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Timestamp: 2020-07-06 21:44:46+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2351 del 01/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2351 del 01/02/2011
Cassazione civile sez. trib., 01/02/2011, (ud. 14/12/2010, dep. 01/02/2011), n.2351
dell’Emilia Romagna n. 64/02/07, depositata l’8 ottobre 2007.
14 dicembre 2010 dal Relatore Cons. Dott. Biagio Virgilio.
“1. L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna n. 64/02/07, depositata l’8 ottobre 2007, con la quale, rigettando l’appello dell’Ufficio, è stato riconosciuto a Z.P., agente di commercio, il diritto al rimborso dell’IRAP versata per gli anni 1998/2001. In particolare, il giudice a quo ha accertato l’insussistenza di autonoma organizzazione, in quanto “i fattori produttivi impiegati, beni strumentali e lavoro altrui (….) sono trascurabili o nulli”, precisando che “la cifra indicata dall’Agenzia delle entrate come spese per lavoro dipendente in realtà sono provvigioni passive”.
2. Il primo motivo di ricorso, con il quale si denuncia la violazione degli artt. 1742, 2082 e 2195 c.c., e della disciplina istitutiva dell’IRAP (sostenendo che gli agenti di commercio, producendo reddito d’impresa, sono ope legis assoggettati all’imposta), è manifestamente infondato, in applicazione del principio affermato dalle Sezioni unite di questa Corte, secondo cui, a norma del combinato disposto del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 2, comma 1, primo periodo e art. 3, comma 1, lett. c), l’esercizio dell’attività di agente di commercio di cui alla L. 9 maggio 1985, n. 204, art. 1 è escluso dall’applicazione dell’imposta soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata, e il requisito dell’autonoma organizzazione – il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato – ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza dell’organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui (Cass., Sez. un., n. 12108 del 2009).
3. Appare, invece, manifestamente fondato il secondo motivo, con il quale si denuncia l’insufficienza della motivazione sul punto della inesistenza dell’autonoma organizzazione, nella parte in cui il giudice d’appello ha escluso l’impiego di lavoro altrui, limitandosi a rilevare che le spese indicate dall’Ufficio erano “provvigioni passive”, senza, tuttavia, chiarire la natura, soprattutto sotto il profilo della occasionalità o meno, dei rapporti dai quali derivavano gli anzidetti esborsi.
4. In conclusione, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio per manifesta fondatezza, in parte qua, del secondo motivo, rigettato il primo”;
che il Collegio, a seguito della discussione in Camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, riaffermato il principio di diritto sopra richiamato, va accolto il secondo motivo di ricorso e rigettato il primo, la sentenza impugnata deve essere cassata in relazione al motivo accolto e la causa rinviata, per nuovo esame, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna, la quale provvedere in ordine alle spese anche del presente giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il secondo motivo di ricorso, rigetta il primo, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 2
 art. 3
 art. 1
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