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Timestamp: 2020-07-03 13:58:43+00:00

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Conferme telefoniche, Certificati, Certificati storici, Ricerche genealogiche - Comune di Massa Marittima
Comune di Massa Marittima > Servizi Demografici > Conferme telefoniche, Certificati, Certificati storici, Ricerche genealogiche
CONFERME ANAGRAFICHE: le notizie anagrafiche possono essere fornite soltanto in forma di certificato come indicato dall’art. 33 del D.P.R. 223/1989. IN NESSUN CASO VERRANNO FORNITE INFORMAZIONI ANAGRAFICHE O “CONFERMA DATI” A MEZZO TELEFONO O POSTA ELETTRONICA
CERTIFICATI : Tutti i certificati anagrafici sono soggetti ad imposta di bollo (art.1 legge n.642/1972) e a diritti di segreteria (tabella D Legge n.604/1962), ad eccezione una norma di legge non ne preveda l’esenzione. Imposta di bollo pari a € 16,00 . Gli importi per i diritti di segreteria sono di Euro 0,50 se il certificato è in bollo, 0,25 se in carta libera. Se il certificato che si richiede è per un uso per la quale la legge ne prevede l’esenzione, sulla richiesta deve essere riportata la norma che prevede l’esenzione. Richieste di esenzione generiche o del tipo “Uso Amministrativo” o “art.4, tab.B., d.P.R. 642/1972”, o che non siano coerenti con il tipo di documento richiesto (quali certificati richiesti per un evidente uso da parte di altre Pubbliche Amministrazioni, in considerazione del divieto da parte di queste di richiedere ai diretti interessati o accettare da questi certificati rilasciati da altre pubbliche amministrazioni, vedi Art. 15 legge 183/2011), non verranno prese in considerazione in quanto non pertinenti. Le esenzioni costituiscono previsioni normative di carattere eccezionale che proprio per la loro pecularietà, non possono essere applicate oltre i casi espressamente previsti, pochè si sovvertirebbe il rapporto regola/eccezione voluto dal legislatore, quando ha dettato la disciplina eccezionale (Agenzia delle entrate, Direzione centrale normativa e contenzioso, risoluzione n.132/E del 13/11/2006). Tutte le richieste inoltrate in forma scritta devono allegare la fotocopia di un documento d’identità del richiedente. L’utilizzo di certificati rilasciati in esenzione da bolli e spese per fini diversi da quelli indicati sul certificato è una violazione della normativa fiscale vigente. L’art. 22 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 stabilisce che sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta e delle eventuali sopratasse e pene pecuniarie tutti i soggetti che hanno sottoscritto, ricevuto e accettato e negoziato atti e documenti non in regola con l’imposta o che degli stessi facciano uso.
D.P.R. 223/1989 (regolamento anagrafico), art. 35 (Contenuto dei certificati anagrafici), comma 2: non costituiscono materia di certificazione le notizie riportate nelle schede anagrafiche concernenti:
— la professione, arte o mestiere,
— la condizione non professionale,
— il titolo di studio,
— il domicilio digitale,
— la condizione di senza fissa dimora
— il titolo di soggiorno.
Certificato contestuale (cumulativo) Si usa quando è necessario certificare più informazioni che riguardano la stessa persona ( residenza, stato di famiglia, esistenza in vita, stato civile, diritti elettorali, cittadinanza , ecc….) . Il richiedente deve indicare quali informazioni deve contenere il ceritificato.
Certificati anagrafici con indicato il luogo di emigrazione richiesti da privati, possono essere rilasciati solamente a studi legali per notifica di atti giudiziari, come disposto dal ministero dell’interno con circolare n.11/2003 del Ministero dell’Interno. Inoltre i certificati relativi a persone emigrate o cancellate possono essere richiesti sulla base di quanto previsto dalla normativa sull’accesso degli atti amministrativi (artt.22 e segg. della L. n.241/1990).
Come disposto dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n.24/E del 18 aprile 2016, i certificati anagrafici richiesti dagli studi legali ad uso notifica atti giudiziari, sono esenti dall’imposta di bollo sulla base di quanto previsto dall’art.18 del d.P.R. n.115/2002.
Certificati per notifica atti stragiudiziali
Le attività stragiudiziali si svolgono al di fuori da specifiche regolamentazioni dei codici procedurali, senza il controllo del giudice, svincolate da forme e termini di legge. Pertanto la certificazione anagrafica ad uso “notifica atti stragiudiziali” è soggetta alla ordinaria imposta di bollo ai sensi dell’art.4 tariffa allegato A al d.P.R. n.642/1972 e ai corrispondenti diritti di segreteria
Il datore di lavoro per l’iscrizione del dipendente all’INPS (il cosiddetto “uso lavoro”) o per il pagamento dei cosiddetti ASSEGNI FAMIGLIARI da parte degli istituti di previdenza sociale, richiede di conoscere la residenza o lo stato di famiglia dei propri dipendenti. Tali istituti non possono, per legge (d.P.R. n.445/2000), richiedere certificati anagrafici ai cittadini, ma debbono accettare l’AUTOCERTIFICAZIONE da essi compilata (che non comporta alcun costo). Certificati anagrafici richiesti dal datore di lavoro sono soggetti al pagamento dell’imposta di bollo, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate Emilia Romagna in data 15/06/2012.
L’art.15 del d.P.R. n.601/1973 prevede l’esenzione da imposte per i documenti necessari per il rilascio di mutui, ma il Ministero delle finanze con risoluzione n. 452200 del 29.11.1989 e n.159 del 22.07.1996, ha negato la possibilità che i certificati anagrafici siano esenti da bollo, in quanto atti prodromici e non necessari al rilascio del mutuo stesso. L’esenzione è possibile esclusivamente per mutui già concessi e per l’esecuzione, modifica ed estinzione dei medesimi (vedi anche l’art.2, c.1-bis, del d.L. n.220/2004).
Nella dichiarazione di successione il contribuente attesta con autocertificazione i fatti, stati e qualità personali in conformità a quanto stabilito dall’art.46 del d.P.R. n.445/2000, e non è possibile allegare alla dichiarazione di successione i documenti previsti dall’art.30 del d.Lgs. n.346/1990. Nei confronti di privati, certificati ed autentiche sono soggetti al pagamento dell’imposta, ai sensi del combinato disposto degli artt.1 e 4 , tab.A, del d.P.R. n.642/1972 (Agenzia delle entrate, Direzione regionale del Piemonte, n.27085/06 del 8.06.2006; Agenzia delle Entrate, Direzione Centrale Normativa del 29/03/2010, nonché, sul rilascio del Certificato di Destinazione Urbanistica, l’Agenzia delle Entrate di Trento del 14/03/2013 prot.906-23298/2013).
Il fine dei fondi, come Cometa, Fonchim, Concreto, Arco, ecc., è di assicurare una copertura pensionistica complementare ai lavoratori dei vari settori per integrare quella offerta dal sistema previdenziale obbligatorio. I fondi sono istituiti sulla base di accordi tra le organizzazioni sindacali e quelle imprenditoriali di specifici settori e sono alimentati dal trattamento di fine rapporto che il lavoratore matura ed eventualmente da contributi del datore di lavoro e del lavoratore stesso. La disciplina delle forme pensionistiche complementari, di cui al d. lgs. n.124/1993, comporta l’esercizio di una facoltà, quale l’adesione al sistema previdenziale integrativo, e non un obbligo, come richiesto invece dall’art. 9 della Tabella all. B al DPR 642/72 per godere dell’esenzione dall’imposta di bollo. Pertanto il rilascio di certificati per tali tipologie di fondi pensione è soggetta all’imposta di bollo.
Per tali certificati era prevista l’esenzione dall’imposta di bollo prima dell’emanazione del d.P.R. n.642/1972, ma da allora l’esenzione non è più stata prevista. Anche ipotesi di procedure coattive per il recupero dei canoni, non rientrano tra le previsioni di esenzione del contributo unificato per spese di giustizia (d.P.R. n.115/2002).
Per tali documenti è prevista un’esenzione dall’imposta di bollo ai sendsi dell’art.13, tab.B, del d.P.R. 642/1972, ma è necessario fare una distinzione: mentre per i documenti destinati ai procedimenti di adozione, filiazione, affidamento, assistenza dei minori, è sufficiente dichiarare l’uso per ottenere l’esenzione dall’imposta, per i procedimenti di curatela di inabilitati, amministratori di sostegno, è necessario che il richiedente rivesta la qualità di parte processuale (circolare del Ministero della Giustizia del 1/02/2007, prot.14803), ovvero che il procedimento per il riconoscimento del tutore o dell’amministratore di sostegno in sede giudiziaria sia già iniziato. Sono esenti anche gli atti successivi all’adozione del provvedimento da parte del magistrato.
Certificati richiesti dal difensore d’ufficio ai fini del recupero dei suoi crediti nei confronti dell’assistito insolvente
Certificati anagrafici ad uso usocapione
I certificati anagrafici ‘ad uso usucapione’ non rientrino in alcuna previsione esentativa di legge, art. 18 del D.P.R. 115/2002 compreso, e siano perciò soggetti all’ordinaria imposta di bollo ai sensi dell’art. 4 della tariffa alleg. A al D.P.R. 642/1972 e relativi diritti di segreteria. Non risulta alcuna norma generale che sancisca l’esenzione dall’imposta di bollo (tra l’altro) della certificazione anagrafica per i procedimenti in materia civile e amministrativa — come invece è rinvenibile in materia penale sia per effetto dell’art. 3 della tabella alleg. B al D.P.R. 642/1972 (Disciplina dell’imposta di bollo) che dell’art. 18 del D.P.R. 115/2002 (T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia di spese di giustizia). È assodato per costante giurisprudenza della Cassazione che le esenzioni fiscali costituiscono previsioni
normative di carattere eccezionale che, proprio per la loro peculiarità, non possono essere applicate oltre i casi espressamente previsti, poichè si sovvertirebbe altrimenti il rapporto regola/eccezione voluto dal legislatore, quando ha dettato la disciplina eccezionale (cf. tra altri Agenzia delle entrate, risoluzione n. 132/E del 13 novembre 2006). Non va poi trascurata la responsabilità personale per il pagamento dell’imposta e delle eventuali sanzioni in capo al funzionario che sottoscrive gli atti/certificati non in regola con le disposizioni in materia di bollo (art. 22 del D.P.R. 642).
Certificati per uso sportivo : tabella allegato B DPR n. 642/19972 art. 8 bis – i certificati richiesti dalle societa’ sportive su disposizione delle rispettive federazioni e di enti ed associazioni di promozione sportiva di appartenenza sono esenti da imposta di bollo
Certificati per uso divorzio e separazione: art. 19, legge 06.03.1987 n. 74 – esenti da imposta di bollo
I certificati anagrafici sono rilasciabili unicamente se richiesti da soggetti diversi da: Pubbliche Amministrazioni, Gestori di pubblici servizi o se richiesti per documenti da presentare all’estero. Quindi, se il certificato deve essere presentato ad una Pubblica Amministrazione o ad un gestore di pubblico servizio si deve utilizzare l’autocertificazione. Infatti dal 1° gennaio 2012, con l’entrata in vigore dell’art. 15 della legge 183/2011, nei rapporti con gli organi della Pubblica Amministrazione e con i Gestori di Pubblici Servizi, i certificati sono sempre sostituiti dalla dichiarazione sostitutiva di certificazione. E’ ammesso il rilascio di certificati a soggetti privati rivolti alla Pubblica Amministrazione, esclusivamente nei seguenti casi:
Certificati diretti ad uffici giudiziari nell’ambito della loro attività giurisdizionale;
Il certificato anagrafico NON contiene, l’indicazione dei gradi di parentela, così come previsto dalle Circolari del Ministero dell’Interno n. 11/1996 e n. 3/1997.
La funzione del certificato anagrafico storico non è quella di dar conto di un albero genealogico idoneo a dimostrare relazioni parentali (e/o eventuali eredi) ma solo di chi si trovava dimorante abitualmente in un determinato posto (indirizzo) in un certo momento: attuale (all’atto del rilascio del certificato) o nel passato (in una certa data). In questo senso si è espresso il Ministero dell’Interno (quesito del 02/12/2003) affermando che il certificato di famiglia storico è unicamente ancorato all’abitazione ed alle persone che in essa hanno convissuto e convivono, indipendentemente dai vincoli di parentela. Esso non può perciò dare certezza circa le relazioni di parentela intercorrenti tra persone coabitanti e, oltretutto, nulla dice circa l’esistenza di eventuali altri vincoli tra persone ed altre non coabitanti, essendo la funzione dell’anagrafe essenzialmente quella di rilevare la presenza stabile, comunque situata, di soggetti nel territorio comunale.
Non si tratta di attestazioni relative agli eredi. A tal proposito si riporta il parere del Ministero dell’Interno del 20.10.2006: “l’Ufficiale d’anagrafe, a mente dell’art. 33, comma 1, del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223, rilascia, a chiunque ne faccia richiesta, fatte salve le limitazioni di legge, il certificato di residenza e lo stato di famiglia. A norma del successivo comma del medesimo articolo, inoltre, può certificare o attestare “d’ordine del Sindaco”, pur con limitazioni, ogni altra posizione desumibile da atti anagrafici. Pertanto, la certificazione concernente i successibili per legge NON risulta contemplata.”
Validità dei certificati:I certificati sono validi sei mesi.
In base all’art. 41 del D.P.R. n. 445 del 28.12.2000, possono essere usati anche dopo la scadenza se si dichiara in calce che le informazioni contenute non sono cambiate e si appone la propria firma.
CERTIFICATI STORICI: Sono attestazioni che riguardano situazioni e dati “pregressi” (cioè non riferiti al periodo attuale), conservati negli archivi anagrafici del Comune. Possono essere certificati: • STATO DI FAMIGLIA ORIGINARIO ( riferito alla composizione della famiglia anagrafica alla data di istituzione dello stato di famiglia) • STATO DI FAMIGLIA STORICO AD UNA DETERMINATA DATA ( riferito alla composizione della famiglia anagrafica alla data indicata dal richiedente) • CERTIFICATO DI RESIDENZA STORICO ( riporta tutti i cambi di indirizzo relativi alla residenza nel Comune dalla data di prima iscrizione fino alla data della domanda) • CERTIFICATO DI EMIGRAZIONE (riporta la data e il luogo di emigrazione da Massa Marittima). Possono essere richiesti da chiunque sia maggiorenne e sia titolare di un interesse giuridicamente tutelato all’accesso a tali informazioni (art. 35 DPR 223/1989 – art. 22 comma 1 lettera b legge 241/1990) in forma scritta . “In caso di domanda di accesso ai documenti amministrativi il soggetto richiedente deve specificare il nesso che lega il documento richiesto alla propria posizione soggettiva, ritenuta meritevole di tutela; detta domanda deve, inoltre, indicare i presupposti di fatto idonei a rendere percettibile l’interesse specifico, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento “ (Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 22.06.2012 n° 3683, art. 22, co. 1, lett. B), L. 7 agosto 1990, n. 241.). La certificazione storica con consultazione manuale d’archivio non viene rilasciata in tempo reale allo sportello. I tempi di rilascio variano fino a un massimo di 30 giorni. Nel caso in cui fosse necessaria una ricerca manuale più complessa , i tempi potrebbero risultare superiori. I certificati sono tutti rilasciati in bollo da euro 16,00, salvo i casi di esenzione previsti dal DPR 642/1972 Tabella B e successive modificazioni ed integrazioni, nonché da leggi speciali. Il motivo di esenzione dichiarato dal richiedente verrà inserito sul certificato emesso. La richiesta deve contenere i dati anagrafici completi del richiedente ( nome, cognome, luogo e data di nascita, citta’ e via di residenza, numero telefonico ); descrivere dettagliatamente l’interesse giuridicamente tutelato – in assenza del quale la richiesta verrà considerata inammissibile – ; indicare elementi per l’identificazione dell’intestatario del certificato; uso del certificato stesso per la determinazione dell’applicazione dell’imposta di bollo; marca da bollo da € 16,00 per certificato richiesto, diritti di segreteria in moneta ( € 0,26 per certificato esente da imposta di bollo, € 0,52 per certificato rilasciato in marca da bollo) , firma del richiedere. Allegare copia del documento di riconoscimento in corso di validita’ del richiedente. In caso di richiesta di invio certificati per servizio postale allegare una busta gia’ affrancata con l’indirizzo a cui inviare la certificazione.
L’ufficiale d’anagrafe può legittimamente rifiutare di effettuare ricerche non legate a nominativi o dati precisi forniti dal richiedente; Esempio: il cittadino non può pretendere che l’ufficiale d’anagrafe cerchi gli eredi di una persona o segua la linea retta o collaterale alla ricerca dell’ascendenza o della discendenza. Questo non è affatto compito dell’ufficiale d’anagrafe! nella maniera più assoluta! anche perchè si assumerebbe una responsabilità che non gli compete e che non potrebbe mai assumersi con certezza! Al contrario, l’ufficiale d’anagrafe, se la richiesta risulterà legittima, dovrà limitarsi a cercare lo stato di famiglia e/o le schede individuali della persona o delle persone indicate chiaramente dal richiedente e certificarne i dati desunti dagli stessi o, al massimo, da quelli collegati in sede di archiviazione. Inoltre, l’unica modalità legittima con cui si possono fornire tali dati è quella del certificato o dell’attestato. Caso mai sarà poi il cittadino, tramite i dati riportati sul o sui certificati storici, ad effettuare i collegamenti parentali al fine di ricostruire la sua ascendenza.
RICERCHE GENEALOGICHE: Per quanto riguarda i dati storici, occorre fare riferimento alla disposizione dell’art. 35, comma 4 del DPR n. 223/89, che dispone: “previa motivata richiesta, l’ufficiale d’anagrafe rilascia certificati attestanti situazioni anagrafiche pregresse”. Per poter ottenere dati desunti da atti pregressi e cioè archiviati, è necessario presentare domanda scritta e motivata; naturalmente non sarà sufficiente una motivazione qualsiasi, ma è indispensabile che si tratti di una motivazione “giuridicamente tutelata” così come prevede l’art. 22, comma 1, lett. b) della legge n. 241/90 in materia di diritto di accesso agli atti della pubblica amministrazione. Questo significa che la richiesta di accesso agli atti anagrafici (ricerca storica) finalizzata, genericamente, alla ricostruzione dell’albero genealogico deve essere respinta per mancanza di motivazione giuridicamente tutelata. . A tal proposito si riporta quanto comunicato dal Ministro dell’Interno in data 2/12/2013: “In base alla normativa anagrafica, il certificato di famiglia storico è unicamente ancorato all’abitazione ed alle persone che in essa hanno convissuto e convivono, indipendentemente dai vincoli di parentela. Esso non può perciò dare certezza circa le relazioni di parentela intercorrenti tra persone coabitanti e, oltretutto, nulla dice circa l’esistenza di eventuali altri vincoli tra persone ed altre non coabitanti,essendo la funzione dell’anagrafe essenzialmente quella di rilevare la presenza stabile, comunque situata, di soggetti nel territorio comunale. Da quanto sopra esposto, risulta dunque evidente come, non essendovi possibilità di provare il rapporto di parentela per mezzo di certificazioni anagrafiche di alcun tipo, lo stesso debba essere attestato con il ricorso alle dichiarazioni di cui agil artt. 46 e 47 del Testo Unico n. 445 del 2000 (autocertificazione)”. Se, al contrario, la ricostruzione dell’albero genealogico è finalizzata ad ottenere il riconoscimento di un diritto, di un beneficio di legge, a sostenere proprie ragioni in giudizio, ecc. allora la motivazione sussiste e la domanda può essere accolta. Costi: € 0,52 in moneta di diritti di segreteria ,marca da bollo da € 16,00 . Tempi : per ricerca d’archivio da un minimo di 30 giorni a un massimo di 90 giorni dalla ricezione della richiesta. . Per rilascio di estratti di nascita, matrimonio, cittadinanza, morte : prima del 1866 Curia Vescovile con nome e anno di nascita; dopo il 1866 ufficio Stato Civile comunale con nome e anno di nascita. Gli estratti di stato civile sono esenti da imposta di bollo e da diritti di segreteria. Tempi risposta massimo 30 giorni dalla ricezione della richiesta.

References: Art. 15
 art. 35
 art. 18
 art. 8
 art. 19
 art. 22
 sentenza 
 art. 22