Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-8-2015-0204_IT.html
Timestamp: 2019-11-22 21:11:48+00:00

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Testi approvati - Sistema europeo di autocertificazione per gli importatori di alcuni minerali o metalli originari di zone di conflitto e ad alto rischio ***I - Mercoledì 20 maggio 2015
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Sistema europeo di autocertificazione per gli importatori di alcuni minerali o metalli originari di zone di conflitto e ad alto rischio ***I
Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 20 maggio 2015, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema europeo di autocertificazione dell'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori responsabili di stagno, tungsteno, tantalio, dei loro minerali e di oro, originari di zone di conflitto e ad alto rischio (COM(2014)0111 – C7-0092/2014 – 2014/0059(COD))(1)
(1) Le risorse naturali di minerali nelle zone di conflitto o ad alto rischio, pur rappresentando un notevole potenziale di sviluppo, possono dare origine a controversie laddove i proventi del loro sfruttamento servano a finanziare l'insorgere di violenti conflitti o ad alimentarli, compromettendo gli sforzi nazionali a favore dello sviluppo, della buona governance e dello Stato di diritto. In queste zone è di importanza fondamentale, per assicurare la pace e la stabilità, interrompere il nesso esistente tra conflitti e sfruttamento illegale dei minerali.
(1) Le risorse naturali di minerali nelle zone di conflitto o ad alto rischio, pur rappresentando un notevole potenziale di sviluppo, possono dare origine a controversie laddove i proventi del loro sfruttamento servano a finanziare l'insorgere di violenti conflitti o ad alimentarli, compromettendo gli sforzi a favore dello sviluppo, della buona governance e dello Stato di diritto. In queste zone è di importanza fondamentale, per assicurare la pace, lo sviluppo e la stabilità, interrompere il nesso esistente tra conflitti e sfruttamento illegale dei minerali.
(1 bis) Le violazioni dei diritti umani sono comuni nell'industria estrattiva e possono comprendere il lavoro minorile, la violenza sessuale, le sparizioni forzate, il trasferimento forzato e la distruzione di luoghi di rilevanza spirituale o culturale.
(2) La questione riguarda zone ricche di risorse in cui governi e organizzazioni internazionali, in collaborazione con gli operatori del settore e le organizzazioni della società civile, hanno colto la sfida posta dalla volontà di ridurre al minimo il finanziamento di gruppi armati e forze di sicurezza.
(2) La questione riguarda zone ricche di risorse in cui governi e organizzazioni internazionali, in collaborazione con gli operatori del settore e le organizzazioni della società civile, incluse le organizzazioni delle donne che sono in prima linea nell'attirare l'attenzione sulle condizioni di sfruttamento imposte da gruppi armati e forze di sicurezza nonché sugli stupri e sulle violenze utilizzati per controllare le popolazioni locali, hanno colto la sfida posta dalla volontà di impedire il finanziamento di tali gruppi e forze.
La sostituzione della parola "regions" con "areas" non concerne la versione italiana.
(5 bis) Il presente regolamento è uno degli strumenti volti a eliminare il finanziamento di gruppi armati mediante il controllo del commercio di minerali provenienti da zone di conflitto; questo non pregiudica il fatto che le azioni di politica estera e di sviluppo dell'Unione europea dovrebbero essere incentrate sulla lotta contro la corruzione locale e la permeabilità delle frontiere, nonché sulla fornitura di formazione alle popolazioni locali e ai loro rappresentanti al fine di mettere in luce gli abusi.
(7) Il 7 ottobre 2010 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che invita l'Unione a legiferare in base al modello della legge statunitense sui "minerali dei conflitti", alias articolo 1502 della Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act (Legge Dodd-Frank sulla riforma dei mercati finanziari e sulla protezione dei consumatori); la Commissione ha annunciato, nelle sue comunicazioni del 2011 e 2012, la sua intenzione di riflettere sulle possibilità di migliorare la trasparenza lungo l'intera catena di approvvigionamento, compresi gli aspetti legati al dovere di diligenza. Nell'ultima comunicazione tra quelle suindicate la Commissione, in linea con l'impegno assunto in occasione della riunione del maggio 2011 del Consiglio dell'OCSE a livello ministeriale, ha inoltre sollecitato un maggiore sostegno per le Linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali e le Linee guida sul dovere di diligenza dell'OCSE e ne ha raccomandato l'applicazione, anche nei paesi non membri dell'OCSE.
(7) Nelle sue risoluzioni del 7 ottobre 2010, dell'8 marzo 2011, del 5 luglio 2011 e del 26 febbraio 2014, il Parlamento europeo ha invitato l'Unione a legiferare in base al modello della legge statunitense sui "minerali dei conflitti", alias articolo 1502 della Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act (Legge Dodd-Frank sulla riforma dei mercati finanziari e sulla protezione dei consumatori); la Commissione ha annunciato, nelle sue comunicazioni del 2011 e 2012, la sua intenzione di riflettere sulle possibilità di migliorare la trasparenza lungo l'intera catena di approvvigionamento, compresi gli aspetti legati al dovere di diligenza. Nell'ultima comunicazione tra quelle suindicate la Commissione, in linea con l'impegno assunto in occasione della riunione del maggio 2011 del Consiglio dell'OCSE a livello ministeriale, ha inoltre sollecitato un maggiore sostegno per le Linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali e le Linee guida sul dovere di diligenza dell'OCSE e ne ha raccomandato l'applicazione, anche nei paesi non membri dell'OCSE.
(8) I cittadini e gli attori della società civile dell'Unione hanno sensibilizzato l'opinione pubblica alla mancanza di obbligo per le imprese che operano nell'ambito della giurisdizione dell'Unione di rendere conto dei loro eventuali legami con attività illecite di estrazione e di commercio di minerali originari di zone di conflitto. Ne consegue che tali minerali, potenzialmente presenti nei prodotti di consumo, creano un nesso tra consumatori e conflitti in territori non UE. A tal fine i cittadini hanno chiesto, segnatamente attraverso petizioni, che al Parlamento europeo e al Consiglio siano presentate proposte legislative affinché sia riconosciuta la responsabilità delle imprese, conformemente alle linee guida e ai principi guida delle Nazioni Unite e dell'OCSE.
(8) I cittadini e gli attori della società civile dell'Unione hanno sensibilizzato l'opinione pubblica alla mancanza di obbligo per le imprese che operano nell'ambito della giurisdizione dell'Unione di rendere conto dei loro eventuali legami con attività illecite di estrazione e di commercio di minerali originari di zone di conflitto. Ne consegue che tali minerali, potenzialmente presenti nei prodotti di consumo, creano un nesso tra consumatori e conflitti in territori non UE. Di conseguenza, i consumatori sono indirettamente connessi ai conflitti che hanno gravi ripercussioni sui diritti umani, in particolare i diritti delle donne, giacché i gruppi armati spesso ricorrono allo stupro di massa come strategia volontaria per intimidire e controllare le popolazioni locali allo scopo di tutelare i loro propri interessi. A tal fine i cittadini hanno chiesto, segnatamente attraverso petizioni, che al Parlamento europeo e al Consiglio siano presentate proposte legislative affinché sia riconosciuta la responsabilità delle imprese, conformemente alle linee guida e ai principi guida delle Nazioni Unite e dell'OCSE.
Emendamenti	71, 91 e 112
(9 bis) Il presente regolamento rispecchia la necessità dell'esercizio del dovere di diligenza lungo l'intera catena di approvvigionamento dal sito di origine fino al prodotto finale, attraverso il requisito che tutte le imprese che per prime immettono sul mercato dell'Unione risorse contemplate, inclusi prodotti che contengono tali risorse, debbano avviare e pubblicare una relazione in materia di dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento. In linea con la natura del dovere di diligenza, gli obblighi di diligenza individuali di cui al presente regolamento rispecchiano la natura progressiva e flessibile dei processi di diligenza e la necessità di obblighi opportunamente modulati in funzione delle situazioni particolari delle imprese. Gli obblighi sono commisurati alla dimensione, all'influenza e alla posizione di un'impresa nella sua catena di approvvigionamento.
(11 bis) La direttiva 2014/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis prevede che le imprese con un numero di dipendenti superiore a 500 comunichino informazioni in merito a una serie di politiche, tra cui i diritti umani, la lotta contro la corruzione e l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento. La direttiva prevede che la Commissione elabori orientamenti al fine di agevolare la comunicazione di tali informazioni. La Commissione dovrebbe considerare l'inclusione in tali orientamenti di indicatori di prestazione per quanto riguarda l'approvvigionamento responsabile dei minerali e dei metalli.
1 bis Direttiva 2014/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante modifica della direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni (GU L 330 del 15.11.2014, pag. 1).
(11 ter) Molti sistemi esistenti per l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento potrebbero contribuire a raggiungere gli obiettivi del presente regolamento. Sono già in atto regimi settoriali volti a interrompere il legame tra i conflitti e l'approvvigionamento di stagno, tantalio, tungsteno e oro. Tali regimi utilizzano audit eseguiti da soggetti terzi indipendenti per certificare fonderie e raffinerie che abbiano in essere sistemi volti a garantire l'esclusivo approvvigionamento di minerali responsabile. Tali regimi settoriali potrebbero essere riconosciuti nel sistema dell'Unione. Occorre tuttavia chiarire i criteri e le procedure per il riconoscimento dell'equivalenza di tali regimi ai requisiti del presente regolamento, onde consentire il rispetto di norme elevate ed evitare la duplicazione degli audit.
(12) Attraverso la consultazione pubblica le imprese dell'Unione hanno espresso il loro interesse per l'approvvigionamento responsabile di minerali e hanno illustrato i regimi settoriali in atto, volti a perseguire i loro obiettivi nel campo della responsabilità sociale delle imprese, a rispondere alle domande della clientela o a garantire la sicurezza del loro approvvigionamento. Le imprese dell'Unione hanno tuttavia segnalato le innumerevoli difficoltà da esse incontrate nell'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento a causa della lunghezza e complessità di tali catene a livello mondiale che coinvolgono un gran numero di operatori spesso mal informati o indifferenti alle questioni etiche. La Commissione dovrebbe monitorare gli oneri legati all'approvvigionamento responsabile e al loro impatto potenziale sulla competitività, in particolare delle PMI.
(12) Attraverso la consultazione pubblica le imprese dell'Unione hanno espresso il loro interesse per l'approvvigionamento responsabile di minerali e hanno illustrato i regimi settoriali in atto, volti a perseguire i loro obiettivi nel campo della responsabilità sociale delle imprese, a rispondere alle domande della clientela o a garantire la sicurezza del loro approvvigionamento. Le imprese dell'Unione hanno tuttavia segnalato le innumerevoli difficoltà e sfide pratiche da esse incontrate nell'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento a causa della lunghezza e complessità di tali catene a livello mondiale che coinvolgono un gran numero di operatori spesso mal informati o indifferenti alle questioni etiche. La Commissione dovrebbe monitorare da vicino e comunicare gli oneri legati all'approvvigionamento responsabile, all'esecuzione di audit da parte di soggetti terzi, alle loro conseguenze amministrative e al loro impatto potenziale sulla competitività, in particolare delle PMI. La Commissione dovrebbe fornire alle microimprese e alle piccole e medie imprese assistenza tecnica e finanziaria nonché agevolare lo scambio di informazioni ai fini dell'attuazione del presente regolamento. Le PMI stabilite nell'Unione che importano minerali e metalli e attuano sistemi di diligenza dovrebbero ricevere un aiuto finanziario mediante il programma COSME della Commissione.
(12 bis) Le imprese stabilite nell'Unione che operano a valle della catena di approvvigionamento e che attuano volontariamente un sistema di approvvigionamento responsabile per minerali e metalli dovrebbero essere certificate dalle autorità competenti degli Stati membri mediante un'etichetta. La Commissione dovrebbe basarsi sulle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per fissare i criteri di concessione della certificazione e, a tal fine, può consultare il Segretariato dell'OCSE. Le condizioni per la concessione della "Certificazione di responsabilità europea" dovrebbero essere tanto rigorose quanto quelle imposte dal sistema di certificazione dell'OCSE. Le imprese che beneficiano della "Certificazione di responsabilità europea" sono incoraggiate a indicarlo sul loro sito Internet e a riportarlo tra le informazioni fornite ai consumatori europei.
(13) Le fonderie e le raffinerie sono elementi importanti delle catene di approvvigionamento mondiali di minerali in quanto rappresentano in genere l'ultimo stadio in cui è possibile garantire effettivamente il rispetto del dovere di diligenza mediante la raccolta, la diffusione e la verifica delle informazioni sull'origine dei minerali e sulla catena di custodia. Dopo questa fase di trasformazione è spesso considerato impossibile risalire all'origine dei minerali. Un elenco dell'Unione delle fonderie e raffinerie responsabili costituirebbe quindi per le imprese a valle una garanzia di trasparenza e sicurezza per quanto riguarda le pratiche del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento.
(13) Le fonderie e le raffinerie sono elementi importanti delle catene di approvvigionamento mondiali di minerali in quanto rappresentano in genere l'ultimo stadio in cui è possibile garantire effettivamente il rispetto del dovere di diligenza mediante la raccolta, la diffusione e la verifica delle informazioni sull'origine dei minerali e sulla catena di custodia. Dopo questa fase di trasformazione è spesso considerato impossibile risalire all'origine dei minerali. Lo stesso vale per i metalli riciclati, che sono stati oggetto di un numero ancora maggiore di stadi del processo di trasformazione. Un elenco dell'Unione delle fonderie e raffinerie responsabili costituirebbe quindi per le imprese a valle una garanzia di trasparenza e sicurezza per quanto riguarda le pratiche del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento. Conformemente alle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza, le imprese a monte come le fonderie e le raffinerie dovrebbero essere sottoposte a un audit svolto da soggetti terzi indipendenti relativamente alle loro pratiche in merito al dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento, anche ai fini della loro inclusione nell'elenco elle fonderie e delle raffinerie responsabili.
(13 bis) Le fonderie e raffinerie che trasformano e importano minerali e loro concentrati dovrebbero essere obbligate ad applicare il sistema dell'Unione per l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento.
(13 ter) L'utilizzo di tutti i minerali e metalli contemplati dal presente regolamento dovrebbe essere conforme ai requisiti in esso fissati. È fondamentale che gli importatori rispettino le disposizioni del presente regolamento.
(15 bis) Per garantire l'efficace attuazione del presente regolamento è opportuno prevedere un periodo di transizione di due anni onde consentire alla Commissione di elaborare un sistema di audit effettuati da soggetti terzi e agli importatori responsabili di acquisire familiarità con gli obblighi loro imposti dal presente regolamento.
(15 ter) La Commissione dovrebbe riesaminare periodicamente la propria assistenza finanziaria e gli impegni politici in relazione alle zone di conflitto e ad alto rischio dove sono estratti stagno, tantalio, tungsteno e oro, in particolare la regione dei Grandi Laghi, allo scopo di garantire la coerenza delle politiche nonché incentivare e rafforzare il rispetto della buona governance, lo Stato di diritto e soprattutto la conduzione delle attività estrattive sulla base di una visione etica.
(16) La Commissione presenta periodicamente al Consiglio e al Parlamento europeo una relazione sugli effetti del sistema. Entro tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento e successivamente ogni sei anni, la Commissione dovrebbe riesaminare il funzionamento e l'efficacia del presente regolamento, anche per quanto riguarda la promozione dell'approvvigionamento responsabile dei minerali che rientrano nel suo campo d'applicazione e provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio. Le relazioni, se necessario, possono essere corredate di opportune proposte legislative comprendenti eventualmente disposizioni vincolanti,
(16) La Commissione presenta periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sugli effetti del sistema. Due anni dopo la data di applicazione del presente regolamento e successivamente ogni tre anni, la Commissione dovrebbe riesaminare il funzionamento e l'efficacia del presente regolamento nonché il più recente impatto del sistema sul campo per quanto riguarda la promozione dell'approvvigionamento responsabile dei minerali che rientrano nel suo campo d'applicazione e provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio, e dovrebbe inoltre presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Le relazioni, se necessario, possono essere corredate di opportune proposte legislative comprendenti eventualmente ulteriori disposizioni vincolanti.
(16 bis) Nella loro comunicazione congiunta del 5 marzo 2014, la Commissione e il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza si sono impegnati ad attuare misure di accompagnamento atte a garantire un approccio UE integrato all'approvvigionamento responsabile in parallelo al presente regolamento, con l'obiettivo non solo di conseguire un elevato livello di partecipazione delle imprese nel sistema dell'Unione previsto dal regolamento ma anche di assicurare che sia adottato un approccio globale, coerente e completo per promuovere l'approvvigionamento responsabile in zone di conflitto e ad alto rischio.
1. Il presente regolamento istituisce un sistema europeo di autocertificazione del rispetto del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento, al fine di ridurre le possibilità per i gruppi armati e le forze di sicurezza12 di praticare il commercio di stagno, tantalio, tungsteno, dei loro minerali e di oro. Esso mira a garantire la trasparenza e la sicurezza relativamente alle pratiche di approvvigionamento degli importatori, delle fonderie e delle raffinerie in zone di conflitto e ad alto rischio.
1. Il presente regolamento istituisce un sistema europeo di certificazione del rispetto del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento, al fine di ridurre le possibilità per i gruppi armati e le forze di sicurezza12 di praticare il commercio di stagno, tantalio, tungsteno, dei loro minerali e di oro. Esso mira a garantire la trasparenza e la sicurezza relativamente alle pratiche di approvvigionamento degli importatori, delle fonderie e delle raffinerie in zone di conflitto e ad alto rischio.
12 "Gruppi armati e forze di sicurezza" quali definiti nell'allegato II delle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza (OCSE (2013), (OECD Due Diligence Guidance for Responsible Supply Chains of Minerals from Conflict-Affected and High-Risk Areas: Second Edition, Edizioni OCSE (2013). http://dx.doi.org/10.1787/9789264185050-en.
2. Il presente regolamento stabilisce gli obblighi di diligenza nella catena di approvvigionamento degli importatori dell'Unione che optano per l'autocertificazione come importatori responsabili dei minerali o metalli di cui all'allegato I, contenenti o costituiti da stagno, tantalio, tungsteno e oro.
2. Il presente regolamento stabilisce gli obblighi di diligenza nella catena di approvvigionamento di tutti gli importatori dell'Unione che si approvvigionano di minerali e metalli contemplati dal presente regolamento e conformemente alle Linee guida dell'OCSE. Tali linee guida sono concepite per garantire la trasparenza e la tracciabilità in merito alle pratiche di approvvigionamento degli importatori qualora essi si approvvigionino in zone di conflitto e ad alto rischio, al fine di minimizzare o prevenire i conflitti violenti e la violazione dei diritti umani riducendo le possibilità per i gruppi armati e le forze di sicurezza, quali definiti all'allegato II delle Linee guida dell'OCSE sulla diligenza ragionevole, di commercializzare questi minerali e metalli.
2 bis. I metalli che si può ragionevolmente supporre siano riciclati sono esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento.
Emendamenti	76, 97, 117 e 135
2 ter. Al fine di evitare distorsioni di mercato non intenzionali, il presente regolamento opera una distinzione tra i ruoli delle imprese situate a monte e quelle situate a valle della catena di approvvigionamento. L'esercizio del dovere di diligenza deve adeguarsi alle attività dell'impresa in questione, alle sue dimensioni e alla sua posizione all'interno della catena di approvvigionamento.
Emendamenti	77, 98, 118 e 136
Articolo 1 – paragrafo 2 quater (nuovo)
2 quater. La Commissione, in collaborazione con i regimi settoriali e conformemente alle Linee guida dell'OCSE, può fornire ulteriori linee guida sugli obblighi spettanti alle imprese, in funzione della loro posizione nella catena di approvvigionamento, per garantire che il sistema segua una procedura flessibile in grado di tener conto della posizione delle PMI.
Articolo 1 – paragrafo 2 quinquies (nuovo)
2 quinquies. Le imprese a valle devono, nel quadro del presente regolamento e conformemente alle linee guida dell'OCSE, adottare tutte le misure ragionevoli per identificare e affrontare i rischi nella loro catena di approvvigionamento dei minerali e dei metalli contemplati dal presente regolamento. In tale quadro, esse sono soggette a un obbligo d'informazione sulle loro prassi di diligenza ragionevole per un approvvigionamento responsabile.
b bis) "metalli riciclati": prodotti rigenerati destinati al consumatore finale o post-consumo, o scarti di metalli lavorati creati durante la fabbricazione dei prodotti; i metalli riciclati comprendono materiali metallici in eccesso, obsoleti, difettosi e di scarto contenenti metalli raffinati o lavorati suscettibili di essere riciclati per la produzione di stagno, tantalio, tungsteno e/o oro; i minerali parzialmente lavorati, non lavorati o che costituiscono un sottoprodotto di una diversa vena estrattiva non sono metalli riciclati;
e) "zone di conflitto e ad alto rischio": zone teatro di conflitti armati, fragili in quanto reduci da conflitti o zone caratterizzate da una governance e una sicurezza precarie o inesistenti, come uno Stato in dissesto, o da violazioni generalizzate e sistematiche del diritto internazionale, incluse le violazioni dei diritti dell'uomo;
e) "zone di conflitto e ad alto rischio": zone teatro di conflitti armati, caratterizzate da violenza diffusa e dal crollo delle infrastrutture civili, zone fragili in quanto reduci da conflitti o zone con una governance e una sicurezza precarie o inesistenti, come uno Stato in dissesto, caratterizzate da violazioni generalizzate e sistematiche dei diritti dell'uomo, come stabilito ai sensi del diritto internazionale;
g) "importatore": la persona fisica o giuridica che dichiara i minerali o i metalli contemplati dal presente regolamento ai fini dell'immissione in libera pratica ai sensi dell'articolo 79 del regolamento (CEE) n. 2913/199213 del Consiglio;
g) "importatore" la persona fisica o giuridica, stabilita nell'Unione, che fornisce una dichiarazione ai fini dell'immissione in libera pratica di minerali e metalli contemplati dal presente regolamento a proprio nome o a nome della persona per conto della quale è rilasciata tale dichiarazione; un rappresentante che rilascia la dichiarazione agendo a nome e per conto di un'altra persona o un rappresentante che agisce a proprio nome e per conto di un'altra persona sono altresì considerati importatori ai sensi del presente regolamento;
13 Regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario (GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1).
h) "importatore responsabile": un importatore che opta per l'autocertificazione secondo le norme stabilite nel presente regolamento;
i) "autocertificazione": l'atto con il quale l'interessato dichiara di rispettare gli obblighi in materia di sistemi di gestione, di gestione dei rischi, di audit ad opera di terzi e di comunicazione delle informazioni come indicato nel presente regolamento;
(L'emendamento si applica a tutto il testo laddove quest'ultimo non sia già modificato da altri emendamenti)
Articolo 2 – lettera q bis (nuova)
q bis) "regime settoriale": un insieme di procedure, strumenti e meccanismi volontari per l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento, elaborato e controllato da associazioni settoriali pertinenti, comprendente valutazioni della conformità svolte da soggetti terzi;
Articolo 2 – lettera q ter (nuova)
q ter) "gruppi armati e forze di sicurezza": i gruppi di cui all'allegato II delle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza;
a) adottare e comunicare chiaramente ai fornitori e al pubblico la propria strategia in materia di catena di approvvigionamento dei minerali e dei metalli potenzialmente originari di zone di conflitto e ad alto rischio;
a) adottare e comunicare chiaramente e sistematicamente ai fornitori e al pubblico la propria strategia in materia di catena di approvvigionamento dei minerali e dei metalli potenzialmente originari di zone di conflitto e ad alto rischio;
Emendamenti	85, 126 e 145
Qualora un'impresa possa ragionevolmente concludere che le risorse sono ottenute unicamente da materiali riciclati o di scarto, essa, tenendo debitamente conto della riservatezza delle informazioni commerciali e di altre considerazioni legate alla concorrenza,
a) rende pubbliche le sue conclusioni, e
b) descrive in maniera ragionevolmente dettagliata le misure di diligenza applicate nell'arrivare a tale conclusione;
Articolo 6 – comma 2 bis (nuovo)
Gli importatori di metalli fusi e raffinati certificati come importatori responsabili sono esentati dalla realizzazione di audit affidati a soggetti terzi indipendenti, a norma dell'articolo 3, paragrafo 1 bis, a condizione che presentino prove sostanziali del fatto che tutte le fonderie e le raffinerie della loro catena di approvvigionamento rispettano le disposizioni del presente regolamento.
Elenco degli importatori responsabili
1. Sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri nelle loro relazioni, a norma dell'articolo 15, la Commissione adotta e pubblica una decisione in cui sono elencati i nomi e gli indirizzi degli importatori responsabili di minerali e metalli contemplati dal presente regolamento.
2. La Commissione adotta l'elenco basandosi sul modello figurante all'allegato I bis e conformemente alla procedura consultiva di cui all'articolo 13, paragrafo 2.
3. La Commissione aggiorna tempestivamente le informazioni contenute nell'elenco e le pubblica, anche su Internet. La Commissione rimuove dall'elenco i nomi degli importatori che, in assenza delle necessarie azioni correttive da parte degli importatori responsabili, non sono più riconosciuti quali importatori responsabili dagli Stati membri a norma dell'articolo 14, paragrafo 3.
Obblighi relativi al dovere di diligenza per le fonderie e le raffinerie
1. Le fonderie e raffinerie con sede nell'Unione che trasformano e importano i minerali e i loro concentrati hanno l'obbligo di applicare il sistema europeo sul dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento, oppure un sistema di diligenza riconosciuto come equivalente dalla Commissione.
2. Le autorità competenti degli Stati membri si accertano della corretta applicazione da parte delle fonderie e raffinerie del sistema europeo sul dovere di diligenza. In caso di inadempimento di tali obblighi, le autorità provvedono a notificarlo alla fonderia o raffineria, chiedendo di adottare misure correttive per conformarsi al sistema europeo di diligenza. In caso di reiterato inadempimento , le autorità competenti degli Stati membri applicano delle sanzioni per violazione al presente regolamento. Tali sanzioni cessano nel momento in cui la fonderia o raffineria provvede a conformarsi alle disposizioni del presente regolamento.
1. Sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri nelle relazioni di cui all'articolo 15, la Commissione adotta e pubblica una decisione in cui sono elencati i nomi e gli indirizzi delle fonderie e delle raffinerie responsabili per i minerali contemplati dal presente regolamento.
1. Sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri nelle relazioni di cui all'articolo 15, la Commissione adotta e pubblica una decisione in cui sono elencati i nomi e gli indirizzi delle fonderie e delle raffinerie responsabili.
2. La Commissione inserisce nell'elenco di cui al paragrafo 1 le fonderie e le raffinerie responsabili che si approvvigionano, almeno in parte, nelle zone di conflitto e ad alto rischio.
2. La Commissione inserisce nell'elenco di cui al paragrafo 1 le fonderie e le raffinerie responsabili che si approvvigionano, almeno in parte, nelle zone di conflitto e ad alto rischio. Tale elenco viene elaborato tenendo in considerazione i regimi di diligenza esistenti nel settore equivalente, a livello governativo o altri regimi di diligenza concernenti i minerali e i metalli rientranti nell'ambito del presente regolamento.
3. La Commissione adotta l'elenco stilato secondo il modello figurante nell'allegato II e conformemente alla procedura di regolamentazione di cui all'articolo 13, paragrafo 2. Il Segretariato dell'OCSE è consultato.
3. La Commissione adotta l'elenco stilato utilizzando il modello figurante nell'allegato II e conformemente alla procedura consultiva di cui all'articolo 13, paragrafo 2. Il Segretariato dell'OCSE deve essere consultato.
4. La Commissione aggiorna tempestivamente le informazioni contenute nell'elenco. Essa cancella dall'elenco i nomi delle fonderie e delle raffinerie che non sono più riconosciute come importatori responsabili dagli Stati membri conformemente all'articolo 14, paragrafo 3, o i nomi di quelle che intervengono nella catena di approvvigionamento di importatori che non sono più riconosciuti come importatori responsabili.
4. La Commissione aggiorna tempestivamente le informazioni contenute nell'elenco e le pubblica, anche su Internet. Essa cancella dall'elenco i nomi delle fonderie e delle raffinerie che non sono più riconosciute come importatori responsabili dagli Stati membri conformemente all'articolo 14, paragrafo 3, o i nomi di quelle che intervengono nella catena di approvvigionamento di importatori che non sono più riconosciuti come importatori responsabili.
2. La Commissione elabora una decisione relativa alla pubblicazione, anche su Internet, di un elenco delle autorità competenti stilato secondo il modello figurante nell'allegato III e conformemente alla procedura di regolamentazione di cui all'articolo 13, paragrafo 2. La Commissione aggiorna regolarmente tale elenco.
2. La Commissione elabora una decisione relativa alla pubblicazione, anche su Internet, di un elenco delle autorità competenti stilato utilizzando il modello figurante nell'allegato III e conformemente alla procedura consultiva di cui all'articolo 13, paragrafo 2. La Commissione aggiorna regolarmente tale elenco.
1. Le autorità competenti degli Stati membri effettuano adeguati controlli ex post allo scopo di garantire che gli importatori dei minerali e dei metalli contemplati dal presente regolamento, che si sono autocertificati come importatori responsabili, adempiano agli obblighi conformemente agli articoli 4, 5, 6 e 7.
1. Le autorità competenti degli Stati membri effettuano adeguati controlli ex post allo scopo di garantire che gli importatori dei minerali e dei metalli contemplati dal presente regolamento adempiano agli obblighi conformemente agli articoli 4, 5, 6 e 7.
2. I controlli di cui al paragrafo 1 sono eseguiti adottando un approccio basato sui rischi. I controlli possono inoltre essere effettuati qualora l'autorità competente sia in possesso di informazioni pertinenti, anche sulla base di indicazioni comprovate fornite da terzi, relative all'osservanza del presente regolamento da parte di un importatore responsabile.
2. I controlli di cui al paragrafo 1 sono eseguiti adottando un approccio basato sui rischi. I controlli sono inoltre effettuati qualora l'autorità competente sia in possesso di informazioni pertinenti, anche sulla base di indicazioni comprovate fornite da terzi, relative all'osservanza del presente regolamento da parte di un importatore responsabile.
Al fine di offrire chiarezza e certezza agli operatori economici e renderli coerenti tra di loro, in particolare le PMI, la Commissione, in consultazione con il Servizio europeo per l'azione esterna e l'OCSE, predispone orientamenti non vincolanti sotto forma di un manuale per le imprese in cui è spiegato come applicare al meglio i criteri per i settori che possono rientrare nell'ambito di applicazione del presente regolamento. Tale manuale si basa sulla definizione di zone di conflitto e ad alto rischio di cui all'articolo 2, lettera e), del presente regolamento e tiene conto delle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza in tale settore.
Articolo 13 – paragrafo 2 – secondo comma
Se il parere del comitato deve essere ottenuto mediante procedura scritta, la procedura viene chiusa senza esito, entro la scadenza prevista per la trasmissione di un parere, qualora lo decida la presidenza del comitato o lo richieda la maggioranza semplice dei membri del comitato.
(2 bis) Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011.
1. La Commissione presenta, se del caso, entro il periodo transitorio, una proposta legislativa in cui si definiscono le misure di accompagnamento al fine di migliorare l'efficacia del presente regolamento in linea con la comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio dal titolo "Approvvigionamento responsabile dei minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio. Verso un approccio integrato dell'UE" (JOIN (2014) 8).
Le misure di accompagnamento atte a garantire un approccio integrato dell'UE al dovere di approvvigionamento responsabile prevedono:
a) il sostegno alle imprese che si approvvigionano responsabilmente, sotto forma di incentivi, assistenza e orientamento di natura tecnica alle imprese, tenendo conto della situazione delle piccole e medie imprese e della loro posizione nella catena di approvvigionamento, così da facilitare l'ottemperanza ai requisiti del presente regolamento;
b) un dialogo politico permanente con i paesi terzi e altri attori, compresa la possibilità di armonizzazione con i sistemi nazionali e regionali di certificazione e la cooperazione con le iniziative pubblico-privato;
c) il perseguimento mirato della cooperazione allo sviluppo con i paesi terzi, in particolare mediante aiuti per la commercializzazione di minerali senza conflitto e il miglioramento delle condizioni delle imprese locali affinché possano conformarsi al presente regolamento;
d) una stretta cooperazione con gli Stati membri per attuare le iniziative complementari nel settore dei consumatori, dell'informazione ai consumatori e agli investitori nonché altri incentivi che promuovano un comportamento responsabile delle imprese e delle clausole di prestazione dei contratti di approvvigionamento firmati dalle autorità ai sensi della direttiva 20014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio1a.
2. La Commissione presenta una relazione annuale sulla prestazione delle misure di accompagnamento attuate ai sensi del paragrafo 1, nonché sul loro impatto e la loro efficacia.
1a Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65).
Il presente regolamento si applica a decorrere dal …*
*Due anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Allegato II – colonna C bis (nuova)
Colonna C bis: Tipo di minerale
(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente per un nuovo esame conformemente all'articolo 61, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento del Parlamento (A8-0141/2015).

References: articolo 1502
 articolo 1502

Articolo 1

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Articolo 2

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Articolo 6

Articolo 13