Source: http://docplayer.it/2678201-Note-di-commento-alla-normativa-su-trasparenza-accesso-civico-prevenzione-della-corruzione-nella-pubblica-amministrazione.html
Timestamp: 2017-01-24 09:48:36+00:00

Document:
⭐NOTE DI COMMENTO ALLA NORMATIVA SU TRASPARENZA ACCESSO CIVICO PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Download "NOTE DI COMMENTO ALLA NORMATIVA SU TRASPARENZA ACCESSO CIVICO PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE"
Fausta Mauro
1 NOTE DI COMMENTO ALLA NORMATIVA SU TRASPARENZA ACCESSO CIVICO PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE La Spezia 25 ottobre2 Sommario ACCESSO AI DATI SULLA ATTIVITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E AZIONI DEI CITTADINI VERSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE... 6 Premessa... 6 Accesso al pubblico sui dati relativi a gestione attività della pubblica amministrazione e delle valutazioni sulla efficienza del personale... 6 La trasparenza rientra nei livelli essenziali da garantire dalla P.A. in tutto il territorio nazionale... 7 Azioni dei cittadini verso la Pubblica Amministrazione... 7 La differenza tra azione dei cittadini contro la P.A. e azione di classe del codice di consumo... 8 Il parere del Consiglio di Stato sullo schema di DLgs sulla azione dei cittadini contro la P.A Privacy e valutazione prestazioni dipendenti pubblici nelle loro funzioni... 9 SEMPLIFICAZIONE DEI TESTI NORMATIVI E - SEMPLIFICAZIONE PROCEDIMENTI AMMINISTRAZIONE DIGITALE Chiarezza dei testi normativi : principio non derogabile Nuovi principi nella azione amministrativa della P.A Nuovo termine generale nella conclusione dei procedimenti Termini di conclusione dei procedimenti di livello statale Casi speciali di termini superiori ai 90 giorni Termini dei procedimenti presso le Autorità di Garanzia e Vigilanza Decorrenza dei termini Sospensione dei termini Ricorso avverso il silenzio assenso Responsabilità dei dirigenti Diffusione delle buone prassi nelle Pubbliche Amministrazioni e tempi per l'adozione dei provvedimenti o per l'erogazione dei servizi al pubblico Disciplina silenzio assenso Regime speciale per procedimenti relativi alla tutela del paesaggio e dell ambiente Termini per i pareri Modifica disciplina Conferenza dei Servizi Precisazione ambito di applicazione della legge Superamento pubblicità legale cartacea Delega al Governo per la modifica del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82) Utilizzo posta elettronica nei rapporti tra P.A. e cittadini PUBBLICAZIONE ELENCO DOCUMENTAZIONE RICHIESTA PER PER RILASCIO PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI AD ISTANZA DI PARTE - MAGGIORAZIONE COSTI SPESE PROCESSUALI PER LA PARTE SOCCOMBENTE NEI GIUDIZI SUI CONTRATTI PUBBLICI Pubblicazione elenco documentazione richiesta per rilascio provvedimenti amministrativi ad istanza di parte Conseguenza mancata pubblicazione elenco documentazione richiesta per rilascio provvedimenti amministrativi ad istanza di parte Pubblicazioni oneri informativi da regolamenti ministeriali che regolano poteri autorizzatori Maggiorazione costi spese processuali per la parte soccombente nei giudizi sui contratti pubblici TRASPARENZA EFFICIENZA E PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE NELLA DISCIPLINA DEI DIPENDENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Finalità3 Trasparenza come accessibilità totale alle azioni della Pubblica Amministrazione Programma Triennale per la Trasparenza e l'integrità Informazioni sui servizi erogati dalle Pubbliche Amministrazioni Presentazione pubblica del Piano e della relazione sulla perfomance Dati da pubblicare sulla efficienza trasparenza costi dei dipendenti pubblici Conseguenze per mancato adempimento degli obblighi in materia di trasparenza Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l'integrità delle Amministrazioni Pubbliche La Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l'integrità delle Amministrazioni Pubbliche diventa Autorità Anticorruzione Applicabilità del presente DLgs a Regioni ed Enti Locali Chi nomina il Responsabile Anticorruzione e chi approva il Piano Anticorruzione degli Enti Locali (commi 7 e 8 articolo 1 legge 190/2012) Codice di Comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni Prevenzione del fenomeno della corruzione nella formazione di Commissioni e nelle assegnazioni agli uffici Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti Normativa antimafia e anticorruzione nella P.A Norme su trasparenza e anticorruzione negli appalti pubblici L ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2003/98/CE RELATIVA AL RIUTILIZZO DI DOCUMENTI NEL SETTORE PUBBLICO Finalità Il concetto di riutilizzo Modalità di riutilizzo Strumenti di ricerca di documenti disponibili LA DISCIPLINA DEI SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI Ragioni da cui nasce la direttiva Identificazione dei siti delle Pubbliche Amministrazioni Certificazione informazioni presenti nei siti delle Pubbliche Amministrazioni Responsabili procedimento pubblicazione informazioni sui siti Supporto tecnico del centro nazionale per l informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) Documenti attuativi della Direttiva MODALITÀ DI PUBBLICAZIONE DA PARTE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DEI CONTRIBUTI SOVVENZIONI - ISTITUZIONE DELL'AGENZIA PER L'ITALIA DIGITALE Contributi sovvenzioni da pubblicare nelle rete Modalità di pubblicazione nella rete Termine di adeguamento per le P.A Efficacia della pubblicazione Norme su informazione e comunicazione della P.A. che restano in vigore ed applicabili Istituzione dell'agenzia per l'italia Digitale L ACCESSO CIVICO: RIORDINO DELLA DISCIPLINA RIGUARDANTE GLI OBBLIGHI DI PUBBLICITÀ, TRASPARENZA E DIFFUSIONE DI INFORMAZIONI DA PARTE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI Finalità del DLgs 33/ Oggetto del DLgs 33/ P.A. soggette al presente DLgs Ulteriori documenti pubblicabili4 Diritti dei cittadini (Accesso Civico) Accesso ai procedimenti di interesse dei singoli cittadini Potere sostitutivo nell Accesso Civico Le informazioni da pubblicare devono essere implementate Riutilizzabilità dei documenti, informazioni e dati pubblicati Durata obbligo di pubblicazione Apposita sezione del sito della P.A. per facilitare Accesso Civico Programma triennale per la trasparenza e l integrità Coordinamento tra Programma per la Trasparenza e Programmazione Strategica delle P.A Obblighi di pubblicazione concernenti gli atti di carattere normativo e amministrativo generale Documenti e informazioni obbligatoriamente pubblicabili in relazione alla organizzazione delle P.A Documenti e informazioni da pubblicare obbligatoriamente e inerenti i componenti degli organi di indirizzo politico Documenti e informazioni da pubblicare obbligatoriamente inerenti ai titolari di incarichi dirigenziali e di consulenza Conseguenze mancata pubblicazione atti di incarico e degli importi sui compensi Obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli enti pubblici vigilati, e agli enti di diritto privato in controllo pubblico, nonché alle partecipazioni in società di diritto privato Conseguenze mancata pubblicazione documenti e informazioni su enti vigilati, partecipati e controllati Obblighi di pubblicazione concernenti i provvedimenti amministrativi Obblighi di pubblicazione concernenti i controlli sulle imprese Obblighi di pubblicazione concernenti i servizi erogati Trasparenza degli oneri informativi Obblighi di informazione in materia di appalti pubblici Ulteriori obblighi di pubblicazione Obblighi di pubblicazione relativi ai procedimenti amministrativi e ai controlli sulle dichiarazioni sostitutive e l'acquisizione d'ufficio dei dati Pubblicità dei processi di pianificazione, realizzazione e valutazione delle opere pubbliche Trasparenza dell'attività di pianificazione e governo del territorio Pubblicazione e accesso alle informazioni ambientali Trasparenza del servizio sanitario nazionale Obblighi di pubblicazione concernenti gli interventi straordinari e di emergenza che comportano deroghe alla legislazione vigente Responsabile per la Trasparenza Funzioni del Responsabile della Trasparenza Compiti degli organismi indipendenti di valutazione Compiti della Commissione per la Valutazione, L'integrità e la Trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni (CIVIT) Struttura del sito delle P.A La bussola della trasparenza LINEE GUIDA PER L AGGIORNAMENTO DEL PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ GLI ELENCHI DEI DOCUMENTI TIPO DA PUBBLICARE La nuova delibera CIVIT La nuova delibera che definisce specificamente gli obblighi e le scadenze temporali degli stessi per la P.A La visione ampia degli obblighi di pubblicazione di dati e documenti5 I documenti da pubblicare in materia di atti di pianificazione urbanistica I documenti e le informazioni da pubblicare in materia ambientale I criteri per verificare la completezza delle pubblicazioni SANZIONI IN MATERIA DI VIOLAZIONI OBBLIGHI: DI PUBBLICAZIONE SULLO STATO DEI PROCEDIMENTI IN MATERIA DI TRASPARENZA E ACCESSO CIVICO - REGOLAMENTAZIONE POTERE SANZIONATORIO Sanzioni disciplinare generali in violazione di obblighi di pubblicazione su stato procedimenti e su documenti amministrativi Violazione degli obblighi di trasparenza - sanzioni Regolamentazione potere sanzionatorio della Autorità Anticorruzione Chi il soggetto obbligato e quindi sanzionabile Il concetto di omessa adozione dei piani trasparenza e anticorruzione secondo il regolamento della autorità antincorruzione Come si avvia il procedimento per applicare la sanzione per omessa adozione dei piani trasparenza e anticorruzione6 ACCESSO AI DATI SULLA ATTIVITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E AZIONI DEI CITTADINI VERSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Premessa La Legge 4 marzo 2009, n delega il Governo ad elaborare norme finalizzate alla ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla Corte dei conti. (GU n. 53 del ) Accesso al pubblico sui dati relativi a gestione attività della pubblica amministrazione e delle valutazioni sulla efficienza del personale Secondo l articolo 2 della presente legge il Governo è delegato ad adottare, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, entro il termine di nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi finalizzati ad assicurare la totale accessibilità dei dati relativi ai servizi resi dalla pubblica amministrazione tramite la pubblicità e la trasparenza degli indicatori e delle valutazioni operate da ciascuna pubblica amministrazione anche attraverso: la disponibilità immediata mediante la rete internet di tutti i dati sui quali si basano le valutazioni, affinché possano essere oggetto di autonoma analisi ed elaborazione; il confronto periodico tra valutazioni operate dall interno delle amministrazioni e valutazioni operate dall esterno, ad opera delle associazioni di consumatori o utenti, dei centri di ricerca e di ogni altro osservatore qualificato; l adozione da parte delle pubbliche amministrazioni, sentite le associazioni di cittadini, consumatori e utenti rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, di un programma per la trasparenza, di durata triennale, da rendere pubblico anche attraverso i siti web delle pubbliche amministrazioni, definito in conformità È altresì autorizzata la spesa massima di 4 milioni di euro a decorrere dall anno 2010 per finanziare, con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze, progetti sperimentali e innovativi volti a: sviluppare metodologie di valutazione della funzione di controllo della soddisfazione dei cittadini; migliorare la trasparenza delle procedure di valutazione mediante la realizzazione e lo sviluppo di un apposito sito internet. 1 TESTO DELLA LEGGE DELEGA 15/7 La trasparenza rientra nei livelli essenziali da garantire dalla P.A. in tutto il territorio nazionale Secondo l articolo 2 della presente legge delega la trasparenza costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche a norma dell articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. Il secondo comma dell articolo 117 della Costituzione è quello che elenca le materie di legislazione esclusiva dello stato. In particolare anche la trasparenza dovrà quindi essere garantita dallo stato in tutto il territorio nazionale ed in relazione a tutte le prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche. In altri termini la trasparenza rientrando nei suddetti livelli essenziale permette alla legge statale di porre vincoli a tal fine alla legislazione regionale in ragione dell unità del Paese. Occorre dire che in materia già nell ultima versione della legge 241/1990 (disciplina procedimento amministrativo) la trasparenza e la pubblicità diventano criteri generali che indirizzano l attività amministrativa al pari di quelli di efficienza ed economicità ( si veda nuovo comma 1 articolo 1 legge 241). Principi che dovranno essere rispettati anche dai soggetti privati preposti alle attività amministrative. Più precisamente, come affermato dal comma 2 articolo 22 della legge 241/1990, i principi generali in materia di accesso affermati dalla legge 241/1990 ( accesso come diritto civile ai sensi della lettera m) comma 2 articolo 117 Cost) rientrano nella competenza esclusiva dello stato e non possono essere derogati in peius da parte delle Regioni che potranno invece sviluppare e ampliare ulteriori livelli di accesso sotto il profilo della disciplina delle modalità e dell oggetto dell accesso. Ai fini suddetti la trasparenza è intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti internet delle pubbliche amministrazioni, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell organizzazione delle pubbliche amministrazioni, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell attività di misurazione e valutazione svolta in proposito dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei princìpi di buon andamento e imparzialità. Azioni dei cittadini verso la Pubblica Amministrazione Secondo l articolo 2 della presente legge il Governo è delegato ad adottare, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, entro il termine di nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi finalizzati a consentire a ogni interessato di agire in giudizio nei confronti delle amministrazioni, nonché dei concessionari di servizi pubblici, fatte salve le competenze degli organismi con funzioni di regolazione e controllo istituiti con legge dello Stato e preposti ai relativi settori, se dalla violazione di standard qualitativi ed economici o degli obblighi contenuti nelle Carte dei servizi, dall omesso esercizio di poteri di vigilanza, di controllo o sanzionatori, dalla violazione dei termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali derivi la lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori, nel rispetto dei seguenti criteri: Consentire la proposizione dell azione anche ad associazioni o comitati a tutela degli interessi dei propri associati. Nel suo parere n.1943/2009 sullo schema di DLgs attuativo della presente legge delega,il Consiglio di Stato ha chiarito che si debba riferirci a : soggetti portatori di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità omogenea di utenti e consumatori, direttamente lesi dalla condotta tenuta nello svolgimento dei propri compiti dalle amministrazioni e dai concessionari di servizi pubblici. 78 Devolvere il giudizio alla giurisdizione esclusiva e di merito del giudice amministrativo. prevedere come condizione di ammissibilità che il ricorso sia preceduto da una diffida all amministrazione o al concessionario ad assumere, entro un termine fissato dai decreti legislativi, le iniziative utili alla soddisfazione degli interessati; in particolare, prevedere che, a seguito della diffida, si instauri un procedimento volto a responsabilizzare progressivamente il dirigente competente e, in relazione alla tipologia degli enti, l organo di indirizzo, l organo esecutivo o l organo di vertice, a che le misure idonee siano assunte nel termine predetto. prevedere che, all esito del giudizio, il giudice ordini all amministrazione o al concessionario di porre in essere le misure idonee a porre rimedio alle violazioni, alle omissioni o ai mancati adempimenti di cui all alinea della presente lettera e, nei casi di perdurante inadempimento, disponga la nomina di un commissario, con esclusione del risarcimento del danno, per il quale resta ferma la disciplina vigente; prevedere che la sentenza definitiva comporti l obbligo di attivare le procedure relative all accertamento di eventuali responsabilità disciplinari o dirigenziali; prevedere forme di idonea pubblicità del procedimento giurisdizionale e della sua conclusione. prevedere strumenti e procedure idonei ad evitare che l azione di cui all alinea della presente lettera nei confronti dei concessionari di servizi pubblici possa essere proposta o proseguita, nel caso in cui un autorità indipendente o comunque un organismo con funzioni di vigilanza e controllo nel relativo settore abbia avviato sul medesimo oggetto il procedimento di propria competenza. La differenza tra azione dei cittadini contro la P.A. e azione di classe del codice di consumo Come ha avuto modo di precisare lo stesso Consiglio di Stato ( parere 1943/2009 sullo schema di dlgs di attuazione della presente legge delega 99/2009 descritto nei successivi paragrafi): la formula azione collettiva (peraltro mai figurante nel testo), pur richiamandola, non si identifica nella cd. «class action» introdotta nel nostro ordinamento dall'art. 2, comma 446, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (legge finanziaria 2008), che inserisce l'articolo 140-bis nel decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo) (ora sostituito dalla presente legge di delega vedi paragrafo precedente ndr.). Ciò non solo e non tanto per la ragione già individuata nella relazione ministeriale per cui questa riguarda le lesioni dei diritti di consumatori e utenti in ambito contrattuale e, per certi ambiti, extracontrattuale, mentre quella il rapporto tra cittadini e pubbliche amministrazioni, quanto per la diversa logica sottesa: l azione contro le imprese private protegge il consumatore dallo squilibrio di posizioni sul mercato, con effetti limitati alla fase del contatto (negoziale o non), quella verso la pubblica amministrazione interviene sullo stesso processo di produzione del servizio. In entrambe le ipotesi si cerca di indurre il soggetto erogatore dell utilità a comportamenti virtuosi nel suo ciclo di produzione, onde evitare di scaricare il costo dell inefficienza sugli utenti; ma questo obiettivo è perseguito in modo indiretto se il produttore è un privato che agisce per scopi egoistici e nell esercizio della sua libertà di iniziativa economica, mentre nella seconda ipotesi è perseguito direttamente, proprio perché l organizzazione amministrativa è chiamata dalla legge a realizzare il bene pubblico. Allora ben si comprende, pur nel comune denominatore della visione aziendalistica, la differenza fondamentale tra impresa privata e pubblica amministrazione, per cui solo la seconda è avvinta dal principio di legalità: il buon andamento che caratterizza l azione pubblica, 89 anche se inteso in senso non formale, deve inserirsi nella cornice dei pubblici poteri disegnata dall ordinamento giuridico. Il parere del Consiglio di Stato sullo schema di DLgs sulla azione dei cittadini contro la P.A. Si tratta del parere 1943/2009 sullo schema di decreto legislativo che attua quanto previsto dalla legge descritta nei precedenti paragrafi. Il parere in primo luogo rileva l eccessiva genericità dei criteri di delega della legge esaminata nei precedenti paragrafi. In tal senso il CdS nel suo parere richiede una analisi di impatto sull amministrazione e sulla sua azione, del resto anche prevista in via ordinaria dal d.p.c.m. n. 170 del 2008 (Regolamento recante disciplina attuativa dell'analisi dell'impatto della regolamentazione). L esercizio da parte dei cittadini dell azione sopra descritta è secondo lo schema di dlgs come riveduto dal parere del Consiglio di Stato per le seguenti negligenze : a) la violazione di standard qualitativi ed economici, stabiliti dalle autorità preposte alla regolazione e al controllo del settore, o degli obblighi contenuti nelle Carte dei servizi; b) l'omesso esercizio di poteri di vigilanza, di controllo o sanzionatori; c) la violazione di termini del procedimento rilevanti all esterno da parte dell amministrazione o del concessionario; d) la mancata emanazione di atti amministrativi generali. Per un esame complessivo del parere vedi testo integrale: Privacy e valutazione prestazioni dipendenti pubblici nelle loro funzioni Il comma 9 dell articolo 2 della presente legge delega modifica il DLgs 196/2003 ( Codice in materia di protezione dei dati personali ) stabilendo che le notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto ad una funzione pubblica e la relativa valutazione non sono oggetto di protezione della riservatezza personale. 910 SEMPLIFICAZIONE DEI TESTI NORMATIVI E - SEMPLIFICAZIONE PROCEDIMENTI AMMINISTRAZIONE DIGITALE 2 Chiarezza dei testi normativi : principio non derogabile L articolo 3 della presente legge modifica la Legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri) introducendo al capo III ( potestà normativa del Governo) un apposito articolo 13 bis sulla chiarezza dei testi normativi. In particolare secondo questo nuovo articolo il Governo, nell'ambito delle proprie competenze, provvede a che: a) ogni norma che sia diretta a sostituire, modificare o abrogare norme vigenti ovvero a stabilire deroghe indichi espressamente le norme sostituite, modificate, abrogate o derogate; b) ogni rinvio ad altre norme contenuto in disposizioni legislative, nonché in regolamenti, decreti o circolari emanati dalla pubblica amministrazione, contestualmente indichi, in forma integrale o in forma sintetica e di chiara comprensione, il testo ovvero la materia alla quale le disposizioni fanno riferimento o il principio, contenuto nelle norme cui si rinvia, che esse intendono richiamare. Le disposizioni della presente legge in materia di chiarezza dei testi normativi costituiscono princìpi generali per la produzione normativa e non possono essere derogate, modificate o abrogate se non in modo esplicito. Periodicamente, e comunque almeno ogni sette anni, si provvede all'aggiornamento dei codici e dei testi unici con i medesimi criteri e procedure previsti dal nuovo articolo 17-bis della legge 400/1988 (introdotto dalla presente legge all articolo 5) adottando, nel corpo del testo aggiornato, le opportune evidenziazioni. In particolare i criteri definiti da detto articolo 17bis sono i seguenti: 1. puntuale individuazione del testo vigente delle norme; 2. ricognizione delle norme abrogate, anche implicitamente, da successive disposizioni; 3. coordinamento formale del testo delle disposizioni vigenti in modo da garantire la coerenza logica e sistematica della normativa; 4. ricognizione delle disposizioni, non inserite nel testo unico, che restano comunque in vigore. La Presidenza del Consiglio dei ministri adotta atti di indirizzo e coordinamento per assicurare che gli interventi normativi incidenti sulle materie oggetto di riordino, mediante l'adozione di codici e di testi unici, siano attuati esclusivamente mediante modifica o integrazione delle disposizioni contenute nei corrispondenti codici e testi unici». Nuovi principi nella azione amministrativa della P.A. All articolo 1 della legge 241/1990 viene introdotto tra i principi generali della azione della PA quello di imparzialità che peraltro era già principio costituzionale ex articolo 97 della Costituzione. 2 Legge 18 giugno 2009, n. 69 Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile" (GURI 19 giugno Supplemento ordinario n. 95) 1011 Nuovo termine generale nella conclusione dei procedimenti L articolo 7 della legge in esame sostituisce l articolo 2 della legge 241/1990 sulla conclusione del procedimento. In particolare nella nuova formulazione il termine di conclusione del procedimento, nel caso non siano previsti termini diversi dalla legge o dai provvedimenti dei soggetti istituzionali titolari del procedimento, viene ridotto a 30 giorni (prima era 90 giorni). Secondo il comma 48 della legge 190/2012: Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per la disciplina organica degli illeciti, e relative sanzioni disciplinari, correlati al superamento dei termini di definizione dei procedimenti amministrativi, secondo i seguenti principi e criteri direttivi: a) omogeneità degli illeciti connessi al ritardo, superando le logiche specifiche dei differenti settori delle pubbliche amministrazioni; b) omogeneità dei controlli da parte dei dirigenti, volti a evitare ritardi; c) omogeneità, certezza e cogenza nel sistema delle sanzioni, sempre in relazione al mancato rispetto dei termini. Termini di conclusione dei procedimenti di livello statale Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri competenti e di concerto con i Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa, sono individuati i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali. Gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di propria competenza. Casi speciali di termini superiori ai 90 giorni Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilità dei tempi sotto il profilo dell'organizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessità del procedimento, sono indispensabili termini superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, i decreti di cui sopra sono adottati su proposta anche dei Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa e previa deliberazione del Consiglio dei ministri. I termini ivi previsti non possono comunque superare i centottanta giorni, con la sola esclusione dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana e di quelli riguardanti l'immigrazione. Termini dei procedimenti presso le Autorità di Garanzia e Vigilanza Fatto salvo quanto previsto da specifiche disposizioni normative, le autorità di garanzia e di vigilanza disciplinano, in conformità ai propri ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di rispettiva competenza. 1112 Decorrenza dei termini I termini per la conclusione del procedimento decorrono dall'inizio del procedimento d'ufficio o dal ricevimento della domanda, se il procedimento è ad iniziativa di parte. Sospensione dei termini Fatto salvo la disciplina delle valutazioni tecniche ( da rilasciare all interno del procedimento) i termini sopra evidenziati ( quello generale di 30 giorni e quelli previsti da provvedimenti di legge, ministeriali, di enti statali e delle Autorità) possono essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni, per l'acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell'amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni dell'articolo 14, comma 2 relative ai casi i obbligatoria convocazione della Conferenza dei servizi. Ricorso avverso il silenzio assenso Salvi i casi di silenzio assenso, decorsi i termini per la conclusione del procedimento, il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione può essere proposto anche senza necessità di diffida all'amministrazione inadempiente, fintanto che perdura l'inadempimento e comunque non oltre un anno dalla scadenza dei termini del procedimento come sopra evidenziati. Il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza dell'istanza. È fatta salva la riproponibilità dell'istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti. Si confermala procedure accelerata (ex articolo 21bis legge sui TAR 1034/1971) per la decisione del ricorso contro il silenzio della PA deciso in camera di consiglio, con sentenza succintamente motivata, entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso, uditi i difensori delle parti che ne facciano richiesta Comunque in generale non appaiono novità rilevanti rispetto al testo precedente su questo punto. Responsabilità dei dirigenti La mancata emanazione del provvedimento nei termini costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale. Questa è una novità rispetto al testo della legge 241 precedente. In particolare la presente legge aggiunge alla legge 241 un nuovo articolo 2bis secondo il quale le pubbliche amministrazioni e i soggetti privati preposti all esercizio di attività amministrative (es. gestori servizi pubblici), sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento Le controversie relative all'applicazione del presente articolo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in cinque anni Infine il comma 2 articolo 7 della legge in esame aggiunge a quanto sopra che il rispetto dei termini per la conclusione dei procedimenti rappresenta un elemento di valutazione dei dirigenti; di esso si tiene conto al fine della corresponsione della retribuzione di risultato. Il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa, adotta le linee di indirizzo per l'attuazione del presente articolo e per i casi di grave e ripetuta inosservanza dell'obbligo di provvedere entro i termini fissati per ciascun procedimento 1213 Diffusione delle buone prassi nelle Pubbliche Amministrazioni e tempi per l'adozione dei provvedimenti o per l'erogazione dei servizi al pubblico L articolo 23 della presente legge prevede che le amministrazioni pubbliche statali, individuati nel proprio ambito gli uffici che provvedono con maggiore tempestività ed efficacia all'adozione di provvedimenti o all'erogazione di servizi, che assicurano il contenimento dei costi di erogazione delle prestazioni, che offrono i servizi di competenza con modalità tali da ridurre significativamente il contenzioso e che assicurano il più alto grado di soddisfazione degli utenti, adottano le opportune misure al fine di garantire la diffusione delle relative buone prassi tra gli altri uffici. Le prassi individuate sono pubblicate nei siti telematici istituzionali di ciascuna amministrazione e comunicate alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica. L'elaborazione e la diffusione delle buone prassi sono considerate ai fini della valutazione dei dirigenti e del personale. In sede di Conferenza unificata, Stato Regioni Città, sono conclusi accordi tra lo Stato, le regioni e gli enti locali per l'individuazione e la diffusione di buone prassi per le funzioni e i servizi degli enti territoriali. Al fine di aumentare la trasparenza dei rapporti tra le amministrazioni pubbliche e gli utenti, a decorrere dal 1º gennaio 2009 ogni amministrazione pubblica determina e pubblica, con cadenza annuale, nel proprio sito internet o con altre forme idonee: a) un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato «indicatore di tempestività dei pagamenti»; b) i tempi medi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi con riferimento all'esercizio finanziario precedente. Con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, da adottare entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione dell'obbligo informativo di cui sopra, avuto riguardo all'individuazione dei tempi medi ponderati di pagamento con riferimento, in particolare, alle tipologie contrattuali, ai termini contrattualmente stabiliti e all'importo dei pagamenti. Disciplina silenzio assenso Si applicano nei casi di silenzio assenso ex articolo 20 legge 241/1990 : 1. la disciplina della sospensione dei termini nella nuova versione sopra descritta 2. la disciplina sulla comunicazione dei motivi ostativi all accoglimento della istanza (articolo 10bis della legge 241/1990 Regime speciale per procedimenti relativi alla tutela del paesaggio e dell ambiente Per tutti i procedimenti di verifica o autorizzativi concernenti i beni storici, architettonici, culturali, archeologici, artistici e paesaggistici restano fermi i termini stabiliti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Restano ferme le disposizioni di legge e di regolamento vigenti in materia ambientale che prevedono termini diversi da quelli descritti nei paragrafi precedenti del commento alla presente legge. 1314 Termini per i pareri Gli organi consultivi delle P.A. devono rendere i pareri richiesti entro 20 giorni dal ricevimento della richiesta ( nella versione precedente, comma 1 articolo 16 legge 241/1990,erano 45) In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere obbligatorio o senza che l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, è in facoltà dell'amministrazione richiedente di procedere indipendentemente dall'espressione del parere. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere facoltativo o senza che l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, l'amministrazione richiedente procede indipendentemente dall'espressione del parere. Salvo il caso di omessa richiesta del parere, il responsabile del procedimento non può essere chiamato a rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata espressione dei pareri di cui al presente comma Modifica disciplina Conferenza dei Servizi L articolo 9 della presente legge modifica le norme della legge 241 che disciplinano la conferenza dei servizi. In particolare : 1. la prima riunione della conferenza dei servizi può svolgersi per via telematica. 2. alla conferenza di servizi ( sia ordinaria che preliminare questa ultima è quella che serve per concordare le condizioni di assenso alla istanza ) sono convocati i soggetti proponenti il progetto dedotto in conferenza, alla quale gli stessi partecipano senza diritto di voto. 3. Alla conferenza possono partecipare, senza diritto di voto, i concessionari e i gestori di pubblici servizi, nel caso in cui il procedimento amministrativo o il progetto dedotto in conferenza implichi loro adempimenti ovvero abbia effetto diretto o indiretto sulla loro attività. Agli stessi è inviata, anche per via telematica e con congruo anticipo, comunicazione della convocazione della conferenza di servizi. Alla conferenza possono partecipare inoltre, senza diritto di voto, le amministrazioni preposte alla gestione delle eventuali misure pubbliche di agevolazione Precisazione ambito di applicazione della legge 241 Le disposizioni della presente legge si applicano alle amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, alle società con totale o prevalente capitale pubblico, limitatamente all'esercizio delle funzioni amministrative. Si applicano a tutte le amministrazioni pubbliche quindi anche a regioni ed enti locali le disposizioni relative : 1. alla responsabilità dei dirigenti per mancato rispetto dei termini del procedimento ( articolo 2bis) 2. accordi integrativi e/o sostitutivi del provvedimento ( articolo11) 3. accordi tra PA per svolgere attività in comune ( articolo 15) 4. impugnazioni in materia di accesso ( articolo 25 commi da 5 in poi) 1415 Superamento pubblicità legale cartacea A far data dal 1º luglio 2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati. Dalla stessa data del 1º luglio 2010, al fine di promuovere il progressivo superamento della pubblicazione in forma cartacea, le amministrazioni e gli enti pubblici tenuti a pubblicare sulla stampa quotidiana atti e provvedimenti concernenti procedure ad evidenza pubblica o i propri bilanci, oltre all'adempimento di tale obbligo con le stesse modalità previste dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore della presente legge, ivi compreso il richiamo all'indirizzo elettronico, provvedono altresì alla pubblicazione nei siti informatici, secondo modalità stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per le materie di propria competenza. Gli adempimenti di cui sopra possono essere attuati mediante utilizzo di siti informatici di altre amministrazioni ed enti pubblici obbligati, ovvero di loro associazioni. Al fine di garantire e di facilitare l'accesso alle pubblicazioni di cui sopra il CNIPA realizza e gestisce un portale di accesso ai siti informativi delle amministrazioni e degli enti pubblici. A decorrere dal 1º gennaio 2011 e, relativamente alle pubblicazioni di bande di gara e/o bilanci dal 1º gennaio 2013, le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale, ferma restando la possibilità per le amministrazioni e gli enti pubblici, in via integrativa, di effettuare la pubblicità sui quotidiani a scopo di maggiore diffusione, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio. È fatta salva la pubblicità nella Gazzetta Ufficiale dell'unione europea, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e i relativi effetti giuridici, nonché nel sito informatico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 6 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2001, e nel sito informatico presso l'osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, prevista dal codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n Delega al Governo per la modifica del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82) L articolo 33 della presente legge stabilisce un lungo elenco di principi e criteri direttivi specifici per l emanazione di decreti legislativi in chiave di promozione della PA digitale. Utilizzo posta elettronica nei rapporti tra P.A. e cittadini L articolo 34 della presente legge modifica il suddetto DLgs 82/2005 stabilendo che le pubbliche amministrazioni regionali e locali hanno facoltà di assegnare ai cittadini residenti caselle di posta elettronica certificata atte alla trasmissione di documentazione ufficiale. Entro il 30 giugno 2009, le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti sono tenute a pubblicare nella pagina iniziale del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice. Le amministrazioni devono altresì assicurare un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta, le modalità di lavorazione delle pratiche e i servizi disponibili. Entro il 31 dicembre 2009 le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti devono pubblicare il registro dei processi automatizzati rivolti al pubblico. Tali processi 1516 devono essere dotati di appositi strumenti per la verifica a distanza da parte del cittadino dell'avanzamento delle pratiche». Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai procedimenti, anche informatici, già disciplinati da norme speciali. 1617 PUBBLICAZIONE ELENCO DOCUMENTAZIONE RICHIESTA PER PER RILASCIO PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI AD ISTANZA DI PARTE - MAGGIORAZIONE COSTI SPESE PROCESSUALI PER LA PARTE SOCCOMBENTE NEI GIUDIZI SUI CONTRATTI PUBBLICI 3 Pubblicazione elenco documentazione richiesta per rilascio provvedimenti amministrativi ad istanza di parte Secondo la lettera b) comma 2 articolo 6 del presente Decreto Legge le pubbliche amministrazioni entro 90 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto pubblicano sui propri siti istituzionali, per ciascun procedimento amministrativo ad istanza di parte rientrante nelle proprie competenze, l'elenco degli atti e documenti che l'istante ha l'onere di produrre a corredo dell'istanza. Dall'attuazione della presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e le attività ivi previste sono svolte nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali previste in base alla legislazione vigente. Le Pubbliche amministrazioni interessate dall obbligo sono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale l'agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie ministeriali. Questa disposizione non si applica per gli atti o documenti la cui produzione a corredo dell'istanza é prevista da norme di legge, regolamento o da atti pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della repubblica Italiana. Conseguenza mancata pubblicazione elenco documentazione richiesta per rilascio provvedimenti amministrativi ad istanza di parte In caso di mancata pubblicazione la pubblica amministrazione procedente non può respingere l'istanza adducendo la mancata produzione di un atto o documento e deve invitare l'istante a regolarizzare la documentazione in un termine congruo. Il provvedimento di diniego non preceduto dall'invito di cui al periodo precedente é nullo. La mancata pubblicazione è altresì valutata ai fini della attribuzione della retribuzione di risultato ai dirigenti responsabili. La mancata pubblicazione, nei procedimenti a cui è applicabile la SCIA (vedi legittima comunque l'istante ad iniziare l'attività dalla data di presentazione della segnalazione certificata di inizio attività. In tal caso l'amministrazione non può adottare i provvedimenti di divieto di 3 Legge 12 luglio 2011, n. 106 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, concernente Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l'economia. (11G0152) (GU n. 160 del ) 12&atto.codiceRedazionale=11A09517&elenco30giorni=false 1718 prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, prima della scadenza del termine fissato per la regolarizzazione di cui sopra. Pubblicazioni oneri informativi da regolamenti ministeriali che regolano poteri autorizzatori I regolamenti ministeriali o interministeriali, nonché i provvedimenti amministrativi a carattere generale adottati dalle amministrazioni dello Stato, al fine di regolare l'esercizio di poteri autorizzatori, concessori o certificatori, nonché l'accesso ai servizi pubblici ovvero la concessione di benefici, recano in allegato l'elenco di tutti gli oneri informativi gravanti sui cittadini e le imprese introdotti o eliminati con gli atti medesimi. Per onere informativo si intende qualunque adempimento che comporta la raccolta, l'elaborazione, la trasmissione, la conservazione e la produzione di informazioni e documenti alla pubblica amministrazione. Maggiorazione costi spese processuali per la parte soccombente nei giudizi sui contratti pubblici Secondo il nuovo articolo 246bis del Codice degli appalti pubblici (DLgs 163/2006) nei giudizi in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, il giudice condanna d'ufficio la parte soccombente al pagamento di una sanzione pecuniaria in misura non inferiore al doppio e non superiore al quintuplo del contributo unificato dovuto per il ricorso introduttivo del giudizio quando la decisione e' fondata su ragioni manifeste od orientamenti giurisprudenziali consolidati. Quanto sopra fermo restando l articolo 26 del Codice del Processo Amministrativo secondo il quale il giudice, nel pronunciare sulle spese, può altresì condannare, anche d ufficio, la parte soccombente al pagamento in favore dell altra parte di una somma di denaro equitativamente determinata, quando la decisione è fondata su ragioni manifeste o orientamenti giurisprudenziali consolidati. 1819 TRASPARENZA EFFICIENZA E PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE NELLA DISCIPLINA DEI DIPENDENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 4 Finalità Le disposizioni del DLgs 150/2009 di seguito lette insieme con la legge 190/2012 recano una riforma organica della disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche anche al fine di promuovere la trasparenza e la prevenzione della corruzione nell azione della Pubblica Amministrazione. Trasparenza come accessibilità totale alle azioni della Pubblica Amministrazione La trasparenza è intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità 5. Essa costituisce livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. Siamo quindi oltre l accesso tradizionale ai singoli atti e documenti amministrativi per andare chiaramente verso forme di controllo diffuse da parte dei cittadini sull operato della Pubblica Amministrazione. Non a caso il presente DLgs è in attuazione anche dell articolo 4 della legge 4 marzo 2009, n.15 che disciplina l azione dei cittadini verso la PA ( vedi capitolo ACCESSO AI DATI SULLA ATTIVITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E AZIONI DEI CITTADINI VERSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE). Programma Triennale per la Trasparenza e l'integrità Ogni amministrazione, sentite le associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, adotta un Programma triennale per la trasparenza e l'integrità, da aggiornare annualmente. Vedi Delibera Commissione per la valutazione e la trasparenza e l integrità delle amministrazioni pubbliche n. 105/ Linee guida per la predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l integrità. Testo al seguente link 4 Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. (09G0164)(GU n. 254 del Suppl. Ordinario n.197) 31&atto.codiceRedazionale=009G0164&elenco30giorni=false 5 secondo criteri di facile accessibilità, completezza e semplicità di consultazione, nel rispetto delle disposizioni in materia di segreto di Stato, di segreto d'ufficio e di protezione dei dati personali (comma 15 articolo 1 legge 190/2012) 1920 Informazioni sui servizi erogati dalle Pubbliche Amministrazioni Ai fini della riduzione del costo dei servizi, dell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nonché del conseguente risparmio sul costo del lavoro, le pubbliche amministrazioni provvedono annualmente ad individuare i servizi erogati, agli utenti sia finali che intermedi, ai sensi dell'articolo 10, comma 5, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 (Individuazione delle unità previsionali di base del bilancio dello Stato, riordino del sistema di tesoreria unica e ristrutturazione del rendiconto generale dello Stato). Le amministrazioni provvedono altresì alla contabilizzazione dei costi e all'evidenziazione dei costi effettivi e di quelli imputati al personale per ogni servizio erogato, nonché al monitoraggio del loro andamento nel tempo, pubblicando i relativi dati sui propri siti istituzionali. Presentazione pubblica del Piano e della relazione sulla perfomance Il piano della Performance è un documento programmatico triennale, da adottare in coerenza con i contenuti e il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio, che individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici ed operativi e definisce, con riferimento agli obiettivi finali ed intermedi ed alle risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell'amministrazione, nonché gli obiettivi assegnati al personale dirigenziale ed i relativi indicatori. La Relazione sulla Performance è un documento, da adottare entro il 30 giugno, che evidenzia, a consuntivo, con riferimento all'anno precedente, i risultati organizzativi e individuali raggiunti rispetto ai singoli obiettivi programmati ed alle risorse, con rilevazione degli eventuali scostamenti, e il bilancio di genere realizzato. Ogni amministrazione presenta il Piano e la Relazione sulla performance, alle associazioni di consumatori o utenti, ai centri di ricerca e a ogni altro osservatore qualificato, nell'ambito di apposite giornate della trasparenza senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Dati da pubblicare sulla efficienza trasparenza costi dei dipendenti pubblici Ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale in apposita sezione di facile accesso e consultazione, e denominata: «Trasparenza, valutazione e merito»: a) il Programma triennale per la trasparenza e l'integrità ed il relativo stato di attuazione; b) il Piano e la Relazione sulla Performance; c) l'ammontare complessivo dei premi collegati alla performance stanziati e l'ammontare dei premi effettivamente distribuiti; d) l'analisi dei dati relativi al grado di differenziazione nell'utilizzo della premialità sia per i dirigenti sia per i dipendenti; e) i nominativi ed i curricula dei componenti degli Organismi indipendenti di valutazione e del Responsabile delle funzioni di misurazione della performance previsti dal presente DLgs all articolo 14; f) i curricula dei dirigenti e dei titolari di posizioni organizzative, redatti in conformità al vigente modello europeo; g) le retribuzioni dei dirigenti, con specifica evidenza sulle componenti variabili della retribuzione e delle componenti legate alla valutazione di risultato; 20 Vedere altro
LEGGE 7 agosto 1990, n. 241 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi. (Articoli 2 e 7) Testo storico Art. 2 Modifiche e integrazioni intervenute Dettagli REGOLAMENTO SUGLI OBBLIGHI DI PUBBLICITÀ, TRASPARENZA E DIFFUSIONE DI INFORMAZIONI DELL AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO
REGOLAMENTO SUGLI OBBLIGHI DI PUBBLICITÀ, TRASPARENZA E DIFFUSIONE DI INFORMAZIONI DELL AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO Capo I Definizioni e principi generali Articolo 1 (Definizioni) Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2015 2016 2017. (allegato al piano triennale anticorruzione)
COMUNE DI CELLAMARE (Prov. di Bari) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2015 2016 2017 (allegato al piano triennale anticorruzione) Approvato con deliberazione di G.C. n. 3 del 29/01/2015 Dettagli DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 novembre 2010, n. 231 Regolamento di attuazione dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, riguardante i termini dei procedimenti amministrativi Dettagli COMUNE DI FERRARA DI MONTE BALDO
COMUNE DI FERRARA DI MONTE BALDO (Provincia di Verona) 1. Premessa. Il Comune di Ferrara di Monte Baldo, come ogni altra amministrazione pubblica, a seguito dell entrata in vigore del D. Lgs. n. 150/2009, Dettagli Conversione Senato DL 35/05. Integrato con modifiche all Art. 3. CAPO II Semplificazione della regolamentazione
Conversione Senato DL 35/05. Integrato con modifiche all Art. 3 CAPO II Semplificazione della regolamentazione ART. 3 Semplificazione amministrativa 1. L'art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, è sostituito Dettagli Piano Triennale della Trasparenza e Integrità 2015-2016-2017. Aggiornamento.
COMUNE DI MONTEPRANDONE Provincia di Ascoli Piceno Piano Triennale della Trasparenza e Integrità 2015-2016-2017. Aggiornamento. 1) QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO La principale fonte normativa per la stesura Dettagli Trasparenza e integrità
Trasparenza e integrità In base al D.Lgs.33/2013 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte della pubbliche amministrazioni e alle Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITÀ ANNI
COMUNE DI BRINDISI PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITÀ ANNI 2012-2013-2014 (Attuazione dell art.11, comma 8, lett.a, D.Lgs 27 ottobre 2009, n.150) 1. PREMESSA Con la redazione del presente Dettagli #DECRETOTRASPARENZA. cosa cambia per le PA. Avv. Prof. Ernesto Belisario. www.ernestobelisario.eu
#DECRETOTRASPARENZA cosa cambia per le PA Avv. Prof. Ernesto Belisario www.ernestobelisario.eu SOMMARIO IL DECRETO LEGISLATIVO 33/2013 (introduzione e obblighi) LE CRITICITA DA AFFRONTARE COME CAMBIANO Dettagli Articoli del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33
Sanzioni per mancata comunicazione dei dati previste dal decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 - Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ DELLA PROVINCIA DI ANCONA. Anni 2011-2013
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ DELLA PROVINCIA DI ANCONA Anni 2011-2013 (approvato con deliberazione di giunta provinciale n. 440 del 22/11/2011) 1 SOMMARIO ART. 1- PRINCIPI 3 ART. Dettagli Il Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa
Il Ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione di concerto con il Ministro per la semplificazione normativa Visto l articolo 7 della legge 18 giugno 2009, n. 69, che ha tra l altro modificato Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI
REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI Approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 43 del 30.06.2010 Modificato con delibera di Consiglio Comunale n. 68 del 27.09.2010 Dettagli Programma per la trasparenza e l integrità
Programma per la trasparenza e l integrità Periodo 2015-2017 ARAN - Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni Approvato dal Collegio di indirizzo e controllo con delibera Dettagli Dalla trasparenza all accessibilità totale delle informazioni nella PA. E nella scuola? Modalità e limiti applicativi. Anna Armone
Dalla trasparenza all accessibilità totale delle informazioni nella PA. E nella scuola? Modalità e limiti applicativi Anna Armone Le case della trasparenza Art. 1 l. 241/1990 L attività amministrativa Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA 2014-2016
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA 2014-2016 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 22 dicembre 2014 INDICE Premessa I contenuti del Programma triennale della trasparenza pag.3 pag.4 Misure Dettagli PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2014-2016. Approvato con deliberazione di Consiglio di Amministrazione nella seduta del 20 marzo 2014
PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2014-2016 Approvato con deliberazione di Consiglio di Amministrazione nella seduta del 20 marzo 2014 1 Indice 1. Definizioni e normativa di riferimento... 3 Definizioni Dettagli Programma per la trasparenza e l integrità
Programma per la trasparenza e l integrità Periodo 2014-2016 ARAN - Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni Approvato dal Collegio di indirizzo e controllo con delibera Dettagli CITTA METROPOLITANA DI GENOVA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L'INTEGRITA'
CITTA METROPOLITANA DI GENOVA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L'INTEGRITA' ANNI 2015-2017 1 INDICE 1. Introduzione... 3 2. Le principali novità... 3 3. Procedimento di elaborazione, adozione del Dettagli IN QUESTO NUMERO GLI ADEMPIMENTI PER L APPLICAZIONE DELLE NORME DEL CODICE DELL AMMINISTRAZIONE DIGITALE SUPPLEMENTO N. 22.
SUPPLEMENTO N. 22 27 giugno 2015 Reg. Tribunale di Milano n. 51 del 1 marzo 2013 IN QUESTO NUMERO GLI ADEMPIMENTI PER L APPLICAZIONE DELLE NORME DEL CODICE DELL AMMINISTRAZIONE DIGITALE GLI ADEMPIMENTI Dettagli Programma Triennale per la trasparenza e l integrità del Comune di Allumiere 2015-2017 SEGRETERIA GENERALE
Programma Triennale per la trasparenza e l integrità del Comune di Allumiere 2015-2017 SEGRETERIA GENERALE ALLEGATO N. 2 AL PIANO DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE DEL COMUNE DI ALLUMIERE Marzo 2015 1 1) Dettagli Disegno di legge in materia di efficienza delle amministrazioni pubbliche e di riduzione degli oneri burocratici per i cittadini e per le imprese
Disegno di legge in materia di efficienza delle amministrazioni pubbliche e di riduzione degli oneri burocratici per i cittadini e per le imprese Titolo I Misure volte alla riorganizzazione dell azione Dettagli LICEO SCIENTIFICO G. SEGUENZA MESSINA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2014 2016
LICEO SCIENTIFICO G. SEGUENZA MESSINA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2014 2016 Introduzione: organizzazione e funzioni dell Amministrazione Il principio di trasparenza va Dettagli Bozza. Schema di disegno di legge recante delega in materia di riforma del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni e di trasparenza
Bozza Schema di disegno di legge recante delega in materia di riforma del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni e di trasparenza Art.1 (Delega al Governo in materia di riforma del lavoro Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ DELLA PROVINCIA DI NOVARA PER IL TRIENNIO 2015/2017 (approvato con decreto n. 10 del 29.1.
--- PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ DELLA PROVINCIA DI NOVARA PER IL TRIENNIO (approvato con decreto n. 10 del 29.1.2015) 1 --- Indice (redatto in conformità alle indicazioni fornite Dettagli Delibera Consiglio Direttivo n 100 del 23 febbraio 2015
Regolamento recante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e prevenzione della corruzione del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Bologna ai sensi dell art. 2, comma 2-bis del D.L. 31 agosto Dettagli COMUNE DI AIRUNO Provincia di Lecco
COMUNE DI AIRUNO Provincia di Lecco Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità 2015/2017 Sommario: 1. Introduzione: organizzazioni e funzioni dell amministrazione 2. I dati 3. Procedimento di Dettagli PADOVA ATTIVA SRL PIANO TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2015 2017 (adottato con determina n. 3/2015)
PADOVA ATTIVA SRL PIANO TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 015 017 (adottato con determina n. 3/015) 1. PREMESSA Nel d.lgs. n. 150/009 Attuazione della legge 4 marzo 009 n.15 in materia di OTTIMIZZAZIONE Dettagli Parte III Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità Triennio 20016-2018
Parte III Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità Triennio 20016-2018 1. Introduzione Il presente programma è adottato nel rispetto della vigente normativa in materia di trasparenza (D. Lgs. Dettagli COMUNE DI PALOMONTE PROVINCIA DI SALERNO
COMUNE DI PALOMONTE PROVINCIA DI SALERNO N. 42 del 15/05/2013 Copia Verbale di Deliberazione di Giunta Comunale Oggetto: PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO. POTERI SOSTITUTIVI. L'anno duemilatredici il giorno Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2013-2015
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2013-2015 Indice 1.PREMESSA 1.1 I contenuti del Programma triennale della trasparenza e l integrità 2.ORGANIZZAZIONE E SOGGETTI RESPONSABILI DELLA PUBBLICAZIONE Dettagli Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità Triennio 2015 2017
Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità Triennio 2015 2017 1. Introduzione Il decreto legislativo n.150/2009 stabilisce che le Pubbliche Amministrazioni devono assicurare l'accessibilità totale, Dettagli ELENCO DEGLI OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE VIGENTI
ELENCO DEGLI OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE VIGENTI sotto-sezione 2 livello Disposizioni generali Organizzazione Programma per la Trasparenza e l'integrità Art. 10, c. 8, lett. a), d.lgs. n. Responsabile della Dettagli COMUNE DI FOSSO PROVINCIA DI VENEZIA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2014/2016
COMUNE DI FOSSO PROVINCIA DI VENEZIA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2014/2016 (Sezione del Piano triennale di prevenzione della corruzione) Introduzione L amministrazione trasparente Dettagli Comune di San Pellegrino Terme. PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA e L INTEGRITA 2014-2016
Comune di San Pellegrino Terme PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA e L INTEGRITA 2014-2016 Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 3,03 del 31 gennaio 2014 SOMMARIO INTRODUZIONE - ORGANIZZAZIONE Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2014-2015-2016 INDICE
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2014-2015-2016 INDICE PREMESSA 1. Organizzazione e funzioni dell amministrazione 2. Obiettivi strategici in materia di trasparenza e integrità Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 1 Premessa Sempre di più la Pubblica Amministrazione sta proseguendo nell opera di riorganizzazione e revisione del proprio assetto organizzativo e Dettagli Il presente regolamento è emanato ai sensi dell art. 2 comma 2 bis del D.L. 31 agosto 2013 n. 101, convertito nella L. 30 ottobre 2013 n. 125.
Regolamento recante obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte dell Ordine degli avvocati presso l ex Tribunale di Sanremo Il presente regolamento è emanato ai sensi dell Dettagli 1. Premessa. - gli obiettivi che l ente si pone per dare piena attuazione al principio di trasparenza;
1. Premessa Il Parco Valle Lambro dimostra la propria piena partecipazione al processo di attivazione delle buone prassi di trasparenza ed etica con l adozione del presente piano, intitolato Programma Dettagli Programma triennale per la trasparenza e il merito
Programma triennale per la trasparenza e il merito Proposto al Consiglio d Istituto e adottato con delibera 57 del 27 08 2012. Indice Indice... 1 Finalità del programma... 2 Categorie di dati da pubblicare... Dettagli PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA
PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA Triennio 2015/2017 Ai sensi del D. Lgs. n. 33/2013 Rev. 0 del 19 marzo 2015 Regione Calabria INDICE DEI CONTENUTI PREMESSA 1. PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA E L Dettagli Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione
Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Bozza di Linee guida per l aggiornamento del Programma triennale Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2014 2015 2016
COMUNE DI GRIZZANA MORANDI PROVINCIA DI BOLOGNA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2014 2015 2016 Approvato con deliberazione della Giunta comunale n. 15 del 29/1/2014 PREMESSA Sito Dettagli ELENCO DEGLI OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE VIGENTI
Denominazione sottosezione livello 1 Disposizioni generali Organizzazione (art. 10, c. 1, d.lgs. n. ) (art. 10, c. 1, d.lgs. n. Programma per la Trasparenza e Art. 10, c. 8, lett. a), d.lgs. n. Responsabile Dettagli Collegio Territoriale dell Ordine dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati delle Province di Bari e B.A.T.
Collegio Territoriale dell Ordine dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati delle Province di Bari e B.A.T. Regolamento sugli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2015-2017. Comune di Arnesano
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2015-2017 Comune di Arnesano Approvato con deliberazione di GC n. 09 del 30/01/2015 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2015-2017 PREMESSE Dettagli COMUNE DI MESAGNE PROVINCIA DI BRINDISI
COMUNE DI MESAGNE PROVINCIA DI BRINDISI INDICE PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PREMESSA (ALLEGATO AL PIANO TRIENNALE ANTICORRUZIONE) ANNI 2014 2015 2016 PARTE I Introduzione 1.1 Organizzazione Dettagli Delibera n. 50/2013 Linee guida per l aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l integrità 2014-2016
Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Presidente Delibera n. 50/2013 Linee guida per l aggiornamento Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2015-2017
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 1 Programma Triennale per la Trasparenza e l integrità Indice pag. 2 Premessa pag. 3 Organizzazione e funzioni della Asl pag. 5 Procedimento di elaborazione Dettagli COLLEGIO DEI PERITI INDUSTRIALI E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI DELLA PROVINCIA DI VERONA
Regolamento recante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte del Consiglio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della Provincia di Verona ai Dettagli Gli obblighi di pubblicazione sul sito della scuola alla luce del recente Decreto Trasparenza
1 di 10 19/05/2013 12.32 17-05-2013 Gli obblighi di pubblicazione sul sito della scuola alla luce del recente Decreto Trasparenza Ricordiamo ai nostri lettori l'attivazione dei corsi "SITO WEB e TRASPARENZA: Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ ANNI 2014-2015-2016
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ ANNI 2014-2015-2016 1. PREMESSA L'art. 10 del Decreto legislativo 14.3.2013, n. 33, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 80 del 5.4.2013, prescrive Dettagli CONSIGLIO NAZIONALE DEI PERITI INDUSTRIALI E DEI PERITI INDUSTRIALI LAUREATI PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Regolamento recante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati e dei Consigli territoriali Dettagli COMUNITA MONTANA DUE LAGHI CUSIO MOTTARONE E VAL STRONA
COMUNITA MONTANA DUE LAGHI CUSIO MOTTARONE E VAL STRONA PROGRAMMA TRIENNALE 2014 2016 PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA (ai sensi dell art. 11, commi 2 e 8, lettera a) del D.Lgs. n. 150/2009) (come riordinato Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA Triennio 2014-2016
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA Triennio 2014-2016 Articolo 1. Articolo 2. Articolo 3. Articolo 4. Articolo 5. Articolo 6. Articolo 7. Articolo 8. Articolo 9. Articolo 10 Premessa Dettagli Programma triennale per la trasparenza e l integrità 2015-2017
Programma triennale per la trasparenza e l integrità 2015-2017 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 14/05/2015 con delibera n 4 del Verbale n. 7. AFOL Metropolitana Agenzia Metropolitana Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER L INTEGRITA E TRASPARENZA 2014/2016 ( Approvato con deliberazione G.C. n. del )
C O M U N E D I C U R C U R I S Provincia di Oristano 09090 Via Chiesa n. 14 - C.F. 80006660957 - P.I. 00478550957 bozza PROGRAMMA TRIENNALE PER L INTEGRITA E TRASPARENZA 2014/2016 ( Approvato con deliberazione Dettagli AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2011-2013
AGENZIA PER LE EROGAZIONI IN AGRICOLTURA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2011-2013 (Articolo 11 del decreto legislativo n. 150/2009) INDICE 1. Introduzione pag. 3 2. Selezione dei Dettagli Gli obblighi di pubblicazione sui siti istituzionali delle PP.AA. dopo il Decreto Legislativo n. 33/2013. Ferrara, 31/05/2013
Gli obblighi di pubblicazione sui siti istituzionali delle PP.AA. dopo il Decreto Legislativo n. 33/2013 Ferrara, 31/05/2013 Il fatto di trovarci al buio non significa che la stanza sia vuota, ma solo Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2015-2017
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2015-2017 INDICE 1) Il vigente quadro normativo di riferimento e le principali novità 1.1) Premessa 1.2) Gli obblighi di pubblicazione e di Dettagli Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile
L. 18 giugno 2009, n. 69 1 e 2 Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile (Estratto relativo all Amministrazione digitale) Art. 24 Dettagli AUTOMOBILE CLUB PAVIA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ (2011-2013)
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA ANNI 2015 2016 2017 1 Il Programma Triennale della Trasparenza e Integrità è strutturato in sezioni relative a: 1) Premessa; 2) Supporto normativo; 3) Dettagli DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 marzo 2004 n. 117. (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 105 del 6 maggio 2004)
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 marzo 2004 n. 117 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 105 del 6 maggio 2004) Regolamento concernente la diffusione della carta nazionale dei servizi, a norma Dettagli COMUNE DI RIO SALICETO Provincia di Reggio Emilia
Allegato A Del. di Giunta comunale n. 69 del 30 luglio 2014 COMUNE DI RIO SALICETO Provincia di Reggio Emilia PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2014 2016 (art. 10 del D. Lgs. 14 marzo Dettagli IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE IL RIORDINO DELLA DISCIPLINA RIGUARDANTE GLI OBBLIGHI DI PUBBLICITÀ, TRASPARENZA E DIFFUSIONE DI INFORMAZIONI DA PARTE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. IL PRESIDENTE Dettagli REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
Comune di Castelfranco Emilia REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO APPROVATO CON DELIB. C.C. 166 DEL 30.06.2010 Pagina 1 di 6 REGOLAMENTO COMUNALE PER IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO Art. 1 Oggetto Dettagli Viale Roma 149, 54100 Massa tel. 0585/791109 fax 0585/791107 segreteria@collegiogeometri.it collegio.massacarrara@geopec.it
Regolamento recante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e prevenzione della corruzione del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Massa Carrara ai sensi dell art. 2, comma 2-bis del D.L. 31 agosto Dettagli COMUNE DI TUGLIE Provincia di Lecce
COMUNE DI TUGLIE Provincia di Lecce Gemellato con il Comune di Villaverla (VI) 73058 Piazza Massimo D Azeglio Tel. 0833/596521-2 Fax 0833/597124 Internet: www.comune.tuglie.le.it PROGRAMMA TRIENNALE PER Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2013 2015
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2013 2015 (ai sensi dell art. 11 del decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150/2009) Premessa Il Liceo M. Gioia di Piacenza realizza le proprie finalità Dettagli COMUNE DI BOSISIO PARINI PROVINCIA DI LECCO
COMUNE DI BOSISIO PARINI PROVINCIA DI LECCO Piano triennale di prevenzione della corruzione 2015-2017 (articolo 1, commi 8 e 9 della legge 60 novembre 2012 numero 190 recante le disposizioni per la prevenzione Dettagli Programma triennale per la trasparenza e l integrità 2015-2017 (art. 10 del D. Lgs. 14 marzo 2013 n. 33)
Regolamento sugli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazione da parte della Commissione di garanzia dell attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, ai Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ
COMUNE DI FOSSO PROVINCIA DI VENEZIA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2013 2014-2015 Indice: Premessa pag. 2 1. I dati da pubblicare sul sito istituzionale del comune pag. 3 2. Dettagli AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE
ALLEGATO a) AL PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA E L'INTEGRITA' 2015-2017 - Approvato con deliberazione di Giunta Comunale n._12_ del 29/01/2015 AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE SOTTOSEZIONE 1 livello sottosezione Dettagli Il Ministro della Difesa
Il Ministro della Difesa M_D/GOIV/2013/CONT/A9-3/0000106 il r.d. 18 novembre 1923 n.2440, sull amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato; il r.d. 23 maggio 1924 n.827, che Dettagli R E L A Z I O N E ANNO 2013
REGIONE LIGURIA AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 4 Chiavarese R E L A Z I O N E ANNO 2013 IL RESPONSABILE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE LA LEGGE ANTICORRUZIONE La legge 6 novembre 2012, n. 190, recante Dettagli COMUNE DI MONTICHIARI Provincia di Brescia
COMUNE DI MONTICHIARI Provincia di Brescia Programma triennale per la trasparenza e l integrità (Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013) Approvato con deliberazione di Giunta Comunale n. del PREMESSA Dettagli UNIVERSITA AGRARIA DI TARQUINIA PROVINCIA DI VITERBO. Piano triennale per la trasparenza e l integrità (art. 10 del D. Lgs. 14 marzo 2013 n.
UNIVERSITA AGRARIA DI TARQUINIA PROVINCIA DI VITERBO Piano triennale per la trasparenza e l integrità (art. 10 del D. Lgs. 14 marzo 2013 n. 33) PREMESSA Con il presente programma triennale per la trasparenza Dettagli Comune di MOJO ALCANTARA Provincia di Messina PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2015 2016 2017
APPROVATO con deliberazione di Giunta Municipale n. 27 del 26.03.2015 Comune di MOJO ALCANTARA Provincia di Messina PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2015 2016 2017 PREMESSA Con Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2014 2015-2016
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2014 2015-2016 VISTO il Decreto legislativo 22 ottobre 2009 n. 150 all art. 11 definisce la trasparenza come accessibilità totale, anche attraverso Dettagli IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
La direttiva 91/383/CEE è pubblicata nella G.U.C.E. 29 luglio 1991, n. 206. La direttiva 92/29/CEE è pubblicata nella G.U.C.E. 30 aprile 1992, n. 113. La direttiva 94/33/CE è pubblicata nella G.U.C.E. Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITÀ ANNI 2013-14-15
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITÀ ANNI 2013-14-15 PREMESSA L'I.C. Valerio Flacco, inizia il percorso finalizzato alla completa condivisione delle informazioni pubbliche trattate dalla Dettagli AUTORITA' PORTUALE DI PALERMO PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA 2014-2016 AGGIORNAMENTO 2015
AUTORITA' PORTUALE DI PALERMO PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA 2014-2016 AGGIORNAMENTO 2015 Indice: 1. Premessa 1.1. Oggetto e principi generali 1.2. Fonti normative 2. Introduzione: Organizzazione Dettagli REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SULL ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI
Comune di Rovereto Provincia di Trento REGOLAMENTO COMUNALE SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SULL ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Approvato con deliberazione del consiglio Dettagli Capo I PRINCIPI. Capo I PRINCIPI. Art. 1. Art. 1 (Princìpi generali dell attività amministrativa)
Legge 7 agosto 1990, n. 241 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi. come modificata ed integrata dalla Legge 11 febbraio 2005 n. 15 (G.U. Dettagli COMUNE DI TREPPO CARNICO PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2014 2016
Allegato alla deliberazione della Giunta Comunale n. 23 del 30/01/2014 COMUNE DI TREPPO CARNICO PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2014 2016 Il Comune nell'elaborazione e nell'attuazione Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA
Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca DIREZIONE DIDATTICA STATALE 1 CIRCOLO N. VACCALLUZZO LEONFORTE (EN) Corso Umberto, 339 - C.A.P. : 94013 - Tel.Direzione: 0935/902257 Tel-Fax Segreteria Dettagli UNIONE COLLINE MATILDICHE Provincia di Reggio Emilia PIANO PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2014/2016
UNIONE COLLINE MATILDICHE Provincia di Reggio Emilia PIANO PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2014/2016 PREMESSA La recente normativa, nell ambito del vasto progetto di riforma della Pubblica Amministrazione, Dettagli PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2015/2017. Comune di Civita Castellana TESTO IN CONSULTAZIONE
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2015/2017 Comune di Civita Castellana TESTO IN CONSULTAZIONE 1. Introduzione 1.1. Legge 6 novembre 2012, n. 190. In attuazione della delega disposta Dettagli TITOLO II MISURAZIONE, VALUTAZIONE E TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE CAPO I. Disposizioni generali. Art. 2. Oggetto e finalità
TITOLO II MISURAZIONE, VALUTAZIONE E TRASPARENZA DELLA PERFORMANCE CAPO I Disposizioni generali Art. 2. Oggetto e finalità 1. Le disposizioni contenute nel presente Titolo disciplinano il sistema di valutazione Dettagli BOZZA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2015/2017
Comune di Villasor Allegato alla deliberazione GC n. 3 del 13/01/2015 BOZZA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2015/2017 IL SINDACO Walter Marongiu IL SEGRETARIO COMUNALE Dott.ssa Areddu Dettagli COPTE DU CONTI //. VISTO il decreto legislativo 20 dicembre 2009, n.198, concernente l'attuazione dell'articolo 4 della legge 4
i COPTE DU CONTI -SC I - UFFfCf0 CEI ; 7- -5 Bftì, 201? //. VISTO il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, recante "Attuazione della Legge 4 marzo 2009, n, 15, in materia di ottimizzazione della Dettagli L'ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI
ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASSICURAZIONI PROVVEDIMENTO 2 dicembre 2014 Regolamento concernente l'individuazione dei termini e delle unita' organizzative responsabili dei procedimenti amministrativi Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: articolo 1
 articolo 2
 articolo 2
 articolo 117
 articolo 117
 articolo 1
 articolo 22
 articolo 117
 articolo 2
 sentenza 
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 13
 articolo 17
 articolo 5
 articolo 17
 articolo 1
 articolo 97
 articolo 7
 articolo 2
 articolo 21
 sentenza 
 articolo 2
 articolo 7
 articolo 23
 articolo 20
 articolo 16
 articolo 9
 articolo 2
 articolo11
 articolo 15
 articolo 25
 articolo 33
 articolo 34
 articolo 6
 articolo 246
 articolo 26
 articolo 4
 articolo 1
 articolo 14
 Art. 2
 Articolo 1
 Art. 3
 Art. 3
 ART. 3
 art.11
 ART. 1
 articolo 7
 Art. 1
 Art.1
 art. 2
 Art. 10
 art. 2
 Art. 10
 art. 11
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Art. 24
 Art. 1
 art. 2
 art. 11
 art. 11
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 2