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Timestamp: 2019-08-20 01:40:07+00:00

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Che cos'è l'Agenzia delle Entrate?
L’Agenzia delle Entrate è una agenzia pubblica italiana che svolge le funzioni relative alla gestione, all'accertamento e al contenzioso in materia di contributi e di tributi, con l'obiettivo di perseguire il massimo livello di adempimento degli obblighi fiscali, da parte dei cittadini contribuenti.
Vericart s.r.l. è una società qualificata che opera con serietà e professionalità per offrire i propri servizi di analisi e di verifica dei provvedimenti emessi dalla Agenzia delle Entrate e dagli enti locali, per ristabilire trasparenza nei rapporti con i contribuenti.
Che cos’è un avviso bonario?
Vericart s.r.l., tra i propri servizi, offre una approfondita analisi ed un dettagliato controllo dell’avviso bonario notificato al contribuente.
Che cos’è un avviso di accertamento?
L’avviso di accertamento è l’atto formale attraverso il quale l’Agenzia delle Entrate, a seguito di un controllo di merito, comunica al contribuente interessato le rettifiche eseguite e la conseguente pretesa tributaria.
Vericart s.r.l., tra i propri servizi, offre una approfondita analisi ed un dettagliato controllo dell’avviso di accertamento notificato al contribuente.
Che cos’è un avviso di liquidazione?
L'avviso di liquidazione è un provvedimento che l'Agenzia delle Entrate emette a seguito di una serie di operazioni dirette al riesame delle dichiarazioni del contribuente, rilasciate nella fase di autoliquidazione, con la funzione di quantificare l’esatto importo della imposta dovuta.
Vericart s.r.l., tra i propri servizi, offre una approfondita analisi ed un dettagliato controllo dell’avviso di liquidazione notificato al contribuente.
Che cos’è il processo verbale di constatazione (detto PVC)?
Il processo verbale di constatazione (detto PVC) e’ l’atto conclusivo emesso a seguito di attività istruttoria dell’Amministrazione finanziaria (eseguita mediante accessi, ispezioni e verifiche presso il contribuente) con la funzione di documentare le ispezioni e le rilevazioni eseguite.
Vericart s.r.l., tra i propri servizi, offre una approfondita analisi ed un dettagliato controllo del processo verbale di constatazione notificato al contribuente.
Che attività svolge Equitalia?
Equitalia è una società per azioni italiana a totale controllo pubblico, incaricata della riscossione su tutto il territorio nazionale (ad eccezione della Sicilia) dei tributi e dei contributi
È partecipata al 51% dall'Agenzia delle Entrate, ed al 49% dall'INPS.
Che cos’è una cartella esattoriale?
La cartella esattoriale è quel documento che l’agente della riscossione (Equitalia s.p.a.) emette ed invia al contribuente ai fini della attivazione del procedimento di riscossione coatta di un credito per il titolo di tasse, imposte, sanzioni, che in seguito ad un accertamento dell'amministrazione finanziaria (o di una sentenza della commissione provinciale tributaria) risultano non pagate.
Vericart s.r.l., tra i propri servizi, offre una approfondita analisi ed un dettagliato controllo della cartella esattoriale notificata al contribuente.
Come è fatto un avviso di accertamento?
Come è fatta una cartella esattoriale?
Cosa sono i vizi di forma?
I vizi di forma sono quei vizi che si riferiscono al procedimento di formazione dell’atto.
Si ritiene spesso che di fronte alle cartelle di pagamento vi siano limitati margini di difesa, specie quando le cartelle vengono emesse per la riscossione di debiti tributari dichiarati e non pagati, ovvero in seguito ad atti d’imposizione divenuti definitivi (es. avviso di accertamento non impugnato), ovvero ancora per riscuotere somme in pendenza di giudizio.
Si tratta di una convinzione sbagliata.
Quasi sempre, infatti, si può proporre ricorso – o, come si usa dire, opposizione – per chiedere l’annullamento delle cartelle esattoriali per vizi formali.
Vericart s.r.l., analizzando ogni singolo atto ricevuto dal contribuente, evidenzia e denuncia i vizi formali presenti nel documento trasmesso.
Ecco alcuni vizi formali che, in molti casi, hanno determinato l’annullamento delle cartelle di pagamento, in caso di ricorso al Giudice tributario.
1. Mancanza di sottoscrizione della cartella esattoriale
La cartella esattoriale è un atto amministrativo e, come ogni atto, per spiegare effetti giuridici dovrebbe essere sottoscritta dalla persona fisica che l’ha formata, altrimenti potrebbe essere ritenuta inesistente, Così e come confermato da alcune sentenze delle Commissioni tributarie. Una norma di legge del 2009 ha stabilito che la sottoscrizione autografa può essere sostituita dalla firma a stampa del funzionario responsabile dell’adozione della cartella.
Ciononostante molte cartelle sono sottoscritte con l’anonima indicazione a stampa della ragione sociale dell’Agente della riscossione e non con il nominativo del funzionario responsabile dell’adozione dell’atto.
La Commissione tributaria provinciale di Palermo, con un’importante sentenza del 2011, confermata da altre pronunce del 2012 e del 2013, ha ritenuto che la cartella esattoriale recante la generica indicazione della denominazione dell’Agente della riscossione è da considerarsi giuridicamente inesistente e che tale vizio può essere fatto valere in ogni tempo, anche oltre il termine per la proposizione del ricorso, fissato normalmente in sessanta giorni dalla notifica dell’atto. Secondo questa giurisprudenza, pertanto, anche le “vecchie” cartelle possono essere contestate.
2. Relata di notifica della cartella esattoriale apposta sul frontespizio
Le cartelle esattoriali devono essere notificate, altrimenti non spiegano effetti.
Per le notifiche, salve alcune eccezioni, si applicano le regole generali previste nel codice di procedura civile, ivi inclusa la regola che prevede che la relata di notifica sia apposta in calce all’atto (art. 148 c.p.c.). Se la relata di notifica è apposta sul frontespizio, anziché nell’ultima pagina, parte della giurisprudenza ritiene la cartella gravemente viziata, al punto da ammettere il ricorso senza scadenza. Solo da pochi anni le cartelle recano la relata di notifica in calce, essendo stato modificato il modello ufficiale.
Le cartelle più risalenti, invece, si pongono in contrasto con l’art. 148 c.p.c..
3. Relata di notifica della cartella esattoriale illeggibile
Nella relata di notifica apposta nella copia della cartella esattoriale consegnata al debitore devono essere chiaramente leggibili la data di notifica, nonché il nome e la qualifica del notificatore e del consegnatario.
Altrimenti, secondo parte della giurisprudenza, la cartella è inesistente e può essere impugnata in qualunque momento, senza scadenza.
4. Mancanza della motivazione della cartella esattoriale
La giurisprudenza ritiene che le cartelle esattoriali debbano essere adeguatamente motivate, ancorché in modo succinto. Una cartella è ben motivata quando le ragioni della pretesa in essa contenuta sono comprensibili anche per un cittadino medio, non dotato di conoscenze specialistiche. Spesso le indicazioni contenute nelle cartelle appaiono ripetitive o generiche, in particolare con riguardo alle sanzioni e agli interessi.
5. Decadenza dell’Agente della riscossione
Le cartelle esattoriali devono essere notificate dall’Agente della riscossione (Equitalia, SERIT, Gerit, etc.) entro certi termini, a pena di decadenza. Se notificate oltre quei termini, è possibile proporre ricorso per ottenerne l’annullamento di quella cartella.
Che cos’è un parere di fattibilità?
Un parere di fattibilità è la dichiarazione rilasciata da un esperto che esprime il giudizio sulla convenienza e sulla possibilità concreta di una impugnazione del provvedimento oggetto di esame.
Vericart s.r.l. offre, a tutti i contribuenti, un parere personalizzato sulla opportunità di impugnare l’atto notificato dall’ente impositore o dall’ente riscossore.
Che cos’è una perizia sulle cartelle esattoriali? (sull’avviso bonario, sull’avviso di accertamento, sull’avviso di liquidazione, sul processo verbale di constatazione)
Una perizia è una relazione tecnico/giuridica e/o tecnico/contabile volta ad esprimere un giudizio di verità sulla efficacia e sulla validità delle dichiarazioni emesse dall’ente impositore o dall’ente riscossore, e sulle conseguenti iniziative da intraprendere, nella ipotesi di accertata irregolarità, per ottenere di non dover pagare od eventualmente per ottenere la ripetizione dell’indebito pagamento eventualmente eseguito e, con riferimento alla cartella esattoriale, per ottenere la sospensione della esecuzione del provvedimento oggetto di perizia.
Vericart s.r.l., tramite i propri esperti e consulenti, elabora e fornisce a tutti i contribuenti (sia privati che aziende) una perizia dettagliata, finalizzata ad evidenziare irregolarità ed anomalie contenute nei provvedimenti notificati dalla Agenzia delle Entrate e da Equitalia.
Che cos’è la sospensione della esecuzione della cartella esattoriale?
L’esecutività del provvedimento è la condizione di un atto che può essere fatto eseguire nella via coatta immediatamente, per esempio attraverso un pignoramento.
Conseguentemente, la sospensione dell’esecuzione della cartella esattoriale è quel provvedimento che, sulla scorta di una denuncia di irregolarità formale o sostanziale della cartella esattoriale medesima, impedisce all’ente riscossore (per esempio Equitalia) di portare ad esecuzione il provvedimento.
La perizia redatta da Vericart s.r.l. costituisce lo strumento finalizzato ad ottenere la sospensione della provvisoria esecuzione della cartella esattoriale viziata.
Con il termine “usura” si intende in generale un lucro sfornito di legittima causa, un interesse palesemente di gran lunga superiore a quello di mercato, tenuto conto degli oneri e del rischio inerente, oppure, più semplicemente, un prezzo superiore al giusto.
Nel linguaggio comune l’usura indica quel complesso di aspetti di avidità e di sfruttamento, quel tanto di sordido e di ingiusto che, nella tradizione popolare, caratterizza il soggetto che si avvantaggi di un ingiusto profitto.
L’usurarietà, dunque, può ricondursi al genere dell’ingiustizia d’un profitto e così (secondo la prospettiva di chi subisce usura) al genere dell’ingiustizia del danno. L’usura, in ultima analisi, esprime la contraddizione alle regole etiche, giuridiche e sociali.
Infatti, con l’usura vengono costantemente lesi la libertà morale del soggetto passivo ed il suo patrimonio.
In generale può pertanto sostenersi che il complesso delle norme sull’usura reprime l’uso di codesta pratica come strumento di lesione degli interessi attinenti non solo al patrimonio, ma anche alla personalità del contraente più debole.
In particolare si definisce usurario ogni vantaggio ottenuto da chi nell’esercizio d’una iniziativa, leda i diritti di libertà, di dignità, di sicurezza umana e del patrimonio, appartenenti alla parte economicamente più debole.
Che cosa sono l’inesistenza, la nullità e l’annullabilità dell’atto impositivo?
L’atto impositivo può essere affetto dalle seguenti patologie:
L’inesistenza dell’atto impositivo.
L’inesistenza è la figura patologica più grave. Di creazione giurisprudenziale, l’inesistenza è rinvenibile nelle ipotesi in cui l’atto dell’amministrazione finanziaria si discosti totalmente dal modello legale (per il titolo di esempio: notifica dell’atto eseguita al destinatario deceduto o alla società destinataria del provvedimento, già cancellata – vedi, sul punto Cass. Civ. 19732/2005 -).
L’inesistenza dell’atto può essere dedotta in ogni tempo ed è rilevabile dal giudice in ogni stato e grado del processo.
La nullità dell’atto impositivo.
La nullità dell’atto impositivo è prevista dalla legge.
Nel diritto tributario, la nullità non corrisponde alla omologa figura del diritto civile, per assumere caratteristiche e peculiarità che la avvicinano all’istituto della annullabilità negoziale (per il titolo di esempio si veda art. 61, comma 2 d.p.r. 600/1973, in tema di nullità dell’avviso di accertamento).
La nullità assoluta, invece, nel diritto tributario (ed in quello amministrativo che lo ingloba), assume la stessa funzione della nullità civilistica.
Con la entrata in vigore della legge 15/2015, di modifica della legge 241/1990, il legislatore ha introdotto nel diritto tributario la distinzione tra la nullità e l’annullabilità dell’atto.
Si ha nullità dell’atto, ex art. 21 septies, legge 241/90, nelle seguenti ipotesi:
-mancanza degli elementi essenziali prescritti da una disposizione di legge;
-atto emesso da soggetto al quale la legge non riconosce il potere di adottarlo (difetto assoluto di attribuzione);
-atto emesso in violazione od elusione del giudicato;
-negli altri casi stabiliti dalla legge.
Diversamente, si ha annullabilità dell’atto, ex art. 21 octies, legge 241/90, nelle seguenti ipotesi:
-atto adottato in violazione di legge (illegittimo);
-atto viziato da incompetenza;
-atto viziato da eccesso di potere.
Che cosa sono la prescrizione e la decadenza delle cartelle esattoriali e degli altri atti impositivi?
La prescrizione è l’istituto giuridico che determina l'estinzione di un diritto soggettivo non esercitato dal titolare per un periodo di tempo indicato dalla legge. La ratio dell’istituto è individuabile nell'esigenza di certezza dei rapporti giuridici.
Le cartelle esattoriali devono essere notificate dall’Agente della riscossione entro i termini qui di seguito indicati, a pena di decadenza. Se vengono notificate fuori termine, si può proporre ricorso per ottenerne l’annullamento. I termini variano al variare dei presupposti in base ai quali vengono iscritte a ruolo le somme. Questo è il più efficace dei vizi, se ben esplicato nel ricorso dovrebbe portare alla declaratoria di nullità della cartella di pagamento.
Per altro versante, la decadenza consiste nella perdita della possibilità di esercitare un diritto per il mancato compimento di un'attività o di un determinato atto, nei termini previsti dalla legge.
Solo con la prescrizione l’Ufficio finanziario perde il diritto ad ottenere il tributo viceversa con la decadenza, perde il diritto ad esercitare la riscossione mediante la cartella di pagamento, ma potrebbe aggredire il contribuente con altri strumenti come l’ingiunzione fiscale.
I TERMINI DI PRESCRIZIONE (con riferimento alle imposte sul reddito e così ai tributi erariali IRPEF, IVA, IRAP etc.).
I tributi erariali (IRPEF, IRAP, IVA,..) si prescrivono nel termine di dieci anni dal giorno in cui il tributo e' dovuto o dal giorno dell’ultimo atto interruttivo, tempestivamente notificato al contribuente.
I TERMINI DI DECADENZA PER LA NOTIFICA DELLA CARTELLA ESATTORIALE (con riferimento alle imposte sul reddito e così ai tributi erariali IRPEF, IVA, IRAP etc.).
In materia di imposte sul reddito, l’articolo 25 del D.P.R. numero 602/1973 prevede che la cartella esattoriale deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre:
1. del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, ovvero a quello di scadenza del versamento dell’unica o ultima rata se il termine per il versamento delle somme risultanti dalla dichiarazione scade oltre il 31 dicembre dell’anno in cui la dichiarazione e' presentata, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attivita' di liquidazione prevista dall’articolo 36 bis del DPR 29 settembre 1973, numero 600, nonché del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione del sostituto d’imposta per le somme che risultano dovute ai sensi degli articoli 19 e 20 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, numero 917;
2. del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attivita' di controllo formale prevista dall’articolo 36 ter del citato DPR numero 600 del 1973;
3. del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento e' divenuto definitivo, per le somme dovute in base agli accertamenti dell’ufficio.
Questi termini sono stati introdotti dal Decreto Legge del 17 giugno 2005, numero 106, articolo 1, comma 5 ter, che ha modificato il citato articolo 25 del D.P.R. 602/1973.
Questi termini, tuttavia, valgono anche per le cartelle notificate anteriormente all’entrata in vigore del Decreto Legge del 17 giugno 2005, numero 106.
Cio' in base ai principi affermati dalla Cassazione a Sezioni Unite nella sentenza del 30 novembre 2005, secondo cui i nuovi termini previsti dal citato articolo 25 hanno efficacia retroattiva, salvo il particolare regime transitorio previsto per le somme che risultano dovute a seguito dell’attivita' di liquidazione prevista dall’articolo 36 bis del DPR 29 settembre 1973, numero 600, di seguito esposto.
I TERMINI DI PRESCRIZIONE (con riferimento ai tributi locali)
I tributi locali si prescrivono nel termine di cinque anni dal giorno in cui il tributo e' dovuto o dal giorno dell’ultimo atto interruttivo tempestivamente notificato al contribuente.
L’applicazione del termine breve di cinque anni (in luogo di quello ordinario di dieci anni) e' stata affermata dalla Cassazione che, con la sentenza n. 4283 del 23 febbraio 2010 ha statuito che i tributi locali (a differenza di quelli erariali) sono “prestazioni periodiche” e, come tali, rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 2948 comma 4 del Codice civile (vedi nota), che stabilisce appunto la prescrizione quinquennale. (Cassazione, sezione tributaria civile, sentenza 23 febbraio 2010, numero 4283).
I TERMINI DI DECADENZA PER LA NOTIFICA DELL’AVVISO DI ACCERTAMENTO (con riferimento ai tributi locali).
Prima della cartella esattoriale, il contribuente deve ricevere un avviso di accertamento motivato (Legge 27 dicembre 2006, numero 296, articolo 1, commi 161 e 162).
Fanno eccezione alcuni tributi, quale la TARSU, per i quali, non essendo prevista una denuncia annuale, non e' neppure prevista la notifica dell’avviso di accertamento.
Con riferimento ai Tributi successivi all’ 1 gennaio 2007.
A partire dall’1 gennaio 2007, per effetto della Legge 27 dicembre 2006, numero 296, articolo 1, comma 161 (vedi note), gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.
Con riferimento ai tributi locali relativi agli anni anteriori al 2007, valgono i termini in precedenza vigenti (previsti dall’articolo 71 del Decreto Legislativo numero 507/1993), e così:
-in caso di denuncia infedele o incompleta, il Comune deve notificare un avviso di accertamento in rettifica entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della denuncia stessa, a pena di decadenza.
-in caso di omessa denuncia, il Comune deve notificare l’avviso di accertamento d’ufficio entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui la denuncia doveva essere presentata, a pena di decadenza
TERMINI DI DECADENZA PER L’ISCRIZIONE A RUOLO (con riferimento ai tributi locali).
Dopo l’avviso di accertamento, l’ente creditore iscrive il credito a ruolo.
Deve ritenersi tacitamente abrogato il termine annuale di decadenza previsto per l’iscrizione a ruolo dall’articolo 72 del Decreto Legislativo numero 507/93.
Se, dunque, si riceve una cartella per tributi locali relativi ad anni anteriori al 2007, e' bene verificare che il Comune abbia effettuato l’iscrizione a ruolo entro l’anno successivo a quello per il quale e' dovuto il tributo. Altrimenti si puo' eccepire la decadenza ai sensi dell’articolo 72 citato, allora vigente.
Successivamente al 1 gennaio 2007, non rileva la data dell’iscrizione a ruolo.
TERMINI DI DECADENZA PER LA NOTIFICA DELLA CARTELLA (con riferimento ai tributi locali).
Dopo l’avviso di accertamento e l’iscrizione a ruolo, e' prevista la notifica della cartella esattoriale tramite l’Agente della riscossione.
Il D.L. n. 106/2005, che ha modificato l’articolo 25 del DPR numero 602/1973, non si riferisce ai tributi locali.
A colmare la lacuna e' intervenuta la finanziaria del 2007 (Legge n. 296, del 27 dicembre 2006, comma 163) che ha stabilito: “Per la riscossione coattiva dei tributi locali il relativo titolo esecutivo (cartella o ingiunzione) deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento e' divenuto definitivo“.
In mancanza di un atto di accertamento (come nel caso di omesso pagamento della TARSU), il termine suindicato coincide con la fine del terzo anno successivo a quello nel quale fu presentata la denuncia, o a quello per il quale la tassa e' dovuta (vedi Cass. Civ. n. 10590 del 9 maggio 2007, secondo cui “il titolo derivante dalla dichiarazione del contribuente equivale all’accertamento definitivo“).
La norma si applica ai rapporti d’imposta “pendenti” al 1° gennaio 2007, data d’entrata in vigore della legge (comma 171).
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 Cass. 
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 articolo 1
 articolo 25
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 Cass.