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Timestamp: 2020-08-13 18:17:59+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26600 del 21/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26600 del 21/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 21/12/2016, (ud. 08/11/2016, dep.21/12/2016), n. 26600
sul ricorso 9178/2015 proposto da:
B.E., nella qualità di ex socio della Società “Ristorante
Villa Irma di E.B. e C.P. Snc”, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA ISOLA CAPO VERDE 26, presso lo studio
dell’avvocato ALFONSO DI BENEDETTO, che lo rappresenta e difende
F.M.I.I.;
avverso la sentenza n. 7065/2014 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
La causa è stata chiamata all’adunanza in camera di consiglio dell’8 novembre 2016, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., sulla base della seguente relazione redatta a norma dell’art. 380 bis c.p.c.:
“Con sentenza del 29 settembre 2014, la Corte di Appello di Roma, in parziale riforma della sentenza del Tribunale in sede, condannava B.E. al pagamento in favore di F.M.I.I. dell’ulteriore somma di Euro 2.229,89 oltre accessori di legge dalle singole scadenze al saldo.
Ad avviso della Corte l’appello principale proposto dal B. era da rigettare mentre era da accogliere quello incidentale del F. in quanto dalle risultanze istruttorie era rimasta accertata la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra la s.n.c. Villa Irma di B.E. e P.C. ed il F. per i periodi dal 10 gennaio al 15 novembre 2006 (come già ritenuto dal Tribunale) nonchè dal 1 giugno al 25 settembre 2005 (periodo per il quale, invece, la domanda del lavoratore era stata rigettata dal primo giudice) con mansioni di pizzaiolo. La Corte territoriale determinava, quindi, nell’importo sopraindicato le differenze retributive ancora dovute dal B. – nella sua qualità di ex socio della menzionata società in nome collettivo – al Fetouh.
Per la cassazione di tale decisione propone ricorso il B. affidato a tre motivi.
Con i tre motivi di ricorso si deduce violazione dell’art. 2729 c.c. (primo motivo), art. 2103 c.c. e del CCNL Pubblici Esercizi (secondo motivo), in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, nonchè nullità della sentenza per “contraddittorietà circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio” (ex art. 360 c.p.c., n. 5 – terzo motivo) lamentando, sostanzialmente, una errata valutazione del materiale probatorio da parte della Corte territoriale. In particolare, nel secondo motivo, si assume che le mansioni svolte dal F. non erano inquadrabili nel 4^ livello del citato CCNL, bensì integravano quelle proprie di un livello inferiore.
I motivi, da trattare congiuntamente in quanto connessi, sono inammissibili in quanto finiscono con il sollecitare una nuova rivisitazione delle risultanze istruttorie estranea al giudizio di legittimità.
Peraltro, il secondo motivo è anche improcedibile in quanto il CCNL, richiamato non risulta prodotto unitamente al ricorso.
In effetti l’impugnata sentenza si fonda su una motivazione adeguata nella quale la Corte di Appello ha, con una valutazione di merito non sindacabile in questa sede (cfr., e plurimis, Cass. n. 17097 del 21/07/2010; Cass. n. 12362 del 24/05/2006; Cass. n. 11933 del 07/08/2003), ritenuto che dalle deposizioni dei testi escussi la domanda del F. era rimasta provata nei termini sopra indicati. Il giudice del gravame ha anche spiegato le ragioni per le quali le dichiarazioni rese dal teste C.M. fossero attendibili, contrariamente a quanto ritenuto dal Tribunale.
Per tutto quanto sopra considerato, si propone la declaratoria di inammissibilità del ricorso con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5″.
Il B. ha depositato memoria ex art. 380 bis c.p.c., con la quale, nel prospettare nuovamente i motivi di ricorso, censura la sopra riportata relazione assumendo che non era stata sollecitata una rivalutazione del merito della controversia, ma, invece, era stata lamentato che la Corte di Appello avesse deciso solo sulla scorta di presunzioni semplici che non erano gravi, precise e concordanti. Orbene, osserva il Collegio che le argomentazioni di cui alla memoria confermano che quello che viene richiesto con il ricorso a questa Corte altro non è se non una inammissibile rivisitazione del merito della controversia, come condivisibilmente affermato nella relazione.
Non si provvede in ordine alle spese del presente giudizio essendo il F. rimasto intimato.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2103
 sentenza 
 art. 360
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 380