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1 DELIBERAZIONE N )) S1 SEDUTA DEL 2 6 SET PRESIDENZAzyxwvutsrqponmlkjihgfedcbaZYXWVUTSRQPONMLKJIHGFEDCBA...,. DIPARTIMENTdzyxwvutsrqponmlkjihgfedcbaZYXWVUTSRQPONMLKJ OGGETTO D.P.C.M. 27 febbraio 2004: approvazione Procedure di Allertamento del Sistema Regionale di Protezione Civile per Rischio Meteorologico, Idrogeologico ed Idraulico ed avvio Centro Funzionale Decentrato di Basilicata. Relatore PREslDEN1E La Giunta, riunitasi il giorno 2 6 SET alle ore )zyxwvutsrqponmlkjihgfedcbazyxwvutsrqponmlkjihgfedcba S...zyxwvutsrqponmlkjihgfedcbaZYXWVUTSRQPONMLKJIHGFEDCBA o.o nella sede dewente, Presente Assente 1. Maurizio Marcello PITTELLA Presidente 2. Flavia FRANCONI Vice Presidente 3. Aldo BERLINGUER Componente 4. Raffaele LIBERALI 5. Michele OTTATI Componente Componente ><... ~. X Segretario: avv. Donato DEL CORSO ha deciso in merito all'argomento in oggetto, secondo quanto riportato nelle pagine successive, L'atto,si compone di N 5 ediw 1 allegati pagine compreso,il,frontespizio UFFICIO RAGIONERIA GENERALE o Prenotazione di impegno N Missione.Programma. Ca.p. pere o Assunto impegno contabile N Missione.Programma Cap. Esercizio pere IL DIRIGENTE Atto soggetto a pubblicazione O integrale QI per estratto Pagina 1 di 52 LA GIUNTA REGIONALE VISTO il D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle.dipendenze delle amministrazioni pubbliche" e successive modifiche e integrazioni; VISTA la L.R. 12/1996 e successive modificazioni ed integrazioni concernenti la "Riforma dell'organizzazione Regionale; VISTA la D.G.R. 13 gennaio 1998, n. 11 concernente l'individuazione degli atti di competenza della Giunta Regionale; VISTA la D.G.R. 13 dicembre 2004, n. 2903, così come modificata dalla D.G.R. 637/2006 e dalla D.G.R. 539/2008, concernente l'iter relativo alle proposte di provvedimenti della Giunta Regionale e dei provvedimenti di impegno e liquidazione della spesa; VISTA la D.G.R. 19 febbraio 2014, n.227 recante la nuova denominazione e configurazione dei dipartimenti regionali relativi alle aree istituzionali "Presidenza della giunta" e "Giunta Regionale"; VISTA la D.G.R. 694/2014, con la quale sono state individuate le strutture dirigenziali ed è stata stabilita la declaratoria dei compiti alle medesime assegnati; VISTA la legge 24 febbraio 1992 n. 225 istitutiva del Servizio nazionale della protezione civile e successive modifiche ed integrazioni; VISTA la legge regionale 17 agosto 1998 n. 25 relativa alla "Disciplina delle attività e degli interventi regionali in materia di protezione civile" ; VISTA la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 con la quale sono stati approvati gli "Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile"; CONSIDERATO che la suddetta Direttiva individua quali soggetti competenti per la gestione del sistema di allerta a fini di protezione civile, oltre al Dipartimento nazionale della Protezione Civile e al Centro Funzionale centrale, i Centri Funzionali decentrati istituiti a livello regionale, a seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 gennaio 1998 e del progetto per la relativa realizzazione approvato nella seduta del 15 gennaio 2002 dal Comitato tecnico di cui alla legge 267/1998; ATTESO che è stato completato il trasferimento della dotazione hardware e software del Centro Funzionale di Basilicata presso la sede del Dipartimento Infrastrutture Opere Pubbliche e Mobilità in Corso Garibaldi, 139 a Potenza e la strumentazione è del tutto fruibile; CONSIDERATO che, con D.G.R. n. 254 del 01 marzo 2011, è stata trasferita all'ufficio Protezione Civile la titolarità della rete di monitoraggio idrometeopluviometrica della Regione Basilicata, nonché le funzioni dell'istituendo Centro Funzionale di Basilicata; CONSIDERATO chezyxwvutsrqponmlkjihgfedcbazyxwvutsrqponmlkjihgfedcba Pagina 2 dì 53 - nell'ambito del sistema di allertamento nazionale per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile, il Centro Funzionale Decentrato della Basilicata è la struttura preposta allo svolgimento delle attività di previsione, monitoraggio e sorveglianza in tempo reale degli eventi e di valutazione dei conseguenti possibili effetti nel territorio di propria competenza; - con deliberazione di Giunta Regionale no 1902 del 21/10/2003 è stata definita la dotazione organica prevista per il Centro Funzionale Decentrato della Basilicata; - il livello di pericolosità del territorio della Regione Basilicata risulta elevato in riferimento ai fenomeni di carattere meteorologico, idrogeologico ed idraulico; - il territorio regionale è frequentemente interessato da fenomeni di dissesto o di allagamento, a seguito di precipitazioni di forte intensità, sia diffuse che localizzate; - per tali motivi non è possibile differire ulteriormente l'attivazione, in attuazione della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004, del Centro Funzionale Decentrato Regionale, in modo tale poter fronteggiare in modo più efficace eventuali emergenze che dovessero intervenire sul territorio regionale; CONSIDERATO che le funzioni del Centro Funzionale di Basilicata, e in particolare la gestione dei rapporti con il Centro Funzionale Centrale del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e i Centri Funzionali Decentrati connessi, devono essere espletate dall' nell'ambito del Sistema Nazionale della Protezione Civile; VISTO il documentozyxwvutsrqponmlkjihgfedcbazyxwvutsrqponmlkjihgfedcba "Procedure di Allertamento del Sistema Regionale di Protezione Civile per il Rischio Meteorologico, Idrogeologico ed Idraulico", allegato al presento provvedimento per fame parte integrante e sostanziale, elaborato dall' Regionale e contenente le procedure operative per l'attuazione della citata Direttiva PCM, avente ad oggetto l'adozione degli avvisi regionali di criticità, i corrispondenti livelli di allerta del sistema della protezione civile e le modalità della loro adozione e trasmissione agli enti interessati; PRESO ATTO che nel sopracitato documento si fa riferimento alla necessità di una migliore e più puntuale definizione delle zone di allerta e del sistema delle soglie pluviometriche ed idrometriche di allertamento che saranno oggetto di uno specifico accordo di collaborazione scientifica con l'università della Basilicata, attualmente in via di definizione, in continuità con le attività già in atto; RITENUTO pertanto, nelle more della puntuale definizione delle zone di allerta e delle soglie idro-pluviometriche sopra indicate, di utilizzare quelle attualmente in uso definite in via speditiva; PRESO ATTO della disponibilità del Dipartimento della Protezione Civile a fornire supporto nella fase di startup iniziale al Centro Funzionale regionale, in particolare nella predisposizione degli Avvisi regionali sia meteo che di criticità ed, in generale, la Regione nei compiti e nelle funzioni previste nella Direttiva PCM citata;. CONSIDERATO che il documento "Procedure di Allertamento del Sistema Regionale di Protezione Civile per il Rischio Meteorologico, Idrogeologico ed Idraulico" è stato trasmesso, con nota del Presidente della Giunta regionale n /1111 del , al Dipartimento di Protezione Civile al fine di ottenerne la necessaria intesa;zyxwvutsrqponmlkjihgfedcbazyxwvutsrqponmlkjihgfe Pagina 3 di 54 PRESO ATTO che il Dipartimento di Protezione Civile ha espresso, con nota del 19/08/2014, prot. n. DPC/RIA/43389, parere favorevole al suddetto documento predisposto; CONSIDERATO che è necessario notificare le procedure operative del Centro Funzionale regionale agli Enti locali, agli Uffici Territoriali del Governo e agli Enti Gestori dei servizi pubblici essenziali, in particolare affinché gli stessi adeguino i rispettivi Piani di Emergenza alle fasi di allerta indicate nelle procedure; Ad unanimità di voti:zyxwvutsrqponmlkjihgfedcbazyxwvutsrqponmlkjihgfedcba DELIBERA 1. di approvare, per i motivi esposti in narrativa lezyxwvutsrqponmlkjihgfedcbazyxwvutsrqponmlkjihgfedcb "Procedure di Allertamento del Sistema Regionale di Protezione Civile per il Rischio Meteorologico, Idrogeologico ed Idraulico" (allegato 1), approvate dal Dipartimento di Protezione Civile con nota prot. n. DPC/RW43389 delzyxwvutsrqponmlkjihgfedcbazyxwvutsrqponmlkjihgfedcba 19/ ; 2. di stabilire che le procedure per l'attuazione della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 saranno operative a far data del Decreto di dichiarazione di operatività del Centro Funzionale di Basilicata da parte del Presidente della Giunta Regionale di Basilicata; 3. di stabilire che è fatto obbligo agli Enti locali e agli Enti Gestori di servizi pubblici essenziali operanti sul territorio regionale di adeguare i rispettivi Piani di Emergenza alle procedure operative di cui in premessa e in particolare alle fasi di allerta contenute in esse; 4. di dare mandato all'ufficio Risorse Umane e Organizzazione e all'ufficio Provveditorato e Patrimonio per l'espletamento delle attività di supporto all' per l'avvio del Centro Funzionale Decentrato della Basilicata ed in particolare di quelle riferite alla logistica e all'assegnazione delle necessarie unità di personale ed alla organizzazione della tumistica; 5. di dare mandato all'ufficio di Protezione Civile di notificare la presente Deliberazione al Dipartimento della Protezione Civile Nazionale nonché agli altri soggetti interessati.zyxwvutsrqponmlkjihgfedcbaz IL RESPONSABILE P.O. ~ IL.QIRIGENTE Tutti gli atti ai quali è fatto riferimento nella premessa e nel dispositivo della deliberazione sono depositati presso la struttura proponente, che ne curerà la conservazione nei termini di legge. Pagina 4 di 55 Procedure di Allertamento del Sistema Regionale di Protezione Civile per Rischio Meteorologico, Idrogeologico ed Idraulico (in attuazione della Direttiva e ss.mm.ii.) Settembre 2014 Vers. 6.06 INDICE PREMESSA IL SISTEMA DI ALLERTAMENTO Introduzione La rete dei Centri Funzionali e il CFD Fase conoscitiva di base Fase di Previsione Fase di Monitoraggio e Sorveglianza Centro Funzionale Decentrato - Basilicata Scopo del documento VALUTAZIONE SCENARI DI RISCHIO Rischio Meteorologico Rischio Idrogeologico ed Idraulico Precipitazioni a carattere temporalesco Zone di Allerta Scenari di rischio Livelli di Criticità Soglie pluviometriche e idrometriche Gestione ed elaborazione dei dati in tempo reale FASI OPERATIVE Fase previsionale e Livelli di allerta Fase di monitoraggio e Sorveglianza Correlazione tra fase Previsionale e fase di Monitoraggio e Sorveglianza DOCUMENTI INFORMATIVI E PROCEDURE DI DIFFUSIONE I documenti informativi del CFC - Previsioni meteo, Bollettini ed Avvisi I documenti informativi del CFD: Messaggi e Bollettini di allerta Bollettino di criticità regionale Avviso di criticità regionale I documenti informativi del CFD : Messaggi in corso di evento Allertamento Procedure di diffusione dei documenti informativi7 5. MODELLO DI INTERVENTO Modello organizzativo Procedure Operative Presidio territoriale ALLEGATI Allegato 1 Delimitazione geografica delle Zona di Allerta Allegato 2 Scenari di criticità idrogeologica e idraulica Allegato 3 Comunicazione messaggi di allerta A3.1 Elenco soggetti a cui vengono comunicati i Messaggi di allerta A3.2 Comunicazione dei messaggi di allerta alle componenti statali del sistema di Protezione Civile Allegato 4 Fax simile Bollettino di Criticità Regionale, Messaggio di allerta e segnalazioni criticità Allegato 5 Indirizzi per la pianificazione di emergenza A5.1 Centri di coordinamento A5.2 Livelli minimi di pianificazione comunale d emergenza8 PREMESSA Il presente documento definisce le Procedure di Allertamento del Sistema Regionale di Protezione Civile per Rischio Meteorologico, Idrogeologico ed Idraulico predisposte ai sensi della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 febbraio 2004 (e ss.mm.ii.) recante Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile, del D.Lgs n. 112/98 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della Legge 15 marzo 1997, n. 59", della Legge n. 401/2001 Conversione in Legge, con modificazioni, del Decreto-Legge 7 settembre 2001, n. 343, recante disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile e della Legge n.100 del 12 luglio 2012 Conversione in Legge, con modificazioni, del Decretolegge 15 maggio 2012 n. 59, recante disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile. In particolare, compito essenziale del Centro Funzionale è quello di elaborare tutta una serie di dati e informazioni con la finalità di fornire un servizio continuativo per tutto l anno e, se del caso, anche per tutte le 24 ore del giorno, in modo tale da essere di supporto alle autorità competenti per le allerte e la gestione delle emergenze idrogeologiche e idrauliche. Questo documento disciplina le procedure e le modalità di previsione, prevenzione e gestione dell emergenza per la difesa dal rischio meteorologico, idrogeologico ed idraulico nel territorio regionale, nonché le modalità di interazione tra i diversi soggetti coinvolti, l emissione e trasmissione di documenti informativi quali Bollettini ed Avvisi meteo e di criticità idrogeologica ed idraulica e la dichiarazione dei corrispondenti livelli di allerta del sistema locale di Protezione Civile della Regione Basilicata, richiamando il Manuale operativo per la predisposizione di un piano comunale o intercomunale di protezione civile predisposto dal Dipartimento della Protezione Civile ai fini degli adempimenti di cui all O.P.C.M. 28 agosto 2007, n.3606, riportato in allegato alla stessa come adottato autonomamente dalla regione Basilicata nelle more di successivi atti regionali di indirizzo. Quanto di seguito descritto è stato predisposto anche ai sensi: della Legge n 225 del 24 febbraio 1992 e ss.mm.ii. Istituzione del servizio nazionale della Protezione Civile che all art. 15, comma 3-bis e 3-ter, rende obbligatorio ai Comuni di adottare, con deliberazione del Consiglio Comunale, il piano di emergenza comunale in materia di protezione civile; 49 del D.Lgs n. 112 del 31 marzo 1998 Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 ; della legge n 267/98 Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 11 giugno 1998, n. 180, recante misure urgenti per la prevenzione del rischio idrogeologico ed a favore delle zone colpite da disastri franosi nella regione Campania ; della Direttiva emergenze del 03 dicembre 2008 e ss.mm.ii; del D.Lgs 49/2010 di recepimento della direttiva 2007/60/CE Direttiva alluvioni ; del Decreto del Capo Dipartimento n del 20 luglio 2011 aggiornamento dell'elenco dei Centri di Competenza; della Circolare del Capo Dipartimento del 12 ottobre 2012 Indicazioni operative del Capo Dipartimento del 12 ottobre 2012 per prevedere, prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di emergenza connesse a fenomeni idrogeologici e idraulici ; della più generale normativa in materia di protezione civile, ivi compreso il combinato disposto tra l articolo 15 della Legge n. 225 del 1992 e l articolo 12 della Legge n. 265 del 1999 pone in capo al Sindaco la responsabilità dell informazione alla popolazione. Tenuto conto che La Regione Basilicata, per assicurare gli obiettivi connessi all attivazione ed alla piena operatività del Centro Funzionale Decentrato (art. n 6 della Direttiva), ha individuato personale professionalmente adeguato per lo svolgimento dei compiti e delle funzioni così come individuati dalla Direttiva del Il Centro Funzionale Centrale (CFC) del DPC, a partire da marzo 2014, ha affiancato il personale del CFD con un attività di training on the job finalizzata alla sua qualificazione nella valutazione tecnica in merito agli impatti dei fenomeni meteo-idrologici sul territorio. Con nota del Prot. n. DPC/RIA/43389, il Dipartimento della Protezione Civile, valutati gli elementi tecnici ed organizzativi comunicati dalla Regione Basilicata con nota Prot. n 29990/11A1 del 11/08/2014, ha ritenuto che nulla osta affinché il Presidente della Giunta regionale dichiari attivo ed operativo il proprio Centro Funzionale Decentrato per quanto riguarda l emissione degli Avvisi di Criticità regionali. La stessa nota rimarca che resta nella responsabilità del Dipartimento della Protezione Civile l emissione dell Avviso di avverse condizioni meteorologiche per il territorio lucano. 510 1. IL SISTEMA DI ALLERTAMENTO 1.1 Introduzione Lo scopo dell allertamento idrogeologico ed idraulico è quello di avvisare, con ogni possibile anticipo, gli Enti e tutte le Strutture operative che compongono il sistema di protezione civile, sia nazionale che regionale, in caso si verifichino fenomeni meteorologici avversi potenzialmente in grado di generare fenomeni alluvionali, esondazioni e dissesti di varia entità. Il Sistema di allertamento nazionale per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile è disciplinato dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 e ss.mm.ii. recante Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale, per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile. Tale Direttiva stabilisce che la gestione del sistema di allertamento è assicurata dal Dipartimento della Protezione Civile e dalle Regioni attraverso la rete dei Centri Funzionali, soggetti preposti allo svolgimento delle attività di previsione, monitoraggio e sorveglianza in tempo reale degli eventi e di valutazione dei conseguenti possibili effetti nel territorio di propria competenza. La rete dei Centri Funzionali è costituita da un Centro Funzionale Centrale, presso il Dipartimento della Protezione Civile, e dai Centri Funzionali Decentrati, presso le Regioni e le Province Autonome. Sulla base di tale articolazione, al Presidente della Regione compete l allertamento del sistema di protezione civile ai diversi livelli territoriali della regione. 1.2 La rete dei Centri Funzionali e il CFD Le attività poste a carico della Rete dei Centri Funzionali, ed in particolare di ogni Centro Funzionale Decentrato (CFD), ai sensi della vigente normativa, sono essenzialmente rivolte all effettuazione delle previsioni a-medio termine circa i possibili effetti indotti sul territorio regionale dalle condizioni meteorologiche previste e al monitoraggio e sorveglianza della situazione meteo-idrologica in atto. L obiettivo di tali attività è quello di Allertare il Sistema di Protezione Civile regionale circa il possibile verificarsi di situazioni di rischio idrogeologico legate a precipitazioni intense e prolungate ed ai conseguenti fenomeni al suolo. Pertanto possiamo dire che le attività in carico al CFD possono essere classificate secondo uno schema a tre fasi: 611 - Fase conoscitiva di base (propedeutica alle altre fasi); - Fase di Previsione; - Fase di Monitoraggio e Sorveglianza Fase conoscitiva di base Alla Fase conoscitiva di base afferiscono tutte le attività volte a definire ed aggiornare gli elementi tecnico-scientifici che concorrono al funzionamento del Sistema di Allertamento regionale. Essa si basa su una analisi conoscitiva dettagliata del territorio e degli eventi registrati finalizzata alla definizione ed aggiornamento periodico: - delle zone di allerta che rappresentano una suddivisione del territorio regionale in aree omogenee per comportamento meteorologico e per risposta idrologica/idraulica; - del tipo di rischio e degli scenari di rischio in termini di effetti territoriali e danni attesi; - della determinazione e aggiornamento del sistema di soglie, sia idrometriche che pluviometriche Fase di Previsione Alla Fase di Previsione afferiscono tutte le attività volte alla Previsione degli effetti al suolo indotti dalla situazione meteorologica prevista ed all emissione del Bollettino/Avviso di criticità idrogeologica ed idraulica regionale. Essa parte dall acquisizione giornaliera dei dati relativi alle previsioni meteo, verificando la copresenza di situazioni che possono aumentare la severità dell evento, e si articola nei seguenti passi successivi: - Analisi della situazione idrologica nei giorni precedenti (valutazione della saturazione dei suoli, presenza di fenomeni di smottamento in corso, ecc.); - Confronto dei valori previsti con il sistema di soglie disponibile (sia con riferimento alle soglie pluviometriche che idrauliche); - Valutazione delle variabili previste (come ad esempio fattori geologici, climatici, metodologici, strumentali, ecc.). Il prodotto della Fase di Previsione è il Bollettino/Avviso di criticità idrogeologica ed idraulica regionale che viene adottato dal Presidente della Giunta Regionale (o suo delegato) e trasmesso dal CFD alla SOR e da questa a tutti gli Enti preposti per l Allertamento del Sistema Regionale di Protezione Civile. 712 A tal fine assume notevole rilevanza la definizione di procedure operative certificate che possano garantire la trasmissione e ricezione dell avviso a tutti i soggetti destinatari dello stesso Fase di Monitoraggio e Sorveglianza Alla Fase di Monitoraggio e Sorveglianza afferiscono le attività di verifica dei livelli di criticità in essere e previsti, attraverso il confronto delle misure rilevate con le soglie adottate e/o con eventuali notizie fornite da osservatori locali e, eventualmente, l emissione del Bollettino di aggiornamento sulla situazione meteo-pluvio-idrometrica regionale. 1.3 Centro Funzionale Decentrato - Basilicata La Regione Basilicata, con D.G.R. n. 254/2011, ha individuato, quale soggetto preposto a svolgere i compiti e le funzioni del Centro Funzionale Decentrato (CFD), l regionale. Le attività del CFD della regione Basilicata si svolgono attraverso una fase di previsione e una fase di monitoraggio e sorveglianza in tempo reale. A dette fasi si aggiunge quella di analisi e studio nel tempo differito. La fase di previsione è articolata in tre funzioni: 1. assimilazione dei dati osservati ed elaborazione della previsione circa la natura e l'intensità degli eventi attesi; 2. previsione degli effetti al suolo che la manifestazione dei fenomeni meteorologici attesi può determinare su ciascuna Zona di allerta in cui è suddiviso il territorio regionale; 3. valutazione del livello di criticità complessivamente atteso in ciascuna Zona di allerta, ottenuta anche attraverso il confronto tra le previsioni meteorologiche elaborate dal DPC ed i valori delle soglie adottate. Il CFD, nelle more della costituzione di un autonoma Area Meteo, quotidianamente acquisisce i seguenti documenti previsionali, elaborati dall Area Meteo del DPC: a) Valutazione Meteo regionale 1 ; b) Previsione Sinottica sull Italia; c) Bollettino di Vigilanza Meteorologica Nazionale; d) Se del caso, l Avviso di avverse condizioni meteorologiche. 1 La valutazione Meteo regionale viene fornita a scala di Zona di vigilanza meteo. 813 Sulla base di tali documenti, il CFD stima i possibili effetti al suolo, anche alla luce della situazione idrologica pregressa e di eventuali riscontri acquisiti dal territorio, e ne valuta il grado di criticità, ove presente, articolandolo su tre livelli: Ordinaria Allerta Gialla, Moderata Allerta Arancione ed Elevata Allerta Rosso. Sentiti, se del caso, il CFC e i CFD delle regioni confinanti, le valutazioni definitive vengono riepilogate, con dettaglio su scala di Zona di allerta, in un Bollettino di criticità regionale per rischio idrogeologico ed idraulico. Le valutazioni relative a livelli di criticità non ordinarie, oltre che nel Bollettino, vengono rappresentate in un Avviso di criticità regionale per rischio idrogeologico ed idraulico. I prodotti previsionali del CFD vengono trasmessi al Dirigente del Servizio Protezione Civile regionale che ne prende atto ai fini dell allertamento. La fase di monitoraggio e sorveglianza si realizza attraverso l osservazione qualitativa e quantitativa, diretta e strumentale, dell'evento meteo-idrologico in atto. L acquisizione di dati rilevati attraverso le reti strumentali, la rete radarmeteorologica nazionale, le diverse piattaforme satellitari disponibili per l'osservazione della terra, integrata mediante le notizie non strumentali, reperite localmente da operatori debitamente istruiti (Presidi territoriali), consente di effettuare una previsione a breve degli effetti dell evento in corso attraverso il nowcasting meteorologico e/o l impiego di modelli afflussi-deflussi inizializzati da misure raccolte in tempo reale (ove operativi in tempo reale sia pure in via sperimentale). Tale fase è il presupposto per: - rendere disponibili informazioni indispensabili alla formulazione di nuovi scenari di criticità, ovvero all aggiornamento degli scenari previsti in base all'evoluzione dell'evento in atto, e verificare il livello di criticità, in essere e previsto, attraverso il confronto delle misure rilevate con le soglie adottate e/o con eventuali notizie comunicate dal territorio; - svolgere una funzione di supporto alle decisioni per tutte le strutture preposte ad attività decisionali ed operative in tema di protezione civile (Sala Operativa della Protezione Civile Regionale, Prefetture-UTG, Province e Comuni) al fine di mitigare l impatto sul territorio regionale degli eventi meteorologici avversi, mediante l acquisizione e l elaborazione dei dati rilevati in tempo reale dalle stazioni di monitoraggio. L attività di analisi e studio, nel tempo differito, consiste in una descrizione meteo-pluvioidrometrica dell evento concluso, effettuata sulla base del confronto tra i dati storici disponibili e i riscontri strumentali riguardanti l area interessata, e tenendo opportunamente in conto le eventuali comunicazioni pervenute dal territorio sugli effetti al suolo riscontrati. Per eventi di particolare 914 rilievo in rapporto alla fenomenologia e ai danni indotti, le analisi, le valutazioni e le informazioni reperite in merito vengono compendiate in un rapporto d evento. 1.4 Scopo del documento Il presente documento, recependo la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2014 e ss.mm.ii, si propone lo scopo di regolamentare competenze e ruoli istituzionali delle diverse componenti del sistema di protezione civile regionale nonché il flusso delle informazioni al manifestarsi ed all evolversi degli eventi meteorologici, idrogeologici-idraulici avversi secondo procedure di allertamento condivise con Il DPC. 1015 2. VALUTAZIONE SCENARI DI RISCHIO Al fine dell emissione dei documenti informativi utili a garantire il corretto livello di allertamento del Sistema di Protezione Civile nazionale e regionale, è necessario effettuare la valutazione dello scenario di rischio idrogeologico e idraulico a cui associare, tramite un sistema di soglie, un corrispondente livello di criticità. Scopo di questo capitolo è quello di descrivere sinteticamente il processo che porta dalla definizione dello scenario di rischio a quello dell associazione dello stesso al livello di criticità. 2.1 Rischio Meteorologico Il rischio meteorologico è legato ad una serie di fenomeni indotti da particolari condizioni atmosferiche che possono creare pericoli per la popolazione, danni alle infrastrutture dei servizi essenziali e alla viabilità e disagi nei trasporti. Tale tipologia di eventi comprende: Nevicate abbondanti anche a bassa quota; Anomalie termiche (ondate di calore, forte freddo e gelate); Vento forte e mareggiate Rischio Idrogeologico ed Idraulico Il rischio idrogeologico corrisponde agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli pluviometrici critici e dei livelli idrometrici critici dei corsi d acqua lungo la rete idrografica minore e di smaltimento delle acque piovane. Si evidenzia che l allertamento per rischio idrogeologico è efficace fintanto che non insistono sul territorio, anche solo localmente, manomissioni o eventi naturali che comportino ripercussioni sulle soglie pluviometriche, non quantificabili se non con ulteriori e approfonditi studi. Il rischio idraulico corrisponde agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli idrometrici critici (possibili eventi alluvionali) lungo i corsi d acqua principali a regime torrentizio e fluviale. E bene evidenziare che l allertamento è efficace per quegli eventi considerati prevedibili ovvero quelli per cui è possibile, seppur con un certo margine di errore, effettuare la previsione. La 1116 prevedibilità dei fenomeni alluvionali è generalmente possibile quando essi siano legati ad eventi di piena che interessano le aste principali dei corsi d acqua. Per i corsi d acqua secondari caratterizzati da tempi di corrivazione molto brevi, la previsione del fenomeno alluvionale è difficoltosa e meno affidabile. E altresì importante sottolineare che comportamenti a rischio, come l occupazione occasionale o abusiva di aree golenali di pertinenza dei corsi d acqua o di aree direttamente interessate da frane attive, comportano un esposizione tale per cui il sistema di allertamento diventa poco efficace, così come diventa scarsamente efficace in assenza di adeguata manutenzione degli alvei e del mantenimento di una buona officiosità dei corsi d acqua Precipitazioni a carattere temporalesco Il caso dei temporali è trattato separatamente dalle piogge intense e/o persistenti in base alle seguenti considerazioni. Si tratta di fenomeni di precipitazione localmente molto intensa ai quali si possono associare forti raffiche di vento e trombe d aria, grandine e fulmini. Tali fenomeni sono caratterizzati da una ridotta scala di estensione spaziale e si sviluppano in un arco di tempo limitato. La loro previsione, attualmente, risulta di difficile valutazione quantitativa e di bassa prevedibilità in termini di localizzazione temporale e spaziale. La valutazione del possibile verificarsi di eventi a carattere temporalesco è contenuto all interno di bollettini di vigilanza e avvisi meteo predisposti dal settore meteo del CFC. In relazione a quanto sopra esposto, allo stato attuale, non sono prevedibili con sufficiente accuratezza gli eventi pluviometrici intensi di breve durata, che riguardano porzioni di territorio limitate e che risultano critici per il reticolo idrografico minore e per le reti fognarie. Gli eventi idrogeologici innescati da fenomeni meteo-idrologici, localizzati ed intensi, quali i temporali e i rovesci di pioggia, non sono oggetto di una previsione di dettaglio sia spaziale che temporale. Inoltre, per le ridotte scale spaziali in gioco, la stessa rete di monitoraggio idro-pluviometrica, ove possibile integrata dall osservazione radar e da satellite potrebbe non essere in grado di rilevare l occorrenza di questo tipo di eventi. Di conseguenza, in fase di previsione tali fenomeni sono associati ad un allerta gialla - ordinaria criticità per rischio idrogeologico (vedi tabella degli scenari) mentre l attività di sorveglianza si esplica, oltre che attraverso una fase di monitoraggio strumentale, soprattutto mediante un attività di tipo non strumentale (presidio territoriale), ovvero di carattere osservativo che deve ricondurre all immediata localizzazione e circoscrizione territoriale dell evento in atto. 12 Vedere altro
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References: art. 15
 articolo 15
 articolo 12
 art. 3
 Art. 7
 Art. 7
 art. 2
 Art. 91
 Art. 91
 Art. 01
 Art. 01