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PROGRAMMAZIONE PLURIENNALE RELATIVA AL TRIENNIO 2005/2007 INDICE. SEZIONE I Premessa PDF
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Bernardo Lazzari
1 PROGRAMMAZIONE PLURIENNALE RELATIVA AL TRIENNIO 2005/2007 INDICE SEZIONE I Premessa SEZIONE II Strategie generali e politiche di intervento SEZIONE III Linee guida di investimento del patrimonio nel triennio 2002/ ) Criteri generali ) Diversificazione del patrimonio ) Stima della redditività attesa del portafoglio di investimento nel triennio 2002/ SEZIONE IV Orientamenti ed indirizzi per l attività istituzionale nel triennio 2005/ Settore Assistenza agli anziani Settore Educazione, istruzione e formazione 17 - Settore Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa Settore Arte, attività e beni culturali 27 - Settore Sviluppo locale ed edilizia popolare 342 SEZIONE I PREMESSA L articolo 3, comma 1, dello statuto prevede che l attività della Fondazione sia ispirata ad un criterio di programmazione pluriennale sulla base di un documento programmatico predisposto dall Organo di indirizzo e riferito ad un congruo periodo di tempo nel quale siano individuate, in rapporto alla gestione ed utilizzazione del patrimonio, le strategie generali, gli obiettivi da perseguire nel periodo considerato, le linee, i programmi, le priorità, gli strumenti di intervento ed i settori specifici ai quali destinare le risorse disponibili. Tale principio, in linea con gli orientamenti formulati dall Autorità di Vigilanza sulle Fondazioni di origine bancaria all indomani dell approvazione del decreto legislativo 17 maggio 1999 n. 153, risulta funzionale all esigenza di assicurare il miglior utilizzo delle risorse e l efficacia degli interventi, il rispetto del principio di economicità della gestione e l osservanza di criteri prudenziali di rischio preordinati a conservare il valore del patrimonio e ad ottenerne una redditività adeguata. Il presente documento programmatico intende quindi illustrare, alla luce di quelli che appaiono essere i bisogni attualmente emergenti dal contesto socio-territoriale di riferimento, le linee di operatività e gli obiettivi della Fondazione per il periodo 2005/2007. L arco temporale cui ci si è riferiti ha la durata di tre anni in considerazione sia della ragionevole possibilità di prevedere nell ambito di tale termine gli scenari in cui l Ente sarà chiamato ad operare, sia della necessità di scegliere, in armonia con le strategie di operatività pluriennale, i settori rilevanti di intervento tra i settori ammessi di cui all art. 1, comma 1, lett. c-bis) del D.Lgs. 153/99. Nella predisposizione del documento, l Organo di indirizzo ha voluto dare concreta applicazione al principio per cui l attività della Fondazione deve sempre trovare fondamento su di una solida base conoscitiva che le consenta di leggere ed interpretare i mutamenti che avvengono nella comunità, cercando di svolgere una funzione per quanto possibile anticipatrice delle esigenze emergenti dal contesto sociale. Per queste ragioni, a partire dallo scorso mese di dicembre si sono svolte una serie di audizioni delle componenti economiche e sociali che hanno consentito di approfondire la conoscenza del territorio e ricevere preziose indicazioni operative. Pagina 2 di 373 Gli incontri, che hanno preso avvio con l audizione dei rappresentanti della Giarolo Leader S.r.l. e dell ing. Francesco Marguati, Presidente della locale azienda di servizi municipalizzata, sono proseguiti per tutto il mese di gennaio e febbraio ed hanno visto la partecipazione dei seguenti soggetti: - Parco scientifico tecnologico e delle telecomunicazioni in Valle Scrivia; - Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale di Tortona; - A.S.L. 20 Alessandria e Tortona; - Assessorato all Ambiente ed all Agricoltura della Regione Piemonte; - Consulta delle Associazioni di Volontariato di Tortona; - Presidente della Banca Cassa di Risparmio di Tortona S.p.a.; - Sindaci del Comune di Tortona dal 1994 ad oggi; - Sindaci dei Comuni di Sale, Carbonara Scrivia e Pontecurone; - Dirigenti Scolastici degli Istituti scolastici di secondo grado della Città di Tortona; - prof. Mauro Galli esperto d arte e docente del locale Liceo Scientifico con annessa sezione Classica; - Associazione culturale Chora di Tortona; - prof. Pietro Muliere Professore ordinario di Statistica presso l Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano; - prof. Giorgio Spinolo - Professore ordinario presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali della Facoltà di Fisica dell Università Bicocca di Milano; - prof. Bruno Cartosio - Professore ordinario Facoltà di Lettere dell Università Statale di Bergamo; - prof. Carlo Montaleone - Professore ordinario Facoltà di Filosofia presso l Università Statale di Milano; - Associazione Commercianti di Tortona; - prof.ssa Aurora Scotti esperta d arte e Professoressa presso la Facoltà Architettura del Politecnico di Milano; - ing. Guido Ghisolfi Gruppo industriale Mossi & Ghisolfi; - Organizzazione territoriale Pro Tortona e Valli limitrofe di Tortona; - dr. Alessandro Acerbi Gruppo industriale Acerbi; - don Giorgio Guala Associazione Cultura & Sviluppo di Alessandria; - Laboratorio per il Dialogo tra le culture di Tortona; - Confederazione Italiana Agricoltori; Pagina 3 di 374 - comm. Marcellino Gavio Gruppo industriale Gavio. Nel variegato panorama di idee ed esperienze con cui la Fondazione è venuta in contatto sono emerse alcune indicazioni e proposte operative di sicuro rilievo. Un primo importante punto di partenza è rappresentato dal comune riconoscimento della Fondazione quale Ente che ha per natura l autorevolezza morale ed economica per svolgere il ruolo di organismo permanente in grado di rivitalizzare il dibattito circa la situazione economica e socio-culturale del territorio e farsi quindi promotore di progetti costituenti con obiettivi di medio-lungo termine. In tale ottica, è stato da più parti evidenziato il fondamentale apporto che la Fondazione potrà garantire al territorio attraverso una funzione di mecenatismo culturale orientato in più direzioni quali ad esempio: l aggregazione delle persone attraverso l organizzazione di convegni, seminari, giornate di studio di carattere culturale, sociale ed economico che possano costituire momento di dialogo tra le persone e stimolo per chi è chiamato a programmare il futuro della nostra comunità; assunzione di un ruolo fondamentale nella creazione di un distretto culturale basato sul sistema museale cittadino gestito sinergicamente con le altre realtà locali da affiancarsi ad un percorso turistico ed enogastronomico dalle significative potenzialità. In quest ottica, appare fondamentale il ruolo pilota che ha svolto e potrà svolgere in futuro la Fondazione attraverso il progetto culturale legato agli spazi espositivi permanenti della sua collezione di dipinti che potrebbe ampliarsi ulteriormente attraverso una politica mirata di acquisizioni incentrata sulla qualità delle opere in grado di dare vita, attorno all importante figura artistica di Pellizza da Volpedo, ad una rete di autori contestualizzati tra 800 e 900; organizzazione di un percorso formativo extrascolastico per gli studenti delle scuole tortonesi attraverso l offerta, nell ambito del programma di studi, di momenti di approfondimento e sviluppo di determinati argomenti; il sostegno alle associazioni culturali che operano sul territorio con programmi conformi alle linee di intervento della Fondazione. Nell ambito degli ampi scenari delineati nel corso delle audizioni sono state evidenziate ulteriori ed importanti possibilità di intervento nel campo dell istruzione e della ricerca scientifica quale occasione di trasferimento sul territorio di conoscenza ed Pagina 4 di 375 applicazione di nuove tecnologie e nel campo del volontariato quale sostegno ad alcune realtà operanti nel tortonese. Proprio il settore della formazione giovanile rappresenta potenzialmente un ambito di operatività in cui, sulla scia del programma intrapreso nel 2001, la Fondazione potrebbe dare un fondamentale contributo attraverso programmi sfida, magari non in grado di garantire un ritorno immediato, ma fondamentali per ridare slancio e prospettive al territorio. Una considerazione particolare merita il ruolo che la Fondazione sarà chiamata a svolgere nel sostegno allo sviluppo socio-economico del territorio, sia attraverso l impiego di quote di patrimonio, sia attraverso la tradizionale attività erogativa. La partecipazione a forme consortili o societarie dirette alla realizzazione di infrastrutture materiali od immateriali, allo sviluppo sicuro e verificabile del tessuto produttivo locale od al trasferimento tecnologico sul territorio. Pagina 5 di 376 SEZIONE II STRATEGIE GENERALI E POLITICHE DI INTERVENTO Nel dare continuità agli orientamenti operativi su cui si è fondata l azione filantropica dell Ente nel triennio 2002/2004 ed in sintonia con i principi ispiratori dell ordinamento di settore, l attività della Fondazione dovrà svilupparsi nell ambito delle seguenti linee strategiche: accreditare la Fondazione come strumento utile e moderno, uno dei pilastri della società civile organizzata e diventare un ambiente, un mondo, una cultura al cui interno sviluppare e sperimentare nuove politiche e linee di intervento proprie di un Istituzione privata in grado di agire con maggiore flessibilità rispetto alla pubblica amministrazione; contribuire in modo concreto alla risoluzione di problemi collettivi attraverso l assunzione di un ruolo catalizzatore delle componenti economiche e sociali espressione del territorio. La Fondazione quale soggetto super partes e privo di un interesse proprio, risulta infatti dotata dell autorevolezza necessaria per svolgere un compito di mediazione tra le diverse parti coinvolte in un problema ed una funzione segnaletica ed anticipatrice delle esigenze emergenti dal contesto sociale; assumere di conseguenza il ruolo di organismo permanente in grado di rivitalizzare il dibattito circa la situazione economica del territorio attraverso lo svolgimento di un attività mirata al monitoraggio dei bisogni socialmente rilevanti ed ai mutamenti sociali ed economici che hanno interessato od interesseranno la comunità di riferimento; operare attraverso interventi di natura sussidiaria e non sostitutiva rispetto all azione pubblica; intervenire con un ottica fondata sul rapporto costante ed obbligato con le Istituzioni rappresentative del territorio in merito alle iniziative da porre in essere. Tale logica di multilateralità dell azione della Fondazione dovrà basarsi per quanto possibile su accordi di programma verificabili. Ne consegue che le iniziative unilaterali dell Ente dovranno assumere il carattere di extrema ratio; rinunciare alla gestione economica diretta di servizi derivanti da iniziative che la Fondazione andrà ad assumere nel corso del triennio; Pagina 6 di 377 realizzare investimenti economici ed intellettuali in grado di influire, attraverso la valorizzazione dell eccellenza del capitale umano, sulla dinamicità, efficienza ed incisività dei processi decisionali dell Ente pubblico e garantire una crescita diffusa della qualità di vita del territorio che si esprime, ad esempio, nei seguenti indicatori: dotazioni infrastrutturali di natura materiale ed immateriale, ricchezza culturale ed artistica, articolazione e vivacità del dibattito socio-culturale; individuare obiettivi predeterminati da raggiungere in modo strutturato ed integrato attraverso progetti di ampio respiro che possano diventare fulcro di nuove risorse e potenzialità sociali, scientifiche, artistiche e culturali; proseguire in una logica erogativa che privilegi strumenti di tipo attivo (erogazioni su bando, progetti propri, etc.) rispetto a strumenti di tipo passivo (richieste di contributo presentate da soggetti terzi, etc.). In tale ottica appare opportuno prevedere un graduale passaggio da erogazioni di carattere istituzionale ad erogazioni su progetto. Le erogazioni del primo tipo dovrebbero limitarsi ad un numero ridotto di Enti, Organismi ed Istituzioni che hanno dimostrato nel tempo capacità organizzative ed operative di livello elevato e che grazie al contributo della Fondazione potranno sviluppare ulteriormente le loro attività; valutare i progetti presentati da terzi in base alla loro valenza di impatto sociale ed economico senza dimenticare l importante contributo che le piccole iniziative possono fornire per la valorizzazione del tessuto sociale e culturale locale destinando annualmente una quantità di risorse finanziarie predeterminata ed esaminare attentamente per ogni progetto gli scopi, i risultati attesi, l ammontare del fabbisogno in rapporto all investimento previsto al fine di definire delle priorità; improntare l attività a principi che prevedano modalità operative in grado di assicurare la verificabile trasparenza delle scelte; realizzare studi e progetti, anche attraverso imprese strumentali, Fondazioni od altri organismi al cui interno partecipino più soggetti pubblici o privati, al fine di proporsi quale elemento catalizzatore dell innovazione e dello sviluppo socio-economico del territorio; valutare le disponibilità finanziarie relative ai singoli settori di intervento attraverso periodiche relazioni sulle erogazioni stanziate ed effettuate; servirsi di mezzi adeguati di comunicazione al fine di: - rendere pubbliche e far condividere le scelte strategiche; Pagina 7 di 378 - ottenere legittimazione; - sensibilizzare tutti i pubblici di riferimento; - rendere conto dei risultati economici e sociali; - ottenere consenso e coinvolgimento per proseguire l attività nel modo più efficace. Gli orientamenti strategici sopra delineati dovrebbero servire a tratteggiare una linea di lavoro fortemente condivisa dalla collettività in quanto espressione di un alto valore civile, sociale, economico e culturale. Pagina 8 di 379 SEZIONE III A) LINEE GUIDA DI INVESTIMENTO DEL PATRIMONIO NEL TRIENNIO 2005/2007 1) Criteri generali In considerazione degli orientamenti, degli obiettivi e dei programmi di attività definiti per il triennio 2005/2007, delle linee generali della gestione del patrimonio mobiliare approvate dall Organo di indirizzo nel gennaio 2001, dell evidenza statistica sull andamento storico del rendimento di un portafoglio con allocazione analoga a quella derivante dall applicazione delle citate linee generali di investimento, la Fondazione dovrà seguire nel triennio il modello strategico di impiego del patrimonio di seguito schematizzato: 1) fino al 5% delle disponibilità verrà gestito direttamente con strumenti monetari al fine di dare parziale copertura economica ai costi operativi e garantire nel contempo i flussi di cassa necessari alla gestione operativa; 2) il 20-30% circa delle disponibilità sarà stabilmente investito in titoli obbligazionari con scadenze non superiori ai cinque/sette anni, per limitare il rischio di tasso, gestiti direttamente in un deposito amministrato. Tali forme di impiego, in grado di offrire per loro natura un rendimento ragionevolmente interessante ed una sufficiente stabilità nel loro valore, sono destinate alla generazione dei flussi di cassa e di reddito coerenti con i piani di attività di medio periodo. Conseguentemente, tali titoli, destinati a permanere in via stabile e durevole all interno del portafoglio, saranno apposti in bilancio nella categoria degli immobilizzati, la cui valorizzazione deve essere sempre espressa, come da precetto impartito dall Autorità di Vigilanza, al costo di acquisto; 3) il 55%-65% circa delle disponibilità rimarrà affidato a gestori specializzati e sarà investito con modalità diversificate in titoli obbligazionari, titoli azionari, quote di organismi collettivi di investimento autorizzati in Italia o nell Unione Europea (fondi comuni di investimento aperti, fondi comuni di investimenti chiusi, fondi comuni immobiliari, Sicav). La componente azionaria dovrà tendenzialmente rispettare il limite del 10% sull intero portafoglio con un esposizione massima fino al 25%, inoltre il totale degli impieghi in valuta estera dovrà essere contenuto entro il 25% del totale. Il risultato delle gestioni dovrebbe assicurare la conservazione del valore economico del patrimonio, il suo incremento e migliorare la Pagina 9 di 3710 performance della spesa per il conseguimento degli scopi istituzionali. Si ritiene che le suddette finalità potranno realizzarsi verificando i risultati con orizzonti temporali di durata superiore all esercizio. 2) Diversificazione del patrimonio Nel dare ulteriore e concreta applicazione al principio della diversificazione del rischio di investimento del patrimonio, assicurando nel contempo il collegamento funzionale con le proprie finalità istituzionali ed in particolare con lo sviluppo del territorio, la Fondazione potrà inoltre nel triennio: 0) valutare l opportunità, nel rispetto dei principi generali della conservazione del valore del patrimonio e dell adeguata redditività, di impiegare una quota non superiore al 5% del patrimonio in investimenti relativi o collegati al perseguimento delle finalità istituzionali e, in particolare, allo sviluppo socio economico del territorio attraverso, ad esempio, la partecipazione a forme consortili o societarie dirette alla realizzazione di infrastrutture materiali ed immateriali od allo sviluppo sicuro e verificabile del tessuto produttivo locale; 0) valutare l opportunità, sulla scorta di quanto previsto dalle norme dell ordinamento di settore (art. 7, comma 3-bis del D.Lgs. 153/99), di investire una quota non superiore al 5% del patrimonio in beni immobili diversi da quelli strumentali. Appare inoltre opportuno che la Fondazione prenda in considerazione l eventuale acquisto di beni immobili di interesse storico od artistico con stabile destinazione pubblica od adibiti allo svolgimento della sua attività istituzionale o di quella delle imprese strumentali, non soggetti quindi al vincolo dell adeguata redditività; 0) proseguire nella politica di potenziamento della collezione di dipinti dell Ente destinati dal 2001 alla fruizione pubblica attraverso l allestimento presso la sede della Fondazione di uno spazio espositivo permanente. Nell ottica di dare vita ad un centro museale di eccellenza, la Fondazione potrà quindi investire, in linea con le indicazioni di cui all art. 7, comma 3-bis del D.Lgs. 153/99, un ulteriore quota dell 1% del patrimonio attraverso una strategia mirata di acquisti sulla base delle indicazioni formulate nell apposita sezione del presente documento. Pagina 10 di 3711 3) Stima della redditività attesa del portafoglio di investimento nel triennio 2005/2007 Il passaggio fondamentale dell attività di programmazione pluriennale è rappresentato senza alcun dubbio dalla stima della redditività attesa futura che, per quanto riguarda le Fondazioni di origine bancaria, viene a coincidere, in sostanza, con la stima della redditività attesa del portafoglio finanziario. In considerazione dell inscindibile legame esistente tra la possibilità di porre in essere gli interventi programmati ed il grado di aderenza tra redditività effettiva e stimata, appare assolutamente imprescindibile effettuare una valutazione della redditività attesa sulla base di corrette metodologie finanziarie, in un ottica di carattere prudenziale. La presente sezione del documento programmatico pluriennale contiene una stima della redditività prospettica del patrimonio della Fondazione la cui valenza deve essere considerata in un ottica di non breve periodo. Infatti, sulla base dell evidenza statistica sull andamento storico del rendimento di un portafoglio con allocazione analoga a quella del portafoglio della Fondazione, le stime elaborate dovrebbero risultare attendibili in un arco temporale di tre - cinque anni. Tale periodo rende possibile la compensazione degli effetti contrapposti di annate contraddistinte da extraperformance e underperformance, facendo così auspicabilmente convergere la redditività media verso il risultato atteso. Lo scenario di seguito rappresentato (vedi allegato 1) si basa sul sostanziale mantenimento dell asset allocation attuale, vale a dire l investimento in un mix di strumenti a reddito fisso e di titoli azionari, da attuare prevalentemente attraverso il ricorso ai servizi offerti da gestori professionali. Alcune note in merito alla metodologia di calcolo dei proventi attesi Al fine di prevedere la redditività del patrimonio della Fondazione C.R. di Tortona nell arco del triennio , è stata realizzata un analisi strutturata attraverso due step successivi: ) in prima battuta, si è stimato il valore e la composizione del patrimonio della Fondazione alla fine dell esercizio 2004; ) successivamente sono stati calcolati, sulla base della consistenza del patrimonio di fine 2004, i rendimenti attesi per il triennio , in funzione sia dei rendimenti storici conseguiti dagli strumenti finanziari in portafoglio, sia delle previsioni sull andamento dei mercati finanziari. Pagina 11 di 3712 Il primo passaggio è finalizzato a stimare con accuratezza l evoluzione del portafoglio finanziario della Fondazione nell arco dell anno in corso, in base sia alle performance attese che alle operazioni di asset allocation che avverranno, con certezza o elevata probabilità, entro il 31 dicembre La scelta di distinguere, nell ambito del modello previsionale, la stima della redditività dell anno in corso da quella del triennio discende inoltre dal diverso grado di attendibilità delle previsioni, più realistiche per il 2004, maggiormente teoriche per il triennio successivo. Nel triennio , periodo di competenza del documento di programmazione triennale, si prevede che gli strumenti finanziari presenti nel portafoglio della Fondazione offrano i seguenti rendimenti: partecipazione nella conferitaria: dividendo unitario costante pari a 65 euro 1 ; polizze assicurative: rivalutazione pari alla media registrata nel biennio ; azioni Autostrada Torino-Milano: dividendo pari al 3% (ipotesi di costanza del dividend yield) e capital gain annuo del 3% (nell ipotesi che il 6% sia il rendimento di medio periodo congruo a remunerare il rischio dell investimento); azioni Cassa Depositi e Prestiti Spa: rivalutazione nulla (titoli immobilizzati e non quotati) e dividendo garantito pari al tasso di inflazione maggiorato del 3% 2 ; titoli a reddito fisso immobilizzati: rendimento cedolare pari al totale delle cedole scadenti nel triennio e capital gain/loss derivante dal differenziale tra il prezzo di carico e il valore di rimborso dei diversi titoli in scadenza 3 ; 1 L esiguità del valore della partecipazione rende superflua qualsiasi ipotesi di oscillazione del dividendo o di rivalutazione della partecipazione. 2 Si ipotizzano tassi reali nulli, ossia un tasso di inflazione pari al tasso Euribor a (3 mesi). 3 Nella seguente tabella è riportato il conteggio dettagliato dei proventi cedolari e delle minusvalenze e plusvalenze attese sul portafoglio titoli immobilizzato nel triennio (dalla data di rimborso dei diversi titoli si ipotizza un reinvestimento delle somme rimborsate al tasso Euribor a 3 mesi maggiorato di 50 basis points): TITOLI IMMOBILIZZATI CEDOLE CAPITAL GAIN / LOSS CEDOLE CAPITAL CAPITAL GAIN / LOSS CEDOLE GAIN / LOSS CEDOLE CAPITAL GAIN / LOSS MEDIO GECC 00/04 5,5% ,50% , BTP LG 01/05 4,75% ,16% , BTP DC 15/05 5,25% ,59% , BEI 98/05 3,875% ,39% , CCT OT TV 2005 variab , BTP LG 02/05 4% ,50% , BTP MZ ,75% ,16% , BEI 99/07 5,75% ,03% , BTP NV 01 99/ % ,72% , BTP MG 01/09 4,5% ,94% , TOTALE SCADENZA CEDOLA NETTA VALORE NOMINALE PREZZO DI CARICO Pagina 12 di 3713 FONDAZIONE pronti contro termine: rendimento atteso dell Euribor a 3 mesi (implicito nei prezzi odierni dei futures sull Euribor); titoli a reddito fisso non immobilizzati: rivalutazione nulla (titoli indicizzati) e rendimento cedolare pari a 30 b.p. oltre il tasso atteso dell Euribor a 3 mesi; fondi di fondi hedge: rendimento annuo pari al 5%; gestioni patrimoniali: rivalutazioni pari al tasso Euribor netto a 3 mesi, maggiorato rispettivamente di 40 b.p. (gestione Banca C.R. Tortona), 50 b.p. (gestione BNP Paribas), 60 b.p. (gestione UBS-Tortona), 75 b.p. (gestione Monte dei Paschi di Siena). I rendimenti attesi Sulla base delle ipotesi descritte si giunge a determinare il seguente rendimento atteso del patrimonio mobiliare della Fondazione C.R. di Tortona (si veda in dettaglio la tabella allegata): 0) Anno 2005: euro, pari al 3,03% del patrimonio di inizio periodo; 0) Anno 2006: euro, pari al 3,39% del patrimonio di inizio periodo; 0) Anno 2007: euro, pari al 3,23% del patrimonio di inizio periodo; Tali valori sono da considerarsi al netto delle imposte e degli oneri commissionali, ma al lordo delle spese amministrative della Fondazione. (Vedi allegato 1) Pagina 13 di 3714 SEZIONE IV ORIENTAMENTI ED INDIRIZZI PER L ATTIVITA ISTITUZIONALE NEL TRIENNIO 2005/2007 Assumendo come base il contenuto del documento di programmazione pluriennale relativo al triennio 2002/2004 nel quale era stato previsto come intervento di carattere prioritario il progetto relativo alla realizzazione di una residenza sanitaria nel Comune di Tortona ed altre iniziative progettuali già peraltro portate praticamente tutte a compimento, ne consegue che la Fondazione conferma l impegno per il prossimo triennio ad operare per il completamento della struttura sanitaria di cui si è ormai avviata la fase costruttiva. Ciò posto, la Fondazione, sulla base della redditività attesa e conseguentemente di una somma a disposizione per l attività istituzionale stimabile in ,00 per anno, sarà impegnata nel triennio ad operare nei settori rilevanti di intervento individuati dall Organo di indirizzo con delibera del 5 aprile 2004 tra i settori ammessi di cui all art. 1, comma 1, lett. c-bis) del D. Lgs. 153/99. In via assolutamente residuale, la Fondazione potrà inoltre prendere in considerazione il finanziamento di attività o progetti di minore entità, comunque rientranti nei settori ammessi di intervento, non programmabili o non riferibili ad iniziative proprie di lungo periodo o dell Ente pubblico. A tal fine stima di poter mettere a disposizione per tali interventi la somma di ,00 per anno attraverso l utilizzo di risorse derivanti dal fondo stabilizzazione delle erogazioni o da minori impegni di spesa su progetti preventivati. ASSISTENZA AGLI ANZIANI La Fondazione, in armonia con i suoi fini istituzionali, ha deliberato nell ambito dei suoi programmi di intervento per il triennio 2001/2004 la realizzazione di una residenza sanitaria nel Comune di Tortona al fine di sovvenire in maniera organica e strutturata ad un esigenza emergente dal contesto sociale di riferimento: l assistenza ai soggetti anziani e non, che abbiano perso la loro autosufficienza. In tale ottica la residenza dovrebbe ospitare 120 degenti in linea di massima così suddivisi: 80/90 posti letto per anziani non autosufficienti o colpiti da patologie croniche invalidanti (demenza senile, morbo alzheimer); 20 posti letto cosiddetti di sollievo (dimissioni precoci/lunga degenza/hospice); Pagina 14 di 3715 10 posti letto per anziani autosufficienti al fine di conferire alla struttura il necessario grado di flessibilità. L alto valore sociale del progetto ha portato alla sottoscrizione nel dicembre 2001 di un protocollo d intesa con il Comune di Tortona avente ad oggetto la futura costituzione di un associazione riconosciuta ONLUS che dovrebbe occuparsi della gestione della struttura. In ossequio ai nuovi principi operativi introdotti dal decreto legislativo 153/99, la Fondazione ha deciso di costituire nel dicembre 2001 una società strumentale per la realizzazione della struttura. Volendo ripercorrere cronologicamente le tappe fondamentali dell attività svolta dalla società strumentale della Fondazione dalla sua costituzione ad oggi ricordiamo i seguenti momenti dell attività sociale: febbraio 2002 diffusione a mezzo stampa sul periodico Edilizia e Territorio de Il Sole 24 ore di un bando indirizzato a professionisti con specifica esperienza e competenza nel campo dell edilizia sanitaria. Si è registrata la partecipazione di 27 professionisti che hanno presentato curriculum professionale, idee progettuali riferite all area prescelta, selezione di tre progetti realizzati negli ultimi dieci anni; marzo 2002 insediamento commissione esaminatrice della documentazione ricevuta aprile 2002 chiusura dei lavori della commissione esaminatrice ed individuazione del tecnico incaricato della progettazione sulla base di una graduatoria stilata alla luce della documentazione prodotta; luglio 2002 stipula del contratto di acquisto dell area denominata Cascina Valenti sulla base di una relazione tecnica sulle caratteristiche del luogo e dopo l espletamento di approfondite indagini idro-geologiche; aprile 2002 conferimento dell incarico di progettazione allo Studio di ingegneria Ing A. Bortolazzi Consulting S.r.l. di Ferrara e di direzione lavori all ing. Antonio Zanardi di Tortona; novembre 2002 consegna del progetto definitivo; febbraio la Commissione edilizia del comune di Tortona ha espresso parere favorevole alla soluzione progettuale presentata; aprile il Consiglio di amministrazione della società strumentale, a seguito di un approfondita indagine di mercato, ha individuato nell ambito delle imprese edili aventi sede legale in Tortona quelle che, per esperienza, disponibilità di risorse tecniche ed Pagina 15 di 3716 umane, affidabilità, fossero in possesso dei necessari requisiti per realizzare, nei termini previsti e secondo le specifiche tecniche richieste, la struttura in progetto, invitandole a partecipare alla gara di appalto per l esecuzione dei lavori; ottobre 2003 sottoscrizione del contratto di appalto lavori; 15 ottobre 2003 le Imprese appaltatrici hanno dato avvio ai lavori di scavo nell area oggetto della costruzione; maggio 2004 avvio e realizzazione delle strutture di fondazione della residenza sanitaria. OBIETTIVI: miglioramento, sia in termini quantitativi che qualitativi, del sistema di assistenza agli anziani ed ai soggetti colpiti da patologie croniche invalidanti. STRATEGIE GENERALI: potenziamento dell offerta sul territorio di posti letto prevalentemente per soggetti non autosufficienti e colpiti da patologie croniche invalidanti o di posti letto di recupero e rieducazione funzionale (RRF). MODALITÀ DI INTERVENTO: prosecuzione della realizzazione di una residenza sanitaria integrata nel Tortonese da parte della società strumentale all uopo costituita dalla fase edificativa fino alla sua completa operatività. STIMA DELLE RISORSE DA DESTINARSI AL SETTORE NEL TRIENNIO: 50% delle risorse complessivamente a disposizione nel triennio per l attività istituzionale. Pagina 16 di 3717 SETTORE EDUCAZIONE, ISTRUZIONE E FORMAZIONE Per avviare iniziative della Fondazione nel settore educazione, istruzione e formazione occorrono dati affidabili sulla situazione del settore stesso. I dati disponibili hanno, ovviamente, valenza nazionale: la matematica o la storia medievale non dipendono da fattori locali. I dati, quindi, riguardano lo stato medio della cultura diffusa in Italia e le sue correlazioni con il sistema industriale. In altri termini, l analisi globale della struttura della cultura diffusa è connessa con l analisi globale del sistema produttivo. Entrambi gli aspetti sono stati recentemente studiati da fonti tra loro diverse ma caratterizzate da elevata credibilità: da un lato, enti come Confindustria, Banca d Italia, Presidenza della Repubblica o Unione Europea e, dall altro, studiosi come Luciano Gallino, Carlo Bernardini o Tullio De Mauro. Tutte queste analisi convergono nel segnalare per l Italia una situazione di rischio, causata da fattori bene individuati che riguardano lo stato della cultura diffusa nel paese e le sue negative ripercussioni a livello di carente innovazione nel sistema delle industrie. I principali fattori sono: - estensione dell analfabetismo scientifico di massa, pressappochismo nell insegnamento ad esempio delle materie umanistiche e debolissima capacità di selezione meritocratica all interno del sistema scolastico nazionale; - progressiva riduzione, accentuatasi negli ultimi dieci anni, dei fondi e delle risorse umane dedicate alla ricerca fondamentale e all innovazione tecnologica; - crescita complessiva dati di febbraio di forme massicce di analfabetismo di ritorno che riguardano circa 20 milioni di italiani e che ormai coinvolgono anche settori della popolazione con diplomi e/o lauree; - mancata correlazione tra bisogni industriali di tecnologia innovativa e produzione di scienza in università e centri di ricerca; - situazione di disagio complessivo provocata dall apertura delle cosiddette lauree brevi, che prefigurano un università appiattita sui cosiddetti bisogni locali. A ciò aggiungasi il fatto, ormai ampiamente documentato a livello europeo, per cui il cittadino italiano è ai primi posti per l uso di cellulari e agli ultimi posti per quanto riguarda la lettura di libri e quotidiani; - l attuale sistema di reclutamento del personale docente e ricercatore è definito scandaloso da riviste internazionali come Nature o The Scientist; Pagina 17 di 3718 - il nostro paese è il fanalino di coda europeo per quanto riguarda il numero di ricercatori ogni mille addetti ai lavori. Non sussistono ragioni che spingano a credere che la nostra zona costituisca una eccezione rispetto alla situazione media nazionale. Ciò implica che la situazione locale non debba essere vista in termini tradizionali, quali quelli relativi all acquisto di supporti informatici o di strumenti di laboratorio, ma in termini di risorse umane. Ciò solleva inevitabilmente problemi delicati. Una Fondazione, infatti, non può operare con modalità sostitutive delle istituzioni scolastiche e delle risorse umane operanti al loro interno. Non è d altra parte sufficiente pur essendo necessario l altra modalità tradizionale di intervento, che consiste nell erogazione di borse di studio o nell incentivare le biblioteche di istituto. OBIETTIVI: educazione e formazione rivolta ai giovani come fattore di crescita economicosociale della città e del territorio potenziamento e miglioramento del sistema educativo locale incentivazione allo studio dei più meritevoli nell ottica della valorizzazione del capitale umano. STRATEGIE GENERALI: sulla scorta dei risultati conseguiti attraverso la graduale attuazione del progetto di potenziamento del sistema educativo locale inserito nell ambito del documento pluriennale per il triennio 2002/2004 e nell intento di indirizzare con maggior decisione la propria attività verso un settore ritenuto di assoluta rilevanza, la Fondazione dovrà rivestire nel prossimo futuro un ruolo di rilievo: nella promozione dell eccellenza attraverso il sostegno dei più meritevoli; nell organizzazione e gestione di programmi di formazione extra scolastica che possano altresì contribuire a promuovere l aggregazione dei giovani ed a stimolare il dibattito culturale a livello cittadino; nell implementazione del sistema educativo locale attraverso l acquisto di supporti all insegnamento od il finanziamento di corsi di formazione nell elaborazione, in stretto rapporto con i docenti delle scuole del distretto scolastico di Tortona, di un gruppo di iniziative culturali che si inseriscono nell ambito di precisi programmi tra la Fondazione e le istituzioni scolastiche Pagina 18 di 3719 nel favorire l inserimento di figure professionali di alto livello con potenziali ricadute in aree di interesse territoriale. MODALITÀ DI INTERVENTO: nell ambito degli obiettivi e delle strategie generali sopra delineati è possibile configurare per il triennio alcune linee di intervento basate sulla tradizionale attività di grant making incentrata sulla realizzazione di progetti diversamente strutturati per gradi e sulla base della relativa ampiezza e specificità dei destinatari. Più in dettaglio: interventi di primo livello mirati a dare continuità al progetto di potenziamento del sistema educativo locale attraverso l acquisto di strumenti di laboratorio, il finanziamento di corsi di formazione o di insegnamento a carattere sperimentale, il sostegno di iniziative di orientamento scolastico o di apprendimento di adeguate metodologie di studio. Questa tipologia di interventi, dal carattere sussidiario rispetto all intervento pubblico, dovrà collocarsi in un ottica di impulso alla progettualità degli istituti scolastici ed all inserimento nei programmi di momenti formativi di carattere sperimentale o complementare in aree di forte richiesta a bassa offerta dovuta ai criteri dei finanziamenti pubblici; interventi di secondo livello finalizzati a creare o migliorare le condizioni di accesso dei giovani che hanno completato il ciclo di studi di istruzione secondaria all istruzione di carattere universitario. In quest ottica, la Fondazione dovrebbe concentrarsi nell assegnare ai meritevoli (valutando anche le condizioni economiche di partenza) borse di studio di durata annuale eventualmente rinnovabili dopo un controllo del curriculum del borsista effettuato sulla base sia delle votazioni conseguite negli esami sostenuti durante l anno, sia del corso di laurea e della sede universitaria in cui il borsista opera. interventi di terzo livello finalizzati a creare o migliorare le condizioni di accesso al mondo della ricerca o della formazione post-universitaria nell ottica della promozione dell eccellenza e della nascita a livello, non solo locale, della futura classe dirigente e del cofinanziamento nell istituzione di posizioni di formatori e ricercatori di interesse del territorio. Appare evidente come gli interventi di secondo e terzo livello dovranno essere improntati a criteri di selezione meritocratica. Pagina 19 di 3720 A fianco della tradizionale attività di erogazione, la Fondazione potrà inoltre sperimentare nuove vie senza dubbio ricche di potenzialità attraverso un ruolo direttamente operativo che la veda impegnata: nella strutturazione, organizzazione e gestione di un percorso culturale extra scolastico al fine di dare vita ad un offerta formativa di profilo alto incentrata su dibattiti e convegni di rilevante spessore culturale. A tale scopo, dovrà essere costituito un comitato scientifico al quale affidare la programmazione di una serie di conferenze e momenti di approfondimento che vedano l intervento di relatori di comprovate competenze, nell ambito di programmi culturali concordati con i dirigenti scolastici e gli insegnanti. Questi momenti di approfondimento dovranno avere lo scopo di mettere a disposizione dei docenti locali e degli studenti, oltre che dei cittadini interessati, informazione e metodologie che, per varie ragioni, sfuggono ai programmi scolastici e che appaiono invece essenziali per potersi riferire a concreti sistemi di valori nell ambito del pluralismo culturale; nell organizzazione di un servizio informativo rivolto agli studenti che hanno portato a compimento il ciclo di studi di istruzione secondaria. L iniziativa dovrà porsi l obiettivo di sopperire alla carenza di informazione dei giovani sulle possibili scelte realizzabili con l iscrizione all Università, con particolare riguardo al corso di laurea. STIMA DELLE RISORSE DA DESTINARSI AL SETTORE NEL TRIENNIO: 18% delle risorse complessivamente a disposizione nel triennio per l attività istituzionale. Nell ambito di tale percentuale le risorse destinate agli interventi cosiddetti di primo livello non potranno superare il 25%. 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