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Timestamp: 2019-05-21 19:13:43+00:00

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MASSIMARIO LEX ET JUS Archivi - Istituto degli Studi Giuridici Superiori - Avvocato Manlio MerollaIstituto degli Studi Giuridici Superiori – Avvocato Manlio Merolla
RIVISTA LEX ET JUS n.1 .2019 : Con Inserto report CONVENTION LAW NAZIONALE -Palazzo Reale Napoli
DIGITA QUI : LEX ET JUS 1. 2019 – DEF
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Numero 01 . 2019
L’Antitrust: le clausole “anti-avvocato” sono vessatorie. Perché restringono la libertà contrattuale dei consumatori nei rapporti con i terzi. A Cura Avvocato Manlio Merolla
ASSICURAZIONI ED AVVOCATI
Lo ha stabilito l’Antitrust: Le clausole “anti-avvocato” propinate dalla Allianz ai propri clienti sono vessatorie, all’esito del procedimento avviato nei confronti della detta Compagnia di assicurazione, “colpevole” di aver inserito nei propri contratti una clausola che prevedeva il necessario ricorso alla procedura di conciliazione paritetica al fine di risolvere le controversie eventualmente instauratesi in materia di RC auto, per un valore non superiore a 15mila euro e in relazione ai sinistri gestiti con il sistema dell’indennizzo diretto.
In effetti l’Antitrust ha rilevato la violazione dell’articolo 33, comma 2, lettera f) del Codice del consumo, dato che, anche nella nuova formulazione, pongono in capo agli assicurati il peso di una penale manifestamente eccessiva nell’ammontare, e delle ipotesi considerate dalla lettera t) della medesima norma, la quale sancisce la presunzione di vessatorietà sino a prova contraria di tutte quelle clausole che hanno per oggetto o come effetto il restringimento della libertà contrattuale dei consumatori nei rapporti con i terzi.
Per vero: attraverso tali clausole veniva acquisito l’impegno dei clienti non solo a ricorrere alla predetta procedura di conciliazione, ma anche a non affidare la gestione del danno a soggetti che operano professionalmente nel campo del patrocinio, come avvocati, procuratori legali e simili, in cambio, di uno sconto del 3,5% sull’ammontare netto del premio annuo.
Ma ancor peggio veniva prevista una insolita clausola che prevedeva nel caso di violazione, dal 1° febbraio 2014 al 1° aprile 2016 l’applicazione di una penale di 500 euro da detrarre dall’ammontare del risarcimento corrisposto mentre dal 1° aprile era prevista l’applicazione di una penale pari al 20% del valore del sinistro sino al massimo a 500 euro, sempre da detrarre dall’ammontare del risarcimento.
Importanti e significativi sono stati i pareri offerti prima del detto Giudicato dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato dell’OUA – Organismo Unitario dell’Avvocatura e di associazioni a tutela dei consumatori.
Tempi sempre più duri per la Classe Forense!
Sentenza Cassazione n. 18773 del 26/09/2016 – Risarcimento del danno non patrimoniale:DANNI BIOLOGICI DA SINISTRO STRADALE – ART. 32, COMMI 3-TER E 3-QUATER DEL D.L. N. 1 DEL 2012 – APPLICAZIONE ANCHE AI GIUDIZI IN CORSO. Inserito il: 29/09/2016 Maggiori dettagli. A Cura dello Studio Legale Merolla & Partners
FONTE CORTE DI CASSAZIONE
SENTENZA INTEGRALE: SENTENZA CASSAZIONE 18773_09_2016 DANNI BIOLOGICI
In materia di danni biologici da sinistro stradale, la disciplina introdotta dall’art. 32, commi 3-ter e 3-quater del d.l. n. 1 del 2012, convertito in legge n. 27 del 2012, limitativa del risarcimento dei danni di lieve entità (quelli permanenti solo se “suscettibili di accertamento clinico strumentale”; quelli temporanei se dal riscontro medico legale risulti “visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione”), si applica anche ai giudizi in corso, relativi a sinistri verificati in data anteriore all’entrata in vigore della legge (Corte cost. n. 235 del 2014).Presidente: M. Chiarini
Sentenza Cassazione n. 13436 del 30/06/2016 – Diritto di Famiglia:AZIONE DI DISCONOSCIMENTO DI PATERNITÀ – TERMINE ANNUALE DI DECADENZA – ONERE DELLA PROVA A CARICO DEL RICORRENTE – PRINCIPIO DI NON CONTESTAZIONE – UTILIZZABILITÀ – DECADENZA – RILIEVO UFFICIOSO – AMMISSIBILITÀ. A Cura dello Studio Legale Merolla & Partners
SENTENZA INTEGRALE: SENTENZA CASSAZIONE 13436_07_2016 DISCONOSCIMENTO PATERNITA’
Con un parziale “revirement” rispetto ad un precedente orientamento, la Prima Sezione Civile della S.C. ha ritenuto che, ai fini di provare la mancata decorrenza del termine annuale di decadenza dall’esercizio dell’azione di disconoscimento di paternità, il ricorrente può avvalersi anche della mancata contestazione del momento della conoscenza dell’adulterio, ferma restando la possibilità, per il giudice di merito, di rilevare d’ufficio l’eventuale decadenza altrimenti risultante “ex actis”.
Presidente: M.C. Giancola
Relatore: L. Nazzicone

References: Sentenza 
 ART. 32

SENTENZA 
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