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RELAZIONE TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI Art. 3 del D.P.R. 1 agosto 2011 n PDF
RELAZIONE TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI Art. 3 del D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151
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1 RELAZIONE TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI Art. 3 del D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151 DEPOSITO MATERIALE DIELETTRICO DA 1162 M 2 ATTIVITA': UBICAZIONE: COMMITTENTE: Deposito (70.1.B) Località San Bartolomeo della Ginestra BACINNA Gestioni S.r.l. PROGETTISTA: BORZONEPROGETTI INGEGNERI ASSOCIATI di Ing. G.E. Borzone e Ing. M. Vissani Via San Pier di Canne, Chiavari (Ge) 1213 VRT A EMISSIONE 1213VRTA Mar.13 PRAT. DOC. REV. OGGETTO FILE DATA BORZONEPROGETTI INGEGNERI ASSOCIATI di Ing. Gian Ettore Borzone e Ing. Marco Vissani Via Sanpierdicanne, CHIAVARI (GE) - Tel.e fax 0185/ C.F. - P.I.:2 PREMESSA L'intervento oggetto della presente relazione riguarda la realizzazione di un edificio ad uso produttivo ubicato in località San Bartolomeo della Ginestra nel Comune di Sestri Levante che sostituirà gli spazi di lavoro già presenti nel sito. Il core business della società proprietaria dell'immobile è la produzione-commercializzazione di materiali isolanti elettrici costituiti essenzialmente da laminati in vetro epossidico dove con produzione si intende di fatto la lavorazione con macchine a controllo numerico delle lastre acquistate da fornitori esterni. DESCRIZIONE Il nuovo edificio sarà composta da un piano interrato e due piani fuori terra così utilizzati: PIANO INTERRATO (Sup. Lorda 1162 mq - Netta 987 mq): deposito per consentirà uno stoccaggio delle materie prime nel luogo di lavorazione per ridurre l'incidenza dei costi di gestione di magazzini esterni PIANO TERRA (Sup. Netta 289 mq): aree lavorazioni nelle quali saranno installati due pantografi a controllo numerico per il taglio dei laminati ed un laboratorio dove saranno svolte attività di ricerca e sviluppo finalizzati al miglioramento degli standard dei prodotti PIANO PRIMO (Sup. Netta 311 mq): uffici e spazi di rappresentanza Questa riorganizzazione spaziale dell'azienda porterà nel tempo ad un aumento degli addetti impiegati dalle 5 unità presenti oggi alle 10 unità. Sulla copertura dell edificio sarà installato un impianto fotovoltaico DATI GENERALI Attività: Attività Industriale Individuata al punto < 70.1.B > della tabella allegata al D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151 Attività definita nel modo seguente: Locali adibiti a depositi di superficie lorda superiore a mq e fino a mq con quantitativi di merci e materiali combustibili superiori complessivamente a kg. RIFERIMENTO NORMATIVO DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA n. 151 del 1 agosto Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n Lettera Circolare del MINISTERO DELL'INTERNO n del 06/10/2011. Nuovo regolamento di prevenzione incendi D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151: "Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell articolo 49 comma 4-quater, decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122." Primi indirizzi applicativi. Decreto del Ministero dell'interno del 7 agosto Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n D.M. 10 MARZO Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro. DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81. Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /313 nei luoghi di lavoro.. CIRCOLARE DEL M.I. N 24 MI.SA. DEL 26/1/1993. Impianti di protezione attiva antincendio. DECRETO del MINISTERO DELL'INTERNO - 16/02/2007. Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione. DECRETO del MINISTERO DELL'INTERNO - 9/03/2007. Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. D.M. 30/11/1983. Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi. Decreto n. 37 del 22/1/2008. Regolamento concernente l'attuazione dell'art. 11 quartedecies, comma 13, let. a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti degli edifici.. DECRETO del MINISTERO DELL'INTERNO del 7 gennaio Norme tecniche e procedurali per la classificazione ed omologazione di estintori portatili di incendio. DECRETO del MINISTERO DELL'INTERNO del 3 novembre Disposizioni relative all'installazione ed alla manutenzione dei dispositivi per l'apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente alla sicurezza in caso d'incendio. DECRETO del MINISTERO DELL'INTERNO del 15 settembre Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per i vani degli impianti di sollevamento ubicati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. Nota del Ministero dell'interno prot del 26/03/2010. Guida per l'installazione degli impianti fotovoltaici. Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /314 RELAZIONE TECNICA Essendo l'attività NON regolata da specifiche disposizioni antincendio, la presente documentazione tecnica è stata redatta in conformità al punto A dell'allegato 1 al Decreto del Ministero dell'interno del 7 agosto 2012; nell'osservanza dei Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro di cui al D.M. 10/3/1998. La presente relazione ha per oggetto la verifica dei criteri di sicurezza antincendio, allo scopo di tutelare l'incolumità delle persone e salvaguardare i beni contro il rischio di incendio. TERMINI E DEFINIZIONI I termini le definizioni e le tolleranze adottate sono quelli di cui al D.M. 30/11/1983. Classificazione L'attività ai sensi della normativa in vigore viene classificata come: Locali adibiti a depositi di superficie lorda superiore a mq e fino a mq con quantitativi di merci e materiali combustibili superiori complessivamente a kg. Totale lavoratori presenti all interno dell attività = INDIVIDUAZIONE DEI PERICOLI DI INCENDIO La valutazione del rischio di incendio costituisce strumento fondamentale per il conseguimento delle finalità di cui al D.Lgs. 81/2008, unitamente al piano organizzativo-gestionale. Al fine di determinare le caratteristiche costruttive che l'edificio industriale deve possedere e gli impianti antincendio da adottare nella specifica realtà in esame si è proceduto all identificazione dei pericoli nell'ambiente di lavoro preso in esame. Sono stati identificati tutti quei fattori che presentano il potenziale di causare un danno in caso di incendio, in particolare sono stati considerati: - destinazione d'uso - sostanze pericolose e loro modalità di stoccaggio - carico di incendio nei vari compartimenti - impianti di processo - lavorazioni - macchine apparecchiature e attrezzi - movimentazioni interne - impianti tecnologici di servizio - aree a rischio specifico Carico di incendio nei vari compartimenti I materiali combustibili presenti e il carico di incendio per tutti i compartimenti sono descritti nell'allegato alla presente relazione tecnica relativo al calcolo del Carico d'incendio. 2.2 DESCRIZIONE DELLE CONDIZIONI AMBIENTALI L analisi delle condizioni aziendali ha riguardato principalmente le condizioni di accessibilità e viabilità, il layout aziendale con particolare riferimento alle distanze, separazioni ed isolamento verso altre attività, la caratteristiche degli edifici. Relativamente alle condizioni necessarie per garantire l esodo delle persone l analisi ha riguardato la superficie di aerazione, l affollamento degli ambienti e le relative vie di esodo. Nelle planimetrie allegate alla presente è riportato il lay-out interno dei locali in cui ha luogo l'attività, sono riportati i macchinari, gli impianti in genere, i passaggi, i percorsi di esodo, il posizionamento dei presidi antincendio ecc. Sono state esaminate le strutture portanti e portate dell'attività industriale, è stato effettuato il calcolo del carico di incendio, è stata effettuata la verifica delle strutture, seguendo le indicazioni della vigente normativa. Le strutture portanti e di compartimentazione dell'edificio industriale sono del tipo descritto nell'allegato relativo al calcolo del carico di incendio e della verifica delle strutture. Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /315 COMPARTIMENTAZIONE DEI LOCALI Elenco compartimenti N. Descrizione Superficie (m²) Carico incendio (MJ/m²) Piani del compartimento 1 Magazzino Piano Interrato Caratteristiche dell'edificio L'attività è ubicata nel volume di un edificio avente destinazione diversa. N. piani edificio = 3 N. piani fuori terra = 2 N. piani interrati = 1 Altezza antincendio = 4.6 m Elenco piani edificio dell'attività Piano Superficie (m²) Superficie aerazione (m²) Piano Interrato Piano Terra Piano Le superfici di aerazione sono sufficienti per permettere l'evacuazione dei fumi di un eventuale incendio. Separazioni/Comunicazioni Elenco delle attività con cui si ha comunicazione/separazione Attività Posizione Comunicante - Tipo comunicazione Separata PRODUZIONE/UFFICI sovrastante Comunicante attraverso filtro a prova di fumo SCALE Elenco scale Ubicazione N. Larghezza (m) Tipologia Protezione 1 Piano Interrato Scala N Interna Protetta 1 Piano Interrato Scala N Interna A prova di fumo 1 Piano Interrato Scala N Interna A prova di fumo 1 Piano Fuori Terra Scala N Esterna A prova di fumo 1 Piano Fuori Terra Scala N Interna Le scale hanno le seguenti caratteristiche geometriche: - larghezza minima delle rampe m rampe rettilinee, prive di restringimenti con non meno di 3 gradini e non più di 15 - gradini a pianta rettangolare - alzata non superiore a cm 17 - pedata non inferiore a cm 30 Il vano scala ha superficie netta di aerazione permanente, posta nella sommità del vano stesso, non inferiore a 1 m²; l'apertura è protetta dagli agenti atmosferici a mezzo di infisso che assicura l'afflusso permanente di aria esterna o l'espulsione di eventuali prodotti della combustione. Elenco ascensori/montacarichi Gli impianti di sollevamento sono conformi alle specifiche disposizioni vigenti. Descrizione Montacarichi 8.60 Lunghezza vano corsa (m) Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /316 MISURE PER L'EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA L'attività è provvista di un sistema organizzato di vie di uscita per il deflusso rapido e ordinato degli occupanti verso l'esterno. La misurazione delle uscite è eseguita nel punto più stretto delle vie di esodo. Le porte che si aprono verso corridoi interni utilizzati come vie di deflusso sono realizzate in modo da non ridurre la larghezza utile dei corridoi stessi. Tutte le uscite di sicurezza sono munite di infissi, apribili verso l'esterno e dotate di maniglioni antipanico. Il sistema di apertura delle porte è realizzato con maniglioni antipanico, che consentiranno l'apertura delle porte con semplice spinta esercitata dal pubblico. I maniglioni antipanico sono installati in conformità con quanto stabilito dal D.M. 3 novembre 2004 (G.U. n. 271 del 18/11/2004), in particolare: - i dispositivi per l'apertura delle porte installate lungo le vie di esodo sono installati in conformità alla EN 179 relativa a "Dispositivi per uscite d'emergenza azionati mediante maniglia a leva o piastra a spinta". Sulle porte di uscita sono installati cartelli con la scritta USCITA DI SICUREZZA - APERTURA A SPINTA - ad un'altezza non inferiore a due metri dal suolo. Le uscite di sicurezza sono segnalate anche in caso di spegnimento dell'impianto di illuminazione e mantenute sempre sgombre da materiali o da altri impedimenti che possono ostacolarne l'utilizzazione. I locali sono dotati di un numero di uscite di sicurezza, tali da permettere la rapida evacuazione di tutti gli occupanti l'edificio in caso di emergenza. CALCOLO DELL'AFFOLLAMENTO E VERIFICA DELLE VIE DI ESODO Il tipo, il numero, l'ubicazione e la larghezza delle uscite sono determinate in base al massimo affollamento, calcolato secondo la tabella: Densità di affollamento - numero lavoratori L'attività avrà, una massimo affollamento pari a: Piano N. lavoratori TOTALE (persone) Piano Interrato 3 3 Piano Terra Piano 6 6 Capacità di deflusso - c.d. = 50 per i locali non in presenza di rischio elevato - c.d. = 5 per i locali in presenza di rischio elevato Si ha, la seguente necessità di moduli, derivante dal calcolo effettuato con la formula: - moduli necessari = (max affollamento del piano) / (capacità di deflusso del piano) Numero moduli necessari Descrizione piano Moduli necessari Max affollamento Capacità deflusso Piano Interrato Piano Terra Piano Misure in termini di moduli e di massimo affollamento consentito: (N.B.: Per ADDUZIONE si intende lo sbocco della via di esodo, mentre per LUNGHEZZA si intende la lunghezza del percorso di esodo fino a luogo sicuro). Elenco uscite Ubicazione Uscita N. Larghezza (m) Lunghezza Adduzione N. moduli (m) Piano Interrato Scala protetta 2 Piano Interrato Scala prova fumo 2 Piano Terra Luogo sicuro 2 Piano Terra Luogo sicuro 1 Piano Terra Luogo sicuro 1 Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /317 Piano Terra Luogo sicuro 2 Piano Terra Luogo sicuro 2 Piano Terra Luogo sicuro 1 Piano Terra Luogo sicuro 1 1 Piano Luogo sicuro 2 1 Piano Scala di sicurezza esterna 2 Elenco ingressi Ingresso N. Larghezza [m] Tipo Ubicazione Apribile verso l'esterno 1 Piano Interrato Scorrevole a spinta Piano Terra Persone evacuabili e max affollamento ipotizzabile Piano N. Totale Moduli Persone Evacuabili Max Affoll. Ipotizzabile Piano Interrato Piano Terra Piano SERVIZI TECNOLOGICI Caratteristiche impianto di condizionamento: - tipo: Centralizzato - potenza: 10 [kw] Nei gruppi frigoriferi, posizionati all esterno, sono utilizzati come fluidi frigorigeni fluidi non infiammabili. Non sono presenti canalizzazioni d aria L'impianto di condizionamento al fine di impedire che lo stesso possa essere un rischio per la sicurezza antincendio, è realizzato in modo da assicurare: - mantenimento e efficienza delle compartimentazioni - evitare il ricircolo dei prodotti della combustione o di altri gas ritenuti pericolosi - non produrre, a causa di avarie e/o guasti propri, fumi che si diffondano nei locali serviti - non costituire elemento di propagazione di fumi e/o fiamme 2.3 VALUTAZIONE QUALITATIVA DEL RISCHIO La valutazione del rischio incendio è stata effettuata utilizzando il Metodo Ericson descritto nella relazione in allegato, in cui sono riportati i risultati qualitativi. 2.4 COMPENSAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO Valutato il rischio di incendio residuo non eliminabile con le misure già descritte (compartimentazione, resistenza al fuoco delle strutture, ventilazione naturale, vie di esodo e Uscite di Sicurezza) per compensare lo stesso sono realizzate opere di protezione antincendio mediante la realizzazione dei seguenti impianti tecnici antincendio, in osservanza alle norme tecniche di prodotto, così come previsto dal punto A.2.4 del D.M. 4/5/1998. IMPIANTI ELETTRICI Generalità Gli impianti elettrici sono realizzati in conformità ai disposti della normativa vigente. In particolare gli impianti elettrici sono realizzati nel rispetto delle norme CEI. Inoltre l'attività industriale è munita di interruttore generale, posto in posizione segnalata, che permette di togliere tensione all'impianto elettrico dell'attività; tale interruttore è munito di comando di sgancio a distanza, posto nelle vicinanze dell'ingresso o in posizione presidiata. La rispondenza alle vigenti norme di sicurezza è attestata con la procedura di cui al Decreto n. 37 del 22/1/2008. Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /318 Impianto elettrico di sicurezza L'attività industriale è dotata di un impianto di sicurezza alimentato da apposita sorgente, distinta da quella ordinaria. L'impianto elettrico di sicurezza alimenta le seguenti utilizzazioni, strettamente connesse con la sicurezza delle persone: - illuminazione di sicurezza, compresa quella indicante i passaggi, le uscite ed i percorsi delle vie di esodo che garantiscono un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux a 1 metro di altezza del piano di calpestio delle vie di esodo - impianto di diffusione sonora e/o impianto di allarme L'impianto elettrico di sicurezza ha inoltre le seguenti caratteristiche: - il tempo di intervento della illuminazione di sicurezza è inferiore a 0.5 secondi - nessuna apparecchiatura elettrica è collegata all'impianto elettrico di sicurezza - l'alimentazione dell'impianto di sicurezza può inserirsi anche con comando a mano posto in posizione conosciuta dal personale - l'autonomia della sorgente di sicurezza non è inferiore ai 30 minuti - il dispositivo di ricarica degli accumulatori è di tipo automatico e consente la ricarica degli stessi in tempi inferiori a 12 ore. Sono installate lampade singole del tipo autoalimentato con tempo di ricarica inferiore a 12 ore. IMPIANTO DI RIVELAZIONE E ALLARME INCENDI L'attività è provvista di un sistema di allarme in grado segnalare eventuali pericoli di incendio. Il sistema di allarme ha caratteristiche atte a segnalare il pericolo a tutti i presenti, ed il suo comando è posto in locale permanentemente presidiato durante il funzionamento. Il funzionamento del sistema di allarme è garantito anche in assenza di alimentazione elettrica principale per un periodo non inferiore a 30 minuti. In considerazione dei potenziali rischi di incendio è presente anche un impianto di rivelazione di incendio, realizzato a regola d'arte, in conformità alla normativa vigente (UNI 9795 aprile 2005). Caratteristiche tecniche La segnalazione di allarme proveniente da uno qualsiasi dei rivelatori utilizzati determina una segnalazione ottica ed acustica di allarme incendio nella centrale di controllo e segnalazione, la quale è ubicata in ambiente sempre presidiato (portineria). L'impianto consente l'azionamento automatico dei dispositivi di allarme posti nell'attività entro i seguenti tempi: a) 2 minuti dall'emissione della segnalazione di allarme proveniente da due o più rivelatori o dall'azionamento di un qualsiasi pulsante manuale di segnalazione di incendio; b) 5 minuti dall'emissione di una segnalazione di allarme proveniente da un qualsiasi rivelatore, qualora la segnalazione presso la centrale di allarme non sia tacitata dal personale preposto. Lungo le vie di esodo e in luoghi presidiati, sono installati sottovetro e in contenitore ben segnalato dei dispositivi manuali di attivazione del sistema di allarme, è altresì installato un martelletto per permettere l'agevole rottura del vetro di protezione del pulsante di attivazione manuale del sistema di allarme. MEZZI ED IMPIANTI DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI Generalità Le apparecchiature e gli impianti di estinzione degli incendi sono realizzati a regola d'arte. Estintori L'attività è dotata di un adeguato numero di estintori portatili. Gli Estintori sono di tipo omologato dal Ministero dell'interno ai sensi del D.M. del 7/01/2005 (Gazzetta Ufficiale n. 28 del ) e successive modificazioni. Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /319 Sono distribuiti in modo uniforme nell'area da proteggere, e si trovano: - in prossimità degli accessi - in vicinanza di aree di maggior pericolo Sono ubicati in posizione facilmente accessibile e visibile. Appositi cartelli segnalatori ne facilitano l'individuazione, anche a distanza. Caratteristiche tecniche Elenco estintori Piano N. Tipo Classe 1 Classe 2 1 Piano Interrato 10 Polvere chimica 34A 144B Piano Terra 4 Polvere chimica 34A 144B 1 Piano Fuori Terra 4 Polvere chimica 34A 144B Impianto idrico antincendio Al piano interrato é presente un impianto idrico antincendio e gli idranti correttamente corredati sono: - distribuiti in modo da consentire l'intervento in tutte le aree dell'attività. - dislocati in posizione facilmente accessibile e visibile Appositi cartelli segnalatori ne agevolano l'individuazione a distanza. Gli idranti non sono posti all'interno delle scale in modo da non ostacolare l'esodo delle persone. Poichè si è in presenza di scale a prova di fumo interne, al fine di agevolare le operazioni di intervento dei Vigili del fuoco, gli idranti sono ubicati all'interno dei filtri a prova di fumo. Ogni idrante è corredato da una tubazione flessibile lunga 20 m. Rete di tubazioni L'impianto idrico antincendio è costituito da una rete di tubazioni, con montanti disposti nei vani scala. Da ciascun montante, in corrispondenza di ogni piano, è derivato, con tubazione di diametro interno non inferiore a DN40 mm, un attacco per idranti DN 45. La rete di tubazioni è indipendente da quella dei servizi sanitari. Le tubazioni sono protette dal gelo e dagli urti, ove se ne ravveda la necessità. La rete è di tipo a pettine. Numero montanti = 1 Tipo montanti = A giorno Alimentazione Gli idranti sono collegati all'acquedotto cittadino in grado di garantire le prestazioni idrauliche minime sottoriportate. Caratteristiche idrauliche N. idranti DN 45 = 3 - portata per ognuno non inferiore a 120 l/min (DN 45) L'impianto mantenuto costantemente in pressione è munito di attacco UNI 70, per il collegamento dei mezzi dei Vigili del fuoco, installato all'esterno in posizione ben visibile e facilmente accessibile ai mezzi di soccorso. SEGNALETICA DI SICUREZZA E' installata cartellonistica di emergenza conforme al D.Lgs. n. 81/2008, avente il seguente scopo: - avvertire di un rischio o di un pericolo le persone esposte - vietare comportamenti che potrebbero causare pericolo - prescrivere determinati comportamenti necessari ai fini della sicurezza - fornire indicazioni relative alle uscite di sicurezza, o ai mezzi di soccorso o salvataggio - fornire altre indicazioni in materia di sicurezza Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /3110 E' segnalato l'interruttore di emergenza atto a porre fuori tensione l'impianto elettrico dell'attività. Sono apposti cartelli indicanti: - le uscite di sicurezza dei locali - gli idranti posizionati all'interno dei locali - gli estintori posizionati all'interno dei locali Sono installati cartelli di: - divieto - avvertimento - prescrizione - salvataggio o di soccorso - informazione in tutti i posti interni o esterni all'attività, nei quali è ritenuta opportuna la loro installazione 2.5 GESTIONE DELL'EMERGENZA Al fine di applicare i concetti di cui al D.Lgs. 81/2008 e successive integrazioni, e limitatamente al concetto della sicurezza antincendio, a cura del servizio di prevenzione e protezione e a seguito della valutazione del rischio di incendio si procede: - alla designazione degli addetti alla prevenzione incendi, alla lotta antincendio e alla gestione delle emergenze - al programma per l'attuazione ed il controllo delle misure di sicurezza poste in atto, con particolare riguardo a: 1) misure per prevenire il verificarsi di un incendio e la sua propagazione (divieti, precauzioni di esercizio, controlli) 2) controllo e manutenzione dei presidi antincendio 3) procedure da attuare in caso di incendio 4) informazione e formazione del personale Misure di prevenzione Il programma di prevenzione è attuato richiamando l'attenzione del personale sui pericoli di incendio più comuni ed impartendo al riguardo precise disposizioni, con particolare riferimento a: - deposito e manipolazione di materiali infiammabili - accumulo di rifiuti e scarti combustibili - utilizzo di fiamme libere o di apparecchi generatori di calore (qualora previsti) - utilizzo di impianti ed apparecchiature elettriche - divieto di fumare - lavori di ristrutturazione e manutenzione - aree non frequentate Sono inoltre attuati regolari controlli per garantire: - la sicura tenuta degli ambienti - la fruibilità delle vie di esodo - la funzionalità delle porte resistenti al fuoco - la visibilità della segnaletica di sicurezza - la sicurezza degli impianti elettrici I presidi antincendio, sono oggetto di regolari controlli e di interventi di manutenzione, in conformità a quanto previsto dalla normativa tecnica e dalle istruzioni dei costruttori ed installatori. Procedure da attuare in caso di incendio A seguito della valutazione del rischio di incendio, è predisposto e tenuto aggiornato un piano di emergenza per il luogo di lavoro, che contiene tra l'altro nei dettagli: - i doveri del personale di servizio incaricato a svolgere specifiche mansioni con riferimento alla sicurezza antincendio (telefonisti, custodi, capi reparto, addetti alla manutenzione, personale di sorveglianza, etc.) - i doveri del personale cui sono affidate particolari responsabilità in caso di incendio - i provvedimenti per assicurare che tutto il personale sia informato ed addestrato sulle procedure da attuare - le specifiche misure da porre in atto nei confronti dei lavoratori esposti a rischi particolari - specifiche misure per le aree ad elevato rischio di incendio - procedura di chiamata dei vigili del fuoco e di informazione al loro arrivo e di assistenza durante l'intervento Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /3111 Inoltre il piano prevede delle planimetrie posti negli ambienti di lavoro con indicate: - le caratteristiche planovolumetriche del luogo di lavoro (distribuzione e destinazione dei vari ambienti, vie di esodo) - attrezzature ed impianti di spegnimento (tipo, numero ed ubicazione) - ubicazione degli allarmi e della centrale di controllo - ubicazione dell'interruttore generale - valvole di intercettazione delle adduzioni idriche, di eventuali gas e fluidi combustibili Il piano di emergenza identifica un adeguato numero di persone incaricate di sovrintendere e controllare l'attuazione delle procedure previste. Per la predisposizione del piano viene tenuto conto dei seguenti fattori: - le caratteristiche dei luoghi, con particolare riferimento alle vie di esodo - i sistemi di allarme - il numero di persone presenti e la loro ubicazione - lavoratori esposti a rischi particolari (disabili, appaltatori, etc.) - numero di incaricati al controllo dell'attuazione del piano e all'assistenza nell'evacuazione - livello di addestramento fornito al personale Obblighi Informativi Il datore di lavoro provvede affinché ogni lavoratore riceva una adeguata informazione su: - rischi di incendio legati all'attività svolta nell'impresa - rischi di incendio legati alle specifiche mansioni svolte - misure di prevenzione e protezione incendi adottate in azienda (osservanza delle misure di prevenzione incendi e relativo corretto comportamento negli ambienti di lavoro) - divieto di ascensori e montacarichi per l'evacuazione in caso di incendio - importanza di tenere chiuse le porte resistenti al fuoco - modalità di apertura delle porte delle uscite - ubicazione delle vie di esodo ed uscite - procedure da adottare in caso di incendio, ed in particolare: 1) azioni da attuare quando si scopre un incendio 2) come azionare un allarme 3) azioni da attuare quando si sente un allarme 4) procedure di evacuazione fino al punto di raccolta 5) modalità di chiamata dei vigili del fuoco - i nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendio, evacuazione e pronto soccorso - il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell'azienda Obblighi Formativi Il datore di lavoro, i dirigenti ed i preposti, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, assicurano che ciascun dipendente riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza antincendio, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro ed alle proprie mansioni. Il personale incaricato di svolgere incarichi di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze ha una specifica formazione antincendio i cui contenuti saranno non inferiori a quelli previsti nell'allegato IX al Decreto 10 marzo Esercitazioni Antincendio In aggiunta alla formazione, il personale è chiamato a partecipare periodicamente (almeno una volta l'anno) ad una esercitazione antincendio per mettere in pratica le procedure di evacuazione. L'esercitazione è condotta nella maniera più realistica possibile, senza mettere in pericolo i partecipanti. L'esercitazione ha inizio dal momento in cui viene fatto scattare l'allarme e si conclude una volta raggiunto il punto di raccolta e fatto l'appello dei partecipanti. Le varie fasi dell'esercitazione sono le seguenti: - percorrere le vie di esodo - identificare le zone resistenti al fuoco - identificare l'ubicazione dei dispositivi per dare l'allarme - identificare l'ubicazione delle attrezzature di spegnimento Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /3112 IMPIANTO FOTOVOLTAICO A SERVIZIO DELL ATTIVITA Attività NON SOGGETTA ai VV.F. secondo il D.P.R. n. 151 del 01/08/2011. RIFERIMENTO NORMATIVO Nota del Ministero dell Interno Prot. n del 07/02/2012 Oggetto: Guida per l'installazione degli impianti fotovoltaici - Edizione Anno RELAZIONE TECNICA La presente relazione ha per oggetto la verifica dei criteri di sicurezza antincendio, allo scopo di tutelare l'incolumità delle persone e salvaguardare i beni contro il rischio di incendio. TERMINI E DEFINIZIONI I termini le definizioni e le tolleranze adottate sono quelli di cui al D.M. 30/11/1983, dalla Norma CEI 64-8, Sezione 712 e dalla Guida CEI e i seguenti: - Dispositivo fotovoltaico Componente che manifesta l effetto fotovoltaico. Esempi di dispositivi FV sono: celle, moduli, pannelli, stringhe o l intero generatore FV. - Cella fotovoltaica Dispositivo fondamentale in grado di generare elettricità quando viene esposto alla radiazione solare. - Modulo fotovoltaico Il più piccolo insieme di celle fotovoltaiche interconnesse e protette dall ambiente circostante (CEl EN ). - Pannello fotovoltaico Gruppo di moduli preassemblati, fissati meccanicamente insieme e collegati elettricamente. ln pratica è un insieme di moduli fotovoltaici e di altri necessari accessori collegati tra di loro meccanicamente ed elettricamente (ll termine pannello è a volte utilizzato impropriamente come sinonimo di modulo). - Stringa fotovoltaica Insieme di pannelli fotovoltaici collegati elettricamente in serie. - Generatore FV (o Campo FV) Insieme di tutti i moduli FV in un dato sistema FV. - Quadro elettrico di giunzione del generatore FV Quadro elettrico nel quale tutte le stringhe FV sono collegate elettricamente ed in cui possono essere situati dispositivi di protezione, se necessario. - Cavo principale FV c.c. Cavo che collega il quadro elettrico di giunzione ai terminali c.c. del convertitore FV. - Gruppo di conversione della corrente continua in corrente alternata lnsieme di inverter (Convertitori FV) installati in un impianto fotovoltaico impiegati per la conversione in corrente alternata della corrente continua prodotta dalle varie sezioni che costituiscono il Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /3113 generatore fotovoltaico. - Sezione di impianto fotovoltaico Parte del sistema o impianto fotovoltaico; esso è costituito da un gruppo di conversione c.c./c.a. e da tutte le stringhe fotovoltaiche che fanno capo ad esso. - Cavo di alimentazione FV Cavo che collega i terminali c.a. del convertitore PV con un circuito di distribuzione dell'impianto elettrico. - Impianto (o Sistema) fotovoltaico Insieme di componenti che producono e forniscono elettricità ottenuta per mezzo dell'effetto fotovoltaico. Esso è composto dal Generatore FV e dagli altri componenti (BOS), tali da consentire di produrre energia elettrica e fornirla alle utenze elettriche e/o di immetterla nella rete del distributore. Classificazione L'attività ai sensi della normativa in vigore viene classificata come Impianto fotovoltaico. La tensione in corrente continua dell impianto fotovoltaico è pari a 320 [V]. La potenza nominale dell impianto fotovoltaico è pari a 4.75 [kw]. Disposizioni generali L impianto Fotovoltaico è progettato e sarà realizzato e mantenuto a regola d'arte secondo le norme CEI EN e CEI EN L impianto Fotovoltaico non configura attività soggetta a controlli di prevenzione incendi. Tuttavia, essendo presente a servizio di attività soggetta ai controlli dei VVF, oltre alla documentazione prevista dal DM 4/5/1998, sarà fornita copia del certificato di collaudo ai sensi del DM 19/2/2007 "Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell'art. 7 del D.Lgs. 29/12/2003 n. 387". Requisiti tecnici Dal punto di vista della sicurezza, si è tenuto conto della impossibilità di porre il sistema fuori tensione in presenza di luce solare. Ai fini della prevenzione incendi l impianto FV è progettato, realizzato e manutenuto a regola d arte in conformità ai documenti tecnici emanati dal CEI (norme e guide) e/o dagli organismi di normazione internazionale. Inoltre tutti i componenti sono conformi alle disposizioni comunitarie o nazionali applicabili. ln particolare, il modulo fotovoltaico è conforme alle Norme CEI EN e CEI EN L installazione è eseguita in modo da evitare la propagazione di un incendio dal generatore fotovoltaico al fabbricato nel quale è incorporato. Tale condizione è rispettata in quanto l impianto fotovoltaico, incorporato in un opera di costruzione, risulta installato su strutture ed elementi di copertura e/o di facciata incombustibili (Classe 0 secondo il DM 26/06/1984 oppure Classe A1 secondo il DM 10/03/2005). L'ubicazione dei moduli e delle condutture elettriche tiene conto, in base all'analisi del rischio incendio, dell'esistenza di possibili vie di veicolazione di incendi (lucernari, camini, ecc.). L'impianto Fotovoltaico avrà le seguenti caratteristiche: - essere provvisto di un dispositivo di comando di emergenza, ubicato in posizione segnalata ed accessibile che determini il sezionamento dell'impianto elettrico, all'interno del compartimento/fabbricato nei confronti delle sorgenti di alimentazione, ivi compreso l'impianto fotovoltaico. - non costituirà causa primaria di incendio o di esplosione; - non fornirà alimento o via privilegiata di propagazione degli incendi; - nei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di materiale esplodente, il generatore fotovoltaico e tutti gli atri componenti in corrente continua costituenti potenziali fonti di innesco, dovranno essere installati alle distanze di sicurezza stabilite dalle norme tecniche applicabili; - i componenti dell impianti Fotovoltaico non saranno installati in luoghi definiti luoghi sicuri ai sensi del DM 30/11/1983, e non saranno di intralcio alle vie di esodo; - le strutture portanti dell edificio, ai fini del soddisfacimento dei livelli di prestazione contro l incendio di cui al DM 09/03/2007, sono verificate e documentate tenendo conto delle variate condizioni dei carichi Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /3114 strutturali sulla copertura, dovute alla presenza del generatore fotovoltaico, anche con riferimento al DM 14/01/2008 Norme tecniche per le costruzioni. Documentazione Sarà acquisita e prodotta, contestualmente alla presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) la dichiarazione di conformità di tutto l impianto fotovoltaico, ai sensi del D.M. 37/2008. Verifiche Periodicamente e ad ogni trasformazione, ampliamento o modifica dell impianto saranno eseguite e documentate le verifiche ai fini del rischio incendio dell impianto fotovoltaico, con particolare attenzione ai sistemi di giunzione e di serraggio. Segnaletica di sicurezza - L'area in cui è ubicato il generatore ed i suoi accessori, qualora accessibile, dovrà essere segnalata con apposita cartellonistica conforme al D. Lgs. 81/2008. La predetta cartellonistica dovrà riportare la seguente dicitura: ATTENZIONE: IMPIANTO FOTOVOLTAICO IN TENSIONE DURANTE LE ORE DIURNE (320 Volt). - La predetta segnaletica, resistente ai raggi ultravioletti, dovrà essere installata ogni 10 m per i tratti di conduttura. - Nel caso di generatori fotovoltaici presenti sulla copertura dei fabbricati, detta segnaletica dovrà essere installata in corrispondenza di tutti i varchi di accesso del fabbricato. - I dispositivi di sezionamento di emergenza dovranno essere individuati con la segnaletica di sicurezza di cui al titolo V del D.Lgs.81/08. Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /3115 ASCENSORE n. 1, A SERVIZIO DELL ATTIVITÀ n. 70 Attività NON SOGGETTA a controlli di prevenzione incendi come disposto dal D.P.R. n. 151 del 01/08/2011. RELAZIONE TECNICA Disposizioni generali Le pareti del vano di corsa sono costituiti da materiale non combustibile. Le pareti del locale del macchinario hanno caratteristiche di resistenza al fuoco uguali o superiori a quelle richieste per le pareti del vano di corsa con il quale comunicano. I setti di separazione, tra vano di corsa e locale del macchinario, sono realizzati con materiale non combustibile; i fori di comunicazione, attraverso detti setti per passaggio di funi, cavi o tubazioni, hanno le dimensioni minime indispensabili. All'interno del vano di corsa del locale del macchinario, e delle aree di lavoro, destinate agli impianti di sollevamento, non ci sono tubazioni o installazioni diverse da quelle necessarie al funzionamento o alla sicurezza dell'impianto come prescritto dalla direttiva 95/16/CE. L'intelaiatura di sostegno della cabina è realizzata con materiale non combustibile. Le pareti, il pavimento ed il tetto sono costituiti da materiali di classe di reazione al fuoco non superiore a 1. VANO DI CORSA Le pareti del vano di corsa dell'impianto di sollevamento sono di tipo protetto. Vano protetto Per il vano di corsa sono soddisfatti i seguenti requisiti: - le pareti del vano di corsa, comprese le porte di piano, le porte di soccorso e porte e portelli d'ispezione, le pareti del locale del macchinario nonché gli spazi del macchinario e le aree di lavoro, hanno le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del compartimento - tutte le porte di piano, d'ispezione e di soccorso sono a chiusura automatica ed hanno le stesse caratteristiche di resistenza al fuoco del compartimento. Accessi al locale del macchinario, agli spazi del macchinario e/o alle aree di lavoro Essendo installato un impianto di sollevamento ad azionamento idraulico, i serbatoi che contengono l'olio sono chiusi e costruiti in acciaio, e le tubazioni per l'olio installate fuori e costruite in acciaio. Le aree di lavoro, poste fuori del vano di corsa, sono facilmente e chiaramente individuate e sono ubicate in ambienti aventi caratteristiche conformi con quelle stabilite al punto 3 per il vano di corsa. Aerazione del vano di corsa, dei locali del macchinario, delle pulegge di rinvio e/o degli ambienti contenenti il macchinario Le aerazioni degli spazi del macchinario sono fra loro separate e aperte direttamente o con canalizzazioni anche ad andamento suborizzontale, verso spazi scoperti a condizione che sia garantito il tiraggio. Le aerazioni del vano di corsa del locale del macchinario sono fra loro separate e aperte direttamente o con canalizzazioni anche ad andamento suborizzontale, verso spazi scoperti a condizione che sia garantito il tiraggio. Le canalizzazioni sono realizzate con materiale non combustibile. L'aerazione del vano di corsa è permanente e realizzata mediante aperture, verso spazi scoperti, non inferiori al 3% della superficie in pianta del vano di corsa e dei locali, con un minimo di 0.20 m². Superficie vano corsa = 8.4 m² Superficie di aerazione del vano corsa = 0.26 m² L'aerazione degli spazi del macchinario è permanente e realizzata mediante aperture, verso spazi scoperti, non inferiori al 3% della superficie in pianta del vano di corsa e dei locali, con un minimo di 0.05 m². Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /3116 Superficie locale macchinario = 6.5 m² Superficie di aerazione del locale macchinario = 0.2 m² Dette aperture sono realizzate nella parte alta dei locali e delle pareti del vano da aerare. Inoltre, sono protette contro gli agenti atmosferici e contro l'introduzione di corpi estranei (animali vari, volatili ecc.) e tali da non consentire il passaggio di una sfera di diametro maggiore di 15 mm. Misure di protezione attiva Prima che la temperatura raggiunga un valore tale da comprometterne il funzionamento, previo comando proveniente dal sistema di rilevazione di incendio dell'edificio, la cabina viene inviata al piano predeterminato di uscita per permettere a qualunque passeggero di uscire. In prossimità dell'accesso agli spazi e al locale del macchinario è disposto un estintore di classe 34A-144BC, idoneo per l'uso in presenza di impianti elettrici. Dimensioni interne della cabina Larghezza: 3.5 m Profondità: 1.5 m Altezza interna: 2.2 m Norme di esercizio E' apposto presso la porta del piano principale servito un cartello con l'iscrizione "Non usare l'ascensore in caso di incendio". E fatto divieto con opportuna cartellonistica conforme al D.Lgs. n. 81/2008 di accendere fiamme libere in cabina, nel vano corsa, nel locale del macchinario e delle pulegge di rinvio, nelle aree di lavoro, nonché depositare in tali ambienti materiale estraneo al funzionamento dell'ascensore. Chiavari, 25 marzo 2013 Il Tecnico Ing. Gian Ettore BORZONE Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /3117 VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO (METODO ERICSON) RIFERIMENTO NORMATIVO D.Lgs. n. 81 del 9/4/2008. Testo Unico sulla sicurezza. D.M. 10 MARZO Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro. - DECRETO INTERMINISTERIALE 4 MAGGIO Disposizioni relative alle modalità di presentazione ed al contenuto delle domande per l'avvio dei procedimenti di prevenzione incendi, nonchè all'uniformità dei connessi servizi resi dai comandi provinciali dei Vigili del Fuoco. - CIRCOLARE DEL M.I. N. 9 DEL 5 MAGGIO D.PR. 12/1/1998, n 37 - Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi - Chiarimenti Applicativi. - - CIRCOLARE DEL M.I. N 24 MI.SA. DEL 26/1/1993. Impianti di protezione attiva antincendio. - D.M. 30/11/1983. Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi. - Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008 Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici. BIBLIOGRAFIA - Tecnica della prevenzione incendi. Autori Ing.ri Alfredo Amico, Giacomo Amico Dario Flaccovio Editore - Meccanica dell'incendio e valutazione del rischio. Autori Ing.ri Alfredo Amico, Giacomo Amico, Giovanni Bellomia Dario Flaccovio Editore Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /3118 La valutazione del rischio per l'attività in esame viene condotta mediante la valutazione separata del RISCHIO legato al FABBRICATO e del RISCHIO legato al CONTENUTO del fabbricato stesso. DETERMINAZIONE DEL RISCHIO PER IL FABBRICATO Il RISCHIO per il FABBRICATO si valuta con la: RF ( CQ = m + Q) A T R E i Ri dove i vari fattori hanno il seguente significato: - Q m = fattore che rappresenta il carico di incendio delle merci contenute nel fabbricato - Q i = coefficiente che tiene conto della combustibilità dei materiali componenti l'edificio (carico di incendio dell'edificio) - C= coefficiente che tiene conto della combustibilità dei materiali, viene fissato in funzione della classe di pericolo attribuita al materiale trattato - A = fattore relativo alla superficie della zona da proteggere - T= fattore che tiene conto del tempo di intervento - R E = resistenza al fuoco del fabbricato - R i = fattore che tiene conto di particolari misure speciali di prevenzione Q m Carico di incendio delle Merci Il fattore Q m rappresenta il carico di incendio delle merci contenute nel fabbricato, assume i seguenti valori tabellati in funzione del Carico di Incendio delle merci: Kg Legno/mq M cal/mq Q m / >= 3841 >= Q i Combustibilità dei Materiali Componenti l'edificio Il fattore Q i rappresenta il carico di incendio proprio del fabbricato in assenza delle merci, tiene conto quindi della combustibilità dell'edificio (soppalchi combustibili, rivestimenti, infissi in legno, ecc.) assume i seguenti valori tabellati in funzione del Carico di Incendio proprio dell'edificio: Kg legno/mq Qi Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /3119 C Combustibilità dei Materiali Il coefficiente C tiene conto della combustibilità dei materiali presenti all'interno del fabbricato, viene fissato in funzione della classe di pericolo attribuita al materiale trattato. I valori sono indicati nella seguente tabella: Classe di Rischio C Combustibilità Bassa = Leggero 1.0 Combustibilità Debole = Ordinario Debole 1.0 Combustibilità Normale = Ordinario Normale 1.0 Combustibilità Elevata = Ordinario Elevato 1.2 Combustibilità Speciale = Ordinario Speciale 1.4 Combustibilità Grave = Ordinario Grave 1.6 A Superficie della zona da Proteggere Il coefficiente A tiene conto delle dimensioni e della distribuzione spaziale del fabbricato da proteggere. I valori che può assumere sono indicati nella seguente tabella: - Superficie del compartimento inferiore a 1500 m² - Oppure distribuita su un massimo di 2 piani - Oppure altezza del soffitto <= 8 m - Superficie del compartimento compresa 1500 S 3000 m² - Oppure distribuita su un numero di piani fra 3 e 4 - Oppure al primo livello interrato - Oppure altezza del soffitto 8 <h 12 m - Superficie del compartimento compresa 3000 S m² - Oppure distribuita su un numero di piani superiore a 4 - Oppure a quota inferiore al primo livello interrato - Oppure altezza del soffitto h > 12 m A T Tempo di Intervento dei Vigili del Fuoco Il fattore T tiene conto del tempo di intervento dei Vigili del Fuoco siano essi aziendali che Professionisti. I valori che può assumere sono indicati nella seguente tabella: Ritardo in minuti Vigile del Fuoco Professionisti Vigile del Fuoco Aziendali R E Resistenza al Fuoco del Fabbricato Il fattore R E tiene conto della Resistenza al Fuoco offerta delle strutture portanti di tamponamento e di compartimentazione, del fabbricato. I valori che può assumere sono indicati nella seguente tabella: Classe di Resistenza R E Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /3120 R i Misure particolari di Prevenzione Incendi Il fattore R i tiene conto di eventuali misure speciali di prevenzione incendi e di organizzazione assunti per il fabbricato. I valori che può assumere sono indicati nella seguente tabella: Valutazione Rischio R i Più grande del normale combustione prevedibile piuttosto rapida - elevato numero delle possibilità sorgenti di ignizione - inadeguata penetrabilità delle squadre antincendio - infiammabilità facilitata delle condizioni di immagazzinamento Normale combustione prevedibile normale - numero sorgenti di ignizione abituale - infiammabilità ridotta per essere i materiali combustibili contenuti in recipienti incombustibili Più piccolo del normale immagazzinamento molto compatto - scarse probabilità di sviluppo rapido dell'incendio - condizioni estremamente favorevoli all'evacuazione del calore Molto piccolo infiammabilità ridotta per essere i materiali combustibili contenuti in recipienti in lamiera ben chiusi - assenza di sorgenti di ignizione - probabilità di combustione lenta Determinazione del RISCHIO per le PERSONE e per il CONTENUTO del FABBRICATO Il Rischio per le persone e per il contenuto del Fabbricato si valuta con la: dove: RC = P B F P = fattore che tiene conto del pericolo per le persone B = fattore che tiene conto del pericolo per le cose F = fattore che tiene conto al pericolo dovuto alla produzione di fumo P Pericolo per PERSONE Il fattore P tiene conto del pericolo per le persone, assume i seguenti valori tabellati in funzione del pericolo previsto: Rif.to: 1213 VRTA docx Marzo /31 Vedere altro
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