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Rapporto annuale Temi salienti - PDF
Rapporto annuale Temi salienti
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Fabia Palmisano
1 EBK CFB 2008 Rapporto annuale Temi salienti Eidgenössische Bankenkommission Commission fédérale des banques Commissione federale delle banche Swiss Federal Banking Commission2 2008 Rapporto annuale Temi salienti Eidgenössische Bankenkommission Commission fédérale des banques Commissione federale delle banche Swiss Federal Banking Commission3 Editore fino al 31 dicembre 2008: Commissione federale delle banche dal 1 gennaio 2009: Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA Schwanengasse 2 (fino al 30 giugno 2009) Einsteinstrasse 2 (dal 1 luglio 2009) CH-3003 Berna, Svizzera Telefono: Fax: Internet: Distribuzione Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL) Vendita pubblicazioni federali CH-3003 Berna, Svizzera Fax: Internet: Numero della pubblicazione i Altre pubblicazioni Rapport de gestion f Jahresbericht d Annual Report, Key themes en4 Sommario Commissione federale delle banche Preambolo I. FINMA II. La Commissione delle banche è ormai storia III. Temi salienti La crisi dei mercati finanziari Continuazione della crisi nel Misure adottate nella vigilanza delle grandi banche Nuovo regime per i fondi propri delle grandi banche Collaborazione tra la Commissione delle banche e la Banca nazionale Ripercussioni della crisi finanziaria sulle banche di piccole e medie dimensioni Collegamenti internazionali Enforcement delle prescrizioni borsistiche in materia di pubblicità delle partecipazioni Investimenti collettivi di capitale Condizioni quadro per la gestione patrimoniale5 Commissione federale delle banche Presidente Dr. oec. Eugen Haltiner Vicepresidente Prof. Dr. iur. Jean-Baptiste Zufferey Membri Peter Viktor Eckert Dr. iur. Anne Héritier Lachat Prof. Dr. rer. pol. René Kästli PD Dr. iur. Sabine Kilgus Charles Pictet Camera di assistenza amministrativa della Commissione delle banche Dr. oec. Eugen Haltiner Prof. Dr. iur. Jean-Baptiste Zufferey Dr. iur. Anne Héritier Lachat Camera delle offerte pubbliche di acquisto della Commissione delle banche Dr. oec. Eugen Haltiner Peter Viktor Eckert Dr. iur. Anne Héritier Lachat Segretariato Avvocato Daniel Zuberbühler, direttore Romain Marti, direttore sostituto, autorizzazioni/fondi di investimento (fino al 30 settembre 2008) Kurt Bucher, vicedirettore, banche/commercianti di valori mobiliari (dal 1 ottobre 2008 competente anche per le autorizzazioni) Daniel Sigrist, vicedirettore, grandi banche 4 RA CFB 20086 Commissione federale delle banche Franz Stirnimann, vicedirettore, borse/mercati (dal 1 ottobre 2008 competente anche per i fondi di investimento) Dr. iur. Urs Zulauf, vicedirettore, servizio giuridico (dal 1 ottobre 2008 anche sostituto del direttore) Markus Riesen, membro della direzione, controlling/logistica (fino al 30 novembre 2008) Dr. iur. Alain Bichsel, responsabile comunicazione/media RA CFB7 Preambolo Ci sono eventi nella storia che cambiano il volto del mondo. A volte è possibile prevederne l arrivo e quindi valutarne per tempo l impatto. In altri casi si manifestano in modo assolutamente inatteso, rendendo i processi di adeguamento inevitabilmente precipitosi. I dissesti nel settore finanziario sfociati in una vera e propria crisi hanno colto tutti di sorpresa, sia per l ampiezza del fenomeno che per la rapidità degli sviluppi. Alle prime avvisaglie dell anno scorso hanno fatto seguito una serie di bufere devastanti, che hanno spazzato via alcune banche di investimento indipendenti e messo in ginocchio aziende ritenute fino a quel momento solide. Solo i drastici interventi delle banche centrali e gli aiuti statali di portata senza precedenti hanno potuto evitare il collasso del sistema finanziario globale. Al momento attuale non sono da escludere ulteriori scossoni. I danni non sono stati ancora quantificati e non si conosce ancora l entità dei costi complessivi causati da tutte le conseguenze. La fine del sogno americano di una casa per tutti, anche per i ceti più deboli, costruita su un finanziamento a buon mercato e un indebitamento sempre più pesante, ha innescato una reazione a catena: al crollo dei prezzi immobiliari hanno fatto seguito il peggioramento dei rating, l illiquidità dei mercati dei valori mobiliari, problemi di valutazione, drastiche correzioni di valore, iscrizioni a bilancio di perdite, l erosione generale della fiducia, la paralisi delle operazioni interbancarie e infine ricapitalizzazioni forzate. La Svizzera, con le sue due grandi banche attive su scala globale, non ha potuto sottrarsi a questa spirale. Grazie a un pacchetto di misure predisposto congiuntamente dal Dipartimento federale delle finanze, dalla Banca nazionale svizzera e dalla Commissione federale delle banche, volto a rafforzare il sistema finanziario svizzero, sono stati effettuati tempestivamente gli interventi opportuni. Ai singoli istituti resta però il compito di recuperare la fiducia dei clienti. Quanto accaduto lascerà tracce profonde: occorrerà ridefinire i modelli operativi delle banche, correggere il sistema di remunerazione al fine di sopprimere gli incentivi sbagliati o inappropriati e imporre agli istituti che hanno una rilevanza per l intero sistema una dotazione molto più consistente di fondi propri. Alla fine del 2008 la Commissione federale delle banche ha posto una pietra miliare a conclusione del suo percorso. Anche in questo caso il passo è stato accuratamente preparato: dopo 73 anni di esistenza autonoma, confluirà nell Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA. Insieme all Ufficio federale delle assicurazioni private e all Autorità di controllo per RA CFB8 Preambolo la lotta contro il riciclaggio di denaro darà vita a un organo di vigilanza indipendente, che intende consolidare la fiducia in una piazza finanziaria svizzera funzionante, integra e competitiva. Eugen Haltiner Presidente Dicembre RA CFB 20089 I. FINMA Con effetto dal 1 gennaio 2009 la Commissione federale delle banche, l Ufficio federale delle assicurazioni private e l Autorità di controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro sono state riunite nell Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA). La fusione assicura la sorveglianza statale su banche, imprese di assicurazione, borse, commercianti di valori mobiliari e altri intermediari finanziari attraverso un unico organo. Le tre autorità accorpate La nuova autorità di vigilanza integrata trova il suo fondamento giuridico nella legge federale sulla vigilanza dei mercati finanziari (LFINMA), approvata dalle Camere federali il 22 giugno Base legale In veste di autorità di vigilanza indipendente la FINMA si prefigge la protezione dei clienti dei mercati finanziari, in particolare dei creditori, degli investitori e degli assicurati. Essa contribuisce in tal modo a rafforzare la fiducia in una piazza finanziaria svizzera funzionante, integra e competitiva. Profilo La FINMA è stata costituita come ente di diritto pubblico con una propria personalità giuridica dotata di autonomia funzionale, istituzionale e finanziaria. Come tale non è più inserita nell Amministrazione federale centrale, ma rappresenta un entità giuridicamente indipendente con competenze specifiche. L intero finanziamento avviene attraverso le tasse e gli emolumenti degli assoggettati alla vigilanza 1. La FINMA presenta un assetto moderno con un consiglio di amministrazione, una direzione e un organo di revisione. Il consiglio di amministrazione è l organo strategico della FINMA. È responsabile delle linee strategiche da seguire, decide in merito a questioni di ampia portata, emana ordinanze nel suo ambito di competenza, dirama circolari, svolge la sorveglianza della direzione e assicura la conduzione al vertice della FINMA. Organizzazione Con l entrata in vigore di una parte delle disposizioni organizzative della LFINMA il 1 febbraio 2008, la FINMA ha acquisito personalità giuridica propria e ha potuto intraprendere tutte le procedure necessarie alla sua strutturazione. Entrata in vigore parziale Parallelamente all entrata in vigore parziale della LFINMA il Consiglio federale ha nominato, sempre con effetto dal 1 febbraio 2008, sette membri del consiglio di amministrazione della FINMA. L organo è presieduto da Eugen Haltiner (finora presidente della Commissione delle banche). In base al decreto del Consiglio federale del 21 maggio 2008 i membri sono stati au- Consiglio di amministrazione 1 cfr. art. 15 LFINMA RA CFB10 I. FINMA mentati a nove dal 1 gennaio Per il periodo di carica compreso tra il 2009 e la fine del 2011 sono state istituite, in via eccezionale, due vicepresidenze. Direttore e direzione Il consiglio di amministrazione decide in merito alla nomina del direttore, fatta salva l approvazione del Consiglio federale. Al fine di individuare una personalità in grado di svolgere in modo ottimale questa funzione, in dicembre 2007 è stato avviato il processo di reclutamento con l indizione di un pubblico concorso. In data 8 maggio 2008 il consiglio di amministrazione ha operato la sua scelta, designando Patrick Raaflaub quale direttore della FIN- MA. Il Consiglio federale ha ratificato tale nomina nella sua seduta del 21 maggio Le procedure di assunzione a livello di direzione della FINMA sono cominciate all inizio di marzo La designazione dei membri della direzione da parte del consiglio di amministrazione, non subordinata all approvazione del Consiglio federale, è avvenuta l 8 maggio Processo di reclutamento Una volta conclusa l assegnazione delle cariche di direttore e di membro della direzione, è stato avviato il processo di reclutamento interno. Tutti i posti da occupare sono stati messi a concorso internamente. Nel quarto trimestre 2008 sono stati allestiti i contratti di lavoro della FINMA. Lavori del progetto Durante tutta la fase della costituzione e fino all avvio dell attività operativa della FINMA, il consiglio di amministrazione ha seguito i lavori di attuazione e ha preso le decisioni necessarie. Dapprima ha provveduto a definire il primo livello direttivo della nuova struttura organizzativa, che è stato suddiviso in sette settori: grandi banche, banche/intermediari finanziari, vigilanza integrata delle assicurazioni, rami assicurativi, mercati, diritto/enforcement/affari internazionali e servizi. L ulteriore strutturazione dei singoli settori è stata messa a punto di concerto con la direzione della FIN- MA. Il consiglio di amministrazione ha inoltre emanato il regolamento organizzativo e gestionale, il codice di condotta, i regolamenti riguardanti il personale e ha approvato il bilancio preventivo L armonizzazione dei diversi lavori di progetto e dell attività di vigilanza delle tre autorità finora attive ha rappresentato una sfida particolarmente impegnativa. Data l estrema complessità della gestione delle varie interfacce e della coordinazione dei lavori del progetto in termini di contenuto e di tempo, l intero processo si è svolto sotto la stretta supervisione del presidente del consiglio di amministrazione. Costi del progetto I costi relativi al progetto di fusione sono stati imputati al bilancio 2008 dalle tre autorità, proporzionalmente alla loro dimensione, per una somma complessiva di 3,5 milioni di franchi. L ammontare finale delle spese si è 10 RA CFB 200811 I. FINMA mantenuto entro i limiti preventivati. Per coprire gli investimenti preliminari della FINMA, l Amministrazione delle finanze ha concesso un prestito di 7,5 milioni di franchi. La maggior parte delle spese sono state sostenute nel settore informatico. Ai sensi dell art. 13 cpv. 1 LFINMA, la FINMA assume il suo personale conformemente al diritto pubblico. Il legislatore ha concesso alla FINMA la facoltà di disporre di un proprio statuto del personale. Il consiglio di amministrazione disciplina, secondo l art. 13 cpv. 2 LFINMA, il rapporto di impiego mediante un ordinanza, approvata dal Consiglio federale in data 27 agosto Rispetto all Amministrazione federale, a parità di flessibilità, nell ordinanza sul personale FINMA il consiglio di amministrazione ha accentuato l orientamento alle prestazioni. Statuto del personale Il Consiglio federale ha approvato due ordinanze di esecuzione afferenti alla LFINMA che sono entrate in vigore il 1 gennaio 2009: l ordinanza sulla riscossione di emolumenti e tasse da parte della FINMA e l ordinanza sugli audit dei mercati finanziari. Gli emolumenti e le tasse sono pressoché analoghi a quelli fissati nelle regolamentazioni finora adottate dalla Commissione federale delle banche, dall Ufficio federale delle assicurazioni private e dall Autorità di controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro. La pratica finanziaria e contabile della FINMA mira, per quanto possibile, all imputazione dei costi secondo un principio di causalità. L ordinanza sugli audit dei mercati finanziari raccoglie in un solo testo le disposizioni in materia nell ambito dei mercati finanziari. Normative di applicazione relative alla LFINMA Con l entrata in vigore della LFINMA nella sua integralità, in data 1 gennaio 2009, la FINMA ha iniziato la sua attività operativa nelle rispettive sedi delle tre autorità confluite nella nuova entità. Per il secondo trimestre 2009 è previsto l insediamento della FINMA nella sede comune della Einsteinstrasse a Berna. Avvio dell attività operativa della FINMA RA CFB12 II. La Commissione delle banche è ormai storia Gli stessi temi centrali, ieri come oggi Il 31 dicembre 2008 si è assistito al passaggio del testimone dalla Commissione delle banche alla FINMA. Per poco più di un anno la Commissione delle banche non è riuscita a tagliare il traguardo dei 75 anni, mancando così tutti i festeggiamenti di rito. Chissà, forse in futuro gli storici dell economia si riuniranno per fare un bilancio del suo operato, di quanto fatto e non fatto, delle occasioni colte e di quelle non colte. In tutti questi anni il mondo finanziario è mutato radicalmente e la piazza finanziaria ha avuto uno sviluppo impressionante. Tuttavia, non tutto è cambiato. Per un caso fortuito (o per una precisa intenzione) alcuni dei temi centrali per la piazza finanziaria all epoca della creazione della legge sulle banche sono rimasti gli stessi, ieri come oggi. Ieri: crisi bancaria globale e vortice degli eventi La legge sulle banche è conseguita dalla profonda crisi che ha investito le banche di tutto il mondo dopo il tracollo del Questa crisi non ha risparmiato nemmeno la Svizzera e le grandi banche svizzere, che dovettero rettificare drasticamente il valore dei loro attivi esteri. La Confederazione ha dovuto sostenere la Banca popolare svizzera con forti iniezioni di liquidità e in seguito, a fine 1933, con un immissione di capitale, effettuata mediante un forzato atto legislativo pari a oltre il 20% della spesa pubblica di allora. Nella prefazione della pubblicazione edita nel 1985 per il Cinquantenario della Commissione delle banche il Consigliere federale Otto Stich, ex-membro della stessa, ha ripercorso i momenti culminanti della nascita dell istituzione: «La Commissione federale delle banche è figlia della necessità contingente: fin dai suoi esordi ha dovuto affrontare, in condizioni di estrema difficoltà, i drammatici problemi che minacciavano il sistema bancario svizzero, fornendo il suo contributo per salvaguardarne il funzionamento.» La gravità della situazione traspare anche dal conciso discorso rivolto ai membri dal Consigliere federale Edmund Schulthess, primo presidente della Commissione delle banche, in apertura della prima seduta del nuovo organismo nell aprile 1935: «Il nostro compito non sarà facile, soprattutto se la situazione economica dovesse ulteriormente deteriorarsi. Dobbiamo cercare con tutte le nostre forze di preservare il sistema bancario. Dobbiamo avere il coraggio di intervenire con fermezza laddove è necessario, operando sempre e comunque con ponderatezza e cautela per evitare che la nostra azione crei più danni che benefici.» Oggi: crisi bancaria globale e vortice degli eventi Come un immaginaria chiusura del cerchio, un altra crisi bancaria globale conclude l attività operativa della Commissione delle banche. Le cause sono diverse, l evoluzione è più rapida, ma le analogie sono evidenti. Anche oggi le banche attive su scala internazionale vengono risucchiate per prime da una spirale perversa e anche oggi devono essere salvate con piani statali di entità senza precedenti. Di nuovo le grandi banche svizzere sono coinvolte 12 RA CFB 200813 II. La Commissione delle banche è ormai storia e di nuovo una di loro, UBS, ha dovuto essere sostenuta in ottobre 2008 con un azione congiunta della Confederazione, della Banca nazionale e della Commissione delle banche. Il testo del 1934 della legge sulle banche prevedeva tra l altro la tutela sul piano penale contro le violazioni del «segreto bancario», rimasta invariata fino ad oggi (art. 47 LBCR). L intenzione del legislatore era quella di proteggere i clienti (e non le banche) dalla divulgazione a terzi di dati relativi alle proprie relazioni bancarie nei casi in cui questa non fosse giustificata giuridicamente. Lo spunto per l introduzione delle sanzioni penali era stato fornito dalle incursioni e ingerenze di funzionari finanziari e fiscali di paesi limitrofi. Da allora il segreto bancario ha assunto quasi una valenza mitica ed è divenuto oggetto di continue contese. Negli ultimi trent anni le autorità svizzere hanno compiuto grossi sforzi per garantire la sfera privata dei clienti delle banche, pur andando incontro alle legittime esigenze in materia di informazione delle autorità nazionali ed estere attraverso nuovi iter giuridici. Anche la Commissione delle banche ha dato il proprio apporto, ad esempio nell ambito dell assistenza amministrativa prevista della legge sulle banche o in situazioni straordinarie quali ad esempio la lotta ai fondi di potentati o la questione dei patrimoni in giacenza appartenuti a vittime dell Olocausto. Ieri: preoccupazioni riguardo al segreto bancario Le discussioni sulla opportuna regolamentazione del segreto bancario sono proseguite lungo il filo degli anni. Autorità di vari paesi erano pronte a pagare per venire in possesso dei dati rubati di clienti delle banche. L estensione dell assistenza amministrativa e giudiziaria è continuamente messa in discussione, soprattutto in campo tributario e nell attività di vigilanza sui mercati dei valori mobiliari. È probabile che il contenzioso prosegua ancora. Gli interessi sono molteplici: in gioco non vi è solo l interesse delle autorità estere di accedere a dati bancari svizzeri contrapposto a quello dei clienti delle banche di tutelare la loro sfera privata. Vi sono anche le esigenze del settore finanziario di operare su scala internazionale in condizioni concorrenziali il più vantaggiose possibili e di disporre di un accesso ai mercati globali privo di preclusioni, che tuttavia presuppone le necessità legittime delle autorità locali di essere debitamente informate. A seconda degli sviluppi della situazione gli interessi possono rapidamente cambiare, anche se gli attori restano uguali. È in questo terreno insidioso su cui la Commissione delle banche ha cercato di trovare la propria via. Oggi: preoccupazioni riguardo al segreto bancario RA CFB14 1 La crisi dei mercati finanziari 1.1 Continuazione della crisi nel 2008 Inasprimento della crisi Nel 2008 la crisi finanziaria internazionale si è ulteriormente acuita. I dissesti che nel secondo semestre 2007 hanno colpito il mercato immobiliare statunitense, in particolare il segmento subprime, si sono estesi nell anno successivo all intero comparto del credito e della liquidità e sono sfociati in una vera e propria recessione globale. Paralisi del mercato interbancario Nella primavera del 2008 l andamento della crisi ha toccato il suo primo apice a causa della vendita, orchestrata dalle autorità USA, della banca di inves - timento Bear Stearns a J.P. Morgan Chase. Il fallimento della Lehman Brothers nel corso del mese di settembre 2008 e la mancata adozione di misure di salvataggio da parte del governo statunitense hanno portato a una vera e propria escalation. Questo ha a sua volta minato la fiducia tra le banche e, di conseguenza, ha bloccato quasi completamente il mercato interbancario, il quale riveste un importanza fondamentale per l approvvigiona mento di liquidità. A ciò si è aggiunto il crollo dei mercati finanziari internazionali che ha avuto una serie di contraccolpi sui profitti e sulla capitalizzazione di vari istituti finanziari, i cui effetti non si sono ancora esauriti. Con il crack del gruppo finanziario Fortis, salvato in extremis dai governi di Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, la crisi ha raggiunto anche il vecchio continente. Interventi dei governi e delle banche centrali Per arginare la crisi, che ha coinvolto l intero sistema, le banche centrali e i governi di numerosi paesi hanno dovuto varare una serie di provvedimenti ricorrendo, ad esempio, a riduzioni coordinate dei tassi, massicce iniezioni di liquidità supplementare anche con coperture di scarsa qualità, aumento delle garanzie per i depositi, assunzione di attivi illiquidi, nazionalizzazione totale o parziale di istituti finanziari con immissione di nuovo capitale e garanzie statali su impegni presi dalle banche al fine di migliorare la situazione della liquidità. Parte di queste misure sono state annunciate ancor prima di averne definito i dettagli, altre sono state successivamente accantonate. L incertezza che ne è derivata non è servita a tranquillizzare gli operatori di mercato. In fatti, tali interventi hanno sì contribuito a una relativa normalizzazione, ma non sono stati in grado di innescare un effettiva inversione di tendenza. Pacchetto di misure approntate dal Consiglio federale, dalla Banca nazionale e dalla Commissione delle banche Il Consiglio federale, la Banca nazionale e la Commissione delle banche hanno stanziato un pacchetto di misure per stabilizzare la situazione in particolare di UBS e rafforzare così il sistema finanziario svizzero. Si è trattato di un azione congiunta i cui singoli dettagli sono stati messi a punto in stretta collaborazione. 14 RA CFB 200815 Il pacchetto di misure era imperniato sul trasferimento di attivi illiquidi di UBS per un ammontare fino a 60 miliardi di dollari ad una società veicolo sottoposta al controllo della Banca nazionale nonché sull aumento di 6 miliardi di franchi sotto forma di prestito a conversione obbligatoria sottoscritto dalla Confederazione, al fine di consolidare la base di fondi propri di UBS. Accanto a questi due provvedimenti principali sono state inserite altre disposizioni riguardanti, ad esempio, le condizioni poste ai sistemi di remunerazione, un generale innalzamento delle somme garantite per i depositi e prescrizioni più severe in materia di fondi propri per le due grandi banche. Dopo la comunicazione avvenuta il 16 ottobre 2008 il pacchetto di misure, accompagnato dal messaggio del Consiglio federale del 5 novembre 2008, è stato sottoposto ufficialmente al Parlamento 2. In dicembre 2008 le Camere federali hanno ratificato il finanziamento della ricapitalizzazione di UBS e la revisione delle disposizioni della legge sulle banche relative alla protezione dei depositanti 3. L operazione di assunzione degli attivi illiquidi è stata invece condotta dalla Banca nazionale. UBS al centro dell attenzione 1.2 Misure adottate nella vigilanza delle grandi banche A fronte delle perdite che UBS ha continuato ad accusare, la banca ha dovuto effettuare ripetuti aumenti dei suoi fondi propri, rispondendo alle pressioni esercitate dalla Commissione delle banche. In dicembre 2007 UBS ha potuto collocare presso un fondo statale estero un prestito a conversione obbligatoria per un ammontare pari a 13 miliardi di franchi. Già alla fine del primo trimestre 2008 è stato necessario garantire, mediante assunzione a fermo da parte di un consorzio di banche, un aumento di capitale ordinario per un valore di 16 miliardi di franchi. Tale aumento di capitale è stato attuato in giugno A metà ottobre la Confederazione ha successivamente deciso di sottoscrivere un prestito a conversione obbligatoria per 6 miliardi di franchi. Le obbligazioni verranno convertite in azioni entro un termine massimo di trenta mesi e rappresentano un capitale in grado di far fronte alle perdite e di garantire l attività operativa. Le obbligazioni, insieme al capitale azionario ordinario, hanno fatto affluire a UBS in meno di un anno fondi propri di base per un ammontare di 35 miliardi di franchi. Ripetuti aumenti dei fondi propri di UBS 2 cfr. Messaggio concernente un pacchetto di misure per rafforzare il sistema finanziario svizzero (http://www.admin.ch/ch/i/ff/2008/7731.pdf) e Decreto federale concernente un credito per la ricapitalizzazione di UBS SA (http://www.admin.ch/ch/i/ff/2008/7791.pdf) 3 cfr. Messaggio concernente la modifica della legge federale sulle banche e le casse di risparmio (rafforzamento della protezione dei depositanti) (http://www.admin.ch/ch/i/ff/2008/7659.pdf) RA CFB16 Conseguenze sul piano del personale In occasione della seconda assemblea generale degli azionisti nel 2008 è stata decisa la sostituzione del presidente del consiglio di amministrazione di UBS con effetto a partire dal mese di luglio. È stata accolta così una delle richieste avanzate dalla Commissione delle banche, relativa a un riassetto del personale ai vertici. In questa ottica rientrano anche il rinnovo di parte del consiglio di amministrazione, volto a potenziare le competenze nell ambito finanziario, e la soppressione del Chairman s Office da parte del nuovo presidente del consiglio di amministrazione, una misura quest ultima di tipo organizzativo nell ambito della corporate governance. Rapporto sulle cause delle rettifiche di valore operate da UBS La Commissione delle banche ha approfondito le cause all origine delle elevate rettifiche di valore effettuate da UBS su posizioni a rischio legate a ipoteche negli USA coperte da garanzie insufficienti («mutui subprime») 4. Per svolgere gli accertamenti del caso si è avvalsa delle analisi svolte internamente da UBS, dei propri accertamenti e di numerosi colloqui con i res - ponsabili della banca. Nelle sue linee essenziali l inchiesta della Commissione delle banche, particolarmente laboriosa, è giunta alle stesse conclusioni di UBS. Carente individuazione dei rischi UBS non era al corrente, fino all inizio di agosto 2007, dell entità e della natura dei rischi assunti nel settore subprime negli USA e in altri ambiti collegati, per cui non è stata in grado di prendere in tempo le opportune contromisure. In particolare la banca non ha calcolato gli enormi rischi delle sue posizioni super senior, presenti nel portafoglio di negoziazione, relative alle cartolarizzazioni CDO. Per «super senior» si intendono le tranche di una cartolarizzazione che comprendono i titoli della classe a più basso rischio, perloppiù con un rating tripla A. Detenendo tali titoli UBS intendeva perseguire una strategia «carry trade», mirava cioè a generare redditi sfruttando da un lato il differenziale tra le remunerazioni di questi titoli e dall altro il livello più contenuto dei costi propri di rifinanziamento compresi i costi di copertura. Fiducia acritica nei sistemi esistenti La banca ha sottovalutato i rischi connessi a tali posizioni, con conseguenze che, nel contesto anomalo di mercato, si sono rivelate disastrose. La Commissione delle banche ha giudicato la scarsa attenzione prestata ai rischi nascosti legati alla crescita del bilancio e l eccessiva fiducia riposta nei meccanismi di identificazione e rilevamento dei rischi come gravi omissioni 4 cfr. «Subprime-Krise: Untersuchung der EBK zu den Ursachen der Wertberichtigungen der UBS AG» (Crisi subprime: inchieste della CFB sulle cause dell origine delle elevate rettifiche di valore di UBS SA), 30 settembre 2008 (http://www.finma.ch/archiv/ebk/d/publik/medienmit/ /ubs-subprime-bericht-ebk-d.pdf) 16 RA CFB 200817 da parte della banca. L inchiesta non ha tuttavia evidenziato nessun elemento tale da indurre a ritenere che gli organi della banca non fossero più in grado di garantire una gestione ineccepibile dell attività operativa. La Commissione delle banche ha sostenuto un piano di misure, elaborato e pubblicato da UBS, finalizzato a rimediare alle carenze riscontrate, seguendone l attuazione con occhio vigile. La ricapitalizzazione di UBS finanziata dalla Confederazione ha posto una serie di condizioni nell ambito della corporate governance. UBS si è impegnata in particolare nei confronti della Confederazione e della Banca nazionale ad applicare, nella definizione dei sistemi di remunerazione, principi conformi alle «best practice» concordate con la Commissione delle banche e agli standard internazionali del settore. UBS è stata inoltre incaricata di fissare, d intesa con la Commissione delle banche, l ammontare, la composizione e la distribuzione del pool a livello di gruppo per le componenti variabili delle remunerazioni relative all anno 2008 e di sottoporre tale pool all approvazione della Commissione. Inoltre UBS è stata obbligata a fornire tutte le informazioni necessarie all autorità di vigilanza. Nella sfera di competenza della FINMA è prevista l emanazione di direttive generali riguardanti i sistemi di remunerazione valide per l intero settore finanziario. Regolamentazione dei sistemi di remunerazione Nel quarto trimestre 2008 la Commissione delle banche ha raggiunto un accordo con i due maggiori istituti bancari sull innalzamento dei requisiti per i fondi propri e sull introduzione di un leverage ratio 5. Accordo sulla necessità di maggiori dotazioni Nella discussione sull aumento del capitale il Credit Suisse si è dimostrato notevolmente interessato a eliminare ogni tipo di incertezza negli investitori dovute alle nuove esigenze. Credit Suisse si era infatti proposta l obiettivo di soddisfare tempestivamente i nuovi requisiti sui fondi propri. A questo scopo ha proceduto a un aumento dei fondi propri di base, grazie a investitori stranieri, di circa 10 miliardi di franchi. Aumento dei fondi propri del Credit Suisse 1.3 Nuovo regime per i fondi propri delle grandi banche La crisi finanziaria ha rafforzato la convinzione secondo cui le due banche maggiori devono disporre di fondi propri molto più elevati che in passato. Il margine del 20% oltre i requisiti minimi imposti da Basilea II, inteso come una sorta di cuscinetto a protezione delle banche svizzere, si è rivelato non Precedenti requisiti patrimoniali insufficienti 5 cfr. punto 1.3 RA CFB18 abbastanza consistente. Insufficiente si è rivelato anche l aumento moderato della dotazione deciso solo per le due grandi banche alla fine di agosto 2007 dalla Commissione delle banche. Potenziamento della resistenza alle crisi Il nuovo regime per i fondi propri è stato sviluppato dalla Commissione delle banche in stretta collaborazione con la Banca nazionale e mira al rafforzamento della capacità di tenuta non solo delle due grandi banche svizzere, ma del sistema finanziario nel suo complesso. L innalzamento dei requisiti sui fondi propri e l introduzione del leverage ratio consentiranno a UBS e Credit Suisse di affrontare meglio le crisi in futuro. L aumento della quota di fondi propri che deve fungere da ammortizzatore non serve a evitare le crisi, ma contribuisce ad assorbire meglio le eventuali perdite. In Svizzera, dove le due grandi banche ricoprono un importanza sistemica determinante per la piazza finanziaria e per l intera economia nazionale, una maggiore dotazione di fondi propri era assolutamente irrinunciabile. Per le altre banche sul territorio nazionale non sono previsti cambiamenti, dato che, hanno già optato di propria volontà per una dotazione di fondi propri pari a quasi il doppio di quanto richiesto. Flessibilità entro limiti temporali I nuovi requisiti sui fondi propri per le due grandi banche sono stati sanciti il 20 novembre 2008 in due distinte decisioni. Ad eccezione delle specificità delle strutture e dei principi contabili internazionali applicati, il nuovo regime è identico per entrambi gli istituti. La Commissione delle banche è consapevole delle gravissime difficoltà in cui attualmente versano i mercati finanziari. In considerazione di ciò, le due grandi banche hanno tempo fino al 2013 per adeguare gradualmente i fondi propri ai nuovi requisiti. Qualora il quadro generale delle piazze finanziarie o la situazione finanziaria degli istituti non dovessero permettere il raggiungimento degli obiettivi imposti entro il 2013, sarà possibile una proroga del termine. Due strumenti complementari Al centro del nuovo regime per i fondi propri sono stati posti due strumenti, che si integrano reciprocamente: l aumento dei fondi propri ponderati per il rischio e l introduzione del leverage ratio, cioè di una limitazione del grado di indebitamento in termini nominali e indipendente dai rischi. Aumento dei fondi propri ponderati per il rischio I nuovi requisiti in materia di fondi propri per le grandi banche saranno dal 50% al 100% superiori a quelli minimi validi a livello internazionale (pilastro 1) stabiliti da Basilea II. Questa flessibilità è resa possibile dai fondi propri aggiuntivi nell ambito del pilastro 2 (procedure di vigilanza prudenziale specifiche delle banche). Tale margine di manovra è necessario affinché le misure possano esercitare l effetto stabilizzatore voluto e, al contempo, agire in modo anticiclico. Durante le fasi favorevoli le banche dovrebbero 18 RA CFB 200819 costituire dei fondi propri fino al 200%. In tempi di crisi sarà possibile ricorrere al cuscinetto così creato e utilizzarlo fino a un grado di intervento massimo del 150%. L imposizione di nuovi requisiti per i fondi propri mira a limitare chiaramente le componenti di bilancio finanziate da capitale di terzi. Indipendentemente dalla stima relativa al rischio di un operazione, è necessario disporre di una determinata quota di fondi propri di base. Per entrambe le banche il rapporto tra i fondi propri di base e il totale di bilancio, espresso dal leverage ratio, dovrà essere di almeno il 3% a livello di gruppo e di almeno il 4% a livello di singoli istituti. L autorità di vigilanza si aspetta che in periodi favorevoli la dotazione oltrepassi i minimi menzionati. Per non penalizzare l attività creditizia nazionale delle grandi banche, la quale riveste un ruolo molto importante per l economia, questa non verrà inclusa nel leverage ratio. Leverage ratio Dato il ruolo di primo piano delle grandi banche nel contesto nazionale, la Commissione delle banche ha ritenuto di dover adottare con rapidità delle misure adeguate. Gli interventi nei Paesi esteri hanno seguito la stessa direzione: aumento massiccio della dotazione di fondi propri delle banche operanti su scala globale e integrazione del leverage ratio a complemento degli approcci più complessi basati su modelli. Ruolo precursore della Commissione delle banche rafforzamento a livello internazionale 1.4 Collaborazione tra la Commissione delle banche e la Banca nazionale La pluriennale collaborazione tra la Commissione delle banche e la Banca nazionale, formalizzata già nel 2007 nel contesto di un Memorandum of Understanding, si è ulteriormente intensificata in occasione della crisi dei mercati finanziari. Il lavoro comune si è svolto soprattutto in gruppi di lavoro, che si sono occupati dell elaborazione di misure nell ambito della stabilità finanziaria e della regolamentazione delle banche. Stretta collaborazione La cooperazione tra le due istituzioni ha consentito, tra l altro, di sviluppare un piano di prescrizioni più severe in materia di fondi propri. Ne sono risultate due decisioni della Commissione delle banche destinate alle due grandi banche, in cui sono sancite l introduzione di un leverage ratio e l aumento della dotazione di fondi propri basata sul rischio. Elaborazione di pre - scrizioni più severe in materia di fondi propri per le grandi banche RA CFB20 Nuovo regime di liquidità per le grandi banche È prevista inoltre la revisione, in seno a un gruppo di lavoro composto da esponenti della Banca nazionale e della Commissione delle banche, delle prescrizioni applicabili alle grandi banche in materia di liquidità. Per diversi motivi l attuale regolamentazione basata sulla ordinanza sulle banche si è rivelata insufficiente per le grandi banche. Scenari di crisi In base al nuovo regime, la cui entrata in vigore è prevista per il primo semestre 2009, le banche devono dimostrare, mediante vari scenari di crisi, che la struttura aziendale permetterebbe loro di superare una grave crisi di liquidità. Le banche devono poter compensare eventuali deflussi di fondi in un breve lasso di tempo con una corrispondente quantità di attivi liquidi. Inoltre va garantito che le necessarie vendite e costituzioni in pegno di attivi non compromettano in nessun modo la solvibilità della banca. Le ipotesi e i modelli impiegati a questo scopo devono essere sottoposti all autorizzazione della Commissione delle banche. Requisiti nella gestione della liquidità Secondo le nuove prescrizioni le due grandi banche dovranno soddisfare anche requisiti nella gestione della liquidità conformi con i principi stabiliti dal Comitato di Basilea per una gestione efficace dei rischi di liquidità. 1.5 Ripercussioni della crisi finanziaria sulle banche di piccole e medie dimensioni Possibile amplificazione delle conseguenze indirette A differenza delle grandi banche, gli altri istituti in Svizzera non sono stati toccati fortemente, in modo diretto, dalla crisi finanziaria internazionale, ed in particolare dal crollo del mercato immobiliare USA. Essi risentono tuttavia indirettamente degli sviluppi negativi dei mercati finanziari internazionali. Ne avvertono infatti i contraccolpi sulla situazione reddituale e sull an - damento dei valori patrimoniali da loro amministrati. Con ogni probabilità, il raffreddamento congiunturale lascerà tracce anche sul mercato creditizio elvetico. Il deterioramento della solvibilità e i crescenti problemi nella sostenibilità finanziaria conducono ad un accresciuta percentuale di prestiti che non generano proventi, facendo aumentare le rettifiche di valore e le perdite. La mancanza di fiducia, diffusa sul mercato interbancario, ha avuto un impatto su tutte le banche, per le quali sia una carenza che un eccesso di liquidità possono causare grosse difficoltà. Numerose banche piccole e medie hanno registrato nel 2008 un consistente afflusso di fondi della clientela, che però potrebbe avere una prevedibilità incerta. È quindi presumibile che gli effetti delle turbolenze si facciano sentire con sempre maggiore intensità sulle stesse. In generale comunque la loro buona capitalizzazione dovrebbe attenuare la portata di tali conseguenze. 20 RA CFB 2008 Vedere altro
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