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Timestamp: 2019-06-15 21:24:51+00:00

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Codice civile 16 marzo 1942 - Olir
Codice civile 16 marzo 1942
Fenomeno religioso nel codice civile
Data: 16 marzo 1942
Enti ecclesiastici e patrimonio, Edilizia di culto, Matrimonio, Famiglia, Rapporti Stato - Confessioni religiose, Destinazione, Delibazione, Giurisdizione, Pubblicazioni, Separazione personale e divorzio, Trascrizione, Minori, Potestà dei genitori
Enti religiosi, Famiglia e Religione, Matrimonio religioso, Educazione dei figli, Edifici di culto
Matrimonio, Santa Sede, Enti ecclesiastici, Edifici di culto, Culti ammessi, Pubblicazioni, Ministro di culto, Celebrazione, Concordato, Impedimenti, Matriomnio putativo, Lavoro, Riposo settimanale, Giorno festivo, Domenica
Codice civile. (omissis) Capo II Del matrimonio celebrato davanti a ministri del culto cattolico e del matrimonio celebrato davanti a ministri dei culti ammessi nello stato Art. 82: “Matrimonio celebrato davanti a ministri del culto cattolico”. Il matrimonio celebrato davanti a un ministro del culto cattolico è regolato in conformità del concordato con la Santa […]
Art. 82: “Matrimonio celebrato davanti a ministri del culto cattolico”.
Art. 83: “Matrimonio celebrato davanti a ministri dei culti ammessi nello Stato”.
Il matrimonio celebrato davanti a ministri dei culti ammessi nello Stato è regolato dalle disposizioni del capo seguente, salvo quanto stabilito nella legge speciale concernente tale matrimonio.
Art. 84: “Età”.
Il tribunale, su istanza dell’interessato, accertata la sua maturità psico-fisica e la fondatezza delle ragioni addotte, sentito il pubblico ministero, i genitori o il tutore, può con decreto emesso in camera di consiglio ammettere per gravi motivi al matrimonio chi abbia compiuto sedici anni.
Art. 85: “Interdizione per infermità di mente”.
Se l’istanza di interdizione è soltanto promossa, il pubblico ministero può richiedere che si sospenda la celebrazione del matrimonio; in tal caso la celebrazione non può aver luogo finché la sentenza che ha pronunziato sull’istanza non sia passata in giudicato.
Art. 86: “Libertà di stato”.
Art. 87: “Parentela, affinità, adozione e affiliazione”.
4) gli affini in linea retta; il divieto sussiste anche nel caso in cui l’affinità deriva dal matrimonio dichiarato nullo o sciolto o per il quale è stata pronunciata la cessazione degli effetti civili;
I divieti contenuti nei nn. 6, 7, 8 e 9 sono applicabili all’affiliazione.
Il tribunale, su ricorso degli interessati, con decreto emesso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, può autorizzare il matrimonio nei casi indicati dai nn. 3 e 5, anche se si tratti di affiliazione o di filiazione naturale. L’autorizzazione può essere accordata anche nel caso indicato dal n. 4 quando l’affinità deriva da matrimonio dichiarato nullo.
Si applicano le disposizioni dei commi quarto, quinto e sesto dell’art. 84.
Art. 88: “Delitto”.
Non possono contrarre matrimonio tra loro le persone delle quali l’una è stata condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra.
Art. 89: “Divieto temporaneo di nuove nozze”.
Art. 90: “Assenza del minore”.
Con il decreto di cui all’art. 84 il tribunale o la corte di appello nominano, se le circostanze lo esigono, un curatore speciale che assista il minore nella stipulazione delle convenzioni matrimoniali.
Art. 93: “Pubblicazione”.
La pubblicazione consiste nell’affissione alla porta della casa comunale di un atto dove si indica il nome, il cognome, la professione, il luogo di nascita e la residenza degli sposi, se essi siano maggiori o minori di età, nonché il luogo dove intendono celebrare il matrimonio. L’atto deve anche indicare il nome del padre e il nome e il cognome della madre degli sposi, salvi i casi in cui la legge vieta questa menzione.
Art. 94: “Luogo della pubblicazione”.
L’ufficiale dello stato civile cui si domanda la pubblicazione provvede a chiederla agli ufficiali degli altri comuni nei quali la pubblicazione deve farsi. Essi devono trasmettere all’ufficiale dello stato civile richiedente il certificato dell’eseguita pubblicazione.
Art. 95: “Durata della pubblicazione”.
L’atto di pubblicazione resta affisso alla porta della casa comunale almeno per otto giorni, comprendenti due domeniche successive.
Art. 96: “Richiesta della pubblicazione”.
Art. 97: “Documenti per la pubblicazione”.
Coloro che esercitano o hanno esercitato la potestà debbono dichiarare all’ufficiale di stato civile al quale viene rivolta la richiesta di pubblicazione, sotto la propria personale responsabilità, che gli sposi non si trovano in alcuna delle condizioni che impediscono il matrimonio a norma dell’art. 87, di cui debbono prendere conoscenza attraverso la lettura chiara e completa fatta dall’ufficiale di stato civile, con ammonizione delle conseguenze penali delle dichiarazioni mendaci.
La dichiarazione prevista al comma precedente è resa e sottoscritta dinanzi all’ufficiale di stato civile ed autenticata dallo stesso. Si applicano le disposizioni degli artt. 20, 24 e 26 della L. 4 gennaio 1968, n. 15.
In difetto della dichiarazione prevista nel secondo comma, l’ufficiale di stato civile accerta d’ufficio, esclusivamente mediante esame dell’atto integrale di nascita, l’assenza di impedimento di parentela o di affinità a termini e per gli effetti di cui all’art. 87.
Qualora i richiedenti non presentino i documenti necessari, l’ufficiale di stato civile provvede su loro domanda a richiederli.
Art. 98: “Rifiuto della pubblicazione”.
Art. 99: “Termine per la celebrazione del matrimonio”.
Art. 100: “Riduzione del termine e omissione della pubblicazione”.
Può anche autorizzare, con le stesse modalità, per cause gravissime, l’omissione della pubblicazione, quando venga presentato un atto di notorietà con il quale quattro persone, ancorché parenti degli sposi, dichiarano con giuramento, davanti al pretore del mandamento di uno degli sposi, di ben conoscerli, indicando esattamente il nome e cognome, la professione e la residenza dei medesimi e dei loro genitori, e assicurano sulla loro coscienza che nessuno degli impedimenti stabiliti dagli artt. 85, 86, 87, 88 e 89 si oppone al matrimonio.
Il pretore deve far precedere all’atto di notorietà la lettura di detti articoli e ammonire i dichiaranti sull’importanza della loro attestazione e sulla gravità delle possibili conseguenze.
Quando è stata autorizzata la omissione della pubblicazione, gli sposi, per essere ammessi alla celebrazione del matrimonio, devono presentare all’ufficiale dello stato civile, insieme col decreto di autorizzazione, gli atti previsti dall’art. 97.
Art. 101: “Matrimonio in imminente pericolo di vita”.
Art. 102: “Persone che possono fare opposizione”.
Quando si tratta di matrimonio in contravvenzione all’art. 89, il diritto di opposizione spetta anche, se il precedente matrimonio fu sciolto, ai parenti del precedente marito e, se il matrimonio fu dichiarato nullo, a colui col quale il matrimonio era stato contratto e ai parenti di lui.
Art. 103: “Atto di opposizione”.
L’atto di opposizione deve dichiarare la qualità che attribuisce all’opponente il diritto di farla, le cause dell’opposizione, e contenere l’elezione di domicilio nel comune dove siede il tribunale
L’atto deve essere notificato nella forma della citazione agli sposi e all’ufficiale dello stato civile del comune nel quale il matrimonio deve essere celebrato.
Art. 104: “Effetti dell’opposizione”.
L’opposizione fatta da chi ne ha facoltà, per causa ammessa dalla legge, sospende la celebrazione del matrimonio sino a che con sentenza passata in giudicato sia rimossa l’opposizione.
Art. 115: “Matrimonio del cittadino all’estero”
La pubblicazione deve anche farsi nello Stato a norma degli artt. 93, 94 e 95. Se il cittadino non risiede nello Stato, la pubblicazione si fa nel comune dell’ultimo domicilio (43).
Art. 116: “Matrimonio dello straniero nello Stato”
Lo straniero che vuole contrarre matrimonio nello Stato deve presentare all’ufficiale dello stato civile una dichiarazione dell’autorità competente del proprio paese, dalla quale risulti che giusta le leggi a cui è sottoposto nulla osta al matrimonio.
Art. 128: “Matrimonio putativo”.
Gli effetti del matrimonio valido si producono anche rispetto ai figli nati o concepiti durante il matrimonio dichiarato nullo, nonchè rispetto ai figli nati prima del matrimonio e riconosciuti anteriormente alla sentenza che dichiara la nullità.
Il matrimonio dichiarato nullo, contratto in malafede da entrambi i coniugi ha gli effetti del matrimonio valido rispetto ai figli nati o concepiti durante lo stesso, salvo che la nullità dipenda da bigamia o incesto.
Art. 129: “Diritti dei coniugi in buona fede”.
Art. 129 bis: “Responsabilità del coniuge in mala fede e del terzo”.
Il coniuge al quale sia imputabile la nullità del matrimonio è tenuto a corrispondere all’altro coniuge in buona fede, qualora il matrimonio sia annullato, una congrua indennità, anche in mancanza di prova del danno sofferto. L’indennità deve comunque comprendere una somma corrispondente al mantenimento per tre anni. È tenuto altresì a prestare gli alimenti al coniuge in buona fede, sempre che non vi siano altri obbligati.
Art. 143: “Diritti e doveri reciproci dei coniugi”.
Art. 144: “Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia”.
Art. 147: “Doveri verso i figli”.
Art. 159: “Del regime patrimoniale legale tra i coniugi”.
Art. 162: “Forma delle convenzioni matrimoniali”.
Art. 254: “Forma del riconoscimento”.
Il riconoscimento del figlio naturale è fatto nell’atto di nascita, oppure con una apposita dichiarazione, posteriore alla nascita o al concepimento, davanti ad un ufficiale dello stato civile o davanti al giudice tutelare o in un atto pubblico o in un testamento, qualunque sia la forma di questo.
Art. 283: “Effetti e decorrenza della legittimazione per susseguente matrimonio”.
I figli legittimati per susseguente matrimonio acquistano i diritti dei figli legittimi dal giorno del matrimonio, se sono stati riconosciuti da entrambi i genitori nell’atto di matrimonio o anteriormente, oppure dal giorno del riconoscimento se questo è avvenuto dopo il matrimonio.
Art. 352: “Dispensa su domanda”
Hanno diritto di essere dispensati su loro domanda dall`assumere o dal continuare l`esercizio della tutela:
2) gli arcivescovi, i vescovi e i ministri del culto aventi cura d`anime;
Art. 831: “Beni degli enti ecclesiastici ed edifici di culto”.
Libro V: “Del lavoro”
Art. 2087: “Tutela delle conduzioni di lavoro”
L’imprenditore e tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.
Art. 2109: “Periodo di riposo”
Il prestatore di lavoro ha diritto ad un giorno di riposo ogni settimana, di regola in coincidenza con la domenica. […]
« Concordato 13 novembre 2008 » Legge 15 luglio 2009, n.94

References: Art. 82

Art. 82

Art. 83

Art. 84

Art. 85
 sentenza 

Art. 86

Art. 87

Art. 88

Art. 89

Art. 90

Art. 93

Art. 94

Art. 95

Art. 96

Art. 97

Art. 98

Art. 99

Art. 100

Art. 101

Art. 102

Art. 103

Art. 104
 sentenza 

Art. 115

Art. 116

Art. 128
 sentenza 

Art. 129

Art. 129

Art. 143

Art. 144

Art. 147

Art. 159

Art. 162

Art. 254

Art. 283

Art. 352

Art. 831

Art. 2087

Art. 2109