Source: http://divorzio.ch/node/1038
Timestamp: 2017-09-22 08:18:49+00:00

Document:
87c	Art. 93 LEF | divorzio.ch
4.2 Alla luce di tali circostanze, ai fini del calcolo del minimo esistenziale, che deve tenere conto delle circostanze concrete del caso al momento dell’esecuzione del pignoramento, R. non può essere assimilato a un debitore che vive da solo, bensì a uno che forma una comunione domestica con sua moglie. Ne consegue che il computo effettuato dall’organo esecutivo dev’essere rettificato. L’importo di base applicabile nel caso in rassegna è invero di fr. 1700.– anziché di fr. 1200.– (v. punti II/1.2 e II/1.3 della Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo giusta l’art. 93 LEF, allegata alla circolare CEF n. 35/2009, pubblicata sul Foglio ufficiale cantonale n. 68/2009 del 28 agosto 2009 [detta in seguito «Tabella»]). Neppure possono essere computati i contributi di mantenimento di fr. 1500.– mensili (cfr. ricevute di pagamento agli atti), che R. versa alla moglie in base alla convenzione di separazione stipulata con lei il 18 luglio 2011 (v. il documento denominato «Trennungsvereinbarung»), i coniugi vivendo attualmente nella stessa economia domestica (v. punto II/5 della Tabella). Occorre inoltre computare, oltre al canone di locazione per l’appartamento di N. (ZH), quello per l’abitazione coniugale, ancorché non nella misura auspicata dal debitore (v. sotto consid. 5). Ai fini della determinazione dell’eccedenza pignorabile, dev’essere infine considerata anche la rendita d’invalidità di fr. 485.– mensili percepita dalla moglie.
5. Secondo la giurisprudenza, nel determinare il minimo vitale va considerato il canone locatizio conforme all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che l’escusso si accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l’imperativo categorico di ridurre al minimo le spese per un’abitazione adeguata alle sue necessità e possibilità. L’importo del canone va messo in relazione con il reddito dell’escusso (DTF 114 III 14 consid. 2a; 104 III 41 consid. 2; sentenza della CEF 15.2013.58 del 29 luglio 2013, consid. 4.1a). Il debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione a occupare un alloggio corrispondente ai suoi mezzi finanziari. Tuttavia il canone deve essere ridotto a una misura normale se l’escusso utilizza un’abitazione costosa solo per sua eccessiva comodità (DTF 114 III 12 e 16 consid. 2a e 4; sentenza della CEF 15.2014.25 del 22 giugno 2014, consid. 4.1). La decurtazione del quantum può però di regola essere operante solo nel rispetto dei termini contrattuali (DTF 128 III 337 consid. 3b; 119 III 73 consid. 3c; punto II/1.1 della Tabella), salvo che questi siano eccessivamente lunghi (DTF 129 III 528 consid. 3) o che l’escusso si sia procurato un alloggio troppo costoso mentre il pignoramento di reddito era in corso o imminente (cfr. DTF 109 III 52 seg.; Ochsner in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 117 ad art. 93 LEF).
‹ 78c	Art. 80 segg. LEF; 12 LT up 99c	Art. 26 cpv. 2 Conv. Aia rap. min.; 14 LF-RMA ›

References: Art. 93
 sentenza 
 sentenza 
 DTF 
 art. 93
	Art. 80
	Art. 26