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Timestamp: 2014-10-20 22:49:21+00:00

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Comuni d'Italia :: Leggi argomento - poteri del medico fiscale e modalit� effettuazione visita
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sfortunata5d91
Inviato: Mer 14 Apr 2010 - 3:56 pm Oggetto: poteri del medico fiscale e modalit� effettuazione visita
Salve. Vorrei sapere come deve comportarsi il lavoratore in malattia se il medico fiscale riduce la prognosi del curante. So che pu� contestare e far annotare detta contestazione sul referto della visita domiciliare, ma la normativa non � chiara sul dopo. Il lavoratore che contesta deve comunque rientrare in anticipo nel giorno stabilito dal fiscale? Come fa se davvero non ne � in grado?Inoltre vorrei sapere quali sono di preciso i compiti del medico fiscale in visita. Pu� prendersi la libert� di dare giudizi sul presunto assenteismo della categoria lavorativa cui l'ammalato appartiene? Pu� sostenenere che il lavoratore non abbia "un viso sofferente", quindi stia fingendo? Pu� fisicamente impedire all'ammalato di chiamare telefonicamente il curante per cercare di dirimere la questione? Pu� andar via senza redigere alcun documento e minacciando di non "convalidare la visita", per poi presentare all'ASL un referto in cui scrive"annullo la malattia" sostenendo che l'ammalato si sia rifiutato di firmare? E' ci� che mi � capitato. Vorrei sapere come difendermi. Grazie.[/b]
Io, Pinkopalc12b
Inviato: Gio 15 Apr 2010 - 6:35 am Oggetto: Re: poteri del medico fiscale e modalit� effettuazione visit
sfortunata ha scritto:	Salve. Vorrei sapere come deve comportarsi il lavoratore in malattia se il medico fiscale riduce la prognosi del curante. So che pu� contestare e far annotare detta contestazione sul referto della visita domiciliare, ma la normativa non � chiara sul dopo. Il lavoratore che contesta deve comunque rientrare in anticipo nel giorno stabilito dal fiscale? Come fa se davvero non ne � in grado?Inoltre vorrei sapere quali sono di preciso i compiti del medico fiscale in visita. Pu� prendersi la libert� di dare giudizi sul presunto assenteismo della categoria lavorativa cui l'ammalato appartiene? Pu� sostenenere che il lavoratore non abbia "un viso sofferente", quindi stia fingendo? Pu� fisicamente impedire all'ammalato di chiamare telefonicamente il curante per cercare di dirimere la questione? Pu� andar via senza redigere alcun documento e minacciando di non "convalidare la visita", per poi presentare all'ASL un referto in cui scrive"annullo la malattia" sostenendo che l'ammalato si sia rifiutato di firmare? E' ci� che mi � capitato. Vorrei sapere come difendermi. Grazie.[/b]	Tanto per cominciare e a colpo sicuro lo denunci per diffamazione, denunci l'accaduto al tuo datore di lavoro e fai un chiaro ed esauriente esposto al datore di lavoro di Mr. Medico Fiscale. Nonostante il bell'esempio che ha dato il tanghero in capo, il Ministro della Funzione Pubblica, nessuno, e tantomeno un altro dipendente pubblico come il signor medico fiscale, pu� permettersi di calunniare impunemente una categoria di lavoratori, oltre che il singolo lavoratore. E' accaduto qualche tempo fa che una dipendente del nostro Ente sia stata pubblicamente calunniata da un controllore di autobus - lei era in regola col biglietto, per inciso - in quanto "fannullona pubblica". Ha denunciato tutto, ha ricevuto la solidariet� attiva dell'Ente e sono state prese severe misure contro il diffamatore.
Poi lo denunci perch� si � rifiutato di certificare la tua malattia, gi� certificata dal TUO medico curante, e per il suo comportamento al limite dell'aggressione fisica. Non sono un giuridico e non sono sicuro sulle fattispecie, ma direi che gli elementi di omissione, abuso e prevaricazione ci sono tutti.
Sulla questione di come comportarsi con la malattia, io mi atterrei di proposito al certificato del MIO medico curante e me ne fregherei bellamente di quell'altro. Poi vediamo che succede. Vediamo cosa sono disposti a fare i sindacati, o il tuo sindacato se sei iscritta, per tutelarti in un caso di flagrante ingiustizia ad personam come questo.
Inviato: Gio 15 Apr 2010 - 4:23 pm Oggetto: poteri del medico fiscale e modalit� effettuazione visita
Gentile Pinkopal, grazie per i consigli e, soprattutto, per la sincera e grintosa partecipazione che hai mostrato. Penso che se un simile fatto dovesse ripetersi, adir� sicuramente vie legali.
Inviato: Gio 15 Apr 2010 - 8:45 pm Oggetto: Re: poteri del medico fiscale e modalit� effettuazione visit
sfortunata ha scritto:	Gentile Pinkopal, grazie per i consigli e, soprattutto, per la sincera e grintosa partecipazione che hai mostrato. Penso che se un simile fatto dovesse ripetersi, adir� sicuramente vie legali.	Il medico di controllo deputato alla visita fiscale pu� modificare la prognosi certificata dal medico, ma deve darne adeguata e completa motivazione scritta.
Inviato: Gio 15 Apr 2010 - 9:21 pm Oggetto: poteri del medico fiscale e modalit� effettuazione visita
Gentile prof. Maurizio, se il medico fiscale modificasse la prognosi ed il lavoratore non fosse in grado di rientrare, cosa accadrebbe? Ho letto che si � obbligati a rientrare oppure a presentare un nuovo certificato con patologia diversa. Ma che senso avrebbe? Se ha letto il mio primo post, avr� capito che sono vittima di persecuzione da parte di un certo medico. Vorrei sapere come comportarmi in futuro, visto che tra l'altro a breve dovr� sottopormi ad un intervento ortopedico cui seguir� una lunga riabilitazione. Non vorrei incorrere in situazioni spiacevoli che mi renderebbero ancor pi� pesante la mia condizione. Le sarei molto grata se, rispondendo alle mie domande, potesse anche citare la normativa di riferimento, che in tal modo potrei consultare ed utilizzare in caso di controversia. Dimenticavo: il medico fiscale pu� obbligare il lavoratore a sottoporsi alla propria visita? Per la stessa patologia per cui sar� operata, sono gi� stata visitata dal medico in questione che, oltre a non usare delicatezza alcuna, ha anche affermato che "era inutile che mi facessi trovare dolorante"(!).Grazie anticipatamente.
Inviato: Ven 16 Apr 2010 - 6:43 am Oggetto: Re: poteri del medico fiscale e modalit� effettuazione visit
Prof. Maurizio ha scritto:	sfortunata ha scritto:	Gentile Pinkopal, grazie per i consigli e, soprattutto, per la sincera e grintosa partecipazione che hai mostrato. Penso che se un simile fatto dovesse ripetersi, adir� sicuramente vie legali.	Il medico di controllo deputato alla visita fiscale pu� modificare la prognosi certificata dal medico, ma deve darne adeguata e completa motivazione scritta.
Maurizio.	Discordanze tra medico curante e medico fiscale
Pu� verificarsi che il lavoratore venga trovato a casa al momento della visita di controllo, ma le prognosi del medico curante e del medico fiscale siano diverse. In questa ipotesi, il lavoratore pu� contestare la prognosi del medico fiscale e farlo annotare sul referto mentre l�Istituto di previdenza o l�Azienda sanitaria comunicano al datore di lavoro, entro 24 ore, il risultato dell�accertamento. Sar� il coordinatore sanitario della ASL o dell�INPS a risolvere definitivamente la controversia tra medico curante e medico fiscale e a darne comunicazione al lavoratore che dovr� riprendere il lavoro o presentare ricorso giudiziario.
L'accertamento del medico fiscale non prevale su quello del medico curante
mercoled� 23 aprile 2008 La Cassazione con una recente sentenza del 14 febbraio u.s. � tornata sul tema del contrasto fra prognosi del medico curante e prognosi redatta dal medico di controllo.
I giudici hanno stabilito che nel caso di contrasto tra il contenuto del certificato del medico curante e gli accertamenti compiuti dal medico di controllo, il giudice del merito deve procedere alla loro valutazione comparativa al fine di stabilire quale delle contrastanti motivazioni sia maggiormente attendibile, atteso che le norme che prevedono la possibilit� di controllo della malattia, nell'affidare la relativa indagine ad organi pubblici per garantirne l'imparzialit�, non hanno inteso attribuire agli atti di accertamento compiuti da tali organi una particolare ed insindacabile efficacia probatoria che escluda il generale potere di controllo del giudice. -----------------
Cassazione Civile - Sezione Lavoro, Sent. n. 3767 del 14/02/2008
Con sentenza in data 27/3/2003 il Giudice del Lavoro del Tribunale di Firenze condannava l'INPS a pagare ad B.A. la somma di Euro 490,43 a titolo di indennit� di malattia per i giorni dal 23 al 30 luglio 2001 non riconosciuti dall'istituto come continuazione della malattia iniziata il 28 giugno precedente, la quale alla visita domiciliare effettuata il 21 luglio era stata valutata dal medico fiscale come terminata quello stesso 21 luglio, con idoneit� alla ripresa del lavoro dal 22 luglio.
Proponeva appello l'INPS censurando la decisione del primo giudice per non avere tenuto conto della crasi tra la fine della malattia accertata dal medico pubblico e la nuova certificazione di asserita continuazione datata 23 luglio 2001. Al riguardo l'appellante deduceva che in sede di visita di controllo il lavoratore nulla aveva controdedotto alla valutazione del sanitario e contestava che avesse rilevanza la circostanza che il giorno 22 luglio era caduto di domenica.
Si costituiva l'appellato resistendo al gravame ed osservando che incombeva sull'istituto la dimostrazione che egli avrebbe - per le modalit� di organizzazione del lavoro - dovuto effettivamente lavorare nel giorno normalmente destinato al riposo.
La Corte d'Appello di Firenze, con sentenza depositata il 14/7/2005, in accoglimento dell'appello rigettava la domanda, compensando le spese del doppio grado.
In sintesi la Corte territoriale rilevava che, contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice, la circostanza che il 22 luglio fosse caduto di domenica non rivestiva rilievo giuridico decisivo, non attenendo la questione alla "esistenza o meno della conseguente obbligazione di B.A. di recarsi concretamente al lavoro", ed essendo, invece, rilevante "raffermata concreta abilit� del signor B. a riprendere (teoricamente) la sua attivit� di lavoro, ovvero l'accertata cessazione dello stato di malattia".
Per la cassazione della detta sentenza ha proposto ricorso il B., con un unico motivo.
L'INPS ha depositato procura in calce al ricorso notificato e non ha svolto attivit� difensiva.
Con l'unico motivo il ricorrente denunciando violazione dell'art. 2110 c.c., comma 1, art. 1362 c.c. e segg., art. 1324 c.c. e artt. 442, 445 c.p.c., nonch� vizio di motivazione,lamenta, in sostanza, che la Corte d'Appello non ha considerato che "in definitiva la visita di controllo effettuata nella giornata di sabato (alle ore 17,30), avendo anticipato la prognosi precedentemente fissata dal curante, ha impedito, di fatto, al lavoratore di munirsi di nuova certificazione prima del successivo luned�".
Peraltro la Corte di merito, secondo il ricorrente, "oltre a decurtare ingiustamente il trattamento economico di malattia in danno del lavoratore", a fronte dell'effettivo "contrasto tra la certificazione del medico fiscale e quella del medico curante", ha finito, "di fatto, per attribuire "insindacabile efficacia probatoria" all'atto di accertamento compiuto dal medico pubblico", omettendo qualsiasi accertamento diretto a verificarne l'attendibilit�.
Questa Corte ha pi� volte affermato il principio secondo cui "nel caso di contrasto tra il contenuto del certificato del medico curante e gli accertamenti compiuti dal medico di controllo, il giudice del merito deve procedere alla loro valutazione comparativa al fine di stabilire (con giudizio che � insindacabile in sede di legittimit� se adeguatamente motivato) quale delle contrastanti motivazioni sia maggiormente attendibile, atteso che le norme che prevedono la possibilit� di controllo della malattia, nell'affidare la relativa indagine ad organi pubblici per garantirne l'imparzialit�, non hanno inteso attribuire agli atti di accertamento compiuti da tali organi una particolare ed insindacabile efficacia probatoria che escluda il generale potere di controllo del giudice" (v. Cass. 4-4-1997 n. 2953, Cass. 11-5-2001 n. 6564).
Nella fattispecie la Corte d'Appello ha fondato la propria decisione non gi� su una "particolare, insindacabile efficacia probatoria" dell'esito della visita di controllo, bens� su un accertamento specifico di merito, direttamente effettuato sulle diverse risultanze emerse, adeguatamente motivato e insindacabile in questa sede.
In particolare, la Corte d'Appello, premesso che "quel che rileva ai fini della decisione � l'affermata concreta abilit� del signor B. a riprendere (teoricamente) la sua attivit� di lavoro, ovvero l'accertata cessazione dello stato di malattia", ha valutato attentamente le risultanze degli accertamenti del medico curante e del medico di controllo, nonch� le "peculiarit� della vicenda" (malattia denunciata dal B. come intervenuta durante il periodo di fruizione di ferie e definita come interruttiva di esse, prima certificazione del medico curante per assenza fino al 22/7, determinazione del medico di controllo del 21/7 con idoneit� alla ripresa del lavoro dal 22/7, nuova certificazione del medico curante del 23/7) e, considerato che lo stesso B. ha precisato che nella settimana dal 23 al 29 luglio "si � sottoposto all'ultimo ciclo di fisioterapie riabilitative", ha, in definitiva, ritenuto non dimostrata la "continuazione ininterrotta" della malattia.
Al riguardo la Corte ha rilevato che "l'idoneit� al lavoro dal 22 luglio permette di interpretare il precedente sabato 21 luglio come sicuro termine finale dell'assenza tutelata iniziata il 28 giugno", considerando altres� che, "carente il requisito della continuit�, il lavoratore avrebbe dovuto esperire nuova domanda per vedersi riconosciuto il diritto all'indennit� di malattia (tale, tuttavia si ricordi, da interrompere il decorso delle ferie: cosa altamente opinabile riguardo alla mera sottoposizione a cure fisioterapiche di non particolare impegno, trattandosi di fatto di una semplice distorsione alla caviglia)".
Tale accertamento di fatto, operato dai giudici del merito e sorretto da adeguata motivazione, � insindacabile in questa sede. il ricorso va, pertanto respinto.
Infine non deve provvedersi sulle spese, non avendo l'INPS svolto attivit� difensiva.
Cos� deciso in Roma, il 6 dicembre 2007.
Depositato in Cancelleria il 14 febbraio 2008
Inviato: Ven 16 Apr 2010 - 7:19 am Oggetto: Re: poteri del medico fiscale e modalit� effettuazione visit
sfortunata ha scritto:	Gentile Pinkopal, grazie per i consigli e, soprattutto, per la sincera e grintosa partecipazione che hai mostrato. Penso che se un simile fatto dovesse ripetersi, adir� sicuramente vie legali.	Prego. La partecipazione nasce dal mio odio per le prevaricazioni e il bullismo di chi fa la voce grossa coi pi� deboli mentre i pi� forti e i pi� furbi trovano sempre il modo di farla franca. Purtroppo ora stiamo vivendo in un periodo di parossismo di queste mascalzonate, anche grazie all'illuminata azione dei nostri amati capi e ministri.
Nei confronti di quello specifico medico fiscale, il cui atteggiamento nei tuoi confronti si pu� solo definire persecutorio, ritengo che una denuncia e il ricorso a tutte le tutele sindacali e legali a tua disposizione siano pi� che giustificate.
Quanto alla discordanza tra prognosi del curante e prognosi del fiscale, tu puoi contestare quest'ultima se la ritieni inaccettabile. (Subito dopo torni dal tuo medico curante e ti fai fare un altro certificato col quale prolunghi la malattia). La controversia tra medico curante e fiscale deve essere al pi� presto risolta dall'USL, la quale deve sottoporti ad ulteriore visita per dirimere la questione. Se non accetti il "verdetto" dell'USL fai ricorso giudiziario.
Il punto da chiarire � se dopo la contestazione e il ricorso giudiziario, e prima della decisione finale del giudice del merito, puoi attenerti al certificato del medico curante, o se invece prevale la prognosi del fiscale e quindi nel frattempo devi tornare al lavoro. Da quanto ho letto sembrerebbe che durante la contestazione non si sia tenuti a tornare al lavoro, e quindi ci si attenga alla prognosi del medico curante, ma per sicurezza su questo ti consiglierei di sentire un parere tecnico, magari dall'ufficio legale del tuo sindacato. Intanto riporto di seguito un commento tratto da un sito della CGIL:
Segnaliamo che la Corte di Cassazione con una recente sentenza del 14 febbraio u.s. (Cassazione civile - sezione lavoro, sentenza n. 3767 del 14/02/2008) � tornata sul tema del contrasto che si pu� determinare tra la prognosi fatta al lavoratore dal medico curante e la prognosi redatta dal medico di controllo nella visita fiscale.
I giudici hanno stabilito che in caso di contrasto tra il contenuto del certificato del medico curante e gli accertamenti compiuti dal medico di controllo, quest�ultimo non prevale su quello del medico curante.
Vi abbiamo voluto segnalare questa sentenza in quanto pi� volte ci � stato segnalato un contrasto tra gli accertamenti compiuti dal medico fiscale e il medico curante e le aziende intendono quasi sempre dare maggior credibilit� all�accertamento del medico fiscale. Questa sentenza chiarisce che non c�� nessuna prevalenza di credibilit� dell�uno sull�altro e questo determina sicuramente una maggior tutela del lavoratore stesso.
Inviato: Ven 16 Apr 2010 - 3:06 pm Oggetto: poteri del medico fiscale e modalit� effettuazione visita
Tante grazie, Pinkopal, anche per il tempo impiegato per effettuare la ricerca di norme e sentenze. Mi � stato tutto molto utile! Ti far� sapere come andranno le cose nella mia, purtroppo, prossima malattia. Saluti.

References: sentenza 
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 art. 1362
 art. 1324
 Cass. 
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