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Timestamp: 2017-06-24 12:17:22+00:00

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Prescrizione e decadenza tributaria
Ultimo aggiornamento 26/11/2016
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La cartella esattoriale, pur avendo le caratteristiche di un titolo esecutivo, resta un atto amministrativo privo dell'attitudine ad acquistare efficacia di giudicato, il che significa che la decorrenza del termine per l'opposizione, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto sostanziale della irretrattabilità del credito, mentre non determina alcun effetto processuale, sicchè non può trovare applicazione l'art. 2953 cod. civ. ai fini della operatività della conversione del termine di prescrizione breve (quinquennale) in quello ordinario decennale.
Cass. civ. Sez. Unite, Sent. n. 23397 del 17/11/2016
La prescrizione è una sanzione comminata a chi non esercita un diritto già acquisito in un determinato tempo, tutto si prescrive, nulla può essere imprescrittibile (codice civile, art.2934 e ss.).
La decadenza consiste nella perdita della possibilità di acquisire un diritto, che si acquisisce solo se viene esercitata la facoltà, il mancato esercizio della facoltà in un termine perentorio comporta la decadenza (codice civile, art.2964 e segg.)
In parole semplici, qual’e’ la differenza tra decadenza e prescrizione? la decadenza avviene prima che il diritto sia acquisito, la prescrizione invece avviene dopo che il diritto e' acquisito, ma non esercitato quindi la decadenza e’ il termine entro il quale bisogna far valere un diritto, la prescrizione la sanzione inflitta per non avere esercitato quel diritto già acquisito nei termini
Prescrizione: Il Diritto è già sorto - Diritto acquisito, ma non esercitato nei termini, la prescrizione e' la sanzione per non aver esercitato un diritto Decadenza: Il Diritto non e' stato acquisito - Diritto non ancora acquisito, ma per poterlo acquisire e' necessario esercitare una facoltà nei termini la decadenza e' una sanzione per non aver esercitato la facoltà di acquisire il diritto.
L'Agenzia delle Entrate notifica un accertamento oltre i termini, si parla di decadenza perché il diritto non e' stato acquisito nei termini.
Equitalia notifica la cartella di pagamento su omesso versamento su unico, si parla di prescrizione, perché il diritto e' già stato acquisito dall'ufficio, la dichiarazione dei redditi e' costitutiva del diritto.
Il versamento del debito prescritto non può essere chiesto a rimborso (art. 2940 del codice civile).
Quanto esposto vale anche per i crediti tributari, specie in virtù del fatto che, per essi, non è rinvenibile una norma analoga all’art. 3, comma 9, della L. 8 agosto 1995, n. 335 che, per i contributi Inps prescritti, ne contempla espressamente l’impossibilità di versamento.
E' importante sapere che sia la prescrizione che la decadenza non possono essere rilevate d'ufficio da un giudice (Art.2938 cc ). Ciò significa che e' necessario contestare attivamente il decorso dei termini (attraverso un avvocato), senza aspettare che sia il giudice a rilevare il fatto. La prescrizione e la decadenza sono elementi da considerare subito, sia quando si intende esercitare un diritto sia quando ci vengono chiesti adempimenti (pagamenti di multe, bollette, cartelle esattoriali, etc.). E' bene tener presente, in quest'ottica, che il pagamento preclude la possibilità di opporre la prescrizione.
Non pensate che se un determinato tributo é prescritto, non bisogna fare nulla, anzi bisogna fare ricorso nei termini (in genere 60 giorni), se non si fa opposizione bisogna soltanto pagare.
I tributi (Irpef, Iva, Imposta di Registro) si prescrivono ognuno in un determinato termine previsto dalla singole leggi d’imposta, se la legge non prevede un termine si applica la prescrizione ordinaria decennale (2946 c.c), ad esempio per i diritti camerali, per i quali non e’ previsto un termine di prescrizione.
Il termine di prescrizione decorrerà secondo le regole generali dal giorno in cui il singolo diritto può essere fatto valere
A mio parere la prescrizione per tutte le cartelle è di 5 anni, quello di 10 si applica solo alle sentenze, come previsto dalla Cassazione a SSUU del 2009, che la stessa Cassazione dimentica molto spesso. In ogni caso anche se solo per i tributi erariali (Iva, irpef) un giudice ritiene applicabile la prescrizione decennale non può farlo per le sanzioni e gli interessi che si applica quello quinquiennale, ad ogni altra imposta (tarsu, ici...) si applica sempre la prescrizione quinquiennale.
il 17/11/2016 finalmente è intervenuta di nuovo la Cass. a SSUU che ha stabilito:
La sospensione può essere determinata dall'esistenza di particolari rapporti che legano le parti (tra coniugi, genitori e figli minori, tutore e interdetto, etc.), da vincoli a cui potrebbero essere sottoposti i beni delle persone coinvolte (amministrazione altrui), quando vi sia un occultamento doloso da parte del debitore e da particolari condizioni del titolare (minori non emancipati, interdetti per infermità di mente, militari in servizio in tempo di guerra,etc.). Per ogni dettaglio si veda l'art.2941 del codice civile.
Ad esempio si ha interruzione della prescrizione, quando la cartella di pagamento non impugnata che si prescrive in 5 o 10 anni a seconda dei casi, e prima dello spirare del termine Equitalia notifica un’intimazione di pagamento, che interrompe la prescrizione e si ricomincia a conteggiare il termine daccapo.
Esempio di sospensione della prescrizione invece e’ il contenzioso.
presume che dopo il decorso del termine il debito sia stato pagato. Quasi tutte le prescrizioni inferiori ai 5 anni sono presuntive (sei mesi, un anno, tre anni, etc.) Si differenziano dalla prescrizione estintiva in quanto, trascorso il termine, il debito non si estingue, ma si presume che sia estinto. In pratica, se il creditore dimostra che il debitore non ha pagato, attraverso la confessione o il giuramento decisorio, può ottenere una sentenza favorevole anche se il termine della prescrizione è già scaduto. Per praticità puo' essere consultato lo specchietto riportato in calce alla scheda, dove sono stati riportate le prescrizioni e le decadenze riguardanti i diritti (nonche' crediti e debiti) più comuni e di maggiore utilità per gli utenti ed i consumatori.
La prescrizione decorre dal giorno in cui si può far valere il diritto e termina quando si e' compiuto l'ultimo giorno. Il calcolo deve essere fatto considerando il calendario comune (quindi comprendendo sabati e festivi) e non deve considerare il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine. Se il termine cade in un giorno festivo il diritto e' prorogato al giorno successivo non festivo. Per i termini a mesi la scadenza cade nello stesso giorno del mese iniziale o, in mancanza, nell'ultimo giorno del mese.
Appurato che vi sono i presupposti per contestare il decorso di un termine di prescrizione, sara' bene provvedere a sollevare la questione per iscritto, rispondendo alle richieste ricevute tramite una raccomandata a/r. In certi casi potra' essere opportuna una diffida, in altri una messa in mora. Queste le istruzioni sulla compilazione: Differenza tra diffida e messa in mora. Le differenze importanti sono due. In sostanza la messa in mora dice: “Se non fai questa cosa entro tot giorni vado da un giudice” La diffida dice: “Se fai questa cosa vado da un giudice”. Quindi, la prima e' un'intimazione a fare entro un certo tempo, la seconda un'intimazione a non fare. Quindi in sostanza la Diffida tende a non far fare una determinata azione la messa in mora invece a farla fare.
La Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2015) ha apportato modifiche alla disciplina dei termini di decadenza per l’accertamento in materia di imposte sui redditi e Iva.
sono stati prolungati i termini di decadenza per l’accertamento di imposte sui redditi e Iva 5 anni ordinario 7 anni se omessa ; La nuova normativa si applicherà a partire dal periodo d'imposta 2016 ossia da Unico 2017 in poi.
è stato eliminato il raddoppio dei termini di decadenza per l’accertamento in caso di violazioni che comportano l’obbligo di denuncia per uno dei reati tributari di cui al D.Lgs. n. 74/2000
• quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione; Dal 01/01/2016 entro il quinto anno successivo
• quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, nei casi di nullità o di omessa presentazione della dichiarazione (6). Dal 01/01/2016 entro il settimo anno successivo
In caso di denuncia penale per reati tributari i termini si raddoppiano, il raddoppio dei termini è stato abrogato e a partire dal 1.1.2016, gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza:
entro il 31 dicembre del quinto (e non più quarto) anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione; da Unico 2017
entro il 31 dicembre del settimo (e non più quinto) anno successivo a quello in cui la dichiarazione doveva essere presentata. da Unico 2017
Attenzione: L’art. 1, commi da 130 a 132, della Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2015) ha modificato, con effetto a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016 ossia da Unico 2017
• per le imposte sui redditi e per l’Iva, opera il termine quinquiennale
la prescrizione della cartella dovrebbe seguire quella del tributo a cui si riferisce non essendoci novazione . In ogni caso è 5 anni la prescrizione
si applica il termine di prescrizione quinquiennale essendo a cadenza annuale (prescrizione breve)
L'amministrazione finanziaria può procedere all'accertamento delle violazioni alle norme del presente decreto entro il termine di decadenza di tre anni decorrenti dal giorno nel quale è stata commessa la violazione. Art.13 D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 641
3 anni se e’ stata presentata la denuncia - elevato a 5 anni
4 anni se non e’ stata presentata la denuncia - elevato a 5 anni
Attenzione tutti i termini dei tributi locali ad eccezione della tassa automobilistica (che è statale) sono stati elevati a 5 anni, dalla finanziaria 2007 (legge 296/06, articolo 1 commi dal 161 al 167) .
I tributi locali si prescrivono nel termine di 5 anni dal giorno in cui il tributo è dovuto o dal giorno dell'ultimo atto interruttivo tempestivamente notificato (articolo 2948 comma 4 del Codice civile). L'applicazione del termine breve di cinque anni (in luogo di quello ordinario di dieci anni) è stata affermata dalla Cassazione con sentenza del 23 febbraio 2010. In particolare la Cassazione sostiene che i tributi locali (a differenza di quelli erariali) sono "prestazioni periodiche" e, come tali, rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 2948 comma 4 del Codice civile.
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L'assegno bancario è pagabile a vista e deve essere presentato in banca per il pagamento entro i seguenti termini: 8 giorni (se è pagabile nello stesso comune - assegno su piazza), 15 giorni (se pagabile in un comune diverso - assegno fuori piazza), 20 giorni (se è pagabile in una nazione diversa ma nello stesso continente di emissione), 60 giorni (se la nazione e' di un altro continente). trascorso il termine l'assegno non e' piu' protestabile. La scadenza del termine non impedisce la presentazione dell'assegno al pagamento, e colui che ha emesso l'assegno - traente - puo' revocare l'ordine di pagamento. Trascorso tale termine è sempre possibile l'azione causale, che è l'azione derivante dal rapporto fondamentale che ha dato causa all'emissione dell'assegno, soggetta ai termini di prescrizione propri del rapporto obbligatorio sottostante. Trascorsi 6 mesi l'assegno non puo' piu' essere incassato.
6 anni - Tutti i delitti tributari si prescrivono in sei anni (8 anni vedi a margine)giacché ai sensi del nuovo art. 157 del codice penale "La prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitti ...".L. 5 dicembre 2005, n.251
nulla cambia per · omesso versamento di ritenute certificate;
· omesso versamento IVA;
· indebita compensazione;
· sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Per le lezioni impartite per tempi piu' lunghi di un mese il termine e' di 3 anni. Il termine decorre dal compimento della prestazione. N.B. Se invece dell'insegnante, si paga una retta a una scuola o istituto a cadenza regolare (es., pagamento mensile), la prescrizione è di 5 anni.
Il canone Rai, cosi' come la quasi generalita' dei tributi, si prescrive con il decorso di 10 anni. Il periodo decorre dalla fine di gennaio dell’anno in cui va corrisposto il canone.

References: Cass. 

Cass. 
 art.2934
 art.2964
 Cass. 
 sentenza 
 Art.13
 articolo 1
 sentenza 
 art. 157