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Timestamp: 2018-07-23 00:15:31+00:00

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Comune di Seui - Approvato il Piano di Sviluppo delle Terre Civiche
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Approvato il Piano di Sviluppo delle Terre Civiche
Approvato in Consiglio comunale nella importante seduta del 12 /09/2014 il Piano di Sviluppo delle terre civiche atteso da 20 anni. Il piano redatto sulla base dei principi della L.R.12/94 è uno strumento fondamentale per la l'utilizzo delle terre soggette a uso civico. Dopo questa approvazione il piano e il suo regolamento saranno trasmessi alla Regione per l'approvazione definitiva. L'approvazione del piano renderà dinamici gli interventi sul territorio gravato da uso civico, al momento esteso 7800 ha, e ne consentira agevolmente ,attraverso i finanziamenti ,l'infrastrutturazione. Tra le parti più significative del regolamento che ripetiamo entrerà in vigore dopo l'approvazione regionale citiamo:
Ecco il testo definitivo del regolamento dopo le modifiche apportate dal Consiglio Comunale al documento in delibera:
REGOLAMENTO COMUNALE PER L’USO DELLE TERRE CIVICHE
Il paese di Seui è un Comune della Barbagia di Seulo, situato sulle pendici meridionali del Gennargentu, a800 metrisul livello del mare. Il territorio comunale è per il 79 % ( circa11.100 ettari) gravato da usi civici, per la maggior parte la vegetazione è costituita da boschi di Quercus, forestazioni e macchia. La giacitura è tormentata con monti e valli , che rendono il territorio unico dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Sono poche le zone in falsopiano coltivate e coltivabili, la maggior parte dei suoli e idonee al pascolo. Seui inoltre possiede un'isola amministrativa, "Orboredu", staccata dal resto del territorio e situata al tra i comuni di Esterzili, Escalaplano, Perdasdefogu e Ulassai.
Il presente regolamento disciplina ai sensi dalla Legge Regionale n. 12 del 14.3.1994:
Ø l’esercizio delle forme tradizionali di uso civico relativamente al suo contenuto, ai suoi limiti soggettivi, oggettivi e temporali, alle modalità di concessione del demanio civico (da questo momento Bene civico e/o terre civiche), alle eventuali condizioni ed ai modi di individuazione e di pagamento dell’eventuale corrispettivo;
Ø le forme di utilizzazione dei beni civici in forma non tradizionale, secondo il piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche, relativamente ai contenuti, ai limiti, alle garanzie, alle forme di concessione, alle modalità di individuazione e di pagamento dei corrispettivi, alle modalità di una eventuale partecipazione del comune alle iniziative;
Ø gli impegni di spesa connessi alla gestione dei terreni, con l’indicazione delle fonti di entrata e la previsione delle misure previste dall’articolo 46 del regio decreto 26 febbraio 1928, n. 332, e di altre norme analoghe;
Ø le modalità di contestazione delle infrazioni e di irregolarità delle sanzioni di cui all’articolo 14, i modi di risarcimento dei danni e le relative garanzie.
ART. 2 - Godimento dei beni
Al godimento dei beni civici e delle terre civiche sono ammessi i cittadini residenti, nei limiti consentiti dal diritto di uso civico, dalle leggi regionali e statali e dalle direttive dell’Unione Europea, in base alle modalità ed alle condizioni stabilite dal presente regolamento.
E’ considerato cittadino residente ai fini del godimento degli usi civici colui che ha la residenza fissa nel Comune di Seui. La perdita della residenza ne comporta la decadenza.
Soddisfatta la richiesta dei residenti, possono essere rilasciate concessioni anche ai non residenti secondo le modalità prescritte dalla legge regionale 14 marzo 1994, n.12 e dalla legge nazionale 26 giugno 1927, n. 1766 e dal rispettivo regolamento 332/1928.
ART. 3 - Concessioni
1. La richiesta di concessione, contenenti i dati anagrafici del richiedente, il numero di codice fiscale e/o la partita IVA se trattasi di persona giuridica e il luogo di residenza, deve essere corredata dalla seguente documentazione:
a) Planimetria e dati catastali ove possa essere chiaramente individuato il terreno;
b) Relazione socio-economica in cui emerge la convenienza per la comunità residente;
c) Individuazione della porzione di terreno attraverso dati georiferiti con opportune cartografie in ambiente GIS
La richiesta deve essere debitamente sottoscritta ai sensi dell’ art. 21 e dell’art. 47 del D.P.R. 28 Dicembre 2000, n. 445.
2. Alla scadenza della concessione i contratti potranno essere rinnovati, sempre in riserva di esercizio, con la stessa procedura della concessione (ex art.16 L.R. 12 marzo 1994)
3. Il Comune si riserva comunque la facoltà, alla scadenza di ogni concessione, di variare o integrare le norme contrattuali.
4. Il Comune, se ne ravvisa la necessità per una migliore convenienza per la comunità o per sopraggiunta necessità da parte della stessa comunità, può modificare o revocare la concessione dei beni civici. In caso di revoca il Comune deve corrispondere al concessionario i mancati benefici della concessione stessa.
5. Il concessionario prima della stipula del contratto dovrà presentare apposito progetto esecutivo, dettagliata relazione tecnica sulle opere da eseguire sul fondo nel massimo rispetto ambientale, relazione socio-economica. Nel corso della concessione non potrà essere variato l’ordinamento colturale prescelto, salvo dimostrazione che lo stesso si sia rivelato non più idoneo e/o antieconomico.
6. La variazione dell’ordinamento colturale dovrà sempre ottenere la preventiva autorizzazione dal Comune. Se la variazione interessa un mutamento di destinazione dei beni civici occorre la preventiva autorizzazione della Regione Autonoma della Sardegna su richiesta del Comune (ex art.17 L.R. 12/94).
7. A parità di condizioni, in presenza di più richieste, avranno preferenza i residenti richiedenti che offrono una migliore garanzia occupazionale ed una valorizzazione dei terreni collegata ad attività economiche produttive. In caso di parità verrà data precedenza a quelli che non hanno in concessione altri terreni comunali. In caso di ulteriore parità verrà data precedenza alla data di presentazione della domanda ed acquisizione al protocollo.
8. Nell’esame delle richieste di concessione dovranno essere sempre salvaguardati:
Ø la tutela ambientale del territorio nel rispetto delle leggi vigenti;
Ø gli interessi della collettività;
Ø il non frazionamento del territorio favorendo, ove possibile, il riaccorpamento.
9. La durata massima delle concessioni è di anni 10 ( legge 12/94 riserva di esercizio). Le concessioni verranno integrate da apposito contratto da stipularsi, a pena di decadenza, entro tre mesi dalla data di autorizzazione della Regione Autonoma della Sardegna.
ART. 4 – Concessioni per usi non tradizionali
1. I terreni possono essere concessi a Società Cooperative, Società Semplici, Associazioni, Enti Pubblici e persone fisiche che ne facciano richiesta, secondo il piano di valorizzazione e recupero delle terre - capo III, art. 8 L.R. 12/94.
A parità di condizioni, in presenza di più richieste, avranno preferenza i residenti richiedenti che offrono una migliore valorizzazione dei terreni collegata ad attività economiche produttive ed una migliore garanzia occupazionale. In caso di parità verrà data precedenza a quelli che non hanno in concessione altri terreni comunali. In caso di ulteriore parità verrà data precedenza alla data di presentazione della domanda ed acquisizione al protocollo.
2. Tutte gli eventuali immobili costruiti sulle terre civiche sono di proprietà della collettività residente ed entrano a far parte dei beni civici.
La durata massima delle concessioni è di anni 10.
Dalla concessione vengono escluse eventuali strade soggette a servitù di passaggio e di interesse della collettività, sorgenti e acque pubbliche, beni archeologici o storici nonché i reperti eventualmente rinvenuti e quant’altro di interesse pubblico nonché tutto ciò che il Comune ritiene opportuno.
ART. 6 – Cessazione attività
In caso della cessazione dell’attività, di risoluzione anticipata del contratto o di non rinnovazione della concessione per gravi motivi o per motivi di interesse pubblico, il Comune rientrerà nel pieno possesso del fondo concesso, ivi compresi i manufatti esistenti, i locali, le strutture di ogni genere nonché le migliorie apportate. Il tutto sarà acquisito al demanio civico senza che nulla sia dovuto al concessionario cessante per migliorie effettuate sul terreno civico, comprese eventuali strutture stabili e/o macchinari e impianti di qualsiasi genere fissi.
ART. 7 - Sub concessione
E’ vietato tassativamente la sub concessione, anche parziale, nonché la cessione a terzi per lo sfruttamento del fondo. E’ vietato altresì mettere i terreni a riposo al fine di usufruire di contributi o agevolazioni da parte della Regione, dello Stato o di altri Organismi. Nel caso di inosservanza di tali disposizioni il Comune annullerà la concessione e i terreni torneranno al regime giuridico di uso civico.
ART. 8 – Recinzioni
Le terre civiche concesse potranno essere recintate solo se previsto nel progetto o relazione e comunque nel rispetto della normativa che disciplina la materia. Tutte le recinzioni sono oggetto di apposita concessione comunale. Lungo il perimetro della recinzione dovrà essere posizionato un numero adeguato di scalandrini per consentire il transito attraverso il fondo agli estranei senza creare danni alle colture
ART. 9 – Fasce taglia fuoco
Dove è necessario le terre civiche dovranno, obbligatoriamente essere opportunamente dotate di fasce taglia fuoco, e comunque pulite dalle sterpaglie ad evitare il propagarsi di incendi (nonché alberate lungo tutto il perimetro se ciò non contrasta con l’ordinamento colturale previsto in progetto).
Il Comune avrà cura, nel rilasciare le concessioni di evitare grandi accorpamenti di terreno, avendo cura che venga lasciata tra fondo comunale e fondo privato una fascia di terreno libero che possa adeguatamente garantire il libero transito e la difesa dagli incendi pertanto la larghezza della fascia, deve essere determinata secondo le norme regionali contenute nell’ordinanza antincendio.
Non potranno essere mai recintate le strade, le fonti, gli abbeveratoi, i corsi d’acqua e quant’altro di interesse pubblico nonché tutto ciò che il Comune ritiene opportuno.
ART. 10 – Piante d’alto fusto
Le piante di alto fusto esistenti nei terreni gravati da uso civico non potranno essere abbattute senza formale autorizzazione dell’Amministrazione concedente. La legna di risulta dal taglio nonché quella proveniente dalla pulizia e lavorazione del terreno rimane di proprietà comunale, se non concordato diversamente in convenzione, e il concessionario dovrà conferire la legna nel posto che verrà indicato dall’Ufficio comunale preposto.
ART. 11 – Beni Archelogici
Il concessionario del terreno civico è tenuto a segnalare al Comune l’eventuale rinvenimento di beni archeologici nonché a sospendere immediatamente i lavori in corso di esecuzione, sino ad avvenuto accertamento delle Autorità competenti, pena la revoca della concessione dei beni civici.
ART. 12 - Inadempienze
Nel caso di una qualsiasi inadempienza od inosservanza alle disposizioni del presente regolamento, di quelle contrattuali, nonché della L.R. n. 12/1994, in relazione agli usi civici, il Comune può revocare la concessione, ed in particolare per:
mancato pagamento del corrispettivo pattuito entro i termini previsti dal contratto;
mancata esecuzione, senza giustificato motivo, delle opere in progetto o dei lavori di miglioramento entro due anni dall’inizio della concessione;
sub concessione, anche parziale;
mettere terreni a riposo al fine di usufruirne di contributi o agevolazioni da parte di qualsiasi Istituzione.
ART. 13 – Classificazione delle terre
La classificazione dei terreni ai fini dell’applicazione dei canoni di concessione, per miglioria, per uso agricolo, seminativo, per ortaggi e per pascolo, viene determinata secondo le capacità d’uso dei suoli come viene riportato nel PUC .
Seminativi e pascolo-
Si tratta di terreni di media qualità da utilizzarsi prevalentemente per uso foraggero-zootecnico.
Bosco (Alto Fusto/Misto) –
Appartengono a tale categoria le aree di notevole interesse paesaggistico - ambientale in cui una saggia politica di valorizzazione impone la conservazione e l’utilizzazione razionale della vegetazione naturale con interventi di ripristino e/o infittimento con idonee essenze locali. Opportuna la riduzione o l’eliminazione del pascolamento.
Macchia Mediterranea -
ART. 14 - Forestazione
L’ordinamento colturale principale, di cui al decreto Commissariale di accertamento o alla determinazione di accertamento della Regione Sarda, potrà essere sostituito con impianti di forestazione produttiva espressamente autorizzati, dopo l’autorizzazione al mutamento di destinazione e correlativa riserva dell’uso civico con delibera del Consiglio Comunale (art.17 L.R.12/94).
Ove la concessione avvenga per forestazione a scopo produttivo oltre al canone di cui all’ articolo 15, al Comune spetta il 100% del legnatico. In caso di essenze legnose del tipo “macchia mediterranea” il taglio, su disposizione dell’Autorità competenti in materia di gestione silvo-forestale, sarà fatto in modo tale da garantire la costituzione di un bosco. Negli interventi di forestazione potranno essere impiantate esclusivamente specie autoctone ad esclusione della parte del territorio denominata ex Marsilva
ART. 15 – Canone di concessione
La Giunta Comunaledeterminerà annualmente i canoni di concessione dei terreni e degli immobili, tenendo conto della classificazione, del valore dei beni e dei fattori produttivi favorevoli.
Il canone di concessione dovrà comunque garantire il gettito minimo per la loro gestione.
Per i terreni nei quali siano stati eseguiti miglioramenti che hanno determinato una conseguente modifica nella classificazione il canone minimo verrà determinato secondo la nuova classificazione, anche se non sia stata apportata la variazione in Catasto.
Nei casi in cui non sia possibile da parte dell’Ufficio una puntuale classificazione del terreno in una delle categorie previste dal regolamento ovvero lo stesso ricada su più categorie si valuterà la relazione tecnica allegata alla richiesta di concessione .
Per le concessioni riguardanti immobili o terreni oggetto di mutamento di destinazione, il canone di concessione sarà determinato tenendo conto del valore venale del bene, nella sua reale entità, considerando la nuova destinazione d’uso del bene .
Tutte le spese conseguenti, compresi gli onorari per eventuali perizie saranno a totale carico del concessionario ovvero di più concessionari ove ricorrono interessi comuni, in tal caso la ripartizione avverrà in proporzione alle superfici concesse. A tale fine verrà costituito, apposito deposito cauzionale che verrà determinato dall’Ufficio.
Qualunque controversia dovesse insorgere fra il Comune e i concessionari per l’applicazione del presente regolamento o comunque per questioni inerenti la concessione, sarà deferita alla Giunta Comunale, che esprimerà il proprio giudizio con parere motivato. Tale giudizio è insindacabile.
ART. 17 - Uso civico di legnatico
Le modalità di godimento dell’uso civico di legnatico devono essere conformi alle vigenti normative forestali nazionali e regionali. Tale diritto si articola in tre forme:
a) raccolta a titolo gratuito di legna secca:
A tutti gli utenti residenti nel territorio comunale è concessa, a titolo gratuito, la possibilità di raccogliere sulle proprietà comunali la legna secca giacente a terra ed avente un diametro massimo di cm. 5. Per tale utilizzo non è richiesta la presentazione di alcuna istanza.
E’ consentito il prelievo di tutori della specie di corbezzolo per l’impiego in agricoltura il cui diametro non deve superare i cinque centimetri e non più di cinque tutori per cespuglio.
E’ consentito asportare i cespugli di cisto, utilizzati tradizionalmente per la panificazione familiare, per un massimo di 10 metri cubi all’anno, in aree discontinue e senza l’uso di mezzi meccanici
Nella prima annata silvana ,nelle aree percorse da incendio è consentito il prelievo della specie corbezzolo previa specifica richiesta al Comune.
Qualora la legna risultasse già accatastata nel bosco (a seguito di operazioni forestali), il Comune provvederà ad emettere apposito bando di raccolta e fino a tale momento non sarà possibile procedere all’asportazione del materiale.
B) assegnazione a titolo oneroso di piante ad uso fuocatico:
II Comune di Seui, concede ai cittadini residenti e domiciliati su domanda e dietro pagamento, una quantità di legna da ardere (massimo mc. 6 steri per nucleo familiare), previa l'osservanza delle norme fissate dal presente regolamento. II materiale legnoso, oggetto della concessione può provenire: dal cantieri dell'Ente Foreste , da taglio comunale o dal taglio effettuato direttamente dal cittadini (c.d. taglio in proprio) in virtù dell'esercizio dell'uso civico del legnatico ;
Possono presentare richiesta di concessione i cittadini in possesso dei seguenti requisiti:
• Essere residente nel Comune di Seui
• Non essere in coabitazione con altro nucleo familiare
Le richieste devono contenere le seguenti informazioni:
I. Nome e Cognome
4. Domicilio;
5. Numero componenti il nucleo familiare;
6. Tipo di legna(ramaglia o misto leccio);
7. Data e firma;
Per agevolare l'utenza i moduli vengono forniti dall'ufficio che cura il procedimento.
I cittadini interessati dovranno far pervenire le istanze, a seguito di emanazione di apposito avviso. La graduatoria ha validità fino ad esaurimento.
La graduatoria viene approvata dal Responsabile di settore sulla base dell'istruttoria dell'ufficio di Polizia Locale, entro il 15 febbraio.
Il punteggio finale risulta dall'applicazione dei seguenti parametri:
1. punti 0,25 per ogni componente il nucleo familiare,
2. punti 1 per ogni mese trascorso dall'ultima concessione,
3. punti 4 se il richiedente ha superato il 65° anno di età,
4. punti 1 se domiciliato nel comune di Seui.
La data di riferimento per il calcolo di cui al punto 2 è quella di evasione della concessione.
Alle richieste presentate per la prima volta verrà attribuito un punto per ogni mese trascorso dalla data della variazione anagrafica.
A parità di punteggio precede il richiedente più anziano.
Il Comune, a seguito di relazione del Servizio Sociale, nei casi di situazioni di salute particolarmente gravi, allettati, o di particolare stato di bisogno, concede la legna in deroga all'inserimento nella graduatoria.
La graduatoria verrà pubblicata all'Albo per 15 giorni consecutivi.
I ricorsi avverso la stessa dovranno pervenire entro 15 (quindici) giorni dalla pubblicazione. Il responsabile di settore, sentito l'Ufficio di Polizia Locale, dovrà dare formale riscontro agli stessi entro i successivi 15 giorni.
Qualora il Comune deliberi il taglio di pino in una determinata zona del territorio, i cittadini potranno presentare la richiesta di concessione della legna nei modi e nei tempi previsti da apposito bando, in deroga ai sei metri steri annui.
Appena il Comune potrà disporre della legna, l'ufficio competente avviserà con apposita lettera gli aventi diritto, invitandoli ad effettuare il dovuto versamento in C.C. postale entro 15 giorni dal ricevimento della relativa notifica.
L'assegnatario dovrà esibire la lettera pervenutagli e la ricevuta del versamento presso l'ufficio indicato al comma precedente, al fine di ottenere il buono per il ritiro della legna. –
CONTENUTO DEL BUONO
Il buono è strettamente personale, non può essere ceduto ad alcuno. Oltre le generalità del richiedente dovrà contenere:
• la data del trasporto della legna (sempre in giorno feriale)
• l'ora presunta del trasporto (sempre in ore diurne)
• la ditta che esegue il trasporto
• la località da cui si trasporta la legna, il luogo dove la legna verrà depositata.
Le tariffe applicate per ogni assortimento legnoso sono determinate per categorie omogenee di prodotto. Le tariffe non comprendono il prelevamento, carico e trasporto della legna ceduta franco cantiere, sono approvate dal Consiglio Comunale per prodotto reso franco punto di carico presso i singoli cantieri.
Oltre al pagamento del corrispettivo ai sensi dell’art. 6 sono a carico degli acquirenti gli oneri relativi al prelevamento, carico e trasporto della legna venduta franco cantiere con l’espressa dichiarazione, contenuta nel modulo di prenotazione e nella conferma di fornitura esonerando il Comune da ogni e qualunque responsabilità in ordine alle operazioni di cui sopra.
TAGLIO IN PROPRIO - PROCEDIMENTO
Particolare procedimento sarà eseguito per il taglio in proprio.
Qualora un cittadino, avente gli stessi requisiti previsti dall'art. 2I individui piante abbattute in conseguenza di eventi metereologici o fisici, o deperite, può presentare richiesta per ottenere la concessione di una quantità di legna pari ad un massimo di 6 (sei) metri steri.
Entro 5 giorni l'stanza dovrà essere trasmessa al Comando Stazione Forestale,al quale viene demandata la competenza in merito alle modalità del taglio e detta valutazione del valore economico del materiale legnoso.
L'ufficio comunale , acquisita l'autorizzazione dell'ispettorato forestale, informerà il richiedente della valutazione ottenuta. Qualora questa sia ritenuta congrua dal richiedente si procederà al rilascio dell'autorizzazione, in caso contrario l'istanza verrà archiviata.
L'autorizzazione ha validità quindici giorni, trascorsi i quali, salvo motivazioni dovute a causa di forza maggiore, si decade dal beneficio. Le richieste plurime per la stessa legna verranno decise secondo l'ordine di presentazione (dato dall'acquisizione al protocollo generale).
Tra una richiesta di taglio in proprio e la successiva, fatta salva la possibilità di completare nell'arco dell'anno il quantitativo massimo consentito, dovrà intercorrere un periodo minimo di 12(dodici) mesi.
Chi beneficia del taglio in proprio per un quantitativo superiore a 4(quattro) metri steri, verrà depennato dalla graduatoria esistente
E’ possibile concedere a titolo gratuito modesti quantitativi di legna per un massimo di 3 metri steri alle Associazioni senza scopo di lucro, previa compilazione dell’apposita richiesta, necessaria per feste patronali, falò volti alla conservazione delle tradizioni popolari.
Saranno effettuati controlli a campione sulle richieste prevenute, per la verifica delle dichiarazioni rese e i luoghi di scarico.
ART. 18 – Concessione di pascoli
L’intero territorio gravato da Uso Civico, come risulta dalla carta della capacità d’uso dei suoli del PUC, ha una capacità d’uso compresa tra le classi V e VIII. In pratica si tratta di suoli dove deve essere garantita la conservazione e la valorizzazione di quanto è presente. Il pascolo deve essere se non vietato quantomeno regimato e con un carico massimo di circa 0,5 UBA/ha nelle aree sottoposte a vincolo idrogeologico ( circa 3,3 ovini-caprini/ha ). Questo anche con lo scopo di avere dall’azione del pascolamento regimato una notevole diminuzione della biomassa erbacea, con conseguente riduzione del pericolo degli incendi. I suoli hanno bisogno di essere tutelati poiché un sovra pascolamento spogliando il terreno dal cotico erboso lo espone a fenomeni erosivi e al dilavamento. Tra le finalità del Piano di recupero e valorizzazione delle Terre Civiche vi è la sostenibilità nella gestione del suolo e del soprasuolo, garantendone la Demanialità( la conservazione per le future generazioni). Ogni allevatore avrà diritto alla concessione in base ai capi posseduti e comunque per una superficie massima pari a 200 ettari. Le concessioni sono rilasciate una per ogni nucleo familiare. Le concessioni decadono quando il titolare percepisce indennità pensionistica.
ART . 19 Istanze
I cittadini residenti devono far pervenire apposita istanza redatta sul modello predisposto dal Comune (indicazione del numero e tipologia del bestiame – indicazione del comprensorio di pascolo), entro e non oltre il 30 settembre di ogni anno.
Coloro che, nel termine indicato, non avranno fatto pervenire l’istanza saranno considerati a tutti gli effetti rinunciatari dell’esercizio del diritto di uso civico.
Il Comune, sulla base delle indicazioni della relazione tecnica di cui al successivo articolo 22, procederà ad emettere le autorizzazioni a favore degli aventi diritto, tenuto conto del carico UBA (Unità Bestiame Adulto) sostenibile dal territorio civico destinato a pascolo.
ART . 20 Uso civico del pietratico
Ai cittadini residenti sarà consentito fare richiesta di pietrame ad uso familiare per un quantitativo massimo annuo pari a 2 metri cubi. Si potranno prelevare solo le pietre adagiate al suolo e non dovrà essere effettuata in alcun modo l’attività di cava, per la quale valgono le direttive e le prescrizioni contenute nella L. R. 30/89. Nella richiesta dovrà essere indicata la località di prelievo e il luogo di utilizzo per consentire il controllo al personale addetto.
L’autorizzazione al prelievo sarà subordinata per l’anno in corso al pagamento di €13,86 al metro cubo, successivamente si terrà conto dell’aggiornamento seguito dal prezziario regionale
ART. 21 - Controllo pascoli
L’ufficio preposto, avrà il compito di tutelare e controllare le concessioni per uso pascolo, che sarà tenuto a segnalare ogni eventuale irregolarità o informazione utile.
Il funzionario, responsabile del procedimento, consultate le richieste e la relativa documentazione da le autorizzazioni al pascolo e le relative concessioni.
ART. 22 - Criteri, modalità e divieti
In considerazione delle condizioni del territorio (art. 18) e in relazione alle richieste presentate da cittadini residenti, aventi il titolo di IAP (imprenditore agricolo professionale).
Si è stabilito che le concessioni per uso pascolo hanno durata annuale.
L’anno pascolivo si intende dal primo ottobre al trenta settembre dell’anno successivo.
Tutti i pascoli comunali devono essere utilizzati in base al presente regolamento e, trattandosi di uso civico, secondo le norme che disciplinano l’uso civico previsto dalla L. R. 14.3.1994, n° 12.
Il cittadino che intende esercitare il pascolamento sulle terre civiche deve presentare domanda di autorizzazione almeno trenta giorni prima della data di introduzione del bestiame o della scadenza della precedente autorizzazione, fatti salvi i casi di particolare urgenza comprovata.
La richiesta di pascolamento può essere formulata in carta semplice e dovrà contenere i seguenti dati.
dati anagrafici del richiedente e partita IVA, numero di codice fiscale;
località dettagliata dove si intende pascolare, la superficie in ettari, la specie e il numero di UBA (ovini, bovini, caprini, equini);
relazione tecnica attestante la qualità dei suoli richiesti, con un calcolo delle possibili U.F.L. (Unità Foraggere Latte) producibili in un anno, a giustificare il carico di animali da inserire nell’area in esame.
La richiesta deve essere debitamente sottoscritta ai sensi dell’ art. 21 e dell’art. 47 del D.P.R. 28 Dicembre 2000, n. 445
La Giuntacomunale, si riserva:
la piena facoltà di stabilire criteri e modalità per quanto concerne le zone pascolive, il carico, la specie ed il numero di capi grandi e piccoli del bestiame e, in casi particolari, il divieto di pascolamento nonché di prevenzione sanitaria che lo rendano necessario;
se si rende necessario, individua le eventuali zone e/o specie di bestiame da vietare al pascolo per esigenze di recupero ambientale e/o produttivo e/o per intervenuto regime vincolistico in virtù di leggi e/o regolamenti dell’Unione Europea, statali e regionali, oppure per prevenire fattori di diffusione di malattie saranno stabilite dal Consiglio Comunale.
Tali divieti e le motivazioni che li hanno determinati saranno portati immediatamente a conoscenza degli allevatori e dei cittadini mediante affissione all’albo pretorio del Comune per quindici giorni consecutivi.
Il Comune rilascerà a ciascun richiedente apposita autorizzazione. L’autorizzazione sarà consegnata al richiedente, il quale deve curare che il custode del bestiame lo tenga sempre con se per esibirla a richiesta agli agenti incaricati del controllo ed a tutti gli agenti della forza pubblica.
Qualora l’utente sposti il bestiame dalla località denunziata ad altre località, deve prima di effettuare il cambiamento, farne denuncia all’Amministrazione Comunale.La Giuntacomunale provvederà a deliberare la modifica e ne sarà fatta menzione nella licenza di possesso del denunziante e sulla corrispondente copia agli atti del Comune. In caso di particolare eccezionalità il titolare dell’autorizzazione potrà farne denuncia successivamente, ma comunque non oltre giorni tre. Analoga denuncia deve essere fatta se nel corso dell’anno di godimento il quantitativo o la specie di bestiame introdotto nel territorio venisse aumentata o mutata rispetto a quella risultante dalla prima denuncia.
E’ vietata l’introduzione di bestiame nei terreni, da pascolare prima di essere in possesso della prescritta autorizzazione. Chiunque sarà sorpreso a pascolare bestiame senza autorizzazione o in zone vietate, dovrà pagare una sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 25 del presente regolamento. Analoga sanzione sarà applicata a carico dell’allevatore, la cui denunzia risultasse infedele per la parte di bestiame eccedente rispetto all’autorizzazione o denunzia.
ART. 23 - Morosità
Nei casi in cui il concessionario si sia reso moroso nell’anno precedente nel pagamento del corrispettivo dovuto, sarà ammesso alla introduzione del bestiame solo se ha adempiuto al pagamento dovuto per l’anno di morosità, con l’aggiunta delle penalità previste dall’art. 25.
ART. 24 – Corrispettivo
Il corrispettivo del pascolo sarà riscosso a tariffa per ogni capo di bestiame e proporzionato alla singola specie. La misura del corrispettivo sarà stabilita dalla Giunta Comunale per ciascun anno pascolivo. In mancanza continueranno ad essere applicate le tariffe dell’anno precedente.
ART. 25 - Riscossione del corrispettivo
La riscossione del corrispettivo del pascolo sarà effettuata con le modalità previste dalla Giunta comunale a mezzo di liste di carico da riscuotere annualmente con scadenza A carico dei contribuenti morosi inizieranno gli atti esecutivi a norma di Legge. Ai medesimi sarà intanto revocata l’autorizzazione senza diritto di azioni o risarcimenti di sorta, ed ove non ottemperassero immediatamente all’ordine di ritiro del bestiame dal pascolo comunale saranno denunziati all’Autorità Giudiziaria per pascolo abusivo.
Per quelle zone ove sono state già apportate migliorie e relativamente alle superfici migliorate, il canone verrà calcolato ad ettaro secondo il disposto dell’art. 15 del presente regolamento. Per le restanti superfici in base alle specie ed al numero dei capi di bestiame che possono essere immessi nel territorio concesso. Il numero dei capi e la specie del bestiame che può essere immessa nelle zone concesse viene determinato. Ove per una stessa zona sia prevista l’immissione di più specie di bestiame ma venga richiesto l’uso esclusivo per una sola specie il concessionario dovrà garantire anche il pagamento del canone per la specie esclusa. Il canone per capo di bestiame verrà determinato tenendo presente che dovrà essere garantito il gettito minimo che al Comune sarebbe derivato dalla concessione applicando l’art. 16 del presente regolamento.
ART. 26 Sanzioni - Violazioni e inosservanze
Per le violazioni o l’inosservanza di una qualsiasi delle disposizioni contenute negli articoli del presente regolamento si applica una sanzione amministrativa da € 103,29(centotre euro e ventinove centesimi) a € 309,87 (trecentonove euro e ottantasette centesimi).
La sanzione sarà graduata a seconda della gravità dell’infrazione. In caso di recidiva è comunque applicata la sanzione massima.
In caso di accertamento di più infrazioni si darà luogo al cumulo delle sanzioni applicabili.
L’accertamento delle infrazioni potrà essere effettuato sia dagli Organi preposti alla vigilanza con contestazione immediata, che d’Ufficio sulla base della documentazione in atti.
Sono fatte salve tutte le sanzioni civili, penali ed amministrative contemplate dalle vigenti norme in materia forestale.
Art. 27 - Impegni di spesa
I proventi di gestione dei terreni gravati da usi civici verranno prioritariamente destinati alla loro gestione, amministrazione e sorveglianza, ove tali proventi siano insufficienti si applicheranno le misure di cui all’art. 46 del R.D. 16-02-1928, n ° 332.
Tutte le disposizioni contrastanti con il presente regolamento sono da considerarsi abrogate.
I terreni sotto contratto di concessione devono essere adattati alla legge regionale 12 marzo 1994, n.12 in materia di usi civici.
In attesa della determinazione dei nuovi canoni in applicazione del presente regolamento continueranno ad applicarsi quelli in uso aggiornate e rivalutate in base agli indici di variazione ISTAT.
Per quanto non espressamente disciplinato dal presente regolamento si rimanda alle disposizioni di cui alla L.R. 14.03.1994, n°12 inmateria di Usi Civici.
Il presente regolamento verrà inviato all’Assessorato Regionale dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale per il parere di competenza ai sensi dell’art. 12 della L.R. n ° 12 del 14.03.1994.

References: ART. 2

ART. 3
 art. 21
 art.16
 art.17

ART. 4
 art. 8

ART. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 10

ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14
 articolo 15

ART. 15

ART. 17

ART. 18
 articolo 22

ART. 21

ART. 22
 art. 21

ART. 23

ART. 24

ART. 25

ART. 26

Art. 27