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Timestamp: 2016-10-25 15:39:29+00:00

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Sezione del sostegno a enti e attivit� sociali,
Il 27 marzo 2003 l'Ufficio degli anziani del Dipartimento della sanit� e della socialit� del Cantone Ticino ha approvato le rette di degenza di C.A.________ presso la casa per anziani comunale di X.________; le stesse ammontavano a fr. 90.-- al giorno dal 1� gennaio 1997, fr. 145.-- dal 1� dicembre 2001 e fr. 125.-- dal 1� gennaio 2002.
Il reclamo presentato alla citata autorit� dai figli dell'interessata, A.A.________ e B.A.________, � stato respinto il 25 aprile 2003. Adito dagli stessi il 15 maggio successivo, il Consiglio di Stato ticinese ne ha respinto il gravame con decisione del 26 agosto 2003.
Il 29 settembre 2003 A.A.________ e B.A.________ hanno presentato dinanzi al Tribunale federale un ricorso di diritto pubblico, con cui chiedono che la decisione governativa sia annullata e che venga ordinato all'Ufficio degli anziani di rivedere i moduli per il calcolo della retta di degenza. Adducono, in sostanza, la violazione degli art. 26, 49 e 30 Cost. nonch� dell'art. 6 CEDU.
Per costante giurisprudenza, il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e con pieno potere d'esame sull'ammissibilit� del rimedio sottopostogli (DTF 129 III 107 consid. 1 e rinvii).
1.1 Il presente ricorso di diritto pubblico, esperito in tempo utile (art. 89 cpv. 1 OG) contro una decisione finale di ultima istanza cantonale e fondato su una pretesa violazione dei diritti costituzionali del cittadino (art. 84 cpv. 1 lett. a e 86 OG) �, in linea di principio, ammissibile.
1.2 Nella misura in cui i ricorrenti chiedono pi� dell'annullamento della decisione impugnata o altro, il gravame � inammissibile in virt� della natura cassatoria del rimedio, a cui in concreto non va derogato (DTF 127 I 1 consid. 2c; 126 I 213 consid. 1c e rispettivi richiami).
2.2 La decisione emessa il 26 agosto 2003 dal Consiglio di Stato ticinese, sebbene fosse destinata formalmente ai qui ricorrenti, non li tocca personalmente n� causa loro un pregiudizio. Oggetto del contendere sono infatti le rette di degenza presso la casa per anziani delle quali � debitrice la loro madre. Stupisce che, dal reclamo fino al presente ricorso, i ricorrenti abbiano sempre agito a loro nome, senza una sola parola di spiegazione, come se fossero loro i debitori delle prestazioni litigiose. Stupisce ancora pi� che le autorit� ticinesi non abbiano ravvisato l'anomalia. Dinanzi al Tribunale federale, il patrocinatore, su esplicita richiesta, ha prodotto la procura con cui i ricorrenti lo incaricano di "patrocinarli in ogni e qualsiasi vertenza connessa o derivante dalla degenza della madre C.A.________, presso la Casa anziani comunale di X.________". Questo atto per� non spiega ancora perch� i figli possano agire in loro nome per la vertenza che riguarda la loro madre. Premesse queste considerazioni, il difetto di legittimazione dei ricorrenti dovrebbe pertanto portare all'inammissibilit� dell'impugnativa. Ci si pu� tuttavia chiedere se non possa essere ammesso un rapporto di rappresentanza tacito tra l'anziana madre e i figli e se a questi ultimi, bench� non abbiano mai fatto valere l'esistenza di un tale rapporto, non debba essere assegnato un breve termine per giustificare i loro poteri. La questione pu� in concreto rimanere irrisolta, dato che, per i motivi esposti di seguito, il ricorso sfugge comunque ad un esame di merito.
Dopo aver esposto la loro versione dei fatti che hanno condotto alla decisione querelata, i ricorrenti si diffondono sulle cifre e sui calcoli che sono stati posti a fondamento delle rette di degenza contestate, segnatamente sui dati concernenti la sostanza della loro madre. Non � chiaro se essi vogliano trarne delle censure d'incostituzionalit�. Comunque sia, i loro argomenti sono di natura meramente appellatoria. Gli interessati non spiegano infatti quali sarebbero i diritti costituzionali o le norme giuridiche violati, n� precisano in che cosa consisterebbe tale violazione (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; sulla portata di questa norma cfr. DTF 126 III 534 consid. 1b; 110 Ia 1 consid. 2a). In proposito il gravame � quindi inammissibile.
Il giudizio impugnato � fondato sulla legge ticinese del 25 giugno 1973 concernente il promuovimento, il coordinamento e il sussidiamento delle attivit� sociali a favore delle persone anziane, il cui art. 6d stabilisce che le rette sono commisurate alle condizioni di reddito e di sostanza degli anziani (cpv. 1), secondo le direttive del dipartimento competente (cpv. 3). Il 4 gennaio 2002 il Dipartimento della sanit� e della socialit� ha emanato le direttive concernenti l'applicazione e il computo delle rette differenziate. L'art. 2.1 delle medesime prevede che, per stabilire il reddito annuale lordo determinante per il calcolo della retta, viene considerata, oltre al reddito effettivo della sostanza, anche una quota di 1/10 di quest'ultima (con alcune deduzioni).
4.1 Secondo i ricorrenti detto disposto, che impone due volte il medesimo elemento, � confiscatorio e disattende quindi la garanzia della propriet� protetta dall'art. 26 Cost. Siccome la norma di rango costituzionale deve prevalere sul diritto cantonale � pure leso, a loro avviso, il principio della forza derogatoria del diritto federale garantito dall'art. 49 Cost. La censura � inammissibile.
4.2 La garanzia della propriet�, intesa come istituto, protegge effettivamente il cittadino dalla percezione di tributi pubblici confiscatori. Secondo la giurisprudenza, un tributo � confiscatorio se � talmente elevato da privare il contribuente della sua sostanza privata o della possibilit� di costituirne una nuova, cos� da intaccare l'essenza, il fondamento stesso della garanzia istituzionale della propriet� (DTF 127 I 60 consid. 3b con numerosi riferimenti, in particolare DTF 105 Ia 134 consid. 3a). Il computo della sostanza dell'ospite di una casa per anziani nella misura voluta dall'art. 2.1 delle citate direttive, da solo, non � confiscatorio nel senso appena definito. Da un lato, come osservato a giusto titolo dal Consiglio di Stato, questa disposizione regola la questione in modo analogo all'art. 3c cpv. 1 lett. c della legge federale del 19 marzo 1965 sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidit� (LPC; RS 831.30). Dall'altro, e soprattutto, il reddito determinante non � che un dato di partenza: la retta giornaliera � in seguito calcolata applicando a tale reddito un fattore d'imposizione definito dagli art. 5 segg. delle direttive (esso �, semplificando, di 1/365). � quest'ultimo fattore che determina la retta e, quindi, il suo carattere pi� o meno esoso. In proposito il ricorso � assolutamente silente, per cui non adempie i requisiti di motivazione posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG. � d'uopo osservare inoltre che la retta non pu� essere confiscatoria nella misura in cui i ricorrenti non adducono n� dimostrano (art. 90 cpv. 1 lett. b OG) ch'essa disattende il principio dell'equivalenza, nel senso che tra l'importo richiesto e il valore economico della prestazione effettuata dall'ente non sussiste un'adeguata relazione, ossia che il citato importo si trova in evidente sproporzione con il valore oggettivo della prestazione e non si contiene entro limiti ragionevoli. A titolo abbondanziale va rilevato che non apparirebbe comunque incostituzionale il fatto che una persona debba consumare interamente il proprio patrimonio per la sua permanenza in una casa per anziani.
4.3 Invano i ricorrenti si richiamano all'art. 49 Cost., non invocando nessuna norma del diritto federale che potrebbe regolare la materia. Come accennato in precedenza, essi sostengono che il diritto federale preminente sarebbe l'art. 26 Cost. Sennonch� tale ragionamento � sin dall'inizio errato, poich� detto disposto istituisce un diritto costituzionale che pu� essere fatto valere come tale nell'ambito di un ricorso di diritto pubblico (cfr. art. 84 cpv. 1 lett. a OG), senza appellarsi all'art. 49 Cost.
I ricorrenti censurano infine una violazione degli art. 30 cpv. 1 Cost. e 6 n. 1 CEDU. Affermano che il Consiglio di Stato ticinese, e per esso il suo Servizio dei ricorsi, che si � pronunciato come ultima istanza cantonale, non pu� essere considerato un tribunale imparziale ed indipendente.
5.1 Anche questa critica � irricevibile. Innanzitutto i ricorrenti non spiegano per quali motivi la decisione querelata o le direttive contestate rientrino nel campo di applicazione dell'art. 6 n. 1 CEDU. Bench� patrocinati da un avvocato, essi non ossequiano pertanto nuovamente le esigenze di motivazioni poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, il quale si applica anche laddove sono invocati diritti derivanti della Convenzione in esame (DTF 125 I 417 consid. 6c). In secondo luogo, va osservato che, per prassi costante, la censura concernente la violazione dell'art. 6 n. 1 CEDU dev'essere fatta valere gi� nell'ambito del procedimento cantonale, segnatamente dinanzi all'autorit� cantonale di ultima istanza (DTF 121 II 219 consid. 2a; 120 Ia 19 consid. 2c). Ci� che non � avvenuto in concreto. Anche da questo profilo, il gravame sfugge ad un esame di merito.
5.2 Va rilevato infine che nemmeno la censura tratta dall'art. 30 cpv. 1 Cost. - il cui campo di applicazione �, in linea di massima, uguale a quello dell'art. 6 n. 1 CEDU (DTF 128 I 288 consid. 2.2) - adempie i requisiti di motivazione di cui all'art. 90 cpv. 1 lett. b OG. Anche al riguardo il ricorso � quindi inammissibile. In queste condizioni, pu� rimanere irrisolta la questione di sapere se il principio della sussidiariet� relativa del ricorso di diritto pubblico (cfr. art. 86 cpv. 1 OG) esiga che anche il diritto al controllo giudiziario sancito dalla Costituzione federale sia gi� fatto valere dinanzi all'ultima istanza amministrativa cantonale.
Visto l'esito del ricorso, le spese processuali sono poste a carico dei ricorrenti con vincolo di solidariet� (art. 156 cpv. 1 e 7 OG, 153 e 153a OG). Non si accordano ripetibili ad autorit� vincenti (art. 159 cpv. 2 OG).
La tassa di giustizia di fr. 2000.-- � posta a carico dei ricorrenti in solido.
Comunicazione al patrocinatore dei ricorrenti, al Dipartimento della sanit� e della socialit�, Sezione del sostegno a enti e attivit� sociali, Ufficio degli anziani, e al Consiglio di Stato del Cantone Ticino.

References: art. 26
 DTF 
 art. 6
 DTF 
 art. 5
 art. 84
 art. 30
 art. 86