Source: http://avvocatoblog.it/tag/risarcimento-danni/page/2/
Timestamp: 2017-11-18 12:07:54+00:00

Document:
Risarcimento danni Archivi - Pagina 2 di 3 - Avvocatoblog
Pubblicato il 20/10/2009 da Simone Falusi 44 commenti
Risposta: alle procedure liquidative dei danni conseguenti alla circolazione dei veicoli sono dedicati gli artt. 143 e ss.del codice delle assicurazioni private approvato con il decreto legislativo n. 209 del 7 settembre 2005 ed aggiornato con le modifiche introdotte dal Decreto legislativo n. 198 del 6 novembre 2007 e dal Decreto Legge 3 giugno 2008, n. 97.
Richiesta di risarcimento del danno all’assicurazione a mezzo lettera racc. a/r a cui allegare copia del modulo CAI. Quando il modulo è firmato congiuntamente da entrambi i conducenti coinvolti nel sinistro si presume, salvo prova contraria da parte dell’impresa di assicurazione, che il sinistro si sia verificato nelle circostanze, con le modalità e con le conseguenze risultanti dal modulo stesso.
Per i sinistri con soli danni a cose, la richiesta di risarcimento deve recare l’indicazione del codice fiscale degli aventi diritto al risarcimento e del luogo, dei giorni e delle ore in cui le cose danneggiate sono disponibili per l’ispezione diretta ad accertare l’entita’ del danno. Entro sessanta giorni dalla ricezione di tale documentazione, l’impresa di assicurazione formula al danneggiato congrua e motivata offerta per il risarcimento ovvero comunica specificatamente i motivi per i quali non ritiene di fare offerta. Il termine di sessanta giorni e’ ridotto a trenta quando il modulo di denuncia sia stato sottoscritto dai conducenti coinvolti nel sinistro.
L’obbligo di proporre al danneggiato congrua e motivata offerta per il risarcimento del danno, ovvero di comunicare i motivi per cui non si ritiene di fare offerta, sussiste anche per i sinistri che abbiano causato lesioni personali o il decesso. La richiesta di risarcimento deve essere presentata dal danneggiato o dagli aventi diritto con le modalita’ indicate sopra. La richiesta deve contenere l’indicazione del codice fiscale degli aventi diritto al risarcimento e la descrizione delle circostanze nelle quali si e’ verificato il sinistro ed essere accompagnata, ai fini dell’accertamento e della valutazione del danno da parte dell’impresa, dai dati relativi all’eta’, all’attivita’ del danneggiato, al suo reddito, all’entita’ delle lesioni subite, da attestazione medica comprovante l’avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti, ecc.. L’impresa di assicurazione e’ tenuta a provvedere all’adempimento del predetto obbligo entro novanta giorni dalla ricezione di tale documentazione.
Il danneggiato, pendenti i termini di ai punti precedenti (60 o 90) non puo’ rifiutare gli accertamenti strettamente necessari alla valutazione del danno alla persona da parte dell’impresa. Qualora cio’ accada, i predetti termini sono sospesi. L’impresa di assicurazione puo’ richiedere ai competenti organi di polizia le informazioni acquisite relativamente alle modalita’ dell’incidente, alla residenza e al domicilio delle parti e alla targa di immatricolazione o altro analogo segno distintivo, ma e’ tenuta al rispetto dei suddetti termini anche in caso di sinistro che abbia determinato sia danni a cose che lesioni personali o il decesso.
Se il danneggiato dichiara di accettare la somma offertagli, l’impresa provvede al pagamento entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione. Entro ugual termine l’impresa corrisponde la somma offerta al danneggiato che abbia comunicato di non accettare l’offerta. La somma in tal modo corrisposta e’ imputata nella liquidazione definitiva del danno. Decorsi trenta giorni dalla comunicazione senza che l’interessato abbia fatto pervenire alcuna risposta, l’impresa corrisponde al danneggiato la somma offerta.
Procedura Indennizzo diretto. In caso di sinistro tra due veicoli a motore identificati ed assicurati per la responsabilità civile obbligatoria, dal quale siano derivati danni ai veicoli coinvolti o ai loro conducenti, i danneggiati devono rivolgere la richiesta di risarcimento all’impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato. La procedura di risarcimento diretto riguarda i danni al veicolo nonchè i danni alle cose trasportate di proprietà dell’assicurato o del conducente. Essa si applica anche al danno alla persona subito dal conducente non responsabile se risulta contenuto nel limite previsto dall’articolo 139 CdA. La procedura non si applica ai sinistri che coinvolgono veicoli immatricolati all’estero ed al risarcimento del danno subito dal terzo trasportato come disciplinato dall’articolo 141 CdA.
Nel caso in cui non sia possibile ottenere il risarcimento dei danni all’esito della procedura sopra descritta, il danneggiato può promuovere l’azione giudiziaria: l’azione per il risarcimento dei danni causati dalla circolazione dei veicolo per i quali vi è obbligo di assicurazione, potrà dunque essere proposta solo dopo che siano decorsi i termini di cui ai precedenti punti 1 e 2, e quindi sessanta giorni, ovvero novanta in caso di danno alla persona, decorrenti da quello in cui il danneggiato abbia chiesto all’impresa di assicurazione il risarcimento del danno, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Archiviato in:Risarcimento danni Etichettato con:incidente stradale, Risarcimento danni
Pubblicato il 26/05/2009 da Simone Falusi 1 commento
Sinistri stradali ed indennizzo diretto
Egr. Avv. Falusi,
sono una Sua neo-collega. Le scrivo per avere un chiarimento. Dal codice delle assicurazioni non si capisce bene una cosa o, forse, non la capisco io, ossia, se io sono il danneggiato, la richiesta di risarcimento la invio alla mia assicurazione, id est della vettura di mia proprietà, ma se devo citare in giudizio qualcuno, chi cito? La mia società assicurativa o quella del danneggiante? E devo pure citare il danneggiante?
Avv. Francesca C.
Risposta: con il D.Lgs. 7-9-2005 n. 209, (Codice delle Assicurazioni Private) è stata introdotta la c.d. procedura di indennizzo diretto che prevede un nuovo sistema risarcitorio dei danni conseguenti ad un sinistro stradale; in buona sostanza il sistema prevede che il danneggiato per ottenere il risarcimento dei danni subiti dovrà rivolgersi non più all’assicurazione del soggetto che gli ha procurato il danno (come nelsisteme previegente della legge 990/69) ma direttamente alla propria compagnia assicuratrice; il comma 1 dell’art. 149, stabilisce infatti che “…i danneggiati devono rivolgere la loro richiesta di risarcimento all’impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto relativo al veicolo utilizzato…”. Dunque, la richiesta non va rivolta all’assicuratore del responsabile civile, quanto, piuttosto, al proprio assicuratore. L’art. 150 demanda poi ad un successivo decreto attuativo la regolamentazione dettagliata dell’indennizzo diretto: tale decreto è rappresentato dal D.P.R. 254/2006 (in vigore dal 1/1/2007 ed applicabile ai sinistri vrificatisi dopo il 1/2/2007).
Bisogna aggiungere che la procedura di indennizzo diretto non si applica a tutti i sinistri stradali, ma solo ad alcune categorie (incidente che vede coinvolti due veicoli a motore assicurati per l’r.c.auto e con esclusione di qui sinistri da cui siano derivate lesioni alla persona di particolare gravità (invalidità permanente superiore al 9%); l’indenizzo diretto non trova applicazione quando sono coinvolti pedoni, ciclisti i beni immobili etc.). Laddove non trova appliazione l’indennizzo diretto, si applicherà la procedura “ordinaria” prevista ora dall’art. 148 del Codice delle Assicurazioni private (richiesta di risarcimento del danno alla compagnia assicuratrice del responsabilie civile).
In caso di esito infruttuoso della fase stragiudiziale il danneggiato che vuole agire in giudizio per il risarcimento del danno, deve proporre azione diretta “nei soli confronti della propria impresa di assicurazione. L’impresa di assicurazione del veicolo del responsabile può chiedere di intervenire nel giudizio e può estromettere l’altra impresa…” (Art. 149 CdA). Quindi il danneggiante deve esercitare l’azione risarcitoria nei confronti della propria assicurazione, con esclusione di quella del veicolo del responsabile del sinistro.
Ma tale esclusione non riguarda il soggetto danneggiante. Si ritene, infatti, che la norma in questione, quando stabilisce che l’azione diretta debba essere proposta “solo nei soli confronti della propria impresa di assicurazione”, vuol dire che non si debba coinvolgere nel giudizio anche l’impresa del responsabile, “ma non ci si può spingere sino a sostenere che il giudizio risarcitorio non debba coinvolgere anche il responsabile. Infatti, se vi è un richiamo all’istituto dell’azione diretta, in quest’ultimo è sempre prevista come essenziale la partecipazione del responsabile, il quale anche nella previsione di cui all’art. 144, conserva la qualità di litisconsorte necessario” (Criscuolo M. in La R.C. Auto dopo la riforma delle Assicurazioni, Ed. Simone, Napoli 2006). L’art. 144 del D.lgs. 209/2005, al 3° comma, infatti impone che “nel giudizio promosso contro l’impresa di assicurazione è chiamato anche il responsabile del danno”.
Quindi nei casi in cui trova applicazione l’indennizzo diretto, il danneggiante dovrà esercitare l’azione diretta di risarcimento del danno contro la propria compagnia assicuratrice ed il responsabile civile del danno con esclusione della impresa assicuratrice di quest’ultimo.
Archiviato in:Risarcimento danni Etichettato con:incidenti stradali, indennizzo diretto, Risarcimento danni, sinistri
Disservizio telefonico e risarcimento del danno
Tribunale di Montepulciano – sentenza 74/2009
Se il gestore telefonico non provvede al trasloco della linea richiesto dall’utente a seguito del cambiamento di residenza e quest’ultimo rimane per molto tempo privo del servizio telefonico, si ha diritto al risarcimento del danno.
Questo il “succo” della sentenza emessa dal Tribunale di Montepulciano che ha ritenuto che il disservizio telefonico determini in questo caso una violazione dei diritti dell’utente alla libertà di comunicazione ed alla manifestazione del pensiero tutelati dagli artt. 15 e 21 della Costituzione.
La vicenda riguardava il caso di un cittadino che aveva chiesto il trasloco dell’utenza telefonica alla nuova abitazione. Senonchè il gestore telefonico risponde alla richiesta solo dopo 1 annocomunicando all’utente che l’attribuzione di una nuova utenza. A questo punto l’utente cita il gestore al fine di veder risarcito il danno subito a causa del disservizio.
Archiviato in:Risarcimento danni Etichettato con:disservizio telefonico, Risarcimento danni, sentenza
Pubblicato il 07/04/2009 da Simone Falusi Lascia un commento
Morso del cane randagio: spetta alla ASL (e non al Comune) risarcire i danni
Corte di Cassazione, Sezione III – sentenza 29 gennaio – 3 aprile 2009, n. 8137
Il risarcimento dei danni provocati ad una persona in seguito ai morsi di un cane randagio devono essere pagati dalla ASL territorialmente competente (e non dal Comune). Questo è quanto precisato dalla Corte di Cassazione, che ha spiegato che ”per l’omessa vigilanza sui cani randagi, la legittimazione passiva spetta alla locale Azienda sanitaria, succeduta alla Usl, e non al Comune, sul quale, perciò, non può ritenersi ricadente il giudizio di imputazione dei danni dipendenti dal suddetto eventò”.
La Corte ha inoltre osservato come il caso portato al suo esame “rappresenti un’ipotesi di risarcimento danni conseguente ad un fenomeno di randagismo. Trattasi di materia regolata nell’ambito della legge-quadro 14 agosto 1991, n. 28 (come, peraltro, evidenziato nella stessa sentenza impugnata) da leggi regionali; in particolare la legge 24 novembre 2001, n. 16 della regione Campania [ applicabile al caso di specie] ha affidato le relative competenze ai servizi veterinari delle A.S.L. (che, a mente dell’art. 5 lett. c) della legge regionale, «attivano il servizio di accalappiamento dei cani vaganti ed il loro trasferimento presso i canili pubblici»)”.
Nessuna responsabilità, viceversa, èimputabile al Comune in quanto “in seguito al riordino del servizio sanitario conseguente al d.lgs. n. 502 del 1992, risulta reciso il «cordone ombelicale» fra Comuni e USL (così Corte cost., 24/06/2003, n. 220) con la trasformazione delle unità sanitarie locali in aziende sanitarie locali e con il mutamento della configurazione giuridica di queste ultime, non più strutture operative dei comuni, ma aziende dipendenti dalla regione, strumentali per l’erogazione dei servizi sanitari di competenza regionale…”
Archiviato in:Risarcimento danni Etichettato con:Animali, Asl, randagismo, Risarcimento danni
Pubblicato il 27/03/2009 da Simone Falusi Lascia un commento
Anche la casalinga, in caso di sinistro, ha diritto al risarcimento del danno patrimoniale
Corte di Cassazione, Sezione III, sentenza n. 6658/09
Il danno patito da una casalinga a seguito di infortunio rientra, a pieno titolo, nell’ambito di un danno alla capacità lavorativa specifica. Le casalinghe, pur senza avere uno stipendio mensile, svolgono comunque un lavoro a tutti gli effetti. E, in caso di incidente stradale, la donna che lavora in casa ha diritto al risarcimento del danno patrimoniale per ridotta capacità lavorativa. È quanto afferma la Corte di Cassazione nella sentenza 6658/09 secondo cui ” la casalinga, pur non percependo reddito monetizzato, volge un’attività suscettibile di valutazione economica, che non si esaurisce nell’espletamento delle sole faccende domestiche, ma si estende al coordinamento della vita familiare, per cui costituisce danno patrimoniale (come tale, autonomamente risarcibile rispetto al danno biologico) quello che la predetta subisca in conseguenza della riduzione della propria capacità lavorativa “
Archiviato in:Risarcimento danni Etichettato con:casalinga, Risarcimento danni

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza

 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza