Source: https://temi.camera.it/leg18/temi/tl18_impianti_sportivi_e_promozione_dello_sport.html
Timestamp: 2019-06-24 13:49:26+00:00

Document:
Studi Camera - Cultura Cultura, spettacolo, sport Impianti sportivi e promozione dello sport
La legge di bilancio 2019 ha destinato nuove risorse al Fondo sport e periferie e, confermandolo per il 2019, ha ampliato il credito d'imposta per le erogazioni liberali destinate a interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche (c.d. Sport bonus). Inoltre, ha incrementato, per il 2019, le risorse del fondo per la concessione di contributi in conto interessi sui mutui per finalità sportive, a valere sulle disponibilità iscritte nel bilancio dell'Istituto per il credito sportivo.
Successivamente, il D.L. 32/2019 ha previsto che le risorse del Fondo sport e periferie già destinate al CONI sono trasferite alla Sport e Salute spa e che, per le attività necessarie all'attuazione degli interventi finanziati con le risorse del Fondo attribuite all'Ufficio per lo sport, quest'ultimo si avvale della medesima società.
Negli anni scorsi più recenti, era stata semplificata la procedura per la realizzazione e l'ammodernamento degli impianti sportivi ed erano state introdotte previsioni finalizzate ad agevolare lo svolgimento di eventi sportivi internazionali previsti fra il 2019 e il 2021. Ora, la VII Commissione della Camera sta esaminando un disegno di legge presentato dal Governo che prevede, fra l'altro, la riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi e della normativa in materia di ammodernamento o costruzione di impianti sportivi, nonchè interventi sugli impianti nei quali si praticano discipline sportive invernali, per aumentare la sicurezza.
Relativamente alla promozione dello sport, la stessa legge di bilancio 2019 ha destinato nuove risorse al programma internazionale "Special Olympics Italia", indirizzato a soggetti con disabilità intellettiva. Successivamente, la Camera ha approvato, in prima lettura, un progetto di legge volto alla promozione dell'educazione motoria nella scuola primaria, che è ora all'esame del Senato. Nel disegno di legge presentato dal Governo vi è la previsione che le scuole di ogni ordine e grado possono costituire Centri sportivi scolastici.
Negli anni scorsi più recenti, gli interventi nello stesso ambito erano stati finalizzati, tra l'altro, al potenziamento delle discipline motorie in ambito scolastico, alla tutela degli studenti praticanti attività sportiva agonistica, all'agevolazione del tesseramento sportivo di minori stranieri e alla tutela della parità di genere nello sport. Inoltre, era stato istituito il Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano.
1) Il Fondo Sport e Periferie, lo Sport bonus e le ulteriori risorse per l'impiantistica sportiva
La L. di bilancio 2019 (L. 145/2018 : art. 1, co. 640) ha disposto che una serie di risorse in precedenza destinate ad opere infrastrutturali, non assegnate o non utilizzate, dovevano essere destinate allo stato di previsione del MEF, per essere riassegnate, con delibera CIPE, al Fondo Sport e Periferie.
E' pertanto intervenuta la Delibera CIPE n. 4 del 17 gennaio 2019, che ha riassegnato al Fondo 7,5 mln di euro.
Successivamente, il D.L. 32/2019 (art. 1, co. 28 e 29) ha previsto che le risorse del Fondo Sport e Periferie già destinate al CONI sono trasferite alla Sport e Salute spa, che subentra nella gestione del Fondo e dei rapporti pendenti, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione. Ha previsto, altresì, che, per le attività necessarie all'attuazione degli interventi finanziati con le risorse del Fondo attribuite all'Ufficio per lo sport, quest'ultimo si avvale della medesima società.
Il Fondo Sport e periferie è stato istituito dal D.L. 185/2015 (L. 9/2016: art. 15, co. 1-5) nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per essere poi trasferito al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e, da qui, al CONI. In base alla norma istitutiva, il Fondo è stato dotato di complessivi € 100 mln nel triennio 2015-2017, di cui € 20 mln nel 2015, € 50 mln nel 2016, ed € 30 mln nel 2017. Il Fondo è stato finalizzato a:
Per la realizzazione degli interventi, il D.L. 185/2015 ha previsto la presentazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri, da parte del CONI, oltre che di un piano relativo ai primi interventi urgenti, di un piano pluriennale, rimodulabile entro il 28 febbraio di ogni anno. I piani sono approvati con DPCM.
La relazione per l'anno 2017 è stata trasmessa alle Camere il 21 febbraio 2018 ( Doc. XXLIX, n. 1).
In base alla L. di bilancio 2017 (L. 232/2016: art. 1, co. 147), dal piano pluriennale sono esclusi gli interventi già finanziati con altre risorse pubbliche. Tuttavia, è stata fatta salva la possibilità, in sede di rimodulazione annuale del piano, di destinare le relative risorse al finanziamento di altri interventi riguardanti proposte presentate dal medesimo soggetto, nei termini e nei modi già previsti dal CONI, purché risultino di analogo o inferiore importo e posseggano i requisiti richiesti. A tal fine, sono necessari la richiesta del proponente, la previa valutazione del CONI e il previo accordo con l'ente proprietario.
Ulteriori risorse sono state destinate al Fondo sport e periferie dal riparto del Fondo per il finanziamento di investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, istituito dalla stessa dalla stessa L. di bilancio 2017 (art. 1, co. 140). Si tratta di € 15 mln per il 2017, € 40 mln per il 2018, € 30 mln per il 2019 e € 15 mln per il 2020.
Con riferimento a tali ulteriori risorse, con comunicato dell'8 novembre 2017 il CONI aveva avviato le procedure per la predisposizione di un nuovo piano triennale 2018-2020, acquisendo proposte d'intervento.
Con comunicato del 20 dicembre 2017 aveva reso noto che erano pervenute 1749 proposte di intervento, il 52% delle quali dalle regioni del sud, comprese le isole, il 25% dalle regioni del centro e il restante 23% dalle regioni del nord, per un importo complessivo delle richieste di oltre € 1, 5 mld. Il 45% dei progetti riguardava interventi al di sotto di € 500.000.
Con DPCM 22 ottobre 2018 è stato, poi, approvato un secondo piano pluriennale degli interventi, che ha fatto riferimento alle risorse provenienti dal Fondo per il finanziamento di investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese.
A sua volta, la L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 362) ha autorizzato la spesa di € 10 mln annui dal 2018 da iscrivere in una apposita sezione del Fondo Sport e Periferie, prevedendo che tali risorse sono assegnate all'Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (e non al CONI).
L'individuazione di criteri e modalità di gestione delle stesse è stata affidata ad un DPCM, da emanare rispettando le finalità previste dal D.L. 185/2015.
Era, pertanto, intervenuto il DPCM 4 maggio 2018
Successivamente, con delibera n. 16 del 28 febbraio 2018 il CIPE ha approvato il piano operativo Sport e Periferie, assegnando allo stesso € 250 mln provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020. In particolare, il piano operativo ha indicato come soggetto attuatore l'Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Considerate anche le risorse derivanti dalla delibera CIPE, è, pertanto, intervenuto, da ultimo, per la definizione dei criteri e delle modalità di gestione delle risorse del Fondo Sport e Periferie, il DPCM 31 ottobre 2018, come modificato con DPCM 12 dicembre 2018 e con DPCM 14 febbraio 2019. In particolare, il DPCM, come modificato, prevede la pubblicazione sul sito internet dell'Ufficio per lo sport di un bando Sport e Periferie. Le richieste devono essere presentate entro 60 giorni dalla pubblicazione del bando. Nei successivi 120 giorni, una commissione, formata da 3 soggetti di adeguata professionalità, pubblica la graduatoria sul medesimo sito. I criteri di selezione delle richieste attengono a localizzazione dell'intervento, stato di avanzamento della progettazione, incidenza del contributo richiesto sull'importo complessivo dell'intervento, polifunzionalità dell'impianto, natura giuridica dell'ente titolare del diritto di proprietà. Per ogni criterio e ogni parametro in cui lo stesso è articolato, è definito il punteggio assegnabile. Sono ammesse al finanziamento le richieste di intervento che raggiungono un punteggio minimo di 40 punti su 100. Le somme non assegnate all'esito dello scorrimento della graduatoria si cumulano con quelle previste per l'anno successivo.
Qui il bando per il 2018, in relazione al quale i termini per la presentazione delle domande sono stati prorogati, a seguito del DPCM 12 dicembre 2018, con determinazione del 14 dicembre 2018.
La Commissione incaricata della valutazione delle proposte progettuali pervenute è stata costituita con D.D. 14 febbraio 2019. La sua composizione è stata poi modificata con D.D. 26 aprile 2019.
Le richieste di contributo pervenute sono state pubblicate sul sito dell'Ufficio per lo sport il 10 aprile 2019 (v. qui) e integrate il 23 aprile 2019 (v. qui).
Il 21 maggio 2019 è stato comunicato che la graduatoria è stata trasmessa alla Conferenza unificata per l'espressione del prescritto parere.
Da ultimo, con delibera n. 10 del 4 aprile 2019, il CIPE ha approvato una modifica dell'articolazione finanziaria del Piano operativo Sport e Periferie di cui alla delibera n. 16 del 2018, al fine di una più celere attivazione degli interventi afferenti al medesimo Piano, come di seguito indicato: 2019: € 45 mln (in luogo di 10); 2020: € 25 mln (in luogo di 10); 2021: € 25 mln (in luogo di 10); 2022: € 25 mln (in luogo di 10); 2023: € 25 mln (in luogo di 10); 2024: € 20 mln (in luogo di 10); 2025: € 85 mln (in luogo di 190).
Ulteriori risorse per l'impiantistica sportiva derivano dal meccanismo del c.d. Sport bonus, introdotto dalla L. di bilancio 2018 e confermato ed esteso dalla L. di bilancio 2019.
In particolare, la L. 205/2017 ha riconosciuto a tutte le imprese un contributo, sotto forma di credito d'imposta, nei limiti del 3 per mille dei ricavi annui, pari al 50% delle erogazioni liberali in denaro fino ad € 40.000 effettuate nel corso del 2018 per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, ancorché destinati ai soggetti concessionari (art. 1, co. 363-366).
In attuazione è intervenuto il DPCM 23 aprile 2018.
Per il 2019, la L. 145/2018 (art. 1, co. 621-628) ha previsto un credito di imposta pari al 65% dell'importo erogato nello stesso anno per le finalità indicate, oltre che per le imprese - nel limite del 10 per mille dei ricavi annui - anche per le persone fisiche e gli enti non commerciali, per i quali lo stesso credito non può eccedere il 20% del reddito imponibile.
In attuazione, è intervenuto il DPCM 30 aprile 2019.
Inoltre, al fine di incentivare l'ammodernamento degli impianti calcistici, in regime di proprietà o di concessione amministrativa, la L. di bilancio 2018 ha disposto il riconoscimento in favore delle società appartenenti alla Lega di serie B, alla Lega Pro e alla Lega nazionale dilettanti che hanno beneficiato della mutualità, di un contributo, sotto forma di credito d'imposta, per il 12% dell'ammontare degli interventi di ristrutturazione degli impianti medesimi, sino a un massimo di € 25.000 (art. 1, co. 352, lett. a).
In attuazione, è intervenuto il DPCM 28 marzo 2018.
Ancora, la stessa L. di bilancio 2018 ha disposto che i dividendi di pertinenza del MEF relativi ai bilanci dell'Istituto per il credito sportivo in chiusura negli anni 2017, 2018 e 2019 sono destinati al Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi sui finanziamenti all'impiantistica sportiva (art. 1, co. 1061).
Da ultimo, la L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 653) ha incrementato, per il 2019, le risorse del Fondo per la concessione di contributi in conto interessi sui mutui per finalità sportive (istituito dall'art. 5 della L. 1295/1957) nella misura di € 12,8 mln, a valere sulle disponibilità iscritte nel bilancio dell'Istituto per il credito sportivo.
Ulteriori risorse per l'impiantistica sportiva sono allocate nel Fondo di garanzia per i mutui relativi alla costruzione, all'ampliamento, all'attrezzatura, al miglioramento o all'acquisto di impianti sportivi (istituito dall'art. 90 della L. 289/2002), gestito dallo stesso Istituto per il Credito Sportivo (ICS).
2) La procedura per la realizzazione e l'ammodernamento degli impianti sportivi
Negli ultimi anni è stata introdotta una nuova disciplina volta ad agevolare la realizzazione e l'ammodernamento degli impianti sportivi.
In particolare, la L. di stabilità 2014 (L. 147/2013: art. 1, co. 304-305) e il D.L. 50/2017 (L. 96/2017: art. 62) hanno semplificato la procedura amministrativa, stabilendo, altresì, che gli interventi sono realizzati prioritariamente mediante recupero di impianti esistenti o relativamente ad impianti localizzati in aree già edificate.
In argomento, il Governo ha presentato alla Camera un disegno di legge (A.C. 1603-bis), in corso di esame nella VII Commissione, che prevede (art. 12) una delega per il riordino e la riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi, nonché della disciplina relativa alla costruzione di nuovi impianti sportivi, alla ristrutturazione e al ripristino di quelli già esistenti. Fra i criteri e principi direttivi, vi è quello relativo alla semplificazione e accelerazione delle procedure amministrative e alla riduzione dei termini procedurali previsti dall'art. 1, co. 304, della L. 147/2013, e dall'art. 62 del D.L. 50/2017 (L. 96/2017).
Prevede, inoltre (art. 14) una delega in materia di discipline sportive invernali, al fine di garantire standard di sicurezza più elevati. Fra i criteri e principi direttivi, vi è quello relativo alla revisione della disciplina giuridica applicabile agli impianti e ai relativi provvedimenti di autorizzazione o concessione, che tenga conto della durata del rapporto e dei parametri di ammortamento degli investimenti.
Leggi il dossier sull'A.C. 1603-bis.
Da ultimo, il D.L. 32/2019 (art. 1, co. 27) ha previsto che, dal 1° gennaio 2020, la società Sport e Salute spa è qualificata di diritto centrale di committenza, al fine di svolgere attività di centralizzazione delle committenze per conto delle amministrazioni aggiudicatrici o di enti aggiudicatari operanti nel settore dello sport e tenuti al rispetto delle disposizioni del Codice dei contratti pubblici (D.gs. 50/2016, art. 38, co. 1-bis).
4) Le disposizioni in materia di uso e gestione di impianti sportivi
Il D.L. 87/2018 (L. 96/2018: art. 13) – nel sopprimere le previsioni introdotte dalla L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 353-361), in base alle quali le attività sportive dilettantistiche potevano essere esercitate anche da società sportive dilettantistiche con scopo di lucro – ha ripristinato la normativa in materia di uso e gestione di impianti sportivi vigente prima delle novità introdotte dalla stessa L. bilancio 2018, che, in particolare, aveva individuato le associazioni sportive dilettantistiche e le società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro quali interlocutori privilegiati degli enti locali.
l'uso degli impianti sportivi in esercizio da parte degli enti locali deve essere garantito a tutte le società e associazioni sportive (dilettantistiche e non);
la gestione degli impianti sportivi (nei casi in cui l'ente territoriale non intenda provvedervi direttamente) è affidata in via preferenziale a società ed associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive nazionali;
le palestre, le aree di gioco e gli impianti sportivi scolastici devono essere posti a disposizione (esclusivamente) di società e associazioni sportive dilettantistiche aventi sede nel medesimo comune in cui ha sede l'istituto scolastico o in comuni confinanti.
In particolare, aveva previsto la nomina di un commissario del Governo chiamato a predisporre un piano di interventi volto, tra l'altro, alla progettazione e realizzazione, ovvero all'adeguamento e al miglioramento, di impianti a fune, collegamenti fra gli stessi – compresi collegamenti viari diversi dalla viabilità statale –, piste di sci da discesa.
Il piano – che doveva tenere conto dei progetti già approvati dagli enti territoriali interessati, nonché delle risorse messe a disposizione dagli enti stessi e dal comitato organizzatore locale, e che doveva contenere la descrizione, la tempistica e il costo di ogni intervento – doveva essere trasmesso, in particolare, al Presidente del Consiglio dei ministri e alle Commissioni parlamentari competenti.
Per l'approvazione del piano, il commissario doveva convocare una o più conferenze di servizi, ciascuna delle quali doveva svolgersi, ove occorrente, in sede unificata a quella avente ad oggetto la valutazione di impatto ambientale. Il piano – che sostituisce ogni parere, valutazione, autorizzazione o permesso necessari alla realizzazione dell'intervento e può costituire adozione di variante allo strumento urbanistico comunale – doveva essere approvato con decreto del commissario.
Se il piano costituiva adozione di variante allo strumento urbanistico comunale, ove sussistente l'assenso della regione espresso in sede di conferenza, il decreto del commissario doveva essere trasmesso al sindaco, che doveva sottoporlo all'approvazione del consiglio comunale.
Da ultimo, la L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 876) ha previsto, per la realizzazione del Piano degli interventi, la possibilità per il commissario di operare in deroga alle disposizioni del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 50/2016), in particolare riducendo alcuni termini previsti nelle procedure di affidamento e di aggiudicazione degli appalti pubblici e dei contratti di partenariato pubblico e privato (PPP), nonché facendo ricorso alla procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara.
Qui il decreto commissariale 6 febbraio 2018 di determinazione conclusiva della Conferenza di servizi decisoria relativa all'approvazione di alcuni interventi ricompresi nel Piano degli interventi, relativi a: miglioramento dell'accessibilità alle ski-area di Rumerlo e Pie' Tofana; Finish Area Rumerlo; realizzazione dei tunnel a servizio della pista «Vertigine Bianca».
Qui il decreto commissariale 16 marzo 2018 di approvazione dello stralcio del piano degli interventi sopra indicati.
Qui il decreto commissariale 14 novembre 2018, di approvazione dello stralcio del piano degli interventi limitatamente all'intervento della pista da sci di interesse agonistico «Lino Lacedelli» in localita' Cinque Torri.
Qui il decreto commissariale 11 dicembre 2018, di approvazione dello stralcio del piano degli interventi limitatamente all'intervento del sistema di distacco artificiale di valanghe a servizio della pista Vertigine.
Qui il decreto commissariale 16 gennaio 2019, di approvazione dello stralcio del piano riferito a: interventi piste «A» e «B», «intermedia Stries», «skiweg Rumerlo»; Finish Area Druscié; realizzazione della strada bypass Colfiere - Lago Ghedina; nuova Cabinovia Cortina d'Ampezzo - Col Druscié GD10 ad ammorsamento automatico.
Qui la prima relazione sulle attività svolte dal Commissario, corredata della rendicontazione contabile delle spese sostenute, riferita all'anno 2018, tramessa alle Camere con lettera del 20 febbraio 2019 (Doc. CCXLIII, n. 1).
6) Gli interventi per l 'Universiade Napoli 2019
Al fine di assicurare la realizzazione della XXX Universiade, che si svolgerà a Napoli dal 3 al 14 luglio 2019, la L. di bilancio 2018 ( L. 205/2017: art. 1, co. 375-388) - come modificata dal D.L. 91/2018 (art. 10) - ha previsto la nomina di un commissario straordinario, originariamente da individuare fra i prefetti da collocare fuori ruolo e, a seguito del D.L. 91/2018, individuato nel Direttore dell'Agenzia regionale Universiade 2019 (ARU).
L'incarico di commissario straordinario era stato originariamente affidato al Prefetto dott.ssa Luisa Latella. Il commissario si era insediato il 6 febbraio 2018.
Il commissario straordinario è stato chiamato a predisporre un piano degli interventi – volto alla progettazione e realizzazione di lavori e all'acquisizione di servizi e beni, anche per eventi strettamente connessi allo svolgimento della manifestazione sportiva –, nei termini e con le modalità previste dall' art. 61 del D.L. 50/2017 per gli eventi di sci alpino 2020 e 2021, tenendo conto dei progetti e degli interventi già approvati dagli enti interessati e dalla Federazione internazionale dello sport universitario.
Il piano degli interventi è stato approvato dal commissario straordinario l'11 aprile 2018 .
Allo scopo di assicurare la realizzazione degli interventi del piano è stata costituita una cabina di coordinamento, che, a seguito del D.L. 91/2018, è composta dal commissario straordinario, dal Presidente della Regione Campania o da un suo delegato, dai sindaci delle città capoluogo di provincia della Campania o loro delegati, nonché dei comuni ove vengano localizzati gli interventi, dai presidenti di FISU, CUSI, CONI o un suo delegato, e dal presidente dell'ANAC o un suo delegato.
La consegna delle opere doveva avvenire – sempre a seguito del D.L. 91/2018 - entro il 31 maggio 2019 (salvo per quelle che, in quanto non indispensabili al regolare svolgimento degli eventi sportivi, potranno essere ultimate dopo).
Il Commissario straordinario per la realizzazione dell'Universiade Napoli 2019, con lettera in data 10 aprile 2019, ha trasmesso la prima relazione sulle attività svolte, corredata della rendicontazione contabile delle spese sostenute, riferita al periodo dal 26 luglio 2018 al 25 gennaio 2019 ( Doc. CCXLVII, n. 1).
Tale previsione è stata puntualizzata, con riferimento alla scuola primaria, dalla L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 616), che ha disposto che il 5% dei posti per il potenziamento è destinato alla promozione dell'educazione motoria in tale ordine di scuole.
Al riguardo, il rappresentante del Governo aveva fatto presente, il 19 luglio 2018, alla Camera, in sede di risposta all'interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-00182, che la previsione sarebbe stasta attuata a partire dall'a.s. 2019/2020, per dare alle scuole il tempo necessario per aggiornare il Piano triennale dell'offerta formativa, inserendovi specifiche attività di potenziamento per le discipline motorie.
Successivamente, però, con nota prot. 422 del 18 marzo 2019, relativa alle dotazioni organiche del personale docente per l'a.s. 2019/2020, il MIUR ha evidenziato che si ritiene opportuno attendere l'esito dell'iter dell'A.S. 992.
Al riguardo, si ricorda che, il 18 dicembre 2018, l'Assemblea della Camera ha approvato in prima lettura il testo unificato di distinte proposte di legge (A.C. 523, 784, 914, 1221 e 1222), che prevede il conferimento al Governo di una delega in materia di insegnamento dell'educazione motoria nella scuola primaria, allo scopo di riservare lo stesso a insegnanti con titolo specifico - come già è, a legislazione vigente, per la scuola secondaria di primo e di secondo grado - e di definire un minimo di due ore settimanali di insegnamento per ciascuna classe.
Il testo è ora all'esame del Senato (A.S. 992).
In precedenza, la stessa L. 107/2015 (art. 1, co. 20) ha previsto che per l'insegnamento dell'educazione motoria nella scuola primaria sono utilizzati docenti abilitati all'insegnamento per la scuola primaria in possesso di competenze certificate, nonché docenti abilitati all'insegnamento anche per altri gradi di istruzione in qualità di specialisti, ai quali è assicurata una specifica formazione.
Le indicazioni operative per la partecipazione delle scuole sono state diramate:
per l'a.s. 2014/2015, con nota n. 6263 del 3 novembre 2014 (che aveva destinato il progetto alle classi terze, quarte e quinte) e con nota n. 6888 del 27 novembre 2014 (con la quale la partecipazione era stata estesa alle classi prime e seconde delle scuole che ne avevano fatto richiesta al momento dell'adesione);
per l'a.s. 2015/2016, con nota n. 16552 del 4 dicembre 2015 (che aveva rivolto il progetto alle classi dalla I alla V e aveva disposto, per la prima volta, il coinvolgimento nello stesso dei docenti di educazione fisica dell'organico dell'autonomia);
per l'a.s. 2016/2017, con nota n. 6911 del 21 settembre 2016 (formulata negli stessi termini di quella relativa al precedente a.s.);
per l'a.s. 2017/2018, con nota n. 5737 del 7 novembre 2017 (che, in particolare, ha rivolto il progetto a tutte le classi IV e V, prevedendo, rispetto alle edizioni precedenti, un incremento delle ore realizzate dal Tutor per ogni classe. Inoltre, per le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ha previsto un intervento aggiuntivo per le classi I, II e III, a valere sui fondi strutturali Europei nell'ambito del PON "Per la Scuola" 2014-2020);
per l'a.s. 2018/2019, con nota n. 4048 del 2 ottobre 2018 (che, in particolare, ha rivolto il progetto a tutte le classi IV e V, prevedendo, rispetto alle edizioni precedenti, un ulteriore incremento delle ore realizzate dal Tutor per ogni classe. Inoltre, ha previsto che, per le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il progetto può essere integrato, per le classi I, II e III, con i fondi strutturali europei nell'ambito del PON "Per la Scuola" 2014-2020).
Qui i risultati del progetto per l'a.s. 2014/2015, per l'a.s. 2015/2016, per l'a.s. 2016/2017, e per l'a.s. 2017/2018.
Successivamente, il 22 settembre 2017, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il Ministro dello sport hanno firmano un protocollo d'intesa in materia di sport e scuole, con validità dall'a.s. 2017/2018 all'a.s. 2019/2020, che impegna le parti a promuovere il riconoscimento in ambito scolastico del valore della pratica sportiva, a collaborare alla realizzazione di progetti, manifestazioni ed eventi per la diffusione e l'ampliamento dello sport a scuola, a lavorare congiuntamente sulla formazione e l'aggiornamento del personale dirigente e docente, ad incentivare iniziative che diffondano i valori educativi dello sport e del fair play anche come strumento di prevenzione e contrasto del bullismo e del disagio giovanile, per favorire l'adozione dei corretti stili di vita e la diffusione di una cultura del rispetto, per promuovere integrazione e inclusione attraverso lo sport. E' stato previsto il coinvolgimento di istituzioni del terzo settore, CONI e Federazioni Sportive. Nel Protocollo è presente uno specifico riferimento ai laureati in Scienze Motorie che possono essere coinvolti nelle sperimentazioni didattiche finalizzate a promuovere l'esercizio della pratica sportiva nelle scuole.
Al momento, la VII Commissione della Camera sta esaminando un disegno di legge presentato dal Governo (A.C. 1603-bis) che prevede (art. 2) la possibilità, per le scuole di ogni ordine e grado, nel rispetto delle prerogative degli organi collegiali, di costituire Centri sportivi scolastici, con le modalità e nelle forme previste dal Codice del terzo settore (d.lgs. 117/2017).
Al riguardo, con DM 935 dell'11 dicembre 2015 era stato previsto l'avvio di un programma sperimentale, da svolgere nel triennio 2015-2018 negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritari, che aderivano, realizzato in accordo con CONI, CIP e Lega Calcio di serie A (che il 24 luglio 2015 aveva presentato alla Direzione generale ordinamenti scolastici il progetto "websport 3.60", rivolto a ridurre la dispersione scolastica fra gli studenti atleti). In particolare, nell'ambito del programma era stata prevista l'individuazione, per ciascun istituto scolastico aderente, di un docente referente che, in coordinamento con le società sportive interessate, sosteneva le attività finalizzate alla fruizione di metodi complementari di e-learning, in seguito alla definizione di un progetto formativo personalizzato per ogni studente atleta, approvato dal Consiglio di classe. Potevano essere fruite attività on line per un massimo del 25% del monte orario annuale personalizzato. Ai fini dell'ammissione all'a.s. successivo o all'esame di Stato, le attività inerenti alla sperimentazione dovevano essere certificate dal Consiglio di classe.
Il percorso di sperimentazione era stato avviato con Nota n. 8605 del 23 novembre 2016.
Con comunicato stampa dell'8 febbraio 2017 il MIUR aveva fatto presente che il programma sperimentale avrebbe riguardato tutte le scuole, che ogni studente sarebbe stato seguito da un tutor scolastico (fra 209 disponibili) e da un tutor sportivo (fra 315), che le discipline sportive rappresentate erano 45, che il 73% degli iscritti seguiva un percorso di istruzione liceale, il 20% tecnico e il 7% professionale. Aveva, inoltre, evidenziato che il programma prevedeva due modalità di studio: quella base e quella avanzata che, oltre al progetto formativo personalizzato, prevedeva anche l'utilizzo di una piattaforma digitale (Scuolabook Network) come strumento integrativo della didattica in caso di assenze prolungate.
In seguito, con nota prot. 4379 dell'11 settembre 2017 il MIUR aveva diramato le indicazioni relative all' a.s. 2017/2018, mentre con comunicato stampa del 21 aprile 2018 aveva fatto presente che "I numeri definitivi dell'edizione 2017-18 forniscono un bilancio incoraggiante e in crescita sullo stato d'attuazione del programma: 1.505 studentesse e studenti-atleti coinvolti (a fronte dei 450 nel 2016-17), 396 scuole in 18 Regioni (196 istituti nel 2016-17).
Gli studenti-atleti che seguono il programma in modalità avanzata sono 376 (182 nel 2016-17), 1129 quelli in modalità base (271 nel 2016-17), seguiti da circa 750 tutor scolastici e oltre 700 tutor sportivi. Tra le oltre 70 discipline sportive praticate da studentesse e studenti-atleti, le più presenti sono: calcio, sport acquatici, atletica e basket".
E', poi, intervenuto il DM 279 del 10 aprile 2018, con il quale è stata avviata una ulteriore sperimentazione didattica della durata di 5 anni ( dall'a.s. 2018/2019 all'a.s. 2022/2023) per una formazione di tipo innovativo, destinata agli studenti- atleti di alto livello iscritti agli istituti di istruzione secondaria di secondo grado statali e paritari. Il progetto sperimentale ha come obiettivo il superamento delle criticità soprattutto riferibili alle difficoltà di frequenza regolare delle lezioni e al tempo che gli studenti-atleti riescono a dedicare allo studio individuale. Prevede l'individuazione di uno o più docenti referenti per ogni istituto scolastico aderente all'iniziativa, che hanno il compito di curare il coordinamento con le società sportive interessate e di definire con i consigli di classe competenti il percorso formativo personalizzato per ogni studente-atleta. Nell'ambito di tale percorso formativo, fino al 25% del monte ore personalizzato dello studente-atleta può essere fruito on line . Tutte le attività inerenti al progetto devono essere certificate dal Consiglio di classe, anche ai fini dell'ammissione all'a.s. successivo, ovvero all'esame di Stato.
Da ultimo, con circolare 3769 del 14 settembre 2018 sono state avviate le attività relative all'a.s. 2018/2019. Qui il comunicato stampa del MIUR.
Inoltre, con riferimento agli studenti universitari, il 29 settembre 2017 era stato presentato il progetto "Gruppi Sportivi Universitari". Il comunicato stampa presente sul sito del CONI, evidenziava che il progetto presupponeva un investimento di 3 milioni di euro.
Tale previsione è stata, poi, ampliata dalla L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 369), che ha disposto che tale tesseramento è possibile anche ove i minori non siano in regola con le norme relative all'ingresso e al soggiorno, laddove siano iscritti da almeno un anno a una qualsiasi classe della scuola italiana.
La L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 369) ha istituito presso l'Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri il Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano, con una dotazione di € 12 mln per il 2018, € 7 mln per il 2019, € 8,2 mln per il 2020 ed € 10,5 mln dal 2021.
E' dunque intervenuto il DPCM 28 febbraio 2018, che ha ripartito l'intera somma prevista per il 2018 e il 2019 e (solo) parte della somma prevista per il 2020 e a decorrere dal 2021.
Successivamente, è intervenuto il DPCM 26 febbraio 2019 che ha evidenziato, anzitutto, l'aumento della dotazione per il 2019 a € 18,954 mln a seguito della disponibilità di fondi non impegnati al 31 dicembre 2018. La ripartizione dei fondi da esso disposta include, per il triennio 2019-2021, quanto già ripartito con il DPCM 28 febbraio 2018.
Al contempo, il DPCM 26 febbraio 2019 ha previsto alcune novità rispetto alla disciplina recata dal DPCM 28 febbraio 2018.
Nello specifico, in base al DPCM 26 febbraio 2019, le risorse destinate alla Federazione italiana giuoco calcio per la realizzazione dei campionati di calcio europeo under 21 – che si svolgerà in Italia dal 16 al 30 giugno 2019 – sono destinate, in particolare, ad interventi di ammodernamento degli impianti sportivi, all'organizzazione delle gare e ai costi di gestione della manifestazione sportiva. Entro sei mesi dalla conclusione dell'evento la FIGC deve inviare (tra gli altri) alle Camere una dettagliata relazione sull'attività svolta e sull'utilizzo delle risorse.
Le risorse assegnate al CIP per l'acquisto di ausili per lo sport per le persone con disabilità sono destinate all'acquisto di ausili per lo sport da assegnare in uso gratuito alle persone con disabilità che ne fanno richiesta. Le modalità di acquisto degli ausili, i criteri di selezione delle richieste, le procedure per l'erogazione del contributo sono individuati con separato provvedimento tra l'Ufficio per lo sport e il CIP.
Per il sostegno della maternità delle atlete è prevista l'erogazione di un contributo di € 1000 per un massimo di 10 mesi alle atlete che al momento della richiesta soddisfano, contemporaneamente, una serie di condizioni, fra le quali lo svolgimento in forma esclusiva o prevalente di un'attività sportiva agonistica riconosciuta dal CONI e il mancato svolgimento di un'attività lavorativa o la mancata appartenenza a gruppi sportivi militari o altri gruppi che garantiscano una tutela previdenziale in caso di maternità.
Qui le Linee guida e il modulo per la richiesta 2019.
5) Sostegno del programma Special Olympics Italia
La L. di bilancio 2019 (L. 145/2018 : art. 1, co. 652) ha incrementato di € 0,3 mln annui per il 2019, 2020 e 2021 il contributo per l'attuazione del programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche "Special Olympics Italia", destinato a soggetti con disabilità intellettiva.
L'incremento è finalizzato a favorire la realizzazione e lo sviluppo in tutto il territorio nazionale dei progetti di integrazione di cui alla L. di stabilità 2016 (L. 208/2015: art. 1, co. 407), che aveva destinato al suddetto programma € 0,5 mln annui a decorrere dal 2016, a valere sulle risorse attribuite al Comitato italiano paralimpico (CIP).
6) Ulteriori misure per favorire la parità di genere nello sport

References: art. 1
 art. 15
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 62
 art. 38
 art. 13
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 61
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1