Source: https://renatodisa.com/2017/04/03/corte-di-cassazione-sezione-iii-civile-sentenza-28-febbraio-2017-n-5039/
Timestamp: 2018-12-15 21:05:05+00:00

Document:
La Corte d’appello – sostiene la ricorrente – ha ritenuto che per stabilire se il conduttore entrante eserciti o meno un’attivita’ affine a quella svolta dal conduttore uscente, dopo l’abrogazione delle tabelle merceologiche l’unico criterio richiesto dalla L. n. 392 del 1978, articolo 34, e’ quello della “affinita’”, criterio che e’ stato escluso per il solo fatto che i prodotti venduti dalle due imprese succedutesi nella locazione fossero identici per genere (abbigliamento), ma diversi per specie (foggia e taglie).
(a) sia perche’ la L. n. 392 del 1978, articolo 34, la’ dove richiama le “tabelle merceologiche” di cui all’abrogata L. 11 giugno 1971, n. 426, compie una relatio perfecta o rinvio recettizio alla norma richiamata: con la conseguenza che le successive modifiche di quest’ultima non riverberano effetti sulla norma richiamante, nel cui nucleo precettivo la norma richiamata si e’ “cristallizzata”; di conseguenza, l'”affinita’” richiesta dalla legge sussiste non solo nel caso di vendita di prodotti identici, ma anche nel caso di vendita di prodotti rientranti nella medesima tabella merceologica, come nel caso di specie;
(b) l’attivita’ iniziata dal conduttore entrante e’ “affine” a quella precedentemente svolta nel medesimo immobile dal conduttore uscente, costituendo l’appartenenza alla medesima tabella merceologica il “perimetro” entro il quale va ricondotta la valutazione dell'”affinita’”.
Il concetto di “affinita’” richiesto dalla L. n. 392 del 1978, articolo 34, comma 2, ovviamente non puo’ coincidere con quello di “identita’”, altrimenti la norma sarebbe inutile: che l’indennita’ spetti nel caso di identita’ tra l’attivita’ svolta dal conduttore uscente quella svolta dal conduttore entrante e’ infatti gia’ previsto dal primo periodo dell’articolo 34, comma 2, L. cit..
Per spiegare il concetto di “affinita’” tra le attivita’ svolte nel medesimo immobile da due conduttori successivi occorre prendere le mosse dalla genesi e dalla ratio dell’articolo 34 L. cit., come correttamente intuito dalla Corte d’appello, sebbene sia poi pervenuta a conclusioni non condivisibili.
Se dunque son questi i presupposti della L. n. 392 del 1978, articolo 34, comma 2, per i fini in esso previsti l'”affinita’” tra due attivita’ commerciali deve ritenersi sussistente in tutti i casi in cui l’attivita’ esercitata dal conduttore entrante possa teoricamente avvantaggiarsi dell’avviamento sviluppato dal conduttore uscente.
Il giudizio di “affinita’” non postula affatto una “sovrapponibilita’” delle clientele, come opinato la Corte territoriale; pertanto va formulato, nell’ambito di attivita’ facenti riferimento alla medesima tabella merceologica, non in base al contenuto oggettivo dell’attivita’ svolta, ma in base all’idoneita’ della nuova attivita’ a sottrarre clientela – anche solo in parte alla vecchia, se posa ritenersi che questa preferira’ frequentare il nuovo esercizio, piuttosto che inseguire il vecchio nella sua nuova collocazione. Cosi’, ad esempio, una orologeria non vende gioielli, ma puo’ intercettare una porzione della clientela di una preesistente gioielleria esercitata nel medesimo locale; e parimenti una pizzeria non vende hamburger, ma puo’ intercettare una porzione della clientela di un preesistente “pub”.
Cosi’ decidendo, pero’, la Corte d’appello ha errato non gia’ nell’accertare in facto se le attivita’ svolte dalla (OMISSIS) e dalla (OMISSIS) fossero affini (il che costituisce un giudizio di merito non sindacabile in questa sede), ma ha errato nell’individuare in iure i criteri con cui compiere il giudizio di affinita’. Dire, infatti, che se gli abiti offerti in vendita da due attivita’ commerciali sono diversi per foggia o taglia, quelle attivita’ hanno necessariamente clientele diverse, significa far dipendere l'”affinita’” tra le attivita’ svolte dal conduttore entrante e da quello uscente dal loro contenuto oggettivo, falsamente applicando l’articolo 34, comma 2, L. cit..
(B) La “affinita’” tra l’attivita’ esercitata nell’immobile locato dal conduttore uscente, e quella intrapresavi dal conduttore entrante, va accertata non gia’ in base al contenuto oggettivo dei servizi o prodotti offerti al pubblico, ma in base alla astratta idoneita’ dell’attivita’ entrante ad intercettare anche solo in parte la clientela dell’attivita’ uscente. Viola, pertanto, la L. 27 luglio 1978, n. 392, articolo 34, comma 2, il giudice che escluda la suddetta affinita’ per il solo fatto che il conduttore uscente e quello entrante vendano beni della stessa natura, ma di foggia, stile o marchio diversi.
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 6 aprile 2017, n....

References: articolo 34
 articolo 34
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