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Timestamp: 2019-10-17 05:03:40+00:00

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Cannabis Light: Quali sono i Benefici? - Idroponico
Settembre 17, 2019 Aprile 5, 2019 di Anima Green
Differenze tra Cannabis Light e Cannabis Illegale. THC e CBD
Canapa Light, Ultime Notizie
La sentenza della Corte di Cassazione del 30 Maggio 2019
Matteo Salvini contro la Cannabis Light
Le eccezioni dovute all’efficacia drogante
Cannabis Light on line, dove comprare?
Si parla di Cannabis Light o Cannabis Legale quando il livello del principio attivo THC (tetraidrocannabinolo) è presente in misura inferiore allo 0,2% o comunque non superiore allo 0,6%, a norma di legge. La Cannabis Light viene ricavata dalle infiorescenze femminili di Cannabis Sativa, nelle peculiari varietà depotenziate del principio attivo THC. La concezione e produzione di tale tipo di Canapa è il risultato di studi botanici, durati circa vent’anni, che hanno permesso la realizzazione di sistemi agronomici specializzati.
La Cannabis Light è dotata di un alto livello del principio attivo CBD: il cannabinoide naturale, non psicoattivo che presenta numerosi effetti benefici. I suoi benefici sono riscontrabili sia considerandone l’assunzione specifica che quella combinata con il basso livello di THC presente nella Cannabis Legale.
Molteplici sono gli utilizzi della Cannabis in ambito industriale: oltre alla infiorescenze, ormai sempre più coltivate e commercializzate in occidente, viene impiegata nella produzione di generi alimentari, quali olii e pasta, e in quella di componenti adoperati nella bioedilizia e nell’industria tessile.
In Italia la coltivazione e la commercializzazione delle infiorescenze di Cannabis è regolamentata dalla legge del 2 Dicembre 2016, n. 242.
La differenza fondamentale tra la Cannabis Light e quella illegale è la presenza fortemente ristretta, ampiamente al di sotto dei limiti legali, del principio attivo THC. Il THC è una sostanza psicotropa con proprietà euforizzanti. Se assunto in massicce quantità può causare effetti stupefacenti entrando a contatto con i recettori cannabinoidi CB1 e CB2 presenti naturalmente nei nostri sistemi nervoso ed immunitario. Legandosi ai recettori cannabinoidi, tale sostanza rilascerà la dopamina: un neurotrasmettitore che agisce modificando il ritmo sonno-veglia, l’umore, il movimento involontario e volontario, la memoria e la capacità di prestare attenzione. Il THC è un principio attivo che se assunto in maniera controllata, ha effetti positivi sull’organismo e sull’emotività: è contenuto naturalmente nelle infiorescenze di Cannabis che vengono utilizzate, trattate in maniera specifica, per la cura dei sintomi di varie patologie, quali spasmi e dolori cronici.
Nella Cannabis illegale il livello di THC è molto elevato e se assunto in dosi massicce ed in maniera incontrollata può avere degli effetti spiacevoli come un ampliamento eccessivo del contenuto emozionale che può sfociare in depressione ed aggressività.
La Cannabis Light contiene un bassissimo livello di THC, ma un elevato livello del principio attivo CBD.
Il CBD oltre a non essere psicoattivo, ha un enorme valore terapeutico; ha proprietà rilassanti, antiinfiammatorie, antidistoniche, antiossidanti, anticonvulsionanti.
Attualmente se ne stanno approfondendo gli studi in merito agli effetti sedativi che ne amplierebbero ulteriormente il campo di utilizzo.
L’aspetto più interessante della fruizione della Cannabis Light consiste nel fatto che l’interazione tra un alto livello di CBD ed un livello molto basso di THC, presenti al suo interno, generano effetti estremamente positivi. Il CBD infatti tampona gli effetti psicoattivi del THC, donando rilassamento al corpo ed alla mente.
Sono stati provati scientificamente numerosissimi benefici derivanti dal consumo di Cannabis Light ed altri ancora ne vengono scoperti ed approfonditi giorno dopo giorno.
Generalmente si può affermare che qualunque sia il proprio stato di salute, l’assunzione di Cannabis Light aumenta la sensazione di rilassamento e di benessere generale che determina un miglioramento della qualità della vita quotidiana.
Il consumo di prodotti a base di Cannabis Light non presenta controindicazioni in quanto si tratta di prodotti naturali che giungono al consumatore dopo un processo di produzione e commercializzazione assolutamente controllato.
Innanzitutto la comunità scientifica afferma che il CBD ha una grandissima potenzialità nella riduzione dei dolori cronici e in quelli derivanti da infiammazioni: coloro che ne sperimentano l’utilizzo sostengono che oltre al consumo infiorescenze, genera moltissimi effetti positivi, riscontrabili direttamente nel miglioramento del livello di benessere, l’assunzione di prodotti alimentari a base di Cannabis Light.
Le infiorescenze ed i prodotti ad alto contenuto di CBD e ridotto contenuto di THC hanno una funzione molto importante nella riduzione dei disturbi derivanti da gravi forme di ansia, come quelle dovute al disturbo ossessivo compulsivo e al disturbo post traumatico, originato dallo stress.
Sempre più studiosi si interrogano sulla possibilità di sostituzione completa, in futuro, dell’utilizzo degli ansiolitici con quello dei prodotti ad alto contenuto di CBD: questi infatti a differenza dei primi, secondo gli studi più recenti, non avrebbero effetti collaterali, ma sono comunque molto efficaci nella cura delle malattie nervose.
Anche i dolori derivanti da artrite, i cosiddetti dolori reumatoidi possono essere trattati efficacemente con terapie a base di Cannabis Light.
Numerosi studi ne dimostrano l’efficacia nel contrasto a disturbi dermatologici derivanti dall’eccessiva produzione di sebo, come l’acne giovanile e non.
Fin dai tempi più antichi, le infiorescenze di Cannabis, variamente composte, sono state utilizzate per la cura di dolori e stati d’ansia. In particolar modo se ne riscontra l’utilizzo millenario, nella medicina orientale, finalizzato all’attenuazione dei dolori mestruali e dello stato di stress che vivono le donne, mensilmente, da sempre, che può essere molto limitante in alcuni casi.
La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza il 30 Maggio 2019 con la quale stabilisce che è illecita la cessione, la vendita al pubblico di foglie, infiorescenze olio e resina che derivano dalla coltivazione della canapa light, o cannabis legale, destinandola a reato integrando il testo unico in materia di sostanze stupefacenti.
La legge 242 del 2016 prevede che dalla coltivazione della canapa è possibile estrarre fibre e carburanti naturali, ma non marijuana e hashish, questo il parere della Cassazione.
Quindi con l’integrazione della sentenza la corte di cassazione ha previsto che si possono ottenere dalla canapa sativa legale alimenti cosmetici e prodotti relativi ai settori merceologici a cui appartengono, ed ha sottolineato come sia possibile commercializzare derivati della canapa che possono essere utilizzati in diversi settori, quali semilavorati come fibre, polveri, oli e carburanti, e risorse derivate destinate al settore energetico, o utilizzabili in bioedilizia.
Il testo della sentenza del 30 Maggio scorso condanna la commercializzazione di foglie, infiorescenze olio e resina, indipendentemente dal contenuto di THC presente nei prodotti, caratterizzandone quindi l’effettiva illegalità di vendita o acquisto.
All’inizio di Maggio 2019 Il Ministro dell’Interno Salvini aveva dichiarato:
“Io non aspetto i tempi della giustizia, la droga è un’emergenza nazionale devastante e dunque dobbiamo usare tutti i metodi democratici per chiudere questi luoghi di diseducazione di massa. Ora usiamo le maniere forti”. E sulle parole del ministro Grillo sul fatto che i rivenditori di cannabis light e derivati non vendessero droga, ha risposto: ” Cosa si vendono? Tulipani, centrotavola o un cono al pistacchio? Mi auguro che da domani le forze dell’ordine andranno in questi negozi e li chiuderanno se vendono quello che non devono vendere”.
Queste dichiarazioni di Salvini hanno fatto scattare tutta una serie di approfondimenti di legge che hanno portato alla prima sentenza della corte di cassazione.
I Negozianti che successivamente hanno fatto ricorso contro la sentenza della Cassazione, hanno vinto la loro battaglia. I magistrati hanno analizzato l’unico parametro di riferimento di legge sulla soglia di THC considerata “drogante”. Infatti I prodotti con Thc tra lo 0,2 e lo 0,5% non sono stupefacenti. Infatti la legge considera light i prodotti con THC compreso in questa soglia percentuale, e a seguito del ricorso presentato da un gruppo di negozianti del settore, i magistrati hanno riaperto i negozi messi sotto sequestro a Maggio dal “decreto Salvini”
Numerosi sono gli Hemp Shop e i Grow Shop disseminati sul territorio italiano, e, in parallelo, gli shop on line che propongono in vendita prodotti derivati dalla cannabis light: biomasse, resine, tisane, olio.
Più propriamente, i grow shop si occupano della vendita di piante, e attrezzature orientate alla coltivazione indoor e outdoor delle piante di canapa, mentre gli Hemp Shop sono i negozi che si occupano della distribuzione dei prodotti derivati, alimentari, cosmetici, olii, resine, infiorescenze e biomasse, e prodotti a base CBD.
Tra le tante offerte, on line gli shop che possiamo menzionare che hanno maggiore visibilità sono:
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