Source: https://cobasterni.blogspot.it/2014/05/
Timestamp: 2017-09-25 09:53:19+00:00

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maggio 2014 | COBAS TERNI
Archive for maggio 2014
FIAT UCCIDE , MARCHIONNE RESPONSABILE !
Con gli occhi accecati dalla bolgia dei risultati elettorali, non fa notizia il tragico suicidio di un'operaia, Maria Baratto 47anni di Acerra, dipendente Fiat-Pomigliano in cassintegrazione da 6 anni , deportata a Nola e angosciata dalla scadenza della CIG il prossimo al 13luglio.
i compagni di Maria manifestano a Pomigliano
Purtroppo questo suicidio non è il primo tra gli operai dello stabilimento FIAT di Pomigliano d'Arco e di Nola, ma il dramma è reso più acuto dal fatto che questa operaia, che faceva parte del Comitato Mogli degli Operai di Pomigliano d’Arco, già il 2 agosto 2012 aveva postato sul sito delle “donne operaie” un suo breve intervento scritto riferito al precedente suicidio di un operaio della Fiat Pomigliano - Pino De Crescenzo,morto inpiccato - ed al tentato suicidio di un altro operaio sempre della Fiat di Pomigliano.
CON DOLORE E RABBIA, CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA DI MARIA BARATTO E AI SUOI COMPAGNI DI LOTTA
VICINANZA E CONTINUITA' D'IMPEGNO A FIANCO DEI LAVORATORI FIAT-POMIGLIANO, DEI CASSINTEGRATI E DEPORTATI A NOLA, PER LA RIASSUNZIONE DEI LICENZIATI.
FERMIAMO QUESTA LUNGA SCIA DI MORTI
BASTA CON L'IMPUNITA' DEL COMANDO FIAT
LAVORO-REDDITO,SALARIO GARANTITO, PER TUTTI
Roma 26.5.14 COBAS LAVORO PRIVATO
Subcomandante Marcos, adiós
martedì 27 maggio 2014 · Posted in adiós, Subcomandante Marcos
L’uscita di scena è all’altezza della profondità e della leggerezza del personaggio che ha raccontato la più bella e incredibile delle ribellioni della storia contemporanea. Perché possa vivere Galeano, è necessario che uno di noi muoia, abbiamo deciso debba essere il Subcomandante Marcos. Quelli che hanno amato e odiato il SupMarcos, scrive nell’ultimo straordinario messaggio, adesso devono sapere che hanno amato e odiato un ologramma. I loro amori e i loro odi sono stati inutili, sterili, vuoti. Non ci sarà alcuna casa-museo o targa di metallo dove sono nato e cresciuto. Nessuno vivrà dell’essere stato il Subcomandante Marcos. Non si erediterà il suo nome né il suo incarico. Niente viaggi per tenere conferenze all’estero. Non ci saranno trasferimenti né cure in ospedali di lusso. Non ci saranno vedove né eredi. Nessun funerale, né onoreficenze, né statue, né musei, né premi, niente di quello che fa il sistema per promuovere il culto dell’individuo e sminuire quel che fa il collettivo. Il personaggio è stato creato e adesso noi, i suoi creatori, gli zapatisti e le zapatiste, lo distruggiamo. Chi saprà comprendere questa lezione dei nostri compagni e delle nostre compagne, avrà compreso uno dei fondamenti dello zapatismo
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di Desinformémonos
Alle 2.08 dell’alba di oggi, 25 maggio, il Subcomandante Marcos ha annunciato che a partire da quel momento smetterà di esistere. In una conferenza stampa con i media liberi che partecipavano all’omaggio a Galeano, lo zapatista assassinato nella comunità di La Realidad, il capo militare dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), ha detto: “Se dovessi definire Marcos, il personaggio, vi direi senza alcun dubbio che è stata una pagliacciata”.
Dopo più di 20 anni alla guida dell’organizzazione politico-militare che si è levata in armi il primo gennaio del 1994, Marcos ha annunciato il passaggio di testimone. Ha detto che dopo i corsi della Escuelita Zapatista dell’anno scorso e dell’inizio di questo, “ci siamo resi conto che oramai c’era già una generazione che poteva guardarci, ascoltarci e parlarci senza bisogno di guida o leadership, né pretendere obbedienza”. Allora, ha detto, “Marcos, il personaggio, non era più necessario. La nuova tappa della lotta zapatista era pronta”.
Nella comunità di La Realidad, la stessa in cui il 2 maggio scorso un gruppo di paramilitari della Central Independiente de Obreros Agrícolas y Campesinos Histórica (CIOAC-H), ha assassinato la base di appoggio zapatista Galeano, ilsubcomandante Marcos è apparso di buon mattino di fronte ai rappresentanti dei media liberi accompagnato da sei comandantes e comandantas del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno e del Subcomandante Insurgente Moisés, al quale nel dicembre scorso aveva trasferito il comando.
“È nostra convinzione e nostra pratica che per rivelarsi e lottare non sono necessari né leader né capi, né messia né salvatori; per lottare c’è bisogno solo di un po’ di vergogna, una certa dignità e molta organizzazione, il resto o serve al collettivo o non serve”, ha detto Marcos.
Con una benda nera col disegno di un teschio da pirata che copriva l’occhio destro, il finora portavoce zapatista ha ricordato l’alba del primo gennaio 1994, quando “un esercito di giganti, cioè, di indigeni ribelli, scese in città per scuotere il mondo. Solo qualche giorno dopo, col sangue dei nostri caduti ancora fresco per le strade, ci rendemmo conto che quelli di fuori non ci vedevano. Abituati a guardare gli indigeni dall’alto, non alzavano lo sguardo per guardarci; abituati a vederci umiliati, il loro cuore non comprendeva la nostra degna ribellione. Il loro sguardo si era fermato sull’unico meticcio che videro con un passamontagna, cioè, non vedevano. I nostri capi e cape allora dissero: ‘vedono solo la loro piccolezza, inventiamo qualcuno piccolo come loro, cosicché lo vedano e che attraverso di lui ci vedano’ “.
Così è nato Marcos, frutto di “una complessa manovra di distrazione, un trucco di magia terribile e meraviglioso, un gioco malizioso del nostro cuore indigeno; la saggezza indigena sfidava la modernità in uno dei suoi bastioni: i mezzi di comunicazione”.
La cronaca della conferenza, firmata dai “mezzi liberi, alternativi, autonomi o come si chiamino”, diffusa su diversi portali di comunicazione alternativa come Radio Pozol, Promedios e Reporting on Resistences, riproduce un clima di applausi ed evviva all’EZLN dopo l’annuncio della Comandancia.
La figura del subcomandante Marcos ha fatto il girò del mondo fin dalle prime ore del primo gennaio 1994. L’immagine di un uomo armato con cartucciere rosse ed un R-15, con indosso una divisa color caffè e nera coperto da un chuj di lana degli Altos del Chiapas, con il volto coperto da un passamontagna che fumava la pipa, era sulle prime pagine dei giornali più importanti del pianeta. Nei giorni e settimane successive arrivavano i suoi comunicati carichi di ironia ed umorismo, provocatori ed irriverenti. Qualche foglio bianco scritto a macchina da scrivere letteralmente raffazzonati per la stampa nazionale e internazionale. Venti anni e quattro mesi dopo, Marcos annuncia la fine di questa tappa.
“Difficile credere che venti anni dopo quel ´niente per noi´ non fosse uno slogan, una frase buona per striscioni e canzoni, ma una realtà, La Realidad”, ha detto Marcos. Ed ha aggiunto: “Se essere coerente è un fallimento, allora l’incoerenza è la strada per il successo, per il potere. Ma noi non vogliamo prendere quella strada, non ci interessa. Su queste basi, preferiamo fallire che vincere.”
“Pensiamo”, ha detto, “che è necessario che uno di noi muoia affinché Galeano Viva. Quindi abbiamo deciso che Marcos oggi deve morire”.
“Alle 2.10 il Subcomandante Insurgente Marcos è sceso per sempre dal palco, si sono spente le luci ed è partita un’ondata di applausi degli e delle aderenti della Sexta, seguita da un’ondata ancora più grande di applausi delle basi di appoggio zapatiste, miliziani ed insurgentes“, hanno riferito dalla Realidad.
Fedele al suo stile ironico ed ai suoi tradizionali post scritti, il personaggio di Marcos ha concluso: P.S. 1 Game Over. 2. – Scaccomatto. 3. – Touché. 4. – Così Mhhh, è questo l’inferno? 5. – Cioè, senza l maschera posso andarmene in giro nudo? 6. – Qui è buio, ho bisogno di una torcia…”
Di seguito, la lettera completa dell’ addio del Subcomandante Insurgente Marcos (in spagnolo): http://desinformemonos.org/
Traduzione Comitato Maribel Chiapas http://chiapasbg.com/
GRADUATORIE DI ISTITUTO. Emanato il bando con gli allegati: domande entro il 23 giugno
lunedì 26 maggio 2014 · Posted in graduatorie di istituto, scuola
Speciale Graduatorie di Istituto 2014 - 2017
DM 353 del 22.5.2014. Graduatorie di Istituto
DM 353 del 22.5.2014. Elenco allegati
DM 353 del 22.5.2014. Allegati
La Cassazione boccia sia l'accusa di terrorismo per i No Tav che la sentenza per " devastazione&saccheggio"per la manifestazione nazionale del 15 ottobre 2011.
Ieri in Cassazione è stata una giornata campale per la " libertà di movimento".
La 1° Sez. della Cassazione ha bocciato :
1) sia il reato di " terrorismo" , che la Procura di Torino ha inventato per colpire i 4 NO Tav - accusati di avere procurato l'incendio di un compressore nel cantiere Tav- così da fargli scontare preventivamente le condizioni aguzzine del carcere speciale
Dopo la sentenza della Cassazione, Il 22/5, nella prima udienza del processo , Chiara-Claudio-Mattia-Niccolò , devono andarci liberi e fuori dall'aula bunker delle Vallette !
2) sia la sentenza che condanna a 5 anni per " devastazione&saccheggio", inflitta dalla Corte di Appello di Roma ad un compagno di Pisa reo di avere preso parte alla manifestazione nazionale del 15 ottobre 2011.
Dopo la sentenza della Cassazione, la battaglia legale per far cadere il reato di "devastazione e saccheggio" nei confronti di 18 compagni/e sotto processo a Roma, tova ulteriore conforto e consapevolezza di potere sconfiggere l'applicazione di questo"reato monstre".
Con queste due giuste decisioni la Cassazione ha denunciato e posto rimedio ad alcuni dei tantissimi abusi che le Procure e i Tribunali commettono colpevolizzando migliaia di cittadini che lottano contro le molteplici ingiustizie civili,sociali, sindacali,ambientali, e per vedere affermati i diritti costituzionali e universali .
Alla vigilia della manifestazione nazionale del 17 maggio a Roma " CONTRO austerrity,precarietà,devastazione ambientale, PER il diritto al lavoro-reddito,casa,sanità,istruzione,beni comuni,libertà e democrazia in Italia e Europa",
queste decisioni della Cassaziuone trovano compimento parziale nelle battaglie che i movimenti resistenti affrontano nella quotidianità, mentre prosegue l'attenzione e la mobilitazione contro la repressione sia nei territori che nei Tribunali per liberare tutte/i.
Roma 16.5.14 CONFEDERAZIONE COBAS
Cassazione: cade l’accusa di terrorismo per i notav
E’ arrivata da pochi minuti la sentenza della Corte di Cassazione che annulla la sentenza del tribunale della libertà che ora dovrà riformulare il reato per i quattro in base alle indicazioni della Cassazione. Cade quindi il reato di terrorismo e il tentativo spregiudicato della procura di Torino che tiene in carcere dallo scorso dicembre Chiara, Claudio,Mattia e Niccolò.
L’estrema forzatura dei pm con l’elmetto che hanno basato tutta l’accusa sul reato del “270 sexies’(connesso al 280 ):, “attentato con finalità terroristiche, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, oltre che detenzione di armi da guerra e danneggiamenti” va in pezzi se giudicata fuori dalle mura amiche della città di Torino.
Esiste un ‘caso Torino’ perchè di fatto la Cassazione è da 13 anni annulla le fantasie della procura
2001: la cassazione annulla le sentenze di Torino che condannavano Edo, Sole e Baleno per associazione sovversiva.
2012: la cassazione annulla l’ordinanza del tribunale del riesame di Torino che ha tenuto in carcere per mesi due no tav accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale
2014: la cassazione annulla l’ordinanza del tribunale del riesame di Torino che aveva confermato l’accusa di terrorismo contro 4 no tav, tenendoli in carcere per 6 mesi.
Tutte misure richieste dalla procura di Torino, oggi come 13 anni fa e tutte puntualmente smentite dalla cassazione di Roma.
Tutte richieste che sembravano e sembrano smisurate, sproporzionate, assurde, gonfiate, senza bisogno di essere giuristi.
Sarebbe ora di prendere atto dell’anomalia in corso nella procura torinese e nel pool di pm con l’emetto che oggi, dopo il dossier sulle strane amicizie del pm Rinaudo, la bufala dell’aggressione all’autista (montata poi da pm e media)e la sentenza odierna, ha perso definitivamente credibilità.
La Cassazione boccia l'accusa di terrorismo per i No Tav
Dopo ore di attesa, è stata infine resa pubblica nella tarda serata la sentenza della Corte di Cassazione di Roma chiamata a pronunciarsi sulla legittimità delle accuse di terrorismo con cui Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò sono rinchiusi in carcere da più di 5 mesi.
Le prime notizie della giornata non facevano ben sperare dal momento che il Procuratore Generale della Cassazione, Giovanni d'Angelo, aveva chiesto di confermare le accuse formulate dalla Procura di Torino e di mantenere la detenzione in carcere per i quattro No Tav. Poco prima di mezzanotte, invece, la smentita della Corte, che ha annullato la sentenza del Tribunale della libertà di Torino, che lo scorso 9 gennaio aveva respinto le richieste degli avvocati dei No Tav e confermato invece in toto l'impianto accusatorio del gip e della Procura. Ora, lo stesso dovrà riformulare le accuse a carico di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò.
Che l'accusa di terrorismo fosse irricevibile e ridicola il movimento No Tav l'aveva dichiarato fin dall'inizio, respingendo tout court teoremi improbabili, che al danneggiamento di un compressore avrebbero voluto associare il "danneggiamento dell'immagine del paese" (sic!), sfoderando accuse che prevedono pene fino ai 30 anni. E l'ha respinta anche nei fatti, stringendosi senza se e senza ma attorno ai quattro arrestati e rivendicando compatto la pratica del sabotaggio, come l'ultima grande giornata di lotta e solidarietà di sabato scorso a Torino ha dimostrato.
Insomma, non è certo uso del movimento attendere una mano salvifica da corti e tribunali ma la sentenza emessa questa sera dalla Cassazione non può che essere accolta positivamente: l'annullamento dell'accusa di terrorismo sarà infatti determinante in vista della prima udienza del processo che si aprirà il 22 maggio nell'aula bunker delle Vallette a carico di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò. Ma darà anche un'indicazione rispetto alla gestione più generale delle indagini e delle accuse che negli ultimi anni hanno ormai coinvolto più di mille No Tav.
Insomma, sembra proprio che tra aggressioni inventate e accuse di terrorismo respinte quella di oggi sia stata una giornata decisamente nera per il duo dei pm con l'elmetto Padalino-Rinaudo e per la Procura torinese tutta...
Un primo importante passo è stato fatto: ora liberi tutti!
Ancora più forte lo sciopero e il boicottaggio degli indovinelli Invalsi
giovedì 15 maggio 2014 · Posted in sciopero 13 maggio. quiz invalsi
Alle superiori, grazie al contributo rilevante degli studenti, nel 30% delle classi ridicolizzati gli insulsi quiz. A Roma sit-in al MIUR contro la scuola-quiz e la scuola-miseria
Lo sciopero e il boicottaggio degli indovinelli Invalsi hanno avuto ancor più successo oggi, nella giornata delle medie e superiori, rispetto a quelli già molto positivi realizzati il 6 e il 7 alle elementari. In particolare nelle superiori allo sciopero si è aggiunta l’attività capillare degli studenti, che hanno ridicolizzato in mille modi i quiz, annullandone ogni validità o impedendone l’effettuazione, e inficiando, insieme agli insegnanti, ogni credibilità dei risultati in circa il 30% della classi. E a proposito di dati, è bene ricordare che quelli del MIUR riguardano solo un pugno di “classi-campione”, ove operano ispettori ministeriali, burocrati invalsiani e i docenti più collaborazionisti, che sono una goccia nel mare delle classi coinvolte, dove sciopero e boicottaggio hanno inciso in profondità. Oltretutto, in tante situazioni lo svolgimento dei quiz è stato permesso dagli abusi e dall’attività antisindacale, ripetutisi come il 6 e il 7, da parte di quei presidi-padroni, che anche oggi hanno minacciato insegnanti o sostituito gli scioperanti, cambiato gli orari dei quiz, accorpato classi; nonché grazie al disgustoso crumiraggio di vari insegnanti (?) che hanno sostituito colleghi/e in sciopero.
In varie città si sono svolte manifestazioni e sit-in; e in particolare a Roma abbiamo protestato davanti al MIUR, ricordando agli invalsiani che la stessa neo-presidente del carrozzone, Anna Maria Ajello, ha ridicolizzato i quiz affermando:“Ho provato a leggere le domande del test di seconda elementare, in alcuni casi ho dovuto leggerle due volte prima di capire la domanda. Non è ammissibile, non si possono effettuare le prove sulla base di tranelli o furbizie”. Data questa auto-dichiarazione che seppellisce la scuola-quiz, e il rifiuto di massa manifestatosi anche oggi verso essa e la scuola-miseria, abbiamo diffidato la neo-ministra Giannini dal proseguire l’infausto tentativo di valutare scuole, docenti e studenti con gli indovinelli. Ma abbiamo anche manifestato contro la generale politica scolastica che intende proseguire l’immiserimento materiale e culturale dell’istruzione pubblica. Altro che il “forte rilancio” annunciato dal nuovo Grande Imbonitore Renzi: il governo vuole realizzare la “piena eguaglianza” tra scuola privata e pubblica, tagliare un anno di scolarità e quindi un’altra cospicua parte di spese per l’istruzione pubblica (già ridotte del 30% negli ultimi 20 anni), cancellare gli scatti di anzianità e bloccare per altri sei anni contratti e salari. Dunque, come Cobas, abbiamo scioperato e manifestato anche perché vengano restituiti a docenti ed Atagli scatti di anzianità e 300 euro mensili di aumento come parziale recupero del salario perso negli ultimi anni, per dire NO ai soldi alle scuole private, alla riduzione di un anno della scolarità, ai BES, alle classi-pollaio; per massicci investimenti nella scuola pubblica, per l’assunzione stabile dei docenti ed ATA precari e la definitiva garanzia del mantenimento del ruolo docente per gli “inidonei”, per il pensionamento immediato dei Quota 96. Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS
· Posted in prove invalsi, quiz, scuola, testi
Una grande e bella giornata notav
In un clima surreale oggi a Torino abbiamo fatto una delle più belle e importanti manifestazioni notav lontano dalla nostra Valle. Decine di migliaia di uomini e donne hanno manifestato in un aTorino blindata oltremisura con centinaia di forze dell’ordine a presidiare anche i cestini, new jersey a recintare il palazzo di giustizia e un’ostentazione di mezzi e uomini oltremodo.
Lo avevamo detto e come sempre lo abbiamo fatto, la manifestazione di oggi era una manifestazione per tutti, una manifestazione di tutti, una manifestazione in solidarietà a Claudio, Chiara, Mattia e Niccolò, per tutti i denunciati ed indagati (oltre 1000), contro il reato di terrorismo.
Come sempre la tensione è stata fatta crescere ad arte nei due giorni precedenti, ma incurante di tutto e tutti il corteo ha pensato solo al suo obbiettivo, quello che si era dato, quello che si era deciso tutti insieme nelle assemblee.
E’ così è stato, metro per metro la manifestazione ha marciato con gioia e determinazione parlando con la città che ha dato un importante contributo in termini di partecipazione nonostante i divieti, il metrò chiuso e i pulman deviati. Come sempre il cuore va buttato oltre l’ostacolo e così abbiamo riempito piazza Castello urlando forte le nostre ragioni, la solidarietà per gli arrestati, la dignità delle loro madri e il programma per il nostro futuro: continuare la lotta resistendo, senza paura, con coraggio e con la ragione dalla nostra parte.
Toccanti gli interventi delle mamme di Mattia e Niccolò, cosi’ come quello di Haidi Giuliani.
In serata leggiamo il seguente comunicato della polizia di stato che annuncia il riconoscimento da parte dela capo della polizia:
In esito ai servizi di ordine e sicurezza pubblica assicurati in occasione della manifestazione nazionale No Tav a Torino, il Capo della Polizia ha voluto personalmente esprimere il proprio riconoscimento per l’equilibrio e la professionalità dimostrate, collegandosi direttamente via radio con gli operatori impegnati nel servizio.
Tradotto: grazie che non avete caricato, a dimostrazione di chi crea tensione nelle manifestazioni notav. Tutto lo schieramento che abbiamo visto oggi era fuoriluogo ed era solo l’espressione muscolare di chi difende gli interessi della lobby del tav.
Lo ribadiamo: il movimento notav fa quello che dice.
Saremo stati 20 mila, saremo stati 30.000 poco importa, siamo tutti colpevoli di resistere e siamo abbastanza per urlare ancora una volta, come fatto durante tutto il corteo: Grida forte la Valsusa, che paura non ne ha, sulle barricate sventola, la bandiera dei notav!
Chiara Claudio MAttia e Niccolò Liberi! Liberi tutti!
http://www.notav.info/post/una-grande-e-bella-giornata-notav/
CHIARA, CLAUDIO, MATTIA E NICO LIBERI
Il 10 maggio 2014 anche dall'Umbria è partito un pullman per partecipare, a Torino, alla manifestazione "Colpevoli di resistere" promossa dal movimento No Tav.
Il pullman è stato organizzato dal Comitato umbro contro le devastazioni ambientali, dai Cobas e dall'Unione sindacale di base umbri.
La partecipazione alla manifestazione di Torino nasce dal collegamento diretto tra le lotte dei numerosi comitati umbri contro le devastazioni del territorio (No tubo, No inceneritori, No autostrada Or-Me/E45, No alla privatizzazione dell'acqua e della terra, No alle centrali biomasse e biogas, No all'alienazione dell'Isola Polvese) e le lotte del sindacalismo di base e dell'autorganizzazione contro l'attacco da parte dell'economia neoliberista ai diritti e al salario dei lavoratori, contro le privatizzazioni dei beni comuni come le scuole, i trasporti e la sanità e contro il tentativo di precarizzare le nostre esistenze.
Ci opponiamo alla criminalizzazione delle lotte sociali per cui viene accusato di terrorismo chi, legittimamente, difende il territorio, i diritti, la vita.
Chiediamo la libertà e l'immediata scarcerazione di Chiara, Claudio, Mattia e Nicolò.
Comitato umbro contro le devastazioni ambientali
Confederazione Cobas Umbria
USB-Unione sindacale di base umbria
Il 13 maggio scioperiamo e boicottiamo gli indovinelli Invalsi insieme agli studenti Contro la scuola-quiz e la scuola-miseria
domenica 11 maggio 2014 · Posted in quiz invalsi, sciopero 13 maggio, scuola
Neanche la presidente dell’Invalsi ha capito i quiz
Per chi non lo sapesse Anna Maria Ajello è da poche settimane la neo-presidente del carrozzone Invalsi, dopo una furiosa lotta interna tra gli aziendalisti della Fondazione Agnelli e l’apparato ministeriale, conclusasi, pare, con la vittoria di questi ultimi, accusati dai primi di aver sbagliato tutto nella gestione dei quiz e nel rapporto con i docenti.
Il 6 maggio, durante la prima giornata di sciopero dei Cobas nella scuola dell’infanzia ed elementare, la presidente invalsiana, intervistata da Flavia Amabile, ha posto una lapide sul sepolcro della sua “creatura”, con questa scritta: “Ho provato a leggere le domande del test di seconda elementare, in alcuni casi ho dovuto leggerle due volte prima di capire la domanda. Non è ammissibile, non si possono effettuare le prove sulla base di tranelli o furbizie”. Nonostante questa dichiarazione di morte politica e culturale, il 13 maggio la “creatura” ripeterà come uno zombie i suoi riti nella scuola media superiore. E il 13 i Cobas invitano i docenti ed Ata delle scuole medie e superiori a scioperare e boicottare i quiz per dare un colpo decisivo all’insulso rito, mentre gli studenti derideranno e boicotteranno nelle scuole gli indovinelli con fantasia, ironia ed inventiva, in modo che anche la neo-ministra Giannini, che insiste diabolicamente a riproporre l’insensata procedura per giudicare scuole e docenti, sia costretta a verificare l’ampiezza del dissenso. Ci auguriamo che nella giornata del
13 non si ripetano gli abusi e l’attività antisindacale – perseguibile per legge - di tanti presidi-padroni, che il 6 e il 7 hanno minacciato insegnanti e genitori, sostituito docenti in sciopero, cambiato gli orari dei quiz, accorpato classi; nonché l’ignobile crumiraggio di quegli insegnanti (?) che hanno sostituito colleghi/e in sciopero. Il 13 i Cobas, insieme agli studenti, manifesteranno nelle principali città contro gli indovinelli e la scuola-quiz ma anche contro la generale politica scolastica che intende proseguire ed aggravare l’immiserimento materiale e culturale dell’istruzione pubblica. Altro che il “forte rilancio” promesso dal nuovo Grande Imbonitore Renzi: il governo vuole realizzare la “piena eguaglianza” tra scuola privata e pubblica, tagliare un anno di scolarità e quindi un’altra cospicua parte di spese per l’istruzione pubblica (già ridotte del 30% negli ultimi 20 anni), cancellare gli scatti di anzianità e bloccare per altri sei anni contratti e salari. Dunque, sciopero e manifestazioni sono promossi anche per restituire a docenti ed Ata gli scatti di anzianità e 300 euro mensili di aumento come parziale recupero del salario perso negli ultimi anni, per dire NO ai soldi alle scuole private, alla riduzione di un anno della scolarità, ai BES, alle classi-pollaio; per massicci investimenti nella scuola pubblica, per l’assunzione stabile dei docenti ed ATA precari e la definitiva garanzia del mantenimento del ruolo docente per gli “inidonei”, per il pensionamento immediato dei Quota 96.
Ecco i testi delle prove Invalsi di Matematica 2014 per la scuola primaria e le griglie di correzione di tutte le prove
venerdì 9 maggio 2014 · Posted in Matematica 2014 per la scuola primaria e le griglie di correzione di tutte le prove, scuola, testi prove INVALSI
Avvertenza n°1: i link che troverete conducono al sito ProveInvalsi.net. In questo sito potrete scorrere le varie domande, ma per passare da una all’altra dovete rispondere!Data la risposta, si caricherà automaticamente la domanda successiva e così via fino alla fine del questionario. Prima di iniziare vi verrà richiesto di inserire alcuni dati che serviranno per costruire una scheda in cui verranno registrate le vostre risposte e che, alla fine del vostro lavoro, vi dirà come ve la siete cavata e vi segnalerà quale sarebbe stata la risposta giusta in quelle che avete sbagliato.
Ecco i testi delle prove Invalsi di Italiano 2014 per la scuola primaria
mercoledì 7 maggio 2014 · Posted in scuola, testi prove Invalsi di Italiano 2014 per la scuola primaria
Alleghiamo scaricabili dai links sottostanti i testi delle prove Invalsi 2014 di Italianoper la seconda e quinta classe della scuola primaria distribuiti questa mattina nelle scuole italiane.
Lo facciamo perché continuano a giungerci segnalazioni di “zelanti” dirigenti scolastici che, nelle situazioni in cui le prove non si sono svolte regolarmente perché il personale scolastico ha scioperato o perché i genitori si sono rifiutati di portare a scuola i loro figli, intendono sottoporre alle prove gli alunni in una data diversa da quella prevista.
Avvertenza: anche in queste prove, come è avvenuto lo scorso anno scolastico, il testo è stato impaginato in cinque maniere diverse (modificando la numerazione delle domande) per evitare (o comunque rendere più difficile) la copiatura fra compagni di classe; quella che propiniamo è una di esse (fascicolo 4 italiano per la classe seconda,fascicolo 5 italiano per la classe quinta), nelle altre quattro le stesse domande sono state proposte con una numerazione differente.
Scarica il testo della prova di Italiano della classe 2 primaria
Scarica il testo della prova di Italiano della classe 5 primaria
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