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Timestamp: 2018-11-18 19:32:56+00:00

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Figuraccia al comune di Sarno. I Canfora's si beccano la bocciatura del Tribunale sul personale e fanno uno scivolone da dilettanti, beccandosi l'etichetta da anti-sindacalisti, pur essendo un'amministrazione di centrosinistra.
Annullata la pianta organica del Comune di Sarno: il giudice del lavoro, la dottoressa Raffaella Caporale del tribunale di Nocera Inferiore, ordine al Comune di Sarno di cessare immediatamente la condotta antisindacale e ordina anche la rimozione degli atti e degli effetti relativi a quelle che erano le contestazioni fatte dai sindacati del comune di Sarno. L'ente dovrà anche pagare mille e 500 euro per le spese di lite. La sentenza dello scorso 17 maggio davanti al tribunale ordinario di Nocera Inferiore, sezione lavoro. La dottoressa Raffaella Caporale ha emesso la sentenza accogliendo quelle che erano state le osservazioni della Cisl provinciale di Salerno, la CGIL provinciale di Salerno, la UIL provinciale di Salerno in merito a una delibera comunale di Sarno, ovvero la 113 del 4 luglio 2017.
La nuova dotazione organica
In quella delibera è stata approvata la nuova dotazione organica e il nuovo assetto organizzativo dell'ente con cui il comune aveva ridisegnato già la sua organizzazione strutturale sostituendo ogni altro provvedimento o disposizione presente precedentemente adottato. In merito all'istituzione delle qualifiche dirigenziali, potenziamento degli uffici di staff, gestione servizi sociali in collaborazione col piano di zona, definizione dei posti previsti nella precedente dotazione organica rispetto alla nuova previsione, articolazione della struttura organizzativa in altro settore, accorpamento di alcuni settori in base alle esigenze organizzative, i sindacati avevano evidenziato che l'atto andava annoverato tra gli atti di valenza generale concernenti il rapporto di lavoro e organizzazione degli uffici, e gestione complessiva delle risorse umane e quindi i sindacalisti avevano lamentato il comportamento antisindacale messo in campo dal Comune di Sarno per aver violato l'obbligo di informazione preventiva sindacale.
Infatti la delibera di giunta fatta il 4 luglio 2017 era stata comunicata solo dopo l'adozione, ovvero il 4 agosto 2017. Il comune in giudizio si era difeso sostenendo l'insussistenza del caso e soprattutto dell'obbligo di informazione preventiva ai sindacati. Eppure, secondo il giudice le cose non stanno esattamente così: infatti nella gestione delle risorse umane così come prevede il contratto nazionale del lavoro è necessario sempre tener conto della professionalità dei dipendenti degli assetti organizzativi e di tutto quello che concerne i servizi ed in più, è necessario anche informare periodicamente e tempestivamente i soggetti sindacali. E' per questo motivo che il ricorso è stato accolto ed il comune condannato, non solo a cessare il comportamento antisindacale, ma anche a rimuovere subito la delibera ma anche a pagare tutte le spese.
Russo della Uil Fpl provinciale: "Questa sentenza dà dignità ai lavoratori e all’operato del sindacato”
"Il 4 luglio scorso, l'Amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Canfora ha approvato la nuova dotazione organica e l'assetto organizzativo dell'Ente, con cui il Comune ha approvato tutta la sua organizzazione strutturale sostituendo ogni altro provvedimento o disposizione precedentemente adottato con riferimento all'istituzione delle qualifiche dirigenziali, al potenziamento degli uffici di staff, alla gestione dei servizi sociali in collaborazione l'ufficio del Piano di Zona, alla diminuzione dei posti previsti nella precedente dotazione organica rispetto alla nuova previsione, all'articolazione della struttura in otto settori e all'accorpamento di alcune unità operative in base alle esigenze lavorative. Una questione sin da subito denunciata dai sindacati, che hanno sempre definito il provvedimento antisindacale poiché aveva violato l'obbligo informazione preventiva previsto dalla legge. "Solo un mese dopo ci era stato comunicata la decisione", ha detto Giuseppe Russo, segretario della Uil Fpl Salerno. "La magistratura ha riconosciuto che l'atto del Comune andava annoverato tra gli atti di valenza generali concernenti il rapporto di lavoro, l'organizzazione degli uffici e la gestione complessiva delle risorse umane. E' una sentenza importante perché tutela il ruolo del sindacato e l'operato dei lavoratori. La necessaria valorizzazione e riqualificazione dei dipendenti in servizio al Comune di Sarno necessitava di una riflessione con i sindacati, ma questo non è avvenuto. Speriamo che il Comune di Sarno si ravveda degli errori fatti".
La replica dell'amministrazione: "E' colpa degli uffici"
Il Sindaco e l'Amministrazione comunale, a proposito del provvedimento emesso dal Tribunale di Nocera Inferiore e degli articoli apparsi su alcune testate, lamentano ancora una volta che l'informazione è carente e che nessun membro della maggioranza è stato ascoltato, fornendo così una versione distorta della notizia. L'atto non è una sentenza definitiva nemmeno di primo grado, ma è un decreto emesso dopo una velocissima istruttoria, che sarà impugnato nel termine di quindici giorni, come previsto dalla legge. Responsabili dell'iter amministrativo della delibera sono gli uffici e non la Giunta. L’Amministrazione ha sempre dimostrato attenzione e rispetto per le norme sindacali e per i rappresentanti del sindacato. Gli uffici avevano esposto le modifiche in una riunione succcessiva all'approvazione della delibera, a cui tutti sindacati hanno partecipato, dando loro quindi ogni opportunità di esprimersi.
Il punto di disaccordo era costituito dalla nomina dei dirigenti ma le rimostranze dei sindacati sono state verbalizzate e tenute in considerazione. Per il 2018 - 2020, la procedura ripartirà e ci sarà una nuova delibera che annullerà quella impugnata, che è già stata inviata alle sigle sindacali, che saranno di nuovo liberi di esprimersi, ponendo fine quindi al contenzioso. Poco rispettose appaiono alcune considerazioni perchè allo stesso modo si potrebbe definire dilettanti chi non riesce a comprendere la differenza tra un decreto ed una sentenza passata in giudicato.

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