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Timestamp: 2020-06-06 04:26:47+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20248 del 25/07/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20248 del 25/07/2019
Cassazione civile sez. VI, 25/07/2019, (ud. 12/03/2019, dep. 25/07/2019), n.20248
sul ricorso 22758-2017 proposto da:
T.D., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SAN LEO 34,
presso lo studio dell’avvocato CINZIA CIRCOSTA, che lo rappresenta e
RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI ROMA (OMISSIS), in
persona del Ministro pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA
VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO,
che lo rappresenta e difende ope legis;
avverso la sentenza n. 3101 /2017 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
-depositata l’11/05/2017;
partecipata del 12/03/2019 dal Consigliere Relatore Dott. Maria
T.D. spiegava appello contro l’ordinanza del Tribunale di Roma con cui era stato respinto il ricorso da lui proposto avverso il provvedimento emesso dalla competente Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. Il gravame era dichiarato inammissibile dalla Corte di appello di Roma con sentenza del giorno 11 maggio 2017: nella circostanza il giudice distrettuale rilevava che l’impugnazione andava proposta con ricorso, secondo quanto poteva desumersi dal D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 19, comma 9, come sostituito dal D.Lgs. n. 142 del 2015, art. 27,e che pertanto, ai fini della tempestività del gravame, rilevava il momento in cui l’atto di impugnazione (nella specie rappresentato da una citazione) Fosse stato depositato in cancelleria; poichè il detto deposito aveva avuto luogo oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza del Tribunale, l’appello, ad avviso della Corte di merito, risultava essere tardivo.
Avverso la pronuncia ha proposto ricorso per cassazione il cittadino straniero. I la resistito con controricorso il Ministero dell’interno che ha anche richiesto rimessione alle S.U. sulla questione relativa al modello processuale d’instaurazione del giudizio di secondo grado.
Il ricorrente deduce nel primo motivo la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 19, comma 9, novellato dal D.Lgs. n. 142 del 2015, art. 27. L’impugnazione investe l’affermazionè della Corte di appello per cui il gravame andava proposto con ricorso e non con citazione.
Le Sezioni Unite di questa Corte hanno precisato, di recente, che nel vigore del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 10, così come modificato dal D.Lgs. n. 142 del 2015, art. 27 comma 1, lett. f), l’appello ex art. 702 quater c.p.c., proposto avverso la decisione di primo grado sulla domanda volta al riconoscimento della protezione internazionale deve essere introdotto con ricorso, in aderenza alla volontà del legislatore desumibile dal nuovo tenore letterale della norma (Cass. Sez. U. 8 novembre 2018, n. 28575). Nella specie, invece, il gravame è stato introdotto con una citazione notificata nel rispetto del termine di trenta giorni prescritto per l’impugnazione (cfr. pag. 18 del ricorso), ma il deposito in cancelleria dell’atto risulta essere tardivo.
Ciò non basta tuttavia ad escludere la cassazione della pronuncia impugnata. Le richiamate Sezioni Unite hanno infatti aggiunto che la
detta “innovativa esegesi, in quanto imprevedibile e repentina al consolidato orientamento pregresso, costituisce un overrulling processuale che, nella specie, assume carattere peculiare in relazione al momento temporale della sua operatività, il quale potrà essere anche anteriore a quello della pubblicazione della prima pronuncia di legittimità che praticò la opposta esegesi (Cass. n. 17420 del 2017), e ciò in dipendenza dell’affidamento sulla perpetuazione della regola antecedente, sempre desumibile dalla giurisprudena della Corte, per cui l’appello secondo il regime dell’art. 702 quater c.p.c., risultava proponibile con citazione”. In base a tale principio, cui il Collegio deve conformarsi, va dunque valorizzato l’affidamento dell’odierno istante nel perdurare della regola per cui il gravame doveva proporsi con citazione: sicchè, a fronte della tempestività della notificazione di tale atto, la Corte del merito non avrebbe potuto dichiarare l’inammissibilità dell’appello.
L’accoglimento del primo motivo determina l’assorbimento dei successivi.
La sentenza impugnata va pertanto cassata, con rinvio della causa, anche per la pronuncia sulle spese del giudizio di legittimità, alla Corte di appello di Roma in diversa composizione.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la
causa alla Corte di appello di Roma, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
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 art. 19
 art. 27
 art. 19
 art. 27
 art. 10
 art. 27
 art. 702
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