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Timestamp: 2020-08-13 00:14:59+00:00

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Codice disciplinare (Art. 13 CCNL 2016-2018) - FIR CISL FOCUS
(art. 28 del CCNL del 21.2.2002 quadriennio e biennio economico 1998-1999)
1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità della mancanza ed in conformità di quanto previsto dall’art. 55 del D. Lgs n. 165/2001 [102]
, il tipo e l’entità di ciascuna delle sanzioni sono determinati in relazione ai seguenti criteri generali:
d) rilevanza del danno o grado di pericolo arrecato all’Ente, agli utenti o a terzi e
del disservizio determinato;
comportamento del lavoratore nei confronti dell’Ente, degli altri dipendenti e degli
utenti, nonché ai precedenti disciplinari nell’ambito del biennio previsto dalla legge;
f) concorso nell’infrazione di più lavoratori in accordo tra loro;
2. La recidiva nelle infrazioni previste ai commi 4 e 5, già sanzionate nel biennio di riferimento, comporta una sanzione di maggiore gravità tra quelle previste nell’ambito dei medesimi commi.
4. La sanzione disciplinare del rimprovero verbale viene comminata nel rispetto della dignità personale del dipendente per le infrazioni di cui al presente comma, quando esse siano di lieve entità. Le sanzioni disciplinari, dal rimprovero scritto al massimo della multa di importo pari a quattro ore di retribuzione, si applicano, graduando l’entità delle sanzioni in relazione ai criteri di cui ai commi 1 e 2, per le seguenti infrazioni:
a) inosservanza delle disposizioni di servizio, dell’orario di lavoro e delle norme da osservare in caso di malattia;
b) condotta non conforme a principi di correttezza verso l’Ente, gli altri dipendenti, gli utenti o i terzi;
c) negligenza nell’esecuzione dei compiti assegnati o nello svolgimento dell’attività di ricerca, fatto salvo, peraltro, quanto previsto dall’art. 60, comma 1 (Diritti), o nella cura dei locali o altri beni strumentali a lui affidati in ragione del servizio e alla cui custodia e vigilanza egli sia tenuto in relazione alle sue responsabilità;
d) inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro, quando non ne sia derivato un pregiudizio per il servizio o per gli interessi dell’Ente o di terzi;
e) rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell’Ente, nei limiti previsti dall’art. 6 della legge n. 300/70;
f) insufficiente rendimento nell’assolvimento dei compiti assegnati, tenuto conto dei carichi di lavoro, laddove previsti;
g) altre violazioni dei doveri di comportamento non ricomprese specificamente nelle lettere precedenti da cui sia derivato disservizio ovvero danno o pericolo per l’Ente, per gli utenti o per terzi;
h) svolgimento, durante le assenze per malattia o infortunio, di attività che ritardino il recupero psico-fisico. L’importo delle ritenute per multa sarà introitato nel bilancio dell’Ente e destinato ad attività sociali a favore dei dipendenti.
c) assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi, l’entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell’assenza o dell’abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione dei doveri del dipendente, agli eventuali danni causati all’Ente, agli utenti o ai terzi;
d) ingiustificato ritardo, fino a dieci giorni, nel raggiungere la sede assegnata dall’Ente;
h) manifestazioni denigratorie nei confronti dell’Ente, fatte salve le manifestazioni di libertà di pensiero ai sensi dell’art. 1 della legge n. 300 del 1970;
j) violazione di doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti da cui sia comunque derivato grave danno all’Ente, agli utenti o a terzi.
6. La sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso si applica per violazioni di gravità tale da compromettere gravemente il rapporto di fiducia con l’Ente e da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro, quali:
a) recidiva plurima, per almeno tre volte nell’anno, nelle mancanze previste dal comma 5, anche se di diversa natura, ovvero recidiva, nel biennio, in una
mancanza, tra quelle previste nel medesimo comma, che abbia comportato l’applicazione della sanzione di dieci giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione, fatto salvo quanto previsto al comma 7 lett. A);
e) persistente insufficiente rendimento fatto salvo quanto previsto dall’art. 46, comma 1 [103], ovvero atti o comportamenti che dimostrino grave inefficienza del
dipendente nell’ adempimento degli obblighi di servizio, rispetto ai carichi di lavoro, laddove previsti;
7. La sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso si applica per infrazioni dei doveri di comportamento, anche nei confronti di terzi, di gravità tale da compromettere irreparabilmente il rapporto di fiducia con l’Ente e da non consentire la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto di lavoro, quali:
a) recidiva nella responsabilità di alterchi negli ambienti di lavoro con ricorso a vie
di fatto nei confronti di superiori o di altri dipendenti ovvero di terzi;
b) accertamento che l’impiego è stato conseguito mediante la produzione di
documenti falsi e, comunque, con mezzi fraudolenti;
c1) per i delitti di cui all’art. 58, comma 1, lettere a), b), c), d), e) del D. Lgs. n. 267/2000;
d) condanna passata in giudicato quando dalla stessa consegua l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
8. Omissis [99bis].
9. Omissis.
10. Al codice disciplinare di cui al presente articolo deve essere data pubblicità mediante affissione in luogo idoneo accessibile e visibile a tutti i dipendenti. Entro quindici giorni dalla data di cui all’art. 2, comma 299 ter. Tale forma di pubblicità è tassativa e non può essere sostituita da altre. Il codice disciplinare si applica dal quindicesimo giorno successivo a quello dell’affissione.
[99] I commi omessi sono da ritenersi disapplicati dall’ art. 55 bis del D. Lgs n. 165/2001. Il testo omesso è il seguente:
“3. Gli Enti, salvo il caso del rimprovero verbale, non possono adottare alcun provvedimento disciplinare nei
confronti del dipendente, senza aver prima contestato l’addebito e senza aver sentito, a sua difesa, il dipendente
eventualmente assistito da un procuratore o da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce
mandato. La contestazione va effettuata in forma scritta entro e non oltre i 20 giorni da quando l’ufficio istruttore
individuato dagli Enti sia venuto a conoscenza del fatto.
4. La convocazione scritta per la difesa non può avvenire prima che siano trascorsi cinque giorni lavorativi dalla
contestazione del fatto che vi ha dato causa. Trascorsi inutilmente 15 giorni dalla convocazione per la difesa del
dipendente, la sanzione viene applicata nei successivi 15 giorni.
5. Nel caso in cui, ai sensi dell’ articolo 55, comma 4, del D.lgs. n. 165/2001 la sanzione da comminare non sia di sua
competenza, il responsabile della struttura in cui il dipendente lavora, ai fini del comma 2 dello stesso art. 55,
comunica all’ufficio competente il fatto da contestare al dipendente. Il responsabile della struttura deve effettuare la
comunicazione, con atto formale, entro e non oltre i 20 giorni da quando abbia avuto conoscenza del fatto.
6. Al dipendente o su sua espressa delega al suo difensore, è consentito l’accesso a tutti gli atti istruttori riguardanti il
procedimento a suo carico.
7. Il procedimento disciplinare deve concludersi entro 120 giorni dalla data della contestazione dell’addebito. Qualora
non sia stato portato a termine entro tale data, il procedimento si estingue.
8. L’ufficio competente per i procedimenti disciplinari, sulla base degli accertamenti effettuati e delle giustificazioni
addotte dal dipendente, irroga la sanzione applicabile tra quelle indicate al comma 1. Quando il medesimo ufficio
ritenga che non vi sia luogo a procedere disciplinarmente dispone la chiusura del procedimento, dandone
9. Con il consenso del dipendente la sanzione applicabile nelle ipotesi di cui al comma 1 lettere c) e d), può essere
ridotta di un terzo, ma in tal caso non sono più esperibili l’impugnazione nè il tentativo di conciliazione.”
[99bis] I commi omessi sono da ritenersi superati dall’ art.55-ter del D.Lgs.n.165/2001 . Il testo omesso è il seguente:“8.
Il procedimento disciplinare, ai sensi dell’art. 27, comma 3 deve essere avviato anche nel caso in cui sia connesso con
procedimento penale e rimane sospeso fino alla sentenza definitiva. La sospensione è disposta anche ove la
connessione emerga nel corso del procedimento disciplinare. Qualora l’Ente venga a conoscenza di fatti che possano
dar luogo ad una sanzione disciplinare solo a seguito della sentenza definitiva di condanna, il procedimento disciplinare
è avviato nei termini previsti dall’ art. 27, comma 3, dalla data di conoscenza della sentenza.9. Il procedimento
disciplinare sospeso ai sensi del comma 8 è riattivato entro 90 giorni da quando l’Ente ha avuto notizia della sentenza
definitiva. Trova applicazione l’ art. 5, comma 4, della legge n. 97/2001.”
[101] L’elenco delle sanzioni deve essere integrato con quelle disposte direttamente dagli artt. 55-quater (come
modificato dall’art. 1, comma 1, lett. b), del d.lgs. 20 giugno 2016, n. 116), 55-quinquies, 55-sexies e 55-septies del
d.lgs. 165/2001.
[102] Il rinvio va riferito anche alle disposizioni legislative di cui alla nota 99.
[103] La norma citata non è stata riportata nella presente raccolta sistematica poiché disapplicata dal
vigente art. 23 (Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) del CCNL del 7.4.2006 quadriennio e biennio economico 2002-2003.

References: art. 55
 articolo 55
 art. 55
 art.55
 sentenza 
 sentenza 
 art. 27
 sentenza

 art. 5
 art. 23