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Timestamp: 2019-04-19 21:25:03+00:00

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Giudice corrotto: cosa fare
8 Febbraio 2018 | Autore: Carlos Arija Garcia
Dove presentare denuncia contro un magistrato che aggiusta una sentenza o danneggia una parte in cambio di mazzette o regali. Cosa rischia il giudice?
Può un giudice, cioè la persona che deve garantire il rispetto della legge e punire chi la trasgredisce, passare dall’altra parte della barricata, farsi corrompere ed esercitare come se niente fosse? Purtroppo la cronaca ci ha detto più volte che sì, è possibile. Giudici che prendono una mazzetta per ribaltare una sentenza, per allungare i tempi di un processo ed arrivare, così alla prescrizione, per filtrare ad una delle parti delle informazioni che dovrebbero rimanere nel suo ufficio o nella sua mente.
Ma di fronte ad un giudice corrotto cosa fare? Si può denunciare un magistrato che abusa del proprio potere o che altera le carte per fare il proprio gioco? Chi ha il potere di denunciare un giudice corrotto? E che cosa rischia chi veste indegnamente una toga e viene colto con le mani nel sacco? Vediamo a chi deve rendere conto un magistrato, cosa fare quando si ha a che fare con un giudice corrotto e dove presentare una denuncia.
1 A chi risponde un giudice?
2 Quando un giudice è corrotto?
3 Che cosa rischia un giudice corrotto?
A chi risponde un giudice?
Un giudice deve rispondere della sua condotta al Consiglio Superiore della Magistratura, il quale, di fronte ad un comportamento illecito del magistrato, può trasferirlo o sospenderlo dall’incarico. Il Csm, infatti, è investito dalla Costituzione [1] al ruolo di verificare ed eventualmente punire un giudice per la sua condotta.
Di conseguenza, se si vuole denunciare un giudice bisogna presentare un esposto proprio al Csm, che aprirà il procedimento disciplinare con udienza pubblica. La sentenza potrà essere impugnata presso le sezioni unite civili della Corte di Cassazione.
Per quanto riguarda, invece, il giudice corrotto che fare? Se si ritiene che il giudice abbia commesso un reato penale come, appunto, la corruzione, dovrà rispondere in qualità di pubblico ufficiale. Questo perché nell’ordinamento italiano (a differenza di quello di altri Paesi come la Germania o la Francia) non esista un’apposita normativa che disciplini la responsabilità penale dei giudici. In altre parole, la denuncia andrà presentata alla Procura della Repubblica, come si fa nei confronti di un qualunque cittadino, e non al Csm.
Attenzione, però: si parla di condotta illecita (Consiglio Superiore della Magistratura) o di reato penale (Procura della Repubblica). Quello di cui il giudice non deve rispondere è della sua interpretazione delle norme del diritto quando detta una sentenza e della sua valutazione dei fatti e delle prove presentate durante un processo.
Quando un giudice è corrotto?
Un magistrato può essere chiamato a rispondere di corruzione in atti giudiziari [2] in qualità di pubblico ufficiale (quindi nell’esercizio delle sue funzioni) quando riceve indebitamente per sé o per un terzo del denaro o altra utilità (regali, viaggi o vacanze omaggio, ecc.) o ne accetti la promessa al fine di danneggiare una delle parti in un processo civile, penale o amministrativo compiendo un atto contrario ai suoi doveri [3].
Il giudice corrotto, dunque, è quello che accetta una mazzetta, una vacanza ai Caraibi o un collier d’oro per la moglie in cambio di alterare le carte di un processo, di rinviare un’udienza o di ommettere degli atti a lui dovuti per favorire una delle parti. Ma, come abbiamo visto, è considerato giudice corrotto quello che, pur restando a mani vuote, compie questi atti contrari al suo dovere di magistrato (e quindi di pubblico ufficiale) avendo soltanto accettato la promessa di quei beni. Insomma: basta l’intenzione. Se, poi, il beneficiario del suo operato non paga, è un problema (un altro) del giudice corrotto.
Il magistrato può essere chiamato anche a rispondere del reato di abuso di ufficio [4] quando, nell’esercizio delle sue funzioni, violando le norme di legge oppure omettendo di astenersi per un interesse proprio o di un familiare, procuri a se stesso o ad altri un vantaggio patrimoniale. Secondo la Cassazione, affinché un giudice venga accusato di abuso d’ufficio deve sussistere la doppia ingiustizia, cioè la condotta ingiusta del magistrato e l’ingiusto vantaggio patrimoniale che ne ricava [5].
Che cosa rischia un giudice corrotto?
Come abbiamo visto, se ci si trova davanti ad un giudice corrotto l’unica cosa da fare è presentare una denuncia alla Procura della Repubblica affinché venga aperto un procedimento penale nei confronti del magistrato. Ma che cosa rischia il giudice corrotto?
Se viene condannato per corruzione in atti giudiziari la pena è la reclusione da sei a 12 anni quando il magistrato ha agito per favorire o danneggiare una parte in un qualsiasi processo (civile, penale o amministrativo).
Se, invece, dal comportamento illecito del giudice corrotto deriva l’ingiusta condanna di un cittadino con pena inferiore a cinque anni, il magistrato rischia la reclusione da sei a 14 anni. Se, però, la pena a cui viene condannato quel povero cittadino supera i cinque anni o arriva, addirittura, all’ergastolo, il giudice può passare in carcere dagli otto ai 20 anni.
Nel caso in cui il giudice corrotto venga condannato per abuso d’ufficio, il Codice penale prevede la reclusione da uno a quattro anni. Il magistrato, in qualità di pubblico ufficiale, sarà stato riconosciuto colpevole di avere intenzionalmente procurato a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale o un danno ingiusto ad altri nello svolgimento delle sue funzioni, in violazione delle norme di legge o di regolamento oppure omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto.
[1] Art. 105 Costituzione italiana.
[2] Ex art. 319-ter cod. pen.
[3] Cass. sent. n. 24349/2012.
[4] Art. 323 cod. pen.
[5] Cass. sent. n. 16895/2008.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 105
 art. 319
 Cass. 
 Art. 323
 Cass.