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Timestamp: 2019-03-20 01:11:47+00:00

Document:
SCUOLE CATTOLICHE - BASILICATA
L'elenco di tutte le località della Basilicata - L'Enciclopedia dei Comuni d'Italia on-line
Inizio Lezioni: 10 settembre 2018
Altre Festività: dal 1 al 3 novembre 2018 (commemorazione dei defunti), dal 4 al 6 marzo 2019 (Carnevale)
LEGGE REGIONALE DEL 20 MARZO 1980 N. 31 DIRITTO ALLO STUDIO - NORME DI ATTUAZIONE.
1. Le funzioni amministrative attribuite ai comuni ai sensi dell art. 45 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 comprendono tutti gli interventi idonei a garantire il diritto allo studio secondo i principi di cui agli articoli 3 e 34 della Costituzione e 3 dello statuto della regione Lombardia, e devono essere esercitate dai comuni singoli o associati secondo i principi previsti dalla presente legge.
1. Il diritto alla studio è assicurato mediante interventi diretti a facilitare la frequenza nelle scuole materne e dellobbligo; a consentire linserimento nelle strutture scolastiche e la socializzazione dei minori disadattati o in difficoltà di sviluppo e di apprendimento; ad eliminare i casi di evasione e di inadempienze dellobbligo scolastico; a favorire le innovazioni educative e didattiche che consentano una ininterrotta esperienza educativa in stretto collegamento tra i vari ordini di scuola, tra scuola, strutture parascolastiche e società; a fornire un adeguato supporto per lorientamento scolastico e per le scelte degli indirizzi dopo il compimento dellobbligo di studio; a favorire la prosecuzione degli studi ai capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, nonché il completamento dellobbligo scolastico e la frequenza di scuole secondarie superiori da parte di adulti e lavoratori studenti.
1. I comuni singoli od associati organizzano servizi speciali di trasporto scolastico o assicurano laccesso degli studenti ai servizi ordinari mediante tariffe differenziate o altre agevolazioni, in modo da garantire e razionalizzare la frequenza scolastica in ogni parte del territorio regionale.
1. I servizi relativi alle mense scolastiche devono essere realizzate in modo da favorire lattuazione del tempo pieno nelle scuole dellobbligo, agevolare la regolare frequenza nelle scuole superiori e garantire il livello qualitativo e dietetico dei cibi, anche ai fini di una corretta educazione alimentare.
1. Al fine di generalizzare e incentivare la frequenza della scuola prima delletà dellobbligo, debbono essere utilizzate tutte le strutture esistenti.
3. Per garantire nelle scuole materne autonome lattuazione dei servizi di cui alla presente legge sono di norma stipulate con gli enti gestori convenzioni che prevedono il riferimento agli orientamenti educativi di cui al D.P.R. 647/1969 e la costituzione di organi collegiali in analogia a quelli previsti dal D.P.R. 416/1974 per assicurare una gestione partecipata.
1. Al fine di raggiungere la necessaria unitarietà degli interventi, lassistenza sociopsicologica, connessa ai problemi pedagogici, è prestata attraverso le strutture socio-sanitarie istituzionali del territorio, in raccordo con la programmazione educativa e didattica di carattere generale e specifico, secondo i criteri di integrazione ed il programma distrettuale previsti dagli articoli 2 e 7 della legge 4 agosto 1977, n. 517 [2] .
2. In particolare, linserimento degli invalidi, degli emarginati e dei disabili fisici, psichici e sensoriali, è favorito mediante fornitura di attrezzature specialistiche e strumenti didattici
differenziati, nonché mediante la concessione di assegni individuali o posti in convitti o residenze, utilizzando comunque ogni altro strumento, idoneo a superare lemarginazione.
2. I libri e gli strumenti didattici ad uso collettivo per i singoli istituti scolastici devono soddisfare alle esigenze della sperimentazione didattica e dellinnovazione metodologica nellambito della programmazione educativa di cui agli articoli 2 e 7 della legge 4 agosto 1977, n. 517 [2] .
1. La frequenza delle scuole superiori da parte di studenti meritevoli in condizioni economiche disagiate che risiedono in località diverse della sede scolastica, viene agevolata mediante lassegnazione di posti gratuiti o semi gratuiti in convitti, pensionati o altri analoghi istituti, ovvero mediante la concessione di assegni di studio individuali.
2. I benefici di cui al presente articolo sono attribuiti per concorso; nel relativo bando devono essere specificati i requisiti soggettivi per lammissione.
1. Delle prestazioni di carattere individuale o collettivo previste dagli articoli precedenti fruiscono coloro che frequentano scuole, sezioni o corsi, ivi compresi quelli relativi ai contratti collettivi di lavoro, aventi sede nellambito territoriale dei comuni indipendentemente dal luogo di residenza anagrafica dellutente.
a) promuove il coordinamento e lintegrazione a livello territoriale dei servizi attinenti al diritto allo studio con i servizi socio-sanitari, quelli delleducazione permanente e le altre istituzioni culturali;
d) assume, anche in collaborazione con i distretti scolastici, iniziative dirette a favorire la preparazione delle famiglie alla partecipazione negli organi collegiali della scuola, con particolare riguardo ai servizi inerenti al diritto allo studio e lorientamento culturale degli adulti sui problemi educativi.
2. Il presidente della giunta regionale o lassessore competente se delegato adotta i provvedimenti relativi alla attuazione della presente legge che non siano attribuiti ad altri organi regionali dallo statuto o dalle disposizioni della presente legge, ivi compresi quelli
necessari per lesercizio e la vigilanza sulle istituzioni di cui all art. 3 del D.P.R. 24 gennaio 1972, n. 3 .
b) eroga contributi aggiuntivi a fronte di speciali situazioni di necessità, per favorire il compimento dellobbligo scolastico e la prosecuzione degli studi da parte di adulti e di lavoratori studenti;
e) eroga contributi per la realizzazione di attività di orientamento e di istruzione permanente collegate con la scuola nonché per listituzione di corsi di orientamento musicale [4] .
1. Le assicurazioni di cui al precedente art. 12, lettera a), coprono dai rischi da infortunio gli alunni, il personale dirigente, docente ed ausiliario delle scuole materne statali e non statali e delle scuole dellobbligo e secondarie superiori statali, parificate o autorizzate.
2. Lassicurazione copre ogni infortunio che possa verificarsi nel percorso da casa a scuola e viceversa, nonché nello svolgimento di qualsiasi attività didattica, culturale, ricreativa o sportiva, promossa dalle autorità scolastiche o col consenso delle stesse, anche in orario extrascolastico compresi i percorsi per accedere alle sedi delle attività stesse; copre altresì i rischi connessi al trasporto da casa a scuola e viceversa con qualsiasi mezzo esso venga effettuato.
1. Le norme di cui al presente ed al successivo articolo si applicano fino a quando non sarà diversamente disposto nellambito della normativa regionale di organizzazione istituzionale e territoriale dei servizi socio-sanitari e dei relativi progetti di intervento ai sensi degli art. 7 e 8 della legge regionale 31 marzo 1978, n. 34 .
2. Il consiglio regionale, su proposta della giunta e in coerenza con le previsioni del programma regionale di sviluppo, approva entro il mese di febbraio di ogni anno il piano degli interventi regionali per il diritto allo studio relativo allanno scolastico successivo.
3. Il piano indica gli obiettivi prioritari da realizzare; determina lammontare dei finanziamenti per ciascuna provincia per il succesivo riparto tra i comuni, nonché i finanziamenti destinati alla attuazione degli interventi di cui al precedente art. 12; le direttive per lo svolgimento dei servizi, con particolare riferimento al coordinamento delle attività comunali con gli altri servizi sociali e sanitari.
4. Nel piano regionale è indicato anche lammontare dei finanziamenti destinati a soddisfare eventuali esigenze straordinarie sopravvenute e segnalate dai comuni nel corso dellanno; il relativo riparto, da effettuarsi direttamente a favore dei singoli comuni interessati, è deliberato dalla giunta regionale che ne informa la competente commissione consiliare.
5. Per far fronte ad esigenze sopraggiunte nellattuazione del piano, il consiglio regionale, su proposta della giunta, può deliberare i piani suppletivi relativi allanno scolastico in corso.
7. La giunta regionale è autorizzata ad erogare un acconto sui finanziamenti regionali destinati alle attività previste dalla presente legge per un ammontare non superiore alla metà della somma già assegnata per ciascun comune nellanno scolastico precedente.
3. Le somme così assegnate ai singoli comuni sono ad essi erogate con decreto del presidente della giunta regionale; con deliberazione della giunta regionale è altresì erogata a ciascuna provincia, a titolo di rimborso delle spese per lesercizio della delega, una somma pari alluno per cento dei finanziamenti complessivi assegnati ai rispettivi comuni.
3. I comuni singoli o associati sono tenuti a trasmettere alla giunta regionale, entro il 31 ottobre di ogni anno, una relazione sulla attività svolta, sui costi sostenuti e sui risultati conseguiti nellanno scolastico precedente. Copia della relazione è trasmessa ai consigli scolastici distrettuali, ai consigli scolastici provinciali ad ai provveditorati agli studi.
2. La legge regionale di approvazione del bilancio annuale determina gli stanziamenti destinati ai comuni per lanno finanziario, suddividendo su distinti appositi capitoli la quota a saldo relativa allanno scolastico in corso e quella di acconto relativa allanno scolastico successivo, determinando per questultima la spesa complessiva.
3.  [5] . 4.  [5]
1. Limitatamente allanno 1980, la spesa per la quota a saldo ai comuni relativa allanno scolastico 1979-1980 è determinata in L. 14.225.959.000, e la spesa per la quota dacconto ai comuni relativa allanno scolastico 1980-1981 è determinata in L. 4.033.506.000; inoltre la spesa complessiva per il diritto allo studio spettante ai comuni per lanno scolastico 1980/1981 è determinata in L. 21.000.000.000.
2. Per lesercizio da parte della giunta delle funzioni di cui al precedente articolo 11, lettere a), b), d), al precedente articolo 12 ed al quarto comma del precedente articolo 14, è autorizzata per lanno 1980 la spesa in L. 4.410.535.000.
3. Al finanziamento per lanno 1980 delle spese per la realizzazione e gestione dell sistema informativo di cui al precedente art. 11, lettera c) si provvede mediante impiego della somma di L. 350.000.000 iscritta nello stato di previsione delle spese del bilancio per lesercizio finanziario 1980 al cap. 1.2.5.1.2.427 ai sensi dellarticolo 24 della legge di approvazione del bilancio.
4. In conseguenza a quanto disposto dai precedenti commi, allo stato di previsione delle spese del bilancio per lesercizio finanziario 1980, parte 1, ambito 2, settore 5, finalità 1, attività 1, sono apportate le seguenti variazioni:
la dotazione finanziaria di competenza al capitolo 1.2.5.1.1.425, già determinata in L. 17.850.000.000 ai sensi dellart. 29 della legge regionale di approvazione del bilancio 1980, è annullata;
la dotazione finanziaria di competenza del capitolo 1.2.5.1.1.426, già determinata in L. 4.820.000.000 ai sensi dellart. 29 della legge regionale di approvazione del bilancio 1980, è annullata e sono istituiti i seguenti capitoli:
capitolo 1.2.5.1.1.1046 Spese per le attribuzioni generali e per gli interventi complementari nonchè per gli interventi straordinari in attuazione del diritto allo studio, con la dotazione finanziaria di competenza e di cassa di L. 4.410.535.000;
capitolo 1.2.5.1.1.1047 Attuazione del diritto allo studio  quota saldo ai comuni anno scolastico in corso, con la dotazione finanziaria di competenza e di cassa di L. 14.225.959.000;
capitolo 1.2.5.1.1.1048 Attuazione del diritto allo studio  acconto ai comuni anno scolastico successivo, con la dotazione finanziaria di competenza e di cassa di L. 4.033.506.000;
5. Al fine di garantire la copertura relativa alla variazione delle dotazioni finanziarie di cassa determinate dal comma precedente, la dotazione finanziaria di cassa del capitolo 1.5.1.1.1.736 Fondo di riserva del bilancio di cassa è ridotta di L. 6.021.584.000.
6. Il presidente della giunta, o lassessore delegato, è autorizzato a rideterminare, con proprio decreto, lattribuzione di eventuali impegni già assunti sui capitoli di spesa 1.2.5.1.1.425 e 1.2.5.1.1.426 in relazione alle variazioni di bilancio di cui al comma precedente.
2. Al finanziamento degli oneri derivanti dal presente articolo si provvede mediante impiego delle somme iscritte nello stato di previsione delle spese del bilancio ai sensi della presente legge per lattuazione del diritto allo studio.
1. Gli interventi in atto allentrata in vigore della presente legge e quelli relativi allanno scolastico 1978/1979, continueranno ad essere regolati dalle norme delle leggi regionali 9 settembre 1974, n. 59, 20 agosto 1976, n. 32, 25 agosto 1977, n. 42 e 29 gennaio 1979, n. 23 fino al 31 dicembre 1979.
2. Le leggi regionali 9 settembre 1974, n. 59, 20 agosto 1976, n. 32 e 25 agosto 1977, n. 42 sono abrogate dall1 gennaio 1980.
3. A partire dallanno scolastico 1979/80 gli interventi in materia di diritto allo studio sono regolati dalla presente legge.
(1) Il comma è stato aggiunto dall art. 4 della L.R. 7 giugno 1980, n. 76 .
(3) La lettera d) è stata aggiunta dall art. 4 della L.R. 7 giugno 1980, n. 76 .
(4) La lettera e) è stata aggiunta dall art. 1 della L.R. 31 dicembre 1984, n. 68 .
(5) Il comma è stato abrogato dal quarto comma dellart. 2 della L.R. 31 dicembre 1984, n.68 .

References: art. 45
 art. 3
 art. 12
 art. 7
 art. 12
 articolo 11
 articolo 12
 articolo 14
 art. 11
 art. 4
 art. 4
 art. 1