Source: http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:2003;67&pr=idx,0;artic,1;articparziale,0
Timestamp: 2018-05-22 08:17:19+00:00

Document:
- IL SISTEMA REGIONALE
- I SOGGETTI ISTITUZIONALI E LE RISPETTIVE COMPETENZE
- Il sistema regionale della protezione civile
1. Per lo svolgimento delle attività di protezione civile, nell'ambito del territorio regionale, è istituito il sistema regionale della protezione civile costituito da:
a) la Regione, comprensiva degli enti e delle aziende dipendenti dalla Regione nonché dalle aziende USL ed in generale dalle strutture facenti parte del servizio sanitario;
c) il volontariato operante nel territorio regionale in conformità a quanto previsto dalla sezione II.
2. Alle attività del sistema regionale concorrono anche gli organi dell'Amministrazione decentrata dello Stato, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e le altre strutture operative nazionali di cui all' articolo 11 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del servizio nazionale della protezione civile), in conformità a quanto disposto dalle leggi nazionali e nel rispetto del principio di leale collaborazione.
3. Ai fini di garantire la più efficace integrazione con le componenti statali di cui al comma 2, la Regione promuove ogni opportuna forma di raccordo con le medesime anche tramite la sottoscrizione di accordi ai sensi della legislazione vigente e la partecipazione di tali componenti all'attività di pianificazione.
4. Alle attività del sistema regionale partecipano inoltre tutti gli altri soggetti che svolgono compiti rilevanti anche ai fini di protezione civile nell'ambito delle competenze ad essi attribuiti dalla normativa vigente o sulla base di appositi atti convenzionali con la Regione e gli enti locali.
5. In caso di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, ai sensi dell'articolo 5 della l. 225/1992, il sistema regionale opera in concorso con il dipartimento della protezione civile con le modalità definite, d'intesa con il dipartimento medesimo, nei piani operativi regionali di protezione civile. (13)
Comma così sostituito con l.r. 11 dicembre 2015, n. 76, art. 1.
6. Il sistema regionale della protezione civile può operare per il perseguimento delle finalità di protezione civile, anche fuori dal territorio regionale, in concorso con le autorità competenti e sulla base di accordi intercorsi con queste ultime.
7. Il sistema può concorrere anche per eventi diversi dalla protezione civile su richiesta degli enti competenti e secondo modalità concordate con i medesimi. (13)
8. La Regione ai fini di cui ai commi 6 e 7 promuove le necessarie intese con le diverse componenti del sistema regionale di protezione civile.
1. Tutte le funzioni amministrative concernenti le attività di protezione civile, come specificate nel capo I, salvo quanto previsto agli articoli 9 e 11 , sono di competenza del comune.
a) elabora, in conformità a quanto previsto nell' articolo 17 , il quadro dei rischi relativo al territorio comunale garantendone l'integrazione con l'attività di previsione di competenza della provincia;
b) definisce, in conformità a quanto previsto nel capo III, sezione II, e sulla base del quadro dei rischi di cui alla lettera a), l'organizzazione e le procedure per fronteggiare le situazioni di emergenza nell'ambito del territorio comunale;
c) adotta tutte le altre iniziative di prevenzione di competenza, tra cui in particolare l'informazione alla popolazione e l'organizzazione di esercitazioni;
d) adotta gli atti e tutte le iniziative necessarie per garantire, in emergenza, la salvaguardia della popolazione e dei beni, assumendo il coordinamento degli interventi di soccorso nell'ambito del territorio comunale e raccordandosi con la provincia per ogni necessario supporto;
e) provvede al censimento dei danni conseguenti gli eventi e alla individuazione degli interventi necessari per il superamento dell'emergenza; ove a tale ultimo fine siano approvati interventi ai sensi dell' articolo 24 , il comune provvede agli adempimenti previsti nel medesimo articolo;
f) provvede all'impiego del volontariato e agli adempimenti conseguenti in conformità a quanto previsto nella sezione II.
3. Oltre a quanto previsto per fronteggiare le situazioni di emergenza nel piano comunale di protezione civile ai sensi del comma 2, lettera b) il comune stabilisce l'organizzazione per assicurare lo svolgimento delle altre funzioni di protezione civile di propria competenza.
4. Fermo restando l’obbligo di esercizio associato per la funzione di protezione civile derivante dalla normativa statale per i comuni di cui all’articolo 55, comma 1, della legge regionale 27 dicembre 2011, n. 68 (Norme sul sistema della autonomie locali), i restanti comuni possono comunque esercitare in forma associata tale funzione secondo le modalità e gli ambiti di dimensione territoriale adeguata di cui alla stessa l.r. 68/2011. (14)
Comma così sostituito con l.r. 11 dicembre 2015, n. 76, art. 2.
6. La gestione associata può essere realizzata anche a supporto ed integrazione dell'organizzazione comunale in emergenza, in particolare per assicurare il rispetto dei requisiti di funzionalità previsti dal regolamento regionale di cui all' articolo 15 , ferma restando la titolarità in capo al comune delle funzioni di cui al comma 2, lettera d).
a) elabora, in conformità a quanto previsto nell' articolo 17 , il quadro dei rischi relativo al territorio provinciale;
b) definisce, in conformità a quanto previsto nel capo III, sezione II e sulla base del quadro dei rischi di cui alla lettera a), l'organizzazione e le procedure per fronteggiare le situazioni di emergenza nell'ambito del territorio provinciale;
c) provvede agli adempimenti previsti nel regolamento regionale di cui all' articolo 15 concernenti la previsione e il monitoraggio degli eventi;
d) adotta gli atti e tutte le iniziative necessarie per garantire, in emergenza, il supporto alle attività di competenza dei comuni assumendo a tal fine il coordinamento degli interventi di soccorso nell'ambito del territorio provinciale e rapportandosi con la Regione per ogni ulteriore esigenza d'intervento;
e) provvede all'organizzazione dell'attività di censimento dei danni, nell'ambito provinciale, in collaborazione con i comuni, e a fornire il relativo quadro complessivo alla Regione;
f) concorre con i comuni alle iniziative per il superamento dell'emergenza; ove a tale fine siano approvati interventi ai sensi dell' articolo 24 , provvede agli adempimenti previsti nel medesimo articolo;
g) provvede all'impiego del volontariato e agli adempimenti conseguenti in conformità a quanto previsto alla sezione II.
2. La provincia provvede altresì ad assicurare, in rapporto con la Regione, ogni necessaria forma di supporto ai comuni e di raccordo tra i medesimi per le attività di previsione e di prevenzione, in particolare per quanto attiene:
a) l'elaborazione del quadro dei rischi;
b) l'attività di formazione;
c) la realizzazione di iniziative di informazione, soprattutto finalizzate alla popolazione scolastica, da realizzare d'intesa con i comuni e le altre autorità competenti.
Comma abrogato con l.r. 11 dicembre 2015, n. 76, art. 3.
- Comunità montane, circondari e altre forme associative (16)
Articolo abrogato con l.r. 11 dicembre 2015, n. 76, art. 4.
a) fissa le modalità per la elaborazione del quadro dei rischi ai vari livelli territoriali;
b) definisce l'organizzazione del sistema regionale di protezione civile e detta gli indirizzi per l'attività di competenza degli enti locali;
c) stabilisce le procedure operative di propria competenza;
d) promuove il potenziamento del sistema regionale di protezione civile tramite gli interventi per lo sviluppo di cui all' articolo 22 ;
e) provvede al supporto delle attività di soccorso di competenza dei comuni in raccordo con le province e in particolare:
1) coordina l'utilizzo delle risorse disponibili nel territorio regionale per le emergenze di livello sovra-provinciale;
2) assicura il raccordo con gli organi e le strutture statali operanti a livello regionale e centrale e, nei casi previsti dal regolamento regionale di cui all' articolo 15 , il coordinamento degli interventi di soccorso da attuarsi con le modalità definite nei piani operativi regionali;
f) concorre con il dipartimento della protezione civile a definire l'organizzazione del sistema regionale della protezione civile per fronteggiare gli eventi di rilievo nazionale;
g) definisce gli standard formativi per garantire una professionalità adeguata del personale impegnato nelle attività di protezione civile, sia relativamente alla competenza generale di direzione delle emergenze che alle specifiche competenze delle varie funzioni di supporto, in conformità alla r. 32/2002 ed ai relativi provvedimenti di attuazione;
h) promuove la formazione di una coscienza di protezione civile della popolazione e in particolare dei giovani;
i) stabilisce accordi con le altre regioni per l'espletamento delle attività di comune interesse.
2. La Regione provvede altresì alla valutazione degli eventi e alla individuazione delle iniziative per il superamento della conseguente emergenza; a tali fini, in conformità ai criteri di cui all' articolo 6 , comma 2:
a) dichiara lo stato di emergenza regionale per gli eventi di rilevanza regionale;
b) richiede la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale ai sensi dell' articolo 5 della l. 225/1992 ;
c) approva i conseguenti interventi regionali per il superamento dell'emergenza in conformità a quanto previsto all' articolo 24
1. Il volontariato costituisce una componente essenziale del sistema regionale della protezione civile.
2. Il volontariato opera in stretta integrazione con le componenti istituzionali, partecipando a tutte le attività di protezione civile e in particolare all'attività di prevenzione e soccorso.
3. Per il raggiungimento di tale finalità, le organizzazioni di volontariato:
a) concorrono alla elaborazione dei piani di protezione civile, definendo d'intesa con l'ente competente, le modalità del proprio intervento a supporto delle azioni previste nei piani medesimi;
b) partecipano, nelle forme previste dagli stessi piani, alle sedi di coordinamento operativo in emergenza;
c) partecipano alle attività informative e alle esercitazioni promosse dagli enti competenti.
4. La Regione e gli enti locali promuovono l'efficienza delle organizzazioni del volontariato e la loro integrazione con il complessivo sistema della protezione civile tramite interventi di formazione, organizzazione di esercitazioni, dotazione di mezzi e strumenti.
- Elenco regionale (5)
1. La Regione provvede al censimento delle organizzazioni di volontariato, iscritte nel registro regionale del volontariato di cui alla legge regionale 26 aprile 1993, n. 28 (Norme relative ai rapporti delle organizzazioni di volontariato con la Regione, gli enti locali e gli altri enti pubblici - Istituzione del registro regionale delle organizzazioni di volontariato), che esercitano attività di protezione civile ed alla verifica della loro capacità tecnico-operativa.
2. Le organizzazioni censite ai sensi del comma 1 sono inserite in apposito elenco regionale.
3. L'elenco regionale è articolato in rapporto all'ambito territoriale di operatività delle organizzazioni iscritte.
4. Con il regolamento di cui all' articolo 15 sono definite le modalità e i criteri per l'iscrizione, la modifica e la cancellazione delle organizzazioni dal predetto elenco.
5. Alla gestione dell'elenco partecipano le province ed i comuni, con le modalità stabilite nel regolamento di cui al comma 4.
1 Spettano al Presidente della Giunta regionale, oltre all'adozione delle ordinanze di cui all' articolo 27 e alla dichiarazione di stato di emergenza regionale:
a) la richiesta dello stato di emergenza nazionale di cui all' articolo 5 della l. 225/1992 ;
b) l'espressione dell'intesa di cui all' articolo 107, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 ).
2. Tutte le altre funzioni, ove non diversamente disposto dallo Statuto o da altre disposizioni di legge, sono esercitate dalla Giunta regionale; sono fatte salve in ogni caso le funzioni di gestione di competenza dei dirigenti delle strutture regionali ai sensi delle disposizioni regionali in materia di organizzazione e personale.
1. I comuni e le province esercitano le funzioni di cui alla presente legge con le risorse derivanti dai rispettivi bilanci, anche tenuto conto dei trasferimenti finanziari disposti dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all' articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa) nelle more della piena attuazione dell'artico lo 119 della Costituzione.
2. Per le funzioni attribuite alle province dalla presente legge, i trasferimenti finanziari di cui al comma 1 sono incrementati con le risorse assegnate annualmente alla Regione dai medesimi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, ripartite secondo i criteri ivi previsti. Per l'anno 2004 tale incremento fa carico all'unità previsionale di base (UPB) di spesa n. 113 (Organizzazione regionale protezione civile - spese correnti) del bilancio regionale per euro 484.842,36.
3. Al finanziamento degli interventi di cui all' articolo 23 conseguenti gli eventi di rilevanza locale, provvedono i comuni e le province secondo le rispettive competenze; le province concorrono alle spese sostenute dai comuni, anche tramite i contributi assegnati dalla Regione ai sensi dell' articolo 23 , comma 3.
4. Al finanziamento degli interventi conseguenti gli eventi per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale, nonché al finanziamento dei contributi di cui all' articolo 23 , comma 3, si fa fronte per euro 1.500.000,00 con la seguente variazione, per competenza e cassa, al bilancio di previsione 2004
in diminuzione:UPB n. 743 (Fondi - spese di investimento) per euro 1.500.000,00;
in aumento:UPB n. 115 (Interventi derivanti da eventi calamitosi - spese di investimento) per euro 1.500.000,00.
5. Al finanziamento degli interventi di cui all'articolo 22 si fa fronte, per l'anno 2004, con le risorse regionali di cui all'UPB di spesa n. 113 (Organizzazione regionale protezione civile - spese correnti) per euro 770.000,00.
6. Per gli anni successivi al 2004 si fa fronte con le rispettive leggi di bilancio.
- Fondo regionale di anticipazione (2)
Parole così sostituite con l.r. 23 dicembre 2009, n.77, art. 18.
1. Nel caso di eventi di rilevanza locale, ove gli interventi di cui all' articolo 23 non trovino copertura nei contributi previsti al medesimo articolo, comma 3, gli enti locali possono richiedere alla Regione anticipazioni finanziarie.
2. Le anticipazioni sono concesse, senza alcun onere di interesse, nei limiti delle disponibilità di bilancio fino all'ammontare del cento per cento della spesa riconosciuta ammissibile ed hanno durata massima di tre anni, prorogabile fino a cinque anni per gli interventi che interessano i comuni con popolazione non superiore ai cinquemila abitanti a decorrere dall'anno successivo a quello in cui è stata erogata l'anticipazione.
3. Le anticipazioni possono essere richieste anche per la realizzazione di interventi di ricostruzione e ripristino.
4. Per la concessione delle anticipazioni di cui al presente articolo è istituito apposito fondo (3)
Parole abrogate con l.r. 23 dicembre 2009, n.77, art. 18.
, il cui utilizzo è disciplinato dalla Regione con regolamento da adottare entro tre mesi dalla entrata in vigore della presente legge.
5. Il medesimo regolamento di cui al comma precedente stabilisce altresì i casi in cui i comuni economicamente più svantaggiati possono essere esentati dagli obblighi della restituzione.
6. Agli oneri di cui ai commi 4 e 5 si provvede a partire dalla data di abrogazione della legge regionale 2 marzo 1988, n. 14 (Interventi regionali per la realizzazione di opere di prevenzione, pronto intervento, ripristino e ricostruzione relative a pubbliche calamità. Nuove disposizioni ed abrogazione della l.r. 65/1977 ) con le risorse già previste per la stessa e disponibili all'UPB n. 115 (Interventi derivanti da eventi calamitosi - spese di investimento).
- Modifiche e abrogazioni
1. All'articolo 4, comma 3 della legge regionale 20 marzo 2000, n. 30 (Nuove norme in materia di attività a rischio incidenti rilevanti) le parole "al piano regionale di emergenza, previsto dall'articolo 4 della L.R. n. 42/1996 e nel rispetto delle altre disposizioni dettate dalla stessa legge regionale, in attuazione della legge n. 225/1992 " sono sostituite dalle seguenti:
ai piani operativi regionali ed in conformità con le disposizione della legge regionale in materia di protezione civile
a) legge regionale n. 14 del 1988 dalla data di adozione del regolamento di cui all'articolo 30, comma 4;
b) legge regionale 10 giugno 1996, n. 42 (Disciplina delle attività regionali di protezione civile);
c) articoli 30, 31 e 32 della legge regionale 1 dicembre 1998, n. 88 (Attribuzione agli enti locali e disciplina generale delle funzioni amministrative e dei compiti in materia di urbanistica e pianificazione territoriale, protezione della natura e dell'ambiente, tutela dell'ambiente dagli inquinamenti e gestione dei rifiuti, risorse idriche e difesa del suolo, energia e risorse geotermiche, opere pubbliche, viabilità e trasporti conferite alla Regione dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 );
d) articolo 7, comma 4, della legge regionale 11 dicembre 1998, n. 91 (Norme per la difesa del suolo);
e) articolo 2, comma 1, lettera h), della legge regionale 20 marzo 2000, n. 30 (Nuove norme in materia di attività a rischio incidenti rilevanti).
Norme transitorie relative all’esercizio associato della funzione di protezione civile (23)
Articolo aggiunto con l.r. 11 dicembre 2015, n. 76, art. 8.
1. I comuni che già esercitano in forma associata la funzione di protezione civile, ai sensi dell’articolo 8, comma 4, in ambiti territoriali diversi da quelli previsti dall’allegato A della l.r. 68/2011, possono continuare l’esercizio associato della funzione con la modalità attualmente in essere fino al 31 dicembre 2016.
2. Ove le funzioni comunali siano esercitate in forma associata, fino all’approvazione del piano unico per l’ambito intercomunale di cui all’articolo 16, comma 2, rimangono in vigore i piani di protezione civile comunali già approvati.
Disposizioni relative alla città metropolitana (24)
Articolo aggiunto con l.r. 11 dicembre 2015, n. 76, art. 9.
1. A seguito dell’entrata in vigore della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni), ogni riferimento alla provincia ed al territorio provinciale contenuto nella presente legge è da intendersi riferito anche alla città metropolitana ed al suo territorio.

References: articolo 11
 art. 1
 articolo 17
 articolo 24
 art. 2
 articolo 15
 articolo 17
 articolo 15
 articolo 24
 art. 3
 art. 4
 articolo 22
 articolo 15
 articolo 6
 articolo 5
 articolo 24
 articolo 15
 articolo 27
 articolo 5
 articolo 107
 articolo 7
 articolo 23
 articolo 23
 articolo 23
 art. 18
 articolo 23
 art. 18
 articolo 7
 articolo 2
 art. 8
 art. 9