Source: https://www.slideshare.net/annatapessima/14-ippc
Timestamp: 2017-11-19 18:20:57+00:00

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3 Via Vas by Luca Vecchiato 1055 views
Daniele Chiaretti , Engineer at Euro Ingegneria - Mancini & Partners
1. I.P.P.C.: il D.lgs. n. 59/2005 ed i suoi aspetti applicativi
2. <ul><li>• il presente decreto disciplina il rilascio, il rinnovo e il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale degli impianti esistenti , nonché le modalità di esercizio degli impianti medesimi ( art. 1, comma 2 ) </li></ul><ul><li>• ai fini dell’adeguamento del funzionamento degli impianti esistenti alle disposizioni del presente decreto si provvede al rilascio dell’ autorizzazione integrata ambientale ( art. 4, comma 1 ) </li></ul>IPPC ambito di applicazione d.lgs. n. 372/1999
3. legge di delega legge 24/4/1998, n. 128, articolo 21 d.lgs. 4/8/1999, n. 372 attuazione della direttiva 96/61/CE direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento d.m. 23/11/2001 comunicazione dei dati sulle emissioni
4. legge di delega legge 24/4/1998, n. 128, articolo 21 d.lgs. 4/8/1999, n. 372 attuazione della direttiva 96/61/CE direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento legge di delega legge 31/10/2003, n. 306, articolo 22 d.m. 23/11/2001 comunicazione dei dati sulle emissioni
5. legge di delega legge 24/4/1998, n. 128, articolo 21 d.lgs. 4/8/1999, n. 372 attuazione della direttiva 96/61/CE direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento legge di delega legge 31/10/2003, n. 306, articolo 22 d.m. 23/11/2001 comunicazione dei dati sulle emissioni d.m. 31/1/2005 linee guida migliori tecniche disponibili
6. legge di delega legge 24/4/1998, n. 128, articolo 21 d.lgs. 4/8/1999, n. 372 attuazione della direttiva 96/61/CE direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento legge di delega legge 31/10/2003, n. 306, articolo 22 d.lgs. 18/2/2005, n. 59 attuazione della direttiva 96/61/CE che abroga fa salvi d.m. 23/11/2001 comunicazione dei dati sulle emissioni d.m. 31/1/2005 linee guida migliori tecniche disponibili
7. IPPC d.lgs. n. 59/2005 <ul><li>Decreto legislativo 18 febbraio 2005, n 59 </li></ul><ul><li>Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento </li></ul><ul><li>• pubblicato in GU 22 aprile 2005, n. 93 </li></ul><ul><li>• entrato in vigore il 7 maggio 2005 </li></ul>
8. IPPC oggetto e campo di applicazione art. 1, d.lgs. n. 59/2005 <ul><li>il d.lgs. n. 59/2005 </li></ul><ul><li>• ha per oggetto la prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento proveniente dalle attività di cui all'allegato I; </li></ul><ul><li>• disciplina il rilascio, il rinnovo e il riesame dell'autorizzazione integrata ambientale degli impianti di cui all'allegato I, </li></ul><ul><li>• nonché le modalità di esercizio degli impianti medesimi, ai fini del rispetto dell'autorizzazione integrata ambientale. </li></ul>
9. IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005 <ul><li>elenco suddiviso in sei parti: </li></ul><ul><li>1 . attività energetiche </li></ul><ul><li>2 . produzione e trasformazione dei metalli </li></ul><ul><li>3 . industria dei prodotti minerali </li></ul><ul><li>4 . industria chimica </li></ul><ul><li>5 . gestione dei rifiuti </li></ul><ul><li>6 . altre attività </li></ul>
10. IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005 <ul><li>1. Gli impianti o le parti di impianti utilizzati per la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi prodotti e processi non rientrano nel presente decreto. </li></ul><ul><li>2. I valori limite riportati di seguito si riferiscono in genere alle capacità di produzione o alla resa. Qualora uno stesso gestore ponga in essere varie attività elencate alla medesima voce in uno stesso impianto o in una stessa località, si sommano le capacità di tali attività. </li></ul>
11. <ul><li>1. attività energetiche: </li></ul><ul><li>1.1. impianti di combustione con una potenza termica di combustione di oltre 50 MW </li></ul><ul><li>1.2. raffinerie di petrolio e di gas </li></ul><ul><li>1.3. cokerie </li></ul><ul><li>1.4. impianti di gassificazione e liquefazione del carbone </li></ul>IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
12. <ul><li>2. produzione e trasformazione dei metalli: </li></ul><ul><li>2.1. arrostimento o sinterizzazione di minerali metallici compresi i minerali solforati </li></ul><ul><li>2.2. produzione di ghisa o acciaio (fusione primaria o secondaria), compresa la relativa colata continua di capacità superiore a 2,5 t/h </li></ul><ul><li>2.3. trasformazione di metalli ferrosi mediante: </li></ul><ul><li>a) laminazione a caldo con una capacità superiore a 20 t/h di acciaio grezzo </li></ul><ul><li>b) forgiatura con magli la cui energia di impatto supera 50 kilojoule per maglio e allorché la potenza calorifica è superiore a 20 MW </li></ul><ul><li>c) applicazione di strati protettivi di metallo fuso con una capacità di trattamento sup. a 2t/h </li></ul>IPP ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
13. <ul><li>2.4. fonderie di metalli ferrosi con una capacità di produzione superiore a 20 t/g </li></ul><ul><li>2.5. impianti: </li></ul><ul><li>a) destinati a ricavare metalli grezzi non ferrosi da minerali, nonché concentrati o materie prime secondarie attraverso procedimenti metallurgici, chimici o elettrolitici </li></ul><ul><li>b) di fusione e lega di metalli non ferrosi con una capacità di fusione superiore a 4 t/giorno per il piombo e il cadmio o a 20 t/g per gli altri </li></ul><ul><li>2.6. impianti di trattamento di superficie di metalli e materie plastiche mediante processi elettrolitici o chimici qualora le vasche destinate al trattamento utilizzate abbiano un volume superiore a 30 m 3 </li></ul>IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
14. <ul><li>3. industria dei prodotti minerali: </li></ul><ul><li>3.1. produzione di clinker (cemento) in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 500 t/g oppure di calce viva in forni rotativi la cui capacità di produzione supera 50 t/g, o in altri tipi di forni aventi una capacità di produzione > 50 t/g </li></ul><ul><li>3.2. produzione di amianto e di prodotti dell’amianto </li></ul><ul><li>3.3. fabbricazione del vetro, compresa la produzione di fibre di vetro, con capacità di fusione > 20 t/g </li></ul><ul><li>3.4. fusione di sostanze minerali, compresa la produzione di fibre minerali, con una capacità di fusione > 20 t/g </li></ul><ul><li>3.5. fabbricazione di prodotti ceramici con una capacità di produzione > 75 t/g e/o con una capacità di forno > 4 m 3 e con una densità di colata per forno > 300 kg/m 3 </li></ul>IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
15. <ul><li>4. industria chimica </li></ul><ul><ul><li>nell’ambito delle categorie di attività della sezione 4 si intende per produzione la produzione su scala industriale mediante trasformazione chimica delle sostanze o dei gruppi di sostanze di cui ai punti da 4.1 a 4.6 </li></ul></ul>IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
16. <ul><li>4.1. impianti chimici per la fabbricazione di prodotti chimici organici di base come: </li></ul><ul><li>a) idrocarburi semplici </li></ul><ul><li>b) idrocarburi ossigenati </li></ul><ul><li>c) idrocarburi solforati </li></ul><ul><li>d) idrocarburi azotati </li></ul><ul><li>e) idrocarburi fosforosi </li></ul><ul><li>f) idrocarburi alogenati </li></ul><ul><li>g) composti organometallici </li></ul><ul><li>h) materie plastiche di base </li></ul><ul><li>i) sostanze coloranti e pigmenti </li></ul><ul><li>k) tensioattivi e agenti di superficie </li></ul>IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
17. <ul><li>4.2. fabbricazione di prodotti chimici inorganici di base, quali: </li></ul><ul><li>a) gas, quali ammoniaca; cloro o cloruro di idrogeno, fluoro o fluoruro di idrogeno, ossidi di carbonio, composti di zolfo, ossidi di azoto, idrogeno, biossido di zolfo, bicloruro di carbonile </li></ul><ul><li>b) acidi, quali acido cromico, acido fluoridrico, acido fosforico, acido nitrico, acido cloridrico, acido solforico, oleum e acidi solforati </li></ul><ul><li>c) basi, quali idrossido d’ammonio, idrossido di potassio, idrossido di sodio </li></ul><ul><li>d) sali, quali cloruro d’ammonio, clorato di potassio, carbonato di potassio, carbonato di sodio, perborato, nitrato d’argento </li></ul><ul><li>e) metalloidi, ossidi metallici o altri composti inorganici, quali carburo di calcio, silicio, carburo di silicio </li></ul>IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
18. <ul><li>4.3. fabbricazione di fertilizzanti a base di fosforo, azoto o potassio (fertilizzanti semplici o composti) </li></ul><ul><li>4.4. fabbricazione di prodotti di base fitosanitari e di biocidi </li></ul><ul><li>4.5. procedimenti chimici o biologici per la fabbricazione di prodotti farmaceutici di base </li></ul><ul><li>4.6. fabbricazione di esplosivi </li></ul>IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
19. <ul><li>5. gestione dei rifiuti </li></ul><ul><ul><li>salvi l’art. 11 della direttiva n. 75/442/CEE e l’art. 3 della direttiva n. 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti pericolosi </li></ul></ul>IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
20. <ul><li>5.1. impianti per l’eliminazione o ricupero di rifiuti pericolosi, della lista di cui all’art. 1, paragrafo 4, della direttiva n. 91/689/CEE, quali definiti negli allegati II A e II B (operazioni R1, R5, R6, R8 e R9) della direttiva n. 75/442/CEE e nella direttiva n. 75/439/CEE sugli oli usati, con capacità di oltre 10 t/g </li></ul><ul><li>5.2. impianti di incenerimento dei rifiuti urbani con una capacità superiore a 3 t/h </li></ul><ul><li>5.3. impianti per l’eliminazione dei rifiuti non pericolosi quali definiti nell’allegato II A della direttiva n. 75/442/CEE ai punti D8, D9 con capacità superiore a 50 t/g </li></ul><ul><li>5.4. discariche che ricevono più di 10 t/g o con una capacità totale di oltre 25.000 t, ad esclusione delle discariche per i rifiuti inerti </li></ul>IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
21. <ul><li>6. Altre attività: </li></ul><ul><li>6.1. fabbricazione: </li></ul><ul><li>a) di pasta per carta a partire dal legno o da altre materie fibrose </li></ul><ul><li>b) di carta e cartoni con capacità di produzione superiore a 20 t/g </li></ul><ul><li>6.2. Pretrattamento (lavaggio, imbianchimento, mercerizzazione) o tintura di fibre o di tessili con capacità di trattamento superiore a 10 t/g </li></ul><ul><li>6.3. concia delle pelli con capacità di trattamento superiore a 12 t/g di prodotto finito </li></ul>IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
22. <ul><li>6.4. a) macelli aventi una capacità di produzione di carcasse di oltre 50 t/g </li></ul><ul><li>b) trattamento e trasformazione destinati alla fabbricazione di prodotti alimentari a partire da: </li></ul><ul><ul><ul><ul><li>materie prime animali (diverse dal latte) con una capacità di produzione di prodotti finiti di oltre 75 t/g </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>materie prime vegetali con una capacità di produzione di prodotti finiti di oltre 300 t/g (valore medio su base trimestrale) </li></ul></ul></ul></ul><ul><li>c) trattamento e trasformazione del latte, con un quantitativo di latte ricevuto di oltre 200 t/g (valore medio su base annua) </li></ul>IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
23. <ul><li>6.5. eliminazione o ricupero di carcasse e di residui di animali con una capacità di trattamento di oltre 10 t/g </li></ul><ul><li>6.6. allevamento intensivo di pollame o di suini con più di: </li></ul><ul><li>a) 40.000 posti pollame </li></ul><ul><li>b) 2.000 posti suini da produzione (di oltre 30 kg), o </li></ul><ul><li>c) 750 posti scrofe </li></ul><ul><li>6.7. trattamento di superficie di materie, oggetti o prodotti utilizzando solventi organici con una capacità di consumo di solvente > 150 kg/h o > 200 t/anno </li></ul><ul><li>6.8. fabbricazione di carbonio (carbone duro) o grafite per uso elettrico mediante combustione o grafitizzazione </li></ul>IPPC ambito di applicazione – allegato I d.lgs. n. 59/2005
24. <ul><li> Ai fini dell'esercizio di nuovi impianti , della modifica sostanziale e dell'adeguamento del funzionamento degli impianti esistenti alle disposizioni del presente decreto, si provvede al rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale …… </li></ul>IPPC autorizzazione integrata ambientale – art. 5, comma 1, d.lgs. n. 59/2005
25. <ul><li>d) impianto esistente: un impianto che, al 10 novembre 1999, aveva ottenuto tutte le autorizzazioni ambientali necessarie all'esercizio, o il provvedimento positivo di compatibilità ambientale, o per il quale a tale data erano state presentate richieste complete per tutte le autorizzazioni ambientali necessarie per il suo esercizio, a condizione che esso sia entrato in funzione entro il 10 novembre 2000; </li></ul><ul><li>e) impianto nuovo: un impianto che non ricade nella definizione di impianto esistente; </li></ul><ul><li>…… </li></ul>IPPC impianto esistente/nuovo – art. 2, comma 1, d.lgs. n. 59/2005
26. <ul><li>n) modifica sostanziale: una modifica dell'impianto che, secondo un parere motivato dell'autorità competente, potrebbe avere effetti negativi e significativi per gli esseri umani o per l'ambiente. In particolare, per ciascuna attività per la quale l'allegato I indica valori di soglia, è sostanziale una modifica che dia luogo ad un incremento del valore di una delle grandezze, oggetto della soglia, pari o superiore al valore della soglia stessa; </li></ul><ul><li>…… </li></ul>IPPC modifica sostanziale – art. 2, comma 1, d.lgs. n. 59/2005
27. <ul><li>i) autorità competente : il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio per tutti gli impianti esistenti e nuovi di competenza statale indicati nell'allegato V o, per gli altri impianti, l'autorità individuata, tenendo conto dell'esigenza di definire un unico procedimento per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, dalla regione o dalla provincia autonoma; </li></ul>IPPC autorità competente – art. 2, comma 1, d.lgs. n. 59/2005
28. <ul><li>Categorie di impianti relativi alle attività industriali di cui all’allegato I, soggetti ad autorizzazione integrata ambientale statale . </li></ul><ul><li>1) Raffinerie di petrolio greggio (escluse le imprese che producono soltanto lubrificanti dal petrolio greggio), nonché impianti di gassificazione e di liquefazione di almeno 500 tonnellate (Mg) al giorno di carbone o di scisti bituminosi; </li></ul><ul><li>2) Centrali termiche ed altri impianti di combustione con potenza termica di almeno 300 MW; </li></ul><ul><li>3) Acciaierie integrate di prima fusione della ghisa e dell'acciaio; </li></ul>IPPC autorità competente – all. V d.lgs. n. 59/2005
29. <ul><li>4) Impianti chimici con capacità produttiva complessiva annua per classe di prodotto, espressa in milioni di chilogrammi, superiore alle soglie di seguito indicate: </li></ul><ul><li>…… . </li></ul><ul><li>5) Impianti funzionalmente connessi a uno degli impianti di cui ai punti precedenti, localizzati nel medesimo sito e gestiti dal medesimo gestore, che non svolgono attività di cui all'allegato I; </li></ul><ul><li>6) Altri impianti rientranti nelle categorie di cui all'allegato localizzati interamente in mare. </li></ul>IPPC autorità competente – all. V d.lgs. n. 59/2005
30. IPPC autorizzazione integrata ambientale – art. 2, comma 1, d.lgs. n. 59/2005 <ul><li>l) autorizzazione integrata ambientale : il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l'impianto sia conforme ai requisiti del presente decreto. Un'autorizzazione integrata ambientale può valere per uno o più impianti o parti di essi, che siano localizzati sullo stesso sito e gestiti dal medesimo gestore; </li></ul>
31. <ul><li> Ai fini dell'esercizio di nuovi impianti, della modifica sostanziale e dell'adeguamento del funzionamento degli impianti esistenti alle disposizioni del presente decreto, si provvede al rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale …… </li></ul>IPPC autorizzazione integrata ambientale – art. 5, comma 1, d.lgs. n. 59/2005
32. <ul><li> L'autorizzazione integrata ambientale sostituisce ad ogni effetto ogni altra autorizzazione, visto, nulla osta o parere in materia ambientale previsti dalle disposizioni di legge e dalle relative norme di attuazione, fatte salve le disposizioni di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e le autorizzazioni ambientali previste dalla normativa di recepimento della direttiva 2003/87/CE. L'autorizzazione integrata ambientale sostituisce, in ogni caso, le autorizzazioni di cui all'elenco riportato nell'allegato II. </li></ul>IPPC autorizzazione integrata ambientale – art. 5, comma 14, d.lgs. n. 59/2005
33. <ul><li>Elenco delle autorizzazioni ambientali già in atto, da considerare sostituite dalla autorizzazione integrata ambientale </li></ul><ul><li>1. Autorizzazione alle emissioni in atmosfera, fermi restando i profili concernenti aspetti sanitari (decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203). </li></ul><ul><li>2. Autorizzazione allo scarico (decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152). </li></ul><ul><li>3. Autorizzazione alla realizzazione e modifica di impianti di smaltimento o recupero dei rifiuti (decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, art. 27). </li></ul>IPPC autorizzazione integrata ambientale – all. II d.lgs. n. 59/2005
34. <ul><li>4. Autorizzazione all'esercizio delle operazioni di smaltimento o recupero dei rifiuti (decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, art. 28). </li></ul><ul><li>5. Autorizzazione allo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB-PCT (decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 209, art. 7). </li></ul><ul><li>6. Autorizzazione alla raccolta ed eliminazione oli usati (decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 95, art 5). </li></ul>IPPC autorizzazione integrata ambientale – all. II d.lgs. n. 59/2005
35. <ul><li>7. Autorizzazione all'utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura (decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99, art. 9) (1). </li></ul><ul><li>8. Comunicazione ex art. 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 per gli impianti non ricadenti nella categoria 5 dell'Allegato I, ferma restando la possibilità di utilizzare successivamente le procedure previste dagli articoli 31 e 33 del decreto legislativo n. 22 del 1997 e dalle rispettive norme di attuazione. </li></ul><ul><li>(1) Si noti che l'attività non è di per sé soggetta al presente decreto, ma può essere oggetto di autorizzazione integrata ambientale nei casi sia tecnicamente connessa ad una attività di cui all'allegato I. </li></ul>IPPC autorizzazione integrata ambientale – all. II d.lgs. n. 59/2005
36. <ul><li>l'autorità competente stabilisce </li></ul><ul><ul><li>il calendario delle scadenze per la presentazione delle domande per l'autorizzazione integrata ambientale relative agli </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>impianti esistenti </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>impianti nuovi già dotati di altre autorizzazioni ambientali alla data di entrata in vigore del d.lgs n. 59/2005 (cioè 7/5/2005) </li></ul></ul></ul>IPPC autorizzazione integrata ambientale – art. 5, comma 3, d.lgs. n. 59/2005
37. <ul><li>la domanda di autorizzazione deve comunque descrivere: </li></ul><ul><li>a) l'impianto, il tipo e la portata delle sue attività; </li></ul><ul><li>b) le materie prime e ausiliarie, le sostanze e l'energia usate o prodotte; </li></ul><ul><li>c) le fonti di emissione dell'impianto; </li></ul><ul><li>d) lo stato del sito di ubicazione dell'impianto; </li></ul><ul><li>e) il tipo e l'entità delle emissioni in ogni settore ambientale, nonché un'identificazione degli effetti significativi delle emissioni sull'ambiente; </li></ul>IPPC domanda di autorizzazione integrata ambientale – art. 5, comma 1, d.lgs. n. 59/2005
38. <ul><li>f) la tecnologia utilizzata e le altre tecniche in uso per prevenire le emissioni dall'impianto oppure per ridurle; </li></ul><ul><li>g) le misure di prevenzione e di recupero dei rifiuti prodotti; </li></ul><ul><li>h) le misure previste per controllare le emissioni nell'ambiente; </li></ul><ul><li>i) le eventuali principali alternative prese in esame dal gestore, in forma sommaria; </li></ul><ul><li>j) le altre misure previste per ottemperare ai principi di cui all'articolo 3. </li></ul>IPPC domanda di autorizzazione integrata ambientale – art. 5, comma 1, d.lgs. n. 59/2005
39. <ul><li>ai fini della presentazione della domanda possono essere utilizzate le informazioni e le descrizioni fornite secondo: </li></ul><ul><ul><li>un rapporto di sicurezza, elaborato conformemente alle norme previste sui rischi di incidente rilevante connessi a determinate attività industriali, </li></ul></ul><ul><ul><li>la norma UNI EN ISO 14001, </li></ul></ul><ul><ul><li>i dati prodotti per i siti registrati ai sensi del regolamento (CE) n. 761/2001, </li></ul></ul><ul><li>nonché altre informazioni fornite secondo qualunque altra normativa. </li></ul>IPPC domanda di autorizzazione integrata ambientale – art. 5, comma 5, d.lgs. n. 59/2005
40. <ul><li>l'autorità competente rilascia l’autorizzazione </li></ul><ul><ul><li>entro centocinquanta giorni dalla presentazione della domanda, </li></ul></ul><ul><ul><li>oppure nega l'autorizzazione in caso di non conformità ai requisiti previsti dal d.lgs. n. 59/2005; </li></ul></ul><ul><li>se non provvede a concludere il procedimento entro tali termini si applica il potere sostitutivo di cui all'art. 5 del d.lgs.31/3/1998, n. 112. </li></ul>IPPC autorizzazione integrata ambientale – art. 5, commi 12 e 17, d.lgs. n. 59/2005
41. <ul><li>l’autorizzazione integrata ambientale deve includere </li></ul><ul><ul><li>le modalità previste per la protezione dell'ambiente nel suo complesso, </li></ul></ul><ul><ul><li>l'indicazione delle autorizzazioni sostituite. </li></ul></ul>IPPC autorizzazione integrata ambientale – art. 5, comma 18, d.lgs. n. 59/2005
42. <ul><li>l'autorizzazione integrata ambientale concessa </li></ul><ul><ul><li>agli impianti esistenti prevede la data, comunque non successiva al 30 ottobre 2007, entro la quale le prescrizioni previste nell’autorizzazione debbono essere attuate, </li></ul></ul><ul><ul><li>agli impianti nuovi , già dotati di altre autorizzazioni ambientali all'esercizio alla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 59/2005 (cioè 7/5/2005) , può consentire le deroghe temporanee di cui al comma 5, dell'articolo 9. </li></ul></ul>IPPC autorizzazione integrata ambientale – art. 5, comma 18, d.lgs. n. 59/2005
43. <ul><li>In caso di rinnovo o di riesame dell'autorizzazione, l'autorità competente può consentire deroghe temporanee ai requisiti ivi fissati ai sensi dell'articolo 7, comma 3 [che fa riferimento alla fissazione di valori limite] , se un piano di ammodernamento da essa approvato assicura il rispetto di detti requisiti entro un termine di sei mesi, e se il progetto determina una riduzione dell'inquinamento. </li></ul>IPPC autorizzazione integrata ambientale – art. 9, comma 5, d.lgs. n. 59/2005
44. IPPC autorizzazione integrata – rinnovo art. 9, comma 1, d.lgs. n. 59/2005 <ul><li>• l’autorità competente rinnova ogni 5 anni le condizioni dell’autorizzazione integrata ambientale confermandole o aggiornandole </li></ul><ul><li>• a tal fine, 6 mesi prima della scadenza, il gestore invia all’autorità competente una domanda di rinnovo </li></ul><ul><li>• l’autorità competente si esprime nei successivi 150 giorni </li></ul><ul><li>• fino alla pronuncia dell’autorità competente, il gestore continua l’attività sulla base della precedente autorizzazione ambientale integrata </li></ul>
45. IPPC autorizzazione integrata – maggiore durata art. 9, commi 2 e 3, d.lgs. n. 59/2005 <ul><li>• nel caso di un impianto che, all’atto del rilascio dell’autorizzazione risulti registrato ai sensi del regolamento 761/2001/CE, il rinnovo è effettuato ogni 8 anni, se la registrazione è successiva all’autorizzazione, il rinnovo di detta autorizzazione è effettuato ogni 8 anni a partire dal primo successivo rinnovo </li></ul><ul><li>• nel caso di un impianto che, all'atto del rilascio dell'autorizzazione, risulti certificato secondo la norma UNI EN ISO 14001, il rinnovo è effettuato ogni 6 anni, se la certificazione è successiva all'autorizzazione, il rinnovo di detta autorizzazione è effettuato ogni 6 anni a partire dal primo successivo rinnovo </li></ul>
46. <ul><li>L’autorizzazione integrata ambientale deve includere </li></ul><ul><li> valori limite di emissione fissati per le sostanze inquinanti, in particolare quelle elencate nell’allegato III, che possono essere emesse dall’impianto interessato in quantità significativa, in considerazione della loro natura, e delle loro potenzialità di trasferimento dell’inquinamento da un elemento ambientale all’altro (acqua, aria e suolo), </li></ul><ul><li> nonché i valori limite ai sensi della vigente normativa in materia di inquinamento acustico. </li></ul>IPPC condizioni dell’autorizzazione integrata ambientale – art. 7, comma 3, d.lgs. n. 59/2005
47. <ul><li>I valori limite di emissione fissati nelle autorizzazioni integrate non possono comunque essere meno rigorosi di quelli fissati dalla normativa vigente nel territorio in cui è ubicato l’impianto. </li></ul><ul><li>Se necessario, l’autorizzazione integrata ambientale contiene ulteriori disposizioni che garantiscono la protezione del suolo e delle acque sotterranee, le opportune disposizioni per la gestione dei rifiuti prodotti dall’impianto e per la riduzione dell’inquinamento acustico. </li></ul><ul><li>Se del caso, i valori limite di emissione possono essere integrati o sostituiti con parametri o misure tecniche equivalenti. </li></ul>IPPC condizioni dell’autorizzazione integrata ambientale – art. 7, comma 3, d.lgs. n. 59/2005
48. <ul><li>i valori limite di emissione, i parametri e le misure tecniche equivalenti di cui al comma 3 fanno riferimento all’applicazione delle migliori tecniche disponibili , </li></ul><ul><ul><li>senza l’obbligo di utilizzare una tecnica o una tecnologia specifica, </li></ul></ul><ul><ul><li>tenendo conto </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>delle caratteristiche tecniche dell’impianto in questione, </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>della sua ubicazione geografica </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>e delle condizioni locali dell’ambiente. </li></ul></ul></ul>IPPC migliori tecniche disponibili – art. 7, comma 4, d.lgs. n. 59/2005
49. <ul><li>o) migliori tecniche disponibili , la più efficiente e avanzata fase di sviluppo di attività e relativi metodi di esercizio indicanti l’idoneità pratica di determinate tecniche a costituire, in linea di massima, la base dei valori limite di emissione intesi ad evitare oppure, ove ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e l’impatto sull’ambiente nel suo complesso. </li></ul><ul><li>Nel determinare le migliori tecniche disponibili, occorre tenere conto in particolare degli elementi di cui all'allegato IV . </li></ul><ul><li>In particolare si intende per: </li></ul><ul><li>… .. </li></ul>IPPC migliori tecniche disponibili – art. 2, d.lgs. n. 59/2005
50. <ul><li>1) tecniche , sia le tecniche impiegate sia le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell’impianto; </li></ul><ul><li>2) disponibili , le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l’applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell’ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purché il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli: </li></ul><ul><li>3) migliori , le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso. </li></ul>IPPC migliori tecniche disponibili – art. 2, d.lgs. n. 59/2005
51. <ul><li>L'autorizzazione integrata ambientale per gli impianti rientranti nelle attività di cui all'allegato I è rilasciata tenendo conto </li></ul><ul><ul><li>delle considerazioni riportate nell'allegato IV </li></ul></ul><ul><ul><li>delle informazioni diffuse ai sensi dell'art. 14, comma 4, </li></ul></ul><ul><ul><li>nel rispetto delle linee guida per l'individuazione e l'utilizzo delle migliori tecniche disponibili, emanate con uno o più decreti dei Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio, per le attività produttive e della salute, sentita la Conferenza Unificata istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. </li></ul></ul>IPPC migliori tecniche disponibili – art. 4, d.lgs. n. 59/2005
52. <ul><li>Decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio 31 gennaio 2005 </li></ul><ul><li>Emanazione di linee guida per l'individuazione e l'utilizzazione delle migliori tecniche disponibili, per le attività elencate nell'allegato I del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372. </li></ul><ul><li>(suppl. ord. n. 135 alla GU n. 135 del 13/6/2005) </li></ul>IPPC migliori tecniche disponibili
53. <ul><li>3. Le linee guida per l'individuazione e l'utilizzazione delle migliori tecniche disponibili emanate ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372, tengono luogo, per gli impianti esistenti, delle corrispondenti linee guida di cui all'articolo 4, comma 1, nelle more della loro approvazione. </li></ul>IPPC migliori tecniche disponibili – art. 17, d.lgs. n. 59/2005
54. <ul><li>1. Ai sensi dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372, sono emanate linee guida recanti i criteri per l'individuazione e l'utilizzazione delle migliori tecniche disponibili, per le attività rientranti nelle categorie descritte ai punti 1.3, 2.1, 2.2, 2.3, 2.4, 2.5 e 6.1 nell'allegato I del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372, relativamente ad impianti esistenti. Tali linee guida, che costituiscono parte integrante del presente decreto, sono riportate in allegato. </li></ul>IPPC migliori tecniche disponibili – art. 1, d.m. 31/1/2005
55. <ul><li>1.3. cokerie </li></ul><ul><li>2.1. arrostimento o sinterizzazione di minerali metallici compresi i minerali solforati </li></ul><ul><li>2.2. produzione di ghisa o acciaio (fusione primaria o secondaria), compresa la relativa colata continua di capacità superiore a 2,5 t/h </li></ul><ul><li>2.3. trasformazione di metalli ferrosi mediante: </li></ul><ul><li>a) laminazione a caldo con una capacità superiore a 20 t/h di acciaio grezzo </li></ul><ul><li>b) forgiatura con magli la cui energia di impatto supera 50 kilojoule per maglio e allorché la potenza calorifica è superiore a 20 MW </li></ul><ul><li>c) applicazione di strati protettivi di metallo fuso con una capacità di trattamento sup. a 2t/h </li></ul>IPPC migliori tecniche disponibili – art. 1, d.m. 31/1/2005
56. <ul><li>2.4. fonderie di metalli ferrosi con una capacità di produzione superiore a 20 t/g </li></ul><ul><li>2.5. impianti: </li></ul><ul><li>a) destinati a ricavare metalli grezzi non ferrosi da minerali, nonché concentrati o materie prime secondarie attraverso procedimenti metallurgici, chimici o elettrolitici </li></ul><ul><li>b) di fusione e lega di metalli non ferrosi con una capacità di fusione superiore a 4 t/giorno per il piombo e il cadmio o a 20 t/g per gli altri </li></ul><ul><li>6.1. fabbricazione: </li></ul><ul><li>a) di pasta per carta a partire dal legno o da altre materie fibrose </li></ul><ul><li>b) di carta e cartoni con capacità di produzione superiore a 20 t/g </li></ul>IPPC migliori tecniche disponibili – art. 1, d.m. 31/1/2005
57. IPPC inventario delle emissioni art. 12, comma 1, d.lgs. n. 59/2005 <ul><li> entro il 30 aprile di ogni anno i gestori degli impianti di cui all’allegato I trasmettono all’autorità competente e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, per il tramite dell’APAT, i dati caratteristici relativi alle emissioni in aria, acqua e suolo, dell’anno precedente. </li></ul>
58. <ul><li>In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie, o di esercizio in assenza di autorizzazione, l’autorità competente procede secondo la gravità delle infrazioni: </li></ul><ul><li>a) alla diffida , assegnando un termine entro il quale devono essere eliminate le irregolarità; </li></ul><ul><li>b) alla diffida e contestuale sospensione della attività autorizzata per un tempo determinato, ove si manifestino situazioni di pericolo per la salute ovvero per l’ambiente; </li></ul><ul><li>c) alla revoca dell’autorizzazione integrata ambientale e alla chiusura dell’impianto, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo e di danno per la salute ovvero per l’ambiente. </li></ul>IPPC art. 11, comma 8, d.lgs. n. 59/2005
59. IPPC – Sanzioni Esercizio con AIA mancante, sospesa o revocata (art. 16 c. 1). Arresto fino a 1 anno o ammenda da 2500 a 26000 euro. Omessa osservanza delle prescrizioni dell’AIA (art 16 c. 2). Ammenda da 5000 a 26000 euro. Esercizio dopo ordine di chiusura impianto (art. 16 c. 3). Arresto da 6 mesi a 2 anni o ammenda da 5000 a 52000 euro. Omessa comunicazione all’autorità competente dell’attuazione previsioni AIA (art. 16 c. 4). Sanzione amministrativa da 5000 a 52000 euro. Omessa comunicazione dati misurazione delle emissioni (art. 16 c. 5). Sanzione amministrativa da 2500 a 11000 euro. Mancata presentazione documentazione integrativa richiesta per rilascio AIA (art. 16 c. 6). Sanzione amministrativa da 5000 a 26000 euro.
3 Via Vas

References: art. 1
 art. 4
 articolo 21
 articolo 21
 articolo 22
 articolo 21
 articolo 22
 articolo 21
 articolo 22
 art. 1
 art. 5
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 5
 art. 5
 art. 27
 art. 28
 art. 7
 art. 9
 art. 33
 art. 5
 art. 5
 art. 5
 art. 5
 art. 5
 art. 5
 art. 5
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 2
 art. 2
 art. 4
 art. 17
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 12
 art. 11