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Timestamp: 2018-03-20 10:31:06+00:00

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2 La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni Regione Sardegna Legge della Regione Sardegna 4 agosto 2011, n. 16 recante: Norme in materia di organizzazione e personale. Corte Costituzionale, sentenza n. 290/2012 (Impiego pubblico - Norme della Regione Sardegna - Consorzi di bonifica - Corpo forestale e di vigilanza ambientale - Disposizioni varie sul precariato - Esonero dal servizio - Sanità pubblica) (Nel giudizio di legittimità costituzionale dell articolo 8, della legge della Regione Sardegna 4 agosto 2011, n. 16 recante «Norme in materia di organizzazione e personale») 162 È costituzionalmente illegittimo, in riferimento all art. 117, comma 2, lettera l) della Costituzione, l art. 8, della legge della Regione Sardegna 4 agosto 2011, n. 16 (Norme in materia di organizzazione e personale), che prevede l attribuzione di una indennità ulteriore rispetto al trattamento economico, proprio della qualifica di appartenenza, a coloro ai quali sia stato conferito l incarico di coordinatore dei programmi integrati d area. La Corte ha più volte dichiarato l illegittimità di disposizioni regionali intervenute in materia di trattamento economico dei dipendenti regionali. È stato infatti affermato che, essendo il rapporto di impiego di tali lavoratori ormai contrattualizzato, la sua disciplina (ivi inclusa quella della retribuzione) rientra nella materia dell ordinamento civile, riservata alla competenza esclusiva statale. (a cura di Rossana Appignani) Regione Abruzzo Legge della Regione Abruzzo 9 dicembre 2010, n. 51 recante: Nuovo ordinamento del Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo Corte Costituzionale, sentenza n. 289/2012 (Ordinamento regionale impiego pubblico proroga contratti di collaborazione) (Nel giudizio di legittimità costituzionale dell articolo 6, comma 2 della legge regionale Abruzzo 9 dicembre 2010, n. 51 recante: Nuovo ordinamento del Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo, promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri) È costituzionalmente illegittimo l articolo 6, comma 2 della legge della Regione Abruzzo n. 51 del 2010 (in materia di proroga dei contratti di collaborazione), per contrasto con l articolo 117, comma 2, lett. l), della Costituzione (ordinamento civile). La disposizione impugnata, secondo cui nelle more dell assegnazione di personale, anche tramite procedura selettiva, alla struttura organizzativa che
3 PUBBLICO IMPIEGO cura la pubblicazione del Bollettino Ufficiale, sono prorogati i contratti di collaborazione già in essere presso la medesima struttura, fino a completa copertura della relativa pianta organica, viene ad incidere sulla disciplina della durata dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, incidendo così sulla materia - di competenza esclusiva statale - ordinamento civile. (a cura di Rossana Appignani) Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol Legge della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol 17 maggio 2011, n. 4, recante Modifiche dell ordinamento e delle norme in materia di personale della Regione e delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento e Bolzano Corte Costituzionale, sentenza n. 259/2012 (Pubblico impiego - Previsione che la Regione e le Camere di commercio, industria e artigianato di Trento e Bolzano possano stipulare contratti di lavoro a tempo determinato nel rispetto delle disposizioni di cui al d.lgs. n. 368/ Mancato richiamo ai limiti previsti dalla normativa statale per il ricorso ai suddetti contratti - Infondatezza) 163 (Nel giudizio di legittimità costituzionale dell articolo 7 della legge della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol 17 maggio 2011, n. 4, recante Modifiche dell ordinamento e delle norme in materia di personale della Regione e delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento e Bolzano ) Non è fondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata in riferimento all articolo 117, terzo comma, della Costituzione, della disposizione regionale (art. 7) che attribuisce alla Regione e alle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento e di Bolzano la facoltà di stipulare contratti di lavoro a tempo determinato nei casi e secondo le procedure stabilite dal regolamento previsto dall articolo 5, comma 5 della legge regionale 21 luglio 2000, n. 3 e nel rispetto delle disposizioni previste dal decreto legislativo 6 settembre 2001, n Non sussiste, in particolare, il lamentato contrasto con i principi fondamentali in materia di coordinamento della finanza pubblica contenuti all art. 9, comma 28, del d.l. n. 78 del 2010, che impone, a partire dal 2011, alle pubbliche amministrazioni di ricorrere alle assunzioni a tempo determinato, o con convenzioni, ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, fissando il limite di spesa del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nel Secondo i giudici costituzionali, infatti, la norma impugnata disciplina unicamente le ipotesi in cui è legittimo il ricorso all assunzione, da parte della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento e di Bolzano, di personale a tempo determinato, senza con ciò individuare il limite massimo di spesa relativo ai contratti a termine di cui sarebbe possibile la stipulazione. Questo ultimo aspetto
4 La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni è disciplinato da altra norma regionale (l art. 2, comma 7, lettera d), della legge regionale Trentino-Alto Adige/Südtirol 14 dicembre 2010, n. 4 recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale della Regione Trentino-Alto Adige legge finanziaria 2011 ), che fissa, per le assunzioni a tempo determinato, il limite massimo del 30 per cento dei posti vacanti alla data del 1 gennaio di ogni anno. (a cura di Eleonora Cavalieri) Regione Marche Legge della Regione Marche 31 ottobre 2011, n. 20, recante Assestamento del bilancio 2011 Corte Costituzionale, sentenza n. 256/ (Pubblico impiego - Attribuzione al dirigente della struttura regionale di protezione civile del potere di derogare alle previsioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro - Violazione dell articolo 117, secondo comma, lett. l), della Costituzione - Sussistenza) (Competenze delle autorità portuali - Previsione che consente alla Regione di promuovere le azioni necessarie a favorire l utilizzo dell interporto di Jesi liberando spazi nell area portuale di Ancona - Lamentata violazione dell articolo 117, terzo comma, della Costituzione - Disposizione meramente programmatica - Infondatezza) (Nel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 22, 26, comma 4, 27, 31, comma 1, lettera d), della legge della Regione Marche 31 ottobre 2011, n. 20, recante Assestamento del bilancio 2011 ) È fondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata con riferimento all art. 117, secondo comma, lettera l) della Costituzione, della legge regionale (art. 27) che introduce l obbligo, per il personale della struttura regionale di protezione civile, di effettuare prestazioni lavorative anche in regime di turnazioni diurne e, se necessario, notturne, disposte dal relativo dirigente, anche in deroga alle previsioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro, previa intesa con le organizzazioni sindacali. Tale disposizione, incidendo sull orario di lavoro e sulle turnazioni del personale contrattualizzato, cioè su aspetti del rapporto di lavoro riservati alla contrattazione collettiva, viola l art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, in quanto i profili suddetti rientrano nella materia dell ordinamento civile, appartenente alla competenza legislativa esclusiva dello Stato (cfr. sentenze n. 150, n. 108 e n. 7 del 2011). Non è fondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata con riferimento all articolo 117, terzo comma, della Costituzione, della disposizione regionale (art. 31) che, al fine di conseguire obiettivi di miglioramento delle condizioni ambientali e di sviluppo dell intermodalità delle merci nel territorio regionale,
5 PUBBLICO IMPIEGO consente alla Regione di promuovere, anche in collaborazione con gli enti locali e con gli altri soggetti pubblici e privati interessati, le azioni necessarie a favorire l utilizzo dell interporto di Jesi, con funzioni sia di centro di raccolta e smistamento delle merci sia di retroporto, liberando spazi nell area portuale di Ancona. La disposizione, diversamente da quanto sostenuto dal ricorrente, non lede i principi fondamentali della legislazione statale in materia di competenze delle autorità portuali. La Corte Costituzionale, infatti, rileva che la norma ha un contenuto meramente programmatico, e non introduce alcuna disciplina sostanziale in ordine alle misure concrete per effettuare il previsto miglioramento dell utilizzo dell interporto di Jesi, da cui dovrebbe derivare, come conseguenza di fatto, la liberazione di spazi nell area portuale di Ancona e, quindi, un invasione delle competenze costituzionali riservate allo Stato (cfr. sentenze n. 94, n. 43 e n. 8 del 2011; n. 308 del 2009). (a cura di Eleonora Cavalieri) Regione Puglia Legge della Regione Puglia 2 novembre 2011, n. 28, recante Misure urgenti per assicurare la funzionalità dell amministrazione regionale Corte Costituzionale, sentenza n. 245/ (Pubblico impiego - Adibizione a mansioni superiori in assenza di concorso - Violazione dell articolo 97 della Costituzione - Violazione del giudicato costituzionale e dell articolo 136 della Costituzione - Sussistenza) (Nel giudizio di legittimità costituzionale dell articolo 1 della legge della Regione Puglia 2 novembre 2011, n. 28, recante Misure urgenti per assicurare la funzionalità dell amministrazione regionale ) È fondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata con riferimento agli artt. 136, 3 e 97 della Costituzione, dell articolo 1 della legge della Regione Puglia 2 novembre 2011, n. 28. Tale disposizione stabilisce che i dipendenti della Regione continuino ad essere adibiti alle mansioni che svolgevano alla data di pubblicazione della sentenza n. 354 del 2010 della Corte Costituzionale. Si tratta delle mansioni proprie delle qualifiche superiori, ottenute a seguito di procedure concorsuali svolte nel in applicazione di disposizioni normative dichiarate illegittime con sentenza n. 373 del Gli esiti di tali procedure, successivamente annullate dal Tar Puglia, erano stati fatti salvi dall articolo 59, comma 3, della legge della Regione Puglia 4 agosto 2004, n. 14, dichiarato illegittimo con la sentenza n. 354 del La Corte Costituzionale in proposito ha ribadito che l emanazione di una normativa finalizzata a «perseguire e raggiungere, anche se indirettamente, esiti corrispondenti» a quelli di una norma già dichiarata lesiva della Costituzione costituisce violazione del giudicato costituzionale (cfr. sentenze n. 223 del 1983, n. 88 del 1966 e n. 73 del 1963) e che pertanto la normativa censurata, che di fatto
6 La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni prolunga nel tempo gli effetti delle disposizioni già dichiarate incostituzionali, lede l art. 136 della Costituzione. In proposito, la Corte ha sottolineato che su tale disposizione «poggia il contenuto pratico di tutto il sistema delle garanzie costituzionali» (sentenza n. 73 del 1963), con il conseguente obbligo, per il legislatore, statale e regionale, «di accettare la immediata cessazione dell efficacia giuridica della norma illegittima, anziché prolungarne la vita» (sentenza n. 223 del 1983). Infine, la Corte ha ritenuto sussistente la lamentata violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione, dato che i funzionari regionali continuano, per effetto della disposizione impugnata, ad essere adibiti alle mansioni superiori «ottenute senza pubblico concorso». (a cura di Eleonora Cavalieri) Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Legge della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia 11 agosto 2011, n. 11, recante Assestamento del bilancio 2011 e del bilancio pluriennale per gli anni ai sensi dell articolo 34 della legge regionale n. 21/ Corte Costituzionale, sentenza n. 217/2012 (Pubblico impiego - Limiti alle assunzioni e alla spesa complessiva per il personale - Calcolo del rapporto fra dipendenti in servizio e popolazione residente - Esclusione dei dipendenti in aspettativa retribuita per almeno sei mesi continuativi nel corso dell esercizio finanziario di riferimento - Alterazione del rapporto spesa corrente/spesa per il personale - Violazione della competenza legislativa statale in materia di coordinamento della finanza pubblica - Illegittimità costituzionale). (Nel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 2, comma 106, 10, commi 25, 85 e 86, 12, commi 26, 28, 32, 33 e 38, e 13, comma 25 della legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia 11 agosto 2011, n. 11 (Assestamento del bilancio 2011 e del bilancio pluriennale per gli anni ai sensi dell articolo 34 della legge regionale n. 21/2007), promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri). È fondata, per violazione dell art. 117, comma 3, della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell art. 10, comma 25, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 11 del La disposizione censurata, secondo cui ai fini dell applicazione delle deroghe al regime assunzionale non sono conteggiati i dipendenti collocati in aspettativa retribuita per almeno sei mesi continuativi, contrasta, infatti, con il principio fondamentale della materia del coordinamento della finanza pubblica contenuto all art. 76, comma 7, del decreto legge n. 112 del La Corte Costituzionale rileva che tale disposizione, che incide sulla spesa per il personale, ha importanza strategica ai fini dell attuazione del patto di stabilità interna, e pertanto costituisce non già una minuta voce di dettaglio, ma un importante aggregato della spesa di parte corrente.
7 PUBBLICO IMPIEGO È fondata, per violazione dell art. 117, comma 3, della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell art. 12, comma 28, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 11 del La disposizione censurata estende il disposto dell art. 13, comma 18, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 24 del 2009 (concernente i processi di stabilizzazione di personale con contratto di lavoro a tempo determinato) al personale che ha stipulato il contratto di lavoro a termine alla data del 31 dicembre 2008, purché in servizio alla data di entrata in vigore della legge in esame. La norma denunciata estende al contratto a termine stipulato entro il 31 dicembre 2008, a condizione che si trovi in servizio alla data di entrata in vigore della legge regionale n. 11 del 2011, la riserva del 50 per cento di risorse disponibili per la stabilizzazione: risulta pertanto pertinente l evocato parametro interposto di cui all art. 36 del d.lgs. n. 165 del 2001, che prevede l assunzione a tempo indeterminato per soddisfare il fabbisogno ordinario di personale della pubblica amministrazione, e consente l assunzione a termine esclusivamente in presenza e in risposta ad esigenze temporanee ed eccezionali. Invero, la norma impugnata perpetua una modalità di assunzione del personale per porre rimedio alle carenze di organico - e, dunque, a situazione normalmente prevedibile - che fa del contratto a termine un modulo ordinario di assunzione del personale della pubblica amministrazione e non già forma contrattuale riservata, per l appunto, ad esigenze eccezionali e straordinarie. È fondata, per violazione dell art. 117, comma 3, della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell art. 12, comma 33, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 11 del 2011, il quale stabilisce che l indennità di pronto intervento spettante al personale previamente individuato dal direttore centrale della protezione civile e immediatamente disponibile per il servizio di pronto intervento, è aumentata, per il triennio , di 90 euro mensili lordi, con imputazione al Fondo regionale per la protezione civile. Il legislatore statale può infatti, con una disciplina di principio, legittimamente imporre agli enti autonomi, per ragioni di coordinamento finanziario connesse ad obiettivi nazionali, condizionati anche dagli obblighi comunitari, vincoli alle politiche di bilancio, anche se questi si traducono, inevitabilmente, in limitazioni indirette all autonomia di spesa degli enti: questi vincoli possono considerarsi rispettosi dell autonomia delle Regioni e degli enti locali quando stabiliscono un limite complessivo, che lascia agli enti stessi ampia libertà di allocazione delle risorse fra i diversi ambiti e obiettivi di spesa. Ora, il parametro interposto (art. 9, comma 1, del decreto legge n. 78 del 2010) stabilisce che il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti non può superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente spettante per l anno È fondata, per violazione dell art. 97 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell art. 12, comma 26, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 11 del 2011, il quale stabilisce che il personale del ruolo regionale che svolge incarichi dirigenziali a tempo determinato di cui all articolo 10, comma 6, 7, 8 e 9 della legge regionale n. 12 del 2009 sia inquadrato nel ruolo unico dei dirigenti regionali con incarico a tempo indeterminato. Il legislatore può infatti introdurre deroghe al principio del pubblico concorso, di cui all art. 97 della Costituzione, purché però delimitate in modo rigoroso, potendo tali deroghe essere considerate legittime solo quando siano funzionali esse stesse al buon andamen- 167
8 La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni to dell amministrazione e ove ricorrano peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico idonee a giustificarle. Conseguentemente, va esclusa la legittimità di arbitrarie restrizioni alla partecipazione alle procedure selettive, dovendosi riconoscere al concorso pubblico un ambito di applicazione ampio, tale da non includere soltanto le ipotesi di assunzione di soggetti precedentemente estranei alle pubbliche amministrazioni, ma anche i casi di nuovo inquadramento di dipendenti già in servizio e quelli di trasformazione di rapporti non di ruolo, e non instaurati dall origine mediante concorso, in rapporti di ruolo. (a cura di Carla Faina) Regione Molise Legge della Regione Molise 4 agosto 2011, n. 17, recante Modifiche all articolo 8 della legge regionale 12 settembre 1991, n. 15 e all articolo 6 della legge regionale 20 agosto 2010, n. 16 in materia di segreterie particolari Corte Costituzionale, sentenza n. 213/ (Impiego pubblico - Personale svolgente funzioni di responsabile delle segreterie particolari - Attribuzione del trattamento giuridico, economico ed indennitario non inferiore a quello previsto per la categoria economica D3) (Nel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 1 e 3 della legge regionale Molise 4 agosto 2011, n. 17 recante: Modifiche all articolo 8 della legge regionale 12 settembre 1991, n. 15 e all articolo 6 della legge regionale 20 agosto 2010, n. 16 in materia di segreterie particolari, promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri). È fondata la questione di legittimità costituzionale dell articolo 1 della legge della Regione Molise n. 17 del 2011 (in materia di segreterie particolari), promossa in riferimento all art. 117, comma 2, lettera l), della Costituzione (ordinamento civile). Tale disposizione infatti, sancisce la conservazione del trattamento in godimento in capo al personale utilizzato nelle segreterie particolari ed attribuisce ai responsabili delle medesime un trattamento complessivo non inferiore a quello della categoria D3, venendo ad incidere nella materia degli inquadramenti del personale, riservata dalla legge alla contrattazione collettiva (art. 40, comma 1, d.lgs. n. 165 del 2001). Va altresì, dichiarata l illegittimità costituzionale dell art. 3 della medesima legge regionale in quanto la caducazione dell art. 1 della legge in questione si riflette inevitabilmente sul successivo art. 3, pure censurato in modo autonomo, perché quest ultimo prevede la decorrenza retroattiva della legge dal 2011 limitatamente al personale, destinatario del citato art. 1, che a decorrere dalla stessa data risulti aver svolto funzioni di responsabile di segreteria particolare, determinando violazione dell articolo 3 della Costituzione. (a cura di Rossana Appignani)
9 PUBBLICO IMPIEGO Provincia autonoma di Bolzano Legge della Provincia autonoma di Bolzano 23 dicembre 2010, n. 15 recante Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l anno finanziario 2011 e per il triennio (Legge finanziaria 2011). Corte Costituzionale, sentenza n. 189/2012 (Impiego pubblico - Sospensione della contrattazione collettiva nel triennio Ripresa - Previsione di congrui meccanismi tesi a conseguire il progressivo riallineamento dei trattamenti economici complessivi fra i comparti del contratto collettivo di intercomparto - Ricorso del Governo - Asserito contrasto con la norma statale, costituente principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, secondo cui il blocco delle procedure contrattuali e negoziali del personale pubblico relative al triennio ha luogo senza possibilità di recupero - Asserita violazione della competenza statutaria - Asserita violazione del principio di eguaglianza per disparità di trattamento in danno dei lavoratori dipendenti residenti in altre aree del territorio nazionale - Erroneità del presupposto interpretativo - Non fondatezza delle questioni) (Nel giudizio di legittimità costituzionale dell art. 13, comma 6, lettera d), della legge della Provincia autonoma di Bolzano 23 dicembre 2010, n. 15 recante Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l anno finanziario 2011 e per il triennio (Legge finanziaria 2011, promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri). 169 Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell art. 13, comma 6, lettera d), della legge della provincia autonoma di Bolzano n. 15 del 2010, promosse, in riferimento agli artt. 3 e 117, terzo comma, della Costituzione nonché agli artt. 8 e 9 del d.p.r. 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige). Secondo la Corte costituzionale, infatti, la norma censurata, che stabilisce che «alla ripresa della contrattazione collettiva», dopo la sospensione quadriennale dal 2010 al 2013 prevista dalla stessa legge provinciale, «saranno definiti congrui meccanismi tesi a conseguire il progressivo riallineamento dei trattamenti economici complessivi fra i comparti del contratto collettivo di intercomparto», deve essere interpretata come avente ad oggetto gli anni successivi al Di conseguenza, non è ravvisabile alcun «recupero» delle dinamiche retributive relative agli anni dal 2010 al 2012, in violazione dalla «sospensione» prevista dall art. 9, comma 17, del decreto-legge n. 78 del La norma impugnata è stata emessa nell esercizio della competenza legislativa provinciale nella materia «disciplina dell ordinamento degli uffici provinciali e del personale ad essi addetto» prevista dall art. 8, numero 1), dello statuto d autonomia e non contrasta con il principio di coordinamento della finanza pubblica espresso dal citato comma 17 dell art. 9 del decreto-legge n. 78 del (a cura di Carla Faina)
10 La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni Regione Sardegna Legge della Regione autonoma Sardegna 30 giugno 2011, n. 12, recante Disposizioni nei vari settori d intervento Corte Costituzionale, sentenza n. 99/2012 (Amministrazione pubblica - Autorizzazione a finanziare programmi pluriennali di stabilizzazione dei lavori precari delle amministrazioni locali - Prescrizioni di attuazione - Misure volte al superamento del precariato - Predisposizione di un programma mirato a generare opportunità di lavoro per i qualificati come lavoratori socialmente utili - Riserva totale dei posti di lavoro al personale interno - Contrasto con la normativa statale di riferimento - Violazione del principio del pubblico concorso per l accesso al pubblico impiego - Illegittimità costituzionale) (Nel giudizio di legittimità costituzionale degli articoli 3, comma 1, 17, comma 9, 18, commi 20 e 23, lettera c), 20, commi 1 e 2, e 21 della legge della Regione autonoma Sardegna 30 giugno 2011, n. 12, recante Disposizioni nei vari settori d intervento ) 170 Non è ammissibile, secondo ormai consolidata giurisprudenza costituzionale, la censura relativa ad una norma che non può esplicare effetti nell ordinamento. Nel caso di specie, la norma regionale impugnata (art. 20, comma 1), censurata per violazione dell art. 3, lettera a), dello statuto e 117, secondo comma, lettera e), e terzo comma della Costituzione, non ha effetti in quanto contiene una disposizione di interpretazione autentica di altra norma regionale dichiarata costituzionalmente illegittima dalla stessa Corte Costituzionale. È fondata la questione di legittimità prospettata in relazione alla norma (art. 20, comma 2) che dettaglia i criteri per l individuazione e specifica le funzioni del personale da inserire nei programmi pluriennali di stabilizzazione previsti da una disposizione oramai priva di effetti a causa dell intervenuta sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l illegittimità costituzionale della previsione di programmi di stabilizzazione di lavoratori precari. Per le medesime ragioni esplicitate in tale sentenza (n. 30 del 2012) viene quindi dichiarata l illegittimità costituzionale della disposizione impugnata che di quei programmi contiene prescrizioni di attuazione. È, infine, illegittima la norma regionale (art. 21) che prevede misure volte al superamento del precariato, stabilendo che l Amministrazione regionale, attraverso l Assessorato competente, predisponga un programma con le misure da adottare per promuovere le opportunità di lavoro stabile per i lavoratori socialmente utili. Tale programma, riservando la totalità dei posti di lavoro al personale interno, si pone in contrasto con l art. 12, comma 4, del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468 secondo il quale ai lavoratori socialmente utili gli enti pubblici possano riservare una quota del 30 per cento dei posti da ricoprire attraverso una procedura selettiva. La norma regionale risulta dunque violare gli articoli 3 e 97 della Costituzione, che, insieme, individuano nel pubblico concorso, aperto ed eventualmente con una riserva dei posti solo parziale e legata a ragioni specifiche, la modalità di reclutamento del personale di ruolo degli enti pubblici.
11 PUBBLICO IMPIEGO La circostanza che si tratti di una disposizione volta a favorire i cosiddetti lavoratori socialmente utili non esime dal rispetto delle norme costituzionali sopracitate, le quali chiaramente prescrivono che si possa derogare al regime del pubblico concorso o prevedere una riserva di posti solo in presenza di puntuali requisiti, ossia la peculiarità delle funzioni che il personale deve svolgere o specifiche necessità funzionali dell amministrazione (cfr.sentenze n. 56 del 2012 e n. 68 del 2011). Requisiti che in ogni caso dovrebbero rispettare i limiti imposti dalla legislazione statale sul punto, la quale ha fissato nel limite del 30 per cento la quota di posti che può essere riservata ai cosiddetti lavoratori socialmente utili. (a cura di Nicoletta Galluccio) Regione Trentino Alto Adige/Südtirol Legge della Regione Autonoma Trentino Alto Adige/Südtirol 17 maggio 2011, n. 4, recante Modifica dell ordinamento e delle norme in materia di personale della Regione e delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento e Bolzano Corte Costituzionale, sentenza n. 90/2012 (Impiego pubblico - Limite della quota del 50% dei posti a concorso da riservare) 171 (Nel giudizio di legittimità costituzionale dell articolo 4, comma 1, lettere a) e b) della legge regionale Trentino Alto Adige 17 maggio 2011, n. 4 recante: Modifica dell ordinamento e delle norme in materia di personale della Regione e delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento e Bolzano, promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri). È costituzionalmente illegittimo l art. 5, comma 5-ter, il quale prevede che il rispetto della quota del 50% dei posti da assegnare mediante concorsi interni venga assicurato anche con compensazione tra i diversi profili professionali. Tale disposizione comporta una sostanziale deroga al principio, ormai consolidato dalla giurisprudenza costituzionale, secondo il quale non può essere riservata a concorsi interni una quota superiore al 50% dei posti disponibili, in contrasto con i principi di ragionevolezza, efficienza e buon andamento della pubblica amministrazione, di cui agli artt. 3 e 97 Costituzione. (a cura di Rossana Appignani) Regione Puglia Legge Regionale Puglia 20 giugno 2011, n. 11 recante: Gestione del servizio idrico integrato. Costituzione dell Azienda pubblica regionale Acquedotto pugliese AQP. Corte Costituzionale, sentenza n. 62/2012
12 La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni (Istituzione dell autorità idrica pugliese - Impiego pubblico - Trasferimento del personale della s.p.a. Acquedotto pugliese alla Agenzia pubblica regionale Acquedotto pugliese AQP di nuova costituzione - Generalizzato ed automatico inquadramento di tutti i dipendenti senza il previo espletamento di alcuna procedura selettiva - Violazione dell art. 97 della Costituzione). (Nei giudizi di legittimità costituzionale dell art. 5, comma 6, lettera g), della legge della Regione Puglia 30 maggio 2011, n. 9 (Istituzione dell Autorità idrica pugliese), nonché dell art. 2, comma 1, dell art. 5 e dell art. 9, comma 1, della legge della Regione Puglia 20 giugno 2011, n. 11 (Gestione del servizio idrico integrato. Costituzione dell Azienda pubblica regionale Acquedotto pugliese AQP )) 172 È fondata la questione di legittimità costituzionale, sollevata con riferimento all art. 97 della Costituzione, della norma (art. 9, comma 1) secondo cui il personale in servizio presso l Acquedotto pugliese S.p.A. alla data di costituzione dell azienda pubblica Acquedotto Pugliese transita nell organico di quest ultima, conservando tutti i diritti giuridici ed economici acquisiti. Infatti, la normativa impugnata dispone un generale ed automatico transito del personale di una persona giuridica di diritto privato nell organico di un soggetto pubblico regionale, senza il previo espletamento di alcuna procedura selettiva. Le modalità di tale transito costituiscono, pertanto, una palese deroga al principio del concorso pubblico, al quale debbono conformarsi le procedure di assunzione del personale delle pubbliche amministrazioni. Il mancato ricorso a tale forma generale e ordinaria di reclutamento del personale della pubblica amministrazione non trova alcuna peculiare e straordinaria ragione giustificatrice e si risolve quindi in un privilegio indebito per i soggetti che possono beneficiare della norma impugnata, in violazione dell art. 97 della Costituzione. (a cura di Nicoletta Galluccio) Regione Marche Legge della Regione Marche 28 dicembre 2010, n. 20 recante Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011/2013 della Regione (Legge Finanziaria 2011). Corte Costituzionale, sentenza n. 299/2011 (Impiego pubblico - Personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato dell Associazione Mediateca della Marche che svolge attività di catalogazione, di editoria e di Marche Film Commission - Inquadramento nel ruolo regionale previo espletamento di concorso riservato nella posizione contrattuale corrispondente a quella ricoperta - Ingiustificata deroga al principio della natura comparativa ed aperta del concorso pubblico - Illegittimità costituzionale - Assorbimento dell ulteriore censura). (Nel giudizio di legittimità costituzionale dell articolo 16, comma 2, della legge della Regione Marche 28 dicembre 2010, n. 20 recante Disposizioni per la formazione del
13 PUBBLICO IMPIEGO Bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011/2013 della Regione (Legge Finanziaria 2011) promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri). La Corte Costituzionale dichiara l illegittimità costituzionale, per violazione dell art. 97 della Costituzione, dell art. 16, comma 2, della legge della Regione Marche 28 dicembre 2010, n. 20, il quale prevede l inquadramento del personale dell Associazione Mediateca delle Marche con rapporto di lavoro a tempo indeterminato che svolge attività di catalogazione, di editoria e di Marche Film Commission nel ruolo della Regione Marche, previo espletamento di concorso riservato nella posizione contrattuale corrispondente a quella ricoperta. Secondo i giudici costituzionali la natura delle esperienze pregresse maturate dal suddetto personale è inidonea a giustificare, in chiave di buon andamento della pubblica amministrazione, la riserva dei posti a loro favore e la, conseguente, preclusione dell accesso ai ruoli regionali agli altri aspiranti, in deroga al principio della natura comparativa ed aperta del concorso pubblico. Secondo la Consulta, infatti, le attività di catalogazione, di editoria e di cosiddetta «Marche Film Commission» (attinenti alla creazione delle condizioni per attrarre set di produzioni cinetelevisive e pubblicitarie ed alla ricerca di ambientazioni adatte alle esigenze scenografiche) non appaiono connotate, per loro natura, da specificità ed originalità tali da escludere che esse possano essere espletate ricorrendo a personale esterno che abbia eventualmente maturato analoghe esperienze. Di conseguenza, nella fattispecie, le esigenze di consolidare le professionalità acquisite non possono dirsi strettamente funzionali a quelle di buon andamento dell amministrazione. (a cura di Saverio Lo Russo) 173 Regione Basilicata Legge della Regione Basilicata 25 ottobre 2010, n. 31 recante Disposizioni di adeguamento della normativa regionale al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n Modifica art. 73 della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 42. Modifiche della legge regionale 9 febbraio 2001, n. 7. Modifica art. 10 legge regionale 2 febbraio 1998, n. 8 e S.M.I. Legge della Regione Basilicata 30 dicembre 2010, n. 33 recante Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione annuale e pluriennale della Regione Basilicata. Legge finanziaria Corte Costituzionale, sentenza n. 189/2011 (Impiego pubblico - Possibilità per la Giunta regionale e per l Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, di conferire, temporaneamente ma senza alcun limite, posti di dirigente, rimasti vacanti dopo l espletamento delle procedure per l attribuzione dell incarico a dirigenti esterni, a dipendenti apicali del comparto in possesso di determinati requisiti - Violazione del principio del pubblico concorso e contrasto con il principio di buon andamento della pubblica amministrazione - Illegittimità costituzionale - Assorbimento della ulteriore questione).
14 La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni (Impiego pubblico - Personale già in servizio presso segreterie particolari degli amministratori regionali e poi transitato nei ruoli della Regione con contratto a tempo indeterminato - Riconoscimento, ai fini contributivi, del periodo di servizio antecedente all immissione in ruolo - Violazione della competenza esclusiva statale in materia di previdenza sociale - Illegittimità costituzionale). (Impiego pubblico - Possibilità, per la Giunta regionale e per l Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, di conferire temporaneamente, ma senza alcun limite, incarichi dirigenziali a dipendenti apicali non in possesso della relativa qualifica - Estensione di tale sistema di selezione dei dirigenti, già ritenuto dalla Corte inidoneo ad assicurarne la necessaria professionalità, agli enti ed alle aziende dipendenti dalla Regione - Violazione del principio del pubblico concorso e contrasto con il principio di buon andamento della pubblica amministrazione - Illegittimità costituzionale). 174 (Nei giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 2, comma 10, e 5 della legge della Regione Basilicata 25 ottobre 2010 n. 31 recante Disposizioni di adeguamento della normativa regionale al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n Modifica art. 73 della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 42. Modifiche della legge regionale 9 febbraio 2001, n. 7. Modifica art. 10 legge regionale 2 febbraio 1998, n. 8 e s.m.i. e dell art. 36 della legge della Regione Basilicata 30 dicembre 2010 n. 33 recante Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione annuale e pluriennale della Regione Basilicata. Legge finanziaria 2011, promossi dal Presidente del Consiglio dei Ministri). È costituzionalmente illegittima la disposizione regionale (articolo 2, comma 10 della legge Regione Basilicata 25 ottobre 2010, n. 31) che dispone la possibilità per la Giunta regionale e il Consiglio regionale di ricoprire temporaneamente i posti rimasti vacanti di dirigente, dopo aver tentato la copertura degli stessi posti attraverso il conferimento dell incarico a soggetti esterni all amministrazione, facendo ricorso ai dipendenti apicali del comparto laureati e con esperienza quinquennale. La Corte ha già avuto modo di precisare in precedenti sentenze (n. 215/2009 e n. 213/2010) che la selezione del personale dirigente nei rapporti di lavoro privatizzati con le pubbliche amministrazioni può sì avvenire anche mediante destinazione di personale interno, ma sempre a condizione che siano esplicitati i criteri in base ai quali la Giunta è autorizzata a scegliere un sistema o l altro e sia rispettata la proporzione tra dirigenti selezionati con concorso interno per titoli e dirigenti selezionati con concorso pubblico per titoli ed esami. Nella disposizione censurata, la mancata determinazione di alcun limite entro il quale la Giunta e l Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale debbano mettere a concorso i posti vacanti o coprire gli stessi con altri meccanismi selettivi e la mancata previsione di un limite percentuale per il ricorso alle risorse interne, si presta ad aggirare il principio del carattere aperto e pubblico dei sistemi di selezione del personale dirigente derivante dall art. 97 della Costituzione e, prevedendo un sistema di reclutamento non contemplato dal legislatore statale, viola, altresì, l art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione che attribuisce allo Stato la competenza legislativa esclusiva in materia di ordinamento civile.
15 PUBBLICO IMPIEGO La Corte Costituzionale dichiara l illegittimità costituzionale, per violazione dell art. 117, secondo comma, lettera o), della Costituzione che riserva in via esclusiva allo Stato la potestà legislativa in materia di previdenza sociale, dell art. 5 della legge Regione Basilicata 25 ottobre 2010, n. 31 che dispone, ai fini contributivi, l equiparazione al lavoro subordinato del servizio prestato in via precaria dal personale assunto per chiamata fiduciaria nelle segreterie particolari degli amministratori regionali. È costituzionalmente illegittimo l art. 36 della legge della Regione Basilicata 30 dicembre 2010, n. 33 che estende agli enti e alle aziende regionali gli effetti della disposizione di cui all art. 2, comma 10, della legge n. 31 del 2010, consentendo che anche all interno dei predetti enti la copertura dei posti di dirigenti possa avvenire tramite il conferimento di incarichi dirigenziali al personale non in possesso della relativa qualifica oltre le percentuali previste dall articolo 19, comma 6-ter del decreto legislativo n. 165/2001 (introdotto dall articolo 40, comma 1, lettera f) del d.lgs. n. 150/2009). La disposizione censurata, infatti, estendendo la platea degli enti pubblici che possono avvalersi di un sistema di selezione dei dirigenti già ritenuto inidoneo ad assicurarne la necessaria professionalità, presenta gli stessi profili di illegittimità della prima norma, aggravandone la portata lesiva, e va dunque dichiarata illegittima per violazione dell art. 97 della Costituzione. (a cura di Rossana Appignani) Regione Abruzzo 175 Legge della Regione Abruzzo 14 luglio 2010, n. 24, recante «Interventi a sostegno dell Aeroporto di Abruzzo». Legge della Regione Abruzzo 18 agosto 2010, n. 38, recante «Interventi normativi e finanziari per l anno 2010» Corte Costituzionale, sentenza n. 170/2011 (Pubblica amministrazione - Contratti di collaborazione - Proroga - Contrasto con l art. 7 del decreto legislativo n. 165/ Violazione dell art. 117, comma 2, lett. l), della Costituzione - Illegittimità costituzionale). (Nel giudizio di legittimità costituzionale dell art. 5 della legge della Regione Abruzzo 14 luglio 2010, n. 24 e dell art. 5, comma 4, della legge della Regione Abruzzo 18 agosto 2010, n. 38 promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri). La Corte Costituzionale giudica fondata la questione di legittimità costituzionale dell art. 5 della legge della Regione Abruzzo n. 24 del 2010 nella parte in cui dispone la proroga ex lege dei contratti di collaborazione in essere presso le pubbliche amministrazioni regionali. La norma regionale censurata contrasta, secondo i giudici costituzionali, con l art. 7, comma 6, lettera d), del decreto legislativo n. 165 del 2001 secondo cui la durata dei suddetti contratti deve essere predeterminata al momento della stipulazione. Il fatto
16 La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni che il censurato art. 5 della legge regionale in esame preveda la possibilità di proroga della durata originariamente stabilita solamente nei casi in cui ciò sia necessario per la conclusione di progetti già avviati in modo simile a quanto consentito anche dal menzionato art. 7 del d.lgs. n. 165 del 2001, non esclude l illegittimità costituzionale della suddetta norma regionale in quanto la stessa interviene in una materia, l ordinamento civile, riservata alla competenza esclusiva dello Stato e su cui, pertanto, la regione non può legiferare, neppure per conformarsi alla disciplina statale. La Corte dichiara, pertanto, l illegittimità dell art. 5 della legge della regione Abruzzo n. 24 del 2010 per violazione dell art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, con conseguente assorbimento degli altri profili di incostituzionalità dedotti dal ricorrente. Anche la questione di legittimità costituzionale dell art. 5, comma 4, della legge della Regione Abruzzo n. 38 del 2010, sollevata in riferimento all art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, è fondata in quanto la suddetta norma regionale, nel sostituire l originario testo dell art. 5, comma 1, della legge della regione Abruzzo n. 24 del 2010, ne riproduce il primo periodo che consente la proroga dei contratti di collaborazione. (a cura di Nicoletta Galluccio) 176 Regione Puglia Legge della Regione Puglia 25 febbraio 2010 n. 5 recante Norme in materia di lavori pubblici e disposizioni diverse. Corte Costituzionale, sentenza n. 127/2011 (Impiego pubblico - Previsione che i dipendenti dell Agenzia per il diritto allo studio universitario (ADISU) in servizio con contratto di lavoro a tempo determinato transitino nei ruoli dell Agenzia con contratto di lavoro a tempo indeterminato - Proroga dei contratti in essere - Violazione del principio del pubblico concorso per l accesso all impiego pubblico - Illegittimità costituzionale - Assorbimento delle questioni ulteriori). (Nel giudizio di legittimità costituzionale dell articolo 23 della legge della Regione Puglia 25 febbraio 2010, n. 5 promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri) L art. 23 della legge della Regione Puglia 25 febbraio 2010, n. 5 è costituzionalmente illegittimo in quanto la disposizione censurata, comportando l automatica stabilizzazione di tutti i lavoratori a termine dell ente regionale interessato, viola il principio costituzionale che impone l accesso ai pubblici uffici per mezzo di concorso pubblico (art. 97 della Costituzione). La Corte Costituzionale rileva, altresì, che la legittimità della norma non assicurata dalla previsione secondo la quale gli stabilizzandi debbono essere stati a suo tempo assunti a termine «a seguito di selezione pubblica». I giudici costituzionali hanno, infatti, avuto modo di affermare che il previo superamento di una qualsiasi «selezione pubblica» è requisito troppo generico per autorizzare una successiva stabilizzazione senza
17 PUBBLICO IMPIEGO concorso in quanto non garantisce che la previa selezione abbia natura concorsuale e sia riferita alla tipologia e al livello delle funzioni che il personale successivamente stabilizzato è chiamato a svolgere (in tema di stabilizzazione cfr. sentenze n. 235/2010, n. 293/2009, n. 289 e 216/2008). (a cura di Nicoletta Galluccio) Regione Basilicata Legge della Regione Basilicata 30 dicembre 2009, n. 42 recante Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione annuale e pluriennale della Regione Basilicata legge finanziaria Legge della Regione Basilicata 19 gennaio 2010, n. 1 recante Norme in materia di energia e Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale, Decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 e Legge Regionale n. 9/2007. Legge della Regione Basilicata 29 gennaio 2012, n.10 recante Modifiche all art. 11 della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 42. Corte Costituzionale, sentenza n. 67/2011 (Pubblico impiego - Stabilizzazione dei lavoratori precari senza previo espletamento delle procedure concorsuali Violazione dell art. 97 della Costituzione Illegittimità costituzionale) 177 (Pubblico impiego - Previsione di procedure selettive pubbliche per l acquisizione di personale a tempo determinato - Rinuncia al ricorso - Estinzione del processo). (Nel giudizio di legittimità costituzionale della legge della Regione Basilicata 30 dicembre 2009, n. 42 recante Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione annuale e pluriennale della Regione Basilicata legge finanziaria 2010, della legge della Regione Basilicata 19 gennaio 2010, n. 1 recante Norme in materia di energia e Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale, Decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 e Legge Regionale n. 9/2007 e della legge della Regione Basilicata 29 gennaio 2012, n.10 recante Modifiche all art. 11 della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 42, promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri). Sono costituzionalmente illegittime, per violazione dell art. 97 della Costituzione, le norme regionali (art. 11 della legge della Regione Basilicata n. 42 del 2009 e art. 1 della legge della Regione Basilicata n. 10 del 2010, di modifica dell art. 14, comma 1, della legge della Regione Basilicata n. 31 del 2008), in materia di stabilizzazione di lavoratori precari. Le suddette disposizioni regionali prevedono che la Regione «promuove» la stabilizzazione del personale precario senza previo esperimento delle necessarie procedure concorsuali. La Corte Costituzionale rileva, al riguardo, che le citate disposizioni regionali si pongono in aperto contrasto
18 La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni con l evocato parametro costituzionale che impone il concorso quale modalità di reclutamento del personale delle pubbliche amministrazioni e consente deroghe a tale principio solo qualora ricorrano esigenze particolari e sia adeguatamente garantita la professionalità dei prescelti (circostanze che non ricorrono nella fattispecie in esame). (a cura di Nicoletta Galluccio) Regione Liguria Legge della Regione Liguria 28 dicembre 2009, n. 63 recante Disposizioni collegate alla legge finanziaria Corte Costituzionale, sentenza n. 7/ (Impiego pubblico - Disciplina, con norma regionale, del trattamento economico, dell orario di lavoro ordinario e straordinario e delle prestazioni di lavoro flessibile del personale regionale - Violazione del decreto legislativo n. 165/2001 che rimette la suddetta disciplina alla contrattazione collettiva - Violazione dell art. 117, comma 2, lett. l), della Costituzione - Illegittimità costituzionale) (Concorso riservato - Procedure selettive per la progressione verticale - Illegittimità costituzionale per violazione dell art. 97, della Costituzione - inammissibilità della censura per violazione dell art. 117, comma 2, lett. l) e m), della Costituzione). (Nel giudizio di legittimità costituzionale dell art. 1, comma 6, 4, 5, 6, 7, 8 e 28 della legge della Regione Liguria 28 dicembre 2009 n. 63 recante Disposizioni collegate alla legge finanziaria 2010 promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri). È fondata la questione di legittimità costituzionale relativa agli articoli 4, 7 e 8 della legge in esame che disciplinano, rispettivamente, il trattamento economico, l orario di lavoro ordinario e straordinario e le prestazioni di lavoro flessibile del personale regionale, senza tener conto che i suddetti aspetti del rapporto di lavoro con le pubbliche amministrazioni non sono disciplinabili con legge ma sono demandate, dalla normativa statale, alla contrattazione collettiva. Le norme censurate, pur limitandosi a recepire il contenuto del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto delle regioni e delle autonomie locali del 1999 e a ricalcarne pedissequamente le previsioni, si pongono in contrasto con le disposizioni contenute nel titolo III del decreto legislativo n. 165/2001 (Contrattazione collettiva e rappresentatività sindacale) che rimettono la suddetta disciplina alla contrattazione collettiva e, conseguentemente violano l art. 117, comma 2, lett. l), della Costituzione che riserva alla competenza esclusiva dello Stato la materia dell ordinamento civile. La Consulta ha, quindi, valutato la prospettata censura di illegittimità costituzionale dell art. 28, che prevede la possibilità di stipulare contratti a termine ed instaurare rapporti di collaborazione, consulenza ovvero di cui all articolo 409, n.
19 PUBBLICO IMPIEGO 3, del codice di procedura civile, anche in deroga agli articoli 7 e 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n La Consulta dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale in quanto le norme regionali che prevedono e disciplinano il conferimento di contratti a tempo determinato per far fronte alle esigenze lavorative della Regione debbano ritenersi ascrivibili alla materia dell organizzazione degli uffici regionali che l art. 117, quarto comma, della Costituzione, riserva alla competenza legislativa residuale delle Regioni. La Corte Costituzionale, infine, ha ritenuto inammissibile la questione di legittimità costituzionale relativa all art. 5, sollevata con riferimento all asserita lesione della competenza legislativa statale esclusiva in materia di ordinamento civile e in materia di livelli essenziali delle prestazioni (art. 117, secondo comma, lettere l) e m), della Costituzione), in quanto nella deliberazione del Consiglio dei ministri che solleva la questione stessa non è fatto alcun cenno ai predetti parametri. La stessa Corte ritiene, invece, fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata nei confronti del medesimo art. 5 della legge in esame per violazione del principio dell accesso agli uffici pubblici mediante pubblico concorso. La norma regionale censurata, infatti, prevedendo una modalità di progressione verticale nel sistema di classificazione del personale interno, basata sui risultati di un concorso già espletato e non già sull indizione di nuovi concorsi ad hoc, si pone in contrasto con il principio di accesso ai pubblici uffici mediante concorso sancito dagli artt. 51 e 97 della Costituzione che, secondo i giudici costituzionali, deve ritenersi operante anche per le progressioni di carriera. (a cura di Saverio Lo Russo) 179 Regione Marche Legge della Regione Marche 22 dicembre 2009, n. 31 recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2010 e pluriennale 2010/2012 della Regione (Legge finanziaria 2010). Corte Costituzionale, sentenza n. 332/2010 (Impiego pubblico - Stabilizzazione delle risorse finanziarie destinate al trattamento economico accessorio del personale addetto alle segreterie particolari dei componenti della Giunta regionale, dei componenti l Ufficio di Presidenza dell Assemblea legislativa regionale, del personale dei gruppi politici, degli assistenti dei consiglieri regionali e degli autisti e loro allocazione tra quelle di cui all art. 31, comma 2, del contratto collettivo nazionale di lavoro, comparto Regioni - Indebita interferenza in materia riservata alla contrattazione collettiva - Violazione della competenza legislativa esclusiva statale nella materia dell ordinamento civile - Illegittimità costituzionale). (Nel giudizio di legittimità costituzionale dell art. 11, comma 5 e dell art. 57, comma 1, della legge della Regione Marche 22 dicembre 2009 n. 31 recante Disposizione per la formazione del bilancio annuale 2010 e pluriennale 2010/2012 della Regione (Legge finanziaria 2010), promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri).
20 La giurisprudenza costituzionale nei rapporti tra Stato e Regioni La Corte Costituzionale dichiara costituzionalmente illegittimo l articolo 11, comma 5, della legge della regione Marche 22 dicembre 2009, n. 31 che, attribuendo a determinati dipendenti regionali un certo trattamento accessorio in luogo di quello precedentemente goduto, disciplina un aspetto essenziale del rapporto contrattuale di lavoro subordinato che lega i dipendenti pubblici al loro ente di appartenenza (nella fattispecie, alla Regione) e interviene a disciplinare i diritti e gli obblighi di natura economica delle parti. Così disponendo la norma in esame viola l art. 117, comma 2, lett. l) della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva dello Stato l ordinamento civile e, quindi, i rapporti di diritto privato regolabili dal Codice civile (contratti collettivi). (a cura di Saverio Lo Russo) Regione Sardegna Legge della Regione Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 recante Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale. Corte Costituzionale sentenza n. 235/ (Impiego pubblico - Stabilizzazione dei lavoratori precari senza concorso - Violazione dell art. 97 della Costituzione - Illegittimità costituzionale) (Organizzazione dell ordinamento scolastico - (Violazione dell art. 117, terzo comma, della Costituzione che riserva al legislatore statale i principi in materia di istruzione - Questione di legittimità costituzionale non fondata). (Nel giudizio di legittimità costituzionale dell art. 3, commi 1, 2, 3 e 12 dell art. 9, commi 3 e 4 della legge della Regione Sardegna 7 agosto 2009 n. 3 recante Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale, promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri) La Corte Costituzionale dichiara l illegittimità costituzionale dell art. 3, commi 2 e 3 della legge della Regione Sardegna n. 3/2009 che prevedono lo stabile inserimento di lavoratori precari nei ruoli delle pubbliche amministrazioni sarde senza condizionare tali assunzioni al previo superamento di alcun tipo di prova selettiva pubblica da parte degli interessati. Le suddette disposizioni, a giudizio della Consulta, si pongono in contrasto con l art. 97 della Costituzione che impone il concorso quale modalità di reclutamento del personale delle pubbliche amministrazioni e consente deroghe a tale principio solo qualora ricorrano esigenze particolari e sia adeguatamente garantita la professionalità dei prescelti. La Consulta ha, altresì, riconosciuto l illegittimità costituzionale, per violazione dell art. 97 della Costituzione, dell art. 3, comma 12, della stessa legge regionale che autorizza la Regione e gli enti regionali ad inquadrare nei propri ruoli i dipendenti in servizio a una certa data a tempo determinato a condizione che il rapporto di lavoro con i suddetti dipendenti sia stato instaurato a seguito di concorso pubblico e che il rapporto di lavoro sia stato prorogato almeno una volta alla data di entrata in vigore della legge. I giudici costituzionali hanno rilevato
Lavoro pubblico e titolo V della Costituzione. L orientamento della Corte Costituzionale
Collana Aran Occasional Paper Lavoro pubblico e titolo V della Costituzione L orientamento della Corte Costituzionale N 5 giugno 2014 Autori: Paolo Matteini, Laura Orsini L attività di ricerca giurisprudenziale

References: sentenza 
 articolo 8
 art. 117
 art. 8
 sentenza 
 articolo 6
 articolo 6
 articolo 117
 sentenza 
 articolo 7
 articolo 117
 articolo 5
 art. 9
 art. 2
 sentenza 
 articolo 117
 articolo 117
 art. 117
 art. 117
 articolo 117
 sentenza 
 articolo 97
 articolo 136
 articolo 1
 articolo 1
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 59
 sentenza 
 art. 136
 articolo 34
 sentenza 
 articolo 34
 art. 117
 art. 10
 art. 76
 art. 117
 art. 12
 art. 13
 art. 36
 art. 117
 art. 12
 art. 97
 art. 12
 articolo 10
 art. 97
 articolo 8
 articolo 6
 sentenza 
 articolo 8
 articolo 6
 articolo 1
 art. 117
 art. 3
 art. 1
 art. 3
 art. 1
 articolo 3
 sentenza 
 art. 13
 art. 13
 art. 9
 art. 8
 art. 9
 sentenza 
 art. 3
 sentenza 
 sentenza 
 art. 12
 sentenza 
 articolo 4
 art. 5
 sentenza 
 art. 97
 art. 5
 art. 2
 art. 5
 art. 9
 art. 97
 art. 97
 sentenza 
 articolo 16
 art. 97
 art. 16
 art. 73
 art. 10
 sentenza 
 art. 73
 art. 10
 art. 36
 art. 97
 art. 117
 art. 117
 art. 5
 art. 36
 art. 2
 articolo 19
 articolo 40
 art. 97
 sentenza 
 art. 7
 art. 117
 art. 5
 art. 5
 art. 5
 art. 7
 art. 5
 art. 7
 art. 5
 art. 117
 art. 5
 art. 117
 art. 5
 sentenza 
 articolo 23
 art. 23
 art. 11
 sentenza 
 art. 97
 art. 11
 art. 97
 art. 1
 art. 14
 sentenza 
 art. 117
 art. 97
 art. 117
 art. 1
 art. 117
 art. 28
 articolo 409
 art. 117
 art. 5
 art. 5
 sentenza 
 art. 31
 art. 11
 art. 57
 articolo 11
 art. 117
 sentenza 
 art. 97
 art. 117
 art. 3
 art. 9
 art. 3
 art. 97
 art. 97
 art. 3