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LA SICUREZZA DEL MATERIALE ELETTRICO LA SICUREZZA DEI PRODOTTI
PubblicatoBenedetto Moroni Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "LA SICUREZZA DEL MATERIALE ELETTRICO LA SICUREZZA DEI PRODOTTI"— Transcript della presentazione:
1 LA SICUREZZA DEL MATERIALE ELETTRICO LA SICUREZZA DEI PRODOTTI
IL CODICE DEL CONSUMO E LA SICUREZZA DEI PRODOTTI Sala Stracca 31 marzo 2011
2 Titolo I – Sicurezza dei prodotti Art. 102
L'articolo in esame stabilisce il principio generale secondo il quale i prodotti immessi nel mercato, ovvero in libera pratica, devono essere sicuri. La norma in sostanza recepisce la disciplina della sicurezza generale dei prodotti introdotta in Italia sia con il D.Lgs. 172/2004 (Direttiva 95/2001), sia con il D.Lgs. 115/1995 (Direttiva 59/1992). La finalità del legislatore è quella di armonizzare l'intera disciplina sulla sicurezza.
3 Art. 102 Occorre fin d'ora osservare che la disciplina sulla sicurezza e quella sulla responsabilità da prodotti difettosi sono l'una il complemento dell'altra. La definizione di prodotto cui si applicano le disposizioni in esame è all'art. 103 lett. a). Se taluni prodotti sono soggetti a requisiti di sicurezza prescritti da normativa comunitaria, le norma in esame si applicano per la parte non disciplinata. L'art. 102 non si applica ai prodotti alimentari disciplinati dal Reg. CE 178/2002.
4 Art. 102 Presupposto della norma è l'immissione del bene sul mercato, ossia beni prodotti in UE ovvero importati in UE ma fabbricati altrove. Non si applica quando il bene, pur prodotto in UE, è destinato all'esportazione, ovvero sia prodotto in un paese terzo e transiti nella UE solo per essere esportato, ovvero quando il bene non sia destinato al consumo o utilizzo. L'immissione può avvenire con qualsiasi strumento contrattuale, sia a titolo oneroso che a titolo gratuito.
5 Art. 102 La norma in esame estende la sua disciplina ai beni immessi in “libera pratica”. Tale espressione richiama lo speciale regime doganale che permette la libera circolazione di un bene proveniente da un paese non UE. In sostanza un bene prodotto in un paese che non appartiene alla UE soggiace tuttavia alla stessa disciplina sulla sicurezza dei prodotti al pari delle merci che siano state fabbricate in un paese UE.
6 Art. 103 “Prodotto sicuro”: qualsiasi prodotto che, in condizioni di uso normale o ragionevolmente prevedibile, compresa la durata e la messa in servizio, l'installazione e la manutenzione, non presenti rischi ovvero presenti rischi minimi e considerati accettabili nell'osservanza di un livello elevato di tutela della salute e della sicurezza delle persone. “Prodotto pericoloso”: qualsiasi prodotto che non risponda alla definizione precedente “Rischio grave”: qualsiasi rischio, compreso quello i cui effetti non sono immediati, che richiede un intervento rapido delle Autorità pubbliche.
7 Art. 103 La norma indica una relazione imprescindibile tra sicurezza del prodotto ed integrità del consumatore. Non solo: l'art. 103 richiama il concetto di uso prevedibile del prodotto, mentre normalmente le direttive parlano sempre di uso normale del bene. La sicurezza si estende non solo alle caratteristiche del prodotto, ma anche ad imballaggio e modalità di assemblaggio, compresa installazione e manutenzione, presentazione, etichettatura, avvertenze ed istruzioni.
8 Art. 103 Il rischio grave è qualsiasi rischio compreso quello i cui effetti non siano immediati, e che richieda un intervento rapido delle Autorità. La vecchia direttiva CE 59/1992 parlava anche di immediatezza, ma opportunamente il riferimento è stata abolito, concentrando l'attenzione sulle conseguenze, senza dispute temporali.
9 Art. 103 Produttore: il fabbricante e qualsiasi altra persona che si presenti come fabbricante apponendo sul prodotto il proprio nome, marchio o segno distintivo. Distributore: qualsiasi operatore professionale della catena di commercializzazione, la cui attività non incide sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti. Richiamo: misure volte ad ottenere restituzione prodotto Ritiro: misure volte ad impedire la distribuzione
10 Art. 104 Il produttore deve immettere sul mercato solo prodotti sicuri. Il produttore ha doveri preventivi (fornire al consumatore tutte le informazioni utili a prevenzione e valutazione rischi) e successivi (adottare misure proporzionate in funzione delle caratteristiche del prodotto, compresi il ritiro del prodotto, il richiamo e l'informazione appropriata ed efficace). Il IV comma specifica le misure e cosa comprendono.
11 Art. 104 Le misure del ritiro del prodotto, del richiamo e dell'informazione appropriata al consumatore hanno luogo su base volontaria o su richiesta delle competenti autorità. Il richiamo avviene quando gli altri mezzi non sono sufficienti a prevenire il rischio ovvero quando sia dovuto in forza di provvedimenti delle autorità competenti. Privilegiata l'autoregolamentazione
12 Art. 104 Anche il distributore ha obblighi. Egli è tenuto ad agire con la diligenza professionale necessaria a garantire l'immissione sul mercato di prodotti sicuri, ed a tal fine: a) non deve fornire prodotti di cui conosce o dovrebbe conoscere la pericolosità in base alle informazioni in suo possesso ed alla sua qualifica di operatore professionale; b) deve partecipare al controllo di sicurezza, trasmettendo le informazioni concernenti i rischi al produttore ed alle autorità competenti; c) deve collaborare alle azioni sub. b) conservando l'origine dei prodotti per 10 anni dalla cessione al consumatore finale
13 Art. 105 La norma introduce due presunzioni: a) in mancanza di specifiche discipline comunitarie, un prodotto si presume sicuro quando è conforme alla legge dello stato in cui il prodotto stesso è commercializzato. b) si presume sicuro quando è conforme alle norme nazionali non cogenti che recepiscono le norme UE i cui riferimenti sono pubblicati in G.U.C.E. (c.d. norme tecniche armonizzate).
14 Art. 105 In particolare su mandato della CE enti privati di normalizzazione vengono incaricati di provvedere alla redazione di requisiti tecnici per ciascun prodotto (c.d. specifiche tecniche). Trattandosi di organismi privati, per quanto prestigiosi, non sono cogenti ma il produttore ha interesse ad adeguarsi perchè il bene, in tal modo, si presume sicuro. Qualora le norme di cui sopra vengano adottate dalla Commissione Europea e pubblicate sulla G.U. C.E. Esse dovranno essere trasposte nel diritto intermo di tutti gli stati membri, ossia armonizzate.
15 Art. 107 Le amministrazioni di cui all'art. 106 controllano che i prodotti immessi sul mercato siano sicuri. Le suddette amministrazioni possono adottare varie misure. La norma al riguardo distingue tra: - qualsiasi prodotto - qualsiasi prodotto che possa presentare rischi in determinate situazioni qualsiasi prodotto che possa presentare rischi per determinati soggetti qualsiasi prodotto che può essere pericoloso qualsiasi prodotto pericoloso qualsiasi prodotto pericoloso già immesso sul mercato
16 Art. 107 La norma prevede una serie non tassativa di poteri ispettivi ed una serie di compiti successivi all'accertata pericolosità di un prodotto, distinguendo in tale ultimo caso l'ipotesi di prodotto non ancora immesso sul mercato a quella di prodotto già preso dal consumatore. La norma prevede pertanto una graduazione degli interventi, che vanno dalla semplice ispezione alla distruzione del prodotto pericoloso.
17 Art. 107 La norma prevede anche che se il pericolo è grave le amministrazioni ex art. 106 intraprendano azioni celeri, tenendo anche conto del RAPEX (Rapid Exchange About Safety Product). Il RAPEX consiste in una procedure d'urgenza che permette uno scambio rapidissimo di informazioni a fronte di un rischio grave per la sicurezza del consumatore. Anche a GdF e Agenzia delle Dogane è stato attribuito il potere di accedervi.
18 Art. 107 Le amministrazioni competenti incoraggiano e favoriscono l'azione volontaria dei produttori e distributori di adeguamento agli obblighi imposti dal presente titolo, anche mediante l'adozione di codici di buona condotta ed accordi con le associazioni di categoria. Tutto deve avvenire senza maggiori oneri per la finanza pubblica e secondo il principio di precauzione.
19 Art. 108 Il provvedimento adottato deve essere adeguatamente motivato, indicare termini ed autorità per il ricorso, notificato entro 7 gg da adozione. Fatti salvi i casi di grave ed immediato pericolo, prima della adozione gli interessati possono partecipare al procedimento, e presentare documenti e note scritte. Nei casi gravi possono farlo comunque dopo. Si applica la legge 241/1990.
20 Art. 109 Per esercitare un'efficace azione di sorveglianza del mercato, le amministrazioni assicurano vari servizi: istituzione, aggiornamento periodico ed esecuzione di programmi settoriali di sorveglianza per categorie di prodotti aggiornamento delle conoscenze scientifiche e tecniche esami e valutazioni periodiche del funzionamento delle attività di controllo e della loro efficacia, nonché se del caso loro revisione gestione dei reclami presentati dai consumatori e dagli altri interessati.
21 Art. 110 Nei casi stabiliti dalla norma in esame, le autorità competenti notificano alla CE i provvedimenti adottati ex art. 107 nonché eventuali modifiche e revoche.
22 Art. 111 La norma fa salve le disposizioni di cui al titolo II in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi (art ) Rapporto tra prodotti pericolosi e difettosi: - discipline complementari, entrambe sono poste a tutela del consumatore; -differenza per strumenti e modalità della protezione; -protezione da prodotto difettoso interviene quando il danno è cagionato ed ha natura ripristinatoria e punitiva, quella sulla sicurezza prima del danno e preventiva;
23 Art. 111 (segue) la resp. prodotto difettoso presuppone l'avvenuta immissione sul mercato, la resp. sicurezza opera prima; un prodotto può essere sicuro ma difettoso, mentre un prodotto difettoso può non essere insicuro;
24 Titolo II – Prodotti difettosi Art. 114
Il produttore è responsabile del danno cagionato da difetti del suo prodotto. Prima della direttiva CE 374/1985 mancava in Italia una normativa speciale che disciplinasse la materia, che era pertanto rimessa alla disciplina comune della vendita e della responsabilità civile. L'art. 114 prevede una responsabilità oggettiva.
25 Art. 114 In passato si riteneva che fosse il consumatore a dover provare il difetto del prodotto per comportamento imputabile al produttore. Ora invece l'attenzione è rivolta al produttore che solo in casi particolari (vedi art. 118) può escludere la propria responsabilità.
26 Art. 115 Prodotto: ogni bene mobile, anche se incorporato in altro bene mobile o immobile. Si considera prodotto anche l'elettricità. NB: in Italia è discussa ultimamente l'applicabilità della disciplina ai cosmetici.
27 Art. 115 La nozione di prodotto è stata ampliata mediante riferimento al produttore: in questa categoria sono ricompresi il fabbricante del prodotto finito o di una sua componente, il produttore della materia prima, nonché per i prodotti agricoli del suolo o quelli dell'allevamento, della pesca e della caccia, rispettivamente l'agricoltore, il pescatore ed il cacciatore.
28 Art. 115 Un ambito di applicazione molto interessante è quello dei farmaci. Sono un prodotto particolare. Solo la prassi e la giurisprudenza potranno fornire una soluzione esaustiva. Per tutelare maggiormente il consumatore dai danni causati da farmaci, è interessante l'utilizzo delle class actions. In Italia è previsto all'art. 140.
29 Art. 115 In tempi recenti ci si è chiesti se anche i danni causati dal pc possano essere inseriti nel danno da prodotto. Una soluzione può essere rinvenuta all'art. 118
30 Art. 116 Quando il produttore non sia individuato, è sottoposto alla stessa responsabilità il fornitore che abbia distribuito il prodotto nell'esercizio di una attività commerciale, se ha omesso di comunicare al danneggiato entro 3 mesi dalla richiesta identità e domicilio del produttore. La richiesta deve essere fatta per iscritto, deve essere specifica e deve contenere la data dell'acquisto e l'offerta in visione del prodotto se ancora esistente.
31 Art. 117 Un prodotto è difettoso quando non offre la sicurezza che ci può legittimamente attendere tenuto conto di tutte le circostanze, tra cui: - il modo in cui è stato messo in circolazione, la sua presentazione, le sue caratteristiche palesi, le istruzioni e le avvertenze fornite; - l'uso al quale il prodotto può essere ragionevolmente destinato ed i comportamenti che in relazione ad esso si possono ragionevolmente prevedere; - il tempo in cui il prodotto è stato messo in circolazione.
32 Art. 117 La nozione generale esprime l'esigenza di un riferimento per così dire esterno, che riguarda la valutazione sociale anziché la verifica dell'intrinseca idoneità all'uso cui il prodotto è destinato. Il richiamo (lett.a) al modo in cui il prodotto è stato messo in circolazione, etc etc, riguarda possibili difetti che si manifestano nell'uso del prodotto. Le problematiche riguardano gli accorgimenti che il produttore deve adottare per evitare possibili danni all'utente e le cautele che l'utente stesso deve osservare.
33 Art. 117 Per valutare l'adeguatezza dell'informazione si dovrà far riferimento anche alle circostanza di cui alla lett. b). Sarà dunque inadeguata un'informazione non riferita né al probabile uso né ai comportamenti ragionevolmente prevedibili. Un'attenzione ancor maggior andrà presta nel caso di bambini ed adolescenti
34 Art. 117 Un prodotto non può essere considerato difettoso per il solo fatto che un prodotto più perfezionato sia stato in qualunque tempo messo in commercio. Un prodotto è difettoso se non offre la sicurezza offerta normalmente da altri esemplari della medesima serie.
35 Art. 118 La responsabilità è esclusa: a) se il produttore non ha messo il prodotto in circolazione; b) se il difetto che ha cagionato il danno non esisteva quando il produttore ha messo il prodotto in circolazione; c) se il produttore non ha fabbricato il prodotto per la vendita o per qualsiasi altra forma di distribuzione a titolo oneroso; d) se il difetto è dovuto alla conformità del prodotto ad una norma imperativa o a un provvedimento vincolante; e) se le conoscenze scientifiche e tecniche allo stato non consentivano di considerare il prodotto pericoloso; f) se il difetto è dovuto alla concezione del prodotto
36 Art. 119 Il prodotto è messo in circolazione quando sia consegnato all'acquirente, all'utilizzatore o ad un ausiliario di questi, anche in visione. La messa in circolazione avviene mediante la consegna al vettore o allo spedizioniere.
37 Art. 120 Il danneggiato deve provare il difetto, il danno e la connessione causale tra i due. Il produttore deve provare i fatti che possono escludere la responsabilità secondo le disposizioni di cui all'art. 118. Ai fini dell'esclusione di responsabilità ex art. 118 lett. b) è sufficiente dimostrare che è probabile che il difetto non esistesse al momento della messa in circolazione.
38 Art. 121 Se più persone sono responsabili del medesimo danno, tutte sono obbligate in solido al risarcimento. Colui che ha risarcito ha diritto di regresso in proporzione alle colpe: nel dubbio, è in parti uguali.
39 Art. 122 Nelle ipotesi di concorso del fatto colposo del danneggiato, il risarcimento si valuta ex art codice civile. Il risarcimento del danno non è dovuto quando il danneggiato sia stato consapevole del difetto del prodotto e ciò nonostante vi si sia volontariamente esposto.
40 Art. 123 E' risarcibile: a) il danno cagionato dalla morte o da lesioni personali; b) la distruzione o il deterioramento di una cosa diversa dal prodotto difettoso, purchè di tipo normalmente destinato all'uso o consumo privato ed usato dal danneggiato;
41 Art. 124 E' nullo qualsiasi patto che escluda o limiti la responsabilità nei confronti del danneggiato.
42 Art. 125 Il diritto si prescrive in 3 anni dal giorno in cui il danneggiato ha avuto a avrebbe dovuto avere conoscenza del danno.
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References: Art. 102
 Art. 102
 Art. 102
 Art. 102
 Art. 103
 Art. 103
 Art. 103
 Art. 103
 Art. 104
 Art. 104
 Art. 104
 Art. 105
 Art. 105
 Art. 107
 Art. 107
 Art. 107
 art. 106
 Art. 107
 Art. 108
 Art. 109
 Art. 110
 art. 107
 Art. 111
 Art. 111
 Art. 114
 Art. 114
 art. 118
 Art. 115
 Art. 115
 Art. 115
 Art. 115
 Art. 116
 Art. 117
 Art. 117
 Art. 117
 Art. 117
 Art. 118
 Art. 119
 Art. 120
 art. 118
 Art. 121
 Art. 122
 Art. 123
 Art. 124
 Art. 125