Source: http://trn-news.it/portale/index.php/2011-08-07-02-54-44/itemlist/tag/Tar%20Calabria
Timestamp: 2020-02-28 12:00:54+00:00

Document:
Ormai la chiesa integra il ruolo delle OOSS e manifesta la sua attenzione anche ai lavoratori italiani.
La ulteriore riprova è nell’intervento di Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini
Morosini interviene sull’annunciata chiusura delle strutture sanitarie private in Calabria in seguito a una recente sentenza del Tar.
Afferma il presule «Siamo profondamente rammaricati nell’apprendere che avamposti di tutela della salute dei cittadini siano costretti a procedere con i licenziamenti collettivi dei propri dipendenti e dichiarare la cessazione dell’attività.
Dal nostro osservatorio, pur conservando il massimo rispetto istituzionale, auspichiamo che si metta in atto un intervento urgente che salvaguardi le strutture private calabresi che operano in ambito sanitario, spesso supplendo alle difficoltà della Sanità pubblica locale».
Il pensiero di Morosini, infine, va alle “vittime” di questo sistema.
Continua l’arcivescovo reggino «A pagare il prezzo più caro sono i cittadini-pazienti e i professionisti che –si ritroveranno a passare le feste natalizie senza più un’occupazione.
Poi conclude affermando «Non si può accettare più la perdita di posti di lavoro.
Reggio e tutta la Calabria non se lo possono permettere».
Praticamente Morosini afferma la insufficienza del servizio sanitario pubblico e quindi la necessità della sanità privata .
Quello che è strano è che il presule non chiede , come forse dovrebbe, alle istituzioni , Regione in primis, di migliorare nettamente il servizio sanitario pubblico!
Il presule dimentica che la chiusura delle strutture provate può indurre l’obbligo di migliorare quelle pubbliche con la ovvia conseguenza di nuove assunzioni.
Lo strano è anche la netta presa di posizione della Chiesa a favore del servizio sanitario privato!
E’ noto che alle recenti elezioni comunali di Serra d’Aiello la vittoria è stata aggiudicata per un solo voto. Da qui il ricorso della lista dell’avvocato Antonio Cuglietta e la prima udienza già intervenuta.
Ora il TAR ha disposto la verifica di alcune schede ed ha fissato al 19 dicembre la nuova udienza.
Si tratta di un primo brillante risultato dello studio dell'avvocato Morcavallo
sul ricorso numero di registro generale 880 del 2018, proposto da
Antonio Cuglietta, Gaetano Cappelli, Gianluca Posteraro, Ferdinando Stella, Piero Longo, Filippo Aloe, Eleonora Iachetta, Domenico Vellone, Flavio Roppo Valente, Raffaele Camastra, Margherita Perri, rappresentati e difesi dall'avvocato Oreste Morcavallo, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Cosenza, corso Luigi Fera, n. 23;
contro Comune di Serra D'Aiello non costituito in giudizio; nei confronti Giovanna Caruso, Vincenzo Paradiso, Walter Pirillo, Guerino Mendicino, Vanessa Berardone, Saverio Rizzo, Raffaele Falsetto ed innocenti Maria rappresentati e difesi dall'avvocato Gregorio Barba, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Cosenza, viale F. e G. Falcone n. 45; Maria Innocenti In Suriano Campagna non costituito in giudizio;
N. 00880/2018 REG.RIC.
per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: Ricorso ex art. 130 C.P.A. avverso: a) il Verbale di proclamazione degli eletti dell'11.6.2018 alla carica di Sindaco e di Consigliere comunale nella elezione diretta del Sindaco e del Consiglio comunale del Comune di Serra D'Aiello (Cs); b) il Verbale della Sezione n. 1; onde ottenerne in via principale il parziale annullamento con la correzione del risultato della "Lista Civica La Svolta 1.2" in n. 188 voti effettivamente conseguiti in luogo dei n. 190 voti erroneamente assegnati, con la conseguente proclamazione alla carica di Sindaco di Antonio Cuglietta ed alla carica di Consigliere comunale di Piero Longo, Gaetano Cappelli, Margherita Perri, Posteraro Gianluca, Filippo Aloe, Fulvio Roppo Valente, Raffaele Camastra, per la maggioranza e Giovanna Caruso, Vincenzo Paradiso e Walter Pirillo, per la minoranza; in via subordinata per l'annullamento integrale delle operazioni elettorali e del Verbale di proclamazione degli eletti dell'11.6.2018 e con la ripetizione delle elezioni comunali. Con vittoria di spese e compensi. Per quanto riguarda il ricorso incidentale presentato da Giovanna Caruso, Vincenzo Paradiso, Walter Pirillo, Guerino Mendicino, Vanessa Berardone, Saverio Rizzo, Raffaele Falsetto ed Innocenti Maria il 26\7\2018 : a) del Verbale delle operazioni dell'Ufficio Elettorale della Sezione n. 1 del 10 giugno 2018; b) del Verbale di proclamazione degli eletti dell'11.6.2018 alla carica di Sindaco e di Consigliere comunale nella elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale del Comune di Serra d'Aiello (CS) al fine di ottenerne il parziale annullamento sotto altro profilo con la correzione del risultato della Lista “Sosteniamo Serra Antonio Cuglietta Sindaco” in n. 188 voti di lista validi effettivamente conseguiti in luogo dei n. 189 voti erroneamente assegnati.
Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti gli artt. 65, 66 e 67 cod. proc. amm.;
N. 00880/2018 REG.RIC. Visti gli atti di costituzione in giudizio di Giovanna Caruso e di Vincenzo Paradiso e di Walter Pirillo e di Guerino Mendicino e di Vanessa Berardone e di Saverio Rizzo e di Raffaele Falsetto ed Innocenti Maria; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 10 ottobre 2018 la dott.ssa Francesca Goggiamani e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Visti gli artt. 66 e 130 c.p.a.; Ritenuto che ai fini del decidere sui contrapposti motivi di ricorso sia necessario procedere ad una verificazione in contraddittorio delle parti nei termini di cui in dispositivo; P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sede di Palermo, Sezione Seconda, 1) DISPONE che sia effettuata la verificazione; 2) NOMINA verificatore il Prefetto di Cosenza, con facoltà di delega ad un funzionario del medesimo Ufficio territoriale del Governo, il quale entro venti giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente ordinanza, acquisirà presso gli uffici depositari, la Busta n. 6-C della sezione 1 del Comune di serra d’Aiello, contenente le schede dei voti validi e quindi provvederà a: - verificare se risulti assegnata alla "Lista Civica La Svolta 1.2" una scheda recante sbarrato il simbolo di tale lista e nello spazio corrispondente su due livelli un nome o cognome ed una sigla di soggetti estranei alla elezione; se risulti assegnata alla "Lista Civica La Svolta 1.2" una scheda recante sbarrato simbolo di tale lista e nello spazio sottostante della lista "Sosteniamo Serra" un nome o cognome di soggetto estraneo alla competizione elettorale;
- a verificare se risulti assegnata alla lista n. 2 “Sosteniamo Serra Antonio Cuglietta Sindaco” e con preferenza assegnata al candidato Aloe Filippo una scheda recante una “X” (ics) che comprende interamente sbarrati l’area del rettangolo della scheda
N. 00880/2018 REG.RIC. contenente il nome del candidato sindaco, il simbolo della lista “Sosteniamo Serra Antonio Cuglietta Sindaco” e vergata la preferenza “FILIPPO ALOE”; se risulti assegnata alla lista n. 2 “Sosteniamo Serra Antonio Cuglietta Sindaco” una scheda recante il simbolo della lista “Sosteniamo Serra Antonio Cuglietta Sindaco” sbarrato e nello spazio sotto-stante al simbolo, destinato alla espressione della preferenza, l’indicazione del nome e cognome “Longo Costantino”. - ad acquisire l’allegato 2 del verbale delle operazioni elettorali inviato alla Prefettura e gli altri documenti esaminati nel corso dell’attività di votazione relativi alla non ammissione al voto della elettrice Mafalda Fabrizio con acquisizione della copia del certificato presentato; 3) ASSEGNA all’Organo verificatore il termine di dieci giorni successivi al completamento delle operazioni di verificazione per trasmettere alla Segreteria di questa Sezione il plico, sigillato, contenente una relazione riassuntiva sull’attività svolta e le verifiche compiute, alla quale dovranno essere allegati i verbali delle operazioni di verificazione debitamente sottoscritti e copia conforme agli originali delle schede elettorali in questione, che resteranno custoditi presso gli uffici depositari, e degli altri documenti esaminati nel corso dell’attività istruttoria; 4) FISSA per l’ulteriore trattazione del ricorso la pubblica udienza del 19.12.2018 ore 11,30 Ordina alla segreteria della Sezione di provvedere alla comunicazione della presente ordinanza. Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 10 ottobre 2018 con l'intervento dei magistrati: Vincenzo Salamone, Presidente Francesco Tallaro, Primo Referendario Francesca Goggiamani, Referendario, Estensore
nei confronti Ecology Green S.r.l., per l’annullamento previa sospensiva della Determinazione del Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Cariati n. 316 del 4/6/2018, comunicata in data 5/6/2018, con la quale è stata disposta l’esclusione della società ricorrente dalla procedura di gara per l’affidamento del servizio di gestione del servizio di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani e raccolta differenziata e altro nel territorio del Comune di Cariati, ed è stata disposta l’aggiudicazione della gara stessa in favore della seconda classificata ECOLOGY GREEN srl;
“- VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE BANDO DI GARA E DISCIPLINARE DI GARA – VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE ART. 3 L. 241/1990 – ECCESSO DI POTERE PER DIFETTO DI MOTIVAZIONE – ECCESSO DI POTERE PER DIFETTO DI PRESUPPOSTI, PER ILLOGICITÀ E PER TRAVISAMENTO DEGLI ESITI DELL’ISTRUTTORIA – VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE ARTT. 95 E 97 D.LVO N. 50/2016”.
a disattendere la proposta di aggiudicazione del servizio formulata in favore della ricorrente dalla Commissione di gara, giusto verbale n. 4 del 5/3/2018; b) a disattendere le giustificazioni e deduzioni formulate dalla ricorrente – con relazione del 5.4.2018 – con riferimento all’indicazione del costo della manodopera, oggetto di contraddittorio sulla sospetta anomalia dell’offerta; c) a sanzionare la ricorrente con l’esclusione dalla gara senza alcuna motivazione ed in assenza delle ipotesi di legge che renderebbero obbligatoria detta esclusione.
Il deficit motivazionale sarebbe vieppiù evidente in considerazione del fatto che il Responsabile Unico del Procedimento avrebbe operato un mero richiamo al contenuto di tre pareri dallo stesso richiesti in merito alla congruità dei costi della manodopera indicati dalla ricorrente, senza tuttavia specificare a quale dei contrastanti responsi forniti dai consulenti avesse inteso aderire, con ciò rendendo del tutto oscure le ragioni della disposta esclusione.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla la determinazione del Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Cariati n. 316 del 4/6/2018, ai sensi e per gli effetti di cui in parte motiva
Salone del Libro: Non ti faccio vedere niente! Regione condannata dal Tar
La Regione Calabria ha fatto vedere solo pochi documenti relativi al Salone del Libro 2015.
La Bottega Editoriale Srl lo ha denunciato al Tar che l’ha obbligata a farglieli vedere e le ha comminato una sanzione di oltre 2.000 euro.
La Regione ha fatto vedere a questo punto solo alcuni documenti nuovi ma molti altri mancano ancora; l’importo poi lo ha pagato tardissimo.
A causa di ciò la Bottega Editoriale è tornata al Tar che – come potete leggere nella sentenza – ha detto senza possibilità di equivoci che se la Regione non ce li fa vedere tutti manderà il prefetto di Catanzaro a farlo.
E l’ha condannata a pagarci un altro importo, stavolta di un po’ meno di altri 2.000 euro.
(Sezione Prima)ha pronunciato la presente
sul ricorso numero di registro generale 1153 del 2017, proposto da
Bottega Editoriale S.r.l. Unipersonale, in persona del legale rappresentante pro
tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Andrea Caristi, con domicilio eletto
presso lo studio Giovanna Diaco in Catanzaro, via Padre A. Da Olivadi 15;
Regione Calabria – Dip. n. 10 Turismo, Beni Culturali Istruzione e Cultura non
costituita in giudizio;
Per l’ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza TAR Catanzaro, I sez., 2 novembre 2016, n. 2054 adottata ex art. 116 c.p.a.
Relatore nella camera di consiglio del giorno 18 aprile 2018 la dott.ssa Germana Lo
Sapio e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
N. 01153/2017 REG.RIC.
Con sentenza n. 2054/2016 depositata in data 2 novembre 2016, il TAR Catanzaro
ha accolto il ricorso recante n. R.G. 583/16, introdotto dalla odierna società ex art.116 c.p.a., ordinando alla Regione Calabria di consentire l’accesso ai documenti indicati nell’istanza presentata dalla società in data 10 marzo 2016(documentazione inerente l’allestimento dello stand rappresentativo della Regione presso il “Salone internazionale del libro di Torino”, edizione 2015)disponendo altresì, ai sensi dell’art. 1 coma 32 bis l. 6 novembre 2012 n. 190, la comunicazione della sentenza all’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Con la medesima sentenza, il Tribunale ha anche condannato la soccombente alla
“rifusione in favore della società ricorrente, delle spese e competenze di lite liquidate in euro 1.200,00 oltre accessori per I.V.A. e C.P.A., come per legge, e contributo unificato di euro 300,00 oltre ad euro 27,00 di contributo forfettario.
Sul presupposto che la Regione Calabria avesse non esattamente ottemperato al giudicato formatosi sulla predetta sentenza, avendo consentendo solo un accesso parziale alla documentazione di interesse della ricorrente, quest’ultima ha agito in ottemperanza, deducendo, in particolare, che l’accesso non era stato consentito per “le comunicazioni ed email inviate dalla medesima ricorrente (inviate il 3.2.15 alla dott.ssa Sonia Tallarico, il 19.2.15 al dott. Armando Pagliaro, il 30.4.15 al medesimo dott. Pagliaro, il 7.5.15 al dott. Pasquale Anastasi”; nonché per quelle del 9.4.15, del 13.4.15 (Pec) e del 24.4.15 (Pec) con cui la società aveva proposto alla Regione la gestione dello stand a costo zero per la Regione; per quella della stessa Regione Calabria di convocazione della riunione degli operatori editoriali calabresi del 6.5.15 a firma del Dirigente regionale dott. Pasquale Anastasi”.
L’azione di ottemperanza ex art. 112 co. 2 lett a) c.p.a. è stata spiegata inoltre anche con riguardo alla statuizione di condanna alle spese, anch’essa rimasta ineseguita. N. 01153/2017 REG.RIC.
Avendo la ricorrente chiesto l’ottemperanza sul presupposto che l’accesso non era stato consentito anche in relazione ad altra documentazione inerente medesima vicenda (con particolare riferimento “ai lavori di progettazione, realizzazione e gestione dello stand e l’arrivo del preventivo stesso” e alle conseguenti trattative intercorse tra la Regione e l’ente responsabile dell’organizzazione del “Salone del libro”), alla camera di consiglio del 23 marzo 2018, il giudizio è stato rinviato per consentire la precisazione della domanda anche con riguardo a tale documentazione.
In data 15 aprile 2018, la ricorrente ha depositato memoria scritta con cui vengono indicati i documenti oggetto di originaria istanza di accesso, non resi disponibili alla visione e/o copia anche all’esito della sentenza di accoglimento del ricorso.
Alla luce di tali precisazioni e dell’assolvimento dell’onere della prova dell’inadempimento, per la parte posta a carico della odierna ricorrente, vittoriosa nel giudizio di cognizione ex art. 116 c.p.a., risulta dimostrata l’ottemperanza solo parziale – e quindi inesatta – al giudicato e deve pertanto accogliersi la domanda ex art. 112 c.p.a. e per l’effetto:-assegnare alla Regione Calabria termine di trenta giorni, decorrenti dalla comunicazione di questa decisione, per consentire l’accesso ai documenti indicati nella memoria del 15 aprile 2018 di parte ricorrente e per il pagamento delle somme oggetto di condanna contenuta nella medesima sentenza TAR Catanzaro 2054/2016;
-nominare, in caso di inottemperanza, un commissario ad acta nella persona del Prefetto di Catanzaro o di un suo delegato che, entro i successivi 15 giorni, si sostituisca all’amministrazione inadempiente e ottemperi alla sentenza sopra citata, anche mediante reperimento materiale della documentazione presso gli uffici regionali;
All’accoglimento del ricorso, consegue la condanna al pagamento delle spese di lite, secondo il principio di soccombenza, con liquidazione contenuta nel dispositivo.N. 01153/2017 REG.RIC.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei termini di cui in motivazione.
Condanna la Regione al pagamento delle spese di lite in favore della ricorrente che liquida in complessivi euro 1.000 oltre accessori come per legge e refusione del contributo unificato, se versato.
Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 18 aprile 2018 con l’intervento dei magistrati:
Giunge a soluzione il problema della esclusione dal consiglio comunale di Eleonora Gagliardi la reale vincitrice della lista n.1 “Una città nel cuore” con capolista Tommaso Signorelli.
Come noto alla lista vennero attribuiti n. 3 seggi in Consiglio comunale (di cui uno assegnato a Signorelli Tommaso, in qualità di candidato alla carica di Sindaco risultato non eletto).
Ad Eleonora Gagliardi vennero assegnati n. 344 voti, risultando la terza dei non eletti (nella posizione n. 5).
La Gagliardi venne preceduta in graduatoria,dalla sig.ra Ferraro Rossella (posizione n. 1: voti n. 421, prima degli eletti), e dal sig. Salvatore Alessandro (posizione n. 2: voti n. 372, secondo degli eletti), ed inoltre dalla sig.ra Pellegrino Giuseppina (posizione n. 3: voti n. 354, la prima dei non eletti) e il sig. Giugno Alfonso (posizione n. 4: voti n. 345, il secondo dei non eletti).
Ma la Gagliardi ricorse al TAR, difesa dall’avvocato Ennio Abonante sostenendo essere stato commesso, presso la Sezione n. 11 durante le operazioni di spoglio, un “errore materiale.
La ricorrente ha impugnato il verbale delle operazioni elettorali e chiese che, in esito alle operazioni di riconteggio elettorale, le venissero riconosciuti n. 74 voti di preferenza in più (rispetto ai 344 già riportati nel verbale di proclamazione degli eletti, per un totale di n. 418 preferenze), con contestuale riduzione dei voti riportati dai candidati Ferraro, Pellegrino e Giugno (rispettivamente: 18, 1 e 17 voti in meno).
Tale errore sarebbe derivato dal fatto che l’ordine progressivo dei candidati alla carica di consigliere comunale della lista n. 1 venne diversamente riprodotto nelle tabelle di scrutinio (ossia, nelle tabelle utilizzate dagli uffici sezionali durante lo spoglio delle schede) e nei verbali di sezione (ove, a spoglio concluso, sono trasposti i risultati definitivi risultanti dalle tabelle di scrutinio).
Per effetto di tale sfasamento, l’ufficio elettorale sezionale le avrebbe correttamente attribuito i voti di preferenza nelle tabelle di scrutinio (a mano a mano che i singoli voti venivano estratti dall’urna) salvo, poi, erroneamente trasporli nel verbale di sezione.
Pertanto, dal candidato n° 4 in poi, sarebbero state spostate tutte le preferenze di una posizione verso il basso, con la conseguente alterazione di tutte le cifre individuali dei candidati della lista, tranne quelle dei primi due, Bonavita Pasquale e Bruno Mario.
Il 18 aprile alle ore 11.30 la Sezione Prima del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria costituita da Vincenzo Salamone, Presidente, Francesco Tallaro, Referendario e Germana Lo Sapio, Referendario, Estensore con sentenza n 926 ha deciso di accogliere il ricorso, e , per l’effetto, di annullare gli atti impugnati nella parte indicata in motivazione.
Pertanto il TAR ha corretto il risultato elettorale nei modi indicati in motivazione ed ai sensi dell’art. 130, comma 9, cod. proc. amm., ha disposto che, il risultato delle elezioni comunali in questa sede sub iudice, relativamente alla lista n. 1 denominata “Una citta nel cuore”, deve essere corretto come segue, con riferimento alle posizioni che vanno dalla n. 1 alla n. 5:
1) Salvatore Alessandro, voti di preferenza n. 439, in luogo dei 372 erroneamente attribuiti;
2) Gagliardi Eleonora, voti di preferenza n. 418, in luogo dei 344 erroneamente attribuiti;
3) Ferraro Rossella, voti di preferenza n. 403, in luogo dei 421 erroneamente attribuiti;
4) Pellegrino Giuseppina, voti di preferenza n. 353, in luogo dei 352 erroneamente attribuiti;
Per l’effetto, ha proclama eletti alla carica di consigliere comunale del Comune di Amantea i sig.ri Salvatore Alessandro, come primo eletto (voti 439), e Gagliardi Eleonora (voti 418) in sostituzione di Pellegrino Giuseppina.
Il TAR infine ha compensa le spese di giudizio tra il ricorrente e i controinteressati e ha condannato il Comune di Amantea a rifondere le spese processuali a favore dei ricorrenti, liquidate in complessivi euro 2.500,00 (duemilacinquecento/00), oltre accessori di legge.
Il Tar riabilita Sergio Tempo, il revisore “cacciato” da Oliverio
Secondo il tribunale amministrativo l'atto difetta di motivazioni
Scrive Il Corriere “ Sergio Tempo, vince la sua prima partita davanti ai giudici amministrativi.
Il Tar della Calabria ha infatti sospeso il decreto con cui, lo scorso 22 dicembre, il governatore ha revocato l’incarico al revisore “ribelle” per affidarlo al secondo classificato dopo sorteggio pubblico, Rocco Nicita.
La rimozione di Tempo, raccontata dal Corriere della Calabria ha fatto scalpore proprio per via delle denunce che il revisore aveva presentato negli ultimi mesi alla Corte dei conti e alla Procura di Catanzaro.
Nei suoi esposti, Tempo aveva denunciato presunte illegittimità relative ad affidamenti e proroghe di incarichi professionali e al contratto dei dipendenti non dirigenti.
In un altro verbale, inoltre, l’esperto contabile aveva fatto luce sulle difficoltà finanziarie dell’ente, dovute alla gestione “allegra” del commissario Rosario Guzzo.
La revoca di Oliverio era dunque stata da più parti interpretata come un tentativo di allontanare un tecnico sgradito ai piani alti della Cittadella regionale.
Per il momento, il Tar ha annullato il provvedimento del governatore in quanto il ricorso di Tempo presenta «profili di fondatezza», con riferimento, in particolare, «alle censure con le quali si lamenta carenza istruttoria, difetto di motivazione, tenuto anche conto che la revoca interviene dopo 10 mesi dal conferimento dell’incarico di revisore» e considerato che dall’esecuzione dell’atto firmato da Oliverio «deriva alla parte ricorrente un danno grave e irreparabile».
L’udienza di merito è stata fissata per il prossimo 17 gennaio”.
Scalea: il consorzio Valle Lao resta commissariato: lo ha deciso il Tar.
Sembra una“storia” infinita quella del Consorzio di Bonifica dei bacini del Tirreno.
Una storia piena ricorsi al TAR.
Ma l'ultima decisione del Tar che ad una prima lettura distratta di alcuni aveva fatto cantare vittoria al precedente gruppo dirigenziale, sembra invece dar ragione al commissariamento dell'ente deciso dalla Regione Calabria.
“Il Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, Sezione Seconda, si è pronunciato definitivamente sul ricorso e lo ha accolto parzialmente.
Ad appellarsi alla Giustizia amministrativa: Vincenzo Aloise, Ciriaco Campilongo, Antonio D'Angelo, Marcello Durante, Francesco Filippo, Agostino Fortunato, l'ex presidente Davide Gravina, Elisa Guzzo Bonifacio, Gennaro Licursi, Antonio Miceli, Francesco Perrone, Anselmo Sangiovanni, Michele Vadacchino, Ottavio Zicarelli, Pietro Santo Molinaro, contro la Regione Calabria.
Si chiedeva l'annullamento della deliberazione della Giunta Regionale della Calabria del 24 febbraio avente ad oggetto lo scioglimento degli organi amministrativi del Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini del Tirreno Cosentino; ed il decreto del Presidente della Giunta regionale del 29 marzo e del verbale di insediamento del Commissario Straordinario del 31 marzo.
Il Tar ha solo parzialmente annullato la delibera della Giunta regionale del 24 febbraio sullo scioglimento degli organi amministrativi.
Le delibere della deputazione sono state approvate senza il previsto visto di regolarità contabile del Responsabile di Ragioneria, nonché in assenza di un membro del Collegio dei Revisori dei Conti.
I ricorrenti ritengono che il prescritto visto di regolarità contabile è unicamente previsto per talune materie e che tutte le Deliberazioni oggetto di censura da parte della Regione Calabria non riguardano tali materie.
Per il Tar, il motivo è infondato stante il chiaro tenore della legge regionale: “Su ogni proposta di deliberazione deve essere chiesto il parere in ordine alla regolarità tecnica e contabile. I pareri, compreso quello del Collegio dei Revisori dei Conti, se ed in quanto richiesto dalle vigenti disposizioni di legge, sono inseriti nella deliberazione”.
Il piano di organizzazione variabile è divenuto pienamente operativo solo all'indomani della sentenza Tar del 13 gennaio 2016, e che quindi non sarebbe stato possibile per la nuova amministrazione fare luogo all'adozione del Piano di Organizzazione Variabile alla data del 9 dicembre 2015.
Per il Tar, la censura è infondata.
“E’ incontestato che a seguito dell’annullamento da parte della Regione del P.O.V. approvato dal Consorzio con la Deliberazione commissariale del 14 gennaio 2014 n.948, il Consorzio è rimasto privo del regolamento organizzativo degli uffici e del lavoro e, ciononostante, la nuova amministrazione consortile a tutt’oggi non ha provveduto alla redazione del nuovo piano, sebbene siano decorsi diversi mesi dal suo insediamento”.
Il Collegio ritiene che l’annullamento in autotutela, avvenuto dopo la sentenza del Tar del 5 dicembre 2014, di tutte le deliberazioni assunte con la presenza di soli due membri, non recide la grave irregolarità e illegittimità costituita dall’assunzione delle deliberazioni, dopo l’intervenuta sentenza del TAR che aveva invalidato le elezioni nella terza sezione di contribuenza, con la presenza di soli due membri rispetto ai cinque previsti e in violazione di quanto disposto dallo Statuto Consortile.
La censura, dunque, deve essere disattesa.
Il Tar si esprime sul rigetto delle dimissioni del Direttore Generale; tale rigetto ha consentito allo stesso di rimanere nella identica posizione e non ha prodotto alcun effetto sanante delle illegittimità contestate dalla Regione nella comunicazione dell’01 settembre 2015 ovvero la mancanza del requisito culturale per assumere e rivestire l’incarico.
La doglianza, pertanto, non ha alcun pregio. (MC Scalea)

References: sentenza 
 art. 130
 ART. 3
 sentenza 
 sentenza 
 art. 116
 sentenza 
 art.116
 sentenza 
 art. 112
 sentenza 
 art. 116
 art. 112
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza