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Timestamp: 2019-07-20 12:58:51+00:00

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Lavorare con la pensione d'inabilità, è possibile?
Lavorare con la pensione d’inabilità, è possibile?
4 Gennaio 2018 | Autore: Noemi Secci
Pensione d’inabilità a proficuo lavoro, assoluta o alle mansioni: quando è possibile svolgere una nuova attività?
Ti è stata riconosciuta la pensione d’inabilità ma vorresti avviare una nuova attività lavorativa, o accettare una proposta di lavoro? Non sempre questo ti è vietato: l’incompatibilità della pensione d’inabilità con lo svolgimento di una nuova attività lavorativa, infatti, vale soltanto nel caso in cui la pensione sia riconosciuta per assoluta e permanente inabilità a qualsiasi attività lavorativa. In pratica, ti è vietato un nuovo lavoro soltanto se sei titolare di una pensione di inabilità riconosciuta ai sensi della legge Dini [1].
In questi casi, dato che la prestazione è caratterizzata dall’assoluta impossibilità di prestare attività lavorativa, il suo riconoscimento non è compatibile con nessun tipo di attività, che si tratti di lavoro autonomo, parasubordinato o dipendente, saltuario o meno. Inoltre la concessione della pensione comporta l’obbligo della cancellazione da elenchi, albi o ordini relativi a mestieri arti o professioni.
Se, però, la pensione è stata riconosciuta a seguito di inabilità alle mansioni e a proficuo lavoro, questo divieto non opera, ma vi sono dei limiti di cumulo tra il reddito da lavoro e il reddito derivante dalla pensione.
Ma procediamo per ordine e vediamo in quali casi è possibile lavorare con la pensione d’inabilità.
1 Inabilità alle mansioni e a proficuo lavoro
2 Cumulo della pensione d’inabilità col reddito da lavoro
3 Trattenute sulla pensione d’inabilità
Inabilità alle mansioni e a proficuo lavoro
Le pensioni per inabilità alle mansioni e l’inabilità a proficuo lavoro [2] sono riconosciute ai dipendenti pubblici, in presenza dei requisiti contributivi (15 o 20 anni di anzianità di servizio, a seconda della gestione previdenziale e della specifica inabilità riconosciuta), quando è constatata una riduzione della capacità lavorativa: la riduzione è più limitata nel primo caso (alle sole specifiche mansioni ricoperte) e più ampia nel secondo (a qualsiasi proficuo lavoro), ma non è estesa in modo assoluto, come nel caso di inabilità a qualsiasi attività lavorativa.
L’inabilità a proficuo lavoro e l’inabilità alle mansioni, quindi, non coincidono con l’inabilità a qualsiasi attività lavorativa: per quanto riguarda, nello specifico, l’inabilità a proficuo lavoro, che consiste in una riduzione della capacità lavorativa più ampia rispetto all’inabilità alle mansioni, questa è intesa come impossibilità di continuare a svolgere un’attività lavorativa continua e remunerativa [3], ma non impedisce di lavorare, perché è solo l’inabilità a qualsiasi attività lavorativa ad avere una valenza assoluta.
Di conseguenza, essendo solo l’inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa ad essere incompatibile con qualsiasi attività lavorativa, le altre due tipologie d’inabilità permettono di rioccuparsi.
Cumulo della pensione d’inabilità col reddito da lavoro
Bisogna però considerare che le pensioni per inabilità alle mansioni e a proficuo lavoro sono cumulabili limitatamente con i redditi da lavoro, nella generalità dei casi, a meno che l’interessato non raggiunga 40 anni di contributi.
In particolare, se l’assegno è superiore al trattamento minimo (507,41 euro al mese per il 2018) il rateo di assegno eccedente il trattamento minimo può subire una riduzione qualora l’interessato svolga un’attività lavorativa.
se il reddito è da lavoro autonomo, la riduzione è pari al 30% della quota eccedente il trattamento minimo, e comunque non può essere superiore al 30% del reddito prodotto [4].
In ogni caso la riduzione non si applica [5]:
Trattenute sulla pensione d’inabilità
Nel caso in cui la riduzione sia applicata, la trattenuta viene effettuata [6] direttamente sulla retribuzione, a cura del datore di lavoro, oppure sugli arretrati di pensione, dall’ente previdenziale, in caso di tardiva liquidazione della prestazione, per i lavoratori subordinati.
[2] Art.13 L. 274/1991; Art.27 L. 177/1976; Art. 42, DPR 1092/1973.
[3] Art. 129 DPR 3/1957.
[4] Art.72, Co.1, L.388/2000.
[5] Art. 10 D.lgs. 503/1992; Circ. Inps 197/2003.
[6] Mess. Inps 3817/2016.
05/01/2018 alle 20:37
Buongiorno ,anche se scrivo qualcosa a nessuno interessa
19/01/2019 alle 12:05
sono un pensionato inabile (invalido civile) con invalidità sentenziata nella misura del 100%, che per lavorare si riferisce alla Legge 28 febbraio 2008, n. 31 (Art. 46) esplicata nella Circolare INPS Direzione Centrale Pensioni Coordinamento Generale Medico-Legale 6 febbraio 2009, n. 15.
Ho inviato una comunicazione di rito in Questura per dichiarare un esercizio di attività occasionale nella fotografia. Per rimanere a carico fiscale dei miei genitori, volendo ottenere un domani le loro pensioni di reversibilità, mi sono prefisso di accontentarmi di un reddito al lordo delle ritenute, di 2.840,51 Euro.
Secondo Voi, questo è possibile ..?

References: Art.13
 Art.27
 Art. 42
 Art. 129
 Art.72
 Art. 10