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Regolamento didattico del corso di laurea magistrale in Servizio Sociale e Politiche Sociali. Parte generale - PDF
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1 Regolamento didattico del corso di laurea magistrale in Servizio Sociale e Politiche Sociali Capo I. Disposizioni generali Parte generale Art. 1. Ambito di competenza 1. Il presente Regolamento disciplina, in conformità allo Statuto dell Università e al Regolamento Didattico di Ateneo, gli aspetti organizzativi dell attività didattica del corso di laurea magistrale in Servizio Sociale e Politiche Sociali nonché ogni diversa materia ad esso devoluta da altre fonti legislative e regolamentari. Art. 2. Approvazione e revisione 1. Ai sensi dell art. 19 comma 3 del Regolamento Didattico di Ateneo, il presente Regolamento e le sue successive revisioni sono approvati dal Consiglio del Corso di studio maggioranza dei componenti e sono sottoposti all approvazione del Consiglio di Facoltà. Capo II. Ammissione al corso di laurea Art. 3. Requisiti di ammissione e relative modalità di verifica 1. Per accedere al Corso di laurea magistrale è necessario avere conseguito uno dei titoli seguenti o un titolo conseguito all estero ritenuto equipollente ai sensi delle norme vigenti: a) laurea quadriennale in Scienze del Servizio sociale; b) laurea triennale della classe L-39 (Servizio sociale) o della previgente classe 6 (Scienze del Servizio sociale); c) diploma D.U.S.S e scuole per assistenti sociali unitamente alla certificazione di iscrizione all Albo A o B degli Assistenti Sociali; d) convalida universitaria del diploma di Assistente sociale ai sensi dell articolo 5 D.P.R. 14/1987 unitamente alla certificazione di iscrizione all Albo A o B degli Assistenti Sociali e di esercizio della professione per almeno cinque anni; e) non costituiscono titoli idonei ai fini dell iscrizione al corso di laurea magistrale le convalide dei diplomi di Assistente sociale ai sensi dell articolo 4 D.P.R. 14/1987; f) costituiscono titoli idonei ai fini dell iscrizione al corso di laurea magistrale, ma non per l accesso alla professione di assistente sociale, le lauree triennali delle seguenti classi: L-16 (Scienze dell amministrazione e dell organizzazione), L-20 (Scienze della comunicazione), L-36 (Scienze politiche e delle relazioni internazionali); 2. Lo studente dovrà possedere una adeguata preparazione di base, coerente con i contenuti ed i lessici specialistici delle aree disciplinari che caratterizzano il percorso formativo della classe e del Corso di studio, oltre a buone capacità di espressione scritta ed orale e di analisi e sintesi di testi di elevata complessità. 3. Per le peculiarità del Corso di studio non sono ritenuti titoli idonei i diplomi di laurea in discipline diverse dalle classi su indicate. Gli studenti in possesso di diplomi di laurea diversi potranno intraprendere il percorso formativo iscrivendosi preliminarmente al corso di laurea triennale in Servizio Sociale, con parziale riconoscimento del curriculum pregresso.
2 4. Il conseguimento dei titoli di cui al punto 1 con una votazione pari almeno a 99/110 (o di un punteggio proporzionalmente equivalente nel caso di titoli contenenti una valutazione in base diversa) è ritenuto soddisfare di per sé i criteri prescritti per l accesso. 5. Lo studente che abbia conseguito il diploma di laurea con una votazione inferiore a 99/110 sosterrà una prova per la verifica dell adeguatezza della personale preparazione. 5. La prova consisterà in un questionario a risposta multipla teso a verificare le capacità logico argomentative dello studente nonché la sua conoscenza dei principi fondamentali dell assistenza sociale e dei servizi alla persona. 7. La data e il luogo di svolgimento della prova saranno resi noti nel Manifesto degli Studi e nel sito web di Facoltà. 8. La prova si intenderà superata se lo studente risponderà correttamente almeno al 60% delle domande. 9. Il mancato superamento di tale prova comporterà, al fine della definitiva ammissione, la frequenza di attività didattiche integrative obbligatorie - stabilite con deliberazione del Consiglio del Corso di studio in esito alle quali sarà rilasciata una idoneità il cui ottenimento nel corso del primo anno del primo anno di studi costituisce condizione necessaria per l iscrizione al secondo anno. Capo III. Attività didattiche del corso di laurea Art. 4. Attività formative 1. Nel Corso di Laurea sono attivabili tutti gli insegnamenti di cui alla Parte Speciale del presente Regolamento. Art. 5. Articolazione degli insegnamenti in moduli 1. Ciascun insegnamento obbligatorio è articolato in moduli di insegnamento da 3 CFU corrispondenti a parti autonome dell oggetto di insegnamento. 2. Gli insegnamenti opzionali possono essere organizzati in moduli. 3. Ciascun insegnamento può altresì essere articolato in uno o più moduli comuni e in più moduli alternativi. Art. 6. Responsabilità degli insegnamenti 1. Per ogni insegnamento vi è un docente responsabile. 2.È docente responsabile di un insegnamento chi ne sia titolare a norma di legge, ovvero colui al quale il Consiglio di Facoltà abbia attribuito la responsabilità stessa in sede di affidamento dei compiti didattici ai docenti. Art. 7. Impegno orario complessivo 1. La frazione dell impegno didattico complessivo riservata allo studio personale dello studente o ad altre attività formative di tipo individuale è pari ad almeno 2/3. 2. Tenuto conto di quanto indicato al punto precedente nonché del rapporto medio fra la durata in ore dei diversi insegnamenti e il corrispondente valore in crediti risultante dall ordinamento didattico, per gli studenti frequentanti ad ogni credito corrispondono cinquanta pagine riferite ai testi indicati a corredo del programma del corso. È ammessa una variazione di dieci pagine, in aumento o in diminuzione, per ciascun credito. Per gli studenti non frequentanti si aggiungeranno venti pagine per ogni credito applicando al totale gli stessi margini di oscillazione, garantendo comunque una differenza di almeno dieci pagine tra frequentanti e non frequentanti. 3. Eventuali scostamenti in misura superiore a quanto indicato sono ammessi solo se preventivamente approvati dal Consiglio di Corso di Studio su richiesta motivata dei docenti interessati. Il Preside, il Presidente del Consiglio di Corso di Studio e la Commissione Paritetica
3 sono incaricati di verificare il rispetto delle predette prescrizioni nei programmi dei corsi, anche ai fini della loro pubblicazione. Art. 8. Modalità di svolgimento delle attività didattiche 1. Gli insegnamenti possono assumere la forma di: (a) lezioni frontali, anche a distanza; (b) seminari; (c) esercitazioni pratiche. Art. 9. Esami ed altre verifiche del profitto 1. Per ciascuna attività formativa seguita dallo studente il medesimo sosterrà un esame per l accertamento del profitto in forma scritta, orale, o scritta e orale, a scelta del docente responsabile dell insegnamento. Ove la specificità della disciplina lo richieda, il docente può inoltre stabilire l integrazione dell esame con una prova pratica. Le attività formative di durata biennale possono prevedere prove intermedie il cui esito sarà verbalizzato in appositi registri. Tutte le verifiche del profitto relative alle attività formative debbono essere superate dallo studente almeno un mese prima della prova finale del Corso di laurea. 2. L esame è superato se lo studente ha ottenuto una votazione pari o superiore a diciotto punti. 3. L esito dell esame, previa comunicazione allo studente, è verbalizzato seduta stante con la votazione conseguita ovvero con la dicitura respinto o ritirato. 4. Gli esami che si concludono con l esito di ritirato o di respinto non vengono riportati sul libretto, non risultano agli atti della carriera dello studente, ma devono essere verbalizzati sul registro. 5. Lo studente è ritirato qualora rinunci a un voto positivo ovvero, con il consenso della commissione, si ritiri nel corso della prova. 6. In caso di esame con esito di respinto lo studente ha diritto di ripetere la prova dal secondo appello successivo a quello nel corso del quale è stato verbalizzato l esito; qualora intercorrano almeno trenta giorni dalla data dell esame in cui è stato riportato l esito respinto, lo studente potrà ripetere la prova nel primo appello successivo. 7. Nel caso in cui l esame preveda esclusivamente una prova scritta la verbalizzazione avviene, di norma, al momento della comunicazione dell esito allo studente in sua presenza. Lo studente deve essere convocato a tal fine, di norma, entro un mese dall effettuazione della prova ed è tenuto a presentarsi alla convocazione. In mancanza l esame è registrato d ufficio. 8. Qualora l esame preveda prove scritte intermedie, lo studente ha il diritto di prendere visione dei propri elaborati. Qualora l esame preveda prove orali esclusive o conclusive, queste sono pubbliche e pubblica è la comunicazione dei voti conseguiti nelle singole prove. 9. Il verbale di esame è firmato dal presidente e da almeno un altro membro della commissione. Art. 10. Riconoscimento di crediti 1. Annualmente nel Manifesto degli Studi sono pubblicati i criteri per il riconoscimento di crediti acquisiti dallo studente in altro Corso di studio o in attività professionale o di servizio civile o di volontariato adeguatamente certificate. 2. Per l esame preliminare delle carriere degli studenti, ai fini del riconoscimento di crediti, è prevista una commissione didattica del Corso di studio nominata dal Presidente del Consiglio di corso. Il Consiglio di Corso approva il riconoscimento su proposta della commissione didattica. Art. 11. Caratteristiche della prova finale 1. La prova finale consiste nella preparazione e discussione di un elaborato scritto riguardante un argomento concordato con un relatore docente titolare di insegnamento nel corso magistrale. Nello specifico il candidato dovrà sviluppare in maniera originale il tema trattato dimostrando conoscenza della letteratura scientifica relativa agli argomenti trattati e padronanza dei metodi di ricerca utilizzati. L argomento della tesi dovrà dar modo allo studente di dimostrare le conoscenze acquisite
4 nel corso del percorso formativo. Art. 12. Criteri di valutazione della prova finale 1. La discussione della tesi si svolge di fronte ad una Commissione nominata dal Preside, composta da cinque docenti, ivi incluso il relatore. 2. La Commissione dispone di un documento, fornito dalla Segreteria studenti, nel quale è riportata la media ponderata del candidato, che rapporta i voti ai crediti: si moltiplica ogni voto per i crediti dell esame corrispondente, si sommano i prodotti e si divide tale somma per il totale dei crediti conseguiti attraverso gli esami. Il risultato ottenuto si moltiplica per 110 e si divide quindi per 30. Alla media ponderata così calcolata si aggiungono punti 0,5 per ogni lode ottenuta dal candidato. 3. La Commissione di laurea, in sede di valutazione della prova finale del candidato, può aumentare di non più di 6 punti la media ponderata di cui sopra. La Commissione ha facoltà di concedere all unanimità la lode ai candidati che sulla base delle disposizioni sopra indicate raggiungano il punteggio di 110/110. Ai candidati cui viene concessa la lode può essere ulteriormente attribuita, all unanimità, la speciale menzione della dignità di stampa. Art. 13. Disposizioni sul riconoscimento degli studi svolti presso un università estera nell ambito del programma comunitario di mobilità studentesca Erasmus 1. Il Consiglio del Corso di studio ai fini del conseguimento del diploma di laurea magistrale riconosce agli studenti iscritti, che abbiano regolarmente svolto e completato un periodo di studi all estero nell ambito del programma Erasmus: (a) gli esami sostenuti all estero, e il conseguimento dei relativi crediti, che lo studente intenda sostituire a esami opzionali del proprio piano di studi; (b) gli esami sostenuti all estero, e il conseguimento dei relativi crediti, che lo studente intenda sostituire ai seguenti esami del proprio piano di studi: Bioetica, Informazione e comunicazione pubblica, Sociologia giuridica e della devianza. 2. Ai fini del riconoscimento degli esami di cui alla lettera (b), lo studente deve presentare allo Sportello Erasmus, all atto della formazione del piano di studi all estero, la documentazione idonea a comprovare l equivalenza dei contenuti tra il corso impartito all estero e il corso impartito presso la Facoltà genovese, che intende sostituire. L equivalenza è valutata dalla Commissione Erasmus della Facoltà. 3. La conversione dei voti avverrà secondo la Tabella approvata dal Consiglio del Corso di Studio. Art. 14. Durata e valore in crediti dei diversi insegnamenti 1. Ad ogni insegnamento è attribuito un valore in crediti nel modo che segue: a) gli insegnamenti da 6 crediti hanno una durata pari a 40 ore di attività didattica frontale; b) gli insegnamenti da 9 crediti hanno una durata pari a di 60 ore di attività didattica frontale; c) gli insegnamenti da 12 crediti hanno una durata pari a 80 ore di attività didattica frontale. Art. 15. Tirocinio. 1. Le attività di tirocinio sono gestite dal Corso di Studi con enti sulla base di Convenzioni. Art. 16. Opzioni da altri corsi di studio della Facoltà 1. Ai sensi dell art. 13 comma 5 del D.M. 270/2004 è assicurata la facoltà, per gli studenti iscritti a Corsi di studio attivati a norma degli ordinamenti didattici previgenti, di optare per l iscrizione ai Corsi di studio previsti dal nuovo ordinamento. Le corrispondenti convalide di crediti ed esami saranno riconosciute agli interessati dal Consiglio del Corso di studio su parere della commissione didattica di cui all art. 10. Art. 17. Propedeuticità
5 1. Lo studente non può sostenere gli esami delle discipline elencate nella prima colonna, se precedentemente non ha superato gli esami delle discipline indicate nella seconda colonna. 1 2 Diritto amministrativo Informazione e comunicazione pubblica Economia applicata Progettazione dei servizi sociali Teoria e metodologia del servizio sociale per la Progettazione dei servizi sociali ricerca, la formazione e la supervisione professionale Tecniche di analisi dei servizi sociali e accreditamento Art. 18. Orientamento e tutorato 1. Il Corso di studio partecipa alle attività di orientamento e tutorato istituite dalla Facoltà e coordinate dalla Commissione Orientamento della Facoltà. Art. 19. Verifica periodica dei crediti 1. Il Consiglio del Corso di studio, ai sensi dell art. 19 comma 6 del Regolamento Didattico di Ateneo delibera almeno con cadenza triennale -se attivare una procedura di revisione degli ordinamenti didattici con particolare riguardo al numero di crediti assegnati ad ogni attività formativa. Art. 20. Manifesto degli Studi 1. La Facoltà pubblica annualmente il Manifesto degli studi contenente l offerta formativa del successivo anno accademico. Il Manifesto contiene inoltre le principali disposizioni dell Ordinamento didattico e del regolamento del Corso di studio, cui eventualmente si aggiungono indicazioni integrative.
REGOLAMENTO DIDATTICO DI ATENEO PARTE I NORME COMUNI
REGOLAMENTO DIDATTICO DI ATENEO PARTE I NORME COMUNI Art. 1 Ordinamenti degli Studi 1. Il presente regolamento disciplina l ordinamento dei corsi di studio dell Università degli Studi di Torino, in conformità

References: Art. 1
 Art. 2
 art. 19
 Art. 3
 articolo 5
 articolo 4
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 art. 13
 art. 10
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 art. 19
 Art. 20
 Art. 1