Source: http://www.studio-legale-online.net/2010/06/il-condominio-e-la-legislazione-speciale-impianti-termici/
Timestamp: 2019-04-25 20:30:16+00:00

Document:
Il condominio e la legislazione speciale: IMPIANTI TERMICI - Studio Legale OnlineStudio Legale Online
Il condominio e la legislazione speciale: IMPIANTI TERMICI
D.P.R. 28 giugno 1977, n. 1052 – Regolamento di esecuzione alla legge 30 aprile 1976, n. 373, relativa la consumo energetico per usi termici negli edifici (art. 18)
Gazzetta Ufficiale 6 febbraio 1978, n. 36, s.o.
Nel caso di ristrutturazione di edifici già dotati o da dotare di impianto di riscaldamento degli ambienti e nel caso di inserimento di un impianto di riscaldamento in un edificio che ne era sprovvisto, il sindaco, sentita la commissione edilizia comunale, può deliberare, in base a considerazioni tecniche, circa l’obbligo di attuazione globale o parziale dei seguenti provvedimenti:
isolamento termico delle coperture e dei solai su spazi aperti (porticati);
isolamento termico delle pareti (superfici opache e superfici trasparenti);
isolamento termico dell’impianto di riscaldamento;
miglioramento della tenuta dei serramenti.
D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 – Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell’art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (testo coordinato con le norme intervenute successivamente)
– il valore massimo della temperatura interna previsto dall’art. 4,
– le caratteristiche climatiche della zona,
– le caratteristiche termofisiche dell’involucro edilizio,
– il regime di conduzione dell’impianto in base agli obblighi di intermittenza-attenuazione previsti dall’art. 9 del presente decreto, un “rendimento globale medio stagionale”, definito al successivo comma 2, non inferiore al seguente valore:
Il rendimento globale medio stagionale risulta dal prodotto dei seguenti rendimenti medi stagionali: – rendimento di produzione,
– rendimento di regolazione,
– rendimento di distribuzione,
– rendimento di emissione,
per il significato di log Pn e per il fattore di conversione dell’energia elettrica in energia primaria vale quanto specificato ai commi 1 e 2 2 (comma abrogato dall’art. 16, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, come modificato dal’art. 7, comma 2, lett. a), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
– nuove installazioni di impianti termici, anche se al servizio delle singole unità immobiliari,
– ristrutturazioni di impianti termici centralizzati,
– ristrutturazioni della totalità degli impianti termici individuali appartenenti ad uno stesso edificio,
– trasformazioni da impianto termico centralizzato a impianti individuali,
– singole ristrutturazioni di impianti termici individuali già esistenti, siti in stabili plurifamiliari, qualora nella versione iniziale non dispongano già di camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell’edificio, funzionali ed idonei o comunque adeguabili alla applicazione di apparecchi con combustione asservita da ventilatore;
– nuove installazioni di impianti termici individuali in edificio assoggettato dalla legislazione nazionale o regionale vigente a categorie di intervento di tipo conservativo, precedentemente mai dotato di alcun tipo di impianto termico, a condizione che non esista camino, canna fumaria o sistema di evacuazione fumi funzionale ed idoneo, o comunque adeguabile allo scopo.
16. Ai fini di cui al comma 15 il limite di convenienza economica, per gli impianti di produzione di energia di nuova installazione o da ristrutturare, che determina l’obbligo del ricorso alle fonti rinnovabili di energia o assimilate è determinato dal recupero entro un periodo di otto anni degli extracosti dell’impianto che utilizza le fonti rinnovabili o assimilate rispetto ad un impianto convenzionale; il recupero, calcolato come tempo di ritorno semplice, è determinato dalle minori spese per l’acquisto del combustibile, o di altri vettori energetici, valutate ai costi di fornitura all’atto della compilazione del progetto, e dagli eventuali introiti determinati dalla vendita della sovrapproduzione di energia elettrica 5
o termica a terzi. Il tempo di ritorno semplice è elevato da otto a dieci anni per edifici siti nei centri urbani dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, al fine di tener conto della maggior importanza dell’impatto ambientale.
– dell’energia primaria immessa nella centrale termica attraverso i vettori energetici,
– dell’energia solare fornita all’edificio,
– degli apporti gratuiti interni quali, ad esempio, quelli dovuti al metabolismo degli abitanti, all’uso della cucina, agli elettrodomestici, all’illuminazione,
– dell’energia persa per trasmissione e per ventilazione attraverso l’involucro edilizio, comprendente quest’ultima anche l’energia associata all’umidità,
– dell’energia persa dall’impianto termico nelle fasi di produzione, regolazione, distribuzione ed emissione del calore.
– in termini di apporti:
– in termini di perdite:
7. Il valore del fabbisogno energetico normalizzato per la climatizzazione invernale di cui al comma 2, calcolato con le metodologie di cui ai commi 3, 4, 5, 6, deve risultare inferiore al seguente valore limite: 7
I = media aritmetica dei valori dell’irradianza solare media mensile sul piano orizzontale espressa in W/m2, la media è estesa a tutti i mesi dell’anno interamente compresi nel periodo di riscaldamento di cui al comma 1 del presente articolo; i valori saranno forniti dalle norme tecniche UNI di cui al comma 3;
1. L’esercizio e la manutenzione degli impianti termici sono affidati al proprietario, definito come alla lettera j) dell’articolo 1, comma 1, o per esso ad un terzo, avente i requisiti definiti alla lettera o) dell’articolo 1, comma 1, che se ne assume la responsabilità. L’eventuale atto di assunzione di responsabilità da parte del terzo, che lo espone altresì alle sanzioni amministrative previste dal comma 5 dell’ articolo 34 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, deve essere redatto in forma scritta e consegnato al proprietario. Il terzo eventualmente incaricato, non può delegare ad altri le responsabilità assunte, e può ricorrere solo occasionalmente al subappalto delle attività di sua competenza, fermo restando il rispetto della legge 5 marzo 1990 n. 46, per le attività di manutenzione straordinaria, e ferma restando la propria diretta responsabilità ai sensi degli articoli 1667 e seguenti del codice civile. Il ruolo di terzo responsabile di un impianto è incompatibile con il ruolo di fornitore di energia per il medesimo impianto, a meno che la fornitura sia effettuata 9
nell’ambito di un contratto servizio energia, con modalità definite con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro delle finanze (comma sostituito dall’art. 6, D.P.R. 19 agosto 1999, n. 551).
– al rispetto del periodo annuale di esercizio;
– all’osservanza dell’orario prescelto, nei limiti della durata giornaliera di attivazione consentita dall’art. 9;
– al mantenimento della temperatura ambiente entro i limiti consentiti dalle disposizioni di cui all’art. 4.
16. I generatori di calore per i quali, durante le operazioni di verifica in esercizio, siano stati rilevati rendimenti di combustione inferiori a quelli indicati alle lettere b) e d) del comma 14, sono comunque esclusi dalla conduzione in 11
esercizio continuo prevista alle lettere e), f), g) ed h) del comma 6 dell’art. 9 (comma abrogato dall’art. 16, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, come modificato dal’art. 7, comma 2, lett. a), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
20. Limitatamente agli impianti di potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW, gli enti di cui al comma 18 possono, nell’ambito della propria autonomia, con provvedimento reso noto alle popolazioni interessate, al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato e all’ENEA, stabilire che i controlli si intendano effettuati nei casi in cui i manutentori degli impianti termici o i terzi responsabili dell’esercizio e manutenzione o i proprietari degli stessi trasmettano, con le modalità ed entro i termini stabiliti dal provvedimento medesimo, apposita dichiarazione, redatta secondo il modello di cui all’allegato H, con timbro e firma del terzo responsabile o dell’operatore, nel caso la prima figura non esista per l’impianto specifico, e con connessa assunzione di responsabilità, attestante il rispetto delle norme del presente regolamento, con particolare riferimento ai risultati dell’ultima delle verifiche periodiche di cui al comma 12. Gli enti di cui al comma 18 possono altresì stabilire, per manutentori e terzi responsabili, l’obbligo di consegna periodica delle dichiarazioni di cui sopra su supporto informatico standardizzato. Gli enti, qualora ricorrano alla forma di verifica prevista al presente comma, devono comunque effettuare annualmente controlli tecnici a campione su almeno il 5% degli impianti di potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW esistenti sul territorio, scegliendoli tra quelli per i quali sia pervenuta nell’ultimo biennio la dichiarazione di avvenuta manutenzione, ai fini del riscontro della veridicità della dichiarazione stessa, provvedendo altresì ad effettuare, nei termini previsti dall’articolo 31, comma 3, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, i controlli su tutti gli impianti termici per i quali la dichiarazione di cui sopra risulti omessa o si evidenzino comunque situazioni di non conformità alle norme vigenti. Gli enti locali, al fine di massimizzare l’efficacia della propria azione, possono programmare i predetti controlli a campione dando priorità agli impianti più vecchi o per i quali si abbia comunque una indicazione di maggiore criticità, avendo peraltro cura di predisporre il campione in modo da evitare distorsioni di mercato. In conformità al principio stabilito dal comma 3, articolo 31, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, gli oneri per la effettuazione dei controlli a campione sono posti a carico di tutti gli utenti che presentino detta dichiarazione, con opportune procedure definite da ciascun ente locale nell’ambito della propria autonomia (comma sostituito dall’art. 15, D.P.R. 19 agosto 1999, n. 551 e abrogato dall’art. 16, D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, come modificato dall’art. 7, comma 2, lett. a), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 – Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia (testo coordinato con le norme intervenute successivamente; artt. 122-135)
Gazzetta Ufficiale 20 ottobre 2001, n. 245, s.o. n. 239
Capo VI – Norme per il contenimento del consumo di energia negli edifici
Art. 122 (L) – Ambito di applicazione (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 25)
Art. 123 (L) – Progettazione, messa in opera ed esercizio di edifici e di impianti (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 26)
1. Ai nuovi impianti, lavori, opere, modifiche, installazioni, relativi alle fonti rinnovabili di energia, alla conservazione, al risparmio e all’uso razionale dell’energia, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 17, commi 3 e 4, nel rispetto delle norme urbanistiche, di tutela artistico-storica e ambientale. Gli interventi di utilizzo delle fonti di energia di cui all’articolo 1 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, in edifici ed impianti industriali non sono soggetti ad autorizzazione specifica e sono assimilati a tutti gli effetti alla manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a). L’installazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di installatori qualificati, destinati unicamente alla produzione di acqua calda e di aria negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati annessi, è considerata estensione dell’impianto idrico-sanitario già in opera.
6. Gli impianti di riscaldamento al servizio di edifici di nuova costruzione, il cui permesso di costruire, sia rilasciata dopo il 25 luglio 1991, devono essere progettati e realizzati in modo tale da consentire l’adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unità immobiliare.
Art. 124 (L) – Limiti ai consumi di energia (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 27)
Art. 125 (L – R, commi 1 e 3) – Denuncia dei lavori, relazione tecnica e progettazione degli impianti e delle opere relativi alle fonti rinnovabili di energia, al risparmio e all’uso razionale dell’energia (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 28)
3. La documentazione deve essere compilata secondo le modalità stabilite con proprio decreto dal Ministro delle attività produttive. Una copia della documentazione è conservata dallo sportello unico ai fini dei controlli e delle verifiche di cui all’articolo 132. Altra copia della documentazione, restituita dallo sportello unico con l’attestazione dell’avvenuto deposito, deve essere consegnata a cura del proprietario dell’edificio, o di chi ne ha titolo, al direttore dei lavori ovvero, nel caso l’esistenza di questi non sia prevista dalla legislazione vigente, all’esecutore dei lavori. Il direttore ovvero l’esecutore dei lavori sono responsabili della conservazione di tale documentazione in cantiere.
Art. 126 (R) – Certificazione di impianti
Art. 127 (R) – Certificazione delle opere e collaudo (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 29)
Art. 128 (L) – Certificazione energetica degli edifici (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 30)
1. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle attività produttive, sentito il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Consiglio superiore dei lavori pubblici e l’ENEA, sono emanate norme per la certificazione energetica degli edifici. Tale decreto individua tra l’altro i soggetti abilitati alla certificazione.
Art. 129 (L) – Esercizio e manutenzione degli impianti (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 31)
Art. 130 (L) – Certificazioni e informazioni ai consumatori (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 32)
Art. 131 (L) – Controlli e verifiche (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 33; D.Lgs. n. 267/ 2000, artt. 107 e 109)
4. In caso di accertamento di difformità su opere terminate il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale ordina, a carico del proprietario, le modifiche necessarie per adeguare l’edificio alle caratteristiche previste dal presente capo.
Art. 132 (L) – Sanzioni (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 34)
1. L’inosservanza dell’obbligo di cui al comma 1 dell’articolo 125 è punita con la sanzione amministrativa non inferiore a 516 euro e non superiore a 2.582 euro.
2. Il proprietario dell’edificio nel quale sono eseguite opere difformi dalla documentazione depositata ai sensi dell’articolo 125 e che non osserva le disposizioni degli articoli 123 e 124 è punito con la sanzione amministrativa in misura non inferiore al 5 per cento e non superiore al 25 per cento del valore delle opere.
5. Il proprietario o l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne è assunta la responsabilità, che non ottempera a quanto stabilito dall’articolo 129, commi 1 e 2, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 516 euro e non superiore a 2.582 euro. Nel caso in cui venga sottoscritto un contratto nullo ai sensi del comma 4 dell’articolo 129, le parti sono punite ognuna con la sanzione amministrativa pari a un terzo dell’importo del contratto sottoscritto, fatta salva la nullità dello stesso.
6. L’inosservanza delle prescrizioni di cui all’articolo 130 è punita con la sanzione amministrativa non inferiore a 2.582 euro e non superiore a 25.822 euro, fatti salvi i casi di responsabilità penale.
8. L’inosservanza, della disposizione che impone la nomina, ai sensi dell’articolo 19 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, del tecnico responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, è punita con la sanzione amministrativa non inferiore a 5.164 euro e non superiore a 51.645 euro.
Art. 133 (L) – Provvedimenti di sospensione dei lavori (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 35; D.Lgs. n. 267/2000, artt. 107 e 109)
Art. 134 (L) – Irregolarità rilevate dall’acquirente o dal conduttore (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 36)
Art. 135 (L) – Applicazione (Legge 9 gennaio 1991, n. 10, art. 37)
2. Il D.P.R. 28 giugno 1977, n. 1052, si applica, in quanto compatibile con il presente capo e il comma 1 degli articoli 128 e 130, nonché con il titolo I della legge 9 gennaio 1991, n. 10, fino all’adozione dei decreti di cui ai commi 1, 2 e 4 dell’articolo 4 della legge medesima.
D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192 – Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia (testo coordinato con le norme intervenute successivamente)
a) attuazione omogenea e coordinata delle presenti norme
Art. 3 – Ambito di intervento
c) alla certificazione energetica degli edifici, secondo quanto previsto all’articolo 6 (comma sostituito dall’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
2) demolizione e ricostruzione in manutenzione straordinaria di edifici esistenti di superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati (numero modificato dall’art. 3, comma 1, lett. b), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311);
1) ristrutturazioni totali o parziali, manutenzione straordinaria dell’involucro edilizio e ampliamenti volumetrici all’infuori di quanto già previsto alle lettere a) e b) (numero sostituito dall’art. 3, comma 1, lett. c), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311);;
3. Sono escluse dall’applicazione del presente decreto le seguenti categorie di edifici e di impianti (periodo modificato dall’art. 3, comma 1, lett. d), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311);
a) gli immobili ricadenti nell’ambito della disciplina della parte seconda e dell’articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio nei casi in cui il rispetto delle prescrizioni implicherebbe un’alterazione inaccettabile del loro carattere o aspetto con particolare riferimento ai caratteri storici o artistici (lettera modificata dall’art. 3, comma 1, lett. e), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311);
c-bis) gli impianti installati ai fini del processo produttivo realizzato nell’edificio, anche se utilizzati, in parte non preponderante, per gli usi tipici del settore civile (lettera aggiunta dall’art. 3, comma 1, lett. f), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
Art. 4 – Adozione di criteri generali, di una metodologia di calcolo e requisiti della prestazione energetica
Art. 5 – Meccanismi di cooperazione
Art. 6 – Certificazione energetica degli edifici (rubrica sostituita dall’art. 2, comma 1, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311)
c) a decorrere dal 1° luglio 2009 alle singole unità immobiliari, nel caso di trasferimento a titolo oneroso (comma aggiunto dall’art. 2, comma 2, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
1-ter. A decorrere dal 1° gennaio 2007, l’attestato di certificazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare interessata, conforme a quanto specificato al comma 6, è necessario
per accedere agli incentivi ed alle agevolazioni di qualsiasi natura, sia come sgravi fiscali o contributi a carico di fondi pubblici o della generalità degli utenti, finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell’unità immobiliare, dell’edificio o degli impianti. Sono in ogni caso fatti salvi i diritti acquisiti ed il legittimo affidamento in relazione ad iniziative già formalmente avviate a realizzazione o notificate all’amministrazione competente, per le quali non necessita il preventivo assenso o concessione da parte della medesima (comma aggiunto dall’art. 2, comma 2, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
1-quater. A decorrere dal 1° luglio 2007, tutti i contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici, o nei quali figura comunque come committente un soggetto pubblico, debbono prevedere la predisposizione dell’attestato di certificazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare interessati entro i primi sei mesi di vigenza contrattuale, con predisposizione ed esposizione al pubblico della targa energetica (comma aggiunto dall’art. 2, comma 2, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
2-bis. Salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 2, l’attestato di qualificazione energetica può essere predisposto a cura dell’interessato, al fine di semplificare il rilascio della certificazione energetica, come precisato al comma 2 dell’allegato A (comma aggiunto dall’art. 2, comma 3, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
3. Nel caso di trasferimento a titolo oneroso di interi immobili o di singole unità immobiliari già dotati di attestato di certificazione energetica in base ai commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater, detto attestato è allegato all’atto di trasferimento a titolo oneroso, in originale o copia autenticata (comma sostituito dall’art. 2, comma 4, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
4. Nel caso di locazione di interi immobili o di singole unità immobiliari già dotati di attestato di certificazione energetica in base ai commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater, detto attestato è messo a disposizione del conduttore o ad esso consegnato in copia dichiarata dal proprietario conforme all’originale in suo possesso (comma sostituito dall’art. 2, comma 4, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
7. Negli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico, la cui metratura utile totale supera i 1000 metri quadrati, l’attestato di certificazione energetica è affisso nello stesso edificio a cui si riferisce in luogo facilmente visibile per il pubblico.
Art. 7 – Esercizio e manutenzione degli impianti termici per la climatizzazione invernale e estiva
2. L’operatore incaricato del controllo e della manutenzione degli impianti per la climatizzazione invernale ed estiva, esegue dette attività a regola d’arte, nel rispetto della normativa vigente.
L’operatore, al termine delle medesime operazioni, ha l’obbligo di redigere e sottoscrivere un rapporto di controllo tecnico conformemente ai modelli previsti dalle norme del presente decreto e dalle norme di attuazione, in relazione alle tipologie e potenzialità dell’impianto, da rilasciare al soggetto di cui al comma 1 che ne sottoscrive copia per ricevuta e presa visione.
Art. 8 – Relazione tecnica, accertamenti e ispezioni
2. La conformità delle opere realizzate rispetto al progetto e alle sue eventuali varianti ed alla relazione tecnica di cui al comma 1, nonché l’attestato di qualificazione energetica dell’edificio come realizzato, devono essere asseverati dal direttore dei lavori e presentati al comune di competenza contestualmente alla dichiarazione di fine lavori senza alcun onere aggiuntivo per il committente. La dichiarazione di fine lavori è inefficace a qualsiasi titolo se la stessa non è accompagnata da tale documentazione asseverata (comma sostituito dall’art. 3, comma 1, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
3. Una copia della documentazione di cui ai commi 1 e 2 è conservata dal comune, anche ai fini degli accertamenti di cui al comma 4. A tale scopo, il comune può richiedere la consegna della documentazione anche in forma informatica (comma sostituito dall’art. 3, comma 1, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
Art. 9 – Funzioni delle regioni e degli enti locali
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono all’attuazione del presente decreto. 4
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, allo scopo di facilitare e omogeneizzare territorialmente l’impegno degli enti o organismi preposti agli accertamenti e alle ispezioni sugli edifici e sugli impianti, nonché per adempiere in modo più efficace agli obblighi previsti al comma 2, possono promuovere la realizzazione di programmi informatici per la costituzione dei catasti degli impianti di climatizzazione presso le autorità competenti, senza nuovi o maggiori oneri per gli enti interessati. In questo caso, stabilendo contestualmente l’obbligo per i soggetti di cui all’articolo 7, comma 1, di comunicare ai Comuni le principali caratteristiche del proprio impianto e le successive modifiche significative e per i soggetti di cui all’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1999, n. 551, di comunicare le informazioni relative all’ubicazione e alla titolarità degli impianti riforniti negli ultimi dodici mesi.
3-bis. Ai sensi dell’articolo 1, comma 3, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in accordo con gli enti locali, predispongono entro il 31 dicembre 2008 un programma di sensibilizzazione e riqualificazione energetica del parco immobiliare territoriale, sviluppando in particolare alcuni dei seguenti aspetti:
f) la facoltà di promuovere, con istituti di credito, di strumenti di finanziamento agevolato destinati alla realizzazione degli interventi di miglioramento individuati con le diagnosi energetiche nell’attestato di certificazione energetica, o in occasione delle attività ispettive di cui all’allegato L, comma 16 (comma aggiunto dall’art. 4, comma 1, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
3-ter. Ai fini della predisposizione del programma di cui al comma 3-bis, i comuni possono richiedere ai proprietari e agli amministratori degli immobili nel territorio di competenza di fornire gli elementi essenziali, complementari a quelli previsti per il catasto degli impianti di climatizzazione di cui al comma 3, per la costituzione di un sistema informativo relativo agli usi energetici degli edifici. A titolo esemplificativo, tra detti elementi, si segnalano: il volume lordo climatizzato, la superficie utile corrispondente e i relativi consumi di combustibile e di energia elettrica (comma aggiunto dall’art. 4, comma 1, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
3-quater. Su richiesta delle regioni e dei comuni, le aziende di distribuzione dell’energia rendono disponibili i dati che le predette amministrazioni ritengono utili per i riscontri e le elaborazioni necessarie alla migliore costituzione del sistema informativo di cui al comma 3-ter (comma aggiunto dall’art. 4, comma 1, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
3-quinquies. I dati di cui ai commi 3, 3-ter e 3-quater possono essere utilizzati dalla pubblica amministrazione esclusivamente ai fini dell’applicazione del presente decreto legislativo (comma aggiunto dall’art. 4, comma 1, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
5-bis. Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali considerano, nelle normative e negli strumenti di pianificazione ed urbanistici di competenza, le norme contenute nel presente decreto, ponendo particolare attenzione alle soluzioni tipologiche e tecnologiche volte all’uso razionale dell’energia e all’uso di fonti energetiche rinnovabili, con indicazioni anche in ordine all’orientamento e alla conformazione degli edifici da realizzare per massimizzare lo sfruttamento della radiazione solare e con particolare cura nel non penalizzare, in termini di volume edificabile, le scelte conseguenti (comma aggiunto dall’art. 4, comma 2, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
Art. 10 – Monitoraggio, analisi, valutazione e adeguamento della normativa energetica nazionale e regionale
Art. 11 – Requisiti della prestazione energetica degli edifici
1-bis. Fino alla data di entrata in vigore delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici, di cui all’articolo 6, comma 9, l’attestato di certificazione energetica degli edifici è sostituito a tutti gli effetti dall’attestato di qualificazione energetica rilasciato ai sensi dell’articolo 8, comma 2, o da una equivalente procedura di certificazione energetica stabilita dal comune con proprio regolamento antecedente alla data dell’8 ottobre 2005 (comma aggiunto dall’art. 5, comma 1, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
1-ter. Trascorsi dodici mesi dall’emanazione delle Linee guida nazionali di cui all’articolo 6, comma 9, l’attestato di qualificazione energetica e la equivalente procedura di certificazione energetica stabilita dal comune perdono la loro efficacia ai fini di cui al comma 1-bis (comma aggiunto dall’art. 5, comma 1, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
Art. 12 – Esercizio, manutenzione e ispezione degli impianti termici
1. Fino alla data di entrata in vigore dei decreti di cui all’articolo 4, comma 1, il contenimento dei consumi di energia nell’esercizio e manutenzione degli impianti termici esistenti per il riscaldamento invernale, le ispezioni periodiche, e i requisiti minimi degli organismi esterni incaricati delle ispezioni stesse sono disciplinati dagli articoli 7 e 9, dal decreto del Presidente della Repubblica del 26 agosto 1993, n. 412, e successive modificazioni, e dalle disposizioni di cui all’allegato L.
Art. 13 – Misure di accompagnamento
Art. 14 – Copertura finanziaria
1. Il professionista qualificato che rilascia la relazione di cui all’articolo 8 compilata senza il rispetto delle modalità stabilite nel decreto di cui all’articolo 8, comma 1, o un attestato di certificazione o qualificazione energetica senza il rispetto dei criteri e delle metodologie di cui all’articolo 4, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa pari al 30 per cento della parcella calcolata secondo la vigente tariffa professionale (comma modificato dall’art. 6, comma 1, lett. a), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
2. Salvo che il fatto costituisca reato, il professionista qualificato che rilascia la relazione di cui all’articolo 8 o un attestato di certificazione o qualificazione energetica non veritieri, è punito con la sanzione amministrativa pari al 70 per cento della parcella calcolata secondo la vigente tariffa professionale; in questo caso l’autorità che applica la sanzione deve darne comunicazione all’ordine o al collegio professionale competente per i provvedimenti disciplinari conseguenti (comma modificato dall’art. 6, comma 1, lett. b), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
3. Il direttore dei lavori che omette di presentare al Comune l’asseverazione di conformità delle opere e dell’attestato di qualificazione energetica, di cui all’articolo 8, comma 2, contestualmente alla dichiarazione di fine lavori, è punito con la sanzione amministrativa pari al 50 per cento della parcella calcolata secondo vigente tariffa professionale; l’autorità che applica la sanzione deve darne comunicazione all’ordine o al collegio professionale competente per i provvedimenti disciplinari conseguenti (comma modificato dall’art. 6, comma 1, lett. c), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
4. Salvo che il fatto costituisca reato, il direttore dei lavori che presenta al comune la asseverazione di cui all’articolo 8, comma 2, nella quale attesta falsamente la correttezza dell’attestato di qualificazione energetica o la conformità delle opere realizzate rispetto al progetto o alla relazione tecnica di cui all’articolo 28, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, è punito con la sanzione amministrativa di 5.000 euro (comma così sostituito dall’art. 6, comma 1, lett. d), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
5. Il proprietario o il conduttore dell’unità immobiliare, l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne è assunta la responsabilità, che non ottempera a quanto stabilito dell’articolo 7, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3000 euro.
6. L’operatore incaricato del controllo e manutenzione, che non ottempera a quanto stabilito all’articolo 7, comma 2, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 1000 euro e non superiore a 6000 euro. L’autorità che applica la sanzione deve darne comunicazione alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di appartenenza per i provvedimenti disciplinari conseguenti. 7
7. Il costruttore che non consegna al proprietario, contestualmente all’immobile, l’originale della certificazione energetica di cui all’articolo 6, comma 1, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 5000 euro e non superiore a 30000 euro.
8. In caso di violazione dell’obbligo previsto dall’articolo 6, comma 3, il contratto è nullo. La nullità può essere fatta valere solo dall’acquirente (comma modificato dall’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
Art. 16 – Abrogazioni e disposizioni finali
a) l’articolo 4, commi 1, 2 e 4; l’articolo 28, commi 3 e 4; l’articolo 29; l’articolo 30; l’articolo 31, comma 2, l’articolo 33, commi 1 e 2; l’articolo 34, comma 3 (comma sostituito dall’art. 7, comma 1, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
“2. Per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento del consumo energetico ed all’utilizzazione delle fonti di energia di cui all’articolo 1, individuati attraverso un attestato di certificazione energetica o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato, le pertinenti decisioni condominiali sono valide se adottate con la maggioranza semplice delle quote millesimali” (comma aggiunto dall’art. 7, comma 1, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
2. Il decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, si applica, in quanto compatibile con il presente decreto legislativo, e può essere modificato o abrogato con i decreti di cui all’articolo 4. Di tale decreto sono abrogate le seguenti norme:
a) l’articolo 5, commi 1, 2, 3 e 4; l’articolo 7, comma 7; l’articolo 8; l’articolo 11, commi 4, 12, 14, 15, 16, 18, 19, 20 (comma sostituito dall’art. 7, comma 2, D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311).
3. È abrogato l’articolo 1 del decreto del Ministro dell’industria commercio e artigianato in data 6 agosto 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 24 agosto 1994, recante recepimento delle norme UNI attuative del decreto del Presidente della Repubblica del 26 agosto 1993, n. 412, recante il regolamento per il contenimento dei consumi di energia degli impianti termici degli edifici, e rettifica del valore limite del fabbisogno energetico normalizzato.
Art. 17 – Clausola di cedevolezza
(Allegati omessi)*
* Il D.Lgs. 29 dicembre 2006, n. 311 ha sostituito gli allegati A, C, E, F, G, H, I e L (art. 8, comma 1) e ha abrogato l’allegato D (art. 8, comma 2).
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – Norme in materia ambientale (artt. 282-289)
Gazzetta Ufficiale 14 aprile 2006, n. 88
a) impianto termico: impianto destinalo alla produzione di calore costituito da uno o più generatori di calore e da un unico sistema di distribuzione e utilizzazione di tale calore, nonché da appositi dispositivi di regolazione e di controllo;
1. È punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 516 euro a 2.582 euro l’installatore che, in occasione dell’installazione o della modifica di un impianto termico civile, non redige la denuncia di cui all’articolo 284, comma 1, o redige una denuncia incompleta e il soggetto tenuto alla trasmissione di tale denuncia che, ricevuta la stessa, non la trasmette all’autorità competente nei termini prescritti. Con la stessa sanzione è punito il responsabile dell’esercizio e
della manutenzione dell’impianto che non redige la denuncia di cui all’articolo 284, comma 2, o redige una denuncia incompleta e il soggetto tenuto alla trasmissione di tale denuncia che, ricevuta la stessa, non la trasmette all’autorità competente nei termini prescritti.
3. La legge 13 luglio 1966, n. 615, il D.P.R. 22 dicembre 1970, n. 1391, e il titolo II del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2002 continuano ad applicarsi agli impianti termici civili di cui all’articolo 281, comma 3, fino alla data in cui è effettuato l’adeguamento disposto dalle autorizzazioni rilasciate ai sensi dell’articolo 281, comma 2.
Tagged:certificazione energeticacertificazione impianticondominioconsumoediliziaemissionienergiaimpianti termiciinstallazionemanutenzioneriscaldamento

References: articolo 34
 articolo 31

Art. 122
 art. 25

Art. 123
 art. 26

Art. 124
 art. 27

Art. 125
 art. 28

Art. 126

Art. 127
 art. 29

Art. 128
 art. 30

Art. 129
 art. 31

Art. 130
 art. 32

Art. 131
 art. 33

Art. 132
 art. 34

Art. 133
 art. 35

Art. 134
 art. 36

Art. 135
 art. 37

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 16

Art. 17