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Timestamp: 2018-07-18 16:26:18+00:00

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Palermo, la tela di Penelope dei porti turistici e il nuovo PRG tenuto nei cassetti | TimeSicilia
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Palermo i porti turistici di Arenella-Cala e Sant’Erasmo sono oggetto di appetiti inconfessabili, capaci di mobilitare poteri ministeriali ad azioni illegittime e tuttavia la città sembra indifferente di fronte all’arroganza di costoro. Il riferimento è alle forze del centrodestra protagoniste di questo affronto alla città. Ma pensiamo anche ai noti poteri occulti (mafia, massonerie, varie congregazioni), che dalle nostre parti condizionano pesantemente la vita di tutti noi.
Veniamo ai fatti. Il Comitato per la ‘Rinascita della Costa e del Mare a Palermo’, al quale aderiscono l’Università del capoluogo siciliano, la Scuola politecnica, il Dipartimento di Architettura, l’Ordine degli Architetti e l’Ordine degli Architetti pianificatori, nonché il Sols, l’Istitute Francaise ed il Goethe Institute, si batte per ridare alla città il suo mare, ma incontra un mare (la ripetizione è assolutamente voluta) di difficoltà a realizzare questo suo scopo, ma non demorde.
Noi apprezziamo questa tenacia, ve ne raccontiamo il percorso e ci impegniamo a sostenerlo. Il Comitato da anni si batte per la riqualificazione della costa palermitana e, in particolare, di quella sud-orientale. Si ricorda che fin dal 2012 avanzò la richiesta di riqualificarne il tratto compreso tra il porticciolo di Sant’Erasmo e la foce del fiume Oreto, richiesta rimasta senza esito. Figuriamoci: siamo in pieno territorio presidiato dai boss!
Ma già in precedenza (2006) il Comitato aveva intrapreso la via giudiziaria a carico del presidente dell’Autorità portuale, ingegnere Antonino Bevilacqua, del sindaco del tempo, Diego Cammarata, per la costruzione del nuovo porto, nonché a carico del Demanio Marittimo e del Comune di Palermo per l’inquinamento della costa (scarichi fognari abusivi e discarica).
Sul primo procedimento, malgrado siano emersi elementi di reato a carico sia dell’allora sindaco Cammarata, sia sul presidente dell’Autorità portuale, ingegnere Bevilacqua, la Procura della Repubblica del tempo ha chiesto di archiviare il processo istruttorio nonostante il parere negativo del Giudice per le indagini preliminari, che si opponeva e sollecitava la conclusione delle indagini. Così si è arrivati alla scadenza dei tempi di prescrizione.
Tuttavia un risultato importante era stato ottenuto: a seguito del processo penale erano stati bloccati i fondi già stanziati per la costruzione del porto. E’ stata di conseguenza scongiurata la sua costruzione. Era rimasta, però, sospesa la questione della competenza attribuita nel 2005 dal Ministero delle Infrastrutture, guidato all’epoca da Pietro Lunardi, all’Autorità portuale.
Da notare che questo provvedimento ministeriale disattende la decisione assunta dal Presidente della Repubblica dell’epoca, Carlo Azeglio Ciampi, che aveva attribuito la competenza della gestione del porticciolo dell’Acquasanta alla Regione e per essa al Comune di Palermo avendo preliminarmente acquisito il parere vincolante del Consiglio di Stato. Parere che, d’altra parte, non poteva essere diverso, atteso che in Italia tutti i porticcioli turistici e pescherecci erano gestiti dai rispettivi Comuni. Questo provvedimento dava risposta ad un ricorso presentato nel 1995 dal Sindaco di Palermo del tempo, Leoluca Orlando.
Il ministro Lunardi, su richiesta del sindaco Diego Cammarata, riperimetrò l’ambito portuale dall’Arenella a Sant’Erasmo restituendo la competenza gestionale all’Autorità portuale, unica eccezione in Italia: eccezione voluta dal centrodestra palermitano.
Veniamo all’attualità. Il 16 dicembre dello scorso anno, nella Sala dei Baroni di Palazzo Steri, sede del Rettorato universitario di Palermo, ha avuto luogo un convegno di studio e di proposta che ha avuto per tema: “Palermo e la sua Costa”. Giornata di studi promossa dal ‘Comitato per la Rinascita della Costa e del Mare a Palermo’. Il Comitato è presieduto da Gioacchino Lanza Tomasi ed è animato con grande dinamismo ed entusiasmo dall’avvocato Carlo Pezzino Rao. Coordinatore Francesco Lo Piccolo, ordinario di Urbanistica.
Il convegno ha provato a creare “una significativa occasione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’importanza strategica della valorizzazione della costa nord-est, sia per ricaratterizzare identitariamente Palermo come città di mare, sia per poter scoprire la bellezza del suo elemento emblematico circondato dall’incantevole paesaggio del golfo”, come recita il suo incipit.
Il convegno si è articolato su tre sessioni. La prima ha avuto per tema “Tutela, Bellezza, Progetto, Cultura ed Economie dei Paesaggi Urbani Costieri”; la seconda ha riguardato in particolare “La riqualificazione ambientale della Costa di Palermo” e la terza le “Esperienze di pianificazione e progettazioni in contesti urbani costieri”.
La prima sessione, la più corposa, è stata presieduta da Gioacchino Lanza Tomasi e presentata da Carlo Pezzino Rao e da Ferdinando Trapani, del Dipartimento di Architettura di Palermo, a cui hanno fatto seguito le relazioni di Frank Gorge, architetto di Amburgo che tratta il tema “Paesaggio come progetto”. E’ intervenuto anche il professore Salvatore Settis, accademico dei Lincei, che ha parlato di “Diritto al paesaggio, diritto alla città: dal tradimento al riscatto”.
Da segnalare anche gli interventi di Giuseppina Battaglia e Stefano Vassallo, della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo – sezione Beni Archeologici – che hanno sviluppato il tema: “Archeologia, conoscenza e programmazione urbanistica della Costa”. Giuseppe Barbera del Dipartimento Scienze Agrarie e Forestali dell’Università di Palermo, ha ricordato “Il sacco di Palermo”. Franco La Cecla, collaboratore del Laboratorio di Ricerca sulle città del Dams dell’Università di Bologna ha affrontato il tema del mare in una città. Maurizio Carta, del Dipartimento di Architettura, si è soffermato su un’interpretazione della città descrivendo la “Palermo, città liquida”, mentre Girolamo Cusimano, del Dipartimento Cultura e Società, ha parlato dei “Paesaggi immaginari”.
La seconda sessione è stata incentrata su “La riqualificazione ambientale della Costa di Palermo” ed è stata presieduta da Silvano Riggio, ordinario di Ecologia dell’Università di Palermo. Sono intervenuti anche Gaspare Viviani, del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, Aerospaziale e dei Materiali dell’Università di Palermo, Eugenio Cottone, del Consiglio nazionale dei Chimici.
La terza sessione, il cui tema è stato “Esperienze di pianificazione e di progettazione in contesti urbani costieri” è stato moderato da Ferdinando Trapani. Con interventi di Zoe Benoit, architetto parigino (“Rendere presente Sant’Erasmo, idee, sogni, progetti di rigenerazione urbana della borgata”) e Cristina Alga, dell’Ecomuseo ‘Mare Memoria Viva’ (“Cosa c’insegna il mare? Interventi di Rigenerazione Umana a Sant’Erasmo e dintorni””. Poi è intervenuto Roberto Collovà, autore del libro
“La strada di costa, i parchi nascosti”, Gaetano Licata, Giuseppe Marsala e Ignazia Pinzello, tutti del Dipartimento di Architettura.
Tra gli altri interventi, segnaliamo quello di Agostino Cangemi dell’omonimo studio; di Marco Alesi, di AM3 studi associati che hanno illustrato un’esperienza professionale sul lungomare di Balestrate realizzata nel 2014. Poi i titolari dello studio S&P di Marco Pinzella e Claudio Schifani (“Parco della Salute Livia Morello” in corso di realizzazione al Foro Italico di Palermo).
L’ultima relazione è stata quella dell’allora assessore alla Pianificazione Urbana e Territoriale, Mari , Coste e Sport del Comune di Palermo, Giuseppe Gini, che parlato dello studio di fattibilità del “Parco litoraneo Costa Sud”.
Al dibattito hanno partecipato i rappresentanti di numerose organizzazioni ambientaliste quali AIPIN, Fai, Salvare Palermo, Italia Nostra, la sezione palermitana dell’associazione nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte, WWF, Mirto Verde, Nostra Madonna di Rotolo e Associazione Addaura.
L’intervento conclusivo è stato pronunciato dal Salvatore Settis, che ha passato in rassegna i numerosi principi della Costituzione Italiana: articolo 9 (tutela del paesaggio), articolo 4 (promozione spirituale), articolo 3 (sviluppo personalità), articolo 21 (libertà di pensiero), articolo 33 (esercizio delle arti), articolo 32 (tutela ambiente, valore primario assoluto). La nostra Costituzione “…caso rarissimo nel panorama mondiale delle Costituzioni assicura ai propri cittadini quello che può definirsi il diritto alla cultura”.
“L’unione tra paesaggio e patrimonio artistico in Italia – ha detto Settis – ha una storia molto lunga. Il suo documento più antico viene dalla Sicilia, l’Ordine del Real Patrimonio di Sicilia del 21 agosto 1745, che imponeva la conservazione del patrimonio artistico (le antichità di Taormina) e i Boschi del Carpineto (Mascali) col Castagno dei Cento Cavalli (Parco dell’Etna)”.
Sin qui la cronaca degli avvenimenti. Proviamo ora ad osservare ciò che sta avvenendo da qualche mese a questa parte. Da quando il Consiglio comunale di Palermo – quello precedente – ha revocato la nomina, in autotutela, dell’ingegnere Nino Bevilacqua da presidente dell’Autorità portuale, che il sindaco Leoluca Orlando aveva confermato, si è provveduto a nominarne un nuovo presidente: si tratta di Pasqualino Monti, che ha già ricoperto tale ruolo nel porto di Civitavecchia.
Oggi l’area portuale, un tempo segnata da un profondo degrado, è stata trasformata in uno splendido e molto frequentato giardino pubblico. Il dottor Pasqualino Monti – che come abbiamo già ricordato è il nuovo presidente dell’Autorità portuale di Palermo – si è messo subito all’opera. Accogliendo la proposta di riqualificazione del tratto di costa Sant’Erasmo-Acqua dei Corsari avanzata dal ‘Comitato per la Rinascita della Costa e del Mare’, il 4 ottobre scorso ha avviato la procedura di revoca, in autotutela, della licenza di concessione n.22/2017 alla società che gestisce il distributore di carburante esistente sul marciapiedi antistante la banchina, avendone preliminarmente verificato l’illegittimità, in quanto la Sovrintendenza ai Beni culturali e Ambientali di Palermo non ha mai dato il parere preventivo, né risulta essere stato mai richiesto – fin dal 1960, data della prima concessione – e che mai la stessa avrebbe potuto rilasciare.
sempre su segnalazione dello stesso Comitato, la Soprintendenza ha sollecitato l’assessorato regionale Attività Produttive a “revocare le concessioni rilasciate ed emettere ordinanza di sgombero dell’area”. L’assessorato regionale il 26 settembre 2017 ha comunicato al gestore dell’impianto “l’avvio del procedimento di revoca” della licenza.
Questa lunga ricostruzione del percorso intrapreso dal ‘Comitato per la Rinascita della Costa e del Mare’ fin dall’ormai lontano 2012 per la tenacia con la quale si è battuto merita un breve commento, in particolare per il suo interlocutore principale, il Comune di Palermo.
Gli assessori alla Costa e al Mare che si sono succeduti: Giuseppe Gini prima e Sergio Marino poi, sono sicuramente sostenitori convinti del progetto di risanamento e recupero della costa e del mare. Tutto resta, però, precario per i repentini cambi di umore del sindaco Orlando. Al quale capita di innamorarsi delle idee avanzate dalla grande speculazione ed intraprendere strane avventure amministrative. Una per tutte: da oltre un anno è pronto il nuovo progetto di Piano Regolatore Generale (PRG) e da oltre un anno è tenuto ben conservato nei cassetti. Perché?
I maligni dicono che si attenderebbe l’approvazione del progetto di lottizzazione di quel che resta del verde tra Pallavicino e Partanna, secondo il famoso (o famigerato) masterplan di Confindustria Palermo. C’è da crederci? Ci auguriamo, per il bene della città, di sbagliarci.
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