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Timestamp: 2018-04-22 02:58:04+00:00

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[D.lgs. n. 33 del 14 marzo 2013] Nuove norme in materia di obblighi di pubblicità, trasparenza, diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni - Diritti Regionali
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[D.lgs. n. 33 del 14 marzo 2013] Nuove norme in materia di obblighi di pubblicità, trasparenza, diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni
Si sono già manifestate perplessità in questo blog sui dati del Rapporto CiViT[1]. Nell’attesa del nuovo Rapporto e nella consapevolezza che in assenza di comportamenti volontari l’unica via sarebbe stata quella normativa, con il decreto legislativo n. 33[2], in vigore dal 20 aprile, è stata dettata una serie di disposizioni per il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Il decreto, nel tentare la codificazione coordinata di più disposizioni[3], imponealle amministrazioni di tenere comportamenti standard a proposito dell’adempimento di innumerevoli obblighi di pubblicazione. Per altri versi, la novità più decisiva è forse rappresentata dall’art. 5 nelle parole “il diritto di chiunque” (cfr. sul punto, M. Massa).
In base al dettato dell’art. 1 del decreto, la trasparenza[4] viene intesa in termini di accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche; nel rispetto delle disposizioni in materia di segreto di Stato, di segreto d’ufficio, di segreto statistico e di protezione dei dati personali, essa concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla nazione; è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti civili, politici e sociali; integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino.
L’art. 3, a proposito della pubblicità e del diritto alla conoscibilità, stabilisce che tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli (cfr. art. 7 sul riutilizzo).
L’art. 5 prescrive che l’obbligo previsto dalla normativa vigente, in capo alle amministrazioni, di pubblicare documenti, informazioni o dati comporta il diritto di chiunque di richiedere gli stessi, nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione. La richiesta di accesso civico non è sottoposta ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente, non deve essere motivata, è gratuita e va presentata al responsabile della trasparenza dell’amministrazione obbligata che si pronuncia sulla stessa. L’amministrazione, entro trenta giorni, procede alla pubblicazione nel sito del documento, dell’informazione o del dato richiesto e lo trasmette contestualmente al richiedente, ovvero comunica al medesimo l’avvenuta pubblicazione, indicando il collegamento ipertestuale a quanto richiesto. Se il documento, l’informazione o il dato richiesti risultano già pubblicati nel rispetto della normativa vigente, l’amministrazione indica al richiedente il relativo collegamento ipertestuale. Nei casi di ritardo o mancata risposta, il richiedente può ricorrere al titolare del potere sostitutivo (art. 2, c. 9 bis della legge n. 241/1990 s.m.i.). La tutela del diritto di accesso civico è disciplinata dal codice del processo amministrativo.
Viene garantita la qualità delle informazioni riportate nei siti istituzionali nel rispetto degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge, assicurandone l’integrità, il costante aggiornamento, la completezza, la tempestività, la semplicità di consultazione, la comprensibilità, l’omogeneità, la facile accessibilità, nonché la conformità ai documenti originali in possesso dell’amministrazione, l’indicazione della loro provenienza e la riutilizzabilità. L’esigenza di assicurare adeguata qualità delle informazioni diffuse non può, in ogni caso, costituire motivo per l’omessa o ritardata pubblicazione dei dati, delle informazioni e dei documenti (art. 6).
Ai fini della piena accessibilità delle informazioni pubblicate, nella home page dei siti istituzionali è collocata un’apposita sezione denominata «Amministrazione trasparente», al cui interno sono contenuti i dati, le informazioni e i documenti pubblicati ai sensi della normativa vigente (art. 9).
L’art. 10 prescrive l’obbligo di adozione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità. Altri obblighi di pubblicazione concernono: gli atti di carattere normativo e amministrativo generale (art. 12); l’organizzazione delle pubbliche amministrazioni (art. 13); i componenti degli organi di indirizzo politico (art. 14); i titolari di incarichi dirigenziali e di collaborazione o consulenza (art. 15); la dotazione organica e il costo del personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato (art. 16); i dati relativi al personale non a tempo indeterminato(art. 17); i dati relativi agli incarichi conferiti ai dipendenti pubblici (art. 18); i bandi di concorso (art. 19); i dati relativi alla valutazione della performance e alla distribuzione dei premi al personale (art. 20); i dati sulla contrattazione collettiva (art. 21).
L’art. 22, che non si applica nei confronti delle società partecipate da amministrazioni pubbliche e quotate in mercati regolamentati e loro controllate, disciplina gli obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli enti di diritto privato in controllo pubblico, nonché alle partecipazioni in società di diritto privato.
Ulteriori obblighi di pubblicazione riguardano: i provvedimenti amministrativi (in dettaglio precisati dall’art. 23); i dati aggregati relativi all’attività amministrativa (art. 24); i controlli sulle imprese (art. 25); gli atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e attribuzione di vantaggi economici a persone fisiche ed enti pubblici e privati (artt. 26 e 27); i rendiconti dei gruppi consiliari regionali e provinciali (art. 28).
Altri obblighi di pubblicazione sono quelli concernenti l’uso delle risorse pubbliche: il bilancio (preventivo e consuntivo, il Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, nonché i dati concernenti il monitoraggio degli obiettivi, art. 29); le informazioni identificative degli immobili posseduti, nonché i canoni di locazione o affitto versati o percepiti (art. 30); i dati relativi ai controlli sull’organizzazione e sull’attività dell’amministrazione (art. 31); quelli concernenti le prestazioni offerte e i servizi erogati: art. 32 per i servizi erogati; art. 33 per i tempi di pagamento dell’amministrazione; art. 34 a proposito della trasparenza degli oneri informativi; art. 35 per quelli relativi ai procedimenti amministrativi (e ai controlli sulle dichiarazioni sostitutive e l’acquisizione d’ufficio dei dati); art. 36 per le informazioni necessarie per l’effettuazione di pagamenti informatici.
Il capo V è dedicato agli obblighi di pubblicazione in settori speciali: art. 37 (contratti pubblici di lavori, servizi e forniture), art. 38 (processi di pianificazione, realizzazione e valutazione delle opere pubbliche), art. 39 (trasparenza dell’attività di pianificazione e governo del territorio), art. 40 (accesso alle informazioni ambientali), art. 41 (trasparenza nel servizio sanitario nazionale), art. 42 interventi straordinari e di emergenza che comportano deroghe alla legislazione vigente).
La vigilanza sull’attuazione delle disposizioni spetta al responsabile per la trasparenza. Più in dettaglio, viene introdotta all’interno di ogni amministrazione tale figura le cui funzioni di norma vengono attribuite al responsabile per la prevenzione della corruzione (ai sensi della l. n.190/2012 negli enti locali è normalmente il Segretario salva diversa motivata determinazione, mentre in generale è l’organo di indirizzo politico ad individuarlo, di norma, tra i dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in servizio), il cui nominativo è indicato nel Programma triennale per la trasparenza e l’integrità. Il responsabile svolge stabilmente un’attività di controllo sull’adempimento da parte dell’amministrazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, assicurando la completezza, la chiarezza e l’aggiornamento delle informazioni pubblicate, nonché segnalando all’organo di indirizzo politico, all’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV), all’Autorità nazionale anticorruzione e, nei casi più gravi, all’ufficio di disciplina, i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione.
I dirigenti responsabili degli uffici dell’amministrazione garantiscono il tempestivo e regolare flusso delle informazioni da pubblicare ai fini del rispetto dei termini stabiliti dalla legge. Il responsabile controlla e assicura la regolare attuazione dell’accesso civico.
In relazione alla loro gravità, il responsabile segnala i casi di inadempimento o di adempimento parziale degli obblighi in materia di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, all’ufficio di disciplina, ai fini dell’eventuale attivazione del procedimento disciplinare. Il responsabile segnala altresì gli inadempimenti al vertice politico dell’amministrazione, all’OIV ai fini dell’attivazione delle altre forme di responsabilità.
L’art. 44 disciplina i compiti degli Organismi Indipendenti di Valutazione (verifica della coerenza tra gli obiettivi previsti nel Programma triennale per la trasparenza e l’integrità di cui all’articolo 10 e quelli indicati nel Piano della performance, valutando altresì l’adeguatezza dei relativi indicatori). I soggetti deputati alla misurazione e valutazione delle performance, nonché l’OIV, utilizzano le informazioni e i dati relativi all’attuazione degli obblighi di trasparenza ai fini della misurazione e valutazione delle performance sia organizzativa, sia individuale del responsabile e dei dirigenti dei singoli uffici responsabili della trasmissione dei dati.
La CIVIT, anche in qualità di Autorità nazionale anticorruzione controlla l’esatto adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, esercitando poteri ispettivi mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle amministrazioni pubbliche e ordinando l’adozione di atti o provvedimenti richiesti dalla normativa vigente, ovvero la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza; l’operato dei responsabili per la trasparenza a cui può chiedere il rendiconto sui risultati del controllo svolto all’interno delle amministrazioni. La CIVIT può inoltre chiedere all’organismo indipendente di valutazione (OIV) ulteriori informazioni sul controllo dell’esatto adempimento degli obblighi di trasparenza previsti dalla normativa vigente.
La CIVIT può inoltre avvalersi delle banche dati istituite presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica per il monitoraggio degli adempimenti degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente.
In relazione alla loro gravità, la CIVIT segnala i casi di inadempimento o di adempimento parziale degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente all’ufficio di disciplina dell’amministrazione interessata ai fini dell’eventuale attivazione del procedimento disciplinare a carico del responsabile o del dirigente tenuto alla trasmissione delle informazioni. La CIVIT segnala altresì gli inadempimenti ai vertici politici delle amministrazioni, agli OIV e, se del caso, alla Corte dei conti, ai fini dell’attivazione delle altre forme di responsabilità. La CIVIT rende pubblici i relativi provvedimenti. La CIVIT, inoltre, controlla e rende noti i casi di mancata attuazione degli obblighi di pubblicazione di cui all’articolo 14 del decreto, pubblicando i nominativi dei soggetti interessati per i quali non si è proceduto alla pubblicazione.
L’inadempimento degli obblighi di pubblicazione (art. 46) previsti dalla normativa vigente o la mancata predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità costituiscono elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine dell’amministrazione e sono comunque valutati ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili (il responsabile non risponde dell’inadempimento se prova che sia dipeso da causa a lui non imputabile). Altre sanzioni per casi specifici sono disciplinate all’art. 47, mentre la tutela giurisdizionale in ordine alle controversie relative agli obblighi di trasparenza è disciplinata dal codice del processo amministrativo.
Infine, ripetendo quello che si configura ormai come una sorta di “tormentone”, si precisa che dall’attuazione del decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
[1]Nel Rapporto viene precisato “nel complesso, si può dire che nell’amministrazione vi sono aree di trasparenza e aree di opacità e che, comunque, non si è ancora affermato il valore della trasparenza come strumento per favorire il controllo sociale e diffuso sull’operato della pubblica amministrazione, sull’impiego delle risorse pubbliche e sulle attività realizzate”.
[2]Legge delega n. 190/2012.
[3]Cfr. artt. 52 del d. lgs. sulle modifiche alla legislazione vigente e 53 sull’abrogazione espressa di norme primarie.
[4]F. Patroni Griffi, La trasparenza della pubblica amministrazione tra accessibilità totale e riservatezza, in www.federalismi.it; n. 8/2013.
Archiviato in: Archivio (2011-2015) Etichettato con:leggi statali, trasparenza

References: art. 7
 art. 29
 art. 32
 art. 33
 art. 34
 art. 35
 art. 36
 art. 37
 art. 38
 art. 39
 art. 40
 art. 41
 art. 42