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Timestamp: 2018-10-16 18:59:56+00:00

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PROTOCOLLO D INTESA TRA REGIONE LOMBARDIA - PDF
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1 PROTOCOLLO D INTESA TRA REGIONE LOMBARDIA (di seguito anche Regione ) e UNIONE PROVINCE LOMBARDE (di seguito anche UPL), per l istituzione del Tavolo permanente di consultazione istituzionale in materia di protezione civile. Premesso che: l art. 12 della Legge 24 febbraio 1992, n. 225, assegna alla Regione le competenze in materia di protezione civile, attribuendo alla stessa compiti per lo svolgimento delle attività connesse in materia di previsione, prevenzione e soccorso; l art. 6, comma 1 della legge 225/1992, ammette, tra l altro, che la Regione e gli Enti locali, per l attuazione delle attività di protezione civile, possano stipulare convenzioni al fine di sviluppare la cooperazione nelle fasi di prevenzione, formazione, addestramento ed intervento in caso di emergenza, in modo da creare sinergia con la struttura regionale e le altre forze di protezione civile; la L.R. 22 maggio 2004 n. 16, Testo unico delle disposizioni regionali in materia di protezione civile, all art. 4 comma 3, impone alla Regione di instaurare un costante rapporto collaborativo tra l altro con gli Enti locali; all art. 3, comma 1, assegna alle Province il coordinamento delle organizzazioni di volontariato di protezione civile esistenti sul territorio provinciale, sulla base delle direttive regionali nonché la predisposizione del programma provinciale di previsione e prevenzione dei rischi e la sua attuazione, in conformità alle direttive di cui alla programmazione regionale, la predisposizione del Piano di emergenza ed altre importanti funzioni; la dgr n del 6 aprile 2001 ha disposto il Trasferimento alle Province della tenuta delle sezioni provinciali del Registro Generale Regionale delle Organizzazioni di volontariato operanti nell ambito del territorio provinciale ; la dgr 25 gennaio 2002, n ha trasferito alle Province la tenuta delle sezioni provinciali dell Albo regionale del Volontariato di Protezione civile delle organizzazioni di volontariato operanti nell ambito del territorio provinciale per la protezione civile. per la ripartizione dei fondi statali relativi alla funzione in argomento, si è avviato ed è operativo di fatto un tavolo consultivo Regioni Province; 1
2 per valorizzare la valenza istituzionale di tale organismo, la Regione e le Province hanno concordato l esigenza di istituire, stabilmente, un Tavolo permanente con funzioni di consultazione istituzionale e di analisi e valutazione comune delle politiche per la protezione delle popolazioni e del territorio dagli effetti di pubbliche calamità, nel quale entrambi i livelli di governo regionale e provinciale siano adeguatamente rappresentanti; oltre alla sua istituzionalizzazione, le Parti ritengono di dover stabilire le regole costitutive e di funzionamento del Tavolo medesimo; quanto s intende convenire con il presente protocollo non comporta nuove spese a carico del Bilancio di ciascuno dei firmatari; TUTTO CIO PREMESSO SI CONCORDA QUANTO SEGUE: art. 1 premesse. 1. Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente protocollo d intesa. art. 2 funzioni e compiti. 1. E costituito il Tavolo Permanente di consultazione istituzionale tra Regione e Province in materia di protezione civile (di seguito anche solo Tavolo Permanente ), articolato nel Tavolo politico-istituzionale e nel Tavolo tecnico istituzionale, con finalità di coordinamento e raccordo per lo sviluppo e l attuazione delle politiche di protezione della popolazione e del territorio regionale. 2. Più in particolare il Tavolo Permanente contribuisce a: - esprimere parere nei casi previsti dalla normativa statale o regionale; - parere sulle linee strategiche dell intervento regionale in emergenza, coordinate con il programma regionale di sviluppo, le politiche nazionali di settore e gli strumenti di programmazione negoziata; - formulare proposte per la programmazione di emergenza di competenza regionale e provinciale; - assicurare la massima partecipazione ed informazione tra i soggetti rappresentati. 3. Il Tavolo permanente si esprime con pareri, ordini del giorno, mozioni, documenti e proposte. 4. Oltre che per le attribuzioni di cui ai commi precedenti, al Tavolo Permanente vengono sottoposti preventivamente gli atti d indirizzo per l analisi di specifici argomenti comunque attinenti con l intervento pubblico nel settore della protezione civile. A tal fine possono essere istituiti appositi gruppi di lavoro. 5. Il Tavolo Permanente ha sede a Milano, presso l Assessorato regionale alla Protezione Civile, Prevenzione e Polizia locale della Regione, in via Rosellini 17, a Milano. 2
3 SEZIONE I - TAVOLO POLITICO - ISTITUZIONALE Art. 3 Composizione. 1. Il Tavolo politico-istituzionale è presieduto dall Assessore alla protezione civile della Regione ed è composto dagli Assessori alla protezione civile delle Province. 2. In caso di grave impedimento, presidente e componenti ordinari possono farsi sostituire, con delega scritta, dalle figure apicali delle strutture organizzative competenti per la protezione civile o dai responsabili della protezione civile, nelle Amministrazioni di appartenenza. 3. In caso di sostituzione, il nominativo del sostituto è comunicato alla segreteria del Tavolo di cui al successivo art. 7, almeno 24 ore prima della seduta. 4. Su invito degli Assessori (da comunicare alla segreteria almeno 24 ore prima della seduta), possono partecipare ai lavori oltre che esperti per materia, anche dirigenti e funzionari in veste di accompagnatori. 5. In relazione agli argomenti trattati, possono essere dedicate apposite sedute anche per l audizione di rappresentanti di enti e istituzioni comunque coinvolti nella protezione civile. Art. 4 - Funzionamento 1. Il Tavolo politico-istituzionale si riunisce su convocazione del presidente. 2. La convocazione può avvenire anche dietro richiesta motivata del Coordinatore del Gruppo di Lavoro UPL Protezione civile o di almeno due componenti ordinari. In tal caso la richiesta è indirizzata alla segreteria del Tavolo insieme all'indicazione specifica ed esauriente degli argomenti da inserire nel programma dei lavori. 3. Nel caso di cui al precedente comma 2, il Tavolo è convocato nel termine di 15 giorni decorrenti dall'acquisizione della richiesta al protocollo della segreteria. Art. 5 - Ordine del giorno dei lavori. 1. L'ordine del giorno dei lavori è predisposto dalla segreteria, su disposizione del presidente, d intesa con il Coordinatore UPL. 2. Lo stesso è pubblicato sul sito internet della Regione Lombardia, e contestualmente trasmesso via fax o via mail ai componenti, in allegato all'avviso di convocazione, almeno 15 giorni prima della data fissata per la seduta. 2. Nei casi di urgenza, il termine di cui al precedente punto è abbreviato a giorni Il programma dei lavori è predisposto in base alle priorità individuate dell Assessore regionale alla Protezione civile, sentito il Coordinatore UPL. 4. Sulla base del programma definitivo, la segreteria sottopone all approvazione del presidente il calendario dei lavori, contenente gli argomenti e le sedute dedicate alla loro trattazione. 3
4 5. Su disposizione del presidente, la segreteria del Tavolo, in relazione a situazioni sopravvenute di motivata urgenza, inserisce nel calendario dei lavori argomenti anche non compresi nel programma, stabilendo, se del caso, di tenere sedute supplementari necessarie per la loro trattazione. art. 6 - validità delle sedute e votazione 1. A ciascun componente è attribuito un voto. 2. Le sedute sono valide se è presente almeno un terzo dei componenti. 3. Qualora non sia raggiunto il numero legale per la validità della seduta, il presidente può procedere ad aggiornare la riunione inviando apposito avviso entro 24 ore prima della seduta. 5. Le decisioni sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. 6. Le votazioni sono sempre palesi. SEZIONE II - TAVOLO TECNICO ISTITUZIONALE Art. 7 - composizione 1. Il Tavolo tecnico istituzionale è composto da Dirigenti e Funzionari delle strutture organizzative regionali e provinciali competenti in materia di protezione civile, espressamente designati e nominati da ciascuno degli Enti firmatari. 2. I componenti del Tavolo tecnico istituzionale sono delegati a rappresentare i firmatari medesimi. Ogni soggetto firmatario del presente protocollo è rappresentato da un delegato. 3. Le funzioni di coordinamento sono di competenza del componente delegato dalla Regione Lombardia (di seguito definito coordinatore ). Art. 8 compiti e funzionamento 1. In base agli indirizzi del Tavolo politico-istituzionale, il Tavolo tecnico istituzionale esamina ed approva le proposte da sottoporre a tale consesso non meno di venti giorni prima. 2. Le riunioni del Tavolo tecnico istituzionale sono convocate dal coordinatore. Nella prima riunione dopo il suo insediamento il Tavolo tecnico istituzionale organizza lo svolgimento coordinato ed integrato delle proprie attività adottando a tal fine un calendario dei lavori. 3. Il Tavolo tecnico istituzionale si riunisce presso la sede della Direzione regionale competente in materia di Protezione civile, in via Rosellini 17, a Milano. SEZIONE III DISPOSIZIONI COMUNI Art. 7 funzioni di segreteria. 1. Le funzioni di segreteria tecnica ed amministrativa nonché l organizzazione dell attività e la programmazione dei lavori, compresa la predisposizione dei documenti e delle proposte tecniche, sono delegate alla responsabilità del Dirigente dell Unità Organizzativa regionale Protezione Civile. 4
5 2. Un funzionario della Unità Organizzativa regionale di cui al comma precedente, individuato quale segretario del Tavolo, redige il processo verbale delle sedute, che viene sottoscritto da tutti i componenti. Art. 8 Pubblicazione 1. Il presente protocollo è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia * * * Morbegno (SO), 12 giugno 2007 REGIONE LOMBARDIA L ASSESSORE ALLA PROTEZIONE CIVILE, PREVENZIONE E POLIZIA LOCALE MASSIMO PONZONI UNIONE PROVINCE LOMBARDE IL COORDINATORE GRUPPO DI LAVORO UPL PROTEZIONE CIVILE CORRADO SCOLARI 5

References: art. 12
 art. 6
 art. 4
 art. 3
 art. 1
 art. 2
 Art. 3
 art. 7
 Art. 4
 Art. 5
 art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 7
 Art. 8