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Timestamp: 2019-12-13 06:24:30+00:00

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Il provvedimento di cd. interdittiva antimafia determina una particolare forma di incapacità giuridica - Renato D'Isa
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Il provvedimento di cd. interdittiva antimafia determina una particolare forma di incapacità giuridica
Consiglio di Stato, sezione terza, Sentenza 28 settembre 2018, n. 5578.
Sentenza 28 settembre 2018, n. 5578
Il provvedimento di cd. interdittiva antimafia determina una particolare forma di incapacità giuridica, e dunque la insuscettività del soggetto, persona fisica o giuridica, che di esso è destinatario ad essere titolare di quelle situazioni giuridiche soggettive che determinino rapporti giuridici con la Pubblica Amministrazione, con l’inevitabile conseguenza determinante il divieto di ottenere da parte del soggetto colpito dall’interdittiva antimafia, contributi, finanziamenti e mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità Europee, per lo svolgimento di attività imprenditoriali.
Regione Campania, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato An. Ma., con domicilio eletto presso l’ufficio di Rappresentanza Regione Campania in Roma, via (…);
Ministero dell’Interno, Prefettura Ufficio Territoriale del Governo Napoli, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via (…);
La. S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Lo. Le., Lu. Ru., con domicilio eletto presso lo studio Gi. Pl. in Roma, via (…);
Università del Sannio non costituito in giudizio;
della sentenza del T.A.R. CAMPANIA – NAPOLI: SEZIONE I n. 00052/2018, resa tra le parti.
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell’Interno, della Prefettura Ufficio Territoriale del Governo di Napoli e di La. S.p.A.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 13 settembre 2018 il Cons. Luigi Birritteri e uditi per le parti gli avvocati An. Ma., Lo. Le., Lu. Ru. e l’Avvocato dello Stato;
Con sentenza n. 52 del 3 gennaio 2018 Il Tar per la Campania ha accolto il ricorso presentato dalla La. s.p.a. avverso il provvedimento di revoca della quota parte a lei spettante di un finanziamento concesso per la realizzazione di un progetto POR FERS 2007/2013 (per la realizzazione del “Sensor Sviluppo di biosensori per la valutazione della contaminazione delle acque e del suolo”, in favore dell’Associazione Temporanea di Scopo, con capofila l’Università degli Studi del Sannio) per il complessivo importo di euro 155.000,00 circa, a causa dell’interdittiva antimafia emessa a carico della società .
Il primo giudice, per la parte che qui interessa, ha osservato che “..nel caso di specie, nella produzione documentale versata in giudizio dalla società ricorrente il Collegio rinviene elementi a sostegno di un riconoscimento, da parte della Regione Campania, dell’utilità conseguita, che, ai sensi dell’art. 94, comma 2, del d.lgs. n. 159/2011, costituisce presupposto e limite per fare salvi il valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spese sostenute.
.. L’erogazione di un contributo va qualificata, nel rapporto tra concedente pubblico e beneficiario, come un mutuo a comunione di scopo, essendo l’erogazione destinata ad una finalità che è propria di entrambe le parti e che obbliga l’accipiens ad eseguire il programma concordato (a pena di revoca del finanziamento)”.
Resiste in giudizio la La. s.p.a., con tempestiva memoria con la quale invoca il rigetto dell’appello.
Quanto fin qui osservato è, infine, coerente con i principi sanciti dall’Adunanza Plenaria n. 3/2018 secondo cui ” il provvedimento di cd. “interdittiva antimafia” determina una particolare forma di incapacità giuridica, e dunque la insuscettività del soggetto (persona fisica o giuridica) che di esso è destinatario ad essere titolare di quelle situazioni giuridiche soggettive (diritti soggettivi, interessi legittimi) che determinino (sul proprio cd. lato esterno) rapporti giuridici con la Pubblica Amministrazione (Cons. Stato, sez. IV, 20 luglio 2016 n. 3247)” con l’inevitabile conseguenza determinante il “… il divieto di ottenere (o meglio, l’incapacità a poter ottenere), da parte del soggetto colpito dall’interdittiva antimafia, “contributi, finanziamenti e mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità Europee, per lo svolgimento di attività imprenditoriali”.
Sezione Terza, definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, respinge il ricorso di primo grado e dichiara il defetto di legittimazione passiva del Ministero dell’Interno e dell’Ufficio territoriale del Governo di Napoli.
Odina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 9 febbraio 2015, n. 657....
renatodisa - 17 Febbraio 2015

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