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Timestamp: 2020-02-21 03:53:23+00:00

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Jane Austen Action Figure: l’irresistibile follia di una serissima Janeite | Un tè con Jane Austen
Jane Austen Action Figure: l’irresistibile follia di una serissima Janeite
A parte il comune denominatore di ammirare appassionatamente Jane Austen e tutto ciò che la riguarda, i Janeite sono tipi diversissimi tra loro, e sono tanti quante sono le singole teste in cui alberga questo particolare interesse: ci sono i due estremi, l’accademico ed il fanatico, ma mai personificati in modo assoluto poiché in una stessa persona l’uno non esclude l’altro, anzi, con l’altro si mescola in dosaggi sempre variabili così che le sfumature intermedie e le loro combinazioni sono infinite. Ogni Janeite è un variopinto miscuglio di fanatismo e sapienza, curiosità e ricerca, che cambia nel tempo, e non solo nel corso degli anni ma persino da un momento all’altro.
Ci si può tuffare nella rilettura dei romanzi per analizzarne gli aspetti narrativi più disparati, e nello stesso tempo vivere un’esperienza di lettura olistica ed emozionale. Si può discutere ore e ore del femminismo delle loro grandi protagoniste e spasimare una vita intera per l’eroe austeniano del cuore. Si può prendere parte ad un gruppo di lettura sfoderando libri sottolineati e vissuti, nonché commenti arguti e dettagliati, e sfilare per le strade di Bath vestiti di tutto punto alla maniera Regency, come se fosse il 1810. Tutto con la stessa passione e la stessa serietà, in una dinamica armonia di opposti.
Prenderò come esempio un esemplare che conosco assai bene: me stessa.
Di recente, mi sono resa ridicola con alcune amiche Janeite durante un frizzante tè delle cinque del Jane Austen Book Club di Salaborsa e JASIT. Durante l’attesa delle teiere e dei dolcetti, nel bel mezzo di una conversazione sulla visita alla casa-museo della Nostra, ho mostrato loro il sacchettino di lavanda portato dal cottage di Chawton: la lavanda viene da quel giardino e il sacchetto è stato confezionato dalle mani di Petra (cofondatrice JASIT), sotto la mia attenta supervisione, nella cucina di quel cottage, nel giugno del 2012. Una vera reliquia austeniana, di cui vado molto fiera, perché proveniente dalla casa dove Jane Austen ritrovò la vena creativa ed i suoi romanzi trovarono la via per andare nel mondo.
Ma quell’innocente minuscolo sacchettino profumato ha anche dimostrato pubblicamente quanto l’aspetto fanatico sia sempre molto vivo nel mio animo di Janeite, che pure si nutre della lettura delle opere austeniane e di saggi di critica letteraria come se fosse ossigeno vitale.
Tutto questo preambolo, in cui tento con scarsa efficacia di trovare una spiegazione scientifica e meta-letteraria a quanto sto per confessare, mi serve per introdurre un altro oggetto – ben peggiore del pur significativo sacchetto alla lavanda di Chawton (anche soltanto per la quantità di plastica necessaria a produrlo e per la sua spudorata inutilità certificata al 100%). In un trionfo di bipolarismo Janeite, con serio raziocinio continuo a considerare questo oggetto del mio insano desiderio come la massima espressione del fanatismo più puro…
Sto parlando della Jane Austen’s Action Figure – proprio lei: la “bambolina” di Jane Austen.
Che lo scorso Natale, per il mio Compleanno, con mia somma gioia e sorpresa, mi è stata regalata.
…sì, perché una vera Janeite ha sempre fedeli amiche Janeite complici di ogni delitto austeniano, anche il più efferato…
Le action figure sono molto popolari anche in Italia: basti pensare ai tanti supereroi o personaggi dei cartoni animati venduti regolarmente per i bambini o i giovanissimi Ma, appunto, si tratta di prodotti per bambini o giovanissimi o comunque considerati come tali anche quando i possessori sono adulti, mentre nei paesi anglofoni l’atteggiamento è assai meno settario, e nessuno si fa scrupolo di accostare le action figure di Star Trek, Harry Potter o supereroi Marvel ai grandi nomi della letteratura. Nelle librerie inglesi o americane, è assai facile trovare William Shakespeare, Oscar Wilde, Edgar Allan Poe, persino Sigmund Freud.
da www.mcphee.com/
Oppure Jane Austen, appunto – come una super-eroina della letteratura…
Persino una prosaicissima confezione di cartoncino e plastica assume qui una dignità speciale. La scatola simula anche nella grafica un libro, con un disegno che raffigura le pagine su un lato e il dorso sull’altro.
Ma è leggendo la presentazione sulla “quarta di copertina” di questa scatola-libro che mi sono illuminata: chi ha scritto questa nota sa bene di chi e cosa sta parlando…
Non apro ancora la confezione perché i miei occhi a scansione digitale notano una frase scritta sul fondo. E la mia nerditudine esulta!
The person, be it gentleman or lady, who does not recycle this package, must be intolerably stupid. Recycling is the most perfect renewal of the spirit and the best recipe for happiness ever divised.
(La persona, sia essa uomo o donna, che non ricicla questa confezione, non può che essere intollerabilmente stupida. Riciclare è il più perfetto rinnovamento dello spirito e la migliore ricetta per la felicità mai concepito.)
Decisamente, chi ha scritto queste parole è Janeite!
E infine, eccola qui, LEI. Aprendo la scatola-libro, la si vede su uno sfondo di cartoncino con un’immagine molto simil-Pemberley.
da www.mcphee.com
La bambolina ha le braccia snodate e, sotto la gonna, le gambe si muovono leggermente, giusto il movimento necessario a far spuntare la punta del piede dall’orlo. Anche il busto si muove un po’. Ma… sono i miei occhi di irrecuperabile Janeite che mi ingannano o il volto è vagamente somigliante al famoso ritratto eseguito da Cassandra
o all’incisione, altrettanto famosa, che ne è derivata nel 1869?…
Jane è fornita di due accessori: una copia di Pride and Prejudice e una penna. Il libro fa un po’ fatica a restare saldamente nella mano destra e la penna è, curiosamente, incastrabile solo sulla mano sinistra (che io sappia, Jane Austen non era mancina – e credo che a quei tempi ogni mancino venisse velocemente “ad-destrato”). Ma l’effetto finale è notevole:
La mia Jane Austen Action Figure
Mi preme ricordare un dettaglio importante. Questa è la seconda versione della Jane Austen Action Figure. La prima “edizione” (possibile che anche di una cosa del genere si facciano diverse edizioni nel tempo?…) è quella colpevole di avermi stregata qualche anno fa. Era semplicemente strepitosa: il giacchino dell’abito era verde, un verde molto simile al famosissimo colore molto in voga in epoca Regency, il “Pomona Green“, un bel verde mela, e per questo ben più plausibile e sostenibile di questo nuovo rosa confetto quasi fucsia, chiassoso e niente affatto austeniano o Regency (sì, all’epoca si portava anche il rosa ma non con questo… timbro!)
e gli accessori erano, assai più opportunamente, arricchiti dalla presenza di uno scrittoio portatile, un oggetto strettamente legato non solo alla sua arte ma anche ad un elemento reale, cioè lo scrittoio regalatole dal padre che ancora oggi fa bella mostra di sé alla British Library:
Purtroppo, questa JA “più verosimile” è uscita di produzione da circa due anni e si può trovare soltanto se si è così fortunati da incappare in qualche possessore che ha deciso di venderla in qualche mercato dell’usato online.
Lungi dal lamentarsi della Jane Austen’s Action Figure entrata in casa grazie a un regalo di Compleanno, la Janeite molto nerd che è in me è stata iper-felice di trovarle subito un bel posticino. Ora, Jane è saldamente insediata tra le tazze da tè a lei dedicate. Per smorzare tutto quel rosa stucchevole, le ho dato un piglio battagliero, con l’amata penna alzata oltre la sua testa, brandita proprio come una spada che infonde forza e coraggio nelle parole che ne scaturiscono – o come una torcia che fa luce e calore, per illuminare e confortare.
Può sembrare una sciocchezza ma intorno a questo oggetto c’è un piccolo fenomeno di costume, facilmente osservabile nella rete dove numerose sono le foto che ritraggono “Jane” nei luoghi e nelle situazioni più disparate, quasi come se fosse l’occasione di realizzare il desiderio di condividere con lei in persona ogni momento della propria vita. C’è chi la porta in viaggio con sé, proprio come il nano da giardino che gira il favoloso mondo di Amélie nell’omonimo film.
da tumblr, utente JaneDates
Un divertente gioco a cui non si sottrae neppure Julia Matson, la brava ideatrice delle miscele di tè della Jane Austen Tea Series (Bingley’s Teas), che spesso porta con sé Jane nei suoi viaggi alla ricerca delle foglioline preziose, come testimonia la pagina facebook che le ha espressamente dedicato (Jane Austen on the loose) da cui provengono queste immagini:
Bingley’s Tea in Tulum, di Julia Matson, www.bingleysteas.com
Jane and I have found loose tea service in the mountains, di Julia Matson, www.bingleysteas.com
È evidente che, nel cuore delle più insospettabili Janeite, può annidarsi uno spiritello appassionato e leggero, molto nerd, che rivendica il diritto di perdere un po’ la testa e farsi due sane risate nell’innamorarsi di un oggetto “esagerato” come questo.
Di questa Jane Austen Action Figure trovo perfetta la definizione che ho letto da qualche parte nella blogosfera: “For the serious fan with a whimsical sense of humor“, per il/la fan serio/a con un originale senso dell’umorismo. Ah, più Janeite di così…
☞ Jane Austen Action Figure sul sito del produttore Archie McPhee
(Avvertenza: il produttore Archie McPhee ricorda che questo non è un giocattolo perciò deve stare accuratamente lontano dai bambini)
Questo articolo è stato pubblicato in Intorno a Jane Austen e taggato come Bingley's Teas, icona pop, Jane Austen Action Figure, Jane Austen Mania, Janeite il 6 Febbraio 2015 da Silvia Ogier
← Buon Compleanno! (2) A Jane Austen Society of Italy (JASIT)
Nata sotto il segno di Pride and Prejudice Tutto il privilegio che reclamo.
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23 pensieri su “Jane Austen Action Figure: l’irresistibile follia di una serissima Janeite”
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Anna 7 Febbraio 2015 alle 11:29
è una forma molto comune di follia, come tu ben sai…..
Silvia Ogier Autore articolo 7 Febbraio 2015 alle 15:51
Mia cara, lo so lo so, non sono l’unica ad avere una statuina austeniana (anche se le tue sono artisticamente molto più belle!). 😀
Elena 7 Febbraio 2015 alle 13:59
Bellissima, la voglio! A parte le battute, le action figures in Italia non sono per un pubblico di bambini ma di adolescenti e adulti, il problema è che i letterati sono troppo snob per pensare agli scrittori come icone di oggetti.
Silvia Ogier Autore articolo 7 Febbraio 2015 alle 15:39
Quant’è vero ciò che dici! Detesto quello snobismo intellettualoide per cui i Grandi non potrebbero essere oggetto di espressioni di ammirazione simili a quelle per le rock star o gli attori famosi o personaggi e situazioni delle serie tv più amate.
(hai ragione, sono abituata a vedere questi bambolini nelle mani dei bambini delle amiche però è del tutto vero che sono anche terreno di gioco dei più grandicelli)
raffaella 7 Febbraio 2015 alle 14:53
Grazie Silvia! Mi sono fatta un sacco di risate. Simpaticissima anche la Matson…consiglio poi di andare al sito della Mcphee e guardare il video pubblicitario sulla Jane Austen Actin Figure: si vede un bambino che fa lottare il suo pupazzetto di Jane Austen con un qualche mostro peloso alla Star Wars.
Le vie per avvicinarsi alla cultura sono infinite….Sto già pensando di regalarne una a mio figlio …la farebbe giocare a calcio nel Manchester United!
Silvia Ogier Autore articolo 7 Febbraio 2015 alle 15:45
Il video è davvero esilarante – ed il pensiero che una tua eventuale Jane possa cimentarsi con il calcio, mi fa venire in mente una scena di un film famoso, Becoming Jane, in cui una giovane Jane gioca abilmente a cricket. È un dettaglio che ha una sua verità se pensiamo che la vera Jane è cresciuta in una famiglia pullulante di fratelli e di ragazzi. In breve, Jane (versione action figure) nel Manchester United (versione gioco di tuo figlio) non è affatto un’idea strana!
LaLeggivendola 7 Febbraio 2015 alle 16:39
Quanto mi duole non poter prendere parte agli incontri del Book Club causa distanza. L’ultimo sono riuscita a seguirlo un pochino grazie ai tweet live di Valentina (Peek-A-Book) xD
Il sacchetto di lavanda è un tocco meraviglioso. L’action figure è fantastica e la bramo, la prima con lo scrittoio è fenomenale *__*
A parte questo, sai che la mia tesi di laurea verte sul fandom di Jane Austen e di Sherlock Holmes? Volevo condividerlo con chi potrà comprendere il mio entusiasmo 😀
Silvia Ogier Autore articolo 7 Febbraio 2015 alle 19:38
Carissima, vado con ordine…
– Ogni incontro del Jane Austen Book Club di Bologna può essere seguito in diretta su facebook, nel gruppo JABC https://www.facebook.com/groups/1533297323557832/ e sul profilo twitter di JASIT https://twitter.com/janeaustenitaly Non esitare a passare di lì a partire dalle 17 del 14 febbraio, sarà un VERA DIRETTA perché tutti i fondatori JASIT saranno in loco!
– l’action figure prima edizione è ancora reperibile in rete, non so quanto costi ma con un po’ di pazienza si può trovare.
– La tua tesi di laurea è molto molto molto interessante! Se me lo concederai, mi farà molto piacere leggerla. Lo scorso settembre, Petra ed io siamo state al museo di Sherlock Holmes, a Londra, un’esperienza imperdibile, anche dal punto di vista della tua tesi! E, naturalmente, quando l’avrai terminata e discussa, non esitare a contattare JASIT per l’iniziativa GIOVANI STUDIOSI DIALOGANO CON JASIT.
raffaella 9 Febbraio 2015 alle 17:26
La mia suoneria è quella della colonna sonora della serie BBC dedicata a Sherlock e ambientata ai giorni nostri!
Silvia Frassneti 8 Febbraio 2015 alle 10:42
bellissima descrizione. Le follie delle Jeneites non finiscono mai.
La bambolina è fortissima, ma la presentazione lo è ancora di più.
Silvia Ogier Autore articolo 8 Febbraio 2015 alle 16:16
Grazie mille, mia cara Silvia! In fondo, se c’è qualcosa che Jane Austen insegna egregiamente, è proprio saper ridere, anche di se stessi (di certo, la vera JA di fronte a se stessa in questa versione riderebbe, con un sopracciglio alzato!).
elisa 9 Febbraio 2015 alle 12:25
Wow Silvia, è bellissima! Condivido a pieno l’esigenza quasi ironicamente sacra di avere un simulacro in miniatura della tua fonte di ispirazione nella vita.. Non dirlo a me che anche se cresciutella, ho nella mia expedit i peluche bellissimi del Cappellaio Matto e di Alice… E mio marito condivide questa esigenza sfoggiando un Captain Jack Sparrow e un bellissimo peluche madrileno di Salvador Dalì!!!
I busti dei filosofi si o queste action figure no? Ma non sono in fondo la stessa… cosa? 🙂
Silvia Ogier Autore articolo 10 Febbraio 2015 alle 13:58
Ma che invidia per i peluche del Cappellaio Matto e Alice! Vedo con sommo piacere che condividi questa esigenza con la tua anima gemella (approvo in pieno il grande Jack e il mitico Salvador!). Sono d’accordo: busti dei filosofi e action figure & affini per me pari sono.
danaloo 9 Febbraio 2015 alle 13:52
Ti invidio la tua bambolina, sappilo!! 😀
Però quanto sono avanti gli inglesi rispetto a noi…
Qui a nessuno verrebbe in mente di creare un Dante, Leopardi o Manzoni Action Figure.
Probabilmente si rivelerebbe un’operazione commerciale fallimentere…:D
E’ indubbio che la Austen abbia più appeal!!
Silvia Ogier Autore articolo 10 Febbraio 2015 alle 14:05
Ebbene sì, mia cara, non abbiamo ancora imparato a ridere di noi e dei nostri miti, forse perché, in generale, ancora non riusciamo a prenderli debitamente sul serio. – La Zia, comunque, è una donna di gran classe, la possono conciare come vogliono, fa sempre la sua ottima figura!
Una complice 9 Febbraio 2015 alle 17:35
Non avrei saputo spiegare meglio la dicotomia apparentemente inconciliabile di seriosità e nerditudine! L’importante è tenerli in equilibrio! 😉
Silvia Ogier Autore articolo 10 Febbraio 2015 alle 14:08
Condivido, cara complice! 😀
MaraB 10 Febbraio 2015 alle 10:10
Il potere evocativo degli oggetti ha un fascino misterioso… dal quale neppure io sono immune. Attendo la creazione della action figure di Elizabeth Gaskell o Henry James per compiere la mia follia! 🙂
Silvia Ogier Autore articolo 10 Febbraio 2015 alle 14:07
….ed io sarò lì, ad assistere al suo compimento!
Phoebes 11 Febbraio 2015 alle 20:56
Favolosa! La voglio! 🙂
Mauro 1 Settembre 2015 alle 14:11
Sarà pure di cattivo gusto, ma in senso gozzaniano… Ed in ogni caso spero che mia moglie me la regali per Natale!
Silvia Ogier Autore articolo 10 Settembre 2015 alle 23:56
Attendo con trepidazione il lieto annuncio del gradito ritrovamento sotto l’albero!

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