Source: https://www.articolo21.org/2013/12/primarie-pd-chi-batte-un-colpo-sullinformazione-lettera-aperta-ai-3-candidati/
Timestamp: 2020-01-25 03:09:27+00:00

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Giuseppe Civati e Gianni Cuperlo rispondono alla lettera aperta di Articolo21 per i candidati alle Primarie Pd: “qualcuno batte un colpo su l’Informazione?” – Articolo21
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Giuseppe Civati e Gianni Cuperlo rispondono alla lettera aperta di Articolo21 per i candidati alle Primarie Pd: “qualcuno batte un colpo su l’Informazione?”
L’8 dicembre prossimo sapremo chi tra Giuseppe Civati, Gianni Cuperlo e Matteo Renzi guiderà il principale partito del centro sinistra italiano. E chi di loro indicherà il percorso da seguire sulle strategie di governo, sulle scelte di politica nazionale e internazionale. Lavoro, economia, stato sociale, legge elettorale, giustizia… Sono tanti gli argomenti evocati con opzioni diverse dai tre candidati e che riguardano i principi fondamentali della nostra Costituzione. C’è però un’altra questione, tutt’altro che secondaria, ma che non sembra appassionare il dibattito: la libertà di informazione. In un paese libero, o che aspira ad esserlo, l’autonomia e il pluralismo dell’informazione dovrebbero essere un baluardo, la roccaforte di ogni programma politico. La libertà di espressione è linfa vitale di ogni democrazia. “E nessuna democrazia – per usare le parole del premio Nobel Amartya Sen – dotata di libera stampa ha mai sofferto una carestia”. Sarebbe pertanto importante conoscere il punto di vista dei tre contendenti alla guida del partito democratico su alcune materie che non riguardano solo il mondo dell’informazione ma l’idea stessa di società che vogliamo contribuire a migliorare:
– ANTITRUST: quanto dobbiamo aspettare per una normativa antitrust che impedisca l’abuso di posizioni dominanti sul mercato? – RAI – L’attuale modello di governance della Rai deve restare immutato o la principale azienda culturale del paese può essere finalmente sottratta dal condizionamento di governo, partiti e lobbies? La televisione pubblica è un bene comune o deve essere privatizzata?
– TRASPARENZA: i cittadini hanno il diritto di conoscere la piena identità dei proprietari di mezzi di comunicazione, e i relativi meccanismi decisionali?
– INTERNET: se la rete internet è libera per definizione perché si continuano a proporre leggi bavaglio anche per il web? E perché non si colma il ritardo sull’agenda digitale e il divario strutturale tra Nord e Sud?
Antitrust: limiti europei alla pubblicità e al numero dei canali di proprietà, per far nascere nuovi protagonisti dell’era digitale. Basta con monopoli e duopoli. Mai più prese in giro come la storiella di Rete 4 sul satellite.
Trasparenza: E’ uno dei punti del mio programma. Totalmente d’accordo. No alle sottoculture del segreto.
Agcom: se si occupasse dei compiti che la legge le ha attribuito sul rispetto del pluralismo sarebbe meglio. Tutto l’anno, ovviamente.
Internet: per tutti, accesso libero e utilizzo del free software. Un no nettissimo a ogni bavaglio. E si’ ad una buona legge aperta e moderna sul copyright, fatta però dal Parlamento. Ottima la proposta del sen. Casson.
LA RISPOSTA DI GIANNI CUPERLO
Voglio premettere che tutte le questioni che sono poste risultano legate da una comune chiave costituzionale che è costituita dal diritto all’informazione. L’attuazione di questo diritto che appartiene a tutti in base all’art.21 della Costituzione esige che si ponga in essere preliminarmente una seria disciplina del CONFLITTO DI INTERESSI.
Una seria disciplina dell’ANTITRUST richiede la demolizione del SIC con il suo tetto di risorse irraggiungibile ed una più attenta considerazioni dei mercati rilevanti primo fra tutto quello della pubblicità. Il diritto all’informazione e il principio di eguaglianza sostanziale è anche quello che fonda la missione di servizio pubblico della RAI che deve restare pubblica come avviene nelle principali democrazie europee. Abrogazione delle norme sulla privatizzazione contenute nella Gasparri, impegno del Parlamento, con una mozione immediata per il rinnovo della concessione alla Rai nel 1916 ed avvio di un’ampia consultazione sul contenuto della missione, governance sottratta ai partiti e costruita attraverso un più diretto coinvolgimento degli utenti (art.43 Cost).
Anche la TRASPARENZA è una conseguenza del diritto all’informazione: vanno quindi rinforzate le norme sull’editoria anche per arrivare finalmente ad uno statuto più garantista.
PRIMARIE PD: GIANNI CUPERLO AD ART.21, "RAI DEVE RESTARE PUBBLICA. DEFICIT PLURALISMO AGCOM"
PRIMARIE PD: GIUSEPPE CIVATI RISPONDE AD ART.21, "RAI BENE COMUNE, CONFLITTO DI INTERESSE PECCATO MORTALE DEL CENTRO SINISTRA"
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