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Timestamp: 2020-02-26 16:55:24+00:00

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La responsabilità del venditore è esclusa solo se riesce a provare di aver ignorato senza colpa i vizi della cosa. (Contratti) - 101Professionisti.it
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La garanzia del venditore per i vizi occulti della cosa e' un effetto naturale della vendita e sussiste anche in mancanza di una espressa garanzia che la cosa sia esente da vizi; tale garanzia comporta inoltre a carico del venditore anche l'obbligo di risarcire il danno, a meno che egli non provi "di avere ignorato senza colpa i vizi della cosa" (articolo 1494 c.c., comma 1). Ai fini della sussistenza dell'obbligazione risarcitoria del venditore per i vizi del bene venduto non e' necessario, pertanto, provare la sua mala fede, ma e' sufficiente che egli non riesca a dimostrare di non aver potuto, senza colpa, averne conoscenza. Pertanto colui che vende l'auto e tace di aver avuto un sinistro, risponde dei danni.
Corte di Cassazione Sezione 2 Civile, Sentenza del 23 settembre 2011, n. 19494
Dott. BERTUZZI Mario - rel. est. Consigliere
Ca. An. Ma. (OMESSO) rappresentata e difesa per procura in calce al ricorso dall'Avvocato Giusti Lamberto, elettivamente domiciliata presso lo studio dell'Avvocato Scuro Ugo in Roma, via Eleonora Duse n. 35;
Ge. Ma. e Pa. Pa. ;
avverso la sentenza n. 698 del Tribunale di Ascoli Piceno, depositata il 18 novembre 2004;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 11 luglio 2011 dal consigliere relatore dott. Mario Bertuzzi;
udite le conclusioni del P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale dott. FUCCI Costantino, che ha chiesto l'accoglimento del ricorso.
Ge. Ma. e Pa. Pa. , premesso di avere acquistato da Ca. An. Ma. un'autovettura usata per il prezzo di lire 18.000.000 e di avere successivamente scoperto che la stessa presentava vizi derivanti da un pregresso incidente, convennero dinanzi al Giudice di pace di Ascoli Piceno la venditrice chiedendone la condanna al risarcimento del danno.
Il giudice adito accolse la domanda degli attori e condanno' la convenuta al pagamento della somma di lire 4.400.00.
Per la cassazione di questa decisione, con atto notificato il 30 dicembre 2005, ricorre Ca. An. Ma. , affidandosi a quattro motivi.
Gli intimati Ge. Ma. e Pa. Pa. non si sono costituiti.
Il primo motivo di ricorso denunzia "Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione. Omessa decisione su punti essenziali della controversia (articolo 360, n. 5). Nullita' della decisione per violazione dell'articolo 132 c.p.c., n. 4 e articolo 111 Cost.", censurando la sentenza impugnata per non avere esaminato ne' essersi pronunciata sulle eccezioni sollevate dalla convenuta e, in particolare, sulla sua deduzione di avere ignorato senza colpa l'esistenza dei difetti lamentati dagli acquirenti, circostanza questa che emergeva dalla espletata istruttoria, dalle risultanze peritali e dalle stesse dichiarazioni di parte attrice e che, se considerata, avrebbe dovuto portare il giudicante a respingere la domanda di risarcimento del danno ex articolo 1494 cod. civ. Ne' l'accoglimento di essa puo' farsi discendere dall'affermazione "paragiuridica" del giudice di pace, secondo cui con il suo comportamento la venditrice avrebbe garantito la mancanza di vizi della cosa, poiche' in tal caso la sentenza del Tribunale sarebbe nulla per violazione della corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
La doglianza della ricorrente che contesta al giudice di appello l'omessa considerazione di risultanze istruttorie, da cui, secondo il suo assunto, emergerebbe la prova che la venditrice aveva ignorato senza colpa i vizi della cosa, appare palesemente generica, non indicando il ricorso quali elementi probatori in concreto il Tribunale avrebbe colpevolmente ignorato. E' noto per contro che, nel giudizio di legittimita', per i principi di specificita' dei motivi e di autosufficienza, il ricorrente per cassazione che deduca l'omessa considerazione o erronea valutazione da parte del giudice di merito di risultanze istruttorie ha l'onere di indicarne esattamente il contenuto nonche' di riprodurre l'oggetto documenti e delle prove che si assumono non esaminate, al fine di consentire alla Corte di valutare la sussistenza e decisivita' delle stesse (Cass. n. 12362 del 2006).
Per le ragioni sopra richiamate va dichiarata inammissibile anche l'ulteriore censura di omesso esame da parte del giudice di merito delle altre eccezioni sollevate dall'appellante, non indicando la ricorrente ne' l'oggetto di tali eccezioni ne' di averle ritualmente sollevate in primo grado e quindi riprodotte in atto di appello. Anzi, poiche' l'unico riferimento riguardo ad esse che si legge nel ricorso e' alle eccezioni che la parte avrebbe sollevato nella comparsa conclusionale di primo grado (pag. 4 del ricorso), non puo' non rilevarsi che esse appaiono irritualmente introdotte in giudizio, atteso che la comparsa conclusionale e' atto destinato ad illustrare le difese delle parti e non puo' contenere nuove domande ed eccezioni (Cass. n. 14250 del 2004). La sentenza di merito che non ha provveduto al loro esame appare quindi corretta.
Il secondo motivo di ricorso, che denunzia "Omessa e/o insufficiente motivazione. Omessa decisione su punti essenziali della controversia (articolo 360, n. 5). Nullita' della decisione per violazione dell'articolo 132 c.p.c., n. 4 e dell'articolo 111 Cost.", lamenta che il giudice di appello non abbia preso in considerazione le risultanze testimoniali da cui emergeva che la venditrice non aveva mai avuto cognizione dei difetti dell'autovettura ne' aveva mai confermato o garantito gli acquirenti del fatto che essa non aveva mai subito incidenti. Il mezzo e' inammissibile per difetto del requisito di autosufficienza sopra richiamato, non riportando il ricorso le dichiarazioni testimoniali che sarebbero state colpevolmente ignorate dal giudice di appello.
Il terzo motivo di ricorso denunzia "Motivazione insufficiente e contraddittoria", censurando la sentenza impugnata per avere, in modo semplicistico ed in contrasto con le risultanze istruttorie e con la stessa prospettazione dei fatti fornita dagli attori, affermato che la convenuta, negando l'esistenza di pregressi incidenti da parte dell'autovettura, aveva adottato una condotta contraria a buona fede, laddove tale circostanza non risultava provata in atti. Anche questo motivo e' inammissibile.
La censura attacca l'affermazione del giudice di merito secondo cui la convenuta avrebbe colpevolmente taciuto il fatto che l'autovettura aveva subito un pregresso incidente. Si tratta, tuttavia, di un accertamento non decisivo ai fini della conclusione che ha accolto la domanda di risarcimento del danno degli attori, posto che invero non e' in discussione, non risultando investito da alcuna censura, il fatto che l'autovettura, a causa dell'incidente, presentasse dei difetti. La circostanza sopra riportata, pure accertata dal giudice di merito, non e' decisiva in quanto la garanzia del venditore per i vizi occulti della cosa e' un effetto naturale della vendita e sussiste anche in mancanza di una espressa garanzia che la cosa sia esente da vizi; tale garanzia comporta inoltre a carico del venditore anche l'obbligo di risarcire il danno, a meno che egli non provi "di avere ignorato senza colpa i vizi della cosa" (articolo 1494 c.c., comma 1). Ai fini della sussistenza dell'obbligazione risarcitoria del venditore per i vizi del bene venduto non e' necessario, pertanto, provare la sua mala fede, ma e' sufficiente che egli non riesca a dimostrare di non aver potuto, senza colpa, averne conoscenza. Ora, nel caso di specie, questa ignoranza colpevole da parte della ricorrente, come si' e' gia' sottolineato in occasione dell'esame del primo motivo, non risulta dimostrata, non avendo la parte nemmeno allegato elementi di fatto a sostegno, sicche' proprio tale difetto di prova e' gia' sufficiente a giustificare, sul piano giuridico, la soluzione accolta dal giudice di merito. Ne consegue l'inammissibilita' del motivo, atteso che esso investe un accertamento di per se' non decisivo a sostenere, sul piano giuridico e motivazionale, la pronuncia di condanna della parte venditrice.
Il quarto motivo di ricorso denunzia " Omessa decisione su punti essenziali della controversia (articolo 360, n. 5)", lamentando che il Tribunale non abbia preso in esame l'eccezione della convenuta di tardivita' nella denunzia dei vizi ed il motivo di appello che lamentava una duplicazione del danno, per avere il giudice di pace condannato la venditrice al pagamento sia di una somma " per i definitivo riassetto del veicolo "che ad un importo corrispondente al maggior prezzo mino valore del bene. Anche questo motivo non merita accoglimento.

References: Sentenza 
 sentenza 
 articolo 111
 sentenza 
 articolo 1494
 sentenza 
 sentenza 
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