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Provincia del Verbano-Cusio-Ossola (VB) - PDF
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1 Provincia del Verbano-Cusio-Ossola (VB) REGOLAMENTO EDILIZIO Ai sensi del DPR 380/2001 e s.m.i. Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 24 del pubblicato sul B.U.R. n. 39 del ; Modificato con: - D.C.C. n. 19 del ; - D.C.C. n. 33 del pubblicato sul B.U.R. n. 45 del
2 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI... 7 Articolo Oggetto del (RE.)... 7 Articolo Formazione della Commissione Edilizia... 7 Articolo Attribuzioni della Commissione Edilizia... 8 Articolo Funzionamento della Commissione Edilizia... 9 TITOLO II ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI Articolo Certificato urbanistico (C. U.) Articolo Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) Articolo Richiesta di Permesso di Costruire, Denuncia di Inizio Attività e progetto municipale Articolo Rilascio di Permesso di Costruire e di Denuncia di Inizio Attività Articolo Diniego del Permesso di Costruire Articolo Comunicazione dell'inizio dei lavori Articolo Voltura di Permesso di Costruire Articolo Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di agibilità TITOLO III PARAMETRI ED INDICI EDILIZI ED URBANISTICI Articolo Altezza dei fronti della costruzione (Hf) Articolo Altezza della costruzione (H) Articolo Numero dei piani della costruzione (Np) Articolo Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio o confine stradale (Ds) Articolo Superficie coperta della costruzione (Sc) Articolo Superficie utile lorda della costruzione (Sul) Articolo Superficie utile netta della costruzione (Sun) Articolo Volume della costruzione (V) Articolo Superficie fondiaria (Sf) Articolo Superficie territoriale (St) Articolo Rapporto di copertura (Rc) Articolo Indice di utilizzazione fondiaria (Uf) Articolo Indice di utilizzazione territoriale (Ut) Articolo Indice di densità edilizia fondiaria (If) Articolo
3 Indice di densità edilizia territoriale (It) TITOLO IV INSERIMENTO AMBIENTALE E REQUISITI DELLE COSTRUZIONI Articolo Salubrità del terreno e della costruzione Articolo Allineamenti Articolo Salvaguardia e formazione del verde Articolo Requisiti delle costruzioni Articolo Inserimento ambientale delle costruzioni Articolo Decoro e manutenzione delle costruzioni e delle aree private Articolo Interventi urgenti Articolo Decoro degli spazi pubblici e di uso pubblico e loro occupazione TITOLO V PRESCRIZIONI COSTRUTTIVE E FUNZIONALI Articolo Altezza interna dei locali abitativi Articolo Antenne Articolo Chioschi e mezzi pubblicitari Articolo Coperture, canali di gronda e pluviali Articolo Cortili e cavedi Articolo Intercapedini e griglie di aerazione Articolo Misure contro la penetrazione di animali nelle costruzioni Articolo Muri di sostegno Articolo Numeri civici Articolo Parapetti e ringhiere Articolo Passaggi pedonali e marciapiedi Articolo Passi carrabili Articolo Piste ciclabili Articolo Portici e "pilotis" Articolo Prefabbricati Articolo Rampe Articolo Recinzioni e cancelli Articolo Serramenti Articolo Servitù pubbliche Articolo Soppalchi
4 Articolo Sporgenze fisse e mobili Articolo Strade private Articolo Terrazzi Articolo Prevenzione dell'inquinamento luminoso Articolo Solare termico e fotovoltaico Articolo Contenimento dei consumi energetici TITOLO VI ESECUZIONE DELLE OPERE Articolo Prescrizioni generali Articolo Richiesta e consegna di punti fissi Articolo Disciplina del cantiere Articolo Occupazione del suolo pubblico e recinzioni provvisorie Articolo Sicurezza del cantiere e requisiti delle strutture provvisionali ( 32 ) Articolo Scavi e demolizioni Articolo Rinvenimenti Articolo Ripristino del suolo e degli impianti pubblici TITOLO VII VIGILANZA E SANZIONI Articolo Vigilanza e coercizione Articolo Violazione del regolamento e sanzioni TITOLO VIlI DISPOSIZIONI FINALI Articolo Ricostruzione di edifici crollati in tutto o in parte in seguito ad eventi accidentali Articolo Deroghe TITOLO IX PIANO DEL COLORE Articolo Criteri generali Articolo Copertura Articolo Comignoli, abbaini e lucernari Articolo Antenne televisive Articolo Sporti di gronda Articolo Canali di gronda, pluviali Articolo Intonaci ed elementi decorativi Articolo Elementi decorativi in materiale lapideo Articolo Tinteggiature Articolo
5 Serramenti, portoni ed elementi in ferro Articolo Impianti tecnologici Articolo Aperture commerciali Articolo Elementi commerciali Articolo Altri elementi TITOLO X PIANO DELL'ARREDO URBANO Articolo Ambito di applicazione Articolo Suddivisione del territorio comunale Articolo Modalità di autorizzazione Articolo Tipologie delle installazioni Articolo Pensiline ad uso pubblico per sosta protetta Articolo Paline di fermata Articolo Panchine Articolo Elementi di illuminazione pubblica Articolo Fioriere, portabiciclette e fontanelle Articolo Oggettistica sponsorizzata ed orologi Articolo Transenne, delimitatori, dissuasori e fittoni Articolo Cestini portarifiuti Articolo Pavimentazioni ed aree a parcheggio Articolo Targhe Articolo Tende solari Articolo Insegne di esercizio Articolo Verifiche periodiche e revoche Articolo Dehors Articolo Chioschi, edicole ed apparecchi fotografici istantanei Articolo Cabine telefoniche e strutture tecniche Articolo Strutture di servizio ai parcheggi Articolo Norma transitoria Articolo Vigilanza e sanzioni TITOLO XI PIANO DEL VERDE Articolo Finalità Articolo
6 Ambito di applicazione Articolo Competenze Articolo Classificazione degli elementi vegetali Articolo Ambito di applicazione della tutela del patrimonio arboreo Articolo Procedure per gli interventi Articolo Divieti Articolo Interventi prescritti Articolo Eccezioni ed esenzioni Articolo Modalità di potatura e di interventi di cura Articolo Alberi di particolare interesse Articolo Salvaguardia fitopatologica Articolo Profilassi delle malattie letali Articolo Consulenze degli Uffici Comunali Articolo Deroghe Articolo Disciplina di tunnel e serre Articolo Occupazione degli spazi verdi ALLEGATO AL PIANO DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO SPECIE VEGETALI ARBOREE COMPATIBILI CON L'AMBIENTE ALLEGATI APPENDICE ALL'ART SPECIFICAZIONI DELLE ESIGENZE INDICATE ALL'ART ELENCO DELLE PRINCIPALI DISPOSIZIONI RIFERIBILI ALLE ESIGENZE INDICATE ALL'ART ADEMPIMENTI IN OTTEMPERANZA ALLE NORMATIVE DI SICUREZZA, DI CONTENIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI, DI PREVENZIONE DEGLI INCENDI ESTREMI DI APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO
7 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1. Oggetto del (RE.) 1. Il, in conformità con quanto disposto all'art.2 della legge regionale 8 luglio 1999, n. 19 (Norme in materia di edilizia e modifiche alla legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 Tutela ed uso del suolo ), disciplina: a) la formazione, le attribuzioni ed il funzionamento della Commissione Edilizia; b) gli adempimenti inerenti alle trasformazioni edilizie ed urbanistiche del territorio e le relative procedure; c) i parametri e gli indici edilizi ed urbanistici; d) l'inserimento ambientale, i requisiti prestazionali ed il decoro del prodotto edilizio; e) le prescrizioni costruttive e funzionali per i manufatti; f) l'esercizio dell'attività costruttiva e dei cantieri; g) la vigilanza e le sanzioni. 2. In calce al sono inseriti Piano del Colore, Piano dell Arredo Urbano e Piano del Verde 3. Il Regolamento contiene in allegato i modelli secondo i quali devono essere redatti gli atti dei procedimenti. Articolo 2. Formazione della Commissione Edilizia 1. La Commissione Edilizia è l'organo tecnico consultivo comunale nel settore urbanistico ed edilizio. 2. La Commissione è composta dal Responsabile del Servizio o, se delegato, dal Responsabile del Procedimento e da cinque componenti, di cui uno proposto dalla minoranza. I cinque componenti vengono eletti con unica votazione, nella quale ciascun consigliere può votare un solo nominativo. Qualora vi fossero più candidati con lo stesso numero di voti, risulterà eletto il più anziano di età. In ogni caso deve essere garantita la rappresentanza della minoranza. Tra i componenti eletti devono essere presenti almeno un esperto in materia ambientale, un esperto in materia di abbattimento di barriere architettoniche ed un esperto in materia di contenimento energetico. 3. I membri elettivi sono scelti dal Consiglio fra i cittadini anche non residenti di maggiore età, ammessi all'esercizio dei diritti politici, che abbiano competenza, provata dal possesso di adeguato titolo di studio, e dimostrabile esperienza nelle materie attinenti all'architettura, all'urbanistica, all'attività edilizia, all'ambiente, allo studio ed alla gestione dei suoli; un congruo numero di membri elettivi dovrà essere in possesso di diploma di laurea. In conformità al disposto della legge regionale 3 aprile 1989, n. 20, art. 14, primo comma, uno dei componenti di cui sopra deve essere un esperto scelto dal Consiglio comunale per la sua specifica competenza e provata esperienza in materia di valori ambientali e di tutela degli stessi. Uno dei membri eletti dal Consiglio deve essere un tecnico qualificato di provata esperienza e specifica competenza in materia di impianti tecnologici, quindi idoneo alla valutazione degli atti ed elaborati progettuali presentati ai sensi della legge 5 marzo 1990, n. 46 e, eventualmente, del D.Lgs 192/2005 e s.m.i. e uno dei membri elettivi, per specifico incarico del Consiglio comunale che lo elegge, deve essere competente alla verifica, negli atti progettuali, in materia di abbattimento di barriere architettoniche. 4. Non possono far parte della Commissione contemporaneamente i fratelli, gli ascendenti, i discendenti, gli affini di primo grado, l'adottante e l'adottato; parimenti non possono far parte della Commissione i consiglieri comunali ed i soggetti che per legge, in rappresentanza di altre Amministrazioni, Organi o Istituti, devono esprimere pareri 7
8 obbligatori sulle stesse pratiche sottoposte alla Commissione, salvo diverse disposizioni di legge. 5. La Commissione resta in carica fino al rinnovo del Consiglio comunale che l'ha eletta: pertanto, al momento dell'insediamento del nuovo Consiglio comunale, la Commissione conserva le sue competenze e le sue facoltà per non più di quarantacinque giorni ed entro tale periodo deve essere ricostituita. 6. I componenti della Commissione possono rassegnare le proprie dimissioni in qualsiasi momento, dandone comunicazione scritta al Presidente: in tal caso, restano in carica fino a che il Consiglio comunale non li abbia sostituiti. 7. I componenti della Commissione decadono: a) per incompatibilità, ove siano accertate situazioni contemplate al precedente comma 4; b) per assenza ingiustificata a tre sedute consecutive. 8. La decadenza è dichiarata dal Consiglio comunale. 9. I componenti della Commissione decaduti o dimissionari devono essere sostituiti entro quarantacinque giorni dalla data di esecutività della deliberazione che dichiara la decadenza o da quella del ricevimento della lettera di dimissioni. 10. Nel caso l Amministrazione Comunale, secondo quanto disposto al capo 2 art. 4 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia D.P.R. 380/01 e D.Lgs. 301/01, si avvalga della facoltà di non istituire la Commissione Edilizia gli articoli del presente Regolamento n non trovano applicazione ed il Dirigente dell Ufficio Tecnico è delegato alle incombenze ed attribuzioni di cui all art. 1, comma 1, lettere a) ed f). Articolo 3. Attribuzioni della Commissione Edilizia 1. La Commissione esprime parere preventivo, obbligatorio (tranne nei casi in cui le leggi dispongono diversamente), non vincolante, per: a) il rilascio di Permessi di Costruire e loro varianti; b) il rilascio di autorizzazioni ambientali in sub-delega ai sensi della L.R. n. 20/89 e s.m.i.; c) il rilascio di autorizzazioni ambientali sotto vincolo idrogeologico in delega ai sensi della L.R. n. 45/89 e s.m.i.; d) l assunzione di provvedimenti di annullamento degli atti di assenso già rilasciati; e) tutti gli altri casi previsti dal seguente Regolamento. In tutti gli altri casi il parere non è dovuto. E fatta salva la possibilità da parte del Responsabile del Servizio e del Procedimento per casi di particolare necessità, anche se non rientranti in quelle sopra elencati, di richiedere il parere alla Commissione Comunale di Edilizia. 2. L'Autorità competente all'emanazione del provvedimento, qualora ritenga di doversi pronunciare in difformità dal parere di cui al precedente comma, ha l'obbligo di motivare il proprio dissenso. 3. Il Sindaco o l Assessore delegato, la Giunta ed il Consiglio comunale e Responsabile del Servizio ciascuno nell ambito delle proprie competenze hanno facoltà di richiedere pareri alla Commissione in materia di: a) Strumenti urbanistici, generali ed esecutivi, e loro varianti; b) Convenzioni; c) Programmi pluriennali di attuazione; d) Regolamenti edilizi e loro modifiche; e) Modalità di applicazione del contributo di costruzione. 8
9 Articolo 4. Funzionamento della Commissione Edilizia 1. La Commissione, su convocazione del Presidente, si riunisce ordinariamente una volta al mese e, straordinariamente, ogni volta che il Presidente lo ritenga necessario; le riunioni della Commissione non sono pubbliche e sono valide quando sia presente la maggioranza dei componenti (metà + 1). 2. Il Sindaco designa il funzionario chiamato a svolgere le funzioni di segretario della Commissione, senza diritto di voto. 3. Assistono ai lavori della Commissione, senza diritto di voto, i tecnici comunali istruttori degli atti sottoposti all'esame della Commissione stessa, ai quali possono essere attribuite deleghe per funzioni di segretario. 4. I componenti della Commissione interessati alla trattazione di argomenti specifici devono astenersi dall'assistere all'esame, alla discussione ed al giudizio, allontanandosi dall'aula; dell'osservanza di tale prescrizione, deve essere fatta menzione nel verbale di cui al successivo comma Vi è interesse all'argomento quando il componente della Commissione partecipi alla progettazione, anche parziale, dell'intervento; quando partecipi in qualsiasi modo alla richiesta di Permesso di Costruire; quando sia proprietario o possessore od usufruttuario o comunque titolare, in via esclusiva o in comunione con altri, di un diritto sull'immobile, tale da fargli trarre concreto e specifico vantaggio dall'intervento sottoposto all'esame della Commissione; quando appalti la realizzazione dell'opera; quando sia parente od affine entro il quarto grado del richiedente o del progettista. 6. La Commissione esprime i propri pareri, a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, sulla base di adeguata istruttoria esperita dall'ufficio tecnico comunale competente; in caso di parità prevale il voto del Presidente. 7. La Commissione, con decisione assunta a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, ha facoltà di richiedere al Sindaco di poter sentire uno o più esperti in specifiche materie; ha altresì facoltà - con le stesse modalità decisionali - di convocare e sentire i richiedenti dei Permessi di Costruire, o i loro delegati, anche insieme ai progettisti, e di eseguire sopralluoghi collegiali. 8. La Commissione deve sempre motivare l'espressione del proprio parere, anche in relazione alle risultanze della relazione istruttoria. 9. Il Segretario della Commissione redige il verbale della seduta su registro o su tabulato meccanografico, preventivamente numerate e vidimate mediante il bollo del Comune. 10. Il verbale deve indicare il luogo e la data della riunione; il numero e i nominativi dei presenti; il riferimento all'istruttoria della pratica o all'argomento puntuale trattato; il parere espresso con la relativa motivazione o la richiesta di integrazioni o supplementi istruttori; l'esito della votazione e, su richiesta dei membri, eventuali dichiarazioni di voto. 11. Il verbale è firmato dal Segretario estensore, dal Presidente della Commissione, dai membri componenti. 9
10 TITOLO II ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E TECNICI Articolo 5. Certificato urbanistico (C. U.) 1. La richiesta del certificato urbanistico (C.U.) può essere formulata dal proprietario o dal titolare di altro diritto che conferisca la facoltà di svolgere attività edilizie; essa deve indicare le generalità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l'immobile a cui il certificato si riferisce. 2. Il certificato urbanistico è rilasciato dall'autorità comunale entro trenta giorni dalla richiesta e specifica, in particolare: a) le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l'immobile; b) l'area urbanistica in cui è compreso l'immobile e le destinazioni d'uso ammesse; c) i tipi e le modalità d'intervento consentiti; d) le prescrizioni urbanistiche ed edilizie da osservare; e) le eventuali prescrizioni concernenti obblighi amministrativi, in particolare per quanto concerne urbanizzazioni e dismissioni; f) i vincoli incidenti sull'immobile. 3. Il C.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento (1 allegato) Articolo 6. Certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) 1. La richiesta del certificato di destinazione urbanistica (C.D.U.) può essere formulata dal proprietario o dal possessore dell'area interessata; essa deve indicare le generalità del richiedente e riportare i dati catastali e di ubicazione per individuare l'immobile a cui il certificato si riferisce. 2. Il C.D.U. è rilasciato dall'autorità comunale entro trenta giorni dalla richiesta e specifica le prescrizioni urbanistiche riguardanti l'area interessata, in particolare: a) le disposizioni vigenti e quelle eventualmente in salvaguardia alle quali è assoggettato l'immobile; b) l'area urbanistica in cui è compreso l'immobile e le destinazioni d'uso ammesse; c) le modalità d'intervento consentite; d) la capacità edificatoria consentita; e) i vincoli incidenti sull'immobile. (1) 3. Il C.D.U. è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento (2 allegato) e conserva validità per un anno dalla data del rilascio, salvo che intervengano modificazioni degli strumenti urbanistici. (2) 1 Per quanto concerne il comma 2, cfr.: art. 18, L. 28 febbraio 1985, n. 47, commi 3 e 4; in caso di mancato rilascio nel termine, il C.d.U. può essere sostituito dalla dichiarazione dell'alienante o di un condividente che attesti l'avvenuta presentazione della domanda di rilascio e che precisi la destinazione urbanistica dell'area secondo gli strumenti urbanistici vigenti o adottati, oppure l'inesistenza di questi, o che specifichi, infine, se l'area è sottoposta, o meno, a strumento urbanistico esecutivo adopera del P.R.G. vigente. 2 Per quanto disposto al comma 3, si rammenta che la dichiarazione che non sono intervenute modificazioni degli strumenti urbanistici è resa doli'alienante o da un condividente, in sede di formazione dell'atto al quale il certificato va allegato (comma 3, art. 18, L. 28 febbraio 1985, n. 47). 10
11 Articolo 7. Richiesta di Permesso di Costruire, Denuncia di Inizio Attività e progetto municipale 1. Il proprietario, il titolare di diritto reale che consenta di eseguire trasformazioni e chiunque, per qualsiasi altro valido titolo, abbia l'uso o il godimento di entità immobiliari con l'anzidetta facoltà, richiede all'autorità comunale il Permesso di Costruire (3 allegato) per eseguire qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica od edilizia del territorio e degli immobili, di cui all art. 10 del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380: interventi di nuova costruzione, interventi di ristrutturazione urbanistica e di ristrutturazione edilizia. Possono, invece, essere realizzati con D.I.A. (4 allegato) gli interventi di cui all art. 22 del D.P.R. citato. 2. La richiesta di Permesso di Costruire (3 allegato) è composta dei seguenti atti: a) domanda indirizzata all'autorità comunale contenente: - generalità del richiedente; - numero del codice fiscale - o della partita IVA nel caso si tratti di Società - del proprietario e del richiedente; - estremi catastali e ubicazione dell'immobile sul quale si intende intervenire; b) documento comprovante la proprietà o l'altro titolo che abilita a richiedere l'atto di assenso edilizio a norma di legge; c) progetto municipale; d) autocertificazione circa la conformità del progetto alle norme igienico sanitarie nel caso in cui il progetto riguardi interventi di edilizi residenziale ovvero la verifica in ordine a tale conformità non comporti valutazioni tecnico-discrezionali, ai sensi dell art. 20, comma 1 del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i. Il proprietario dell immobile che abbia titolo per presentare Denuncia di Inizio Attività, deve presentare allo sportello unico, almeno trenta giorni prima dell effettivo inizio dei lavori, la denuncia, accompagnata da una dettagliata relazione, a firma di progettista abilitato, e dagli opportuni elaborati progettuali, che asseveri la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici approvati ed ai regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e quelle igienico-sanitarie. La Denuncia di Inizio Attività è corredata dalla indicazione dell impresa cui si intende affidare i lavori; e) relazione geologico-tecnica; f) Progetto sull'abbattimento delle barriere architettoniche ai sensi della legge 13/1989 e relativo D.M , n g) Progetto degli impianti ai sensi della Legge n. 46/1990, ovvero dichiarazione del Progettista della sua eventuale non necessità; h) Scheda statistica ISTAT. i) In caso di intervento su edifici esistenti, dovrà essere prodotto computo metrico estimativo dei lavori da eseguire redatto dal Progettista e firmato anche dal richiedente il Permesso di Costruire (prezziario Regionale o Prezziario di Milano decurtato del 20%); j) In caso di edifici di nuova costruzione e di interventi di ristrutturazione urbanistica scheda di determinazione e calcolo del C.U.C.; Gli atti di cui alle lettere f), g), h) e i) sono differibili dopo l'acquisizione del parere da parte della Commissione Edilizia. 3. Qualora il richiedente intenda obbligarsi all'esecuzione diretta di opere di urbanizzazione, la domanda di cui al precedente comma 2, lett. a) o la D.I.A., deve essere integrata con una dichiarazione concernente la disponibilità ad eseguire le opere sulla base di uno specifico progetto e di un apposito capitolato concordati con gli uffici tecnici comunali ed approvati dagli organi comunali competenti. 4. Il progetto municipale è formato dai seguenti atti: 11
12 4.1. estratto della mappa catastale; 4.2. estratti degli elaborati del P.R.G. e degli eventuali strumenti urbanistici esecutivi con tutte le informazioni e le prescrizioni significative per l'area d'intervento; 4.3. rappresentazione dello stato di fatto, costituita da: una planimetria del sito d'intervento, a scala non minore di quella catastale, estesa alle aree limitrofe con specificati orientamento, toponomastica, quote altimetriche e planimetriche, manufatti ed alberature esistenti; per gli interventi su edifici esistenti, inoltre, da piante, prospetti e sezioni di rilievo dell'esistente (in scala 1:20-1:50 se necessarie per la corretta descrizione dello stato di fatto, 1:100; 1:200), con specificazione delle destinazioni d'uso di ogni singolo vano, dei materiali, delle finiture, dei colori in atto con descrizione degli eventuali valori storici, artistici, architettonici, tipologici attraverso documentazione in scala appropriata e documentazione fotografica; 4.4. specificazione delle opere di urbanizzazione primaria esistenti; 4.5. documentazione fotografica (in originale o stampa su carta fotografica, collazionata su schede firmate dal progettista): del sito nello stato di fatto, con riferimento al contesto insediativo adiacente (per le nuove costruzioni); del fabbricato esistente oggetto di intervento, con viste su tutti i lati e degli eventuali fabbricati adiacenti; 4.6. simulazione fotografica dell'inserimento del progetto nella situazione esistente nel caso di interventi aventi forte impatto per le dimensioni proprie o per le caratteristiche storiche, artistiche o ambientali del contesto in cui si collocano; 4.7. planimetria di progetto, alla stessa scala della rappresentazione dello stato di fatto, con l'indicazione dei limiti di proprietà, delle quote planimetriche (distanza dai confini, dagli edifici, ecc.) ed altimetriche del suolo sistemato, delle destinazioni d'uso di ogni singolo vano, degli accessi, dei tracciati delle reti infrastrutturali (acquedotto, fognatura, illuminazione, ecc); 4.8. piante, sezioni, prospetti (in scala 1:100; 1:200 per i grossi edifici industriali) e particolari (in scala 1:10; 1:20) idonei a rappresentare il manufatto in ogni sua parte; gli elaborati devono essere piegati in formato cm 21 x 29,7 e rispondere ai seguenti requisiti: le piante sono quotate e redatte per ogni piano, dall'interrato al sottotetto, con indicate le destinazioni d'uso, i RAI e le dimensioni dei locali, nonché per la copertura; le sezioni, almeno due ovvero in congruo numero, indicano le altezze nette dei piani, dei parapetti, delle aperture, dei sottotetti (colmo ed imposta) ed i profili del terreno naturale e sistemato con le quote altimetriche relative ad un unico riferimento 0,00; i prospetti riportano il disegno di ogni lato dell'edificio, i riferimenti alle sagome degli edifici contigui, l'indicazione dei materiali, finiture e colori; i particolari illustrano gli eventuali elementi decorativi ed indicano i materiali, le finiture, i colori; nel caso di interventi di ampliamento o ristrutturazione, gli elaborati riportano l'indicazione delle demolizioni, campite in colore giallo, e delle nuove opere, campite in colore rosso; 4.9. relazione illustrativa, redatta secondo il modello allegato (5 allegato) al 12
13 presente Regolamento, contenente gli elementi descrittivi idonei a consentire la piena comprensione del progetto e la verifica del rispetto delle disposizioni normative, nonché ad illustrare il calcolo dei volumi e delle superfici per interventi in aree di pregio (centri storici ed ambiti di interesse paesaggistico), elaborati grafici e descrittivi dell'organizzazione degli spazi, delle pertinenze, degli accessi e dei percorsi pedonali, compresa l'illuminazione artificiale, nel rispetto delle norme relative all'inquinamento luminoso, e l'indicazione delle specie arboree ed arbustive da porre a dimora, che costituiscono parte integrante del progetto edilizio e come tali sono vincolanti ai fini della ultimazione delle opere. 5. Il progetto municipale deve essere integrato da eventuali ulteriori atti ed elaborati, prescritti da norme speciali o da leggi di settore, in dipendenza di specifiche situazioni tutelate dall'ordinamento vigente e con particolare attenzione alle disposizioni in materia di igiene e sanità, come indicato, in maniera non esaustiva, al precedente comma Tutti gli elaborati del progetto municipale devono riportare la denominazione ed il tipo dell'intervento, la firma dell'avente titolo alla richiesta, la firma ed il timbro professionale del progettista o dei progettisti. 7. La richiesta di variante al Permesso di Costruire od alla Denuncia di Inizio Attività segue la stessa procedura ed è corredata dalla stessa documentazione indicate ai commi precedenti: il progetto municipale deve indicare compiutamente le sole modifiche apportate rispetto all'originaria stesura. 8. Per gli interventi minori è consentita la presentazione di una richiesta e di un progetto municipale semplificati costituiti dagli atti come da schema qui di seguito riportato: TIPI DI INTERVENTO ATTI a) b) c) 4.1 c) 4.2 c) c) c) 4.4 c) c) c) 4.6 c) 4.7 c) c) c) c) c) c) 4.9 d) e) f) g) h) i) j) NUOVA COSTRUZIONE X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X DEMOLIZIONE E RICOSTR. X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X AMPLIAMENTO X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X RECUPERO SOTTOTETTI X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X RISTRUTTURAZIONE EDIL. X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X RISANAMENTO CONSERV. X X X X X X X X X X X X X X X X X X RESTAURO X X X X X X X X X X X X X X X X X X MANUTENZIONE STR. X X X X X X X X X X X X X X X X RECINZIONI E CANCELLI X X X X X X X X X X X X X X X X X OPERE INTERNE X X X X X X X X X X X X X AUTOR. PAESIS. IN SUB-DEL. X X X X X X X X X X X X X X X X X AUTORIMESSE E PERTINENZE X X X X X X X X X X X X X X X X X OCCUPAZIONI DI SUOLO X X X X X X X X X X X X DEMOLIZIONI, SCAVI E RIEMP. X X X X X X X X X X X X X X MODIF. APERTURE E PROSP. X X X X X X X X X X X X X X RIFACIMENTO TETTI X X X X X X X X X X X X TINTEGGIATURE ESTERNE X X X X X X X X X 9. Il progetto municipale va presentato in numero 1 originale, con domanda in marca da bollo, e due copie per quanto riguarda la richiesta di Permesso di Costruire; in numero due copie per quanto riguarda la Denuncia di Inizio Attività. Resta inteso che, a seconda dell iter burocratico da seguire, saranno eventualmente richieste delle ulteriori copie. 13
14 Articolo 8. Rilascio di Permesso di Costruire e di Denuncia di Inizio Attività 1. Il Permesso di Costruire è rilasciato dall'autorità comunale in forma scritta ed è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento (6 e 7 allegato). 2. I Permessi di Costruire rilasciati sono pubblicati all'albo pretorio del Comune e sono annotati nell'apposito registro tenuto ai sensi della legge regionale urbanistica. 3. I Permessi di Costruire devono contenere: a) il riferimento alla domanda (generalità e codice fiscale del richiedente, data di presentazione, numeri di protocollo e del registro pubblico delle domande di concessione ed autorizzazione); b) il riferimento agli elaborati tecnici e descrittivi ed agli atti che costituiscono la documentazione allegata alla domanda; un originale di detti elaborati ed atti, vistato dall'autorità comunale, è allegato al Permesso di Costruire, della quale costituisce parte integrante; c) l'indicazione del tipo di intervento e delle destinazioni d'uso; d) l'identificazione catastale dell'immobile oggetto dell'intervento, la sua ubicazione (località, via, numero civico), il riferimento all'area urbanistica nella quale l'immobile è situato; e) il riferimento al titolo in forza del quale è richiesto l'atto di assenso edilizio; f) il riferimento agli eventuali pareri e autorizzazioni vincolanti costituenti presupposto per il rilascio dell'atto; in quest'ultimo devono essere riportate le eventuali condizioni imposte nei provvedimenti preventivi predetti; g) il riferimento ai pareri obbligatoli non vincolanti preventivamente espressi, e quello agli eventuali pareri facoltativi assunti; h) negli atti di assenso edilizio onerosi, gli estremi delle deliberazioni del Consiglio comunale con le quali sono stabilite le modalità di applicazione del contributo di costruzione; (6 allegato) i) negli atti di assenso edilizio onerosi, l'entità e le modalità di riscossione del contributo di costruzione e la determinazione delle relative garanzie finanziarie; (6 allegato) j) negli atti di assenso edilizio non onerosi, la precisa citazione della norma a cui è riferita la motivazione di gratuità (7 allegato); k) il riferimento all'eventuale atto con il quale il richiedente assume l'impegno di realizzare direttamente le opere di urbanizzazione (a scomputo totale o parziale della quota di contributo ad esse relativa) e l'assenso ad eseguire dette opere; 1) le modalità dell'eventuale cessione al Comune, o dell'assoggettamento ad uso pubblico, delle aree necessarie per la realizzazione di opere di urbanizzazione; m) i termini entro i quali i lavori devono essere iniziati ed ultimati; n) le prescrizioni per gli adempimenti preliminari all'inizio dei lavori; o) le eventuali prescrizioni particolari da osservare per la realizzazione delle opere; p) le condizioni e le modalità esecutive imposte al Permesso di Costruire; q) il riferimento alla convenzione o all'atto di obbligo, qualora il rilascio dell'atto di assenso sia subordinato alla stipula di una convenzione ovvero alla presentazione di un atto d'obbligo unilaterale che tenga luogo della stessa; l'atto di impegno richiesto dalla legge per gli interventi edificatori nelle zone agricole è redatto secondo il modello allegato al presente Regolamento. (12 allegato) Articolo 9. Diniego del Permesso di Costruire 1. Il diniego del Permesso di Costruire è assunto dall'autorità comunale, previo parere, obbligatorio non vincolante, della Commissione Edilizia. 14
15 2. Il provvedimento deve essere motivato e deve indicare le disposizioni, di legge o di regolamento, che impediscono il rilascio del Permesso di Costruire. 3. Il provvedimento di diniego è notificato al richiedente. Articolo 10. Comunicazione dell'inizio dei lavori 1. Il titolare del Permesso di Costruire deve comunicare con atto scritto all'autorità comunale la data di inizio dei lavori, non oltre l'inizio stesso, la comunicazione è comunque obbligatoria anche per le Denuncie di Inizio Attività il cui inizio dei lavori è previsto successivamente al 30 giorno dalla data di presentazione degli atti. 2. La comunicazione è redatta secondo il modello allegato al presente (8 allegato) regolamento e deve menzionare: a) la data ed il protocollo del deposito, presso il competente ufficio, della pratica inerente alle opere in cemento armato, ove presenti; b) i nominativi e le qualifiche degli operatori responsabili della direzione, esecuzione e sorveglianza dei lavori. c) nominativo coordinatore per la sicurezza ai sensi del D.Lgs. 494/96; 3. Qualsiasi variazione relativa agli operatori deve essere resa nota al Comune, a cura del titolare del Permesso di Costruire, entro il termine di giorni otto dall'avvenuta variazione. 4. Per le nuove costruzioni, gli ampliamenti e le recinzioni, il Comune può effettuare, anche su richiesta degli interessati, apposita visita intesa a verificare tracciati o quote altimetriche e planimetriche, prima o al momento dell'inizio dei lavori, fissando, se del caso, appositi capisaldi. 5. Qualora sia accertata la violazione dei disposti di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, l'autorità comunale inibisce o sospende i lavori, fino alla regolarizzazione amministrativa. Articolo 11. Voltura di Permesso di Costruire 1. Il trasferimento del Permesso di Costruire ad altro titolare (voltura), deve essere richiesto all'autorità comunale contestualmente alla presentazione dei documenti attestanti il titolo per ottenerlo. 2. L'istanza di voltura è corredata dagli atti che comprovano l'avvenuto trasferimento della qualità di avente titolo al Permesso di Costruire. 3. La voltura del Permesso di Costruire è rilasciata entro 30 giorni dal deposito della relativa istanza. 4. Qualora sia accertata la violazione del disposto di cui al comma 1 del presente articolo, l'autorità comunale inibisce o sospende i lavori, fino alla regolarizzazione amministrativa. Articolo 12. Comunicazione di ultimazione dei lavori e richiesta del certificato di agibilità 1. Entro il termine per la conclusione dei lavori, e fatta salva la richiesta di proroga o di un'ulteriore Permesso di Costruire o Denuncia di Inizio Attività per le opere mancanti, il titolare del Permesso di Costruire o della Denuncia di Inizio attività deve comunicare all'autorità comunale con atto scritto, firmato anche dal direttore dei lavori, l'ultimazione dei lavori di esecuzione dell'opera assentita. 2. Contestualmente o successivamente, nei termini prescritti dall art 25 del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i., il soggetto titolare del Permesso di Costruire o il soggetto che ha presentato la Denuncia di Inizio Attività richiede all Ufficio Tecnico Comunale, se dovuto ai sensi dell art 24 del medesimo decreto, il certificato di agibilità, con le procedure e gli 15
16 obblighi stabiliti dalle norme vigenti. 3. La comunicazione di ultimazione dei lavori (9 e 10 allegato) e la richiesta del certificato di agibilità (11 allegato) sono redatte secondo i modelli allegati al presente Regolamento. TITOLO III PARAMETRI ED INDICI EDILIZI ED URBANISTICI Articolo 13. Altezza dei fronti della costruzione (Hf) 1. Si definiscono fronti le proiezioni ortogonali delle singole facciate della costruzione, compresi gli elementi aggettanti o arretrati e la copertura. 2. Si assume come altezza di ciascun fronte della costruzione la differenza di quota, misurata in metri [m], tra l'estradosso dell'ultimo solaio - ovvero tra il filo di gronda della copertura se a quota più elevata rispetto ad esso - ed il punto più basso della linea di spiccato; parapetti chiusi o semiaperti, realizzati con qualsiasi tipo di materiale, non rientrano nel computo se di altezza inferiore o uguale a 1,10 m. 3. L'ultimo solaio è quello che sovrasta l'ultimo spazio agibile - compresi i sottotetti computabili ai fini della determinazione della superficie utile lorda - con esclusione dei volumi tecnici. (3) 4. Il filo di gronda è dato dall'intersezione della superficie della facciata con il piano orizzontale tangente al punto più basso della parte aggettante della copertura; nel caso in cui la facciata e la copertura siano raccordati con elementi curvilinei od altro, l'intersezione di cui sopra è rappresentata da una linea virtuale. 5. La linea di spiccato è data dall'intersezione della superficie del terreno naturale o del terreno sistemato, se a quota inferiore, con la superficie della facciata della costruzione, escluse le parti prospicienti a rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati. 6. Nel caso in cui l'ultimo solaio non presenti andamento orizzontale o presenti andamento complesso con parti a diverse sezioni verticali, l'altezza virtuale della linea di estradosso rispetto al piano di calpestio sottostante, è convenzionalmente ricavata dividendo il volume dell'ultimo spazio di cui al comma 3 (comprensivo degli spessori dei tamponamenti laterali e dell'ultimo solaio) per la superficie utile lorda corrispondente (v. art. 18), al netto di eventuali soppalchi; l'altezza virtuale di cui sopra sommata alla differenza di quota tra il piano di calpestio citato ed il punto più basso della linea di spiccato è l'altezza di ciascun fronte. 7. Dal computo dell'altezza dei fronti sono escluse le opere di natura tecnica che è necessario collocare al di sopra dell'ultimo solaio, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, camini, torri di esalazione, ciminiere, antenne, impianti per il riscaldamento e/o la refrigerazione, impianti per l'utilizzo di fonti energetiche alternative. Articolo 14. Altezza della costruzione (H) 1. L'altezza della costruzione, misurata in metri [m], è la massima tra quelle dei fronti, determinate ai sensi del precedente art. 13. (3) Comma 3: sono considerati volumi tecnici quelli impegnati da impianti tecnici necessari al funzionamento del fabbricato, sia sistemati entro il corpo del medesimo sia al di fuori, come definiti dalla Circolare del Ministero deill.pp , n
17 Articolo 15. Numero dei piani della costruzione (Np) 1. Il numero dei piani della costruzione è il numero dei piani agibili - compresi quelli formati da soffitte e da spazi sottotetto computabili ai fini della determinazione della superficie utile lorda - e di quelli seminterrati il cui livello di calpestio sia, anche solo in parte, fuori terra rispetto ad uno qualunque dei fronti dell'edificio, con esclusione di rampe, scale e viabilità privata di accesso ai piani interrati; 2. Dal computo del numero dei piani sono esclusi quelli il cui livello di calpestio risulti interamente interrato e che non emergano dal suolo per più di 1,20 m, misurati dal più alto dei punti dell'intradosso del soffitto al più basso dei punti delle linee di spiccato perimetrali (definite dall art. 13, comma 5), nonché gli eventuali soppalchi; 2 bis. Dal computo del numero dei piani sono esclusi quelli delimitati a livello superiore dalle falde inclinate delle coperture. Articolo 16. Distanza tra le costruzioni (D), della costruzione dal confine (Dc), della costruzione dal ciglio o confine stradale (Ds) 1. Le distanze di cui al titolo del presente articolo sono misurate in metri [m] e riferite al filo di fabbricazione della costruzione. 2. Il filo di fabbricazione, ai fini della presente norma, è dato dal perimetro esterno delle pareti della costruzione, con esclusione degli elementi decorativi, dei cornicioni, delle pensiline, dei balconi e delle altre analoghe opere, aggettanti per non più di 1,50 m; sono inclusi nel perimetro anzidetto i "bow window", le verande, gli elementi portanti verticali in risalto, gli spazi porticati, i vani semiaperti di scale ed ascensori. 3. La distanza tra: a) filo di fabbricazione di una costruzione e il filo di fabbricazione di un'altra costruzione frontistante (D), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo ortogonale congiungente i due fili di fabbricazione; b) filo di fabbricazione di una costruzione e il confine della proprietà (Dc), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il confine di proprietà antistante; c) filo di fabbricazione di una costruzione e una strada (Ds), è rappresentata dalla lunghezza del segmento minimo congiungente il filo di fabbricazione della costruzione e il confine di una strada o, in assenza di questo, il ciglio di una strada. (5) Articolo 17. Superficie coperta della costruzione (Sc) 1. La superficie coperta è l'area, misurata in metri quadrati [m2], della proiezione orizzontale dell'intero corpo della costruzione emergente dal terreno, comprese le tettoie, le logge, i "bow window", i vani scala, i vani degli ascensori, i porticati e le altre analoghe strutture. 2. Sono esclusi dal computo della superficie coperta gli elementi decorativi, i cornicioni, le pensiline ed i balconi aperti a sbalzo, aggettanti per non più di 1,50 m dal filo di fabbricazione. Articolo 18. Superficie utile lorda della costruzione (Sul) 1. La superficie utile lorda, misurata in metri quadrati [m2], è la somma delle superfici utili lorde di tutti i piani - entro e fuori terra, sottotetto compreso - delimitate dal perimetro esterno di ciascun piano. 5 il ciglio della strada è quello definito dalla vigente normativa stradale, v art. 2 del DM n. 1404; il confine della strada è quello definito nel testo del Nuovo Codice della Strada, D Lgs , n
18 2. Nel computo della superficie utile lorda dei piani sono comprese le superfici relative: a) ai "bow window" ed alle verande; b) ai piani di calpestio dei soppalchi; sono escluse le superfici relative: c) ai volumi tecnici, anche se emergenti dalla copertura del fabbricato, quali torrini dei macchinari degli ascensori, torrini delle scale, impianti tecnologici, ai vani scala ed ai vani degli ascensori; ( 7 ) d) ai porticati, ai "pilotis", alle logge, ai balconi, ai terrazzi; agli spazi compresi nel corpo principale o a quelli coperti ad esso esterni adibiti al ricovero ed alla manovra dei veicoli, per uso esclusivo dei residenti o comunque pertinenziali; f) ai locali cantina e ai locali sottotetto per la porzione avente altezza pari o inferiore a metri 1,80, misurata all intradosso del solaio di copertura; g) ai cavedi. Articolo 19. Superficie utile netta della costruzione (Sun) 1. La superficie utile netta, misurata in metri quadrati [m2], è la somma delle superfici utili nette di tutti i piani - entro e fuori terra, sottotetto agibile o computabile ai fini della determinazione della superficie utile lorda compreso ricavate deducendo da quelle utili lorde, così come definite all'art. 18, tutte le superfici non destinate al calpestio. 2. Le soglie di passaggio da un vano all'altro e gli sguinci di porte e finestre sono convenzionalmente considerate superfici non destinate al calpestio fino ad una profondità massima di 0,50 m e, come tali, sono dedotte dalle superfici lorde; soglie e sguinci di profondità maggiore saranno invece computati per intero come superfici destinate al calpestio. Articolo 20. Volume della costruzione (V) 1. Il volume della costruzione, misurato in metri cubi [m3], è la somma dei prodotti della superficie utile lorda di ciascun piano (Sul), al netto di eventuali soppalchi, per l'altezza misurata tra i livelli di calpestio del piano medesimo e del piano superiore. 2. Per l'ultimo piano, sottotetto agibile o computabile ai fini della determinazione della superficie utile lorda compreso, l'altezza di cui al comma 1 è quella tra il livello di calpestio e l'estradosso dell'ultimo solaio o in sua assenza l'intradosso della superficie di copertura. 3. Nel caso in cui l'ultimo solaio non presenti andamento orizzontale, si ricava convenzionalmente l'altezza virtuale alla quale è situata la linea di estradosso rispetto al piano di calpestio, seguendo il procedimento descritto al comma 6 dell'art.13. Articolo 21. Superficie fondiaria (Sf) 1. E' l'area del terreno asservita e/o asservibile alle costruzioni realizzate e/o realizzabili, misurata in metri quadrati [m2], al netto delle superfici destinate dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/o previste ( 8 ). 7 v. istruzioni all'ari. 13, comma 3 8 Le aree destinate dallo strumento urbanistico alla viabilità e ad impianti e servizi pubblici sono sia quelle già acquisite o da acquisire da parte della Pubblica Amministrazione, sia quelle assoggettate o da assoggettare ad uso pubblico (cfr art. 21, ultimo comma, L.R. 5 dicembre 1977, n. 56 e art. 1, L.R. 23 marzo 1995, n. 43) 18
19 Articolo 22. Superficie territoriale (St) 1. E' l'area complessiva di una porzione di territorio, misurata in metri quadrati [m2], comprendente le superfici fondiarie (Sf) e quelle destinate dagli strumenti urbanistici generali ed esecutivi alle urbanizzazioni primarie, secondarie e indotte esistenti e/o previste ( 9 ). Articolo 23. Rapporto di copertura (Rc) 1. Il rapporto di copertura è il quoziente, espresso in percentuale [%], tra la superficie coperta dalle costruzioni edificate e/o edificabili e la superficie fondiaria pertinente (Rc=Sc/Sf): rappresenta la percentuale di superficie coperta edificata e/o edificabile sulla superficie fondiaria. Articolo 24. Indice di utilizzazione fondiaria (Uf) 1. L indice di utilizzazione fondiaria è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/o edificabile e la superficie fondiaria (Uf=Sul/Sf): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie utile lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m2]/[m2]. Articolo 25. Indice di utilizzazione territoriale (Ut) 1. L indice di utilizzazione territoriale è dato dal rapporto tra la superficie utile lorda edificata e/o edificabile e la superficie territoriale (Ut=Sul/St): rappresenta il numero di metri quadrati di superficie utile lorda edificata e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m2]/[m2]. Articolo 26. Indice di densità edilizia fondiaria (If) 1. L indice di densità edilizia fondiaria è dato dal rapporto tra il volume edificato, e/o edificabile, e la superficie fondiaria (If=V/Sf): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie fondiaria [m3]/[m2]. Articolo 27. Indice di densità edilizia territoriale (It) 1. L indice di densità edilizia territoriale è dato dal rapporto tra il volume edificato, e/o edificabile, e la superficie territoriale (It=V/St): rappresenta il numero di metri cubi di volume edificato e/o edificabile per ogni metro quadrato di superficie territoriale [m3]/[m2]. 9 Le aree destinate dallo strumento urbanistico alla viabilità e ad impianti e servizi pubblici sono sia quelle già acquisite o da acquisire da parte della Pubblica Amministrazione, sia quelle assoggettate o da assoggettare ad uso pubblico (cfr art. 21, ultimo comma, L.R. 5 dicembre 1977, n. 56 e art. 1, L.R. 23 marzo 1995, n. 43) 19
Comune di COAZZE. Regolamento Edilizio
Regione Piemonte CMVSS Provincia di Torino Comune di COAZZE Regolamento Edilizio 5 modifica Efficace dal 02/01/2014 con pubblicazione sul B.U.R. Piemonte n 1/2014 dell estratto Delibera di approvazione
CITTA DI COSSATO REGOLAMENTO EDILIZIO
REGIONE PIEMONTE PROVINCIA DI BIELLA CITTA DI COSSATO REGOLAMENTO EDILIZIO Ai sensi del Regolamento Edilizio Tipo approvato con deliberazione del Consiglio Regionale n. 548-9691 in data 29.07.1999 e ss.mm.ii.

References: Articolo
3
 Articolo
5
 Articolo
6
 Articolo 1
 Articolo 2
 art. 14
 art. 4
 art. 1
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 art. 18
 art. 18
 Articolo 7
 art. 10
 art. 22
 art. 20
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 11
 Articolo 12
 Articolo 13
 art. 18
 Articolo 14
 art. 13
 Articolo 15
 art. 13
 Articolo 16
 Articolo 17
 Articolo 18
 art. 2
 Articolo 19
 Articolo 20
 Articolo 21
 art. 21
 art. 1
 Articolo 22
 Articolo 23
 Articolo 24
 Articolo 25
 Articolo 26
 Articolo 27
 art. 21
 art. 1