Source: https://www.stazioneappalti.it/news/id1433-il-principio-di-rotazione-in-materia-di-appalti-si-applica-anche-alle-convenzioni-con-le-cooperative-sociali
Timestamp: 2019-07-18 01:36:19+00:00

Document:
TUTTO GARE - Il principio di rotazione in materia di appalti
Il principio di rotazione in materia di appalti si applica anche alle convenzioni con le cooperative sociali
Il principio di rotazione previsto dall' articolo 36, comma 1, del Dlgs n. 50/2016 costituisce un corollario del principio di non discriminazione ed ha carattere oggettivo, in quanto è diretto a garantire una concorrenza effettiva, onde evitare situazioni di esclusiva o monopolio nell' esecuzione dell' appalto; di tale che, questo si applica altresì alle procedure di convenzionamento con le cooperative sociali volte a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate ex articolo 5 della legge n. 381/1991.
È quanto afferma il Tar Veneto con la sentenza 583 del 28 maggio 2018 . Il caso La vicenda trae origine dalla impugnazione, da parte di una cooperativa sociale, della determinazione della Centrale unica di committenza recante l' aggiudicazione, in favore di un' altra concorrente cooperativa sociale, della procedura di convenzionamento ex articolo 5, legge n. 381/1991 per l' affidamento del servizio di pulizia degli immobili di un Comune veneto. In particolare, la cooperativa non aggiudicataria ha proposto ricorso al Tar lamentando, tra gli altri, l' illegittimità degli atti di gara, per essere la stazione appaltante incorsa nella violazione del principio di rotazione ex articolo 36, comma 1, del Dlgs n. 50/2016 per aver affidato nuovamente il servizio al gestore uscente dello stesso. Nell' accogliere il ricorso, il Collegio ha affermato, dopo aver rilevato che di fatto la cooperativa nuovamente aggiudicataria fosse stata già affidataria di altri servizi per il medesimo Comune, che il principio di rotazione - quale corollario del principio di non discriminazione - deve ritenersi applicabile anche alle procedure di convenzionamento stipulate con le cooperative sociali che svolgono attività diverse (agricole, industriali, commerciali o di servizi) finalizzate all' inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. L' approfondimento Ai sensi dell' articolo 5, comma 1, della legge n. 381 del 1991 (Disciplina delle cooperative sociali, le Amministrazioni, «anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione», possono stipulare convenzioni con cooperative sociali che svolgono le attività di cui al precedente articolo 1, comma 1, lett. b) - e cioè attività diverse (agricole, industriali, commerciali o di servizi) finalizzate all' inserimento lavorativo delle persone svantaggiate - per la fornitura di beni e servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi, il cui importo al netto dell' Iva sia inferiore alle soglie comunitarie in materia di appalti pubblici, purché le suddette convenzioni siano volte a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate. La disposizione in esame si preoccupa di circoscrivere la portata della deroga alla disciplina in tema di contratti della Pa, aggiungendo che le convenzioni «sono stipulate previo svolgimento di procedure di selezione idonee ad assicurare il rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di efficienza». La decisione Come detto, il Tar ha ritenuto fondata l' eccezione sollevata dalla cooperativa ricorrente con la quale si è censurata la legittimità degli atti di gara, per violazione del principio di rotazione di cui all' articolo 36, comma 1, del Dlgs n. 50/2016. Riprendendo il disposto normativo sopra menzionato, il Collegio ha, dunque, ribadito come il principio di rotazione costituisca un corollario del principio di non discriminazione ed ha carattere oggettivo, in quanto è diretto a garantire una concorrenza effettiva, onde evitare situazioni di esclusiva o monopolio nell' esecuzione dell' appalto. Quale corollario del principio di non discriminazione, esso si applica, quindi, anche alle procedure di convenzionamento ex articolo 5 della legge n. 381/1991. Vieppiù, la circostanza che il principio di rotazione non abbia valenza precettiva assoluta, ma solo tendenziale, non sta a significare, a detta del Tar, che esso non abbia portata generale, cosicché pure da questo punti di vista lo stesso risulta applicabile alle procedure ex articolo 5, legge n. 381 del 1991. Nel caso di specie, risultava comprovato la posizione di quasi monopolio di cui ha beneficiato negli ultimi anni la cooperativa aggiudicataria nei confronti dell' Amministrazione comunale, quale affidataria ad opera del Comune stesso di una grande quantità di servizi e, in misura minore, di lavori pubblici. Orbene, tale situazione, secondo il Collegio disvelava, nel caso de quo , una posizione di vantaggio acquisita dalla controinteressata, già affidataria nel biennio precedente dello stesso servizio messo a gara, rispetto agli altri operatori economici; di tal che, in applicazione del principio di rotazione e per l' effetto annullando i provvedimenti di affidamento, il Tar ha affermato come la detta cooperativa sociale avrebbe dovuto «saltare» quantomeno il primo affidamento successivo, risultando, pertanto, altresì illegittimo l' invito alla partecipazione operato dal Comune nei suoi confronti.

References: articolo 36
 articolo 5
 sentenza 
 articolo 5
 articolo 36
 articolo 5
 articolo 1
 articolo 36
 articolo 5
 articolo 5