Source: http://www.provincia.rimini.it/sites/default/files/amm/atti/regolamenti/reg_dich_sostitutive.htm
Timestamp: 2017-10-22 00:50:50+00:00

Document:
Provincia di RIMINI - I REGOLAMENTI
DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI CONTROLLI
art.1 OGGETTO DELL’ATTIVITA’ DI CONTROLLO
art.2 MERI ERRORI
art.3 TIPOLOGIA DEI CONTROLLI
art.4 CONTROLLO PUNTUALE
art.5 CONTROLLO A CAMPIONE
art.6 TERMINI DI AVVIO DELLE PROCEDURE DI CONTROLLO
art.7 CONSEGUENZE AMMINISTRATIVE DELLE VERIFICHE
art.8 CONSEGUENZE PENALI DELLE DICHIARAZIONI
art. 9 DIRITTO DI INFORMAZIONE
L’istituto dell’”autocertificazione” si basa su un rapporto di profonda fiducia tra amministrazione e cittadino. L’ordinamento, infatti, presuppone conforme al vero quanto dichiarato e sottoscritto dall’interessato. Tale sistema entra però in crisi se le dichiarazioni rese non siano veritiere: per questo motivo gli artt. 1, 2 e11 del D.P.R. n. 403 del 20.10.1998, di seguito riportati, impongono alle amministrazioni l’obbligo di procedere ad idonei controlli sul contenuto delle dichiarazioni sostitutive di certificazione e di atti di notorietà.
2. Omissis … Le amministrazioni che ricevono tali dichiarazioni, laddove sussistano ragionevoli dubbi sulla veridicità del loro contenuto, sono tenute ad effettuare idonei controlli sulla stessa, ai sensi dell'articolo 11 del presente regolamento.
3. Fermo restando quanto previsto dall'art. 26 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, qualora dal controllo di cui al comma 1 emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera.”
Il presente documento, nei punti che seguono, vuole costituire riferimento per Dirigenti, responsabili del procedimento ed operatori nonché garanzia di imparzialità per il cittadino. In particolare intende fornire i principi generali, i criteri e le modalità che definiscono, in maniera omogenea per la Provincia, un sistema finalizzato ad accertare la veridicità delle dichiarazioni sottoscritte dall’interessato.
I controlli possono riguardare, rispondendo a principi di efficacia, efficienza ed economicità, solo le dichiarazioni sostitutive il cui contenuto è stato effettivamente valutato ai fini del provvedimento favorevole dell’Amministrazione.
art. 2 MERI ERRORI
Qualora la dichiarazione contenga un errore evidente, riconosciuto tale, secondo il parere insindacabile del responsabile del procedimento, dal tenore o dal complesso della dichiarazione, l’ufficio potrà richiedere o effettuare la rettifica dell’errore riscontrato.
Se l’errore non incide sull’ottenimento del provvedimento favorevole esso è da considerare in ogni caso irrilevante e privo di conseguenze.
La vigente normativa individua due tipi di controlli:
il controllo puntuale (“laddove sussistano ragionevoli dubbi” o “qualora risulti necessario”) sulla veridicità delle dichiarazioni;
il controllo a campione che va attuato in base a modalità e criteri stabiliti con riferimento al singolo procedimento.
I controlli puntuali e a campione costituiscono due fattispecie diverse: l’obbligo di procedere a controlli puntuali è indipendente dall’effettuazione di controlli a campione. Ciò comporta che non è ammissibile che non si proceda ad effettuare controlli a campione solo perché sono già stati fatti controlli perché sussistevano ragionevoli dubbi.
Nell’individuazione delle dichiarazioni sostitutive da sottoporre a controllo puntuale possono essere adottati i seguenti criteri:
a) la verosimiglianza del contenuto della dichiarazione sostitutiva;
b) la contraddittorietà nel contenuto della dichiarazione sostitutiva;
c) la contraddittorietà tra il contenuto della dichiarazione sostitutiva e altri dati attendibili già in possesso dell’amministrazione;
d) conoscenza di “precedenti” dichiarazioni risultate non attendibili;
e) pericolosità degli effetti della dichiarazione sostitutiva.
Il criterio generale da seguire, quando non vi siano specifiche norme di settore, è che siano sottoposti a controllo almeno il 5% delle dichiarazioni sostitutive pervenute.
Può essere oggetto del controllo:
a. una percentuale di dichiarazioni rese da beneficiari di un provvedimento finale dell'amministrazione;
b. una percentuale di dichiarazioni contenute nelle istanze pervenute ad una certa data all’amministrazione;
c. una percentuale di dichiarazioni contenute nelle istanze pervenute nell’arco dell’anno all’amministrazione.
Le procedure di controllo devono tendere al contenimento dei tempi di espletamento. L’avvio del procedimento di controllo deve avvenire, per quanto possibile, tempestivamente ma il controllo non potrà comunque incidere negativamente sui tempi di adozione del provvedimento amministrativo o di conclusione della procedura.
Per questo motivo il responsabile del procedimento può anche disporre, in relazione a particolari esigenze dell’ufficio, che i controlli previsti per una certa data siano avviati in un tempo diverso.
Risulta a tal fine di estrema importanza distinguere i dati, già in possesso dell’Amministrazione, per i quali è possibile un accertamenti d’ufficio da quelli per i quali è necessario un risconrto con informazioni detenute da altri soggetti all’esterno. Nel caso i dati siano in possesso di amministrazioni pubbliche e di privati gli stessi devono essere prioritariamente richiesti alle amministrazioni pubbliche. Devono altresì essere privilegiati per l’acquisizione dei dati gli strumenti telematici quali posta elettronica, fax, internet ecc.
Ai fini della più rapida conclusione delle procedure di controllo i responsabili del procedimento organizzano le sinergie idonee al raggiungimento di intese con le amministrazioni in possesso dei dati necessari per la verifica della veridicità delle dichiarazioni.
Qualora in seguito alla verifica emergano divergenze tra quanto dichiarato e quanto accertato in sede di controllo l’interessato deve essere informato che la sua dichiarazione si è rilevata mendace e che pertanto egli decade da quei benefici che mirava ad ottenere con la dichiarazione. I dati concernenti le operazioni di controllo sono affissi per 30 giorni all’Albo Pretorio.
Comporta omissione di atti d’ufficio (328 C.P.) la mancata trasmissione alla Magistratura della notizia di reato di cui si è venuti a conoscenza. L’uso di documenti di riconoscimento recanti indicazioni non più veritiere, l’uso di autocertificazione non veritiera o non più veritìera, la falsa dichiarazione dell’esistenza dei presupposti per l’esercizio di attività su denuncia, comportano l’applicazione degli artt. 483, 489 e 495 del C.P.
art.9 DIRITTO DI INFORMAZIONE
Dovranno essere adottate tutte le misure idonee a garantire agli operatori ed ai cittadini la necessaria conoscenza delle conseguenze amministrative e penali dell’inosservanza delle norme in materia ed in particolare della presentazione di dichiarazioni sostitutive mendaci. A tal fine si riportano i modelli generici per la redazione delle dichiarazioni sostitutive che contengono il richiamo alle conseguenze della dichiarazione mendace.
Approvato con delibera di Giunta Provinciale n. 423/2000
il documento in formato word

References: art.1

art.2

art.3

art.4

art.5

art.6

art.7

art.8

art. 9

art. 2

art.9