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Timestamp: 2019-08-22 16:08:58+00:00

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turismo in Italia – Il blog di Rita e Giulia
ripropongo voentieri 🙂
Turismo nel Veneto: niente più discriminazioni.
Scritto il 3 luglio 2013 Categorie Bed and breakfast,Italia Cultura,Italia legislazione turismo,Italia legislazione turismo,Italia Turismo,leggi regionali turismo,ricettività extralberghiera,short lets,Strutture Ricettive Italia,turismo generaleTag comunicazione turismo,discriminazioni,leggi turismo,sindrome down,turismo in Italia,veneto turismoLascia un commento su Turismo nel Veneto: niente più discriminazioni
la maledizione del Baùscia
Ieri parlando con nuovi amici è venuta fuori una situazione di malessere relativa ai rapporti con i locali; da qualche anno si sono infatti trasferiti da Milano in un luogo bellissimo dove avevano intenzione di passare il resto dei loro giorni con una migliore qualità di vita rispetto alla precedente. Proprio a causa di questo problema, appena sarà possibile, si trasferiranno nuovamente. Peccato! Un’occasione mancata.
Visto che non è il primo caso nella cerchia delle mie conoscenze ne voglio parlare qui e fare una riflessione sul cambiamento, sui rapporti umani, sui pregiudizi e anche sul turismo.
Lo faccio pensando a quante persone vanno via dall’Italia o emigrano dal sud al nord per motivi di lavoro, per avere nuove e migliori prospettive di vita ma anche per le persone di una certa età che, provenienti da una grande città, dopo una vita di stress e lavoro, decidono di lasciare tutto e andare in quello che considerano il loro meritato buen retiro.
In tutti i tre casi la nuova destinazione è una località tranquilla, con pochi abitanti, in una regione a vocazione turistica dove il livello di vita è riconosciuto come buono, in due casi su tre la località prescelta come residenza era ben conosciuta da prima perché frequentata per anni come turisti, proprietari o affittuari di seconde case.
Caso a) coppia senza figli di età 45-60 da Varese si trasferiscono in Trentino, dove spendono anche molto per ristrutturare una baita; la moglie trova lavoro come insegnante e il marito apre un atelier di vetrate artistiche. I due hanno frequentato la zona per 20 anni almeno e prima di loro i genitori ed erano conosciuti e benvoluti ogni volta che vi si recavano in vacanza. Una volta installati con il trasferimento di residenza hanno notato un cambiamento di atteggiamento nei loco confronti: venivano ignorati, non li salutavano e nell’atelier non entrava mai nessuno…Tanto che dopo qualche anno e un inizio di esaurimento se ne tornano a Varese.
Mi domando: “Come mai anche in Trentino, una delle regioni più avanzate per la politica turistica di accoglienza, possono succedere queste cose? Significa forse che se sei residente non sei più turista, non porti soldi (paghi le tasse però) e ti metti in competizione con gli abitanti…? Quindi non sei più degno di rispetto, attenzioni e amicizia?”
Caso b) coppia matura 50-65, una famiglia ricomposta con figli adulti e nipoti che li vanno a trovare di tanto in tanto: il loro sogno si avvera e da Milano si trasferiscono in Liguria nell’entroterra di levante, si tratta di un centro piuttosto piccolo a soli 6 km dal mare; nella località marina limitrofa hanno avuto seconde case di vacanza per anni. Anche loro notano freddezza negli abitanti, i vicini di casa non li salutano nemmeno e non hanno interesse ad instaurare rapporti umani, trovano freddo e scostante anche il rapporto con i negozianti della zona , che tra loro li chiamano in modo dispregiativo “i bauscia” ; la signora voleva aprire una micro attività in loco che avrebbe potuto attirare visitatori ma ci rinuncia a malincuore. Ora stanno cercando casa in Toscana. Tra le altre cose è emerso che neppure nella località di mare c’è una grande attenzione al cliente… ad esempio in spiaggia dove i nostri hanno un abbonamento per l’intera stagione, vengono invitati con modi bruschi a lasciare l’ombrellone tassativamente entro le 19.00. L’ultima volta la signora ha risposto dicendo che a Rimini a quell’ora si serve l’aperitivo invitando scherzosamente il bagnino a condividere quest’esperienza ma quest’ultimo ha risposto che allora andasse pure a Rimini…
Loro affermano che : “i liguri hanno un carattere pessimo, non sanno trattare con la gente, come possono attrarre i turisti se si comportano così?” Io dico che non è così dappertutto ma sicuramente il turismo ligure non se la passa bene.
Caso c) coppia matura 55-65 senza figli attratta dalla bellezza del luogo e su invito di sedicenti amici, lascia la Lombardia per la Svizzera, Canton Vallese. Non conoscevano bene la zona e purtroppo la mentalità dei locali. Acquistano casa, un grande chalet a 1000 m. di quota con vista mozzafiato sulla valle a pochi minuti da un notevole comparto sciistico, da adibire in parte a Bed and Breakfast. Qualche incomprensione ma c’è la volontà di superare. Nel momento in cui si apprestano ad avviare l’attività, peraltro minima, incontrano tutta una serie di problemi anche di tipo burocratico, quello che si dice “mettere i bastoni tra le ruote” e di qualcuno che cerca solo di spillare loro solo dei soldi. Un’amica ( locale) dice che si tratta di invidia. Non riescono a capire chi possa essere e per quale motivo ma dopo 6 mesi decidono di lasciar perdere il Bed and Breakfast e di provare a vivere tranquillamente. In seguito, suffragata anche da altre motivazioni, prendono la decisione di mettere in vendita la casa e dopo quattro anni riescono a rientrare in Italia, senza rimpianti. Fermo restando che alcuni rapporti di amicizia consolidati che non si perderanno.
Qui entra in gioco purtroppo un certo blando razzismo, i locali affermano candidamente “gli italiani li abbiamo sempre avuti qui a lavorare, li abbiamo accettati ormai…” non è però concepibile per alcuni che “une petite italienne , si metta allo stesso livello dei locali in tutto e per tutto, anche se portatrice di cultura, innovazione e buone idee per il territorio. Se lo straniero è super-ricco va tutto bene… È ovvio che non si può e non si deve generalizzare ma purtroppo certi atteggiamenti sono piuttosto diffusi.
L’ amara conclusione è che colui che viene da fuori è visto spesso dalle popolazioni locali come una minaccia e non come apporto di novità e cultura, o come una ulteriore opportunità economica come è avvenuto e avviene, in particolare nei centri più piccoli e idilliaci. Nei casi citati non siamo in presenza di culture lontanissime, in due dei casi siamo nello stesso Paese, addirittura di regioni limitrofe. Forse c’è ancora l’antagonismo tra città e campagna/montagna. Si pensa forse che chi viene dalla città non ha fatto nulla per il territorio e non si merita il pieno godimento e anzi porta via il lavoro a chi già risiede.
Il Vallese forse è un caso un po’ estremo, di una regione rimasta isolata per secoli anche se ha sempre avuto frequenti rapporti con le popolazioni al di là delle Alpi, inoltre esistono ancora rivalità e diffidenza nei confronti di chi è nato a soli tre chilometri di distanza, nel villaggio vicino, considerato non uno dei nostri. Qui è molto marcata la dicotomia tra la popolazione locale molto tradizionalista e un po’ chiusa, con le sue caratteristiche peculiari e dall’altro lato i turisti. Polli da spennare, il turismo è considerato unicamente un modo per far soldi anche a discapito della conservazione del territorio, la principale risorsa ma…questa è un ‘altra storia.
E’ amaro tutto ciò ma ne ho voluto parlare per fare un ragionamento sul turismo. E’ proprio vero che il turismo può funzionare se la popolazione residente innanzitutto sta bene ma soprattutto se è consapevole di essere parte di un territorio e ne diviene ambasciatrice , è accogliente e aperta all’esterno. Prima di lanciare programmi di sviluppo turistico che non siano mero sfruttamento del suolo è infatti buona norma consultare la popolazione locale, per far emergere i problemi e le ostilità e illustrare i vantaggi che un armonico sviluppo turistico (sostenibile) può portare al territorio e alla popolazione residente. Senza contare che vivremmo tutti meglio.
Scritto il 28 febbraio 2013 Categorie Emigrare in Svizzera,Italia Cultura,turismo generaleTag bauscia,esperienze di vita,incomprensioni,Milanesi,rapporti popolazioni e turisti,sviluppo sostenibile,sviluppo turistico,trasferirsi,trasferirsi in Svizzera,turismo in Italia,Vallese,vivere in Liguria,vivere in TrentinoLascia un commento su la maledizione del Baùscia
Nuovo seminario su Bed and Breakfast e Short Lets
Per coloro che non sono riusciti a partecipare alla sessione del 17 marzo scorso abbiamo fissato un nuovo appuntamento:
Scritto il 24 aprile 2012 Categorie Bed and breakfast,Italia legislazione turismo,Italia Turismo,Strutture Ricettive Italia,turismo generaleTag accoglienza ospiti,Bed and Breakfast,casa vacanze,formazione,Formtre,Giulia Carosella,guadagnare,marketing turistico,Milano turismo,promozione,ricettività extra-alberghiera,Rita Apollonio,seminario legislazione turismo,short lets,turismo,turismo in Italia,web marketing5 commenti su Nuovo seminario su Bed and Breakfast e Short Lets
Strutture ricettive extralberghiere in Italia: le novità legislative
In questo blog mi ero riproposta di parlare della Svizzera ma visto l’interesse suscitato da un post sulle strutture ricettive in Italia, riprendo questo tema per riportare il testo del decreto legislativo emanato qualche mese fa dal governo.
ART. 2 (Principi sulla produzione del diritto in materia turistica)
3. Le funzioni amministrative, esercitate dallo Stato di cui ai commi 1 e 2, sono attribuite al Presidente del Consiglio.
Questi commi spiegano il perchè di un intervento statale sul turismo, che come ho più volte ribadito, è di competenza legislativa delle Regioni, che dovranno quindi recepire queste norme ed emanare leggi regionali per l’applicazione delle stesse. Non è detto che lo facciano celermente ed integralmente.
Solo quelle potranno avere incentivi e finanziamenti…
e veniamo al riordino con la specifica delle strutture ricettive alberghiere/paralberghiere ed extralberghiere
ART. 8 (Classificazione)
3. E’ fatto divieto ai soggetti che non svolgono l’attività ricettiva, disciplinata dalle previsioni di cui al comma 2, di utilizzare nella ragione e nella denominazione sociale, nell’insegna e in qualsiasi forma di comunicazione al pubblico, anche telematica, parole e locuzioni, anche in lingua straniera, idonee ad indurre confusione sulla legittimazione allo svolgimento della stessa. Per le violazioni a tale divieto le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano stabiliscono una sanzione amministrativa pecuniaria
ART. 9 (Strutture ricettive alberghiere e paralberghiere)
questa è una novità, il dibattito era aperto da tempo si distinguono infine i B&B in forma imprenditoriale da quelli che non lo sono, con i pro e i contro del caso…
ART. 1 (Classificazione standard qualitativi) Hic sunt leones…
1. Gli standard minimi nazionali per le imprese turistiche ricettive, escluse le strutture agrituristiche …, sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, o del Ministro delegato, previa consultazione delle associazioni di categoria e dei rappresentanti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e acquisita l’intesa con la Conferenza permanente dei rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
3. Al fine di accrescere la competitività di promozione commerciale internazionale e di garantire il massimo livello di tutela del turista, viene istituito ed introdotto, su base nazionale, un sistema di rating, associabile alle stelle, che consenta la misurazione e la valutazione della qualità del servizio reso ai clienti. A tale sistema aderiscono, su base volontaria, i singoli alberghi. Per qualità del servizio reso ai clienti si intende l’insieme delle attività, dei processi e dei servizi, misurabili e valutabili, rivolti alla soddisfazione dei clienti. Il sistema nazionale di rating è organizzato tenendoconto della tipologia delle strutture. Al fine di accrescere gli standards di sicurezza e di garantire la massima tutela del turista si tiene conto della presenza, ove necessaria, di appositi strumenti salvavita. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato, d’intesa con la Conferenza Stato-regioni, sentite le associazioni dei consumatori e di categoria, vengono definiti i parametri di misurazione e valutazione della qualità del servizio turistico nonché individuati criteri e le modalità per l’attuazione del sistema di rating.
ART. 12 (Strutture ricettive extralberghiere)
1. Ai fini del presente decreto legislativo, … sono strutture ricettive extralberghiere:
q) ogni altra struttura turistico-ricettiva che presenti elementi ricollegabili a uno o più delle precedenti
2. Gli esercizi di affittacamere sono strutture ricettive composte da camere ubicate in più appartamenti ammobiliati nello stesso stabile, nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari
Qui non viene specificato se sono o meno strutture ricettive imprenditoriali … né del numero delle camere ammesse
ART. 16 (Semplificazione degli adempimenti amministrativi delle strutture turistico – ricettive)
6. L’esercizio delle strutture ricettive è subordinato al possesso dei requisiti previsti dagli articoli 11 92 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni.
ART. 17 – (Sportello) qualcuno li ha visti?
in fondo, ma proprio in fondo ho trovato questo articolo che mi sembra interessante…
ART. 53 – (Locazioni ad uso abitativo per finalità turistiche)
Ora teniamo d’occhio le Regioni e i Comuni per capire come vengono applicate queste disposizioni
Scritto il 8 agosto 2011 8 agosto 2011 Categorie Strutture Ricettive Italia,turismo generaleTag alberghi,dlg 23 maggio 2011,leggi turismo,locazione turistica,requisiti minimi,short lets,standard qualità,strutture ricettive extralberghiere,strutture ricettive paralberghiere,turismo in Italia10 commenti su Strutture ricettive extralberghiere in Italia: le novità legislative

References: ART. 2

ART. 8

ART. 9

ART. 1

ART. 12

ART. 16

ART. 17

ART. 53