Source: http://www.anbba.it/leggi_regionali/Provincia_Trento.htm
Timestamp: 2013-05-20 05:19:30+00:00

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LEGGE PROVINCIALE N. 7 DEL 15-05-2002 REGIONE TRENTO (Prov.) Disciplina degli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri e promozione della qualità della ricettività turistica Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE N. 23 del 28 maggio 2002
ARTICOLO 1 Finalità della disciplina
1. La presente legge disciplina la tipologia e la classifica degli esercizi alberghieri nonché la tipologia e le caratteristiche degli esercizi extra-alberghieri e reca disposizioni volte a favorire la realizzazione di un marchio di qualità e di marchi di prodotto con riferimento all'offerta degli esercizi alberghieri ed extra-alberghieri, al fine di promuovere la qualificazione del turismo trentino e di garantire al consumatore l'effettivo rispetto del livello dei servizi offerti.
Disciplina della ricettività alberghiera
ARTICOLO 2 Definizione dell'attività alberghiera
1. Gli esercizi alberghieri sono esercizi ricettivi a gestione unitaria dotati di almeno sette unità abitative e organizzati per prestare al pubblico, verso corrispettivo di un prezzo, servizio di alloggio nelle unità abitative e servizio di prima colazione, nonché eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande e altri servizi accessori.
2. Si intendono per unità abitative, sempre che siano dotate dei requisiti previsti dal regolamento di esecuzione:
a) le camere;
b) le suite;
c) gli appartamenti con o senza servizio autonomo di cucina.
3. La prestazione del servizio di alloggio e di quello di prima colazione nonché, se previsti, dei servizi di somministrazione di alimenti e bevande e degli altri servizi accessori deve essere fornita all'interno dell'unico immobile costituente l'esercizio alberghiero, salvo quanto disposto per le dipendenze dall'articolo 4 e per i villaggi alberghieri dall'articolo 5, comma 5.
ARTICOLO 3 Gestione unitaria
1. Si considerano unitarie, fermo restando il rispetto di quanto previsto dall'articolo 2, comma 3, le gestioni che in alternativa:
a) facciano capo a un unico soggetto per la fornitura dei servizi di alloggio e di prima colazione, degli eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande e di ogni altro servizio accessorio;
b) prevedano in capo a soggetti diversi dal fornitore del servizio di alloggio la fornitura dei servizi di prima colazione, di somministrazione di alimenti e bevande o di altri eventuali servizi accessori rilevanti ai fini della classificazione; in tal caso la gestione del settore separato è affidata mediante apposita convenzione.
2. I soggetti gestori ai sensi del comma 1, lettera b), dei servizi di prima colazione, di somministrazione di alimenti e bevande e degli altri servizi accessori sono tenuti a munirsi delle autorizzazioni previste dalle normative vigenti in materia per le specifiche attività svolte.
3. Alle convenzioni per la gestione di cui al comma 1, lettera b), si applicano le disposizioni di cui all'articolo 12 della legge provinciale 14 luglio 2000, n. 9 (Disciplina dell'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande e dell'attività alberghiera, nonché modifica all'articolo 74 della legge provinciale 29 aprile 1983, n. 12 in materia di personale) e le relative norme di esecuzione. Ulteriori contenuti obbligatori delle convenzioni per la gestione di cui al comma 1, lettera b), possono essere stabiliti dal regolamento di esecuzione della presente legge.
ARTICOLO 4 Dipendenze dell'esercizio alberghiero
1. Negli esercizi alberghieri costituiti da più immobili, ovvero da più strutture di un unico immobile aventi ingressi separati e autonomi, sono dipendenze gli immobili o le strutture diversi dalla sede, detta "casa madre", nella quale sono ubicati il servizio di ricevimento e almeno sette unità abitative.
2. L'esercizio alberghiero può disporre di una o più dipendenze, che devono essere dotate di servizio di ricevimento o in alternativa di idoneo sistema di sorveglianza.
3. I servizi possono essere offerti ai clienti sia nella casa madre che nelle dipendenze.
4. Alla casa madre e a ciascuna dipendenza è attribuita una propria classifica. Alle dipendenze non può essere attribuito un livello di classifica superiore a quello attribuito alla casa madre. Qualora in relazione ai requisiti posseduti debba essere attribuito alla dipendenza un livello di classifica inferiore a quello posseduto dalla casa madre, l'eventuale differenza tra la casa madre e la dipendenza non può essere superiore ad una stella.
5. Il regolamento di esecuzione stabilisce il percorso massimo tra la casa madre e le dipendenze e le modalità per la sua misurazione nonché il numero minimo delle unità abitative di cui le dipendenze devono essere dotate.
ARTICOLO 5 Tipologie degli esercizi alberghieri
1. Gli esercizi alberghieri si distinguono in:
b) alberghi garnì;
c) residenze turistico alberghiere;
d) villaggi alberghieri.
2. Sono alberghi gli esercizi alberghieri che forniscono servizio di somministrazione di alimenti e bevande nonché alloggio e prima colazione agli ospiti in unità abitative prive di servizio autonomo di cucina o fornite di detto servizio per una quota massima del 30 per cento dei posti letto.
3. Sono alberghi garnì gli esercizi individuati al comma 2 qualora non venga fornito agli alloggiati il servizio di somministrazione di alimenti ad eccezione della prima colazione.
4. Sono residenze turistico alberghiere gli esercizi alberghieri che forniscono alloggio agli ospiti esclusivamente in unità abitative dotate di servizio autonomo di cucina ovvero in unità abitative dotate di servizio autonomo di cucina per una quota minima del 70 per cento dei posti letto. Nel caso in cui tutte le unità abitative siano dotate di servizio autonomo di cucina gli esercizi alberghieri non sono tenuti a fornire il servizio di prima colazione, né di somministrazione di alimenti e bevande; negli altri casi devono essere assicurati tali servizi.
5. Sono villaggi alberghieri gli alberghi e le residenze turistico alberghiere, situati in un'unica area delimitata secondo i criteri definiti dal regolamento di esecuzione, che forniscono servizi centralizzati agli ospiti di unità abitative dislocate in più stabili.
6. In ogni caso il gestore del servizio di alloggio deve avere la disponibilità dei locali in cui è svolto il servizio. In caso di vendita, di locazione o di ogni altra forma di cessione, ivi compresa quella in multiproprietà, delle unità abitative che faccia venir meno nelle medesime la prestazione del servizio di alloggio, la classifica alberghiera è revocata.
7. Il regolamento di esecuzione individua le dizioni riservate a ciascuna tipologia e stabilisce le modalità per la traduzione e l'utilizzo in lingua estera della dizione italiana riservata a ciascuna tipologia.
ARTICOLO 6 Pertinenze degli esercizi alberghieri
1. Sono considerate pertinenze degli esercizi alberghieri le aree, non direttamente collegate all'area principale, destinate all'erogazione di servizi accessori nell'immediata prossimità dell'esercizio alberghiero.
ARTICOLO 7 Classifica alberghiera
1. La classifica consiste nel riconoscimento della denominazione, della specifica tipologia e dei requisiti posseduti da ciascun esercizio alberghiero.
2. In relazione ai requisiti posseduti, gli esercizi alberghieri sono classificati in cinque livelli, contrassegnati in ordine decrescente da 5, 4, 3, 2 e 1 stella.
3. Fermo restando il possesso dei requisiti minimi prescritti dall'articolo 8, gli esercizi alberghieri privi dei requisiti previsti per la classifica a una stella sono classificati e possono operare con la dizione, agli stessi riservata, di "locanda". I predetti esercizi per finalità diverse da quelle di cui alla presente legge sono equiparati agli esercizi a una stella. Gli esercizi alberghieri esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, la cui denominazione contenga il termine "locanda", possono continuare a usare tale termine.
4. Gli esercizi classificati con quattro stelle possono assumere la dizione aggiuntiva "superior" quando sono in possesso degli standard tipici degli esercizi di classe internazionale come indicati nel regolamento di esecuzione. La dizione aggiuntiva "superior" viene identificata con il segno distintivo "S" posto dopo il numero di stelle attribuito all'esercizio alberghiero.
5. L'attribuzione di un livello di classifica o della dizione di locanda è obbligatoria, precede ed è presupposto per il rilascio e per il mantenimento della licenza di pubblico esercizio e ha validità a tempo indeterminato.
6. Ciascun esercizio alberghiero deve utilizzare nella ditta, nell'insegna, nella promozione e nella commercializzazione la tipologia e il livello o la dizione di locanda assegnati in sede di classifica, più gli eventuali marchi. E' comunque fatta salva la possibilità di non utilizzare in tali sedi alcuna tipologia.
7. Il segno distintivo di ciascun esercizio alberghiero, contenente la tipologia e il numero delle stelle o la dizione di locanda, deve essere in ogni caso esposto all'esterno e all'interno dell'esercizio rispettivamente in prossimità dell'ingresso principale e nella zona di ricevimento. Il modello e le caratteristiche dei segni distintivi sono stabiliti con determinazione del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo.
8. Per la classifica degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande aperti al pubblico annessi ad esercizi alberghieri si applica la normativa specifica prevista per tale tipo di esercizi.
ARTICOLO 8 Requisiti minimi
1. Gli esercizi alberghieri, a pena di diniego o di revoca della classifica, devono assicurare in ogni caso i seguenti requisiti minimi:
b) cambio settimanale della biancheria;
c) servizio di chiamata ventiquattro ore su ventiquattro;
d) lavandino con acqua corrente calda e fredda in tutte le unità abitative;
e) almeno un bagno completo a uso comune nell'esercizio e in ciascuna dipendenza, in luogo funzionale alle unità abitative, salvo che ciascuna delle unità abitative disponga del bagno completo;
f) almeno un apparecchio telefonico a uso comune;
g) sale comuni per una superficie complessiva di almeno un metro quadrato per posto letto;
h) servizi igienici distinti per sesso per i locali destinati alla somministrazione di alimenti e bevande.
2. Il regolamento di esecuzione specifica i requisiti minimi di cui al comma 1 e individua gli ulteriori requisiti necessari.
ARTICOLO 9 Parametri per la classifica
1. Il regolamento di esecuzione individua i parametri strutturali e funzionali per la classifica e prevede ulteriori parametri in relazione al numero delle stelle. In relazione all'assetto urbanistico del territorio provinciale il regolamento di esecuzione può altresì prevedere i casi in cui è possibile derogare ai predetti parametri.
2. Il conseguimento e il mantenimento della classifica relativa agli esercizi alberghieri sono subordinati in ogni caso alla circostanza che il numero di addetti sia idoneo in relazione alla potenzialità ricettiva dell'esercizio e al suo livello di classifica, tenuto conto in particolare dei servizi offerti agli ospiti alloggiati e dei servizi offerti ai non alloggiati. Il regolamento di esecuzione determina le soglie minime e i criteri di applicazione del presente comma.
ARTICOLO 10 Procedimento per la classifica
1. Il gestore dell'esercizio alberghiero presenta al servizio provinciale competente in materia di turismo, anche per il tramite del comune sul cui territorio è situato l'esercizio alberghiero, una dichiarazione concernente l'autoclassifica dell'esercizio debitamente compilata e contenente l'indicazione della denominazione dell'esercizio, degli elementi necessari per la classifica, del livello di classifica, della tipologia da assegnare all'esercizio. Tale dichiarazione va presentata per i nuovi esercizi e per segnalare tutte le variazioni intervenute negli elementi di classifica anche se non comportino mutamenti nel livello di classifica o nella tipologia.
2. La dichiarazione di autoclassifica deve essere presentata da un unico soggetto anche nel caso delle gestioni unitarie di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b).
3. La dichiarazione di autoclassifica diviene efficace trascorsi trenta giorni dalla data di presentazione ovvero prima di detto termine a seguito di apposita comunicazione in senso favorevole da parte del servizio provinciale competente in materia di turismo, salvo che il dirigente del medesimo servizio, sentiti gli interessati, entro il predetto termine, avendo riscontrato incoerenza fra i requisiti denunciati e quelli risultanti dalla documentazione allegata o in atti od anche fra requisiti denunciati e livello e tipologia autoattribuiti, non provveda direttamente a classificare l'esercizio, rideterminando il livello o ridefinendo la tipologia autoattribuita ovvero non emani provvedimento di diniego della classifica in caso di mancanza dei requisiti minimi prescritti.
4. Avverso il provvedimento negativo o di rideterminazione della classifica è ammesso ricorso alla Giunta provinciale che si pronuncia entro trenta giorni dalla presentazione del ricorso.
5. La Giunta provinciale individua con propria deliberazione gli elementi della dichiarazione di autoclassifica, le modalità di presentazione della medesima nonché la documentazione da allegare alla dichiarazione, specificando quella indispensabile ai fini dell'efficacia della stessa.
6. La classifica quale risulta dalla dichiarazione di autoclassifica o dal provvedimento di classifica è modificata o revocata d'ufficio dal dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo, secondo quanto previsto dal comma 3, qualora venga accertata in qualunque momento l'intervenuta variazione di elementi di classifica o l'insussistenza di requisiti dichiarati che comportino mutamenti nel livello di classifica o nella tipologia attribuita o che comportino la non classificabilità dell'esercizio.
7. Le dichiarazioni di autoclassifica ovvero i provvedimenti di classifica o di revoca o modifica della classifica sono trasmessi dal dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo al comune in cui ha sede l'esercizio entro trenta giorni rispettivamente dalla loro assunzione di efficacia o dalla loro adozione, unitamente alla relativa documentazione.
ARTICOLO 11 Diminuzioni temporanee dell'offerta ricettiva
1. In deroga a quanto previsto dall'articolo 10, il gestore dell'esercizio alberghiero non è tenuto a presentare la dichiarazione di modifica dell'autoclassifica qualora l'offerta ricettiva sia inferiore per quantità o qualità a quella normalmente disponibile per circostanze eccezionali o per ragioni legate a temporanee difficoltà di organizzazione gestionale ovvero all'esecuzione di opere di ristrutturazione.
2. Nei casi di cui al comma 1, la continuazione dell'attività senza necessità di modifiche alla classifica è subordinata al previo assenso del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo, ferme restando le norme in materia di pubblici esercizi.
3. Il regolamento di esecuzione individua i casi in cui l'attività ricettiva può essere continuata senza modifiche alla classificazione, i termini e le modalità per la richiesta e per il rilascio del provvedimento di assenso di cui al comma 2.
ARTICOLO 12 Denominazioni
1. Le denominazioni degli esercizi alberghieri non devono generare confusione con quelle di altri esercizi alberghieri presenti nel territorio di uno stesso ambito turistico come definito dalla legge provinciale in materia di organizzazione della promozione turistica della Provincia autonoma di Trento, ovvero, per gli esercizi ubicati fuori dai predetti ambiti turistici, con le denominazioni di altri esercizi alberghieri presenti nel territorio di uno stesso comune.
2. Le denominazioni dei locali ove si svolge il servizio di somministrazione di alimenti e bevande o gli altri servizi accessori annessi all'esercizio alberghiero determinanti ai fini della classificazione, qualora diverse dalla denominazione dell'esercizio nel suo complesso, non devono generare confusione con quelle di altre imprese che esercitano il medesimo tipo di attività nel territorio dello stesso comune. 3. Sono fatte salve le denominazioni esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge.
ARTICOLO 13 Visto di corrispondenza
1. Al fine di garantire il possesso dei requisiti necessari la realizzazione degli interventi edilizi riferiti a strutture con destinazione alberghiera soggetti a concessione ai sensi dell'articolo 82 della legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22 (Ordinamento urbanistico e tutela del territorio), come sostituito dall'articolo 65 della legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10, nonché le opere soggette ad autorizzazione, ovvero a presentazione di denuncia di inizio attività di cui all'articolo 83, comma 1, lettere d), h), l) e m), della legge provinciale n. 22 del 1991, come sostituito dall'articolo 65 della legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10, è subordinata alla presentazione, ai sensi dell'articolo 88, comma 4, lettera f), della medesima legge provinciale, come modificato dall'articolo 5 della legge provinciale 8 maggio 2000, n. 4, al comune in cui ha sede l'esercizio alberghiero del visto di corrispondenza del progetto alla tipologia e ai requisiti minimi previsti dalla presente legge e dal relativo regolamento di esecuzione.
2. Il visto di corrispondenza di cui al comma 1 è rilasciato all'interessato dal dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo secondo la procedura prevista dal regolamento di esecuzione.
3. Nel caso di richieste di autorizzazione edilizia ovvero presentazione di denunce di inizio attività per opere interne di cui all'articolo 83, comma 1, lettera p), della legge provinciale n. 22 del 1991, riferite a strutture con destinazione alberghiera, in luogo del visto di corrispondenza l'interessato presenta al comune una dichiarazione del progettista che attesti la conformità delle opere da realizzare alla presente legge e al relativo regolamento di esecuzione. In ogni caso copia dell'autorizzazione o della denuncia e degli allegati sono immediatamente trasmessi dal comune al servizio provinciale competente in materia di turismo.
Marchio di qualità e marchi di prodotto
ARTICOLO 14 Generalità
1. Il marchio di qualità costituisce lo strumento per la valutazione della qualità dell'offerta, con riferimento agli aspetti gestionali relativi alla conduzione, all'ospitalità e alla professionalità degli imprenditori e dei collaboratori, nonché agli altri elementi di valorizzazione dell'offerta non previsti nei criteri di classifica.
2. I marchi di prodotto turistico sono finalizzati alla specializzazione dell'offerta verso prodotti specifici e riferiti a esigenze ben caratterizzate della domanda.
ARTICOLO 15 Caratteristiche del marchio di qualità
1. Il marchio di qualità dell'offerta alberghiera ed extra-alberghiera della provincia di Trento è rivolto a garantire, sulla base della cultura dell'ospitalità trentina, il livello qualitativo dell'offerta e il suo sviluppo, orientando anche la scelta del consumatore.
ARTICOLO 16 Creazione, modificazione e approvazione del marchio di qualità
1. La Provincia promuove le condizioni necessarie alla definizione, alla affermazione e alla corretta gestione del marchio di qualità.
2. La Giunta provinciale riconosce un solo marchio, a condizione che esso sia costituito congiuntamente dalle associazioni degli operatori alberghieri ed extra-alberghieri più rappresentative a livello provinciale mediante l'istituzione di un unico soggetto gestore del marchio. In caso di reiterate violazioni della presente legge da parte del soggetto gestore del marchio la Provincia, previa diffida, revoca il proprio riconoscimento.
3. Il soggetto gestore del marchio procede alla definizione del marchio e del relativo disciplinare e ne chiede il riconoscimento al dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo.
4. Il regolamento di esecuzione disciplina le procedure di definizione e modifica del marchio e le modalità per la sua gestione nonché il procedimento per il riconoscimento e per la revoca del riconoscimento del marchio di qualità, sentite le associazioni degli operatori alberghieri ed extra-alberghieri più rappresentative a livello provinciale.
ARTICOLO 17 Sostegno provinciale
1. La Provincia è autorizzata a concedere al soggetto gestore del marchio di qualità contributi in conto capitale fino al 50 per cento delle spese sostenute per la definizione e la diffusione del marchio di qualità e per le relative modifiche.
2. Le agevolazioni di cui al comma 1 sono concesse dalla Provincia, sulla base di criteri approvati con deliberazione della Giunta provinciale, subordinatamente alla stipula di apposita convenzione e previa valutazione della congruità tecnico-amministrativa delle spese sostenute. Con la medesima deliberazione sono altresì stabilite le modalità di erogazione delle agevolazioni di cui al presente articolo e di rendicontazione delle spese sostenute.
3. La Provincia è autorizzata a mettere a disposizione dell'ente gestore locali e attrezzature in relazione alle attività connesse alla gestione del marchio di qualità.
Marchi di prodotto turistico
ARTICOLO 18 Riconoscimento dei marchi di prodotto turistico
1. La Giunta provinciale riconosce i marchi di prodotto che presentano valenza strategica o per i quali si prevede una significativa diffusione. In particolare possono essere riconosciuti dalla Giunta provinciale:
a) marchi provinciali o sub-provinciali che associano esercizi alberghieri o extra-alberghieri operanti nel territorio provinciale in numero non inferiore a quello stabilito dal regolamento di esecuzione;
b) marchi interregionali o internazionali che associano operatori alberghieri o extra-alberghieri situati nel territorio provinciale a operatori di aree turistiche limitrofe o aventi caratteristiche analoghe, e che comprendono complessivamente un numero di esercizi alberghieri o extra-alberghieri situati in territorio provinciale non inferiore a quello stabilito dal regolamento di esecuzione.
2. I soggetti appartenenti all'organizzazione turistica provinciale come disciplinata dalla legislazione provinciale in materia concorrono all'attività di informazione e promozione dei marchi di prodotto riconosciuti ai sensi del presente articolo.
3. Il regolamento di esecuzione prevede la disciplina e il procedimento per il riconoscimento e per la revoca del riconoscimento dei marchi di prodotto turistico.
Prezzi e pubblicità
ARTICOLO 19 Prezzi dei servizi degli esercizi alberghieri
1. Ai sensi della legge 25 agosto 1991, n. 284 (Liberalizzazione dei prezzi del settore turistico e interventi di sostegno alle imprese turistiche) i prezzi delle prestazioni fornite dagli esercizi alberghieri di cui alla presente legge sono determinati liberamente da ciascun gestore.
2. I gestori degli esercizi alberghieri sono obbligati a comunicare ai soggetti individuati dal regolamento di esecuzione i prezzi massimi che intendono praticare. I gestori che omettono la comunicazione dei prezzi sono tenuti ad applicare i prezzi risultanti dall'ultima comunicazione fatta pervenire.
3. Nella comunicazione sono indicati i prezzi massimi da applicare per il periodo di apertura compreso fra il 1° dicembre e il 30 novembre dell'anno successivo.
4. Con il regolamento di esecuzione sono individuate le disposizioni nonché la disciplina transitoria per l'applicazione del presente articolo. La modulistica relativa alla comunicazione dei prezzi è approvata con determinazione del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo.
ARTICOLO 20 Tabella e lista dei prezzi
1. I gestori degli esercizi alberghieri devono esporre in modo ben visibile e leggibile nella zona di ricevimento degli ospiti una tabella riportante l'indicazione dei prezzi massimi di cui all'articolo 19. Non possono essere applicati prezzi superiori a quelli massimi indicati.
2. Nei locali dove vengono svolti i servizi di somministrazione di alimenti e bevande si applica per quanto concerne la pubblicità dei prezzi la normativa specifica prevista per tale tipo di esercizi, comprese le norme sulle sanzioni.
3. I prezzi degli altri servizi accessori devono essere resi noti agli ospiti mediante la loro esposizione, in luogo visibile, all'interno dell'esercizio alberghiero.
ARTICOLO 21 Cartellino dei prezzi
1. All'interno di ciascuna unità abitativa va esposto, in luogo visibile, un cartellino riportante i prezzi e il numero dei letti autorizzati, secondo le modalità indicate nel regolamento di esecuzione.
ARTICOLO 22 Reclami
1. I clienti di un esercizio alberghiero ai quali sono stati applicati prezzi superiori a quelli massimi indicati nella tabella di cui all'articolo 20, comma 1, possono presentare al servizio provinciale competente in materia di turismo, entro i trenta giorni successivi a quello in cui si è verificato il fatto, un reclamo contenente la denominazione e l'indirizzo dell'esercizio alberghiero e la descrizione dei fatti contestati.
2. Il servizio competente in materia di turismo richiede le controdeduzioni del gestore sul reclamo che può farle pervenire in forma scritta entro trenta giorni dalla relativa richiesta.
3. Nel caso in cui il reclamo risulti fondato, il dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo comunica con lettera raccomandata con avviso di ricevimento al reclamante e al gestore dell'esercizio il prezzo massimo che poteva essere richiesto dall'albergatore per i servizi forniti e dà corso al procedimento per l'applicazione della sanzione amministrativa di cui all'articolo 26, comma 1.
4. Il gestore è tenuto a rimborsare al cliente l'importo pagato in più entro quindici giorni dalla comunicazione prevista al comma 3 e a comunicare nello stesso termine gli estremi dell'avvenuto pagamento al servizio provinciale competente in materia di turismo.
ARTICOLO 23 Elenchi degli esercizi alberghieri e altre pubblicazioni
1. I soggetti che ricevono la comunicazione dei prezzi di cui all'articolo 19 provvedono alla compilazione e pubblicazione, con cadenza almeno annuale, dell'elenco degli esercizi alberghieri.
2. La Provincia e i soggetti di cui al comma 1, nonché gli organismi gestori dei marchi di qualità e di prodotto controllano e garantiscono, per i dati di rispettiva competenza, la veridicità, l'esattezza e l'aggiornamento delle informazioni contenute negli annuari di cui al presente articolo.
3. Con il regolamento di esecuzione sono stabiliti i contenuti informativi minimi delle pubblicazioni di cui al comma 1.
4. Chiunque provveda a pubblicare prezzi massimi e dati concernenti la classifica degli esercizi alberghieri operanti nella provincia di Trento deve attenersi a quelli comunicati ai sensi dell'articolo 19.
ARTICOLO 24 Sanzioni per la violazione delle disposizioni concernenti la classifica alberghiera
1. Chiunque utilizzi abusivamente il titolo di esercizio alberghiero o le dizioni riservate dalla presente legge o dal regolamento di esecuzione senza aver ottenuto la classifica è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 250,00 euro a 2.000,00 euro.
2. Il gestore di un esercizio alberghiero che utilizzi abusivamente un livello di classifica o una dizione diversi da quelli attribuiti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro a 1.500,00 euro.
3. Il gestore dell'esercizio alberghiero che nella dichiarazione di autoclassifica di cui all'articolo 10 dichiari requisiti insussistenti ai fini del conseguimento di un livello di classifica o di una tipologia diversi da quelli spettanti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro a 1.500,00 euro.
4. Il gestore dell'esercizio alberghiero che non comunichi la perdita o la variazione peggiorativa dei requisiti dichiarati intervenuta successivamente alla presentazione della dichiarazione di autoclassifica, ovvero che non comunichi le variazioni alla convenzione per la gestione unitaria di cui all'articolo 3, qualora tale perdita o variazione comporti una modifica del livello di classifica o una modifica tipologica, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro a 1.500,00 euro. Alla medesima sanzione è soggetto il gestore di esercizio alberghiero che ometta di fornire agli alloggiati, senza giustificato motivo, i servizi indicati nella dichiarazione di autoclassifica.
5. Soggiace alla sanzione prevista dal comma 4 il gestore dell'esercizio alberghiero che offra servizio di alloggio in misura maggiore a quanto autorizzato, fatte salve le possibilità di letto aggiunto previste dal regolamento di esecuzione.
6. Il gestore dell'esercizio alberghiero che ometta la comunicazione di variazioni peggiorative dei requisiti previsti per la classifica ovvero di variazioni della convenzione per la gestione unitaria di cui all'articolo 3, qualora tali variazioni non siano determinanti ai fini del mantenimento della classifica o della tipologia, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50,00 euro a 500,00 euro.
7. Il gestore di un esercizio alberghiero che non espone il segno distintivo dell'esercizio alberghiero secondo quanto previsto dall'articolo 7, comma 7, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 70,00 euro a 750,00 euro.
8. Fermo restando quanto previsto dal comma 6, per la violazione delle disposizioni di cui all'articolo 3 si applica la norma di cui all'articolo 26, comma 6, della legge provinciale 14 luglio 2000, n. 9. Per la violazione delle ulteriori norme previste dal titolo II della presente legge, non punita ai sensi di questo articolo, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50,00 euro a 500,00 euro.
ARTICOLO 25 Sanzioni per la violazione delle disposizioni concernenti i marchi
1. Chiunque utilizzi abusivamente il marchio di qualità di cui alla presente legge è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100,00 euro a 1.000,00 euro. Resta ferma la facoltà del soggetto gestore del marchio di tutelare i propri diritti in tutti i modi e le sedi ritenuti opportuni.
2. Il soggetto gestore del marchio di qualità che non rispetta le disposizioni concernenti i marchi contenute nella presente legge e nel regolamento di esecuzione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro a 1.500,00 euro.
3. La revoca del riconoscimento di cui all'articolo 16, comma 2, comporta per il soggetto gestore del marchio di qualità l'applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100,00 euro a 1.000,00 euro nonché la restituzione dei contributi concessi a sostegno del marchio con riferimento ai due ultimi esercizi finanziari.
4. Per la violazione delle ulteriori norme previste dal titolo III della presente legge, non punita ai sensi di questo articolo, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50,00 euro a 500,00 euro.
ARTICOLO 26 Sanzioni inerenti i prezzi
1. Il gestore di un esercizio alberghiero che applica prezzi superiori al massimo rispetto a quelli risultanti nella tabella dei prezzi di cui all'articolo 20, comma 1, ovvero non espone la medesima tabella, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 70,00 euro a 750,00 euro per ciascuna violazione. Alla medesima sanzione è soggetto il gestore che espone una tabella incompleta o una tabella riportante prezzi differenti da quelli comunicati ai sensi dell'articolo 19.
2. Il gestore di un esercizio alberghiero che non rispetta l'obbligo di cui all'articolo 20, comma 3, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 70,00 euro a 750,00 euro per ciascuna violazione.
3. Il gestore che non rispetta gli obblighi di cui all'articolo 22, comma 4, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100,00 euro a 1.000,00 euro.
4. Chiunque provveda a pubblicare prezzi massimi e dati concernenti la classifica degli esercizi alberghieri operanti nella provincia di Trento senza osservare quanto disposto all'articolo 23, comma 4, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100,00 euro a 1.000,00 euro per ciascuna violazione.
5. Per la violazione delle ulteriori norme previste dal titolo IV della presente legge, non punita ai sensi di questo articolo, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50,00 euro a 500,00 euro.
ARTICOLO 27 Recidiva e rivalutazione
1. Le sanzioni pecuniarie previste dal presente titolo e dal regolamento di esecuzione sono raddoppiate in caso di recidiva. La recidiva si verifica qualora sia stata commessa la stessa violazione per due volte nel corso del medesimo quinquennio.
2. Per le violazioni previste dall'articolo 24, l'autorità competente all'irrogazione della sanzione pecuniaria può inoltre applicare, nei casi di particolare gravità o di recidiva di cui al comma 1, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione del provvedimento di classifica fino ad un massimo di tre mesi; in caso di ulteriore violazione della stessa disposizione nel corso del medesimo quinquennio, il provvedimento di classifica può essere revocato e non si può attribuire una nuova classifica se non sia trascorso almeno un anno dal giorno della revoca.
3. Gli importi delle sanzioni pecuniarie di cui al presente titolo possono essere aggiornati ogni triennio con determinazione del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo, sulla base dell'andamento della dinamica del livello generale dei prezzi al consumo delle famiglie rilevato dall'ISTAT.
ARTICOLO 28 Vigilanza
1. L'accertamento della sussistenza dei requisiti per la classificazione nonché la vigilanza sul rispetto delle altre disposizioni contenute nella presente legge e nel regolamento di esecuzione sono svolti dai dipendenti dei comuni e dai dipendenti della Provincia assegnati al servizio provinciale competente in materia di turismo, autorizzati rispettivamente dal comune o dalla Provincia. La vigilanza sul rispetto delle disposizioni concernenti i marchi è svolta dai dipendenti della Provincia assegnati al servizio competente in materia di turismo, autorizzati dalla Provincia.
2. Ai fini dell'esercizio delle loro attribuzioni le persone indicate al comma 1, munite di apposita tessera di riconoscimento, hanno accesso ai locali adibiti a esercizio alberghiero.
ARTICOLO 29 Disciplina applicabile alle sanzioni amministrative
1. Per l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dal presente titolo si osservano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), come da ultimo modificata dalla legge 23 dicembre 2000, n. 388.
2. L'emissione dell'ordinanza-ingiunzione o dell'ordinanza di archiviazione di cui all'articolo 18 della legge n. 689 del 1981, come modificato dall'articolo 10 della legge 3 agosto 1999, n. 265, spetta al dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo.
3. Le somme riscosse sono introitate nel bilancio della Provincia.
Ricettività extra-alberghiera
ARTICOLO 30 Tipologie degli esercizi extra-alberghieri
1. Gli esercizi extra-alberghieri si distinguono in:
b) esercizi rurali;
c) bed and breakfast;
e) ostelli per la gioventù;
f) case per ferie.
2. Fatto salvo quanto previsto dal titolo III e dall'articolo 25, la presente legge non si applica alle strutture ricettive all'aria aperta e ai rifugi alpini ed escursionistici che rimangono disciplinati dalla specifica normativa provinciale che li riguarda.
ARTICOLO 31 Esercizi di affittacamere
1. Sono esercizi di affittacamere gli esercizi ricettivi dotati di non più di venticinque camere destinate agli ospiti, anche disposte in più appartamenti di uno stesso edificio o di edifici diversi, comunque direttamente collegati fra loro, nei quali si fornisce servizio di alloggio, nonché eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande, ad esclusione di quelle superalcoliche, ed altri servizi accessori.
2. L'eventuale somministrazione di alimenti e bevande è limitata alle persone alloggiate.
3. L'attività di affittacamere può altresì essere esercitata in modo complementare rispetto agli esercizi per la somministrazione al pubblico di pasti tradizionali, purché sia svolta dallo stesso titolare e nello stesso complesso immobiliare. In tal caso non si applica la disposizione di cui al comma 2.
ARTICOLO 32 Esercizi rurali
1. Sono esercizi rurali gli esercizi ricettivi ubicati in edifici tradizionali esistenti ed inseriti in ambiente rurale, dotati di camere destinate agli ospiti, anche disposte in più appartamenti dello stesso edificio forniti di angolo cottura o servizio autonomo di cucina, nei quali si fornisce servizio di alloggio ed eventuale servizio di somministrazione di alimenti e bevande.
2. Coloro che offrono ospitalità turistica in esercizi rurali si impegnano ad effettuare, per un periodo non inferiore a dieci anni, interventi di manutenzione ambientale delle pertinenze dell'edificio o del territorio comunale di appartenenza nei limiti e secondo le modalità stabilite da un'apposita convenzione che il richiedente stipula con il comune competente per territorio. In caso di violazione degli obblighi assunti, la convenzione prevede l'esecuzione degli interventi di manutenzione da parte del comune a spese del richiedente.
3. Il regolamento di esecuzione individua le aree del territorio provinciale in cui possono essere ubicati gli esercizi rurali, definisce le tipologie e le caratteristiche degli edifici tradizionali di cui al comma 1 e stabilisce i criteri per la disciplina degli interventi di manutenzione ambientale di cui al comma 2.
ARTICOLO 33 Bed and breakfast
1. Si definisce "bed and breakfast" l'ospitalità turistica offerta con carattere saltuario da coloro che, avvalendosi della sola organizzazione familiare, utilizzano parte dell'edificio in cui risiedono, fino ad un massimo di tre camere, fornendo servizio di alloggio e di prima colazione.
2. Il servizio di prima colazione è assicurato fornendo cibi e bevande che non richiedono manipolazione.
ARTICOLO 34 Case e appartamenti per vacanze
1. Sono case e appartamenti per vacanze gli immobili gestiti esclusivamente in forma imprenditoriale, arredati e dotati di angolo cottura o servizio autonomo di cucina, dati in locazione ai turisti senza offerta di servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni.
2. Si considera in ogni caso gestione in forma imprenditoriale ai fini della presente legge quella effettuata da chi concede in locazione ai turisti quattro o più case o appartamenti per vacanze anche in stabili diversi posti nello stesso comune o in comuni diversi.
ARTICOLO 35 Ostelli per la gioventù
1. Gli ostelli per la gioventù sono esercizi ricettivi attrezzati per ospitare, per periodi limitati, i giovani turisti e i loro accompagnatori.
ARTICOLO 36 Case per ferie
1. Le case per ferie sono esercizi ricettivi attrezzati per ospitare temporaneamente persone o gruppi e gestiti, in via diretta o indiretta, senza fine di lucro.
2. Nelle case per ferie possono essere ospitate esclusivamente le categorie di persone indicate nella denuncia di inizio attività di cui all'articolo 38 e che risultano dipendenti di amministrazioni o aziende pubbliche o private ovvero soci di enti, associazioni o altre organizzazioni operanti per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive.
3. La disciplina delle case per ferie, ad eccezione di quanto previsto al comma 2, si applica anche ai complessi ricettivi che, gestiti per le predette finalità, assumono in relazione alla particolare funzione svolta la denominazione di foresterie, pensionati studenteschi, casa della giovane, case religiose di ospitalità, centri di vacanze per anziani o minori e simili.
ARTICOLO 37 Utilizzo di immobili diversi
1. Al fine di garantire il miglior utilizzo del patrimonio edilizio esistente, promuovere nuove forme di ricettività e valorizzare le specifiche caratteristiche dell'edilizia locale, la Giunta provinciale definisce i criteri sulla base dei quali i comuni possono consentire agli esercizi extra-alberghieri di cui al presente titolo di svolgere la propria attività in più immobili ubicati nello stesso comune e posti nelle immediate vicinanze.
ARTICOLO 38 Adempimenti amministrativi
1. L'apertura, il trasferimento e l'ampliamento degli esercizi extra-alberghieri di cui all'articolo 30, comma 1, lettere a), c), d), e) ed f), sono consentiti previa presentazione al comune competente per territorio di una denuncia di inizio attività ai sensi dell'articolo 23 della legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23 (Principi per la democratizzazione, la semplificazione e la partecipazione all'azione amministrativa provinciale e norme in materia di procedimento amministrativo), come sostituito dall'articolo 14 della legge provinciale 8 settembre 1997, n. 13.
2. L'apertura, il trasferimento e l'ampliamento degli esercizi extra-alberghieri di cui all'articolo 30, comma 1, lettera b), sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal comune competente per territorio previa stipulazione della convenzione di cui all'articolo 32, comma 2.
3. Il rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 2 è subordinato al parere favorevole della conferenza di servizi composta da un rappresentante dei servizi provinciali competenti in materia di turismo, agricoltura, polizia amministrativa, urbanistica e sanità e da uno del comune competente per territorio.
4. La conferenza di servizi è convocata a cura del comune competente per territorio entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda e ad essa si applicano le disposizioni di cui alla legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23, come da ultimo modificata dall'articolo 1 della legge provinciale 19 febbraio 2002, n. 1.
5. L'esercizio delle attività di cui ai commi 1 e 2 è comunque subordinato alla conformità dei locali ai requisiti minimi di cui all'articolo 40 nonché al possesso dei requisiti soggettivi di cui agli articoli 11 e 92 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).
6. Il gestore dell'esercizio extra-alberghiero deve comunicare tempestivamente al comune la cessazione dell'attività e la chiusura temporanea dell'esercizio nonché ogni variazione dei requisiti intervenuta successivamente alla presentazione della denuncia o al rilascio dell'autorizzazione; le disposizioni del presente comma si applicano anche al subentrante nel caso di trasferimento dell'azienda in proprietà o in gestione.
7. La Giunta provinciale determina, con propria deliberazione, la documentazione da allegare alla denuncia e alla domanda, il loro contenuto e le modalità per la loro presentazione e per ogni successiva comunicazione.
ARTICOLO 39 Rilevazioni statistiche
1. I gestori degli esercizi extra-alberghieri sono tenuti a comunicare agli enti preposti alla rilevazione statistica, secondo le modalità stabilite nel regolamento di esecuzione, i dati riguardanti le presenze turistiche negli esercizi extra-alberghieri disciplinati dal presente titolo.
ARTICOLO 40 Requisiti minimi
1. I locali destinati all'ospitalità turistica negli esercizi extra-alberghieri disciplinati dal presente titolo devono possedere i requisiti previsti dal regolamento di esecuzione ed essere conformi alle norme urbanistiche, sanitarie, di prevenzione incendi e di sicurezza.
2. Il regolamento di esecuzione specifica le caratteristiche degli esercizi extra-alberghieri di cui al capo II, individua i servizi minimi che devono essere garantiti a coloro che vi soggiornano e le ulteriori dizioni specifiche e riservate a ciascuna tipologia e stabilisce le modalità per la traduzione e l'utilizzo in lingua estera della dizione italiana riservata a ciascuna tipologia.
ARTICOLO 41 Disposizioni concernenti i prezzi
1. Le disposizioni di cui agli articoli 19, 20, 21 e 22 della presente legge si applicano anche agli esercizi extra-alberghieri disciplinati dal presente titolo.
ARTICOLO 42 Elenco degli esercizi extra-alberghieri
1. Gli esercizi extra-alberghieri sono inseriti in specifico elenco che i comuni aggiornano e trasmettono periodicamente all'organismo competente alla gestione del sistema informativo turistico, fornendo tutti i dati e le informazioni descrittivi l'ospitalità negli esercizi extra-alberghieri, secondo le modalità stabilite dal regolamento di esecuzione.
ARTICOLO 43 Sanzioni
1. Chiunque offra ospitalità turistica in uno degli esercizi extra-alberghieri di cui al presente titolo senza la presentazione della denuncia di inizio attività prevista dall'articolo 38, comma 1, o senza l'autorizzazione prevista dall'articolo 38, comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 500,00 euro a 3.000,00 euro.
2. Il gestore di un esercizio extra-alberghiero che non comunichi la variazione dei requisiti intervenuta successivamente alla presentazione della denuncia di inizio attività o al rilascio dell'autorizzazione ovvero la chiusura temporanea dell'esercizio o la cessazione della sua attività, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100,00 euro a 1.000,00 euro; alla stessa sanzione è soggetto il subentrante che non comunichi il trasferimento dell'azienda in proprietà o in gestione.
3. Chiunque utilizzi abusivamente le dizioni riservate alle tipologie previste dal presente titolo per gli esercizi extra-alberghieri, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro a 1.500,00 euro.
4. Il gestore di un esercizio extra-alberghiero che offre servizio di alloggio in locali diversi da quelli autorizzati, ovvero in misura maggiore a quanto consentito è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 200,00 euro e 1.500,00 euro.
5. Il gestore di un esercizio extra-alberghiero che non rispetta le disposizioni di cui agli articoli 19, 20, 21 e 22, è soggetto alle sanzioni amministrative previste all'articolo 26 della presente legge.
6. Per la violazione delle ulteriori norme previste dal presente titolo, non punita ai sensi di questo articolo, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50,00 euro a 500,00 euro.
7. Le sanzioni pecuniarie previste dal presente articolo e dal regolamento di esecuzione sono raddoppiate in caso di recidiva. La recidiva si verifica qualora sia stata commessa la stessa violazione per due volte nel corso del medesimo quinquennio.
8. Per le violazioni previste dai commi 2, 3 e 4, l'autorità competente all'irrogazione della sanzione pecuniaria può inoltre applicare, nei casi di particolare gravità o di recidiva di cui al comma 7, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione dell'attività fino ad un massimo di tre mesi; in caso di ulteriore violazione della stessa disposizione nel corso del medesimo quinquennio, l'autorizzazione può essere revocata e non è consentita la presentazione di una nuova denuncia di inizio attività o il rilascio di una nuova autorizzazione se non sia trascorso almeno un anno dal giorno della revoca.
9. Gli importi delle sanzioni pecuniarie di cui al presente articolo possono essere aggiornati ogni triennio con determinazione del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo, sulla base dell'andamento della dinamica del livello generale dei prezzi al consumo delle famiglie rilevato dall'ISTAT.
ARTICOLO 44 Vigilanza
1. Per le funzioni di vigilanza e di controllo sull'osservanza delle norme di cui al presente titolo si osservano le disposizioni di cui all'articolo 28.
ARTICOLO 45 Disciplina applicabile alle sanzioni amministrative
1. Per l'applicazione delle sanzioni amministrative di cui al presente titolo si osservano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), come da ultimo modificata dalla legge 23 dicembre 2000, n. 388.
2. L'emissione dell'ordinanza-ingiunzione o dell'ordinanza di archiviazione di cui all'articolo 18 della legge n. 689 del 1981, come modificato dall'articolo 10 della legge 3 agosto 1999, n. 265, spetta al comune competente per territorio.
3. Le somme riscosse sono introitate nel bilancio del comune.
ARTICOLO 46 Modificazioni della legge provinciale 14 luglio 2000, n. 9
(Disciplina dell'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande e dell'attività alberghiera, nonché modifica all'articolo74 della legge provinciale 29 aprile 1983, n. 12 in materia di personale)
1. All'articolo 3 della legge provinciale 14 luglio 2000, n. 9, nel comma 1, alla lettera d), le parole: "a complessi ricettivi a carattere turistico-sociale" sono sostituite dalle seguenti: "a ostelli per la gioventù, case per ferie e strutture ricettive all'aria aperta".
2. All'articolo 30 della legge provinciale 14 luglio 2000, n. 9 sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, la lettera c) è abrogata;
b) al comma 2 dopo le parole "esercizi alberghieri" sono inserite le seguenti: "e di affittacamere";
c) al comma 2 dopo la lettera b) è aggiunta la seguente:
"b bis) l'articolo 10 (Delega ai comuni in materia di pubblici esercizi) della legge provinciale 1 febbraio 1993, n. 3".
ARTICOLO 47 Diminuzione del numero di stelle degli esercizi alberghieri
1. La diminuzione, in applicazione della presente legge e del relativo regolamento di esecuzione, del livello di classifica di un esercizio ricettivo alberghiero che abbia beneficiato di agevolazioni provinciali non comporta il mancato rispetto dell'obbligo di mantenere il livello di classificazione nel caso in cui l'esercizio medesimo conservi i parametri strutturali e funzionali richiesti dalle norme provinciali in materia di classificazione alberghiera vigenti al momento della concessione delle agevolazioni stesse.
ARTICOLO 48 Deroghe urbanistiche
1. Le deroghe previste a favore dell'edilizia alberghiera dalle vigenti norme urbanistiche per le residenze turistico alberghiere e per gli esercizi alberghieri esistenti aventi una ricettività in appartamenti forniti di autonoma cucina superiore al 30 per cento del totale dei posti letto si applicano solamente per interventi riguardanti le parti ad uso comune.
2. Gli esercizi alberghieri che hanno goduto di deroghe urbanistiche comunque denominate possono trasformarsi in residenze turistico alberghiere solo se sono trascorsi quindici anni dall'ottenimento dell'ultima deroga urbanistica, sempre che venga mantenuto invariato il rapporto fra il numero dei posti letto e le superfici dei locali ad uso comune.
ARTICOLO 49 Regolamento di esecuzione
1. Il regolamento di esecuzione della presente legge è approvato dalla Giunta provinciale entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione della medesima, sentite le associazioni degli operatori alberghieri ed extra-alberghieri più rappresentative a livello provinciale operanti sul territorio provinciale e previo parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale.
2. Per le infrazioni alle sue norme il regolamento di esecuzione può prevedere sanzioni amministrative pecuniarie da 100,00 euro a 1.000,00 euro. In assenza di specifiche disposizioni, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 50,00 euro a 500,00 euro.
ARTICOLO 50 Disciplina transitoria
1. Le disposizioni della presente legge si applicano a partire dalla data di entrata in vigore del regolamento di esecuzione di cui all'articolo 49. Fino alla medesima data continuano ad applicarsi le disposizioni abrogate dall'articolo 51, nonché il testo previgente delle disposizioni modificate dall'articolo 46.
2. I gestori degli esercizi alberghieri classificati ai sensi della legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23 (Disciplina degli esercizi alberghieri, degli esercizi di affittacamere e dell'ospitalità turistica familiare), come da ultimo modificata dalla legge provinciale 22 marzo 2001, n. 3, presentano la dichiarazione di autoclassifica di cui all'articolo 10, comma 1, entro dodici mesi dalla data di applicazione della presente legge, tenendo conto delle deroghe ai criteri di classifica stabilite ai commi 3, 4, 5, 6 e 7. In tali casi, il termine per l'efficacia della dichiarazione di autoclassifica, nonché per la relativa attività del dirigente del servizio provinciale competente in materia di turismo di cui all'articolo 10, comma 3, è fissato in centottanta giorni. Nel frattempo resta efficace per i predetti esercizi la classifica posseduta. La mancata presentazione ai sensi del presente comma della dichiarazione di autoclassifica da parte del gestore dell'esercizio alberghiero comporta, sentito l'interessato, la classificazione d'ufficio dell'esercizio medesimo a locanda, purché sia dotato dei requisiti minimi di cui all'articolo 8.
3. Gli esercizi di cui al comma 2 sono classificati con la denominazione di locanda anche se non dispongono dei requisiti minimi di cui all'articolo 8, comma 1, lettere d), e), g) e h). Tali esercizi devono comunque dotarsi del requisito di cui all'articolo 8, comma 1, lettera e), entro cinque anni dalla data di applicazione della presente legge a pena di revoca della classifica.
4. Gli esercizi di cui al comma 2 conservano il livello di classifica posseduto anche se non dispongono dei parametri strutturali di cui all'articolo 9. Tali esercizi sono riclassificati d'ufficio qualora entro cinque anni dalla data di applicazione della presente legge non si siano dotati dei parametri strutturali richiesti per il livello posseduto. I medesimi esercizi sono tenuti all'immediato rispetto dei parametri strutturali di cui all'articolo 9 in caso di ristrutturazione totale ovvero di demolizione e ricostruzione, come definiti dalla legislazione provinciale in materia di urbanistica, nonché in caso di ristrutturazione parziale o di ogni altra variazione della ricettività, limitatamente alle unità abitative interessate.
5. Gli esercizi di cui al comma 2 classificati albergo garnì ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981 che non forniscono il servizio di prima colazione sono classificati indipendentemente dalla prestazione di tale servizio. Tali esercizi devono comunque dotarsi del servizio di prima colazione entro cinque anni dalla data di applicazione della presente legge a pena di revoca della classifica, salvo specifica autorizzazione del comune in cui ha sede l'esercizio alberghiero a proseguire l'attività senza tale servizio in presenza di motivate ragioni strutturali, urbanistiche o economiche che giustifichino l'impossibilità di erogare il servizio.
6. Gli esercizi di cui al comma 2 classificati albergo o albergo garnì ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981, dotati di unità abitative con servizio autonomo di cucina per una quota superiore al 30 per cento ed inferiore al 70 per cento dei posti letto, mantengono il livello di classifica e la tipologia in deroga a quanto previsto all'articolo 5.
7. Gli esercizi di cui al comma 2 classificati albergo o albergo garnì ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981, dotati di unità abitative con servizio autonomo di cucina per una quota compresa tra il 70 e il 100 per cento dei posti letto, sono classificati residenza turistico alberghiera.
8. I visti di corrispondenza rilasciati ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981 mantengono validità fino alla scadenza della concessione o dell'autorizzazione edilizia, se queste ultime siano state rilasciate prima della data di applicazione della presente legge o vengano rilasciate entro un anno dalla data di applicazione della presente legge.
9. Il regolamento di esecuzione prevede apposite norme transitorie per la classifica degli esercizi alberghieri in possesso del visto di corrispondenza rilasciato ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981, che non abbiano ottenuto la classificazione anteriormente alla data di applicazione della presente legge.
10. Le deroghe previste dai commi 3, 4, 5, 6 e 7 cessano di avere applicazione nei confronti degli esercizi alberghieri di cui al comma 2 per i quali vengano meno i requisiti minimi di cui all'articolo 8 e i parametri strutturali di cui all'articolo 9 rilevanti ai fini del livello di classifica posseduto alla data di applicazione della presente legge.
11. Gli esercizi extra-alberghieri di cui all'articolo 30, comma 1, lettere a), c), d), e) e f), già in esercizio alla data di applicazione della presente legge, devono adeguarsi entro cinque anni da tale data ai requisiti prescritti dalla presente legge e dal regolamento di esecuzione. Durante tale periodo è consentita la prosecuzione dell'attività a condizione che sussistano i requisiti previsti dalla legislazione provinciale vigente anteriormente alla data di applicazione della presente legge.
12. Gli esercizi di affittacamere classificati come tali ai sensi della legge provinciale n. 23 del 1981 e dotati di più di sei camere alla data di applicazione della presente legge, possono essere classificati con la denominazione di locanda purché dispongano dei requisiti minimi di cui all'articolo 8.
13. Per gli esercizi di affittacamere esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge si deroga al requisito relativo al numero massimo delle camere destinate agli ospiti.
14. Per tutte le violazioni in materia di esercizi alberghieri ed extra-alberghieri accertate fino alla data di applicazione della presente legge rimangono applicabili le sanzioni e le procedure previste dalla legislazione provinciale vigente anteriormente alla data di applicazione della presente legge.
ARTICOLO 51 Abrogazioni
a) la legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23 (Disciplina degli esercizi alberghieri, degli esercizi di affittacamere e dell'ospitalità turistica familiare);
b) la legge provinciale 27 dicembre 1982, n. 31;
c) l'articolo 10 della legge provinciale 15 marzo 1983, n. 6;
d) l'articolo 81 della legge provinciale 22 dicembre 1983, n. 46;
e) la legge provinciale 10 dicembre 1984, n. 12 (Ulteriori modificazioni ed integrazioni alle norme concernenti la classificazione ed i prezzi degli esercizi alberghieri e degli esercizi di affittacamere e disciplina degli alberghi-rifugio e delle case e appartamenti per vacanze);
f) la lettera g) del comma 2 dell'articolo 19 della legge provinciale 19 gennaio 1988, n. 4;
g) l'articolo 25 della legge provinciale 3 febbraio 1997, n. 2;
h) la lettera c) del comma 1 dell'articolo 36 della legge provinciale 15 marzo 1993, n. 8;
i) l'articolo 20 della legge provinciale 22 marzo 2001, n. 3;
l) il comma 2 dell'articolo 49 della legge provinciale 19 febbraio 2002, n. 1.
2. Limitatamente al territorio della provincia di Trento, dalla data di applicazione della presente legge cessa di avere efficacia la legge regionale 5 maggio 1958, n. 10 (Disciplina dei complessi ricettivi complementari a carattere turistico-sociale).
ARTICOLO 52 Disposizione finanziaria
1. Alla copertura degli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 17 si provvede con le autorizzazioni di spesa già disposte per i fini di cui alle disposizioni di legge richiamate al capitolo 49600 (u.p.b. 54.1.210) del documento tecnico di accompagnamento e di specificazione del bilancio 2002-2004.
Formula Finale: La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Provincia.
Trento, 15 maggio 2002
Note: Avvertenza
Note redatte dal servizio legislativo del Consiglio provinciale, con la collaborazione dei servizi della Giunta, al solo fine di facilitare la lettura del testo. Restano invariati valore ed efficacia della legge e degli atti trascritti.
- La legge provinciale 14 luglio 2000, n. 9 ((BU 25 luglio 2000, n. 31, suppl. n. 1. Errata corrige in BU 16 agosto 2000, n. 34), come da ultimo modificata dall'art. 49 della legge provinciale 19 febbraio 2002, n. 1 (BU 26 febbraio 2002, n. 9, suppl. n. 2), concerne "Disciplina dell'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande e dell'attività alberghiera, nonché modifica all'articolo 74 della legge provinciale 29 aprile 1983, n. 12 in materia di personale".
- L'articolo 12 della citata LP n. 9 del 2000 dispone:
Gestioni unitarie
1. Fatto salvo quanto previsto da quest'articolo, la richiesta e il conseguente rilascio di più autorizzazioni concernenti un unico esercizio alberghiero o di somministrazione di alimenti e bevande aperto al pubblico possono essere effettuati esclusivamente con riferimento a un solo titolare.
2. Il titolare di più autorizzazioni relative a più tipologie e sottotipologie previste dall'articolo 2 concernenti un unico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande aperto al pubblico può affidare, con apposita convenzione, la gestione di alcuni settori dell'esercizio corrispondenti ad alcune tipologie e sottotipologie ad altri soggetti. Questi soggetti devono munirsi dell'autorizzazione prevista per la specifica attività svolta, secondo quanto previsto dal regolamento di esecuzione.
3. Il titolare di autorizzazione per l'esercizio alberghiero può affidare ad altri soggetti, con apposita convenzione, la gestione dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande a favore delle persone alloggiate ovvero, se munito dell'autorizzazione di cui all'articolo 7, la gestione dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande a favore del pubblico. I soggetti ai quali è affidata la gestione devono munirsi dell'autorizzazione di cui all'articolo 7, secondo quanto previsto dal regolamento di esecuzione.
4. Le convenzioni di cui ai commi 2 e 3 devono essere di durata temporalmente limitata ed evidenziare i rapporti esistenti tra il titolare dell'autorizzazione principale e quello dell'autorizzazione relativa alla gestione dei settori affidati, allo scopo di garantire la coerenza delle attività gestite separatamente con l'unico livello di classificazione attribuito all'esercizio nel suo complesso. Ulteriori contenuti obbligatori delle convenzioni di cui ai commi 2 e 3 possono essere stabiliti nel regolamento di esecuzione e, con riferimento agli esercizi alberghieri, nella normativa che concerne la loro classificazione.
5. Ai fini di questa legge ciascun soggetto gestore risponde direttamente dell�attività gestita nei confronti della pubblica amministrazione, fatta salva la responsabilità solidale del soggetto che ha affidato la gestione delle singole attività.
6. Per i settori la cui gestione sia affidata ai sensi dei commi 2 e 3 è consentito l'uso di insegne diverse, previo assenso del titolare."
- La legge provinciale 5 settembre 1991, n. 22 (BU 10 settembre 1991, n. 39, suppl. ord. n. 1), come da ultimo modificata dalla legge provinciale 19 febbraio 2002, n. 1 (BU 26 febbraio 2002, n. 9, suppl. n. 2), concerne "Ordinamento urbanistico e tutela del territorio".
- L'articolo 82 della citata LP n. 22 del 1991, come sostituito dall'articolo 65 della legge provinciale n. 10 del 1998 (BU 15 settembre 1998, n. 38, suppl. n. 1), dispone:
Interventi soggetti a concessione
1. Ogni attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, ivi compreso il sottosuolo, è soggetta a concessione, ad eccezione degli interventi soggetti ad autorizzazione ovvero a denuncia d'inizio di attività e di quelli elencati dall'articolo 77."
- L'articolo 83 della citata LP n. 22 del 1991, come sostituito dall'articolo 65 della legge provinciale n. 10 del 1998, dispone:
1. Sono soggetti ad autorizzazione i seguenti interventi:
a) l'occupazione di suolo pubblico o privato con depositi di materiale, serre, tettoie quali pertinenze di attività o di residenza, attrezzature mobili, esposizione a cielo libero di veicoli e merci in genere;
b) i capanni di caccia fissi realizzati nelle aree ove è consentito l'esercizio dell'attività venatoria;
c) i reinterri e gli scavi, con esclusione delle cave e torbiere;
d) le opere di manutenzione straordinaria;
e) gli interventi di restauro e di risanamento conservativo e le opere di demolizione di immobili;
f) le aree destinate ad attività sportive senza creazione di volumi;
g) le recinzioni, i muri di sostegno e contenimento fino a tre metri di altezza, le pavimentazioni stradali, le sistemazioni esterne agli edifici non comportanti aumenti di volume;
h) la costruzione e la sostituzione di impianti tecnologici al servizio di edifici esistenti, purché non comportanti aumenti di volume, salvo il caso di volumi tecnici che si rendano indispensabili in base a nuove disposizioni in materia;
i) le opere e gli impianti necessari al rispetto della normativa sullo smaltimento dei rifiuti solidi, liquidi ed aeriformi, all'igienicità ed idoneità degli edifici nonché alla sicurezza, purché non comportanti aumenti di volume, salvo il caso di volumi tecnici che si rendano indispensabili in base a nuove disposizioni in materia;
j) le opere di miglioramento dei livelli di coibentazione termica, acustica o di inerzia termica di edifici esistenti;
k) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo a carattere geognostico;
l) i lavori di cui all'articolo 87, comma 5, per rendere l'opera abitabile o agibile;
m) i parcheggi, da realizzare nel sottosuolo e nei locali a piano terreno degli edifici, da destinare a pertinenza di singole unità immobiliari;
n) le opere di eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esistenti;
o) il mutamento senza opere della destinazione d'uso delle unità immobiliari, quale risulta dal provvedimento di concessione o dalla licenza edilizia o, per gli immobili costruiti prima dell'entrata in vigore della legge 6 agosto 1967, n. 765 (Modifiche ed integrazioni alla legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150), dallo stato di fatto, purché sia rispettata la dotazione degli spazi di parcheggio di cui all'articolo 73;
p) le opere interne alle costruzioni che non comportino modificazioni della sagoma e dei prospetti della costruzione né aumento delle superfici utili e del numero delle unità immobiliari, che non modifichino la destinazione d'uso delle costruzioni e delle singole unità immobiliari, non rechino pregiudizio alla statica dell'immobile e rispettino le originarie caratteristiche costruttive degli edifici.
2. L'autorizzazione non può avere durata superiore a tre anni; qualora entro tale termine gli interventi non siano stati ultimati, deve essere richiesta una nuova autorizzazione."
- L'articolo 88 della citata LP n. 22 del 1991, come modificato dall'art. 5 della legge provinciale 8 maggio 2000, n. 4 (BU 9 maggio 2000, n. 20, suppl. n. 1), dispone:
Domande di autorizzazione e concessione
1. Possono richiedere la concessione o l'autorizzazione i proprietari dell'immobile nonché coloro che dimostrino di avere un valido titolo risultante da atto pubblico o da scrittura privata autenticata, da provvedimento dei poteri pubblici ovvero da successione ereditaria.
2. La domanda di concessione o di autorizzazione deve essere corredata dalla prescritta documentazione tecnica in adeguato numero di copie nonché dei provvedimenti citati al comma 4.
3. Ogni comune deve tenere in pubblica visione i registri delle domande e delle concessioni ed autorizzazioni rilasciate.
4. La concessione edilizia e l'autorizzazione edilizia costituiscono gli atti conclusivi finali per procedere alla realizzazione delle opere richieste e sono subordinate all'avvenuto rilascio delle autorizzazioni, visti, pareri e nulla-osta previsti:
a) dal capo IV del presente titolo;
b) dalle norme di attuazione del piano urbanistico provinciale;
c) dalle norme concernenti il vincolo idrogeologico di cui al regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267;
d) dalle norme relative al vincolo di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089;
e) dall'articolo 7 della legge provinciale 8 luglio 1976, n. 18;
f) da altre disposizioni che lo prevedano.
5. Prima di rilasciare l'autorizzazione o la concessione, il sindaco deve accertarsi che il progetto delle opere sia stato sottoposto al parere del servizio antincendi della Provincia ogni qualvolta tale parere sia prescritto dalle norme in vigore."
- La legge 25 agosto 1991, n. 284 (g.u. 2 settembre 1991, n. 205) concerne "Liberalizzazione dei prezzi del settore turistico e interventi di sostegno alle imprese turistiche".
Nota all'articolo 24
- Per la legge provinciale 14 luglio 2000, n. 9 vedi la nota all'articolo 3.
- L'articolo 26 della citata LP n. 9 del 2000 dispone:
1. Lo svolgimento dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande di cui all'articolo 2 senza l'autorizzazione prevista dall'articolo 7 per la specifica attività svolta, oppure quando l'autorizzazione sia stata revocata o sospesa, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 1.000.000 a lire 6.000.000, nonché con l'immediata chiusura dell'esercizio da parte dell'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione.
2. Lo svolgimento dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande di cui all'articolo 3 senza l'autorizzazione prevista dall'articolo 8, oppure quando l'autorizzazione sia stata revocata o sospesa, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500.000 a lire 3.000.000, nonché con l'immediata chiusura dell'esercizio da parte dell'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione.
3. Lo svolgimento dell'attività ricettiva senza l'autorizzazione prevista dall'articolo 9, oppure quando l'autorizzazione sia stata revocata o sospesa, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 1.500.000 a lire 9.000.000, nonché con la chiusura dell'esercizio da parte dell'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione.
4. La chiusura dell'esercizio prevista dal comma 3 può essere posticipata, fatta salva la necessità d'intervenire in via immediata ove sussistano ragioni di tutela della pubblica incolumità o dell�igiene, fino a un massimo di trenta giorni dalla notificazione della violazione, in presenza di situazioni d'interesse pubblico adeguatamente motivate.
5. Lo svolgimento di attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande da parte dei soggetti autorizzati ai sensi dell'articolo 8 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 1.000.000 a lire 6.000.000. In caso di ripetute violazioni l'autorizzazione può essere revocata e non si può dare una nuova autorizzazione se non sia trascorso almeno un anno dal giorno della revoca.
6. La violazione delle norme dell�articolo 12 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 350.000 a lire 2.500.000. Nel caso di gestione separata non autorizzata l'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione dispone inoltre l'immediato divieto di proseguire nell'attività.
7. La mancata esposizione dei cartelli previsti da questa legge è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 150.000 a lire 1.500.000.
8. L'inosservanza dei turni stabiliti ai sensi dell'articolo 20, comma 2, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 250.000 a lire 2.000.000.
9. La violazione delle altre norme di questa legge è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 200.000 a lire 2.000.000.
10. Per le violazioni previste dai commi 5 e 8 l'autorità competente all'irrogazione della sanzione pecuniaria, se ritiene fondato l'accertamento, può applicare contestualmente all'ordinanza-ingiunzione la sanzione amministrativa accessoria della sospensione dell'attività per un periodo, rispettivamente, da quattro a venti giorni e da due a venti giorni; per le altre violazioni l'autorità può applicare contestualmente, in caso di recidiva specifica nel medesimo quinquennio o di particolare gravità, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione dell'attività per un periodo da due a trenta giorni.
11. Per l'applicazione delle sanzioni amministrative si osserva la legge 24 novembre 1981, n. 689.
12. Quando viene accertata una violazione prevista dalla presente legge il pubblico ufficiale che l'ha fatto, fermo restando l'obbligo del rapporto di cui all'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, trasmette copia del verbale di accertamento munito degli estremi di notifica, senza ritardo, all'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione.
13. L'emissione dell'ordinanza-ingiunzione e dell'ordinanza di archiviazione di cui all'articolo 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689 spetta al comune competente per territorio.
14. Le somme riscosse ai sensi di quest'articolo sono introitate nel bilancio del comune competente per territorio.
15. L'eventuale applicazione delle sanzioni penali previste dalla legislazione statale non esclude l'applicazione per gli stessi fatti delle sanzioni amministrative previste da questa legge.
16. Ove ne ricorrano i presupposti il Presidente della Giunta provinciale, ai sensi dell'articolo 100 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, può sospendere l'autorizzazione. La sospensione non può avere durata superiore a quindici giorni; è fatta salva la facoltà di disporre la sospensione per una durata maggiore, quando ciò sia necessario per particolari esigenze di ordine e sicurezza pubblica specificamente motivate.
17. Salvi i casi di cui ai commi 1, 2, 3 e 6 e quelli relativi ad aspetti d'incolumità pubblica e d'igiene, i provvedimenti concernenti il diniego o la sospensione delle autorizzazioni previste da questa legge o inibitori dello svolgimento dell'attività, emanati dalle autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni, sono adottati previa contestazione agli interessati dei motivi su cui essi si fondano e tenuto conto delle deduzioni e delle osservazioni che gli interessati possono presentare per iscritto entro il termine massimo di trenta giorni.
18. La presentazione di denunce penali collegate alla mancata osservanza dei provvedimenti di sospensione e chiusura previsti da questa legge non impedisce, a norma dell'articolo 5 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, l'esecuzione coattiva dei medesimi provvedimenti."
Nota all'articolo 29
_ La legge 24 novembre 1981, n. 689 (g.u. 30 novembre 1981, n. 329, suppl. ord.) concerne "Modifiche al sistema penale" ed è stata da ultimo modificata dalla legge 23 dicembre 2000, n. 388 (g.u. 29 dicembre 2000, n. 302, suppl. ord.).
- L'articolo 18 della citata legge n. 689 del 1981, come modificato dall'articolo 10 della legge 3 agosto 1999, n. 265 (g.u. 6 agosto 1999, n. 183, suppl. ord.), dispone:
Il pagamento è effettuato all'ufficio del registro o al diverso ufficio indicato nella ordinanza-ingiunzione, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione di detto provvedimento, eseguita nelle forme previste dall'articolo 14; del pagamento è data comunicazione, entro il trentesimo giorno, a cura dell'ufficio che lo ha ricevuto, all'autorità che ha emesso l'ordinanza.
L'ordinanza-ingiunzione costituisce titolo esecutivo. Tuttavia l'ordinanza che dispone la confisca diventa esecutiva dopo il decorso del termine per proporre opposizione, o, nel caso in cui l'opposizione è proposta, con il passaggio in giudicato della sentenza con la quale si rigetta l'opposizione, o quando l'ordinanza con la quale viene dichiarata inammissibile l'opposizione o convalidato il provvedimento opposto diviene inoppugnabile o è dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso la stessa."
Nota all'articolo 38
- La legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23 (BU 9 dicembre 1992, n. 50), come da ultimo modificata della legge provinciale 19 febbraio 2002, n. 1 (BU 26 febbraio 2002, n. 9, suppl. n. 2), concerne "Principi per la democratizzazione, la semplificazione e la partecipazione all'azione amministrativa provinciale e norme in materia di procedimento amministrativo".
- L'articolo 23 della sopra citata LP n. 23 del 1992, come sostituito dall'articolo 14 della legge provinciale 8 settembre 1997, n. 13 (BU 11 settembre 1997, n. 43, straord.), dispone:
Denuncia di inizio attività e silenzio - assenso
1. In tutti i casi in cui l'esercizio di un'attività privata sia subordinato ad autorizzazione, a licenza, ad abilitazione, a nullaosta, a permesso o ad altri atti di consenso comunque denominati, ad eccezione delle autorizzazioni rilasciate ai sensi della normativa vigente in materia di tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico, il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento dei presupposti e dei requisiti di legge, senza l'esperimento di prove a ciò destinate che comportino valutazioni tecniche discrezionali, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo per il rilascio degli atti stessi, l'atto di consenso si intende sostituito da una denuncia di inizio attività da parte dell'interessato alla struttura competente in via principale per il procedimento, attestante l'esistenza dei presupposti e dei requisiti di legge, eventualmente accompagnata dall'autocertificazione dell'esperimento di prove a ciò destinate, ove previste. In tali casi spetta alla struttura competente, entro e non oltre sessanta giorni dalla denuncia, verificare d'ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti e disporre, se del caso, con provvedimento motivato da notificare all'interessato entro il medesimo termine, il divieto di prosecuzione dell'attività e la rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività e i suoi effetti entro il termine prefissatogli dal dirigente della struttura stessa.
2. La Giunta provinciale determina i casi in cui la disposizione di cui al comma 1 non si applica, in quanto il rilascio dell'atto di consenso dipenda dall'esperimento di prove che comportino valutazioni tecniche discrezionali.
3. La Giunta provinciale determina i casi in cui la domanda di rilascio di autorizzazione, di licenza, di abilitazione, di nullaosta, di permesso o di altro atto di consenso comunque denominato, cui sia subordinato l'esercizio di un'attività privata, si considera accolta qualora non venga comunicato all'interessato il provvedimento di diniego entro il termine fissato per categorie di atti, in relazione alla complessità di procedimenti, dalla medesima deliberazione. In tali casi la struttura competente per il procedimento in via principale può annullare l'atto di assenso illegittimamente formato, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a sanare i vizi entro il termine prefissatogli dal dirigente della struttura stessa.
4. Le deliberazioni della Giunta provinciale di cui ai commi 2 e 3 sono pubblicate nel Bollettino Ufficiale della regione.
5. Nulla è innovato per quanto concerne la disciplina urbanistica"
- Il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (g.u. 26 giugno 1931, n. 146), come da ultimo modificato dalla legge 1 marzo 2002, n. 39 (g.u. 26 marzo 2002, n. 72, suppl. ord.), concerne "Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza".
- Gli articoli 11 e 92 del sopra citato r.d. n. 773 del 1931 dispongono rispettivamente:
(art. 10 T.U. 1926)
(art. 90 T.U. 1926)
Oltre a quanto è preveduto dall'art. 11, la licenza di esercizio pubblico e l'autorizzazione di cui all'art. 89 non possono essere date a chi sia stato condannato per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, o contro la sanità pubblica o per giuochi d'azzardo, o per delitti commessi in istato di ubriachezza o per contravvenzioni concernenti la prevenzione dell'alcoolismo, o per infrazioni alla legge sul lotto, o per abuso di sostanze stupefacenti."
Nota all'articolo 45
- Per l'articolo 18 della legge 24 novembre 1981, n. 689 vedi la nota all'articolo 29.
Nota all'articolo 46
- L'articolo 3 della sopra citata LP n. 9 del 2000, come modificato dall'articolo 46 di questa legge, dispone:
Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande non aperti al pubblico
1. Fatto salvo il regime speciale di cui all'articolo 13, sono esercizi di somministrazione di alimenti e bevande non aperti al pubblico:
a) le mense nelle quali la somministrazione di pasti viene effettuata, a mezzo terzi, esclusivamente nei confronti di studenti e del personale di aziende, amministrazioni, enti e scuole preventivamente convenzionate;
b) gli spacci annessi ad aziende, amministrazioni, enti e scuole nei quali la somministrazione di bevande viene effettuata, a mezzo terzi, esclusivamente nei confronti degli studenti o del rispettivo personale;
c) gli spacci e le mense annessi a circoli e ad associazioni, operanti senza scopo di lucro nel campo dell'organizzazione del tempo libero, nei quali la somministrazione di alimenti e bevande viene effettuata esclusivamente nei confronti degli associati e dei loro familiari, in forme e modalità assolutamente accessorie e limitate rispetto allo svolgimento dell'attività sociale preventivamente comprovata. Fanno eccezione gli spacci annessi a circoli, associazioni o club per i quali sia da escludere il carattere privato in relazione al numero rilevante delle persone che vi accedono, alla complessità e alla dimensione del locale, alla pubblicità e alle modalità di accesso o alla prevalenza dell'attività di somministrazione rispetto agli scopi sociali; tali spacci sono soggetti alla disciplina applicabile agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande aperti al pubblico;
d) gli spacci e le mense annessi a ostelli per la gioventù, case per ferie e strutture ricettive all'aria aperta, nei quali la somministrazione di alimenti e bevande viene effettuata esclusivamente nei confronti degli alloggiati;
e) gli esercizi che effettuano attività di somministrazione di alimenti e bevande al domicilio del consumatore."
- L'articolo 30 della sopra citata LP n. 9 del 2000, come modificato dall'articolo 46 di questa legge, dispone:
Abrogazioni e ricognizione di casi esclusi dall'applicazione della legge
1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 29 sono abrogati:
a) gli articoli 5, primo comma, lettera f), 37, 38, 39, 39 bis, 40, 41, 42, 55 e 74, secondo comma, della legge provinciale 22 dicembre 1983, n. 46;
b) gli articoli 46, 47, 48, 49, 50, 50 bis, 51, 52, 53, 54 e 54 bis del decreto del Presidente della Giunta provinciale 13 dicembre 1984, n. 18-13/Legisl., come da ultimo modificato dal decreto del Presidente della Giunta provinciale 16 febbraio 1999, n. 1-118/Leg;
2. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 29 cessano di applicarsi, per quanto attiene gli esercizi alberghieri e di affittacamere e gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande:
a) gli articoli 31 e 75 della legge provinciale 22 dicembre 1983, n. 46;
b) gli articoli 28 e 70 del decreto del Presidente della Giunta provinciale 13 dicembre 1984, n. 18-13/Legisl;
b bis) l'articolo 10 (Delega ai comuni in materia di pubblici esercizi) della legge provinciale 1 febbraio 1993, n. 3.
3. Dalla data di prima applicazione della presente legge sono o restano inapplicati nel territorio provinciale, per quanto attiene gli esercizi alberghieri e gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande:
a) gli articoli 86, 89, 90, 91, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 102 e 103 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;
b) gli articoli 152, 154, 157, 159, 162, 163, 164, 165, 166, 167, 168, 169, 170, 171, 172, 173, 174, 175, 176, 178, 180, 185, 186, 187, 189, 190, 194 e 195 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 (Approvazione del regolamento per l'esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n. 773, delle leggi di pubblica sicurezza), come da ultimo modificato dal decreto legislativo 23 aprile 1998, n. 134;
c) la legge 1 giugno 1971, n. 425 (Chiusura settimanale dei pubblici esercizi), come modificata dalla legge 24 novembre 1981, n. 689.
4. Nulla è innovato per quanto concerne la ricezione turistica all'aperto, i rifugi alpini, il commercio ambulante, l'agriturismo e i complessi ricettivi a carattere turistico-sociale, che restano disciplinati dalle disposizioni che li concernono e in particolare dalle seguenti:
a) legge provinciale 13 dicembre 1990, n. 33 (Disciplina della ricezione turistica all'aperto e modifiche a disposizioni provinciali in materia di impatto ambientale, zone svantaggiate, esercizi alberghieri, campionati mondiali di sci nordico e attività idrotermali), come da ultimo modificata dalla legge provinciale 13 dicembre 1999, n. 6;
b) legge provinciale 15 marzo 1993, n. 8 (Ordinamento dei rifugi alpini, bivacchi, sentieri e vie ferrate), come da ultimo modificata dalla legge provinciale 11 settembre 1998, n. 10;
c) legge provinciale 22 dicembre 1983, n. 46;
d) legge provinciale 10 marzo 1986, n. 9 (Disciplina dell'agriturismo), come da ultimo modificata dalla legge provinciale 12 febbraio 1996, n. 3;
e) articolo 1, primo comma, numeri 1), 4) e 5), e articoli 2, 3 e 4 della legge regionale 5 maggio 1958, n. 10 (Disciplina dei complessi ricettivi complementari a carattere turistico-sociale)."
Nota all'articolo 50
- La legge provinciale 16 novembre 1981, n. 23 (BU 24 novembre 1981, n. 57), come da ultimo modificata dalla legge provinciale 22 marzo 2001, n. 3 (BU 27 marzo 2001, n. 13, suppl. n. 2), concerne "Disciplina degli esercizi alberghieri, degli esercizi di affittacamere e dell'ospitalità turistica familiare".
- Disegno di legge 26 marzo 1999, n. 25, d�iniziativa del consigliere Carlo Andreotti (Partito Autonomista Trentino Tirolese), concernente "Disciplina degli esercizi alberghieri e promozione della qualità della ricettività alberghiera"
- Assegnato alla Seconda commissione permanente l'11 maggio 1999.
- Parere favorevole della Seconda commissione permanente espresso il 13 febbraio 2002.
- Approvato dal Consiglio provinciale il 7 maggio 2002.

References: ARTICOLO 1

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 sentenza 
 articolo 1