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Timestamp: 2019-12-07 06:21:18+00:00

Document:
Proposta di Legge per la riforma organica della caccia i Italia
La Proposta di Legge per la riforma organica dell’attività venatoria in Italia
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PROPOSTA DI LEGGE RECANTE
“MODIFICHE ALL’ARTICOLO 842 DEL CODICE CIVILE ED ALLA LEGGE 11 FEBBRAIO 1992, N.157, RECANTE NORME PER LA PROTEZIONE DELLA FAUNA SELVATICA OMEOTERMA E PER IL PRELIEVO VENATORIO”
1. L’articolo 842 del codice civile è sostituito dal seguente: « ART. 842. – (Caccia e pesca). – Per l’esercizio della caccia e della pesca è necessario il consenso del proprietario del fondo».
1. Alla legge 11 febbraio 1992, n. 157 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 1, il comma 2 è sostituito dal seguente:
« 2. L’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica, sia rispettoso dei valori paesistici e ambientali, non metta in pericolo l’incolumità pubblica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole»;
b) all’articolo 3, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
« 1-bis. È vietata ogni forma di allevamento, di commercio e di utilizzazione di richiami vivi»;
1) al comma 1, le parole: « su parere dell’» sono sostituite delle seguenti: « d’intesa con l’»;
« 2. L’attività di cattura temporanea per l’inanellamento degli uccelli a scopo scientifico è organizzata e coordinata sull’intero territorio nazionale dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) ed è attuata dalle regioni nei limiti e con le finalità stabiliti dal programma dell’Unione europea per l’inanellamento degli uccelli (EURING) »;
3) i commi 3 e 4 sono abrogati.
« ART. 5. – (Esercizio venatorio da appostamento fisso). – 1. Le regioni, di concerto con l’ISPRA, emanano norme per regolamentare l’allevamento, la vendita e la detenzione di uccelli allevati appartenenti alle specie cacciabili.
2. Le regioni emanano norme per l’autorizzazione degli appostamenti fissi, il cui numero non può essere superiore a quello rilasciato nell’anno venatorio 1989-1990.
3. L’autorizzazione di cui al comma 2 può essere richiesta da coloro che ne erano in possesso nell’anno venatorio 1989-1990.
4. Non sono considerati fissi ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 12, comma 5, gli appostamenti per la caccia agli ungulati e ai colombacci e gli appostamenti di cui all’articolo 14, comma 12 »;
e) all’articolo 10, i commi 14 e 15 sono sostituiti dai seguenti:
« 14. I proprietari o conduttori dei fondi possono aderire alle zone di vincolo faunistico-venatorio entro i successivi sessanta giorni dalla ricezione della notifica.
15. Il consenso si intende validamente accordato solo attraverso formale adesione ai criteri stabiliti dalle regioni »;
1) dopo il comma 8 è inserito il seguente:
« 8-bis. È vietata la permanenza di minori di anni diciotto all’interno di strutture fisse o mobili di appostamento per la caccia nel corso di battute di caccia. La violazione del diviete di cui al periodo precedente è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 1.000; in caso di reiterazione della violazione nel corso dell’anno, la sanzione è raddoppiata ed è applicata la sanzione accessoria della sospensione del porto d’armi da dodici a trentasei mesi »;
2) al comma 9, le parole: « Il Ministro dell’agricoltura e delle foreste, sentito il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale » sono sostituite dalle seguenti: « Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, in accordo con il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale »;
g) all’articolo 13, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
« 6-bis. È vietato l’utilizzo di munizionamento con pallini di piombo in tutte le forme di caccia »;
h) all’articolo 14, comma 10, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « I membri degli organi direttivi degli ambiti territoriali di caccia non devono essere dotati di abilitazione all’esercizio venatorio. In tali organi è vietata la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni venatorie »;
i) all’articolo 15, i commi 1, 2,3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:
« 1. L’utilizzazione dei fondi inclusi nel piano faunistico-venatorio regionale ai fini della gestione programmata della caccia avviene attraverso l’adesione volontaria dei proprietari o dei conduttori dei fondi ai piani faunistico-venatori.
2. Le regioni inviano ai proprietari o conduttori dei fondi la proposta di adesione al piano faunistico-venatorio.
3. Il consenso si intende validamente accordato solo attraverso formale adesione in base ai criteri stabiliti dalle regioni.
4. Agli oneri per fare fronte all’apertura di istruttoria si provvede con il gettito derivante dall’istituzione della tassa di concessione regionale di cui all’articolo 23 »;
l) all’articolo 16 è aggiunto, in fine, il seguente comma:
« 4-bis. L’esercizio dell’attività venatoria nelle aziende di cui al comma 1 consentito solo ai cacciatori iscritti nell’ambito territoriale caccia al cui interno è collocata l’azienda »;
m) all’articolo 20, comma 1, le parole: « e di miglioramento genetico » sono sostituite dalle seguenti: « delle aree soggette a divieto di caccia »;
n) all’articolo 21, comma 1:
1) alla lettera a), dopo le parole: « e archeologici » sono inserite le seguenti: «, negli ambiti classificati come verde storico »;
« b) l’esercizio venatorio nelle aree tutelate per legge, individuate dall’articolo 142, comma 1, del codice dei beni culturali e della paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, nonché gli immobili e le aree di notevole interesse pubblico individuati dall’articolo 136 del medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modificazioni, e gli ambiti territoriali riconosciuti come sistemi turistici locali definiti ai sensi dell’articolo 23 del codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79. Al fine di favorire la fruizione culturale e turistica dei luoghi di cui alla presente lettera, si applica una fascia di rispetto minima di 500 metri; »;
« c) l’esercizio venatorio nelle oasi di protezione e nelle zone di ripopolamento e cattura, nei centri di riproduzione di fauna selvatica e nelle foreste demaniali; »;
4) alla lettera e), le parole: « cento metri » sono sostituite delle seguenti: « duecento metri » e le parole « cinquanta metri » sono sostituite dalle seguenti: « cento metri »;
5) alla lettera f), le parole: « centocinquanta metri » sono sostituite dalle seguenti: « trecento metri», le parole: « una volta e mezza » sono sostituite dalle seguenti: « tre volte » e le parole «, eccettuate quelle poderali ed interpoderali » sono soppresse;
6) dopo la lettera g) è inserita la seguente:
« g-bis) cacciare in caso di nebbia; »;
7) alla lettera l), le parole: « cento metri » sono sostituite dalle seguenti: « duecento metri »;
8) alla lettera o), dopo le parole: « danneggiare deliberatamente » sono inserite le seguenti: « o consapevolmente »;
9) la lettera p) è sostituita dalla seguente:« p) l’usare richiami vivi; »;
10) le lettere q) e r) sono abrogate;
11) alla lettera s) le parole: « , quando il possessore le circondi con tabelle, esenti da tasse, indicanti il divieto di caccia » sono soppresse;
12) la lettera bb) è sostituita dalla seguente:
« bb) vendere, detenere per vendere, trasportare per vendere, acquistare uccelli vivi o morti, nonché loro parti o prodotti derivati, anche se importati dall’estero, appartenenti a tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri dell’Unione europea; »;
13) la lettera cc) è abrogata;
14) alla lettera ee), le parole: « dei capi utilizzati come richiami vivi nel rispetto delle modalità previste dalla presente legge e » sono soppresse;
15) dopo la lettera ee) è inserita la seguente:
« ee-bis) cacciare le specie oggetto di intervento di ripopolamento nell’annata venatoria seguente alla liberazione nell’intero territorio dell’ambito territoriale di caccia in cui è stato effettuato il ripopolamento; »;
16) il comma 2 è sostituito dal seguente:
« 2. Se le regioni non provvedono entro il termine previsto dall’articolo 1, comma 5, a istituire le zone di protezione lungo le rotte di migrazione dell’avifauna, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare esercita potere sostitutivo, istituendo il divieto di caccia nelle citate rotte a meno di mille metri dalla costa marina; le regioni provvedono a delimitare tali aree con apposite tabelle esenti da tasse »;
o) all’articolo 22, il comma 9 è sostituito dal seguente:
« 9. La licenza di porto di fucile per uso di caccia ha la durata di sei anni. In caso di rilascio o di conferma a un soggetto che ha compiuto il cinquantesimo anno di età essa è valida per cinque anni e a un soggetto che ha compiuto il settantesimo anno di età essa è valida per tre anni. La licenza può essere rinnovata su domanda del titolare corredata di un nuovo certificato medico di idoneità di data non anteriore a tre mesi dalla domanda stessa »;
p) all’articolo 27:
1) al comma 1, lettera b), la parola: « venatorie » è soppressa;
« 5. A coloro che esercitano la vigilanza ai sensi dei commi 1, lettera a),e 2 è vietato l’esercizio venatorio nell’ambito del territorio in cui esercitano le funzioni. Coloro che esercitano la vigilanza ai sensi del comma 1, lettera b), non possono essere abilitati all’esercizio della caccia, »;
3) al comma 7, la parola: « , venatorie » è soppressa;
q) all’articolo 28 è aggiunti in fine, i seguenti comma:
« 6-bis. I soggetti preposti all’esercizio della vigilanza venatoria ai sensi dell’articolo 27 hanno libero accesso nelle aziende venatorie di cui all’articolo 16 per l’effettuazione dei controlli connessi all’esercizio delle proprie funzioni.
6-ter È vietato cacciare in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche. L’accertamento dello stato di ebbrezza si effettua mediante l’analisi a campione dell’aria alveolare espirata. Nel caso di un incidente di caccia l’accertamento si effettua obbligatoriamente. La sottoposizione obbligatoria agli accertamenti é effettuata dai soggetti preposti all’esercizio della vigilanza venatoria secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrità fisica. L’apparecchio mediante il quale viene effettuata la misura della concentrazione alcoolica nell’aria espirata è denominato etilometro portatile. Esso, oltre a visualizzare i risultati delle misurazioni e dei controlli propri dell’apparecchio stesso, deve anche fornire, mediante apposita stampante, la corrispondente prova documentale. Gli etilometri devono rispondere ai requisiti stabiliti con disciplinare tecnico da approvarsi con decreto del Ministro Politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministro della sanità entro due mesi dall’entrata in vigore della presente legge. I requisiti possono essere aggiornati con provvedimento degli stessi Ministri quando particolari circostanze o modificazioni di carattere tecnico lo esigano. Gli etilometri portatili utilizzabili sono quelli omologati dalla Direzione generale della M.C.T.C. con indicazione del tipo degli etilometri che, sulla base delle verifiche e prove effettuate dal Centro Superiore Ricerche e Prove Autoveicoli e Dispositivi, rispondono ai requisiti prescritti. Prima della loro immissione nell’uso, gli etilometri portatili devono essere sottoposti a verifiche e prove presso il CSRPAD. Gli etilometri portatili in uso devono essere sottoposti a verifiche di prova dal CSRPAD secondo i tempi e le modalità stabilite dal Ministero dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministero della sanità. In caso di esito negativo delle verifiche e prove, l’etilometro portatile è ritirato dall’uso. Il Ministero dei trasporti e della navigazione determina, aggiornandolo, l’ammontare dei diritti dovuti dai richiedenti per le operazioni di omologazione, immissione e verifica degli etilometri portatili. Gli accertamenti effettuati mediante analisi a campione o abbligatoriamente, nel caso in cui si verifichi un incidente di caccia, devono essere qualitativi e non invasivi.
6-quater Qualora, in base al valore della concentrazione di alcool nell’aria alveolare espirata, la concentrazione alcoolemica corrisponda o superi 0,8 grammi per litro (g/l), il cacciatore viene ritenuto in stato di ebbrezza. La concentrazione alcoolemica corrispondente o superiore a 0,8 grammi per litro (g/l) dovrà risultare da almeno due determinazioni concordanti da effettuarsi in un intervallo di tempo non superiore a 5 minuti. Nel procedere ai predetti accertamenti, ovvero qualora si provveda a documentare il rifiuto opposto dal cacciatore resta fermo l’obbligo dei soggetti preposti all’esercizio della vigilanza venatoria di indicare nella notizia di reato, ai sensi dell’articolo 347 del codice di procedura penale, le circostanze sintomatiche dell’esistenza dello stato di ebbrezza, desumibili in particolare dallo stato e dalla condotta del cacciatore .
6 quinquies. Chiunque caccia in stato di ebbrezza è punito, ove il fatto non costituisca più grave reato:
a) con la multa da euro 527 a euro 2.108, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico pari a 0,8 grammi per litro (g/l). All’accertamento della violazione consegue la sanzione accessoria della sospensione della licenza per l’abilitazione all’esercizio venatorio da tre a sei mesi;
b) con multa da euro 800 a euro 3.200 e l’arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della licenza per l’abilitazione all’esercizio venatorio da sei mesi ad un anno;
c) con la multa da euro 1.500 a euro 6.000, l’arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro g/l). All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione accessoria della sospensione della licenza per l’abilitazione all’esercizio venatorio da uno a due anni. La licenza per l’abilitazione all’esercizio venatorio è sempre revocata, in caso di recidiva, nel biennio. Con la sentenza di condanna, ovvero di applicazione della pena a richiesta delle parti, anche se e’ stata applicata la sospensione condizionale della pena, è sempre disposta la confisca dell’arma da caccia utilizzata.
6- sexies. Nel caso in cui un cacciatore causi un incidente di caccia in stato di ebbrezza accertato mediante l’analisi a campione dell’aria alveolare espirata secondo e modalità indicate nei commi precedenti, le sanzioni di cui al comma 6 quinquies del presente articolo sono raddoppiate. Nel caso in cui sia accertato il fatto che il cacciatore che causa un incidente di caccia abbia un valore di tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/1), la licenza per l’abilitazione all’esercizio venatorio e’ revocata permanentemente.
6- septies. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo è il tribunale in composizione monocratica.
6-octies. La multa prevista è aumentata da un terzo alla metà quando il reato è commesso dopo le ore 22 e prima delle ore 7.»;

References: ART. 842
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 ART. 5
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in fine
 sentenza