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Timestamp: 2020-08-07 10:38:09+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 30438 del 21/11/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 30438 del 21/11/2019
Cassazione civile sez. VI, 21/11/2019, (ud. 10/10/2019, dep. 21/11/2019), n.30438
sul ricorso 35263-2018 proposto da:
L.N., rappresentato e difeso dall’Avvocato FERRIOLO
GIOVANBATTISTA e dall’Avvocato ABBATE FERDINANDO EMILIO, presso il
cui studio in Roma, via Golametto 4, elettivamente domicilia, per
per regolamento di competenza avverso l’ordinanza della CORTE
D’APPELLO DI ROMA, depositata il 21/11/2018;
partecipata del 10/10/2019 dal Consigliere DONGIACOMO GIUSEPPE;
Sostituto Procuratore Generale, BASILE TOMMASO, il quale ha concluso
che la corte di appello di Roma, con decreto depositato il 21/11/2018 (emesso all’esito di opposizione
avanzata ai sensi della L. n. 89 del 2001, art. 5-ter), aveva dichiarato la sua incompetenza a provvedere su un ricorso proposto per l’ottenimento dell’equa riparazione relativo ad un giudizio presupposto – anch’esso diretto a conseguire l’equo indennizzo per l’eccessiva durata di altro procedimento introdotto da L.N. nel 2005 dinanzi alla stessa Corte di appello di Roma ed, a seguito di dichiarazione di incompetenza della stessa, svoltosi dinanzi alla Corte di appello di Perugia e dalla medesima definito con decreto del febbraio 2016.
che, avverso il suddetto provvedimento di incompetenza adottato dalla Corte capitolina, il L. ha proposto, con ricorso ritualmente notificato il 6/12/2018, regolamento di competenza ai sensi dell’art. 42 c.p.c. riferito ad un unico motivo, con il quale ha dedotto la violazione e falsa applicazione della L. n. 89 del 2001, art. 3, con riferimento agli artt. 38 e 50 c.p.c., sul presupposto che, nel caso di specie, poichè il giudizio presupposto era stato incardinato dinanzi alla corte di appello di Roma, quest’ultima non avrebbe potuto dichiarare la sua incompetenza;
ritenuto che il formulato ricorso risulta basato su argomenti giuridici riferiti al pregresso testo della L. n. 89 del 200, art. 3, comma 1, sulla scorta del quale, in effetti, la competenza avrebbe dovuto radicarsi presso la corte di appello in cui aveva avuto inizio il cd. processo presupposto, con riguardo al previsto criterio di collegamento stabilito dall’art. 11 c.p.p., laddove, nella fattispecie, trova applicazione “ratione temporis” (poichè il ricorso per equa riparazione è stato depositato il 6 dicembre 2017) il nuovo disposto dello stesso comma 1 dell’art. 3, come modificato dalla L. n. 208 del 2015, art. 1, comma 777, lett. g), in vigore dal 1/1/2016;
considerato che quest’ultima disposizione normativa (come, per l’appunto, novellata) pone riferimento – ai fini della determinazione del giudice competente sulla domanda di equa riparazione – al distretto della corte di appello in cui ha sede il giudice innanzi al quale si è svolto il primo grado del giudizio presupposto, in tal senso dovendosi intendere – sul piano giuridico rilevante ai fini in questione – che il nuovo criterio di radicamento della competenza del giudice deve coincidere con quello della sede del distretto della corte di appello dinanzi al quale si è celebrata la trattazione del processo presupposto ed è stata emanata la conseguente decisione, se del caso anche a seguito di riassunzione per intervenuta dichiarazione di incompetenza del giudice originariamente adito);
considerato, dunque, che per la controversia in questione, essendosi pacificamente svolto – nei precisati termini – il giudizio presupposto dinanzi alla corte di appello di Perugia, che lo ha definito nel merito con l’adozione di relativo decreto, la competenza territoriale inderogabile a conoscere del procedimento di cui trattasi appartiene alla stessa, come correttamente ritenuto dalla corte laziale nell’impugnato decreto (Cass. n. 9721 del 2019: ai fini dell’individuazione del giudice competente sulla domanda di equa riparazione, L. n. 89 del 2001, ex art. 3, come modificato dalla L. n. 208 del 2015, art. 1, comma 777, deve aversi riguardo al distretto della corte d’appello in cui ha sede il giudice avanti al quale si è svolto il giudizio presupposto e che lo ha definito nel merito, anche, eventualmente, a seguito di riassunzione per intervenuta dichiarazione di incompetenza del giudice originariamente adito, e non, come in precedenza, il giudice dinanzi al quale il giudizio è stato introdotto);
ritenuto, quindi, che, per effetto di detta statuizione, il ricorso per regolamento di competenza deve essere respinto, senza alcuna pronuncia sulle spese non avendo l’intimato Ministero svolto attività difensiva ma con l’assegnazione del termine di cui all’art. 50 c.p.c. per la conseguente riassunzione dinanzi al suddetto giudice dichiarato competente.
la Corte rigetta il ricorso; conferma la competenza della corte di appello di Perugia, dinanzi alla quale rimette le parti per la prosecuzione del giudizio, fissando il termine di legge per la relativa riassunzione; spese al merito.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sesta Sezione Civile – 2, il 10 ottobre 2019.

References: Sentenza 
 art. 5
 art. 3
 art. 3
 art. 1
 art. 3
 art. 1