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Timestamp: 2018-02-22 05:17:02+00:00

Document:
Danni da occupazione illegittima di aree non edificabili
Risarcimento del danno per occupazione illegittima di aree non edificabili
Indennità di esproprio di terreni agricoli
Risarcimento per l'occupazione della cava
E' evidente che, se ai fini dell'indennità d'esproprio, che deve rappresentare comunque un serio ristoro, non può aversi riguardo al valore agricolo medio (per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011), a fortiori non può tenersi conto del medesimo a fini risarcitori, dovendosi invece far riferimento al valore venale in comune commercio, considerate tutte le caratteristiche del suolo, ivi compresa la sua ubicazione più o meno interna o esterna a centri abitati, la presenza di opere urbanizzative e di altre infrastrutture, senza, naturalmente, poterne considerare potenzialità edificatorie inesistenti e/o precluse dalla sua destinazione urbanistica.
Il risarcimento del danno da occupazione acquisitiva di area non edificabile non può essere parametrato ai valori agricoli medi, non più utilizzabili nemmeno in funzione meramente parametrica, ma sulla base del valore di mercato eventualmente a mezzo di comparazione con i valori venali di aree omogenee e sulla base alle obbiettive ed intrinseche caratteristiche ed attitudini del bene in relazione alle utilizzazioni autorizzate dagli strumenti di pianificazione del territorio e compatibil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a ormai accertata non edificatorietà.
Se, per effetto della sentenza della Corte Cost. n. 181/2011, ai fini dell'indennità d'esproprio, che deve rappresentare comunque un serio ristoro, non può aversi riguardo al valore agricolo medio, a fortiori non può tenersi conto del medesimo a fini risarcitori, dovendosi invece far riferimento al valore venale in comune commercio, considerate tutte le caratteristiche del suolo, ivi compresa la sua ubicazione più o meno interna o esterna a centri abitati, la presenza di opere urbanizzative e di altre infrastrutture, senza naturalmente poterne considerare potenzialità edificatorie inesistenti e/o precluse dalla sua destinazione urbanistica ( nel caso di specie tipizzata in gran parte come E1 fascia di rispetto stradale e per piccola porzione come E2 aree per attrezzature esistenti e di progetto).
Non può applicarsi il criterio del VAM all'incompatibile fattispecie di risarcimento di un danno da fattispecie illecita (nella quale l'ablazione si registra per il noto effetto di "abbandono" a parte actoris), facendo ricorso al parametro di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 16 dichiarato incostituzionale da C.C. 181/2011. Tale valore va determinato alla stregu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e venale pieno di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 39.
Ai fini del risarcimento del danno da accessione invertita il valore di mercato non può prescindere dalle caratteristiche concrete del suolo e da tutto ciò che può incidere su di esso, tenendo conto delle sue caratteristiche intrinseche ed estrinseche.
In sede di liquidazione del danno da illecito permanente, la natura non edificabile dell'area esclude il ricorso all'edificabilità di fatto; tuttavia comporta il ricorso al valore di mercato della area stessa, per quanto non edificabile.
Del tutto arbitrario appare il moltiplicatore del valore agricolo senza alcuna dimostrazione del fatto che tale moltiplicatore consenta di determinare il valore di mercato dell'area.
Ai fini della liquidazione del danno da occupazione appropriativa del terreno di cui è stata riconosciuta l'inedificabilità "ex lege" sulla base dello strumento urbanistico, la valutazione va riferita al valore venale del bene e non ai valori tabellari di cui alla L. n. 865 del 1971, artt. 15 e 16, successivamente pure dichiarati incostituzionali (cfr Corte Cost. sentenza n. 181 del 2011).
Ai fini della liquidazione del danno da occupazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iativa di terreni di cui è stata riconosciuta l'inedificabilità, la valutazione va riferita al valore venale del bene e non ai valori tabellari di cui alla L. n. 865 del 1971, artt. 15 e 16, successivamente pure dichiarati incostituzionali (cfr Corte Cost. sentenza n. 181 del 2011).
Sono inapplicabili i criteri di cui alla L. n. 865/71 (il VAM), peraltro dichiarati incostituzionali (C.C. 181 del 2011), dovendosi viceversa applicar il criterio del valore venale, nelle ipotesi di risarcimento danni per occupazione acquisitiva.
In ipotesi di area inedificabile il risarcimento del danno va in ogni caso compiuto all'interno della categoria dei suoli inedificabili, ossia con riferimento a prezzi di mercato ben lontani da quelli assai elevati peculiari del mercato edilizio.
Correttamente la liquidazione del danno conseguente ad occupazione acquisitiva di area agricola è determinata sulla base del valore di mercato del bene avuto riguardo alla evidente inapplicabilità dei V.A.M.
Ai fini del risarcimento del danno da occupazione illegittima di area agricola, si può considerare che la moltiplicazione per tre del valore agricolo medio conduca ad un valore piuttosto vicino a quello di mercato dei ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nti detta destinazione (incrementabile convenzionalmente di una percentuale del 20% in ragione della suscettibilità di ogni stima di variazioni in più o in meno del 10%); ciò in particolare qualora non sia fornito alcun principio di prova che il terreno sia caratterizzato da specifiche peculiarità incidenti sul valore del medesimo in modo tale da differenziarlo rispetto a quello medio della zona correlato alla coltura in atto.
La somma dovuta a titolo di risarcimento del danno di area ubicata in zona agricola correttamente è determinata nell'intero controvalore venale, ricavando tale somma dalla media dell'importo desunto dal valore agricolo medio dei terreni con riferimento alla qualità posseduta prima dell'inizio del procedimento espropriativo ed il prezzo di acquisto di un terreno vicino.
In tema di liquidazione del danno da occupazione espropriativa, ove si tratti di terreno agricolo, è consentito al proprietario di dimostrare che il valore del terreno eccede l'utilizzazione strettamente agricola, in quanto suscettibile di sfruttamento ulteriore e diverso da quello agricolo (ad es., parcheggio, caccia, sport, agriturismo), purché non attinente al concetto di edificabilità di fatto. P... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssere richiamato il "valore agricolo medio" dell'area, purché non direttamente, ma come mero criterio di riferimento, in mancanza di altri dati, per determinarne il "valore venale".
In ipotesi di occupazione acquisitiva la riconosciuta inedificabilità ex lege e la conseguente esclusione della valutabilità del bene come edificatorio non comporta che i suoli che tale qualifica non posseggano debbano essere necessariamente valutati in base alla loro utilizzazione agricola, perché una tale conseguenza è stabilita soltanto nei giudizi di opposizione alla stima dell'indennità di esproprio, per la cui determinazione la L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, rinvia alle disposizioni della L. n. 865 del 1971.
In ipotesi di occupazione illegittima di terreni agricoli il prezzo che l'Amministrazione dovrà versare deve corrispondere al loro valore di mercato; in alternativa, se più conveniente per il proprietario, il prezzo potrà essere calcolato alla stregua di quanto previsto dal combinato disposto dagli artt. 40, II comma e 41, IV comma del DPR n. 327/01 e triplicato così come previsto dal successivo art. 45, II comma, lett. d): ciò in quanto il risarcimento dovuto non ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essere inferiore a detto valore, onde rispondere all'esigenza di non rendere, per l'Amministrazione, più conveniente procedere in modo illegittimo piuttosto che assoggettarsi alla prevista procedura di esproprio.
Poiché la triplicazione del valore agricolo medio che viene normalmente riconosciuta al proprietario che sia coltivatore diretto ed abbia anche accettato l'indennità offerta dall'ente espropriante, è tendenzialmente corrispondente al valore di mercato pieno dei terreni a destinazione agricola, il riconoscimento dello stesso risulta idoneo ad un'integrale ristorazione per la perdita della proprietà a seguito di occupazione divenuta illegittima.
In ipotesi di quantificazione del risarcimento del danno in ipotesi di occupazione illegittima, deve aversi riguardo non al valore agricolo medio ma al valore venale del bene.
I criteri di commisurazione dell'indennizzo espropriativo per i terreni agricoli, di cui alla L. n. 865 del 1971, artt. 15 e 16, trovano applicazione automatica in tema d'indennizzo espropriativo e non in materia di risarcimento del danno da occupazione appropriativa di area inedificabile, in cui il ristoro deve essere commisurato al valore sul mercato del bene ed in cui detti cr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no essere assunti in funzione meramente indicativa.
Al fine di liquidare il risarcimento del danno da occupazione appropriativa di area inedificabile, che deve essere commisurato al valore sul mercato del bene, ben possono essere assunti in funzione meramente indicativa i criteri di commisurazione dell'indennizzo espropriativo per i terreni agricoli, di cui alla L. n. 865 del 1971, artt. 15 e 16.
Alla determinazione del danno da occupazione appropriativa di suoli agricoli non è applicabile il criterio introdotto per le aree edificabili dall'art. 3, comma 65, l. 23 dicembre 1996 n. 662; il danno deve viceversa essere commisurato all'effettivo valore di mercato del terreno, rispetto al quale i valori tabellari desumibili dagli artt. 15 e 16, l. 22 ottobre 1971 n. 865 sono meramente indicativi e costituiscono nient'altro che un minimum invalicabile.
Secondo la prevalente giurisprudenza, alla determinazione del danno da occupazione appropriativa di suoli agricoli non è applicabile il criterio introdotto per le aree edificabili dall'art. 3, comma 65, della legge 23 dicembre 1996 n. 662; il danno deve viceversa essere commisurato all'effettivo valore di mercato del terreno, rispetto al quale i valori tabellari desumibili dagli... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 16 della legge 22 ottobre 1971 n. 865 sono meramente indicativi e costituiscono nient'altro che un minimum invalicabile.
Le argomentazioni svolte dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 349/2007 non sono riferibili alla stima delle aree agricole. In ipotesi di procedura ablative concernenti terreni a vocazione non edificatoria - infatti – devesi fare riferimento al sistema tabellare di cui alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 16.
Il valore venale dei beni occupati senza titolo per i terreni non edificabili deve essere commisurato non solo avendo riguardo alla destinazione urbanistica dei terreni, ma anche "in generale alle caratteristiche della zona nella quale ricadono".
La normativa di cui all'art. 55 comma 1 DPR 327/2001 così come sostituito dalla L. n. 244/2007, in base alla quale il risarcimento del danno conseguente ad intervenuta occupazione illegittima (nel caso di specie per effetto dell'annullamento degli atti del procedimento), è liquidato in misura pari al valore venale del bene, si applica anche alle aree non edificabili ed a quelle agricole; ciò in quanto la norma deve ritenersi semplicemente dichiarativa dei principi generali della responsabilità extracontrattuale gi&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cati dalla Corte costituzionale.
Le argomentazioni svolte dalla Corte Costitituzionale con la sentenza n. 349/2007 non sono riferibili alle ipotesi inerenti la stima delle aree agricole per le quali deve farsi riferimento al sistema tabellare di cui alla legge 22 ottobre 1971, n. 865, art. 16.
Il risarcimento da occupazione acquisitiva di aree non classificabili come edificabili, deve essere commisurato al loro valore sul mercato; in quest'ambito i criteri di cui agli artt. 15 e 16 L. n. 865/71 possono essere assunti in funzione meramente indicativa.
Ai fini della quantificazione dell'obbligazione risarcitoria, in ipotesi di terreno a destinazione puramente agricola, devono trovare applicazione le norme di cui al titolo II della L. n. 865/71 richiamate dall'art. 5 bis, comma 4 del L. n. 359/1992; il riferimento al criterio dell'effettivo valore venale dell'area reintrodotto dalla Corte cost., con sent. n. 349/2007, trova, infatti, applicazione con riferimento ai suoli forniti di suscettibilità edificatoria e non ai suoli a destinazione puramente agricola.
In ipotesi di area inedificabile (nel caso di specie per essere destinata a viabilità e a cassa di espansione) l'amministrazione è tenuta a commis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nno conseguente ad intervenuta occupazione acquisitiva al prezzo di mercato per aree consimili alla data dell'intervenuta irreversibile trasformazione dell'area, ovvero al valore agricolo di mercato, con possibilità di tener conto, indicativamente, dei criteri di cui agli artt. 15 e 16, legge n. 865 del 1971.
La normativa di cui all'art. 55 comma 1, del DPR 327/2001, così come sostituita dall'art. 2 comma 89 della L. n. 244/2007, si applica anche alle aree non edificabili ed a quelle agricole, in quanto la norma deve ritenersi semplicemente dichiarativa dei principi generali della responsabilità extracontrattuale già indicati dalla Corte costituzionale.
In ipotesi di occupazione appropriativa di suolo non edificabile, per il risarcimento del danno non trova applicazione il valore agricolo medio tabellare previsto dalla L. n. 865 del 1971, art. 16, che costituisce semmai la soglia minima.
Il risarcimento del danno per effetto dell'intervenuta occupazione acquisitiva di area agricola, non può essere parificato al V.A.M. Alla luce infatti delle maggiorazioni che sarebbero riconosciute in ipotesi di indennizzo ex art. 40 DPR 327/2001, identificare il valore del terreno con il V.A.M., porterebbe al parado... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tato per cui il risarcimento del danno dovuto a fronte di un'attività illecita dell'Amministrazione, sarebbe inferiore all'indennità di espropriazione riconosciuta nel caso di legittimo procedimento.
In sede di liquidazione del danno da occupazione espropriativa riferita a terreno inedificabile, qualora né le parti, né il c.t.u. forniscano altri elementi certi per determinare un più elevato ed attendibile valore venale, il giudice ben può fare riferimento al valore di mercato agricolo, basato sul criterio delle colture praticate, e tener conto, indicativamente, dei criteri di cui alla L. n. 865/71 artt. 15 e 16 che, in tale prospettiva, finiscono per rappresentare il limite minimo cui può farsi ricorso.
I criteri indennitari di cui all'art. 16 L. n. 865/71 sono inapplicabili alla fattispecie del risarcimento da fatto illecito, che impone il risarcimento integrale del danno sulla base del valore venale.
In mancanza di particolari caratteristiche del suolo agricolo occupato illegittimamente, suscettibili, in ipotesi, di conferirgli un valore di mercato superiore ai prezzi medi correnti, il danno risarcibile per effetto della perdita della proprietà corrisponde, puramente e semplice... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uo prezzo di mercato.
In ipotesi di occupazione acquisitiva di terreno di cui è stata accertata la natura agricola (nel caso di specie per effetto della collocazione in fasce di rispetto a sede stradale) correttamente la liquidazione del danno è effettuata sulla base del valore agricolo di mercato e non sulla base della semplice indennità di esproprio valutabile ex L. n. 865 del 1971, ex artt. 15 e 16.
In ipotesi di area inedificabile per essere ubicata in fascia di rispetto cimiteriale, il valore venale deve essere determinato mediante ricerche di mercato che tengano presente che il terreno pur presentando giuridicamente dei connotati a destinazione agricola presenta una "vocazione commerciale visti il confine con la vicinanza urbana ed il centro industriale" tenendo presente anche le aree limitrofe.
In tema di liquidazione del danno da occupazione appropriativa di suoli di cui sia riconosciuta l'inedificabilità, la valutazione di mercato del terreno va effettuata avuto riguardo alle obiettive caratteristiche ed attitudini del fondo, in relazione alle utilizzazioni consentite dallo strumento urb... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a senza considerazione della potenzialità edificatoria, alla stregua del principio di divieto di considerazione della potenzialità edificatoria ovvero degli indici di valutazione attinenti al concetto della edificabilità di fatto.
Attesa la natura agricola dei terreni, la valutazione del danno deve essere compiuta sulla base della classificazione urbanistica, senza che i criteri di classificazione dell'area possano essere obliterati per dare prevalenza ai criteri di effettualità.
In tema di liquidazione del danno da occupazione appropriativa, ove si tratti di terreno agricolo, debbono essere applicati indicativamente i criteri di cui agli artt. 15 e 16 della L. n. 865/1971, avuto riguardo alle obiettive ed intrinseche caratteristiche ed attitudini del fondo in relazione alle utilizzazioni consentite dallo strumento urbanistico, senza considerazione delle potenzialità edificatorie.
In ipotesi di occupazione illecita (acquisitiva o usurpativa) di aree aventi destinazione agricola, il risarcimento del danno va determinato in ragione del valore venale proprio delle aree agricole senza che possa giovare la contiguità di talune porzioni di terreno ad altre aree edificate, ovvero la mera probabilit&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'approvazione di future varianti al P.R.G. ovvero l'ipotesi di cessioni di strisce di terreno a proprietari delle aree finitime edificate al fine della realizzazione di giardini (comunque, corrispondenti a porzioni di terreno inedificabile e, quindi, commerciabili con i valori propri di quest'ultimo).
Il risarcimento del danno deve tenere conto delle perdite effettivamente subite dal proprietario con riferimento agli alberi abbattuti ed ai manufatti demoliti.
In ipotesi di occupazione appropriativa la voce di danno che attiene specificamente al valore agricolo del suolo deve aggiungersi il valore delle colture effettivamente praticate oltre al valore delle opere legittimamente realizzate sul soprassuolo alla data di emanazione del decreto di esproprio.
In materia di liquidazione del danno da occupazione appropriativa di suoli agricoli, è consentito valorizzare l'area, rispetto al "minimum" dei valori tabellari di cui alla L. n. 865 del 1971, artt. 15 e 16, in relazione alle possibilità di sfruttamento ulteriore e diverso da quello agricolo, ed in particolare avendo riguardo ad utilizzazioni intermedie rispetto all'uso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... quello edificatorio quali, ad esempio, il parcheggio, la caccia, lo sport e l'agriturismo; corretto è pertanto procedere alla determinazione del valore delle aree in questione tenendo conto anche, in considerazione della utilizzazione delle stesse, del valore del soprassuolo.
In ipotesi di occupazione appropriativa è dovuta all'affittuario una indennità da valutare sulla scorta delle tabelle regionali dei valori agricoli medi al momento dell'occupazione definitiva.
In ipotesi di occupazione appropriativa è dovuta all'affittuario una indennità da valutare sulla scorta delle tabelle regionali dei valori agricoli medi al momento dell'occupazione definitiva il cui importo va detratto da quello spettante al proprietario determinato in base al valore venale del bene.
Nessuna tipologia di espropriazione - rituale o illegittima - è configurabile a favore della P.A., autrice di un occupazione senza titolo di diritto comune, in seguito alla quale il proprietario conserva e mantiene il proprio diritto dominicale sull'immobile, nonché in via primaria, quello di chiederne la restituzione; deve pertanto escludersi anche il dirit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ittuario all'indennizzo di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 17, anche sotto forma del risarcimento del danno in conseguenza di occupazione espropriativa dell'immobile, spettando lo stesso (comma 2) soltanto "al fittavolo... costretto ad abbandonare il terreno" a causa della sua avvenuta espropriazione.
Il risarcimento del danno per il periodo in cui si è protratta l'occupazione illegittima sul fondo condotto in affitto è dovuto all'affittuario. E' quest'ultimo, infatti, l'unico soggetto ad aver subito un danno per l'impossibilità di utilizzo.
Ove l'abbandono del fondo sia determinato dal fatto illecito della P.A., ovvero da un fatto di occupazione acquisitiva, il colono, abbia o meno in precedenza concordato la misura dell'indennità, ha diritto al ristoro del danno subito.
In ipotesi di intervenuta occupazione illegittima nulla è dovuto al conduttore del bene a titolo di danno per la perdita di godimento del bene, verificandosi l'illecito da risarcire al momento nel quale l'efficacia del decreto di occupazione è venuta meno; ne consegue che al momento del perfezionamento della fattispecie lesiva, il conduttore non poteva vantare alcuna pretesa sul bene, con ciò facendo venire... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fondamento alla pretesa risarcitoria.
Il diritto all'indennità di cui all'art. 17 L. n. 865/71 presuppone un'espropriazione giuridicamente rilevante; nel caso in cui questa non sia, invece, configurabile, per essersi realizzata la fattispecie dell'accessione invertita, il coltivatore può agire per il risarcimento del danno da fatto illecito ex art. 2043 c.c.
Il danno subito dall'affittuario coltivatore diretto per effetto dell'occupazione e dell'illegittima trasformazione ad uso pubblico di un terreno da parte di un soggetto pubblico è dato dall'impossibilità di percepire l'indennità al medesimo riconosciuta, in ipotesi di procedimento legittimo, dall'art. 17 L. n. 865/71; il risarcimento dovuto, quindi, non può essere inferiore a detto valore oltre il controvalore del maggior danno che il medesimo soggetto possa documentare come dipendente dall'illegittimo esproprio.
Ai fini del risarcimento dei danni subiti dal detentore dei fondi occupati illegittimamente, deve essere documentata la sussistenza di contratto di affitto e la qualità di coltivatore diretto; ciò in quanto il mero detentore è privo di legittimazione in ordine alla pretesa del credito indennitario e tale conc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e estendersi anche al caso della formulazione di una richiesta risarcitoria per ottenere l'equivalente dell'indennità.
Ai fini del riconoscimento tra le voci di risarcimento del danno, conseguente ad occupazione sine titulo, di una somma pari a quanto sarebbe dovuto a titolo di indennità ex art. 17 L. n. 865/71, deve essere documentata la sussistenza di contratto di affitto e la qualità di coltivatore diretto.
Ai fini della liquidazione del risarcimento del danno subito dal colono per la mancata coltivazione del fondo condotto in affitto, fatto oggetto di un'illegittima occupazione e successiva irreversibile trasformazione, costituiscono utili elementi conoscitivi le informazioni acquisibili presso uffici fiscali o da altri pubblici ufficiali, in ordine al reddito agricolo medio ritraibile da quel fondo, per la sua estensione, tipologia, classificazione catastale (seminativo, coltura arboricola, frutteto, etc.), sua effettiva destinazione agricola nel periodo immediatamente precedente l'occupazione acquisitiva.
Ai fini della liquidazione del risarcimento del danno subito dal colono per la mancata coltivazione del fondo condotto in affitto, fatto oggetto di un'illegittima occupazione e successiva irreversibile tras... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... costituiscono utili elementi conoscitivi le indagini su listini di prezzi e mercuriali di zona, al fine di stabilire il valore medio delle diverse derrate alimentari ai mercati all'ingrosso, con riferimento alla tipologia di coltivazioni proprie del fondo (tenendo conto di quelle in essere al momento dell'occupazione e di quelle che sarebbe stato ragionevole impiantarvi nel periodo di illegittima occupazione, fino al tempo dell'irreversibile trasformazione).
Ai fini della liquidazione del risarcimento del danno subito dal colono per la mancata coltivazione del fondo condotto in affitto, fatto oggetto di un'illegittima occupazione e successiva irreversibile trasformazione, costituiscono utili elementi conoscitivi gli eventuali benefici e contributi che la coltivazione avrebbe potuto legittimamente ottenere in relazione alle colture proprie del fondo.
La cava, pur in mancanza di autorizzazione amministrativa all'esercizio dell'attività, viene in considerazione come strumento di produzione del reddito correlato alla estrazione del materiale, per tutto e solo il tempo della sua prevista utilizzabilità e detto reddito costituisce il razionale riferimento per la determinazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o patito per la perdita di tale fonte reddituale.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 16
 art. 39
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 art. 45
 sentenza 
 art. 16
 sentenza 
 art. 16
 art. 16
 art. 40
 art. 17
 art. 2043
 art. 17