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Timestamp: 2017-01-17 07:51:24+00:00

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⭐SERIE GENERALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA. PARTE PRIMA Roma - Martedì, 4 novembre 2014 AVVISO ALLE AMMINISTRAZIONI
SERIE GENERALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA. PARTE PRIMA Roma - Martedì, 4 novembre 2014 AVVISO ALLE AMMINISTRAZIONI
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1 SERIE GENERALE Spediz. abb. post. - art. 45% 1, - comma art. 2, 1 comma 20/b Legge , , n. n Filiale - Filiale di Roma di Roma GAZZETTA Anno Numero 256 UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA SI PUBBLICA TUTTI I PARTE PRIMA Roma - Martedì, 4 novembre 2014 GIORNI NON FESTIVI DIREZIONE E REDAZIONE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - UFFICIO PUBBLICAZIONE LEGGI E DECRETI - VIA ARENULA, ROMA AMMINISTRAZIONE DIREZIONE REDAZIONE PRESSO PRESSO L ISTITUTO IL POLIGRAFICO MINISTERO E DELLA ZECCA GIUSTIZIA DELLO STATO - UFFICIO - VIA SALARIA, PUBBLICAZIONE LEGGI ROMA E - DECRETI CENTRALINO - VIA ARENULA - LIBRERIA DELLO STATO ROMA PIAZZA AMMINISTRAZIONE G. VERDI, 1 - PRESSO ROMA L'ISTITUTO POLIGRAFICO E ZECCA DELLO STATO LIBRERIA DELLO STATO - PIAZZA G. VERDI ROMA - CENTRALINO La Gazzetta Ufficiale, Parte Prima, oltre alla Serie Generale, pubblica cinque Serie speciali, ciascuna contraddistinta da autonoma numerazione: 1ª Serie speciale: Corte costituzionale (pubblicata il mercoledì) 2ª Serie speciale: Comunità europee (pubblicata il lunedì e il giovedì) 3ª Serie speciale: Regioni (pubblicata il sabato) 4ª Serie speciale: Concorsi ed esami (pubblicata il martedì e il venerdì) 5ª Serie speciale: Contratti pubblici (pubblicata il lunedì, il mercoledì e il venerdì) La Gazzetta Ufficiale, Parte Seconda, Foglio delle inserzioni, è pubblicata il martedì, il giovedì e il sabato AVVISO ALLE AMMINISTRAZIONI Al fi ne di ottimizzare la procedura di pubblicazione degli atti in Gazzetta Ufficiale, le Amministrazioni sono pregate di inviare, contemporaneamente e parallelamente alla trasmissione su carta, come da norma, anche copia telematica dei medesimi (in formato word) al seguente indirizzo di posta elettronica certifi cata: curando che, nella nota cartacea di trasmissione, siano chiaramente riportati gli estremi dell invio telematico (mittente, oggetto e data). Nel caso non si disponga ancora di PEC, e fi no all adozione della stessa, sarà possibile trasmettere gli atti a: SOMMARIO LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI LEGGE 23 ottobre 2014, n Ratifica ed esecuzione dell Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di San Marino in materia di collaborazione finanziaria, fatto a San Marino il 26 novembre (14G00173) Pag. 1 ATTI DEGLI ORGANI COSTITUZIONALI Camera dei deputati Convocazione del Parlamento in seduta comune (14A08600) Pag. 4 DECRETI PRESIDENZIALI DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 luglio Indirizzi operativi inerenti l attività di protezione civile nell ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe. (14A08499) Pag. 5 DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 settembre Autorizzazione a bandire procedure di reclutamento in favore del comparto sicurezza - difesa e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ai sensi dell articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché autorizzazione ad assumere a tempo indeterminato per l anno 2014, ai sensi dell articolo 66, comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dell articolo 1, commi 89, 90 e 91, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 e dell articolo 1, comma 464, della legge 27 dicembre 2013, n (14A08486) Pag. 132 DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI DECRETO 27 ottobre Ministero dell economia e delle finanze Accertamento dei quantitativi dei titoli emessi e dei titoli annullati a seguito dell operazione di concambio del 16 ottobre 2014 dei relativi prezzi di emissione e di scambio e del capitale residuo circolante. (14A08545) Pag. 21 DECRETO 17 ottobre Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali Rinnovo dell autorizzazione al laboratorio S.CHI.A. - Studio chimico associato dei D.ri C. Grippi e N. Russo, in Mazara del Vallo, al rilascio dei certificati di analisi nel settore vitivinicolo. (14A08487) Pag. 22 DECRETO 14 ottobre Rinnovo dell autorizzazione al laboratorio regione Siciliana - Istituto regionale del vino e dell olio - ente di ricerca della Regione Siciliana - IRVO - sede di Palermo, al rilascio dei certificati di analisi nel settore vitivinicolo. (14A08385).. Pag. 24 DECRETO 14 ottobre Rinnovo dell autorizzazione al laboratorio Regione Siciliana - Istituto regionale del vino e dell olio - Ente di Ricerca della Regione Siciliana - IRVO - Sede di Marsala, al rilascio dei certificati di analisi nel settore vitivinicolo. (14A08417) Pag. 27 DECRETO 14 ottobre Autorizzazione al laboratorio Regione Siciliana Istituto regionale del vino e dell olio Ente di Ricerca della Regione Siciliana IRVO - Sede di Ispica, al rilascio dei certificati di analisi nel settore vitivinicolo. (14A08418) Pag. 29 DECRETO 14 ottobre Rinnovo dell autorizzazione al laboratorio Centro tecnico enologico fu Carmine di Vittorio Festa, in Pescara al rilascio dei certificati di analisi nel settore vitivinicolo. (14A08419) Pag. 31 DECRETO 17 ottobre Rinnovo dell autorizzazione al laboratorio S.CHI.A. - Studio chimico associato dei D.ri C. Grippi e N. Russo, in Mazara del Vallo, al rilascio dei certificati di analisi nel settore oleicolo. (14A08488) Pag. 33 Ministero dello sviluppo economico DECRETO 8 settembre Liquidazione coatta amministrativa della «Data Entry - Società Cooperativa validamente identificabile in sigla con la denominazione - Data Entry S.C.», in Alessandria e nomina del commissario liquidatore. (14A08412) Pag. 34 DECRETO 8 settembre Liquidazione coatta amministrativa della «Delfi Società Cooperativa Sociale a responsabilità limitata in liquidazione», in Jesi e nomina del commissario liquidatore. (14A08413) Pag. 34 DECRETO 2 ottobre Scioglimento della «SRS Società Cooperativa», in Viterbo e nomina del commissario liquidatore. (14A08414) Pag. 35 DECRETO 2 ottobre Scioglimento della «Azzurra società cooperativa a r.l.», in Nettuno e nomina del commissario liquidatore. (14A08415) Pag. 36 DECRETO 15 ottobre Sostituzione del commissario liquidatore della «Società cooperativa Qualitas», in Foggia. (14A08388) Pag. 37 DECRETO 15 ottobre Sostituzione del commissario liquidatore della «Società cooperativa agricola Fossetta a r.l.», in Foggia. (14A08389) Pag. 37 DECRETO 16 ottobre Sostituzione del commissario liquidatore della società cooperativa «Lac Beton», in Vasto. (14A08386) Pag. 38 DECRETO 16 ottobre Sostituzione del commissario liquidatore della società cooperativa «Zenith», in Roma. (14A08387) Pag. 38 II3 Presidenza del Consiglio dei ministri D IPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE ORDINANZA DEL CAPO DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE 24 ottobre Sostituzione del soggetto responsabile di cui all ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 154 del 26 febbraio Iniziative finalizzate al superamento della situazione di criticità conseguente alla crisi socio-economico-ambientale determinatasi nella laguna di Venezia, in ordine alla rimozione dei sedimenti inquinati nei canali portuali di grande navigazione. (Ordinanza n. 196). (14A08498) Pag. 39 DECRETI E DELIBERE DI ALTRE AUTORITÀ Comitato interministeriale per la programmazione economica DELIBERA 1 agosto Relazioni sul Sistema Monitoraggio investimenti pubblici (MIP) e Codice unico di progetto (CUP) relative al primo e secondo semestre (Delibera n. 38/2014). (14A08497) Pag. 40 ESTRATTI, SUNTI E COMUNICATI Agenzia italiana del farmaco Autorizzazione della variazione relativamente al medicinale per uso umano «Lansoprazolo Mylan Generics Italia». (14A08302) Pag. 43 Rinnovo dell autorizzazione all immissione in commercio, secondo procedura nazionale, del medicinale per uso umano «Broncovaleas» con conseguente modifica stampati. (14A08303) Pag. 43 Rinnovo dell autorizzazione all immissione in commercio, secondo procedura di mutuo riconoscimento, del medicinale per uso umano «Vinorelbina Hikma», con conseguente modifica stampati. (14A08304) Pag. 43 Rinnovo dell autorizzazione all immissione in commercio, secondo procedura di mutuo riconoscimento, del medicinale per uso umano «Livopan», con conseguente modifica stampati. (14A08305). Pag. 44 Rinnovo dell autorizzazione all immissione in commercio, secondo procedura di mutuo riconoscimento, del medicinale per uso umano «Finasteride Eurogenerici», con conseguente modifica stampati. (14A08306) Pag. 44 Autorizzazione della proroga scorte relativamente al medicinale per uso umano «Elunkast». (14A08307) Pag. 45 Autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Lilidol Gola» (14A08308) Pag. 45 Autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Oroflux» (14A08309) Pag. 46 Autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Flurent» (14A08310) Pag. 46 Autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Flustar Gola» (14A08311) Pag. 47 Autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Flurbiprofene Epifarma» (14A08312) Pag. 48 Autorizzazione della proroga scorte relativamente al medicinale per uso umano «Acido clodronico Sandoz». (14A08330) Pag. 49 Autorizzazione della proroga scorte relativamente al medicinale per uso umano «Ibuprofene Sandoz». (14A08331) Pag. 49 Autorizzazione della variazione relativamente al medicinale per uso umano «Valsartan Ranbaxy». (14A08332) Pag. 49 Autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Ipsocare Gola» (14A08379) Pag. 49 Autorizzazione della proroga scorte relativamente al medicinale per uso umano «Depamide». (14A08390) Pag. 50 Autorizzazione della proroga scorte relativamente al medicinale per uso umano «Arfen». (14A08391) Pag. 50 Autorizzazione della proroga scorte relativamente al medicinale per uso umano «Triapin». (14A08406) Pag. 51 Autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Aspirina». (14A08407) Pag. 51 Autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Paracetamolo Actavis Italy». (14A08408) Pag. 52 III4 Autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso umano «Alacare». (14A08409) Pag. 52 Autorizzazione della proroga scorte relativamente al medicinale per uso umano «Scabiacid». (14A08410) Pag. 53 Autorizzazione della proroga scorte relativamente al medicinale per uso umano «Contramal». (14A08411) Pag. 53 Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Oristano Provvedimento concernente il marchio di identificazione dei metalli preziosi (14A08500) Pag. 53 Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Terni Provvedimento concernente i marchi di identificazione dei metalli preziosi (14A08501) Pag. 54 Ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare Rinnovo dell autorizzazione integrata ambientale rilasciata per l esercizio della centrale termoelettrica della società Enipower S.p.A., ubicata nel comune di Brindisi. (14A08502) Pag. 54 Ministero della salute Autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Deltanil 10 mg/ml soluzione Pour-on per bovini ed ovini». (14A08472) Pag. 54 Modifica dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Vecoxan 2,5 mg/ml sospensione orale per agnelli e vitelli». (14A08473) Pag. 55 Modifica dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Tilosina 20% liquido Chemifarma». (14A08474)... Pag. 55 Modifica dell autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Sedaxylan 20 mg/ml soluzione iniettabile per cani, gatti, cavalli e bovini». (14A08475) Pag. 55 Autorizzazione all immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Marbosol 20 mg/ml soluzione iniettabile per vitelli e suinetti». (14A08476) Pag. 56 Ministero dello sviluppo economico Avvio del procedimento per lo scioglimento di n. 100 società cooperative aventi sede nelle regioni: Campania, Lazio e Piemonte. (Avviso n. 6/ SC/2014). (14A08420) Pag. 56 IV5 LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI LEGGE 23 ottobre 2014, n Ratifica ed esecuzione dell Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di San Marino in materia di collaborazione finanziaria, fatto a San Marino il 26 novembre La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA P ROMULGA La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addì 23 ottobre 2014 Visto, il Guardasigilli: ORLANDO NAPOLITANO R ENZI, Presidente del Consiglio dei ministri M OGHERINI, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale la seguente legge: A LLEGATO Art. 1. Autorizzazione alla ratifica 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di San Marino in materia di collaborazione finanziaria, fatto a San Marino il 26 novembre Art. 2. Ordine di esecuzione 1. Piena ed intera esecuzione è data all Accordo di cui all articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall articolo 5 dell Accordo stesso. 2. Dall attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 3. Entrata in vigore 1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Uffi ciale. ACCORDO TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO IN MATERIA DI COLLABORAZIONE FINANZIARIA LA REPUBBLICA ITALIANA E LA REPUBBLICA DI SAN MARINO, qui di seguito denominate le Parti, preso atto della collaborazione instaurata tra le Autorità del settore finanziario dei due Paesi; tenuto conto della Convenzione di amicizia e di buon vicinato firmata tra le Parti il 31 marzo 1939; vista la Decisione del Consiglio del 31 dicembre 1998 (1999/97/CE) sulla posizione della Comunità europea in relazione ad un accordo sulle relazioni monetarie con la Repubblica di San Marino; vista la Convenzione monetaria tra la Repubblica italiana per conto della Comunità Europea e la Repubblica di San Marino firmata il 29 novembre del 2000; visto l Accordo tra la Comunità Europea e la Repubblica di San Marino che stabilisce misure equivalenti a quelle definite nella Direttiva 2003/48/CE del Consiglio in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi ed il relativo Memorandum d intesa, firmati in data 7 dicembre 2004; viste le Raccomandazioni del Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, in particolare le Raccomandazioni che prevedono che la cooperazione internazionale sia prestata nella forma più ampia possibile ed in modo rapido, costruttivo ed efficace; 16 viste le direttive comunitarie in materia bancaria, finanziaria e assicurativa e, in particolare, la Direttiva 2006/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2006 relativa all accesso all attività degli enti creditizi ed al suo esercizio (rifusione), la Direttiva 2000/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 settembre 2000, riguardante l avvio, l esercizio e la vigilanza prudenziale dell attività degli istituti di moneta elettronica, la Direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e la Direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la Direttiva 93/22/CEE del Consiglio; viste le norme comunitarie in materia di individuazione e repressione degli abusi di mercato e, in particolare, la Direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2003 relativa all abuso di informazioni privilegiate e alla manipolazione del mercato nonché le Direttive 2003/124/CE, 2003/125/CE, 2004/72/ CE, ed il Regolamento 2273/2003 della Commissione del 22 dicembre 2003 recante misure di attuazione della predetta Direttiva 2003/6/CE; viste le norme comunitarie in materia di servizi di pagamento e in particolare il Regolamento (CE) n. 1781/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, riguardante i dati informativi relativi all ordinante che accompagnano i trasferimenti enti di fondi, la Direttiva 2007/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 novembre 2007 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, il Regolamento (CE) n. 2560/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre 2001 relativo ai pagamenti transfrontalieri in euro; visto il Regolamento 1889/05 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, relativo ai controlli sul denaro contante in entrata nella Comunità o in uscita dalla stessa; vista la Direttiva 2005/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, relativa alla prevenzione dell uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminosa e di finanziamento del terrorismo, nonché la Direttiva 2006/70 della Commissione del 1 agosto 2006, recante misure di esecuzione della Direttiva 2005/60/CE; visto l Accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino in materia di cooperazione economica, firmato a San Marino il 31 marzo 2009; hanno convenuto quanto segue: Art. 1. Il presente Accordo stabilisce i principi e le forme di collaborazione nei settori bancario, finanziario ed assicurativo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino al fine di realizzare gli obiettivi enunciati nell art. 1 dell Accordo in materia di cooperazione economica firmato tra le due Parti il 31 marzo Le due Parti si impegnano a favorire lo sviluppo e l integrazione dei rispettivi sistemi finanziari e a tutelare la stabilità, l integrità e la trasparenza degli stessi. Le due Parti si impegnano a prestarsi reciproca ed effettiva collaborazione in particolare per quanto riguarda la vigilanza nei settori bancario, finanziario ed assicurativo, l analisi finanziaria e l attività investigativa contro il riciclaggio dei proventi di attività criminose e il finanziamento del terrorismo, il controllo sui movimenti transfrontalieri di denaro contante e valori assimilati e contro gli abusi di mercato. La collaborazione sarà prestata senza porre vincoli di riservatezza nello scambio di informazioni tra le autorità competenti nelle predette materie, nonché, ai fini della vigilanza consolidata, tra capogruppo di una Parte e istituzioni finanziarie controllate dell altra Parte. La Parte sammarinese si impegna a proseguire e rafforzare il processo di recepimento, nel proprio ordinamento, degli standard internazionali, dei principi e degli istituti rilevanti della normativa comunitaria, ivi compresa quella contro il riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo e quella contro gli abusi di mercato. Resta ferma l applicazione delle disposizioni vigenti negli ordinamenti delle due Parti per quanto attiene all accesso ed all operatività nei rispettivi mercati finanziari. Agli enti creditizi e finanziari aventi sede nella Repubblica di San Marino può essere concesso l accesso ai sistemi di pagamento dell area dell euro sulla base di termini e condizioni appositamente determinati dalla Banca d Italia con il consenso della Banca Centrale Europea. Art. 2. La parte sammarinese si impegna affinché siano vigenti nel proprio ordinamento: una normativa che imponga le regole stabilite nel Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 15 novembre 2006, n. 1781/2006 riguardante i dati informativi relativi all ordinante che accompagnano i trasferimenti di fondi; una normativa, in linea con quanto previsto dalle Raccomandazioni del GAFI e dal Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 26 ottobre 2005, n. 1889/2005, relativa ai controlli sui movimenti transfrontalieri di denaro contante e valori assimilati, basata su un sistema di dichiarazione obbligatoria scritta; una normativa in linea con quanto previsto dalla direttiva 2003/6/CE relativa agli abusi di mercato, inclusi gli obblighi di notifica delle transazioni sospette; i principi fondamentali, le disposizioni e gli standard individuati dalle istituzioni internazionali o comunitarie ai fini del contrasto del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Art. 3. Le parti dichiarano inoltre di essere impegnate a: garantire le condizioni che rendano possibile alle competenti Autorità di vigilanza italiane e sammarinesi di svolgere un efficace vigilanza su base transfrontaliera al fine di tutelare la stabilità, l integrità e la trasparenza dei sistemi finanziari, cooperando tra loro anche mediante lo scambio di informazioni riservate e lo svolgimento di accertamenti ispettivi congiunti o diretti. Le modalità della 27 collaborazione della vigilanza transfrontaliera sono definite congiuntamente dalle competenti Autorità di vigilanza italiane e sammarinesi, anche mediante la conclusione di accordi scritti di cooperazione; assicurare, in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, la piena applicazione degli obblighi di adeguata verifica, di registrazione e conservazione dei dati e di segnalazione di operazioni sospette nonché la trasmissione, anche in deroga al segreto bancario, dai soggetti obbligati alle controparti dell altro Paese delle informazioni necessarie per l adempimento degli obblighi in materia di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, anche in presenza di soggetti parti di un rapporto fiduciario; assicurare, per l attuazione dei controlli sui movimenti transfrontalieri di denaro contante e valori assimilati tra il territorio italiano e quello sammarinese, la collaborazione tra le rispettive autorità nazionali competenti, anche mediante la conclusione di accordi scritti, tra l altro per facilitare l adempimento dell obbligo di dichiarazione; assicurare, in materia di prevenzione e contrasto degli abusi di mercato la piena applicazione degli obblighi di adeguata verifica, di registrazione e conservazione dei dati e di segnalazione di operazioni sospette nonché la trasmissione, anche in deroga al segreto bancario, delle informazioni necessarie all identificazione dei beneficiari finali delle transazioni sui mercati finanziari, assicurando adeguata collaborazione tra la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) e la Banca Centrale della Repubblica di San Marino; assicurare la collaborazione tra l Agenzia per l Informazione Finanziaria (AIF) sammarinese e l Unità di Informazione Finanziaria (UIF) italiana, in particolare attraverso lo scambio di informazioni, nel rispetto degli standard comunitari ed internazionali, secondo i quali lo scambio di informazioni non può essere condizionato da attività di assistenza giudiziaria o da rogatorie internazionali. Le modalità della collaborazione sono definite congiuntamente dalla AIF e la UIF, anche mediante accordi scritti di cooperazione; assicurare, nell attività di prevenzione e repressione dei reati finanziari, forme di collaborazione tra le autorità competenti dei due Paesi (per la Repubblica di San Marino: la Gendarmeria ed il Nucleo Interforze costituito per il contrasto al riciclaggio e al finanziamento al terrorismo di cui alla delibera del Congresso di Stato n. 17 in data 11 maggio 2009, per l Italia: la Direzione Investigativa Antimafia, limitatamente alle sue competenze in materia di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso, e la Guardia di Finanza) nelle attività investigative e di indagine, le cui modalità sono definite congiuntamente tra le Autorità competenti dei due Paesi, anche mediante la conclusione di accordi scritti di cooperazione. Nei casi di collaborazione previsti dal presente Accordo, le competenti Autorità italiane e sammarinesi scambiano, su richiesta, informazioni sull esistenza, la tipologia ed il numero di rapporti giuridici finanziari presso intermediari operanti in ciascun Paese, intestati ad un determinato individuo od ente, nel termine di dieci giorni lavorativi, escluso il giorno della richiesta. Le competenti Autorità italiane garantiscono il rispetto di tale termine potendo anche avvalersi dell anagrafe dei rapporti finanziari. Le competenti Autorità sammarinesi garantiscono a loro volta il rispetto del termine anzidetto. Per fornire ulteriori elementi informativi o approfondimenti necessari, le Autorità delle due Parti garantiscono il rispetto dei termini tra di loro concordati, anche mediante accordi scritti di cooperazione. Le misure che le Parti possono adottare per favorire l integrazione tra i rispettivi sistemi finanziari e semplificare l adempimento di determinati obblighi si applicano a condizione che siano effettivamente attuate le forme di collaborazione previste dal presente Accordo. In caso di sospensione delle misure anzidette, le Parti faranno del loro meglio per regolare in via di amichevole composizione il ripristino di un effettiva collaborazione, anche mediante la Commissione di cui all articolo seguente. Art. 4. Le Parti concordano di costituire una Commissione Mista per la verifica della costante osservanza delle condizioni indicate nel presente Accordo e per la valutazione di eventuali aggiornamenti del medesimo. Alla Commissione partecipano le amministrazioni e le autorità di volta in volta interessate. Art. 5. Il presente Accordo sostituisce la Convenzione in materia di rapporti finanziari e valutari tra la Repubblica di San Marino e la Repubblica italiana del 2 maggio 1991 e l atto aggiuntivo corredato da processo verbale firmato a Roma il 4 marzo 1994 che cesseranno di avere efficacia tra i due Paesi all entrata in vigore del presente Accordo. Il presente Accordo entrerà in vigore alla data di ricezione dell ultima delle due notifiche con le quali le Parti si saranno comunicate l avvenuto espletamento delle procedure interne necessarie previste da ciascun ordinamento per l entrata in vigore: del presente Accordo; della Convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali, firmata a Roma il 21 marzo 2002, e del relativo Protocollo di modifica che inserisce in tale Convenzione il nuovo articolo 26 formulato secondo il Modello di Convenzione OCSE Esso avrà durata illimitata, ma potrà essere denunciato da ciascuna delle Parti in qualsiasi momento per via diplomatica e la denuncia avrà effetto trascorsi sei mesi dalla relativa notifica alla controparte. 38 Fatto a San Marino, il 26 novembre 2009 in due originali, entrambi in lingua italiana. Senato della Repubblica (atto n. 1301): LAVORI PREPARATORI Presentato dal Ministro degli affari esteri (Bonino) in data 12 febbraio Assegnato alla 3ª Commissione (affari esteri, emigrazione), in sede referente, il 28 febbraio 2014 con pareri delle Commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 6ª, l0ª e 14ª. Esaminato dalla 3ª Commissione, in sede referente, il 5 marzo 2014 e 1 aprile Esaminato in Aula e approvato il 2 aprile Camera dei deputati (atto n. 2278): Assegnato alla III Commissione (affari esteri e comunitari), in sede referente, il 23 aprile 2014 con pareri delle Commissioni I, II, V, VI e XIV. Esaminato dalla III Commissione, in sede referente, il 3, 11 giugno 2014 e il 23 luglio Esaminato in Aula il 15 e 19 settembre 2014 e approvato il 23 settembre G00173 ATTI DEGLI ORGANI COSTITUZIONALI CAMERA DEI DEPUTATI Convocazione del Parlamento in seduta comune La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica sono convocati, in seduta comune, il 6 novembre 2014, alle ore 13, con il seguente Ordine del giorno: Votazione per l elezione di due giudici della Corte Costituzionale. Votazione per l elezione di un componente il Consiglio superiore della magistratura. Il Presidente della Camera dei deputati L AURA BOLDRINI 14A9 DECRETI PRESIDENZIALI DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 luglio Indirizzi operativi inerenti l attività di protezione civile nell ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Vista la legge 24 febbraio 1992, n. 225, recante «L istituzione del Servizio nazionale della protezione civile» e successive modificazioni ed integrazioni e successive modificazioni ed integrazioni; Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, concernente il «Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali» ed, in particolare, gli articoli 107 e 108; Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, recante «Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di Protezione civile e per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civile»; ed, in particolare, l art. 5, comma 2, che affida al Presidente del Consiglio dei ministri, d intesa con le regioni e gli enti locali, la predisposizione degli indirizzi operativi e dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, nonché i programmi nazionali di soccorso e i piani per l attuazione delle conseguenti misure di emergenza; Visto il decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2012, n. 100; Visto il decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 ottobre 2013, n. 119; Visto il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ed, in particolare, l art. 43; Visto il decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1994, n. 584, ed, in particolare, gli articoli 1 e 2; Visto il decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49, concernente l attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione ed alla gestione dei rischi di alluvioni; Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 febbraio 2004 e successive modificazioni ed integrazioni, concernente gli «Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di Protezione civile», pubblicata nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 59 dell 11 marzo 2004; Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2008, concernente gli «Indirizzi operativi per la gestione dell emergenza», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 13 febbraio 2009, n. 36; Visto il decreto del Direttore generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 28 ottobre 2013; Tenuto conto che la presente direttiva si applica alle dighe aventi le caratteristiche definite dall art. 1 del decreto-legge del 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1994, n. 584, e che costituisce atto di indirizzo e coordinamento per i provvedimenti che le regioni e le province autonome intendessero adottare per le dighe di cui all art. 89, comma 1, lettera b) del decreto legislativo n. 112/1998; Su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile; Acquisita l intesa della Conferenza unificata in data 15 maggio 2014; E M A N A i seguenti indirizzi operativi inerenti l attività di Protezione civile nell ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe. 1. Finalità. La presente direttiva, emanata ai sensi dell art. 5, comma 2 del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, reca indirizzi operativi relativi all attività di Protezione civile nell ambito dei bacini in cui siano presenti dighe aventi le caratteristiche definite dall art. 1 del decreto-legge del 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1994, n Inoltre costituisce atto di indirizzo e coordinamento per i provvedimenti che le regioni intendessero adottare per le dighe non comprese tra quelle sopracitate. Tenuto conto della revisione dei criteri di allerta ai sensi dell art. 43, comma 12 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, il presente atto intende: stabilire le condizioni di attivazione delle fasi di allerta per le finalità di sicurezza degli sbarramenti e di gestione del rischio idraulico a valle; d efinire le azioni conseguenti alla attivazione delle suddette fasi di allerta in caso di eventi e scenari, temuti o in atto, aventi rilievo per l allertamento e l attivazione del sistema di Protezione civile; stabilire i legami funzionali e procedurali tra i vari soggetti coinvolti nella predisposizione, attivazione ed attuazione delle azioni atte a garantire la sicurezza degli sbarramenti ed il contrasto del rischio idraulico a valle; individuare i soggetti istituzionalmente preposti alla predisposizione dei piani di emergenza per contrastare le situazioni di pericolo connesse con la propagazione di un onda di piena originata da manovre degli organi di scarico ovvero dall ipotetico collasso dello sbarramento. Per le regioni a statuto speciale sono fatte salve le competenze riconosciute dai relativi Statuti speciali e dalle relative norme di attuazione. Per le province autonome di Trento e Bolzano sono fatte salve le competenze riconosciute dallo statuto speciale (decreto del Presidente della 510 Repubblica del 31 agosto 1972, n. 670) e dalle relative norme di attuazione. In tale contesto le province autonome provvedono ad adeguare la presente direttiva alle norme degli statuti di autonomia. 2. Il Documento di Protezione civile Aspetti generali e procedurali. Il «Documento di Protezione civile» stabilisce per ciascuna diga, secondo i criteri di cui alla presente direttiva, le specifiche condizioni per l attivazione del sistema di Protezione civile e le comunicazioni e le procedure tecnico-amministrative da attuare nel caso di eventi, temuti o in atto, coinvolgenti l impianto di ritenuta o una sua parte e rilevanti ai fini della sicurezza della diga e dei territori di valle («rischio diga») e nel caso di attivazione degli scarichi della diga stessa con portate per l alveo di valle che possono comportare fenomeni di onda di piena e rischio di esondazione («rischio idraulico a valle»). Il Documento di Protezione civile, unitamente agli studi sulla propagazione delle piene artificiali per manovre volontarie degli organi di scarico e per ipotetico collasso dello sbarramento (art. 24, comma 6, lettera e) del decreto del Presidente della Repubblica n. 85/1991), costituisce altresì il quadro di riferimento per la redazione del piano di emergenza di cui al successivo punto 4, relativo ai territori che possono essere interessati dagli effetti derivanti dalla presenza della diga. Il Documento di Protezione civile contiene, di norma, le seguenti informazioni di sintesi, in accordo con quanto indicato nel foglio di condizioni per l esercizio e la manutenzione della diga: a) localizzazione, tipologia costruttiva, caratteristiche dimensionali ed utilizzazione della diga; b) superficie del bacino idrografico direttamente sotteso e allacciato; c) quota massima di regolazione e di massimo invaso ed eventuale quota autorizzata se diversa da quella massima di regolazione; d) eventuali limitazioni d invaso per motivi di sicurezza. A tale riguardo, in sede di provvedimento di limitazione d invaso, la Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (di seguito DGDighe) o l Ufficio tecnico per le dighe competente per territorio (di seguito UTD) stabiliscono la quota autorizzata (quota limitata di regolazione) e, ai fini dell applicazione del Documento di Protezione civile e in funzione del prevedibile periodo di vigenza della limitazione, la «quota limitata raggiungibile in via straordinaria in caso di piena». Ai medesimi fini, analoga differenziazione è effettuata per i serbatoi in invaso sperimentale, stabilendosi per essi la quota autorizzata (quota sperimentale di regolazione) e la «quota sperimentale raggiungibile in via straordinaria in caso di piena» (da definirsi tenuto anche conto della regolarità del comportamento dell impianto nel corso degli invasi sperimentali). La «quota massima raggiungibile in via straordinaria in caso di piena» è altresì stabilita anche per i serbatoi fuori esercizio temporaneo o in costruzione; e) volume di laminazione proprio del serbatoio, ossia quello compreso tra la quota massima di regolazione e la quota di massimo invaso (o la quota raggiungibile in via straordinaria in caso di piena per i serbatoi in esercizio sperimentale o limitato); f) eventuali peculiarità costruttive o di esercizio aventi rilievo ai fini dell applicazione del Documento di Protezione civile; g) presenza di invasi artificiali a monte e a valle con indicazione dei rispettivi volumi di invaso e di laminazione (invasi che possono avere influenza o essere influenzati dall invaso cui si riferisce il Documento di Protezione civile); h) elenco delle regioni e delle province i cui territori sono interessati dalle aree di allagamento conseguenti a manovre di apertura degli scarichi e ad ipotetico collasso dello sbarramento, come determinate in base agli studi effettuati ai sensi dell art. 24, comma 6, lettera e) del decreto del Presidente della Repubblica n. 85/1991 secondo le raccomandazioni allegate alla circolare P.C.M. DSTN/2/22806/1995 o previgenti disposizioni tecniche; i) elenco dei comuni i cui territori sono interessati dalle aree di allagamento conseguenti a manovre di apertura degli scarichi e ad ipotetico collasso dello sbarramento, come determinate in base agli studi effettuati ai sensi dell art. 24, comma 6, lettera e) del decreto del Presidente della Repubblica n. 85/1991 secondo le raccomandazioni allegate alla circolare P.C.M. DSTN/2/22806/1995 o previgenti disposizioni tecniche; individuazione nell ambito di tale elenco dei comuni che per posizione rispetto all invaso e per le caratteristiche delle aree alluvionate necessitano di ricevere le comunicazioni di cui al punto 2.3.4; j) denominazione degli uffici e delle autorità competenti per l applicazione del Documento di Protezione civile e indicazione dei tempi e dei modi con cui il gestore informa i medesimi circa l attivazione delle fasi di allerta e circa i rilasci dalla diga, i livelli d invaso e le manovre degli scarichi, secondo quanto stabilito ai punti 2.3 e 2.5; k) indicazione dei modi con cui il gestore riceve, secondo le procedure di allerta regionali, gli avvisi di criticità idrogeologica e idraulica. Ai fini dell obiettivo di riduzione e gestione del rischio idraulico a valle della diga, il Documento di Protezione civile deve altresì contenere: l) i riferimenti al piano di laminazione di cui alla direttiva P.C.M. 27 febbraio 2004, ove previsto ed adottato, e/o ad altri provvedimenti disposti dall autorità competente per la riduzione del rischio idraulico a valle (nel caso di piani di laminazione statici: quote di limitazione dell invaso, relativo periodo di vigenza e volume di laminazione conferito al serbatoio; nel caso di piano di laminazione dinamico: sintetica descrizione della procedure stabilite); m) le portate massime scaricabili dagli organi di scarico alla quota di massimo invaso e la portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica (di seguito denominata QAmax) di cui al punto B) della circolare della Presidenza del Consiglio dei ministri 13 dicembre 1995, n. DSTN/2/22806; 611 n) i valori della/e portata/e di «attenzione scarico diga» Qmin e delle soglie incrementali Q di cui al successivo punto 2.4; o) in assenza di piano di laminazione o di altri provvedimenti adottati dalle autorità competenti, la prescrizione generale che le manovre degli organi di scarico siano svolte adottando ogni cautela al fine di determinare un incremento graduale delle portate scaricate, contenendone al massimo l entità, che, a partire dalla fase di preallerta per «rischio diga» e in condizione di piena, non deve superare, nella fase crescente, quella della portata affluente al serbatoio; nella fase decrescente la portata scaricata non deve superare quella massima scaricata nella fase crescente. Per le paratoie ad apertura automatica, le cautele sulla gradualità di apertura devono essere garantite attraverso l adozione di dispositivi e controlli idonei ad evitare aperture repentine con significative differenze tra incremento della portata in ingresso al serbatoio ed incremento della portata scaricata; p) l indicazione espressa di prevalenza, sulle prescrizioni generali di cui al punto precedente, delle disposizioni del piano di laminazione, ove adottato, o di differenti disposizioni emanate dalle autorità competenti; in particolare, in occasione di eventi di piena significativi, la Protezione civile regionale, ovvero l Unità di comando e controllo di cui alla direttiva P.C.M. 27 febbraio 2004 e successive modificazioni ed integrazioni (di seguito «UCC») qualora istituita, sentito il gestore, può disporre manovre degli organi di scarico allo scopo di creare le condizioni per una migliore regolazione dei deflussi in relazione ad eventi alluvionali previsti o in atto. Delle predette disposizioni viene data comunicazione all UTD, al prefetto, anche per le successive comunicazioni ai prefetti delle province a valle, nonché alle protezioni civili delle regioni a valle. Ferme restando le disposizioni del foglio di condizioni per l esercizio e la manutenzione di cui all art. 24, comma 3, lettera g), del decreto del Presidente della Repubblica n. 85/1991 (di seguito «FCEM»), per ciascuna fase di allerta il Documento di Protezione civile stabilisce, altresì, gli obblighi particolari a carico del gestore e le comunicazioni e gli avvisi da diramare e/o ricevere. Il gestore deve garantire una organizzazione idonea ad assicurare, anche in caso di allertamento od emergenza il rispetto degli obblighi e l espletamento dei compiti assegnati al gestore medesimo e all ingegnere designato responsabile della sicurezza (art. 4, comma 7, decretolegge n. 507/1994 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 584/94) dalle vigenti disposizioni di settore e dalla presente direttiva. A tal fine gli incarichi di ingegnere responsabile e del suo sostituto, ove attribuiti per più dighe a medesimi soggetti, devono risultare compatibili con l espletamento dei compiti in materia di sicurezza delle opere e dell esercizio dell impianto, con la presenza presso ciascuna diga di uno dei due soggetti indicati, ove necessario in rapporto ai possibili scenari di evento e alle fasi di allerta. Il Documento di Protezione civile è predisposto dall UTD, con il concorso dell autorità idraulica competente per l alveo di valle, della Protezione civile regionale, nonché del gestore, ed è approvato dal prefetto competente per il territorio in cui ricade la diga. Il prefetto notifica il Documento di Protezione civile approvato al gestore e ne trasmette copia all UTD, all autorità idraulica, alla Protezione civile regionale, al centro funzionale decentrato, alla provincia, al comune nel cui territorio è ubicata la diga ed a quelli dell elenco di cui alla precedente lettera i) nel territorio di competenza, nonché al Dipartimento della protezione civile e al Ministero dell interno - Dipartimento dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile. Per le dighe il cui alveo a valle, interessato dagli scenari di cui al Documento di Protezione civile, si estenda nei territori di più province o regioni, il prefetto provvede alla notifica del Documento di Protezione civile ai prefetti delle altre province eventualmente interessate, per gli analoghi adempimenti nei confronti di province e comuni; la Protezione civile regionale competente per il territorio in cui ricade la diga provvederà alla suddetta notifica nei confronti delle altre protezioni civili regionali coinvolte. Alle comunicazioni di cui alla presente direttiva nei confronti dell UCC, qualora la stessa sia istituita, provvede la Protezione civile della regione nel cui territorio è ubicata la diga. La regione provvede alla diramazione ai gestori degli avvisi di criticità, di cui alla Dir.P.C.M. 27/02/2004, emanati dal centro funzionale di riferimento, secondo proprie procedure. La DGDighe e gli UTD collaborano con i prefetti, con le protezioni civili regionali, con i centri funzionali decentrati, e con il Dipartimento della protezione civile, fornendo il supporto tecnico specialistico per ciascuna delle fasi di allerta, per i conseguenti interventi di Protezione civile e per gli atti di pianificazione, a salvaguardia delle popolazioni e dei territori interessati da eventi che coinvolgano grandi dighe. Di seguito si definiscono le fasi di allerta per i due casi di «rischio diga» e «rischio idraulico a valle», fatta salva la possibilità di procedere ad ulteriori specificazioni delle fasi sulla base di: piano di laminazione di cui alla direttiva 27 febbraio 2004 e successive modificazioni ed integrazioni, ove previsto e adottato per l invaso; specifiche procedure di allertamento per rischio idraulico adottate per il territorio a valle della diga; testati modelli idrometeorologici del bacino; misure ottenute con idonea strumentazione di monitoraggio e di modelli, assentiti dalla DGDighe, relativi al comportamento strutturale e geotecnico dello sbarramento, dei terreni o ammassi rocciosi di fondazione e delle sponde del serbatoio Definizione delle fasi di allerta relative alla sicurezza delle dighe («rischio diga»). Per ciascun impianto di ritenuta, le condizioni per l attivazione, da parte del gestore, delle fasi di allerta sono differenziate in relazione agli eventi temuti ed allo stato della diga (in esercizio normale, limitato o sperimentale, fuori esercizio, in costruzione). In particolare, ai fini della gestione in termini di procedure di Protezione civile di eventi di rilievo per la sicurezza dello sbarramento e dell invaso (c.d. «rischio diga»), sono definite fasi di «Preallerta», «Vigilanza rinforzata», «Pericolo» e «Collasso». 712 Preallerta. A partire da condizioni di vigilanza ordinaria, a seguito di emanazione di avviso di criticità da parte del centro funzionale decentrato o comunque in tutti i casi che il gestore, sulla base di proprie valutazioni, riterrà significativi per caratteristiche del bacino idrografico e per stato dell invaso, si verifica una fase di «preallerta», nei seguenti casi: I. per i serbatoi in esercizio normale, quando l invaso superi la quota massima di regolazione o, nei casi in cui la quota di massimo invaso coincida o sia di poco superiore alla quota massima di regolazione, quando, per il mantenimento della predetta quota massima di regolazione, si renda necessaria l apertura volontaria od automatica degli scarichi presidiati da paratoie; II. per i serbatoi in esercizio limitato o sperimentale, quando l invaso superi la quota autorizzata o comunque quando, per evitare o contenere il superamento della quota autorizzata, si renda necessaria l apertura volontaria od automatica degli scarichi presidiati da paratoie; III. per i serbatoi in costruzione (con sbarramento già realizzato o in corso di realizzazione e configurazione delle opere tali da comportare la formazione di invaso ovvero in presenza di avandiga) e per i serbatoi fuori esercizio temporaneo (per motivi di sicurezza), quando sia raggiunta una prefissata soglia di preallerta in termini di livello di invaso o di portata in deflusso dalle opere di deviazione provvisoria o dagli scarichi. Il Documento di Protezione civile può stabilire, per particolari tipologie di sbarramenti, una soglia di portata al sotto della quale non si attiva la fase di preallerta. Il gestore attiva, altresì, una fase di preallerta in caso di sisma che, per magnitudo e distanza epicentrale (fonte dati: Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) comporti la necessità di effettuazione degli specifici controlli secondo la procedura stabilita dai FFCEM o, in via generale, dalla DGDighe Vigilanza rinforzata. Il gestore attiva la fase di «vigilanza rinforzata» nei seguenti casi: quando osservazioni a vista o strumentali sull impianto di ritenuta facciano presumere o rilevino l insorgere di anomali comportamenti dello sbarramento (ivi compresa la fondazione) o delle opere complementari e accessorie o delle sponde del serbatoio o di significativi malfunzionamenti degli organi di scarico; in caso di sisma, allorché i controlli attivati in fase di preallerta evidenzino gli anomali comportamenti di cui al punto precedente ovvero danni c.d. «lievi o riparabili» che non comportino pericolo di rilascio incontrollato di acqua ovvero di compromissione delle funzioni di tenuta idraulica o di regolazione o della stabilità delle opere o delle sponde; per ragioni previste nel piano dell organizzazione della difesa militare o su disposizione del prefetto per esigenze di ordine pubblico o di difesa civile; a l fine di non superare le condizioni massime di carico assunte in progetto per l esercizio delle opere di ritenuta, in occasioni di apporti idrici che facciano temere o presumere: I. nei serbatoi in esercizio normale, il superamento della quota di massimo invaso, quale indicata nel FCEM; II. nei serbatoi in invaso limitato o sperimentale, il superamento della quota massima raggiungibile in via straordinaria in caso di piena; III. per i serbatoi in costruzione e per i serbatoi fuori esercizio temporaneo (per i quali ricorrano le condizioni indicate per la fase di preallerta), il superamento della quota massima raggiungibile in via straordinaria in caso di piena; in caso di accadimento di altri eventi, anche di origine antropica, aventi co;seguenze, anche potenziali, sulla sicurezza della diga. Al fine di definire con criteri di maggiore oggettività l attivazione della fase di vigilanza rinforzata in rapporto allo scenario temuto, il Documento di Protezione civile può individuare nel superamento di un prefissato valore di livello di invaso e/o della portata complessivamente scaricata e derivata la soglia di attivazione dei casi I, II e III. In linea generale e per i serbatoi in esercizio normale, detto valore di soglia può essere assunto coincidente con lo scarico di una portata complessiva pari a 2/3 di quella di massima piena indicata nel FCEM o, in alternativa, con il raggiungimento di un altezza idrica sulla soglia libera a quota più elevata dello scarico di superficie pari a 2/3 dell altezza di progetto in condizioni di massimo invaso Pericolo. Il gestore attiva la fase di «pericolo» nei seguenti casi: quando il livello d acqua nel serbatoio superi le quote indicate al precedente paragrafo («Vigilanza rinforzata»), punti I, II, III; in caso di filtrazioni, spostamenti, lesioni o movimenti franosi o di ogni altra manifestazione interessante lo sbarramento (ivi comprese le fondazioni), gli organi di scarico od altre parti dell impianto di ritenuta, che facciano temere o presumere la compromissione della tenuta idraulica o della stabilità delle opere stesse, o comunque la compromissione delle funzioni di regolazione dei livelli di invaso; quando i controlli attivati nelle fasi precedenti, anche a seguito di sisma, evidenzino danni c.d. «severi o non riparabili» che, pur allo stato senza rilascio incontrollato di acqua, facciano temere, anche a causa della loro eventuale progressione, la compromissione delle funzioni di cui al punto precedente; in caso di movimenti franosi interessanti le sponde dell invaso, ivi compresi i versanti sovrastanti, che possano preludere a formazioni di onde con repentini innalzamenti del livello d invaso Collasso. Il gestore dichiara la fase di «collasso» al manifestarsi di fenomeni di collasso o comunque alla comparsa di danni all impianto di ritenuta o di fenomeni franosi che determinino il rilascio incontrollato di acqua o che inducano ragionevolmente ad ipotizzare l accadimento di un evento catastrofico, con rischio di perdite di vite umane o di ingenti danni. 813 La fase di collasso può essere dichiarata anche per fenomeni che riguardano specifiche opere costituenti l impianto di ritenuta, ricorrendo i presupposti sopra indicati; in questo caso il gestore ne dà specificazione nella comunicazione di attivazione Azioni conseguenti all attivazione delle fasi di allerta per «rischio diga». L attivazione delle fasi di cui al precedente punto 2.2 è annotata sul registro della diga di cui al FCEM e comporta, da parte del gestore della diga, le comunicazioni e le azioni di seguito indicate in linea generale Preallerta. Nella fase di preallerta conseguente ad afflussi idrici al serbatoio, il gestore provvede ad informarsi tempestivamente, presso la Protezione civile regionale sull evolversi della situazione idrometeorologica in atto. Qualora, sulla base delle informazioni acquisite o ricevute, si preveda la prosecuzione o l intensificazione dell evento, il gestore si predispone, in termini organizzativi a gestire le eventuali successive fasi di allerta e comunica alla Protezione civile regionale, all autorità idraulica ed all UTD competenti per il territorio in cui ricade la diga l andamento dei livelli di invaso, l ora presumibile dell apertura degli scarichi che si rendesse necessaria e la portata che si prevede di scaricare. Il Documento di Protezione civile può stabilire una soglia di portata scaricata al di sotto della quale non è previsto l obbligo della comunicazione di cui sopra. Nella fase di preallerta conseguente a sisma, il gestore avvia con immediatezza i controlli secondo la procedura stabilita dal FCEM, o disposta in via generale dalla DG- Dighe, e ne comunica gli esiti alla DGDighe/UTD sulla base delle valutazioni tecniche dell ingegnere responsabile. In ogni caso l ingegnere responsabile, nelle more della conclusione della procedura citata, comunica con immediatezza alla DGDighe/UTD l assenza di anomalie o di danni immediatamente rilevabili o, se del caso, attiva le fasi successive. La DGDighe/UTD danno comunicazione degli esiti dei controlli al Dipartimento della protezione civile, alla Protezione civile regionale e alla prefettura-utg Vigilanza rinforzata. Al verificarsi della fase di vigilanza rinforzata, il gestore avvisa tempestivamente dell attivazione della fase la DGDighe/UTD, il prefetto (che ove necessario allerta il Comando provinciale dei Vigili del fuoco), la Protezione civile regionale, nonché l autorità idraulica, comunicando il livello d invaso attuale, la natura dei fenomeni in atto e la loro prevedibile evoluzione. Nel caso di attivazione della fase di vigilanza rinforzata per sisma, il gestore estende la comunicazione di cui sopra al Dipartimento della protezione civile, informando sull entità dei danni o dei comportamenti anomali, sulla natura dei fenomeni e sui provvedimenti assunti. Da questo momento, il gestore ha l obbligo di: garantire il coordinamento delle operazioni e l intervento dell ingegnere responsabile della sicurezza, presente presso la diga ove necessario o comunque nei casi previsti dal Documento di Protezione civile; assicurare la sorveglianza delle opere con presenza continua e permanente in loco di personale tecnico qualificato; in caso di evento di piena aprire gli scarichi quando necessario per non superare le quote indicate al precedente paragrafo 2.2.2, punti I, II, III; attuare gli altri provvedimenti necessari per controllare e contenere gli effetti dei fenomeni in atto; tenere informate le amministrazioni destinatarie della comunicazione di attivazione della fase sull evolversi della situazione, comunicando il livello d invaso attuale, le manovre sugli organi di scarico già effettuate e/o previste, l andamento temporale delle portate scaricate dall inizio della fase e, ove possibile, la massima portata che si prevede di dover scaricare; comunicare il rientro della fase, che avviene al cessare delle condizioni che l hanno determinata, con il ritorno alle condizioni di vigilanza ordinaria o di preallerta. La Protezione civile regionale garantisce l informazione e il coordinamento delle amministrazioni competenti per il «servizio di piena» e provvede ad allertare, secondo le proprie procedure, gli enti locali del territorio regionale interessati dall evento, ai fini dell eventuale attivazione dei relativi piani di emergenza. Il prefetto e la Protezione civile regionale attuano, se del caso sin da questa fase, le azioni di coordinamento e informative, rispettivamente, con le prefetture-utg e le regioni competenti per i territori di valle potenzialmente interessati dai fenomeni, previste dal successivo punto Il gestore comunica il rientro della suddetta fase, che avviene al cessare delle condizioni che l hanno determinata, con il ritorno alla vigilanza ordinaria Pericolo. Al verificarsi della fase di pericolo, il gestore, fermi restando gli obblighi di cui alla fase di vigilanza rinforzata, avvisa dell attivazione della fase e mantiene costantemente informati la DGdighe/UTD, il prefetto (che ove necessario attiva il Comando provinciale dei Vigili del fuoco), la Protezione civile regionale, l autorità idraulica ed il Dipartimento della protezione civile circa l evolversi della situazione e delle relative possibili conseguenze, e mette in atto tutti i provvedimenti necessari per contenere gli effetti dei fenomeni in corso; ha altresì l obbligo di garantire l intervento presso la diga dell ingegnere responsabile della sicurezza. La Protezione civile regionale allerta, secondo le proprie procedure, i sindaci dei comuni dell elenco di cui alla lettera i) del paragrafo 2.1 e gli enti locali del territorio regionale, interessati dall evento ai fini dell attivazione dei relativi piani di emergenza, e garantisce il coordinamento delle amministrazioni competenti per il «servizio di piena». Il prefetto, sentito l UTD e d intesa con la Protezione civile regionale, attua le procedure previste per questa fase dal piano di emergenza di cui al successivo punto 4 e informa, ove necessario, i prefetti competenti per i territori di valle potenzialmente interessati dai fenomeni. Per le dighe il cui alveo a valle, significativamente interessato dagli scenari di cui al Documento di Protezione civile, si estenda ai territori di più regioni, la Protezione civile regionale informa le protezioni civili delle regioni interessate a valle. 914 Il gestore comunica il rientro della suddetta fase che avviene al cessare delle condizioni che l hanno determinata, con il ritorno alla vigilanza rinforzata o direttamente alle condizioni di vigilanza ordinaria. Al termine dell evento il gestore è tenuto a presentare all UTD ed alla Protezione civile regionale una relazione a firma dell ingegnere responsabile su quanto manifestatosi e sui provvedimenti adottati Collasso diga. Al verificarsi della fase di collasso, il gestore, fermi restando gli obblighi di cui alle precedenti fasi, provvede immediatamente ad informare il prefetto (che attiva il Comando provinciale dei Vigili del fuoco e le Forze di polizia), la Protezione civile regionale, la DGDighe/UTD, i sindaci dei comuni individuati tra quelli presenti nell elenco di cui alla lettera i) del paragrafo 2.1 ed indicati nel Documento di Protezione civile ai fini dell applicazione della presente fase, il Dipartimento della Protezione civile, nonché i prefetti competenti per i territori di valle ove interessati dai fenomeni. Il prefetto della provincia in cui è ubicata la diga assume, coordinandosi con il Presidente della regione, la direzione unitaria dei servizi di emergenza da attivare a livello provinciale, ai sensi dell art. 14, della legge n. 225/1992 e successive modificazioni ed integrazioni, e in raccordo con la provincia, attua le procedure previste per questa fase dal piano di emergenza di cui al successivo punto 4, in coordinamento con la Protezione civile regionale, con i prefetti delle province di valle eventualmente interessate dall evento e con il Dipartimento della protezione civile. Restano ferme le attribuzioni di legge in caso di eventi di cui all art. 2, comma 1, lettera c) della legge n. 225/1992 e successive modificazioni ed integrazioni. La Protezione civile regionale fornisce continui aggiornamenti alle protezioni civili delle altre regioni a valle della diga, che provvedono a dare immediata informazione ai prefetti e agli enti locali dei territori interessati, per l attivazione delle misure previste dai relativi piani d emergenza Definizione della fase di allerta relativa al rischio idraulico per i territori a valle delle dighe («rischio idraulico a valle»). Ferme restando le cautele, le prescrizioni e le disposizioni di cui al punto 2.1, lettere n) e o), in generale, per ogni manovra degli organi di scarico che comporti fuoriuscite d acqua di entità tale da far temere situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, il gestore deve darne comunicazione, con adeguato preavviso, alle amministrazioni destinatarie delle comunicazioni di cui al punto 2.5. Ai fini della gestione degli scarichi dalla diga in termini di procedure di Protezione civile o servizio di piena (c.d. «rischio idraulico a valle»), sono definite una fase di preallerta e una fase di allerta, che comportano, per quanto applicabili, le stesse procedure previste rispettivamente per la fase di preallerta e per la fase di vigilanza rinforzata di cui a punti e 2.3.2, come integrate al punto 2.5, finalizzate, in questo caso, al monitoraggio delle portate e della propagazione dell onda di piena nel corso d acqua a valle dell invaso e, se del caso, all attivazione dei piani di emergenza. In caso di adozione del piano di laminazione ai sensi della Dir.P.C.M. 27 febbraio 2004 e successive modificazioni ed integrazioni la definizione delle fasi di allerta relative al rischio idraulico per i territori a valle delle dighe è stabilita nel piano di laminazione stesso, che integra il Documento di Protezione civile. In assenza di piano di laminazione, l autorità idraulica competente per il territorio di valle, con il supporto del centro funzionale decentrato, in coerenza con gli atti di pianificazione di bacino per rischio idraulico, convalida il valore, determinato dal gestore, della portata massima transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica - QAmax e definisce un valore di portata Qmin quale «soglia di attenzione scarico diga», tenuto conto della QAmax e delle criticità dell alveo di valle. Tale portata Qmin costituisce indicatore dell approssimarsi o manifestarsi di prefigurati scenari d evento (quali ad esempio esondazioni localizzate per situazioni particolari, lavori idraulici, presenza di restringimenti, attraversamenti, opere idrauliche, ecc.) ed è determinato in base alle situazioni che potrebbero insistere sull asta idraulica a valle della diga in corso di piena, tenendo conto dell apporto, in termini di portata, generabile dal bacino imbrifero a valle della diga. In maniera analoga sono definite le soglie incrementali Q al raggiungimento delle quali il gestore è tenuto ad ulteriori comunicazioni, secondo quanto stabilito nel paragrafo successivo. In funzione del bacino idrografico e sulla base delle caratteristiche della diga e dell invaso, possono essere definiti più valori della soglia di attenzione della portata che corrispondono ad azioni diverse nell ambito della stessa fase di allerta. Il gestore riceve, secondo le procedure di allerta regionali, gli avvisi di criticità idrogeologica e idraulica, secondo quanto indicato al punto 2.1, lettera j). In caso di evento di piena, previsto o in atto, il gestore provvede comunque ad informarsi tempestivamente, presso la Protezione civile regionale sull evolversi della situazione idrometeorologica. In tali condizioni di piena, prevista o in atto, il gestore attiva una fase di «preallerta per rischio idraulico» in previsione o comunque all inizio delle operazioni di scarico, se effettuate tramite apertura di paratoie a comando volontario o automatico, indipendentemente dal valore della portata. Il gestore attiva la fase di «allerta per rischio idraulico» quando le portate complessivamente scaricate dalla diga, inclusi gli scarichi a soglia libera e le portate turbinate (se rilevanti per entità e luogo di restituzione), superano il valore Qmin Azioni conseguenti all attivazione delle fasi di preallerta e allerta relative al rischio idraulico per i territori a valle delle dighe. L attivazione delle fasi di cui al precedente punto 2.4 è annotata sul registro della diga e comporta, da parte del gestore della diga, le comunicazioni e le azioni di seguito indicate in linea generale. Al verificarsi della fase di preallerta per rischio idraulico a valle, il gestore avvisa tempestivamente la Protezione civile regionale, l autorità idraulica e l UTD dell attivazione della fase e fornisce informazioni in merito al livello di invaso attuale, l ora presumibile dell apertura degli scarichi e la portata che si prevede di scaricare o scaricata. 1015 Il Documento di Protezione civile può stabilire una soglia minima di portata al di sotto della quale non è previsto l obbligo della comunicazione di cui sopra. Qualora, sulla base delle informazioni acquisite o ricevute, si preveda la prosecuzione o l intensificazione dell evento, il gestore si predispone, in termini organizzativi, a gestire le eventuali successive fasi di allerta per «rischio idraulico a valle» e/o per «rischio diga» e comunica alla Protezione civile regionale, all autorità idraulica ed all UTD competenti per il territorio in cui ricade la diga l andamento dei livelli di invaso, delle portate scaricate e l ora presumibile del raggiungimento della portata Qmin. Al verificarsi della fase di allerta per rischio idraulico a valle, il gestore avvisa dell attivazione della fase l autorità idraulica competente per l alveo a valle, la Protezione civile regionale, il prefetto, nonché l UTD, comunicando il superamento del valore Qmin e, successivamente, l eventuale raggiungimento delle soglie incrementali Q unitamente alle informazioni previste per la fase precedente. In tale fase il gestore è tenuto ad osservare, per quanto applicabili, gli obblighi previsti per la fase di vigilanza rinforzata per «rischio diga». In caso di definizione di più valori soglia, corrispondenti ad azioni diverse nell ambito della stessa fase di allerta, il Documento di Protezione civile specifica le ulteriori comunicazioni eventualmente necessarie. Le amministrazioni destinatarie delle comunicazioni valutano le informazioni fornite dal gestore nell ambito delle proprie procedure. La Protezione civile regionale, secondo le proprie procedure, garantisce l informazione e il coordinamento delle amministrazioni competenti per il «servizio di piena» e provvede ad allertare le province ed i comuni dell elenco di cui alla lettera i) del paragrafo 2.1 interessati dall evento nel territorio regionale ai fini dell eventuale attivazione dei piani di emergenza provinciali e comunali. Il prefetto vigilerà, se del caso, sulla attivazione dei piani di emergenza a valle della diga stessa. Il prefetto e la Protezione civile regionale attuano, se del caso, le azioni di coordinamento con i prefetti e le regioni competenti per i territori di valle potenzialmente interessati dai fenomeni. Nel caso in cui la situazione evolva verso condizioni di cui al paragrafo 2.2 o comunque in caso di contemporaneità tra le fasi per «rischio idraulico valle» e quelle per «rischio diga», si applicano le procedure previste per quest ultimo caso, integrate secondo il presente punto. Nel caso in cui la situazione non evolva verso condizioni di cui al paragrafo 2.2, il gestore comunica il rientro della fase, che avviene al cessare delle condizioni che l hanno determinata. In assenza di evento di piena, previsto o in atto, secondo quanto previsto dai FCEM e dalla circolare della Presidenza del Consiglio dei ministri n. DSTN/2/22806 del 13 dicembre 1995 (lettera B), ultimo comma), il gestore è tenuto a non superare, nel corso delle manovre degli organi di scarico connesse all ordinario esercizio, la massima portata transitabile in alveo a valle dello sbarramento contenuta nella fascia di pertinenza idraulica QAmax. Ai fini delle comunicazioni si applicano le procedure di cui ai punti precedenti; il Documento di Protezione civile stabilisce una soglia minima di portata al di sotto della quale non è previsto l obbligo di comunicazione. L effettuazione di prove di scarico e deflusso dalle dighe, anche ricadenti in territorio transfrontaliero, necessarie per motivi di pubblico interesse (ad es.: per la verifica di tratti d alveo critici a valle delle dighe stesse ovvero per la definizione di valori di soglia delle portate o per la taratura di modellistiche idrauliche o per prove di svaso od in generale ai fini pianificatori), è autorizzata dal prefetto competente per il territorio interessato idraulicamente dalla prova, previo parere vincolante della regione, per gli aspetti di Protezione civile e ambientali, dell autorità idraulica e della DGDighe, che definiscono anche le misure di tutela necessarie. Per le esercitazioni di Protezione civile comportanti rilasci dalle dighe resta fermo quanto previsto dalla circolare del Dipartimento della protezione civile DPC/ EME/ del 28 maggio Restano altresì fermi: le responsabilità del gestore in merito alla legittimità delle manovre degli scarichi; l applicazione del Progetto di gestione dell invaso alle manovre degli organi di scarico profondi da esso disciplinate in base all art. 114, del decreto legislativo n. 152/2006 e relativa regolamentazione attuativa; restano escluse dalla disciplina del progetto di gestione le manovre indicate all art. 7 del decreto ministeriale Ambiente 30 giugno 2004; gli obblighi per il gestore stabiliti dal FCEM riguardanti in particolare l attivazione del dispositivo di segnalazione acustica e i cartelli monitori; l obbligo per il gestore di preavviso nei confronti dell autorità idraulica circa l effettuazione delle manovre di controllo previste dall art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1363/ Comunicazioni, rubrica telefonica, informatizzazione dati. Nel Documento di Protezione civile devono essere indicate le modalità di comunicazione nelle diverse fasi di allerta, con preferenza ove possibile, rispetto al mezzo fax, per i mezzi di comunicazione telematica, in funzione dei modelli organizzativi in allertamento o emergenza dei soggetti e delle amministrazioni coinvolti. A tal fine, i soggetti e le amministrazioni di seguito indicati sono tenuti a conservare apposita rubrica contenente il nominativo, i numeri di telefono fisso e mobile/satellitare, i numeri di fax e gli indirizzi /pec di tutti gli altri soggetti e amministrazioni dell elenco, dei quali deve essere sempre garantita la reperibilità e la possibilità di attivazione per l intera durata delle fasi di allerta: gestore, ingegnere responsabile e suo sostituto; prefetto; Protezione civile regionale; centro funzionale decentrato; autorità idraulica competente/i per l alveo di valle; 1116 U f ficio tecnico per le dighe del M.I.T.; Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche del M.I.T.; Dipartimento della protezione civile (sala situazioni Italia e centro funzionale centrale); sindaci dei comuni individuati nell elenco di cui alla lettera i) del paragrafo 2.1 ai fini delle comunicazioni di cui al punto La prefettura-utg e la Protezione civile regionale garantiscono le funzioni di raccordo, anche in termini di comunicazioni, con le province e con i sindaci dei comuni dell elenco di cui alla lettera i) del paragrafo 2.1 i cui territori sono interessati dagli scenari di rischio previsti dal Documento di Protezione civile anche ai fini dell attivazione dei piani di emergenza nei casi da questi contemplati o comunque delle misure di salvaguardia della pubblica incolumità che si rendessero necessarie in conseguenza del sistema di allertamento previsto dalla presente direttiva. Resta fermo che all allertamento degli enti locali provvede la Protezione civile regionale, ad eccezione del caso previsto al punto «Collasso», per il quale immediata informativa ai sindaci dei comuni individuati nell elenco di cui alla lettera i) del paragrafo 2.1 ed indicati nel Documento di Protezione civile è garantita anche direttamente dal gestore. In caso di assetti particolari dei confini amministrativi a valle delle dighe, il Documento di Protezione civile specifica che alcuni degli allertamenti ordinariamente previsti «in serie», abbiano luogo in «parallelo» a carico del gestore (es. prefetture-utg a valle in caso di alveo di valle delimitante il confine tra due province o in caso di confine provinciale poco a valle della diga). Ciascun soggetto sopra elencato è tenuto a comunicare tempestivamente agli altri soggetti eventuali variazioni dei dati di reperibilità. A tal fine la DGDighe promuove la costituzione di una rubrica informatizzata, consultabile e aggiornabile dai soggetti interessati, in modalità telematica. Per le comunicazioni riguardati più uffici destinatari appartenenti alla stessa Amministrazione (es.: Protezione civile regione e CFD; DGDighe e UTD), è opportuno che il Documento di Protezione civile unifichi, per quanto possibile, il recapito riferimento. Per una più rapida diffusione delle informazioni volte alla regolazione dei deflussi a valle delle dighe, i gestori devono adottare le misure necessarie affinché i dati idrologici-idraulici (dati di monitoraggio del livello di invaso e delle portate scaricate) siano resi disponibili in continuo e in tempo reale, a mezzo contatti telematici, alle protezioni civili regionali/cfd e alla DGDighe. La DGDighe promuove, altresì, sulla base degli studi e dei dati informativi che i gestori sono tenuti a presentare in applicazione della circolare P.C.M. 13 dicembre 1995, n. DSTN/2/22806, l aggiornamento ove necessario, la digitalizzazione, nonché la messa a disposizione anche telematica, alle amministrazioni deputate alla pianificazione ed alla gestione delle emergenze, delle aree soggette ad allagamento in caso di piene artificiali connesse a manovre degli organi di scarico ed in conseguenza di ipotetico collasso dello sbarramento. 4. Pianificazione e gestione dell emergenza. Per ciascuna diga avente le caratteristiche di cui all art. 1 del decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1994, n. 584, la regione, in raccordo con le prefetture-utg territorialmente interessate, predispone e approva un piano di emergenza su base regionale (PED), per contrastare le situazioni di pericolo connesse con la propagazione di un onda di piena originata da manovre degli organi di scarico ovvero dall ipotetico collasso dello sbarramento. Nella predisposizione dei PED, collaborano con la regione e le prefetture-utg, secondo il principio di adeguatezza e nel rispetto dei criteri di efficacia ed efficienza della loro azione amministrativa i comuni di cui all elenco della lettera i) del paragrafo 2.1 e le province. Le prefetture-utg, in particolare, concorrono a detta pianificazione per quanto concerne gli aspetti connessi con le attivazioni in emergenza delle strutture statali del territorio di competenza. Nel caso l onda di piena possa interessare i territori di altre regioni, è la regione sul cui territorio è ubicata la diga a fornire alle altre amministrazioni regionali interessate le informazioni necessarie alla predisposizione e approvazione dei PED nei territori di competenza. Fatti salvi gli indirizzi regionali, eventualmente emanati ai sensi dell art. 108, del decreto legislativo n. 112/1998, in materia di pianificazione d emergenza degli enti locali, i PED devono considerare quanto previsto nei Documenti di Protezione civile di ciascuna diga e nei piani di laminazione, ove adottati, e devono riportare: gli scenari riguardanti le aree potenzialmente interessate dall onda di piena, originata sia da manovre degli organi di scarico sia dal collasso della diga; le strategie operative per fronteggiare una situazione di emergenza, mediante l allertamento, l allarme, le misure di salvaguardia anche preventive, l assistenza ed il soccorso della popolazione; il modello di intervento, che definisce il sistema di coordinamento con l individuazione dei soggetti interessati per il raggiungimento di tale obiettivo e l organizzazione dei centri operativi; prevede altresì specifiche attivazioni organizzate in fasi operative connesse alle fasi di allerta a loro volta correlate ai livelli di allertamento per rischio idraulico stabiliti dalle Direttive regionali previste nei menzionati Documenti di Protezione civile. I PED e le procedure di raccordo tra i differenti ambiti provinciali e regionali sono parte integrante delle pianificazioni provinciali e, ove predisposta, della pianificazione regionale di Protezione civile, di cui all art. 1 -bis, del decreto-legge n. 59/2012 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 100/2012. I comuni, i cui territori possono essere interessati da un onda di piena originata da manovre degli organi di scarico ovvero dall ipotetico collasso dello sbarramento, prevedono nel proprio piano di emergenza comunale o intercomunale, ai sensi dell art. 108 del decreto legislativo n. 112/1998 e dell art. 15 della legge n. 225/1992 e successive modificazioni ed integrazioni, una sezione dedicata alle specifiche misure organizzate per fasi di allertamento ed operative, congrue con quelle dei PED di allertamento, diramazione dell allarme, informazione, primo soccorso e assistenza alla popolazione esposta al pericolo derivante dalla propagazione della citata onda di 1217 piena. Tale attività si svolge con il supporto della prefettura-utg, della provincia e della regione, sulla base dello specifico PED e degli indirizzi regionali. Nelle more della definizione dei PED, i comuni elaborano detta sezione del piano di emergenza comunale o intercomunale. A tal fine gli enti competenti (regioni, province, prefetture-utg, distretti idrografici ed uffici tecnici per le dighe) forniscono ai comuni tutte le informazioni utili relativamente ai dati sulla pericolosità e sul rischio per la definizione dello scenario di riferimento, anche in relazione ai vigenti Documenti di Protezione civile ed ai piani di laminazione, ove adottati. Particolare cura dovrà essere posta relativamente alla previsione di adeguate iniziative di informazione alla popolazione sul rischio e sulle norme di comportamento da seguire prima, durante e dopo l evento. Fatte salve le attribuzioni in termini di gestione dell emergenza di cui all art. 14, comma 2 e all art. 15, comma 1 della legge n. 225/1992 e successive modificazioni ed integrazioni, in caso di eventi che richiedano l impiego di mezzi e risorse straordinarie ai sensi dell art. 2, lettera c) della medesima legge n. 225/1992, e in particolare in caso di eventi emergenziali suscettibili di interessare il territorio di più regioni, il Dipartimento della Protezione civile e le regioni interessate attuano il modello organizzativo per l intervento del livello nazionale a supporto e integrazione della risposta locale di Protezione civile, secondo quanto previsto nella direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2008, inerente gli «Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio A tal fine, le regioni trasmettono al Dipartimento della protezione civile i PED predisposti per le dighe insistenti sul proprio territorio. I piani di emergenza realizzati devono essere verificati tramite periodiche esercitazioni di Protezione civile, secondo quanto previsto dalla «circolare riguardante la programmazione e l organizzazione delle attività addestrative di Protezione civile» prot. n. DPC/EME/ del 28 maggio Le disposizioni di cui al presente punto costituiscono altresì riferimento a carattere generale per i piani d emergenza delle dighe di competenza regionale di cui all art. 89 del decreto legislativo n. 112/ Disposizioni transitorie e finali. La presente direttiva, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, sostituisce la circolare della Presidenza del Consiglio dei ministri 19 marzo 1996, n. DSTN/2/7019, ed integra altresì le disposizioni di cui alla circolare della Presidenza del Consiglio dei ministri 13 dicembre 1995, n. DSTN/2/22806, e della direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2004 e successive modificazioni ed integrazioni. Entro un anno dalla pubblicazione della presente direttiva, la Direzione generale per le dighe definisce, d intesa con le regioni, il Dipartimento della protezione civile e il Dipartimento dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero dell interno, un programma di aggiornamento, coordinato a livello regionale, dei documenti di Protezione civile già approvati, che devono essere modificati ed integrati secondo i criteri e le disposizioni ivi contenuti. Fino alla modifica del Documento di Protezione civile, restano ferme: le disposizioni contenute nei documenti protezione civile già approvati, ad eccezione dell obbligo di estendere anche alla Protezione civile regionale le comunicazioni da essi disciplinate, che deve intendersi operante a partire dalla entrata in vigore della presente direttiva; le procedure riguardanti le attività di contrasto del rischio idraulico per i territori a valle delle dighe già adottate dalle competenti autorità, le quali adeguano, se del caso, tali procedure ai presenti criteri. Per le dighe ubicate in Stato estero confinante ed inducenti rischio idraulico per i territori italiani, la Protezione civile regionale competente per i territori di valle, in raccordo con la DGDighe, il prefetto o i prefetti competenti per i territori di valle e la delegazione italiana della Commissione binazionale eventualmente istituita in base a specifico accordo tra gli Stati, promuove la definizione e l adozione, secondo gli ordinamenti applicabili, di documenti aventi contenuti ed obiettivi analoghi al Documento di Protezione civile. Per dette dighe devono essere definiti, per i territori italiani di valle, i piani di emergenza di cui al punto 4. All attuazione delle presente direttiva si provvede nell ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Roma, 8 luglio 2014 Il Presidente: RENZI Registrato alla Corte dei conti il 2 ottobre 2014 Ufficio controllo atti P.C.M., Ministeri giustizia e affari esteri, Reg. ne Prev. n A08499 DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 settembre Autorizzazione a bandire procedure di reclutamento in favore del comparto sicurezza - difesa e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ai sensi dell articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché autorizzazione ad assumere a tempo indeterminato per l anno 2014, ai sensi dell articolo 66, comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dell articolo 1, commi 89, 90 e 91, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 e dell articolo 1, comma 464, della legge 27 dicembre 2013, n IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l art. 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni ed integrazioni; Visto il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica, la perequazione tributaria e successive modificazioni ed integrazioni; 1318 Vista la legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010); Vista la legge 24 dicembre 2012, n. 228, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato e successive modificazioni ed integrazioni (legge di stabilità 2013); Vista la legge 27 dicembre 2013, n. 147, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014); Visto il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione della finanza pubblica e di competitività economica; Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni ed integrazioni; Visto il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario; Visto l art. 66, comma 9 -bis, del citato decreto-legge n. 112 del 2008, e successive modificazioni ed integrazioni, secondo cui per il triennio i Corpi di polizia e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco possono procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, con le modalità di cui al comma 10 dello stesso art. 66, nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente a una spesa pari al 20% di quella relativa al personale cessato dal servizio nel corso dell anno precedente e ad un numero di unità pari al 20% delle unità cessate dal servizio sempre nel corso dell anno precedente. La predetta facoltà assunzionale è fissata nella misura del cinquanta per cento nell anno 2015 e del cento per cento a decorrere dall anno 2016; Visto l art. 66, comma 10, del citato decreto-legge n. 112 del 2008, il quale richiama, ai fini dell autorizzazione ad assumere, la procedura prevista dall art. 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, previa richiesta delle amministrazioni interessate, corredata da analitica dimostrazione delle cessazioni avvenute nell anno precedente e delle conseguenti economie e dall individuazione delle unità da assumere e dei correlati oneri, asseverate dai relativi organi di controllo; Visto il decreto-legge del 31 agosto 2013 n. 101, convertito dalla legge 30 ottobre 2013 n.125 recante «Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni»; Visto il decreto-legge 24 giugno 2014 n. 90, concernente misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l efficienza degli uffici giudiziari; Visto l art. 3, comma 1, del suddetto decreto-legge n. 90 del 2014 secondo cui le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici possono procedere, per l anno 2014, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell anno precedente, con esclusione dei Corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e al comparto Scuola ai quali si applica la normativa di settore; Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 ed in particolare il predetto art. 35, comma 4, secondo periodo, come modificato dall art. 3, comma 10, del citato decreto-legge n. 90 del 2014 il quale dispone che «le determinazioni relative all avvio di procedure di reclutamento sono adottate da ciascuna amministrazione o ente sulla base della programmazione triennale del fabbisogno di personale deliberata ai sensi dell art. 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni ed integrazioni. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministro dell economia e finanze, sono autorizzati l avvio delle procedure concorsuali e le relative assunzioni del personale delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie e degli enti pubblici non economici.»; Visto l art. 1, comma 89, della citata legge 24 dicembre 2012, n. 228, il quale prevede, al fine di incrementare l efficienza nell impiego delle risorse tenendo conto della specificità e delle peculiari esigenze del comparto sicurezza-difesa e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che i Ministri dell interno, della difesa, dell economia e delle finanze, della giustizia e delle politiche agricole, alimentari e forestali, sulla base delle metodologie per la quantificazione dei relativi fabbisogni, individuate dal Ministero dell economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, procedono alla rimodulazione e alla riprogrammazione delle dotazioni dei programmi di spesa delle rispettive amministrazioni; Visto l art. 1, comma 90, della citata legge n. 228 del 2012 il quale prevede che le risorse disponibili individuate sulla base delle attività di cui al comma 89 sono iscritte in un apposito fondo istituito presso il Ministero dell economia e delle finanze, articolato in piani di gestione riferiti alle singole amministrazioni interessate, al fine di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato. Lo stesso comma prevede la possibilità per le amministrazioni del comparto sicurezza-difesa e per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, di procedere ad assunzioni di personale nel limite di un contingente complessivo corrispondente a una spesa annua lorda pari a 70 milioni di euro per l anno 2013 e a 120 milioni di euro a decorrere dall anno 2014; 1419 Visto l art. 1, comma 91, della ripetuta legge n. 228 del 2012, il quale prevede che le predette assunzioni siano autorizzate, anche in deroga alle percentuali del turn-over di cui all art. 66, comma 9 -bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, percentuali che possono essere incrementate fino al 50 per cento per ciascuno degli anni 2013 e 2014 e fino al 70 per cento per l anno 2015, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, nonché del Ministro responsabile dell amministrazione che intende procedere alle assunzioni; Vista la predetta legge n. 147 del 2013 e, in particolare l art. 1, comma 464, il quale dispone che «Al fine di incrementare l efficienza dell impiego delle risorse tenendo conto della specificità e delle peculiari esigenze del Comparto sicurezza e del Comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico, le relative amministrazioni possono procedere per l anno 2014, in deroga ai limiti di cui all art. 66, comma 9 -bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ed all art. 1, comma 91, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e, comunque, con un turnover complessivo relativo allo stesso anno non superiore al 55 per cento, ad ulteriori assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente complessivo corrispondente ad una spesa annua lorda pari a 51,5 milioni di euro per l anno 2014 e a 126 milioni di euro a decorrere dall anno 2015, con riserva di assunzione di unità per la Polizia di Stato, unità per l Arma dei carabinieri e 600 unità per il Corpo della guardia di finanza. A tale fine è istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell economia e delle finanze con una dotazione pari a 51,5 milioni di euro per l anno 2014 e a 126 milioni di euro a decorrere dall anno 2015.»; Vista la nota del 7 marzo 2014 prot. n. 333.A/9802.A. / del Ministero dell Interno - Dipartimento della pubblica sicurezza con la quale tutte le amministrazioni interessate hanno raggiunto un intesa su come suddividere il citato fondo, intesa di cui si tiene conto per la ripartizione del fondo riguardante le assunzioni autorizzate con il presente provvedimento, ai sensi dei citati art. 1, comma 91, della ripetuta legge n. 228 del 2012 e art. 1, comma 464, della richiamata legge n. 147 del 2013; Viste le note con le quali ciascuna amministrazione chiede le relative assunzioni con specifica degli oneri da sostenere, dando analitica dimostrazione delle cessazioni avvenute nell anno 2013 e delle risorse finanziarie che si rendono disponibili per le assunzioni relative all anno 2014, asseverate dai relativi organi di controllo, nonché le proposte dei rispettivi Ministri con le quali è stata richiesta, altresì, l autorizzazione all utilizzo della quota del fondo stanziato, con specifica degli oneri da sostenere, per le assunzioni relative all anno 2014, con indicazione della spesa prevista a regime; Visto il decreto-legge 28 dicembre 2012, n. 227, convertito dalla legge 1 febbraio 2013, n. 12 ed in particolare l art. 2, comma 5, in tema di utilizzo delle vacanze organiche del ruolo dei sovrintendenti della Polizia di Stato per le assunzioni di agenti, anche in eccedenza alla dotazione organica del ruolo degli agenti e assistenti di cui alla tabella A del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, nonché la disciplina sul riassorbimento delle conseguenti posizioni di soprannumero; Visto l art. 8, commi 2 e 4, del predetto decreto-legge n. 101 del 2013; Considerato che la ripartizione del fondo di cui all art. 1, comma 464, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, l onere delle assunzioni previste per l anno 2014, l onere della spesa a regime, nonché le unità di personale autorizzate, sono per ciascuna amministrazione coerenti con i limiti imposti dalla normativa ed in particolare con il vincolo secondo cui le assunzioni considerate possono, per l anno 2014, incrementare il turnover complessivo fino al 55 per cento, tenuto conto delle cessazioni relative all anno precedente; Considerato che le compatibilità delle richieste pervenute sono state valutate con esito favorevole rispetto al predetto regime delle assunzioni, nonché rispetto alle dotazioni organiche vigenti; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in data 23 aprile 2014 che dispone la delega di funzioni al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione On. le dott.ssa Maria Anna Madia; Su proposta del Ministro dell economia e delle finanze e del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, nonché del Ministro responsabile dell amministrazione che intende procedere alle assunzioni di cui al comma 90, della ripetuta legge n. 228 del 2012; Decreta: Art. 1. Autorizzazione ad assumere, ai sensi dell art. 66, comma 9 - bis, del decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 n Le amministrazioni del comparto sicurezza-difesa e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco indicate nella Tabella A allegata, che è parte integrante del presente provvedimento, sono autorizzate, a valere sulle risorse per le assunzioni relative all anno 2014, ai sensi dell art. 66, comma 9 -bis, del decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 n. 133, e successive modificazioni e integrazioni, ad assumere a tempo indeterminato le unità di personale per ciascuna indicate e per un onere a regime corrispondente all importo accanto specificato. Le stesse amministrazioni sono, altresì, autorizzate ad avviare le procedure concorsuali secondo quanto specificato nella medesima ta- 1520 bella. Per ciascuna amministrazione è, inoltre, indicato il limite massimo delle unità di personale e dell ammontare delle risorse disponibili per le assunzioni relative all anno 2014, nonché per ogni qualifica le procedure di reclutamento richieste dalle stesse, fermo restando il rispetto del vincolo previsto dall art. 1, comma 464, della legge n. 147 del Le predette Amministrazioni sono tenute a trasmettere, entro e non oltre il 30 aprile 2015, per le necessarie verifiche, alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per la funzione pubblica, Ufficio per l organizzazione, il reclutamento, le condizioni di lavoro ed il contenzioso nelle pubbliche amministrazioni, e al Ministero dell economia e delle finanze - Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, IGOP, i dati concernenti il personale assunto e la spesa annua lorda a regime effettivamente da sostenere. A completamento delle procedure di assunzione va altresì fornita da parte dell amministrazione dimostrazione del rispetto dei limiti di spesa previsti dal presente decreto. 3. All onere derivante dalle assunzioni di cui al comma 1 si provvede nell ambito delle disponibilità dei pertinenti capitoli dello stato di previsione della spesa del Ministero della difesa (Arma dei carabinieri), del Ministero della giustizia (Corpo di polizia penitenziaria) del Ministero dell Interno (Polizia di stato e Corpo nazionale dei vigili del fuoco), del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Corpo forestale dello Stato) del Ministero dell economia e delle finanze (Guardia di finanza). Art. 2. Autorizzazione ad assumere, ai sensi dell art. 1, comma 464, della legge 27 dicembre 2013, n Le amministrazioni del comparto sicurezza-difesa e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco indicate nella Tabella B allegata, che è parte integrante del presente provvedimento, possono procedere per l anno 2014, in deroga alle percentuali del turn-over di cui all art. 66, comma 9 -bis, del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, e ai sensi dell art. 1, comma 464, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, all assunzione di un contingente di personale a tempo indeterminato pari a complessive n unità, corrispondente ad una spesa complessiva per l anno 2014 pari ad ,57 e, a regime, pari ad ,78. Ciascuna delle amministrazioni, tenuto conto della ripartizione del fondo rappresentata, può procedere all assunzione a tempo indeterminato, secondo quanto riportato nella citata Tabella B, nel limite: delle unità di personale specificate; dell onere finanziario evidenziato per l anno 2014 con conseguente decorrenza delle relative assunzioni in data non anteriore a quella indicata; della spesa a regime corrispondente all importo accanto indicato. Le stesse amministrazioni sono, altresì, autorizzate ad avviare le procedure concorsuali secondo quanto specificato nella medesima tabella. All onere derivante dalle assunzioni di cui al comma 1 si provvede con le risorse previste dall art. 1, comma 464, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, iscritte nell apposito fondo istituito presso il Ministero dell economia e delle finanze. 2. Le predette amministrazioni sono tenute a trasmettere, entro e non oltre il 30 aprile 2015, per le necessarie verifiche, alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per la funzione pubblica, Ufficio per l organizzazione, il reclutamento, le condizioni di lavoro ed il contenzioso nelle pubbliche amministrazioni, e al Ministero dell economia e delle finanze - Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, IGOP, i dati concernenti il personale assunto e la spesa annua lorda a regime effettivamente da sostenere. A completamento delle procedure di assunzione va altresì fornita da parte dell amministrazione dimostrazione del rispetto dei limiti di spesa previsti dal presente decreto. Art. 3. Rimodulazione 1. Le amministrazioni che intendano avviare assunzioni per unità di personale appartenenti a categorie e professionalità diverse rispetto a quelle autorizzate con il presente decreto, fermo restando i limiti previsti nelle tabelle allegate, nonché il vincolo previsto dall art.1, comma 464, della legge n. 147 del 2013, possono avanzare richiesta di rimodulazione indirizzata sia alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per la funzione pubblica, Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni, sia al Ministero dell economia e delle finanze - Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, IGOP. Il presente decreto, previa registrazione da parte della Corte dei conti, sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 8 settembre 2014 Il Ministro dell economia e delle finanze PADOAN p. 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References: art. 45
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 Art. 3
 Art. 1
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 Art. 2
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 art. 1
 art. 89
 art. 5
 art. 1
 art. 43
 art. 24
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 art. 1
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