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Timestamp: 2019-07-17 01:07:43+00:00

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Prestazioni di servizi: Iva nelle operazioni estere - Fiscomania
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Prestazioni di servizi: gli adempimenti in materia di fatturazione nelle operazioni con l’estero. Ecco alcune semplici regole da seguire, e tutte le indicazioni da riportare in fattura. Fattura per prestazione di servizi con controparti estere. La guida.
I soggetti, sia imprese che professionisti, operanti in Italia, che eseguono prestazioni di servizi devono rispettare alcune regole. In realtà si tratta di prescrizioni previste dalla disciplina sull’Imposta sul Valore Aggiunto, da applicare quando ci si trova di fronte un committente estero.
Si tratta di impostazioni da applicare in modo diverso a seconda che il committente sia un privato o un soggetto titolare di Partita IVA.
Le prestazioni di servizi, negli ultimi anni, si stanno evolvendo e si sta aprendo sempre di più verso l’estero. Questo grazie anche, alle tante piattaforme Web in grado di mettere a contatto aziende e professionisti di ogni parte del mondo per commissionare prestazioni e collaborazioni.
Di fatto, se anche tu stai effettuando prestazioni di servizi con controparti estere, questo articolo ti sarà di fondamentale importanza. La corretta applicazione dell’IVA, in questi casi è indispensabile per evitare di incorrere in sanzioni.
In questo contributo ho deciso di riepilogare gli adempimenti previsti dalla disciplina dell’Imposta sul valore aggiunto (DPR n. 633/72), per le operazioni di servizi.
Prestazioni svolte da imprese e professionisti nei confronti di committenti residenti in Paesi esteri.
Sia che questi siano soggetti economici, che privati.
Infatti, di seguito voglio farti vedere come applicare correttamente l’IVA in queste fattispecie.
Prestazioni di servizi estere: le regole ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto
La normativa in materia di Imposta sul valore aggiunto, prevede all’articolo 1 del DPR n. 633/72 che:
l’IVA si applichi su tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni e sulle importazioni
articolo 1 DPR n 633/72
Da questa definizione generale si capisce come vi sia una netta distinzione tra le operazioni effettuate all’interno del territorio nazionale. Rispetto a quelle effettuate fuori da confini del nostro Paese.
In realtà, le consulenze prestate da professionisti residenti in Italia a committenti residenti in un Paese estero seguono precise regole legate all’applicazione dell’IVA. Si tratta di disposizioni diverse a seconda dei rapporti e dalla residenza del committente estero.
Le fattispecie in cui un professionista può imbattersi prevedono due variabili da tenere in considerazione:
La residenza UE o extra-UE del committente, e
La tipologia di operazione:
“B2B“, se la stessa avviene tra due soggetti passivi e
“B2C“, se il committente estero è un soggetto privato, non titolare di partita Iva.
Di seguito voglio andare ad analizzare ognuna di queste variabili. L’obiettivo è quello di capire le modalità di fatturazione che i professionisti sono tenuti ad effettuare in ciascuna di queste situazioni.
Territorialità ai fini IVA delle prestazioni di servizi
Per risolvere ognuna di queste fattispecie è necessario preliminarmente analizzare la normativa disciplinata dal DPR n 633/72. Ovvero le disposizioni in tema di territorialità delle prestazioni di servizi.
In particolare, dobbiamo prendere a riferimento i seguenti articoli che disciplinano:
La regola generale sulla territorialità delle prestazioni di servizi. L’articolo 7-ter disciplina la regola generale, per l’applicazione dell’IVA nelle prestazioni di servizi. Regola secondo cui le prestazioni di servizi sono rilevanti ai fini IVA nel territorio dello Stato al verificarsi di due fattispecie:
Quando sono rese a committenti soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato;
Quando sono rese a committenti non soggetti passivi d’imposta da soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato.
Deroghe alla disciplina generale. Gli articoli da 7-quater a 7-septies contengono delle deroghe rispetto alla regola generale della territorialità per le prestazioni di servizi. Questi articoli prevedendo differenti criteri per stabilire la rilevanza territoriale di alcune tipologie di servizi. Questo in funzione della natura del committente del servizio stesso. Sto parlando, ad esempio, delle seguenti tipologie di prestazioni:
Prestazioni di servizi relative a beni immobili;
Prestazione di trasporto passeggeri;
Prestazioni di ristorazione e catering;
Prestazioni di intermediazione, etc.
Disciplina generale della territorialità nelle prestazioni di servizi
Riassumendo, quindi, l’articolo 7-ter del DPR n 633/72 prevede che:
le prestazioni di servizi si considerino effettuate nel territorio dello Stato, cioè in Italia, quanto sono rese a soggetti passivi (imprese) aventi partita Iva stabiliti in Italia (operazioni “B2B“). Oppure, quando sono rese a soggetti privati da soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato (operazioni “B2C“)
Articolo 7-ter DPR n 633/72
Operazioni Business to Business disciplina IVA
Nelle operazioni B2B il principio di territorialità IVA prevede che sia rilevante la sede del committente. Se la sede è territorialmente rilevante in Italia l’operazione è imponibile. Se la sede è all’estero, l’operazione è non imponibile IVA. Questo ai sensi dell’articolo 7-ter, comma 1, lettera a) del DPR n 633/72.
Operazioni Business to Consumer disciplina IVA
Nelle operazioni B2C il principio di territorialità IVA prevede che sia rilevante la sede del professionista esecutore della prestazione. Se la prestazione rivolta a soggetto privato estero è effettuata da professionista con sede in Italia, l’operazione è imponibile.
A questo punto, tenendo sempre presente le regole appena commentate, occorre valutare i vari casi in cui possono trovarsi i soggetti passivi nazionali prestatori di servizi.
Trattandosi della disciplina generale ho deciso di trattare i casi prendendo a riferimento i professionisti. Unici soggetti che sono interessati dalla disciplina generale di cui all’articolo 7-ter.
Pertanto gli esempi di fatturazione seguenti, prendono a riferimento le prestazioni professionali.
Prestazioni di servizi a committenti UE privi di partita IVA
Siamo di fronte al caso in cui un professionista Italiano effettui una prestazione di servizi nei confronti di un soggetto privato. Ovvero un soggetto non titolare di Partita IVA, residente in un Paese UE.
Classico esempio è un avvocato che offre la propria consulenza online ad un soggetto tedesco, non titolare di Partita IVA.
Dobbiamo analizzare la regola della territorialità prevista dall’articolo 7-ter del DPR n. 633/72. Quando siamo di fronte ad operazioni B2C, la prestazione è imponibile nello Stato ove il professionista esecutore della prestazione ha la propria sede.
Nel nostro esempio, la sede del professionista è in Italia. Quindi, la prestazione professionale si rende imponibile IVA in Italia.
Il professionista, quindi, emetterà la fattura con IVA italiana, applicando l’aliquota in vigore per la prestazione professionale effettuata. Naturalmente, nella fattura non dovrà essere applicata alcuna ritenuta d’acconto.
Vediamo un esempio di compilazione della parte numerica della fattura:
Prestazione professionale €. 1.000
Iva 22% (su €. 1.000) €. 220
Netto a pagare €. 1.220
Prestazioni di servizi a committenti UE titolari di partita IVA
In questo caso il professionista ha ricevuto l’incarico di effettuare la propria prestazione professionale da un soggetto titolare di Partita IVA. Soggetto che può essere persona fisica o società, residente in un altro Paese UE.
Prendi l’esempio di un architetto italiano che esegue una prestazione professionale per una società francese.
Anche in questo caso, dobbiamo prendere a riferimento quanto indicato nell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72. Disciplina che per le operazioni B2B, prevede che la prestazione sia imponibile nello Stato di residenza del soggetto committente la prestazione. Nel nostro caso si tratta della società francese.
Questo significa che per le prestazioni di servizi rese a committenti UE titolari di Partita IVA, il professionista italiano emetterà a quest’ultimo una fattura per consulenza. Fattura che ai fini IVA risulterà “non soggetta“. Questo ai sensi dell’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n 633/72.
In fattura dovrà essere specificatamente indicata la dicitura
“inversione contabile“
Si tratta di una nomenclatura prevista dall’articolo 21, comma 6-bis, lettera a) del DPR n 633/72.
Esempio fattura del professionista non soggetta IVA
IVA non soggetta ai sensi dell’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n. 633/72 “inversione contabile“
Netto a pagare €. 1.000
Il professionista è tenuto a presentare il modello intrastat trimestralmente e l’esterometro. Modello utile per l’indicazione delle operazioni effettuate con committenti residenti in Paesi UE.
Ricordo che anche in questo caso in fattura non dovrà essere riportata la ritenuta d’acconto. Questo in quanto il soggetto committente, anche se titolare di Partita IVA, non assume la veste di sostituto di imposta.
I soggetti aventi sede fuori dai confini nazionali non possono mai assumere veste di sostituto d’imposta.
Prestazioni di servizi a committenti Extra-UE privi di Partita IVA
Questa fattispecie si presenta molto simile a quella prevista per il committente privato UE, ma con delle particolarità non di poco conto.
Poniamo di essere di fronte al caso di un avvocato che presta il proprio servizio nei confronti di un privato residente in Paese Extra-UE
In questo caso ci sono due aspetti da tenere in considerazione per quanto riguarda i rapporti B2C. Ovvero:
Da un lato la regola generale dell’articolo 7-ter del DPR n 633/72. Regola che prevede che le prestazioni di servizi si considerano effettuate in Italia quando un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato effettua tali prestazioni a soggetti privati;
Dall’altro lato vi è una deroga dettata dall’art 7-septies del DPR n 633/72. Deroga secondo la quale:
“in deroga a quanto stabilito dall’art. 7-ter, comma 1, lett. b), non si considerano effettuate nel territorio dello Stato … quando sono rese a committenti non soggetti passivi domiciliati e residenti fuori della Comunità: …
c) le prestazioni di consulenza e assistenza tecnica o legale“
Articolo 7-septies DPR n 633/72
In tutti questi casi, previsti dall’articolo 7-septies del DPR n. 633/7, quindi, prestazioni di assistenza tecnica e legale, la prestazione non sarà imponibile Iva in Italia.
Seguendo quanto disposto dall’articolo 7-septies, il professionista italiano, dovrà:
Emettere fattura con l’annotazione “operazione non soggetta“. Questo secondo quanto previsto dall’articolo 21, comma 6-bis, del DPR n 633/72. Sempre in applicazione dell’articolo 7- septies, comma 1, lettera i), DPR n 633/72;
Verificare nel paese Extra-Ue eventuali obblighi IVA.
Prestazioni di servizi a committenti Extra-UE imprese
In questo caso il professionista ha ricevuto l’incarico di effettuare la propria prestazione professionale da un soggetto titolare di Partita IVA.
Il committente può essere indifferentemente persona fisica o società, residente in un Paese extra-UE.
Prendi l’esempio precedente dell’architetto italiano che esegue una prestazione professionale, questa volta per una società degli Stati Uniti.
Anche in questo caso, dobbiamo prendere a riferimento quanto indicato nell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72. Disposizione che per le operazioni B2B, prevede che la prestazione sia imponibile nello Stato di residenza del soggetto committente la prestazione. Lo Stato nel nostro caso è la società americana.
Questo significa che per le prestazioni di servizi rese a committenti extra-UE titolari di Partita IVA, il professionista italiano emetterà a quest’ultimo una fattura per consulenza.
La fattura ai fini Iva risulterà “non soggetta” ad IVA.
La non applicazione dell’IVA è disciplinata dall’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n 633/72.
“operazione non soggetta“
Questo ai sensi di quanto previsto dall’articolo 21, comma 6-bis, lettera b) del DPR n 633/72.
Fattura Extra Ue non soggetta ad IVA
IVA non soggetta ai sensi dell’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n 633/72 “operazione non soggetta“
Anche in questo caso, ricordo che anche in questo caso in fattura non dovrà essere riportata la ritenuta d’acconto. Questo in quanto il soggetto committente, anche se titolare di Partita IVA, non assume la veste di sostituto di imposta. Non può essere sostituto d’imposta in quanto avente sede fuori dai confini nazionali.
Per approfondire: Guida all’emissione della fattura
Prestazioni di Servizi Estere: disciplina derogatoria
Come abbiamo visto il punto di partenza per la corretta analisi ai fini IVA della territorialità delle prestazioni di servizi dei professionisti è la regola generale. Regola dettata dall’articolo 7-ter, del DPR n 633/72.
In base a questa normativa la territorialità delle prestazioni di servizi è definita con le seguenti modalità:
Per le prestazioni B2B rileva la sede del committente (articolo 7 -ter, comma 1, lettera a), DPR n 633/1972);
Per le prestazioni B2C rileva la sede del prestatore (articolo 7- ter, comma 1, lettera b), DPR n 633/1972).
In deroga alla regola generale dettata dall’articolo 7-ter, del DPR n. 633/72, vi sono gli articoli da 7-quater a 7- septies.
Si tratta di regole che disciplinano la territorialità di alcune categorie di prestazioni di servizi. Categorie per le quali sono previsti criteri di individuazione del luogo di imponibilità IVA.
Articolo 7-quater DPR n 633/72
L’articolo 7-quater contiene alcuni servizi, particolari.
Si tratta di servizi per i quali la rilevanza territoriale ai fini IVA in Italia è individuata con un criterio differente rispetto a quello del luogo di stabilimento del committente.
La deroga in esame rientra nell’ambito di quelle “assolute“, e quindi applicabili sia nelle prestazioni “B2B”, sia in quelle “B2C”.
Di seguito sono riepilogate le prestazioni di servizi cui si rende applicabile la deroga in esame:
Articolo 7-quater, lettera a)
Prestazioni di servizi relative a beni immobili. Comprese le perizie, le prestazioni di agenzia, la fornitura di alloggio nel settore alberghiero o in settori aventi analoga funzione. Le concessioni di diritti di utilizzazione di beni immobili e le prestazioni inerenti alla preparazione ed al coordinamento dell’esecuzione dei lavori immobiliari. Tali operazioni sono rilevanti, ai fini IVA in Italia, se l’immobile è situato nel territorio dello Stato.
Art. 7-quater, lettera b)
Prestazioni di trasporto di passeggeri. Tali operazioni sono rilevanti ai fini Iva in Italia, in proporzione alla distanza percorsa nel territorio dello Stato.
Articolo 7-quater, lettera c)
Prestazioni di ristorazione e di catering. Prestazioni non rese a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto di passeggeri effettuato all’interno della Comunità. La prestazione è imponibile in Italia, quando sono materialmente è eseguita all’interno del territorio dello Stato.
Articolo 7-quater, lettera d)
Prestazioni di ristorazione e di catering. Prestazioni rese a bordo di una nave, di un aereo o di un treno nel corso di un trasporto di passeggeri effettuato all’interno della Comunità. Le prestazioni di servizi sono imponibili in Italia. Questo se il luogo di partenza del trasporto è situato all’interno del territorio dello Stato.
Articolo 7-quater, lettera e)
Prestazione di servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili, a breve termine, di mezzi di trasporto. Il criterio è quello del mezzo di trasporto messo a disposizione del destinatario:
Nel territorio dello Stato: rilevano se il mezzo è utilizzato all’interno della Ue;
Al di fuori del territorio della Ue: rilevano se il mezzo è utilizzato nel territorio dello Stato.
Articolo 7-quinquies DPR n 633/72
L’articolo 7-quinquies contiene la disciplina relativa alla territorialità di alcuni servizi. Si tratta di servizi per i quali la rilevanza ai fini IVA nel territorio dello Stato è ancorata alla materiale esecuzione dell’attività nel territorio stesso.
Si tratta delle seguenti tipologie di servizi:
Prestazioni di servizi per l’accesso a manifestazioni culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative o affini, quali fiere ed esposizioni. Nonché servizi accessori connessi con l’accesso prestati ad un soggetto passivo. In questo caso il luogo impositivo è coincidente con quello in cui tali manifestazioni si svolgono effettivamente;
Prestazioni di servizi relative ad attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative o affini, quali fiere ed esposizioni. Ivi compresi i servizi prestati dall’organizzatore di tali attività. Nonché i servizi accessori, prestati ad una persona che non è soggetto passivo. In questo caso il luogo impositivo è coincidente con quello in cui tali attività si svolgono effettivamente.
Articolo 7-sexies DPR n 633/72
L’articolo 7-sexies, del DPR n. 633/72 contiene la disciplina della territorialità IVA in relazione ad alcune tipologie di prestazioni di servizi. In particolare, si tratta di prestazioni che devono essere rese a committenti non soggetti passivi (deroga “relativa“).
Le casistiche sono le seguenti:
Articolo 7-sexies, lettera a)
Prestazioni di intermediazione in nome e per conto del cliente. In pratica, l’operazione è rilevante in Italia se le operazioni oggetto dell’intermediazione sono effettuate nel territorio dello Stato.
Articoli 7-sexies, lettera b)
Prestazioni di trasporto di beni diverse dal trasporto intracomunitario. In pratica, l’operazione è rilevante in Italia, in proporzione alla distanza percorsa nel territorio dello Stato.
Articolo 7-sexies, lettera c)
Prestazioni di trasporto intracomunitario di beni. In pratica, la prestazione è rilevante in Italia se l’esecuzione del trasporto ha inizio nel territorio dello Stato.
Articolo 7-sexies, lettera d)
Prestazioni di lavorazione, nonché le perizie, relative a beni mobili materiali, e le operazioni rese in attività accessorie ai trasporti, quali quelle di carico, scarico, movimentazione e simili. In buona sostanza l’operazione è rilevante in Italia se l’esecuzione è nel territorio dello Stato.
Articolo 7-sexies, lettera e)
Prestazione di servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili, non a breve termine, di mezzi di trasporto. L’operazione è rilevante in Italia se il committente è stabilito nel territorio dello Stato e se il mezzo è utilizzato nel territorio della Comunità. Le medesime prestazioni se rese ad un soggetto domiciliato e residente al di fuori del territorio della Comunità si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando sono ivi utilizzate.
Articolo 7-sexies, lettera f)
Inoltre, prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici. L’operazione è rilevate in Italia se il prestatore è stabilito al di fuori del territorio della Comunità: se il committente è domiciliato nel territorio dello Stato (o ivi residente senza domicilio all’estero).
Art. 7-sexies, lettera g)
Prestazioni di telecomunicazione e di tele radiodiffusione. L’operazione è rilevante in Italia se:
Prestatore è stabilito nel territorio dello Stato: se committente residente o domiciliato nel territorio della Comunità ed ivi utilizzate;
Oppure, prestatore stabilito al di fuori del territorio della Comunità: se utilizzate nel territorio dello Stato.
L’articolo 7-septies, del DPR n. 633/72 contiene la seconda delle deroghe cd. “relative“.
Per i servizi elencati in tale deroga, si stabilisce che non si considerano effettuati nel territorio dello Stato (e quindi sono fuori campo IVA). In buona sostanza la regola è valida se i servizi sono resi nei confronti di un soggetto non passivo d’imposta residente in un Paese extra-UE.
Tali servizi sono:
Articolo 7-septies, lettera a)
Prestazioni di cui all’art. 3, co. 2, n. 2), DPR n 633/1972. Sono cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti d’autore. Quelle relative ad invenzioni industriali, modelli, disegni, processi, formule e simili e quelle relative a marchi e insegne. Nonché le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti o beni similari ai precedenti.
Articolo 7-septies, lettera b)
Prestazioni pubblicitarie.
Art. 7-septies, lettera c)
Prestazioni di consulenza e assistenza tecnica o legale, nonché quelle di elaborazione e fornitura di dati e simili.
Articolo 7-septies, lettera d)
Operazioni bancarie, finanziarie e assicurative, comprese le operazioni di riassicurazione ed escluse le locazioni di casseforti.
Articolo 7-septies, lettera e)
Inoltre, la messa a disposizione del personale.
Articolo 7-septies, lettera f)
Prestazioni derivanti da contratti di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili di beni mobili materiali diversi dai mezzi di trasporto.
Articolo 7-septies, lettera g)
Concessione dell’accesso ai sistemi di gas naturale o di energia elettrica, il servizio di trasporto o di trasmissione mediante gli stessi e la fornitura di altri servizi direttamente collegati.
Articolo 7-septies, lettera h)
Si tratta di servizi di telecomunicazione e di tele radiodiffusione, esclusi quelli utilizzati nel territorio dello Stato. Questi ancorché resi da soggetti che non siano vi stabiliti.
Articolo 7-septies), lettera i)
Infine, servizi prestati per via elettronica.
Articolo 7-septies, lett. l)
Prestazioni di servizi inerenti all’obbligo di non esercitare interamente o parzialmente un’attività o un diritto di cui alle lettere precedenti.
Prestazioni di servizi Iva: conclusioni e consulenza
Detto tutto questo, ti consiglio di affidarti ad un professionista esperto. Un soggetto in grado di assisterti continuativamente sulla corretta fatturazione delle operazioni Iva. Mi riferisco ad operazioni intercorse con operatori esteri.
CONSULENZA PIANIFICAZIONE FISCALE INTERNAZIONALE
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Fiscomania Novembre 16, 2017 at 7:23
Se la prestazione di servizi offerta supera i beni ceduti come riparazione, la fattura sarà fuori campo Iva ex articolo 7-ter DPR n. 633/72. Se, invece, i beni ceduti sono rilevanti le cose cambiano e la fattura dovrà essere suddivisa tra beni e servizi con disciplina Iva diversa. Per maggiori info mi contatti in privato.
Gargol Dicembre 1, 2017 at 13:35
Buongiorno, nel caso di rilascio fattura da parte di società italiana per prestazione servizi (intermediazione) a carico di una controparte persona giuridica con sede presso le British Virgin Island (paese off -shore nella blackl ist di Bankit) valgono le stesse regole di esenzione?
Fiscomania Dicembre 1, 2017 at 16:32
Con queste informazioni posso rispondele che le regole descritte trovano applicazione. Per una risposta nel merito bisogna analizzare la situazione in dettaglio.
Lorenzo Dicembre 3, 2017 at 15:24
Buongiorno, sono un intermediatore immobiliare con sede legale in germania ed IVA tedesca specializzato in locazioni brevi per fini turistici. Per intenderci affitto case vacanza in italia ad un utenza prevalentemente tedesca e quasi mai italiana (2 casi in 4 anni di attività). Il portale è situato in Germania ed il lavoro da me svolto anche. La commissione d’agenzia viene addebitata al cliente e non al proprietario italiano, in quanto per natura stessa del mio lavoro il servizio di ricerca e prenotazione della casa vacanza è erogato al cliente che, ricordo, è all’80 % tedesco e al 20% di altre nazionalità. Vorrei solo essere sicuro di non aver alcun obbligo IVA/di fatturazione in italia, per il fatto che gli immobili sono situati nello Stato. L’unica cosa che faccio per il proprietario è ricevere dal cliente il pagamento per la lacazione, che poi viene naturalmente trasmesso al locatore. Grazie in anticipo per la cordiale risposta.
Fiscomania Dicembre 3, 2017 at 17:09
L’intermediazione che sta facendo rientra nella territorialità Iva di cui all’articolo 7-quater del DPR n. 633/72, la quale prevede che tale prestazion sia imponibile Iva nel Paese ove è situato l’immobile. Quindi, dovrà operare tramite identificazione diretta o rappresentante fiscale italiano, ai fini dell’assolvimento corretto dell’Iva.
sonia Febbraio 1, 2018 at 14:12
Sono un designer e devo fatturare un cocept design ad un cliente privato in Arabia Saudita
uso l’art. 7 septies lettera A per la fatturazione della prestazione
Fiscomania Febbraio 1, 2018 at 16:05
Bisogna vedere con dettaglio la prestazione, per rispondere.
OTTAVIA Febbraio 5, 2018 at 17:36
Ho ricevuto da un tour operator specializzato in crociere, una fattura art.7; dovrei fatturare la stessa crociera al mio cliente. Devo usare lo stesso codice IVA? Grazie
Fiscomania Febbraio 5, 2018 at 17:38
La disciplina dei tour operator è particolare. Bisogna vedere cosa è riportato in fattura per prestazione e cosa deve fatturare lei. Comunque, in generale risponderei di rifatturare con lo stesso articolo.
Claudio Febbraio 9, 2018 at 0:11
Sono un architetto con partita IVA italiana ed emetto fattura ad una Società di progettazione anche essa con partita IVA italiana. I lavori interessati riguardano la progettazione esecutiva di un immobile localizzato in Inghilterra che la società con la quale collaboro esegue per conto di un cliente “soggetto passivo” con sede UE. Nel mio caso, essendo una sorta di progettista subappaltatore della società italiana per la quale lavoro, posso emettere fattura a una partita IVA italiana ai sensi dell’art. 7-quater, senza indicare l’IVA?
Fiscomania Febbraio 9, 2018 at 7:50
Quello che conta è l’oggetto della prestazione professionale. Riguardanto la stessa un bene immobile la disciplina Iva segue l’articolo 7-quater del DPR n. 633/72.
Oscar Marzo 15, 2018 at 19:23
ho letto con piacere l’articolo e ho trovato molte risposte alle mie domande.
Mi domando se, nel caso di prestazioni di servizi a committenti UE titolari di partita Iva, si deve citare qualche articolo di legge per escludere la Ritenuta d’Acconto oltre alla menzione:
Iva non soggetta ai sensi dell’articolo 7-ter comma 1 lettera a) del DPR n. 633/72 “inversione contabile”
Fiscomania Marzo 15, 2018 at 23:58
Non si deve citare nessun articolo per l’esenzione da ritenuta di acconto, in quanto i soggetti esteri sanno che non devono applicare ritenuta italiana. Eventualmente il committente estero è tenuto ad applicare ritenuta in uscita da versare al proprio Stato di residenza. Ritenuta che però può essere disapplicata. Per maggiori info mi contatti per una consulenza specifica.
Alby Marzo 16, 2018 at 9:30
Salve, sito molto interessante, vorrei proporre i seguenti quesiti:
– Un professionista italiano che effettua consulenze/indagini di mercato in Italia ad una ditta polacca, fattura le prestazioni con : “Art. 7-septies, lettera c) – Prestazioni di consulenza e assistenza tecnica…” , è corretto ?
– Non fatturando con iva a nessun cliente italiano, l’iva su acquisti è totalmente indetraibile (ovvero: pro rata = zero) ?
– In dichiarazione iva x esercizio 2017, il fatturato (tutto estero) va in VE34 ?
– Per esercizio 2017 avendo effettuato esclusivamente operazioni art.7 il professionista potrebbe _non_ presentare la dichiarazione iva ?
Sara Marzo 16, 2018 at 10:29
devo emettere una fattura di prestazioni di servizi generici ad una cliente deceduta italiana, ma l’erede è la figlia che risiede in Svizzera.
Come emetto la fattura?
Fiscomania Marzo 16, 2018 at 11:45
Si tratta comunque di fattura territorialmente rilevante in Italia, se il soggetto è un privato.
Fiscomania Marzo 16, 2018 at 11:48
Per questo tipo di consulenze mi contatti in privato.
Michela Aprile 4, 2018 at 6:08
Ciao! Ho una Partita iva (regime forfettario) con codice di attività traduzione e interpretato. Dovrei svolgere servizi linguistici (lezioni di italiano) a una ragazza tedesca (cioè un privato senza partita iva). Come devo fare la fattura? Devo scrivere qualcosa? L’iva Non la pago comunque e non so proprio come procedere. Inoltre, per questo tipo di servizi (ma anche per le traduzioni verso P. IVA UE) devo iscrivermi al VIES? Grazie mille!
Fiscomania Aprile 4, 2018 at 7:35
Dovrà emettere fattura con le corrette indicazioni senza applicazione dell’Iva. Può trovare maggiori info a questo articolo: “operazioni estere nel regime forfettario“. Altrimenti mi contatti in privato per una consulenza. Oppure se cerca un commercialsita che possa assisterla in modo continuativo sono a disposizione. Nel caso la ricontatto in privato.
Lorenzo Aprile 6, 2018 at 10:12
Buongiorno sono residente in UK e possiedo una LTD senza partita iva perchè il mio fatturato è sotto agli 85.000 gbp.
Devo comprare del materiale dall’Italia( alcune cose da portare in UK e alcune cose da lasciare in Italia).
Alcuni firnitori italiani mi hanno fatturato senza IVA citando nella fattura: FATTURA NON SOGGETTA ALL’IMPOSTA Articolo 7-TER DPR N°633/1972.
Ovviamente dietro consiglio del loro commercialista.
È corretto? Grazie
Fiscomania Aprile 6, 2018 at 10:51
Assolutamente no, la procedura indicata non è corretta. Se si tratta di beni comunque doveva applicarsi Iva italiana.
Lorenzo Aprile 6, 2018 at 10:53
cristina Aprile 11, 2018 at 16:48
Buongiorno, ho un quesito da porvi… Fornitore svizzero, che fattura un corso di formazione avvenuto in italia… devo fare fattura ingrativa esponendo l’iva italiana? grazie
Fiscomania Aprile 11, 2018 at 17:27
Se la prestazione è B2B si applica l’articolo 7-quinquies del DPR Iva, e la fattura deve essere oggetto di autofattura da parte del committente italiano.
cristina Aprile 11, 2018 at 17:55
Eugenio Baioni Aprile 17, 2018 at 22:33
Sono un fighter professionista in contratto con una società americana.
Ogni volta che mi liquidano la borsa di un match la stessa ottiene una detrazione alla fonte
che arriva anche alla misura del 30%.
E’ perche’ mi considerano un soggetto privato e quindi non passibile di imposta operando una detrazione alla fonte?
Nel caso emettessi un invoice per “prestazione di un servizio” con regolare partita iva a me attribuita
tutto questo cambierebbe?
Fiscomania Aprile 18, 2018 at 7:22
La ritenuta in uscita riguarda tutti i compensi che escono dagli USA, nel tuo caso. Questo indipendentemente dal tipo di prestazione che offri. Quindi non cambierebbe niente. Quello che puoi fare tramite un consulente USA è fare istanza per chiedere il rimborso di questa ritenuta all’IRS USA.
angelo Maggio 2, 2018 at 17:40
salve, devo seguire una direzione lavori in svizzera per un committente privato residente in svizzera.
è corretta la seguente procedura:
emissione fattura senza iva (dell’art. 7-quater, co. 1, lett. a)
aggiungere l’iva svizzera e versarla in svizzera
Fiscomania Maggio 2, 2018 at 18:11
La risposta esatta è dipende dal tipo di prestazione. Se vuole mi contatti per una consulenza o per l’assistenza fiscale continuativa.
Micaela Maggio 3, 2018 at 9:04
salve, devo emettere una fattura di consulenza a un azienda italiana per intermediazione e pubblicità in un paese Extra UE. Infatti li accompagnamo e li mettiamo in contatto con possibili clienti.
Siccome il lavoro si svolge all’estero avevo pensato fosse esente ….. ma non ne sono certa in quanto siamo entrambi aziende italiane.

References: articolo 1

Articolo 7

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