Source: https://www.sistemi-integrati.net/le-installazioni-nel-rispetto-della-legge-id-212-ida-562-htm/
Timestamp: 2020-07-09 00:57:34+00:00

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Le installazioni, nel rispetto della legge - Sistemi Integrati
Come realizzare le installazioni a Regola d’Arte, nel rispetto della Normativa vigente? L’articolo passa in rassegna le tipologie d’impianto, le norme da rispettare e le Guide CEI utili allo scopo.
Gli impianti di comunicazione considerati in questo articolo riguardano la ricezione di servizi di radiodiffusione e di comunicazione elettronica nelle abitazioni civili, ossia impianti di ricezione televisiva, impianti telefonici e dati per uso domestico.
Nello specifico questa categoria comprende gli impianti centralizzati d’antenna, sia terrestre MATV (Master Antenna Television) sia satellitare SMATV (Satellite Master Antenna Television) e quelli elettronici dotati di “componenti impiantistiche necessarie alla trasmissione ed alla ricezione dei segnali e dei dati” (cfr.DM37/08, Art.2, comma 1, lettera f).
Questi ultimi, per maggior chiarezza, sono impianti di comunicazione elettronica definiti dal DM 37/08 ex 46/90 come dotati di “componenti impiantistiche necessarie alla trasmissione ed alla ricezione dei segnali e dei dati”, che nel terziario sono meglio conosciuti come impianti di cablaggio strutturato. Soluzioni d’impianto che hanno mandato in pensione i vecchi ‘impianti telefonici interni’, una tipologia questa ormai superata, soggetti a regole arcaiche, e quindi da dimenticare.
1 La Regola dell’Arte
2 La Normativa vigente
3 L’Impianto a Regola d’Arte nel rispetto della Normativa vigente
4 Un pratico esempio
La legge 1° marzo 1968, n. 186 impone l’obbligo di realizzare gli impianti elettrici ed elettronici a ‘regola d’arte’. Il Decreto 22 gennaio 2008 n. 37 (che ha sostituito la legge 46/90, abrogata ad eccezione degli articoli 8, 14, 16 come disposto dal comma 1, art. 3, del D.L. 300/06 convertito nella Legge 26 febbraio 2007, n. 17 ) ha ribadito lo stesso concetto di ‘regola d’arte’ estendendolo a tutti gli impianti tecnologici e finalizzando le prescrizioni alla sicurezza e alla funzionalità degli stessi, come già stabilito dalla ex legge 46/90.
Risulta evidente che, in Italia, tutti gli impianti devono essere conformi e garantiti in quanto a sicurezza e funzionalità, come descritto in Tabella 1.
Tabella 1. La Regola d’Arte, sicurezza e funzionalità
Tabella 2. Le differenze fra gli impianti elettrici e quelli di comunicazione elettronica
Però bisogna fare attenzione: il comma 1, art. 6 del DM 37-08 cita espressamente oltre le Norme Tecniche (UNI, CEI, ecc.) anche la vigente normativa, intendendo quindi le leggi, i decreti, ecc.
In Italia, la Normativa vigente è corposa, con precisi riferimenti agli impianti di comunicazione. La più significativa delle leggi per gli impianti di comunicazione elettronica, è il Decreto Legislativo 1 agosto 2003, n. 259 “Codice delle comunicazioni elettroniche”, che stabilisce regole per gli impianti di comunicazione.
In pratica, tali impianti oltre a dover essere garantiti sotto il profilo della sicurezza e della funzionalità devono essere realizzati nel rispetto del D. Lgs. 259/03, lo stesso che rimanda ad un Decreto applicativo (DM 11-11-2005) per definire le regole per gli impianti d’antenna.
Il codice delle comunicazioni elettroniche è un documento legislativo mastodontico, prevalentemente dedicato a regolmentare il settore delle comunicazioni nella parte ‘pubblica’ ma, tra i suoi 221 articoli (oltre ad allegati e sub allegati) stabilisce alcune regole relative agli impianti ‘domestici’. In particolare segnaliamo:
– Art. 91: Limitazioni legali della proprietà;
– Art. 209: Installazione di antenne riceventi del servizio di radiodiffusione e di antenne per la fruizione di servizi di comunicazione elettronica.
Ne consegue che gli impianti d’antenna e di comunicazione devono avere caratteristiche tali da garantire: […] i diritti inderogabili di libertà delle persone nell’uso dei mezzi di comunicazione elettronica […]. (cfr. D.Lgs. 259/03, Art.3, comma1).
Si può concludere che ci sono sostanziali differenze tra gli impianti elettrici e gli impianti di comunicazione elettronica; la Tabella 2 evidenzia queste differenze.
L’Impianto a Regola d’Arte nel rispetto della Normativa vigente
Tabella 3. Le parti di Norme che trattano gli aspetti relative alle abitazioni
Tabella 4. Le Guide CEI per gli impianti di comunicazione
Tabella 5. La legislazione per il settore impianti di comunicazione
L’installatore spesso si chiede come si può essere sicuri di aver realizzato un impianto a ‘regola d’arte’ nel rispetto della legislazione vigente. La risposta è nel testo della legge, che recita così: “Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell’UNI, del CEI [omissis], si considerano eseguiti secondo la regola dell’arte”.
A questo punto sorge spontanea la seguente domanda: le Norme CEI, forniscono tutte le informazioni necessarie ad applicare oltre alle Norme tecniche anche le prescrizioni della Normativa Vigente per gli impianti di comunicazione? Se si considerano anche le Guide CEI la risposta è sì. Vi sono due famiglie di Norme dedicate agli impianti per la gestione di ‘segnali’:
– la prima per impianti che utilizzano il cavo coassiale;
– la seconda famiglia per gli impianti che utilizzano il cavo a coppie simmetriche.
In Tabella 3 sono rappresentate, delle due famiglie, le parti di Norme relative alle abitazioni. Segnaliamo che nella Norma 60728 sono contemplate soluzioni in cavo a coppie simmetriche e in fibra ottica per la distribuzione dei segnali televisivi, sonori e servizi interattivi. Agli installatori non bastano le informazioni tecniche delle Norme (di derivazione Europea quindi necessariamente ‘generali’); loro hanno bisogno anche le informazioni relative alle modalità di applicazione, affinché l’impianto risulti conforme alle prescrizioni della legislazione Italiana. Per questo sono utili le GuideCEI, documenti normativi elaborati, approvati e pubblicati per fornire agli operatori, in specifici settori tecnici, linee guida, consigli ed esempi per facilitare il corretto uso delle Norme, tipicamente più complesse per natura e vastità dell’argomento trattato. Inoltre, le Guide Tecniche del CEI costituiscono un valido aiuto per un efficace rispetto delle prescrizioni legislative relative agli impianti di comunicazione.
Nella Tabella 4 sono rappresentate le diverse Guide disponibili per il settore impianti di comunicazione, mentre in Tabella 5 è rappresentata la più recente e significativa legislazione con indicazioni e/o prescrizioni per il settore impianti di comunicazione. Risulta evidente come le Norme e le Guide CEI siano adeguate a fornire indicazioni utili (diremmo indispensabili) per la realizzazione di impianti a regola d’arte. Risulta altrettanto evidente sensibilizzare tutti i professionisti (in particolare architetti, ingegneri, costruttori) affinché nel settore delle costruzioni vengano introdotti metodi per assicurare spazi installativi funzionali alla realizzazione di infrastrutture (scatole e tubi) con caratteristiche di adattabilità. Tutto ciò per rispettare pienamente il diritto del cittadino.
Tabella 6. Le guide CEI con le indicazioni utili per il rispetto delle leggi dello Stato che regolano gli impianti di comunicazione
Figura 1. La foto si riferisce al particolare del terminale di testa montato in una posizione scomoda e raggiungibile solo disturbando il proprietario della mansarda. Sarebbe stato più opportuno optare per il pianerottolo delle scale
Per evidenziare l’utilità delle Guide CEI, riportiamo il seguente pratico esempio: in un condominio di 12 appartamenti disposti su 4 piani, un nuovo condómino abita un appartamento al piano terra, esposto a nord. Nel condominio sono presenti l’impianto centralizzato Sat e DTT, e la possibilità di collegarsi ad una linea telefonica fornita da un operatore.
Tra le esigenze del nuovo condomino vi è la necessità di ricevere un segnale DTT e un segnale Sat non presenti tra quelli distribuiti nell’impianto. Premesso che il diritto a ricevere i segnali desiderati è garantito, dovrà coinvolgere l’amministratore affinché possa gestire le decisioni e i conseguenti interventi. Per soddisfare le esigenze vi sono le seguenti possibilità:
1. far intervenire un tecnico installatore che integri nell’impianto terrestre il nuovo segnale richiesto dal condomino;
2. far installare l’antenna satellitare specifica per i nuovi segnali, eventualmente modificando l’antenna esistente senza penalizzare i segnali che già si ricevono. Semplice a dirsi, facile da fare se… se le condizioni installative sono tali da facilitare gli interventi.
Affinché tali interventi possano avvenire, senza eccessivi oneri è necessario che:
– l’accesso alla parte aerea (castello di antenne) ed al terminale di testa (centralino) sia agevolato senza dover passare da mansarde e/o dover ricorrere a mezzi speciali (piattaforma aerea, ecc.);
– il percorso dei cavi sia realizzato in zone comuni e facilmente accessibili, evitando il passaggio di appartamento in appartamento;
– la dimensione dei tubi sia tale da consentire il ‘passaggio di cavi di telecomunicazioni e di altre infrastrutture digitali per rendere agevoli i collegamenti delle singole unità immobiliari’.
Per avere le condizioni ideali nel caso dell’esempio riportato in Figura 1, sarebbe stato sufficiente aver rispettato le indicazioni presenti in almeno quattro Guide CEI. Per un intervento su questo impianto (caso reale) è necessario disturbare il proprietario della mansarda (vedi Figura 1) oltre a necessitare di sistemi di sicurezza individuale, in alternativa c’è la piattaforma aerea. Con i consigli della Guida si poteva posizionare il terminale di testa nel pianerottolo delle scale; sarebbero stati sufficienti poco più di 2 metri di tubo corrugato e una nicchia nella parte alta del pianerottolo, ovvero una banalità se realizzati nella fase di costruzione.
* A cura di Claudio Pavan, Presidente Unione Regionale Antennisti Confartigianato Lombardia e Membro segretario SC 100D del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano). L’SC 100D è il Comitato che si occupa delle Norme e delle Guide per gli impianti d’antenna

References: Art.2
 art. 3
 art. 6
 Art. 91
 Art. 209
 Art.3