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Timestamp: 2019-08-23 14:37:39+00:00

Document:
Il “made in italy” - nuove e rigide regole –
Il d.l. 25 settembre 2009 n.135, all’art.16, ha introdotto nuove e più rigide regole per tutelare il made in Italy e i prodotti interamente italiani. Le nuove norme entreranno in vigore dall’ 11 novembre 2009.
Il d.l.135/2009 abroga l’art.17, comma 4, della legge 23 luglio 2009 n.99- “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”- che aveva suscitato un forte dibattito e perplessità. Le aggiunte all’art.4 comma 49 della legge 24.12.2003 n.350 (legge finanziaria 2004) erano relative:
“all’ uso di marchi di aziende italiane su prodotti o merci non originari dell’Italia ai sensi della normativa europea sull’origine senza l’indicazione precisa, in caratteri evidenti, del loro Paese o del loro luogo di fabbricazione o di produzione, o altra indicazione sufficiente ad evitare qualsiasi errore sulla loro effettiva origine estera” “le false e fallaci indicazioni di provenienza o di origine non possono comunque essere regolarizzate quando i prodotti o le merci siano stati già immessi sul mercato”.
Ora con il dl 135/99 rimane fermo l’impianto normativo di tutela del made in Italy di cui all’ art.4 comma 49 della legge 350/2003 che però viene ampliato; sono soggette a sanzione le condotte dirette:
all’uso di indicazioni di vendita che presentino il prodotto come interamente realizzato in Italia quale “100% made in Italy”, “100% Italia”, “tutto italiano”;
la falsa indicazione di provenienza;
la fallace indicazione di provenienza, cioè l’uso di segni e marchi tali da ingenerare nel consumatore l’erroneo convincimento che il prodotto sia di origine italiana.
Le pene previste, ai sensi dell’art.517 c.p., aumentate di un terzo sono:
la multa fino a 20 mila euro.
Si avranno così le seguenti fattispecie:
La false indicazioni di provenienza di vendita: se secondo la giurisprudenza (Cass. pen. 3352/2005) l’art.517 c.p. con l’espressione “origine e provenienza del prodotto” ha inteso fare riferimento alla provenienza da un determinato produttore e non da un determinato luogo (e quindi non sussiste il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci, se i prodotti recano il marchio di una certa impresa con la sua sede legale in Italia, i quali siano stati in realtà fabbricati all’estero da un’ impresa controllata), ora con l’art.16 del dl 135/2009 commette il reato chiunque fa uso di indicazione di vendita che presenti il prodotto come interamente realizzato in Italia – con i segni distintivi sopra visti - , in qualunque lingua espressa, o altra che sia analogalmente idonea a ingenerare la convinzione della realizzazione interamente in Italia del prodotto, ovvero segni o figure che inducano la medesima fallace convinzione al di fuori dei presupposti dei commi 1 e 2 dell’ art.16 dl 135/2009.
Le fallaci indicazioni dell’uso del marchio che inducano il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana ai sensi della normativa europea sull’origine, senza che gli stessi siano accompagnati da indicazioni precise ed evidenti sull’origine o provenienza estera o comunque sufficienti ad evitare qualsiasi fraintendimento del consumatore sull’effettiva origine del prodotto, ovvero senza essere accompagnati da attestazione, resa da parte del titolare o del licenziatario del marchio, circa le informazioni che, a sua cura, verranno rese in fase di commercializzazione sulla effettiva origine estera del prodotto.
Schema reati e sanzioni
Falso uso delle indicazione di vendita “100% made in Italy”-“100% Italia” – “tutto italiano” apposte su un prodotto non realizzato interamente in Italia (art.16 comma 4 dl 135/2009, prima parte) Art.517 c.p.: reclusione fino a 2 anni, o multa fino a 20 mila euro, aumentate di un terzo.
Falso uso di segni o figure che inducano la medesima fallace convinzione, quando il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento non sono compiuti sul territorio italiano (art.16 comma 4 dl 135/2009, seconda parte) Art.517 c.p.: reclusione fino a 2 anni, o multa fino a 20 mila euro, aumentate di un terzo.
Fallace indicazione sull’uso del marchio tale da indurre il consumatore che la merce si di origine italiana ai sensi della normativa europea, mancanza di indicazioni precise su origine o provenienza estera, mancata attestazione del licenziatario o titolare del marchio (art.16 comma 6 ultima dl. 135/2009 ultima parte) Art.16 comma 6 dl.135/09: sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10 mila ad euro 250 mila Confisca amministrativa del prodotto.
TUTELA GIUDIZIARIA DEL CONDOMINIO
1667 ART. 1137 C.C. TURISMO COMPRAVENDITA IMMOBILIARE RISARCIMENTO DANNI RIPARTIZIONE SPESE AMMINISTRATORE LEGGI SATELLITI DEL CONDOMINIO

References: art.4
 art.16
 Art.517
 Art.517
 Art.16
 ART. 1137