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Timestamp: 2018-07-17 17:28:34+00:00

Document:
Nota su pensioni e milleproroghe - ordini del giorno PD accolti
Il testo approvato alla Camera dell'art 6 comma 2 bis
«2-bis. La scadenza dell'articolo 1-bis, comma 1, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e dei decreti adottati ai sensi del medesimo articolo 1-bis, comma 3, è fissata al 31 dicembre 2012.
2-ter. Il termine per l'emanazione del decreto ministeriale di cui all'articolo 24, comma 15, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è prorogato al 30 giugno 2012 e, nei limiti delle risorse e con le procedure di cui al medesimo comma 15, sono inclusi tra i soggetti interessati alla concessione del beneficio di cui al comma 14 del medesimo articolo 24, come modificato dal presente articolo, oltre ai lavoratori di cui allo stesso comma 14, anche i lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto in data antecedente al 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale, a condizione che ricorrano i seguenti elementi: la data di cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi, quali le comunicazioni obbligatorie agli ispettorati del lavoro o ad altri soggetti equipollenti, indicati nel medesimo decreto ministeriale; il lavoratore risulti in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla previgente disciplina pensionistica, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro un periodo non superiore a ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011.
2-quinquies. Fermo quanto previsto dall'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, il Direttore generale dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato propone al Ministro dell'economia e delle finanze di disporre con propri decreti, annualmente, tenuto anche conto dei provvedimenti di variazione delle tariffe dei prezzi di vendita al pubblico dei tabacchi lavorati eventualmente intervenuti, l'aumento dell'aliquota di base dell'accisa sui tabacchi lavorati prevista dall'allegato 1 al testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, nella misura necessaria alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma 2-quater del presente articolo. L'attuazione delle disposizioni del presente comma assicura maggiori entrate in misura non inferiore a 15 milioni di euro per l'anno 2013 e nel limite massimo di 140 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2014.
2-sexies. Fino al 31 maggio 2012, in parziale deroga all'articolo 29, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, le regioni non assoggettate a piano di rientro possono procedere al ripiano del disavanzo sanitario maturato al 31 dicembre 2011 anche con la vendita di immobili».
«Art. 6-bis. - (Clausola di salvaguardia). - 1. Qualora, in seguito all'inclusione tra i soggetti interessati alla concessione del beneficio dei lavoratori di cui all'articolo 6, comma 2-ter, risultasse sulla base del monitoraggio di cui all'articolo 24, comma 15, secondo periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, il raggiungimento del limite delle risorse ivi previsto, le ulteriori domande relative ai soggetti inclusi tra i beneficiari dal predetto comma 2-ter potranno essere prese in considerazione dagli enti previdenziali, in deroga a quanto previsto dal medesimo comma 15, solo a condizione che, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sia stabilito un incremento delle aliquote contributive non pensionistiche a carico di tutti i datori di lavoro del settore privato dovute alla gestione di cui all'articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, considerando prioritariamente i contributi per disoccupazione e in ogni caso escludendo il contributo al Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto di cui all'articolo 2 della legge 29 maggio 1982, n. 297, e successive modificazioni, nonché il contributo di cui all'articolo 25, quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, in misura sufficiente alla copertura finanziaria dei relativi oneri».
Gli ordini del giorno del Pd accolti dal governo
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/04865-AR/090
Legislatura:16
Seduta di annuncio: 577 del 26/01/2012
Primo firmatario: LENZI DONATA
Data firma: 26/01/2012
CONCLUSO il 26/01/2012
INTERVENTO PARLAMENTARE
POLILLO GIANFRANCO
SOTTOSEGRETARIO DI STATO ECONOMIA E FINANZE
DISCUSSIONE IL 26/01/2012
ACCOLTO IL 26/01/2012
PARERE GOVERNO IL 26/01/2012
RINUNCIA ALLA VOTAZIONE IL 26/01/2012
Ordine del Giorno 9/4865-AR/90
giovedì 26 gennaio 2012, seduta n.577
in sede di esame del Conversione in legge del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative si è ritenuto importante e utile riprendere in considerazione il tema della riforma previdenziale recentemente introdotta con l'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, correggendone alcuni aspetti su cui da subito si erano evidenziati aspetti di criticità;
le numerose e sostanziali modifiche alla normativa previdenziale previgente apportate con le richiamate disposizioni, sono volte a conseguire lo scopo esplicito di «garantire il rispetto, degli impegni internazionali e con l'Unione europea, dei vincoli di bilancio, la stabilità economico-finanziaria e a rafforzare la sostenibilità di lungo periodo del sistema pensionistico in termini di incidenza della spesa previdenziale sul prodotto interno lordo»;
già durante l'esame della richiamata riforma, si evidenziò l'impropria tecnica espositiva degli effetti finanziari attesi dalle diverse e molteplici disposizioni del richiamato articolo 24, in termini aggregati e indistinti per quanto concerne le norme contenute nei primi 20 commi. Tale circostanza ha condizionato anche l'esame delle correzioni apportate dal presente provvedimento;
sulla specifica questione è stato presentato un apposito atto di sindacato ispettivo, il 4-14420, su cui a tutt'ora non è pervenuta risposta;
un corretto e trasparente procedimento decisionale, soprattutto quando attiene a questioni tanto diffuse e di rilievo sociale, non può prescindere da una puntuale conoscenza degli effetti diretti e indiretti che le nuove disposizioni possono determinare sia sulla condizione materiale degli interessati sia per quanto riguarda le conseguenze amministrative e finanziarie per le pubbliche amministrazioni coinvolte,
a fornire un quadro dettagliato e periodico dell'impatto finanziario delle singole misure adottate nel breve e nel lungo periodo, tenuto conto della coorte di persone coinvolte e degli effetti pluriennali previsti che si determineranno con riferimento a ciascuna delle misure contenute nella recente riforma pensionistica, anche alla luce delle modifiche apportate dal presente provvedimento.
9/4865-AR/90.Lenzi.
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/04865-AR/091
ATTO MODIFICATO IN CORSO DI SEDUTA IL 26/01/2012
Ordine del Giorno 9/4865-AR/91
la legge 3 dicembre 2009 n. 184 «Disposizioni concernenti l'assegno sostitutivo dell'accompagnatore militare per il 2009», ha previsto la possibilità di ottenere, a domanda, un accompagnatore del servizio civile o, in alternativa, un assegno mensile sostitutivo dell'accompagnatore militare;
tale provvedimento ha comportato il miglioramento delle condizioni di vita di una categoria di persone gravemente colpite dagli eventi e ormai in età avanzata, permettendo loro di usufruire di un valido strumento normativo in grado di garantire un parziale stato di tranquillità;
i benefici di tale disposizione sono però stati validi solo fino al 2009, poiché negli anni successivi è mancata la copertura economica necessaria a coprire le spese per finanziare le indennità di accompagnamento previste;
il provvedimento in esame sembrava poter essere idoneo ad autorizzare la proroga dello stanziamento necessario per le limitate esigenze economiche di cui la categoria beneficiaria dell'assegno necessita; anche in questo caso, purtroppo, non è invece stata colta l'occasione per ridare serenità a un gruppo di persone duramente provata dalla vita,
per quanto di sua competenza, a valutare l'opportunità di assumere tutti i provvedimenti necessari affinché sia autorizzata la corresponsione, per gli anni 2010, 2011 e 2012, delle risorse necessarie alla copertura economica della legge 3 dicembre 2009, n. 184, riguardante l'assegno sostituivo dell'accompagnatore militare.
9/4865-AR/91.(Testo modificato nel corso della seduta) Schirru, Bellanova, Berretta, Bobba, Boccuzzi, Codurelli, Damiano, Gatti, Gnecchi, Madia, Mattesini, Miglioli, Mosca, Rampi, Santagata, Strizzolo.
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/04865-AR/086
Primo firmatario: GATTI MARIA GRAZIA
Ordine del Giorno 9/4865-AR/86
il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, emanato in un momento di estrema difficoltà economica e politica del nostro Paese, ha disposto una strutturale modifica del sistema pensionistico italiano;
le donne sono risultate essere tra i soggetti più penalizzati dal provvedimento, sia per ciò che concerne l'applicazione del sistema contributivo che per quel riguarda i nuovi limiti anagrafici per l'accesso al pensionamento;
nel suddetto decreto, tra le misure adottate al fine di alleviare la portata di interventi così incisivi nei confronti delle categorie meno tutelate, non compariva, purtroppo, quella di estendere il diritto di cui all'articolo 1, comma 40, della legge 8 agosto 1995, n. 335, riguardante la contribuzione figurativa per i periodi dedicati all'educazione dei figli fino al sesto anno di età, per l'assistenza dei figli, del coniuge o del genitore con disabilità o, infine, per maternità;
il Governo si mostrava però consapevole della esigenza di porre rimedio a una situazione particolarmente svantaggiosa per le donne, accogliendo l'ordine del giorno 9/04829-A/169, con il quale si impegnava a «favorire una modifica dell'attuale disciplina al fine di estendere il diritto alla contribuzione figurativa di cui all'articolo 1, comma 40, della legge 8 agosto 1995, n. 335 anche ai lavoratori con il sistema di calcolo previdenziale misto»;
il decreto legge in esame, pur recependo alcune indicazioni fornite nel corso del dibattito politico-parlamentare svoltosi nell'ultimo mese, non tiene conto, purtroppo, degli impegni assunti;
per quanto di sua competenza, a valutare l'opportunità di assumere tutte le iniziative aventi l'obiettivo di estendere il diritto alla contribuzione figurativa di cui all'articolo 1, comma 40, della legge 8 agosto 1995, n. 335 anche alle lavoratrici e ai lavoratori cui si applica il sistema di calcolo previdenziale misto.
9/4865-AR/86.(Testo modificato nel corso della seduta) Gatti, Damiano, Boccuzzi, Bellanova, Berretta, Bobba, Codurelli, Gnecchi, Madia, Mattesini, Miglioli, Mosca, Rampi, Santagata, Schirru.
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/04865-AR/088
Ordine del Giorno 9/4865-AR/88
in sede di esame di conversione in legge del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative si è ritenuto importante e utile riprendere in considerazione il tema della riforma previdenziale recentemente introdotta con l'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, correggendone alcuni aspetti su cui da subito si erano evidenziati elementi di criticità;
il forte impatto sociale delle misure della richiamata riforma pensionistica hanno comportato un significativo sacrificio per i lavoratori, nonostante i conti previdenziali, almeno per quanto riguarda il comparto del lavoro dipendente, fossero sostanzialmente in equilibrio e nonostante che a seguito dei precedenti interventi, dal 2004 al 2011, si fossero già conseguiti ingenti risparmi, stimati nell'ordine di circa 1,4 punti di Pil all'anno;
tra le disposizioni che più sono apparse meritevoli di un ripensamento, per attenuarne gli effetti su alcune specifiche classi anagrafiche di lavoratori, vi sono senz'altro quelle relative al brusco innalzamento, senza precedenti, dei requisiti anagrafici per l'accesso al trattamento pensionistico, ancora più vistosi per le lavoratrici;
tale innalzamento del requisito anagrafico è stato solo parzialmente ridimensionato ai sensi del comma 15-bis, del richiamato articolo 24, grazie ad un ampia iniziativa parlamentare, prevedendo solo per i lavoratori e le lavoratrici del settore privato la possibilità di accedere alla pensione, nella condizione che nel corso del 2012 detti lavoratori abbiano maturato un'anzianità contributiva di almeno 35 anni e 60 anni di età. Si tratta, comunque, di un innalzamento di ben quattro anni del limite anagrafico per l'accesso alla pensione per coloro che si trovano in particolari condizioni, mentre per tutti gli altri il requisito anagrafico si innalza addirittura di 5 o 6 anni;
come si vede, si tratta di una misura che incide profondamente sulla condizione lavorativa e sui progetti di vita di molte lavoratrici e molti lavoratori, creando un aggravio molto significativo,
a valutare l'opportunità di assumere ogni iniziativa utile, sin dai prossimi provvedimenti di analogo tenore, al fine di assicurare - a fronte dell'insorgenza, di fenomeni di particolare criticità sociale, come richiamato dallo stesso Presidente del Consiglio dei ministri in occasione del discorso di fine anno - un meccanismo di adeguamento dei requisiti anagrafici più graduale rispetto a quanto previsto dalle nuove disposizioni recate dal richiamato articolo 24, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201.
9/4865-AR/88.Damiano, Boccuzzi, Bellanova, Berretta, Bobba, Codurelli, Gatti, Gnecchi, Madia, Mattesini, Miglioli, Mosca, Rampi, Santagata, Schirru, Lovelli.
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/04865-AR/087
Primo firmatario: GIOVANELLI ORIANO
Ordine del Giorno 9/4865-AR/87
l'articolo 21, comma 1, del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011, ha disposto la soppressione, con decorrenza dal 1 gennaio 2012, dell'INPDAP e dell'ENPALS, con l'attribuzione delle relative funzioni all'INPS, il quale succede in tutti i rapporti attivi e passivi degli Enti soppressi;
il comma 2 del suddetto articolo 21, stabilisce che la dotazione organica dell'INPS sia incrementata di un numero di posti corrispondente alle unità di personale di ruolo in servizio presso gli enti soppressi, mentre in riferimento alle posizioni soprannumerarie, rispetto alla dotazione organica degli enti soppressi, dispone che esse non siano trasferite e che costituiscano eccedenze ai sensi dell'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2011, n. 165;
tale disposizione configurava una inspiegabile diversità di trattamento per le medesime tipologie di lavoratori a seconda che siano state impiegate presso l'INPS o presso INPDAP ed ENPALS;
l'articolo 1, comma 6-ter del provvedimento in esame, stabilisce che l'INPS, con riferimento al personale soprannumerario, prima di avvalersi delle proroghe di cui ai commi 1, 2 e 4 del medesimo articolo, proceda al riassetto organizzativo e funzionale previsto dall'articolo 21, comma 7, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201; a tal fine il termine previsto dall'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, per l'INPS è prorogato all'atto del riassetto organizzativo e funzionale previsto dall'articolo 21, comma 7, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;
alla luce di quanto esposto, al fine di garantire il completo riassorbimento presso l'INPS delle posizioni soprannumerarie e delle eventuali eccedenze, sembra necessario un ulteriore intervento di coordinamento delle varie disposizioni citate;
ad assumere tutte le iniziative, anche di carattere normativo, volte a garantire che, al termine del riassetto organizzativo e funzionale previsto dall'articolo 21, comma 7, del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011, sia conseguito il riassorbimento presso l'INPS delle posizioni soprannumerarie e delle eventuali eccedenze dichiarate ai sensi dell'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2011, n. 165.
9/4865-AR/87.Giovanelli, Damiano, Boccuzzi, Bellanova, Berretta, Bobba, Codurelli, Gatti, Gnecchi, Madia, Mattesini, Miglioli, Mosca, Rampi, Santagata, Schirru, Strizzolo.
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/04865-AR/085
Primo firmatario: MATTESINI DONELLA
Ordine del Giorno 9/4865-AR/85
l'articolo 24, comma 15-bis del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha previsto, all'interno di una radicale ristrutturazione del sistema pensionistico italiano, un regime agevolato di accesso al sistema pensionistico per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti del settore privato;
la norma stabilisce che, in via eccezionale, per i lavoratori dipendenti del settore privato le cui pensioni sono liquidate a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima: i lavoratori che abbiano maturato un'anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 i quali avrebbero maturato, prima dell'entrata in vigore del presente decreto, i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012 ai sensi della tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, possono conseguire il trattamento della pensione anticipata al compimento di un'età anagrafica non inferiore a 64 anni; le lavoratrici possono conseguire il trattamento di vecchiaia oltre che, se più favorevole, con un'età anagrafica non inferiore a 64 anni qualora maturino entro il 31 dicembre 2012 un'anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla medesima data conseguano un'età anagrafica di almeno 60 anni;
tale disposizione, pur apprezzabile negli intenti, appare però particolarmente e ingiustificatamente penalizzante nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori del settore pubblico, già ampiamente danneggiati dai provvedimenti che hanno riguardato le modifiche del sistema pensionistico italiano negli ultimi anni,
per quanto di sua competenza a valutare l'opportunità di assumere tutte le iniziative tese ad estendere anche alle lavoratrici e ai lavoratori del settore pubblico le disposizioni contenute nell'articolo 24, comma 15-bis, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
9/4865-AR/85.(Testo modificato nel corso della seduta) Mattesini, Damiano, Boccuzzi, Gnecchi, Bellanova, Berretta, Bobba, Codurelli, Gatti, Madia, Miglioli, Mosca, Rampi, Santagata, Schirru, Lovelli.
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/04865-AR/079
Primo firmatario: GHIZZONI MANUELA
Ordine del Giorno 9/4865-AR/79
il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, introduce una nuova disciplina previdenziale e l'articolo 24, comma 14 stabilisce che le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore della legge continuano ad applicarsi ai soggetti che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2011, senza tener conto della particolare specifica normativa che permette, invece, agli insegnanti di accedere al pensionamento esclusivamente in coerenza con il calendario scolastico;
come dimostrano gli ultimi dati ufficiali forniti dal Miur, che collocano i docenti italiani tra i più anziani dei Paesi Europei, gli interventi volti a ridurre le cessazioni del rapporto di lavoro per pensionamento incidono sull'invecchiamento del corpo insegnante,
in sede di discussione del primo provvedimento utile a prevedere un intervento normativo volto a introdurre il termine del 31 agosto 2012 per il personale del comparto scuola che ha maturato i requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
9/4865-AR/79.Ghizzoni, Gnecchi, Bachelet, Coscia, De Biasi, De Pasquale, De Torre, Levi, Lolli, Mazzarella, Melandri, Nicolais, Pes, Rossa, Russo, Siragusa, Lovelli.
ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/04865-AR/084
Primo firmatario: BOCCUZZI ANTONIO
Ordine del Giorno 9/4865-AR/84
in sede di esame di conversione in legge del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative si è ritenuto importante e utile riprendere in considerazione il tema della riforma previdenziale recentemente introdotta con l'articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, correggendone alcuni aspetti su cui da subito si erano evidenziati aspetti di criticità;
già in occasione dell'esame delle citate disposizioni di riforma del sistema pensionistico si era registrata un'ampia convergenza sulla necessità di rivedere la disciplina in materia di penalizzazioni di alcuni punti percentuali sull'importo dell'assegno pensionistico dei lavoratori che hanno comunque maturato un'anzianità contributiva di 42 anni e un mese per gli uomini, e 41 anni e un mese per le donne, qualora la loro età anagrafica risulti inferiore a 62 anni;
dando corso a quegli orientamenti, formalizzati nell'ordine del giorno 4829-A/165, con il presente provvedimento si sono introdotte importanti modifiche che ne attenuano significativamente l'impatto su quei cittadini che sin dalla più giovane età hanno iniziato la loro attività lavorativa;
tuttavia, laddove non previste ulteriori e specifiche deroghe, tra i soggetti che maggiormente rischiano di subire gli effetti più pesanti di tale meccanismo penalizzante ci sono proprio alcune categorie di lavoratori che in virtù delle particolari condizioni di esecuzione della loro attività lavorativa sono stati riconosciuti meritevoli di apposite disposizioni di tutela, quali i lavoratori che svolgono lavori usuranti o i lavoratori che sono stati esposti per periodi prolungati all'amianto;
sembrerebbe paradossale che proprio i lavoratori che si trovano a vivere condizioni di maggior fatica e pericolo per la loro salute debbano essere maggiormente penalizzati economicamente per l'effetto dell'applicazione di divergenti disposizioni di legge, ovvero quelle che da una parte prevedono delle specifiche anticipazioni dei requisiti anagrafici e dall'altra quelle dell'articolo 24, comma 10, del richiamato decreto 201, che prevedono una decurtazione dell'assegno pensionistico qualora si vada in pensione prima del compimento dei 62 anni,
per quanto di sua competenza, a valutare l'opportunità di assumere ogni iniziativa utile volta a rivedere la disciplina in materia di penalizzazioni per i lavoratori che lasciano l'attività lavorativa prima del compimento dei 62 anni, pur avendo maturato un'anzianità contributiva di 42 anni e un mese per gli uomini, e 41 anni e un mese per le donne, prevedendo specifiche deroghe per i lavoratori che rientrano nell'applicazione della disciplina sui lavori usuranti e per quelli esposti all'amianto.
9/4865-AR/84.(Testo modificato nel corso della seduta) Boccuzzi
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