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Timestamp: 2017-02-24 03:32:46+00:00

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contabilità da €.400 TUTTO COMPRESO anche l' IVA
La Dott.ssa Deborah Poinelli, che ha svolto un’approfondita tesi di Laurea sull’argomento, in questa pagina e nei link analizza le caratteristiche specifiche del Regime, e della Legge di Stabilità 2016, che ha apportato profonde modifiche al regime dei contribuenti minimi.
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E’ il regime (naturale per chi possiede i requisiti di ingresso), così come modificato dalla legge di Stabilità 2016, sarà in vigore dal 1° gennaio 2016.
Non è ancora chiaro ma le interpretazioni più numerose sono in tal senso, che i contribuenti minimi D.L. 98/2011, già in attività al 31.12.2015, potranno continuare a fruire del “vecchio” regime fino all’esaurimento del quinquennio (periodo di durata massima) o, in alternativa, fino al compimento del trentacinquesimo anno di età.
Esempio: un commerciante, gruppo 45 del Ateco20017, che incassa 40mila euro, applica l’aliquota del 40%, ottenendo un imponibile pari a 16mila euro.
Il reddito a cui applicare l'imposta sostitutiva al 15 per cento, viene calcolato applicando un «coefficiente di redditività» che per i professionisti è pari al 78 per cento.
Dai ricavi vanno sottratti, inoltre, anche i contributi previdenziali.
Dunque se un professionista ha ricavi pari ad esempio a 10mila euro, il reddito imponibile sarà calcolato scalando i contributi previdenziali da 7.800 euro (78% di 10mila).
Sull'importo che ne viene fuori va calcolata l'imposta al 15%.. Per il calcolo dell'imponibile non è permesso, però, detrarre alcuna spesa sostenuta per l'esercizio della professione.
Resta l'esonero dal versamento dell'IVA. Ricavi e compensi, inoltre, continuano ad essere esclusi da ritenuta d'acconto.
Si è esclusi anche dagli studi di settore e dall'obbligo di tenuta delle scritture contabili, restando obbligati alla emissione delle fatture e conservazione di quelle ricevute. Restano gli obblighi di numerazione e conservazione delle fatture di acquisto, di certificazione dei corrispettivi e di conservazione dei relativi documenti.
I contribuenti che applicano il regime forfetario possono, inoltre, optare per l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sul reddito nei modi ordinari.
«L'opzione, valida per almeno un triennio, si deve quindi rimanere nel regime ordinario IVA per 3 esercizi, copreso quello nel quale si è scelto.
Non c'è un limite temporale per la permanenza nel regime, si esce con la perdita dei requisiti di accesso. Perdita dei requisiti.
Se viene meno uno dei requisiti necessari per l'accesso (e per la permanenza) nel regime forfettario, le agevolazioni cessano di avere efficacia, ma non subito.
Si uscirà dal regime agevolato nell'anno successivo.
Dunque se si perdono i requisiti nel corso del 2016 si uscirà dal regime nel 2017.
Il vecchio regime del 2012, con imposta sostitutiva al 5 per cento, era stato eliminato dalla Legge di Stabilità 2015 e poi riabilitato ma per il solo 2015, per un solo anno.
Resta quanto aveva fissato la legge di Stabilità 2015.
La manovra del 2015 aveva stabilito che chi era già nel regime fiscale di vantaggio (decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98) potesse continuare ad avvalersene fino al completamento del quinquennio agevolato o comunque fino al compimento del 35esimo anno di età.
Legge Stabilità 2916 - Maggiori agevolazioni per le nuove iniziative (start-up)
Le nuove attività godono di sconti ancor più consistenti.
Secondo le regole fissate dalla legge di Stabilità 2015 le nuove attività applicavano l'imposta sostitutiva del 15 per cento sul reddito imponibile ridotto di un terzo.
Un'agevolazione che valeva per un triennio.
Con le modifiche 2016 le maggiori agevolazioni cambiano.
Per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro anni successivi l'imposta sostitutiva sarà del 5 per cento (riduzione ad 1/3 dell’aliquota ordinaria).
Viene modificata la riforma iniziata con la manovra del 2015, ed ammesso il “pasticcio” della riforma 2015, annunciando le nuove regole.
Il nuovo Regime dei Minimi 2016 applica l'aliquota del 5% per i primi cinque anni di attività (indipendentemente del limite dei 35 anni).
Per i forfettari cambiano tutti i massimali per le varie categorie di partite IVA.
Resta il meccanismo di fondo, per cui accedono al Regime dei Minimi coloro che fatturano meno di una determinata soglia, senza più vincoli di tempo.
Si può applicare l’aliquota forfettaria fino a quando si mantengono i requisiti di reddito. Per il calcolo dell’imponibile, si applicano ai ricavi coefficienti diversi per ogni categoria.
Ecco in tabella i nuovi requisiti di reddito per l’accesso al Regime dei Minimi, e i coefficienti (invariati) per il calcolo dell’imponibile a cui applicare imposta.
-professionisti: ricavi a 30mila euro (il precedente tetto era a 15mila euro). Coefficiente 78%;
-artigiani e imprese (non alimentari): ricavi 30mila euro (da 20mila), coefficiente 67%;
-commercianti (ingrosso e dettaglio): ricavi 50mila euro (da 40mila), coefficiente 40%;
-ambulanti di alimentari e bevande: ricavi 40mila euro (da 30mila), coefficiente 40%;
-ambulante di altri prodotti: ricavi 30mila euro (da 20mila), coefficiente 54%;
-alberghi e Ristoranti: ricavi 50mila euro (da 40mila), coefficiente 40%.
Ci sono altre due novità rilevanti sul nuovo Regime dei Minimi.
Dal 2016 si applicherà l'aliquota del 5% per i primi cinque anni di attività (al di là del limite di 35 anni).
Aumentano le soglie di ricavi/compensi per l’accesso al regime forfettario con imposta sostitutiva al 15%.
L’incremento è di 10mila euro per tutte le categorie, ad eccezione dei professionisti: per questi ultimi il limite arriva a 30mila euro(+15mila) : Sul reddito forfettario si applica la contribuzione previdenziale ridotta del 35 per cento.
Un'altra novità interessa i lavoratori dipendenti che svolgono un'attività produttiva di reddito d'impresa o di lavoro autonomo per la quale ricorrono i requisiti per fruire del regime agevolato.
È abolita la norma in base alla quale è possibile fruire del regime forfettario se i redditi conseguiti nell'esercizio di tali attività sono di ammontare prevalente rispetto a quelli di lavoro dipendente ed assimilati. Si può accedere al regime forfettario se «nell'anno precedente» sono percepiti redditi di lavoro dipendente e assimilati di ammontare non superiore a 30mila euro.
È, inoltre, stabilito che la verifica è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.
Quest’ultimo approccio sembra il più coerente anche da un punto di vista sistematico: sarebbe altrimenti paradossale limitare la fruibilità del regime a una sola annualità a fronte di soggetti che, per aver aperto partita IVA poco prima, potrebbero beneficiarne per cinque anni e anche più. D’altra parte, non va trascurato che il predetto quadro normativo potrebbe essere inciso dalla prossima legge di stabilità, il cui Ddl. già prevede modifiche al regime forfetario. Per i soggetti che hanno scelto il regime di vantaggio nel 2015 potrebbe, in ipotesi, essere previsto il transito automatico al regime forfetario – possibilità attualmente riservata solo per chi era “minimo” nel 2014 – il quale, non a caso, verrebbe modificato nel senso di:
- ridurre l’aliquota dell’imposta sostitutiva dal 15% al 5% per i primi cinque anni ai soggetti che avviano una nuova attività. Per avere un quadro più completo sarà, quindi, necessario attendere l’evolversi dei lavori parlamentari e la progressiva definizione della manovra finanziaria.
Infatti, quest'ultimo decreto, nel disporre la proroga, nulla ha indicato circa l'applicabilità del regime per gli anni successivi, diversamente da quanto previsto dall'art. 1 co. 88 della L. 190/2014 per i soggetti che lo avevano utilizzato nel 2014. A favore dell'applicabilità fino a scadenza naturale depone il fatto che l'art. 10 co. 12-undecies del DL 192/2014 abbia stanziato, fino al prossimo 2020, le risorse necessarie a coprire i minori introiti nelle casse dello Stato derivanti dalla reintroduzione del regime agevolato.
Il regime forfetario per i contribuenti minimi è stato introdotto dalla legge di Stabilità 2015. Il comma 33 dell'art. 9 ha previsto l'abrogazione dei seguenti regimi:
- Regime nuove iniziative ( Legge 388/2000 art. 13) A partire dal 2015, i soggetti che nel 2014 avevano applicato uno dei sopra elencati regimi, ed in possesso dei requisiti previsti per l'applicazione del nuovo regime forfetario, e salvo opzione per l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sul reddito nei modi ordinari, possono accedere al regime forfetario 2015, che diventa il regime naturale.
Regime dei minimi (DL 98/2011 art. 27 comma 1 e 2)
Regime contabile agevolato(DL 98/2011 art. 27 comma 3)
Regime delle nuove iniziative(Legge 388/2000 art. 13) Nuovo regime forfetario, se rispettati i requisiti previsti dall'art. 9 comma 1
2015 in proroga il regime dei minimi previsto dall'art. 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98/2011 Novità introdotte dal Decreto Milleproroghe (D.L. n. 192 del 31.12.2014)
Regime dei minimi dal 2016 Non si escludono condizioni più favorevoli per le nuove partite IVA, con aliquota al 5% per i primi tre anni.
artigiani e imprese (non alimentari): 20.000
commercianti (ingrosso e dettaglio): 40.000
ambulanti di alimentari e bevande: 30.000
altri prodotti: 20.000
alberghi e ristoranti: 40.000
Pare che per le nuove start up la Legge di Stabilità 2016 preveda una riduzione di aliquota al 5% non più per 3 anni come è avvenuto nel 2015 ma per 5 anni e solo per chi apre una nuova Partita IVA 2016, 2017, 2018 e 2019 e per i soggetti che nel 2015 hanno iniziato una nuova attività, avvalendosi delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 65, della legge n. 190 del 2014, vigente prima delle modifiche operate dalla lettera c) del comma 1. Vantaggi per i nuovi minimi:
- Calcolo Reddito imponibile forfettario che si effettua applicando sul totale dei ricavi/compensi, i coefficienti di redditività diversi a seconda del codice ATECO, che di fatto riducono la misura della base imponibile sulla quale calcolare il 15%.
- Esonero ritenute alla fonte - Permanenza nel regime fino al permanere della sussistenza dei requisiti
a) di conseguire ricavi o compensi (di cui agli articoli da 57 a 85 e 54 del TUIR) in misura non superiore a 30.000 euro; in caso di inizio di attività in corso d’anno, il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno; b) di non effettuare cessioni all’esportazione, operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali, operazioni con lo Stato della Città del Vaticano o con la Repubblica di San Marino, operazioni non imponibili in virtù di trattati ed accordi internazionali (cfr. articoli 8, 8-bis, 9, 71 e 72 del DPR n. 633 del 1972);
d) di non erogare somme sotto forme di utili di partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro di cui all’art. 53, comma 2, lett. c) del TUIR; e) di non acquistare, anche mediante contratti di appalto e di locazione, beni strumentali di valore complessivo superiore a 15.000 euro; nel caso di esercizio contemporaneo di più attività, occorre fare riferimento alle attività complessivamente esercitate.
Il successivo comma 99 prevede, invece, che non possono accedere al regime in parola : a) le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto;
Il regime cessa di avere applicazione dall’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti superano il limite di cui al comma 96, lettera a), numero 1), di oltre il 50 per cento In tal caso sarà dovuta l’imposta sul valore aggiunto relativa ai corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell’intero anno solare, determinata mediante scorporo ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 per la frazione d’anno antecedente il superamento del predetto limite o la corresponsione dei predetti compensi, salvo il diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti relativi al medesimo periodo. La cessazione dall’applicazione del regime dei contribuenti minimi, a causa del superamento di oltre il 50 per cento del limite di cui al comma 96, lettera a), numero 1), comporta l’applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni.”. Soggetti che hanno iniziato l’attività dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2011
Come già evidenziato, il regime fiscale di vantaggio può essere applicato anche da coloro che “hanno intrapreso un’attività di impresa, arte o professione successivamente al 31 dicembre 2007” purché in possesso, alla data di inizio dell’attività, dei requisiti previsti dall’articolo 27, commi 1 e 2 del decreto e dall’articolo 1, commi 96 e 99 della legge n. 244 del 2007, innanzi richiamati. Quindi possono accedere al regime anche coloro che negli anni precedenti al 1° gennaio 2012 hanno optato per il regime delle nuove attività produttive, di cui all’art. 13 della legge n. 388 del 2000, oppure per il regime di ordinario di determinazione dell’imposta. In caso di opzione per il regime ordinario restano fermi gli effetti prodotti dall’opzione, ossia l’obbligo di permanenza nel regime ordinario per almeno un triennio ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 10 novembre 1997, n. 442. In tale evenienza, il regime fiscale di vantaggio può essere applicato per i periodi di imposta che residuano al completamento del quinquennio, ovvero fino al periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età, se successivo. Esempio se inizio nel 2009 la permanenza nel regime ordinario sarà obbligatoria sino al 2011 e dal 2012 potrò essere un minimo per i 2 anni che residuano quindi sino al 2013.Se nel 2013ho meno di 35 anni potrò proseguire sino al compimenti del 35esimo anno Quindi un contribuente che ha iniziato una nuova attività nel 2009 (che ovviamente non costituisca una mera prosecuzione di un’attività già svolta in precedenza come lavoratore dipendente o autonomo) e che, sebbene in possesso dei requisiti di cui all’articolo 1, commi 96 e 99, della legge n. 244 del 2007, ha optato per il regime ordinario, può accedere al regime fiscale di vantaggio già dal 1° gennaio 2012, essendo decorso il triennio di permanenza obbligatoria nel regime ordinario. Il contribuente può, quindi, applicare il regime per il biennio che residua, ossia fino al 31 dicembre 2013. Nel caso in cui a quella data non abbia ancora compiuto trentacinque anni, potrà prolungare l’applicazione del regime fiscale di vantaggio fino al periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno d’età. Con la Circolare 17-E del30/5/2012 l’ Agenzia delle Entrate è dell’avviso che possa accedere al regime fiscale di vantaggio anche il contribuente che, prima del 1° gennaio 2012, abbia perso e riacquistato i requisiti di cui all’art. 1, commi 96 e 99, della legge n. 244 del 2007, fatto salvo il vincolo previsto dall’art. 1, comma 111, ultimo periodo, della medesima legge, secondo cui, in caso di superamento di oltre il 50 per cento del limite dei 30.000 euro, è obbligatoria l’applicazione del regime ordinario per il triennio successivo. Ne consegue che possono accedere al regime fiscale di vantaggio per il periodo residuo coloro che possedevano i requisiti necessari per l’applicazione del regime degli “ex minimi” alla data di inizio dell’attività e nell’anno 2011, restando ininfluenti le vicende intercorse nel periodo intermedio. Riepilogando, per i soggetti già in attività ed in possesso dei requisiti previsti dalla legge n. 244 del 2007 e dal decreto, si prospettano le seguenti situazioni dal 1° gennaio 2012: a) se il soggetto aveva applicato l’ex regime dei minimi, può:
In ogni caso è necessario, come più volte ripetuto, che coesistano anche i requisiti di cui all’articolo 27 comma 2, del decreto. REGIMI A CONFRONTO
I co. 54 - 89 dell’art. 1 della legge di stabilità 2015 istituiscono un nuovo regime fiscale age­volato per autonomi che costituisce il regime naturale applicabile, a decorrere dall’1.1.2015, alle persone fisicheesercenti attività d’impresa, d’arte o professione in possesso dei requisiti di se­guito delineati. Dal 2015 entra in vigore il nuovo regime forfetario di determinazione del reddito per le imprese individuali e i lavoratori autonomi, al posto dei regimi di favore attualmente vigenti (regime delle nuove iniziative ex art. 13, Legge n. 388/2000 e regime dei minimi ex art. 27, commi 1 e 2, DL n. 98/2011) che sono pertanto abrogati.
¨ non ha un limite di durata, pertanto può essere applicato finché permangono i requisiti richiesti. Requisiti d’accesso dal 2015
¨ il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, di beni mobili strumentali al 31.12 non sia superiore a 20.000 Euro; ¨ redditi conseguiti nell'attività d'impresa, arte o professione siano prevalenti rispetto a quellieventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e assimilati (articoli 49 e 50 del TUIR). La verifica del criterio della prevalenza non è rilevante se il rapporto di lavoro è cessato o la somma dei redditi d'impresa, arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccede l'importo di 20.000 Euro. Possono aderire al regime (e continuare a restarvi) le persone fisiche esercenti attività d'impresa o arte o professione che nell'anno solare precedente abbiano:
VALORE SOGLIADEI RICAVI/COMPENSI
- non ricadano nelle fattispecie di esclusione (non avvalersi di regimi speciali iva, non essere soggetti non residenti nello Stato italiano, non effettuare in via esclusiva o prevalente cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricati, di terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi, non partecipare a società di persone o associazioni professionali o a srl in regime di trasparenza). Tali soggetti potranno, naturalmente, applicare il nuovo regime forfetario, senza necessità di effettuare alcuna opzione o specifiche comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.
Dal regime naturale si esce, quindi determinante la circostanza di convenienza, semplicemente concomportamento concludente del contribuente ed anche dovrà essere comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta. Si dovrà perciò impostare un sistema contabile (ordinario o semplificato), registrare le fatture, emettere le fatture con applicazione dell’iva, effettuare le liquidazioni periodiche, e tutti i comportamenti per il regime NON naturale che si vuole adottare.
L'opzione, che sarà vincolante per almeno un triennio, dovrà essere comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l'opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.
Per rimanere nel regime dei minimi, ante riforma 2015, riservato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni (incluse le imprese familiari), devono sussistere, nell’anno precedente, i seguenti contemporanei requisiti:- ricavi conseguiti/compensi percepiti, ragguagliati ad anno, non superiori a limiti predeterminati, daTABELLA, indicati nell’allegato alla legge di stabilità, diversi a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata (non sono computati i maggiori ricavi o compensi da adeguamento agli studi di settore);- sostenimento di spese per lavoro accessorio, per lavoro dipendente e assimilato di ammontare complessivamente non superiore a 5.000 euro lordi;- sostenimento di spese per beni strumentali non superiori a 20.000 euro, al lordo degli ammortamenti (inclusi: i beni in leasing, locazione, noleggio e comodato, il 50% dei beni ad uso promiscuo; esclusi: i beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro e gli immobili utilizzati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione).
A quest’ultimo riguardo, è bene segnalare la previsione di un particolare regime transitorio applicabile limitatamente a coloro che, al 31 dicembre 2014, già fruiscono del regime delle nuove iniziative produttive, di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e degli “ex minimi” (art. 9 commi 33, 34, 35 del Ddl. di Stabilità). Regime transitorio Vi è un particolare regime transitorio per coloro che, al 31 dicembre 2014, già sono nel regime dei minimi, cioè delle nuove iniziative produttive, di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e degli “ex minimi” (art. 9 commi 33, 34, 35 del Ddl. di Stabilità).
In particolare:- viene disposto il transito automatico al nuovo regime forfetario (salvo opzione per l’ordinario) per i soggetti che fruiscono di uno dei tre sopra citati regimi agevolati (“forfettini”, “nuovi minimi”, “ex-minimi”), a condizione che, nell’anno precedente (ossia il 2014 se l’accesso avviene nel 2015), possiedano i requisiti:
Con la seconda alternativa il regime dei minimi continuerà a sopravvivere per tutti coloro che hanno iniziato l’attività da meno di 5 anni o che non hanno compiuto ancora 35 anni di età. Prendiamo sempre il caso di un minimo che abbia iniziato la propria attività nel 2014. Egli potrà restare nel vecchio regime dei minimi fino al 2018, oppure sino al compimento del 35esimo anno di età..
Si pensi, per esempio, a un imprenditore che ha iniziato l’attività nel 2014. Questi potrà continuare ad applicare il regime dei minimi fino al 2018. Dall’anno successivo, anche se non espressamente chiarito nella norma, transiterà nel nuovo regime forfettario (che non ha più il limite di 5 anni). Cause di esclusione
Le cause di esclusione si riferiscono al momento di applicazione del regime, e non all'anno antecedente all'ingresso dello stesso (come per le condizioni di accesso al regime). L’utilizzo del nuovo regime è precluso ai soggetti che si trovino, nel corso dell’applicazione del medesimo regime agevolato, nelle seguenti situazioni:
- effettuano, in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili, di cui all’art. 10 co. 1 n. 8 del DPR 633/72, o di mezzi di trasporto nuovi, di cui all’art. 53 co. 1 del DL 331/93, conv. L. 427/93; - esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa in forma individuale e, contempo­ra­neamente,partecipano a società di persone o associazioni professionali (art. 5 del TUIR), ovvero a srl in regime di trasparenza (art. 116 del TUIR).
¨ che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari ai fini della determinazione del reddito; ¨ non residenti. Il regime è comunque applicabile dai soggetti residenti in uno Stato UE/aderente allo SEE qualora producano in Italia almeno il 75% del reddito;
I soggetti che nel 2014 hanno applicato il regime delle nuove iniziative ovvero dei minimi possono applicare, se in possesso dei requisiti, l'ulteriore vantaggio della riduzione ad 1/3 del reddito forfetario per i periodi d’imposta che residuano al compimento del triennio in cui opera detta riduzione. I contribuenti che al 31.12.2014 hanno adottato il regime dei minimi possono continuare ad applicarlo(anche se legalmente soppresso) fino al termine del quinquennio ovvero al compimento dei 35 anni d’età.
Il regime contributivo agevolato cessa a partire dall'anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni previste per l'accesso al regime fiscale agevolato. Le semplificazioni
- a versare l'Iva in relazione agli acquisti di beni intraUE di importo annuo superiore a € 10.000 e ai servizi ricevuti da non residenti con applicazione del reverse charge. - alla conservazione dei documenti ricevuti ed emessi;
Il nuovo regime forfetario presenta ulteriori agevolazioni nel caso in cui ad applicarlo siano dei soggetti che intraprendono una nuova attività. In tal caso, infatti, per il periodo d’imposta di inizio dell’attività e i 2 successivi, al sussistere di determinate condizioni, si gode di una diminuzione del reddito di 1/3. Di fatto quindi un’aliquota del 10%.
In particolare:- se detti ricavi sono non superiori a:
- 400.000 euro (per imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi), oppure a - 700.000 euro (per imprese esercenti altre attività)
I predetti limiti per l’accesso alla contabilità semplificata:- sono ragguagliabili ad anno;- sono determinati tenendo conto dell’ammontare dei ricavi previsti dagli artt. 57 e 85 del TUIR, computati in base al principio di competenza;
Sulla base di quanto prevede l’art. 18 comma 1 del DPR 600/73, la circ. Agenzia delle Entrate n. 80/2001 ha chiarito come computare il limite per l’accesso alla contabilità semplificata per i soggetti che svolgono contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività.Nello specifico:- se è tenuta una distinta annotazione dei ricavi per ogni attività, si fa riferimento all’ammontare dei ricavi relativi all’attività prevalente dalla quale, cioè, sono conseguiti i maggiori ricavi nel periodo d’imposta (il riferimento alla “distinta annotazione dei ricavi” non coincide con la tenuta di una contabilità separata, essendo sufficiente l’annotazione dei ricavi secondo modalità tali da garantire la loro attribuzione ad un’attività piuttosto che ad altra);- in mancanza, si considerano prevalenti le attività diverse dalle prestazioni di servizi e, ai fini dell’individuazione del regime contabile, rileva il limite di 700.000 euro.
Regime dei minimi ante riforma 2015A partire dal 1° gennaio 2012, quindi, i contribuenti di piccole dimensioni che intendono iniziare un’attività d’impresa o di lavoro autonomo, applicano - laddove in possesso dei requisiti stabiliti dalle norme di riferimento - il nuovo regime fiscale di vantaggio di cui al citato articolo 27, commi 1 e 2, del decreto.
Tali requisiti sono identici a quelli previsti per l’applicazione del regime delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo, di cui all’art. 13 della legge n. 388 del 2000, pertanto, restano validi in proposito i chiarimenti forniti con i precedenti documenti di prassi, salvo quanto precisato nella presente circolare. In particolare, con riguardo al limite temporale dei “tre anni precedenti”, tenuto conto della lettera della norma, si ritiene che occorra far riferimento non al periodo di imposta ma alla data a partire dalla quale si vuole accedere al nuovo regime, verificando che eventuali precedenti attività siano cessate anteriormente all’inizio del triennio (calcolato secondo il calendario comune) che precede l’inizio della nuova attività. Conseguentemente un soggetto che ha cessato la precedente attività il 31 maggio del 2009, può senz’altro intraprendere una nuova attività utilizzando il regime in commento, ad esempio nel mese di luglio del 2012, senza dover attendere che siano trascorsi ( dal 31 maggio 2009 ) almeno tre periodi d’imposta completi (ossia senza dover attendere il 1° gennaio 2013). Nuovi minimi: pronti i codici tributo 2012 per la sostitutiva del 5%

References: art. 13
 art. 27
 art. 27
 art. 13
 art. 13
 art. 27
 articolo 27