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Timestamp: 2020-08-13 11:16:30+00:00

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Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza 13 aprile 2017, n. 9605 - Renato D'Isa
Home Corte di Cassazione Cassazione civile 2017 Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza 13 aprile 2017, n. 9605
Nell’accertamento sintetico, l’oggetto della prova contraria da parte del contribuente riguarda non solo la disponibilità di ulteriori redditi (esenti ovvero soggetti a ritenute alla fonte) ma anche l’entità di tali redditi e la durata del loro possesso
ordinanza 13 aprile 2017, n. 9605
avverso la sentenza n. 4610/5/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 13/10/2015;
udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non partecipata del 22/03/2017 dal Consigliere Dott. GIULIA IOFRIDA.
L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti di (OMISSIS) (che resiste con controricorso e ricorso incidentale affidato ad un motivo), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia n. 4610/05/2015, depositata in data 23/10/2015, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di un avviso di accertamento emesso per IRPEF ed addizionali regionali e comunali dovute, in relazione all’anno d’imposta 2007, a seguito di rideterminazione in via sintetica del reddito dichiarato, – e’ stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso della contribuente.
In particolare, i giudici d’appello, nell’accogliere il gravame della contribuente, hanno sostenuto che “la prova contraria”, a favore di quest’ultima, al fine di superare la presunzione di insufficienza del reddito dichiarato rispetto alle spese sostenute, “riguarda la sola disponibilita’ del reddito e non anche la dimostrazione del suo impiego” e che la contribuente “ha dimostrato di possedere redditi sufficienti accumulati nel tempo, per sostenere insieme al coniuge le spese per il mantenimento loro e dei beni posseduti”.
A seguito di deposito di proposta ex articolo 380 bis c.p.c., e’ stata fissata l’adunanza della Corte in Camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti; la controricorrente ha depositato memoria ed il Collegio ha disposto la redazione della ordinanza con motivazione semplificata.
1. La ricorrente lamenta, con unico motivo, la violazione e falsa applicazione, ex articolo 360 c.p.c., n. 3, Decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, articolo 38 commi 4, 5 e 6 e dell’articolo 2697 c.c., avendo la C.T.R. ritenuto irrilevante la destinazione e l’impiego dei redditi posseduti, ai fini del superamento, da parte del contribuente, della presunzione di cui dell’articolo 38, al comma 4.
3. La censura del ricorso principale e’ infondata.
L’oggetto della prova contraria da parte del contribuente, nell’accertamento sintetico, riguarda non solo, la disponibilita’ di ulteriori redditi (esenti ovvero soggetti a ritenute alla fonte) ma anche “l’entita’ di tali redditi e la durata del loro possesso”. Come questa Corte ha avuto modo di chiarire (Cass. n. 8995/2014, richiamata dalle successive Cass. n. 25104/2014 e n. 14885/2015; da ultimo, Cass. 1510/2017), pur non prevedendosi esplicitamente la prova che detti ulteriori redditi sono stati utilizzati per coprire le spese contestate, si chiede tuttavia espressamente una prova documentale su circostanze sintomatiche del fatto che cio’ sia accaduto (o sia potuto accadere). In tal senso, va letto lo specifico riferimento alla prova (risultante da “idonea documentazione”) della “entita'” di tali eventuali ulteriori redditi e delta “durata” dei relativo possesso, previsione che ha l’indubbia finalita’ di ancorare a fatti oggettivi (di tipo quantitativo e temporale) la disponibilita’ di detti redditi per consentire la riferibilita’ della maggiore capacita’ contributiva accertata con metodo sintetico in capo al contribuente proprio a tali ulteriori redditi, escludendo quindi che i suddetti siano stati utilizzati per finalita’ non considerate ai fini dell’accertamento sintetico. Ne’ la prova documentale richiesta dalla norma in esame risulta particolarmente onerosa, potendo essere fornita, ad esempio, con l’esibizione degli estratti dei conti correnti bancari facenti capo al contribuente, idonei a dimostrare la “durata” del possesso dei redditi in esame, quindi non il loro semplice “transito” nella disponibilita’ del contribuente.
4. Il motivo del ricorso incidentale e’ invece fondato.
In tema di contenzioso tributario, secondo la testuale previsione del Decreto Legislativo n. 546 dei 1992, articolo 15, comma 1, la commissione tributaria puo’ dichiarare compensate le spese processuali in tutto o in parte a norma dell’articolo 92 c.p.c., comma 2, norma quest’ultima emendata dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, articolo 45, comma 11, applicabile alla fattispecie per essere il giudizio di primo grado iniziato dopo il 4/07/2009.
Detta norma, com’e’ noto, prevede che, “se vi e’ soccombenza reciproca o concorrono altre gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione, il giudice puo’ compensare, parzialmente o per intero, le spese tra le parti”. Sui punto si e’ consolidato l’orientamento (Cass. 20 aprile 2012, n. 6279) per il quale le “gravi ed eccezionali ragioni”, da indicarsi esplicitamente nella motivazione ed in presenza delle quali – o, in alternativa alle quali, della soccombenza reciproca – il giudice puo’ compensare, in tutto o in parte, le spese del giudizio, devono trovare puntuale riferimento in specifiche circostanze o aspetti della controversia decisa (Cass., ord. 15 dicembre 2011, n. 26987) e comunque devono essere appunto indicate specificamente (Cass., ord. 13 luglio 2011, n. 15413; Cass. 20 ottobre 2010, n. 21521).
Al riguardo, le Sezioni Unite di questa Corte hanno avuto modo di precisare che “l’articolo 92 c.p.c., comma 2, nella parte in cui permette la compensazione delle spese di lite allorche’ concorrano “gravi ed eccezionali ragioni”, costituisce una norma elastica, quale clausola generale che il legislatore ha previsto per adeguarla ad un dato contesto storico-sociale o a speciali situazioni, non esattamente ed efficacemente determinabili a priori, ma da specificare in via interpretativa da parte del giudice del merito, con un giudizio censurabile in sede di legittimita’, in quanto fondato su norme giuridiche” (Cass. Sez. Un., n. 2572/2012).
5. Per tutto quanto sopra esposto, respinto il ricorso principale ed accolto il ricorso incidentale, va cassata la sentenza impugnata, in punto di statuizione sulle spese, con rinvio alla C.T.R. della Lombardia in diversa composizione. Il giudice del rinvio provvedera’ alla liquidazione delle spese del presente Giudizio di legittimita’.
La Corte, respinto il ricorso principale, accoglie il ricorso incidentale, cassa la sentenza impugnata, in punto di statuizione sulle spese; rinvia alla C.T.R. della Lombardia in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio di legittimita’.

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 380
 articolo 360
 articolo 38
 Cass. 
 Cass. 
 articolo 15
 articolo 45
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza