Source: https://renatodisa.com/2018/02/13/corte-cassazione-sezione-lavoro-sentenza-23-gennaio-2018-n-1646-la-domanda-volta-far-dichiarare-la-nullita-linvalidita-linefficacia-degli-atti-cessione-del-ramo-azienda-la-conse/2/
Timestamp: 2018-05-26 21:38:24+00:00

Document:
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 23 gennaio 2018, n. 1646. La domanda volta a far dichiarare la nullità, l'invalidità o l'inefficacia degli atti di cessione del ramo di azienda e la conseguente domanda di condanna al ripristino del rapporto di lavoro - Pagina 2 di 4 - Avvocato Renato D'Isa
Diritto Amministrativo (2232)
Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale (1354)
Diritto Civile e Procedura Civile (5420)
Diritto Fallimentare (572)
Diritto Penale e Procedura Penale (5619)
Diritto Tributario (810)
Sentenze & Ordinanze (15504)
Consiglio di Stato (2062)
Consiglio di Stato 2018 (257)
Cassazione civile 2018 (523)
Cassazione penale 2018 (481)
Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 23 gennaio 2018, n. 1646. La domanda volta a far dichiarare la nullità, l’invalidità o l’inefficacia degli atti di cessione del ramo di azienda e la conseguente domanda di condanna al ripristino del rapporto di lavoro
Home/Cassazione civile 2018, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto/Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 23 gennaio 2018, n. 1646. La domanda volta a far dichiarare la nullità, l’invalidità o l’inefficacia degli atti di cessione del ramo di azienda e la conseguente domanda di condanna al ripristino del rapporto di lavoro
Segue pagina antecedente
6. Il primo motivo, relativo a violazione e falsa applicazione della L. Fall., articolo 24, articoli 409 e 433 c.p.c. per improcedibilita’ delle domande incidenti sull’asse della procedura fallimentare della cessionaria, e’ infondato.
6.1. Premessa l’esatta impostazione della questione in termini, non gia’ di competenza in funzione della vis attractiva del foro fallimentare, ai sensi della L. Fall., articolo 24 (non derivando comunque l’azione dal fallimento), ma piuttosto in termini di rito, a norma della L. Fall., articolo 52 e articolo 92 ss. (Cass. 29 marzo 2011, n. 7129; Cass. 18 ottobre 2005, n. 20131), e’ corretta l’esclusione della devoluzione cognitoria al giudice fallimentare delle domande in questione.
6.2. Al riguardo, appare opportuno chiarire come il discrimen tra le due sfere di cognizione sia ravvisabile nell’individuazione delle rispettive speciali prerogative: del giudice del lavoro, quale giudice del rapporto e pertanto delle controversie aventi ad oggetto lo status del lavoratore, in riferimento ai diritti di corretta instaurazione, vigenza e cessazione del rapporto, della sua qualificazione e qualita’, miranti a pronunce di mero accertamento oppure costitutive (come quelle di annullamento del licenziamento e di reintegrazione nel posto di lavoro), in quanto appartenenti alla cognizione speciale propria di tale giudice (Cass. 29 marzo 2011, n. 7129; Cass. 29 settembre 2016, n. 19308; Cass. 3 febbraio 2017, n. 2975); del giudice fallimentare, quale giudice del concorso, nel senso dell’accertamento e della qualificazione dei diritti di credito dipendenti da rapporto di lavoro, in funzione della partecipazione al concorso (anche eventualmente in conseguenza di domande di accertamento o costitutive in funzione strumentale: Cass. 20 agosto 2013, n. 19271) e con effetti esclusivamente endoconcorsuali, a norma della L. Fall., articolo 96, u.c., ovvero destinate comunque ad incidere sulla procedura concorsuale e che pertanto devono essere esaminate nell’ambito di quest’ultima per assicurarne l’unita’ e per garantire la parita’ tra i creditori.
6.3. In esatta applicazione dei suenunciati principi di diritto nell’interpretazione delle domande dei lavoratori (di accertamento di nullita’, inefficacia o illegittimita’ della loro assegnazione all’ipotizzato ramo d’azienda “Linea GI”; con conseguente accertamento “nei confronti” dei predetti di nullita’, inefficacia o illegittimita’ della cessione del preteso ramo d’azienda e comunque della cessione del contratto di lavoro; e “per l’effetto” di accertamento della sussistenza del rapporto di lavoro con la societa’ cedente, di condanna al suo ripristino con determinazione delle modalita’ per la sua effettiva reintegrazione), la Corte territoriale ha ritenuto la domanda “strumentale soltanto all’accertamento della continuita’ del rapporto di lavoro degli appellanti con la societa’ cedente e alla condanna della stessa al ripristino del rapporto”, sicche’ “l’accertamento richiesto non costituisce… premessa di una pretesa economica nei confronti della massa fallimentare”, neppure potendo “ritenersi che la statuizione richiesta sia destinata a ripercuotersi sul riassetto delle componenti patrimoniali accertate nell’ambito della procedura concorsuale” potendo derivarne “l’unico effetto del “ritorno dei due appellanti alle dipendenze di (OMISSIS) e non anche il rientro degli altri beni strumentali ceduti” (cosi’ dal penultimo capoverso di pg. 12 al primo di pg. 13 della sentenza). Ed essa accertava coerentemente, in dispositivo, la sola “sussistenza senza soluzione di continuita’ del rapporto di lavoro tra (OMISSIS), (OMISSIS), (OMISSIS) e la societa’ (OMISSIS) s.p.a. con condanna di quest’ultima al ripristino del rapporto”.
6.4. Bene pertanto e’ stata dalla Corte meneghina qualificata la domanda e la sua portata in esito ad un accertamento in fatto, che, come noto, e’ insindacabile in sede di legittimita’ qualora, come appunto nel caso di specie, sia sorretto da una motivazione congrua ed esente da vizi logici ne’ giuridici (Cass. 20 agosto 2002, n. 12259; Cass. 7 luglio 2006, n. 15603; Cass. 18 maggio 2012, n. 7932).
Ne’, per la ragione illustrata, la pronuncia si pone in contrasto con precedente di questa Corte, secondo cui la domanda relativa all’accertamento della nullita’ o della simulazione delle cessioni d’azienda sarebbe attratta al foro fallimentare, per l’incidenza degli effetti di giudicato del suo accoglimento “nei confronti di tutte le parti”, con inevitabile ripercussione sul riassetto delle componenti patrimoniali accertate nell’ambito della procedura concorsuale (Cass. 9 ottobre 2006, n. 21634).
6.5. Infine, appare irrilevante, per la genericita’ dell’allegazione e la violazione del principio di autosufficienza in assenza di trascrizione ne’ di produzione della documentazione relativa, il riferimento alle conseguenze sullo stato passivo accertato nel fallimento della cessionaria (all’ultimo capoverso di pg. 15 del ricorso), che la Corte non e’ in grado di valutare.
7. Il secondo motivo, relativo a violazione e falsa applicazione dell’articolo 2697 c.c., articoli 115 e 116 c.p.c. per la mancata indicazione delle ragioni di formazione del convincimento decisorio, e’ inammissibile.
7.1. Non si configura, infatti, la denunciata violazione di norme di diritto, siccome non integrata dagli appropriati requisiti di erronea sussunzione della fattispecie concreta in quella astratta regolata dalla disposizione di legge, mediante specificazione delle affermazioni in diritto contenute nella sentenza impugnata che motivatamente si assumano in contrasto con le norme regolatrici della fattispecie e con l’interpretazione delle stesse fornita dalla giurisprudenza di legittimita’ o dalla prevalente dottrina (Cass. 26 giugno 2013, n. 16038; Cass. 28 febbraio 2012, n. 3010; Cass. 31 maggio 2006, n. 12984).
7.2. In particolare, cio’ deve essere escluso per la violazione dell’articolo 2697 c.c., ravvisabile soltanto nell’ipotesi in cui il giudice abbia attribuito l’onere della prova ad una parte diversa da quella che ne e’ gravata secondo le regole dettate da quella norma, non anche quando, a seguito di una incongrua valutazione delle acquisizioni istruttorie, il giudice abbia errato nel ritenere che la parte onerata abbia assolto tale onere, poiche’ in questo caso vi e’ soltanto un erroneo apprezzamento sull’esito della prova, sindacabile in sede di legittimita’ solo per il vizio di cui all’articolo 360 c.p.c., n. 5 (Cass. 5 dicembre 2006, n. 19064; Cass. 17 giugno 2013, n. 15107). E parimenti per gli articoli 115 e 116 c.p.c., non configurandosi una loro violazione per una erronea valutazione del materiale istruttorio compiuta dal giudice di merito, ma, rispettivamente, solo allorche’ si alleghi che quest’ultimo abbia posto a base della decisione prove non dedotte dalle parti, ovvero disposte d’ufficio al di fuori dei limiti legali, o abbia disatteso, valutandole secondo il suo prudente apprezzamento, delle prove legali, ovvero RG abbia considerato come facenti piena prova, recependoli senza apprezzamento critico, elementi di prova soggetti invece a valutazione (Cass. 27 dicembre 2016, n. 27000).
Segue pagina successiva in calce all’articolo (…..)
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2018-02-10T12:28:32+00:00	13 febbraio 2018|Cassazione civile 2018, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto|0 Commenti
Categorie Seleziona una categoria Articoli e saggi (110) Articoli in PDF (77) Codice degli appalti (180) Codice della privacy (33) Codice della strada (382) Leggi – Decreti – Regolamenti – Relazioni della Cassazione – Circolari (174) Anno 2010 (1) Anno 2011 (49) Anno 2012 (23) Anno 2013 (15) Anno 2014 (24) Anno 2015 (24) Anno 2016 (19) Anno 2017 (13) Anno 2018 (3) Responsabilità e deontologia professionale (296) Sentenze – Ordinanze (15.563) Consiglio di Stato (2.140) Consiglio di Stato 2011 (7) Consiglio di Stato 2012 (10) Consiglio di Stato 2013 (73) Consiglio di Stato 2014 (246) Consiglio di Stato 2015 (423) Consiglio di Stato 2016 (458) Consiglio di Stato 2017 (667) Consiglio di Stato 2018 (257) Corte Costituzionale (155) Corte Costituzionale 2011 (15) Corte Costituzionale 2012 (21) Corte Costituzionale 2013 (28) Corte Costituzionale 2014 (30) Corte Costituzionale 2015 (29) Corte Costituzionale 2016 (21) Corte Costituzionale 2017 (9) Corte Costituzionale 2018 (2) Corte di Cassazione (13.241) Cassazione civile 2011 (302) Sezioni Unite (23) Cassazione civile 2012 (589) Sezioni Unite (40) Cassazione civile 2013 (978) Sezioni Unite (57) Cassazione civile 2014 (1.293) Sezioni Unite (51) Cassazione civile 2015 (1.191) Sezioni Unite (81) Cassazione civile 2016 (1.379) Sezioni Unite (97) Cassazione civile 2017 (1.422) Sezioni Unite (91) Cassazione civile 2018 (523) Sezioni Unite (14) Cassazione penale 2011 (201) Sezioni Unite (21) Cassazione penale 2012 (454) Sezioni Unite (23) Cassazione penale 2013 (613) Sezioni Unite (11) Cassazione penale 2014 (865) Sezioni Unite (28) Cassazione penale 2015 (1.016) Sezioni Unite (22) Cassazione penale 2016 (971) Sezioni Unite (28) Cassazione penale 2017 (966) Sezioni Unite (20) Cassazione penale 2018 (481) Sezioni Unite (8) Senza categoria (7) Sezioni Diritto (15.232) Diritto Amministrativo (2.232) Diritto Bancario (181) Diritto Civile e Procedura Civile (5.682) Contratti – Obbligazioni (1.200) Contratti atipici (85) Assicurazione fideiussoria (4) Concessione (1) Contratto autonomo di garanzia (9) Factoring (1) Informazione (1) Intermediazione finanziaria (20) Leasing (21) Ormeggio (2) Parcheggio (4) Ricovero (1) sale and lease back (1) Sponsorizzazione (3) Trust (10) Vitalizio alimentare (8) Contratti tipici (880) Agenzia (19) Appalto (109) Assicurazione (80) Associazione in partecipazione (1) Commissione (1) Comodato (24) Compravendita (130) Conto corrente (9) Deposito (10) Estimatorio (2) Fideiussione (34) Locazione (220) Mandato (27) Mediazione (27) Mutuo (34) Permuta (6) Preliminare (122) Prestazione d’opera (19) Rendita vitalizia (9) Somministrazione (6) Spedizione (3) Transazione (6) Trasporto (20) Contratto in generale (253) Annullabilità (16) Cessione del contratto (6) Collegamento (14) condizioni generali di contratto (4) Forma (1) Interpretazione (31) Nullità (28) Prelazione (9) Rappresentanza (8) Recesso (8) Risoluzione (71) Simulazione (26) Vessatorietà (10) Delle persone e della Famiglia (704) Diritti reali e Condominio (845) Accessione (12) Atti emulativi (3) Azioni possessorie e petitorie (71) Comunione (64) Condominio (457) Distanze (112) Divisione (24) Immissioni (58) Occupazione (5) Possesso (21) Proprietà (1) Servitù (71) Stillicidio e scolo delle acque (2) Superficie (6) Uso (3) Usucapione (46) Usufrutto (15) Illecito aquiliano (o extracontrattuale) (614) Societario (192) Successioni (221) Tutela dei diritti (107) Cause di prelazione e conservazione della garanzia patrimoniale (30) Le prove (36) Prescrizione e decadenza (16) Responsabilità patrimoniale (3) Trascrizione (20) Diritto Comunitario (15) Diritto del consumatore (91) Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale (1.354) Diritto Fallimentare (572) Diritto Penale e Procedura Penale (5.619) Diritto Tributario (810) Diritto Urbanistico (305) Sezioni Unite (1)
Archivi Seleziona mese maggio 2018 (264) aprile 2018 (299) marzo 2018 (316) febbraio 2018 (258) gennaio 2018 (246) dicembre 2017 (224) novembre 2017 (308) ottobre 2017 (300) settembre 2017 (300) agosto 2017 (125) luglio 2017 (286) giugno 2017 (247) maggio 2017 (282) aprile 2017 (252) marzo 2017 (324) febbraio 2017 (255) gennaio 2017 (271) dicembre 2016 (195) novembre 2016 (267) ottobre 2016 (285) settembre 2016 (259) agosto 2016 (124) luglio 2016 (244) giugno 2016 (299) maggio 2016 (255) aprile 2016 (238) marzo 2016 (238) febbraio 2016 (237) gennaio 2016 (230) dicembre 2015 (211) novembre 2015 (217) ottobre 2015 (248) settembre 2015 (248) agosto 2015 (114) luglio 2015 (231) giugno 2015 (236) maggio 2015 (228) aprile 2015 (215) marzo 2015 (270) febbraio 2015 (224) gennaio 2015 (236) dicembre 2014 (189) novembre 2014 (226) ottobre 2014 (276) settembre 2014 (246) agosto 2014 (67) luglio 2014 (184) giugno 2014 (204) maggio 2014 (175) aprile 2014 (207) marzo 2014 (235) febbraio 2014 (223) gennaio 2014 (177) dicembre 2013 (134) novembre 2013 (172) ottobre 2013 (205) settembre 2013 (190) agosto 2013 (57) luglio 2013 (169) giugno 2013 (129) maggio 2013 (163) aprile 2013 (112) marzo 2013 (128) febbraio 2013 (107) gennaio 2013 (144) dicembre 2012 (111) novembre 2012 (148) ottobre 2012 (156) settembre 2012 (112) agosto 2012 (83) luglio 2012 (91) giugno 2012 (96) maggio 2012 (92) aprile 2012 (88) marzo 2012 (60) febbraio 2012 (66) gennaio 2012 (63) dicembre 2011 (51) novembre 2011 (69) ottobre 2011 (80) settembre 2011 (73) agosto 2011 (37) luglio 2011 (70) giugno 2011 (47) maggio 2011 (46) aprile 2011 (36) marzo 2011 (19) febbraio 2011 (19) gennaio 2011 (16) dicembre 2010 (3)

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 24
 articolo 24
 articolo 52
 articolo 92
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 articolo 96
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.