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Timestamp: 2017-06-28 20:55:57+00:00

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La sentenza della Corte Costituzionale sull’art. 19 Stat. Lav. – Studio Legale Associato
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Con sentenza n. 231 depositata il 23 luglio 2013, la Corte Costituzionale ha specificato le ragioni per cui ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 19, primo comma, lett. b) dello Statuto Lavoratori “nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale sia costituita anche nell’ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie di contratti collettivi applicati nell’unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti, quali rappresentanti dei lavoratori dell’azienda”, come già anticipato nel comunicato dato alla stampa dalla stessa Corte nell’imminenza della stessa udienza del 2 luglio 2013.
La Corte accoglie in pieno le considerazioni in diritto proposte dal Tribunale del lavoro di Modena (e fatte proprie anche dai Tribunali di Vercelli e di Torino), respingendo le avverse argomentazioni della FIAT e della stessa Avvocatura Generale dello Stato e prendendo atto delle numerose pronunce della stessa Corte sia precedenti che successive al referendum del 1995.
Con la sentenza della Consulta pluralismo e libertà sindacale trovano così una tutela piena “a valle”, al momento della decisione se sottoscrivere o meno un determinato contratto collettivo, decisione che non può essere in alcun modo condizionata dall’effetto automatico di estromissione dalla prerogative sindacali. La Corte infatti opportunamente puntualizza che la tutela, azionabile ai sensi dell’art. 28 dello Statuto, esiste anche “a monte” in quanto all’organizzazione sindacale, in ragione della sua acquisita rappresentatività, non può essere negato l’accesso al tavolo delle trattative.
La Corte conclude evidenziando come non rientri nei suoi poteri affrontare il più generale problema della mancata attuazione dell’art. 39 della Costituzione né individuare un criterio selettivo della rappresentanza sindacale, ai fini del riconoscimento della tutela privilegiata dello Statuto: peraltro, nell’indicare nel legislatore il soggetto competente a intervenire in tal senso, suggerisce, astrattamente, una molteplicità di soluzioni, la prima delle quali è la “valorizzazione dell’indice di rappresentatività costituito dal numero degli iscritti” che è proprio quello individuato – unitamente a quello della rappresentatività elettiva – dalla recente Intesa sottoscritta il 31 maggio 2013 dal CGIL, CISL, UIL e Confindustria attuativa dell’accordo interconfederale del 28 giugno 2013.
Comunicato collegio difensivo FIOM 23 7 2013
Abbiamo solo applicato la legge (Piccinini)
Le radici della democrazia nei luoghi di lavoro (Alleva)
Comunicato collegio difensivo FIOM del 3 luglio 2013
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Le ordinanze di remissione alla Corte Costituzionale:
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TribTorino-Ordinanza-rinvio-Corte-Cost-12-12-12
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