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CREDITRAS VITA SPA Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex Decreto Legislativo dell 8 giugno 2001 n. 231 (Testo deliberato dal Consiglio - PDF
CREDITRAS VITA SPA Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex Decreto Legislativo dell 8 giugno 2001 n. 231 (Testo deliberato dal Consiglio
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1 CREDITRAS VITA SPA Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex Decreto Legislativo dell 8 giugno 2001 n. 231 (Testo deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 7 novembre 2006 e modificato successivamente con delibera del Consiglio di Amministrazione del 12 maggio 2011, del 31 ottobre 2014 e con delibera del 20 febbraio 2015)2 INDICE PARTE GENERALE...5 DEFINIZIONI...6 CAPITOLO 1 - IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/ Il decreto legislativo n. 231/2001 e la normativa di riferimento Presupposti di esclusione della responsabilità dell ente...13 CAPITOLO 2 - LINEE GUIDA A.N.I.A Linee guida a.n.i.a CAPITOLO 3 - IL MODELLO CREDITRASVITA Le principali aree di operatività aziendale e la struttura organizzativa di creditras vita Funzione e scopo del modello Natura e fonti del modello La costruzione del modello e la sua struttura La procedura di adozione del modello Destinatari del modello...23 CAPITOLO 4 - LE ATTIVITA SENSIBILI DI CREDITRAS VITA Le attività sensibili di creditras vita...25 CAPITOLO 5 - ORGANISMO DI VIGILANZA (ODV) Identificazione dell organismo di vigilanza Funzione e poteri dell odv L attività di reporting dell odv verso altri organi aziendali Obblighi di informazione nei confronti dell odv Verifiche sull adeguatezza del modello Raccolta e conservazione delle informazioni...35 CAPITOLO 6 - FORMAZIONE E DIFFUSIONE DEL MODELLO Formazione ed informazione dei dipendenti Selezione ed informazione dei consulenti e dei partner...37 CAPITOLO 7 - SISTEMA SANZIONATORIO Funzione del sistema sanzionatorio Sistema sanzionatorio dei dipendenti Misure nei confronti degli amministratori Misure nei confronti dei sindaci Misure nei confronti dei consulenti e dei partner Misure nei confronti dei componenti dell'odv...42 CAPITOLO 8 - PREMESSA Premessa Il sistema di deleghe e procure...44 CAPITOLO 9 - REATI COMMESSI NEI RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Le fattispecie dei reati nei rapporti con la pubblica amministrazione (artt. 24, 25 e29-decies del d.lgs. 231/2001) Criteri per la definizione di pubblica amministrazione e di soggetti incaricati di un pubblico servizio: elenco esemplificativo Enti della pubblica amministrazione Pubblici ufficiali Incaricati di un pubblico servizio Attività sensibili nei rapporti con la pubblica amministrazione Principi generali di comportamento Principi specifici per le procedure Gli specifici controlli dell odv in tema di liquidazione sinistri3 CAPITOLO 10 - REATI SOCIETARI Le fattispecie dei reati societari (art. 25 ter del d.lgs. 231/2001) Attivita' sensibili nell ambito dei reati societari Principi generali di comportamento Principi specifici per le procedure...67 CAPITOLO 11 - REATI DI OMICIDIO COLPOSO E LESIONI GRAVI O GRAVISSIME COMMESSE CON VIOLAZIONE DELLE NORME SULLA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E REATI AMBIENTALI Le tipologie dei reati di omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 25-septies del decreto) Le tipologie dei reati ambientali (art. 25-undecies del decreto) Attività sensibili Regole generali Principi specifici per le procedure...77 esercitazioni antincendio...92 la gestione del primo soccorso Principi specifici per le procedure: reati ambientali...96 CAPITOLO 12 - REATI DI RICICLAGGIO Definizioni Reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 25 octies d. lgs 231/2001) Attivita sensibili Principi generali di comportamento CAPITOLO 13 - REATI CON FINALITA' DI TERRORISMO E FINANZIAMENTO DEL TERRORISMO Reati di terrorismo e di eversione dell ordine democratico (art. 25 quater d. Lgs 231/2001) e reati di finanziamento del terrorismo Reati di terrorismo e di eversione dell ordine democratico e reati di finanziamento del terrorismo: Attivita Sensibili Principi generali di comportamento Principi specifici per le procedure CAPITOLO 14 - DELITTI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA Le fattispecie dei delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter d. Lgs 231/2001) Il presente capitolo si riferisce ai reati di criminalità organizzata. Si indicano qui di seguito le singole fattispecie contemplate nel D.Lgs. 231/2001 all art. 24 ter: Attività Sensibili Principi generali di comportamento Principi specifici per le procedure CAPITOLO 15 - DELITTI CONTRO L INDUSTRIA E IL COMMERCIO E REATI DI CONTRAFFAZIONE Delitti contro l industria e il commercio (art. 25 bis 1. D. Lgs 231/2001) Reati di contraffazione (art. 25 bis d. Lgs 231/2001) Attività Sensibili Principi generali di comportamento Principi specifici per le procedure CAPITOLO 16 - DELITTI INFORMATICI E TRATTAMENTO ILLECITO DI DATI E DELITTI IN MATERIA DI VIOLAZIONE DEL DIRITTO D AUTORE Premessa Delitti informatici e trattamento illecito di dati (art. 24 bis d. Lgs 231/2001) Attività sensibili Principi generali di comportamento Principi specifici per le procedure4 CAPITOLO 17 - DELITTI DI IMPIEGO DI CITTADINI DI PAESI TERZI IL CUI SOGGIORNO È IRREGOLARE La fattispecie del delitto di impiego di cittadini terzi il cui soggiorno è irregolare (art. 25-duodecies, D. lgs. 231/2001) Attività Sensibili Principi Generali di Comportamento Principi specifici per le procedure CAPITOLO 18 - REATO DI CORRUZIONE TRA PRIVATI La fattispecie del reato di corruzione tra privati (art ter, comma 1, lett. s-bis) del d. lgs. 231/2001) Attività sensibili nell ambito del reato di corruzione tra privati Principi Generali di Comportamento Principi specifici per le procedure Relativamente alle Attività Sensibili identificate al precedente capitolo 18.2 si applicano i seguenti principi: Relativamente alle Attività Strumentali identificate al precedente capitolo 18.2 si applicano i seguenti principi:5 PARTE GENERALE 56 DEFINIZIONI "Allianz" o Capogruppo : Allianz S.p.A,, con sede legale in Trieste, Largo Irneri 1. Attività Sensibili : le attività di Creditras Vita nel cui ambito sussiste il rischio di commissione dei Reati. "Cantiere" o "Cantiere Temporaneo o Mobile": qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile, così come individuati nell'allegato X del Decreto Sicurezza, ovvero, a titolo esemplificativo, lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione, equipaggiamento, trasformazione, rinnovamento o smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, comprese le linee elettriche e le parti strutturali degli impianti elettrici. Sono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per i lavori edili o di ingegneria civile. "Committente": il soggetto per conto del quale viene realizzata l'intera opera, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione, secondo quanto disposto dal titolo IV del Decreto Sicurezza. Consulenti : i soggetti che agiscono in nome e/o per conto di Creditras Vita in forza di un contratto di mandato o di altro rapporto contrattuale di collaborazione. "Coordinatore per l Esecuzione": il soggetto, diverso dal datore di lavoro dell impresa esecutrice o suo dipendente o RSPP da lui designato, incaricato dal Committente o dal Responsabile dei Lavori, tra l'altro, di verificare, con le opportune azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione da parte delle imprese esecutrici e dei Lavoratori autonomi, delle disposizioni di loro pertinenza contenute nel PSC e di verificare altresì l'idoneità del POS, assicurandone la coerenza con il primo. "Coordinatore per la Progettazione": il soggetto incaricato dal Committente o dal Responsabile dei Lavori, tra l'altro, di redigere il PSC e di predisporre il Fascicolo dell'opera. "Creditras Vita" o la Società o CRV o la Compagnia : Creditras Vita S.p.A. con sede legale in Milano, C.so Italia 23. "Datore di Lavoro": il soggetto titolare del rapporto di lavoro o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'organizzazione dell'impresa, ha la 67 responsabilità dell'impresa stessa in quanto titolare dei poteri decisionali e di spesa. In caso di affidamento di lavori a impresa appaltatrice o Lavoratore autonomo all interno della propria Unità Produttiva, assume il ruolo di Datore di Lavoro committente con i conseguenti obblighi previsti dall art. 26 del Decreto Sicurezza. "Decreto Sicurezza": Decreto Legislativo del 9 aprile 2008 n.81 concernente l'attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. "Destinatari": i Dipendenti, gli Organi Sociali, le Società di Service, i Consulenti e i Partner di Creditras Vita; Dipendenti : i soggetti aventi un rapporto di lavoro subordinato con Creditras Vita, ivi compresi i dirigenti; D.Lgs. 231/2001 o il Decreto : il Decreto Legislativo dell 8 giugno 2001 n. 231 e successive modifiche e integrazioni. "DPI" o "Dispositivi di protezione individuale": qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché, ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo. "DUVRI" o "Documento Unico di Valutazione dei Rischi per le Interferenze": il documento redatto dal Datore di Lavoro committente in caso di affidamento di lavori a impresa appaltatrice o Lavoratori autonomi all interno della propria unità produttiva contenente una valutazione dei rischi che indichi le misure per eliminare o, ove ciò non risulti possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze nei contratti di appalto, d'opera o di somministrazione. "DVR" o "Documento di Valutazione dei Rischi": il documento redatto dal Datore di Lavoro contenente una relazione sulla valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza durante il lavoro ed i criteri per la suddetta valutazione, l'indicazione delle misure di prevenzione e protezione e dei dispositivi di protezione individuale conseguente a tale valutazione, il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, l'indicazione del nominativo RSPP, del RLS e del Medico Competente che ha partecipato alla valutazione del rischio, nonché l'individuazione delle mansioni che eventualmente 78 espongono i Lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. "Fascicolo dell Opera": il documento predisposto a cura del Coordinatore per la Progettazione contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i Lavoratori. "Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro" o "ISPESL": Organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, sicurezza sul lavoro e di promozione e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro; Gruppo Allianz o Gruppo : le società di diritto italiano controllate da Allianz ai sensi dell art. 2359, primo e secondo comma, del Codice Civile. "Lavoratori": i soggetti che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolgono un'attività lavorativa nell'ambito della Società. Linee Guida : le Linee Guida A.N.I.A. per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo per il settore assicurativo ex articolo 6, comma 3, del D.Lgs. 231/2001. "Medico Competente": medico - in possesso dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all'art. 38 del Decreto Sicurezza - che collabora, secondo quanto previsto dall'art. 29 comma 1 del richiamato decreto, con il Datore di Lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la Sorveglianza Sanitaria. Modello o Modelli : il modello o i modelli di organizzazione, gestione e controllo previsti dal D.Lgs. 231/2001. Organi Sociali : sia il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale di Creditras Vita sia i suoi membri. Organismo di Vigilanza o OdV : l organismo interno di controllo, preposto alla vigilanza sul funzionamento e sull osservanza del Modello nonché al relativo aggiornamento. P.A. : la pubblica amministrazione e, con riferimento ai reati nei confronti della pubblica amministrazione, i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio (es. i concessionari di un pubblico servizio). Partner : le controparti contrattuali di Creditras Vita ove destinati a cooperare con la società nell ambito delle Attività Sensibili (tra cui i distributori: Unicredit e i promotori Fineco). 89 Reati : le fattispecie di reati ai quali si applica la disciplina prevista dal D.Lgs. 231/2001, anche a seguito di sue successive modificazioni ed integrazioni. "POS" o "Piano Operativo di Sicurezza": il documento redatto dal Datore di Lavoro dell impresa esecutrice, in coerenza con il PSC del singolo Cantiere interessato e con l art. 17 del Decreto Sicurezza; il POS è da considerarsi come piano complementare di dettaglio del PSC. "Preposto": il soggetto che in ragione delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende all'attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei Lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa. "Progettisti, Fabbricanti, Fornitori ed Installatori": i soggetti che progettano i luoghi, i posti di lavoro e gli impianti, o producono, forniscono, noleggiano, concedono in uso o installano impianti, macchine o altri mezzi tecnici per la Società. "PSC" o "Piano di Sicurezza e Coordinamento": il documento redatto dal Coordinatore per la Progettazione contenente l organizzazione e valutazione dei rischi nel Cantiere. "Reati commessi in violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro": i reati di cui all'art. 25 septies del Decreto, ovvero l'omicidio colposo (art. 589 cod. pen) e le lesioni personali colpose gravi o gravissime (art. 590 terzo comma cod. pen.) commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. "Responsabile dei Lavori": nell ambito dei Cantieri Temporanei o Mobili è il soggetto che può essere incaricato dal Committente, secondo quanto previsto dal Decreto Sicurezza, ai fini della progettazione o del controllo dell esecuzione dell opera o di una parte della procedura. "RLS" o "Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza": il soggetto eletto o designato per rappresentare i Lavoratori in relazione agli aspetti della salute e sicurezza sul lavoro. "RSPP" o "Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione": il soggetto in possesso delle capacità e requisiti professionali designato dal Datore di Lavoro, a cui risponde, per coordinare il Servizio di Prevenzione e Protezione. SCI : il Sistema di Controllo Interno esistente nel Gruppo Allianz." 910 Società di Service : le società del Gruppo che svolgono attività di servizio in favore di altre società del Gruppo stesso o, più in generale, le società di servizio esterne alla Società. "Sorveglianza Sanitaria": l'insieme degli atti medici finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei Lavoratori in relazione all'ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali, ed alle modalità di svolgimento dell'attività lavorativa. "SPP" o "Servizio di Prevenzione e Protezione": l'insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni alla Società finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dei rischi professionali. "SSL": Salute e Sicurezza dei Lavoratori. "Unicredit": Unicredit Banca S.p.A. 1011 CAPITOLO 1 - IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/ IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/2001 E LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO In data 4 luglio 2001 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 231 dell 8 giugno 2001 al fine di adeguare la normativa italiana in materia di responsabilità delle persone giuridiche ad alcune convenzioni internazionali, cui l Italia ha già da tempo aderito, quali la Convenzione di Bruxelles del 26 luglio 1995 sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunità Europee, la Convenzione del 26 maggio 1997, anch essa firmata a Bruxelles, sulla lotta alla corruzione in cui sono coinvolti funzionari della Comunità Europea e degli Stati Membri e la Convenzione OCSE del 17 dicembre 1997 sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche e internazionali. Il Decreto Legislativo 231/2001 reca le disposizioni normative concernenti la Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica. Esaminando nel dettaglio il contenuto del Decreto Legislativo 231/2001, l'articolo 5, 1 comma sancisce la responsabilità della società qualora determinati reati siano stati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione della società o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo della stessa (ad esempio, amministratori e direttori generali); b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti indicati alla precedente lettera a) (ad esempio, dipendenti non dirigenti). Pertanto, nel caso in cui venga commesso uno dei reati specificamente indicati, alla responsabilità penale della persona fisica che ha realizzato materialmente il fatto si aggiunge - se ed in quanto siano integrati tutti gli altri presupposti normativi - anche la responsabilità amministrativa della società. Sotto il profilo sanzionatorio, per tutti gli illeciti commessi è sempre prevista a carico della persona giuridica l applicazione di una sanzione pecuniaria; per le ipotesi di maggiore gravità è prevista anche l applicazione di sanzioni interdittive, quali l'interdizione dall'esercizio dell'attività, la sospensione o la revoca di autorizzazioni, 1112 licenze o concessioni, il divieto di contrarre con la P.A., l'esclusione da finanziamenti, contributi o sussidi e l eventuale revoca di quelli già concessi, il divieto di pubblicizzare beni e servizi. Quanto ai reati cui si applica la disciplina in esame, sono contemplati - ad oggi -: (i) i reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione; (ii) i reati di falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo 1 ; (iii) alcune fattispecie di cd. reati societari 2 ; (iv) i reati con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico 3 ; (v) i delitti contro la personalità individuale 4 ; (vi) i reati ed illeciti amministrativi di abuso di mercato 5 ; (vii) i reati transnazionali 6; (viii) i reati di omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro7; (ix) i reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita 8; (x) i reati informatici 9 ; (xi) i delitti di criminalità organizzata 10 ; (xii) i delitti contro l industria e il commercio 11 ; (xiii) i delitti in materia di violazione del diritto d autore 12 ; (xiv) il delitto di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria 13 ; (xv) i reati ambientali 14 ; 1 Tale tipologia di reati è stata introdotta dall art. 6 della legge n. 409 del , che ha inserito nel D. Lgs. 231/2001 l art. 25-bis. 2 Tale tipologia di reati è stata introdotta dal D. Lgs n. 61 dell , che ha inserito nel D. Lgs. 231/2001 l art. 25-ter. 3 Tale tipologia di reati è stata introdotta dalla Legge n. 7 del , che ha inserito nel D. Lgs. 231/2001 l art. 25-quater. 4 Tale tipologia di reati è stata introdotta dalla Legge n. 228 del , che ha inserito nel D. Lgs. 231/2001 l art. 25-quinquies. 5 Tale tipologia di reati è stata introdotta dalla Legge n.62 del 18 aprile 2005, che ha inserito nel D.Lgs 231/2001 l'art. 25-sexies. 6 Tale tipologia di reati è stata introdotta dalla legge 16 marzo 2006 n Tale tipologia di reati è stata introdotta dalla legge 3 agosto 2007, n.123, la quale ha inserito nel D.Lgs 231/2001 l'art. 25 septies. 8 Tale tipologia di reati è stata introdotta dal D.Lgs. 21 novembre 2007, n.231, il quale ha inserito nel D.Lgs 231/2001 l'art. 25 octies. 9 Tale tiplogia di reati è stata introdotta dalla legge 18 marzo 2008 n.48, la quale ha inserito nel D.Lgs 231/2001 l'art 24 bis. 10 Tale tiplogia di reati è stata introdotta dalla legge 15 luglio 2009 n.94, la quale ha inserito nel D.Lgs 231/2001 l'art 24 ter. 11 Tale tiplogia di reati è stata introdotta dalla legge 15 luglio 2009 n.94, la quale ha inserito nel D.Lgs 231/2001 l'art 25 bis Tale tiplogia di reati è stata introdotta dalla legge 15 luglio 2009 n.94, la quale ha inserito nel D.Lgs 231/2001 l'art 25 novies. 1213 (xvi) il delitto di impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare 15 ; (xvii) il reato di corruzione tra privati 16. CRV ha adottato esclusivamente quei presidi relativi ai Reati per cui sono state rilevate Attività Sensibili. Precisamente: 1. Reati commessi nei rapporti con la P.A.; 2. Reati societari (tra cui rientra il reato di corruzione tra privati); 4. Reati di omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro; 3. Reati di riciclaggio e delitti con finalità di terrorismo; 5. Delitti informatici e trattamento illecito di dati e delitti in materia di violazione del diritto d'autore; 6. Delitti di criminalità organizzata. 7. Delitti contro l industria e il commercio e reati di contraffazione. 8. Reati Ambientali. 9. Corruzione tra privati. 10. Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Si rinvia ai singoli capitoli del presente Modello per la descrizione analitica di ciascun Reato sopra elencato PRESUPPOSTI DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ DELL ENTE Il D.Lgs. 231/2001 prevede, agli articoli 6 e 7, una forma di esonero dalla responsabilità qualora la società dimostri di aver adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire la realizzazione degli illeciti penali considerati. I suddetti Modelli devono rispondere alle seguenti esigenze: 13 Tale tiplogia di reati è stata introdotta dalla legge 3 agosto 2009 n.116, la quale ha inserito nel D.Lgs 231/2001 l'art 25 decies. 14 Tale tiplogia di reati è stata introdotta dalla legge 7 luglio 2011 n.121, la quale ha inserito nel D.Lgs 231/2001 l'art 25 undecies. 15 Tale tiplogia di reati è stata introdotta dal D. Lgs 16 luglio 2012, n.109, la quale ha inserito nel D.Lgs 231/2001 l'art 25 duodecies. 16 Tale tipologia di reato è stata introdotta dalla Legge 6 novembre 2012, n. 190, la quale ha inserito nel D.Lgs. 231/2001 all art. 25-ter, comma 1, la lett. s-bis), 1314 individuare le attività nel cui ambito esiste la possibilità che vengano commessi i Reati; prevedere specifici protocolli (i.e. procedure) diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni della società in relazione ai Reati da prevenire; individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei Reati; prevedere obblighi di informazione nei confronti dell organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l osservanza dei Modelli; introdurre un sistema disciplinare privato idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello. Il sistema prevede altresì che: 1. la società abbia provveduto all istituzione di un organo di controllo interno all ente con il compito di vigilare sul funzionamento, l efficacia e l osservanza dei Modelli nonché di curarne l'aggiornamento; 2. l organismo di controllo non sia colpevole di omessa o insufficiente vigilanza in merito all attuazione e all osservanza del Modello; 3. la società abbia predisposto un sistema di verifica periodica e di eventuale aggiornamento del Modello; 4. l autore del reato abbia agito eludendo fraudolentemente le disposizioni del Modello. 1415 CAPITOLO 2 - LINEE GUIDA A.N.I.A 2.1. LINEE GUIDA A.N.I.A. Nella predisposizione del presente Modello, la Società si è ispirata alle Linee Guida 17 A.N.I.A., salvo che per i necessari adattamenti dovuti alla particolare struttura organizzativa di Creditras Vita. Qui di seguito si riportano in sintesi gli elementi di maggior rilevanza. I punti fondamentali che le Linee Guida individuano nella costruzione dei Modelli possono essere così sintetizzati e schematizzati: individuazione delle aree di rischio, volta a verificare in quale area/settore aziendale sia possibile la realizzazione dei Reati previsti dal Decreto; obblighi di informazione dell organismo di vigilanza, volti a soddisfare l attività di controllo sul funzionamento, l efficacia e l osservanza del Modello; predisposizione di un sistema di controllo interno ragionevolmente in grado di prevenire o ridurre il rischio di commissione dei Reati attraverso l adozione di appositi protocolli. A tal fine soccorre l insieme ben coordinato di strutture organizzative, attività e regole attuate su impulso dell organo decisionale dal management e dal personale aziendale, volto a fornire una ragionevole sicurezza in merito al raggiungimento delle finalità rientranti nelle seguenti categorie: efficacia ed efficienza dei processi aziendali e delle operazioni gestionali; adeguato controllo dei rischi; attendibilità ed integrità delle informazioni aziendali contabili e gestionali dirette sia verso terzi sia all interno; salvaguardia del patrimonio; conformità dell'attività dell'impresa alla normativa vigente e alle direttive e procedure aziendali. In particolare, le componenti più rilevanti del sistema di controllo interno possono essere indicate nei seguenti strumenti: codici di comportamento; sistema organizzativo, procedure manuali ed informatiche; poteri autorizzativi e di firma; 17 Linee Guida per il settore assicurativo in materia di responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs 231/01. 1516 sistemi di controllo e di gestione; comunicazione al personale; formazione del personale; meccanismi disciplinari. Le componenti del sistema di controllo interno devono pertanto essere informate ai seguenti principi: verificabilità, documentabilità, coerenza e congruenza di ogni operazione; applicazione del principio di separazione delle funzioni (nessuno può gestire in autonomia un intero processo); applicazione di regole e criteri improntate a principi di trasparenza; documentazione dei controlli; previsione di un adeguato sistema sanzionatorio per la violazione delle regole e delle procedure previste dal Modello; individuazione dei requisiti dell organismo di vigilanza, riassumibili come segue: autonomia ed indipendenza; professionalità; continuità di azione assenza di cause di incompatibilità, di conflitti di interesse o rapporti di parentela con gli organi di vertice. Va comunque considerato che il settore assicurativo è soggetto a specifica e capillare vigilanza; pertanto l attenta applicazione della normativa di settore è un primo strumento di salvaguardia della Società. Nell ambito dei gruppi assicurativi, rimangono fermi i principi dell autonomia e delle responsabilità proprie di ciascuna società. Conseguentemente ciascuna di esse sarà tenuta ad adottare un proprio Modello e ad individuare un proprio organismo di vigilanza. E possibile tuttavia che, all interno del gruppo, vengano adottate forme di comportamento sostanzialmente univoche, pur nel rispetto delle peculiarità connesse ai diversi settori merceologici di appartenenza dei singoli enti. La capogruppo può, pertanto, predisporre delle linee guida nella materia di cui al Decreto, alle quali le società controllate si adegueranno, sin dove possibile. In quest ottica, è ipotizzabile adottare soluzioni organizzative che accentrino presso la capogruppo le funzioni previste dal D.Lgs. 231/2001, a condizione che: in omaggio ai principi di autonomia e di responsabilità proprie di ciascuna società, ogni controllata adotti un proprio modello di organizzazione, gestione e controllo ex Decreto, ispirato per quanto possibile alle linee guida della capogruppo; 1617 in ogni controllata sia istituito il proprio organismo di vigilanza ovvero, allorquando per motivi di concentrazione e ottimizzazione dell efficienza dei controlli l organismo di vigilanza sia unico per tutte o alcune delle imprese del gruppo, ognuna delle società controllate assegni ufficialmente a detto organo l incarico di vigilanza sul proprio modello risultando quindi disporre di un proprio organismo di vigilanza; i rapporti di assistenza e collaborazione tra l organismo di vigilanza della capogruppo e quelli propri delle singole società controllate siano definiti con appositi strumenti contrattuali; nell esecuzione delle attività di assistenza e collaborazione tra gli organismi di vigilanza della capogruppo e delle singole controllate, siano assicurati il rispetto degli obblighi di fedeltà e riservatezza nei confronti dell organismo di vigilanza richiedente. 1718 CAPITOLO 3 - IL MODELLO CREDITRASVITA 3.1. LE PRINCIPALI AREE DI OPERATIVITÀ AZIENDALE E LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DI CREDITRAS VITA Creditras Vita è un'impresa partecipata in misura paritetica da Allianz e Unicredit che svolge la propria attività nei rami vita collocando, con l'intermediazione di quest'ultima, i propri prodotti attraverso gli sportelli bancari e i promotori finanziari del Gruppo Unicredit. Creditras Vita, essendo una società veicolo della joint venture di bancassurance dei Gruppi Allianz e Unicredit, si avvale di strutture organizzative di entrambi i due gruppi. Con riferimento specifico ad Allianz, quest ultima, in forza di apposito contratto di servizi, svolge per conto Creditras Vita le seguenti attività/funzioni: Con riferimento specifico ad Allianz, quest ultima, in forza di apposito contratto di servizi, svolge per conto Creditras Vita le seguenti attività/funzioni: Compliance Consulenza fiscale ed esecuzione degli adempimenti fiscali Servizi informativi Risk Management Formazione Antiriciclaggio Amministrazione, Bilancio, Pianificazione Risorse Umane, attività Legali e Segreteria Societaria Comunicazione e Immagine Supporto al business development Servizi generali e acquisti Organizzazione e miglioramento dei processi operativi Riassicurazione 3.2. FUNZIONE E SCOPO DEL MODELLO Creditras Vita è sensibile alle aspettative dei propri azionisti in quanto è consapevole del valore che agli stessi può derivare da un sistema di controllo interno idoneo a prevenire la commissione di Reati in primis da parte dei propri Dipendenti e Organi Sociali. Nei limiti delle attività svolte nell interesse di Creditras Vita si richiede anche a Consulenti, Partner e Società di Service di adeguarsi a condotte tali che non comportino il rischio di commissione dei Reati secondo le previsioni dettate nel Modello. 1819 Pertanto, l adozione e l efficace attuazione del Modello non solo consentono a Creditras Vita di beneficiare dell esimente prevista dal D.Lgs. 231/2001, ma migliora la sua Corporate Governance, limitando il rischio di commissione dei Reati. I principi contenuti nel presente Modello devono condurre, da un lato, a determinare una piena consapevolezza nel potenziale autore del Reato di commettere un illecito (la cui commissione è fortemente condannata e contraria agli interessi di Creditras Vita anche quando apparentemente essa potrebbe trarne un vantaggio); dall altro, grazie ad un monitoraggio costante dell attività, a consentire a Creditras Vita di prevenire o di reagire tempestivamente per impedire la commissione del Reato stesso. Scopo del Modello è pertanto la predisposizione di un sistema strutturato ed organico di prevenzione, dissuasione e controllo finalizzato alla riduzione del rischio di commissione dei Reati mediante la individuazione delle Attività Sensibili e, ove necessario, la loro conseguente proceduralizzazione. A tal fine viene individuata e descritta la costante attività dell Organismo di Vigilanza finalizzata a garantire il rispetto del sistema organizzativo adottato e la vigilanza sull operato dei destinatari, anche attraverso il ricorso ad idonei strumenti sanzionatori, sia disciplinari che contrattuali NATURA E FONTI DEL MODELLO Il presente Modello approvato nella versione attuale con delibera del Consiglio di Amministrazione del [ ], costituisce regolamento interno di Creditras Vita vincolante per la medesima: esso è inteso come l insieme delle regole operative e delle norme deontologiche adottate dalla Società - in funzione delle specifiche attività svolte - al fine di prevenire la commissione dei reati previsti dal D.Lgs. 231/2001. Il presente Modello è ispirato alle Linee Guida delle associazioni di categoria - in particolare delle Linee Guida A.N.I.A. - e fondato sulle risultanze della c.d. mappatura dei rischi aggiornata a tutti i Reati ad oggi esistenti e richiamati dal D.Lgs. 231/2001. Nella predisposizione del presente Modello si è tenuto conto delle procedure e dei sistemi di controllo esistenti a livello di Gruppo e già ampiamente operanti in azienda, rilevati in fase di "as-is analysis", in quanto idonei a valere anche come misure di prevenzione dei Reati e di controllo sui processi coinvolti nelle Attività Sensibili. 1920 Il presente Modello, ferma restando la sua funzione peculiare descritta al precedente paragrafo 3.2, si inserisce nel più ampio sistema di controllo costituito principalmente dalle regole di Corporate Governance e dal SCI esistente nel Gruppo. Creditras Vita promuove una "cultura del controllo interno" attraverso una serie di iniziative tese a diffondere principi procedurali e regole di comportamento riferite in particolare al: - Recepimento dei Principi di Governance di Gruppo ( Allianz Group Policy ); - Definizione del sistema delle deleghe e delle procedure che regolano l'attribuzione dei ruoli e delle responsabilità, tempestivamente diffuso al personale; - Emissione di specifiche procedure organizzative, di policy e di compliance, quali ad esempio: Anti Trust Policy, Anti Money Laundering Policy; - Mappatura dei presidi di controllo utilizzati dalla Compagnia per mantenere un adeguato ambiente di controllo (approccio COSO Report ); quest attività è svolta annualmente nell ambito dell analisi ELCA (Entity Level Control Assessment) in conformità con quanto richiesto dalla sezione 404 del Sarbanes-Oxley Act; - Mappatura ed aggiornamento continuo dei processi organizzativi relativi alle attività di alimentazione dei dati gestionali-contabili in ottica Sarbanes-Oxley Act. Le regole, procedure e principi di cui agli strumenti sopra elencati non vengono riportati dettagliatamente nel presente Modello, ma fanno parte del più ampio sistema di organizzazione e controllo che lo stesso intende integrare. Principi cardine cui il Modello si ispira, oltre a quanto sopra indicato, sono: le linee guida dettate da Allianz, in base alle quali è stata predisposta e aggiornata la mappatura delle Attività Sensibili di Creditras Vita; i requisiti indicati dal D.Lgs. 231/2001 ed in particolare: l attribuzione ad un Organismo di Vigilanza (OdV) del compito di attuare in modo efficace e corretto il Modello; la messa a disposizione dell OdV di risorse aziendali di numero e valore ragionevole e proporzionato ai compiti affidatigli e ai risultati attesi e ragionevolmente ottenibili; l attività di verifica del funzionamento del Modello con conseguente aggiornamento periodico (controllo ex post); 20 Vedere altro
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 art. 25
 art. 25
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