Source: http://uicbs.it/news/dettagli/6097
Timestamp: 2020-08-10 08:04:48+00:00

Document:
Decreto Legge 34 del 19 maggio 2020 - Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ONLUS/APS sezione territoriale di Brescia
Decreto Legge 34 del 19 maggio 2020
Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (GU n.128 del 19-5-2020 - Suppl. Ordinario n. 21)
In data 19 maggio 2020 è stato approvato il Decreto Legge (definito “Decreto Rilancio”), che contiene, oltre ad altri passaggi significativi, norme importanti di interesse per le persone con disabilità
Benefici a tutela della disabilità
Proroga fino al 31 luglio 2020 del congedo parentale Covid-19 per la cura dei figli durante il periodo di sospensione delle attività scolastiche
Art. 72 “Modifiche agli articoli 23 e 25 in materia di specifici congedi per i dipendenti” Al comma 1, lett. a), è rinnovato fino al 31 luglio 2020 il congedo parentale Covid-19 che può essere fruito da uno solo dei genitori o da entrambi, ma non negli stessi giorni e sempre nel limite complessivo (sia individuale che di coppia) di 15 giorni per nucleo familiare (continuativi o frazionati) per figli di età fino a 12 anni – e non per singolo figlio - (senza limiti di età se con disabilità) retribuito al 50 per cento. I suddetti periodi sono coperti da contribuzione figurativa. Chi non ha ancora usufruito del congedo parentale Covid-19 dal 5 marzo, può sommare il residuo di congedo a cui aggiungere gli ulteriori 15 giorni (per complessivi giorni 30 di congedo Covid-19 nel periodo compreso fra il 5 marzo e il 31 luglio 2020). Mentre chi ha usato già i 15 giorni precedenti, può usare i rimanenti 15 giorni.
In alternativa alla proroga del congedo parentale Covid-19 – presentata dal genitore stesso o dall’altro genitore appartenente al nucleo familiare - al comma 1, lett. c), è rinnovato il bonus di euro 600 l’acquisto dei servizi di baby sitting (che passa a euro 1.200, solo per chi non ne ha usufruito nei mesi di marzo e aprile); tale bonus potrà essere utilizzato direttamente dal richiedente per l’iscrizione ai centri estivi, ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi di prima infanzia. Nota bene: la fruizione di detto bonus è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido.
Meritano di essere ricordate alcune precisazioni circa l’utilizzo del congedo Covid-19:
1. È possibile cumulare, fino al 31 luglio p.v., il congedo COVID-19, ad esempio, con i giorni di congedo parentale, i giorni di permesso retribuito legge 104/92 così come estesi all’art. 73 del Decreto “Rilancio” (6 + 12 per maggio e giugno) ed anche i giorni di congedo straordinario biennale di cui all’art. 42, comma 5, del decreto legislativo 151/2001, per l’assistenza a familiari con grave disabilità. Pertanto, il congedo parentale Covid-19, che, come detto, può essere richiesto anche in modalità frazionata a giorni, si alterna con l’attività lavorativa, ovvero con altre tipologie di permesso o congedo (ad esempio, ferie, giorni di permesso legge 104/92, giorni di congedo straordinario per assistenza a disabili gravi, congedo parentale ordinario, etc.).
Nota bene: Se, da un lato, il congedo Covid-19 è incompatibile con la contemporanea – negli stessi giorni – fruizione del congedo parentale per lo stesso figlio da parte dell’altro genitore appartenente al nucleo familiare, dall’altro è invece possibile fruire del congedo Covid-19 nelle stesse giornate in cui l’altro genitore stia fruendo, anche per lo stesso figlio, dei permessi legge 104/92; ciò in quanto si tratta di benefici diretti a salvaguardare due situazioni diverse non contemporaneamente tutelabili tramite l’utilizzazione di un solo istituto (congedo parentale).
2. Come prima detto, il congedo Covid-19 è alternativo al servizio baby-sitting. L’eventuale domanda per i servizi di baby-sitting presentata da un genitore mentre l’altro genitore, all’interno dello stesso nucleo familiare, fruisce del congedo COVID-19, verrà respinta.
3. Il congedo parentale Covid-19 è fruibile a condizione che nel nucleo familiare l’altro genitore non sia disoccupato o non lavoratore.
4. La fruizione del congedo Covid-19 è incompatibile con la contemporanea (negli stessi giorni) percezione da parte dell’altro genitore appartenente al nucleo familiare di strumenti di sostegno al reddito che lo astengono dal lavoro per l’intera giornata, quali Cassa Integrazione, NASpI e Disoccupazione, etc. Diversamente, nel caso in cui il genitore sia beneficiario di un trattamento di integrazione salariale per riduzione dell’orario di lavoro, per cui continua a prestare la propria attività lavorativa, sebbene a orario ridotto, l’altro genitore è ammesso alla fruizione del beneficio Covid-19.
5. Il congedo Covid-19 è, altresì, compatibile con: malattia (In caso di malattia di uno dei genitori appartenente allo stesso nucleo familiare, l'altro genitore può fruire del congedo Covid-19 oppure del congedo parentale, in quanto la presenza di un evento morboso potrebbe presupporre un’incapacità di prendersi cura del figlio), lavoro agile (la fruizione del congedo Covid-19 è compatibile con la prestazione di lavoro in modalità smart-working dell’altro genitore, in quanto il genitore che svolge l’attività lavorativa da casa non può comunque occuparsi della cura dei figli), ferie (la fruizione del congedo Covid-19 è compatibile con la contemporanea (negli stessi giorni) fruizione di ferie dell’altro genitore appartenente al nucleo familiare), aspettativa non retribuita (l’aspettativa non retribuita determina una sospensione del rapporto di lavoro e non una cessazione dello stesso; per tale ragione, il soggetto che ne beneficia non può essere qualificato come disoccupato o non occupato, in quanto il rapporto di lavoro sussiste e vige il diritto alla conservazione del posto di lavoro).
Estensione per i mesi di maggio e giugno 2020 di ulteriori 12 giorni di permesso legge 104/92
Art. 73 “Modifiche all’art. 24 in materia di permessi retribuiti ex articolo 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104” Al comma 1, è prevista l’estensione dei permessi 104/92, con ulteriori 12 giorni per maggio e giugno. Come per il periodo marzo/aprile (Cfr. Decreto “Cura Italia”convertito con legge n. 27 del 24/04/2020), anche per i mesi di maggio e giugno sono concessi 12 giorni aggiuntivi complessivi di permesso lavorativo a chi assiste un familiare con grave disabilità o al lavoratore disabile grave per sé stesso. I 12 giorni si aggiungono a quelli ordinariamente previsti (3 giorni per maggio, e 3 giorni per giugno). Il totale del periodo è quindi 12+3+3 = 18 giorni lavorativi di permesso.
Tali permessi possono essere anche frazionati in ore.
Meritano di essere ricordate alcune precisazioni già espresse da INPS e dal Ministero della pubblica amministrazione sul punto:
1. I lavoratori già in cassa integrazione a zero non possono beneficiare dei permessi legge 104/92; in caso di sospensione dell'attività lavorativa a zero ore non spetta alcun giorno di permesso retribuito, compresi quelli legge 104/92 (lo precisa l’INPS con Circolare n. 130 del 15/09/2017, al punto 2.4.4 e Messaggio INPS n. 1621 del 15/04/2020, par. 4). Le 12 giornate previste dall’articolo 73 del decreto-legge n. 34/2020 sono soggette alle regole generali dei permessi di cui alla legge n. 104/1992. Pertanto, in caso di CIG/FIS con sospensione a zero ore non vengono riconosciute le giornate di permesso. In caso di CIG/FIS con riduzione di orario, le 12 giornate possono essere fruite riproporzionando le giornate spettanti in base alla ridotta prestazione lavorativa richiesta,secondo le regole del part-time verticale.Ciò a meno che il lavoratore disabile, ovvero colui che presta assistenza al familiare disabile grave, non fosse già in permesso legge 104/92 prima dell'avvio della Cassa integrazione.
2. I lavoratori del pubblico impiego, per l’estensione dei permessi legge 104/92, continueranno ad interfacciarsi direttamente con la Amministrazione con cui lavorano (non c’è alcun adempimento personale diretto sul sito dell’INPS).
3. Se si ha diritto a 6 giorni di permesso al mese per due familiari, ora si avrà diritto, per i mesi di maggio e giugno 2020, a 36 giorni di permesso retribuito (6 giorni a maggio + 6 giorni giugno + 24 giorni da poter utilizzare fra maggio e giugno).
4. In caso di rapporto di lavoro part-time, va distinta la modalità verticale, da quella orizzontale. Per il part-time verticale, i 12 giorni verranno riparametrati (Orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part time/orario medio settimanale teoricamente eseguibile a tempo pieno) X 12). Per il part-time orizzontale, non andrà effettuato alcun riproporzionamento.
5. Come detto prima, in favore dei genitori di figli con disabilità grave, nel periodo di sospensione dei servizi educativi e scolastici, è possibile cumulare il congedo parentale per emergenza Covid-19, o in alternativa il bonus per servizi di baby-sitting, con i giorni di permesso retribuito legge 104/92 e con il congedo straordinario biennale di cui all’art. 42, comma 5, del Decreto legislativo 151/2001.
6. Nota bene: se il lavoratore disabile grave usufruisce, per se stesso, dei permessi legge 104/92 “ad ore” (art. 33, comma 6), l’Interessato, per avvalersi dell’estensione ex art. 73 del Decreto legge n. 34/2020 (concepita dal Legislatore “a giorni”, art. 33, comma 3) dovrà necessariamente fare un passaggio autorizzativo con l’INPS se è un dipendente privato (con la propria Amministrazione, se è un dipendente pubblico), presentando una nuova domanda di permesso legge 104/92, con modalità “a giorni” (art. 33, comma 3). La decorrenza andrà indicata dal giorno successivo alla presentazione della nuova domanda. Sebbene alcune sedi INPS si siano dimostrate flessibili sul punto, si ritiene, secondo la formalità della prassi amministrativa, che tale passaggio di cambio modalità sia, in ogni caso, essenziale da parte del lavoratore disabile grave fruitore dei permessi ad ore, perché altrimenti potrebbe esporsi, nel futuro, a problemi in termini di copertura economica e contributiva degli ulteriori 12 giorni di permesso legge 104/92, qualora non riuscisse a dimostrare di essere stato previamente autorizzato dalla propria Sede INPS all’uso dei permessi legge 104/92 “a giorni” in vigenza della fruizione di tali permessi “ad ore” (art. 33, comma 6, legge 104/92) – l’art. 73 fa più volte riferimento al termine “ordinariamente previsto”. Una volta passata l’emergenza, sarà fatta salva, naturalmente, la facoltà per il lavoratore disabile grave di ripristinare la modalità oraria di permesso legge 104/92, sempre previa presentazione della relativa domanda nelle modalità consuete.
7. Come prima detto, le 12 giornate previste dall’articolo 73 del decreto-legge n. 34/2020 sono soggette alle regole generali dei permessi di cui alla legge 104/92. Pertanto, come i permessi ordinari (3 giorni/due ore) previsti dalla legge 104/92, anche i permessi legge 104/92 aggiuntivi sono interamente retribuiti e coperti da contribuzione previdenziale e vengono concessi anche se l’altro genitore o altro familiare non lavorano.
Proroga fino al 31 luglio 2020 del periodo di malattia, equiparato al ricovero ospedaliero
Art. 74 “Modifiche all’art. 26 in materia di tutela del periodo di sorveglianza attiva” All’art. 26 comma 2 del decreto legge “Cura Italia” (così come modificato in sede di conversione con legge n. 27 del 24/04/2020), le parole “fino al 30 aprile 2020” sono sostituite dalle seguenti: “fino al 30 luglio 2020”. Questo vale sia per i dipendenti del pubblico che del privato.
La formulazione dell’articolo, fatta salva dall’art. 74 del decreto legge “Rilancio” e prorogata fino al 31 luglio 2020, è, pertanto, la seguente: “Fino al 30 luglio 2020 per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché per i lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 87, comma 1, primo periodo, del presente decreto ed è prescritto dalle competenti autorità sanitarie, nonché dal medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente, sulla base documentata del riconoscimento di disabilità o delle certificazioni dei competenti organi medico-legali di cui sopra, i cui riferimenti sono riportati, per le verifiche di competenza, nel medesimo certificato. Nessuna responsabilità, neppure contabile, è imputabile al medico di assistenza primaria nell’ipotesi in cui il riconoscimento dello stato invalidante dipenda da fatto illecito di terzi”.
Nota bene: Come già rammentato in più occasioni, si consiglia di usare questa opportunità solo in caso di assoluta necessità in quanto, nel prescritto periodo di sorveglianza attiva, all’interessato è fatto divieto assoluto di uscire di casa.
Compatibilità tra l’indennità di 600 euro e la percezione dell’assegno ordinario di invalidità (assegno io legge n. 222/1984) ed anche delle prestazioni Cat. Invciv
Art. 75 “Modifiche all’art. 31 in materia di divieto di cumulo tra indennità” (da collegare all’art. 84 “Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica COVIS-19” e all’art. 86 “Divieto di cumulo tra indennità”)
L’assegno ordinario di invalidità (Assegno IO, ex Legge n. 222/984) è compatibile con l’“indennità 600 euro”. Sebbene sia stato chiarito dall’INPS che c’è compatibilità anche con le prestazioni Cat. INVCIV (che, come è noto, hanno natura assistenziale), va tenuto a mente che l’“indennità di 600 euro” è riservata esclusivamente ai lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti), lavoratori stagionali, lavoratori iscritti allo Spettacolo, che non siano già titolari di prestazioni previdenziali (ad esempio, non devono essere già pensionati) e di sostegno al reddito (ad esempio, Cassa Integrazione, NASpI e Disoccupazione).
Così che è bene specificare, per quanto ci interessa, che i soggetti ciechi civili, lavoratori dipendenti o già pensionati, non hanno diritto all’“indennità 600 euro”.
Sospensione dei licenziamenti, che passa da 60 giorni a 5 mesi
Art. 80 “Modifiche all’articolo 46 in materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo”. È prevista la sospensione per cinque mesi, a decorrere dal 17 marzo (data di proclamazione dello stato di emergenza nazionale), dell’avvio delle procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, indipendentemente dal numero di dipendenti, dei licenziamenti collettivi e delle procedure di individuazione dei lavoratori da mettere in mobilità.
Restano, invece, possibili i licenziamenti per giusta causa ovvero per motivi disciplinari.
Viene aggiunta per il datore di lavoro la possibilità di revoca dei licenziamenti effettuati tra il 23 febbraio e il 17 marzo per giustificato motivo oggettivo - senza alcun onere o sanzione per i datori di lavoro - purché contestualmente questi richieda per il dipendente un trattamento di cassa integrazione in deroga, a partire dalla data di efficacia del provvedimento.
Ulteriori disposizioni nei luoghi di lavoro per la prevenzione e il contenimento del contagio Covid-19: sorveglianza sanitaria e tutela dei lavoratori fragili (DPCM 08/03/2020, art. 3, comma 1, lett. b e DPCM 17/03/2020, n. 18)
Art. 83 “Sorveglianza sanitaria”. Viene introdotto l'obbligo aggiuntivo per i datori di lavoro di impostare una sorveglianza sanitaria eccezionale per i lavoratori maggiormente esposti a COVID, con il medico competente nominato ai sensi dell’art. 38 e ss. decreto legislativo 81/2008 (fermo restando il generale obbligo di sorveglianza sanitaria già prevista dal decreto legislativo 81/2008). Questo obbligo riguarda tutti i datori di lavoro, anche quelli che non hanno nominato precedentemente un medico di riferimento in ambito aziendale. Il medico competente in Azienda è tenuto a seguire le indicazioni operative contenute nella Circolare del Ministero della Salute n. 14915 del 29/04/2020. Nelle Aziende private detto medico sarà chiamato ad integrare il Documento di Valutazione del Rischio (DVR), “con una serie di azioni atte a prevenire il rischio di infezione da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro contribuendo, altresì, alla diffusione dell’epidemia”
Alla ripresa delle attività, è opportuno che sia coinvolto il medico aziendale per le identificazioni dei soggetti con particolari situazioni di fragilità (ad es. patologie cardiovascolari, respiratorie e dismetaboliche) e per il reinserimento lavorativo di soggetti con pregressa infezione da COVID 19. (Cfr. INAIL- Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione Sorveglianza sanitaria e tutela dei lavoratori fragili pp. 14 E 15;)
Relativamente alle aziende dove non è già presente il medico, in via stra­ordinaria, va pensata la nomina di un medico competente ad hoc per il periodo emer­genziale o soluzioni alternative, anche con il coinvolgimento delle strutture territoriali pubbliche (ad esempio, servizi di prevenzione territoriale, Inail, ecc.) che, come per altre attività, possano effettuare le visite, magari anche a richiesta del lavoratore (“Pertanto la responsabilità del datore di lavoro è ipotizzabile solo in caso di violazione della legge o di obblighi derivanti dalle conoscenze sperimentali o tecniche, che nel caso dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 si possono rinvenire nei protocolli e nelle linee guida governativi e regionali di cui all’articolo 1, comma 14 del decreto legge 16 maggio 2020, n. 33”, INAIL circolare n. 22 del 20/05/2020, pag. 5).
Pertanto, il medico all’interno dell’Azienda va a rivestire un ruolo centrale soprattutto per l’iden­tificazione dei soggetti suscettibili e per il reinserimento lavorativo di soggetti con pre­gressa infezione da Covid-19.
In assenza di copertura immunitaria adeguata, il medico aziendale dovrà valutare con attenzione, soprattutto nei confronti delle categorie “fragili”, la possibilità di esprimere un giudizio di “inidoneità temporanea” o limitazioni dell’idoneità per un periodo adeguato, con attenta rivalutazione alla scadenza dello stesso.
Nota bene: Si rammenta che il medico aziendale non ha potere di certificare l’assenza dal lavoro né per malattia né per infortunio e neppure può indicare la prognosi. Il lavoratore temporaneamente inidoneo dovrà, quindi, fare un passaggio successivo con i medici di medicina generale (medico curante e/o medico presso le Aziende Sanitarie Locali), affinché venga certificato lo stato di malattia (anche nell’accezione di cui all’art. 74 trattata come ricovero ospedaliero) seguito di valutazione del medico aziendale.
Rinnovo automatico dell’erogazione del bonus di 600 euro anche per il mese di aprile per i lavoratori autonomi iscritti all’INPS che hanno percepito il bonus nel mese di marzo.
Art. 84 “Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19” Il Decreto Rilancio ha previsto, per quanto riguarda l’indennità dei lavoratori autonomi iscritti all’INPS il rinnovo automatico, per il mese di aprile, per chi ha ricevuto il bonus nel mese di marzo (no ai professionisti che afferiscono alle Casse professionali, che lo hanno percepito solo nel mese di marzo).
Nota bene: Come già avvenuto per il “bonus 600 euro”, anche le nuove indennità per Covid-19 previste dal Decreto “Rilancio”, continuano ad essere precluse ai lavoratori dipendenti e i pensionati. Infatti le indennità per emergenza epidemiologica da Covid-19 vengono riconosciute a condizione che gli aspiranti non siano titolari di trattamento pensionistico diretto e che non siano iscritti contemporaneamente, al momento della presentazione della domanda, ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione Separata.
Proroga, per i lavoratori pubblici privati, della possibilità di lavoro agile fino al 31 dicembre 2020
Art. 90 “Lavoro agile”. Il Decreto prevede che i genitori lavoratori dipendenti del settore privato, con almeno un figlio a carico minore di anni 14, si vedono riconosciuti il diritto al lavoro agile a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione e che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore disoccupato o in Cassa integrazione, o che non vi sia genitore non lavoratore.
Per i datori di lavoro pubblici e privati, la modalità di lavoro agile potrà essere applicata a ogni rapporto di lavoro subordinato fino alla cessazione dello stato di emergenza e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2020. La prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dal datore di lavoro.
Nota bene: Va ricordato, sul punto, che all’interno delle Pubbliche Amministrazioni la previsione di lavoro agile è considerata “modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa” e la presenza del personale negli uffici è limitata esclusivamente per assicurare le attività indifferibili (che richiedono necessariamente la presenza sul posto di lavoro, anche in ragione della gestione dell’emergenza) e non altrimenti erogabili (quali gli sportelli al pubblico).
Art. 91 “Attività di formazione a distanza e conservazione della validità dell’anno scolastico e formativo”
Consente agli studenti ai quali non è consentita, per esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, la partecipazione alle attività didattiche in modalità a distanza, avuto riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.
Sospensione dei termini in materia assistenziale (invalidità civile, cecità civile, handicap e disabilità) Rif. Messaggio INPS n. 2097 del 20/05/2020
1. Sospensione delle visite medico legali di accertamento di invalidità. Con eccezione delle istanze presentate ai sensi della legge n. 80 del 2006 (malati oncologici) e di quelle recanti un quadro sanitario di provata gravità per le quali è possibile una definizione agli atti, le visite medico legali di accertamento di invalidità civile restano sospese. Con apposito, successivo, messaggio INPS, saranno fornite le opportune indicazioni in ordine alle misure organizzative e igienico-sanitarie da adottare in vista della ripresa delle attività. Le istanze pervenute nel frattempo, saranno valutate seguendo cronologicamente l’ordine di ricezione. La decorrenza delle prestazioni economiche conseguente all’accertamento del requisito sanitario decorrerà, come prevede la legge, dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda amministrativa.
2. Proroga validità permesso di soggiorno: i permessi di soggiorno dei cittadini di Paesi terzi conservano la loro validità fino al 31 agosto 2020. Alla luce di quanto sopra, le prestazioni economiche di invalidità civile condizionate dal predetto permesso non saranno sospese fino a tale data.
3. Liquidazione dell’indennità di frequenza. Per tutta la durata del periodo emergenziale da Covid-19 e alla conseguente sospensione dell’attività didattica, l’indennità di frequenza, sarà regolarmente erogata posto che la predetta attività didattica, seppur sospesa in ambito scolastico, continua ad essere svolta in modalità alternativa a distanza. Ciò trova riscontro nella disposizione di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020, che all’articolo 1, lett. g), espressamente dispone che “i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”. Analogamente, l’indennità di frequenza continuerà ad essere erogata anche nelle ipotesi di attività svolta presso centri riabilitativi, la cui temporanea chiusura non preclude che la riabilitazione continui nelle forme compatibili con le vigenti disposizioni restrittive.
4. Sospensione dei termini decadenziali in ambito giudiziario e di contenzioso amministrativo in materia di invalidità civile e assegno sociale. Il termine decadenziale di sei mesi (di cui all’art. 42, comma 3, del decreto-legge n. 269 del 2003) previsto per azionare la tutela giudiziaria avverso il verbale sanitario è sospeso se ricadente nel periodo dal 23 febbraio all’11 maggio 2020.
Nell’ambito del contenzioso amministrativo in materia di invalidità civile e assegno sociale davanti ai Comitati Provinciali e al Comitato Centrale − alla luce dell’articolo 41 del Decreto “Cura Italia”, che prevede la sospensione fino al 1° giugno 2020 dell’attività dei Comitati centrali e periferici dell’Inps − i termini sono sospesi se ricadenti nel periodo dal 23 febbraio al 1° giugno 2020.

References: Art. 72

Art. 73
 articolo 33
 art. 73
 art. 33

Art. 74

Art. 75

Art. 80
 art. 3

Art. 83

Art. 84

Art. 90

Art. 91