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Timestamp: 2019-02-23 04:58:06+00:00

Document:
Comunicato Ufficiale di Confestetica n. 4391 del 30 settembre 2015 alle ore 12:45
- Il Ministero dello Sviluppo Economico, tenta di depotenziare le apparecchiature dell’estetista –
Ill.mo Presidente MATTEO RENZI e FABERI prof. dott. Giuseppe,
Io sottoscritta Dott.ssa Angelica Pippo In qualità di presidente Nazionale di Confestetica sono a comunicarle ufficialmente un fatto molto singolare, che in questi giorni, credo si stia consumando proprio nella sede del Consiglio di Stato.
Le spiego brevemente di cosa si tratta:
In data 24 marzo 2014 il Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza n. 01471/2014, che ha rimosso ogni limite sugli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l’attività di estetista, “annullate le impugnate disposizioni regolamentari nelle parti in cui non includono, o includono con ingiustificate limitazioni”.
I magistrati firmatari della Sentenza 01471/2014 sono:
Vito Carella, Consigliere
Giulio Castriota Scanderbeg, Consigliere, Estensore
A seguito di questa sentenza (numero 01471/2014), di fatto il Ministero dello Sviluppo Economico, nella persona del suo dirigente ing. C. “LONGA MANUS” sta tentando di riproporre lo stesso identico decreto, SENZA TENER CONTO DI QUANTO REALMENTE E’ STATO SCRITTO NELLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO facendogli rifare tutto l’iter, come se nel frattempo nulla fosse cambiato in forza di tale sentenza, ovvero:
- Procedura d’informazione presso la Commissione Europea
(Termine dello status quo: 24/08/2015)
- Parere del Consiglio di Stato
(in fase di approvazione)
- Comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri
Chiedo gentilmente a lei Ill.mo Presidente MATTEO RENZI e FABERI prof. dott. Giuseppe, di verificare personalmente i fatti che stanno accadendo su questa vicenda, di verificare la corretta attività del dirigente del Ministero ing. C. “LONGA MANUS” e se necessario informare le autorità competenti e nel caso aprire anche un’inchiesta per capire come mai l’ing. C. abbia tanto accanimento e interesse personale su questa questione.
Dai fatti accaduti in questi anni l’ing. C. parrebbe non conoscere il combinato disposto degli art. 3 e 97 della Costituzione, ovvero il preciso obbligo per la pubblica amministrazione di svolgere la propria attività nel pieno rispetto della giustizia, evitando ogni discriminazione e arbitrio nell’attuazione dell’interesse pubblico.
Soprattutto nel rapporto tra organi e uffici, alle modalità di svolgimento della stessa funzione pubblica.
Ill.mo Presidente MATTEO RENZI e FABERI prof. dott. Giuseppee le riporto solo due episodi, dei tanti accaduti presso il Ministero, al tavolo tecnico, per farle comprendere meglio chi è realmente l’ing. C.:
In una riunione presso il Ministero, con oltre 10 persone al tavolo, compresi funzionari di altri ministeri, l’ing. C. ha utilizzato ESPLICITI TERMINI MAFIOFI, dicendo al segretario Nazionale di Confestetica testali parole “MI GAMBIZZI”.
Tutti i partecipanti del tavolo tecnico, compresi i funzionari di altri ministeri, riconoscono la PREPOTENZA, L’ARROGANZA e la VIOLENZA CONTINUA che l’ing. C. utilizza per piegare la volontà altrui.
Resto a su completa disposizione per ogni eventuale chiarimento sulla questione ed eventuali comunicazioni in merito alla questione esposta.
Piccola ricostruzione storica:
Dal 1990 al 2011 l’estetista ha sempre utilizzato apparecchiature ad uso estetico tenendo conto dell’evoluzione tecnologica del settore, integrando e aggiornando le cognizioni tecnico-professionali con corsi di aggiornamento altamente specializzanti.
Nel 2011, viene emanato il Decreto 110/2011, corredato da 25 schede tecniche e anziché tenere conto:
- dell’evoluzione tecnologica intervenuta nel settore dell’estetica;
- del fatto che ogni centro estetico utilizza dal 1990 tecnologie al passo con i tempi e per questo segue rigidissimi corsi di formazione specifici;
- della crescita esponenziale dei centri estetici in Italia (oltre 30.000)
- della crescita esponenziale degli operatori di settore (oltre 100.000)
- dell’enorme numero di trattamenti eseguiti sui clienti ogni anno oltre (100MILIONI/ANNO).
Il Ministero dello Sviluppo Economico tramite ing. C. “LONGA MANUS”piuttosto che seguire quanto scritto nella legge 1/90, cioè, “tenuto conto dell’evoluzione tecnologica del settore”, hanno pensato di limitare l’utilizzo della tecnologia e dell’innovazione all’estetista emanando il decreto 110/2011, con il quale venivano tolte, di fatto, tutte le tecnologie innovative che l’estetista ha sempre utilizzato per 21 anni (dal 1990 al 2011).
Non solo, con questo decreto 110/2011, venivano anche determinate le potenze e le caratteristiche di produzione, ponendo limitazioni ingiustificate, impedendo così all’estetista di utilizzare apparecchiature, contemporanee e a norma di legge, al passo con i tempi e con l’evoluzione tecnologica, limitando così lo sviluppo naturale di questo comparto
In data 24 marzo 2014 il Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza n. 01471/2014 che ha annullato il decreto 110/2011.
In questi giorni, l’ing. C. sta tentando di farsi firmare il nuovo decreto dal Consiglio di Stato e poi dal Consiglio dei ministri
Vincenzo Correggia – Ing. Vincenzo Correggia
Comunicato Ufficiale Scritto da Confestetica in data 30 settembre 2015 alle ore 12:45
2 risposte a “Il Ministero dello Sviluppo Economico, tenta di depotenziare le apparecchiature dell’estetista – Comunicato Ufficiale di Confestetica n. 4391 del 30 settembre 2015 alle ore 12:45”
carla ciaccia scrive:
30 settembre 2015 alle 21:38
Non ho capito bene …..si possono usare o non si possono usare .
confestetica scrive:
Ad oggi, così come dal 1990, l’estetista puà utilizzare ogni apparecchiatura ad uso estetico, così come riportato in sentenza.
Punto 9 della sentenza:
“9.- Le considerazioni dianzi esposte sono sufficienti a ritenere
perplesso e non sufficientemente motivato il regolamento
impugnato in primo grado, nella parte in cui lo stesso ha imposto
le suindicate limitazioni nell’uso di alcuni strumenti
elettromeccanici da parte della categoria delle estetiste senza
verificare la praticabilità ed idoneità di percorsi formativi atti ad
ovviare il paventato “periculum”, quale oggettivamente accertabile
in concreto.”

References: sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 SENTENZA 
 art. 3
 sentenza