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Timestamp: 2020-08-15 11:42:11+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 22232 del 05/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22232 del 05/09/2019
Cassazione civile sez. trib., 05/09/2019, (ud. 03/07/2019, dep. 05/09/2019), n.22232
sul ricorso iscritto al n. 3849/20111.R.G. proposto da:
Tra.In. Trasporti Industriali s.r.l., in persona del legale
S. Tommaso D’Aquino n. 116, presso lo studio dell’avv. Antonio
Dierna, rappresentata e difesa dall’avv. Giuseppe Vaccaro giusta
tempore, elettivamente domiciliata in Roma, via G. Puccini n. 10,
presso lo studio dell’avv. Mario Ferri, rappresentata e difesa
dall’avv. Gaetano Mirmina giusta procura speciale in calce al
Sicilia – Sezione staccata di Siracusa n. 171/16/13, depositata il
1. con la sentenza n. 171/16/13 del 03/07/2013, la Commissione tributaria regionale della Sicilia – Sezione staccata di Siracusa (di seguito CTR) accoglieva l’appello proposto dalla Agenzia delle entrate avverso la sentenza n. 283/01/11 della Commissione tributaria provinciale di Siracusa (di seguito CTP), che aveva a sua volta accolto il ricorso proposto da Tra.In. Trasporti Industriali s.r.l. (di seguito TRAIN) nei confronti di una cartella di pagamento relativa a ritardati od omessi versamenti IRAP ed IVA relativi all’anno 2004 e ad un credito d’imposta compensato in misura maggiore rispetto a quanto dichiarato;
1.1. come si evince anche dalla sentenza della CTR: a) la cartella di pagamento era stata emessa a seguito di controllo automatizzato ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, ex art. 36 bis e del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 54 bis; b) la CTP accoglieva il ricorso della società contribuente sul rilievo dell’assenza di prova in ordine all’invio della comunicazione prevista dalla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 6, comma 5; c) la sentenza della CTP, pronunciata nei soli confronti della Riscossione Sicilia s.p.a., era appellata dall’Agente della riscossione che conveniva in giudizio anche l’Agenzia delle entrate;
1.2. su queste premesse, la CTR motivava l’accoglimento dell’appello dell’Agenzia delle entrate (così qualificate le controdeduzioni presentate da quest’ultima nel giudizio di secondo grado) evidenziando che: a) il contribuente non aveva tempestivamente proposto gravame avverso la cartella di pagamento, che Riscossione Sicilia s.p.a. aveva dimostrato di avere ritualmente notificato; b) la contestazione per la quale la relata di notificazione della cartella di pagamento era stata prodotta in copia era generica e non circostanziata, “non avendo la stessa evidenziato alcuna concreta circostanza che potesse ragionevolmente indurre a dubitare della conformità all’originale della copia prodotta”; c) ai fini della validità della notificazione, effettuata da ufficiale della riscossione e a mani di soggetto che si era dichiarato impiegato della società, con regolare redazione della relata di notifica, non era necessario l’invio di alcuna raccomandata al destinatario della notificazione; d) ogni altra questione doveva ritenersi assorbita;
2. TRAIN impugnava la sentenza della CTR con ricorso per cassazione, affidato a due motivi;
1. con il primo motivo di ricorso TRAIN deduce la violazione e/o la falsa applicazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 21, comma 1, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, ovvero, in via subordinata, la nullità della sentenza per violazione e/o falsa applicazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4 e dell’art. 118 c.p.c., comma 2, disp. att., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4;
1.1. in buona sostanza, la società contribuente si duole: a) della erronea dichiarazione di inammissibilità del ricorso proposto da TRAIN, avendo la società impugnato la cartella di pagamento nel termine previsto dalla legge, atteso che la notifica si è perfezionata in data 06/05/2009 mentre il ricorso è stato spedito in data 22/05/2009 e ricevuto dall’Agente della riscossione in data 25/05/2019; b) in via subordinata, della assoluta carenza di motivazione della sentenza impugnata, non avendo i giudici di appello indicato le ragioni di fatto e di diritto che li ha indotti a ritenere e dichiarare intempestivo il ricorso della società contribuente;
2.3. è altresì pacifico, per come emerge dalla stessa sentenza impugnata, che TRAIN, con il ricorso introduttivo del giudizio in primo grado, ha impugnato proprio la cartella di pagamento di cui si discute; tale impugnazione, per come emerge dalla documentazione trascritta nel contesto del ricorso, è stata legittimamente proposta nei soli confronti di Serit Sicilia s.p.a. (oggi Riscossione Sicilia s.p.a.) in data 22/05/2009;
2.5. resta da precisare che “qualora il giudice, definito il giudizio con una statuizione, in rito, di inammissibilità (o declinatoria di giurisdizione o di competenza), inserisca nella decisione anche delle argomentazioni di merito rese “ad abundantiam”, la parte soccombente non ha l’onere, nè l’interesse, a richiedere, con il mezzo di impugnazione, un sindacato in ordine a tale parte di motivazione, siccome ininfluente ai fini della decisione” (da ultimo Cass. n. 101 del 04/01/2017; Cass. n. 16410 del 21/06/2018);
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Sicilia, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 36
 art. 54
 art. 6
 sentenza 
 sentenza 
 art. 21
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 Cass. 
 Cass. 
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