Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2015-0271_IT.html
Timestamp: 2019-12-07 21:22:00+00:00

Document:
RELAZIONE sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo di modifica dell'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera che stabilisce misure equivalenti a quelle definite nella direttiva 2003/48/CE del Consiglio in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi
Ciclo del documento : A8-0271/2015
sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo di modifica dell'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera che stabilisce misure equivalenti a quelle definite nella direttiva 2003/48/CE del Consiglio in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi
Relatore: Jeppe Kofod
– visto il progetto di decisione del Consiglio (08266/1/2015),
– visto il progetto di accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera che stabilisce misure equivalenti a quelle definite nella direttiva 2003/48/CE del Consiglio in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi (08297/2015),
– visti l'articolo 115 e l'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera b), e paragrafo 8, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8‑0169/2015),
– vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8‑0271/2015),
1. approva la proposta di decisione del Consiglio quale emendata e approva la conclusione dell'accordo;
2. si rammarica dell'impossibilità di apportare miglioramenti, in particolare per quanto concerne le informazioni fornite e gli scambi di informazioni automatici, vincolanti e di natura illimitata;
3. invita la Commissione a tenere il Parlamento europeo al corrente in merito a eventuali modifiche o nuovi sviluppi nelle fasi finali della conclusione del presente accordo;
4. ricorda al Consiglio l'obbligo di consultare nuovamente il Parlamento qualora dovesse modificare la sua proposta di decisione;
5. sottolinea l'importanza di intervenire in modo efficace contro la frode e l'elusione fiscale e in particolare contro l'evasione fiscale e l'elusione fiscale da parte di persone fisiche e giuridiche situate nell'Unione con il coinvolgimento di enti finanziari stabiliti in paesi terzi;
6. invita la Commissione a valutare, diciotto mesi dopo la data di entrata in vigore del presente accordo, l'attuazione dello stesso e il suo esito e a presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, corredata, se del caso, di proposte di revisione;
7. incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e della Confederazione svizzera.
1. Il presidente del Consiglio procede, a nome dell'Unione, alla notifica di cui all'articolo 2, paragrafo 1, del protocollo di modifica4.
1. Il presidente del Consiglio procede, a nome dell'Unione, alla notifica di cui all'articolo 2, paragrafo 1, e all'articolo 4 del protocollo di modifica4 onde garantire che siano rispettate le norme sullo scambio automatico di informazioni in merito ai conti oggetto di comunicazione e sia messa in atto la collaborazione in materia di conformità ed esecuzione.
4 La data di entrata in vigore del protocollo di modifica sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea a cura del segretariato generale del Consiglio.
2. La Commissione informa la Confederazione Svizzera delle notifiche effettuate a norma dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera d), dell'accordo tra l'Unione europea e la Confederazione Svizzera sullo scambio automatico di informazioni finanziarie per migliorare l'adempimento fiscale internazionale di cui al protocollo di modifica.
2. La Commissione informa la Confederazione Svizzera delle notifiche effettuate a norma dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera d), dell'accordo tra l'Unione europea e la Confederazione Svizzera sullo scambio automatico di informazioni finanziarie per migliorare l'adempimento fiscale internazionale facendo seguito al protocollo di modifica.
L'Unione europea e la Svizzera hanno firmato, il 27 maggio 2015, un accordo sullo scambio automatico di informazioni in materia fiscale, inteso a migliorare la cooperazione e il rispetto degli obblighi in ambito fiscale a livello internazionale.
L'accordo rappresenta un importante passo avanti negli sforzi in atto per combattere la frode e l'evasione fiscali e migliora l'accordo del 2004 che garantiva l'applicazione da parte della Svizzera di misure equivalenti a quelle contenute in una direttiva UE relativa alla tassazione dei redditi da risparmio.
Ai sensi dell'accordo, l'UE e la Svizzera procederanno ad uno scambio automatico di informazioni sui conti finanziari dei rispettivi residenti, a partire dal 2018. L'obiettivo è di far fronte alle situazioni in cui un contribuente cerchi di occultare capitale costituito da redditi o attività oggetto di evasione fiscale.
L'accordo è inteso a garantire che la Svizzera applichi misure rafforzate equivalenti a quelle della direttiva UE, quale aggiornata nel marzo 2014 (che modifica la direttiva sulla cooperazione amministrativa, "DAC2"), e che rispetti lo scambio automatico di informazioni relative ai conti finanziari promosso dagli standard globali dell'OCSE del 2014.
Vi sono altresì disposizioni intese a limitare la possibilità che i contribuenti evitino di essere denunciati alle autorità fiscali trasferendo le attività o investendo in prodotti finanziari che esulano dall'ambito di applicazione dell'accordo. Lo scambio di informazioni concerne non solo redditi quali interessi e dividendi, ma anche saldi contabili e proventi delle vendite di attività finanziarie.
- identificare correttamente ed inequivocabilmente i contribuenti interessati;
- applicare e far osservare la propria normativa fiscale in situazioni transfrontaliere;
- valutare la probabilità che siano state perpetrate evasioni fiscali;
- evitare ulteriori indagini superflue.
Il relatore accoglie con favore l'accordo, ma ritiene altresì che vi siano margini di miglioramento. Dato che la procedura non consente emendamenti all'accordo internazionale proposto, questi ultimi dovrebbero riflettersi in futuri accordi analoghi attualmente in corso di negoziazione con altri paesi terzi e prossimi ad essere finalizzati:
Articolo 2 – Scambio automatico di informazioni in relazione ai Conti Oggetto di Comunicazione
• Punto 2, lettera a). Aggiunta di un obbligo di informativa completa del nome completo e del codice di identificazione fiscale – La proposta non impone la trasmissione di informazioni complete e dettagliate relative ai titolari dei conti, in particolare il nome completo e la comunicazione obbligatoria del codice di identificazione fiscale. In linea con gli sforzi intesi a conseguire un'assoluta trasparenza e un'informativa completa dei dati, tale requisito dovrebbe essere obbligatorio.
Articolo 3 – Tempi e modalità dello scambio automatico di informazioni
• Punto 3. Intervallo di rendicontazione da base annua a base trimestrale – Ai sensi del presente accordo, lo scambio di informazioni avviene su richiesta delle autorità competenti su base annua. Ai fini di una trasmissione rapida ed efficiente delle informazioni, il relatore ritiene che il periodo di tempo originariamente proposto sia eccessivamente costrittivo e ampio e suggerisce pertanto di ridurre il ciclo di rendicontazione da una base annua ad una base trimestrale.
Articolo 5 – Scambio di informazioni su richiesta
• Punto 1. Scambio incondizionato di informazioni – In linea con l'impegno di conseguire un'assoluta trasparenza ed una comunicazione completa di informazioni tra le parti, sarebbe necessario sottolineare il carattere incondizionato e obbligatorio della trasmissione di informazioni, al fine di tutelare il presente accordo da vincoli giuridici e dalla dichiarazione unilaterale da parte della Svizzera di mantenere riservata qualsiasi informazione che possa essere ottenuta illegalmente (per esempio informazioni fornite da informatori);
• Punto 2, lettera c). Il relatore propone di sopprimere l'esenzione dall'obbligo di fornire informazioni che sono "contrarie all'ordine pubblico". - Nello stesso spirito del precedente emendamento, l'esenzione dall'obbligo di fornire informazioni che siano contrarie all'ordine pubblico ("ordre public") è una condizione troppo ampia ed ambigua ed andrebbe pertanto soppressa.
Articolo 6 – Riservatezza e protezione dei dati personali
• Punto 3. Il relatore propone di sopprimere la disposizione relativa allo scambio di informazioni sulla base della previa autorizzazione delle autorità competenti – In linea con lo spirito di uno scambio di informazioni pieno e incondizionato, il relatore propone di sopprimere il requisito secondo cui gli Stati membri o la Svizzera sono tenuti a richiedere un'autorizzazione per utilizzare le informazioni scambiate e/o per condividerle con una giurisdizione terza.
Articolo 7 – Consultazioni e sospensione dell'accordo
• Punto 1. La Commissione come mediatore vincolante in caso di disputa – Per quanto riguarda le controversie relative all'interpretazione del presente accordo, il relatore ritiene che la presenta proposta sia troppo accomodante nei confronti delle parti interessate. Al fine di promuovere un'attuazione e un'applicazione agevoli del presente accordo, il relatore ritiene che l'arbitrato obbligatorio della Commissione europea per qualsiasi disputa rappresenti una soluzione chiara e sicura.
• Punto 1. Flessibilità per l'adeguamento alla pertinente legislazione dell'UE (non solo standard OCSE) – Anche se il presente accordo prevede che siano svolte consultazioni in caso di importanti modifiche al regolamento a livello dell'OCSE, tenuto conto della continua evoluzione del quadro giuridico europeo il relatore propone che il presente accordo preveda consultazioni analoghe qualora siano adottati regolamenti/normative in materia a livello europeo.
Articolo 9 – Pagamenti di dividendi, interessi e canoni tra imprese
• Punto 2. Soppressione delle esenzioni. Allineamento con la direttiva sugli interessi e sui canoni per coerenza e uniformità con la legislazione dell'UE – Alla luce della revisione della direttiva 2003/49/CE del 3 giugno 2003 concernente il regime fiscale comune applicabile ai pagamenti di interessi e di canoni, il relatore ritiene che l'attuale accordo aggiunga ulteriori requisiti che sono controproducenti e riducono la portata delle informazioni che devono essere comunicate. Ciò considerato, la portata di dividendi, interessi e canoni dovrebbe essere allineata all'attuale legislazione europea per motivi di coerenza e uniformità.
Articolo 10 - Denuncia dell'accordo
• Stessa problematica dell'articolo 7. La denuncia dovrebbe essere stabilita in seguito ad una mediazione obbligatoria da parte della Commissione – In linea con gli emendamenti relativi all'articolo 7, la denuncia del presente accordo non deve essere stabilita in modo unilaterale e dovrebbe essere soggetta ad approvazione in seguito ad una mediazione vincolante da parte della Commissione europea.
Articolo 12 - Ripreso dalla dichiarazione al fine di rafforzare i termini vincolanti di attuazione – L'attuale proposta non contiene alcun obiettivo vincolante per l'attuazione del presente accordo, dato che il relativo quadro di attuazione consiste unicamente in una dichiarazione non vincolante. In linea con la lotta all'evasione fiscale e alla pianificazione fiscale aggressiva che tale organismo sta portando avanti, risulta indispensabile fissare un obiettivo di attuazione vincolante.
L'Unione europea e la Svizzera hanno convenuto di concludere l'accordo in tempo per consentirne l'entrata in vigore il 1° gennaio 2017, e il relatore chiede con insistenza che tale termine venga rispettato.

References: Articolo 2

Articolo 3

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 12