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Timestamp: 2019-11-21 23:39:52+00:00

Document:
Art. 41 bis. (Politiche Strutturali)
Art. 42 bis. (Consulta regionale per le famiglie)
Art. 41.[36]
La Regione riconosce e sostiene le famiglie quali soggetti fondamentali per la formazione e la cura delle persone e quale ambito di riferimento unitario per ogni intervento riguardante la salute, l'educazione, lo sviluppo culturale e la sicurezza sociale di ciascuno dei suoi componenti, in attuazione dei principi stabiliti dagli articoli 2, 3, 29, 30, 31 e 37 della Costituzione. La Regione sostiene la genitorialità e promuove la natalità anche con strumenti di sostegno delle politiche familiari.
Per le finalità di cui al comma 1, la Regione sostiene politiche specifiche mirate a favorire l'assolvimento delle responsabilità familiari, a rafforzare i legami familiari e quelli tra le famiglie, a creare reti locali di solidarietà, a individuare precocemente le situazioni di disagio dei nuclei familiari, con particolare riguardo all'interculturalità e all'integrazione.
La Regione persegue un ruolo di coordinamento delle politiche settoriali al fine di realizzare un sistema più ampio e integrato di politiche strutturali a sostegno delle famiglie, della genitorialità e della natalità.
Art. 41 bis.[37]
In attuazione delle finalità di cui all'articolo 41, la Regione promuove l'adozione di politiche organiche e intersettoriali volte a:
promuovere le famiglie nello svolgimento delle loro funzioni sociali ed educative;
agevolare la formazione e lo sviluppo di nuove famiglie, sostenendone attivamente i progetti di vita e favorendo l'acquisizione di autonomia da parte delle giovani generazioni, supportandole nel reperimento del lavoro e di abitazioni adeguate con idonee politiche lavorative e abitative, anche attraverso un apposito fondo sociale per gli affitti di cui alla legge regionale 24 gennaio 2000, n. 6 (Dotazione del fondo per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione);
sostenere la corresponsabilità paritaria dei genitori negli impegni di crescita ed educazione dei figli, sostenendo il ruolo della paternità e della maternità e favorendo l'equa distribuzione dei carichi familiari anche nei contesti di separazione della coppia genitoriale;
promuovere l'adozione di una fiscalità più attenta e modulata in base alle necessità delle famiglie, anche attraverso processi di studio e sperimentazione;
promuovere e sviluppare idonea attività di sostegno ai genitori in situazione di vulnerabilità per migliorare le competenze educative anche al fine di evitare l'allontanamento dei minori.
Art. 42.[38]
La Regione promuove e incentiva l'istituzione, nell'ambito degli enti gestori dei servizi socio-assistenziali, in raccordo con i consultori familiari, dei centri per le famiglie, di seguito denominati Centri, al fine di organizzare e promuovere attività di aggregazione familiare, di formazione ed educazione alla genitorialità, favorire l'informazione sui diritti e i servizi esistenti sul proprio territorio, favorire iniziative sociali e di mutuo aiuto, rendere accessibili i servizi ai cittadini e alle famiglie e sostenere sul territorio l'azione amministrativa dell'ente pubblico in ambito familiare.
I Centri si collocano nel sistema dei servizi territoriali integrando e completando la rete di interventi offerti alle famiglie dai servizi sociali, sanitari, educativi e del privato sociale e si coordinano con il sistema educativo dell'infanzia, collaborando, in particolare, con i micro-nidi, i nidi d'infanzia, le scuole dell'infanzia e le ludoteche, con cui si favorisce la contiguità e la condivisione degli spazi.
sviluppano politiche e servizi innovativi per le famiglie e a sostegno della genitorialità e della cura dei legami;
promuovono prioritariamente il ruolo attivo delle famiglie nella società anche attraverso azioni in ambito scolastico;
orientano e informano sui diritti e sui servizi previsti dalla legge e dalla normativa locale in materia di benessere familiare;
offrono attività di sostegno alla genitorialità, organizzano e promuovono attività di aggregazione, svolgono attività di consulenza, di mediazione familiare, di prevenzione delle situazioni di vulnerabilità e del disagio familiare nonchè di coordinamento con i consultori familiari, le ASL, i servizi per le tossicodipendenze ed il sistema scolastico rispetto alle loro funzioni, curano i rapporti e costruiscono reti con gli organismi del terzo settore e del no-profit;
offrono adeguati interventi, anche diversificati, a contrasto della conflittualità genitoriale.
E' istituito il Coordinamento regionale dei centri per le famiglie, con obiettivi di coordinamento, formazione, valutazione e proposta sull'attività dei Centri stessi e sulle finalità di cui al presente capo. La Giunta regionale ne determina, con apposito provvedimento e sentita la commissione consiliare competente, la composizione e il funzionamento.
Per le finalità di cui al comma 1, la Giunta regionale istituisce, con proprio provvedimento e sentita la commissione consiliare competente, l'Albo delle associazioni familiari, rivolto ai soggetti previsti dal decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore, a norma dell' articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106 ) che operano sul territorio regionale mediante iniziative di mutuo aiuto per attività di cura, custodia ed assistenza familiare.
Art. 42 bis.[39]
(Consulta regionale per le famiglie)
E' istituita, presso l'assessorato competente in materia di politiche sociali, la consulta regionale per le famiglie, di seguito denominata Consulta, la cui durata corrisponde alla legislatura regionale ed è composta dai seguenti soggetti:
il o la Presidente della Giunta regionale o persona da lui o da lei delegata con funzioni di Presidente;
tre rappresentanti del Coordinamento regionale dei centri per le famiglie;
il o la Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza.
Può altresì far parte della Consulta, su designazione dell'ente di appartenenza, uno o una rappresentante dell'Università di Torino, del Politecnico e dell'Università del Piemonte orientale.
formula proposte ed esprime pareri in ordine alla predisposizione degli atti di programmazione regionale aventi ricaduta sulle politiche per le famiglie;
esprime parere obbligatorio sulle proposte legislative e sugli atti di natura regolamentare riguardanti le politiche per le famiglie;
Art. 43.[40]
promuove iniziative sperimentali per favorire la stipula di accordi tra le organizzazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali, che consentono forme di articolazione dell'attività lavorativa volte a conciliare tempi di vita e tempi di lavoro;
promuove e incentiva la costituzione di banche del tempo, come definite dall' articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53 (Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città) e di ogni iniziativa volta ad armonizzare i tempi delle città con i tempi di cura della famiglia;
promuove l'utilizzo di procedure telematiche che consentono una migliore fruizione dei servizi on line rivolti alle famiglie.
Art. 63.[43]
[36] L'articolo 41 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 13 del 2019.
[37] L'articolo 41 bis è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 13 del 2019.
[38] L'articolo 42 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 13 del 2019.
[39] L'articolo 42 bis è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 13 del 2019.
[40] L'articolo 43 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 13 del 2019.
[41] Il comma 1 dell'articolo 54 è stato abrogato dal comma 14 dell'articolo 2 della legge regionale 16 del 2016.
[42] Il comma 2 dell'articolo 54 è stato sostituito dal comma 15 dell'articolo 2 della legge regionale 16 del 2016.
[43] L'articolo 63 è stato abrogato dalla lettera p) del comma 1 dell'articolo 66 della legge regionale 34 del 2008.
[44] Il comma 2 bis dell'articolo 65 è stato inserito dal comma 16 dell'articolo 2 della legge regionale 16 del 2016.

References: Art. 42

Art. 41

Art. 41

Art. 42
 articolo 1

Art. 42

Art. 43
 articolo 27

Art. 63