Source: http://paesaggiosos.blogspot.com/2012/11/sardegna-il-piano-territoriale.html
Timestamp: 2019-07-22 22:54:44+00:00

Document:
PaesaggioSos: SARDEGNA: Il piano territoriale paesistico “Molentargius – Monte Urpinu” conserva ancora effetti.
SARDEGNA: Il piano territoriale paesistico “Molentargius – Monte Urpinu” conserva ancora effetti.
Il piano territoriale paesistico "Molentargius – Monte Urpinu" conserva ancora effetti.
novembre 13, 2012gruppodinterventogiuridicowebLascia un commentoPassa ai commenti
Importante pronunciamento del T.A.R. Sardegna in tema di vigenza di vincoli ambientali derivanti da piano paesistico risalente ma mai privato d'efficacia sotto alcuna forma.
La sentenza T.A.R. Sardegna, sez. II, 10 ottobre 2012, n. 868 riconosce, sulla scorta della giurisprudenza costante in materia, la vigenza del piano paesistico "Molentargius – Monte Urpinu", approvato con decreto Ass.re reg.le BB.CC. 12 gennaio 1979, n. 7, pur in presenza di modificate condizioni normative (es. legge n. 431/1985, legge regionale n. 45/1989 e s.m.i.): "la circostanza che il PTP Molentargius Monte Urpinu sia stato approvato anteriormente agli aggiornamenti normativi successivi, tra cui quelli determinati dalla legge 8 agosto 1985 n. 431 e dalla legge regionale 22 dicembre 1989 n. 45, non ha comportato la suaautomatica disapplicazione per le parti potenzialmente in contrasto col nuovo quadro normativo, richiedendosi un intervento in adeguamento, che, invece … non è mai stato effettuato, con la conseguenza della perdurante operatività del vincolo discendente dal PTP ostativo alle richieste edificatorie …" per le aree tutelate con disposizioni di conservazione integrale.
Elementi, quindi, di tutela rinforzata per un'area di grande importanza naturalistica, oggi salvaguardata da numerosi vincoli di natura ambientale (vincolo paesaggistico, sito di importanza comunitaria, zona di protezione speciale, parco naturale regionale, piano paesaggistico regionale), ma tuttora sotto la pressione di svariate spinte speculative.
N. 00868/2012 REG.PROV.COLL.
N. 00690/2010 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 690 del 2010, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
Antonio Ciani, rappresentato e difeso dall'avv. Giuseppe Martelli, con domicilio eletto in Cagliari presso lo studio del medesimo legale, via San Lucifero n. 56;
il Comune di Cagliari, in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'avv. Francesca Frau, con domicilio eletto presso l'Ufficio Legale dell'Ente in Cagliari, via Roma n. 145;
il Dirigente p.t. del Servizio Pianificazione e Territorio – Assessorato all'Ambiente e all'Urbanistica, del Comune di Cagliari, non costituito in giudizio;
il Dirigente p.t. del Servizio Edilizia Privata – Assessorato all'Ambiente e all'Urbanistica del Comune di Cagliari , non costituito in giudizio;
la Regione Autonoma della Sardegna, in persona del Presidente p.t., rappresentata e difesa dagli avv.ti Roberto Murroni e Giovanni Parisi, con domicilio eletto in Cagliari presso l'Ufficio Legale dell'Ente, viale Trento n. 69;
l'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna, in persona dell'Assessore p.t., non costituito in giudizio;
l'Assessorato degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica della Regione Autonoma della Sardegna, in persona dell'Assessore in carica, non costituito in giudizio,
- del provvedimento del Dirigente del Servizio Edilizia Privata del Comune di Cagliari prot. n. 135988 del 17 giugno 2010, per il tramite del quale la predetta amministrazione rigettava "la proposta planivolumetrica per la realizzazione di un fabbricato a destinazione residenziale ed autorimessa sito in Cagliari, via dei Tritoni";
- della nota prot. n. 116116 del 24 maggio 2010 del Dirigente del servizio Pianificazione e Territorio del comune di Cagliari;
- del decreto dell'Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna del 12 gennaio 1979 n. 7, di approvazione del Piano Territoriale Paesistico (P.T.P.) "Molentargius – Monte Urpinu", con particolare riferimento all'art. 12, nella parte in cui, per la suddivisione in zone e sottozone, individua la tavola n. 2, considerandola parte integrante e sostanziale del predetto piano;
- del Piano Urbanistico del Comune di Cagliari e delle relative norme di attuazione, con particolare riferimento all'allegato A che richiama e fa proprie le norme del succitato Piano Territoriale Paesistico "Molentargius – Monte Urpinu";
- dell'art. 4 delle norme tecniche di attuazione del Piano Paesistico Regionale e della relativa cartografia allegata;
- di ogni altro provvedimento, presupposto, connesso e/o conseguenziale, allo stato sconosciuto;
- con espressa riserva di proporre autonoma azione risarcitoria per il danno subito dal ricorrente in conseguenza dei provvedimenti impugnati e del ritardo con il quale verranno adottati dal comune resistente gli atti richiesti dal predetto esponente,
con i motivi aggiunti depositati il 4 Maggio 2011:
- del provvedimento del Dirigente del servizio Edilizia Privata dell'Assessorato Ambiente Urbanistica del Comune di Cagliari – prot. n. 81298 del 6 aprile 2011, ricevuto l'8 aprile 2011;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Cagliari e della Regione Autonoma della Sardegna;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 10 ottobre 2012 il dott. Tito Aru e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
In data 9 aprile 2010 il ricorrente chiedeva al Comune di Cagliari il rilascio dei necessari provvedimenti per la realizzazione, nell'area di sua proprietà sita in via dei Tritoni (in catasto al foglio 26, mapp. 95), di un fabbricato a destinazione residenziale e autorimessa.
Tale area è ricompresa nella convenzione di lottizzazione della zona residenziale San Bartolomeo, stipulata il 3 marzo 1965 tra il Comune di Cagliari e il padre del ricorrente, a seguito della quale le altre aree comprese nella stessa convenzione sono state tutte edificate.
Sennonché, con nota del 23 aprile 2010, l'amministrazione resistente comunicava al sig. Ciani il preavviso di rigetto ex art. 10 bis della legge 7 agosto 1990 n. 241 in quanto l'immobile in questione ricadeva in parte in zona B, sottozona B1 del PTP di Molentargius – Monte Urpinu, zona nella quale è vietata qualsiasi forma di edificazione.
Malgrado la tempestiva presentazione di osservazioni, con l'impugnato provvedimento n. 135988 del 17 giugno 2010, il Comune di Cagliari rigettava la proposta edificatoria del ricorrente confermando l'inedificabilità dell'area.
Di qui, avverso l'anzidetta determinazione e gli altri atti precisati in epigrafe, il ricorso in esame, col quale il sig. Ciani deduce le seguenti censure:
1) Violazione e falsa applicazione degli artt. 13 e14 del PTP "Molentargius – Monte Urpinu" approvato con decreto dell'Assessore regionale della Pubblica istruzione, BB.CC., Informazione, Spettacolo e Sport del 12 gennaio 1979 n. 7 – Travisamento dei fatti, illogicità e contraddittorietà manifesta – Violazione e falsa applicazione dell'art. 3 della legge 7 agosto 1990 n. 241 – Carenza di motivazione – Violazione e falsa applicazione dell'art. 29 della legge reg. 26 febbraio 1999 – Violazione e falsa applicazione del decreto 24 marzo 1997 del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali di concerto col Ministero delle Finanze – Illegittimità derivata: in quanto l'illegittimità del diniego opposto dal Comune di Cagliari scaturirebbe dall'errore cartografico della perimetrazione del PTP di "Molentargius – Monte Urpinu", giacché l'area in questione, inserita in una lottizzazione interamente edificata, non avrebbe le caratteristiche descritte dagli artt. 13 e 14 del PTP per sancirne l'inedificabilità assoluta. Inoltre la Regione, nell'apporre il vincolo, non avrebbe tenuto conto della pregressa delimitazione della zona del parco stabilita dal decreto 24 marzo 1977 del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali di concerto col Ministero delle Finanze;
2) Violazione e falsa applicazione degli artt. 1 e ss della legge 29 giugno 1939 n. 1047 – Violazione e falsa applicazione degli artt. 7 e ss della legge7 agosto 1990 n. 241 : in quanto il citata D.A. 12 gennaio 1979 n. 7 non sarebbe stato adottato in conformità alle disposizioni di cui alla legge 1047/1939, precludendosi dunque al ricorrente la possibilità di presentare osservazioni;
3) Incompetenza del Dirigente del Servizio Pianificazione e Territorio del Comune di Cagliari, con riferimento alla nota del 24 maggio 2010 n. 116116: in quanto competente all'adozione di tale atto era in realtà il Dirigente del Servizio edilizia privata del medesimo Comune.
Concludeva quindi il ricorrente chiedendo, previa sospensione, l'annullamento dei provvedimenti impugnati, vinte le spese.
Alla camera di consiglio del 20 ottobre 2010 l'esame dell'istanza cautelare di sospensione è stato rinviato per essere deciso unitamente al merito della causa.
Con ricorso per motivi aggiunti depositati il 14 maggio 2011 il ricorrente ha quindi impugnato il provvedimento n. 81298 del 6 aprile 2011 col quale il Dirigente del Servizio edilizia privata del Comune di Cagliari, a riscontro dell'istanza di riesame presentata il 10.11.2010, confermava il diniego alla domanda di edificazione.
Con unica censura il ricorrente deduce:
1) Violazione e falsa applicazione del PTP Molentargius – Monte Urpinu approvato con decreto dell'Assessore regionale della Pubblica istruzione, BB.CC., Informazione, Spettacolo e Sport del 12 gennaio 1979 n. 7 – Violazione e falsa applicazione dell'art. 10 bis della legge regionale n. 45/1989, introdotto dalla legge reg. n. 23/1993 – Violazione e falsa applicazione della deliberazione della Giunta regionale n. 36/30 dell'8 settembre 1997 – Violazione e falsa applicazione della deliberazione della Giunta regionale n. 33/37 del 30 settembre 2010 – Travisamento dei fatti e contraddittorietà manifesta – Violazione e falsa applicazione dell'art. 3 della legge7 agosto 1990 n. 241 – Carenza di motivazione: in quanto il PTP Molentargius – Monte Urpinu non potrebbe comunque vincolare l'area in esame ricadente pacificamente in zona B di completamento del PUC, e prima ancora del PRG di Cagliari, da tempo completamente urbanizzata in conseguenza della lottizzazione.
Concludeva quindi il ricorrente chiedendo, previa sospensione, l'annullamento anche di tale ultimo provvedimento, con favore delle spese.
Per resistere al ricorso si sono costituiti il Comune di Cagliari e la Regione sarda che ne hanno chiesto il rigetto, vinte le spese.
Alla camera di consiglio del 31 maggio 2011 l'esame dell'istanza cautelare di sospensione è stato rinviato per essere deciso unitamente al merito della causa.
In vista dell'udienza di trattazione le controparti hanno depositato scritti difensivi con il quali hanno insistito nelle rispettive conclusioni.
Alla pubblica udienza del 10 ottobre 2012, sentiti i difensori delle parti, la causa è stata posta in decisione.
Come evidenziato in narrativa, il ricorso in esame è stato proposto avverso il rigetto opposto dal Comune di Cagliari alla proposta planivolumetrica, inoltrata in data 9 aprile 2010 dal sig. Ciani al Servizio Edilizia Privata, per la realizzazione di un edificio con destinazione residenziale e autorimessa nell'area di sua proprietà, sita in via dei Tritoni.
La decisione dell'amministrazione comunale trova l'indicazione del suo fondamento giuridico nel c.d. preavviso di rigetto (prot. n. 88766 del 23 aprile 2010), ove è precisato espressamente che "…l'immobile ricade in zona B, sottozona B1 del PTP di Molentargius – Monte Urpinu. In tale situazione è vietata l'edificazione sotto qualsiasi forma…".
Avverso tale determinazione, confermata dalla decisione impugnata, il ricorrente lamenta, da un lato, che la cartografia allegata al predetto PTP di Molentargius – Monte Urpinu recherebbe un palese errore di perimetrazione, ricomprendendo nell'area lacuale anche zone di territorio (compresa la sua area e la stessa via dei Tritoni), del tutto estranee, per caratteristiche naturali, a tale classificazione; dall'altro lato che, comunque, tale errata perimetrazione sarebbe stata superata dalla normativa sopravvenuta (in particolare, legge regionale n. 5 del 26 febbraio 1999, PUC di Cagliari, Norme tecniche di attuazione del PPR).
Premesso che il certificato di destinazione urbanistica in data 27 settembre 2009 (all. n. 4 delle produzioni versato agli atti del giudizio dalla difesa comunale il 12 agosto 2010) conferma l'anzidetta classificazione dell'area, il Collegio rileva, anzitutto, che il ricorso, per quanto rivolto avverso il decreto dell'Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna del 12 gennaio 1979 n. 7, di approvazione del Piano Territoriale Paesistico (P.T.P.) "Molentargius – Monte Urpinu", è tardivo.
Come si ricava dagli atti di causa, infatti, tale decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 dicembre 1992, ed è divenuto vincolante da tale data.
Sotto questo aspetto, dunque, il Comune di Cagliari non poteva certo discostarsi dalle prescrizioni di vincolo derivanti dall'atto regionale.
Le censura oggi dedotte, con la quali si lamentano in sostanza errori cartografici e di perimetrazione delle zone di tutela, dovevano dunque essere proposte, secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale, nel rituale termine di decadenza di 60 giorni dall'avvenuta pubblicazione del piano e non già quasi trent'anni dopo l' imposizione del vincolo.
Quanto alle ritenute illegittimità, derivanti – ad avviso del ricorrente – dalla violazione del procedimento di approvazione previsto per i PTP dalla legge n. 1497/1939, e concernenti, in particolare, la mancata compilazione e pubblicazione dell'elenco delle località interessate dal vincolo (artt. 2, 3 e 4 della legge n. 1497/1939), non può ritenersi che le stesse abbiano effettivamente determinato la lamentata lesione delle garanzie procedimentali.
Come si ricava dalle premesse del decreto impugnato, infatti, nel rispetto della normativa vigente, il PTP è stato depositato, prima della sua approvazione, presso la segreteria comunale di Cagliari per 3 mesi, con decorrenza 17 aprile 1975.
Sotto questo profilo, dunque, non si è affatto configurato il paventato impedimento al ricorrente di avere piena conoscenza dell'atto e della sua potenzialità lesiva.
Ed invero la mancata pubblicazione dell'elenco di cui all'art. 2 della legge n. 1497/1939 non vale a determinare la lamentata preclusione delle garanzie procedimentali assolvendo essa, più limitatamente, la funzione di imprimere ai beni in esso compresi l'immediata applicazione degli effetti preclusivi all'edificazione propri dell'istituendo vincolo (una sorta di misura di salvaguardia) nelle more del periodo necessario al completamento del relativo procedimento.
Ed è solo con riguardo al fine di addivenire all'esclusione da tale elenco, e successivamente dal piano, che il legislatore ne ha previsto la pubblicazione e, in via immediata, la possibilità di presentare contro di esso opposizione o, comunque, osservazioni.
Ma se questo elenco preliminare delle aree interessate non viene compilato, non si verifica nessun effetto pregiudizievole per i proprietari, giacché non subiranno gli effetti preclusivi interinali e solo attraverso la redazione concreta del piano, e il compimento delle formalità di pubblicità previste dall'art. 5, si addiverrà all'effettiva imposizione del vincolo, con definitiva lesione della loro posizione e con riconoscimento normativo della possibilità di proporre ricorso avverso le determinazioni assunte dal Ministro.
Orbene, come detto, nel caso di specie, la prescrizione di cui all'art. 5 della legge n. 1497/1939 è stata rispettata, giacché per 3 mesi, con decorrenza 17 aprile 1975, il piano è stato pubblicato senza che il ricorrente si sia attivato con la segnalazioni di possibili errori o illegittimità commessi dall'autorità procedente, con conseguente rigetto della censura del difetto di contraddittorio procedimentale.
Privo di pregio è anche l'argomento secondo il quale il piano, in quanto istitutivo di un vincolo di inedificabilità assoluta su un'area inserita in un contesto completamente urbanizzato, doveva essere comunicato individualmente ai proprietari interessati.
Trova infatti applicazione sul punto il consolidato orientamento giurisprudenziale, condiviso dal Collegio, per il quale il PTP non richiede la notifica individuale trattandosi di un atto generale, sottoposto a forme di pubblicità legale che assumono, per legge, il requisito di efficacia della piena conoscibilità per i diretti interessati, anche agli effetti del decorso del termine di decadenza per il ricorso giurisdizionale.
Quanto al terzo motivo di impugnazione dell'atto introduttivo del giudizio, concernente la ritenuta incompetenza del Dirigente del Servizio Pianificazione e Territorio del Comune di Cagliari, con riferimento alla nota del 24 maggio 2010 n. 116116, si deve rilevare la sua palese infondatezza.
Si tratta, infatti, di una nota endoprocedimentale di risposta alla comunicazione delle osservazioni presentate dallo stesso ricorrente anche a tale ufficio a seguito del ricevimento del preavviso di rigetto ex art. 10 bis legge n. 241/1990, nella quale il Servizio Pianificazione del Territorio precisa al ricorrente che competente al procedimento in questione è il Servizio Edilizia Privata, e che per il resto restava confermato quanto riferito informalmente ai progettisti circa le preclusioni derivanti dalla vigenza del PTP.
Non è dunque dato comprendere sotto quale profilo il ricorrente si ritenga oggi leso per vizio di incompetenza da un atto che si è limitato a segnalargli, a seguito di una sua errata comunicazione, qual'era l'ufficio competente cui rivolgersi per il completamento del procedimento, ufficio che infatti ha poi provveduto con la nota n. 135989 del 17 giugno 2010.
In data 7 settembre 2010 la difesa regionale ha depositato, tra gli altri, la delibera della Giunta regionale n. 36/30 dell'8 settembre 1997.
Sostiene il ricorrente che tale delibera sancirebbe la fondatezza delle sue argomentazioni in quanto renderebbe applicabile al caso di specie l'art. 10 bis della legge regionale n. 23/93, nella parte in cui esclude dal vincolo di cui al 1° comma le aree interessate da piani attuativi convenzionati che abbiano avviato la realizzazione delle opere di urbanizzazione alla data dell'11 novembre 1989.
Secondo la prospettazione del ricorrente, cioè, la stessa Regione escluderebbe la sussistenza, nell'area in questione del vincolo di in edificabilità dipendente dal PTP Molentargius – Monte Urpinu a prescindere dalla perimetrazione risultante dalle tavole di piano, tenuto conto – appunto – che si tratta di area oggetto di una convenzione di lottizzazione completamente urbanizzata e ricadente in zona omogenea B del centro abitato (cfr legge regionale 25 novembre 2004 n. 8, art. 4, comma 2°).
Tuttavia la nuova richiesta inoltrata al Comune di Cagliari in data 10 novembre 2010, e fondata su tali argomentazioni, veniva respinta con nota del 6 aprile 2011 n. 81298 del Servizio Edilizia Privata, che confermava il già contestato diniego.
Di qui, avverso tale nota, la proposizione di un ricorso per motivi aggiunti, incentrato sostanzialmente sulle argomentazioni sopra riportate.
Neanche tali argomentazioni sono tuttavia convincenti.
L'art. 7 della legge regionale 7.5.1993 n. 23 stabilisce testualmente che "In sede di prima applicazione degli articoli 10 e 11 della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, come previsti dalla presente legge, e in attuazione delle disposizioni di omogeneizzazione e di coordinamento ed in ossequio al parere della Commissione consiliare competente in materia urbanistica espresso ai sensi dell'articolo 11, quinto comma, della legge regionale n. 45 del 1989, come modificato dalla presente legge, la Giunta regionale provvede all'adeguamento dei già adottati piani territoriali paesistici. I piani territoriali paesistici così adeguati, sono approvati dalla Giunta regionale e resi esecutivi con decreto del Presidente della Giunta stessa entro il 30 luglio 1993".
In altre parole, come ulteriormente precisato con la delibera n. 36/30 dell'8 settembre 1997, la circostanza che il PTP Molentargius Monte Urpinu sia stato approvato anteriormente agli aggiornamenti normativi successivi, tra cui quelli determinati dalla legge 8 agosto 1985 n. 431 e dalla legge regionale 22 dicembre 1989 n. 45, non ha comportato la sua automatica disapplicazione per le parti potenzialmente in contrasto col nuovo quadro normativo, richiedendosi un intervento in adeguamento, che, invece, come affermato dalle difese delle parti resistenti, non è mai stato effettuato, con la conseguenza della perdurante operatività del vincolo discendente dal PTP ostativo alle richieste edificatorie del ricorrente.
In conclusione, quindi, il ricorso si rivela infondato anche sotto questo profilo e va respinto.
P.T.P. "Molentargius – Saline"

References: sentenza 
 art. 10
 provvedimento n. 
 provvedimento n. 
 art. 10
 art. 4