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Timestamp: 2020-07-13 21:33:19+00:00

Document:
L.R. 9 maggio 1990, , n. 66	||	Valutazione dell'impatto ambientale: disciplina delle attribuzioni a procedure.	||	[abrogata]
L.R. 9 maggio 1990, n. 66 ([1]).
Valutazione dell’impatto ambientale: disciplina delle attribuzioni a procedure ([2]).
Art. 1 Finalità e portata della legge.
Art. 2 Procedure di comunicazione, pubblicità e osservazioni.
Art. 3 Istruttoria e pronuncia sulla compatibilità ambientale dei progetti.
Art. 4 Funzioni sub-delegate e loro esercizio.
Art. 5 Esercizio delle funzioni sub-delegate.
Art. 6 Controllo sull’attività degli enti sub-delegati.
Art. 7 Funzioni del comitato speciale di cui alla L.R. 16 settembre 1987, n. 62 e successive modificazioni.
Finalità e portata della legge.
1. In applicazione della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive norme di attuazione, la presente legge disciplina competenze e procedure alle quali vanno assoggettati, in ambito regionale, i progetti delle opere per i quali le disposizioni in vigore richiedono la valutazione dell’impatto ambientale.
Procedure di comunicazione, pubblicità e osservazioni.
1. I progetti delle opere indicati al precedente articolo sono comunicati, prima della loro approvazione, oltre che al Ministro dell’ambiente ed al Ministro per i beni culturali e ambientali, anche alla Giunta regionale - Settore Urbanistica Beni Ambientali e Cultura - presso i cui uffici il progetto e gli elaborati della comunicazione, così come definiti dal comma 2 e successivi, rimangono depositati al fine della consultazione da parte del pubblico e per il relativo esame da parte dell’apposita struttura indicata dalla L.R. 24 maggio 1985, n. 58.
2. La comunicazione deve contenere gli elementi, i dati e i documenti prescritti dalle norme in vigore; in particolare devono essere allegati gli atti di progetto dall’art. 2, comma 1 e comma 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377, nonché uno studio d’impatto ambientale contenente le analitiche indicazioni prescritte dal comma 3 dello stesso decreto.
3. I documenti, atti ed elaborati vanno forniti almeno in numero di 8 copie, di cui una dichiarata originale e le altre autenticate nei modi di legge.
4. Contestualmente alla comunicazione, il committente delle opere provvede alla pubblicazione sul quotidiano di maggiore diffusione regionale e su un quotidiano a diffusione nazionale, di un annuncio contenente:
a) l’indicazione dell’opera;
b) la sua localizzazione riferita all’incidenza spaziale e territoriale dell’intervento;
c) una sommaria descrizione del progetto ed una esposizione sintetica dei dati di maggior rilievo evidenziandone l’eventuale contrasto con i piani urbanistici, paesistici, territoriali e di settore.
5. L’effettuato deposito è tempestivamente dato al pubblico a cura del predetto Settore Urbanistica, Beni Ambientali e Cultura della Giunta regionale, mediante affissione di apposito avviso nell’albo regionale, istituito con la L.R. 16 settembre 1987, n. 62; lo stesso avviso di deposito è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.
6. Nel termine di 30 giorni decorrenti dalla affissione dell’avviso di deposito nell’albo regionale, chiunque, in conformità delle leggi vigenti, può presentare, in forma scritta, al Ministero per i beni culturali e ambientali ed alla Regione - Settore Urbanistica, Beni Ambientali e Cultura - istanze, osservazioni o pareri sull’opera soggetta a valutazione di impatto ambientale.
Istruttoria e pronuncia sulla compatibilità ambientale dei progetti.
1. Nei 20 giorni successivi al termine stabilito al comma 6 del precedente articolo 2, raccolte e valutate le istanze, osservazioni o pareri pervenuti, il progetto viene sottoposto all’esame del Comitato di coordinamento regionale istituito al successivo comma 4 il quale, limitatamente agli interessi regionali, per quanto possa concorrere al più completo esame da parte degli organi ministeriali competenti, provvede:
a) ad accertare la completezza della documentazione presentata;
b) a verificare la rispondenza della descrizione dei luoghi e delle loro caratteristiche ambientali a quelle documentate dal proponente;
c) a verificare che i dati del progetto, per quanto possa concernere i rifiuti di liquidi e solidi e le emissioni inquinanti nell’atmosfera, corrispondano alle prescrizioni dettate dalle norme di settore;
d) ad accertare la coerenza del progetto, per quanto concerne le tecniche di realizzazione e dei processi produttivi previsti, con i dati di utilizzo delle materie prime e delle risorse naturali;
e) ad accertare il corretto utilizzo delle metodologie di analisi e previsione, nonché l’idoneità delle tecniche di rilevazione e previsione impiegate dal proponente in relazione agli effetti ambientali;
f) ad individuare e descrivere l’impatto complessivo del progetto sull’ambiente anche in ordine ai livelli di qualità finale, raffrontando la situazione esistente al momento della comunicazione con la previsione di quella successiva.
2. Le determinazioni del Comitato vengono comunicate senza indugio al Ministero dell’ambiente, eventualmente anche in forma telegrafica; nei 15 giorni successivi esse vengono integrate da apposito provvedimento urgente della Giunta regionale. In ogni caso, la pronuncia regionale deve intervenire nel termine stabilito al comma 4 dell’art. 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, decorso il quale la procedura riprende il suo corso.
3. Le norme della presente legge si applicano integralmente anche all’esame dei progetti esecutivi, nelle ipotesi stabilite all’art. 2, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377.
4. Con decreto del Presidente della Giunta regionale viene costituito il Comitato di coordinamento regionale per l’attuazione della presente legge; esso è composto da:
- il Presidente della Giunta regionale con funzioni di presidente, con vicepresidenti i componenti la Giunta regionale preposti rispettivamente al Settore «Urbanistica, Beni Ambientali e Cultura» ed al Settore «Ecologia e Tutela dell’Ambiente»;
- del coordinatore del Settore Urbanistica B.B.A.A. e Cultura e da quello del Settore Ecologia e Tutela dell’Ambiente, i quali possono delegare dirigenti o funzionari dei rispettivi settori;
- dai dirigenti dei seguenti Servizi Regionali, o da funzionari con qualifica non inferiore alla 8ª appositamente delegati nell’ambito dei rispettivi servizi: Beni ambientali, Assetto del territorio, Amministrativo per l’Urbanistica, Genio civile competente per territorio, Ecologia, Difesa del suolo, Ispettorato ripartimentale delle foreste competente per territorio;
- da numero 3 esperti in materia ambientale, designati dal Consiglio regionale.
Funzioni sub-delegate e loro esercizio.
1. Sono subdelegate ai Comuni le funzioni amministrative previste dall’art. 82, 2° comma, lett. b), d), f) del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, limitatamente agli interventi ricadenti nelle parti del territorio qualificate come «B» dallo strumento urbanistico comunale, se sottoposte al vincolo paesistico di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497.
2. L’introduzione di nuovi vincoli ai sensi di legge se ricomprendono zone «B» comportano conseguentemente la subdelega delle predette funzioni ai comuni.
3. I provvedimenti amministrativi relativi alle funzioni di competenza comunale ai sensi della presente legge vengono emessi dal Sindaco previo parere scritto dell’ufficio tecnico comunale.
4. Il Sindaco sulla base del parere di cui al comma precedente rilascia l’autorizzazione paesaggistica. ([3])
Esercizio delle funzioni sub-delegate.
1. L’esercizio delle sub-delega di cui al precedente art. 4 da parte dei Comuni si svolge con l’osservanza delle norme contenute nella presente legge.
2. Negli atti compiuti in forza della presente legge, i Comuni devono espressamente indicare la sub-delega ricevuta; essi ne rispondono entro tali limiti anche nei confronti dei terzi dinanzi a tutte le giurisdizioni ed in ogni ordine e grado. È fatta comunque salva la legittimazione attiva e passiva, sia diretta che indiretta della Regione, la quale, per attività conseguenti, ivi incluse quelle di cui agli artt. 46 e seguenti della L.R. 27 febbraio 1980, n. 11, e 59 della L.R. 18 dicembre 1987, n. 97, si avvale dei servizi, degli uffici e delle unità operative del 1° Dipartimento della Giunta regionale - Settore Urbanistica, Beni Ambientali e Cultura.
3. Nell’esercizio delle funzioni sub-delegate i Comuni sono tenuti ad osservare le direttive ed i criteri di indirizzo e coordinamento, anche estesi a valutazioni, strumenti e provvedimenti di ordine tecnico e giuridico, che saranno deliberati dal Consiglio e dalla Giunta regionale nell’ambito delle rispettive competenze o saranno impartite, nei limiti che gli competono, dal Presidente della Giunta o dal componente la Giunta regionale preposto alla tutela dei beni ambientali.
4. In ogni caso i Comuni sono tenuti all’integrale rispetto delle direttive emanate dal Governo della Repubblica e da ogni altro competente organo dello Stato ai sensi dell’art. 4, ultimo comma, del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, e, comunque, nell’esercizio dei poteri riservati agli organi dello Stato.
5. Salvi i generali poteri di vigilanza e di controllo riservati alla Regione nell’esercizio dei suoi compiti istituzionali, i Comuni sono tenuti a fornire le informazioni richieste dal Presidente della Giunta regionale o dal componente preposto alla tutela dei beni ambientali o dai funzionari regionali a tal fine delegati dal Presidente o dal componente la Giunta, consentendo ad essi l’accesso agli uffici nonché la consultazione di documenti ed il rilascio di copie dei medesimi.
Controllo sull’attività degli enti sub-delegati.
1. Salvo il potere di annullamento del Ministero dei beni culturali ed ambientali di cui al nono comma dell’art. 82 del D.P.R. n. 616 del 1977 come modificato con l’art. 1 della legge 8 agosto 1985, n. 431, è riservato al Presidente della Giunta regionale il potere di annullare in ogni tempo le autorizzazioni rilasciate nell’esercizio della sub-delega di cui al precedente art. 4 nelle seguenti ipotesi:
a) quando risulti che il provvedimento ecceda la delega alla Regione o la sub-delega al Comune;
b) quando risulti un vizio insanabile del procedimento o comunque un vizio che riguardi norme procedimentali poste a garanzia dei poteri e della partecipazione della Regione o dello Stato nella tutela degli interessi ambientali;
c) quando il provvedimento risulti viziato da illegittimità originaria, anche per violazione delle direttive, dei criteri e degli indirizzi stabiliti dallo Stato o dalla Regione come precisate al precedente art. 5.
2. Il Presidente della Giunta regionale o il componente la Giunta preposto alla tutela dei beni ambientali hanno facoltà di segnalare agli enti sub-delegati l’esistenza di situazioni che possano condurre alla revoca del provvedimento assunto nell’esercizio della sub-delega.
3. Il Sindaco predispone, per il Presidente della Giunta regionale, con scadenza semestrale, il resoconto dell’attività svolta nella materia sub-delegata evidenziando in particolare l’elenco delle autorizzazioni rilasciate, di quelle negate e dell’eventuale contenzioso sorto al riguardo.
Funzioni del comitato speciale di cui alla L.R. 16 settembre 1987, n. 62 e successive modificazioni.
1. Fino alla costituzione del Comitato di coordinamento regionale, le determinazioni previste dalla presente legge vengono assunte dal Comitato speciale di cui alla L.R. 16 settembre 1987, n. 62 e successive modificazioni.
1. Alle spese per il funzionamento del Comitato di cui al precedente art. 3, si provvede ai sensi della L.R. 10 agosto 1973, n. 35, e successive modificazioni ed integrazioni.
1. La disciplina stabilita con la presente legge non si applica ai progetti delle opere per i quali sia già intervenuta l’approvazione a norma delle disposizioni vigenti, né a quelle per le quali sia stato già rilasciato il nulla-osta a termini della legge 29 giugno 1939, n. 1497, e successive.
2. Sono abrogate tutte le disposizioni contrarie o incompatibili con quelle della presente legge.
([1]) Pubblicata nel BURA del 20 giugno 1990, n. 17.
([2]) L'intero testo della presente legge è stato abrogato dall’art. 4, L.R. 13 febbraio 2003, n. 2.
([3]) Articolo così sostituito dall’art. 56 della L.R. n. 70 del 1995. La disciplina in materia di sub-delega delle funzioni amministrative in materia di paesaggio è stata poi completamente ridisegnata con la L.R. n. 47 del 1996. Va altresì precisato che la norma, ancor prima della sostituzione ad opera della L.R. n. 70 del 1995, aveva già subito diverse modifiche.
Il testo originario era il seguente: “Decorso il termine di sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, sono sub-delegate ai Comuni le funzioni amministrative previste dall’art. 82, comma II lett. b), d), f) del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, limitatamente agli interventi ricadenti nelle parti del territorio regionale qualificate come A e B dallo strumento urbanistico generale vigente sottostante a vincolo paesistico della legge 29 giugno 1939, n. 1497, e 8 agosto 1985, n. 431”.
Successivamente la L.R. 7 marzo 1991, n. 8 (Procedure per il recepimento del P.R.P. e per l’attuazione della sub-delega) all’art. 1 ha modificato il termine per l’attivazione della subdelega, armonizzandolo con le procedure di recepimento del P.R.P. Recita infatti la norma: “Il termine di cui al 1° comma dell’art. 4 della L.R. 9 maggio 1990, n. 66, decorre dalla ratifica di cui al 5° comma dell’art. 5 della L.R. n. 69 del 1990 o della definitiva approvazione di cui all’8° comma dell’art. 5 della stessa legge.
I Comuni, in sede di recepimento del P.R.P., al fine di definire univocamente gli ambiti di competenza per le funzioni sub-delegate, si fanno carico di delimitare, su un apposito elaborato, che va inviato alla Regione congiuntamente agli altri elaborati, le aree di cui all’art. 4 della L.R. 9 maggio 1990, n. 66.”.
La subdelega ai Comuni veniva poi limitata alle sole zone “B” del territorio comunale, per effetto della modifica introdotta dall’art. 1, 1° comma, L.R. 8 gennaio 1993 n. 2. Il nuovo testo dell’art. 4 della L.R. n. 66 del 1990 era quindi il seguente:
“1. Sono sub-delegate ai Comuni le funzioni amministrative previste dall’art. 82, comma 2°, lettere b), d), f) del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, limitatamente agli interventi ricadenti nelle parti del territorio qualificate come “B” dallo strumento urbanistico comunale, se sottoposte al vincolo paesistico della legge 29 giugno 1939, n. 1497; l’introduzione di nuovi vincoli ai sensi di legge, se ricomprendono zone “B” comportano conseguentemente la subdelega ai Comuni delle predette funzioni, con i meccanismi e tempi richiamati nella presente legge.
2. La Commissione urbanistica ed edilizia comunale è integrata da almeno due membri nominati dal Consiglio comunale tra esperti nelle discipline ambientali, naturalistiche e storico-architettoniche. I medesimi durano in carica una legislatura e sono rinnovati ad inizio di essa.
3. Alla Commissione così integrata, è attribuito il compito di esprimere parere anche in merito alle materie sub-delegate di cui al I comma del presente articolo, nonché quello di consulenza su tutte le questioni che l’Amm.ne Comunale riterrà opportuno sottoporle nelle materie medesime.
4. La integrazione delle Commissioni urbanistiche ed edilizie comunali deve, comunque, essere disposta dai Comuni entro e non oltre sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge.
5. I provvedimenti amministrativi relativi alle funzioni di competenza comunale, ai sensi della presente legge, vengono emessi dal Sindaco previo parere obbligatorio espresso dalla Commissione urbanistica ed edilizia comunale di cui ai successivi commi.
6. Il Sindaco, sulla scorta del parere della Commissione edilizia comunale, rilascia distintamente il nulla-osta per gli effetti della materia delegata con la presente legge, oltre alla concessione o autorizzazione edilizia prevista dalla legislazione vigente. Il nulla-osta è rilasciato nei termini di cui all’art. 82 D.P.R. n. 616 del 1977 come modificato dall’art. 1 della L.8 agosto 1985, n. 431, ed è sottoposto al controllo del Ministro per i beni culturali ed ambientali con modalità e tempi stabiliti al 9° comma della citata norma. I provvedimenti assunti ai sensi della presente legge vengono affissi all’albo pretorio del Comune e vengono trasmessi alla Regione - Settore Urbanistica, Beni Ambientali e Cultura - per competenza”.
Dell’articolo 1 della L.R. n. 2 del 1993 si vedano anche i commi 3 e 4 per la loro rilevanza in questa sede.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7
 articolo 2
 art. 4
 art. 4
 art. 5
 art. 3