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Il Ministro dell Università e della Ricerca - PDF
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Placido Fedele
1 VISTO l'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 e successive modificazioni; VISTO l'articolo 11, commi 1 e 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341; VISTI gli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25; VISTO l articolo 1-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n.7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n.43 ; VISTA la legge 19 ottobre 1999, n. 370 ed in particolare l'articolo 6, comma 6; VISTO il decreto Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270; VISTI il decreto del Ministro dell università e della ricerca scientifica e tecnologica 23 dicembre 1999 concernente la rideterminazione dei settori scientifico-disciplinari, e successiva rettifica, nonché il decreto del Ministro dell università e della ricerca scientifica e tecnologica 4 ottobre 2000 concernente la rideterminazione e l aggiornamento dei settori scientifico-disciplinari e la definizione delle relative declaratorie, ed il DM 18 marzo 2005; VISTA la Dichiarazione di Bologna del 19 giugno 1999 e i Comunicati di Praga del 19 maggio 2001, di Berlino del 19 settembre 2003 e di Bergen del 20 maggio 2005, relativi all armonizzazione dei sistemi dell Istruzione Superiore dei paesi dell area europea; VISTO il decreto Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 30 aprile 2004, prot.9/2004 relativo all anagrafe degli studenti ed al diploma supplement; VISTO il decreto Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 27 gennaio 2005, n. 15 e successive modificazioni, relativo alla banca dati offerta formativa e verifica del possesso dei requisiti minimi; VISTO il decreto Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 11 ottobre 2004 e successive modifiche, con il quale sono stati costituiti i tavoli tecnici al fine di rideterminare le classi dei corsi di studio ai sensi del D.M. 270/2004, composti dai presidenti delle Conferenze dei presidi delle facoltà interessate e dai presidenti degli Ordini professionali interessati; PRESO ATTO, in particolare, di quanto il Comunicato di Bergen prevede circa gli schemi di riferimento per i titoli e circa la specificazione degli obiettivi didattici in termini di risultati di apprendimento attesi;
2 SENTITA la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) per quanto riguarda il termine di cui all art.13, comma 2 del DM 270/2004 e vista la mozione della stessa del 7 marzo 2006; VISTI i pareri del Consiglio universitario nazionale (CUN), resi nelle adunanze del 14/15 e del 20/21/22 dicembre 2005 e nell adunanza dell 11 gennaio 2006; VISTI i pareri del Consiglio nazionale degli studenti universitari (CNSU), dell 1/2 settembre 2005 e del 3 febbraio 2006; ACQUISITI i pareri della VII Commissione permanente del Senato della Repubblica e della VII Commissione permanente della Camera dei deputati, resi rispettivamente il 21 febbraio 2006 ed il 1 marzo 2006; CONSIDERATO che tra le classi dei corsi di laurea magistrale, di cui all allegato, sono ricompresi i corsi di laurea magistrale in farmacia e farmacia industriale (classe LM-13), in medicina e chirurgia (classe LM-41), in medicina veterinaria (classe LM-42), in odontoiatria e protesi dentaria (classe LM-46), regolati da direttive dell'unione Europea, che non prevedono per tali corsi titoli universitari di primo livello; RITENUTA altresì l opportunità di confermare per la classe LM-4 Architettura e Ingegneria edile-architettura ai sensi dell articolo 6, comma 3 del D.M. 270/2004 la possibilità per le università di attivare il corso di studio di Architettura e Ingegneria edilearchitettura, regolato da normative dell Unione Europea, sulla base di un percorso formativo a ciclo unico di durata quinquennale; RILEVATO che il decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 16 marzo 2006 concernente la determinazione delle classi di laurea magistrale è stato restituito con osservazioni dalla Corte dei Conti con nota del 5 maggio 2006, prot. n. 106/94 e che lo stesso è stato ritirato dal Ministro dell università e della ricerca con nota Gab. del 22 maggio 2006; RITENUTO opportuno procedere ad alcune modifiche ed integrazioni al testo del decreto stesso; SENTITA la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) per quanto riguarda il termine di cui all art.13, comma 2 del D.M. 270/2004; VISTO il parere del Consiglio universitario nazionale (CUN), reso nell adunanza del 4 e 5 ottobre 2006; VISTO il parere del Consiglio nazionale degli studenti universitari (CNSU), dell 8 novembre 2006;
3 ACQUISITI i pareri della VII Commissione permanente del Senato della Repubblica e della VII Commissione permanente della Camera dei deputati, resi rispettivamente il 17 gennaio 2007 ed il 18 gennaio 2007; DECRETA Art Il presente decreto definisce, ai sensi dell'articolo 4 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, le classi dei corsi di laurea magistrale individuate nell allegato, che ne costituisce parte integrante, e si applica a tutte le università statali e non statali, ivi comprese le università telematiche. 2. Le università, nell osservanza dell articolo 9 del predetto decreto ministeriale, procedono all'istituzione dei corsi di laurea magistrale individuando, in sede di ordinamento didattico, le classi di appartenenza. Non possono essere istituiti due diversi corsi di laurea magistrale afferenti alla medesima classe qualora le attività formative dei rispettivi ordinamenti didattici non si differenzino per almeno 30 crediti. 3. Qualora l ordinamento didattico di un corso di laurea magistrale soddisfi i requisiti di due classi differenti, l università può istituire il corso di laurea magistrale come appartenente ad ambedue le classi, fermo restando che ciascuno studente indica al momento dell immatricolazione la classe entro cui intende conseguire il titolo di studio. Lo studente può comunque modificare la sua scelta, purché questa diventi definitiva al momento dell iscrizione al secondo anno. 4. I regolamenti didattici di ateneo, disciplinanti gli ordinamenti didattici dei corsi di studio di cui al comma 1, sono redatti in conformità alle disposizioni di cui all art. 11 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 e del presente decreto. 5. In attuazione del comma 4 le università modificano i vigenti regolamenti didattici di ateneo a decorrere dall anno accademico 2008/2009 ed entro l anno accademico 2009/2010. A decorrere dall anno accademico 2010/2011 le classi di laurea specialistica di cui al decreto ministeriale 28 novembre 2000 (G.U. n. 17 del 23 gennaio 2001) sono soppresse, fatto salvo quanto previsto nell articolo Le modifiche sono approvate dalle università in tempo utile per assicurare l avvio dei corsi di laurea magistrale con i nuovi ordinamenti all inizio di ciascun anno accademico.
4 7. Le modifiche possono riguardare anche singoli corsi di laurea magistrale ma devono comunque prevedere l adeguamento contemporaneo di tutti i corsi di laurea magistrale attivati nella medesima classe. 8. L attivazione di corsi di laurea magistrale afferenti alle classi di cui al presente decreto deve prevedere la contestuale disattivazione da parte dell ateneo dei paralleli corsi di laurea specialistica afferenti alle classi di cui al decreto ministeriale 28 novembre Le Università di norma attivano corsi di studio con i nuovi ordinamenti di cui al presente decreto, mediante apposite deliberazioni, ai sensi dell art. 9, comma 2, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004 n. 270, tenendo conto delle esigenze che insegnamenti corrispondenti ad almeno 60 crediti siano tenuti da professori o ricercatori inquadrati nei relativi settori scientifico-disciplinari e di ruolo presso l ateneo, ovvero in ruolo presso altri atenei sulla base di specifiche convenzioni tra gli atenei interessati. Nessun professore o ricercatore di ruolo può essere conteggiato in totale più di due volte per insegnamenti comunque tenuti in corsi di laurea o in corsi di laurea magistrale, sia nel proprio che in altri atenei. Art I regolamenti didattici di ateneo disciplinano le modalità attraverso le quali un corso di laurea magistrale può essere realizzato con il concorso di più facoltà della stessa università o di più università. Art Per ogni corso di laurea magistrale i regolamenti didattici di ateneo determinano un numero intero di crediti assegnati a ciascuna attività formativa, specificando quali di essi contribuiscono al rispetto delle condizioni previste negli allegati al presente decreto. A tale scopo, limitatamente alle attività formative previste nell articolo 10, comma 4, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, sono indicati il settore o i settori scientifico-disciplinari di riferimento e il relativo ambito disciplinare. 2. I regolamenti didattici di ateneo stabiliscono il numero di crediti da assegnare ai settori scientifico-disciplinari ricompresi in ambiti disciplinari per i quali il numero stesso non sia specificato nell'allegato. 3. Limitatamente alle attività formative caratterizzanti, qualora negli allegati siano indicati più di tre ambiti disciplinari per ciascuno dei quali non sia stato specificato il numero minimo dei relativi crediti, i regolamenti didattici di ateneo individuano per ciascun corso
5 di studio i settori scientifico-disciplinari afferenti ad almeno tre ambiti, funzionali alla specificità del corso stesso, ai quali riservare un numero adeguato di crediti. 4. Gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea devono assicurare agli studenti una solida preparazione sia nelle discipline di base, ove previste, che in quelle caratterizzanti, garantendo loro la possibilità di un approfondimento critico degli argomenti anche evitando la dispersione del loro impegno su un numero eccessivo di discipline, di insegnamenti o dei relativi moduli. Devono altresì assicurare agli studenti la possibilità di svolgere tutte le attività formative di cui all articolo 10, comma 5, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, fissando, per quelle previste alle lettere a) e b), un numero minimo totale di crediti rispettivamente pari a 8 e a Per quanto riguarda le attività formative autonomamente scelte dallo studente, ai sensi dell articolo 10, comma 5, lett. a) del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, i regolamenti didattici di ateneo assicurano la libertà di scelta tra tutti gli insegnamenti attivati nell ateneo, consentendo anche l acquisizione di ulteriori crediti formativi nelle discipline di base, ove previste, e caratterizzanti. 6. I regolamenti didattici di ateneo determinano i casi in cui la tesi di laurea magistrale è redatta in lingua straniera. 7. Nel definire gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea magistrale, le università specificano gli obiettivi formativi in termini di risultati di apprendimento attesi, con riferimento al sistema di descrittori adottato in sede europea e individuano gli sbocchi professionali anche con riferimento alle attività classificate dall ISTAT. 8. Relativamente al trasferimento degli studenti da un corso di laurea magistrale ad un altro, ovvero da un università ad un altra, i regolamenti didattici assicurano il riconoscimento del maggior numero possibile dei crediti già maturati dallo studente, secondo criteri e modalità previsti dal regolamento didattico del corso di laurea magistrale di destinazione, anche ricorrendo eventualmente a colloqui per la verifica delle conoscenze effettivamente possedute. Il mancato riconoscimento di crediti deve essere adeguatamente motivato. 9. Esclusivamente nel caso in cui il trasferimento dello studente sia effettuato tra corsi di laurea magistrale appartenenti alla medesima classe, la quota di crediti relativi al medesimo settore scientifico-disciplinare direttamente riconosciuti allo studente non può essere inferiore al 50% di quelli già maturati. Nel caso in cui il corso di provenienza sia svolto in modalità a distanza, la quota minima del 50% è riconosciuta solo se il corso di provenienza risulta accreditato ai sensi del regolamento ministeriale di cui all articolo 2,
6 comma 148, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n Art Le competenti strutture didattiche determinano, con il regolamento didattico del corso di laurea magistrale, l'elenco degli insegnamenti e delle altre attività formative di cui all'articolo 12, comma 2, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n.270, secondo criteri di stretta funzionalità con gli obiettivi formativi specifici del corso. 2. Le università garantiscono l attribuzione a ciascun insegnamento attivato di un congruo numero intero di crediti formativi, evitando la parcellizzazione delle attività formative. In ciascun corso di laurea magistrale, fatti salvi quelli regolati da normative dell Unione Europea, non possono comunque essere previsti in totale più 12 esami o valutazioni finali di profitto, anche favorendo prove di esame integrate per più insegnamenti o moduli coordinati. In tal caso i docenti titolari degli insegnamenti o moduli coordinati partecipano alla valutazione collegiale complessiva del profitto dello studente con modalità previste nei regolamenti didattici di ateneo ai sensi dell articolo 11, comma 7, lettera d), e dell articolo 12, comma 2, lettera d), del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n Nei corsi di laurea magistrale a ciclo unico, di durata normale di 5 o 6 anni, il numero massimo di esami è fissato rispettivamente in 30 e Gli Atenei possono riconoscere, secondo quanto previsto dall'articolo 5, comma 7 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, le conoscenze e le abilità professionali certificate individualmente ai sensi della normativa vigente in materia, nonché le altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello postsecondario alla cui progettazione e realizzazione l'università abbia concorso. Il numero massimo di crediti formativi universitari riconoscibili è fissato per ogni corso di laurea magistrale nel proprio ordinamento didattico e non può comunque essere superiore a 40. Le attività già riconosciute ai fini della attribuzione di crediti formativi universitari nell ambito di corsi di laurea non possono essere nuovamente riconosciute come crediti formativi nell ambito di corsi di laurea magistrale.
7 Art Ciascun credito formativo universitario dei corsi di laurea magistrale corrisponde a 25 ore di impegno medio per studente. 2. I regolamenti didattici di ateneo determinano altresì per ciascun corso di laurea magistrale la quota dell impegno orario complessivo che deve rimanere riservata a disposizione dello studente per lo studio personale o per altre attività formative di tipo individuale. Tale quota non può comunque essere inferiore al 50%, dell impegno orario complessivo, salvo nel caso in cui siano previste attività formative ad elevato contenuto sperimentale o pratico. 3. Gli studenti che maturano 120 crediti secondo le modalità previste nel regolamento didattico del corso di laurea magistrale, ivi compresi quelli relativi alla preparazione della prova finale, sono ammessi a sostenere la prova finale e conseguire il titolo di studio indipendentemente dal numero di anni di iscrizione all università. Art I regolamenti didattici dei corsi di laurea magistrale determinano i requisiti curricolari che devono essere posseduti per l'ammissione a ciascun corso di laurea magistrale, ai sensi dell articolo 6, comma 2 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n.270. Eventuali integrazioni curricolari in termini di crediti formativi universitari devono essere acquisite prima della verifica della preparazione individuale di cui al comma Il regolamento didattico di ateneo fissa le modalità di verifica della adeguatezza della personale preparazione ai fini dell'ammissione al corso di laurea magistrale, ai sensi dell articolo 6, comma 2 e dell articolo 11, comma 7, lettera f), del predetto decreto ministeriale. 3. L ordinamento didattico di ciascun corso di laurea magistrale può prevedere una pluralità di curricula al fine di favorire l iscrizione di studenti in possesso di lauree differenti, anche appartenenti a classi diverse, garantendo comunque il raggiungimento degli obiettivi formativi del corso di laurea magistrale.
8 Art Le università rilasciano, ai sensi dell articolo 3, comma 1, lettera a), del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, il titolo di laurea magistrale con la denominazione della classe di appartenenza e del corso di laurea magistrale, assicurando che la denominazione di quest'ultimo corrisponda agli obiettivi formativi specifici del corso stesso. 2. I regolamenti didattici di ateneo e i regolamenti dei corsi di studio non possono prevedere denominazioni dei corsi di studio e dei relativi titoli che facciano riferimento a curricula, indirizzi, orientamenti o ad altre articolazioni interne dei medesimi corsi. 3. Le Università provvedono inoltre a rilasciare, ai sensi dell articolo 11, comma 8 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, e con le modalità indicate nel decreto ministeriale 30 aprile 2004, prot. 9/2004 e successive integrazioni, come supplemento al diploma di ogni titolo di studio, un certificato che riporta, anche in lingua inglese e secondo modelli conformi a quelli adottati dai paesi europei, le principali indicazioni relative al curriculum specifico seguito dallo studente per conseguire il titolo. Art Ai sensi dell articolo 13, commi 5 e 6, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, le università assicurano la conclusione dei corsi di studio e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici previgenti, agli studenti già iscritti ai corsi alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici e disciplinano altresì la facoltà per i medesimi studenti di optare per l'iscrizione ai corsi di laurea magistrale afferenti alle classi di cui al presente decreto. 2. Nel primo triennio di applicazione del presente decreto modifiche tecniche alle tabelle delle attività formative indispensabili relative alle classi di corsi di laurea magistrale contenute nell allegato sono adottate con decreto ministeriale, sentito il CUN.
9 Il presente decreto sarà inviato ai competenti organi di controllo e sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Roma, Il Ministro
10 Classi di laurea magistrale LM 1 ANTROPOLOGIA CULTURALE ED ETNOLOGIA LM 2 ARCHEOLOGIA LM 3 ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO LM 4 ARCHITETTURA E INGEGNERIA EDILE ARCHITETTURA * LM 5 ARCHIVISTICA E BIBLIOTECONOMIA LM 6 BIOLOGIA LM 7 BIOTECNOLOGIE AGRARIE LM 8 BIOTECNOLOGIE INDUSTRIALI LM 9 LM 10 BIOTECNOLOGIE MEDICHE, VETERINARIE E FARMACEUTICHE CONSERVAZIONE DEI BENI ARCHITETTONICI E AMBIENTALI
11 LM 11 CONSERVAZIONE E RESTAURO DEI BENI CULTURALI LM 12 DESIGN LM 13 FARMACIA E FARMACIA INDUSTRIALE LM 14 FILOLOGIA MODERNA LM 15 FILOLOGIA, LETTERATURE E STORIA DELL'ANTICHITA LM 16 FINANZA LM 17 FISICA LM 18 INFORMATICA LM 19 INFORMAZIONE E SISTEMI EDITORIALI LM 20 LM 21 INGEGNERIA AEROSPAZIALE E ASTRONAUTICA INGEGNERIA BIOMEDICA
12 LM 22 INGEGNERIA CHIMICA LM 23 INGEGNERIA CIVILE LM 24 INGEGNERIA DEI SISTEMI EDILIZI LM 25 INGEGNERIA DELL'AUTOMAZIONE LM 26 INGEGNERIA DELLA SICUREZZA LM 27 INGEGNERIA DELLE TELECOMUNICAZIONI LM 28 INGEGNERIA ELETTRICA LM 29 INGEGNERIA ELETTRONICA LM 30 INGEGNERIA ENERGETICA E NUCLEARE LM 31 INGEGNERIA GESTIONALE
13 LM 32 INGEGNERIA INFORMATICA LM 33 INGEGNERIA MECCANICA LM 34 INGEGNERIA NAVALE LM 35 INGEGNERIA PER L'AMBIENTE E IL TERRITORIO LM 36 LINGUE E LETTERATURE DELL'AFRICA E DELL'ASIA LM 37 LINGUE E LETTERATURE MODERNE EUROPEE E AMERICANE LM 38 LINGUE MODERNE PER LA COMUNICAZIONE E LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE LM 39 LINGUISTICA LM 40 MATEMATICA LM 41 MEDICINA E CHIRURGIA LM 42 MEDICINA VETERINARIA
14 LM 43 METODOLOGIE INFORMATICHE PER LE DISCIPLINE UMANISTICHE LM 44 MODELLISTICA MATEMATICO FISICA PER L'INGEGNERIA LM 45 MUSICOLOGIA E BENI MUSICALI LM 46 ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA LM 47 ORGANIZZAZIONE E GESTIONE DEI SERVIZI PER LO SPORT E LE ATTIVITA MOTORIE LM 48 PIANIFICAZIONE TERRITORIALE URBANISTICA E AMBIENTALE LM 49 PROGETTAZIONE E GESTIONE DEI SISTEMI TURISTICI LM 50 PROGRAMMAZIONE E GESTIONE DEI SERVIZI EDUCATIVI LM 51 PSICOLOGIA LM 52 LM 53 RELAZIONI INTERNAZIONALI SCIENZA E INGEGNERIA DEI MATERIALI
15 LM 54 SCIENZE CHIMICHE LM 55 SCIENZE COGNITIVE LM 56 SCIENZE DELL'ECONOMIA LM 57 SCIENZE DELL'EDUCAZIONE DEGLI ADULTI E DELLA FORMAZIONE CONTINUA LM 58 SCIENZE DELL'UNIVERSO LM 59 SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICA, D'IMPRESA E PUBBLICITA LM 60 SCIENZE DELLA NATURA LM 61 SCIENZE DELLA NUTRIZIONE UMANA LM 62 SCIENZE DELLA POLITICA LM 63 SCIENZE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
16 LM 64 SCIENZE DELLE RELIGIONI LM 65 SCIENZE DELLO SPETTACOLO E PRODUZIONE MULTIMEDIALE LM 66 SICUREZZA INFORMATICA LM 67 SCIENZE E TECNICHE DELLE ATTIVITA MOTORIE PREVENTIVE E ADATTATE LM 68 SCIENZE E TECNICHE DELLO SPORT LM 69 SCIENZE E TECNOLOGIE AGRARIE LM 70 SCIENZE E TECNOLOGIE ALIMENTARI LM 71 SCIENZE E TECNOLOGIE DELLA CHIMICA INDUSTRIALE LM 72 SCIENZE E TECNOLOGIE DELLA NAVIGAZIONE (80/M) LM 73 LM 74 SCIENZE E TECNOLOGIE FORESTALI ED AMBIENTALI SCIENZE E TECNOLOGIE GEOLOGICHE
17 LM 75 SCIENZE E TECNOLOGIE PER L'AMBIENTE E IL TERRITORIO LM 76 SCIENZE ECONOMICHE PER L'AMBIENTE E LA CULTURA LM 77 SCIENZE ECONOMICO AZIENDALI LM 78 SCIENZE FILOSOFICHE LM 79 SCIENZE GEOFISICHE LM 80 SCIENZE GEOGRAFICHE LM 81 SCIENZE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO LM 82 SCIENZE STATISTICHE LM 83 SCIENZE STATISTICHE ATTUARIALI E FINANZIARIE LM 84 SCIENZE STORICHE
18 LM 85 SCIENZE PEDAGOGICHE LM 86 SCIENZE ZOOTECNICHE E TECNOLOGIE ANIMALI LM 87 SERVIZIO SOCIALE E POLITICHE SOCIALI LM 88 SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE LM 89 STORIA DELL'ARTE LM 90 STUDI EUROPEI LM 91 TECNICHE E METODI PER LA SOCIETA DELL'INFORMAZIONE LM 92 TEORIE DELLA COMUNICAZIONE LM 93 TEORIE E METODOLOGIE DELL'E LEARNING E DELLA MEDIA EDUCATION LM 94 TRADUZIONE SPECIALISTICA E INTERPRETARIATO
19 LM-1 Classe delle lauree magistrali in ANTROPOLOGIA CULTURALE ED ETNOLOGIA OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI I laureati nei corsi di laurea magistrale della classe devono: aver acquisito avanzate conoscenze, nelle discipline demoetnoantropologiche, relative alle diversità e ai dinamismi socio-culturali locali e globali, alle differenze identitarie e di genere, ed una elevata padronanza dello sviluppo storico-scientifico delle teorie demoetnoantropologiche; aver acquisito una conoscenza avanzata delle scienze sociologiche, storiche, geografiche, giuridiche, politologiche, psicologiche, demografiche, economico-statistiche, linguistiche; aver acquisito competenze nell'impiego del metodo etnografico relativo all'analisi comparata delle culture, all'analisi applicata dei contesti organizzativi e associativi di natura religiosa, all'analisi delle problematiche connesse alla stratificazione, marginalità, mutamento sociale e mediazione culturale, nonché all'indagine dei temi riguardanti gli ambiti tecnico-scientifici, sanitari e giuridici; aver acquisito competenze metodologiche avanzate relative alla raccolta, al rilevamento e trattamento dei dati empirici pertinenti l'analisi etnoantropologica; aver acquisito adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dell'informazione; essere in grado di utilizzare fluentemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell'unione Europea oltre l'italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari. Sbocchi occupazionali e attività professionali previsti dai corsi di laurea sono: in strutture preposte ai servizi sociali, educativi, sanitari e scolastici, alla pianificazione territoriale, alla cooperazione internazionale allo sviluppo, all'accoglienza e all'inserimento degli immigrati, con particolare attenzione ai problemi della comunicazione interculturale, con funzioni di elevata responsabilità; attività di orientamento per la gestione delle imprese produttive, l'inserimento di lavoratori stranieri, come pure per la selezione, la realizzazione e l'offerta di produzioni di tradizione locale; in strutture preposte alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale delle comunità locali e nazionali; attvità di ricerca etnoantropologica, empirica e teorica, ad alto livello professionale, e di promozione dell'apprendimento e della diffusione delle sue acquisizioni in ambito nazionale e internazionale. I curricula dei corsi di laurea magistrale della classe: comprendono attività finalizzate all'acquisizione di conoscenze di alto livello nei vari campi dell'antropologia culturale, dell'etnologia e della demologia, della storia e dell'analisi dei processi di mutamento dei sistemi culturali, socioeconomici e politici, connettendo i vari saperi
20 specialistici all'interno di un sistema coerente di conoscenze teoriche; comprendono attività dedicate all'acquisizione di conoscenze avanzate nei campi della teoria etnoantropologica e sociologica, nonché dei metodi e delle tecniche propri delle discipline demoetnoantropologiche nel loro complesso; all'acquisizione di conoscenze adeguate nel campo delle scienze sociali e umane e in quello economico-statistico e giuridico-politologicoscientifico; alla modellizzazione e all'analisi comparata di fenomeni sociali e culturali; comprendono almeno una quota di attività formative caratterizzate dall'acquisizione di conoscenze avanzate per la predisposizione e conduzione di progetti nel campo della salvaguardia e valorizzazione dei beni etnoantropologici e in quello della comunicazione interculturale nei servizi, nella scuola e nella produzione; prevedono, in relazione a obiettivi specifici, attività esterne come tirocini formativi presso enti o istituti di ricerca, amministrazioni pubbliche, nonché soggiorni di studio presso altre università italiane ed europee, anche nel quadro di accordi internazionali. ATTIVITÀ FORMATIVE INDISPENSABILI Attività formative: Caratterizzanti Ambiti disciplinari Settori scientifico-disciplinari CFU Tot. CFU Discipline demoetnoantropologiche BIO/08 Antropologia L ART/04 Museologia e critica artistica e del restauro L ART/08 Etnomusicologia M DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche M STO/06 Storia delle religioni Discipline sociologiche, statistiche e pedagogiche BIO/07 Ecologia ICAR/21 Urbanistica IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico IUS/21 Diritto pubblico comparato M PED/01 Pedagogia generale e sociale M PSI/05 Psicologia sociale M PSI/06 Psicologia del lavoro e
21 delle organizzazioni SECS S/01 Statistica SPS/07 Sociologia generale SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro SPS/10 Sociologia dell'ambiente e del territorio SPS/11 Sociologia dei fenomeni politici SPS/12 Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale Discipline storiche, geografiche e filosofiche GEO/04 Geografia fisica e geomorfologia L ANT/01 Preistoria e protostoria L ANT/02 Storia greca L ANT/03 Storia romana M FIL/01 Filosofia teoretica M FIL/03 Filosofia morale M FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi M FIL/06 Storia della filosofia M GGR/01 Geografia M GGR/02 Geografia economicopolitica M STO/01 Storia medievale M STO/02 Storia moderna M STO/03 Storia dell'europa orientale M STO/04 Storia contemporanea M STO/05 Storia della scienza e delle tecniche
22 M STO/07 Storia del cristianesimo e delle chiese SECS S/04 Demografia SPS/05 Storia e istituzioni delle Americhe SPS/13 Storia e istituzioni dell'africa SPS/14 Storia e istituzioni dell'asia Lingue e civiltà L LIN/21 Slavistica L OR/07 Semitistica lingue e letterature dell'etiopia L OR/08 Ebraico L OR/09 Lingue e letterature dell'africa L OR/10 Storia dei paesi islamici L OR/12 Lingua e letteratura araba L OR/13 Armenistica, caucasologia, mongolistica e turcologia L OR/14 Filologia, religioni e storia dell'iran L OR/15 Lingua e letteratura persiana L OR/17 Filosofie, religioni e storia dell'india e dell'asia centrale L OR/18 Indologia e tibetologia L OR/19 Lingue e Letterature moderne del subcontinente indiano L OR/21 Lingue e Letterature della Cina e dell'asia sud orientale L OR/22 Lingue e letterature del Giappone e della Corea L OR/23 Storia dell'asia orientale e sud orientale
23 TOTALE 48
24 LM-2 Classe delle lauree magistrali in ARCHEOLOGIA OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI I laureati nei corsi di laurea magistrale della classe devono essersi formati sia nelle nuove metodologie e tecniche dell'archeologia sia nelle tradizionali discipline storiche, filologiche e artistiche. I laureati dovranno quindi possedere: avanzate competenze scientifiche, teoriche, metodologiche ed operative relative al settore dell'archeologia e della storia dell'arte nelle età preistorica e protostorica, antica e medievale, supportate da conoscenza della storia e delle fonti scritte antiche; competenze nel settore della gestione, conservazione e restauro del patrimonio archeologico, artistico, documentario e monumentale; abilità nell'uso degli strumenti informatici e della comunicazione telematica negli ambiti specifici di competenza, con particolare riferimento alle operazioni di rilievo dei monumenti e delle aree archeologiche, classificazione dei reperti, elaborazione delle immagini, gestione informatica dei testi scientifici; capacità di usare fluentemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell'unione Europea oltre l'italiano, con riferimento anche ai lessici disciplinari. Sbocchi occupazionali e attività professionali previsti dai corsi di laurea sono in ambiti nei quali opereranno, con funzioni di elevata responsabilità, come: istituzioni preposte alla conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico, come Soprintendenze e musei; organismi e unità di studio e di ricerca, di conservazione del patrimonio archeologico, artistico, documentario e monumentale presso enti ed istituzioni, pubbliche e private (quali Comuni, Province, Regioni, fondazioni); società, cooperative e altri gruppi privati in grado di collaborare in tutte le attività, dallo scavo alla fruizione pubblica, con gli enti preposti alla tutela del patrimonio archeologico; attività dell'editoria, della pubblicistica e di altri media specializzati in campo archeologico. Gli atenei organizzano, in accordo con enti pubblici e privati, stages e tirocini. ATTIVITÀ FORMATIVE INDISPENSABILI Attività formative: Ambiti disciplinari Settori scientifico-disciplinari CFU Tot. CFU
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