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Timestamp: 2020-01-28 17:20:21+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14943 del 15/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14943 del 15/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 15/06/2017, (ud. 22/03/2017, dep.15/06/2017), n. 14943
sul ricorso 10222/2016 proposto da:
FLAVIO NUTI;
avverso la sentenza n. 1788/1/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della TOSCANA, depositata il 20/10/2015;
che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c. Delib. di procedere con motivazione sintetica;
che S.F. propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Toscana, che aveva accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Pisa. Quest’ultima, a sua volta, aveva accolto il ricorso dello S. avverso una cartella di pagamento per l’anno 2007;
che, nella decisione impugnata, la CTR ha rilevato che l’operato dell’Ufficio avrebbe dovuto reputarsi corretto, giacchè la liquidazione dell’imposta effettuata dal sostituto non sarebbe stata vincolante per l’Ufficio stesso e, d’altronde, la nuova liquidazione, basata sui meri dati forniti dal contribuente e dal sostituto d’imposta, non avrebbe richiesto un preventivo avviso al contribuente.
che, col primo, lo S. deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 6 comma 5, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, giacchè il contribuente, ancorchè avesse fornito i dati per l’autotassazione, avrebbe comunque avuto diritto a ricevere un avviso bonario;
che, col secondo, il ricorrente si duole dell’omessa pronunzia sull’eccezione di difetto di motivazione dell’atto impositivo, in violazione dell’art. 112 c.p.c., circa l’applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7 e della L. n. 241 del 1990, art. 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4: il giudice di appello non si sarebbe pronunziato circa l’eccezione di difetto di motivazione della cartella esattoriale, avanzata nei gradi di merito;
che, col terzo, il contribuente assume la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, dell’art. 20 T.U.I.R. e del D.P.R. n. 252 del 2005, art. 23, comma 5, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3: il criterio di riliquidazione attuato con lo strumento del controllo formale ex art. 36 bis cit. non sarebbe stato sufficiente, in quanto sarebbe occorso un vero e proprio atto di accertamento;
che, col quarto, si invoca omessa pronunzia sull’eccezione di illegittimità degli interessi e sanzioni irrogate in violazione dell’art. 112 c.p.c., circa l’applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 10, in relazione al disposto di cui all’art. 360 c.p.c., n. 4; che l’Agenzia delle Entrate non si è costituita;
che il primo ed il terzo motivo – che possono essere scrutinati congiuntamente, per la loro evidente connessione logica – sono meritevoli di accoglimento;
che, in tema di riscossione delle imposte, la L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 412, obbliga l’Agenzia delle Entrate, in esecuzione di quanto sancito dalla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 6, comma 5, a comunicare al contribuente l’esito dell’attività di liquidazione, effettuata ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36 bis, relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata, sicchè l’omissione di tale comunicazione determina la nullità del provvedimento di iscrizione a ruolo, indipendentemente dalla ricorrenza, o meno, di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione (Sez. 6-5, n. 12927 del 22/06/2016; Sez. 6-5, n. 11000 del 20/05/2014);
che la CTR ha dunque errato nell’escludere l’onere dell’Amministrazione di procedere ad una preventiva comunicazione, senza alcun riferimento alla fattispecie concreta sottoposta al suo esame, che, in caso di tassazione separata, avrebbe appunto richiesto tale comunicazione;
che anche il secondo ed il quarto motivo, attenendo all’identico vizio di legittimità dedotto, possono essere trattati congiuntamente;
che anch’essi sono fondati: il ricorrente ha espressamente specificato i punti delle proprie controdeduzioni nelle quali aveva riproposto alla CTR l’eccezione di difetto di motivazione della cartella esattoriale e di illegittimità degli interessi e sanzioni irrogate. A tali eccezioni, avanzate ex art. 346 c.p.c., i giudici di appello non hanno dato alcuna risposta;
che deve in definitiva procedersi alla cassazione della sentenza con rinvio alla CTR della Toscana, in diversa composizione, affinchè proceda all’esame di cui sopra, anche per le spese del giudizio di cassazione.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Toscana, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
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 art. 6
 art. 7
 art. 3
 art. 36
 art. 23
 art. 36
 art. 10
 art. 1
 art. 6
 art. 36
 art. 346
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