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Timestamp: 2020-01-27 19:33:34+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 15800 del 23/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15800 del 23/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 23/06/2017, (ud. 10/05/2017, dep.23/06/2017), n. 15800
M.E., T.S., rappresentati e difesi dall’avv.
Alberto Linguiti, presso il cui studio, sito in Roma, Viale G.
Mazzini 55, sono elettivamente domiciliati;
B.I.E., S.S.;
avverso la sentenza n. 1108/2013 della Corte di appello di Torino,
depositata il 27 dicembre 2013;
partecipata del 10 maggio 2017 dal Consigliere dott. Ileana Fedele.
la Corte di appello di Torino ha respinto l’appello proposto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca avverso la sentenza del giudice di primo grado che aveva riconosciuto ai lavoratori indicati in epigrafe – assunti come docenti con una successione di contratti a termine – il diritto alla medesima progressione stipendiale spettante ai dipendenti di ruolo secondo la contrattazione collettiva nazionale in base all’anzianità di servizio complessivamente maturata, con conseguente condanna dell’amministrazione alla corresponsione delle relative differenze retributive;
M.E. e T.S. resistono con controricorso, mentre gli altri docenti sono rimasti intimati;
è stata depositata la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio;
i controricorrenti hanno deposito memoria adesiva alla proposta del relatore;
la difesa erariale, con atto depositato in data 3 maggio 2017, ha dichiarato di rinunciare al ricorso a seguito della decisione di questa Corte 07/11/2016, n. 22558.
non può farsi luogo alla dichiarazione di estinzione del processo ai sensi dell’art. 390 c.p.c., in quanto non vi è prova della rituale notificazione dell’atto di rinuncia alle controparti costituite (non è stata rinvenuta agli atti la cartolina di ricevimento della notificazione eseguita a mezzo del servizio postale);
la rinunzia non notificata, sebbene non idonea a determinare l’estinzione del processo, denota comunque il venire meno di ogni interesse alla decisione e comporta pertanto l’inammissibilità del ricorso (cfr. Cass. Sez. U., 18/02/2010, n. 3876; Cass. 31/03/2013, n. 2259; Cass. 21/06/2016, n. 12743);
va, pertanto, dichiarata l’inammissibilità del ricorso;
la novità e la complessità della questione di merito, diversamente risolta dalle Corti territoriali e dalla Corte di legittimità soltanto dopo il deposito del ricorso, giustificano la compensazione delle spese del giudizio, mentre non vi è luogo a provvedere sulle spese relative alle parti non costituite;
Dichiara inammissibile il ricorso e compensate le spese di lite.

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 Cass. Sez. 
 Cass. 
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