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Timestamp: 2020-02-27 11:31:30+00:00

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Nuova l’interpellanza parlamentare urgente di LOMBARDI (M5S) – FederAgenti
Nuova l’interpellanza parlamentare urgente di LOMBARDI (M5S)
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La Redazione - 16 Luglio 2014
Chiesti il commissariamento dell'ente e l'applicazione della normativa utilizzata per le dismissioni degli enti pubblici.
Riportiamo integralmente l’atto parlamentare presentato ieri 15 luglio 2014, seduta n. 264 (cofirmatari Cozzolino, Toninelli, Dadone, Dieni, Fraccaro, Nuti, D’Ambrosio).
“I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell’economia e delle finanze, per sapere – premesso che:
con il decreto legislativo n. 509 del 1994 gli enti previdenziali sono stati trasformati in associazioni o in fondazioni con deliberazione dei competenti organi, a condizione che non usufruissero più di finanziamenti o altri ausili pubblici di carattere finanziario (articolo 1 del decreto legislativo n. 509 del 1994);
pur continuando a sussistere come enti senza scopo di lucro assumevano personalità giuridica di diritto privato, rimanendo così titolari di tutti i rapporti attivi e passivi dei corrispondenti enti previdenziali e dei rispettivi patrimoni (si veda l’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 509 del 1994);
le associazioni o le fondazioni hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo nei limiti fissati dalle disposizioni del presente decreto in relazione alla natura pubblica dell’attività svolta (articolo 2.1 del decreto legislativo n. 509 del 1994);
infatti, la sentenza del Consiglio di Stato, sezione VI, n. 6014 del 2012, ha chiarito una volta per tutte che la trasformazione operata dal decreto legislativo n. 509 del 1994 ha lasciato, quindi, immutato il carattere pubblicistico dell’attività istituzionale di previdenza e assistenza svolta dagli enti in esame, che conservano una funzione strettamente correlata all’interesse pubblico, costituendo la privatizzazione un’innovazione di carattere essenzialmente organizzativo;
a seguito dell’interpellanza urgente n. 2-00062, presentata dalla firmataria del presente atto e discussa nella seduta n. 22 del 23 maggio 2013, alla quale ci si riporta integralmente, ha risposto in rappresentanza del Governo il Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Carlo Dell’Aringa;
la risposta fornita a suo tempo non ha soddisfatto l’interpellante e, per tali motivi, era stata presentata nella seduta n. 31 dell’11 giugno 2013 la mozione ex articolo 138 comma 2 n. 1-00092, con l’intento di impegnare il Governo ad intervenire sulle problematiche relative alla dismissione del patrimonio immobiliare, sospendere gli sfratti, verificare la legittimità della persona che ricopre il ruolo di Presidenti dell’Enasarco rispetto ai requisiti richiesti e intervenire sulla gestione finanziari;
l’interpellante, sollecitata dagli inquilini e dagli iscritti alle casse, ha inviato una missiva all’ex Ministro Giovannini, in data 14 ottobre 2013, ricevendo in pari data la seguente risposta: «Ferma restando l’autodeterminazione delle Casse nella selezione delle scelte di realizzo del fine di interesse pubblico, indubbiamente rientra nelle attribuzioni delle Amministrazioni vigilanti verificare il conseguimento del risultato ottenuto nonché la piena legittimità delle procedure intraprese, improntate a criteri di trasparenza e professionalità degli operatori (…). L’attività di vigilanza sopra richiamata non ha lasciato emergere, fino ad oggi, elementi che possano indurre a ravvisare, da parte delle Casse, la propensione ad una sistematica supervalutazione del patrimonio immobiliare, né di conseguenza può sostenersi che tale ipotizzata anomalia abbia determinato un’alterazione delle poste di bilancio, formalmente certificato da società di revisione, nonché verificato dagli organi di controllo interni agli enti e infine sottoposto al vaglio di questo Ministero e del covigilante Ministero dell’economia e delle finanze (…). Quanto (…) al caso Enasarco e alle operazioni mobiliari intraprese dall’ente, rappresenta che questa Amministrazione ha da tempo posto sotto osservazione la gestione degli investimenti e le obbligazioni strutturate, coinvolgendo la Covip nell’attività di verifica e indagine ispettiva. Il referto della Commissione che ha valutato le attività finanziarie dal novembre 2006 al 2012, ha messo in evidenza alcuni profili degni di ulteriore approfondimento, senza tuttavia rilevare alcuna chiara fattispecie di illecito tali da configurare possibili responsabilità amministrative o addirittura penali (…). Le illustrate verifiche sono oggi valutabili alla luce dei generali criteri di sana e trasparente gestione, improntata a scelte prudenziali, in ragione del fine pubblico perseguito dagli enti gestori della previdenza obbligatoria»;
il 18 settembre 2013 è stata discussa la mozione ex articolo 138 comma 2 n. 1-00092 concludendosi con la votazione del 9 dicembre 2013 il cui esito è stato quello di respingere l’atto;
l’interpellante, nuovamente sollecitata dagli inquilini e da un loro sindacato di categoria ASIA USB, oltre che dagli iscritti alle casse e da un loro sindacato di categoria FederAgenti, ha inviato ulteriormente una missiva in data 3 dicembre 2013, sollecitando la risposta alla gravose perplessità nei propri atti parlamentari: all’ex Ministro del lavoro e delle politiche sociali Enrico Giovannini, all’ex Ministro dell’economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni e al sottosegretario rapporti con il Parlamento e coordinamento attività del Governo Maria Teresa Amici, soprattutto in considerazioni della gestione finanziaria dell’Enasarco con particolare riferimento agli «investimenti alternativi» sui quali vi sono molti punti oscuri;
il 30 gennaio 2014, vi è stata l’audizione in Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, del Presidente e del direttore generale della fondazione Enasarco, Brunetto Boco e Carlo Bravi, ai quali il senatore del Movimento 5 Stelle Sergio Puglia ha esposto una serie di quesiti legati agli investimenti finanziari della Fondazione che ancora oggi attendono risposta;
preme evidenziare che la stessa fondazione in tale sede, per dimostrare la correttezza del proprio operato ha affermato che: «Infine, preme precisare che la trasparenza della gestione finanziaria della Fondazione è assicurata dalla presenza coordinata di norme e procedure di investimenti e di controllo, sia interne sia a cura delle autorità vigilanti. Per i controlli esterni, la vigilanza è assicurata dalle norme in essere attraverso un meccanismo articolato e stringente di vigilanza, così composti:
vigilanza Ministero del lavoro;
vigilanza del Ministero dell’economia;
vigilanza della Covip;
vigilanza della Corte dei conti;
revisione contabile e certificazione del bilancio a cura di società indipendenti;
presenza nel Consiglio di amministrazione del rappresentante del Ministero del lavoro;
presenza nel Collegio dei sindaci del rappresentante del Ministro del lavoro, con funzioni di presidente;
presenza nel Collegio dei sindaci del rappresentante del Ministro dell’economia;
il 4 marzo 2014 l’odierna interpellante presentava nella seduta n. 182 anche un’interrogazione a risposta scritta n. 4-03804, rivolta al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze, sull’operato della Covip come previsto dal decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 con cui è stato attribuito alla Commissione anche compiti di controllo sugli investimenti finanziari e sul patrimonio delle Casse professionali private e privatizzate;
nulla è stato chiarito da nessuno degli organi di vigilanza o soggetti preposti al controllo degli enti previdenziali privatizzati anzi, vi è un rimpallo finalizzato a generare confusione nonostante i fatti di cronaca sugli investimenti scellerati realizzati da alcune Casse professionali privatizzate, che invero, dovrebbero garantire la pensione ai propri iscritti e che al contrario determinano perdite ingenti a danno dei contribuenti;
all’interno del Ministero del lavoro e delle politiche sociali la vigilanza tecnico-finanziaria sulle attività correnti e sulla gestione patrimoniale degli enti previdenziali è affidata alla direzione generale per le politiche previdenziali e assicurative il cui direttore generale è il dottor Edoardo Gambacciani, quest’ultimo soggetto di un nuovo atto di sindacato ispettivo (vedi interrogazione a risposta scritta 4-04184 del 25 marzo 2014), da parte degli interpellanti, che ad oggi non ha risposta, a dispetto dei semplici quesiti posti: 1) se esista un rapporto di parentela tra il dottor Edoardo Gambacciani e l’avvocato Marco Gambacciani, collaboratore con la cattedra del professor Proia legale di Enasarco; 2) qualora sia assodata l’esistenza di un rapporto di parentela, sulla base di quali criteri oggettivi e soggettivi sia stato scelto il dottor Edoardo Gambacciani a dirigere l’ufficio; 3) se sia stato valutato il «potenziale conflitto d’interessi» tra l’avvocato Marco Gambacciani e il dottor Edoardo Gambacciani, tenuto conto del ruolo da quest’ultimo svolto presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
nell’inerzia dei ministeri vigilanti, nel mese di aprile 2014 il Consiglio di Stato su un ricorso d’urgenza presentato da un inquilino il 15 gennaio 2014 è intervenuto con una ordinanza (n. 103 del 2014) dichiarando di fatto illegittima la procedura di conferimento del patrimonio immobiliare della cassa nazionale previdenza ragionieri; infatti, il Consiglio di Stato ha statuito che il patrimonio immobiliari della cassa nazionale di previdenza dei ragionieri è pubblico, indipendentemente dallo schema giuridico adottato per il conferimento ad un altro soggetto incaricato della dismissione degli immobili e deve essere riconosciuto all’inquilino la prelazione nonostante il conferimento al fondo immobiliare;
l’interpellante con la sua solita solerzia, nella seduta n. 209 del 10 aprile 2014 ha presentato un’altra interrogazione a risposta scritta n. 4-04464 al Ministero del lavoro e delle e politiche sociali per chiedere alla luce della nuova normativa e giurisprudenza circa la qualificazione giuridica degli enti un intervento normativo immediato per far rispettare agli enti previdenziali la legge nelle loro dismissioni così come delineata dal Consiglio di Stato nell’ordinanza n. 8826/2014 onde evitare ripercussioni sulle pensioni degli iscritti della cassa;
nello stesso mese, sul blog beppegrillo.it veniva pubblicato una notizia: «Il Gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera ha ricevuto da mittente anonimo una copia del verbale integrale della discussa seduta del Cda Enasarco del 7 febbraio 2013. Se queste pagine fossero autentiche, e chiediamo in tal senso lumi anche ai vertici della Fondazione, la denuncia lanciata quel giorno dall’ex vicepresidente dell’ente Andrea Pozzi sarebbe pesantissima e andrebbe ad avvalorare la tesi che sosteniamo da mesi, ovvero che il progetto FEROCE di dismissioni del patrimonio immobiliare dell’ente serva per coprire i buchi nel bilancio creati da investimenti finanziari disastrosi, sempre con i soldi dei contributi pensionistici. Pozzi, infatti, spiega che nel Cda del 20 dicembre 2012 era stata deliberata «l’approvazione e la ratifica dell’operato del presidente della Fondazione sugli investimenti» e relativa successiva ristrutturazione (perché in perdita) in alcuni fondi (denominati Athena) tramite veicolo residente alle Mauritius (paradiso fiscale in black list della Banca d’Italia): 70 milioni di euro. Peccato che in quel Cda di dicembre, secondo Pozzi, non fosse stato approvato «alcun punto all’ordine del giorno recante questo argomento». «A questi 70 milioni si sommano quelle effettuate da Anthracite, per un totale di 185,8 milioni ora svalutati a 155,5 milioni», dice Pozzi nel verbale. Pozzi poi ribadisce che questi investimenti in finanza opaca hanno «abbondanti criticità» e che «non è mai stata data alcuna informativa al Consiglio di amministrazione fino alla seduta del 20 dicembre 2012». Perché il Cda è stato tenuto all’oscuro di operazioni finanziarie così rischiose e importanti? Chi ha deciso quegli investimenti? Con quali scopi? La reputazione della Fondazione è a rischio, si legge ancora nel verbale, perché «gli investimenti in Athena sono destinati tramite un complicato meccanismo di veicolo finanziario e senza alcun controllo» da parte della Fondazione «nel finanziamento della Time&Life di Raffaele Mincione, un finanziere con sede a Londra» (che ha puntato tra l’altro su Monte Paschi Siena) «con una perdita di 17,6 milioni su 40 investiti». Di tutto questo, secondo Pozzi, il Cda Enasarco non ha saputo nulla per oltre un anno. Così come non è stato informato del fatto che all’inizio del 2012 la Fondazione «aveva ricevuto due finanziamenti dal Fondo The Four Elements Pcc Athena Special Situation per evidenti ragioni di cassa». «Sono riportate le gravissime dichiarazioni del direttore generale che, in tutta serenità, afferma: «…Enasarco ha effettuato la manutenzione sugli immobili solamente a rottura, ossia in presenza di una situazione di evidente necessità, comportando una situazione di degrado o fatiscenza di molti stabili (…) questi lavori interessano tutti gli immobili oggetto delle dismissioni…». Ma la cosa più grave riguarda il riferimento alla sostituzione dei divisori dei balconi in eternit di alcuni immobili a Roma; gli inquilini di questi stabili sapevano di aver «coabitato» con l’eternit? Da parecchio tempo il M5S segue da vicino la vicenda Enasarco e si batte con forza per la trasparenza e la sostenibilità degli investimenti delle casse previdenziali»;
il 3 aprile 2014 vi è stata una nuova audizione in Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, del Presidente e del Direttore generale della Fondazione Enasarco, Brunetto Boco e Carlo Bravi per discutere le risposte inviate all’ufficio di Presidenza della commissione, in tale occasione il presidente della fondazione ha dichiarato che l’ente non può procedere a pagare al pagamento delle pensioni dei silenti (iscritti alla cassa che hanno versato in passato da 5 ai 15 anni di contributi);
il 9 maggio 2014 si leggeva da articoli di giornali in vicende connesse a CNPR e INPGI – che la magistratura procedeva con l’arresto di noti finanzieri italiani Ruggero, Aldo, Giorgio e Luca Magnoni, oltre che di Gianluca Selvi, presidente della cooperativa Confidi-Prof e «dominus» occulto della Hps, Andrea Toschi e Alberto Ciaperoni, rispettivamente ex direttore generale e amministratore delegato di Sopaf capital management, società di gestione del gruppo; «Per la Procura di Milano i Magnoni, vicini a personaggi di spicco della finanza, l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel e il finanziere renziano Vincenzo Manes, hanno utilizzato Sopaf come un bancomat prelevando indebitamente almeno un centinaio di milioni. Senza contare il frutto illecito delle operazioni finanziarie perpetrate a danno della Cassa dei ragionieri (Cnpr), dell’istituto nazionale previdenza giornalisti (Inpgi) e della Cassa dei medici, Enpam. Diversi i meccanismi attraverso i quali i Magnoni avrebbero operato per appropriarsi del denaro e sui cui i magistrati stanno ancora acquisendo materiale attraverso le perquisizioni effettuate dalle fiamme gialle negli uffici di Paolo Saltarelli, presidente della Cassa di previdenza dei ragionieri, e di Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi»;
inoltre, il 10 maggio 2014, si leggeva su una testata giornalistiche online che: «A metà novembre, Covip ha consegnato al Ministero del lavoro una corposa relazione di oltre 300 pagine sui conti 2012 delle Cosse previdenziali… Dal documento dell’authority di previdenza, presieduta da Rino Tarelli, emerge che i funzionari Covip avevano segnalato le proprie “perplessità” ai ministeri vigilanti del lavoro è dell’economia in merito al metodo di contabilizzazione in bilancio del BTP Stripped messo a garanzia degli investimenti da 780 milioni di euro realizzati da Enasarco nell’ex veicolo finanziario Anthracite». «Della commissione parlamentare si è già detto. Covip, in ambito Casse, ha solo potere di ispezione e raccolta informazioni. La vigilanza è di competenza dei Ministeri del lavoro e dell’economia. Il Ministero del lavoro, in particolare, ha una divisione ad hoc specializzata sulla previdenza: abbiamo chiesto al direttore generale di questa area, Edoardo Gambacciani, se la contabilizzazione del BTP Stripped, viste le perplessità Covip, sia stata effettuata in modo corretto ma fino ad ora non abbiamo ricevuto risposta»;
l’interpellante, tramite la commissione enti gestori ha avuto copia della relazione che la Covip ha inviato ai Ministeri competenti, con allegata solo una parte dei documenti in essa richiamati;
tale documento, anziché fugare i dubbi, in una parte copia pedissequamente quanto riportato nel bilancio e nei documenti della fondazione Enasarco, fomentando le perplessità con un testo che non dice e assolutamente non fornisce alcuna risposta ai quesiti sollevati dall’interpellante ma si limita a sostenere che vi sono «delle perplessità»;
in data 12 luglio 2014 il TAR con la sentenza n. 07428/14 reg. prov. coll. riconosce:
a) gli immobili di Cassa nazionale previdenza e assistenza ragionieri e periti commerciali nonostante il conferimento, non sono di proprietà del Fondo, visto che lo stesso è privo di personalità giuridica, né di Bnp Paribas che si limita a gestire il Fondo, quindi, tali immobili sono ancora di proprietà della Cassa nazionale previdenza e assistenza ragionieri e periti commerciali;
b) la Cassa nazionale previdenza e assistenza ragionieri e periti commerciali, sebbene sia privatizzata con il decreto legislativo n. 509 del 1994, è sottoposta al controllo dei Ministeri vigilanti, al controllo della Corte dei conti, ha una funzione previdenziale, usufruisce della contribuzione obbligatoria dei propri iscritti, quindi; trattasi di un soggetto di natura sostanzialmente pubblica vedi Cons. di Stato VI n. 6014 del 2012;
c) sempre il TAR dice che essendo Cassa nazionale previdenza e assistenza ragionieri e periti commerciali un soggetto pubblico di conseguenza la dismissione del suo patrimonio è pubblica, ragion per cui non si applica il comma 38 articolo 1 della legge n. 243 del 2001 norma che invece era stata utilizzata dalle Casse per sottrarsi alla dismissione secondo la normativa per gli enti pubblici;
d) i prezzi degli immobili degli enti previdenziali ex privatizzati si calcolano secondo l’articolo 3 del decreto-legge n. 351 del 2001, convertito con modificazioni dalla legge n. 410 del 2001, quindi, si riconosce il diritto di prelazione ed il prezzo è quello corrente di mercato secondo il reale valore di mercato diminuito del 30 per cento e se si raggiunge 80 per cento delle vendite si può usufruire di un ulteriore sconto fino al 15 per cento. Questo calcolo di applica anche se il patrimonio è stato conferito a Fondi immobiliari;
e) infine dice il TAR nella sentenza che chi vuole contestare il prezzo (che è un diritto soggettivo) deve rivolgersi al giudice civile per ottenere giustizia;
è evidente che i princìpi contenuti in tale sentenza si possono applicare a tutte le casse privatizzate con il decreto legislativo n. 509 del 1994:
Cassa nazionale previdenza e assistenza ingegneri e architetti liberi professionisti (Inarcassa);
Cassa italiana di previdenza e assistenza geometri (CIPAG);
Cassa di previdenza tra dottori commercialisti (CNPADC);
Cassa nazionale previdenza e assistenza ragionieri e periti commerciali (CNPR);
Ente nazionale di previdenza e assistenza dei farmacisti – ENPAF;
Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei veterinari – ENPAV;
Ente nazionale di previdenza e assistenza per i consulenti del lavoro – ENPACL;
Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati in agricoltura – ENPAIA;
Ente nazionale previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri – ENPAM;
Ente nazionale di assistenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio Fondazione ENASARCO;
Fondo agenti spedizionieri e corrieri – FASC;
Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani G. Amendola – INPGI;
Opera nazionale per l’assistenza agli orfani dei sanitari italiani – ONAOSI –:
se i Ministri interpellati non ritengano opportuno:
a) intervenire immediatamente al fine di assumere le iniziative normative sollecitate anche dalla giurisprudenza, per le dismissioni degli enti previdenziali di cui al decreto legislativo n. 509 del 1994, così da applicare la norma prevista ed utilizzata per le dismissioni degli enti pubblici;
b) stabilire anche mediante iniziative normative che la legge di dismissione del patrimonio pubblico trovi applicazione anche alle dismissioni attuate attraverso fondi immobiliari SGR di qualsiasi tipo che hanno avuto il conferimento del loro patrimonio da enti previdenziali di cui al decreto menzionato;
c) istituire una commissione di inchiesta governativa che valuti le omesse vigilanze e le relative responsabilità dei soggetti preposti al controllo della gestione del patrimonio immobiliare e non, degli enti previdenziali privatizzati;
d) intervenire in ordine alla truffa, che vede coinvolte tre casse di previdenza, quella dei ragionieri (CNPR) quella dei medici (ENPAM) e quella dei giornalisti (INPGI) per un danno di 79 milioni di euro, che hanno subìto perquisizioni e/o sequestri avvenuti presso gli uffici dei presidenti di CNPR e INPGI, oltre a quelle relative al direttore generale di ENPAIA, per non dire di tutte quelle notizie che hanno riguardato i vertici di ENASARCO, così da disporre il commissariamento di tali enti per tutelare le future pensioni degli iscritti così come previsto dalle norme in casi simili;
e) valutare la possibilità di assumere iniziative normative per far confluire tutti gli enti privatizzati di cui al decreto legislativo n. 509 del 1994 con i relativi patrimoni immobiliari, anche se conferiti a fondi immobiliari SGR di qualsiasi tipo, nell’INPS, così come avvenuto per altri enti in modo da poter meglio tutelare sia i patrimoni immobiliari che gli iscritti beneficiari dei trattamenti pensionistici. ».

References: sentenza 
 articolo 138
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 articolo 1
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