Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2016/09/14/pillole-giurisprudenza-cassazione-8/
Timestamp: 2017-10-21 10:25:38+00:00

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PILLOLE GIURISPRUDENZA CASSAZIONE: | Francesco Colaci's BLOG
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PILLOLE GIURISPRUDENZA CASSAZIONE:
1.CONSEGUENZE NULLITA’ PATTO PROVA
Sentenza n. 17921 del 12 settembre 2016
La Corte di Cassazione ha affermato che la nullità del patto di prova riverbera i propri effetti sulla disciplina che si applica ai licenziamenti illegittimi.
Conseguentemente, qualora il lavoratore sia stato assunto prima del 7 marzo 2015, data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 23/2015, si dovrà applicare la reintegra se l’impresa occupa più di 15 dipendenti o la tutela risarcitoria con una indennità compresa tra 2,5 e 6 mensilità, se dimensionata sotto tale limite.
2.NOTIFICA VA FATTA AL FUNZIONARIO CHE STA IN GIUDIZIO PER CONTO ENTE
– Sentenza 2 settembre 2016 n. 17532
Nei giudizi in materia di invalidità civile, la notifica della sentenza di primo grado va indirizzata al funzionario Inps costituitosi per conto dell’ente e non dunque semplicemente presso la sede dell’istituto di previdenza. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 17532/2016, accogliendo il ricorso del colosso pensionistico.
3.Turnazione oltre il sesto giorno, il danno può essere presunto
Sentenza 13 settembre 2016 n. 17966
In caso di lavoro prestato per oltre sei giorni di seguito, il danno da «usura psicofisica» può essere presunto. E va indennizzato sulla base delle maggiorazioni previste dal contratto collettivo, …
4. Norme antinfortunio: appaltante responsabile se continua ad avere ingerenza nei lavori
Sentenza 8 settembre 2016 n. 37229
Prima di poter affermare la responsabilità penale dell’amministratore della società appaltante per irregolarità sul piano antinfortunistico è necessario valutare se l’azienda, a seguito di …
5.Spetta al comune provare che la vittima poteva evitare la buca
Ordinanza 5 settembre 2016 n. 17625 In una causa di risarcimento per infortunio dovuto al manto stradale sconnesso, una volta accertato il nesso causale con il danno subito, la vittima ricorrente non deve anche dimostrare l’effettivanon deve anche dimostrare l’effettiva «pericolosità» della cosa. infatti la Corte di cassazione, con ha chiarito che in questi casi è onere dell’ente – in qualità di custode – dimostrare l’eventuale colpa, o concorso di colpa, del danneggiato per limitare la propria responsabilità.

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