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Timestamp: 2019-06-17 19:47:22+00:00

Document:
Sui lavori della Commissione ... 89
Schema di Decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013. Doc. LVII, n. 3 (Parere alla V Commissione) (Esame e conclusione - Parere favorevole) ... 89
Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario. C. 3687 Governo, approvato dal Senato, e abbinate C. 591 Tassone, C. 1143 Ghizzoni, C. 1154 Barbieri, C. 1276 Grimoldi, C. 1397 Barbieri, C. 1578 Mario Pepe (PdL), C. 1828 Narducci, C. 1841 Grassi, C. 2218 Picierno, C. 2220 Fucci, C. 2250 Garagnani, C. 2330 Garavini, C. 2458 Fioroni, C. 2460 Goisis, C. 2726 Carlucci, C. 2748 La Loggia, C. 2841 Lorenzin e C. 3408 Anna Teresa Formisano (Seguito dell'esame e rinvio) ... 95
Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario. C. 3687 Governo, approvato dal Senato, e abbinate C. 591 Tassone, C. 1143 Ghizzoni, C. 1154 Barbieri, C. 1276 Grimoldi, C. 1397 Barbieri, C. 1578 Mario Pepe (PdL), C. 1828 Narducci, C. 1841 Grassi, C. 2218 Picierno, C. 2220 Fucci, C. 2250 Garagnani, C. 2330 Garavini, C. 2458 Fioroni, C. 2460 Goisis, C. 2726 Carlucci, C. 2748 La Loggia, C. 2841 Lorenzin e C. 3408 Anna Teresa Formisano (Seguito dell'esame e rinvio) ... 104
ALLEGATO (Emendamenti e articoli aggiuntivi approvati dalla Commissione) ... 114
VII Commissione - Resoconto di mercoledì 6 ottobre 2010
Mercoledì 6 ottobre 2010. - Presidenza del presidente Valentina APREA.
Emilia Grazia DE BIASI (PD) ritiene urgente prevedere un'audizione del Ministro Bondi, a seguito delle sue recenti gravi affermazioni sullo stato della cultura nel paese. In particolare, segnala che molti interventi sono stati annunciati dal ministro ma non sono stati poi attuati. Segnala altresì che già dal 14 gennaio scorso ha chiesto lo svolgimento di un'audizione del presidente della SIAE.
Valentina APREA, presidente, rappresenta che le questioni saranno affrontate nella prossima riunione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.
Manuela DI CENTA (PdL), relatore, ricorda che la Decisione di Finanza Pubblica per gli anni 2011-2013 (DFP), trasmessa alle Camere il 30 settembre 2010, costituisce il nuovo documento di programmazione economica e finanziaria - delineato dalla legge di riforma della contabilità (legge n. 196/2009) - che sostituisce il Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF) previsto dalla precedente disciplina contabile, n. 468 del 1978. Ai sensi dell'articolo 10 della nuova legge, la DFP indica gli obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica almeno per il triennio successivo. Essa reca, inoltre, quale importante novità rispetto al precedente DPEF, la definizione degli obiettivi programmatici articolati per i tre sottosettori del conto delle amministrazioni pubbliche, relativi all'amministrazione centrale, alle amministrazioni locali e agli enti di previdenza. Evidenzia che la nuova legge di contabilità fissa al 15 settembre la data di presentazione dello schema di Decisione alle Camere, per le conseguenti deliberazioni parlamentari, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, della lettera b), un mese prima della presentazione al Parlamento dei disegni di legge di bilancio e di stabilità, prevista entro il 15 ottobre. La procedura di formazione della DFP da parte del Governo inizia, peraltro, già il 15 luglio, con l'invio alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, in attesa della sua istituzione - alla Conferenza unificata Stato regioni-città ed autonomie locali - delle linee guida per la ripartizione degli obiettivi programmatici di finanza pubblica tra i diversi settori istituzionali, sulle quali la Conferenza è tenuta ad esprimere il parere entro il 10 settembre. Nel medesimo termine del 15 luglio le linee guida sono altresì trasmesse alle Camere.
Per quanto concerne i contenuti specifici della DFP in esame, osserva che nel documento si precisa che, avendo il Governo anticipato all'inizio dell'estate la manovra triennale di finanza pubblica 2011-2013, con il decreto-legge n. 78 del 2010, la DFP per gli anni 2011-2013 si limita a recepire gli effetti del citato decreto-legge di manovra, confermando nella sostanza - salvo alcune marginali modifiche derivanti dal quadro macroeconomico - gli obiettivi programmatici già esposti nella RUEF per il 2010, presentata a maggio scorso. Ricorda inoltre che vengono riportati in un apposito paragrafo gli elementi di sintesi della manovra. Per quel che riguarda le competenze della VII Commissione, ricorda che nella Decisione viene sottolineato che «sono inoltre prorogati gli incentivi fiscali per i ricercatori e i docenti residenti all'estero che tornano a esercitare la loro attività in Italia, acquistando la residenza fiscale». Segnala che nella premessa viene, inoltre, sottolineato il superamento della DFP quale documento di programmazione economica e finanziaria alla luce della ormai prossima riforma della politica economica europea, che si sta sviluppando e discutendo in questi giorni, in vista dell'approvazione - probabilmente già dall'autunno di questo anno- di una nuova versione del Patto di stabilità e crescita. Secondo quanto riportato nella premessa allo schema di DFP, i nuovi documenti politico-contabili europei - Stability Program, National Reform Program -, che dovranno essere presentati da ciascun Paese prima della fine dell'anno, assumeranno una «centralità politica assoluta ed assorbente». Sarà conseguentemente all'interno del nuovo schema europeo, e non all'interno dello schema di DFP che si concentrerà la discussione sulla politica economica.
Rileva che alla luce di tali circostanze la Decisione in esame è da considerarsi - come sottolineato nella premessa del documento - «sostanzialmente e politicamente già superata». Analogamente, il mutare del quadro di riferimento europeo dovrà comportare, secondo quanto riportato nella DFP, una sostanziale riforma della legge di contabilità n. 196 del 2009 al fine di allinearla alla nuova «sessione di bilancio» europea. Nello spirito della Nuova Strategia Europa 2020 (EU2020), la
Commissione europea ha previsto un coordinamento strategico dei diversi momenti di definizione programmatica per i Paesi membri attraverso l'introduzione del c.d. «Semestre europeo». Secondo il nuovo modello proposto, la pianificazione strategica nazionale avrà inizio a metà/fine aprile di ogni anno, con la presentazione contestuale dei Piani nazionali di riforma (PNR) e dei Programmi di stabilità (PS), tenendo conto delle linee guida dettate dal Consiglio europeo nei mesi precedenti. Ad inizio giugno, sulla base dei PNR e dei PS, la Commissione europea elabora le raccomandazioni di politica economica e di bilancio rivolte ai singoli Stati membri, che saranno approvate dal Consiglio ECOFIN. Nella seconda metà dell'anno gli Stati membri approvano le rispettive leggi di bilancio, tenendo conto delle raccomandazioni ricevute. Nel contesto indicato, il nuovo PNR assumerà un ruolo fondamentale, focalizzato sui seguenti aspetti: lo scenario macro-economico, come definito nel PS; l'analisi degli squilibri macroeconomici nazionali e identificazione degli ostacoli principali alla crescita e all'aumento dell'occupazione; le misure strategiche di riforma da adottare, per il raggiungimento degli obiettivi nazionali da perseguire di crescita produttiva e occupazionale.
Osserva che nella fase transitoria, definita in vista dell'avvio del semestre europeo nel gennaio 2011, la Commissione europea ha proposto che già in autunno, entro il 12 novembre, gli Stati membri presentino alla Commissione la bozza dei PNR. La versione definitiva dei PNR dovrà essere presentata entro aprile 2011. Con riferimento alla procedura parlamentare di esame dello schema di DFP, ricorda che la Giunta per il regolamento della Camera, in data 14 luglio 2010, ha espresso parere sui «primi adeguamenti regolamentari di carattere sperimentale conseguenti alla nuova legge di contabilità», prevedendo che lo schema di DFP venga esaminato secondo la procedura già definita dai Regolamenti parlamentari per il DPEF (articolo 118-bis Reg.), stabilendo tuttavia che il Presidente della Camera definisca i termini per l'esame dello schema di DFP da parte delle Commissioni in modo che la calendarizzazione in Assemblea avvenga in termini compatibili con la presentazione dei disegni di legge di stabilità e di bilancio (15 ottobre). La Giunta ha, altresì, delineato la procedura di esame delle Linee guida da parte della Commissione competente, secondo quanto previsto dall'articolo 124 del Regolamento, con la nomina di un relatore e stabilendo il termine massimo di un mese per la conclusione, con possibilità di approvazione di una risoluzione a norma dell'articolo 117 Regolamento.
Passando al quadro macroeconomico internazionale, ricorda che la DFP si sofferma sulla ripresa economica che ha caratterizzato i primi due trimestri del 2010. Nel corso dell'anno, infatti, l'economia mondiale ha fatto registrare stime congiunturali e tendenziali della crescita in progressivo aumento, grazie alla consistente ripresa del commercio mondiale che è stimato crescere del 10 per cento nel 2010 - dopo la sensibile riduzione nel 2009 (-11 per cento) - per poi ridimensionarsi a tassi più bassi ma stabili nel triennio successivo. Lo scenario di previsione per il 2010 - riportato nella DFP - prospetta, dopo la contrazione registrata nel 2009, una crescita dell'economia globale del 4,4 per cento. In particolare, per gli Stati Uniti - che hanno registrato un incremento del PIL nei primi due trimestri dell'anno in corso pari allo 0,9 per cento e 0,4 per cento - la previsione di crescita nel 2010 si attesta intorno al 2,9 per cento rispetto ad un consuntivo 2009 pari a -2,4 per cento che aveva dovuto scontare la forte caduta degli indici azionari. Anche nell'area dell'euro il PIL è tornato su valori positivi, con un incremento dell'1 per cento nel secondo trimestre 2010 (Comunicato EUROSTAT 2 settembre 2010). Il recupero del livello positivo della crescita, stimata all'1,7 per cento nel 2010, è trainato dall'eccezionale risultato dell'economia tedesca ( 2,2 per cento nel secondo trimestre rispetto al trimestre precedente) che per il 2010 è prevista crescere addirittura del 3,4 per cento, grazie alla netta ripresa del commercio mondiale. La previsione
per il 2011 nell'area dell'euro è di una lieve diminuzione della crescita all'1,6 per cento, destinata poi a risalire a livelli non inferiori al 2 per cento nel biennio successivo.
In relazione ai risultati registrati nel corso del 2010, che indicano una evoluzione positiva della crisi dell'economia mondiale, lo scenario descritto nella DFP è più favorevole di quello previsto a maggio nella RUEF che, ricorda, ipotizzava una crescita mondiale nel 2010 del 3,6 per cento e una ripresa del commercio mondiale del 5,8 per cento. Con riferimento all'economia mondiale, la DFP prefigura tuttavia, per i prossimi anni, possibili rischi derivanti da un'uscita troppo rapida dalle eccezionali misure di politica fiscale e monetaria adottate in ambito internazionale negli ultimi due anni, considerata altresì la difficoltà di coniugare nel medio periodo le politiche di stabilizzazione delle finanze pubbliche, dei mercati e dei prezzi con la ripresa economica. Quanto allo scenario macroeconomico nazionale, ricorda che il quadro macroeconomico italiano per il triennio 2011-2013 esposto nello schema di DFP riflette le prospettive di recupero dell'economia internazionale. Il documento presenta, infatti, una revisione al rialzo delle stime di crescita dell'economia italiana per l'anno in corso, nell'ordine di 0,2 punti percentuali. In particolare, per il 2010 il PIL è stimato crescere dell'1,2 per cento rispetto all'1 per cento indicato nella RUEF di maggio. Le nuove previsioni confermano i segnali di consolidamento della ripresa economica dell'Italia, trainata soprattutto dalla domanda estera. In base ai comunicati dell'ISTAT, nei primi due trimestri del 2010, il PIL è tornato a crescere: nel primo trimestre esso è aumentato dello 0,4 per cento rispetto al trimestre precedente (ISTAT, 10 giugno 2010) e nel secondo trimestre è aumentato dello 0,5 per cento (ISTAT, 10 settembre 2010). Il risultato conseguito nel secondo trimestre indica, tuttavia, una crescita dell'economia italiana inferiore alla media europea che, in base al comunicato ISTAT del 10 settembre, è risultata pari all'1 per cento (in particolare, nei principali paesi europei, nel secondo trimestre il PIL è aumentato, in termini congiunturali, del 2,2 per cento in Germania, dell'1,2 per cento nel Regno Unito, dello 0,6 per cento in Francia, dello 0,4 per cento negli USA). Una riduzione della crescita del PIL è, invece, indicata nel 2011, in cui il PIL è previsto crescere ad un tasso dell'1,3 per cento rispetto all'1,5 per cento stimato a maggio, in relazione ai segnali di rallentamento degli scambi internazionali e della crescita, in particolare degli Stati Uniti, emersi dopo l'estate, che potrebbero determinare un rallentamento della ripresa economica anche in Italia. Nel biennio successivo la crescita annua è prevista attestarsi al 2 per cento, con un parziale recupero, secondo la DFP, dell'ancora ampio gap di capacità produttiva inutilizzata.
Aggiunge che i consumi finali sono complessivamente previsti aumentare dello 0,4 per cento nel 2010, cui dovrebbe seguire una crescita dello 0,6 per cento nel 2011, che continuerà anche negli anni seguenti. Anche gli investimenti fissi lordi, dopo la forte contrazione degli anni scorsi, sono previsti in crescita del 2,2 per cento nel 2010; il dato è essenzialmente attribuibile alla dinamica degli investimenti in macchinari ( 7,5 per cento), sostenuta dalle agevolazioni fiscali e dalle esportazioni. Gli investimenti in costruzioni, invece, continuano ancora nel 2010 a risentire del ciclo negativo che ha interessato il settore nel 2009 (-2,5 per cento). Gli scambi con l'estero mostrano segnali di ripresa. In particolare, le esportazioni aumenterebbero del 7,1 per cento nel 2010, trainate dal rinnovato vigore del commercio mondiale e dal deprezzamento dell'euro. Anche le importazioni, dopo il risultato ampiamente negativo del 2009, aumenterebbero del 5,9 per cento nel 2010. Il mercato del lavoro, secondo le stime del Governo, continua a mostrare segni di debolezza. Nel 2010 l'occupazione, in termini di unità di lavoro standard (ULA), è prevista ridursi dell'1,5 per cento, per poi riprendere il suo trend di crescita e stabilizzarsi su livelli positivi già a partire dal 2011. Il tasso di disoccupazione si
collocherebbe all'8,7 per cento nel 2010 e nel 2011, per poi ridursi gradualmente ed attestarsi all'8,4 per cento nel 2013. Le motivazioni delle stime governative risiedono nel fatto che, anche nell'anno in corso, il ricorso alla Cassa integrazione guadagni da parte delle imprese ha continuato ad essere ampio, sebbene inferiore rispetto al biennio precedente. I comunicati ISTAT sull'andamento dell'occupazione ULA certificano che l'occupazione ha continuato a ridursi nel corso del 2010, soprattutto per effetto della diminuzione degli occupati dipendenti. Quanto all'inflazione, tenendo conto dell'apprezzamento del dollaro rispetto all'euro e del fatto che i rischi di un rallentamento della crescita globale influenzano al ribasso i prezzi delle materie prime, la DFP stima un tasso medio per l'indice dei prezzi al consumo (NIC) per il 2010 dell'1,6 per cento e del 2,1 per cento per il deflatore del PIL.
Rileva, infine, che il quadro macroeconomico contenuto nella DFP è stato elaborato sulla base dei criteri di formulazione delle previsioni illustrati in un'apposita Nota metodologica sui criteri di formulazione delle previsioni tendenziali, presentata in allegato alla DFP, conformemente a previsto dalla legge di riforma della contabilità, ai sensi dell'articolo 9, comma 4 della legge n. 196 del 2009. Al riguardo, sottolinea, per quel che riguarda le competenze della nostra Commissione, che nella nota si evidenzia che i conti tendenziali delle università e degli enti di ricerca sono stati elaborati sulla base delle disposizioni recate dall'articolo 2, comma 9, della legge n. 191 del 2009 che hanno confermato, per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, le dinamiche di crescita del fabbisogno finanziario e dell'indebitamento netto dei due comparti di spesa già previste per il triennio 2007-2009 dalla legge finanziaria 2007. In particolare, per ciascun anno del triennio 2010-2012, la crescita del fabbisogno non può essere superiore al fabbisogno finanziario determinato a consuntivo nell'anno precedente, incrementato di un tasso pari al 3 per cento per il sistema universitario statale e al 4 per cento per gli enti pubblici di ricerca. Viene precisato tuttavia, che la dinamica di crescita del 4 per cento del fabbisogno finanziario è limitata ai principali enti pubblici di ricerca, Consiglio nazionale delle ricerche, Istituto nazionale di fisica nucleare, Agenzia spaziale italiana, Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente, Consorzio per l'area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste e Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Per i restanti enti del settore, le previsioni tendenziali dei conti di cassa tengono conto, invece, degli emendamenti registrati nel passato, nonché delle misure di contenimento della spesa pubblica adottate dal legislatore. Quanto al quadro di finanza pubblica, ricorda che lo schema di DFP espone il quadro aggiornato di finanza pubblica con una sostanziale novità rispetto ai precedenti documenti, introdotta dalla nuova legge di contabilità, che ha prescritto, nella definizione degli obiettivi tendenziali e programmatici di finanza pubblica, la ripartizione degli stessi tra i sottosettori della pubblica amministrazione.
Rileva che, come già segnalato, la DFP sottolinea come la crisi economica e finanziaria degli ultimi due anni e la necessità di mantenere gli impegni assunti in sede europea hanno determinato l'anticipazione della manovra di aggiustamento dei conti per gli anni 2011-2013, attuata in estate con il decreto-legge n. 78 del 2010, peraltro in linea di continuità con la prassi seguita sin dal 2008. Pertanto, lo schema di DFP espone il conto economico delle amministrazioni pubbliche per gli anni 2010-2013 aggiornato sulla base del nuovo quadro macroeconomico e degli effetti della manovra di finanza pubblica approvata a luglio. Secondo quanto riportato nel documento, le misure adottate, nel complesso, consentirebbero il rispetto degli obiettivi programmatici, concordati in sede europea, contenuti nell'Aggiornamento del Programma di stabilità e confermati nella RUEF presentata a maggio scorso. Le nuove previsioni indicano, dunque, un livello di indebitamento netto tendenziale in linea con quello programmatico esposto
nella RUEF di maggio. Il confronto con i valori programmatici indicati nella RUEF evidenzia alcuni scostamenti, in particolare, con riferimento al saldo primario, per il quale si registra un lieve deterioramento nel periodo, essenzialmente dovuto, secondo quanto riportato nella DFP, all'aggiornamento del quadro macroeconomico e alla revisione della composizione delle entrate fiscali 2010 emersa dal monitoraggio. Evidenzia, inoltre, uno scostamento con riferimento alla spesa per interessi, che si riduce sensibilmente per effetto di uno scenario dei tassi di interesse più favorevole di quello previsto nella RUEF. Aggiunge che sulla base del nuovo quadro tendenziale aggiornato riportato nello schema di DFP, il livello dell'indebitamento netto è sostanzialmente legato ad una significativa riduzione delle spese complessive, che passerebbero dal 52,5 per cento nel 2009 al 48,6 per cento nel 2013, anche per effetto delle politiche dirette alla riqualificazione della spesa pubblica. In particolare, le spese in conto capitale manifesterebbero una riduzione nel periodo considerato dell'1,3 per cento - dal 4,3 per cento nel 2009 al 3 per cento nel 2013 -, più contenuta di quella stimata per le spese correnti che, al netto degli interessi, sono previste scendere dal 43,5 per cento del 2009 al 40,8 per cento nel 2013 (-2,7 per cento). Le entrate sono previste in lieve riduzione nel periodo considerato, per effetto, in particolare, della riduzione dei contributi sociali dovuta in gran parte alle norme di contenimento della spesa del personale dipendente del settore pubblico. Le entrate tributarie, considerate al netto di quelle in conto capitale, registrerebbero, invece, un leggero incremento; la pressione fiscale, dopo il picco registrato nel 2009, evidenzia una costante lieve riduzione fino al 42,4 per cento nel 2013.
Aggiunge quindi che, come già riportato nella RUEF, nel periodo 2010-2013 il quadro aggiornato evidenzia una progressiva riduzione dell'indebitamento netto, che si mantiene tuttavia al di sopra del livello del 3 per cento fino al 2011, per raggiungere poi un valore del 2,2 per cento nel 2013. Per quanto concerne l'evoluzione del rapporto debito pubblico/PIL, esso risulta in linea con le previsioni indicate nella RUEF di maggio, con un lieve incremento che, secondo quanto riportato nel documento, sarebbe dovuto, oltre che alle revisioni statistiche apportate dall'ISTAT sul risultato raggiunto nel 2009 ( 0,1 per cento), peraltro non ancora ufficializzate, alle maggiori emissioni necessarie per finanziarie i contributi italiani alla Grecia, che hanno, di fatto, neutralizzato il miglioramento del fabbisogno. In particolare, nel 2011 il rapporto debito/PIL si attesta a 119,2 per cento, circa mezzo punto percentuale in aumento rispetto alle stime della RUEF, mentre già a partire dal 2012 si conferma il profilo discendente del parametro. Nel dettaglio dei sottosettori, lo schema di DFP evidenzia come larga parte della dinamica del debito delle P.A. sia riconducibile alle Amministrazioni centrali, a fronte di una sostanziale stabilità del debito delle Amministrazioni locali. Ricorda inoltre, sempre per quel che riguarda le competenze della VII Commissione, che un apposito paragrafo è dedicato all'azione riformatrice nella pubblica amministrazione, una riforma il cui iter normativo è stato avviato con l'approvazione della legge delega 4 marzo 2009, n. 15 e che ha avuto rilevante e concreta implementazione nel corso del 2009 con i decreti legislativi n. 150 e n. 15 del 2009. Al riguardo, ricorda che in tale paragrafo viene sottolineato che «la qualità della pubblica amministrazione influenza la sua capacità di progettare e realizzare riforme strutturali in settori-chiave come la sanità e l'istruzione».
Per le parti di competenza, propone in conclusione di esprimere un parere favorevole sul documento in esame.
Rosa DE PASQUALE (PD), rilevando che nella decisione in esame non sono previsti interventi di competenza della Commissione, sottolinea che esistono però molte cose negative da segnalare. Rappresenta quindi che il gruppo del Partito Democratico non concorda con quanto previsto nel DFP presentato dal Governo
per svariati motivi. Innanzitutto, segnala che i terremotati dell'Aquila non sono stati trattati come gli altri, visto che la proroga del versamento dei contributi non appare una misura sufficiente. Rileva inoltre che l'aumento delle entrate è previsto per una percentuale troppo esigua a carico dell'evasione fiscale, cioè per 26 miliardi di euro rispetto alla cifra prevista proveniente in entrata dagli enormi tagli alle spese a carico delle amministrazioni statali, pari a 62,2 miliardi di euro. Non è inoltre prevista la revisione del patto di stabilità nel senso della possibilità di interromperlo per investire in edilizia scolastica, come invece si era impegnato il Governo a fare in risposte ad interrogazioni di deputati del suo gruppo, o accogliendo ordini del giorno presentati dai medesimi deputati. Aggiunge che l'Esecutivo continua a prevedere tagli lineari che penalizzano le amministrazioni virtuose, sopprimendo enti pubblici come l'ETI e altri enti culturali. Inoltre con l'ultima manovra si fanno pagare sempre i soliti, i più deboli, i dipendenti che già pagano tutte le tasse, penalizzandoli con il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità. Sottolinea quindi che il blocco del turn over penalizza i giovani che così non possono aver giovamento dal rinvio dell'uscita dal lavoro al momento della maturazione del diritto al pensionamento di vecchiaia o di anzianità di servizio. Evidenzia inoltre che tale rinvio limita anche i diritti dei lavoratori ad andare in pensione quando hanno maturato i requisiti per farlo.
Sottolinea inoltre che il DFP non prevede una fiscalità a favore della famiglia, né un sostegno al diritto allo studio. Nessuna risorsa è prevista per l'Università come invece era stato annunciato in una conferenza stampa dai Ministri Gelmini e Tremonti. Invece il documento in esame era proprio lo strumento deputato per restituire all'università una parte delle risorse tolte negli anni scorsi dal Governo. Evidenzia altresì che in tal modo, mentre nella stessa DFP viene previsto l'aumento del fabbisogno per l'Università, dall'altro nessuna risorsa viene stanziata per far fronte alle ulteriori necessità. Aggiunge inoltre che nessuna risorsa è prevista per la scuola, ma solo tagli ai contratti e agli stipendi del personale scolastico, come pure nessuna risorsa è prevista per il Fondo unico per lo spettacolo come invece più volte preannunciato dal Ministro Bondi; niente, inoltre, è stanziato per le biblioteche nazionali o l'accademia della crusca, centri culturali del Paese. Aggiunge infine che non sono stanziate risorse per l'editoria e le tariffe postali agevolate del non profit, come denunziato anche recentemente dal quotidiano Avvenire che reclamava invece un provvedimento per il ripristino dei 70 milioni di euro promessi derivanti dalla robin tax e dal cosiddetto decreto incentivi. Rileva d'altro canto che nessuna risorsa è prevista per lo sport. Per questi motivi, preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto contrario sulla proposta di parere del relatore.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC), associandosi alle considerazioni della collega De Pasquale, rileva che non sono previste risorse per i settori di competenza della Commissione. Preannuncia quindi il voto contrario sulla proposta di parere favorevole del relatore.
Mercoledì 6 ottobre 2010. - Presidenza del presidente Valentina APREA. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca, Giuseppe Pizza.
Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché
delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario.
C. 3687 Governo, approvato dal Senato, e abbinate C. 591 Tassone, C. 1143 Ghizzoni, C. 1154 Barbieri, C. 1276 Grimoldi, C. 1397 Barbieri, C. 1578 Mario Pepe (PdL), C. 1828 Narducci, C. 1841 Grassi, C. 2218 Picierno, C. 2220 Fucci, C. 2250 Garagnani, C. 2330 Garavini, C. 2458 Fioroni, C. 2460 Goisis, C. 2726 Carlucci, C. 2748 La Loggia, C. 2841 Lorenzin e C. 3408 Anna Teresa Formisano.
Valentina APREA, presidente, comunica che sono pervenuti i pareri della X Commissione (Attività produttive) che ha espresso nulla osta, e della XII Commissione (Affari sociali) che ha espresso parere favorevole sul provvedimento in esame.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, chiede di accantonare l'emendamento Granata 2.120.
La Commissione delibera quindi l'accantonamento dell'emendamento Granata 2.120.
Paola GOISIS (LNP) ritira il proprio emendamento 2.138.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, illustra il proprio emendamento 2.125, che ha la finalità di adeguare la rappresentatività dei consigli di facoltà.
La Commissione approva l'emendamento 2.125 del relatore, risultando pertanto conseguentemente precluso l'emendamento Ghizzoni 2.48.
Salvatore VASSALLO (PD) intervenendo sull'ordine dei lavori ritiene che debba essere dato a tutti i parlamentari il diritto di essere consapevoli di cosa si sta votando. Ritiene pertanto che occorra procedere conseguentemente.
Valentina APREA, presidente, rassicura il collega Vassallo che, come sempre, si procederà nel pieno rispetto del regolamento e delle prerogative dei parlamentari.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 2.47, di cui raccomanda l'approvazione, rilevando che con esso si amplia la platea della rappresentanza elettiva di cui al comma 2, lettera f, dell'articolo in esame.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 2.47.
Valentina APREA, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento 2.84, si intende che vi abbia rinunciato.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 2.46, rilevando che senza risorse gli organismi non possono di fatto operare.
La Commissione respinge quindi gli identici emendamenti Ghizzoni 2.46 e Zazzera 2.93.
Salvatore VASSALLO (PD) illustra il proprio emendamento 2.78, richiedendo un ulteriore approfondimento sullo stesso, circa la partecipazione al nucleo di valutazione, organismo tecnico, da parte degli studenti.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, chiede l'accantonamento dell'emendamento Vassallo 2.78.
La Commissione delibera quindi l'accantonamento dell'emendamento Vassallo 2.78.
Pierfelice ZAZZERA (IdV), intervenendo sull'ordine dei lavori ritiene necessario che siano garantiti tempi congrui ai gruppi per la discussione degli emendamenti in esame.
Valentina APREA, presidente, ribadisce che sono assicurati tempi adeguati di esame del provvedimento, ferma restando la necessità di garantirne la conclusione nei termini stabiliti dall'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, illustra il proprio emendamento 2.152 che recepisce uno dei rilievi del Comitato per la legislazione.
La Commissione approva quindi l'emendamento 2.152 del relatore.
Paola GOISIS (LNP) ritira il proprio emendamento 2.123.
Luigi NICOLAIS (PD) chiede l'accantonamento del proprio emendamento 2.67.
La Commissione delibera quindi l'accantonamento dell'emendamento Nicolais 2.67.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, illustra il proprio emendamento 2.124.
Manuela GHIZZONI (PD), intervenendo a più riprese in riferimento all'emendamento in esame, sottolinea che le università telematiche e quelle private non vengono disciplinate dal provvedimento in discussione, mentre quelle statali sono soggette ad un numero elevato di norme.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, ricorda che la norma non disciplina le università telematiche ma quelle ad ordinamento speciale.
Eugenio MAZZARELLA (PD) sottolinea che le università private ottengono finanziamenti cospicui e non danno, a fronte di tali finanziamenti, adeguate garanzie del livello di didattica.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) segnala che non si possono creare zone franche e che occorre quindi prevedere delle norme ad hoc anche per le università telematiche e private. Preannuncia quindi il voto contrario sul provvedimento in esame.
Emerenzio BARBIERI (PdL) ritiene che i rilievi dei colleghi non siano pertinenti, in quanto le norme in questione riguardano le università ad ordinamento speciale, che sono cosa diversa dalle università private e telematiche.
Giuseppe GIULIETTI (Misto), richiamandosi alle considerazioni dei colleghi Ghizzoni e Mazzarella, auspica che si chiarisca la portata dell'emendamento nel corso dell'esame in Assemblea.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) concorda con quanto osservato dal collega Barbieri, sottolineando peraltro che devono essere individuate norme adeguate relative alle università private e telematiche.
Giovanni LOLLI (PD) evidenzia che non possono essere escluse da una disciplina specifica le università telematiche e private.
La Commissione approva quindi l'emendamento 2.124 del relatore.
Mario PEPE (PdL) ritira il proprio emendamento 2.82.
Manuela GHIZZONI (PD) accetta la riformulazione del proprio emendamento 2.68.
La Commissione approva quindi l'emendamento Ghizzoni 2.68 così come riformulato, risultando pertanto precluso l'emendamento Lenzi 2.69.
Eugenio MAZZARELLA (PD) illustra l'emendamento Ghizzoni 2.52, rilevando che occorre dare al Senato accademico la possibilità di poter deliberare sullo Statuto.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 2.52.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 2.31, di cui raccomanda l'approvazione, rilevando che non si può accettare il principio in base al quale l'organizzazione degli istituti è affidata a soggetti esterni all'università. In fase di approvazione dello Statuto il Senato accademico deve avere infatti la possibilità quantomeno di ratificare lo Statuto elaborato da altri soggetti.
La Commissione respinge quindi l'emendamento 2.31 Ghizzoni.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 2.32, rilevando che occorre prevedere un fondo di dotazione al fine di far partire la riforma.
La Commissione respinge quindi l'emendamento 2.32 Ghizzoni.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 2.33, sottolineando che è importante che lo Statuto venga elaborato da persone che fanno parte dell'università.
La Commissione respinge l'emendamento Ghizzoni 2.33.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) ritira il proprio emendamento 2.16.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 2.34.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) chiede l'accantonamento del proprio emendamento 2.17.
La Commissione delibera quindi di accantonare l'emendamento Latteri 2.17.
Manuela GHIZZONI (PD) sottoscrive l'emendamento Zaccaria 2.22.
Salvatore VASSALLO (PD) illustra l'emendamento Zaccaria 2.22, che sottoscrive, ricordando che è fondamentale specificare che viene prevista una deroga apposita al termine ordinario di 60 giorni per il controllo dello Statuto.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Zaccaria 2.22.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 2.35, segnalando che l'aumento del termine previsto appare più adeguato.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 2.35.
Erica RIVOLTA (LNP) ritira il proprio emendamento 2.144.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, illustra il proprio emendamento 2.153, precisando che si tratta di un emendamento che presta attenzione ai giovani, estendendo la disciplina già prevista per gli incarichi giudiziari in materia di elettorato passivo per le cariche accademiche.
Eugenio MAZZARELLA (PD) ritiene che il principio posto dall'emendamento 2.153 sia condivisibile ma che occorre meglio specificare la prima applicazione della norma e che in ogni caso si deve poter portare a termine l'incarico.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) condivide il principio posto dall'emendamento 2.153 ma ritiene che sarebbe più efficace al fine di tutelare i giovani una norma che prevedesse l'obbligo per i docenti di andare in pensione al raggiungimento del 65o anno di età.
La Commissione approva quindi l'emendamento 2.153 del relatore.
Walter TOCCI (PD) illustra l'emendamento Ghizzoni 2.36, rilevando che il comma 11 in questione è in palese contraddizione col comma precedente in quanto da una parte si dice che occorre rispettare un numero notevole di norme, dall'altra si concede invece la possibilità di derogarvi.
Luigi NICOLAIS (PD) ritiene che l'ANVUR non possa effettuare una valutazione del tipo richiesto dalla norma.
Manuela GHIZZONI (PD) precisa che l'ANVUR non è in grado di valutare l'efficacia amministrativa.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 2.36.
Si passa quindi all'esame degli emendamenti e articoli aggiuntivi relativi all'articolo 3.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, esprime parere favorevole sugli emendamenti Ghizzoni 3.10 e Margiotta 3.8 e sull'articolo aggiuntivo Lupi 3.01. Invita al ritiro dei restanti emendamenti, altrimenti il parere è contrario.
Il sottosegretario Giuseppe PIZZA esprime parere conforme al relatore.
La Commissione respinge l'emendamento Ghizzoni 3.1.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) illustra il proprio emendamento 3.15, rilevando che occorre dare maggiore autonomia all'Università favorendo un'organizzazione di tipo policentrico.
La Commissione respinge quindi l'emendamento 3.15 Capitanio Santolini.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 3.3 rilevando che con lo stesso si punta a riscrivere la parte del comma 1 dell'articolo 3 al fine di evitare che la didattica sia disgiunta dall'accesso ai percorsi formativi.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 3.3.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 3.4, il quale mira a dare maggiore risalto alle conferenze regionali degli atenei.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 3.4.
Salvatore VASSALLO (PD) illustra il proprio emendamento 3.13, di cui raccomanda l'approvazione, il quale mira a riconoscere la possibilità per gli atenei di articolarsi in più campus, fermo restando il rispetto dei requisiti di accreditamento.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Vassallo 3.13.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 3.5, il quale mira a potenziare il ruolo della conferenza regionale degli atenei dell'individuazione delle forme di collaborazione delle attività culturali e di ricerca.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 3.5.
Giovanni Battista BACHELET (PD) illustra l'emendamento Cavallaro 3.6, di cui è cofirmatario, ricordando che lo stesso mira a far sì che i risparmi derivanti dai progetti di fusione o di federazione restino presso gli atenei coinvolti sotto forma di incentivi.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Cavallaro 3.6.
Eugenio MAZZARELLA (PD) illustra l'emendamento Ghizzoni 3.7, sottolineando che è importante che i risparmi derivanti dalla fusione o dalla federazione di Università rimangano presso le stesse.
Paola GOISIS (LNP) chiede l'accantonamento dell'emendamento Ghizzoni 3.7.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra l'emendamento Margiotta 3.8, del quale raccomanda l'approvazione.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) sottoscrive l'emendamento Margiotta 3.8.
Manuela GHIZZONI (PD) ritira il proprio emendamento 3.7.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) sottoscrive l'emendamento 3.8.
La Commissione approva l'emendamento Margiotta 3.8.
Respinge quindi l'emendamento Cavallaro 3.9.
Approva l'emendamento Nicolais 3.10.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 3.11, sottolineando che occorre prevedere adeguati incentivi finanziari per le università che decidono di federarsi o di fondersi.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 3.11.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 3.12, di cui raccomanda l'approvazione, rilevando che non è ammissibile gravare sul fondo di finanziamento ordinario per quel che riguarda le fusioni e le federazioni di Università.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 3.12.
Paola GOISIS (LNP) chiede l'accantonamento del proprio emendamento 3.17.
La Commissione delibera quindi di accantonare l'emendamento Goisis 3.17.
Paola GOISIS (LNP) ritira il proprio emendamento 3.2.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra l'emendamento Borghesi 3.14, rilevando che lo stesso mira da una parte a dare la possibilità alle università di istituire sedi distaccate, dall'altra a prevedere la possibilità di trasformare le sedi distaccate in centri di ricerca di eccellenza.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Borghesi 3.14.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) illustra il proprio emendamento 3.16, sottolineando che la federazione e la fusione sono principi condivisibili ma che occorre prevedere adeguate risorse a sostegno.
Pasquale CIRIELLO (PD) rileva che occorre stabilire quale sia esattamente la quota aggiuntiva del fondo di quota ordinario che viene destinata alle fusioni e alle federazioni di Università.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 3.16.
Antonio PALMIERI (PdL) illustra l'articolo aggiuntivo Lupi 3.01, di cui è cofirmatario, il quale da una parte prevede il trasferimento dei beni in uso da parte delle Università alle Università stesse e, dall'altra, l'esenzione delle liberalità in favore delle Università da tasse e imposte.
Luigi NICOLAIS (PD) ritiene che il trasferimento dei beni comporterà un costo di gestione e manutenzione elevato a carico dell'Università.
Paola GOISIS (LNP) sottoscrive l'articolo aggiuntivo 3.01.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) esprime le proprie perplessità in ordine alla copertura finanziaria delle norme contenute nell'articolo aggiuntivo 3.01. Ritiene inoltre che il trasferimento dei beni alle Università comporterà costi notevoli di gestione.
Valentina APREA, presidente, sottolinea che si tratta dei costi relativi a beni già in uso.
Pasquale CIRIELLO (PD) segnala che esiste un problema relativo ai vincoli architettonici per quel che riguarda il trasferimento dei beni alle Università, segnalando al contempo profili di criticità dal punto di vista della normativa penalistica.
Emilia Grazia DE BIASI (PD) segnala che non appare coerente il fatto che si prevede la defiscalizzazione per liberalità a favore delle Università, mentre ciò non è stato possibile per le fondazioni lirico-sinfoniche. Ritiene in ogni caso che non vi sia la copertura finanziaria della norma in esame. Segnala altresì che il trasferimento
dei beni pubblici alle università sembra configurare un modello privatistico, mentre i beni in discussione dovrebbero rimanere pubblici.
Giovanni Battista BACHELET (PD), concordando con la collega De Biasi, ritiene che i beni trasferiti dovranno comunque rispettare la destinazione d'uso.
La Commissione approva quindi l'articolo aggiuntivo Lupi 3.01.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio articolo aggiuntivo 3.02, rilevando che con lo stesso si mira a incentivare la stipulazione di accordi di programma tra atenei, Regioni e Ministero, al fine di assicurare nella singola regione un'offerta formativa di alto livello. Si tratta di uno strumento che si affianca a quello della fusione e a quello della federazione.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) condivide la finalità dell'articolo aggiuntivo 3.02, rilevando peraltro che occorrono adeguate risorse per sostenere la riforma.
La Commissione respinge quindi l'articolo aggiuntivo Ghizzoni 3.02.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra l'articolo aggiuntivo Borghesi 3.03, il quale mira a ottimizzare l'uso delle risorse delle Università attraverso un piano triennale, che prevede la soppressione delle sedi inefficienti e di quelle che non hanno alunni.
La Commissione respinge quindi l'articolo aggiuntivo Borghesi 3.03.
Si passa quindi all'esame degli emendamenti e degli articoli aggiuntivi relativi all'articolo 4.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, raccomanda l'approvazione dei propri emendamenti 4.27 e 4.37. È favorevole agli emendamenti Garavini 4.5, Ghizzoni 4.11 e 4.12 e 4.15 Barbaro. Raccomanda altresì l'approvazione del suo emendamento 4.40, proponendo l'accantonamento dell'emendamento Granata 4.28 e degli articoli aggiuntivi Granata 4.02 e Di Biagio 4.03. Sui restanti emendamenti invita al ritiro, altrimenti il parere è contrario.
La Commissione delibera quindi l'accantonamento dell'emendamento Granata 4.28.
Antonio PALMIERI (PdL) ritira l'emendamento Toccafondi 4.1 di cui è cofirmatario.
Eugenio MAZZARELLA (PD) illustra l'emendamento Ghizzoni 4.3, sottolineando che il fondo per il merito non appare fornito di adeguate risorse.
Walter TOCCI (PD) illustra il proprio emendamento 4.25, rilevando che con il fondo in questione si istituisce esclusivamente un nuovo carrozzone ministeriale.
La Commissione respinge quindi gli identici emendamenti Ghizzoni *4.3 e Tocci *4.25.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 4.4, evidenziando che occorre istituire delle borse di studio a livello nazionale, dato che esiste uno sbilanciamento tra le varie regioni in materia. Non si può quindi continuare ad invogliare gli studenti a scegliere l'ateneo sulla base della possibilità di ottenere una borsa di studio, a seconda della regione di riferimento.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 4.4.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, illustra il proprio emendamento 4.27, il quale prevede una correzione di tipo formale.
La Commissione approva quindi l'emendamento 4.27 del relatore.
Respinge l'emendamento Lenzi 4.13.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) illustra il proprio emendamento 4.24, che mira a dare più possibilità agli studenti meno abbienti attraverso il riferimento all'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 4.24.
Approva l'emendamento Garavini 4.5, restando pertanto preclusi gli emendamenti Borghesi 4.16 e Zazzera 4.18.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 4.6, col quale si mira a prevedere una terza tipologia di borse di studio a studenti selezionati in base sia al merito che al reddito.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 4.6.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra il proprio emendamento 4.19, il quale prevede premi di studio per studenti che si trovino al di sotto di una soglia di reddito stabilita annualmente e determinata anche in relazione ai risultati accademici conseguiti.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Zazzera 4.19.
Paola GOISIS (LNP) chiede l'accantonamento del proprio emendamento 4.38.
La Commissione delibera quindi l'accantonamento dell'emendamento Goisis 4.38.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 4.7, il quale interviene in materia di borse di studio per l'iscrizione e la frequenza a corsi universitari di laurea e ne raccomanda l'approvazione.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 4.7.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra il proprio emendamento 4.20, volto a fornire buoni studio da utilizzare per la copertura di oneri derivanti dall'iscrizione e la frequenza di università pubbliche.
Giuseppe GIULIETTI (Misto) richiama l'attenzione sull'importanza di chiarire quali sono gli strumenti a disposizione del diritto allo studio.
Valentina APREA, presidente, segnala che gli strumenti finora previsti rimangono e viene invece prevista una novità che riguarda il merito e l'eccellenza, finora non adeguatamente considerati.
Paola GOISIS (LNP) sottolinea l'importanza di tutelare il diritto allo studio ma anche di fugare il campo da alcuni problemi come ad esempio quelli che si verificano nelle Università del Nord presso le quali vengono date agevolazioni a studenti del Sud che dichiarano falsamente di non possedere redditi.
Manuela GHIZZONI (PD) ritiene che occorrerebbe seguire i criteri dell'ISEE.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Zazzera 4.20.
Paola GOISIS (LNP) chiede l'accantonamento dei propri emendamenti 4.30 e 4.29.
La Commissione delibera quindi di accantonare gli emendamenti Goisis 4.30 e 4.29.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, illustra il proprio emendamento 4.37, ricordando che con tale emendamento si esclude dall'obbligo di restituire il prestito d'onore i soggetti che si sono laureati con il massimo dei voti.
La Commissione approva quindi l'emendamento 4.37 del relatore.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra il proprio emendamento 4.17, il quale prevede
contributi in conto interesse agli studenti meritevoli.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Zazzera 4.17 e Lenzi 4.14.
Paola GOISIS (LNP) chiede l'accantonamento dei propri emendamenti 4.35, 4.33 e 4.32, nonché dell'emendamento 4.39.
La Commissione delibera quindi l'accantonamento degli emendamenti Goisis 4.35, 4.33 e 4.32 e Grimoldi 4.39.
Luigi NICOLAIS (PD) illustra il proprio emendamento 4.8 del quale raccomanda l'approvazione.
La Commissione respinge quindi con distinte votazioni l'emendamento Nicolais 4.8 e gli identici emendamenti Zaccaria 4.2 e Nicolais 4.9.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 4.10, rilevando che l'ISEE deve essere considerato criterio di selezione preferenziale per l'attribuzione dei premi delle borse di studio, al fine di aiutare veramente chi è in difficoltà.
Paola GOISIS (LNP) ritiene che sull'emendamento in questione andrebbe svolta una riflessione più approfondita.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 4.10.
Manuela GHIZZONI (PD) chiede l'accantonamento del proprio emendamento 4.11.
La Commissione delibera quindi l'accantonamento dell'emendamento Ghizzoni 4.11.
Paola GOISIS (LNP) chiede l'accantonamento dei propri emendamenti 4.34, 4.36 e 4.26.
La Commissione delibera quindi l'accantonamento degli emendamenti Goisis 4.34, 4.36 e 4.26.
La Commissione approva quindi l'emendamento Barbaro 4.15.
La Commissione approva quindi con distinte votazioni gli emendamenti Ghizzoni 4.12 e 4.40 del relatore.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra l'emendamento Borghesi 4.21, di cui è cofirmatario, il quale prevede detrazioni per l'erogazione liberale a favore delle Università, attraverso la copertura con un'imposta sulle banche.
Manuela GHIZZONI (PD) rileva che su un emendamento precedente relativo alla deducibilità sull'erogazione liberale vi era stato un parere favorevole, mentre adesso per quel che riguarda la detraibilità delle stesse si prevede un parere contrario.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Borghesi 4.21.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra l'emendamento Borghesi 4.22, di cui è cofirmatario, il quale prevede una detrazione d'imposta per le liberalità a favore delle Università, reperendo le risorse necessarie attraverso la Robin Hood tax.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Borghesi 4.22.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra l'emendamento Borghesi 4.23, di cui è cofirmatario, il quale prevede la detrazione d'imposta per liberalità a favore delle Università attraverso un intervento sui vitalizi dei parlamentari.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Borghesi 4.23.
Delibera l'accantonamento degli articoli aggiuntivi Ghizzoni 4.01, Granata 4.02 e Di Biagio 4.03.
Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Ghizzoni 5.21, Nicolais 5.16, Mazzarella 5.12, Ghizzoni 5.19, sugli identici emendamenti Zaccaria 5.9 e 5.42 del relatore, Ghizzoni 5.26, sugli identici emendamenti Ghizzoni 5.29 e Zazzera 5.35, nonché sull'articolo aggiuntivo 5.02. Invita al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sui restanti emendamenti.
Valentina APREA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta comincia alle 18.25.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, alle 16.55.
Respinge quindi l'emendamento Tocci 5.43 e delibera l'accantonamento dell'emendamento Di Biagio 5.31.
Manuela GHIZZONI (PD) chiede l'accantonamento del proprio emendamento 5.20.
La Commissione delibera quindi l'accantonamento dell'emendamento Ghizzoni 5.20.
Approva quindi l'emendamento Margiotta 5.21.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra l'emendamento Borghesi 5.33, di cui è cofirmatario, il quale prevede meccanismi sanzionatori per gli atenei non virtuosi.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Borghesi 5.33.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 5.22 del quale raccomanda l'approvazione.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 5.22.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) ritira il proprio emendamento 5.1.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 5.39, il quale prevede un sistema di valutazione ex post delle politiche di reclutamento degli atenei.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 5.39.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra l'emendamento Borghesi 5.32, di cui è cofirmatario, rilevando che il sistema di valutazione deve tener conto dell'efficienza dei singoli dipartimenti.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Borghesi 5.32.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) ritira i propri emendamenti 5.3 e 5.2.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra l'emendamento Cavallaro 5.24, di cui è cofirmataria, ricordando che con lo stesso si prevedono borse di studio di competenza regionale.
La Commissione respinge quindi con distinte votazioni gli emendamenti Cavallaro 5.24 e Causi 5.23.
Delibera di accantonare l'emendamento Lupi 5.6.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 5.25, rilevando che a fronte del fatto che il provvedimento richiede una programmazione triennale alle Università, anche la distribuzione del fondo di finanziamento ordinario deve essere definita su base triennale.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 5.25.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra l'emendamento Borghesi 5.34, che mira a introdurre un test di orientamento obbligatorio per la scelta della facoltà collegato all'attribuzione di specifici premi per gli studenti.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Borghesi 5.34.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra l'emendamento Naccarato 5.14, di cui è cofirmataria, rilevando che occorre sopprimere il comma 2 dell'articolo 5 visto che non sono previste risorse a sufficienza per supportarlo.
La Commissione respinge l'emendamento Naccarato 5.14.
Approva quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Nicolais 5.16 e Mazzarella 5.12.
Salvatore VASSALLO (PD) illustra l'emendamento Zaccaria 5.7, che sottoscrive, il quale recepisce il parere del Comitato per la legislazione, prevedendo che anche il trattamento economico dei ricercatori sia determinato con regolamento di delegificazione.
Manuela GHIZZONI (PD) sottoscrive l'emendamento Zaccaria 5.7.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Zaccaria 5.7.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) chiede l'accantonamento del proprio emendamento 5.4.
La Commissione delibera quindi l'accantonamento dell'emendamento Latteri 5.4.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio emendamento 5.17, rilevando che non è possibile prevedere un riequilibrio degli organici a livello statale in modo così dirigistico.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 5.17.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) illustra il proprio emendamento 5.36, ricordando che deve essere tenuta in considerazione la specificità della facoltà di medicina.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 5.36.
Paola GOISIS (LNP) ritira il proprio emendamento 5.41.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 5.18.
Salvatore VASSALLO (PD) illustra l'emendamento Zaccaria 5.8, che sottoscrive, il quale dopo aver soppresso la lettera m) del comma 4 dell'articolo in esame, aggiunge un nuovo comma per la copertura dei maggiori oneri derivanti dalla delega, anche in questo caso recependo il parere del Comitato per la legislazione.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Zaccaria 5.8.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) illustra il proprio emendamento 5.38, il quale prevede forme di autonomia e flessibilità per le Università nella gestione di bilancio.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 5.38.
Mario PEPE (PdL) ritira il proprio emendamento 5.11.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) ritira il proprio emendamento 5.5.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) illustra il proprio emendamento 5.37 del quale raccomanda l'approvazione.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 5.37.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra l'emendamento Cavallaro 5.27, di cui è cofirmataria, il quale ridefinisce i principi della delega al fine di garantire più ampia libertà di scelta per gli studenti e di definire la tipologia degli interventi.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Cavallaro 5.27.
Eugenio MAZZARELLA (PD) illustra il suo emendamento 5.15, sottolineando l'importanza di definire i livelli essenziali delle prestazioni.
Manuela GHIZZONI (PD) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 5.13.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Mazzarella 5.15 e Ghizzoni 5.13.
Approva l'emendamento Ghizzoni 5.19.
La Commissione delibera quindi l'accantonamento dell'emendamento Barbaro 5.38.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, illustra il proprio emendamento 5.42.
La Commissione approva quindi, con distinte votazioni, gli identici emendamenti Zaccaria *5.9 e *5.42 del relatore, Mazzarella 5.26, gli identici emendamenti Ghizzoni *5.29 e Zazzera *5.35.
Respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 5.30.
Paola GOISIS (LNP) chiede l'accantonamento del proprio emendamento 5.40.
La Commissione delibera quindi l'accantonamento dell'emendamento Goisis 5.40.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) illustra il proprio articolo aggiuntivo 5.01, il quale mira a riconoscere l'eccellenza di alcune scuole di altissima formazione universitaria.
La Commissione respinge quindi l'articolo aggiuntivo Capitanio Santolini 5.01.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, illustra il proprio articolo aggiuntivo 5.02, il quale contiene misure per la valorizzazione dei ricercatori di ruolo e del merito accademico.
Manuela GHIZZONI (PD) rileva che l'articolo aggiuntivo in questione dovrebbe venire in contro alle esigenze di chi aspira a progredire nella carriera e allo stesso tempo dovrebbe anche portare alla restituzione degli scatti stipendiali tagliati con il decreto-legge n. 78 del 2010. Vengono a tal fine stanziati 480 milioni, ma ritiene che si sia sottostimata la quantità di risorse necessarie. Ricorda infatti che, come risulta anche dai dati del CUN, vi è stata una decurtazione del Fondo di finanziamento ordinario delle Università di 1 miliardo e 350 milioni di euro. Ricorda inoltre che i 480 milioni previsti dall'articolo aggiuntivo in questione serviranno tutt'al più a coprire i 476 milioni di euro sottratti dal fondo di finanziamento ordinario,
al fine di finanziare l'esenzione dell'ICI per i redditi medio-alti.
Pierfelice ZAZZERA (IdV), pur ribadendo il proprio giudizio negativo sul provvedimento in esame, ritiene che l'articolo aggiuntivo in questione possa essere un primo passo per risolvere il problema dei ricercatori. Auspicando che possano intervenire ulteriori miglioramenti dell'emendamento nel corso dell'esame in Assemblea, preannuncia in ogni caso il voto di astensione del proprio gruppo sull'articolo aggiuntivo in esame.
Eugenio MAZZARELLA (PD), associandosi alle considerazioni della collega Ghizzoni, sottolinea che con l'articolo aggiuntivo in esame si opera una ristrutturazione a ribasso dell'Università; di fatto ci sono 22 mila associati e 27 mila ricercatori, che sono completamente ignorati dal Governo.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) riconosce che vi è un miglioramento nell'articolo aggiuntivo in questione, anche se ritiene che i fondi stanziati serviranno solo a pagare le spese ordinarie. Preannuncia quindi il voto di astensione sull'articolo aggiuntivo 5.02.
Giovanni Battista BACHELET (PD) rileva che le cifre stanziate sono la metà di quelle che erano state previste. Auspica quindi che in Assemblea vi possa essere un miglioramento dell'emendamento. È un grande risultato rispetto alle previsioni iniziali, che fa segnare una prima crepa nella previsione inizialmente prevista dall'Esecutivo. Si tratta di una prima apertura che scaturisce dal lavoro pervicace condotto dai deputati del gruppo cui appartiene, dell'IDV e dell'UDC. Preannuncia quindi, anche a nome dei deputati del proprio gruppo, il voto di astensione sull'articolo aggiuntivo in questione.
Walter TOCCI (PD) ritiene che occorrerebbe fornire una nota esplicativa dell'articolo aggiuntivo in esame.
Pasquale CIRIELLO (PD) ricorda che dal 2008 il Fondo di finanziamento ordinario è stato drasticamente ridotto. Ritiene inoltre importante che il Governo chiarisca se i 480 milioni messi a disposizione con l'articolo aggiuntivo in questione siano o meno da ricomprendere negli 800 milioni che erano stati già annunciati dal Governo.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, ritiene che l'articolo aggiuntivo in esame possa risolvere i problemi dei ricercatori, evitando soluzioni ope legis e dando soddisfazione sia alle esigenze dei più giovani sia a quelle di chi aspira alla progressione di carriera. Esprime il proprio apprezzamento per il voto di astensione dei gruppi di minoranza, ma non considera il risultato ottenuto frutto della loro opposizione, quanto di una importante apertura del Governo. Si riserva infine di fornire i chiarimenti richiesti dal collega Tocci nel corso dell'esame in Assemblea.
Manuela GHIZZONI (PD) ritiene che l'articolo aggiuntivo in esame, ove approvato, comporti rilevanti conseguenze sugli altri emendamenti presentati dal suo gruppo ad articoli diversi da quello in esame. Chiede al proposito chiarimenti.
Valentina APREA, presidente, rileva che gli emendamenti presentati ad altri articoli verranno adeguatamente esaminati nel corso dell'esame del provvedimento in Commissione. Nell'ambito dell'esame in Assemblea, potranno inoltre essere presentati altri emendamenti al nuovo articolo 5.02 in discussione.
La Commissione approva quindi l'articolo aggiuntivo 5.02 del relatore.
Si passa all'esame dell'articolo 6 e degli emendamenti ed articoli aggiuntivi ad esso riferiti.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Mario Pepe 6.12 a condizione che sia riformulato nel senso di prevedere che
ciascuna università, nei limiti delle disponibilità di bilancio e sulla base di criteri e modalità stabiliti con proprio regolamento, determina la retribuzione aggiuntiva dei ricercatori di ruolo ai quali, con il loro consenso, sono affidati moduli o corsi curriculari. È favorevole all'emendamento Giammanco 6.33 identico al suo emendamento 6.26, che illustra, nonché all'emendamento Goisis 6.32. Raccomanda l'approvazione dei propri emendamenti 6.27 e 6.28, che illustra, preannunciando parere favorevole sull'emendamento Ghizzoni 6.7. Raccomanda altresì l'approvazione del suo emendamento 6.34 che illustra. Invita al ritiro dei restanti emendamenti.
Il sottosegretario Giuseppe PIZZA concorda con il parere espresso dal relatore.
Walter TOCCI (PD) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 6.31 che illustra, precisando che con esso si istituisce il nuovo ruolo del professore universitario, articolato in diversi livelli secondo il merito, l'impegno e le responsabilità accademiche.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Tocci 6.31.
Benedetto Fabio GRANATA (FLI) preannuncia il ritiro di tutti i suoi emendamenti riferiti all'articolo 6.
Paola GOISIS (LNP) ritira i suoi emendamenti 6.25 e 6.29.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) riterrebbe opportuno procedere all'accantonamento dei suoi emendamenti 6.2 e 6.3.
Mario PEPE (PdL) ritira i suoi emendamenti 6.11 e 6.13 e accoglie la proposta del relatore, riformulando conseguentemente il suo emendamento 6.12.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 6.18.
Approva l'emendamento Mario Pepe (PdL) 6.12, come riformulato.
Respinge l'emendamento Ghizzoni 6.6.
Gabriella GIAMMANCO (PdL) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 6.33 che illustra, ringraziando il relatore per averlo accolto.
Manuela GHIZZONI (PD) preannuncia il voto contrario sugli identici emendamenti 6.33 e 6.26 che ripetono alcuni errori già previsti dalla riforma Moratti.
La Commissione approva quindi gli identici emendamenti Giammanco *6.33 e *6.26 del relatore.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) sottoscrive l'emendamento 6.17.
La Commissione respinge l'emendamento Palagiano 6.17.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 6.20.
Salvatore VASSALLO (PD) preannuncia il voto favorevole sull'emendamento 6.20.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 6.20.
Approva l'emendamento Goisis 6.32.
Mario PEPE (PdL) ritira il suo emendamento 6.10.
Paola GOISIS (LNP) ritira il suo emendamento 6.30.
La Commissione approva quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti del relatore 6.27, Ghizzoni 6.7 e 6.28 del relatore.
Giancarlo MAZZUCA (PdL) ritira il suo emendamento 6.1.
Mario PEPE (PdL) ritira il suo emendamento 6.16.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) chiede l'accantonamento del suo emendamento 6.4.
La Commissione delibera quindi di accantonare l'emendamento Latteri 6.4.
Manuela GHIZZONI (PD) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 6.8 che illustra.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 6.8.
Approva l'emendamento del relatore 6.34.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 6.21 e 6.22 che illustra.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Capitanio Santolini 6.21 e 6.22.
Manuela GHIZZONI (PD) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 6.9 che illustra, sottolineando che si vuole in questo modo evitare che l'università torni indietro di 20 anni.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 6.9.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) ritira il suo emendamento 6.5.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 6.23.
Mario PEPE (PdL) ritira il suo emendamento 6.15.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) illustra gli articoli aggiuntivi 6.01, 6.03, 6.04 di cui è cofirmatario e 6.02, che sottoscrive raccomandandone l'approvazione.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli articoli aggiuntivi Borghesi 6.01, 6.03 e 6.04 e Palagiano 6.02.
Si passa all'esame dell'articolo 7 e degli emendamenti ad esso riferiti.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, raccomanda l'approvazione del suo emendamento 7.9 che illustra. Invita al ritiro dei restanti emendamenti.
La Commissione approva quindi l'emendamento del relatore 7.9, risultando precluso l'emendamento Zaccaria 7.2.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 7.6 che illustra.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Capitanio Santolini 7.6 e Tocci 7.7.
Manuela GHIZZONI (PD) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 7.4, di cui è cofirmataria, che illustra.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Garavini 7.4.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) ritira il suo emendamento 7.1.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Ghizzoni 7.3 e Garavini 7.5.
Si passa all'esame dell'articolo 8 e degli emendamenti e articolo aggiuntivo ad esso riferiti.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento Goisis 8.16 e raccomanda l'approvazione del suo emendamento 8.17, che illustra. Invita al ritiro dei restanti emendamenti, altrimenti il parere è contrario.
La Commissione respinge quindi gli identici emendamenti Ghizzoni 8.9 e Tocci 8.14.
Mario PEPE (PdL) ritira i propri emendamenti 8.4 e 8.5.
Paola GOISIS (LNP) ritira il proprio emendamento 8.15.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 8.13.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) propone di accantonare i suoi emendamenti 8.1 e 8.2.
La Commissione delibera quindi di accantonare gli emendamenti Latteri 8.1 e 8.2.
Salvatore VASSALLO (PD) illustra i suoi emendamenti 8.8 e 8.7 di cui raccomanda l'approvazione.
I deputati Ghizzoni e Zazzera sottoscrivono gli emendamenti 8.8 e 8.7.
Manuela GHIZZONI (PD) chiede l'accantonamento del suo emendamento 8.10 e dell'emendamento 8.11 di cui è cofirmataria.
La Commissione respinge quindi gli emendamenti Vassallo 8.8 e 8.7.
Approva l'emendamento Goisis 8.16.
Delibera di accantonare gli emendamenti Ghizzoni 8.10 e Bachelet 8.11.
Eugenio MAZZARELLA (PD) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 8.12, che illustra.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Mazzarella 8.12.
Benedetto Fabio GRANATA (FLI), sottoscrivendo l'emendamento Barbaro 8.3 lo ritira.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Vassallo 8.6.
Approva l'emendamento del relatore 8.17.
Valentina APREA, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'articolo aggiuntivo 8.01, si intende vi abbia rinunciato.
Si passa all'esame dell'articolo 9 e degli emendamenti ad esso riferiti.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 9.3 e 9.2, che illustra. Invita al ritiro dei restanti emendamenti.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Tocci 9.4.
Approva l'emendamento del relatore 9.3.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 9.1, che illustra.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 9.1.
Approva l'emendamento del relatore 9.2.
Si passa all'esame dell'articolo 10 e degli emendamenti ad esso riferiti.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, invita al ritiro degli emendamenti riferiti all'articolo 10.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) chiede l'accantonamento dei suoi emendamenti 10.1, 10.2 e 10.3.
Paola GOISIS (LNP) ritira il suo emendamento 10.5.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 10.4, che illustra.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 10.4.
Si passa all'esame dell'articolo 11 e degli emendamenti e articoli aggiuntivi ad esso riferiti.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, raccomanda l'approvazione del suo emendamento 11.5, che illustra. Chiede l'accantonamento dell'emendamento Mazzarella 11.3, invitando al ritiro dei restanti emendamenti, altrimenti il parere è contrario.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Tocci 11.6.
Delibera di accantonare l'emendamento Mazzarella 11.3.
Approva l'emendamento del relatore 11.5.
Ferdinando LATTERI (Misto-MpA-Sud) ritira il suo emendamento 11.1.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 11.2, illustrandolo.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 11.2.
Paola GOISIS (LNP) chiede l'accantonamento del suo emendamento 11.4.
La Commissione delibera quindi di accantonare l'emendamento Goisis 11.4.
Si passa all'esame dell'articolo 12 e dell'emendamento ad esso riferito.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, invita al ritiro dell'emendamento Tocci 12.1.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Tocci 12.1.
Si passa all'esame dell'articolo 13 e dell'emendamento ad esso riferito.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, invita al ritiro dell'emendamento Tocci 13.1.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Tocci 13.1.
Si passa all'esame dell'articolo 14 e degli emendamenti e articoli aggiuntivi ad esso riferiti.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, esprime parere favorevole sull'emendamento 14.2 e sull'articolo aggiuntivo 14.01. Invita al ritiro dei restanti emendamenti e articoli aggiuntivi.
Gabriella CARLUCCI (PdL) sottoscrive l'emendamento 14.2.
La Commissione approva quindi l'emendamento Di Centa 14.2.
Manuela GHIZZONI (PD) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 14.1, che illustra, interamente soppressivo del comma 2 dell'articolo in esame.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 14.1.
Approva l'articolo aggiuntivo Ceccacci 14.01.
Fiorella CECCACCI RUBINO (PdL) ritira l'articolo aggiuntivo 14.02.
Benedetto Fabio GRANATA (FLI) ritira l'articolo aggiuntivo 14.03.
Si passa all'esame dell'articolo 15 e dell'emendamento ed articolo aggiuntivo ad esso riferiti.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, invita al ritiro dell'emendamento e dell'articolo aggiuntivo riferiti all'articolo in esame.
Manuela GHIZZONI (PD) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 15.1,
volto a sostituire il comma 2 dell'articolo in esame con la previsione secondo la quale ai settori concorsuali previsti afferiscono un numero adeguato di professori in servizio.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 15.1.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il proprio articolo aggiuntivo 15.01 che disciplina il ruolo unico dei professori universitari e la conseguente composizione dell'organico, raccomandandone l'approvazione in considerazione del suo valore obiettivo.
Valentina APREA, presidente, precisa che si tratta di una proposta emendativa sulla quale il relatore e il Governo hanno espresso un parere contrario.
La Commissione respinge quindi l'articolo aggiuntivo Ghizzoni 15.01.
Emilia Grazia DE BIASI (PD), intervenendo sull'ordine dei lavori, rileva che la concitazione delle votazioni relative agli emendamenti riferiti all'articolo 14 non ha consentito ai deputati di approfondire adeguatamente le proposte emendative presentate. Chiede quindi che si proceda con le prossime votazioni in modo tale da consentire ai deputati di conoscere ciò che si sta votando.
Valentina APREA, presidente, accogliendo la richiesta della collega De Biasi, ribadisce che le votazioni da lei indicate si sono svolte regolarmente.
Si passa all'esame dell'articolo 16 e degli emendamenti e articoli aggiuntivi ad esso presentati.
Paola FRASSINETTI (PdL), relatore, raccomanda l'approvazione del proprio emendamento 16.24, che illustra e esprime parere favorevole sugli emendamenti 16.1 e 16.5. Invita al ritiro dei restanti emendamenti altrimenti il parere è contrario.
Benedetto Fabio GRANATA (FLI) ritira il proprio emendamento 16.25.
Eugenio MAZZARELLA (PD) preannuncia il voto contrario sull'emendamento del relatore 16.24, rilevando, oltre a numerosi profili di criticità, l'inammissibilità di prevedere un numero massimo di pubblicazioni che ciascun candidato può presentare ai fini del conseguimento dell'abilitazione.
La Commissione approva quindi l'emendamento del relatore 16.24.
Eugenio MAZZARELLA (PD) illustra i suoi emendamenti 16.26 e 16.27, di cui raccomanda l'approvazione.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Mazzarella 16.26 e 16.27.
Paola GOISIS (LNP) ritira i suoi emendamenti 16.28 e 16.29.
Pierfelice ZAZZERA (IdV) raccomanda l'approvazione degli emendamenti 16.16 e 16.17, di cui è cofirmatario, che illustra.
Giuseppe GIULIETTI (Misto) sottoscrive gli emendamenti Borghesi 16.16 e 16.17.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti 16.16 e 16.17.
Valentina APREA, presidente, avverte che sono stati ritirati gli emendamenti Santelli 16.19 e 16.18.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 16.20, che illustra.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Capitanio Santolini 16.20 e Zaccaria 16.2.
Giovanni Battista BACHELET (PD) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 16.3 di cui è cofirmatario. Precisa che con esso si prevede che il decreto del ministro, volto a definire criteri e parametri di attribuzione dell'abilitazione, sia adottato su proposta del Consiglio universitario nazionale.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 16.3.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) raccomanda l'approvazione del suo emendamento 16.21, che illustra.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Capitanio Santolini 16.21.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il suo emendamento 16.4, di cui raccomanda l'approvazione, che completa la previsione dell'emendamento 16.3.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Ghizzoni 16.4.
Approva quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Latteri 16.1 e Sereni 16.5.
Manuela GHIZZONI (PD) propone di accantonare il suo emendamento 16.6.
La Commissione delibera quindi di accantonare l'emendamento Ghizzoni 16.6.
Respinge l'emendamento Ghizzoni 16.7.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI (UdC) raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 16.22 e 16.23.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Capitanio Santolini 16.22 e 16.23.
Manuela GHIZZONI (PD) raccomanda l'approvazione dei suoi emendamenti 16.8, 16.9 e 16.10, che illustra.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Ghizzoni 16.8, 16.9 e 16.10.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra quindi i suoi emendamenti 16.11, 16.12 e 16.13, raccomandandone l'approvazione.
La Commissione respinge quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Ghizzoni 16.11, 16.12 e 16.13.
Valentina APREA, presidente, avverte che sono stati ritirati l'emendamento 16.14 e gli articoli aggiuntivi 16.01 e 16.02. Constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento 16.15, si intende vi abbiano rinunciato.
Manuela GHIZZONI (PD) illustra il suo articolo aggiuntivo 16.03, che affronta il tema spinoso delle equipollenze dei diplomi delle scuole dirette a fini speciali e di diplomi universitari previsti dalla legge n. 341 del 1990. Ne raccomanda quindi l'approvazione.
La Commissione respinge quindi l'articolo aggiuntivo 16.03.
Walter TOCCI (PD), intervenendo sui lavori della Commissione, ritiene necessario che nel corso dell'esame in Assemblea si coordini la rubrica dell'articolo aggiuntivo 5.02, testé approvata dalla Commissione, con il suo contenuto.
VII Commissione - Mercoledì 6 ottobre 2010
Norme in materia di organizzazione dell'università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario (C. 3687 Governo, approvato dal Senato, e abbinate).
EMENDAMENTI E ARTICOLI AGGIUNTIVI APPROVATI DALLA COMMISSIONE
Al comma 2, lettera f), dopo la parola: raggruppati aggiungere le seguenti: da una rappresentanza elettiva degli studenti, nonché, in misura complessivamente non superiore al 10 per cento dei componenti dei consigli dei dipartimenti stessi, da docenti scelti, con modalità definite dagli statuti, tra i componenti delle giunte dei dipartimenti, ovvero tra i coordinatori di corsi di studio o di dottorato ovvero tra i responsabili delle attività assistenziali di competenza della struttura, ove previste.
2. 125. Il Relatore.
Al comma 2, lettera h), sostituire le parole: dal decreto-legge 21 aprile 1995, n. 120, con le seguenti: dall'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 21 aprile 1995, n. 120.
2. 152. Il Relatore.
Al comma 3, sostituire le parole da: fatto salvo, fino alla fine del periodo con le seguenti: nel rispetto dei principi di semplificazione, efficienza, efficacia, trasparenza dell'attività amministrativa ed accessibilità delle informazioni relative all'ateneo di cui all'articolo 2, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 6, comma 9, della legge 9 maggio 1989, n. 168.
2. 124. Il Relatore.
4. Le università che ne fossero prive adottano entro 180 giorni dalla data della entrata in vigore della presente legge un codice etico della comunità universitaria formata dal personale docente e ricercatore, dal personale tecnico-amministrativo e dagli studenti dell'ateneo. Il codice etico determina i valori fondamentali della comunità universitaria, promuove il riconoscimento e il rispetto dei diritti individuali, nonché l'accettazione di doveri e responsabilità nei confronti dell'istituzione di appartenenza, detta le regole di condotta nell'ambito della comunità. Le norme sono volte ad evitare ogni forma di discriminazione e di abuso, nonché a regolare i casi di conflitto di interessi o di proprietà intellettuale.
2. 68. (nuova formulazione) Ghizzoni, Mazzarella, Nicolais, Bachelet, De Biasi, Levi, Picierno, Siragusa, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Lolli, Graziano, Ceccuzzi, Melandri, Vassallo.
Dopo il comma 10, aggiungere il seguente: L'elettorato passivo per le cariche accademiche è riservato ai docenti che assicurano un numero di anni di servizio almeno pari alla durata del mandato prima della data di collocamento a riposo. In prima applicazione, i mandati in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e l'eventuale rinnovo consecutivo degli stessi sono comunque portati a compimento, fermo restando il disposto di cui all'articolo 2, comma 1, lettera d).
Conseguentemente all'articolo 25, comma 8, inserire la seguente abrogazione: l'articolo 14, comma 5 della legge 18 marzo 1958, n. 311.
2. 153. Il Relatore.
Al comma 3, sostituire dalle parole: I fondi fino alla fine, con: I fondi risultanti dai risparmi prodotti dalla realizzazione della federazione o fusione degli atenei restano nella disponibilità degli atenei che li hanno prodotti, purché indicati nel progetto e approvati, ai sensi del comma 4, dal Ministero.
3. 8. Margiotta, Ghizzoni, Mazzarella, Nicolais, Bachelet, De Biasi, Levi, Picierno, Siragusa, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Lolli, Graziano, Ceccuzzi, Melandri.
Al comma 4, aggiungere in fine: e dei rispettivi comitati regionali di coordinamento di cui all'articolo 3, del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25.
3. 10. Nicolais, Ghizzoni, Mazzarella, Bachelet, De Biasi, Levi, Picierno, Siragusa, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Lolli, Graziano, Ceccuzzi, Melandri.
1. L'Agenzia del demanio trasferisce alle università statali la proprietà dei beni immobili già in uso alle medesime. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni a essi connesse sono esenti da imposte e da tasse.
2. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità in favore delle università statali e non statali legalmente riconosciute sono esenti da tasse e da imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante.
3. 01. Lupi, Toccafondi, Palmieri, Renato Farina, Vignali.
Al comma 1, alinea, dopo la parola: studenti, inserire le seguenti: dei corsi di laurea e laurea magistrale, e dopo le parole: primo anno, inserire le seguenti: per la prima volta.
4. 27. Il Relatore.
a) erogare premi di studio, estesi anche alle esperienze di formazione da realizzare presso università e centri di ricerca di Paesi esteri;.
4. 5. Garavini, Ghizzoni, Mazzarella, Nicolais, Picierno, Bachelet, De Biasi, Levi, Siracusa, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Lolli, Graziano, Ceccuzzi, Melandri.
Al comma 1, lettera b), dopo la parola: percepito, sono aggiunte le seguenti: . Sono esclusi dall'obbligo della restituzione gli studenti che hanno conseguito il titolo di laurea ovvero di laurea specialistica o magistrale con il massimo dei voti ed entro i termini di durata normale del corso.
4. 37. Il Relatore.
Al comma 7, lettera a) aggiungere le seguenti: a partire dai 2012, tali versamenti sono deducibili dall'imposta sul reddito gravante sul donatore nella misura dell'80 per cento; agli oneri derivanti dalle disposizioni della presente lettera, pari a 50 milioni di euro annui, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per l'anno 2012, dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente, iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012, nell'ambito del Programma «Fondi di riserva e speciali» della Missione «Fondi da Ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
4. 15. Barbaro, Della Vedova, Di Biagio.
Al comma 8, sostituire le parole: e dei donatori con le seguenti: dei donatori e degli studenti.
4. 12. Ghizzoni, Mazzarella, Nicolais, Picierno, Bachelet, De Biasi, Levi, Siragusa, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Lolli, Graziano, Ceccuzzi, Melandri.
Al comma 9, dopo le parole: per il merito, aggiungere le seguenti: degli studenti universitari.
4. 40. Il Relatore.
Al comma 1, lettera a), aggiungere in fine: realizzazione di opportunità uniformi, su tutto il territorio nazionale, di accesso e scelta dei percorsi formativi.
5. 21. Margiotta, Ghizzoni, Mazzarella, Nicolais, Picierno, Bachelet, De Biasi, Levi, Siragusa, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Lolli, Graziano, Ceccuzzi, Melandri.
Al comma 3, lettera a), aggiungere in fine le seguenti parole: e attraverso l'attivazione di corsi di studio e di forme di selezione impartite in lingua straniera.
5. 16. Nicolais, Ghizzoni, Mazzarella, Picierno, Bachelet, De Biasi, Levi, Siragusa, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Lolli, Graziano, Ceccuzzi, Melandri.
c-bis) definizione del sistema di valutazione e di assicurazione della qualità degli atenei in coerenza con quanto concordato a livello europeo, in particolare secondo le linee guida adottate dai Ministri dell'istruzione superiore dei Paesi aderenti all'Area Europea dell'Istruzione Superiore.
5. 12. Mazzarella, Ghizzoni, Nicolais, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Biasi, Levi, Bachelet, Siragusa, De Torre, Pes, Lolli, Melandri.
Al comma 6, lettera a) dopo le parole: assicurare gli strumenti ed i servizi inserire le seguenti: , quali borse di studio, trasporti, assistenza sanitaria, ristorazione, accesso alla cultura, alloggi.
5. 19. Ghizzoni, Mazzarella, Nicolais, Picierno, Bachelet, De Biasi, Levi, Siragusa, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Lolli, Graziano, Ceccuzzi, Melandri.
Al comma 7, dopo le parole: previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano aggiungere le seguenti: ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
*5. 9. Zaccaria.
*5. 42. Il Relatore.
Al comma 7, sostituire le parole: quarantacinque giorni con le seguenti: sessanta giorni.
5. 26. Mazzarella, Ghizzoni, Nicolais, Picierno, Bachelet, De Biasi, Levi, Siragusa, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Lolli, Graziano, Ceccuzzi, Melandri.
7-bis. In attuazione di quanto stabilito dall'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in considerazione della complessità della materia trattata dai decreti legislativi di cui ai comma 1, nell'impossibilità di procedere alla determinazione degli effetti finanziari dagli stessi derivanti, la loro quantificazione è effettuata al momento dell'adozione dei singoli decreti legislativi. I decreti legislativi dai quali derivano nuovi o maggiori oneri sono emanati solo successivamente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. A ciascuno schema di decreto legislativo è allegata una relazione tecnica, predisposta ai sensi dell'articolo 17, comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 che da conto della neutralità finanziaria del medesimo decreto ovvero dei nuovi o maggiori oneri da esso derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura.
*5. 29. Ghizzoni, Mazzarella, Nicolais, Picierno, Bachelet, De Biasi, Levi, Siragusa, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Lolli, Graziano, Ceccuzzi, Melandri.
7-bis. In attuazione di quanto stabilito dall'articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, in considerazione della complessità della materia trattata dai decreti legislativi di cui ai comma 1, nell'impossibilità di procedere alla determinazione degli effetti finanziari dagli stessi derivanti, la loro quantificazione è effettuata al momento dell'adozione dei singoli decreti legislativi. I decreti legislativi dai quali derivano nuovi o maggiori oneri sono emanati solo successivamente all'entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. A ciascuno schema di decreto legislativo è allegata una relazione tecnica, predisposta ai sensi dell'articolo 17, comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 che da conto della neutralità finanziaria del medesimo decreto ovvero dei nuovi o maggiori
oneri da esso derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura.
*5. 35. Zazzera.
(Misure per la valorizzazione dei ricercatori di ruolo e del merito accademico).
1. È istituito un fondo per la valorizzazione del merito accademico finalizzato a:
a) finanziare la chiamata, secondo le modalità di cui all'articolo 17, di millecinquecento professori di seconda fascia per ciascuno degli anni 2011-2016, a decorrere dall'inizio di ciascun anno accademico, anche al fine di garantire uno sviluppo organico della docenza universitaria. Per le predette chiamate non trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modifiche;
b) valorizzare, nel triennio 2011-2013, il merito accademico dei professori e dei ricercatori universitari inquadrati nella prima progressione economica.
2. La dotazione finanziaria del fondo è pari a 90 milioni di euro per l'anno 2011, 263 milioni di euro per l'anno 2012, 400 milioni di euro per l'anno 2013, 253 milioni per l'anno 2014, 333 milioni per l'anno 2015, 413 milioni per l'anno 2016 e di 480 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017. Tale fondo è destinato ad aumentare il Fondo di finanziamento ordinario per l'università. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione, per i medesimi anni, del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
3. I criteri per la ripartizione del fondo di cui al comma 2 sono definiti con decreto del Ministro di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, da emanarsi entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Conseguentemente, all'articolo 6, comma 3, dopo le parole: legge 4 novembre 2005, n. 230 inserire le seguenti parole: e successive modificazioni.
5. 02. Il Relatore.
3. Ciascuna università, nei limiti delle disponibilità di bilancio e sulla base di criteri e modalità stabiliti con proprio regolamento, determina la retribuzione aggiuntiva dei ricercatori di ruolo ai quali, con il loro consenso, sono affidati moduli o corsi curriculari.
6. 12. (nuova formulazione) Mario Pepe (PdL).
Al comma 3, aggiungere in fine il seguente periodo: All'articolo 1, comma 11, della legge 4 novembre 2005, n. 230, le parole: «per il periodo di durata degli stessi corsi e moduli» sono sostituite dalle seguenti: «per l'anno accademico in cui essi svolgono tali corsi e moduli. Il titolo è conservato altresì nei periodi di congedo straordinario per motivi di studio di cui il ricercatore usufruisce nell'anno successivo a quello in cui ha svolto tali corsi e moduli».
*6. 33. Giammanco.
Al comma 3, aggiungere in fine il seguente periodo: All'articolo 1, comma 11, della legge 4 novembre 2005, n. 230, le parole: «per il periodo di durata degli stessi corsi e moduli» sono sostituite dalle
seguenti: «per l'anno accademico in cui essi svolgono tali corsi e moduli. Il titolo è conservato altresì nei periodi di congedo straordinario per motivi di studio di cui il ricercatore usufruisce nell'anno successivo a quello in cui ha svolto tali corsi e moduli».
*6. 26. Il Relatore.
Al comma 5, primo periodo, sostituire le parole: Le modalità per la certificazione dell'effettivo svolgimento con le seguenti: Le modalità per l'autocertificazione e verifica dell'effettivo svolgimento.
6. 32. Goisis, Rivolta, Grimoldi, Cavallotto, Paolini.
Al comma 8, dopo la parola: liberamente aggiungere le seguenti: , anche con retribuzione, e sopprimere le parole: anche retribuite.
6. 27. Il Relatore.
Al comma 8, secondo periodo, sostituire le parole: purché ciò sia compatibile con l'adempimento dei propri obblighi istituzionali con le seguenti: purché con carattere di saltuarietà e di durata limitata, a condizione comunque che l'attività non rappresenti detrimento delle attività didattiche, scientifiche e gestionali loro affidate dall'università di appartenenza.
6. 7. Ghizzoni, Mazzarella, Nicolais, Picierno, Bachelet, De Biasi, Levi, Siragusa, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Lolli, Graziano, Ceccuzzi, Melandri.
Al comma 9, aggiungere infine il seguente periodo: Con decreto del Ministro, da emanarsi entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri per l'attivazione delle convenzioni.
6. 28. Il Relatore.
Al comma 12, primo periodo, dopo le parole: 31 maggio 2010, n. 78, aggiungere le seguenti: convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,.
Conseguentemente, all'articolo 8:
al comma 1, alinea, dopo le parole: 31 maggio 2010, n. 78, aggiungere le seguenti: convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,.
6. 34. Il Relatore.
Al comma 1, sopprimere le parole: In deroga all'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.
7. 9. Il Relatore.
Al comma 3, lettera b), dopo le parole: rivalutazione del trattamento iniziale aggiungere le seguenti: in misura almeno pari all'attuale classe quarta.
8. 16. Goisis, Rivolta, Grimoldi, Cavallotto, Paolini.
Al comma 4, sopprimere le parole da: previo parere fino alla fine del comma.
8. 17. Il Relatore.
01. All'articolo 1, comma 16 della legge 4 novembre 2005, quarto periodo, dopo le parole: «Ai professori a tempo pieno» sono inserite le seguenti: ed ai ricercatori.
9. 3. Il Relatore.
Al comma 1, quarto periodo, sopprimere le parole da: e comunque fino alla fine del periodo.
9. 2. Il Relatore.
Al comma 1, alla fine, sono aggiunte le seguenti parole: per quanto compatibile con le disposizioni di cui all'articolo 5.
11. 5. Il Relatore.
Al comma 1, dopo il secondo periodo, è aggiunto il seguente: Le università possono altresì riconoscere quali crediti formativi, entro il medesimo limite, il conseguimento da parte dello studente di medaglia olimpica o paralimpica ovvero del titolo di campione mondiale assoluto, campione europeo assoluto e campione italiano assoluto nelle discipline riconosciute dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano o dal Comitato Italiano Paralimpico.
14. 2. Di Centa, Carlucci.
(Esonero dalle tasse universitarie).
1. Al fine di favorire le attività di formazione continua dei dirigenti scolastici, a decorrere dall'Anno Accademico 2011/2012 i soggetti in possesso di almeno un diploma di laurea magistrale o conseguito nell'ordinamento antecedente il Decreto 3 novembre 1999, n. 509 emanato dal Ministero dell'Università e della Ricerca scientifica e tecnologica, e, inscindibilmente, di un diploma rilasciato da un'istituzione dell'Alta Formazione Artistica e Musicale, fruiscono, senza limitazioni su base reddituale, dell'esonero totale dalle tasse universitarie e dagli oneri aggiuntivi ai fini dell'immatricolazione, iscrizione e frequenza di un ulteriore corso di laurea.
2. Alla copertura dell'onere derivante dal comma 1, pari ad un limite massimo di 100.000 euro annui a decorrere dall'anno 2010, si provvede mediante riduzione lineare degli stanziamenti di parte corrente relativi alle autorizzazioni di spesa come determinate dalla tabella C della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
14. 01. Ceccacci Rubino.
a-bis) la possibilità che il decreto di cui alla lettera a) prescriva un numero massimo alle pubblicazioni che ciascun candidato può presentare ai fini del conseguimento dell'abilitazione, anche differenziato
per fascia e per area disciplinare e in ogni caso non inferiore a dodici.
16. 24. Il Relatore.
Al comma 3, lettera c) dopo la parola: indizione aggiungere la seguente: obbligatoria.
16. 1. Latteri, Lo Monte, Commercio, Lombardo, Misiti.
Al comma 3, lettera c) dopo le parole: frequenza annuale aggiungere la seguente: inderogabile.
16. 5. Sereni, Ghizzoni, Mazzarella, Bachelet, Nicolais, Picierno, De Biasi, Levi, Siragusa, Coscia, Rossa, Antonino Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Lolli, Graziano, Ceccuzzi, Melandri.

References: e contrario
 articolo 5
e contrario
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