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Timestamp: 2018-11-14 07:27:24+00:00

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NIKOLA TESLA B. – F.I.D.E.U.S.
NIKOLA TESLA B.
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* NIKOLA TESLA *
Nikola Tesla (Smiljan, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943) è stato un inventore, fisico e ingegnere elettrico serbo con cittadinanza austro-ungarica naturalizzato statunitense.
Nato da famiglia serba nell’attuale territorio della Croazia durante il periodo dell’Impero Austro-Ungarico, naturalizzato statunitense nel 1891, è conosciuto per il suo lavoro in campo tecnico-scientifico e in particolare per i contributi nel campo dell’elettromagnetismo (di cui è stato un eminente pioniere) tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano, in particolare, la base del sistema elettrico a corrente alternata, la distribuzione elettrica polifase e i motori elettrici a corrente alternata, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale.
Tesla ha contribuito allo sviluppo di diversi settori delle scienze applicate. I suoi ammiratori arrivano al punto da definirlo “l’uomo che inventò il ventesimo secolo” e “il santo patrono della moderna elettricità”. La sua importanza fu riconosciuta nella Conférence Générale des Poids et Mesures del 1960, durante la quale fu intitolata a suo nome l’unità del Sistema Internazionale di misura dell’induzione magnetica .
Fu nominato vicepresidente dell’associazione oggi chiamata IEEE (di cui era presidente Alexander Graham Bell) e venne insignito della settima Medaglia Edison nel 1917 dalla stessa IEEE, massimo riconoscimento assegnatogli in vita. Tesla fu erroneamente annunciato come vincitore del Premio Nobel per la fisica 1915 in un articolo pubblicato sul New York Times insieme a Edison; comunque nessuno dei due vinse mai il Nobel: secondo alcuni autori, proprio a causa della mancata volontà di condividere il premio tra loro.
Non mancarono contestazioni riguardo ai brevetti di Tesla: la scoperta del campo magnetico rotante fu descritta in una nota presentata alla Reale Accademia delle Scienze il 18 marzo 1888, dallo scienziato italiano Galileo Ferraris, ma Tesla rivendicò la priorità di tale scoperta, che finì nelle aule giudiziarie, dove si stabilì che la paternità dell’invenzione spettava allo scienziato italiano. Nel 1943, pochi mesi dopo la sua morte, una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America attribuì a Tesla la paternità di alcuni brevetti usati per la trasmissione di informazioni via etere, tramite onde radio, precedentemente attribuiti a Guglielmo Marconi. L’ultimo brevetto di Tesla risale al 1928: il numero totale dei brevetti ottenuti da Tesla è di 280 in 26 paesi, di cui 109 negli USA.
Negli ultimi anni della sua vita Tesla intervenne spesso su quotidiani e periodici, come il New York Times e l’Electrical Experimenter, riguardo alle sue visionarie opinioni sulla tecnologia o in relazione alla guerra in corso in Europa. Morì nel 1943 nell’hotel dove viveva; al suo funerale a New York erano presenti oltre duemila persone, tra cui diversi premi Nobel.
A causa della sua personalità eccentrica e delle sue affermazioni talvolta bizzarre e incredibili, negli ultimi anni della sua vita Tesla fu ostracizzato e considerato una sorta di “scienziato pazzo” pur attribuendogli talora curiose anticipazioni di sviluppi scientifici successivi. Molti dei suoi risultati sono stati usati, spesso polemicamente, per appoggiare diverse pseudoscienze, teorie sugli UFO e occultismo New Age. Ciò è dovuto al fatto che Tesla lasciò scarsa documentazione sui risultati ottenuti, e anche questa spesso sotto forma di appunti, non di lavori organizzati e comprensibili a tutti; pertanto è stato relativamente facile attribuirgli le idee più strampalate, o la paternità di invenzioni mirabolanti non accettate dalla “scienza ufficiale”.
Tesla nacque il 10 luglio 1856 come suddito dell’Impero Austriaco a Smiljan vicino Gospić, nella regione della Lika-Krbava, facente parte allora della frontiera militare croata del Regno di Croazia e Slavonia, e oggi situata in Croazia. I genitori erano entrambi serbi: il padre, Milutin Tesla, nato nel 1819, era un ministro del culto ortodosso e ricordava a memoria passi della Bibbia e poemi epici serbi. La madre, Georgina-Đuka Mandić, nata nel 1822, figlia di un prete serbo ortodosso, pure se analfabeta aveva talento nell’inventare oggetti d’uso casalingo. Nikola ebbe un fratello, che morì a 12 anni cadendo da cavallo, e tre sorelle.
Andò a scuola a Karlovac, quindi studiò ingegneria elettrica all’Università tecnica di Graz (Austria), a quel tempo considerata uno degli istituti migliori al mondo. Durante gli studi si interessò agli impieghi della corrente alternata. Frequentò solo fino al primo semestre del terzo anno, non raggiungendo quindi il conseguimento della laurea. Poi, per un’estate, seguì i corsi dell’Università di Praga, studiando fisica e matematica avanzata. Si dedicò alla lettura di molti lavori, imparando a memoria interi libri grazie alla sua memoria prodigiosa, e leggendo l’intera opera di Voltaire (circa 100 volumi). Tesla affermò, nella sua autobiografia, di avere avuto numerosi momenti di ispirazione.
Nei primi anni di vita egli fu spesso malato: gli apparivano lampi luminosi accecanti, spesso accompagnati da allucinazioni. Molte di queste visioni erano connesse a parole o idee. Tali sintomi oggi segnalerebbero una forma di sinestesia. Nikola Tesla era alto 188 cm e di corporatura assai magra (sembra che il suo peso tra il 1888 e il 1926 sia rimasto attorno ai 64 kg).
Nel 1881 si spostò a Budapest per lavorare in una compagnia dei telegrafi. Tesla ne divenne il responsabile elettrico e in seguito lavorò come ingegnere per il primo sistema telefonico ungherese. In quegli anni realizzò anche un dispositivo che, secondo alcuni, era un ripetitore o amplificatore telefonico (anche se è molto improbabile che si trattasse di un amplificatore, dal momento che la valvola termoionica, componente indispensabile, non fu inventata prima del 1904), o secondo altri invece potrebbe essere stato il primo altoparlante. Si trasferì quindi a Maribor, in Slovenia, dove lavorò come aiuto ingegnere. In quel periodo soffrì di esaurimento nervoso.
Nel 1882 arrivò a Parigi per lavorare come ingegnere alla Continental Edison Company, progettando migliorie agli apparati elettrici. Tesla affermò, nella sua autobiografia del 1915, di aver concepito in quell’anno l’idea del motore a induzione incominciando a sviluppare diversi dispositivi capaci di utilizzare il campo magnetico rotante, per i quali ottenne brevetti nel 1888.
Sempre nel 1882 Tesla accorse al capezzale della madre morente, arrivando poche ore prima che ella spirasse. Le sue ultime parole furono “Sei arrivato, Nidžo, mio orgoglio”. Dopo la morte della madre, Tesla si ammalò. Rimase in convalescenza due o tre settimane a Gospic e nel paese di Tomingaj vicino Gracac, nell’odierna Croazia, dov’era nata la madre.
Nel 1884, al suo arrivo negli Stati Uniti d’America, Tesla aveva in mano poco altro che una lettera credenziale di Charles Batchelor, suo superiore nella precedente occupazione. In questa lettera, indirizzata a Thomas Alva Edison, Batchelor scriveva “Conosco due grandi uomini: uno siete voi, l’altro è questo giovane”. Edison assunse Tesla nella sua azienda Edison Machine Works. I compiti di Tesla all’interno dell’azienda furono dapprima semplici, ma ben presto si occupò anche di problemi più complessi; gli fu quindi proposto di riprogettare l’esistente generatore di corrente continua.
Nel 1919 Tesla scrisse che Edison gli aveva offerto, per quel compito, l’esorbitante premio di cinquantamila dollari (equivalenti a circa 1 milione di dollari attuali). Tesla disse di aver lavorato quasi un anno per riprogettare il motore e il generatore. Il suo lavoro fruttò all’azienda di Edison diversi brevetti estremamente redditizi. Quando chiese la riscossione del premio promesso, secondo Tesla Edison rispose: “Tesla, lei non afferra il senso dell’umorismo americano”, e non mantenne la promessa. Tesla si licenziò quando, invece dei 50.000$, gli fu offerto un aumento di stipendio, da 10 dollari a settimana a 18 dollari (va a ogni modo notato come la cifra di cinquantamila dollari corrispondesse all’intero capitale sociale dell’azienda).
Ironia della sorte, per un certo tempo dovette lavorare come scavatore di fossi, sempre per l’azienda di Edison. Questi, tra l’altro, non volle mai studiare i progetti di Tesla riguardanti la corrente alternata polifase, convinto che il futuro fosse la corrente continua. Tesla continuò a concentrarsi sulla corrente alternata.
– Vari apparecchi che usano campi magnetici rotanti (1882)
– Il motore a induzione, trasformatori rotanti, e alternatori ad “alta” frequenza
– La bobina di Tesla, il trasmettitore d’amplificazione, e altri mezzi per incrementare l’intensità di oscillazioni elettriche (incluso trasformazioni di scarica di condensatori e oscillatori di Tesla)
– Sistema di trasmissione di corrente alternata elettrica per lunghe distanze (1888) e altri metodi e strumenti per trasmissione di potenza
– Sistemi per comunicazioni senza fili (prior art per l’invenzione della radio) e oscillatori a radio frequenza
– La prima implementazione della porta logica “AND”
– Correnti di Tesla per Elettroterapia
– Trasferimento di elettricità senza fili e l’effetto Tesla
– Il fenomeno dell’impedenza Tesla
– Il campo elettrostatico Tesla
– Principio di Tesla
– Bobina bifilare
– Telegeodinamica
– Isolazione di Tesla
– Impulsi di Tesla
– Frequenze di Tesla
– Scarica di Tesla
– Forma di commutatori e metodi di regolazione di terze spazzole
– Turbine di Tesla (p.e., turbine senza pale) per acqua, vapore e gas e pompe di Tesla
– Iniettore di Tesla
– Compressore di Tesla
– Tubi a Raggi-X che usano il processo bremsstrahlung
– Apparecchi per gas ionizzati e “Caldi Fuochi di S.Elmo”
– Strumenti per emissioni di grandi campi
– Apparecchiature per raggi di particelle cariche
– Strumenti per raggi ‘fantasma’
– Sistemi di luce ad arco
– Metodi per procurare livelli di resistenza estremamente bassi al passaggio di corrente elettrica
– Circuiti per la moltiplicazione di tensione
– Apparecchi per scariche ad alta tensione
– Strumenti per la protezione dalla luce
– Aeromobili a decollo verticale VTOL
– Teoria dinamica della gravità
– Concetti per veicoli elettrici
– Sistemi polifase
Nel 1886 Tesla fondò una propria società, la Tesla Electric Light & Manufacturing. I primi finanziatori non erano d’accordo con Tesla sui suoi progetti per il motore a corrente alternata e alla fine gli tolsero il controllo della società. Tesla lavorò quindi a New York come operaio generico dal 1886 al 1887 per guadagnarsi da vivere. Nel 1887 costruì il primo motore a induzione a corrente alternata senza attrito, di cui fece dimostrazione presso l’American Institute of Electrical Engineers (attualmente parte dell’IEEE) nel 1888, di cui divenne vice presidente e che, dopo la morte intitolò a Tesla un premio. Nello stesso anno, sviluppò i principi della sua bobina di Tesla e incominciò a lavorare come consulente con George Westinghouse (che lo conobbe proprio a quella dimostrazione) nei laboratori di Pittsburgh della Westinghouse Electric & Manufacturing Company. Westinghouse ascoltò le sue idee per i sistemi polifase che avrebbero permesso la trasmissione di elettricità a corrente alternata lungo grandi distanze.
Nell’aprile del 1887 Tesla incominciò a investigare su quelli che in seguito sarebbero stati chiamati raggi X utilizzando i suoi tubi a vuoto a singolo nodo (analogo al suo brevetto n. 514170). Questo dispositivo differiva dai primi altri tubi a raggi X per il fatto che non avevano elettrodo bersaglio. Il termine moderno per il fenomeno prodotto attraverso questo apparecchio è bremsstrahlung (o radiazione di frenamento). Sappiamo che questo dispositivo operava emettendo elettroni da un singolo elettrodo attraverso una combinazione di emissione di campo ed emissione termoionica. Una volta liberati, gli elettroni sono respinti con forza dall’intenso campo elettrico vicino all’elettrodo durante i picchi a tensione negativa dall’uscita oscillante ad alta tensione della bobina di Tesla, generando raggi X nel momento in cui collidono con l’involucro di vetro. Egli utilizzò anche dei tubi di Geissler. Fin dal 1892 Tesla divenne consapevole di quelli che Wilhelm Röntgen successivamente identificò come effetti dei raggi X.
Tesla commentò i pericoli di lavorare con dispositivi produttori di raggi X a “singolo nodo”, attribuendo erroneamente i danni alla pelle all’ozono piuttosto che alla radiazione: “Sulle azioni che feriscono la pelle… noto che esse sono state male interpretate… Esse non sono dovute ai raggi Röntgen, ma semplicemente all’ozono generato in contatto con la pelle. Anche l’acido nitroso potrebbe esserne responsabile, ma per una piccola estensione”. (Tesla, in Electrical Review, 30 novembre 1895)
Il 30 luglio 1891, a 35 anni, ottenne la naturalizzazione statunitense. Sempre nel 1891 Tesla creò un laboratorio nella Fifth Avenue a Manhattan, a New York. In seguito Tesla stabilì un altro laboratorio in East Houston Street, sempre a New York. Riuscì ad accendere, a distanza e senza fili, dei tubi a vuoto in entrambi i suoi laboratori, fornendo la prova delle potenzialità della trasmissione senza fili di potenza. Alcuni degli amici più stretti di Tesla erano artisti; tra questi il direttore del Century Magazine, Robert Underwood Johnson, che aveva adattato diverse poesie del poeta serbo Jovan Jovanović Zmaj (che Tesla aveva tradotto). Sempre in quegli anni Tesla era influenzato dalla dottrina filosofica vedica di Swami Vivekananda.
All’età di 36 anni Tesla depositò i primi brevetti riguardanti il sistema energetico polifase; in seguito alle sue ricerche sul sistema e sui principi del campo magnetico rotante. Tesla lavorò come vice presidente dell’American Institute of Electrical Engineers (ora parte dell’IEEE) dal 1892 al 1894. Dal 1893 al 1895 investigò sulle correnti alternate ad alta frequenza. Generò tensione alternata di un milione di volt usando una bobina di Tesla conica e investigò sull’effetto pelle nei conduttori, progettò circuiti regolatori, inventò una macchina per indurre il sonno, lampade a scarica di gas senza fili e trasmise energia elettromagnetica senza fili, costruendo con successo il primo trasmettitore radio. A St. Louis, Missouri, Tesla diede una dimostrazione relativa alla comunicazione radio nel 1893. Rivolgendosi al Franklin Institute a Filadelfia, Pennsylvania e al National Electric Light Association, descrisse e dimostrò in dettaglio i suoi principi. Riguardo alle dimostrazioni di Tesla è stato scritto molto su vari media.
All’Esposizione Universale del 1893, la World Columbian Exposition di Chicago, per la prima volta fu dedicato un padiglione all’energia elettrica. Fu un evento storico dal momento che Tesla e George Westinghouse introducevano i visitatori alla potenza della corrente alternata usandola per illuminare l’Esposizione. Furono esposti le lampade luminescenti di Tesla (progenitrici delle lampade neon) e i bulbi a singolo nodo. Inoltre, egli spiegò i principi del campo magnetico rotante e del motore a induzione dimostrando come far stare in equilibrio sulla propria punta un uovo di rame durante la dimostrazione dell’apparecchio da lui costruito, conosciuto come uovo di Colombo.
Alla fine degli anni 1880, Tesla ed Edison divennero avversari, in parte a causa della promozione da parte di Edison della corrente continua (DC) per la distribuzione dell’energia elettrica contro la più efficiente corrente alternata, tanto voluta da Tesla e Westinghouse. Finché Tesla non inventò il motore a induzione, i vantaggi della corrente alternata per la trasmissione di alte tensioni sulle lunghe distanze furono controbilanciati dall’impossibilità di utilizzare motori con essa. A causa della cosiddetta “guerra delle correnti”, Edison e Westinghouse fecero quasi bancarotta, perciò, nel 1897, Tesla sciolse Westinghouse dal contratto, causandogli la perdita dei diritti d’autore e dei diritti di proprietà industriale sul suo brevetto. Sempre nel 1897, Tesla fece ulteriori ricerche sulle particelle radioattive e sulla radioattività che lo portarono a formulare la teoria di base sui raggi cosmici.
A quarantuno anni Tesla registrò il primo brevetto di base della radio. Un anno dopo presentò all’esercito degli Stati Uniti un’imbarcazione radiocontrollata, credendo che almeno i militari avrebbero apprezzato apparecchiature come siluri radiocomandati. Egli sviluppò la “Art of Telautomatics”, una forma di primitiva robotica. In seguito, nel 1898, al Madison Square Garden fece una pubblica dimostrazione con una barca radiocomandata, nell’ambito di una mostra sull’elettricità; utilizzò questa volta apparecchi con un innovativo coesore e una serie di porte logiche. Il comando radio a distanza rimase comunque una novità fino agli anni 1960.
Nello stesso anno (1898) Tesla inventò anche una “candela elettrica”, detta anche spark plug, per i motori a combustione interna a benzina. Egli ottenne la (EN) United States Patent 609250, United States Patent and Trademark Office. “Electrical Igniter for Gas Engines”, per questo sistema di accensione meccanica. Tesla visse al Gerlach Hotel, rinominato, in seguito, “The Radio Wave Building” al 49W della 27th Street (tra Broadwaye la Sixth Avenue), nella bassa Manhattan, dove alla fine del secolo condusse esperimenti sulle onde radio. Per onorare e ricordare il suo lavoro, nel 1977 fu posta sull’edificio una targa commemorativa.
Nel 1899 Tesla, per portare avanti le sue ricerche, decise di trasferirsi a Colorado Springs, nel Colorado, dove avrebbe avuto molto spazio per i suoi esperimenti sulle alte tensioni e sulle alte frequenze. Fin dal suo arrivo spiegò ai giornalisti che stava conducendo degli esperimenti sulla telegrafia senza fili. Il suo diario contiene numerose spiegazioni delle sue congetture sulla ionosfera e sugli esperimenti sulle correnti telluriche del suolo, fatte di onde trasversali e onde longitudinali. All’interno del suo laboratorio, Tesla provò che la terra era un buon conduttore, e produsse dei fulmini artificiali (con scariche di milioni di volt, lunghe fino a 40 metri).
Lo scienziato indagò allo stesso tempo sull’elettricità atmosferica, osservando i segnali dei fulmini, catturati con i suoi ricevitori. Le riproduzioni di questi ultimi e dei suoi coesori dimostrano un inatteso livello di complessità (per esempio, modelli a elementi distribuiti, fattore Q, eliche, ritorno della radio frequenza, schemi di eterodina grezza e circuiti rigenerativi). Tesla dichiarò che a quei tempi stava compiendo le sue osservazioni sulle onde stazionarie. Nel suo laboratorio a Colorado Springs, egli “registrò” alcune tracce di ciò che credeva fossero segnali radio extraterrestri; ciononostante i suoi pubblici annunci e i dati che aveva rilevato furono duramente respinti dalla comunità scientifica. Tesla aveva notato alcune misure di segnali ripetitivi dal suo ricevitore, che erano sostanzialmente differenti da quelli registrati durante i temporali e dal rumore terrestre. Nello specifico, egli ricordò in seguito che i segnali apparivano in gruppi di uno, due, tre e quattro scatti insieme
Tesla ricercò vari metodi di trasmissione di potenza ed energia senza fili su lunghe distanze (per mezzo di onde trasversali, a meno estese e più immediate onde longitudinali). Egli trasmise nella banda delle frequenze molto basse (ELF) attraverso il terreno tra la superficie della Terra e lo strato di Kennelly-Heaviside. Ricevette poi brevetti su transriceventi senza fili che sviluppavano onde stazionarie con questo metodo. Compiendo calcoli matematici e computazioni basati sui suoi esperimenti, stimò che la frequenza minima di risonanza della Terra era approssimativamente di 6 Hertz. Negli anni sessanta, grazie agli strumenti matematici sviluppati da Winfried Otto Schumann, venne misurata e verificata l’esistenza di quella che in seguito rimase nota come risonanza Schumann e si appurò che questa aveva una frequenza di un ordine di grandezza comparabile con quella stimata da Tesla.
Tesla spese l’ultimo periodo della sua vita tentando di segnalare il pianeta Marte, ma solo nel 1996 Corum and Corum pubblicò una analisi dei segnali provenienti dalla magnetosfera di Giove, che indicavano una chiara corrispondenza tra la posizione di Marte a Colorado Springs e la cessazione dei segnali da Giove, nell’estate del 1899, quando lo scienziato era laggiù.
Tesla lasciò Colorado Springs il 7 gennaio del 1900: il suo laboratorio fu demolito e le sue apparecchiature vendute per pagare i debiti. Gli esperimenti compiuti in Colorado prepararono Tesla per il suo progetto successivo, la costruzione di un’infrastruttura per la trasmissione di potenza senza fili, che sarebbe divenuta meglio nota come Wardenclyffe Tower. Gli fu assegnato il brevetto (EN) United States Patent 685012, United States Patent and Trademark Office. per i modi di incrementare l’intensità delle oscillazioni elettriche. Il sistema di classificazione dell’ufficio brevetti degli Stati Uniti assegna correntemente questa certificazione alla Primary Class 178/43 (“telegrafia/induzione spaziale”), invece gli altri settori applicabili includono il 505/825 (“apparati relativi alla superconduttività a basse temperature”).
Nel 1900, con 150.000 $ (il 51% provenienti da J. Pierpont Morgan), Tesla incominciò a progettare la struttura chiamata “Wardenclyffe Tower”. Nel giugno del 1902, le operazioni nel suo laboratorio furono spostate da Houston Street a Wardenclyffe. Alla fine la torre fu smantellata come un rottame durante la prima guerra mondiale. I giornali del tempo etichettarono Wardenclyffe come la “follia di Tesla da un milione di dollari”. Nel 1904, poi, l’ufficio brevetti americano cambiò la sua decisione, assegnando a Guglielmo Marconi il brevetto per la radio; fu allora che incominciarono le peripezie di Tesla per riottenere la paternità dell’invenzione. Il giorno del suo cinquantesimo compleanno, nel 1906, egli espose la sua turbina senza pale da 200 hp (150 kW) a 16.000 rpm. Tra il 1910 e il 1911 alla Waterside Power Station di New York, alcuni dei suoi motori a turbina furono testati fino a 5000 hp.
Dal momento che il Premio Nobel per la fisica fu consegnato a Marconi per la radio nel 1909, Thomas Edison e Tesla furono menzionati da un dispaccio di agenzia come potenziali candidati per condividere il Premio Nobel del 1915, giungendo a uno dei tanti incidenti “diplomatici” del Premio Nobel. Alcune fonti affermavano che, a causa dell’animosità reciproca, non fu assegnato loro il premio, nonostante gli enormi contributi scientifici, e che entrambi cercavano di minimizzare i successi dell’altro solamente per aggiudicarsi il titolo. I due scienziati rifiutarono in ogni caso di ricevere il riconoscimento se il collega l’avesse ricevuto per primo e, comunque, nessuno dei due prese in considerazione l’opportunità di condividerlo.
Dopo le polemiche, né Tesla né Edison vinsero il Nobel (anche se Edison ricevette una delle possibili 38 candidature nel 1915 e lo stesso successe per Tesla nel 1937). Negli anni precedenti, solo Tesla sembrava essere stato candidato per il Premio Nobel del 1912, principalmente per i suoi esperimenti sulla messa a punto di circuiti che utilizzavano trasformatori a risonanza ad alta tensione e alta frequenza.
Nel 1915, parallelamente, Tesla intentò una causa contro Marconi tentando, senza successo, di ottenere un processo contro i diritti dell’inventore italiano. Intorno al 1916 Tesla andò in bancarotta, a causa dei suoi debiti arretrati con il fisco; viveva ormai in povertà. Dopo Wardenclyffe, costruì la Telefunken Wireless Station a Sayville, Long Island, ottenendo in parte i successi a cui voleva arrivare a Wardenclyffe. Nel 1917 la struttura fu abbattuta dai Marines, che sospettavano potesse essere utilizzata da spie tedesche.
Precedentemente alla prima guerra mondiale, Tesla incominciò a cercare degli investitori d’oltremare che finanziassero le sue ricerche. All’inizio del conflitto, egli perse anche i contributi che riceveva per i suoi brevetti europei. Terminata la guerra, Tesla, in un articolo del 20 dicembre 1914, fece numerose predizioni sui punti di discussione del primo dopoguerra. Egli credeva che la Società delle Nazioni non fosse un rimedio per i tempi e i problemi di allora. Negli anni successivi, lo scienziato incominciò a mostrare evidenti sintomi di disturbo ossessivo-compulsivo; divenne ossessionato dal numero tre: sovente si sentiva costretto a girare attorno a un palazzo tre volte prima di entrarvi, oppure voleva una pila di dodici o diciotto tovaglioli ben piegati intorno al suo piatto a ogni pasto, o altro ancora. La natura dei suoi disturbi era poco conosciuta a quel tempo e non erano disponibili terapie efficaci, perciò i sintomi vennero considerati come prova di una parziale infermità mentale, danneggiando senza dubbio ciò che era rimasto della sua reputazione.
In occasione del suo settantacinquesimo compleanno, nel 1931, il Time Magazine gli dedicò l’intera copertina, ringraziandolo per i suoi contributi nel campo della generazione di energia elettrica. Tesla aveva ricevuto il suo ultimo brevetto nel 1928 per un apparecchio destinato al trasporto aereo, che rappresentava il primo esempio di aeromobile a decollo e atterraggio verticale. Nel 1934 poi scrisse al console del suo paese natale Janković un messaggio di gratitudine nei confronti di Mihajlo Pupin, che aveva dato il via a un programma di donazioni grazie al quale molte compagnie americane potevano supportare le sue ricerche. Tesla aveva però rifiutato i finanziamenti, preferendo vivere della sua modesta pensione iugoslava, continuando così i suoi esperimenti.
A causa della sua personalità eccentrica e delle sue affermazioni talvolta apparentemente bizzarre e incredibili, negli ultimi anni della sua vita Tesla fu ostracizzato e considerato una sorta di “scienziato pazzo” pur attribuendogli talora curiose anticipazioni di sviluppi scientifici successivi. Molti dei suoi risultati sono stati usati, spesso polemicamente, per appoggiare diverse pseudoscienze, teorie sugli UFO e occultismo New Age. Ciò è dovuto al fatto che Tesla lasciò scarsa documentazione sui risultati ottenuti, e anche questa spesso sotto forma di appunti, non di lavori organizzati e comprensibili a tutti (vedi: Invenzioni teoriche). Pertanto è stato relativamente facile attribuirgli le idee più strampalate, o la paternità di invenzioni mirabolanti non accettate dalla “scienza ufficiale”. Negli anni seguenti alla sua morte, molte delle sue innovazioni, teorie e affermazioni furono usate per sostenere varie voci, ipotesi e teorie non scientifiche. Molti dei lavori di Tesla erano conformi ai principi e ai metodi accettati dalla comunità scientifica, ma la sua stravagante personalità e le sue pretese talvolta irrealistiche, combinate con il suo indiscutibile genio, lo hanno reso una figura popolare tra i teorici delle cospirazioni dell’occulto. Alcuni di essi, in effetti, credevano addirittura che lo scienziato fosse un essere angelico mandato sulla Terra da Venere per rivelare la conoscenza scientifica all’umanità.
All’età di 81 anni, Tesla affermava di aver ultimato una teoria dinamica sulla gravità, commentando che essa “analizzava tutti i dettagli” e che sperava di presentarla al più presto al mondo. All’epoca di questo annuncio, le istituzioni scientifiche lo consideravano fuori di testa; i più credevano che Tesla non avesse mai nemmeno sviluppato la teoria del campo unificato.
Il grosso di questa teoria fu sviluppato tra il 1892 e il 1894, quando conduceva esperimenti elettromagnetici ad alta frequenza e alto potenziale e stava brevettando numerosi apparecchi per l’utilizzo di queste grandi fonti di energia. La teoria fu completata, secondo lo scienziato, entro la fine degli anni trenta. Ricordando il principio di Mach, nel 1925 Tesla affermava che: “Non c’è nulla che sia dotato di vita – dall’uomo, che ha reso schiavi gli elementi, alla più agile creatura – in tutto questo pianeta che non oscilli durante una rotazione. Ogni volta che un’azione sia generata da una forza, anche infinitesimale, il bilancio cosmico è alterato e il moto universale ne risente gli effetti”.
Tesla, riguardo alla teoria della relatività di Albert Einstein, osservava che: “… la teoria della relatività, in ogni caso, è più anziana dei suoi attuali sostenitori. Fu avanzata oltre 200 anni fa dal mio illustre connazionale Ruggero Boscovich, il grande filosofo, che, non sopportando altre e più varie occupazioni, scrisse un migliaio di volumi di eccellente letteratura su una vasta varietà di argomenti. Boscovich si occupò di relatività, includendo il cosiddetto “continuum spaziotemporale”…”
Tesla fu dunque critico sulla relatività di Einstein: “…[ha] un magnifico abito matematico che affascina, abbaglia e rende la gente cieca di fronte ad errori impliciti. La teoria è come un mendicante vestito color porpora che la gente ignorante scambia per un re…, i suoi esponenti sono uomini brillanti, ma sono metafisici, più che fisici…”
Lo scienziato affermò inoltre che: “Io continuo a ritenere che lo spazio non possa essere curvo, per il semplice fatto che esso non può avere proprietà. Sarebbe come affermare che Dio abbia delle proprietà. Egli ha solo attributi di nostra invenzione. Di proprietà si può parlare solo per la materia che riempie lo spazio. Dire che in presenza di corpi enormi lo spazio diventa curvo è equivalente ad affermare che qualcosa possa agire sul niente. Io mi rifiuto di sottoscrivere un simile modo di vedere”.
Più tardi Tesla fece alcune affermazioni di rilievo circa un’arma chiamata “teleforce”. La stampa la soprannominò “raggio della pace” o “raggio della morte”. I componenti erano:
1 – Un meccanismo per generare un’enorme differenza di potenziale. E questo, secondo Tesla, fu portato a termine.
2 – Un dispositivo in grado di amplificare e moltiplicare la differenza di potenziale generata dal primo meccanismo.
3 – Un tubo a vuoto in grado di generare un fascio di particelle concentrato, proiettato verso il bersaglio, il che avrebbe reso l’invenzione utilizzabile come arma a tutti gli effetti.
Tesla lavorò al progetto di un’arma a energia diretta tra i primi anni del Novecento fino alla sua morte. Nel 1937, egli compose un trattato intitolato “The Art of Projecting Concentrated Non-dispersive Energy through the Natural Media” che riguardava fasci di particelle cariche, che fu pubblicato in seguito per cercare di illustrare una descrizione tecnica di una “super arma che avrebbe messo fine a tutte le guerre nel mondo”. Questo documento, che si trova attualmente nell’archivio del Nikola Tesla Museum di Belgrado, descriveva un tubo a vuoto con un’estremità libera e un getto estremamente collimato di gas che permetteva alle particelle di uscire; l’apparato includeva poi la carica di particelle a milioni di volt e un metodo per creare e controllare fasci non dispersivi di particelle con la repulsione elettrostatica.
Dalle memorie dello scienziato si evince che quest’arma era basata su uno stretto raggio di pacchetti atomici di mercurio o tungsteno, accelerati da un’alta differenza di potenziale (in modo analogo al suo “trasmettitore d’amplificazione”). Tesla diede la seguente spiegazione circa le operazioni del particle gun: “[l’ugello] avrebbe inviato fasci molto concentrati di particelle nell’aria libera, di un’energia così tremenda da abbattere una flotta di 10.000 aeroplani nemici a una distanza di 200 miglia dal confine della nazione attaccata e avrebbe fatto cadere gli eserciti sui loro passi. Tale arma può essere utilizzata contro la fanteria di terra o come contraerea”. (‘Death Ray’ for Planes, The New York Times, 22 settembre 1940)
Dopo aver cercato di attirare l’interesse del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, lo scienziato propose l’apparecchiatura alle nazioni europee; ma nessun governo si mostrò interessato a firmare un contratto di costruzione dell’arma. Poco tempo dopo, Tesla morì nella sua stanza del New Yorker Hotel a 86 anni.
Tesla ipotizzò come le forze elettriche e magnetiche potessero distorcere, o addirittura modificare, il tempo e lo spazio e studiò procedure con le quali controllare tali energie. Verso la fine della vita rimase affascinato dalla teoria secondo cui la luce è formata sia da particelle elementari sia da onde, un postulato fondamentale della fisica quantistica. Queste ricerche lo portarono a ideare un “muro di luce”, manipolando le onde elettromagnetiche. Questo misterioso muro di luce avrebbe consentito di alterare lo spazio, la gravità e la materia; da questo nacquero una serie di progetti di Tesla che sembrano usciti direttamente dalla fantascienza, come il teletrasporto, il viaggio nel tempo e la propulsione antigravità.
La più singolare invenzione che Tesla ipotizzò è probabilmente la “macchina per fotografare il pensiero”. Egli pensava che un pensiero formatosi nel cervello creasse una corrispondente immagine nella retina, e che l’impulso elettrico di questa trasmissione neurale potesse essere letto e registrato in un dispositivo. L’informazione immagazzinata, sarebbe stata poi elaborata da un nervo ottico artificiale e visualizzata come immagine su uno schermo.
Un’altra invenzione teorizzata da Tesla è comunemente chiamata “macchina volante di Tesla”. Tesla dichiarò che uno degli scopi della sua vita era quello di creare una macchina volante che potesse funzionare senza l’uso di un motore a combustione interna o ali, alettoni, propellenti o di qualsiasi fonte di combustibile. Inizialmente Tesla pensò a un aereo in grado di volare grazie a un motore elettrico alimentato da un generatore a terra. Con il passare del tempo, ipotizzò che questo aereo potesse muoversi in maniera interamente meccanica. La forma ipotizzata per il velivolo era quella tipica di un sigaro o di una salsiccia. Questo in seguito fu sfruttato dai teorici della cospirazione degli UFO per la tipica immagine del disco volante.
Tesla è conosciuto anche per l’invenzione di uno speciale trasmettitore chiamato “Teslascopio”, progettato con l’intenzione di inviare segnali e “comunicare” con forme di vita extraterrestri di altri pianeti.
Morte e avvenimenti successivi
“Ero tutto quello che volevo essere. Archimede era il mio ideale. Ammiravo le opere degli artisti, ma per me erano solo ombre e apparenze. L’inventore, pensavo, dà al mondo creazioni palpabili, che vivono e funzionano”. (Nikola Tesla)
Tesla morì per un attacco cardiaco, solo, nel New Yorker Hotel, tra il 5 e l’8 gennaio del 1943, all’età di 86 anni, in una camera (n. 3327) ancora oggi utilizzata. Nonostante avesse venduto i suoi brevetti sulla corrente alternata, egli era praticamente nullatenente e lasciò consistenti debiti. In seguito, nello stesso anno, la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America impugnò il suo brevetto numero 645576, riconoscendo lo scienziato come l’inventore della radio.
Al momento della sua morte, l’inventore stava continuando a lavorare sul teleforce, un progetto che aveva proposto senza successo al Dipartimento della Guerra degli USA; sembra che il raggio proposto – che la stampa aveva ribattezzato “raggio della pace” o “raggio della morte” – avesse a che fare con le sue ricerche sul fulmine globulare e sulla fisica del plasma, e che fosse composto di un flusso di particelle. Il governo americano non trovò alcun prototipo dell’apparecchio nella cassaforte, ma i suoi scritti vennero classificati come top secret. Il cosiddetto “raggio della pace” costituisce un elemento di alcune teorie cospirative come mezzo di distruzione. J. Edgar Hooverdichiarò il caso “most secret”, vista la natura delle invenzioni di Tesla e dei suoi brevetti. Charlotte Muzar scrisse che c’erano diversi fogli e oggetti “mancanti”.
Dopo la sua morte, la famiglia di Tesla e l’ambasciata iugoslava lottarono con le autorità statunitensi per ottenere questi oggetti, per la potenziale importanza di alcune delle sue ricerche. Infine il nipote Sava Kosanoviċ entrò in possesso di alcuni dei suoi effetti personali, ora esposti al museo Nikola Tesla di Belgrado, in Serbia. Le esequie dello scienziato ebbero luogo il 12 gennaio 1943, nella Cattedrale di Saint John the Divine di Manhattan, a New York. Il suo corpo fu cremato e le ceneri trasportate a Belgrado nel 1957. L’urna fu posta nel museo che porta il suo nome, dove si trova tutt’oggi.
Tesla non amava posare per i ritratti; lo fece una sola volta, per la principessa Vilma Lwoff-Parlaghy, ma il ritratto andò perduto. Il suo desiderio era quello di avere una scultura fatta dal suo amico più vicino, lo scultore croato Ivan Meštrović, che a quel tempo si trovava negli Stati Uniti d’America, ma morì prima di vederlo terminato. Meštrović fece per lui un busto in bronzo (1952), conservato nel museo di Belgrado, e una statua (1955/56), ora presso l’Istituto Ruđer Bošković a Zagabria. Questa scultura fu spostata nel centro di Zagabria, in via Nikola Tesla, in occasione del 150º anniversario della sua nascita, e ne fu consegnato un duplicato all’Istituto. Nel 1976 fu sistemata una statua di bronzo di Tesla nel parco statale di Niagara Falls nello stato di New York; nel 1986 fu eretta un’opera analoga nella sua città natale Gospić.
Il 2006 fu proclamato dall’UNESCO e dai governi di Serbia e Croazia come anno di Nikola Tesla. In occasione del 150º anniversario della sua nascita, il 10 luglio 2006, il villaggio ricostruito di Smiljan (distrutto durante le guerre degli anni novanta) fu aperto al pubblico assieme alla casa del grande scienziato, allestita come museo alla memoria; fu inoltre dedicato alla vita e al lavoro di Tesla un nuovo centro multimediale. La chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo, dove il padre dell’inventore faceva servizi di manutenzione, fu completamente ristrutturata e sia il museo sia il centro multimediale furono riempiti di repliche delle invenzioni di Tesla. Il museo, in particolare, ha raccolto pressoché ogni documento mai pubblicato da e su Nikola Tesla, la maggior parte dei quali procurati da Ljubo Vojovic, della Tesla Memorial Society di New York. Accanto alla casa dello scienziato è stato eretto un monumento creato dallo scultore Mile Blazevic; nella vicina cittadina di Gospić, nella stessa data, è stata inaugurata una scuola superiore intitolata a Nikola Tesla e presentata una replica della statua dell’inventore, il cui originale è a Belgrado, preparata da Franco Krsinic.
Dubbio sulla nazionalità
La nascita di Tesla è stata spesso contesa tra le odierne repubbliche di Serbia e di Croazia. Egli era nato a Smiljan, un paese attualmente situato in Croazia, da una famiglia serba. Il padre, Milutin era un prete serbo ortodosso e la madre Georgina-Djuka Mandic era figlia anch’essa di un prete serbo ortodosso, Nikola Mandic (1800-1863). Georgina era la quarta di otto figli e si prese cura dei fratelli in seguito alla morte precoce della madre (nonna materna di Nikola Tesla), Sofia Mandic (nata Budisavljevic a Gračac in Lika) ed è per questo motivo che non ebbe l’opportunità di istruirsi. Va tenuto infine presente che all’epoca il Regno di Croazia era unificato alla corona del Regno di Ungheria, e nel 1867 divenne parte dell’impero austro-ungarico in cui lui è cresciuto. Tesla assunse la cittadinanza statunitense nel 1891.
Negli anni centrali della sua vita, Tesla strinse una forte amicizia con Mark Twain, il quale trascorreva molto tempo insieme a lui, anche nel suo laboratorio. Tesla era rimasto molto amareggiato dalle ripercussioni del suo battibecco con Edison; tanto che, il giorno dopo la morte di quest’ultimo, il New York Times conteneva numerosi encomi della vita del ricercatore, con un’unica opinione negativa scritta da Tesla: “…Non aveva hobby, non apprezzava alcun divertimento di qualunque tipo e viveva trascurando completamente le più elementari regole d’igiene. Il suo metodo era estremamente inefficiente, a tal punto che egli dovette coprire un immenso campo di ricerche per giungere assolutamente a nulla, finché la cieca fortuna intervenne e, dapprima, io fui quasi uno spettatore dispiaciuto per ciò che lui faceva, sapendo che appena un po’ di teoria e calcoli gli avrebbero evitato il 90% della fatica. Ma egli nutriva un autentico disprezzo per la cultura dei libri e la conoscenza matematica, fidandosi interamente del suo istinto di inventore e del suo senso pratico da americano”.
Vegetarianismo e animali
Negli ultimi anni della sua vita Tesla divenne integralmente vegetariano, nutrendosi solo di latte, pane, miele, frutta e succhi vegetali. Nel 1900 si era così espresso: “Come principio generale, l’allevamento del bestiame come mezzo per fornire cibo è discutibile, perché, nel senso di cui sopra, indubbiamente porta all’aumento di una popolazione di una “velocità inferiore”. È certamente preferibile coltivare vegetali, e credo quindi che il vegetarianismo sia un allontanamento raccomandabile dalla radicata barbara abitudine. Che si possa vivere di alimenti vegetali e compiere il proprio lavoro ancora meglio non è una teoria, ma un fatto ben dimostrato. Molte razze che vivono quasi esclusivamente di verdure sono di corporatura e forza superiori. Non c’è dubbio che alcuni alimenti vegetali, come la farina d’avena, sono più economici della carne, e superiori ad essa per prestazioni meccaniche e mentali. Tali cibi superiori, inoltre, gravano decisamente meno sui nostri organi digestivi, e, rendendoci più contenti e socievoli, producono una quantità di bene difficile da stimare. Alla luce di questi fatti tutti gli sforzi dovrebbero essere fatti per fermare lo sfrenato e crudele massacro di animali, che è distruttivo per il nostro morale”.
Era affascinato dagli animali, specialmente dai gatti (fu il gatto di famiglia che gli accese da ragazzo l’interesse verso l’elettricità statica e i fenomeni elettrici, dopo aver visto le scintille che si sprigionavano dal pelo quando veniva accarezzato), e dai piccioni domestici.
Tesla non fu mai sposato. Era celibe e asessuale e sostenne, come Newton, che la sua castità era molto utile alle sue doti scientifiche. Alla domanda se credesse nel matrimonio rispose: “Per un artista, sì; per un musicista, sì; per uno scrittore, sì; ma per un inventore no. I primi tre possono prendere ispirazione dalla presenza femminile ed essere condotti dal loro amore verso risultati migliori. Un inventore possiede una natura così intensa, ricca di caratteristiche così selvagge e passionali che, nel dare sé stesso a una donna che potrebbe amare, perderebbe tutte le sue qualità. Credo che non siate in grado citare alcuna grande invenzione fatta da un uomo sposato”.
Eccetto per le cene formali, egli mangiava sempre da solo, e mai, in alcuna circostanza, avrebbe cenato di sua spontanea volontà con una donna. Al Waldorf-Astoria e al famoso ristorante Delmonico’s selezionava sempre particolari tavoli in disparte, che erano riservati a lui. Anche se veniva sempre descritto come una persona attraente quando interagiva con gli altri, Tesla spesso fingeva nel suo comportamento. L’unica donna con cui ebbe un rapporto di affetto intenso, seppur platonico, fu Katharine MacMahon Johnson, moglie del suo amico Robert Underwood Johnson.
Eugenetica e visione del futuro
Come tanti in questo momento storico, Tesla, scapolo a vita, divenne un acceso sostenitore di una versione, autoimposta con la riproduzione selettiva, dell’eugenetica. In un’intervista del 1937, egli affermò: “[…] il nuovo senso di compassione dell’uomo iniziò ad interferire con lo spietato meccanismo della natura. L’unico metodo compatibile con le nostre nozioni di civilizzazione e di razza è quello di impedire la proliferazione degli esseri non adatti per mezzo della sterilizzazione e della guida consapevole dell’istinto riproduttivo […]. Fra gli eugenisti, è opinione comune che bisognerebbe rendere più difficile il matrimonio. È innegabile che, a chiunque appaia come un genitore poco raccomandabile, dovrebbe essere proibita la generazione di figli. Nel giro di un secolo, il caso di una persona normale che si unisca con una eugeneticamente non adatta, sarà improbabile quanto il caso che la veda sposata ad un criminale incallito”. Sosteneva che in futuro il mondo sarebbe stato dominato dalle donne, governato da “api regine”.
Lo scienziato mise da parte il suo primo milione di dollari all’età di 40 anni, ma donò quasi tutti i suoi diritti d’autore e di proprietà industriale sulle invenzioni future. Era particolarmente inetto nel gestire le sue finanze, completamente incurante della ricchezza materiale. Egli strappò addirittura un contratto con Westinghouse, che lo avrebbe reso il primo miliardario in dollari del mondo, in parte a causa delle implicazioni che questo avrebbe avuto sulla sua visione futura dell’energia libera, e in parte perché avrebbe escluso Westinghouse dal trattare gli affari direttamente, e Tesla non aveva alcuna intenzione di avere rapporti diretti con i clienti e i creditori.
“Diciotto tovaglioli di lino puliti erano come sempre impilati accanto al suo piatto. Nikola Tesla non sapeva spiegare la sua preferenza per i numeri divisibili per tre, più di quanto non riuscisse a spiegare la sua paura morbosa dei germi, né per quale motivo fosse perseguitato da una moltitudine di altre strane ossessioni che gli tormentavano la vita”. (Margaret Cheney, Tesla. Un uomo fuori dal tempo)
Tesla, affetto da disturbo ossessivo-compulsivo, aveva numerose quanto inusuali abitudini e idiosincrasie. Era particolarmente fissato con il numero “tre” e i suoi multipli, ed esigeva che la camera d’albergo dove alloggiava avesse un numero divisibile per tre.
Si sa che egli era contrario alla gioielleria, specialmente, per motivi sconosciuti, alle collane di perle: nel 1893 gli fu presentata la sua ammiratrice Anne Morgan, figlia di J.P. Morgan. Tesla affermò poi che avrebbe avuto piacere di parlare con lei, ma quando vide i suoi orecchini di perle ne fu così disgustato che cominciò a digrignare i denti e da allora cercò sempre di evitarla.
Era inoltre infastidito in maniera fobica dalle persone sovrappeso o con obesità; pur essendo solitamente un uomo gentile e affabile, quando una delle sue segretarie, che era sovrappeso, urtò un tavolo facendo cadere a terra un oggetto, Tesla la licenziò in tronco, non cambiando idea nemmeno quando lei lo supplicò di riassumerla.
Soffriva di insonnia, e dormiva al massimo due ore per notte senza che questo gli causasse difficoltà nel lavoro, e di sinestesia, un disturbo neurologico per cui in corrispondenza di un’idea vedeva lampi di luce e a volte anche allucinazioni. Nel 1890 ebbe una crisi di amnesia a causa dello stress della guerra delle correnti tra Edison e Westinghouse, nonostante fosse nota la sua memoria eidetica prodigiosa. Mostrava anche, a detta di alcuni, caratteristiche tipiche della sindrome di Asperger, come la sua tendenza all’isolamento, la grande memoria, l’udito sviluppato, i suoi interessi specifici e ripetitivi, e il suo disinteresse per la sessualità. Tesla era anche molto severo circa l’igiene e la pulizia, in un periodo in cui un comportamento così estremo era visto come una stranezza. Era altamente meticoloso e organizzato, sovente lasciava note e appunti per gli altri, per evitare di dover riorganizzare i suoi lavori.
Tesla era particolarmente ossessionato dai piccioni: ordinava speciali semi per i volatili che nutriva nel Central Park, portandone alcuni nella sua stanza in hotel; a volte i piccioni entravano dalla finestra aperta. Per sua volontà, visse gli ultimi anni della sua vita in una suite di due stanze al 33º piano del New Yorker Hotel, nella Room 3327, dove avrebbe chiesto di esser visitato quotidianamente da un particolare piccione femmina di colore bianco, di cui esiste anche una fotografia. Egli avrebbe affermato che il volatile era molto prezioso per lui. L’aneddoto racconta che un giorno del 1922 il piccione si ammalò; Nikola tentò di soccorrerlo per rimetterlo in salute, ma esso morì tra le sue braccia.
L’inventore aveva posizioni contrastanti verso la religione; pur ammirando apertamente cristianesimo e buddhismo, credeva infatti che dovesse esserci una spiegazione scientifica per ogni cosa. Ma quando quel piccione bianco morì, Tesla giurava di aver visto una luce molto chiara venir fuori dai suoi occhi, così luminosa che nemmeno lui sarebbe riuscito a crearne una di pari intensità. Questo episodio lo portò a dichiarare, negli ultimi anni di vita, secondo alcuni in uno stato mentale ormai alterato, che il candido uccello fosse in origine qualcosa di spirituale. Tesla dichiarò: «Amavo quel piccione come un uomo ama una donna e anche lei mi amava. Finché è stato con me, la mia vita aveva uno scopo». Molti biografi annotano che Tesla considerò la morte del piccione come il “colpo finale” per lui e per il suo lavoro, che considerò ormai come finito.
Lo scienziato credeva che la guerra non potesse essere evitata finché la causa del suo ritorno non fosse stata rimossa, ma si opponeva alle guerre, in generale. Egli cercava di ridurre le distanze, come nella comunicazione per una miglior comprensione, così nei trasporti e nella trasmissione dell’energia, come un modo per stringere amichevoli relazioni internazionali. Egli predisse che: “Un giorno l’uomo connetterà il suo apparato con i moti originari dell’universo… e le vere forze che spingono i pianeti sulle loro orbite e li fanno ruotare spingeranno i suoi macchinari”.
Tesla studiò matematica, fisica e ingegneria alla Scuola Politecnica di Graz, in Austria, l’odierna Technische Universität Graz. Due fonti sostengono che egli ricevette la laurea magistrale dall’Università di Graz. L’Ateneo nega di avergli conferito tale titolo e informa che egli non proseguì mai gli studi oltre il primo semestre del suo terzo anno, durante il quale Tesla smise di seguire le lezioni. Altri affermano che l’inventore fu espulso senza aver conseguito la laurea per il mancato pagamento delle tasse universitarie del primo semestre del primo anno da matricola. Secondo un suo compagno di stanza nel college, egli non ottenne alcun titolo universitario. Tesla fu persuaso più tardi dal padre ad iscriversi all’Università Carolino-Ferdinandea di Praga, che egli frequentò per la sessione estiva del 1880. Dopo la morte del padre, si trasferì a Budapest nel gennaio del 1881, dove trovò un impiego come progettista e disegnatore all’Ufficio telegrafico centrale.
Per il suo lavoro Tesla ricevette numerose lauree honoris causa da molti Atenei, tra i quali: Columbia University, Technische Universität Graz, Università di Zagabria, Istituto Politecnico di Bucarest, Università di Belgrado, Università di Brno, Università di Grenoble, Università di Parigi, Università di Poitiers, Università Carolina di Praga, Università di Sofia, Technische Universität Wien, e Yale University.
Grande appassionato di letteratura fin da ragazzo, nella sua autobiografia cita in particolare il romanzo Abafi “Il figlio di Aba” dell’ungherese Miklós Jósika come una delle letture più importanti della sua vita, e che avrebbe comportato una svolta nettissima nella sua esistenza, ispirandogli il suo celebre “autocontrollo”.
Nel 1943 una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America attribuì a Tesla la paternità di alcuni brevetti precedentemente attribuiti a Guglielmo Marconi, tra cui la radio, successiva comunque al brevetto di Oliver Lodge che lo precedette. La sentenza della Corte Suprema statunitense comunque non è universalmente riconosciuta dai sostenitori di Marconi. Molto tempo prima (1911) l’High Court britannica nella persona di Mr. Justice Parker deliberò su un analogo procedimento la validità dei brevetti di Marconi. La sentenza della Corte Suprema statunitense è rimasta una sentenza discussa anche perché in quel periodo l’esercito statunitense era in causa con la società Marconi per l’utilizzo di brevetti sulla radio che non intendeva pagare, e la comodissima sentenza permise al governo di non pagarli. In realtà il governo Usa pagò la somma di 42.000 dollari alla società di Marconi per un brevetto di Oliver Lodge che la suddetta società aveva comprato da quest’ultimo. In realtà nessuno prima di Tesla aveva effettuato esperimenti di trasmissioni radio come le intendiamo oggi, cioè con un circuito risonante.
Tesla incominciò a tenere le prime conferenze pubbliche sulla trasmissione di energia tramite onde radio nel 1891 e nel 1893 pubblicò il primo progetto per trasmettere segnali e anche energia elettrica tramite onde radio. I progetti di Tesla si concentravano sulla trasmissione di onde elettromagnetiche continue (CW). per ottenere trasmissioni di segnali e anche di energia, quelli di Marconi posteriormente, sulla trasmissione di segnali Morse tramite onde smorzate (DW) e quindi producevano segnali con interferenze e difficili da sintonizzare. Sono progetti differenti che si suppone non possono essere opera di semplice copia.
Va tuttavia fatto notare che la generazione di oscillazioni elettromagnetiche continue, non smorzate quindi, non fu possibile prima dell’invenzione delle valvole termoioniche e in particolare del triodo (1916), quindi un eventuale progetto di Tesla non avrebbe mai potuto funzionare nel 1893. Nel 1893, a St. Louis, Missouri, Tesla diede una pubblica dimostrazione della comunicazione radio senza fili. L’apparato che Tesla usò conteneva tutti gli elementi che erano incorporati nei sistemi radio prima dello sviluppo della “valvola termoionica”.
Riconoscimenti e omaggi
Tesla è particolarmente omaggiato in Serbia e Croazia, così come nella Repubblica Ceca e in Romania. È stato insignito del massimo ordine del Leone Bianco in Cecoslovacchia. Per i suoi meriti scientifici fu dato il suo nome all’unità di misura dell’induzione magnetica, il tesla (simbolo T).
Nel 1912 venne candidato al Premio Nobel per la fisica. Egli lo rifiutò, offeso per non averlo ricevuto nel 1909 al posto di Guglielmo Marconi. Nel 1915 un articolo del New York Times annunciò erroneamente che Tesla e Edison avrebbero condiviso il premio Nobel per la fisica. Tuttavia nessuno dei due lo ricevette. Il 18 maggio 1917 gli fu conferita la Edison Medal, che egli accettò. Il 10 luglio, giorno in cui Tesla nacque, è stato proclamato dallo stato di New York Nikola Tesla Day.
L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale per la densità di flusso magnetico o l’induzione magnetica (comunemente conosciuta come campo magnetico ), il Tesla, prese questo nome in suo onore (alla Conférence Générale des Poids et Mesures di Parigi del 1960).
Nel 1975 l’Istituto degli Ingegneri Elettrici ed Elettronici creò un premio intitolato a Nikola Tesla, il Nikola Tesla Award, grazie ad un accordo tra la IEEE Power Engineering Society e il IEEE Board of Directors. Questo viene assegnato a quelle persone o team che hanno dato enormi contributi scientifici per la generazione o l’utilizzazione dell’energia elettrica. Il Tesla Award è considerato il riconoscimento più prestigioso nel campo dell’elettrotecnica.
La corrente banconota da 100 dinari serbi, stampata dalla Banca Nazionale di Serbia riporta un’immagine di un Tesla giovane sul rovescio. Sul lato opposto c’è una parte di disegno di un motore ad induzione, tratto dai documenti del suo brevetto, e una fotografia di Tesla con in mano un tubo pieno di gas che emette luce a causa dell’induzione elettrica.
Due delle centrali termoelettriche a carbon fossile gestite dall’Electric Power Industry of Serbia, la TPP Nikola Tesla A e la TPP Nikola Tesla B, presero il nome di Nikola Tesla.
La Silverlink Metro di Londra ha un treno che porta il nome di Tesla; come il resto del parco macchine, è un convoglio a propulsione elettrica che può venire alimentato sia dalle linee a terra sia da quelle sospese, entro lo stesso percorso, sulla North London Line.
La Tesla Motors sostiene che “L’omonimo del nostro Tesla Roadster è il genio di Nikola Tesla” […] “Siamo sicuri che, se fosse vivo oggi, Nikola Tesla ispezionerebbe la nostra auto e muoverebbe la sua testa in segno di comprensione e approvazione”.
– Il gruppo musicale americano Tesla deriva il proprio nome da quello dell’inventore, e anche i titoli dei primi quattro album (Mechanical Resonance, The Great Radio Controversy, Psychotic Supper e Bust a Nut) rimandano alla vita dello scienziato.
– La cantante islandese Björk ha utilizzato la Bobina di Tesla come strumento musicale per creare la canzone Thunderbolt, contenuta nel suo ottavo album “Biophilia”
Intitolazioni italiane
– Torino gli ha intitolato un giardino nel marzo 2017.
– Nikola Tesla, “Experiments with Alternating Currents of High Potential and High Frequency”, (new edit.) 1904.
– “My Inventions: The Autobiography of Nikola Tesla”, sorta di autobiografia di Tesla, è il libro redatto da Ben Johnston e pubblicato nuovamente nel 1982 contenente particolari sul lavoro e la vita dello scienziato. Il contenuto è stato in gran parte tratto da una serie di articoli che Tesla aveva scritto per la rivista Electrical Experimenter nel 1919, epoca in cui Tesla aveva 63 anni.
– “Nikola Tesla”, serie televisiva jugoslava del 1977 (10 episodi di 60 minuti), nel quale Tesla è stato interpretato da Rade Šerbedžija.
– “Il segreto di Nikola Tesla” (Tajna Nikole Tesle) del 1980, diretto da Krsto Papić, prodotto dalla Zagreb Film per la Repubblica federale socialista di Jugoslavia e prodotto e distribuito in Italia da Macrovideo, nel quale Orson Welles ha interpretato la parte del magnate J.P. Morgan; con Petar Bozovic nel ruolo di Tesla.
– “Tesla: Master of Lightning” (1999) è un documentario tratto dall’omonimo libro di Margaret Cheney.
– “I segreti perduti di Nikola Tesla” documentario sulla vita e sulle invenzioni nascoste.
– L’inventore è protagonista già nel 1901 del romanzo “To Mars With Tesla; or, the Mystery of the Hidden World”, una edisonata scritta da J. Weldon Cobb. Nel romanzo è assistito dal “Giovane Edison” (Young Edison), un immaginario nipote del celebre collega (nella realtà acerrimo rivale di Tesla), nel tentativo di comunicare col pianeta Marte. La storia trae ispirazione dalle effettive idee di Tesla sulla possibilità di comunicare tra pianeti diversi.
– Tesla fa la sua apparizione come personaggio in numerose storie di fantascienza di Spider Robinson nella serie “Callahan’s Crosstime Saloon” (pubblicata su Analog Science Fiction and Fact) ambientata in un singolare bar popolato di viaggiatori del tempo e alieni; l’inventore viene recuperato dal suo letto di morte nel 1943, ringiovanito e assoldato dagli avventori del bar di Callahan nelle loro avventure alla salvezza dell’universo.
– “Wonder of the World” è un romanzo ucronico del 2005 di Sesh Heri in cui Tesla è il protagonista: assieme a Mark Twain e Harry Houdini lo scienziato è coinvolto da agenti provenienti da Marte nella ricerca di un cristallo rubato sul pianeta rosso.
– Nel romanzo “The Tesla Legacy” (2006) di Robert G. Barrett, l’inventore è uno dei personaggi principali e apparentemente costruisce un ordigno dell’apocalisse nascosto nella Hunter Valley nel Nuovo Galles del Sud che può distruggere l’Australia se non il pianeta stesso.
– Nel romanzo “Miraggio” (2013), scritto a quattro mani da Clive Cussler e Jack Du Brul, al centro della vicenda ci sono due navi in cui gli autori immaginano essersi svolti parte degli esperimenti di Tesla sull’elettromagnetismo.
– Alcuni critici sostengono che Nyarlathotep, uno degli Dei Esterni e antagonisti del ciclo di Cthulhu di Howard Phillips Lovecraft, potrebbe essere ispirato a Tesla. In una lettera del 1921 indirizzata a Reinhardt Kleiner, Lovecraft racconta di un suo incubo descrivendolo come “il più realistico e orribile che io abbia fatto dall’età di dieci anni”; quel terribile sogno servì come base per la stesura del racconto intitolato “Nyarlathotep”. Nell’incubo, Lovecraft riceve una lettera dall’amico Samuel Loveman che gli suggerisce di andare a vedere lo spettacolo itinerante del mago Nyarlathotep, qualora capitasse dalle parti di Providence. Le esibizioni del mago Nyarlathotep consistono in straordinari esperimenti con apparecchiature elettriche, e non appena Lovecraft ha finito di leggere la lettera, ricorda che il mago è da poco giunto in città e non riesce a resistere alla tentazione di andare ad assistere a un suo spettacolo. Will Murray suggerisce che questa immagine onirica di Nyarlathotep potrebbe essere stata ispirata dalle dimostrazioni di Tesla, il quale durante le sue conferenze effettuava frequenti esperimenti con apparecchiature elettriche.
– “Superman” (1941), il primo cortometraggio animato dell’omonimo personaggio di Max Fleischer, vede il supereroe lottare contro un cattivo chiamato Mad Scientist (“scienziato pazzo”), una scoperta parodia del vero scienziato; il cortometraggio, entrato nel pubblico dominio, è stato redistribuito in VHS nel 1999 col titolo “Superman vs. Tesla – Nikola Tesla Conquers the World”.
– “The American Side” di Jenna Ricker (2016), un film noir con Greg Strurh e Camilla Belle, ruota attorno alle teorie e i progetti nascosti di Nikola Tesla.
– Il film “Il segreto di Nikola Tesla” (Tajna Nikole Tesle, 1980) di Krsto Papić racconta brevemente la vita e le invenzioni dello scienziato.
– “Crash Point Zero” (USA, 2000) di Jim Wynorski, in cui i protagonisti scoprono in Siberia un leggendario raggio della morte inventato da Nikola Tesla, cercando di fare ritorno in America per consegnarlo alla CIA.
– Nel film “The Prestige” (2006) diretto da Christopher Nolan, il co-protagonista Robert Angier (interpretato da Hugh Jackman) esplora i possibili utilizzi delle invenzioni di Tesla per rendere più spettacolari i suoi trucchi di magia. Tratto dall’omonimo romanzo di Christopher Priest del 1995, in questo film Tesla è interpretato da David Bowie.
– Nella serie televisiva fantascientifica “Warehouse 13” (2009-2014) viene più volte richiamato il nome di Tesla come costruttore del Magazzino 13 e della pistola Tesla(chiamata generalmente “la tesla”) in dotazione ai due agenti Pete e Myka.
– Secondo una leggenda che ha dato adito a numerose teorie del complotto, il 28 ottobre del 1943 (quindi dopo la sua morte) Tesla avrebbe partecipato insieme a Albert Einstein al cosiddetto esperimento Philadelphia durante il quale il cacciatorpediniere americano USS Eldridge (DE-173) scomparve in mare con tutto l’equipaggio, nei pressi del molo di Filadelfia, ricomparendo dopo pochi minuti a Norfolk, Virginia, per poi ricomparire di nuovo presso lo stesso molo di Filadelfia. Dal fantomatico esperimento sono stati tratti due film di fantascienza: “The Philadelphia Experiment” (1984) e il seguito “Philadelphia Experiment 2” (1993).
– Tesla è uno dei personaggi principali della serie televisiva “Sanctuary” (2007-2011).
– Nell’episodio “Una donna vera” (2007) della serie “Dr. House – Medical Division” in una scena è citato l’inventore serbo: alle spalle del protagonista è presente una lavagna con sopra la scritta “Tesla was robbed!” (“Tesla è stato derubato!”), riferimento probabile ai meriti scientifici non riconosciuti al suo tempo.
– Nel film “Tomorrowland – Il mondo di domani” (2015) Tesla viene citato come membro della società Plus Ultra assieme a Thomas Edison, Jules Verne e Gustave Eiffel, con i quali realizzò il mondo parallelo oggetto della storia e il razzo avveniristico nascosto nella Torre Eiffel che permette di accedervi.
– Nella serie televisiva canadese “I misteri di Murdoch” (Murdoch Mysteries) il primo episodio (andata in onda per la prima volta il 24 gennaio 2008) della prima stagione è interamente dedicata alla figura di Nikola Tesla e alla sua polemica con Thomas Edison, qui concentrata nell’appalto per l’illuminazione pubblica di Toronto per il quale sono in lizza la corrente alternata e quella continua. Tesla aiuta l’ispettore Murdoch a risolvere un caso di omicidio tramite “elettrocuzione” e nello sviluppo della trama si vede il laboratorio di Tesla (ricostruito come quello di Colorado Springs) e i disegni del suo sistema di generazione. Inoltre Tesla fa uso di un sistema di trasmissione della voce tramite onde e lascia intendere che in futuro si possano trasmettere immagini definendo il fenomeno come “tele-visione”.
– Nella serie televisiva “The Librarians” (2014), Tesla è citato nell’episodio della prima stagione dal titolo “And the City of Light”. Nell’episodio è narrato che lo scienziato aveva realizzato nel 1915 in una cittadina dello Stato di New York una griglia wireless sperimentale, che però ha intrappolato tutti gli abitanti in una dimensione alternativa, da cui possono influenzare il nostro mondo soltanto prendendo temporaneamente il controllo dei corpi altrui. Tesla aveva cercato di invertire il processo mediante un immenso condensatore che tuttavia aveva bisogno di cento anni per caricarsi completamente.
– La serie animata “Occultic Nine” si basa principalmente su alcune teorie di Tesla, il quale svolge anche un ruolo importante nella storia.
Nella serie di Fallout e in particolare Fallout 3, è uno degli scienziati più influenti della serie. Dopo la sua morte il governo americano perquisì la sua dimora e sequestrò tutti i suoi lavori e progetti. Da alcuni suoi progetti, in Fallout, sono state sviluppate: un’armatura che prende il suo nome, costruita per uso militare Stati Uniti d’America. L’armatura Tesla si presenta in metallo e fornisce una protezione superiore contro gli attacchi a energia, grazie alle tre bobine di attrazione Tesla che, disperde una grande percentuale di danni d’attacco di energia diretta. Contro le armi convenzionali agisce come un’armatura di metallo normale. Dopo la Grande Guerra, l’Enclave ricostruì le armature Tesla. Un cannone, che anch’esso prende il suo nome. Questo cannone è un’arma ad energia diretta e portatile. Quando viene utilizzato, il cannone genera un’esplosione che danneggia il bersaglio all’istante. Continuerà a ridurre gradualmente la salute del nemico a causa della sua capacità di elettrificare l’obiettivo e l’ambiente circostante. Infine ci sono i libri, sui quali è possibile avere dei punti esperienza permanenti sulla categoria delle armi ad energia diretta, come il già citato cannone Tesla.
– La canzone del gruppo britannico Orchestral Manoeuvres in the Dark (OMD) intitolata “Tesla Girls” cita Nikola Tesla come ideatore degli apparecchi elettrici usati dalla donne moderne.
– Il gruppo heavy metal statunitense Tesla prendono il proprio nome, oltre ad alcuni titoli dei loro brani, direttamente dal cognome dell’inventore.
– Tesla è uno dei protagonisti di “The Five Fists of Science” (2006), un graphic novel steampunk di Matt Fraction e Steven Sanders in cui lo scienziato e l’amico Mark Twain sono affiancati per la causa della pace mondiale.
– Il fumettista giapponese Hirohiko Araki dedica un manga biografico a Tesla, in cui sono messi in risalto i suoi successi, le sue manie, le sue invenzioni fino alle sue difficoltà. Raccolto anche in italiano nel volume “Vite bizzarre di gente eccentrica”.
– Viene citato spesso nella serie dedicata ad “Atomic Robo”, di cui nella finzione è il creatore.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Nikola_Tesla

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