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Timestamp: 2020-07-10 02:23:26+00:00

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Attribuzioni e modalita’ organizzative dell’Albo nazionale dei gestori ambientali | PortaleRifutiSpeciali
23 agosto 2014 19 novembre 2014 Mariano Fabris News Ambiente,Normativa
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante «Norme in materia ambientale» e, in particolare, l’articolo 194, comma 3, come modificato dall’articolo 24, comma 1, lettera d-bis), del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, e successivamente dall’articolo 9, comma 3-terdecies, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, nonche’ l’articolo 212, comma 15, come sostituito dall’articolo 25, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205;
Considerato che ai sensi del citato articolo 212, comma 15, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le attribuzioni e le modalita’ organizzative dell’Albo, i requisiti tecnici e finanziari delle imprese, i requisiti dei responsabili tecnici delle medesime, i termini e le modalita’ d’iscrizione, i diritti annuali d’iscrizione, sono definiti con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Comitato nazionale dell’Albo;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 8 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 aprile 2008, n. 99, come modificato dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 13 maggio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 luglio 2009, n. 165, recante la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, di attuazione dell’articolo 183, comma 1, lettera mm), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e della salute, 8 marzo 2010, n. 65, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 maggio 2010, n. 102, recante modalita’ semplificate per la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonche’ dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature;
1. L’Albo nazionale gestori ambientali, di seguito denominato Albo, costituito presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e’ articolato in un Comitato nazionale e in Sezioni regionali e provinciali per le province autonome di Trento e di Bolzano.
– Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita europee (GUCE).
– Si riporta il testo degli articoli 194, comma 3, e 212, comma 15, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2006, S.O.: «Art. 194 (Spedizioni transfrontaliere). – (Omissis).
3. Fatte salve le norme che disciplinano il trasporto internazionale di merci, le imprese che effettuano il trasporto transfrontaliero nel territorio italiano sono iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali di cui all’ art. 212. L’iscrizione all’Albo, qualora effettuata per il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri, non e’ subordinata alla prestazione delle garanzie finanziarie di cui al comma 10 del medesimo art. 212.».
«Art. 212 (Albo nazionale gestori ambientali). – (Omissis).
15. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il parere del Comitato nazionale, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto, sono definite le attribuzioni e le modalita’ organizzative dell’Albo, i requisiti tecnici e finanziari delle imprese, i requisiti dei responsabili tecnici delle medesime, i termini e le modalita’ di iscrizione, i diritti annuali d’iscrizione. Fino all’adozione del predetto decreto, continuano ad applicarsi, per quanto compatibili, le disposizioni del decreto del Ministro dell’ambiente 28 aprile 1998, n. 406, e delle deliberazioni del Comitato nazionale dell’Albo. Il decreto di cui al presente comma si informa ai seguenti principi:
a) individuazione di requisiti per l’iscrizione, validi per tutte le sezioni, al fine di uniformare le procedure;
b) coordinamento con la vigente normativa sull’autotrasporto, sul trasporto ferroviario, sul trasporto via mare e per via navigabile interna, in coerenza con la finalita’ di cui alla lettera a);
e) interconnessione e interoperabilita’ con le pubbliche amministrazioni competenti alla tenuta di pubblici registri;
f) riformulazione del sistema disciplinare – sanzionatorio dell’Albo e delle cause di cancellazione dell’iscrizione;
g) definizione delle competenze e delle responsabilita’ del responsabile tecnico.».
– Il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dell’8 aprile 2008 (Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall’art. 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 28 aprile 2008.
– Il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 13 maggio 2009 (Modifica del decreto 8 aprile 2008, recante la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall’art. 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 165 del 18 luglio 2009.
– Il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e della salute dell’8 marzo 2010, n. 65 (Regolamento recante modalita’ semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonche’ dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 4 maggio 2010.
– Si riporta il testo dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12 settembre 1988, S.O.: «Art. 17 (Regolamenti). – (Omissis).
1. Il Comitato nazionale dell’Albo e’ composto da diciannove membri, di comprovata e documentata esperienza tecnico-economica o giuridica nelle materie ambientali, nominati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e designati rispettivamente:
a) due dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di cui uno con funzioni di presidente;
h) uno dall’Unione italiana delle camere di commercio;
n) uno dalle organizzazioni che rappresentano le imprese che effettuano l’attivita’ di bonifica dei siti e di bonifica dei beni contenenti amianto.
2. Per ogni componente effettivo e’ nominato, con le modalita’ di cui al comma 1, un supplente.
3. Con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sono istituite sezioni speciali del Comitato nazionale per ogni singola attivita’ soggetta ad iscrizione all’Albo, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, e ne vengono fissati composizione e competenze.
4. Qualora i componenti di cui ai commi 1 e 2 non vengano designati entro il termine di trenta giorni dalla richiesta formulata dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Comitato nazionale e’ validamente costituito anche in assenza di tali designazioni, purche’ sia stata nominata la meta’ piu’ uno dei componenti effettivi.
5. Il Presidente del Comitato nazionale ha la rappresentanza dell’Albo, convoca le sedute in sede istruttoria e in sede deliberante e stabilisce l’ordine del giorno con modalita’ definite dallo stesso Comitato nazionale.
7. Ai fini di cui al comma 6 il Ministero stipula, tramite la Direzione generale citata, apposita convenzione con l’Unione italiana delle camere di commercio finalizzata a disciplinare gli aspetti economico – organizzativi dell’attivita’.
8. Il segretario del Comitato nazionale, scelto tra i funzionari del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e’ nominato dalla Direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche sentito il Comitato nazionale. Il Segretario ha la responsabilita’ del corretto funzionamento della segreteria, istruisce i provvedimenti da sottoporre all’esame del Comitato nazionale, ne cura l’attuazione e coordina l’attivita’ avvalendosi delle segreterie delle Sezioni regionali e delle Province autonome.
1. Ogni sezione regionale e provinciale e’ istituita con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ed e’ cosi’ composta:
2. Qualora i componenti di cui al comma 1 non vengano designati entro il termine di trenta giorni dalla richiesta formulata dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, le Sezioni regionali e provinciali sono validamente costituite anche in assenza di tali designazioni, purche’ sia stata nominata la meta’ piu’ uno dei componenti.
5. Il segretario della sezione e’ preposto all’ufficio e ha la responsabilita’ del suo corretto funzionamento, istruisce i provvedimenti della sezione, ne cura l’attuazione e organizza le attivita’ della sezione in base alle direttive del presidente.
c) fissa i criteri e le modalita’ di accertamento e di valutazione dei requisiti richiesti per lo svolgimento delle attivita’ oggetto d’iscrizione;
d) fissa i criteri per la valutazione dei requisiti professionali e le condizioni per lo svolgimento dell’incarico di responsabile tecnico e determina le modalita’ di accertamento e di aggiornamento della formazione professionale dello stesso Per lo svolgimento di tali attivita’ il Comitato nazionale puo’ istituire commissioni con la partecipazione di componenti delle Sezioni regionali e provinciali;
f) coordina l’attivita’ delle Sezioni regionali e provinciali e vigila sulle stesse, esercitando anche poteri sostitutivi nelle ipotesi previste;
g) disciplina le modalita’ per l’invio delle domande e delle comunicazioni all’Albo secondo procedure telematiche;
i) propone agli organi di controllo, autonomamente o su indicazione delle Sezioni regionali e provinciali, accertamenti ispettivi al fine di verificare l’effettiva sussistenza dei requisiti richiesti per lo svolgimento dell’attivita’ oggetto d’iscrizione all’Albo;
b) accettano le garanzie finanziarie richieste per l’esercizio dell’attivita’, ove previste;
d) effettuano attivita’ informative e formative per i soggetti iscritti all’Albo secondo i criteri stabiliti dal Comitato nazionale e sotto la sua supervisione;
e) redigono ed inviano al Comitato nazionale una relazione annuale sull’attivita’ svolta;
f) rendono disponibili al Comitato nazionale, in via telematica, i provvedimenti di iscrizione all’Albo, nonche’ i provvedimenti di sospensione, di revoca, di decadenza, di annullamento e di variazione dell’iscrizione ai fini dell’aggiornamento dell’Albo;
g) rilasciano con modalita’ telematica o, su richiesta, con modalita’ cartacea i provvedimenti deliberati;
l) curano lo svolgimento delle verifiche di cui all’articolo 13 in base alle direttive emesse dal Comitato nazionale. 2. Le Sezioni regionali e provinciali si conformano alle direttive del Comitato nazionale.
Funzionamento degli organi dell’Albo
1. I componenti effettivi e i componenti supplenti del Comitato nazionale, nonche’ i componenti delle Sezioni regionali e provinciali durano in carica cinque anni.
a) assenza ingiustificata del componente effettivo a piu’ di tre riunioni consecutive nel corso dell’anno solare;
b) assenza del componente effettivo ad almeno la meta’ delle riunioni nel corso dell’anno solare;
c) assenza del componente supplente a piu’ di due riunioni del Comitato nazionale di sua spettanza nel corso dell’anno solare.
a) assenza ingiustificata del componente a piu’ di tre riunioni consecutive nel corso dell’anno solare;
b) assenza del componente ad almeno la meta’ delle riunioni nel corso dell’anno solare.
4. Le deliberazioni del Comitato nazionale e delle Sezioni regionali e provinciali sono valide se sono presenti almeno la meta’ piu’ uno dei componenti nominati, sono adottate a maggioranza dei presenti; in caso di parita’ prevale il voto del presidente.
5. Alla copertura dei costi relativi al funzionamento del Comitato nazionale, delle Sezioni regionali e delle Province autonome, nonche’ dei relativi uffici di segreteria si provvede esclusivamente con le entrate derivanti dai diritti di segreteria e dai diritti annuali d’iscrizione, ai sensi dell’articolo 212, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
6. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono fissate le indennita’ di spettanza dei componenti e del segretario del Comitato nazionale, nonche’ dei componenti e del segretario delle Sezioni regionali e provinciali senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica.
– Si riporta il testo dell’art. 212, comma 17 del citato decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152: «Art. 212 (Albo nazionale gestori ambientali). – (Omissis).
17. Agli oneri per il funzionamento del Comitato nazionale e delle Sezioni regionali e provinciali si provvede con le entrate derivanti dai diritti di segreteria e dai diritti annuali d’iscrizione, secondo le previsioni, anche relative alle modalita’ di versamento e di utilizzo, che saranno determinate con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
Fino all’adozione del citato decreto, si applicano le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’ambiente in data 29 dicembre 1993, e successive modificazioni, e le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’ambiente in data 13 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 1° marzo 1995. Le somme di cui all’art. 7, comma 7, del decreto del Ministro dell’ambiente 29 dicembre 1993 sono versate al Capo XXXII, capitolo 2592, art. 04, dell’entrata del Bilancio dello Stato, per essere riassegnate, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, al Capitolo 7082 dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.».
Capo II Attivita’ dell’Albo
Attivita’ di gestione dei rifiuti per le quali e’ richiesta l’iscrizione all’Albo
1. L’iscrizione all’Albo e’ richiesta per le seguenti categorie di attivita’:
b) categoria 2-bis: produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonche’ i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantita’ non eccedenti trenta chilogrammi o trenta litri al giorno di cui all’articolo 212, comma 8, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
f) categoria 6: imprese che effettuano il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti di cui all’articolo 194, comma
3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
h) categoria 8: Intermediazione e commercio di rifiuti senza
detenzione dei rifiuti stessi;
2. Fermo restando quanto previsto all’articolo 212, comma 7, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nel rispetto delle norme che disciplinano il trasporto di merci, le iscrizioni nelle categorie 4 e 5 consentono l’esercizio delle attivita’ di cui alle categorie 2-bis e 3-bis se lo svolgimento di queste ultime attivita’ non comporta variazioni della categoria, della classe e della tipologia dei rifiuti per le quali l’impresa e’ iscritta. Il Comitato nazionale stabilisce i criteri per l’applicazione della presente disposizione.
3. Fatte salve le norme che disciplinano il trasporto internazionale di merci, le iscrizioni nelle categorie 1, 4 e 5 consentono l’esercizio delle attivita’ di cui alla categoria 6 se lo svolgimento di quest’ultima attivita’ non comporta variazioni della categoria, della classe e della tipologia dei rifiuti per le quali l’impresa e’ iscritta.
– Si riporta il testo degli articoli 212, commi 7 e 8, del citato decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152: «Art. 212 (Albo nazionale gestori ambientali). – (Omissis).
7. Gli enti e le imprese iscritte all’Albo per le attivita’ di raccolta e trasporto dei rifiuti pericolosi sono esonerate dall’obbligo di iscrizione per le attivita’ di raccolta e trasporto dei rifiuti non pericolosi a condizione che tale ultima attivita’ non comporti variazione della classe per la quale le imprese sono iscritte.
8. I produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonche’ i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantita’ non eccedenti trenta chilogrammi o trenta litri al giorno, non sono soggetti alle disposizioni di cui ai commi 5, 6, e 7 a condizione che tali operazioni costituiscano parte integrante ed accessoria dell’organizzazione dell’impresa dalla quale i rifiuti sono prodotti. Detti soggetti non sono tenuti alla prestazione delle garanzie finanziarie e sono iscritti in un’apposita sezione dell’Albo in base alla presentazione di una comunicazione alla sezione regionale o provinciale dell’Albo territorialmente competente che rilascia il relativo provvedimento entro i successivi trenta giorni. Con la comunicazione l’interessato attesta sotto la sua responsabilita’, ai sensi dell’art. 21 della legge n. 241 del 1990:
a) la sede dell’impresa, l’attivita’ o le attivita’ dai quali sono prodotti i rifiuti;
c) gli estremi identificativi e l’idoneita’ tecnica dei mezzi utilizzati per il trasporto dei rifiuti, tenuto anche conto delle modalita’ di effettuazione del trasporto medesimo;
d) l’avvenuto versamento del diritto annuale di registrazione di 50 euro rideterminabile ai sensi dell’art. 21 del decreto del Ministro dell’ambiente 28 aprile 1998, n. 406.».
– Il decreto ministeriale 8 marzo 2010, n. 65
«Regolamento recante modalita’ semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonche’ dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 4 maggio 2010. – Il testo dell’art. 194, comma 3, del citato decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e’ riportato nelle note alle premesse.
Categorie e classi delle attivita’ per le quali e’ richiesta l’iscrizione all’Albo
1. L’iscrizione all’Albo e’ articolata in categorie corrispondenti alle attivita’ di cui all’articolo 8, comma 1.
2. La categoria 1, di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), e’ suddivisa nelle seguenti classi, a seconda che la popolazione complessivamente servita sia:
a) quantita’ annua complessivamente gestita superiore o uguale a 200.000 tonnellate;
b) quantita’ annua complessivamente gestita superiore o uguale a 60.000 tonnellate e inferiore a 200.000 tonnellate;
c) quantita’ annua complessivamente gestita superiore o uguale a 15.000 tonnellate e inferiore a 60.000 tonnellate;
d) quantita’ annua complessivamente gestita superiore o uguale a 6.000 tonnellate e inferiore a 15.000 tonnellate;
e) quantita’ annua complessivamente gestita superiore o uguale a 3.000 tonnellate e inferiore a 6.000 tonnellate;
f) quantita’ annua complessivamente gestita inferiore a 3.000 tonnellate.
5. Il Comitato nazionale puo’, con propria deliberazione, modificare gli importi relativi ai lavori di bonifica cantierabili di cui al comma 4.
6. Il Comitato nazionale puo’ individuare specifiche e singole attivita’ rientranti nell’ambito delle categorie d’iscrizione di cui all’articolo 8 normandole in sottocategorie. Ai fini dell’iscrizione nella categoria 1 di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), il Comitato nazionale puo’ individuare sottocategorie le cui classi d’iscrizione sono basate sulla quantita’ annua di rifiuti complessivamente gestita.
h) siano in possesso dei requisiti di idoneita’ tecnica e di capacita’ finanziaria di cui al successivo articolo 11;
4. Le imprese e gli enti che fanno richiesta di iscrizione all’Albo devono nominare, a pena di improcedibilita’ della domanda, almeno un responsabile tecnico in possesso dei requisiti professionali stabiliti dal Comitato nazionale e dei requisiti di cui al comma 2, lettere c), d), f) e i).
– Si riporta il testo dell’art. 444 del codice di procedura penale: «Art. 444 (Applicazione della pena su richiesta). – 1. L’imputato e il pubblico ministero possono chiedere al giudice l’applicazione, nella specie e nella misura indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
1-bis. Sono esclusi dall’applicazione del comma 1 i procedimenti per i delitti di cui all’art. 51, commi 3-bis e 3-quater, i procedimenti per i delitti di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, primo, secondo, terzo e quinto comma, 600-quater, secondo comma, 600-quater.1, relativamente alla condotta di produzione o commercio di materiale pornografico, 600-quinquies, nonche’ 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies del codice penale, nonche’ quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi dell’art. 99, quarto comma, del codice penale, qualora la pena superi due anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
2. Se vi e’ il consenso anche della parte che non ha formulato la richiesta e non deve essere pronunciata sentenza di proscioglimento a norma dell’art. 129, il giudice, sulla base degli atti, se ritiene corrette la qualificazione giuridica del fatto, l’applicazione e la comparazione delle circostanze prospettate dalle parti, nonche’ congrua la pena indicata, ne dispone con sentenza l’applicazione enunciando nel dispositivo che vi e’ stata la richiesta delle parti. Se vi e’ costituzione di parte civile, il giudice non decide sulla relativa domanda; l’imputato e’ tuttavia condannato al pagamento delle spese sostenute dalla parte civile, salvo che ricorrano giusti motivi per la compensazione totale o parziale. Non si applica la disposizione dell’art. 75, comma 3.
3. La parte, nel formulare la richiesta, puo’ subordinarne l’efficacia, alla concessione della sospensione condizionale della pena. In questo caso il giudice, se ritiene che la sospensione condizionale non puo’ essere concessa, rigetta la richiesta.».
– Si riporta il testo dell’art. 167 del codice penale: «Art. 167 (Estinzione del reato). – Se, nei termini stabiliti, il condannato non commette un delitto, ovvero una contravvenzione della stessa indole, e adempie gli obblighi impostigli, il reato e’ estinto. In tal caso non ha luogo l’esecuzione delle pene.».
– Si riporta il testo dell’art. 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche’ nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 226 del 28 settembre 2011, S.O.: «Art. 67 (Effetti delle misure di prevenzione). – 1. Le persone alle quali sia stata applicata con provvedimento definitivo una delle misure di prevenzione previste dal libro I, titolo I, capo II non possono ottenere:
4. Il tribunale, salvo quanto previsto all’art. 68, dispone che i divieti e le decadenze previsti dai commi 1 e
2 operino anche nei confronti di chiunque conviva con la persona sottoposta alla misura di prevenzione nonche’ nei confronti di imprese, associazioni, societa’ e consorzi di cui la persona sottoposta a misura di prevenzione sia amministratore o determini in qualsiasi modo scelte e indirizzi. In tal caso i divieti sono efficaci per un periodo di cinque anni.
8. Le disposizioni dei commi 1, 2 e 4 si applicano anche nei confronti delle persone condannate con sentenza definitiva o, ancorche’ non definitiva, confermata in grado di appello, per uno dei delitti di cui all’art. 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale.».
Requisiti di idoneita’ tecnica e di capacita’ finanziaria
1. I requisiti di idoneita’ tecnica consistono:
b) nella disponibilita’ dell’attrezzatura tecnica necessaria, risultante, in particolare, dai mezzi d’opera, dagli attrezzi, dai materiali di cui l’impresa o l’ente dispone;
d) nell’eventuale esecuzione di opere o nello svolgimento di servizi nel settore per il quale e’ richiesta l’iscrizione o in ambiti affini.
2. La capacita’ finanziaria e’ dimostrata da documenti che comprovino le potenzialita’ economiche e finanziarie dell’impresa o dell’ente, quali il volume di affari, la capacita’ contributiva ai fini dell’I.V.A., il patrimonio, i bilanci, o da idonei affidamenti bancari.
3. L’idoneita’ tecnica e la capacita’ finanziaria devono essere adeguate alle attivita’ soggette all’iscrizione.
4. Il Comitato nazionale stabilisce i criteri specifici, le modalita’ e i termini per la dimostrazione dell’idoneita’ tecnica e della capacita’ finanziaria.
Compiti, responsabilita’ e requisiti del responsabile tecnico
1. Compito del responsabile tecnico e’ porre in essere azioni dirette ad assicurare la corretta organizzazione nella gestione dei rifiuti da parte dell’impresa nel rispetto della normativa vigente e di vigilare sulla corretta applicazione della stessa.
2. Il responsabile tecnico svolge la sua attivita’ in maniera effettiva e continuativa ed e’ responsabile dei compiti di cui al comma 1.
3. Il Comitato nazionale puo’ disciplinare piu’ nel dettaglio i compiti e le responsabilita’ del responsabile tecnico.
b) esperienza maturata in settori di attivita’ per i quali e’ richiesta l’iscrizione;
c) idoneita’ di cui all’articolo 13.
6. L’incarico di responsabile tecnico puo’ essere ricoperto da un soggetto esterno all’organizzazione dell’impresa. Il Comitato nazionale stabilisce i criteri e i limiti per l’assunzione degli incarichi.
1. L’idoneita’ di cui all’articolo 12, comma 4, lettera c), e’ attestata mediante una verifica iniziale della preparazione del soggetto e, con cadenza quinquennale, mediante verifiche volte a garantire il necessario aggiornamento.
2. Il Comitato nazionale definisce le materie, i contenuti, i criteri e le modalita’ di svolgimento delle verifiche di cui al comma 1.
3. E’ dispensato dalle verifiche il legale rappresentante dell’impresa che ricopre anche l’incarico di responsabile tecnico e che abbia maturato esperienza nel settore di attivita’ oggetto dell’iscrizione secondo criteri stabiliti con deliberazione del Comitato nazionale.
4. Il responsabile tecnico delle imprese e degli enti iscritti alla data di entrata in vigore della disciplina di cui al comma 2, puo’ continuare a svolgere la propria attivita’ in regime transitorio la cui durata, comunque non superiore al quinquennio, e’ stabilita con deliberazione del Comitato nazionale. Detti soggetti sono obbligati all’aggiornamento quinquennale.
1. Le domande e le comunicazioni relative all’iscrizione sono trasmesse alle Sezioni regionali e provinciali con modalita’ telematica mediante accesso all’apposito portale delle camere di commercio.
2. La documentazione trasmessa alle Sezioni regionali e provinciali e’ registrata nel sistema di protocollo informatico dell’Albo. Il protocollo e’ unico per ogni sezione regionale e provinciale, ha numerazione progressiva annuale ed e’ tenuto in conformita’ al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2001, S.O.
Procedimento d’iscrizione all’Albo
1. La domanda d’iscrizione all’Albo e’ presentata alla sezione regionale o provinciale nel cui territorio di competenza e’ stabilita la sede legale dell’impresa o dell’ente. Per le imprese e gli enti con sede legale all’estero la domanda di iscrizione all’Albo e’ presentata alla sezione regionale e provinciale nel cui territorio di competenza e’ ubicata la sede secondaria o il domicilio.
a) nomina del responsabile tecnico e dichiarazione, con firma autenticata, di accettazione dell’incarico;
b) autocertificazione relativa al rispetto dei requisiti e delle condizioni di cui all’articolo 10, comma 2, fatti salvi gli accertamenti d’ufficio ivi previsti, nonche’ documentazione comprovante l’idoneita’ tecnica e documentazione atta a dimostrare la capacita’ finanziaria secondo i criteri stabiliti dal Comitato nazionale ai sensi dell’articolo 11, comma 4;
c) un foglio notizie per ognuna delle categorie per cui si chiede l’iscrizione, fornito dalla sezione regionale o provinciale competente, nel quale il rappresentante legale dell’impresa deve dichiarare il tipo di attivita’, i mezzi, il personale impiegato, la quantita’ annua di rifiuti e ogni altra notizia utile;
3. In aggiunta a quanto previsto al comma 2, le imprese e gli enti che intendono effettuare attivita’ di raccolta e trasporto di rifiuti su strada corredano la domanda di iscrizione con la seguente, ulteriore, documentazione:
a) attestazione, redatta dal responsabile tecnico dell’impresa o dell’ente, dell’idoneita’ dei mezzi di trasporto in relazione ai tipi di rifiuti da trasportare;
b) copia conforme all’originale della carta di circolazione dei veicoli. Nel caso di intestatario della carta di circolazione diverso dal richiedente l’iscrizione, deve essere presentata la documentazione, prevista dalla vigente normativa in materia di autotrasporto, che attesti la piena ed esclusiva disponibilita’ dei veicoli;
c) documentazione attestante l’iscrizione al Registro elettronico nazionale delle imprese che esercitano la professione di trasportatore su strada istituito ai sensi del regolamento (Ce) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009, oppure, per le imprese egli enti la cui attivita’ di trasporto non rientra nel campo di applicazione dello stesso Regolamento, il possesso delle licenze o dei titoli previsti dalla vigente normativa.
4. In aggiunta a quanto previsto al comma 2, le imprese e gli enti che intendono effettuare esclusivamente attivita’ di trasporto transfrontaliero di rifiuti su strada corredano la domanda d’iscrizione con la seguente, ulteriore documentazione redatta in lingua italiana:
b) attestazione, redatta dal responsabile tecnico dell’impresa o dell’ente, dell’idoneita’ dei mezzi di trasporto in relazione ai tipi di rifiuti da trasportare;
d) disponibilita’ dei veicoli ai sensi del Regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009;
5. In aggiunta a quanto previsto al comma 2, le imprese e gli enti che intendono effettuare l’attivita’ di trasporto dei rifiuti per ferrovia devono corredare la domanda d’iscrizione con la seguente, ulteriore, documentazione:
6. In aggiunta a quanto previsto al comma 2, le imprese e gli enti che intendono effettuare l’attivita’ di trasporto dei rifiuti per via marittima e per via navigabile interna presentano idonea documentazione attestante la conformita’ delle navi che trasportano rifiuti al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2005, n. 134, alle norme che disciplinano il trasporto di carichi solidi alla rinfusa di cui al decreto del Ministro della marina mercantile 22 luglio 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 ottobre 1991, n. 240, S.O., in relazione ai tipi di rifiuti che si intendono trasportare.
8. Il termine di cui al comma 7 puo’ essere interrotto, per non piu’ di una volta, se risulti necessario acquisire ulteriori elementi oppure se la documentazione presentata a corredo della domanda non sia completa, e ricomincia a decorrere dal momento in cui pervengono alla sezione regionale o provinciale gli elementi e la documentazione richiesti. Qualora le imprese e gli enti non provvedano all’invio di quanto richiesto entro il termine di trenta giorni, la sezione regionale o provinciale rigetta la domanda di iscrizione.
10. Qualora l’iscrizione sia sottoposta a garanzia finanziaria, l’interessato, entro il termine di decadenza di novanta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 7, e’ tenuto a presentare alla sezione regionale o provinciale la garanzia finanziaria a favore dello Stato di cui all’articolo 17. La sezione regionale o provinciale accetta la garanzia finanziaria entro trenta giorni dalla ricezione della stessa e formalizza il provvedimento d’iscrizione.
– Il Regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009, che stabilisce norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l’attivita’ di trasportatore su strada e abroga la direttiva 96/26/CE del Consiglio e’ pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. L 300 del 14 novembre 2009.
– Il decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188, recante: «Attuazione della direttiva 2001/12/CE, della direttiva 2001/13/CE e della direttiva 2001/14/CE in materia ferroviaria.» e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 170 del 24 luglio 2003, S.O.
– Il decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162 (Attuazione delle direttive 2004/49/CE e 2004/51/CE relative alla sicurezza e allo sviluppo delle ferrovie comunitarie) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 del 8 ottobre 2007, S.O.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2005, n. 134 (Regolamento recante disciplina per le navi mercantili dei requisiti per l’imbarco, il trasporto e lo sbarco di merci pericolose.” e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 163 del 15 luglio 2005, S.O.
Procedure d’iscrizione semplificate
a) aziende speciali, consorzi di comuni e societa’ di gestione dei servizi pubblici di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per i servizi di gestione dei rifiuti urbani prodotti nei medesimi comuni;
b) imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonche’ i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantita’ non eccedenti trenta chilogrammi o trenta litri al giorno di cui all’articolo 212, comma 8, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
2. La comunicazione degli enti e delle imprese di cui al comma 1, lettera a) e’ effettuata dal comune o da uno dei comuni o dal consorzio di comuni nel cui interesse e’ svolta l’attivita’, il quale garantisce il possesso dei requisiti di idoneita’ tecnica e di capacita’ finanziaria richiesti ai sensi dell’articolo 11. Tale comunicazione deve essere corredata dalla seguente documentazione:
a) la sede dell’impresa, l’attivita’ o le attivita’ dalle quali sono prodotti i rifiuti;
4. Le imprese e gli enti di cui al comma 1, lettera c), attestano, con riferimento alle specifiche attivita’ esercitate, quanto previsto dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e della salute, 8 marzo 2010, n. 65.
5. Le Sezioni regionali e provinciali procedono a verificare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti richiesti per l’esercizio dell’attivita’ da parte degli enti e delle imprese iscritte ai sensi del presente articolo e, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione completa della prevista documentazione, deliberano l’iscrizione.
6. Qualora le Sezioni regionali e provinciali accertino il mancato rispetto dei presupposti o dei requisiti richiesti dispongono con provvedimento motivato il divieto di prosecuzione dell’attivita’, salvo che l’interessato non provveda a conformarsi alla normativa vigente entro il termine prefissato dalle Sezioni medesime.
– Il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000, S.O.
– Il testo dell’art. 212, comma 8, del citato decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e’ riportato nelle note all’art. 8.
– Si riporta il testo dell’art. 21, della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18 agosto 1990:
«Art. 21 (Disposizioni sanzionatorie). – 1. Con la denuncia o con la domanda di cui agli articoli 19 e 20 interessato deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni non e’ ammessa la conformazione dell’attivita’ e dei suoi effetti a legge o la sanatoria prevista dagli articoli medesimi ed il dichiarante e’ punito con la sanzione prevista dall’art. 483 del codice penale, salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato.
2. Le sanzioni attualmente previste in caso di svolgimento dell’attivita’ in carenza dell’atto di assenso dell’amministrazione o in difformita’ di esso si applicano anche nei riguardi di coloro i quali diano inizio all’attivita’ ai sensi degli articoli 19 e 20 in mancanza dei requisiti richiesti o, comunque, in contrasto con la normativa vigente.
2-bis. Restano ferme le attribuzioni di vigilanza, prevenzione e controllo su attivita’ soggette ad atti di assenso da parte di pubbliche amministrazioni previste da leggi vigenti, anche se e’ stato dato inizio all’attivita’ ai sensi degli articoli 19 e 20.».
1. L’iscrizione e’ subordinata alla presentazione di idonea garanzia finanziaria a favore dello Stato per le attivita’ di cui all’articolo 8, comma 1, lettere e) e h). L’iscrizione per le attivita’ di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a), e’ sottoposta a garanzia finanziaria per la sola raccolta e trasporto dei rifiuti urbani pericolosi.
4. Le modalita’ di presentazione e gli importi delle garanzie finanziarie di cui al comma 1, sono determinate, in relazione al tipo di attivita’ e alle diverse classi di cui agli articoli 8 e 9, con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze su proposta del Comitato nazionale.
– Il Regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 (Regolamento sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (Emas), che abroga il regolamento (Ce) n. 761/2001 e le decisioni della Commissione 2001/681/Ce e 2006/193/Ce) e’ pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 22 dicembre 2009 n. L 342.
– La legge 10 giugno 1982, n. 348 (Costituzione di cauzioni con polizze fidejussorie a garanzia di obbligazioni verso lo Stato ed altri enti pubblici) e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 161 del 14 giugno 1982.
2. Nel caso di variazione per incremento della dotazione dei veicoli, le imprese, ai fini dell’immediata utilizzazione dei veicoli stessi, allegano alla comunicazione di variazione una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorieta’ resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, secondo il modello approvato con deliberazione del Comitato nazionale.
4. In caso di trasferimento della sede legale nel territorio di competenza di altra sezione regionale rispetto a quella che ha provveduto all’iscrizione, la domanda di variazione e’ presentata alla sezione dell’Albo nel cui territorio di competenza la sede e’ trasferita. Quest’ultima provvede alla variazione dell’iscrizione dandone comunicazione alla sezione di provenienza che procede alla cancellazione dell’impresa dal proprio elenco.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e’ riportato nelle note all’art. 14.
1. L’efficacia dell’iscrizione all’Albo e’ sospesa dalle Sezioni regionali e provinciali nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 9 della legge 24 novembre 1981, n. 689, quando si verifichi e sia addebitabile all’impresa o ente:
2. La durata della sospensione non potra’ superare i centoventi giorni complessivi, ferma restando la possibilita’ per la sezione di individuare i singoli giorni di esecuzione del provvedimento che potranno essere anche non continuativi.
5. Il Comitato nazionale stabilisce i criteri per uniformare sul territorio nazionale l’applicazione della sospensione secondo ragionevolezza ed equita’.
– Si riporta il testo dell’art. 9 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 329 del 30 novembre 1981, S.O.:
«Art. 9 (Principio di specialita’). – Quando uno stesso fatto e’ punito da una disposizione penale e da una disposizione che prevede una sanzione amministrativa, ovvero da una pluralita’ di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative, si applica la disposizione speciale.
Ai fatti puniti dagli articoli 5, 6 e 12 della legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni ed integrazioni, si applicano soltanto le disposizioni penali, anche quando i fatti stessi sono puniti con sanzioni amministrative previste da disposizioni speciali in materia di produzione, commercio e igiene degli alimenti e delle bevande.».
b) vengano a mancare uno o piu’ requisiti di cui all’articolo 10, comma 2, ad eccezione di quanto previsto dalla lettera g) del medesimo comma;
f) permangano per piu’ di dodici mesi le condizioni di cui all’articolo 24, comma 7.
1. Le sanzioni di cui agli articoli 19 e 20, lettere b), d) ed e), sono applicate dalle Sezioni regionali e provinciali previa contestazione degli addebiti all’iscritto, al quale e’ assegnato un termine di trenta giorni per presentare eventuali deduzioni. Il soggetto iscritto, o il suo legale rappresentante, deve essere sentito personalmente quando nel termine predetto ne faccia richiesta.
Rinnovo dell’iscrizione all’Albo
2. La domanda di rinnovo dell’iscrizione deve essere presentata cinque mesi prima della scadenza dell’iscrizione e i termini previsti per la conclusione del relativo procedimento sono ridotti alla meta’.
3. Nel rispetto delle normative comunitarie, in sede di espletamento delle procedure previste per il rinnovo dell’iscrizione all’Albo, le imprese che risultino registrate ai sensi del regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009, o certificati UNI-EN ISO 14001 possono sostituire il nuovo provvedimento di iscrizione con autocertificazione resa alla sezione regionale o provinciale, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Detta autocertificazione deve essere accompagnata da una copia conforme del certificato di registrazione ottenuto ai sensi dei suddetti regolamenti, nonche’ da una denuncia di prosecuzione delle attivita’, attestante la conformita’ dell’impresa, dei mezzi e delle attrezzature alle prescrizioni legislative e regolamentari, con allegata certificazione dell’esperimento delle prove previste dalla normativa vigente.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e’ riportato nelle nota all’art. 14.
– Il Regolamento (CE) n. 1221/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009, e’ riportato nelle note all’art. 17.
1. Avverso le deliberazioni delle Sezioni regionali e provinciali, nonche’ delle sezioni di cui all’articolo 3, comma 3, gli interessati possono proporre ricorso in bollo al Comitato nazionale, ai sensi e per gli effetti del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, entro trenta giorni dalla comunicazione del relativo provvedimento, oggetto di ricorso.
2. Il Comitato nazionale ha facolta’, nella fase istruttoria dei ricorsi, di sospendere l’efficacia del provvedimento impugnato.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199 (Semplificazione dei procedimenti in materia di ricorsi amministrativi), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 13 del 17 gennaio 1972.
1. Le domande d’iscrizione, variazione o cancellazione sono assoggettate all’assolvimento di un diritto di segreteria. Tale diritto e’ fissato nella misura prevista per le denunce al registro delle imprese.
3. Le imprese e gli enti iscritti all’Albo sono tenuti alla corresponsione di un diritto annuale d’iscrizione secondo i seguenti ammontari:
a) imprese ed enti che effettuano attivita’ di gestione di rifiuti di cui all’articolo 8, comma 1, lettera a) d), e), f), g) ed h):
b) imprese ed enti che effettuano attivita’ di gestione dei rifiuti di cui all’articolo 8, comma 1, lettere i) ed l):
c) imprese ed enti che effettuano attivita’ di gestione dei rifiuti di cui all’articolo 8, comma 1, lettere b) e c), euro 50.
4. Il versamento del diritto annuale d’iscrizione e’ effettuato entro il 30 aprile di ogni anno tramite versamento su conto corrente postale, bonifico bancario o modalita’ telematica. In sede di prima iscrizione o di variazione di classe il pagamento del diritto corrisponde al rateo riferito al 31 dicembre relativamente ai mesi ricompresi dalla data d’iscrizione o di variazione di classe.
7. Fatto salvo quanto previsto all’articolo 20, comma 1, lettera f), l’omissione del pagamento del diritto annuo nei termini previsti comporta la sospensione d’ufficio dall’Albo, che permane fino a quando non venga data prova alla Sezione dell’effettuazione del pagamento.
Pubblicazione dell’Albo
2. I dati pubblicati sono oggetto di sola consultazione. Estrazione di copie, elenchi o altri dati pubblicati sono ottenuti secondo le modalita’ di cui all’articolo 24, comma 2.
1. Le iscrizioni relative alle attivita’ di cui all’articolo 8, comma 1, effettuate alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonche’ le garanzie finanziarie gia’ prestate, restano valide ed efficaci fino alla loro scadenza.
3. Restano, altresi’, valide ed efficaci le domande di iscrizione presentante fino alla data di entrata in vigore del presente decreto.
6. Nell’attesa delle norme che disciplinino il trasporto via mare dei rifiuti di cui all’articolo 265, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il trasporto dei rifiuti all’interno del territorio della laguna di Venezia avviene secondo le modalita’ disciplinate dal Comitato nazionale da emanarsi entro 6 mesi dall’entrata in vigore del presente regolamento.
7. In attesa del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza Stato-Regioni, che fissi i criteri generali per la definizione delle garanzie finanziarie da prestare a favore delle regioni di cui all’articolo 212, comma 11 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, restano in vigore il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 5 febbraio 2004, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 14 aprile 2004, n. 87, recante modalita’ ed importi delle garanzie finanziarie che devono essere prestate a favore dello Stato dalle imprese che effettuano le attivita’ di bonifica dei beni contenenti amianto, e il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 5 luglio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 17 settembre 2005, n. 217, recante modalita’ ed importi delle garanzie finanziarie che devono essere prestate a favore dello Stato dalle imprese che effettuano le attivita’ di bonifica dei siti.
8. Il decreto ministeriale 28 aprile 1998, n. 406, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 novembre 1998, n. 276, e’ abrogato con effetto dall’entrata in vigore del presente decreto.
Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Galletti
Registrato alla Corte dei conti il 12 agosto 2014
Ufficio controllo atti Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare, registro n. 1, foglio n. 3296
– Il decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 (Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10 dicembre 2010, S.O.
– Si riporta il testo degli articoli 265, comma 2, e 214, comma 11, del citato decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152:
«Art. 265 (Disposizioni transitorie). – (Omissis).
2. In attesa delle specifiche norme regolamentari e tecniche in materia di trasporto dei rifiuti, di cui all’art. 195, comma 2, lettera l), e fermo restando quanto previsto dall’ art. 188-ter e dal decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182, in materia di rifiuti prodotti dalle navi e residui di carico, i rifiuti sono assimilati alle merci per quanto concerne il regime normativo in materia di trasporti via mare e la disciplina delle operazioni di carico, scarico, trasbordo, deposito e maneggio in aree portuali. In particolare i rifiuti pericolosi sono assimilati alle merci pericolose.».
11. Le imprese che effettuano le attivita’ di bonifica dei siti e di bonifica dei beni contenenti amianto devono prestare idonee garanzie finanziarie a favore della regione territorialmente competente per ogni intervento di bonifica nel rispetto dei criteri generali di cui all’art. 195, comma 2, lettera g). Tali garanzie sono ridotte del cinquanta per cento per le imprese registrate ai sensi del regolamento (CE) n. 761/2001, e del quaranta per cento nel caso di imprese in possesso della certificazione ambientale ai sensi della norma Uni En Iso 14001.».
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2014-08-23&atto.codiceRedazionale=14G00131&elenco30giorni=false#sthash.tEwHndA6.dpuf
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ADR 2015 – La nuova rubrica per gli imballaggi di scarto UN 3509

References: articolo 212
 art. 212
 art. 212
 art. 04
 articolo 11
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 188