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Timestamp: 2016-09-25 17:23:14+00:00

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» Torna alla home page Siti Tematici | Cerca con Google Sei in: Home < Conosci la Citt� Metropolitana < Statuto e regolamenti < Procedimento amministrativo e diritto di accesso agli atti amministrativi < TITOLO IV - Semplificazione dell'azione amministrativa
SEMPLIFICAZIONE DELL'AZIONE AMMINISTRATIVA » Art. 48 Strumeni di semplificazione
» Art. 49 Autocertificazione
» Art. 50 Conferenza di servizi istruttoria
» Art. 51 Conferenza di servizi decisoria
» Art. 52 Conferenza di servizi interna
» Art. 53 Segnalazione certificata di inizio attivit�
» Art. 54 Silenzio assenso
» Art. 55 Controlli
1. Costituiscono strumenti di semplificazione della attivit� amministrativa: - l’autocertificazione;
- la conferenza di servizi;
- gli accordi fra pubbliche amministrazioni; - la segnalazione di inizio attivit�; - il silenzio assenso. » Torna su
1. Le unit� organizzative della Provincia di Milano favoriscono il ricorso degli interessati all’autocertificazione, secondo i principi delle direttive in materia dell'Unione Europea, le disposizioni del D.P.R. 28.12.2000, n. 445 e dell'art.15 della L. 12.11.2011 n. 183, riguardanti certificazioni e dichiarazioni sostitutive. 2. Il responsabile del procedimento acquisisce d’ufficio tutti i documenti attestanti atti, fatti, qualit� e stati soggettivi, necessari per l'istruttoria del procedimento, quando gli stessi siano in possesso dell’Amministrazione, ovvero siano detenuti istituzionalmente da altre Pubbliche Amministrazioni, tendenzialmente attraverso collegamenti telematici alle pertinenti banche dati. Sono, altres�, accertati d'ufficio i fatti, gli stati e le qualit� che la Provincia di Milano o altra Pubblica Amministrazione � tenuta a certificare.
3. Nei casi di cui al comma precedente il responsabile del procedimento pu� chiedere agli interessati i soli elementi necessari per la ricerca dei documenti oppure � tenuto ad acquisire dichiarazioni sostitutive di certificazioni e di atti di notoriet�, quando ci� sia funzionale alla rapida definizione del procedimento.
Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, l'amministrazione procedente pu� indire una conferenza di servizi, ai sensi dell'art. art.49 c. 1 lett. a D.L. 78/10 convertito nella L. 122/2010.
1. La conferenza di servizi � sempre indetta quando l'amministrazione procedente deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta. La conferenza pu� essere altres� indetta quando nello stesso termine � intervenuto il dissenso di una o pi� amministrazioni interpellate ovvero nei casi in cui � consentito all'Amministrazione procedente di provvedere direttamente in assenza delle determinazioni delle Amministrazioni competenti, ai sensi dell'art. 49 c.1 lett. B del D.L. 78/10 convertito nella L. 122/2010.
2. La prima riunione della conferenza � convocata dal Dirigente competente entro 15 giorni ovvero, in caso di particolare complessit� dell’istruttoria, entro 30 giorni dalla data di indizione.
3. La convocazione della prima riunione della conferenza di servizi deve pervenire alle amministrazioni interessate, anche per via telematica, almeno cinque giorni prima della relativa data. Le amministrazioni interpellate, se impossibilitate a partecipare, chiedono che la Provincia rinvii la prima riunione che deve tenersi entro i successivi dieci giorni. La nuova data della riunione pu� essere fissata entro i quindici giorni successivi nel caso la richiesta provenga da un'autorit� preposta alla tutela del patrimonio culturale, ai sensi dell'art. 49 del D.L . 78/10. 4. L’avviso di convocazione comprende:
l’oggetto che sar� trattato in sede di conferenza;
il giorno, l’ora e il luogo della riunione;
gli estremi dell’ufficio competente.
5. Il responsabile del procedimento, se non vi ostino particolari motivi, fornisce alle amministrazioni coinvolte la documentazione necessaria per l’assunzione del provvedimento.
6. Ogni amministrazione convocata partecipa alla conferenza attraverso un unico rappresentante legittimato ad esprimere in modo vincolante la volont� dell’amministrazione.
7. Nella prima riunione della conferenza le amministrazioni partecipanti stabiliscono il termine per la conclusione dei lavori, che non pu� essere superiore a 90 giorni, salvo in caso di VIA per cui si applica la disciplina prevista dall’art. 14-ter, comma 4, L. 241/1990 e s.m.i.
8. Il responsabile del procedimento, a conclusione dei lavori, valutate le risultanze della conferenza, adotta determinazione motivata di conclusione del procedimento, dandone immediata comunicazione al Presidente ed ai rappresentanti legali delle altre Amministrazioni coinvolte.
9. Il provvedimento finale, sostituisce a tutti gli effetti ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso di competenza delle amministrazioni partecipanti o comunque invitate ma risultate assenti.
Conferenza di servizi interna
1. Quando sia necessario un esame contestuale di pi� interessi pubblici coinvolti in un procedimento, alla cui tutela siano preposte pi� Direzioni della Provincia di Milano, il responsabile del procedimento indice una conferenza di servizi interna.
2. Alla conferenza parteciperanno i rappresentanti delle rispettive unit� organizzative, che esprimeranno i loro pareri, autorizzazioni, nullaosta e assensi.
Segnalazione certificata di inzio attivit�
1. Le attivit� oggetto di Segnalazione certificata di inizio attivit�, nei casi consentiti dalla legge, possono iniziarsi dalla data di presentazione della segnalazione. 2. La segnalazione di inizio attivit� contiene: a) le generalit� del dichiarante; b) la specifica attivit� che si intende iniziare; c) le dichiarazioni sulla sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi e delle condizioni per l’inizio dell’attivit�, corredate - anche mediante autocertificazioni - delle certificazioni e delle attestazioni normativamente richieste. Nei casi in cui la normativa vigente prevede l'acquisizione di atti o pareri di organi o enti appositi, ovvero l'esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e dalle asseverazioni o certificazioni richiamate all'art. 19 c. 1 della L. 241/90, fatte salve le verifiche successive. 3. Nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al comma 1, e in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti dichiarati dall’interessato per lo svolgimento della attivit� oggetto di S.C.I.A., l’Amministrazione adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attivit� e di rimozione degli eventuali effetti dannosi. 4. Quando sia possibile, l’Amministrazione invita l’interessato a conformare alla normativa vigente l’attivit� oggetto di S.C.I.A., ed i suoi effetti entro un termine comunque non inferiore a trenta giorni. In ogni caso l’Amministrazione pu� assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies L. 241/1990 e s.m.i.
5. Restano ferme le disposizioni di legge vigenti che prevedono termini diversi da quelli di cui ai commi 2 e 3 per l'inizio dell'attivit� e per l'adozione da parte dell'Amministrazione competente di provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attivit� e di rimozione dei suoi effetti.
1. Fatta salva l’applicazione dell’art. 19 della Legge 241/1990 e s.m.i. e dell’art. 53 del presente regolamento, nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi, il silenzio dell’Amministrazione produce un effetto equipollente all’emanazione di un provvedimento favorevole, entro i termini di cui alle schede allegate al presente regolamento, o comunque, entro 30 giorni nei casi in cui il termine non sia fissato.
2. Laddove non sia possibile concludere il procedimento nei termini prescritti, il responsabile del procedimento ha l’obbligo di attivarsi per la soluzione delle problematiche mediante:
l’adozione di un provvedimento organizzativo nei termini stabiliti; l’indizione entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza di una conferenza di servizi.
3. Le disposizioni di cui ai commi che precedono, non si applicano ai procedimenti relativi al patrimonio culturale e paesaggistico, l’ambiente, alla pubblica sicurezza, ai casi in cui la normativa comunitaria prevede l’adozione di provvedimenti formali, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio dell’amministrazione come silenzio rigetto nonch� agli atti e procedimenti appositamente individuati con decreti ministeriali.
4. Gli uffici competenti della Provincia di Milano successivamente alla formazione del silenzio assenso,possono assumere determinazioni in via di autotutela, di cui agli artt. 21- quinquies e 21-nonies della Legge 241/1990 e s.m.i.
1. Il responsabile del procedimento dispone controlli puntuali in tutti i casi in cui sorgano fondati dubbi sulla veridicit� del contenuto delle dichiarazioni sostitutive e delle autocertificazioni, e controlli a campione, in misura non inferiore al 5% sul numero dei soggetti beneficiari dei provvedimenti. I controlli a campione si effettuano con riferimento ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale pu� produrre, anche in futuro, un beneficio diretto o indiretto di qualunque genere, compreso il rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e nei procedimenti concorsuali e di gara.
2. I controlli sono effettuati preferibilmente in via telematica, entro un congruo termine, di norma non superiore a trenta giorni dalla conclusione del procedimento. Il responsabile accerta d’ufficio la veridicit� di quanto dichiarato, quando le medesime informazioni sono gi� in possesso della Provincia o sono detenute, istituzionalmente, da altre amministrazioni, ovvero, in mancanza, le richiede direttamente all’interessato.
3. La Provincia sviluppa, mediante intese, rapporti con le altre Amministrazioni, allo scopo di definire le procedure tecnico-operative per facilitare lo scambio di dati necessari ai controlli incrociati.
4. Nel caso in cui gli uffici preposti della Provincia riscontrino, a seguito del controllo, la non veridicit� delle dichiarazioni rese, il responsabile del procedimento annulla il provvedimento nei confronti dell’interessato e denuncia il fatto all’autorit� giudiziaria competente.
5. Nel caso in cui il provvedimento contenga errori determinati da dati o informazioni imprecise, il responsabile procede in sede di autotutela all’annullamento o revoca del provvedimento.

References: Art. 48
 Art. 49
 Art. 50
 Art. 51
 Art. 52
 Art. 53
 Art. 54
 Art. 55
 art.49