Source: https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2017-0398_IT.html
Timestamp: 2020-08-04 18:34:09+00:00

Document:
RELAZIONE sulla richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di Eleonora Forenza
Procedura : 2017/2199(IMM)
Ciclo del documento : A8-0398/2017
355k 57k
sulla richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di Eleonora Forenza
Relatore: Gilles Lebreton
– vista la richiesta presentata il 20 luglio 2017 da Gabriele Zimmer in difesa dei privilegi e delle immunità di Eleonora Forenza, nel quadro della vicenda di cui è stata vittima in occasione di una manifestazione svoltasi nell'ambito del Vertice G20 ad Amburgo l'8 luglio 2017, e comunicata in Aula l'11 settembre 2017,
– avendo ascoltato Eleonora Forenza, a norma dell'articolo 9, paragrafo 6, del suo regolamento,
– visti l'articolo 5, paragrafo 2, e gli articoli 7 e 9 del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione giuridica (A8-0398/2017),
A. considerando che Gabriele Zimmer, deputata al Parlamento europeo e presidente del gruppo GUE/NGL, ha chiesto, a norma degli articoli 8 e 9 del protocollo n. 7, la difesa dell'immunità parlamentare di Eleonora Forenza, deputata appartenente allo stesso gruppo, che è stata perquisita e poi messa in stato di arresto dalla polizia tedesca insieme a un gruppo di altri militanti in occasione di una manifestazione svoltasi nell'ambito del Vertice G20 ad Amburgo l'8 luglio 2017; che la perquisizione e l'arresto hanno avuto luogo dopo della manifestazione, allorché l'on. Forenza e il suo gruppo si stavano recando a pranzo;
B. considerando che il Parlamento dispone di un ampio potere discrezionale in ordine all'orientamento che intende attribuire alla decisione che faccia seguito ad una richiesta di difesa dell'immunità istruita da un deputato(2);
C. considerando che gli articoli 8 e 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea si escludono a vicenda(3); che la vicenda in questione non riguarda alcuna opinione espressa da un deputato al Parlamento europeo, ma piuttosto un presunto comportamento pericoloso per l'ordine pubblico (presunta partecipazione a una sommossa); che pertanto è ovvia l'applicabilità dell'articolo 9 del protocollo n. 7;
D. considerando che, in virtù dell'articolo 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea, i membri del Parlamento europeo beneficiano, sul territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del parlamento del loro paese e, sul territorio di ogni altro Stato membro, dell'esenzione da ogni provvedimento di detenzione e da ogni procedimento giudiziario; che l'on. Forenza, deputata italiana al Parlamento europeo che si trovava in Germania, beneficiava pertanto di tale esenzione;
E. considerando che, in base alla richiesta di difesa dell'immunità, l'on. Forenza aveva dichiarato alla polizia tedesca, sin dai primi contatti con essa, di essere deputata al Parlamento europeo; che aveva immediatamente presentato i documenti che ne attestavano lo status; che era riuscita addirittura a mettere in comunicazione il console italiano ad Amburgo con l'agente di polizia che dirigeva le operazioni;
F. considerando che, nonostante il suo status di deputata al Parlamento europeo, la polizia tedesca ha comunque sottoposto l'on. Forenza a minuziosa perquisizione personale per poi metterla in stato di arresto per più di quattro ore;
G. considerando che la polizia tedesca, alla luce di quanto precede, era consapevole del fatto che stava arrestando una deputata europea; che ciò equivale ad una violazione del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea, in particolare dell'articolo 9, primo comma, lettera b);
H. considerando che, viste le circostanze del caso, è evidente che l'on. Forenza non è stata arrestata in flagrante delitto, per cui l'eccezione di cui all'articolo 9, terzo comma del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea non è applicabile e il caso dell'on. Forenza è quindi interamente coperto dalla sua immunità;
1. decide di difendere i privilegi e le immunità di Eleonora Forenza;
2. incarica il suo Presidente di trasmettere immediatamente la presente decisione e la relazione della sua commissione competente alla competente autorità della Repubblica federale di Germania e a Eleonora Forenza.
Sentenza della Corte di giustizia del 12 maggio 1964, Wagner/Fohrmann e Krier, 101/63, ECLI:EU:C:1964:28; sentenza della Corte di giustizia del 10 luglio 1986, Wybot/Faure e altri, 149/85, ECLI:EU:C:1986:310; sentenza del Tribunale del 15 ottobre 2008, Mote/Parlamento, T-345/05, ECLI:EU:T:2008:440; sentenza della Corte di giustizia del 21 ottobre 2008, Marra/De Gregorio e Clemente, C-200/07 e C-201/07, ECLI:EU:C:2008:579; sentenza del Tribunale del 19 marzo 2010, Gollnisch/Parlamento, T-42/06, ECLI:EU:T:2010:102; sentenza della Corte di giustizia del 6 settembre 2011, Patriciello, C-163/10, ECLI:EU:C:2011:543; sentenza del Tribunale del 17 gennaio 2013, Gollnisch/Parlamento, T-346/11 e T-347/11, ECLI:EU:T:2013:23.
Causa T-42/06 Gollnisch/Parlamento, già cit., punto 101.
Cause riunite C-200/07 et C-201/07, Marra. ecc., già cit., punto 45.
In occasione della seduta plenaria dell'11 settembre 2017 il Presidente ha reso noto, a norma dell'articolo 9, paragrafo 1 del regolamento, di aver ricevuto una richiesta di Gabriele Zimmer, presidente del gruppo GUE/NGL, concernente la difesa dell'immunità parlamentare di Eleonora Forenza, deputata al Parlamento europeo, in relazione alla vicenda di cui è stata vittima in occasione di una manifestazione svoltasi nell'ambito del Vertice G20 ad Amburgo l'8 luglio 2017(1).
Conformemente all'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento, il Presidente ha deferito la richiesta alla commissione giuridica.
La richiesta di difesa dell'immunità in parola comprende un breve resoconto dell'incidente che l'on. Forenza ha trasmesso all'on. Zimmer il 10 luglio 2017. Nel resoconto si legge tra l'altro:
"L'8 luglio sono stata arrestata dalla polizia verso le 16.00 nella Ludwig-Erhard-Strasse di Amburgo, mentre attraversavo lo Holstenwall in compagnia del mio assistente parlamentare (...) e di altri tredici attivisti italiani. La manifestazione era appena terminata e ci stavamo recando a pranzare tutti insieme. Mi si permetta di insistere sul fatto che in quel momento stavamo semplicemente passeggiando in modo pacifico.
Nella Ludwig-Erhard-Strasse la polizia ci ha chiesto i documenti d'identità e, mentre stavamo prontamente esibendoli agli agenti, un gruppo di circa 25-30 poliziotti ci ha improvvisamente circondati spingendo la sottoscritta e il mio gruppo contro il muro.
Mi sono immediatamente qualificata come deputata al Parlamento europeo, presentando agli agenti di polizia la tessera del Parlamento europeo come pure il laissez-passer. Gli agenti non hanno fatto che ridermi in faccia mentre mi confiscavano documenti, tessera e laissez-passer. Ho potuto recuperarli solo una volta rilasciata dal centro di detenzione (Gefangenensammelstelle) verso le 20.00.
Quando ho chiesto i motivi di tale trattamento, la polizia ha affermato di aver ricevuto informazioni dai servizi di controspionaggio secondo cui molti italiani sarebbero venuti ad Amburgo per partecipare ai disordini. Sono stata quindi considerata, nonostante il mio status di deputata al Parlamento europeo, come individuo "pericoloso" in quanto mi muovevo in gruppo e parlavo italiano. Questo è il motivo che ha giustificato e autorizzato il mio fermo e l'arresto delle persone che si trovavano insieme a me.
Ho trascorso più di mezz'ora all'angolo di quella strada, circondata dagli agenti. Sono stata inoltre sottoposta a minuziosa perquisizione personale: sono stata perquisita fisicamente e sono stati ispezionati borse ed effetti personali. Tutti quelli insieme a me hanno ricevuto lo stesso trattamento, inutilmente, in quanto nulla è stato trovato che avrebbe potuto essere utilizzato per commettere violenze, neanche un pezzo di tessuto che sarebbe potuto servire per mascherarci il viso. Dopo la perquisizione personale ho potuto chiamare il console italiano ad Amburgo e metterlo in comunicazione con l'unico agente di polizia che parlava inglese e che sembrava dirigere le operazioni. La chiamata non ha prodotto comunque alcun risultato e sono stata dichiarata "in stato di arresto" insieme ad altri quattordici attivisti, senza una chiara spiegazione dei motivi che giustificavano l'arresto di un deputato al Parlamento europeo.
Dopo l'arresto, siamo stati trasferiti in due camionette della polizia e tenuti in stato di fermo in celle per circa tre ore insieme ad altre quattro persone, in uno spazio molto limitato e senza alcuna possibilità di comunicare o di ricevere assistenza legale. Dopo di ciò, siamo stati trasferiti in un centro detentivo ad Amburgo, sempre in stato d'arresto. (...) Solo dopo varie ore dall'arresto, riconosciuto il mio status, sono stata rilasciata verso le 20.00. (...)
Le altre quattordici persone del mio gruppo sono state invece chiuse in cella (...).
Anche dopo il rilascio, sono stata minacciata varie volte di essere espulsa dal centro di detenzione se avessi continuato a rifiutare di abbandonare la struttura, impedendomi de facto l'esercizio delle prerogative in materia ispettiva di cui godo in quanto deputata al Parlamento europeo. Mi è stata inoltre rifiutata la possibilità di ricaricare il cellulare come pure di ricevere assistenza e informazioni dall'equipe legale.
Ho lasciato i dintorni del centro di detenzione solo dopo le 18.00 del 9 luglio, quando gran parte degli altri italiani detenuti del mio gruppo erano stati rilasciati senza incriminazione e senza che fosse loro consegnato un documento che spiegasse il motivo dell'arresto.
La sera stessa mi è stato mostrato un tweet dell'account Twitter della polizia di Amburgo che si rallegrava dell'arresto di una deputata europea. (...)"
Il 24 luglio 2017, l'on. Zimmer ha presentato una richiesta di difesa dell'immunità dell'on. Forenza, in data 20 luglio 2017, ai sensi degli articoli 8 e 9 del protocollo n. 7 e degli articoli 7 e 9 del regolamento del Parlamento europeo.
Il 21 novembre 2017 la commissione giuridica ha ascoltato l'on. Forenza conformemente all'articolo 9, paragrafo 6, del regolamento.
2. Disposizioni regolamentari e procedurali applicabili in materia di immunità dei deputati al Parlamento europeo
b) sul territorio di ogni altro Stato membro, dell'esenzione da ogni provvedimento di detenzione e da ogni procedimento giudiziario.
Gli articoli 5, 7 e 9 del regolamento del Parlamento europeo recitano:
Articolo 5: Privilegi e immunità
1. I deputati beneficiano dei privilegi e delle immunità previsti dal Protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.
2. Nell'esercizio dei suoi poteri in materia di privilegi e immunità, il Parlamento opera al fine di mantenere la propria integrità di assemblea legislativa democratica e di garantire l'indipendenza dei suoi membri nell'esercizio delle loro funzioni. L'immunità parlamentare non è un privilegio personale del deputato ma una garanzia di indipendenza del Parlamento in quanto istituzione e dei suoi membri. (...)
Articolo 7: Difesa dei privilegi e dell'immunità
1. Nei casi in cui si presuma che i privilegi e le immunità di un deputato o ex deputato siano stati o stiano per essere violati dalle autorità di uno Stato membro, può essere presentata, ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, una richiesta di decisione del Parlamento che stabilisca se sia stata effettivamente commessa o vi sia la probabilità che venga commessa una violazione di tali privilegi e immunità.
2. In particolare, può essere presentata una siffatta richiesta di difesa dei privilegi o delle immunità se si ritiene che le circostanze costituirebbero un ostacolo di ordine amministrativo o di altra natura alla libertà di movimento dei membri del Parlamento europeo che si recano al luogo di riunione del Parlamento europeo o ne ritornano o all'espressione di un'opinione o di un voto nell'esercizio del loro mandato, oppure se tali circostanze rientrerebbero nell'ambito dell'articolo 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.
3. Una richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di un deputato non è ricevibile qualora una richiesta di revoca o di difesa dell'immunità di tale deputato sia già pervenuta in relazione agli stessi fatti, indipendentemente dalla circostanza che tale richiesta abbia condotto o meno all'adozione di una decisione. (...)
Articolo 9: Procedure in materia di immunità
2. Con l'accordo del deputato o dell'ex deputato interessato, la richiesta può essere presentata da un altro deputato, il quale può rappresentare il deputato o l'ex deputato interessato in ogni fase della procedura.
Il deputato che rappresenta il deputato o l'ex deputato interessato non partecipa alle decisioni adottate dalla commissione.
3. La commissione esamina senza indugio, ma tenendo conto della loro relativa complessità, le richieste di revoca dell'immunità o di difesa delle immunità e dei privilegi.
4. La commissione presenta una proposta di decisione motivata che raccomanda l'accoglimento o la reiezione della richiesta di revoca dell'immunità o di difesa dei privilegi e delle immunità. Gli emendamenti sono irricevibili. In caso di reiezione di una proposta, si considera adottata la decisione contraria.
5. La commissione può chiedere all'autorità interessata tutte le informazioni e tutti i chiarimenti che reputi necessari per pronunciarsi sull'opportunità di revocare o di difendere l'immunità.
6. Al deputato interessato è offerta l'opportunità di essere ascoltato ed egli può produrre tutti i documenti o gli altri elementi scritti di giudizio che ritiene pertinenti.
Il deputato interessato non è presente durante le discussioni sulla richiesta di revoca o di difesa della sua immunità, se non per essere ascoltato.
Il presidente della commissione invita il deputato per l'audizione, indicandone data e ora. Il deputato interessato può rinunciare al diritto ad essere ascoltato.
Se a seguito di tale invito il deputato interessato non compare all'audizione, si considera che abbia rinunciato al diritto di essere ascoltato, a meno che non abbia giustificato la sua mancata presenza alla data e all'ora proposte, precisandone i motivi. Il presidente della commissione decide se tale giustificazione debba essere accettata alla luce dei motivi addotti. Al deputato interessato non è consentito il ricorso avverso la suddetta decisione.
Se il presidente della commissione accetta la giustificazione, invita il deputato interessato ad essere ascoltato a una nuova data e ora. Se il deputato interessato non si presenta al momento fissato nel secondo invito, la procedura prosegue senza la sua audizione. A questo punto non possono essere accettate nuove giustificazioni o richieste di essere ascoltato.
7. Qualora la richiesta di revoca o di difesa dell'immunità comporti vari capi d'accusa, ciascuno di essi può essere oggetto di una decisione distinta. La relazione della commissione può proporre, a titolo eccezionale, che la revoca o la difesa dell'immunità si riferisca esclusivamente alla prosecuzione del procedimento penale senza che contro il deputato possa essere adottata, fintanto che non si abbia sentenza passata in giudicato, alcuna misura privativa o limitativa della sua libertà o qualunque altra misura che gli impedisca di esercitare le funzioni proprie del suo mandato. (...)
Nella sua richiesta, l'on. Zimmer invoca ad un tempo gli articoli 8 e 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.
In realtà questi due articoli si escludono a vicenda. L'articolo 9 del protocollo si applica unicamente ai procedimenti giudiziari attinenti a reati diversi da quelli commessi per mezzo di un'opinione o un voto i quali rientrano invece unicamente nell'ambito di applicazione dell'articolo 8 del protocollo(2). Poiché non si tratta di opinioni espresse da un membro del Parlamento europeo, ma di un presunto comportamento pericoloso per l'ordine pubblico (presunta partecipazione a una sommossa), è ovvia l'applicabilità del solo articolo 9 del protocollo.
Come statuito dal Tribunale, l'articolo 9 del protocollo mira a " garantire l’indipendenza dei membri del Parlamento impedendo che pressioni, consistenti in minacce d’arresto o di procedimenti giudiziari, possano essere esercitate nei loro confronti per la durata delle sessioni del Parlamento"(3).
Ora, se l'applicazione delle disposizioni nazionali di cui all'articolo 9, primo comma, lettera a), comporta un'ampia gamma di norme o addirittura una disparità di trattamento tra i deputati(4), la lettera b) della stessa disposizione stabilisce un regime sovranazionale uniforme per i deputati che si trovano in un paese diverso dal proprio. Infatti, a prescindere dalla nazionalità e dallo Stato membro interessato, essi beneficiano dell'esenzione da ogni provvedimento di detenzione e da ogni procedimento giudiziario.
La disposizione in parola utilizza una formulazione altrettanto perentoria dell'articolo 8 del protocollo che istituisce la cosiddetta immunità assoluta. Ne consegue che sarebbe possibile applicare all'immunità di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettera b), del protocollo lo stesso approccio che la Corte di giustizia ha raccomandato per determinare la portata dell'immunità assoluta di cui all'articolo 8, vale a dire che essa deve essere determinata esclusivamente sulla base del diritto dell'Unione europea(5). Così come l'articolo 8, l'articolo 9, primo comma, lettera b), non consente quindi di fare riferimento a eventuali disposizioni nazionali.
Per quanto riguarda la procedura interna del Parlamento europeo, ai sensi degli articoli 7 e 9 del regolamento, i deputati possono presentare richieste di difesa della loro immunità ai sensi dell'articolo 9. Tuttavia, come affermato chiaramente dal Tribunale, il Parlamento dispone di un ampio potere discrezionale in ordine all'orientamento che intende attribuire alla decisione che faccia seguito ad una richiesta di difesa dell'immunità di cui all'articolo 9 del protocollo(6).
Applicabilità dell'articolo 9, primo comma, lettera b) del protocollo al caso dell'on. Forenza
In questo contesto, la commissione giuridica ritiene che le circostanze del caso, quali si evincono dalla richiesta dell'on. Zimmer e dall'audizione dell'on. Forenza, indichino che la polizia tedesca ha sottoposto quest'ultima a perquisizione personale per poi metterla in stato d'arresto in piena consapevolezza del suo status di deputata al Parlamento europeo.
Poiché l'on. Forenza si trovava in uno Stato membro diverso dal proprio, essa soddisfaceva tutte le condizioni di applicazione al suo caso dell'immunità di cui all'articolo 9, primo comma, lettera b), del protocollo. Ne consegue che la polizia tedesca, sottoponendo l'on. Forenza a perquisizione e arresto, ne ha scientemente violato i privilegi e le immunità.
Alla luce di quanto sopra espresso, risulta che la polizia tedesca abbia effettuato illegalmente la perquisizione personale e l'arresto dell'on. Forenza.
Infine, viste le circostanze del caso, è evidente che l'on. Forenza non è stata arrestata in flagrante delitto, per cui l'eccezione di cui all'articolo 9, terzo comma del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea non è applicabile e il caso dell'on. Forenza è quindi interamente coperto dall'immunità parlamentare di cui all'articolo 9, primo comma, lettera b) del protocollo.
Conformemente all'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento, esaminati gli argomenti favorevoli e contrari alla difesa dell'immunità dell'on. Forenza, la commissione giuridica raccomanda che il Parlamento europeo difenda i privilegi e le immunità di Eleonora Forenza.
A norma dell'articolo 9, paragrafo 2 del regolamento, con l'accordo del deputato o dell'ex deputato interessato, la richiesta di difesa dell'immunità di un deputato può essere presentata da un altro deputato, il quale può rappresentare il deputato o l'ex deputato interessato in ogni fase della procedura.
Sentenza Mote, già cit., punto 50, che cita l'ordinanza del Tribunale nella causa Rothley e a./Parlamento, T-17/00 R, ECLI:EU:T:2000:119, punto 90.
In taluni paesi i deputati non beneficiano di alcuna immunità. È il caso, ad esempio, del Regno Unito: Si veda la prima relazione della commissione mista sui privilegi parlamentari del 9 aprile 1999, HC 214-I 1998-99, punto 242: "Se un deputato è accusato di un reato, non è necessaria la revoca dell'immunità. Se un loro membro viene arrestato ed è impossibilitato a recarsi alla Camera, le due Camere ne devono essere semplicemente informate."
Cause riunite C-200/07 et C-201/07, Marra. ecc., già cit., punto 26.
Sentenza Gollnisch, già citata, punto 101.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Articolo 5

Articolo 7

Articolo 9
 sentenza 
 articolo 9

Sentenza 

Sentenza