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Timestamp: 2018-05-23 06:59:40+00:00

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Novità fiscali del 5 febbraio 2009: obblighi dichiarativi delle imprese individuali in liquidazione; S.p.A.: denunzia al tribunale; consolidato nazionale e mondiale; immatricolazione di veicoli importati; nuovi codici tributo per F24 e F23
1) Obblighi dichiarativi delle imprese individuali in liquidazione
2) Enpals: Minimale e massimale di retribuzione giornaliera e annua
3) S.p.A.: Denunzia al tribunale per gravi irregolarità nella gestione
4) IVA 2009: Specifiche tecniche definitive
5) Disciplina IVA su territorialità delle intermediazioni: circolare Assonime
6) Patrimoniale sui fondi immobiliari: istituito il codice tributo
7) Istituito il codice tributo per il recupero da parte dei sostituti d’imposta, con F24, delle somme erogate a titolo di bonus straordinario per famiglie
8) Istituito il codice ente e i codici tributo per il versamento, con mod. F23, delle sanzioni amministrative previste a favore dell’Enpals
9) Consolidato Nazionale e Mondiale – CNM 2009
10) Immatricolazione di veicoli importati e commercializzati in Italia e provenienti da altri Stati membri della U.E.: chiarimenti
Nel caso in cui l’impresa si trovi a dovere cessare l’attività, riguardo gli studi di settore, il contribuente può allegare il previsto modello in relazione alla dichiarazione relativa al reddito di impresa ante liquidazione.
Mentre per i periodi successivi (post liquidazione) il contribuente è comunque escluso dall’applicazione degli studi di settore.
E’ questo dei chiarimenti (significativi) contenuti nella risoluzione n. 31/E del 04.02.2009, con la quale l’Agenzia delle Entrate si è occupata della messa in liquidazione della ditta individuale, osservando che tale operazione comporta i seguenti obblighi fiscali:
In particolare, limitatamente al reddito di impresa, occorre distinguere il periodo compreso tra l’inizio del periodo di imposta e la data in cui ha effetto la
delibera di messa in liquidazione, che per le imprese individuali coincide con la
comunicazione di cui all’articolo 35 del D.P.R. n. 633/1972 (periodo ante liquidazione dal 01/01/08 al 29/06/2008), e quello relativo alla residua frazione del periodo di imposta 2008 (periodo post liquidazione dal 30/06/2008 al 31/12/2008).
– una dichiarazione relativa al periodo ante liquidazione, entro l’ultimo giorno del settimo mese successivo alla delibera di messa in liquidazione (31 gennaio 2009) indicando il reddito di impresa da tassare ordinariamente nel quadro RF, utilizzando il modello Unico 2008, relativo ai redditi 2007, non essendo ancora disponibile, alla scadenza del 31 gennaio 2009, il modello Unico 2009, ed indicando il codice carica 12 – liquidazione volontaria di ditta individuale – periodo ante messa in liquidazione – (istruzioni al modello Unico PF);
– una dichiarazione relativa alla residua frazione del periodo di imposta 2008, sempre limitatamente al reddito di impresa, da indicare nel quadro RF, entro i termini di cui all’art. 2 del D.P.R. n. 322/1998, utilizzando, il modello Unico 2009 ed indicando il codice carica 8 liquidazione volontaria.
I risultati delle due dichiarazioni relative al reddito di impresa per il periodo ante liquidazione e per la residua frazione del periodo di imposta 2008, devono confluire in un’unica dichiarazione (Unico PF 2009) relativa a tutti i redditi percepiti dall’istante nel periodo di imposta 2008 (compresi quelli relativi alle altre categorie reddituali), da presentare entro i termini stabiliti dall’art. 2 del decreto 322/1998.
Nella dichiarazione Unico 2009 il contribuente deve indicare il reddito di impresa relativo al periodo ante liquidazione nell’apposito quadro RF, il reddito di impresa per il quale si intende optare per la tassazione separata nell’esercizio provvisorio, nell’apposito quadro RM sezione II, e tutti gli altri redditi percepiti nei quadri corrispondenti.
La dichiarazione Iva, relativa all’anno solare 2008 (ossia riferita a tutte le operazioni del periodo) deve essere presentata nei termini ordinari di cui all’art. 2 del D.P.R. n. 322/1998, unitamente al modello Unico 2009 PF, cioè alla dichiarazione che riassume tutti i redditi percepiti dall’istante nel periodo di
imposta 2008.
Ciò vale anche riguardo alle dichiarazioni dei redditi per il periodo di imposta 2009 e seguenti, nell’ipotesi in cui la liquidazione non ecceda i tre anni, nel senso che per ciascun anno va presentata una dichiarazione per il reddito di impresa e una dichiarazione unificata per tutti i redditi.
Per ciò che concerne la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi dell’imprenditore individuale e del collaboratore familiare relativamente al reddito provvisorio del periodo post liquidazione e dei periodi intermedi, viene esposto quanto segue.
Anche i redditi provvisori attribuiti al collaboratore familiare possono essere assoggettati a tassazione separata compilando il quadro RM del Modello Unico.
Pertanto, al fine di imputare a ciascun collaboratore una quota del reddito familiare, il titolare compilerà il quadro RS nel modello di dichiarazione presentato, al solo fine di rappresentare il reddito d’impresa prodotto nell’esercizio provvisorio.
Infine, al termine della liquidazione, come disposto dall’art. 5 del D.P.R. n. 322/1998, entro i entro sette mesi successivi deve essere presentata una dichiarazione riepilogativa di tutta la fase della liquidazione (dal 30/06/2008 fino alla data di chiusura).
In merito alle modalità di allegazione dello studio di settore ed in particolare la dichiarazione alla quale va allegato, è stato evidenziato quanto segue.
In base alla legge n. 146/1998, art. 10, comma 4, lettera b), gli studi di settore non si applicano nei confronti dei contribuenti che hanno iniziato o cessato l’attività nel periodo di imposta (il periodo che precede l’inizio della liquidazione è considerato periodo di cessazione dell’attività).
L’art. 1, comma 19, della legge 296/2006, stabilisce, poi, che “nei confronti dei contribuenti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, per i quali non si rendono applicabili gli studi di settore, sono individuati specifici indicatori di normalità economica, idonei a rilevare la presenza di ricavi o compensi non dichiarati ovvero di rapporti di lavoro irregolare. Ai medesimi fini, nelle ipotesi di cessazione dell’attività di liquidazione ordinaria ovvero di non normale svolgimento dell’attività di liquidazione ordinaria, può altresì essere richiesta la compilazione del modello, allegato alla dichiarazione, previsto per i soggetti cui si applicano gli studi di settore”.
Pertanto, l’Agenzia delle Entrate ha rilevato che la facoltà di allegare tale modello vada considerata in relazione alla dichiarazione relativa al reddito di impresa ante liquidazione.
Per i periodi post liquidazione il contribuente è escluso dall’applicazione degli studi di settore.
Riguardo il termine relativo al pagamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione relativa al periodo ante liquidazione, è stato evidenziato che l’art. 17 del D.P.R. n. 435/2001, dispone, al comma 1, che il versamento dell’imposta dovuta vada effettuato entro il 16 giugno dell’anno di presentazione della dichiarazione, o, in alternativa, entro il 30° giorno successivo ai termini previsti, maggiorando le somme da versare dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.
Il termine per il versamento dell’imposta sul reddito di impresa ante liquidazione, coincide con il versamento delle imposte dovute con riferimento a tutti gli altri redditi: Pertanto, l’imposta relativa al reddito di impresa ante liquidazione viene liquidata cumulativamente a quelle relative agli altri redditi.
Il liquidatore deve presentare due dichiarazioni →
1) Per il periodo che precede la liquidazione
2) Per la residua frazione
I risultati delle due dichiarazioni relative al reddito di impresa per il periodo ante liquidazione e per la residua frazione del periodo di imposta 2008, devono confluire in un’unica dichiarazione (Unico PF 2009) relativa a tutti i redditi percepiti dall’istante nel periodo di imposta
l’imposta del reddito di impresa ante liquidazione viene liquidata insieme con quelle relative agli altri redditi
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 31/E del 04.02.2009)
A seguito della variazione, pari al 3,2%, dell’indice dei prezzi al consumo rilevato dall’ISTAT è stata effettuata la determinazione delle aliquote contributive dei suddetti per lavoratori dello spettacolo e degli sportivi professionisti.
In tal senso la circolare Enpals n. 4/2009 disponibile su www.enpals.it
(Circolare Enpals n. 4 del 02.02.2009)
“Ai fini dell’accoglimento di un ricorso ex art. 2409 c.c. le gravi irregolarità denunciate devono rivestire il carattere dell’attualità e non derivare da scelte discrezionali degli amministratori”.
In atto, la normativa civilistica (salvo diversa disposizione di statuto) prevede che se vi sia fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione che possono arrecare danno alla società, i soci che rappresentano 1/10 del capitale sociale (o 1/20 nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio) possono denunziare i fatti al tribunale con ricorso notificato anche alla società
Il tribunale, dopo avere sentito in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci, può ordinare l’ispezione dell’amministrazione della società a spese dei soci richiedenti, tranne che l’assemblea sostituisca gli amministratori e i sindaci
con soggetti di adeguata professionalità, che si attivano senza indugio per accertare se le violazioni sussistono e, in caso positivo, per eliminarle, riferendo al tribunale sugli accertamenti e le attività compiute.
Se le violazioni denunziate sussistono, il tribunale può disporre gli opportuni provvedimenti provvisori e convocare l’assemblea per le conseguenti deliberazioni.
L’amministratore giudiziario, infine, può proporre l’azione di responsabilità contro gli amministratori e i sindaci.
(Tribunale Mantova, Sentenza 09/12/2008, in Ipsoa del 04.02.2009)
Le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nella dichiarazione annuale IVA 2009, relativa all’anno 2008, e nel modello IVA 74-bis sono approvate dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 3 febbraio 2009.
(Provvedimento Agenzia delle Entrate n. prot. 2009/16799 del 03.02.2009)
La Circolare Assonime n. 4 del 03.02.2009 ha commentato la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate (n. 437/E del mese di novembre 2008) che ha interpretato la disciplina IVA sulla territorialità delle intermediazioni.
I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate si riferiscono, in particolare, alle concrete modalità applicative del tributo in relazione a varie tipologie di servizi di intermediazione resi da prestatori non residenti (comunitari ed extra-UE) nei confronti di committenti italiani soggetti d’imposta.
Si tratta di intermediazioni che hanno ad oggetto la vendita dei beni dei committenti ad acquirenti comunitari ed extracomunitari.
Come è noto nella citata risoluzione, l’Agenzia ha precisato che nel caso di provvigione pagata ad agente comunitario, l’impresa mandante deve osservare quanto disposto dall’art. 17, comma 3, D.p.r. 633/72 (operazione fuori campo iva) e non secondo le disposizioni previste dal D.l. 331/93 (operazione intracomunitaria).
In particolare, il modello della dichiarazione annuale Iva ha già, in anticipo, eliminato i riferimenti al comma 8 dell’art. 40 del D.l. 331/93 (come ha rilevato Raffaele Rizzardi in Il Sole 24 Ore del 04.02.2009).
E’, infine, risultato evidente che non può essere violato il principio di affidamento, cardine dello Statuto dei diritti del contribuente, modificando retroattivamente disposizioni mai messe in dubbio.
(Circolare Assonime n. 4 del 03.02.2009)
L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione ha istituito il codice tributo 1814 utile a consentire il versamento, con modello F24, dell’imposta patrimoniale sui fondi immobiliari a ristretta base partecipativa e familiari, quelli cioè le cui quote sono detenute da meno di dieci partecipanti e quelli per i quali più dei due terzi delle stesse appartengono a persone legate da rapporti di parentela o affinità o da società controllate dagli stessi soggetti oppure da trust di cui siano disponenti o beneficiari.
Detta imposta sostitutiva è stata prevista in misura pari all’1% del valore netto del fondo che la società di gestione dello stesso deve corrispondere entro il 16 febbraio 2009.
Si tratta dell’adempimento che deriva dalle misure introdotte dal D.L. 112/2008 (manovra d’estate), art. 82, comma 17.
Il codice 1814 potrà essere utilizzato nel mod. F24 a partire dal giorno 11.02.2009 nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 32/E del 04.02.2009)
Poiché l’art. 1, del D.L. 29.11.2008, n. 185, convertito in legge 28.1.2009, n. 2, ha previsto un bonus straordinario, per il solo anno 2009, per famiglie, lavoratori, pensionati e non autosufficienza, al fine di consentire ai sostituti d’imposta il recupero degli importi erogati (ai sensi dei commi 8 e 14), utilizzando l’istituto della compensazione con il modello F24, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il seguente codice tributo:
“1664” – denominato “Recupero da parte dei sostituti d’imposta delle somme erogate a titolo di bonus straordinario 2009 alle famiglie, di cui all’art. 1, D.L. 185/2008”.
In sede di compilazione del modello di versamento F24, il codice tributo va esposto nella “Sezione Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”.
Inoltre, nella colonna “rateazione/regione/prov./mese rif.” va indicato il mese in cui è stato erogato il bonus, espresso nella forma “00MM”, mentre il campo “anno di riferimento” va valorizzato con l’anno in cui è avvenuta l’erogazione del bonus, espresso nella forma “AAAA”.
Pertanto, dal 11.2.2009, i sostituti d’imposta potranno recuperare con il mod. F24, mediante compensazione, le somme versate a titolo di bonus straordinario.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 33/E del 04.02.2009)
Per attribuire all’Enpals le sanzioni, di cui al comma 7 dell’art. 35 della legge 24.11.1981, n. 689, versate tramite modello F23, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i seguenti codici tributo:
“661T”, denominato “ Enpals-Sanzioni amministrative ex art. 35, comma 7, legge 689/1981- lavoratori dello spettacolo”;
“662T”,denominato “ Enpals-Sanzioni amministrative ex art. 35, comma 7, legge 689/1981 -sportivi professionisti”;
Inoltre, per consentire l’individuazione dell’Enpals quale richiedente il pagamento è stato istituito il seguente codice ente:
“E1x”, che identifica l’Ente Nazionale Di Previdenza E Di Assistenza Per I Lavoratori Dello Spettacolo;
In sede di compilazione del modello F23, nello spazio “codice ufficio o ente” (campo 6 ) va indicato il codice dell’ente “E1 x”, laddove “E1” identifica l’Enpals e “ x”, la sede periferica dell’Ente, desumibile dalla “Tabella dei codici enti diversi dagli uffici finanziari”, pubblicata sul sito www.agenziaentrate.gov.it. Nello spazio “estremi dell’atto o del documento” (campo 10), vanno indicati gli estremi dell’atto con il quale si richiede il pagamento.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 34/E del 04.02.2009)
Anche il modello Consolidato Nazionale e Mondiale con le relative istruzioni è stato approvato in via definitiva con Provvedimento del 31.01.2009.
Il 04.02.2009, sul sito delle Entrate è stato, infatti, pubblicato il Modello Consolidato Nazionale e Mondiale 2009 e le Istruzioni per la compilazione.
– La riduzione dell’aliquota Ires dal 33% al 27,50%;
– le rettifiche di consolidamento riguardanti nuove regole di gestione degli interessi passivi non dedotti dai singoli partecipanti al consolidato;
– l’abrogazione, a seguito delle modifiche apportate all’art. 122 del Tuir dalla Finanziaria 2008, delle rettifiche di consolidamento relative alla quota imponibile dei dividendi distribuiti dalle società controllate, alla rideterminazione del pro-rata patrimoniale e ai trasferimenti dei beni in regime di neutralità;
– la previsione nel quadro CN (determinazione dell’imposta) di due specifici righi riservati a chi al 1.1.2008 aveva già provveduto per intero al pagamento dell’acconto, senza beneficiare dello “sconto” di tre punti percentuali stabilita dal D.L. n. 185/2008, art. 10, comma 1.
Infine, nel rigo CN18 va indicato l’importo versato in eccedenza, mentre in CN19 quanto di tale importo è stato utilizzato in compensazione con il modello F24.
(Agenzia delle Entrate, provvedimento del 31.01.2009)
L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 3/E del 04.02.2009 (redatta in collaborazione con il Ministero dei trasporti) ha fornito istruzioni operative e chiarimenti in merito ad una serie di casi per i quali erano rimasti dubbi interpretativi non solo da parte degli operatori commerciali ma anche degli stessi Uffici Motorizzazione Civile e degli Uffici locali dell’Agenzia.
Ciò oltre a quanto già chiarito in precedenza riguardo ai due provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 25 ottobre 2007 (pubblicati nella G.U. n. 266 del 15 novembre 2007), cui è stata data attuazione alle disposizioni introdotte dall’art. 1, commi 9, 10 e 11 del decreto legge n. 262 del 3 ottobre 2006, convertito con modificazioni nella legge 24 novembre 2006, n. 286, in cui sono contemplate alcune misure di contrasto alle frodi IVA perpetrate nel settore del commercio intracomunitario di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi nuovi ed usati.
In particolare, l’art. 1, comma 9, del citato D.L. n. 262/2006 impone, agli operatori commerciali residenti che acquistino i predetti beni, il versamento dell’IVA relativa alla prima cessione interna nel territorio dello Stato.
Il versamento deve avvenire secondo le modalità determinate dai suddetti provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Inoltre, a causa dei citati provvedimenti, il Dipartimento per i Trasporti Terrestri, con circolare prot. n. 108243 del 27 novembre 2007, ha diramato istruzioni generali in tema di immatricolazione dei veicoli nuovi od usati oggetto di acquisto intracomunitario, evidenziando che l’immatricolazione stessa è consentita a condizione che detti veicoli vengano preventivamente censiti all’atto dell’ingresso nel territorio italiano (decreto 30 ottobre 2007 adottato congiuntamente dal Capo del Dipartimento per i Trasporti Terrestri e dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate), che siano abilitati all’immatricolazione e che per essi sia acquisito al sistema informativo della motorizzazione la conferma circa l’assolvimento degli obblighi IVA, da versare a mezzo del modello “F 24 Iva auto UE”.
In particolare, la neo circolare Agenzia delle Entrate/Ministero dei trasporti ha dato chiarimenti sui seguenti argomenti:
– Immatricolazione di veicoli muniti di codice antifalsificazione;
– veicoli dotati di codice di immatricolazione OE/OA ovvero di dichiarazione di conformità nazionale;
– veicoli fabbricati da case costruttrici italiane in altri stati della u.e. importati per essere commercializzati in Italia;
– veicoli oggetto di allestimento o di completamento;
– veicoli muniti di codice antifalsificazione oggetto di esportazione o di cessione intracomunitaria;
– veicoli fabbricati e commercializzati in Italia;
– immatricolazione di ciclomotori, di macchine agricole e di macchine operatrici oggetto di acquisto intracomunitario;
– immatricolazione di veicoli provenienti da particolari circoscrizioni territoriali (Repubblica di San Marino, Isole Canarie e Gibilterra e Principato di Monaco)
– immatricolazione di veicoli oggetto di acquisto intracomunitario a fini strumentali.
Infine, la circolare n. 3/2009, in allegato, contiene la dichiarazione sostitutiva di certificazione.
(Agenzia delle Entrate/Ministero dei trasporti, circolare n. 3/E del 04.02.2009)

References: art. 10
 art. 2409
 Sentenza 
 art. 82
 art. 35
 art. 35
 art. 10