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Timestamp: 2020-08-04 11:37:00+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 4797 del 28/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 4797 del 28/02/2011
Cassazione civile sez. trib., 28/02/2011, (ud. 19/01/2011, dep. 28/02/2011), n.4797
sul ricorso 24416-2006 proposto da:
sul ricorso 28880-2006 proposto da:
B.A., elettivamente domiciliato in ROMA VIA GIUSEPPE
PALOMBINI n. 2 sc. A int. 1, presso lo studio dell’avvocato DE
avverso la sentenza n. 19/2006 della COMM. TRIBUTARIA 2^ GRADO di
TRENTO, depositata il 26/04/2006;
In data 6 giugno 1997 B.A. acquistò un terreno agricolo.
L’atto fu registrato con le agevolazioni di cui alla L. n. 604 del 1954. Il 6 dicembre 2004 fu notificato avviso di liquidazione delle ordinarie imposte di registro e ipotecaria, oltre interessi e spese, perchè non era stato presentato nel termine di un anno il certificato dell’Ispettorato agrario attestante la spettanza delle agevolazioni richieste. Il contribuente impugnò l’avviso. Il ricorso fu accolto in primo ed in secondo grado. L’Agenzia delle Entrate ricorre per la cassazione della sentenza d’appello con due motivi.
I ricorsi principale ed incidentale condizionato, proposti avverso la stessa sentenza, vanno riuniti (art. 335 c.p.c.).
Nella specie, è pacifico che il termine da ultimo indicato scadeva il 12 giugno 2003. Tanto rilevato, la Commissione di primo grado ha considerato prescritto il diritto azionato con l’avviso impugnato, notificato il 6 dicembre 2004. L’Ufficio ha proposto appello, invocando la proroga biennale concessa dalla L. n. 289 del 2002, art. 11, comma 1 (“Ai fini delle imposte di registro, ipotecaria, catastale… i valori dichiarati per i beni ovvero gli incrementi di valore assoggettabili a procedimento di valutazione sono definiti, ad istanza dei contribuenti da presentare entro il 16 ottobre 2003, con l’aumento del 25 per cento, a condizione che non sia stato notificato avviso di rettifica e liquidazione della maggiore imposta alla data di entrata in vigore della presente legge. Per gli stessi tributi, qualora l’istanza non sia stata presentata, o ai sensi del comma 3 sia priva di effetti, in deroga alla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 3, comma 3, i termini per la rettifica e la liquidazione della maggiore imposta sono prorogati di due anni”). La Commissione di secondo grado ha rigettato il gravame, osservando che la fattispecie è riconducile alla L. n. 289 del 2002, art. 11, comma 1 bis (“Le violazioni relative all’applicazione, con agevolazioni tributarie, delle imposte su atti, scritture, denunce e dichiarazioni di cui al comma 1, possono essere definite con il pagamento delle maggiori imposte a condizione che il contribuente provveda a presentare entro il 16 ottobre 2003 istanza con contestuale dichiarazione di non volere beneficiare dell’agevolazione precedentemente richiesta..”), che non riproduce la disposizione concernente la proroga biennale del potere di accertamento per l’ipotesi in cui il condono non sia richiesto.
La considerazione è corretta. La proroga di due anni per la rettifica e la liquidazione della maggiore imposta di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni e sull’INVIM, prevista dalla L. n. 289 del 2002, art. 11, comma 1, in caso di mancata presentazione o inefficacia dell’istanza di condono quanto ai valori dichiarati o agli incrementi di valore assoggettabili a procedimento di valutazione, è sicuramente applicabile anche all’ipotesi di cui al comma 1 bis, riguardante la definizione delle violazioni relative all’applicazione di agevolazioni tributarie sulle medesime imposte. Nell’uno e nell’altro caso, infatti, l’Ufficio è chiamato a valutare l’efficacia dell’istanza di definizione, cosicchè, trattandosi delle medesime imposte, sarebbe incongrua l’interpretazione che riconoscesse solo nella prima ipotesi la proroga dei termini per la rettifica e la liquidazione del dovuto (Cass. 12069/2010). La L. n. 289 del 2002, art. 11, comma 1, ultimo periodo non è del resto riferito, nel suo testuale tenore, soltanto alle controversie concernenti le questioni di estimazione (valori dichiarati e incrementi di valore assoggettabili a procedimento di valutazione) ma a “gli stessi tributi” elencati in apertura del comma (imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni e sull’incremento di valore degli immobili). Il comma 1 bis dell’articolo non aveva dunque necessità di riprodurre la frase concernente la proroga biennale per consentire la applicazione di quest’ultima anche alle violazioni relative alle agevolazioni tributarie, perchè esse erano già comprese nella proroga in base alla formulazione letterale del comma 1.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 11
 art. 3
 art. 11
 art. 11
 art. 11