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Timestamp: 2017-01-19 05:14:46+00:00

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⭐guida al s ostegno a d istanza nella provincia di m ilano Assessora alla pace, cooperazione internazionale, partecipazione e politiche giovanili
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Alfonso Deluca
1 2 guida al s ostegno a d istanza nella provincia di m ilano Assessora alla pace, cooperazione internazionale, partecipazione e politiche giovanili3 4 INTRODUZIONE Sono migliaia in Italia le persone coinvolte in progetti di sostegno di minori, così come sono numerose le realtà impegnate a garantire i diritti umani fondamentali di bambini, famiglie e comunità in difficoltà. Dal lavoro infantile allo sfruttamento della prostituzione pedofila, dal reclutamento delinquenziale alla droga, dalla diffusione di malattie alla fame, dalla mancanza di accesso ai servizi di base alla violenza intrafamiliare, moltissimi sono i rischi reali cui possono incorrere milioni di bambini e ragazzi poveri nel mondo. L impegno dell associazionismo e del singolo cittadino nel contribuire a dare a questi giovani una chance per cessare di essere esclusi ed avere diritto ad una vita più serena e dignitosa è pertanto fondamentale. L Ente locale, come rappresentanza istituzionale più vicina ai cittadini, gioca un ruolo determinante nella promozione e nella sensibilizzazione, e contribuisce spesso, anche finanziariamente, al sostegno di iniziative solidali a favore dei diritti dell infanzia e di una maggiore giustizia sociale. E stato verificato negli ultimi anni che la collaborazione tra Enti Locali nel promuovere la solidarietà è divenuta un fattore strategico per ottimizzare e moltiplicare le risorse e le capacità degli interventi, stimolando un miglior livello di sensibilizzazione e informazione nella collettività. Vista la necessità di rispondere positivamente alle tragedie infantili e famigliari derivanti sia da situazioni di povertà ed esclusione sociale endemiche, che da repentini eventi catastrofici, è nato il Coordinamento di Enti Locali per il Sostegno a Distanza (ELSAD). Il Coordinamento unisce in rete Province e Comuni italiani impegnati a sostenere interventi individuali e organizzati, anche di cooperazione decentrata, che intendono contribuire a promuovere sia l educazione allo sviluppo che l interscambio di esperienze e di know how tra gli operatori. Aderendo a ELSAD, la Provincia di Milano, attraverso l Assessorato alla Pace e Cooperazione Internazionale, ha voluto offrire il proprio contributo, racchiudendo nella Guida i riferimenti e i profili di quelle Associazioni del territorio provinciale con cui collabora alla gestione di progetti di sostegno, anche nella prospettiva di dare operatività a un Coordinamento Locale. La Guida precede e vuole essere stimolo alla costituzione del Coordinamento Locale per il Sostegno nella Provincia di Milano, per rendere sistematico il rapporto tra Enti Locali e società civile, agevolando l interscambio, la condivisione delle esperienze, l incontro di risorse e conoscenze, il coinvolgimento responsabile di tutte realtà e le persone e coinvolte come sottoscrittori, anch essi interlocutori di primo piano. L obiettivo è rafforzare la rete di solidarietà, creando sinergie capaci di promuovere e diffondere comportamenti e stili di vita etici e socialmente equi, intervenendo nei Paesi svantaggiati ad alleviare la sofferenza e la mancanza di opportunità e prospettive di migliaia di esseri umani, private del benché minimo livello di giustizia sociale. Irma Dioli Assessora alla pace, cooperazione internazionale, partecipazione della Provincia di Milano5 INDICE Introduzione a cura dell Assessora Irma Dioli L Assessorato alla pace, cooperazione internazionale, p. 5 partecipazione e politiche giovanili Il sostegno p. 7 Il Protocollo d intesa tra Province e Comuni italiani per la costruzione p. 9 del Coordinamento Nazionale Enti Locali per il Sostegno a Distanza (ELSAD) Il ForumSAD p. 11 La Carta dei Principi per il Sostegno a Distanza p. 12 La guida p. 14 Schede delle organizzazioni p. 15 Indice Associazioni p. 716 L ASSESSORATO ALLA PACE, PARTECIPAZIONE, COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E POLITICHE GIOVANILI Il nuovo assetto geopolitico indotto dalla globalizzazione, mandando in crisi i modelli di sviluppo consolidati, ha ridefinito i rapporti tra territori, conferendo una determinante importanza al livello locale, della quale anche la cooperazione internazionale tradizionale ha dovuto prendere atto. La Provincia di Milano, attenta al nuovo ruolo che l Ente Locale gioca sulla scena internazionale, nel luglio 2004 ha istituito le nuove deleghe alla pace, cooperazione internazionale, partecipazione e politiche giovanili, per promuovere un impegno diretto dell Ente, in considerazione della sensibilità propositiva e partecipativa del territorio milanese e in risposta alle istanze della società civile. Lo sviluppo della cooperazione decentrata ha consolidato una metodologia d intervento fondata sull interscambio diretto tra realtà locali omologhe, capaci di lavorare in partnership e di mettere in relazione le comunità del nord e del sud del mondo, valorizzando a costi contenuti le rispettive risorse e know-how, spesso con il sostegno di processi partecipativi della cittadinanza. I risultati di una ricerca, condotta nei Comuni del territorio milanese dall Associazione ACLI Milano per conto della Provincia, hanno dimostrato il diffuso e crescente interesse per la pace e la cooperazione internazionale e la presenza, nel 70% delle situazioni istituzionali indagate, di interventi in questi settori. La Provincia di Milano ha interpretato questa sensibilità della collettività cercando di svolgere un ruolo di formazione, informazione e di proporsi come punto di incontro delle attività di cooperazione decentrata. In questo senso, ha organizzato un corso destinato agli amministratori e ai funzionari comunali e ha pubblicato gli atti di corsi e convegni, promossi o sostenuti dall Ente, diffondendoli come strumenti formativi ed informativi. Parallelamente, è stata attivata, all interno del portale della Provincia di Milano, una sezione denominata Network della Cooperazione Internazionale, con l obiettivo di facilitare i contatti e l interlocuzione tra gli attori della cooperazione. La Provincia di Milano, oltre a svolgere il ruolo tradizionale di sostenitore finanziario di progetti realizzati da ONG e da Associazioni, è capofila, insieme a altri Enti Locali di un percorso partecipato scaturito nella costituzione di un Associazione di Promozione Sociale denominata Fondo Provinciale Milanese per la Cooperazione Internazionale. Scopo di questa iniziativa è ottimizzare le risorse degli Enti Locali, finalizzarle a una strategia condivisa in grado di garantirne l efficienza, l efficacia, la trasparenza e la coerenza con gli obiettivi comunemente prefissati, promuovendo la cooperazione diretta tra Enti e comunità di diversi territori, con l apporto della società civile (ONG, associazioni, fondazioni, atenei, imprese partecipate ecc.). Con lo stesso principio ispiratore, La Provincia di Milano è anche capofila di un Comitato Locale del Programma di Sviluppo Umano Locale a Cuba (PDHL) coordinato da UNDP dell Organizzazione delle Nazioni Unite, partecipa al programma ART Libano e ART Uruguay e promuove protocolli di intesa con capitali e province di alcuni Stati del sud del mondo, che prevedono la collaborazione e l interscambio diretto tra amministrazioni e soggetti omologhi dei diversi territori. La Provincia aderisce e interagisce con reti internazionali e nazionali di coordinamento di Enti Locali, con lo scopo di interscambiare esperienze ed elaborare strategie condivise, sia a livello locale che internazionale. United Cities and Local Governments, Forum of Local Authorities, Pace in Comune, Associazione degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Comitato Italiano Città Unite, Coordinamento 57 Enti Locali Sostegno a Distanza, Cento Città per Cento Progetti per il Brasile, Associazione Rete Nuovo Municipio sono le istanze che hanno visto un impegno concreto della Provincia di Milano nel processo di scambio di pratiche e di ricerca di soluzioni a problemi comuni. Appoggiare campagne strategiche di sensibilizzazione su temi quali gli Obiettivi del Millennio, la responsabilità sociale delle imprese, la promozione e la diffusione del commercio equo e solidale e del turismo responsabile hanno portato la Provincia di Milano a raccogliere consensi. Alla luce dell impegno in questo senso l Ente è stato riconosciuto il 13 dicembre 2006 Provincia Equosolidale. Per quanto riguarda le attività collegate al tema della pace, l Assessorato ha realizzato a Milano la Casa della Pace, aperta alle associazioni e alla cittadinanza, che è luogo di incontri, mostre, dibattiti e iniziative e ospita la sede della Campagna ONU No Excuse 2015 per il perseguimento degli Obiettivi del Millennio, nel segno di un concreto e duraturo impegno per la promozione della pace de della difesa dei diritti umani. L Assessorato ha inoltre istituito la Consulta Provinciale dei Migranti per la Partecipazione che si configura come uno strumento per le associazioni, in grado di facilitare la rappresentanza della realtà migrante nel territorio provinciale ed affermare le politiche dell inclusione e della partecipazione, ricercando insieme alle varie comunità anche nuove forme di cosviluppo. 68 IL SOSTEGNO A DISTANZA La definizione di sostegno (SAD) che qui si propone, accoglie i principi che sono stati riuniti nella Carta che già più di cento associazioni italiane hanno condiviso e sottoscritto. Non si riduce soltanto all atto di solidarietà di chi offre un aiuto economico, diretto a soddisfare un bisogno alimentare, sanitario, sociale o educativo di una persona, spesso un bambino, di un gruppo familiare o di una comunità che vivono nelle situazioni più svantaggiate, in qualsiasi parte del mondo. Deve tradursi in un impegno, un atto responsabile e consapevole che comporta il rispetto della dignità e della cultura del beneficiario, ne promuove l autosviluppo senza allontanarlo dal paese originario, producendo una ricaduta positiva anche sul suo contesto - famiglia, comunità e ambiente. Il sostegno contribuisce così ad una maggiore consapevolezza e alla diffusione di una cultura di solidarietà e di pace, dove la diversità acquista valore e la lotta contro la povertà si accompagna al cambiamento del proprio stile di vita. La prima adozione, come è stata definita per molti anni e ancora oggi questa espressione non è stata abbandonata, avviene nel 1958 negli Stati Uniti, per iniziativa di un missionario italiano. In Italia, le prime azioni sono avviate agli inizi degli anni settanta. Negli anni ottanta e novanta, si assiste ad una forte crescita della solidarietà, di orientamento sia religioso sia laico, anche per effetto della maggiore visibilità delle drammatiche condizioni di vita di molte popolazioni nei Paesi del sud del mondo a causa di guerre, carestie, calamità naturali. Contemporaneamente, cresce il vasto movimento del volontariato ed emergono le associazioni del Terzo Settore. Nel suo percorso storico, l adozione diventa uno strumento per l attuazione dei principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell infanzia (1989) che mira a garantire la tutela dei diritti dei bambini con l obiettivo del loro maggiore interesse. Nel tempo, l adozione si apre alle comunità e accanto al rapporto diretto con un bambino, spesso individuato e scelto dal sostenitore, si moltiplicano azioni di sostegno rivolte a popolazioni o a gruppi identificati, ma anche contributi finanziari per la realizzazione di microprogetti. I progetti possono rispondere ai bisogni collettivi dei bambini quali asili, scuole primarie, presidi sanitari pediatrici come degli adulti: formazione, inserimento al lavoro, ospedali, pozzi e reti idriche, ecc. All espressione adozione, ancora diffusa nell opinione pubblica, si preferisce il termine sostegno, per evitare che sia confusa con l adozione internazionale che prevede il rapporto genitore/figlio regolamento da specifiche norme, e perché, ai principali beneficiari, il bambino o la bambina, si sono affiancati nuovi destinatari plurimi quali la comunità, la famiglia, il villaggio o un microprogetto. Il Sostegno a Distanza diventa strumento di cooperazione internazionale e di riequilibrio delle ingiustizie sociali nella dimensione globale. Sono tre i soggetti direttamente coinvolti: il sostenitore, il beneficiario e l organizzazione. Il sostenitore partecipa responsabilmente, con un aiuto economico costante, generalmente una quota annuale, al mantenimento dell impegno assunto nei confronti del bambino o della comunità e comunque al finanziamento di un progetto proposto e concordato con l organizzazione. Presenta un atteggiamento attivo che comporta diritti quali: visitare la sede dell organizzazione, visionare i bilanci, ricevere le relazioni sulla situazione locale, monitorare il progetto. Ma il sostenitore è invitato anche ad un maggior coinvolgimento: partecipare alle riunioni, promuovere l attività dell organizzazione e aumentare le adesioni al sostegno, impegnarsi nelle iniziative di autofinanziamento, essere informato sulla situazione del paese sede del progetto. Si trova così coinvolto in un processo partecipativo e di acquisizione di una maggiore consapevolezza che parte dalla riflessione sulle cause della disuguaglianza tra il Nord e il Sud del mondo. 79 Un momento particolare del rapporto del sostenitore con l organizzazione e con il beneficiario può essere rappresentato dal viaggio nel luogo dove vivono il bambino o la comunità sostenuti e dove il progetto è realizzato. Il viaggio è prima di tutto la realizzazione dell incontro tra due mondi, lo scambio di conoscenze e un importante esperienza emotiva. Sostenitori possono essere singoli cittadini oppure famiglie, gruppi organizzati (associazioni o enti), gruppi di amici o colleghi di lavoro, compagni di classe. Il soggetto beneficiario può essere un minore, un adulto, una famiglia, un gruppo di persone o un intera comunità individuati. Con essi il sostenitore instaura un vero e proprio rapporto diretto. Il beneficiario conosce il processo che ha determinato la realizzazione del progetto di sostegno e diventa consapevole dell interazione con il sostenitore. Sovente, soprattutto quando si tratta di un bambino o una bambina, il rapporto continua fino al raggiungimento della maggiore età. Si può instaurare un rapporto epistolare con la famiglia o lo stesso bambino, se in età scolare, che consente al sostenitore di seguire, con maggiore o minore discrezione, la sua crescita, i suoi progressi e i passaggi più importanti della sua giovane vita che si svolge comunque all interno del contesto di origine. L organizzazione si impegna, nei confronti del sostenitore, ad attivare il rapporto con le popolazioni locali e accertare il loro consenso, a reperire referenti sul posto che siano affidabili e controllabili, a gestire il fondo con efficacia e trasparenza e a garantire l informazione periodica sulla gestione finanziaria e sull andamento del progetto. Le organizzazioni che si occupano del sostegno sono molto numerose, di orientamento laico o religioso, e di diversa natura: organizzazioni non governative, onlus, enti religiosi o morali, associazioni di volontariato, ed operano nei vari settori e in diverse aree geografiche. Alcune hanno avvertito la necessità di trovare un ambito comune, di tutelarsi attraverso l autoregolamentazione e si sono riunite in gruppi associativi più ampi. La realtà più importante in Italia è il ForumSAD, il Forum permanente per il sostegno a Distanza, costituitosi nel 1999 a Roma per iniziativa del Coordinamento La Gabbianella, e che oggi riunisce più di 130 realtà che hanno sottoscritto la Carta dei Principi per il Sostegno a Distanza. 810 IL PROTOCOLLO D INTESA TRA PROVINCE E COMUNI ITALIANI PER LA COSTRUZIONE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE ENTI LOCALI PER IL SOSTEGNO A DISTANZA - ELSAD Premesso che In Italia sono oltre le persone coinvolte e centinaia le realtà di diversa natura impegnate in progetti a favore di bambini, famiglie e comunità in situazioni di povertà e difficoltà. Il Coordinamento Enti Locali per il Sostegno A Distanza (ELSAD) riunisce le Province e i Comuni italiani impegnati a promuovere il sostegno, inteso come strumento di solidarietà, di riequilibrio delle ingiustizie sociali, di educazione allo sviluppo, di impegno personale alla cooperazione internazionale e all apprendimento interculturale, e quale misura di accompagnamento allo sviluppo di interventi di cooperazione decentrata. Il Coordinamento ELSAD intende: - sensibilizzare e promuovere la pratica del sostegno ; - favorire un interscambio tra le istituzioni; - sostenere le diverse realtà che operano sul campo; - garantire la trasparenza degli interventi; - operare per la messa in rete delle diverse esperienze. Tutto ciò premesso, i soggetti sottoscrittori convengono quanto segue: Art. 1 E costituito il Coordinamento Nazionale per il SAD, Sostegno a Distanza, composto dai Comuni e dalle Province Italiane nel cui territorio siano attivi progetti di sostegno, gestiti sia direttamente dai Comuni e dalle Province medesime, che da associazioni o enti di volontariato. Nelle riunioni del Coordinamento i Comuni e le Province sono rappresentati dal Sindaco o dal Presidente della Provincia, o da Assessore da essi delegato. Il Coordinamento Nazionale è costituito presso la Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma. Art. 2 Obiettivi del coordinamento sono: nei confronti dei cittadini: - stimolare la solidarietà internazionale dei cittadini residenti nei rispettivi territori attraverso lo strumento del sostegno ; - mettere in contatto domanda e offerta di solidarietà, avvicinando famiglie, classi scolastiche, imprese e singoli cittadini al tema del sostegno ; - utilizzare il sostegno in funzione educativa, per rafforzare comportamenti socialmente positivi, indurre cambiamenti nello stile di vita, ridurre gli sprechi; nei confronti delle Organizzazioni del settore: - sostenere e coordinare l attività delle Organizzazioni (Organizzazioni Non Governative, ONLUS, Associazioni, Congregazioni missionarie, Parrocchie, Istituti scolastici) operanti, nei rispettivi territori, nel settore del sostegno ; - collegare la predetta attività con quella di analoghe Organizzazioni operanti in altre parti del territorio nazionale, in Europa e nel resto del mondo; - promuovere il sostegno come strumento di cooperazione decentrata; 911 nei confronti degli Enti locali aderenti a ELSAD: - approfondire la ricerca e la riflessione politica sul valore del sostegno e di altre pratiche di solidarietà internazionale; - promuovere il coordinamento a livello nazionale, lo scambio di informazioni ed esperienze, lo sviluppo di iniziative comuni tra gli Enti locali impegnati nella promozione del sostegno ; - assicurare il collegamento di ELSAD con le rappresentanze delle Organizzazioni operanti nel settore del sostegno ; - collaborare con le predette Organizzazioni, nel rispetto del reciproco ruolo, in funzione del raggiungimento e mantenimento di elevanti standard operativi e di pratiche trasparenti nella gestione delle donazioni; - collaborare con le predette Organizzazioni coinvolgendo i Servizi provinciali e comunali e le Aziende di servizi pubblici locali nel rinforzare progetti di Sostegno rivolti alla sussistenza vitale o alla tutela di gruppi di persone in situazione di vulnerabilità fisica o psicologica; - dialogare con i rispettivi Governi regionali, con il Governo nazionale, con le Istituzioni europee e sovranazionali, anche in funzione di mainstreaming. Art. 3 Il Coordinamento intende attuare i suoi obiettivi attraverso: - il censimento periodico delle Organizzazioni attive nel proprio territorio; - la promozione di Coordinamenti territoriali; - la promozione di campagne nazionali, progetti di solidarietà e di cooperazione internazionale, convegni, pubblicazioni e ricerche; - la promozione di altre pratiche di solidarietà internazionale: il Servizio Civile Nazionale Volontario all estero, il volontariato attraverso le Organizzazioni Non Governative nazionali o le Organizzazioni internazionali, le adozioni internazionali, l obiezione bancaria, il consumo critico, il commercio equo e solidale, le opportunità formative in tema di educazione allo sviluppo (master universitari, corsi di laurea, corsi proposti dalle associazioni); - la realizzazione di un archivio nazionale dell attività degli Enti locali per il sostegno ; - la partecipazione degli Enti locali ai Forum nazionali e alle Conferenze internazionali. Art. 4 L adesione al Coordinamento Nazionale da parte dei Comuni e delle Province è deliberato dalle rispettive Giunte o dai rispettivi Consigli. Art. 5 Le riunioni del Coordinamento Nazionale sono a cadenza periodica, convocate dal Presidente del Consiglio Provinciale di Roma, o a richiesta degli aderenti. 1012 IL FORUMSAD* L associazione Forum Permanente per il Sostegno a Distanza - ForumSAD - si é costituita come ONLUS il 21 settembre Al 5 luglio 2007 sono 47 le Associazioni che vi aderiscono formalmente, per un totale di circa sostenitori e beneficiari di progetti SAD in oltre 110 paesi del mondo. Il ForumSAD raccoglie l eredità dei Forum, che dal 1999 al 2003 venivano organizzati da un Comitato Promotore composto da La Gabbianella e altre associazioni. Il Forum era l iniziativa annuale, il luogo di incontro e di confronto sulle problematiche comuni delle Associazioni SAD. Con il loro impegno si é avviato un processo di autoregolamentazione, che é la forma più valida di garanzia nei confronti dei sostenitori e dei beneficiari. E si sono realizzati: - il primo e finora unico Censimento Nazionale del settore (nel 2000), in collaborazione con l Università Cattolica di Milano; - la Carta dei Principi per il Sostegno a Distanza, un codice etico sottoscritto ad oggi da 130 organizzazioni; - la Carta dei Criteri di Qualità SAD, un codice di comportamento a garanzia della qualità del Sostegno a Distanza; - la Giornata Nazionale del SAD, ogni 6 gennaio. Il ForumSAD ha promosso l Anagrafe Nazionale delle organizzazioni SAD e ha organizzato: il VI Forum a Milano nel 2005; il VII Forum a Napoli nel 2006; la Conferenza Nazionale sul Sostegno a Distanza, Informazione e Solidarietà a Genova nel 2006; l VIII Forum a Torino nel 2007; il primo seminario Comunicare il sostegno a Torino nel 2007; il secondo seminario Comunicare il sostegno a Roma nel Obiettivi del ForumSAD sono: - promuovere il Sostegno a Distanza quale forma solidale e culturale di sviluppo tra i popoli; - favorire momenti di incontro e di collaborazione fra tutte le organizzazioni del settore nonchè il reciproco arricchimento di idee, proposte, esperienze al fine di sostenere la crescita di una coscienza solidale; - ricercare gli strumenti che favoriscono l informazione, la trasparenza, la visibilità e la qualità degli interventi di Sostegno a Distanza; - realizzare un fattivo rapporto e confronto con le istituzioni e le organizzazioni sociali internazionali, nazionali e locali, anche al fine di accrescere e diffondere una reale cultura di pace. Rappresentanza del ForumSAD Il ForumSAD é rappresentato dal Presidente Vincenzo Curatola. Vice Presidente è Giorgio Cafarelli. *Documento tratto dal sito internet 1113 CARTA DEI PRINCIPI Premessa Si é consolidata ed è in continua espansione una nuova forma di solidarietà che è definita in diversi modi: adozione, affido, adozione scolastica, sostegno a distanza, tutela, padrinato, madrinato, borsa di studio, sponsorizzazione... Pur essendo ogni organizzazione libera di utilizzare la denominazione ritenuta idonea, il termine scelto convenzionalmente in questa sede è sostegno. Il sostegno è un atto di solidarietà che consiste nell impegno morale a inviare, tramite referenti responsabili, un contributo economico stabile e continuativo, del cui uso il donatore riceve riscontro, rivolto a minori, adulti, famiglie, comunità ben identificate, in condizioni di necessità e in ogni parte del mondo, per offrire la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita nell ambiente sociale e culturale in cui vivono. La consapevolezza che in questo settore operano tanti e diversi soggetti di varia estrazione e portata culturale e sociale, costituiti in differenti forme organizzative e istituzionali (gruppi amicali informali - parrocchiali - privati, congregazioni o istituti ecclesiali, associazioni, organizzazioni non governative, comitati, coordinamenti, fondazioni...) e la necessità di tutelare i diritti dei bambini e delle comunità sostenute e di garantire i diritti delle persone alla trasparenza e al buon uso del loro dono hanno portato numerosi enti e associazioni a incontrarsi e a confrontarsi su alcuni principi cardine a cui rifarsi unanimemente. Nasce così la Carta dei Principi per il Sostegno a Distanza. Le Associazioni SAD che la sottoscrivono operando nel rispetto delle norme dello Stato italiano e dei principi contenuti nei seguenti documenti (1): - Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo, Convenzione Internazionale sui Diritti dell Infanzia, Convenzioni dell Organizzazione Internazionale del Lavoro, 1973, Dichiarazione delle Nazioni Unite sull Eliminazione della Violenza contro le Donne, Legge italiana contro la prostituzione minorile, Si impegnano a 1 Promuovere il sostegno quale gesto di libera e solidale condivisione con chi è nel bisogno. 2 Sviluppare l informazione e la formazione multiculturale. Le organizzazioni, con un azione concreta di politica sociale, danno voce a minori, adulti, famiglie e comunità costretti a vivere in situazioni difficili e, nell avvicinare culture e società diverse, ne promuovono l interscambio e il rispetto reciproco, valorizzando la persona nella sua dignità dentro ogni contesto e cultura. 3 Caratterizzare questo gesto solidale rispetto alle altre forme di solidarietà basate sulla raccolta fondi occasionale o per emergenze. Le organizzazioni metteranno in evidenza nei loro progetti la continuità dell impegno del sostegno che acquista un duplice valore: educa il sostenitore alla consapevolezza dei disagi e della povertà in cui versano milioni di persone e garantisce al contempo un finanziamento stabile per l attuazione del progetto. 4 Rendere consapevole il sostenitore dell importanza del suo aiuto economico costante nel tempo, anche se il sostenitore può recedere dall impegno preso; in questo caso, le organizzazioni si impegnano a ricercare in tempi brevi chi lo sostituisca e, nel frattempo, a utilizzare tutti i propri strumenti per garantire il proseguimento dei progetto. 5 Mettere a disposizione presso la propria sede il bilancio o il rendiconto annuale e renderlo pubblico secondo le norme previste. Ciascuna organizzazione si rifà alle 1214 normative vigenti in merito alla propria configurazione giuridica: al proprio Statuto, alle leggi relative all Albo regionale del volontariato, alle disposizioni in merito agli enti del Terzo Settore non profit ONLUS e alle ONG, alla Carta della Donazione e alle normative proprie per gli enti ecclesiastici. 6 Comunicare al sostenitore l effettiva somma destinata al beneficiario del sostegno e quella trattenuta dall organizzazione per le spese di gestione, come garanzia sul corretto utilizzo dei fondi e informazione sulle modalità di intervento. 7 Valutare con accortezza le richieste di aiuto ricevute e ad avviare un progetto solo là dove esista l esplicito consenso della comunita interessata. Le organizzazioni garantiranno che i loro operatori o delegati agiscano con il consenso della popolazione locale. 8 Agire in modo che il sostegno sia strumento di promozione all autosviluppo del beneficiario, della sua famiglia laddove esista e della sua comunità. Per evitare che questo aiuto economico diventi una forma di assistenzialismo, nei paesi in cui interverranno, le organizzazioni coinvolgeranno le comunità nella realizzazione e nella gestione dei progetti con un accompagnamento stabile alle persone, complementare e non sostitutivo. 9 Verificare con attenzione l affidabilità e il lavoro di eventuali partner esteri e ad adoperarsi per garantire il buon esito del progetto anche in caso di loro inadempienze. Le organizzazioni si impegnano a comunicare al sostenitore da chi è curata in loco la realizzazione del progetto e a valutare l affidabilità e l efficienza dei referenti locali o dei propri collaboratori impegnati nell attuazione degli interventi di sostegno. 10 Confrontarsi con le altre organizzazioni che operano con le stesse finalità nel perseguimento degli obiettivi di solidarieta e pace, rispettandone le diversità. Le organizzazioni si rendono disponibili a forme di collaborazione tra loro, soprattutto nelle medesime aree geografiche e negli stessi settori di intervento. 11 Rispettare la carta dei principi per il sostegno. Le organizzazioni valuteranno l opportunità di accettare la collaborazione e i finanziamenti di enti e istituzioni pubblici o privati secondo i principi richiamati in questa Carta. ( 1 ) - Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo adottata dall Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 1 0 dicembre 1948; - Convenzione Internazionale sui Diritti dell Infanzia approvata dall Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall Italia con la legge del 27/05/91 n In modo particolare si fa riferimento all art.3: in tutte le azioni riguardanti i bambini, se avviate da istituzioni di assistenza sociale, pubbliche o private, tribunali, autorità amministrative o corpi legislativi, i maggiori interessi del bambino devono essere oggetto di primaria considerazione ; - Convenzioni dell Organizzazione Internazionale del lavoro che stabiliscono: la n. 138 dei 1973 l età lavorativa minima ( non inferiore ai 15 anni ) e la n. 182 del 1999 ( in fase di ratifica da parte dell Italia ) le linee guida per la prevenzione e l eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile; - Dichiarazione delle Nazioni Unite sull eliminazione della violenza contro le donne del 1993 in cui si denunciano le pratiche tradizionali e moderne che sfruttano le donne e le bambine per scopi sessuali e di altro genere; - Legge italiana contro la prostituzione minorile dei 3 agosto 1998 n.269: norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali forme di riduzione in schiavitù. Nota: Il testo è reperibile su Internet all indirizzo 1315 LA GUIDA La considerazione che il Sostegno a Distanza coinvolga un così alto numero di persone (si stimano più di 2 milioni di sostenitori in Italia) e muova un importante flusso di risorse economiche, porta a ritenere necessario l interessamento della pubblica amministrazione al fenomeno. Questo interesse non può che tradursi in interventi diretti a conoscere e promuovere gli aspetti indubbiamente positivi, ma anche a mettere in atto un sistema di garanzie nei confronti dei beneficiari, per la tutela dei loro diritti e della loro dignità, e verso i donatori, per assicurare la trasparenza e la corretta gestione dei fondi che raccolgono le loro sottoscrizioni. Anche riguardo al variegato mondo delle realtà associative, enti, ong e fondazioni, istituzioni religiosi e altre forme organizzative che costituiscono il motore del sostegno, che si alimenta anche con l importante impegno di volontari, l ente pubblico deve essere d appoggio, dare visibilità, facilitare l incontro e la messa in rete delle esperienze e chiedere la manifestazione espressa di principi etici condivisi. La Guida al sostegno nella provincia di Milano, così come le altre Guide che in questi anni sono state predisposte da alcuni altri Enti locali, può contribuire ad assolvere a questi impegni che la Provincia intende assumersi anche attraverso la costituzione del Comitato provinciale per il sostegno, un organismo permanente che ha l obiettivo di riunire, attorno a principi etici, tutti i soggetti che operano nel settore e di dare impulso alla solidarietà internazionale. La Guida è proposta per offrire, a livello locale, uno strumento che sia utile alle organizzazioni e al cittadino, e risponde a un duplice scopo: descrivere la realtà di questa pratica solidale nella provincia milanese nei suoi aspetti qualitativi e quantitativi, attraverso la raccolta di informazioni, e al tempo stesso promuovere il Sostegno a Distanza rendendo visibili gli attori e offrendo, alle persone interessate e a coloro che si avvicinano per la prima volta al tema, un ampia gamma di opportunità per trovare riferimenti e attivare contatti, facilitando le adesioni ai progetti e stimolando nuove iniziative. La Guida ora pubblicata non è esaustiva ma comprende le schede che sono state restituite da 40 organizzazioni su 60 soggetti contattati. Occorre dire che non esiste ancora un censimento di questa realtà. Si è giunti all elenco composto da 60 soggetti attraverso queste fonti: - richiesta dati a tutti i 189 Comuni del territorio; - verifica registri pubblici; - ricerche su internet; - ricerche su stampa, pubblicazioni e materiale promozionale; - guide specializzate; - contatti già attivi con associazioni e ong del territorio. Si è quindi attivato il seguente percorso: alle organizzazioni individuate è stata inviata una comunicazione informativa e una scheda da compilare con i dati più significativi. Per poter essere inclusa nella guida, ogni organizzazione doveva rispondere a precisi criteri: - avere sede legale o operativa nel territorio della provincia di Milano; - condividere la Carta dei Principi del Sostegno a Distanza; - non essere solo un gruppo di appoggio di un organizzazione già inclusa; - garantire l operatività nel territorio e il rapporto diretto, effettivo, con i sottoscrittori. E stata richiesta la firma sulla scheda del legale rappresentante - che non compare nella pubblicazione - al fine dell assunzione di responsabilità di quanto dichiarato. Infatti non sono state effettuate verifiche dall Ente che non vuole porsi, in questo caso, come controllore quanto come promotore di un processo di autoregolamentazione delle stesse organizzazioni, sulla base della condivisione della Carta dei Principi e della trasparenza che si raggiunge con la pubblicazione delle informazioni. Per evitare di escludere chi non sia stato individuato in questo primo percorso, la Guida sarà aggiornata periodicamente e aperta a nuovi inserimenti. 1416 ABBA - ASSOCIAZIONE PER L ADOZIONE A DISTANZA DELL INFANZIA ABBANDONATA indirizzo Via Marco Antonio Bragadino 2, Milano telefono/fax sito internet di sostegno Stefania Bianchi telefono forma giuridica Associazione di Volontariato/ONLUS data di costituzione 10/06/1993 paesi di intervento Albania (Elbasan, Bathore) Brasile (San Paolo, Santa Cruz do Rio Pardo, Goiania, Santarem) Cameroun (Bertoua, Djanganè, Yaoundé) Perù (Huari) Filippine (Manila, Calabanga) Pakistan (Okara) settori di intervento Settore solidarietà e cooperazione internazionale beneficiari del sostegno Bambini e ragazzi abbandonati, o in condizioni economiche particolarmente gravi, tali per cui non potrebbero frequentare alcuna scuola e avere un istruzione. Si tratta quindi di giovani in situazioni di disagio non solo economico ma anche sociale, psicologico, culturale, che vengono sostenuti ed aiutati all interno del proprio nucleo familiare. numero beneficiari 1044 Associazione di volontariato/onlus soci 273 fondi raccolti (dati 2006) euro ,43 volontari operativi: 11 Iscrizione al Registro Generale del Volontariato della Regione Lombardia. Sottoscrizione della Carta dei Principi dell adozione. Il cuore dell impegno di Abbà è di accompagnare i bambini e i ragazzi beneficiari a diventare adulti nel lavoro e nella società, fornendo loro gli strumenti educativi e formativi necessari. L associazione infatti si distingue per un preciso progetto educativo attuato attraverso un preciso programma di accompagnamento. L attività di Abbà si sviluppa in due ambiti: - in Italia, attraverso la sensibilizzazione dei singoli cittadini ai problemi dell infanzia nei Paesi del Terzo Mondo e alla diffusione della conoscenza dell associazione e dell adozione come modalità concreta ed efficace di solidarietà; - nei Paesi esteri in cui è presente con progetti di adozione e borse di studio universitarie personalizzate. Il beneficiario, e indirettamente tutto il nucleo famigliare, viene accompagnato in un processo di crescita e istruzione con l obiettivo di sviluppare quelle capacità che gli permetteranno di affrontare una vita da adulto autonomo e consapevole. Quote associative: Socio ordinario euro 330 Socio sostenitore euro 780 Socio benemerito oltre euro 780 Nella prospettiva di un impegno all accompagnamento educativo e formativo nei confronti di 1517 un bambino in difficoltà, la durata dell impegno con l associazione dovrebbe essere di lungo periodo, ovvero tutto il tempo che serve per sostenere gli studi e le necessità del beneficiario, fino all inserimento nel mondo del lavoro. Per quanto riguarda le modalità di gestione delle attività, al partner viene chiesto di inviare al responsabile Abbà di riferimento: - ogni sei mesi l elenco aggiornato dei beneficiari corredato da informazioni sulla vita familiare e personale dei beneficiari e sui loro progressi scolastici; - annualmente una foto aggiornata del beneficiario, accompagnata da una lettera dello stesso per il donatore che lo sta aiutando; - annualmente una valutazione generale sulla realizzazione e sugli effetti del progetto educativo Abbà. Per quanto riguarda la gestione dei fondi inviati al partner viene chiesto di inviare ogni sei mesi una scheda di rendicontazione economica, a cui deve essere allegata una descrizione delle spese di gestione del progetto sostenute dal partner nel periodo. L associazione dà inoltre informazione puntuale sui contributi ricevuti attraverso la diffusione del bilancio associativo. La collaborazione con i partner locali si fonda quindi su un dialogo frequente e trasparente relativamente a tutti gli aspetti (educativi, sociali, economici, amministrativi) afferenti alla gestione del progetto educativo. Per assicurare che i progetti di sostegno vengano gestiti secondo le finalità associative, i responsabili di Abbà si recano inoltre periodicamente sul posto, per verificare l operato dei corrispondenti locali, conoscere le realtà sociali e familiari dei beneficiari e per fornire assistenza e formazione ai corrispondenti. Per la gestione dell attività, (prevalentemente le attività di raccolta fondi e di rapporto con beneficiari e sostenitori) le associazioni che si occupano di sostegno devono necessariamente trattenere una quota sui contributi ricevuti. Tale quota, in condizioni ottimali, si aggira in media intorno al 20% sul totale dei contributi ricevuti [per Abbà tale quota nel bilancio 2006 è stata del 18%]. Tutte le quote sono annuali e possono essere pagate anche a rate mensili. Il pagamento della quota associativa può venire effettuato tramite: - bonifico bancario presso Intesa-SanPaolo, Filiale 7, Corso Magenta 32, Milano; Coordinate BBAN: L ; - assegno intestato ad Abbà; - conto corrente postale n , intestato ad Abbà. Abbà è un Associazione di Volontariato/ONLUS e pertanto i Soci possono beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalla legge. 1618 ACTIONAID INTERNATIONAL indirizzo Via Brogli 19/A, Milano sito internet di sostegno Roberta Capella telefono forma giuridica Ente Morale ONLUS Organizzazione Non Governativa data di costituzione 1989 paesi di intervento Attraverso l adozione, siamo attivi in 800 aree a livello internazionale, mentre i soli cittadini italiani sostengono il lavoro in 168 aree di sviluppo divise per 26 paesi: Africa (13): Etiopia, Gambia, Ghana, Kenya, Malawi, Mozambico, Nigeria, Ruanda, Senegal, Sierra Leone, Tanzania, Uganda, Zambia. America Latina (5): Bolivia, Brasile, Guatemala, Haiti, Repubblica Dominicana. Asia (8): Afghanistan, Bangladesh, Cambogia, Cina, India, Nepal, Pakistan, Vietnam. settori di intervento La strategia internazionale pone la difesa dei diritti umani al centro della lotta contro la povertà. Il lavoro si concentra in favore dei diritti delle donne, sul diritto all istruzione, al cibo nonché la lotta all HIV/AIDS. I programmi d intervento sul campo comprendono attività educative, sanitarie, agricole, di risparmio e di credito. Tra le priorità della strategia ci sono anche il diritto delle persone povere a un sistema democratico e a meccanismi decisionali (governance) che li coinvolgano in prima persona e il rinforzamento del lavoro in favore della sicurezza umana nei conflitti e nelle emergenze. Oltre ad interventi diretti si realizzano campagne di sensibilizzazione sia nel Sud che nel Nord del mondo. Infine, il nostro lavoro è anche rivolto alla formazione delle comunità locali, perché siano in grado di gestire in modo autonomo gli interventi una volta che l organizzazione lascia l area di intervento. beneficiari del sostegno numero beneficiari Il bambino, la sua famiglia e la comunità in cui vive. ActionAid opera affinché le comunità acquistino consapevolezza dei propri diritti e siano messe in grado di agire sulle cause della povertà attraverso interventi specifici di lungo periodo. Il nostro obiettivo non è solo fornire strutture, ma rendere autonome le comunità per agire sulle cause della povertà. Circa bambini sostenuti in 168 aree. Dato che l impatto del lavoro non è limitato ai singoli bambini, ma a tutta la comunità, è possibile stimare che i beneficiari dei progetti sostenuti dai cittadini italiani siano intorno ai 5 milioni di persone. ActionAid International è un organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell esclusione sociale. Da 35 anni siamo a fianco delle comunità del Sud del mondo per garantire loro migliori condizioni di vita e il rispetto dei diritti fondamentali. AAI è una coalizione unica sulla scena internazionale e ha la sua sede principale in Sud Africa, a Johannesburg e affiliati nazionali nel Nord e nel Sud del mondo. 1719 L impegno di AAI parla di azione: globale e locale. Avviciniamo migliaia di persone, mobilitiamo energie, rafforziamo un movimento in grado di sconfiggere povertà e discriminazione. Sviluppiamo i progetti tenendo conto delle esigenze e priorità delle comunità locali. Rappresentiamo la loro voce presso i governi e le istituzioni per chiedere un cambiamento delle politiche sociali ed economiche, affinché siano rimosse le cause profonde della povertà. Modalità di gestione del Sostegno (durata, importo, spese di gestione, monitoraggio e valutazioni, informazioni, trasparenza, visite) Sostegno significa individuare un area di intervento specifica e pianificare, insieme alle famiglie coinvolte, un programma per affrontare a lungo termine le cause che determinano la condizione di povertà. Attraverso il sostegno l aiuto raggiunge il bambino, tutta la sua famiglia e la comunità in cui vive. Per sostenere un bambino bastano 25 euro al mese. Chi sostiene riceve ogni anno 2 messaggi dal bambino, 2 aggiornamenti dalla comunità, una relazione annuale sul lavoro svolto nella comunità, una nuova fotografia del bambino ogni 3 anni, 4 numeri della nostra rivista Legàmi con notizie sulle attività e aggiornamenti attraverso il nostro sito internet. Il nostro lavoro sul campo viene regolarmente monitorato e valutato sia in loco che dai nostri uffici internazionali e nazionali per garantire una corretta distribuzione dei fondi e una regolare gestione e svolgimento delle attività. L organizzazione si serve di un sistema di monitoraggio interno nominato ALPS (Accountability Learning Planning System). Si tratta di un Sistema di Responsabilità, Apprendimento e Pianificazione che delinea i requisiti, le linee guida e i processi fondamentali in tema di responsabilità, non soltanto in termini di processi organizzativi per la pianificazione, il monitoraggio, le strategie, l apprendimento, le revisioni e l audit, ma anche per le posizioni e i comportamenti individuali dello staff. (modalità di iscrizione, c/c bancario o postale, pagamento in contanti, scadenze...) La richiesta di informazioni/adesione può avvenire: - tramite telefono ( ); - collegandosi al sito - inviando un a comunicando i propri dati; - oppure mandando un fax ( ) comunicando i dati e l indirizzo completo. Dopo aver ricevuto i materiali, si può effettuare il versamento per rendere effettiva l adesione. Il contributo può essere versato tramite RID, bonifico bancario, conto corrente, bollettino postale. Scadenze: mensile, trimestrale o annuale. Per maggiori informazioni vedere il sito alla voce: come aiutarci-adozione -come aderire. 1820 Ai.Bi. - ASSOCIAZIONE AMICI DEI BAMBINI indirizzo Via per Melegnano 10, Mezzano di San Giuliano Milanese (MI) telefono/fax sito internet di sostegno Cristiano Campari telefono forma giuridica Ente Morale, Ente Autorizzato all Adozione Internazionale e Organizzazione Non Governativa data di costituzione 1986 paesi di intervento Italia, Albania, Bolivia: La Paz-Santa Cruz-Potosì, Cochabamba, Bosnia Erzegovina, Brasile: San Paolo-Belem-Belo Horizonte-Bonfim, Salvador do Bahia-Goias-Aracatuba, Bulgaria, Cambogia, Colombia, Ecuador, Kenya, Kosovo, Marocco, Moldavia, Mongolia, Nepal, Perù, Romania, Russia: Mosca-Novosibirsk-Vladimir, Sri Lanka, Ucraina. settori di intervento Accoglienza famigliare, settore educativo (corsi di formazione, sostegno scolastico, attività psicopedagogiche, attività di animazione e aggregazione), settore sociale (accompagnamento psicologico, attività di reinserimento sociale, sostegno famigliare), adozione internazionale. beneficiari del sostegno Bambini orfani o in stato di abbandono, ospitati in istituti o Case Famiglia. numero beneficiari A oggi circa 7000 sostegni L associazione Amici dei Bambini è un movimento di famiglie che dal 1986 opera in Italia e in 29 paesi nel mondo per l accoglienza dei bambini abbandonati. All estero è presente nell Europa dell Est, in America Latina, in Africa e in Asia. Mission dell Associazione è rispondere all emergenza abbandono e fare in modo che ogni bambino abbandonato possa vivere e crescere in una famiglia, per sentirsi veramente figlio. Amici dei Bambini è Ente Morale, Ente Autorizzato all Adozione Internazionale e Organizzazione Non Governativa. È stata la prima ONG italiana ad ottenere, nel 2001, la Certificazione di Qualità UNI EN ISO 9001 per progetti di Cooperazione Internazionale. La certificazione è stata rinnovata negli anni successivi (a partire dal 2004 come UNI EN ISO 9001: 2000). Amici dei Bambini dal 2000 sottopone a certificazione volontaria da parte della società di revisione Reconta Ernst & Young il suo bilancio economico. Nel 2002 l associazione è stata premiata con l Oscar di Bilancio per la categoria Cooperazione allo sviluppo. Nel 2003 è stata tra i cinque finalisti dell Oscar assoluto del Non Profit. Nel 2005 ha vinto l Oscar di Bilancio Non Profit e il Premio speciale alla trasparenza e alla ricchezza dell informazione. È possibile aderire a un Sostegno Comunitario, rivolto agli istituti e alle strutture di accoglienza di un Paese, con un contributo mensile di 25 euro*. Per un Sostegno Personalizzato, invece, è possibile scegliere fra due tipologie di intervento: - con un impegno di 25 euro mensili si contribuisce al sostentamento di un bambino, coprendo ad esempio spese scolastiche, spese per cure mediche ed eventuale sostegno psicologico; - con un contributo di 50 euro mensili invece si accompagna il bambino nel suo progetto 19 Vedere altro
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 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 art.3
 Art. 1
 Art. 2
 ART. 1
 ART. 1
 art. 23
 Art. 1
 ART. 1
 Art. 39
 Articolo 1
 Articolo 1
 Art. 1