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Timestamp: 2019-07-16 19:20:15+00:00

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Art.17.(Iscrizione e cancellazione) - Foroeuropeo
E’ domestica la giurisdizione sulle questioni in tema di iscrizione e permanenza nell’albo professionale Sono devolute alla giurisdizione del Consiglio nazionale forense, quale giudice speciale, tutte le controversie relative alla iscrizione, al rifiuto di iscrizione, nonché alla cancellazione dall’albo professionale degli avvocati, e relativi elenchi speciali e registri. Tale principio non subisce eccezione neppure qualora l’impugnato provvedimento venga censurato per asserita formazione del silenzio assenso, non potendo la denuncia di tale vizio sradicare la competenza del predetto giudice speciale a favore di quella esclusiva del giudice amministrativo ex art. 133 c.p.a. Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 19 gennaio 2018, n. 348 ...
Domanda di iscrizione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 206
Avvocati stabiliti: il rigetto della domanda di iscrizione presuppone l’audizione dell’interessato In materia di iscrizione all’albo degli avvocati stabiliti, il rigetto della domanda non può essere pronunciato se non dopo aver sentito l’interessato (art. 6 D.Lgs. 96/2001), quand’anche non ne abbia fatto richiesta (cfr. art. 17, comma 12, L. 247/2012), a pena di invalidità della decisione stessa per error in procedendo, cioè a prescindere dalla sua eventuale fondatezza nel merito. Il predetto obbligo di audizione è soddisfatto con la semplice convocazione, non essendo altresì necessario che l’audizione stessa debba essere effettuata in concreto anche ove l’interessato non si presenti. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 18 dicembre 2017, n. 206 ...
Iscrizione all’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 196
Escluso il diritto a mantenere l’iscrizione all’albo effettuata in difetto dei presupposti di Legge La cancellazione in autotutela dell’eventuale iscrizione all’albo professionale erroneamente effettuata può intervenire in ogni tempo, in forza del principio di legalità, non sussistendo per converso alcun diritto acquisito del professionista a mantenere l’iscrizione stessa (Nel caso di specie, il COA di appartenenza aveva provveduto alla cancellazione dopo aver appreso che il professionista risultava aver ottenuto il titolo di Avocat da soggetto non legittimato in Romania al rilascio dell’abilitazione all’esercizio della professione legale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 196 ...
Avvocati stabiliti Esercizio della professione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 196
Avvocati stabiliti dalla Romania e abilitazione all’esercizio della professione di Avocat rilasciata da soggetto non legittimato L’iscrizione nella sezione speciale degli avvocati stabiliti annessa all’albo è subordinata alla iscrizione dell’istante presso la competente organizzazione professionale dello Stato membro di origine (art. 6, co. 2, D.Lgs. n. 96/2001). Con particolar riferimento al titolo di avocat acquisito in Romania, l’autorità competente a cui rivolgersi al fine di verificarne la validità è l’U.N.B.R. – Uniunea Nationala a Barourilor din Romania, senza che ciò contrasti con la Costituzione né con la normativa comunitaria (Nel caso di specie, il COA di appartenenza aveva provveduto alla cancellazione dell’iscritto per insussistenza del requisito di cui all’art 2 D.lgs 96/2001, dopo aver appreso che il professionista risultava aver ottenuto il titolo di Avocat da soggetto non legittimato in Romania al rilascio dell’abilitazione all’esercizio della professione legale. La delibera di cancellazione veniva quindi impugnata al CNF, che, in applicazione del principio di cui in massima, ha rigettato il ricorso). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 196 ...
Cancellazione - Indebita iscrizione all’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 196
La cancellazione dell’indebita iscrizione all’albo L’esercizio della professione di avvocato in Italia è regolato dalla legge nell’interesse pubblico (art. 1, comma 2, lett. a) L.P.) a tutela dell’affidamento della collettività e della clientela (art. 1, comma 2, lett. c) L.P.) e in considerazione della rilevanza costituzionale del diritto di difesa (art. 5, comma 1, L.P.). Conseguentemente, l’interesse pubblico alla rimozione dell’iscrizione nell’albo professionale dei soggetti privi di titolo abilitante alla professione è in re ipsa, anche alla luce dell’art. 33, c. V, della Costituzione e non ha bisogno di specifica motivazione stante l’assenza ab origine di un requisito essenziale e imprescindibile ai fini dell’iscrizione stessa. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 196 ...
Cancellazione dall’albo professionale - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 196
La cancellazione dall’albo professionale di una pluralità di iscritti in identiche condizioni non richiede una delibera personalizzata per ciascuno di essi Il provvedimento adottato dall’Ordine professionale nei confronti di una pluralità di soggetti, che si trovino tutti nella medesima condizione, non richiede alcuna particolare “personalizzazione” nei confronti di ciascuno di essi, apparendo anzi tale uniformità idonea a garantire trasparenza e certezza di parità di trattamento tra i destinatari medesimi del provvedimento stesso (Nel caso di specie, il COA aveva deliberato la cancellazione dalla sezione speciale dell’albo di tutti gli “avocat” che versavano in identica carenza di presupposti soggettivi). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° dicembre 2017, n. 196 ...
Iscrizione all’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 182
Alla richiesta di iscrizione all’albo non si applica il silenzio assenso Il comma 7 dell’art. 17 della L. n. 247/2012 prevede la possibilita` per l’interessato di ricorrere al CNF avverso il silenzio serbato dal COA sulla domanda di iscrizione all’albo, facolta` da esercitarsi nel termine di 10 giorni decorrenti dalla scadenza del termine di 30 giorni dalla presentazione della domanda. Per cui non puo` trovare applicazione la disciplina del silenzio assenso di cui all’art. 45 del d.lgs n. 59/2010. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 182 ...
Il divieto di cancellazione dall’albo in pendenza di procedimento penale o disciplinare Ai sensi dell’art. 17, co. 16, L. n. 247/2012 (già art. 37 del R.D.L. n. 1578/1933), non può essere pronunciata la cancellazione dall’albo professionale in pendenza di procedimento penale o disciplinare (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato la richiesta dell’iscritto di essere cancellato dalla sezione speciale dell’albo così da potersi poi iscrivere all’albo ordinario, in pendenza di procedimento disciplinare e penale). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 182 ...
Divieto di cancellazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 182
Divieto di cancellazione e “trasferimento” dalla sezione speciale all’albo ordinario Il divieto di cancellazione, stabilito dall’art. 17, co. 16, L. n. 247/2012, in pendenza di procedimento penale o disciplinare vale anche nel caso in cui la cancellazione sia richiesta dalla sezione speciale dell’albo al fine di iscriversi nella sezione ordinaria dello stesso. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 182 ...
Sezione speciale dell’albo e all’albo ordinario - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 182
Il passaggio dalla sezione speciale dell’albo all’albo ordinario non avviene “automaticamente”, a semplice richiesta Il passaggio, dalla sezione speciale dell’albo, all’albo ordinario non è un “trasferimento” automatico fondato su un diritto espansivo di natura automatica dell’iscritto, ma è subordinato alla permanenza e sussistenza dei requisiti di Legge, ivi compresa la condotta irreprensibile (art. 17 L. n. 247/2012), che devono essere valutati al momento della nuova iscrizione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 182 ...
Iscrizione all’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 182 - 2
La domanda di iscrizione all’albo non basta ad esercitare (legittimamente) la professione La formalizzazione dell’iscrizione all’albo, e non la semplice aspettativa di iscrizione, è condizione indispensabile per l’esercizio della professione (Nel caso di specie, il professionista era iscritto alla sezione speciale dell’albo ed aveva fatto domanda di iscrizione all’albo ordinario. Nelle more, aveva cessato l’attività lavorativa presso il proprio ente pubblico e, prima ancora di ottenere l’iscrizione all’albo ordinario, ritenuta mera formalità, aveva esercitato la professione in favore di soggetti diversi). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 21 novembre 2017, n. 182 ...
Avvocati Stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 164
Avvocati stabiliti dalla Romania e abilitazione all’esercizio della professione di Avocat rilasciata da soggetto non legittimato L’iscrizione nella sezione speciale degli avvocati stabiliti annessa all’albo è subordinata alla iscrizione dell’istante presso la competente organizzazione professionale dello Stato membro di origine (art. 6, co. 2, D.Lgs. n. 96/2001). Con particolar riferimento al titolo di avocat acquisito in Romania, l’autorità competente a cui rivolgersi al fine di verificarne la validità è l’U.N.B.R. – Uniunea Nationala a Barourilor din Romania, senza che ciò contrasti con la Costituzione né con la normativa comunitaria (Nel caso di specie, il COA di appartenenza aveva provveduto alla cancellazione dell’iscritto per insussistenza del requisito di cui all’art 2 D.lgs 96/2001, dopo aver appreso che il professionista risultava aver ottenuto il titolo di Avocat da soggetto non legittimato in Romania al rilascio dell’abilitazione all’esercizio della professione legale. La delibera di cancellazione veniva quindi impugnata al CNF, che, in applicazione del principio di cui in massima, ha rigettato il ricorso). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 164 ...
Cancellazione dell’indebita iscrizione all’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 164
La cancellazione dell’indebita iscrizione all’albo L’esercizio della professione di avvocato in Italia è regolato dalla legge nell’interesse pubblico (art. 1, comma 2, lett. a) L.P.) a tutela dell’affidamento della collettività e della clientela (art. 1, comma 2, lett. c) L.P.) e in considerazione della rilevanza costituzionale del diritto di difesa (art. 5, comma 1, L.P.). Conseguentemente, l’interesse pubblico alla rimozione dell’iscrizione nell’albo professionale dei soggetti privi di titolo abilitante alla professione è in re ipsa, anche alla luce dell’art. 33, c. V, della Costituzione e non ha bisogno di specifica motivazione stante l’assenza ab origine di un requisito essenziale e imprescindibile ai fini dell’iscrizione stessa. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 novembre 2017, n. 164 ...
Avvocati stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 129 - 2
Avvocati stabiliti: i presupposti per la dispensa dalla prova attitudinale Al fine di conseguire la dispensa dalla prova attitudinale, l’esercizio della professione forense da parte dell’avvocato stabilito deve essere: a) di durata non inferiore a tre anni scomputando gli eventuali periodi di sospensione; b) effettivo e quindi non formale o addirittura fittizio; c) regolare e quindi nel rispetto della legge forense e del codice deontologico; d) con il titolo professionale di origine. In ogni caso, il Consiglio dell’Ordine ha ampi poteri istruttori in relazione alla concessione della dispensa in parola. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 129 ...
Avvocati stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 129
Avvocati stabiliti: la dispensa dalla prova attitudinale L’avvocato stabilito, che abbia acquisito la qualifica professionale in altro Stato membro dell’Unione Europea, può ottenere la dispensa dalla prova attitudinale di cui all’art. 8 del d.lgs. n. 115 del 1992, se – nel rispetto delle condizioni poste dall’art. 12 del d.lgs. n. 96 del 2001, di attuazione della direttiva 98/5/CE volta a facilitare l’esercizio permanente della professione di avvocato in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata acquisita la qualifica professionale – abbia esercitato in Italia, in modo effettivo e regolare, la professione con il titolo professionale di origine per almeno tre anni, a decorrere dalla data di iscrizione nella sezione speciale dell’albo degli avvocati, tale presupposto non essendo, invece, integrato ove l’avvocato stabilito abbia esercitato la professione, seppur in buona fede, con il titolo di avvocato invece che con quello professionale di origine. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 23 settembre 2017, n. 129 ...
Iscrizione all’albo - Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 21114 del 12 settembre 2017 - 2
Escluso il diritto a mantenere l’iscrizione all’albo effettuata in difetto dei presupposti di Legge La cancellazione in autotutela dell’eventuale iscrizione all’albo professionale erroneamente effettuata può intervenire in ogni tempo, in forza del principio di legalità, non sussistendo per converso alcun diritto acquisito del professionista a mantenere l’iscrizione stessa (Nel caso di specie, il COA di appartenenza aveva provveduto alla cancellazione dopo aver appreso che il professionista risultava aver ottenuto il titolo di Avocat da soggetto non legittimato in Romania al rilascio dell’abilitazione all’esercizio della professione legale). Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 21114 del 12 settembre 2017 ...
Avvocati stabiliti - Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 21114 del 12 settembre 2017 - 2
Avvocati stabiliti dalla Romania: la Cassazione conferma (di nuovo) la giurisprudenza del CNF L’iscrizione nella sezione speciale degli avvocati stabiliti annessa all’albo è subordinata alla iscrizione dell’istante presso la competente organizzazione professionale dello Stato membro di origine (art. 6, co. 2, D.Lgs. n. 96/2001). Con particolar riferimento al titolo di avocat acquisito in Romania, l’autorità competente a cui rivolgersi al fine di verificarne la validità è l’U.N.B.R. – Uniunea Nationala a Barourilor din Romania, senza che ciò contrasti con la Costituzione né con la normativa comunitaria (Nel caso di specie, il COA di appartenenza aveva provveduto alla cancellazione dell’iscritto per insussistenza del requisito di cui all’art 2 D.lgs 96/2001, dopo aver appreso che il professionista risultava aver ottenuto il titolo di Avocat da soggetto non legittimato in Romania al rilascio dell’abilitazione all’esercizio della professione legale. La delibera di cancellazione veniva quindi impugnata al CNF ed infine in Cassazione che, in applicazione del principio di cui in massima, ha rigettato l’istanza cautelare di sospensione dell’esecutività della sentenza). Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 21114 del 12 settembre 2017 ...
Avvocati stabiliti - Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 21114 del 12 settembre 2017
Iscrizione all’albo - Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 21114 del 12 settembre 2017
Cancellazione dall’albo - rigetto dell’impugnazione - Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 21114 del 12 settembre 2017
Cancellazione dall’albo: con il rigetto dell’impugnazione, la delibera (sospesa ex lege) acquista efficacia ab origine Il sopravvenire della decisione del CNF riguardo alla deliberazione del COA di cancellazione, se è vero che determina l’esecutività della stessa (sospesa dalla proposizione del ricorso al CNF ai sensi dell’art. 17, commi 14, secondo inciso, 18 e 19), tuttavia, accertando la legittimità del provvedimento di cancellazione, lo fa con riferimento al momento della deliberazione del COA, onde è da quel momento che l’interessato non aveva titolo per essere iscritto, sicché sin da allora egli non ha esercitato legittimamente la professione sul piano dell’ordinamento professionale. Corte di Cassazione, SS.UU, ordinanza n. 21114 del 12 settembre 2017 ...
Avvocati stabiliti dalla Romania: la Cassazione conferma (di nuovo) la giurisprudenza del CNF L’iscrizione nella sezione speciale degli avvocati stabiliti annessa all’albo è subordinata alla iscrizione dell’istante presso la competente organizzazione professionale dello Stato membro di origine (art. 6, co. 2, D.Lgs. n. 96/2001). In difetto di tale presupposto, la cancellazione in autotutela dell’eventuale iscrizione erroneamente effettuata può intervenire in ogni tempo in forza del principio di legalità, non sussistendo per converso alcun diritto acquisito dell’istante all’iscrizione (Nel caso di specie, il COA di appartenenza aveva provveduto alla cancellazione dell’iscritto per insussistenza del requisito di cui all’art 2 D.lgs 96/2001, dopo aver appreso che il professionista risultava aver ottenuto il titolo di Avocat da soggetto non legittimato in Romania al rilascio dell’abilitazione all’esercizio della professione legale. La delibera di cancellazione veniva quindi impugnata dapprima al CNF e infine in Cassazione, che, in applicazione del principio di cui in massima, hanno rigettato i rispettivi ricorsi). Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 19403 del 3 agosto 2017 ...
Avvocati stabiliti - Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 19403 del 3 agosto 2017
Iscrizione all’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 93
Domanda di iscrizione all’albo: il preavviso di rigetto circoscrive l’eventuale diniego definitivo E’ illegittimo, per violazione dell’art. 10-bis L. n. 241/1990, il provvedimento di diniego di iscrizione all’albo o al registro la cui motivazione sia arricchita di ragioni giustificative diverse e ulteriori rispetto a quelle preventivamente sottoposte al contraddittorio procedimentale attraverso la comunicazione all’interessato dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza stessa. In particolare, anche se non deve sussistere un rapporto di identità tra il preavviso di rigetto e la determinazione conclusiva del procedimento, né una corrispondenza puntuale e di dettaglio tra il contenuto dei due atti, ben potendo il COA ritenere, nel provvedimento finale, di dover meglio precisare le proprie posizioni giuridiche, occorre però che il contenuto sostanziale del provvedimento conclusivo di diniego si inscriva nello schema delineato dalla comunicazione ex art. 10-bis citato, esclusa ogni possibilità di fondare il diniego definitivo su ragioni del tutto nuove, le quali presuppongono infatti una ulteriore comunicazione all’interessato ai sensi dell’art. 17 della L. 247/2012, affinché egli possa prendere posizione anche su tali questioni (Nel caso di specie, un abogado richiedeva l’iscrizione nella Sezione Speciale degli Avvocati Stabiliti. Ritenendo di dover respingere la domanda per mancanza di effettività dell’esercizio della professione nel Paese di origine, il COA invitava preliminarmente l’abogado a formulare proprie osservazioni in merito. Nel corso del relativo procedimento amministrativo, il COA accertava altresì che l’abogado svolgeva attività di imprenditore commerciale e quindi versava in condizione di incompatibilità, peraltro dallo stesso non dichiarata in sede di autocertificazione. Senza ulteriori comunicazioni in merito, il COA rigettava quindi la domanda, con delibera che veniva infine impugnata dall’abogado avanti al Consiglio Nazionale Forense. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha accolto il ricorso, nel contempo rimettendo gli atti al COA per ogni ulteriore determinazione in proposito). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 93...
Incompatibilità professionale: lavoro subordinato ed avvocati dipendenti pubblici L’esercizio della professione di avvocato è incompatibile con qualsiasi attività di lavoro subordinato, anche a tempo parziale o determinato, salva l’iscrizione nell’elenco speciale per gli avvocati che esercitano attività legale per conto degli enti pubblici. Tale eccezione è insuscettibile di applicazione analogica e presuppone: 1) che l’attività professionale sia svolta presso un “ente pubblico” oppure un soggetto di diritto privato a capitale totalmente o prevalentemente pubblico purché costituito dalla trasformazione di un ente pubblico (c.d. privatizzazione), dovendo infatti ritenersi superata la nozione allargata di P.A. formatasi nella previgente disciplina ordinamentale in tema di c.d. “istituzione pubblica”; 2) che l’ufficio legale costituisca un’unità organica autonoma dell’ente pubblico e che gli avvocati ad esso addetti esercitino esclusivamente le funzioni di competenza, quale garanzia di sostanziale estraneità all’apparato amministrativo dell’ente, in una posizione d’indipendenza da tutti i settori previsti dall’organico. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 94...
Avvocati dipendenti pubblici: le caratteristiche dell’ufficio legale dell’ente Ai fini dell’iscrizione nell’elenco speciale di cui all’art. 19 L. n. 247/2012, è necessario che l’ufficio legale dell’ente pubblico costituisca un’unità organica autonoma e gli avvocati ad esso addetti esercitino esclusivamente le funzioni di competenza, quale garanzia di sostanziale estraneità all’apparato amministrativo dell’ente, in una posizione d’indipendenza da tutti i settori previsti dall’organico. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 94...
Avvocati dipendenti pubblici: le caratteristiche dell’ente, secondo il nuovo Ordinamento forense Ai fini dell’iscrizione nell’elenco speciale di cui all’art. 19 L. n. 247/2012, è necessario che l’attività professionale sia svolta presso un “ente pubblico”, oppure un soggetto di diritto privato a capitale totalmente o prevalentemente pubblico purché costituito dalla trasformazione di un ente pubblico (c.d. privatizzazione), dovendo infatti ritenersi superata la nozione allargata di P.A. formatasi nella previgente disciplina ordinamentale in tema di c.d. “istituzione pubblica”, che ricorreva anche allorquando le quote od azioni di una società ab origine di diritto privato fossero comunque possedute prevalentemente o esclusivamente da un ente pubblico per la gestione di un servizio offerto dall’ente stesso (Nel caso di specie, il COA aveva respinto la domanda di iscrizione nell’Elenco Speciale Addetti agli uffici legali degli enti pubblici, poiché l’ufficio legale del richiedente si trovava presso una società per azioni costituita ab origine come soggetto di diritto privato, con partecipazione pubblica prevalentemente mediata da soggetti di diritto privato a loro volta partecipati da capitale pubblico. La delibera veniva impugnata al CNF che, in applicazione del principio di cui in massima e su conforme parere del Procuratore Generale, ha rigettato il ricorso). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 94...
Cancellazione amministrativa dall’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 99
La mancata preventiva audizione dell’interessato nel procedimento di cancellazione amministrativa dall’albo In tema di cancellazione dall’albo degli avvocati di natura amministrativa e non disciplinare, la normativa di cui all’art. 17 L. 247/2012 (già art. 37, comma 2, del r.d.l. n. 1578/1933, unitamente al successivo art. 45) deve essere interpretata alla luce dei principi costituzionali (artt. 3, 24 e 97 Cost.) e della legislazione ordinaria in materia di pubblicità e trasparenza della Pubblica Amministrazione (condensati nella legge n. 241/1990), posto che l’atto finale della cancellazione incide direttamente su posizioni soggettive, che trovano tutela anche nell’ordinamento costituzionale, quali il diritto al lavoro (art. 4 Cost.). Conseguentemente, detta cancellazione non può essere disposta se non dopo aver sentito l’interessato nelle sue giustificazioni, il quale deve essere posto in condizione di conoscere le ragioni specifiche per cui è stato avviato il procedimento che lo riguarda, di apprestare le proprie difese e di illustrarle anche oralmente. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 99...
Cancellazione dall’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 99
Annullamento della delibera di cancellazione dall’albo e successiva competenza all’iscrizione stessa Nel caso di annullamento, da parte del CNF, del provvedimento di cancellazione dall’albo professionale, all’iscrizione stessa provvede il competente Consiglio dell’Ordine (con ogni eventuale, conseguente determinazione anche in punto di decorrenza degli effetti della iscrizione), giacché l’art. 17, co. 7, L. n. 247/2012 riguarda esclusivamente i casi in cui il Consiglio locale non provveda nel termine di legge sulla richiesta di iscrizione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 99...
Avvocati stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 97 - 2
Avvocati stabiliti: la dispensa dalla prova attitudinale L’art. 22 D.Lgs. n. 206/2007 non ha implicitamente abrogato il meccanismo di dispensa dalla prova attitudinale di cui agli artt. 12 e 13 del D. Lgs. 96/2001, sicché per l’accesso alla professione di avvocato all’esito di un periodo di stabilimento resta ferma – pur dopo il 2007 – la doppia via dell’integrazione all’esito del superamento della prova attitudinale, e dell’integrazione a seguito di dispensa dalla prova medesima (Nel caso di specie, la Procura Generale aveva impugnato la delibera con la quale il COA aveva dispensato un Abogado dalla prova attitudinale. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato il ricorso in parte qua). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 97 ...
Avvocati Stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 97
Avvocati Stabiliti: trasferirsi all’estero per beneficiare della normativa straniera più favorevole non costituisce, di per sé, abuso del diritto Il fatto che un cittadino di uno Stato membro ed ivi laureatosi si rechi in un altro Stato membro al fine di acquisirvi la qualifica professionale di avvocato allo scopo di beneficiare della normativa piu` favorevole e faccia quindi ritorno nello Stato membro di cui e` cittadino per esercitarvi la professione di avvocato, con il titolo professionale ottenuto nello Stato membro in cui tale qualifica e` stata acquisita, non costituisce, di per se´, un abuso del diritto di stabilimento (art. 3 direttiva 98/5). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2017, n. 97 ...
Cancellazione disciplinare dall’albo e domanda di reiscrizione: sufficiente il periodo di due anni In presenza di una domanda di reiscrizione nell’albo degli avvocati di colui che abbia in precedenza subito la sanzione disciplinare della cancellazione, non trova applicazione, in via d’interpretazione analogica, l’art. 47 del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578 – secondo cui l’avvocato radiato dall’albo non può esservi nuovamente iscritto prima che siano trascorsi cinque anni dal provvedimento di radiazione – in quanto la cancellazione è sanzione meno grave della radiazione; tuttavia, il tempo decorso può essere autonomamente valutato ai fini dell’apprezzamento della sussistenza del requisito della condotta “specchiatissima ed illibata” (ora: “irreprensibile”), che la legge richiede per l’iscrizione nell’albo. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 1° giugno 2017, n. 71 ...
Il COA di Piacenza formula quesito in merito alla possibilità di iscrivere nella sezione speciale “Avvocati stabiliti” dell’Albo un Abogado iscritto come non esercente nell’Albo spagnolo. (Quesito n. 292, COA di Piacenza) Il COA richiama alcuni precedenti pareri, con i quali questa Commissione ha chiarito che la condizione di non esercente non è ostativa all’iscrizione nella sezione speciale, chiedendone la revisione. Ritiene la Commissione di non doversi discostare dai propri precedenti – che si intendono qui integralmente richiamati – in considerazione, a tacer d’altro, dell’assorbente rilievo che l’esercizio effettivo della professione nel paese di origine non è tra i requisiti previsti, per l’iscrizione nella sezione speciale, dal D. Lgs. n. 96/2001. Consiglio nazionale forense, 24 maggio 2017, n. 39 ...
Iscrizione nell’elenco degli avvocati ammessi al patrocinio - Consiglio nazionale forense, 24 maggio 2017, n. 40
Il COA di Asti chiede di sapere se, ai fini del computo dei due anni di iscrizione nell’elenco degli avvocati ammessi al patrocinio a spese dello Stato possano cumularsi diversi periodi di iscrizione, seppur non continuativi. (Quesito n. 293, COA di Asti) La risposta al quesito è affermativa, non ostando alla cumulabilità dei periodi né il dato normativo (art. 81 del D.P.R. n. 115/02) né apprezzabili esigenze di carattere sistematico o afferenti alla protezione degli interessi coinvolti. D’altro canto, la continuità di iscrizione non è richiesta, ad esempio, per maturare l’anzianità necessaria al fine dell’iscrizione nell’Albo speciale per il patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori (cfr. parere 114/15); al contrario, il riferimento al requisito della continuatività, ove richiesto, è espressamente previsto, come dimostrano ad esempio le Linee guida nazionali interpretative in materia di difese d’ufficio, approvate dal Consiglio nazionale forense il 30 novembre 2016 (cfr. art. 1, par. 5). Consiglio nazionale forense, 24 maggio 2017, n. 40 ...
Avvocati stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 59 - 3
Avvocati stabiliti: i presupposti per la dispensa dalla prova attitudinale Al fine di conseguire la dispensa dalla prova attitudinale, l’esercizio della professione forense da parte dell’avvocato stabilito deve essere: a) di durata non inferiore a tre anni scomputando gli eventuali periodi di sospensione; b) effettivo e quindi non formale o addirittura fittizio; c) regolare e quindi nel rispetto della legge forense e del codice deontologico; d) con il titolo professionale di origine. In ogni caso, il Consiglio dell’Ordine ha ampi poteri istruttori in relazione alla concessione della dispensa in parola. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 59 ...
Avvocati stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 59 - 2
Avvocati stabiliti: la dispensa dalla prova attitudinale L’art. 22 D.Lgs. n. 206/2007 non ha implicitamente abrogato il meccanismo di dispensa dalla prova attitudinale di cui agli artt. 12 e 13 del D. Lgs. 96/2001, sicché per l’accesso alla professione di avvocato all’esito di un periodo di stabilimento resta ferma – pur dopo il 2007 – la doppia via dell’integrazione all’esito del superamento della prova attitudinale, e dell’integrazione a seguito di dispensa dalla prova medesima. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 59 ...
Avvocati stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 59
Avvocati stabiliti: la Procura Generale può impugnare la delibera di dispensa dalla prova attitudinale Il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte D’Appello è attivamente legittimato ad impugnare la delibera con la quale il Consiglio territoriale abbia pronunciato la dispensa dalla prova attitudinale per l’avvocato stabilito, ai sensi dell’art. 13, comma 4, quarto periodo, D. Lgs. n. 96/2001, avente carattere di norma speciale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 10 maggio 2017, n. 59 ...
Avvocati stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 marzo 2017, n. 27 - 2
Avvocati stabiliti: esclusa l’applicabilità del silenzio-assenso al procedimento di iscrizione L’istituto del silenzio-assenso non opera con riferimento al procedimento di iscrizione nella Sezione speciale dell’Albo degli Avvocati Stabiliti, sia per espressa esclusione normativa (art. 45, co. 7, D.Lgs. n. 59/2010), sia per l’espresso rimedio di adire il CNF avverso l’inerzia del COA (art. 6, co. 8, D.Lgs. n. 96/2001). In ogni caso, il provvedimento espresso di rigetto da parte del COA, comunque intervenuto, sarebbe senz’altro preclusivo alla formazione del silenzio assenso, a nulla rilevando che il provvedimento reiettivo stesso sia “comunicato” all’interessato dopo la scadenza del termine entro cui provvedere sulla domanda di iscrizione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 marzo 2017, n. 27 ...
Avvocati Stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 marzo 2017, n. 27
Avvocati Stabiliti: i due presupposti dell’abuso del diritto comunitario I cittadini comunitari hanno il diritto di scegliere, da un lato, lo Stato membro nel quale desiderano acquisire il loro titolo professionale e, dall’altro, quello in cui hanno intenzione di esercitare la loro professione. L’abuso di tale diritto richiede la presenza di un elemento oggettivo (lo scopo perseguito dalla normativa dell’Unione non deve essere stato raggiunto, nonostante il rispetto formale della medesima) e di un elemento soggettivo (deve emergere una volonta` di ottenere un vantaggio indebito). In assenza di tali presupposti, la domanda di iscrizione dell’Abogado nella Sezione Speciale dell’Albo degli Avvocati Stabiliti non puo` essere legittimamente respinta ma deve essere accolta in forza del principio comunitario del mutuo riconoscimento del titolo presentato dal migrante. Resta peraltro fermo il potere-dovere del COA di verifica dei requisiti per l’iscrizione nell’Albo ordinario degli avvocati, da esercitarsi al momento della richiesta dell’avvocato stabilito di accedere a detto Albo decorso il triennio di cui all’art. 12 del D.Lvo n. 96/2001. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 marzo 2017, n. 27 ...
Avvocati stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 marzo 2017, n. 21
Avvocati stabiliti dalla Romania e abilitazione all’esercizio della professione di Avocat rilasciata da soggetto non legittimato L’iscrizione nella sezione speciale degli avvocati stabiliti annessa all’albo è subordinata alla iscrizione dell’istante presso la competente organizzazione professionale dello Stato membro di origine (art. 6, co. 2, D.Lgs. n. 96/2001). In difetto di tale presupposto, la cancellazione in autotutela dell’eventuale iscrizione erroneamente effettuata può intervenire in ogni tempo in forza del principio di legalità, non sussistendo per converso alcun diritto acquisito dell’istante all’iscrizione (Nel caso di specie, il COA di appartenenza aveva provveduto alla cancellazione dell’iscritto per insussistenza del requisito di cui all’art 2 D.lgs 96/2001, dopo aver appreso che il professionista risultava aver ottenuto il titolo di Avocat da soggetto non legittimato in Romania al rilascio dell’abilitazione all’esercizio della professione legale. La delibera di cancellazione veniva quindi impugnata al CNF, che, in applicazione del principio di cui in massima, ha rigettato il ricorso). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 marzo 2017, n. 21 ...
Iscrizione all’Albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 marzo 2017, n. 15 - 2
Il rigetto della domanda di iscrizione all’Albo presuppone la preventiva audizione del richiedente Il rigetto della domanda di iscrizione all’Albo degli avvocati o al Registro dei praticanti può essere deliberato solo dopo aver sentito personalmente il richiedente (art. 17 L. n. 247/2012), a pena di invalidità della decisione stessa per error in procedendo cioè a prescindere dalla sua eventuale fondatezza nel merito (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha annullato la delibera impugnata). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 marzo 2017, n. 15 ...
Iscrizione all’albo - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 marzo 2017, n. 15
Annullamento del rigetto dell’iscrizione all’albo e successiva competenza all’iscrizione stessa Nel caso di annullamento, da parte del CNF, del provvedimento di rigetto della domanda di iscrizione all’albo professionale, all’iscrizione stessa provvede il competente Consiglio dell’Ordine (con ogni eventuale, conseguente determinazione anche in punto di decorrenza degli effetti della iscrizione), giacché l’art. 17, co. 7, L. n. 247/2012 riguarda esclusivamente i casi in cui il Consiglio locale non provveda nel termine di legge sulla richiesta di iscrizione. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 marzo 2017, n. 15 ...
Avvocati stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 400
Avvocati stabiliti dalla Romania e abilitazione all’esercizio della professione di Avocat rilasciata da soggetto non legittimato L’iscrizione nella sezione speciale degli avvocati stabiliti annessa all’albo è subordinata alla iscrizione dell’istante presso la competente organizzazione professionale dello Stato membro di origine (art. 6, co. 2, D.Lgs. n. 96/2001). In difetto di tale presupposto, la cancellazione in autotutela dell’eventuale iscrizione erroneamente effettuata può intervenire in ogni tempo in forza del principio di legalità, non sussistendo per converso alcun diritto acquisito dell’istante all’iscrizione (Nel caso di specie, il COA di appartenenza aveva provveduto alla cancellazione dell’iscritto per insussistenza del requisito di cui all’art 2 D.lgs 96/2001, dopo aver appreso che il professionista risultava aver ottenuto il titolo di Avocat da soggetto non legittimato in Romania al rilascio dell’abilitazione all’esercizio della professione legale. La delibera di cancellazione veniva quindi impugnata al CNF, che, in applicazione del principio di cui in massima, ha rigettato il ricorso). Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2016, n. 400 ...
Avvocati Stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 378
Avvocati Stabiliti: i due presupposti dell’abuso del diritto comunitario I cittadini comunitari hanno il diritto di scegliere, da un lato, lo Stato membro nel quale desiderano acquisire il loro titolo professionale e, dall’altro, quello in cui hanno intenzione di esercitare la loro professione. L’abuso di tale diritto richiede la presenza di un elemento oggettivo (lo scopo perseguito dalla normativa dell’Unione non deve essere stato raggiunto, nonostante il rispetto formale della medesima) e di un elemento soggettivo (deve emergere una volonta` di ottenere un vantaggio indebito). In assenza di tali presupposti, la domanda di iscrizione dell’Abogado nella Sezione Speciale dell’Albo degli Avvocati Stabiliti non puo` essere legittimamente respinta ma deve essere accolta in forza del principio comunitario del mutuo riconoscimento del titolo presentato dal migrante. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 dicembre 2016, n. 378 ...
Il praticante avvocato può rimanere iscritto nel Registro senza limiti di tempo L’art. 8 R.D.L. n. 1578/1933 non pone alcun limite di durata all’iscrizione nel Registro dei praticanti Avvocati, sicché deve ritenersi illegittima la cancellazione disposta nei confronti del praticante pur a seguito della scadenza del termine massimo di sei anni per l’esercizio del patrocinio. La norma regolamentare per lo svolgimento della pratica forense approvata dal Consiglio dell’ordine territoriale che modifichi la predetta legge è illegittima e, come tale, deve essere disapplicata. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 novembre 2015, n. 169 NOTA: In arg. cfr. ora l’art. 17, co. 10 e 11, L_247_2012_: 10. La cancellazione dal registro dei praticanti e dall’elenco allegato dei praticanti abilitati al patrocinio sostitutivo è deliberata, osservata la procedura prevista nei commi 12, 13 e 14, nei casi seguenti: a) se il tirocinio è stato interrotto senza giustificato motivo per oltre sei mesi. L’interruzione è in ogni caso giustificata per accertati motivi di salute e quando ricorrono le condizioni per l’applicazione delle disposizioni in materia di maternità e di paternità oltre che di adozione; b) dopo il rilascio del certificato di compiuta pratica, che non può essere richiesto trascorsi sei anni dall’inizio, per la prima volta, della pratica. L’iscrizione può tuttavia permanere per tutto il tempo per cui è stata chiesta o poteva essere chiesta l’abilitazione al patrocinio sostitutivo; c) nei casi previsti per la cancellazione dall’albo ordinario, in quanto compatibili. 11. Gli effetti della cancellazione dal registro si hanno: a) dalla data della delibera, per i casi di cui al comma 10; b) automaticamente, alla scadenza del termine per l’abilitazione al patrocinio sostitutivo. ...
La mancata preventiva audizione dell’interessato nel procedimento di cancellazione amministrativa dall’albo In tema di cancellazione dall’albo degli avvocati di natura amministrativa e non disciplinare, deve ritenersi che la chiarissima, per quanto risalente, norma prevista dall’art. 37, comma 2, L.P. (ora, art. 17 L. n. 247/2012), debba essere interpretata alla luce dei principi costituzionali (artt. 3, 24 e 97 Cost.) e della legislazione ordinaria in materia di pubblicità e trasparenza della Pubblica Amministrazione (condensati nella legge n. 241 del 1990 e successive modifiche), posto che l’atto finale della cancellazione incide direttamente su posizioni soggettive, che trovano tutela anche nell’ordinamento costituzionale, quali il diritto al lavoro (art. 4 Cost.). Ne consegue che la cancellazione amministrativa non può essere disposta se non dopo aver sentito l’interessato nelle sue giustificazioni, il quale deve essere posto in condizione di conoscere le ragioni specifiche per cui è stato avviato il procedimento che lo riguarda, di apprestare le proprie difese e di illustrarle anche oralmente, mentre d’altra parte l’annullamento del provvedimento di cancellazione lascia impregiudicato l’esercizio dei poteri connessi alla tenuta degli albi affidati dalla legge professionale al Consiglio dell’ordine locale. Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 11 novembre 2015, n. 169 ...
i presupposti per la dispensa dalla prova attitudinale Al fine di conseguire la dispensa dalla prova attitudinale, l’esercizio della professione forense da parte dell’avvocato stabilito deve essere: a) di durata non inferiore a tre anni scomputando gli eventuali periodi di sospensione; b) effettivo e quindi non formale o addirittura fittizio; c) regolare e quindi nel rispetto della legge forense e del codice deontologico; d) con il titolo professionale di origine. Ove difetti il soddisfacimento delle condizioni suddette, non rileva, al fine di ottenere la dispensa in parola, l’esercizio della professione con un titolo diverso e soprattutto proprio con il titolo che il professionista stabilizzato mira a conseguire mediante la dispensa dalla prova attitudinale; esercizio che deve qualificarsi abusivo e che lede l’affidamento del cliente in ordine all’effettiva abilitazione del professionista (estera e non già nazionale) e quindi alla sua piena idoneità professionale nel contesto del diritto interno. Anzi l’esercizio della professione di avvocato senza aver conseguito in Italia la relativa abilitazione ovvero l’iscrizione mediante dispensa ai sensi dell’art. 12 cit. integra la condotta materiale del reato, previsto dall’art. 348 c.p., di abusivo esercizio di una professione.Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 5073 del 15 marzo 2016...
Avvocati Stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 luglio 2015, n. 113
trasferirsi all’estero per beneficiare della normativa straniera più favorevole non costituisce, di per sé, abuso del diritto Il fatto che un cittadino di uno Stato membro ed ivi laureatosi si rechi in un altro Stato membro al fine di acquisirvi la qualifica professionale di avvocato allo scopo di beneficiare della normativa piu' favorevole e faccia subito ritorno nello Stato membro di cui e' cittadino per esercitarvi la professione di avvocato, con il titolo professionale ottenuto nello Stato membro in cui tale qualifica e' stata acquisita, non costituisce, di per se´, un abuso del diritto di stabilimento (art. 3 direttiva 98/5) (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha accolto il ricorso avverso la delibera con la quale il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati aveva rigettato l’istanza di iscrizione nella Sezione Speciale dell’Albo degli Avvocati Stabiliti).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 luglio 2015, n. 113...
Avvocati stabiliti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 maggio 2015, n. 72
Avvocati stabiliti: escluso il controllo sull’esercizio professionale effettivo, effettuata dal COA durante il triennio di stabilimento - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 maggio 2015, n. 72 In tema di iscrizione degli avvocati stabiliti nella Sezione Speciale dell’Albo, la prova dell’esercizio professionale effettivo può essere richiesta dal COA iscrivente solo una volta maturati i tre anni di iscrizione in qualità di avvocato stabilito, in sede di richiesta di integrazione del professionista nell’albo ordinario, ai fini della dispensa dalla prova attitudinale, mentre durante il triennio di stabilimento il COA potrà verificare unicamente il permanere dei requisiti per l’iscrizione nella Sezione speciale, quindi escluse altre e diverse circostanze, come quelle relative alle modalità di svolgimento dell’attività professionale, le quali potranno essere verificate e valutate unicamente al termine del triennio ed ai fini della decisione sulla successiva domanda d’integrazione nell’Albo degli Avvocati, dovendosi escludere che le stesse circostanze possano dar luogo alla revoca dell’iscrizione, permanendo in ogni caso, in presenza dei requisiti di legge, il diritto dell’Avvocato proveniente da Paese membro dell’Unione Europea a rimanere iscritto nella sezione speciale dell’Albo. (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha disapplicato il Regolamento del COA appellato, il quale prevedeva che rientrerebbe tra i compiti del Consiglio «verificare il regolare ed effettivo esercizio dell’attività professionale con il proprio Avvocato d’intesa e nel distretto di competenza» ivi altresì affermandosi che la verifica dell’esercizio effettivo e regolare della professione avverrebbe ai fini della sua integrazione nell’albo ordinario, al termine del triennio, ovvero anche prima in presenza dei requisiti previsti dalla legge, qualora l’interessato proponga domanda di dispensa dalla prova attitudinale, ai sensi dell’art. 13 d.lgs. 96/2001).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 25 maggio 2015, n. 72...

References: art. 133
 sentenza 
 sentenza 
 art. 17
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 37
 sentenza 
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 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 10
 sentenza 
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 sentenza 
 sentenza 
 art. 37
 art. 45
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
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 sentenza 
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 sentenza 
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 sentenza 
 art. 17
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