Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2016/05/17/12/comunic.htm
Timestamp: 2017-09-25 18:48:39+00:00

Document:
﻿XII Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 17 maggio 2016
Martedì 17 maggio 2016. – Presidenza del presidente Mario MARAZZITI.
DL 42/2016: Disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca.
C. 3822 Governo, approvato dal Senato.
Paola BINETTI (AP), relatrice, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimere alla VII Commissione (Cultura) il prescritto parere sulle parti di competenza relative al decreto-legge n. 46 del 2016, approvato dal Senato, recante disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca.
Rileva che il provvedimento, che inizialmente si componeva di quattro articoli, è stato notevolmente ampliato nel corso dell'esame al Senato: modifiche di rilievo, infatti, sono state apportate sia al decreto-legge che al disegno di legge di conversione.
I punti che ritiene maggiormente attinenti alle materie di competenza della Commissione Affari sociali sono quattro: il primo riguarda il sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, che dovrebbe mettere a disposizione di tutti i bambini una rete di servizi scolastici quali l'asilo nido e la scuola materna, mentre invece a suo avviso ne limita l'impatto, passando dal concetto di «livello essenziale» a quello di «fabbisogno standard»; il secondo concerne gli studenti con disabilità che frequentano le scuole paritarie; il terzo riguarda le scuole di specializzazione per i Pag. 123non medici; il quarto, ultimo nell'ordine ma certamente non per importanza, concerne la revisione dei criteri ISEE.
Più specificamente, l'articolo 1, comma 2, lettera b), del disegno di legge di conversione, introdotto durante l'esame al Senato, interviene sulla delega in materia di istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni (di cui all'articolo 1, commi 180, e 181, lettera e)), della legge n. 107 del 2015). Il sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni è costituito dai servizi educativi per l'infanzia e dalle scuole dell'infanzia ed è finalizzato a garantire ai bambini e alle bambine pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali.
Rileva preliminarmente che, ai sensi dell'articolo 15, comma 2, lettera a), della legge n. 400 del 1988, il Governo non può conferire deleghe legislative mediante un decreto-legge. In base al costante orientamento del Comitato per la legislazione, il limite posto dalla disposizione richiamata si interpreta come volto a impedire che nel testo possano confluire disposizioni che incidano, in via diretta o indiretta, sulle modalità di esercizio di deleghe legislative, anche se già esistenti.
Per quanto riguarda il merito delle modifiche introdotte, con riferimento ai citati commi dell'articolo 1 della legge n. 107 del 2015, e fermi restando gli ulteriori principi e criteri direttivi recati dalla delega, si dispone che l'istituzione del sistema integrato avvenga mediante: la definizione dei fabbisogni standard (e non più dei livelli essenziali) delle prestazioni della scuola dell'infanzia e dei servizi educativi per l'infanzia previsti dal Nomenclatore interregionale degli interventi e dei servizi sociali, che costituisce uno strumento di mappatura degli interventi e dei servizi sociali; l'istituzione di una quota capitaria per il «raggiungimento dei fabbisogni standard», prevedendo il cofinanziamento dei costi di gestione da parte dello Stato con trasferimenti diretti o con la gestione diretta delle scuole dell'infanzia (la restante parte è assicurata dalle regioni e dagli enti locali, al netto delle entrate da compartecipazione delle famiglie utenti del servizio); l'approvazione e il finanziamento di un piano di azione nazionale per la promozione del sistema integrato, finalizzato, anche in questo caso, al «raggiungimento dei fabbisogni standard».
Con riferimento alla modifica del principio e criterio direttivo della delega sul sistema di educazione fino a sei anni, introdotta al Senato, la sostituzione dell'espressione «livelli essenziali» con «fabbisogni standard» sembrerebbe dovuta al fatto che i livelli essenziali presupporrebbero l'universalità del diritto mentre sul segmento 0-3 anni l'obiettivo europeo è di assicurare il 33 per cento di copertura del servizio.
Al riguardo, esprime apprezzamento per il fatto di aver mantenuto la previsione di un sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni, che significa riconoscere l'enorme valore che tutti gli studi di neuro-scienze, d'accordo con le osservazioni proprie della psico-pedagogia, attribuiscono a quest'età. Peraltro, in un'epoca in cui si pone fortemente la questione dell'integrazione culturale, in cui le classi hanno sempre più alunni provenienti da contesti geografici diversi, il predetto sistema integrato di educazione e di istruzione nel periodo 0-6 anni dovrebbe consentire di ridurre gap di vario tipo tra i bambini, nonché di facilitare l'integrazione dei loro genitori.
Per tali ragioni, ritiene che andrebbe chiarita l'obbligatorietà per gli enti locali di fornire il suddetto servizio sino alla completa copertura dei posti necessari, considerato che si tratta di una spesa prioritaria rispetto ad altre. Molte donne, infatti, non hanno figli perché il relativo mantenimento, a cominciare dall'asilo nido e dalla scuola materna, richiederebbe costi più elevati del reddito che ricavano dal loro lavoro. Come per le scuole elementari, ritiene che le scuole dell'infanzia dovrebbero essere gratuite e i costi dovrebbero riguardare solo i servizi di mensa, a tariffe decisamente agevolate.
Richiama, inoltre, l'articolo 1-quinquies, anch'esso introdotto durante l'esame Pag. 124al Senato, che prevede, a decorrere dal 2017, la corresponsione di un contributo per le scuole paritarie in proporzione agli alunni con disabilità frequentanti. Il comma 2 dispone che, ai fini della verifica del mantenimento della parità, il MIUR accerta annualmente il rispetto del requisito relativo all'applicazione delle norme vigenti in materia di inserimento di studenti con handicap o in condizioni di svantaggio. Il contributo va interpretato come il diritto di ogni bambino ad ottenere le risorse di cui ha bisogno e ad ottenerle in qualunque ambiente decida di stare, anche nella scuola paritaria. Non a caso il diritto è legato ad ogni singolo bambino, previa certificazione del suo handicap, per ottenere i servizi di cui ha bisogno nella scuola che frequenta.
Al riguardo, ricorda che, in relazione allo stanziamento di cui alla legge n. 62 del 2000, a sostegno delle scuole che accolgono alunni con handicap, il Consiglio di Stato ha chiarito che la relativa autorizzazione di spesa si riferisce alle scuole statali e paritarie insieme. Con riferimento ai criteri per l'assegnazione dei contributi statali alle scuole paritarie (anche convenzionate), l'articolo 1, comma 636, della legge n. 296 del 2006 ne ha demandato la definizione a un decreto annuale del Ministro della pubblica istruzione. Il decreto ministeriale n. 313 del 22 aprile 2015, da ultimo intervenuto, ha disposto, tra l'altro, che alle scuole paritarie di ogni ordine e grado che accolgono alunni con certificazione di handicap riconosciuto ai sensi della legge n. 104 del 1992 è assegnato un contributo annuale per ciascun alunno certificato, determinato a livello regionale.
Un'altra disposizione di una certa rilevanza per le competenze della Commissione Affari sociali è quella di cui all'articolo 2-bis del decreto-legge, introdotto durante l'esame al Senato, ai sensi del quale, nelle more di una definizione organica della materia, le scuole di specializzazione per veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi sono attivate in deroga alle disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 8 della legge n. 401 del 2000. Il che significa che per costoro saranno disponibili risorse aggiuntive e che le borse disponibili non saranno sottratte al numero di quelle disponibili per gli specializzandi medici che, nonostante lo sforzo fatto nell'ultimo anno, reputa ancora insufficienti a coprire gli effettivi bisogni.
La previsione sembra finalizzata a superare la rilevazione annuale del fabbisogno, prevista anche ai fini della ripartizione delle borse di studio. Ricorda, infatti, che la disposizione alla quale si intende derogare riguarda non l'attivazione delle scuole di specializzazione bensì la determinazione del numero di laureati appartenenti alle categorie indicate che possono essere iscritti alle medesime scuole: in particolare, dispone che tale numero sia determinato ogni tre anni secondo le medesime modalità previste per i medici dall'articolo 35 del decreto legislativo n. 368 del 1999, ferma restando la rilevazione annuale del fabbisogno, anche ai fini della ripartizione annuale delle borse di studio.
La disposizione sicuramente più rilevante rispetto alle competenze della XII Commissione è quella contenuta nell'articolo 2-sexies, che introduce transitoriamente una nuova modalità di calcolo dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) relativo ai nuclei familiari con componenti con disabilità. L'ISEE è stato ricalcolato ai fini del riconoscimento di prestazioni scolastiche agevolate, in attesa dell'adozione delle modifiche al regolamento vigente volte a recepire le recenti sentenze del Consiglio di Stato.
L'articolo in oggetto, pertanto, sembra avere l'obiettivo di porre un rimedio transitorio alla situazione di incertezza applicativa della disciplina ai fini ISEE, a seguito di alcune sentenze del Tar del Lazio, poi confermate dal Consiglio di Stato, che determinerebbe un aumento potenziale del contenzioso tra enti erogatori e utenti. Al fine di ricostruirne la genesi, ricorda che il decreto 7 novembre 2014, di approvazione del modello tipo della dichiarazione sostitutiva unica (DSU), ha reso pienamente operative le nuove modalità di calcolo dell'ISEE, previste dal DPCM 5 dicembre 2013, n. 159, Pag. 125a partire dal 1o gennaio 2015. Le richiamate sentenze del Consiglio di Stato (sez. IV, nn. 00841, 00842 e 00838 del 29 febbraio 2016) hanno confermato tre analoghe sentenze del TAR del Lazio e hanno prodotto, in sintesi, l'effetto di: escludere dal computo dell'Indicatore della situazione reddituale i «trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche», tra cui pensioni, assegni, indennità per minorazioni civili, assegni sociali, indennità per invalidità sul lavoro, assegni di cura, contributi vita indipendente; annullare il suddetto decreto nella parte in cui prevede un incremento delle franchigie per i soli disabili minorenni secondo determinate modalità.
Sulla base di tali sentenze, il comma 1 dell'articolo in esame prevede, anche ai fini del riconoscimento delle prestazioni scolastiche agevolate, due specifiche modificazioni al regime applicativo del calcolo dell'ISEE, nel caso di componenti del nucleo familiare con disabilità o non autosufficienti, nelle more dell'adozione delle modifiche al DPCM n. 159 del 2013 per effetto delle sentenze del Consiglio di Stato: l'esclusione dal reddito disponibile – definito in base ai criteri di selezione e differenziazione disposti dall'articolo 5 del decreto-legge n. 201 del 2011 (cosiddetto Salva Italia) – dei trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, comprese le carte di debito, a qualunque titolo trasferiti da amministrazioni pubbliche a soggetti in condizioni di disabilità, laddove non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF, e pertanto già esenti; l'applicazione di un'unica maggiorazione dello 0,5 al parametro della scala di equivalenza di cui all'allegato 1 del citato DPCM per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente, in sostituzione delle riduzioni, dalla somma dei redditi del nucleo familiare e fino a concorrenza degli importi, delle specifiche spese o franchigie individuate del medesimo decreto (si tratta di spese sostenute per collaboratori domestici e addetti all'assistenza personale di persone non autosufficienti o, in alternativa, spese di ricovero presso strutture residenziali nell'ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria).
Sottolinea che il parametro della scala di equivalenza rappresenta il denominatore dell'indicatore ISEE e, pertanto, il suo incremento ha l'effetto di ridurre il valore complessivo della situazione economica equivalente del soggetto che richiede la prestazione sociale.
Il comma 2 dell'articolo 2-sexies detta, inoltre, modalità operative di calcolo dell'ISEE per gli enti erogatori dei trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, nel caso in cui gli stessi sono percepiti dai soggetti beneficiari per ragioni diverse dalla condizione di disabilità. In tali casi, anche con riferimento a prestazioni per il diritto allo studio universitario, i trattamenti restano inclusi nel reddito disponibile del soggetto che richiede le prestazioni agevolate, non modificando la disciplina prevista dal regolamento attualmente vigente. Tuttavia, gli enti erogatori, ai fini dell'accertamento dei requisiti economici soggettivi per il mantenimento dei benefici, sottraggono dal valore dell'ISEE l'ammontare del trattamento percepito dal beneficiario, eventualmente valorizzato nell'indicatore stesso, rapportato al corrispondente parametro della scala di equivalenza.
Questa modalità di calcolo permette di differenziare, ancorché in misura forfettaria, le diverse situazioni soggettive dei beneficiari; la ratio della norma appare quindi essere quella di differenziare adeguatamente situazioni di maggiore povertà o indigenza.
Il comma 3 del medesimo articolo prevede l'emanazione, da parte degli enti che disciplinano l'erogazione delle prestazioni sociali agevolate, entro 30 giorni dalla data di conversione del decreto-legge, di atti, anche normativi, necessari all'erogazione delle nuove prestazioni previste dalle norme in esame, nel rispetto degli equilibri di bilancio programmati. Vengono fatte salve, fino alla predetta data, le prestazioni sociali agevolate in corso di erogazione calcolate sulla base delle disposizioni del Pag. 126DPCM n. 159 del 2013. Il comma 4 contiene il termine di efficacia delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2.
L'onere complessivo derivante dall'attuazione delle disposizioni in esame è pari a 1 milione di euro annui, a cui si provvede con corrispondente riduzione del Fondo nazionale per le politiche sociali (comma 5).
In conclusione, si riserva di presentare una proposta di parere alla luce delle considerazioni svolte e di quelle che dovessero emergere dal dibattito.
Giulia DI VITA (M5S), con riferimento all'articolo 2-sexies del decreto-legge, stigmatizza innanzitutto il fatto che il Governo abbia introdotto una disposizione che introduce transitoriamente una nuova modalità di calcolo dell'ISEE relativo ai nuclei familiari con componenti con disabilità in un decreto-legge che riguarda la scuola e la ricerca. Precisa quindi che, pur prescindendo dalla questione del metodo, il merito di tale articolo suscita comunque molte perplessità, essendo volto a porre rimedio a una situazione che pareva evidente già al momento dell'adozione del richiamato DPCM n. 159 del 2013, tanto che il suo gruppo fin da allora aveva prospettato i problemi che si sarebbero venuti a creare.
Evidenzia, poi, che, diversamente da quanto osservato dalla relatrice, alcune associazioni di settore avrebbero effettuato delle simulazioni dalle quali risulterebbe che le modalità operative di calcolo dell'ISEE di cui al comma 2 dell'articolo 2-sexies finirebbero per comportare un vantaggio alle famiglie con redditi più elevati.
Ritiene, pertanto, opportuno che la Commissione Affari sociali, data la sua competenza primaria in materia di ISEE, riesca ad esprimere un parere condiviso, evidenziando le criticità connesse alla nuova disciplina, introdotta transitoriamente, senza peraltro che sia specificata la durata del periodo transitorio.
Mario MARAZZITI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già prevista per la giornata successiva.
Martedì 17 maggio 2016. – Presidenza del presidente Mario MARAZZITI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta del 12 maggio 2016.
Mario MARAZZITI, presidente, ricorda che la Commissione prosegue oggi l'esame, in sede referente, del disegno di legge C. 2617-B, recante delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.
Fa presente che nella seduta odierna la Commissione avvia l'esame degli emendamenti presentati. Chiede, quindi, se vi siano interventi per l'illustrazione del complesso degli emendamenti.
Giulia DI VITA (M5S), intervenendo sul complesso degli emendamenti, stigmatizza in primo luogo la mancata presentazione di proposte emendative da parte dei colleghi appartenenti a gruppi facenti parte della maggioranza. Auspica, in ogni caso, che vi possa essere un dibattito reale all'interno della Commissione, con la partecipazione di tutti i gruppi politici ivi rappresentati.Pag. 127
Pone in particolare rilievo le problematicità relative all'articolo 10, relativo alla Fondazione Italia Sociale, rispetto alla quale da più parti si sono levate voci critiche, a cominciare da alcuni deputati dello stesso Partito Democratico. Sottolinea, innanzitutto, l'anomalia connessa all'istituzione di una fondazione di diritto privato con risorse pubbliche. Fa presente, al riguardo, di avere seguito un dibattito promosso da Vincenzo Manes, che appare come il maggiore proponente dell'istituzione della Fondazione Italia Sociale, e di essere rimasta scioccata dalle sue affermazioni circa le finalità di tale soggetto. Ricorda che al Senato si è registrato il voto contrario di alcuni esponenti del Partito Democratico e che l'articolo sulla Fondazione è stato approvato con i voti determinanti dei senatori del gruppo di Denis Verdini. Ribadendo la scarsa chiarezza circa la natura, pubblica o privata, della Fondazione, ne rileva le lacune per quanto riguarda i controlli evidenziando anche le numerose perplessità provenienti dal mondo del Terzo settore.
Per quanto riguarda gli emendamenti presentati dal suo gruppo in relazione agli altri articoli, segnala che molti di essi derivano da rilievi e perplessità emersi nel corso delle audizioni svolte durante l'esame del provvedimento in prima lettura, in particolare per quanto concerne la disciplina dell'impresa sociale, recata dall'articolo 6, e la connessa distribuzione degli utili. Ricorda, in proposito, i timori espressi dall'Autorità antitrust rispetto a possibili forme di concorrenza sleale nei confronti delle piccole e medie imprese, soggetti che sarebbero invece da tutelare, rilevando che oltretutto il provvedimento riduce i fondi destinati a queste ultime, utilizzandoli come copertura finanziaria.
Sottolinea inoltre la confusione tra settore profit e no profit segnalando che lo stesso Vincenzo Manes, nell'intervento sopra citato, include tra le imprese sociali anche le società per azioni.
Il sottosegretario Luigi BOBBA ricorda che la normativa vigente prevede già la possibilità per cui le imprese sociali siano società per azioni.
Giulia DI VITA (M5S), manifestando apprezzamento per la volontà del sottosegretario Bobba di intervenire nel dibattito, e riprendendo l'illustrazione del complesso degli emendamenti, segnala che alcune proposte emendative del suo gruppo mirano a rendere più efficaci gli strumenti di controllo anche tramite la ricostituzione dell'Agenzia per il Terzo settore soppressa dal Governo Monti nonostante le buone prestazioni fino a quel momento svolte. Evidenzia che le procedure di controllo previste dal provvedimento appaiono demandate al Ministero del lavoro senza peraltro la previsione di risorse aggiuntive. Ricorda, infine, che alcuni emendamenti sono volti a introdurre una differenziazione delle procedure di controllo, rendendole più snelle per i soggetti di piccole dimensioni e più stringenti per gli enti di grandi dimensioni o che utilizzano risorse pubbliche.
Donata LENZI (PD), relatrice, in relazione ad alcuni rilievi espressi dalla collega Di Vita, ricorda che in Commissione si è già svolto, in sede di esame preliminare, un ampio dibattito, anche con la partecipazione di alcuni colleghi del Partito Democratico. Pone inoltre in evidenza che l'esame della riforma del Terzo settore è iniziata nel 2014, seguendo un iter molto approfondito, e che il Parlamento è intervenuto in maniera assai rilevante sul testo della delega. Osserva in ogni caso che il gruppo del Partito Democratico, anche in ragione delle sue grandi dimensioni, tende ad assumere una posizione comune a seguito di un articolato confronto interno. Ribadisce che per il compimento della riforma sarà in ogni caso necessario almeno un anno per la predisposizione dei decreti legislativi attuativi e per la loro conseguente e attenta valutazione da parte del Parlamento. Auspica pertanto una sollecita conclusione dell’iter del provvedimento in esame.
Passando all'esame delle singole proposte emendative, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti relativi all'articolo 1.
Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere conforme a quello della relatrice.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Di Vita 1.1, Grillo 1.2 e Mantero 1.4.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Baroni 1.3, di cui è cofirmataria, evidenziando l'opportunità di specificare in maniera più puntuale l'esclusione delle fondazioni bancarie e politiche dal Terzo settore.
Giulia GRILLO (M5S), associandosi all'intervento della collega Di Vita, segnala che in un intervento svolto nel corso di una trasmissione radiofonica il sottosegretario Nannicini ha incluso le fondazioni bancarie tra i soggetti del Terzo settore, che possono concorrere allo svolgimento di servizi educativi. Chiede pertanto chiarimenti in ordine alla compatibilità delle predette affermazioni con quanto previsto dal provvedimento in esame.
Il sottosegretario Luigi BOBBA, precisando di non avere avuto occasione di ascoltare la richiamata trasmissione radiofonica, segnala che la legge di stabilità 2016 ha istituito un fondo per la lotta alla povertà educativa minorile finanziato anche con risorse provenienti dalle fondazioni bancarie e che tali soggetti concorrono, insieme a rappresentanti della Presidenza del Consiglio e dei Ministeri interessati e del forum del Terzo settore, esclusivamente alla valutazione dei progetti che saranno presentati da soggetti pubblici insieme ad enti del Terzo settore.
Giulia GRILLO (M5S), ringraziando il sottosegretario Bobba per il chiarimento, ribadisce che quanto da lui affermato non poteva essere facilmente desunto dall'intervento, poco chiaro sul punto, svolto dal sottosegretario Nannicini.
La Commissione respinge l'emendamento Baroni 1.3.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Colonnese 1.6, di cui è cofirmataria, di contenuto analogo a quello dell'emendamento appena respinto.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Colonnese 1.6, Di Vita 1.8 e 1.9, Lorefice 1.7, Baroni 1.10 e Mantero 1.11.
La Commissione procede all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2.
Donata LENZI (PD), relatrice, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 2.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Di Vita 2.1 e Silvia Giordano 2.2.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Colonnese 2.6, di cui è cofirmataria, osservando, tra l'altro, che non appare comprensibile la previsione di favorire, e non solo di riconoscere, l'iniziativa economica privata che concorre ad elevare i livelli di tutela dei diritti civili e sociali.
Il sottosegretario Luigi BOBBA ricorda che la formulazione adottata richiama il contenuto dell'articolo 118 della Costituzione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Colonnese 2.6, Lorefice 2.5 e Mantero 2.7.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Grillo 2.4, di cui è cofirmataria, volta a sostituire le parole: «può concorrere» con la parola: «concorre».
La Commissione respinge l'emendamento Grillo 2.4.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Baroni 2.3, di cui è cofirmataria, che mira a rafforzare il rispetto della normativa europea.
Donata LENZI (PD), relatrice, ricorda che in almeno tre punti il provvedimento in esame già prevede un richiamo alla normativa europea e che pertanto non appare opportuno l'inserimento di una ulteriore previsione in tal senso.
La Commissione respinge l'emendamento Baroni 2.3.
Procede, quindi, all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3.
Donata LENZI (PD), relatrice, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 3.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Di Vita 3.1, Silvia Giordano 3.2, Colonnese 3.3 e Silvia Giordano 3.5.
Giulia DI VITA (M5S), raccomanda l'approvazione dell'emendamento Grillo 3.6, di cui è cofirmataria, con il quale si intende meglio precisare il contenuto delle informazioni da pubblicare sui siti internet istituzionali, integrando la norma giustamente introdotta dal Senato.
Donata LENZI (PD), relatrice, segnala che l'articolo in esame riguarda tutti gli enti disciplinati dal libro primo del codice civile e non solamente gli enti del Terzo settore e che per questi ultimi quanto proposto dall'emendamento Grillo 3.6 è già previsto dal successivo articolo 4.
La Commissione respinge l'emendamento Grillo 3.6.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Baroni 3.7, di cui è cofirmataria, richiamando quanto già affermato in sede di illustrazione complessiva degli emendamenti relativamente ai controlli differenziati.
Donata LENZI (PD), relatrice, ribadisce che anche in questo caso quanto previsto dall'emendamento trova già corrispondenza, in relazione agli enti del Terzo settore, nel contenuto dell'articolo 4.
Matteo MANTERO (M5S), ribadendo l'opportunità di prevedere controlli differenziati, fa presente che, se si ritiene condivisibile l'emendamento in esame, esso potrà essere riferito all'articolo 4 in sede di presentazione degli emendamenti per l'esame in Assemblea.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Baroni 3.7 e Di Vita 3.9.
Mario MARAZZITI, presidente, constata l'assenza dei presentatori degli emendamenti Nicchi 3.18 e Gregori 3.19: si intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Silvia Giordano 3.13, Lorefice 3.12, Grillo 3.15 e Mantero 3.16.
Giulia GRILLO (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Di Vita 3.17, di cui è cofirmataria, evidenziando l'esigenza di scongiurare un uso strumentale a fini fiscali delle previste trasformazioni e fusioni. Chiede pertanto se vi siano motivazioni per un voto contrario su tale emendamento al di là di quella che appare come una vera e propria «blindatura» del testo, che non può evidentemente essere modificato.
La Commissione respinge l'emendamento Di Vita 3.17.
Giulia GRILLO (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Baroni 3.14, di cui è cofirmataria, ribadendo l'esigenza di porre limiti puntuali alle previste trasformazioni e fusioni.
Donata LENZI (PD), relatrice, segnala che la norma introdotta dal Senato mira a scongiurare il venire meno di esperienze positive a seguito della morte dei soggetti promotori, evidenziando che l'introduzione di vincoli eccessivi e non motivati può comportare la perdita di un bagaglio di esperienze, fermo restando che è comunque prevista la natura non lucrativa delle attività interessate.
La Commissione respinge l'emendamento Baroni 3.14.
Procede, quindi, all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4.
Donata LENZI (PD), relatrice, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 4.
Silvia GIORDANO (M5S) raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 4.2, evidenziando che la modifica proposta mira tra l'altro a ripristinare il testo licenziato dalla Camera in sede di prima lettura. Invita pertanto i deputati della maggioranza a riconoscere apertamente che non intendono apportare modifiche in quanto considerano «blindato» il testo in discussione.
Giulia GRILLO (M5S) si associa alle considerazioni della collega Silvia Giordano. Rilevando che la formulazione proposta dal Senato appare assai confusa, rileva la necessità di perseguire l'obiettivo di produrre una legislazione ragionata e di qualità.
Donata LENZI (PD), relatrice, nel manifestare la sua personale preferenza per il testo approvato dalla Camera, osserva che la formulazione adottata dal Senato restringe l'ambito di azione del Governo in sede di esercizio della delega anche tramite il richiamo esplicito ai decreti legislativi n. 460 del 1997 e n. 155 del 2006.
Giulia DI VITA (M5S) osserva che i deputati di maggioranza hanno un atteggiamento discontinuo rispetto all'opportunità di richiamare nel testo in esame altre disposizioni vigenti.
Paolo BENI (PD) ritiene che la formulazione proposta dal Senato sia più precisa, in quanto il testo della Camera non consentiva di prendere in considerazione, come invece è corretto, le attività di interesse generale senza finalità solidaristiche, in assenza di un soggetto svantaggiato.
La Commissione respinge l'emendamento Silvia Giordano 4.2.
Giulia GRILLO (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Lorefice 4.1, di cui è cofirmataria, insistendo sull'opportunità di precisare meglio l'assenza di scopo di lucro.
Massimo Enrico BARONI (M5S) si associa alle considerazioni della collega Grillo rilevando che in alcuni casi l'assenza di scopo di lucro appare più importante delle stesse finalità associative.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Lorefice 4.1 e Baroni 4.3.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Grillo 4.4 di, cui è cofirmataria, e dell'emendamento a sua prima firma 4.5, osservando che in tal modo si potrebbe attribuire una funzione concreta al Consiglio nazionale del Terzo settore, che viene istituito dal successivo articolo 5.
La Commissione respinge l'emendamento Grillo 4.4.
Anna Margherita MIOTTO (PD), in relazione all'emendamento Di Vita 4.5, rileva che la prevista intesa con il Consiglio nazionale del Terzo settore potrebbe produrre un conflitto di interesse.
Giulia DI VITA (M5S), non condividendo quanto osservato dalla collega Miotto, ribadisce che il Consiglio nazionale del Terzo settore appare al momento privo di compiti reali.
La Commissione respinge l'emendamento Di Vita 4.5.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Lorefice 4.6, di cui è cofirmataria, auspicando una netta distinzione della gestione istituzionale da quella commerciale.
Giulia GRILLO (M5S) si associa alle considerazioni della collega Di Vita, ponendo in evidenza l'opportunità di una contabilità separata.
La Commissione respinge l'emendamento Lorefice 4.6.
Mario MARAZZITI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Gregori 4.34: si intende che vi abbiano rinunciato.
Rinvia, quindi, il seguito dell'esame al termine delle votazioni antimeridiane dell'Assemblea.
Martedì 17 maggio 2016. — Presidenza del presidente Mario MARAZZITI. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta antimeridiana odierna.
Mario MARAZZITI, presidente, ricorda che l'esame riprenderà dall'emendamento Baroni 4.8.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Baroni 4.8, Silvia Giordano 4.7, Grillo 4.9, Di Vita 4.10, Nicchi 4.35, Di Vita 4.11 e Mantero 4.14.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Baroni 4.15, di cui è cofirmataria, volto ad esplicitare, analogamente all'emendamento 4.12, del medesimo presentatore, la necessità di prevedere il coinvolgimento degli utenti finali.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Baroni 4.15 e 4.12, Grillo 4.13, Lorefice 4.19 e Silvia Giordano 4.24.
Giulia DI VITA (M5S) dichiara di non comprendere le ragioni del parere contrario espresso in relazione all'emendamento Mantero 4.23, di cui è cofirmataria, ritenendo utile l'inserimento di ulteriori precisazioni in relazione all'assenza di scopi lucrativi, per evitare «sorprese» nella successiva fase dell'attuazione della delega.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mantero 4.23, Colonnese 4.22 e Nicchi 4.37.
Giulia DI VITA (M5S), in relazione al parere contrario espresso sull'emendamento a sua prima firma 4.29, chiede chiarimenti in ordine all'armonizzazione di quanto previsto dal provvedimento in esame con la normativa introdotta di recente con il nuovo codice degli appalti.
Donata LENZI (PD), relatrice, segnala che le modifiche alla lettera o) dell'articolo in esame, introdotte dal Senato, recano di fatto un rinvio al decreto legislativo n. 50 del 2016, che non si poteva richiamare Pag. 132esplicitamente in quanto non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. In ogni caso, appare a suo avviso pienamente sufficiente il richiamo alla normativa europea e nazionale in quanto, per quanto riguarda i settori di interesse della Commissione Affari sociali, il nuovo codice degli appalti recepisce integralmente le tre direttive europee emanate in materia.
Il sottosegretario Luigi BOBBA, nel condividere pienamente quanto affermato dalla relatrice, osserva che in ogni caso il codice degli appalti trova piena applicazione in quanto il provvedimento in esame non prevede alcun tipo di deroga.
Giulia DI VITA (M5S) insiste nel ritenere preferibile un richiamo esplicito al decreto legislativo n. 50 del 2016, recante il nuovo codice degli appalti, ribadendo come ciò non avvenga a causa della «blindatura» del testo approvato dal Senato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Di Vita 4.29, Lorefice 4.28, Baroni 4.30 e Mantero 4.31.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Silvia Giordano 4.32, di cui è cofirmataria, sottolineando che un uso appropriato degli strumenti telematici può consentire anche ai soggetti del Terzo settore di dimensioni ridotte di far valere il proprio punto di vista senza essere costretti a delegare ad organismi di coordinamento di cui potrebbero non condividere pienamente la visione su specifiche problematiche.
La Commissione respinge l'emendamento Silvia Giordano 4.32.
Procede, quindi, all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5.
Donata LENZI (PD), relatrice, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 5.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Colonnese 5.1 e Di Vita 5.2.
Giulia DI VITA (M5S) chiede delucidazioni sul parere contrario espresso in relazione all'emendamento Colonnese 5.3, di cui è cofirmataria.
Donata LENZI (PD), relatrice, sottolinea che la modifica proposta renderebbe eccessivo il controllo a livello nazionale delle attività dei centri di servizio per il volontariato, a scapito di un equilibrio con le esigenze del territorio.
La Commissione respinge l'emendamento Colonnese 5.3.
Giulia DI VITA (M5S), in relazione all'emendamento Colonnese 5.4, di cui è cofirmataria, modificativo di diversi aspetti della lettera f) dell'articolo in esame, chiede chiarimenti sulla ratio complessiva di tale disposizione.
Donata LENZI (PD), relatrice, ricorda che l'articolo 15 della legge n. 266 del 1991 prevede il finanziamento dei centri servizi per il volontariato da parte delle fondazioni bancarie, affidando a quest'ultime, insieme agli enti locali e a soggetti facenti capo alle organizzazioni di volontariato, una funzione di controllo. La disposizione richiamata dalla collega Di Vita mira a un maggior coordinamento a livello nazionale anche in funzione perequativa, alla luce della presenza disomogenea delle fondazioni bancarie nel territorio nazionale.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Colonnese 5.4, Di Vita 5.5, Lorefice 5.6, Di Vita 5.7, Baroni 5.8 e Di Vita 5.10.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento a sua prima firma 5.13, ribadendo di non comprendere le ragioni alla base del rifiuto del Governo e della maggioranza di prevedere nuovamente l'istituzione dell'Agenzia indipendente Pag. 133per il Terzo settore, come richiesto anche da molti deputati della maggioranza, tenuto conto che tale organismo ha svolto un lavoro proficuo nel recente passato. Nel manifestare la propria disponibilità rispetto ad eventuali proposte di riformulazione, manifesta forti perplessità sulla capacità del Ministero del lavoro di svolgere con efficacia funzioni di vigilanza. Ricorda, inoltre, che la relatrice nel corso dell'esame in prima lettura del provvedimento ha motivato la contrarietà all'istituzione dell'Agenzia in ragione della necessità di evitare l'istituzione di nuovi organismi, obiettivo che non è stato minimamente tenuto in considerazione dal Senato, come dimostra l'avvenuta istituzione di nuovi organismi.
Paolo BENI (PD) riconosce che il tema dell'Agenzia indipendente è stato oggetto di dibattito anche all'interno delle forze di maggioranza, precisando, a titolo personale, di essere ancora convinto che sarebbe stato più opportuno affidare a tale organismo i compiti di vigilanza sul Terzo settore in ragione della sua terzietà. Concorda inoltre con la collega Di Vita circa la valutazione positiva di tale esperienza, osservando che molti degli interventi correttivi proposti con il provvedimento in esame traggono la propria origine dal lavoro svolto in quella sede.
Ciò premesso, ricorda che il testo di un provvedimento è sempre il frutto di una mediazione politica e che non c’è stata disponibilità del Governo a istituire nuovamente l'Agenzia. In ogni caso, l'esame parlamentare ha introdotto importanti strumenti di vigilanza e controllo, che potranno essere efficaci se accompagnati da adeguate risorse umane e strumentali. Preannuncia pertanto, in conclusione, un voto contrario sull'emendamento Di Vita 5.13.
Silvia GIORDANO (M5S), nel riconoscere che nel corso dell'esame in prima lettura sono stati introdotti strumenti di vigilanza e controllo sul Terzo settore rispetto al testo presentato dal Governo, ribadisce l'esigenza di prevedere adeguate risorse umane e strumentali per rendere effettivi tali strumenti, trattandosi altrimenti di un'affermazione di principio senza conseguenze reali.
Il sottosegretario Luigi BOBBA ricorda che la legge di stabilità destina 140 milioni di euro per il provvedimento in esame ed osserva che tali risorse potranno essere utilizzate anche per l'attività di vigilanza.
Giulia DI VITA (M5S), nel prendere atto della dichiarazione del sottosegretario Bobba, dichiara di continuare a non comprendere le ragioni della contrarietà alla ricostituzione dell'Agenzia.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Di Vita 5.13, 5.11, 5.9 e 5.12, Colonnese 5.14 e Di Vita 5.15.
La Commissione procede all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6.
Donata LENZI (PD), relatrice, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 6.
Matteo MANTERO (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Grillo 6.2, di cui è cofirmatario, ritenendo essenziale introdurre il divieto di distribuzione degli utili per le imprese sociali.
La Commissione respinge l'emendamento Grillo 6.2.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento a sua prima firma 6.3, evidenziando che il Senato, prevedendo che gli utili delle imprese sociali siano destinati solo prioritariamente, e non esclusivamente, al conseguimento dell'oggetto sociale, ha di fatto snaturato la norma approvata dalla Camera.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Pag. 134Gregori 6.17 e Di Vita 6.3 e l'emendamento Baroni 6.4.
Mario MARAZZITI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Squeri 6.1: si intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge l'emendamento Silvia Giordano 6.5.
Matteo MANTERO (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Grillo 6.6, di cui è cofirmatario, con cui si vuole attribuire all'Autorità antitrust il controllo sull'impatto sociale dell'attività delle imprese sociali per scongiurare indebite forme di concorrenza.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Grillo 6.6, Di Vita 6.7 e 6.8, Nicchi 6.18 e 6.19, Lorefice 6.10 e Di Vita 6.11.
Matteo MANTERO (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento a sua prima firma 6.9, reputando essenziale almeno la fissazione di un limite minimo percentuale di utili da reimpiegare per il conseguimento dell'oggetto sociale.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mantero 6.9, Nicchi 6.20 e 6.21, Baroni 6.12, Lorefice 6.13, Silvia Giordano 6.14, Di Vita 6.16 e Mantero 6.15.
La Commissione procede all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7.
Donata LENZI (PD), relatrice, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 7.
La Commissione respinge l'emendamento Colonnese 7.1.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento sua prima firma 7.3, con il quale si intende assicurare una maggiore dignità alle funzioni del Dipartimento delle pari opportunità.
Mario MARAZZITI, presidente, coglie l'occasione per ricordare che a suo parere tale Dipartimento dovrebbe includere tra i suoi compiti anche la coesione e l'inclusione sociale.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Di Vita 7.3 e Grillo 7.4.
Giulia DI VITA (M5S) chiede le ragioni del parere contrario espresso in relazione all'emendamento Colonnese 7.9 con il quale si intende introdurre una revisione annuale dell'accreditamento delle reti associative di secondo livello.
Il sottosegretario Luigi BOBBA osserva che il tema potrà essere preso in considerazione in sede di esercizio delle delega.
La Commissione respinge l'emendamento Colonnese 7.9.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Lorefice 7.10, di cui è cofirmataria, richiamando quanto affermato dal sottosegretario Bobba in tema di risorse da destinare alle funzioni di vigilanza.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Lorefice 7.10 e Di Vita 7.11.
La Commissione procede all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 8.
Donata LENZI (PD), relatrice, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 8.
La Commissione respinge l'emendamento Rondini 8.12.
Matteo MANTERO (M5S) ricorda che in sede di prima lettura del provvedimento la Commissione aveva espresso in maniera condivisa l'opportunità di superare il concetto di difesa non armata della Patria in relazione al servizio civile anche in considerazione della cessata obbligatorietà del servizio militare, ponendo l'accento sulla dimensione solidaristica. Esprime pertanto forte contrarietà sulle reintroduzione di tale concetto da parte del Senato. Raccomanda pertanto l'approvazione dell'emendamento 8.2 a sua prima firma.
Donata LENZI (PD), relatrice, pur concordando con i rilievi formulati dal collega Mantero, riconosce in proposito che la propria posizione non è prevalente all'interno del suo gruppo, ancor più per quanto riguarda il Senato, che ha voluto ribadire il collegamento con il contesto in cui fu introdotto nel nostro Paese il servizio civile. Nell'auspicare che in futuro si possa pervenire a una scelta diversa ed osservando che un provvedimento legislativo complesso non può mai essere soddisfacente per tutti in ogni singolo aspetto, ricorda che in ogni caso molte organizzazioni e molti ragazzi coinvolti nelle esperienze di servizio civile si sono espressi per il mantenimento del concetto di difesa non armata della patria.
Mario MARAZZITI, presidente, associandosi agli interventi dei colleghi che l'hanno preceduto, nel senso di ritenere preferibile il testo approvato dalla Camera, ricorda tuttavia che da più parti appare significativo specificare che il servizio civile deve essere finalizzato alla difesa non armata della patria.
Silvia GIORDANO (M5S) chiede chiarimenti in ordine al parere contrario espresso in relazione all'emendamento Mantero 8.3, di cui è cofirmataria.
Il sottosegretario Luigi BOBBA osserva che quanto proposto dall'emendamento in oggetto è già previsto dalla legge istitutiva del servizio civile.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Mantero 8.3, Rondini 8.15, Nicchi 8.19, Rondini 8.16 e Marcon 8.20.
Marco RONDINI (LNA) chiede chiarimenti in ordine al parere contrario espresso in relazione al proprio emendamento 8.17 con il quale si vuole consentire alle regioni di istituire forme di servizio civile territoriale.
Il sottosegretario Luigi BOBBA ricorda che tale facoltà è già prevista e che dieci regioni hanno istituito forme di servizio civile distinto da quello nazionale.
Matteo MANTERO (M5S) preannuncia un voto favorevole sull'emendamento Rondini 8.17, paventando il rischio che altrimenti questa facoltà delle regioni possa essere eliminata in sede di esercizio della delega.
Il sottosegretario Luigi BOBBA ricorda che quanto paventato dal deputato Mantero non è possibile in quanto il Governo andrebbe oltre i limiti della delega.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Rondini 8.17, Baroni 8.4 e Colonnese 8.5.
Mario MARAZZITI, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Gebhard 8.11: si intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Rondini 8.13, Colonnese 8.6, Rondini 8.14 e Grillo 8.7.
Giulia DI VITA (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Grillo 8.8, di cui è cofirmataria, evidenziando l'opportunità di un controllo indiretto sulle attività svolte nel corso del servizio civile tramite un'indagine sul grado di soddisfazione dei ragazzi coinvolti, anche per evitare Pag. 136situazioni degradanti derivanti da un utilizzo improprio di tale strumento.
Il sottosegretario Luigi BOBBA segnala che nel corso del 2015 sono stati effettuati 400 controlli sull'attività degli enti coinvolti, riconoscendo che, a parte la Lombardia, vi sono lacune in tal senso a livello regionale e degli altri enti territoriali. Segnala che in ogni caso con il provvedimento in esame si intendono superare tali opacità con strumenti più efficaci di quelli proposti con l'emendamento Grillo 8.8.
La Commissione respinge l'emendamento Grillo 8.8.
Silvia GIORDANO (M5S) raccomanda l'approvazione dell'emendamento a sua prima firma 8.9, che mira ad assicurare una rappresentanza anche dei volontari nella Consulta nazionale per il servizio civile.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Silvia Giordano 8.9 e Lorefice 8.10.
La Commissione procede all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 9.
Donata LENZI (PD), relatrice, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 9.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Silvia Giordano 9.1, Di Vita 9.2, Silvia Giordano 9.3 e 9.4 e Di Vita 9.5.
La Commissione procede all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10.
Donata LENZI (PD), relatrice, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 10.
Giulia DI VITA (M5S) sollecita i colleghi ad assumere una posizione chiara per quanto riguarda l'istituzione della Fondazione Italia Sociale, introdotta nel corso dell'esame al Senato, che rappresenta uno dei punti maggiormente critici del provvedimento in esame. Ribadisce ancora una volta l'incongruenza della previsione di una fondazione privata con un riconoscimento ed un finanziamento pubblico, portando avanti, con una proposta normativa ad personam le convenzioni espresse da Vincenzo Manes. Osserva, per inciso e a titolo personale, che appare molto discutibile l'arroganza con cui quest'ultimo illustra le proprie posizioni, ostentando oltretutto una grande familiarità con il Presidente del Consiglio Renzi e il sottosegretario Bobba ed offendendo il ruolo del Parlamento.
Manifesta apprezzamento per il dissenso espresso da alcuni senatori del Partito Democratico rispetto alla norma in discussione, ricordando che essa è stata approvata al Senato nel corso dell'esame in Assemblea, con il voto determinante dei senatori facenti riferimento a Denis Verdini. Osserva che se Vincenzo Manes è veramente in grado di stimolare investimenti privati nel Terzo settore nella maniera da lui stesso prospettata, appaiono inutili il riconoscimento pubblico e il finanziamento di un milione di euro previsti dalla norma in commento, potendosi costituire una semplice fondazione privata. Rileva che, con la soluzione proposta, si offrono alla fondazione tutti i vantaggi del pubblico senza i connessi oneri, inclusi i controlli, sollevando di fatto Manes e gli altri promotori da ogni responsabilità in caso di fallimento del progetto.
Mario MARAZZITI, presidente, in considerazione della ripresa dei lavori dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento in titolo ad altra seduta.

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