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Timestamp: 2020-01-23 04:52:50+00:00

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Consiglio Regionale del Lazio - leggi regionali (testo coordinato) - legge num. 27 del 28 dicembre 2006
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Legge finanziaria regionale per l' esercizio 2007 (art. 11, LR. 20 novembre 2001, n.25) (1)
Numero BUR: 36 S.O. 5
Data BUR: 30/12/2006
Alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa
Piani di cessione per alloggi di elevato pregio
Gestione e reimpiego dei proventi
Art. 57 Criteri per la concessione delle agevolazioni alle imprese
1. Il livello massimo del ricorso al mercato finanziario è fissato per l’esercizio 2007 in termini di competenza e cassa nell’importo di 3.921.630.427,79 euro per interventi finalizzati agli investimenti ai sensi dell’articolo 45 della legge regionale 20 novembre 2001, n. 25 (Norme in materia di programmazione, bilancio e contabilità della Regione) e successive modifiche; le relative operazioni sono autorizzate secondo le modalità, i tempi e le procedure indicati nella legge di bilancio 2007.
2. Il livello di ricorso al mercato di cui al comma 1 si intende al netto delle operazioni effettuate sia per il rimborso anticipato sia per la ristrutturazione di passività preesistenti, nonché per la copertura dei disavanzi sanitari prevista dalle disposizioni legislative nazionali.
1. Relativamente all’anno finanziario 2007 è autorizzato il rifinanziamento delle leggi regionali di cui all’allegato quadro “A”.
1. Sono confermate le disposizioni di cui agli articoli 4, 5 e 7 della l.r. 36/1992 relativi, rispettivamente, all’iscrizione dei trasferimenti regionali nel bilancio degli enti locali, alla disciplina della documentazione ed autocertificazione delle pratiche del settore agricoltura ed alla attuazione del programma operativo per lo sviluppo delle zone rurali del Lazio.
1. Ai fini dell’assolvimento degli obblighi contenuti nel patto di stabilità interno per l’anno 2007, la direzione regionale bilancio e tributi, su conforme indicazione dell’assessore competente in materia di bilancio, programmazione economico – finanziaria e partecipazione, è autorizzata ad effettuare entro la data del 30 giugno 2007 una verifica straordinaria degli impegni assunti nell’esercizio ed a procedere ad eventuali limitazioni dell’operatività degli stanziamenti iscritti in bilancio nella misura ritenuta necessaria al rientro nei parametri del patto di stabilità medesimo.
2. L’assessore regionale competente in materia di bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione relaziona, entro i successivi trenta giorni, sui risultati e sulle azioni derivanti dalla verifica di cui al comma 1, alla commissione consiliare permanente competente in materia di bilancio e programmazione economico- finanziaria e partecipazione.
1. Alle deliberazioni di impegno concernenti l’utilizzo dei fondi a destinazione vincolata è allegata, a cura della struttura proponente, una scheda contenente tutti gli elementi necessari all’individuazione delle entrate corrispondenti e della loro acquisizione da parte della Regione.
1. Sono confermate per l’esercizio finanziario 2007 le disposizioni contenute nell’articolo 71 della l.r. 11/1997, relativo alle attività finanziate agli enti locali.
1. La Regione intraprende azioni e iniziative per contrastare i fenomeni di corruzione, evitare sprechi, favorire un uso austero delle risorse.
2. In particolare il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, entro il 31 marzo 2007:
3. Il codice etico di cui al comma 2, lettera a) deve essere recepito da tutti gli enti dipendenti dalla Regione.
1. In sintonia con le regole stabilite nel patto nazionale per la salute, la Regione consegue entro il 2009 l’equilibrio del bilancio consolidato del servizio sanitario regionale, al netto delle entrate derivanti dalle maggiorazioni dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e dell’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).
2. Ai fini di cui al comma 1, la Regione si impegna a:
3. Entro il 31 dicembre 2009 sono completate le procedure di stabilizzazione dei lavoratori precari, atipici e derivanti da esternalizzazioni di servizi, in base a quanto previsto dall’articolo 139 della legge regionale 28 aprile 2006, n. 4 relativo al personale precario del servizio sanitario regionale, e dai successivi accordi con le organizzazioni sindacali.
4. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono vietate ulteriori esternalizzazioni di servizi sanitari in difformità da quanto previsto dal comma 3. Eventuali deroghe a tale divieto sono concesse dalla Giunta regionale sentita la commissione consiliare permanente competente in materia di sanità.
1. Dopo l’articolo 4 della l.r. 16/2001 è inserito il seguente:
l. Il direttore generale, nell’ambito dell’atto aziendale, prevede la nomina di un dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili delle aziende sanitarie, dei policlinici universitari pubblici e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, da individuarsi all’interno della struttura aziendale ovvero da reperire tra i dirigenti della Regione.
2. Gli atti e le comunicazioni contabili delle aziende sanitarie e degli enti di cui al comma 1 sono accompagnate da apposita dichiarazione scritta del dirigente preposto al fine di attestarne la veridicità.
3. Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili delle aziende sanitarie e degli enti di cui al comma 1, predispone adeguate procedure attuative delle disposizioni regionali amministrative e contabili per la redazione del bilancio di esercizio e, ove previsto, del bilancio consolidato nonché di ogni altra comunicazione di carattere contabile e finanziario.
4. Al dirigente preposto sono conferiti dal direttore generale adeguati poteri e mezzi per l’esercizio dei compiti attribuiti ai sensi del presente articolo.
5. Il direttore generale e il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili delle aziende sanitarie e degli enti di cui al comma 1 attestano con propria relazione, allegata al bilancio di esercizio e, ove previsto, al bilancio consolidato, l’adeguatezza e l’effettiva applicazione delle procedure di cui al comma 3, nel corso dell’esercizio cui si riferisce il bilancio, nonché la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili.
6. La responsabilità del direttore generale connessa agli adempimenti contabili, economici e finanziari si estende anche ai dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili delle aziende sanitarie e degli enti di cui al comma 1, in relazione ai compiti loro spettanti, salvo azioni esercitabili in base al rapporto di lavoro con la propria amministrazione.
7. Il mancato rispetto di quanto previsto ai commi 1 e 4 del presente articolo non consente l’erogazione ai direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere di qualsiasi eventuale trattamento economico aggiuntivo.
8. In sede di prima applicazione, entro il 30 giugno 2007, la Giunta regionale presenta una relazione sullo stato di attuazione del presente articolo al Comitato regionale di controllo contabile.
1. La Giunta regionale adotta, entro e non oltre il 31 marzo 2007, la proposta del nuovo piano sanitario regionale denominato “Nuovo patto di solidarietà per la salute” e lo inoltra al Consiglio regionale per la sua definitiva approvazione.
2. Il documento di cui al comma 1 prevede in particolare:
1. In considerazione del valore complessivo degli aggregati economici e finanziari delle aziende sanitarie regionali, così come definiti al 31 dicembre 2005 dall’analisi conoscitiva predisposta dal Ministero dell’economia e delle finanze, dipartimento del tesoro, alla data del 18 dicembre 2006, tenuto conto del divieto costituzionale all’indebitamento se non per spese di investimento, che ha precluso la possibilità di acquisire finanziamenti a copertura dei disavanzi sanitari a decorrere dall’anno 2001, nonché del pronunciamento Eurostat del 4 settembre 2006 che ha riclassificato quale debito gli accordi già stipulati con i fornitori delle aziende del servizio sanitario regionale volti a regolare il pagamento dei debiti commerciali in un arco temporale non di breve termine, fermo restando l’obbligo per i direttori generali delle aziende unità sanitarie locali, delle aziende ospedaliere, dei policlinici universitari pubblici nonché degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, di procedere entro il 30 giugno 2007 all’accertamento dell’eventuale insussistenza di debiti non transatti e di eventuali crediti inesigibili riferiti al periodo ricompresso fino al 31 dicembre 2005, le cui risultanze sono raccolte in una relazione sottoscritta dai direttori della direzione bilancio e direzione sanità e trasmessa agli assessori regionali competenti ed al Consiglio regionale, la Regione intende garantire che il pagamento delle rate dei debiti oggetto di transazioni già realizzate abbia la medesima cadenza temporale delle entrate proprie in libera disponibilità poste a copertura dei disavanzi pregressi.
2. Ai fini di cui al comma 1, la Giunta regionale è autorizzata ad assumere le più idonee iniziative volte ad assicurare la corrispondenza in termini di cassa dei flussi di risorse derivanti dalle entrate di cui all’articolo 8, comma 2, lettera e), con le scadenze delle rate di pagamento dei debiti fino al 31 dicembre 2005 oggetto di transazioni con i fornitori del servizio sanitario regionale e/o loro cessionari, già incluse nel debito pubblico nazionale a seguito del pronunciamento Eurostat del 4 settembre 2006. A tal fine la Giunta regionale è autorizzata a verificare, nell’ambito degli indirizzi di cui all’articolo 8, in via prioritaria, la possibilità di attivare una linea di credito con la cassa depositi e prestiti sostitutiva del debito già esistente, da utilizzare per il pagamento delle rate alle diverse scadenze e da rimborsare attraverso le entrate previste dal presente articolo, riferite all’articolo 8, comma 1, lettera e).
3. Per i debiti verso i fornitori di beni e servizi relativi alle forniture degli anni 2006 e seguenti, le aziende del servizio sanitario regionale sono autorizzate, in accordo con la Regione, a definire con i fornitori eventuali accordi anche a carattere rotativo che prevedano dilazioni di pagamento in coerenza con gli orientamenti delle competenti autorità.
4. La commissione speciale di cui all’articolo 1, comma 70 della legge regionale 18 settembre 2006, n. 10 (Assestamento del bilancio di previsione della Regione Lazio per l’anno finanziario 2006) è presieduta da un consigliere regionale espressione delle minoranze.
2. Al fine di conseguire l’obiettivo di cui al comma 1, le aziende unità sanitarie locali e le aziende ospedaliere e le strutture equiparate al pubblico devono presentare alla Regione, entro il 28 febbraio 2007, progetti specifici con l’obiettivo di garantire le ulteriori prestazioni per specialità di cui al comma 1, che presentino maggiori criticità, ampliando l’orario di apertura al pubblico ed aumentando l’utilizzo delle attrezzature e del personale disponibile nonché adeguando gli assetti organizzativi per conseguire maggiore produttività dei processi erogativi.
3. Per il raggiungimento degli obiettivi di cui ai commi 1 e 2 sono utilizzate, oltre alle risorse destinate, risorse aggiuntive ai budget concordati nell’ambito del fondo sanitario regionale. Il pagamento delle somme impegnate per una quota del 40 per cento, resta subordinato alla verifica del conseguimento dell’effettivo incremento dell’efficienza produttiva concordata, per un importo di 3 milioni di euro.
4. I progetti di cui al comma 2 sono approvati dalla Giunta regionale, ivi compresi i tempi di realizzazione e verifica.
5. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale competente in materia di sanità, presenta un piano complessivo di incremento del tasso di produttività e del livello di efficienza delle dotazioni diagnostiche e strumentali nelle strutture pubbliche.
6. I commi 2 e 3 dell’articolo 148 della legge regionale 28 aprile 2006, n. 4, relativo al progetto sperimentale per l’abbattimento delle liste di attesa, sono abrogati.
1. Al fine di favorire certezza e puntualità nei pagamenti ed agevolare il processo di certificazione, a partire dal 1° gennaio 2007 il sistema di verifica e controllo dei pagamenti del servizio sanitario regionale è gestito in modo unificato e centralizzato a cura dell’assessorato regionale competente in materia di bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione in collaborazione con l’assessorato regionale competente in materia di sanità.
2. La Regione realizza il sistema informativo necessario per la gestione del sistema di cui al comma 1. Entro l’anno 2007 sono altresì uniformati i sistemi informativi e di contabilità analitica di tutti gli enti del servizio sanitario regionale.
3. Le informazioni desumibili dal sistema informativo dei pagamenti sono messe a disposizione, fatta salva la tutela della riservatezza, della cabina di regia istituita ai sensi dell’articolo 131 della legge regionale 28 aprile 2006, n. 4 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2006) e successive modifiche, per lo svolgimento delle attività di sua competenza.
1. Al fine di contribuire al raggiungimento delle finalità previste dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio 8 maggio 2003, n. 203, di concerto con il Ministro delle attività produttive e il Ministro della salute, e al rispetto degli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Protocollo di Kyoto, ogni azienda unità sanitaria locale e ogni azienda ospedaliera promuove, nel rispetto dei limiti di spesa previsti, l’acquisto di beni e servizi non sanitari rispondenti a standard di qualità ambientale come definiti dalla normativa comunitaria, l’utilizzo di prodotti agroalimentari biologici, l’utilizzo di materiali e tecnologie finalizzate al risparmio e all’efficienza energetica nonchè l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.
2. Nell’ambito dell’acquisto di beni e servizi relativi al soddisfacimento dei fabbisogni energetici, ogni azienda unità sanitaria locale ed ogni azienda ospedaliera consegue l’obiettivo minimo di un risparmio dei consumi pari al 20 per cento nel triennio 2007 - 2009 rispetto ai consumi accertati nell’anno 2006.
3. Le aziende unità sanitarie locali e le aziende ospedaliere sono tenute a presentare ogni anno, insieme ai rispettivi bilanci, una relazione sull’acquisto di beni e servizi non sanitari ecosostenibili, in cui indicano gli obiettivi ed i risultati raggiunti.
1. Al fine di garantire puntualità e certezza dei pagamenti, la Regione provvede direttamente al pagamento agli aventi diritto delle somme previste dal sistema sanitario regionale in favore di malati e/o loro familiari e portatori di handicap, anche attraverso stipula di apposita convenzione con enti previdenziali.
1. A decorrere dal 1° gennaio 2008, il concordamento dei bilanci preventivi delle aziende ospedaliere pubbliche, degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, dei policlinici universitari pubblici è basato sull’applicazione del sistema tariffario alle previsioni del volume di prestazioni erogate.
2. È istituito un apposito fondo denominato “Fondo integrativo di finanziamento” finalizzato al sostegno dei maggiori oneri delle strutture di cui al comma 1, calcolato in quota percentuale sull’importo di cui al comma 1, secondo criteri di efficienza, efficacia, economicità ed appropriatezza.
3. La Giunta regionale, entro il 30 giugno 2007, previo parere delle commissioni consiliari permanenti competenti in materia di sanità e bilancio, definisce gli indicatori ed i parametri di riferimento per il calcolo e la ripartizione tra le strutture delle risorse del Fondo integrativo nonché l’entità del Fondo integrativo stesso.
1. Ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) e successive modifiche e della legge 7 giugno 2000, n. 150 (Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni), i direttori generali degli enti del servizio sanitario regionale, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, sono tenuti a trasmettere al portale della Regione tutti gli atti esecutivi adottati nell’esercizio delle proprie funzioni, classificati per oggetto, per l’acquisizione di personale a tempo determinato ed indeterminato, tutte le deliberazioni per le convenzioni sanitarie e non, tutte le deliberazioni e determinazioni delle gare d’appalto per l’acquisizione di beni e servizi, tutti i provvedimenti di aggiudicazione delle gare d’appalto per l’acquisizione di beni e servizi e tutti i provvedimenti che instaurano rapporti in regime di convenzione.
2. Tutti gli atti trasmessi sono inseriti, in maniera ordinata, sul portale della Regione, entro e non oltre il termine di dieci giorni dal ricevimento degli stessi.
1. La Regione concorre con proprie risorse alla realizzazione di un programma straordinario triennale di ammodernamento tecnologico del patrimonio delle aziende sanitarie e ospedaliere, di interventi in conto capitale e di sviluppo delle attività di ricerca degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici. (1.1)
2. Gli investimenti possono riguardare:
3. Le attività di ricerca riguardano prioritariamente le attività chimico-farmaceutiche con particolare riferimento alle tipologie di farmaci oggetto di acquisto diretto da parte degli enti del servizio sanitario regionale e le attività oncologiche possono essere realizzate anche attraverso forme di partnership con centri di ricerca, università e imprese del Lazio.
4. Sulla base di un budget indicativo inviato dalla Regione, le aziende sanitarie e gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici presentano alla Regione entro il 30 ottobre dell’anno precedente il programma di investimenti di cui al presente articolo, indicando le priorità ed i tempi previsti per la realizzazione. Per l’anno 2007 le aziende sanitarie presentano il programma entro il 30 aprile 2007.
5. Per l’annualità 2007, il finanziamento regionale è destinato anche agli interventi già realizzati dalle aziende nell’anno 2006.
6. La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare permanente competente per materia, approva con deliberazione, entro il 30 giugno, per l’anno 2007 e, a decorrere dall’anno 2008, entro il 31 marzo di ciascun anno, il programma annuale di investimenti per ciascuna azienda sanitaria e per gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici. Il programma prevede criteri di ripartizione delle risorse che tengono conto di un’equa distribuzione delle stesse su base territoriale e della capacità realizzativa delle stesse aziende.
7. Il finanziamento regionale può riguardare anche interventi da realizzare attraverso il ricorso alla locazione finanziaria. In tal caso le erogazioni avvengono secondo la prevista articolazione temporale.
8. Le aziende sanitarie e gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici provvedono alla realizzazione degli interventi anche sulla base di criteri e modalità uniformi individuati dalla Regione.
9. Per il triennio 2007 - 2009 le aziende sanitarie e gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici non possono effettuare, a valere sulle risorse proprie, acquisti o contratti di locazione finanziaria per le tipologie di investimento di cui al presente articolo, se non in casi eccezionali e preventivamente autorizzati dalla Regione.
10. Per le finalità di cui al presente articolo è istituito, nell’ambito dell’UPB H22, apposito capitolo denominato “Programma straordinario di ammodernamento tecnologico del patrimonio e di interventi in conto capitale delle aziende sanitarie e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici” con lo stanziamento di 50 milioni di euro per l’anno 2007, 25 milioni di euro per l’anno 2008 e 25 milioni di euro per l’anno 2009. Per i canoni di locazione finanziaria l’impegno di spesa è assunto per intero nel primo anno ed erogato secondo la rispettiva cadenza temporale. Lo stanziamento di cui al presente comma può configurarsi, ove ne ricorrano le condizioni, quale anticipazione regionale delle risorse comunitarie 2007 - 2013 di cui al programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e/o delle risorse del Fondo delle aree sottosviluppate (FAS) di cui alla legge 30 giugno 1998, n. 208 e successive modifiche concernente interventi nelle aree depresse ed in conformità alle disposizioni di cui al regolamento (CE) 1083/2006 del Consiglio dell’11 luglio 2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999 e al regolamento (CE) 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1783/1999. (1.3)
1. La Regione persegue la promozione della qualità ed idoneità delle prestazioni come obiettivo prioritario della politica sanitaria regionale.
2. Ai fini di cui al comma 1, la Regione, sentite le rappresentanze delle categorie professionali, delle aziende sanitarie ed ospedaliere e delle altre strutture di offerta, coerentemente alle indicazioni formulate in materia dal Ministero della Salute, di concerto con le altre regioni, procede all’elaborazione di un sistema di indicatori per la misurazione dell’efficacia e dell’efficienza delle prestazioni rese dal sistema degli erogatori dei servizi accreditati.
3. Il sistema di indicatori di cui al comma 2 è utilizzato come strumento di verifica della qualità ed idoneità del servizio.
1. Le dotazioni organiche delle aziende sanitarie pubbliche, dei policlinici universitari pubblici nonché degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici sono rideterminate, in raccordo con l’assessorato regionale competente in materia di sanità entro il 30 giugno 2007, sulla base del volume delle prestazioni previste ed in conformità alle linee guida adottate in materia dalla Giunta regionale.
2. A seguito della rideterminazione di cui al comma 1, nel caso di eccedenze di personale, trovano applicazione le procedure di mobilità interaziendale ivi compresa la mobilità con gli altri enti pubblici dipendenti e con la Regione.
3. Fino alla data di cui al comma 1 è fatto divieto di assumere personale, salvo eventuali deroghe adottate con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell’assessore regionale competente in materia di sanità nonché quanto previsto dall’articolo 8, comma 3.
1. La Regione sostiene le attività di farmacovigilanza e di informazione degli operatori sanitari sulle reazioni avverse ai farmaci, nonché campagne di educazione sanitaria rivolte alla popolazione.
2. La Regione anticipa la somma di 2 milioni 311 mila 144,63 euro da recuperare sull’assegnazione da parte del Ministero della salute, in corso di perfezionamento, delle risorse finanziarie attribuite ad ogni regione e provincia autonoma sulla base di un apposito piano di riparto, secondo quanto stabilito dall’articolo 36, comma 14, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 relativo a iniziative di farmacovigilanza e informazione degli operatori circa gli effetti dei medicinali).
3. Ai fini di cui al presente articolo, è istituito, nell’ambito dell’UPB H13, uno specifico capitolo di bilancio denominato “Anticipazione da parte della Regione delle risorse statali di cui alla legge 449/1997 in materia di attività di farmacovigilanza”.
1. La Regione, allo scopo di promuovere la deospedalizzazione e il ricorso alla modalità del day hospital da parte delle persone affette da patologie oncoematologiche, in particolare di quelle di minore età, e di garantire altresì il mantenimento delle relazioni affettive con le relative famiglie, sostiene lo sviluppo delle forme di associazionismo e volontariato familiare aventi tali specifiche finalità, prevedendo contributi per la gestione e il funzionamento di apposite strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale, collocate in prossimità degli ospedali.
2. Ai fini di cui al comma 1, la Giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale competente in materia di politiche sociali e previa intesa con l’assessore regionale competente in materia di sanità, definisce i requisiti strutturali e organizzativi integrativi rispetto a quelli previsti dall’articolo 11 della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 41 (Norme in materia di autorizzazione all’apertura ed al funzionamento di strutture che prestano servizi socio-assistenziali), differenziati per tipologia d’utenza, ai fini del rilascio delle autorizzazioni previste dalla medesima legge regionale.
3. Per le finalità di cui al presente articolo, nell’ambito dell’UPB H13 è destinata una somma pari a 200 mila euro per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009.
1. La Regione promuove e organizza le attività di sorveglianza e di promozione della salute nonché di elaborazione di progetti per il superamento delle emergenze di salute pubblica.
2. La Regione anticipa la somma di 542 mila 543 euro da recuperare sulla assegnazione da parte dello Stato, in corso di perfezionamento, delle risorse finanziarie provenienti dal fondo annuale del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie.
3. A tal fine è istituito, nell’ambito dell’UPB H13, un specifico capitolo denominato: “Anticipazione da parte della Regione delle risorse statali di cui al fondo annuale del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie”.
4. La Giunta regionale, con successivo provvedimento da adottare entro il 30 marzo 2007, definisce le modalità di utilizzazione della somma di cui al comma 2.
1. Al fine di concorrere alle finalità poste dalla normativa nazionale in materia di contenimento e controllo della spesa, la facoltà di impegnare per il 2007 spese nei limiti dei fondi iscritti nel bilancio regionale può essere esercitata limitatamente alle spese fisse o aventi natura obbligatoria, agli stipendi e alle competenze accessorie del personale, agli interessi, alle partite di giro ed alle poste correttive e compensative delle entrate, ai trasferimenti connessi al funzionamento degli enti sub-regionali, alle spese per l’attuazione di programmi comunitari, alle spese connesse ad entrate a destinazione vincolata già acquisite o accertate ed alle relative quote di cofinanziamento regionale, alle spese connesse ad interventi per calamità naturali, alle spese inderogabili concernenti interventi sul trasporto pubblico compresi nell’UPB D41, alle spese inderogabili di carattere socio-assistenziale afferenti l’UPB H41, alle annualità relative ai limiti d’impegno, alle rate di ammortamento dei mutui ed alle spese finalizzate da apposita norma legislativa.
2. Con decreto del Presidente della Regione si provvede ad elencare gli specifici capitoli di bilancio riguardanti le spese di cui al comma l, ad esclusione delle spese obbligatorie già previste negli elenchi allegati al bilancio.
3. Per le restanti spese, la facoltà di impegnare è consentita nel limite del 75 per cento dello stanziamento annuo.
4. La Giunta regionale può concedere deroghe alle limitazioni poste dal comma 3, su motivata proposta dell’assessore regionale competente per materia, di concerto con l’assessore regionale competente in materia di bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione.
1. Al fine di razionalizzare e valorizzare il patrimonio regionale esistente e migliorare la funzionalità delle strutture istituzionali, il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, approva entro il 31 marzo 2007 un piano di riorganizzazione del patrimonio adibito a sede istituzionale.
2. Il piano di cui al comma 1 deve contenere uno studio di fattibilità per verificare la possibilità di valorizzare l’Ospedale Forlanini di Roma come sede delle strutture istituzionali e del Consiglio regionale del Lazio.
3. Sono stanziati a favore dell’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini 20 milioni di euro per opere di ristrutturazione finalizzate al trasferimento presso l’Ospedale San Camillo delle strutture sanitarie operanti nell’Ospedale Forlanini.
4. Sono stanziati a favore del Comune di Roma 20 milioni di euro per le opere di mobilità e infrastrutturali finalizzate al miglioramento dell’accessibilità dell’area interessata.
5. La Giunta regionale è autorizzata ad adottare, di concerto con il Consiglio regionale, una procedura di evidenza pubblica per l’individuazione di un soggetto interessato contestualmente all’acquisto e alla valorizzazione della sede di via della Pisana e di altre sedi istituzionali, assumendosi l’onere dei lavori di ristrutturazione della struttura che attualmente ospita l’Ospedale Forlanini.
6. Agli oneri di cui al comma 3 si provvede mediante gli stanziamenti di cui all’UPB H22.
7. Agli oneri di cui al comma 4 si provvede mediante istituzione, nell’ambito dell’UPB H22, di apposito capitolo denominato “Finanziamento all’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini per opere di ristrutturazione” con lo stanziamento di 5 milioni di euro per l’anno 2007 e di 15 milioni di euro per l’anno 2008.
1. La lettera e),del comma 1 dell’articolo 4, della l.r. 4/2003 è soppressa.
2. Alla l.r. 4/2003, articolo 4, comma 2, dopo le parole “assistenza domiciliare” aggiungere le seguenti: “, gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie, ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale, ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità o che comportino un rischio per la sicurezza del paziente, nonché le strutture esclusivamente dedicate ad attività diagnostiche”.
1. Al fine di rendere effettivo il sistema di accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private entro il termine del 31 agosto 2007, la Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede all’adempimento di cui all’articolo 13 della legge regionale 3 marzo 2003, n. 4 (Norme in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all’esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di accreditamento istituzionale e di accordi contrattuali).
1. In ogni azienda sanitaria è istituita la Consulta sanitaria ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 (Norme per la razionalizzazione del servizio sanitario nazionale, a norma dell’articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419).
2. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla sanità e sentita la commissione consiliare sanità, entro novanta giorni dalla data dell’entrata in vigore della presente legge, emana le modalità di costituzione e di funzionamento della consulta di cui al comma 1.
1. Il comma 73 dell’articolo 1 della l.r. 10/2006 è così modificato:
2. La commissione istituita dall’articolo 1, comma 70, della l. r. 10/2006, come modificata dal presente articolo, è insediata dal Presidente del Consiglio regionale entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
1. Nel perseguimento delle finalità complessive di razionalizzazione, efficacia ed economicità del sistema degli enti pubblici non economici regionali, nonché al fine del raggiungimento di una significativa riduzione dei costi, alla data del 29 febbraio 2008 sono trasformati in agenzie regionali ed assumono la configurazione prevista dall’articolo 54 dello Statuto, salvo diversa disposizione legislativa, i seguenti enti: (1.6)
2. La Giunta regionale adotta le proposte di legge relative a quanto previsto dal comma 1 entro il 31 marzo 2007.
3. Gli organi degli enti di cui al comma 1 decadono alla data della trasformazione in agenzie.
4. Il patrimonio degli enti di cui al comma 1 è trasferito alla Regione ed affidato in gestione alle istituite agenzie.
5. Nelle more del riordino degli enti di cui al comma 1, la facoltà di impegnare sui capitoli concernenti i trasferimenti regionali agli enti stessi è consentita nel limite del 90 per cento e comunque la possibilità di impegno di spesa degli enti a valere sul proprio bilancio 2007 non può essere superiore al 90 per cento delle spese previste.
6. La Giunta regionale può concedere deroghe alle limitazioni poste al comma 5, su motivata proposta dell’assessore regionale competente per materia di concerto con l’assessore regionale competente in materia di bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione, sentito il parere della commissione consiliare permanente competente in materia di bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione.
1. Gli interventi straordinari di contenimento della spesa di cui al presente articolo si intendono di durata temporanea sino al raggiungimento dell’equilibrio di bilancio della Regione e comunque non oltre il 31 dicembre 2009.
2. Le spese di funzionamento dei comitati e degli osservatori regionali e degli altri organismi consultivi a qualsiasi titolo, comprese quelle relative ai gettoni di presenza e ai rimborsi spese, sono ridotte del 50 per cento a partire dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. (1.7)
4. (1.7)
5. Fino alla data di approvazione da parte della Giunta regionale e del Consiglio regionale di propri provvedimenti con cui si definiscono programmi organici, non possono essere affidati incarichi, diretti o in convenzione, di studio e di ricerca a vario titolo.
6. Il numero dei componenti dei consigli di amministrazione degli enti pubblici economici regionali è ridotto a tre, a partire dal rinnovo dei rispettivi organi.
7. Le indennità dei componenti dei consigli di amministrazione degli enti pubblici economici e non economici sono ridotte del 10 per cento.
8. Lo stanziamento per la copertura dell’indennità di risultato dei dirigenti regionali è ridotto del 10 per cento.
9. La Giunta regionale assume le opportune iniziative affinché entro il 30 giugno 2007, salvo diversa disposizione di legge, vengano dismesse tutte le partecipazioni della Regione, dirette e indirette, in società che non siano state istituite con legge regionale ovvero destinatarie di fondi speciali istituiti con legge regionale. Le società istituite con legge regionale o destinatarie di fondi speciali istituiti con legge regionale sono oggetto di una proposta di legge di riordino che la Giunta presenta entro il 31 marzo 2007.
10. La Giunta regionale assume le opportune iniziative affinché sia conseguita la riduzione del 10 per cento delle indennità e/o emolumenti spettanti ai Presidenti, ai componenti dei consigli di amministrazione e agli amministratori delegati delle società della Regione o a cui la Regione partecipa direttamente o indirettamente in quota maggioritaria.
11. Il regolamento dei lavori del Consiglio regionale prevede un numero di commissioni complessivo non superiore a dodici.
1. Al fine di assicurare il concorso della Regione e degli enti da essa dipendenti alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica, gli enti dipendenti dalla Regione limitatamente ai profili professionali coincidenti con quelli regionali sono tenuti, prima di ricorrere a procedure concorsuali, con esclusione delle progressioni verticali previste dai contratti collettivi di lavoro, a reclutare il proprio personale mediante l’utilizzo delle graduatorie dei concorsi pubblici espletati dalla Giunta regionale pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione n. 36, supplementi ordinari n. 4, 5 e 6, del 30 dicembre 2003.
1 bis. Al fine di consentire la migliore utilizzazione delle risorse umane, il Consiglio regionale, previo accordo con la Giunta regionale e su richiesta dei soggetti interessati, può procedere all’assunzione dei vincitori dei concorsi pubblici di cui al comma 1 espletati dalla Giunta regionale, già appartenenti al ruolo del Consiglio regionale, nell'ambito del numero di assumendi definito dalla competente struttura della Giunta regionale e nel rispetto dell'ordine di graduatoria. (1a)
1. Il comma 3 dell’articolo 17 della l.r. 25/2001 è sostituito dal seguente:
2. Al comma 3 dell’articolo 19 della l.r. 25/2001 è aggiunto in fine il seguente periodo:
3. All’articolo 20 della l.r. 25/2001 sono apportate le seguenti modifiche:
4. All’articolo 21 della l.r. 25/2001 sono apportate le seguenti modifiche:
5. All’articolo 28 della l.r. 25/2001, sono apportate le seguenti modifiche:
6. All’articolo 37 della l.r. 25/2001 sono apportate le seguenti modifiche:
7. All’articolo 57 della l.r. 25/2001 sono apportate le seguenti modifiche:
8. L’articolo 58 della l.r. 25/2001 è sostituito dal seguente:
1. L’assestamento del bilancio annuale, adottato dai competenti organi degli enti, è inviato entro il 31 maggio alla direzione regionale competente per materia, che lo trasmette, con proprio parere, alla Direzione regionale bilancio e tributi, ai fini del suo inserimento nella legge di assestamento del bilancio regionale per l’approvazione con apposito articolo, acquisito il parere del Comitato regionale di controllo contabile.
2. Le variazioni di bilancio degli enti aventi natura compensativa e riguardanti due o più unità previsionali di base sono trasmesse, previo parere della Direzione regionale competente per materia, alla Direzione regionale bilancio e tributi, che, acquisito il parere del Comitato regionale di controllo contabile, le sottopone alla Giunta regionale con apposita deliberazione.”.
9. L’articolo 60 della l.r. 25/2001 è sostituito dal seguente:
1. I rendiconti generali annuali degli enti, redatti in conformità a quanto disposto per il rendiconto generale annuale della Regione ed adottati dai competenti organi, devono pervenire alle direzioni regionali competenti per materia, nonché alla Direzione regionale bilancio e tributi, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello cui si riferiscono, accompagnati da una relazione illustrativa dell’attività svolta e dei risultati conseguiti, anche in termini finanziari.
2. La direzione regionale competente per materia esprime il proprio parere entro trenta giorni dalla ricezione e lo trasmette alla Direzione regionale bilancio e tributi, che inserisce in un allegato al rendiconto generale della Regione i quadri riepilogativi delle entrate e delle spese dei singoli enti, secondo uno schema – tipo adottato con deliberazione della Giunta regionale. Copia dei rendiconti è inviata al Comitato regionale di controllo contabile per l’espressione del parere, che viene inserito nella legge di approvazione del rendiconto.”.
10. Le modifiche di cui ai commi 1, 2, 3, 4 nonché al comma 6, lettera a) sono applicate in via sperimentale a partire dal bilancio di previsione per l’anno 2008 e, in via definitiva, con il bilancio di previsione 2009 previa verifica della fase sperimentale in sede di commissione consiliare competente. (1b)
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 3 della l.r. 45/1996 è aggiunto il seguente:
2. Il comma 1 dell’articolo 21 della l.r. 45/1996 è sostituito dal seguente:
3. Al comma 4 dell’articolo 21 della l.r. 45/1996 le parole: “45 giorni” sono sostituite dalle seguenti: “trenta giorni”.
4. Dopo il comma 4 dell’articolo 21 della l.r. 45/1996 sono inseriti i seguenti:
1. Le risorse comunitarie di cofinanziamento nazionale e regionale destinate al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), al Fondo sociale europeo (FSE) e al Fondo aree sottosviluppate (FAS) ammontano a 2 miliardi 151 milioni di euro per il periodo 2007 – 2013.
2. Le risorse comunitarie e di cofinanziamento nazionale di cui al comma 1 per un importo complessivo pari a 1 miliardo 459 milioni di euro, sono ripartite al 50 per cento tra FSE e FESR.
3. I programmi operativi del FESR e del FSE sono approvati dal Consiglio regionale su proposta della Giunta regionale.
1. Le risorse comunitarie relative alla programmazione del Fondo sociale europeo (FSE) 2007 – 2013 definita dal programma operativo adottato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale competente in materia di scuola, diritto allo studio e formazione professionale di concerto con gli assessori competenti per assi di intervento e misure e sentite le parti sociali, ed approvato dal Consiglio regionale, sono utilizzate, nell’ambito delle priorità tematiche - risorse umane, occupabilità e coesione sociale - previste dall’Unione europea, privilegiando la concentrazione delle risorse e l’integrazione delle politiche per l’attuazione di interventi di grande impatto strategico per lo sviluppo regionale.
1. Le risorse comunitarie relative alla programmazione del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 2007 – 2013, definita dal programma operativo adottato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore regionale competente in materia di bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione e approvato dal Consiglio regionale, sono utilizzate, nell’ambito delle priorità tematiche previste dall’Unione europea - innovazione, ambiente, accessibilità - privilegiando la concentrazione delle risorse e l’integrazione delle politiche per l’attuazione di interventi di grande impatto strategico per lo sviluppo regionale.
2. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale competente in materia di bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione, integra il programma operativo di cui al comma 1 con un programma complessivo di utilizzo delle risorse Fondo aree sottosviluppate 2007 – 2013 di cui alla legge 30 giugno 1998, n. 208, concernente interventi a favore delle aree depresse. Il programma è approvato dal Consiglio regionale.
1. La Regione, attraverso politiche di rafforzamento del welfare, persegue l’obiettivo primario della universalità dei diritti economici, culturali e sociali. Le politiche sociali regionali si ispirano a principi di universalità, equità e efficacia.
2. A tal fine, nonostante l’incremento delle risorse nazionali per le politiche sociali nel 2006 rispetto al 2005, la Regione conferma per il 2007 le risorse destinate ai servizi erogati nel 2006 e attua le seguenti iniziative aggiuntive:
3. In materia di risorse umane, si prevedono i seguenti interventi:
1. La Regione, in armonia con i principi di cui all’articolo 1, comma 4, ed all’articolo 5 della legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) e successive modifiche promuove interventi per il sostegno e la qualificazione dell’attività del terzo settore all’interno del territorio regionale.
2. Ai fini del presente articolo, costituiscono il terzo settore gli organismi non lucrativi di utilità sociale riconosciuti ai sensi dell’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 (Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e successive modifiche.
3. Per le finalità di cui al comma 1, è istituito nell’ambito dell’UPB C11 un apposito capitolo denominato “Fondo per il sostegno al terzo settore”, con uno stanziamento di 500 mila euro per l’esercizio finanziario 2007 destinato a:
4. La Giunta regionale definisce con deliberazione i criteri e le modalità di accesso al fondo di cui al comma 3, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa comunitaria.
1. La Regione, al fine di promuovere una migliore qualità della vita delle giovani generazioni, garantendo pari diritti e opportunità nell’accesso all’istruzione, al lavoro e alla mobilità, nonché alla fruizione della cultura, dello sport e dello spettacolo, con particolare riguardo al territorio regionale, stabilisce:
2. Le risorse necessarie allo svolgimento delle attività di cui al presente articolo sono poste a carico dei capitoli di bilancio di rispettiva competenza.
1. Nell’ambito della realizzazione di un piano delle politiche attive e preventive del lavoro, così come previsto dal programma operativo del FSE OB. 2, Asse 2, la Regione adotta iniziative di contrasto al lavoro precario e per l’emersione del lavoro nero e irregolare.
2. A tal fine, nelle more dell’assegnazione dei fondi comunitari 2007-2013 in corso di definizione, è istituito un capitolo nell’UPB C22 denominato “Anticipazione delle risorse dei fondi strutturali destinata al cofinanziamento degli interventi per l’occupabilità” con uno stanziamento annuale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.
3. Al recupero delle risorse comunitarie per un importo complessivo di 60 milioni di euro si provvede all’atto della formale assegnazione di tali risorse.
1. La Regione promuove l’attuazione del bilancio di genere come strumento di valutazione e programmazione per fare emergere le politiche pubbliche di genere ed evidenziarne l’impatto nei diversi settori, al fine di favorire le pari opportunità tra uomini e donne.2. L’adozione di una valutazione di genere, da perseguire attraverso la riorganizzazione delle procedure di bilancio, intende promuovere il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle donne, il monitoraggio delle politiche pubbliche da una prospettiva di genere, un utilizzo più efficiente ed efficace delle risorse.
3. Per l’anno 2007, sono previsti i seguenti interventi:
4. Gli interventi di cui al comma 3 sono coordinati dall’ufficio di genere istituito presso l’assessorato regionale competente in materia di bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione.
1. La Regione si propone di costruire entro il 2007 uno schema di bilancio sociale, come forma di rendiconto utile, per consentire ai cittadini la verifica della coerenza tra gli obiettivi e le modalità attuate per realizzarli.
2. Lo schema contiene i criteri di individuazione e di selezione delle iniziative da finanziare e prevede un insieme di rendiconti e di relazioni che illustrino con efficacia la missione, i programmi di sviluppo dell’attività sociale della Regione, nonché gli obiettivi relazionali perseguiti.
3. Lo schema di bilancio sociale di cui al comma 2 è realizzato dall’assessorato regionale competente in materia di bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione con il supporto dell’Agenzia regionale per gli investimenti e lo sviluppo del Lazio - Sviluppo Lazio S.p.a. ed è sottoposto al processo di partecipazione unitamente ai documenti di cui all’articolo 3 bis della legge regionale 20 novembre 2001, n. 25 (Norme in materia di programmazione, bilancio e contabilità della Regione) e successive modifiche.
1. Per perseguire le finalità di contrasto dell’esclusione e dell’emarginazione sociale, il fondo per il microcredito, in attuazione dell’articolo 1, comma 27, della legge regionale 18 settembre 2006, n. 10 relativo al fondo per il microcredito è integrato con 3 milioni di euro per l’annualità 2007, derivanti dalla emissione obbligazionaria della Regione del 19 aprile 2006.
1. Al fine di far fronte all’attuale situazione di “emergenza casa” presente sul territorio della Regione, nell’ambito dell’UPB E62 è istituito un apposito capitolo denominato “Contributi per l’emergenza abitativa a favore di comuni del Lazio ad alta tensione abitativa con popolazione inferiore a 150.000 abitanti” con lo stanziamento per l’anno 2007 di 40 milioni di euro.
2. La Giunta regionale con propria deliberazione, sentita la commissione consiliare permanente competente per materia, individua gli interventi da realizzare e le modalità di concessione ed erogazione dei finanziamenti.
1. Fermi restando i requisiti di cui all’articolo 1 della legge regionale 3 agosto 2004, n. 10 (Interventi straordinari in favore di soci di cooperative edilizie in difficoltà economiche), la Regione concede un contributo a fondo perduto di 10 mila euro in favore dei soggetti partecipanti all’avviso pubblico di cui alla deliberazione della Giunta regionale 12 novembre 2004, n. 1045 (Legge regionale n. 10/2004. Definizione dei criteri e modalità di erogazione dei contributi straordinari a favore dei soci di cooperative edilizie in difficoltà economiche) che sono stati ricompresi negli elenchi 3 e 5 allegati alla deliberazione della Giunta regionale 16 maggio 2006, n. 284 (Legge regionale n. 10/2004. Definizione dei criteri e modalità di erogazione dei contributi straordinari a favore dei soci di cooperative edilizie in difficoltà economiche. Graduatoria definitiva di ammissibilità al contributo) e che sono, nel seguente ordine di priorità:
2. In relazione a quanto previsto al comma 1, coloro che non hanno partecipato all’avviso pubblico di cui al medesimo comma possono presentare domanda entro il termine di sessanta giorni decorrente dalla data di entrata in vigore della presente legge.
3. Il socio può indicare alla Regione una persona del proprio nucleo familiare fino al secondo grado di parentela, a cui concedere in alternativa il contributo regionale, che sia in possesso dei prescritti requisiti soggettivi, quale assegnatario dell’alloggio.
4. I contributi sono concessi nei limiti delle disponibilità finanziarie programmate per le finalità della presente legge, secondo l’ordine indicato ai commi precedenti e in subordine con priorità ai richiedenti con il reddito complessivo familiare più basso.
5. Sono in ogni caso escluse le domande di soci di cooperative edilizie le cui condizioni di difficoltà economiche, previste dall’articolo 1 della l.r. 10/2004, si sono verificate successivamente all’entrata in vigore del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122 (Disposizioni per la tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire, a norma della legge 2 agosto 2004, n. 210).
6. Gli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo gravano sugli stanziamenti dell’UPB C22 del bilancio regionale a valere sulla programmazione fondi di edilizia residenziale pubblica agevolata.
1. Nelle more di una riforma organica della materia, la Regione, in considerazione dell’esigenza di ripianare, in particolare, il deficit di gestione delle aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica (ATER) e rilanciare l’intervento pubblico nel settore della casa, disciplina la cessione in proprietà degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa ed i relativi piani. (2)
2. Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, come individuati ai sensi della legge 24 dicembre 1993, n. 560 (Norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) e successive modifiche e della legge regionale 29 agosto 1991, n. 42 (Disciplina per la cessione in proprietà degli alloggi degli Istituti autonomi case popolari del Lazio, costruiti senza il contributo o il concorso dello Stato) e successive modifiche nonché della legge regionale 6 agosto 1999, n. 12 e successive modifiche e comunque a qualsiasi titolo compresi nel patrimonio destinato all’edilizia residenziale pubblica di proprietà delle ATER, dei comuni e degli altri enti pubblici territoriali, sono ceduti sulla base delle seguenti disposizioni. (3)
3. Gli enti proprietari formulano piani di cessione degli alloggi in misura non superiore al 15 per cento su base annua e comunque contenuti nella misura massima del 30 per cento del patrimonio complessivo. La Giunta regionale approva, sentita la competente commissione consiliare, i piani ed emana direttive per l’attuazione delle presenti disposizioni. I comuni e gli altri enti pubblici territoriali, con un numero complessivo di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa inferiore a quaranta unità, possono derogare alla suddetta aliquota massima.(4)
4. Hanno titolo all’acquisto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, purché in regola con il pagamento del canone, degli oneri e delle indennità prima della stipula dell’atto di compravendita:
a) gli assegnatari, o su richiesta dell'assegnatario, i componenti il nucleo familiare conviventi con l’assegnatario; (5)
5. Il prezzo di cessione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa è costituito dal valore che risulta applicando un moltiplicatore compreso tra 100 e 150 alle rendite catastali aggiornate ai sensi dell’articolo 80 della legge regionale 28 aprile 2006, n. 4, relativo all’adeguamento del prezzo di cessione dei beni intestati all’ente gestore di alloggi di edilizia pubblica, con particolare riferimento agli immobili ubicati in zone di pregio. L’ente proprietario, con motivata deliberazione, nel formulare il piano di cessione di cui al comma 3, determina i criteri di applicazione del moltiplicatore.(9)
6. Al prezzo di cessione come determinato ai sensi del comma 5 si applica la riduzione dell’1 per cento per ogni anno di anzianità di costruzione dell’immobile, fino al limite massimo del 20 per cento, incrementato di un ulteriore 5 per cento per coloro che, acquistando l’alloggio condotto con regolare assegnazione, risultino in regola con i pagamenti richiesti . Agli stabili individuati come di pregio ai sensi della normativa vigente ed inseriti nei piani di cessione, il limite massimo è ridotto al 10 per cento. Al prezzo di cessione come sopra determinato si applica l’ulteriore riduzione del 10 per cento in caso di acquisto collettivo contestuale, con atto unico, pari al 100 per cento degli alloggi cedibili compresi in ciascuno stabile posto in vendita. (10)
7. Con riferimento all’articolo 1, comma 10 bis, della l. 560/1993, come aggiunto dall’articolo 4 della legge 30 aprile 1999, n. 136, il prezzo determinato ai sensi del comma 5 è aumentato dei costi sostenuti per interventi di manutenzione straordinaria documentati dall’ente gestore, effettuati dal 30 aprile 1999 in edifici inseriti nei piani di cessione già approvati e, per i nuovi piani, dalla data di approvazione di questi ultimi.
8. I termini previsti al comma 20 della l. 560/1993 e all’articolo 9 della l.r. 42/1991 per l’alienazione degli alloggi acquistati, sono ridotti a cinque anni nei seguenti casi:
a) invalidità superiore al 66 per cento dell’acquirente o di un componente del nucleo familiare convivente con l'acquirente tale da non consentire la fruizione dell’alloggio, documentata con certificazione rilasciata dalla azienda unità sanitaria locale o da altra struttura pubblica competente;
c) età dell'acquirente superiore ad anni 65;
9. Gli inquilini assegnatari, in caso di vendita del patrimonio di edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa di proprietà delle ATER, dei comuni e degli altri enti pubblici territoriali, possono manifestare la volontà all’acquisto entro due mesi dalla data di comunicazione formale da parte dell’ente proprietario. (12)
10. Gli alloggi compresi nelle zone omogenee A, come definite dall’articolo 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, del Ministro per i lavori pubblici, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 16 aprile 1968, n. 97, occupati senza titolo alla data del 20 novembre 2006 e non regolarizzati con le modalità previste dall’articolo 53, possono essere alienati con procedura ad evidenza pubblica, con diritto di prelazione sul prezzo finale d’asta in favore dell’occupante.(13)
10bis. In caso di vendita successiva al termine previsto dalle disposizioni richiamate al comma 8 o al termine ridotto previsto dallo stesso comma, le ATER, i comuni e gli altri enti pubblici territoriali possono esercitare il diritto di prelazione con le modalità di cui all’articolo 28, nono comma, della legge 8 agosto 1977, n. 513 (Provvedimenti urgenti per l’accelerazione dei programmi in corso, finanziamento di un programma straordinario e canone minimo dell’edilizia residenziale pubblica) e successive modifiche solo nei casi in cui l’acquirente non intenda estinguere il diritto di prelazione versando un importo pari al 10 per cento dell’immobile calcolato sulla base della vigente rendita catastale. Tale disposizione si applica esclusivamente agli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa finanziati dopo la data di entrata in vigore della l. 513/1977. Per gli alloggi realizzati nei piani di zona ed alienati in diritto di superficie anziché in diritto di proprietà la procedura di estinzione del diritto di prelazione prevede una riduzione pari al 50 per cento dell’importo calcolato sulla base della vigente rendita catastale. Le ATER, i comuni e gli altri enti pubblici territoriali al fine di agevolare ed incentivare tale procedura possono autorizzare formule rateali per il recupero di detto importo. (14)
Art. 48bis (14a)
1. Gli enti gestori possono formulare specifici piani di cessione per gli alloggi di elevato pregio immobiliare, determinati attraverso un piano predisposto dall’ente gestore e approvato dalla Giunta regionale; per tali alloggi il costo è determinato dal valore OMI minimo aggiornato al quale possono essere applicati abbattimenti in relazione alla effettiva categoria dell’immobile, alle sue condizioni ed ai lavori sostenuti documentati. (14b)
1 bis. Ai fini dell’applicazione da parte degli enti gestori degli abbattimenti fino al cinquanta per cento del prezzo di cessione ai sensi del comma 1, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, la Giunta regionale, con propria deliberazione, sentita la commissione consiliare competente per materia, definisce i parametri relativi ai criteri di cui al comma 1. (14c)
1 ter. Gli enti gestori al fine di garantire un’ampia partecipazione alle procedure di alienazione garantiscono la possibilità per gli acquirenti di attivare procedure di acquisto rateali fino ad un massimo di anni trenta. (14d)
1 quater. Gli enti gestori durante le procedure preliminari di stesura dei piani di vendita possono verificare lo stato manutentivo degli immobili nel loro complesso ed individuare ulteriori forme di abbattimento. (14d)
1. I proventi derivanti dall’alienazione degli immobili rimangono nella disponibilità degli enti alienanti e sono da destinare al reinvestimento in edifici ed aree edificabili, per la riqualificazione e l’incremento del patrimonio abitativo pubblico, mediante nuove costruzioni, recupero e manutenzione straordinaria di quelle esistenti e programmi integrati, in opere di urbanizzazione socialmente rilevanti e interventi di edilizia agevolata o autofinanziata con l’obbligo dell’assegnazione con patto di futura vendita di almeno il 25 per cento degli alloggi, nonché nei limiti del 15 per cento dei proventi stessi per la gestione di contratti di servizio e spese correnti necessarie ad affrontare l’emergenza abitativa, alla manutenzione degli alloggi in attesa di assegnazione, secondo i criteri stabiliti dalla Giunta regionale, e ad iniziative dirette a reprimere le occupazioni illegali diffuse e ad agevolare le assegnazioni, ivi comprese le spese legali. (15)
2. I proventi derivanti dall’alienazione degli alloggi e delle unità immobiliari delle ATER, ai fini del risanamento di cui all’articolo 17, comma 5 della legge regionale 3 settembre 2002, n. 30 (Ordinamento degli enti regionali operanti in materia di edilizia residenziale pubblica), sono impiegati secondo quanto previsto dall’articolo 10, comma 3 della legge regionale 17 febbraio 2005, n. 9 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2005). A tal fine le ATER unitamente al piano di cessione trasmettono alla Regione, per l’approvazione, anche il previsto piano per il risanamento economico-finanziario. (16)
3. Nella fase di approvazione dei piani di cessione formulati dalle singole ATER, la Regione può determinare la percentuale dei proventi da destinare al risanamento economico finanziario delle ATER medesime.
4. Gli enti di cui al comma 1 trasmettono alla Giunta regionale, per l'approvazione, i programmi di destinazione ed utilizzazione dei proventi derivanti dalle alienazioni.(16a)
5. La Regione, nelle more dell’approvazione di un’organica disciplina in materia di bioedilizia e architettura sostenibile:
Art. 49bis (16b)
1. Nelle more della definizione dei criteri di cui all’articolo 4, comma 4, della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo) e successive modifiche per la fissazione dei canoni di locazione per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, i canoni applicati in base alla normativa regionale vigente sono maggiorati del 20 per cento, ad esclusione delle fasce sociali A e B.
2. Limitatamente agli alloggi delle ATER, nel caso in cui siano applicati canoni di importo inferiore al costo di gestione e manutenzione ordinaria dell’alloggio, nella misura fissata dalla Giunta regionale su proposta delle ATER stesse, sono stipulati contratti di servizio tra la Regione e la singola ATER, nei limiti e secondo i criteri determinati dalla Giunta regionale medesima, tenuto conto anche della gestione del patrimonio della stessa ATER. (18)
3. Coloro che superano per due anni consecutivi il limite di reddito annuo per la decadenza dall’assegnazione degli alloggi di cui al comma 2bis, non compresi nei piani di vendita, possono accettare, in luogo della risoluzione di diritto del contratto ai sensi dell’articolo 13 della l.r. 12/1999, l’applicazione di un canone determinato, sulla base di criteri stabiliti dalla Giunta regionale con apposita deliberazione, con riferimento, tenendo anche conto del reddito del nucleo familiare, agli accordi territoriali previsti dall’articolo 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo) e successive modifiche, depositati presso i comuni ove sono ubicati gli alloggi o, in caso di assenza, presso i comuni limitrofi o presso altri comuni della provincia. (20)
3 ter. Per i locali extraresidenziali di proprietà delle ATER in locazione alle associazioni senza fini di lucro, ciascuna ATER applica, in relazione alla peculiare finalità sociale perseguita da ciascuna associazione, un canone di importo non inferiore al 20 per cento di quello praticato sul mercato per i locali della stessa tipologia. (21a)3quater. La Giunta regionale con propria deliberazione, sentita la commissione consiliare competente, individua i criteri e le modalità in base ai quali le Ater provvedono ad assegnare alle associazioni senza fini di lucro i locali extraresidenziali non utilizzati. (21b)
3 quinquies. Nell’ambito della dismissione del patrimonio residenziale viene data priorità alla dismissione delle unità immobiliari ubicate all’interno di lotti o fabbricati nei quali è stata già formalmente costituita l’amministrazione condominiale autonoma, oppure sia attiva la gestione condominiale da parte degli enti gestori. Al fine di semplificare le dismissioni degli alloggi in oggetto la procedura di alienazione è sempre consentita per tutti gli immobili su richiesta del conduttore o degli aventi causa. Gli enti gestori procedono con la vendita applicando la disciplina di alienazione vigente al momento della richiesta. Gli enti gestori possono disporre per le unità immobiliari vuote procedure di vendita diretta attraverso asta pubblica oppure avviare la gestione della locazione ai sensi di quanto disposto dalla legge regionale 14 agosto 2017, n. 9 (Misure integrative, correttive e di coordinamento in materia di finanza pubblica regionale. Disposizioni varie). (21b) (21c)
1. Le somme provenienti dalla cessione degli alloggi e delle unità non residenziali autorizzate dal Consiglio regionale o dalla Giunta regionale, ai sensi della l. 560/1993 e successive modifiche, contabilizzate dalle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica (ATER), possono essere versate entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di esercizio su uno speciale conto corrente denominato “Fondo legge 24 dicembre 1993, n. 560” presso l’istituto bancario che svolge il servizio di cassa e sono utilizzate dalle ATER tramite specifici provvedimenti autorizzativi regionali. Le ATER possono trasferire, inoltre, sul suindicato speciale conto corrente tutti i proventi delle alienazioni degli alloggi di edilizia residenziale ai sensi della l. 560/1993, attualmente giacenti presso la tesoreria provinciale dello Stato. (22)
1. Sono fatti salvi i contratti di compravendita stipulati anche in difformità delle disposizioni contenute nell’articolo 48, alla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Sono, altresì, considerati conclusi ai fini del comma 1 i contratti di compravendita qualora l’ente proprietario o gestore venga effettivamente a conoscenza dell’accettazione, da parte dell’assegnatario, della proposta e del relativo prezzo di cessione dell’alloggio. In tal caso il prezzo di cessione dovuto dall’acquirente è incrementato della variazione percentuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo delle famiglie di operai e impiegati, a decorrere dalla data di comunicazione del predetto prezzo e comunque non anteriormente all’anno 2002, fino ad accettazione del prezzo. (25)
3. Le disposizioni contenute nell’articolo 48, ad eccezione di quelle indicate al comma 4 dello stesso articolo, non si applicano ai contratti di compravendita non conclusi per cause non imputabili agli aventi diritto, in riferimento ai piani di vendita già approvati. In tali casi, il prezzo degli alloggi è calcolato secondo la normativa dell’anno di approvazione del piano di vendita, fatta salva la rendita catastale determinata ai sensi della normativa statale vigente all’atto della stipula del contratto di compravendita, maggiorato della variazione percentuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo delle famiglie di operai e impiegati, a decorrere dalla data di comunicazione del predetto prezzo e comunque non anteriormente all’anno 2002, fino ad accettazione del prezzo. (26)
4. Alla l.r. 30/2002 sono apportate le seguenti modifiche:
1. In deroga all’articolo 15 della l.r. 12/1999, nei confronti di coloro che alla data del 20 novembre 2006 occupano senza titolo alloggi di edilizia residenziale pubblica il comune dispone, in presenza delle condizioni richieste per l’assegnazione, la regolarizzazione dell’alloggio. (30)
2. L’assegnazione in regolarizzazione di cui al comma 1 è subordinata:
3. Per il periodo dell’occupazione dell’alloggio è dovuta l’indennità di occupazione, calcolata ai sensi dell’articolo 15, comma 5, della l.r. 12/1999, e le spese per i servizi a rimborso, a decorrere dalla data di occupazione e fino alla data della presentazione della domanda, anche in forma dilazionata, in un numero massimo di 120 rate mensili, con un anticipo pari al 5 per cento della somma dovuta.
4. La regolarizzazione deve essere richiesta presentando domanda di assegnazione e regolarizzazione al comune redatta su apposito modello predisposto dalla Regione, in distribuzione presso i comuni e le Aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica (ATER). Il modello è approvato con delibera della Giunta regionale che stabilisce anche i termini e le modalità di presentazione. (35)
5. Nei casi di cessione volontaria, di accertata compravendita, di omessa denuncia di occupazione da parte di terzi dell’alloggio assegnato, di mancata riconsegna dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica all’ente gestore e comunque in tutti i casi di illegittima cessione dell’alloggio, l’assegnatario decade dal diritto e l’occupante non ha titolo all’acquisto dell’immobile e alla regolarizzazione della posizione amministrativa. E’ fatto obbligo ai comuni ed agli enti gestori di comunicare all’autorità competente all’emanazione della sanzione amministrativa prevista dall’articolo 15 della l.r. 12/1999 i nomi degli assegnatari che hanno ceduto illegittimamente gli alloggi loro assegnati. (36)
6. All’articolo 15 della l.r. 12/1999 sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2 le parole: “da lire 25 milioni” sono sostituite dalle seguenti: “ da 45 mila euro” e le parole: “a lire 30 milioni” sono sostituite dalle seguenti: “a 65 mila euro";
“3bis. Le sanzioni di cui al comma 2 vengono ridotte dell’80 per cento qualora l’occupante senza titolo riconsegni all’ente gestore l’alloggio entro sessanta giorni dalla richiesta di riconsegna da parte dell’ente stesso."; (38)
per l’edilizia residenziale pubblica - ATER)
1. Al fine di sostenere il completamento e la costruzione di edilizia sovvenzionata delle ATER del Lazio, la Regione stanzia nell’ambito dell’UPB E62 mediante l’istituzione di un apposito capitolo un finanziamento di complessivi 100 milioni di euro per il triennio 2007 – 2009 di cui 40 milioni di euro nel 2007, 40 milioni di euro nel 2008 e 20 milioni di euro nel 2009.
1. E’ istituito nell’ambito dell’UPB D44 un capitolo denominato “Anticipazione regionale delle risorse FAS e delle risorse comunitarie destinate all‘accordo programma quadro (APQ) rete ferroviaria regionale” per l’attuazione di un progetto unitario e integrato di rete ferroviaria regionale e metropolitana di cui al protocollo d’intesa siglato in data 14 febbraio 2006 dal Presidente della Regione con i Presidenti delle Province di Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo, dal Sindaco del Comune di Roma e da Ferrovie dello Stato Spa e Rete Ferroviaria Italiana Spa.
2. Lo stanziamento di una quota pari a 7 milioni di euro suddivisi per ogni annualità nel settennio 2007-2013, è destinato quale contributo della Regione al cofinanziamento regionale per la realizzazione degli obiettivi di cui all‘accordo programma quadro (APQ) rete ferroviaria regionale”.
3. A recupero delle risorse FAS e comunitarie per un importo complessivo di 49 milioni di euro si provvede all’atto della formale assegnazione di tali risorse.
1. La Regione promuove la realizzazione e la ristrutturazione, nell’ambito dei territori delle province coprendone nella misura più ampia possibile il territorio con esclusione della città di Roma, di impianti sportivi natatori comunali da utilizzare per lo svolgimento dei Campionati mondiali di nuoto del 2009. A tal fine, nell’ambito del capitolo G32501 sono destinati i seguenti stanziamenti:
2. Le modalità ed i criteri per la realizzazione degli interventi e per l’assegnazione dei fondi di cui al comma 1 alle amministrazioni comunali sono stabiliti con deliberazione della Giunta regionale, sentite le commissioni consiliari competenti, previo accordo con la commissione generale di indirizzo di cui al comma 3 dell’ordinanza n. 3489 del 29 dicembre 2005.
3. Nell’ambito delle disponibilità del capitolo G31502, la somma di 2 milioni 500 mila euro è assegnata, per l’anno 2007, al Comitato organizzatore dei mondiali di nuoto per l’attività di promozione dell’evento nel territorio regionale e per la promozione della regione negli eventi sportivi internazionali di Melbourne (Mondiali di nuoto) e Valencia (America’s Cup) nonché per le spese di organizzazione sostenute in funzione della preparazione dei Campionati mondiali di nuoto 2009 e per interventi di sostegno dell’associazionismo sportivo legato al mondo del nuoto e del mare e degli enti di promozione sportiva. Si procede con apposita convenzione con la Regione, sentita la competente commissione consiliare. (40)
4. Nell’ambito del medesimo capitolo G31502, le somme di 2 milioni 500 mila euro e 5 milioni di euro sono assegnate, rispettivamente per gli anni 2008 e 2009, al Comitato organizzatore dei mondiali di nuoto per la preparazione e realizzazione di eventi culturali e sportivi, compresa l’ospitalità delle squadre partecipanti nei comuni della Regione identificati e localizzati in accordo con il Comitato organizzatore.
(Criteri per la concessione delle agevolazioni alle imprese) (40a)
1. La Regione subordina la concessione alle imprese di agevolazioni previste dalla normativa dell’Unione europea, statale e regionale all’integrale applicazione dei contratti collettivi di lavoro nazionali e territoriali di settore nonché al rispetto della normativa vigente in materia di regolarità contributiva, assicurativa e di diritto al lavoro dei disabili. La Regione, con apposito provvedimento, individua un sistema premiante per le imprese che privilegino i rapporti di lavoro a tempo indeterminato o portino a termine percorsi di stabilizzazione dei contratti a tempo determinato o di tipo precario.(40b)
1. L’articolo 5 della l.r. 58/1993, come modificato dalla legge regionale 14 febbraio 2005, n. 7 concernente modifiche alle disposizioni in materia di trasporto pubblico non di linea, è sostituito dal seguente:
1. Il servizio di noleggio con conducente si rivolge all’utenza specifica che avanza, presso la sede del vettore, apposita richiesta per una determinata prestazione a tempo e/o a viaggio. Il prelevamento dell’utente o l’inizio del servizio avvengono all’interno del territorio del comune che ha rilasciato l’autorizzazione. Il servizio è effettuato per qualunque destinazione. Lo stazionamento dei mezzi avviene all’interno delle rimesse.”.
1. Al fine di sostenere lo sviluppo socio-economico del proprio territorio, la Regione promuove interventi straordinari minori per la viabilità, il recupero dei centri storici, degli edifici di pregio e di culto, l’acquisto, la realizzazione e manutenzione di centri socio-culturali, sportivi e di edilizia scolastica nonché le opere di recupero ambientale e l’acquisto e la gestione di strumenti tecnici finalizzati all’informazione e comunicazione di pubblica utilità, di cui alla tabella A parte integrante della presente legge, secondo gli importi indicati nella stessa relativamente a ciascun beneficiario. I relativi oneri gravano sullo stanziamento del capitolo C12520.
2. I soggetti beneficiari dei contributi previsti nella tabella A di cui al presente articolo, devono presentare agli uffici regionali competenti, entro il 30 giugno 2007, pena la decadenza del contributo, la documentazione necessaria per l’identificazione dettagliata del progetto così come richiesto dalla normativa vigente ed in particolare dalla disposizione di cui all’articolo 93, comma 3, della l.r. 6/1999.
1. Nell’ambito dell’UPB E62 è istituito un nuovo capitolo denominato “Contributi per il recupero ed il risanamento delle abitazioni nei centri storici minori del Lazio”, con uno stanziamento di 35 milioni di euro nel 2007, 40 milioni di euro nel 2008 e 41 milioni di euro nel 2009.
1. Al primo comma dell’articolo 20 della l.r. 35/1977, dopo le parole: “singole zone.” sono aggiunte le seguenti: “Con la medesima deliberazione i comuni con popolazione residente superiore a cinquemila abitanti possono ulteriormente aumentare, in misura non superiore al 20 per cento, i suddetti costi base di urbanizzazione in relazione all’incidenza degli oneri concernenti le infrastrutture per la mobilità e per la sosta.”.
1. La Regione, nel perseguire gli obiettivi di sviluppo, crescita e competitività, di coesione territoriale e sinergia tra soggetti pubblici e privati, riconosce, al contempo, la difesa dei diritti umani, economici e sociali e promuove il contrasto alla povertà e allo sfruttamento del lavoro minorile, la valorizzazione del capitale umano delle aziende, la riduzione della produzione dei rifiuti e del consumo energetico, il rafforzamento dell’inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche, in linea con la politica europea e nazionale di responsabilità sociale d’impresa. (40d)
1 bis. Per l’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. (40e)
2. In esecuzione di quanto previsto al comma 1 la Regione promuove interventi di:
3. Ai fini di cui ai commi 1 e 2, la Giunta regionale, anche avvalendosi del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro e di propri enti dipendenti dalla Regione, può attivare bandi, concorsi di idee, accordi e protocolli d’intesa e promuovere percorsi di formazione rivolti a consumatori, imprenditori, lavoratori, amministratori pubblici e consulenti, seminari, convegni, produzione di campagne pubblicitarie e altre iniziative volte a promuovere la cultura e gli strumenti della responsabilità sociale.
4. La Regione, nella promozione degli interventi regionali per la competitività, l’innovazione e lo sviluppo:
5. Sono destinatarie degli interventi di cui al comma 2 le piccole e medie imprese di tutti i settori economici operanti sia singolarmente che attraverso consorzi e società consortili ed associazioni di imprese, in particolare quelle localizzate in distretti industriali, filiere e sistemi produttivi locali.
6. Ai fini del presente articolo, sono piccole e medie imprese quelle rientranti nei parametri dimensionali previsti dalla normativa nazionale e comunitaria vigente in materia.
7. Non possono essere destinatari degli interventi di cui al presente articolo le imprese in difficoltà, secondo quanto definito dalla vigente normativa comunitaria in merito agli aiuti di stato.
8. La Giunta regionale con apposito provvedimento definisce gli indirizzi e destina le risorse, sulla base delle disponibilità di bilancio, per:
9. Per favorire la diffusione, il coordinamento e le azioni previste nel presente articolo è istituita la consulta regionale per la responsabilità sociale delle impreseche si avvale di una segreteria tecnica nell’ambito dell’osservatorio di competenza. (40c)
10. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale competente in materia di piccola e media impresa e sentita la commissione consiliare permanente competente per materia, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, stabilisce le modalità di costituzione e di funzionamento della consulta di cui al comma 9, nelle more dell’approvazione di un organico provvedimento legislativo.
1. Nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 37 e 38 relativi all’approvazione da parte del Consiglio regionale dei programmi operativi relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e al Fondo per le aree sottosviluppate (FAS) per le materie ambiente e prevenzione dei rischi e cultura, la Regione garantisce le condizioni di sostenibilità ambientale preservando e valorizzando le risorse naturali, culturali e paesaggistiche per aumentare la competitività regionale.
2. Per il conseguimento degli obiettivi di cui al comma 1, la Regione promuove:
3. Al fine di attuare l’obiettivo di cui al comma 2, lettera d) la Regione realizza un piano straordinario di risanamento delle risorse fluviali, lacuali e marine del Lazio, con interventi non compresi tra quelli di competenza degli ambiti territoriali ottimali (ATO), attraverso l’istituzione di un “Fondo speciale per il risanamento idrogeologico”.
4. Al fine di attuare l’obiettivo di cui al comma 2, lettera h) la Regione realizza un programma straordinario di interventi sui temi della raccolta differenziata, della riduzione dei consumi e dell’utilizzo dei materiali di recupero. In particolare, al fine di favorire politiche per la riduzione e il recupero dei rifiuti, la Regione, nel rispetto della normativa di settore e di quella sugli aiuti di Stato, promuove la realizzazione di distretti specializzati nel recupero, riparazione e riutilizzo delle merci, nella realizzazione di prodotti a partire esclusivamente da materie derivanti dal ciclo del riciclaggio, nonché provvede all’ erogazione di contributi ai comuni finalizzati alla realizzazione di impianti di trasformazione del rifiuto organico in materiale riutilizzabile anche come fertilizzante.
5. Al fine di attuare l’obiettivo di cui al comma 2, lettera g) la Regione realizza un programma straordinario di interventi prioritari in materia di sviluppo delle strutture culturali con particolare riferimento ai teatri comunali ed alle sedi espositive, da localizzare nelle aree territoriali carenti anche recuperando il patrimonio di archeologia industriale.
6. Il Fondo di cui al comma 3 è alimentato con uno stanziamento complessivo di 350 milioni di euro nel settennio 2007-2013. La Regione, nelle more della definizione degli accordi con il Ministero dell’ambiente e della assegnazione delle risorse FAS di cui alla legge 30 giugno 1998, n. 208 in materia di interventi nelle aree depresse, per il periodo suddetto istituisce nell’ambito dell’UPB D32 un capitolo denominato “Anticipazione regionale delle risorse nazionali e FAS di cui alla l. 208/1998 destinati al piano per il risanamento idrogeologico” con lo stanziamento di 40 milioni di euro per ciascuna annualità 2007-2013 e un capitolo denominato “Cofinanziamento regionale del piano straordinario di risanamento idrogeologico” con lo stanziamento di 10 milioni di euro per ciascuna annualità 2007-2013. Al recupero delle risorse nazionali per un complessivo importo di 140 milioni di euro e delle risorse FAS per un complessivo importo di 140 milioni di euro di cui all’anticipazione suddetta si provvede all’atto della definizione delle rispettive assegnazioni.
7. Il programma di cui al comma 4 da attuare nel periodo 2007-2013 è finanziato con uno stanziamento complessivo di 175 milioni di euro. A tal fine, nelle more dell’assegnazione dei fondi comunitari 2007-2013 di cui al programma operativo del Fondo FESR e delle risorse FAS di cui alla legge 208/1998 e in conformità alle disposizioni di cui al regolamento (CE) 1083/2006 del Consiglio dell’11 luglio 2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999 ed al regolamento (CE) 1080/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1783/1999, è istituito un capitolo nell’UPB E32 denominato “Anticipazione delle risorse FAS e delle risorse comunitarie FESR destinate al Programma dei rifiuti” con uno stanziamento annuale di 25 milioni di euro per ciascuna annualità 2007/2013. Al recupero delle risorse comunitarie e FAS per un complessivo importo di 175 milioni di euro si provvede all’atto della formale assegnazione di tali risorse.
8. Il programma di cui al comma 5 è finanziato con uno stanziamento complessivo di 42 milioni di euro. A tal fine, nelle more dell’assegnazione dei fondi comunitari 2007-2013 di cui al programma operativo del Fondo FESR e delle risorse FAS di cui alla l. 208/1998 e in conformità alle disposizioni di cui al regolamento (CE) 1083/2006 e al regolamento (CE) 1080/2006, nell’ambito dell’UPB G24 è istituito un capitolo con la denominazione “Anticipazione delle risorse FAS e delle risorse comunitarie FESR destinate alla valorizzazione delle risorse culturali per lo sviluppo” con uno stanziamento annuale di 6 milioni di euro per ciascuna annualità. Al recupero delle risorse comunitarie e FAS per un complessivo importo di 42 milioni di euro si provvede all’atto dell’assegnazione formale di dette risorse.
1. Nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 37 e 38 concernenti l’approvazione da parte del Consiglio regionale dei programmi operativi relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e al Fondo per le aree sottosviluppate (FAS) per le materie innovazione ed economia della conoscenza, la Regione promuove il rafforzamento della competitività del sistema produttivo attraverso la promozione dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.
2. La competitività del sistema produttivo è attuata con strumenti agevolativi selettivi per favorire l’innovazione e promuovere i processi di crescita e la valorizzazione delle esperienze dei distretti tecnologici e dei poli di eccellenza produttiva, caratterizzate da contenuti innovativi e potenzialità sul versante dell’esportazione.
3. L’innovazione e il trasferimento tecnologico sono attuati attraverso il rafforzamento e la messa in rete delle capacità regionali in materia di ricerca e sviluppo.
4. Le azioni per conseguire gli obiettivi di cui al presente articolo sono:
5. Ai fini di cui al presente articolo, nelle more dell’assegnazione dei fondi comunitari 2007-2013 di cui al programma operativo del FESR e delle risorse FAS di cui alla legge 30 giugno 1998, n. 208 in materia di interventi nelle aree depresse e in conformità alle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1080/2006, del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1783/1999, e al regolamento (CE) n. 1083/2006, del Consiglio dell’11 luglio 2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999, è istituito, nell’ambito dell’UPB C22 il capitolo denominato “Fondo per lo sviluppo economico e la competitività”, con uno stanziamento annuale di 40 milioni di euro per ciascuna annualità 2007-2013. Al conseguente recupero delle risorse comunitarie e del FAS per un complessivo importo di 280 milioni di euro si provvede all’atto formale di assegnazione delle risorse.
6. Le politiche per lo sviluppo economico e la competitività del sistema produttivo regionale, in attuazione dei commi l, 2 e 3, sono attivate in coerenza con gli obiettivi contenuti nei documenti di programmazione economico finanziaria regionale, nel rispetto della normativa in materia di aiuti di stato e, in particolare, perseguono gli obiettivi di:
7. Le politiche per lo sviluppo economico e la competitività sono attuate mediante programmi settoriali riferiti a specifiche aree tecnologico-produttive, tra cui il programma straordinario di ammodernamento tecnologico e sviluppo della ricerca nel settore sanitario di cui all’articolo 19, denominati programmi per lo sviluppo economico e la competitività, che si caratterizzano per:
1. Nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 37 e 38 concernenti l’approvazione da parte del Consiglio regionale dei programmi operativi relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e al Fondo per le aree sottosviluppate (FAS) per la materia accessibilità, la Regione promuove una mobilità integrata e sostenibile ed una società della conoscenza inclusiva per una maggiore efficienza del sistema Lazio.
2. Per il conseguimento degli obiettivi di cui al comma 1 la Regione promuove:
3. Al fine di realizzare quanto previsto al comma 2, lettera a), è attuato il seguente piano di opere pubbliche che, nella fase di progettazione, prevede processi di informazione e consultazione degli enti locali, delle forze sociali e dei cittadini tutti gli accorgimenti utili per minimizzare eventuali impatti ambientali:
b) realizzazione della trasversale nord Orte - Civitavecchia, per la quale, al concorso del relativo finanziamento, è stanziato sul bilancio regionale il complessivo importo 100 milioni di euro per gli anni 2007, 2008 e 2009;
c) opere relative all’adeguamento della Salaria, tratto Passo Corese - Rieti per il cui concorso nel bilancio regionale 2007 è stanziato il complessivo importo di 60 milioni di euro;
4. Nelle more dell’assegnazione delle risorse FAS di cui alla legge 30 giugno 1998, n. 208 in materia di interventi nelle aree depresse sono istituiti nell’ambito dell’UPB D12 i seguenti capitoli di spesa:
b) “Concorso regionale alla realizzazione della trasversale nord Orte - Civitavecchia” con lo stanziamento di 16 milioni di euro per l’anno 2007, 7 milioni di euro per l’anno 2008 e 7 milioni di euro per l’anno 2009;
c) ”Anticipazione regionale delle risorse FAS da destinare alle opere di adeguamento della Via Salaria, tratto Passo Corese - Rieti” con lo stanziamento di 9 milioni di euro per l’anno 2007, 19 milioni di euro per l’anno 2008 e 14 milioni di euro per l’anno 2009;
e) “Anticipazione regionale delle risorse FAS da destinare alla realizzazione del progetto di ampliamento e potenziamento dell’autostrada A24 - Realizzazione di una viabilità a carattere urbano complanare alla A24” con lo stanziamento di 7 milioni di euro per l’anno 2007, 14 milioni di euro per l’anno 2008 e 7 milioni di euro per l’anno 2009;
f) “Concorso regionale alla realizzazione del progetto di ampliamento e potenziamento dell’autostrada A24 - Realizzazione di una viabilità a carattere urbano complanare alla A24” con lo stanziamento di 3 milioni di euro per l’anno 2007, 6 milioni di euro per l’anno 2008 e 3 milioni di euro per l’anno 2009.
5. Al recupero delle risorse FAS di cui al comma 4 si provvede all’atto della formale assegnazione delle risorse medesime.
6. Nelle more dell’assegnazione dei fondi comunitari 2007-2013 e delle risorse FAS di cui alla l. 208/1998 e in conformità alle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 1083/2006, del Consiglio dell’11 luglio 2006 recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999, e al regolamento (CE) n. 1080/2006,del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 luglio 2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1783/1999, è istituito nell’ambito dell’UPB D44 un capitolo denominato “Anticipazione regionale delle risorse FAS e delle risorse comunitarie destinate all’accordo di programma quadro regionale in materia di mobilità sostenibile e accessibilità” con uno stanziamento annuale di 40 milioni di euro per ciascuna annualità 2007-2013 e un capitolo denominato “Cofinanziamento regionale dell’ accordo di programma quadro regionale in materia di mobilità sostenibile e accessibilità con uno stanziamento di 10 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2007-2013. Al conseguente recupero delle risorse comunitarie e del FAS per un complessivo importo di 280 milioni di euro si provvede all’atto della formale assegnazione delle risorse.
7. Al fine di realizzare quanto previsto comma 2 lettera b) e di contribuire alla competitività del sistema produttivo, la Regione nell’ambito della “competizione territoriale”, alla luce della sua posizione geografica, intende realizzare un programma straordinario di logistica del ciclo produttivo, sostenendo un sistema integrato di infrastrutture ed operatori per servizi logistici, fisici ed immateriali.
8. Il programma straordinario di cui al comma 7 è destinato all’ottimizzazione della logistica delle diverse filiere regionali, comprese quelle agricole, all’integrazione ed al coordinamento territoriale, valutando il territorio come strumento integratore tra imprese, sistemi produttivi e società.
9. Lo stanziamento di risorse per la realizzazione del programma è pari ad un importo complessivo di 35 milioni di euro a valere nel settennio 2007/2013. A tal fine, nelle more dell’assegnazione dei fondi comunitari 2007/2013 di cui al programma operativo del FESR e delle risorse FAS di cui alla l. 208/1998 e in conformità alle disposizioni di cui al reg. (CE) 1083/2006 e al reg. (CE) 1080/2006, è istituito nell’ambito dell’UPB B22 un capitolo denominato “Anticipazione regionale delle risorse FAS e delle risorse comunitarie FESR in materia di logistica del ciclo produttivo e dell’impresa” con uno stanziamento di 5 milioni di euro per ciascuna annualità 2007/2013. Al recupero delle risorse comunitarie e del FAS per un importo complessivo di 35 milioni di euro si provvede all’atto della formale assegnazione delle risorse medesime.
1. La Regione, al fine di ottimizzare l’impiego delle risorse comunitarie, definisce, prima della redazione del programma operativo, previsto dagli articoli di cui al presente titolo, nell’ambito degli assi di riferimento previsti dall’Unione europea, programmi di intervento, allocando risorse dei fondi FAS e FESR e cofinanziamenti nazionali e regionali, per complessivi 1512 milioni di euro, di cui 280 milioni di euro per l’asse innovazione ed economia della conoscenza, 567 milioni di euro per l’asse ambiente e prevenzione dei rischi e 565 milioni di euro per l’asse accessibilità.
2. Nei programmi operativi riguardanti l’utilizzo del FESR e del FAS può essere variata la distribuzione delle risorse tra gli assi nel limite del 10 per cento.
1. Al fine di finanziare gli interventi tesi a favorire l’accesso al credito e a promuovere l’innovazione e lo sviluppo dell’attività imprenditoriale nel Lazio, è istituito un apposito fondo denominato “Fondo regionale per le piccole e medie imprese". Una quota della dotazione annuale del fondo è destinata al sostegno al credito agli operatori del settore dell’agricoltura. (41c)
2. Per il perseguimento delle finalità di cui al comma 1, nel rispetto dei principi di efficienza ed efficacia dell’attività amministrativa nonché degli obblighi di pubblicità e trasparenza previsti dalla normativa vigente, il Consiglio regionale, con propria deliberazione, su proposta della Giunta regionale, approva, in coerenza con la programmazione europea in materia di politica di coesione, un piano contenente gli obiettivi prioritari degli interventi, i criteri e le modalità operative per l’utilizzo del Fondo regionale per le piccole e medie imprese, nonché la relativa ripartizione delle risorse.
3. Alla dotazione finanziaria del fondo di cui al comma 1 concorrono le residue disponibilità del Fondo rotativo per le PMI di cui all’articolo 67, nonché le residue disponibilità destinate:
b) al finanziamento del concorso finanziario per l’adeguamento alle norme antifumo di cui all’articolo 7 della legge regionale 17 febbraio 2005, n. 9 (Legge finanziaria regionale per l'esercizio 2005) e successive modifiche;
4. A decorrere dall’anno 2015 al rifinanziamento del Fondo di cui al comma 1 si provvede ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera c), della legge regionale 20 novembre 2001, n. 25 (Norme in materia di programmazione, bilancio e contabilità della Regione) e successive modifiche.
1. La Regione promuove un programma straordinario di costruzione od acquisizione e di manutenzione straordinaria dell’intero patrimonio scolastico del Lazio, con particolare riferimento agli edifici scolastici di competenza dei comuni e delle province. (42)
2. Il programma straordinario si articola in un programma triennale 2007-2009, con uno stanziamento complessivo di 200 milioni di euro per il triennio, di cui il 70 per cento per gli interventi dei comuni a valere sul capitolo F16501 (l.r. 12/1981 e l.r. 13/1981) e il 30 per cento per gli interventi delle province a valere sul capitolo F16503 (l.r. 6/1999, art. 52).
3. La Giunta regionale è autorizzata ad inserire il programma straordinario all’interno del programma di emissione di obbligazioni etiche di cui all’articolo 1, comma 20, della legge regionale 18 settembre 2006, n. 10.
4. La Regione, nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria e costruzione od acquisizione di nuovi edifici scolastici previsti dalla legge regionale 16 febbraio 1981, n. 12 (Norme in materia di edilizia scolastica) e successive modifiche nonché dall’articolo 52 della legge regionale 7 giugno 1999, n. 6, relativo all’istituzione di un fondo straordinario per l’edilizia scolastica, promuove la diffusione di interventi di messa in sicurezza, risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili. (43)
5. Nell’ambito degli stanziamenti previsti sul capitolo F16501 e sul capitolo F16503 sono prioritariamente finanziati i progetti presentati da comuni e province aventi le caratteristiche di cui al comma 4.5bis. L’eventuale proposta di acquisizione di nuovi edifici scolastici deve essere accompagnata dal parere favorevole del Comitato regionale per i lavori pubblici espresso ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera e quater) della legge regionale 31 gennaio 2002, n. 5 (Comitato regionale per i lavori pubblici) e successive modifiche. (44)
1. Nelle more della definizione della normativa statale sull’obbligo di istruzione ed in conformità con quanto previsto dalla legge finanziaria statale 2007 che all’articolo 1 comma 624 dispone la prosecuzione dei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui all’articolo 28 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 (Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell’articolo 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53) e la conferma dei finanziamenti statali destinati dalla normativa vigente alla realizzazione dei suddetti percorsi, la Regione, nell’ambito delle proprie competenze in materia, per assicurare la prosecuzione dei predetti percorsi triennali, provvede con uno stanziamento per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 pari a 33.717.579,76 euro, di cui 20 milioni di euro derivanti da anticipazione a valere sulle risorse del Fondo Sociale Europeo e confluenti in apposito capitolo istituito nell’ambito dell’UPB F 21 denominato “Anticipazione delle risorse del Fondo Sociale Europeo destinate al cofinanziamento dei percorsi triennali sperimentali di istruzione e formazione professionale” da ripartirsi tra le province secondo le disposizioni di cui alla deliberazione di Giunta regionale 20 giugno 2006, n. 347 (Sistema formativo regionale. Obbligo formativo e percorsi di istruzione e formazione professionale. Triennio 2006/2007, 2007/2008, 2008/2009).
1. La Regione si impegna a favorire le iniziative intraprese dagli enti locali e dalle istituzioni scolastiche relative alla valorizzazione della memoria storica sulla tragedia dell’olocausto. La Presidenza della Giunta regionale presenta annualmente un piano di interventi comprendenti, tra l’altro, il finanziamento di visite di studenti di campi di sterminio. Le modalità di applicazione della presente norma vengono regolamentate dalla Giunta regionale sentite le commissioni competenti.
2. Per le finalità previste dal presente articolo nel bilancio della Regione per l’esercizio finanziario 2007 è istituito, nell’ambito dell’UPB G11, un apposito capitolo di spesa denominato “Iniziative volte a favorire la memori storica sulla tragedia dell’olocausto” con uno stanziamento di 150 mila euro.
1. Al fine di consentire la realizzazione degli interventi finalizzati alla messa in sicurezza delle zone dei Comuni di Guidonia Montecelio e di Tivoli colpite dai fenomeni di subsidenza ed in attuazione dell’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3550 del 9 novembre 2006 è stanziato il complessivo importo di 20 milioni di euro di cui 15 milioni di euro gravanti sull’esercizio 2007 e 5 milioni di euro sull’esercizio 2008.
2. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede mediante l’istituzione nel bilancio regionale, nell’ambito dell’UPB E46, di un apposito capitolo di spesa denominato “Concorso della Regione alla realizzazione degli interventi finalizzati alla messa in sicurezza delle zone dei Comuni di Tivoli e di Guidonia Montecelio colpite dai fenomeni di subsidenza”.
1. I contributi previsti dalla presente legge sono concessi nel rispetto della normativa comunitaria vigente relativa agli aiuti di Stato, tenendo conto in particolare di quanto disciplinato ai commi 2 e 3.
2. I contributi di cui al comma 1, esentati dall’obbligo di notifica di cui all’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato che istituisce la Comunità europea, sono concessi nel rispetto dei regolamenti della Commissione europea, tenendo conto dei relativi periodi di validità, emanati in virtù del regolamento (CE) n.994/98 del Consiglio, del 7 maggio 1998, relativo all’applicazione degli articoli 92 e 93 del Trattato CE concernenti gli aiuti di Stato.
3. I contributi di cui al comma 1, soggetti alla procedura di notifica di cui all’articolo 88, paragrafo 3, del, Trattato che istituisce la Comunità europea, sono concessi a condizione che la Commissione europea abbia adottato o sia giustificato ritenere che abbia adottato una decisione di autorizzazione dei contributi stessi ai sensi del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, relativo all’applicazione dell’ articolo 93 del Trattato CE concernente gli aiuti di Stato. I contributi sono concessi a decorrere dalla data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione dell’avviso relativo all’autorizzazione esplicita o implicita della Commissione europea.
(1.01) Articolo abrogato dall'articolo 1, comma 105, lettera f) della legge regionale 13 agosto 2011, n. 12
(1.1) Comma modificato dall'articolo 1, comma 47, lettera a) della legge regionale 11 agosto 2008, n. 14
(1.2) Lettera aggiunta dall'articolo 1, comma 47, lettera b) della legge regionale 11 agosto 2008, n. 14
(1.3) Comma modificato dall'articolo 1, comma 47, lettera c), della legge regionale 11 agosto 2008, n. 14
(1.6) Alinea modificata dall'articolo 11, comma 17 della legge regionale 28 dicembre 2007, n. 27
(1.6.1) Lettera abrogata dall'articolo 1, comma 3, lettera a) della legge regionale 16 novembre 2015, n. 15 a decorrere dalla data di adozione della deliberazione prevista dall'articolo 1, comma 1, lettera b) della medesima l.r. 9/2015
(1.6.2) Lettera abrogata dall'articolo 8, comma 1, lettera c) della legge regionale 15 luglio 2015, n. 9 a decorrere dalla data di approvazione della deliberazione prevista dall'articolo 4, comma 4, della medesima l.r. 9/2015
(1.7) Comma abrogato dall'articolo 36, comma 1, lettera z) della legge regionale 28 giugno 2013, n. 4
(1a) Comma aggiunto dall'articolo 79, comma 1 della legge regionale 28 dicembre 2007, n. 26
(1b) Comma sostitutito dall'articolo 41, comma 6 della legge regionale 6 agosto 2007, n. 15
(1d) Numero modificato dall'articolo 16 della legge regionale 28 dicembre 2007, n. 26
(2) Comma modificato dall'articolo 1, comma 1 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(3) Comma modificato dall'articolo 1, commi 2 e 3 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(4) Comma modificato dall'articolo1, commi 4 e 5 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(5) Lettera modificata dall'articolo 1, comma 6, lettera a) della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(6) Lettera modificata dall'articolo 1, comma 6, lettera b) della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(7) Lettera modificata dall'articolo 1, comma 6, lettera c) della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(7a) Lettera aggiunta dall'articolo 67, comma 1, lettera a), della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 31
(8) Comma inserito dall'articolo 1, comma 7 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(9) Comma modificato dall'articolo 1, comma 8 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(10) Comma modificato dall'articolo 1, comma 9 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(11) Comma modificato dall'articolo 1,comma 10 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(12) Comma modificato dall'articolo 1, comma 11 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(13) Comma sostituito dall'articolo 1, comma 12 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(14) Comma aggiunto dall'articolo 1, comma 13 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11 poi modificato dall'articolo 67, comma 1, lettera b) della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 31 e dall’articolo 35, comma 1, lettera o), della legge regionale 10 agosto 2016, n. 12 e poi sostituito dall'articolo 83, comma 1, lettera a), della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7
(14a) Articolo aggiunto dall'articolo 3, comma 123 della legge regionale 31 dicembre 2016, n. 17
(14b) Comma modificato dall'articolo 2, comma 11, della legge regionale 14 agosto 2017, n. 9 e successivamente dall'articolo 83, comma 1, lettera b), numero 1), della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7
(14c) Comma aggiunto dall'articolo 17, comma 47 della legge regionale 14 agosto 2017, n. 9
(14d) Comma aggiunto dall'articolo 83, comma 1, lettera b), numero 2), della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7
(15) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(16) Comma modificato dall'articolo 2, comma 2 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(16a) Comma modificato dall'articolo 2, comma 145, lettera m) della legge regionale 14 luglio 2014, n. 7
(16b) Articolo aggiunto dall'articolo 3, comma 124 della legge regionale 31 dicembre 2016, n. 17 e poi sostituito dall'articolo 17, comma 65 della legge regionale 14 agosto 2017, n. 9
(17) Rubrica modificata dall'articolo 3, comma 1 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(18) Comma sostituito dall'articolo 3, comma 2 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(19) Comma inserito dall'articolo 3, comma 3 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(19a) Comma inserito dall'articolo 1, comma 52, lettera a), della legge regionale 11 agosto 2008, n. 14
(20) Comma sostituito dall'articolo 3, comma 4 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(21) Comma aggiunto dall'articolo 3, comma 5 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(21a) Comma aggiunto dall'articolo 1, comma 52, lettera b), della legge regionale 11 agosto 2008, n. 14 e poi modificato dall'articolo 67, comma 1, lettera c) della legge regionale 24 dicembre 2008, n. (21b) Comma aggiunto dall'articolo 67, comma 1, lettera d), della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 31
(21c) Comma sostituito dall'articolo 83, comma 1, lettera c), della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7
(22) Comma modificato dall'articolo 4, comma 1 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(23) Comma aggiunto dall'articolo 4, comma 2 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(24) Rubrica modificata dall'articolo 5, comma 1 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(25) Comma modificato dall'articolo 5, comma 2 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(26) Comma modificato dall'articolo 5, comma 3 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11 e po successivamente modificato dall'articolo 67, comma 1, lettera e), della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 31
(27) Comma inserito dall'articolo 5, comma 4 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(28) Lettera inserita dall'articolo 5, comma 5 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(29) Rubrica modificata dall'articolo 6, comma 1 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(30) Comma modificato dall'articolo 6, comma 2 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(31) Lettera modificata dall'articolo 6, comma 3, lettera a) della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(32) Lettera sostituita dall'articolo 6, comma 3, lettera b) della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(33) Lettera modificatra dal'articolo 6, comma 3, lettera c) della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(34) Comma inserito dall'articolo 6, comma 4 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(35) Comma modificato dall'articolo 6, comma 5 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(36) Comma sostituito dall'articolo 6, comma 6 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11 e poi sostituito dall'articolo 3, comma 125, della legge regionale 31 dicembre 2016, n. 17
(37) Comma inserito dall'articolo 6, comma 7 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(38) Lettera aggiunta dall'articolo 6, comma 8 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(39) Comma aggiunto dall'articolo 6, comma 9 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11
(40) Comma modificato dall'articolo 24, comma 3 della legge regionale 6 agosto 2007, n. 15
(40a) Rubrica modificata dall’articolo 15, comma 1, lettera a), della legge regionale 10 agosto 2016, n. 12
(40b)Comma modificato dall’articolo 15, comma 1, lettere b) e c), della legge regionale 10 agosto 2016, n. 12
(40c) Comma modificato dall'articolo 4, comma 8 della legge regionale 31 dicembre 2015, n. 17
(40d) Comma sostituito dall'articolo 26, comma 1, lettera a), della legge regionale 22 ottobre 2018, n. 7
(40e) Comma inserito dall'articolo 26, comma 1, lettera b), della legge regionale 22 ottobrre 2018, n. 7
(41) Lettera sostituita dall'articolo 34, comma 1 della legge regionale 6 agosto 2007, n. 15
(41a) Articolo sostituito dall'articolo 27, comma 1 della legge regionale 28 dicembre 2007, n. 26 e poi abrogato dall'articolo 4, comma 7, lettera b) della legge regionale 13 dicembre 2013, n. 10
(41b) Articolo sostituito dall'articolo 28, comma 1 della legge regionale 28 dicembre 2007, n. 26 e poi sostituito dall'articolo 4, comma 1 della legge regionale 13 dicembre 2013, n. 10
(41c) Comma modificato dall'articolo 2, comma 104, lettera a), della legge regionale 14 luglio 2014, n. 7
(41d) Comma inserito dall'articolo 2, comma 104, lettera b) della legge regionale 14 luglio 2014, n. 7
(41e) Lettera aggiunta dall'articolo 2, comma 104, lettera c) della legge regionale 14 luglio 2014, n. 7
(42) Comma modificato dall'articolo 36, comma 3 lettera a) della legge regionale 6 agosto 2007, n. 15
(43) Comma modificato dall'articolo 36, comma 3 lettera b) della legge regionale 6 agosto 2007, n. 15
(44) Comma aggiunto dall'articolo 36, comma 3 lettera c) della legge regionale 6 agosto 2007, n. 15
(46) L' allegato relativo al "Quadro A"- Provvedimenti legislativi regionali che vengono rifinanziati con leggi di bilancio2007- (articolo 2) e l'allegato relativo alla Tabella A (articolo 59) sono riportati nella sezione "Testo storico" della Banca dati delle leggi regionali

References: Art. 57
 articolo 4
in fine

Art. 48

Art. 49
 art. 52
 articolo 93