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come da accordi Le inviamo qui di seguito alcune massime tratte da altrettante sentenze emesse da - PDF
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Oreste Salerno
1 Egr. Sig. Tommaso Bortolomiol, come da accordi Le inviamo qui di seguito alcune massime tratte da altrettante sentenze emesse da diversi Tribunali Italiani in materia di ripetibilità di quanto addebitato a titolo di interessi anatocistici. Richiamando l incontro svoltosi presso lo studio del dott. Buzzavo venerdì 29 giugno, e confermandole come la giurisprudenza sia oramai unanime nel ritenere non dovuto l anatocismo trimestrale alleghiamo quindi alcune pronunce giurisprudenziali attinenti le altre più controversie questioni giuridiche, alle quali abbiamo fatto cenno, relative alla decorrenza del termine prescrizionale per l esercizio dell azione giudiziale e relative alla illegittimità della prassi anatocistica a qualsiasi periodicità di capitalizzazione degli interessi, ivi compresa quella annuale. Sul termine di decorrenza prescrizionale. Il momento iniziale del termine prescrizionale decennale per il reclamo delle somme indebitamente trattenute dalla banca a titolo di interessi decorre dalla chiusura definitiva del rapporto (Cass. sent. n del 09 aprile 1984). Deve confermarsi la nullità della clausola pattizia, contenuta all'interno di un contratto bancario in conto corrente, sulla capitalizzazione trimestrale degli interessi, in quanto contraria alla norma imperativa di cui all'art del codice civile, applicabile anche a questa ipotesi e in ragione dell'accertata inesistenza di un contrario uso normativo, La decorrenza del termine di prescrizione decennale per la ripetizione da parte del correntista delle somme indebitamente trattenute dalla banca sulla base di interessi calcolati in forza di una clausola pattizia nulla, non decorre dalla data del singolo pagamento, ma dalla data dell'ultimo, dal momento che gli stessi possono essere considerati quali atti esecutivi di un unitario rapporto giuridico.. Cass. Civ., Sez. I, n del 14 maggio 2005 Nella stessa direzione anche Cass. sent. n del 23 marzo 2004; Cass. sent. n dell 11 maggio 1999; Cass. sent. n del 14 aprile 1998; Cass. sent. n del 19 giugno 1997 e Cass. sent del 18 aprile Anche i Giudici di merito seguono questo orientamento.
2 Quanto poi all eccezione di prescrizione sollevata dalla banca ( ), deve evidenziarsi che l'azione promossa dal cliente nei confronti della banca per valere la nullità di clausole contrattuali, come appunto quella di specie, è imprescrittibile ai sensi dell'art c.c., mentre quella diretta a conseguire la ripetizione di somme non dovute è soggetta alla ordinaria prescrizione decennale, decorrente dalla chiusura del rapporto. (Tribunale di Cassino, sentenza del 2 luglio 2004). Il termine prescrizionale inizia a decorrere dalla chiusura del rapporto che, pur articolandosi in una pluralità di atti esecutivi, si atteggia come unico e unitario, donde è soltanto con quella chiusura che i crediti ed i debiti assumono definitività (Corte d Appello di Lecce, sentenza del 22 ottobre 2004). Il termine di prescrizione dei diritti di credito nascenti da un rapporto di apertura di credito in conto corrente deve essere calcolato con decorrenza dalla data in cui essi divengono esigibili per effetto del recesso della banca dalla apertura di credito e, comunque, dalla data di chiusura del conto corrente, dovendosi valorizzare il legame intercorrente fra la pluralità di atti esecutivi in virtù dell unicità del rapporto giuridico derivante dal contratto unitario di conto corrente (Tribunale di Pescara, sentenza del 05 gennaio 2005). Il dies a quo della decorrenza del termine prescrizionale va individuato in quello della chiusura definitiva del rapporto atteso che il contratto per la disciplina in conto corrente di operazioni bancarie è un contratto unitario che dà luogo ad un unico rapporto giuridico articolato in una pluralità di atti esecutivi laddove i singoli addebitamenti o accreditamenti non danno luogo a distinti rapporti ma determinano solo variazioni quantitative dell unico originario rapporto sicché solamente con il saldo finale si stabiliscono definitivamente i crediti ed i debiti fra le parti. (Tribunale di Mantova, sentenze del 3 febbraio 2004 e 21 gennaio 2005)....Va anzitutto evidenziato che l azione diretta a far dichiarare la nullità di clausole contrattuale è imprescrittibile ex art c.c., mentre quella volta ad ottenere la ripetizione di quanto indebitamente versato è soggetta alla ordinaria prescrizione decennale, di cui all art c.c.. Nel caso di specie il dies a quo della decorrenza del termine prescrizionale deve essere individuato in quello della chiusura definitiva del rapporto, atteso che il contratto per la disciplina in conto corrente di operazioni bancarie è un contratto unitario che da luogo ad un unico rapporto giuridico articolato in una pluralità di atti esecutivi, sicché i singoli addebitamenti o accreditamenti non danno luogo a distinti rapporti ma determinano solo variazioni quantitative dell unico originario rapporto e quindi solamente con
3 il saldi finale si stabiliscono definitivamente i crediti ed i debiti tra le parti.. (Tribunale di Lecce, sezione distaccata di Campi Salentina, sentenza n. 46 del 03 novembre 2005). Invero, ritiene questo giudicante ( ) che l azione diretta a far dichiarare la nullità di clausole contrattuali (nella specie, l'anatocismo trimestrale) é imprescrittibile ex art c.c.. Quella volta ad ottenere la ripetizione di quanto indebitamente versato é soggetta alla ordinaria prescrizione di cui all'art c.c.. Per la decorrenza del termine prescrizionale, il dies a quo va individuato in quello di chiusura definitiva del rapporto atteso che il contratto per la disciplina in conto corrente di operazioni bancarie é un contratto unitario che dà luogo ad un unico rapporto giuridico articolato in una pluralità di atti esecutivi, laddove i singoli addebitamenti o accreditamenti non danno luogo a distinti rapporti ma determinano solo variazioni quantitative dell'unico originario rapporto sicché solamente con il saldo finale si stabiliscono definitivamente i crediti ed i debiti fra le parti (Tribunale di Lecce, sentenza del 6 marzo 2006)....il momento iniziale del termine di prescrizione decennale per il reclamo delle somme indebitamente trattenute dalla banca a titolo di interessi su un'apertura di credito in conto corrente coincide con la chiusura definitiva del rapporto, trattandosi di un contratto unitario che da luogo ad una pluralità di atti esecutivi, sicché è solo con la chiusura del conto che si stabiliscono definitivamente i crediti e i debiti delle parti tra loro.... (Tribunale di Teramo, sentenza del 7 gennaio 2006); L eccezione di prescrizione, sollevata dalla banca, è infondata. Il termine di prescrizione per l azione di restituzione delle somme che il correntista sostiene essere state indebitamente conteggiate dalla banca, per illegittimo addebito di interessi in misura ultralegale o per altre ragioni, decorrere dalla data di chiusura del conto e non già da quello dei singoli asseriti pagamenti. Il contratto di conto corrente di corrispondenza ha natura unitaria e dà luogo ad un unico rapporto giuridico articolato in una pluralità di atti esecutivi, di modo che i singoli pagamenti danno luogo solo a variazioni quantitative dell unico originario rapporto, fino alla quantificazione del saldo finale (Tribunale di Siracusa, sentenza del 27 marzo 2006); Va altresì ritenuta infondata l eccezione di prescrizione del diritto alla restituzione del presunto indebito sollevata da parte convenuta. La tipologia di domanda avanzata (rideterminazione del saldo previa epurazione delle poste addebitate sulla base di clausole nulle) comporta che il momento iniziale del termine di prescrizione decennale per il
4 reclamo delle somme indebitamente addebitate dalla banca su un apertura di credito accessorio a rapporto di conto corrente, decorre dalla chiusura definitiva del rapporto, trattandosi di un contratto unitario che dà luogo ad un unico rapporto giuridico, anche se articolato in una pluralità di atti esecutivi, sicché è solo con la chiusura del conto che si stabiliscono definitivamente i crediti e i debiti delle parti tra loro, con conseguente esigibilità da parte dell Istituto di credito (giurisprudenza ormai ampiamente consolidata: Cass. Sez. III n , RV ; Cass. 09/04/1984, n. 2262; ma anche in tema di diritto di credito nei confronti del fideiussore nell ambito del rapporto di conto corrente: Cass. Sez. III , n. 5720, RV ; Cass. Sez. III , n. 3783, RV ). (...) Parte attrice ha dunque diritto a vedersi ricostruire il rapporto di corrente per le ragioni di cui alla domanda sin dal (sentenza R. G. n. 3355/05 emessa in camera di consiglio in data 27 giugno 2006 dal Tribunale di Pescara nella persona del G.U. dott. Angelo Bozza). Deve essere preliminarmente rigettata l'eccezione di prescrizione quinquennale sollevata dalla banca convenuta. In ipotesi di rapporto bancario regolato in conto corrente, infatti, il termine di prescrizione per la ripetizione di somme (anche a titolo di interessi) indebitamente versate durante il medesimo è quello ordinario decennale e decorre dalla sua chiusura (Tribunale di Marsala, sentenza del 31 ottobre 2006);...il dies a quo della prescrizione decennale inizia a decorre dalla data di chiusura del rapporto... (Tribunale di Lecce sentenza del 10 maggio 2006, depositata l 8 gennaio 2007). Per la decorrenza del termine prescrizionale, il dies a quo va individuato in quello della chiusura definitiva del rapporto atteso che il contratto per la disciplina in conto corrente di operazioni bancarie è un contratto unitario che dà luogo ad un unico rapporto giuridico articolato in una pluralità di atti esecutivi, laddove i singoli addebitamenti o accreditamenti non danno luogo a distinti rapporti ma determinano solo variazioni quantitative dell unico originario rapporto sicché solamente con il saldo finale si stabiliscono definitivamente i crediti ed i debiti fra le parti (Tribunale di Lecce, sentenza del 27 marzo 2007). Sulla illegittimità dell anatocismo annuale..atteso che la contrarietà alla norma imperativa di cui all'art c.c. involge- ovviamente- l intero contenuto della clausola (e non solo, quindi, la parte di essa relativa alla periodicità della capitalizzazione), è la pattuizione in contratto dell anatocismo ad essere nulla, onde secondo i principi generali, trattasi di
5 contratto ab origine privo di qualsivoglia pattuizione di capitalizzazione, trimestrale come annuale come di diversa periodicità. Non vi è prosegue la citata sentenza possibilità di sostituzione legale o di inserzione automatica di clausole prevedenti capitalizzazioni di diversa periodicità, in quanto l'anatocismo è consentito dal sistema - con norma eccezionale, imperativa e derogatoria- soltanto in presenza di determinate condizioni (quelle di cui all'art c.c.), in mancanza delle quali esso rimane giuridicamente non pattuito tra le stesse.. Ricavare dal sistema pur in presenza di pattuizione di anatocismo violativi delle condizioni imperative di cui all art c.c. una capitalizzazione con periodicità più lenta quale quella annuale rinvenuta nel sistema di cui agli artt. 1282, 1284 e 1224 vorrebbe dire sia derogare la natura imperativa ed inderogabile di cui all art. 1283, norma dettata ad hoc per prevedere a quali condizioni l interesse semplice può diventare interesse composto, sia frustrare la citata ratio di tutela del debitore pecuniario ad essa sottesa (per la quale l art ha dettato le precise condizioni della capitalizzazione), sia immaginare un anatocismo generale e di sistema ulteriore e di riserva (residuale o per taluni equitativo) rispetto all anatocismo di cui all art (così degradato da anatocismo esclusivo, ossia il solo previsto dal sistema, ad anatocismo speciale rispetto a quello generale annuale), sia privare di senso e di funzioni la stessa previsione della disciplina di cui all art. 1283, sia ed in definitiva assimilare in toto l obbligazione di interessi alla remuneratività delle comuni obbligazioni pecuniarie pur nella riferita differenza ontologica delle stesse.....nessuna capitalizzazione... conclude la sentenza citata...né annuale, né semestrale, né di altra periodicità degli interessi e delle altre remunerazioni del conto può essere riconosciuta, né alla BANCA né al cliente. (Tribunale di Pescara, sent. 5 gennaio 2005). Affermata la nullità della clausola regolante la capitalizzazione trimestrale ne deriva che non vi è possibilità di inserzione automatica di clausole prevedenti capitalizzazioni di diversa periodicità in quanto l anatocismo è permesso dalla legge ma soltanto a determinate condizioni e, in mancanza di valida pattuizione fra le parti, esso rimane non pattuito fra le medesime: la banca potrà quindi pretendere unicamente l interesse semplice. (Corte d Appello di Milano, sent. n del 4 aprile 2003,
6 Tribunale di Mantova, sentenze del 16 gennaio 2004, del 3 febbraio 2004 e del 21 gennaio 2005). La clausola contrattuale che prevedeva l'anatocismo trimestrale, una volta dichiarata nulla, non può essere sostituita da una diversa clausola che attui la capitalizzazione semestrale o annuale degli interessi, essendo l'istituto dell inserzione automatica di clausole prevista solo per quelle imposte dalla legge (art c.c.) e non essendo possibile applicare al conto corrente bancario le norme previste per il conto corrente ordinario relativamente alla chiusura semestrale (art c.c.) e alla imputazione del saldo quale prima rimessa dopo la chiusura (art c.c.) in quanto non compresa tra quelle richiamate dall'art c.c.. (Tribunale di Genova, sezione VI, sentenza del 02 febbraio 2006). il ricalcolo degli interessi passivi ovviamente deve essere effettuato senza alcuna forma di capitalizzazione, neanche semestrale o annuale travolgendo, il giudizio di illegittimità, l intera clausola. (Tribunale di Verona del 2 novembre 2006 r.g /04). Ricordiamo, inoltre, la sentenza resa dal: Invero, affermata la nullità parziale del contratto per nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi per violazione dell'art c.c. non si vede come si possa giustificare una capitalizzazione su base annuale né come possa il Giudice prevedere una modifica del dato contrattuale in assenza tra l'altro di una disposizione che preveda in questo caso l'automatico inserimento di norme imperative su una maggiore periodicità (annuale anziché trimestrale) al posto delle clausole nulle (artt e 1419 c.c.). Prosegue, poi la stessa pronuncia,...se è illegittima la clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi in assenza di uso normativo, non può non essere illegittima anche la clausola che prevede(va) la capitalizzazione annuale degli interessi attivi in quanto, in difetto di una disposizione di legge, la stessa capitalizzazione degli interessi attivi si basa su una clausola da ritenere, per le stesse superiori argomentazioni, ugualmente affetta da illegittimità. (Tribunale di Lecce in data 10 maggio 2006, pubblicata l 8 gennaio 2007). Una volta ritenuta la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi, reputa questo giudice di dover aderire condividendosene appieno le argomentazioni- a quell indirizzo giurisprudenziale
7 secondo il quale non è possibile sostituire l anatocismo trimestrale con quello annuale, posto che, come correttamente osservato Atteso che la contrarietà a norma imperativa di cui all art c.c. involge l intero contenuto della clausola (e non solo quindi la parte di essa relativa alla periodicità della capitalizzazione), è la pattuizione in contratto dell anatocismo ad essere nulla, onde secondo i principi generali trattasi di contratto nullo ab origine privo di qualsiasi pattuizione di capitalizzazione trimestrale come annuale come di diversa periodicità Non vi è possibilità di sostituzione legale o di inserzione automatica di clausole prevedenti capitalizzazioni di diversa periodicità in quanto l anatocismo è consentito dal sistema soltanto in presenza di determinate condizioni, in mancanza delle quali esso rimane giuridicamente non pattuito tra le parti. (Tribunale di Lecce, sentenza del 21 novembre 2006). La clausola di capitalizzazione è dunque nulla per contrasto con la norma imperativa di cui all art c.c., per cui il contratto, verbale prima e scritto poi è da ritenere ab origine privo di qualsivoglia pattuizione di capitalizzazione, trimestrale come annuale come di diversa periodicità. (Tribunale di Pescara, sentenza del 27 giugno 2006). In ordine alla questione della capitalizzazione degli interessi merita condivisione l orientamento da tempo espresso dalla giurisprudenza di legittimità secondo cui la clausola di un contratto bancario che preveda la capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dal cliente è invalida in quanto basata su di un uso negoziale e non su un uso normativo (difettando il requisito soggettivo dell opinio iuris che non può formarsi in capo ad una sola parte dei consociati e cioè dei banchieri) come invece esige l art C.C: - nullo in quanto anteriore alla scadenza degli interessi (cfr. Cass. S.U n ; Cass n ; Cass n ; Cass n. 2593; Cass n. 8442; Cass n. 4498; Cass n. 4490; Cass n. 1281; Cass n. 6263; Cass n ; Cass n. 3096; Cass n. 2374), indirizzo già da tempo seguito da questo Tribunale. Affermata la nullità della clausola regolante la capitalizzazione trimestrale ne deriva che non vi è possibilità di inserzione automatica di clausole prevedenti capitalizzazioni di diversa periodicità in quanto l anatocismo è permesso dalla legge ma soltanto a determinate condizioni e, in mancanza di valida pattuizione fra le parti, esso rimane non pattuito fra le medesime (in tali termini vedasi
8 App. Milano n. 1142; App. Torino n. 64 in; Trib. Brindisi in Foro lt.,2002,l,1887; cfr. anche Cass. S.U n in motivazione) (Tribunale di Lecce, sentenza del 27 marzo 2007).
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