Source: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:62002CJ0453
Timestamp: 2020-04-01 03:04:47+00:00

Document:
Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 17 febbraio 2005.
Finanzamt Gladbeck contro Edith Linneweber (C-453/02) e Finanzamt Herne-West contro Savvas Akritidis (C-462/02).
Sesta direttiva IVA - Esenzione dei giochi d'azzardo - Determinazione delle condizioni e dei limiti dell'esenzione - Assoggettamento dei giochi organizzati al di fuori di case da gioco pubbliche - Rispetto del principio della neutralità fiscale - Art. 13, parte B, lett. f) - Effetto diretto.
Cause riunite C-453/02 e C-462/02.
B-10.02.01.07.02.06 Comunità europee (CEE/CE) / CEE/CE - Disposizioni fiscali * Disposizioni fiscali / Armonizzazione delle legislazioni fiscali / Imposta sul valore aggiunto / Esenzioni / Esenzioni a favore di altre attività / Giochi d'azzardo con poste di denaro
B-20.02.01 Comunità europee (CEE/CE) / Atti delle istituzioni / Direttive / Direttive -Effetto diretto * Effetto diretto
A-01.02.05 L'ordinamento giuridico comunitario / Fonti del diritto comunitario / Principi generali del diritto / Certezza del diritto
B-19.04.03.01 Comunità europee (CEE/CE) / CEE/CE - Contenzioso * Contenzioso / Rinvio pregiudiziale / Rinvio pregiudiziale - Effetti delle pronunce pregiudiziali * Effetti delle pronunce pregiudiziali / Rinvio pregiudiziale - Effetti delle sentenze interpretative * Effetti delle sentenze interpretative
Germania, Commissione europea
Cause riunite C-453/02 e C-462/02
Edith Linneweber e Finanzamt Herne-West contro Savvas Akritidis
(domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Bundesfinanzhof)
«Sesta direttiva IVA — Esenzione dei giochi d'azzardo — Determinazione delle condizioni e dei limiti dell'esenzione — Assoggettamento dei giochi organizzati al di fuori di case da gioco pubbliche — Rispetto del principio della neutralità fiscale — Art. 13, parte B, lett. f) — Effetto diretto»
Conclusioni dell'avvocato generale sig.ra C. Stix-Hackl, presentate l'8 luglio 2004 ?I 0000
Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 17 febbraio 2005. ?I 0000
1. Disposizioni fiscali — Armonizzazione delle legislazioni — Imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto — Esenzioni previste dalla sesta direttiva — Esenzione per i giochi d'azzardo — Legislazione nazionale che esclude dall'esenzione la gestione dei detti giochi da parte di operatori diversi dai gestori di case da gioco pubbliche autorizzate — Illiceità — Facoltà per i singoli di invocare la pertinente disposizione dinanzi al giudice nazionale
(Direttiva del Consiglio 77/388, art. 13, parte B, lett. f))
2. Questioni pregiudiziali — Interpretazione — Effetti nel tempo delle sentenze di interpretazione — Effetto retroattivo — Limitazione da parte della Corte — Importanza per lo Stato membro considerato delle conseguenze finanziarie della sentenza — Criterio non decisivo
1. L’art. 13, parte B, lett. f), della sesta direttiva 77/388, da cui risulta che la gestione dei giochi e degli apparecchi per giochi d'azzardo dev'essere, in via di principio, esentata dall’imposta sul valore aggiunto, pur potendo gli Stati membri stabilire le condizioni e i limiti dell’esenzione, dev'essere interpretato nel senso che osta ad una normativa nazionale che prevede che la gestione di tutti i giochi e apparecchi per giochi d'azzardo è esentata dalla detta imposta quando è effettuata in case da gioco pubbliche autorizzate, mentre l'esercizio di questa stessa attività da parte di operatori diversi dai gestori di tali case da gioco non beneficia dell'esenzione in parola.
Infatti, nell'esercizio delle competenze loro riconosciute dalla disposizione di cui trattasi, gli Stati membri devono rispettare il principio di neutralità fiscale e non possono fare validamente dipendere il beneficio di tale esenzione dall'identità del gestore di tali giochi e apparecchi.
Peraltro, la precitata disposizione ha un effetto diretto, nel senso che essa può essere invocata da un gestore di giochi o di apparecchi per giochi d'azzardo dinanzi ai giudici nazionali per escludere l'applicazione delle norme di diritto interno incompatibili con tale disposizione. Quando le condizioni o i limiti a cui uno Stato membro subordina il beneficio dell'esenzione dall'imposta per i giochi d'azzardo o con poste in denaro sono in contrasto con il principio della neutralità fiscale, tale Stato membro non può quindi basarsi su tali condizioni o limiti per rifiutare a un gestore di tali giochi l'esenzione che egli può legittimamente rivendicare ai sensi della sesta direttiva.
(v. punti 23-24, 29-30, 37-38, dispositivo 1-2)
2. Solo in via eccezionale, applicando il principio generale della certezza del diritto inerente all'ordinamento giuridico comunitario, la Corte può essere indotta a limitare la possibilità per gli interessati di far valere una disposizione da essa interpretata onde rimettere in discussione rapporti giuridici costituiti in buona fede. A questo proposito, le conseguenze finanziarie che potrebbero derivare per uno Stato membro da una sentenza pronunciata in via pregiudiziale non giustificano, di per sé, la limitazione dell'efficacia nel tempo di tale sentenza.
17 febbraio 2005(1)

References: Art. 13
 Art. 13

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