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Timestamp: 2019-08-18 19:07:28+00:00

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Ricorso per cassazione contro la P.A. - Notifica presso l'Avvocatura distrettuale anziché presso quella generale - Nullità - Sussistenza - Sanatoria - Ammissibilità - Condizioni - Rinnovazione della notifica presso l'Avvocatura generale - Modalità. In tema di ricorso per cassazione proposto nei confronti della P.A., la nullità della notificazione eseguita presso l'Avvocatura distrettuale anziché presso l'Avvocatura generale dello Stato resta sanata, con effetto "ex tunc", non soltanto dalla costituzione in giudizio, anche dopo il decorso del termine dell'art. 370 cod. proc. civ., dell'Amministrazione medesima rappresentata dall'Avvocatura generale, ma anche dalla rinnovazione della notificazione stessa presso detta Avvocatura generale, ancorché posteriore alla scadenza del termine per impugnare, sia quando il ricorrente a ciò provveda di propria iniziativa, anticipando l'ordine contemplato dall'art. 291 cod. proc. civ., sia quando agisca in esecuzione di tale ordine. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9411 del 27/04/2011 &nbsp...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.5883 del 11/03/2011
Nei confronti della parte deceduta pur nella consapevolezza dell'evento della morte - Nullità assoluta - Sanatoria ex art. 291 cod. proc. civ. - Esclusione. E affetto da nullità assoluta l'atto di impugnazione proposto nei confronti della controparte deceduta e notificato presso il procuratore di questa, ove il ricorrente sia venuto a conoscenza del decesso ed, inoltre, ne è preclusa ogni sanatoria ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ., dal momento che si ha un'errata identificazione del soggetto passivo della "vocatio in ius" ed il vizio radicale di inesistenza della notificazione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.5883 del 11/03/2011 &nbsp...
Mancata costituzione nel giudizio di primo grado a causa di infedele patrocinio del difensore - Istanza di rimessione in termini in appello ex art. 184 bis cod. proc. civ. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. La rimessione in termini, disciplinata dall'art. 184 bis cod. proc. civ., "ratione temporis" applicabile, non può essere riferita ad un evento esterno al processo, impeditivo della costituzione della parte, quale la circostanza dell'infedeltà del legale che non abbia dato esecuzione al mandato difensivo, giacchè attinente esclusivamente alla patologia del rapporto intercorrente tra la parte sostanziale e il professionista incaricato ai sensi dell'art. 83 cod. proc. civ. che può assumere rilevanza soltanto ai fini di un'azione di responsabilità promossa contro quest'ultimo, e non già, quindi, spiegare effetti restitutori al fine del compimento di attività precluse alla parte dichiarata contumace, o, addirittura, comportare la revoca, in grado d'appello, di tale dichiarazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5260 del 04/03/2011 &nbsp...
Mancata costituzione nel giudizio di primo grado a causa di infedele patrocinio del difensore - Istanza di rimessione in termini in appello ex art. 184 bis cod. proc. civ. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5260 del 04/03/2011 La rimessione in termini, disciplinata dall'art. 184 bis cod. proc. civ., "ratione temporis" applicabile, non può essere riferita ad un evento esterno al processo, impeditivo della costituzione della parte, quale la circostanza dell'infedeltà del legale che non abbia dato esecuzione al mandato difensivo, giacchè attinente esclusivamente alla patologia del rapporto intercorrente tra la parte sostanziale e il professionista incaricato ai sensi dell'art. 83 cod. proc. civ. che può assumere rilevanza soltanto ai fini di un'azione di responsabilità promossa contro quest'ultimo, e non già, quindi, spiegare effetti restitutori al fine del compimento di attività precluse alla parte dichiarata contumace, o, addirittura, comportare la revoca, in grado d'appello, di tale dichiarazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5260 del 04/03/2011 &nbsp...
Termine ex art. 305 cod. proc. Civ. - Riferibilità solo al deposito in cancelleria del ricorso - Conseguenze - Vizi della notifica dell'atto di riassunzione tempestivamente depositato - Rinnovazione della notifica - Necessità - Inosservanza del termine perentorio per la rinnovazione - Effetti - Difficoltà della parte nell'individuare il soggetto passivamente legittimato - Conseguenze - Onere di attivazione presso il giudice per i necessari adempimenti al riguardo - Condizioni - Fattispecie. In tema di riassunzione, una volta eseguito tempestivamente il deposito del ricorso in cancelleria, il termine di sei mesi di cui all'art. 305 cod. proc. civ. non ha alcun ruolo nella successiva notifica dell'atto volta a garantire il corretto ripristino del contraddittorio, con la conseguenza che il vizio o la mancanza della notifica impongono al giudice di ordinarne la rinnovazione in applicazione analogica dell'art. 291 cod. proc. civ. entro un termine perentorio, il cui mancato rispetto determina l'estinzione del giudizio ai sensi del combinato disposto degli artt. 291, ultimo comma, e 307, terzo comma, cod. proc. civ. Tuttavia, detta estinzione non potrà essere dichiarata ove la parte riassumente si sia adeguatamente e tempestivamente attivata nel richiedere al giudice (assolvendoli sotto il suo diretto controllo) i necessari adempimenti nei termini assentiti per il completamento del subprocedimento notificatorio nei casi di obiettiva difficoltà nell'individuazione del soggetto passivamente legittimato alla prosecuzione del giudizio o di altri oggettivi ostacoli di natura processuale, ad essa parte non imputabili, che risultino indispensabili per la corretta e definitiva individuazione di tale soggetto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva dichiarato estinto il giudizio per non aver la parte provveduto a notificare, nel termine giudizialmente assegnatogli, il ricorso in riassunzione, tempestivamente depositato, ed il decreto di fissazione d'udienza, nonostante essa avesse la necessità di accertare l'esistenza di eredi effettivi della controparte deceduta, con conseguente instaurazione di "actio interrogatoria" ex art. 481 cod. civ. e successiva necessaria richiesta della nomina del curatore dell'eredità giacente). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1900 del 27/01/2011 &nbsp...
PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - SENTENZA - CORREZIONE – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 17453 del 23/07/2010
Correzione degli errori materiali delle sentenze della Corte di cassazione - Ricorso - Notificazione - Necessità - Omissione - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso per correzione - Rimedio della rinnovazione - Inapplicabilità. Requisito indispensabile per l'esame dell'istanza di correzione di una sentenza della Corte di cassazione, che si assume affetta da errore materiale, è la notificazione del ricorso alle altre parti del giudizio conclusosi con la sentenza della quale si chiede la correzione; in assenza del detto requisito, il ricorso per correzione deve essere dichiarato inammissibile, senza che al riscontrato difetto possa porsi rimedio attraverso l'istituto della rinnovazione, ex art. 291 cod. proc. civ., utilizzabile soltanto in presenza di notificazione nulla per violazione dello schema legale del relativo procedimento, non anche nel caso di materiale omissione della notificazione medesima . Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 17453 del 23/07/2010 &nbsp...
IMPUGNAZIONI CIVILI - IMPUGNAZIONI IN GENERALE - TERMINI - Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 11992 del 17/05/2010
Procedimento con rito camerale (nella specie in materia di assegno divorzile) - Proposizione dell'appello - Tempestivo deposito del ricorso - Mancata notificazione del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza - Improcedibilità dell'appello - Configurabilità - Fondamento. Nei procedimenti di impugnazione che si svolgono con rito camerale (nella specie, in materia di assegno divorzile), l'appello, pur tempestivamente proposto mediante il deposito del ricorso nel termine previsto dalla legge, è improcedibile ove la notificazione del ricorso depositato e del decreto di fissazione dell'udienza non sia avvenuta nel termine prescritto, non essendo consentito al giudice - alla stregua di un'interpretazione costituzionalmente orientata, imposta dal principio della cosiddetta ragionevole durata del processo ex art. 111, secondo comma, Cost. - di assegnare all'appellante, previa fissazione di un'altra udienza di discussione, un nuovo termine per provvedervi, a norma dell'art. 291 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 11992 del 17/05/2010 &nbsp...
sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza interlocutoria n. 9904 del 26/04/2010
Autorità opposta - Prefetto - Mancata costituzione in primo grado - Ricorso per cassazione - Notificazione nei suoi confronti presso la sua sede legale - Necessità - Avvenuta notificazione presso l'Avvocatura dello Stato - Nullità - Rinnovazione della notificazione ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ. presso l'ufficio del Prefetto intimato - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza interlocutoria n. 9904 del 26/04/2010 In tema di sanzioni amministrative irrogate con provvedimento del Prefetto, il ricorso per cassazione avverso la sentenza resa all'esito del giudizio previsto dall'art. 23 della legge n. 689 del 1981 deve essere proposto nei confronti dello stesso Prefetto e notificato presso la sua sede legale, salvo che nella precedente fase di merito il patrocinio non sia stato assunto dall'Avvocatura dello Stato. Ne consegue che, nel caso in cui il ricorso sia stato formulato nei riguardi del Prefetto ma notificato all'Avvocatura dello Stato, benché questa nel precedente grado di merito non ne abbia assunto la difesa, detta notificazione è da ritenersi nulla - e non inesistente - e, come tale, rinnovabile, ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ., presso l'ufficio del Prefetto intimato. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza interlocutoria n. 9904 del 26/04/2010 Legge 24/11/1981 num. 689 art. 23, Regio Decr. 30/10/1933 num. 1611 art. 11, &nbsp...
SANZIONI AMMINISTRATIVE - APPLICAZIONE - OPPOSIZIONE - PROCEDIMENTO - Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza interlocutoria n. 9904 del 26/04/2010
Autorità opposta - Prefetto - Mancata costituzione in primo grado - Ricorso per cassazione - Notificazione nei suoi confronti presso la sua sede legale - Necessità - Avvenuta notificazione presso l'Avvocatura dello Stato - Nullità - Rinnovazione della notificazione ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ. presso l'ufficio del Prefetto intimato - Ammissibilità. In tema di sanzioni amministrative irrogate con provvedimento del Prefetto, il ricorso per cassazione avverso la sentenza resa all'esito del giudizio previsto dall'art. 23 della legge n. 689 del 1981 deve essere proposto nei confronti dello stesso Prefetto e notificato presso la sua sede legale, salvo che nella precedente fase di merito il patrocinio non sia stato assunto dall'Avvocatura dello Stato. Ne consegue che, nel caso in cui il ricorso sia stato formulato nei riguardi del Prefetto ma notificato all'Avvocatura dello Stato, benché questa nel precedente grado di merito non ne abbia assunto la difesa, detta notificazione è da ritenersi nulla - e non inesistente - e, come tale, rinnovabile, ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ., presso l'ufficio del Prefetto intimato. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza interlocutoria n. 9904 del 26/04/2010 &nbsp...
Termine semestrale ex art. 305 cod. proc. civ. - Riferibilità soltanto al deposito in cancelleria del ricorso - Conseguenze - Vizio della notifica dell'atto di riassunzione tempestivamente depositato - Estinzione del processo - Esclusione - Ordine di rinnovazione della notificazione - Inosservanza del relativo termine perentorio - Effetti - Superfluità dell'ordine di rinnovazione - Conseguenze - Fattispecie. Il termine perentorio previsto dall'art. 305 cod. proc. civ. ai fini della riassunzione del giudizio interrotto é riferibile solo al deposito del ricorso in cancelleria, sicché, eseguito tempestivamente tale adempimento, quel termine non gioca più alcun ruolo sulla fissazione successiva, ad opera del giudice, di un ulteriore termine per eseguire la notificazione prescritta dall'art. 303 cod. proc. civ. Ne consegue che, depositato tempestivamente il ricorso in cancelleria e così perfezionatasi la riassunzione, in caso di nullità della notificazione dell'atto riassuntivo, il giudice deve ordinare la rinnovazione della notifica entro un termine perentorio - come previsto dall'art. 291 cod. proc. civ. - il cui mancato rispetto determina l'estinzione del giudizio. Tuttavia, qualora la rinnovazione della notificazione alla parte sia superflua, risultando dall'attività processuale che essa ne ha avuto conoscenza, in applicazione del principio della ragionevole durata del processo di cui all'art. 111 Cost., deve escludersi l'estinzione del processo nel caso di mancato ordine di rinnovazione della notificazione da parte del tribunale. (Fattispecie nella quale la notifica, avvenuta presso lo studio dell'effettivo difensore e domiciliatario, a mani della segretaria, era destinata ad avvocato avente diverso nome proprio, anche se lo stesso cognome, e il giudice non aveva disposto la rinnovazione, ma solo rinviato la discussione, stante la costituzione del convenuto a mezzo del proprio avvocato con comparsa depositata prima dell'udienza, sia pure per eccepire l'estinzione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6325 del 16/03/2010 &nbsp...
Notifica presso lo studio di un avvocato morto o cancellato dall'albo - Esistenza di altro professionista che ne continua l'attività - Nullità della notifica - Sussistenza - Sanatoria - Possibilità - Fondamento - Fattispecie. In materia di notificazioni, la notifica presso lo studio di un avvocato morto o cancellato dall'albo deve essere considerata nulla e non inesistente - e, come tale, sanabile - nell'ipotesi in cui un altro professionista ne continui l'attività, dovendosi in questo caso considerare lo studio dell'avvocato alla stregua di un ufficio e l'elezione di domicilio effettuata con riferimento all'organizzazione in sé; in tal caso, infatti, può ritenersi esistente un collegamento tra il destinatario della notifica e il luogo e le persone alle quali la copia dell'atto è stata consegnata. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che aveva ritenuto nulla e non inesistente - e, perciò, sanata con effetto retroattivo a seguito della costituzione della parte - la notifica eseguita presso lo studio del procuratore domiciliatario, deceduto nelle more della pronuncia della sentenza di primo grado, poiché l'organizzazione dello studio aveva continuato ad operare anche dopo il decesso, ed il figlio del domiciliatario deceduto, anch'egli avvocato, aveva studio nello stesso luogo del padre). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 58 del 07/01/2010 &nbsp...
Morte del procuratore domiciliatario - Elezione di domicilio - Inefficacia - Notifica dell'impugnazione - Alla parte personalmente - Necessità - Notifica presso lo studio di un avvocato deceduto - Nomina di nuovo domiciliatario dopo la morte del precedente - Identità di studio - Nullità della notifica - Sussistenza - Sanatoria - Possibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9543 del 22/04/2010 La morte del procuratore domiciliatario produce l'inefficacia della dichiarazione di elezione di domicilio e la conseguente necessità che l'atto di impugnazione sia notificato, ai sensi dell'art. 330, terzo comma, cod. proc. civ., presso la parte personalmente. Tuttavia, ove alla morte del difensore abbia fatto seguito la nomina di altro difensore domiciliatario, che abbia lo stesso studio del primo, la notifica presso lo studio del domiciliatario deceduto è nulla e non inesistente - e, come tale, sanabile grazie alla costituzione della parte - dovendosi in questo caso considerare lo studio dell'avvocato alla stregua di un ufficio e l'elezione di domicilio effettuata con riferimento ad un'organizzazione professionale che continua ad operare dopo la morte del primo difensore. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9543 del 22/04/2010 &nbsp...
Morte di una parte - Interruzione del processo - Atto di riassunzione - Notifica al procuratore domiciliatario - Inesistenza - Fondamento - Possibilità di sanatoria - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21244 del 05/10/2009 Ove il processo, interrotto a seguito della morte di una parte dichiarata in udienza, venga riassunto con atto notificato al domicilio eletto anziché a quello effettivo del "de cuius", la notifica deve ritenersi affetta da inesistenza e non da nullità e, in quanto tale, non è suscettibile di sanatoria, perché compiuta in un luogo e ad una persona (il procuratore domiciliatario) che non ha alcun rapporto con gli eredi della persona da lui difesa, i quali, a loro volta, ben potrebbero non essere a conoscenza della pendenza di un giudizio nel quale il defunto era rappresentato dal difensore destinatario della notifica. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21244 del 05/10/2009 &nbsp...
Morte di una parte - Interruzione del processo - Atto di riassunzione - Notifica al procuratore domiciliatario - Inesistenza - Fondamento - Possibilità di sanatoria - Esclusione. Ove il processo, interrotto a seguito della morte di una parte dichiarata in udienza, venga riassunto con atto notificato al domicilio eletto anziché a quello effettivo del "de cuius", la notifica deve ritenersi affetta da inesistenza e non da nullità e, in quanto tale, non è suscettibile di sanatoria, perché compiuta in un luogo e ad una persona (il procuratore domiciliatario) che non ha alcun rapporto con gli eredi della persona da lui difesa, i quali, a loro volta, ben potrebbero non essere a conoscenza della pendenza di un giudizio nel quale il defunto era rappresentato dal difensore destinatario della notifica. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21244 del 05/10/2009 &nbsp...
Rinnovazione della notificazione - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20104 del 18/09/2009
La rinnovazione della notificazione può e deve essere ordinata dal giudice, in primo grado, quando "rileva un vizio che importi nullità" (art. 291, primo comma, cod. proc. civ.), in appello "quando occorre" (art. 350, secondo comma, cod. proc. civ.), e nel procedimento per convalida di sfratto anche se "risulta o appare probabile che l'intimato non abbia avuto conoscenza della citazione stessa" (art. 663, primo comma, cod. proc. civ.). È, pertanto, nullo l'ordine di rinnovazione della notificazione emesso sull'erroneo presupposto della nullità di questa, e la sua esecuzione non può avere l'effetto di far decorrere "ex novo" i termini che le parti a pena di decadenza devono osservare per le attività processuali che si ha onere di compiere dal perfezionamento di una valida notifica. L'illegittimità dell'ordine di rinnovazione può, inoltre, essere fatta valere nel successivo giudizio di impugnazione. (Nella specie, alla prima udienza, il presidente della Corte di merito aveva intimato all'appellante di rinnovare al domicilio reale del difensore la notifica dell'appello, ma essendo valida la notificazione, già eseguita, siccome effettuata presso la cancelleria del giudice "a quo" - perché, ex art. 82 r.d. n.37 del 1934, la parte appellata aveva eletto domicilio presso il procuratore che esercitava fuori della circoscrizione del proprio tribunale e non aveva eletto domicilio nel luogo di questo - , la S.C. ha ritenuto l'inammissibilità dell'appello incidentale proposto a seguito della rinnovazione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20104 del 18/09/2009 &nbsp...
notificazione - rinnovazione della notificazione della citazione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20104 del 18/09/2009
Rinnovazione della notificazione - Condizioni di ammissibilità nei vari procedimenti - Ordine di rinnovazione sull'erroneo presupposto della nullità della notificazione - Conseguenze - Nullità ed inefficacia dell'ordine - Sussistenza - Deduzione nel successivo giudizio di impugnazione - Ammissibilità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20104 del 18/09/2009 La rinnovazione della notificazione può e deve essere ordinata dal giudice, in primo grado, quando "rileva un vizio che importi nullità" (art. 291, primo comma, cod. proc. civ.), in appello "quando occorre" (art. 350, secondo comma, cod. proc. civ.), e nel procedimento per convalida di sfratto anche se "risulta o appare probabile che l'intimato non abbia avuto conoscenza della citazione stessa" (art. 663, primo comma, cod. proc. civ.). È, pertanto, nullo l'ordine di rinnovazione della notificazione emesso sull'erroneo presupposto della nullità di questa, e la sua esecuzione non può avere l'effetto di far decorrere "ex novo" i termini che le parti a pena di decadenza devono osservare per le attività processuali che si ha onere di compiere dal perfezionamento di una valida notifica. L'illegittimità dell'ordine di rinnovazione può, inoltre, essere fatta valere nel successivo giudizio di impugnazione. (Nella specie, alla prima udienza, il presidente della Corte di merito aveva intimato all'appellante di rinnovare al domicilio reale del difensore la notifica dell'appello, ma essendo valida la notificazione, già eseguita, siccome effettuata presso la cancelleria del giudice "a quo" - perché, ex art. 82 r.d. n.37 del 1934, la parte appellata aveva eletto domicilio presso il procuratore che esercitava fuori della circoscrizione del proprio tribunale e non aveva eletto domicilio nel luogo di questo - , la S.C. ha ritenuto l'inammissibilità dell'appello incidentale proposto a seguito della rinnovazione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20104 del 18/09/2009 &nbsp...
Procedimento di attribuzione del cognome paterno - Reclamo avverso il provvedimento del tribunale per i minorenni - Tempestività - Condizioni - Deposito del ricorso nel termine ex art. 739 cod. proc. civ. - Sufficienza - Omissione o nullità della notifica del ricorso e del decreto di fissazione d'udienza - Sanatoria - Modalità - Ordine di rinnovazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12983 del 05/06/2009 Nei procedimenti camerali indicati nell'art. 38 disp. att. cod. civ., tra i quali rientra quello disciplinato dall'art. 262 cod. civ., relativo alla domanda di attribuzione del cognome paterno in via aggiuntiva o sostitutiva a quello materno, il reclamo avverso la pronuncia di primo grado del tribunale per i minorenni deve essere proposto con ricorso, sia perché tale è la forma dell'atto introduttivo dei procedimenti camerali, sia perché trova applicazione il principio secondo il quale ai procedimenti di secondo grado si applicano (salvo incompatibilità) le regole processuali proprie dei procedimenti di primo grado. Ne consegue che, ai fini dell'osservanza del termine perentorio previsto dall'art. 739 cod. proc. civ. per la proposizione del reclamo, è sufficiente il tempestivo deposito del ricorso, potendo la nullità o l'omissione della notifica dell'atto introduttivo e del decreto di fissazione d'udienza essere sanate, in applicazione dell'art. 162, primo comma, cod. proc. civ., mediante l'ordine di rinnovazione emesso dal giudice. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12983 del 05/06/2009 &nbsp...
Notifica dell'impugnazione al procuratore domiciliatario nelle more cancellato dall'Albo - Inesistenza - Esclusione - Nullità - Configurabilità - Fondamento - Sanatoria con efficacia "ex tunc" - Ammissibilità - Condizioni. La notificazione dell'impugnazione al procuratore domiciliatario nel precedente grado di giudizio, ma nelle more cancellato dall'Albo professionale, in quanto eseguita nei confronti di persona avente un collegamento con il soggetto destinatario dell'atto, è affetta non da inesistenza, bensì da nullità sanabile "ex tunc" per effetto della sua rinnovazione, disposta ai sensi dell'articolo 291 cod. proc. civ. o eseguita spontaneamente dalla parte, ovvero a seguito della costituzione del suo destinatario. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9528 del 22/04/2009 &nbsp...
Elezione di domicilio nell'atto di notificazione della sentenza - Effetti - Notificazione al procuratore domiciliatario costituito in primo grado per l'appellato - Nullità - Sussistenza - Mancata costituzione in giudizio dell'appellato - Sanatoria - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8010 del 02/04/2009 La notificazione dell'atto di appello effettuata presso il procuratore domiciliatario costituito nel primo grado di giudizio, anziché nel domicilio eletto nell'atto di notificazione della sentenza, è nulla e tale nullità, non sanata in difetto della costituzione dell'appellato, attiene al contraddittorio non validamente incardinato e travolge l'intero procedimento sino alla decisione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8010 del 02/04/2009 &nbsp...
Mancato rispetto dei termini minimi a comparire - Effetti in caso di mancata costituzione del convenuto - Rilievo d'ufficio della nullità - Necessità - Conseguente fissazione di termine perentorio per la rinnovazione dell'atto di riassunzione e della relativa notificazione - Omesso adempimento della parte onerata - Effetti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7536 del 27/03/2009 Nel caso in cui l'atto di citazione in riassunzione in sede di rinvio contenga l'indicazione di un termine a comparire più breve rispetto a quello legale, il giudice del rinvio è tenuto, in assenza di costituzione del convenuto, a rilevare d'ufficio la conseguente nullità e ad assegnare, ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ., all'attore in riassunzione un termine perentorio per la rinnovazione della citazione, che, se eseguita ritualmente, impedisce ogni decadenza; nell'ipotesi di mancato adempimento della parte onerata, il giudice deve procedere alla cancellazione della causa dal ruolo, alla quale consegue "ipso facto", in virtù dell'art. 307, comma terzo, cod. proc. civ., l'estinzione del processo (che non si determina, perciò, direttamente per effetto del solo rilievo della nullità dell'atto di riassunzione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7536 del 27/03/2009 &nbsp...
Elezione di domicilio nell'atto di notificazione della sentenza - Effetti - Notificazione al procuratore domiciliatario costituito in primo grado per l'appellato - Nullità - Sussistenza - Mancata costituzione in giudizio dell'appellato - Sanatoria - Esclusione - Fondamento. La notificazione dell'atto di appello effettuata presso il procuratore domiciliatario costituito nel primo grado di giudizio, anziché nel domicilio eletto nell'atto di notificazione della sentenza, è nulla e tale nullità, non sanata in difetto della costituzione dell'appellato, attiene al contraddittorio non validamente incardinato e travolge l'intero procedimento sino alla decisione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8010 del 02/04/2009 &nbsp...
verbali di causa - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 440 del 12/01/2009
Udienza camerale - Verbale - Efficacia probatoria privilegiata - Indicazione dell'avvenuta pronuncia di ordinanza di rinnovo della notifica del ricorso - Prova contraria - Querela di falso - Necessità - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie in tema di giudizio di cassazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 440 del 12/01/2009 Al verbale di udienza, sia essa pubblica o camerale, deve attribuirsi fede privilegiata, fino a querela di falso, sia della provenienza dal cancelliere che lo redige e degli atti da questi compiuti, sia dei fatti che egli attesta essere avvenuti in sua presenza, per cui, in difetto della descritta querela e di una sentenza che accerti la non veridicità del verbale, trova applicazione il principio generale di cui all'art. 76, secondo comma, cod. proc. civ., per il quale le ordinanze pronunciate in udienza si ritengono conosciute dalle parti presenti e da quelle che dovevano comparirvi. (Nella fattispecie, i difensori del ricorrente avevano dedotto che il provvedimento d'integrazione del contraddittorio, disposto dalla Corte, non era stato formulato in udienza, alla loro presenza, e conseguentemente sarebbe dovuto essere loro comunicato, ma la Corte, sulla base delle risultanze del verbale dell'udienza predetta, aveva dichiarato l'inammissibilità delle istanze di rimessione in termini, già respinte dal Presidente, con ordinanza emessa in camera di consiglio). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 440 del 12/01/2009 &nbsp...
esecuzione forzata - opposizioni - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24809 del 08/10/2008
Opposizione agli atti esecutivi - Rituale proposizione - Deposito del ricorso - Vizi della notifica del ricorso con pedissequo decreto di fissazione dell'udienza - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24809 del 08/10/2008 Il giudizio di opposizione agli atti esecutivi si incardina mediante deposito del ricorso al giudice dell'esecuzione nella cancelleria del tribunale; ne consegue che, una volta perfezionatasi, con tale deposito, la proposizione della domanda, sulla validità di quest'ultima non possono riverberarsi, ostandovi il contenuto dell'art. 159 cod. proc. civ., i vizi incidenti sulla successiva fase della "vocatio in ius", attuata mediante la notificazione del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione dell'udienza. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, dopo aver accertato la tempestività del deposito del ricorso, aveva poi dichiarato inammissibile l'opposizione, per tardività, sul rilievo che il ricorso con il relativo decreto era stato notificato alla controparte in modo incompleto, pur avendo l'opponente provveduto in un secondo tempo alla rinnovazione della notifica in ottemperanza al provvedimento del giudice). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24809 del 08/10/2008 &nbsp...
Esecuzione forzata - opposizioni - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24809 del 08/10/2008
Opposizione agli atti esecutivi - Rituale proposizione - Deposito del ricorso - Vizi della notifica del ricorso con pedissequo decreto di fissazione dell'udienza - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie. Il giudizio di opposizione agli atti esecutivi si incardina mediante deposito del ricorso al giudice dell'esecuzione nella cancelleria del tribunale; ne consegue che, una volta perfezionatasi, con tale deposito, la proposizione della domanda, sulla validità di quest'ultima non possono riverberarsi, ostandovi il contenuto dell'art. 159 cod. proc. civ., i vizi incidenti sulla successiva fase della "vocatio in ius", attuata mediante la notificazione del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione dell'udienza. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, dopo aver accertato la tempestività del deposito del ricorso, aveva poi dichiarato inammissibile l'opposizione, per tardività, sul rilievo che il ricorso con il relativo decreto era stato notificato alla controparte in modo incompleto, pur avendo l'opponente provveduto in un secondo tempo alla rinnovazione della notifica in ottemperanza al provvedimento del giudice). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24809 del 08/10/2008 &nbsp...
Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - impugnazioni - appello – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20604 del 30/07/2008
Proposizione dell'appello - Tempestivo deposito del ricorso - Inesistenza della notificazione del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza - Improcedibilità dell'appello - Configurabilità - Fondamento. Nel rito del lavoro l'appello, pur tempestivamente proposto nel termine previsto dalla legge, è improcedibile ove la notificazione del ricorso depositato e del decreto di fissazione dell'udienza non sia avvenuta, non essendo consentito - alla stregua di un'interpretazione costituzionalmente orientata imposta dal principio della cosiddetta ragionevole durata del processo "ex" art. 111, secondo comma, Cost. - al giudice di assegnare, "ex" art. 421 cod. proc. civ., all'appellante un termine perentorio per provvedere ad una nuova notifica a norma dell'art. 291 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20604 del 30/07/2008 &nbsp...
procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - decreto di fissazione dell'udienza - notificazione – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20604 del 30/07/2008
Opposizione a decreto ingiuntivo - Tempestivo deposito di ricorso in opposizione - Inesistenza della notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza - Improcedibilità dell'opposizione a decreto ingiuntivo - Configurabilità - Fondamento - Conseguente esecutività decreto opposto. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20604 del 30/07/2008 Nel rito del lavoro, il principio secondo il quale l'appello, pur tempestivamente proposto nel termine, è improcedibile ove la notificazione del ricorso depositato e del decreto di fissazione dell'udienza non sia avvenuta, è applicabile al procedimento per opposizione a decreto ingiuntivo per crediti di lavoro - per identità di "ratio" di regolamentazione ed ancorchè detto procedimento debba considerarsi un ordinario processo di cognizione anzichè un mezzo di impugnazione - sicchè, anche in tale procedimento, la mancata notifica del ricorso in opposizione e del decreto di fissazione dell'udienza determina l'improcedibilità dell'opposizione e con essa l'esecutività del decreto ingiuntivo opposto. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20604 del 30/07/2008 &nbsp...
procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - impugnazioni - appello - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20604 del 30/07/2008
Proposizione dell'appello - Tempestivo deposito del ricorso - Inesistenza della notificazione del ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza - Improcedibilità dell'appello - Configurabilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20604 del 30/07/2008 Nel rito del lavoro l'appello, pur tempestivamente proposto nel termine previsto dalla legge, è improcedibile ove la notificazione del ricorso depositato e del decreto di fissazione dell'udienza non sia avvenuta, non essendo consentito - alla stregua di un'interpretazione costituzionalmente orientata imposta dal principio della cosiddetta ragionevole durata del processo "ex" art. 111, secondo comma, Cost. - al giudice di assegnare, "ex" art. 421 cod. proc. civ., all'appellante un termine perentorio per provvedere ad una nuova notifica a norma dell'art. 291 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20604 del 30/07/2008...
tributi (in generale) - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - notificazioni - in genere – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8777 del 04/0
Nullità della notificazione - Costituzione del convenuto - Effetto sanante - Presupposti - Regolarità della costituzione - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8777 del 04/04/2008 Nel processo tributario la nullità della notificazione del ricorso introduttivo (ovvero dell'atto di gravame) è sanata con efficacia retroattiva dalla costituzione della parte resistente od appellata, anche quando sia avvenuta al solo fine di eccepire la suddetta nullità; tale effetto sanante invece non si verifica quando la costituzione della parte resistente od appellata sia avvenuta in modo invalido (in applicazione del suddetto principio, la S.C. ha escluso l'efficacia sanante, rispetto alla nullità della notificazione dell'atto d'appello, del deposito di una mera istanza da parte del contribuente personalmente, cui l'atto d'appello era stato notificato personalmente e non presso il domicilio eletto). Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8777 del 04/04/2008 &nbsp...
Contenzioso tributario - procedimento - disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - notificazioni - in genere - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8777 del 04/04/2008
Nullità della notificazione - Costituzione del convenuto - Effetto sanante - Presupposti - Regolarità della costituzione - Necessità. Nel processo tributario la nullità della notificazione del ricorso introduttivo (ovvero dell'atto di gravame) è sanata con efficacia retroattiva dalla costituzione della parte resistente od appellata, anche quando sia avvenuta al solo fine di eccepire la suddetta nullità; tale effetto sanante invece non si verifica quando la costituzione della parte resistente od appellata sia avvenuta in modo invalido (in applicazione del suddetto principio, la S.C. ha escluso l'efficacia sanante, rispetto alla nullità della notificazione dell'atto d'appello, del deposito di una mera istanza da parte del contribuente personalmente, cui l'atto d'appello era stato notificato personalmente e non presso il domicilio eletto). Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8777 del 04/04/2008 &nbsp...
Atto introduttivo del giudizio - Notifica presso l'Avvocatura distrettuale dello Stato - Necessità - Notifica direttamente compiuta nei confronti dell'Amministrazione - Nullità - Sanatoria - Fattispecie in tema di riconoscimento dello "status" di apolide. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5212 del 27/02/2008 La notificazione dell'atto introduttivo di un giudizio eseguita direttamente all'Amministrazione dello Stato e non presso l'Avvocatura distrettuale dello Stato, nei casi nei quali non si applica la deroga alla regola di cui all'art. 11 del r.d. 30 ottobre 1933, n. 1611, non può ritenersi affetta da mera irregolarità o da inesistenza, bensì - secondo quanto disposto dalla citata norma - da nullità, ed è quindi suscettibile di rinnovazione ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ. ovvero di sanatoria nel caso in cui l'Amministrazione si costituisca (fattispecie in tema di notifica del ricorso finalizzato al riconoscimento dello stato di apolide compiuta direttamente al Ministero dell'interno anziché presso l'Avvocatura distrettuale dello Stato). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5212 del 27/02/2008 &nbsp...
notificazione - a persona di residenza, dimora o domicilio sconosciuti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2909 del 07/02/2008
Notificazione eseguita sulla base del solo certificato dell'ufficiale di anagrafe attestante che il destinatario è sloggiato per dimora ignota - Omissione di ricerche e indagini - Effetto - Nullità della notifica anziché inesistenza - Conseguenza - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2909 del 07/02/2008 Nel caso in cui la notificazione ai sensi dell'art. 143 cod. proc. civ. sia stata eseguita dall'ufficiale giudiziario sulla base del solo certificato rilasciato dall'ufficiale di anagrafe, dal quale risulti che il destinatario è sloggiato per ignota dimora dalla sua ultima residenza conosciuta, omettendo ogni ulteriore ricerca ed indagine, essa deve ritenersi nulla ma non inesistente, con conseguente obbligo per il giudice di disporne il rinnovo, con la fissazione di apposito termine perentorio, ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ.. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato l'inammissibilità dell'appello sul rilievo per cui - avendo l'appellante provveduto alla notifica del provvedimento di integrazione del contraddittorio, ai sensi dell'art. 143 cod. proc. civ., sulla base della sola certificazione dell'ufficiale di anagrafe - tale notificazione fosse inesistente anziché nulla). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2909 del 07/02/2008 &nbsp...
Ricorso per cassazione - Deposito di avviso di ricevimento - Funzione - Prova dell'avvenuta notificazione - Omissione - Mancata attività difensiva dell'intimato - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Rimessione in termini ai sensi dell'art. 184 - bis cod. proc. civ. - Configurabilità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 627 del 14/01/2008 La produzione dell'avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell'art. 149 cod. proc. civ., o della raccomandata con la quale l'ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell'avvenuto compimento delle formalità di cui all'art. 140 cod. proc. civ., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell'avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell'avvenuta instaurazione del contraddittorio. Ne consegue che l'avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all'udienza di discussione di cui all'art. 379 cod. proc. civ., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal primo comma della citata disposizione, ovvero fino all'adunanza della corte in camera di consiglio di cui all'art. 380-bis cod. proc. civ., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell'art. 372, secondo comma, cod. proc. civ.. In caso, però, di mancata produzione dell'avviso di ricevimento, ed in assenza di attività difensiva da parte dell'intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ.; tuttavia, il difensore del ricorrente presente in udienza o all'adunanza della corte in camera di consiglio può domandare di essere rimesso in termini, ai sensi dell'art. 184-bis cod. proc. civ., per il deposito dell'avviso che affermi di non aver ricevuto, offrendo la prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel richiedere all'amministrazione postale un duplicato dell'avviso stesso, secondo quanto previsto dall'art. 6, primo comma, della legge n. 890 del 1982. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 627 del 14/01/2008 Cod_Proc_Civ_art_140, Cod_Proc_Civ_art_149, Cod_Proc_Civ_art_184_2, Cod_Proc_Civ_art_291, Cod_Proc_Civ_art_372, Cod_Proc_Civ_art_379, Cod_Proc_Civ_art_380_2...
Ricorso per cassazione - Deposito di avviso di ricevimento - Funzione - Prova dell'avvenuta notificazione - Omissione - Mancata attività difensiva dell'intimato - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Rimessione in termini ai sensi dell'art. 184 - bis cod. proc. civ. - Configurabilità - Condizioni. La produzione dell'avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell'art. 149 cod. proc. civ., o della raccomandata con la quale l'ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell'avvenuto compimento delle formalità di cui all'art. 140 cod. proc. civ., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell'avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell'avvenuta instaurazione del contraddittorio. Ne consegue che l'avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all'udienza di discussione di cui all'art. 379 cod. proc. civ., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal primo comma della citata disposizione, ovvero fino all'adunanza della corte in camera di consiglio di cui all'art. 380-bis cod. proc. civ., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell'art. 372, secondo comma, cod. proc. civ.. In caso, però, di mancata produzione dell'avviso di ricevimento, ed in assenza di attività difensiva da parte dell'intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ.; tuttavia, il difensore del ricorrente presente in udienza o all'adunanza della corte in camera di consiglio può domandare di essere rimesso in termini, ai sensi dell'art. 184-bis cod. proc. civ., per il deposito dell'avviso che affermi di non aver ricevuto, offrendo la prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel richiedere all'amministrazione postale un duplicato dell'avviso stesso, secondo quanto previsto dall'art. 6, primo comma, della legge n. 890 del 1982. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 627 del 14/01/2008 &nbsp...
Procedimento civile - notificazione - in genere – Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1820 del 29/01/2007
Atti giudiziari notificati nei confronti di convenuto austriaco - Applicabilità della disciplina contenuta nella Convenzione tra Italia e Austria del 30 giugno 1975, resa esecutiva con la legge n. 342 del 1977 - Traduzione dell'atto redatto in lingua italiana nella lingua tedesca - Necessità - Esclusione - Conseguenza della mancanza di detta traduzione - Mera nullità sanabile e non inesistenza dell'atto - Sussistenza. In tema di notificazione di atti giudiziari nei confronti di convenuto straniero identificantesi con un cittadino austriaco, dal contesto generale delle disposizioni contenute nell'art. 4 della Convenzione internazionale stipulata tra la Repubblica Italiana e la Repubblica d'Austria in data 30 giugno 1975 (resa esecutiva in Italia con la legge n. 342 del 1977), aggiuntiva alla Convenzione dell'Aja del 1° marzo 1954 (ratificata dallo Stato italiano con la legge n. 4 del 1957), si evince che la traduzione dell'atto nella lingua del cittadino destinatario non ne costituisce un elemento essenziale, consistendo soltanto in una specifica modalità della sola notificazione diretta a realizzarne l'effettiva conoscenza, con la conseguenza che la mancata allegazione della traduzione ed il rifiuto di accettazione da parte del convenuto comportano che la notificazione, pur sempre rivolta al destinatario, deve essere considerata nulla, ma non inesistente, con l'effetto che il giudice, ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ., è tenuto a disporne la rinnovazione, sempre che non avvenga (come nella specie) la costituzione in giudizio dello stesso convenuto. Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1820 del 29/01/2007 &nbsp...
Produzione in giudizio di scrittura priva a firma dell'altra parte - Successiva costituzione della parte sottoscrittrice rimasta contumace senza disconoscimento della scrittura privata - Effetti - Riconoscimento tacito di detta scrittura - Conseguente valutazione di essa da parte del giudice di merito ai fini della decisione della causa - Legittimità anche in caso di originaria irritualità della produzione - Fattispecie. In caso di avvenuta produzione di scrittura privata in giudizio nei confronti di parte rimasta contumace, l'avvenuta costituzione di quest'ultima senza il disconoscimento della scrittura privata a sua firma (con riferimento sia all'ipotesi in cui il documento sia stato offerto in comunicazione con la notificazione dell'atto di citazione, che nell'ipotesi in cui alla relativa produzione si sia proceduto successivamente, senza che - in conformità del disposto di cui all'art. 292 cod. proc. civ., alla stregua della sua lettura derivante per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 317 del 1989 - dell'avvenuta produzione risulti notificato il relativo verbale al contumace) comporta che il documento, ai sensi dell'art. 293 cod. proc. civ., resta a buon diritto acquisito al processo, con l'effetto che l'eventuale originaria irritualità della sua produzione è da ritenersi superata ed assorbita dal successivo omesso disconoscimento della parte interessata che ne ha avuto contezza, sicché del documento medesimo il giudice deve indubbiamente tener conto. (Nella specie, sulla scorta dell'enunciato principio, le Sezioni unite hanno respinto il motivo dedotto dalla parte ricorrente con il quale era stato prospettato che, una volta dichiarata la nullità di tutti gli atti compiuti prima della sua costituzione in giudizio, il giudice d'appello non avrebbe dovuto basare la sua decisione sul valore di ricognizione di debito della missiva prodotta anteriormente in giudizio, poiché il documento stesso era stato acquisito in difetto di contraddittorio per la nullità della notificazione dell'atto di citazione originario). Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1820 del 29/01/2007 &nbsp...
Procedimento civile - notificazione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1820 del 29/01/2007
Atti giudiziari notificati nei confronti di convenuto austriaco - Applicabilità della disciplina contenuta nella Convenzione tra Italia e Austria del 30 giugno 1975, resa esecutiva con la legge n. 342 del 1977 - Traduzione dell'atto redatto in lingua italiana nella lingua tedesca - Necessità - Esclusione - Conseguenza della mancanza di detta traduzione - Mera nullità sanabile e non inesistenza dell'atto - Sussistenza. In tema di notificazione di atti giudiziari nei confronti di convenuto straniero identificantesi con un cittadino austriaco, dal contesto generale delle disposizioni contenute nell'art. 4 della Convenzione internazionale stipulata tra la Repubblica Italiana e la Repubblica d'Austria in data 30 giugno 1975 (resa esecutiva in Italia con la legge n. 342 del 1977), aggiuntiva alla Convenzione dell'Aja del 1° marzo 1954 (ratificata dallo Stato italiano con la legge n. 4 del 1957), si evince che la traduzione dell'atto nella lingua del cittadino destinatario non ne costituisce un elemento essenziale, consistendo soltanto in una specifica modalità della sola notificazione diretta a realizzarne l'effettiva conoscenza, con la conseguenza che la mancata allegazione della traduzione ed il rifiuto di accettazione da parte del convenuto comportano che la notificazione, pur sempre rivolta al destinatario, deve essere considerata nulla, ma non inesistente, con l'effetto che il giudice, ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ., è tenuto a disporne la rinnovazione, sempre che non avvenga (come nella specie) la costituzione in giudizio dello stesso convenuto. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1820 del 29/01/2007 &nbsp...
Produzione in giudizio di scrittura priva a firma dell'altra parte - Successiva costituzione della parte sottoscrittrice rimasta contumace senza disconoscimento della scrittura privata - Effetti - Riconoscimento tacito di detta scrittura - Conseguente valutazione di essa da parte del giudice di merito ai fini della decisione della causa - Legittimità anche in caso di originaria irritualità della produzione - Fattispecie. In caso di avvenuta produzione di scrittura privata in giudizio nei confronti di parte rimasta contumace, l'avvenuta costituzione di quest'ultima senza il disconoscimento della scrittura privata a sua firma (con riferimento sia all'ipotesi in cui il documento sia stato offerto in comunicazione con la notificazione dell'atto di citazione, che nell'ipotesi in cui alla relativa produzione si sia proceduto successivamente, senza che - in conformità del disposto di cui all'art. 292 cod. proc. civ., alla stregua della sua lettura derivante per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 317 del 1989 - dell'avvenuta produzione risulti notificato il relativo verbale al contumace) comporta che il documento, ai sensi dell'art. 293 cod. proc. civ., resta a buon diritto acquisito al processo, con l'effetto che l'eventuale originaria irritualità della sua produzione è da ritenersi superata ed assorbita dal successivo omesso disconoscimento della parte interessata che ne ha avuto contezza, sicché del documento medesimo il giudice deve indubbiamente tener conto. (Nella specie, sulla scorta dell'enunciato principio, le Sezioni unite hanno respinto il motivo dedotto dalla parte ricorrente con il quale era stato prospettato che, una volta dichiarata la nullità di tutti gli atti compiuti prima della sua costituzione in giudizio, il giudice d'appello non avrebbe dovuto basare la sua decisione sul valore di ricognizione di debito della missiva prodotta anteriormente in giudizio, poiché il documento stesso era stato acquisito in difetto di contraddittorio per la nullità della notificazione dell'atto di citazione originario). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1820 del 29/01/2007 &nbsp...
notificazione - nullità - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 752 del 16/01/2007
Giudizio di primo grado in materia di lavoro - Costituzione della PA a mezzo di un funzionario - Ricorso per cassazione - Notifica - Alla PA - Esclusione - Art. 23, 4° comma, legge n. 689 del 1981 - Ipotesi eccezionale. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 752 del 16/01/2007 La notifica del ricorso per cassazione all'autorità amministrativa anziché all'Avvocatura dello Stato è possibile solo nell'ipotesi eccezionale di cui all'art. 23, 4° comma della legge n. 689 del 1981, che permette all'autorità, ed eventualmente all'organo periferico che ha emanato l'atto impugnato, di stare in giudizio per mezzo di un proprio funzionario; diversamente, qualora la P.A., parte del rapporto di lavoro dedotto in giudizio, siasi costituita direttamente e attraverso un proprio dipendente nel giudizio di primo grado, ai sensi dell'art. 417 bis cod. proc. civ., gli atti degli ulteriori gradi o fasi del giudizio devono essere notificati all'Avvocatura dello Stato. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 752 del 16/01/2007 &nbsp...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili - integrazione del contraddittorio in cause inscindibili – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 637 del 15/01/2007
Nel giudizio di legittimità - Omessa notificazione ai litisconsorti pretermessi nel termine perentorio concesso - Istanza di assegnazione di proroga del termine - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Eccezione - Individuazione - Presupposti - Fattispecie. Quando il giudice, anche in sede di legittimità, abbia pronunziato l'ordine di integrazione del contraddittorio in causa inscindibile e la parte onerata non via abbia provveduto (ovvero vi abbia ottemperato solo parzialmente, evocando in giudizio soltanto alcuni dei litisconsorti pretermessi), non è consentita l'assegnazione di un nuovo termine per il completamento della già disposta integrazione, poiché tale assegnazione equivarrebbe alla concessione di una proroga del termine perentorio precedentemente fissato, la quale è vietata espressamente dall'art. 153 cod. proc. civ. . A tale regola, desumibile dal combinato disposto degli artt. 331 e 153 cod. proc. civ., è possibile derogare solo quando l'istanza di assegnazione di un nuovo termine (presentata anteriormente alla scadenza di quello in un primo tempo concesso) si fondi sull'esistenza, idoneamente comprovata, di un fatto non imputabile alla parte onerata o, comunque, risulti che la stessa non sia stata in colpa con riferimento all'ignoranza della residenza dei soggetti nei cui confronti il contraddittorio avrebbe dovuto essere integrato. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, avendo escluso la circostanza da ultimo richiamata, poiché, nella pendenza del concesso termine di sessanta giorni, quando era ancora possibile al ricorrente completare altra forma consentita di notificazione secondo il modello di cui all'art. 143 cod. proc. civ., questa non era stata nemmeno tentata con richiesta all'ufficiale giudiziario in tal senso). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 637 del 15/01/2007 &nbsp...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - luogo di notificazione - Alla parte direttamente e non al procuratore domiciliatario - Nullità della notificazione -Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 27139
Sussistenza - Ordine di rinnovazione in difetto di sanatoria - Necessità - Omissione - Inammissibilità dell'impugnazione - Esclusione - Nullità della notificazione, dal processo e della sentenza - Rilievo in sede di legittimità - Rinvio a giudice di pari grado - Riassunzione. La violazione dell'obbligo, posto dall'art. 330, primo comma, cod. proc. civ., di eseguire la notificazione dell'impugnazione alla controparte non direttamente, ma nel domicilio eletto, comporta, ai sensi dell'art. 160 cod. proc. civ., la nullità della notificazione e tale vizio, se non rilevato dal giudice d'appello - che deve ordinare la rinnovazione della notifica a norma dell'art. 291 dello stesso codice - e non sanato dalla costituzione dell'appellato, a sua volta comporta la nullità dell'intero processo e della sentenza che lo ha definito, ma non anche la inammissibilità dell'impugnazione che sia tempestivamente proposta, trattandosi di nullità attinente soltanto alla sua notificazione. Ne consegue che, ove il vizio venga rilevato in sede di legittimità, la Corte di cassazione, nel dichiarare la nullità della notifica, del processo e della sentenza, deve disporre il rinvio ad altro giudice di pari grado, dinanzi al quale, essendo l'atto d'impugnazione ormai pervenuto a conoscenza dell'appellato con conseguente superfluità di una nuova notificazione, è sufficiente effettuare la riassunzione della causa nelle forme di cui all'art. 392 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 27139 del 19/12/2006 &nbsp...
impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - luogo di notificazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 27139 del 19/12/2006
Alla parte direttamente e non al procuratore domiciliatario - Nullità della notificazione - Sussistenza - Ordine di rinnovazione in difetto di sanatoria - Necessità - Omissione - Inammissibilità dell'impugnazione - Esclusione - Nullità della notificazione, dal processo e della sentenza - Rilievo in sede di legittimità - Rinvio a giudice di pari grado - Riassunzione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 27139 del 19/12/2006 La violazione dell'obbligo, posto dall'art. 330, primo comma, cod. proc. civ., di eseguire la notificazione dell'impugnazione alla controparte non direttamente, ma nel domicilio eletto, comporta, ai sensi dell'art. 160 cod. proc. civ., la nullità della notificazione e tale vizio, se non rilevato dal giudice d'appello - che deve ordinare la rinnovazione della notifica a norma dell'art. 291 dello stesso codice - e non sanato dalla costituzione dell'appellato, a sua volta comporta la nullità dell'intero processo e della sentenza che lo ha definito, ma non anche la inammissibilità dell'impugnazione che sia tempestivamente proposta, trattandosi di nullità attinente soltanto alla sua notificazione. Ne consegue che, ove il vizio venga rilevato in sede di legittimità, la Corte di cassazione, nel dichiarare la nullità della notifica, del processo e della sentenza, deve disporre il rinvio ad altro giudice di pari grado, dinanzi al quale, essendo l'atto d'impugnazione ormai pervenuto a conoscenza dell'appellato con conseguente superfluità di una nuova notificazione, è sufficiente effettuare la riassunzione della causa nelle forme di cui all'art. 392 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 27139 del 19/12/2006 &nbsp...
contumacia - del convenuto - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23587 del 03/11/2006
Nullità della notificazione dell'atto introduttivo - Rilievo d'ufficio - Potere del giudice - Limiti - Atto introduttivo del grado - Gradi pregressi - Estensione - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23587 del 03/11/2006 Il potere del giudice, di cui all'art. 291 cod. proc. civ., di rilevare d'ufficio la nullità della notificazione dell'atto introduttivo è limitato all'atto introduttivo del grado di giudizio che si svolge davanti a quel giudice, e non si estende anche all'atto introduttivo dei gradi pregressi; il vizio di nullità della notificazione di questòultimo, che si trasmette alla sentenza, ricade infatti nell'ambito della disciplina generale dettata dall'art. 161 cod. proc. civ., traducendosi in motivo di impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23587 del 03/11/2006 &nbsp...
contumacia - del convenuto - rinnovazione della citazione – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23587 del 03/11/2006
In grado di appello - Ordine del giudice - Inosservanza - Omissione della notificazione - Inammissibilità dell'appello - Notificazione oltre il termine fissato - Estinzione del processo. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23587 del 03/11/2006 La mancata ottemperanza all'ordine di rinnovo della notifica dell'appello determina, ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ., l'inammissibilità dell'appello ove il rinnovo della notifica nulla sia stato del tutto omesso, a differenza di quanto avviene nel caso di notificazione oltre il termine fissato, nel quale si determina l'estinzione del processo. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23587 del 03/11/2006 &nbsp...
Decreto ingiuntivo - Istanza di esecutività - Rigetto - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21046 del 28/09/2006 Il provvedimento di rigetto della richiesta di esecutività del decreto ingiuntivo (nel caso, non risultando perfezionata la notifica di cui era stata ordinata la rinnovazione ex art. 291 cod. proc. civ., atteso che non avendo conseguito esito positivo quella ex art. 139 cod. proc. civ. non era seguita la notifica a sensi del'art. 140 cod. proc. civ.) non è impugnabile con ricorso per cassazione, in quanto difetta dei requisiti della decisorietà e della definitività, non essendo preclusa la possibilità di una nuova istanza ai sensi dell'art. 647 cod. proc. civ., né la proponibilità di nuovo ricorso per decreto ingiuntivo, né l'esperimento dell'ordinaria azione di cognizione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21046 del 28/09/2006 &nbsp...
Termine semestrale ex art. 305 cod. proc. civ. - Riferibilità soltanto alla prima delle due fasi del procedimento di riassunzione, consistente nel deposito in cancelleria del ricorso - Affermazione - Conseguenze - Vizi della notifica dell'atto di riassunzione tempestivamente depositato - Estinzione del processo - Esclusione - Ordine di rinnovazione della notificazione - Obbligo del giudice - Mancata osservanza del termine perentorio per la rinnovazione - Effetti. Verificatasi una causa d'interruzione del processo, in presenza di un meccanismo di riattivazione del processo interrotto, destinato a realizzarsi distinguendo il momento della rinnovata "edictio actionis" da quello della "vocatio in ius", il termine perentorio di sei mesi, previsto dall'art. 305 cod. proc. civ., è riferibile solo al deposito del ricorso nella cancelleria del giudice, sicché, una volta eseguito tempestivamente tale adempimento, quel termine non gioca più alcun ruolo, atteso che la fissazione successiva, ad opera del medesimo giudice, di un ulteriore termine, destinato a garantire il corretto ripristino del contraddittorio interrotto nei confronti della controparte, pur presupponendo che il precedente termine sia stato rispettato, ormai ne prescinde, rispondendo unicamente alla necessità di assicurare il rispetto delle regole proprie della "vocatio in ius". Ne consegue che il vizio da cui sia colpita la notifica dell'atto di riassunzione e del decreto di fissazione dell'udienza non si comunica alla riassunzione (oramai perfezionatasi), ma impone al giudice, che rilevi la nullità, di ordinare la rinnovazione della notifica medesima, in applicazione analogica dell'art. 291 cod. proc. civ., entro un termine necessariamente perentorio, solo il mancato rispetto del quale determinerà l'eventuale estinzione del giudizio, per il combinato disposto dello stesso art. 291, ultimo comma, e del successivo art. 307, terzo comma. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14854 del 28/06/2006 &nbsp...
Termine semestrale ex art. 305 cod. proc. civ. - Riferibilità soltanto alla prima delle due fasi del procedimento di riassunzione, consistente nel deposito in cancelleria del ricorso - Affermazione - Conseguenze - Vizi della notifica dell'atto di riassunzione tempestivamente depositato - Estinzione del processo - Esclusione - Ordine di rinnovazione della notificazione - Obbligo del giudice - Mancata osservanza del termine perentorio per la rinnovazione - Effetti. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14854 del 28/06/2006 Verificatasi una causa d'interruzione del processo, in presenza di un meccanismo di riattivazione del processo interrotto, destinato a realizzarsi distinguendo il momento della rinnovata "edictio actionis" da quello della "vocatio in ius", il termine perentorio di sei mesi, previsto dall'art. 305 cod. proc. civ., è riferibile solo al deposito del ricorso nella cancelleria del giudice, sicché, una volta eseguito tempestivamente tale adempimento, quel termine non gioca più alcun ruolo, atteso che la fissazione successiva, ad opera del medesimo giudice, di un ulteriore termine, destinato a garantire il corretto ripristino del contraddittorio interrotto nei confronti della controparte, pur presupponendo che il precedente termine sia stato rispettato, ormai ne prescinde, rispondendo unicamente alla necessità di assicurare il rispetto delle regole proprie della "vocatio in ius". Ne consegue che il vizio da cui sia colpita la notifica dell'atto di riassunzione e del decreto di fissazione dell'udienza non si comunica alla riassunzione (oramai perfezionatasi), ma impone al giudice, che rilevi la nullità, di ordinare la rinnovazione della notifica medesima, in applicazione analogica dell'art. 291 cod. proc. civ., entro un termine necessariamente perentorio, solo il mancato rispetto del quale determinerà l'eventuale estinzione del giudizio, per il combinato disposto dello stesso art. 291, ultimo comma, e del successivo art. 307, terzo comma. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14854 del 28/06/2006 &nbsp...
Termine a comparire inferiore a quello minimo - Mancato rilievo d'ufficio - Inesistenza della sentenza - Esclusione - Conversione della nullità in motivo d'impugnazione (art. 161 cod. proc. civ.) - Mancata proporzione dell'impugnazione - Formazione del giudicato. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12965 del 31/05/2006 Il principio di base al quale i motivi di nullità della sentenza e del procedimento si convertono in motivi di impugnazione - ad eccezione del vizio di omessa sottoscrizione da parte del giudice, che dà luogo ad inesistenza - comporta che la nullità derivante dall'assegnazione da parte dell'attore di un termine di comparizione inferiore a quello minimo di legge (art. 164 cod. proc. civ.), ove non rilevata dal giudice d'ufficio, deve essere fatta valere dal convenuto contumace nei limiti e nei termini dei mezzi d'impugnazione, con la conseguenza, in difetto, della formazione del giudicato. (Nelle specie la parte a danno delle quali si era verificata la nullità in primo grado non l'aveva fatta verle in appello e pretendeva di dedurla in cassazione). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12965 del 31/05/2006 &nbsp...
domanda giudiziale - citazione - termini di comparizione - insufficiente – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6634 del 24/03/2006
Disciplina ex art. 164 cod.proc.civ. nel testo abrogato - Rinnovazione dell'atto di citazione prima della declaratoria di nullità - Sanatoria con effetto dalla notificazione del nuovo atto di citazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6634 del 24/03/2006 In relazione ai procedimenti ai quali si applica la disciplina anteriore alla legge n. 353 del 1990, se l'atto di citazione non rispetta i termini a comparire, per il principio della conservazione degli atti processuali, è consentita la rinnovazione della citazione prima della declaratoria di nullità dell'atto stesso per inosservanza del termine a comparire, con la conseguenza che , qualora una citazione nulla per inosservanza dei termini di comparizione venga rinnovata, il rapporto processuale si costituisce validamente con decorso dalla notificazione del nuovo atto introduttivo. La rinnovazione, ove effettuata, non richiede una nuova iscrizione a ruolo della causa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6634 del 24/03/2006 &nbsp...
Procedimento civile - notificazione - nullità - sanatoria – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4794 del 06/03/2006
Nullità della notificazione della citazione - Sanatoria - Conoscenza extraprocessuale dell'atto - Irrilevanza. La nullità della notificazione della citazione è sanata, in conseguenza del raggiungimento dello scopo dell'atto, soltanto con la costituzione in giudizio della parte destinataria dell'atto medesimo, non essendo a tal fine idonea la dimostrazione che la stessa aveva avuto conoscenza extraprocessuale dell'atto in persona priva dei poteri rappresentativi. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4794 del 06/03/2006 &nbsp...
notificazione - nullità - sanatoria – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4794 del 06/03/2006
Nullità della notificazione della citazione - Sanatoria - Conoscenza extraprocessuale dell'atto - Irrilevanza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4794 del 06/03/2006 La nullità della notificazione della citazione è sanata, in conseguenza del raggiungimento dello scopo dell'atto, soltanto con la costituzione in giudizio della parte destinataria dell'atto medesimo, non essendo a tal fine idonea la dimostrazione che la stessa aveva avuto conoscenza extraprocessuale dell'atto in persona priva dei poteri rappresentativi. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4794 del 06/03/2006 &nbsp...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 3601 del 20/02/2006
Accertamento di fatto da parte del giudice di merito - Potere di valutare l'attendibilità e l'idoneità delle prove nel loro complesso - Sussistenza - Contumacia del convenuto e mancata comparizione all'interrogatorio libero - Equivalenza all'ammissione dei fatti dedotti dalla controparte - Esclusione - Libera apprezzabilità da parte del giudice - Sussistenza - Fattispecie. Il giudice di merito è libero di attingere il proprio convincimento da quelle prove o risultanze di prove che ritenga più attendibili ed idonee alla formazione dello stesso, essendo sufficiente, ai fini della congruità della motivazione del relativo apprezzamento, che da questa risulti che il convincimento nell'accertamento dei fatti si sia realizzato attraverso una valutazione dei vari elementi probatori acquisiti al giudizio, considerati nel loro complesso. In particolare, nel rito del lavoro, come in quello ordinario, se la contumacia del convenuto non equivale ad ammissione dell'esistenza dei fatti dedotti dall'attore a fondamento della propria domanda, e se a tal fine è ugualmente irrilevante la mancata comparizione personale della parte all'udienza fissata per l'interrogatorio libero, tuttavia tale condotta processuale costituisce elemento liberamente apprezzabile dallo stesso giudice ai fini della decisione. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da vizi la sentenza di merito che aveva desunto il corrispettivo pattuito per una prestazione da vari elementi, tra i quali la mancata comparizione del legale rappresentante della società datore di lavoro per rendere l'interrogatorio libero). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 3601 del 20/02/2006 &nbsp...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 3601 del 20/02/2006
Accertamento di fatto da parte del giudice di merito - Potere di valutare l'attendibilità e l'idoneità delle prove nel loro complesso - Sussistenza - Contumacia del convenuto e mancata comparizione all'interrogatorio libero - Equivalenza all'ammissione dei fatti dedotti dalla controparte - Esclusione - Libera apprezzabilità da parte del giudice - Sussistenza - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 3601 del 20/02/2006 Il giudice di merito è libero di attingere il proprio convincimento da quelle prove o risultanze di prove che ritenga più attendibili ed idonee alla formazione dello stesso, essendo sufficiente, ai fini della congruità della motivazione del relativo apprezzamento, che da questa risulti che il convincimento nell'accertamento dei fatti si sia realizzato attraverso una valutazione dei vari elementi probatori acquisiti al giudizio, considerati nel loro complesso. In particolare, nel rito del lavoro, come in quello ordinario, se la contumacia del convenuto non equivale ad ammissione dell'esistenza dei fatti dedotti dall'attore a fondamento della propria domanda, e se a tal fine è ugualmente irrilevante la mancata comparizione personale della parte all'udienza fissata per l'interrogatorio libero, tuttavia tale condotta processuale costituisce elemento liberamente apprezzabile dallo stesso giudice ai fini della decisione. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da vizi la sentenza di merito che aveva desunto il corrispettivo pattuito per una prestazione da vari elementi, tra i quali la mancata comparizione del legale rappresentante della società datore di lavoro per rendere l'interrogatorio libero). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 3601 del 20/02/2006 &nbsp...
impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2593 del 07/02/2006
Impugnazioni civili - Impugnazioni in generale - Notificazione - Dell'atto di impugnazione - In genere - Mancata costituzione del convenuto - Rilievo di un vizio comportante la nullità della notifica - Assegnazione di un termine da parte del G.I. per rinnovare la notifica ex art. 291 cod. proc. civ. - Perentorietà - Inosservanza - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2593 del 07/02/2006 In virtù del rinvio operato dall'art. 359 cod. proc. civ. alle disposizioni del procedimento di primo grado, l'art. 291 cod. proc. civ. , secondo cui in caso di mancata costituzione del convenuto il giudice istruttore, il quale rilevi un vizio che comporti la nullità della notificazione della citazione, assegna all'attore un termine perentorio per rinnovarla, si applica anche in appello con riguardo alla notifica dell'atto d'impugnazione. Ne consegue che, se l'ordine di rinnovazione della (notifica della) citazione non è eseguito, il giudice ordina la cancellazione della causa dal ruolo e il processo si estingue a norma dell'art. 307, terzo comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2593 del 07/02/2006 &nbsp...
impugnazioni civili - appello - costituzione e comparizione delle parti – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2593 del 07/02/2006
Erronea dichiarazione della contumacia - Non incidenza sull'attività difensiva della parte - Denunciabilità del vizio in cassazione - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2593 del 07/02/2006 L'erronea dichiarazione della contumacia di una parte non determina un vizio della sentenza deducibile in cassazione, se non abbia cagionato in concreto, alcun pregiudizio allo svolgimento dell'attività difensiva. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2593 del 07/02/2006 &nbsp...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1180 del 20/01/2006
Ricorso per cassazione - Nullità - Ordine di rinnovazione ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ. - Inosservanza - Mancato perfezionamento della notifica per fatto esulante dai poteri di impulso della parte interessata - Concessione di un ulteriore termine per l'adempimento - Ammissibilità - Condizioni - Prova rigorosa dell'accadimento - Necessità. Nel caso di mancata o non tempestiva rinnovazione della notifica del ricorso per cassazione, disposta a norma dell'art. 291 cod. proc. civ. per un vizio implicante la nullità della notificazione stessa, è possibile l'assegnazione di un ulteriore termine per l'adempimento, in deroga al principio generale di improrogabilità dei termini perentori, enunciato dall'art. 153 cod. proc. civ., quante volte, avendo la parte tempestivamente espletato l'incombente posto a suo carico, l'esito negativo del procedimento notificatorio sia dipeso da un fatto che essa non era in condizione di conoscere ed in concreto sottratto ai suoi poteri: e ciò alla luce di una interpretazione costituzionalmente orientata, dato che una diversa soluzione, la quale vincoli nell'evenienza considerata alla declaratoria di inammissibilità del ricorso, contrasterebbe con gli artt. 3 e 24 Cost., sia sotto il profilo della irragionevole equiparazione di situazioni diverse (quali, in specie, l'inerzia rispetto all'ordine di rinnovazione e la tempestiva esecuzione di questo, non completata per cause indipendenti dalla volontà del notificante e non rientranti nella normale prevedibilità) che sotto quello della ingiustificata compressione del diritto di difesa della parte incolpevole. Della verificazione dell'accadimento legittimante la concessione del nuovo termine - vale a dire della dipendenza del mancato completamento del procedimento notificatorio da un fatto che esula oggettivamente dai poteri di impulso della parte interessata - si esige tuttavia una dimostrazione puntuale e rigorosa, stante l'eccezionalità della fattispecie derogatoria. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1180 del 20/01/2006 &nbsp...
impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1180 del 20/01/2006
Ricorso per cassazione - Nullità - Ordine di rinnovazione ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ. - Inosservanza - Mancato perfezionamento della notifica per fatto esulante dai poteri di impulso della parte interessata - Concessione di un ulteriore termine per l'adempimento - Ammissibilità - Condizioni - Prova rigorosa dell'accadimento - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1180 del 20/01/2006 Nel caso di mancata o non tempestiva rinnovazione della notifica del ricorso per cassazione, disposta a norma dell'art. 291 cod. proc. civ. per un vizio implicante la nullità della notificazione stessa, è possibile l'assegnazione di un ulteriore termine per l'adempimento, in deroga al principio generale di improrogabilità dei termini perentori, enunciato dall'art. 153 cod. proc. civ., quante volte, avendo la parte tempestivamente espletato l'incombente posto a suo carico, l'esito negativo del procedimento notificatorio sia dipeso da un fatto che essa non era in condizione di conoscere ed in concreto sottratto ai suoi poteri: e ciò alla luce di una interpretazione costituzionalmente orientata, dato che una diversa soluzione, la quale vincoli nell'evenienza considerata alla declaratoria di inammissibilità del ricorso, contrasterebbe con gli artt. 3 e 24 Cost., sia sotto il profilo della irragionevole equiparazione di situazioni diverse (quali, in specie, l'inerzia rispetto all'ordine di rinnovazione e la tempestiva esecuzione di questo, non completata per cause indipendenti dalla volontà del notificante e non rientranti nella normale prevedibilità) che sotto quello della ingiustificata compressione del diritto di difesa della parte incolpevole. Della verificazione dell'accadimento legittimante la concessione del nuovo termine - vale a dire della dipendenza del mancato completamento del procedimento notificatorio da un fatto che esula oggettivamente dai poteri di impulso della parte interessata - si esige tuttavia una dimostrazione puntuale e rigorosa, stante l'eccezionalità della fattispecie derogatoria. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1180 del 20/01/2006 &nbsp...
Presupposti - Adempimenti prescritti dall'art. 140 cod. proc. civ. - Omissione dell'affissione dell'avviso alla porta dell'abitazione - Nullità - Esclusione - Limiti - Invio della raccomandata contenente l'avviso dell'avvenuto deposito della copia dell'atto nella casa comunale - Sufficienza - Allegazione della ricevuta di ritorno - Necessità - Omissione - Conseguenze - Nullità - Sanatoria per costituzione del convenuto o per rinnovazione ex art. 291 cod. proc. civ. - Configurabilità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 14817 del 14/07/2005 La notificazione eseguita ai sensi dell'art. 140 cod. proc. civ. postula che sia stato esattamente individuato il luogo di residenza, dimora o domicilio del destinatario e che la copia da notificare non sia stata consegnata per difficoltà di ordine materiale, quali la momentanea assenza, l'incapacità o il rifiuto delle persone indicate nell'art. 139 cod. proc. civ. Il perfezionamento della predetta notificazione richiede il compimento degli adempimenti stabiliti dal citato art. 140 cod. proc. civ. (deposito della copia dell'atto nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi; affissione dell'avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell'abitazione o dell'ufficio o dell'azienda del destinatario; notizia del deposito al destinatario mediante raccomandata con avviso di ricevimento); nel caso in cui siano state omesse le modalità di affissione dell'avviso, non consegue la nullità della notificazione ove si sia provveduto al rituale adempimento della terza formalità costituita dalla notizia dell'avvenuto deposito con raccomandata con ricevuta di ritorno (formalità, peraltro, che non necessariamente presuppone la consegna del plico al destinatario, il quale potrebbe renderla impossibile per propria iniziativa), che deve essere allegata all'originale dell'atto e la cui mancanza, rendendo impossibile il controllo in ordine alla circostanza che l'avviso sia pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario, determina la nullità della notificazione, comunque sanabile con la costituzione dell'intimato oppure con la rinnovazione della notifica stessa ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 14817 del 14/07/2005 &nbsp...
domanda giudiziale - citazione - termini di comparizione - insufficiente – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13410 del 22/06/2005
Disciplina ex art. 164 cod. proc. civ. - Rinnovazione della citazione prima della declaratoria di nullità - Sanatoria con effetto dalla notificazione del nuovo atto di citazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13410 del 22/06/2005 In relazione ai procedimenti ai quali si applica la disciplina anteriore alla legge n. 353 del 1990, se l'atto di citazione non rispetta i termini a comparire, è consentita la rinnovazione della citazione prima della declaratoria di nullità dell'atto stesso per inosservanza del termine a comparire, con la conseguenza che , qualora una citazione nulla per inosservanza dei termini di comparizione venga rinnovata, il rapporto processuale si costituisce validamente con decorso dalla notificazione del nuovo atto introduttivo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13410 del 22/06/2005 &nbsp...
Dichiarazione di contumacia del convenuto - Pronuncia della sentenza - Appello del convenuto dichiarato contumace e soccombente nel merito - Deduzione della sola nullità della citazione - Ammissibilità - Sussistenza - Conseguenze - Decisione sul merito della causa - Modalità - Previo rilievo della nullità degli atti processuali del giudizio di primo grado e della sentenza - Sanatoria "ex nunc" della citazione di primo grado - Rinnovazione a richiesta degli atti dichiarati nulli - Erronea declaratoria dell'inammissibilità dell'appello - Ricorso per cassazione - Cassazione con rinvio al giudice d'appello - Prescrizione al medesimo dei principi suindicati - Fattispecie in tema di nullità della citazione per omessa indicazione della data di udienza. Nullità della citazione di primo grado - Dichiarazione di contumacia del convenuto - Pronuncia della sentenza - Appello del convenuto dichiarato contumace e soccombente nel merito - Deduzione della sola nullità della citazione - Ammissibilità - Sussistenza - Conseguenze - Decisione sul merito della causa - Modalità - Previo rilievo della nullità degli atti processuali del giudizio di primo grado e della sentenza - Sanatoria "ex nunc" della citazione di primo grado - Rinnovazione a richiesta degli atti dichiarati nulli - Erronea declaratoria dell'inammissibilità dell'appello - Ricorso per cassazione - Cassazione con rinvio al giudice d'appello - Prescrizione al medesimo dei principi suindicati - Fattispecie in tema di nullità della citazione per omessa indicazione della data di udienza. È ammissibile l'appello proposto dalla parte convenuta in primo grado, ivi dichiarata contumace e rimasta soccombente, ancorché limitato alla sola deduzione di una nullità della citazione (nella specie per mancanza dell'indicazione della data dell'udienza di comparizione) senza alcuna censura sul merito, e, quindi, di un vizio che non può comportare la rimessione della causa al primo giudice, non rientrando fra quelli indicate dalle tassative ipotesi di cui agli artt. 353 e 354 cod. proc. civ.. In questo caso il giudice dell'appello, una volta accertata la dedotta nullità, deve procedere - in applicazione dell'art. 159, primo comma, cod. proc. civ. - alla declaratoria della nullità degli atti processuali successivi alla citazione e, quindi, anche della sentenza di primo grado e, quindi, ritenuta verificata la sanatoria della nullità della citazione ai sensi dell'art. 156, terzo comma, cod. proc. civ., da intendersi, tuttavia - a differenza di quanto prevede il terzo comma dell'art. 164 cod. proc. civ. - avvenuta con effetti "ex nunc" (con ogni conseguenza in punto di verificazione di eventuali decadenze ed effetti interruttivi della prescrizione), deve provvedere alla decisione sul merito della domanda, che è imposta sia dall'art. 354 che dall'art. 112 cod. proc. civ., procedendo, se richiesto da alcuna delle parti, in applicazione dell'art. 354, ultimo comma, cod. proc. civ., alla rinnovazione degli atti nulli compiuti in primo grado. Inoltre, la Corte di Cassazione, allorché rilevi, essendone stata investita dal relativo motivo di ricorso, che il giudice d'appello abbia dichiarato inammissibile l'appello per mancata deduzione di vizi di merito della sentenza, deve cassare con rinvio la sentenza impugnata prescrivendo al giudice del rinvio di procedere con le suddette modalità, tenendo conto delle eventuali decadenze "medio tempore" verificatesi in conseguenza della sanatoria "ex nunc" della citazione,...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - luogo di notificazione - presso il procuratore costituito – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.9892 del 11/05/2005
Notifica ad indirizzo diverso da quello indicato come domicilio - Indirizzo corrispondente a quello della parte - Conseguenze - Nullità e non inesistenza - Sanatoria - Condizioni. È nulla e non inesistente la notificazione eseguita in luogo e a soggetto diversi da quelli indicati nella norma processuale, ma aventi sicuro riferimento con il destinatario dell'atto, quale la notificazione effettuata al procuratore costituito presso un indirizzo diverso da quello indicato come domicilio e coincidente con quello della parte; conseguentemente, la nullità è sanabile o mediante costituzione della parte - che non può ritenersi intervenuta con la semplice deduzione della nullità della notificazione - o in forza della rinnovazione della notifica ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.9892 del 11/05/2005 &nbsp...
notificazione - alla residenza, dimora, domicilio – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza interlocutoria n. 8214 del 20/04/2005
Assenza del destinatario - Persone possibili consegnatarie della copia dell'atto da notificare - Ordine di successione - Tassatività - Notificazione a mani del portiere - Omessa attestazione nella relata del mancato rinvenimento delle altre persone indicate nel secondo comma dell'art. 139 cod. proc. civ. - Nullità della notificazione - Configurabilità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza interlocutoria n. 8214 del 20/04/2005 In caso di notifica nelle mani del portiere, l'ufficiale giudiziario deve dare atto, oltre che dell'assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l'atto, onde il relativo accertamento, sebbene non debba necessariamente tradursi in forme sacramentali, deve, nondimeno, attestare chiaramente l'assenza del destinatario e dei soggetti rientranti nelle categorie contemplate dal secondo comma dell'art. 139 cod. proc. civ., secondo la successione preferenziale da detta norma tassativamente stabilita. È pertanto nulla la notificazione nelle mani del portiere quando la relazione dell'ufficiale giudiziario non contenga l'attestazione del mancato rinvenimento delle persone indicate nella norma citata. (Enunciando il principio di cui in massima, le S.U. hanno disposto, "ex" art. 291 cod. proc. civ., la rinnovazione della notificazione del ricorso per cassazione, la cui nullità non era stata sanata, stante il mancato svolgimento di attività difensiva da parte dell'intimato). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza interlocutoria n. 8214 del 20/04/2005 &nbsp...
Procedimento davanti al pretore (o al conciliatore) - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6095 del 21/03/2005
Procedimento davanti al giudice di pace - Notifica di atti - Competenza - Spettanza (anche) ai messi di conciliazione in servizio presso i comuni compresi nella circoscrizione del giudice di pace fino ad esaurimento del loro ruolo di appartenenza - Conseguenze - Principi in tema di nullità delle notificazioni effettuate fuori della circoscrizione della conciliazione - Applicabilità - Condizioni - Limiti. Con riguardo alla notifica d'atti relativi ai procedimenti di competenza del giudice di pace, attività alla quale provvedono, ai sensi dell'art. 11 bis del D.L. n. 571 del 1994, convertito in legge n. 673 del 1994, (anche) i messi di conciliazione in servizio presso i comuni compresi nella circoscrizione del giudice di pace fino ad esaurimento del loro ruolo d'appartenenza, si applicano i principi già elaborati dalla giurisprudenza di legittimità in tema di notifica effettuata dal messo di conciliazione al di fuori dell'ambito territoriale dell'ufficio di conciliazione cui egli è addetto, principi alla stregua dei quali in dette ipotesi la notifica è viziata in quanto, a norma dell'art. 175, ultimo comma, dell'allegato n. 1 al R.D. n. 2271 del 1924, gli uscieri degli uffici di conciliazione (denominati "messi di conciliazione" a norma dell'art. 1 della legge n. 16 del 1957) esplicano esclusivamente le loro funzioni per gli affari di competenza del conciliatore nel territorio della sua giurisdizione, mentre, per il disposto dell'art. 34 del d.P.R. n. 1229 del 1959, ove manchino o siano impediti l'ufficiale giudiziario e l'aiutante ufficiale giudiziario e ricorrano motivi d'urgenza, il capo dell'ufficio può disporre che le notificazioni siano eseguite dal messo di conciliazione del luogo in cui l'atto deve essere notificato. Ne consegue che è inesistente, e non già meramente nulla, la notificazione eseguita a cura del "messo del giudice di pace" dalla cui relata emerga la mera indicazione del Comune (nel caso, d'Arzano) senza alcun riferimento (anche) all'ufficio di tale luogo ove la notificazione deve essere eseguita, giacché in tal caso essa difetta degli elementi caratteristici suoi propri, esorbitando anzi completamente dallo schema legale degli atti di notificazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6095 del 21/03/2005...
procedimento davanti al pretore (o al conciliatore) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6095 del 21/03/2005
Procedimento davanti al giudice di pace - Notifica di atti - Competenza - Spettanza (anche) ai messi di conciliazione in servizio presso i comuni compresi nella circoscrizione del giudice di pace fino ad esaurimento del loro ruolo di appartenenza - Conseguenze - Principi in tema di nullità delle notificazioni effettuate fuori della circoscrizione della conciliazione - Applicabilità - Condizioni - Limiti. . Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6095 del 21/03/2005 Con riguardo alla notifica d'atti relativi ai procedimenti di competenza del giudice di pace, attività alla quale provvedono, ai sensi dell'art. 11 bis del D.L. n. 571 del 1994, convertito in legge n. 673 del 1994, (anche) i messi di conciliazione in servizio presso i comuni compresi nella circoscrizione del giudice di pace fino ad esaurimento del loro ruolo d'appartenenza, si applicano i principi già elaborati dalla giurisprudenza di legittimità in tema di notifica effettuata dal messo di conciliazione al di fuori dell'ambito territoriale dell'ufficio di conciliazione cui egli è addetto, principi alla stregua dei quali in dette ipotesi la notifica è viziata in quanto, a norma dell'art. 175, ultimo comma, dell'allegato n. 1 al R.D. n. 2271 del 1924, gli uscieri degli uffici di conciliazione (denominati "messi di conciliazione" a norma dell'art. 1 della legge n. 16 del 1957) esplicano esclusivamente le loro funzioni per gli affari di competenza del conciliatore nel territorio della sua giurisdizione, mentre, per il disposto dell'art. 34 del d.P.R. n. 1229 del 1959, ove manchino o siano impediti l'ufficiale giudiziario e l'aiutante ufficiale giudiziario e ricorrano motivi d'urgenza, il capo dell'ufficio può disporre che le notificazioni siano eseguite dal messo di conciliazione del luogo in cui l'atto deve essere notificato. Ne consegue che è inesistente, e non già meramente nulla, la notificazione eseguita a cura del "messo del giudice di pace" dalla cui relata emerga la mera indicazione del Comune (nel caso, d'Arzano) senza alcun riferimento (anche) all'ufficio di tale luogo ove la notificazione deve essere eseguita, giacché in tal caso essa difetta degli elementi caratteristici suoi propri, esorbitando anzi completamente dallo schema legale degli atti di notificazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6095 del 21/03/2005 &nbsp...
termini processuali - perentori – corte di cassazione Sez. L, Sentenza n. 2899 del 14/02/2005
Prorogabilità - Esclusione - Difficoltà non imputabili alla parte - Rilevanza - Prova - Onere a carico della parte stessa - Fattispecie in tema di rinnovazione della notifica dell'appello incidentale. corte di cassazione Sez. L, Sentenza n. 2899 del 14/02/2005 Il termine perentorio fissato dal giudice per il compimento di atti processuali (nella specie, per la rinnovazione della notifica dell'appello incidentale, ex art. 291 cod. proc. civ.) non può essere sospeso o prorogato, neanche per accordo delle parti, senza che l'interessato abbia provato una difficoltà a lui non imputabile. corte di cassazione Sez. L, Sentenza n. 2899 del 14/02/2005 &nbsp...
Procedimento civile - termini processuali - perentori – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 2899 del 14/02/2005
Prorogabilità - Esclusione - Difficoltà non imputabili alla parte - Rilevanza - Prova - Onere a carico della parte stessa - Fattispecie in tema di rinnovazione della notifica dell'appello incidentale. Il termine perentorio fissato dal giudice per il compimento di atti processuali (nella specie, per la rinnovazione della notifica dell'appello incidentale, ex art. 291 cod. proc. civ.) non può essere sospeso o prorogato, neanche per accordo delle parti, senza che l'interessato abbia provato una difficoltà a lui non imputabile. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 2899 del 14/02/2005 &nbsp...
Dichiarazione - Omissione - Irrilevanza - Condizioni. La dichiarazione, da parte del giudice, della contumacia della parte non costituita non rappresenta una formalità essenziale e la sua omissione, pertanto, non comporta la nullità del procedimento o della sentenza, quando risulti che il contraddittorio è stato ritualmente costituito nei confronti di detta parte. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2657 del 09/02/2005 &nbsp...
Dichiarazione - Omissione - Irrilevanza - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2657 del 09/02/2005 La dichiarazione, da parte del giudice, della contumacia della parte non costituita non rappresenta una formalità essenziale e la sua omissione, pertanto, non comporta la nullità del procedimento o della sentenza, quando risulti che il contraddittorio è stato ritualmente costituito nei confronti di detta parte. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2657 del 09/02/2005 &nbsp...
Notificazione del ricorso per cassazione "ex" art. 140 cod. proc. civ. - Termine di impugnazione - Rispetto - Consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario - Sufficienza - Adempimenti prescritti dall'art. 140 cod. proc. civ. - Rilevanza ai fini del perfezionamento del procedimento notificatorio nei confronti del destinatario, con conseguente consolidamento dell'effetto, provvisorio e anticipato, realizzatosi a vantaggio del notificante - Termine per il deposito del ricorso "ex" art. 369 cod. proc. civ. - Decorrenza - Dal perfezionamento della notifica per il destinatario - Omessa allegazione dell'avviso di ricevimento della raccomandata - Nullità della notificazione - Configurabilità - Sanatoria - Ammissibilità - Cause di sanatoria: costituzione dell'intimato o rinnovazione della notifica ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza interlocutoria n. 458 del 13/01/2005 Qualora il ricorso per cassazione sia stato notificato ai sensi dell'art. 140 cod. proc. civ., al fine del rispetto del termine di impugnazione è sufficiente che il ricorso stesso sia stato consegnato all'ufficiale giudiziario entro il predetto termine, fermo restando che il consolidamento di tale effetto anticipato per il notificante dipende dal perfezionamento del procedimento notificatorio nei confronti del destinatario, procedimento che, nei casi disciplinati dall'art. 140 cod. proc. civ., prevede il compimento degli adempimenti da tale norma stabiliti (deposito della copia dell'atto nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi; affissione dell'avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell'abitazione o dell'ufficio o dell'azienda del destinatario; notizia del deposito al destinatario mediante raccomandata con avviso di ricevimento). Nei casi di cui sopra, il termine per il deposito del ricorso, stabilito a pena di improcedibilità dall'art. 369, primo comma, cod. proc. civ., decorre dal perfezionamento della notifica per il destinatario. Nei casi suddetti la notificazione nei confronti del destinatario si ha per eseguita con il compimento dell'ultimo degli adempimenti prescritti (spedizione della raccomandata con avviso di ricevimento); tuttavia, poiché tale adempimento persegue lo scopo di consentire la verifica che l'atto sia pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario, l'avviso di ricevimento deve essere allegato all'atto notificato e la sua mancanza provoca la nullità della notificazione, che resta sanata dalla costituzione dell'intimato o dalla rinnovazione della notifica ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza interlocutoria n. 458 del 13/01/2005 &nbsp...
Arbitrato - lodo (sentenza arbitrale) - impugnazione - per nullità - in genere – Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 22486 del 29/11/2004
Notificazione dell'impugnazione - Alla parte personalmente - Necessità - Presso il difensore nel giudizio arbitrale - Legittimità - Esclusione - Conseguenze della notificazione irritualmente eseguita presso il difensore - Tipologia del vizio - Nullità - Configurabilità - Inesistenza - Esclusione - Sanabilità del vizio con effetto "ex tunc" - Sussistenza - Fondamento. Procedimento civile - notificazione - nullità - sanatoria - Notificazione dell'impugnazione - Alla parte personalmente - Necessità - Presso il difensore nel giudizio arbitrale - Legittimità - Esclusione - Conseguenze della notificazione irritualmente eseguita presso il difensore - Tipologia del vizio - Nullità - Configurabilità - Inesistenza - Esclusione - Sanabilità del vizio con effetto "ex tunc" - Sussistenza - Fondamento. L'irrituale effettuazione della notificazione dell'impugnazione per nullità del lodo arbitrale presso il difensore che l'abbia difesa nel procedimento arbitrale, anzichè alla parte personalmente, non implica inesistenza, ma nullità della notificazione medesima e, dunque, un vizio sanabile con la costituzione del convenuto, ovvero, in difetto di tale costituzione, con la rinnovazione della notificazione cui la parte istante provveda spontaneamente od in esecuzione di ordine impartito dal giudice ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ.. Più in particolare, la costituzione del convenuto produce una sanatoria del vizio con efficacia retroattiva ed esclude ogni decadenza, anche quella per l'eventuale sopraggiungere della scadenza del termine d'impugnazione. Infatti, la costituzione del convenuto rientra nel <genus> della <sanatoria> del vizio dell'atto, il quale ricomprende al suo interno non solo l'ipotesi della rinuncia espressa o tacita a far valere il vizio (cui si riferisce la rubrica dell'art. 157 cod. proc. civ.) ma anche altre figure, tra le quali rientra anche la cosiddetta <convalidazione dell'atto> per il conseguimento dello scopo (art. 156, ult. comma, cod. proc. civ.). (Nell'enunciare tale principio, la Corte ha escluso che, riguardo ad una impugnativa di nullità del lodo arbitrale, fosse rilevante accertare se la costituzione in giudizio della parte destinataria della notificazione fosse avvenuta quando già era trascorso il termine di novanta giorni per proporre l'impugnazione). Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 22486 del 29/11/2004 &nbsp...
Notificazione dell'impugnazione - Alla parte personalmente - Necessità - Presso il difensore nel giudizio arbitrale - Legittimità - Esclusione - Conseguenze della notificazione irritualmente eseguita presso il difensore - Tipologia del vizio - Nullità - Configurabilità - Inesistenza - Esclusione - Sanabilità del vizio con effetto "ex tunc" - Sussistenza - Fondamento .Procedimento civile - notificazione - nullità - sanatoria - Notificazione dell'impugnazione - Alla parte personalmente - Necessità - Presso il difensore nel giudizio arbitrale - Legittimità - Esclusione - Conseguenze della notificazione irritualmente eseguita presso il difensore - Tipologia del vizio - Nullità - Configurabilità - Inesistenza - Esclusione - Sanabilità del vizio con effetto "ex tunc" - Sussistenza - Fondamento. L'irrituale effettuazione della notificazione dell'impugnazione per nullità del lodo arbitrale presso il difensore che l'abbia difesa nel procedimento arbitrale, anziché alla parte personalmente, non implica, inesistenza, ma nullità della notificazione medesima e, dunque, un vizio emendabile con effetto "ex tunc" (ed esclusione del verificarsi di decadenza per l'eventuale sopraggiungere della scadenza del termine d'impugnazione) con la costituzione del convenuto, ovvero, in difetto di tale costituzione, con la rinnovazione della notificazione medesima, cui la parte istante provveda spontaneamente od in esecuzione di ordine impartito dal giudice ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ.. La costituzione del convenuto, infatti, rientra nel <genus> della <sanatoria> del vizio dell'atto il quale ricomprende al suo interno non solo l'ipotesi della rinuncia espressa o tacita a far valere il vizio (cui si riferisce la rubrica dell'art. 157 cod. proc. civ.) ma anche altre figure tra le quali rientra anche la cosiddetta <convalidazione dell'atto> per il conseguimento dello scopo (art. 156, ult. comma, cod. proc. civ.). Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17599 del 20/11/2003 &nbsp...
Notificazione dell'impugnazione - Alla parte personalmente - Necessità - Presso il difensore nel giudizio arbitrale - Legittimità - Esclusione - Veste di domiciliatario del difensore "apud arbitros" - Irrilevanza - Limiti - Conseguenze della notificazione irritualmente eseguita presso il difensore - Tipologia del vizio - Nullità - Configurabilità - Inesistenza - Esclusione - Sanabilità del vizio con effetto "ex tunc" - Sussistenza - Modalità - Limiti. L'impugnazione per nullità del lodo arbitrale deve essere notificata alla parte personalmente, non presso la persona che l'abbia difesa nel procedimento arbitrale, ancorché cumulando in detta sede la veste di domiciliataria, mentre resta al riguardo irrilevante che detto difensore sia un legale abilitato all'esercizio della professione, o sia anche munito di procura, sempre con elezione di domicilio, per la dichiarazione di esecutività del lodo (art. 825 cod. proc. civ.) o per l'intimazione del precetto ed il promuovimento dell'esecuzione forzata, potendo l'elezione di domicilio riguardare la notificazione dell'impugnazione per nullità del lodo solo se contenuta nel compromesso o nella clausola compromissoria, in relazione alla riconducibilità di detta impugnazione al rapporto od affare per il quale si è concordato il ricorso ad arbitri, non anche quando sia accessoria all'incarico difensivo per il procedimento arbitrale o per i successivi momenti dell'esecutività ed esecuzione del lodo, atteso che, in queste ultime ipotesi, quella notificazione è atto estraneo ed esterno ai compiti del mandatario -domiciliatario, stante la diversificazione e la separazione del procedimento di formazione ed attuazione del lodo e del giudizio rivolto a denunciarne la nullità. Tuttavia, l'irrituale effettuazione della notificazione dell'impugnazione presso quel difensore, anziché alla parte personalmente, non implica, inesistenza, ma nullità della notificazione medesima, e, dunque, un vizio emendabile con effetto "ex tunc" (ed esclusione del verificarsi di decadenza per l'eventuale sopraggiungere della scadenza del termine d'impugnazione) con la costituzione del convenuto, ovvero, in difetto di tale costituzione, con la rinnovazione della notificazione medesima, cui la parte istante provveda spontaneamente od in esecuzione di ordine impartito dal giudice ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ.. Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 3075 del 03/03/2003 &nbsp...
Provvedimenti del giudice civile - sentenza - nullità della sentenza - inesistenza – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11688 del 18/09/2001
Notificazione della citazione a persona deceduta - Dichiarazione di contumacia - Pronuncia della sentenza - Inesistenza della stessa - Denunciabilità in ogni stato o grado - Osservanza formale delle regole di notificazione - Irrilevanza - Ordine di integrazione del contraddittorio nei confronti degli eredi - Erroneità - Ininfluenza sull'inesistenza - Fondamento. Poiché la capacità giuridica si acquista al momento della nascita e si estingue con la morte della persona fisica (art. 1, cod. civ.), deve ritenersi affetta da giuridica inesistenza, denunciabile in ogni tempo e sede, la sentenza pronunciata nei confronti di colui che, pur dichiarato contumace, risulti deceduto al momento della proposizione della domanda introduttiva, senza che possa attribuirsi alcun rilievo in contrario al fatto che la dichiarazione di contumacia sia avvenuta a seguito di una notificazione della citazione effettuata nella formale osservanza delle norme in materia di notificazione, giacché tale osservanza non vale ad escludere che, in ragione dell'inesistenza del notificando al momento della notificazione, quest'ultima debba a sua volta considerarsi inesistente, e restando inoltre irrilevante che erroneamente il giudice di primo grado abbia autorizzato la notificazione di una nuova citazione nei confronti degli eredi del deceduto al fine di integrare il contraddittorio, giacché, non essendosi mai instaurato il contraddittorio nei confronti del medesimo il contraddittorio non era integrabile. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11688 del 18/09/2001 &nbsp...
Morte del convenuto contumace - Conoscenza dell'evento acquisita in modo non processualmente valido - Interruzione del processo - Esclusione - Incostituzionalità della normativa - Manifesta infondatezza della questione - Richiamo ai principi affermati nella sentenza della Corte Costituzionale n. 220/86 - Inapplicabilità. È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 300 cod. proc. civ., in riferimento all'art. 24 Cost., per la parte in cui non prevede l'interruzione del processo come effetto della conoscenza comunque acquisita (e quindi non risultante in modo processualmente valido)della morte della parte contumace, non essendo applicabili al caso i principi affermati dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 220 del 1986, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale parziale degli artt. 75 e 300 cod. proc. civ. in riferimento alla diversa fattispecie della scomparsa nel corso del processo del convenuto. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1250 del 04/02/2000 &nbsp...
Procedimento civile - contumacia - del convenuto - rinnovazione della citazione - istanza e decreto di riassunzione del processo – Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 1090 del 19/04/1974
notificazione al convenuto - equivalenza - esclusione - sanatoria - insussistenza.* Non ha efficacia sanante della notificazione dell'atto introduttivo ,ai fini di istituire un valido contraddittorio e con gli effetti previsti dall'art i91 cod proc civ, quando il convenuto non siasi costituito, la regolare notificazione a lui del ricorso al giudice per la riassunzione del processo che sia stato sospeso (nella specie per la regolarizzazione fiscale di un atto), del conseguente decreto da questo emesso per la prosecuzione del processo.* Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 1090 del 19/04/1974 &nbsp...
Procedimento civile - contumacia - del convenuto - in genere - condizioni - rituale notificazione della citazione - conoscenza aliunde - irrilevanza - notificazione - nullita – Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 1090 del 19/04/1974
Sanatoria - mancanza - eccezione di nullita - proponibilita con l'appello.* Presupposto necessario, perche sorga l'Onere per il convenuto di costituirsi in giudizio,e la notifica legale, a lui eseguita, dell'atto introduttivo del giudizio, la quale non puo essere surrogata, ai fini di istituire un valido contraddittorio, dalla conoscenza che aliunde egli abbia avuto del processo e neppure da notificazioni eseguite ad altri effetti. Ne deriva che, non essendo intervenuta nel giudizio di primo grado la sanatoria della nullita della notifica della citazione, per il raggiunto scopo dell'atto con la Costituzione del convenuto, l'eccezione di detta nullita, proposta con l'atto di appello, e pur sempre tempestiva. ( V 232'66, mass n 320429; 1160'63).* Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 1090 del 19/04/1974 &nbsp...

References: Sentenza 
 Sentenza 
 art. 291
 Sentenza 
 art. 184
 Sentenza 
 art. 184
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 305
 art. 481
 Sentenza 
 SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 291
 art. 111
 sentenza 
 art. 23
 art. 11
 sentenza 
 art. 305
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 82
 Sentenza 
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 art. 82
 Sentenza 
 art. 739
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
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 Sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
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 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
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 Sentenza 
 art. 111
 art. 421
 Sentenza 
 Sentenza 
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 art. 111
 art. 421
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 Sentenza 
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 sentenza 
 Sentenza 
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 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Art. 23
 Sentenza 
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 Sentenza 
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 art. 291
 art. 139
 Sentenza 
 art. 305
 art. 291
 art. 307
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 art. 305
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 art. 291
 art. 307
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 art. 164
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 art. 291
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 art. 291
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 art. 140
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 art. 164
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 art. 291
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 art. 291
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 art. 291
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 art. 140
 art. 369
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