Source: https://snorkisaraitu.com/2017/04/13/codice-dei-contratti-pubblici/
Timestamp: 2017-10-22 17:13:42+00:00

Document:
Codice dei contratti pubblici – Snorki sarai tu!
13 Apr 2017 Nunzio Censabella Governo 2 commenti
Il provvedimento è costituito da 131 articoli che introducono, dal punto di vista numerico le seguenti modifiche al Codice dei contatti di cui al d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50:
viene sostituita la rubrica nella più breve e semplice di “Codice dei contratti pubblici”;
sono apportate modifiche a 128 dei 220 articoli;
sono effettuate nei 128 articoli quasi 450 modifiche con una media di oltre 3 ad articolo;
Non si può, certo, affermare che si tratti di un correttivo soft che, per altro, arriva dopo un avviso di rettifica che, in 8 pagine di gazzetta, nel mese di luglio 2016 aveva effettuato quasi 200 correzioni e non crediamo che sia finita.
Ma c’è di più. Dove sta la tanto sbandierata semplificazione che avrebbe portato il nuovo Codice quando dopo un anno nello stesso sono state effettuate un numero di correzioni, integrazioni e modifiche che nel previgente decreto legislativo 163/2006 erano state effettuate nell’arco di 10 anni? E che pensiamo del Regolamento n. 207/2010 che avrebbe dovuto essere abrogato entro un anno ma che a seguito della mancata pubblicazione degli innumerevoli decreti attuativi
, resta ancora in vita per oltre il 50% dell’articolato? Continuiamo a chiederci: dove sta la semplificazione?
Tornando alle modifiche al Codice dei Contratti che entreranno in vigore domani, riportiamo, qui di seguito, quelle principali per professionisti, imprese e pubbliche amministrazioni.
Con l’abrogazione del comma 2 dell’articolo 211 del d.lgs. n. 50/2016, attuata dall’articolo 123, comma 1, lettera b del decreto correttivo di cui al d.lgs. n. 56/2017, salta il potere di raccomandazione vincolante viene cancellata la misura che autorizzava l’Anac a intervenire in tempo quasi reale sulla gestione delle gare da parte delle stazioni appaltanti, intimando ai funzionari di correggere atti procedure giudicate illegittime con la minaccia di sanzioni fino a 25mila euro.
Con le modifiche introdotte dall’articolo 99 del decreto correttivo all’articolo 163 del Codice dei contratti, qualora vengano adottate procedure di affidamento in condizioni di somma urgenza previste dal citato articolo 136, l’amministrazione aggiudicatrice dà conto, con adeguata motivazione, nel primo atto successivo alle verifiche effettuate, della sussistenza dei relativi presupposti ma, in ogni caso, non è possibile procedere al pagamento, anche parziale, in assenza delle relative verifiche positive. Qualora, a seguito del controllo, venga accertato l’affidamento ad un operatore privo dei predetti requisiti, le amministrazioni aggiudicatrici recedono dal contratto, fatto salvo il pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spese eventualmente già sostenute per l’esecuzione della parte rimanente, nei limiti delle utilità conseguite, e procedono alle segnalazioni alle competenti autorità.
Con le modifiche introdotte dall’art. 128 del d.lgs. n. 56/2017 all’articolo 216 del Codice dei contratti, applicazione a tutti i nuovi arbitrati le regole più stringenti su nomine e compensi previste dal nuovo codice. Basterà che la procedura sia iniziata dopo l’entrata in vigore del Codice, anche se i relativi appalti sono stati banditi prima. In pratica con le modifiche introdotte al comma 22 del citato articolo 216 viene disposto che le procedure di arbitrato di cui all’articolo 209 del Codice dei contratti si applicano anche alle controversie su diritti soggettivi, derivanti dall’esecuzione dei contratti pubblici di cui al medesimo articolo 209, comma 1, per i quali i bandi o avvisi siano stati pubblicati prima della data di entrata in vigore del codice stesso.
Con la modifica introdotta dall’articolo 53 del d.lgs. n. 56/2017 al comma 7 dell’articolo 84 del Codice dei contratti, è evitata l’espulsione di una parte di operatori, limitati dai nuovi requisiti per il conseguimento dell’attestazione Soa, è previsto che le imprese potranno scegliere i cinque migliori anni di attività tra gli ultimi dieci esercizi. Con l’introduzione, poi, nel citato articolo 84 del comma 12-bisrelativo ai direttori tecnici delle imprese è consentito ai direttori privi di un titolo di studio di continuare ad esercitare la loro professione con l’obbligatorietà di avere maturato sul campo l’esperienza necessaria a svolgere la loro funzione all’interno dell’impresa.
Nessuna novità sostanziale per l’in-house nelle concessioni autostradali e l’articolo 177 del Codice dei contratti relativo agli affidamenti dei concessionari, dopo un lungo braccio di ferro tra Governo, Parlamento ed ANAC, resta invariato con la conferma dell’obbligatorietà nelle concessioni autostradali dell’affidamento di una quota pari all’ottanta per cento dei contratti di lavori, servizi e forniture relativi alle concessioni di importo di importo pari o superiore a 150.000 euro e relativi alle concessioni mediante procedura ad evidenza pubblica, introducendo clausole sociali e per la stabilità del personale impiegato e per la salvaguardia delle professionalità.
Con le modifiche introdotte dall’articolo 115 del d.lgs. n. 56/2017 all’articolo 195 del Codice dei contratti, le stazioni appaltanti non possono procedere ad affidamenti a contraente generale, qualora l’importo dell’affidamento sia pari o inferiore a 100 milioni di euro. L’affidamento a contraente generale sarà utilizzato soltanto per le grandi opere. Sempre relativamente al contraente generale, modificato dall’articolo 116 del decreto correttivo il comma 4 dell’articolo 196 del Codice dei contratti relativamente all’albo dei collaudatori, tenuto dal Ministero delle infrastrutture e con decreto del Mit, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del codice, saranno disciplinati i criteri specifici, i requisiti di moralità, di competenza e di professionalità, le modalità di iscrizione all’albo e di nomina.
Con l’articolo 101 del d.lgs. n. 56/2017 che modifica l’articolo 165 del Codice dei contratti, innalzamento dal 30% al 49% del tetto massimo per il contributo pubblico nelle opere finanziate con capitali privati con una soluzione in difformità ai rilievi del Consiglio di Stato. Con tale innalzamento viene modificato l’equilibrio economico finanziario della concessione anche se per i giudici di Palazzo Spada tale scelta è in contraddizione con i criteri di ripartizione del rischio mirati a diminuire la compartecipazione pubblica.
Con l’inserimento nell’articolo 23 del comma 3-bis dettata dall’articolo 13 del d.lgs. n. 56/2017 è precisato che con un ulteriore decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su proposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici, sentita la Conferenza Unificata, sarà disciplinata una progettazione semplificata degli interventi di manutenzione ordinaria fino a un importo di 2.500.000 euro. Tale decreto individua le modalità e i criteri di semplificazione in relazione agli interventi previsti.
Relativamente alla qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza, con le modifiche introdotte dall’articolo 27 del d.lgs. n. 56/2017 all’articolo 38 del Codice dei contratti arriva una importante correzione nella parte che riguarda i requisiti da verificare nelle stazioni appaltanti al momento della loro qualificazione. Con le modifiche introdotte al comma 4 del citato articolo 38, il numero di gare svolte non dovrà più essere misurato su base triennale ma nel quinquennio con un alleggerimento dei requisiti di qualificazione. Nello stesso articolo 38 vengono, poi, inseriti al 4 i punti 5-bis e 5-ter con cui viene precisato che i requisiti relativi alla qualificazione sono individuati anche dall’assolvimento degli obblighi di comunicazione dei dati sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture che alimentano gli archivi detenuti o gestiti dall’Autorità, come individuati dalla stessa Autorità ai sensi dell’articolo 213, comma 9 del codice stesso.
In allegato il testo del decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale corredato dalle note, il testo coordinato del decreto legoslativo 18 aprile 2016, n. 50 e la tabella di confronto tra la nuova e la vecchia versione del Codice dei contratti.
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References: articolo 136
 articolo 216
 articolo 209
 articolo 84
 articolo 38
 articolo 38