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Timestamp: 2020-07-05 17:58:42+00:00

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Diritto all'oblio: come sparire da internet ed essere dimenticati dalla rete
Diritto all’oblio: come sparire da internet ed essere dimenticati dalla rete
5 Aprile 2019 /0 Commenti/in Attualità /da Avv. Giuseppe Pappa
Hai mai provato a cercare il tuo nome o il tuo numero di cellulare su google? Quasi sicuramente i tuoi dati appariranno nella pagina dei risultati.
Se ritieni che la presenza delle tue informazioni personali violi la tua privacy, continua a leggere l’articolo per capire come esercitare il tuo diritto all’oblio e come sparire da internet.
Che cosa è il diritto all’oblio
Chi è interessato a sparire da internet?
Individuare i contenuti lesivi della riservatezza ed eliminarli alla fonte
Chiedere ai motori di ricerca la de-indicizzazione
Diritto di cronaca contro diritto all’oblio: riservatezza o informazione?
Quando, invece, ho diritto all’oblio o posso sparire da internet?
Dopo quanto tempo posso chiedere l’eliminazione della notizia?
Il diritto all’oblio previsto dall’art. 17 del G.D.P.R.
Il diritto all’oblio è il diritto di ciascun soggetto ad essere dimenticato da internet.
Il diritto all’oblio, secondo il Tribunale di Roma, non è altro che una peculiare espressione del diritto alla riservatezza1.
In altri termini, se il tuo nome è presente in un articolo o in un blog, hai il diritto di chiedere al proprietario del sito la rimozione o la rettifica dell’informazione, quando ricorrono determinate condizioni.
Allo stesso modo, potrai domandare ai motori di ricerca, come google, bing o yahoo, di impedire la visualizzazione dei contenuti lesivi della tua riservatezza, dell’onore e della tua reputazione.
Tuttavia, tieni presente che il tuo diritto alla riservatezza deve fare i conti con il diritto alla cronaca ed all’interesse pubblico della notizia, per questa ragione nessuno può garantirti il diritto all’oblio.
Ovviamente, questo discorso vale solo quando non hai prestato il consenso alla pubblicazione.
Al contrario, se ti sei iscritto consapevolmente ad un social network come facebook, linkedin o instragram, non puoi lamentarti se i tuoi dati personali sono online.
Dunque, se sei intenzionato a sparire da internet, il primo passo è cancellarti da tutti i social network a cui sei iscritto.
Nella gran parte dei casi, i soggetti interessati ad esercitare il diritto all’oblio e sparire da internet sono coloro che in passato sono stati coinvolti in vicende giudiziarie.
Ad esempio, se il tuo nome è associato ad una vecchia notizia di cronaca, conclusa da tanto tempo e dove hai già pagato il tuo debito con la giustizia, è legittimo chiedere alla rete di essere dimenticati.
Del resto, hai pagato il tuo debito con lo Stato e non c’è motivo di continuare ad essere puniti in perpetuo a causa della memoria elefantiaca di internet.
Il primo passo è, ovviamente, l’individuazione dei contenuti lesivi della tua reputazione e del tuo onore.
In altri termini, dovrai cercare ed annotare tutti i siti e link che riportano l’informazione che ritieni lesive della tua riservatezza.
Dopodiché, dovrai contattare il giornale online o il blog che pubblica la notizia e chiedere che sia rimossa o rettificata.
Dovrai spiegare le ragioni ad argomentare la tua pretesa, auspicando che la notizia sia rimossa bonariamente.
In caso contrario, sarai costretto a rivolgerti ad un avvocato per intimare formalmente la rimozione della notizie e valutare l’azione giudiziaria.
Nessuno può garantirti il risultato: la tua pretesa sarà valutata da un giudice che dovrà decidere se far prevalere il diritto all’oblio o il diritto di cronaca ed informazione.
Insieme alla richiesta di rimozione delle notizia rivolta ai singoli siti di informazione, dovrai chiedere ai motori di ricerca, primo su tutti google, che i risultati lesivi della tua reputazione non siano visualizzati nelle ricerca. Tale pratica è definita “de-indicizzazione“.
Così nell’attesa che il proprietario del sito rimuova l’articolo, potrai tutelarti attraverso l’oscuramento della notizia nei motori di ricerca: l’articolo sarà presente online ma sarà molto difficile trovarlo.
A tal fine google ha predisposto un’apposita pagina dove chiedere la de-indicizzazione delle notizie ritenute lesiva delle riservatezza e reputazione.
Dovrai spiegare le tue ragioni, le ripercussioni negative sulla tua via privata e professionale ed in che modo la notizie lede la tua reputazione e riservatezza2.
Se la tua richiesta viene accolta, il contenuto lesivo non comparirà più nei risultati della ricerche di google.
Tuttavia questa non è la soluzione al problema, poiché basterà cambiare il motore di ricerca per trovare nuovamente la notizia.
Ad esempio, se google de-indicizza una notizia, basterà fare la medesima ricerca su motore di ricerca di microsoft, bing, per trovarla nuovamente.
Dunque, non si tratta una cancellazione del contenuto, ma della semplice rimozione dal proprio indice, de-indicizzazione, da parte motore di ricerca.
In ogni caso, google è libero di disattendere la tua richiesta.
Google, ad oggi, ha accolto solo il 30% delle istanze, pertanto, nelle maggior parte dei casi si è costretti ad adire il tribunale per ottenere la de-indicizzazione delle notizie.
Il tuo diritto all’oblio deve fare i conti con il diritto di cronaca e di informazione.
Ciò vuol dire che non potrai chiedere l’eliminazione della notizia lesiva della reputazione a tuo piacimento.
Questo perché la legge tutela sia il tuo diritto alla riservatezza, che il diritto alla informazione.
Pertanto, non potrai domandare l’eliminazione della notizia se345:
la notizia offre un contributo ad un dibattito di interesse pubblico o vi è una utilità sociale dell’informazione;
ha ad oggetto temi di di giustizia, di polizia, di tutela dei diritti e delle libertà altrui, ovvero scientifiche, didattiche o culturali;
sei un personaggio pubblico o rivesti un ruolo nella politica del paese6;
è vera, oggettiva o anche soltanto putativa, purché frutto di un serio e diligente lavoro di ricerca;
ti è stato concesso il diritto di replica prima della diffusione della notizia;
è attuale e diffusa con modalità non eccedenti lo scopo informativo, nell’interesse del pubblico e scevra da insinuazioni o considerazioni personali, così da evidenziare un esclusivo interesse oggettivo alla diffusione.
Se non sei un personaggio pubblico o non rivesti alcun ruolo politico, allora puoi gradualmente tutelare la tua riservatezza e sparire dalla rete.
Innanzitutto, hai il diritto di replica alle notizie pubblicate: potrai chiedere al giornale che la notizia sia rettificata, aggiornata con gli sviluppi processuali o integrata con le tue dichiarazioni.
Questo perché una notizia non aggiornata equivale a una notizia non vera7.
Altresì, potrai chiedere la rimozione della notizia se questa è vecchia, non a caso l’elemento temporale è la prima condizione per poter invocare il diritto all’oblio.
Il decorso del tempo affievolisce o fa sparire l’interesse pubblico, riportando l’avvenimento nella originaria dimensione privata.
La legge non indica un margine di tempo o una data di scadenza della notizia, si dovrà, invece, tenere conto della tipologia e gravità dell’avvenimento rispetto alla necessità che i cittadini siano informati8.
Ad esempio, un efferato omicidio avrà una risonanza rispetto ad una banale lite condominiale, la quale potrà essere dimenticata rapidamente senza che la comunità sia privata di una importante notizia pubblica.
Inoltre, nella gran parte dei casi, hai il diritto affinché la notizia sia pubblicata in forma anonima: ad esempio con le sole tue iniziali anziché il nome per intero.
Come già detto, la legge non offre alcuna risposta a questa domanda.
Al contrario, i giudici9 hanno risposto al quesito, specificando che in presenza di determinate condizioni, dopo due anni dalla pubblicazione della notizie, è legittimo richiedere la rimozione della notizia.
Specifico che tale conclusione non è dettata da una legge, ma è la risposta ad un caso isolato che potrebbe serenamente essere ignorata da un altro giudice.
Ad ogni modo questa sentenza rappresenta un importante precedente, poiché chiarisce che due anni sono sufficienti per informare il pubblico, dopodiché l’interesse ad essere informati cede il passo rispetto al diritto alla riservatezza ed alla reputazione del singolo, garantendoti il diritto all’oblio.
L’art. 17 del regolamento europeo relativo al trattamento dei dati personali è intitolato “Diritto alla cancellazione («diritto all’oblio»)”.
Il titolo non deve trarci in inganno: il diritto all’oblio inteso come diritto a sparire da internet ed essere dimenticati, non c’entra nulla con l’art. 17 del regolamento europeo relativo al trattamento dei dati personali.
Innanzitutto, il citato articolo non trova applicazione nei casi di libertà di espressione e di informazione.
Ma soprattutto, il predetto articolo garantisce semplicemente il tuo diritto ad ottenere la cancellazione dei tuoi dati personali, da parte di un altro soggetto a cui consapevolmente hai fornito gli stessi.
Ad esempio, se hai inviato il tuo curriculum ad una società, ed hai acconsentito al trattamento dei dati personali, hai il diritto di chiedere che i tuoi dati siano cancellati.
Come avrai capito, con l’art. 17 del G.D.P. non c’entra nulla con il diritto all’oblio inteso come diritto ad essere dimenticati da internet.
Hai cercato il tuo nome su google ed è ancora associato ad un vecchio caso di cronaca giudiziaria.
La presenza dei tuoi dati anagrafici in quella vecchia notizia ti crea imbarazzo e difficoltà sul lavoro.
Probabilmente è giunto il momento di esercitare il tuo diritto all’oblio, sparire da internet ed essere dimenticato dalla rete.
Il primo passo è intimare ai singoli siti la rimozione della notizia, il secondo chiedere ai motori di ricerca al de-indicizzazione.
Tuttavia, nessuno può garantirti il risultato poiché occorrerà bilanciare gli interessi in gioco: diritto alla riservatezza e diritto di cronaca ed informazione.
Se ritieni che la presenza delle tue informazioni personali violi la tua privacy, contattami ed insieme troveremo la migliore soluzione al tuo problema.
Sentenza del Tribunale di Roma n. 23771/2015
Cass. civ., I sez., sentenza del 24 giugno 2016 n. 13161
Cass. civ., I sez., sentenza del 18 ottobre 1984 n. 5259
Cass. civ., ordinanza n. 6919 del 20 marzo 2018
Cass. civ., III sez., ordinanza del 26 giugno 2018 n. 28084
Corte Giustizia Europea, C-131/12 del 13 maggio 2014
Tags: avvocato, facebook, internet, pena
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Grazie davvero di cuore avvocato per il chiarimento!30 Giugno 2020 - 16:58 da Greta
E una persona molto gentile avevo un problema ho chiesto ha lui dopo poche ore avevo la mia risposta .lo consiglio veramente grazzie avvocato
Andrea Mauceri
Un professionista molto preparato, gentile, oltre che disponibile; le sue risposte sono state eloquenti, atte a chiarificare una situazione spinosa che mi riguardava. L'avvocato infatti, mi ha indicato la via migliore per risolvere i miei problemi, con i suoi consigli preziosi. Veramente consigliato!
Mario Fasola
Avevo un problema su come poter riavere i documenti validi per l 'espatrio a seguito di una condanna penale , l' Avvocato Pappa è stato molto tempestivo e gentile nell' accogliere la mia richiesta d' aiuto ed è riuscito a darmi importanti delucidazioni su come procedere, il tutto è avvenuto quasi in tempo reale attraverso delle comunicazioni Whatsapp. Ancora Grazie Saluti Andrea
Andrea Cosco
Uno dei migliore Avv. Che ho conosciuto in assoluto, molto gentile e professionale, ti sa ascoltare e ti dà sicurezza, e la cosa più importante che risponde in tempi brevi! L’ho chiamato sta mattina è nonostante nn mi conoscesse perché lui è di Napoli e io di Milano ha saputo rispondermi nel modo migliore! CONSIGLIATISSIMO!
Dopo tante domande senza rpta. ho trovato questo spazio del avvocato Giuseppe Pappa, tramite whatsApp ho chiesto sulla liberazione anticipata e in breve tempo ha risposto, tante grazie.
nadia tse
Ho contattato l'avvocato Pappa dopo aver visto uno dei suoi video. Mi ha risposto subito e mi fornito tutte le informazioni del caso in maniera semplice ed esauriente. Lo consiglio vivamente per la sua professionalità e disponibilità. Grazie avvocato Pappa
Gianfeliceu Insollitto
Avevo bisogno di fare alcune verifiche su alcuni documenti che non sapevo come ottenere. Mi stava “seguendo” un altro avvocato che però mi sembrava si muovesse a rilento e che mi avrebbe dato informazioni grazie ad alcuni suoi amici. Non vedendoci chiaro, mi sono rivolta allo studio legale Pappa, che non solo in tempi celerissimi mi ha dato la risposta, ma che mi ha persino inviato tutta la documentazione ottenuta spiegandomi pazientemente tutto. Il tutto al prezzo pre-concordato. Professionalissimo ma, soprattutto, competente ed onesto. Lo consiglio sinceramente. Per concludere la storia, alla fine l’altro avvocato non mi ha dato nessun chiarimento, alcun documento e mi ha inviato una fattura pari a cinque volte quella richiesta dall’Avv Pappa
Ho trovato questo link per caso, navigando su internet. Ero in cerca di risposte ad alcune domande che non mi davano pace e ho quindi deciso di contattare il Dott. Giuseppe Pappa. Devo dire che, oltre ad essere stato esaustivo in tutte le risposte, è stato anche molto celere nel replicare. Una volta n piu grazie

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