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Timestamp: 2019-05-26 12:03:19+00:00

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Art. 37 codice penale - Pene accessorie temporanee: durata - Brocardi.it
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Articolo 37 Codice penale
Pene accessorie temporanee: durata
Dispositivo dell'art. 37 Codice penale
Quando la legge stabilisce che la condanna importa una pena accessoria temporanea, e la durata di questa non è espressamente determinata, la pena accessoria ha una durata eguale a quella della pena principale inflitta, o che dovrebbe scontarsi, nel caso di conversione, per insolvibilità del condannato [136]. Tuttavia, in nessun caso essa può oltrepassare il limite minimo e quello massimo stabiliti per ciascuna specie di pena accessoria [79, 139, 140] (1) (2).
(1) Per quanto attiene alla materia della circolazione stradale si rimanda alle disposizioni di cui all'art. 116, comma 18, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285,poi modificato dall'art. 19, c. 1, d.lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.
(2) Salvo poche eccezioni, le pene accessorie hanno durata temporanea, determinata con vari criteri: misura fissata dal legislatore; discrezionalità del giudice entro i limiti indicati; in mancanza dei primi due, soccorre il principio di equivalenza cronologica alla pena principale.
La norma risponde all'esigenza di porre dei limiti alla durata delle pene accessorie.
Spiegazione dell'art. 37 Codice penale
La norma in oggetto specifica che, quando non è determinata dal codice la durata di una pena accessoria temporanea, questa va intesa come applicata per tutta la durata della pena principale.
Tuttavia, la durata non potrà mai essere inferiore nel minimo e superiore nel massimo a quella prevista per le singole disposizioni in materia, soprattutto dall'art. 79 disciplinante i limiti di aumento delle pene accessorie nei casi di concorso di reati.
Sulla questione della determinatezza o meno delle singole pene accessorie è intervenuta la Cassazione a sez. unite (sent. n. 640/15), la quale ha stabilito che sono riconducibili al novero delle pene accessorie non determinate dalla legge quelle per le quali sia previsto un minimo ed un massimo edittale ovvero uno soltanto dei suddetti limiti, ragione per cui la loro durata deve essere dal Giudice uniformata a quella della pena principale inflitta.
In sintesi dunque, se la legge determina la durata della pena accessoria in misura fissa (ad es. anni cinque ex art. 29) non si pone alcun problema; se invece è previsto solo un limite minimo e massimo di durata, il Giudice dovrà sì rispettare i limiti, ma non potrà deciderne l'entità temporale e potrà solamente uniformare la pena accessoria a quella principale.
Massime relative all'art. 37 Codice penale
Cass. pen. n. 8041/2018
La durata delle pene accessorie temporanee previste dall'art. 12 del d.lgs 10 marzo 2000, n. 74, conseguenti alla condanna per reati tributari, deve essere dal giudice uniformata, ai sensi dell'art. 37 cod. pen., a quella della pena principale inflitta.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 8041 del 20 febbraio 2018)
Cass. pen. n. 4916/2017
In tema di reati tributari, la durata delle pene accessorie temporanee previste dall'art. 12 del D.L.vo n. 74/2000 va fissata nella stessa misura di quella delle pene principali, in applicazione della regola stabilita dall'art. 37 c.p., ogni qual volta essa rientri nella forbice segnata dai minimi e dai massimi stabiliti per ciascun tipo di pena dal medesimo art. 12. (Nella specie, alla stregua di tale principio, in un caso in cui, a fronte di una condanna ad otto mesi di reclusione, la durata delle pene accessorie previste dal comma 1, lett. a), b) e c) dell'art. 12 del D.L.vo n. 74/2000 era stata fissata nell'unica misura di un anno, la Corte, in parziale accoglimento del ricorso dell'imputato, ha rideterminato nella stessa misura della pena principale la pena accessoria di cui alla lett. a), per la quale la norma stabilisce un minimo di mesi sei ed un massimo di anni uno, lasciando invece invariata la durata di un anno per le altre due pene accessorie, essendo stabilita nella medesima misura, per queste ultime, la loro durata minima).
Le pene accessorie temporanee conseguenti la condanna per reati tributari previste dall'art. 12 del D.Lgs. n.74 del 2000 hanno limiti edittali minimi e massimi prefissati dal legislatore ed, in relazione ad esse, non opera il principio dell'uniformità temporale tra pena accessoria e pena principale, ma deve essere il giudice, nell'ambito dell'intervallo temporale indicato, a stabilire la concreta durata della pena accessoria da irrogare.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 4916 del 2 febbraio 2017)
Cass. pen. n. 14954/2015
Nel caso di pluralità di reati - unificati dal vincolo della continuazione - la durata della pena accessoria secondo il criterio fissato dall'art. 37 cod. pen. va determinata con riferimento alla pena principale inflitta per la violazione più grave, con l'eccezione dell'ipotesi di continuazione fra reati omogenei, nella quale l'identità dei reati unificati comporta necessariamente la applicazione di una pena accessoria per ciascuno di essi, di modo che la durata complessiva va commisurata all'intera pena principale inflitta con la condanna, ivi compreso l'aumento per la continuazione, ferma restando in ogni caso la necessità di rispettare il limite edittale massimo previsto per la specifica sanzione accessoria da applicare. (Fattispecie in tema di pena accessoria del ritiro della patente di guida prevista dall'art. 85 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 14954 del 13 aprile 2015)
Cass. pen. n. 697/2014
In tema di pene accessorie, quando la durata di una pena accessoria temporanea è determinata dalla legge solo nella misura massima, non trova applicazione il principio dell'uniformità temporale tra pena accessoria e pena principale previsto dall'art. 37 cod. pen., ma spetta al giudice determinarne in concreto la durata applicando i parametri di cui all'art. 133 cod. pen. (Fattispecie relativa alle pene accessorie previste per i reati in materia di stupefacenti dall'art. 85 del d.P.R. n. 309 del 1990).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 697 del 10 gennaio 2014)
Cass. pen. n. 29780/2010
Rientra nella nozione di pena accessoria non espressamente determinata dalla legge, quella per cui sia previsto un minimo ed un massimo, sicché, in tali casi, la durata della pena accessoria va parametrata dal giudice a quella della pena principale inflitta; qualora tuttavia, sussista il concorso eterogeneo di reati si deve aver riguardo alla pena principale inflitta per il reato cui la stessa pena accessoria si riferisce, non potendosi irrogare una pena accessoria in relazione a reato che non la prevede. (Fattispecie relativa alle pene accessorie previste per i reati tributari dall'art. 12 D.L.vo. n. 74 del 2000).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 29780 del 28 luglio 2010)
Cass. pen. n. 13579/2010
La pena accessoria dell'inabilitazione all'esercizio di un impresa commerciale applicata con la sentenza di condanna per il reato di bancarotta (nel caso di specie, semplice documentale), siccome è dalla legge determinata solo nel massimo, deve avere durata eguale a quella della pena principale inflitta, secondo quanto previsto dall'art. 37 c.p..
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 13579 del 12 aprile 2010)
Cass. pen. n. 41874/2008
Rientra nella nozione di pena accessoria, non espressamente determinata dalla legge, quella per la quale è previsto un minimo ed un massimo, sicché, in tali casi, la durata della pena accessoria va parametrata dal giudice a quella della pena principale inflitta. (Fattispecie relativa alle pene accessorie previste per i reati tributari dall'art. 12 D.L.vo n. 74 del 2000 ).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 41874 del 10 novembre 2008)
Cass. pen. n. 25229/2008
Agli effetti dell'art. 37 c.p., pena accessoria di durata espressamente determinata dalla legge è anche quella per la quale la legge contempli un minimo ed un massimo spettando in tali casi al giudice, nell'ambito di tale intervallo temporale, stabilirne la concreta durata ricorrendo ai criteri di cui all'art. 133 c.p.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 25229 del 20 giugno 2008)
Cass. pen. n. 19807/2008
La durata delle pene accessorie temporanee conseguenti di diritto alla condanna e fissata dalla legge solo nel massimo, quando non sia stata espressamente determinata dal giudice, è eguale a quella della pena principale inflitta. (Nella specie, relativa a ritiro della patente e divieto di espatrio irrogati come effetto della condanna per delitto in tema di stupefacenti, il giudice di primo grado aveva genericamente applicato in sentenza le pene accessorie «per la durata minima di legge ». In relazione a tale formula la Corte ha ritenuto che essa non potesse interpretarsi come riferita a un sol giorno, ma dovesse intendersi come ragguagliata al periodo di durata della pena principale, purché non oltre i limiti del massimo edittale previsto per le sanzioni accessorie e, di conseguenza, ha giudicato corretta l'individuazione, da parte del giudice dell'esecuzione nella durata di un anno pari alla pena della reclusione inflitta dal giudice della cognizione quella delle pene accessorie ).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 19807 del 16 maggio 2008)
Cass. pen. n. 39337/2007
La pena accessoria dell'inabilitazione all'esercizio di imprese commerciali ed all'incapacità di esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per dieci anni prevista dall'art. 216, u.c., L. fall., non è indeterminata e si sottrae, pertanto, alla disciplina di cui all'art. 37 c.p. (Nella specie la pena accessoria che consegue alla condanna per il delitto di bancarotta fraudolenta è indicata in misura fissa e inderogabile dal legislatore nella durata di anni dieci).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 39337 del 24 ottobre 2007)
Cass. pen. n. 17542/2006
In tema di pene accessorie, nel caso di condanna per reato continuato, nel commisurare la durata della pena accessoria a quella principale deve farsi riferimento alla pena base inflitta per la violazione più grave e non a quella complessiva, comprensiva cioè dell'aumento per la continuazione. (Fattispecie in tema di pene accessorie stabilite dall'art. 317 bis c.p.).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 17542 del 22 maggio 2006)
Cass. pen. n. 11383/2003
Qualora la condanna inflitta per i delitti di cui agli artt. 314 e 317 c.p. sia inferiore ai tre anni di reclusione, la pena accessoria da irrogare è la interdizione temporanea, commisurata alla pena principale.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 11383 del 11 marzo 2003)
Cass. pen. n. 16038/1978
Quando la condanna comprende congiuntamente e la pena detentiva e la pena pecuniaria e comporta l'applicazione di una pena accessoria, per la determinazione della durata di questa si deve tenere conto, a norma dell'art. 37 c.p., anche della pena pecuniaria che dovrebbe scontarsi per conversione.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 16038 del 18 dicembre 1978)

References: Articolo 37

Articolo 37
 art. 29

Cass. 
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Cass. 
 art. 12
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