Source: http://www.protezioneanimalisaronno.org/animali-in-citta/
Timestamp: 2018-08-20 22:19:17+00:00

Document:
ANIMALI IN CITTÁ – P.A.S. – Protezione Animali Saronno ONLUS
Home / ANIMALI IN CITTÁ
Informati sul regolamento comunale a tutela degli animali (o equivalente) della tua città. Per maggiori info, vedi l’apposita scheda.
La legge permette l’accattonaggio, il chiedere elemosina con animali?
L’accattonagio con animali al seguito è ormai riconosciuto come maltrattamento e chi maltratta un animale commette un reato perché lo costringe a vivere in condizioni incompatibili con le peculiarità e i bisogni propri della specie a cui l’animale appartiene.
E oggi sono moltissimi ormai i comuni italiani che quindi vietano l’accattonaggio con cani, gatti, o altri animali. Il divieto è rintracciabile nell’apposito regolamento comunale per la tutela degli animali, oppure (laddove questo non esista ancora) nel regolamento di polizia urbana, o ancora può essere sancito da un’apposita ordinanza del sindaco (così è successo a Roma nel 1997, mediante un’ordinanza che sanciva: “È fatto divieto assoluto di utilizzare per la pratica dell’accattonaggio animali domestici e/o selvatici, soprattutto con cuccioli lattanti, nonché animali in cattivo stato di salute in particolare cagne debilitate per gravidanze ripetute o comunque animali detenuti in evidenti condizioni di maltrattamento“).
Feder F.I.D.A. sta reperendo e via via pubblicando tutti i regolamenti comunali che interessano la tutela e il benessere degli animali.
Con la Sentenza n. 25474/2007, la Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui il possesso (o anche la sola detenzione) di un animale, determina l’obbligo di custodia per il proprietario, o per colui che detiene l’animale.
Significa che se il nostro cane girovaga libero e in condizione di poter potenzialmente danneggiare (oggetti, strade) o ferire e poi il cane effettivamente danneggia o ferisce, la colpa è nostra. Denunciando un reato di questo tipo, si sottolinea la responsabilità del proprietario, il suo dover non solo vigilare sul proprio animale, ma anche su eventuali danni che l’animale, per carattere o per altre peculiarità, potrebbe causare.
NOTA: una buona guida può risolvere tantissime cattive abitudini di un cane, per cui se un dato proprietario non solo fosse incapace di occuparsi di tale guida, ma fosse persino propenso ad assecondare certi atteggiamenti nocivi o pericolosi per altri animali o persone, c’è la possibilità di far sequestrare l’animale stesso.
Quando si può parlare di “colonia felina”?
Per sapere cosa dice la legge della nostra città in merito a queste situazioni, innanzitutto è necessario conoscere il regolamento tutela animali. Laddove non esista, si cerchi il regolamento di polizia municipale, che di norma tratta argomenti simili. Se nemmeno questo esiste, si deve fare riferimento alla legge regionale apposita.
Alcuni comuni presentano infatti già articoli specifici nei propri che vietano questo tipo di vendite (es., il Regolamento tutela animali di Roma – art. 20, punto 4).
Impara le leggi che regolamentano la questione “animali e condominio”: fai riferimento all’apposita scheda Animali e condominio
Non possono impedirti di curare le colonie e inoltre non devono compiere atti tali da mettere a repentaglio la vita dei gatti. Fai riferimento all’apposita scheda Animali e condominio
Se sei in affitto, invece, l’unico vero divieto valido è quello di tipo contrattuale, cioè inserito nel tuo contratto di affitto dal locatore. Per tutte queste questioni fai riferimento all’apposita scheda Animali e condominio
I gatti liberi che vivono nel territorio sono tutelati dal Comune e dalla ASL Veterinaria e ne è vietato lo spostamento dall’habitat (luogo pubblico o privato) dove i felini trovano cibo, rifugio e protezione. Per parlare di vera e propria colonia felina, però il numero dei gatti deve essere pari o superiore a 10.
L’abbaiare (diurno) di un cane può essere considerato disturbo della quiete pubblica ed essere passabile di denuncia?
Se il cane che abbaia – di giorno – infastidisce solo il vicino, “il fatto non sussiste”: per essere considerato disturbo, infatti, deve essere rilevato da una “pluralità di persone” e deve consistere in rumori obiettivamente in grado di incidere sulla tranquillità di un numero indeterminato di persone. Vuol dire che è inutile querelare il vicino di casa per disturbo alla quiete pubblica anche se il suo cane abbaia in continuazione, nel caso in cui a lamentarsi sia solo la persona che denuncia, o un solo nucleo familiare e se, in sostanza, il rumore prodotto non sia dimostrabile come concretamente molesto per la quiete pubblica. La distinzione è nata per ovviare a prevedibili faide tra vicini, con lo scopo di evitare che un solo individuo, magari per motivi personali o vecchi litigi, potesse sfruttare l’abbaio del cane per fare un dispetto, denunciando, al vicino. Riferimenti: sentenza Cassazione 1394/2000; sentenza Cassazione n. 1109 del 9 dicembre 1999.
L’abbaiare (notturno) di un cane può essere passabile di denuncia?
Chi non riesce a dormire a causa dell’abbaiare ininterrotto dei cani ha diritto ad un risarcimento. E il risarcimento spetta anche se il disturbo riguardi una persona singola. Considerato anche che “l’abbaiare di cani, specialmente di notte, è un fatto potenzialmente idoneo a disturbare il riposo, o l’occupazione, di persone che risiedano nelle vicinanze della fonte del rumore”. Riferimenti: sentenza Cassazione n. 26107/2006
Cos’è il C.I.T.I.E.S.?
Qual è la “legge sulla caccia” in Italia?
La L. n.157/1992 “Norme protezione fauna selvatica selvatica omeoterma e per prelievo venatorio”.
CURA/STERILIZZAZIONE di RANDAGI – ASL VETERINARIA
Per sterilizzare gatti occorre iscriversi come titolari di colonia felina presso la Asl di zona, attendere la visita del servizio veterinario che censisce la colonia e poi si potrà prendere appuntamento per la sterilizzazione gratuita del gatto
Le forze dell’ordine / polizia municipale / veterinari ASL hanno rifiutato di accogliere una denuncia/di rispondere e verificare una segnalazione per maltrattamenti-irregolarità con animali: cosa devo fare?
Non possono rifiutarsi e non possono addurre scuse del tipo “non ci compete”, “chiami (altra forza dell’ordine)”, “non possiamo intervenire”: si tratterebbe d’Omissione d’atti d’ufficio, reato perseguibile penalmente. Leggi l’apposita scheda
Chi maltratta un animale commette un reato e in base alla Legge 189/2004 può essere punito con l’arresto fino a 1 anno, o con un’ammenda sino a 10.000 euro: le leggi 281/1991 e 189/2004 stabiliscono che è vietato abbandonare, picchiare, uccidere un animale, così come costringerlo a vivere in condizioni incompatibili con le peculiarità e i bisogni propri della specie a cui l’animale appartiene. Nei casi di maltrattamento più particolari, occorre considerare anche le leggi regionali , e i regolamenti comunali.
Porta l’animale da un veterinario e poi segnala il tutto alle autorità (polizia, carabinieri, etc.), meglio se avendo con te il referto del veterinario. Qualora tu incorra in un’esca o boccone avvelenati, NON manipolarli a mani nude e inoltre ponili in sacchetto di plastica, da far poi recapitare alla Polizia Provinciale. Si veda anche la scheda.
Le esche spesso si presentano in varie forme, leggi tutto nella scheda.
Ci sono regole a seconda che si tratti di animali domestici, oppure selvatici. Si veda l’apposita scheda
Le nuove disposizioni di Legge in materia di soccorso agli animali vittime di incidenti stradali hanno introdotto per tutti l’obbligo di fermarsi e soccorrere un animale ferito e, finalmente, i mezzi di soccorso e di vigilanza animale sono equiparati a tutti gli effetti alle ambulanze e alle polizie. Inoltre, potrà essere riconosciuto lo “stato di necessità” per il trasporto di animali in gravi condizioni, così come avviene per gli umani. Vedi anche l’apposita Scheda
Oggi anche l’animale ha diritto di essere soccorso in caso di incidenti stradali e chi si occupa della loro cura urgente non può essere sanzionato se, per raggiungere un ambulatorio veterinario, viola il Codice della Strada. Lo ha stabilito il Senato con l’approvazione dell’articolo 32 delle “Disposizioni in materia di sicurezza stradale” (vedi anche l’apposita Scheda).
Avvisa il 112 o il 113 e anche l’ANAS, responsabile della gestione e della sicurezza autostradale. Sarà loro compito organizzarsi per bloccare il traffico (anche diramando avvisi agli automobilisti via radio, se necessario) e consentire così il recupero degli animali da parte delle strutture competenti (strutture che loro stessi dovranno avvisare)
L’argomento è troppo ampio per esaurirlo come si deve con risposte brevi, guarda l’apposita scheda Viaggiare con animali
In base al Decreto Leg. n.112 del 31 marzo 1998 (art. 105, comma 2, lettera l *), i Sindaci (delegati dalle Regioni), oltre alle capitanerie di porto, possono prevedere la possibilità di fornire libero accesso agli animali d’affezione in alcuni arenili. Per ora, purtroppo, possibilità non significa sempre concretizzazione.
*D. Leg. 112/1999 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59”. La parte citata è: Art. 105 – Funzioni conferite alle regioni e agli enti locali
l) al rilascio di concessioni di beni del demanio della navigazione interna, del demanio marittimo e di zone del mare territoriale per finalita’ diverse da quelle di approvvigionamento di fonti di energia; tale conferimento non opera nei porti e nelle aree di interesse nazionale individuate con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 dicembre 1995.

References: Sentenza 
 art. 20
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 105