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Timestamp: 2020-05-25 12:35:12+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14097 del 11/07/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14097 del 11/07/2016
Cassazione civile sez. lav., 11/07/2016, (ud. 13/04/2016, dep. 11/07/2016), n.14097
sul ricorso 10134/2011 proposto da:
MINISTERO DELLA SALUTE, C.F. (OMISSIS), in persona del Ministro
D.P.L., C.F. (OMISSIS), P.S. C.F.
(OMISSIS), in qualità di eredi di D.P.A.;
P.S. C.F. (OMISSIS), D.P.L. C.F.
(OMISSIS), in qualità di eredi di D.P.A.,
elettivamente domiciliati in ROMA, VIA GIACOMO GIRI 3, presso lo
studio dell’avvocato PIERO GENTILI, che li rappresenta e difende
unitamente all’avvocato LUIGI DELUCCHI, giusta delega in atti;
MINISTERO DELLA SALUTE, già MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E
avverso la sentenza n. 340/2010 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
depositata il 08/04/2010 R.G.N. 840/2008;
13/04/2016 dal Consigliere Dott. IRENE TRICOMI;
1. La Corte d’Appello di L’Aquila, con la sentenza n. 340 del 2010, depositata 1’8 aprile 2010, rigettava l’appello proposto dal Ministero della salute nei confronti della Regione Abruzzo e di D. P.L. e P.S., avverso la sentenza emessa tra le parti il 6-13 maggio 2008 dal Tribunale di Teramo, con la quale era stata accolta la richiesta degli eredi di D.P.A. per ottenere l’indennizzo di cui alla L. n. 210 del 1992.
2. Per la cassazione della sentenza resa in grado di appello ricorre il Ministero della salute prospettando un motivo di ricorso.
3. Resistono con controricorso e ricorso incidentale condizionato D. P.L. e P.S..
4. La Regione Abruzzo è rimasta intimata.
1. Con l’unico motivo di ricorso è dedotta violazione e falsa applicazione del D.P.C.M. 8 gennaio 2002, art. 3 e del D.P.C.M. 24 luglio 2003, art. 3 (in tema di rideterminazione delle risorse finanziarie da trasferire alle Regioni e agli enti locali per l’esercizio delle funzioni conferite dal D.Lgs. n. 112 del 1998, in materia di salute umana e sanità veterinaria), nonchè del D.P.C.M. 26 maggio 2000, artt. 2 e 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
1.1. Assume il ricorrente che erroneamente la Corte d’Appello non aveva riconosciuto il difetto di legittimazione passiva del Ministero, sussistendo la legittimazione passiva della Regione. Il ricorrente sostiene il difetto di legittimazione passiva del Ministero della salute in particolare prestando adesione all’orientamento di questa Corte (Cass., n. 24889 del 2006) secondo cui, per effetto del D.P.C.M. 8 gennaio 2002 e D.P.C.M. 24 luglio 2003, sussiste ancora la legittimazione passiva del Ministero solo per le domande riguardanti l’indennizzo di cui alla L. n. 210 del 1992, le cui istanze siano state trasmesse dalle A.S.L. al competente Ministero (allora della sanità, ora della salute) fino al 21 febbraio 2001, con la conseguente attribuzione della legittimazione passiva alla Regione per le domande trasmesse dopo tale data. Il ricorrente ritiene corretto questo arresto giurisprudenziale, che nella specie condurrebbe a dichiarare il difetto di legittimazione del Ministero della salute, e contesta invece l’opposto orientamento, successivamente espresso da questa Corte (Cass., n. 21704 del 2009), secondo cui in ogni caso ossia sia prima che dopo la data suddetta –
sussiste la legittimazione passiva del Ministero della salute, in relazione alle domande volte al conseguimento dell’indennizzo previsto in favore dei soggetti che hanno riportato danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali.
1.2. Il motivo non è fondato e deve essere rigettato.
Occorre rilevare che sul contrasto giurisprudenziale messo in evidenza nel ricorso del Ministero sono intervenute le Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza n. 12538 del 2011 (cui adde, Cass., ord. n. 29311 del 2011, sentenze n. 4591 del 2014 e n. 3725 del 2016), che hanno affermato come principio di diritto ex art. 384 c.p.c., comma 1, che nelle controversie aventi ad oggetto l’indennizzo previsto dalla L. 25 febbraio 1992, n. 210, in favore dei soggetti che hanno riportato danni irreversibili a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati e da questi ultimi proposte per l’accertamento del diritto al beneficio sussiste la legittimazione passiva del Ministero della salute.
Tale principio trova applicazione nel caso di specie.
La sentenza impugnata, dunque, quanto alla legittimazione passiva nella causa di che trattasi, è conforme all’insegnamento di questa Corte (citate sentenza Cass., S.U. n. 12538 del 2011, ord. n. 29311 del 2011, sentenze n. 4591 del 2014 e n. 3725 del 2016), al quale si intende dare continuità.
3. Al rigetto del ricorso principale segue l’assorbimento del ricorso incidentale condizionato.
4. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo nei confronti dei soli D.P.L. e P. S. costituitisi nel presente giudizio.
Condanna il Ministero al pagamento delle spese di giudizio che liquida in euro cento per esborsi, euro millecinquecento per compensi professionali, oltre spese generali in misura del 15%, oltre accessori di legge.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 13 aprile 2014.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 art. 3
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 art. 384
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