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⭐ARCHIVIO DI STATO BOLOGNA
ARCHIVIO DI STATO BOLOGNA
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1 ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA Piazza de Celestini, 4 (cod. Post ); tel. 051/ Consistenza totale: bb., mazzi: filze, fasce., docc., mappe, ~011. e regg Biblioteca: voli. ed opuscoli Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica. Servizio di fotoriproduzione.2 Ad Isabella Zanni Rosiello si deve il coordinamento e l introduzione della voce Bologna. 1 curatori sono Giorgio Tamba (periodo comunale e signorile e parte III) ed Isabella Zanni Rosiello (periodo del governo misto, periodo napoleonico, periodo della restaurazione, periodo Post-unitario). Ad essi si deve la descrizione della maggior parte dei fondi. Quelli descritti da: Luisa Continelli (I.c.), Dolcino Favi (d.f.), Ingrid Germani (i.g.>, Maria Teresa Mantovani (m.t.m.1, Oriella Melindi GhelJi (o.m.g.>, Nello Rondelli (n.r.>, Alberto Mario Rossi (a.m.r.), sono indicati con le rispettive sigle nel sommario. La voce Imola è stata curata da Giorgio Tamba. Una prima schedatura di parte dei fondi è stata eflettuata negli anni da Umberto Balistreri.3 SOMMARIO B OLOGNA Introduzione 559 Antichi regimi Periodo comunale e signorile Governo Privilegi Diritti ed oneri del comune Statuti Consigli ed ufficiali del comune Riformagioni e provvigioni Signoria Pepoli Signorie viscontea, ecclesiastica, bentivolesca Anziani consoli Riformatori dello Stato di libertà Carteggi Feudi e cittadinanze Miscellanea di atti concernenti privati ed enti religiosi Curia ded podestà Giudici ad malefìcia Giudici ai dischi in materia civile Ufficio del giudice al disco dell orso Ufficio del giudice al sindacato Ufficio delle acque, strade, ponti, calanchi, seliciate e fango Ufficio corone ed armi Ufficio per la custodia delle vigne, palancati e broili Notai furensi Capitano del popolo Giudici del capitano del popolo Ufficio del giudice ai beni dei banditi e dei ribelli ;0 57r4 552 Guida generale degli Archivi di Stato Venticinquine Società d arti e d armi Libri matricularum delle società d arti e d armi Camera del comune Procuratori del comune Difensori dell avere e dei diritti di camera Tesoreria e contrallatore di tesoreria Soprastanti, depositari e conduttori dei dazi Monti o cumoli dei danari del comune e Pubbliche prestanze Massarolo dei pegni Spenditore del comune Vicario del tesoriere in Imola Miscellanea Uffici a competenza specifica Ufficio dei memoriali (I.c.) Riformatori dello Studio Camera degli atti Ufficio dei riformatori degli estimi Ufficio degli Otto della guardia Ufficio dell abbondanza e grascia Ufficio del sale Ufficio del pane Ufficio delle bollette e delle presentazioni dei forestieri Ufficio per la condotta degli stipendiari Ufficio dei fortilizi e di munizione dei castelli Ufficio del massarolo dei lavori del comune Ufficio degli inventari Soprastante alle prigioni Massari del contado Miscellanea di zecca Tesoreria pontificia in Bologna Spenditore della camera pontificia Tesoriere pontificio in Faenza Camera pontificia di Forlì Foro dei mercanti Vicariati (w2.t.m.) Periodo del governo misto (legato e senato) Legat 0 Senato Ambasciata bolognese a Roma Assunteria di abbondanza Assunteria d archivio Assunteria d arti Assunteria di camera Assunteria di cancelleria Assunteria di confini, acque e fiumi (a.m.r.) Assunteria di governo Ufficio acque e strade (a.m.r.) 5;6 0 5;7 5;s )) 5; ; :8 05 Bologna, Sommario 553 Ufficio del contado Ufficio del notaio di governo Assunteria di istituto Assunteria di liti e paci Assunteria di magistrati Assunteria di milizia Assunteria di munizione Assunteria di ornato Assunteria di Pavaglione Assunteria di revisione dei conti Assunteria di rota Assunteria di sanità Assunteria di sede vacante Assunteria di Studio Assunteria di Torrone Assunteria di zecca Anziani consoli Gabella grossa poi Congregazione di gabella grossa (i.g.) Difensori dell avere Monti di pubbliche prestanze (i.g.) Ufficio delle bollette Ufficio delle riformagioni Tribuni della plebe (m.t.m.) Commissione d acque (a.m.r.) Tribunale del Torrone (d.j) Tribunale di Rota (d.f.) Podesteria e pretura di Imola (m.t.m.) ;o 591 5;2 5;3 5; Periodo napoleonico Senato Giunta di difesa generale Direttorio esecutivo e comitato centrale,,. della repubblica cispadana Amministrazione centrale del dipartimento del Reno Commissariato del potere esecutivo presso il dipartimento del Reno Municipalità Amministrazione del dipartimento del Lamone (a.m.r.) Reggenza provvisoria Amministrazione del dipartimento del Reno Amministrazione del dipartimento del Reno e Commissario di governo Prefettura del dipartimento del Reno (0.m.g.) Viceprefettura di Cento e di San Giovanni in Persiceto (a.m.r.) Viceprefettura di Vergato Ufficio di polizia del dipartimento del Reno Cancellerie del censo Amministrazione demaniale dei beni nazionali Ispettorato dei boschi (a.m.r.) Direzione della zecca Deputazione provvisoria d acque poi Magistrato d acque (a.m.r.) Ingegnere in capo d acque e strade Magistrato civile per l immissione di Reno in Po (a.m.r.) Delegazione d acque di Lugo (a.m.r.) ; »0 0 % ;12 0 ti 6636 554 Guida generale degli Archivi di Stato Commissione di sanità del dipartimento del Reno Casa d industria (i.g.) Giudicature di pace dei quattro cantoni della città (i.g.) Giudicature di pace del primo e secondo circondario di Bologna (i.g.) Giudicatura di pace e Giusdicenza civile e criminale di Imola (m.t.m.) Giudicatura di pace di Medicina (i.g.) Giudicature di pace e Preture (i.g.) Uffici di conciliazione (i.g.) Giunta criminale poi Tribunale criminale del dipartimento del Reno (i.g.) Commissario del potere esecutivo presso i tribunali del Reno (i.g.) Pretura di Bologna (i.g.) Commissario presso i tribunali del dipartimento del Reno (i.g.) Procuratore presso i tribunali (i.g.) Tribunale di commercio (i.g.) Camera di commercio primaria (a.m.r.) Corte di giustizia civile e criminale (i.g.) Corte speciale (i.g.) Tribunale di appello (i.g.) Tribunale di revisione (i.g.) Corte di appello (i.g.) Procuratore generale presso la corte di appello (i.g.) Restaurazione Governo provvisorio austriaco (0.m.g.) 0 Commissione governativa delle tre legazioni (0.m.g.) H Commissariato di buon governo (0.m.g.) 0 Commissariato civile (0.m.g.) Congregazione governativa (0.m.g.) 6;7 Commissariato (0.m.g.) 0 Legazione apostolica (0.m.g.) H Governo provvisorio della provincia di Bologna (0.m.g.) 0 Commissariato straordinario pontificio per le quattro legazioni ( ) (0.m.g.) )j Commissariato straordinario pontificio per le quattro legazioni ( ) (0.m.g.) 608 Governi (0.m.g.) )> Vicegoverni poi Podesterie (0.wr.g.) 1) Ispettorato poi Direzione provinciale di polizia (0.m.g.) Sottodirezione di polizia di Castel San Pietro (0.m.g.) Commissariati di polizia (0.m.g.) Commissione centrale delle legazioni detta dei residui (0.m.g.) Direzione generale del bollo e registro di Bologna (0.m.g.) Direzione della zecca (0.m.g.) Direzione delle poste di Bologna (0.m.g.) Direzione delle poste di Imola (0.m.g.) Direzione delle poste di Loreto (0.m.g.) Miscellanea di contabilità della legazione (n.r.) Ingegnere delle acque e strade (0.m.g.) Commissione del Reno (a.m.r.) Delegazione straordinaria per la deviazione dell Idice (a.m.r.) Commissione sulle risaie Commissione provinciale di sanità della legazione di Bologna (0.m.g.) Commissione ausiliare antichità e belle arti7 Assessore civile poi Giusdicenza civile Assessore camerale e giudice fiscale Assessore criminale poi Giusdicenza criminale Tribunale civile e criminale Tribunale di commercio di Bologna Tribunale di appello di Bologna Commissione militare (0.m.g.) Governo provvisorio delle Romagne Intendenza generale (0.m.g.) Prefettura Sottoprefettura di Imola Sottoprefettura di Vergato Questura Commissariato di pubblica sicurezza di Bologna Ponente (0.m.g.) Comando delle guardie di pubblica sicurezza Uffici di pubblica sicurezza Delegazione di pubblica sicurezza di San Giuseppe (0.m.g.) Intendenza di finanza Commissione provinciale per la liquidazione dell asse ecclesiastico (0.m.g.) Ufficio distrettuale delle imposte dirette di Bologna Economato dei benefici vacanti di Bologna Ispettorato regionale del lavoro (0.m.g.) Ufficio del genio civile Direzione provinciale delle poste e telegrafi (i.g.) Ispettorato compartimentale della motorizzazione civile Provveditorato agli studi di Bologna Provveditorato agli studi di Ferrara Provveditorato agli studi di Ravenna Uffici di leva (0.m.g.) Distretto militare di Bologna Preture Tribunale di Bologna (d.f.) Tribunale di commercio di Bologna Corte di assise di Bologna Corte di appello di Bologna (d.f.) Procura generale presso la corte di appello di Bologna Corte di appello di Parma (d.f.) Sezione di corte di appello di Modena (d.f.) Tribunale militare territoriale di Bologna Tribunale militare territoriale di Modena Tribunale militare territoriale di Venezia Il Comuni Archivi notarili 6188 556 Guida generale degli Archivi di Stato Catasti (i.g.) Stato civile (o.m.g.) Università, arti, collegi ed ordini professionali (Z-c.) Camere di commercio (a.m.r.) Opere pie, istituzioni di assistenza e beneficenza, ospedali Corporazioni religiose Archivi di famiglie e di persone Archivi diversi Raccolte e miscellanee IMOLA Introduzione 646 Antichi regimi Podesteria e pretura di Imola Curia criminale di Imola Curia criminale di Tossignano Periodo napoleonico Viceprefettura di Imola Giudicatura di pace di Imola Tribunale criminale del dipartimento del Santerno poi del Reno 647 6i9 Restaurazione Gonfaloniere di Imola Sottoprefettura di Imola Ufficio di pubblica sicurezza di Imola Ufficio di leva di Imola9 Bologna, Sommario 557 III Archivi notarili Catasti Opere pie, istituzioni di assistenza e beneficenza, ospedali Enti ecclesiastici Indice d>i fondi 65410 11 L AS Bologna, istituito con r.d. 22 ott. 1874, n. 2256, cominciò a funzionare nel corso dell anno seguente. L esigenza di conservare i fondi archivistici, sparsi nei vari luoghi della città, in un unico archivio centrale, o grande archivio, era stata avvertita nel decennio precedente in alcuni ambienti culturali locali l. Una scelta culturale, dunque, sta alla base dell istituzione dell archivio bolognese. Lungo poco più di un decennio vi fu concentrata pressoché tutta la documentazione archivistica relativa alle magistrature politiche, amministrative, giudiziarie e finanziarie del periodo medievale e moderno. Tali magistrature vanno collocate nell ambito di alcune vicende storiche. Bologna fu «libero comune» fino alla fine del sec. XIII - primi decenni del sec. XIV; visse nei secc. XIV-XV le varie esperienze signorili dei Pepoli, dei Visconti, dei vicari pontifici, dei Bentivoglio, e così via; divenne nei primi anni del sec. XVI sede di legaziorie quando, finita la signoria di Giovanni 11 Bentivoglio, rientrò nell ambito dello Stato pontificio. All interno dell organizzazione periferica dello Stato pontificio, che era del resto più un aggregato di province dalle tradizioni notevolmente diverse che un vero organismo unitario, la città godette di una particolare forma di governo. Quest ultima era fondata su una complessa, ed ancora poco studiata, struttura politico-amministrativa facente capo al legato pontificio ed al senato cittadino; essa durò senza soluzione di continuità fino al giugno Da tale anno non si ebbero più forme di governo del tutto peculiari. Fino al si susseguirono magistrature similari a quelle di altre città, occupate dai francesi, dagli austriaci e facenti poi parte del regno italico; dal all annessione al.regno sardo la città, salvo le brevi parentesi del 1831 e del 1848, fu sede di legazione all interno della struttura periferica dello Stato pontificio. Le singole magistrature cittadine che, al di là degli eventi generali più rilevanti, ebbero loro storie particolari, hanno lasciato tracce notevoli nel modo in cui si è sedimentata la documentazione archivistica. Non è possibile trattare adeguatamente tale aspetto; ma va almeno ricordato il peso secolare che lo Studio, nato assieme al comune - che cercò in seguito di inserirlo nel suo ambito tramite, ad esempio, i riformatori dello Studio - esercitò su tutti i livelli della vita cittadina. Bologna sembrò non voler mai dimenticare, anche quando la mutata realtà politico-economica imponeva di farlo, di essere stata nei secc. X11-X111, grazie allo Studio, centro cosmopolita di vita culturale ed economica e, nei secc. X111-XIV, sede di una delle più prestigiose scuole di notariato. Così, dopo che in forza dei capitoli di Nicolò V del 1447 regolanti i rapporti tra la Santa Sede e Bologna, quest ultima sembrava 1 Aveva cercato di soddisfare tale esigenza soprattutto la deputazione di storia patria delle province di Romagna.12 560 Guida generale degli Archivi di Stato destinata a perdere tutto quanto si riconnetteva alla Zibertas comunale, i giuristi dello studio si affannarono, e per secoli, a trovare i modi e le forme per ridurre al minimo la sua condizione di città dipendente. Già nella prima metà del secolo XV si tentò inoltre di adattare gli istituti comunali alla mutata realtà politica mediante un processo di ripiegamento su se stessi. Così i governi signorili che si susseguirono in tale secolo non modificarono che alcuni aspetti della precedente struttura organizzativa; anche la documentazione archivistica che ci è rimasta ne è per molti aspetti una prova. Ed il ceto aristocratico dominante, man mano che perdeva il controllo della sfera politica, cercò di mantenere quello della sfera amministrativa, salvaguardandone il più possibile almeno le forme e le apparenze. Si spiega così il desiderio di conservare, per alcune magistrature, antiche denominazioni, quasi che ciò fosse sufficiente a nascondere lo svuotamento di potere che le connotava (si ricordano ad esempio gli anziani consoli e i tribuni della plebe). E si spiega altresì la puntigliosità del senato nel mantenere in vita certe sue prerogative, anche formali, nei confronti del governo di Roma. Le vicende proprie dalle singole magistrature, via via formatesi nel corso dei secoli, sono senz altro un punto di riferimento valido per l adeguata comprensione della rispettiva documentazione archivistica. Ma lo sono altrettanto le vicende proprie di quest ultima, quali distruzioni, concentrazioni, smembramenti, riordinamenti, spostamenti materiali con conseguenti commistioni di fondi. Esse sono state anzi determinanti per la sorte di gran parte degli archivi bolognesi, dal momento che la loro struttura attuale è parzialmente o completamente diversa rispetto a quella originaria. Soprattutto i riordinamenti che sotto l influenza muratoriana e postmuratoriana furono operati lungo il Settecento sia negli archivi delle magistrature pubbliche, sia in quelli delle corporazioni religiose e delle famiglie gentilizie, hanno lasciato segni rilevanti ed incancellabili. Determinante per la fisionomia che tuttora conserva gran parte della documentazione archivistica bolognese, soprattutto quella relativa a tutto il sec. XVIII, è stato l operato di Carlo Malagola. A quest ultimo si deve infatti nei primi anni di vita dell Archivio di Stato una sistemazione generale della complessiva documentazione allora concentrata. Malagola nel compierla riordinò i vari fondi in modo più o meno sommario secondo quello che si suole definire metodo storico. Ciò spiega la secolare fortuna dell operato del Malagola; ancora oggi se ne vedono segni rilevanti nel materiale archivistico. Tra questi va ricordata la cesura in esso operata in rapporto a criteri periodizzanti ritenuti validi per la ad.eguata comprensione della storia cittadina. Malagola distinse infatti il materiale archivistico in tre periodi: il primo, «comunale», dal 1116 al 1512; il secondo, «pontificio», dal al 1796; il terzo, «moderno», dal 1796 al periodo a lui coevo. Ma se ii 1796 è da considerare, per quanto riguarda gli istituti politici e amministrativi - assai meno invece per gli altri - una data di rottura, il 1512 appare oggi una data meno significativa e meno carica di conseguenze di quanto apparisse al Malagola. E soprattutto si rivela una scelta periodizzante non applicabile uniformemente a tutti i settori della realtà storica cinquecentesca e ai corrispondenti fondi archivistici. Malagola comunque l applicò rigidamente, seguendo in ciò i suggerimenti di Francesco Bonaini, incaricato nel settembre del 1860, dal ministero della pubblica istruzione, di ispezionare gli archivi delle province dell Emilia, soprattutto quelli di Modena e Bologna. Non fu invece accolta né dal Malagola né dagli archivisti che operarono in seguito nell Archivio di Stato13 Bologna, Introduzione 561 bolognese la proposta suggerita dal Bonaini circa la costituzione di un archivio diplomatico. Le pergamene elencate sommariamente dal Bonaini, nell opera a stampa che ci ha lasciato l, quali fondamentali per la formazione di tale nucleo si trovano tuttora o nei fondi di originaria appartenenza o in pochi casi nei fondi successivamente ricostruiti; esse non sono state mai ordinate o schedate in modo autonomo rispetto al materiale cartaceo con il quale sono, talvolta, frammiste. Non deve pertanto sorprendere se nelle descrizioni dei singoli fondi medievali esse non sono state evidenziate. Malagola distinse la documentazione archivistica fino al 1512, quando si verificò l ultimo tentativo bentivolesco di prendere il potere della città, in tre sezioni: governo, giurisdizione del podestà, uffici subalterni. La prima di esse venne riordinata o più precisamente radicalmente scomposta tra la fine del sec. X1X e i primi del sec. XX; gli archivisti che in seguito lavorarono su tali documenti si limitarono ad introdurre qualche variante all interno dell arbitraria ristrutturazione per categorie allora adottata. La seconda e la terza - ai fondi costituenti quest ultima abbiamo però preferito dare la denominazione complessiva di uffici a competenza specifica - hanno mantenuto grosso modo fino ad oggi la struttura loro data dal Malagola anche se sono state entrambe in anni recenti o meno recenti complessivamente riesaminate al fine di individuare meglio gli archivi. o serie di singole magistrature. In generale dell antica Camera actorum sono rimaste soltanto preziose tracce nei documenti archivistici, tali da poterci, forse, far ricostruire in teoria l antica struttura, mai però riportarla tra le carte. Ciò non toglie che la documentazione attinente al periodo comunale conservataci sia assai ricca; alcune serie anzi, come quelle appartenenti all ufficio dei memoriali e alla curia dei podestà - che iniziano dal sec. X111 - sono forse uniche per completezza ed omogeneità. Il nucleo archivistico già appartenente alla medievale Camera actorum - vero e proprio archivio centrale regolato da una normativa archivistica via via presente nella legislazione statutaria cittadina dal 1288 al costituisce uno dei nuclei più importanti, intorno ai quali si verificò, lungo i decenni successivi all istituzione dell Archivio di Stato, il concentramento di altri fondi. Nella Camera actorum si conservavano i documenti prodotti od acquisiti dalle varie magistrature comunali. Ma la fisionomia dell istituto cominciò a snaturarsi a partire dalla seconda metà del sec. XV fino a modificarsi completamente lungo i secoli successivi. Nel 1452 era stato istituito l ufficio del registro presso il quale dovevano essere conservate le copie dei rogiti notarili stipulati in città e nel contado. La crescente produzione documentaria dell ufficio del registro, conservata presso la Camera actorum, fece assumere sempre più a quest ultima, che prese il nome di Archivio pubblico, i connotati di un Archivio notarile; ma di vero e proprio Archivio notarile si può parlare solo a partire dalla seconda metà del sec. XVII quando presso l ufficio del registro si sostituì l archiviazione alla registrazione degli atti, e sopratkttto quando lungo il sec. XVIII si cercò di raccogliere ad opera dell assunteria d archivio le matrici ed i protocolli originari dei notai. L assunteria preposta all archivio dedicò, nel sec. XVII e nella prima metà del successivo, scarso interesse al materiale via via l Cfr. p. 564.14 562 Guida generale degli Archivi di Stato 1 Ed anche quella di Vincenzo Lazzari che nel 1785 sostituì il Franchi nella cattedra ria e nell incarico presso l Archivio pubblico. accumulatosi presso l Archivio pubblico; solo nella seconda metà del Settecento si eseguirono alcuni riordinamenti, quali ad esempio quello attinente all ufficio delle riformagioni. Ma fu soprattutto per merito del padre benedettino Eugenio Maria Franchi, nominato nel 1770 alla cattedra de chronologia et de re diplomatica con l obbligo fra l altro di occuparsi dell Archivio pubblico, che si progettò una più vasta opera di riordinamenti. Quest ultima fu attuata solo in parte; riguardò l ufficio dei vicariati, delle bollette, delle acque, dei tribuni della plebe, dei difensori dell avere, del tribunale di rota ed alcuni fondi giudiziari del periodo comunale. Ma l opera del Franchi l fu quasi completamente cancellata agli inizi del sec. X1X, sia a causa dei coevi eventi politici, sia per l ammassarsi presso tale archivio, a seguito delle relative disposizioni napoleoniche, di una vasta mole di materiale costituito dagli atti dei notai. Un altro consistente nucleo archivistico appartiene all archivio segreto senatorio che incominciò a formarsi nei primi decenni del sec. XVI. Già i sedici riformatori dello Stato di libertà di cui il senato ereditò le funzioni, conservavano le carte presso i loro notai anziché versarle alla Camera actorum. Anche il senato e tutte le assunterie che da esso dipendevano non versavano i loro documenti all archivio centrale comunale. Va altresì ricordato che talvolta le. assunterie e lo stesso senato estrassero dalla Camera actorunz i documenti che consideravano quali precedenti delle pratiche in corso. Si spiegano così ad esempio alcune date a quo di determinate serie già appartenenti all archivio segreto senatorio. Solo nel corso del Settecento, soprattutto nella seconda metà, tramite l assunteria di cancelleria si cercò di riordinare, ma solo parzialmente, la documentazione archivistica via via raccoltasi presso l archivio del senato. Nell operare i riordinamenti e nell approntare repertori ed indici di determinate serie, alcuni dei quali peraltro ancora utili, si accolsero le suggestioni del razionalismo settecentesco. All interno delle varie magistrature, di cui si cercò di individuare i rispettivi archivi, si raggrupparono spesso i documenti per affinità di argomento, una volta ideata una classificazione per materie o fissata una tipologia formale (atti, lettere, recapiti, ecc.). La struttura dei fondi archivistici più oltre presentati deriva in parte da riordinamenti settecenteschi, in parte dal riordinamento del Malagola già ricordato. Appartiene al nucleo dell archivio segreto senatorio anche il fondo dell ambasciata bolognese a Roma, istituto che, nell ambito delle città inserite nell organizzazione dello Stato pontificio, appare anomalo. Tale fondo fu riordinato nella prima metà del Settecento; alla base della scelta archivistica settecentesca sta una scelta politica mirante a far divenire tale istituto un agguerrito strumento di lotta a tutela della secolare ma un po sonnolenta autonomia fondata sugli oramai remoti capitoli del 1447; 1 riordinamenti fatti nella prima metà del Settecento corressero in gran parte quelli compiuti nei secoli precedenti; gli indici e le rubriche compilati oltre due secoli fa sono tuttora abbastanza utili, dal momento che la struttura complessiva del fondo non ha subito ulteriori rilevanti rimaneggiamenti. Non apparteneva originariamente al nucleo dell archivio segreto senatorio, in quanto vi si aggiunse in seguito, l archivio della legazione, relativamente ai secc. XVI- universita-15 Bologna, Introduzione 563 XVIII. 1 legati, rappresentanti della sovranità pontificia, ed i rispettivi vicelegati, tenevano presso di loro i documenti che producevano, soprattutto quando riguardavano rapporti con la Santa Sede e fatti di natura politica; li portavano poi o in altre sedi in cui andavano successivamente a ricoprire cariche o a Roma (per cui si trovano oggi presso l Archivio segreto vaticano). Non qualitativamente rilevante è perciò la documentazione archivistica rimasta a Bologna; tra questa è pressoché priva di lacune quella relativa ai registri delle supplicaticmes e delle expeditiones che vennero a lungo conservati presso la Camera actoruq Un terzo nucleo documentario è quello che al momento dell istituzione dell Archivio di Stato- fu anzi il primo ad esservi accolto - proveniva dal grande archivio degli atti civili e criminali; questo era stato istituito con la confluenza di più fondi archivistici, nel Uno di questi apparteneva al tribunale del Torrone. Fino al 1525 la giustizia penale era stata attribuita al podestà cittadino; i documenti riguardanti materia penale venivano perciò depositati presso la più volte ricordata Camera actorum. Dopo tale data venne creato un apposito organo, il tribunale del Torrone, i cui membri erano di nomina legatizia o pontificia; segno evidente quest ultimo del ridimensionamento che stava subendo, anche nel settore giudiziario, la tradizionale autonomia cittadina. La documentazione via via prodotta dal tribunale del Torrone, quantitativamente assai rilevante, veniva conservata o presso la sede di esso o presso il monte di pietà. A quest ultimo fu affidato infatti, a partire dal 1565, e fino alfa ristrutturazione generale degli organi giudiziari del 1802, la gestione del foro criminale. Anche la giustizia civile, amministrata in periodo comunale dai vari «dischi» della curia podestarile, passò, a partire dai primi decenni del sec. XVI, ad un nuovo organo, il tribunale di rota. Esso esercitava la funzione giurisdizionale in prima istanza, mentre in ultima istanza giudicava il tribunale della segnatura apostolica; la documentazione relativa fu conservata in un primo tempo presso i singoli notai attuari; poi passò all Archivio pubblico (già Camera actorum) ed infine, dopo la sua istituzione, al grande archivio degli atti civili e criminali. Nel nucleo degli atti civili e criminali vanno altresì compresi sia gli archivi dei vari organi giudiziari del periodo napoleonico e dei periodi successivi, sia documenti ed archivi di magistrature del periodo comunale tolti, per mancanza di spazio, dall Archivio pubblico. 11 quarto importante nucleo archivistico da menzionare è quello appartenente alle corporazioni religiose soppresse in periodo napoleonico, tra i cui documenti se ne annoverano alcuni risalenti al sec. X (il più antico è del 922). Nell ambito bolognese l intero fondo è noto come «archivio demaniale», dall ufficio del demanio che ha provveduto al relativo versamento. Spettava infatti a tale ufficio l amministrazione dei beni delle compagnie religiose soppresse; contemporaneamente infatti agli archivi delle corporazioni religiose fu versato anche quello dell amministrazione demaniale relativamente a Bologna, Ferrara e Forlì. La struttura attuale dell intero fondo ricalca completamente quella ottocentesca; impiegati dell ufficio del demanio, nel mantenere la distinzione degli archivi per singoli conventi e monasteri, redassero nel 1834 un inventario generale che, pur con qualche difetto, è tuttora un valido strumento di corredo. Ma segni rilevanti di precedenti riordinamenti settecenteschi si trovano in quasi tutti gli archivi delle corporazioni. Nei primi periodi di vita dell istituto bolognese vennero altresì versati i fondi dei vari organi politico-amministrativi dell epoca napoleonica e della maggior parte16 564 Guida generale degli Archivi di Stato delle magistrature preunitarie. Quelle postunitarie, spesso peraltro frammentarie, via via successivamente accolte, completarono gradualmente la già ricca documentazione che si era concentrata in precedenza. Gli archivi delle magistrature fin qui menzionate costituiscono senz altro la parte qualitativamente più rilevante dell intera documentazione archivistica conservata presso l archivio bolognese, ma non l esauriscono. Assai ricca è altresì la documentazione degli archivi privati. Questi, soprattutto quando si riferiscono alle famiglie che godevano del privilegio del senatorato o a personalità che ricoprirono cariche pubbliche, sono importanti almeno quanto lo sono gli archivi delle magistrature. Molto vasti altresì, e con una ricca documentazione tre-quattrocentesca, sono i fondi del notarile e degli ospedali. BIBL.: BONAINI, pp. l-27; Notizie 1876, pp ; Relazione 1883, pp ; Notizie 1906, pp ; Ordinamento 1910, pp ; Archivi 1944, pp. 9-23; COMMISSIONE ALLEATA, p. 85 Danni guerra , pp. 4-5; Archivi 19.52, passim. G. GHIRARDACCI, Della historia di Bologna.., [parte 11, Bologna 1605, parte II, ivi 1657, parte 111, a cura di A. SORBELLI, Città di Castello 1932; L. V. SAVIOLI, Annali bolognesi, Bassano , voli. 3 in 6 tomi; L. SCARABELLI, Relazione dell importanza e dello stato degli archivi bolognesi, Bologna 1874; C. MALAGOLA, L Archivio di Stato di Bologna dalla sua istituzione a tutto il Memoria..., in Atti e memorie della r. deputazione di storia patria per le provincie di Romagna, s. 111, 1 (1883), pp ; ID., L Archivio di Stato di Bologna dal 1887 a tutto il Relazione.... ibid., s. 111, X1 (1893), pp. l-25, [20]; Chartularium studii bononiensis. Documenti per la storia dell Università di Bologna dalle origini Jino al secolo XV..., Bologna , voli. 13; G. CENGE-ITI, Camera actorum Comunis Bononie, in Archivi, 11 (1935), pp ; ID., Le carte bolognesi del secolo decimo, Bologna 1936; [ID.], Inventari e regesti dei fondi più importanti conservati nel r. Archivio di Stato di Bologna, in hras, 1 (1941), pp ; ID., 1 precedenti storici dell archivio notarile a Bologna, ibid, 111 (1943), pp ; [ID.], I lavori di riordinamento dell Archivio di Stato di Bologna, ibid, VI11 (1948), pp ; 1. ZANNI ROSIELLO, Ricerche in fondi moderni: orientamenti metodologici, Bologna 1966 (AS Bologna, Quaderni della scuola di paleografia ed archivistica, 13); Bologna. Comune ( ). Reggimento (1506-I796), [a cura di G. ORLANDELLI], Milano 1967 (FISA, Atta italica, Piani particolari di pubblicazione, 2); T. ZANNI ROSIELLO, Archivio di stato di Bologna, in Guida delle fonti per la storia dell Africa a sud del SalIara esistenti in Italia, a cura di C. GIGLIO e E. LODOLINI [sotto gli auspici dell UNESCO], I, Zug 1972, pp17 Bologna, I Antichi regimi 565 Antichi regimi Periodo comunale e signorile Si riconosce tradizionalmente nel diploma di Enrico V dell anno diploma con cui inizia il «Registro Grosso», il primo cartulario del comune - l atto di fondazione del comune di Bologna ed, almeno indicativamente, sembra questa una data accettabile, in quanto negli anni immediatamente successivi non mancarono testimonianze dell agire in campo pubblico di rappresentanti comunali e dell esistenza di una assemblea. La struttura primitiva dell organizzazione cittadina, come nelle altre città centro-settentrionali, appare articolata in due corpi collegiali, uno più ampio - l assemblea - con poteri deliberativi ed uno più ristretto - i consoli - con funzioni esecutive, militari e di giurisdizione, se pure solo civile. La sostituzione di un magistrato unico al collegio dei consoli è documentata per la prima volta nel 1151, quando la reggenza della città fu affidata al reggiano Guido da Sasso, rector et potestas, assistito da una curia di funzionari e da un consìlium sapìentum. La presenza tra questi ultimi dei quattro dottori dello Studio prefigurava quella che sarebbe stata una delle caratteristiche fondamentali della vita pubblica bolognese: l intima compartecipazione tra l organismo politico comunale e lo Studio cittadino. Nel periodo suc&ssivo si alternarono nel governo della città magistrati singoli (podestà di nomina imperiale) e corpi collegiali (consoli cittadini), assistiti da un consiglio di giudici e «treguani», finché col 1191 comparvero stabilmente podestà forestieri. L incremento demografico, il forte sviluppo economico ed il rapido mutamento operatosi nell ambiente sociale nella prima metà del sec. X111 misero prima in crisi l organizzazione aristocratica del comune incentrata sulla figura del podestà - il cui campo di effettivo intervento venne ben presto limitato dal sorgere di nuove magistrature cittadine, all esercizio dell attività giurisdizionale - e provocarono quindi la nascita di una nuova struttura organizzativa fondata sulle società d arti e d armi e rappresentata al vertice dall istituto del capitano del popolo, mentre l effettivo governo della cosa pubblica si raccolse nelle mani dei capi delle arti, gli anziani. Si tratta ovviamente di un processo evolutivo per il quale risulta arbitrario fissare date precise, anche perché gli istituti della primitiva organizzazione comunale vennero in fasi successive adattati alla mutata situazione politica. Fondamentali nelle vicende del comune bolognese furono gli avvenimenti degli ultimi decenni del sec. X111. Le lotte tra i guelfi (Geremei) ed i ghibellini (Lambertazzi) che avevano a lungo agitato l ambiente cittadino ebbero una svolta pressoché definitiva nel 1274 quando in appoggio ai Geremei scesero in campo le società d arti e d armi ed i Lambertazzi vennero cacciati dalla città. Gli «ordinamenti sacrati» e «sacratissimi» degli anni tradussero sul piano legislativo la avvenuta conquista del potere da parte delle società po-18 polari e sancirono contemporaneamente il connubio tra queste e la parte guelfa. Peraltro a modificare il quadro politico in cui agiva il comune bolognese intervenne nel 1278 un accordo tra l imperatore Rodolfo d Asburgo ed il papa Nicolò 111, a seguito del quale Bologna e la Romagna furono riconosciute immediatamente soggette alla Santa Sede. Questo passaggio dalla lontana sovranità imperiale alla più vicina ed interessata sovranità pontificia valse a limitare ogni possibilità di espansione bolognese e la stessa autonomia di governo della città. Tra la fine del sec. X111 e l inizio del XIV Bologna prese parte con alterna fortuna alle lotte che ebbero per teatro la Romagna, l Emilia e la Toscana. Nel 1327, approfittando di un momento di crisi particolarmente acuto sia sul piano militare sia relativamente agli istituti cittadini, il legato pontificio Bertrando del Poggetto ottenne che il consiglio del popolo gli conferisse la signoria sulla città. Il suo governo, ben presto caratterizzatosi in senso fortemente autoritario, durò fino al 1334 quando una rivolta costrinse il legato ad abbandonare la città. Il recupero dell autonomia comunale fu molto breve. Nel 1337 Taddeo Pepoli venne acclamato signore. Egli resse la città fino alla morte avvenuta nel settembre Gli subentrarono i figli Giacomo e Giovanni, i quali nel 1350 cedettero il potere da essi detenuto all arcivescovo Giovanni Visconti di Milano. Per un venticinquennio si succedettero al governo della città i Visconti ed i legati pontifici, finché nel marzo 1376 una rivolta, ispirata da Firenze, cacciò il legato pontificio e ripristinò le antiche strutture dell autonomo governo comunale. Si aprì così il periodo che venne chiamato della «Signoria del popolo e delle arti» e che si protrasse fino al termine del sec. XIV. Con l inizio del 1400 si ebbero nuovi tentativi da parte di diversi (i Bentivoglio - Giovanni, poi Anton Galeazzo, quindi Annibale - i Visconti, i Canetoli) di instaurare il proprio predominio sulla città; tentativi che resero a lungo incerta la situazione politica bolognese, finché nel 1443 Annibale Bentivoglio risolse a proprio favore lo scontro con i suoi vari oppositori. Egli riuscì quindi, pur con il rispetto formale delle prerogative degli organi di governo della città, ad esserne praticamente il signore. E l esercizio del potere di governo, attuato soprattutto attraverso il nuovo collegio dei,riformatori dello Stato di libertà, si fissò stabilmente nelle mani dei membri della famiglia Bentivoglio, prima Annibale fino al 1446, indi Sante dal 1446 al 1463 ed infine Giovanni 11. La conclusione nel 1447 di un accordo col papa, i «capitoli di Nicolò V» che regoleranno i rapporti tra Bologna e la Santa Sede fino al 1796, una accorta posizione di equilibrio tra i vari Stati italiani ed all interno una politica di pacificazione tra le fazioni e di incentivi allo sviluppo economico parvero assicurare una generale acquiescenza al dominio dei vari Bentivoglio, tal che, pur in assenza di una precisa legittimazione formale, essi furono effettivamente i signori della città. Verso la fine del sec. XV la posizione dei Bentivoglio prese tuttavia ad indebolirsi, poiché venne loro progressivamente a mancare sia l appoggio dell aristocrazia cittadina, per la spietata reazione dei Bentivoglio al manifestarsi di fermenti di opposizione, sia il favore popolare per una sempre più accentuata fiscalità. Unico sostegno sembrò essere la protezione del re Luigi X11, signore del Milanese, ma essa non poté impedire la conquista della città nel novembre 1506 da parte di Giulio Bentivoglio abbandonarono quindi Bologna. Un estremo tentativo di riprenderne il dominio, attuato nel maggio 1511, si concluse nel giugno dell anno successivo con la loro definitiva cacciata dalla città. Bologna entrava così stabilmente a far parte, pur con le prerogative ed i privilegi riconosciutile dai «capitoli di Nicolò V», dello Stato della Chiesa.19 Bologna, I Antichi regimi 567 COMUNE L esistenza di un deposito generale delle scritture del- comune presso la massaria - documentata fin dal e l incarico attribuito ad un notaio del podestà di rilasciare copie degli atti ivi conservati a tutti i richiedenti, costituirono i precedenti storici della camera degli atti, il primo archivio comunale. La primitiva unità di concentrazione si spezzò dopo la metà del sec. XIII, quando il dualismo podestà-capitano determinò la contemporanea esistenza di due archivi, l armarium comunis, che conservava i documenti giudiziari, finanziari e di politica estera e l armarium populi, ove erano raccolti i documenti relativi alle società d arti e d armi, alla giurisdizione del capitano ed i memoriali. Con il superamento dellà duplice organizzazione comunale anche i documenti ritrovarono una conservazione unitaria, per la quale si fissarono negli statuti lenorme relative alla consegna delle scritture da parte dei pubblici ufficiali, alla loro inventariazione e pubblicità. A seguito del riordinamento del Malagola e degli interventi successivi, la documentazione del periodo comunale si presenta suddivisa in: Governo, che raccoglie la documentazione prodotta dagli organi di direzione politica della città; Curia del podestà, ove si concentrano gli atti dell amministrazione della giustizia esercitata, in nome del podestà, dai suoi giudici preposti ai vari «dischi 1); Capitano del popolo, che, accanto ai documenti relativi alle società d arti e di armi, conserva gli atti relativi alla giurisdizione attribuita al rappresentante della pars populi; Camera del comune, che raccoglie la documentazione relativa alla gestione finanziaria; Uffici a competenza specifica, che raggruppa i documenti prodotti dagli organi amministrativi e tecnici del comune, oltre a quell organo di carattere giudiziario che è il foro dei mercanti. Tutti i fondi sono provvisti di inventari.compilati nel decennio e via via aggiornati. GOVERNO Gli atti delle magistrature che nei vari periodi si posero quali organi direttivi del comune bolognese, i documenti di carattere legislativo e quelli relativi ai diritti della città vennero raccolti, in modo arbitrario e con criteri spesso artificiosi, tra la fine del sec. XIX e l inizio del XX, in un apposito fondo recante il titolo di «governo». La complessiva documentazione venne suddivisa in tre «sezioni» e dodici «categorie» e quindi negli attuali undici gruppi, modificando - in modo pressoché irreversibile - alcune delle strutture archivistiche originarie. Per gli atti fino all anno 1454 esistono regesti sufficientemente attendibili. BIBL.: G. TAMBA, Z doctrmenti del governo del comune bolognese ( ), Bologna Privilegi, bb. 5, regg. 6 e docc. sciolti 2 (1253-l 533, con docc. in copia dal 1133). È una raccolta artificiale di documenti pubblici che danno disposizioni relativamente ai diritti ed ai doveri del comune bolognese, dello Studio e di vari collegi20 568 Guida generale degli Archivi di Stato cittadini. Vi si comprendono anche copie dei noti falsi dei privilegi di Costantino a papa Silvestro e di Teodosio 11 per lo Studio l. Si segnalano le serie < Bolle, brevi e diplomi-originali > , bb. 2. < Bolle, brevi e diplomi-copie > , bb. 3. < Bulla aurea >, 6 lu : emanata nel concilio di Firenze per l unione delle Chiese latina e greca. Diritti ed oneri del comune, in copia dal 1116). bb. 6 e regg. 16 ( , con docc. Documenti relativi alla giurisdizione del comune bolognese, quale si venne determinando attraverso i vari atti di assoggettamento di comunità del contado ed i trattati con comuni e stati vicini. A compilazioni ufficiali, tra cui i più antichi chartulari del comune, sono accostate unità archivistiche formate, spesso arbitrariamente, durante i vari ordinamenti. Devono ricordarsi: < Registro Grosso > , regg. 2 e < Registro Nuovo > , reg. 1: chartulari del comune bolognese redatti nel corso del sec. X111. < Libri iurium et confinium > , regg. 3 : compilazione di copie dei documenti relativi ai confini del territorio bolognese redatta a partire dal 1473 per disposizione del legato pontificio. x Liber paradisus > 1257, reg. 1: elenco ufficiale dei servi della gleba e degli uomini di masnada affrancati dal comune di Bologna. < Convenzioni, trattati, obbligazioni > , bb. 6: raccolta di documenti originali ed in copia concernenti i rapporti del comune con privati e comunità diverse. BIBL. : A. HESSEL, Il più antico chartularium del comune di Bologna, in L Archiginnasio, 11(1907), pp. 110-l 11; Chartularium studii bononiensi$... cit., 1, Bologna 1909, pp. l-103; Liber Paradisus con le riformagioni e gli statuti connessi [a cura. di F. GATTA e G. PLESSJ], ivi 1956; G. ORLANDELLI, Il sindacato del podestà. La scrittura da cartulario di Ranieri da Perugia e la tradizione tabellionale bolognese del sec. XII, ivi Statuti, bb. 2 e ~ ( ). Raccoglie tutte le superstiti compilazioni statutarie del comune bolognese. Vol Vol Vol Vol. IV Vol. V Vol. VI s. Vol. VII Vol. VI Vol. 1X Vol. X Vol..XI Vol. X Vol. XIII Vol. XIV Vol. XV Vol. XVI Vol. XVII Vol. XVIII Vi sono uniti < Frammenti ed indki di statuti > fine sec. X , b. 1 e < Commissioni notarili > fine sec. X111, b. 1: elenco delle commissioni per la rogazione di atti di notai defunti o assenti, compilato per disposizione degli statutari del comune. BIBL.: Statuti di Bologna dall anno all anno 1267, pubblicati per cura di L. FRATI, Bologna , voil. 3; Statuti del popolo di Bologna del secolo XIII. Gli ordinamenti sacrati e sacratissimi colle riformagioni da loro occasionate e dipendenti ed altri provvedimenti afini, pubblicati per cura di A. GAUDENZI, ivi 1888; G. FASOLI, Catalogo descrittivo degli statuti bolognesi conservati nell Archivio di Stato di Bologna, ivi 1931; ID., Gli statuti di Bologna nell edizione di Luigi Frati e la loro.formazione,*in Atti e memorie della r. deputazione di storia patria per l Emilia e la Romagna, [ns.], 1 ( ), pp ; Statuti di Bologna dell anno 1288, a cura di G. FASOLI e P. SELLA, Città del Vaticano , voli. 2; G. CENCETTI, Questioni statutarie bolognesi (a proposito della edizione degli statuti del in L Archiginnasio, XXXV (1940), pp l Cfr. G. FASOLI, G. B. PIGHI, Il privilegio teodosiano. Edizione critica e commento, in Studi e memorie per la storia dell università di Bologna, n.s., II, Bologna 1961, pp Vedere altro
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 Art. 1
 articolo 1122
 Art. 1
 Articolo 1
 Articolo 1
 art. 2
 Art. 1
 articolo 9
 Art. 1
 Art. 4
 Art. 2
 Art. 1
 articolo 87
 articolo 17
 Art. 1
 Art. 1
 ART. 1
 art. 30
 ART. 1
 ARTICOLO 1
 Art. 1