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SOMMARIO. Titolo III Classificazione acustica del territorio comunale Art. 8 Classificazione acustica del territorio e limiti di rumore - PDF
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2 SOMMARIO Titolo I Disposizioni generali Art. 1 Finalità del Regolamento Art. 2 Quadro normativo di riferimento Art. 3 Ambito di applicazione del Regolamento Art. 4 Definizioni Titolo II Competenze e soggetti Art. 5 Gli uffici comunali Art. 6 L Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente del Lazio (ARPALAZIO) Art. 7 L Azienda Sanitaria Locale (ASL) Titolo III Classificazione acustica del territorio comunale Art. 8 Classificazione acustica del territorio e limiti di rumore Titolo IV Pianificazione urbanistica, titoli abilitativi a carattere edilizio e autorizzazioni per le attività rumorose permanenti Art. 9 Pianificazione urbanistica Art. 10 Valutazione di impatto acustico Art. 11 Valutazione previsionale di clima acustico Art. 12 Requisiti acustici degli edifici Art. 13 Disposizioni transitorie Art. 14 Aeroporti, aviosuperfici, eliporti Art. 15 Infrastrutture stradali Art. 16 Infrastrutture ferroviarie Art. 17 Impianti ed infrastrutture adibite ad attività produttive Art. 18 Centri commerciali polifunzionali, medie e grandi strutture di vendita Art. 19 Discoteche, impianti sportivi e ricreativi Art. 20 Circoli privati, pubblici esercizi Art. 21 Casi di autocertificazione Titolo V Attività rumorose temporanee Art. 22 Definizioni e deroghe Art. 23 Spettacoli e manifestazioni a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all aperto Art. 24 Localizzazione delle aree Art. 25 Orari Art. 26 Limiti massimi Art. 27 Modalità per il rilascio delle autorizzazioni Art. 28 Autorizzazioni in deroga ai limiti del regolamento per le attività rumorose temporanee Titolo VI Cantieri edili, stradali ed assimilabili Art. 29 Impianti ed attrezzature Art. 30 Orari Art. 31 Limiti massimi Art. 32 Emergenze Art. 33 Modalità per il rilascio delle autorizzazioni Art. 34 Autorizzazioni in deroga ai limiti del regolamento per i lavori edili e stradali Titolo VII Disposizioni per specifiche attività rumorose Art. 35 Impianti di condizionamento Art. 36 Macchine da giardino Art. 37 Attività agricole e forestali Art. 38 Attività di manutenzione degli spazi pubblici, di igiene del suolo, di raccolta dei rifiuti Art. 39 Allarmi acustici Art. 40 Regolamentazione per il suono delle campane 1
3 Titolo VIII Piani di risanamento acustico Art. 41 Soggetti interessati Art. 42 Piano di risanamento acustico comunale Art. 43 Piani aziendali di risanamento acustico Art. 44 Piano di risanamento acustico di esercenti di infrastrutture di trasporto Titolo IX Sistema sanzionatorio e disposizioni finali Art. 45 Sanzioni Art. 46 Ordinanze contingibili e urgenti Art. 47 Sospensione di attività Art. 48 Ordinanza d interdizione dell attività Art. 49 Immediata cessazione di attività temporanea Art. 50 Disposizione finale Allegato 1 Valutazioni di clima ed impatto acustico 2
4 Titolo I Disposizioni generali Art. 1 Finalità del Regolamento La finalità del presente Regolamento comunale, come previsto dalle norme in materia, è la tutela dell'ambiente, sia esterno che abitativo, dall'inquinamento acustico. Il presente regolamento, in particolare, disciplina le competenze comunali in materia di inquinamento acustico ai sensi della L.447/ 95 e della L.R. Lazio 18/ Per dare completa attuazione al Piano di Zonizzazione Acustica, il Regolamento comunale riprende le definizioni dei limiti massimi ammissibili di livello di rumore già contenuti nella legge e nel Piano di Zonizzazione Acustica del territorio comunale, suddivisi per zone, chiarisce modalità e prescrizioni applicative e di sorveglianza, contiene infine ulteriori disposizioni sulle sorgenti di rumore. Art. 2 Quadro normativo di riferimento A livello nazionale la normativa di riferimento, in fatto di inquinamento acustico, è rappresentata dalla legge quadro n. 447/95 e dai decreti e regolamenti esecutivi successivamente emanati. La normativa ha carattere amministrativo e regola i rapporti fra le Amministrazioni pubbliche e le attività svolte da figure giuridiche. Per quanto riguarda la Regione Lazio la norma principale in materia è costituita dalla Legge Regionale n. 18 del 3/8/2001. Di seguito si riportano le principali norme di riferimento in materia di inquinamento acustico: - LEGGE 26 OTTOBRE 1995, N. 447 Legge quadro sull inquinamento acustico - D.M. 11 DICEMBRE 1996 Applicazione del criterio differenziale per gli impianti a ciclo produttivo continuo - D.M. 31 OTTOBRE 1997 Metodologia di misura del rumore aeroportuale - D.P.C.M. 14 NOVEMBRE 1997 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore - D.P.C.M. 5 DICEMBRE 1997 Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici - D.M. 16 MARZO 1998 Tecniche di rilevamento e misurazione dell inquinamento acustico - D.P.C.M. 31 MARZO 1998 Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l esercizio dell attività di tecnico competente in acustica, ai sensi dell art. 3, comma 1, lettera b), e dell art. 2, commi 6,7 e 8, della legge 26 0ttobre 1995, n. 447 Legge quadro sull inquinamento acustico - D.P.R. 18 NOVEMBRE 1998 n. 459 Regolamento recante norme di esecuzione dell articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario - D.P.C.M. 16 APRILE 1999 n. 215 Regolamento recante norme per la determinazione dei requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi - D.M. 29 NOVEMBRE 2000 Criteri per la predisposizione, da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore - D.P.R. 3 APRILE 2001 n. 304 Regolamento recante la disciplina delle emissioni sonore prodotte nella svolgimento delle attività motoristiche a norma dell art. 11 della legge 26 ottobre 1995, n D.P.R. 30 MARZO 2004 n. 142 Disposizioni per il contenimento dell inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n D. Lgs. 19 AGOSTO 2005 n. 194 Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale In particolare, all interno del territorio comunale qualsiasi sorgente sonora deve rispettare le limitazioni previste dal DPCM "Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore", secondo la classificazione acustica del territorio comunale, ad eccezione di: 3
5 - aree interessate esclusivamente da installazioni militari, per le quali vige il dettato della Legge 898/ infrastrutture aeroportuali, nel cui ambito vige il DPR 496/ 97. Le attività attualmente svolte nell aeroporto di Rieti hanno carattere sportivo e relative al tempo libero e quindi non sono sottoposte a tale normativa. Qualora venissero svolte attività di servizio legate al trasporto civile, saranno sottoposte alla normativa citata. - infrastrutture ferroviarie, per le quali, all interno delle fasce di pertinenza, vige il DPR 459/98. - luoghi di intrattenimento danzante e di pubblico spettacolo e nei pubblici esercizi, nel cui ambito vige il D.P.C.M. 215/99. - aree interessate dalle emissioni sonore prodotte nella svolgimento delle attività motoristiche, per le quali vige il D.P.R. 304/ Infrastrutture stradali, per le quali vige il D.P.R. 142/2004. Art. 3 Ambito di applicazione del Regolamento Secondo quanto previsto dalla vigente normativa, il presente regolamento intende disciplinare, per mezzo degli organi di controllo a ciò preposti e tramite le disposizioni descritte nel seguito, i seguenti ambiti: - il controllo, il contenimento e l abbattimento delle emissioni acustiche prodotte dal traffico veicolare; - il controllo, il contenimento e l abbattimento dell inquinamento acustico prodotto dalle attività che impiegano sorgenti sonore; - il controllo del rispetto dei limiti dei requisiti acustici degli edifici; - lo svolgimento di attività, spettacoli e manifestazioni temporanee all aperto, in luogo pubblico o aperto al pubblico; - lo svolgimento di specifiche attività rumorose; - la concessione della autorizzazioni in deroga. Art. 4 Definizioni Ai fini del presente regolamento valgono le definizioni indicate dalla L.447/ 95 e dai relativi Decreti attuativi. Ne vengono qui ricordate le principali: Piano di Zonizzazione Acustica: atto di governo del territorio che costituisce un integrazione agli strumenti di pianificazione urbanistica vigenti. Consiste nell assegnazione, a ciascuna porzione omogenea di territorio, di una delle sei classi individuate dal D.P.C.M. 14/11/1997, sulla base della prevalente ed effettiva destinazione d uso del territorio stesso. Ad ogni classe corrispondono dei valori limite massimi, di emissione e di immissione, del livello sonoro. Piano di Risanamento Acustico: strumento che definisce provvedimenti, politiche, criteri di risanamento dei livelli di rumore presenti in aree del territorio critiche dal punto di vista acustico, al fine di garantire una progressiva riduzione dei livelli sonori sul territorio. Requisiti acustici passivi degli edifici: grandezze che definiscono la capacità dei componenti degli edifici (pareti esterne, pareti divisorie, finestre, ecc.) di isolare dal rumore proveniente sia dall esterno che dall interno dell edificio. Valutazione previsionale di clima acustico: studio da effettuare nel caso di realizzazione o modifica di attività o impianto o insediamento che rispondano a certi requisiti. Riguarda edifici che potrebbero essere oggetto d inquinamento acustico. Valutazione previsionale d impatto acustico: Studio da effettuare in caso di realizzazione o modifica d impianto, attrattore di traffico, edificio produttivo, commerciale, residenziale, quando sia prevedibile l installazione di sorgenti sonore in grado di modificare i livelli sonori ambientali. Tali sorgenti possono essere impianti specifici produttivi, gruppi frigoriferi, traffico indotto, parcheggi e simili. 4
6 Titolo II Competenze e soggetti Art. 5 Gli uffici comunali Le competenze sulle attività amministrative, di controllo, autorizzative, in materia di inquinamento acustico, sono proprie dell Amministrazione Comunale, che si dota di una specifica struttura interna di servizio (Servizio competente). I controlli sul rispetto dei requisiti acustici passivi delle costruzioni, nuove od in ristrutturazione, e sulla congruenza delle Valutazioni di clima acustico e d impatto acustico, saranno eseguiti dal Servizio competente. Il Servizio competente manterrà anche registro delle attività rumorose temporanee di cui all art. 25 del presente Regolamento. I rilievi fonometrici potranno essere eseguiti dalle strutture tecniche comunali, ove possibile, o con il supporto tecnico di Arpa. In qualsiasi momento il Sindaco potrà richiedere all Ufficio competente di disporre verifiche sulle immissioni sonore provenienti dalle varie tipologie di attività di cui al presente regolamento, sia per strutture a carattere permanente che temporaneo. Art. 6 L Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente del Lazio (ARPALAZIO) Arpa è l organo di controllo tecnico per le questioni riguardanti l inquinamento acustico. Il parere di ARPA potrà essere richiesto in ordine ai provvedimenti amministrativi che l'amministrazione comunale riterrà opportuno adottare (orari delle attività, limiti acustici, deroghe, ecc.). Art. 7 L Azienda Sanitaria Locale (ASL) Il Comune può chiedere ad ASL i pareri ed i provvedimenti in materia di igiene e salute pubblica e quindi anche per quanto concerne gli effetti del rumore sulla salute umana. 5
7 Titolo III Classificazione acustica del territorio comunale Art. 8 Classificazione acustica del territorio e limiti di rumore La Legge 447/95 prevede che i comuni provvedano alla suddivisione del territorio secondo quanto stabilito dal D.P.C.M. 14/11/1997, che specifica i valori limite di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell ambiente esterno. La classificazione acustica deve essere effettuata suddividendo il territorio in classi, tenendo conto delle preesistenti destinazioni d uso così come individuate dagli strumenti urbanistici. Si riportano di seguito le definizioni delle classi acustiche di cui al D.P.C.M. 14/11/1997: CLASSE I: Aree particolarmente protette. Aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, aree scolastiche, aree destinate al riposo e allo svago, aree residenziali rurali e di particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc. CLASSE II: Aree prevalentemente residenziali. Aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione e limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività artigianali ed industriali. CLASSE III: Aree di tipo misto. Aree urbane interessate da traffico locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali ed uffici, con limitata presenza di attività artigianali ed assenza di attività industriali, aree rurali con impiego di macchine operatrici. CLASSE IV: Aree ad intensa attività umana. Aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, elevata presenza di attività commerciali ed uffici, presenza di attività artigianali, aree in prossimità di strade di grande comunicazione, di linee ferroviarie, di aeroporti e porti, aree con limitata presenza di piccole industrie. CLASSE V: Aree prevalentemente industriali. Aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni. CLASSE VI: Aree esclusivamente industriali. Aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi. Alle zone acustiche omogenee in cui è suddiviso Il territorio comunale sono assegnati i valori limite di emissione, i valori limite assoluti di immissione, i valori limite differenziali di immissione, i valori di attenzione e i valori di qualità previsti dal D.P.C.M. 14 novembre 1997 e di seguito riportati : Tabella 1: Valori limite di emissione - Leq in db(a) (art. 2 DPCM 14/ 11/ 1997) Valore limite di emissione: il valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora, misurato in prossimità della sorgente stessa. 6
8 Tabella 2: Valori limite assoluti di immissione Leq in db (A) (art.3 DPCM 14/ 11/ 1997) Valore limite di immissione: il valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno, misurato in prossimità dei ricettori. Valori limite differenziali di immissione I valori limite differenziali di immissioni definiti come differenza tra il livello equivalente di rumore ambientale (rumore con tutte le sorgenti attive) ed il rumore residuo (rumore con la sorgente da valutare non attiva) sono i seguenti : - 5 db nel periodo diurno - 3 db nel periodo notturno I valori limite differenziali non si applicano nei seguenti casi : - nelle aree classificate nella classe VI; - se il rumore misurato a finestre aperte sia inferiore a 50 db(a) durante il periodo diurno e 40 db(a) durante il periodo notturno; - se il livello di rumore ambientale a finestre chiuse sia inferiore a 35 db(a) durante il periodo diurno e 25 db(a) durante il periodo notturno. - al rumore prodotto da: infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime; attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali professionali; servizi e impianti fissi dell'edificio adibiti ad uso comune, limitatamente al disturbo provocato all'interno dello stesso. Tabella 3 Valori di qualità - Leq in db (A) (art.7 DPCM 14/ 11/ 1997) Valori di attenzione - Leq in db(a) - se riferiti a un'ora, i valori limite di immissione aumentati di 10 db per il periodo diurno e di 5 db per il periodo notturno; - se relativi ai tempi di riferimento, i valori limite di immissione. In questo caso, il periodo di valutazione viene scelto in base alle realtà specifiche locali in modo da avere la caratterizzazione del territorio dal punto di vista della rumorosità ambientale. Il superamento di uno dei due valori, a) o b), ad eccezione delle aree industriali in cui vale il superamento del solo valore di cui al punto b), comporta l'adozione dei piani di risanamento di cui all'art. 7 della L.447/ 95. 7
9 Titolo IV Pianificazione urbanistica, titoli abilitativi a carattere edilizio e autorizzazioni per le attività rumorose permanenti Art. 9 Pianificazione urbanistica Nella redazione di nuovi strumenti urbanistici, loro revisioni e varianti, la destinazione d uso delle aree deve essere stabilita considerando i prevedibili effetti dell inquinamento acustico, in modo da prevenire e contenerne gli effetti sulla popolazione insediata, nonché delle indicazioni della zonizzazione acustica vigente. Analogamente una variazione degli strumenti urbanistici dovrà portare all adeguamento del Piano di Zonizzazione Acustica, con le stesse modalità previste per l adozione del Piano di zonizzazione acustica. Qualora lo strumento urbanistico generale vigente preveda una specificazione delle destinazioni d uso in sede di elaborazione di piani o progetti attuativi, questi dovranno essere redatti tenendo conto non solo della classe di appartenenza nella zonizzazione acustica, ma anche dei prevedibili effetti dell inquinamento acustico, in modo da prevenire e contenerne gli effetti sulla popolazione insediata. Tali piani e progetti attuativi dovranno essere quindi accompagnati da una specifica zonizzazione acustica di dettaglio che costituisce approfondimento e integrazione della zonizzazione acustica comunale, e che quindi dovrà essere approvata con le stesse modalità. Il presente Piano di zonizzazione acustica è stato elaborato tenendo conto del PRG adottato e controdedotto. Tale PRG è stato ampiamente osservato dalla Regione Lazio e dovrà quindi essere adeguato d ufficio. La zonizzazione acustica dovrà essere rivista di conseguenza. Art. 10 Valutazione di impatto acustico Sono tenuti a presentare al Comune la documentazione di previsione di impatto acustico con le modalità indicate dall art. 18 della L. R. Lazio n. 18/2001, redatto da Tecnico Competente in acustica ambientale (ex L. 447/ 95), i seguenti soggetti: - titolari dei progetti per la realizzazione, la modifica e il potenziamento di opere sottoposte a valutazione di impatto ambientale ai sensi dell'art. 6 della L. 349/ 1986; - titolari dei progetti per la realizzazione, la modifica e il potenziamento delle opere elencate dall' art. 8, comma 2 della L. 447/ 95 e di seguito riportate : aeroporti, aviosuperfici, eliporti, strade di tipo A (autostrade), B (strade extraurbane principali), C (strade extraurbane secondarie), D (strade urbane di scorrimento), E (strade urbane di quartiere) e F (strade locali), secondo la classificazione di cui al D. Lgs. n. 285/1992 e successive modificazioni; discoteche; circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi; impianti sportivi e ricreativi; ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia. - i richiedenti il rilascio: di concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture adibite ad attività produttive, sportive e ricreative ed a postazioni di servizi commerciali polifunzionali; di altri provvedimenti comunali di abilitazione all'utilizzazione degli immobili e delle infrastrutture di cui sopra; di qualunque altra licenza od autorizzazione finalizzata all'esercizio di attività produttive. L esercizio delle attività rumorose permanenti suindicate è quindi soggetto ad autorizzazione. Le attività permanenti non possono essere soggette a deroga. Nei casi sottoposti ad autorizzazione, la valutazione previsionale d impatto acustico, redatta da tecnico competente, deve essere presentata prima dell inizio dell attività. La valutazione dovrà essere trasmessa ad Arpalazio per il parere di competenza. Laddove, in luogo della domanda di rilascio dei provvedimenti di autorizzazione, di cui al comma precedente, sia prevista denuncia di inizio di attività, od altro atto equivalente, la 8
10 documentazione prescritta deve essere prodotta dal soggetto interessato unitamente alla denuncia stessa, od al diverso atto equivalente. La documentazione di impatto acustico, qualora i livelli di rumore previsti superino i valori di emissione definiti dal DPCM 14 novembre 1997, deve espressamente contenere l'indicazione delle misure previste per ridurre o eliminare le emissioni sonore causate dall'attività o dagli impianti. La Giunta Comunale, sentiti gli organi competenti, potrà individuare le attività che per loro natura non comportano emissioni acustiche di rilievo e che per tale ragione potranno essere esonerate dalla presentazione della valutazione di impatto acustico o dell'autocertificazione sottoscritta da tecnico competente. Per le modalità di redazione delle valutazioni si forniscono come riferimento le indicazioni dell Allegato 1. Art. 11 Valutazione previsionale di clima acustico I soggetti pubblici e privati interessati alla realizzazione delle tipologie di insediamenti elencati dall'art. 8, comma 3, L.447/ 1995 e di seguito elencati, sono tenuti a presentare la relazione previsionale di clima acustico, redatto da Tecnico Competente in acustica ambientale (L. 447/ 95), con le modalità indicate dall art. 19 della L.R. Lazio n. 18/ 2001: - scuole e asili nido; - ospedali; - case di cura e di riposo; - parchi pubblici urbani ed extraurbani; - nuovi insediamenti residenziali prossimi alle opere indicate all art. 8, comma 2 della L. 447/95 e qui di seguito elencate: aeroporti, aviosuperfici, eliporti; strade di tipo A, B, C, D, E, F secondo la classificazione di cui al D. Lgs. 30/04/1992 n. 285 e successive modificazioni; discoteche; circoli privati e pubblici esercizi; impianti sportivi e ricreativi; ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia; attrattori di traffico quali centri commerciali o simili; attività produttive. Per prossimità si intende: - per strade di tipo A, B, C, D e ferrovie: max 100 metri - per le altre: max 50 metri - per le discoteche, pubblici esercizi, circoli privati, impianti sportivi e ricreativi, attrattori di traffico: max 50 metri Per le modalità di redazione delle valutazioni si forniscono come riferimento le indicazioni dell Allegato 1. Art. 12 Requisiti acustici degli edifici Come previsto dalla normativa nazionale e regionale, I soggetti pubblici e privati che richiedano il rilascio di nuove concessioni edilizie dovranno presentare, a corredo della documentazione, apposita relazione che certifichi la rispondenza dei requisiti acustici degli edifici alle prescrizioni di cui all Allegato A del DPCM 15/12/1997. Art. 13 Disposizioni transitorie I gestori o i responsabili delle discoteche, dei luoghi di intrattenimento danzante, dei circoli privati a ciò abilitati, delle attività di pubblico spettacolo, queste ultime solo se in luogo aperto, delle attività ricreative o sportive che utilizzino strumenti o impianti rumorosi in modo continuativo, in esercizio o autorizzati all'esercizio, alla data di entrata in vigore del presente Regolamento debbono presentare al Comune entro sei mesi dalla stessa data, la documentazione di previsione di impatto acustico redatta da Tecnico Competente in acustica ambientale (ex L. 447/ 95), di cui all'art. 10 del presente regolamento. 9
11 Art. 14 Aeroporti, aviosuperfici, eliporti La documentazione di previsione di impatto acustico per eventuali aeroporti, aviosuperfici o eliporti di cui alla Legge n. 447/1995, ovvero per l utilizzazione a fini di trasporto civile dell aeroporto esistente, deve contenere, oltre a quanto esplicitato in allegato 1, i dati e le informazioni di seguito elencate: - l'indicazione della Circoscrizione e della Direzione aeroportuale, della classificazione ICAO dell'infrastruttura; - le caratteristiche della pista, gli ausili per la navigazione, le modalità per il controllo del traffico aereo (ATC), gli strumenti di assistenza ed indirizzamento del volo previsti per l'infrastruttura; - la valutazione dell'inquinamento acustico nello stato di fatto e la previsione di impatto acustico effettuata o con idonei software previsionali, opportunamente descritti, o avvalendosi di misure su analoghe infrastrutture già in essere. Tale previsione tiene conto dei livelli dei singoli eventi (SEL) e del livello sonoro equivalente sull intero periodo di riferimento (LAeq,TR), considerando anche il giorno con il maggiore numero di movimenti, sulla base di una distribuzione stimata dei medesimi durante la giornata e nella settimana; - le diverse alternative considerate nelle procedure di decollo e di atterraggio, e quelle proposte, al fine di minimizzare l'impatto acustico; - l'indicazione di altre infrastrutture di trasporto che, in seguito alla costruzione, modifica o potenziamento dell opera, avranno significative variazioni nei flussi di traffico e conseguentemente nei livelli equivalenti di pressione sonora di lungo termine per il periodo diurno e/o notturno, con la descrizione di tali variazioni. Per la redazione della documentazione di cui sopra, ai fini della descrizione del previsto impatto da rumore, occorre descrivere in dettaglio: almeno due scenari di previsione del traffico aereo a 1 e 5 anni, nonché lo scenario nell ipotesi di massimo sviluppo; la distribuzione dei voli nei due periodi della giornata durante la settimana; la descrizione del modello di calcolo utilizzato nelle stime di rumore aeroportuale e relativi dati di input; le curve di isolivello di 60, 65, 75 db(a) secondo normativa aeroportuale, derivanti dalle attività aeroportuali sulla base dello scenario a maggiore impatto; le stime della popolazione esposta e dei livelli di rumore complessivamente prodotti durante tutti i sorvoli e per gli intervalli di tempo individuati dalla normativa, utilizzando i descrittori acustici in essa previsti. Art. 15 Infrastrutture stradali La documentazione di previsione di impatto acustico per nuove infrastrutture stradali, loro modifica o potenziamento di cui alla Legge n. 447/1995 deve contenere, oltre a quanto riportato in allegato 1, i dati e le informazioni di seguito elencate: - indicazione della classificazione della strada secondo le categorie individuate dal Decreto 142 /04 sui limiti per le strade; - descrizione del tracciato stradale, con relative quote, nonché la previsione del flusso medio orario, suddiviso per il periodo diurno e per il periodo notturno, della composizione per le diverse categorie di mezzi (leggeri e pesanti), specificando le relative velocità medie; la previsione dovrà riguardare il momento dell entrata in esercizio e dopo 10 anni; - misure fonometriche volte a caratterizzare lo stato ante operam; i dati devono permettere l individuazione e caratterizzazione acustica delle sorgenti sonore preesistenti all opera; - individuazione in planimetria, anche con l'ausilio di rilievi fotografici, di un numero di punti sufficienti a descrivere l'impatto acustico dell'opera in prossimità di potenziali ricettori. Per tali punti devono essere forniti i dati previsionali dei livelli sonori desumibili da opportune procedure di calcolo. Inoltre, deve anche essere illustrata la propagazione sonora tramite curve isofoniche ad una quota dal piano di campagna pari a 4 metri. 10
12 Art. 16 Infrastrutture ferroviarie La documentazione di previsione di impatto acustico per le infrastrutture ferroviarie nuove o soggette a modificazione e/o potenziamento di cui alla Legge n. 447/1995, deve contenere, oltre a quanto riportato in allegato 1, i dati e le informazioni di seguito elencate: - indicazione della tipologia di linea ferroviaria e delle fasce di pertinenza ai sensi del D.P.R. n. 459 del 18 novembre 1998; - descrizione del tracciato e delle caratteristiche geometriche dell'infrastruttura con l'indicazione del numero e della tipologia di treni o materiale rotabile previsti a regime (traffico massimo previsto per il periodo diurno e per il periodo notturno, composizione per categorie di convogli e tipologie di treni, valori medi orari). I dati devono fornire, inoltre, indicazioni del traffico nelle condizioni di massimo esercizio compatibile con le vigenti norme di sicurezza ferroviaria; - misure fonometriche volte a caratterizzare lo stato ante operam. I dati devono permettere l individuazione e caratterizzazione acustica delle singole sorgenti sonore preesistenti all opera; - individuazione in planimetria, anche con l'ausilio di rilievi fotografici, di un numero di punti sufficienti a descrivere l'impatto acustico dell'opera in prossimità di potenziali ricettori. Per tali punti, devono essere forniti i dati previsionali dei livelli sonori desumibili da opportune procedure di calcolo. Inoltre, deve anche essere illustrata la propagazione sonora tramite curve isofoniche ad una quota dal piano di campagna pari a 4 metri. Le previsioni post operam devono essere riferite agli scenari di traffico di cui sopra. Il parametro descrittore del rumore LAeq potrà essere integrato da indicatori specifici o altri descrittori utili alla caratterizzazione dell'immissione sonora da traffico ferroviario. Art. 17 Impianti ed infrastrutture adibite ad attività produttive La documentazione di previsione di impatto acustico per impianti ed infrastrutture adibiti ad attività produttive, di cui alla Legge n. 447/1995, deve contenere, oltre a quanto specificato in allegato 1, i dati e le informazioni di seguito elencate: - tipologia dell'attività, codice ISTAT e categoria di appartenenza (artigianato, industria, commercio, ecc.); - indicazione delle eventuali modificazioni al regime di traffico veicolare esistente nella zona indotte dalle attività; - descrizione del ciclo tecnologico relativo alle sorgenti di rumore previste (impianti lavorazioni, ecc.). Per le sorgenti che danno origine ad immissioni sonore nell'ambiente esterno o abitativo occorre indicare la loro puntuale collocazione, specificando se interna od esterna, le modalità e i tempi di funzionamento; - i livelli sonori post operam previsti. Tali livelli devono tenere conto delle caratteristiche di emissione delle sorgenti sonore (presenza di componenti impulsive, tonali e tonali in bassa frequenza) e consentire altresì di valutare il rispetto dei valori limite differenziali negli ambienti abitativi. La documentazione di previsione di impatto acustico relativa a impianti industriali deve inoltre: - descrivere le caratteristiche temporali di funzionamento diurno e/o notturno specificando la durata (se continuo o discontinuo), la frequenza di esercizio, l eventuale contemporaneità di funzionamento delle sorgenti che hanno emissioni nell'ambiente esterno e le fasi di esercizio che determinano una maggiore rumorosità verso l esterno; - specificare, per rumori a tempo parziale durante il periodo diurno, la durata totale di attività o funzionamento; - riportare i livelli sonori ante operam rilevati in posizioni rappresentative degli ambienti abitativi e dell ambiente esterno. Art. 18 Centri commerciali polifunzionali, medie e grandi strutture di vendita La documentazione di previsione di impatto acustico relativa ai centri commerciali deve contenere, oltre a quanto riportato in Allegato 1, le seguenti informazioni: - tipologia e caratteristiche dei locali o delle strutture; 11
13 - eventuali modificazioni al regime di traffico veicolare esistente nella zona indotte dall insediamento; - descrizione delle attività, degli impianti, delle apparecchiature, con riferimento alle sorgenti di rumore previste (carico/scarico merci, ventilazione, condizionamento, refrigerazione, diffusione sonora, etc.). Per le sorgenti che danno origine ad immissioni sonore nell'ambiente esterno o abitativo occorre indicare la loro puntuale collocazione, specificando se è interna od esterna, le modalità e i tempi di funzionamento; - i livelli sonori post operam previsti. Tali livelli devono tenere conto delle caratteristiche di emissione delle sorgenti sonore (presenza di componenti impulsive, tonali e tonali in bassa frequenza) e consentire altresì di valutare il rispetto dei valori limite differenziali negli ambienti abitativi; - dati e notizie specifiche devono inoltre essere fornite per le aree attrezzate per il carico e lo scarico merci e per le aree destinate a parcheggio. Art. 19 Discoteche, impianti sportivi e ricreativi La documentazione di previsione di impatto acustico per le discoteche e per gli impianti sportivi e ricreativi deve contenere, oltre a quanto previsto in Allegato 1, i dati e le informazioni di seguito elencate: - tipologia e caratteristiche dei locali o delle strutture; - eventuali modificazioni al regime di traffico veicolare esistente nella zona indotte dall insediamento; - descrizione degli impianti e delle apparecchiature con riferimento alle sorgenti di rumore previste (ventilazione, condizionamento, refrigerazione, diffusione sonora, etc.). Per le sorgenti che danno origine ad immissioni sonore nell'ambiente esterno o abitativo occorre indicare la loro puntuale collocazione, specificando se è interna od esterna, le modalità e i tempi di funzionamento. - i livelli sonori post operam previsti, considerando anche la rumorosità connessa alla presenza degli avventori, all utilizzo delle zone di parcheggio e degli spazi utilizzati per l'accesso ed il deflusso dei mezzi di trasporto e delle persone. Tali livelli devono tenere conto delle caratteristiche di emissione delle sorgenti sonore (presenza di componenti impulsive, tonali e tonali in bassa frequenza) e consentire altresì di valutare il rispetto dei valori limite differenziali negli ambienti abitativi; - per i locali collocati all'interno o strutturalmente connessi ad edifici con destinazioni ad ambiente abitativo occorre fornire la descrizione delle caratteristiche acustiche passive degli elementi strutturali attraverso i quali può avvenire la propagazione del suono. Art. 20 Circoli privati, pubblici esercizi La documentazione di previsione di impatto acustico per i circoli privati, i pubblici esercizi, deve contenere, oltre a quanto previsto in Allegato 1, i dati e le informazioni di seguito elencate - la capacità ricettiva massima dell esercizio, l orario di apertura al pubblico, l eventuale utilizzo di aree esterne nonché la disponibilità di parcheggio per i veicoli; - la collocazione e la descrizione delle caratteristiche di emissione sonora di eventuali impianti e apparecchiature rumorose, i tempi di funzionamento delle singole sorgenti e le stime dei livelli di rumore immessi negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, considerando anche la rumorosità connessa alla presenza degli avventori e le caratteristiche di emissione delle sorgenti sonore (componenti impulsive e tonali). Per gli ambienti abitativi maggiormente esposti, occorre stimare i livelli sonori di immissione differenziale; - per i locali collocati all'interno o strutturalmente connessi ad edifici con destinazioni ad ambiente abitativo occorre fornire la descrizione delle caratteristiche acustiche passive degli elementi strutturali attraverso i quali può avvenire la propagazione del suono. Occorre inoltre valutare ed eventualmente impedire qualunque tipo di propagazione per via solida (vibrazioni), indicando opportuni accorgimenti od opere. 12
14 Art. 21 Casi di autocertificazione Nel caso in cui non siano utilizzati macchinari o impianti rumorosi, né producano aumenti di traffico indotto, attività commerciali e artigianali, attività di servizio, circoli privati, pubblici esercizi che non siano inseriti o strutturalmente connessi ad edifici destinati ad ambienti abitativi, possono utilizzare un autocertificazione. In tale autocertificazione si chiarirà la natura delle emissioni rumorose, il non utilizzo di impianti o apparecchiature rumorose, il rispetto dei limiti di legge, gli eventuali provvedimenti adottati al fine di minimizzare l impatto acustico. Per impianti rumorosi si intendono quelli in grado di superare i limiti acustici ambientali ex l. 447/95. 13
15 Titolo V Attività rumorose temporanee Art. 22 Definizioni e deroghe Si definisce attività temporanea qualsiasi attività che si esaurisce in periodi di tempo limitati e/ o legata ad ubicazioni variabili. Sono da escludersi le attività' ripetitive. Ai sensi dell art. 17 della L. R. 18/2001 si intendono per attività rumorose temporanee quelle attività limitate nel tempo che utilizzano macchinari o impianti rumorosi. Rientrano in tale definizione, tra l altro, cantieri edili, manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, discoteche all aperto, cinema all aperto, piano bar all aperto, attività all interno di impianti sportivi. Per quanto riguarda i cantieri edili, stradali e simili si rimanda ai successivi artt Le attività rumorose temporanee possono essere permesse in deroga ai limiti di classe acustica a norma del presente regolamento. Ai sensi dell art. 17 (c. 3) della L. R. 18/2001 non sono in ogni caso soggette ad autorizzazione le feste religiose patronali, feste laiche e consimili nonché i comizi elettorali. Ai sensi dell'articolo 19, comma 5, della L. R. 22 ottobre 1993, n. 57, e come ricordato nella L. R. 18/2001, il Comune non può comunque procedere al rilascio delle autorizzazioni indipendentemente dall'acquisizione del parere dell'arpa. Art. 23 Spettacoli e manifestazioni a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all aperto Sono da considerarsi attività rumorose a carattere temporaneo, oltre a quelle già indicate all'art. 24 del presente regolamento, quelle esercitate presso pubblici esercizi o circoli privati a supporto dell'attività principale licenziata (quali ad es.: piani-bar, serate musicali, ecc.), allorquando non superino complessivamente 12 eventi, di non più di una giornata ciascuno, nell'arco di un anno. Il Servizio tecnico competente dell Amministrazione Comunale di Rieti manterrà registro delle attività rumorose a carattere temporaneo di cui al presente articolo, verificando che sia rispettato il limite previsto di numerosità degli eventi. Art. 24 Localizzazione delle aree Salvo quanto previsto all' art. 25 relativamente alle attività temporanee esercitate presso pubblici esercizi e circoli privati, la localizzazione delle aree da destinarsi a manifestazioni e spettacoli a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all'aperto (concerti, spettacoli, luna park, giostre e simili) è individuata nella cartografia del piano di zonizzazione acustica del territorio. Manifestazioni di partito e sindacali, comizi elettorali e simili, sono consentiti anche nei seguenti spazi pubblici: [specificare rispetto alle piazze del centro storico o altri luoghi pubblici analoghi]. Art. 25 Orari Il funzionamento delle sorgenti sonore al di sopra dei livelli di zona, è consentito dalle ore 08:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 24:00. Per le aree dove siano presenti edifici scolastici ad una distanza inferiore a 200 metri, l'orario di funzionamento delle sorgenti sonore al di sopra dei livelli di zona è consentito solo al di fuori dell'orario scolastico. Art. 26 Limiti massimi Il limite massimo di emissione da non superare è di 70 db Leq(A). Non si considerano i limiti differenziali. Tale limite si intende fissato in facciata degli edifici, in corrispondenza dei ricettori più disturbati o più vicini, e misurato per un periodo rappresentativo dell evento, non inferiore a 20. Nel caso di attività rumorose temporanee svolte all'interno degli edifici, il limite, misurato all'interno dei locali più disturbati o più vicini, è di 65 db Leq(A). Ad eccezione dei cantieri stradali, edili e simili, di cui ai successivi articoli, non sono consentite attività rumorose temporanee che abbiano effetti negativi sugli ospedali e sulle 14
16 strutture sanitarie di degenza esistenti ed, in particolare, che superino i livelli di immissione e differenziali previsti per quelle aree (classe I). Art. 27 Modalità per il rilascio delle autorizzazioni L esercizio di attività rumorosa a carattere temporaneo sul territorio comunale che rispetta la localizzazione, i limiti di rumore e di orario indicati negli articoli precedenti, e che ha durata non superiore ad una giornata, è automaticamente autorizzato, previa comunicazione da inviare al Sindaco, tramite il Servizio tecnico competente dell Amministrazione Comunale di Rieti, almeno 15 giorni prima dell inizio dell attività rumorosa. La comunicazione deve contenere almeno: indicazione del tipo, della data e della localizzazione dell attività rumorosa; collocazione territoriale e prevedibili effetti rispetto ad edifici circostanti; periodo presumibile e durata dell attività; fascia oraria interessata; macchinari, strumenti, impianti eventualmente utilizzati che determinano apprezzabili emissioni di rumore; dichiarazione di rispetto dei limiti e delle indicazioni previsti dal presente regolamento, anche tramite il ricorso ad eventuali misure di attenuazione del rumore e di bonifica acustica. Per attività di durata superiore, il legale rappresentante dell attività rumorosa a carattere temporaneo, dovrà indirizzare al Sindaco, tramite il Servizio tecnico competente dell Amministrazione Comunale di Rieti, specifica domanda di autorizzazione in deroga almeno 30 giorni prima dell inizio dell attività, secondo le modalità indicate all art. 17 della L. R. Lazio n. 18/2001. Art. 28 Autorizzazioni in deroga ai limiti del regolamento per le attività rumorose temporanee Per manifestazioni e spettacoli a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all'aperto da attivarsi in aree diverse da quelle sopra richiamate, il legale rappresentante pro tempore dell attività deve presentare al Sindaco, tramite il Servizio tecnico competente dell Amministrazione Comunale di Rieti, specifica domanda di autorizzazione in deroga, accompagnata dalla valutazione di impatto acustico redatta da Tecnico Competente in acustica ambientale (ex. L. 447/ 95), almeno 30 giorni prima dell'inizio dell attività. Qualora per occasionali e contingenti motivi documentabili, il legale rappresentante dell attività rumorosa a carattere temporaneo, ricompresa tra quelle autorizzate ai sensi degli artt. 24 e 25, ritenga necessario superare i limiti di rumore e/o orario indicati dal regolamento, dovrà indirizzare al Sindaco, tramite il Servizio tecnico competente dell Amministrazione Comunale di Rieti, specifica domanda di autorizzazione in deroga almeno 30 giorni prima dell inizio dell attività, secondo le modalità indicate all art. 17 della L. R. Lazio n. 18/2001. Il Sindaco, tramite il Servizio tecnico competente dell Amministrazione Comunale di Rieti, e previo parere della competente ARPA, può autorizzare l'attività rumorosa temporanea in deroga al presente regolamento. Ai sensi del presente articolo non si concedono deroghe a quelle attività rumorose a carattere temporaneo ubicate a distanza inferiore a 200 metri da ospedali, case di cura e riposo, scuole, ovvero in zone poste a classe 1. La violazione delle prescrizioni contenute nella autorizzazione potrà comportare la revoca della stessa e l attività rumorosa dovrà essere immediatamente adeguata ai limiti massimi ed orari del presente regolamento. 15
17 Titolo VI Cantieri edili, stradali ed assimilabili Art. 29 Impianti ed attrezzature In caso di attivazione di cantieri, le macchine e gli impianti in uso sia fissi che mobili dovranno essere conformi alle rispettive norme di omologazione e certificazione e dovranno essere collocate in postazioni che possano limitare al meglio la rumorosità verso soggetti disturbabili. Per le altre attrezzature non considerate nella normativa nazionale vigente, quali gli attrezzi manuali, dovranno essere utilizzati tutti gli accorgimenti e comportamenti per rendere meno rumoroso il loro uso. Gli avvisatori acustici potranno essere utilizzati solo se non sostituibili con altri di tipo luminoso e nel rispetto delle vigenti norme antinfortunistiche. Art. 30 Orari L'attivazione di macchine rumorose e l'esecuzione di lavori rumorosi in cantieri edili al di sopra dei limiti di zona e' consentito nei giorni feriali dalle ore 08:00 alle ore 19:00 e il sabato dalle ore 08:00 alle ore 13:00. L'attivazione di macchine rumorose e l'esecuzione di lavori rumorosi in cantieri stradali al di sopra dei limiti di zona è consentito nei giorni feriali, dalle ore 07:00 alle ore 20:00. Art. 31 Limiti massimi Il limite massimo di emissione da non superare è di Leq 70 db(a). Non si considerano i limiti differenziali. Tale limite si intende fissato in facciata degli edifici, in corrispondenza dei recettori più disturbati. Nel caso di ristrutturazioni interne il limite, misurato all'interno dei locali più disturbati, è di Leq 65 db(a). Le modalità di misura del livello equivalente di pressione sonora ponderato A, sono quelle indicate dal D.M. 16 marzo Art. 32 Emergenze Ai cantieri edili o stradali da attivarsi per il ripristino urgente dell'erogazione di servizi pubblici (linee telefoniche ed elettriche, condotte fognarie, acqua potabile, gas, ripristino di sistemi viari essenziali, ecc.) ovvero in situazioni di pericolo per l'incolumità della popolazione e di pericolo immediato per l'ambiente e il territorio, è concessa deroga agli orari, ai limiti massimi di rumorosità ed agli adempimenti amministrativi previsti dal presente regolamento. Art. 33 Modalità per il rilascio delle autorizzazioni L esercizio di cantieri edili e stradali e l'attivazione di impianti mobili sul territorio comunale nel rispetto dei limiti di rumore e di orario indicati negli articoli precedenti, è automaticamente autorizzato, previa comunicazione da inviare a Sindaco, tramite il Servizio tecnico competente dell Amministrazione Comunale di Rieti, almeno 7 giorni prima dell'inizio dell'attività rumorosa. Art. 34 Autorizzazioni in deroga ai limiti del regolamento per i lavori edili e stradali L'impresa appaltatrice di lavori edili o stradali che ritenga di poter superare i limiti del presente regolamento, deve presentare al Sindaco, tramite il Servizio tecnico competente dell Amministrazione Comunale di Rieti, specifica domanda di autorizzazione in deroga, accompagnata dalla valutazione di impatto acustico redatta da Tecnico Competente in acustica ambientale (ex L. 447/95), almeno 7 giorni prima dell'inizio della attività, specificando la durata presumibile e la localizzazione. Le eventuali proroghe dei termini previsti per la conclusione dei lavori, o l'impiego di attrezzature o macchinari ulteriori, per i quali è prevedibile un aumento della rumorosità, dovranno essere comunicati anticipatamente al Comune, per consentire la verifica dei livelli sonori derivanti e l'eventuale necessità di apportare modifiche ed integrazioni alle precedenti prescrizioni. 16
18 Il Sindaco, tramite il Servizio tecnico competente dell Amministrazione Comunale di Rieti, e previo parere della competente ARPA, può autorizzare l'attività rumorosa temporanea in deroga al presente regolamento. Dovrà essere effettuata a cura della ditta appaltatrice una adeguata campagna informativa per i cittadini residenti, illustrando il piano dei lavori, il loro scopo, e la loro durata, comunicando altresì con congruo anticipo i giorni e gli orari per i quali sono prevedibili le attività rumorose al di sopra dei limiti di rumore indicati dal presente regolamento per l'area interessata. La violazione delle prescrizioni contenute nella autorizzazione potrà comportare la revoca della stessa e l attività rumorosa dovrà essere immediatamente adeguata ai limiti massimi ed orari del presente regolamento. 17
19 Titolo VII Disposizioni per specifiche attività rumorose Art. 35 Impianti di condizionamento L installazione di apparecchiature e canali di presa o espulsione d aria che fanno parte di impianti di condizionamento, riscaldamento o ventilazione, in parti esterne di edifici quali cortili interni, pareti ed infissi, coperture e terrazzi è consentita unicamente per impianti che rispettino i valori indicati nella Tabella B dell allegato A del D.P.C.M. 5/12/1997, nonché i limiti di emissione di zona ed il criterio differenziale di cui al D.P.C.M. 14 novembre I dispositivi di cui al comma precedente devono essere installati adottando gli opportuni accorgimenti tecnici necessari al rispetto delle norme quali silenziatori, isolatori meccanici ed antivibranti degli appoggi e degli ancoraggi. Il Comune potrà richiedere ai proprietari o agli utilizzatori di tali impianti di fornire apposita relazione tecnica, redatta da professionista abilitato, attestante il rispetto dei limiti acustici. Art. 36 Macchine da giardino L uso di macchine ed impianti rumorosi per l esecuzione di lavori di giardinaggio è consentito nei giorni feriali, escluso il sabato, dalle ore 07:00 alle ore 19:00, e nei giorni festivi ed il sabato dalle ore 8:00 alle 12:00 e dalle ore 16:00 alle 20:00. Le macchine e gli impianti in uso per l esecuzione di lavori di giardinaggio devono essere tali da ridurre l inquinamento acustico nelle aree circostanti ai più bassi livelli consentiti dalla tecnica corrente, ovvero conformi alle direttive comunitarie europee recepite dalla normativa nazionale. Art. 37 Attività agricole e forestali L impiego temporaneo di macchine agricole per i lavori stagionali e di manutenzione ed adeguamento inerenti la conduzione, coltivazione e silvicoltura dei fondi, in deroga ai limiti della classificazione acustica, è consentito, senza necessità di autorizzazione o comunicazione, dalle ore 06:00 alle ore 21:00 dei giorni feriali e dalle ore 06:00 alle ore 13:00 dei giorni festivi. Le macchine e gli impianti in uso per l esecuzione dei suddetti lavori, devono essere tali da ridurre l inquinamento acustico nelle aree circostanti ai più bassi livelli consentiti dalla tecnica corrente, ovvero conformi alle direttive comunitarie europee recepite dalla normativa nazionale. Art. 38 Attività di manutenzione degli spazi pubblici, di igiene del suolo, di raccolta dei rifiuti L impiego temporaneo di macchine operatrici per lo svuotamento dei cassonetti della N.U. e delle campane della raccolta differenziata, di spazzamento e di lavaggio automatico delle strade, nonché di ogni altra attività di manutenzione degli spazi pubblici e di igiene del suolo, che comporti l uso di macchine operatrici, in deroga ai limiti di classificazione acustica, è consentito dalle ore 05:30 alle ore 20:00 dei giorni feriali e dalle ore 06:00 alle ore 12:30 dei giorni festivi. Le macchine e gli impianti in uso per l esecuzione dei suddetti lavori, devono essere tali da ridurre l inquinamento acustico nelle aree circostanti ai più bassi livelli consentiti dalla tecnica corrente, ovvero conformi alle direttive comunitarie europee recepite dalla normativa nazionale. Art. 39 Allarmi acustici Per le emissioni sonore provenienti dai sistemi di allarme non si applicano i limiti del presente regolamento, ma la durata di tale emissione non può superare il periodo di 10 minuti. 18
20 Art. 40 Regolamentazione per il suono delle campane Il suono delle campane svolge una funzione liturgica ed è il tradizionale e peculiare modo di comunicare della Chiesa coi suoi fedeli. Come tale, per le sue caratteristiche e la sua temporaneità è autorizzabile in deroga ai limiti massimi di emissione/immissione fissati dalle norme. Si autorizza, quindi, il suono delle campane per le funzioni religiose, nel rispetto delle prescrizioni indicate dall'ordinario Diocesano, e nei limiti di tollerabilità della cittadinanza. 19

References: Art. 8
 Art. 8
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
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 Art. 9
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 Art. 14
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 Art. 20
 Art. 21
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 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
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 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
 Art. 40
 Art. 41
 Art. 42
 Art. 43
 Art. 44
 Art. 45
 Art. 46
 Art. 47
 Art. 48
 Art. 49
 Art. 50
 Art. 1
 Art. 2
 art. 3
 art. 2
 articolo 11
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 Art. 3
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 Art. 9
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 Art. 21
 Art. 22
 art. 17
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 Art. 23
 Art. 24
 art. 25
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 Art. 26
 Art. 27
 art. 17
 Art. 28
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 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
 Art. 40