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Timestamp: 2016-12-05 02:30:10+00:00

Document:
Circolare Agenzia Entrate n. 8 del 23.02.2006
Disposizioni agevolative per le imprese della
grande distribuzione - articolo 1, commi da 429 a 431 della legge 30 dicembre
2004, n. 311 e articolo 1, comma 130 della legge 23 dicembre 2005, n. 266
2. La TRASMISSIONE dei corrispettivi
2.1. Soggetti destinatari dell'agevolazione
2.2. Effetti dell'agevolazione
2.2.1 Esonero dall'obbligo di emissione dello scontrino o della ricevuta
2.2.2. Obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente
2.3. Effetti sugli altri adempimenti contabili e fiscali 3. LA TRASMISSIONE DEI DATI
3.1. Modalità di trasmissione telematica dei dati all'Agenzia
3.2. Esercizio dell'opzione ed invio periodico
3.3. Contenuto dell'invio
3.4 Momento della trasmissione
4. Disciplina sanzionatoria
L'articolo 1, comma 429, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311 (legge finanziaria 2005), ha introdotto, per le imprese che operano del
settore della grande distribuzione, la possibilità di trasmettere in via
telematica all'Agenzia delle entrate l'ammontare complessivo dei corrispettivi
giornalieri - distinti per ciascun punto vendita - delle cessioni di beni e
delle prestazioni di servizi di cui agli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della
Ai sensi dell'articolo 1, comma 431 della finanziaria 2005, la
trasmissione telematica dei corrispettivi sostituisce l'obbligo di emissione
dello scontrino o della ricevuta fiscale di cui all'articolo 12 della legge 30
dicembre 1991, n. 413 e al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre
1996, n. 696, fermo restando l'obbligo di emissione della fattura su richiesta
La procedura in argomento costituisce un'ulteriore
semplificazione degli adempimenti contabili per i soggetti che svolgono
attività di commercio al minuto e assimilate in locali aperti al pubblico - con
particolare riguardo per il settore della grande distribuzione -, già esonerati
dall'obbligo di emissione della fattura se non richiesta dal cliente (articolo 22 del dPR n. 633 del 1972) e tenuti
alla certificazione fiscale dei corrispettivi mediante il rilascio della
ricevuta o dello scontrino fiscale.
Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle
entrate (di seguito, provvedimento) dell'8 luglio 2005 (pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 2005, n. 171), emanato ai sensi del predetto
comma 431, sono state definite
le modalità e i termini per la trasmissione telematica dell'ammontare
complessivo dei corrispettivi giornalieri.
L'articolo 1, comma 130, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266 (legge finanziaria 2006) ha, infine, inserito nell'articolo 1 della legge
finanziaria 2005 il comma 430-bis,
che così dispone: "La disposizione di cui al comma 429 si applica, con le modalità di cui al comma 431, anche alle imprese individuate con provvedimento del
direttore dell'Agenzia delle entrate, aventi le caratteristiche dimensionali
previste nel comma 430 ed assoggettate agli oneri di
collegamento telematico ivi indicati."
La facoltà di trasmettere,
in via telematica, distintamente e per ciascun punto di vendita, l'ammontare
complessivo dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle
eventuali prestazioni di servizi, è destinata alle imprese della grande
distribuzione commerciale, come definite dal comma 430 della legge n. 311 del 2004.
Trattasi di aziende distributive operanti con medie e
grandi strutture di vendita, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettere e) ed f)
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (concernente la riforma della
disciplina relativa al settore del commercio), che definisce:
- "medie strutture di vendita gli
esercizi aventi superficie (di vendita) superiore ai limiti di cui al punto d)
(150 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 250
mq nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti) e fino a
1.500 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a
2.500 mq nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti"
(lettera e) dell'articolo 4);
- "grandi strutture di vendita gli
esercizi aventi superficie superiore ai limiti di cui al punto e)" (lettera
f) dell'articolo 4).
Per "superficie di vendita" si intende
"l'area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi,
scaffalature e simili", e non "quella destinata a magazzini, depositi,
locali di lavorazione, uffici e servizi" (cfr. articolo 4, comma 1, lettera
c) del dlgs n. 114 del 1998).
Lo stesso comma 430 della legge n. 311 del 2004
stabilisce, peraltro, che le disposizioni in commento si applicano alle aziende
distributive con strutture di vendita aventi una superficie:
a) superiore a 150 metri quadri, nei comuni
con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti;
b) superiore a 250 metri quadri nei comuni
con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti.
Per effetto dell'articolo 1, comma 130, della legge n. 266 del 2005,
l'agevolazione in commento può essere estesa anche ad altre imprese, da
individuarsi con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate, in
possesso dei requisiti dimensionali sopra elencati ed obbligate al collegamento
telematico, quali, ad esempio, le grandi imprese che svolgono prestazioni di
servizi o attività di somministrazione di alimenti e bevande.
Dal dettato letterale della norma e del provvedimento
si evince che le disposizioni agevolative sono riferite ad imprese della grande
distribuzione che operano con "più punti vendita" ubicati nel
territorio dello Stato e che, pertanto, un'impresa con un unico punto vendita,
ancorché avente le dimensioni richieste dalla norma, non può avvalersi della
procedura in commento. Detto limite si desume, d'altronde, dal concetto stesso
di "grande distribuzione", che presuppone un'attività destinata ad
una ampia platea di clienti, svolta in più punti vendita di grande dimensione
dislocati sul territorio.
Va rilevato, infine, che l'agevolazione opera
esclusivamente per i punti vendita aventi le dimensioni di cui al comma 430, fermo restando l'obbligo di
emissione della ricevuta o dello scontrino fiscale per i restanti punti vendita
con dimensioni inferiori (cfr. punto 1.1 del provvedimento). In tale evenienza,
peraltro, il provvedimento dispone l'obbligo di comunicazione dell'ammontare
complessivo dei corrispettivi di tutti i punti vendita, ossia anche di quelli
che continuano ad emettere scontrino o ricevuta fiscale (cfr. punto 3.2).
2.2.1 Esonero dall'obbligo di emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale
I soggetti che decidono di
applicare le disposizioni in argomento sono esonerati dall'obbligo di
certificare i corrispettivi "... mediante il rilascio della ricevuta
fiscale di cui all'art. 8 della L. 10 maggio 1976, n. 249, e successive
modificazioni, ovvero dello scontrino fiscale, anche manuale o prestampato a
tagli fissi, di cui alla L. 26 gennaio 1983, n. 18, e successive
modificazioni." (Cfr. articolo 12 della legge n. 413 del 1991).
L'esonero dall'obbligo strumentale della certificazione
dei corrispettivi rende superflui gli altri adempimenti ad esso connessi. In
particolare, le imprese che intendono trasmettere per via telematica l'ammontare
giornaliero dei corrispettivi non hanno l'obbligo di installazione ed utilizzo
presso l'esercizio commerciale degli apparecchi misuratori fiscali - la cui
disciplina e regolamentazione è contenuta nella legge 26 gennaio 1983, n. 18 e
nel decreto ministeriale 23 marzo 1983 (modificato con provvedimenti del
Direttore dell'Agenzia delle entrate del 4 marzo 2002 e del 28 luglio 2003) -, né devono
adempiere ai diversi obblighi ad essi collegati, quali, ad esempio,
l'installazione e messa in uso da parte di un tecnico autorizzato, la
conservazione del libretto di dotazione fiscale, la verificazione periodica
dell'apparecchio, la stampa e conservazione dello scontrino di chiusura
giornaliera, la tenuta del registro dei corrispettivi da utilizzarsi in caso di
mancato funzionamento dell'apparecchio.
Inoltre, coloro che intendono avvalersi della procedura
in commento, possono chiedere la "defiscalizzazione" del misuratore
fiscale già in uso.
A tale riguardo, si è dell'avviso che l'impresa possa
continuare ad utilizzare il misuratore di cassa fino ad esaurimento della
memoria fiscale, per emettere scontrini fiscalmente non rilevanti, avendo cura
di comunicare al cliente la natura non fiscale dello titolo. Si potrà, ad
esempio, indicare sullo scontrino la dicitura "scontrino non fiscale ai
sensi dell'articolo 1, comma 429,
della legge n. 311 del 2004". In tale circostanza le imprese - fermo
restando l'obbligo di mantenere inalterato il sigillo fiscale e la memoria
fiscale degli apparecchi, anche a garanzia della verificabilità di tutte le
operazioni effettuate prima dell'adozione delle procedure in commento - sono,
comunque, esonerate dagli adempimenti periodici di manutenzione e verificazione
dell'apparecchio, atte a salvaguardare la "funzione fiscale" del
misuratore di cassa.
Ovviamente, anche dopo la "defiscalizzazione"
del misuratore fiscale, l'impresa può continuare a rilasciare titoli senza
rilevanza fiscale - specificandolo sugli stessi -, per documentare gli acquisti
effettuati dalla propria clientela e per quantificare l'ammontare periodico dei
corrispettivi da comunicare periodicamente all'Amministrazione finanziaria.
2.2.2. Obbligo di emissione della
fattura su richiesta del cliente
Il beneficio della
sostituzione dell'obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi incontra,
comunque, un limite nella facoltà del cliente di richiedere il rilascio della
fattura. L'ultimo periodo del comma 431
della legge n. 311 del 2004, infatti, dispone espressamente che è fatto salvo
l'obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente "non oltre il
momento di effettuazione dell'operazione" (cfr. articolo 22 del dPR n. 633 del 1972). Il
cliente, infatti, può avere interesse a richiedere un titolo che documenti
l'acquisto per dedurre o detrarre fiscalmente la spesa.
A tal fine, se l'azienda continua ad utilizzare un
misuratore di cassa (v. precedente punto 2.2.1) per emettere scontrini senza
rilevanza fiscale, la stessa deve informare preventivamente il cliente della
natura non fiscale del titolo, per consentirgli di avvalersi della facoltà di
richiedere la fattura.
2.3. Effetti sugli altri adempimenti
all'Agenzia delle entrate dell'ammontare giornaliero dei corrispettivi
sostituisce l'obbligo di emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale,
mentre non ha effetti sui restanti adempimenti di cui al titolo II del dPR n.
633 del 1972. Restano, quindi, inalterati gli obblighi di registrazione,
liquidazione e versamento periodico ed annuale dell'imposta, nonché di tenuta e
conservazione delle scritture contabili di cui all'articolo 39 del medesimo dPR n. 633 del 1972.
Parimenti, continuano ad applicarsi le semplificazioni
contabili connesse all'emissione degli scontrini e delle ricevute fiscali.
Così, ad esempio, coloro che si avvalgono delle
disposizioni in commento, qualora tengano il registro dei corrispettivi in luogo
diverso da quello in cui svolgono l'attività di vendita, restano esonerati
dalla tenuta, nel luogo in cui è svolta l'attività, del registro di prima nota
di cui al quarto comma dell'articolo 24
del dPR n. 633 del 1972 (cfr. articolo 6, comma 3 del "regolamento recante
norme per la semplificazione delle scritture contabili", approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695). Infatti,
sebbene l'esonero dalla tenuta del registro di prima nota sia previsto solo se
"per le operazioni effettuate nel luogo in cui è esercitata l'attività di
vendita, è rilasciato lo scontrino o la ricevuta fiscale" (cfr. circolari
n. 45/E del 19 febbraio 1997 e n. 5/E
del 4 febbraio 2004, punto 4.4), va considerato che quest'ultimo obbligo è
"sostituito" - per effetto dei disposti normativi in esame - dalla
trasmissione telematica dell'ammontare complessivo dei corrispettivi
giornalieri, distinto per ciascun punto vendita.
Le medesime considerazioni valgono con riguardo alla
semplificazione di cui all'articolo 6, comma 4, del dPR n. 695 del 1996, che
consente di annotare l'ammontare dei corrispettivi del mese documentati con
scontrino o ricevuta fiscale "anche con unica registrazione, nel registro
previsto dall'articolo 24 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, entro il giorno
15 del mese successivo". Si ritiene, quindi, che anche le imprese che si
avvalgono della trasmissione telematica dei corrispettivi, pur essendo esonerate
dall'obbligo di emettere la ricevuta o lo scontrino fiscale, non hanno l'obbligo
di annotare i corrispettivi giornalieri, nell'apposito registro, "con
riferimento al giorno in cui le operazioni sono effettuate, entro il giorno non
festivo successivo" (cfr. articolo 24,
primo comma, del dPR n. 633 del 1972).
Parimenti, si applica l'articolo 1 del decreto
ministeriale 11 agosto 1975, che prevede che le registrazioni IVA, "qualora
il contribuente utilizzi direttamente macchine elettrocontabili ovvero si
avvalga, per l'elaborazione dei dati, di centri elettrocontabili gestiti da
terzi, possono essere eseguite entro sessanta giorni dalla data di effettuazione
delle operazioni, fermo restando l'obbligo di tener conto, nelle dichiarazioni
previste dagli articoli 27 e seguenti..., di tutte le operazioni soggette a
registrazione nel periodo cui le dichiarazioni si riferiscono".
Le imprese che si avvalgono della procedura in commento
non possono invece ricorrere alla c.d. "fatturazione differita" di cui
all'articolo 21, comma 4, del dPR
n. 633 del 1972, nell'ipotesi di cui all'articolo 3, comma 3, del decreto del
Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696, ossia quando è
"emesso all'atto della consegna o, se anteriore, del pagamento del
corrispettivo" uno scontrino o ricevuta fiscale integrato con l'indicazione
del codice fiscale dell'acquirente o committente o dei dati identificativi del
cliente. In tal caso, infatti, l'emissione della fattura "entro il giorno
15 del mese successivo a quello di consegna o spedizione del bene" è
consentita solo quando la "consegna o spedizione risulti da documento di
trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è
effettuata l'operazione e avente le caratteristiche determinate con dPR 14
agosto 1996, n. 472", ovvero da scontrino o ricevuta fiscale integrata.
Ciò significa, in altre parole, che, su richiesta del
cliente, le imprese possono emettere solo fattura immediata e non differita.
3. LA TRASMISSIONE DEI DATI
3.1. Modalità di trasmissione telematica dei dati all'Agenzia delle entrate
Il provvedimento, in
attuazione della delega contenuta nell'articolo 1, comma 431 della legge n. 311 del 2004,
specifica le modalità tecniche ed i termini per la trasmissione telematica dei
Le imprese che intendono avvalersi della trasmissione
telematica dei corrispettivi devono inviare i dati richiesti secondo le
specifiche tecniche allegate al provvedimento, utilizzando il servizio
telematico Entratel o Internet, previa verifica della congruità dei dati stessi
da eseguirsi mediante i prodotti software di controllo forniti gratuitamente
Al riguardo si evidenzia che la scelta del servizio
telematico dipende dai requisiti posseduti per la presentazione telematica delle
dichiarazioni fiscali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
luglio 1998, n. 322, e successive
modificazioni. In sintesi, deve essere utilizzato:
- il servizio telematico Entratel: se si ha
l'obbligo di presentare la dichiarazione dei sostituti d'imposta (Mod. 770
semplificato o ordinario) in relazione ad un numero di soggetti superiore a
venti. In tal caso l'abilitazione è ottenuta presentando domanda ad un Ufficio
locale dell'Agenzia delle Entrate della regione nel cui territorio è stabilito
il proprio domicilio fiscale;
- il servizio telematico Internet: se si ha
l'obbligo di presentare la dichiarazione dei sostituti d'imposta in relazione ad
un numero di soggetti non superiore a venti, o, in generale, quando si ha
l'obbligo di trasmettere per via telematica altre dichiarazioni. In tal caso va
richiesto il codice PIN (Personal Identification Number) attraverso la funzione
sul sito Internet https://fisconline.Agenziaentrate.it <https://fisconline.agenziaentrate.it>.
Per coloro che utilizzano il servizio telematico
Internet è previsto che i file contenenti i dati da trasmettere non abbiano
dimensioni superiori a 3 megabyte.
Resta ferma, comunque, la possibilità di avvalersi
degli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni di
cui all'articolo 2, commi 2-bis e 3 del dPR n. 322 del 1998.
3.2. Esercizio dell'opzione ed invio
L'impresa che opta per la
trasmissione telematica dei corrispettivi deve, preliminarmente, comunicare la
propria scelta compilando i campi riservati ad accogliere i dati identificativi
del contribuente e quelli necessari per l'"adesione" alla procedura.
Una volta effettuata l'opzione, l'impresa è tenuta a
trasmettere con cadenza settimanale i dati relativi a ciascun periodo di
riferimento (fissato dal lunedì alla domenica).
In particolare, entro il quinto giorno lavorativo
successivo al periodo di riferimento, deve essere compilato un record di testa
ed un record di coda, dove segnalare gli estremi della fornitura ed i dati
relativi al soggetto obbligato alla comunicazione, nonché un apposito record di
dettaglio per ciascun punto vendita, per comunicare l'ammontare complessivo dei
corrispettivi, distinto per ciascuna giornata, compresi i giorni in cui non vi
sono stati corrispettivi per mancanza di incassi o per chiusura del punto
vendita (valore zero). Il record di dettaglio va compilato anche per quei punti
vendita che non hanno le dimensioni previste dalla norma e che, pertanto,
continuano ad avere l'obbligo di certificare i corrispettivi mediante scontrino
o ricevuta fiscale.
Unica eccezione alla periodicità settimanale
(lunedì-domenica) dei dati trasmessi è stabilita per i corrispettivi incassati
nel periodo infrasettimanale al termine di ciascun anno solare, che devono
essere trasmessi separatamente. E così ad esempio:
- i corrispettivi di lunedì 31 dicembre
2007 vanno comunicati entro lunedì 7 gennaio 2008;
- i corrispettivi da martedì 1 gennaio a
domenica 6 gennaio 2008 vanno comunicati entro venerdì 11 gennaio 2008.
La scelta vincola l'impresa per un intero periodo
d'imposta e, se non revocata all'inizio del nuovo anno solare, si intende
tacitamente rinnovata per il periodo successivo. Ciò si evince, peraltro, dal
fatto che, se l'impresa vuole interrompere la trasmissione deve comunicare la
propria scelta compilando i campi riservati ad accogliere i propri dati
identificativi e quelli destinati alla "revoca" della procedura.
Se, infine, l'opzione di avvalersi della nuova
procedura è effettuata nel corso dell'anno solare, l'impresa, entro il termine
stabilito per la prima trasmissione, deve comunicare anche i dati relativi al
periodo compreso tra l'inizio dell'anno e la data in cui è operata la scelta.
All'atto della trasmissione
l'impresa deve comunicare
1) i dati identificativi del soggetto
- comune, provincia ed
- dati anagrafici, se persona
2) gli estremi della fornitura:
- tipo di invio: (ordinario
(0), adesione (1), revoca (2), sostituzione file (3));
- ventilazione dei
corrispettivi: 0 = no, 1 = si (cfr. decreto ministeriale 24 febbraio 1973);
- numero dei punti vendita (con
e senza requisiti dimensionali);
3) i dati identificativi di ciascun punto
- numero di repertorio
Economico Amministrativo attribuito dalla Camera di Commercio;
- numero d'ordine attribuito
alla sede dalla Camera di Commercio, nell'ambito del repertorio Economico
- comune, provincia e indirizzo
- possesso o meno dei requisiti
dimensionali richiesti dalla norma;
4) i dati relativi ai corrispettivi di
ciascun punto vendita, distinti per ogni giorno del periodo di riferimento,
anche per quelli in cui non ci sono incassi:
- importo complessivo dei
corrispettivi relativi alle operazioni effettuate nella giornata - compresi
quelli documentati con fattura - al lordo dell'imposta;
- importo complessivo dei soli
corrispettivi documentati con fattura.
Come già chiarito in precedenza (punto 2.2.1),
l'impresa ha, comunque, facoltà di rilasciare ai propri clienti titoli non
fiscali emessi da misuratori di cassa. In tale evenienza, nel primo campo deve
essere indicata la sommatoria dei corrispettivi documentati con titoli non
fiscali e di quelli documentati con fattura, mentre nel secondo campo vanno
esposti i soli corrispettivi documentati con fattura.
Si evidenzia, infine, che, per esigenze di completezza
della comunicazione, deve essere trasmesso l'ammontare complessivo dei
corrispettivi relativo alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi,
imponibili, non imponibili ed esenti, "comprese quelle relative agli
immobili e beni strumentali e quelle indicate nel terzo comma dell'art. 17"
documentate con fattura (cfr. articolo 24,
secondo comma, del dPR n. 633 del 1972).
La trasmissione dei dati si
considera effettuata nel momento in cui l'Agenzia delle entrate completa la
procedura di ricezione del file con i dati stessi, ed è attestata con
un'apposita ricevuta - contenuta in un file munito del codice di autenticazione
per il servizio Entratel o del codice di riscontro per il servizio Internet -
che l'Agenzia delle entrate rende disponibile, per via telematica, entro i
cinque giorni lavorativi successivi a quello di invio, salvo cause di forza
maggiore (cfr. punto 3 del provvedimento).
Il file con i dati può essere scartato e,
conseguentemente, i dati si considerano non trasmessi, se si verifica una delle
- mancato riconoscimento del codice di
autenticazione o del codice di riscontro (cfr. allegati tecnici al decreto 31
luglio 1998);
- codice di autenticazione o codice di
riscontro duplicato, a fronte dell'invio dello stesso file avvenuto erroneamente
più volte;
- file non elaborabile, in quanto non
verificato con il software di controllo fornito dall'Agenzia delle entrate;
- mancato riconoscimento del soggetto
tenuto alla trasmissione dei dati, nel caso di trasmissione telematica
effettuata da un intermediario.
Al verificarsi di una delle ipotesi sopra elencate,
l'Agenzia invia telematicamente la comunicazione di scarto, per permettere al
soggetto che ha inoltrato il file di ritrasmetterlo correttamente entro i cinque
giorni lavorativi successivi alla comunicazione stessa.
Le istruzioni alla trasmissione prevedono, infine, la
possibilità di effettuare la sostituzione di un file in precedenza inviato,
previo annullamento dello stesso, entro un mese dal termine di trasmissione dei
dati da sostituire e purché il file si riferisca al medesimo periodo di
Il comma 432 dell'articolo 1 della legge n.
311 del 2004 individua le sanzioni applicabili nell'ipotesi di violazione delle
disposizioni per la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri da
parte delle imprese della grande distribuzione. In particolare, l'omessa o
inesatta comunicazione dell'ammontare dei corrispettivi, entro i termini
stabiliti dal provvedimento, è soggetta alle sanzioni previste dagli articoli
6, comma 3, 11, comma 5 e 12, comma 3, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
Le violazioni sono pertanto punite con:
- la sanzione amministrativa prevista
nell'ipotesi di mancata emissione, od emissione con importi inferiori, di
ricevute e scontrini fiscali, pari al 150 per cento dell'imposta corrispondente
all'importo non documentato (articolo 6, comma 3);
- la sanzione amministrativa prevista per
l'omessa installazione degli apparecchi misuratori, da 1.032 euro a 4.131 euro
(articolo 11, comma 5);
- la sanzione accessoria disposta per
l'omessa installazione degli apparecchi misuratori, costituita dalla sospensione
della licenza o dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività nei locali ad
essa destinati per un periodo da quindici giorni a due mesi e, in caso di
recidiva, da due a sei mesi (articolo 12, comma 3).

References: articolo 1
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 articolo 4
 articolo 12
 articolo 22
 articolo 6
 articolo 24
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