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Timestamp: 2019-05-27 11:26:14+00:00

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Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 22 giugno 2017, n. 15482 - Renato D'Isa
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7.5. A tale proposito, infatti, la Corte, richiamando i propri precedenti (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 625 del 2007; e, in senso conforme, Cass. n. 23633 del 2009), deve ricordare che ” il decreto motivato emesso dal tribunale in sede di reclamo, con cui si accolga o si rigetti l’istanza di concessione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, non e’ impugnabile per cassazione ne’ con ricorso ordinario stante l’espressa previsione di non impugnabilita’ contenuta nell’articolo 736 bis c.p.c., introdotto dalla L. 4 aprile 2001, n. 154, articolo 3, (Misure contro la violenza nelle relazioni familiari) -, ne’ con ricorso straordinario ai sensi dell’articolo 111 Cost., giacche’ detto decreto difetta dei requisiti della decisorieta’ e della definitivita'”: e tale principio non muta certo solo per il fatto che il reclamo sia stato portato all’esame della Corte d’appello (anziche’ del Tribunale) perche’ il provvedimento di base reclamato era stato reso dal Tribunale collegiale, per l’irrilevanza – ai fini dell’ammissibilita’ del controllo dell’organo giurisdizionale che l’ha pronunciato.
7.6. Sulla base di tale diritto vivente, il mezzo di ricorso incidentale condizionato non puo’ trovare ingresso “giacche’ difetta dei requisiti della decisorieta’ e della definitivita'”, essendo sempre modificabile e riproponibile al giudice di merito.
7.8. Infatti, “a norma dell’articolo 363 c.p.c., comma 3, come novellato dal Decreto Legislativo 2 febbraio 2006, n. 40, articolo 4, se (….) il P.G. presso la stessa Corte non chieda l’enunciazione del principio di diritto nell’interesse della legge, le Sezioni (…), dichiarata l’inammissibilita’ del ricorso, possono esercitare d’ufficio il potere discrezionale di formulare il principio di diritto concretamente applicabile. Tale potere, espressione della funzione di nomofilachia, comporta che – in relazione a questioni la cui particolare importanza sia desumibile non solo dal punto di vista normativo, ma anche da elementi di fatto – la Corte di cassazione possa eccezionalmente pronunciare una regola di giudizio che, sebbene non influente nella concreta vicenda processuale, serva tuttavia come criterio di decisione di casi analoghi o simili”. (Sez. U, Sentenza n. 27187 del 2007). Infatti, anche “le sezioni semplici della Corte di cassazione, anche in sede camerale, possono enunciare il principio di diritto nell’interesse della legge ai sensi dell’articolo 363 c.p.c., comma 3, su una questione ritenuta di particolare importanza, non necessariamente circoscritta alle ragioni per le quali il ricorso e’ stato dichiarato inammissibile, potendo invece investire tutte le ragioni di merito o processuali, che sono state fatte oggetto del giudizio di legittimita'” (Sez. 2, Ordinanza n. 11185 del 2011).
Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 18 settembre 2017, n....

References: sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Cass. 
 articolo 3
 articolo 4
 Sentenza 
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