Source: https://www.piccologenio.it/2007/07/
Timestamp: 2019-04-22 22:25:43+00:00

Document:
Luglio 2007 – Piccolo Genio
la mia laurea: 110 e lode!!!!!!!!!
MI SONO LAUREATA CON 110 E LODE
OGGI, MARTEDì 11 LUGLIO 2007, ALLE ORE 15.00 HO DISCUSSO IL MIO ELABORATO DI LAUREA DA TITOLO
“TEATRO E DIVERSE ABILITà” ED HO CONSEGUITO LA LAURE TRIENNALE IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE E
Studenti-ricercatori,
tra “essere“ e “dover essere“ dell’Università
“L’Università favorisce la sinergia di ricerca e didattica. La costante applicazione allo studio e alla ricerca costituiscono ragione e fondamento dell’autorevolezza del corpo docente.
Gli studenti hanno diritto ad una didattica per obiettivi culturali, formativi e professionalizzanti qualificati, nei quali il processo formativo sia affiancato alla ricerca.
Ogni studente ha diritto a costruire il proprio sapere critico insieme con i docenti.
Al fine di rendere efficace la sinergia tra docenti e studenti, l’Università predispone spazi e occasioni per la costruzione di un patrimonio di conoscenze condivise“.
Così il testo dell’art. 4, su “Ricerca e didattica“, della “Carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti“, recentemente approvata dal Senato accademico dell’Università di Roma “La Sapienza“, con decorrenza nell’anno accademico 2006-2007. E, come viene precisato nell’art. 21, “con applicazione progressiva dei principi in essa richiamati“.
Un documento di politica universitaria, a mio parere, di notevole importanza “strategica“ nel quadro delle riforme in atto; e dal quale prenderei le mosse, per tentare di rispondere alla domanda posta ora nel quadro delle attività di questo Laboratorio Tesi di Laurea della Facoltà di Scienze della Comunicazione: “Scienziati per un giorno solo?“. Ma che vuol dire?
Che vuol dire, in altri termini, “scienza“? A quale disciplina e argomento di ricerca intendiamo riferirci? Quali i contenuti specifici, cioè, che stabiliscono il limite che separa lo “scientifico“ e il “non scientifico“?
Tutte domande, d’altra parte, che nello stesso momento in cui si presentano, vanno ben al di là della circostanza universitaria entro cui immediatamente si collocano. E che, se pure rimandano ad momenti storici, ad attività di studio e a contesti culturali precisi1[1], tuttavia fuoriescono dall’ambito accademico che l’accoglie: e già per il fatto che è la stessa “Carta dei diritti delle studentesse e degli studenti“, fin nell’art. 1, a prevedere una comunità scientifica in ogni senso molto più ampia, che
“si costituisce al di sopra dei confini delle nazioni e delle confessioni religiose, di ogni forma di discriminazione di censo, di genere o altro“.
Una comunità scientifica, come usa dire, “intra“ ed “extra moenia“, che se ha come suo proprio metodo costitutivo “il confronto costruttivo, il rigore nella definizione delle ipotesi e nella loro verifica“, nondimeno “si caratterizza per l’integrazione delle diverse componenti“ culturali e sociali, da cui è attraversata e a cui è destinata. Sotto il segno, anzitutto, del principio di competenza; dei contenuti di ricerca di ciascuna materia scientifica d’indagine, nelle sue possibili relazioni interdisciplinari; e delle prospettive, che i distinti ambiti dell’esperienza universitaria aprono, sia nel senso della crescita delle diverse specificità disciplinari, sia nel senso dell’uso, della fruizione e comunicazione dei risultati che vi si connettono.
Una comunità scientifica, d’altra parte, che proprio in quanto ha nella ricerca e nella didattica delle singole materie di studio le proprie dimensioni critiche caratterizzanti, esige per un verso, al suo interno, continuativi approfondimenti e accrescimenti del sapere nelle forme peculiari di ciascun ambito di studio. E, per un altro verso, possibili aperture e relazioni con il “sociale“, effettiva collegialità di gestione della “cosa“ universitaria, efficace organizzazione del lavoro in termini sia quantitativi sia qualitativi, senso del limite e, tuttavia, un’auspicabile, condivisibile progettualità etico-politico-culturale.
Non a caso, del resto (precisa lo stesso art. 1):
“La comunità scientifica dell’Università considera la trasmissione e la costruzione del sapere frutto del lavoro comune di docenti, studenti, personale tecnico-amministrativo e di quanti a diverso titolo operano in essa e per essa.
La costruzione e la trasmissione del sapere si realizzano attraverso lo studio, l’insegnamento, la ricerca ed il dialogo costante [tra] le generazioni e con la comunità territoriale di riferimento“.
Di modo che (è la conclusione):
“Ciascuna componente è chiamata a contribuire, secondo le sue funzioni e caratteristiche, al conseguimento dei risultati che la comunità si propone; ciascuno è chiamato a partecipare alla vita della comunità, anche attraverso l’espressione del voto“.
“Scienziati per un giorno solo“, gli studenti, allora? Altro che! Nessun limite alla numerosità dei “giorni“ utili, né alla quantità delle adesioni degli studenti per farsi in qualche modo “scienziati“, in stretto rapporto con l’attività scientifica e didattica dei propri docenti.
E questo, purché che si sia d’accordo sui “Diritti fondamentali“ (art. 2), garantiti dalla “Carta dei diritti e dei doveri“; e si condividano i temi dell’“Informazione“ e dell’“accoglienza“ (art. 3). E d’accordo, anche, nel creare le condizioni per la realizzazione di standard didattici e scientifici di alto profilo e punte di vera eccellenza comparativa.
Infatti, negli artt. 1 e 2 della “Carta“, sta scritto:
“L’Università considera diritti fondamentali delle sue componenti la libertà di pensiero e d’espressione, senza distinzione o discriminazione; la possibilità di valutazione e critica esercitate con rispetto, tolleranza e rigore da parte dei componenti delle comunità scientifica; la partecipazione alla vita dell’Università secondo e regole della democrazia e della responsabilità […]. Ogni studente ha diritto di completare il proprio percorso formativo nei tempi previsti e nel rispetto degli ordinamenti e dei regolamenti didattici dell’Università“.
“L’Università considera di grande valore la possibilità di accogliere ogni anno studenti di provenienza la più articolata possibile e garantisce di conseguenza la diffusione di tutte le informazioni utili ad orientare gli studenti all’inizio del loro percorso universitario e lungo l’iter degli studi con ogni mezzo opportuno […]. I Dipartimenti organizzano incontri in cui vengono presentati l’attività scientifica in corso, i progetti futuri, le possibilità di fruizione di biblioteche, di musei e di laboratori. L’Università s’impegna a rimuovere le barriere architettoniche e strutturali che impediscono la piena fruizione dei servizi e delle attività da parte dei diversamente abili“.
Proprio a partire da quanto fissato negli articoli or ora citati, quindi, si deve convenire circa il “continuum“ di “essere“ e di “dover essere“ della capacità critica degli studenti, anzitutto in relazione al lavoro tecnicamente specializzato dei docenti nei loro proprii ambiti particolari. E gli uni e gli altri, coerentemente partecipi alle attività didattiche e di ricerca del proprio ambiente universitario, nonché nell’ambito della più ampia comunità scientifica.
Di qui, pertanto, il senso complessivo dell’esperienza didattica dei corsi di laurea e il valore euristico delle previste forme di partecipazione democratica degli studenti nei relativi ambiti di competenza (art. 5); il peso giuridico, ma anche etico-politico-formativo, degli organi di tutela dei diritti e doveri (art. 6); il significato pienamente legittimo dell’inserimento degli studenti in attività di ricerca, le più varie (art. 7); e, a tal fine, il motivo strutturale ulteriore della dimensione internazionale della mobilità studentesca (art. 8). E, su questa base, l’ulteriore richiamo di principio all’indagine, come finalità universitaria precipua:
Tanto è vero che, precisa la “Carta“:
“L’Università favorisce la partecipazione degli studenti alle attività di ricerca anche con la finalità di preparazione di tesi su basi sperimentali.
I regolamenti di Facoltà disciplinano le modalità d’accesso degli studenti a posti pre-definiti di stage per attività di ricerca, anche per la preparazione dell’elaborato finale dei diversi cicli formativi […] L’Università s’impegna a favorire la dimensione internazionale degli studi, dell’insegnamento e della ricerca scientifica, promuovendo programmi di ricerca e di scambio culturale, e agevolando le procedure amministrative che regolano la mobilità di docenti, ricercatori e studenti“.
Di qui il rilievo, anche, di tutta una serie di altre indicazioni, che vanno pur sempre nella direzione di un diretto coinvolgimento degli studenti nella vita scientifica e didattica dell’università (a livello di Cattedra, di Dipartimento, si Corso di laurea); e che è possibile trovare affermate e spiegate in vari altri luoghi della “Carta“, a conferma del doveroso (ma è un diritto!) impegno diretto degli studenti in specifiche attività di ricerca, sì da integrare
“le conoscenze da loro acquisite nello complessità dello sviluppo della cultura e della scienza, anche con riferimento alle modifiche delle professionalità e alle dinamiche del mercato del lavoro“.
E questo, senza mai perdere di vista il fatto che gli stessi studenti
“sono corresponsabili del successo o dell’insuccesso del processo formativo. Ad essi si richiede costanza nell’applicazione, rigore nello studio, spirito critico e curiosità scientifica, partecipazione alla vita culturale e sociale dell’Università, inserimento nelle attività di ricerca“.
Di modo che si spiegano le esplicite attivazioni di feed back critici nei confronti delle finalità e dei contenuti degli insegnamenti (art. 9), rispetto alla metodologia e all’efficacia della didattica (art. 10), in fatto di regolamentazione dell’impegno nello studio (art. 11), di razionalizzazione degli spazi, dei servizi, delle attrezzature (art. 12), di valorizzazione di stage esterni all’università e delle modalità del riconoscimento dei crediti (art. 13). E ciò, evidentemente, anche e soprattutto nell’ambito delle attività didattiche immediatamente riconducibili alle attività di ricerca di cattedra.
Così come si intende la necessità di disciplinare a tal fine, nel migliore dei modi possibili, l’inizio e lo svolgimento dei corsi di lezione, e di pubblicizzarne gli orari (art. 14); di poter usufruire del tempo parziale e di utilizzare al meglio la frequenza delle lezioni (art. 15); di non subire passivamente la programmazione didattica di Facoltà, le sessioni di laurea e gli appelli degli esami (art. 16); e di arrivare, invece, alle prove di valutazione del profitto e agli esami (art. 17) e alla prova scritta finale (art. 18), essendo consapevoli dei problemi relativi all’inserimento professionale degli studenti (art. 19), al rispetto della tutela della privacy (art. 20), alla specificità delle esigenze delle singole facoltà. Le quali ultime, pur sempre dall’interno dei principi stabiliti dalla Carta stessa, possono integrarla con proprie norme e secondo specifiche modalità d’attuazione (art. 21).
La “Sapienza“ degli studenti. Fatti e idee di laureandi e laureati. Art.15/20
Art. 15 – Tempo parziale
L’Università s’impegna a favorire
per quanto possibile opportunità
di studio anche a quegli studenti
che presentino difficoltà di frequenza
per motivi di lavoro, attivando corsi
a distanza, anche in modalità
e-learning, e lezioni in orario serale.
I docenti, accertate le ragioni
della difficoltà di frequenza
di uno studente, debbono indicargli,
nel rispetto della normativa sui crediti,
il carico di studio integrativo
del programma previsto
L’Università favorisce forme articolate
d’organizzazione didattica, anche
del tempo parziale, in particolare
per gli studenti lavoratori.
Art. 16 – Programmazione didattica
di Facoltà, Sessioni e Appelli
Gli studenti hanno diritto di sostenere
prove d’esame in ogni sessione, avendo
il dovere di prenotarsi e di disdire
la prenotazione entro i termini prefissati.
Le Facoltà provvedono a definire
per tempo il calendario annuale
delle sessioni e degli appelli, evitando
eccessive concentrazioni delle prove
d’esame, ma anche evitando
la sovrapposizione tra lezioni ed esami.
Le Facoltà curano che il numero
delle sessioni e degli appelli
siano omogenei tra i Corsi di Studio.
Non è consentito ai docenti anticipare
la data delle prove rispetto a quella
prevista dal calendario. L’eventuale
variazione della data delle prove deve
costituire un fatto eccezionale e deve
essere comunque pubblicizzata
Art. 17 – Prove di valutazione
del profitto ed esami
La prova d’esame verte
sul programma del corso,
opportunamente divulgato all’inizio
delle lezioni e reso pubblico sito
di Facoltà e nell’Ordine degli Studi.
Gli studenti hanno diritto a sostenere
l’esame sul programma del corso
che hanno frequentato,
e col docente responsabile
del corso stesso, purché sostengano
la prova d’esame entro i tre anni
accademici successivi a quello
nel quale è stato tenuto il corso.
Contenuto, modalità e numero
delle prove d’esonero, qualora
integralmente o parzialmente
sostitutive della prova scritta e/o orale,
sono comunicati all’inizio delle lezioni.
Gli esami debbono essere programmati
in modo tale che lo studente possa
sostenere tutte le prove d’esame
previste nel periodo didattico
(quadrimestre, semestre, anno).
Lo studente avrà cura
di programmare le sue prove d’esame
in modo da evitare la sovrapposizione
delle date d’appello di due o più esami.
Nel caso di sovrapposizione inevitabile,
lo studente ha il diritto di sostenere
comunque l’esame all’interno della
stessa sessione.
Sulla base delle prenotazioni
o di altre modalità di stima preventiva
degli esaminandi, i docenti debbono
essere in grado di pubblicizzare l’orario
approssimativo di ogni prova.
Al termine della prova d’esame
lo studente ha diritto di conoscere
gli elementi di giudizio che hanno
determinato la formulazione del voto
nonché di prendere visione
della propria prova, qualora scritta.
I docenti sono tenuti a limitare i loro
giudizi alla preparazione espressa
nel corso della prova dallo studente.
Art. 18 – Prova scritta finale
Ogni studente ha il diritto
di scegliere il relatore e l’argomento
della prova scritta finale più
rispondente alle proprie aspettative,
nel rispetto delle competenze
e degli impegni di ciascun docente.
Entro sei mesi dal termine
del suo percorso di studio lo studente
ha il diritto di avere assegnato
un argomento con relativo relatore.
Nel caso che il relatore
da lui scelto non sia disponibile,
è tenuto a sottoporgli una rosa
di almeno tre docenti tra cui
scegliere. Lo studente ha il dovere
di produrre, sulla base delle indicazioni
concordate, un elaborato originale,
esplicitando le fonti utilizzate
ed attenendosi alle convenzioni
scientifiche dello specifico settore
Nel periodo di preparazione
dell’elaborato finale il docente-relatore
è impegnato ad assistere
lo studente nel suo lavoro.
Tempi e modi degli incontri
di revisione vengono concordati
secondo norme generali stabilite
per la preparazione dell’elaborato
finale deve essere commisurata
al numero di crediti ad essa riservati.
Art. 19 – Inserimento professionale
L’Università agevola l’inserimento
professionale dei propri studenti
sia durante il percorso di studi,
attuando i tirocini ed ogni altra
iniziativa atta a favorire il raccordo
tra esperienza formativa e attività
professionale, sia al termine del percorso
di studi, realizzando l’incontro
tra Università e mondo del lavoro
e favorendo esperienze di confronto
degli studenti con la realtà lavorativa.
L’Università favorisce l’incontro
tra domanda ed offerta di lavoro,
anche preparando gli studenti
ad usufruire delle misure previste
dalle leggi nazionali, regionali
e dagli interventi locali volti a favorire
In questo processo l’Università
è impegnata a tutelare i diritti
degli studenti sul lavoro, sulla dignità
e sulla sicurezza del lavoro in tutte
Art. 20 – Tutela della privacy
L’Università tutela, secondo
la normativa vigente, la privacy
degli studenti. Gli strumenti
di sorveglianza audio-video possono
essere attivati solo per giustificati
motivi di sicurezza, secondo la vigente
Art. 21 – Validità della Carta
La presente “Carta dei diritti
e dei doveri delle studentesse
e degli studenti“ ha valore
di riferimento in tutte le Facoltà
dell’Università. Le singole Facoltà
possono integrarla con proprie norme,
nel rispetto dei principi stabiliti dalla
La presente Carta entra in vigore
dall’anno accademico 2006/07,
con applicazione progressiva
dei principi in essa richiamati.
La “Sapienza“ degli studenti. Fatti e idee di laureandi e laureati. Art. 10/15
Art. 10 – Metodologia ed efficacia
L’Università valorizza la qualificazione
didattica dei docenti, con riferimento
alla crescita e maturazione
dei destinatari, all’adeguatezza
del linguaggio adottato,
all’utilizzazione di strumenti sussidiari.
L’Università provvede alla valutazione
dell’efficacia e della qualità
della didattica attraverso il Nucleo
di Valutazione di Università;
la valutazione nelle singole Facoltà
è effettuata dai nuclei di valutazione
Finalità della didattica è quella
di far sì che il numero maggiore
di studenti consegua nel periodo
di durata legale del corso il titolo
finale, avendo acquisito
un atteggiamento scientifico
ed un ampio ed approfondito
patrimonio di conoscenze/competenze,
anche tenendo conto delle condizioni
all’ingresso del percorso formativo.
L’Università attiva iniziative volte
a ridurre i fenomeni della dispersione
Art. 11 – L’impegno degli studenti
L’Università favorisce una formazione
critica complessiva, contenendo
il numero delle verifiche di profitto
a quanto indispensabile ed evitando
e delle verifiche di profitto,
che di norma non debbono superare
8 prove d’esame per ciascun anno
di corso (20 in tutto il triennio).
Il sistema dei crediti definisce
l’impegno richiesto agli studenti
per frequentare con profitto l’università;
il superamento della prova d’esame
certifica l’impegno di studio
corrispondente al numero di crediti
attribuito al corso.
Gli studenti sono corresponsabili
del successo o dell’insuccesso
del processo formativo.
Ad essi si richiede costanza
nell’applicazione, rigore nello studio,
spirito critico e curiosità scientifica,
partecipazione alla vita culturale
e sociale dell’Università,
inserimento nelle attività di ricerca.
Gli studenti hanno il diritto/dovere
di informarsi per tempo
della programmazione didattica
e di partecipare quindi alle attività
didattiche previste.
Art. 12 – Spazi, servizi, attrezzature
L’Università mette a disposizione
degli studenti spazi attrezzati
e servizi (biblioteche, aule di studio,
aule informatiche, centri copie,
mense, bar, ecc.) che consentano
lo svolgimento adeguato delle attività
di studio, di formazione e ricerca.
Le strutture destinate ad attività
culturali, sociali, sportive e ricreative
sono aperte a tutte le componenti
dell’Università, secondo
la regolamentazione approvata
dagli organi centrali dell’Università.
Negli eventuali organi
di programmazione o di governo
debbono trovare rappresentanza
gli studenti insieme con le altre
componenti dell’Università.
L’Università tramite il CUS provvede
a destinare spazi all’attività sportiva
e ricreativa e di aggregazione
tra le diverse componenti dell’Università.
L’Università favorisce per gli studenti
forme di assistenza al disagio, d’intesa
con le istituzioni pubbliche competenti
in tema di diritto allo studio
e di tutela socio-sanitaria.
Art. 13 – Stage esterni
all’Università, riconoscimento
L’Università incentiva esperienze svolte
al di fuori del Corso di Studio
che presentino una valenza formativa
coerente con l’indirizzo del corso
medesimo. Le esperienze accreditabili
riguardano tirocini, attività di ricerca,
corsi ed iniziative culturali che abbiano
contribuito a far acquisire conoscenze
appropriate, coerenti con il curriculum
formativo del Corso di Studio.
Le Facoltà provvedono a regolamentare
dei crediti maturati in esperienze
extrauniversitarie. L’attività professionale
o di servizio non è riconoscibile come
credito formativo disciplinare.
Art. 14 – Inizio e svolgimento
dei Corsi, pubblicità degli orari
Le Facoltà hanno il dovere di iniziare
corsi di studio in tempo utile
e comunque entro il termine massimo
stabilito dal Senato Accademico.
Dell’inizio dei corsi, dei programmi,
dei docenti, degli orari viene data
opportuna comunicazione, controllata
ed aggiornata, attraverso tutti i mezzi
di comunicazione disponibili
e più efficaci, privilegiando modalità
rapide quali le pagine del sito Internet
e il servizio personalizzato di mailing
su posta elettronica per studenti iscritti.
Gli studenti hanno diritto
ad informazioni precise ed aggiornate
sugli orari delle lezioni; il rispetto
degli orari, salvo eventi eccezionali,
costituisce obbligo organizzativo
del Corso di Studio e del singolo
I Corsi di Studio dovranno
curare – nei limiti del possibile –
che la didattica “frontale“
per ogni anno di corso sia concentrata
in moduli orari tali da consentire
allo studente di utilizzare per lo studio
personale il tempo previsto dal sistema
dei crediti. Gli studenti hanno
diritto/dovere di frequentare,
per quanto possibile, con regolarità
e sequenzialità le lezioni
del proprio Corso di Studio.
Essi possono chiedere, in presenza
di fondati motivi, il cambio del corso
alla regolarità degli orari di ricevimento
dei docenti, e ad avere da questi
spiegazioni sugli argomenti trattati.
I docenti sono tenuti a comunicare
con tempestività ogni eventuale
variazione al riguardo. L’Università
s’impegna a definire con gli studenti
gli standard minimi di comunicazione
che ogni docente deve rispettare.
L’Università promuove azioni
concertate con il Ministero di Grazia
e Giustizia, o con le sue strutture
decentrate, per attivare forme
d’istruzione anche a distanza,
e per consentire di sostenere gli esami
per coloro che abbiano restrizioni
Art. 5 – Forme di partecipazione
democratica, doveri
L’Università garantisce forme
di partecipazione democratica a tutte
le componenti accademiche.
Università, Atenei federati, Facoltà,
Corsi di Studio e Dipartimenti
garantiscono l’attivazione di tutti
gli organismi previsti dallo Statuto
e dai rispettivi regolamenti;
s’impegnano a condurre
con tempestività e a favorire
e partecipazione, anche favorendo
Ogni organismo elettivo e ciascuno
dei suoi membri ha il compito
di rappresentare e tutelare interessi,
diritti e doveri di tutte le componenti
accademiche, di esercitare funzioni
propositive nei confronti delle strutture
di governo dell’Università
e di promuovere la diffusione
delle informazioni relative agli aspetti
decisionali dell’università.
è garantita anche dall’efficienza
dell’azione amministrativa, fondata
sui principi della trasparenza
dei diritti e delle responsabilità,
della semplificazione delle procedure
e della soddisfazione degli utenti
rispetto al servizio offerto. Il diritto
d’accesso è regolato dalle leggi vigenti
in materia nell’ordinamento dello Stato
italiano, e dal regolamento adottato
Gli studenti partecipano
responsabilmente alla vita accademica,
sia a titolo individuale,
che eventualmente come
rappresentanti negli organi statutari.
Essi hanno il dovere di rispettare
lo Statuto dell’Università ed ogni
norma regolamentare; essi hanno
il dovere di rispettare gli ambienti,
le strutture e le attrezzature,
condividendo regole di civile
convivenza e di rispetto reciproco
tra i componenti della comunità
Art. 6 – Organi di tutela dei diritti
Sono organi di tutela degli studenti:
il Garante dei diritti degli studenti
dell’Università; il Difensore degli
studenti di ciascuna Facoltà;
l’Osservatorio studentesco di Facoltà,
da regolamentare da parte dei Consigli
ha la funzione di coordinare l’azione
dei Difensori degli studenti che
agiscono nelle singole Facoltà,
consultando in merito i rappresentanti
degli studenti negli organi centrali
dell’Università e riferendo
periodicamente al Rettore
della sua attività e dei problemi insorti.
Il Garante è nominato dal Rettore
su indicazione dei rappresentanti
degli studenti negli organi accademici
ha il compito di garantire i diritti
degli studenti in tutti gli ambiti
della vita universitaria, e di garantire
l’applicazione dei contenuti
della presente Carta.
Gli studenti, direttamente o tramite
i loro rappresentanti negli organi
accademici, possono rivolgere richieste
e quesiti al Difensore con ogni
Il Difensore esercita la propria azione
mediante risposte scritte riservate
o mediante audizione o convocazione
Art. 7 – Inserimento degli studenti
nelle attività di ricerca
L’Università considera suo compito
primario la ricerca di base e applicata.
Per la partecipazione degli studenti
alle attività e progetti di ricerca
saranno definite norme
che ne regolino le condizioni.
L’Università favorisce la partecipazione
degli studenti alle attività di ricerca
anche con la finalità di preparazione
di tesi su basi sperimentali.
I regolamenti di Facoltà disciplinano
le modalità d’accesso degli studenti
a posti pre-definiti di stage per attività
di ricerca, anche per la preparazione
dell’elaborato finale dei diversi
cicli formativi.
Art. 8 – Dimensione internazionale,
la dimensione internazionale degli
studi, dell’insegnamento e della ricerca
scientifica, promuovendo programmi
di ricerca e di scambio culturale,
e agevolando le procedure
amministrative che regolano la mobilità
di docenti, ricercatori e studenti.
L’Università favorisce la mobilità
studentesca valutando la coerenza
dei percorsi formativi (tipologia
dei corsi e relativi titoli, crediti
formativi) ed aderendo a programmi
a tal fine predisposti in ambito
internazionale per i diversi livelli
di formazione, conformemente
ai principi fissati dalla Carta
di Strasburgo degli studenti europei
e dallo specifico Regolamento
Per conseguire la mobilità
internazionale, l’Università promuove
iniziative utili al superamento
degli ostacoli di natura
socio-economica e culturale;
tali iniziative comprendono accordi
con le istituzioni locali, nazionali
e internazionali che prevedano
agevolazioni per l’orientamento,
la didattica e il sostegno, e per favorire
il diritto allo studio anche
per gli studenti stranieri.
Art. 9 – Finalità e contenuti
Finalità dell’insegnamento universitario
è fornire agli studenti
gli strumenti di crescita culturale
e professionale, integrando
le conoscenze da loro acquisite
nella complessità dello sviluppo
della cultura e della scienza,
anche con riferimento alle modifiche
delle professionalità e alle dinamiche
del mercato del lavoro. I programmi
di studio sono approvati dai consigli
dei Corsi di Studio con l’apporto
dei rappresentanti degli studenti
nei consigli stessi.
I docenti debbono essere disponibili
a tener conto delle proposte
degli studenti in merito ai contenuti
e alle modalità di articolazione
dell’insegnamento. I docenti sono
degli studenti i sussidi utilizzati
nell’attività didattica.
Gli studenti hanno diritto di seguire
nell’Università e di sostenere esami
in tutte le Facoltà, entro i limiti stabiliti
dalle norme di legge e dai
regolamentari, nonché dalle
disposizioni del Senato Accademico.
L’Università promuove la valutazione
dell’efficacia delle attività formative
a livello di Università e di Facoltà,
coinvolgendo nei nuclei di valutazione
negli organi accademici.
La valutazione comprende anche
le modalità adottate per le verifiche
La “Sapienza“ degli studenti. Fatti e idee di laureandi e laureati.
Una nuova rubrica di www.piccologenio.it a cura di Nicola Siciliani de Cumis
(Art. 1 / 4)
Art. 1 – La Comunità scientifica
(denominazione giuridica Università
degli Studi di Roma “La Sapienza“,
in seguito: l’Università) è parte
internazionale e ne condivide i fini,
i principi ed il metodo, avendo
come obiettivo quello di trasmettere
le conoscenze e di concorrere
al progresso delle scienze.
Essa si costituisce al di sopra
dei confini delle nazioni
e delle confessioni religiose, di ogni
forma di discriminazione di censo,
di genere o altro. Ha come metodo
il confronto costruttivo, il rigore
nella definizione delle ipotesi
e nella loro verifica; si caratterizza
per l’integrazione delle diverse
componenti universitarie.
La comunità scientifica dell’Università
considera la trasmissione
e la costruzione del sapere frutto
del lavoro comune di docenti, studenti,
e di quanti a diverso titolo operano
in essa e per essa.
La costruzione e la trasmissione
del sapere si realizzano attraverso
lo studio, l’insegnamento, la ricerca
ed il dialogo costante le generazioni
e con la comunità territoriale
Ciascuna componente è chiamata
a contribuire, secondo le sue funzioni
e caratteristiche, al conseguimento
dei risultati che la comunità
si propone; ciascuno è chiamato
a partecipare alla vita della comunità,
anche attraverso l’espressione del voto.
Art. 2 – Diritti fondamentali
L’Università considera diritti
fondamentali delle sue componenti
la libertà di pensiero e d’espressione,
senza distinzione o discriminazione;
la possibilità di valutazione e critica
esercitate con rispetto, tolleranza
e rigore da parte dei componenti
della comunità scientifica;
dell’Università secondo le regole
della democrazia e della responsabilità.
Sono garantiti i diritti di espressione,
di riunione, di associazione
e di organizzazione,
per il conseguimento dei fini
istituzionali dell’Università,
da esercitare nel rispetto
della comunità accademica.
Ogni studente ha diritto
di completare il proprio percorso
formativo nei tempi previsti
e nel rispetto degli ordinamenti
e dei regolamenti didattici
Art. 3 – Informazione
L’Università considera di grande
valore la possibilità di accogliere
ogni anno studenti di provenienza
la più articolata possibile
e garantisce di conseguenza
la diffusione di tutte le informazioni
utili ad orientare gli studenti
all’inizio del loro percorso
universitario e lungo l’iter degli studi
con ogni mezzo opportuno.
Nelle azioni rivolte a conseguire
tale scopo l’Università s’impegna
a coinvolgere istituzioni scolastiche,
enti locali, organizzazioni
imprenditoriali e forze sociali.
L’Università, gli Atenei federati,
le Facoltà, i Corsi di Studio
ed i Dipartimenti, ciascuno secondo
le proprie specificità, sono impegnati
ad utilizzare tutti gli strumenti
d’informazione utili al conseguimento
degli enunciati obiettivi. A tal fine essi
predispongono centri d’orientamento
che aiutino gli studenti a scegliere
con consapevolezza i percorsi di studio,
e percorsi d’accoglienza che aiutino
le matricole (in particolare studenti
fuori sede e stranieri) ad inserirsi
all’interno della comunità. Le Facoltà
fanno conoscere tempestivamente,
attraverso apposito materiale
informativo, le attività didattiche
L’Università agevola l’accesso
alle misure di sostegno economico
garantite agli studenti dalle Istituzioni
competenti; garantisce agli iscritti
l’accesso alla rete informatica
e ai siti d’informazione curati
dall’Università e dalle Facoltà; trasmette
ai mass media un’informazione
corretta e puntuale sui servizi offerti.
Facoltà e Corsi di Studio, all’inizio
di ciascun anno accademico,
in collaborazione con i rappresentanti
degli studenti, organizzano incontri
per i nuovi iscritti di introduzione
studi universitari; forniscono
un’assistenza individualizzata,
mediante l’assegnazione alle matricole
di docenti come tutori, e di studenti
anziani come mentori; organizzano
corsi di recupero per colmare eventuali
difficoltà che provengano dal percorso
di studi precedente.
I Dipartimenti organizzano incontri
in cui vengono presentati l’attività
scientifica in corso, i progetti futuri,
le possibilità di fruizione di biblioteche,
di musei e di laboratori.
L’Università s’impegna a rimuovere
le barriere architettoniche e strutturali
che impediscono la piena fruizione
dei servizi e delle attività da parte
Art. 4 – Ricerca e didattica
L’Università favorisce la sinergia
di ricerca e didattica. La costante
applicazione allo studio e alla ricerca
costituiscono ragione e fondamento
dell’autorevolezza del corpo docente.
ad una didattica per obiettivi culturali,
formativi e professionalizzanti
qualificati, nei quali il processo
formativo sia affiancato alla ricerca.
a costruire il proprio sapere critico
insieme con i docenti.
Al fine di rendere efficace la sinergia
tra docenti e studenti, l’Università
predispone spazi e occasioni
per la costruzione di un patrimonio
di conoscenze condivise.

References: art. 1
 Art.15

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21
 Art. 10

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4