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PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO - PDF
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1 PROTOCOLLO D INTESA Comune di Milano Settore Gabinetto del Sindaco Fondazione Cariplo PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO Milano,.. Giugno 2014
2 2 Il Comune di Milano, con sede in Milano, Piazza Scala n. 2, C.F , in persona del Sindaco, Avv. Giuliano Pisapia, di seguito denominato Comune, da una parte, e la Fondazione Cariplo, con sede in Milano, Via Manin n. 23, C.F. n , iscritta al n. 668 della pagina 1047 del volume 3 del Registro delle Persone Giuridiche Private presso la Prefettura di Milano, in persona del Presidente Avv. Giuseppe Guzzetti, di seguito denominata Fondazione, dall altra parte, di seguito congiuntamente Parti, PREMESSO CHE Il cibo incrocia molte dimensioni dell'agire umano e della società e la sicurezza alimentare è un tema cruciale per garantire uno sviluppo sostenibile a più dimensioni. Integrare tutte queste dimensioni richiede un azione specifica che consenta di capitalizzare queste sensibilità e le molte progettualità esistenti, trasformandole in una strategia unitaria di profilo istituzionale. La centralità delle città e delle metropoli per la promozione di uno sviluppo sostenibile e il ruolo strategico dei cicli agroalimentari fanno parte da tempo del dibattito internazionale. Nella Post 2015 Development Global Agenda questi temi si combinano a livello mondiale in un'unica governance, unendo l'eredità dei Millenium Development Goals e l'agenda post Rio de Janeiro sullo sviluppo sostenibile. In questa governance globale esistono contesti all'interno dei quali si configura un ruolo istituzionale specifico per le città e dove si può consolidare una politica
3 3 estera della città metropolitana di Milano nutrita da una strategia appositamente costruita e orientata. In quest'ottica si può capitalizzare una sensibilità e una diffusione di progetti che, in anni recenti, è cresciuta in misura significativa anche nella regione milanese tra i cittadini, gli attori sociali, gli attori economici e le istituzioni. L'integrazione tra tutti gli elementi descritti in precedenza richiede una strategia, che qui definiamo Food Policy. In considerazione di quanto sopra, il Comune ha espresso la volontà di promuovere una Food Policy che renda Milano protagonista di una modalità innovativa di governare la città verso un futuro più sostenibile; ponendo al centro dell'attenzione le tematiche legate al cibo e esprimendo l'intenzione di mettere a sistema le proprie politiche che incrociano i temi del cibo da diversi punti di vista: territorio, welfare, educazione, ambiente, benessere, relazioni internazionali, ecc. Questa volontà nasce anche dall'interesse del Comune per i temi cui è dedicata la Esposizione Universale Expo 2015 e dall'intenzione di tradurre questo interesse in azioni concrete che si sviluppino in un'ottica di medio-lungo periodo. La Fondazione è un ente costituito ai sensi della Legge 23 dicembre 1998, n. 461, e del Decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, e persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico, concorrendo con contributi economici alle iniziative di terze istituzioni e promuovendo e realizzando progetti propri. La Fondazione, nel pianificare e implementare la propria strategia d intervento, presta attenzione ad anticipare i bisogni della comunità, trovando soluzioni a problemi irrisolti, risolvendo in modo nuovo problemi non adeguatamente affrontati e favorendo la diffusione di soluzioni di successo.
4 4 La Fondazione opera promuovendo processi condivisi con tutti gli attori della comunità di riferimento, con l obiettivo di radicare le innovazioni all'interno di reti di attori il più articolate possibili e di promuovere best practices replicabili in più contesti. La Fondazione ha identificato e promosso nel corso degli ultimi anni un'ampia varietà di azioni che riguardano a vario titolo i temi del cibo e che coinvolgono attori sociali, economici, istituzionali e di ricerca, come evidenziato nel proprio Documento Programmatico Previsionale Pluriennale. A seguito di pregressi incontri e approfondimenti, le Parti ritengono che le attività e le volontà sopra espresse possano trovare un campo di collaborazione utile e fertile per entrambi. In particolare, data l'importanza, l'innovatività del tema e dei relativi approcci metodologici, il Comune ritiene di doversi avvalere del capitale conoscitivo e relazionale della Fondazione e la sua riconosciuta autorevolezza e terzietà per dare forma e concretizzare le proprie volontà in un'ottica di sperimentazione e di innovazione. In considerazione delle intenzioni espresse dal Comune, la Fondazione intende mettere a disposizione proprie risorse umane, economiche, relazionali valorizzandone le specificità per costruire una strategia unitaria di azione a servizio del territorio. Le Parti intendono disciplinare le modalità di sviluppo delle attività per il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra, definendo le relative procedure e individuando gli strumenti operativi per la loro realizzazione. Tutto ciò premesso, il Comune di Milano e la Fondazione Cariplo convengono quanto segue:
5 5 Articolo 1 - Oggetto del protocollo 1. Le parti confermano il reciproco interesse e attestano la comune volontà di collaborare, nell ambito delle rispettive competenze, rispettando e valorizzando le proprie prerogative, per costruire la Food Policy della città di Milano secondo quanto stabilito nel presente Protocollo. 2. Le Parti dichiarano di condividere gli obiettivi enunciati nelle Premesse e si impegnano ad avviare una collaborazione per il loro perseguimento. 3. Le Parti intendono in particolare promuovere e implementare una Food Policy rispondente alle seguenti caratteristiche generali: a) la Food Policy di Milano è uno strumento di supporto al governo della città che viene costruito attraverso la mobilitazione, il dialogo e il contributo attivo di un'ampia serie di attori sociali, economici e istituzionali per qualificare e rendere più sostenibile la città stessa partendo dalle tematiche legate al cibo; b) la Food Policy contribuisce a delineare una visione condivisa del futuro del sistema alimentare della città definendo le azioni chiave e il sostegno necessari a realizzare questa visione in un'ottica di integrazione sistemica e in una prospettiva sostenibile; c) per definire e sviluppare questa visione la Food Policy costruisce alleanze tra i suoi promotori, la cittadinanza e tutti gli attori che attraversano la città al fine di capitalizzare una pluralità di risorse (idee, competenze, investimenti, ecc.) nella costruzione della Policy e per ottenere un effetto moltiplicatore nella promozione delle azioni ad essa connesse; d) la Food Policy si svilupperà lungo diverse dimensioni. Alcune riguardano il sistema alimentare propriamente inteso che comprende la produzione del cibo, la sua distribuzione, fino al consumo e al successivo smaltimento dei rifiuti. In un'ottica sistemica, una Food Policy urbana riguarda inoltre una gamma molto ampia di ambiti di policy che, direttamente o indirettamente, influenzano e sono influenzate dal modo in cui si articola il sistema alimentare strettamente inteso, riconoscendo il suo ruolo importante per la promozione della sostenibilità di una città: salute, ambiente, territorio, inclusione sociale, benessere, commercio, economia, ricerca, infrastrutture, ecc;
6 6 e) in ciascuna di queste dimensioni la Food Policy valorizza le competenze istituzionali proprie del Comune e le scelte del governo locale, così come gli obiettivi statutari e le linee programmatiche della Fondazione; f) in quest'ottica attraverso la Food Policy il Comune e la città potranno disporre di uno strumento per orientare le proprie attività ordinarie di amministrazione, regolamentazione, pianificazione e programmazione e per potenziare la propria capacità di promuovere progetti innovativi, integrati e sostenibili anche in parternariato con altri attori; g) la Food Policy è l'esito di un dialogo tra più attori e del loro contributo attivo: essa, quindi, rappresenta un patto di valenza ampia in grado di generare e di indirizzare un insieme di azioni che vedano la corresponsabilità di attori sociali, economici e istituzionali in un'ottica di governo dinamico e partecipato della città. Articolo 2 Impegni comuni 1. Le Parti concordano: a) di svolgere le attività previste dal presente Protocollo a proprio rispettivo carico nonché le ulteriori attività che, sebbene non espressamente previste, siano, secondo criteri di buona fede, funzionali al raggiungimento dei fini enunciati nelle Premesse; b) di comunicare l una all altra ogni notizia comunque rilevante e riferibile alla collaborazione avviata; c) di condividere tutte le iniziative di comunicazione comunque riferibili alla collaborazione e a darne adeguata visibilità. 2. Le Parti concordano altresì che il programma delle attività per il perseguimento dei fini enunciati nelle Premesse sarà congiuntamente definito in un apposito documento di pianificazione tecnico-operativa; tale documento di pianificazione avrà durata annuale, prevedrà impegni economici compatibili con la programmazione generale di ciascuna delle Parti e sarà predisposto, sulla base
7 7 degli esiti delle attività svolte e dei risultati conseguiti, entro il mese di dicembre dell anno antecedente quello di riferimento. Per il Comune di Milano tale impegno economico riguarderà essenzialmente la valorizzazione di risorse umane e l utilizzo di spazi di proprietà. 3. Le Parti indicano, quali referenti per tutto quanto riconducibile alla collaborazione e al presente Protocollo: - quanto al Comune, il Capo di Gabinetto; - quanto alla Fondazione, Carlo Mango, Direttore Area Scientifica e Tecnologica. 4. Ciascuna delle Parti potrà revocare il provvedimento di nomina del proprio referente, provvedendo contestualmente alla nomina del sostituto e alla comunicazione all altra Parte dei provvedimenti adottati. 5. Le Parti, con buona fede e spirito di reciproca collaborazione, provvederanno a stipulare tutti gli atti necessari per la regolamentazione delle attività volte al perseguimento dei fini previsti dal presente Protocollo. Articolo 3 Ruolo della Fondazione 1. La Fondazione si impegna a costituire un Gruppo di lavoro per lo svolgimento delle attività di seguito indicate, facendosi carico dei conseguenti oneri: a) raccolta e analisi di progetti, politiche e azioni promosse dal Comune e da altri attori che operano sul territorio milanese e che sono connesse ai temi di interesse della Food Policy; b) individuazione di altri contesti nazionali ed esteri attivi nel campo delle Food Policy e evidenziazione delle potenziali sinergie a scala locale, sovralocale e internazionale (individuazione di benchmark); c) elaborazione di report di carattere tecnico-scientifico e divulgativo e
8 8 definizione di linee di indirizzo di medio-lungo periodo; d) studio e definizione di indicatori e di meccanismi di monitoraggio partecipato della Food Policy; e) supporto metodologico per l'implementazione della Food Policy nelle politiche comunali e nelle attività della Fondazione Cariplo e di altri attori coinvolti nella Food Policy; f) facilitazione della connessione delle strutture tecniche della Fondazione e del Comune; g) supporto alla definizione di progetti e di bandi pubblici coerenti con la Food Policy; h) costruzione di un piano di engagement degli stakeholder e di un piano di comunicazione del processo di costruzione della Policy; i) individuazione e costruzione di strumenti utili all ingaggio degli stakeholders e della città (piattaforma di dialogo on-line; town meetings; tavoli di lavoro ecc.); l) supporto alla promozione della comunicazione dei temi e delle azioni realizzate da tutti gli attori del territorio in relazione ai temi in oggetto. 2. I profili professionali e il numero dei componenti del Gruppo di lavoro saranno determinati dai sottoscrittori del presente protocollo sulla base dei documenti di pianificazione adottati ai sensi delle disposizioni del presente Protocollo (articolo 2, comma 2). Ai fini della quantificazione del complessivo apporto della Fondazione, sarà tenuta in considerazione anche l applicazione di personale della Fondazione nonché, in genere, il diretto impiego di risorse della stessa. Articolo 4 Ruolo del Comune 1. Il Comune svolge le attività di propria competenza, collabora alle attività tecniche dei gruppi di lavoro in sinergia con la Fondazione e facilita le procedure amministrative interessate dalle attività del Protocollo.
9 9 2. Il Comune mette a disposizione le proprie risorse umane e relazionali per realizzare le seguenti attività: a) costruzione e animazione di diversi circuiti di città internazionali addetti alla rielaborazione della Policy (peer review) e raccordo con le reti di città esistenti e con le città mentori sulle Food Policies; b) costruzione e animazione di seminari formativi e missioni internazionali che abbiano come oggetto i processi di costruzione delle Food Policies e gli impatti derivati; c) attivazione di partenariati con organizzazioni internazionali volti a condividere e accreditare il processo nelle rispettive piattaforme; d) coordinamento delle attività di elaborazione e diffusione di un Food Smart Cities Pact che tradurrà e sistematizzerà gli elementi comuni alle Food Policies esistenti tra cui quella di Milano- in un decalogo di azioni propedeutiche alla diffusione di sistemi urbani del cibo sani, equi e sostenibili; e) organizzazione e coordinamento di un evento internazionale di lancio della Food Policy del Comune di Milano e del patto tra le Food Smart Cities nel semestre di Expo 2015 alla presenza di sindaci provenienti da tutto il mondo; f) facilitazione delle connessioni tra percorsi partecipativi esistenti con i cittadini, le rappresentanze sociali, economiche, istituzionali e il mondo della ricerca, individuandone le sinergie; g) supporto alla Fondazione e al gruppo di lavoro nell utilizzo di display comunicativi e nell ottenimento di autorizzazioni, licenze, permessi e nulla-osta, necessari alle attività. Articolo 5 Efficacia e durata 1. Il presente protocollo ha efficacia dalla data della sua sottoscrizione. 2. Le Parti si dichiarano consapevoli che la collaborazione avviata ha una proiezione temporale pluriennale, tendenzialmente destinata a esaurirsi nel 2020,
10 10 anno dell Esposizione Universale di Dubai dedicata al tema Connecting Minds, Creating the Future. 3. Le Parti saranno in ogni caso vincolate al completamento di tutte le attività avviate in conformità e in attuazione dei documenti di pianificazione di cui all articolo 2, comma 2. Milano, Comune di Milano Fondazione Cariplo

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 articolo 2