Source: http://www.arpnet.it/dircom/Contratto_aziendale.htm
Timestamp: 2017-10-18 02:13:34+00:00

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Art. 1 Ambito e validità del presente accordo
Art. 2 Posizioni dirigenziali i cui titolari devono essere esonerati dallo sciopero (legge 146/90 e C.C.N.L. del 10.4.1996 - art. 4 lett. a C.C.N.L. ‘99)
Art. 3 Criteri generali per l’elaborazione dei programmi annuali e pluriennali relativi all’attività di formazione e aggiornamento dei dirigenti (art. 4 lett. b C.C.N.L. ‘99)
Art. 4 Pari opportunità (art. 4 lett. c C.C.N.L. ‘99)
Art. 5 Norme relative alla tutela in materia di igiene, ambiente, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 626/94 - art. 4 lett. d C.C.N.L. ’99)
Art. 6 Sussistenza delle condizioni per l’applicazione dei commi 3, 4, 5 dell’art. 26 e dell’art. 4 e del C.C.N.L. ‘99
Art. 7 Affidamento e revoca degli incarichi (art. 13 C.C.N.L. ‘99)
Art. 8 Criteri generali di distribuzione delle risorse finanziarie destinate alla retribuzione di posizione (già art. 8 del C.I.A. 2.2.2000)
Art. 9 Verifica dei risultati e valutazione dei dirigenti (già art. 10 del C.I.A.
Art. 10 Comitato dei Garanti (art. 15 del C.C.N.L. ‘99)
Art. 11 Risoluzione consensuale (art. 17 del C.C.N.L. ‘99)
Art. 12 Onnicomprensività del trattamento economico (art. 32 del C.C.N.L. ‘99)
Art. 14 Dirigenti Avvocatura
Dichiarazione a verbale dell’Amministrazione
2. Posizioni dirigenziali i cui titolari devono essere esonerati dallo sciopero (legge 146/90 e C.C.N.L. del 10.4.1996 - art. 4 lett. a C.C.N.L. ‘99)
Settore Servizi Demografici e Elettorali
Vice Dir.Gen.le Serv. Tecn. e Patrim.
3. Criteri generali per l’elaborazione dei programmi annuali e pluriennali relativi all’attività di formazione e aggiornamento dei dirigenti (art. 4 lett. b C.C.N.L. ‘99)
Il piano deve essere improntato alla necessità di aggiornare tempestivamente i dirigenti in merito alle mutate condizioni dell’ambiente operativo e normativo, di apprendere le migliori tecniche di gestione del personale, delle risorse finanziarie e, in generale, di quanto utilizzato nella normale attività, di operare ai fini di migliorare la qualità dei servizi resi e la soddisfazione della utenza. Il piano deve inoltre contenere i necessari e opportuni modi di informazione e formazione in merito alle norme relative alla sicurezza.
4. Pari opportunità (art. 4 lett. c C.C.N.L. ‘99)
a. eliminare le disparità di fatto fra uomini e donne nell’accesso al lavoro, nella progressione di carriera, nonché nella formazione e aggiornamento professionale;
c. promuovere l’inserimento delle donne nelle attività e nei punti lavoro in cui non siano adeguatamente rappresentate;
5. Norme relative alla tutela in materia di igiene, ambiente, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 626/94 - art. 4 lett. d C.C.N.L. ’99)
6. Sussistenza delle condizioni per l’applicazione dei commi 3, 4, 5 dell’art. 26 e dell’art. 4 e del C.C.N.L. ‘99
Con riferimento a quanto previsto dall’art. 26 del C.C.N.L. ‘99 ("Finanziamenti della retribuzione di posizione e di risultato"), ed in particolare al comma 3 (attivazione di nuovi servizi o processi di riorganizzazione, incremento stabile delle dotazioni organiche del Comune di Torino), sono oggetto di concertazione con le organizzazioni sindacali le variazioni della dotazione organica della dirigenza e le variazioni della valutazione del valore delle indennità di posizioni dei dirigenti.
7. Affidamento e revoca degli incarichi (art. 13 C.C.N.L. ‘99)
La revoca dell’incarico viene effettuata ai sensi del vigente Regolamento di Organizzazione, producendo i conseguenti effetti sulla posizione giuridica e retributiva sul dirigente revocato.
Una significativa inadeguatezza nello svolgimento dell’incarico assegnato può comportare l’assegnazione del dirigente ad altro incarico prima della scadenza. In casi particolarmente gravi essa può configurare le ragioni organizzative e produttive di cui all’art. 27, comma 6, del Regolamento di Organizzazione e Ordinamento della Dirigenza.
Il Sindaco può disporre la temporanea sospensione dell’incarico, per motivazioni che debbono risultare dall’atto organizzativo, così come disporre la temporanea assegnazione dei compiti connessi all’incarico ad altro dirigente, qualora ciò non sia desumibile da altri atti. L’atto di sospensione, in sé, non comporta sospensione dalla connessa indennità di posizione.
I provvedimenti di natura generale che derivino da atti riorganizzativi che si rivolgano alla generalità dei dirigenti oppure ad una intera categoria di dirigenti non comportano la diminuzione dell’indennità di posizione individuale in godimento.
Non costituisce revoca di incarico dirigenziale la sua anticipata cessazione e l’assegnazione contestuale del dirigente ad altro incarico, a condizione che l’indennità di posizione riconosciuta per il nuovo incarico non sia inferiore a quella precedentemente riconosciuta.
già riconosciuta non venga ridottaNon costituisce revoca nemmeno la modifica dei contenuti del vigente incarico, anche nel senso di ampliare o ridurre le competenze del dirigente, a condizione che l’indennità di posizione.
I generali criteri seguiti per l’assegnazione degli incarichi sono oggetto di informazione alle organizzazioni sindacali. Così come gli atti di sospensione dall’incarico di cui sopra.
1 MEMBRI CODIR 2100÷2600
2 DIRETTORI NON CODIR 1880÷1950
3 DIRETTORI DI CIRCOSCRIZIONE
VICEDIRETTORI DI DIVISIONE/SERVIZIO CENTRALE
DIRIGENTI DI SETTORI GRANDISSIMI AD ALTA VALENZA STRATEGICA 1780÷1850
4 SETTORI GRANDI 1680÷1750
5 SETTORI MEDI, PICCOLI O DIRIGENTI SPECIALISTI
(GIA’ "STAFF") 1550÷1650
6 DIRIGENTI CON COMPITI DI PURO SUPPORTO 1300
All’interno di ogni fascia sono state definite le indennità di posizione di riferimento nelle misure seguenti:
Euro Lire Euro Lire Euro Lire
1 60.000 116.176.200 95.000 183.945.650 70 135.538,9
2 45.000 87.132.150 48.500 93.909.095 50 96.813,5
3 35.000 67.769.450 38.500 74.546.395 50 96.813,5
4 30.000 58.088.100 33.500 64.865.045 50 96.813,5
5 23.500 45.502.345 28.500 55.183.695 50 96.813,5
6 15.000 29.044.050 15.000 29.044.050 50 96.813,5
Per l’anno 2002 il valore iniziale del "p" è stato fissato a 0,7 o a 0,75 per ragioni di equità distributiva iniziale.
Ai dirigenti neoassunti, durante il periodo di prova, si applica, con effetto dal 1° maggio 2002, l’indennità minima di € 5.423,00; decorso con esito positivo il periodo di prova e fino al termine del primo anno di servizio, si applica un’indennità pari al valore minimo di IPR (€ 15.000) moltiplicato per un "g" pari a 0,85; decorso il primo anno di servizio, al dirigente verrà riconosciuta un’indennità calcolata secondo la formula prevista "IP = g teorico · p · IPR" per ogni fascia di inquadramento.
Ai dirigenti provenienti in mobilità da altri Enti si applica la stessa disciplina prevista per il dirigente neoassunto, fatta salva, se superiore, la garanzia della retribuzione di posizione in godimento presso l’Ente di provenienza.
Al personale dirigente assunto in qualità di Collaboratore di staff ai sensi dell’art. 90 del Testo Unico n. 267/2000 è attribuita un’indennità compresa fra il valore minimo di €18.800 e il valore massimo di € 22.800 con una graduazione di 800 €.
In funzione della qualifica di P.S. ai dirigenti del Corpo di Polizia Municipale, che la rivestono, viene riconosciuta un’indennità di € 330,53.
Per il personale dirigenziale incaricato, assunto ai sensi dell’art. 110 del D.Lgs 267/00, l’indennità eventualmente convenuta in sede di assunzione seguirà la dinamica della IPR correlata alla fascia di inquadramento.
9. Verifica dei risultati e valutazione dei dirigenti (già art. 10 del C.I.A.
FASCIA VALORE MIN E MAX DEL PREMIO
1 € 0 ÷ 25.000
2 € 0 ÷ 20.000
3 € 0 ÷ 15.000
4 € 0 ÷ 10.000
5 € 0 ÷ 5.000
6 € 0 ÷ 1.500
Il premio non compete se la durata dell’incarico è inferiore a sei mesi.
Ai dirigenti dell’area tecnica non compete l’incentivo di cui all’art. 18, comma 1, della legge 109/94 e successive modificazioni, fatto salvo quanto previsto dall’art. 8 dell’accordo per la quantificazione e ripartizione dell’incentivo che deve intendersi esteso anche al comparto dell’Urbanistica (sezione B dell’accordo).
10. Comitato dei Garanti (art. 15 del C.C.N.L. ‘99)
Il Comitato dei Garanti è composto da tre membri e ha durata annuale: il primo designato dal Comune, il secondo designato dalle organizzazioni sindacali rappresentative dei dirigenti fra i ruoli dei dirigenti di enti pubblici locali a riposo o fra i dirigenti di un’altra amministrazione pubblica ed il terzo, presidente, di comune accordo fra gli altri due membri. Qualora, come previsto dal contratto, il Comitato dei Garanti venga costituito fra più enti pubblici locali, si procederà a modificare in conseguenza quanto previsto nel presente articolo.
11. Risoluzione consensuale (art. 17 del C.C.N.L. ‘99)
Possono accedere all’istituto della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro i dirigenti del Comune di Torino con almeno due anni di servizio presso questa Civica Amministrazione e che non maturino l’obbligo di cessare dal rapporto di lavoro per raggiunti limiti di età nei due anni solari successivi. La procedura può essere attivata sia dall’Amministrazione che dal dirigente interessato e si conclude esclusivamente con l’accordo delle parti, dando il diritto, se concordata, ad un’indennità che non può in ogni caso essere superiore a 24 mensilità composte da: stipendio tabellare, retribuzione di posizione, salario di anzianità.
12. Onnicomprensività del trattamento economico (art. 32 del C.C.N.L. ‘99)
In specificazione a quanto previsto dal CCNL si stabilisce che rientrino nel trattamento economico tutte le attività di istituto nonché gli incarichi specifici connessi al generale funzionamento dell’Ente, fra cui quelli di componente di commissioni per concorsi, gare e simili, nonché di docente per conto dell’Ente.
Nel caso in cui i compensi vengano riversati all'Amministrazione o da questa direttamente percepiti, faranno capo al Comune tutte le spese, incluse quelle di tutela legale, derivanti, anche in periodo successivo, al dirigente in relazione all’incarico svolto.
In presenza di attività ultronea che sia particolarmente rilevante per entità economica o per tempo assorbito, l’Amministrazione ne terrà conto in fase di attribuzione del premio di risultato.
I compensi professionali di cui all’art. 37 del CCNL, che detta disposizioni per gli Enti provvisti di Avvocatura, sono corrisposti ai dirigenti Avvocati assegnati al Servizio Centrale Affari Legali ed iscritti nell’Elenco Speciale dell’Albo degli Avvocati tenuto dal Consiglio dell’Ordine di Torino. Detti compensi dovuti in esito a sentenze favorevoli all’Ente vengono erogati agli Avvocati, regolarmente officiati dell’attività di difesa giudiziale della Città, nei casi e con le modalità di seguito indicate: a) nel caso di pronuncia favorevole con compensazione delle spese di lite. b) nel caso di pronuncia favorevole con condanna della controparte soccombente alla rifusione delle spese di lite qualora, nonostante l’attivazione di procedure di recupero, non sia stato possibile ottenere la corresponsione dalla parte avversa. Viene in ogni caso fatta salva la disciplina dei compensi professionali di cui all’art. 7/bis del Regolamento dell’Avvocatura.
Per pronuncia favorevole si intende qualsiasi provvedimento che definisca una fase del giudizio (es.: sentenze, decisioni, decreti, ordinanze, lodi, verbali di conciliazione, a cognizione piena o sommaria pronunciati da qualunque Autorità investita di poteri decisori idonei a definire la vertenza in via provvisoria o definitiva) con esito sostanzialmente favorevole all’Amministrazione, anche senza entrare nel merito (es.: pronuncia su difetto di giurisdizione, incompetenza del giudice, inammissibilità del ricorso, estinzione del giudizio, rinuncia al ricorso o agli atti del giudizio, perenzione, cessazione della materia del contendere…).
La somma dei compensi liquidabile agli aventi diritto per l’anno 2002 è fissata in Euro 210.000. Con decorrenza 2003 l’entità dei compensi liquidabili sarà quantificata nella misura corrispondente alla somma complessiva delle note spese redatte dagli Avvocati relativamente alle pronunce sopra indicate
Qualora i compensi di cui al punto 1 non raggiungano l’ammontare annuo massimo di 210.000 €, la differenza, nel limite di 52.000 €, verrà portata ad incremento del fondo dell’anno immediatamente successivo.
I compensi, quantificati come indicato nei precedenti capoversi, verranno ripartiti tra tutti gli Avvocati di cui al comma 1 come segue: per il 50% in proporzione alle presenze di ciascuno nell’anno di riferimento, per il restante 50% in parti uguali. A detta suddivisione dei compensi partecipano anche gli Avvocati non dirigenti in servizio presso il S. C. Affari Legali ed iscritti all’Elenco speciale, in seguito a recepimento nel relativo contratto integrativo aziendale, e comunque alle condizioni e nel rispetto dei principi e dei criteri fissati nel presente articolo.
Oltre ai compensi di cui sopra, i dirigenti Avvocati assegnati al Servizio Centrale Affari Legali ed iscritti nell’Elenco Speciale dell’Albo degli Avvocati percepiscono la retribuzione di risultato contrattualmente prevista, in aggiunta al fondo sopra quantificato, nella seguente misura: fino al 100% al Direttore; fino al 60% agli Avvocati Cassazionisti, fino al 50% agli Avvocati.
L’Ente ritiene che il presente C.I.A. può riassorbire le modificazioni della parte variabile della retribuzione eventualmente negoziate in sede di sottoscrizione del prossimo C.C.N.L.
Le OO.SS., dando atto che fino ad ora l’ente non ha mai ridotto l’indennità di posizione dei dirigenti assegnati a nuovi incarichi, ritengono che tale prassi debba caratterizzare, anche per il futuro il comportamento dell’Amministrazione.

References: Art. 2
 art. 4

Art. 3

Art. 4

Art. 5
 art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 8
 art. 8

Art. 9
 art. 10

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 14
 art. 4
 art. 4
 art. 10