Source: http://docplayer.it/6903148-Schema-organizzativo-corso-per-la-sicurezza-studenti-studenti-equiparati-a-lavoratori-art-2-d-lgs-81-2008.html
Timestamp: 2019-01-17 02:18:13+00:00

Document:
SCHEMA ORGANIZZATIVO CORSO PER LA SICUREZZA STUDENTI (Studenti equiparati a lavoratori art. 2 D. LGS. 81/2008) - PDF
SCHEMA ORGANIZZATIVO CORSO PER LA SICUREZZA STUDENTI (Studenti equiparati a lavoratori art. 2 D. LGS. 81/2008)
Download "SCHEMA ORGANIZZATIVO CORSO PER LA SICUREZZA STUDENTI (Studenti equiparati a lavoratori art. 2 D. LGS. 81/2008)"
Leonora Lolli
1 ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE STATALE "ENRICO DE NICOLA" PIOVE DI SACCO Via G. Parini, 10/c Tel. 049/ / Fax 049/ Codice Fiscale SCHEMA ORGANIZZATIVO CORSO PER LA SICUREZZA STUDENTI (Studenti equiparati a lavoratori art. 2 D. LGS. 81/2008) Premessa formazione generale 1 biennio: L art. 2 del D.Lgs. 81/08 ricorda espressamente che sono equiparati a lavoratori gli allievi degli istituti di istruzione nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le attrezzature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l allievo sia effettivamente applicato alle strumentazioni o ai laboratori in questione. In sintesi, quindi, sono equiparati a lavoratori gli allievi delle scuole di ogni ordine e grado: impiegati effettivamente in laboratori nell uso di sostanze e attrezzature di lavoro oppure: quando sono esposti a rischio chimico, fisico o biologico (se considerato nel DVR) anche in aula attrezzata; oppure: quando usano VDT (solo se attività curricolare svolta in aula di informatica) ; mentre non lo sono gli allievi: di ogni età durante le attività in palestra (sebbene coperti da assicurazione INAIL); pur presenti in laboratorio, se il docente esegue personalmente solo esercitazioni dimostrative; Il pacchetto formativo di seguito descritto è rivolto a singole classi di studenti che, con le limitazioni indicate dal documento SiRVeSS relativo all applicazione dell accordo Stato-Regioni sulla formazione nella scuola, sono equiparati a lavoratori e frequentano una scuola del secondo ciclo d istruzione, in particolare un istituto ad indirizzo tecnico o professionale (nel quale l equiparazione appare più evidente). Il pacchetto è organizzato su 4 ore di lezione (a prescindere dall effettiva durata di ogni ora, che può essere anche di minuti) e considera come discente tipo uno studente di anni (dando per scontato che le formazione generale debba essere fatta entro il primo biennio scolastico, meglio se all inizio del primo anno). Titolo Obiettivi generali Tempistica e caratteristiche generali Unità didattiche Formazione generale degli studenti equiparati a lavoratori conoscere il significato dei principali termini legati alla salute e sicurezza conoscere l organizzazione della sicurezza della propria scuola conoscere i diritti e i doveri degli studenti rispetto ai temi della salute e sicurezza conoscere le competenze dei principali organi di vigilanza pubblici Periodo di Consolidamen. Verifiche Attività di Stimolo iniziale Trattazione attuazione prerequisiti formative approfondim. I/II anno no no 4 ore di lezione si no Recupero e Durata Verifiche finali consolidamento complessiva si no 4 ore di lezione Argomenti sviluppati (contenuti minimi) n. 1 Concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione n. 2 Organizzazione della prevenzione nella scuola, diritti e doveri degli studenti e Organi di vigilanza, controllo e assistenza Materiali di riferimento M1, M2, M3, V1 Scelte metodolog. Tempistica (ore di lez.) D, A, V 2 V2 LI, D, V, I 2
2 Materiali di riferimento Materiali di approfondim. Verifiche finali M1 - Napo in rischi del lavoro (audiovisivo, durata ) M2 - Napo in scuola di pulizia (audiovisivo, durata ) M3 - Le parole chiave - gioco di abbinamento (documento Word) A1 - Definizione delle parole-chiave della sicurezza (documento Word) V1 - Verifica sull utilizzo delle parole-chiave (documento Word) V2 Verifica sulle figure interne della sicurezza (documento Word) LF LI D L G S ES EG A I T V SI R LEGENDA SCELTE METODOLOGICHE lezione frontale lezione interattiva (lezione frontale articolata con interventi) discussione in aula prova di laboratorio lavoro o esercitazione di gruppo problem-solving esercitazione scritta esercitazione grafica audiovisivi intervista, questionario analisi di testi, manuali, depliants visite guidate, uscite supporti informatici ricerca (con successiva discussione in aula) Unità didattica n. 1 Concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione Presentazione Essendo la prima unità didattica del pacchetto, la sua realizzazione va preceduta da una breve presentazione del percorso, della sua articolazione, della sua durata e dei docenti-formatori che lo svilupperanno. Si suggerisce di ridurre al minimo il tempo dedicato a questa presentazione iniziale, che deve risultare molto sintetica e stringata per non consumare una parte importante del prezioso tempo d attenzione degli studenti. La prima unità didattica ruota attorno al significato di alcune parole-chiave della sicurezza, presentate di seguito in coppie di termini concettualmente connessi tra loro: pericolo - rischio incidente - infortunio salute - malattia prevenzione - protezione A queste se ne possono aggiungere altre, evocate dalle precedenti e utili soprattutto per la successiva u.d.: diritto - dovere norma - regola ruolo - responsabilità Obiettivi specifici Prerequisiti degli allievi Competenze dei docenti-formatori Conoscere il significato di alcuni termini legati all ambito salute e sicurezza e i concetti che essi contengono; applicare i termini proposti in un contesto reale (scolastico) Non sono necessari I docenti-formatori possono essere insegnanti della classe (docenti di discipline giuridiche o tecnico-professionali che trattano i temi della sicurezza all interno della propria disciplina); in questo caso è necessario garantirsi che gli insegnanti individuati siano stati a loro volta formati (formazione generale e specifica come lavoratori e formazione particolare come preposti). In alternativa il docente-formatore può essere il Responsabile o un Addetto SPP
3 dell istituto, oppure l RLS (purché formato e appartenente al personale docente) Coinvolgimento di altre figure Valutazione Strumenti e strutture Tempi per lo svolgimento Approfondimenti Verbalizzazione Non previsto La valutazione delle conoscenze acquisite avviane attraverso una breve prova scritta (vedi V1 Verifica sull utilizzo delle parole-chiave) Per l utilizzo dei due audiovisivi è necessario disporre di un pc con videoproiettore e casse acustiche; utile risulta poi una lavagna per riassumere gli interventi degli studenti L intera u.d. ha una durata di 2 ore di lezione (decisamente preferibile se consecutive) Al termine dell u.d. è possibile consegnare agli studenti un documento che raccoglie il significato delle parole-chiave esaminate (vedi A1 Definizione delle parole-chiave della sicurezza) La realizzazione dell u.d. va documentata nel Registro di classe; in aggiunta l istituto può predisporre uno specifico Registro della formazione, tenuto sotto la responsabilità del Dirigente Scolastico, in cui annotare tutti gli interventi realizzati nel corso dell anno scolastico all interno dell istituto (formazione dei lavoratori, dei preposti, degli studenti equiparati, ecc.) Articolazione dell unità didattica L u.d. si basa sulla successione di 4 fasi: la proiezione di due brevi audiovisivi, ognuna delle quali è seguita da un momento di discussione, una veloce verifica formativa di autovalutazione, un itinerario interno all istituto (o nei suoi spazi esterni), alla caccia dei pericoli esistenti e per una riflessione condivisa sulla loro valutazione e, infine, la verifica finale d apprendimento. I due audiovisivi, presi dal repertorio di cortometraggi a cartone animato prodotti dall INAIL (il cui protagonista è un lavoratore di nome Napo), introducono e suggeriscono la riflessione sui principali termini oggetto della trattazione. In particolare, il primo (Napo in i rischi del lavoro ) permette al docenteformatore di discutere con gli studenti sui concetti di pericolo, danno, esposizione (al pericolo), rischio, misura (di riduzione del rischio), mentre il secondo (Napo in scuola di pulizia ) punta di più l attenzione sui comportamenti scorretti e sull organizzazione della sicurezza in azienda, consentendo al docente-formatore, nella successiva fase di discussione, di dare l opportuno risalto alla componente comportamentale del rischio, di ribadire il concetto di misura (di riduzione del rischio) e di puntualizzare i concetti di prevenzione e protezione. Complessivamente, la visione dei due audiovisivi e le relative fasi di discussione non dovrebbero durare più di minuti. La breve verifica formativa che segue i due audiovisivi ha lo scopo di fissare alcuni concetti importanti (pericolo, rischio e incidente) e permette agli studenti di autovalutare il livello di assimilazione degli stessi. La sua somministrazione e la successiva, rapida correzione dovrebbero occupare al massimo 10 minuti. Segue una fase importante. Gli studenti vengono condotti ordinatamente fuori dall aula e portati in giro per l istituto, all interno oppure all esterno (a discrezione del docente-formatore, in relazione al numero dei ragazzi, al momento in cui si sviluppa la lezione, alle caratteristiche dell istituto, al tempo a disposizione, ecc.). Lo scopo dichiarato del docente-formatore è quello di far individuare agli studenti i pericoli presenti in istituto, sollecitandoli ed indirizzandoli a classificarli in termini di esposizione, di rischio, di comportamenti corretti e di misure di prevenzione da mettere in atto. Generalmente i ragazzi sono molto abili nell individuare i pericoli, ma spesso li confondono con i rischi e, soprattutto, tendono a dare loro lo stesso peso. Il lavoro del docente-formatore deve concentrarsi quindi principalmente su questi punti: sottolineare la caratteristica di oggettività insita nel concetto di pericolo e far riflettere i ragazzi sulla necessità di diversificare i rischi, a partire dai concetti di probabilità e di gravità dei possibili danni. La durata dell uscita è legata al tempo a disposizione, tenendo conto che
4 servono almeno altri minuti per la verifica finale, da effettuarsi in aula. Si può ipotizzare quindi che l uscita duri complessivamente minuti. Rientrati in aula, il docente-formatore somministra la verifica finale, dando agli studenti al massimo 10 minuti di tempo per completarla. Al termine della prova e ritirati i fogli, se resta del tempo si suggerisce di fornire agli studenti la soluzione corretta. In ogni caso, in occasione della successiva u.d. è necessario comunicare agli studenti il punteggio ottenuto da ognuno di loro. Va sottolineato il fatto che la verifica d apprendimento non è previsa obbligatoriamente dall accordo Stato- Regioni. Tuttavia si ritiene corretto proporla all interno del pacchetto, anche perché costituisce essa stessa un ulteriore occasione di rinforzo sul significato dei più importanti concetti discussi. In sintesi: Fase Argomento/Attività Modalità Rif. bibl. Tempo Materiali 0 Presentazione del pacchetto formativo Intervento frontale / 5 10 / 1 Discussione sul Le principali parole-chiave della sicurezza a Manuale contenuto dei due partire dalla visione di due audiovisivi (343/347) audiovisivi M1, M2 Test personale e 2 Verifica formativa di autovalutazione relativa / 5 10 M3 3 Caccia ai pericoli all interno o all esterno dell istituto 4 Verifica finale d apprendimento correzione Passeggiata dentro o fuori dall istituto alla caccia di pericoli e discutendo sulla loro valutazione Test personale e relativa correzione Manuale (62/64) / / 15 V Tempo tot. Unità didattica n. 2 Organizzazione della sicurezza nella scuola, diritti e doveri degli studenti e Organi di vigilanza, controllo e assistenza Presentazione Questa seconda u.d. si articola attorno all esigenza di rendere partecipi gli studenti dell organizzazione che la scuola si è data sui temi della salute e sicurezza e di farli riflettere sul significato della loro equiparazione a lavoratori. Obiettivi specifici Prerequisiti degli allievi Competenze dei docenti-formatori Individuare gli elementi che rendono evidente l esistenza di un organizzazione della scuola sulla sicurezza e abbinarli a specifiche figure interne; mettere in relazione i diritti/doveri degli studenti equiparati alle regole presenti all interno dell istituto Non sono necessari I docenti-formatori possono essere insegnanti della classe (docenti di discipline giuridiche o tecnico-professionali che trattano i temi della sicurezza all interno della propria disciplina); in questo caso è necessario garantirsi che gli insegnanti individuati siano stati a loro volta formati (formazione generale e specifica come lavoratori e formazione particolare come preposti). In alternativa il docente-formatore può essere il Responsabile o un Addetto SPP dell istituto, oppure l RLS (purché formato e appartenente al personale docente)
5 Coinvolgimento di altre figure Valutazione Strumenti e strutture Tempi per lo svolgimento Approfondimenti Verbalizzazione E suggerito il coinvolgimento (per una breve intervista) di un componete del SPP, del RLS o di una figura sensibile in servizio presso l istituto La valutazione delle conoscenze acquisite avviane attraverso una breve prova scritta (vedi V2 Verifica sulle figure interne della sicurezza) Non necessari L u.d. ha una durata di 2 ore di lezione (meglio se consecutive) Al termine dell u.d. si suggerisce di consegnare agli studenti uno schema che rappresenti l organigramma della sicurezza dell istituto La realizzazione dell u.d. va documentata nel Registro di classe; in aggiunta l istituto può predisporre uno specifico Registro della formazione, tenuto sotto la responsabilità del Dirigente Scolastico, in cui annotare tutti gli interventi realizzati nel corso dell anno scolastico all interno dell istituto (formazione dei lavoratori, dei preposti, degli studenti equiparati, ecc.) Articolazione dell unità didattica L u.d. è suddivisa in 4 fasi successive: un uscita dall aula per un breve giro all interno dell istituto, una discussione attorno ai regolamenti in uso nella scuola, il racconto di un fatto accaduto e, da ultimo, la verifica finale d apprendimento. La prima fase ha lo scopo di ricercare con gli studenti le evidenze dell organizzazione della sicurezza all interno dell istituto. Per far ciò gli studenti vengono condotti ordinatamente fuori dall aula e portati in giro per l istituto, con lo scopo di ricercare assieme al docente-formatore i segnali, i simboli e gli elementi propri dell organizzazione che l istituto si è dato per gestire la sicurezza (cartellonistica, presidi antincendio, attrezzature varie, bacheche dedicate, albi della sicurezza, manifesti informativi, cassette di PS, locali infermeria, uffici SPP, ecc.). L obiettivo del docente-formatore è quello di condurre gli studenti a rappresentarsi ruoli, mansioni e compiti delle figure preposte alla sicurezza attraverso l esame di tali elementi visibili e sotto gli occhi di tutti. Durante tale percorso è possibile integrare le informazioni raccolte dagli stessi studenti o trasmesse dal docente-formatore con altre, fornite ascoltando la viva voce di chi di sicurezza si occupa direttamente e quotidianamente all interno dell istituto. Ciò può essere fatto intervistando brevemente ed in modo informale un componente del SPP, il RLS o una figura sensibile; le domande possono essere fatte direttamente dal docente-formatore oppure dagli studenti stessi e hanno lo scopo di approfondire la conoscenza di aspetti organizzativi e gestionali legati alla sicurezza. Si ritiene che l uscita possa durare complessivamente minuti, compresa l eventuale intervista. Rientrati in aula inizia la seconda fase, in cui il docente-formatore propone agli studenti una discussione attorno ad alcuni contenuti (da lui preventivamente selezionati) di un regolamento in uso all interno della scuola (il regolamento d istituto, un regolamento di laboratorio o di palestra, un regolamento di classe, ecc.), messi a confronto con l art. 20 del D.Lgs. 81/08 (Obblighi dei lavoratori). In pratica il lavoro consiste nella ricerca, all interno del regolamento utilizzato, dei punti specifici che possono essere associati a quanto riportato nel comma 2, lettere b, c, d e g, del citato art. 20. Da questa operazione, se ben condotta, può scaturire tanto un collegamento tra le norme previste dai regolamenti dell istituto e gli obblighi dei lavoratori (e degli studenti equiparati) previsti dalla normativa nazionale sulla sicurezza, quanto un giudizio di coerenza e di completezza dei regolamenti stessi. Può darsi infatti che la discussione intavolata con gli studenti porti ad individuare ambiti non trattati o poco sviluppati nei regolamenti scolastici, meritevoli di segnalazione a chi di competenza.
6 Questa fase, che può divenire molto interessante e costruttiva, non può comunque durare più di minuti. Nel caso si sia utilizzato come base di discussione un regolamento di laboratorio, un eventuale prosecuzione della discussione può essere rinviata alla successiva formazione specifica, relativa al laboratorio in questione. La terza fase rischia di essere la più pesante di tutta l u.d. L argomento da trattare, infatti, non è molto appetibile per ragazzi di anni. Per questo si suggerisce di parlare degli Organi di vigilanza non in modo diretto, descrivendo per ognuno di essi struttura, ambito d azione e mandato operativo, bensì in modo indiretto, attraverso il racconto di un fatto realmente accaduto o anche di fantasia, purché credibile, da cui emergano alcune informazioni essenziali da ricordare. Esemplificando, può essere preso a pretesto un infortunio accaduto ad uno studente durante l attività di educazione fisica per introdurre il ruolo dell INAIL, oppure si può descrivere una situazione verificatasi in un azienda e che ha richiesto l intervento dello SPISAL. In ogni caso, per ragioni di efficacia didattica, dovrebbe essere centrale la dimensione del racconto, anche a scapito della completezza delle informazioni fornite, tenendo presente che, almeno durante il quinquennio di studi superiori, le probabilità che uno studente sia chiamato ad interagire con un Organo di vigilanza sono assai remote (salvo che, forse, all interno di un percorso didattico, in una situazione quindi programmata e strutturata). Comunque la verifica finale relativa a questa u.d. non contiene quesiti sugli Organi di vigilanza. Si ritiene che questa fase possa durare complessivamente minuti. Nell ultima fase dell u.d. il docente-formatore somministra la verifica finale, dando agli studenti al massimo 10 minuti di tempo per completarla. Al termine della prova e ritirati i fogli, se resta del tempo si suggerisce di fornire agli studenti la soluzione corretta (in ogni caso è necessario comunicare agli studenti il punteggio ottenuto da ognuno di loro). Va sottolineato il fatto che la verifica d apprendimento non è previsa obbligatoriamente dall accordo Stato- Regioni. Tuttavia si ritiene corretto proporla all interno del pacchetto, anche perché costituisce essa stessa un ulteriore occasione di rinforzo sul significato dei più importanti concetti discussi. In sintesi: Fase Argomento/Attività Modalità Rif. bibl. Tempo Materiali 1 Caccia alle evidenze dell organizzazione della Passeggiata Manuale sicurezza dentro l istituto (11/43) / Discussione 2 Diritti e doveri degli studenti equiparati attorno ai Manuale Regolamenti regolamenti (22/23) d istituto d istituto 3 Principali organi di vigilanza pubblici 4 Verifica finale d apprendimento Rilascio di un attestato di formazione generale agli studenti Presentazione degli organi di vigilanza attraverso un racconto Test personale e relativa correzione Manuale (45/55) Discipline che possono essere coinvolte nel processo di formazione del 1 biennio: scienze motorie; diritto; informatica; scienze integrate / / 15 V Tempo tot.
7 Premessa formazione specifica 2 biennio L art. 37 del D.Lgs. 81/08 stabilisce i contenuti di massima della cosiddetta formazione specifica dei Studenti equiparati (lavoratori): rischi riferiti alle mansioni, possibili danni e conseguenti misure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto d appartenenza dell azienda (comma 1, lettera b) rischi specifici di cui ai titoli del presente decreto successivi al I (comma 3) Tali aspetti e i rischi specifici di cui ai Titoli del D.Lgs. n. 81/08 successivi al I costituiscono oggetto della formazione. Infine, tale formazione è soggetta alle ripetizioni periodiche previste al comma 6 dell'articolo 37 del D.Lgs. n. 81/08, con riferimento ai rischi individuati ai sensi dell'articolo 28. Contenuti: Rischi infortuni Meccanici generali Elettrici generali Macchine Attrezzature Cadute dall'alto Rischi da esplosione Rischi chimici Nebbie - Oli - Fumi - Vapori - Polveri Etichettatura Rischi cancerogeni Rischi biologici Rischi fisici Rumore Vibrazione Radiazioni Microclima e illuminazione Videoterminali DPI Organizzazione del lavoro Ambienti di lavoro Stress lavoro-correlato Movimentazione manuale carichi Movimentazione merci (apparecchi di sollevamento, mezzi trasporto) Segnaletica Emergenze Le procedure di sicurezza con riferimento al profilo di rischio specifico Procedure esodo e incendi Procedure organizzative per il primo soccorso Incidenti e infortuni mancati Altri Rischi L art. 2 del D.Lgs. 81/08 ricorda espressamente che sono equiparati a lavoratori gli allievi degli istituti di istruzione nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le attrezzature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l allievo sia effettivamente applicato alle strumentazioni o ai laboratori in questione. In sintesi, quindi, sono equiparati a lavoratori gli allievi delle scuole di ogni ordine e grado: impiegati effettivamente in laboratori nell uso di sostanze e attrezzature di lavoro; oppure: quando sono esposti a rischio chimico, fisico o biologico (se considerato nel DVR) anche in aula attrezzata; oppure:
8 quando usano VDT (solo se attività curricolare svolta in aula di informatica); mentre non lo sono gli allievi: di ogni età durante le attività in palestra (sebbene coperti da assicurazione INAIL) pur presenti in laboratorio, se il docente esegue personalmente solo esercitazioni dimostrative della scuola del I ciclo d istruzione occupati in attività creative all interno di apposite aule attrezzate a questo scopo. Descrizione dell intervento formativo La formazione specifica degli studenti deve essere realizzata prima dell inizio delle attività tecnico-pratiche da svolgere nel laboratorio di riferimento; si suggerisce quindi di effettuarla già all inizio dell anno scolastico. E anche possibile suddividere l intervento in più parti, in relazione alla tipologia e alle caratteristiche delle esperienze o esercitazioni realizzate nel corso degli anni all interno dello stesso laboratorio. Questa scelta può rispondere al contenuto del comma 4, lettera c, dell art. 37 del D.Lgs. 81/08 (La formazione deve avvenire in occasione dell introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi), anche se rischia di complicare notevolmente la fase della verbalizzazione degli interventi. I contenuti dell intervento devono essere coerenti con il DVR dell istituto (valutazione dei rischi riferita al laboratorio in questione e alle attività che in esso gli studenti sono chiamati a svolgere). Vista la particolare situazione di equiparazione degli studenti a lavoratori, non è quindi necessario affrontare interamente i contenuti previsti dall accordo Stato-Regioni rispetto alla formazione specifica dei lavoratori, che rimangono perciò solo un elenco di riferimento da cui attingere per la progettazione dell intervento. Proprio per il contesto di apprendimento assistito in cui si collocano le attività laboratoriali, è altresì indispensabile, laddove le operazioni manuali possono assumere un elevato indice di pericolosità, abbinare all intervento formativo anche un adeguato addestramento 1, in coerenza con il dettato normativo (D.Lgs. 81/08, art. 37, commi 4 e 5) e in considerazione degli obblighi in capo agli insegnanti di laboratorio, nel loro ruolo di preposti nei confronti dei propri studenti. Ferma restando la centralità del DVR nella scelta dei contenuti da trattare durante l intervento formativo, alcuni argomenti risultano imprescindibili: il regolamento di laboratorio le procedure (laddove definite) da seguire per la realizzazione delle esperienze o delle esercitazioni il richiamo agli obblighi degli studenti equiparati a lavoratori e alle relative sanzioni, anche definite dall istituto (argomento che dovrebbe essere già stato trattato nella formazione generale, ma qui sviluppabile nel contesto specifico del laboratorio di riferimento) Si tenga conto che i primi due argomenti scaturiscono proprio dalla valutazione dei rischi e che con questa non possono che essere coerenti. Sotto il profilo metodologico, il RPF concorderà con il docente-formatore le modalità realizzative dell intervento, nonché gli eventuali materiali o strumenti da utilizzare. Nel caso in cui l attività laboratoriale preveda la compresenza, il RPF stabilirà inoltre chi, tra insegnante teorico e insegnante tecnico-pratico, debba effettuare l intervento, non essendoci una scelta decisamente migliore dell altra e potendosi anche prefigurare una conduzione a due voci. Contenuti puntuali, tempi e modi dell intervento dovrebbero essere esplicitati in una traccia di riferimento, comune a tutti gli insegnanti che utilizzano lo stesso laboratorio, se necessario suddivisa per anno di corso. La periodica revisione di tale traccia potrebbe essere argomento da trattare in occasione degli interventi d aggiornamento che gli insegnanti, in qualità di preposti, sono chiamati a seguire per almeno 6 ore ogni 5 anni.
9 In sintesi: Obiettivi Prerequisiti dei discenti Competenze dei docenti-formatori Coinvolgimento di altre figure Valutazione Strumenti e strutture Tempi per lo svolgimento Approfondimenti Materiali di riferimento Verbalizzazione Conoscere le istruzioni sulla realizzazione in sicurezza delle attività di laboratorio, sui comportamenti da tenere e sulle procedure di lavoro da seguire; conoscere e condividere il regolamento di laboratorio; conoscere le sanzioni previste in caso di non rispetto delle regole del laboratorio, delle procedure di lavoro e delle norme tecniche relative alla sicurezza E preferibile garantirsi che gli studenti abbiano già ricevuto la formazione generale come equiparati a lavoratori I docenti-formatori possono essere gli insegnanti (teorici e/o tecnico-pratici) che operano all interno dei singoli laboratori frequentati dalla classe; in questo caso è necessario garantirsi che gli insegnanti individuati, che sono anche dei preposti, siano stati a loro volta formati (formazione generale e specifica come lavoratori e formazione particolare come preposti) In alternativa il docente-formatore può essere il Responsabile o un Addetto SPP dell istituto Generalmente non previsto, ma, in casi particolari e previa accordi, si può pensare di coinvolgere il Responsabile o di un Addetto SPP dell istituto La valutazione viene effettuata attraverso l osservazione dei comportamenti e a partire dall esito delle esercitazioni, che comprendono al loro interno anche elementi di sicurezza A scelta del RPF, assieme ai docenti-formatori (o ai rispettivi dipartimenti disciplinari) A scelta del RPF, assieme ai docenti-formatori (o ai rispettivi dipartimenti disciplinari) Non previsti M1 Riforma scuola superiore (ambito sicurezza-ambiente nei curricula) M2 Indicazioni per Costruzioni, Ambiente e Territorio La realizzazione dell intervento formativo va documentata nel Registro di classe e nel Registro personale dell insegnante; in aggiunta l istituto può predisporre uno specifico Registro della formazione, tenuto sotto la responsabilità del Dirigente Scolastico, in cui annotare tutti gli interventi realizzati nel corso dell anno scolastico all interno dell istituto (formazione dei lavoratori, dei preposti, degli studenti equiparati, ecc.) Rilascio di un attestato di formazione specifica agli studenti
10 Ripartizione oraria per i corsi di formazione studenti equiparati: classe h formazione contenuti Classe 1^ h 2 Formazione generale Classe 2^ h 2 Formazione generale Classe 3^ h 4 Formazione specifica Classe 4^ h 4 Formazione specifica 1: gestione dell emergenza 2: Concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione Organizzazione della prevenzione nella scuola, diritti e doveri degli studenti e Organi di vigilanza, controllo e assistenza Rischi infortuni Meccanici generali Elettrici generali Macchine Attrezzature Cadute dall'alto Rischi da esplosione Rischi chimici Nebbie - Oli - Fumi - Vapori - Polveri Etichettatura Rischi cancerogeni Rischi biologici Rischi fisici Rumore Vibrazione Microclima e illuminazione Videoterminali DPI Organizzazione del lavoro Ambienti di lavoro Stress lavoro-correlato Movimentazione manuale carichi Movimentazione merci (apparecchi di sollevamento, mezzi trasporto) Segnaletica Emergenze Le procedure di sicurezza con riferimento al profilo di rischio specifico Procedure esodo e incendi Procedure organizzative per il primo soccorso Incidenti e infortuni mancati Altri Rischi
11 CARATTERISTICHE PROFESSIONALI DEI DOCENTI FORMATORI: DI 6/3/ SINTESI «Criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro» 6 criteri di individuazione del formatore: DI 6/3/2013 I CRITERIO Precedente esperienza come docente esterno, per almeno 90 ore negli ultimi 3 anni, nell'area tematica oggetto della docenza. DI 6/3/2013 II CRITERIO Laurea (vecchio ordinamento, triennale, specialistica o magistrale) coerente con le materie oggetto della docenza [...] unitamente ad almeno una delle seguenti specifiche: [ ] abilitazione all insegnamento. DI 6/3/2013 III CRITERIO Attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a corsi di formazione della durata di almeno 64 ore in materia di salute e sicurezza sul lavoro [ ] unitamente ad almeno 12 mesi di esperienza lavorativa o professionale coerente con l'area tematica oggetto della docenza e ad almeno una delle seguenti specifiche: [ ] abilitazione all insegnamento. DI 6/3/2013 IV CRITERIO Attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a corsi di formazione della durata di almeno 40 ore in materia di salute e sicurezza sul lavoro [ ] unitamente ad almeno 18 mesi di esperienza lavorativa o professionale coerente con l'area tematica oggetto della docenza e ad almeno una delle seguenti specifiche: [ ] abilitazione all insegnamento. DI 6/3/2013 V CRITERIO Esperienza lavorativa o professionale almeno triennale nel campo della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, coerente con l'area tematica oggetto della docenza, unitamente ad almeno una delle seguenti specifiche: [ ] abilitazione all insegnamento. DI 6/3/2013 VI CRITERIO Esperienza di almeno 6 mesi nel ruolo di RSPP o di almeno 12 mesi nel ruolo di ASPP (tali figure possono effettuare docenze solo nell'ambito del macro-settore ATECO di riferimento), unitamente ad almeno una delle seguenti specifiche: [ ]abilitazione all insegnamento.

References: art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 20
 art. 20
 art. 37
 art. 2
 art. 37
 art. 37