Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2018-0122_IT.html
Timestamp: 2019-12-09 16:17:44+00:00

Document:
Ciclo del documento : A8-0122/2018
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sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione IV – Corte di giustizia
– visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2016 (COM(2017)0356 – C8-0250/2017)(2),
– visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione giuridica (A8-0122/2018),
1. concede il discarico al cancelliere della Corte di giustizia dell'Unione europea per l'esecuzione del bilancio della Corte di giustizia dell'Unione europea per l'esercizio 2016;
recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione IV – Corte di giustizia
– vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione IV – Corte di giustizia,
1. rileva che, nella sua relazione annuale 2016, la Corte dei conti ha constatato che, per la Corte di giustizia dell'Unione europea (in appresso "CGUE"), non sono emerse debolezze significative in merito agli aspetti sottoposti ad audit che riguardano le risorse umane e gli appalti;
2. rileva che la Corte dei conti, sulla base del lavoro di audit svolto, ha concluso che l'insieme dei pagamenti dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2016 riguardanti le spese amministrative e di altra natura delle istituzioni e degli organismi sono, nell'insieme, esenti da errori rilevanti;
3. si compiace della gestione finanziaria nel complesso sana e prudente della CGUE nell'esercizio 2016; esprime il proprio sostegno per il riuscito cambiamento di paradigma verso una programmazione di bilancio basata sulla performance introdotto dalla vicepresidente Kristalina Georgieva, nel settembre 2015, nella programmazione di bilancio della Commissione, nel quadro dell'iniziativa "Un bilancio dell'UE incentrato sui risultati"; incoraggia la CGUE ad applicare tale metodo alla propria procedura di programmazione di bilancio;
4. rileva che, in base all'attuale procedura di discarico, nel mese di giugno la CGUE presenta relazioni annuali di attività alla Corte dei conti, la quale presenta quindi la sua relazione al Parlamento nel mese di ottobre e il Parlamento vota in Aula sul discarico nel mese di maggio; constata che, a meno che il discarico non sia rinviato, dalla chiusura dei conti annuali alla conclusione della procedura di discarico trascorrono almeno 17 mesi; segnala che nel settore privato i tempi della revisione contabile sono nettamente più brevi; sottolinea che la procedura di discarico va razionalizzata e velocizzata; chiede che la CGUE e la Corte dei conti seguano le migliori prassi del settore privato; propone, a tale riguardo, di fissare al 31 marzo dell'esercizio successivo all'esercizio contabile il termine per la presentazione delle relazioni annuali di attività e al 1° luglio il termine per la presentazione delle relazioni della Corte; propone altresì di rivedere il calendario della procedura di discarico di cui all'allegato IV, articolo 5, del regolamento del Parlamento, di modo che la votazione sul discarico avvenga nella tornata di novembre, concludendo in tal modo la procedura di discarico entro l'esercizio successivo all'esercizio contabile sul quale essa verte;
5. rileva che, nel 2016, gli stanziamenti della CGUE ammontavano in totale a 380 002 000 EUR (contro i 357 062 000 EUR del 2015) e che il tasso di esecuzione è stato del 98,2 %; riconosce l'elevato tasso di utilizzazione; rileva, tuttavia, una lieve riduzione rispetto agli esercizi precedenti;
6. osserva che le entrate stimate della CGUE per l'esercizio finanziario 2016 ammontavano a 51 505 000 EUR mentre i diritti accertati sono risultati inferiori del 3,1 % a quanto stimato (49 886 228 EUR); rileva che la differenza di 1,62 milioni di EUR è per lo più attribuibile al tardivo arrivo, nel 2016, di 16 dei 19 giudici supplementari presso il Tribunale;
7. esprime preoccupazione per il fatto che la CGUE sovrastimi sistematicamente gli impegni per le missioni, per le quali nel 2016 ha impegnato 342 000 EUR, mentre i pagamenti ammontano a soli 157 974 EUR; invita la CGUE a garantire una solida programmazione finanziaria onde evitare simili discrepanze in futuro;
8. osserva che il bilancio della CGUE è principalmente amministrativo e che circa il 75 % è utilizzato per spese relative al personale dell'istituzione, mentre l'importo restante è destinato a immobili, mobilio e attrezzature, nonché ai compiti specifici svolti dall'istituzione; rileva che, su richiesta del Parlamento, la CGUE ha invitato i suoi servizi amministrativi a introdurre il principio della programmazione di bilancio basata sulla performance nei rispettivi settori di attività; invita la CGUE a continuare ad applicare tale principio nella sua gestione amministrativa quotidiana e a informare l'autorità di discarico in merito alle sue esperienze e ai risultati conseguiti;
9. accoglie con favore il fatto che, entro il 26 dicembre 2020, la CGUE intende elaborare una relazione sul funzionamento del Tribunale coinvolgendo un consulente esterno, e che detta relazione sarà presentata al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione;
10. prende atto dell'attività giudiziaria della CGUE nel 2016, con 1 604 cause promosse dinanzi ai tre tribunali e 1 628 cause definite, un numero inferiore a quello del 2015, quando le cause definite sono state 1 775; rileva altresì che i procedimenti hanno avuto una durata media di 16,7 mesi, ossia leggermente superiore a quella del 2015 (16,1 mesi); si compiace del fatto che, grazie alla riforma della CGUE, nel 2017 il tempo medio necessario per decidere in merito a una causa è stato di 16,0 mesi; rammenta la necessità di garantire la qualità e la rapidità delle decisioni della CGUE, al fine di evitare costi significativi per le parti interessate, derivanti dall'eccessivo tempo impiegato; ribadisce l'importanza di ridurre il numero dei procedimenti pendenti per garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini dell'Unione;
11. osserva che nel 2016 la CGUE ha definito 704 cause (contro le 616 definite nel 2015) e che le nuove cause promosse dinanzi alla CGUE sono state 692 (contro le 713 del 2015), con un aumento dei ricorsi e delle domande di pronuncia pregiudiziale;
12. osserva che nel 2016 il Tribunale è stato investito di 974 nuove cause (contro le 831 del 2015) e che le cause da esso trattate sono state 755 (nel 2015 erano 987), con un aumento del numero di procedimenti pendenti rispetto agli anni precedenti;
13. prende atto del fatto che il Tribunale della funzione pubblica ha cessato di esistere il 1° settembre 2016 e che, di conseguenza, la sua attività deve essere valutata su un periodo di otto mesi soltanto; osserva che le cause definite sono state 169 e le nuove cause promosse 77, con una notevole riduzione del numero di procedimenti pendenti (231 nel 2015 e 139 nel 2016); accoglie positivamente le informazioni incluse nelle proposte della CGUE sulla riforma dello statuto della Corte, comprendenti una valutazione del funzionamento del Tribunale della funzione pubblica, che sono trasmesse al Parlamento nel 2011 e nel 2014 e presentate come allegato alle risposte al questionario sul discarico 2016; ribadisce il suo invito a procedere a una valutazione approfondita del funzionamento del Tribunale della funzione pubblica nei dieci anni della sua esistenza;
14. rileva che nel 2015 è stata adottata la riforma dell'architettura giudiziaria della Corte di giustizia, che è stata accompagnata dall'elaborazione di un nuovo regolamento di procedura per il Tribunale; constata che, grazie al raddoppiamento del numero dei giudici nel quadro di un procedura in tre tappe che si estenderà fino al 2019, la riforma consentirà alla Corte di giustizia di continuare a far fronte all'aumento del numero delle cause; attende con interesse di vedere i risultati di tale riforma in termini di capacità della Corte di giustizia di trattare le cause entro un tempo ragionevole e nel rispetto dei requisiti del giusto processo;
15. osserva che nel 2016, a seguito della riforma dell'architettura giudiziaria della CGUE, le cause relative al personale sono risultate al terzo posto, in termini di frequenza, per quanto riguarda i procedimenti davanti al Tribunale; invita la CGUE a continuare a fornire statistiche sulla sua attività giudiziaria;
16. rileva la generale riduzione della durata dei procedimenti nel 2016, rilevata dalla Corte dei conti nella sua relazione speciale n. 14/2017(6), con un calo in media di 0,9 mesi presso la Corte di giustizia e di 1,9 mesi presso il Tribunale rispetto al 2015; prende atto delle misure di tipo organizzativo e procedurale adottate dalla CGUE per migliorare la sua efficienza e la esorta a proseguire gli sforzi volti ad assicurare che tale tendenza continui, in modo che tutte le cause siano definite entro un termine ragionevole; osserva con preoccupazione che uno dei fattori che più di frequente hanno inciso sulla durata del trattamento dei procedimenti è rappresentato dalle ferie giudiziarie; rileva che nel 2016 vi sono state 14 settimane di ferie giudiziarie;
17. prende atto dell'entrata in vigore del codice di condotta per i membri ed ex membri della Corte di giustizia dell'Unione europea, che prevede norme che tengono conto di molte delle preoccupazioni del Parlamento riguardo alle dichiarazioni di interesse e alle attività esterne; appoggia la CGUE nell'attuazione della sua decisione di stabilire, nel 2018, norme relative al fenomeno delle "porte girevoli";
18. invita la CGUE a introdurre un approccio basato sulla performance più mirato per quanto riguarda le attività esterne dei giudici finalizzate alla divulgazione del diritto dell'Unione, poiché il criterio utilizzato sembra piuttosto generale e gli effetti di tali attività non sono valutati chiaramente;
19. ribadisce la sua richiesta di un maggiore livello di trasparenza riguardo alle attività esterne di ciascun giudice; invita la CGUE a fornire informazioni, sul suo sito web e nella sua relazione annuale di attività, in merito agli altri incarichi e alle attività esterne retribuite dei giudici, inclusi il nome dell'evento, il luogo, il ruolo dei giudici interessati e le spese di viaggio e di soggiorno, indicando se queste ultime sono state sostenute dalla CGUE o da terzi;
20. esorta la CGUE a pubblicare i curriculum vitae e le dichiarazioni di interesse di tutti i suoi membri, indicando la loro eventuale appartenenza ad altre organizzazioni;
21. deplora l'assenza di norme sul fenomeno delle "porte girevoli" ed esorta la CGUE a definire e applicare obblighi rigorosi al riguardo;
22. è del parere che la CGUE dovrebbe considerare la possibilità di fornire i processi verbali degli incontri avuti con lobbisti, rappresentanti di associazioni professionali e attori della società civile, qualora ciò non comprometta la confidenzialità dei procedimenti in corso;
23. invita la CGUE a pubblicare gli incontri con le associazioni professionali e con rappresentanti degli Stati membri;
24. deplora la mancanza di sforzi da parte degli Stati membri per conseguire un equilibrio di genere nelle posizioni di alta responsabilità; osserva che Parlamento e Consiglio avevano fissato, tra i propri obiettivi, un'equilibrata rappresentanza di genere nella nomina di nuovi giudici presso il Tribunale (ad oggi, si annoverano cinque giudici donne e due avvocati generali donne nell'organigramma della Corte di giustizia e dieci giudici donne in quello del Tribunale); ritiene che le istituzioni dell'Unione debbano essere rappresentative dei cittadini dell'UE; sottolinea pertanto l'importanza dell'obiettivo fissato dal Parlamento e dal Consiglio;
25. rileva che la Corte dei conti non ha avuto accesso a taluni documenti pertinenti per l'audit della gestione dei procedimenti presso la CGUE(7); invita la CGUE a continuare a collaborare con la Corte dei conti e a garantirle l'accesso a tutti i documenti di cui necessita per i propri audit, nella misura in cui ciò non violi l'obbligo di mantenere la riservatezza del processo deliberativo;
26. è consapevole del fatto che il ruolo dei referendari è assistere i membri della Corte nell'esame dei casi e nella redazione, sotto la loro supervisione, di documenti giuridici quali sentenze, ordinanze, pareri o memorandum; osserva che il codice di condotta dei referendari è stato adottato dalla CGUE nel 2009; rileva inoltre che i referendari sono selezionati dai membri per i quali lavoreranno e che esistono criteri minimi di assunzione; invita la CGUE ad attuare una politica che consenta un'assegnazione più flessibile dei referendari esistenti onde contribuire a ridurre i problemi legati alla gestione delle risorse o alle questioni organizzative(8);
27. osserva con preoccupazione che la CGUE non ha potuto valutare la gestione dei procedimenti da parte dei giudici e dei referendari poiché non raccoglie informazioni sul tempo dedicato da un giudice o da un referendario a una causa; rileva che sarà condotto uno studio per valutare in che misura l'introduzione di un sistema di monitoraggio dell'uso delle risorse possa fornire dati utili; chiede alla CGUE di presentare i risultati dello studio al Parlamento;
28. considera insoddisfacente la risposta fornita dalla CGUE al quesito del Parlamento (quesito n. 50) relativo ai costi dei procedimenti; invita la CGUE a considerare la possibilità di introdurre un sistema di monitoraggio per calcolare i costi di ciascun procedimento;
29. prende atto del monitoraggio costante dell'evoluzione di possibili arretrati e ritardi nelle sezioni; si rammarica che la CGUE non abbia fornito dati al Parlamento in merito al mancato rispetto dei termini indicativi perché ciò riguarda l'organizzazione interna dei tribunali;
30. esprime preoccupazione per il fatto che la ricezione e il trattamento degli atti di procedura presso la cancelleria sia il fattore che più di frequente ha inciso sulla durata della fase scritta presso il Tribunale(9); osserva che i procedimenti dinanzi al Tribunale sono caratterizzati dal volume degli atti; invita il Tribunale a continuare a monitorare il numero e la complessità dei procedimenti onde assicurare che la cancelleria disponga di risorse adeguate;
31. pone l'accento sulla raccomandazione formulata dalla Corte dei conti nella sua relazione speciale n. 14/2017, che invita a misurare la performance caso per caso, facendo riferimento a una tempistica mirata e tenendo conto delle risorse effettivamente impiegate;
32. osserva che, a seguito della riforma della struttura giudiziaria della CGUE, l'assegnazione dei giudici alle sezioni avviene in base al numero di cause nei vari settori; vorrebbe sapere in base a quali modalità avviene tale assegnazione e se esistono sezioni specializzate per determinati settori e chiede che si analizzi come tale assegnazione influisce sulla velocità con cui sono trattati i procedimenti;
33. prende atto del processo di attribuzione delle cause promosse dinanzi agli organi giurisdizionali; osserva che nel 2016, così come negli anni precedenti, circa il 40 % delle cause dinanzi al Tribunale sono state assegnate al di fuori del sistema a rotazione, il che mette in discussione il sistema stesso; invita la CGUE a indicare le norme che disciplinano la procedura di attribuzione in entrambi gli organi;
34. rileva che una parte significativa delle cause trattate dai due organi riguarda questioni di proprietà intellettuale; incoraggia la CGUE a esaminare modalità per semplificare le procedure relative a tali cause e a valutare l'opportunità di un esame preliminare da parte dei suoi servizi di ricerca e documentazione;
35. osserva che la CGUE continua a rispettare l'accordo interistituzionale volto a ridurre l'organico del 5 % nell'arco di cinque anni, nonostante la creazione di 137 nuovi posti collegati all'aumento del numero di giudici e avvocati generali;
36. rileva l'elevata percentuale di posti occupati (quasi il 98 %) malgrado l'alto tasso di avvicendamento del personale; prende atto delle difficoltà segnalate dalla CGUE per quanto riguarda l'assunzione di personale permanente ai gradi iniziali; invita la CGUE a esaminare le ragioni dell'elevato tasso di avvicendamento del personale e le misure attuate o che si intendono attuare per migliorare la situazione;
37. riconosce le misure adottate nel 2016 dalla CGUE per migliorare l'equilibrio di genere nelle posizioni dirigenziali superiori e intermedie, ma sottolinea che è importante mantenere l'obiettivo di conseguire miglioramenti in proposito; ribadisce la propria preoccupazione per lo squilibrio geografico nelle posizioni dirigenziali intermedie e superiori e anche a questo proposito invita la CGUE a cercare di migliorare la situazione;
38. osserva che nel 2016 la CGUE ha offerto 245 tirocini; deplora il fatto che 188 tirocini nei Gabinetti non fossero retribuiti; invita la CGUE a trovare una soluzione per garantire una remunerazione dignitosa a tutti i tirocinanti che lavorano nell'istituzione, onde assicurare pari opportunità;
39. accoglie con favore lo scambio di personale tra la CGUE e la Banca centrale europea e il progetto volto a creare un quadro per gli scambi di giuristi linguisti tra le varie istituzioni;
40. valuta positivamente la cooperazione con i servizi di interpretazione di Commissione e Parlamento in seno al Comitato interistituzionale per la traduzione e l'interpretazione (CITI);
41. nota con soddisfazione che la CGUE è divenuta membro a pieno titolo del gruppo di lavoro interistituzionale sugli indicatori interistituzionali chiave di attività e di prestazione ed ha fornito i costi della traduzione, conformemente alla metodologia armonizzata concordata in seno al gruppo di lavoro;
42. rileva che la CGUE ha investito in strumenti informatici per migliorare la gestione dei procedimenti; invita la CGUE a fornire informazioni finanziarie, quantitative e qualitative, dettagliate sullo stato di avanzamento dei progetti informatici realizzati al suo interno a partire dal 2014; invita la CGUE a sviluppare un sistema informatico pienamente integrato a sostegno della gestione dei procedimenti;
43. segnala il costante aumento degli accessi all'applicazione "e-Curia" (numero dei conti di accesso: 3 599 nel 2016, contro i 914 del 2015) e il fatto che, nel 2016, tutti gli Stati membri hanno utilizzato "e- Curia", il che è indice di una maggiore conoscenza, da parte del pubblico, dell'esistenza e dei vantaggi di questa applicazione;
44. invita la CGUE a migliorare le sue attività comunicazione per rendersi più accessibile ai cittadini dell'Unione, ad esempio attraverso l'organizzazione di seminari di formazione per giornalisti o lo sviluppo di prodotti di comunicazione sulle sue attività secondo un approccio più orientato ai cittadini; accoglie con favore il fatto che la CGUE abbia deciso di aggiornare la propria pagina web per agevolarne l'utilizzo e la invita ad adoperarsi per migliorare la propria banca dati rendendola più orientata agli utenti; prende atto degli sforzi compiuti dalla CGUE in relazione ai canali di comunicazione online e la esorta a proseguire in questa direzione;
45. rileva che la CGUE ha dato seguito per gradi alla raccomandazione concernente l'utilizzo dei veicoli di servizio contenuta nella risoluzione del Parlamento sul discarico 2015; ritiene che le misure prese per razionalizzare la gestione del parco veicoli vadano nella giusta direzione; valuta positivamente la nuova gara interistituzionale bandita nel 2016 per l'appalto del leasing di autovetture, finalizzata a realizzare economie in questo settore; prende atto con preoccupazione dei 21 spostamenti aerei organizzati nel 2016, con un costo di 3 998,97 EUR, per inviare in missione conducenti incaricati di fare da autisti ai membri della Corte di giustizia o del Tribunale della funzione pubblica nei rispettivi Stati membri;
46. plaude all'impegno della CGUE a favore di ambiziosi obiettivi ambientali e chiede che gli stessi siano raggiunti tempestivamente; incoraggia l'istituzione ad applicare i principi degli appalti pubblici verdi e chiede che siano predisposte norme e una dotazione di bilancio sufficiente per la compensazione delle emissioni di carbonio;
47. prende atto delle informazioni dettagliate in merito alla politica immobiliare, in particolare per quanto riguarda la realizzazione del quinto ampliamento dell'attuale complesso immobiliare;
48. prende atto dell'ulteriore esperienza acquisita per quanto riguarda gli uffici "open space"; esprime preoccupazione per il fatto che i vantaggi in termini di riduzione degli spazi necessari e di una maggiore facilità di comunicazione e flessibilità potrebbero essere annullati dalla minore riservatezza, da limitazioni per quanto concerne il lavoro su fascicoli che richiedono una notevole concentrazione e dalla perdita di privacy; invita la CGUE a valutare gli effetti positivi e negativi sulle condizioni di lavoro, tenendo conto delle esigenze del personale, e a informare il Parlamento in merito ai risultati della valutazione;
49. accoglie con favore il fatto che, all'inizio del 2016, la CGUE ha adottato orientamenti in materia di informazione e protezione degli informatori, e ricorda che la protezione degli informatori è una problematica oggetto di seria considerazione in seno alla pubblica amministrazione dell'Unione che deve sempre ricevere la dovuta attenzione; invita la CGUE a incoraggiare il suo personale a familiarizzarsi con gli orientamenti del 2016, sottolineando il ruolo fondamentale degli informatori nel portare alla luce le irregolarità; invita la CGUE a incoraggiare il proprio personale ad avvalersi degli orientamenti 2016 nei casi appropriati; chiede alla Corte di giustizia di fornire in tempo utile informazioni dettagliate sui casi di denunce e su come sono stati gestiti e risolti;
50. ritiene che sia necessario istituire un organo indipendente addetto alla comunicazione, alla consulenza e alle segnalazioni e dotato di risorse di bilancio sufficienti, al fine di aiutare gli informatori a utilizzare i canali appropriati per rivelare informazioni su possibili irregolarità che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, tutelando nel contempo la loro riservatezza e offrendo il supporto e la consulenza necessari;
51. osserva che ai sensi dell'articolo 253 TFUE la nomina dei membri della Corte di giustizia dell'Unione europea è responsabilità degli Stati membri; sottolinea l'importanza che una designazione e nomina tempestiva dei giudici riveste per il funzionamento della CGUE; chiede l'introduzione di una nuova norma che fissi una scadenza precisa per la (ri)nomina di un giudice, ben prima della fine del suo mandato, e invita il Consiglio a ponderare costi e benefici quando nomina nuovi giudici presso la CGUE; critica la nomina irregolare di due giudici presso il Tribunale della funzione pubblica, avvenuta senza invito a presentare candidature, per un mandato che inoltre è durato soltanto dal 14 aprile 2016 al 31 agosto 2016;
52. rileva che a uno dei due giudici del Tribunale della funzione pubblica nominati il 1° aprile fino al 31 agosto 2016 è stata corrisposta un'indennità di prima sistemazione (18 962,25 EUR) a norma dell'articolo 4, lettera a), del regolamento (UE) 2016/300 del Consiglio(10) e sono state rimborsate spese di viaggio (493,10 EUR) a norma dell'articolo 4, lettera c), di detto regolamento e spese di trasloco (2 972,91 EUR) a norma dell'articolo 4, lettera d); osserva, tuttavia, che alla fine del mandato lo stesso giudice ha ricevuto un'indennità transitoria per sei mesi, per un importo complessivo di 47 070 EUR; prende atto con rammarico dei costi sproporzionati connessi all'assunzione e cessazione del mandato di quattro mesi di uno dei giudici in parola, pari a un importo di EUR 69 498,25, che si sono aggiunti alla retribuzione percepita dal giudice; invita la CGUE a valutare, al momento di nominare i futuri giudici, se la durata del mandato sia proporzionata alle suddette indennità; invita il Consiglio a rivalutare le condizioni e gli importi di dette indennità e a rivedere di conseguenza il regolamento (UE) 2016/300 del Consiglio; condanna un simile spreco di denaro dei contribuenti europei;
53. osserva inoltre che il Tribunale (sezione delle impugnazioni, sentenza del 23 gennaio 2018 nella causa T-639/16 P)(11) ha ritenuto irregolare la seconda sezione del Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea, costituita in modo da includere uno dei giudici con un mandato di quattro mesi, il che ha reso nulla la decisione cui la suddetta sentenza faceva riferimento e tutte le altre decisioni emanate dalla seconda sezione in tale composizione; invita la CGUE a indicare quali decisioni della seconda sezione in detta composizione sono interessate dalla sentenza del Tribunale; chiede che il Consiglio si esprima in merito a tale irregolarità e chiarisca quali siano le responsabilità in proposito;
54. invita la CGUE a valutare la possibilità di estendere le lingue delle delibere, in particolare del Tribunale, a lingue diverse dal francese; si compiace della richiesta del presidente del Tribunale del febbraio 2016 di effettuare una valutazione d'impatto relativa alla modifica della lingua delle delibere, valutazione che non è ancora stata conclusa;
55. deplora la decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione europea; osserva che al momento è impossibile fare previsioni sulle conseguenze finanziarie, amministrative, umane e di altro tipo associate al recesso e invita il Consiglio e la Corte dei conti a effettuare valutazioni d'impatto e a comunicarne al Parlamento europeo i risultati entro la fine del 2018.
1. segnala che l'esecuzione del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 registra un tasso assai elevato di utilizzo degli stanziamenti definitivi (98,23 %), anche se lievemente inferiore a quello del 2015 (99,1 %), soprattutto a causa del graduale arrivo nel 2016 di 12 nuovi giudici presso il Tribunale;
2. sottolinea che il bilancio della Corte di giustizia è puramente amministrativo, dato che il 75 % circa è destinato al personale in servizio presso l'istituzione e il restante agli immobili, al mobilio, alle tecnologie dell'informazione e a spese varie di funzionamento; sottolinea tuttavia che la programmazione di bilancio basata sulla performance non dovrebbe applicarsi solo al bilancio della Corte di giustizia nel suo complesso, ma dovrebbe altresì prevedere la definizione di obiettivi SMART (specifici, misurabili, attuabili, realistici e temporalmente definiti) per i singoli piani annuali dei dipartimenti, delle unità e del personale e definire indicatori pertinenti per l'elaborazione delle stime dell'istituzione; invita pertanto la Corte di giustizia ad introdurre in misura maggiore il principio della programmazione di bilancio basata sulla performance nelle sue operazioni;
3. evidenzia la maggiore efficienza della Corte grazie agli sforzi coordinati della magistratura e di tutti i servizi ausiliari, che hanno portato a un aumento del 46 % del numero di cause concluse durante il periodo 2007-2016, malgrado un aumento molto limitato del numero di agenti ausiliari in tale periodo (+ 3,5 % se si include nel calcolo l'adesione della Croazia e meno di + 0,1 % in caso contrario)(12);
4. osserva che degli impegni delle missioni pari a 295 500 EUR sono stati utilizzati solo 41 209 EUR; sottolinea che tale sottoinvestimento poteva essere evitato; chiede alla Corte di giustizia di migliorare la programmazione di bilancio e la responsabilità in merito al bilancio delle missioni e sottolinea la necessità di osservare il principio dell'efficienza sotto il profilo dei costi delle missioni;
5. constata con soddisfazione che la Corte dei conti, nella relazione annuale relativa al 2016, non ha formulato osservazioni sulla Corte di giustizia, come avviene dal 2010; rileva che la Corte dei conti non ha presentato di recente nessuna relazione speciale concernente la Corte di giustizia;
6. osserva che le statistiche giudiziarie delle tre giurisdizioni della Corte per il 2016 confermano la tendenza osservata negli anni precedenti in termini di durata media dei procedimenti, che sembra essersi ridotta (Corte di giustizia: 15 mesi per i rinvii pregiudiziali (15,3 mesi nel 2015), 2,7 mesi per i rinvii pregiudiziali d'urgenza (1,9 mesi nel 2015), 19,3 mesi per i ricorsi diretti (17,6 mesi nel 2015) e 12,9 mesi per le impugnazioni (14 mesi nel 2015);
7. segnala che le tre giurisdizioni della Corte hanno concluso complessivamente 1 628 cause nel 2016, un numero inferiore rispetto alle 1 775 cause del 2015; ribadisce l'importanza, al fine di garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini dell'UE, di ridurre l'elenco delle cause pendenti;
8. segnala il costante aumento degli accessi all'applicazione "e-Curia" (numero dei conti di accesso: 3 599 nel 2016, rispetto a 2 914 nel 2015), e il fatto che nel 2016 tutti gli Stati membri abbiano utilizzato "e- Curia", il che è indice di un'efficace sensibilizzazione del pubblico circa l'esistenza e i vantaggi di questa applicazione;
9. deplora la mancanza di sforzi da parte degli Stati membri per conseguire un equilibrio di genere nei posti di alta responsabilità ricordando che il Parlamento europeo e il Consiglio avevano indicato, tra gli obiettivi, una rappresentanza equilibrata di donne e uomini nella nomina dei nuovi giudici presso il Tribunale (ad oggi, si annoverano cinque giudici donne e due avvocati generali donne nell'organigramma della Corte e dieci giudici donne in quello del Tribunale); osserva che è necessario che le istituzioni dell'Unione siano rappresentative dei cittadini dell'UE; sottolinea pertanto l'importanza dell'obiettivo fissato dal Parlamento e dal Consiglio;
10. rileva che nel 2015 è stata adottata la riforma dell'architettura giudiziaria della Corte di giustizia, che è stata accompagnata dall'elaborazione di un nuovo regolamento di procedura del Tribunale; comprende che, in virtù del raddoppiamento del numero dei giudici nell'ambito di un procedimento in tre fasi che si estende fino al 2019, tale riforma consentirà alla Corte di giustizia di continuare a far fronte all'aumento del numero delle cause; attende con interesse di vedere i risultati di tale riforma riflettersi nella capacità della Corte di giustizia di gestire le cause entro un tempo ragionevole e nel rispetto dei requisiti del giusto processo;
11. prende atto dell'imminente rifusione del codice di condotta dei membri, nel quale sono chiarite le condizioni per lo svolgimento di attività esterne e la pubblicazione dei loro interessi finanziari;
12. chiede un maggiore livello di trasparenza in merito alle attività esterne di ciascun giudice; chiede alla Corte di giustizia di fornire informazioni riguardanti altri impieghi e attività esterne retribuite dei giudici sul proprio sito web ufficiale e nelle relazioni annuali di attività;
13. ritiene che la Corte di giustizia dovrebbe rendere disponibili un quadro generale dei partecipanti e i contenuti delle riunioni con soggetti esterni diversi da quelli legati alla sua attività giurisdizionale;
14. si rammarica che le norme interne sulle denunce di irregolarità della Corte di giustizia siano state adottate solo all'inizio del 2016; raccomanda alla Corte di giustizia di diffondere tali norme tra i membri del suo personale in modo che tutti ne siano a conoscenza; chiede alla Corte di giustizia di fornire in tempo utile informazioni dettagliate sugli eventuali casi di denunce di irregolarità verificatisi nel 2015 e su come siano stati gestiti e risolti;
15. invita la Corte di giustizia a trasmettere al Parlamento i costi di traduzione specifici conformemente alla metodologia armonizzata concordata nell'ambito del gruppo di lavoro interistituzionale sugli indicatori interistituzionali principali di attività e di rendimento;
16. accoglie favorevolmente l'impegno della Corte di giustizia, che si è posta ambiziosi obiettivi in materia di ambiente; incoraggia l'istituzione ad applicare i principi relativi ad appalti pubblici verdi e chiede che siano predisposte norme e una dotazione sufficiente per le compensazioni delle emissioni di carbonio;
17. Invita la Corte di giustizia a migliorare la sua politica di comunicazione nei confronti dei cittadini dell'Unione, ad esempio attraverso l'organizzazione di seminari di formazione per giornalisti o lo sviluppo di prodotti di comunicazione sulle sue attività secondo un approccio più orientato ai cittadini.
Relazione speciale n. 14/2017 della Corte dei conti "La gestione dei procedimenti presso la Corte di giustizia dell'Unione europea: esame della performance".
Cfr. pag. 51, punto C, della relazione speciale n. 14/2017 della Corte dei conti, in cui la Corte ha individuato i seguenti aspetti: indisponibilità di referendari, carico di lavoro dei giudici, degli avvocati generali e dei rispettivi referendari, riattribuzione dei procedimenti a seguito della fine del mandato dei giudici. https://www.eca.europa.eu/Lists/ECADocuments/SR17_14/SR_CJEU_IT.pdf
Cfr. la relazione speciale ECA n. 14/2017: La gestione dei procedimenti presso la Corte di giustizia dell'Unione europea: esame della performance, pag. 28
Dati tratti dalla relazione annuale 2016 - Relazione sulla gestione 2016 (RELAZIONE ANNUALE DI ATTIVITÀ RELATIVA ALL'ESERCIZIO 2016, ARTICOLO 66, PARAGRAFO 9, DEL REGOLAMENTO FINANZIARIO) https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application /pdf/2017-06/rapport_gestion_2016_en_.pdf.

References: CGUE 
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 ARTICOLO 66