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Timestamp: 2018-05-23 16:59:05+00:00

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Alla nuova iscrizione a ruolo di fronte al giudice individuato come competente si correla la debenza di un nuovo pagamento del contributo unificato - Avvocato Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 11 aprile 2018, n. 8912.
Nel caso in cui il processo venga instaurato e si svolga di fronte ad un ufficio giudiziario e poi, a seguito di dichiarazione di incompetenza del giudice adito, sia traslato di fronte ad altro ufficio, vengono attivate due macchine processuali e ciascuna di esse ha propri costi; alla nuova iscrizione a ruolo di fronte al giudice individuato come competente si correla la debenza di un nuovo pagamento del contributo unificato.
Sentenza 11 aprile 2018, n. 8912
Data udienza 7 marzo 2018.
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;
(OMISSIS), CANCELLERIA UFFICIO GIUDICE DI PACE DI FORLI’;
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, CANCELLERIA UFFICIO GIUDICE DI PACE DI FORLI’;
udito per il ricorrente l’Avvocato (OMISSIS) che ha chiesto l’accoglimento dei motivi di ricorso e assorbimento del ricorso incidentale;
udito per la ricorrente l’Avvocato (OMISSIS) che ha chiesto l’accoglimento del ricorso incidentale e il rigetto del ricorso principale.
1. (OMISSIS) impugnava nei confronti del Ministero della Giustizia sia la cartella esattoriale con cui le veniva chiesto il pagamento del contributo unificato relativo ad una causa istaurata davanti al giudice di Pace di Forli’ e poi traslata per competenza al Tribunale della citta’, sia il conseguente preavviso di fermo amministrativo di autoveicolo, notificatole dall’agente per la riscossione (OMISSIS) s.p.a., eccependo la non debenza del contributo preteso per avere essa ricorrente pagato il contributo al momento della iscrizione della causa davanti al Tribunale e la non sequestrabilita’ del veicolo in quanto destinato al trasporto di soggetto portatore di handicap.
2. L’adita commissione tributaria provinciale di Forli’ rigettava la richiesta del Ministero della Giustizia d’integrazione del contraddittorio nei confronti dell’agente della riscossione, rigettava altresi’ l’eccezione del medesimo Ministero di incontestabilita’ del contributo per essere ormai divenuta definitiva la cartella solo tramite l’impugnazione della quale il contributo avrebbe potuto essere contestata, e accoglieva il ricorso sul motivo che la (OMISSIS) aveva pagato il contributo al momento della iscrizione della causa davanti al Tribunale e che “non e’ possibile pretendere di pagare due volte trattandosi sostanzialmente dello stesso processo traslato dal giudice di Pace al Tribunale”.
3. Sull’appello del Ministero, la commissione regionale della Emilia Romagna, di fronte alla quale non era riproposta dalla contribuente la questione della non sequestrabilita’ del veicolo, con sentenza in data 7.3.2011, confermava la pronuncia impugnata, sulla base della motivazione che segue: “Motivi della decisione – Osserva il collegio che la decisione di 1 grado merita di essere confermata, non ritiene di potersi discostare dalla conclusione a cui sono giunti i Primi Giudici sui punti sopra indicati: 1) la mancata integrazione del contraddittorio, 2) la tardivita’ del ricorso. Nel merito condivide pienamente quanto espresso nella decisione di 1 grado che sinteticamente puo’ essere espresso con precisione riportando la seguente frase “non e’ possibile pretendere di pagare due volte trattandosi sostanzialmente dello stesso processo traslato dal giudice di Pace al Tribunale””; la commissione condannava il Ministero al pagamento delle spese del grado, liquidate in Euro 600,00 oltre accessori di legge.
5. (OMISSIS) resiste con controricorso e propone ricorso incidentale articolato su tre motivi.
1.1 violazione e/o falsa applicazione dell’articolo 111 Cost., comma 6, articolo 132 c.p.c., comma 2, n. 4, articoli 118 disp. att. c.p.c., Decreto Legislativo n. 546 del 1992, articolo 1, comma 2, articolo 36, comma 2, nn. 2 e 4, articoli 53 e 54, in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4, per essersi la commissione tributaria limitata a rinviare alla motivazione della decisione di primo grado senza dar conto di avere esaminato i motivi dell’appello;
1.2. in subordine, difetto assoluto di motivazione o motivazione apparente, in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
1.3. violazione e/o falsa applicazione dell’articolo 111 Cost., comma 1, articolo 102 c.p.c., comma 2, nonche’ del Decreto Legislativo n. 546 del 1992, articolo 10 e articolo 14, commi 1 e 2, in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4, per avere la commissione omesso di integrare il contraddittorio nei confronti dell’agente della riscossione, litisconsorte necessario relativamente alla questione sollevata da (OMISSIS) riguardo alla non sequestrabilta’ del veicolo;
1.4 violazione e/o falsa applicazione del Decreto Legislativo n. 546 del 1992, articolo 21, comma 1, in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per avere la commissione respinto l’eccezione di inammissibilita’ del ricorso introduttivo, relativamente alla contestazione della debenza dell’imposta, malgrado tale contestazione fosse da ritenersi tardiva perche’ non proposta tramite impugnazione della cartella notificata a (OMISSIS) il 10.11.2007;
1.5. violazione e/o falsa applicazione del Decreto del Presidente della Repubblica 115 del 2002, degli articoli 9 e 14, in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere la commissione errato nel ritenere che il contributo unificato da versarsi per la pretesa azionata davanti al Giudice di Pace non fosse dovuto avendo la (OMISSIS) pagato il contributo unificato per la nuova iscrizione della causa a ruolo davanti al Tribunale ove la causa era stata riassunta a seguito della declaratoria di incompetenza del Giudice di Pace.
2. Con i tre motivi di ricorso incidentale, (OMISSIS) deduce:
2.1 violazione dell’articolo 91 c.p.c. per avere la commissione omesso di liquidare a favore di essa controricorrente le spese del primo grado di giudizio;
2.2. in subordine, violazione dell’articolo 112 c.p.c., in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per omessa pronuncia sulla domanda di liquidazione delle spese di primo grado;
2.3. violazione dell’articolo 2333 c.c., in relazione all’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere la commissione tributaria regionale liquidato una somma (Euro 600,00 piu’ accessori) irrisoria e non coerente con i principi sanciti dalla norma del codice civile.
3. Il primo motivo di ricorso e’ fondato:
3.2. sono pertinenti i richiami fatti dal Ministero alle pronunce di questa Corte nn. 18625/2010; 15483/2008; 2268/2006; 2196/2003, tutte nel senso di recente ribadito della Sezione Sesta-5, con ordinanza n. 15884/2017, la quale ha affermato: “In tema di processo tributario, e’ nulla, per violazione del Decreto Legislativo n. 546 del 1992, articoli 36 e 61, nonche’ dell’articolo 118 disp. att. c.p.c., la sentenza della commissione tributaria regionale completamente carente dell’illustrazione delle critiche mosse dall’appellante alla statuizione di primo grado e delle considerazioni che hanno indotto la commissione a disattenderle e che si sia limitata a motivare “per relationem” alla sentenza impugnata mediante la mera adesione ad essa, atteso che, in tal modo, resta impossibile l’individuazione del “thema decidendum” e delle ragioni poste a fondamento del dispositivo e non puo’ ritenersi che la condivisione della motivazione impugnata sia stata raggiunta attraverso l’esame e la valutazione dell’infondatezza dei motivi di gravame”.
5. E’ possibile decidere la causa nel merito, ai sensi dell’articolo 384 c.p.c., affrontando la questione centrale ed esclusivamente di diritto, posta con il quinto motivo di ricorso:
5.1. il Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 9, comma 1, (Testo unico in materia di spese di giustizia) stabilisce che “e’ dovuto il contributo unificato di iscrizione a ruolo, per ciascun grado di giudizio, nel processo civile, compresa la procedura concorsuale, di volontaria giurisdizione, nel processo amministrativo e nel processo tributario salvo quanto previsto dall’articolo 10”;
5.3. l’articolo 10 non menziona il caso di riassunzione della causa a seguito di dichiarazione di incompetenza;
5.4. il contributo ha la funzione di coprire il “costo” di funzionamento della macchina processuale ed e’ la forfetizzazione dei tributi giudiziari dovuti secondo la legislazione previgente per ogni singolo atto del processo;
5.7. la tesi sostenuta dalla difesa del Ministero della Giustizia con il quinto motivo di ricorso, sulla base della nota emessa dal medesimo Ministero in data 29.9.2003 ad integrazione e chiarimento della circolare n. 3 del 13.5.2002, e’ corretta;
5.8. le parole della legge secondo le quali il contributo e’ dovuto “per ciascun grado del giudizio”, da un lato, non contrastano con quanto precede posto che esse significano che il contributo di iscrizione a ruolo e’ dovuto non una sola volta indipendentemente dalla articolazione del processo in un grado o in piu’ gradi, ma ogni volta in cui vi e’ una iscrizione a ruolo di fronte a giudici di grado diverso, dall’altro lato, sono suscettive di interpretazione a supporto della conclusione raggiunta perche’ confermano che il contributo e’ dovuto nuovamente quando la causa e’ iscritta a ruolo di fronte ad un giudice diverso da quello inizialmente adito;
5.9. ne’ vale l’osservazione, fatta della commissione tributaria provinciale e ripetuta dalla commissione regionale, a mente della quale non e’ possibile pretendere il pagamento del contributo “due volte trattandosi sostanzialmente dello stesso processo traslato dal giudice di Pace al Tribunale”, in quanto l’indubbia identita’ tra processo riassunto e processo svoltosi davanti al giudice incompetente si sostanzia nella salvezza degli effetti sostanziali e processuali della domanda iniziale (Cass.19030/2008), ma non interferisce con la questione del costo del processo;
5.10. in ragione di quanto precede, assorbiti gli altri motivi di ricorso principale, guardando al merito, l’iniziale ricorso della (OMISSIS) va respinto.
6. Accolto il ricorso principale risulta per cio’ stesso da rigettare il ricorso incidentale.
7. La novita’ del tema discusso giustifica la compensazione delle spese dell’intero giudizio.
la Corte, accoglie il ricorso principale, rigetta il ricorso incidentale, cassa la sentenza impugnata, decide nel merito con rigetto dell’iniziale ricorso di (OMISSIS);
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2018-05-08T11:49:58+00:00	9 maggio 2018|Cassazione civile 2018, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Diritto Tributario, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto|0 Commenti

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