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I nuovi poteri del curatore alla luce della riforma - ppt scaricare
PubblicatoCalvina Miceli Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "I nuovi poteri del curatore alla luce della riforma"— Transcript della presentazione:
1 I nuovi poteri del curatore alla luce della riforma
C.C.I.A.A. di Cremona 6 ottobre 2006
il D. lgs n. 5, è entrato in vigore il con la sola eccezione degli articoli 45, 46, 47, 151 e 152 che sono entrati in vigore il (per tutte le procedure pendenti); i fallimenti dichiarati prima del sono regolati dalla precedente legge fallimentare; i fallimenti dichiarati dal per i quali il relativo ricorso è stato depositato prima della data del , sono regolati dalla vecchia legge fallimentare; i fallimenti dichiarati dal per i quali i relativi ricorsi sono stati depositati dal , sono regolati dalle nuove norme.
3 Requisiti per la nomina a curatore
4 Incompatibilità Non possono essere nominati curatore:
5 Le caratteristiche del nuovo curatore
Gestisce l’amministrazione del patrimonio fallimentare sotto la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori; Non è più sottoposto alla direzione del giudice delegato; Il potere di iniziativa è fortemente valorizzato; Le decisioni nel merito sono sostanzialmente assunte dal comitato dei creditori; Il curatore è sottoposto ad una sorta di giudizio confermativo da parte dei creditori (art. 37 – bis); È dubbio se la richiesta di sostituzione da parte della maggioranza dei creditori allo stato insinuati, sia vincolante per il Tribunale;
6 Le caratteristiche del nuovo curatore (segue)
7 Le nuove funzioni Il curatore mantiene la funzione di amministrazione del patrimonio fallimentare, ma con una maggiore autonomia dovuta al fatto che non opera più sotto la direzione del giudice delegato; Sparisce qualunque forma di controllo nel merito dell’autorità giudiziaria sia sugli atti di ordinaria che di straordinaria amministrazione: per questi ultimi è sufficiente l’autorizzazione del comitato dei creditori e solo per gli atti di valore superiore a € e comunque per le transazioni, rimane un obbligo di preventiva informazione al giudice delegato (che però non ha alcun potere di intervento nel merito); Una volta approvato il programma di liquidazione è sostanzialmente autonomo nelle vendite; Il curatore appone i sigilli; Al curatore spetta il potere, precedentemente riconosciuto al giudice delegato, di sospendere la vendita ove pervenga offerta irrevocabile d’acquisto migliorativa per un importo non inferiore al 10% del prezzo offerto; Il curatore nomina i legali, i coadiutori, gli stimatori per la valutazione dei beni; Il curatore sceglie le banche dove effettuare i depositi; Il curatore propone – se non è già stato dichiarato con la sentenza di fallimento – l’esercizio provvisorio e l’affitto di azienda; Nell’accertamento del passivo, il curatore non è più ausiliario del giudice delegato, ma assume il ruolo di parte del giudizio (il curatore redige il progetto di stato passivo e può impugnare autonomamente crediti ammessi dal giudice delegato); La verifica è una fase eventuale: il curatore, se prevede un insufficiente realizzo ex art. 102 l.f., deposita un’istanza in cancelleria almeno 20 giorni prima dell’udienza di stato passivo;
8 Le relazioni La prima relazione ex art. 33 L.F. non subisce sostanziali modifiche; deve essere presentata al giudice delegato entro 60 giorni dalla dichiarazione di fallimento; Le relazioni periodiche successive hanno cadenza semestrale e devono essere trasmesse al comitato dei creditori. Le relazioni devono contenere un rapporto riepilogativo delle attività svolte accompagnato dal conto della gestione e dagli estratti conto del periodo. I componenti del comitato e il comitato stesso possono formulare osservazioni scritte. Il tutto è trasmesso in via telematica al registro delle imprese nei 15 giorni successivi; Pertanto il giudice delegato è relazionato inizialmente con la prima relazione ex art. 33 e al termine con il rendiconto ex art. 116; Rimangono i reclami contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori, ma potranno essere validamente esperiti solo con riferimento a violazioni di legge; in altre parole non è più consentito all’autorità giudiziaria entrare nel merito delle scelte compiute;
9 La liquidazione dell’attivo
Il curatore deve predisporre il programma di liquidazione entro 60 giorni dalla redazione dell’inventario (termine ordinatorio); il curatore viene ad assumere il ruolo di centro motore e responsabile della fase liquidatoria, con il semplice obbligo di informare il comitato dei creditori e il giudice delegato degli esiti delle procedure (art. 107); Il programma deve essere sottoposto, acquisito il parere favorevole del comitato dei creditori, all’approvazione del giudice delegato; Il comitato dei creditori può proporre al curatore modifiche al programma di liquidazione; Il piano deve essere articolato e specifico; delinea la dinamica evolutiva della futura attività; Il contenuto del programma è stabilito dall’articolo 104 ter: opportunità di disporre esercizio provvisorio e/o affitto di azienda; sussistenza di proposte di concordato; azioni risarcitorie, recuperatorie, revocatorie; possibilità di cessione unitaria dell’azienda, di singoli rami, di beni o di rapporti giuridici individuabili in blocco; condizioni di vendita dei singoli cespiti Preferenza per la vendita in blocco dell’azienda, di rami aziendali, di beni o rapporti giuridici individuabili in blocco; L’approvazione del programma di liquidazione tiene luogo delle singole autorizzazioni previste dalla legge fallimentare per l’adozione degli atti e l’effettuazione delle operazioni incluse nel programma; Il curatore assume la gestione dell’impresa nel caso in cui sia disposto l’esercizio provvisorio; Il piano può essere modificato per sopravvenute esigenze e seguendo lo stesso percorso di approvazione del programma originale; I tempi della liquidazione non sono più stabiliti dal curatore ma sono definiti in schemi predeterminati contenuti nel programma di liquidazione (a differenza del passato, la liquidazione è svincolata dalla dichiarazione di esecutività dello stato passivo);
10 La liquidazione dell’attivo (segue)
Approvato il piano il curatore non ha particolari vincoli se non quello di seguire non meglio precisate procedure competitive avvalendosi di soggetti specializzati sulla base di stime effettuate da parte di operatori esperti assicurando, con adeguate forme di pubblicità, la massima informazione e partecipazione degli interessati (art. 107); Per i beni immobili il curatore ha l’ulteriore vincolo di dare notizia ai creditori ipotecari e comunque ai creditori muniti di privilegio sul bene; Al curatore è attribuito il potere, precedentemente esercitato dal giudice delegato, di sospendere la vendita nel caso in cui pervenga offerta migliorativa irrevocabile per un importo non inferiore al 10% del prezzo offerto; il potere è discrezionale da esercitare con prudenza anche con riferimento a possibili manovre disturbatrici ora agevolate dalla mancanza di un obbligo di cauzionare l’offerta; E’ stato mantenuto il potere del giudice delegato di sospendere la vendita ed anche di impedirne il perfezionamento; ma questo potere è stato contornato da tali cautele da renderlo poco efficace (non può procedere d’ufficio, deve comunque ottenere il parere favorevole del comitato dei creditori; può intervenire “qualora ricorrano gravi e giustificati motivi”; può impedire il perfezionamento “quando il prezzo offerto risulti notevolmente inferiore a quello giusto tenuto conto delle condizioni di mercato); Ovviamente a questi poteri si accompagna un carico di responsabilità prima sconosciute; Il curatore, al termine di ciascuna vendita, deve notiziare il giudice delegato ed il comitato dei creditori, depositando in cancelleria la relativa documentazione; Si suggerisce di considerare nel piano di liquidazione, le conseguenze relative alla mancata vendita dei beni ai valori di stima;
11 Vendita dell’azienda, di rami, di beni e rapporti in blocco
La liquidazione dei singoli beni è effettuata a condizione che la vendita dell’intero complesso aziendale o dei suoi rami o di beni e rapporti in blocco, non consenta – in previsione – una maggiore soddisfazione per i creditori Salvo diversi accordi, è esclusa la responsabilità dell’acquirente per i debiti relativi all’esercizio delle aziende cedute, sorti prima del trasferimento La cessione dei crediti relativi alle aziende ha effetto nei confronti dei terzi dal momento dell’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese I privilegi e le garanzie sono validi e conservano il loro grado a favore del cessionario
12 Vendita dell’azienda, di rami, di beni e rapporti in blocco
Nel caso di cessione di azienda, rami di azienda ovvero di beni e rapporti giuridici individuabili in blocco, è comunque esclusa la responsabilità dell’alienante ex art c.c. Il curatore può effettuare la liquidazione mediante il conferimento in una o più società, anche di nuova costituzione, dell’azienda o di rami di essa, di beni e crediti con i relativi rapporti contrattuali in corso Il pagamento del prezzo può essere effettuato mediante accollo di debiti da parte dell’acquirente se non viene alterata la graduazione dei crediti Il curatore può cedere i crediti, compresi quelli di natura fiscale o futuri, anche se oggetto di contestazione; può altresì cedere le azioni revocatorie concorsuali se i relativi giudizi sono già pendenti; Per la vendita di quota di srl si applica l’articolo 2471 c.c.; In alternativa alla cessione dei crediti, il curatore può stipulare contratti di mandato per la riscossione dei debiti;
13 Il programma di liquidazione: i rapporti giuridici pendenti
Pur in assenza di una specifica inclusione dei rapporti giuridici pendenti nel programma di liquidazione (art. 104 ter lett. da a a e), l’indicazione chiara ed argomentata della scelta del curatore in ordine ad essi risulta oltremodo opportuna. In tal modo si armonizzerebbe la disciplina del fallimento con quella dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, nella quale è istituito uno specifico collegamento tra gli effetti della procedura sui contratti in corso e l’autorizzazione all’esecuzione del programma; Il legislatore ha introdotto una regola generale, presente anche in altri ordinamenti, per la quale i contratti ineseguiti o non compiutamente eseguiti da entrambe le parti rimangono sospesi nel caso di fallimento di una delle parti, fino a quando il curatore, con l’autorizzazione del comitato dei creditori, dichiara di subentrare nel contratto in luogo del fallito assumendo tutti i relativi obblighi, ovvero di sciogliersi dal medesimo; a sua volta il contraente in bonis può mettere in mora il curatore, facendogli assegnare dal giudice delegato un termine non superiore a 60 giorni, decorso il quale il contratto di intende sciolto; Viene mantenuto pertanto il principio per il quale la dichiarazione di fallimento di una delle parti contrattuali non è causa di risoluzione del contratto; Il contraente in bonis conserva gli effetti dell’azione di risoluzione promossa prima dell’apertura della procedura di fallimento (V° comma art. 72 );
14 Esercizio provvisorio dell’impresa del fallito
Con la sentenza dichiarativa di fallimento il giudice può disporre l’esercizio provvisorio dell’impresa o di specifici rami di essa, se dalla sua interruzione può derivare un danno grave e a condizione che non pregiudichi i creditori Su proposta del curatore, e con il parere favorevole del comitato dei creditori, il giudice delegato autorizza la continuazione temporanea dell’esercizio d’impresa e ne fissa la durata Durante l’esercizio provvisorio dell’impresa, il curatore convoca il comitato dei creditori almeno ogni 3 mesi per informarlo sulla gestione e discutere sulla continuazione dell’esercizio In caso di parere sfavorevole da parte del comitato, il giudice ordina la cessazione dell’esercizio provvisorio
15 Esercizio provvisorio dell’impresa del fallito
Il curatore deve - semestralmente o alla conclusione dell’esercizio provvisorio - predisporre un rendiconto sull’attività ed effettuarne il deposito in cancelleria Il curatore ha l’obbligo di informare il giudice delegato e il comitato dei creditori relativamente a circostanze che possono influire sull’esercizio Durante l’esercizio provvisorio i contratti pendenti proseguono, salvo che il curatore non intenda sospendere l’esecuzione o scioglierli I crediti sorti nell’esercizio provvisorio sono soddisfatti in prededuzione
16 Affitto dell’azienda o di rami d’azienda
Il giudice delegato autorizza, su proposta del curatore, con parere favorevole del comitato dei creditori, l’affitto dell’azienda a terzi se risulta vantaggioso per la futura vendita; La scelta dell’affittuario è effettuata dal curatore, con adeguate forme di pubblicità, tenendo conto del canone offerto, delle garanzie prestate, della attendibilità del piano di prosecuzione dell’attività, della conservazione degli occupati; L’art. 104 bis stabilisce forma e contenuto minimo del contratto di affitto di azienda (forma scritta ad probationem diritto di ispezione, garanzie, recesso con corresponsione di indennizzo in prededuzione a favore del locatario, diritto di prelazione convenzionale a favore dell’affittuario, durata); La retrocessione al fallimento delle aziende o rami di aziende, non comporta la responsabilità della procedura per i debiti maturati sino alla retrocessione, in deroga a quanto previsto dagli articoli 2112 e 2560 c.c.;
17 La ripartizione dell’attivo: il procedimento
18 La ripartizione dell’attivo: disciplina dei crediti prededucibili
19 La ripartizione dell’attivo: masse attive e crediti assistiti da prelazioni
Il nuovo articolo 111 ter descrive le modalità di determinazione delle masse liquide mobiliari e immobiliari (per le quali il curatore deve gestire conti autonomi per ciascun immobile oggetto di privilegio speciale e di ipoteca e per ciascun bene mobile o gruppo di beni mobili oggetto di pegno e privilegio speciale) con attribuzione dei relativi frutti e interessi attivi; Gli articoli 111 bis e 111 quater descrivono la partecipazione al riparto dei crediti prededucibili e dei crediti assistiti da prelazione, senza introdurre novità di rilievo (in altre parole gli articoli in questione introducono nella normativa i criteri già definiti dalla giurisprudenza); Innovativo il contenuto del 2° periodo del 3° comma dell’articolo 54 L.F. che stabilisce che per i crediti assistiti da privilegio generale, il decorso degli interessi cessa alla data del deposito del progetto di riparto nel quale il credito è soddisfatto anche se parzialmente (difformemente dai crediti assistiti da privilegio speciale per i quali il decorso degli interessi cessa alla data della vendita);
20 CRONOLOGIA DEGLI ADEMPIMENTI DEL CURATORE
21 CRONOLOGIA DEGLI ADEMPIMENTI DEL CURATORE
Avviso ai creditori e agli altri interessati per la presentazione delle domande di insinuazione al passivo (a mezzo posta, telefax o posta elettronica); Il curatore, esaminate le domande di insinuazione al passivo, redige il progetto di stato passivo e lo deposita presso la cancelleria almeno 15 giorni prima del dell’udienza fissata per l’esame dello stato passivo dandone comunicazione ai creditori, ai titolari di diritti sui beni e al fallito ed informandoli che possono presentare osservazioni scritte fino a 5 giorni prima dell’udienza; Il curatore, se prevede un insufficiente realizzo ex art. 102 l.f., deposita un’istanza in cancelleria almeno 20 giorni prima dell’udienza di stato passivo; Il curatore, immediatamente dopo che il giudice delegato ha reso esecutivo lo stato passivo, comunica a ciascun creditore (mediante raccomandata con avviso di ricevimento ovvero tramite telefax o posta elettronica quando il creditore abbia indicato tale modalità di comunicazione), l’esito della domanda di insinuazione e il deposito in cancelleria dello stato passivo (le opposizioni si propongono con ricorso depositato in cancelleria entro 30 giorni dalla comunicazione); Entro 60 giorni dalla dichiarazione di fallimento, il curatore deve presentare al giudice delegato la relazione ex art. 33 l.f.;
22 CRONOLOGIA DEGLI ADEMPIMENTI DEL CURATORE
23 Cronologia degli adempimenti del curatore (altre scadenze)
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References: sentenza 
 art. 102
 art. 33
 art. 33
 art. 116
 art. 72
 sentenza 
 articolo 111
 art. 102
 art. 33