Source: http://espertocasaclima.com/2012/07/09/pannelli-silicato-di-calcio-pannelli-idrati-silicato-calcio/comment-page-1/
Timestamp: 2018-06-18 09:05:00+00:00

Document:
I pannelli in silicato di calcio NON sono i pannelli in idrati di silicato di calcio | espertoCasaClima
I pannelli termoisolanti in idrati di silicato di calcio sono una cosa.
I pannelli termoisolanti in silicato di calcio, o calcio silicato, per pareti interne (a rischio di muffa) sono un’altra cosa.
I pannelli in idrati di silicato di calcio sono pannelli isolanti minerali che appartengono al gruppo dei calcestruzzi leggeri porizzati, induriti in autoclave a vapore:
solitamente conducibilità termica 0,045 W/ (mK)
grande permeabilità al vapore 3
I pannelli in silicato di calcio sono pannelli per isolamento termico a cappotto interno, isolanti ed igroregolatori:
un elevato PH 10,5 ca.
conduttività termica 0,060 W/(mK)
alta permeabilità al vapore acqueo 6
e sono solitamente a base di
calce, o calce aerea
cellulosa e sabbia di quarzo, o polvere di marmo, o silicato
densità ca. 240 kg/m³.
I pannelli in idrati di silicato di calcio contengono invece:
idrato di calce
Sabbia: La sabbia impiegata è una materia prima naturale che contiene, oltre al minerale principale quarzo (SiO2), minerali secondari e in traccia naturali. Essa rappresenta una sostanza base fondamentale per la reazione idrotermica durante la fase di indurimento in autoclave al vapore.
Cemento: Secondo la norma DIN EN 197; il cemento funge da legante e viene prodotto prevalentemente da marna calcarea o da una miscela di calcare e argilla. Le materie prime naturali vengono cotte e quindi macinate. Calce viva: Sec. DIN EN 459; la calce viva (CaO) funge da legante e viene prodotta dalla cottura di pietra calcarea naturale.
Anidrite: Sec. DIN 1168; il materiale a base di solfato ha la funzione di condizionare il tempo di indurimento della massa grezza. L’anidrite (CaSO4) viene estratta come materia prima naturale dal sottosuolo oppure prodotta dalla cottura di gesso naturale o artificiale.
Inerte minerale: Polvere da macinazione di frammenti di pannelli / polvere di calcestruzzo porizzato e/o calcare macinato come componente minerale aggiuntivo.
Alluminio: La pasta di alluminio funge da prodotto porizzante. L’alluminio metallico reagisce in ambiente alcalino liberando idrogeno gassoso, che forma i pori e poi si libera in atmosfera.
Acqua: L’acqua è basilare per la reazione idraulica dei leganti. L’acqua è inoltre necessaria per produrre una sospensione omogenea.
Olio disarmante: L’olio disarmante trova impiego come distaccante tra lo stampo e la massa del pannello. Vengono impiegati oli minerali privi di idrocarburi policiclici aromatici con l’aggiunta di additivi a catena lunga per aumentare la viscosità. In tal modo si evita lo spandimento nello stampo e si risparmia olio.
Idrofobizzante: Il prodotto idrofobizzante riduce l’assorbimento di acqua del pannello isolante minerale. Vengono impiegati siliconi liquidi (atomi di silicio legati a catena tramite atomi di ossigeno).
La posa del calcio silicato dall’interno sembra cosa facile:
Questo articolo è stato pubblicato in contro la muffa, isolamento lato interno e taggato come calcio silicato, idrati di silicato di calcio, materiali isolanti il 9 luglio 2012 da Federico Sampaoli
← Cosa significa ammettenza ? Serramenti: per chi vuole saperne di più →
60 pensieri su “I pannelli in silicato di calcio NON sono i pannelli in idrati di silicato di calcio”
Federico Sampaoli Autore articolo 29 maggio 2018 alle 22:05
ci sono alcuni aspetti da tenere a mente:
una struttura traspirante (mattoni intonaci pannelli isolanti igroscopici ecc) permette la migrazione del vapore
la migrazione del vapore è verso l’esterno in periodo invernale
la migrazione del vapore è verso l’interno in periodo estivo
(nelle stagioni intermedie e in altri momenti l’inversione della direzione è ripetuta giornalmente con le variazioni di temperatura esterna)
i pannelli molto igroscopici hanno la capacità di accumulare moltissimo vapore e contenere quei grammi di acqua per tutto il tempo in cui il fenomeno può accadere.
è la stessa quantità di acqua che lentissimamente migra all’esterno d’inverno e che migra in ambiente domestico appena l’umidità interna lo permette.
in questo caso, durante l’inverno, prima, e nella primavera di maltempo, dopo, i pannelli hanno accumulato un bel po’, ed ora tenderanno a ricedere i grammi di acqua all’ambiente fino ad asciugare completamente nel mezzo dell’estate.
il giochetto continuerà in eterno. sta a noi gestire la casa in modo che non si arrivi mai agli estremi.
ricordo sempre di ventilare gli ambienti in inverno brevemente e spesso, cercando di non lasciare tutto il compito sulle spalle degli isolanti igroscopici.
se non sono stato chiaro, ditemelo. grazie
Riccardo 29 maggio 2018 alle 11:41
Salve dr. Sampaoli,
sono Riccardo dalla Sardegna, se ricorda avevamo fatto un lavoro di isolamento interno con silicato di calcio ( 2,5 cm) per ovviare al problema della creazione della muffa da condensa; devo dire che sono rimasto estremamente soddisfatto del lavoro, e da allora, ormai sono passati cinque anni la muffa è solo un brutto ricordo.
Volevo porle un quesito se possibile: questo è un anno estremamente piovoso, e l’umidità esterna è sempre abbastanza alta; per tutti questi mesi invernali abbiamo sempre areato per abbassare il tasso di umidità, mantenendoci sul 70%, ora però non riesco più ad abbassarla, nonostante tenga le finestre aperte per ore l’umidità scende massimo a 80%….appeno chiudo risale anche a 92%.
Ritiene che sia normale?, leggevo nelle caratteristiche tecniche dei pannelli la spiccata capacità di regolare l’umidità interna, svolgendo un’azione di volano termo igrometrico nell’ambiente; è possibile che i pannelli stiano rilasciando l’umidità assorbita in precedenza?
La ringrazio anticipatamente per la risposta e le auguro una buona giornata.
Federico Sampaoli Autore articolo 29 dicembre 2017 alle 12:02
penso che ambienti interessati da umidità di risalita in casi non preoccupanti possano funzionare bene con lastre isolanti in calcio silicato.
se il problema delle murature esistenti è anche la presenza di sali si dovranno utilizzare appositi pannelli nelle porzioni interessate.
il pannello in idrati di silicato di calcio è anche un ottimo isolante e può anche essere posato e rasato con argilla. la posa deve però prevedere solo zone asciutte e sane.
Massimo 29 dicembre 2017 alle 11:12
Sto facendo un intervento di ristrutturazione in centro storico, e sto valutando alcuni prodotti per l’isolamento dall’interno:
1) calcio silicato
2) fibra di legno
3) multipor
Sinceramente ero abbastanza convinto di procedere con la fibra di legno, spessore cm.8, rasatura di argilla + pittura argilla per il piano primo. Al piano terra, avendo problemi di risalita di umidità nel muro in mattoni pieni avevo deciso per il calcio silicato (almeno per un metro e mezzo visto che l’umidità era presente fino ad un metro di altezza) per poi proseguire con la fibra di legno.
Recentemente ho sentito dei tecnici di alcune aziende, e tutti mi hanno sconsigliato di utilizzare la fibra di legno e di utilizzare il Multipor (non sono convinto!!!!).
Cosa nel pensa ???
Federico Sampaoli Autore articolo 26 aprile 2017 alle 10:59
le varie soluzioni proposte dai fornitori di prodotti per edilizia allegano una prestazione acustica da laboratorio di analisi.
certamente l’esistente è progettato senza tagli acustici o altre soluzioni, quindi tamponare una parete è un beneficio, ma di fatto non impedisce ai rumori che si trasmettono attraverso la struttura di arrivare alle altre unità abitative
Valter 26 aprile 2017 alle 10:43
Ho letto che i pannelli in idrati di silicati di calcio hanno anche un buon isolamento acustico.
Isolare acusticamente da un lato una parete tra 2 unità abitative costituita in foratoni anni 50 – spessore 30 cm.
spessore massimo di isolamento = cm.6
1. controparete in cartongesso con lana di roccia stando attenti a tutti i suoi punti critici
2. controparete in pannello isolante tipo “MULTIPOR YTONG”
Quale delle 2 tipologie ha una prestanza migliore a livello di assorbimento acustico?
O se ne ha una migliore lei.
Federico Sampaoli Autore articolo 29 marzo 2017 alle 15:56
entrambi i pannelli sono molto traspiranti.
un po’ di umidità, un po’, potrebbe essere gestita dal pannello in calcio silicato, in caso meglio scegliere un pannello in calcio silicato antisale oppure pensare al risanamento con un intonaco risanante e coibente.
mauro focaccia 29 marzo 2017 alle 12:23
buongiorno,grazie mille per la risposta.
un altra curiosità, i due prodotti si comportano ugualmente a livello di traspirabilità?
inoltre se in qulache zona avessi un pò di umidità di risalita nel muro sottostante devo applicare un telo freno-vapore?
Federico Sampaoli Autore articolo 28 marzo 2017 alle 12:46
il pannello in idrati di silicato di calcio autoclavato isola maggiormente rispetto al calcio silicato e può spingersi tranquillamente verso spessori di 60mm senza enormi spese.
è fatto di idrati di silicato di calcio, calce, sabbia, cemento e agente aerante (infatti ha porosità del 95%)
il calcio silicato è materiale più nobile, e anche più costoso, meno isolante e un po’ più pesante.
entrambi comunque NON emettono composti organici volatili – VOC
per avere un buon comfort estivo meglio una finitura in argilla che porta più massa all’interno
Mauro Focaccia 28 marzo 2017 alle 09:44
Salve, sto convertendo una vecchia stalla ad un ambiente abitativo. Ho sentito parlare di pannelli ytong per il risanamento interno.dalle caratteristiche che hanno mi sembrano diversi dai pannelli in silicato di calcio,quali differenze avrò usando ytong rispetto al pannelli in silicato?
Federico Sampaoli Autore articolo 28 gennaio 2017 alle 11:56
certamente è meglio evitare di interrompere l’isolante per passaggio di impianti.
si può ingrossare lì dove è indispensabile una zona con linee impiantistiche.
l’isolamento interno è sempre da risvoltare per attenuare i ponti termici più forti.
PAOLO P 27 gennaio 2017 alle 19:25
Ringrazio per la gentile risposta. Condivido la scelta del silicato di calce in pannelli. L’unico dubbio che rimane è su come realizzare gli impianti, praticando tracce sul pannello (che di norma sarebbe da evitare) o passando dietro al pannello, sul c.a., ma incidere quest’ultimo sarebbe staticamente e operativamente sconsigliabile…La traccia sarebbe comunque di esiguo spessore e non per l’intero spessore.
E poi per risolvere il nodo muro/solaio non saprei se è opportuno rivestire per 50 cm ca. anche l’intradosso del solaio.
Rinnovo la gratitudine per l’eventuale risposta e i complimenti per il prezioso servizio.
Federico Sampaoli Autore articolo 27 gennaio 2017 alle 16:20
non consiglierei mai di intervenire sul lato interno dell’interrato con preaccoppiati cartongess XPS Poliuretano Lana di roccia o sughero perchè sono stratigrafie insidiose (pur isolando).
meglio un pannello igroscopico e capillare che aderisce alla muratura fredda in tutta la sua superficie senza lasciare spazi di aria e finitura a base calce.
nel periodo invernale sarà meglio mantenere una temperatura confortevole con un po’ di riscaldamento e un corretto ricambio d’aria con una vmc decentralizzata.
già che ci siamo completerei l’isolamento interno con la 4a parete libera dal terreno.
unico momento un po’ a rischio comfort e umidità sarà la primavera con temperature confortevoli all’esterno e troppo basse negli interrati, ma con un interno completamente isolato con questo materiale si noterà una gradevole sensazione mai avuta prima, in questa stagione meglio ventilare manualmente con la normale apertura delle finestre ed equilibrare il clima esterno-interno.
PAOLO P 26 gennaio 2017 alle 20:00
Gentile Federico, avrei un consiglio da chiedere.
Ho un piano seminterrato di un’abitazione in zona climatica D, collinare. 3 murature perimetrali su 4 sono completamente interrate, con bullettonato e cemento osmotico a contatto col terreno (quindi non isolate esternamente), la quarta parete è fuori terra per tutta l’altezza. Al piano superiore ho una zona riscaldata per l’intera proiezione, tranne per una porzione di 9 mq circa che corrisponde ad un portico che raffredda quindi (ipotizzavo un controsoffitto per questa zona).
Dovendo necessariamente intervenire dall’interno che tipo di pannello dovrei applicare come cappotto, avendo poco spazio disponibile? Le condizioni sono:
1) Pareti perimetrali dell’interrato in cemento armato non intonacato, il piano è ancora al grezzo (sottostante platea di fondazione/solaio superiore laterocemento/murature del p.terra portanti con mattone pieno).
2) Vorrei evitare, ovviamente, fenomeni di condensa e garantire un adeguato isolamento termico, specie invernale. (C’è chi mi ha consigliato i vari accoppiati con cartongesso…XPS…Poliuretano…Lana di roccia…e, ultimo ma non ultimo, il sughero).
3) Dovrò realizzare l’impiantistica essenziale (elettrica/termica), sono 36 mq.
4) H. 2.45 al finito e presenza di due finestre.
Mi perdoni per le domande aggiunte: l’unica parete esterna potrei isolarla dall’esterno, per risparmiare cm interni? O mi creerebbe un ponte termico al nodo cappotto esterno/interno?
Per la situazione illustrata dovrei prevedere scambiatori di volumi d’aria o semplici split di a.c. per contenere la condensa che si potrebbe generare?
Per la finitura della rasatura/pittura è sempre da prediligere a base calcio?
Ringrazio infinitamente per la cortese risposta.
Federico Sampaoli Autore articolo 22 gennaio 2017 alle 10:49
un isolamento completo sul lato interno potrebbe presentare meno interruzioni, questo è vero.
ma è sempre consigliabile un isolamento sul lato esterno.
Ramses 20 gennaio 2017 alle 20:53
Deduco che conviene isolare tutto internamente, infatti non sarebbe agevole isolare i ponti termici residui.
Un ultimento chiarimento, mi scusi, per il soffitto la alternativa al calcio silicato sarebbe un isolante leggero con interno in fibrogesso. Di che materiale si tratta? Puo farmi un esempio?
Federico Sampaoli Autore articolo 20 gennaio 2017 alle 17:05
incollando i pannelli sul lato interno a tutta superficie su parete picchettata non resteranno zone vuote e lei non dovrà temere condense interstiziali.
a soffitto si dovrà anche tassellare o cambiare materiale per realizzare un isolamento a secco con isolante flessibile e leggero finito internamente da fibrogesso e freno al vapore idoneo alla situazione (con funzione di tenuta all’aria).
se si eseguirà cappotto esterno e soffitto isolato all’interno si dovrà progettare la attenuazione del ponte termico dove di fatto l’isolante è interrotto.
Ramses 20 gennaio 2017 alle 05:18
Complimenti per il sito! Vorrei cortesemente chiederle un suo parere, se possobile.
Vorrei coibentare una abitazione di circa 100 mq ed effettuare un cappotto interno su un soffitto con sovrastante terrazza (edificio un piano di 25 anni). Molti i problemi, ma pensavo a cappotto di esterno per pareti e interno per soffitto.
Per interno non avrei dubbi circa l’utilzzo del silicato di calcio, penso da 30.
Mi prepccupano pero la posa in opera su intonaco (quanto picchettarlo?), la tassellatura e la prevenzione di ogni possobile condensa interstiziale. A dire il vero anche il trovare maestranze veramente competenri. In alternativa, esiste la possibilita del calcio silicato in controsoffittatura lasciando, diciamo 2 cm di intercapedine? Sciocchezza? O a quel punto non ne varrebbe la pena dati i costi e si potrebbe utilizzare altro isolante?
Federico Sampaoli Autore articolo 21 febbraio 2016 alle 21:26
secondo me il pannello a base di calce aerea e silicato è molto consigliabile. purtroppo il suo collante e rasante contiene anche cemento bianco come legante.
attenzione alla pittura murale finale, che sia almeno a base calce.
Livio 20 febbraio 2016 alle 09:34
Buonasera, ho scelto di isolare l’interno per problemi di muffa con il silicato di calce della rofix, volevo chiederle se è un buon materiale.
LUCA 25 gennaio 2016 alle 12:11
Grazie Dott. San Paoli per la sua cortese risposta.
A parere suo se il foro in cui infilo il bullone lo riempissi con una sostanza a presa rapida al fine di fare un “cappottino” al bullone e togliere aria intorno ad esso, può essere una buona idea ?
E in tal caso saprebbe dirmi le caratteristiche che dovrebbe avere tale sostanza.
Federico Sampaoli Autore articolo 22 gennaio 2016 alle 14:21
qualsiasi sia il ponte termico puntuale in analisi, è il livello di umidità interno a portare alcune zone fredde alla condensa superficiale.
aggiungo che temperature esterne molto rigide aiutano a mantenere l’aria interna molto secca anche facendo ventilazione manuale.
LUCA 21 gennaio 2016 alle 18:19
Ho un pannello coibentato che per questioni statiche è stato perforato con una punta diametro 16 mm e un bullone diametro 6 mm attraversa il pannello e viene bloccato con un sistema particolare sulla superficie interna, mentre un dado speciale chiude il foro da 16 mm e blocca il bullone sulla superficie esterna. Sulla superficie interna il foro da 16 mm viene coperto in parte ma non sigillato. All’esterno è stato messa una sostanza bituminosa per rendere impermeabile l’area interessata dal foro e dal bullone e sigillare il tutto. Tra l’interno e l’esterno in alcuni periodi dell’anno c’è un escursione termica da + 20 ° a – 20° e un umidità al 90 %.
Abbiamo disposto una serie di 9 bulloni su una linea della copertura quasi piana a distanza di circa 6 cm
il ponte termico può creare un punto di condensa per cui si formerebbe una goccia sul bullone che cadrebbe verso il basso ?
Saluti e grazie per l’interessamento
Federico Sampaoli Autore articolo 23 agosto 2014 alle 17:35
la pittura a base calce crea una superficie non amata dalle muffe, in più è un colore salubre per ambienti interni e non nasconde VOC.
la consiglio come opera di risanamento e per la propria salute.
l’effetto non diminuisce, è l’umidità ambiente che deve essere mantenuta il più possibile sotto controllo! anche soli 4 giorni di condensa superficiale possono essere il focolaio di una nuova colonia.
Luca 23 agosto 2014 alle 17:10
Grazie del suggerimento sulla pittura a base di calce.
Se decido di fare la pittura ha idea di quanti anni potrebbe durare l’effetto antimuffa ?
Si tratta di un armadio grande e complesso da spostare per cui non vorrei trovarmi a dovere ritinteggiare dietro l’armadio ogni 2 o 3 anni, vorrei una soluzione che non mi dia pensieri per almeno 10 anni.
Federico Sampaoli Autore articolo 23 agosto 2014 alle 09:02
se la coibentazione interna è l’unica possibile val la pena progettarla bene.
purtroppo la devo avvertire che i mobili in aderenza non dovrebbero stare e 4-5cm di aria spesso sono quelli che non si vorrebbero perdere inutilmente.
il pannello in calciosilicato, già con 25mm di spessore risolve egregiamente il problema della troppo bassa temperatura superficiale interna della parete.
devo ricordare che la coibentazione interna va risvoltata anche a soffitto e sulle tramezze che incontra ai lati per una trentina di centimetri: si può utilizzare un pannello a cuneo oppure uno più sottile da 15mm di spessore
il prezzo dei pannelli in calcio silicato non è regalato (1€/mm spessore/mq il pannello), ma è anche tra i più salubri materiali per interni!
per risparmiare l’investimento di una coibentazione interna:
se dietro all’armadio è veramente l’unico punto della casa in cui si verifica la presenza di muffa si potrebbe provare a rimuovere la muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in ambienti interni e fare una nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato (pittura a base calce).
non si dimentichi di arieggiare e monitorare l’umidità relativa presente in ambiente con un termoigrometro.
Luca 22 agosto 2014 alle 23:19
Buongiorno dr. Sampaoli,
grazie al suo (OTTIMO) blog ho scoperto l’esistenza dei pannelli in calcio silicato.
Ho problemi di muffa dietro a un armadio addossato ad una parete esterna e non potendo agire dall’esterno (vivo in un appartamento) vorrei usare i pannelli in calcio silicato per fare un isolamento interno.
Finora ho trovato come produttori solo :
– Naturalia Bau
– Isolstyle
– Fassa Bortolo
Trattandosi di un materiale costoso e difficilmente reperibile me ne saprebbe indicare altri ?
Potrebbe darmi indicazioni anche di uno spessore da utilizzare considerando che vorrei rimanere il più sottile possibile (costo e ingombro) e che l’efficienza termica non è la mia priorità in questo caso ?
Federico Sampaoli Autore articolo 8 aprile 2014 alle 09:55
il pannello in calcio silicato posato con tutta la superficie incollata a calce aderisce bene e fa un tutt’uno con la muratura.
è igroscopico e capillare: si fa carico di molto vapore e successivamente lo cede facilmente all’ambiente.
Matteo Riella 7 aprile 2014 alle 09:57
Ciao Federico, una domanda: se si isola dall’interno con lastre silicato una parete, non c’è il rischio, visto che ha una permeabilità al vapore molto alta, di condensa interstiziale all’interno della parete, cioè subito dopo le lastre?
Federico Sampaoli Autore articolo 3 ottobre 2013 alle 17:42
i fiocchi di cellulosa sono perfetti per isolare un sottotetto e offrono grande protezione dal caldo se viene calcolato lo spessore adatto.
se non si può accedere al sottotetto ci si deve limitare ad una coibentazione interna, per esempio con pannelli in calcio silicato.
cristina carraro 3 ottobre 2013 alle 17:26
Buona sera, abito in condomino all’ultimo piano con solaio piano in laterocemento con sopra muretti e tavelloni.
Vorrei isolare con fiocchi di cellulosa per contenere i consumi d’inverno.
Cosa ne pensa ? Avrei beneficio anche d’estate? Oppure con che altro materiale?
Federico Sampaoli Autore articolo 20 agosto 2013 alle 18:22
con i migliori materiali naturali si può riportare una muratura in salubrità accettabile, ma forse esiste troppa umidità nel terreno circostante.
esiste documentazione fotografica dello stato di fatto?
cinzia panizzon@libero.it 19 agosto 2013 alle 21:18
avrei urgente necessità di un consulto per risolvere un problema relativo all’umidità di murature site nella campagna mantovana.nell’ambito di un restauro di intonaci presso un portico(originario fine ‘700)facente parte di una corte colonica.gli edifici sono tutti fondo terra senza fondamenta e posano su un substrato ell’argine di un fiume, con notevoli rimaneggiamenti.Il problema principale da affrontare è quello dell’umidità dei muri in pietra,mai bonificati ma ricoperti con più strati di cemento(spessori fino a 25-30 cm)e rifiniti a civile( sabbia di fiume scarsamente legata con poco cemento),con il risultato di superfici incoerenti che non reggevano la pittura più volte sovrammessa, con estesa presenza di macchie umide,muffe,sali cristallizzati in superficie ed efflorescenze varie,distacchi di intonaco e pittura.Il supporto incoerente presentava diffusi fenomeni di distacco intonaco/paramento ed effetto scatolato.Allo stato attuale ho finito la parete principalmente colpita dal fenomeno,che interessa un rustico disabitato e cadente,optando per una rimozione completa dell’intonaco preesistente fino al paramento murario per un’altezza media di 1,70 mt,rimozione dei sali,pulitura accuratissima del pietrame,consolidamento,stillatura con malta a base di calce e riempimento dei vuoti con materiale idoneo,trattamento antisale a bassa pressione,asciugature ed areazioni intermedie ed infine rifacimento degli intonaci con malte deumidificanti traspireanti antisale a base di calce lavorate in modo da aumentare il più possibile la porosità,finitura leggerissima a grassello di calce diluito.La parte superiore una volta pulita,scrostata,consolidata,stuccata,trattata con primer consolidante,è stata rasata con intonaco con malte deumidificanti traspiranti antisale a base di calce lavorate in modo da aumentare il più possibile la porosità e finitura leggerissima a grassello di calce diluito.I materiali sono di prima scelta, spero che il risultato riesca a durare 5/10 anni,altre soluzioni che andassero bene come qualità/prezzo non ne ho trovate.Ora mi si prospetta la seconda parete che confina con appartamento abitato(in particolare bagno),che appare meno grave in quanto solo parzialmente colpita dal fenomeno,che però si localizza principalmente nella zona delle canne del bagno(umidità di condensa? forse i mattoni,che sono essiccati e non cotti,molto fragili e porosi,trattengono l’umidità di condensa che tra l’altro nn può sfogare da nessuna parte essedo la parete tt piastrellata),che però mi si dice in perfetto stato in quanto il bagno è stato rifatto da un paio d’anni fa.Avrei proceduto alla stessa maniera, senonchè il cliente non vuole assolutamente un lavoro della portata/impegno dell’altra parete(dice che non ne vale la pena,io non sono d’accordo),vuole un intervento dal risultato duraturo che però implichi costi bassi,nessuna demolizione,il minimo intervento possibile.Ho preso tempo,e facendo ricerche mi sono imbattuta in una soluzione applicata in un restauro in veneto dove anche in esterni sono stati usati pannelli ROFIX RENOPOR 060 fino a 1,5 mt e MALTA ROFIX MULTIPOR fino alla copertura, l’esperienza mi sembrerebbe applicabile al mio caso,ma il tecnico locale della ROFIX ha forti dubbi sulla tenuta causa saturazione dell’umidità ceduta dall’ambiente…lei cosa ne pensa?ci sono soluzioni alternative? devo presentare soluzione e offerta economica a giro di pochi giorni e non trovo niente di efficace che non implichi demolizione …attendo fiduciosa,grazie
Federico Sampaoli Autore articolo 12 agosto 2013 alle 12:18
a maggior ragione con riscaldamento radiante: l’impianto ha grande inerzia e lavora bene con l’inerzia dell’edificio.
Luca 12 agosto 2013 alle 10:03
Buon giorno, solo un’ultima considerazione.. quanto consigliatomi vale anche nel caso in cui io utilizzi un sistema di riscaldamento e raffrescamento a pavimento, nel quale scaldo e raffreddo aria e quindi non godo di un calore irradiato.
Grazie mille dei suoi consigli.
Federico Sampaoli Autore articolo 12 agosto 2013 alle 09:38
un sistema a cappotto interno da dedicare al passaggio degli impianti sarebbe un grande errore: verrebbe a perdere la massa interna del laterizio porizzato che è utile in regime invernale come accumulo e in regime estivo come luogo dove scaricare energia “di troppo”.
Potreste pensare di riprendere le scannellature delle tracce per impianti con malta termoisolante.
Luca 10 agosto 2013 alle 20:59
leggo con attenzione il suo post gia da un po, mi appresto a realizzare l’impiantistica della mia nuova casa, però vorrei evitare di tracciare gli impianti all’interno della muratura perimetrale, in quanto non vorrei intaccare le capacità termodinamiche (25cm laterizzio porizzato e 12 cm cappotto eps )dell’involucro.
Mi piacerebbe utilizzare un sistema simil cappoto interno, utilizzando o i pannelli di silicato di calcio, o tamponatura in fibra di cellulosa, quale mi consiglia?.
Maurizio 28 giugno 2013 alle 14:54
Considerando che la tecnica a fresco è un pò più complicato per via dei tempi, metterò anche il rivestimento. Grazie per i consigli sempre molto ma molto utili.
Federico Sampaoli Autore articolo 25 giugno 2013 alle 17:38
con pannelli in calcio silicato tutti gli strati devono collaborare:
collante e rasante a base di calce idraulica naturale
intonachino decorativo traspirante a base di grassello di calce botticino e pigmenti naturali.
nel suo caso RÖFIX Renopor Collante e rasante specifico
Se si desidera si può applicare sulla superficie con tecnicia a fresco, RÖFIX Sesco Pittura alla calce, oppure dopo aver atteso almeno 10 giorni, RÖFIX Pittura ai silicati o RÖFIX VITAL Pittura naturale a base argilla (Lehmfarbe).
È anche possibile applicare rivestimenti minerali, permeabili al vapore, quali ad es. RÖFIX 715 Rivestimento minerale pregiato.
In nessun caso si devono applicare rivestimenti impermeabili quali prodotti in dispersione (acrilici, vinilici, ecc.).
Maurizio 25 giugno 2013 alle 00:36
Ciao Federico, (ti do’ del tu) sono quello che aveva messo, per mal consiglio,polistirolo nella camera delle bambine e che voleva sostituirlo con il sughero. Dopo molte ricerche, ho buttato via il polistirolo eda d ho messo silicato di calcio (rofix da 25 mm). Adesso devo fare la prima rasatura con la rete, e poi il secondo strato. Solo che ho un problema,e solo tu puoi aiutarmi. I rivenditori non ne sanno molto ,allora ho iterpellato un paio di rappresentanti renopor. –Il primo mi ha consigliato dopo il secodo strato di rasante un primer ai silicati e successivamente una pittura ai silicati.–Il secondo (legato alla ditta dove ho preso i prodotti) dopo la rasatura dice che devo mettere un rivestimento a base calce(360) e poi la pittura abase di calce, e non applicare una lisciatura(anche se a base calce) perchè andrei a compromettere la forte traspirabilità del sistema. Il problema è che il rivestimento rimane un pò grezzo, adatto ad una cucina ma non ad una cameretta per bambine.La mia domanda è semplice: il rivestimento è indispensabile? se non lo è prima della pittura ci vuole il primer? in questo caso andrebbe bene solo a base calce (visto che l’ho già comprato)?
Federico Sampaoli Autore articolo 24 maggio 2013 alle 09:18
le temperature superficiali ottenibili con un isolamento interno andrebbero calcolate.
in genere i pannelli in calcio silicato hanno spessore 20mm e 40mm, più che sufficienti per migliorare i punti difficili
Rosso 24 maggio 2013 alle 08:31
Buongiorno, faccio seguito alla mail di ierei con la quale le ho allegato delle foto, per chiederle un consiglio riguardo all’uttilizzo del silicato di calcio:
Mi sembra di aver appurato dalle varie discussioni e esperienze qui espresse, che i pannelli di silicato di calcio posti internamente in corrispondenza dei ponti termici, siano un buon rimedio al problema legato alla condensazione interna e muffe, sia perche aumentano la temperatura superficiale della muratura interna , sia perche sono igroscopici.
Nel caso in esame andrei ad applicare i pannelli internamene solamente in corrispondenza del ponte termico (trave a soffitto) che spessore devo utilizzare?
Federico Sampaoli Autore articolo 22 maggio 2013 alle 21:30
immagino un cappotto esterno di 6cm in eps. non è specificato.
no alle intercapedini collegate a prese d’aria, se inizia a girare anche aria fredda nelle murature le temperature superficiali si abbasseranno e anche le condense interstiziali saranno favorite.
la descrizione dei buchi nel cappotto per fare uscire l’acqua mi suggeriscono che
-la finitura esterna del cappotto è sbagliata come apertura alla diffusione del vapore (forse acrilica?)
-il cappotto beve acqua
-il cappotto in zona spruzzi di acqua piovana (scala e balcone) non è posato in materiale adatto (xps) e con rasatura adatta
i ponti termici così manifesti internamente devono essere curati con un debole isolamento sul lato interno
Barbara 22 maggio 2013 alle 17:05
Buongiorno, ho letto diversi articoli del suo sito e devo dire che … mi sto facendo una cultura su questi argomenti. La sua preparazione è davvero invidiabile. Mi sento piccola piccola in materia. Ho un dubbio su come risolvere il problema di un mio amico. Lui ha un appartamento al piano terra di una piccola palazzina di due piani. Ha muffa in corrispondenza dei ponti termici balcone e scala esterna perché quando l’hanno costruita hanno messo un cappotto esterno da 6 cm discontinuo in quei punti, inoltre secondo me non hanno lasciato nessuna intercapedine nei muri, perché sono pieni di condensa, ha dovuto bucare il capotto esterno per far uscire tutta l’acqua presente …. e anche dentro in casa non è che la situazione sia molto salubre, l’umidità è notevole. Io sto valutando l’ipotesi di consigliargli di creare un intercapedine interna e poi mettere un pannello isolante interno almeno lungo i due lati della casa confinanti con il balcone e la scala. Poi farei dei fori lungo tutto il perimetro della casa per collegare l’intercapedine con l’esterno, inserendo degli sfiati di areazione continua per ventilare e asciugare i muri. Lei dice che potrebbe funzionare e risolvere il problema? Grazie Barbara
Federico Sampaoli Autore articolo 14 maggio 2013 alle 08:08
Roefix per esempio offre tutti i tipi di pannello. Quello che lei indica (Renopor S) è ancora più particolare perchè indicato per la coibentazione interna in presenza di umidità e quindi presenza di sale. Spesso presente in edifici vecchi nella parte bassa
Fabio 14 maggio 2013 alle 06:41
Penso di aver capito. Lastre in silicato di calcio per il risanamento sono le Rofix Renopor S e l’isolante in idrato di silicato di calcio è il Rofix Multipor. Corretto?
Federico Sampaoli Autore articolo 13 maggio 2013 alle 22:36
Visto da lontano il prodotto è lo stesso, questo si può dire. Ma è un’informazione poco utile.
Già che un pannello in silicato di calcio non contiene cemento e ha un pH elevato, NON può essere lo stesso di un pannello in idrati di silicato di calcio.
Fabio 13 maggio 2013 alle 18:58
Non sono proprio d’accordo. Il prodotto è lo stesso, cambia solo la densità. Al proposito ho intervistato l’ufficio tecnico di uno dei principali fornitori e mi ha confermato che non vi è alcuna differenza se non nella densità.
Federico Sampaoli Autore articolo 19 marzo 2013 alle 08:14
un ponte termico è una parte dell’edificio dove il flusso di calore cambia.
se ho capito bene lei vuole isolare dall’esterno i ponti termici quali pilastri o solai con 12cm.
mi sembra una buona idea, in relatà si potrebbe calcolare con precisione lo spessore occorrente
enrico 18 marzo 2013 alle 21:14
Sto costruendo casa ho già lo scheletro con pilastri in cemento armato e il tetto l’ho fatto ventilato e con fibra d legno(12cm)x la chiusura perimetrale pensavo di usare un forato da 40cm e mettere un cappotto da 12cm sul cemento(pilastri e solai) all’interno l’accostamento tra laterizio e cemento e il solo intonaco(calce)mi può dare dei problemi(es ponte termico)?
Federico Sampaoli Autore articolo 17 marzo 2013 alle 08:42
in una corretta progettazione dei pacchetti costruttivi (senza condense e umidità), con i giusti accorgimenti costruttivi e adeguata protezione alle intemperie ( distanza dal terreno) non conosco controindicazione.
mattia 17 marzo 2013 alle 00:55
Grazie, un’altra domanda. Ho visto dai tuoi articoli che La fibra di legno è una cosa “miracolosa” però non mi convince per niente la durata nel tempo (possibilità di marcire) e l’attacco di parassiti e roditori. Che altrettanto valide alternative ci sono?
Federico Sampaoli Autore articolo 13 marzo 2013 alle 17:35
il famosissimo Celenit N è lana di legno di abete rosso mineralizzata e legata con cemento Portland, quindi non è esattamente assimilabile ad un pannello di fibra di legno che è un materiale solo coibente. Anche il Celenit N coibenta, non tanto quanto, ma isola termicamente anche lui (diciamo un 30% meno)
mattia 13 marzo 2013 alle 10:23
Buongiorno Federico, grazie per la pronta risposta nella sezione dello sfasamento. Ora però mi sorge un dubbio su una questione che credevo aver capito.
Che differenza c’è tra fibrolegno celenit, pannello in celenit N, pannello in fibrolegno, fibrolegno “fiber therm” e fibra di legno?
Federico Sampaoli Autore articolo 20 febbraio 2013 alle 19:57
i pannelli in calcio silicato non sono come il marmo ma posso bene applicare pensili.
Giuliana 4 febbraio 2013 alle 19:05
Velocissimo, Federico… sto leggendo un po’ per giorno i tuoi consigli, quello che scrivi è estremamente utile per cominciare ad orientarsi nel mondo della progettazione e dei materiali.
Dall’esterno non posso intervenire, questa porzione di casa è costruita in aderenza ad un edificio con mattoni “faccia a vista”, per di più in piena zona demaniale. Se coibento faccio tutto dall’interno, anche il resto della casa.
Per quel che riguarda l’umidità… ho un igrometro all’esterno e uno all’interno, che sono abituata a leggere più o meno tutti i giorni. L’umidità interna invernale è leggermente inferiore a quella esterna, ma mai a livelli confortevoli (quasi sempre oltre il 70%, uno schifo).
Gran parte dei danni li fa il tetto-colabrodo, che purtroppo ha gli anni della casa (primi ‘900) e che abbiamo in progetto di risolvere proprio quest’anno. Mi ha colpita positivamente l’uso dell’isolante in fibra di legno, che risolverebbe anche l’eccesso di calore in estate. A tempo debito chiederò lumi…
Il pannello in calciosilicato l’ho preso in considerazione anche se i costi sono alti… mi rimane il problema pensili di cucina. Come si può affrontare?
Ti ringrazio, ogni suggerimento è prezioso per profani come me 🙂
Federico Sampaoli Autore articolo 4 febbraio 2013 alle 17:40
tra la ruspa e il cappotto esterno, meglio scegliere il cappotto esterno!
non capisco il terrore di affrontare il cappotto esterno e la tranquillità di affrontare una coibentazione dall’interno (ben più difficile).
comunque ecco il consiglio “appassionato”: http://www.youtube.com/watch?v=YGcoY3iNmRU
ed ecco il secondo: controllate quanta umidità state producendo internamente.
Giuliana 4 febbraio 2013 alle 17:05
mi daresti un consiglio spassionato?
Vorrei isolare una porzione di casa dall’interno, 3 pareti di mattoni forati “a tre teste” (35 cm circa) esposte tra nordest e nordovest. Posizione sfigatissima, materiali scarsi – solo forati e intonaco. Su una di queste pareti c’è una cucina con mobiletti pensili, e naturalmente acqua gas e scarichi.
Ho vistosi problemi di muffa, che cammina sia sul soffitto lungo i travi, sia sulle pareti dietro i mobili. I muri sono gelidi!
Che faccio, chiamo una ruspa demolitrice o c’è qualche soluzione (oltre al termocappotto, al momento non realizzabile) che mi permetta di rendere l’ambiente vivibile?
Con gli isolanti interni devo dire addio ai pensili e riprogettare la cucina?
Abito in provincia di Pesaro, primissimo entroterra, aperta campagna in pianura. Casa singola esposta a venti gelidi invernali (bora), nessun isolamento. Ti prego, aiutami :-)))
Federico Sampaoli Autore articolo 19 luglio 2012 alle 16:26
il pannello in calcio silicato lo uso in situazioni difficili, per esempio se devo risolvere zone a rischio muffa.
I pannelli termoisolanti in idrati di silicato di calcio mi servono per fare un cappotto esterno o interno, con spessori maggiori.
Roberto 19 luglio 2012 alle 14:10
Come sempre complimenti per la precisione dei tuoi interventi. Ma avevo una domanda da fare: in termini pratici i pannelli in calcio silicato idrato in cosa differenziano rispetto ai pannelli in calcio silicato?
(aggiungerei……. a parte il prezzo)Grazie
Cerca in archivio gli articoli del Seleziona mese giugno 2018 (3) maggio 2018 (7) aprile 2018 (9) marzo 2018 (7) febbraio 2018 (6) gennaio 2018 (6) dicembre 2017 (7) novembre 2017 (6) ottobre 2017 (5) settembre 2017 (3) agosto 2017 (10) luglio 2017 (6) giugno 2017 (5) maggio 2017 (11) aprile 2017 (5) marzo 2017 (8) febbraio 2017 (3) gennaio 2017 (8) dicembre 2016 (2) novembre 2016 (5) ottobre 2016 (3) settembre 2016 (3) agosto 2016 (3) luglio 2016 (6) giugno 2016 (3) maggio 2016 (6) aprile 2016 (12) marzo 2016 (10) febbraio 2016 (4) gennaio 2016 (5) dicembre 2015 (2) novembre 2015 (2) ottobre 2015 (7) settembre 2015 (2) luglio 2015 (8) giugno 2015 (2) maggio 2015 (3) aprile 2015 (3) marzo 2015 (11) febbraio 2015 (9) gennaio 2015 (7) dicembre 2014 (3) novembre 2014 (7) ottobre 2014 (11) settembre 2014 (10) agosto 2014 (4) luglio 2014 (4) giugno 2014 (4) maggio 2014 (7) aprile 2014 (6) marzo 2014 (5) febbraio 2014 (4) gennaio 2014 (13) dicembre 2013 (4) novembre 2013 (7) ottobre 2013 (14) settembre 2013 (10) agosto 2013 (9) luglio 2013 (8) giugno 2013 (7) maggio 2013 (6) aprile 2013 (12) marzo 2013 (13) febbraio 2013 (8) gennaio 2013 (10) dicembre 2012 (12) novembre 2012 (7) ottobre 2012 (9) settembre 2012 (3) agosto 2012 (5) luglio 2012 (6) giugno 2012 (6) maggio 2012 (9) aprile 2012 (14) marzo 2012 (17) febbraio 2012 (13) gennaio 2012 (11) novembre 2011 (3) ottobre 2011 (11) settembre 2011 (12) agosto 2011 (6) luglio 2011 (5) giugno 2011 (2) maggio 2011 (7) aprile 2011 (8) marzo 2011 (5) febbraio 2011 (3) gennaio 2011 (5) dicembre 2010 (9) novembre 2010 (9) ottobre 2010 (1) settembre 2010 (1) luglio 2010 (2) giugno 2010 (8) maggio 2010 (2) aprile 2010 (8) marzo 2010 (7) febbraio 2010 (1) gennaio 2010 (5) dicembre 2009 (3) novembre 2009 (7) ottobre 2009 (1) agosto 2009 (4) luglio 2009 (4) giugno 2009 (5) maggio 2009 (7) aprile 2009 (11) marzo 2009 (1)
sul PIANETA TERRA : (55)
Federico Sampaoli su La resistenza termica della perlite espansa in granuli
260.177 click dal 1 gennaio 2018

References: articolo 29
 articolo 29
 articolo 26
 articolo 29
 articolo 28
 articolo 28
 articolo 27
 articolo 22
 articolo 20
 articolo 21
 articolo 22
 articolo 23
 articolo 23
 articolo 8
 articolo 3
 articolo 20
 articolo 12
 articolo 12
 articolo 25
 articolo 24
 articolo 22
 articolo 14
 articolo 13
 articolo 19
 articolo 17
 articolo 13
 articolo 20
 articolo 4
 articolo 19