Source: https://www.vicoequense.gov.it/suap/
Timestamp: 2017-07-25 14:38:00+00:00

Document:
Sportello Unico Attività Produttive | Città di Vico Equense
Sportello Unico Attività Produttive	Home
Riferimenti e contatti	Istruttore Direttivo Rosaria Savarese
081/8019504/05
suap@vicoequense.gov.it
Sede: Viale Rimembranza n.1 | Sede legale: Corso Gaetano Filangieri, 98 – Tel.: 081/8019100
Lunedí-Mercoledi-Venerdi- dalle ore 08,30 alle ore 12,00
Martedi / Giovedi dalle ore 15,00 alle ore 17,00
Accedi al portale dell’imposta di soggiorno
Modelli allegati obbligatori per le pratiche: Agriturismi, Scia Strutture sportive e Turismo.
Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (119 kb)
Relazione asseverata (76 kb)
Modello-denuncia-TARI (163 kb)
Procura speciale pratiche suap (152 kb)
Dichiarazione sostitutiva di certificazione ex D.P.R. 445/00 e ss.mm.ii. (13 KB)
A norma della disciplina introdotta dal D.P.R. 160/2010 il SUAP (Sportello Unico Attivita’ Produttive) è individuato quale unico soggetto pubblico di riferimento territoriale per l’espletamento dei procedimenti aventi ad oggetto l’esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi, e quelli relativi alle azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento, nonché cessazione o riattivazione delle suddette attività, ivi compresa qualunque attività economica, di carattere imprenditoriale o professionale, svolta senza vincolo di subordinazione, diretta allo scambio di beni o servzi.
La modalità di invio delle domande, dichiarazioni, segnalazioni e comunicazioni concernenti le suddette attività ed i relativi elaborati tecnici ed allegati mediante l’applicativo informatico “SUAP ON LINE” è momentaneamente sospesa per motivi tecnici/organizzativi.
Per tali procedimenti l’inoltro dell’istanza deve avvenire pertanto al momento esclusivamente all’indirizzo (PEC) suap@pec.vicoequense.gov.it
Procedimenti del S.U.A.P.
Ultimi Avvisi	Avviso nuova modulistica Suap (58kb)
Chiarimenti IdS obblighi e informativa ricettive 2017 ( 123 kb)
avviso per ritiro notifiche (564 kb)
documentazione per form notifica ( 563 kb)
Attività di intrattenimento Regolamento acustico approvato con delibera di Consiglio Comunale n.48 del 31/07/2016 ed allegati per la presentazione dell’istanza.
Richiesta per pubblico spettacolo ex art. 68 Tulps (139 kb)
Scia eventi inferiori a 200 persone 8139 kb)
Note generali pubblici spettacoli (110 kb)
Regolamento Acustico Comunale (626 kb)
Comunicazione svolgimento attività acustica temporanea con utilizzazione di impianti elettroacustici di diffusione o amplificazione sonora per lo svolgimento di intrattenimenti (71 kb)
Richiesta autorizzazione in deroga (130 kb)
Domanda per lo svolgimento di attività di cantiere in deroga (125 kb)
Autocertificazione previsione di impatto acustico ( 147 kb)Agriturismi
“Modelli allegati obbligatori”
circolare_29-07-13 (30 kB)
Allegato SCIA (26 kB)
allegato_A_Dichiaraz_sost-notorietà (8 kB)
allegato_ABC_Dichiaraz-sost-certificazioni (12 kB)
allegato_B_Dichiaraz-sost-certificazioni (8 kB)
allegato_C_Dichiaraz_sost-atto_notorietà 8( kB)
allegato_D_Dichiaraz_sost-notorietà (11 kB)
allegato_E.F_Dichiaraz-sost-certificazioni (8 kB)
allegato_G_Dichiaraz-sost-certificazioni (14 kB)
allegato_H_Dichiaraz_sost-notorietà (8 kB)
allegato_M_Dichiaraz_sost-notorietà (8 kB)
Normativa di riferimento – La legge regionale n.15/2008 “Disciplina per l’attività di agriturismo” è entrata in vigore dal 14 gennaio 2010 con l’approvazione del ”Regolamento di attuazione”.
I principi fondamentali che hanno ispirato la formulazione della legge sono:
– definizione snella e puntuale delle attività di agriturismo, svincolata dalla generica definizione di turismo rurale;
– semplificazione dell’iter amministrativo:
1-attenendosi al dettato delle legge nazionale in materia e recependo le istanze di semplificazione e di liberalizzazione che ispirano la normativa più recente è stata sostituita l’autorizzazione con la segnalazione certificata di inizio attività disciplinata dall’articolo 19 della legge 7 agosto 1990 n. 241.
2-viene eliminato l’Albo, previsto dalla L.R. 41/84. che rappresentava un inutile appesantimento burocratico e, per garantire un utile monitoraggio delle imprese operanti viene istituito l’Archivio presso l’Assessorato regionale all’agricoltura.
necessità di qualificare le aziende agrituristiche introducendo la riserva di denominazione con relative sanzioni per gli inadempienti, inoltre, definisce gli obblighi del titolare dell’attività
agrituristica nei confronti degli ospiti;
necessità di adottare un regolamento per l’esecuzione della legge, distinto per attività, teso a disciplinare con maggior dettaglio quanto normato dalla legge;
individuazione dei criteri per l’esecuzione dei controlli amministrativi e sulla qualità dell’accoglienza, con modalità e tempi compatibili con lo svolgimento delle attività produttive;
disciplinare le competenze tra i diversi livelli di governo (Regione e Comuni): La Legge Regionale n. 1 del 27/01/2012 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012 – 2014 della Regione Campania (Legge Finanziaria Regionale 2012)” con l’art 52 – comma 17 (Abrogazioni e modifiche di disposizioni legislative) ha rivisitato il disegno della legge n. 15 del 2008, abrogando i seguenti articoli:
Articolo 5 – Funzioni e compiti amministrativi delle Province
Articolo 15 – Comitato tecnico regionale per l’agriturismo
Articolo 16 – Formazione
Ne consegue che i compiti già attribuiti alle province passano nei compiti esclusivi della Regione come previsto dall’art 4 – comma f bis “l’attribuzione della classificazione delle aziende agrituristiche nonché la vigilanza e controllo sulla osservanza degli obblighi della presente legge”;
Pertanto, si rende necessario, ai fini della completa attuazione della norma, chiarire la gestione, le modalità e le competenze dei controlli amministrativi in capo alla Regione e ai Comuni.
Il presente manuale, pertanto, definisce le modalità per la gestione delle procedure e dei controlli amministrativi e del mantenimento degli obblighi degli operatori agrituristici campani.
PROCEDURE: LINEE GENERALI
1) Soggetti coinvolti
-Settore Interventi sul Territorio Agricolo Bonifiche ed Irrigazioni (ITABI)
-Personale dei Settori Tecnico Amministrativo decentrati dell’Agricoltura .
A questi soggetti, per le rispettive competenze, sono demandati i compiti dettagliati dagli articoli 4,
8, 17, 18,19,21 della legge.
Sono demandati i compiti di cui agli articoli 6, 7, 11,12 della legge.
2) Fasi del procedimento
Si distinguono tre fasi operative:
FASE 1 – Affiancamento ai Comuni- Tale fase operativa, che riveste carattere di straordinarietà, dovrà svolgersi nell’arco di 6 mesi e si concretizza a sua volta nelle seguenti 4 sottofasi:
1. Estrazione del campione: il settore ITABI provvederà ad estrarre il campione dei Comuni da sottoporre a controllo. Per ciascuna Provincia sul totale dei Comuni, in cui ricadono aziende agrituristiche, sarà estratto un campione di Comuni pari al 10%. Tale campionamento può essere più volte ripetuto, a seguito di particolari esigenze emerse durante la prima fase di controllo. L’esito del campionamento sarà comunicato ai competenti uffici regionali e ai Comuni interessati.
2. Controllo amministrativo: i funzionari regionali designati effettueranno il riscontro documentale, sempre in collaborazione con i preposti tecnici comunali, su tutte le SCIE presentate e per gli operatori che svolgono attività ai sensi della abrogata legge regionale n. 41/1984, effettueranno controlli sul permanere del possesso dei parametri oggettivi e soggettivi alla luce della vigente norma.
3. Visite in loco: terminato il riscontro documentale, il competente Settore ITABI, a seconda del numero di aziende presenti in un Comune, può decidere di effettuare un ulteriore campionamento (minimo del 20% delle aziende) oppure effettuare verifiche sul totale delle aziende. Le visite in loco saranno eseguite sempre con la presenza degli agenti della Polizia Locale. Le visite hanno lo scopo di verificare in azienda quanto dichiarato documentalmente.
4. Raccolta dei dati: elaborazione dei dati per l’implementazione dell’Archivio regionale delle aziende agrituristiche ai sensi dell’art. 8 della legge.
FASE 2 – Mantenimento degli impegni e obblighi degli operatori agrituristici (Articolo 11 e 12 della legge). Tale fase, che riveste carattere di ordinarietà, investe prevalentemente le Amministrazioni Comunali. Per la realizzazione di questa fase, si ravvede la necessità di predisporre un’apposita check-list, redatta dal Settore ITABI, ai fini di rendere omogenei i dati da rilevare sulle aziende agrituristiche operanti. I Comuni raccolte le informazioni sulle proprie aziende ne danno tempestivamente comunicazione al competente Settore ITABI, anche ai fini della relazione prevista dall’art. 21 “Clausola valutativa” in ordine ai seguenti punti:
b) dati relativi all’attività di controllo di cui all’articolo 14 svolta dagli enti competenti;
c) l’entità delle sanzioni irrogate ai soggetti destinatari della presente legge;
d) dati relativi al numero degli esercizi in attività;
e) il numero dei locali di proprietà dell’imprenditore agricolo utilizzati per attività agrituristiche;
h) dati relativi all’utilizzo di prodotti tipici.
Questa attività di controllo va eseguita su un campione minimo del 20% di aziende operanti, estratto dal competente Comune.
Nell’ambito di ogni più proficua collaborazione con i Comuni tesa ad assicurare utili elementi di conoscenza e di orientamento per le valutazioni di propria competenza, si evidenziano di seguito le informazioni di particolare rilievo, relative al mantenimento degli obblighi relative ad eventuali variazioni dell’attività, che devono risultare deducibili dalla relazione tecnico-economica.
a) descrizione dell’azienda agricola, con l’indicazione dell’ordinamento produttivo, della produzione lorda vendibile e del tempo/lavoro occorrente per l’ordinaria gestione dell’azienda ( dati non solo descritti dal tecnico abilitato ma supportati dai dati aggiornati del fascicolo aziendale);
b) descrizione dell’attività agrituristica prevista, con l’indicazione della capacità ricettiva, del periodo di esercizio e dell’offerta dei prodotti aziendali;
c) consistenza dei fabbricati aziendali, con l’indicazione della loro utilizzazione per l’esercizio dell’attività agricola e dell’attività agrituristica;
d) complementarietà dell’attività agrituristica.
FASE 3 – Controlli in loco a cura della Regione.
In ultimo si ravvede la necessità di sottolineare che ai sensi del comma f bis dell’art 4 oltre ai controlli ordinari precedentemente illustrati, la Regione al fine di attribuire la classificazione delle aziende agrituristiche ( Decreto Mipaf del 13.02.2013 pubblicato sulla GU n.54 del 05.03.2013) , ai sensi dell’art 14 del regolamento attuativo, ogni anno provvederà alla estrazione di un campione pari al 20% delle aziende inserite nell’Archivio previsto dall’art. 8 della norma. Tali controlli saranno effettuati sempre in stretta collaborazione con i delegati dei Comuni dove le aziende campionate.AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE (A.U.A.) Nell’ambito dei procedimenti di rilascio dell’A.U.A. il richiedente farà riferimento alle discipline di settore adottate dalle Autorità competenti in Regione Campania, come riportate nella tabella sottostante.
La documentazione necessaria per la richiesta di A.U.A. è costituita da.
Allegato dati generali impianto (1.023 kB)
Allegato possesso requisiti morali (1 MB)
Istanza AUA (1 MB)
L’articolo 2, comma 1/lett. b del D.P.R.59/2013 individua nella Provincia l’autorità competente ai fini del rilascio, rinnovo o aggiornamento dell’Autorizzazione Unica Ambientale (di seguito A.U.A.), la quale confluisce in un provvedimento conclusivo del procedimento che è adottato dallo sportello unico per le attività produttive (S.U.A.P.) del Comune
L’autorizzazione unica si applica alle piccole e medie imprese nonché ai gestori di impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.). Quanto previsto dall’Art. 1 comma 2 del D.P.R. 59/2013 in Regione Campania non si applica in quanto la normativa regionale non prevede che il provvedimento di V.I.A. comprenda e sostituisca tutti gli atti di assenso in materia ambientale.
L’autorizzazione è valida per 15 anni dalla data di rilascio.
In via preliminare occorre chiarire che il D.P.R. 59/2013 non interviene sull’assetto delle competenze di settore, che pertanto restano immutate. Infatti, l’attuale disciplina regolamentare A.U.A. costituisce uno strumento di semplificazione amministrativa che interviene su aspetti procedurali ed amministrativi del nuovo procedimento unico, mentre restano inalterati i contenuti tecnici dei singoli titoli abilitativi, per i quali quindi continuano ad essere vigenti le normative settoriali.
Disposizioni Asl – Informazioni utenti (375 kb)
Normativa di riferimento – Alla stregua dell’istruttoria compiuta dalla Direzione Generale e delle risultanze e degli atti tutti richiamati
nelle premesse che seguono, costituenti istruttoria a tutti gli effetti di legge, nonché dell’espressa dichiarazione di regolarità della stessa resa dal Direttore a mezzo di sottoscrizione della presente
a. il possesso di una anagrafica completa ed aggiornata degli stabilimenti e delle attività rappresenta un aspetto di primaria importanza per il sistema dei controlli, in particolare nelle attività produttive che
impattano sulla salute umana ed animale;
b. la previgente normativa focalizzava l’attenzione sull’accertamento del possesso da parte degli stabilimenti dei requisiti stabiliti dalla normativa e che tale accertamento era propedeutico al rilascio delle autorizzazioni o pareri sanitari necessari per l’avvio delle attività lavorative;
c. le nuove normative hanno completamente modificato tale approccio, privilegiando la fase del controllo delle effettive modalità di conduzione degli stabilimenti rispetto alla mera verifica dei requisiti effettuata ex ante, valutando così in maniera più efficace tutti i fattori di rischio propri di ogni singola attività produttiva;
d. la normativa nazionale ed europea tende alla semplificazione delle procedure amministrative per l’avvio degli stabilimenti in modo da garantire la libera concorrenza dei servizi e delle attività;
e. l’art. 19 della L. 241/90 e s.m.i. abroga le autorizzazioni, le licenze, le concessioni non costitutive, i permessi o nulla osta comunque denominati, sostituendoli con la segnalazione certificata d’inizio attività
(SCIA);
CONSIDERATO che a. come ribadito dalla giurisprudenza e dalla dottrina, l’espressa volontà del legislatore, desumibile dalla disposizione stessa, fa sì che l’abrogazione generale delle autorizzazioni, salve le eccezioni, stabilita dal citato art. 19 della L.241/90 impatti direttamente su tutti gli atti normativi cogenti, non applicandosi nella
fattispecie il brocardo “lex specialis derogat legi generali”;
b. la disposta abrogazione si applica anche alle autorizzazioni previste dalle normative inerenti la sicurezza
alimentare e sanità pubblica veterinaria, salvo:
b.1 nei casi in cui è previsto l’obbligo del riconoscimento comunitario,
b.2 quando esistono vincoli numerici (ad es. farmacie),
b.3 quando l’avvio delle attività è subordinata a requisiti formativi personali del titolare dell’attività (ad
es. raccolta funghi epigei non coltivati);
c. ai sensi del Reg. UE n. 852/04, le imprese che conducono stabilimenti che rientrano nella filiera alimentare devono preventivamente notificare la presenza di tali stabilimenti all’Autorità Competente ex art. 2 D.L.vo
193/07, qualora per essi non sia previsto l’obbligo del riconoscimento ai sensi de Reg. UE n. 853/04;
d. ai sensi del combinato disposto dell’art. 19 L. n. 241/90 e dell’art. 6 punto 2 del Reg. UE n. 852/04 la predetta notifica per le imprese del settore alimentare deve essere intesa come facente parte della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), prevista per l’avvio delle attività di ogni tipo di stabilimento;
e. ai sensi dell’art.19, co. 1, della L. 241/90 e s.m.i, il riconoscimento degli stabilimenti è escluso dalla procedura SCIA essendo atto autorizzativo previsto direttamente da normativa comunitaria;
RITENUTO necessario a. adeguare la disciplina regionale alla predetta legislazione vigente, definendo nuove e univoche procedure che tengano conto della semplificazione voluta dal legislatore nazionale e comunitario;
b. fornire nuove e idonee procedure regionali anche per l’avvio delle attività degli stabilimenti oggetto di riconoscimento comunitario tenendo conto della conferenza dei servizi e della procedura semplificata
previste dalla L. n. 241/90;
c. revocare la Delibera della Giunta Regionale n. 377 del 31/07/2012 – Nuove procedure per il riconoscimento degli stabilimenti disciplinati dal Reg (CE) n. 853/04 e per il riconoscimento e la registrazione delle attività del settore dei sottoprodotti di origine animale di cui ai Regg. (CE) n. 1069/09 e n. 142/11;
d. revocare la Delibera della Giunta Regionale n. 1361 del 06/09/2006 – Requisiti per l’igiene dei mangimi – “Linee guida, in materia di applicazione del Regolamento(CE) n.183/2005 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 gennaio 2005”;
a. il Ministero della Salute ha disposto con nota prot. 9875 del 15/5/13 l’uso del nuovo nomenclatore (master list) per la codifica degli stabilimenti che rientrano nel campo di applicazione del Reg. 852/04, per i quali è sufficiente la notifica/SCIA;
b. le AA.SS.LL., cui compete esclusivamente l’accertamento degli aspetti igienico-sanitari, rientrano tra le Pubbliche Amministrazioni coinvolte nelle SCIA e nelle procedure di riconoscimento degli stabilimenti e delle attività che operano nella filiera alimentare e sanità pubblica veterinaria;
c. ai sensi della normativa vigente, la SCIA e la domanda di riconoscimento comunitario devono essere
presentate agli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP) o, in assenza di questi, alla Camera di Commercio, i quali rappresentano i soggetti pubblici di riferimento territoriale per tutti i procedimenti che abbiano ad oggetto l’esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi, relativi alle azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento nonché cessazione o riattivazione delle suddette attività;
d. la SCIA può essere presentata anche attraverso le Agenzie per le imprese, previste dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133, preventivamente accreditate presso i SUAP;
e. il SUAP è l’unico soggetto legittimato a ricevere le istanze rivolte dalle imprese alle P.A. e che le comunicazioni devono avvenire esclusivamente in via telematica;
f. in Regione Campania è già operativo il sistema informatico GISA che funge da data base dell’anagrafica degli stabilimenti operanti in materia di sicurezza alimentare e di sanità pubblica veterinaria, e dei controlli svolti presso di essi;
g. la previgente DGRC n. 377/12, prendendo ad esempio il diritto fisso stabilito dal Ministero della Salute per le istruttorie autorizzative di propria competenza, stabiliva in € 1.500 i diritti da versare a favore della Regione per il riconoscimento ai sensi del Reg. CE n. 853/2004;
h. che, tuttavia, a differenza del Ministero, la Regione per tali procedure non effettua attività ispettive;
i. le procedure stabilite dal presente atto prevedono attività istruttorie a carico della Regione estremamente semplificate rispetto alle procedure dettate dalla previgente DGRC n. 377/12;
RITENUTO necessario a. sostituire la modalità di classificazione degli stabilimenti attualmente in uso, imperniata sui codici ATECO, con il nuovo nomenclatore (master list) degli stabilimenti alimentari secondo le direttive del Ministero della
b. integrare la predetta master list con le tipologie di attività inerenti la sicurezza alimentare e la sanità pubblica veterinaria non già incluse in quella ministeriale, in modo da avere la catalogazione completa
delle linee d’attività;
c. adeguare all’effettivo impegno amministrativo della Giunta regionale, anche ai fini di favorire l’insediamento delle attività produttive nel territorio regionale, l’importo del diritto che le imprese richiedenti
il riconoscimento devono versare a favore della Regione;
a. che la L. 116/14, convertendo con modifiche il D.L. 91/14, ha previsto:
a1. l’istituzione del registro unico dei controlli ispettivi effettuati sulle aziende agricole;
a2. che i dati concernenti i controlli effettuati a carico delle imprese agricole da parte di organi di polizia e dai competenti organi di vigilanza e di controllo, nonché da organismi privati autorizzati allo svolgimento di compiti di controllo dalle vigenti disposizioni siano resi disponibili tempestivamente in via telematica e rendicontati annualmente;
a3. che all’attuazione delle predette disposizioni si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica;
a. definire apposite procedure, nel campo della sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria, per:
a1. la presentazione delle notifiche/SCIA
a2. la registrazione degli stabilimenti ed attività da parte delle ASL
a3. la presentazione delle istanze di rilascio di riconoscimento
a4. il rilascio del riconoscimento degli stabilimenti;
b. garantire la celere attivazione degli stabilimenti, l’uniformità di trattamento tra imprese, e la certezza delle regole, pur senza diminuire il grado di tutela della salute del cittadino;
c. stabilire che il sistema informatico GISA rappresenti a livello regionale il registro unico dei controlliispettivi effettuati sulle aziende agricole, ai sensi della Legge n. 116/2014, e che possa assicurare la cooperazione applicativa con il registro nazionale, quando questo sarà attivato;
d. al fine di:
i. garantire una parità di trattamento e di pari opportunità a tutti coloro che svolgono attività
lavorative nel territorio regionale,
ii. dare applicazione alla ratio dei Reg CE 852, 853 e 854/04 che, stabilendo pochi criteri minimi misurabili, impongono di fatto all’Autorità Competente ai controlli di verificare la conformità di ogni singolo stabilimento in base alla specifica valutazione del rischio; demandare ai Comuni e alle Province di adeguare le disposizioni regolamentari attualmente vigenti in materia di sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria che abbiano introdotto l’obbligo della sussistenza di ulteriori requisiti oltre a quelli stabiliti dalla normativa europea, nazionale eregionale, come la statuizione di misure minime o parametri e requisiti strutturali prefissati;
a. il Reg CE 178/02 che stabilisce i “Principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare”;
b. il Reg CE 852/04 sull’”Igiene dei prodotti alimentari”;
c. il Reg CE 853/04 che stabilisce “Norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale il Regolamento CE/882/2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali”;
d. il D.L.vo 6 Novembre 2007, n. 193 “Attuazione della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore”;
e. la Legge 6 agosto 2008, n. 133 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”;
f. la Legge 18.6.09, n. 69 “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile”;
g. la L. 11/8/14, n. 116 di conversione del D.L. 91/14 “Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonche’ per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea”;
h. il R.D. 27/7/34 n. 1265 “Testo Unico Leggi Sanitarie”;
i. il D.L. 18/10/12, n. 179, convertito con L. 17/12/12, n. 221, ad oggetto “Ulteriori misure urgenti per lacrescita del Paese”;
j. il D.L.vo 7/3/05, n. 82 “Codice dell’amministrazione digitale”;
PROPONGONO, e la Giunta in conformità, a voto unanime,DELIBERAper i motivi precedentemente formulati e che si intendono qui riportati integralmente:
1. di approvare l’allegato alla presente deliberazione dal titolo “Procedure per le notifiche ed il riconoscimento
degli stabilimenti e delle attività inerenti la sicurezza alimentare e la sanità pubblica veterinaria “, che forma parte integrante e sostanziale della stessa;
2. di stabilire che a tali procedure devono attenersi tutte le imprese ed i soggetti che svolgono attività inerenti la sicurezza alimentare e la sanità pubblica veterinaria, i SUAP, le Camere di Commercio quando sostituiscono i SUAP, le Agenzie delle Imprese, le AA.SS.LL.;
3. di delegare la Direzione Generale per la Tutela della Salute ed il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale – U.O.D. 02 “Prevenzione e Sanità Pubblica Veterinaria” ad approntare, divulgare e tenere aggiornata la master list che definisce la classificazione di tutte le linee d’attività svolte negli stabilimenti che operano nel campo della sicurezza alimentare e della sanità pubblica veterinaria;
4. di delegare, alla luce delle nuove evidenze e normative, le competenti Direzioni Generali della Giunta Regionale ad apportare le necessarie modifiche tecniche all’allegato alla presente delibera;
5. stabilire che il sistema informatico regionale GISA rappresenta a livello regionale il registro unico dei controlli ispettivi effettuati sulle aziende agricole, ai sensi della Legge n. 116/2014, e che assicuri la cooperazione applicativa con il registro nazionale, quando questo sarà attivato;
6. di revocare la Delibera della Giunta Regionale n. 377 del 31/07/2012 – Nuove procedure per il riconoscimento degli stabilimenti disciplinati dal Reg (CE) n. 853/04 e per il riconoscimento e la registrazione delle attività del settore dei Sottoprodotti di origine animale di cui ai Reg (CE) n. 1069/09 e n.142/11;
7. di revocare la Delibera della Giunta Regionale n. 1361 del 06/09/2006 – Requisiti per l’igiene dei mangimi – “Linee guida, in materia di applicazione del Regolamento(CE) N.183/2005 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 gennaio 2005”;
8. di demandare ai Comuni e alle Province di adeguare le disposizioni vigenti in materia di sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria che abbiano introdotto l’obbligo della sussistenza di ulteriori requisiti oltre a quelli stabiliti dalla normativa europea, nazionale e regionale, come la statuizione di misure minime o parametri e requisiti strutturali prefissati;
9. di inviare la presente delibera alla “Direzione Generale per la tutela della salute e il coordinamento del Sistema Sanitario Regionale”, alla “Direzione Generale per l’ambiente e l’ecosistema”, alla “Direzione Generale per le politiche agricole, alimentari e forestali”, alla “Direzione Generale per lo Sviluppo economico e le Attività produttive”, alle AA.SS.LL., ai SUAP, alle Camere di Commercio ed alle Agenzie per le imprese per gli adempimenti di competenza ed al B.U.R.C. per la pubblicazione.
Scia Strutture Sportive “Modelli allegati obbligatori”
Dichiarazione sostitutiva di certificazione ex D.P.R. 445/00 e ss.mm.ii. (13 KB) Scia strutture sportive (202 kb)
Scia Distribuzioni giochi Scia- Distribuzione giochi (299 kb)SCIA Imprenditori agricoliNOLEGGIO CON CONDUCENTE CON AUTOBUSSCIA Panificatori SCIA TintolavanderiaSCIA PARRUCCHIERISomministrazione di alimenti e bevande
Esercizi pubblici: Attività di somministrazione di alimenti e bevande
La legge 25 agosto 1991, n. 287 recante “Aggiornamento della normativa sull’insediamento e sull’attività dei pubblici esercizi” è stata modificata ed integrata dal D.lgs. n. 59 del 26.03.2010, emanato in recepimento della direttiva CE/2006/123, relativa ai servizi nel mercato interno e dal D.lgs.vo 147/2012
Gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di cui alla legge 287/91 e s.m.i., sono distinti in:
1. Esercizi di ristorazione (tipologia A);
2. Esercizi per la somministrazione di bevande, comprese quelle alcooliche di qualsiasi gradazione (tipologia B);
3. Esercizi di cui alla tipologia A e B, in cui la somministrazione di alimenti e bevande viene effettuata congiuntamente ad attività di intrattenimento e svago (tipologia C);
4. Esercizi di cui alla tipologia B, nei quali è esclusa la somministrazione di bevande alcooliche di qualsiasi gradazione (tipologia D).
L’art. 49, comma 4 bis, della legge 30 luglio 2010, n. 122, ha riformulato l’art. 19 della L. 241/90.
In base alla nuova disposizione, ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi e ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento dei requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a carattere generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, è sostituito da una segnalazione dell’interessato, salvo alcune eccezioni evidenziate nella norma medesima.
Per effetto di quanto sopra, sono soggette a SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) le seguenti attività, che erano soggette, per normativa previgente, o ad autorizzazione rilasciata dal Comune o a Dichiarazione di Inizio Attività:
1) Nuova apertura di esercizi di attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico
L’avvio di una nuova attività di somministrazione di alimenti e bevande,comprese quelle alcooliche di qualsiasi gradazione, di cui alla legge 25 agosto 1991, n. 287, prima soggetta, ai sensi dell’art. 64 della legge n. 59/2010, a rilascio di autorizzazione amministrativa, è subordinato alla presentazione della SCIA.
La segnalazione è corredata, per quanto riguarda gli stati, le qualità personali e i fatti previsti dagli articoli 46 e 47 del D.P.R. n.445/2000, dalle dichiarazioni sostitutive delle certificazioni e dell’atto di notorietà rese e sottoscritte dall’interessato e dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di conformità da parte di un’Agenzia per le imprese di cui all’art. 38, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in L. 133 del 6/8/2008, attestante la sussistenza dei requisiti e dei presupposti richiesti dalla legge per l’esercizio dell’attività.In particolare, il tecnico abilitato, nella relazione asseverata, corredata degli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell’Amministrazione, dovrà attestare il rispetto delle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica, sulla destinazione d’uso degli immobili, di tutela e salvaguardia delle zone di pregio artistico, storico, architettonico ed ambientale, di sicurezza sui luoghi di lavoro, di sorvegliabilità dei locali, igienico-sanitarie e di impatto acustico.L’attività oggetto della segnalazione potrà essere iniziata dal giorno di presentazione della medesima.
Avviso – “Esecuzioni musicali riservate agli avventori di esercizi pubblici”
L’art. 13 del d.l. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito con la legge n. 35 del 4 aprile 2012, ha previsto, tra l’altro, l’abrogazione del secondo comma dell’art. 124 del regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S.; pertanto, i bar e ristoranti, qualora congiuntamente alla principale attività di somministrazione di alimenti e bevande vogliano abbinare l’attività di esecuzioni musicali riservate agli avventori del pubblico esercizio, non dovranno più richiedere al comune alcuna autorizzazione ex art. 69 T.U.L.P.S., né presentare scia ex art. 19 della Legge 241/90 e ss.mm.ii., a condizione, però, che l’attività accessoria non si tramuti in pubblico spettacolo, cioè non sia un’attività dotata di autonoma rilevanza imprenditoriale slegata da quella preponderante di somministrazione.
Resta in ogni caso ferma la necessità di munirsi di nulla osta di impatto acustico se si superano i db previsti dal piano di zonizzazione acustica vigente.
Esercizi di somministrazione per particolari categorie di utenti
L’avvio delle sottoindicate attività di somministrazione, riservate a particolari soggetti, elencate alle lettere a) b) c) d) e) f) g) e h) del comma 6 dell’art. 3 della legge 287/91, come modificato ed integrato dall’art. 64, c.2, delD.Lgs. 59/2010, sono soggette alla SCIA di cui all’art. 19 della L. 241/90 attualmente vigente:
a. al domicilio del consumatore;
b. negli esercizi annessi ad alberghi, pensioni, locande o ad altri complessi ricettivi, limitatamente alle prestazioni rese agli alloggiati;
c. negli esercizi posti nelle aree di servizio delle autostrade e nell’interno di stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime;
d. negli esercizi di cui all’articolo 5, comma 1, lettera c), nei quali sia prevalente l’attività congiunta di trattenimento e svago;
e. nelle mense aziendali e negli spacci annessi ai circoli cooperativi e degli enti a carattere nazionale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’interno;
f. esercitata in via diretta a favore dei propri dipendenti da amministrazioni, enti o imprese pubbliche;
g. in scuole; in ospedali; in comunità religiose; in stabilimenti militari, delle forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
h. nei mezzi di trasporto pubblico.Concessione suolo aree pubbliche autocertificazione antimafia e penali (102 kB)
modulo richiesta conconcessione suolo pubblico (61 kb)
modulo rinnovo conconcessione suolo pubblico (59 kb)
Regolamento occupazione spazi e aree pubbliche (6 Mb)
Regolamento di Polizia Municipale (1 MB)
ord Sindacale n. 133_2014 (434 kB)
0rd Sindacale n. 262_2007 (694 kb)
ordinanza rettifica_00024_20-01-2016 (446 kb)
ordinanza_00184_11-06-2015 (474 kb)
Adempimenti a carico delle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere 122.89 KB
Dichiarazione sostitutiva di certificazione ex D.P.R. 445/00 e ss.mm.ii. (13 KB) circolare strutture ricettive (128 kB)
TURISMO_QUESTIONARIO tabelle classificazione alberghi e residenze turistiche alberghiere (151 kB)
Scia Bed Breakfast ( 135 kb)
Scia_strutture_alberghiere (462 kB)
Scia_strutture_all’aria_aperta (441 kB)
Scia_strutture_extralberghiere (438 kB)
Dichiarazione sostitutiva per case vacanza non imprenditoriale (107 kb)
Modello dichiarazione prosecuzione attività (167kb)
Legge Regionale n.15 del 1984 “Nuova normativa per la classificazione delle aziende ricettive alberghiere ed all’aria aperta”;
Legge Regionale n.13 del 1993 “Disciplina dei complessi turistico-ricettivi all’aria aperta”;
Legge Regionale n. 5 del 2001 “Disciplina dell’attività di bed and breakfast”;
Legge Regionale n.17 del 2001 “Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere”;
Legge Regionale n.16 del 2000 “Sottoposizione a vincolo di destinazione delle strutture ricettive turistiche”.
Decreto Dirigenziale n. 11 del 28.04.2011 “Approvazione Circolare esplicativa attuativa delle deliberazioni della Giunta Regionale della Campania n. 816 del 26.11.2010 e n.95 del 21.03.2011 con i relativi 4 moduli semplificati”.AUTORIPARATORI-ELETTRAUTO-GOMMISTI-CARROZZIERI circolare 3659-C meccatronica (805 kb)
Rientrano nell’attività di autoriparazione tutti gli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di qualsiasi componente, anche particolare, dei veicoli e dei complessi di veicoli a motore, nonchè l’installazione, sugli stessi veicoli e complessi di veicoli a motore, di impianti e componenti fissi.
L’attività di autoriparazione si distingue nelle seguenti categorie:
L’impresa ha facoltà di specificare l’attività specializzata esercitata in via esclusiva e permanente, ovvero quella attività che, pur non ricoprendo l’intero complesso delle attività riconducibili alla sezione, appare comunque di pertinenza della stessa (ad esempio riparazione motocicli, macchine agricole, caravan, carburatoristi, radiatoristi, ecc.).
L’esercizio dell’attività è subordinato alla presentazione di SCIA al SUAP ai sensi dell’articolo 10 del Decreto del Presidente della Repubblica 14/12/1990, n. 558 e dell’articolo 19 della Legge 07/08/1990, n. 241.
Lo svolgimento delle attività di autoriparatore è subordinato al possesso dei requisiti soggettiviprevisti dalla normativa antimafia e dei requisiti soggettivi professionali (ai sensi della Legge 05/02/1992, n. 122 così come modificata dalla legge 224/2012.
Ai sensi dell’articolo 10 del Decreto del Presidente della Repubblica 14/12/2009, n. 558, ai fini dell’esercizio delle attività di autoriparazione l’impresa deve designare, per ogni unità locale sede di officina, la presenza di un responsabile tecnico in possesso dei requisiti soggettivi professionali. Ai sensi dell’Allegato I del Decreto del Dirigente di Struttura 25/05/2009, n. 5350, il responsabilte tecnico di operazioni di revisione periodica dei veicoli a motore è un ispettore tecnico che esegue la revisione periodica di detti veicoli, può essere effettuato o dal legale rappresentante oppure da uno dei soci, oppure dal titolare dell’impresa individuale, oppure infine da persona che abbia stipulato, col datore di lavoro, uno dei contratti di lavoro previsti dalla normativa vigente. Requisiti strutturali
L’edificio e i locali in cui si svolge l’attività devono avere una destinazione d’uso compatibile con l’attività stessa.
L’attività deve essere svolta nel rispetto delle norme applicabili all’attività oggetto della segnalazione e delle relative prescrizioni (ad esempio in materia di urbanistica, igiene pubblica, igiene edilizia, tutela ambientale, tutela della salute nei luoghi di lavoro, sicurezza alimentare, regolamenti locali di polizia urbana annonaria).
Note: La dichiarazione di emissioni in atmosfera poco significative va allegata alla documentazione in caso di attività che, ai sensi del Decreto Legislativo 03/04/2006, n. 152,e s.m.i. prevede emissioni in atmosfera poco significative.ModulisticaSuap (Moduli unificati per segnalazioni, comunicazioni e istanze)
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References: art. 68

Articolo 5

Articolo 15

Articolo 16
 art. 19
 art. 2
 art. 69
 art. 19