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Timestamp: 2020-05-29 15:02:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1622 del 20/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1622 del 20/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/01/2017, (ud. 06/12/2016, dep.20/01/2017), n. 1622
sul ricorso 10330/2013 proposto da:
I.E., I.T., M.L.,
I.L., I.M., nella loro qualità di eredi di
I.A., elettivamente domiciliati in ROMA, C.SO TRIESTE 109, presso
lo studio dell’avvocato DONATO MONDELLI, che li rappresenta e
avverso la sentenza n. 49/25/2013 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE DI BARI – SEZIONE DISTACCATA DI FOGGIA, emessa il
05/02/2013 e depositata il 12/02/2013;
udito l’Avvocato Donato Mondali, per i controricorrenti, che si
L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, contro la sentenza della CTR Puglia indicata in epigrafe, con la quale è stato parzialmente accolto il ricorso di I.L., M.L., I.T., I.M., quali eredi di I.A., avverso il diniego di rimborso IRAP per gli anni dal 2000 al 2009.
Le parti intimate hanno depositato controricorso, eccependo il giudicato esterno nonchè l’inammissibilità ed infondatezza del ricorso.
Con l’unico motivo proposto l’Agenzia prospetta la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 2 e 3.
Premesso che l’eccezione di giudicato esterno formulata dalle parti controricorrenti è inammissibile integrando un motivo di censura alla sentenza di appello che avrebbe dovuto essere proposto con ricorso incidentale e, comunque, infondata in relazione all’autonomia dei singoli anni di imposta ai fini IRAP ed all’impossibilità di considerare coperti da giudicato elementi fattuali relativi a singole annualità e alla conseguente irrilevanza, con riferimento all’IRAP, dei presupposti fattuali acclarati per le annualità già definite il ricorso, ammissibile in rito, è manifestamente infondato.
Ed invero, la CTR ha escluso il carattere dell’autonoma organizzazione ai fini IRAP in base alla circostanza che la segretaria part-time e le spese inerenti allo studio non integravano il requisito dell’autonoma organizzazione.
Orbene, a fronte di tale accertamento, l’Agenzia prospetta il deficit della sentenza impugnata per non avere esaminato gli elementi rappresentati dai compensi per lavoro dipendente e corrisposti a terzi, riproducendo nel motivo di ricorso la fotocopia di uno specchietto già contenuto nell’atto di appello riportante alcuni dati numerici.
Ma tale generica censura si scontra con i principi giurisprudenziali espressi da questa Corte in tema di IRAP, secondo i quali con riguardo al presupposto dell’IRAP, il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive” – cfr. Cass. S.U. n. 9451/2016.
Orbene, se nessuna rilevanza poteva essere data ai compensi corrisposti all’unica segretaria part-time, la censura che riguarda l’omessa considerazione dei compensi a terzi è stata formulata, per altro verso, in modo assolutamente generico, senza alcuna specificazione idonea a dimostrare che per ciascuna annualità l’importo dei compensi aveva superato la soglia del minimo indispensabile per lo svolgimento dell’attività professionale.
L’intervento chiarificatore delle S.U. impone la compensazione delle spese processuali.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 art. 2
 Cass.