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Timestamp: 2017-06-26 07:38:41+00:00

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ORGANIZZAZIONE E ANALISI DI UN SOFTWARE APPLICATO AI PROCESSI DI GESTIONE DEI RIFIUTI PER IL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA AMBIENTALE NELLE AZIENDE - PDF
ORGANIZZAZIONE E ANALISI DI UN SOFTWARE APPLICATO AI PROCESSI DI GESTIONE DEI RIFIUTI PER IL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA AMBIENTALE NELLE AZIENDE
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1 ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA FACOLTA DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN INGEGNERIA PER L AMBIENTE E IL TERRITORIO DICMA - Dipartimento di Ingegneria Chimica, Mineraria e delle Tecnologie Ambientali TESI DI LAUREA in VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE PRIMARIE E SECONDARIE ORGANIZZAZIONE E ANALISI DI UN SOFTWARE APPLICATO AI PROCESSI DI GESTIONE DEI RIFIUTI PER IL MIGLIORAMENTO DELL EFFICIENZA AMBIENTALE NELLE AZIENDE CANDIDATO: Luana Ricchi RELATORE: Chiar.ma Prof.ssa Alessandra Bonoli CORRELATORI: Dott. Ing. Andrea Sagri Dott. Ing. Luca Ciocci Anno Accademico 2006/07 Sessione II2 Prefazione Quello che oggi viene definito il fenomeno ambientale è un argomento che ormai spazia a 360 gradi coinvolgendo tutte le discipline, da quelle umanistiche, tese a individuare e studiare gli aspetti teorici del problema, a quelle tecnico scientifiche, impegnate a cercare di trovare soluzioni efficaci ed efficienti per la risoluzione di una problematica ormai individuata come vera minaccia globale. Ecco il motivo per il quale, da poco meno di un decennio a questa parte, la tematica della tutela ambientale è balzata agli onori della cronaca, acquisendo primaria importanza e divenendo oggetto di studi sempre più diversificati e specialistici, tesi ad analizzare tutte le componenti del problema. In particolare, oggetto di analisi approfondite è lo sviluppo, negli ultimi anni, del ruolo dei rifiuti nella società, e quali sono gli strumenti utilizzati per affrontare la raccolta, gestione e smaltimento degli stessi. Lo scopo della tesi è quello di evidenziare il ruolo che può e deve essere svolto dalle aziende (grandi e piccole) nell ambito di una sorta di didattica ambientale parametrata alla quantità e alla qualità dei rifiuti prodotti nel corso del proprio ciclo produttivo. Verranno analizzate metodologie di gestione e smaltimento dei rifiuti che si legano alla normativa attualmente in vigore a livello nazionale e, nello specifico, si analizzeranno sistemi di gestione informatica ed informatizzata relativi alla tematica ambientale e del rifiuto. Ing. Andrea Sagri3 SOMMARIO SOMMARIO 1. INTRODUZIONE LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE IL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEL RIFIUTO IL REGISTRO DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI IL MODELLO UNICO DI DICHIARAZIONE AMBIENTALE INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS CICLO DI VITA DEL SOFTWARE SVILUPPO DEI MODULI DI ECOS PER LA GESTIONE AMBIENTALE MODULO BASE MODULO MUD MODULO STOCCAGGIO MODULO PROGRAMMAZIONE MODULO PROGRAMMAZIONE IMPIANTO ESEMPI MOVIMENTI: OPERAZIONI DI SMALTIMENTO E RECUPERO APPLICAZIONE DEL SOFTWARE ALLE DIVERSE FASI DI UN CENTRO DI STOCCAGGIO MOVIMENTAZIONE DEI RIFIUTI NEL CENTRO DI STOCCAGGIO RIFIUTI SPECIALI NON RECUPERABILI RIFIUTI SPECIALI RECUPERABILI SELEZIONE E CERNITA FINALIZZATA A RECUPERO4 SOMMARIO CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA E LINKOGRAFIA RINGRAZIAMENTI5 INDICE DELLE FIGURE INDICE DELLE FIGURE Fig. 2.1: Modello di Formulario di Identificazione dei rifiuti Fig. 2.2: Modello A del Registro di carico e scarico dei rifiuti Fig. 2.3: Modello B del Registro di carico e scarico dei rifiuti Fig. 3.1: Interfaccia Ecos per l inserimento dell Anagrafica impianti Fig. 3.2: Interfaccia Ecos per l inserimento dell Anagrafica automezzi Fig. 3.3: Interfaccia Ecos per l inserimento delle Autorizzazioni allo smaltimento Fig. 3.4: Interfaccia Ecos per l inserimento delle Autorizzazioni al trasporto Fig. 3.5: Interfaccia Ecos per l inserimento dell Anagrafica dei rifiuti Fig. 3.6: Interfaccia Ecos per l inserimento delle caratteristiche dei rifiuti Fig. 3.7: Corrispondenza tra i rifiuti pericolosi e le caratteristiche di pericolo Fig. 3.8: Caratteristiche di pericolo dei rifiuti Fig. 3.9: Interfaccia Ecos per l inserimento dei Documenti che codificano le operazioni sui rifiuti Fig. 3.10: Interfaccia Ecos per la registrazione dei Formulari e dei Registri rifiuti Fig. 3.11: Interfaccia per la definizione del Registro di intermediazione Fig. 3.12: Corrispondenza tra i rifiuti pericolosi e le caratteristiche di pericolo Fig. 3.13: Interfaccia Ecos Sezione Anagrafica del MUD Fig. 3.14: Interfaccia Ecos Scheda Rifiuti del MUD Fig. 3.15: Interfaccia Ecos per la gestione del Centro di stoccaggio Fig. 3.16: Interfaccia Ecos per la definizione dei Settori nel Centro di stoccaggio Fig. 3.17: Interfaccia Ecos per definire le Ubicazioni nel Centro di stoccaggio Fig. 3.18: Interfaccia Ecos per l Attribuzione dei Rifiuti nelle Ubicazioni Fig. 3.19: Interfaccia Ecos per la Conversione rifiuti/ubicazioni Fig. 3.20: Interfaccia Ecos per la definizione dei Processi di lavorazione nel Centro di stoccaggio Fig. 3.21: Interfaccia Ecos per la definizione delle Schede di programmazione Fig. 3.22: Interfaccia Ecos per la pianificazione dei Servizi Fig. 3.23: Interfaccia Ecos per la gestione delle Risorse Fig. 3.24: Interfaccia Ecos per la definizione delle Autorizzazioni Impianto6 INDICE DELLE FIGURE Fig. 3.25: Foto rifiuti riutilizzabili nel Centro di stoccaggio Fig. 3.26: Foto rifiuti assimilabili agli urbani nel Centro di stoccaggio Fig. 3.27: Foto rifiuti speciali nel Centro di stoccaggio Fig. 3.28: Interfaccia modulo Stoccaggio per la registrazione delle lavorazioni del rifiuto7 INTRODUZIONE 1. INTRODUZIONE Il settore ambientale della gestione dei rifiuti è in continua evoluzione, con tutte le fasi regolamentate da una normativa di difficile lettura e comprensione e, soprattutto, molto severa e vincolante per le aziende che producono, smaltiscono e trasportano rifiuti. Le merci hanno una loro storia naturale : ogni oggetto fabbricato fa parte di un grande ciclo, si tratta di un flusso di materie e di energia che nasce dalla natura e passa attraverso i processi di produzione ed uso. Le merci, quindi, non vengono consumate, ma vengono usate per un tempo più o meno lungo per poi trasformarsi in rifiuti. La Terra, però, ha una disponibilità finita e determinata di materie prime e di combustibili fossili. E per questo motivo che il concetto di limitatezza delle risorse ambientali spinge verso uno sviluppo economico in armonia con la capacità dell ambiente di rigenerare le risorse utilizzate senza alterarne l equilibrio. Aziende e impianti di trattamento che operano normalmente nel settore di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi hanno flussi di lavoro che sono soggetti al rispetto dei requisiti di conformità a quanto previsto e specificato dalle autorizzazioni regionali, alla capacità degli impianti a trattare lo specifico rifiuto, alla potenzialità delle linee di lavorazione, alla situazione degli stoccaggi, alla programmazione delle attività, alla gestione delle lavorazioni e ad altre numerose attività complementari. La complessità dei processi e l'alta quantità d informazioni da elaborare richiedono un sistema informativo di alto livello. Anche la raccolta ed il trasporto dei rifiuti pericolosi e non pericolosi è un attività ad alta specializzazione. Spesso queste aziende sono diversificate in divisioni effettuando servizi per merci pericolose a norma A.D.R., prodotti chimici, rifiuti pericolosi e non pericolosi oltre ad altre merci di vario genere. Il cardine su cui s incentra la normativa, in linea tra l altro con la disciplina comunitaria, è la "gestione dei rifiuti" e cioè l'insieme delle politiche volte a gestire l'intero processo dei rifiuti, dalla loro produzione fino alla loro sorte finale, coinvolgendo le diverse fasi di: - raccolta, cioè tutte le operazioni di prelievo, di cernita e di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto; - trasporto; - 6 -8 INTRODUZIONE - recupero, in quanto una corretta gestione favorisce la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti attraverso il reimpiego, il riciclaggio e altre forme di recupero, per ottenere materia prima dai rifiuti ed infine il loro recupero energetico; - smaltimento, fase residuale della gestione dei rifiuti, deve essere effettuato in condizioni di sicurezza mediante il ricorso ad una rete integrata e adeguata di impianti che garantiscano un alto grado di protezione dell ambiente e della salute pubblica. Viene considerata fase di gestione anche il controllo di queste operazioni, nonché il controllo delle discariche e degli impianti di smaltimento dopo la chiusura. Quindi ogni volta che nella legge si trova scritto "gestione" (per esempio lo si trova spesso nelle sanzioni) il termine è da intendersi riferito agli obblighi riguardanti tutte le attività di gestione dei rifiuti, che devono essere autorizzate secondo le opportune procedure. La legislazione ambientale per un impresa ha un peso rilevante, e non sempre è facile restarne al passo data la varietà e la moltitudine di leggi in tema ambientale, di igiene, di sicurezza sul lavoro che si stanno succedendo; la normativa comunitaria, inoltre, sempre più presente su questi temi, costituisce un aspetto fondamentale a cui nessuno potrà sottrarsi. Il principio chi inquina paga, l aumento delle emergenze ambientali, i costi crescenti di risorse e rifiuti e legislazioni ambientali sempre più severe completano il quadro delle pressioni ambientali sulle aziende. Per contro, più recentemente, sono stati emessi regolamenti e norme improntati all impegno volontario delle aziende verso il miglioramento delle performance ambientali e l implementazione di Sistemi di Gestione Ambientali (SGA). Dunque le aziende possono trovare nuove opportunità di mercato, nuovi elementi di vantaggio competitivo, lavorando a favore dell ambiente ed ottenendo, spesso, anche vantaggi economici dovuti a riduzioni di sprechi, di rifiuti, a minori consumi di risorse e materiali. In azienda l ottimizzazione delle strutture organizzative contribuisce in modo essenziale al miglioramento degli effetti ambientali. L obiettivo di questi sistemi è identificare i principali aspetti ambientali dell azienda, di tenerli sotto controllo, di coordinare tutte le attività con impatto ambientale e distribuire responsabilità specifiche per la loro realizzazione9 INTRODUZIONE I problemi ambientali diventano in questo modo parte integrante della gestione aziendale. Ogni azienda definisce quindi degli obiettivi volontari, come in qualsiasi altro ambito, il cui raggiungimento viene controllato dall azienda stessa. In questo modo le aziende vengono chiamate alla responsabilità personale e ad un approccio preventivo nella tutela ambientale. Lo studio è stato condotto per valutare i miglioramenti dell efficienza nella gestione ambientale nelle aziende attraverso lo sviluppo di uno strumento informatico sicuro e completo per la corretta gestione nel rispetto degli obblighi di legge. Per affrontare in maniera sistematica i problemi di gestione ambientali, si sono innanzitutto analizzati e valutati i principali problemi e punti deboli dell organizzazione classica delle aziende per la movimentazione dei rifiuti, per poi definire, attraverso l informatizzazione, misure operative per la loro eliminazione. Il software sviluppato, Ecos, è risultato un valido strumento anche per favorire la certificazione ambientale nelle aziende. Lo scopo dello sviluppo del software si è basato, quindi, fondamentalmente sui seguenti principi: il rispetto degli obblighi legislativi, punto di partenza di ogni sistema di gestione ambientale; il miglioramento dell eco-efficienza aziendale. L analisi è stata strutturata in una parte teorica rivolta allo studio della legislazione vigente e alla sua interpretazione, e in una parte pratica volta alla lettura delle autorizzazioni e della corretta compilazione dei documenti inerenti la gestione dei rifiuti. In particolare sono stati sviluppati i seguenti punti: ANALISI della situazione aziendale relativamente all applicazione delle leggi e delle normative in materia di sicurezza, ambiente e gestione aziendale; INTERVENTI PERSONALIZZATI finalizzati alla rapida risoluzione delle esigenze aziendali riscontrate in fase di analisi; AGGIORNAMENTO sulle normative e relativo monitoraggio sul rispetto degli obblighi previsti; REALIZZAZIONE di idonee procedure per la definizione di specifiche modalità operative idonee alla gestione delle problematiche aziendali di tipo organizzativo/normativo10 INTRODUZIONE Lo studio è stato poi applicato ad una specifica azienda di Bergamo, specializzata nella gestione dei rifiuti e delle problematiche legate alla raccolta, al trattamento, allo smaltimento e al recupero delle diverse tipologie di scarti prodotti prevalentemente da attività e lavorazioni industriali, artigianali, commerciali e di servizi. Si è visto, quindi, come può essere integrato il software di gestione rifiuti Ecos nell organizzazione delle diverse fasi del centro di stoccaggio e per la movimentazione di diverse tipologie di rifiuti11 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE 2. LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE In Italia la gestione dei rifiuti è disciplinata in via principale dal Decreto Legislativo 5 febbraio 1997 n. 22, vera e propria legge quadro del settore emanata in attuazione delle direttive europee in materia di rifiuti (91/156/CEE), rifiuti pericolosi (91/689/CEE), imballaggi e rifiuti di imballaggio (94/62/CEE), al fine di assicurare un elevato grado di protezione dell ambiente e tutela della salute dell uomo. Il Decreto, meglio noto come Decreto Ronchi, entrato in vigore nel marzo del 1997, ha assunto nel corso del tempo, a causa dell intervento di numerosi e successivi provvedimenti, la natura di un sistema normativo complesso e articolato. Il Decreto Ronchi segnò il passaggio a tecniche di gestione dei problemi ambientali che prevedono e promuovono misure economiche, incentivi, nonché la responsabilizzazione e cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nel ciclo di vita di un prodotto, dalla produzione alla sua destinazione come rifiuto. L entrata in vigore, poi, del Decreto Legislativo 152 del 2006 ha introdotto modifiche ai criteri gestionali dei rifiuti prodotti in azienda, ma non ha risolto le incertezze in materia, anzi, le difficoltà interpretative stanno occupando il proscenio della gestione dei rifiuti a solo vantaggio delle illegittimità e violazioni, per cui la normativa è ancora quanto mai complessa e ancora soggetta ad interpretazioni empiriche. Controllati e controllori hanno perso i punti di riferimento attribuendo le cause al vertiginoso avvicendamento normativo che nel giro di pochi anni ha visto succedersi il D.P.R. 915/82, passando per il D.Lgs. 22/97 (Decreto Ronchi) sino al D.Lgs. 152/06 (Codice dell ambiente). Particolare importanza riveste il principio in base al quale è vietato abbandonare e depositare incontrollatamente rifiuti sul suolo e nel sottosuolo, oltre che immettere rifiuti nelle acque superficiali e sotterranee. Si tratta di un divieto importante che sta alla base di tutta la normativa in tema di rifiuti, in quanto, proprio in virtù del fatto che non è consentito abbandonare i rifiuti o depositarli in maniera incontrollata, essi dovranno essere avviati, dai produttori o detentori, ad impianti di recupero o smaltimento debitamente autorizzati. Il Legislatore ha inteso disciplinare le modalità di gestione dei rifiuti in modo tale da favorire la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti e di incentivarne il12 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE riciclaggio e il recupero per ottenere materia prima o come combustibile o altra fonte di energia. In questo contesto sono previsti diversi strumenti per incentivare le politiche di prevenzione e recupero, nonché limitazioni per lo smaltimento che costituisce pertanto solo la fase residuale della gestione dei rifiuti. La normativa prevede, inoltre, una serie di obblighi a carico dei soggetti che intervengono nella gestione dei rifiuti: le imprese che movimentano rifiuti pericolosi o non pericolosi derivanti da produzione industriale e artigianale, dal trattamento di altri rifiuti, dal trattamento delle acque o dall abbattimento dei fumi, devono presentare il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD), che rendiconta della passata gestione dei rifiuti della società (quelli che ha prodotto, quelli che ha avviato allo smaltimento e quelli che ha avviato al recupero); le imprese produttrici devono tenere i Registri di Carico e Scarico, con fogli numerati e vidimati dall ufficio del registro, su cui devono annotare con cadenza almeno settimanale le informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti, da utilizzare ai fini della comunicazione annuale al Catasto dei Rifiuti costituito presso le agenzie regionali per la protezione dell ambiente (A.R.P.A.). I rifiuti speciali devono essere accompagnati, durante il trasporto, da un Formulario di Identificazione, che rappresenta la chiave della tracciabilità del ciclo del viaggio del rifiuto e permette il controllo in itinere ed a ritroso del trasporto, perché gran parte della massa di rifiuti prodotti nel nostro Paese è in viaggio quotidianamente. I modelli dei Formulari, dei Registri e le informazioni MUD osservano precise regole che sono in perenne evoluzione tenuto conto anche del modellamento costante operato dalle prassi applicative delle amministrazioni e dall intervento giurisprudenziale13 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE 2.1 IL FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEL RIFIUTO Il trasporto dei rifiuti è il tema più importante nel sistema di disciplina della gestione dei rifiuti ed il formulario di identificazione dei rifiuti è il documento più importante nel sistema del trasporto e certamente uno dei più importanti in assoluto in tutto il meccanismo revisionale del Decreto 22/97. Eppure, a distanza di anni dalla sua nascita, il formulario è ancora oggetto di equivoci, interpretazioni distorte, prassi applicative abnormi ed illegali. Particolarmente delicato e rilevante è il sistema di trasporto dei rifiuti pericolosi perché durante il percorso le variabili sono di fatto infinite e gli illeciti connessi appaiono proporzionalmente eterogenei. Controllare efficacemente il trasporto significa prevenire e reprimere i più gravi illeciti nel settore della gestione dei rifiuti. Il trasporto è, infatti, l attività preliminare per ogni tipo di gestione dei rifiuti ed anche per le attività di gestione illecita e criminale. Rappresenta il punto centrale ed inevitabile delle attività di microcriminalità diffusa a livello locale e delle più vaste attività gestite dall ecomafia che fa naturalmente pervenire nei siti di discariche abusive i rifiuti dal luogo di produzione aziendale mediante il trasferimento dei carichi dai siti aziendali alle aree di smaltimento illecito. Una efficace azione di controllo e verifica, preventiva e repressiva, in ordine alle diverse forme di trasporto significa, dunque, inibire o comunque ostacolare fortemente tali forme di gravissime attività illecite organizzate e nel contempo accertare episodi di importanti violazioni normative assicurando i colpevoli alla verifica giurisdizionale. Il formulario di identificazione dei rifiuti deve accompagnare, durante ciascun trasporto, ogni categoria di rifiuto, e deve riportare le informazioni sui rifiuti trasportati, i soggetti coinvolti nel trasporto, le modalità di trasporto e la destinazione finale dei rifiuti. Le uniche eccezioni sono riservate a: trasporto di rifiuti urbani effettuato dal soggetto che ha in gestione il servizio pubblico; trasporto di rifiuti per quantitativi inferiori ai 30kg/giorno (o 30 litri/giorno), se trasportati dal soggetto che li ha prodotti. Il formulario va redatto in quattro copie che, debitamente compilate, devono essere tutte firmate dal produttore e dal trasportatore del rifiuto; la prima copia del documento rimane al produttore stesso, mentre le altre tre vengono trattenute dal trasportatore e viaggiano con il rifiuto14 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE All'arrivo presso il centro di stoccaggio o di recupero, il destinatario ha l'obbligo di firmare le tre copie del documento e di completarne la compilazione, indicando: - data e ora di arrivo del rifiuto; - quantità in chilogrammi di rifiuto ritirato; - eventuale quantitativo di rifiuto respinto e relativa movimentazione. Le tre copie del formulario che giungono a destino devono essere, una volta completate, così ripartite: una copia al destinatario una copia al trasportatore una copia al trasportatore ( o al detentore) che provvede a restituirla al produttore entro 90 giorni dalla data di conferimento del rifiuto. Ciascun soggetto interessato ha l'obbligo di conservare le copie del documento di sua competenza per 5 anni dalla data del trasporto del rifiuto. Si riportano, di seguito, i principali problemi interpretativi riguardanti il formulario: I. Il documento-base per la disciplina del trasporto: non è una bolla. Il formulario di identificazione è il documento cardine previsto dalla legislazione vigente finalizzato alla regolare articolazione, controllata, delle varie fasi del trasporto, dal produttore/detentore al sito finale. E' un documento di tipo formale, che nessuno può realizzare in proprio e/o fotocopiare o modificare. Non è una bolla ed è l unico documento-base che il D.Lgs. 22/97 collega al trasporto. Il Decreto Ministeriale 1 aprile 1998, n. 145 "Regolamento recante la definizione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti" pubblica appunto il modello ufficiale del formulario di identificazione dei rifiuti trasportati previsto dall'art. 15 del decreto 22/97. Il che significa che soltanto tale modello è legale, mentre ogni altro tipo di stampato o realizzazione in copia o similare è illegale ed oggetto di contraffazione fraudolenta. Lo stesso D.M. applicativo prevede, altresì, le ulteriori modalità e forme rituali come presupposto per la validità legale dei formulari. II. La responsabilità del produttore/detentore iniziale dei rifiuti in caso di trasporto illegale. La responsabilità del produttore/detentore nel trasporto dei rifiuti è disciplinata dall art. 10, 3 comma del D.Lgs. 22/97 il quale rec ita: «La responsabilità del detentore per il corretto recupero o smaltimento dei rifiuti è esclusa: ( ) in caso di15 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE conferimento dei rifiuti a soggetti autorizzati alle attività di recupero o di smaltimento, a condizione che il detentore abbia ricevuto il formulario di cui all art. 15 controfirmato e datato in arrivo dal destinatario entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore, ovvero alla scadenza del predetto termine abbia provveduto a dare comunicazione alla provincia della mancata ricezione del formulario. ( )». Il produttore/detentore, quindi, non si esclude dalla responsabilità dei suoi rifiuti semplicemente consegnandoli al terzo trasportatore, ma conserva un onere (almeno di vigilanza indiretta) in ordine al buon esito del viaggio verso quel sito finale che, va sottolineato, devono necessariamente conoscere al momento della partenza sia esso produttore/detentore che il trasportatore. Se il titolare originario non ricevere la quarta copia controfirmata dal responsabile del sito di destinazione entro i termini previsti dalla norma, la responsabilità condivisa ancora attiva impone al produttore/detentore l'obbligo di denuncia alla provincia. Quest ultimo punto, spesso sottovalutato o considerato mero adempimento formale, rappresenta invece punto-cardine per l esclusione della responsabilità penale da parte del detentore. Ed una conseguente omissione costituisce certamente colpa in senso penale (con il rischio di sconfinamento nel dolo eventuale in caso di palese irregolarità o dolo in senso stretto nei casi di complicità fraudolenta preliminare). III. L'errata, ed illegale, interpretazione del "peso da verificarsi a destino". Molti pensano che sia possibile in ogni caso spedire o trasportare i rifiuti senza indicare in partenza gli estremi su peso e quantità, riservandosi di compilare questa importante "voce" del formulario una volta che i rifiuti sono giunti presso il sito finale e cioè "a destino". Questa teoria viene spesso sostenuta asserendo, ad esempio, che le aziende non hanno in alcuni casi la possibilità di pesare i rifiuti, o presentando difficoltà od ostacoli tecnici e di varia natura. Questa interpretazione è del tutto errata ed illegale e sortirebbe l'effetto di legalizzare il viaggio dei rifiuti praticamente senza controllo perché, di fatto, l'organo di vigilanza nella verifica durante il percorso non avrebbe alcun punto di riferimento per riscontrare la quantità/qualità dei rifiuti trasportati. E dunque già a livello logico la tesi appare inaccettabile, perché vanificherebbe tutto lo sforzo legislativo di sottoporre il trasporto dei rifiuti a rigide (e controllabili) regole formali16 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE Va comunque rilevato che l'allegato B del DM 1 aprile 1998, n. 145, riporta il modello di formulario di accompagnamento dei rifiuti. Al punto (6), relativo alle quantità da dichiarare, vi sono due opzioni: "(-) Kg o litri" oppure "(-) Peso da verificarsi a destino". Ciò non significa che sia possibile indicare solo la seconda, anche in caso di difficoltà di valutazione precisa del peso dei rifiuti trasportati. La Circolare 4 agosto 1998, n. GAB/DEC/812/98, esplicativa sulla compilazione dei registri di carico/scarico dei rifiuti e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati, al suo punto 1), lett. t), così si esprime: "t) alla voce «quantità», casella 6, terza sezione, dell'allegato B, al decreto ministeriale n. 145/1998, deve sempre essere indicata la quantità di rifiuti trasportati. Inoltre, dovrà essere contrassegnata la casella «(-)» relativa alla voce «Peso da verificarsi a destino.» nel caso in cui per la natura del rifiuto o per l'indisponibilità di un sistema di pesatura si possano, rispettivamente, verificare variazioni di peso durante il trasporto o una non precisa corrispondenza tra la quantità di rifiuti in partenza e quella a destinazione". Ciò significa che le due opzioni non sono alternative. In altri termini è sempre necessario indicare la quantità di rifiuti in Kg o in litri, ed è proprio solo nei casi in cui vi sia la concreta possibilità a misurare con una certa precisione il peso del carico è possibile barrare anche la seconda opzione che, sostanzialmente, funge da "liberatoria" in caso di divergenze anche notevoli tra il peso dichiarato e quello reale. IV. Il trasporto di rifiuti propri oltre il limite di 30 kg o 30 litri giornalieri. Un produttore di rifiuti non pericolosi può trasportare per proprio conto e con propri mezzi e personale, quantità superiori a 30 kg senza obbligo di procedere all iscrizione all Albo Gestore rifiuti, ma deve comunque compilare il formulario. E sottinteso che tale norma riguarda non i privati, ma i rifiuti aziendali. Nel nostro ordinamento giuridico, dopo l emanazione del Decreto Ronchi, non è ipotizzabile in senso generale che un carico di rifiuti aziendali circoli sul territorio nazionale senza essere assistito da regolare formulario di identificazione. Sarebbe una fattispecie in totale contrasto con gli elementari principi della normativa europea in materia. Dunque, si può ragionevolmente ipotizzare che un produttore possa utilizzare propri mezzi per trasportare una certa tipologia di propri rifiuti, ma deve comunque compilare esattamente e puntualmente il formulario, che rappresenta pur sempre un elemento importantissimo ed anzi vitale per il controllo su strada sulla regolarità della destinazione, del destino, della quantità, della qualità dei rifiuti17 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE Per quanto riguarda la compilazione dei campi del formulario, è sottinteso che essendo il produttore lo stesso trasportatore di fatto dei propri rifiuti, riempirà tutto a proprio nome con una duplicazione di ruoli che nel formulario in questo caso può essere accettata come fatto legale. Naturalmente l impianto di destino vedrà il titolare obbligato a riempire la terza e quarta copia del formulario con la controfirma per l accettazione, con riassimilazione della quarta copia da parte dello stesso produttore/trasportatore in proprio da conservare unitamente alle altre due copie del formulario in suo possesso iniziale. V. Il caso del rifiuto dell'impianto di destino di firmare la terza e quarta copia del formulario. Accede spesso, che il titolare di un sito di destinazione finale di smaltimento o recupero si rifiuti espressamente di controfirmare la quarta copia del formulario di identificazione. Questa ipotesi non è certamente legale nel contesto del decreto n. 22/97. Tutti i soggetti che concorrono dalla spedizione al trasporto, alla destinazione finale al viaggio del rifiuto devono, ciascuno per il proprio ruolo, osservare in modo puntuale e preciso le previsioni di legge, e nessuno può esonerarsi. Quindi se il titolare della fonte mittente è obbligato a certi adempimenti e il trasportatore ne ha di propri in modo specifico, anche il titolare del sito finale deve ottemperare a quanto previsto dalla legge. Se si rifiuta espressamente di firmare la quarta copia del formulario, si crea una situazione di stallo entro la quale emergono precise illegalità. Esso, infatti, titolare del sito finale, pretende, in qualche modo, di introitare dei rifiuti senza lasciare traccia in ordine all origine e provenienza e quantità e qualità. Pertanto, questo fatto può essere agevolmente ed immediatamente denunciato ad un qualsiasi organo di polizia, chiedendo l immediato intervento sul posto e procedendo alla segnalazione del titolare del sito finale, il quale potrebbe incorrere già nelle sanzioni dirette in ordine ad un eventuale ipotesi di gestione illegale del proprio sito. VI. Il rapporto preliminare tra produttore e sito finale nonché tra produttore e trasportatore. Affinché sussista un ipotesi di trasporto in senso stretto, l attività del trasportatore deve limitarsi a tale esclusiva e precisa funzione. Cioè, si presume esista una serie di rapporti sottostanti che valgono a qualificare un soggetto quale trasportatore ai sensi del D.Lgs. 22/1997. Ciò in quanto lo schema base del regime giuridico in18 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE esame presuppone che il produttore-detentore prima di disporre il trasporto, abbia stabilito un contatto diretto con il titolare del sito di destinazione finale, definendo un rapporto contrattuale di natura civilistica per il conferimento dei rifiuti e che l accordo sia stato raggiunto. Il successivo ed ulteriore contratto tra produttore-detentore e trasportatore è poi necessario per inviare i rifiuti verso questo sito predeterminato; ma tale nuovo rapporto contrattuale è possibile e lecito solo ove il tale trasportatore sia regolarmente iscritto all Albo nazionale gestori rifiuti e il rapporto contrattuale tra il produttore-detentore ed il trasportatore" viene limitato al "trasporto" in senso stretto verso una destinazione già prefissata e concordata. Dunque in questo schema, coerentemente con quanto sancito dalla Cassazione, il viaggio non può che essere unico e diretto. Ma se il soggetto contattato preliminarmente dal produttore-detentore effettua sia il "trasporto" che la gestione finale del carico di rifiuti presso un proprio sito con la sua impresa, oppure se lo stesso soggetto ritira il carico di rifiuti e si attiva in prima persona per cercare il sito finale di destinazione e definire l accordo contrattuale per riversarvi i rifiuti, evidentemente in tali casi non è solo un "trasportatore" ma un "gestore polivalente". E tale figura è ben diversa dal semplice "trasportatore" che, appunto, deve limitarsi a "trasportare". VII. Un accordo contrattuale tra produttore, trasportatore, gestore del sito finale, o intermediario o commerciante, non puo declassificare un rifiuto in una materia prima. Laddove una materia o sostanza vada ad integrare i parametri costitutivi della concettualità di "rifiuto" del D.Lgs n. 22/97, la sua condizione è oggettiva e non ricollegabile alla volontà soggettiva del produttore, trasportatore, gestore del sito finale, o intermediario o commerciante. Gli accordi contrattuali e commerciali che prevedono tale declassificazione operata per scelta delle parti, laddove il materiale risulti comunque rifiuto ai sensi del decreto 22/97, sono del tutto irrilevanti ai fini del sistema di gestione della norma e non escludono o diminuisco o trasferiscono le singole responsabilità soggettive (anche sanzionatorie). VIII. Il problema di chi deve identificare i rifiuti al momento della compilazione del formulario, se il produttore oppure il trasportatore. La classificazione spetta senza alcun dubbio al produttore del rifiuto, sia secondo la normativa specifica dei rifiuti sia secondo la normativa del trasporto di merci19 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE pericolose. Questo fattore, tuttavia, sembra non essere così chiaro agli addetti ai lavori, che il più delle volte obbediscono alla norma dettata dallo stato di fatto e dalla consuetudine piuttosto che alla legge. Il trasportatore, infatti, che per forza di cose è il più edotto delle figure coinvolte, è chiamato ad attribuire al rifiuto un codice CER senza conoscere né il processo che ha lo ha prodotto né tantomeno i pericoli che ad esso devono essere attribuiti (codici H). Questo processo, però, risulta sostanzialmente scorretto e sicuramente sanzionabile. Al trasportatore, infatti, spetta principalmente la verifica della conformità del trasporto alle disposizioni dell ADR. L unica azione propositiva che lo coinvolge, sempre nell ambito delle verifiche che deve effettuare, è quella di poter non inoltrare la spedizione se constatata un infrazione alle stesse disposizioni. Restano chiaramente ferme tutte le altre incombenze al quale il trasportatore deve ottemperare per quanto riguarda la normativa rifiuti (iscrizione albo trasportatori dei rifiuti, fideiussioni, formulario, responsabile tecnico, ecc.). IX. In base a quale titolo sono punibili il produttore ed il destinatario in caso di trasporto dei rifiuti (pericolosi e non) senza formulario o con formulario recante dati incompleti o inesatti? In materia di trasporto di rifiuti accade che l illecito penale o amministrativo sia erroneamente contestato soltanto al trasportatore dei rifiuti. A sostegno di questa soluzione si argomenta che l art. 52, 3 comma del D.Lgs. 22/97 punisce con la sanzione penale o amministrativa soltanto chi effettua il trasporto dei rifiuti, con esclusione dei soggetti che non rivestono la figura di vettore, ossia il mittente (il produttore/detentore) ed il destinatario dei rifiuti (il titolare del sito finale di destinazione della partita dei rifiuti). Il sistema, tuttavia, prevedendo le quattro copie dei formulari di trasporto e le relative sottoscrizioni, realizza un meccanismo di assunzione delle responsabilità (penali o amministrative) per le eventuali condotte illecite inerenti al viaggio dei rifiuti. Infatti, non bisogna dimenticare che, sebbene formalmente la condotta descritta dall art. 52, 3 comma del D.Lgs. n. 22/97 sia il trasporto dei rifiuti senza formulario o con formulario recante dati incompleti o inesatti, sia il sistema penale che quello amministrativo punitivo prevedono il concorso di persone nell illecito. Nel caso del trasporto dei rifiuti pericolosi, infatti, trova applicazione l art. 110 del Codice Penale,20 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE in base al quale quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita; per il trasporto dei rifiuti non pericolosi il fondamento della punibilità del concorso di persone è rappresentato dall art. 5 del Codice Penale, in base al quale, nell ipotesi in cui più persone concorrano in una violazione amministrativa, ciascuna di esse soggiace alla sanzione per questa disposta. In caso di trasporto di rifiuti senza formulario di identificazione, il produttore ed il destinatario finale non realizzano la condotta tipica del vettore richiamata dal 3 comma dell art. 52 del D.Lgs. 22/97, eppure, inviando e ricevendo la partita di rifiuti, apportano un contributo agevolatore alla realizzazione collettiva del fatto illecito e, pertanto, possono rispondere a titolo di concorso nel reato o nell illecito amministrativo. Ad esempio, appare evidente che, se il destinatario finale rifiuta il carico di rifiuti in quanto accompagnato da un formulario incompleto (si pensi al caso della mancata indicazione della quantità dei rifiuti trasportati), il viaggio illecito dei rifiuti non può di fatto arrivare a compimento; se invece il destinatario accetta la partita di rifiuti con formulario identificativo contenente dati incompleti e sottoscrive il relativo formulario, apporta un contributo non conforme alla condotta descritta dall art. 52, 3 comma, ma senza il quale il viaggio illecito dei rifiuti non si sarebbe mai perfezionato; di conseguenza il destinatario, una volta sottoscritto il formulario di identificazione dei rifiuti trasportati, risponde del relativo reato o illecito amministrativi a titolo di concorso. X. Sussiste un onere del produttore di garantire la corretta fase finale e l impossibilità di delegare al trasportatore o ad altri la sua responsabilità. Alcuni ritengono che il produttore dei rifiuti, una volta che ha conferito i rifiuti medesimi ad un trasportatore o ad un altro terzo (ad esempio un acquirente o un intermediario), possa ritenersi completamente deresponsabilizzato in ordine alla corretta destinazione finale dei rifiuti medesimi. In qualche modo si ritiene, infatti, che la vendita o comunque la cessione del rifiuto produca automaticamente una sorta di auto-deresponsabilizzazione, anche ai fini sanzionatori penali ed amministrativi, circa la sorte del rifiuto medesimo. Tale interpretazione deve ritenersi del tutto errata. Infatti, secondo i principi europei in materia di rifiuti, ma anche secondo l ordinamento nazionale, va sottolineato che il produttore di rifiuti conserva l onere del corretto avvio allo smaltimento o recupero21 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE fino alla destinazione finale in via esclusiva e diretta, senza possibilità di cessione a terzi, a qualunque titolo, di tale sua veste di responsabilità. Il formulario, al momento iniziale della partenza già dal primo produttore, pretende che venga indicata sia la destinazione che il nominativo dell impianto finale dedicato. Questo significa che il produttore non può cedere i rifiuti ad un terzo e inviarli verso una destinazione a lui ignota, disinteressandosi così dell esito finale semplicemente per aver affidato i rifiuti ad un corriere, o ad un terzo di altro genere (acquirente, intermediario..). Quindi anche il sistema sanzionatorio (amministrativo ma soprattutto penale) ricade sempre in primo luogo direttamente anche a carico del produttore dei rifiuti che ha spedito i medesimi presso una destinazione attraverso canali eventualmente irregolarmente in senso doloso o colposo. È, quindi, onere del produttore dei rifiuti contattare preventivamente il titolare del sito finale di smaltimento o recupero verso il quale indirizzare i rifiuti. XI. Mancata ricezione della quarta copia del formulario. L'omessa ricezione della quarta copia del formulario di identificazione dei rifiuti va denunciata immediatamente allo scadere del terzo mese di tolleranza da parte del produttore dei rifiuti medesimi che ha operato la spedizione presso gli uffici della Provincia. Se il ciclo del rifiuto nel sistema di trasporto si è concluso in modo regolare e legale, la quarta copia del formulario di identificazione, debitamente e regolarmente controfirmata dal titolare del sito finale dedicato ove il rifiuto è giunto, deve tornare al mittente e cioè al produttore che ha attivato la spedizione del rifiuto verso il sito medesimo mediante un trasportatore. Se tale copia torna regolarmente al produttore il viaggio è giunto a buon fine. Ma se la quarta copia non viene restituita e comunque non viene ricevuta dal soggetto che ha attivato la spedizione del rifiuto, e cioè il produttore/mittente, quest ultimo, allo scadere del termine della mora di tolleranza, e cioè nella regola dopo tre mesi dalla spedizione, è obbligato a segnalare la mancata ricezione alla provincia. Con l entrata in vigore del D.Lgs. 152/06 viene soppresso l Albo dei gestori rifiuti e viene costituito l Albo nazionale dei gestori ambientali, che avranno anche sezioni regionali/provinciali22 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE L iscrizione all Albo è requisito per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto rifiuti non pericolosi prodotti da terzi, di raccolta e trasporto rifiuti pericolosi, di bonifica dei siti, di bonifica dei beni contenenti amianto, di commercio ed intermediazione di rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi, nonché di gestione di impianti di smaltimento e di recupero di titolarità di terzi e di gestione di impianti mobili di smaltimento e di recupero rifiuti. Si registrano alcune modifiche apportate dal D.Lgs. 152/06 immediatamente applicative: abolizione del formulario di trasporto nel caso di movimentazione dei rifiuti entro il perimetro aziendale; abolizione del formulario per il trasporto di rifiuti NON pericolosi effettuato dal produttore in modo occasionale e saltuario che non ecceda i 30 kg o litri; precedentemente questa esclusione era valida anche per rifiuti pericolosi, con caratteristiche consuete e periodicità anche quotidiane, per quantità non superiori ai 30 kg o litri giornalieri; il formulario può essere sostituito dal documento commerciale di cui al reg. UE 1774/2002 (comma 10) introdotto per i casi di trasporto di alimenti di origine animale. Il Formulario di identificazione dei rifiuti, quindi, è uno strumento indispensabile per la corretta gestione dei rifiuti. Oltre alle problematiche legate alla non facile interpretazione di questo documento, sussistono anche problemi legati all emissione manuale dei Formulari, problemi che poi si esplicano a livello di errori sulle anagrafiche ma, soprattutto, sulle autorizzazioni allo smaltimento e al trasporto23 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE24 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE Fig. 2.1: Modello di Formulario di Identificazione dei rifiuti Descrizione tecnica: In alto a destra del formulario dì identificazione sono indicati i prefissi alfabetici di serie, nonché il numero progressivo e la data di emissione di ogni singolo formulario che dovranno essere riportati sul registro di carico e scarico in corrispondenza25 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE dell'annotazione relativa ai rifiuti cui il formulario si riferisce, e il numero progressivo del registro che corrisponde all'annotazione dei rifiuti medesimi. Nella prima sezione dovranno essere riportati: A. Nella casella (1) i seguenti dati identificativi del produttore o detentore che effettua la spedizione dei rifiuti: denominazione o ragione sociale dell impresa; codice fiscale dell impresa; indirizzo dell impianto o unità locale di partenza del rifiuto; eventuale numero d iscrizione all Albo delle imprese che effettuano attività di gestione rifiuti o autorizzazione o estremi della denuncia di inizio attività effettuata ai sensi degli artt. 31 e 33, del Decreto Legislativo 22/26 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE B. Nella casella (2), destinatario, dovranno essere riportati i seguenti dati relativi all'impresa che effettua le operazioni di recupero o smaltimento: denominazione o ragione sociale dell impresa; codice fiscale dell impresa; indirizzo dell unità locale di destinazione del rifiuto; eventuale numero d iscrizione all Albo delle imprese che effettuano attività di gestione rifiuti o autorizzazione o estremi della denuncia di inizio attività effettuata ai sensi degli artt. 31 e 33, del Decreto Legislativo 22/97. C. Nella casella (3), trasportatore, dovranno essere riportati i seguenti dati relativi all impresa che effettua il trasporto dei rifiuti: denominazione o ragione sociale dell impresa; codice fiscale dell impresa; indirizzo dell impresa; numero iscrizione all Albo delle imprese che effettuano attività di gestione rifiuti. Qualora si tratti di trasporto di rifiuti non pericolosi effettuato direttamente dal produttore dei rifiuti stessi i predetti dati dovranno essere sostituiti da apposita dichiarazione. Nella seconda sezione dovranno essere riportate eventuali annotazioni27 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE Nella terza sezione dovranno essere riportati: A. Alla casella (4), caratteristiche del rifiuto, i seguenti dati relativi ai rifiuti trasportati: codice C.E.R. e nome codificato del rifiuto; caratteristiche fisiche codificate: 1. Solido pulverulento; 2. Solido non pulverulento; 3. Fangoso palabile; 4. Liquido. caratteristiche codificate di pericolo di cui all allegato D del D.Lgs.22/97, individuate sulla base dell allegato E del Decreto, proprie del singolo rifiuto (per i rifiuti pericolosi). B. Alla casella (5) l'indicazione se il rifiuto è destinato ad operazioni di recupero o di smaltimento, e, nel caso in cui il rifiuto sia destinato allo smaltimento in discarica, le caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti necessarie per lo smaltimento in discarica. C. Alla casella (6) la quantità di rifiuti trasportati espressa in Kg o in litri (in partenza o da verificare a destino). D. Alla casella (7) il percorso dei rifiuti trasportati (se diverso dal più breve). E. Alla casella (8) l'indicazione se il rifiuto è o non è soggetto alle norme sul trasporto ADR/RID28 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE Nella quarta sezione il produttore/detentore e il trasportatore devono: A. nella casella (9), apporre la propria firma per l'assunzione della responsabilità delle informazioni riportate nel formulario; B. nella casella (10), trascrivere il cognome e nome del conducente, l'identificativo del mezzo di trasporto, la data e l'ora di partenza. Nella quinta sezione, casella (11), il destinatario dei rifiuti dovrà indicare se il carico di rifiuti è stato accettato o respinto e, nel primo caso, la quantità di rifiuti ricevuta, nonché la data, l'ora e la firma29 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE 2.2 IL REGISTRO DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI Il registro di carico e scarico contiene tutte le informazioni relative alla quantità e qualità dei rifiuti prodotti, e/o trasportati, recuperati, smaltiti, intermediati e costituisce la base informativa per la compilazione della comunicazione annuale dei rifiuti (MUD). Per carico s intende quando il rifiuto viene depositato nel sito dove si producono rifiuti, in attesa di smaltirlo, per scarico quando avviene l operazione effettiva di smaltimento. La principale ma non esclusiva fonte dei dati contenuti nel registro è il formulario di identificazione dei rifiuti. Secondo il D.Lgs. 22/97 i soggetti obbligati alla tenuta dei registri di carico e scarico, in base alle attività svolte sono: - per la gestione dei rifiuti: chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti; commercianti ed intermediari di rifiuti; chiunque svolga operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti. - per la produzione di rifiuti pericolosi: imprese ed enti che producono rifiuti pericolosi; imprese agricole con un volume di affari annuo superiore ad Euro 7.746,85. - per la produzione di rifiuti non pericolosi: imprese ed enti che producono rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali; imprese ed enti che producono rifiuti non pericolosi da lavorazioni artigianali; imprese ed enti che producono rifiuti non pericolosi da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi non pericolosi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento fumi. - per rifiuti prodotti dalle navi e da queste consegnati nei porti: gestore dell'impianto portuale di raccolta e del servizio di raccolta. I soggetti esclusi, invece, sono: - per la produzione di rifiuti speciali: imprenditori agricoli con un volume di affari annuo non superiore ad Euro 7.746,85;30 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE piccoli imprenditori artigiani che non abbiano più di tre dipendenti, limitatamente ai rifiuti non pericolosi; produttori di rifiuti che li conferiscono al servizio pubblico di raccolta; rifiuti non pericolosi derivanti da attività agricola e agro-industriali; rifiuti non pericolosi derivanti da attività di demolizione e scavo; rifiuti non pericolosi derivanti da attività commerciali; rifiuti non pericolosi derivanti da attività di servizio; rifiuti non pericolosi derivanti da attività sanitarie; macchinari ed apparecchiature deteriorati e obsoleti (se non pericolosi); veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti (se non pericolosi). - per la gestione di rifiuti speciali: rivenditori firmatari, tramite le proprie associazioni di categoria, di accordi di programma stipulati per favorite la restituzione di beni durevoli (D.Lgs. 22/1997, articolo 44) relativamente alle attività di ritiro, trasporto e stoccaggio di tali beni; soggetti abilitati allo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti in forma ambulante, limitatamente ai rifiuti che formano oggetto del loro commercio; Consorzio Nazionale imballaggi (CONAI); Consorzi per le diverse tipologie di imballaggi (CNA, CIAL, COMIECO, RILEGNO, COREPLA, COREVE); Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetati ed animali esausti (CONOE); Consorzio per il riciclaggio di rifiuti di beni in polietilene (POLIECO); Consorzio Obbligatorio per le batterie al piombo esauste ed i rifiuti piombosi (COBAT); Consorzio obbligatorio degli oli usati (COOU). I registri di carico e scarico, conformi ai modelli disposti per legge, vanno numerati e vidimati dall'ufficio del registro, e conservati per 5 anni presso l'azienda che produce i rifiuti. Il registro di carico e scarico deve essere tenuto presso ogni impianto di produzione, stoccaggio/recupero e di smaltimento di rifiuti31 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE Per le imprese che effettuano attività di raccolta e trasporto, commercio o intermediazione, il registro deve essere conservato presso la sede legale dell'impresa stessa. I produttori di rifiuti non pericolosi possono sostituire i registri di carico e scarico con registri IVA d acquisto e vendite, o con scritture ausiliarie di magazzino o con altri registri o documentazione contabile la cui tenuta sia prevista da disposizioni legislative. Questa semplificazione, però, non riguarda i rifiuti prodotti da attività di smaltimento o di recupero. Le scritture sostitutive devono comunque essere numerate e vidimate dall'ufficio del Registro, essere integrate con il numero e la data del formulario e contenere i seguenti elementi: - data di produzione o presa in carico e scarico del rifiuto; - numero progressivo della registrazione; - data di effettuazione del movimento; - caratteristiche del rifiuto; - quantità dei rifiuti prodotti all'interno dell'unità locale o presi in carico; - eventuale ulteriore descrizione del rifiuto; - eventuale commerciante o intermediario di cui ci si avvale. I formulari, secondo quanto previsto dal Decreto Ronchi, costituiscono parte integrante del registro di carico e scarico dei rifiuti. Sul registro dovranno, infatti, essere indicati, in corrispondenza dell'annotazione relativa allo scarico dei rifiuti, il prefisso alfabetico ed il numero di serie del formulario e la data di emissione. Allo stesso modo, ciascun soggetto dovrà riportare sulla copia del formulario di propria competenza, il numero dell'operazione di scarico indicata sul proprio registro di carico e scarico. I soggetti esonerati dall'obbligo del registro di carico e scarico dovranno riportare sul formulario l'annotazione Produttore non soggetto all'obbligo del registro di carico e scarico ai sensi dell'art. 12, comma 1, D.Lgs. 22/97. Le annotazioni sul registro di carico e scarico devono essere effettuate: per i produttori almeno entro una settimana dalla produzione del rifiuto e dallo scarico del medesimo; in caso di produzione di rifiuti sanitari di cui al D.P.R. 254/2003 l'annotazione deve avvenire entro cinque giorni dalla produzione del rifiuto e dallo scarico del medesimo; per i soggetti che effettuano la raccolta e il trasporto almeno entro una settimana dalla effettuazione del trasporto;32 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE per i commercianti e gli intermediari entro 24 ore dalla presa in carico dei rifiuti; per i soggetti che effettuano le operazioni di recupero e di smaltimento entro 24 ore dalla presa in carico dei rifiuti. Per i registri tenuti dagli stabilimenti e dalle imprese che svolgono attività di smaltimento e di recupero di rifiuti, vengono previste annotazioni supplementari relative a: - l'origine, la quantità, le caratteristiche e la destinazione specifica dei rifiuti; - la data del carico e dello scarico dei rifiuti ed il mezzo di trasporto utilizzato; - il metodo di trattamento impiegato. II modello uniforme del registro di carico e scarico dei rifiuti, previsto dall'articolo 12 del D.Lgs. 22/1997, è definito dal D.M. 1 aprile 1998, n Con tale decreto sono stati previsti due distinti modelli di registri di carico e scarico, da utilizzare in base all'attività esercitata: registro di carico e scarico dei rifiuti per le attività di produzione, recupero, smaltimento, trasporto, intermediazione e commercio con detenzione dei rifiuti ( modello riportato nell'allegato A al D.M. 148/1998); registro di carico e scarico dei rifiuti per intermediari e commercianti non detentori dei rifiuti (modello riportato nell'allegato B al D.M. 148/1998). Il D.Lgs. 152/06 introduce alcune novità riguardo registri di carico e scarico, in particolare consistono in: abolizione dell esclusione alla tenuta dei registri nei confronti dei piccoli produttori con non più di tre dipendenti che producevano rifiuti non pericolosi. Con la nuova formulazione, quindi, anche i piccoli imprenditori artigiani con non più di tre dipendenti, precedentemente esclusi dall obbligo, dovranno tenere i registri di carico e scarico ance se per tali piccolissime imprese è previsto l uso di un ulteriore modello di registro che dovrà essere diffuso tramite un altro decreto attuativo; mentre la normativa ora abrogata prevedeva la possibilità di utilizzare una serie di registri diversi (soprattutto per i non pericolosi) ora il comma 6 dell art.190 del D.Lgs. 152/06 prevede la sola modalità di gestione attraverso le procedure fissate dalla normativa sui registri IVA33 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE Ciò comunque implica l esenzione dall imposta di bollo come previsto dall art. 39 DPR 633/72 per i registri IVA richiamati dalla norma in esame; si conferma anche l esclusione dalla Tassa di Concessione Governativa; il modello da utilizzare è stato individuato con il decreto ministeriale attuativo del 02/05/06, fino a nuovo decreto, è comunque quello introdotto dal D.M 148 del 1/4/98; differente periodicità di annotazione che passa dalla settimana ai 10 giorni per produttori, trasportatori, commercianti e intermediari e dalle 24 alle 48 ore per recuperatori e smaltitori; vengono raddoppiate le quantità annue entro le quali un impresa può adempiere alla registrazione attraverso le organizzazioni di categoria ossia 10 tonnellate di rifiuti non pericolosi e 2 tonnellate di pericolosi (anziché, rispettivamente, 5 tonnellate e 1 tonnellata contenute nel decreto previgente); la possibilità di non usare più solo la stampa in modulo continuo ma anche la carta formato A4 numerata; viene superata la discussione sull uso delle grandezze di capacità: ora si può apporre la misura in litri oppure in mc (prima in litri e in mc). Qualora si confermassero le modifiche riguardo all assimilabilità dei rifiuti ai rifiuti urbani le imprese che producono rifiuti non più assimilati, ma speciali rientreranno tra i soggetti obbligati ad istituire i registri di carico e scarico. Il nuovo decreto non modifica le due tipologie di registri definiti dal D.M. 148/34 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE Fig. 2.2: Modello A del Registro di carico e scarico dei rifiuti I fogli dei registri devono contenere le seguenti informazioni: A. Nella prima colonna devono essere contrassegnate le seguenti tipologie di operazione: carico: quando viene annotata la produzione di un rifiuto oppure la presa in carico di un rifiuto di terzi; scarico: quando un rifiuto viene conferito ad altre unità locali o a soggetti terzi autorizzati (per es. ad un trasportatore o smaltitore). In corrispondenza di ciascuna registrazione devono essere annotate il numero progressivo e la data della registrazione stessa. In caso di scarico devono, inoltre, essere indicati il numero del formulario, la data di effettuazione del trasporto e il riferimento alla registrazione di carico dei rifiuti cui il trasporto si riferisce. B. Nella seconda colonna devono essere riportate le caratteristiche del rifiuto: il codice europeo del rifiuto (CER); la descrizione del rifiuto: si deve riportare la descrizione codificata (cioè ufficiale) indicata nell elenco europeo dei rifiuti e, se necessario per35 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE identificare più precisamente il rifiuto, ogni ulteriore elemento utile, soprattutto nel caso dei codici che terminano con le cifre 99. lo stato fisico del rifiuto: 1. Solido pulverulento; 2. Solido non pulverulento; 3. Fangoso palabile; 4. Liquido. le caratteristiche di pericolo, di cui all allegato D del D.Lgs.22/97 (solo nel caso di rifiuti pericolosi). la destinazione del rifiuto con l indicazione del codice di smaltimento e recupero di cui agli allegati B e C del D.Lgs. 22/97 (se la registrazione si riferisce allo scarico). C. Nella terza colonna devono essere trascritti i dati relativi alla quantità di rifiuti prodotti all'interno dell'unita' locale o presi in carico (in Kg o in litri e in metri cubi). D. Nella quarta colonna deve essere indicato il luogo di produzione e l'attività di provenienza dei rifiuti: questa sezione deve essere compilata solo per i soggetti che effettuano attività di manutenzione a reti diffuse sul territorio nazionale e tengono i registri presso Unità centralizzate o di coordinamento. Qualora la presa in carico o l'uscita del rifiuto dallo stabilimento sia gestita tramite un intermediario o commerciante, devono essere indicate in questa sezione le informazioni relative alla società commerciale o d intermediazione costituite da: denominazione o ragione sociale dell impresa; codice fiscale dell impresa; sede dell impresa; numero di iscrizione all Albo gestori rifiuti. E. Nella quinta colonna possono essere riportate eventuali annotazioni36 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE Fig. 2.3: Modello B del Registro di carico e scarico dei rifiuti La struttura del modello B è simile a quella del modello A. A differenza del modello A, nella prima colonna del modello dedicato all intermediario deve essere indicato: alla voce Movimento del, la data dell operazione; alle voci Formulario n. del, il numero del formulario con la data di effettuazione del trasporto. Al fine di assicurare la completezza dei dati contenuti nel registro dell intermediario e commerciante, il registro deve essere integrato con copia dei formulari di identificazione emessi dal produttore/trasportatore e relativi alle operazioni oggetto di registrazione. Il registro di carico e scarico rappresenta un elemento dominante molto importante e strategicamente insostituibile, se ben tenuto e ben controllato, per identificare non soltanto l inizio del ciclo dei rifiuti, ma durante tutto il viaggio, durante le fasi intermedie finali, ogni movimentazione, ed eventualmente ogni illegalità connessa a tale meccanismo37 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE Infatti il registro è comunque un elemento fondamentale sul quale gli organi di controllo ed esperti riescono a trarre certamente una serie di elementi importantissimi per analizzare il flusso dei rifiuti iniziale, di mezzo e conclusivo. Il registro di carico e scarico, quindi, non è un documento creato per procurare noie burocratiche ai titolari di aziende, ma è uno strumento essenziale per congelare i punti iniziali, transitori e finali del ciclo del rifiuto con una serie di dati che sono assolutamente esenziali ai fini della ricostruzione di tutta la filiera, allora è logico che garantire almeno la genuinità e non alterabilità di questo documento costituisce elemento essenziale per evitare fraudolente falsificazioni della realtà temporali, qualitative e quantitative della massa dei rifiuti che sono introitate nelle varie fasi della gestione dall inizio alla fine del ciclo38 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE 2.3 IL MODELLO UNICO DI DICHIARAZIONE AMBIENTALE La legge 70/94 prevede che tutti gli obblighi di dichiarazione, presentate annualmente da soggetti quali trasportatori e produttori di rifiuti, siano soddisfatti attraverso la presentazione di un Modello Unico di Dichiarazione (MUD) alla Camera di Commercio, Industria ed Artigianato e Agricoltura (CCIAA) in cui ha sede l'unità locale a cui si riferisce la dichiarazione. Lo scopo del MUD è quello di monitorare da parte della CCIAA dove vengono prodotti i rifiuti, come si muovono all'interno del territorio di competenza e come vengono trasferiti da un luogo all'altro. In pratica la legge prevede che venga presentato un MUD per ogni indirizzo. I cantieri che fanno riferimento ad una stessa unità locale presentano un unico MUD. In tale dichiarazione i rifiuti vengono raggruppati per tipologia, tramite i codici numerici del Catasto Europeo Rifiuti (CER), per produttore e provenienza. La dichiarazione è il bilancio annuale dei registri di carico e scarico dei rifiuti. L utilizzo delle dichiarazioni MUD consente di ricostruire i flussi specifici dei rifiuti evidenziando i diversi passaggi che compiono dal produttore allo smaltitore finale. In linea generale l itinerario del rifiuto destinato a recupero/smaltimento finale è: PRODUTTORE TRASPORTATORE RECUPERATORE/ SMALTITORE FINALE39 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE Spesso, però, si registrano una serie di passaggi intermedi: PRODUTTORE TRASPORTATORE STOCCAGGIO SECONDO TRASPORTATORE TRATTAMENTO RECUPERATORE/ SMALTITORE FINALE La sequenza dei flussi non è sempre facilmente e completamente ricostruibile sulla base delle denunce in quanto, a seguito di trattamenti subiti, un rifiuto può cambiare codice di riferimento, oppure perché il ciclo di gestione del rifiuto non si conclude all interno del territorio regionale. Il MUD è la dichiarazione che sostituisce tutti gli obblighi di dichiarazione, comunicazione, denuncia e notificazione previsti in materia ambientale e va presentato, ogni anno, entro il 30 aprile alla Camera di Commercio (CCIAA) della Provincia nel cui territorio ha sede l unità locale dell impresa dichiarante40 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE Deve essere presentato un MUD per ogni unità locale che ha gestito il rifiuto, anche se appartengono alla stessa società, dove per unità locale s intende la sede presso la quale il dichiarante ha detenuto i rifiuti oggetto della dichiarazione, in relazione alle attività svolte (produzione, deposito preliminare, messa in riserva, recupero/smaltimento, deposito definitivo) o dalla quale dipendono funzionalmente le attività esterne (bonifiche o manutenzioni) che hanno originato i rifiuti oggetto della dichiarazione. Il Decreto Ronchi prevede la prevenzione della produzione di rifiuti (art. 3) attraverso lo sviluppo di tecnologie pulite e l attivazione di sistemi di gestione ambientale (EMAS e Ecolabel) e di promozione economica che tendono a premiare i sistemi produttivi che contribuiscono a incrementare il meno possibile la qualità, i rischi e la pericolosità dei rifiuti. All art. 4, infatti, si richiede alle autorità competenti di favorire le attività di recupero dei rifiuti, per le quali lo stesso decreto prevede procedure semplificate (artt. 31 e 33) sia per i rifiuti non pericolosi che per quelli pericolosi. Per svolgere queste attività di recupero dei rifiuti, le Camere di Commercio dispongono di un importante patrimonio informativo nel campo ambientale, che deriva dalla raccolta dei dati MUD e dalla possibilità di incrociarli con le informazioni statistiche, relative al tessuto economico territoriale. Infatti, la normativa che sta alla base del MUD prevede che le Camere di Commercio raccolgono le dichiarazioni MUD e le trasmettano all Unione Nazionale delle Camere di Commercio (Unioncamere), che provvede a realizzare una banca dati nazionale sulla quale effettua le elaborazioni statistiche. In particolare, InfoCamere (Società Consortile di Informatica delle Camere di Commercio Italiane), ha incaricato Ecocerved s.r.l. (il referente tecnico e organizzativo del sistema camerale in campo ambientale) per effettuare un archivio statistico bonificato, con l obiettivo di creare una Banca Dati attendibile ed utile per analisi e studi di settore. L attività di bonifica che viene svolta si svolge essenzialmente sui dati contenuti nella banca Dati MUDA, gestita, appunto, da Infocamere. Si tratta di un attività di bonifica perché essendo una materia particolare e con una complessa articolazione, è possibile che le dichiarazioni MUD, rese dai produttori, dai gestori dei rifiuti e dai comuni contengono errori di compilazione di vario tipo che, prescindendo dal dolo ovvero dalle dichiarazioni volutamente infedeli, possono presentare degli errori sistematici o degli errori casuali41 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE In particolare, Ecocerved collabora con il sistema camerale attraverso progetti di ricerca che puntano a interpretare la situazione ambientale dell area per quel che riguarda l impatto delle attività produttive attraverso una serie di analisi: produzione e gestione dei rifiuti, con particolare riferimento alle concentrazioni di attività economiche a maggior impatto ambientale; stato di attuazione della raccolta differenziata a livello comunale; valutazione del fabbisogno territoriale in termini di impianti di recupero e di smaltimento; produzione di rifiuti recuperabili e analisi del tessuto economico di provenienza; individuazione dei principali flussi di importazione ed esportazione di rifiuti. La rappresentazione cartografica tematica facilita la comprensione dei fenomeni analizzati e permette di sviluppare un vero e proprio modello di marketing territoriale. L attività di gestione e bonifica dei dati permette il rafforzamento del ruolo della Camera di Commercio, come struttura in grado di mettere a disposizione i dati completi sull impatto ambientale delle attività economiche del territorio; ed inoltre permette di fornire informazioni attendibili agli Enti locali interessati, alle Imprese, alle Associazioni di categoria e all utente in generale che necessita di informazioni relative alla produzione e alla gestione dei rifiuti nel nostro Paese. Il D.Lgs. 152 del 2006 ha introdotto alcune novità per quanto riguarda i soggetti tenuti alla presentazione del MUD, in particolare, sono esclusi dalla presentazione del MUD i produttori di rifiuti non pericolosi. Questa esclusione, che, però, concerne solo chi produce e non chi trasporta rifiuti, costituisce una rilevante semplificazione in quanto abolisce un adempimento per una quota significativa dei soggetti tenuti. Per la raccolta di rifiuti urbani, sono obbligati a presentare il MUD, i soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ed assimilati - Autorità d ambito, oppure Comuni o loro Consorzi o Comunità montane o Aziende speciali con finalità di smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati. Si registra un cambiamento di regime anche per la sezione imballaggi, che rimane sostanzialmente la stessa, ma l obbligo di compilazione passa in capo ai consorzi istituiti con le finalità di recuperare particolari tipologie di rifiuto; sono quindi esclusi dalla presentazione del MUD, i produttori di imballaggi che hanno aderito al CONAI o ad altri consorzi di filiera e tutti gli utilizzatori di imballaggi. Nel D.Lgs. 152/2006, viene inoltre precisata l esclusione dall obbligo di presentazione per i produttori di rifiuti pericolosi che conferiscano al servizio pubblico42 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE di raccolta competente per territorio e previa apposita convenzione. La denuncia MUD è effettuata, infatti, dal gestore del servizio limitatamente alla quantità conferita. I soggetti tenuti alla presentazione del MUD pertanto sono: - per la produzione di rifiuti pericolosi: imprese ed enti che producono rifiuti pericolosi; imprese agricole con un volume di affari annuo superiore a Euro 8.000,00. - per la produzione di rifiuti pericolosi conferiti al servizio pubblico di raccolta competente per il territorio previa apposita convenzione: gestore del servizio (limitatamente alla quantità conferita). - per la gestione dei rifiuti: chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti; commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione; chiunque svolge operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti; Consorzi istituiti con le finalità di recuperare particolari tipologie di rifiuto. - per la raccolta di rifiuti urbani: soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ed assimilati. - per la gestione dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali: chiunque svolga le attività di raccolta, di trasporto e di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali ai sensi del D.Lgs. 209/2003; chiunque svolga attività di gestione di veicoli fuori uso non rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 209/ per i rifiuti prodotti dalle navi e da queste consegnati nei porti: gestore dell'impianto portuale di raccolta e del servizio di raccolta. - per gli imballaggi immessi sul mercato (per ciascun materiale e per tipo di imballaggio) e riutilizzati (per ciascun materiale), rifiuti di imballaggio riciclati e recuperati provenienti dal mercato nazionale: Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI); produttori che hanno organizzato autonomamente, anche in forma associata, la gestione dei rifiuti di imballaggio o che hanno messo in atto un sistema di restituzione dei propri imballaggi (queste casistiche comprendono tutti i produttori che non hanno aderito a consorzi, che possono presentare il MUD per coloro i quali hanno aderito ai loro sistemi gestionali, inviandone contestualmente copia al CONAI)43 LA GESTIONE DEI RIFIUTI: RIFERIMENTI NORMATIVI E ADEMPIMENTI PER LE IMPRESE I soggetti che non hanno effettuato alcuna delle attività per le quali è prevista la comunicazione rifiuti non devono presentare il MUD. Il MUD si può compilare su supporto cartaceo o su supporto magnetico o telematicamente. Le imprese che effettuano attività di gestione dei rifiuti, lo devono presentare esclusivamente su supporto magnetico o telematicamente. Il produttore di rifiuti può presentare la comunicazione MUD alternativamente su supporto cartaceo, magnetico o telematico. La compilazione manuale del Modello Unico Dichiarativo implica un impiego di tempo notevole (fino a mesi), ma anche una probabilità di errore di calcolo piuttosto elevata, determinando problematiche legate al fatto che sulle dichiarazioni del MUD, presentate dai produttori e gestori rifiuti, si basa il quadro conoscitivo regionale sulla produzione e sulle modalità di gestione dei rifiuti speciali, il quale costituisce un essenziale supporto per un efficace pianificazione territoriale e per una valutazione delle pressioni esercitate dal ciclo di vita di tali tipologia di rifiuti sulle diverse matrici ambientali44 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS 3. INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS La movimentazione dei rifiuti espande notevolmente la quantità di regole da rispettare per la produzione di documenti complessi come il Formulario di Identificazione rifiuti e il Registro di Carico e Scarico. Sempre più spesso lo strumento informatico diviene l unico modo per garantire il rispetto delle normative e del sistema interno di Qualità, eliminando o riducendo errori e problematiche relative alla corretta tenuta dei documenti e di conseguenza alla corretta movimentazione dei rifiuti. Il software per la gestione dei rifiuti fornisce, quindi, una maggiore qualità a ciò che si fa e, soprattutto a come lo si fa. La creazione del software segue un ciclo per preciso, e ogni fase di questo ciclo viene sviluppata in funzione di ciò che il software dovrà svolgere e, quindi, in questo caso, in funzione dei rifiuti, con la conseguente nascita di Ecos. Ecos è una suite di moduli software per la gestione informatica di aziende private e pubbliche del settore rifiuti, nonché di tutte quelle aziende di vari settori che sono tenute ad adempimenti in ambito rifiuti. I moduli, oltre all adempimento degli obblighi legislativi, consentono una completa gestione di un azienda del settore rifiuti. Per sviluppare adeguatamente un sistema utile alla gestione ambientale si è pertanto applicato la teoria nota come Ciclo di vita del Software alla procedura manuale che ha sempre caratterizzato la gestione dei rifiuti. Ingegnerizzando il problema, tramite un adeguata analisi, si è potuto sviluppare un software che migliora l efficienza e la qualità della gestione delle tematiche ambientali45 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS 3.1 CICLO DI VITA DEL SOFTWARE Ciclo di vita del software si riferisce al modo in cui una metodologia di sviluppo o un modello di processo scompongono l'attività di realizzazione di prodotti software in sottoattività fra loro coordinate, il cui risultato finale è il prodotto stesso e tutta la documentazione a esso associato. Le principali attività costituenti il processo di sviluppo sono le seguenti: 1. ANALISI 2. PROGETTO 3. IMPLEMENTAZIONE 4. COLLAUDO 5. MANUTENZIONE 1. La fase di analisi, ovvero l'indagine preliminare sul contesto in cui il prodotto software deve inserirsi, sulle caratteristiche che deve esibire, ed eventualmente su costi e aspetti logistici della sua realizzazione; questa fase può essere scomposta in sottoattività quali analisi di fattibilità, analisi e modellazione del dominio applicativo, analisi dei requisiti e così via. In senso ampio si può dire che l'analisi ha lo scopo di definire, il più precisamente possibile, il problema da risolvere. Questa fase è costituita anche da raccolta dei dati tramite colloqui tra cliente/committente e relativi sviluppatori. Questa fase ha, quindi, lo scopo generale di chiarire, dettagliare e documentare le funzioni, i servizi e le prestazioni che devono essere offerti da un sistema software o programma, al fine di risolvere un dato problema nel contesto in cui esso dovrà operare. Le informazioni raccolte nella fase di analisi rappresentano il punto di partenza per la progettazione di un prodotto software e per l'intero processo della sua realizzazione, validazione e manutenzione46 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Se l'analisi sia una fase che viene conclusa una volta per tutte all'inizio del processo di realizzazione di un prodotto software, oppure un'attività che viene svolta iterativamente nel processo stesso, dipende dal particolare modello di ciclo di vita del software adottato nel progetto. Nell ambito dei rifiuti l analisi è molto complessa, perché questo campo è molto vasto, e la gestione nelle aziende che movimentano rifiuti è spesso caratterizzata da casi particolari propri di ogni centro di stoccaggio, soggetti sempre a nuovi oneri e nuovi obblighi, nuovi adempimenti e vecchi problemi. I modelli dei Formulari di identificazione dei rifiuti, dei Registri di carico e scarico e le informazioni MUD osservano precise regole che sono in perenne evoluzione tenuto conto anche del modellamento costante operato dalle prassi applicative delle amministrazioni e dall intervento giurisprudenziale. L'attività di analisi è quindi complessa, e se ne possono distinguere diversi aspetti o sottoattività; a seconda della metodologia scelta e del modello di ciclo di vita del software usato come riferimento, tali sottoattività possono avere un'enfasi relativa differente (o addirittura non essere contemplate). L analisi è stata svolta seguendo un preciso ordine, analizzando cioè diversi aspetti necessari per implementare un software in grado di gestire la complessa tematica rifiuti: I. la definizione del problema, che consiste nel comprendere a fondo il problema che il sistema da sviluppare è chiamato a risolvere: completa e precisa comprensione della normativa rifiuti e di tutti gli obblighi di legge a cui sono sottoposti i centri di stoccaggio; conoscenza delle diverse tipologie di rifiuti esistenti e delle diverse modalità di trasporto, nonché operazioni di recupero e smaltimento a cui possono essere sottoposti; analisi di tutti gli attori coinvolti nel processo di gestione dei rifiuti, con particolare attenzione alle rispettive mansioni e responsabilità; realizzare una raccolta completa ed organica di tutti i dati relativi alla movimentazione di un rifiuto, creando così un sistema informatico che supporti un sistema di gestione ambientale, tenendo sotto controllo gli adempimenti normativi, la gestione delle risorse e tutti gli effetti connessi47 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS II. l'analisi di fattibilità, che ha lo scopo di stabilire se gli obiettivi che ci si pongono nello sviluppo del sistema siano ragionevoli e raggiungibili: se lo strumento informatico riesca, cioè, ad integrarsi con la gestione nei centri di stoccaggio in tutte le diverse fasi e processi a cui è sottoposti un rifiuto, dalla loro produzione fino alla loro sorte finale, e coinvolgono quindi: RACCOLTA TRASPORTO TRATTAMENTO RECUPERO SMALTIMENTO III. l'analisi dei costi e benefici, che valuta preliminarmente la convenienza economica dello sviluppo del sistema software in esame, tenendo conto dei suoi costi previsti e dei benefici che può fornire alle aziende che movimentano rifiuti. IV. l'analisi del dominio, che consiste nel comprendere a fondo il contesto o dominio applicativo in cui il sistema dovrà agire; V. l'analisi dei requisiti, che consiste nello specificare dettagliatamente i servizi, le funzioni ed eventualmente le prestazioni richieste per il sistema; questa fase porta come minimo alla stesura della specifica dei requisiti, che può anche avere valenza contrattuale fra il committente del sistema e l'organizzazione che lo deve realizzare48 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS 2. La fase di progetto, in cui si definiscono le linee essenziali della struttura del sistema da realizzare, in funzione dei requisiti evidenziati dall'analisi e dal documento finale da essa creato. Anche questa fase può essere scomposta in sottoattività, dal progetto architetturale al progetto dettagliato. Si può dire che il progetto ha lo scopo di definire, a un certo livello di dettaglio, la soluzione del problema. In questa fase sarà sviluppato un documento che permetterà di avere una definizione della struttura di massima (architettura di alto livello) e una definizione delle caratteristiche dei singoli componenti (moduli). Sulla base della specifica dei requisiti prodotta dall'analisi, il progetto definisce come tali requisiti saranno soddisfatti, entrando nel merito della struttura che dovrà essere data al sistema software che deve essere realizzato. La progettazione rimane comunque una fase distinta dalla programmazione o codifica, che corrisponde alla traduzione in un particolare linguaggio di programmazione delle decisioni prese in sede di progettazione. Per seguire l iter del rifiuto si è pensato di scomporre la vita del rifiuto stesso in tante fasi consequenziali, ad ognuna delle quali è stato associato o una videata del programma o un intero modulo, a seconda della complessità computazionale. 3. La fase di implementazione o codifica del sistema, ovvero la sua realizzazione concreta; questa tipicamente consiste nella realizzazione di uno o più programmi in un determinato linguaggio di programmazione, benché possano essere coinvolte anche tecnologie diverse (database, linguaggi di scripting). Nella maggior parte dei casi è possibile distinguere almeno una sottoattività di implementazione dei singoli moduli che costituiscono il sistema e la sottoattività dell'integrazione di tali moduli a formare il sistema complessivo. Complessivamente, l'implementazione ha lo scopo di realizzare la soluzione. Ecos è sviluppato con i tool Sybase della linea Power Builder, leader mondiale negli ambienti di sviluppo; il disegno della base di dati è stato fatto rispettando la normativa vigente e le esigenze gestionali di migliaia di utenti, dalle piccole alle grandi aziende del settore. La base di dati viene continuamente monitorata e assistita con Erwin, uno dei migliori software mondiali di modellazione di dati49 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS 4. La fase di collaudo, volta a misurare in che misura il sistema realizzato soddisfa i requisiti stabiliti nella fase di analisi, ovvero a valutarne la correttezza rispetto alle specifiche. Anche il collaudo è normalmente scomponibile almeno nelle due attività del collaudo dei singoli moduli e quello del sistema integrato. Il collaudo è avvenuto a due livelli: il primo, nella fase iniziale, fatta dai programmatori per testare tecnicamente il software; il secondo, in fase avanzata, è stata fatta dai clienti che dall uso quotidiano hanno segnalato bag e suggerito migliorie. 5. La fase di manutenzione, che comprende tutte le attività di modifica del software successive al suo rilascio presso il cliente o la sua immissione sul mercato. Queste attività possono essere volte a correggere errori del software, adattarlo a nuovi ambienti operativi, o estenderne le funzionalità. La manutenzione incide sui costi, si stima che il 60% dei costi dipende dalla manutenzione. Ogni modifica al software comporta necessariamente la necessità di nuovi test, sia relativi alle nuove funzionalità eventualmente introdotte, sia mirati a verificare che le modifiche apportate non abbiano compresso funzionalità preesistenti (test di regressione). Una linea standard di verifica prevede dei test sui moduli più precisamente si occupa di controllare che i moduli presi singolarmente funzionino e che una volta assemblati assieme i moduli continuino a funzionare. La manutenzione è una fase che non avrà mai fine. Lo scopo che ci si è prefissi è di mantenere il software allineato con la normativa, che non essendo una materia statica, ma in continua evoluzione, obbliga ad una continua analisi ed implementazione. Inoltre il mercato richiede funzioni sempre più potenti e allineate alle moderne metodologie commerciali; il software deve pertanto evolversi continuamente sia sulla base di suggerimenti dei clienti, sia sulla base delle proposte avanzate dal team di sviluppo50 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS 3.2 SVILUPPO DEI MODULI DI ECOS PER LA GESTIONE AMBIENTALE MODULO BASE Il modulo Base, il cuore del sistema informativo rifiuti Ecos, consente il pieno adempimento degli obblighi legislativi dell'azienda ecologica in modo semplice, guidato e ricondotto ad operazioni minime in virtù del completo utilizzo dell'interfaccia Windows. I rifiuti sono liberamente definiti dall'utente secondo le loro caratteristiche e le codifiche sia italiana che europea. Le autorizzazioni, sia al trasporto che allo smaltimento o trattamento, vengono controllate già nella fase di registrazione dei movimenti, la quale produce la stampa del documento di accompagnamento (Formulario di identificazione dei rifiuti) su semplice richiesta dell'operatore. La struttura di Ecos è intrinsecamente multiaziendale poiché sulla base di un'unica registrazione possono essere compilati i registri e il MUD per tutti gli impianti che intervengono in quell operazione di trasporto o smaltimento (commerciali, produttore, trasportatore e smaltitore). È dunque possibile redigere in modo semplice e controllato il registro di carico/scarico per tutte le aziende che s intendono gestire con la procedura. Ecos modulo Base è utilizzabile in modo personalizzato da tutti gli operatori del settore quali: - Produttori - Trasportatori - Smaltitori - Intermediari - Depositi temporanei - Discariche - Impianti di Riciclaggio - Impianti di Trattamento - Aziende di Igiene Urbana - Commerciali - Consulenti Particolare cura è stata posta nello studio dell'architettura per ottenere un'ottimizzazione dei dati da registrare51 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Le anagrafiche degli operatori coinvolti nel processo di smaltimento e delle eventuali sedi periferiche degli stessi sono raccolte in un unico archivio contenente oltre ai dati anagrafici, la tipologia di impianto (ad esempio: sede legale, produttore, stoccaggio provvisorio, ecc.). Molte sono le funzioni presenti, alcune sono esclusive come la possibilità di definire documenti standard e di generare movimenti collegati per facilitare la registrazione, il riscontro dei formulari, l'anteprima di tutte le stampe, la ricerca dei dati su tutte le variabili contenute, il controllo dell'aging partite, la completa flessibilità nella definizione dei registri sezionali per attività separati tra carico, scarico e movimenti interni di lavorazione sfruttando al massimo i limiti temporali concessi per la stampa e tante altre. L utilizzo di questo modulo consente di inserire: le anagrafiche degli impianti e degli automezzi; le autorizzazioni allo smaltimento; le autorizzazioni al trasporto; la codifica di tutti i rifiuti movimentati; i movimenti esterni di smaltimento in ingresso e in uscita, di trasporto, di intermediazione (legati al Formulario di Identificazione) e i movimenti interni di scarico interno (ad esempio messa in produzione) e produzione; la codifica di tanti documenti quante sono le tipologie di movimento che si devono registrare (cessione, commerciale, giacenza, produzione, scarico interno, smaltimento, trasporto, trattamento ). Permette inoltre la gestione dell invio riscontro formulario e ricevimento riscontro formulario. Questo modulo è strutturato per ottenere, mediante un unica registrazione, il formulario d identificazione, la stampa dei registri previsti dalla normativa, la stampa della fattura e dei pagamenti e, al termine dell anno, la stampa del Modello Unico di Dichiarazione (MUD). Il Decreto Ronchi, nella movimentazione dei rifiuti, prevede cinque attori fondamentali: - le due commerciali - il produttore - il trasportatore - il destinatario 52 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS In questa parte del modulo si gestisce un archivio unico per l inserimento delle anagrafiche operatori, con indicazione nell apposito campo del tipo di attività svolta. Ciascuna anagrafica viene codificata con un Codice Impianto univoco e devono essere create tante Unità quante sono le diverse attività svolte nella medesima unità locale. La Sede Legale, le unità locali e le diverse attività svolte nella medesima unità locale, sono Unità dello stesso Codice Impianto. Fig. 3.1: Interfaccia Ecos per l inserimento dell Anagrafica impianti Tramite il campo Unità si definiscono, quindi, le attività esercitate da ciascun operatore e le diverse sedi operative; nel campo Registro, poi, è possibile definire quale sarà l unità dell impianto abilitata alla stampa del registro ed infine è possibile indicare quali sono le unità dichiaranti del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale. La normativa prevede che deve essere presentato un Mud per ogni unità locale, per cui bisogna raggruppare con la stessa Unità Mud le Unità relative alle diverse attività svolte nella medesima sede fisica 53 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Per ogni impianto, poi, sono riportati i relativi automezzi ed eventualmente autisti ad essi associati. Fig. 3.2: Interfaccia Ecos per l inserimento dell Anagrafica automezzi L inserimento preciso e corretto delle anagrafiche permette una semplificazione nella successivo inserimento delle autorizzazioni allo smaltimento e al trasporto, nonché una maggiore precisione nella gestione dei Registri di carico/scarico e dei Formulari di Identificazione dei rifiuti. Nell archivio delle autorizzazioni allo smaltimento e al trattamento vengono caricate le autorizzazioni di tutti gli stoccaggi provvisori o definitivi a cui si conferiscono rifiuti per il recupero o per lo smaltimento finale. Se l utente svolge attività di stoccaggio provvisorio, definitivo o trattamento dovrà registrare anche la propria autorizzazione 54 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Fig. 3.3: Interfaccia Ecos per l inserimento delle Autorizzazioni allo smaltimento In questa sezione s inseriscono i dati relativi alle autorizzazioni, rilasciate dall ente di competenza, associate ai rispettivi impianti, con particolare attenzione a: - la data di rilascio e di scadenza; - la data di calcolo e di fine validità, ovvero le date nelle quali Ecos inizia a considerare valida o non più valida l autorizzazione; - per quale tipologia di rifiuti l autorizzazione è stata rilasciata (Rifiuti Riutilizzabili Urbani); - la specifica se l autorizzazione è stata rilasciata per i codici italiani, europei o per i codici di riutilizzo. Vengono poi inseriti tutti i rifiuti inclusi nell autorizzazione coi rispettivi codici del catasto selezionato, specificando se il rifiuto in questione è pericoloso o non pericoloso, nel caso in cui l autorizzazione fosse valida per i codici di Catasto Europeo, oppure specificando se il rifiuto è speciale o tossico se l autorizzazione fosse valida per il Catasto Italiano. In caso di selezione di una classificazione non valida per il Catasto selezionato, la procedura avverte con messaggio di errore55 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Nell archivio delle autorizzazioni al trasporto vengono caricate le proprie autorizzazioni, se l azienda utente è operante come trasportatore, e le autorizzazioni di tutti i trasportatori terzi che figurano nei formulari da registrare. Fig. 3.4: Interfaccia Ecos per l inserimento delle Autorizzazioni al trasporto In questa sezione vengono caricate le autorizzazioni di tutti i trasportatori che figurano nei Formulari di identificazione, e se l utente svolge attività di trasporto dovrà registrare anche la propria autorizzazione. Nella schermata di testa viene inserito l impianto relativo all autorizzazione rilasciata dall Albo competente, mentre nel corpo dell autorizzazione devono essere indicati i codici di catasto europeo, italiano o di riutilizzo per i quali l autorizzazione è stata rilasciata e le targhe autorizzate al trasporto di questi rifiuti. L inserimento delle autorizzazioni non risulta essere un dato essenziale per l inserimento dei movimenti. Diventa tale, invece, per la Stampa in Ufficiale dei registri56 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS In fase di calcolo dei registri il programma avverte con messaggio di attenzione in caso di movimenti non validi e non permette di proseguire con la Stampa Ufficiale, rendendo possibile solo la Stampa di Prova. La registrazione delle autorizzazioni al trasporto e allo smaltimento è essenziale per consentire, in fase di registrazione dei Formulari, un immediato controllo sulla validità o meno delle stesse. Nel dettaglio i controlli che vengono effettuati sono: 1. le date di rilascio e di fine validità dell Autorizzazione devono essere rispettivamente minore e maggiore alla data di registrazione del movimento; 2. il tipo del rifiuto movimentato (Rifiuto, Rifiuto Riutilizzabile, Urbano) deve essere autorizzato; 3. se l autorizzazione è stata rilasciata per i codici di Catasto Italiano, nella scheda anagrafica del Rifiuto movimentato deve essere specificato anche il Catasto Italiano; 4. se l autorizzazione al trasporto è territorialmente limitata (nell ambito del Comune, della Provincia o della Regione) il Produttore e il Destinatario devono appartenere alla stessa zona; 5. se il Catasto Europeo del rifiuto movimentato è pericoloso, l autorizzazione deve essere valida per la Classificazione Pericolosi ; 6. il Catasto (Italiano od Europeo) del rifiuto movimentato deve essere incluso nella lista di catasti autorizzati (sia per i Rifiuti che per i Riutilizzabili e gli Urbani). Un altro importante archivio è quello riguardante l anagrafica dei rifiuti, nel quale vengono codificati tutti i rifiuti trattati, riportando le caratteristiche dei rifiuti in maniera dettagliata: 57 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Fig. 3.5: Interfaccia Ecos per l inserimento dell Anagrafica dei rifiuti Fig. 3.6: Interfaccia Ecos per l inserimento delle caratteristiche dei rifiuti 58 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Il Codice e la Descrizione dei rifiuti sono personalizzati; l aggancio della codifica e descrizione di legge avviene attraverso l inserimento dei codici Catasto Italiano e Catasto Europeo. Vengono quindi inseriti tutti i rifiuti movimentati dall impianto, il loro peso, con l opportuna unità di misura che poi comparirà nei Formulari e nei Registri, lo stato fisico in cui si presentano (solido pulverulento, solido non pulverulento, fangoso palabile, liquido), nonché le caratteristiche di pericolo se si tratta di rifiuti pericolosi. All interno del software è presente un archivio con tutti i riferimenti di legge sui rifiuti, come ad esempio tabelle che riportano la corrispondenza tra i rifiuti pericolosi e le caratteristiche di pericolo dei rifiuti; tutti i codici del Catasto europeo 2002, con relativa descrizione, le categorie di discariche, le categorie dei rifiuti, le classi di trasporto, le operazioni di smaltimento e recupero, ecc. In caso di inserimento di un rifiuto pericoloso (identificato con relativo codice di catasto europeo), ad esempio, vengono inserite automaticamente tutte le caratteristiche di pericolo che lo stesso presenta attraverso la tabella che riporta le caratteristiche di pericolo in riferimento ai rifiuti pericolosi, che viene letta dalla procedura in sede di inserimento della riga o delle righe che compongono il movimento. Fig. 3.7: Corrispondenza tra i rifiuti pericolosi e le caratteristiche di pericolo 59 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Altro esempio: in sede di inserimento righe movimento, il programma attribuisce in automatico (nel relativo campo) le caratteristiche di pericolo possibili per il rifiuto pericoloso inserito. Fig. 3.8: Caratteristiche di pericolo dei rifiuti L inserimento delle anagrafiche precede la successiva registrazione dei movimenti necessari alla corretta coordinazione dei processi di gestione dei rifiuti. Dall archivio Movimenti si attingono i dati per le stampe fiscali (Formulario di Identificazione e Registro di Carico e Scarico), le statistiche interne, il Modello Unico di Dichiarazione e per l immissione delle fatture. Le tipologie di movimento che si possono registrare sono strettamente collegate al tipo di attività svolta dall Utente; nel dettaglio le tipologie di movimento che ciascun operatore è in grado di registrare sono: - Commerciale: commerciale - Produttore: Giacenza, Produzione, Smaltimento in uscita, Reso in uscita - Impianto di Trattamento: Giacenza, Smaltimento in Ingresso, Scarico Interno, Produzione, Smaltimento in Uscita, Reso in Uscita - Trasportatore: Smaltimento Trasporto, Reso Trasporto - Stoccaggio Provvisorio: Giacenza, Smaltimento in Ingresso, Reso in Ingresso, Smaltimento in Uscita, Reso in Uscita, Miscelazione, Spostamento, Trattamento, Variazione - Stoccaggio Definitivo: Smaltimento in Ingresso, Produzione, Smaltimento in Uscita 60 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS La codifica delle Tipologie di Movimento che si devono registrare avviene nella sezione Documenti, in cui si predispongono le tipologie di operazioni (Movimenti) che l Utente svolge nella normale gestione aziendale e che deve registrare per adempiere all obbligo di compilazione Formulari, Registri di Carico e Scarico e Mud. Predisporre i Documenti significa anche rendere più agevole e veloce l inserimento dei Movimenti esterni (legati a Formulario di Identificazione) e dei Movimenti interni all unità locale attraverso la memorizzazione, all interno di specifici Documenti, degli operatori e rifiuti più usuali. Fig. 3.9: Interfaccia Ecos per l inserimento dei Documenti che codificano le operazioni sui rifiuti Tipologie di documento: Tipo documento: Cessione Il Documento con Tipo Movimento Cessione può essere utilizzato da Produttori, Stoccaggi e impianti di Trattamento per la registrazione delle vendite di Materie Prime. Si tratta di uno scarico e viene gestito quindi come uno Smaltimento in Uscita dove l Utente figura come Produttore61 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Tipo documento: Commerciale Il Documento con Tipo Movimento Commerciale può essere utilizzato esclusivamente dagli Utenti che effettuano pura intermediazione (intermediari senza detenzione) per la registrazione dei Formulari e la stampa dei Registri modello B. Tipo documento: Diminuzione Il Documento con Tipo Movimento Diminuzione deve essere utilizzato esclusivamente per diminuire, senza specificare i collegamenti ai carichi, le quantità in giacenza se maggiori a quelle effettivamente stimate. Tipo documento: Giacenza Questa tipologia di movimento è stata creata esclusivamente per permettere agli utenti (Produttori, centri di Trattamento e Stoccaggio Provvisorio, sia avviati che nuovi), il caricamento delle giacenze iniziali di magazzino ed ottenere un corretto calcolo delle giacenze del Mud (per gli utenti che effettuano presso l unità locale Recupero o Smaltimento). Tipo documento: Miscelazione Il Documento con Tipo Movimento Miscelazione consente agli stoccaggi provvisori di registrare con un unico movimento tante righe di scarico quanti sono i Rifiuti da destinare a miscelazione e una riga di carico per il Rifiuto unico ottenuto. Tipo documento: Produzione Il Documento con Tipo Movimento Produzione consente principalmente la registrazione dei carichi interni. Tipo documento: Reso Il Documento con Tipo Movimento Reso consente la registrazione di Formulari respinti. Le direzioni possibili dello storno sono tre: 1) Ingresso : quando il Destinatario, dopo aver registrato il rifiuto con un Movimento di Smaltimento in Ingresso, respinge il carico e deve stornare la partite delle giacenze. 2) Trasporto : quando il Trasportatore, dopo aver caricato il rifiuto con un Movimento di Trasporto, deve registrare lo storno della quantità trasportata perché il destinatario ha respinto il carico. 3) Uscita : quando il Produttore, dopo aver scaricato il rifiuto con un Movimento di Smaltimento in Uscita, deve ricaricarlo perché il Destinatario ha respinto il carico. Poiché avviene l emissione di un nuovo Formulario, il Produttore d origine diventa Destinatario del Formulario di Reso62 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Tipo documento: Scarico Interno Il Documento con Tipo Movimento Scarico Interno consente agli impianti di riciclo/riutilizzo per la produzione di energia di registrare la messa in produzione (scarico) delle partite ricevute da terzi. Tipo documento: Smaltimento Direzione Ingresso Il Documento con Tipo Movimento Smaltimento Direzione Ingresso consente agli impianti di stoccaggio provvisorio e definitivo di registrare il carico di rifiuti da terzi. Tipo documento: Smaltimento Direzione Trasporto Il Documento con Tipo Movimento Smaltimento Direzione Trasporto consente ai Trasportatori di registrare la movimentazione effettuata. Tipo documento: Smaltimento Direzione Uscita Il Documento con Tipo Movimento Smaltimento Direzione Uscita consente la registrazione di rifiuti propri o provenienti da terzi sottoposte ad operazioni di recupero o smaltimento. Tipo documento: Spostamento Il Documento con Tipo Movimento Spostamento consente ai centri di stoccaggio di registrare movimenti di spostamento interno di partite da un ubicazione all altra. Tipo documento: Trattamento Il Documento con Tipo Movimento Trattamento consente ai centri di stoccaggio provvisorio di registrare, con un unico movimento, una riga di scarico per le partite caricate da terzi e tante righe di carico quanti sono i rifiuti ottenuti a seguito dell operazione di trattamento/cernita. Tipo documento: Variazione Il Documento con Tipo Movimento Variazione consente ai centri di stoccaggio provvisorio di registrare la trasformazione di un Codice Rifiuto in un altra tipologia di Rifiuto. Dopo aver inserito le diverse tipologie di movimento che interessano alle diverse aziende utenti è possibile inserire tutti i dati necessari per la compilazione dei Formulari di Identificazione e quindi dei Registri di Carico/Scarico dei rifiuti:63 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Fig. 3.10: Interfaccia Ecos per la registrazione dei Formulari e dei Registri rifiuti La tabella si compone di una Testa, nella quale vengono registrati i dati delle Commerciali, del Destinatario, del Trasportatore, delle Targhe, dell Autista e gli orari del trasporto, e di un Corpo/Dettaglio, nel quale vengono registrati i dati del Produttore, il Rifiuto con relativa quantità in peso ed eventualmente in volume, i riferimenti al Formulario quando presente, l operazione di smaltimento/recupero e l eventuale Codice Difformità per legare il prezzo del Rifiuto ad una determinata condizione. Questa suddivisione permette l inserimento, all interno dello stesso Movimento, di tante righe quanti sono i Formulari/Produttori/Rifiuti relativi allo stesso viaggio (Movimenti di Smaltimento in Ingresso, Trasporto o Uscita) oppure di tante righe quanti sono i Rifiuti prodotti o in giacenza (Movimenti di Produzione o Giacenza). Al momento dell inserimento dei Formulari il programma effettua in automatico un controllo sulle autorizzazioni al trasporto e autorizzazioni allo smaltimento, al fine di accertare che queste esistano e/o per verificare che non siano scadute64 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Realizzata la corretta registrazione dei Formulari di Identificazione, attraverso questo modulo è possibile anche gestirne il riscontro: l Invio Riscontro Formulari e il Ricevimento Riscontro Formulari rispondono alle necessità di controllo spedizione/ricezione della quarta copia del formulario e della registrazione delle quantità effettive riscontrate a destino. Trasportatore : deve gestire il processo di trasmissione ai Produttori Clienti entro i limiti di legge. Destinatario : deve gestire il processo di trasmissione al Trasportatore se terzo, al Produttore se contestualmente Trasportatore (Automatico) o direttamente al Produttore anche se il trasporto è effettuato da terzi (Al produttore) entro i limiti di legge, nel caso in cui si incarichi della spedizione della quarta copia. Produttore : deve unicamente riscontrare il ricevimento della quarta copia quando gli arriva e/o evidenziarne la mancanza entro i limiti di legge o precauzionali. Vengono prese in considerazione tutte le registrazioni legate a formulario: un confronto fra la data di registrazione e la data odierna permetterà di segnalare i ritardi e la mancata ricezione della quarta copia. Il programma estrae la lista di incongruenze riscontrate nella registrazione dei Movimenti di un dato intervallo temporale e che devono essere opportunamente corrette: 1. Operazione di Smaltimento/Recupero del carico diversa da quello dello scarico: errore più frequente che, se non corretto, comporta per i centri di stoccaggio, recupero e trattamento un errato calcolo del Modulo gestione del MUD. 2. Stato fisico del rifiuto movimentato di carico diverso dallo stato fisico dello stesso rifiuto nel movimento di scarico. Se il rifiuto subisce una trasformazione fisica non bisogna modificare lo stato fisico direttamente nel movimento di scarico, ma registrare lo scarico interno (a trattamento) e il carico interno (da trattamento) con lo stato fisico con cui verrà smaltito o recuperato65 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS 3. Rifiuto del carico diverso dal rifiuto dello scarico collegato. Questo errore si verifica, ad esempio, quando si ha un carico del rifiuto e uno scarico collegato dello stesso; avendo sbagliato codice rifiuto, si modifica il codice nel movimento di carico (la procedura avverte che la modifica può creare delle incongruenze nei movimenti collegati) ma non nel relativo scarico. 4. Il peso scaricato è superiore al peso caricato. Questo errore si verifica, ad esempio, quando si diminuisce il peso del carico senza modificare corrispondentemente lo scarico collegato o si modifica il rifiuto nel carico. A seguito della corretta compilazione di questa sezione è possibile definire le tipologie di Registri utilizzate da un determinato impianto: Registro di Intermediazione: registro di carico e scarico riservato agli intermediari e commercianti non detentori (modello B). Questi devono registrare, una per una, tutte le singole movimentazioni relative ai rifiuti che hanno commercializzato o intermediato senza averli ad alcun titolo detenuti. Fig. 3.11: Interfaccia per la definizione del Registro di intermediazione 66 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Registro di Carico e Scarico: registro dei rifiuti per attività di produzione, recupero, smaltimento, intermediazione e commercio con detenzione dei rifiuti. Fig. 3.12: Corrispondenza tra i rifiuti pericolosi e le caratteristiche di pericolo Le varie spuntature indicano: - Carichi: Smaltimenti in Ingresso ; - Scarichi: Smaltimenti in Uscita ; - Trasporto CP (in conto proprio): il trasporto effettuato in conto proprio può essere annotato in un Registro di Trasporto a parte o contestualmente alla registrazione di Carico e/o Scarico in caso di compilazione di un Registro Unico; - Trasporto CT: Smaltimento Trasporto : se l impianto figura esclusivamente come Trasportatore; - Scarichi Interni (Stocc.): scarico a Miscelazione, Trattamento, Variazione (Modulo Stoccaggio); - Carichi Interni (Stocc.): carico da Miscelazione, Trattamento, Variazione (Modulo Stoccaggio); - Spostamenti: scarico a Spostamento e carico da Spostamento (Modulo Stoccaggio); - Produzioni (Base): Produzioni interne (Modulo Base); - Scarichi Interni (Base): Scarichi Interni a trattamento/recupero (Modulo base)67 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Come il Registro di Intermediazione, anche il Registro di Carico e Scarico può essere adattato alle esigenze proprie e/o del proprio Ente controllore. Dopo la definizione dei registri è possibile associare all Azienda Utente, abilitata alla stampa dei registri tramite opportuna indicazione dell Unità di Registro nella scheda Anagrafica Impianti, la stampa del Registro precedentemente impostato. Il software raccoglie tutti i dati necessari che devono essere riportati, controlla che ciascun movimento sia stato effettuato in maniera corretta, effettua un rigoroso controllo sulle autorizzazioni e definisce i Registri richiesti MODULO MUD Il MUD, compreso nel modulo BASE, è una potente procedura di gestione che permette l elaborazione del Modulo Unico di Dichiarazione per tutti gli operatori interessati nei movimenti di carico, scarico e trasporto in funzione del ruolo avuto nella transazione consentendone così la compilazione conto terzi. Una particolare sezione permette di gestire automaticamente la fase di richiesta della convalida dei dati al Cliente ed eventualmente di integrazioni ulteriori. Il MUD viene elaborato sulla base delle registrazioni effettuate nel corso dell'anno con la generazione e compilazione di tutte le sezioni necessarie. L'utente può intervenire manualmente su tutte le parti calcolate e procedere con la stampa su carta e/o la creazione del supporto magnetico come previsto dalla legislazione. I soggetti dichiaranti, indipendentemente dal tipo di attività svolta, sono tenuti alla compilazione della Sezione Anagrafica composta dalla Scheda anagrafica (SA1) e dalla Scheda riassuntiva (SA2). Esse contengono rispettivamente i dati identificativi del dichiarante e il riepilogo delle schede e moduli compilati. Oltre alla scheda anagrafica e a quella riassuntiva, ogni soggetto è tenuto a compilare determinate schede o moduli, in relazione all attività svolta. Nella compilazione riguardante i rifiuti speciali, deve essere compilata la Scheda RIF (descrizione del rifiuto) indicando in quale tipo di attività si effettua la comunicazione; per i rifiuti urbani è prevista un altra scheda descrittiva (Scheda RU). Ciascun impresa compilerà solamente le schede di sua competenza sulla base delle annotazioni effettuate sui registri di carico e scarico. Le varie parti di cui si compone il MUD (sezioni, schede e moduli) sono tra di loro interconnesse da un numero progressivo e si riferiscono a singole tipologie di rifiuto identificato dal codice CER 68 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Fig. 3.13: Interfaccia Ecos Sezione Anagrafica del MUD Dal modulo MUD viene generata una scheda RIF per ogni rifiuto (Codice CER) movimentato e per ogni stato fisico del rifiuto. Fig. 3.14: Interfaccia Ecos Scheda Rifiuti del MUD69 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS All'interno delle schede RIF sono presenti dei moduli: Modulo RT: (Rifiuto Ricevuto da Terzi) se nell'anno di riferimento il dichiarante ha ricevuto, per attività di smaltimento, di recupero o di trasporto, il rifiuto oggetto della scheda RIF cui va allegato il Modulo RT. Nel caso in cui il rifiuto sia stato ricevuto tramite un soggetto che svolge esclusivamente attività di trasporto (vettore) il Modulo RT deve essere compilato solo dal mittente. Modulo RE: (Rifiuto prodotto fuori dall'unità locale) se nell'anno di riferimento il dichiarante ha prodotto il rifiuto, in tutto o in parte, fuori dall'unità locale (in luoghi che non costituiscono unità locale o da proprie attività svolte presso unità locali di terzi, es. Bonifiche, manutenzioni, pulizie, ecc... ove sia prevista la presa in carico, da parte del dichiarante, dei rifiuti originati da dette operazioni). Va compilato ed allegato alla scheda RIF, a cui si riferisce, un Modulo RE per ogni comune sul cui territorio il dichiarante ha prodotto rifiuti derivanti da proprie attività di demolizioni, manutenzioni, bonifiche. Modulo DR: (Destinazione del Rifiuto) se il dichiarante nell'anno di riferimento ha conferito, il rifiuto in oggetto della singola Scheda RIF, a terzi o ad altra unità locale dello stesso dichiarante per attività di recupero o smaltimento. Va compilato ed allegato alla Scheda RIF un modulo DR per ogni unità locale di destinazione del rifiuto, se situata in Italia o per ogni soggetto al quale è stato conferito il rifiuto con destinazione estera. Nel caso in cui il rifiuto sia stato conferito tramite un soggetto che svolge esclusivamente attività di trasporto (vettore) il Modulo TE per il vettore ed il Modulo DR viene compilato solo per il destinatario. Modulo TE: (Elenco dei trasportatori cui è stato affidato il Rifiuto) E' un elenco dei trasportatori a cui è stato affidato il rifiuto per lo smaltimaento in uscita. Va compilato se il dichiarante nell'anno di riferimento ha conferito il rifiuto oggetto della singola scheda RIF a terzi tramite soggetti che esercitano esclusivamente attività di trasporto (vettori), ovvero soggetti diversi dal destinatario70 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Modulo MG: (Modulo Gestione) Va compilato solo se il dichiarante ha eseguito, presso l'unità locale, operazioni di recupero o smaltimento; attraverso il Modulo Gestione il dichiarante descrive le singole attività di gestione del singolo rifiuto svolte, secondo i punti di cui agli allegati B (Operazioni di Smaltimento D1...D15) e C (Operazioni di Recupero R1...R13) del D.Lgs. 22/97, indicandone la relativa quantità gestita. Modulo INT: (Modulo Intermediazione) Va compilato solo se il dichiarante ha eseguito intermediazione. E' suddiviso in due sottoschede: Modulo UO (Origine, riporta l'elenco delle unità locali di origine del rifiuto intermediato o commercializzato), Modulo UD (Destinazione, riporta l'elenco delle unità locali di destinazione del rifiuto intermediato o commercializzato). Modulo MA: (Modulo Articolo 13) Va compilato se il dichiarante ha eseguito operazioni di smaltimento del rifiuto in base alla ordinanza di cui all'art. 13 del DLgs 22/97 e successive integrazioni e modifiche. (es. Procedure per lo smaltimento d'urgenza abilitate da autorità) Moduli RU, RST, DRU ed altri: Sono di competenza dei Comuni e delle Aziende per il trattamento dei rifiuti Urbani. Attraverso questo modulo, il controllo viene eseguito di default durante il calcolo e assicura la correttezza del MUD da un punto di vista formale in modo che durante la verifica della CCIAA tramite il programma Ecocerved non si generino errori. Errori frequenti nel calcolo del MUD: - Codice Comune o Codice Fiscale mancante: se non è stato inserito il codice comune oppure il codice fiscale all'interno dell'anagrafica impianti viene generato un errore in quanto il controllo formale non consente di procedere oltre. - Bilancio errato Smaltimento/Recupero: errore che si presenta all'interno del controllo del Modulo Gestione: controllo approfondito sulla movimentazione dei rifiuti tra smaltimento e recupero71 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS La normativa prevede che un rifiuto che venga caricato e destinato allo smaltimento (es. D1..15) debba essere scaricato con un'operazione di deposito preliminare, invece se un rifiuto è caricato e destinato al recupero (es. R1..13) deve essere scaricato con un'operazione di messa in riserva. Se non è stata seguita la procedura corretta risulta una giacenza negativa. Questo errore indica che nel corso dell'anno in questione non sono stati registrati uno o più trattamenti interni per convertire un D.. ad R.. o viceversa R.. a D... - Errato ricevimento: nel caso in cui si riceva uno stesso rifiuto dal medesimo fornitore, ma proveniente da due unità impianto differenti, allora nel modulo RT (rifiuto ricevuto da terzi) dovranno esservi due casi distinti, in quanto gli indirizzi di provenienza sono differenti. Se così non fosse significa che non è stata impostata correttamente l'unità MUD nell'anagrafica impianti, si è cioè indicato una sola unità MUD per più impianti con indirizzi differenti (questo tipo di errore non può essere visualizzato da nessun controllo, in quanto dipende dall'utente la scelta dell'unità MUD; per visualizzarlo è necessario scorrere manualmente le schede RT e verificare la coerenza dei dati). - Errato invio: nel caso in cui si invii uno stesso rifiuto al medesimo cliente, ma destinato a due unità impianto differenti, allora nel modulo DR (destinazione del rifiuto) dovranno esservi due casi distinti, in quanto gli indirizzi di destinazione sono differenti. Se così non fosse significa che non è stata impostata correttamente l'unità MUD nell'anagrafica impianti, si è cioè indicato una sola unità MUD per più impianti con indirizzi differenti (Questo tipo di errore non può essere visualizzato da nessun controllo, in quanto dipende dall'utente la scelta dell'unità MUD; per visualizzarlo è necessario scorrere manualmente le schede DR e verificare la coerenza dei dati). - Stato fisico errato o mancante: se di uno stesso rifiuto sono stati movimentati più stati fisici devono essere presenti tante schede RIF con lo stesso codice CER quanti sono gli stati fisici movimentati di tale rifiuto. Se le quantità corrispondenti ad un determinato stato fisico risultano negative e quelle corrispondenti ad un'altro stato fisico risultano troppo positive significa che nei movimenti vi è un'incoerenza tra lo stato fisico caricato e lo stato fisico scaricato. Un rifiuto non può infatti cambiare stato fisico, a meno chè non venga trattato (in questo caso però essendovi una trasformazione gli stati fisici risultano coerenti)72 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS MODULO STOCCAGGIO Il modulo Stoccaggio è indirizzato alle Aziende Ecologiche che gestiscono uno o più Centri di Stoccaggio e/o Trattamento e operano una lavorazione sui rifiuti, sia la semplice cernita o miscelazione sia trattamenti anche complessi in più fasi. Il modulo, interagendo strettamente con il modulo Base, da cui viene automaticamente richiamato nel caso si siano attivati gli opportuni meccanismi, consente di ottenere in cascata dal movimento di carico e in unica sessione di registrazione, tutte le ripartizioni (cernite / miscelazioni / trattamenti) già collocate nelle ubicazioni prefissate e nelle quantità percentuali definite. I carichi vengono effettuati mediante la gestione delle aree / zone / ubicazioni di destino del rifiuto in ingresso con controllo delle quantità (in peso/volume) conferibili nelle singole aree ed il controllo delle medesime per area/zona/ubicazione e data/periodo. Il modulo consente la gestione dei movimenti interni con possibilità di previsione dell'occupazione delle aree di carico e gestione automatica delle trasformazioni o cernite di rifiuti anche in funzione di una corretta tenuta del registro di carico/scarico. La gestione dei movimenti di carico/scarico avviene con riferimento alle singole partite per la precisa individuazione dei processi di cernita e/o trasformazione che hanno subito i rifiuti. La gestione a partita permette la rintracciabilità dei lotti, attraverso i movimenti interni di lavorazione, sia a partire da qualsiasi scarico rispetto la sua origine, sia a partire da qualsiasi carico verso la sua destinazione. I meccanismi d automazione consentono, in un'unica operazione, anche transazioni tra più centri di stoccaggio aziendali, con la gestione a partita in tutti e conseguente movimento di lavorazione automatico. Per meglio comprendere questa funzionalità si pensi ad uno spostamento di rifiuti da un Centro A ad un Centro B con conseguente cernita; questa operazione richiede un movimento di scarico a partite da A, un movimento di carico a partite in B e conseguentemente un movimento interno in B di scarico con codice rifiuto X e carico codici rifiuti Y, Z. Questa operazione complessa è effettuabile in unica transazione, con la gestione delle partite del Centro A e del Centro B in modo guidato, con grande risparmio di tempo e soprattutto controllato. La situazione partite aperte, in ordine di data di registrazione, consente un efficace gestione della situazione dello stoccaggio anche in funzione di pianificazioni operative 73 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS La definizione del Centro di Stoccaggio (ovvero l unità dell Impianto che svolge attività di Stoccaggio Provvisorio o Trattamento, già codificata come Azienda Utente nella relativa tabella di Ecos Base) è il primo passaggio da eseguire nel modulo Stoccaggio per la gestione dei movimenti di carico/scarico con riferimento alle singole partite (per la precisa individuazione dei processi di cernita e/o trasformazione che hanno subito i rifiuti). E possibile definire uno o più Centri di Stoccaggio e sfruttare i meccanismi di automazione di Ecos per gestire, in un unica operazione, anche transazioni tra più Centri con la gestione a partita in tutti e conseguente movimento di lavorazione automatico. Fig. 3.15: Interfaccia Ecos per la gestione del Centro di stoccaggio Se l autorizzazione allo Smaltimento, al Recupero o al Trattamento prevede una quantità massima stoccabile in peso e/o volume, occorre definire tali limiti: Peso Max (Kg.) e/o Volume (Lt.). La procedura, in fase di salvataggio dei Movimenti di Smaltimento in Ingresso e Produzione nel Modulo Ecos Base e dei Movimenti Interni nello Stoccaggio, verifica che con gli stessi non si stiano superando le Quantità massime in giacenza: in caso di superamento avverte con messaggio di errore e non consente il salvataggio della registrazione. In questo caso sarà obbligatorio abbandonare il Movimento di carico e procedere con la registrazione di Smaltimenti in Uscita per abbassare la quantità stoccata. Il Centro, come si può desumere dalla planimetria autorizzata, è suddiviso in Settori; ciascun Settore, a sua volta, può contenere più Ubicazioni (piazzole, scaffali, contenitori, vasche, bidoni, cisterne, ecc ). La differenza tra Settore e Ubicazione (il cui inserimento è obbligatorio nella registrazione dei Movimenti) consiste nel fatto che, mentre il primo è puramente generico, l ubicazione identifica un punto ben preciso all interno dello Stoccaggio 74 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Fig. 3.16: Interfaccia Ecos per la definizione dei Settori nel Centro di stoccaggio I Settori costituiscono sezioni del Centro di Stoccaggio: il loro inserimento è pertanto legato alla Selezione del Centro/Azienda Utente. Fig. 3.17: Interfaccia Ecos per definire le Ubicazioni nel Centro di stoccaggio Le Ubicazioni rappresentano i punti precisi all interno del Centro di Stoccaggio dove vengono caricate le partite ricevute da terzi o prodotte internamente a seguito di lavorazioni quali cernite, miscelazioni, variazioni oppure spostamenti. Il loro inserimento è pertanto legato alla Selezione del Centro/Azienda Utente. I Movimenti di Base e Stoccaggio richiedono l inserimento obbligatorio dell Ubicazione di carico o scarico: ciascuna partita è identificata infatti dalla combinazione Rifiuto/Ubicazione. L indicazione dell ubicazione di destino del carico consente il controllo delle quantità (in peso/volume) conferibili nelle singole aree e il monitoraggio delle stesse per area/zona/ubicazione e data/periodo. La procedura, in fase di salvataggio dei Movimenti di Smaltimento in Ingresso e Produzione nel Modulo Ecos Base e dei Movimenti Interni nello Stoccaggio, verifica che con gli stessi non si stiano superando le Quantità massime stoccabili: in caso di superamento avverte con messaggio di errore e non consente il salvataggio della registrazione. In questo caso sarà obbligatorio abbandonare il Movimento di carico e 75 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS procedere con la registrazione di Smaltimenti in Uscita o di Spostamento in altre ubicazioni per abbassare la quantità stoccata. Esiste la possibilità, inoltre, di attribuire a ciascun Codice Rifiuto (in modo univoco) l Ubicazione in cui deve essere caricato e di conseguenza dalla quale deve essere scaricato. Nei Movimenti (sia in Base che in Stoccaggio) l Ubicazione verrà attribuita in automatico al momento dell inserimento del Rifiuto. Fig. 3.18: Interfaccia Ecos per l Attribuzione dei Rifiuti nelle Ubicazioni La compilazione di questa tabella risulta utile solo nel caso in cui Rifiuto venga caricato sempre (o nella maggior parte dei casi) nella stessa Ubicazione. Attraverso l impostazione di una specifica tabella il modulo Ecos Stoccaggio, interagendo strettamente con il modulo Base, consente anche di ottenere in cascata dal movimento di carico e in unica sessione di registrazione, tutte le ripartizioni (cernite / variazioni / trattamenti/spostamenti) già collocate nelle ubicazioni prefissate e nelle quantità percentuali definite. Nel campo Tipo Movimento è possibile scegliere tra tipi diversi di movimenti: - spostamento: quando una partita viene spostata da un Ubicazione ad un altra; - trattamento: quando dal trattamento di una partita si ottengono nuove partite di carico (Rifiuto/Ubicazione); - variazione: quando una partita si trasforma di codice Rifiuto/Ubicazione (il movimento non dà origine a nuove partite di carico ma è la stessa partita che si trasforma). La tabella consente infatti di attribuire al rifiuto d origine, per ciascuno dei tre movimenti interni di stoccaggio, il codice (e relativa ubicazione) del rifiuto in cui si trasforma a seguito del trattamento o della variazione oppure, in caso di spostamento, il codice dell ubicazione in cui viene spostato 76 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS L inserimento dei movimenti interni risulterà semplice e veloce, in quanto la riga di carico verrà compilata automaticamente con l inserimento del rifiuto/ubicazione nella riga di scarico. Fig. 3.19: Interfaccia Ecos per la Conversione rifiuti/ubicazioni La compilazione di questa tabella (legata alla selezione del Centro Azienda Utente) risulta utile solo nel caso in cui un Rifiuto, a seguito di Trattamento o Variazione, dia origine sempre (o nella maggior parte dei casi) agli stessi codici Rifiuto/Ubicazione; oppure venga spostato sempre (o nella maggior parte dei casi) nella stessa Ubicazione di destino. Il rifiuto in ingresso in un centro di stoccaggio viene separato a seconda delle tipologie di materiale che lo compongono e, attraverso questa funzione, viene specificato qual è la giusta ubicazione all interno del centro a cui deve essere destinato il rifiuto. In un ulteriore tabella sono definiti i processi interni di lavorazione, dove in linea generale possono essere associate le linee di trattamento e i cicli di produzione per codice rifiuto e ubicazione 77 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Fig. 3.20: Interfaccia Ecos per la definizione dei Processi di lavorazione nel Centro di stoccaggio Si tratta di un automatismo per la registrazione delle movimentazioni di carico esterno fino alla movimentazione effettuata con il modulo stoccaggio, con relativi scarichi interni e carichi interni. La codifica della movimentazione si può dividere in una movimentazione esterna dove sono assegnati i codici rifiuto e le ubicazioni (carichi effettuati in Ecos Base) e una movimentazione interna che si effettua dal modulo Ecos Stoccaggio. Con questo modulo è possibile gestire le varie fasi dei processi di lavorazione che si susseguono ogni giorno, permettendo di identificare ogni fase con un processo di carico o scarico del rifiuto. L utente segue una procedura guidata nella gestione del ciclo di lavorazione che deve seguire il rifiuto all interno del centro di stoccaggio e il programma impone di eseguire ciò che è previsto per ogni frazione merceologica, perché spesso non è facile ricordare l iter giusto di ogni rifiuto, in quanto possono subire processi differenti. Definendo tanti processi quanti sono i rifiuti che subiscono trattamenti diversi, sarà poi il programma a proporre quello giusto nel momento in cui si andrà a lavorare il rifiuto78 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS L inserimento dei movimenti interni di stoccaggio richiede, come per i movimenti di Ecos Base, la preventiva definizione delle tipologie di movimento che si devono registrare. Tale definizione avviene nell archivio documenti di Ecos Base dove, tra le tipologie possibili, si trovano i movimenti di miscelazione, spostamento, trattamento e variazione, tipici di un Azienda di smaltimento e/o recupero. Il significato di questi quattro movimenti nel dettaglio è: MISCELAZIONE Il movimento di miscelazione si compone di tante righe di scarico interno quanti sono i rifiuti sottoposti a miscelazione e di un unica riga di carico interno per la registrazione della nuova partita ottenuta con il processo. La miscelazione concorre al calcolo del Modulo Gestione (MG) del MUD, per cui nelle righe di scarico deve essere indicata l effettiva Operazione di Smaltimento o Recupero a cui sono stati sottoposti i rifiuti (da D1 a D14 o R1 a R12), e nella riga di carico R13 se la partita verrà scaricata ad un impianto di recupero o D15 se verrà scaricata ad un impianto di smaltimento. SPOSTAMENTO Il movimento di spostamento si compone di una riga di scarico interno per lo scarico di una partita dall ubicazione in cui si trova in deposito e di una riga di carico per il carico della partita stessa in un altra ubicazione. Lo spostamento non concorre al calcolo del Modulo Gestione del Mud (in quanto la partita non viene sottoposta a smaltimento o recupero, ma viene semplicemente spostata), per cui l operazione di smaltimento/recupero dovrà essere D15 (sia nello scarico che nel carico) se il centro di stoccaggio effettua attività di smaltimento o R13 se effettua attività di recupero. TRATTAMENTO Il movimento di trattamento si compone di una riga di scarico interno per lo scarico a trattamento/cernita di un rifiuto e di tante righe di carico quanti sono i diversi rifiuti/partite ottenuti con il processo. Il trattamento concorre al calcolo del Modulo Gestione (MG) del Mud, per cui nella riga di scarico deve essere indicata l effettiva operazione di smaltimento o recupero a cui è stato sottoposto il rifiuto, e nelle righe di carico interne R13 se le partite79 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS verranno scaricate ad un impianto di recupero o D15 se verranno scaricate ad un impianto di smaltimento. VARIAZIONE Il movimento di variazione si compone di una riga di scarico per lo scarico interno di una partita con codice rifiuto X e di una riga di carico interno per il carico della partita stessa con codice rifiuto Y. La variazione concorre al calcolo del Modulo Gestione (MG) del Mud, per cui nella riga di scarico deve essere indicata l effettiva operazione di smaltimento o recupero a cui è stata sottoposta la partita, e nella riga di carico R13 se la partita verrà scaricata ad un impianto di recupero o D15 se verrà scaricata ad un impianto di smaltimento. Il modulo stoccaggio, interagendo strettamente con il modulo Base (da cui viene automaticamente richiamato nel caso si siano attivati gli opportuni meccanismi), consente di ottenere in cascata dal movimento di carico, in unica sessione di registrazione, tutte le ripartizioni (cernite/miscelazioni/trattamenti) già collocate nelle ubicazioni prefissate e nelle quantità percentuali definite. Esempi: 1. Smaltimento in Ingresso collegato alla Variazione: quando la Partita ricevuta da terzi viene trasformata di Codice Rifiuto nel momento stesso in cui viene caricata nel Centro di Stoccaggio. 2. Smaltimento in Ingresso collegato al Trattamento: quando la Partita ricevuta da terzi viene scaricata a Trattamento/Cernita nel momento stesso in cui viene caricata nel Centro di Stoccaggio. 3. Smaltimento in Ingresso collegato alla Miscelazione: quando la Partita ricevuta da terzi viene scaricata a miscelazione, unitamente ad altre partite di carico, nel momento stesso in cui viene caricata nel Centro di Stoccaggio. 4. Miscelazione/Trattamento/Variazione collegati allo Smaltimento in Uscita: quando la registrazione dello scarico partite ricevute da terzi o prodotte internamente, e il carico della partita da scaricare a terzi con Formulario avviene nel momento in cui si effettua lo scarico80 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS MODULO PROGRAMMAZIONE Il modulo Programmazione viene utilizzato principalmente nelle Aziende che effettuano la microraccolta, le stesse infatti si trovano a dover affrontare problematiche di pianificazione sia delle risorse umane che degli automezzi e in qualche caso di macchine necessarie allo svolgimento del servizio. Questa applicazione consente di pianificare ed ottimizzare la gestione di raccolta dei rifiuti permettendo di impostare una programmazione dei lavori di base e delle risorse Aziendali e di generare automaticamente la relativa movimentazione dei rifiuti in Ecos Base in seguito alla conferma degli impegni di raccolta. Si parte dalla definizione delle risorse Aziendali, suddivise in tre tipologie: umane, meccaniche e varie. La Programmazione di Base consente di creare una relazione tra il cliente e l insieme delle risorse Aziendali necessarie a svolgere i servizi richiesti. È prevista la compilazione di una scheda per ogni rifiuto e servizio richiesto dal cliente, con l indicazione dell insieme delle risorse necessarie, di dove e in quali giorni del mese e della settimana effettuare la raccolta e con quale frequenza, delle quantità presunte di raccolta. La scheda viene quindi integrata da tutte le informazioni occorrenti alla produzione automatica dei movimenti/formulari. La proiezione degli impegni di raccolta non ha limiti temporali e consente quindi di ottenere l impegno di raccolta anche su base annuale relativamente ai dati di frequenza contenuti delle schede di Programmazione di Base. Nel caso di Aziende che gestiscono un Centro di Stoccaggio/Trattamento, questo modulo prepara i dati di movimentazione che vengono ripresi dai moduli Base e Stoccaggio per automatizzare la gestione delle partite e delle trasformazioni dei rifiuti (cernita, miscelazione, trattamento). L organizzazione della gestione dell attività di raccolta è complessa perché è necessario l impegno di diverse risorse umane e meccaniche. La prima cosa che prevede questo modulo è appunto la definizione di tutte le risorse impegnate: - umane: autisti, operatori, ecc..; - meccaniche: varie tipologie di automezzi impiegati nella raccolta, per i mezzi assegnati poi vengono specificate tutte le caratteristiche tecniche; - varie: le attrezzature a bordi dei mezzi81 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Il cuore del sistema è costituito da un modello matematico atto a determinare un calendario dei servizi e una turnazione del personale che ottimizzino l'uso delle risorse e il bilanciamento dei carichi di lavoro e che tengano conto delle preferenze espresse dall'utente. Dopo aver definito questo calendario lavorativo, in cui tra l altro vengono definite le attività correlate ad ogni tipologia di risorsa, la frequenza in con cui vengono effettuati i servizi, le squadre di lavoro necessarie a svolgere una determinata attività, vengono stabilite le Schede di Programmazione. Fig. 3.21: Interfaccia Ecos per la definizione delle Schede di programmazione In queste schede vengono definite le tipologie di servizio (ad esempio servizio di raccolta di rifiuti urbani, attività di espurgo), in particolare viene specificato il servizio associato alle tipologie di rifiuto considerato, al quale può venire associata la rispettiva scheda tecnica, scheda accompagnatoria del rifiuto che contiene tutte le caratteristiche tecniche e la storia del rifiuto e quindi la definizione dei metodi di misurazione, delle unità di misura, dei valori standard di riferimento per consentire il campionamento del conferito e la registrazione delle analisi relative82 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Per una corretta gestione dei servizi devono essere specificati anche l operazione di smaltimento o recupero a cui il rifiuto sarò sottoposto, nonché i codici di pericolo, la categoria con cui viene trasportato ed eventuali caratteristiche chimico-fisiche che potrebbero incidere sul servizio. Attraverso questo modulo è possibile pianificare l iter del rifiuto all interno dei centri di stoccaggio: per ogni frazione merceologica che compone una certa partita di rifiuto è possibile predisporre le ubicazioni a cui sono destinati, in modo tale da agevolare il coordinamento e il controllo all intero dell impianto. La frequenza con cui si svolgono i servizi è definita da una specifica Scheda Tempi, mentre in un ulteriore scheda, Configurazione Risorse, vengono definite le risorse (umane, meccaniche, varie) necessarie a svolgere il lavoro, le quali vengono associate ai rispettivi servizi in un ulteriore scheda (Associazione Risorse Servizi previsti). Per ogni servizio è possibile specificare, sulla base degli accordi contrattuali, il periodo di espletamento, il numero di uscite settimanali, gli eventuali giorni obbligatori e giorni esclusi. È inoltre possibile indicare i mezzi necessari e alternativi e gli operatori necessari e alternativi all espletamento del servizio. Fig. 3.22: Interfaccia Ecos per la pianificazione dei Servizi83 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS Fig. 3.23: Interfaccia Ecos per la gestione delle Risorse Queste schede, quindi, mostrano l assegnamento delle risorse umane e meccaniche ai servizi, evidenziando il carico di lavoro dei singoli operatori/mezzi e il bilanciamento globale delle risorse. In questo modo è possibile ottimizzare il numero di addetti e bilanciare il carico delle risorse disponibili anche in condizioni di forte carico operativo84 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS MODULO PROGRAMMAZIONE IMPIANTO Il modulo è rivolto alla gestione dell operatività specifica negli impianti di Stoccaggio e Trattamento, oppure alle discariche che intendono programmare la ricezione dei rifiuti. Esiste una parte del modulo, Programmazione commerciale, rivolta agli intermediari che intendono organizzare i viaggi ad esempio tra produttore e discarica. Con delle opportune impostazioni dei dati preliminari l applicazione consente, nel rispetto dei vincoli autorizzativi imposti (composizione del rifiuto, peso/volume lavorabile massimo), ovvero dei vincoli produttivi connessi alle capacità delle linee di lavorazione degli impianti, di gestire nella maniera più opportuna sia le prenotazioni delle attività di conferimento dei rifiuti che le fasi di trattamento dei rifiuti medesimi. Tali vincoli possono essere in alternativa fra loro o concomitanti e riferiti: - a tutto l impianto; - alla linea di lavorazione; - alla tipologia di rifiuto; - al singolo rifiuto; - per parametro chimico-fisico di composizione del rifiuto. e su base temporale: - giornaliera; - settimanale; - mensile; - trimestrale; - annuale. La problematica è assimilata e risolta dal Modulo essenzialmente come gestione delle prenotazioni di attività con contestuale verifica delle disponibilità/vincoli autorizzativi. E essenziale, per chi deve prendere la decisione di accettare un conferimento oppure avviare a trattamento un rifiuto, individuare il limite operativo rappresentato dal rapporto fra: le richieste di lavorazione, la capacità produttiva dell impianto ed eventuali vincoli autorizzativi imposti. Per programmare l attività del centro di stoccaggio è necessario avere un esatta conoscenza dei rifiuti che vi vengono conferiti. A questo scopo questo modulo include un ulteriore modulo, definito Analisi, in cui vengono appunto registrate e archiviate le caratteristiche chimico-fisiche effettuate su un campione di rifiuto in 85 INFORMATIZZAZIONE DELLA GESTIONE AZIENDALE: SOFTWARE ECOS ingresso. In particolare questo permette di controllare, in base alla composizione di quello che entra, che siano rispettati i limiti autorizzativi. L Analisi, infatti, serve per definire le autorizzazioni, che possono essere determinate sull impianto di smaltimento oppure sulle linee di trattamento, perché si possono avere linee di trattamento diverse con limiti diversi. Fig. 3.24: Interfaccia Ecos per la definizione delle Autorizzazioni Impianto Le autorizzazioni sono necessarie all individuazione delle condizioni e delle prescrizioni che garantiscono la gestione dei rifiuti nel rispetto dell ambiente, controllando gli agenti inquinanti e definendo opportuni parametri basilari per accettare un conferimento o indirizzare un rifiuto ad un particolare trattamento. In particolare il trattamento può interessare un aggregato di più partite di rifiuti aventi parametri diversi; in questo caso, oltre al controllo sulla somma delle misure di parametri omogenei, il Modulo tiene conto, anche, della compatibilità tra i rifiuti interessati Vedere altro
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 art. 15
 art. 52
 art. 52
 art. 110
 art. 5
 art. 52
 art. 52
 articolo 44
 art.190
 art. 39
 art. 4
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 art. 190
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 articolo 212
 art. 206
 art. 206
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