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Timestamp: 2018-01-21 00:25:06+00:00

Document:
CALENDARIO VENATORIO 1974/1975
LEGGE REGIONALE 24 SETTEMBRE 1974, N. 43.
Calendario venatorio e norme per l'esercizio venatorio nella Regione Abruzzo nella stagione 1974/ 75.
Per la stagione venatoria 1974 - 75 il calendario e l'esercizio della caccia, nel territorio della Regione Abruzzo, sono regolati dalle norme della presente legge.
ART. 2 (Apertura, chiusura e modalità caccia)
La caccia alla selvaggina migratoria è consentita dall'ultima domenica di agosto al 31 marzo successivo nei giorni festivi e nelle giornate di martedì e di giovedì, secondo le modalità impartite dai Comitati Provinciali della Caccia.
La caccia alla selvaggina stanziale ed a quella non protetta è consentita dalla seconda domenica di settembre alla seconda domenica di dicembre, per due giorni settimanali scelti per come nel comma precedente.
ART. 3 (Caccia sulla neve)
E' vietata qualsiasi forma di caccia quando il terreno è anche parzialmente coperto di neve.
ART. 4 (Limitazioni periodo caccia e specie selvaggina)
I Comitati Provinciali della Caccia possono limitare o vietare, su conforme parere del Laboratorio di Zoologia Applicata alla Caccia di Bologna, la caccia, anche per più di una specie di selvaggina stanziale protetta, posteriormente all'ultima domenica di novembre.
ART. 5 (Divieto caccia coturnice)
Su conforme parere del Laboratorio di Zoologia Applicata alla Caccia di Bologna, è vietata la caccia alla coturnice in tutto il territorio della Regione Abruzzo per la stagione venatoria 1974 - 75.
ART. 6 (Caccia al cinghiale)
La caccia al cinghiale è consentita dai primo novembre a1 31 dicembre nei giorni festivi e nella giornata di giovedì, previa autorizzazione del Comitato Provinciale della Caccia.
Ad ogni battuta devono intervenire non meno di cinque e non più di dieci cacciatori con l'abbattimento di non più di un cinghiale.
E' vietato l'abbattimento di cinghiali giovani (striati).
ART. 7 (Caccia controllata)
Tutti i titolari di licenza possono praticare l'esercizio venatorio, nel territorio della Regione Abruzzo, a parità di diritti e di doveri, compatibilmente con le possibilità faunistiche del territorio, nell'osservanza delle norme della presente legge.
Ai fini della tutela dell'agricoltura e della selvaggina stanziale protetta, l'intero territorio della Regione è sottoposto a regime di caccia controllata con limitazioni di tempo, di luogo, di specie e di numero di selvaggina stanziale protetta da abbattere.
La gestione della caccia controllata è affidata ai Comitati Provinciali della caccia che si avvalgono della collaborazione gratuita delle Associazioni Venatorie.
ART. 8 (Esercizio venatorio)
L'esercizio venatorio nelle singole Province è subordinato al possesso di un apposito tesserino predisposto dal Settore dell'Agricoltura, Caccia e Pesca della Giunta Regionale, valido per la Provincia e rilasciato dal Comitato Provinciale Caccia previo pagamento su apposito conto corrente, della quota di L. 8.000 quale titolo di partecipazione alle spese di gestione come previsto dall'art. 7.
Lo stesso tesserino è utilizzato per l'esercizio venatorio nelle altre Province previo versamento di L.8.000, al rispettivo Comitato Provinciale della Caccia.
ART. 9 (Limitazione capi da abbattere)
Il cacciatore, per ogni giornata di caccia consentita a norma dell'art. 2 della presente legge, può abbattere 3 soli capi di selvaggina stanziale protetta, di cui una lepre.
I Comitati Provinciali della Caccia possono stabilire ulteriori riduzioni per la protezione, anche totale, di una o più specie di selvaggina stanziale.
ART. 10 (Destinazione proventi caccia controllata)
Gli importi introitati ai sensi del precedente articolo 8 dai Comitati Provinciali della caccia, devono essere destinati alle spese di ripopolamento e di vigilanza, dedotto il 20% che sarà destinato alla costituzione ed al potenziamento, in sede regionale, di allevamenti di selvaggina per il ripopolamento.
ART. 11 (Riserve di caccia)
Le riserve di caccia sono assoggettate al rispetto delle norme contenute nella presente legge.
Il cacciatore che contravvenga alle disposizioni della presente legge è punito nei modi previsti dal vigente T.U. delle leggi sulla caccia, approvato con R.D. 5.6.1939 n. 1016 e successive modifiche.
Inoltre si applicheranno le seguenti sanzioni amministrative da parte del Comitato Provinciale della Caccia competente per territorio:
A) Preclusione della facoltà di praticare l'esercizio venatorio sia nella Provincia di residenza che in tutte le altre Province dell'Abruzzo, da una a tre stagioni venatorie secondo le seguenti gradualità infrazionali:
1) preclusione per una annata venatoria:
mancata segnalazione sul tesserino dei Capi di selvaggina stanziale abbattuta;
attraversamento delle zone ,ove la caccia è vietata, in attitudine di caccia;
violazione dei periodi di caccia permessi e delle disposizioni del calendario venatorio.
2) Preclusione per due annate venatorie:
uccisione e cattura di selvaggina stanziale protetta in modo assoluto;
attitudine di caccia a rastrello;
esercizio venatorio nella zona ove la caccia è vietata;
uccisione di selvaggina stanziale protetta oltre il numero stabilito dalla presente legge;
fuoriuscita costretta di selvaggina stanziale da zone di divieto ad opera di chiunque;
uso della spingarda e delle munizioni spezzate o della carabina calibro 22.
3) Preclusione per tre annate venatorie:
caccia su terreni anche parzialmente coperti di neve;
caccia notturna anche con fonti luminose o comunque negli orari e nei luoghi non consentiti;
uccisione di orsi, cervi, caprioli, camosci e daini;
caccia senza tesserino di autorizzazione.
Il Comitato Provinciale della Caccia competente, entro 30 giorni dalla contestazione o dalla comunicazione di cui al 1° comma dell'articolo 72 del T.U. delle leggi sulla caccia approvato con R D. 5.6.1939, n. 1016 e successive modifiche, dovrà comunicare le decisioni sulla sospensione del tesserino al contravventore e segnalare il nominativo agli altri Comitati Provinciali della caccia abruzzesi perché ne prendano nota sull'apposito schedario da istituirsi a cura dei medesimi per i contravventori alle norme disciplinanti l'esercizio venatorio.
B) Per ogni capo di selvaggina abbattuto abusivamente, anche se per errore, il contravventore è tenuto alla rifusione dei danni provocati alla selvaggina in genere, mediante versamento di una somma da stabilirsi a cura del Comitato Provinciale della Caccia entro i seguenti massimi:
 Fagiano o starna L. 20.000
 Lepre comune L. 50.000
 Coturnice L. 70.000
 Ungulati L. 300.000
Chi esercita la caccia senza aver effettuato il pagamento delle quote indicate nel precedente art. 8, sarà tenuto a versare una somma doppia di quella dovuta.
Dette somme debbono essere destinate all'acquisto di capi di selvaggina in sostituzione di quelli abusivamente uccisi.
La mancata rifusione economica del danno dà luogo a procedimento giudiziario.
ART. 13 (Ricorsi)
Avverso le deliberazioni dei Comitati Provinciali della Caccia irroganti le sanzioni di cui al precedente art. 12, è ammesso ricorso al Presidente della Giunta Regionale.
ART. 14 (Indagine conoscitiva)
I Comitati Provinciali della Caccia, al termine di ogni stagione e non oltre il 30 aprile, forniranno al Settore dell'Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca della Giunta Regionale, su apposito questionario predisposto dallo stesso, i dati statistici e valutazioni di merito sull'andamento dell'esercizio venatorio.
I calendari venatori già adottati per la stagione 1974-75 dai Comitati Provinciali della Caccia della Regione, vanno adeguati, all'atto della pubblicazione della presente legge, alle norme in questa contenute.
ART. 16 (Pubblicazione ed urgenza)
La presente legge regionale è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.
Data a L'Aquila, addì 24 Settembre 1974.

References: ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 10
 articolo 8

ART. 11
 art. 8

ART. 13
 art. 12

ART. 14

ART. 16