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Timestamp: 2018-01-21 03:08:58+00:00

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COSTI: DEDUCIBILITA? - Artt. 75 (ora 109) / 76 ora (110) / 127.bis (ora 167/168)
I costi sostenuti dall'impresa, per essere deducibili ai fini reddituali, devono possedere i seguenti requisiti:
competenza, quanto al tempo (art. 75.1 ora 109.1). La Cass. con sent. n. 15981 del 14.11.02 ha confermato che per dedurre i costi in anni successivi è necessaria la presenza di fatti certi e precisi in forza di una contabilità regolarmente tenuta, con cui si possa dimostrare che alla fine dell’esercizio di competenza mancavano ancora i requisiti di certezza e/o oggettiva determinabilità;
certezza, quanto all'esistenza (art. 75.1 ora 109.1);
oggettiva determinabilità,quanto all'ammontare (art. 75.1 ora 109.1);
inerenza, all'attività dell'impresa (art. 75.5 ora 109.5). La Cass. con sentenza n. 10062 dell’1.8.00 ha affermato un principio di interesse generale: la deducibilità dei costi sostenuti è condizionata dall’inerenza degli stessi all’attività dell’impresa e non specificatamente ai ricavi. Si tratta dell’interpretazione testuale dell’art. 75.5 (ora 109.5) che, nella sua attuale formulazione, ammette la possibilità di dedurre dal reddito d’impresa anche costi che non sono, né saranno mai correlati specificamente ai ricavi, ma riferiti al più ampio concetto di attività esercitata.
La Cass. con sentenze nn. 5302 e 5305 del 9.4.01 ha confermato l’inefficacia probatoria e quindi la indeducibilità delle fatture e parcelle con descrizioni troppo generiche.
Onere della prova-Spetta all’Ufficio provare le componenti attive del maggiore imponibile, ma spetta al contribuente documentare che i costi esistono e che sono inerenti all’attività dell’impresa (Cass. n. 9894 del 11.10.1997).
per i beni mobili: data di consegna o spedizione, salvo che sia diversa e successiva la data in cui si verifica l'effetto traslativo della proprietà;
per i beni immobili: data di stipulazione dell'atto notarile, salvo che sia diversa e successiva la data in cui si verifica l'effetto traslativo;
per le prestazioni di servizi: alla data di ultimazione (attenzione alle parcelle dei professionisti, quali i legali, perché il costo è deducibile al termine della prestazione);
per gli acquisti di cosa futura: al momento dell'esistenza del bene;
per le prestazioni da cui derivano corrispettivi periodici (es. locazioni): alla data di maturazione.
Alcuni costi, anche se civilisticamente deducibili per competenza, si deducono fiscalmente per cassa (artt. 56.2 ora 89.2; 62.3 ora 95.5; 64.4 ora 99.3). Tra questi:
compenso agli amministratori;
contributi alle associazioni sindacali e di categoria.
Un altro principio da ricordare èche i costi sono deducibili solo se imputati a c.e.. Tra le eccezioni:
quota ammortamento manutenzioni e riparazioni;
quota ammortamento spese di rappresentanza;
ammortamenti anticipati stornati dall’utile;
partecipazioni agli utili.
A differenza dei ricavi non sono deducibili i costi la cui registrazione sia stata omessa (i costi neri) o irregolarmente eseguita.
Sono tuttavia deducibili quelli che pur non essendo imputati al c.e. sono deducibili per disposizioni di legge (es. partecipazione agli utili degli amministratori), quelli imputati in un esercizio precedente, se la deduzione è stata rinviata a norma di legge e quelli che concorrono alla formazione del reddito (es. acquisto merci) se e nella misura in cui risultano da elementi certi e precisi (art. 75.4, in caso d’accertamento).
Correlazione tra ricavi e costi
L’orientamento ministeriale è quello di consentire la deducibilità dei costi nell’esercizio in cui si producono i ricavi, anche se saranno sostenuti in esercizi successivi (R.M. 2.6.98 n. 52/E e R.M. 5.3.98 n. 14/E).
Secondo la Norma di comportamento n. 135/1998 l’alienazione di unità immobiliari costituisce ricavo dell’esercizio nel quale è intervenuto l’atto di trasferimento della proprietà dei beni, ancorché tutti i costi attribuibili al bene non siano ancora stati sostenuti. Questi, devono essere imputati per la quota attribuibile al bene la cui vendita ha generato il ricavo.
La Norma di comportamento n. 136/1998 si occupa della correlazione appalti / subappalti.
Imprese di nuova costituzione-Le spese relative a più esercizi di cui all'art. 74 (studi e ricerche, pubblicità, propaganda, rappresentanza, ...) e le spese di impianto, sono deducibili a partire dall'esercizio in cui sono conseguiti i primi ricavi.
I costi dei professionisti sono civilisticamente deducibili nell'esercizio in cui sono stati utilizzati al fine di conseguire i ricavi, che coincide normalmente con l'esercizio in cui le prestazioni sono rese. Fiscalmente occorre fare riferimento al principio di competenza temporale mancando la correlazione costi-ricavi; il periodo di competenza coincide con quello in cui le prestazioni sono ultimate, a nulla rilevando il pagamento. Non è possibile quindi dedurre un costo professionale oltre detto periodo, non essendo fiscalmente ammessa la deduzione di un costo in un esercizio successivo a quello di competenza, salvo il caso di mancanza dei requisiti di certezza e/o determinabilità (Cass. 2.5.97 n. 3809).
Fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio -Vedi §con uguale titolo in ordine alfabetico.
Norma di comportamento n. 135/98: Nell’esercizio di conseguimento dei ricavi devono essere accertati i costi, ancorché non sostenuti, per la quota attribuibile al bene la cui alienazione ha dato origine al ricavo. I ricavi trascinano la competenza dei costi purché questi abbiano i requisiti:
della certezza della loro esistenza (gli obblighi assunti nell’atto di vendita).
e della determinabilità obiettiva dell’ammontare (contratti di appalto già stipulati con terzi o analisi dei costi da sostenere).
Costo di ripristino - L’imputazione anticipata del costo da sostenersi alla fine del periodo di sfruttamento non è prevista dalla normativa fiscale, che non ammette accantonamenti diversi da quelli previsti all’art. 74 ora 108.
Viene in soccorso la R.M. 2.6.98 n. 52/E (e la N.C. n. 135/98), che suggerisce il seguente procedimento:
effettuare una stima dei costi in base agli obblighi previsti nella convenzione;
imputare tra i costi annuali quelli parametrati oggettivamente alla produzione del reddito esponendoli in un prospetto analitico annuale;
nell’anno di sostenimento del costo predisporre un prospetto riepilogativo ed effettuare il confronto tra costi accantonati e costi effettivamentesostenuti;
imputare a sopravvenienze attive o passiva le differenza.
Per l’imputazione annuale del costo di ripristino:
Accoant. per oneri di ripristino
Al pagamento del ripristino (supponendo coincidenza tra accantonamento e costo finale):
Costo per ripristino ambientale
COSTI SOSTENUTI PER CONTO DI TERZI - Riaddebito
Si tratta di tutti quei casi in cui una società (mandatario) sostiene costi per conto di un altro soggetto (mandante), di solito società dello stesso gruppo, riaddebitando poi il relativo costo.
Iva-Secondo l’orientamento prevalente (anche R.M. 6/E del 11.2.98) la prestazione di riaddebito è da considerarsi dello stesso tipo di quella ricevuta dal mandatario (es. fattura esente, riaddebito esente).
La R.M. n. 168/E del 4.6.2002, in merito a servizi con Iva indetraibile (prestazioni alberghiere e di ristorazione) ha precisato che:a) se i servizi rientrano nell’attività più ampia esercitata abitualmente (es. società che organizza convegni) l’Iva pagata è detraibile ma la fattura di riaddebito dovrà obbligatoriamente indicare separatamente il corrispettivo ed assoggettarlo all’aliquota del 10% (indetraibile per il destinatario);b) se i servizi sono accessori, occasionali e non necessari all’attività propria del prestatore, o manca la separata indicazione in fattura, l’Iva è indetraibile. Il corrispettivo riaddebitato deve essere assoggettato all’Iva ordinaria del 20%.
Iidd- Norma di comportamento n. 139/99:“L’effetto derivante dall’eventuale indeducibilità di costi, ai fini del reddito d’impresa o dell’Irap, si produce direttamente ed esclusivamente in capo al mandante”.
Contabilità-Il mandatario deve includere tra i ricavi solamente il margine di intermediazione, senza che ciò possa comportare una compensazione di partite (R.M. 377/E del 2.12.02 e IAS n. 18 par. 8).
Mandataria-Es. con Iva detraibile: La società mandataria A sostiene spese di pubblicità per conto della società B, addebitandone poi il relativo costo (le società sono collegate).
Al ricevimento della fattura emessa per la prestazione da T, intestata ad A:
Crediti v/collegate
All?emissione della fattura nei confronti della mandante B, con la maggiorazione di 100:
Crediti v/imprese collegate
Mandante: Quando la società mandante riceve la fattura emessa dal mandatario:
Fornitori (collegate)
Mandataria - Es. con Iva indetraibile: La società mandataria A sostiene spese di ristorazione per conto della società B, addebitandone poi il relativo costo (le società sono collegate). Tali servizi non rientrano nell'attività abituale di A.
Al ricevimento della fattura emessa per la prestazione da T (1.000 + Iva 10%), intestata ad A:
All?emissione della fattura nei confronti della mandante B, con la maggiorazione di 50:
Iidd - Tale voce rappresenta una spesa di rappresentanza. Se nella fattura ricevuta dal mandante vi fosse stata la separata indicazione del margine di intermediazione (€. 50), tale costo sarebbe stato totalmente deducibile.
La stessa accortezza deve essere adottata dal mandante nel caso in cui gli vengano addebitate nella stessa fattura spese eterogenee (deducibili ed indeducibili).
SPESE SOSTENUTE IN NOME E PER CONTO DELLA CONTROPARTE (mandato con rappresentanza)
La società A anticipa in nome e per conto della collegata B le spese di consulenza resa a B dal professionista C; A riceve la fattura intestata a B e ne effettua il pagamento.
Es.: C emette fattura nei confronti di B per 1.000,00 + Iva 20% - ritenuta 20%. A, all?atto del pagamento della fattura per conto di B (1.000,00 + 200,00 ? 200,00):
Quando B riceve la fattura e la comunicazione del pagamento farà:
Erario c/ritenute da versare
Debiti v/imprese collegate
La C.M. n. 203/E del 6.12.94 attribuisce però lo status di sostituto di imposta a chi paga effettivamente il professionista. Quando A richiede il rimborso dell?anticipo (nessuna fattura), A e B registreranno rispettivamente:
Se invece A, per il servizio prestato, dovesse richiedere un compenso (100) dovrà emettere fattura con Iva:
SPESE ANTICIPATE PER CONTO TERZI, ACCESSORIE ad una operazione principale
La società A vende merci franco fabbrica, ma anticipa in nome e per conto del cliente le spese di trasporto al vettore C (1.000 + Iva). Quando A riceve la fattura intestata a B, la paga ma non la deve registrare:
A emetterà nei confronti del cliente B la fattura per le merci (con Iva) e per le somme anticipate al vettore (escluse da Iva ex art. 15/633); se la fattura delle merci era stata già emessa non serve una nuova fattura bastando un documento contabile di addebito (senza Iva):
COSTI NELLE OPERAZIONI CON L’ESTERO (Art. 76 ora 110)
Limiti alla deducibilità dei costi nei rapporti con l’estero
Art. 76.5 (ora 110.7)-Valutazione a valore normale-I costi derivanti da operazioni
con società non residenti in Italia (quindi residenti UE o extra UE),
che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dallastessa società,
sono valutati, in ogni caso se ne deriva un aumento di reddito, in base al valore normale dei beni o dei servizi (art. 9) determinato al prezzo mediamente praticato per beni e servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza (transfer pricing). Se invece ne deriva una riduzione del reddito, solo se ci sono accordi internazionali con lo Stato estero.
Art.76.7-bis (ora 110.9) -Non sono ammesse in deduzione le spese e gli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse tra imprese residenti ed imprese:
domiciliate fiscalmente in Paesi a regime fiscale privilegiato, fuori UE (livello di tassazione sensibilmente inferiore, mancanza di adeguato scambio di informazioni; individuati da D.M. 23.1.02),
prescindendo totalmente dall’esistenza di qualsiasi legame di controllo.
Art. 76.7-ter (ora 110.11) -Si può disapplicare la norma antielusiva di indeducibilità dell’art. 76.7-bis (ora 110.10) dimostrando:
che l’impresa estera svolge prevalentemente una attività commerciale effettiva;o
che le operazioni poste in essere rispondono ad un effettivo interesse economico e
che le stesse hanno avuto concreta attuazione.
La deduzione delle spese e degli altri componenti negativi di reddito è comunque subordinata alla separataindicazione nella dichiarazione dei redditi dei relativi importi dedotti. A tal fine nel quadro RF sono stati inseriti due righi:
variazioni in aumento-per l’intero ammontare delle spese per operazioni con fornitori esteri “privilegiati”;
variazioni in diminuzione-la parte di spese deducibili.
Art. 76.7-quater (ora 110.12) - L’indeducibilità di cui ai commi 76.7-bis (ora 110.9) e 76.7-ter (ora 110.11) non si applica se risulta applicata la disciplina Cfc (art. 127-bis ora 167/168).
Cfc-Art. 127-bis ora 167-Se un residente detiene, direttamente o indirettamente, il controllo(di diritto,di fatto o dominante)di una impresa localizzata in un territorio con regime fiscale privilegiato, i redditi da questa conseguiti sono imputati ai soggetti residenti per trasparenza,
in proporzione alla partecipazione detenuta,
con riferimento al giorno di chiusura dell’esercizio della partecipata,
al netto degli utili già incassati (tassati per cassa).
Vedi § Dividendi distribuiti da società non residenti - Incasso.

References: Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 15

Art. 76

Art.76

Art. 76

Art. 76