Source: http://www.brocardi.it/codice-di-procedura-penale/libro-terzo/titolo-iii/capo-iii/art263.html
Timestamp: 2017-12-13 03:25:17+00:00

Document:
Art. 263 codice di procedura penale - Procedimento per la restituzione delle cose sequestrate - Brocardi.it
Tu sei qui: Fonti > Codice di procedura penale > LIBRO TERZO - Prove > Titolo III - Mezzi di ricerca della prova > Capo III - Sequestri > Articolo 263
Articolo 263 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 263 Codice di procedura penale
3. In caso di controversia sulla proprietà delle cose sequestrate, il giudice ne rimette la risoluzione al giudice civile del luogo competente in primo grado, mantenendo nel frattempo il sequestro (1).
5. Contro il decreto del pubblico ministero che dispone la restituzione o respinge la relativa richiesta, gli interessati possono proporre opposizione sulla quale il giudice provvede a norma dell'articolo 127.
6. Dopo la sentenza non più soggetta a impugnazione [648], provvede il giudice dell'esecuzione [665].
(1) La competenza è di norma riconosciuta al giudice competente e nel caso di provvedimento ex art. 262, comma quarto, successivo alla sentenza irrevocabile, al giudice dell'esecuzione.
La norma in esame trova il suo fondamento nell'esigenza di sottoporre la procedura di restituzione delle cose sequestrate ad una precisa disciplina in grado di risolvere eventuali dubbi sull'appartenenza delle stesse.
Massime relative all'art. 263 Codice di procedura penale
Cass. n. 5353/2015
È illegittima la decisione con cui il Gup rigetti, senza motivare sul punto, l'opposizione avverso il provvedimento di diniego di restituzione delle cose sequestrate, con cui l'interessato deduca la sopravvenuta inefficacia del sequestro, operato dalla polizia giudiziaria, in conseguenza della mancata convalida del P.M., in quanto l'opposizione a tal fine è ritualmente proposta ex art. 263, comma quinto, cod. proc. pen., non essendo, invece, ammissibile il riesame.
Cass. n. 10618/2014
È legittimo il sequestro probatorio di supporti informatici disposto per svolgere accertamenti sui dati in essi contenuti, pur se la legge 18 marzo 2008, n. 48, nel modificare le disposizioni del codice di procedura penale, ha previsto la possibilità di estrarre copia degli stessi con modalità idonee a garantire la conformità dei dati acquisiti a quelli originali, in quanto questa disciplina non impedisce di imporre un vincolo su tali "cose", ma si limita a consentire la presentazione di una successiva richiesta di restituzione a norma dell'art. 263 c.p.p..
Cass. n. 26914/2013
In relazione alla richiesta di restituzione di cose sequestrate, il giudice penale deve rimettere gli atti al giudice civile e mantenere il sequestro solo se è già pendente tra le parti una causa civile avente ad oggetto la controversia sulla proprietà dei beni se, invece, non vi è alcun procedimento in sede civile, il giudice penale può direttamente restituire le cose al soggetto al quale le stesse risultino legittimamente appartenere alla stregua degli elementi fattuali fino ad allora accertati.
Cass. sez. un. n. 9857/2009
Il ricorso per cassazione contro l'ordinanza emessa dal G.i.p. a norma dell'art. 263, comma quinto, c.p.p., è deciso in camera di consiglio con le forme del rito non partecipato di cui all'art. 611 c.p.p.
L'ordinanza del G.i.p., che a norma dell'art. 263, comma quinto, c.p.p., provvede sull'opposizione degli interessati avverso il decreto del P.M. di rigetto della richiesta di restituzione delle "cose" in sequestro o di rilascio di copie autentiche di documenti, è ricorribile per cassazione per tutti i motivi indicati dall'art. 606, comma primo, c.p.p..
Cass. sez. un. n. 7946/2008
È ammissibile il ricorso per cassazione avverso l'ordinanza con la quale, ai sensi dell'art. 263, comma quinto, c.p.p., il giudice per le indagini preliminari decide sull'opposizione proposta dall'interessato avverso il decreto di rigetto, da parte del pubblico ministero, della richiesta di restituzione di cose sequestrate.
Cass. sez. un. n. 25161/2002
Cass. n. 1980/2000
L'ordinanza con la quale il giudice del dibattimento dispone la restituzione all'avente diritto di un bene sottoposto a sequestro probatorio può essere impugnata, a mente dell'art. 586 c.p.p., non autonomamente, ma solo unitamente alla sentenza che definisce il relativo grado di giudizio, dovendosi escludere la sua ricorribilità in Cassazione, in applicazione della disciplina camerale di cui all'art. 127 c.p.p., in quanto l'art. 263 c.p.p., che regola la procedura per la restituzione delle cose in sequestro, rinvia a detta disciplina soltanto con riferimento alla fase delle indagini preliminari e non a quella del giudizio, dove il contraddittorio fra le parti si è già instaurato.
Cass. n. 3018/1993
Contro il provvedimento che, a norma dell'art. 262, secondo comma, c.p.p. abbia disposto il mantenimento del sequestro a garanzia del pagamento delle spese di giustizia, è ammesso, oltre al riesame, ricorso diretto per cassazione.

References: Articolo 263

Articolo 263
 sentenza 
 art. 262
 sentenza 

Cass. 
 art. 263

Cass. 

Cass. 

Cass. sez. 

Cass. sez. 

Cass. sez. 

Cass. 
 sentenza 

Cass.