Source: http://sentenze.blogspot.com/2010/10/
Timestamp: 2018-08-18 14:11:21+00:00

Document:
Sentenze e massime - Ultime dalla Corte di Cassazione: ottobre 2010
MISURE CAUTELARI – CESSAZIONE DI EFFICACIA - IMPUGNAZIONE – INTERESSE – CONDIZIONI
La Corte ha precisato che, nel caso del provvedimento applicativo di una misura cautelare custodiale revocato o divenuta inefficace, persiste l’interesse dell’indagato alla sua impugnazione, nella prospettiva di una futura richiesta di riparazione per ingiusta detenzione, soltanto quando la stessa tenda a far valere l’insussistenza delle condizioni di applicabilità della misura restrittiva in relazione a presupposti diversi da quelli suscettibili di fondare la pronunzia di proscioglimento nel procedimento principale per una delle cause menzionate nel primo comma dell’art. 314 cod. proc. pen.
Testo Completo: Sentenza n. 37764 del 21 settembre 2010 - depositata il 22 ottobre 2010
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore A. Cortese)
TERMINI PROCESSUALI – SOSPENSIONE NEL PERIODO FERIALE – REATI DI CRIMINALITA’ ORGANIZZATA – MISURE CAUTELARI REALI – IMPUGNAZIONE – OPERATIVITA’ DELLA SOSPENSIONE - ESCLUSIONE
Le Sezioni Unite hanno chiarito che la deroga alla sospensione in periodo feriale dei termini delle indagini preliminari nei procedimenti per reati di criminalità organizzata, prevista dall’art. 2, comma secondo, legge 7 ottobre 1969, n. 742, riguarda anche le procedure incidentali aventi ad oggetto misure cautelari reali. Nell’occasione la Corte ha altresì precisato che, per identificare i procedimenti ai quali si applica la disposizione menzionata, non deve guardarsi alla situazione del singolo indagato, bensì alla sua collocazione nell’ambito di un procedimento di criminalità organizzata, dovendosi ritenere tale quello che ha ad oggetto un reato associativo. In tal senso è dunque irrilevante che lo specifico reato contestato allo stesso indagato sia eventualmente aggravato dal fine di agevolare un sodalizio mafioso, rilevando invece soltanto che la stessa contestazione si inserisca nell’ambito del medesimo procedimento qualificabile, per l’appunto, di criminalità organizzata.
Sentenza n. 37501 del 15 luglio 2010 - depositata il 20 ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Fazzioli, Relatore G. Conti)
DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – ABUSO D’ATTI D’UFFICIO – DIPENDENTE DI POSTE ITALIANE S.P.A. ADDETTO AL C.P.O. – INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO – REATO – SUSSISTENZA
La Corte ha affermato che il dipendente di Poste Italiane s.p.a. addetto ad una struttura di accettazione della corrispondenza deve ritenersi incaricato di pubblico servizio, con la conseguenza che lo stesso commette il reato di abuso d’atti d’ufficio qualora invii indebitamente alla rete pubblica di distribuzione, in violazione di quanto disposto dal d. lgs. 22 luglio 1999, n. 261, corrispondenza priva della richiesta affrancatura.
Sentenza n. 37775 del 7 ottobre 2010 - depositata il 22 ottobre 2010
(Sezione Sesta Penale, Presidente G. De Roberto, Relatore L. Lanza)
REATO - ESTINZIONE (CAUSE DI) - CONCORSO DI CAUSE ESTINTIVE - SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA - INDULTO - APPLICABILITA' DI ENTRAMBI I BENEFICI - ESCLUSIONE - PREVALENZA DELLA SOSPENSIONE CONDIZIONALE
Risolvendo un contrasto interpretativo, le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno affermato che l’indulto non può concorrere con la sospensione condizionale della pena, poiché quest’ultimo beneficio prevale sul primo.
Sentenza n. 36837 del 15 luglio 2010 – depositata il 15 ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente E. Fazzioli, Relatore M.C. Siotto)
PROCESSO CIVILE – PROCEDIMENTO D’INGIUNZIONE – OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO – RIDUZIONE DEI TERMINI DI COSTITUZIONE DELL’OPPONENTE E DELL’OPPOSTO – EFFETTO AUTOMATICO CONSEGUENTE ALLA PROPOSIZIONE DELL’OPPOSIZIONE
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la riduzione a metà del termine di costituzione dell’opponente consegue automaticamente al solo fatto della proposizione dell’opposizione, prevedendo l’art. 645 cod. proc. civ. che i termini a comparire siano ridotti a metà in ogni caso di opposizione; qualora, tuttavia, l’opponente assegni un termine di comparizione pari o superiore a quello legale, resta salva la facoltà dell’opposto, costituitosi nel termine dimidiato, di chiedere l’anticipazione dell’udienza di comparizione ai sensi dell’art. 163 bis, terzo comma, c.p.c..
Testo Completo: Sentenza n. 19246 del 9 settembre 2010
LAVORO SUBORDINATO - CONTRATTO DI FORMAZIONE E LAVORO - TRASFORMAZIONE IN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO - ANZIANITA' DI SERVIZIO MATURATA NEL PERIODO DI FORMAZIONE E LAVORO - COMPUTO AI FINI DEGLI AUMENTI PERIODICI DI ANZIANITA' - NECESSITA'
Il contratto collettivo nazionale non può validamente escludere la rilevanza, ai fini degli scatti di anzianità (o di altri istituti contrattuali), del periodo di lavoro svolto con contratto di formazione e lavoro, poi trasformato in contratto a tempo indeterminato.
Testo Completo: Sentenza n. 20074 del 23 settembre 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Amoroso)
CONTRATTI COLLETTIVI - RICORSO PER CASSAZIONE - ONERE DI DEPOSITO DEL TESTO INTEGRALE – NECESSITÀ A PENA DI IMPROCEDIBILITÀ DEL RICORSO
Le Sezioni Unite della S.C. hanno risolto un contrasto di giurisprudenza in tema di produzione del contratto collettivo di diritto privato in cassazione, affermando che l'onere di depositare il testo integrale dei contratti collettivi, previsto a pena di improcedibilità, riguarda il contratto nel suo testo integrale e non la singola clausole invocate.
Testo Completo: Sentenza n. 20075 del 23 settembre 2010
LAVORO - RAPPORTO NON ASSISTITO DA STABILITA' REALE - RISARCIMENTO DEL DANNO DERIVANTE DALLA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI CUI ALL'ART. 2087 COD. CIV. - PRESCRIZIONE - DECORRENZA IN COSTANZA DI RAPPORTO
In tema di prescrizione dei crediti del lavoratore, il principio di cui agli artt. 2948 n.4, 2955 n. 2 e 2956 n. 1 cod. civ. (quali risultanti dalla pronuncia della Corte costituzionale n. 63 del 1966), secondo i quali la prescrizione non decorre in costanza di rapporto di lavoro non assistito da stabilità reale, riguarda per espressa previsione il solo diritto alla retribuzione e non si estende al diritto del lavoratore al risarcimento del danno derivante dalla violazione degli obblighi di cui all’art. 2087 cod. civ., la cui prescrizione (decennale in caso di azione di responsabilità contrattuale) decorre dal momento in cui il danno si è manifestato, anche in corso di rapporto di lavoro.
Testo Completo: Sentenza n. 17629 del 28 luglio 2010
(Sezione Quarta Lavoro, Presidente F. Roselli, Relatore A. Ianniello)
INDAGINI PRELIMINARI - UDIENZA DI CONVALIDA – RICHIESTA DI MISURA COERCITIVA - ACCESSO AGLI ATTI – PRECLUSIONE – CONSEGUENZE
Chiamata a decidere sul contrasto creatosi in ordine alla configurabilità o meno del diritto del difensore dell’arrestato o del fermato di accedere alla richiesta di misura cautelare e agli atti posti a fondamento di essa, la Corte ha affermato che al difensore spetta il diritto di esame, oltre che di estrazione di copia, degli atti su cui si fondano la richiesta di convalida e di applicazione di misura cautelare, facendo leva sull’equipollenza normativamente stabilita dall’art. 294, comma primo, cod. proc. pen. tra interrogatorio per la convalida e interrogatorio di garanzia e, quindi, sulla conseguente equivalenza della dimensione conoscitiva degli elementi necessari per articolare in maniera effettiva la difesa. Ha inoltre precisato che il rigetto della richiesta di accesso agli atti determina una nullità di ordine generale a regime intermedio, sanabile ex art. 182, comma secondo, cod. proc. pen. ove non eccepita nell’udienza di convalida.
Testo Completo: Sentenza n. 36212 del 30 settembre 2010 - depositata l'11 ottobre 2010
REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - MINORATA DIFESA (ART. 61 N. 5 C.P.) - MODIFICHE DI CUI ALLA L. N. 94 DEL 2009 - EFFETTI
In una delle prime applicazioni riguardanti le modifiche al codice penale introdotte con la l. n. 94 del 2009, la Corte di cassazione, premesso che la ratio della modifica dell’art. 61 n. 5 c.p. (consistita nell’espresso riferimento, tra le condizioni di minorata difesa, all’età senile della persona offesa dal reato) va individuata nella volontà di tutelare le persone anziane contro i pericoli dello sfruttamento, a fini illeciti, dell’età senile, ha affermato che, ai fini della sussistenza dell’aggravante in oggetto, il giudice deve verificare in concreto se, agli occhi dell’aggressore, la capacità di percezione e di reazione a condotte antigiuridiche della vittima anziana fosse concretamente menomata a cagione dell’età avanzata, ovvero, con giudizio controfattuale, se astrattamente la condotta criminosa avrebbe avuto le medesime probabilità di successo se posta in essere in danno di persona non anziana, o se essa sia stata agevolata dalla scarsa lucidità e dalla sostanziale incapacità delle vittime di orientarsi nella comprensione degli avvenimenti.
Testo Completo: Sentenza n. 35997 del 23 settembre 2010 - depositata il 7 ottobre 2010
(Sezione Seconda Penale, Presidente G. M. Cosentino, Relatore D. Chindemi)
LICENZIAMENTI – SANZIONI DISCIPLINARI - TERMINE CONTRATTUALE PER L'IRROGAZIONE - SPEDIZIONE DEL PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE PRIMA DEL TERMINE E RICEZIONE SUCCESSIVA - DECADENZA - ESCLUSIONE
La sentenza applica al recesso datoriale disciplinare la distinzione, già affermata dalle sezioni unite con riferimento al diverso caso dell'impugnativa del licenziamento, tra efficacia dell'atto unilaterale recettizio (collegata al ricevimento del provvedimento disciplinare da parte del lavoratore) ed estinzione per decadenza del potere di emetterlo prevista dalla contrattazione collettiva (ricollegata alla spedizione del provvedimento oltre il termine).
Testo Completo: Sentenza n. 20566 del 4 ottobre 2010
(Sezione Lavoro, Presidente G. Vidiri, Relatore G. Napoletano)
GIURISDIZIONE – REGOLAMENTO D’UFFICIO – DIFETTO DI GIURISDIZIONE DICHIARATO CON PROVVEDIMENTO D’URGENZA – CONSEGUENZE
Anche a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 59 della legge n. 69 del 2009, ove il difetto di giurisdizione sia stato dichiarato dal giudice ordinario con provvedimento d’urgenza, ex art. 700 cod. proc. civ., é inammissibile il regolamento preventivo di giurisdizione sollevato d’ufficio dal giudice amministrativo successivamente adito, il quale non può essere considerato “il giudice davanti al quale la causa é riassunta”, ex art. 59, comma 3, legge 18 giugno 2009, n. 69, che é, invece, il giudice investito della causa di merito, il quale non può sollevare d’ufficio la questione di giurisdizione rimettendola alle S.U. della S.C. ma é tenuto a statuire sulla stessa ai sensi dell’art. 37 cod. proc. civ.
Testo Completo: Ordinanza n. 19256 del 9 settembre 2010
(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore R. Vivaldi)
CONTRATTO IN GENERALE – PROPOSTA IRREVOCABILE – PRESUPPOSTO – DETERMINAZIONE DEL TERMINE DI IRREVOCABILITA’ – NECESSITA’
Ove il termine di irrevocabilità della proposta contrattuale, ex art. 1329 cod. civ., sia fissato dalle parti in coincidenza con la sottoscrizione del contratto preliminare di compravendita o, in difetto, con il rogito notarile di trasferimento della proprietà, deve negarsi l'esistenza stessa della sua apposizione alla proposta.
Testo Completo: Sentenza n. 18001 del 5 agosto 2010
PROFESSIONI E PROFESSIONISTI – INGEGNERI ARCHITETTI – ART. 14 TARIFFA PROFESSIONALE – INTERPRETAZIONE
L'art. 14 della tariffa professionale degli ingegneri ed architetti (approvata con la legge 2 marzo 1949, n. 143) non consente di liquidare un compenso frazionato ove la classe di appartenenza delle opere non sia suddivisa in categorie.
Testo Completo: Sentenza n. 18249 del 5 agosto 2010
(Sezione Seconda Civile, Presidente O. Schettino, Relatore L. Piccialli)
La norma di cui all’art. 29, primo comma, lett. c), della legge 27 luglio 1978, n. 392, sul diniego di rinnovazione del contratto alla prima scadenza nelle locazioni di immobili ad uso diverso da quello abitativo, è suscettibile di interpretazione estensiva e ad essa è riconducibile la fattispecie della realizzazione nell’area di sedime dell’immobile condotto in locazione di opere di urbanizzazione primaria (strade e parcheggi) da cedere ad amministrazione comunale, in forza di obbligo assunto nei confronti dell’ente pubblico dal proprietario e locatore dell’area stessa.
Testo Completo: Sentenza n. 16647 del 5 luglio 2010
(Sezione Terza Civile, Presidente R. Preden, Relatore C. Filadoro)
DELITTI CONTRO LA PERSONA – TUTELA DELL'ONORE - DIFFAMAZIONE - DIRETTORE DI GIORNALE "ON LINE" A NORMA DELL'ART. 57 C.P. - ESCLUSIONE
La S.C. ha escluso la punibilità del direttore di un giornale “on line” a norma dell’art. 57 cod. pen., sottolineando come tale disposizione si riferisca esplicitamente all’informazione diffusa attraverso la “carta stampata”.
Testo Completo: Sentenza n. 35511 del 16 luglio 2010 - depositata il 1° ottobre 2010
(Sezione Quinta Penale, Presidente G. Ferrua, Relatore M. Fumo)
LAVORO PUBBLICO - CONDOTTA ANTISINDACALE DELLA P.A. – INCIDENZA SULLE PREROGATIVE SINDACALI E SUL RAPPORTO DI IMPIEGO NON CONTRATTUALIZZATO - CONTROVERSIA PROMOSSA DAL SINDACATO - GIURISDIZIONE DEL GIUDICE ORDINARIO
Ove la condotta antisindacale dell’Amministrazione pubblica, patita dal sindacato, incida sulle prerogative dell’associazione sindacale e sulle situazioni individuali dei dipendenti pubblici il cui rapporto di impiego non sia stato contrattualizzato (quale quello intercorrente, nella specie, tra la Banca d’Italia e i suoi dipendenti), non sussiste un’esigenza costituzionale per derogare alla regola della giurisdizione del giudice ordinario.
Testo Completo: Ordinanza n. 20161 del 24 settembre 2010
PERSONA GIURIDICA – RESPONSABILITA’ DA REATO – CONFISCA DEL PROFITTO DEL REATO
In tema di responsabilità da reato degli enti, la Corte, nel ribadire i principi affermati dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 26654 del 2008, ha precisato che il sequestro preventivo funzionale alla confisca può avere ad oggetto i crediti vantati dalla persona giuridica, purchè questi siano certi, liquidi ed esigibili e costituiscano effettivamente il profitto del reato presupposto, evidenziando altresì che il perimetro del provvedimento cautelare è segnato dagli stessi limiti riconosciuti dalla legge per quello definitivo di ablazione.
Testo Completo: Sentenza n. 35748 del 17 giugno 2010 - depositata il 5 ottobre 2010
RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITA' STRANIERE - MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - RINVIO DELLA CONSEGNA ALL'ESTERO PER MOTIVI DI GIUSTIZIA INTERNA - NATURA DI DISCREZIONALE DELLA DECISIONE - CONSEGUENZE
In tema di mandato d'arresto europeo, la facoltà riconosciuta alla Corte d'appello di rinviare la consegna per consentire alla persona richiesta di essere sottoposta a procedimento penale in Italia per un reato diverso da quello oggetto del mandato d'arresto implica una scelta discrezionale basata sui criteri desumibili dall'art. 20 della L. n. 69/2005, del cui mancato esercizio il consegnando non puo’ dolersi, a meno che egli non l’abbia espressamente sollecitata, adducendo al riguardo uno specifico interesse.
Testo Completo: Sentenza n. 35181 del 28 settembre 2010 - depositata il 29 settembre 2010
(Sezione Sesta Penale, Presidente A. S. Agrò, Relatore G. Conti)
RECIDIVA - CONTESTAZIONE - OBBLIGATORIETA' - APPLICAZIONE DA PARTE DEL GIUDICE - NECESSITA' - ESCLUSIONE - CONDIZIONI
Le Sezioni unite, investite della questione relativa alla preclusione al cd. “patteggiamento allargato” per i soggetti gravati da recidiva reiterata a norma dell’art. 99, comma quarto, c.p., hanno ritenuto che la recidiva, in quanto operante come circostanza aggravante, va obbligatoriamente contestata dal p.m., ma che il giudice, purché non si tratti del caso previsto dal comma quinto di detto articolo, può escluderla, ove non la ritenga espressione di maggiore colpevolezza o pericolosità del reo, con la conseguenza che in tal modo vengono non solo sterilizzati i suoi effetti sulla determinazione della pena, ma anche quelli ulteriori costituiti dal divieto di prevalenza delle attenuanti, dal limite minimo di aumento di pena per il cumulo di cui all’art. 81, comma quarto, c.p. e dall’inibizione all’accesso al patteggiamento allargato e alla relativa riduzione premiale di cui all’art. 444, comma 1-bis c.p.p.
Testo Completo: Sentenza n. 35738 del 27 maggio 2010 - depositata il 5 ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente V. Carbone, Relatore G. Fumu)
STUPEFACENTI – CESSIONE A SOGGETTO MINORENNE - FATTO DI LIEVE ENTITA' - COMPATIBILITA'
Le Sezioni Unite hanno stabilito che l’aggravante di cessione di sostanze stupefacenti a soggetto minore di età (art. 80, comma 1, lett. a), D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309) è compatibile con l’attenuante del fatto di lieve entità (art. 73, comma 5, stesso D.P.R.).
Testo Completo: Sentenza n. 35737 del 24 giugno 2010 - depositata il 5 ottobre 2010
IMPUGNAZIONI – SENTENZA IN ABBREVIATO - GIUDIZIO CAMERALE D'APPELLO - IMPUTATO SOTTOPOSTO A MISURA CAUTELARE - RICHIESTA TEMPESTIVA DI PARTECIPAZIONE - DIRITTO A PRESENZIARE - SUSSISTENZA - CONSEGUENZE
Le Sezioni unite hanno affermato che l’imputato detenuto ha il diritto di presenziare al giudizio camerale d’appello avverso la sentenza pronunciata in sede di giudizio abbreviato, anche se si trovi fuori della circoscrizione del giudice che procede, sempre che ne faccia richiesta, per la quale però non vale la regola della presentazione almeno cinque giorni prima. Hanno poi precisato che l’assenza di un termine rigido di prosposizione della richiesta non esclude che debba essere presentata con modalità tali da consentire la traduzione dell’imputato all’udienza, salvo che questi non possa osservare dette modalità come nel caso in cui sia stato ristretto immediatamente a ridosso dell’udienza. Infine, le Sezioni unite hanno statuito che il giudice d’appello del rito abbreviato, ove l’imputato sottoposto a misure restrittive non si sia rivolto al giudice competente per chiedere l’autorizzazione a recarsi in udienza o l’accompagnamento o la traduzione o questi non abbia dato l’autorizzazione, non può procedere allo svolgimento dell’udienza – sempre che gli sia comunque pervenuta a tempo la manifestazione di volontà dell’imputato di essere presente – e deve disporre la traduzione di quest’ultimo, a pena di nullità assoluta ed insanabile dell’udienza e della successiva pronunzia, ai sensi degli artt. 178, lett. c) e 179 cod. proc. pen.
Testo Completo: Sentenza n. 35399 del 24 giugno 2010 - depositata il 1° ottobre 2010
(Sezioni Unite Penali, Presidente T. Gemelli, Relatore A. Franco)
ARBITRATO – REGOLAMENTO DI COMPETENZA EX ART. 819 TER COD. PROC. CIV. – APPLICABILITA’ “RATIONE TEMPORIS”
La disciplina sull'impugnabilità con regolamento di competenza della sentenza del giudice di merito affermativa o negatoria della propria competenza sulla convenzione di arbitrato, recata dal nuovo testo dell'art. 819-ter cod. proc. civ. (introdotto dall'art. 22 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40), trova applicazione soltanto in relazione a sentenze pronunciate con riferimento a procedimenti arbitrali iniziati successivamente alla data del 2 marzo 2006.
Testo Completo: Ordinanza n. 19047 del 6 settembre 2010
AVVOCATO E PROCURATORE – PATROCINIO A SPESE DELLO STATO – LIQUIDAZIONE A CARICO DELL’ERARIO IN CASO DI IRREPERIBILITA’ DEL PATROCINATO – PRESUPPOSTI
In tema di patrocinio a spese dello Stato, la condizione di irreperibilità del patrocinato, alla quale l'art. 117 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 subordina la liquidazione degli onorari e delle spese di difesa a carico dell'Erario, attiene ad una situazione sostanziale e di fatto, indipendente dalla pronuncia processuale di irreperibilità, che, rendendo il debitore non rintracciabile al momento in cui la pretesa creditoria diventa azionabile, impedisce di effettuare qualunque procedura per il recupero del credito professionale.
Testo Completo: Sentenza n. 17021 del 20 luglio 2010
(Sezione Seconda Civile, Presidente A. Elefante, Relatore S. Petitti)
AVVOCATO E PROCURATORE – INGIUNZIONE PER CREDITI PROFESSIONALI – FORO EX ART. 637, TERZO COMMA, COD. PROC. CIV. – INDIVIDUAZIONE
In tema di procedimento di ingiunzione per prestazioni professionali di avvocato, il foro facoltativo e concorrente dell'art. 637, terzo comma, cod. proc. civ. va individuato in relazione al giudice del luogo in cui ha sede il consiglio dell'ordine al cui albo il legale è iscritto “attualmente”, cioè con riferimento al momento della proposizione del ricorso.
Testo Completo: Ordinanza n. 17049 del 20 luglio 2010
PROCESSO CIVILE – COMPETENZA – AZIONE RISARCITORIA PER EQUIVALENTE DI DANNO A BENE IMMOBILE – COMPETENZA DEL GIUDICE DI PACE – SUSSISTENZA
Nel caso in cui il danno riguardi un bene immobile, la relativa domanda di risarcimento per equivalente spetta, ai sensi dell’art. 7 cod. proc. civ., ove la somma richiesta sia entro il limite previsto da tale norma, alla competenza del giudice di pace.
Testo Completo: Ordinanza n. 17039 del 20 luglio 2010

References: Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 182
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 700
 art. 59
 art. 1329
 Sentenza 
 ART. 14
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 SENTENZA 
 sentenza 
 Sentenza 
 ART. 819
 sentenza 
 Sentenza 
 ART. 637