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Timestamp: 2020-07-14 07:55:56+00:00

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La sentenza del TAR di Brescia - www.armietiro.it
La sentenza del TAR di Brescia
Messaggio da Beppepac » 03/07/2014, 7:49
La sentenza del TAR di Brescia purtroppo non viene commentata da Mori.
Vorrei capire cosa intendono dire i giudici con questa affermazione "noto principio per cui la tolleranza non da titolo all'abuso;"
Se ce un principio e quello della Prassi ,la tolleranza nei confronti di alcuni e la discriminazione di altri.
Qualcuno dotto in legge può commentare.
Saluti Beppe
Re: La sentenza del TAR di Brescia
Messaggio da oizirbaf » 03/07/2014, 8:12
Una precisazione di quale sentenza trattasi?
Messaggio da Beppepac » 03/07/2014, 8:52
questo e link. http://www.earmi.it/varie/Lo%20Curto%20due.html
La circostanza, pur valorizzata
dalla ricorrente, per cui in altri casi il
Banco avrebbe accordato la classificazione
per armi identiche, ovvero per armi che
possono utilizzare munizionamento
considerato non più da guerra per la
versione normale, ma che resta da guerra
nelle versioni tracciante, o perforante, o
incendiario, andrebbe allora spiegata, se
sussistesse, come un errore, per cui vale il
noto principio per cui la tolleranza non dà
titolo all’abuso;
- che la reiezione della domanda di
annullamento comporta all’evidenza la
reiezione anche della domanda risarcitoria;
- che le spese di fase possono compensarsi
attesa la particolarità della questione;
Iscritto il: 20/03/2012, 13:56
Messaggio da belpi » 03/07/2014, 9:07
Beppepac ha scritto: La sentenza del TAR di Brescia purtroppo non viene commentata da Mori.
probabilmente la commenterà, ma Mori ha da tempo condiviso la dottrina LoCurto sul significato delle armi "tipo guerra", che si discosta completamente da quella tradizionale che il TAR ha mostrato invece di condividere.
incidentalmente, io continuo a non capire come Mori possa condividere quella dottrina.
il passaggio sulla "tolleranza" riguarda i precedenti citati dai ricorrenti (che dovrebbero essere per la Thompson e per la Tanfoglio, entrambe monocolpo);
il senso della motivazione su quel punto è che, quand'anche fosse che in quei casi si fossero bancate armi "tipo guerra" (il che non può essere oggetto del giudizio, quindi della sentenza; per quel motivo è espressa in modo dubitativo "se sussistesse") sarebbe stato illegittimo ed errato. l'eventuale errore", in quanto tale, non può costituire una abrogazione implicita della norma.
il che è ovvio, perché la bancatura anche quando era fatta con poteri amministrativi ministeriali non aveva rango pari alla Legge dello Stato
Messaggio da Beppepac » 03/07/2014, 10:07
Grazie belpi per la spiegazione.
Messaggio da Oldodes » 14/07/2014, 8:20
Caro Belpi, mi par di capire che non condividi le tesi del LoCurto, posso chiederti se invece condividi l'approccio del TAR sui calibri da guerra? Anzi, se vuoi, raccontaci quelle che sono le tue opinioni su questo caso e più in generale come vedi il "modus operandi" del BNP, in riferimento al servizio di "classificazione".
Detto così, sembra una sfida, preciso che non vuole esserlo e che anzi il quesito è rivolto a te, in quanto ricordo tuoi precedenti post, che ho apprezzato.
Messaggio da belpi » 14/07/2014, 9:01
Oldodes ha scritto: Caro Belpi, mi par di capire che non condividi le tesi del LoCurto, posso chiederti se invece condividi l'approccio del TAR sui calibri da guerra?
Anzi, se vuoi, raccontaci quelle che sono le tue opinioni su questo caso e più in generale come vedi il "modus operandi" del BNP, in riferimento al servizio di "classificazione".
confermo che non condivido la tesi di LoCurto, ma soprattutto che dopo avere letto la nota sentenza sono rimasto basìto dal ragionamento "bizantino".
condivido in termini tecnici l'approccio del TAR in questo caso, mentre non condivido per nulla l'approccio della Legge (alla quale il TAR è vincolato) che se già non mi piaceva anche considerandola nel contesto in cui era stata stesa (1975) diventa a mio parere illogica e inutilmente oppressiva nel sistema attuale, in cui le armi di possibile destinazione bellica sono già ben determinate dalle normative internazionali e nazionali sui materiali d'armamento.
sul modus operandi del BNP ho poche informazioni, giusto quelle che condividiamo su A&T grazie alla rivista e grazie agli utenti che portano le loro esperienze.
di massima, mi pare che il Banco non possa e non debba "interpretare" nulla e che quando lo fa sbaglia, come è normale che sia.
se chiedi a degli avvocati di determinare la resistenza di una lega metallica non sapranno come fare, se chiedi a degli ingegneri di interpretare una legge non vedo perché ci si possa aspettare che lo sappiano fare
per esempio, ho trovato illogico e fantasioso il limite a 29 dei caricatori (primo perché non è compito del BNP stabilire dei limiti, secondo perché il limite a 29 è una scempiaggine)
ho trovato "kafkiano" il rifiuto di classificazione dei calibri Cheyenne Tactical, e assolutamente demenziale (mi scuso per il termine, ma è l'unico degno) la motivazione della famosa lettera del BNP ad A&T.
mi scusa per la brevità, ma è lunedì...

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