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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA SEZIONE PRIMA - PDF
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1 Tribunale di Verona Sentenza (Sez. I Pres. D AMICO Est. LANNI) nelle persone di: dott. Ernesto D Amico dott. Lara Ghermandi dott. Pier Paolo Lanni ha pronunciato la seguente REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA SEZIONE PRIMA Presidente Giudice Giudice relatore S E N T E N Z A nella causa civile iscritta al n del Ruolo Generale degli Affari Contenziosi dell anno ) S. B. M. 2) S. B. M. F. 3) S. S. 4) S. B. G. 5) S. G. 6) S. R. e S. C., in qualità di eredi di S. G. T R A 7) M. A. in qualità di procuratore generale di S. M. 1) R. S. 2) R. A. E -attori- - convenuti SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con atto di citazione notificato il , M.B.S., B.M.F. S., S.S., B.G.S., G.S., R.S. (quale procuratore di G.S.) e A.M. (quale procuratore di M.S.), deducendo di essere parenti di quarto grado di A.S., deceduto il 29/8/06, hanno convenuto in giudizio S. ed A.
2 R. chiedendo l accertamento della falsità, e quindi dell invalidità, del testamento olografo del attribuito ad A.S., pubblicato con verbale n rep Notaio B. in data , con cui era stato devoluto ai convenuti tutto il denaro investito o depositato dal de cuius con il Gruppo Ras. Gli attori, inoltre, in conseguenza della domanda su indicata hanno chiesto: l accertamento della propria successione legittima nella titolarità delle somme investite e depositate presso il Gruppo Ras; la condanna dei convenuti alla restituzione di tali somme; lo scioglimento della comunione ereditaria, con l attribuzione a ciascun attore della quota delle somme di sua spettanza; la condanna dei convenuti al risarcimento dei danni per aver fatto uso di un testamento falso e per essersi appropriati, in forza di esso, delle somme spettanti agli attori. Con comparsa depositata il 24/11/08 (che si richiama per relationem) si sono costituiti i convenuti ed hanno contestato la domanda degli attori, affermando l autenticità del testamento olografo impugnato. Nel corso del giudizio si sono costituiti R.S. e C.S., quali eredi di G.S., dando atto del sopravvenuto decesso di quest ultimo. Con ordinanza del 22/7/09, su ricorso incidentale degli attori, è stato disposto il sequestro conservativo dei beni dei convenuti fino alla concorrenza di Orbene, ai fini della decisione, va innanzi tutto esaminata la contestazione di inammissibilità della domanda principale degli attori, formulata dai convenuti sul presupposto dell omessa formulazione di un vero e proprio disconoscimento (o mancato riconoscimento) ai sensi dell art. 214 c.p.c. della scrittura-testamento e dell omessa produzione in giudizio dell originale di quest ultima. Tale difesa, in particolare, oltre ad essere contraria ai doveri di correttezza previsti dall art. 88 c.p.c., in quanto formulata per la prima volta in sede di comparsa conclusionale, si rivela palesemente infondata, posto che: a) gli attori nell atto di citazione hanno contestato l autenticità del testamento olografo e, richiamando la perizia tecnica di parte allegata all atto stesso, hanno negato l autografia della scrittura e della sottoscrizione apposte sul documento che le contiene, chiedendo espressamente l accertamento della falsità del testamento; b) una siffatta domanda è pienamente idonea ad integrare il disconoscimento
3 della sottoscrizione e della scrittura apposte sul documento contenente il testamento, non essendo necessarie a tal fine formule sacramentali; c) ai fini di tale disconoscimento, non è necessaria la produzione in giudizio dell originale del documento, depositato presso il Notaio (di cui, peraltro, gli attori hanno chiesto tempestivamente l acquisizione ex art. 210 c.p.c.), essendo sufficiente il suo esame tramite CTU nel contraddittorio delle parte (come poi in concreto avvenuto). A fronte di tale qualificazione, sarebbe gravato sui convenuti l onere di proporre la domanda di verificazione del testamento contestato (Cass. n. 7475/05) e quindi l omessa proposizione di tale domanda non può che condurre all accoglimento della domanda principale degli attori (diretta a far valere proprio l inimputabilità del testamento ad A.S.). Peraltro, anche superando l omessa proposizione della domanda di verificazione da parte dei convenuti e ritenendo che l accertamento della veridicità o meno del testamento possa essere espressamente richiesto anche dalla parte che potrebbe limitarsi ad un semplice disconoscimento, nel caso di specie la conclusione non cambia. Ed infatti, la CTU grafologica espletata nel corso del giudizio, sulla base di accertamenti immuni da censure di carattere logico o tecnico e sulla base di un esame diretto dell originale del documento depositato presso il notaio (debitamente autorizzato dal giudice), ha accertato che tutta la scrittura testamentaria ivi contenuta non è riferibile alla mano di A.S.. Gli accertamenti e le conclusioni del CTU, la cui relazione peritale deve intendersi integralmente richiamata in questa sede, appaiono immuni da censure di carattere logico o tecnico e possono essere posti a base della decisione, tanto più ove si consideri che l unica censura formulata dai convenuti sul merito delle valutazioni del consulente si basa sull affermazione dell omissione di un esame diretto dell originale documento disconosciuto, senza tener conto però che tale esame invero è stato compiuto (come specificato anche a pag. 11 della relazione peritale). L accertamento della falsità (e quindi della nullità) del testamento olografo in esame, comporta che le somme ed i titoli oggetto delle disposizioni ivi contenute (in favore dei convenuti) rientrano nella successione legittima (e quindi spettano agli attori, quali parenti entro il quarto grado del de cuius).
4 Pertanto, deve ritenersi fondata la conseguente azione di petizione ereditaria esercitata dagli attori e finalizzata ad ottenere la restituzione delle somme su indicate da parte dei convenuti, che nel frattempo se ne sono appropriati. La CTU contabile espletata nel corso del giudizio ha quantificato in ,99 l importo complessivo delle somme di cui i convenuti si sono appropriati e rientranti nella massa ereditaria al momento dell apertura della successione. Ne consegue che i convenuti vanno condannati a restituire agli attori la somma su indicata, oltre gli interessi legali dalla data dell apprensione della stessa (in mala fede), ed in particolare dal dicembre 2006 (in corrispondenza degli ultimi incassi). Per quanto riguarda, poi, la domanda di rivalutazione monetaria della suddetta somma, va rilevato che la domanda di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali proposta da tutti gli attori è procedibile, pur a fronte del tentativo di costituzione di parte civile di due di essi nel procedimento penale pendente a carico dei convenuti per l uso del testamento olografo dedotto in giudizio, posto che, come risulta dal verbale del 16/2/12 del procedimento penale (prodotto all udienza del 19/4/12) la costituzione delle due parti civili è stata respinta dal Giudice penale. Ciò posto, deve escludersi la rivalutazione automatica del credito come richiesto dagli attori, posto che l obbligazione restitutoria su accertata costituisce un obbligazione di valuta. La svalutazione monetaria, invece, rileva ai fini dell accertamento del maggior danno previsto dall art comma 2 c.c., la cui domanda può ritenersi ricompresa nella domanda di risarcimento dei danni patrimoniali subiti dagli attori in conseguenza della condotta dei convenuti, sul presupposto dell allegazione, sin dall atto di citazione, della necessità di una rivalutazione delle somme spettanti ai primi. In particolare, tale danno, in mancanza di prove presuntive circa il possibile impiego della somma deve essere quantificato nella somma pari alla differenza tra il tasso di interesse legale ed il tasso di rendimento medio dei titoli di Stato con cadenza infrannuale (v. Cass. SU n /08). La domanda di risarcimento del danno patrimoniale può quindi essere accolta nei termini appena esposti.
5 Deve invece essere rigettata la domanda di risarcimento del danno non patrimoniale, in quanto, pur essendo la condotta dei convenuti apparentemente riconducibile alle fattispecie penali denunciate, non sono stati allegati dagli attori le conseguenze di tali condotte nella loro sfera non patrimoniale, anche solo in termini di sofferenza. Infine deve essere dichiarata inammissibile la domanda di scioglimento della comunione ereditaria tra gli attori avente ad oggetto le somme recuperate dai convenuti, posto che l accordo degli stessi attori sul punto esclude la configurabilità di un concreto interesse ad agire. Le spese di lite (incluse quelle della fase cautelare) seguono la (prevalente) soccombenza dei convenuti e vanno quindi poste a loro carico nella misura liquidata in dispositivo (secondo i parametri previsti dal DM n. 140/12). P.Q.M. definitivamente pronunciando: 1) dichiara la nullità del testamento apparentemente olografo datato , pubblicato con verbale n rep. 250 Notaio A. B. in data 13 Settembre 2006; 2) condanna A.R. e S.R., in via tra di loro solidale, a pagare in favore di M.B.S., B.M.F.S., S.S., B.G.S., G.S., R. e C. S. (quali eredi di G.S.) e A.M. (quale procuratore di M.S.), in solido, la somma di ,99, oltre agli interessi legali dal 6/12/06 al saldo; 3) condanna A.R. e S.R., in via tra di loro solidale, a pagare in favore di M.B.S., B.M.F.S., S.S., B.G.S., G.S., R. e C.S. (quali eredi di G.S.) e A.M. (quale procuratore di M.S.), in solido, la somma pari alla differenza tra il tasso di interesse legale ed il tasso di rendimento medio dei titoli di Stato con cadenza infrannuale, calcolata sulla somma indicata nella statuizione che precede, dal 6/12/06 al saldo; 4) rigetta la domanda di risarcimento degli ulteriori danni proposta dagli attori; 5) dichiara inammissibile la domanda di scioglimento della comunione ereditaria proposta dagli attori; 6) condanna A.R. e S. R., in via tra di loro solidale, a pagare in favore di M.B.S., B.M.F.S., S.S., B.G.S., G.S., R. e C.S. (quali eredi di G.S.) e A.M. (quale
6 procuratore di M.S.), in solido, le spese di lite che liquida in complessivi , di cui 2600 per spese ed il resto per compenso, oltre IVA e CPA; 7) pone definitivamente a carico dei convenuti le spese relative alla CCTTUU espletate nel corso del giudizio e quindi condanna A.R. e S. R., in via tra di loro solidale, a rimborsare a M.B.S., B.M.S., S.S., B.G.S., G.S., R. e C.S. (quali eredi di G.S.) e A.M. (quale procuratore di M.S.), in solido, le somme anticipate al CTU dott S.T. e alla CTU dott.ssa F.S.. IL GIUDICE RELATORE IL PRESIDENTE
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References: Sentenza 
 art. 214
 art. 88
 art. 210
 Cass. 
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