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Timestamp: 2020-06-01 05:44:26+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3543 del 11/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3543 del 11/02/2011
Cassazione civile sez. lav., 11/02/2011, (ud. 30/11/2010, dep. 11/02/2011), n.3543
sul ricorso 26446/2009 proposto da:
difesa dall’avvocato REALE Alessandro, giusta mandato in calce al
avverso la sentenza n. 1604/2008 della CORTE D’APPELLO di PALERMO del
2/10/08, depositata il 25/11/2 008;
La Corte d’appello di Palermo, con sentenza depositata il 25.11.2008, in riforma della sentenza di primo grado, rigettava la domanda proposta da A.A. contro l’ESA-Ente di sviluppo agricolo, datore di lavoro della medesima, inquadrata nell’area C, posizione economica C3 superi diretta al riconoscimento del diritto all’inquadramento nella qualifica di dirigente di terza fascia, di cui alla L.R. Sicilia 15 maggio 2000, n. 10, art. 6. In sintesi, la Corte di merito rilevava, da un lato, che la legge regionale che aveva trasformato l’ERAS (ente per la riforma agricola) nell’ESA aveva previsto che il regolamento organico dell’ente fosse informato ai principi dell’impiego statale, e, dall’altro, che il citato art. 6, comma 1, prevedente un nuovo ordinamento della dirigenza nell’amministrazione regionale e negli enti pubblici sottoposti a vigilanza o controllo della Regione, andava coordinato con il terzo comma dello stesso articolo, secondo cui l’adeguamento di questi ultimi enti al delineato regime giuridico della dirigenza sarebbe avvenuto “adottando appositi regolamenti di organizzazione”. Tale procedura di adattamento non si era conclusa, anche perchè era mancata l’approvazione di uno schema di regolamento di organizzazione dell’ESA a seguito dei rilievi del Consiglio di giustizia amministrativa per la Sicilia, che aveva censurato la previsione dell’avanzamento automatico di svariate categorie di personale non dirigente alla categoria dirigenziale, peraltro in consonanza con i principi enunciati dalla giurisprudenza costituzionale. Elementi favorevoli all’accoglimento della domanda non potevano trarsi neanche dal D.P. Reg. Sic. 1 marzo 2007, di approvazione dell’aggiornamento delle tabelle di equiparazione dell’inquadramento del personale ESA e quello del personale regionale.
La domanda era quindi carente di adeguato fondamento normativo.
La A. ricorre per cassazione con tre motivi. L’ESA resiste con controricorso, con cui preliminarmente prospetta l’inammissibilità del ricorso per la mancanza di adeguata esposizione dei fatti di causa e la inadeguatezza dei conclusivi quesiti di diritto. Memoria della ricorrente.
Come è stato più volte osservato da questa Corte, il quesito di diritto imposto dall’art. 366 bis cod. proc. civ., rispondendo all’esigenza di soddisfare l’interesse della ricorrente ad una decisione della lite diversa da quella cui è pervenuta la sentenza impugnata, ed al tempo stesso, con una più ampia valenza, di enucleare, collaborando alla funzione nomofilattica della S.C. di cassazione, il principio di diritto applicabile alla fattispecie, deve costituire la chiave di lettura delle ragioni esposte e porre la Corte in condizione di rispondere ad esso con l’enunciazione di una regola iuris in quanto tale idonea sia a risolvere la specifica controversia che a ricevere applicazione in casi ulteriori rispetto a quello sottoposto all’esame del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata (cfr. Cass. S.U. n. 3519/2008 e 18759/2008; Cass. n. 11535/2008).

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 6
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 Cass. 
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