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Timestamp: 2017-08-17 00:47:49+00:00

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Fondazione Maria Valtorta Cev onlus by Centro Editoriale Valtortiano - issuu
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ÂŠ 2012 Fondazione Maria Valtorta Cev onlus
La persona e l’opera di Maria Valtorta Maria Valtorta nacque a Caserta il 14 marzo 1897, unica figlia di Giuseppe Valtorta e Iside Fioravanzi, che erano lombardi. Dovendo la famiglia seguire i dislocamenti del Reggimento di Cavalleria nel quale il padre prestava servizio come ufficiale, Maria lasciò Caserta a diciotto mesi, crebbe a Faenza e frequentò con profitto le prime scuole a Milano e a Voghera. Dal padre, uomo mite e amoroso, fu educata ai valori umani e all’ammirazione del bello che è nella natura e nell’arte. Dalla madre, una ex-insegnante di francese, donna fredda e dispotica, subì violenze morali e imposizioni nelle scelte di vita. Maria, intelligente e volitiva, fu combattuta tra passioni connaturate e aspirazioni legittime, con una costante che ogni tanto riaffiorava: quella di sentirsi attirata a Dio fin dal giorno in cui, bambina, aveva intuito quale amore ci fosse nel dolore abbracciato da Gesù Uomo-Dio. Decisivi per la maturità spirituale e per la vocazione da seguire furono i suoi felici quattro anni da internata nel Collegio Bianconi di Monza, i successivi sventurati undici anni di Firenze, dove andò ad abitare con i genitori quando il padre si mise in pensione, e la parentesi ·3·
non meno risolutiva di due anni a Reggio Calabria presso parenti. Maria aveva 27 anni quando i genitori acquistarono una casa a Viareggio, dove la famiglia andò a stare definitivamente. La sua salute, minata dalle dure prove, era sempre più malferma, ma non le impediva di impegnarsi in una forma di apostolato parrocchiale e in opere caritative, mentre il suo crescente amore a Dio e per le anime la portava ad offrirsi vittima all’Amore e alla Giustizia divine. Sempre più impedita nel muoversi da una paralisi progressiva, conseguenza di una mazzata alle reni ricevuta per strada da un sovversivo quando era a Firenze, divenne inferma del tutto nel giorno di Pasqua dell’anno 1934. L’anno seguente, dopo aver avuto la consolazione di vedere accolta in casa Marta Diciotti, che sarebbe stata la sua assistente e confidente per tutto il resto della vita, ebbe il grande dolore di non poter assistere l’amatissimo papà nei suoi ultimi istanti di vita. Così anche per la mamma, che morì il 4 ottobre 1943, amata fino all’ultimo dalla figlia, che da lei aveva ricevuto soltanto durezze. Nei primi mesi di quello stesso anno Maria Valtorta aveva scritto l’Autobiografia per il suo direttore spirituale, Padre Migliorini. Subito dopo, il 23 aprile 1943, venerdì santo, aveva avuto il primo “dettato”, che segnò l’inizio della sua produzione letteraria, prodigiosa per mole, altezza d’ispirazione, valore di contenuto, pregio stilistico, modo e tempi di stesura. Senza mai muoversi dal letto, paralizzata dalla cintola in giù, Maria Valtorta scrisse tutto di suo pugno su comuni quaderni ininterrottamente per anni, di getto, senza rileggere e correggere, mentre era stremata da sofferenze di ogni genere e confortata da rapimenti di gioia spirituale, in un nascondimento voluto ·4·
perché lei fosse conosciuta solo dopo la morte. Negli ultimi suoi anni rimase inoperosa, chiusa in un sereno isolamento psichico che era il frutto di un’offerta estrema. Si spense a Viareggio il 12 ottobre 1961, dopo 27 anni e mezzo d’infermità. Maria Valtorta deve la notorietà postuma alla diffusione delle sue opere, tra le quali emerge L’Evangelo come mi è stato rivelato, in dieci volumi. Dal 1956, l’anno della prima pubblicazione, uscita con un titolo prudente e improprio (Il poema dell’Uomo-Dio) e senza il nome dell’autrice che era ancora vivente, l’opera non conosce soste nel suo propagarsi lento e silenzioso, in Italia con rinnovate edizioni e ristampe, nel resto d’Europa e negli altri quattro continenti con le traduzioni. Gli scritti autobiografici, pubblicati successivamente, hanno messo in luce una personalità eccezionale per doti naturali e doni spirituali.
L’eredità di Maria Valtorta e l’esigenza di una Fondazione Gli Scritti di Maria Valtorta erano destinati all’Ordine dei Servi di Maria, antica istituzione religiosa fondata a Firenze nel 1250 da sette santi eremiti. La Valtorta aveva come direttore spirituale un religioso di quell’Ordine, al quale lei stessa era iscritta come terziaria. Anziché protezione, però, trovò in esso delle incomprensioni, tanto da vedere compromessa, per incapacità o incuria dei Superiori dell’Ordine, la possibilità di ottenere il benestare ecclesiastico alla pubblicazione dell’opera. Alla morte di lei, per giunta, l’Ordine rinunciò all’eredità degli Scritti, che per testamento andarono all’erede di riserva, Marta Diciotti, la donna che era vissuta ·5·
in casa Valtorta per assistere l’inferma Maria. L’Ordine non rinunciò, invece, ad ereditare la nuda proprietà della casa in Viareggio, sulla quale Marta Diciotti aveva, sempre per disposizione testamentaria di Maria Valtorta, il diritto di usufrutto a vita. Marta Diciotti visse abbastanza per vedere in che modo, con quali mezzi, con quanta cura e tra quali traversie l’opera di Maria Valtorta si diffondeva nel mondo. Vide nascere il Centro Editoriale Valtortiano, ne seguì gli sviluppi, ne condivise i problemi e, per tempo, fece testamento a suo favore. Quando, in età avanzata, ella dovette ritirarsi in un pensionato, dopo una degenza in ospedale per la frattura di un femore, la casa Valtorta, abbandonata e già aggredita dall’umidità salmastra, andò in progressiva rovina. Ne furono informati i proprietari, i Servi di Maria, il cui Consiglio Generalizio, a Roma, decise di offrirla in vendita al Centro Editoriale Valtortiano, che acquistò la casa per risanarla dalle fondamenta, ristrutturarla e riaprirla ai visitatori come casa-museo, sottraendola al pericolo di altri usi. Fu così che, alla morte di Marta Diciotti, avvenuta a Viareggio il 5 febbraio 2001, il CEV (Centro Editoriale Valtortiano) diventava il depositario dell’intera eredità di Maria Valtorta, in parte acquistata e in parte ricevuta per testamento. Il CEV è una casa editrice che viene ritenuta unica al mondo, perché sembra che non se ne trovi un’altra che abbia in catalogo un solo Autore. Pubblica e diffonde le opere di Maria Valtorta nella lingua originale italiana e nelle traduzioni. Altri titoli nel suo catalogo riguardano lavori di documentazione e di ricerca sulla persona e sugli scritti della stessa Valtorta. ·6·
La sua singolarità si è accentuata quando, assumendo l’eredità di Maria Valtorta, con i relativi diritti ed obblighi, il CEV ha unito in sé la doppia figura di editore e di autore. Alla gestione ordinaria di una casa editrice, che produce e vende i suoi libri, ha dovuto associare compiti non proprio editoriali, quali la tutela della memoria di Maria Valtorta, la custodia e conservazione dei suoi manoscritti editi ed inediti, compreso un copioso epistolario, la manutenzione della casa-museo in Viareggio, la sistemazione e catalogazione di documenti, oggetti e di ogni cosa che la riguardi o sia appartenuto a lei, l’esigenza di promuovere o sostenere iniziative culturali valtortiane ed altro ancora. Tutto ciò è cònsono non tanto ad una società commerciale, quale è il CEV, ma piuttosto ad una struttura organizzata e giuridicamente riconosciuta che possa, tra l’altro, accogliere aiuti di vario genere, anche finanziari, in cambio della garanzia dei suoi scopi. Questo il motivo per cui l’editore Emilio Pisani, che con la moglie Claudia Vecchiarelli aveva già costituito il CEV (Centro Editoriale Valtortiano), ha sempre pensato di dover costituire anche una Fondazione, ente morale senza scopo di lucro, cui affidare il patrimonio di Maria Valtorta da custodire e far servire con la stessa cura e la stessa fedeltà da lui esercitate e rispettate fin dall’inizio.
Un incidente di persorso Il 19 luglio 2005 Emilio Pisani confidò il suo pensiero al sig. GV, un professionista ritenuto esperto in materia e che diffondeva con generosità i volumi dell’Opera di Maria Valtorta. Il sig. GV gli confermò che la Fondazione era la soluzione migliore per lo scopo dichiarato e gli ·7·
confidò, a sua volta, che anch’egli intendeva costituire una Fondazione per favorire la diffusione degli Scritti di Maria Valtorta. I due si trovarono subito d’accordo nell’unire i loro intenti per varare una sola Fondazione, alla quale Emilio Pisani avrebbe conferito “il” patrimonio valtortiano, di cui era depositario a nome e per conto del CEV, e il sig. GV avrebbe conferito “un” notevole patrimonio liquido, già definito e accantonato. All’accordo iniziale seguirono le trattative, che si presentavano non facili per l’emergere di punti di vista contrastanti in merito al testo dello Statuto. La fretta di GV, che era animato dal desiderio di far conoscere Maria Valtorta e la sua Opera anche attraverso una istituzione voluta da lui, era frenata da riflessione e ponderazione da parte di Emilio Pisani, consapevole di dover dare buone regole alla Fondazione che doveva accogliere e custodire l’eredità della scrittrice mistica (dai manoscritti originali alla casa in Viareggio, da documenti e oggetti di varia natura a diritti e obblighi) nel rispetto della volontà della stessa Valtorta, di cui il Pisani si riteneva ugualmente depositario. Perfino fu considerata la possibilità di lasciare libero GV di fare per conto proprio la sua Fondazione, avente lo scopo di incrementare lo studio e la conoscenza degli Scritti valtortiani; ma doveva essere sottinteso che egli, pur connotandola come valtortiana nella denominazione, non vi avrebbe messo esplicitamente il nome di Maria Valtorta, per lasciarne l’uso alla Fondazione che di Maria Valtorta avrebbe dovuto raccogliere l’Eredità. Nell’anno 2009 veniva accettato come mediatore il sacerdote Don EZ, che aveva appena costituito l’Associazione Culturale Accademia Valtortiana per i suoi particolari interessi di studio. Proprio quando era stato raggiunto un accordo a tre, il sig. GV, che aveva trovato ·8·
piena e incondizionata disponibilità in Don EZ, ritenne di doversi staccare da Emilio Pisani per aver ravvisato, a suo giudizio, una incompatibilità tra la posizione che il Pisani occupava nel CEV (Centro Editoriale Valtortiano) e quella che avrebbe assunto nella “Fondazione Maria Valtorta”. Nel rispetto della decisione presa da GV con l’appoggio di Don EZ, il 3 novembre 2009 Emilio Pisani chiese ad entrambi il “favore” di modificare la denominazione della loro costituenda Fondazione, perché il nome di Maria Valtorta fosse riservato alla Fondazione-Erede che ora egli doveva costituire da solo e senza l’apporto finanziario (nel frattempo accresciuto) di GV. Non ebbe risposta alcuna. L’8 gennaio 2010 ricevette da GV una copia dell’atto notarile, da cui risultava che il 10 dicembre 2009 il sig. GV aveva costituito la “Fondazione Maria Valtorta” affidandone la presidenza a Don EZ. Preso atto del fatto compiuto, Emilio Pisani si mise subito al lavoro per poter costituire la Fondazione per la quale aveva chiesto consiglio a GV nel lontano 19 luglio 2005. Esattamente dopo cinque anni da quell’incontro, il 19 luglio 2010, poteva anch’egli recarsi da un Notaio per far nascere con atto pubblico la “FONDAZIONE MARIA VALTORTA CEV”. Membri fondatori erano due persone fisiche (Emilio Pisani e sua moglie Claudia Vecchiarelli) e una persona giuridica (la società editrice Centro Editoriale Valtortiano, siglabile CEV). Poiché la Fondazione in tal modo costituita aveva come scopo primario quello di tutelare e curare il patrimonio culturale valtortiano, che è divenuto d’interesse mondiale, in data 28 ottobre 2010 l’Agenzia delle Entrate la iscriveva all’anagrafe delle “onlus” (organizzazione non lucrativa di utilità sociale). Pertanto la Fondazione costituita per ·9·
seconda si distingue dalla prima perché al nome di Maria Valtorta aggiunge non solo la sigla “CEV” ma anche l’acronimo “onlus”. Come ultimo atto, la “FONDAZIONE MARIA VALTORTA CEV onlus” veniva iscritta nel registro prefettizio delle persone giuridiche il 29 giugno 2011. La distinzione tra le due Fondazioni sfugge a molti, creando confusione e disorientamento. Inoltre, trattandosi di due Fondazioni che in un certo modo si sovrappongono, ciascuna di esse evita di dare un pubblico riconoscimento all’altra. Perfino succede che la Fondazione costituita per prima non può adempiere a qualche obbligo statutario senza il consenso di chi ha costituito l’altra Fondazione in qualità di Erede di Maria Valtorta. Circa un anno dopo aver costituito la sua Fondazione, il sig. GV, in parte ravvedutosi, proponeva di fondere le due Fondazioni. Emilio Pisani accoglieva la proposta con interesse e riconoscenza. Ma l’accordo non è stato raggiunto perché la particolare forma di fusione voluta da GV, che rifiutava la contro-proposta di un’altra forma di fusione più sicura, avrebbe richiesto di nuovo l’intero iter burocratico per ottenere i riconoscimenti della personalità giuridica e della qualifica di “onlus”, senza la certezza assoluta del buon esito. La soluzione alternativa ad una forma di fusione sarebbe che la “Fondazione Maria Valtorta” cambiasse nome, concedendo agli Eredi di Maria Valtorta il “favore” che era stato chiesto prima che quella Fondazione fosse costituita con atto pubblico. Per esempio potrebbe chiamarsi “Fondazione Accademia Valtortiana”, riprendendo il nome che Don EZ aveva dato ad una Associazione culturale poi trascurata. In tal modo le due Fondazioni si presenterebbero ben distinte, potrebbero pacificamente convivere e verrebbe rimosso l’ostacolo al reciproco ri· 10 ·
conoscimento e alla reciproca collaborazione. È questo l’auspicio dei veri valtortiani.
Lo Statuto e un invito a collaborare Per sua natura lo Statuto di una Fondazione fissa lo scopo da perseguire, attesta l’avvenuto conferimento di un patrimonio, predispone un’adeguata organizzazione interna e traccia linee operative potendo anche aprire alla collaborazione esterna. Lo Statuto della “Fondazione Maria Valtorta Cev – onlus” è parte integrante dell’atto costitutivo della medesima Fondazione. È stato concepito secondo il pensiero di Maria Valtorta, che voleva la tutela dell’Opera prima ancora della diffusione, voleva che fosse custodita la casa sua, in modo speciale la stanza dove tutto si compiva, e voleva che si conservasse ogni documentazione relativa alla propria persona e agli scritti. L’art. 3 dello Statuto elenca le attività che la Fondazione promuove per poter raggiungere i suoi scopi non lucrativi, dichiarati nell’art. 2. Sono attività che richiedono non solo un sostegno finanziario, ma anche e soprattutto la collaborazione di esperti che siano disposti a prestare la loro opera. Siffatta collaborazione viene spontanea se le persone capaci di darla sono innanzi tutto lettori dell’Opera valtortiana, consapevoli del suo valore e della sua importanza per l’umanità intera. Sono almeno tre i progetti da ritenersi prioritari per la Fondazione: Riprodurre elettronicamente i manoscritti originali di Maria Valtorta, inziando dai quaderni autografi delle opere pubblicate. Tali manoscritti sono ora custoditi con · 11 ·
la massima cura. Renderli disponibili alla consultazione significherebbe farli sciupare senza rimedio. La loro elaborazione o scansione elettronica in alta risoluzione, oltre a salvarli dall’usura del tempo, li renderebbe consultabili in copia autentica e inalterabile, dando la possibilità agli studiosi e a chiunque ne sia interessato di accedere ad un archivio elettronico con i dovuti permessi e senza il rischio di provocare danni. Costituire il collegio dei traduttori per collegare tra loro, anche per via telematica e sotto la guida di un coordinatore, i traduttori delle opere valtortiane. In tal modo gli autori delle traduzioni e i revisori di traduzioni già esistenti potrebbero mettere in comune le loro esperienze, ponendo quesiti e risolvendo dubbi. Sistemare e catalogare in forma di archivio tutto il materiale valtortiano, costituito da lettere, libri, documenti e oggetti di ogni genere. Non meno importanti sono altri progetti, che non hanno la priorità solo perché servono per rendere più efficienti certe attività che vengono già espletate. Per esempio: un ufficio legale che, nel rispetto delle norme in vigore, decida caso per caso se autorizzare o negare l’uso degli scritti e delle immagini di Maria Valtorta e che possa opporsi a contraffazioni ed abusi; studiosi che curino lavori in merito agli scritti valtortiani e a quanto costituisca memoria della persona di Maria Valtorta; esperti nel curare l’organizzazione di manifestazioni culturali valtortiane o l’allestimento di mostre e simili; tecnici o progettisti per lavori di manutenzione o di eventuali riparazioni e restauri nella casa-museo di Maria Valtorta in Viareggio. · 12 ·
Per Statuto, la Fondazione è governata, se così si può dire, da un Consiglio di Amministrazione, composto dal Presidente, dal vice-Presidente, dal Segretario e da un numero prestabilito di Consiglieri, con funzioni e facoltà proprie. Ma la vitalità della Fondazione è assicurata da operatori esterni, che si propongono all’organo amministrativo. Infine, gli scopi non lucrativi della “Fondazione Maria Valtorta Cev – onlus” possono essere sostenuti con offerte in denaro, che sono deducibili dal reddito se recano la causale “Erogazione a favore di una Onlus”. Le offerte possono essere effettuate con versamenti sul conto corrente postale n. 0 0 0 0 0 5 0 9 8 2 4 4 oppure con bonifici bancari usando il seguente codice IBAN
I T 0 8 Q 0 7 6 01-1 4 8 0 0 - 0 0 0 0 050 9 82 4 4 . Inoltre si può destinare alla Fondazione il 5 per mille dell’Irpef, mettendo nell’apposito spazio della dichiarazione dei redditi la propria firma e il seguente codice fiscale: 9 1 0 2 1 7 4 0 6 0 9 . Isola del Liri (FR), dicembre 2012 Fondazione Maria Valtorta Cev- onlus Centro Editoriale Valtortiano srl
STATUTO DELLA FONDAZIONE MARIA VALTORTA CEV
Art. 1 – COSTITUZIONE e SEDE È costituita una Fondazione senza scopo di lucro denominata “FONDAZIONE MARIA VALTORTA CEV”. La Fondazione è costituita con i requisiti di un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale ai sensi dell’art. 10 del decreto legislativo n. 460/97, e pertanto si impegna a prendere la denominazione “FONDAZIONE MARIA VALTORTA CEV – onlus” dopo avere ottenuto tale riconoscimento e ad usare in ogni segno distintivo e in ogni comunicazione rivolta al pubblico la locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” oppure l’acronimo “onlus”. La Fondazione è costituita per iniziativa dei coniugi Emilio Pisani e Claudia Vecchiarelli e della Società a responsabilità limitata “Centro Editoriale Valtortiano” (siglabile CEV), il cui Statuto prevede, nell’art. 4, la “costituzione di una Fondazione o Ente che raccolga l’Eredità morale e materiale di Maria Valtorta”. La Fondazione ha sede legale in Isola del Liri, provincia di Frosinone, al Viale Piscicelli n. 91, e potrà avere sedi secondarie e costituire uffici o delegazioni sia in Italia che all’Estero, onde svolgere attività e curare relazio· 15 ·
ni conformi al proprio scopo. La Fondazione non ha limiti di durata e potrà assumere, come sua insegna, un marchio appositamente disegnato e approvato dal Consiglio di amministrazione. Art. 2 – SCOPI La Fondazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di tutela e di valorizzazione di cose d’interesse culturale e storico per utilità sociale. In particolare la Fondazione – che nell’atto costitutivo riceve in dotazione la proprietà della casa-museo Valtorta in Viareggio e la proprietà dei manoscritti originali delle opere edite di Maria Valtorta con i relativi diritti d’autore – persegue il duplice scopo di: 1) custodire e proporre ogni memoria della persona di Maria Valtorta come un bene d’interesse pubblico; 2) tutelare e valorizzare la divulgazione degli scritti di Maria Valtorta a beneficio dell’umanità. Art. 3 – ATTIVITÀ Le attività della Fondazione devono rendere operativi ed efficaci gli scopi che sono dichiarati nell’art. 2, i quali – essendo diretti a tutelare e valorizzare un patrimonio letterario che suscita interessi culturali e arreca benefici spirituali nei lettori di ogni parte del mondo – si pongono nella fattispecie della legge 1 giugno 1939, n. 1089, e successive sue modificazioni e integrazioni. Per il perseguimento dei suoi scopi la Fondazione dovrà conservare e proteggere i manoscritti originali di Maria Valtorta e dovrà curare la manutenzione e gestire la custodia della casa-museo Valtorta in Viareggio, per· 16 ·
ché possa continuare ad essere aperta ai visitatori, che provengono da ogni parte d’Italia e del mondo, e perché vi si possa svolgere, eventualmente, qualche attività culturale finalizzata alla conoscenza degli scritti valtortiani. Inoltre la Fondazione potrà: a)	acquisire, ad incremento del proprio patrimonio, la proprietà o il possesso a qualsiasi titolo di altri beni valtortiani, come: manoscritti ancora inediti di Maria Valtorta compreso l’Epistolario, libri, documenti, oggetti e quanto altro sia appartenuto ai Valtorta o costituisca testimonianza e memoria della persona di Maria, della sua famiglia o di parenti o di conoscenti, nonché delle vicende relative alla stesura, alla pubblicazione e alla diffusione dei suoi scritti; b)	commissionare a persone competenti e capaci la cura di pubblicazioni valtortiane ed anche lavori di archiviazione, di catalogazione e comunque di sistemazione di materiale valtortiano, nonché commissionare o valutare ed eventualmente pubblicare lavori di ricerca sulla persona e sugli scritti di Maria Valtorta; c)	commissionare a sperimentati traduttori i lavori di nuove traduzioni o la revisione di traduzioni già esistenti delle opere di Maria Valtorta e di qualsiasi altra pubblicazione valtortiana; d)	autorizzare l’uso corretto, fedele e dignitoso degli Scritti di Maria Valtorta in pubblicazioni, traduzioni, trasmissioni radiofoniche e televisive, riduzioni sceniche, convegni culturali e in qualsiasi altra forma di utilizzazione, nonché contrastare le riproduzioni infedeli o strumentali e reprimere ogni abuso, facendo in ogni caso valere, nella misura consentita dalla vigente legislazione nazionale e internazionale, i diritti dell’autore, di cui la Fondazione è titolare; · 17 ·
e)	acquisire in tutto o in parte, a titolo oneroso o gratuito, le quote sociali della Società CEV, che resta, finché in vita, il privilegiato Editore delle opere di Maria Valtorta e dei lavori di documentazione e ricerca sulla sua persona e sui suoi scritti; f)	organizzare manifestazioni culturali e artistiche d’ispirazione valtortiana o con finalità valtortiane, e offrire la propria collaborazione se organizzate da altri, purché siano, in ogni caso, conformi alla lettera e allo spirito del presente Statuto; g)	ricevere libere offerte in denaro da parte di privati e di enti che condividano gli scopi della Fondazione; chiedere sovvenzioni e contributi pubblici; accettare eredità, lasciti e donazioni di beni mobili, immobili e immateriali nel rispetto delle normative vigenti; h)	svolgere qualsiasi operazione finanziaria che sia utile o necessaria per il perseguimento degli scopi della Fondazione e per una sana e fruttifera gestione economico-amministrativa del patrimonio e del fondo di gestione; i)	stipulare contratti, accordi, convenzioni con privati e con enti pubblici o privati per lo svolgimento delle proprie attività o per l’affidamento a terzi di parte delle proprie attività; j)	svolgere, infine, qualsiasi altra attività che sia conforme allo scopo istituzionale, compresa l’elargizione di pubblicazioni valtortiane. È fatto divieto alla Fondazione di svolgere attività diverse da quelle menzionate, salvo quelle che, ai sensi di legge, sono direttamente connesse, o accessorie per natura o integrative, alle attività istituzionali previste nel presente Statuto. L’esercizio di attività sprovviste del carattere solidaristico è consentito nei limiti previsti dalla · 18 ·
legislazione tributaria al fine di conservare la qualificazione di organizzazione non lucrativa di utilità sociale. Art. 4 – ORGANISMI SUSSIDIARI Il Consiglio di amministrazione potrà valutare la possibilità di collegare tra loro, anche per via telematica, i traduttori delle opere valtortiane, fino a costituire un collegio di traduttori sotto la guida di un coordinatore. Allo stesso modo, il Consiglio di amministrazione potrà accogliere la collaborazione di quanti vogliano prestarsi per le esigenze della Fondazione, che possono riguardare lavori di ricerca fino all’eventuale redazione di un periodico di studi valtortiani, sistemazioni archivistiche o museali, allestimenti di fiere e mostre, manifestazioni culturali, questioni giuridiche o azioni legali e quanto altro sia attinente alle attività istituzionali della Fondazione. Il collegio dei traduttori e altri eventuali organismi o uffici possono essere costituiti con regolamenti che devono essere approvati dal Consiglio di amministrazione. I loro componenti, ed anche quanti a titolo personale collaborino con la Fondazione per le medesime finalità, non percepiranno alcun compenso come semplici consiglieri, fatta eccezione per il rimborso di eventuali spese vive, ma potranno invece essere compensati, se lo richiedono, per veri e propri lavori, prestazioni o consulenze professionali. Art. 5 – PATRIMONIO o FONDO DI DOTAZIONE Il patrimonio della Fondazione è costituito inizialmente dai beni conferiti dai Fondatori nell’atto costitu· 19 ·
tivo. Il patrimonio iniziale, così costituito, potrà essere incrementato: a)	dall’acquisizione a qualsiasi titolo dei beni valtortiani di cui al punto a) dell’art. 3; b)	dai beni di qualsiasi natura e di qualsiasi provenienza che vengano elargiti con espressa destinazione al fondo di dotazione; c)	da finanziamenti e contributi pubblici e privati che siano attribuiti al fondo di dotazione; d)	da qualsiasi altro genere di elargizioni che siano anch’essi attribuiti al fondo di dotazione. L’organo di amministrazione potrà deliberare di destinare al patrimonio quella parte delle rendite che non siano state utilizzate e dovrà gestire il patrimonio in modo fruttifero, per ricavarne rendite necessarie all’espletamento delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. Art. 6 - FONDO DI GESTIONE Il fondo di gestione della Fondazione è costituito e alimentato: a)	dalle rendite derivanti dal patrimonio; b)	dai proventi derivanti dalle attività della Fondazione che non siano destinati al patrimonio dal Consiglio di amministrazione; c)	da donazioni o lasciti che non siano espressamente destinati al patrimonio; d)	da offerte di privati e da contributi pubblici e privati che non siano espressamente destinati al patrimonio; e)	dai ricavi delle attività connesse con lo scopo istituzionale o accessorie ad esso; · 20 ·
f)	da ogni altro introito che non sia attribuito al patrimonio. Il fondo, così costituito ed alimentato, viene utilizzato per i costi che la Fondazione affronta nel realizzare il proprio scopo e per i costi di gestione della Fondazione medesima. È vietata la distribuzione, anche in modo indiretto, di utili e avanzi di gestione, nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre Onlus che per legge, statuto o regolamento, facciano parte della medesima ed unitaria struttura. La Fondazione si impegna altresì ad impiegare gli eventuali utili o gli avanzi della gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. Art. 7 - ESERCIZIO FINANZIARIO L’esercizio finanziario ha inizio il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno. Il Consiglio di amministrazione deve redigere il bilancio o rendiconto annuale e deve approvarlo, previa apposita relazione accompagnatoria del Revisore dei conti, entro quattro mesi (in casi eccezionali entro sei mesi) dalla chiusura dell’esercizio sociale. Il rendiconto della Fondazione deve: a) informare circa la situazione economica, finanziaria e patrimoniale della stessa; b) riportare con separata indicazione l’attività commerciale eventualmente posta in essere accanto all’attività istituzionale. Il rendiconto, regolarmente approvato, deve essere debitamente trascritto nei libri sociali. · 21 ·
Art. 8 - ORGANO AMMINISTRATIVO L’organo amministrativo della Fondazione è costituito dal Consiglio di amministrazione, composto dal Presidente, dal vice-Presidente, dal Segretario e da un minimo di due ad un massimo di quattro Consiglieri, tutti con carica a tempo indeterminato. Per la prima volta i componenti del Consiglio di amministrazione sono nominati dai Fondatori nell’atto costitutivo. I componenti del Consiglio di amministrazione che vengano meno per qualsiasi motivo o causa saranno sostituiti dal Consiglio stesso mediante cooptazione di nuovi membri e mediante nuova nomina se trattasi del Presidente, o del vice-Presidente, o del Segretario. Il Consiglio di amministrazione approva nel termine stabilito il rendiconto annuale, compie o approva gli atti delle attività della Fondazione e in genere compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione previsti nel presente Statuto. Inoltre approva gli eventuali regolamenti degli organismi sussidiari previsti nell’art. 4. Il Consiglio di amministrazione ha la facoltà di deliberare un compenso annuo per il Presidente, il Segretario e il Revisore dei conti in base alle prestazioni svolte e nei limiti previsti dal D.P.R. 645/94 e dal D.L. 239/95 convertito nella Legge 336/95 e successive modificazioni e integrazioni, mentre al vice-Presidente e ai Consiglieri viene riconosciuto solo il diritto al rimborso di eventuali spese vive. Ogni deliberazione del Consiglio e ogni suo atto, compresi i provvedimenti di nomina e quelli di costituzione delle organizzazioni sussidiarie, sono validamente approvati con la maggioranza dei voti quando sono presenti più della metà dei componenti del Consiglio stesso. In · 22 ·
caso di parità di voti, prevale il voto del Presidente. Art. 9 - PRESIDENTE Il Presidente ha la rappresentanza legale della Fondazione, sia nei confronti di terzi che in giudizio, e presiede il Consiglio di amministrazione, che egli ha il compito di convocare almeno una volta l’anno e tutte le volte che lo ritenga opportuno, rendendo esecutive le deliberazioni approvate dal Consiglio stesso. Ha inoltre il dovere di vigilare sul buon andamento della gestione amministrativa ed è tenuto al controllo e all’osservanza, da parte dell’organo amministrativo, delle regole contenute nel presente Statuto. Nei casi di urgenza o di indisponibilità del Presidente, le sue funzioni possono essere eccezionalmente espletate dal vice-Presidente o da un Consigliere delegato per iscritto dallo stesso Presidente. Il Presidente ha diritto al rimborso delle spese sostenute e documentate per l’espletamento del suo incarico se egli rinuncia alla corresponsione dell’emolumento personale annuo previsto nel penultimo comma dell’art. 8. Art. 10 - SEGRETARIO Il Segretario verbalizza ogni seduta del Consiglio di amministrazione, predispone il bilancio o rendiconto annuale e provvede, con la preventiva autorizzazione del Presidente, al disbrigo delle pratiche di ordinaria amministrazione. Il Segretario ha diritto al rimborso delle spese sostenute e documentate per l’espletamento del suo incarico se egli rinuncia alla corresponsione dell’emolumento personale annuo previsto nel penultimo comma dell’art. 8. · 23 ·
Art. 11 – ORGANO DI CONTROLLO L’organo di controllo della Fondazione è costituito dal Revisore dei conti, nominato tra i professionisti abilitati alle funzioni di revisione contabile. La sua prima nomina è fatta dai Fondatori nell’atto costitutivo e le nomine successive sono deliberate dal Consiglio di amministrazione. Resta in carica per tre esercizi e può essere confermato. Il Revisore dei conti vigila sulla gestione amministrativa della Fondazione, accerta la regolare tenuta delle scritture contabili, redige apposita relazione al Consiglio di amministrazione relativamente al bilancio o rendiconto annuale, effettua verifiche sulla situazione finanziaria della Fondazione e può assistere alle riunioni del Consiglio di amministrazione. Il Revisore dei conti ha diritto al rimborso delle spese sostenute e documentate per l’espletamento del suo incarico se egli rinuncia alla corresponsione dell’emolumento personale annuo previsto nel penultimo comma dell’art. 8. Art. 12 - NORME FINALI In caso di estinzione della Fondazione per qualunque causa, il patrimonio sarà devoluto ad altra Fondazione od Ente avente finalità analoghe a quelle della Fondazione stessa, secondo le norme vigenti in materia. All’atto dello scioglimento della Fondazione il Consiglio di amministrazione, allo scopo di salvaguardare meglio quella parte di patrimonio che è costituita dai beni propriamente valtortiani, come definiti nell’art. 2 e nell’art. 3 punto a, potrà decidere di scinderla dal patri· 24 ·
monio di altra natura, anche stabilendo destinazioni differenti, purché le parti del patrimonio siano in ogni caso destinate ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale o di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge. Per quanto non espressamente previsto nel presente Statuto e nell’atto costitutivo della Fondazione, valgono le disposizioni di legge vigenti in materia di Fondazione.
Pro e contro Maria Valtorta 310 pagine nel formato 14,5 x 21
Sconosciuta in vita per suo volere, Maria Valtorta (18971961) è molto nota per la sua grande Opera di letteratura religiosa – tradotta ormai in molte lingue – che continua ad affascinare e a convertire lettori di ogni parte del mondo. Dell’Opera valtortiana si sono occupati i principali personaggi della vita ecclesiastica di un intero mezzo secolo: dal papa Pio XII al card. Ratzinger. È stata lodata e apprezzata con attestati autorevoli, ma è stata anche discussa e contrastata. La sua posizione nella Chiesa viene documentata e chiarita in questo libro che mette a confronto favorevoli e contrari.
Maria Valtorta l’evangelo come mi È stato rivelato 7 parti Nascita e Vita nascosta di Maria e di Gesù capitoli 1-43 Primo anno della Vita pubblica di Gesù capitoli 44 –140 Secondo anno della Vita pubblica di Gesù capitoli 141– 312 Terzo anno della Vita pubblica di Gesù capitoli 313– 540 Preparazione alla Passione di Gesù capitoli 541– 600 Passione e Morte di Gesù capitoli 601– 615 Glorificazione di Gesù e di Maria capitoli 616– 651 Commiato all’Opera, capitolo 652
10 volumi Volume Primo, capitoli 1-78 Volume Secondo, capitoli 79-159 Volume Terzo, capitoli 160-225 Volume Quarto, capitoli 226-295 Volume Quinto, capitoli 296-363 Volume Sesto, capitoli 364-432 Volume Settimo, capitoli 433-500 Volume Ottavo, capitoli 501-554 Volume Nono, capitoli 555-600 Volume Decimo, capitoli 601-652 Ciascuno dei 10 volumi è di circa 500 pagine.
Maria Valtorta I quaderni del 1943 Volume di 704 pagine
I quaderni del 1944 Volume di 704 pagine
I quaderni del 1945-1950 Volume di 640 pagine
Libro di Azaria Volume di 352 pagine
Lezioni sullâ&#x20AC;&#x2122;Epistola di Paolo ai Romani Volume di 320 pagine
Quadernetti Volume di 272 pagine
Autobiografia Volume di 464 pagine e 16 tavole
Lettere a Mons. Carinci Volume di 142 pagine
Lettere a Padre Migliorini Volume di 200 pagine
Lettere a Madre Teresa Maria Volume Primo: Anni 1945-1946 Volume di 342 pagine Volume Secondo: Anni 1947-1957 Volume di 366 pagine
Centro Editoriale Valtortiano 03036 Isola del Liri (fr) - Italia Telefono 0776 807 032 Telefax 0776 809 789 www.mariavaltorta.com e-mail: cev@mariavaltorta.com
Statuto completo della Fondazione

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7

Art. 8
 Art. 9
 Art. 10

Art. 11
 Art. 12