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Timestamp: 2018-12-16 22:24:34+00:00

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Legge di stabilità 2013 e ultime novità. Novità in materia di numerazione ed emissione delle fatture - PDF
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1 Circolare n. 1/2013 Legge di stabilità 2013 e ultime novità In sintesi: Novità in materia di numerazione ed emissione delle fatture Riaperti i termini per rivalutare terreni e partecipazioni societarie Dal 1 gennaio 2013 le fatture dovranno avere una numerazione univoca, pertanto si potrà alternativamente: proseguire con una numerazione progressiva per anno dove l univocità è garantita dalla data fattura (elemento obbligatorio); prevedere una numerazione unica che non riprenda ad ogni anno dal numero uno, ma prosegua progressivamente fino al termine dell attività commerciale. Inoltre dal 2013 è obbligatorio indicare in fattura: il numero di partita IVA del cliente nazionale; il numero di partita IVA attribuito da un altro Stato UE, nel caso in cui il cliente sia stabilito in un altro Stato membro della UE; il codice fiscale del cliente nazionale, se è un soggetto privato che non agisce nell esercizio d impresa, arte o professione. La legge di stabilità riapre per il 2013 la possibilità di rivalutare terreni e partecipazioni societarie. La rivalutazione riguarda nello specifico le partecipazioni societarie non quotate, qualificate o meno, e i terreni agricoli, edificabili e lottizzati, posseduti alla data del 1 gennaio Si perfeziona con l'asseverazione di una perizia di stima del valore del bene al 1 gennaio 2013 redatta da professionisti abilitati e con il versamento di un'imposta sostitutiva pari al 4% per i terreni e le partecipazioni qualificate e al 2% per quelle non qualificate. La scadenza per l'asseverazione della perizia è fissata al 30 giugno
2 Aumento aliquota IVA dal 21% al 22% Ulteriore riduzione della deducibilità fiscale dei veicoli a motore INARCASSA Contributo integrativo Tutela contro i ritardi nei pagamenti delle transazioni commerciali Nuove regole IVA Operazioni con soggetti non residenti Dal 1 luglio 2013 l'aliquota IVA ordinaria salirà dal 21% al 22% mentre resterà invariata quella del 10%. Questo incremento, comunque, potrà essere evitato se entro il 30 giugno 2013 saranno varati provvedimenti per la riduzione della spesa. Lo Studio fornirà ulteriori aggiornamenti in merito. Dal 2013 la deducibilità dei veicoli a motore utilizzati dalle imprese e dai professionisti, non per un uso esclusivo, è stata ridotta dal 40% al 27,5% (Circolare di studio n.1/2012). La Legge di stabilità 2013 è intervenuta riducendo ulteriormente detta deducibilità dal 27,5% al 20%. Dal 1 gennaio 2013 gli architetti e gli ingegneri iscritti all Inarcassa dovranno addebitare il contributo integrativo anche sulle fattura emesse nei confronti di altri Architetti e Ingegneri. Gli iscritti nella dichiarazione annuale alla Cassa però potranno dedurre dal contributo integrativo dovuto il contributo corrisposto ad altri Architetti e Ingegneri. Sulle transazioni commerciali cessione di beni e prestazioni di servizi - concluse dal 1 gennaio 2013 sono state introdotte nuove disposizioni per contrastare i ritardi nei pagamenti. In particolare per tali transazioni, dal giorno dopo la scadenza di pagamento, si potranno applicare automaticamente gl interessi moratori decorsi 30 giorni dal ricevimento della fattura o delle merci o dall accettazione (termine raddoppiato per rapporti con alcuni soggetti pubblici), senza alcuna comunicazione preventiva al cliente. Pertanto, il termine naturale di pagamento delle transazioni commerciali diventa, dal 2013, 30 giorni, salvo patto contrario espresso, provato per iscritto. Dal 2013 rientrano nel volume d affari IVA del soggetto residente in Italia anche i corrispettivi per operazioni nei confronti di soggetti passivi residenti nell Unione Europea e Extra-UE, considerati precedentemente fuori dal campo di applicazione IVA (dal 2013 tali operazioni saranno considerate rispettivamente operazioni soggette a inversione contabile e non soggette ). Cambiano anche gli obblighi e le modalità di fatturazione di dette operazioni. Approfondimenti: 2
3 1. Novità in materia di numerazione ed emissione delle fatture In base all articolo 21, comma 2, lettera b), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 come modificato dall articolo 1, comma 325, lettera d), della legge 24 dicembre 2012, n. 228 c.d. Legge di stabilità 2013 per le operazioni effettuate a partire dal 1 gennaio 2013, la fattura deve contenere un numero progressivo che la identifichi in modo univoco. Pertanto, nella nuova formulazione l articolo 21 del D.P.R. 633/72 non prevede più la numerazione in ordine progressivo per anno solare. La modifica normativa in questione si è resa necessaria al fine di recepire nell ordinamento nazionale la nuova disciplina comunitaria in materia di fatturazione recata dalla direttiva 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006, come modificata dalla direttiva 2010/45/UE del Consiglio del 13 luglio Tanto premesso, l Agenzia delle Entrate con Risoluzione 1/E, ha precisato che è compatibile con l identificazione univoca prevista dalla formulazione attuale della norma qualsiasi tipologia di numerazione progressiva che garantisca l identificazione univoca della fattura, se del caso, anche mediante riferimento alla data della fattura stessa. Conseguentemente, a decorrere dal 1 gennaio 2013, può essere adottata una numerazione progressiva che, partendo dal numero 1, prosegua ininterrottamente per tutti gli anni solari di attività del contribuente, fino alla cessazione dell attività stessa. Questa tipologia di numerazione progressiva è, di per sé, idonea ad identificare in modo univoco la fattura, in considerazione della irripetibilità del numero di volta in volta attribuito al documento fiscale. Peraltro, chiarisce l Agenzia, qualora risulti più agevole, il contribuente può continuare ad adottare il sistema di numerazione progressiva per anno solare, in quanto l identificazione univoca della fattura è, anche in tal caso, comunque garantita dalla contestuale presenza nel documento della data che, in base alla lettera a) del citato articolo 21, costituisce un elemento obbligatorio della fattura. Esempio: fermo restando l obbligo di indicare in fattura la data, sono ammissibili le seguenti modalità di numerazione progressiva all interno di ciascun anno solare: Fatt. n. 1, Fatt. n Fatt. n. 1/2013 (oppure n. 2013/1), Fatt. n. 2/2013 (oppure n. 2013/2)... Inoltre la nuova normativa prevede che in fattura si debba obbligatoriamente indicare: il numero di partita IVA del cliente nazionale (che in precedenza veniva generalmente indicato solo ai fini commerciali, pur non essendovi un obbligo di legge); il numero di partita IVA attribuito da un altro Stato UE, nel caso in cui il cliente sia stabilito in un altro Stato membro della UE; il codice fiscale del cliente nazionale, se non agisce nell esercizio d impresa, arte o professione. Infine è stata estesa la possibilità di emettere un unica fattura per le operazioni effettuate nello stesso mese solare nei confronti di un medesimo soggetto per le prestazioni di servizi. La fattura differita, recante il dettaglio delle operazioni poste in essere, deve essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo all effettuazione delle operazioni. 2. Novità sull addebito del contributo integrativo INARCASSA Dal 2013 nei rapporti di collaborazione e su tutti i corrispettivi, quindi anche su quelli fatturati ad altri ingegneri, architetti, associazioni professionali e società di professionisti e di ingegneria, si dovrà applicare il 4% del contributo integrativo Inarcassa. Nella dichiarazione annuale Inarcassa presentata dai suddetti soggetti il debito relativo al contributo integrativo addebitato ai propri clienti potrà essere ridotto del contributo integrativo Inarcassa 3
4 corrisposto ad altri architetti, ingegneri, associazioni professionali e società di professionisti e di ingegneria. 3. Contrasto e tutela contro i ritardi nei pagamenti delle transazioni commerciali Con il DLgs n. 231 è stata recepita la direttiva comunitaria n. 2000/35/CE che persegue, in particolare, gli obiettivi di: contrastare i ritardi nei pagamenti delle transazioni commerciali e delle prestazioni professionali; garantire l applicazione di norme uniformi sia alle operazioni interne che a quelle transfrontaliere. Con il DLgs n. 192 sono state apportate numerose modifiche ed integrazioni al suddetto DLgs n. 231, al fine di recepire la nuova direttiva comunitaria n. 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi nei pagamenti. 3.1 Ambito di applicazione della nuova disciplina Le disposizioni in esame contro i ritardi nei pagamenti si applicano ad ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale. A tali fini la norma chiarisce che: per transazioni commerciali si intendono i contratti, comunque denominati, tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, che comportano, in via esclusiva o preva-lente, la consegna di merci o la prestazione di servizi contro il pagamento di un prezzo; per imprenditore, si intende ogni soggetto esercente un attività economica organizzata o una libera professione; per pubblica amministrazione si intendono le amministrazioni di cui all art. 3 co. 25 del DLgs n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture) e ogni altro soggetto, allorquando svolga attività per la quale è tenuto al rispetto della disciplina di cui al suddetto DLgs. 163/2006. La nuova disciplina si applica quindi ai contratti aventi ad oggetto la consegna di merci o la prestazione di servizi, contro il pagamento di un corrispettivo o di un compenso, che intercorrono: tra imprese; ovvero tra professionisti; ovvero tra professionisti e imprese; ovvero tra imprese o professionisti e pubbliche amministrazioni. Fattispecie escluse Le disposizioni in esame non trovano invece applicazione per: i contratti stipulati con i consumatori, intesi come le persone fisiche che agiscono per scopi estranei all attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta (c.d. privati ); i debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore, comprese le proce-dure finalizzate alla ristrutturazione del debito; i pagamenti effettuati a titolo di risarcimento del danno, compresi i pagamenti effettuati a tale titolo da un assicuratore. 3.2 Decorrenza della nuova disciplina Le nuove disposizioni in materia di ritardi nei pagamenti delle transazioni commerciali, come modificate e integrate dal DLgs. 192/2012, si applicano a decorrere dalle transazioni commerciali concluse dal 1 gennaio
5 3.3 Termini di pagamento e decorrenza degli interessi moratori Dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento, sull importo dovuto decorrono i previsti interessi moratori, salvo che il debitore dimostri che il ritardo nel pagamento del prezzo è stato determinato dall impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. A tali fini, per importo dovuto si intende la somma che avrebbe dovuto essere pagata entro il termine contrattuale o legale di pagamento, comprese le imposte, i dazi, le tasse o gli oneri applicabili indicati nella fattura o nella richiesta equivalente di pagamento. Gli interessi moratori decorrono automaticamente, senza che sia necessario uno specifico atto del creditore che costituisca in mora il debitore. In linea generale, ai fini della decorrenza degli interessi moratori si applicano i seguenti termini: 30 giorni dalla data di ricevimento da parte del debitore della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente; non hanno effetto sulla decorrenza del termine le richieste di integrazione o modifica formali della fattura o di altra richiesta equivalente di pagamento; ovvero 30 giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla data di prestazione dei servizi, quando non è certa la data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento; ovvero 30 giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla prestazione dei servizi, quando la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento è anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi; ovvero 30 giorni dalla data dell accettazione o della verifica eventualmente previste dalla legge o dal contratto ai fini dell accertamento della conformità della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali (es. collaudo), qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento anteriormente o contestualmente a tale data. I suddetti termini di 30 giorni sono raddoppiati, diventando quindi di 60 giorni: per le imprese pubbliche che sono tenute al rispetto dei requisiti di trasparenza di cui al DLgs n. 333; per gli enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria e che siano stati debitamente riconosciuti a tale fine. Nelle transazioni commerciali tra imprese e/o tra professionisti, le parti possono pattuire un termine per il pagamento superiore rispetto a quello sopra indicato. Comunque i termini derogati dalle parti e superiori a 60 giorni: devono essere pattuiti espressamente; la clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto; non possono comunque essere gravemente iniqui per il creditore. Nelle transazioni commerciali in cui il debitore è una pubblica amministrazione, le parti possono pattuire un termine per il pagamento superiore a quello sopra indicato, ma comunque non superiore a 60 giorni: in modo espresso; la clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto; quando ciò sia giustificato dalla natura o dall oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione. Quando è prevista una procedura diretta ad accertare la conformità della merce o dei servizi al contratto, essa non può avere una durata superiore a 30 giorni dalla data della consegna della merce o della prestazione del servizio: salvo che sia diversamente ed espressamente concordato dalle parti e previsto nella docu-mentazione di gara; l accordo deve essere provato per iscritto; purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore. 5
6 3.4 Misura degli interessi moratori Gli interessi legali di mora previsti dalla disciplina in esame sono pari: al tasso di riferimento della Banca centrale europea (BCE), reso noto ogni sei mesi dal Ministero dell Economia e delle Finanze mediante pubblicazione di un apposito comunicato sulla Gazzetta Ufficiale; tale tasso di riferimento: per il primo semestre dell anno cui si riferisce il ritardo, è quello in vigore il 1 gennaio di quell anno; per il secondo semestre dell anno cui si riferisce il ritardo, è quello in vigore il 1 luglio di quell anno; maggiorato di 8 punti percentuali, per le transazioni commerciali concluse a decorrere dall (per le transazioni commerciali concluse entro il , la maggiorazione è di 7 punti percentuali). Esempio Poiché il tasso BCE per il periodo dall al è pari all 1%, gli interessi moratori in esame, per il secondo semestre 2012, sono pari all 8% (1% + 7%). Nelle transazioni commerciali tra imprese e/o tra professionisti, è consentito alle parti di concordare un tasso di interesse diverso, purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore. 3.5 Risarcimento delle spese di recupero del credito e dei maggiori danni In caso di ritardo nel pagamento delle somme dovute, il creditore ha diritto anche al rimborso dei costi sostenuti per il recupero delle somme non tempestivamente corrisposte. Al creditore spetta, senza che sia necessaria la costituzione in mora, un importo forfettario di 40,00 euro a titolo di risarcimento del danno. È fatta salva la prova del maggior danno, che può comprendere i costi di assistenza per il recupero del credito. 3.6 Nullità di clausole Sono nulle, quando risultano gravemente inique in danno del creditore, le clausole relative: al termine di pagamento, al saggio degli interessi moratori, al risarcimento per i costi di recupero, a qualunque titolo previste o introdotte nel contratto. Le clausole imposte dalla legge sono di diritto inserite nel contratto, anche in sostituzione delle clausole difformi apposte dalle parti (art c.c.). Ai fini in esame, la clausola che esclude l applicazione di interessi di mora: si considera gravemente iniqua; senza possibilità di prova contraria. Pertanto qualora prevista dalle parti è da considerarsi comunque nulla e sostituita dalla nuova normativa introdotta. 3.7 Cessioni di prodotti agricoli e/o alimentari In relazione ai contratti di cessione di prodotti agricoli (prodotti del suolo, dell allevamento e della pesca) e/o alimentari, stipulati dal e la cui consegna avviene nel territorio italiano, si applica invece la speciale disciplina contenuta: nell art. 62 del DL n. 1 convertito nella L n. 27; nel relativo regolamento attuativo, approvato con il DM n. 199 (pubblicato sulla G.U n. 274). 6
7 In estrema sintesi, tale disciplina stabilisce, salve le previste esclusioni: l obbligo della forma scritta del contratto; un contenuto minimo obbligatorio del contratto; termini inderogabili di pagamento, allo scadere dei quali decorrono i previsti interessi di mora; il divieto di pratiche commerciali sleali; pesanti sanzioni amministrative pecuniarie per la violazione delle relative disposizioni. Il termine legale entro il quale devono essere effettuati i pagamenti per le cessioni di prodotti agricoli e alimentari è fissato inderogabilmente in: 30 giorni, per i prodotti deteriorabili; 60 giorni, per tutti gli altri prodotti. In entrambi i casi, il termine decorre dall ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura. Qualora vengano effettuate cessioni di prodotti soggetti a differenti termini di pagamento (cioè prodotti deteriorabili e prodotti non deteriorabili ), il cedente deve emettere fatture separate per le diverse tipologie di prodotti. 4. Nuove regole IVA e di fatturazione 2013 Al fine di recepire il contenuto della direttiva 2010/45/UE, la L n. 228 (legge di stabilità 2013) introduce numerose novità in materia di fatturazione, applicabili alle operazioni effettuate a partire dal 1 gennaio Operazioni nei confronti di soggetti passivi UE Per le operazioni non rilevanti territorialmente in Italia, l obbligo di fatturazione (finora limitato alle prestazioni di servizi generiche, ad esempio le consulenze) è esteso alla generalità delle operazioni. Per tutte le prestazioni di servizi (ad eccezione delle operazioni esenti di cui all art. 10 co. 1 numeri 1), 2), 3), 4) e 9) del DPR 633/72) e le cessioni di beni effettuate nei confronti di soggetti passivi debitori d imposta in altro Stato UE, il cedente o prestatore di servizi nazionale emette fattura, con l annotazione inversione contabile. Ad esempio, la prestazione di un servizio di consulenza (prestazione c.d. generica art.7-ter D.P.R. 633/72) resa a una società stabilita in un altro Stato UE dovrà essere fatturata con la dicitura inversione contabile. 4.2 Operazioni extra-ue Per tutte le operazioni che si considerano effettuate al di fuori della UE, il cedente o prestatore di servizi nazionale emette fattura, con l annotazione operazione non soggetta. 4.3 Volume d affari dal 2013 Sia le operazioni di cui al punto 4.1 che 4.2, anche se non rilevanti territorialmente, dal 2013 concorrono alla formazione del volume d affari annuo del cedente o prestatore di servizi. 4.4 Annotazioni La fattura emessa per le seguenti operazioni deve contenere una specifica annotazione: per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di soggetti passivi debitori d imposta in altro Stato UE, il cedente o prestatore di servizi nazionale emette fattura con la dicitura inversione contabile (tale obbligo è esteso a tutte le operazioni in cui si applica l inversione contabile = reverse charge quindi ad esempio anche nell edilizia per i contratti di sub-appalto); per le cessioni di beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale deve essere riportata la dicitura operazione non soggetta ; 7
8 4.5 Termini per l emissione della fattura Entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell operazione deve essere emessa: la fattura relativa alle cessioni intracomunitarie non imponibili; la fattura relativa alle prestazioni di servizi generiche rese a soggetti passivi non stabiliti in Italia; l autofattura relativa alle prestazioni di servizi generiche ricevute da un soggetto passivo stabilito al di fuori della UE. Per gli acquisti intracomunitari, il cessionario, in caso di mancato ricevimento della relativa fattura entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell operazione, deve emettere l autofattura entro il giorno 15 del terzo mese successivo a quello di effettuazione dell operazione stessa, al di là della data di pagamento, così come richiamato dalla normativa precedente. 8

References: articolo 21
 articolo 1
 articolo 21
 articolo 21
 art. 3
 art. 62
 art. 10
 art.7