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Sentenze interessanti N.29/2012 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia. (Sezione Seconda) SENTENZA - PDF
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Faustina Romani
1 N /2012 REG.PROV.COLL. N /2011 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3024 del 2011, proposto da: rappresentato e difeso dall avv. Mara Vittori, con domicilio eletto presso la stessa in Milano, via Manara, 15; contro Ministero dell'interno (Questura di Milano), rappresentato e difeso per legge dall'avvocatura Distrettuale dello Stato di Milano, domiciliata in Milano, via Freguglia, 1; per ottenere 1) l ordine alla Pubblica Amministrazione di provvedere immediatamente sulla domanda del ricorrente e dichiarare nel contempo illegittimi i provvedimenti di espulsione n. 2010/ e 2011/ illegittimamente formulati dal Questore di Milano; 2) l annullamento di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, consequenziale o comunque connesso con quello impugnato; 101/114
2 3) la condanna della Pubblica Amministrazione al pagamento delle spese di giudizio. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'interno; Vista la memoria difensiva dell Avvocatura dello Stato; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 22 novembre 2012 il dott. Giovanni Zucchini e udito l Avvocato dello Stato, come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO Il sig. presentava in data istanza per il rinnovo del permesso di soggiorno, ai fini della permanenza sul territorio italiano. Successivamente, era però destinatario di due decreti espulsione da parte del Prefetto di Milano, rispettivamente il decreto n. 2342/2010 ed il decreto n. 521/2011. Con il presente ricorso, l esponente chiedeva che fosse ordinato all Amministrazione dell Interno di provvedere sulla propria domanda di permesso di soggiorno e che fossero altresì annullati (o, meglio, dichiarati illegittimi ), i citati provvedimenti di espulsione (erroneamente indicati nell epigrafe del ricorso come formulati dal Questore, mentre in realtà si tratta di provvedimenti del Prefetto). Si costituiva in giudizio il Ministero dell Interno, concludendo per l inammissibilità ed in ogni caso per l infondatezza nel merito del gravame. In data , si costituiva in giudizio, per conto del ricorrente, un nuovo difensore, vale a dire l avv. Mara Vittori, in luogo dell originario legale, avv. Simona Ceretta. 102/114
3 In vista dell udienza di discussione, però, l avv. Vittori rinunciava al mandato professionale con dichiarazione depositata il Alla pubblica udienza del , alla presenza del solo Avvocato dello Stato, la causa era trattenuta in decisione. DIRITTO 1. In via preliminare, occorre evidenziare come la rinuncia al mandato da parte dell ultimo difensore, avv. Mara Vittori, non è di ostacolo alla definizione del giudizio, visti gli articoli 85 e 301, ultimo comma, del codice di procedura civile, in forza dei quali la revoca o la rinuncia al mandato difensivo non hanno effetto nei confronti dell altra parte fino alla sostituzione del difensore, né sono causa di interruzione del processo (tali articoli sono pacificamente applicabili al giudizio amministrativo, stante la norma di rinvio esterno di cui all art. 39 del D.Lgs. 104/2010, Codice del processo amministrativo ). 2. Il ricorso deve in parte dichiararsi inammissibile, per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, con riguardo all impugnazione o in ogni modo alla richiesta di declaratoria di illegittimità dei provvedimenti di espulsione adottati dal Prefetto di Milano, n. 2342/2010 e n. 521/2011 (cfr. doc. 4 del ricorrente, vale a dire la copia dei citati decreti). Infatti, come risulta chiaramente dall art. 13, comma 8, del D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico sull immigrazione), le controversie inerenti ai decreti di espulsione come quelli di cui è causa, sono devolute alla cognizione del giudice ordinario e non di quello amministrativo. Fermo restando quanto sopra esposto, da reputarsi assorbente, si rileva altresì che lo stesso esponente ha impugnato i decreti di cui è causa davanti al Giudice di Pace di Milano, come risulta dai documenti versati in giudizio (cfr. doc. 5 del ricorrente), sicché anche sotto tale profilo il presente gravame davanti al TAR si presenta come inammissibile. 103/114
4 3. Per la restante parte, il presente ricorso è volto ad ottenere dal Tribunale l ordine alla Pubblica Amministrazione di provvedere sull istanza di rinnovo del permesso di soggiorno presentata il (cfr. doc. 2 del ricorrente). Sul punto, la difesa erariale, nella propria memoria del , ha evidenziato come l istanza di permesso di soggiorno di cui è causa, presentata dopo circa tre anni dalla scadenza del pregresso titolo di permanenza in Italia, è stata in realtà respinta ( archiviata ), con nota del (cfr. pag. 2 della citata memoria). Tale circostanza, non oggetto di specifica contestazione da parte del ricorrente (ai sensi dell art. 64 del D.Lgs. 104/2010), esclude di per sé l ammissibilità di un azione contro la presunta inerzia della Pubblica Amministrazione, essendosi quest ultima determinata negativamente sulla domanda del ricorrente. Si aggiunga ancora, fermo restando quanto sopra esposto, che il ricorso, nella parte in cui censura il presunto silenzio serbato dall Amministrazione sull istanza di rinnovo del permesso di soggiorno, non sfuggirebbe in ogni caso ad una declaratoria di irricevibilità per tardività della sua notificazione, in quanto l istanza di rinnovo è stata presentata il (cfr. ancora il doc. 2 del ricorrente), mentre il presente gravame è stato presentato alla notifica il , quindi ben oltre il termine perentorio di un anno, previsto dall art. 31, comma 2, del D.Lgs. 104/2010. L accoglimento delle eccezioni pregiudiziali di cui sopra esime il Collegio dalla trattazione del merito del ricorso. 4. Il carattere meramente processuale della presente pronuncia e la particolare natura delle parti coinvolte inducono il Collegio a compensare interamente le spese di causa. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) 104/114
5 definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile in ogni sua domanda. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 22 novembre 2012 con l'intervento dei magistrati: Giovanni Zucchini, Presidente, Estensore Concetta Plantamura, Primo Referendario Silvia Cattaneo, Primo Referendario IL PRESIDENTE, ESTENSORE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 26/11/2012 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) 105/114

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 39
 art. 13
 art. 64
 art. 31
 sentenza