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Timestamp: 2020-05-28 16:41:32+00:00

Document:
(Esame dell'articolo 21 - A.C. 2480-A/R)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 21 e delle proposte emendative ad esso presentate (Vedi l'allegato A - A.C. 2480-A/R sezione 13).
MICHELE POMPEO META, Relatore. Signor Presidente, la Commissione invita il presentatore al ritiro dell'emendamento Buontempo 21.50.
La Commissione accetta gli emendamenti del Governo 21.300 e 21.301.
PRESIDENTE. Chiedo al presentatore se acceda all'invito al ritiro dell'emendamento Buontempo 21.50, formulato dal relatore.
TEODORO BUONTEMPO. Solo i «paracarri» non si confrontano e, anche se necessario, non cambiano opinione. Così non funziona! Non è che se un emendamento è della maggioranza, anche a prescindere dal contenuto, si esprime parere favorevole, mentre sugli emendamenti dell'opposizione, a prescindere da ciò che propongono, i «paracarri» si irrigidiscono. Non può andare così!
È assurdo che si debba pagare l'ISTAT affinché svolga una ricerca, perché questo è il suo compito! Se ogni ente che chiede all'ISTAT di svolgere delle statistiche le deve finanziare a parte, allora ricorriamo a società esterne, non all'ISTAT che appartiene allo Stato italiano e che è finanziato per svolgere le statistiche! Quindi, per quanto mi riguarda non si dovrebbero erogare all'ISTAT finanziamenti specifici per questa ricerca.
PRESIDENTE. Deputato Buontempo, la invito a concludere, ha già terminato il tempo a sua disposizione.
TEODORO BUONTEMPO. Mi dispiace, signor Presidente. Con questo emendamento, chiedo che un terzo della sommaPag. 44prevista non sia destinato all'ISTAT, ma ai controlli, considerato che il provvedimento in esame non prevede nemmeno un euro per i controlli. Vi invito, inoltre, a considerare - ed ho concluso - che non si tratterebbe di una spesa in più, perché è una maggiore entrata derivante dalle contravvenzioni. Pertanto, una parte di tali maggiori entrate le si potrebbero destinare a finanziare i controlli.
PRESIDENTE. Prendo atto che il deputato Buontempo non accede all'invito al ritiro del suo emendamento 21.50.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Buontempo 21.50, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 21.300 del Governo, accettato dalla Commissione.
Votanti 241
Astenuti 156
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 21.301 del Governo, accettato dalla Commissione.
Votanti 243
Maggioranza 122
Astenuti 169
Invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sugli articoli aggiuntivi presentati all'articolo 21.
MICHELE POMPEO META, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Gibelli 21.04.
La Commissione invita i presentatori al ritiro degli articoli aggiuntivi Pedrini 21.015, Baldelli 21.032, Gianfranco Conte 21.08, Pedrini 21.034 e Buontempo 21.030.
La Commissione, inoltre, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Baldelli 21.031, a condizione che venga soppresso il primo comma.
PRESIDENTE. Vorrebbe indicare la disposizione sulla quale esprime parere favorevole?
MICHELE POMPEO META, Relatore. All'articolo 126-bis, comma 5, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, le parole: «due punti» sono sostituite dalle seguenti: «quattro punti».
PRESIDENTE. Sta bene, deputato Meta.
ALESSANDRO BIANCHI, Ministro dei trasporti. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore. Desidero sottolineare che la ragione del parere contrario o dell'invito al ritiro di questi articoli aggiuntivi è legata al fatto che c'è un parere contrario della V Commissione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Gibelli 21.04, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Passiamo all'articolo aggiuntivo Pedrini 21.015.
EGIDIO ENRICO PEDRINI. Signor Presidente, propongo di accantonare l'esame di questo articolo aggiuntivo, come è avvenuto per le proposte emendative accantonate in precedenza, a motivo dell'analogo riferimento normativo.
MICHELE POMPEO META, Relatore. Esprimo orientamento contrario all'accantonamento di questo articolo aggiuntivo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pedrini 21.015, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Prendo atto che i deputati Delfino e Volontè hanno segnalato che non essere riusciti a votare.
Passiamo all'articolo aggiuntivo Baldelli 21.032.
SIMONE BALDELLI. No, signor Presidente non accedo all'invito al ritiro e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
SIMONE BALDELLI. L'articolo aggiuntivo in esame riprende un testo di legge sottoscritto da circa ottanta deputati, tra cui anche colleghi del centrosinistra:Pag. 46Mauro Betta, Giuseppe Lumia, Katia Bellillo, Sergio D'Elia, Bruno Mellano, l'onorevole Pedrini.
Questa proposta emendativa serve per destinare al fondo di garanzia per le vittime della strada i proventi derivanti dalle multe fatte con apparecchi di rilevazione automatica per gli eccessi di velocità. Esso ha la funzione di garantire coloro che in questo momento non possono esserlo, perché investiti da autoveicoli senza copertura assicurativa. Il fondo, sostanzialmente, deve essere «riempito», è necessario finanziarlo.
Inoltre, si sottrarrebbero molti amministratori locali alla tentazione di destinare questi proventi per rimpinguare le casse, utilizzando gli autovelox come una sorta di tassazione indiretta, o peggio ancora di pedaggio che limita il turismo e la viabilità, "succhiando" denaro dalle tasche dei cittadini e degli automobilisti per scopi di natura diversa. Questa pratica viene utilizzata, spesso, da parte di amministrazioni che fanno conto su dette entrate anziché risparmiare o avere una gestione più funzionale e virtuosa della cosa pubblica.
PRESIDENTE. Deputato Baldelli, la prego di concludere.
SIMONE BALDELLI. Concludo, Presidente. Faccio appello ai colleghi che hanno sottoscritto questa proposta affinché si facciano sentire le loro ragioni in questo momento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Uggè. Ne ha facoltà, per un minuto.
PAOLO UGGÈ. Signor Presidente, anch'io voglio sostenere la ragionevolezza dell'articolo aggiuntivo Baldelli 21.032, dimostrata dal fatto che parlamentari di diversi gruppi hanno sottoscritto i principi in esso contenuti. Destinare quanto riscosso dall'irrogazione delle ricordate sanzioni, attraverso la rilevazione automatica della velocità dagli organi della polizia stradale, ad un fondo specifico costituisce un incentivo affinché il Ministero dei trasporti disponga, attraverso propri atti, la destinazione delle cifre raccolte con queste sanzioni al fine di creare migliori condizioni, una maggiore cultura della vita, una maggiore cultura della sicurezza.
Pertanto, questa proposta emendativa va nella logica di non sottrarre risorse a nessuno, ma di incrementare quelle destinate a sviluppare il principio della sicurezza. Per queste ragioni, ritengo che sia un articolo aggiuntivo da valutare positivamente.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo con poche, ma sentite parole a sostegno dell'articolo aggiuntivo Baldelli 21.032. Di fronte, infatti, alle molte, ma aleatorie finalità e destinazioni di risorse - Dio solo sa dove vanno a finire! - il collega Baldelli prevede, con il suo articolo aggiuntivo, che si rimpingui il Fondo di garanzia per le vittime della strada. Si tratta di un fondo che, molto spesso, nega le prestazioni alle vittime della strada ed ai loro parenti poiché non vi sono fondi sufficienti, e quindi garantisce solo un risarcimento assai parziale; o prevede delle franchigie altissime o esclude alcuni tipi di danno, deludendo le aspettative di tante persone che, pur avendo pienamente ragione riguardo alla responsabilità dei sinistri, non hanno chi possa pagare o è rimasto sconosciuto l'autore dei reati avvenuti sulla strada.
Si tratta, quindi, di una finalità altamente sociale che garantisce certezza di finalità a tali risorse. Credo che maggioranza e opposizione dovrebbero trovarsi unanimi nell'approvare questo costruttivo, serio e sociale articolo aggiuntivo.
EGIDIO ENRICO PEDRINI. Signor Presidente, intervengo a sostegno dell'articolo aggiuntivo Baldelli 21.032, chiedendo di aggiungere la mia firma, anche perché tale proposta emendativa è riduttiva già di per sé.
Tale proposta emendativa, infatti, destina alcune somme di denaro al fondo di garanzia per le vittime della strada, anche se la legge a cui si riferisce l'onorevole Baldelli è molto più cogente nel prevedere il rispetto di una certa indicazione, vale a dire che il 50 per cento di tutte le sanzioni amministrative venga iscritto in un apposito capitolo di bilancio destinato alla sicurezza della strada. Quindi, non solo appoggio l'articolo aggiuntivo, ma chiedo di sottoscriverlo.
LUCIO BARANI. Signor Presidente, non sono d'accordo con tale articolo aggiuntivo e credo di parlare anche a nome degli oltre 8 mila sindaci presenti in Italia (Commenti dei deputati del gruppo L'Ulivo).
Continuare a sostenere, infatti, che la polizia municipale e i comuni non possano utilizzare certi proventi, quando sappiamo che il comune rappresenta il fulcro dello Stato sociale e che utilizza questi soldi - considerato che i trasferimenti dallo Stato centrale sono sempre più difficili da ottenere - per l'ammodernamento delle strade, delle scuole o per la loro sicurezza, per rinnovare il parco pulmini e il parco mense, per non aumentare l'ICI o la nettezza urbana, credo sia solo demagogia (Commenti). .. Sì, conflitto di interessi! Il fatto di utilizzare gli organi e i proventi della polizia stradale per una finalità importante, come le vittime della strada, mi può trovare d'accordo, perché è lo Stato che interviene. L'idea di colpire, però, il piccolo comune che raccoglie qualche migliaia di euro attraverso la prevenzione che esercita sulle strade e che utilizza per lo sviluppo sociale ed assistenziale credo non sia condivisibile ed io, ovviamente, non la condivido.
Esprimerò, dunque, voto contrario su tale proposta emendativa.
MARIO TASSONE. Signor Presidente, intervengo per sottoscrivere tale articolo aggiuntivo.
Come vengano utilizzate le risorse delle sanzioni amministrative rappresenta una vecchia questione. Considero il Fondo per le vittime della strada un giusto percorso, più volte invocato ed evocato. Ma non vi è dubbio che vi sono altre valutazioni: quanti drammi ho visto, quanti ragazzi inabili permanenti che non hanno possibilità e risorse! Ci sono vere tragedie.
Il fondo, ovviamente, può soccorrere rispetto ad una situazione insostenibile. Avrei auspicato che qualche collega avesse proposto di destinare tali risorse con la precisa garanzia di perseguire un certo obiettivo. Vi è ancora, invece, un patrocinio a mio avviso inopportuno rispetto a fondi e risorse rastrellati attraverso risorse amministrative, destinati ad altri lidi e soprattutto ad altri scopi, che non hanno nulla a che fare con la sicurezza stradale e, tanto meno, con le vittime della strada.
ROBERTO SALERNO. Signor Presidente, ringrazio il collega Baldelli per la sensibilità e chiedo di sottoscrivere l'articolo aggiuntivo in esame, ricordando che la maggior parte delle sanzioni di cui parla l'articolo 21 riguarda gli eccessi di velocità, e quindi attiene al rischio ed alla potenziale rischiosità di incidenti e di vittime.
Il collega che mi ha preceduto ha parlato di sanzioni sottratte all'economia dei comuni: bisogna ricordare che quasi tutte le sanzioni di competenza del comune riguardano i divieti di sosta e i divieti di svolta. Si tratta, quindi, di sanzioni che non attengono alla materia e alla realtà che oggi stiamo discutendo, e cioè al rischio di incidenti. Credo che le sanzioni per la velocità siano meritevolmente da accreditarsi ad un Fondo per le vittime della strada.
MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, anch'io sottoscrivo l'articolo aggiuntivo Baldelli 21.032 e preannunzio l'espressione del voto favorevole. Vi è, in effetti, nella proposta emendativa in esame, un aspetto della filosofia di cui è stato investito il Ministro durante il confronto relativo al provvedimento. Il tema delle sanzioni amministrative per eccesso di velocità è sicuramente correlato alla giusta sanzione per chi viola quei limiti: siamo purtroppo costretti a registrare in molte occasioni - come è stato denunciato in Assemblea - un utilizzo spesso distorto, da parte delle amministrazioni comunali, dei misuratori elettronici ed automatici di velocità.
Ritengo, quindi, che il collega Baldelli abbia posto una questione molto importante, cercando di eliminare il collegamento diretto tra la sanzione amministrativa e l'utilizzo della pena pecuniaria come fonte di finanziamento per interventi di carattere amministrativo delle amministrazioni comunali. Credo che questo sia il principio e lo spirito della questione: sulla scorta di tali argomentazioni, sosterrò l'emendamento all'esame dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Velo. Ne ha facoltà.
SILVIA VELO. Signor Presidente, condivido il parere contrario del relatore sull'articolo aggiuntivo Baldelli 21.032.
Innanzitutto, per evitare una discussione teorica, vale la pena ricordare che, oltre al parere contrario del relatore, vi è il parere negativo della Commissione bilancio. A questo dato ineludibile affianco alcune riflessioni.
Durante la discussione del disegno di legge - ho avuto già modo di dirlo -, si sono evidenziati spesso atteggiamenti altalenanti rispetto alla necessità di incrementare i controlli, affiancati ad un certo fastidio nei confronti degli stessi, a seconda del soggetto che ne risulta titolare. In particolare, mi sembra che emerga un sentimento diffuso per cui i controlli, se effettuati dalla polizia municipale, si considerano meno autorevoli e meno ragionevoli di quelli effettuati da altri organi di polizia. Questo non mi sembra un atteggiamento serio, così come non mi sembra serio chiedere ai comuni di farsi carico dei costi del servizio di polizia municipale e della gestione dell'acquisto dei meccanismi automatici di controllo degli eccessi di velocità, per poi chiedere agli stessi - o ad altri organi - di destinare a diversi soggetti le risorse derivanti da tali controlli.
Il tema dell'utilizzo di queste risorse è serio, ma credo sia necessario affrontarlo in maniera altrettanto seria.
Vi è già un articolo nel provvedimento in esame - l'articolo 21, che abbiamo appena votato - che definisce con chiarezza la destinazione dei maggiori oneri derivanti dal presente disegno di legge, da destinarsi innanzitutto ad interventi sulla sicurezza stradale, intesi in senso più ampio.
Vi è già una legge che prevede che il 50 per cento delle entrate derivanti dalle sanzioni per le violazioni del codice della strada venga destinato alla manutenzione delle strade, alla messa in sicurezza e a quant'altro.
Credo che il nostro compito sia quello - magari anche attraverso un ordine del giorno - di impegnare il Governo a rendere più stringente l'applicazione delle norme di legge già esistenti (che molti comuni rispettano e che molti invece probabilmente non rispettano), mentre mi pare improponibile l'atteggiamento discriminatorio che sento emergere anche nel presente articolo aggiuntivo.
SILVANO MOFFA. Signor Presidente, mi riallaccio all'ultimo intervento della collega Velo, perché è proprio per le motivazioni che lei adduceva - e che poi ritroveremo in qualche maniera in unPag. 49ordine del giorno che, alla fine, sarà posto in discussione e condiviso praticamente da tutti i gruppi - che credo che questo articolo aggiuntivo abbia una sua ragione d'essere e, per così dire, i presupposti per essere accolto.
Credo sia importante, proprio per la mancanza di adeguati controlli circa la qualità e l'indirizzo della spesa in alcuni settori, operata dalle pubbliche amministrazioni, e in particolare dai comuni, finalizzare alcuni interventi, perché è esattamente questo che introduce un elemento di chiarezza rispetto al modo di operare delle amministrazioni locali: infatti, i comuni hanno anche altre possibilità di intervenire per drenare risorse finalizzate ad un certo utilizzo (attraverso tasse di scopo, per esempio) e tra l'altro si annuncia anche una riforma del codice delle autonomie che lascia molto più spazio alla capacità impositiva dei comuni.
Ma in questo caso si tratta di introdurre un principio sacrosanto - previsto nella normativa - che obbliga sostanzialmente ad utilizzare almeno una parte dei proventi delle contravvenzioni...
SILVANO MOFFA. ...per interventi nel campo della sicurezza. In questo caso, si individua un settore particolare, sul quale i colleghi già si sono espressi...
SILVANO MOFFA. ...e che ha una sua natura particolare che pone soltanto un elemento di chiarezza e non costituisce un elemento di limitazione per i comuni.
GASPARE GIUDICE. Signor Presidente, vorrei riferirmi a questa serie di proposte emendative presentate all'articolo 21 - rispetto alle quali il relatore ha formulato un invito al ritiro - ed alle dichiarazioni del Ministro, secondo il quale la contrarietà rispetto a tali articoli aggiuntivi deriva dal parere negativo della Commissione bilancio.
Vorrei ricordare al Ministro ed all'Assemblea che la contrarietà mostrata dalla Commissione bilancio in relazione agli articoli aggiuntivi in esame nasce da un preciso parere espresso dal Governo in Commissione che ha ritenuto che gli articoli aggiuntivi creassero problemi di carattere finanziario.
Pertanto, si tratta di una decisione che la Commissione ha assunto in funzione della posizione espressa dal Governo e certamente non dalla Commissione stessa.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Baldelli 21.032, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Gianfranco Conte 21.08.
PAOLO UGGÈ. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo di dover sottoscrivere l'articolo aggiuntivo in esame che mi pare si collochi a metà tra le preoccupazioni degli amministratori locali per la perdita degli introiti dovuti alla riscossione delle sanzioni comminate e la necessità di potenziare un Fondo istituito presso il Ministero dei trasporti e non delle infraPag. 50strutture, come è erroneamente scritto nel testo dell'articolo aggiuntivo, che dovrebbe essere cambiato.
Con tale articolo aggiuntivo si evidenzia, anzi si prevede la possibilità di una ripartizione, destinando il 70 per cento delle risorse al Fondo, mentre il trenta per cento delle risorse rimanenti sarebbe destinato ai comuni ed agli enti proprietari delle strade; si andrebbe, quindi, incontro alle preoccupazioni degli amministratori locali.
Tale aspetto è da tenere in considerazione oltretutto alla luce di quello che ha appena reso noto il collega Giudice e cioè che la Commissione bilancio ha espresso parere contrario solo ed esclusivamente perché il Governo ha espresso un parere negativo; indubbiamente, se l'Assemblea avesse saputo che il parere della Commissione bilancio non derivava da preoccupazioni relative alle proprie competenze, avrebbe riflettuto di più.
PAOLO UGGÈ. Per tali motivazioni chiedo che si esprima un voto favorevole su tale articolo aggiuntivo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Gianfranco Conte 21.08, non accettato dalla Commissione né dal Governo, e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Passiamo all'articolo aggiuntivo Pedrini 21.034.
EGIDIO ENRICO PEDRINI. Signor Presidente, non accedo all'invito al ritiro e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
EGIDIO ENRICO PEDRINI. Signor Presidente, l'articolo 208, comma 4, del nuovo codice della strada (decreto legislativo del 30 aprile 1992, n. 285) prevede che parte dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie spettanti agli enti locali vengano destinati al miglioramento della circolazione sulle strade nonché al potenziamento e al miglioramento della segnaletica stradale.
Gli articoli 392 e 393 del regolamento di attuazione (decreto del Presidente della Repubblica del 16 dicembre del 1992, n. 495) stabiliscono inoltre che gli enti locali sono tenuti ad iscrivere nel proprio bilancio comunale un apposito capitolo delle entrate e delle uscite dei proventi ad essi spettanti e che per le somme introitate e per le spese effettuate gli stessi enti siano tenuti a fornire al Ministro dei trasporti - Ministro, mi sto rivolgendo a lei - il rendiconto finale, comunicando, attraverso l'invio di una copia della delibera, le determinazioni assunte annualmente dalle rispettive giunte relativamente alle quote da destinarsi alle finalità previste dall'articolo 208 del codice della strada.
Da quanto dichiarato dai suoi uffici, signor Ministro, dai funzionari della direzione generale della motorizzazione civile del Ministero dei trasporti, solo una manciata di comuni rispettano le disposizioni sopra richiamate del codice della strada e del suo regolamento di attuazione, mentre i restanti comuni, province e regioni non fanno pervenire alcun tipo di comunicazione, disattendendo largamente una legge dello Stato.
La legge stabilisce che il 50 per cento delle sanzioni amministrative vengaPag. 51iscritto in un apposito bilancio. Vorrei sapere innanzitutto come fanno i revisori dei conti ad esprimere parere favorevole nei confronti di quei comuni che non iscrivono le sanzioni amministrative con una finalità di destinazione.
In secondo luogo, vorrei ricordare che, al di là della demagogia che ho ascoltato in alcuni interventi, il 10 per cento di questo 50 per cento deve essere destinato ad interventi in favore dei disabili. Rispetto ad una situazione che riguarda la sicurezza, sono in grado di fornire ampia documentazione su province ed enti locali che iscrivono le entrate nelle spese generali e non le destinano al miglioramento della sicurezza stradale.
Vorrei manifestare un dato alla Commissione bilancio: ogni anno le vittime degli incidenti stradali incidono sul bilancio dello Stato, per quanto riguarda il Servizio sanitario nazionale, per 35 milioni di euro, cioè 70 mila miliardi delle vecchie lire.
Quindi, «cara Commissione bilancio», semmai qui c'è un altro problema: si tratta non della mancanza di individuazione della copertura della spesa, ma piuttosto di un risparmio sui costi del Servizio sanitario nazionale, oltre naturalmente al bisogno sociale di non vedere i nostri giovani, coinvolti in incidenti stradali, finire sulla sedia a rotelle.
Inoltre, da un recente studio si rileva che in Italia soltanto il 3,1 per cento della segnaletica stradale è conforme alle norme europee, mentre il 45,8 per cento dei segnali presenta elementi di irregolarità. Allora, nel periodo dal 2001 al 2010 dobbiamo ridurre del 50 per cento gli incidenti stradali, in un contesto simile, nel quale vengono previsti autovelox e sanzioni amministrative per inserire le relative somme nelle risorse di parte corrente. Per tale motivo, onorevole Conte, ho votato a favore sulla proposta emendativa precedente, in quanto ritengo che le somme ricavate dalle sanzioni amministrative non possano essere inserite nei bilanci comunali per coprire le spese correnti.
Allora, il problema non è di fare cassa con le sanzioni amministrative ma di rispettare la legge e di riportare tali entrate alla destinazione propria della spesa, quella della sicurezza stradale. Ogni anno abbiamo ben 60 mila vittime della strada: secondo qualcuno, gli incidenti mortali sono 8 mila, secondo altri si tratta di 12 mila, secondo le stime più conservative ammontano a 5 mila e 400; è sufficiente dividere 5400 per 365 giorni e risulta chiaro che non si può approvare un disegno di legge il cui cardine principale sia l'aspetto punitivo, anziché quello della prevenzione, ed occorre invece fare in modo che i comuni che al momento non rispettano la legge la applichino. L'articolo aggiuntivo in esame mira, come altri, solamente ad impegnare il Governo a far rispettare la legge dello Stato.
CESARE CAMPA. Signor Presidente, intervengo per sottoscrivere l'articolo aggiuntivo presentato dal collega Pedrini, e credo che faccia onore all'onorevole Pedrini ricordare una disposizione di legge già cogente.
In teoria, non si riesce a capire per quale motivo sia il Governo sia il relatore siano contrari a tale articolo aggiuntivo, che ricorda in modo puntuale un dispositivo di legge: la norma prevede che una parte di tali somme deve essere destinata a finalità precise, ovverosia al mondo dell'handicap e alla sicurezza stradale; gli enti che non ottengono tale risultato violano la legge.
Chiedere al collega Petrini di ritirare l'articolo aggiuntivo in esame perché non si può assolutamente apprezzare un provvedimento di legge già vigente e cogente nel nostro ordinamento mi sembra un fatto molto strano. Quindi il collega Pedrini ha ragione a mantenerlo e penso che dovremmo votarlo; e non sarebbe nemmeno necessario ricordarlo se ciascuno facesse la propria parte...
CESARE CAMPA. In tale contesto, purtroppo - concludo, Presidente - molte amministrazioni non fanno la loro parte, allora noi dobbiamo essere vigili e ricordare quanto affermato con molta saggezza dal collega Pedrini...
CESARE CAMPA. Quindi, invito a votare a favore dell'articolo aggiuntivo in esame.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Pedrini 21.034, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Prendo atto che il deputato Gerardo Bianco ha segnalato di aver erroneamente votato a favore mentre avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Passiamo all'articolo aggiuntivo Buontempo 21.030.
Chiedo al presentatore se accede all'invito al ritiro formulato dal relatore.
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, non accedo all'invito al ritiro, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, con l'articolo aggiuntivo in esame, si chiede, in via provvisoria, per tre anni, lo storno di circa 500 mila dei 4,5 milioni euro previsti per l'ISTAT, per la costituzione di un fondo contro l'incidentalità notturna, che - come è noto da tutte le statistiche - ha bisogno di controlli.
Poiché i comuni non sono in grado di eseguire tali controlli, ritengo che si debbano stornare questi 500 mila euro - si tratta di maggiori entrate e non di un costo aggiuntivo - per mettere a disposizione delle province e dei comuni nei quali avviene il maggior numero di incidenti (per metterli in condizione di impiegare più vigili urbani) un fondo destinato alla riduzione dell'incidentalità notturna.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Buontempo 21.030, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Maggioranza 182
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Baldelli 21.031.
Chiedo al deputato Baldelli se accetta la riformulazione proposta dal relatore, alla quale la Commissione e il Governo subordinano il parere favorevole.
SIMONE BALDELLI. Sì, signor Presidente, accetto la riformulazione proposta, che sostanzialmente sopprime il primo comma e mantiene in vigore il secondo comma; sostanzialmente, si passa da «quattro punti» a «due punti». Ringrazio il relatore e il Governo.
PRESIDENTE. Rilevo che il parere contrario della Commissione bilancio deve essere evidentemente riferito al primo comma dell'articolo aggiuntivo Baldelli 21.031, che nella riformulazione accettata dal proponente è stato espunto. Nella riformulazione in votazione l'articolo aggiuntivo non presenta più, dunque, profili problematici in ordine agli effetti finanziari.
PAOLO UGGÈ. Signor Presidente, intervengo solo per aggiungere la mia firma a questo articolo aggiuntivo, nel testo riformulato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Baldelli 21.031, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.

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