Source: https://renatodisa.com/2015/12/30/corte-di-cassazione-sezione-lavoro-sentenza-18-novembre-2015-n-23616-i-licenziamenti-collettivi-nel-regime-anteriore-alla-legge-n-92-del-2012-sono-legittimi-solo-se-la-comuni/
Timestamp: 2018-11-14 18:03:00+00:00

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Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 18 novembre 2015, n. 23616. I licenziamenti collettivi – nel regime anteriore alla legge n. 92 del 2012 – sono legittimi solo se la comunicazione di recesso ai lavoratori è inviata contestualmente alla comunicazione alle organizzazioni sindacali, salvo che il datore di lavoro provi in giudizio l’esistenza di precise e giustificate motivazioni oggettive - Avvocato Renato D'Isa
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Il requisito della contestualita’ fra comunicazione del recesso al lavoratore e comunicazione alle organizzazioni sindacali e ai competenti uffici del lavoro dell’elenco dei dipendenti licenziati e delle modalita’ di applicazione dei criteri di scelta (nel regime precedente alle modifiche introdotte dalla Legge n. 92 del 2012, non applicabile al caso de quo in ragione del tempo della sua entrata in vigore), contestualita’ richiesta a pena d’inefficacia del licenziamento, deve essere valutato – in una procedura temporalmente cadenzata in modo rigido, analitico e con termini molto ristretti – nel senso di una indispensabile contemporaneita’ delle due comunicazioni, la cui mancanza puo’ non determinare l’inefficacia del recesso solo se sostenuta da giustificati motivi di natura oggettiva, della cui prova e’ onerato il datore di lavoro (cfr., Cass., 29 aprile 2015, n. 8680; Cass. 31 marzo 2011, n. 7490; Cass. 26 marzo 2010, n. 7407; Cass., 1 dicembre 2010, n. 24341; Cass. 17 luglio 2009, n. 16776; Cass. 23 gennaio 2009, n. 1722; Cass. 28 luglio 2005, n. 15898). Con le citate sentenze questa Corte ha, altresi’, precisato (cfr. Cass. n. 24341/2010) che si deve considerare “non contestuale” una comunicazione alle autorita’ pubbliche e alle organizzazioni sindacali che segua “con apprezzabile intervallo di tempo” la comunicazione di recesso, non potendosi, al tempo stesso, considerare contestuale una comunicazione predisposta contemporaneamente alla comunicazione di recesso, ma, in realta’, inoltrata “dopo non breve lasso di tempo” da quest’ultima; ed ha evidenziato (cfr. Cass. n. 16776/2009 cit.) che la valutazione in ordine alla sussistenza del requisito della “contestualita’” fra le diverse comunicazioni involge, in realta’, specifiche questioni di fatto, il cui accertamento e’ demandato al giudice di merito e non e’ sindacabile in sede di legittimita’ se sorretto da motivazione adeguata e immune da vizi logici (Cass., 11 luglio 2012, n. 11661; Cass., 8 marzo 2006, n. 4970).
10. Nella specie, la Corte territoriale, condividendo il ragionamento seguito dal primo giudice, ha affermato che il requisito della “contestualita’” deve intendersi come “ragionevole vicinanza” tra il recesso e le comunicazioni e che, in tale ottica, esso doveva considerarsi sostanzialmente rispettato in presenza di un intervallo di sette giorni.
13. Ne’ puo’ indurre un diverso convincimento la sentenza richiamata da parte resistente (Cass., 11 luglio 2012, n. 11661), resa in una procedura analoga alla presente ed in cui e’ stata ritenuta sussistente la contestualita’ in presenza di una comunicazione ex articolo 4, comma 9, inviata dopo alcuni (tre) giorni dalla comunicazione del recesso: nella vicenda all’esame di quel Collegio la corte territoriale era infatti pervenuta ad un accertamento in fatto di “pressoche’ contestualita’”, che la Corte – pur ribadendo che tale concetto implica “necessaria contemporaneita’” – ha ritenuto insindacabile anche in ragione del deficit di autosufficienza del motivo del ricorso. Si e’ dunque confermato l’indirizzo consolidato, da cui invece si discosta la Corte fiorentina, laddove intende la contestualita’ come “ragionevole vicinanza”, senza peraltro chiarirne i parametri ed i confini, il che conduce ad un soggettivismo interpretativo che mal si attaglia alla natura rigidamente cadenzata della procedura in esame.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-12-30T16:59:40+00:0030 dicembre 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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