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IL PRIMO SOCCORSO NEI LUOGHI DI LAVORO - ppt scaricare
PubblicatoAlda Valle Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "IL PRIMO SOCCORSO NEI LUOGHI DI LAVORO"— Transcript della presentazione:
1 IL PRIMO SOCCORSO NEI LUOGHI DI LAVORO
Corso teorico-pratico di Primo Soccorso nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08; D.M. 388/2003)
2 Cos’è il Primo Soccorso?
Il Primo Soccorso è caratterizzato da interventi compiuti da personale non sanitario, in attesa dell’intervento specializzato
3 Danno Anossico Cerebrale
Inizia dopo 4-6’ di assenza di circolo Dopo circa 10’ si hanno lesioni cerebrali irreversibili. 4’ Morte clinica 10’ Morte biologica Coma permanente, deficit motori o sensoriali, alterazione delle capacità cognitive…
4 LE RISORSE STRATEGICHE DEL PRIMO SOCCORSO
Il buon esito di un intervento di primo soccorso è legato a: la tempestività dell’intervento le capacità tecniche dei soccorritori
5 Il primo soccorso nel D.Lgs 81/08
ARTICOLO 45 COMMI 1 e 2 Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati. Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formamazione, individuati in relazione alla natura dell’attività produttiva, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio sono individuati dal DM 388/2003 Il primo soccorso nel D.Lgs 81/08
6 DECRETO 388/2003 art. 1 comma 2 Il datore di lavoro, sentito il Medico Competente ove previsto, è colui che identifica la categoria di appartenenza dell’ azienda (se l’azienda svolge attività lavorative diverse, si dovrà riferire all’attività con indice più elevato) e se appartiene al gruppo A lo comunica all’Az.ASL territorialmente competente per la predisposizione degli interventi di emergenza del caso.
7 CLASSIFICAZIONE AZIENDE (art. 1)
DECRETO 388/2003 CLASSIFICAZIONE AZIENDE (art. 1) I) - aziende con attività industriali soggette all’obbligo di dichiarazione o di notifica (attività industriali che comportano rischi rilevanti,D.L.vo 334/99); - centrali termoelettriche; - impianti e laboratori nucleari (Attività industriali con rischi di incidenti con coinvolgimento di radiazioni ionizzanti, D. L.vo 230/95); - aziende estrattive e altre attività minerarie (D.L.vo 624/96); - lavori in sotterraneo (D.L.vo 320/56); - aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni; GRUPPO A II) - aziende con oltre 5 lavoratori che presentino un indice infortunistico di inabilità permanente superiore a 4 (desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente); III) - aziende del comparto agricoltura con oltre 5 lavoratori assunti a tempo indeterminato.
8 CLASSIFICAZIONE AZIENDE (art. 1)
DECRETO 388/2003 CLASSIFICAZIONE AZIENDE (art. 1) aziende con 3 o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A GRUPPO B aziende con meno di 3 lavoratori che non rientrano nel gruppo A e B GRUPPO C
9 Gruppo di Tariffa INAIL GRUPPI A, GRUPPO B, GRUPPO C
Indici di frequenza d'infortunio in Italia per gruppo di tariffa I.N.A.I.L. (G.U. 17 agosto 2004, n. 192) Gruppo di Tariffa INAIL Inabilità Permanente Lavorazioni meccanico-agricole 10,84 Materiali affini al legno 5,02 Mattazione e macellazione - Pesca 6,41 Metallurgia 5,74 Produzione di alimenti 3,57 Metalmeccanica 4,48 Chimica, plastica e gomma 2,76 Macchine 3,32 Carta e poligrafia 2,73 Mezzi di trasporto 3,91 Pelli e cuoi 2,97 Strumenti e apparecchi 1,57 Costruzioni edili 8,60 Geologia e mineraria 8,40 Costruzioni idrauliche 9,12 Lavorazione delle rocce 6,55 Strade e ferrovie 7,55 Lavorazione del vetro 4,65 Linee e condotte urbane 9,67 Lavorazioni tessili 2,40 Fondazioni speciali 12,39 Confezioni 1,40 Impianti 5,43 Trasporti 4,93 Energia elettrica 2,20 Facchinaggio 15,99 Comunicazioni 2,07 Magazzini Cinema e spettacoli 2,94 Uffici e altre attività 0,72 Istruzione e ricerca 1,11 Attività commerciali 2,36 Pulizie e nettezza urbana 5,57 Turismo e ristorazione 2,54 Impianti acqua e vapore 4,11 Sanità e servizi sociali 1,28 Prima lavorazione legname 7,95 Falegnameria e restauro 7,18 GRUPPI A, GRUPPO B, GRUPPO C
10 REQUISITI E FORMAZIONE DEGLI ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO (art. 3)
… I contenuti e i tempi minimi del corso di formazione sono definiti dall’allegato 3 del presente decreto (16 ore). I corsi di formazione devono prevedere anche la trattazione dei rischi specifici dell’attività svolta. La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico (almeno 6 ore). GRUPPO A
11 REQUISITI E FORMAZIONE DEGLI ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO (art. 3)
… I contenuti e i tempi minimi del corso di formazione sono definiti dall’allegato 4 del presente decreto (12 ore). La formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico (almeno 4 ore). GRUPPO B, GRUPPO C
12 REQUISITI E FORMAZIONE DEGLI ADDETTI AL PRONTO SOCCORSO (art. 3)
Gli addetti al pronto soccorso designati, dal Datore di Lavoro, ai sensi dell’art. 37, comma 9 e art. 45 comma 1 e 2, del D.Lgs 81/08, sono formati con istruzione teorica e pratica per l’attuazione delle misure di primo intervento interno e per l’attivazione degli interventi di pronto soccorso. La formazione dei lavoratori designati è svolta da personale medico, in collaborazione , ove possibile, con il sistema di emergenza del SSN. Nello svolgimento della parte pratica della formazione il medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato. GRUPPI A, GRUPPO B, GRUPPO C
13 NOMINA ADDETTI PRONTO SOCCORSO
Obblighi del datore di lavoro e del dirigente Lettera b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza; Lettera c) nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; (Datore di lavoro e/o dirigenti: Arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da a 5.200 euro) Articolo 18 Comma 1 D.Lgs 81/2008
14 LINEE GUIDA DELLA CONFERANZA STATO REGIONI – PREVENZIONE INCENDI, EVACUAZIONE DEI LAVORATORI E PRONTO SOCCORSO (16 LUGLIO 1996) Criteri minimi di individuazione del numero degli addetti al primo soccorso: 1 addetto ogni 30 lavoratori 2 addetti per ciascun turno lavorativo 1 addetto ogni 500/1000 mq d’area
15 PRINCIPALI PARAMETRI PER INDIVIDUARE L’ADDETTO AL PRIMO SOCCOROSO
(P.Bianchi ed altri 2003) Motivazione e disponibilità individuale Attitudini personali Attività sportiva Caratteristische psico-fisiche Livello culturale adeguato Permanenza sul posto di lavoro Stabilità emozionale Capacità di prendere rapidamnete iniziative appropriate
16 NOMINA ADDETTI PRONTO SOCCORSO
Gestione delle emergenze I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. Essi devono essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell’azienda o dell’unità produttiva. (Arresto fino a un mese o ammenda da 200 a 600 euro per il lavoratore) Articolo 43 Comma 3 D.Lgs 81/2008
17 ADDETTO PRIMO SOCCORSO
Svolgimento diretto dei compiti gestione delle emergenze da parte del Datore di Lavoro Salvo i casi di cui l’art.361 comma 6 (nelle aziende industriali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, incendi rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose; nelle centrali termoelettriche; negli impianti ed installazioni, di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 radiazioni ionizzanti; nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni; nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori; nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori) ADDETTO PRIMO SOCCORSO Datore di lavoro non RSPP in aziende fino a 5 lavoratori SI Datore di lavoro non RSPP in aziende con 6 o più lavoratori NO Datore di lavoro RSPP nelle ipostesi previste dall’Allegato 2 (aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori; aziende agricole e zootecniche 30 lavoratori; aziende della pesca fino a 20 lavoratori; altre aziende fino a 200 lavoratori) Datore di lavoro RSPP nelle ipostesi NON previste dall’Allegato 2 Art. 34 Com. 1 e 1 bis D.Lgs 81/2008
18 “Ma chi me lo fa fare?” Quando intervenite per soccorrere una persona, dal punto di vista legale avete iniziato l’assistenza!!! 1
19 NOMINA ADDETTI PRONTO SOCCORSO
20 COSA L’ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO DEVE CONOSCERE:
Topografia dell’azienda Localizzazione di impianti e utenze Prodotti utilizzati Procedure di intervento Localizzazione e contenuto dei presidi di primo soccorso e dei dispositivi di protezione individuale
21 Il Datore di Lavoro garantisce
ORGANIZZAZIONE DI PRONTO SOCCORSO (art.2) Il Datore di Lavoro garantisce Cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodita in luogo facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata, contenente la dotazione minima indicata nell’allegato 1, da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del MC, ove previsto, e del sistema di emergenza sanitaria del SSN, e della quale sia costantemente assicurata la completezza e il corretto stato d’uso dei presidi ivi contenuti; Un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del SSN. Raccordo tra il sistema pronto soccorso interno ed il sistema di emergenza sanitaria di cui al DPR 27 marzo 1992 e successive modifiche GRUPPO A
22 ORGANIZZAZIONE DI PRONTO SOCCORSO (art. 2)
Il Datore di Lavoro garantisce Cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodita in luogo facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata, contenente la dotazione minima indicata nell’allegato 1, da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del MC, ove previsto, e del sistema di emergenza sanitaria del SSN, e della quale sia costantemente assicurata la completezza e il corretto stato d’uso dei presidi ivi contenuti; Un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del SSN GRUPPO B
23 ORGANIZZAZIONE DI PRONTO SOCCORSO (art. 2)
24 ORGANIZZAZIONE DI PRONTO SOCCORSO (art. 2)
Il Datore di Lavoro garantisce nelle Aziende o Unità Produttive che hanno lavoratori che prestano la loro attività in luoghi isolati, diversi dalla sede Aziendale o Unità Produttiva: la fornitura del pacchetto di medicazione, il cui contenuto è esplicitato nell’allegato 2 del presente decreto un mezzo di comunicazione idoneo per raccordarsi con l’Azienda al fine di attivare rapidamente il sistema di emergenza del S.S.N.. GRUPPI A, GRUPPO B, GRUPPO C
25 Il DM 388 DEL 15/07/2003 Attrezzature minime di Pronto soccorso
Pacchetto di medicazione Cassetta di pronto soccorso E’ raccomandabile il posizionamento dei presidi dove è disponibile la fruizione di acqua corrente!
26 CONTENUTO MINIMO del PACCHETTO di MEDICAZIONE
GUANTI STERILI MONOUSO (2 PAIA) FLACONE DI SOLUZIONE CUTANEA DI IODOPOVIDONE AL 10% DI IODIO DA 125 ML FLACONE DI SOLUZIONE FISIOLOGICA ( SODIO CLORURO - 0, 9%) DA 250 ML COMPRESSE DI GARZA STERILE 10 X 10 IN BUSTE SINGOLE (1) COMPRESSE DI GARZA STERILE 18 X 40 IN BUSTE SINGOLE (1) PINZETTA DA MEDICAZIONE STERILI MONOUSO CONFEZIONE DI COTONE IDROFILO CONFEZIONE DI CEROTTI DI VARIE MISURE PRONTI ALL'USO ROTOLO DI CEROTTO ALTO CM. 2,5 ROTOLO DI BENDA ORLATA ALTA 10 CM UN PAIO DI FORBICI LACCIO EMOSTATICO GHIACCIO PRONTO USO (1) SACCHETTI MONOUSO PER LA RACCOLTA DI RIFIUTI SANITARI (1) ISTRUZIONI SUL MODO DI USARE I PRESIDI SUDDETTI E DI PRESTARE I PRIMI SOCCORSI IN ATTESA DEL SERVIZIO DI EMERGENZA
27 CONTENUTO MINIMO della CASSETTA di PRONTO SOCCORSO
GUANTI STERILI MONOUSO (5 PAIA) VISIERA PARASCHIZZI FLACONE DI SOLUZIONE CUTANEA DI IODOPOVIDONE AL 10% DI IODIO DA 1 LITRO (1) FLACONI DI SOLUZIONE FISIOLOGICA ( SODIO CLORURO - 0, 9%) DA 500 ML (3) COMPRESSE DI GARZA STERILE 10 X 10 IN BUSTE SINGOLE (10) COMPRESSE DI GARZA STERILE 18 X 40 IN BUSTE SINGOLE (2) TELI STERILI MONOUSO (2) PINZETTE DA MEDICAZIONE STERILI MONOUSO (2) CONFEZIONE DI RETE ELASTICA DI MISURA MEDIA (1) CONFEZIONE DI COTONE IDROFILO (1) CONFEZIONI DI CEROTTI DI VARIE MISURE PRONTI ALL'USO (2) ROTOLI DI CEROTTO ALTO CM. 2,5 (2) UN PAIO DI FORBICI LACCI EMOSTATICI (3) GHIACCIO PRONTO USO (2) SACCHETTI MONOUSO PER LA RACCOLTA DI RIFIUTI SANITARI (2) TERMOMETRO APPARECCHIO PER LA MISURAZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA
28 ALCUNE POSSIBILI INTEGRAZIONI DEI PRESIDI DISPONIBILI IN LETTERATURA…
DA RAPPORTARE ALLA TIPOLOGIA DI LAVORO E AI RISCHI… ACQUA OSSIGINETA BENDE ELASTICHE COPERTA ISOTERMICA STECCHE PER FRATTURA MODELLABILI E COLLARE GUANTI IN NITRILE O VINILE MASCHERA PER LA VENTILAZIONE ARTIFICIALE BARELLA SPINALE
29 LA CAMERA DI MEDICAZIONE
Art. 30 comma 3 del DPR 303/56 "Sono obbligate a tenere la camera di medicazione anche le aziende industriali che occupano più di 50 dipendenti soggetti all'obbligo delle visite mediche preventive e periodiche a norma degli art. 33, 34 e 35 del presente decreto".
30 Art. 451 Codice Penale Omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro Chiunque, per colpa, omette di collocare, ovvero rimuove o rende inservibili apparecchi o altri mezzi destinati all’estinzione di un incendio, o al salvataggio o al soccorso contro disastri o infortuni sul lavoro, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa…
31 COSE DA FARE… IN CASO DI PRIMO SOCCORSO!
Allontanare la folla Esaminare l’infortunato Perservare se stessi Chiamare i soccorsi Praticare le prime cure Mettere in sicurezza l’infortunato
32 1° REGOLA DEL SOCCORSO: PRESERVARE SE STESSI!
PENSARE PRIMA DI AGIRE! PRENDI RISCHI CALCOLATI… AUTOPROTEZIONE! MAI DIVENTARE LA SECONDA VITTIMA! OCCHI APERTI!
33 IL SOCCORSO SI COMPONE DI 3 ELEMENTI
LA SCENA IL SOCCORRITORE LA VITTIMA
34 VALUTA LA SCENA! Ricava dall’ambiente tutte le indicazioni possibili sulla dinamica dell’incidente.
35 Ambiente traffico veicolare incontrollato fuoco gas tossici
pericolo di crollo folla Garantire sempre la sicurezza della scena! SE POSSIBILE SPOSTARE IL FERITO ELIMINARE FATTORI DI RISCHIO
36 Sangue e fluidi biologici della vittima
Sangue e fluidi biologici (ad es. saliva, muco…) sono possibile veicolodi malattie infettive quali epatite B e C, AIDS, TBC e meningite ogni soggetto deve essere considerato potenziale fonte di infezione in ogni contatto con la vittima si devono adottare le precauzioni universali
37 MEZZI BARRIERA guanti monouso visiera paraschizzi
38 Guanti monouso Modalità d’utilizzo Quando Come
Infilati prima di iniziare le attività di soccorso, devono tenersi fino a che si è in contatto con materiale potenzialmente contagioso Devono essere indossati per proteggere entrambe le mani da contagio Quando Come Modalità d’utilizzo
39 si sfilano afferrandoli dal lembo libero all’altezza del polso
Guanti monouso Dopo il loro utilizzo si sfilano afferrandoli dal lembo libero all’altezza del polso LAVARE SEMPRE LE MANI!
40 La pelle e le sue cellule
Struttura della pelle - epidermide, derma, sottocute La pelle è formata da tre strati funzionali: epidermide, derma e sottocute. In questi strati troviamo gli annessi cutanei: unghie, peli e ghiandole.
41 Rischio di sieroconversione da esposizione accidentale
HIV dallo 0,1 % allo 0,3 % HBV dal 6 % al 30 % HCV 1,8 % in media
42 Rischio di sieroconversione da esposizione accidentale
DA RICORDARE! Indicazione Reg. Lombardia, Delibera 1587 del 22 dicembre 2005, vaccinazioni indicate ed a carico del Datore di Lavoro: Vaccinazione Antiepatite B negli addetti all’emergenza e primo soccorso aziendale. La profilassi post-esposizione dopo l'esposizione all'HIV, deve essere iniziata al più presto possibile, possibilmente entro 4 ore dall'infortunio e, comunque, non oltre le 72 ore.
43 Visiera paraschizzi Modalità d’uso Quando Come
Per ferite a rischio di schizzi alle mucose congiuntivali, orali, nasali (es. emorragie di grandi vasi arteriosi) Schermo di plastica trasparente che ripara il volto (gli occhi, la bocca il mento e le narici) dal rischio di schizzi Quando Come Modalità d’uso
44 Condizioni e comportamento della vittima
Agitazione psicomotoria Convulsioni (es. epilessia) chiusura repentina della bocca durante la manovra di “apertura delle vie aeree” fasi iniziali dell’annegamento intossicazione o avvelenamento spostamento o trasporto di un paziente
45 METTERE IN SICUREZZA LA VITTIMA!
2° REGOLA DEL SOCCORRITORE IN CASO DI MALORE O INFORTUNIO SUL LAVORO… METTERE IN SICUREZZA LA VITTIMA!
46 STATO DI NECESSITA’ “Non è punibile chi abbia commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo non da lui volontariamente causato né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionale al pericolo.” (Articolo 54 Codice Penale)
47 LINEE GUIDA DELLA CONFERANZA STATO REGIONI – PREVENZIONE INCENDI, EVACUAZIONE DEI LAVORATORI, PRONTO SOCCORSO (16 LUGLIO 1996) Il ruolo del soccoritore viene definito in “attesa attiva” limitandosi a impedire l’aggravarsi dei danni già eventualmente instaurati ed evitando atteggiamenti eccessivamente interventistici…
48 NON PRESTARE INTERVENTI SUPERIORI ALLE TUE CAPACITA’!
IN CASO DI MALORE O INFORTUNIO SUL LAVORO… NON PRESTARE INTERVENTI SUPERIORI ALLE TUE CAPACITA’!
49 Eccesso colposo nell’intervento
Art. 55 Codice Penale Eccesso colposo nell’intervento Quando, nel commettere alcuno dei fatti preveduti dagli articolo 54 (Stato di Necessità), si eccedono colposamente i limiti stabiliti dalla legge o dall’ordine dell’Autorità ovvero imposti dalla necessità…
50 Abusivo esercizio di professione sanitaria
Art. 348 Codice Penale Abusivo esercizio di professione sanitaria Chiunque abusivamente esercita una professione (c.p. 359), per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato (c.c. 2229), è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire duecentomila a un milione.
51 3° REGOLA DEL SOCCORRITORE IN CASO DI MALORE O INFORTUNIO SUL LAVORO…
ALLONTANARE LA FOLLA!!!
52 CONFORTA E RASSICURA LA VITTIMA…SEMPRE!!
ANCHE SE TI SEMBRA INCOSCIENTE…
53 4° REGOLA DEL SOCCORRITORE IN CASO DI MALORE O INFORTUNIO SUL LAVORO…
ESAMINARE LA VITTIMA…
54 5° REGOLA DEL SOCCORSO: CHIAMARE I SOCCORSI!
55 SERVIZIO SANITARIO DI URGENZA ED EMERGENZA
56 NUMERO UNICO 112 In Lombardia dal 2012…
Azienda Regionale Emergenza Urgenza NUMERO UNICO 112 (invece dei numeri112,118,113,115) 4 centrali operative con operatore tecnico specializzato 4 centrali operative 118 con infermiere
57 ATTIVAZIONE DEL SERVIZIO 112/118
Luogo Città Via Nr. Civico Da dove chiama? Cosa Succede? Riferimenti Nome Cognome Telefono Il 112 identifica la posizione e senza far cadere la linea, se si tratta di un problema sanitario, trasferisce immediatamente la telefonata al 118!
58 ATTIVAZIONE DEL 118 SINTOMO PRINCIPALE ??????
59 ATTIVAZIONE DEL 118 Quante persone sono coinvolte? Età del paziente?
E’ cosciente? Respira?
60 Rispondi alle sue domande con calma e precisione:
ATTIVAZIONE DEL 118 L’operatore del 118 è un infermiere professionale esperto: quando risponde ha già iniziato ad aiutarti. Rispondi alle sue domande con calma e precisione: NON STA PERDENDO TEMPO!
61 La Classificazione delle Urgenze: il “TRIAGE”
Il triage è una procedura di classificazione delle urgenze che permette ai soccorritori di stabilire le priorità nella destinazione dei soccorsi. 1)distinguere le situazioni di emergenza/urgenza da quelle non urgenti 2)rispondere alle richieste di soccorso in modo appropriato
62 CODICI DI INTERVENTO LUOGO PATOLOGIA CRITICITA’ Z Q L K Y P S 6 5 4 3
STRADA ESERCIZIO PUBBLICO IMPIANTO SPORTIVO CASA LAVORO SCUOLA ALTRO 6 5 4 3 2 1 ETILISTA TRAUMA CARDIOCIRCOLATORIA RESPIRATORIA NEUROLOGICA PSICHIATRICA NEOPLASTICA 9 8 7 INTOSSICAZIONE ALTRA PATOLOGIA NON IDENTIFICATA Non Emergenza; Situazione di intervento differibile e/o programmabile Non Emergenza; Situazione differibile ma prioritaria rispetto al codice 0 Emergenza sanitaria; situazione a rischio, intervento non differibile Emergenza assoluta; intervento prioritario Paziente deceduto
63 ATTIVAZIONE DEL 118
64 ATTIVAZIONE DEL 118 AMBULANZA con volontari del soccorso o soccorritori dipendenti (CODICE 0/1) AMBULANZA con infermiere professionale (CODICE 2/3) AUTOMEDICA con anestesista e/o medico di emergenza territoriale + infermiere professionale (CODICE 2/3) ELIAMBULAZA con anestesista e un infermiere professionale
65 OMISSIONE DI SOCCORSO Il reato è consumato da chiunque ...trovando abbandonato...persona incapace di provvedere a sé stessa omette di darne avviso all’Autorità. Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso alle Autorità.” (Articolo 593 Codice Penale)
LIBERTA’ DI CURA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Art.32: “La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce le cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
67 NON LASCIARE L’INFORTUNATO PRIMA DELL’ARRIVO DEL PERSONALE SANITARIO…
IN CASO DI MALORE O INFORTUNIO SUL LAVORO… NON LASCIARE L’INFORTUNATO PRIMA DELL’ARRIVO DEL PERSONALE SANITARIO…
68 NON FARTI PRENDERE DAL PANICO…
IN CASO DI MALORE O INFORTUNIO SUL LAVORO… SOCCORRITORE NON FARTI PRENDERE DAL PANICO…
69 TRATTAMENTO DEI DATI Decreto Legislativo 196/2003… Testo unico sulla privacy… Sostituisce il D.Lgs 282/1999, “Disposizioni per garantire la riservatezza dei dai personali in ambito sanitario”
70 ANATOMIA E FISIOLOGIA DELL’APPARATO CARDIOVASCOLARE E RESPIRATORIO
71 Apparato cardiovascolare
73 Apparato respiratorio
74 NON SOMMINISTRARE LIQUIDI, E SPECIALMENTE ALCOL!
IN CASO DI MALORE O INFORTUNIO SUL LAVORO… NON SOMMINISTRARE LIQUIDI, E SPECIALMENTE ALCOL!
75 Anatomia del sistema respiratorio
CURIOSITA: Nell’adulto normale ci sono circa 300 milioni di alveoli con una superficie respiratoria di 100 mq.
76 Fisiologia del sistema respiratorio
77 Anatomia del Sistema Nervoso
78 Fisiologia del Sistema Nervoso
79 PRIMO SOCCORSO IN CASI SPECIFICI
80 PROBLEMI ALLA FUNZIONE CEREBRALE
81 DISTURBI DELLA COSCIENZA
LIPOTIMIA (Insieme di sintomi che possono precedere la sincope): malessere passeggero con ronzii auricolari, pallore, nausea, parestesie, bradicardia, appannamento della vista, sudorazione, senso di freddo, sensazione angosciata di imminente perdita dei sensi SINCOPE: perdita di coscienza improvvisa, di breve durata, a risoluzione spontanea. Il soggetto ha una debolezza muscolare generalizzata ed è incapace di mantenere la posizione eretta (da ipossia acuta)
82 Cause di Lipotimia e Sincope
stress emotivo sudorazione, vomito,diarrea soggiorno in ambienti eccessivamente affollati o surriscaldati insolazione cambiamenti di postura troppo bruschi abbassamento della pressione arteriosa malattie concomitanti (disturbi del ritmo cardiaco e del circolo cerebrale, anemia, etc.)
83 Che fare? Mettere il soggetto in posizione antishock:
-farlo distendere per terra sollevargli le gambe liberare il paziente dagli indumenti stretti Chiamare il 118
84 IL COMA Totale e prolungata perdita della coscienza con mancata risposta a stimoli verbali, tattili, dolorifici Cause: trauma cranico emorragia o ischemia cerebrale disturbi metabolici ed endocrini infezioni intossicazioni
85 Cosa fare? Se non è traumatizato porlo in posizione laterale di sicurezza Chiamare il 118 Verificare e monitorare le funzioni vitali
86 Posizione di sicurezza
87 Iperestensione del capo
88 Glasgow Coma Scale (GCS)
Apertura occhi Spontanea Al richiamo 3 Al dolore 2 Nessuna 1 Sensorio Esegue gli ordini	6 Localizza lo stimolo 5 Flette allo stimolo	4 Flessione anomala	3 Estende, extraruota	2 Nessuna reazione	1 Eloquio Orientato	5 Confuso 4 Parole inappropriate	3 Suoni incomprensibili 2 Nessuna risposta	1 Range 3 – 15 Tra 9 e 13 trauma moderato Tra 3 e 8 trauma grave
89 CONVULSIONI
90 CONVULSIONI Contrazioni muscolari improvvise ed involontarie, provocate da un’alterazione dell’attività cerebrale; possono: interessare singoli gruppi di muscoli interessare tutto il corpo essere accompagnate da perdita di urine e feci
91 Cause: Epilessia Febbre alta nei bambini piccoli Infezioni virali
Emorragie cerebrali Intossicazioni (droga,alcool,..) Ipoglicemia (nel sogg diabetico)
92 Possono manifestarsi in tre fasi successive:
CONVULSIONI Possono manifestarsi in tre fasi successive: 1. improvvisa perdita di coscienza, caduta a terra, rigidità, talora apnea (durata circa 30”) 2. contrazioni violente e ritmiche, bava alla bocca, cianosi, perdita di feci e urine (durata da 1-2 sino a 5 minuti) 3. periodo d’incoscienza, stato confusionale, cefalea (durata da pochi minuti sino a minuti)
93 Cosa fare? proteggere il paziente da eventuali traumi accidentali
non cercare di immobilizzare con la forza se possibile porre il paziente in posizione laterale di sicurezza evitare che involontariamente di ferisca (lingua…) gestire l’eventuale rilascio degli sfinteri con una coperta valutare i parametri vitali e controllare il paziente in attesa del 118
94 SHOCK E’ una sindrome complessa e molto pericolosa; può iniziare con una lipotimia e una sincope Come riconoscerlo: il soggetto si presenta confuso o in uno stato di torpore, freddo, pallido con le estremità a chiazze respiro rapido e superficiale, polso frequente e difficile da palpare
95 Segni di shock Pallore e poi cianosi delle estremità
volto, labbra, naso, orecchie, mani, piedi cute delle estremità fredda al tatto respiro frequente e corto polso rapido e difficile da palpare abbassamento della pressione arteriosa alterazione della coscienza, fino al coma
96 Crisi allergica Reazione immunitaria, di entità molto variabile, che può insorgere dopo pochi secondi o minuti che seguono l’ingestione o il contatto con una sostanza verso il quale il soggetto è sensibilizzato
97 Cosa fare? posizionare il paziente disteso supino con gli arti sollevati ricoprirlo per evitare ipotermia non somministrare bevande Chiamare il 118
98 MALESSERE NEL DIABETICO
Va sempre sospettato un malessere in diabetico quando si manifestano: Agitazione o sonnolenza disturbi della coscienza coma SE POSSIBILE: - interrogare parenti o conoscenti - cercare documenti o medagliette su cui sia segnalata tale condizione
99 MALESSERE NEL DIABETICO
In un caso di malessere in soggetto diabetico accertato nel dubbio applicare la regola del glucosio per tutti! nel coma iperglicemico lo zucchero non peggiora di molto la situazione nel coma ipoglicemico il soggetto ne ha un immediato beneficio
100 FUNZIONE RESPIRATORIA
PROBLEMI ALLA FUNZIONE RESPIRATORIA
101 Asma Disturbo respiratorio causato da una aumentata responsività dell’albero tracheo-bronchiale a vari stimoli
102 ATTACCO ASMATICO Come riconoscerlo:
difficoltà prevalentemente espiratoria rumori espiratori, fischi, udibili anche da chi sta vicino al paziente tosse secca, sforzo dei muscoli respiratori del torace. Il paziente è agitato, tende a mantenere la posizione seduta
103 Cosa fare? chiamare il 118 rassicurare la persona
invitarla a respirare lentamente aiutarla ad assumere i farmaci che spesso ha con se porla in posizione seduta allentare abiti troppo stretti sul torace coprirla per mantenere il calore corporeo sorvegliarla e assisterla nell’attesa dei soccorsi chiamare il 118
104 La cardiopatia ischemica
107 IL DOLORE TORACICO Origine Apparato cardiovascolare Apparato digerente
Apparato respiratorio Apparato muscolo-scheletrico
108 LE CORONARIE Le coronarie sono le arterie del cuore
Nel sangue vi sono i globuli rossi che trasportano l’ossigeno che è la “benzina” per il buon funzionamento degli organi
109 ANGINA Insufficiente apporto di sangue ossigenato al cuore dovuto ad un restringimento/ostruzione dei vasi coronarici. Le coronarie restringendosi provocano una diminuizione dell’apporto di sangue e quindi di ossigeno al cuore (ISCHEMIA!)
110 INFARTO del MIOCARDIO E’una patologia che si realizza quando almeno una delle coronarie si ostruisce improvvisamente e completamente, e il miocardio non riceve più sangue per minuti o ore.
111 FATTORI DI RISCHIO
114 IL DOLORE CARDIACO Quando si deve sospettare che un dolore toracico possa avere origine cardiaca? può comparire sotto sforzo o in seguito ad una forte emozione dura minuti o più, non secondi non evocato dalla digitopressione si manifesta con un senso di costrizione/oppressione toracica
115 IL DOLORE TORACICO CARDIACO
Caratteristiche: sede del dolore: retrosternale, stomaco,interscapolare irradiazione: gola, mandibola,spalla sinistra,braccio sinistro,braccio destro,mano sinistra accompagnato da: sudorazione, nausea,vomito, dispenea, angoscia, agitazione, senso di morte imminente
116 ATTENZIONE: L’INFARTO PUO’ EVOLVERE
Cosa fare in attesa del 118 tranquillizzare il paziente impedire sforzi o movimenti adagiarlo in posizione semiseduta controllare polso e respiro chiedere se ha già manifestato in passato episodi analoghi e se assume farmaci per il cuore se sì, aiutarlo ad assumere i suoi farmaci abituali ATTENZIONE: L’INFARTO PUO’ EVOLVERE IN ARRESTO CARDIACO
117 Edema polmonare acuto Definizione
Accumulo di liquido sieroso proveniente dal sistema circolatorio negli alveoli polmonari
118 TRAUMATOLOGIA
119 TRAUMA Maggior causa di morte sotto i 40 anni Terza causa di morte
in tutti i gruppi di età
120 FERITE CUTANEE E MUCOSE
121 LE FERITE Lesioni della cute che possono interessare anche i muscoli e i vasi: abrasioni, escoriazioni ferita da taglio, a margini quasi rettilinei ferita da punta, di diametro piccolo, ma profonda ferita lacero- contusa: la cute ed i tessuti si rompono dando luogo a lesioni irregolari Possibili complicanze: emorragie, shock, infezioni, lesioni organi interni
122 FERITE CUTANEE-MUCOSE
Classificazione SUPERFICIALI: lesione che interessa solamente la barriera cutanea (epidermide e derma) o mucosa PROFONDE: la soluzione di continuità interessa anche i tessuti sottostanti (tessuto adiposo, fascia, tessuto muscolare) PENETRANTE: se mette in comunicazione l’esterno con la cavita’ toracica, addominale o cranica
123 indossare sempre guanti sterili!
FERITE SUPERFICIALI Trattamento Il trattamento di una ferita superficiale si basa sulle seguenti fasi: Esposizione Detersione Disinfezione Medicazione indossare sempre guanti sterili!
124 FERITE SUPERFICIALI Trattamento Esposizione: scoprire la ferita
Detersione: lavarla con acqua corrente usare il sapone per rimuovere impurità presenti Non rimuovere eventuali corpi penetranti
125 FERITE SUPERFICIALI Trattamento
3.Disinfezione: utilizzare soltanto soluzioni antisettiche N.B.non usare ovatta, alcol,polvere antibiotica
126 FERITE SUPERFICIALI Trattamento
4.Medicazione: coprire la ferita con garze sterili 5.Fasciare con bende per tenere a posto la medicazione.
127 Importante! Controllare la regolarità della vaccinazione antitetanica
FERITE SUPERFICIALI Trattamento Se continua il sanguinamento: - sollevare l’arto - aggiungere un’altra fasciatura - applicare ghiaccio Importante! Controllare la regolarità della vaccinazione antitetanica
128 FERITE PROFONDE Trattamento
Una ferita profonda può produrre una lesione arteriosa trattamento prioritario dell’emorragia!
129 FERITE PROFONDE Trattamento
Indossare i mezzi barriera Posizione antishock Non comprimere se vi sono corpi estranei conficcati Non rimuovere il corpo estraneo (pericolo emorragia) Tamponare l’emorragia, premendo con forza avvisare il 118
130 Gravità delle ferite In base a : estensione profondità
presenza di corpi estranei Sono sempre gravi e richiedono terapie ospedaliere le ferite: al viso agli orifizi naturali al torace all’addome ATTENZIONE: Porre sempre all’attenzione di un medico una ferita da taglio alle mani e/o ai piedi
131 EMORRAGIE
132 EMORRAGIE Classificazione
ARTERIOSE: il sangue zampilla lontano dalla ferita, sincrono con i battiti del cuore VENOSE: il sangue scorre lentamente con flusso costante
133 EMORRAGIE Classificazione ESTERNE INTERNE ESTERIORIZZATE ATTENZIONE!
La gravità di una emorragia dipende da quanto sangue si perde e per quanto tempo: più sangue si perde meno ossigeno arriva ai vari organi; può sopraggiungere lo shock.
134 EMORRAGIE ESTERNE Come intervenire
Pressione diretta sul punto di lesione Sollevamento (di un arto) Compressione a distanza Laccio emostatico
135 EMORRAGIE ESTERNE TECNICHE DI EMOSTASI
1) COMPRESSIONE DIRETTA: pressione locale con una garza per 3 minuti (tempo di coagulazione); aggiungere altre garze senza togliere mai quella sotto.
136 EMORRAGIE ESTERNE TECNICHE DI EMOSTASI
2. BENDAGGIO COMPRESSIVO: garza arrotolata e compressa con un bendaggio, senza fermare la circolazione arteriosa. 3. SOLLEVAMENTO DELL’ARTO: alzare l’arto oltre il livello del cuore, se non vi è evidenza di fratture.
137 EMORRAGIE ESTERNE 4) PUNTI DI COMPRESSIONE: comprimere selettivamente l’arteria a monte del punto di anguinamento
138 EMORRAGIE ESTERNE Punti di compressione ART. SUCCLAVIA ART. ASCELLARE
ART. BRACHIALE
139 EMORRAGIE ESTERNE Punti di compressione ART. FEMORALE ART. POPLITEA
ART. CAROTIDE
140 5. LACCIO EMOSTATICO: è da utilizzare solo come risorsa estrema quando le altre tecniche non funzionano o se vi è già un’amputazione parziale. Si devono usare le seguenti precauzioni:deve essere largo 5-7 cm, deve essere piatto ed elastico, si deve posizionare tra la ferita e il cuore annotando sempre l’ora di applicazione. 6. BRACCIALE DELLO SFIGMOMANOMETRO: come il laccio, durante emorragie gravi, si può controllare anche la pressione. 7. CRIOTERAPIA: applicare ghiaccio non direttamente sulla cute, non oltre i 20’ e abbinato con altre tecniche.
141 Se si utilizza il laccio emostatico
EMORRAGIE ESTERNE Se si utilizza il laccio emostatico Scrivere l’ora di applicazione sulla pelle del paziente in modo visibile Non rimuovere il laccio ma aspettare il personale sanitario coprire bene la vittima lasciare scoperto soltanto l’arto dove è stato applicato il laccio posizione antishock (se possibile)
142 EMORRAGIE INTERNE Avvengono all’interno di cavità chiuse
Sono difficilmente individuabili Vanno sospettate in seguito a traumi addominali, toracici, ecc. I primi segni possono essere quelli dello shock emorragico!
143 EMORRAGIE INTERNE Cosa fare
Chiamare il 118 Posizione antishock Non dare da bere anche se ha sete Coprire la vittima con una coperta
144 EMORRAGIE ESTERIORIZZATE
Definizione Emorragie a partenza da cavità (tubo digerente, vie respiratorie, vie urinarie, orecchio, naso) che si collegano con l’esterno.
145 EMORRAGIE ESTERIORIZZATE
Epistassi L’epistassi è la fuoriuscita di sangue dal naso Per tamponarla il paziente viene invitato: a sedersi con la testa piegata in avanti a stringere le narici tra pollice ed indice
146 EMORRAGIE ESTERIORIZZATE
Otorragia E’ la fuoriuscita di sangue dall’orecchio Non deve essere tamponata Il paziente deve essere posto in una posizione che consenta un più facile deflusso del sangue
147 Lo scheletro 208 ossa Ossa: lunghe piatte brevi
148 Contusioni Contusione: lesione delle parti cutanee e muscolari, dovuta alla pressione o all’urto di un corpo estraneo, senza la rottura della parete cutanea e con la formazione di ematomi.
149 applicazione di ghiaccio sulla zona interessata
Contusioni Si manifestano con: dolore vivo e costante gonfiore immediato ecchimosi o ematomi Cosa fare? applicazione di ghiaccio sulla zona interessata
150 DISTORSIONI Definizione
Lesione di un’articolazione in cui un capo articolare, per un movimento forzato, esce temporaneamente dalla propria sede, danneggiando la capsula ed / o i legamenti.
151 DISTORSIONI
152 DISTORSIONI Grado lieve o contusione
Dolore, punto doloroso alla palpazione, tumefazione locale Non instabilità clinica o radiologica Microfrattura fibre Grado medio o slaminamento Dolore, punto doloroso alla palpazione, tumefazione e/o ematoma locale Instabilità clinica e radiologica Stiramento/rottura parziale Grado elevato o rottura completa Dolore, importante tumefazione locale Instabilità grave Rottura completa
153 LUSSAZIONI Definizione
Lesione di un’articolazione in cui un capo articolare esce dalla sede naturale senza poterci rientrare, compromettendo non solo capsula e legamenti, ma a volte anche vasi e nervi. Un segno caratteristico è la deformazione anatomica. Le articolazioni più frequentemente colpite sono: Spalla Piccole articolazioni delle dita della mano
154 Lussazione della SPALLA
155 Compressione di vasi e nervi
Segni e sintomi: Dolore violento Deformità del profilo anatomico Impotenza funzionale completa Posizione antalgica ATTENZIONE !! Compressione di vasi e nervi
156 DISTORSIONI/LUSSAZIONI
Primo Soccorso Trattare ogni caso dubbio come una frattura Immobilizzare l’articolazione: evitando manovre di riduzione applicando del freddo Trasportare il soggetto in ospedale Non cercare di ridurre la lussazione
157 FRATTURE Definizione Lesione di un osso che determina una interruzione parziale o totale della sua continuità.
158 Le fratture Rottura di un osso causata da una forza tale che supera la resistenza dell’osso stesso Frattura composta, senza spostamento dei monconi Frattura scomposta, con spostamento dei monconi Frattura chiusa, l’osso non comunica con l’esterno Frattura aperta, i muscoli e la pelle sono lacerati e le ossa fratturate comunicano con l’esterno
159 ESEMPI DI FRATTURE
160 SEGNI E SINTOMI Gonfiore, dolore intenso nella zona di frattura Tumefazione (con echimosi ed ematoma) Incremento del dolore con il movimento Impotenza funzionanale (se completa) Deformazione della parte colpita (se scomposta) Esposizione dei monconi ossi, se frattura aperta Gli arti fratturati si presentano di solito accorciati e in posizione anomala rispetto all’asse del corpo Una lesione scheletrica è a rischio per la vita se associata ad una emorragia importante
161 FRATTURE Primo Soccorso VALUTAZIONE PRIMARIA VALUTAZIONE SECONDARIA
scena del soccorso e dinamica del trauma - le condizioni generali del traumatizzato VALUTAZIONE SECONDARIA scoprire la parte lesa, tagliando i vestiti con le forbici
162 Primo Soccorso (Fr. Chiuse)
FRATTURE Primo Soccorso (Fr. Chiuse) immobilizzare nella posizione in cui si trova la parte lesa sostenendola con strumenti di contenimento (bloccare l’articolazione a monte e avalle della frattura) applicare del ghiaccio non tentare manovre di riduzione: per il rischio di - lesioni vascolari e neurologiche - esposizione della ferita
163 Immobilizzazione senza stecche
FRATTURE Immobilizzazione senza stecche E’ possibile bloccare: una gamba steccandola con l’altra sana un braccio addossandolo al torace contenerlo nel triangolo di tela ancorato sulla spalla opposta, passante sotto il braccio opposto e pendente sul torace (bloccaggio ad armacollo)
164 Primo Soccorso (Fr. esposte)
FRATTURE Primo Soccorso (Fr. esposte) allertare il 118 controllare l’emorragia con una compressione a distanza coprire la ferita ed il moncone sporgente con medicazione sterile
165 TRAUMI CRANICI Qualsiasi situazione che produce danni alle varie componenti del cranio (scatola cranica, meningi, encefalo) è un trauma cranico. Le lesioni più gravi sono quelle a carico del cervello: spesso hanno un carattere evolutivo
166 TRAUMI CRANICI Lesioni esterne Contusioni FLC del cuoio capelluto
Fratture della scatola cranica (volta, base)
167 TRAUMI CRANICI Lesioni interne Commozione cerebrale
Contusione cerebrale Ematomi (subdurale, epidurale)
168 DANNO PRIMARIO DANNO SECONDARIO
TRAUMI CRANICI DANNO PRIMARIO E’ la lesione subita dal cervello nel momento stesso del trauma DANNO SECONDARIO E’ la lesione dovuta all’aumento della pressione nella scatola cranica
169 TRAUMI CRANICI Sintomi Cefalea intensa
Confusione mentale, sonnolenza, amnesia Vomito a getto Emorragia o fuoriuscita di liquido limpido dal naso o dalle orecchie Alterazioni dell’equilibrio e della motilità Asimmetria delle pupille, “occhi neri”
170 I traumi cranici L’evoluzione di un trauma cranico, anche modesto, può essere l’ arresto respiratorio per compressione dei centri bulbari
171 TRAUMI CRANICI Trattamento
Contattare il 118 e stabilire con l’operatore della centrale l’opportunità di un trasporto in ospedale Sospettare sempre una possibile lesione della colonna La vittima va sorvegliata per almeno 24 ore (attenzione al periodo lucido)
172 TRAUMI CRANICI Trattamento Posizione distesa, proteggere il collo
Valutare e, se necessario, sostenere le funzioni vitali (ABC) Medicare eventuali FLC Coprire la vittima con una coperta NO posizione anti-shock NON rimuovere ev. corpi penetranti
173 TRAUMI SPINALI Strutture bersaglio Colonna vertebrale Midollo spinale
Danni Fratture Lussazioni Distorsioni Lesioni dei dischi intervertebrali Lesioni midollari con deficit della sensibilità o/e dei movimenti
174 TRAUMI SPINALI Quando sospettarlo trauma cranico
sollecitazioni violente del collo incidenti stradali precipitazioni annegamento
175 TRAUMI SPINALI Segni Dolore alla schiena
Alterazioni della sensibilità: - formicolii, intorpidimento degli arti - riduzione sino all’anestesia Paralisi dei movimenti Perdita involontaria di feci e/o urine Difficoltà respiratoria Shock neurogeno
176 TRAUMI SPINALI Cosa fare Se cosciente:
Proteggere il collo (posizione neutra, collare cervicale) Invitare la vittima a rimanere ferma Coprire la vittima con una coperta
177 TRAUMI SPINALI Cosa fare Se incosciente:
Valutare e sostenere le funzioni vitali (ABC) Iperestendere il capo solo se non vi sono segni di circolo (movimento, respiro, colore cadaverico…)
178 TRAUMI SPINALI Attenzione: Se è caduto da un’altezza superiore ai 4 metri o ha riportato trauma cranico e/o facciale, l’assenza di dolore non esclude che vi possa essere una lesione della colonna. Attenzione: il 40% dei traumatizzati vertebro-midollari con deficit neurologici concomitanti hanno un danno che si verifica in fase di trattamento preospedaliero e in Pronto Soccorso
179 TRAUMI SPINALI Cosa NON fare
NON flettere, estendere, ruotare la schiena (per farlo bere, vomitare, rialzare) NON spostare la vittima dalla scena dell’infortunio se non è strettamente necessario
180 PER TRAUMA E PUO’ ESSERE
LESIONI TORACICHE RAPPRESENTA IL 25 % DELLE CAUSE DI MORTE PER TRAUMA E PUO’ ESSERE UNA LESIONE EVOLUTIVA
181 LESIONI TORACICHE Classificazione Fratture costali semplici
Fratture costali con lembo toracico (“volet costale”) Pneumotorace Schiacciamento toracico
182 LESIONI TORACICHE Clinica Dispnea Dolore che aumenta con il respiro
Alterata espansione toracica movimenti paradossi della parete: rientramento di una parte del costato in ispirazione (volet costale) Ferita soffiante Cianosi volto-collo-spalle Gonfiore vene del collo GRAVE PNEUMOTORACE!
183 LESIONI TORACICHE Cosa fare Posizione semi-seduta
Ispezionare il torace (forma, movimento, frequenza respiratoria,lesioni) Chiamare il 118 se si osservano segni di trauma grave
184 FARE MEDICAZIONE SEMI - OCCLUSIVA
FERITA PENETRANTE IL TORACE FARE MEDICAZIONE SEMI - OCCLUSIVA ( CHIUSURA SU TRE LATI ) Torace
185 LESIONI ADDOMINALI Classificazione
LESIONI CHIUSE: dovute a traumi contusivi; possono provocare rotture di organi addominali e/o vasi sanguigni con emorragie interne. LESIONI APERTE: ferite penetranti prodotte da oggetti taglienti o perforanti in cui l’agente lesivo attraversa l’addome da parte a parte (es. colpi d’arma da fuoco)
186 LESIONI ADDOMINALI Nell’addome sono localizzati organi riccamente vascolarizzati e “fragili” come fegato,milza,reni… SOSPETTARE SEMPRE UN’EMORRAGIA INTERNA ATTENZIONE ALLO SHOCK IPOVOLEMICO !!!
187 LESIONI ADDOMINALI Clinica dolore addominale contrattura muscolare
nausea, vomito con emissione di sangue segni di shock emorragico (pallore, sudorazione, tachicardia, alterazione dello stato di coscienza) segni locali: ecchimosi Ferite lacero-contuse, Esposizione dei visceri
188 Il trauma addominale come il trauma toracico è una patologia evolutiva
LESIONI ADDOMINALI Il trauma addominale come il trauma toracico è una patologia evolutiva OSSERVARE E MONITORARE I PARAMETRI VITALI + protezione termica
189 Trattamento delle ferite chiuse
LESIONI ADDOMINALI Trattamento delle ferite chiuse allertare il 118 Posizione semi-seduta a gambe piegate per rilassare la parete addominale non dare da bere trattare, se insorge, lo shock
190 Trattamento delle ferite aperte
LESIONI ADDOMINALI Trattamento delle ferite aperte NON toccare i visceri Coprire con garze sterili Medicazione occlusiva
191 Non togliere l’oggetto Immobilizzarlo con garze sterili e cerotti
LESIONI ADDOMINALI Oggetti penetranti Non togliere l’oggetto Immobilizzarlo con garze sterili e cerotti
192 Distacco completo o parziale (SUB-AMPUTAZIONE) di un segmento corporeo
AMPUTAZIONI Definizione Distacco completo o parziale (SUB-AMPUTAZIONE) di un segmento corporeo
193 AMPUTAZIONI Cosa fare chiamare il 118
arrestare l’emorragia con compressione o laccio Posizione anti-shock medicare il moncone di amputazione (lavaggio con sol fisiologica e copertura con garze sterili) recuperare la parte amputata dopo aver trattato l’infortunato
194 AMPUTAZIONI Recupero del segmento Lavaggio con sol. Fisiologica
Copertura con garze sterili trasporto in ospedale in un contenitore refrigerato: imbustando il pezzo in un involucro di plastica evitando il suo contatto diretto con il ghiaccio
195 USTIONI
196 Cause delle ustioni Fonti Tipi di danno Agenti
Raggi X e gamma, energia nucleare; raggi ultravioletti della luce solare Corrente alternata e continua, fulmini Numerosi acidi, basi ed altre sostanze caustiche Fiamme, fonti di luce intensa (es.luce solare), vapori, liquidi bollenti, oggetti solidi arroventati Fonti ustione nucleare elettrico causticazione chimico termico Tipi di danno Agenti
197 Criteri di valutazione
USTIONI Criteri di valutazione 1) la profondità 2) l’ estensione 3) altri fattori di criticità (fonte, aree critiche, età, malattie preesistenti)
198 1) Valutazione della profondità
1° GRADO 2° GRADO 3° GRADO
199 Ustioni di 1° grado L’ustione di 1° grado ha come caratteristiche:
l’eritema l’edema
200 Ustioni di 2° grado La caratteristica dell’ustione di 2° grado è - oltre all’eritema e all’edema - la presenza di flittene (bolle)
201 Ustioni di 3° grado Le caratteristiche dell’ustione di 3° grado sono:
il colorito bianco avorio o brunastro delle lesioni la consistenza molliccia o dura dello spessore sottostante la perdita locale della sensibilità dolorosa
202 VALUTAZIONE DELL’ESTENSIONE: “La regola del 9”
Capo e collo % Tronco (ant.) % Tronco (post.) 18% Arto superiore 9% Arto inferiore % Area genitale %
203 Ustioni gravi Pericolo di: infezioni shock disidratazione
le ustioni che interessano il tratto respiratorio, i tessuti molli e le ossa le ustioni di 2° e 3° al viso, inguine, mani, piedi e articolazioni principali le ustioni in persone di età > 60 anni ed < a 8 anni Pericolo di: infezioni shock disidratazione
204 Cosa fare? 1) autoprotezione 2) allontanare la vittima dalla fonte
ustionante 3) valutare A ( ricerca inalazione di fumi ) B e C 4) raffreddare l’ustione con acqua corrente per qualche minuto 5) valutare eventuali traumi associati
205 Cosa fare? 6) rimuovere vestiti in caso di ustioni con liquidi
7) togliere oggetti metallici in caso di ustione da fuoco 8) coprire la lesione con telini sterili asciutti 9) protezione termica 10) monitorare i segni vitali
206 PRIMO SOCCORSO delle ustioni termiche gravi
Far sdraiare la vittima evitando il contatto con il suolo della parte ustionata (posizione anti-shock) Chiamare i soccorsi
207 Cosa non fare… NON applicare mai alcun unguento, spray o grasso sulle lesioni NON bucare le flittene NON applicare ghiaccio: lo sbalzo termico aggrava la lesione NON somministrare alimenti e bevande
208 CAUSTICAZIONI Agenti acidi e basi forti solventi organici magnesio
209 CAUSTICAZIONI Cosa fare
Verificare la sicurezza della scena e chiamare i soccorsi specializzati allontanare immediatamente il paziente portandolo in luogo aerato rimuovere gli abiti contaminati (NON danneggiare la pelle!) lavare abbondantemente con acqua la zona di cute contaminata Rimuovere a secco con una spazzola la SODA CAUSTICA coprire le zone di cute scoperta con garze sterili o teli puliti monitorare ed eventualmente sostenere le funzioni vitali della vittima
210 INCENDIO / FUMO
211 INCENDIO / FUMO Patologia da incendio ustioni fumi tossici traumi
vittima la vittima di un incendio può essere intossicata senza essere ustionata, al contrario ustioni gravi sono sempre concomitanti con una intossicazione da fumo USTIONATO=INTOSSICATO Principali cause di morte per contatto con le fiamme: Temperature troppo elevate: 32.4% Deficit di O2, CO + altri gas tossici e fumi: 57.6% Panico e effetti meccanici: 10% 1 vittima ogni 2 intossicati
212 INALAZIONI DA FUMO Incendi di dimensioni limitate possono generare
grandi quantità di fumo. Il fumo impedisce la visibilità e rende difficoltosa la respirazione. I fumi possono danneggiare le vie aeree a tre livelli: - glottide: infiammazione ed edema con conseguente grave compromissione respiratoria - trachea e bronchi:corrosione della mucosa, deposizione di fuliggine; la sintomatologia può insorgere anche dopo 48 h - polmoni: edema polmonare acuto COME VALUTARE L’INTOSSICAZIONE DA FUMO - circostanza - irritazione di occhi e gola - fuliggine: presenza nelle secrezioni - ustioni: colorazione nerastra intorno alle labbra, al naso e alla bocca - disfonia (voce rauca) - disturbi respiratori: sensazione di soffocamento, dispnea, polipnea, sibili e rantoli - stato di coscienza: alterazioni anche transitorie o stato confusionale
213 Cosa fare? Sposta rapidamente il paziente in un’area non contaminata, cercando di mantenere l’allineamento del rachide durante lo spostamento Garantisci la pervietà delle vie aeree Chiama il 118
214 LESIONI da ELETTRICITA’
215 CARATTERISTICHE EPIDEMIOLOGICHE
eventi relativamente rari, ma con conseguenze spesso gravi colpiscono tutte le età Il rischio è ubiquitario (lavoro, ambiente domestico, fattori metereologici)
216 a) resistenza del corpo umano b) fattori fisici della corrente
VARIABILI che CONDIZIONANO gli EFFETTI FISIOPATOLOGICI della CORRENTE ELETTRICA Gli effetti fisiopatologici sull’organismo vivente sono in relazione a: a) resistenza del corpo umano b) fattori fisici della corrente
217 LA ELETTROCUZIONE Scarica accidentale di una corrente elettrica sia naturale che artificiale attraverso l’organismo umano. Può provocare effetti nocivi e/o letali sull’organismo a seconda della quantità di elettricità che attraversa l’organismo. L’alta tensione “respinge”, il contatto avviene per breve tempo,determinano ustioni di 3° grado difficili da curare e tensioni superiori a 1000 volts possono sbalzare il paziente lontano determinando traumi della colonna e fratture Le basse tensioni invece provocano crampi alle mani, che impediscono il distacco dalla fonte della scarica, ed alla gola, che non consentono di chiamare soccorso.
218 Passaggio della corrente da un braccio all’altro
Il passaggio della corrente da un braccio all’altro è uno dei percorsi più pericolosi
219 MORTE EFFETTI della CORRENTE ELETTRICA Tetania muscoli resp.
Fibrillazione ventricolare Inibizione centri bulb. Arresto respiratorio Arresto cardiaco Arresto resp. + card. MORTE
220 LA FOLGORAZIONE Gli effetti variano a secondo che si tratti di corrente continua o alternata. A parità di tensione (volt) la c.a. è 4-5 volte più pericolosa della c.c. Anche per intensità di c.a. relativamente deboli, si può avere una fibrillazione ventricolare se la c.a. attraversa il torace. Per tensioni >5000 volt la scarica può avvenire senza contatto, a distanza di 5-20 cm dal conduttore
221 Cosa fare? Non intervenire senza certezza che la corrente sia interrotta!!! Se non è possibile, staccare la vittima dal conduttore: - isolandosi adeguatamente - senza toccare direttamente la vittima
222 Cosa fare? Mettere la vittima in posizione laterale di sicurezza se è incosciente Ventilazione/massaggio cardiaco in caso di arresto cardiorespiratorio Coprire le ustioni con garze sterili e fasciarle CHIAMARE IL 118!
223 IPERTERMIE IPOTERMIE
224 LESIONI DA CALORE 1)COLPO DI SOLE 2)COLPO DI CALORE 3)USTIONI
225 COLPO DI SOLE È causato dall’ esposizione diretta dell’organismo al sole, con conseguente vasodilatazione dei vasi cerebrali
226 COLPO DI SOLE Sintomatologia Febbre (41° - 42°)
Intensa cefalea pulsante, vertigini, lipotimia Cute arrossata, secca, calda Fastidio provocato dalla luce Crampi muscolari Nausea Vomito Allucinazioni Rigidita’ nucale
227 COLPO DI SOLE Cosa fare Condurre la vittima in ambiente fresco, ventilato e poco illumintato Liberarlo da abiti stretti, cinture, reggiseno… Distenderlo a terra. Ghiaccio sulla testa e sul torace Sdraiarla (posizioni anti-shcok) e se è cosciente, dargli da bere lentamente acqua non dare da bere alcolici In caso di compromissione o perdita di coscienza chiamare il 118 Controllare e,se necessario, sostenere le funzioni vitali
228 COLPO DI CALORE Per la permanenza in ambienti eccessivamente caldi si produce un’eccessiva sudorazione che può dare un collasso ipotensivo Può anche essere l’evoluzione del colpo di sole!
229 COLPO DI CALORE E’ una condizione di ipertermia per cui si ha un aumento della temperatura corporea centrale oltre i 41°C Se non trattata tempestivamente è sempre mortale!
230 COLPO DI CALORE Sintomatologia: Febbre Cefalea
Inizialmente sudorazione profusa con disidratazione e sete intensa, successivamente cute secca ed arrossata Pallore Vertigini Possibile perdita di coscienza
231 COLPO DI CALORE Cosa fare Togliere gli indumenti
Spostare il paziente in un luogo fresco e raffreddare il corpo irrorandolo con acqua fresca Borsa del ghiaccio sulla testa In caso di compromissione o perdita di coscienza chiamare il 118 Controllare e,se necessario, sostenere le funzioni vitali
232 LESIONI DA FREDDO 1) CONGELAMENTO 2) IPOTERMIA/ASSIDERAMENTO
233 CONGELAMENTO Definizione
È una lesione simile a quella delle ustioni, generalmente localizzata alle estremità del corpo, causata da esposizione diretta dell’organismo al freddo (atmosferico o artificiale).
234 CONGELAMENTO Cosa fare chiamare i soccorsi
invitare il paziente a muovere l’arto colpito metterlo in posizione sdraiata rimuovere abiti e calzature troppo strette o bagnate coprire la parte con coperte e/o abiti asciutti (senza stringere) tenere la vittima in un ambiente caldo
235 CONGELAMENTO Cosa NON fare applicare sulla parte fonti di calore
somministrare alcolici rompere le bolle frizionare la parte con la neve
236 IPOTERMIA Definizione
Condizione in cui l’esposizione dell’organismo a basse temperature determina un crollo della temperatura corporea sotto i °C. Fattori aggravanti: vento, immersione in acqua, immobilità.
237 Valutazione della gravità
IPOTERMIA Valutazione della gravità Ipotermia lieve: brividi, intorpidimento o sonnolenza Ipotermia grave: rallentamento della respirazione e del battito cardiaco, con deficit visivo, incoordinazione motoria, sonnolenza Ipotermia molto grave: perdita di coscienza, possibile arresto cardiaco e respiratorio
238 IPOTERMIA Cosa Fare? chiamare i soccorsi
condurre la vittima in un ambiente caldo e asciutto o,comunque,al riparo dal freddo posizione anti-shock togliere gli abiti bagnati e coprirla con coperte e abiti asciutti non riscaldare troppo velocemente il paziente; iniziare riscaldando le parti “centrali” del corpo non dare da bere alcolici, ma bevande calde e zuccherate
239 Trattamento delle forme gravi
IPOTERMIA Trattamento delle forme gravi in caso di arresto cardiaco e respiratorio, avviare le manovre di RCP Sono pazienti fortemente bradicardici: rilevare con cura il respiro ed il battito cardiaco Non praticare massaggio cardiaco anche in presenza di grave bradicardia
240 LESIONI DA CHIMICI
241 LESIONI DA CHIMICI Modalità di danno
Causticazioni Contatto con cute/mucose/occhi Inalazione Ingestione Intossicazioni
242 INTOSSICAZIONI L’ intossicazione può essere : Accidentale Intenzionale
E’ una condizione indotta dall’assorbimento di sostanze in grado di compromettere più o meno gravemente la funzionalità dell’organismo. L’ intossicazione può essere : Accidentale Intenzionale
243 INTOSSICAZIONI Le sostanze tossiche possono penetrare nell’organismo attraverso varie vie: per ingestione per inalazione per contatto con la cute e le mucose
244 INTOSSICAZIONI Segni Variano notevolmente in base: al tipo di sostanza
alla via di penetrazione del tossico nell’organismo Generalmente i quadri clinici peggiorano in un tempo molto breve dall’avvelenamento
245 Segni e Sintomi comuni nelle intossicazioni x ingestione:
Stanchezza improvvisa, malessere generale Nausea, Vomito Crampi addominali, bruciore gastrico Alterazioni dello stato di coscienza fino al coma
246 Segni e Sintomi comuni nelle intossicazioni x inalazione:
Stanchezza improvvisa, malessere generale Cefalea, Vertigini, Nausea Rinorrea, lacrimazione, bruciore agli occhi Tosse, difficoltà respiratoria Alterazioni dello stato di coscienza fino al coma
247 INTOSSICAZIONI Cosa fare
consultare sempre le SCHEDE TECNICHE E DI SICUREZZA dei prodotti utilizzati il primo soccorso varia - da sostanza a sostanza - in base alla via di penetrazione
248 INTOSSICAZIONI Cosa fare
Controllare le funzioni vitali e, se sono alterate, sostenerle individuare l’agente intossicante mettersi in contatto con un centro antiveleni avviare la rimozione delle sostanze tossiche
249 Incidente da ingestione Trattamento
Controllare le funzioni vitali e, se necessario, sostenerle raccogliere informazioni sul prodotto ingerito chiamare immediatamente il Centro Antiveleni porre l’infortunato in posizione favorente l’emissione del tossico con il vomito
250 Incidente da inalazione Trattamento
Allontanare il paziente dal pericolo portandolo in luogo aerato chiamare immediatamente il Centro Antiveleni garantire la pervietà delle vie aeree rimuovere gli abiti contaminati
251 Incidente da contatto Trattamento
Allontanare il paziente dal pericolo portandolo in luogo aerato chiamare immediatamente il Centro Antiveleni rimuovere gli abiti contaminati (NON danneggiare la pelle!) lavare abbondantemente con acqua la zona di cute contaminata
252 Centri antiveleni in Italia
Sono servizi di informazione tossicologica funzionanti 24 ore su 24 Nel nostro Paese non sono istituzionalizzati Ospedale Niguarda Milano: Ospedali Riuniti Bergamo:
253 LESIONI OCULARI
254 L’occhio
255 LESIONI OCULARI 1.Causticazioni di cornea e congiuntiva
Sciacquare immediatamente l’occhi - irrorare a lungo l’occhio con getti a bassa pressione, fare un lavaggio continuo dall’angolo mediale ( nasale ) e continuare il lavaggio fino all’arrivo in ospedale - se necessario tenere bene aperte le palpebre utilizzando due dita - utilizzare sol. fisiologica, liquido per lenti a contatto, acqua corrente chiamare il 118
256 2.Abrasioni, erosioni, ulcere corneali
LESIONI OCULARI 2.Abrasioni, erosioni, ulcere corneali Rimuovere eventuali corpi estranei superficiali con lavaggio proteggere l’occhio leso con una garza sterile NON comprimere NON somministrare pomate o colliri chiamare il 118 per il trattamento in ambiente specialistico
257 LESIONI OCULARI 3.Ferite perforanti
Diversa gravità a seconda di sede, estensione, tipo (es. da taglio, scoppio,..) Elevato rischio di infezioni Richiedono una rapida ospedalizzazione
258 4.Corpi penetranti corneali e endobulbari
LESIONI OCULARI 4.Corpi penetranti corneali e endobulbari NON rimuovere! Proteggere l’occhio leso con una garza sterile o un bicchiere NON comprimere Bendare l’altro occhio chiamare il 118
259 LESIONI OCULARI Cosa fare? Ferite perforanti
NON rimuovere eventuali corpi estranei, lavare o somministrare pomate o colliri proteggere l’occhio leso con una garza sterile senza comprimere Bendare l’altro occhio Posizione semi-sdraiata chiamare il 118
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References: ARTICOLO 45
 art. 1
 art. 45
 Articolo 18
 Articolo 43
 Art. 34

Art. 30
 art. 33
 Art. 451

Art. 55
 articolo 54

Art. 348
 Art.32