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Timestamp: 2017-05-27 21:31:28+00:00

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Servizi Segreti: l’ex Premier di nuovo in campo? | SERVIZI SEGRETI
ottobre 27, 2012 Silvio Berlusconi, a seguito della sentenza di condanna in primo grado a quattro anni, dopo aver dichiarato due giorni fa di fare un passo indietro, a quanto pare, è deciso a ritornare in campo per risanare il pianeta giustizia...	di Marco Federico
L'ex <Premier Silvio Berlusconi
Roma, la Cassazione lo aveva assolto con formula piena sulla stessa materia, in queste ore non si da pace e si convince sempre più che la sua condanna è di natura politica. Crede forse che il giudice Davossa sia prevenuto nei suoi confronti? Se fosse così, allora, sia gli amici che nemici, non si illudano che abbandoni la scena politica, perchè dal profondo del suo cuore, il Silvio nazionale, dichiara di sentire il dovere di continuare la sua “battaglia”, sia come italiano che come cittadino di questo Paese che ha sempre dichiarato di amare…
Quindi, ancora una volta il Berlusconi ci sorprende: è determinato più che mai ad andare contro tutti, nessun tipo di avversario lo potrà fermare…
Cosa succederà nei prossimi giorni? Ancora la politica ritornerà a sentenziare contro l’ex Premier? Qualcuno, addirittura avanza l’ipotesi di una minaccia di sovvertimento interno allo Stato…
Tags: Aise, Aisi, Copasi, I giudici, Informativa di Marco Federico, Servizi Segreti, Silvio Berlusconi, Sovvertimento interno allo Stato?	Questo contenuto è stato inserito il ottobre 27, 2012 ore 1:00 pm nelle categorie Flash News, Scenari Italia, Servizi Italiani. puoi seguire i commenti tramite RSS 2.0 feed.	23 commenti per Servizi Segreti: l’ex Premier di nuovo in campo? Agata on ottobre 28, 2012 at 3:46 am Certo che la minaccia di una dittatura di magistrati esiste, dobbiamo aprire gli occhi, il potere è ormai, pericolosamente, tutto da quella parte; le riforme di una giustizia che funzioni sono state sempre ostacolate dalla casta giuridica che vanta più potere del Parlamento stesso. Si assiste giorno per giorno ad un’avanzata inquietante del potere dei magistrati politicizzati che potrebbero rivoluzionare il sistema interno del Paese. Non sottovalutiamoli, non nascondiamo la testa come gli struzzi solo perchè le parole dell’ex Premier concordano con questo concetto, esaminiamo con oculatezza la situazione per non doverci trovare in un futuro molto prossimo privi della democrazia.
Rispondi francesco on novembre 9, 2012 at 5:09 pm Ma quale minaccia di una dittatura dei magisrati,per favore si contenga in primis le sentenze non si commentano. Ed in secundis Berlusconi, ha creato il proprio potere economico in maniera dubbiosa, e la sentenza finalemte ha fatto giustizia apite gli occhi.
Rispondi Agata on dicembre 8, 2012 at 4:06 am Per Francesco
Le sentenze non si commentano se sono giuste e applicate da giudici che sono obiettivi, non politicizzati e non in malafede! Altrimenti il cervello dell’essere umano, che è fatto per pensare, si ribella e dà giudizi. Solo le pecore nel gregge si limitano a seguire le altre, belando solamente!
Chi mette in dubbio l’onestà dell’ex Premier, forse la Boccassini(?) con un passato di militanza in “Lotta continua”? Che giudizi equi può esprimere?
E che giustizia è quella che non punisce gli omicidi con gli ergastoli, nonostante siano previsti? Ultimamente sono state uccise 100 donne e non è stato dato alcun ergastolo. Forse le donne sono paragonate agli animali, come fanno gli arabi? Non sono degne, forse, di giustizia? Io mi contengo anche troppo, caro Francesco, ma mi rifiuto di avere gli occhi foderati di prosciutto!!
Rispondi Luisa on ottobre 28, 2012 at 5:13 am Speriamo di no, ma hai ragione Agata, quello che serve è parlarne perchè altrimenti non si riesce a capire quanto sta succedendo e spesso del popolo c’è chi ne approfitta.
Rispondi Tommaso on ottobre 30, 2012 at 12:37 pm In Sicilia i primi vagiti di un vero cambiamento?
Rispondi dario de siena on dicembre 7, 2012 at 3:04 pm CREDO CHE LA DISCESA IN CAMPO DI BERLUSCONI FACCIA COMODO UN PO A TUTTI A MONTI CHE PIù DI CIO’ CHE HA FATTO NON PUO’ FARE A BERSANI CHE FINALMENTE HA UN AVVERSARIO POLITICO DA POTER
SCONFIGGERE ALL’INFORMAZIONE CHE DA QUI ALLE ELEZIONI AVRA’MODO DI DI RIEMPIRE PAGINE DI QUOTIDIANI E TRASMISSIONI TELEVISIVE ALLA GENTE CHE CONTINUERA’ AD ADDOSSARE TUTTE LE COLPE A BERLUSCONI MA ALLA FINE STATE SICURI CHE NON CAMBIERA’ NULLA GLI ITALIANI SONO UN POPOLO PACIFICO CON GROSSE CAPACITA’ DI ADATTAMENTO
Rispondi Roberto Castaldini on dicembre 9, 2012 at 3:26 pm Ciao a tutti e che sia una giornata per recuperare la memoria.
“1975-1983: in otto anni, nelle holding Fininvest affluiscono 113 miliardi di lire dell’epoca (oggi eguivalgono a circa 300 milioni di euro) di provenienza misteriosa, parte addirittura in contanti. Berlusconi non svelerà mai l’identità dell’anonimo donatore.Il consulente tecnico di Dell’Utri, il professor Paolo Iovenitti della Bocconi, ammetterà al processo che alcuni di quei finanziamenti sono inspiegabili e “potenzialmente non trasparenti”. Secondo Rapisarda e diversi pentiti, in quel periodo Bontate (capo di Cosa Nostra morto ucciso-1981-dai corleonesi nella seconda “guerra di mafia” ) diventa socio delle TV Fininvest, investendovi grossi capitali mafiosi. Per questa accusa non esiste prova. Ma-secondo i PM- la scarsa trasparenza dei finanziamenti alle holding Fininvest e la presenza di uomini vicini alle cosche nelle TV siciliane acquisite da Biscione la rendono plausibile………..
1983: secondo il pentito Angelo Sino, da quando Dell’Utri se n’è andato, i fratelli Pullarà (nuovi reggenti della famiglia di Santa Maria di Gesù, già di Bontate) prendono loro il posto nel nuovo rapporto con Arcore e cominciano a tartassare il Cavaliere con richieste di denaro sempre più stringenti…….
1984-86: Dell’Utri riprende le redini del gioco e tramite Cinà si lamenta con i corleonesi della condotta dei Pullarà. Si giunge a un nuovo accordo, sul modello degli anni ’70, raggiunto da Cinà con Pippo Di Napoli che rappresenta Riina…….”
Fonte: “L’Amico degli Amici” a cura di Peter Gomez e Marco Travaglio-BUR-
Questo pezzo, tratto dal libro prima citato, racconta e ricostruisce un piccolo periodo di trent’anni di rapporti tra mafia e politica. Vale allora la pena presentare questo documento perchè tutti gli italiani sappiano e possano reagire all’assuefazione e alla disinformazione: a futura memoria e per il nostro presente.
P.S.: Berlusconi mi ispira anche simpatia per il suo modo un po guascone di affrontare la vita ma per me conta di più la verità e la trasparenza delle persone, soprattutto se devono governarmi. Meditate gente…. meditate gente….le sorprese le voglio solo nelle uova di Pasqua.
Rispondi Tiziano on dicembre 9, 2012 at 3:52 pm Dubito di chi si ritiene detentore della verità e continua imperterrito a pontificare, a gridare “attenti al lupo”.
Berlusconi non è un santo ma neanche il “male assoluto”.
Sarà il tempo a determinare la verità non certo Marco Travaglio.
Meditiamo tutti anche lei signor Castaldini.
Rispondi Roberto Castaldini on dicembre 10, 2012 at 3:32 am Ciao signor Tiziano ha perfettamente ragione sarà il tempo determinare la verità.
Rispondi Roberto Castaldini on dicembre 10, 2012 at 3:51 am Ciao signor Tiziano,
ha perfettamente ragione sarà il tempo a determinare la verità con dati oggettivi. Tutti possiamo pontificare e tutti possiamo credere a Babbo Natale ma la verità la si conosce solo se la si cerca senza sperare che nascondendo la testa sotto la sabbia possiamo sempre e comunque cavarcela.
Tanti auguri di buone feste e che Babbo Natale le porti tanti doni.
Rispondi Admin on dicembre 10, 2012 at 1:23 pm Castaldini,
infatti lei è il primo a sentenziare con assoluta certezza e poi non capisco il riferimento a Babbo Natale, almeno lui lasciamolo nel mondo pulito dei bambini.
Abbiamo perfettamente capito chi è il buono ed il cattivo secondo lei, ma di tanto in tanto dubiti di ciò che legge perchè come sostiene spesso l'amico Marco Federico,"la verità non è un'opinione". Buone feste anche a lei
Rispondi Roberto Castaldini on dicembre 9, 2012 at 4:04 pm Ciao a tutti e che sia una giornata di aggiornamenti.
“La pax fra gli eredi di Silvio si chiama B Cinque. E nella rete di società spuntano vecchie conoscenze…
Il sigillo della casata Berlusconi si chiama B Cinque. Per suggellare la pace fra fratelli, come in una tragedia shakespeariana, il padre padrone ha chiesto a tutti gli eredi di scambiarsi un segno di pace. Nel Riccardo III bastavano abbracci e strette di mano. Lo stile di Silvio I è un po’ diverso: i cinque figli hanno fondato una società di investimenti, B Cinque Srl. Niente di sconvolgente, almeno a confronto con il totale delle ricchezze familiari: il capitale sociale è di soli 40mila euro e la società, nata per “l’assunzione di partecipazioni in altre società” (questo l’oggetto dell’impresa) muoverà appena qualche milioncino. Per i figli del Biscione significa poco più di una stretta di mano, è un simbolo.
Merita qualche attenzione, però, la composizione azionaria. Perchè non tutti i fratelli hanno la stessa fetta della torta.
La quota di controllo (il 66%) è in mano a Italiana Quattordicesima, la holding di Barbara, Eleonora e Luigi, figli di Veronica Lario, cui era già stato affidato il Milan e il business delle assicurazioni del colosso familiare. Invece Pier Silvio e Marina, figli della prima moglie Carla Dall’Oglio (con quote e incarichi in Mediaset, Mondadori, Publitalia e Mediobanca), della neonata B Cinque possiedono molto meno, il 16,6%, attraverso le società Italiana Quarta e Italiana Quinta. E’ la prima volta, comunque, che i figli di entrambe le mogli condividono tutti insieme la stessa società.
Le società numerate di cui sopra fanno parte di una “filiera”, dalla Prima alla Ventiduesima, le stesse – come ha potuto verificare Blogo alla Camera di Commercio – che hanno segnato l’inizio della fortuna di Berlusconi: l’antico forziere di famiglia nato alla fine degli anni Settanta, una ricchezza improvvisa giudicata misteriosa tanto da essere simboleggiata, nel Caimano di Nanni Moretti, da una valigia ricolma di banconote che cade dal cielo. Ventidue “scatole vuote” fondate tutte lo stesso giorno, nel 1978, da una prestanome (una casalinga di 90 anni), almeno stando alla ricostruzione dei giornalisti Giovanni Ruggieri e Marco Guarino (“Inchiesta sul signor Tv”, Kaos, 1994). L’oggetto sociale, anche allora, era sempre quello: “assunzione di partecipazioni in altre società o imprese”. Ventidue società senza niente dentro che all’improvviso, pochi mesi dopo la fondazione, si ritrovarono finanziate per miliardi. Finchè, nel 1982, il controllo delle medesime finì in capo a un pensionato, ex impiegato della Fiat. Lo zio di Silvio Berlusconi.
Trent’anni dopo, alcune di queste società sono passate dal nipote ai pronipoti. Per suggellare patti e rinsaldare legami. Come un antico segreto di famiglia……”
Verità e trasparenza…..meditate gente…..meditate gente……essere tifosi di una squadra non vuol dire che ci piacciono le combine e il gioco sporco per vincere.
Rispondi Agata on dicembre 10, 2012 at 6:20 am Sono d’accordo con Tiziano, ci sono ben altri bisognosi di essere indagati, non solo Silvio Berlusconi; i delinquenti veri stanno da ogni parte, ma quelli si lasciano in pace…..non si indaga su di loro, così come il “Dossier Mitrokhin” che si è lasciato cadere senza un’ombra di indagine. Né il Governo Dini, né Prodi, né D’Alema hanno fatto nulla per far affiorare le spie italiane pagate dal Partito Comunista russo. Allo stesso modo, quando si fanno indagini o si vorrebbe esternare una qualche verità, si deve partire da una base solida costruita su prove schiaccianti, non “per sentito dire” di qualche pentito d’occasione, né tantomeno per bocca di Travaglio che non è degno di alcun commento dal momento che tutti conoscono le sue prese di posizioni e le sue falsità.
Le fantasie ed i ricami intorno a storie che partono da una base già traballante se ne possono fare all’infinito, ma non è detto che quella sia la verità!
Meditate gente, aprite gli occhi, ma soprattutto pensate con la vostra mente, non con quella degli altri!!
Rispondi frank on dicembre 10, 2012 at 2:25 pm I fatti oggettivi: dopo circa un ventennio di governo Berlusconiano, seppur interrotto da brevi parentesi alternative, l’Italia, già paese dalle riforme mancate e dall’illegalità diffusa, è precipitata in una crisi grave e purtroppo duratura. L’esistenza di ampie maggioranze di centro destra, mai esistite nella storia della Repubblica, si è trasformata in una occasione perduta per il progresso e la modernizzazione nazionale. Vige in molti la diffusa sensazione che nel corso degli ultimi anni non sia stata intrapresa alcuna idonea iniziativa virtuosa al fine di adeguare la nostra economia agli standards europei, anzi, l’inerzia e l’inettitudine dei governanti sono state, per così dire, certificate dalle numerose sentenze di condanna della Corte di Giustizia Ue. Il fatto più grave, però, può ravvisarsi nell’esponenziale incremento dei fenomeni corruttivi che, come più volte sanzionato dalla Corte dei Conti, infestano diffusi strati delle amministrazioni, contaminando concorsi, selezioni, appalti e persino la distribuzione di fondi comunitari o progetti sociali, scoraggiando gran parte degli investitori esteri. Per di più, lo Stato non ha predisposto alcun tipo di tutela seria e reale per gli inoccupati, mentre temporalmente limitati risultano essere quelli per i disoccupati. Inoltre, la totale atrofia ed inutilità dei centri per l’impiego e delle politiche lavorative fanno dei precetti costituzionali sul diritto al lavoro, alla casa e ad una esistenza dignitosa, degli inutili e vuoti simulacri, privi di ogni tutela effettiva. Il grado di prevaricazione e disagio sociale giovanile è alimentato dalla chiara consapevolezza che l’ascensore sociale risulta ormai inesorabilmente bloccato, con relativa inutilità di molti titoli accademici e professionali arduamente conseguiti, e con una radicalizzazione dei fenomeni di sfruttamento e precarietà. Come se non bastasse, i veri centri di potere non sono mai stati scalfiti da politiche di equità, per cui banche, assicurazioni, lobby varie, manager e dirigenti pubblici continuano a percepire compensi o ad erogare prestazioni economicamente inadeguati rispetto alla media nazionale sostenibile. Così, come detto da un alto magistrato, l’ordine giudiziario assume un emergenziale ruolo di evidenza rispetto agli altri poteri dello Stato, proprio nel tentativo di “moralizzare” la politica e la società, riportandola ad un livello di accettabile decenza, combattendo contro un legislatore troppo spesso “ad personam”.
Rispondi Roberto Castaldini on dicembre 10, 2012 at 6:18 pm Ciao a tutti e buone feste anche a chi non ha mai letto le carte processuali dei processi a sentenza definitiva o caduti in prescrizione.
La magistratura è umana come tutti noi, può sbagliare e creare grossi danni e/o prendere abbagli e qualche volta essere di parte, ma i fatti che si trovano nelle carte processuali sono pubblici e ognuno di noi li può liberamente consultare e da questi farsi un’idea precisa dove è la verità e a chi credere. Poi ognuno può rimanere della sua idea, libero di avere le proprie opinioni o convinzioni, questo però non giustifica chi grida al complotto o s’indigna se cito due giornalisti che ricostruiscono passo dopo passo alla lettera cronache giudiziarie dei rapporti tra la Mafia, Dell’Utri e Berlusconi. Io rimango innocentista fino all’ultimo giudizio ma questo non toglie che “ho anche una mia testa per pensare e valutare i fatti” di cui vengo a conoscenza attraverso lo studio e la ricera di fonti. Nom mi risulta che i due giornalisti siano stati querelati e processati per quanto riportono nel loro libro. Mi risulta invece, dalla cronaca, che l’11 dicembre 2004 il tribunale di Palermo, V sezione penale, presidente Leonardo Guarnotta, giudici a latere Gabriella Di Marco e Giuseppe Sgadari, condanna Marcello Dell’Utri a 9 anni di reclusione per “concorso esterno in associazione mafiosa”. E’ la prima volta che si dice ufficialmente che un politico è “al servizio di Cosa Nostra”. E’ una sentenza di primo grado e che si spiega con l’esistenza di tanti, troppi fatti, sufficienti di per se a dare un’idea dell’imputato e del suo ruolo. Fatti acclarati dalle carte processuali che esistevano prima della sentenza e continueranno ad esistere fino alle motivazioni della sentenza di Cassazione. Il 24 Aprile 2012 la Corte di Cassazione ha depositato le Motivazioni della sentenza di annullamento del processo d’appello. In esse la quinta sezione penale della Cassazione presieduta da Aldo Grassi scrive che è “probatoriamente dimostrato” che Marcello Dell’Utri “ha tenuto un comportamento di rafforzamento dell’associazione mafiosa fino a una certa data, favorendo i pagamenti a Cosa nostra di somme non dovute da parte di Fininvest. La Cassazione ritiene pienamente confermato l’incontro del 1974 tra Berlusconi, Dell’Utri e i capimafia Francesco Di Carlo, Stefano Bontate e Mimmo Teresi, raccontato tra l’altro dallo stesso Di Carlo, collaboratore di giustizia. In uno degli uffici del futuro presidente del consiglio, in foro Bonaparte a Milano, fu presa la “contestuale decisione di far seguire l’arrivo di Vittorio Mangano presso l’abitazione di Berlusconi in esecuzione dell’accordo” sulla protezione ad Arcore. I giudici di merito hanno trovato un “preciso riscontro nelle dichiarazioni di altro collaboratore, il Galliano, il quale aveva riferito di avere appreso i dettagli di quello stesso incontro e del suo scopo, forniti da Cinà nel corso di un pranzo con altri esponenti mafiosi nel 1986”. La quinta sezione penale scrive che “la motivazione della sentenza impugnata si è giovata correttamente delle convergenti dichiarazioni di più collaboratori a vario titolo gravitanti sul o nel sodalizio mafioso Cosa nostra – tra i quali Di Carlo, Galliano e Cocuzza- approfonditamente e congruamente analizzate dal punto di vista dell’attendebilità soggettiva”. Pienamente riscontrato anche “il tema dell’assunzione -per il tramite di Dell’Utri- di Mangano ad Arcore come la risultante di convergenti interessi di Berlusconi e di Cosa nostra” e “il tema della non gratuità dell’accordo protettivo, in cambio del quale sono state versate cospicue somme da parte di Berlusconi in favore del sodalizio mafioso che aveva curato l’esecuzione di quell’accordo, essendosi posto anche come garante del risultato”. Nelle 146 pagine di motivazioni, la suprema Corte parla “senza possibilità di valide alternative di un accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Dell’Utri che, di quella assunzione, è stato l’artefice grazie anche all’impegno specifico profuso da Cinà. Cosa aggiungere per fare meditare e riflettere coloro che giustamente ritengono che “la verità non è un’opinione” e che ” bisogna ragionare con la propria mente”…..
sono D’ACCORDISSIMO…….poi per Babbo Natale non ho più l’età per crederci anche se mi piacerebbe davvero, ma i fatti mi dicono che esiste solo nella fantasia… chi me l’ha detto? La Cassazione naturalmente….. meditate gente…..meditate gente…..
P.s. : presto dopo aver approfondito l’argomento sul “DOSSIER MTROKHIN” darò un commento.
Rispondi Agata on dicembre 12, 2012 at 3:38 am C’è sempre una nota sbagliata, le carte si scrivono, gli indizi si trovano o si manipolano, i pentiti si pagano, se la magistratura è di un certo colore e vuole arrivare ad una verità trova sempre la strada e tutto apparirà candidamente “privo di valide alternative”. Quanti innocenti sono in carcere? Occorrerebbe documentarsi… e quanti innocenti sono tratti in giudizio per nessuna colpa? Si informi bene perchè non ne ha neanche l’idea. Che fine ha fatto Marrazzo con i suoi trans e le notti folli a spese della Regione? Perchè non se ne parla? Perché nessun magistrato lo ritiene degno di indagini? Perché si lascia cadere tutto quando qualche elemento di sinistra è implicato in qualche losco affare e su Berlusconi si spendono soldi, personale, tempo ed energie per anni fino alla nausea? Neanche fosse l’unico uomo sulla terra!
Mi raccomando, per il dossier Mitrokhin non legga la Repubblica o L’Unità altrimenti il commento risulterà leggermente di parte!
Rispondi Roberto Castaldini on dicembre 12, 2012 at 7:13 am Ciao Agata,
hai visto per caso Ruby?
Troppo facile sparare sul pianista in questa tragi-commedia italiana. Giudici prevenuti e indignati, pieni di preconcetti di parte, colpevoli di lesa maestà o al soldo di forze occulte che tramano nel buio contro le adamantine e sincere verità di uno sprovveduto signor B. vittima di se stesso .
A Ruby era stato comunicato, all’inizio di novembre, dai difensori di Berlusconi che l’avrebbero convocata in tribunale tra il 10 e il 17 di dicembre e lei che fa, AGATA ?
A fine novembre parte per il Messico e annuncia che tornerà a gennaio (troppo forte).
Vedremo, nel frattempo arriverà anche la Befana per chi ci crede.
Agata, FATTI non parole, poi spero di sbagliarmi sempre fino a prova contraria.
Rispondi Agata on dicembre 12, 2012 at 10:27 am Vorrei sapere che fine ha fatto Marrazzo e tutti gli altri di sinistra coinvolti in fatti illeciti, ma la mia domanda resta sempre senza risposta. Troppo difficile?
Per quanto riguarda Ruby in televisione si era lamentata di non essere stata sentita, ma più volte ha riferito, sempre tramite mass-media, di non essere stata molestata. Per caso, caro Roberto, lei fa parte del team “Boccassini”? Percepisco il suo risentimento tramite scritto……
Comunque, attendo un suo commento sul dossier Mitrokhin, se lo legga bene dato che lavora in Procura, il materiale non manca…..sempre se non è stato fatto sparire…..
Rispondi Roberto Castaldini on dicembre 13, 2012 at 4:37 am –” Cos’è successo davvero quella sera, perché, cosa non si perdona, a chi attribuisce le responsabilità, cosa le è successo nella vita politica e privata in quei mesi, come pensa il futuro, se la politica la tenta ancora o se è una storia finita. Va bene?”–
“Va bene. Ma solo perché in cima o in coda a queste domande c’è una sola cosa che sento di dover dire. Pubblicamente, alle persone che si sono fidate di me”. –Che cosa?–
“Che ho sbagliato. Ho fatto un errore. Di questo errore voglio chiedere scusa. Ho sbagliato, scusatemi. Ecco. Solo questo”.
CHI DICE DI AVER SBAGLIATO E CHIEDE PUBBLICAMENTE SCUSA? CHI E’ L’UOMO POLITICO CHE GOVERNA MILIONI DI PERSONE E SI DIMETTE DA OGNI INCARICO PUBBLICO?
–Sono passati più di due anni da quel giorno. L’errore è stato andare in via Gradoli, andarci con l’auto di servizio, assumere droga, fidarsi della persona sbagliata, non aver capito, non averlo detto a chi avrebbe potuto, non aver denunciato il ricatto? Di quale errore parla?–
“Un errore più grande di tutti questi. Una mia fragilità di fondo, un bisogno privato e così difficile da spiegare, una mia debolezza. *Un uomo che assume un incarico pubblico non può avere debolezze. Le deve controllare. Per questo mi sono dimesso*, per quanto fossi vittima di un reato come oggi quei rinvii a giudizio dicono. Vittima, non colpevole. Ma l’aspetto giudiziario è secondario: so di non aver commesso reati, di non aver violato alcuna legge. Umanamente però, nei confronti della mia famiglia, e *politicamente, verso i miei elettori e la comunità che governavo, ho sbagliato. Così mi sono dimesso*”.
DICO ONESTAMENTE CHE NON AVEVA ALTRA SCELTA E NON POTEVA CERTO ARRAMPICARSI SUGLI SPECCHI COME FANNO ALTRI GRIDANDO AL COMPLOTTO.
–E come spiega allora la trappola. L’orchestrazione, la cocaina, il video?–
“Aspettavano che arrivassi. Era successo altre volte. È un giro così. Ho saputo nei mesi successivi che quei cosiddetti rappresentanti dell’ordine erano coinvolti in molti altri episodi. Un sistema. Avrei dovuto accorgermene ma le difese, come le ho spiegato, in quei momenti sono molto basse. Non dimentichi, comunque, che nel mio caso è scattata l’azione giudiziaria solo perché io ho denunciato i fatti. È il nodo centrale: tutto è avvenuto perché ho denunciato, testimoniato. Se non l’avessi fatto nulla sarebbe emerso”.
PIERO MARRAZZO MERITA TUTTA LA MIA CONDANNA PER IL RUOLO PUBBLICO CHE RIVESTIVA, IL RISPETTO PER LE SUE DEBOLEZZE UMANE E PRIVATE COME PER QUALUNQUE UOMO O DONNA.
Rispondi Agata on dicembre 13, 2012 at 6:35 am Rispetto per ogni essere umano eccettuato Silvio Berlusconi? A lui non gli si perdona niente? E pensare che Marrazzo si solazzava con i soldi dei cittadini invece Silvio Berlusconi faceva feste in casa propria con i propri soldi! E’ la stessa cosa?!
Rispondi Roberto Castaldini on dicembre 13, 2012 at 5:46 pm Ciao Agata,
non vorrei impegnare questo sito in un batti e ribatti con lei, anche se lo trovo molto divertente per la sua “fede dogmatica” per il signor B. e la sua incrollabile certezza che la verità stia solo da una parte.
Alcune volte mi chiedono per quale squadra tifo e la mia risposta è sempre la stessa:”non ho una squadra del cuore, io tifo per il bel gioco”.
Come tutti vorrei un mondo che mi piaccia e che esprima i miei valori ma non voglio vincere con un brutto gioco o, peggio, sapendo che il mio capitano combina i risultati con accordi scorretti, inoltre non è all’altezza di guidare la squadra perchè ricattabile o, peggio, non è persona seria nel rispetto delle regole anche nel suo privato anche se, per la sua ricchezza, l’intrattenimento normale o proibito se lo fa arrivare in casa anzichè andarselo a cercare come il signor M., che non dispone di ville ad Arcore o sontuose dimore a palazzo Grazioli o in giro per il mondo. “E’ la stessa cosa”, sono tutti e due esecrabili e da condannare non solo moralmente ma anche civilmente cioè anche da chi li ha votati.
Io non tifo o mi lascio condizionare perchè, come tu dicevi, oltre a “non volere avere gli occhi foderati di prosciutto” cerco di documentarmi e se devo esprimere un giudizio lo faccio nel rispetto delle persone, tutte, e con il benificio della prova contraria se esiste.
Non sarò certo io a cambiare il mondo ma vigilo e testimonio perchè altri non me lo cambino per i loro interessi privati egoistici o ideologie di parte o credi religiosi fondamentalistici , o almeno ci provo con l’unico mezzo che ho : la mia curiosità per la verità. Poi sono d’accordo con lei nel combattere la violenza e le ingiustizie penali a chi è così brutale con le donne soprattutto se alcuni fanno uso di esse sfruttando il proprio potere e ricchezza e così facendo fanno passare il messaggio sbagliato su di loro.
Non lavoro in Procura e il “dossier Mitrokhin” è un oceano aperto e richiede un po di tempo perchè me ne faccia un’idea precisa, ci sto provando e presto ne parlerò per capire se ancora rappresenta una minaccia alla democrazia attuale come invece certi poteri ed interessi del presente.
Rispondi Agata on dicembre 14, 2012 at 10:06 am La verità non sta mai o quasi mai solo da una parte, ma quando si vede un’accanimento come quello della Boccassini e company si comincia a dubitare fortemente sulla genuinità della ricerca del vero. Una cosa ho notato, che tutte le mie domande poste sono state eluse. Non aggiriamo l’ostacolo, affrontiamolo e saremo più sereni! Per quale ragione la magistratura è pronta a fare carte false pur di non veder toccati i propri privilegi? Per quale ragione non tollerano la riforma della giustizia di cui l’Italia ha estremo bisogno?La giustizia fa acqua da tutte le parti ed i giudici si permettono, a volte, di giocare con la vita di un individuo, distruggerlo per sempre e non pagare per i propri errori. Sono o non sono dittatori? Che significa dittatura se non poter fare il proprio comodo e fregarsene delle conseguenze?! Non condanniamo Berlusconi per ogni mosca che vola intorno al nostro naso o se fuori nevica e fa freddo, occorre un po’ più di buon senso. Poi che c’entrano le ville nel paragone tra Marrazzo e Berlusconi? Vogliamo mettere anche Di Pietro che ne ha 56? Anch’io non mi lascio condizionare, ma se leggessi “La Repubblica”, per esempio, sarei condizionata inconsciamente….
Per quanto riguarda Mitrokhin, in questo stesso sito si può leggere un anteprima.(ved. col.Bonaventura)
Rispondi Roberto Castaldini on dicembre 15, 2012 at 6:14 am Ciao Agata,
sono telegrafico:
-art. 101-La giustizia è amministrata in nome del Popolo. I giudici sono soggetti solo alla legge.
art.104-La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Sono d’accordo poi che una magistratura, o un suo rappresentante, che cerca il consenso di una parte dei cittadini e si legittima sulla base del consenso e – non della legge – è pericolosa per se stessa come immagine e fiducia e per i cittadini stessi.
“A lui non si perdona niente?”(Agata) Allora ammette che qualcosa bisogna perdonargli? La mia condanna su Marrazzo l’ho data, sulla Boccassini rimando alla voce di Wikipedia sulla sua biografia e sul suo percorso di magistrato in prima linea contro la corruzione,il narco traffico, la mafia e compreso anche i suoi tracorsi personali con un giornalista di Lotta Continua.
Nella più antica democrazia del mondo, gli U.S.A., (lessi una decina d’anni fa) circa un 4% dei condannati a morte risultava totalmente innocente. L’errore è umano ma questo non giustifica l’accanimento sia nel perseguitare sia nel perdonismo fedilistico, si può cadere nella idolatria contro fatti incontravertibili.Poi anche i giudici se corrotti o altro sono soggetti (secondo Costituzione) alla legge. Sono d’accordo che qualcosa bisogna riformare.
Sto navigando in lungo e in largo nell’oceano aperto del “Dossier Mitrokhin” e col tempo cercherò di dare un mio giudizio personale per esaudire le sue domande.

References: sentenza 
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art.104