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Timestamp: 2019-01-17 03:53:24+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 12025 del 10/06/2016 – La Legge per tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12025 del 10/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 10/06/2016, (ud. 11/05/2016, dep. 10/06/2016), n.12025
sul ricorso 25521/2014 proposto da:
ANAS SPA, (OMISSIS), in persona del Direttore Centrale,
e difende giusta mandato a margine del ricorso;
D.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
rappresenta e difende unitamente all’avvocato GRAZIA ANNA RIZZI
avverso la sentenza n. 336/2014 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA del
3/04/2014, depositata il 30/04/2014;
udito l’Avvocato Fabio Massimo Cozzolino difensore della ricorrente
Con sentenza del 30 aprile 2014, la Corte di Appello di L’Aquila confermava la decisione del primo giudice nella parte in cui aveva accertato la nullità del termine apposto al primo dei vari contratti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra D.V. e l’ANAS s.p.a. relativo al periodo dal 3 dicembre 203 al 1 marzo 2004, dichiarato la sussistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato tra le parti a decorrere dalla stipula del detto contratto e condannato la società a riammettere in servizio il lavoratore; la riformava, in accoglimento dell’appello incidentale del lavoratore, laddove aveva determinato l’indennità L. n. 183 del 4 novembre 2010, ex art. 32, comma 5, in 2,5 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto stabilendo in nove mensilità la misura di detta indennità oltre accessori dalla scadenza dell’ultimo contratto a termine stipulato.
Resiste con controricorso il D..
Indi, è stato depositato il verbale di conciliazione stipulato fra le parti in data 22 aprile 2016 in sede sindacale.
Dal suddetto verbale di conciliazione, debitamente sottoscritto dal lavoratore interessato e dal rappresentante dell’ANAS S.p.A., risulta che le parti hanno raggiunto un accordo transattivo concernente la controversia in esame dandosi atto dell’intervenuta amichevole e definitiva conciliazione a tutti gli effetti di legge, dichiarando il D. di rinunciare all’azione ed ai diritti di cui alla presente controversia e la società di procedere all’assunzione a tempo indeterminato del predetto.
Tale verbale di conciliazione si appalesa idoneo a dimostrare l’intervenuta cessazione della materia del contendere nel giudizio di cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo.
Non sussistono i presupposti per il versamento, da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dal D.P.R. 30 maggio, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (legge di stabilità 2013). Tale disposizione trova applicazione ai procedimenti iniziati in data successiva al 30 gennaio 2013, quale quello in esame, avuto riguardo al momento in cui la notifica del ricorso si è perfezionata, con la ricezione dell’atto da parte del destinatario (Sezioni Unite, sent n. 3774 del 18 febbraio 2014).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 art. 13
 art. 1