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Genova, 24 marzo Fallimento: l inventario e la gestione e liquidazione dell attivo - un caso - Viale IV Novembre 6/7-8 - PDF
Genova, 24 marzo Fallimento: l inventario e la gestione e liquidazione dell attivo - un caso - Viale IV Novembre 6/7-8
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1 Genova, 24 marzo 2015 Fallimento: l inventario e la gestione e liquidazione dell attivo - un caso - Dott. Gianni Briata Dott. Maurizio Schiano Viale IV Novembre 6/7-8 12 Attività iniziali del curatore - Accettazione carica - Esame del fascicolo prefallimentare - Accesso alla sede dell impresa - Colloqui col fallito per individuare l attivo - Acquisizione scritture contabili - Acquisizione del denaro, delle cambiali e di altri titoli di credito - Eventuale apertura di conto corrente bancario - Comunicazione ex articolo 92 L.F. - Nomina del comitato dei creditori - Adempimenti camerali e fiscali - Nomina Cancelliere 2 3 Accettazione carica (modello distribuito dal Presidente della Sezione Fallimentare) 34 Comunicazione ex articolo 92 Il curatore esaminate le scritture dell imprenditore e ogni altra fonte di informazione deve comunicare ai creditori all indirizzo di posta certificata o, in mancanza, per raccomandata o fax: La possibilità di partecipare al concorso con apposita domanda; La data fissata per l esame dello stato passivo e quella entro cui vanno presentate le domande; Ogni altra informazione utile; Il suo indirizzo di posta elettronica. 45 Modello comunicazione ex art. 92 Raccomandata a/r ovvero PEC Titolo Cognome Nome c/o Domiciliatario Indirizzo Cap Città Pr (C.F. Codice Fiscale) Genova, gg/mm/aaaa Fallimento: Fallimento XXXXXXX - Num/Anno: XXX/2014 PEC: Ai sensi dell'art. 92 L.F. si porta a conoscenza che il Tribunale di Genova con sentenza nr. xxx depositata in Cancelleria il xx/xx/2014 ha dichiarato il fallimento della società XXXXXXXXXXX, con sede legale in XXXXXXXX GE, XXXXXXXXXXXXXXXXXXX Cod.Fisc. XXXXXXXXX P.Iva XXXXXXXXXXX, Giudice Delegato Dott.ssa XXXXXXXXXXXX e Curatore il sottoscritto. L'udienza per l'esame dello stato passivo è stata fissata per il giorno XX/XX/2014, alle ore 09:30 avanti il predetto Giudice Delegato nel suo ufficio presso il Tribunale di Genova. La domanda di ammissione al passivo di un credito, di restituzione o rivendicazione di beni mobili e immobili, si propone con ricorso, che può essere sottoscritto anche personalmente dalla parte o da un legale fornito di procura, ed è formato ai sensi degli articoli 21, comma 2, ovvero 22, comma 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82 e successive modificazioni. Detto ricorso va trasmesso al sottoscritto Curatore all indirizzo di posta elettronica certificata unitamente ai documenti giustificativi del diritto vantato almeno trenta giorni prima dell udienza fissata per l esame dello stato passivo. 56 Modello comunicazione ex art. 92 (segue) Le domande presentate successivamente a detto termine, e non oltre il termine di dodici mesi dal deposito del decreto di esecutività dello Stato Passivo, saranno considerate tardive (art. 101 L.F.) e come tali saranno trattate. Decorso questo ultimo termine e, comunque, fino all'esaurimento di tutte le ripartizioni dell'attivo fallimentare, le domande tardive saranno ancora ammissibili purché venga dimostrato che il ritardo è dipeso da causa non imputabile al creditore. Il ricorso dovrà contenere: 1. l'indicazione della procedura cui si intende partecipare e le generalità del creditore; 2. la determinazione della somma (capitale e relativi interessi) che si intende insinuare al passivo ovvero la descrizione del bene di cui si chiede la restituzione o la rivendica (petitum); 3. la succinta esposizione dei fatti e degli elementi di diritto che costituiscono la ragione della domanda (causa petendi); 4. l'eventuale indicazione di un titolo di prelazione vantato, nonché' la descrizione del bene sul quale la prelazione si esercita, se questa ha carattere speciale; 5. l indicazione dell indirizzo di posta elettronica certificata, al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura, le cui variazioni è onere comunicare al Curatore. Si rammenta poi che: il ricorso è inammissibile se è omesso o assolutamente incerto uno dei requisiti di cui ai numeri 1), 2) o 3) di cui sopra; il credito è considerato chirografario se è omesso o assolutamente incerto il requisito di cui al numero 4) ; se è omessa l indicazione di cui al n. 5, nonché nei casi di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario, tutte le comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria, a norma del secondo comma dell art. 31 bis L.F., il cui primo comma dispone che le comunicazioni ai creditori e ai titolari di diritti sui beni che la legge o il giudice delegato pone a carico del Curatore sono effettuate all indirizzo di posta elettronica certificata da loro indicato nei casi previsti dalla legge; le domande inviate al Curatore in formato cartaceo, anziché digitale, non saranno esaminate in quanto il ricorso che le contiene è irricevibile; le domande, in formato cartaceo, depositate o inviate a mezzo posta alla cancelleria, così come anche le domande inviate con modalità telematica direttamente alla cancelleria, non saranno esaminate in quanto il ricorso che le contiene è irricevibile; 67 Modello comunicazione ex art. 92 (segue) il messaggio contenente il ricorso e la copia dei documenti allegati deve essere spedito esclusivamente da un indirizzo di posta elettronica certificata, di cui può essere titolare la parte che propone la domanda, ma anche un altro soggetto; i creditori che vorranno presentare osservazioni al progetto di stato passivo depositato in cancelleria e presentare documentazione integrativa potranno farlo esclusivamente mediante invio all'indirizzo di posta elettronica certificata del Curatore sopra indicato entro il termine di cinque giorni prima dell'udienza di verifica. Ai creditori che vantano anche diritti sulle cose mobili o immobili del fallito, si consiglia la presentazione di domande separate per l'ammissione del credito al passivo, e per la rivendica o la restituzione. Si segnala che, a norma dell art. 103 L.F., se il bene o i beni oggetto della domanda di rivendica o restituzione non sono stati acquisiti all'attivo della procedura perche non si trovano più nel possesso dal giorno della dichiarazione di fallimento, e il Curatore non può riprenderli, potrà essere insinuato nel passivo il credito per il valore che la cosa aveva alla data della dichiarazione del fallimento e che, pur se presentata domanda di rivendica o restituzione, si potrà modificare la stessa e chiedere l'ammissione al passivo del controvalore del bene alla data di apertura del concorso fino all'udienza di Stato Passivo. Se il possesso dei beni rivendicati o chiesti in restituzione è cessato dopo l'apposizione dei sigilli, o comunque è stato perso e/o venduto dal Curatore dopo averlo acquisito, si potrà chiedere l'integrale pagamento del valore della cosa, e che tale valore sia corrisposto in prededuzione. Si rammenta che, ciascun creditore, con la domanda di ammissione al passivo, o con altra precedente comunicazione, può dare la propria disponibilità ad assumere l'incarico di membro del Comitato dei Creditori, o può segnalare altri nominativi aventi i requisiti previsti dall'art. 40 L.F.. Tale comunicazione dovrà essere inviata con urgenza, dato che l'art. 40 L.F. dispone che il Comitato dei Creditori dovrà essere nominato entro trenta giorni dalla data della Sentenza dichiarativa di fallimento. Si invita il creditore a presentare su file distinti e separati la domanda di insinuazione allo Stato Passivo e gli eventuali allegati. Lo scrivente Curatore rimane a disposizione per fornire, a mezzo o fax, che cortesemente e tempestivamente Vorrete comunicare, tutte quelle utili notizie necessarie per consentire di depositare una tempestiva, puntuale e valida domanda di ammissione allo Stato Passivo. 78 Nomina comitato creditori - Il comitato dei creditori viene nominato dal giudice delegato entro trenta giorni dalla sentenza di fallimento. - Il curatore, non appena individuati i creditori, deve sentirli per individuare quelli disponibili ad assumere l incarico, in modo da poter fornire al G.D. un elenco in cui operare la scelta. - Ove non riesca a costituirsi il comitato, le sue funzioni sono assunte dal giudice delegato. 89 Adempimenti camerali e fiscali - Variazione all Iva e al registro delle imprese - Modello Iva 74 bis - Dichiarazione Iva anno precedente - Dichiarazione Iva e dichiarazione dei redditi per il periodo intercorso tra l inizio del periodo fiscale e la dichiarazione di fallimento. - Il Tribunale di Genova ha precisato che il Curatore non deve presentare né le certificazioni dei sostituti di imposta né il modello 770 per i periodi anteriori all apertura del fallimento. 910 Istanza nomina cancelliere TRIBUNALE FALLIMENTARE DI GENOVA FALLIMENTO XXXX R.F. XX/ G.D. DOTT. XXXXX ****** Alla Cancelleria Fallimentare, il sottoscritto Dott. Maurizio Schiano, nominato curatore del fallimento in epigrafe, PREMESSO - che il fallimento comprende alcune attrezzature da cantiere site in Comune di XXXX, in Via xxxx - che si rende altresì necessario procedere all inventario dei beni di proprietà del Sig. XXXXX che saranno reperiti presso l abitazione sita in xxxxxxx; I N S T A affinché venga nominato un cancelliere del Tribunale per la ridetta incombenza. Con perfetta osservanza. Genova, 1011 Acquisizione dell attivo: Apposizione dei sigilli Art. 84. Dei sigilli. Dichiarato il fallimento, il curatore procede, secondo le norme stabilite dal codice di procedura civile, all'apposizione deisigilli sui beni che si trovano nella sede principale dell'impresa e sugli altri beni del debitore. Il curatore può richiedere l'assistenza della forza pubblica. Se i beni o le cose si trovano in più luoghi e non è agevole l'immediato completamento delle operazioni, l'apposizione dei sigilli può essere delegata a uno o più coadiutori designati dal giudice delegato. Per i beni e le cose sulle quali non è possibile apporre i sigilli si procede a norma dell'articolo 758 del codice di procedura civile. Il curatore deve recarsi presso la sede principale dell impresa per apporre i sigilli con l assistenza del cancelliere. Le ragioni dell apposizione dei sigilli sono sostanzialmente due: a) da un lato esteriorizzare ai terzi il fatto che, con la sentenza dichiarativa di fallimento, il fallito è stato spossessato dei beni, passati sotto l amministrazione del curatore; b) dall altro evitare la sottrazione dei beni da apprendere alla massa. L apposizione dei sigilli avviene con la chiusura dei locali e l utilizzo di strumenti che evidenzino l interesse pubblico posto sulla cosa. Talvolta si procede all apposizione dei sigilli cambiando la serratura dei locali. La violazione dei sigilli configura un apposito reato. L apposizione dei sigilli consentirebbe una più celere individuazione dei beni rispetto alla redazione dell inventario, tuttaviala prassi del Tribunale di Genova è di non apporre i sigilli e procedere direttamente all inventariazione dei beni. 1112 Acquisizione dell attivo: L inventario Art. 87. Inventario. Il curatore, rimossi i sigilli, redige l'inventario nel più breve termine possibile secondo le norme stabilite dal codice di procedura civile, presenti o avvisati il fallito e il comitato dei creditori, se nominato, formando, con l'assistenza del cancelliere, processo verbale delle attività compiute. Possono intervenire i creditori. Il curatore, quando occorre, nomina uno stimatore. Prima di chiudere l'inventario il curatore invita il fallito o, se si tratta di società, gli amministratori a dichiarare se hanno notizia che esistano altre attività da comprendere nell'inventario, avvertendoli delle pene stabilite dall'articolo 220 in caso di falsa o omessa dichiarazione. L'inventario è redatto in doppio originale e sottoscritto da tutti gli intervenuti. Uno degli originali deve essere depositato nella cancelleria del tribunale. Art. 87-bis. Inventario su altri beni. In deroga a quanto previsto dagli articoli 52 e 103, i beni mobili sui quali i terzi vantano diritti reali o personali chiaramente riconoscibili possono essere restituiti con decreto del giudice delegato, su istanza della parte interessata e con il consenso del curatore e del comitato dei creditori, anche provvisoriamente nominato. I beni di cui al primo comma possono non essere inclusi nell'inventario. Sono inventariati i beni di proprietà del fallito per i quali il terzo detentore ha diritto di rimanere nel godimento in virtù di un titolo negoziale opponibile al curatore. Tali beni non sono soggetti alla presa in consegna a norma dell'articolo 88. Art. 88. Presa in consegna dei beni del fallito da parte del curatore. Ilcuratoreprendeinconsegnaibenidimanoinmanochenefal'inventarioinsiemeconlescritturecontabilieidocumentidelfallito. Se il fallito possiede immobili o altri beni soggetti a pubblica registrazione, il curatore notifica un estratto della sentenza dichiarativa di fallimento ai competenti uffici, perché' sia trascritto nei pubblici registri. 1213 Acquisizione dell attivo: i beni esclusi Non sono compresi nel fallimento: 1) i beni ed i diritti di natura strettamente personale; Art. 46. Beni non compresi nel fallimento. 2) gli assegni aventi carattere alimentare, gli stipendi, pensioni, salari e ciò che il fallito guadagna con la sua attività entro i limiti di quanto occorre per il mantenimento suo e della famiglia; 3) i frutti derivanti dall'usufrutto legale sui beni dei figli, i beni costituiti in fondo patrimoniale e i frutti di essi, salvo quanto è disposto dall'articolo 170 del codice civile; (...)( 2 ) 5) le cose che non possono essere pignorate per disposizione di legge. I limiti previsti nel primo comma, n. 2), sono fissati con decreto motivato del giudice delegato che deve tener conto della condizione personale del fallito e di quella della sua famiglia. La ricostruzione che dottrina e giurisprudenza hanno fatto di cosa si intende per beni e diritti di natura strettamente personale fa riferimento ai «diritti inviolabili dell uomo» e ai «doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale» che si rinvengono nell articolo 2 della costituzione. A titolo esemplificativo ricordiamo: revoca della donazione, azioni in tema di separazione, divorzio e alimenti, azioni incidenti sulla capacità di agire. Le cose non pignorabili per disposizione di legge sono quelle definite come assolutamente non pignorabili ai sensi dell articolo 514 del c.p.c. 1314 Acquisizione dell attivo: i beni esclusi - segue Art (Cose mobili assolutamente impignorabili) Oltre alle cose dichiarate impignorabili da speciali disposizioni di legge, non si possono pignorare: 1) le cose sacre e quelle che servono all'esercizio del culto; 2) l'anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi; sono tuttavia esclusi i mobili, meno i letti, di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato; 3) i commestibili e i combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone indicate nel numero precedente; (...) ( 1 ) 5) le armi e gli oggetti che il debitore ha l'obbligo di conservare per l'adempimento di un pubblico servizio; 6) le decorazioni al valore, le lettere, i registri e in generale gli scritti di famiglia, nonché' i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione. 1415 L inventario: un caso pratico 1516 L inventario: un caso pratico 1617 L inventario: un caso pratico 1718 L inventario: un caso pratico 1819 L inventario: un caso pratico 1920 L inventario: un caso pratico 2021 L inventario: un caso pratico 2122 L inventario: un caso pratico 2223 L inventario: un caso pratico 2324 La trascrizione della sentenza per gli immobili 2425 La trascrizione della sentenza per gli immobili 2526 La previsione di insufficiente realizzo Art Previsione di insufficiente realizzo. Il tribunale, con decreto motivato da adottarsi prima dell'udienza per l'esame dello stato passivo, su istanza del curatore depositata almeno venti giorni prima dell'udienza stessa, corredata da una relazione sulle prospettive della liquidazione, e dal parere del comitato dei creditori, sentito il fallito, dispone non farsi luogo al procedimento di accertamento del passivo relativamente ai crediti concorsuali se risulta che non può essere acquisito attivo da distribuire ad alcuno dei creditori che abbiano chiesto l'ammissione al passivo, salva la soddisfazione dei crediti prededucibili e delle spese di procedura. Le disposizioni di cui al primo comma si applicano, in quanto compatibili, ove la condizione di insufficiente realizzo emerge successivamente alla verifica dello stato passivo. Il curatore comunica il decreto di cui al primo comma trasmettendone copia ai creditori che abbiano presentato domanda di ammissione al passivo ai sensi degli articoli 93 e 101, i quali, nei quindici giorni successivi, possono presentare reclamo alla corte di appello, che provvede con decreto in camera di consiglio, sentito il reclamante, il curatore, il comitato dei creditori ed il fallito. 2627 La previsione di insufficiente realizzo: bozza istanza TRIBUNALE FALLIMENTARE DI GENOVA FALLIMENTO XXXXXXXXX S.R.L. R.F. XX/ G.D. DOTT. XXXXXX XXXXXXXXXX ****** Ill.mo Tribunale, il sottoscritto Dott. Maurizio Schiano, curatore del fallimento in epigrafe, riferisce alle S.S. L.L. che: -- Il fallimento è stato dichiarato su istanza del Sostituto Procuratore della Repubblica; -- La Polizia Giudiziaria, incaricata di svolgere indagini, ha riferito: che la società fallita è risultata essere evasore totale per non aver presentato le dichiarazioni dei redditi; sin dalla sua costituzione non risulta aver mai depositato un bilancio; da un interrogazione presso l anagrafe tributaria è risultata debitrice nei confronti dell Erario per complessivi Euro ,00 e nei confronti dell Inps per Euro ,49; l agente della riscossione ha effettuato diversi tentativi di esecuzione mobiliare senza alcun esito; l attuale liquidatore Sig. XXXXXXXX è indagato dalla Procura della repubblica di XXXXXX per il reato di bancarotta fraudolenta documentale, distrattiva e preferenziale mentre il cessato amministratore unico Sig.ra Xxxxxxxxxx è indagata dalla Procura della repubblica di XXXXXX per il reato di bancarotta semplice; -- Lo scrivente ha appurato che: la sede sociale risulta abbandonata ed all interno non figurano beni di pertinenza della società fallita; l attuale liquidatore Sig. XXXXX XXXXXX, irreperibile, non risulta possedere beni immobili su cui esercitare azioni risarcitorie; il cessato amministratore unico Sig.ra XXXXXXX XXXXXX risulta essere titolare del 50% del diritto di usufrutto su di un immobile di civile abitazione (Cat. A/2, 4,5 vani) sito in Cuneo gravato da mutuo fondiario; all attivo della procedura non risulta possibile acquisire beni mobili; l assenza di contabilità impedisce la ricostruzione di eventuali posizioni creditorie da riscuotere o l esercizio di azioni revocatorie e recuperatorie. 2728 La previsione di insufficiente realizzo: bozza istanza Non appare possibile procedere alla costituzione del Comitato dei Creditori, nemmeno provvisorio, per indisponibilità di un numero minimo di creditori indispensabili. Tutto ciò premesso lo scrivente curatore ritiene che dalla prosecuzione della procedura non possa essere acquisito attivo da distribuire ad alcuno dei creditori che abbiano chiesto l ammissione al passivo e nemmeno da soddisfare i crediti prededucibili e le spese di procedura, pertanto, I N S T A affinché voglia compiacersi emettere il decreto motivato previsto dall art. 102 L.F. onde non farsi luogo al procedimento di accertamento del passivo alla luce della previsione di insufficiente realizzo meglio descritta in premessa. Con perfetta osservanza. Genova, xx xxxxxx 2014 Il Curatore Dott. Maurizio Schiano 2829 La non acquisizione dei beni Il settimo comma dell articolo 104 ter L.F. prevede: Il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, può non acquisire all'attivo o rinunciare a liquidare uno o più beni, se l'attività di liquidazione appaia manifestamente non conveniente. In questo caso, il curatore ne dà comunicazione ai creditori i quali, in deroga a quanto previsto nell'art. 51, possono iniziare azioni esecutive o cautelari sui beni rimessi nella disponibilità del debitore. 2930 La non acquisizione di beni: istanza 3031 La non acquisizione di beni: istanza (segue) 3132 segue: comunicazione ai creditori Inviata tramite PEC all'indirizzo: Genova, 09/03/2015 Oggetto: Comunicazione rinuncia ad acquisire beni all'attivo Fallimento: Fallimento xxxxxxxxx - Num/Anno: xxx/ Cod. Fiscale: xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Giudice Delegato: Dott.ssa Alessia Solombrino Curatore: Dott. Maurizio Schiano PEC: In qualità di Curatore del fallimento in oggetto, a ciò già autorizzato sia dal Comitato dei Creditori che dal Giudice Delegato, Vi comunico che non intendo acquisire all'attivo del fallimento (ovvero intendo rinunciare alla liquidazione) i seguenti beni, perché la liquidazione è manifestamente non conveniente: - quota di 1/2 di un bosco ceduo sito nel Comune di Xxxxxxxx distinto al Catasto Terreni Foglio xx, Part. xx, classe x, xx.xxx mq, Reddito Dominicale x,xx - Reddito Agrario x,xx ; - un area urbana sita nel Comune di Xxxxxxx distinta al Catasto Fabbricati Foglio xx, Part. xxxx, sub xx; - una quota del 75% del capitale della società XXXX Srl con sede in Xxxxxxx (GE) Località Xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx, codice fiscale, partitaivaen.iscrizionealr.i.digenovanxxxxxxxxxxx. I beni indicati rientrano nella disponibilità del fallito e ciascun creditore può iniziare azioni esecutive o cautelari sugli stessi. Distinti Saluti. il Curatore Dott. Schiano Maurizio 3233 Istanza per liquidazione immediata di beni Il sesto comma dell articolo 104 ter consente al curatore di essere autorizzato alla liquidazione immediata di beni. Prima della approvazione del programma, il curatore può procedere alla liquidazione di beni, previa autorizzazione del giudice delegato, sentito il comitato dei creditori se già nominato, solo quando dal ritardo può derivare pregiudizio all'interesse dei creditori. 3334 Istanza per liquidazione immediata di beni 3435 Istanza per liquidazione immediata di beni 3536 La conservazione dell attivo: generalità Il curatore deve assumere ogni ragionevole precauzione per custodire i beni inventariati. Normalmente si provvede, in sede di redazione dell inventario, alla nomina di un custode che può essere anche il fallito o il soggetto che si trova in possesso dei beni. Occorre prestare particolare attenzione a situazioni di pericolo, come, per esempio, nel caso di acquisizione di fabbricati in costruzione. Il curatore deve provvedere alla messa in sicurezza dei luoghi e a stipulare, se del caso, idonee polizze assicurative. 3637 Acquisizione di una impresa funzionante L impresa è vista come una entità oggettiva, distinta e autonoma dall imprenditore. La nuova legge fallimentare pone l accento sulla «utile conservazione dell impresa» inteso come fine pubblicistico alla sola condizione che ciò non crei un danno al ceto creditorio. Due importanti strumenti di conservazione della funzionalità dell azienda all esercizio dell impresa e alla tutela dell avviamento al fine di preservarne il valore, sono l esercizio provvisorio e l affitto di azienda. 3738 La conservazione dell attivo: esercizio provvisorio Può essere disposto dal Tribunale con la sentenza dichiarativa di fallimento o, successivamente, dal Giudice Delegato su proposta del curatore, previo parere favorevole del Comitato dei Creditori. Consente la continuazione temporanea dell esercizio dell impresa, anche limitatamente a specifici rami. Può essere disposto soltanto se dall interruzione dell attività possa derivare un danno grave, inteso come pregiudizio concreto e attuale. Ulteriore condizione per l attivazione dell esercizio provvisorio è che non arrechi pregiudizio ai creditori. Si ritiene anche a una specifica categoria di creditori o a un singolo creditore. Il pregiudizio deve essere valutato in relazione ai risultati complessivi dell esercizio provvisorio. I contratti pendenti proseguono, salvo che il curatore non intenda sospenderne l esecuzione o scioglierli. I crediti sorti nel corso dell esercizio provvisorio sono soddisfatti in prededuzione. Nella prassi l utilizzo dell esercizio provvisorio è molto raro. 3839 La conservazione dell attivo: affitto di azienda Art. 104-bis. Affitto dell'azienda o di rami dell'azienda. Anche prima della presentazione del programma di liquidazione di cui all'articolo 104-ter su proposta del curatore, il giudice delegato, previo parere favorevole del comitato dei creditori, autorizza l'affitto dell'azienda del fallito a terzi anche limitatamente a specifici rami quando appaia utile al fine della più proficua vendita dell'azienda o di parti della stessa. La scelta dell'affittuario è effettuata dal curatore a norma dell'articolo 107, sulla base di stima, assicurando, con adeguate forme di pubblicità, la massima informazione e partecipazione degli interessati. La scelta dell'affittuario deve tenere conto, oltre che dell'ammontare del canone offerto, delle garanzie prestate e della attendibilità del piano di prosecuzione delle attività imprenditoriali, avuto riguardo alla conservazione dei livelli occupazionali. Il contratto di affitto stipulato dal curatore nelle forme previste dall'articolo 2556 del codice civile deve prevedere il diritto del curatore di procedere alla ispezione della azienda, la prestazione di idonee garanzie per tutte le obbligazioni dell'affittuario derivanti dal contratto e dalla legge, il diritto di recesso del curatore dal contratto che può essere esercitato, sentito il comitato dei creditori, con la corresponsione all'affittuario di un giusto indennizzo da corrispondere ai sensi dell'articolo 111, primo comma, n. 1). La durata dell'affitto deve essere compatibile con le esigenze della liquidazione dei beni. Il diritto di prelazione a favore dell'affittuario può essere concesso convenzionalmente, previa espressa autorizzazione del giudice delegato e previo parere favorevole del comitato dei creditori. In tale caso, esaurito il procedimento di determinazione del prezzo di vendita dell'azienda o del singolo ramo, il curatore, entro dieci giorni, lo comunica all'affittuario, il quale può esercitare il diritto di prelazione entro cinque giorni dal ricevimento della comunicazione. La retrocessione al fallimento di aziende, o rami di aziende, non comporta la responsabilità della procedura per i debiti maturati sino alla retrocessione, in deroga a quanto previsto dagli articoli 2112 e 2560 del codice civile. Ai rapporti pendenti al momento della retrocessione si applicano le disposizioni di cui alla sezione IV del Capo III del titolo II. 3940 Il programma di liquidazione Art. 104-ter. Programma di liquidazione. Entro sessanta giorni dalla redazione dell'inventario, il curatore predispone un programma di liquidazione da sottoporre all'approvazione del comitato dei creditori. Il programma costituisce l'atto di pianificazione e di indirizzo in ordine alle modalità e ai termini previsti per la realizzazione dell'attivo, e deve specificare: a) l'opportunità di disporre l'esercizio provvisorio dell'impresa, o di singoli rami di azienda, ai sensi dell'art. 104, ovvero l'opportunità di autorizzare l'affitto dell'azienda, o di rami, a terzi ai sensi dell'art. 104-bis; b) la sussistenza di proposte di concordato ed il loro contenuto; c) le azioni risarcitorie, recuperatorie o revocatorie da esercitare ed il loro possibile esito; d) le possibilità di cessione unitaria dell'azienda, di singoli rami, di beni o di rapporti giuridici individuabili in blocco; e) le condizioni della vendita dei singoli cespiti. Il curatore può essere autorizzato dal giudice delegato ad affidare ad altri professionisti alcune incombenze della proceduradi liquidazione dell'attivo. Il comitato dei creditori può proporre al curatore modifiche al programma presentato. Per sopravvenute esigenze, il curatore può presentare, con le modalità di cui ai commi primo, secondo e terzo, un supplemento del piano di liquidazione. Prima della approvazione del programma, il curatore può procedere alla liquidazione di beni, previa autorizzazione del giudice delegato, sentito il comitato dei creditori se già nominato, solo quando dal ritardo può derivare pregiudizio all'interesse dei creditori. Il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, può non acquisire all'attivo o rinunciare a liquidare uno o più beni, se l'attività di liquidazione appaia manifestamente non conveniente. In questo caso, il curatore ne dà comunicazione ai creditori i quali, in deroga a quanto previsto nell'art. 51, possono iniziare azioni esecutive o cautelari sui beni rimessi nella disponibilità del debitore. Il programma approvato è comunicato al giudice delegato che autorizza l'esecuzione degli atti a esso conformi. 4041 Il programma di liquidazione: generalità Il programma di liquidazione è una innovazione introdotta nella riforma delle procedure concorsuali e costituisce l atto più importante del curatore. Il programma di liquidazione introduce nel fallimento la cultura della «programmazione condivisa» come metodo di liquidazione dell attivo fallimentare e quale premessa per un successivo, efficace controllo della gestione del curatore. Il programma di liquidazione è un atto tipico a formazione progressiva, la cui iniziativa è rimessa in via esclusiva al curatore e il cui perfezionamento richiede il consenso del comitato dei creditori. La redazione del programma è di esclusiva spettanza del curatore e non è delegabile a terzi. Nella redazione del programma il curatore ha la più ampia libertà di scelta tra le varie opzioni di liquidazione dell attivo, valutando discrezionalmente la convenienza per la massa dei creditori delle alternative liquidatorie concretamente praticabili. Dopo la sua approvazione, costituisce l atto di pianificazione e di indirizzo della gestione; quindi non costituisce soltanto un documento programmatico, ma vincola la successiva attività di liquidazione del curatore che è tenuto ad attenersi ai tempi e alle modalità di liquidazione ivi previsti. Egli è direttamente responsabile, ai sensi dell articolo 38 L.F., del compimento degli atti di liquidazione previsti nel programma approvato. 41 Vedere altro
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 articolo 104
 articolo 104
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 Art. 104
 Art. 104
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 Art. 54

Art. 342
 art. 1
 art. 1
 Articolo 1
 art. 1
 art.16
 art. 180
 art. 180
 art. 617
 art. 9
 articolo 31
 sentenza 
 art. 4
 Art. 1
 articolo 5
 articolo 5
 Articolo 1

art. 493
 Art. 1
 art. 1
 ART. 38
 ART. 124
 ART. 326
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 art. 13
 ARTICOLO 33
 articolo 1
 ART. 4
 articolo 28
 Art. 1