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Timestamp: 2019-01-21 02:14:42+00:00

Document:
corte di cassazione - sezioni semplici - udienza preliminare
Udienza preliminare – funzione – poteri del giudice – limiti
L'analisi svolta dal Gup sull'elemento psicologico non esula dal campo di indagine rimessogli, all'atto in cui questa si svolga sulla base della prognosi di sviluppo ed accertamento sul punto dell'approfondimento dibattimentale, poichè la funzione del giudizio rimesso a tale autorità è quella di agire quale filtro, teso ad evitare il passaggio alla fase dibattimentale in assenza di elementi fondanti l'accusa, insuscettibili di essere arricchiti in quella sede e di impedire alla fonte l'aumento dei giudizi dibattimentali, destinati a concludersi, con ragionevole certezza, con pronunce assolutorie, in quanto prive di sbocchi di approfondimento. Di talché, non può ritenersi preclusa al giudicante qualsiasi valutazione di tipo logico sull'esistenza degli elementi costitutivi del reato, poichè quel che è precluso effettivamente è un giudizio su fattispecie i cui contorni siano suscettibili di difforme definizione sulla base degli elementi di prova acquisibili ed indicati dal P.m., non la valutazione delle indagini già svolte, ove le stesse si presentino, per loro natura, insuscettibili di ulteriore sviluppo sui punti essenziali al fine di definire la fattispecie contestata.
Udienza preliminare – sentenza di non luogo a procedere – presupposti
Ai fini della sentenza di non luogo a procedere, il g.u.p., nonostante l’obiettivo arricchimento, qualitativo e quantitativo, del suo orizzonte prospettico rispetto all’epilogo decisionale, non ha “il potere di giudicare in termini di anticipata verifica della innocenza-colpevolezza dell’imputato, poiché la valutazione critica di sufficienza, non contraddittorietà e comunque di idoneità degli elementi probatori, secondo il dato letterale del novellato terzo comma dell’art. 425 c.p.p., è sempre e comunque diretta a determinare, all’esito di una delibazione di tipo prognostico, divenuta oggi più stabile per la tendenziale completezza delle indagini, la sostenibilità dell’accusa in giudizio e, con essa, l’effettiva, potenziale utilità del dibattimento in ordine alla regiudicanda".
Ciò ribadito, non significa che al g.u.p. sia inibito valutare, con pienezza di cognizione, la natura, pur nella anticipata rappresentazione degli scenari che possono aprirsi nel dibattimento e di cui deve tenere conto, di illiceità penale del fatto attribuito al suo giudizio. È proprio per espresso riferimento che l’art. 425, comma 3, c.p.p. opera alla insufficienza, contraddittorietà o comunque inidoneità degli elementi acquisiti a sostenere l’accusa in giudizio a rendere non solo possibile ma, anzi, doveroso, un apprezzamento funditus del compendio probatorio.
Udienza preliminare – sentenza di non luogo a procedere – condizioni – elementi di prova dichiarativi – prognosi circa futuri chiarimenti, integrazioni e precisazioni - necessità
In udienza preliminare, la sentenza di non luogo a procedere va esclusa quando gli elementi probatori a carico acquisiti nel corso delle indagini si prestino a letture alternative o aperte o, comunque, siano in grado di generare un diverso apprezzamento in dibattimento anche alla luce di future acquisizioni probatorie. Il giudice dell’udienza preliminare non fermarsi semplicemente ad esaminare le dichiarazioni acquisite dalla polizia giudiziaria o dal pubblico ministero ma deve valutare ciò che le fonti di prova orale – una volta divenute testimoni - potranno dichiarare in dibattimento in termini di precisazioni, integrazioni e chiarimenti.
Cass., sez. VI, 27 aprile 2016, n. 17385
Udienza preliminare – sentenza di non luogo a procedere – valutazione di merito circa l’affidabilità degli elementi acquisiti dal pubblico ministero – illegittimità – analisi sulla inutilità del dibattimento –legittimità
Se il giudice dell’udienza preliminare è legittimato ad esercitare il proprio prudente apprezzamento nella valutazione dei dati probatori al solo fine di verificare se l’impianto probatorio sussistente – o ragionevolmente integrabile nel dibattimento – dimostri un livello di fondatezza delle accuse definibile “serio”, rimangono fuori dall’orizzonte del sindacato da espletare in questa fase quelle valutazioni che si sostanzino nella lettura/interpretazione di emergenze delle indagini o delle prove già raccolte connotate da una portata o da un significato “aperti” o “alternativi”o, dunque, suscettibili di una diversa valutazione da parte dei giudici del dibattimento, anche in ragione delle possibili acquisizioni istruttorie nel processo.
Cass., Sez. VI, 21 settembre 2015, n. 38307
Udienza preliminare – sentenza di non luogo a procedere – impugnazione – parte civile – limiti – coincidenza con la persona offesa – necessità
Il soggetto danneggiato, pur costituito parte civile, che non sia anche persona offesa non è legittimato a proporre ricorso per Cassazione avverso la sentenza di non luogo a procedere, in quanto siffatta impugnazione è finalizzata alla tutela esclusiva degli interessi penalistici della persona offesa. Nel caso in esame è stato dichiarato inammissibile il ricorso della parte civile in una fattispecie relativa al reato di falsa perizia di cui all’art. 373 c.p., in relazione al quale il privato che ne risenta un pregiudizio non riveste il ruolo di persona offesa, ma solo quello di persona danneggiata, trattandosi di una fattispecie incriminatrice lesiva dell’interesse della collettività al corretto funzionamento dell’attività giudiziaria, in cui l’interesse del privato leso dalla condotta assume un rilievo soltanto riflesso e mediato.
Cass., sez. II, 19.3.2013, n. 12797
Udienza preliminare – sentenza di non luogo a procedere – parametri di giudizio
La previsione dell’art. 425, comma 3, c.p.p. per cui il giudice dell’udienza preliminare deve emettere sentenza di non luogo a procedere, anche quando gli elementi acquisisti risultano insufficienti, contraddittori, è qualificata dall’ultima parte del comma, che impone un simile esito allorché detti elementi siano comunque inidonei a sostenere l’accusa in giudizio. Pertanto, solo una prognosi dell’inutilità del dibattimento attinente alla evoluzione, in senso favorevole dell’accusa, del materiale probatorio raccolto può condurre a una sentenza di non luogo a procedere. (Fattispecie in cui il giudice è pervenuto alla sentenza liberatoria non basata su una valutazione di insufficienza o contraddittorietà degli elementi a carico dell’imputato parametrata alla prognosi della inutilità del dibattimento, ma ha illegittimamente valorizzato ipotetiche e incerte alternative concernenti l’effettiva direzione della volontà, finendo con l’operare scelte tra le molteplici soluzioni “aperte”, viceversa riservate in via esclusiva al libero convincimento del giudice del dibattimento, in esito all’effettivo contraddittorio sulla prova).
Cass., sez. IV, 6 marzo 2012, n. 8912, Pres. Marzano, Rel. Massafra
Udienza preliminare – sentenza di non luogo a procedere – presupposti – giudizio prognostico di innocenza – esclusione – parametro – esclusione diversa soluzione dibattimentale
Il giudice dell’udienza preliminare ha il potere di pronunziare la sentenza di non luogo a procedere non quando effettui un giudizio prognostico in esito al quale pervenga ad una valutazione di innocenza dell’imputato, ma in tutti quei casi nei quali non esista una prevedibile possibilità che il dibattimento possa invece pervenire ad una diversa soluzione (il parametro non è l’innocenza, ma l’impossibilità di sostenere l’accusa in giudizio). A meno che ci si trovi in presenza di elementi palesemente insufficienti per sostenere l’accusa in giudizio per l’esistenza di prove positive di innocenza o per la manifesta inconsistenza di quelle di colpevolezza, la sentenza di non luogo a procedere non è consentita quando l’insufficienza o contraddittorietà degli elementi acquisiti siano superabili in dibattimento.
Sezione VI, 19 maggio 2011, n. 19708, Pres. de Roberto, Rel. Fidelbo
Non è abnorme, né autonomamente impugnabile l’ordinanza con la quale il g.u.p. rigetti l’eccezione di improcedibilità dell’azione penale fondata sulla sospensione del giudizio disposta, ai sensi dell’art. 23 l. 11 marzo 1953, n. 87, a seguito di una questione di costituzionalità sollevata dal pubblico ministero nel procedimento cautelare.

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