Source: https://esseresinistra.wordpress.com/2015/12/22/il-22-dicembre-e-la-nostra-costituzione-oggi-ce-chi-dovrebbe-provare-vergogna/
Timestamp: 2018-06-21 04:34:38+00:00

Document:
Il 22 dicembre e la nostra Costituzione. Oggi, c’è chi dovrebbe provare vergogna | Essere Sinistra
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Onorevoli deputati, è col nostro lavoro, intenso e ordinato, è con lo spettacolo ad ogni giorno da noi offertogli della nostra metodica, instancabile applicazione al compito affidatoci, che noi ci siamo in fine conquistati la simpatia e la fiducia del popolo italiano. Il quale, nelle sue ristrettezze come nelle sue gioie, sempre più è venuto volgendosi all’Assemblea costituente come a naturale delegata ed interprete e realizzatrice del suo pensiero e delle sue aspirazioni.
E le centinaia, le migliaia di messaggi di protesta, di approvazione, di denuncia, di richieste giunti alla presidenza nel corso dei diciotto mesi di vita della Costituente, testimoniano del crescente spontaneo affermarsi della sua autorità, come Assemblea rappresentativa.
E’ questo un prezioso retaggio morale che noi lasciamo alle future Camere legislative della Repubblica.
Ho parlato di lavoro instancabile. Ne fanno fede le 347 sedute a cui ci convocammo, delle quali 170 esclusivamente costituzionali; i 1663 emendamenti che furono presentati sui 140 articoli del progetto di Costituzione, dei quali 292 approvati, 314 respinti, 1057 ritirati o assorbiti; i 1090 interventi in discussione da parte di 275 oratori; i 44 appelli nominali ed i 109 scrutini segreti; i 40 ordini del giorno votati; gli 828 schemi di provvedimenti legislativi trasmessi dal governo all’esame delle Commissioni permanenti ed i 61 disegni di legge deferiti all’Assemblea; le 23 mozioni presentate, delle quali 7 svolte; le 166 interpellanze di cui 22 discusse; le 1409 interrogazioni, 492 delle quali trattate in seduta, più le 2161 con domanda di risposta scritta, che furono soddisfatte per oltre tre quarti dai rispettivi dicasteri.
Lavoro instancabile, sta bene.
Ma anche lavoro completo? Alla stregua del mandato conferitoci dalla nostra legge istitutiva, sì.
Noi consegnamo oggi, a chi ci elesse il 2 giugno, la Costituzione; noi abbiamo assolto il compito amarissimo di dare avallo ai patti di pace che hanno chiuso ufficialmente l’ultimo tragico e rovinoso capitolo del ventennio di umiliazioni e di colpe; e, con le leggi elettorali, stiamo apprestando il ponte di passaggio, da questo periodo ancora anormale, ad una normalità di reggimento politico del Paese nel quale competa ad ogni organo costituzionale il compito che gli è proprio ed esclusivo: di fare le leggi, al Parlamento; al governo di applicarle; ed alla magistratura di controllarne la retta osservanza.
Ma, con la Costituzione, questa Assemblea ha inserito nella struttura della stato repubblicano altri organi, ignoti al passato sistema, suggeriti a noi dall’esperienza dolorosa o dettati dalla evoluzione della vita sociale ed economica del Paese. Tale la Corte delle garanzie costituzionali, sancita a difesa dei diritti e delle libertà fondamentali, ma non a preclusione di progressi ulteriori del popolo italiano verso una sempre maggiore dignità dell’uomo, del cittadino, del lavoratore.
Tale il Consiglio nazionale della economia e del lavoro, che rimuovendo gli ostacoli dovuti a incomprensione o ad ignoranza delle altrui esigenze, eviterà le battaglie non giustificate, disperditrici di preziose energie, dando alle altre, necessarie invece ed irreprimibili in ogni corpo sociale che abbia vita fervida e sana, consapevolezza di intenti e idoneità di mezzi. Ma forse, sì, non taciamolo, onorevoli colleghi, molta parte del popolo italiano avrebbe voluto dall’Assemblea costituente qualcos’altro ancora.
I più miseri, coloro che conoscono la vana attesa estenuante di un lavoro in cui prodigare le proprie forze creatrici e da cui trarre i mezzi di vita; coloro che, avendo lavorato per un’intera vita, fatti inabili dall’età, dalla fatica, dalle privazioni, ancora inutilmente aspettano dalla solidarietà nazionale una modesta garanzia contro il bisogno; coloro che frustano i loro giorni in una fatica senza prospettiva, chiudendo ad ogni sera un bilancio senza residui, utensili pensanti e dotati d’anima di un qualche gelido mostruoso apparato meccanico, o forze brute di lavoro su terre estranee e perciò stesso ostili: essi si attendevano tutti che l’Assemblea esaudisse le loro ardenti aspirazioni, memori come erano di parole proclamate e rieccheggiate.
Noi lo sappiamo, oggi, che ciò avrebbe superato le nostre possibilità.
Ma noi sappiamo di avere posto, nella Costituzione, altre parole che impegnano inderogabilmente la Repubblica a non ignorare più quelle attese, ad applicarsi risolutamente all’apprestamento degli strumenti giuridici atti a soddisfarle.
La Costituzione postula, senza equivoci, le riforme che il popolo italiano, in composta fiducia, rivendica. Mancare all’impegno sarebbe nello stesso tempo violare la Costituzione e compromettere, forse definitivamente, l’avvenire della Nazione italiana. Onorevoli colleghi, ieri sera, quasi a suggello simbolico apposto alla Carta costituzionale, voi avete votato un ordine del giorno col quale raccomandate e sollecitate dal presidente della Repubblica un atto generoso di clemenza e di perdono.
Già al suo primo sorgere, la Repubblica volle stendere le sue mani indulgenti e volgere il suo sguardo benigno e sereno verso tanti, che pure non avevano esitato a straziare la Patria italiana, ad allearsi con i suoi nemici, a colpirne i figli più eroici. Il rinnovato gesto di amistà, del quale vi siete fatti promotori, vuole oggi esprimere lo spirito che ha informato i nostri lavori, in ognuno di noi, su qualunque banco si sedesse, a qualunque ideologia ci si richiami.
L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un solenne patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa lo affida perchè se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore. E noi stessi, onorevoli deputati, colleghi cari e fedeli di lunghe e degne fatiche, conclusa la nostra maggiore opera, dopo avere fatta la legge, diveniamone i più fedeli e rigidi servitori. Cittadini fra i cittadini, sia pure per breve tempo, traduciamo nelle nostre azioni, le maggiori e le più modeste, quegli ideali che, interpretando il voto delle larghe masse popolari e lavoratrici, abbiamo voluto incidere nella legge fondamentale della Repubblica.
Con voi m’inchino reverente alla memoria di quelli che, cadendo nella lotta contro il fascismo e contro i tedeschi, pagarono per tutto il popolo italiano il tragico e generoso prezzo di sangue per la nostra libertà e per la nostra indipendenza; con voi inneggio ai tempi nuovi cui, col nostro voto, abbiamo aperto la strada per un loro legittimo affermarsi.
Viva la Repubblica democratica italiana, libera, pacifica ed indipendente!
3 Pensieri su &Idquo;Il 22 dicembre e la nostra Costituzione. Oggi, c’è chi dovrebbe provare vergogna”
Grande Terracini. 🙂
22 dicembre 2015 alle 22:46
LA COSTITUZIONE TRADITA SUBITO DOPO AVERLA APPROVATA! ECCO LE PROVE!
Eccovi un ODG proposto all’Assemblea Costituente
in data 11 dicembre 1947
Dagli On.li Moro, Ferrarese, Franceschini e Sartor
Questo ODG è stato tradito da tutti i legislatori che si sono avvicendati al governo del paese fino da 1° governo De Gasperi. Così i legislatori hanno tolto la LIBERTA’ al popolo di conoscere il patrimonio economico, sociale, culturale e politico scritto nella Costituzione.
Gli è stata negata la libertà di conoscere di quali diritti e doveri sociali i cittadini avevano diritto,
impedendogli di controllare i legislatori affinchè tali diritti e doveri sociali venissero applicati.
Questi sono i diritti e i doveri
Per attuare la Costituzione economica
E per uscire da questa gravissima crisi economica e sociale
la repubblica rimuove gli ostacoli di ordine economico e sociale che: impediscono i diritti ( art 3 costituzione)
Ed alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa.(artt. 4/35/36/37/38 costituzione.)
2)le pari opportunità affinchè sia assicurato anche alle persone meno abbienti lo sviluppo economico , sociale e culturale.(articolo 3 Costituzione).
3)pari dignità davanti alla legge. ( articolo 3 Costituzione)
4)la promozione ed il riconoscimento della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Reddito dignitoso garantito nel caso di disoccupazione involontaria ( articolo 29/38 della Costituzione)
5)alla famiglia il diritto/dovere di educare e istruire i figli anche se nati fuori dal matrimonio e di ricevere misure economiche per il loro sviluppo e per altri carichi sociali.( articolo 30/31 della Costituzione)
6)il diritto all’istruzione per tutti per creare le pari opportunità al momento dell’ingresso nel mondo del lavoro e all’assistenza sanitaria gratuita ( articolo 32/33/34 Costituzione)
7)la libertà all’iniziativa economica privata che non contrasti con l’utilità sociale, con la libertà e la dignità umana.( articolo 41 della Costituzione)
8) la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio ed il patrimonio storico e artistico del paese. ( Articolo 9 della Costituzione)
Ma senza richiedere i doveri a tutti, non possono essere richiesti i diritti!
9)il dovere di tutti(compresi gli stranieri ed azionisti delle multinazionali e delle SPA )di concorrere alle spese pubbliche in
Ragione della loro capacità contributiva. Che tutte le tasse, nel suo complesso, rispettino il criterio della progressività.(art 53 Costituzione).
La non attuazione dell’articolo dei doveri, il 53, produce: 180 miliardi di mancato gettito fiscale tra IVA e IRPEF, 70 di contributi previdenziali ed altri 70 di corruzione ed altri 140 da criminalità organizzata e impedisce di rimuovere gli ostacoli citati dall’art. 3 della Costituzione..
L’attuale modo di calcolo della capacità contributiva privilegia i redditi medio/alti degli imprenditori, dei liberi professionisti e degli autonomi resi non veri dagli ” studi di settore” e viola l’articolo 53 della Costituzione.
L’attuale modo di tassazione su beni e consumi privilegia tutti redditi medio alti. Infatti essendo l’IVA ad aliquota unica colpisce il reddito in modo regressivo penalizzando così i redditi medio/bassi, l’esatto contrario di come prescritto dall’art.53 della Costituzione ( On. Scoca relatore a nome di tutti i partiti all’Assemblea Costituente 23 maggio 1947).
Una persona consuma in un anno euro 2400 di benzina suddivisa così:
( euro 960 di benzina e 1440 di tasse) le tasse su di un reddito di euro 14400 rappresentano il 10% mentre un’altra persona con lo stesso consumo di benzina ma con un reddito di euro 28800 rappresentano il 5% ciò dimostra come i redditi medio
bassi ,con questo modo anticostituzionale di tassazione , siano pesantemente danneggiati . Questo esempio vale per tutti gli acquisti siano essi beni o servizi.
Per ottenere capacità contributive effettive, per avere la progressività Costituzionale dell’insieme di tutti i tributi, occorre dedurre dal reddito lordo, in sede di calcolo del reddito globale personale comunque conseguito, sia da capitale sia da tutti i tipi di rendite, da lavoro etc.etc, tutte quelle spese primarie e sociali che non rappresentino un lusso, documentate dai relativi documenti fiscali, ed essere tassati sulla loro differenza con la progressività più graduale possibile in modo che essa diventi la spina dorsale del nostro sistema tributario ( On. Scoca relatore ed altri, Assemblea Costituente 23 maggio 1947). Così otterremo: 1)la vera equità fiscale
2)dichiarazioni dei redditi con ricavi e costi veri perché essi saranno scritti sia nelle dichiarazioni di chi vende beni e servizi sia in quelle di chi li acquista.
3) lo stato di diritto della persona non più soggetta a ricatti sia economici ( con fattura o senza), che politici ( io non ti faccio pagare le tasse e tu mi dai il voto).
4) l’emersione di tutta l’evasione fiscale condizione per ottenere i diritti costituzionali sopra descritti, per una politica equa e solidale che renda i cittadini fiduciosi ed amici del fisco e della classe dirigente. Per la vera ripresa economica!!!!
22 dicembre 2015 alle 23:20
Scusate, ma in questo giorno 22 dicembre 2015 ricorre il 68° anno dall’approvazione della Costituzione. Quindi rendiamo la parola ai Veri Costituzionalisti cioè a coloro che l’hanno scritta!
Da un circolo di studio sulla Costituzione tenuto e diretto dal prof.re Umberto Allegretti docente di diritto pubblico all’università di Firenze e esponente dei comitati Giuseppe Dossetti
1a sottocommissione dell’Assemblea Costituente incaricata di redigere e proporre,all’Assemblea Costituente, i diritti sociali che la Repubblica doveva/deve garantire in modo effettivo e strutturale.
ODG presentato dal Costituente Giuseppe Dossetti
Intervento del Costituente Palmiro Togliatti
E’ assurdo si pensasse che debba scomparire la persona umana. Potremmo dissentire nel definire la personalità umana; però possiamo indicare come il fine di un regime democratico sia quello di garantire un più ampio e più libero sviluppo della persona umana.
Poiché si parte da una esperienza politica comune, anche se non da una comune esperienza ideologica, questo, a mio avviso, dovrebbe offrire un terreno di intesa
“.Ritengo indispensabile creare una Costituzione accessibile a tutti, una Costituzione che possa essere compresa dal professore di diritto ed in pari tempo dal pastore sardo, dall’ operaio, dall’ impiegato d’ordine, dalla donna di casa.”
La 1a sottocommissione riconosce “l’anteriorità della persona umana rispetto allo stato e questi al servizio di quella”
Il Costituente De Vita
La questione venne posta, in seduta plenaria, l’8 maggio del 1947 dal Costituente On.le Francesco Saverio Nitti: ” tutte le promosse fatte al cittadino per il diritto al lavoro,all’istruzione,alla sanità,alla previdenza, alla sicurezza, ad un reddito dignitoso per se e per e la sua famiglia anche nel caso di disoccupazione involontaria, e per tutti gli altri previsti in questa prima parte di Costituzione, non potranno mai essere garantiti nelle condizioni economiche in cui ci troviamo”.
La risposta arrivò, sempre in seduta plenaria, il 23 maggio 1947 con l’approvazione dell’articolo aggiuntivo concordato con tutti i partiti, che sarà poi il 53 .
IL COSTITUENTE RELATORE ON.le SCOCA ILLUSTRA i 2 COMMI DELL’ARTICOLO AGGIUNTIVO ( SARA’ IL 53) CONCORDATO AL MATTINO CON TUTTI I PARTITI
“ Onorevoli colleghi, l’aspetto finanziario tocca e toccherà sempre di più tutti noi ed in misura sempre più notevole.
Il nostro sistema tributario è informato al criterio della proporzionalità ma considerando che più dei tributi diretti danno i tributi indiretti e questi attuano non la progressività e neppure la proporzionalità ma una regressività. Il che costituisce una grave ingiustizia sociale che colpisce in modo grave le classi meno abbienti e deve essere eliminata con una radicale e meditata riforma tributaria.
Quindi la regola della progressività deve essere effettivamente operante.
Si può discutere sulla misura della progressione non sul principio.
Prima che il cittadino debba essere chiamato a destinare una quota della sua ricchezza allo stato per soddisfare i suoi bisogni, DEVE soddisfare i bisogni suoi che la vita quotidiana richiede e quelli dei suoi famigliari. Sono questi carichi economici che caratterizzano quella capacità contributiva che l’articolo concordato mette a base dell’imposizione. Così potremo accertare redditi e capacità contributive effettive e dare progressività al sistema tributario nel suo complesso”
A CURA DELL’ASSOCIAZIONE ARTICOLO 53

References: in fine
 articolo 3
 articolo 29
 articolo 30
 articolo 32
 articolo 41
 Articolo 9
 ARTICOLO 53