Source: http://www.esamearchitetto.info/legge-17-agosto-1942-n-1150-testo-storico-modificato-e-integrato-ai-sensi-della-legge-76567/
Timestamp: 2019-07-16 12:00:14+00:00

Document:
Legge 17 agosto 1942, n. 1150 ( testo storico modificato e integrato ai sensi della legge 765/67) - esamearchitetto.me
Home GLOSSARIO URBANISTICA Legge 17 agosto 1942, n. 1150 ( testo storico modificato e integrato...
Art. 10 – Approvazione del piano generale 7
Art. 11 – Durata ed effetti del piano generale 8
Art. 15 – Pubblicazione dei piani particolareggiati. Opposizioni 10
Art. 16 – Approvazione dei piani particolareggiati 10
Art. 17 – Validità dei piani particolareggiati 11
SEZIONE III – Norme per l’attuazione dei piani regolatori comunali 11
Art. 18 – Espropriabilità delle aree urbane 11
Art. 19 – Diritto di prelazione degli ex proprietari sulle aree urbane espropriate 12
Art. 20 – Sistemazioni edilizie a carico dei privati. Procedura coattiva 12
Art. 21 – Attribuzione ai privati di aree già pubbliche 12
Art. 22 – Rettifica di confini 13
Art. 23 – Comparti edificatori 13
Art. 24 – Aree private destinate alla formazione di vie e piazze 13
Art. 25 – Vincolo su aree sistemate a giardini privati 14
Art. 26 – Sospensione o demolizione di opere difformi dal piano regolatore 14
Art. 27 – Annullamento di autorizzazioni comunali 15
Art. 28 – Lottizzazione di aree 15
Art. 29 – Conformità delle costruzioni statali alle prescrizioni del piano regolatore comunale 17
Art. 30 – Approvazione del piano finanziario 17
CAPO IV – NORME REGOLATRICI DELL’ATTIVITÀ COSTRUTTIVA EDILIZIA 17
Art. 31 – Licenza edilizia – Responsabilità comune del committente e dell’assuntore dei lavori 17
Art. 32 – Attribuzione del Sindaco per la vigilanza sulle costruzioni
Art. 35 – Termine per uniformare i regolamenti edilizi comunali alle norme della presente legge 20
TITOLO III – DETERMINAZIONE DELL’INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE 21
Art. 37 – Rinvio alla legge generale sulle espropriazioni per pubblica utilità 21
Art. 38 – Valutazione dell’indennità per le aree urbane espropriabili 21
Art. 39 – Lavori di miglioramento eseguiti dopo l’approvazione del piano particolareggiato
Art. 45 – Disposizioni finali 26
Il piano territoriale di coordinamento ha vigore a tempo indeterminato e può essere va-riato con decreto presidenziale previa la osservanza della procedura che sarà stabilita dal regolamento di esecuzione della presente legge.
I Comuni compresi negli elenchi di cui al secondo comma devono procedere alla nomina dei progettisti per la formazione del piano regolatore generale entro tre mesi dalla data del decreto ministeriale con cui è stato approvato il rispettivo elenco, nonché alla delibe-razione di adozione del piano stesso entro i successivi dodici mesi ed alla presentazione al Ministero dei lavori pubblici per l’approvazione entro due anni dalla data del sopracitato decreto ministeriale.
Decorso quest’ultimo termine il prefetto, d’intesa con il provveditore regionale alle opere pubbliche, nomina un commissario per la designazione dei progettisti, ovvero per l’ado-zione del piano regolatore generale o per gli ulteriori adempimenti necessari per la pre-sentazione del piano stesso al Ministero dei lavori pubblici.
Nel caso in cui il piano venga restituito per modifiche, integrazioni o rielaborazioni al Co-mune, quest’ultimo provvede ad adottare le proprie determinazioni nel termine di 180 giorni dalla restituzione. Trascorso tale termine si applicano le disposizioni dei commi precedenti.
Nel caso di compilazione o di rielaborazione d’ufficio del piano, il prefetto promuove d’in-tesa con il provveditore regionale alle opere pubbliche l’iscrizione d’ufficio della relativa spesa nel bilancio comunale.
Il piano regolatore generale, previa comunicazione a tutti i Ministeri interessati ai sensi e per gli effetti del successivo articolo 45, e sentito il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, è approvato con decreto presidenziale su proposta del Ministro per i lavori pubblici, di concerto col Ministro per i trasporti e l’aviazione civile, quando il piano stesso interessi impianti ferroviari.
Con lo stesso decreto di approvazione possono essere apportate al piano, su parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici e sentito il Comune, le modifiche che non compor-tino sostanziali innovazioni, tali cioè da mutare le caratteristiche essenziali del piano stesso ed i criteri di impostazione, le modifiche conseguenti all’accoglimento di osserva-zioni presentate al piano ed accettate con deliberazione del Consiglio comunale, nonché quelle che siano riconosciute indispensabili per assicurare:
I piani particolareggiati di esecuzione sono compilati a cura del Comune e debbono essere adottati dal Sindaco con apposita deliberazione.
Con decreto del Ministro per i lavori pubblici di concerto con i Ministri per l’interno e per la pubblica istruzione può essere disposto che l’approvazione dei piani particolareggiati di determinati Comuni avvenga con decreto del Ministro per i lavori pubblici, sentito il Con-siglio superiore dei lavori pubblici. Le determinazioni in tal caso sono assunte entro 180 giorni dalla presentazione del piano da parte dei Comuni.
I piani particolareggiati nei quali siano comprese cose immobili soggette alla legge 1 giu-gno 1939, n. 1089, sulla tutela delle cose d’interesse artistico o storico, e alla legge 29 giugno 1939, n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali, sono preventivamente sot-toposti alla competente Soprintendenza ovvero al Ministero della pubblica istruzione quando sono approvati con decreto del Ministro per i lavori pubblici.
Le eventuali osservazioni del Ministero della pubblica istruzione o delle Soprintendente sono presentate entro novanta giorni dall’avvenuta comunicazione del piano particola-reggiato di esecuzione.
Con il decreto di approvazione possono essere introdotte nel piano le modifiche che siano conseguenti all’accoglimento di osservazioni o di opposizioni ovvero siano riconosciute indispensabili per assicurare: 1) la osservanza del piano regolatore generale; 2) il conse-guimento delle finalità di cui al secondo comma, lettere b), c), d) del precedente articolo 10; 3) una dotazione dei servizi e degli spazi pubblici adeguati alle necessità della zona.
Le modifiche di cui al punto 2), lettera c), del precedente comma, sono adottate sentita la competente Soprintendenza o il Ministro per la pubblica istruzione a seconda che l’ap-provazione avvenga con decreto del provveditore regionale alle opere pubbliche oppure del Ministro per i lavori pubblici.
Le modifiche di cui ai precedenti commi sono comunicate per la pubblicazione ai sensi dell’articolo 15 al Comune, il quale entro novanta giorni adotta le proprie controdeduzioni con deliberazione del Consiglio comunale che, previa pubblicazione nel primo giorno fe-stivo, è trasmessa nei successivi quindici giorni al Provveditorato regionale alle opere pubbliche od al Ministero dei lavori pubblici che adottano le relative determinazioni entro 90 giorni.
Per l’esecuzione delle sistemazioni previste dal piano particolareggiato che consistano in costruzioni, ricostruzioni o modificazioni d’immobili appartenenti a privati, il Sindaco in-giunge ai proprietari di eseguire i lavori entro un congruo termine.
Il Comune ha facoltà di espropriare in tutto o in parte l’immobile al quale debbono essere incorporate le aree di cui al precedente comma, quando il proprietario di esso si rifiuti di acquistarle o lasci inutilmente decorrere, per manifestare la propria volontà, il termine che gli sarà prefisso con ordinanza del Sindaco nei modi che saranno stabiliti nel regolamento.
Il Sindaco ha facoltà di notificare ai proprietari delle aree fabbricabili esistenti in un de-terminato comprensorio l’invito a mettersi d’accordo per una modificazione dei confini fra le diverse proprietà, quando ciò sia necessario per l’attuazione del piano regolatore.
Formato il comparto, il Sindaco deve invitare i proprietari a dichiarare entro un termine fissato nell’atto di notifica, se intendano procedere da soli, se proprietari dell’intero com-parto, o riuniti in consorzio alla edificazione dell’area e alle trasformazioni degli immobili in esso compresi secondo le dette prescrizioni.
I provvedimenti di sospensione o di demolizione sono notificati a mezzo dell’ufficiale giu-diziario, nelle forme e con le modalità previste dal Codice di procedura civile, al titolare della licenza o in mancanza di questa al proprietario della costruzione, nonché al diretto-re dei lavori ed al titolare dell’impresa che li ha eseguiti o li sta eseguendo e comunicati all’Amministrazione comunale.
Le spese relative all’esecuzione in danno sono riscosse con le norme stabilite dal testo unico sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639. Al pagamento delle spese sono solidalmente obbligati il commit-tente, il titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori e il direttore dei lavori qualora non abbia contestato ai detti soggetti e comunicato al Comune la non conformità delle opere rispetto alla licenza edilizia.
Entro dieci anni dalla loro adozione le deliberazioni ed i provvedimenti comunali che auto-rizzano opere non conformi a prescrizioni del piano regolatore o del programma di fabbrica-zione od a norme del regolamento edilizio, ovvero in qualsiasi modo costituiscano violazione delle prescrizioni o delle norme stesse possono essere annullati, ai sensi dell’articolo 6 del testo unico della legge comunale e provinciale, approvato con regio decreto 3 marzo 1934, n. 383, con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro per i lavori pubblici di concerto con quello per l’interno.
Il provvedimento di annullamento è emesso entro diciotto mesi dall’accertamento delle viola-zioni di cui al primo comma, ed è preceduto dalla contestazione delle violazioni stesse al tito-lare della licenza, al proprietario della costruzione e al progettista, nonché all’Amministrazione comunale con l’invito a presentare controdeduzioni entro un termine all’uopo prefissato.
In pendenza delle procedure di annullamento il Ministro per i lavori pubblici può ordinare la sospensione dei lavori, con provvedimento da notificare a mezzo di ufficiale giudiziario, nelle forme e con le modalità previste dal Codice di procedura civile, ai soggetti di cui al precedente comma e da comunicare all’Amministrazione comunale. L’ordine di sospensione cessa di avere efficacia se, entro sei mesi dalla sua notificazione, non sia stato emesso il decreto di annulla-mento di cui al primo comma.
Prima dell’approvazione del piano regolatore generale o del programma; di fabbricazione di cui all’articolo 34 della presente legge è vietato procedere alla lottizzazione dei terreni a scopo edilizio.
L’autorizzazione di cui al comma precedente può essere rilasciata anche dai Comuni che hanno adottato il programma di fabbricazione o il piano regolatore generale, se entro do-dici mesi dalla presentazione al Ministero dei lavori pubblici la competente autorità non ha adottato alcuna determinazione, sempre che si tratti di piani di lottizzazione conformi al piano regolatore generale ovvero al programma di fabbricazione adottato.
Con decreto del Ministro per i lavori pubblici di concerto con i Ministri per l’interno e per la pubblica istruzione può disporsi che il nulla-osta all’autorizzazione di cui ai precedenti commi venga rilasciato per determinati Comuni con decreto del Ministro per i lavori pub-blici di concerto con il Ministro per la pubblica istruzione, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici.
1) la cessione gratuita entro termini prestabiliti delle aree necessarie per le opere di urba-nizzazione primaria, precisate all’articolo 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847, nonché la cessione gratuita delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione secondaria nei limiti di cui al successivo n. 2;
2) l’assunzione, a carico del proprietario, degli oneri relativi alle opere di urbanizzazione primaria e di una quota parte delle opere di urbanizzazione secondaria relative alla lot-tizzazione o di quelle opere che siano necessario per allacciare la zona ai pubblici servizi; la quota è determinata in proporzione all’entità e alle caratteristiche degli insediamenti delle lottizzazioni;
Le autorizzazioni rilasciate dopo il 2 dicembre 1966 e prima dell’entrata in vigore della presente legge e relative a lottizzazioni per le quali non siano stati stipulati atti di con-venzione contenenti gli oneri e i vincoli precisati al quinto comma del presente articolo, restano sospese fino alla stipula di dette convenzioni.
Il progetto di lottizzazione approvato con le modificazioni che l’autorità comunale abbia ritenuto di apportare è notificato per mezzo del messo comunale ai proprietari della aree fabbricabili con invito a dichiarare, entro 30 giorni dalla notifica, se l’accettino. Ove manchi tale accettazione, il Sindaco ha facoltà di variare il progetto di lottizzazione in conformità alle richieste degli interessati o di procedere alla espropriazione delle aree.
Il piano regolatore generale, agli effetti del primo comma dell’articolo 18, ed i piani partico-lareggiati previsti dall’articolo 13 sono corredati da una relazione di previsione di massima delle spese occorrenti per la acquisizione delle aree e per le sistemazioni generali necessarie per l’attuazione del piano.
Chiunque intenda nell’ambito del territorio comunale eseguire nuove costruzioni, ampliare, modificare o demolire quelle esistenti ovvero procedere all’esecuzione di opere di urbanizza-zione del terreno, deve chiedere apposita licenza al Sindaco.
La concessione della licenza è comunque e in ogni caso subordinata alla esistenza delle opere di urbanizzazione primaria o alla previsione da parte dei Comuni dell’attuazione delle stesse nel successivo triennio o all’impegno dei privati di procedere all’attuazione delle medesime con-temporaneamente alle costruzioni oggetto della licenza.
Scaduto tale termine senza che il Sindaco si sia pronunciato, l’interessato ha il diritto di ricorre-re contro il silenzio-rifiuto.
Il committente titolare della licenza, il direttore dei lavori e l’assuntore dei lavori sono re-sponsabili di ogni inosservanza così delle norme generali di legge e di regolamento come delle modalità esecutive che siano fissate nella licenza edilizia.
Il Sindaco esercita la vigilanza sulle costruzioni che si eseguono nel territorio del Comune per assicurarne la rispondenza alle norme della presente legge e dei regolamenti, alle prescrizioni del piano regolatore comunale ed alle modalità esecutive fissate nella licenza di costruzione. Esso si varrà per tale vigilanza dei funzionari ed agenti comunali e d’ogni altro modo di controllo che ritenga opportuno adottare.
Qualora sia constatata l’inosservanza delle dette norme, prescrizioni e modalità esecutive, il Sindaco ordina l’immediata sospensione dei lavori con riserva dei provvedimenti che ri-sultino necessari per la modifica delle costruzioni o per la rimessa in pristino. L’ordine di sospensione cesserà di avere efficacia se entro un mese dalla notificazione di esso il Sin-daco non abbia adottato e notificato i provvedimenti definitivi.
Nel caso di lavori iniziati senza licenza o proseguiti dopo l’ordinanza di sospensione il Sin-daco può, previa diffida e sentito il parere della Sezione urbanistica compartimentale or-dinarne la demolizione a spese del contravventore senza pregiudizio delle sanzioni penali.
Quando l’inosservanza si riferisca a costruzioni eseguite da Amministrazioni statali, il Sin-daco ne informa il Ministro dei lavori pubblici agli effetti del precedente articolo 29.
Qualora entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, non sia stato adempiu-to a quanto stabilito dagli articoli 33 e 34 e dal precedente comma del presente articolo, il prefetto, salvo il caso di proroga non superiore a sei mesi concessa dal Ministro per i lavori pubblici su richiesta del Comune, convoca il Consiglio comunale per gli adempi-menti relativi da adottarsi entro il termine di 30 giorni.
Nel caso in cui il regolamento edilizio e l’annesso programma di fabbricazione, redatti dal Comune, ovvero d’ufficio, vengano restituiti per modifiche o rielaborazioni al Comune stesso, questo provvede, nel termine di 90 giorni dalla restituzione, ad adottare le pro-prie determinazioni. Trascorso tale termine, si applicano le disposizioni di cui ai commi precedenti.
Nel caso di compilazione d’ufficio, il prefetto promuove d’intesa con il provveditore regio-nale alle opere pubbliche la iscrizione d’ufficio, nel bilancio comunale, della spesa occor-rente per la redazione o rielaborazione del regolamento edilizio e del programma di fab-bricazione.
I regolamenti edilizi dei Comuni sono approvati con decreto del provveditore regionale alle opere pubbliche sentita la Sezione urbanistica regionale e la competente Soprinten-denza entro il termine di 180 giorni dalla presentazione.
Le modifiche di cui al precedente comma sono comunicate al Comune interessato, il qua-le entro 60 giorni adotta le proprie controdeduzioni con deliberazione del Consiglio comu-nale che, previa pubblicazione nel primo giorno festivo, è trasmessa al Ministero dei lavori pubblici nei successivi quindici giorni.
a) l’ammenda fino a lire un milione per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste nell’articolo 32, primo comma;
b) l’arresto fino a sei mesi e l’ammenda fino a lire due milioni nei casi di inizio dei la-vori senza licenza o di prosecuzione di essi nonostante l’ordine di sospensione o di inosservanza del disposto dell’articolo 28.
I professionisti incaricati della redazione di un piano regolatore generale o di un pro-gramma di fabbricazione possono, fino alla approvazione del piano regolatore generale o del programma di fabbricazione, assumere nell’ambito del territorio del Comune interes-sato soltanto incarichi di progettazione di opere ed impianti pubblici.
Fatte salve le sanzioni di cui agli articoli 32 e 41, le opere iniziate dopo l’entrata in vi-gore della presente legge, senza la licenza o in contrasto con la stessa, ovvero sulla base di licenza successivamente annullata, non beneficiano delle agevolazioni fiscali previste dalle norme vigenti, nè di contributi o altre provvidenze dello Stato o di Enti pubblici. Il contrasto deve riguardare violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che eccedano per singola unità immobiliare il due per cento delle misure prescritte, ovvero il mancato rispetto delle destinazioni e degli allineamenti indicati nel programma di fabbricazione, nel piano regolatore generale e nei piani particolareggiati di esecuzione.
É fatto obbligo al Comune di segnalare all’Intendenza di finanza, entro tre mesi dall’ulti-mazione dei lavori o della richiesta della licenza di abitabilità o di agibilità, ovvero dall’annullamento della licenza, ogni inosservanza alla presente legge comportante la de-cadenza di cui al comma precedente.
Il diritto dell’Amministrazione finanziaria a recuperare le imposte dovute in misura ordi-naria per effetto della decadenza stabilita dal presente articolo si prescrive col decorso di tre anni dalla data di ricezione, da parte della Intendenza di finanza, della segnalazione del Comune.
I poteri di deroga previsti da norme di piano regolatore e di regolamento edilizio possono es-sere esercitati limitatamente ai casi di edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico e sempre con l’osservanza dell’articolo 3 della legge 21 dicembre 1955, n. 1357.
Le limitazioni previste ai commi precedenti si applicano nei Comuni che hanno adottato il pi-ano regolatore generale o il programma di fabbricazione fino ad un anno dalla data di pre-sentazione al Ministero dei lavori pubblici. Qualora il piano regolatore generale o il pro-gramma di fabbricazione sia restituito al Comune, le limitazioni medesime si applicano fino ad un anno dalla data di nuova trasmissione al Ministero dei lavori pubblici.
Qualora l’agglomerato urbano rivesta carattere storico, artistico o di particolare pregio am-bientale sono consentite esclusivamente opere di consolidamento o restauro, senza alterazioni di volumi. Le aree libere sono inedificabili fino all’approvazione del piano regolatore generale.
Nei Comuni dotati di piano regolatore generale o di programma di fabbricazione, nelle zone in cui siano consentite costruzioni per volumi superiori a tre metri cubi per metro quadrato di area edificabile, ovvero siano consentite altezze superiori a metri 25, non possono essere rea-lizzati edifici con volumi ed altezze superiori a detti limiti, se non previa approvazione di ap-posito piano particolareggiato o lottizzazione convenzionata estesi alla intera zona e contenenti la disposizione planivolumetrica degli edifici previsti nella zona stessa.
Fino alla emanazione del decreto di cui al precedente comma, si applicano a tutte le au-tostrade le disposizioni di cui all’articolo 9 della legge 24 luglio 1961, n. 729. Lungo le ri-manenti strade, fuori del perimetro dei centri abitati è vietato costruire, ricostruire o am-pliare edifici o manufatti di qualsiasi specie a distanza inferiore alla metà della larghezza stradale misurata dal ciglio della strada con un minimo di metri cinque.
Rimangono ferme le disposizioni di legge che stabiliscono la competenza anche di altri Ministeri ed organi consultivi riguardo ai piani regolatori comunali ed ai regolamenti edilizi, nonché quelle relative ai poteri del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato in materia di impianti industriali.
fonte: http://archivio.eddyburg.it/
Previous articleCorso Esame di Stato Architetto MILANO
Next articleLegge 17 agosto 1942, n. 1150 (testo storico)

References: Art. 10

Art. 11

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 35

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 45
 articolo 45
 articolo 10
 articolo 29