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Timestamp: 2017-08-22 22:37:50+00:00

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cdf (prev.) art. 43 | Codice Deontologico Forense
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Vìola l’art. 29 ncdf (già art. 43 cdf), l’avvocato che richieda compensi eccessivi (nella specie, di oltre la metà) o per attività professionali non eseguite (nella specie, per la redazione di una transazione alla quale non aveva partecipato), o comunque maggiori di quelli già indicati in precedenza senza averne fatto espressa riserva.
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Logrieco, rel. Iacona), sentenza del 1° giugno 2017, n. 68
In senso conforme, tra le altre, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Logrieco, rel. Logrieco), sentenza del 9 marzo 2017, n. 13, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Salazar, rel. Esposito), sentenza del 7 marzo 2016, n. 39, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Perfetti, rel. Neri), sentenza del 22 dicembre 2014, n. 203, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Vermiglio, rel. Tacchini), sentenza del 8 giugno 2013, n. 94, Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. Mauro), sentenza del 21 luglio 2009, n. 79.
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 068/2017, cdf (nuovo) art. 29, cdf (prev.) art. 43
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 058/2017, cdf (nuovo) art. 29, cdf (nuovo) art. 31, cdf (prev.) art. 43, cdf (prev.) art. 44
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 056/2017, 057/2017, cdf (nuovo) art. 29, cdf (prev.) art. 43
La richiesta di un compenso sproporzionato
L’avvocato che richieda un compenso manifestamente sproporzionato e comunque eccessivo rispetto all’attività documentata, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo del dovere di correttezza e probità, a nulla rilevando ai fini della responsabilità disciplinare, l’eventuale assenza di dolo o la circostanza per cui il cliente abbia corrisposto la somma richiestagli.
In senso conforme, tra le altre, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Perfetti, rel. Florio), sentenza del 24 novembre 2014, n. 157.
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 041/2017, cdf (nuovo) art. 29, cdf (prev.) art. 06, cdf (prev.) art. 07, cdf (prev.) art. 08, cdf (prev.) art. 43
Vìola l’art. 29 ncdf (già art. 43 cdf), l’avvocato che, a causa del mancato spontaneo pagamento delle competenze professionali e senza averne fatto espressa riserva, richieda con una successiva comunicazione un compenso maggiore di quello già indicato in precedenza.
In senso conforme, tra le altre, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Salazar, rel. Esposito), sentenza del 7 marzo 2016, n. 39, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Perfetti, rel. Neri), sentenza del 22 dicembre 2014, n. 203, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Vermiglio, rel. Tacchini), sentenza del 8 giugno 2013, n. 94, Consiglio Nazionale Forense (pres. Alpa, rel. Mauro), sentenza del 21 luglio 2009, n. 79.
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 013/2017, cdf (nuovo) art. 29, cdf (prev.) art. 43
La richiesta di un compenso non dovuto è inidonea di per sé ad integrare la fattispecie deontologicamente rilevante consistente nella richiesta di un compenso sproporzionato od eccessivo (art. 29 ncdf, già art. 43 codice previgente), poiché quest’ultimo può valutarsi come tale solo solo al termine di un giudizio di relazione condotto con riferimento a due termini di comparazione, ossia l’attività espletata e la misura della sua remunerazione da ritenersi equa; solo una volta che sia stato quantificato l’importo ritenuto proporzionato può essere formulato il successivo giudizio di sproporzione o di eccessività che, come ovvio, presuppone che la somma richiesta superi notevolmente l’ammontare di quella ritenuta equa (Nel caso di specie, il professionista aveva richiesto un compenso più che doppio).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Logrieco), sentenza del 24 novembre 2016, n. 346
In senso conforme, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Vermiglio, rel. Tacchini), sentenza del 11 giugno 2015, n. 87, Consiglio Nazionale Forense (Pres. Alpa, Rel. Tacchini), sentenza del 20 febbraio 2012, n. 17.
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 346/2016, cdf (nuovo) art. 29, cdf (prev.) art. 43
Compenso professionale e criterio di proporzionalità
Nei rapporti tra avvocato e cliente, sussiste sempre la possibilità di concreto adeguamento del compenso al valore effettivo e sostanziale della controversia, ove sia ravvisabile una manifesta sproporzione con quello derivante dall’applicazione delle norme del codice di rito, in armonia con il principio generale di proporzionalità ed adeguatezza del compenso stesso all’opera professionale effettivamente prestata.
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Logrieco, rel. Logrieco), sentenza del 24 novembre 2016, n. 337
In senso conforme, sul principio che il criterio di proporzionalità di cui all’art. 29 ncdf (già art. 43 cdf) non possa essere derogato neppure convenzionalmente, cioè con il consenso del cliente, cfr. Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Savi), sentenza del 7 marzo 2016, n. 44, nonché Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Vermiglio, rel. Pisano), sentenza del 20 marzo 2014, n. 42, Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Vermiglio, Rel. Pisano), sentenza del 20 febbraio 2013, n. 9, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Perfetti, rel. Morlino), sentenza del 19 febbraio 2014, n. 3.
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 337/2016, cdf (nuovo) art. 29, cdf (prev.) art. 43
Il rifiuto di adempiere al mandato professionale in assenza di previo pagamento
Integra illecito deontologico il comportamento dell’avvocato che condizioni i diritti della parte assistita al pagamento del proprio compenso, senza congruo preavviso e quindi con violazione dei doveri connessi all’esercizio dell’attività professionale (Nel caso di specie, il professionista aveva subordinato, all’immediato pagamento della parcella appena emessa, la partecipazione all’imminente udienza. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della censura).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Perfetti, rel. Pasqualin), sentenza del 8 aprile 2016, n. 58
In senso conforme, tra le altre, Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Vermiglio, rel. Morlino), sentenza del 20 febbraio 2012, n. 23.
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 058/2016, cdf (nuovo) art. 29, cdf (prev.) art. 43
Compensi eccessivi: la parcella predisposta dal collaboratore di studio
Vìola l’art. 29 ncdf (già art. 43 cdf) l’avvocato che pretenda un compenso manifestamente sproporzionato ed ingiustificato in relazione alla qualità ed alla quantità dell’attività in concreto svolta, a nulla rilevando l’eventuale assenza di dolo, essendo sufficiente a fondare la responsabilità disciplinare la mera volontarietà e consapevolezza della condotta (Nel caso di specie, l’incolpato aveva sostenuto che la parcella, dallo stesso pure sottoscritta, fosse stata redatta da un collaboratore di studio, senza peraltro allegare una incolpevole svista ovvero un proprio comportamento omissivo concretizzatosi in una mancata incolpevole verifica).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Picchioni, rel. Savi), sentenza del 7 marzo 2016, n. 44
Pubblicato in Giurisprudenza CNF	| Contrassegnato 044/2016, cdf (nuovo) art. 29, cdf (prev.) art. 43
Compenso eccessivo: l’attività non conteggiata in parcella non scrimina la condotta
La rilevanza deontologica della richiesta di compenso eccessivo (art. 29 ncdf, già art. 43 cdf), non viene meno qualora l’importo stesso appaia congruo ove si conteggi anche l’ulteriore attività professionale, successiva alla parcella stessa e da questa non contemplata.

References: art. 43
 art. 43
 art. 43
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 art. 29
 art. 43
 art. 29
 art. 31
 art. 43
 art. 44
 art. 29
 art. 43
 sentenza 
 art. 29
 art. 06
 art. 07
 art. 08
 art. 43
 art. 43
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 art. 29
 art. 43
 art. 43
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 art. 29
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 art. 43
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 art. 29
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 art. 43
 art. 43
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 art. 29
 art. 43
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