; autorità competente: la pubblica amministrazione cui compete l'adozione del provvedimento di verifica di assoggettabilità, l'elaborazione del parere motivato, nel caso di valutazione di piani e programmi, e l'adozione dei provvedimenti conclusivi in materia di VIA, nel caso di progetti; autorità procedente: la pubblica amministrazione che elabora il piano, programma soggetto alle disposizioni del presente decreto, ovvero nel caso in cui il soggetto che predispone il piano, programma sia un diverso soggetto pubblico o privato, la pubblica amministrazione che recepisce, adotta o approva il piano, programma; consultazione: l'insieme delle forme di informazione e partecipazione, anche diretta, delle amministrazioni, del pubblico e del pubblico interessato nella raccolta dei dati e nella valutazione dei piani, programmi e progetti. Gli articoli seguenti disciplinano la VAS, definendone l ambito di applicazione e le norme di organizzazione e procedurali. In particolare l Art. 6 ha per titolo Oggetto della disciplina e specifica quanto segue: co. 2. Fatto salvo quanto disposto al comma 3, viene effettuata una valutazione per tutti i piani e i programmi: a) che sono elaborati per la valutazione e gestione della qualità dell'aria ambiente, per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli, e che definiscono il quadro di riferimento per l'approvazione, l'autorizzazione, l'area di localizzazione o comunque la realizzazione dei progetti elencati negli allegati II, III e IV del presente decreto; b) per i quali, in considerazione dei possibili impatti sulle finalità di conservazione dei siti designati come zone di protezione speciale per la conservazione degli uccelli selvatici e quelli classificati come siti di importanza comunitaria per la protezione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatica, si ritiene necessaria una valutazione d'incidenza ai sensi dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni. co. 3. Per i piani e i programmi di cui al comma 2 che determinano l'uso di piccole aree a livello locale e per le modifiche minori dei piani e dei programmi di cui al co. 2, la valutazione ambientale è necessaria qualora l'autorità competente valuti che possano avere impatti significativi sull'ambiente, secondo le disposizioni di cui all'art
8 co. 3-bis. L'autorità competente valuta, secondo le disposizioni di cui all'art. 12, se i piani e i programmi, diversi da quelli di cui al paragrafo 2, che definiscono il quadro di riferimento per l'autorizzazione dei progetti, possono avere effetti significativi sull'ambiente. Il Titolo II prende in considerazione la sola Valutazione Ambientale Strategica definendone con l art. 11 le modalità di svolgimento e in particolare al co. 1 si specifica che la VAS è avviata dall'autorità procedente contestualmente al processo di formazione del piano o programma e comprende: a) lo svolgimento di una verifica di assoggettabilità; b) l'elaborazione del Rapporto Ambientale; c) lo svolgimento di consultazioni; d) la valutazione del Rapporto Ambientale e gli esiti delle consultazioni; e) la decisione; f) l'informazione sulla decisione; g) il monitoraggio. L articolo altresì chiarisce che la fase di valutazione strategica deve intervenire prima dell approvazione dei piani/programmi e contestualmente alla fase preparatoria degli stessi. L art. 12 considera la Verifica di assoggettabilità : co. 1. Nel caso di piani e programmi di cui all'art. 6, co. 3, l'autorità procedente trasmette all'autorità competente, su supporto cartaceo e informatico, un rapporto preliminare comprendente una descrizione del piano o programma e le informazioni e i dati necessari alla verifica degli impatti significativi sull'ambiente dell'attuazione del piano o programma, facendo riferimento ai criteri dell'allegato I del presente decreto. co. 2. L'autorità competente in collaborazione con l'autorità procedente, individua i soggetti competenti in materia ambientale da consultare e trasmette loro il documento preliminare per acquisirne il parere. Il parere è inviato entro trenta giorni all'autorità competente e all'autorità procedente. co. 3. Salvo quanto diversamente concordato dall'autorità competente con l'autorità procedente, l'autorità competente, sulla base degli elementi di cui all'allegato I del presente decreto e tenuto conto delle osservazioni pervenute, verifica se il piano o programma possa avere impatti significativi sull'ambiente. co. 4. L'autorità competente, sentita l'autorità procedente, tenuto conto dei contributi pervenuti, entro novanta giorni dalla trasmissione di cui al co. 1, emette il provvedimento di verifica assoggettando o escludendo il piano o il programma dalla valutazione di cui agli articoli da 13 a 18 e, se del caso, definendo le necessarie prescrizioni. co. 5. Il risultato della verifica di assoggettabilità, comprese le motivazioni, deve essere reso pubblico. L art. 13 prevede la predisposizione di un Rapporto Ambientale a corredo della documentazione del piano/programma da adottare e/o approvare. 2.3 La Legge Regionale 12/05 e successive modifiche e integrazioni La Regione Lombardia, prima dell entrata in vigore del D.Lvo 152/06 che recepisce la Direttiva Comunitaria concernente la VAS, aveva già provveduto con una propria Legge Regionale (LR 12/05 Legge per il governo del territorio ) a regolamentare la procedura di Valutazione Ambientale Strategica. La LR n. 12 per il governo del territorio ha forma di testo unico per l urbanistica e l edilizia e ridefinisce contenuti e natura dei vari strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale. Tale legge è stata modificata e integrata dalle successive Leggi Regionali: LR 12/06 modifiche e integrazioni alla LR 12/05 ; LR 5/09 disposizioni in materia di territorio e opere pubbliche ; LR 7/2010 Interventi normativi per l'attuazione della programmazione regionale e di modifica ed 8
9 integrazione di disposizioni legislative - Collegato ordinamentale 2010 e LR 4/2012 Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico edilizia. La legge introduce significative modificazioni del ruolo e delle funzioni dei diversi livelli di governo territoriale, affermando all art. 2 co. 1 che: Il governo del territorio si attua mediante una pluralità di piani, fra loro coordinati e differenziati, i quali, nel loro insieme, costituiscono la pianificazione del territorio stesso. E introduce il concetto di sviluppo sostenibile al co.3 dello stesso articolo: I piani si uniformano al criterio della sostenibilità, intesa come la garanzia di uguale possibilità di crescita del benessere dei cittadini e di salvaguardia dei diritti delle future generazioni. In particolare poi, l art. 4 co. 1 di detta legge, prevede che al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile ed assicurare un elevato livello di protezione dell'ambiente, la Regione e gli enti locali, nell'ambito dei procedimenti di elaborazione e approvazione dei piani e programmi di cui alla Direttiva 2001/42/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001 concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente e successivi atti attuativi, provvedono alla Valutazione Ambientale degli effetti derivanti dall'attuazione dei predetti piani e programmi. Il co. 2 dello stesso articolo indica i piani e programmi che devono essere sottoposti a Valutazione infatti afferma che Sono sottoposti alla valutazione di cui al co. 1 il piano territoriale regionale, i piani territoriali regionali d area e i piani territoriali di coordinamento provinciali, il Documento di Piano di cui all art. 8, nonché le varianti agli stessi. La Valutazione Ambientale di cui al presente articolo è effettuata durante la fase preparatoria del piano o del programma ed anteriormente alla sua adozione o all avvio della relativa procedura di approvazione. Sono definiti con gli articoli successivi i contenuti e la struttura dei nuovi strumenti di pianificazione e dei relativi atti. La LR 12/05 disciplina in modo molto dettagliato i vari aspetti della materia, due dei quali sono particolarmente significativi: la partecipazione al percorso di VAS e di costruzione dei piani e il confronto tra alternative di piano. Per quanto riguarda le attività di partecipazione, queste dovranno integrarsi nell impegnativo programma di ascolto con il coinvolgimento di tutti i portatori di interessi economici, sociali e ambientali. Alle forme di partecipazione previste dalla LR 12/05 si aggiungono gli obblighi derivanti dalla direttiva sulla VAS, che garantisce la possibilità, da parte dei soggetti coinvolti, di interagire fin dalla fase di elaborazione del piano e anteriormente alla sua adozione. L art. 6 della direttiva prevede, infatti, che la proposta di piano e il relativo Rapporto Ambientale siano messi a disposizione delle autorità con competenze ambientali e di soggetti interessati opportunamente individuati, incluse le organizzazioni non governative che promuovono la tutela dell ambiente. Lo svolgimento di consultazioni e la valutazione dei relativi risultati sono a tutti gli effetti parte integrante del processo di Valutazione Ambientale (art. 2). Dal 1 gennaio 2010, ai sensi dell art. 32 della legge 69/2009, la pubblicazione sul sito web SIVAS sostituisce: il deposito presso gli uffici delle regioni e delle province il cui territorio risulti anche solo parzialmente interessato dal piano o programma o dagli impatti della sua attuazione; la pubblicazione di avviso nel BURL contenente: il titolo della proposta di piano o di programma, il proponente, l autorità procedente, l indicazione delle sedi ove può essere presa visione del piano o programma e del rapporto ambientale e delle sedi dove si può consultare la sintesi non tecnica. Il processo di VAS dovrà essere documentato attraverso la redazione di un Rapporto Ambientale (i cui contenuti sono specificati dall allegato I alla citata direttiva comunitaria) che è parte integrante del piano/programma e che deve individuare, descrivere e valutare gli effetti sull ambiente derivanti dall attuazione del piano/programma stesso, nonché le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e del contesto territoriale. 9
10 Il Consiglio Regionale, nella seduta del 13 marzo 2007, con Determinazione n. 351 ha approvato gli Indirizzi generali per la Valutazione Ambientale di piani e programmi (VAS), ai sensi dell art. 4 della LR 12/2005 per il Governo del Territorio. Gli Indirizzi generali per la Valutazione Ambientale Strategica affrontano le seguenti tematiche: integrazione tra percorso di formazione del piano e attività di valutazione. Il percorso delineato prevede una stretta collaborazione tra chi elabora il piano e chi si occupa della sua valutazione, per costruire uno strumento di pianificazione partecipato e valutato in ogni sua fase, valorizzando la positiva esperienza già realizzata nell'ambito del progetto europeo Enplan; ambito di applicazione della Valutazione Ambientale. Sono considerati i piani di livello regionale, provinciale, comunale che dovranno essere accompagnati dalla VAS nella loro formazione; percorso procedurale metodologico. E stato definito un percorso che razionalizza le diverse azioni già previste dagli strumenti di piano e individua i soggetti competenti in materia ambientale da coinvolgere fin dall'inizio del percorso; processo di partecipazione dei cittadini. La costruzione di piani e programmi è accompagnata da modalità definite di consultazione, comunicazione e informazione, articolati per le diverse fasi; raccordo con altre procedure. Il coordinamento con le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e di Valutazione di Incidenza su Zone di Protezione Speciale (ZPS) e sui Siti di Importanza Comunitaria (SIC) garantirà l'ottimizzazione e la semplificazione dei procedimenti; sistema informativo lombardo per la Valutazione Ambientale di piani e programmi. Sarà sviluppato un portale dello strumento VAS, in cui raccogliere i riferimenti legislativi, metodologici e le buone pratiche. La Giunta Regionale ha provveduto agli ulteriori adempimenti di disciplina come previsto al co. 1 - art. 4 della LR 12/2005 con l approvazione del DGR n. 8/6420 del 27 dicembre 2007 dal titolo Determinazione della procedura per la Valutazione Ambientale di Piani e programmi VAS. Questa è stata integrata e modificata dalla Deliberazione 8/7110 seduta del 18 aprile 2008: Valutazione Ambientale di piani e programmi VAS ulteriori adempimenti di disciplina in attuazione dell'art. 4 della LR 11 marzo 2005 n. 12, "legge per il governo del territorio" e degli "indirizzi generali per la valutazione ambientale dei piani e programmi" approvati con deliberazione dal consiglio regionale il 13 marzo 2007 atti n. 8/0351 (provvedimento n. 2) e dalla DGR n. 8/8950 del 11 febbraio E stata quindi emanata la DGR n. 8/10971 del 30 dicembre 2009 dal titolo "Determinazione della procedura di valutazione ambientale di piani e programmi - VAS (art. 4, LR n. 12/2005; DCR n. 351/2007) - Recepimento delle disposizioni di cui al D.Lvo 16 gennaio 2008, n. 4 modifica, integrazione e inclusione di nuovi modelli", e infine la DGR n. 761 del 10 novembre 2010, Determinazione della procedura di Valutazione ambientale di piani e programmi VAS (art. 4 LR n. 12/2005; DCR n. 351/2007) Recepimento delle disposizioni di cui al D.Lvo 29 giugno 2010 n. 128, con modifica ed integrazione delle DGR 27 dicembre 2008, n. 8/6420 e 30 dicembre 2009, n. 8/10971 pubblicato sul 2 S.S. BURL n. 47 del 25 novembre Nuove indicazioni sono state aggiunte in data 14/12/2010 dalla Direzione Generale territorio e urbanistica della Regione Lombardia con l approvazione della Circolare "l'applicazione della valutazione ambientale di piani e programmi - VAS nel contesto comunale". A seguito della LR 4 del 13 marzo 2012 con oggetto Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico edilizia, anche per le Varianti che interessano il Piano dei Servizi e/o il Piano delle Regole è necessaria la VAS, anche se in forma semplificata in quanto è richiesto l assoggettamento. L art. 13 riguardante la Valutazione ambientale dei piani, apporta le seguenti modifiche all art. 4 della LR 12/2005. Dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: bis. Le varianti al piano dei servizi, di cui all art. 9, e al piano delle regole, di cui all art. 10, sono soggette a verifica di assoggettabilità a VAS, fatte salve le fattispecie previste per l applicazione 10
11 della VAS di cui all art. 6, commi 2 e 6, del D.Lvo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale). 2 ter. Nella VAS del documento di piano, per ciascuno degli ambiti di trasformazione individuati nello stesso, previa analisi degli effetti sull ambiente, è definito l assoggettamento o meno ad ulteriori valutazioni in sede di piano attuativo. Nei casi in cui lo strumento attuativo del piano di governo del territorio (PGT) comporti variante, la VAS e la verifica di assoggettabilità sono comunque limitate agli aspetti che non sono già stati oggetto di valutazione. Per la Verifica di Assoggettabilità alla VAS, secondo la Determinazione 716/2010, riferendosi alla realtà di Gorla Maggiore e del Piano Integrato di Intervento in oggetto, di seguito viene proposto l Allegato 1 Modello metodologico procedurale e organizzativo della valutazione ambientale di piani e programmi (VAS) MODELLO GENERALE, dove vengono descritti gli schemi del percorso metodologico - procedurale del processo di VAS. Di seguito si riporta un estratto dall Allegato 1 sopra citato riferito alla fase di Verifica di assoggettabilità alla VAS. Schema 1 Verifica di assoggettabilità alla VAS. 11
12 3 Verifica di assoggettabilità alla VAS La Verifica di assoggettabilità alla valutazione ambientale con la LR n. 4 del 13 marzo 2012 con oggetto Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico edilizia, si applica anche per le Varianti che interessano il Piano delle Regole. 3.1 Fasi del percorso metodologico procedurale della Verifica di assoggettabilità La verifica di assoggettabilità alla VAS è effettuata secondo le indicazioni di cui all art. 12 del D.Lvo, e in assonanza con le indicazioni degli Indirizzi generali, come specificati nei punti seguenti e declinati nello schema generale Verifica di assoggettabilità, Allegato 1: Avviso di avvio del procedimento. La verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale è avviata mediante pubblicazione dell avvio del procedimento di elaborazione del P/P. Tale avviso è reso pubblico a opera dell autorità procedente mediante pubblicazione sul sito web SIVAS e secondo le modalità previste dalla normativa specifica del P/P. Individuazione dei soggetti interessati e definizione delle modalità di informazione e comunicazione. L Autorità procedente, d intesa con l autorità competente per la VAS, con atto formale individua e definisce: i soggetti competenti in materia ambientale e gli enti territorialmente interessati, ove necessario anche transfrontalieri, da invitare alla conferenza di verifica; le modalità di convocazione della conferenza di verifica; le modalità di informazione e di pubblicizzazione delle informazioni; i singoli settori del pubblico interessati all iter decisionale; le modalità di informazione e di partecipazione del pubblico, di diffusione e pubblicizzazione delle informazioni. Elaborazione di un Rapporto Preliminare comprendente una descrizione del piano o programma e le informazioni e i dati necessari alla verifica degli impatti significativi sull ambiente dell attuazione del piano o programma. L autorità procedente predispone un Rapporto Preliminare contenente le informazioni e i dati necessari alla verifica degli effetti significativi sull ambiente, sulla salute e sul patrimonio culturale facendo riferimento ai criteri dell allegato II della Direttiva: Caratteristiche del P/P, tenendo conto in particolare, dei seguenti elementi: in quale misura il P/P stabilisce un quadro di riferimento per progetti e altre attività, o per quanto riguarda l ubicazione, la natura, le dimensioni e le condizioni operative o attraverso la ripartizione delle risorse; in quale misura il P/P influenza altri P/P, inclusi quelli gerarchicamente ordinati; la pertinenza del P/P per l integrazione delle considerazioni ambientali, in particolare al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile; problemi ambientali relativi al P/P; la rilevanza del P/P per l attuazione della normativa comunitaria nel settore dell ambiente (ad es. p/p connessi alla gestione dei rifiuti o alla protezione delle acque); Caratteristiche degli effetti e delle aree che possono essere interessate, tenendo conto in particolare dei seguenti elementi: probabilità, durata, frequenza e reversibilità degli effetti; carattere cumulativo degli effetti; natura transfrontaliera degli effetti; rischi per la salute umana o per l ambiente (ad es. in caso di incidenti); 12
13 entità ed estensione nello spazio degli effetti (area geografica e popolazione potenzialmente interessate); valore e vulnerabilità dell area che potrebbe essere interessata a causa: - delle speciali caratteristiche naturali o del patrimonio culturale, - del superamento dei livelli di qualità ambientale o dei valori limite; - dell utilizzo intensivo del suolo; effetti su aree o paesaggi riconosciuti come protetti a livello nazionale, comunitario o internazionale. Per la redazione del Rapporto Preliminare il quadro di riferimento conoscitivo nei vari ambiti di applicazione della VAS è il Sistema Informativo Territoriale integrato previsto dall art. 3 della Legge di Governo del Territorio. Possono essere utilizzati, se pertinenti, approfondimenti già effettuati ed informazioni ottenute nell ambito di altri livelli decisionali o altrimenti acquisite. Inoltre nel rapporto preliminare è necessario dare conto della verifica delle eventuali interferenze con i Siti di Rete Natura 2000 (SIC e ZPS). Messa a disposizione del rapporto preliminare e avvio della verifica L autorità procedente mette a disposizione, per trenta giorni, presso i propri uffici e pubblica sul sito web SIVAS il Rapporto Preliminare della proposta di Piano e determinazione dei possibili effetti significativi. Dà notizia dell avvenuta messa a disposizione e pubblicazione su web. L autorità procedente, in collaborazione con l autorità competente per la VAS, comunica ai soggetti competenti in materia ambientale e agli enti territorialmente interessati, individuati, la messa a disposizione e pubblicazione su web del rapporto preliminare al fine dell espressione del parere, che deve essere inviato, entro trenta giorni dalla messa a disposizione, all autorità competente per la VAS e all autorità procedente. Convocazione conferenza di verifica L autorità procedente convoca la Conferenza di verifica alla quale partecipano l autorità competente per la VAS, i soggetti competenti in materia ambientale, gli enti territorialmente interessati, ove necessario anche transfrontalieri. L autorità procedente predispone il verbale della Conferenza di verifica. Decisione in merito alla verifica di assoggettabilità alla VAS L autorità competente per la VAS, d intesa con l autorità procedente, esaminato il rapporto preliminare, acquisito il verbale della conferenza di verifica, valutate le eventuali osservazioni pervenute e i pareri espressi, sulla base degli elementi di verifica di cui all allegato II della Direttiva, si pronuncia, entro novanta giorni dalla messa a disposizione, sulla necessità di sottoporre il P/P al procedimento di VAS. La pronuncia è effettuata con atto formale reso pubblico. In caso di non assoggettabilità alla VAS, l autorità procedente, nella fase di elaborazione del P/P, tiene conto delle eventuali indicazioni e condizioni contenute nel provvedimento di verifica. L adozione e/o approvazione del P/P dà atto del provvedimento di verifica nonché del recepimento delle eventuali condizioni in esso contenute. Informazioni circa la decisione e le conclusioni adottate Il provvedimento di verifica viene messo a disposizione del pubblico e pubblicato sul sito web SIVAS. L autorità procedente ne dà notizia secondo le modalità adottate sopradescritte Il provvedimento di verifica diventa parte integrante del P/P adottato e/o approvato. 13
14 3.2 Mappatura del pubblico, dei soggetti amministrativi, degli strumenti di informazione coinvolti Il Comune di Gorla Maggiore, dopo aver avviato con Delibera di Giunta Comunale il procedimento di verifica di assoggettabilità alla VAS, si esprimerà sulla necessità di sottoporre il Piano al procedimento di VAS ovvero di non assoggettarlo allo stesso. Nella stessa viene nominata l Autorità Procedente e l Autorità Competente. Di seguito sono indicati i soggetti interessati al procedimento da consultare obbligatoriamente: Soggetti competenti in materia ambientale: ARPA di Varese; ASL di Varese; Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia; Sovrintendenza per i Beni Archeologici. Enti territorialmente interessati: Regione Lombardia; Amministrazione Provinciale di Varese; Comuni confinanti. La Convenzione di Aarhus del 2 giugno 1998, ratificata con Legge 108/2001, la Direttiva 2003/4/CE, il D.Lvo 195/05 e la Direttiva 2003/35/CE mettono in risalto la necessità della partecipazione del pubblico a tutto il processo di pianificazione e programmazione. Affinché i processi di partecipazione nell ambito della VAS abbiano successo e producano risultati significativi, è opportuno che siano coinvolti non solo i singoli cittadini ma anche Associazioni e categorie di settore presenti nel territorio. 3.3 Definizione delle modalità di partecipazione e di informazione del pubblico Consultazione, comunicazione e informazione sono elementi imprescindibili della valutazione ambientale. Il processo di VAS utilizza gli strumenti più idonei per garantire la massima informazione, partecipazione, diffusione e pubblicizzazione delle informazioni. L Autorità Procedente metterà a disposizione per 30 giorni presso l ufficio tecnico comunale e sul sito web comunale e SIVAS regionale il presente Rapporto Ambientale Preliminare; l Autorità competente comunicherà ai soggetti competenti in materia ambientale e agli enti territorialmente interessati la messa a disposizione di tale documentazione al fine dell espressione del relativo parere. 14
15 4 Descrizione dell intervento 4.1 Introduzione Scopo della proposta di Piano Integrato di Intervento è quello di sviluppare un progetto attraverso il quale realizzare villette uni/bifamiliari per un totale di 1.811,84 m 3 residenziali. Tale PII segue un iter di contrattazione e confronto con l Amministrazione Comunale che ha visto lo svilupparsi nel tempo di diverse soluzioni fino a giungere a quella in oggetto che vede, a fronte della realizzazione di un parcheggio pubblico, la possibilità di edificare, a fine residenziale, la rimanente parte del lotto. 4.2 Localizzazione dell intervento L area di proprietà della I.A.L. Immobiliare Alta Lombardia S.r.l., avente sede in via Luigi Maino, 6, a Gallarate (VA), contraddistinta con i mappali n e 758 di cui al Foglio n. 7 del Comune di Gorla Maggiore è libera da costruzioni e sita sulla principale asta viaria che collega Gorla Maggiore con Gorla Minore, fronte cimitero, avente possibilità di accesso sia da viale Italia a Est sia da via Giacomo Leopardi attraverso il mappale n gravato dal diritto di passo a favore del mappale n. 758 lungo il confine a Ovest, con una situazione al contorno di aree totalmente edificate. Identificazione catastale dei mappali coinvolti nel PII (Fonte: Geoportale della Lombardia). 15
16 Area oggetto del Piano Integrato di Intervento (Fonte: Google Earth). Area oggetto del Piano Integrato di Intervento. 16
17 4.3 Il PGT del Comune di Gorla Maggiore Il Comune di Gorla Maggiore è dotato di Piano di Governo del Territorio (PGT) che è stato approvato definitivamente con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 47 del 23 dicembre 2009 e ed è divenuto efficace, ai sensi dell art. 13, co.11 della LR n. 12/2005 e s.m.i., in data 14 aprile 2010 con l avvenuta pubblicazione sul BURL n. 15 Serie Inserzioni e Concorsi. E stato oggetto di variante che è stata adottata con Delibera del Consiglio Comunale n. 8 del 29 marzo Il Comune di Gorla Maggiore, come evidenziato dal Documento di Piano, attraverso l attuazione del PGT, si impegna principalmente a promuovere e sostenere la riqualificazione del territorio comunale con uno sviluppo urbanistico coerente con i valori ambientali, storici e culturali espressi dal territorio e in grado di assicurare ai cittadini un adeguato livello di qualità della vita, attraverso interventi di riqualificazione del territorio comunale costruito e non costruito. In particolare si pone il conseguimento dei seguenti obiettivi, individuati in coerenza con le caratteristiche territoriali esaminate. Individuare gli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione che hanno un valore strategico per la politica territoriale, indicando i limiti e le condizioni in ragione dei quali siano ambientalmente sostenibili e coerenti con le previsioni a efficacia prevalente di livello sovracomunale. Determinare gli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del PGT; nella definizione di tali obiettivi il DdP tiene conto della riqualificazione del territorio, del contenimento del consumo del suolo in coerenza con l utilizzazione ottimale delle risorse territoriali, ambientali ed energetiche, della revisione dell assetto viabilistico e delle mobilità, della possibilità di migliorare i servizi pubblici e di interesse pubblico o generale, anche in relazione al livello sovracomunale. Determinare, in relazione ai predetti obiettivi e alle politiche per la mobilità, le politiche di intervento per la residenza anche pubblica, le attività produttive e commerciali. Dimostrare la compatibilità delle predette politiche di intervento e della mobilità con le risorse economiche attivabili dalla pubblica amministrazione. Sulla base dell analisi del quadro conoscitivo del territorio comunale, il DdP, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo quantitativo e qualitativo del PGT, individua come previsto dall art. 8 della LR n. 12/2005: gli Ambiti di trasformazione urbanistica da sottoporre a VAS per verificare la sostenibilità complessiva del Documento di Piano, così come previsto dall art. 4 della LR n. 12/2005. Parallelamente il Documento di Piano individua: gli Ambiti di riqualificazione ambientale e/o di ricomposizione paesaggistica che dovrebbero garantire il miglior inserimento degli interventi promossi negli Ambiti di trasformazione, nel loro contesto e complessivamente la ricomposizione paesistica ambientale e urbanistica dell intero territorio comunale. Si intendono per ambiti di trasformazione e ambiti di riqualificazione, gli ambiti urbani e territoriali che hanno carattere di rilevanza tale da incidere sulla riorganizzazione del tessuto urbano e di quartiere. In sede di PGT l area oggetto di PII, che ha una estensione totale di 5.066,23 m 2, è stata classificata in parte a rispetto cimiteriale (un area di 1.442,55 m 2 ) e in parte (la rimanente area di 3.623,68 m 2 ) a servizi quale FCc (attrezzature di interesse comunale, centri sociali e attrezzature culturali) con diritti volumetrici residenziali pari a 1.811,84 m 3. 17
18 Classificazione dell area oggetto di PII secondo il PGT vigente. 4.4 Il Piano Integrato di Intervento Il Piano Integrato di Intervento prevede la realizzazione di villette uni/bifamiliari per un totale di 1.811,84 m 3 residenziali. Il lotto ha una buona giacitura ed è orientato Est-Ovest con accesso e realizzazione di parcheggi pubblici sui due lati corti, fronte viale Italia a Est e via Giacomo Leopardi, attraverso il mappale 3488 gravato del diritto di passo a favore del mappale 758 lungo il confine a Ovest. L analisi urbanistico-edilizia compiuta sul sito di intervento e sul più vasto contorno ha portato a riproporre all interno del lotto la medesima tipologia edilizia esistente per un quartiere che si caratterizza positivamente per le sue ville a schiera e singole. Elemento vincolante non superare i 2 piani fuoriterra per la parte abitabile, come per quanto rilevato al contorno. Trattasi in sostanza di intervento a bassa densità edilizia e di sicura qualità che segue in toto le indicazioni del Documento di Inquadramento e del PGT vigente. In termini più generali, n. 3 lotti avranno accesso da viale Italia e n. 2 lotti dalla via Giacomo Leopardi, posta su fronte opposto. Complessivamente verranno realizzati un parcheggio privato da n. 9 posti e un parcheggio pubblico da n. 10 posti. Verso il confine Ovest del comparto e sul proseguo dell accesso attraverso il mappale 3488, gravato dal diritto di passo a favore del mappale 758, verrà realizzato un percorso ciclopedonale e un accesso di servizio-emergenza al lotto confinante di proprietà della Parrocchia Santa Maria Assunta, come richiesto dall Amministrazione Comunale. Come da successiva richiesta da parte dell Amministrazione Comunale, viene prevista la possibilità di aprire un ulteriore nuovo accesso carraio, sempre sul lato Ovest, sul confine di proprietà della Parrocchia Santa Maria Assunta, al limite dell area a sedime di rispetto cimiteriale. 18
19 Di seguito le tavole di progetto. 19
21 5 Pianificazione e strumenti sovracomunali Nei successivi paragrafi si riportano gli elementi dei piani sovracomunali di interesse per il territorio di Gorla Maggiore al fine di ribadire la verifica della congruenza tra il PII che rimane coerente con gli obiettivi del PGT vigente e le previsioni previste da tali strumenti di pianificazione sovraordinata. 5.1 Il PTR della Regione Lombardia Con la DCR del 19/01/2010, n. 951 Approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni al Piano Territoriale Regionale adottato con DCR n. 874 del 30 luglio approvazione del Piano Territoriale Regionale (art. 21, co. 4, LR 11 marzo 2005 Legge per il Governo del Territorio ) sono state decise le controdeduzioni regionali alle osservazioni pervenute e il Piano Territoriale Regionale è stato in via definitiva approvato. Il Consiglio Regionale ha approvato l'aggiornamento del Piano Territoriale Regionale (PTR), inserito nel Programma Regionale di Sviluppo (PRS) della X Legislatura con DCR n. 78 del 9 luglio Il Piano si compone delle seguenti sezioni: Il PTR della Lombardia: presentazione, che illustra la natura, la struttura e gli effetti del Piano; Documento di Piano, che definisce gli obiettivi e le strategie di sviluppo per la Lombardia; Piano Paesaggistico, che contiene la disciplina paesaggistica della Lombardia; Strumenti Operativi, che individua strumenti, criteri e linee guida per perseguire gli obiettivi proposti; Sezioni Tematiche, che contiene l'atlante di Lombardia e approfondimenti su temi specifici; Valutazione Ambientale, che contiene il Rapporto Ambientale e altri elaborati prodotti nel percorso di Valutazione Ambientale del Piano. Il PTR è lo strumento di indirizzo e orientamento per il territorio regionale che definisce in maniera integrata gli obiettivi generali di sviluppo attraverso indirizzi, orientamenti e prescrizioni, che hanno efficacia diretta su altri strumenti di pianificazione, ed è anche lo strumento che porta a sistema le politiche settoriali riconducendole a obiettivi di sviluppo territoriale equilibrato. Gli obiettivi del PTR sono costruiti (e aggiornati) sulla base degli indirizzi e delle politiche della programmazione regionale, in particolare del Programma Regionale di Sviluppo, del Documento di Programmazione Economico Finanziaria Regionale, dei Piani di settore e della programmazione nazionale e comunitaria. I sistema degli obiettivi del PTR fa riferimento a 3 macro obiettivi (rafforzare la competitività dei territori della Lombardia, riequilibrare il territorio lombardo e proteggere e valorizzare le risorse della regione) che si concretizzano attraverso l individuazione e l articolazione di 24 obiettivi. Il raggiungimento di uno o più dei 24 obiettivi del PTR avviene tramite il perseguimento di obiettivi tematici. Il PTR individua 6 Sistemi Territoriali e per questi propone specifici obiettivi territoriali che non si sovrappongono agli obiettivi tematici, ma sono a essi complementari, rappresentando le priorità specifiche dei vari territori. Il Comune di Gorla Maggiore appartiene al sistema territoriale Sistema Territoriale Metropolitano lombardo, Settore ovest. Il Sistema Metropolitano lombardo, infatti, può essere distinto in due sub sistemi, divisi dal corso del fiume Adda, che si differenziano per modalità e tempi di sviluppo e per i caratteri insediativi. A ovest dell'adda si situa l'area metropolitana storica incentrata sul tradizionale triangolo industriale Varese-Lecco-Milano, convergente sul capoluogo regionale, caratterizzata da elevatissime densità insediative, ma anche da grandi spazi verdi tra le conurbazioni dei vari poli. Il 21
22 progressivo ampliamento dei poli urbani del Sistema Metropolitano, caratterizzato da aree residenziali, grandi industrie, oggi sovente dismesse, servizi, infrastrutture, aree libere residuali, si sovrappone alla struttura originaria inglobando vecchi tessuti agrari, cascine e centri rurali, un tempo autonomamente identificabili e oggi divenuti satelliti di un unico organismo. In quest area si distingue per i suoi caratteri peculiari l'asse del Sempione, appoggiato sulla densa conurbazione Legnano-Busto Arsizio-Gallarate. Varie circostanze (trasporti, sviluppo economico, produzione di energia idraulica, ecc) hanno qui favorito il sorgere di una zona di intensa industrializzazione, oggi in declino. Con la creazione del nuovo polo fieristico a Pero-Rho e dell'aeroporto della Malpensa, l'asse del Sempione riveste, anche oggi, un ruolo di primaria importanza nella pianificazione regionale. Estratto della TAV. 4 del PTR I SISTEMI TERRITORIALI. Di seguito si riportano i punti di forza, quelli di debolezza, le opportunità e le minacce che caratterizzano tale sistema territoriale: PUNTI DI FORZA Ambiente Abbondanza di risorse idriche; Presenza o prossimità di molti Parchi regionali e aree protette. Territorio Morfologia territoriale che facilita gli insediamenti e gli scambi; Posizione strategica, al centro di una rete infrastrutturale importante di collegamento al resto d'italia, all Europa e al mondo; Dotazione di una rete ferroviaria locale articolata, potenzialmente in grado di rispondere ai bisogni di mobilità regionale; Dotazione di un sistema aeroportuale significativo. Economia Presenza del polo fieristico italiano a maggiore attrattività e di un importante sistema fieristico; 22

References: art. 1
 art. 3
 art. 6
 art. 4
 art. 5
 Art. 6
 art. 11
 art. 12
 art. 13
 art. 2
 art. 4
 art. 8
 art. 6
 art. 32
 art. 4
 art. 4
 art. 13
 art. 4
 art. 9
 art. 10
 art. 6
 art. 12
 art. 3
 art. 13
 art. 8
 art. 4