Source: https://www.laleggepertutti.it/codice-proc-civile/art-697-cod-proc-civile-provvedimenti-in-caso-di-eccezionale-urgenza
Timestamp: 2018-10-17 15:09:01+00:00

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In caso di eccezionale urgenza, il presidente del tribunale (1) o il giudice di pace può pronunciare i provvedimenti indicati negli articoli 694 e 695 con decreto, dispensando il ricorrente dalla notificazione alle altri parti; in tal caso puo’ nominare un procuratore, che intervenga per le parti non presenti all’assunzione della prova.
Valutazione dell’eccezionale urgenza; 2. Ambito di applicazione; 3. Procedimento ed il contraddittorio; 4. Spese; 5. Limiti alla declaratoria di nullità.
Valutazione dell’eccezionale urgenza.
L’eccezionale urgenza - che consente ai sensi dell’art. 693, comma secondo, c.p.c. di domandare l’ammissione dei mezzi istruttori previsti dagli artt. 692 e 696 c.p.c. al pretore del luogo ove devono essere assunti e ai sensi dell’art. 697 comma primo c.p.c. di ottenerli anche «inaudita altera parte» - è una connotazione particolare e più accentuata del requisito dell’urgenza, presupposto necessario per instaurare il procedimento di istruzione preventiva; perciò va valutata dal giudice a cui è rivolta la relativa istanza sulla base delle implicazioni configurabili in astratto al momento della sua proposizione. Cass. 17 settembre 1996, n. 8309.
La valutazione del requisito dell’urgenza e della rilevanza dell’accertamento tecnico preventivo è riservata al giudice del merito, il cui apprezzamento, concretandosi in una indagine di fatto, non è censurabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato. Cass. 14 febbraio 2012, n. 2103.
La procedura per decreto, prevista dall’art. 697 c.p.c., per il caso di eccezionale urgenza, è applicabile non soltanto per la assunzione di testimoni a futura memoria, ma anche per l’accertamento tecnico o l’ispezione giudiziale preventivi. Cass. 7 luglio 1967, n. 1692.
Procedimento ed il contraddittorio.
In sede di accertamento tecnico preventivo, l’individuazione delle cause e dell’entità del danno lamentato - disposta contra legem dal giudice od effettuata d’iniziativa del consulente - deve considerarsi tamquam non esset poiché, pur in mancanza di specifiche norme sanzionatorie, siffatto sconfinamento integra una violazione del principio del contraddittorio. Onde una sanatoria di tale trasgressione è configurabile soltanto quando l’estensione delle indagini sia avvenuta nel rispetto di quel principio - per il che non è sufficiente la sola notifica di cui all’art. 697 c.p.c., ma è necessaria l’effettiva partecipazione delle parti per un reale e concreto contraddittorio ovvero allorché la relazione del consulente sia stata ritualmente acquisita agli atti senza opposizione delle parti. Cass. 18 agosto 1983, n. 5397.
In tema di istruzione preventiva, se nell’ipotesi di cui all’art. 697 c.p.c. il giudice che emette il provvedimento può addirittura dispensare il ricorrente dalla notificazione all’altra parte, nominando eventualmente un procuratore che intervenga per la parte non presente, è evidente che, nell’ipotesi in cui il giudice non ritenga di dispensare il ricorrente dalla notificazione del provvedimento alla controparte, la mancanza della fissazione di un termine preciso, entro il quale il ricorrente debba notificare il provvedimento, non abbia alcuna rilevanza essendo implicito, in tal caso, che la notificazione possa essere effettuata anche nell’immediatezza dell’assunzione del mezzo istruttorio. Essenziale in tale ipotesi è l’ottemperanza dell’obbligo della notificazione, prescritto dal giudice. Cass. 28 settembre 1971, n. 2666.
Nel procedimento di istruzione preventiva, che si svolga per ragioni d’urgenza inaudita altera parte, l’onere delle spese, anche con riguardo al procuratore che venga nominato d’ufficio a tutela della parte non presente (art. 687 c.p.c.), deve gravare sul richiedente, quale soggetto interessato, salvo restando il successivo regolamento delle spese medesime. Cass. 16 febbraio 1993, n. 1920.
Limiti alla declaratoria di nullità.
La nullità dell’accertamento tecnico preventivo non può essere dichiarata quando il provvedimento irritualmente emesso abbia raggiunto il suo scopo nel rispetto del principio del contraddittorio per essere stato notificato prima dell’inizio delle operazioni peritali alla controparte, consentendo in tal modo a questa di partecipare eventualmente a tali operazioni anche con l’assistenza di un proprio consulente. Cass., 6 febbraio 1985, n. 852; conforme Cass., 29 giugno 1979, n. 3684.

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