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Timestamp: 2020-06-01 16:44:04+00:00

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Diritti fondamentali. Grazie al M5S la provincia di Trento si conforma alla Dichiarazione dei diritti in Internet – Alex Marini
Posted on 13 maggio 2020 13 maggio 2020 di alexmarinim5s
Visto che una parte del testo del disegno di legge 55/XVI trattava proprio il tema della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, ho ritenuto opportuno aggiornare le finalità della legge provinciale che inquadra la materia proponendo un emendamento specifico per riconoscere in maniera esplicita la Dichiarazione dei diritti in Internet approvata il 28 luglio 2015 dalla Commissione per i diritti e i doveri in Internet.
Per far comprendere la profondità e il respiro civile della Dichiarazione basterà ricordare che la Commissione a composizione mista istituita nella XVII Legislatura della Camera dei Deputati ha potuto contare sul contributo di esponenti della società civile (video delle audizioni e resoconti) in aggiunta al contributo degli esponenti politici democraticamente eletti. Fra i diversi componenti della Commissione vorrei ricordare Stefano Rodotà, uno dei più noti (e credo di poter dire amati) giuristi degli ultimi decenni per essersi distinto per la tutela e la promozione dei diritti civili.
La proposta emendativa a mia firma (em. 14 art.14), dopo l’interessamento del presidente Fugatti e dopo un confronto con l’assessore incaricato di tenere i rapporti con il Consiglio Mattia Gottardi, ha trovato il parere favorevole della Giunta ed è quindi stata approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale nella sua formulazione originale.
Il riconoscimento della Dichiarazione dei diritti in Internet ha un valore simbolico notevole per il nostro ordinamento poiché d’ora in poi la vita pubblica locale potrà fare riferimento a dei principi che sono stati formalmente riconosciuti dalla legge provinciale sulla promozione della società dell’informazione (lp 6/2012).
Segue la formulazione integrale dell’emendamento approvato all’unanimità:
Modificazione della legge provinciale 27 luglio 2012, n. 16 (Disposizioni per la promozione della società dell’informazione e dell’amministrazione digitale e per la diffusione del software libero e dei formati di dati aperti)
Dopo l’articolo 1 della legge provinciale 27 luglio 2012, n. 16, è inserito il seguente:
La Provincia si conforma ai principi sanciti nella Dichiarazione dei diritti in Internet adottata dalla Commissione per i diritti e i doveri in internet della Camera dei Deputati il 28 luglio 2015.
Nell’articolo 2, comma 1, della legge provinciale 27 luglio 2012, n. 16, dopo le parole: “finalità individuate dall’articolo 1″ sono inserite le seguenti “e per l’attuazione dei principi indicati nella Dichiarazione dei diritti in internet di cui all’articolo 1bis“
Segue video-intervista a Stefano Rodotà del 18 ottobre 2015 e testo integrale della Dichiarazione dei diritti in Internet:
Commissione per i Diritti e i Doveri in Internet
Art. 1. (Riconoscimento e garanzia dei diritti).
Sono garantiti in Internet i diritti fondamentali di ogni persona riconosciuti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dalle costituzioni nazionali e dalle dichiarazioni internazionali in materia.
Art. 2. (Diritto di accesso).
L’accesso ad Internet è diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale.
Il diritto fondamentale di accesso a Internet deve essere assicurato nei suoi presupposti sostanziali e non solo come possibilità di collegamento alla Rete. 4. L’accesso comprende la libertà di scelta per quanto riguarda dispositivi, sistemi operativi e applicazioni anche distribuite.
Art. 3. (Diritto alla conoscenza e all’educazione in rete).
Art. 4. (Neutralità della rete).
Ogni persona ha il diritto che i dati trasmessi e ricevuti in Internet non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione al mittente, ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato, applicazioni o, in generale, legittime scelte delle persone.
Il diritto ad un accesso neutrale ad Internet nella sua interezza è condizione necessaria per l’effettività dei diritti fondamentali della persona.
Art. 5. (Tutela dei dati personali).
Tali dati sono quelli che consentono di risalire all’identità di una persona e comprendono anche i dati dei dispositivi e quanto da essi generato e le loro ulteriori acquisizioni e elaborazioni, come quelle legate alla produzione di profili.
Ogni persona ha diritto di accedere ai dati raccolti che la riguardano, di ottenerne la rettifica e la cancellazione per motivi legittimi.
I dati devono esser trattati rispettando i principi di necessità, finalità, pertinenza, proporzionalità e, in ogni caso, prevale il diritto di ogni persona all’autodeterminazione informativa.
I dati possono essere raccolti e trattati con il consenso effettivamente informato della persona interessata o in base a altro fondamento legittimo previsto dalla legge. Il consenso è in via di principio revocabile. Per il trattamento di dati sensibili la legge può prevedere che il consenso della persona interessata debba essere accompagnato da specifiche autorizzazioni.
Sono vietati l’accesso e il trattamento dei dati con finalità anche indirettamente discriminatorie.
Art. 6. (Diritto all’autodeterminazione informativa).
La raccolta e la conservazione dei dati devono essere limitate al tempo necessario, rispettando in ogni caso i principi di finalità e di proporzionalità e il diritto all’autodeterminazione della persona interessata.
Art. 7. (Diritto all’inviolabilità dei sistemi, dei dispositivi e domicili informatici).
I sistemi e i dispositivi informatici di ogni persona e la libertà e la segretezza delle sue informazioni e comunicazioni elettroniche sono inviolabili. Deroghe sono possibili nei soli casi e modi stabiliti dalla legge e con l’autorizzazione motivata dell’autorità giudiziaria.
Art. 9. (Diritto all’identità).
L’attribuzione e la gestione dell’Identità digitale da parte delle Istituzioni Pubbliche devono essere accompagnate da adeguate garanzie, in particolare in termini di sicurezza.
Art. 10. (Protezione dell’anonimato).
Limitazioni possono essere previste solo quando siano giustificate dall’esigenza di tutelare rilevanti interessi pubblici e risultino necessarie, proporzionate, fondate sulla legge e nel rispetto dei caratteri propri di una società democratica.
Nei casi di violazione della dignità e dei diritti fondamentali, nonché negli altri casi previsti dalla legge, l’autorità giudiziaria, con provvedimento motivato, può disporre l’identificazione dell’autore della comunicazione.
Art. 11. (Diritto all’oblio).
Ogni persona ha diritto di ottenere la cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei riferimenti ad informazioni che, per il loro contenuto o per il tempo trascorso dal momento della loro raccolta, non abbiano più rilevanza pubblica.
Se la richiesta di cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei dati è stata accolta, chiunque può impugnare la decisione davanti all’autorità giudiziaria per garantire l’interesse pubblico all’informazione.
Art. 12. (Diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme).
Le piattaforme che operano in Internet, qualora si presentino come servizi essenziali per la vita e l’attività delle persone, assicurano, anche nel rispetto del principio di concorrenza, condizioni per una adeguata interoperabilità, in presenza di parità di condizioni contrattuali, delle loro principali tecnologie, funzioni e dati verso altre piattaforme.
Art. 13. (Sicurezza in rete).
La sicurezza in Rete deve essere garantita come interesse pubblico, attraverso l’integrità delle infrastrutture e la loro tutela da attacchi, e come interesse delle singole persone.
Non sono ammesse limitazioni della libertà di manifestazione del pensiero. Deve essere garantita la tutela della dignità delle persone da abusi connessi a comportamenti quali l’incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza.
Art. 14. (Governo della rete).
Le regole riguardanti la Rete devono tenere conto dei diversi livelli territoriali (sovranazionale, nazionale, regionale), delle opportunità offerte da forme di autoregolamentazione conformi ai principi indicati, della necessità di salvaguardare la capacità di innovazione anche attraverso la concorrenza, della molteplicità di soggetti che operano in Rete, promuovendone il coinvolgimento in forme che garantiscano la partecipazione diffusa di tutti gli interessati. Le istituzioni pubbliche adottano strumenti adeguati per garantire questa forma di partecipazione.
L’accesso e il riutilizzo dei dati generati e detenuti dal settore pubblico debbono essere garantiti.
CategorieConsiglio provinciale, covid-19, Diritti, Infrastrutture, Partecipazione, Trasparenza Tagdiritti fondamentali, Diritto di accesso, Informazione, Internet, privacy, software libero
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References: art.14

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14