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Timestamp: 2018-05-21 03:10:57+00:00

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L. P. Trento 14/04/1998, n. 5 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR4510
L. P. Trento 14/04/1998, n. 5
Disciplina della raccolta differenziata dei rifiuti.
B.U.R. Trentino Alto Adige 21/04/1998, n. 17
- L.P. 22/09/2017, n. 10
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Art. 1 - Finalità e ambiti di applicazione della legge
1. La presente legge disciplina l'organizzazione e lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati, nonché di altre tipologie di rifiuti, nell'obiettivo di ridurre il più possibile la quantità dei rifiuti da destinare allo smaltimento e di minimizzare l'impatto ambientale della parte dei rifiuti non recuperabile e segnatamente dei rifiuti urbani pericolosi.
2. Le finalità della presente legge sono raggiunte attraverso interventi diretti a:
a) creare una rete di strutture e di impianti funzionali al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero della maggior quantità pos
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Art. 2 - Rifiuti soggetti alla raccolta differenziata
1. In osservanza delle modalità e dei termini stabiliti dalla presente legge, costituiscono oggetto di raccolta dif
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Capo II - Sistema della raccolta differenziata dei rifiuti
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Art. 3 - Ambiti di gestione della raccolta differenziata
1. Con decorrenza dall'applicazione della legislazione regionale e provinciale di riforma in materia di decentramento di funzioni amministrative, i comuni provvedono a organizzare la gestione dei rifiuti urbani e assimilati, ivi compresa la raccolta differenziata, secondo criteri di efficienza, di efficaci
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Art. 4 - Programmi di gestione dei rifiuti
1. I soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, provvedono alla gestione dei rifiuti urbani e assimilati, ivi compresa la raccolta differenziata, sulla base di un apposito programma di gestione approvato entro centottanta giorni dalla loro costituzione.
2. Il programma di cui al comma 1 è predisposto in coerenza con il piano provinciale di smaltimento dei rifiuti e con le eventuali direttive della Giunta provinciale e contiene:
a) la precisa ricognizione delle iniziative già realizzate o in corso di realizzazione;
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Art. 5 - Modalità della raccolta differenziata
1. La raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati è organizzata in conformità alle modalità tecniche stabilite dal piano provinciale di smaltimento dei rifiuti, dai programmi di gestione di cui all'articolo 4 ovvero dalle direttive formulate dalla Giunta provinciale ai sensi dell'articolo 4, commi 7 e 8, mediante:
a) il conferimento in appositi contenitori dislocati sul territorio;
b) il conferimento presso i centri di raccolta zonale (CRZ);
c) la r
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Art. 6 - Procedure di localizzazione e di autorizzazione
1. Per la localizzazione dei centri di raccolta zonale, ove non espressamente definita a livello cartografico dal piano provinciale di smaltimento dei rifiuti, si osserva la normativa provinciale sulla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani.
2. I comuni possono procedere alla localizzazione di piattaforme, di centri e di altre infrastrutture d'interesse locale, sia comunale che sovracomunale, all'infuori delle previsioni e dei criteri del pi
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Art. 7 - Adempimenti amministrativi
1. Le attività di gestione della raccolta differenziata dei rifiuti di cui alla tabella A allegata alla presente le
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Art. 8 - Modello tariffario relativo al ciclo dei rifiuti
1. Nel territorio della provincia si applica, per la determinazione del corrispettivo dovuto dagli utenti in relazione ai servizi collegati al ciclo dei rifiuti, una tariffa di natura non tributaria adottata ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, comma 667, della legge 27 dicembre 2013 n. 147.
2. La Giunta provinciale, d'intesa con il Consiglio delle autonomie locali, approva il modello tariffario previsto dal comma 1, adottato dai comuni che non scelgono di applicare la tassa sui rifiuti (TARI) prevista dall'articolo 1, commi da 639 a 731, della legge n. 147 del 2013, o dagli eventuali altri enti titolari della funzione di gestione del ciclo dei rifiuti.
3. Il modello tariffario è approvato dalla Giunta provinciale in base ai seguenti principi e criteri:
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Art. 9 - Consulenza e vigilanza
1. La Giunta provinciale svolge, avvalendosi dell'agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente e delle altre strutture organizzative provinciali interessate, le seguenti attività di consulenza e di vigilanza:
a) controllo dell'efficienza del sis
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Capo III - Disposizioni particolari
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Art. 10 - Modifiche al decreto del Presidente della Giunta provinciale 26 gennaio 1987, n. 1-41/Legisl. (Approvazione del testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell'ambiente dagli inquinamenti)
1. Il comma 6 dell'articolo 78 del decreto del Presidente della Giunta provinciale 26 gennaio 1987, n. 1-41/Legisl., articolo come sostituito dall'articolo 57 della legge provinciale 25 luglio 1988, n. 22, è sostituito dal seguente:
"6. Rientra tra gli obblighi a carico dei gestori dei rif
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Art. 11 - Iniziative degli enti pubblici
1. La Provincia, gli enti pubblici dipendenti dalla stessa e gli enti locali svolgono funzione di modelli esemplari nel campo della prevenzione, della raccolta differenziata, del riutilizzo e del riciclaggio dei rifiuti. Essi informano l'organizzazione dei loro uffici ai predetti criteri, adoperandosi per ridurre il più possibile la formazione di rifiuti e per incentivare la valorizzazione delle materie riutilizzabili o riciclabili.
1 bis. In coerenza coi principi stabiliti dalle norme statali in materia, "con deliberazione della Giunta provinciale"N8 sono dettate le disposiz
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Art. 12 - Misure di intervento temporaneo a carico della Provincia
1. Nella prima attuazione della presente legge, al fine di assicurare un'efficace organizzazione della raccolta differenziata, la Giunta provinciale promuove la realizzazione di una rete di centri di raccolta zonale, in misura pari almeno ad uno per ciascuno degli attuali bacini comprensoriali, in coordinamento con i soggetti di cui all'articolo 3.
2. Per i fini di cui al comma 1, la Giunta provinciale approva un apposito piano triennale degli inte
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Art. 12 bis - Modalità di finanziamento delle infrastrutture locali per la raccolta differenziata dei rifiuti
1. Allo scopo di accelerare il raggiungimento delle misure percentuali progressive della raccolta differenziata dei rifiuti di cui all'articolo 1, comma 5, nel triennio 2000-2002 sono stanziate a favor
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Art. 12 ter - Rifiuti da attività agricole
1. Con decorrenza dall'anno 20
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Art. 13 - Residui organici e vegetali
1. In relazione alle finalità della presente legge, si intendono esonerate da obbligo di autorizzazione le operazioni di compostaggio domestico della frazione organica dei rifiuti urbani e di utilizzo del compost ottenuto negli orti e nei giardini privati.
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Art. 14 - Medicinali e rifiuti urbani pericolosi
1. I soggetti di cui all'articolo 3 promuovono appositi contratti o accordi di programma con le associazioni dei farmacisti per il conf
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Art. 15 - Gestione dei rifiuti inerti
1. Dalla data stabilita dal piano provinciale di smaltimento dei rifiuti ai sensi del comma 2 è vietato smaltire in discarica i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione e di costruzione di cui all'articolo 7, comma 3, lettera b), del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, se non previo trattamento di frantumaz
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Art. 16 - Contrassegno ecologico
1. La Provincia rilascia un marchio ecologico alle unità produttive che si impegnano a rispettare un disciplinare d
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Art. 17 - Divieti
1. È vietato, a partire dalle decorrenze stabilite dalla Giunta provinciale, tenuto conto in particolare dell'attivazione dei servizi di raccolta differenziata dei rifiuti nei vari ambiti territoriali, il conferimento in ciascuna discarica di prima categoria delle tipologie di rifiuti di cui alla tabella A, allegata alla presente legge.
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1. Soggiace alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di lire 100.000 rapportata a metro cubo o frazione di rifiuto, con un minimo di lire 100.000, chiunque viola le disposizioni di cui agli articoli 10, comma 1; 15, comma 1, e 17, commi 1, 2, 3, 4 e 5.
2. Corrispondente sanzione amministrativa a quella prevista dal comma 1 si applica altresì al gestore della discarica o impianto ove ricorrano violazioni delle disposizioni di cui agli articoli 15, comma 1, e 17, commi 1, 3, 4, e 5.
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Art. 19 - Riferimento delle spese
1. Per i fini di cui all'articolo 8, comma 2, si provvede con gli stanziamenti già previsti in bilancio sul fondo per i trasferimenti correnti a favore dei comuni (capitolo 11230).
2. Per i fini di cui all'articolo 10, commi 2 e 4, per quanto concerne le spese correnti; all'articolo 11, commi 3 e 5, e all'articolo 16, per quanto concerne le spese dirette della Provinci
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Art. 20 - Variazioni di bilancio
1. La Giunta provinciale è autorizzata ad apportare al bilancio le variazioni conseguenti alla presente legge, ai s
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Tabella A - Rifiuti soggetti a raccolta differenziata (articolo 2)
a) I rifiuti solidi urbani e assimilabili fra quelli elencati al codice 20.01.00 del catalogo europeo dei rifiuti:
- plastica (piccole dimensioni)
- metallo (piccole dimensioni, es. lattine)
- rifiuti di natura organica utilizzabili per il compostaggio (compresi oli per frittura e rifiuti di mense e ristoranti)
L. P. Trento 22/09/2017, n. 10
Riduzione degli sprechi, recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari e non alimentari e dei prodotti farmaceutici e modifiche di leggi provinciali connesse.
Articolo 8, comma 5 bis.
La legge entra in vigore dal 15/10/2017 e mira allo sviluppo del consumo responsabile come strumento di riduzione degli sprechi alimentari e non alimentari. Obiettivo è il recupero e il riutilizzo dei prodotti con conseguente riduzione dei rifiuti e a tal fine la legge promuove la costituzione di un sistema provinciale informatizzato di raccolta dei dati.
Articolo 11, comma 1 bis; articolo 16, comma 2.
Deliberaz. G.P. Trento 24/06/2011, n. 1333
Legge provinciale 14 aprile 1998, n. 5 (Disciplina della raccolta differenziata dei rifiuti). Approvazione delle Linee guida per la corretta gestione di un impianto di recupero e trattamento dei rifiuti e per la produzione di materiali riciclati da impiegare nelle costruzioni e delle Norme tecniche e ambientali per la produzione dei materiali riciclati e posa nella costruzione e manutenzione di opere edili, stradali e recuperi ambientali.
Con il provvedimento la Provincia di Trento ha approvato due documenti tecnici a supporto della rete di strutture e di impianti funzionali al riciclaggio e al recupero dei rifiuti speciali non pericolosi inerti derivanti dalle attività di costruzioni e demolizione, in attuazione della L.P. 5/1998 che ha come obiettivi lo sviluppo di interventi funzionali al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero dei rifiuti.
Linee guida per la corretta gestione di un impianto di recupero e trattamento dei rifiuti e per la produzione di materiali riciclati da impiegare nelle costruzioni
Il documento, redatto sulla base dei riferimenti normativi attuali, è finalizzato a supportare le attività di gestione e controllo di un impianto di recupero e trattamento dei rifiuti per la produzione di materiali da impiegare nelle costruzioni edili, stradali e recuperi ambientali. L’intreccio delle prescrizioni da applicare rende particolarmente complesso il recupero e riutilizzo dei rifiuti generati dalle attività antropiche nel tempo, acuendo la contrapposizione delle istanze dominanti: preservare le risorse naturali non rinnovabili per le future generazioni, riciclando i materiali precedentemente utilizzati, e, al tempo stesso, tutelare l’ambiente dove si svolgono i processi industriali di lavorazione e dove trovano collocazione i prodotti rigenerati.
Norme tecniche e ambientali per la produzione dei materiali riciclati e posa nella costruzione e manutenzione di opere edili, stradali e recuperi ambientali
Le Norme tecniche considerano prodotti riciclati i materiali provenienti da attività di recupero e lavorazione di rifiuti speciali non pericolosi inerti derivanti dalle operazioni di costruzione e demolizione (C&D) o costituiti da materiali di scarto derivanti da processi artigianali/industriali e trasformati in materia prima secondaria mediante idonea operazione di recupero eseguita presso impianti allo scopo autorizzati ai sensi del Capo IV del D. Leg.vo 152/2006 (Codice ambientale). Le Norme tecniche definiscono le caratteristiche dei prodotti riciclati, classificati in funzione della loro coesione e delle modalità di produzione (in impianto di trattamento ed in situ), in:
prodotti riciclati non legati (capitolo 2);
prodotti riciclati legati con legante idraulico (cemento, calce) o bituminoso (bitume, emulsione bituminosa) (capitolo 3);
opere di stabilizzazione in situ (capitolo 4).
Norme di riferimento; Principali criteri di ammissibilità (generalità, procedimento per il conferimento in discarica, rifiuti che possono essere smaltiti senza preventiva caratterizzazione, rifiuti pericolosi smaltibili in discariche per rifiuti non pericolosi, materiali edili contenenti amianto, mercurio metallico).
Immobili inagibili con tassa rifiuti da Italia Oggi
Gli imballaggi non sono rifiuti urbani da Italia Oggi
Cna: Sistri, salasso inutile da Italia Oggi
Rifiuti, il Sud consuma meno ma paga il 34% di Tari in più da Il Sole 24 Ore

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 12

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 19

Art. 20

Articolo 8

Articolo 11
 articolo 16