Source: http://www.radiospada.org/2013/10/confusione-e-belligeranza-nel-cattolicesimo-contemporaneo-la-zizzania/
Timestamp: 2017-01-24 17:19:53+00:00

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Confusione e belligeranza nel “cattolicesimo” contemporaneo: la zizzania? | Radio Spada
Confusione e belligeranza nel “cattolicesimo” contemporaneo: la zizzania?	di guelfonero il 5 ottobre 20131 Commento	Condividi Su Facebook
In precedenti studi abbiamo ricordato al lettore in che modo si “esplicita” il “dogma dell’infallibilità” [1; 2; 3], dove proviene, come “è definito”; lo abbiamo fatto, data la delicatezza e la necessarietà del “tema” e del “requisito” stesso, usando la massima accortezza, citando Scrittura, Magistero e Dottori; cercando di far comprendere quella sostanziale differenza che c’è fra il papato “potestà” o “primato di giurisdizione” [4], ed il papa “uomo – individuo”, unione sostanziale di anima e corpo, per usare una definizione dell’Aquinate; “papa – uomo” comunque “macchiato dal peccato originale” come tutti noi, “individuo” che pur conservando il libero arbitrio, non può, con le sue sole forze, liberarsi dal peccato e riconquistare giustizia e santità perdute da Adamo (cf. Conc. Trento, Sess. VI; Denz. 793). Ogni uomo adulto, papa compreso, difatti può e deve cooperare con la grazia divina per passare dal peccato alla santità (Ivi; Denz. 797), cammino “per cui l’uomo da ingiusto diventa giusto, e da nemico amico” (Ivi; Denz. 799); con l’aiuto della grazia, “realtà soprannaturale”, l’uomo “giustificato” può crescere in santità, ma sarà in ogni modo sempre obbligato ad osservare la legge per meritare la vita eterna (Ivi; Denz. 803 succ.).
Abbiamo dimostrato, anche studiando la storia dei processi (v. canonici) di canonizzazione, che la chiesa – “una, santa, cattolica ed apostolica” – non potrà mai presentare “… nuove norme procedurali dei processi di canonizzazione [che] non presentano più le stesse garanzie di quelle precedenti …” (Ivi), perché la garanzia è la chiesa medesima. In presenza di “nuove norme” che “non garantiscono” più “la santità” del candidato, dobbiamo necessariamente parlare di una chiesa che non offre più garanzie di santità alle “pecorelle” (il cattolico si edifica non leggendo gli atti del processo ma con il perseguimento del “fine“), quindi credo debba dirsi piuttosto processo di “anti-chiesa”, proprio perché verrebbero meno alcune necessarie proprietà della “società fondata da Cristo”, fra cui “la santità” nello specifico criterio di valutazione, e subito dopo “l’unità”.
Poniamo che una chiesa canonizzi l’attuale Pannella (dopo la morte, ovvio) e con lui la sua dottrina (perniciosa), la sua vita (in scandalo), ecc… (non sto giudicando Pannella, sia chiaro) … Bene, chi venererà la santità di Dio in Pannella? Chi lo pregherà per intercedere? Chi ne esporrà la effige al culto di dulia? Se il fedele non si deve più fidare della chiesa a chi deve domandare? Al parroco che abita vicino casa sua e che ha studiato Rhaner e De Lubac, oppure al prete della parrocchia a 100 km di stanza ma che ha studiato il Suarez e Barbier? Ecco che verrebbe meno dapprima la santità, ponendo che Pannella dovesse morire così come è (in scandalo e promulgatore contumace di dottrine che la chiesa definisce diaboliche), ma verrebbe meno anche l’unità perché il fedele è oggettivamente costretto a fidarsi della singola opinione di un uomo e non della “colonna che è la chiesa”. Molti uomini presunti capi = molte opinioni = “santi e diavoli” = non unità = arbitrio umano che può dipendere dalla cultura dell’individuo, come dalla sua santità, come da tanto altro … e questo criterio ce lo spiega benissimo Gesù in Mt 16,13-19 (autorità Pietro) e subito dopo Mt 16,21-23 (peccato, ignoranza, parere sbagliato, ecc… dell’uomo Simone). Nel primo caso Gesù dice: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”, mentre nel secondo ecco qui la risposta: “Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. Eh, c’è una bella differenza …
Nessuna pretesa, sono probabilmente “ipotesi” che ne confutano altre. Poiché nessuno ha la faccia tosta di promulgare tesi, sarà il lettore che deciderà su chi può essere più credibile e chi meno.
2) “Se un laico venisse eletto Papa, egli non potrebbe accettare l’elezione se non alla condizione di essere atto a ricevere l’ordinazione e disposto a farsi ordinare”, e Pio XII specifica “il potere di insegnare e di governare, come il carisma dell’infallibilità, gli sarà accordato all’istante della sua accettazione, anche prima dell’ordinazione” (Ivi);
6) Differenza che c’è tra una “disposizione” del diritto divino (“secondo l’ordine di Dio” cf. Mystici Corporis, Pio XII) ed una del diritto ecclesiastico. La prima non potrà mai essere abolita o riformata da nessuno, la seconda invece si. Ad esempio, ricapitoliamo … in due modi si può cessare di essere cattolici: a) per libera e contumace scelta, commettendo un “atto” (aderendo ad un “errore”) che di sua natura “esclude dall’unione con la chiesa”; b) per “disposizione della chiesa”, con la scomunica. Allo stesso modo abbiamo capito perché una donna non potrà mai “essere papa” e lo abbiamo visto studiando il caso della presunta “papessa Giovanna” [5c]. ***
Il perché di tutto questo gratuito lavoro di ricerca – prego e spero ben fatto – così faticoso e da alcuni definito certosino, credo che sia evidentemente sotto gli occhi di tutti: oggi, specie in “ambienti laici”, si cerca in tutti i modi di “minimizzare” l’ufficio papale in quanto “tale”, riducendo probabilmente il pontefice ad un mero burocrate, sciatto, anche poco accorto, ambiguo e prossimo alle eresie (prop. cond. in Pio VI, Auctorem fidei), al quale comunque – si legge – sarebbe “lecito” disobbedire, con continuità e per un presunto “stato di necessità”, addirittura su “questioni” di “fede e costume” e sulle “disposizioni canoniche o liturgiche” quand’anche connesse al dogma, o direttamente o indirettamente.
Ciò produce, oltre a quello che appresso leggeremo, anche comprensibile confusione nel popolo fra “chiesa” e “uomo di chiesa”, quindi si è creduto importante, nello stesso contesto, far capire [5d] che scandali tipo lo I.O.R., la presunta pedofilia, le violenze, il caso Orlandi, ecc … nessuna attinenza hanno con la “chiesa Corpo mistico”, ma sono esclusivamente parto di “figli spuri, degeneri, «falsi fratelli», «guide cieche», pastori inetti e indegni. Contro costoro, giustamente, gli storici hanno potuto puntare l’indice, accusandoli di prepotenza, nepotismo, ipocrisia, licenza nei costumi, mondanità, simonia, ecc…; [tuttavia] gli storici confondono chiesa e uomini di chiesa” [Ivi].
Si legge che “si deve resistere all’errore” a causa di una “grave necessità”. Certo, ma se c’è questo “errore” e se si deve “resistere” con continuità, questo significa che probabilmente qualcosa non va nella chiesa – “una, santa, cattolica ed apostolica” -, che evidentemente si è persa una delle “caratteristiche” essenziali e necessarie. E chi è che comanda che c’è un “errore” contro cui bisogna “resistere”? Lo decide un prete colto ma che ha l’amante? O forse lo decide un prete rozzo che invece è casto? O lo decide un rhaneriano? O forse è meglio che lo decida uno scolastico puro? E … siamo sempre alle solite!
Per essere più esplicito: se si istiga il popolo alla “resistenza” intesa quale disubbidienza pratica e non correzione, addirittura disobbedienza contro le questioni universali ordinarie di “fede e costume” e contro le prescrizioni “canoniche e liturgiche” (connesse al dogma) dei legittimi pontefici (che hanno “giurisdizione”) non si fa altro che condurre il popolano “alla rovina”. Vai contro il papa, tanto non conta niente!!! Ma si legge che si può “resistere” perché il “dogma” è salvo, perché non si “è definito”, quindi sarebbe una “resistenza costante ma solo a qualcosa”. E chi decide cosa è questo “qualcosa”? Ebbene, questo qualcosa sarebbero nientedimeno che “la Messa”, “la collegialità”, “l’ecumenismo”, “la libertà religiosa”, il “Codice di diritto canonico”, “l’evangelizzazione”, ecc …
A meno che non si vuol essere grotteschi davanti al mondo bisogna dire la verità, e come già abbiamo ampiamente studiato [1; 2; 3; 4; 5], si pretende di “resistere in faccia davanti a tutti” e con contumacia davanti a quello che il teologo Y.M.J. Congar, “esperto” in seno al Concilio Vaticano II, così definiva: “… il Vaticano II è stato dottrinale. Il fatto che non abbia definito dei nuovi dogmi non toglie nulla al suo valore dottrinale, secondo la qualifica che la teologia classica da, in maniera differenziata, ai documenti che ha promulgato. Alcuni sono dogmatici, esprimono la dottrina comune, sarebbero paragonabili alle grandi encicliche dottrinali (che d’altra parte citano sovente), con la differenza che esprimono, mediante la via (e la voce) del magistero straordinario l’insegnamento di quello che il Vaticano I ha chiamato il magistero ordinario ed universale. Tale è lo statuto di Lumen gentium, delle parti dottrinali di Dei Verbum, della Costituzione sulla liturgia e di Gaudium et Spes, ma anche di molti decreti e della dichiarazione Dignitàtis humanae personae. Altri testi, o parti di questi stessi documenti, sono di natura più puramente pastorali, vale a dire che danno, secondo la prudenza sovrannaturale dei pastori riuniti in concilio, delle direttive in materia pratica” (Y. Congar, Le Concile de Vatican II, Beauchesne, 1984, p. 64).
Si fa una confusione infinita fra quello che è “l’elemento morale” (v. correzione fraterna <–> abominazione del peccato) e quella che è la “disciplina canonica” (correzione fraterna –>ammonizione –> eventuale ratificazione di una “privazione della giurisdizione”). ***
La menzogna, difatti, è figlia del principe di questo mondo (e Satana stabile docente non può sedere sul trono di Pietro poiché la chiesa non appartiene al mondo), al dire del Signore: “Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna” (Gv 8,44); abbiamo precedentemente capito [16] che il demonio è “invisibile potenza personale che dirige le forze del male in lotta con i disegni di Dio e a danno dell’uomo”, non è certo una metafora, non è allegoria, non è fantasia, non è uno “stato del peccatore”!
E poi abbiamo dei presunti “uomini di chiesa” che a spron battuto si lanciano in imprudenti battaglie contro “monogenismo e creazionismo”, ed anche di questo abbiamo già ampiamente discusso [23]; altri che insegnano esplicitamente dottrine già condannate in precedenza dai papi del passato, come il diritto alla “libertà di promulgare e diffondere l’errore” [24]; altri che probabilmente non sono neanche in grado di badare a se stessi e vorrebbero addirittura sposarsi [25] … E così via, all’infinito perché certamente “mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò” (Mt. 13,25). E siamo certi che lo Spirito Santo non dorme mai, diversamente da quello che alcuni sostenevano e sostengono [25a].
Poi ci sono quelli che si dicono “tradizionalisti” ed accusano gli altri di essere “modernisti”, “falso ecumenisti”, ecc… ma ci restano in comunione. E’ davvero un carosello. Se tu, buon uomo, ti definisci “tradizionalista”, dovresti anche sapere che il “modernismo” è “somma di tutte le eresie” e condannatissimo in ultimo da san Pio X in Pascendi e Lamentabili. Come il “pancristianesimo” e l’“irenismo”, ovvero il “falso ecumenismo conciliare” (o “post conciliare”, dipende dagli autori ma vi garantisco che è essenziale questa differenza) sono eresie condannate in ultimo da Pio XI nella Mortalium Animos. Così come per le nuove fandonie dottrinali, tutte condannate già nel Sillabo ed in Quanta Cura di Pio IX, e demolite definitivamente da Leo XIII e Pio XII. Quindi, dico al presunto “tradizionalista”: come puoi definirti tale ed ignorare che, per fede, non puoi essere in comunione con chi “in comunione con Cristo” non è più! Inutile poi borbottare qua e la … E se queste eresie esistono, e se sono vere e provabili, e se giungono dall’alto di una sedia, siamo oggettivamente difronte ad una società che chiesa non può essere definita, ad una società differente. Come l’Enel e la Tim. Se mi staccano il contatore a casa, non certo chiamo il servizio clienti Tim per lamentarmi.
Non è sempre stata la “chiesa docente” a preservare la “chiesa discente” nel “solco della tradizione”, talvolta anche dialogando o “litigando” vicendevolmente? Perché fino a 50 anni fa era Cristo che parlando (per mezzo della chiesa) guidava le anime nel “solco della tradizione”, mentre invece adesso è Cristo che avrebbe bisogno di essere “riportato nel solco della tradizione” dall’“individuo qualunque”? Di chi ci si può fidare se evidentemente manca “l’autorità” credibile? In questa “rilettura”, devo “fidarmi” (per “salvarmi”) di un parroco della chiesa x, della parrocchia y, del catechista vicino di casa, del musicista che vive all’estero o forse della “chiesa docente” così come è sempre stato, chiesa che non ha bisogno di rileggere se medesima sui temi specifici qui affrontati? (è l’ABC della fede .. se fosse così: Dio avrebbe mentito).
[4a] Analisi condivisa di un mio collaboratore: Questa inoltre è proprio una delle “armi” che usano gli atei per combattere il Papa quindi, secondo voi, Gesù potrebbe mai aver proferito una simile bestialità? L’espressione attribuita a Gesù supera e va oltre tale eresia: perché dice che non solo il Papa, per essere infallibile, non deve essere peccatore, ma deve essere anche santo, perché deve vivere di Dio come “di unico pane”, ben più che semplicemente “non peccare mai”. Infatti il padre spirituale di Maria Valtorta, Padre Migliorini, le fece delle rimostranze per questa affermazione; allora stando a lei, Gesù dopo avrebbe ritrattato correggendo il tiro e andando così di male in peggio, per vari motivi: 1) Gesù Cristo non è né uno sprovveduto né un imprudente, è Dio! Quindi non avrebbe mai lasciato una frase così ambigua, anzi, così eretica, come se non se ne fosse accorto, per poi aver bisogno di correggere il tiro e solo dopo segnalazione di padre Migliorini; 2) Tutti quelli che l’avessero letta senza approfondire nelle note, avrebbero creduto ad un’eresia che mina alla base tutta la fede cattolica (giacché ogni dogma poggia sull’infallibilità del Papa, persino le definizioni – ad esempio – su quali siano i testi della Sacra Scrittura, cioè i Libri canonici, e quali no); 3) Dice un assurdo: è molto difficile distinguere “notoriamente” chi è in grazia di Dio e chi no, dato che questa è lettura interiore, e salvo alcuni casi di stato di peccato continuo (convivenza, adulterio, ecc…), è quasi impossibile accorgersene. Quindi un Papa potrebbe tranquillamente non essere in grazia di Dio, essere in stato di peccato mortale, non pubblicamente, ma nel segreto del suo cuore. In quel caso allora Dio gli concederebbe il dogma, e allora Gesù si contraddirebbe; 4) “Vivere di Dio come di unico pane” è molto più che vivere “in stato di grazia”. Ancora contraddizioni; 5) Peggio ancora: Gesù qui mostrerebbe di non conoscere il dogma dell’infallibilità del Magistero ordinario, l’assistenza dello Spirito Santo al Pontefice in modo che non erri nella conduzione ordinaria universale della Chiesa, non solo dottrinalmente, ma anche nella Disciplina, nella Liturgia, nella prassi approvata, ecc… (oggetto secondario del Magistero infallibile). Assistenza indispensabile per far sì che la Chiesa non sia causa di conduzione delle anime nell’errore e nel male. Praticamente Gesù cadrebbe in un creduto errore molto diffuso tra i cattolici “sempliciotti” ignoranti in materia, che pensano che l’infallibilità ci sia solo quando un Papa definisce un dogma solennemente (vedi Immacolata Concezione, Assunzione di Maria, ecc…); Gesù, quindi, non saprebbe che anche gli insegnamenti definitivi del Magistero ordinario – in alcuni casi – sono da ritenersi dogmatici, e che persino una cosa sempre insegnata come prassi dalla Chiesa – TRADIZIONE – è dogma implicito. Nei “quaderni” o nei “quadernetti” (non ricordo esattamente, ma potete fidarvi della buona fede) Gesù parlerebbe delle altre religioni, e distinguerebbe (cito letteralmente): “le religioni rivelate”, ma noi sappiamo che solo una è la Religione Rivelata, quella vera! Le altre non sono rivelate, sono invenzioni umane. [5] http://radiospada.org/2013/09/sulla-perpetuita-ed-invariabilita-della-chiesa-anche-in-caso-di-sede-vacante/ [5a] http://www.doncurzionitoglia.com/IpotesiVelletri.htm [5b] http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV378_Catechismo_Sedevacantismo.html [5bb] In senso logico e cronologico –> cf. Ef 4,4-5; 11-16; 1Tm 3,15; 1Cor 13,4; Catechismo Maggiore, san Pio X, n° 150-151, 157, 167-168, 171, 225, 228, 864-867, 874, 889-891; Mystici Corporis, Pio XII; Satis Cognitum, Leo XIII; Compendio della dottrina cristiana, Sant’Alfonso; S. Tommaso Aq., Quodlib, 10, art. 6. – in: Barbier, I tesori di Cornelio Alapide; Tommaso Aq., 2a 2ae q. 11, art. 2 ad 5 – in: Barbier, I tesori di Cornelio Alapide; Alfonso M. De Liguori Vescovo, cfr. Istruzione e pratica pei confessori, IV, I; cfr. Confessore diretto per le confessioni della gente di campagna, IV, I; in IIam, IIae, q. XI a. 2; S. Tommaso Aq., Quodlib, 10, art. 6. – in: Barbier, I tesori di Cornelio Alapide; S. Tommaso Aq., 2a 2ae q. 11, art. 2 ad 5 – in: Barbier, I tesori di Cornelio Alapide; S. Alfonso M. De Liguori Vescovo, Confessore diretto per le confessioni della gente di campagna, Cap. IV, I, 3; Pio IX, Concilio Vaticano I, Cost. Dogm. De Fide Cath.; S. Alfonso M. De Liguori Vescovo, Confessore diretto per le confessioni della gente di campagna, Cap. XVIII, II, 18; Sant’Alfonso Maria de Liguori, Istruzione e pratica pei confessori, Cap. IV, I, 4-5; Pio IX, Concilio Vaticano I, Cost. Dogm. Pastor Aeternus; San Bonaventura, La perfezione evangelica, Questione IV, Articolo Terzo. 8; San Girolamo, Explanatio Symboli; San Tommaso d’Aquino, Compendio della Somma Teologica, LA FEDE, questione 4. Cfr. vol. 14 Sum. T.; Sant’Alfonso M. De Liguori Vescovo, Opera dogmatica: eretici pretesi riformati; Sant’Ireneo, Adv. haer., III, 24, 1; Sant’Ireneo, cfr. Adv. haer., III, 24, 2; S. Augustinus, De Haeresibus, n. 88; San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, II_II, q. 2, art. 1; San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, II_II, q. 4, art. 8; San Bonaventura, La perfezione evangelica, Questione IV, Articolo Terzo. Conclusione; San Cipriano, Canone Loquitur Dominus, 18; San Bonaventura, La perfezione evangelica, Questione IV, Articolo Terzo; San Leone Magno, Canone Ita Dominus, 7; San Tommaso d’Aquino, Compendio della Somma Teologica, LA FEDE, questione 11. Cfr. vol. 14 Sum. T.; San Tommaso d’Aquino, Compendio della Somma Teologica, LA FEDE, questione 5. Cfr. vol. 14 Sum. T.; Mt 5,37; Lc 11,23; Sant’Alfonso M. De Liguori Vescovo, Verità della fede, Cap. V, 7; Mt 18,15-18; Ef 4,4; Pio XI, enciclica Mortalium Animos; San Bonaventura, La perfezione evangelica, Questione IV, Articolo Terzo; Papa Marco, Canone Haec est fides, 14 (in realtà non è San Girolamo ma Papa Marco); Pio IX, enc. Quanto Conficiamur Moerore; S. Fulgenzio di Ruspe, De fide seu de regula fidei ad Petrum, 38, n. 81; Papa Eugenio IV, bolla Cantate Domino sull’unione con i copti e gli etiopi. Concilio di Firenze, 4 febbr.1442; Pio IX, enc. Quartus Supra, 9; Codex Iuris Canonici – 1917: Canone 2314; Catechismo Tridentino, 108-109; Les canons des Pères Grecs, ed. P. P. Joannou, P. Commissione per la redazione del Codice di diritto canonico orientale, Fonti, fasc. IX, Discipline générale antique, tom. II, Grottaferrata 1962. C. 1, 94-95; Sant’Alfonso M. de Liguori, Verità della Fede, Cap. VII, 5; San Cipriano, L’unità della Chiesa cattolica, 3, 4, 6, 7 e 23; San Cipriano, Epistola 4,4 e 73,21; Catechismo Tridentino, 103; San Pio X, Catechismo Maggiore, 866-868; San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, II_II, q. 1, art. 10; San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, I, q. 57, art. 4; San Pio X, Catechismo Maggiore, 229; ecc ecc; decine di altre citazioni ed autori sono leggibili nelle note) [stesso discorso, presto compendiato in un testo, lo faremo anche quanto al rapporto fra il “Corpo mistico” e lo “scisma”] [5c] http://radiospada.org/2013/08/sugli-anti-cristi-e-sulla-papessa-giovanna/ [5d] http://radiospada.org/2013/08/dallinquisizione-alla-pedofilia-breve-difesa-della-chiesa-dalle-false-accuse/ [6] http://radiospada.org/2013/08/dallinquisizione-alla-pedofilia-breve-difesa-della-chiesa-dalle-false-accuse/
[9] http://radiospada.org/2013/09/la-tremenda-frase-degli-edicolanti-la-chiesa-apre-a/ [9a] http://radiospada.org/2013/08/sul-sesto-comandamento-sulle-impurita-e-sulla-sodomia/
[25a] Da 30 Giorni (ediz. inglese, 30 Days) luglio-agosto 1988: “PACI: E se questo non accadesse? “LEFEBVRE: Roma resterebbe lontana dalla Tradizione. E sarebbe la fine della Chiesa. Poichè riconosco nel Papa il successore di Pietro, non sono uno che considera la Sede di Pietro vacante; non dico che questo Papa è un eretico. Ma le sue idee sono eretiche, e sono già state condannate dai precedenti pontefici, e conducono all’eresia. Vedendo come le autorità della Chiesa hanno agito sin dal Concilio, sembra che lo Spirito Santo si sia preso una vacanza.”
Carlo Di Pietro, crisi della Chiesa, Ipotesi di Velletri, millenarismo, Piccolo catechismo del sedevacantismo, relativismo, soggettivismo
Confusione e belligeranza nel “cattolicesimo” contemporaneo: la zizzania? di guelfonero on 5 ottobre 2013Vedi altro di guelfonero →
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