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Timestamp: 2020-07-05 07:08:25+00:00

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La precedente risoluzione di un contratto di appalto non autorizza l’esclusione dalla nuova gara per illecito professionale (Tar Lazio Sentenza 12 giugno 2020, n. 649) | Studio Legale Dell'Unto
La presunzione di anomalia non opera in caso di due partecipanti alla gara (TAR Lombardia, sentenza dell’11 giugno 2020 n. 1048)
Una struttura ospedaliera ha indetto una procedura aperta per l’aggiudicazione di un contratto di fornitura cui hanno partecipato due operatori economici. All’esito della gara, la seconda classificata proponeva ricorso avverso l’aggiudicazione lamentando, oltre all’erroneità nell’attribuzione dei punteggi sotto vari profili, la violazione della disciplina sulle offerte anormalmente basse. In particolare, il ricorrente lamentava che la […]
Sui limiti di utilizzabilità dei criteri on-off, nell’ambito dell’offerta economicamente più vantaggiosa (TAR Lombardia, sentenza dell’8 giugno 2020 n. 1010)
La questione giuridica è stata affrontata (nuovamente) nella sentenza in esame, in ordine ad una procedura per l’affidamento del servizio di facility management per stabili, in cui un concorrente censurava la legge di gara, che contemplava dei criteri di valutazione dell’offerta predefiniti. Più precisamente, il bando avrebbe previsto un criterio on-off che avrebbe negato alla […]
Misura di self cleaning adottata dalla società colpita da interdittiva antimafia al solo scopo di eliminare in apparenza gli effetti del provvedimento (Consiglio di Stato, sentenza n. 3945 del 19 giugno 2020)
È elusiva del provvedimento di interdittiva antimafia ( adottato dal Prefetto nei confronti di una società il cui consulente esterno è vicino agli ambienti della malavita organizzata) la misura di self cleaning posta in essere dalla società qualche giorno dopo l’adozione del provvedimento stesso. La misura, consistente nella revoca dell’incarico per giusta causa, essendo stata […]
La precedente risoluzione di un contratto di appalto non autorizza l’esclusione dalla nuova gara per illecito professionale (Tar Lazio Sentenza 12 giugno 2020, n. 649)
No all'esclusione dalla gara a causa di una precedente risoluzione contrattuale motivata con l'attribuzione di un "grave illecito professionale". Lo ha chiarito il Tar , accogliendo il ricorso di una Srl contro la delibera di Trenitalia che l'aveva esclusa da un appalto (di 220mila euro) per la fornitura di prodotti chimici. Pur risultando la migliore offerta, […]
Condominio, l’amministratore non può “mediare” se manca la delibera autorizzativa (Corte di cassazione – Ordinanza n. 10846 dell’8 giugno 2020)
La domanda avanzata contro un condomino moroso per il versamento dei contributi condominiali – dovuti in base a regolare approvazione del consuntivo – viene dichiarata improcedibile dal giudice di pace, a causa della mancata adozione da parte dell'assemblea condominiale (pur convocata a tal fine, ma andata deserta) della delibera di autorizzazione all'amministratore a partecipare alla […]
No all’esclusione dalla gara a causa di una precedente risoluzione contrattuale motivata con l’attribuzione di un “grave illecito professionale”. Lo ha chiarito il Tar , accogliendo il ricorso di una Srl contro la delibera di Trenitalia che l’aveva esclusa da un appalto (di 220mila euro) per la fornitura di prodotti chimici.
Pur risultando la migliore offerta, la società, nel gennaio 2020, era stata infatti esclusa dalla gara in quanto ritenuta “priva dei requisiti di affidabilità professionale richiesti”, proprio a causa di una precedente risoluzione, risalente al luglio 2019, adottata sempre da Trenitalia per altro appalto relativo ad un liquido anticongelante, “considerato non conforme alle specifiche tecniche richieste”. Tale circostanza è stata considerata incidente sul “necessario rapporto fiduciario tra Committente e Appaltatore”.
La Terza Sezione ricorda che il nuovo testo dell’art. 80, comma 5 lett. c) del codice dei contratti, nella sostituzione operata già con il Dl 14 dicembre 2018, n. 135 e confermata dalla legge di conversione 11 febbraio 2019, n. 12, “non contempla più, quale specifica ipotesi di grave illecito professionale tale da rendere dubbia l’integrità o l’affidabilità dei concorrenti alle gare d’appalto di lavori, di servizi o alle gare per forniture pubbliche, la pregressa risoluzione anticipata di un precedente contratto determinata da significative carenze nell’esecuzione che abbiano potuto determinare, in alternativa, anche una condanna al risarcimento del danno o ad altre sanzioni”.
Il Tribunale amministrativo ha infatti chiarito che l’espunzione dal testo dall’art. 80, comma 5, lett. c), Dlgs n. 50 del 2016 di pregressa risoluzione contrattuale o di condanna al risarcimento o ad altre sanzioni, determinate da “significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione”, contemplata dall’originaria versione del codice, fa tabula rasa di ogni questione, concernente la pregressa risoluzione.
La Sezione ha poi aggiunto che nel vigore del nuovo testo del codice dei contratti pubblici è pertanto rimessa all’apprezzamento della stazione appaltante l’individuazione in concreto delle fattispecie riconducili a “gravi illeciti professionali tali da rendere dubbia” l’integrità o l’affidabilità dei concorrenti, casi nella sussistenza dei quali in ossequio all’art. 80, comma 5, primo periodo”.
Soppressa quindi ogni fattispecie di grave illecito professionale atto ad insinuare il dubbio sull’affidabilità dei concorrenti, argomenta ancora il Tar, “l’apprezzamento che è commesso all’amministrazione, per quanto ed anzi proprio perché discrezionale, soggiace all’onere di adeguata, ponderata e congrua motivazione.”
Né il procedimento potrà essere ripristinato emendandolo ora per allora dei riscontrati profili di eccesso di potere. L’amministrazione ha infatti consumato il potere di esclusione, intervenuto non nei prodromi della procedura concorsuale, bensì all’epilogo della procedura stessa, a valle dell’avvenuto esame della documentazione, dell’offerta tecnica e dell’offerta economica.
In definitiva, accertata l’illegittima esclusione dell’impresa posizionatasi prima in graduatoria, “il contratto stipulato con la controinteressata, va dichiarato inefficace, considerata, l’effettiva possibilità per il ricorrente di conseguire l’aggiudicazione”.
Infine, chiarisce la sentenza, in sede di impugnazione, al giudice amministrativo “è consentito procedere alla valutazione di illegittimità anche sostanziale dell’esclusione, all’accertamento incidentale della illegittimità della pregressa risoluzione contrattuale assunta a base dell’esclusione dalla gara quale grave illecito professionale, ancorché tale risoluzione non sia stata impugnata”.
E nel caso concreto il fatto che la stazione appaltante avesse specificamente richiesto un anticongelante anticorrosivo prodotto da una specifica azienda, “confligge col divieto normativo per le stazioni appaltanti di predisporre negli atti di gara delle specifiche che menzionino una fabbricazione o una provenienza determinata dei prodotti”.

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