Source: https://www.laleggepertutti.it/193605_quando-scadono-i-termini-di-prescrizione
Timestamp: 2018-04-20 04:56:58+00:00

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Quando scadono i termini di prescrizione
Lo sai che? Quando scadono i termini di prescrizione
La prescrizione determina l’estinzione del reato ed interviene quando trascorre un determinato periodo di tempo.
Quante volte hai litigato con qualcuno che ha minacciato di denunciarti e, nel chiederti cosa fare per evitare una condanna, hai cercato di sapere quando scadono i termini di prescrizione; o hai diritto al risarcimento del danno (per avere subito un incidente stradale) e non sai fino a quando potrai richiederlo al giudice? In questo articolo chiariremo cosa si intende per prescrizione penale e civile e soprattutto quando scadono i termini di prescrizione.
2 Scadenza dei termini di prescrizione (penale)
3 Scadenza dei termini di prescrizione (civile)
Immaginiamo che un soggetto abbia commesso un reato a danno di un terzo nell’anno 2008 e la vittima decida di non denunciarlo per le motivazioni più varie finché, dieci anni dopo (nel 2018), decide di presentare un esposto. Lo può fare ed è possibile che un soggetto rischi di essere condannato dopo così tanti anni? Sicuramente può farlo (sempre che si tratti di reato perseguibile d’ufficio e non a querela) ma è possibile che, nel frattempo, il reato si sia prescritto.
La prescrizione penale, infatti, risponde proprio all’esigenza di evitare che i processi possano nascere anche a molta distanza dalla data di commissione dei reati o che, quelli nati poco dopo i fatti, durino un’eternità, lasciando il colpevole in balia di una decisione (della persona offesa o del tribunale) senza limiti di tempo. La prescrizione penale prevede che, decorso un certo limite di tempo, il reato sia dichiarato estinto (cancellato) al di là di qualsiasi accertamento giudiziale [1]; in sintesi, lo stato, trascorso un determinato numero di anni, rinuncia a condannare il reo o presunto tale (prescrizione breve). Ma quando scadono i termini di prescrizione?
Scadenza dei termini di prescrizione (penale)
Il termine di prescrizione corrisponde al massimo della pena edittale stabilita dalla legge (e, comunque, ad un tempo non inferiore a sei anni, se si tratta di delitto, e a quattro anni, se si tratta di contravvenzione): ma non sempre è così.
Per esempio, il reato di corruzione (punito con la reclusione da sei a dieci anni), secondo la regola della prescrizione breve, dovrebbe prescriversi in dieci anni (cioè, se il reato è stato commesso nell’aprile 2006, dovrebbe prescriversi nell’aprile 2016), eppure potrebbe non essere così, perché esistono atti che interrompono il decorso della prescrizione ed altri che la sospendono (per tali argomenti rinviamo all’articolo Prescrizione penale). Ogni reato, dunque, ha il proprio termine di prescrizione che varia (come abbiano detto) a seconda della pena massima prevista: più alta è la pena, più tempo dovrà decorrere perché il reato sia dichiarato estinto (cancellato) per prescrizione.
Scadenza dei termini di prescrizione (civile)
Anche i diritti (ad esclusione dei diritti indisponibili e degli altri diritti indicati dalla legge), quando il titolare non li esercita per un tempo determinato dalla legge, si estinguono per prescrizione [2].
Se ho diritto al risarcimento del danno da parte di un terzo, posso esercitarlo quando voglio o ci sono limiti di tempo oltre i quali quel diritto si estingue (si prescrive, appunto)? Ci sono, ovviamente, a tutela e garanzia di tutti, dei tempi da rispettare; vediamo allora quando scadono i termini di prescrizione.
La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere e può essere:
ordinaria [3] (cioè quella generalmente prevista, salvi i casi in cui la legge disponga diversamente) ovvero di dieci anni (ciò significa che i diritti si estinguono con il decorso di 1dieci anni);
breve [4] di cinque anni ed è quella del diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito; se il danno è prodotto dalla circolazione dei veicoli il diritto si prescrive, invece, in due anni.
A titolo esemplificativo, si prescrivono in cinque anni [5]:
le annualità delle rendite perpetue o vitalizie e il capitale nominale dei titoli di Stato emessi al portatore;
i canoni di locazione delle case, i fitti dei beni rustici e ogni altro corrispettivo di locazioni;
i diritti che derivano dai rapporti sociali, se la società è iscritta nel registro delle imprese [6];
l’azione di responsabilità che spetta ai creditori sociali verso gli amministratori nei casi stabiliti dalla legge.
Si prescrivono, invece, in un anno:
il diritto del mediatore al pagamento della provvigione [7];
i diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto [8];
il diritto al pagamento delle rate di premio [9];
il diritto degli insegnanti, per la retribuzione delle lezioni che impartiscono a mesi o a giorni o a ore [10];
il diritto dei prestatori di lavoro, per le retribuzioni corrisposte a periodi non superiori al mese;
il diritto di coloro che tengono convitto o casa di educazione e d’istruzione, per il prezzo della pensione e dell’istruzione;
il diritto degli ufficiali giudiziari, per il compenso degli atti compiuti nella loro qualità;
il diritto dei commercianti per il prezzo delle merci vendute a chi non ne fa commercio;
il diritto dei farmacisti, per il prezzo dei medicinali.
Si prescrive in tre anni [10] il diritto:
Infine, si prescrive in sei mesi il diritto degli albergatori e degli osti per l’alloggio e il vitto che somministrano, e si prescrive nello stesso termine il diritto di tutti coloro che danno alloggio con o senza pensione [11].
[4] Art. 2947 cod. civ.
[6] Art. 2949 cod. civ.
[7] Art. 2950 cod. civ.
[8] Art. 2951 cod. civ.
[9] Art. 2952 cod. civ.
[10] Art. 2955 cod.civ.
[11] Art. 2956 cod. civ.
[12] Art. 2954 cod. civ.

References: Art. 2947
 Art. 2949
 Art. 2950
 Art. 2951
 Art. 2952
 Art. 2955
 Art. 2956
 Art. 2954