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Timestamp: 2019-07-16 12:11:28+00:00

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Post - Giovanni Fontana
Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Re:Sanzioni amministrative - Ordinanza-Ingiunzione - Competenza
« il: 15 Luglio 2019, 17:27:32 »
Toscana / L.R. 81/2000 - Applicabilità alle ordinanze comunali - Quesito
« il: 14 Luglio 2019, 19:00:13 »
Di recente, si discute circa l'applicabilità della L.R. 81/2000 alle violazioni alle ordinanze comunali, in luogo della legge 689/1981.
Chi scrive è di diverso avviso.
Ai sensi dell'art. 1 della L.R. cit. (Ogget to e ambito di applicazione), la medesima detta norme per il riordino delle funzioni di sanzionamento amministrativo e per l’applicazione delle sanzioni amministrative nelle mate rie attribui te alla Regione ovvero connesse a funzioni ad essa delegate dallo Stato (comma 1) e, per quanto non previsto dalla citata legge si
applicano le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) e successive modificazioni. In buona sostanza, si tratta di una legge speciale, che, per ragioni interne alla organizzazione regionale, deroga o, per meglio dire, va ad integrare le disposizioni già previste dalla citata l. 689/1981, con particolare riferimento al relativo Capo I, Sezz. I e II.
Per quanto attiene il TUEL approvato con d. Lgs. 267/2000, lo stesso riconosce piena autonomia agli EE.LL. (art. 3) ed in tale ambito si collocano i poteri di ordinanza del sindaco e dei dirigenti, alla stregua di ogni altro regolamento dell'Ente (artt. 7, 50 e 107). A tal fine, il Comune ha un autonomo potere sanzionatorio, stabilito, inequivocabilmente, dall'art. 7-bis TU cit. che, per quanto riguarda l'ambito di applicazione delle medesime sanzioni rimanda alla legge 689/1981 (comma 3, art. 7-bis cit.).
Per quanto mostrato, rimandare l'applicazione delle sanzioni stabilite dal Comune, nell'ambito della propria autonomia, a quanto disposto dalla L.R. 81/2000 per l'applicazione delle sanzioni nelle materie di competenza regionale o delegate alla regione, oltre che non apparire coerente con l'ordinamento giuridico dello Stato, sul piano politico-istituzionale, andrebbe a ledere la stessa autonomia che la Costituzione riconosce agli EE.LL.
In attesa di un gradito confronto, ringrazio per l'attenzione.
Chiedi agli esperti (servizio gratuito) / Sanzioni amministrative - Ordinanza-Ingiunzione - Competenza
« il: 14 Luglio 2019, 12:57:19 »
TULPS e polizia amministrativa / Reg. TULPS e modifiche ex d.L. 5/2012
« il: 13 Luglio 2019, 12:58:55 »
Autorevole dottrina (LINGUANTI/PARADISI), sembra riferire che a seguito delle modifiche apportate al TULPS dal d.L. 5/2012 conv. l. 35/2012 agli artt. 129 e 159 del Reg. TULPS, è possibile:
- effettuare piccoli trattenimenti (ex art. 69 TULPS) all'interno dei p.e. della somministrazione, senza necessità di altra licenza, in quanto l'autorizzazione per l'attività prevalente, assorbe anche le attività soggette alla licenza anzidetta. In buona sostanza e per fare un esempio concreto, il titolare di un bar, potrebbe realizzare all'interno del p.e. un'attività di karaoke, anche maggiorando il prezzo delle bevande o praticando un prezzo per la partecipazione all'evento;
- anche nei circoli privati autorizzati alla vendita di bevande alcoliche ai propri soci, è possibile vendere anche a non soci i propri prodotti.
Toscana / Re:Art. 95 L.R. 62/2018 - Sanzione applicabile
« il: 13 Luglio 2019, 12:17:45 »
Toscana / Art. 95 L.R. 62/2018 - Sanzione applicabile
« il: 07 Luglio 2019, 19:03:02 »
TULPS e polizia amministrativa / Re:REITERAZIONE - Effetti pagamento ordinanza-ingiunzione
« il: 19 Giugno 2019, 13:03:29 »
TULPS e polizia amministrativa / REITERAZIONE - Effetti pagamento ordinanza-ingiunzione
« il: 11 Giugno 2019, 10:02:43 »
COMMERCIO aree pubbliche / Re:Commercio su area pubblica - Veicoli e obbligo estintori
« il: 10 Giugno 2019, 19:23:21 »
Toscana / Art. 1164 Codice della Navigazione - Pagamento e autorità cui presentare ricorso
« il: 08 Giugno 2019, 13:32:12 »
In relazione alle prescrizioni previste da una nostra ordinanza demaniale, viene stabilito che la relativa inosservanza è sanzionata da 100 a 1000 euro, in relazione all'art. 1164 Cod. Navigazione.
Da un prontuario della Capitaneria di porto - Guardia Costiera di Genova, si evince che il procedimento viene "definito" con la "Capitaneria di porto / Regione", senza specificare, a chi vadano inoltrati gli scritti difensivi e a chi effettuare il pagamento della s.m.r. pari ad euro 200,00
Quindi, presumo che questi scritti difensivi vadano presentati al Presidente della G.R. della Toscana, ma non sono altrettanto certo del fatto che il pagamento vada effettuato a favore della Regione Toscana, giacché lo stesso Ente è delegato ad esercitare le funzioni dello Stato, ma non credo possa anche "godere" dei "benefici che derivano dall'attività sanzionatoria.
Potete meglio chiarire la questione?
Somministrazione / Re:Illecito amministrativo - Esposto del privato - Deduzione
« il: 22 Maggio 2019, 12:26:59 »
Ottimo...come sempre, una garanzia!!!
« il: 22 Maggio 2019, 08:57:18 »
Ritenendo che il quesito, così formulato, possa risultare di interesse, anche per altri frequentatori del forum, intanto, pubblico io stesso una interessante sentenza del TAR T.A.R. Puglia Lecce Sez. I Sent., 09-09-2011, n. 1582, la cui massima è la seguente:
"Il verbale della polizia municipale, come tutti i verbali provenienti da pubblici ufficiali, ha efficacia di piena prova, fino a querela di falso, ai sensi dell'art. 2700 c.c. relativamente alla provenienza dell'atto dal pubblico ufficiale che lo ha formato, alle dichiarazioni delle parti e agli altri fatti che il pubblico ufficiale attesti avvenuti in sua presenza o da lui compiuti e, se la fede privilegiata non si estende né agli apprezzamenti del pubblico ufficiale né alle sue valutazioni e deduzioni, tali elementi non sono comunque privi di valore probatorio, in quanto possono fornire elementi presuntivi idonei a fondare la decisione ove siano gravi, precisi e concordanti, ragion per cui tali rapporti conservano un'attendibilità intrinseca che può essere infirmata solo da una specifica prova contraria."
Resta comunque gradito, ogni ulteriore contributo utile a portare chiarezza.
Somministrazione / Illecito amministrativo - Esposto del privato - Deduzione
« il: 22 Maggio 2019, 08:40:52 »
In tema di accertamento di illecito amministrativo in materia di somministrazione, non è sempre agevole accertare in concreto la fattispecie sanzionata.
A parere di chi scrive, l'accertamento dell'illecito può essere anche dedotto dall'organo di vigilanza, sulla base di indizi di derivazione processualpenalistica (del resto, la legge 689/1981, sebbene citata come legge sulla depenalizzazione, come correttamente indicato nella relativa rubrica comporta "modifiche al sistema penale"), gravi, precisi e concordanti.
Altri ritengono, invece, che senza l'accertamento (sensoriale) diretto del P.U., non è sostenibile l'accertamento di illecito meramnte dedotto.
Ciò premesso, sempre a parere di chi scrive, mancano, ovviamente, i presupposti della c.d. "fede privilegiata" di cui all'art. 2700 del C.C. ma, ciò non toglie, che secondo il libero convincimento del giudice - quindi, secondo un giudizione che pone il privato e la P.A. sul medesimo livello - l'atto di accertamento possa, comunque, essere confermato, in sede di giudizio, perché adeguatamente motivato.
Gradirei sapere il Vs. autorevole parere in merito e, soprattutto, se esiste giurisprudenza sul tema a sostegno di quanto affermato da chi scrive.
Ringrazio e resto in attesa di una cortese risposta.
COMMERCIO aree pubbliche / Commercio su area pubblica - Veicoli e obbligo estintori
« il: 17 Aprile 2019, 11:36:16 »
Alla luce della normativa e della prassi esistente, chi scrive, è dell'avviso che l'obbligo di portare al seguito idoneo estintore, è da riferire, esclusivamente, al commerciante su a.p. che trasporta merci del settore ALIMENTARE e faccia uso del GPL e, comunque, soggetti al protocollo ARD.
Ci viene richiesto di estendere analogo controllo, ai commercianti su a.p. del settore NON ALIMENTARE che stazionano presso i mercati.
Ciò premesso, si chiede cortesemente se tale obbligo possa essere effettivamente esteso anche a questa categoria di commercianti e, in tal caso, in base a quiale normativa/prassi.
TULPS e polizia amministrativa / Re:Mancato pagamento sanzioni amministrative per insolvibilità/irreperibilità
« il: 03 Febbraio 2019, 21:13:06 »
TULPS e polizia amministrativa / Mancato pagamento sanzioni amministrative per insolvibilità/irreperibilità
« il: 03 Febbraio 2019, 18:37:02 »
Polizia locale / Art. 7, comma 15 bis Nuovo Codice della Strada - Fattispecie
« il: 28 Gennaio 2019, 10:03:02 »
Come risaputo, il comma 15 bis dell'art. 7 del Nuovo Codice della Strada, va a sanzionare chi esercita, senza autorizzazione, il parcheggiatore o guardiamacchine ovvero che ne ha la gestione, anche avvalendosi (nelle forme aggravate) di minori.
Ipotesi che, sul piano sanzionatorio e degli effetti sulla persona (c.d. "daspo urbano"), ha sicuramente i suoi potenziali effetti.
Peraltro, a seguito di approfondimenti sulla configurabilità della fattispecie - secondo la relativa giurisprudenza - siffatta sanzione risulta da ascrivere solo a chi abbia organizzato, in concreto, un "parcheggio privato" (anche se svolto su area pubblica). In buona sostanza e per quanto mi consta, la mera richiesta di una generica elargizione di denaro da parte di uno o più soggetti, presso un parcheggio pubblico, non configura, l'esercizio dell'attività di parcheggiatore o guardiamacchina.
Altra cosa è, ovviamente, il caso dell'estorsione, quando la somma di denaro viene richiesta con la minaccia di un danno ingiusto al veicolo dell'automobilista o la truffa, se il parcheggiatore rilascia una falsa ricevuta (Circ. M.I. 10.01.2019 § 2, ALL.TO 1).
Ho letto diversi verbali di contestazione dell'illecito indicato in oggetto e, quindi, di "daspo urbano", utilissimi e ben fatti.
Ma resto nel dubbio, circa la concreta ascrivibilità della sanzione a carico di chi riceve una somma di denaro, nell'abito di un parcheggio pubblico - con o senza tariffa pubblica - giacché la stessa potrebbere assurgere ad una mera elargizione di denaro, a scopo solidaristico, che già la Corte Costituzionale ha avuto modo di scriminare (rispetto al reato di accattonaggio) allorché tale richiesta non andasse a travalicare i diritti della persona che decide, liberamente, di solidarizzare con chi è nel bisogno.
E' ben noto, che questa è la comune circostanza cui, spesso, ci troviamo ad assistere, durante i controlli del territorio.
Quindi, sulla base di quanto sopra argomentato, mi interesserebbe sapere che risultato ha dato la prassi adottata dagli uffici che hanno eventualmente sanzionato quelle persone che si sono limitate a chiedere denaro nell'ambito di un parcheggio pubblico, in assenza di altri ed ulteriori indici che dimostrino la trasformazione oggettiva dell'area pubblica, in un'area gestita da un privato, allo scopo economico di organizzarlo in un parcheggio (il caso più emblematico, gli extracomunitari che stazionano presso i parcheggi pubblici tariffati, esterni ai supermercati, ecc.)
Commercio (dettaglio) e forme speciali / Re:Chi è l'hobbista?
« il: 25 Gennaio 2019, 08:49:51 »
Intanto, grazie: risposta concreta e senza tanti giri di parole.
A corollario di queste riflessioni, alcuni altri quesiti-considerazioni.
Altri autorevoli commentatori, fanno, infatti, riferimento, alla normativa fiscale e, in via derivata, stabiliscono dei principi di carattere generale, quali la possibilità di non emettere ricevute (se non quando trattino con commercianti: obbligo da riferire più ai secondi, che non ai primi) e, qualora le emettano, di adeguarsi alla normativa fiscale che prevede l'imposta di bollo; il valore limite (€ 250,00) delle cose vendute, oltre le quali si configurerebbe il commercio; il numero massimo annuo di partecipazioni a mercatini vari; ecc: in realtà, sarebbero solo il frutto di ricostruzioni, non aderenti a nessuna norma positiva.
Parliamo, quindi, di una zona grigia della polizia amministrativa ma, se vogliamo, anche di quella fiscale, giacché gli eventuali accertamenti finalizzati alla individuazione della fattispecie, presuppongono l'acquisizione di indizi di non semplice acquisizione: primi fra tutti, quelli finalizzati ad appurare l'esistenza dell'impresa commerciale e/o artigianale.
Per altro verso e quindi valorizzando il valore culturale del "baratto" (antica prassi di scambio, per superare la condizione di bisogno), la facilitazione di questo tipo di attività - magari prevedendo tariffe di occupazione del suolo pubblico ridotte, se non gratuite, ecc. - potrebbe contribuire a dare luogo ad una sorta di "reddito di cittadinanza", dove la persona disagiata (il disoccupato "hobbista"), senza venire umiliata nella sua dignità dall'obolo di Stato (per come oggi viene fatto apparire), potrebbe sentirsi parte attiva del sistema economico-sociale.
Ad ogni buon conto, sarebbe corretto affermare che durante un controllo di polizia amministrativa, ciò che dovremmo sicuramente verificare sono elementi quali:
1. l'effettiva e concreta presenza dell'hobbista che si dichiara tale, presso il punto vendita?
2. l'assoluta non riconducibilità dell'hobbista ad una qualsivoglia attività d'impresa? quindi, verificando il codice fiscale, stabilire se - quale ditta individuale o quale socio di una società di persone o di capitali - risulti iscritto alla camera di commercio o sia titolare di titoli commerciali. Peraltro, sul punto, mantengo un dubbio in ordine al fatto che un commerciante non possa anche fare l'hobbista, qualora i beni che pone in commercio siano diversi da quelli della sua attività d'impresa.
3. la mancanza in loco di quansiasi mezzo di registrazione fiscale?
Commercio (dettaglio) e forme speciali / Chi è l'hobbista?
« il: 24 Gennaio 2019, 19:16:36 »
Capisco bene, come la domanda possa apparire banale, quasi a dare per scontato chi siano questi soggetti.
Peraltro, per quanto mi consta, non esiste una norma che "canonizzi" il limite di esercizio dell'attività hobbistica.
Forse, per esclusione, si potrebbe dire cosa non sono, in ragione della legge che disciplina una specifica attività.
Possono non essere considerati "commercianti", ma a condizione che i beni che pongono in vendita, non siano acquistati da terzi e rivenduti al consumatore finale... ma se avessero l'hobby di raccogliere cianfrusaglie e, rivendendole, acquistarne altre?
Presa per buona l'esclusione dalla categoria del commerciante (in senso tecnico), si potrebbe dire che l'hobbista è colui che produce in proprio i beni che pone in commercio? ma, allora, non sarebbe meglio considerarlo un artigiano o, se vogliamo, un produttore di opere dell'ingegno creativo (peraltro, escluso di diritto dalla legge commerciale, dall'art. 9, comma 1, lett. i) della l.r. 62/2018)? Peraltro, il riferimento all'opera dell'ingegno è rafforzata dal riferimento all'art. 2575 c.c. e quindi, sarebbe assai riduttivo pensare a questo soggetto, come ad un abile manovale che riesce a riprodurre, in sequenza, un qualsiasi prodotto che non sia caratterizzato dalla originalità.
A cosa mi resta da pensare, in questa ricerca spasmodica nel mondo del diritto positivo, che non mi offre ricerche convincenti?
Forse che - sia nell'impresa commerciale, sia nell'impresa artigiana - l'elemento comune sia proprio l'impresa o, per meglio dire, l'IMPRENDITORE, la cui attività è diretta alla produzione e allo scambio di beni e servizi, come prevede il codice civile.
Astraendo dal mondo del diritto positivo e sempre utilizzando il criterio "per esclusione", dovrei giungere a sostenere che il c.d. hobbista non è un imprenditore, ma scambia beni e servizi, per hobbi e quindi, per diletto...
Giungo a questa definizione astratta, non troppo convinto di questa definizione residuale, a meno che, possa esistere, in concreto, un criterio di valutazione che mi consente di delimitare un limite (se esiste, nel diritto positivo), oltre al quale si diventa IMPRENDITORE.
Qui mi fermo e lasciando aperta la domanda di cui all'oggetto.
COMMERCIO aree pubbliche / Sequestro cautelare ex art. 106 comma 4 l.r. 62/2018
« il: 22 Gennaio 2019, 09:42:36 »
Alla luce delle recenti novità introdotte dalla l.r. Toscana 62/2018, mi pongo e vi pongo un interrogativo sulla natura del sequestro (che io definisco "estortivo") di cui all'art. 116/IV l. cit.
Intanto, il legislatore regionale assurge a "sequestro cautelare" quello relativo alle attrezzature e merci in uso al commerciante su area pubblica, autorizzato ad esercitare il commercio, ma che lo esercita in modo irregolare. Diversamente, il secondo comma dell'art. 13 della l. 689/1981, individua nel "sequestro cautelare", quello inerente le "...cose che possono formare oggetto di confisca amministrativa..." ovvero quelle che "...servirono o furono destinate a commettere la violazione..." oppure quelle delle quali "...la fabbricazione, l'uso, il porto, la detenzione o l'alienazione..." costituisce violazione amministrativa (art. 20 l. 689/81).
Quindi, a parere di chi scrive, il "sequestro estortivo" delle attrezzature e le merci oggetto di cui sopra, resta una mera misura amministrativa, in quanto finalizzata al pagamento della sanzione pecuniaria amministrativa: non a caso, il comma 4 dell'art. 106 l.r. cit., nulla prevede in ordine alla destinazione delle cose sequestrate, qualora non avvenga il pagamento in misura ridotta, entro i canonici sessanta giorni. Le dovremo considerare cose abbandonate o cos'altro e, in tal caso, che cosa ne dovremo fare? In questo caso, infatti, nessun riferimento viene fatto alla confisca amministrativa (vera e propria sanzione accessoria che si applica di diritto), se non in via derivata, se ed in quanto applicabile il principio del combinato di sposto di cui agli artt. 13 e 20 l. 689/81: ma, per quanto già detto, il caso non mi sembra possa essere riferibile al "sequestro estortivo".
In termini di prassi operativa (ch'è poi la cosa di più diretto interesse), come dovremo comportarci ovvero, quali margini di operatività abbiamo rispetto a quello che pare essere un obbligo giuridico che rischia di ingabbiare l'attività della P.A.? Evidentemente, se ogni qualvolta un commerciante commette una mera irregolarità (fatta salva quella inerente la pubblicità dei prezzi), si deve procedere al sequestro ("estortivo"), è immaginabile che l'attività di verifica e controllo, venga sacrificata dalla necessità di adempiere alle formalità necessarie a mantenere inalterate le cose sequestrate: quanto meno per evitare che il commerciante, in una fase successiva, richieda i danni alla P.A., per omessa conservazione del bene sequestrato e (comunque) destinato al commercio.
Chiaro l'intento del legislatore regionale, di contrastare un fenomeno deleterio, quale il commercio irregolare esercitato da chi non è aggredibile sul piano pecuniario, in quanto insolvibile: non è solvibile per la sanzione amministrativa in via breve, ma non lo è neppure in futuro, allorquando alla somma di denaro di cui sopra, si debbono aggiungere quelle necessarie alla successiva attivazione delle procedure di riscossione... quindi, si interrompe subito l'attività e, sequestrando l'oggetto del commercio, si evita che lo stesso possa essere portato a conseguenze ulteriori. Ma la misura, per quanto già detto, è da estendere, oggi, a qualsiasi altro illecito e, soprattutto, a qualsisi altro soggetto, anche solvibile.
Se, per ipotesi, possiamo, infine, paragonare la misura del "sequestro estortivo" a quello che nel codice della strada è il "fermo amministrativo" (art. 207 cod. cit.) applicabile ai veicoli recanti targa non italiana (finalizzato, per l'appunto, al pagamento della sanzione), potremmo trovare una via "più semplice" da applicare, che potremmo definire il "fermo commerciale": in buona sostanza, la merce e le attrezzature oggetto del sequestro potrebbero essere affidate al commerciante (una volta catalogate, fotografate, ecc.), con l'intimazione di cessare l'attività commerciale stessa e, soprattutto, l'uso delle attrezzature e la vendita di quelle stesse merci. In caso di violazione, il "custode" affidatario della merce, sarebbe punibile per l'omessa custodia delle merci ovvero la rimozione degli eventuali sigilli applicati.
Francamente non so se questa ipotesi, possa o non possa essere condivisibile, in punto di diritto ma, certamente, una rigida applicazione della norma, non so quanti e quali vantaggi oggettivi possa portare.
...dura lex sed lex...
Turismo / Art. 19-bis dL 113/2018 ed estensione art. 109 TULPS agli stabilimenti balneari
« il: 04 Dicembre 2018, 19:15:16 »
Alla luce dell'interpretazione autentica di cui all'art. 19-bis del d.L. 113/2018, ritenete che anche il concessionario di stabilimento balneare sia tenuto a notificare all'Autorità di P.S. il nominativo di chi prende in locazione un punto ombra della spiaggia, per un perioro inferiore a trenta giorni?
Soprattutto in un periodo in cui gli stranieri non sono facilmente identificabili ne è pensabile che gli stessi abbiano al seguito il passaporto o altro documento di identità personale, tale disposizione sarebbe molto utile a facilitare l'identificazione dello straniero, avvalendosi della registrazione dello stesso presso la direzione del p.e.
Somministrazione / Re:Frequentatori di circolo privato con somministrazione
« il: 07 Novembre 2018, 21:58:34 »
Sanzioni Amministrative / Notifica ordinanza ingiunzione
« il: 07 Novembre 2018, 13:45:07 »
Un collega, riferisce che in sede di notifica di ordinanza a cittadini extracomunitari irreperibili, la sanzione può essere applicata, anche se l'ordinanza ingiunzione non ha raggiunto il soggetto sanzionato: in definitiva, non gli è stata notificata
Io non ne sono troppo convinto e quindi vi chiedo se avete simili precedenti.
Sarebbe importante, soprattutto per consentire non spendere inutilmente in ricerche assurde, soggetti irreperibili.
Somministrazione / Frequentatori di circolo privato con somministrazione
« il: 06 Novembre 2018, 21:46:27 »
Ci siamo confronttati, nel merito del fatto, che a parere di alcuni operatori, durante un controllo di polizia amministrativa presso un circolo privato, è ammissibile che alcuni avventori (ospiti) risultino sprovvisti della iscrizione al circolo privato.
Altri operatori, diversamente, ritengono che tutte le persone presenti all'interno del circolo privato debbono essere iscritte al circolo.
Altri ancora, ritengono che tutti coloro (ospiti o meno) che consumano alimenti e bevande, ancorché ospiti, debbono essere iscritti al circolo, ad esclusione delle persone che non usufruiscono del servizio di somministrazione.
Esistono precedenti amministrativi o giudiziari, utili ad attestarsi su una di queste posizioni?
Sanità e sicurezza / Re:Sanzioni in materia di alimenti e bevande
« il: 14 Marzo 2018, 09:58:19 »
Sanità e sicurezza / Sanzioni in materia di alimenti e bevande
« il: 12 Marzo 2018, 07:58:52 »
Sanità e sicurezza / Re:Vendita alimenti su area pubblica
« il: 21 Gennaio 2018, 19:39:07 »
« il: 13 Gennaio 2018, 15:51:29 »
Sanità e sicurezza / Vendita alimenti su area pubblica
« il: 10 Gennaio 2018, 17:03:44 »
COMMERCIO aree pubbliche / Dislocazione posteggi mercati e sicurezza
« il: 01 Novembre 2017, 09:33:28 »
Anche alla luce delle nuove "direttive Minniti", a quali eventuali riferimenti normativi si deve fare riferimento per individuare i posteggi presso mercati e fiere? Giova precisare che mi riferisco, esclusivamente, al commercio del settore NON ALIMENTARE, dove NON SONO USATE fiamme libere, liquidi/gas combustibili, camion-negozio alimentari e simili.
16 Luglio 2019, 14:11:28

References: art. 7
 art. 69
 Art. 95
 Art. 1164
 sentenza 
 Art. 7
 § 2
 art. 106
 Art. 19
 art. 109