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Timestamp: 2019-08-23 11:59:01+00:00

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1158. Usucapione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari
Codice Civile Libro Terzo: DELLA PROPRIETA' Titolo VIII: DEL POSSESSO Capo II: DEGLI EFFETTI DEL POSSESSO Sezione I: DEI DIRITTI E DEGLI OBBLIGHI DEL POSSESSORE NELLA RESTITUZIONE DELLA COSA Sezione II: DEL POSSESSO DI BUONA FEDE DI BENI MOBILI Sezione III: DELL'USUCAPIONE Art.1158. Usucapione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari.
1. La proprietà dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per venti anni.
Domanda principale concernente un bene condominiale - Domanda ed eccezione riconvenzionale di usucapione del convenuto - Differenza - Conseguenze in tema di litisconsorzio necessario. In tema di condominio negli edifici, ove un condomino, convenuto in un giudizio di rivendica di un bene comune, proponga un'eccezione riconvenzionale di usucapione, al fine limitato di paralizzare la pretesa avversaria, non si configura un'ipotesi di litisconsorzio necessario in relazione ai restanti comproprietari, risolvendosi detta eccezione, che pur amplia il "thema decidendum", in un accertamento "incidenter tantum", destinato a valere soltanto fra le parti. Invece, in caso di domanda riconvenzionale di usucapione, il contraddittorio va esteso a tutti i condòmini perché l'azione è diretta ad ottenere un effetto di giudicato esteso a questi ultimi. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10745 del 17/04/2019 (Rv. 653562 - 01) Cod_Civ_art_1117_1, Cod_Civ_art_1158, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_102, Cod_Proc_Civ_art_167...
Possesso - effetti - usucapione - interruzione e sospensione - in genere - Tassatività degli atti interruttivi - Conseguenze - Fattispecie. In tema di possesso "ad usucapionem", con il rinvio fatto dall'art. 1165 c.c. all'art. 2943 c.c. la legge elenca tassativamente gli atti interruttivi, sicché non è consentito attribuire tale efficacia ad atti diversi da quelli stabiliti dalla norma, per quanto con essi si sia inteso manifestare la volontà di conservare il diritto, giacché la tipicità dei modi di interruzione della prescrizione non ammette equipollenti. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza gravata che aveva riconosciuto efficacia interruttiva del possesso, rilevante ai fini dell'usucapione, all'inserimento del bene controverso nella denuncia di successione). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6029 del 28/02/2019 Cod_Civ_art_1158, Cod_Civ_art_1165, Cod_Civ_art_2943...
Demanio - inizio, modificazioni e cessazione della demanialità - cessazione (sclassificazione) - Beni appartenenti al demanio marittimo - Sdemanializzazione tacita - Esclusione - Legge o formale provvedimento dell'autorità competente - Necessità - Caratteristiche - Acquisto per usucapione - Preclusione - Non uso del bene - Irrilevanza - Conseguenze. Ai sensi dell'art. 35 c. nav., la sdemanializzazione dei beni del demanio marittimo non può avvenire "per facta concludentia", ma solo per legge o mediante l'adozione, ad opera dell'autorità competente, di un formale provvedimento che ha efficacia costitutiva, essendo basato su una valutazione tecnico-discrezionale in ordine ai caratteri naturali dell'area ed alle esigenze locali, finalizzata a verificare la sopravvenuta mancanza di attitudine di determinate zone a servire agli usi pubblici del mare. Pertanto, non rilevano né il possesso del bene da parte del privato, improduttivo di effetti ed inidoneo all'acquisto della proprietà per usucapione, né il non uso dell'ente proprietario, con la conseguenza che l'accertamento giudiziale della non ricorrenza dei presupposti fattuali di appartenenza di un bene al suddetto demanio è del tutto privo di utilità. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. . 4839 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_0822, Cod_Civ_art_0829, Cod_Civ_art_1145, Cod_Civ_art_1158...
Possesso - effetti - usucapione - di beni immobili e diritti reali immobiliari - Onere probatorio a carico di chi invoca l'usucapione - Rigore interpretativo - Differenze tra processo civile e penale - Fondamento – Fattispecie - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3487 del 06/02/2019 In tema di usucapione, l'assolvimento dell'onere probatorio gravante su chi invoca l'acquisto a titolo originario della proprietà, pur dovendo essere apprezzato con particolare rigore, è comunque soggetto alla regola della "preponderanza dell'evidenza" o "del più probabile che non" propria del processo civile e non a quella della prova "oltre il ragionevole dubbio" propria del processo penale, stante l'equivalenza dei valori in gioco tra le due parti contendenti nel processo civile e la diversità di quelli in gioco tra accusa e difesa in quello penale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata in quanto il giudice del merito aveva rigettato la domanda di usucapione, ritenendo che in questa materia trovasse applicazione il criterio del processo penale della prova oltre ogni ragionevole dubbio e fosse, viceversa, insufficiente il canone civilistico del "più probabile che non"). Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3487 del 06/02/2019 Cod_Civ_art_1140, Cod_Civ_art_1142, Cod_Civ_art_1158, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2729...
Possesso - effetti - usucapione - in genere - Prova per testi – Ammissibilità - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2977 del 31/01/2019 La prova degli estremi integratori di un possesso "ad usucapionem", vertendo su una situazione di fatto, non incontra alcuna limitazione nelle norme concernenti gli atti soggetti a forma scritta, "ad substantiam" o "ad probationem", e, pertanto, può essere fornita per testimoni Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2977 del 31/01/2019 ...
Facoltà di godimento dei beni demaniali - Immemorabile – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 587 del 14/01/2019
Servitu' - pubbliche - di uso pubblico - Facoltà di godimento dei beni demaniali - Immemorabile – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 587 del 14/01/2019 Rapporti aventi ad oggetto beni demaniali - Operatività - Usucapione - Differenze - Prova - Onere relativo - Spettanza - Fattispecie. L'istituto dell'immemorabile, non più applicabile ai rapporti privatistici in quanto abrogato dal codice civile del 1865 e non richiamato in vigore dall'attuale codice civile, è invece operante nei rapporti di diritto pubblico e in particolare in quelli che hanno a oggetto beni demaniali; esso, a differenza dello usucapione, non è un modo di acquisto del diritto, ma costituisce una presunzione di legittimità del possesso attuale, fondata sulla "vetustas", e cioè sul decorso di un tempo talmente lungo che si sia perduta memoria dell'inizio di una determinata situazione di fatto, senza che ci sia memoria del contrario, di modo che la presunzione di corrispondenza dello stato di diritto allo stato di fatto implica che rispetto a quest'ultimo si presuma esistente il titolo legittimo e che, conseguentemente, possa ritenersi la legittimità dell'esercizio di diritti il cui acquisto non sarebbe attualmente possibile da parte di coloro che li esercitano. Perché possa ritenersi realizzata la prova di siffatta situazione, essa deve provenire da soggetti appartenenti ad almeno due generazioni, vale a dire non solo dagli ultracinquantenni della generazione attuale ma anche, secondo il loro ricordo, dai rispettivi genitori. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto l'istituto dell'immemorabile inapplicabile alla servitù di uso pubblico esercitata su di un terreno di proprietà privata). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 587 del 14/01/2019 ...
Possesso - effetti - usucapione - in genere - tolleranza - relativa eccezione - natura di eccezione in senso lato - conseguenze - deducibilità per la prima volta in appello – condizioni - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 31638 del 06/12/2018 In materia di acquisto per usucapione di diritti reali immobiliari, la deduzione del proprietario che il bene sia stato goduto dal preteso possessore per mera tolleranza costituisce un'eccezione in senso lato e, pertanto, essa è proponibile per la prima volta anche in grado di appello, sempre che la dimostrazione dei relativi fatti emerga dal materiale probatorio raccolto nel rispetto delle preclusioni istruttorie, concernendo il divieto di cui all'art. 345 c.p.c. le sole eccezioni in senso stretto, ossia quelle riservate in esclusiva alla parte e non rilevabili d'ufficio. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 31638 del 06/12/2018...
Possesso - effetti - usucapione - di beni immobili e diritti reali immobiliari - in genere - beni già appartenenti ai disciolti enti ospedalieri - regime giuridico - decorrenza - appartenenza al patrimonio indisponibile - usucapibilità - esclusione - effettiva destinazione al pubblico servizio ospedaliero - irrilevanza – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30720 del 27/11/2018 A decorrere dall'entrata in vigore dell'art. 7 del d.l. n. 264 del 1974, convertito dalla l. n. 386 del 1974, i beni già appartenenti agli ormai disciolti enti ospedalieri sono stati espressamente sottratti al commercio ed inseriti nel patrimonio indisponibile, con la conseguenza che gli stessi non sono suscettibili di possesso "ad usucapionem", indipendentemente dalla loro effettiva destinazione al pubblico servizio ospedaliero. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione che aveva accolto la domanda di usucapione di alcuni beni di un disciolto ente ospedaliero sul presupposto che, non risultando la loro effettiva destinazione al pubblico servizio ospedaliero, facessero parte del patrimonio disponibile del medesimo ente e, quindi, fossero usucapibili). Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30720 del 27/11/2018 ...
Possesso - effetti - usucapione - interruzione e sospensione - in genere - consapevolezza del possessore della spettanza ad altri del diritto reale da lui esercitato - insufficienza - volontà "attributiva”. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27170 del 26/10/2018 >>> Ai fini della configurabilità del riconoscimento del diritto del proprietario da parte del possessore, idoneo a interrompere il termine utile per il verificarsi dell'usucapione, ai sensi degli artt. 1165 e 2944 c.c., non è sufficiente un mero atto o fatto che evidenzi la consapevolezza del possessore circa la spettanza ad altri del diritto da lui esercitato come proprio, ma si richiede che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per fatti in cui essa è implicita, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare. Costituendo la c.d. volontà "attributiva" del diritto un requisito normativo del riconoscimento, questa può normalmente desumersi dall'essere state intavolate trattative con i titolari del diritto di proprietà ai fini dell'acquisto in via derivativa, restando invece esclusa quando tali iniziative siano ispirate dalla diversa volontà di evitare lungaggini giudiziarie per l'accertamento dell'usucapione, ovvero di prevenire in via conciliativa la relativa lite. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27170 del 26/10/2018...
Morte del comodatario - restituzione della cosa
Comodato - estinzione - richiesta del comodante - morte del comodatario - restituzione della cosa - obbligo degli eredi - mancata richiesta di rilascio da parte del comodante o degli eredi di questo - effetti - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25887 del 16/10/2018 >>> In caso di cessazione del contratto di comodato per morte del comodante o del comodatario e di mantenimento del potere di fatto sulla cosa da parte di quest'ultimo o dei suoi eredi, il rapporto, in assenza di richiesta di rilascio da parte del comodante o dei suoi eredi, si intende proseguito con le caratteristiche e gli obblighi iniziali anche rispetto ai medesimi successori. (Nella specie, la S.C. ha rigettato la domanda di usucapione proposta dagli eredi del comodatario, sostenendo che il mantenimento, da parte loro, del potere di fatto sul bene successivamente al decesso del proprio dante causa e del comodante, non avesse mutato la detenzione "nomine alieno" in possesso utile ai fini dell'usucapione). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25887 del 16/10/2018...
Possesso - effetti - usucapione - in genere - domanda di accertamento della proprietà di un bene - legittimato passivo - attuale proprietario o possessore – litisconsorzio necessario con danti causa - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 24260 del 04/10/2018 >> L'azione con cui, a qualsiasi titolo, si rivendica una proprietà (nella specie, a titolo di usucapione), deve essere proposta unicamente nei confronti di chi possiede il bene o ne è proprietario all'atto della domanda, e non anche dei precedenti danti causa, che non hanno veste di litisconsorti necessari. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 24260 del 04/10/2018...
Proprietà - azioni a difesa della proprietà - rivendicazione (nozione, differenze dall'azione di regolamento dei confini e distinzioni) – prova - "Probatio diabolica" a carico dell'attore - Oggetto - Produzione dell'atto di accettazione ereditaria e del rogito di acquisto - Insufficienza - Fondamento. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 6 - 2, ORDINANZA N. 21940 DEL 10/09/2018 In tema di azione di rivendicazione, ai fini della "probatio diabolica" gravante sull'attore, tenuto a provare la proprietà risalendo, anche attraverso i propri danti causa, fino all'acquisto a titolo originario, ovvero dimostrando il compimento dell'usucapione, non è sufficiente produrre l'atto di accettazione ereditaria, che non prova il possesso del dante causa, né il contratto di acquisto del bene, che non prova l'immissione in possesso dell'acquirente. ...
Prova dell'usucapione - Coltivazione del fondo - Sufficienza - Esclusione - Fondamento - Manifestazione esteriore del possesso del detentore rivolta verso il possessore - Necessità. Ai fini della prova degli elementi costitutivi dell'usucapione - il cui onere grava su chi invoca la fattispecie acquisitiva - la coltivazione del fondo non è sufficiente, perché, di per sé, non esprime, in modo inequivocabile, l'intento del coltivatore di possedere, occorrendo, invece, che tale attività materiale, corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà, sia accompagnata da univoci indizi, i quali consentano di presumere che essa è svolta "uti dominus"; l'interversione nel possesso non può avere luogo mediante un semplice atto di volizione interna, ma deve estrinsecarsi in una manifestazione esteriore, dalla quale sia possibile desumere che il detentore abbia iniziato ad esercitare il potere di fatto sulla cosa esclusivamente in nome proprio e non più in nome altrui, e detta manifestazione deve essere rivolta specificamente contro il possessore, in maniera che questi sia posto in grado di rendersi conto dell'avvenuto mutamento e della concreta opposizione al suo possesso. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 17376 del 03/07/2018...
Accertamento dell'usucapione in danno di più comproprietari - Litisconsorzio necessario degli stessi - Sussistenza - Fattispecie. La domanda diretta all'accertamento della usucapione di un bene richiede la presenza in causa di tutti i comproprietari in danno dei quali l'usucapione si sarebbe verificata perché comporta l'accertamento di una situazione giuridica (usucapione e proprietà esclusiva) confliggente con quella preesistente (comproprietà degli altri) della quale il giudice può solo conoscere in contradditorio di ogni interessato. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto corretta la decisione del giudice del merito di non disporre l'integrazione del contraddittorio nei confronti della Regione Campania, ente gestore di un immobile demaniale che, secondo l'attore in usucapione, aveva perso tale qualità, essendo il bene di proprietà dell'Agenzia del Demanio). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15619 del 14/06/2018 ...
Comproprietario che assuma di avere usucapito bene in comunione - Possibilità che introduca giudizio di divisione di tale bene - Esclusione - Necessità di farne valere l'usucapione ove convenuto in detto giudizio - Sussistenza - Mancata deduzione - Conseguenze - Limiti - Deroga in caso di contumacia - Esclusione. Il compartecipe, il quale si ritenga proprietario per usucapione di un bene in comunione, non può iniziare il giudizio di divisione e, qualora sia stato in questo convenuto da uno o più degli altri comproprietari, deve fare valere l'avvenuta usucapione in tale giudizio poiché la divisione, accertando i diritti delle parti sul presupposto di una comunione di beni indivisi, presuppone il riconoscimento dell'appartenenza delle cose in comunione; ove egli, al contrario, non contesti il diritto alla divisione di quel determinato cespite o resti contumace, non può opporre successivamente l'usucapione al condividente cui detto bene sia stato assegnato o al terzo aggiudicatario dello stesso in seguito a vendita all'incanto, salvo che non possa impugnare la divisione contestandone il presupposto e deducendo un titolo di possesso diverso da ogni altro che possa derivargli dalla disciolta comunione. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15504 del 13/06/2018 ...
Elemento di fatto – Valutazione di merito – Censura in sede di legittimità – Esclusione - Fattispecie. Ai fini dell'accoglimento di una domanda di usucapione di servitù di passaggio, il requisito della contiguità o vicinanza dei fondi rappresenta un elemento di fatto, più che di diritto, il cui accertamento comporta una valutazione di merito, come tale non sindacabile in sede di legittimità. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha escluso che l'apprezzamento, da parte del giudice di appello, della non trascurabile distanza esistente tra i due fondi e della possibilità di raggiungere in altro modo il fondo dominante dalla pubblica via integrasse la denuncia di un errore di diritto). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14503 del 06/06/2018 ...
Possesso “ad usucapionem” - Prova dell'"animus possidendi" - Presunzione relativa in base all'esercizio del potere di fatto sulla cosa - Sussistenza - Conseguenze - Inversione dell'onere probatorio a carico del convenuto - Contenuto. Chi agisce in giudizio per essere dichiarato proprietario di un bene, affermando di averlo usucapito, deve dare la prova di tutti gli elementi costitutivi della dedotta fattispecie acquisitiva e, quindi, non solo del "corpus", ma anche dell'"animus"; quest'ultimo elemento, tuttavia, può eventualmente essere desunto in via presuntiva dal primo, se vi è stato svolgimento di attività corrispondenti all'esercizio del diritto di proprietà ed in tal caso sul convenuto grava l'onere di dimostrare il contrario, provando che la disponibilità del bene è stata conseguita dall'attore mediante un titolo (nella specie, un contratto di comodato) che gli conferiva un diritto di carattere soltanto personale. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22667 del 27/09/2017 ...
Agricoltura - piccola proprieta' contadina - regolarizzazione del titolo di proprieta' - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 20451 del 28/08/2017
Usucapione speciale ex art. 1159 cod. civ. - Condizioni - Concreto esercizio di attività agraria - Necessità - Applicazione analogica della norma a ridotte estensioni di terreno non integranti un fondo rustico - Esclusione - Interpretazione estensiva – Esclusione - Fondamento. Per l'applicazione dell'usucapione speciale di cui all'art. 1159-bis c.c. - introdotta dalla l. n. 346 del 1976 con la finalità di incoraggiare lo sviluppo e salvaguardare il lavoro agricolo - non è sufficiente che il fondo sia iscritto nel catasto rustico, ma è necessario che esso, quanto meno all'atto dell'inizio della "possessio ad usucapionem", sia destinato in concreto all'attività agraria, atteso che tale usucapione può avere ad oggetto soltanto un fondo rustico inteso come entità agricola ben individuata ed organizzata, che sia destinata ed ordinata a una propria vicenda produttiva. Ne consegue che l'art. 1159-bis c.c. non é applicabile, né in via analogica, trattandosi di norma eccezionale rispetto a quella di cui all'art. 1158 c.c., né in base ad un'interpretazione estensiva, tenuto conto delle finalità perseguite dal legislatore, qualora il possesso protratto venga dedotto ai fini dell'acquisizione di limitate superfici, ancorché facenti parti di maggiori fondi coltivati o coltivabili siti in zone montane, che non siano di per sé idonee a costituire un'autonoma unità produttiva. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 20451 del 28/08/2017 ...
“Actio negatoria servitutis” proposta dall'usucapente - Legittimato passivo - Proprietario apparente - Esclusione - Fondamento. Legittimato passivo rispetto all'"actio negatoria servitutis" esercitata da colui che, essendo nel possesso di un bene immobile, vanti di averne acquistato la proprietà a titolo di usucapione è chi contesti detto acquisto a titolo originario ovvero vanti altri diritti sul bene, e non anche l'apparente proprietario dello stesso. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19145 del 01/08/2017 ...
Espropriazione per pubblica utilità - Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo - Presupposti - Comportamento espressione del potere amministrativo e non meramente occasionato dal suo esercizio - Usucapione - Giurisdizione del giudice ordinario. In tema di espropriazione per pubblica utilità, sussiste la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. g), dell’all. 1 al d.lgs. n. 104 del 2010, allorquando il comportamento della P.A., cui si ascrive la lesione, sia la conseguenza di un assetto di interessi conformato da un originario provvedimento ablativo, legittimo o illegittimo, ma comunque espressione di un potere amministrativo (in concreto) esistente, cui la condotta successiva si ricollega in senso causale. Pertanto, poiché, diversamente dalla mancata retrocessione del fondo occupato, l’eventuale usucapione della proprietà di quest'ultimo non è immediatamente riconducibile al pregresso esercizio del potere espropriativo, ma ne costituisce una conseguenza meramente occasionale (atteso che, tra quel potere e questo effetto intercorre, necessariamente, la "interversio possessionis", dalla detenzione qualificata al possesso, dell'occupante), il relativo suo accertamento appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario. Corte di Cassazione Sez. U - , Ordinanza n. 17110 del 11/07/2017 ...
Consegna di bene in virtù di atto o negozio invalidi per difetto di forma - Conseguenze - Detenzione - Usucapione della proprietà - Inidoneità - Condizioni - Fattispecie. L'invalidità, per difetto dei prescritti requisiti di forma, dell'atto o del negozio in virtù del quale è stato consegnato un bene non vale ad escludere la rilevanza di detto atto quale prova di una detenzione qualificata del bene medesimo, perciò inidonea all'acquisto della relativa proprietà per usucapione, salva la dimostrazione del suo mutamento in possesso, ex art. 1141, comma 2, c.c.. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che, qualificato quale mero detentore il concessionario, in virtù di un accordo tacito - per fatti concludenti ed in assenza di una convenzionale formale - di un bene comunale, aveva rigettato la domanda di usucapione relativa a tale bene, in assenza di prova dell'avvenuta interversione del possesso). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 16412 del 04/07/2017 ...
Azione relativa a diritti autodeterminati - Mancato esame di un documento atto a comprovare l'acquisto della proprietà a titolo derivativo - Omesso esame di un fatto decisivo e discusso tra le parti – Configurabilità - Fondamento. La proprietà appartiene alla categoria dei diritti cd. “autodeterminati”, sicchè incorre nel vizio di omesso esame di un fatto decisivo e discusso tra le parti, ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. (nel testo, utilizzabile "ratione temporis", modificato dal d.l. n. 83 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 134 del 2012), il giudice di appello che, avendo il convenuto in "negatoria servitutis" dedotto l’intervenuto acquisto del diritto di proprietà dapprima per usucapione e poi, in sede di gravame, a titolo derivativo, abbia rigettato tale ultima domanda sull'assunto dell'inesistenza di un atto utile al trasferimento della proprietà in favore dell'attore in riconvenzionale, omettendo tuttavia di esaminare un documento, idoneo all'uopo, ritualmente prodotto sin dal primo grado di giudizio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 8986 del 06/04/2017 ...
Convenzione implicante la concessione del godimento di un immobile - Possesso idoneo all'usucapione o mera detenzione - Accertamento relativo – Criteri. Per stabilire se, in conseguenza di una convenzione (anche se nulla per difetto di requisiti di forma) con la quale un soggetto riceve da un altro il godimento di un immobile, si abbia possesso idoneo all'usucapione, ovvero mera detenzione, occorre fare riferimento all'elemento psicologico del soggetto stesso ed a tal fine accertare se la convenzione sia un contratto ad effetti reali o ad effetti obbligatori, in quanto solo nel primo caso il contratto è idoneo a determinare l'"animus possidendi" nell'indicato soggetto. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 14272 del 08/06/2017 ...
Compravendita - Omessa consegna della cosa venduta - Acquisto della proprietà da parte del compratore - Sussistenza - Conseguenze - Domanda di rivendica del compratore e domanda del venditore di acquisto della proprietà per usucapione - Possesso della cosa venduta anteriore al trasferimento - Opponibilità da parte del venditore - Esclusione. Il venditore, che non abbia consegnato la cosa venduta al compratore, non può fare valere contro quest'ultimo, che ne è divenuto proprietario ex art. 1376 c.c., il suo possesso della "res" anteriore all'atto di trasferimento, al fine di contrastare la domanda di rivendicazione del compratore stesso o di fondare una domanda di acquisto per usucapione, potendo a tale scopo allegare soltanto il proprio eventuale possesso successivo al suddetto atto di trasferimento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 13793 del 31/05/2017 ...
Siepe a distanza dal confine inferiore rispetto a quella legale - Usucapione del relativo diritto - Termine previsto per i beni immobili. Il diritto di mantenere una siepe a distanza dal confine inferiore rispetto a quella legale può essere usucapito nel termine previsto per i beni immobili. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 13640 del 30/05/2017...
Siepe a distanza dal confine inferiore rispetto a quella legale - Usucapione del relativo diritto - Termine previsto per i beni immobili. Il diritto di mantenere una siepe a distanza dal confine inferiore rispetto a quella legale può essere usucapito nel termine previsto per i beni immobili. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 13640 del 30/05/2017 ...
Servitu' - prediali - costituzione del diritto - delle servitu' volontarie - costituzione non negoziale - per usucapione - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7004 del 17/03/2017
Per destinazione del padre di famiglia - Acquisto della servitù - Requisito dell'apparenza - Configurabilità - Servitù di passaggio - Esistenza di una strada o di altro percorso idoneo allo scopo - Sufficienza - Esclusione – Fondamento. Il requisito dell'apparenza della servitù, necessario ai fini del relativo acquisto per usucapione o per destinazione del padre di famiglia, si configura come presenza di segni visibili di opere permanenti obiettivamente destinate al suo esercizio e rivelanti, in modo non equivoco, l'esistenza del peso gravante sul fondo servente, così da rendere manifesto che non si tratta di attività compiuta in via precaria, bensì di preciso onere a carattere stabile; ne consegue che, per l’acquisto in base a dette modalità di una servitù di passaggio, non basta l'esistenza di una strada o di un percorso all'uopo idonei, essendo viceversa essenziale che essi mostrino di essere stati realizzati al preciso scopo di dare accesso al fondo preteso dominante attraverso quello preteso servente ed occorrendo, pertanto, un "quid pluris" che dimostri la loro specifica destinazione all'esercizio della servitù. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7004 del 17/03/2017 ...
Atto interruttivo del possesso "ad usucapionem" o rinuncia all'usucapione maturata - Dell'unico possessore del bene verso uno o più dei suoi comproprietari - Efficacia anche nei confronti degli altri - Ragioni . L'atto interruttivo del possesso "ad usucapionem" posto in essere dall'unico possessore dell'immobile nei confronti di uno o più dei suoi comproprietari, ha effetto anche verso gli altri, ed altrettanto dicasi per la rinuncia del primo a far valere l'usucapione eventualmente già maturata sul medesimo cespite, atteso che l'esercizio del predetto possesso non è configurabile in modo diverso su quote ideali indivise dello stesso bene, che il riconoscimento del diritto altrui, come atto unilaterale non recettizio incompatibile con la volontà del godere del bene "uti dominus", interrompe il termine utile per l'usucapione anche se effettuato nei confronti di soggetti diversi dal titolare del diritto stesso, e che l'efficacia della rinuncia postula solo la inequivocità della volontà del rinunciante. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20565 del 12/10/2016 ...
Possesso - acquisto - accessione - Sistema tavolare - Compatibilità dell'istituto dell'"accessio possessionis" ai fini dell'usucapione del diritto di proprietà - Diritto "pro indiviso" - Destinazione ad uso esclusivo – Condizioni - Corte di Cassazione Sez
Trascrizione - leggi speciali - libri speciali (sistema tavolare) - In genere. L'istituto dell'accessione del possesso, ex art. 1146, comma 2, c.c., è compatibile con il sistema tavolare anche ai fini dell'usucapione del diritto di proprietà a condizione che il trasferimento, perché operi il trapasso del possesso e il successore a titolo particolare possa unire al proprio quello del dante causa, trovi la propria giustificazione in un titolo idoneo a trasferire la proprietà sul bene, sicché, in caso di diritto "pro indiviso" di una strada tra una pluralità di titolari del bene, è necessario che la destinazione all'uso esclusivo trovi la sua attribuzione nel titolo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19788 del 04/10/2016 ...
Edilizia popolare ed economica - assegnazione - disposizione dell'alloggio - alienazione - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19793 del 04/10/2016
Inalienabilità di immobili di edilizia agevolata - Natura temporanea e relativa del vincolo - Conseguenze - Usucapibilità della proprietà da parte di soggetto terzo - Possibilità. Possesso - effetti - usucapione - di beni immobili e diritti reali immobiliari - in genere - In genere. Il vincolo di inalienabilità degli alloggi di edilizia agevolata previsto dal r.d. n. 1168 del 1938 ha natura temporanea e relativa, condizionata all'esistenza di autorizzazione, sicché non si traduce in un'incommerciabilità dell'immobile, né impedisce che il terzo possa divenire possessore del bene e, quindi, di usucapirlo, non trovando applicazione l'art. 1145 c.c. che si riferisce ai soli beni inalienabili in assoluto. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19793 del 04/10/2016 ...
Possesso - effetti - usucapione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17512 del 02/09/2016
Bene indiviso - Usucapione dell'intero bene da parte del compossessore - Condizioni. Il compossessore che intenda usucapire l'intero bene deve manifestare il dominio esclusivo sull'intera "res" comune attraverso un'attività incompatibile con il possesso altrui, che non sussiste ove provveda al regolare invio dei rendiconti della gestione agli altri quotisti. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17512 del 02/09/2016 ...
Servitù costituita dal mantenimento di una opera a distanza illegale - Usucapione - Possesso utile - Decorrenza - Criteri. Al fine della determinazione del "dies a quo" per l'usucapione del diritto di servitù costituito dal mantenimento di una determinata opera a distanza illegale deve farsi riferimento non al momento di inizio della costruzione bensì a quello nel quale questa sia venuta ad esistenza, mercé la realizzazione di elementi strutturali ed essenziali, idonei a rivelare anche al titolare del fondo servente l'esistenza di uno stato di fatto coincidente con l'esercizio di un diritto reale di servitù. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11052 del 27/05/2016 ...
Possesso - effetti - usucapione - in genere – Sez. 2, Sentenza n. 10482 del 21/05/2015
Fabbricato in costruzione - Possesso "ad usucapionem" - Configurabilità - Fondamento. Sez. 2, Sentenza n. 10482 del 21/05/2015 Può acquistarsi per usucapione anche un fabbricato in corso di costruzione, poiché l'attività corrispondente alle facoltà dominicali può esercitarsi anche su un bene "in fieri". Sez. 2, Sentenza n. 10482 del 21/05/2015 ...
Godimento di lunga durata - Diversa rilevanza tra parenti e tra vicini - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11277 del 29/05/2015 In tema di usucapione, per stabilire se un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o altro diritto reale sia stata compiuta con l'altrui tolleranza e sia quindi inidonea all'acquisto del possesso, la lunga durata dell'attività medesima può integrare un elemento presuntivo nel senso dell'esclusione della tolleranza qualora non si tratti di rapporti di parentela, ma di rapporti di mera amicizia o buon vicinato, giacché nei secondi, di per sé labili e mutevoli, è più difficile, a differenza dei primi, il mantenimento della tolleranza per un lungo arco di tempo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11277 del 29/05/2015 ...
Possesso - elementi costitutivi - corpus possessionis (potere di fatto sulla cosa) - estensione nel tempo - possesso anteriore (presunzione) – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19501 del 30/09/2015
Presunzione di possesso intermedio ex art. 1143 c.c. - Applicabilità all'usucapione ventennale - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19501 del 30/09/2015 L'art. 1143 c.c., secondo cui, quando il possessore attuale vanti un titolo a fondamento del suo possesso, si presume che esso abbia posseduto dalla data del titolo, è ispirato alla considerazione che normalmente l'acquisto della proprietà o di un diritto reale in base ad un titolo comporta anche l'acquisto del possesso, di talché esso non trova applicazione per l'usucapione ventennale, atteso che, in relazione a questo istituto, la sussistenza del titolo a fondamento del possesso non avrebbe alcun significato, non avendo il possessore munito di titolo concretamente idoneo (e quindi valido) alcuna necessità d'invocare l'usucapione ai fini della prova del dominio o di altro diritto reale. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19501 del 30/09/2015 ...
Fallimento - Redazione dell'inventario fallimentare - Effetti - Interruzione del possesso del fallito - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17605 del 04/09/2015 La redazione dell'inventario da parte del curatore fallimentare, attraverso il quale vengono individuati, elencati, descritti e valutati i beni della massa, non comporta la materiale apprensione delle cose da parte del curatore, il quale ne diviene mero detentore, senza alcuna sottrazione "ope legis" delle stesse al fallito, non costituendo, pertanto, tale atto una causa interruttiva del possesso di quest'ultimo. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17605 del 04/09/2015 ...
Domanda di accertamento della proprietà di un bene - Legittimato passivo - Attuale proprietario o possessore - Danti causa - Litisconsorzio necessario - Esclusione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17270 del 28/08/2015 L'azione con cui, a qualsiasi titolo, si rivendica una proprietà (nella specie, a titolo di usucapione), va diretta unicamente nei confronti di chi possiede il bene o ne è proprietario all'atto della domanda e non anche dei precedenti danti causa, che non hanno veste di litisconsorti necessari. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17270 del 28/08/2015 ...
Domanda di usucapione fondata su transazione - Domanda di accertamento della simulazione di quella transazione proposta dai creditori di uno dei convenuti - Cause dipendenti ex art. 331 c.p.c. - Configurabilità - Interesse dei creditori ad intervenire nel giudizio di usucapione - Sussistenza - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17193 del 27/08/2015 Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17193 del 27/08/2015 La causa riguardante l'invocata usucapione di un immobile fondata su di una scrittura privata asseritamente transattiva tra le parti e quella, proposta dai creditori di uno dei convenuti nel giudizio di usucapione, di accertamento della simulazione della transazione suddetta, sono tra loro dipendenti, ex art. 331 c.p.c., perché collegate da un vincolo di subordinazione logica. Ne consegue che i creditori hanno interesse ad intervenire nel processo di usucapione, per controllarne il regolare svolgimento e chiedere il rigetto di domande che frustrerebbero la loro garanzia patrimoniale generica, nonché per esercitare un rimedio preventivo, rispetto all'opposizione ex art. 404, comma 2, c.p.c., al fine di scongiurare il formarsi di un giudicato ad essi sfavorevole, così ostacolando eventuali difese processuali fraudolente del loro debitore, in collusione con l'attore. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17193 del 27/08/2015 ...
possesso - effetti - usucapione - interruzione e sospensione - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18095 del 20/08/2014
Atto dispositivo del proprietario - Idoneità ad interrompere il termine di usucapione - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18095 del 20/08/2014 Nel giudizio promosso dal possessore nei confronti del proprietario per far accertare l'intervenuto acquisto della proprietà per usucapione, l'atto di disposizione del diritto dominicale da parte del proprietario in favore di terzi, anche se conosciuto dal possessore, non esercita alcuna incidenza sulla situazione di fatto utile ai fini dell'usucapione, rappresentando, rispetto al possessore, "res inter alios acta", ininfluente sulla prosecuzione dell'esercizio della signoria di fatto sul bene, non impedito materialmente, né contestato in modo idoneo. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18095 del 20/08/2014 ...
Possesso - effetti - usucapione - interversione del possesso - decorrenza del termine – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11903 del 09/06/2015
Bene comune - Possesso "ad usucapionem" - Contenuto - Comportamento di dubbia valenza - Comunicazione della volontà di possedere in via esclusiva - Necessità - Fattispecie in tema di bene condominiale. Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici - parti comuni dell'edificio - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11903 del 09/06/2015 In tema di comunione, non essendo ipotizzabile un mutamento della detenzione in possesso, né una interversione del possesso nei rapporti tra i comproprietari, ai fini della decorrenza del termine per l'usucapione è idoneo soltanto un atto (o un comportamento) il cui compimento da parte di uno dei comproprietari realizzi l'impossibilità assoluta per gli altri partecipanti di proseguire un rapporto materiale con il bene e, inoltre, denoti inequivocamente l'intenzione di possedere il bene in maniera esclusiva, sicché, in presenza di un ragionevole dubbio sul significato dell'atto materiale, il termine per l'usucapione non può cominciare a decorrere ove agli altri partecipanti non sia stata comunicata, anche con modalità non formali, la volontà di possedere in via esclusiva. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha ritenuto che il giudice di merito avesse, correttamente, escluso l'avvenuto acquisto per usucapione, da parte di un condomino, della porzione del condotto di scarico della spazzatura adiacente al suo appartamento per non essersi palesata in forme inequivoche per gli altri condomini l'intenzione di possedere attesa l'impossibilità, per loro, di ispezionare il condotto a causa del blocco degli sportelli di accesso - presenti su tutti i ballatoi - dovuto a ragioni pratiche e di sicurezza). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11903 del 09/06/2015 ...
Impugnazioni civili - appello - domande - nuove Appello – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 40 del 08/01/2015
Domande nuove - Diritti reali - Appartenenza alla categoria dei diritti autodeterminati - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 40 del 08/01/2015 In tema di limiti alla proposizione di domande nuove in appello, non viola il divieto di "ius novorum" la deduzione, da parte del convenuto dell'acquisto per usucapione, ordinaria o abbreviata, della proprietà dell'area rivendicata da controparte qualora già in primo grado egli abbia eccepito ad altro titolo la proprietà dell'area medesima, in quanto la proprietà e gli altri diritti reali di godimento appartengono alla categoria dei cosiddetti diritti autodeterminati, che si identificano in base alla sola indicazione del loro contenuto e non per il titolo che ne costituisce la fonte, la cui eventuale deduzione non assolve ad una funzione di specificazione della domanda o dell'eccezione, ma è necessaria ai soli fini della prova.Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 40 del 08/01/2015...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - per piantagioni di alberi - a distanza illegale - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 26418 del 16/12/2014
Alberi tenuti in violazione della distanza legale dal confine - Acquisto del diritto per usucapione - "Dies a quo" del computo del termine - Data del piantamento . Fondamento. Ai fini dell'usucapione del diritto a tenere alberi a distanza dal confine inferiore a quella di legge, il termine decorre dalla data del piantamento, perché è da tale momento che ha inizio la situazione di fatto idonea a determinare, nel concorso delle altre circostanze richieste, l'acquisto del diritto per decorso del tempo, come è desumibile dall'art. 892, terzo comma, cod. civ., che fa riferimento, ai fini della misurazione della distanza di un albero dal confine, alla base esterna del tronco "nel tempo della piantagione". Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 26418 del 16/12/2014 ...
Usucapione di immobile ritenuto demaniale e concesso in uso a terzi - Condizioni - Fondamento. La distinzione tra i beni pubblici e i beni privati non discrimina due categorie concettuali di proprietà, ma soltanto due categorie giuridiche di beni, la prima delle quali presenta un peculiare regime giuridico (inalienabilità, inusucapibilità, vincolo di destinazione per i beni pubblici appartenenti a privati, ecc.). Ne consegue che la P.A. può usucapire il bene privato del quale per oltre un ventennio, nella erronea convinzione che fosse demaniale, abbia disposto la concessione in uso a terzi, atteso che, mentre l'errata supposizione di demanialità del bene non incide sulla volontà della P.A. di gestirlo "uti dominus", risolvendosi in un errore sul regime giuridico del bene, irrilevante ai fini dell'usucapione, la concessione in uso a terzi costituisce uno dei modi di disposizione del bene e, quindi, di possesso da parte dell'ente pubblico. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 9682 del 06/05/2014...
Possesso - effetti - usucapione - requisiti del possesso (legittimo) - "animus possidendi" (o "domini") – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26641 del 28/11/2013
Consapevolezza del possessore circa l'altrui titolarità del diritto reale - Sufficienza per negare la "possessio ad usucapionem" - Esclusione - Fondamento. Per escludere la sussistenza del possesso utile all'usucapione non è sufficiente il riconoscimento o la consapevolezza del possessore circa l'altrui proprietà del bene, occorrendo, invece, che il possessore, per il modo in cui questa conoscenza è rivelata o per i fatti in cui essa è implicita, esprima la volontà non equivoca di attribuire il diritto reale al suo titolare, atteso che l'"animus possidendi" non consiste nella convinzione di essere titolare del diritto reale, bensì nell'intenzione di comportarsi come tale, esercitando le corrispondenti facoltà. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26641 del 28/11/2013 ...
Nozione - Elemento soggettivo ed elemento oggettivo - Fattispecie in tema di valenza confessoria di una scrittura relativa ad acquisto per usucapione. Una dichiarazione è qualificabile come confessione ove sussistano un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sé sfavorevole e favorevole all'altra parte, ed un elemento oggettivo, che si ha qualora dall'ammissione del fatto obiettivo, il quale forma oggetto della confessione escludente qualsiasi contestazione sul punto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e, al contempo, un corrispondente vantaggio nei confronti del destinatario della dichiarazione. Ne consegue che non riveste valenza confessoria, in ordine al protrarsi del possesso per il tempo utile al verificarsi dell'usucapione, la scrittura con cui una parte si impegni a far acquisire all'altra un determinato immobile, o a seguito di sentenza dichiarativa di usucapione in suo favore o per contratto, rivelando tale accordo aspetti di incompatibilità logica tra il pattuito trasferimento a titolo derivativo ed il pregresso acquisto a titolo originario e collocandosi sul piano volitivo, anziché su quello ricognitivo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.7381 del 25/03/2013 ...
Domanda principale di riduzione in pristino di un bene condominiale - Eccezione riconvenzionale di usucapione proposta dal convenuto - Domanda riconvenzionale di usucapione - Differenza - Conseguenze - Litisconsorzio necessario fra tutti i condomini - Esclusione - Fondamento. In tema di condominio negli edifici, ove un condomino, convenuto con azione di riduzione in pristino di uno spazio di proprietà comune, proponga un'eccezione riconvenzionale di usucapione, al fine limitato di paralizzare la pretesa avversaria, non si configura un'ipotesi di litisconsorzio necessario in relazione ai restanti condomini, sussistente, invece, in caso di domanda riconvenzionale di riconoscimento della proprietà esclusiva del bene, risolvendosi detta eccezione, che pur amplia il "thema decidendum", in un accertamento "incidenter tantum", destinato ad esplicare efficacia soltanto fra le parti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14765 del 03/09/2012 ...
famiglia - matrimonio - rapporti patrimoniali tra coniugi - comunione legale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14522 del 14/08/2012
Domanda di usucapione proposta da un coniuge in regime di comunione legale - Litisconsorzio necessario dell'altro coniuge - Sussistenza - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14522 del 14/08/2012 Nel giudizio diretto all'accertamento dell'usucapione, proposto da un coniuge in regime di comunione legale dei beni, non sussiste il litisconsorzio necessario dell'altro coniuge, quale acquirente "ope legis", agli effetti dell'art. 177, primo comma, lettera a), cod. civ., occorrendo la presenza in causa di tutti i comproprietari esclusivamente nel caso in cui la pluralità soggettiva sia rinvenibile dal lato passivo del rapporto, cioè tra coloro in danno dei quali la domanda di usucapione è diretta, non anche nell'ipotesi in cui essa si riscontri dal lato attivo, atteso che, in tale evenienza, l'azione proposta è diretta a costituire una situazione compatibile con la pretesa che i soggetti non citati in giudizio potranno eventualmente vantare in futuro. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14522 del 14/08/2012 ...
Famiglia - matrimonio - rapporti patrimoniali tra coniugi - comunione legale – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14522 del 14/08/2012
Domanda di usucapione proposta da un coniuge in regime di comunione legale - Litisconsorzio necessario dell'altro coniuge - Sussistenza - Esclusione - Fondamento. Nel giudizio diretto all'accertamento dell'usucapione, proposto da un coniuge in regime di comunione legale dei beni, non sussiste il litisconsorzio necessario dell'altro coniuge, quale acquirente "ope legis", agli effetti dell'art. 177, primo comma, lettera a), cod. civ., occorrendo la presenza in causa di tutti i comproprietari esclusivamente nel caso in cui la pluralità soggettiva sia rinvenibile dal lato passivo del rapporto, cioè tra coloro in danno dei quali la domanda di usucapione è diretta, non anche nell'ipotesi in cui essa si riscontri dal lato attivo, atteso che, in tale evenienza, l'azione proposta è diretta a costituire una situazione compatibile con la pretesa che i soggetti non citati in giudizio potranno eventualmente vantare in futuro. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14522 del 14/08/2012 ...
Dichiarazioni rese in giudizio dal difensore - Affermative di fatti sfavorevoli al rappresentato e favorevoli all'altra parte - Efficacia confessoria - Esclusione - Valore indiziario - Sussistenza - Fattispecie relativa al possesso "ad usucapionem". Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7015 del 08/05/2012 Le dichiarazioni rese in giudizio dal difensore, contenenti affermazioni relative a fatti sfavorevoli al proprio rappresentato e favorevoli all'altra parte, non hanno efficacia di confessione, ma possono essere utilizzate dal giudice come elementi indiziari, valutabili agli effetti dell'art. 2729 cod. civ. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha respinto il ricorso avverso la decisione di merito che aveva riconosciuto il possesso sulla base delle ammissioni del difensore del convenuto per usucapione, in quanto corroborate da altri elementi inferenziali desunti dalla condotta proprietaria dell'attore). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7015 del 08/05/2012 ...
Calamità pubbliche - calamità naturali - terremoti – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2962 del 27/02/2012
Alloggi costruiti a carico dello Stato in conseguenza di terremoti - Cessione in proprietà ai sensi dell'art. 1 della legge n. 225 del 1965 - Automatica declassificazione dei beni - Configurabilità - Esclusione - Condizione giuridica degli alloggi prima dell'assegnazione - Appartenenza al patrimonio indisponibile - Sussistenza - Conseguenze - Usucapione della proprietà degli alloggi - Ammissibilità - Esclusione. Con riguardo agli alloggi costruiti con il contributo dello Stato in conseguenza di terremoti per far fronte alle esigenze delle popolazioni colpite dagli eventi sismici, l'art. 1 della legge 30 marzo 1965, n. 225, che ne prevede la cessione in proprietà, non declassifica in maniera automatica, né espressamente, né implicitamente, tali beni, ma si limita a disciplinarne l'assegnazione ai privati, la quale soltanto determina, in una con l'effetto traslativo, la perdita della qualità pubblica degli alloggi stessi. Ne consegue che questi ultimi, restando soggetti al regime del patrimonio indisponile fino alla conclusione del procedimento di assegnazione, non sono suscettibili di formare oggetto di usucapione della proprietà da parte dei soggetti occupanti. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2962 del 27/02/2012...
Civile - sospensione del processo - necessaria – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 170 del 11/01/2012
Fondamento - Azione di rilascio promossa dal comodante - Azione di accertamento promossa dal comodatario sul presupposto dell'acquisto per usucapione dell'immobile oggetto di pretesa - Sospensione necessaria del primo giudizio - Esclusione - Fondamento. L'ipotesi della sospensione necessaria del processo, che non sia imposta da una specifica disposizione di legge, ha per fondamento non solo l'indispensabilità logica dell'antecedente, avente carattere pregiudiziale nel senso che la definizione della relativa controversia si ponga come momento ineliminabile del processo logico della causa di, prendendo questa contenuto anche da quanto affermato con la pronuncia sulla controversia pregiudiziale, ma anche l'indispensabilità giuridica, nel senso che l'accertamento dell'antecedente logico venga postulato con effetto di giudicato per modo che possa eventualmente verificarsi conflitto tecnico di giudicati. Non ricorre, pertanto, questa ipotesi, nel caso in cui il comodante abbia agito per ottenere il rilascio dell'immobile e il comodatario abbia a sua volta promosso giudizio tendente all'accertamento dell'acquisto a suo favore della proprietà dell'immobile per usucapione, non ravvisandosi la possibilità di conflitto di giudicati tra le eventuali sentenze di accoglimento delle rispettive domande, attesa l'unica conseguenza che - per effetto della seconda che accerti la titolarità del bene in capo al comodatario - il comodante sarà costretto a restituire l'immobile che quello aveva dovuto consegnargli in ottemperanza della prima sentenza. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 170 del 11/01/2012 ...
Procedimento civile - litisconsorzio - necessario – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 29792 del 29/12/2011
Accertamento dell'usucapione di un immobile - In danno di più proprietari di parti fisicamente ben distinte - Litisconsorzio necessario - Fondamento - Fattispecie. Il principio secondo cui la domanda diretta all'accertamento dell'usucapione di un bene richieda la presenza in causa di tutti i comproprietari, in danno dei quali i presupposti per l'acquisto del diritto di proprietà si sarebbero verificati, non trova applicazione nel caso in cui l'usucapione abbia ad oggetto un immobile del quale più persone siano proprietarie in ragione di quote fisicamente ben individuate, non potendo in tale ipotesi la pronuncia resa nei confronti di alcuno dei proprietari ritenersi "inutiliter data". (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, la quale aveva ritenuto sussistente un'ipotesi di litisconsorzio necessario in relazione alle domande riconvenzionali di usucapione e di costituzione di servitù coattiva, proposte dal convenuto, anche nei confronti di un soggetto rimasto estraneo al giudizio e proprietario di un fondo diverso da quello degli attori). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 29792 del 29/12/2011 ...
litisconsorzio - necessario - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 29792 del 29/12/2011
dell'usucapione di un immobile - In danno di più proprietari di parti fisicamente ben distinte - Litisconsorzio necessario - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 29792 del 29/12/2011 Il principio secondo cui la domanda diretta all'accertamento dell'usucapione di un bene richieda la presenza in causa di tutti i comproprietari, in danno dei quali i presupposti per l'acquisto del diritto di proprietà si sarebbero verificati, non trova applicazione nel caso in cui l'usucapione abbia ad oggetto un immobile del quale più persone siano proprietarie in ragione di quote fisicamente ben individuate, non potendo in tale ipotesi la pronuncia resa nei confronti di alcuno dei proprietari ritenersi "inutiliter data". (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, la quale aveva ritenuto sussistente un'ipotesi di litisconsorzio necessario in relazione alle domande riconvenzionali di usucapione e di costituzione di servitù coattiva, proposte dal convenuto, anche nei confronti di un soggetto rimasto estraneo al giudizio e proprietario di un fondo diverso da quello degli attori). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 29792 del 29/12/2011 ...
Impugnazioni civili - appello - domande - nuove - "causa petendi et petitum" – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7543 del 31/03/2011
Usucapione speciale ex art. 1159 bis cod. civ. - Requisiti - Proposizione della domanda in appello - Ammissibilità - Condizioni. L'usucapione speciale per la piccola proprietà rurale, disciplinata dall'art. 1159 bis cod. civ., richiede l'accertamento di un diritto che postula requisiti specifici quali la classificazione rurale del fondo, l'annessione di un fabbricato, l'insistenza in un territorio classificato montano ovvero un'attribuzione reddituale non superiore a determinati limiti stabiliti dalla legge. Ne consegue che la domanda di usucapione speciale non può ritenersi immanente in ogni domanda di usucapione ordinaria; sicché, ove proposta per la prima volta in appello, la domanda di usucapione speciale può reputarsi ammissibile se le condizioni costitutive del diritto siano state oggetto di specifiche allegazioni e prove già introdotte, ritualmente, in causa, dovendosene altrimenti ritenere la tardività. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7543 del 31/03/2011 ...
Impugnazioni civili - appello - domande - nuove - in genere- Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26009 del 23/12/2010
Diritti reali - Appartenenza alla categoria dei diritti autodeterminati - Conseguenze - Divieto di nuove prove in grado di appello - Sussistenza - Fondamento - Limiti. Pur appartenendo i diritti reali alla categoria dei diritti c.d. "autodeterminati", non per questo si può pervenire, attraverso tale qualificazione, a consentire una deroga al sistema delle preclusioni che regola l'ammissibilità della prova in grado di appello, la quale rimane assoggettata alla disciplina dell'art. 345 cod. proc. civ., che vieta l'ammissione di nuovi mezzi di prova, salva la valutazione, da parte del giudice, dell'eventuale indispensabilità degli stessi o dell'esistenza delle condizioni per la rimessione in termini della parte che sia incorsa nella decadenza relativa alla formulazione delle necessarie istanze istruttorie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26009 del 23/12/2010...
Appello - domande - nuove - "causa petendi et petitum" – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12607 del 24/05/2010
Azioni a difesa del diritto di proprietà e degli altri diritti reali di godimento - "Causa petendi" - Identificazione con il diritto azionato - Configurabilità - Conseguenze - Domanda di accertamento dell'acquisto per usucapione abbreviata - Riconoscimento dell'usucapione ordinaria - Ammissibilità - Condizioni - Extrapetizione - Esclusione - Domanda nuova - Inammissibilità in grado d'appello - Esclusione - Condizioni. La proprietà e gli altri diritti reali di godimento appartengono alla categoria dei c.d. diritti autodeterminati, individuati in base alla sola indicazione del loro contenuto, sicché nelle relative azioni la "causa petendi" si identifica con il diritto e non con il titolo che ne costituisce la fonte; pertanto, una volta introdotto il giudizio per il riconoscimento dell'usucapione abbreviata di cui all'art. 1159-bis cod. civ., il giudice, ove ne sussistano i presupposti, può accogliere la domanda di usucapione ordinaria senza incorrere nel vizio di extrapetizione, né tale domanda può ritenersi inammissibile ove sia proposta per la prima volta in grado di appello, se il decorso del più ampio termine sia stato oggetto di specifiche allegazioni e prove ufficialmente introdotte in causa. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12607 del 24/05/2010 ...
Agricoltura - riforma fondiaria - terreni soggetti a riforma - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4430 del 24/02/2009
Terreni acquistati dagli enti di riforma fondiaria - Destinazione all'attuazione della funzione istituzionale di detti enti - Conseguenze - Modificazioni di detta destinazione - Limiti - Usucapione da parte di terzi - Inammissibilità - Scadenza del termine per l'assegnazione delle terre - Irrilevanza. I terreni acquistati dagli enti di riforma fondiaria, essendo destinati all'attuazione della funzione istituzionale dei medesimi, ossia quella della redistribuzione della proprietà terriera ai contadini, come stabilito dall'art. 1 della legge n. 230 del 1950 - non possono, in quanto destinati a un pubblico servizio, essere sottratti a tale finalità se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano, ai sensi degli artt. 830, secondo comma, cod. civ. e 828, secondo comma, cod. civ.; ne consegue l'impossibilità giuridica di una loro acquisizione da parte di terzi per usucapione, ancorché sia venuto a scadenza il termine ordinatorio previsto dall'art. 20 della medesima legge n. 230 del 1950 per l'assegnazione delle terre acquisite. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4430 del 24/02/2009...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - per piantagioni di alberi - a distanza illegale - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21855 del 18/10/2007
Alberi tenuti in violazione della distanza legale dal confine - Acquisto del diritto per usucapione - "Dies a quo" del computo del termine ventennale - Data del piantamento. Ai fini dell'usucapione del diritto a tenere alberi a distanza dal confine inferiore a quella di legge, il termine decorre dalla data del piantamento, perché è da tale momento che ha inizio la situazione di fatto idonea a determinare, nel concorso delle altre circostanze richieste, l'acquisto del diritto per decorso del tempo. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21855 del 18/10/2007 ...
Possesso - effetti - usucapione Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4035 del 21/02/2007
Accertamento delle condizioni necessarie per l'acquisto della proprietà in conseguenza della maturata usucapione - Valutazione del giudice del merito - Incensurabilità in sede di legittimità - Limiti. L'accertamento relativo al possesso "ad usucapionem", alla rilevanza delle prove ed alla determinazione del decorso del tempo utile al verificarsi dell'usucapione è devoluto al giudice del merito ed è incensurabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione congrua ed immune da vizi logici. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4035 del 21/02/2007 ...
Possesso - effetti - usucapione - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4035 del 21/02/2007
possesso - effetti - usucapione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4035 del 21/02/2007
Accertamento delle condizioni necessarie per l'acquisto della proprietà in conseguenza della maturata usucapione - Valutazione del giudice del merito - Incensurabilità in sede di legittimità - Limiti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4035 del 21/02/2007 L'accertamento relativo al possesso "ad usucapionem", alla rilevanza delle prove ed alla determinazione del decorso del tempo utile al verificarsi dell'usucapione è devoluto al giudice del merito ed è incensurabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione congrua ed immune da vizi logici. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4035 del 21/02/2007 ...
Edilizia popolare ed economica - ina-casa – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 12608 del 28/08/2002
Patrimonio indisponibile - Sottrazione alla destinazione pubblica di abitazione per non abbienti - Nei modi stabiliti dalla legge - Necessità - Conseguenze - Usucapione di diritti reali sui singoli appartamenti - Ammissibilità - Esclusione. In materia di beni immobili, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 830 e 828, secondo comma, cod. civ., i beni del patrimonio indisponibile di un ente pubblico non territoriale possono essere sottratti alla pubblica destinazione soltanto nei modi stabiliti dalla legge, e quindi certamente non per effetto di usucapione da parte di terzi, non essendo usucapibili diritti reali incompatibili con la destinazione del bene dell'ente al soddisfacimento del bisogno primario di una casa di abitazione per cittadini non abbienti. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 12608 del 28/08/2002...
Comunione dei diritti reali - comproprietà indivisa - scioglimento - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2995 del 10/04/1990
Comunione di una strada vicinale nata ex collatione privatorum agrorum - scioglimento per il venir meno della destinazione o per non uso - esclusione. La comunione di una strada la cui nascita derivi ex collatione privatorum agrorum in base ai fatti obiettivi del distacco del sedime dal terreno dei fondi latistanti, nonché del suo conferimento allo scopo di dare accesso ai fondi medesimi, non può cessare di esistere per il solo venir meno dell'indicata destinazione, o per non uso, essendo a tal fine necessario, come per ogni altra comunione, una pronuncia dell'autorità giudiziaria o una convenzione tra i comunisti o l'acquisto per usucapione ad opera di uno o più dei proprietari dei predetti fondi. ( Conf 2596/80, mass n 406342). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2995 del 10/04/1990 ...

References: Art.1158
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 art. 1159
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 art. 1141
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 art. 360
 art. 1376
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 art. 1146
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 art. 1143
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 art. 331
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 art. 331
 art. 404
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 art. 1159
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