Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150136
Timestamp: 2019-10-20 14:56:00+00:00

Document:
Resoconto della seduta n.136 del 23/12/2015
Seduta n.136 del 23/12/2015
CXXXVI Seduta
La seduta è aperta alle ore 15 e 25.
FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 17 dicembre 2015 (132), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Daniele Cocco, Eugenio Lai e Giorgio Oppi hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 23 dicembre 2015.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Mi permetto, prima di iniziare la discussione sul disegno di legge, di segnalare quanto ho già fatto in termini personali all'Assessore della sanità e all'Assessore dell'agricoltura che adesso non vedo, ma c'è una scadenza il 31/12 che vede tutte le associazioni di categoria dell'agricoltura, anche l'APA che purtroppo scrive che vuole una dichiarazione come non riesce entro il 31/12 per poter fare la dichiarazione dell'anagrafe ovicaprina presso il Ministero, il che implica che tutti coloro che entro il 31/12/2015 non facessero questa perdono tutti i benefici dell'Unione europea. Voi capite bene che è un dramma per tutti gli imprenditori agricoli, gli agricoltori e anche il pastore insomma che va dietro le greggi. Io inviterei i due Assessori ad attivarsi urgentemente a contattare il Ministero che peraltro è intasato, non riesce a dare risposte perché tutti confluiscono lì in questo mentre, di spostare non molto, di 30 giorni, il minimo possibile consentito per fare queste iscrizioni, perché altrimenti è un danno enorme per l'agricoltura. Io capisco che c'erano tempi precedenti, purtroppo come al solito forse non c'è stata sufficiente attivazione nel promuovere questa iniziativa da parte delle associazioni, le stesse ASL oggi si trovano in modo altrettanto difficile nell'attività loro dovuta perché sono tutti che corrono lì e non c'è questa capacità. Per cui una presa di posizione da parte del governo regionale, credo che sia il minimo indispensabile affinché non avvengano danni grossi all'agricoltura e alla pastorizia in Sardegna.
PRESIDENTE. Mi pare dall'annuire dell'Assessore che ci sia un impegno in questo senso per chiedere una proroga di trenta giorni.
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Ulteriore proroga del commissariamento di cui all'articolo 9 della legge regionale 17 novembre 2014, n. 23 (Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale. Modifiche alle leggi regionali n. 23 del 2005, n. 10 del 2006 e n. 21 del 2012)" (293/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 293/A.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Brevemente perché il disegno di legge prevede l'ulteriore proroga dei commissari delle ASL, necessariamente perché non è stato ancora portato a compimento quel processo di adeguamento del sistema degli enti locali. Sapete bene che il nuovo assetto istituzionale degli enti locali è legato alla riduzione delle ASL e all'organizzazione della riduzione. La Commissione l'ha approvato con il voto contrario dell'opposizione nella seduta del 17 ultimo scorso sentito appunto l'Assessore regionale della sanità e questo è quanto prevede la relazione che spetta a questo disegno di legge. Ho concluso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppino Pinna, relatore di minoranza.
PINNA GIUSEPPINO (UDC Sardegna), relatore di minoranza. Con il disegno di legge in discussione emerge in modo palese e del tutto evidente la volontà della Giunta regionale di mantenere il diretto controllo degli enti pubblici, in particolare delle aziende sanitarie regionali per mezzo dei commissari straordinari.
La legge regionale del 17 novembre 2014 numero 23 "Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale. Modifiche alle leggi regionali numero 23 del 2005, numero 10 del 2006 e numero 21 del 2012" e successive modifiche e integrazioni, prevede che il commissariamento straordinario delle aziende sanitarie regionali sia concluso entro il 31 dicembre 2015.
Si tratta di una forma di governo straordinario, necessario per guidare un'azienda o un ente che si trovi a fronteggiare difficoltà gestionali e governative non ordinarie per un determinato periodo di tempo, prima che siano rinnovate le tipiche figure e forme di governo previsto dalle leggi.
Questa Giunta in molti ambiti anche estranei al settore sanitario ha mostrato grande interesse e apprezzamento per questa forma di governo di cui bisogna ribadire il carattere straordinario e la competenza limitata nel tempo.
Invece noi per la quarta volta troviamo un disegno di legge che prevede la proroga per i commissari che possono coprire il loro incarico per ulteriori tre mesi.
La votazione di questa norma avviene con la consapevolezza che un trimestre non sarà sufficiente per la costruzione di un governo stabile per la gestione di questi enti e che pertanto a marzo 2016 ci troveremo dinanzi ad un'ulteriore proroga dei termini previsti per i commissari.
Nel frattempo è arrivato l'emendamento numero 214 che prevede la proroga al 30 giugno del 2016.
Di conseguenza si tratta di un abuso di governo che risulta per la Giunta regionale uno straordinario mezzo di controllo diretto sulle aziende regionali locali violando così innanzitutto il carattere democratico e collegiale degli enti in esame e soprattutto mostrando l'evidente volontà di centralizzazione del potere escludendo il dialogo tra le parti.
TOCCO EDOARDO (FI). Credo che il collega Pinna abbia già detto abbastanza. Come credo già l'Assessore sappia, insomma è al corrente, anche in Commissione io non è che fossi molto d'accordo con questa proroga ai commissariamenti, anche perché trovo veramente che questo sia un ulteriore slancio verso qualcosa che a mio avviso non avrà grandi risultati, Assessore, credo che questo lei lo sappia, sono certo che ovviamente non può farne a meno però mi consenta di dire che insomma non credo che sarà la panacea che risolva tutti i mali della Sardegna prorogare sino al 30 marzo questi commissari. Anche perché, come sappiamo, voi avete avuto tanta fretta nel mandare a casa i vecchi manager e quindi inserire i commissari affinché questi potessero risolvere tutti i problemi, che secondo voi noi avevamo creato. Però credo che questo la dica lunga, anche perché non si è risolto un granché, le assunzioni sono bloccate, i trasferimenti all'interno della sanità sono bloccati, molti precari sono sempre sotto protesta, quindi questo non fa altro che ovviamente a mio avviso danneggiare quello che è il sistema sanitario. Il problema che emerge è che ripeto non credo ci sia questo grande vantaggio nella proroga ai commissari, quindi probabilmente come sosteneva qualcuno prima di me sarebbe stato il caso probabilmente di definire la cosa in maniera più corretta e dare a questi o tutto il mandato, perché diversamente si troveranno ancora con la spada di Damocle della loro scadenza senza sapere esattamente che cosa potranno fare in questo breve periodo di tempo. Credo che questa sia l'ennesima rappresentazione di quello che è il disaccordo, passatemelo, che probabilmente c'è all'interno della vostra maggioranza, e probabilmente un palliativo doveva essere semplicemente quello di trovare una proroga, così sotto Natale, perché non ci sarebbe stato altro risultato in questo momento.
LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, ma siamo arrivati ormai ad un anno circa di commissariamento delle nostre aziende sanitarie, si prospettano altri sei mesi di commissariamento, lo si fa anche ovviamente oggi addirittura cercando di tracciare un percorso che porterà questa Regione all'istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale. Mentre, anche se noi capiamo che questo è una linea programmatica, ci saremmo aspettati una norma vera, ma forse per ragioni di stanchezza e di tensione forse non ve la siete sentita oggi già di proporre questo passo importante. Noi siamo convinti tra l'altro che, come ci siamo fatti convincere anche nel tempo da quello che avete scritto nella legge 23 del 2014, che si dovessero prima ridisegnare gli assetti territoriali degli enti locali, perché probabilmente quella è la vera sede sulla quale si devono misurare gli ambiti ottimali di gestione della Sanità. Io so che su questo si possono confrontare diverse opinioni. Io personalmente non sono molto convinto che l'azienda unica sia la panacea di tutti i mali, anzi sono convinto che ci troveremo a gestire una situazione simile a ciò che è avvenuto per Abbanoa, ci troveremo davanti ad un mostro che avrà quasi sicuramente più potere anche dell'Assessore e dell'intero assessorato. Quindi su questo invece sarebbe forse più utile disegnare degli ambiti ottimali territoriali su cui calare la gestione e l'amministrazione della sanità, ma non con un mega direttore galattico, comandante della Enterprise, e poi con tutta una serie di sub-commissari generali, sanitari e amministrativi, va fatta cercando di avvicinare il più possibile il governo della sanità al governo delle città, e quindi ai cittadini. Quindi sarebbe stato forse più opportuno che questo commissariamento fosse addirittura spostato ancora più avanti, perché una discussione di questo genere meriterebbe altro che sei mesi di ragionamenti. Non sono quindi stati sufficienti questi mesi di commissariamento per invertire le tendenze della spesa della sanità, l'abbiamo detto ieri, lo ripetiamo oggi, è ormai un dato incontrovertibile. Noi abbiamo sempre la speranza di poter partecipare ad un processo normativo che abbia come punto di arrivo l'effettiva buona gestione, ma in particolare l'obiettivo del raggiungimento di una riforma condivisa, non vorremmo trovarci a dover affrontare un dibattito che vede da una parte un'impostazione dogmatica, quasi di governo della finanza pura, violento, che impone alla politica ragionamenti che mal si attagliano alla vita reale, ed è per questo che ci augureremo di poter invece affrontare con serenità ben altro tipo di ragionamento.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma credo che anche in questa materia siamo un po' ai titoli di coda, ci avete proiettato un bel film, sempre con un unico denominatore, che è quello della politica del gambero. Oramai siete abituati e non vi fa specie più nulla, perché fate annunci, addirittura fate delle leggi come adesso andremo a vedere e poi vi rimangiate tutto in ragione di non si sa quale scienza che vi obbliga veramente a fare queste sonore figuracce tra l'altro. Credo che continuate ad avere un metodo schizofrenico nel legiferare, assolutamente anche credo offensivo per quest'Aula, come al solito, perché non c'è stata una volta che siete stati in grado di portare una norma e con coerenza portarla quella stessa all'approvazione. Avete fatto 30 mila giri, 30 mila emendamenti ogni volta per cambiare le carte in tavola, salvo poi trovare fra di voi una così apparente unione, una giustificazione, come avete fatto oggi dove mettete una norma squisitamente programmatoria che non ha senso, che veramente mi vergogno anche di trattare perché non ci porta da nessuna parte. Non penserete davvero con questa di far capire che non avete aumentato l'IRPEF? Che non avete azzerato il beneficio dell'IRAP? Oppure che con questa soluzione possiate trovare nel frattempo il metodo per ridurre il disavanzo della sanità? No guardate non ci crede nessuno! Oramai ai vostri provvedimenti non ci crede più nessuno, se non quelli purtroppo che vanno a penalizzare le tasche dei sardi, come quello che avete approvato ieri. Assessore, potrei leggerle anche qualche dichiarazione di qualche tempo fa, oramai ci piace fare questo esercizio, però le dico insomma, per evitare anche così per dignità, si vada a rileggere la legge, la legge l'abbiamo approvato esattamente il 17 novembre del 2014, il 17 novembre del 2014 parlate di un commissariamento straordinario per quattro mesi, mi pare che sia passato qualche anno, parlate di una necessità di ridurre il disavanzo della spesa sanitaria in applicazione della normativa nazionale, in materia di fabbisogni e di corsi standard, parlate di riorganizzare il sistema sanitario, in ragione di una spending review e di una migliore efficienza nei servizi, mi pare che di tutto questo purtroppo noi non abbiamo visto nulla, se non qualche convenzione, qualche consulenza, qualche interinale dell'ultima ora, erano scorrette le graduatorie, chiamatele come volete, aumentiamo la spesa farmaceutica, insomma il tutto solamente secondo le vostre esigenze. Io però le ricordo che siccome le leggi riguardano questo Consiglio regionale anche per evitare di essere veramente inopportuni agli occhi di tutti evitiamo di portare leggi, se poi non siamo in grado di applicarle perché la riforma tanto da voi dichiarata che parlava di case della salute, degli ospedali, di comunità, di fabbisogni della sanità, l'azienda per l'emergenza ed urgenza, tutte cose che sembra quasi vi siano passate per la mente in un momento di straordinaria lucidità e poi non siete stati conseguiti in nulla, se non nell'aumentare la spesa sanitaria che con tanta fatica fatte ancora a coprire i sardi, in particolare a quelli più in difficoltà, quindi Assessore sinceramente io non so quali frutti e che cosa porti l'approvazione di queste due parole che stiamo scrivendo, possiamo già annunciare il nostro voto assolutamente contrario.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Rinuncio.
TEDDE MARCO (FI). C'è un antico adagio chi dice che tutti i nodi vengono al pettine, ma proprio tutti! Magari qualcuno arriva in ritardo, però arrivano sempre tutti al pettine, in questi giorni stanno arrivando al pettine in quest'aula ai nodi politici relativi all'incapacità di questo governo regionale di dare attuazione a quei grandi propositi consacrati e certificati dalla legge numero 23. Ricordiamo con una certa nostalgia i paroloni che si utilizzavano o in questo articolato signor Assessore, nell'articolo 9 soprattutto quello che narra dell'adeguamento organizzativo e del commissariamento delle aziende sanitarie. All'articolo 9 che parlava di questo immenso straordinario processo di adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo delle ASL, sulla base di alcune prescrizioni, innanzitutto la definizione del numero delle aziende sanitarie locali e del loro ambito territoriale di riferimento, però ancorato alla nuova normativa regionale di riordino del sistema degli enti locali, abbiamo visto che fine ha fatto quella normativa di riordino del sistema degli enti locali, alla incorporazione nell'azienda ospedaliera universitaria di Sassari del Santissima Annunziata, non sappiamo però in questo caso che fine abbia fatto, ancora non lo sappiamo, ed incorporazione nel Brotzu dei presìdi ospedalieri Microcitemico, Oncologico e Businco, qualche indizio su ciò che è stato fatto ce l'abbiamo, anche se ancora non abbiamo ancora un quadro chiaro. Continuare, proseguiva ancora il famoso articolo 9 che noi più volte abbiamo approfondito e utilizzato anche nei nostri interventi, continuare dicendo che per la realizzazione di questo processo di riforma grandioso, stiamo parlando del novembre del 2014 - ancora non è stato neanche abbozzato questo processo di riforma - però allora si diceva che per attuare questo processo di riforma nominiamo dei commissari che sono prorogabili soltanto una volta per quattro mesi. Ebbene, abbiamo visto cos'è successo, i commissari non sono stati prorogati soltanto una volta per quattro mesi, sono stati prorogati due volte, tre volte, adesso stanno per essere prorogati per la quarta volta. È evidente che c'è qualche problema, tra le altre cose devo ricordare che nell'ultima proroga, allorché veniva garantito il posto ai commissari, al tempo stesso invece veniva respinto un emendamento che puntava a garantire il posto di lavoro a centinaia di lavoratori delle società in house, quindi sono state conservate le poltrone dei Signori commissari ma sta rischiando di perdere i posti di lavoro di questi padri di famiglia. Io credo che per attuare questa riforma, lo diceva allora e lo ribadisco oggi, sarebbe stato molto meglio tenere i direttori generali, direttori generali che conoscevano lo stato dell'arte, che conoscevano i problemi, che sapevano dov'erano i nodi, che magari sapevano anche come sciogliere i nodi, questi commissari che sono stati nominati, rinominati, prorogati e riprorogati invece hanno dimostrato di aver studiato poco e male, molto male, perché alcuni di questi commissari hanno fatto più di Carlo in Francia, ma non lo diciamo noi, lo dice la stessa maggioranza, che in alcune interrogazioni, peraltro in modo inconsueto, in una interrogazione, ha chiesto le dimissioni dell'Assessore alla sanità. Non avevo mai vista una cosa del genere, però è accaduto. Ebbene, cosa fanno questi commissari? Contribuiscono a far crescere in modo esponenziale il deficit negli ultimi dodici mesi, così come ci racconta l'autorevole onorevole Deriu, negli ultimi dodici mesi lo hanno fatto crescere di 250 milioni di euro, adottano altre volte singolari, a volte simpatici, a volte meno, a volte bizzarri o del tutto illegittimi, a volte macroscopici, comunque sempre straordinari, così come lo sono loro! Allora vediamo che in qualche ASL per periodi lunghi non c'è responsabile anticorruzione, oppure vediamo che in certe altre c'è responsabile dell'anticorruzione che non ha i titoli, oppure vediamo qualche ASL che nomina consulenti e li importa, c'è un'attività di importazione di consulenti anche dalla Sicilia, da Catania! Consulenti che dovrebbero fare un piano di riordino del dipartimento di salute mentale, un piano che già esiste nella ASL di cui stiamo parlando, in questa ASL esiste anche un gruppo di lavoro che avrebbe dovuto avere tra i compiti quello di riordinare il dipartimento di salute mentale, chiamiamo dalla Sicilia i geni! Questo accade anche in altre ASL, evidentemente ci sono delle esigenze, noi siamo uomini di mondo Assessore, capiamo che ci sono delle esigenze e che queste esigenze debbono essere soddisfatte, evidentemente sono esigenze con addentellati i siculi, ne prendiamo atto, siamo uomini di mondo. Le spese però schizzano in alto: si aumenta l'IRPEF, si aumenta la TARI, vi vergognate di aver aumentato l'IRPEF e la TARI e per questo adesso cercate di creare un paravento con un emendamento a questo disegno di legge che dovrebbe in qualche modo tranquillizzare le vostre coscienze ma di sicuro non può contribuire a prendere in giro i sardi, perché i sardi hanno capito che cos'è accaduto ieri e non possono assolutamente essere ingannati da un emendamento che parla di una ASL, ma ne parla in modo evanescente, ne parla in modo programmatorio. Una legge che deve riordinare la sanità, che deve scrivere in modo chiaro e dettagliato che cosa vuole fare per la sanità, qual è la riorganizzazione che vuole fare, non potete propinarci una simulazione di una sola ASL che poi alla fine produrrà delle sub-ASL, delle sub-sub-ASL con dei sub-commissari e dei sub-sub-commissari. In relazione a questo punto vorrei anche ricordare l'altra perla consumata da qualche commissario, la legge numero 9 prevedeva che ogni commissario avrebbe potuto essere supportato da un direttore amministrativo e da un direttore sanitario amministrativo facenti funzione da scegliersi fra i dirigenti, e cosa accade? Qualcuno va a sceglierseli anche all'esterno, nell'industria, nel settore privato con contratti di diritto privato di 120 mila euro. Quindi, non facenti funzioni, ma direttori amministrativi e sanitari veri e propri. Ed ecco che la spesa sanitaria cresce, schizza. Poi ci chiediamo ma perché? Per quale motivo? Per un motivo molto semplice perché i commissari non hanno studiato, perché i commissari sono la vostra longa manus dell'ingerenza della politica nella sanità sarda, quella longa manus che voi avreste dovuto eliminare quantomeno per essere coerenti con il programma e con le dichiarazioni programmatiche del presidente Pigliaru. Quindi, gestione della sanità oggi completamente asservita alla politica, gestione della sanità oggi che non fa altro che produrre debiti, connotata da sprechi, che è connotata da atti illegali o comunque da atti singolari e bizzarri.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente Pigliaru, ieri abbiamo approvato questo Consiglio, anzi questa maggioranza ha approvato un provvedimento che non abbiamo esitato a definire drammatico. Io credo che lei, vista la sua esperienza scientifica e professionale, più degli altri possano valutare l'impatto di questo provvedimento. Devo dire che abbiamo molto insistito per quanto ci riguarda su un concetto che quella che è stata definita, in particolare l'assessore Paci, l'esplosione della spesa sanitaria in realtà dai dati ufficiali, parliamo dei dati della ragioneria dello Stato, noi non l'abbiamo colta. Perché il dato degli ultimi quattro anni comporta una variazione massima che è nell'ordine di qualche decine di milioni di euro rispetto ad una incidenza per il 2014 di poco più di 3 miliardi 200 mila euro onestamente non abbiamo capito perché si è reso necessario adottare un provvedimento lacrime e sangue come quello che questo Consiglio ha votato ieri. Ciononostante è evidente che esiste un problema sanità, non esiste solo in Sardegna, esiste in tutta Italia, ed è un problema fatto di una sanità che ha un livello notevole e che però vede al suo interno enormi contraddizioni, che sono date da ospedali che sono aperti pur non dovendo esserlo e reparti in cui si salva la vita delle persone che sono costretti a chiudere posti letto perché non hanno infermieri a sufficienza. A tutto questo si somma la nuova vicenda dei turni in base alle direttive europee, che sta creando la situazione che tutti quanti ben sappiamo. È evidente che la sanità è un qualcosa in cui mettere mano, devo dirle Presidente che, alla luce di quello che è successo in questi due anni, io non so come valutare l'emendamento sostitutivo totale che voi avete proposto, perché non siete stati conseguenti. Non siete stati conseguenti rispetto alle tante dichiarazioni di principio, perché a distanza di quasi due anni dal vostro insediamento non si è vista un'azione concreta, in ordine a interventi davvero efficaci in materia sanitaria. Anzi devo dirle Presidente che quello che si è visto è tutto il contrario, è quello che ha appena detto il collega Tedde, cioè che abbiamo visto che in alcune ASL è ricominciata una spirale perversa nella spesa. In cui la spesa non viene indirizzata per migliorare il servizio sanitario, ma per accontentare forse qualche amico. È quello che bisogna stroncare. Ecco perché voi avete commissariato le ASL con l'idea che nel giro di qualche mese doveva essere presentata la legge di riforma sanitaria, i commissariamenti sono stati prorogati una prima volta, una seconda volta, adesso siamo alla? Alla quarta? Non si capisce che destino avrà la nuova rete ospedaliera e non si intravede una proposta di riforma del servizio sanitario regionale. Inoltre la legge che è stata approvata a suo tempo diciamo che è tutto, tranne che convincente. Ecco perché non sappiamo come valutare questo emendamento, Presidente, ciononostante siamo convinti che qualcosa bisogna fare e noi, da molto tempo, pensiamo che una radicale riforma dell'assetto della sanità possa rappresentare il primo passo per arrivare ad una razionalizzazione della spesa e a rendere virtuose le dinamiche della spesa. Un meccanismo in cui si capisce, finalmente, chi è responsabile di cosa, nel quale non ci sia quello spezzettamento di responsabilità che è alla base di tanti dei problemi che oggi noi ci troviamo ad affrontare. Ecco perché vorremmo, anzi vogliamo fare un'apertura di credito su questo. Con tutte le perplessità e con tutti i dubbi che ho appena enunciato, noi valutiamo positivamente il fatto che per la prima volta in un testo normativo si parli di ASL unica, lo valutiamo positivamente, e vogliamo fare questa apertura di credito nei confronti di una Giunta che comunque deve sapere che non riceverà nessuno sconto nell'attuazione pratica di quello che oggi proclama in via programmatica di voler fare.
TUNIS STEFANO (FI). Venendo qui m'è capitato di leggere l'editoriale di un vostro stimato collega, il professor Pubusa, che definiva il Sindaco di Cagliari "incapace al limite dell'insensatezza". Io devo dire non sono mai favorevole all'utilizzo di questi giudizi così assoluti, perché se per avventura in questo momento il professor Pubusa dovesse occuparsi per esempio della vostra azione, si troverebbe in profondo disagio nel collocarvi all'interno di una scala di valori. Voi state dimostrando passo passo, di essere talmente inadeguati al ruolo che siete chiamati a svolgere, da sembrare grotteschi. Oggi proponete una norma che era attesa, siccome non siete riusciti a fare la riforma sanitaria, a creare le condizioni per dare un'organizzazione stabile a queste aziende, dovevate venire qui chiedere scusa, dire che avreste dovuto prorogare il commissariamento delle ASL, farci gli auguri di Natale e andare via. Invece no, con quello che dovrebbe essere correttamente, dal punto di vista istituzionale, il contenuto di un ordine del giorno, e neanche di grandissimo livello, voi pretendete di spacciare per una norma una dichiarazione di intenti. Che non è soppesata, che non è valutata nel merito, che non reca le relazioni che dovrebbe recare un impegno di questo di questa portata. Voi non avete neppure idea di come si amministra un mostro come quello che pensate di creare, vi mancano perfino i fondamentali sulla gestione di un'azienda. State abdicando al ruolo di indirizzo politico, perché nel momento in cui rinunciando agli ambiti pretendete di dare tutta quanta la gestione della sanità sarda a un'unica figura manageriale, state di fatto sancendo la sconfitta della politica. Ma come pensate che su una struttura di dimensioni ciclopiche e di forma di aziendale, come quella che state immaginando, possono coesistere criteri di sussidiarietà, di equilibrio nell'erogazione dei servizi, di diseconomicità. Lo sapete che cos'è la diseconomicità nell'erogazione di questi servizi? Ne avete idea? O pensate che si possa fare sanità in Sardegna come la fai al Brotzu la fai da qualunque altra parte della Sardegna? Quando avete fatto questa valutazioni? Chi sono le autorità in materia di organizzazione aziendale che vi hanno fornito le indicazioni? L'hanno fatto stanotte?
Produceteci dei documenti, dateci delle informazioni tecniche a sostegno della vostra tesi, spiegateci come si può organizzare dal punto di vista delle risorse umane una struttura di questo tipo, spiegateci, dateci le informazioni! Chi è il manager, e non ne basterà uno, in grado di guidare questo mostro, e quanto deve essere pagato? Perché quanto va pagato il manager di una struttura di questo tipo deve essere uno degli argomenti sul tavolo, perché ci sono dei tetti alla retribuzione dei manager pubblici: siete sicuri di individuare una risorsa in grado di gestire questo mostro e che stia dentro quei parametri di reddito? Chi ha fatto queste valutazioni?
Ecco, io comprendo il disagio, comprendo che sotto Natale dover ammettere una sconfitta, una disfatta come quella che voi avete dovuto ammettere in questi giorni sia un fatto difficile da lavorare, e non sto neanche a criticare la scelta perché è di nessuna consistenza il testo che ci state proponendo oggi, ma è vagamente offensivo perché voi pensate che ci sia qualcuno talmente insensatamente disinformato all'interno di quest'Aula da bersi che voi siete in grado e avete gli elementi per fare quello che c'è scritto qui, quando non siete stati in grado di raggiungere obiettivi molto più semplice di questo! Dimostrate di essere in grado di fare le cose elementari, dimostrate di saper fare un passo, prima di pretendere che ci beviamo che siete in grado di correre!
Vi giungano i più sinceri auguri di buon Natale, di felice anno nuovo, e che questa difficile fine anno sia di ammonimento e soprattutto di stimolo per il futuro.
TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). L'altro giorno l'onorevole Sabatini, nell'intervenire nel dibattito sulla riforma degli enti locali, ha citato l'incompiuta, beh, qua siamo di fronte ad un'ennesima incompiuta, con la differenza che nel caso citato dall'onorevole Sabatini avevamo comunque un'opera chiusa, definita e confezionata, che almeno una parvenza di compimento l'aveva, nel caso specifico, invece, così come ci avete abituato nel corso di questi venti mesi, siamo all'ennesimo annuncio dell'incompiuta, o meglio all'annuncio dell'idea dell'incompiuta, perché state procedendo costantemente con annunci di qualche cosa che vorrete fare, e poi, quando arriviamo al pettine, come diceva prima qualche collega, siamo al punto del "vorrei ma non posso". Abbiamo cominciato un anno fa con la legge sulla sanità, che doveva essere la legge di riforma, e oggi, dopo un anno, ci rendiamo conto che di quella riforma non c'è traccia nella vita dei cittadini, non c'è traccia nella vita degli operatori sanitari, e quei commissariamenti che dovevano essere a tempo, ritornano. Avete continuato con la legge sull'edilizia, dicendo che poi avreste presentato una legge di sistema sull'urbanistica, e abbiamo tutte le organizzazioni sindacali, tutte le organizzazioni imprenditoriali, gli artigiani, i piccoli operatori che ci dicono ogni giorno che l'edilizia è bloccata e così non si può andare avanti. Avete continuato poi nel corso dell'anno con la legge degli enti locali, che avete dovuto ritirare, anche per gli evidenti limiti e divisioni che ci sono al vostro interno.
Vedete, questo di rinviare, di procrastinare è un fattore un po' psicologico, anche una turba qualche volta, e i motivi solitamente per cui si rinvia e si procrastina sono sostanzialmente due: o si è troppo perfezionisti, o si ha paura di fallire. Io escluderei il primo caso perché qua, nel momento in cui leggiamo emendamenti come questi che prevedono la costituzione dell'azienda sanitaria unica regionale, non siamo sicuramente al perfezionismo, siamo sicuramente alla paura di fallire, oppure alla volontà di utilizzare una foglia di fico per cercare di nascondere quello che avete fatto, per cercare di proporvi ai cittadini sardi con una nuova veste, cercare un riscatto dopo che avete loro aumentato l'IRPEF e l'IRAP, che, badate, ripeto, potevano anche teoricamente essere aumentate ma nel momento in cui voi aveste cominciato un'opera vera di riforma della sanità sarda, cosa che non avete fatto, perché alcune delle cose che volete fare con l'azienda sanitaria unica (che a mio parere è una follia tanto è vero che dov'è stata realizzata ha fallito miseramente), potevate farle nel corso di quest'anno, e non le avete fatte, perché nella legge di novembre che abbiamo approvato c'era anche la soppressione dell'Agenzia regionale della sanità e la costituzione della centrale unica di acquisti in sanità, anche con il conferimento del personale: a che punto siamo sulla centrale unica di acquisto? Io penso che siamo all'anno zero, anzi al minuto zero. E voi oggi ci proponete, con un emendamento di indirizzo, di andare a costituire quest'azienda unica, di costruire un mostro, come ha detto poc'anzi il collega Tunis, che renderebbe anche difficile, glielo dico Assessore, il suo ruolo. Io credo che anziché creare mostri di questo tipo dove mettiamo tutto in mano ad una persona, ad un soggetto che tra l'altro sia staccato dalla politica, faremmo meglio a cercare di rinforzare l'Assessorato. L'Assessorato della sanità, che mangia la metà del bilancio della Regione Sardegna, è forse quello che ha le più alte carenze di personale: la funzione di controllo sull'opera delle ASL chi la realizza, la realizza lei, Assessore? Oggi ha 8 commissari nominati da voi che non le rispondono, e voi vorreste conferire tutti i poteri ad una sola persona, ma se non rispondono questi 8, pensa che forse le risponderà il prossimo direttore generale della ASL unica?
Io le do un consiglio, Assessore, perché le voglio bene: prima che facciano la legge si dimetta, faccia tutto quello che riesce a fare e poi si dimetta, perché l'Assessore della sanità non ha più motivo di esistere con una soluzione di questo tipo, non serve a nulla.
E poi ci propinate questa cosa pensando di essere anche in qualche modo originale, ma in realtà, come dicevo prima, state copiando in tutto e per tutto da alcune altre esperienze, in particolare quella della Regione Marche, tant'è che la proponete addirittura con lo stesso nome, ASU, quindi anche sotto questo punto di vista credo che di originale non abbia niente, ma state copiando, però, se mi perdonano i colleghi, a me questo nome ricorda un'assonanza per voi molto pericolosa ma molto reale, perché voi oggi andate con questa ipotesi a proporre ai sardi di creare una nuova azienda che probabilmente dovrebbe riuscire a realizzare tutto quello che in sanità in due anni non avete fatto, e quindi non siete per niente credibili, andate a creare l'ASU nella speranza di riconquistare un po' di fiducia dei sardi, ma la verità è che ben presto i sardi vi daranno una surra.
DEMONTIS SALVATORE (PD). Il punto non mi sembra più la proroga dei commissari, che assume un rilievo del tutto marginale, ma invece l'istituzione di una nuova ASL, la ASL unica, ed è chiarissimo nell'emendamento che è stato presentato: non è, come dire, una norma di indirizzo ma è legge, perché stabilisce che la Giunta, entro trenta giorni, presenta un disegno di legge che disciplina la trasformazione dalle attuali ASL ad una ASL unica. Non poteva che essere così, evidentemente, non potevamo istituire una ASL unica a forza di emendamenti a questo disegno di legge, quindi il percorso è il percorso corretto e non capisco chi cerca in qualche modo di sminuirlo. È una scelta chiara, poi può essere condivisa o meno ma è una scelta chiara che non può essere messa in discussione. Il punto è che si fa una ASL unica con l'obiettivo anche di ridurre la spesa, perché certamente garantisce un controllo di gestione migliore, garantisce obiettivi strategici comuni e una gestione omogenea, almeno su questi aspetti credo che ci sia poco da discutere. La ASL unica e insieme al piano di rientro, insieme al riordino della rete ospedaliere, insieme alla centrale unica di committenza, al riordino della rete territoriale ha l'obiettivo di ricondurre la spesa sanitaria ai costi standard del CIPE, perché quelli sono il nostro riferimento, costi standard del CIPE e di garantire contestualmente i servizi sanitari adeguati e di qualità. Questo è il punto, sono due gli obiettivi da raggiungere: rientrare nei costi, quindi rientrare dal discostamento rispetto ai costi standard della precedente amministrazione e garantire servizi adeguati. Ovviamente ci sarà anche il piano sanitario da predisporre e da approvare ma oggi, così come ieri questo dibattito mi sembra paradossale, mi sembra paradossale perché dal centrodestra arrivano, ci si muove l'accusa di non aver fatto in un anno a mezzo quello che non avete fatto in cinque anni. Perché non c'è traccia di piano sanitario, non c'è traccia di riordino della rete ospedaliera, non c'è traccia di riordino della rete territoriale, non c'è traccia di centrali unica di committenza; è evidente che se avessimo trovato quanto meno una parte di questo lavoro probabilmente oggi saremo molto più avanti nel riordino della sanità. Ma tutto questo non è stato. Peraltro i nostri commissari, i commissari nominati da questa Giunta sono in carica dal primo gennaio 2015, quindi tutt'al più parliamo di un anno, poi il consigliere Tedde ci parla di uomini di mondo e fa riferimento ad una gestione delle ASL, come dire, non voglio utilizzare termini inappropriati ma discutibile. Io però voglio ricordare, e mi dispiace doverlo fare, che ad oggi non sono i commissari nominati da questa Giunta ad essere indagati, ce ne sono alcuni nominati dalla precedente amministrazione, poi sicuramente ci sarà stato un comportamento, non m'interrompa…
Presidente, il consigliere Pittalis mi disturba. Bene facevo giusto riferimento a delle accuse non tanto velate…
Facevo riferimento a delle accuse non tanto velate…
PRESIDENTE. Colleghi, lasciamo finire l'intervento. Colleghi grazie.
DEMONTIS SALVATORE (PD). Il suo collega, beh guardate se dobbiamo parlare di indagati è meglio che ci rifacciamo al vostro Presidente della Regione. Comunque continuiamo…
Presidente non mi fanno parlare…
PRESIDENTE. Sì va bene ma si attenga al tema, onorevole. Grazie.
DEMONTIS SALVATORE (PD). Io cerco di stare al tema ma… Va bene mi vergognerò, consigliere Pittalis. Comunque, posso recuperare il tempo perso, Presidente. Posso recuperare il tempo?
(I consiglieri del centrodestra abbandonano l'Aula)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per qualche minuto…
Grazie possiamo riprendere, concluda l'intervento, onorevole.
DEMONTIS SALVATORE (PD). Grazie Presidente, mi dispiace che la minoranza non resti in aula ad ascoltarmi, lo farà dal video fuori. E comunque l'obiettivo è un sistema sanitario in linea con i costi standard e che garantisce servizi adeguati. Così come era, mi dispiace che non ascoltino questo passaggio, così come era nei presupposti della vertenza entrate, quella che da molte parti, o meglio che molta parte della minoranza ritiene responsabile di chissà quali… Presidente, io così non continuo mi dispiace. Va bene rinunciamo. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda.
Colleghi per cortesia, possiamo riprendere, grazie. Prego onorevole Anedda.
COCCO PIETRO (PD). Presidente, per chiosare il comportamento incredibile utilizzato dai colleghi del centrodestra.
Per chiosare il comportamento dei colleghi… Non si può… Scusate un attimo
PRESIDENTE. Onorevole Cocco, non le è permessa la censura di nessun atteggiamento, sono usciti dall'aula, è loro facoltà. Onorevole Cocco, grazie.
COCCO PIETRO (PD). Mi scusi Presidente, perché noi siamo rimasti qua a sentire di tutto e il contrario di tutto senza mai prenderci la briga di allontanarci dall'aula quando sarebbe stato necessario mi uscire tremila volte. Se stiamo con lo stesso metodo. Però non esiste che si faccia così.
PRESIDENTE. Per cortesia la parola all'onorevole Anedda lasciamolo parlare. Grazie.
È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.
ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Presidente, colleghi buonasera, pensavo a questa proroga che prima ci sono stati quattro mesi di commissariamento, proroga di altri quattro mesi, legge per altri quattro, proposta ieri di altri tre e in un giorno di ulteriori tre mesi. Non sono bastati 12 per la riorganizzazione ce ne chiedete altri sei. La riorganizzazione del numero delle ASL è sicuramente impegnativa, ma che siano nove le ASL o unica non penso che il numero sia fronte di spreco è solo questione di buona e competente gestione. Forse in quest'ultimo anno è mancato un vero coordinamento tra i vari commissari, ogni ASL ha lavorato a compartimenti stagni, non si è lavorato di gruppo. Forse perché è mancato un vero coordinamento e coordinatore. In questi sei mesi di proroga continueranno a lavorare a compartimenti stagni? Ho già denunciato ieri che questo tipo di gestione non è stato vincente, la ASL unica va bene e può essere vincente sempre se chi la gestisce è in grado di controllare i distretti o quant'altro ci sarà al posto delle ASL. Non deve essere oggi prendere ancora tempo per affrontare le criticità, le criticità dovevano essere già state affrontate e in parte risolte. Servono altri sei mesi di commissariamento, va bene diamo ancora fiducia ma è ora di dare un segnale soprattutto verso coloro che si vedono aumentare le tasse per sanare i debiti della sanità dovuti nella quasi totalità a sprechi e cattiva gestione.
USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Grazie Presidente, stavo per rinunciare al mio intervento, voglio solo dire una cosa: ho lavorato in ospedale per 34 anni, sono qui da quasi due anni non sicuramente per grandi meriti politici, evidentemente qualcuno ha voluto che venissi e mi sedessi in questa aula semplicemente perché ha visto in me qualcuno che sulla sanità poteva essere competente, dare un parere competente e dare anche un parere di onestà. Oggi ci sentiamo dire da una certa parte politica che le cose nella sanità vanno male. Si elencano tutti i disastri della sanità, gli sprechi, le inefficienze, i debiti accumulati, ma non ho sentito da nessuna parte, non ho sentito sinora un minimo di accenno autocritico a gestioni passate, non ho sentito un minimo di accenno autocritico! Non mi piace questa cosa. Trentaquattro anni di ospedale mi hanno dato assolutamente contezza di come vanno le cose in sanità in Sardegna, e non dico solo a Nuoro, di cui posso essere ancora più testimone diretto. Ho visto sprechi, ho visto inefficienze, ho visto clientele e ho visto consulenze date a gogò, come si può dire, e non certo e non solo dai commissari che stanno gestendo la sanità da circa un anno, non certo in quest'ultimo anno solamente; 34 anni di testimonianza e posso dichiararlo apertamente a testa alta. Ho visto sicuramente al governo della sanità in Sardegna la partitocrazia, non certo la meritocrazia. Ho visto al governo della sanità in Sardegna la massoneria, ma non certo i meriti dei sanitari e i meriti dei professionisti. Ho visto allontanare da ruoli di responsabilità professionisti seri per lasciar spazio a persone appartenenti ai partiti politici al governo, e non sto sicuramente parlando solo degli ultimi due anni, o quasi degli ultimi due anni, sto parlando sicuramente di tempi più lunghi e di colpe sicuramente trasversali. Oggi con coraggio questa maggioranza, questa Giunta stanno cercando di porre rimedio; chi oggi critica anche questo tentativo di porre rimedio, vuol dire che vuole lasciare le cose come stanno, vuol dire che vuole lasciare assolutamente il governo della sanità a chi e come è stata gestita sinora. Evidentemente una colpa questa maggioranza ce l'ha, e cioè di aver tardato nell'indicare la sostituzione dei vecchi direttori generali che hanno, prima di abbandonare, avvelenato pozzi e distrutto anche ponti; oggi questa maggioranza, questo Assessore si ritrovano sicuramente a dover porre rimedio ai grandi disastri lasciati anche dalle amministrazioni precedenti del sistema sanitario sardo. Cosa vedo io nell'idea di una ASL unica? Vedo soprattutto l'idea di un sistema sanitario unitario regionale, non più un'anarchia, 11 repubbliche indipendenti, dove ciascuno governa secondo i propri criteri e ciascuno rispondendo agli interessi dei signorotti locali, vedo un'attenzione seria, un'intenzione seria, magari uno sforzo con qualche difficoltà, anche con qualche errore e con qualche ritardo a riportare un po' di ordine nella gestione della sanità in Sardegna. Se noi diciamo no anche a questo tentativo, evidentemente è perché ci va bene lasciare le cose come stanno. Quindi io, pur non essendo del tutto convinto che un'unica ASL possa portare matematicamente un risparmio e una gestione più efficace, sicuramente ne vedo però l'intenzione positiva, l'intenzione politica positiva, ed è per questo che sicuramente io mi dichiaro assolutamente d'accordo a che la Giunta e l'Assessore predispongano questo Piano per arrivare a queste soluzioni. Grazie.
AGUS FRANCESCO (SEL). Io consiglio all'onorevole Tunis, in ragione anche i suoi impegni personali, familiari, professionali e politici, di non sprecare il suo tempo nella lettura di testi di opinion leader di loro stessi, per cui prossimamente consiglio di spendere il suo tempo in maniera migliore. Il provvedimento votato ieri non ha fatto piacere a nessuno, quando un Consiglio regionale si trova costretto a innalzare la pressione fiscale, anche se salvando buona parte dei contribuenti con redditi più bassi, si trova comunque di fronte a una situazione che avrebbe voluto evitare. Noi l'avremmo evitato con piacere, se fossimo stati sicuri del fatto che a pagare i tagli al sistema sanitario sarebbero stati soltanto i manager, gli spreconi, chi ha privilegiato nel tempo il superfluo, cancellando magari qualcosa di indispensabile. Ieri siamo stati costretti a intervenire sulle aliquote fiscali aumentando la pressione fiscale nell'Isola per la paura, in alcuni casi per la certezza, che a pagare non sarebbe stato il superfluo, ma sarebbe stato l'indispensabile, il rischio concreto di tagliare presidi importanti, di diminuire i servizi pubblici, di mettere a rischio la salute e la vita dei cittadini. È chiaro, però, che nel provvedimento emergenziale di ieri si evidenziavano, in tutta la loro forza, i problemi che nel sistema delle ASL c'erano ieri e ci sono oggi. Far finta che questi non ci siano potrebbe pregiudicare ogni possibilità di miglioramento futuro in questa legislatura, per cui è bene che da oggi in poi si cambi passo, si cambia velocità e si inizino, a partire dal provvedimento in discussione oggi, a mettere in campo dei provvedimenti per limitare gli sprechi in un settore, quello sanitario, in cui gli sprechi abbondano. Sapevamo che le soluzioni messe in campo sinora, appunto i commissariamenti, non sarebbero state sufficienti, ne abbiamo avuto la prova con questi conti, e già nei primi mesi in cui il provvedimento di commissariamento ha avuto gambe, è stato chiaro come alcuni problemi del sistema sanitario sardo richiedano ben altri interventi. I contratti in essere che i commissari hanno trovato vigenti nelle ASL che hanno commissariato, in alcuni casi avevano ancora valore e non era possibile intervenire sui contratti in essere, in altri casi, le cose che l'onorevole Usula ha denunciato, con toni che hanno ricordato il film "blade runner", e dichiarato di aver visto hanno radici talmente profonde da richiedere un intervento completo e concreto all'interno del sistema sanitario, un intervento che non poteva essere fatto durante questa annualità. A questo proposito oggi si prende una decisione, che non può essere confusa come una panacea capace di sanare tutti i mali. Oggi decidiamo di riconoscere dentro un unico strumento la necessità di diminuire i centri di costo anche nel settore sanitario, di riorganizzare il sistema sanitario regionale a partire dalle necessità dei cittadini e non a partire da cinte daziarie o da dimensioni studiate su altre ragioni differenti dalle esigenze dei cittadini, e iniziare a discutere di ambiti territoriali avendo in testa soltanto quella esigenza. A questo proposito credo che oggi sia necessario approvare l'emendamento presentato dalla Giunta e sia fondamentale, nei prossimi mesi, cambiare passo, per cui si attenderà, come l'emendamento, la proposta della Giunta, la Commissione sanità vaglierà nel prossimo periodo tutte le proposte in materia ed è indispensabile che quest'Aula riconosca oggi il fatto che per l'ultima volta ci si trovi nella situazione in cui ci siamo trovati ieri. Ieri abbiamo aumentato le tasse per coprire un buco provocato negli anni, oggi creiamo i presupposti affinché domani si possa intervenire di nuovo sulla pressione fiscale, magari l'anno prossimo, per diminuirla e riportarla ai valori che avevamo vigenti sino a ieri.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, io farò il possibile per attenermi agli atti che abbiamo davanti perché, contrariamente a quello che in alcuni interventi è apparso, non stiamo processando il passato e non stiamo processando neanche presente; stiamo cercando di valutare qual è la portata del provvedimento che ci è stato sottoposto dalla Giunta e capire se è condivisibile o non lo è.
La prima cosa che io voglio evidenziare è che l'efficientamento che si sta cercando di fare con questi emendamenti è quello proprio della Giunta. Infatti solo qualche giorno fa, il 15 di dicembre, la Giunta non sapeva quante dovessero essere le ASL perché nella relazione al disegno di legge numero 293 dice: "Tuttavia, atteso che è in corso il processo di regolamento dell'assetto istituzionale e organizzativo, eccetera, nelle more della definizione del numero delle aziende sanitarie locali". Quindi la Giunta il 15 dicembre non sapeva quante dovevano essere le ASL. A questo punto qualcuno interviene, perché viene elaborato un primo emendamento che modifica la rubrica dell'articolo 1. La Giunta proponeva, articolo 1, "proroga del commissariamento delle aziende sanitarie regionali", cioè come dire: "Ci serve una proroga, datecela e fateci lavorare". Il primo emendamento dice: "Misure urgenti per l'adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale: istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale". Già quindi modifica la rubrica dell'articolo 1 e il 21 dicembre si inizia a vedere che il numero non è più nelle more, ma è una. Ma a quanto pare questo efficientamento della Giunta non ha raggiunto il suo apice, che raggiunge invece oggi con l'emendamento numero 214, perché, fermo restando il comma 1, la Giunta dice anche che "entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge adotta un disegno di legge", quindi l'efficientamento che la maggioranza sta cercando di fare è proprio quello che riguarda la Giunta, perché probabilmente la Giunta non è efficiente.
Però la Giunta ha anche elaborato un piano di rientro, e qui torna il provvedimento che abbiamo approvato ieri. Ieri abbiamo approvato - avete approvato, noi abbiamo votato contro, giusto perché non ci siano equivoci - un provvedimento per la copertura del disavanzo. Avete fatto un piano di rientro dove praticamente fate il raffronto di quanto è la crescita del costo di produzione delle aziende sanitarie regionali, il 15 per cento, contro il fabbisogno nello standard CIPE del 1,7 per cento. Però voglio arrivare all'ultima pagina, dove si prevede la copertura finanziaria e, come ieri ci ha detto l'assessore Paci, la copertura finanziaria viene data con l'addizionale IRPEF aumentata, con l'aumento dell'IRAP e poi con risorse di bilancio, entrate tributarie e costi. La cosa che è stupefacente, che si legge qui nella prima pagina, e che forse neanche i consiglieri di maggioranza sanno perché probabilmente non lo hanno neanche visto, è questa: che mentre resta fissa per tre anni la copertura dall'addizionale IRPEF e IRAP (nel 2016 140 milioni, uguale nel 2017 e 140 milioni nel 2018, per un complessivo, nel triennio, di 420 mila euro), la Giunta cosa fa? Nel 2016 prevede risorse dal bilancio con entrate tributarie e risparmi per 140, poi si riduce la sua quota. La sua quota scende nel 2017 a 110 milioni e nel 2018 addirittura a 80 milioni. Allora mi chiedo, e questa è un'aggravante rispetto a quello che ieri abbiamo approvato: se così è e se così fosse è un ulteriore sfregio a chi si vedrà aumentata l'addizionale IRPEF e alle imprese che vedranno aumentata l'IRAP, perché nel tenere ferma la quota che proviene da quelle entrate la Regione se le assolve e nel 2017 si toglie 30 milioni e nel 2018 se ne toglie 80. Allora credo che questo sia una cosa che dovrà essere vista e se risparmio deve esserci in quegli anni credo che debba andare a ridurre le addizionali IRPEF e l'IRAP. Quindi, questo io volevo segnalare perché credo che sia una cosa importante.
Per quanto riguarda il riordino e questa proroga fatevela, perché in effetti è sicuramente nella vostra potenzialità farvi qualunque cosa come avete fatto ieri. Ovviamente aspettiamo di vedere il riordino per poi esprimere un parere sull'efficientamento raggiunto o non raggiunto anche da parte della Giunta.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Un grande Presidente, anche se era una Giunta di centrosinistra, Mario Melis, in una circostanza particolare, ma lo ripeteva spesso, diceva che gli Assessorati funzionavano allora come autonome isole o meglio parlava di califfati. Allora c'era bisogno di trovare unitarietà, di capire quali erano i numeri e i movimenti. Non che la destra non conosca quello che fa la sinistra, di evangelica memoria, perché in questo caso tutti i commissari, tutti direttori generali e quanti hanno amministrato le ASL non hanno certo comunicato a chi di dovere quello che dovevano comunicare, cioè tutte le attività, tutte le iniziative, tutti danari spesi, e quelli che erano in loro possesso e quelli che non sono mai diventati in loro possesso e sono rimasti debiti accumulati per chi veniva dopo. Io non mi offenderei da parte di nessuno, destra, sinistra o centro che sia, nell'identificare i debiti per tutti quelli che sono passati ad amministrare la sanità pubblica, però è il momento di dire basta, che i califfati non debbono esserci più, che deve esserci il sultanato che controlla, verifica e va avanti nel promuovere le iniziative. Io non credo neanche che ci possa essere paura o preoccupazione da parte del Presidente della Giunta o preoccupazione ancor di più dell'Assessore della sanità perché possa in qualche modo sentirsi sopraffatto da una entità che dovrebbe gestire quelli che sono gli indirizzi programmatici che l'Esecutivo dà, dietro impulso da parte del Consiglio regionale. Ma, vivaddio, è da sempre che diciamo di liberare il Consiglio dagli impedimenti che spesso si sono avuti, che deve essere soltanto indirizzo, programmazione e controllo di quella che è l'attività amministrativa, e alla Giunta che faccia quello che deve fare come attività amministrativa e che controlli quelli che sono i punti nevralgici ove si risolve l'attività amministrativa pura, siano esse ASL plurime o sia un'unica ASL. Non mi pare che vi sia differenza. La ASL unica ha una omogeneità che salvaguarda quello che è l'interesse complessivo dell'isola, della Sardegna, dell'istituzione autonomistica della Sardegna. Se questo non si capisce vuol dire che vogliamo restare ancora una volta con i califfati per cui non si sa chi spende, chi assume. Oggi l'Assessore della sanità non sapeva neanche che in quel di Sassari e in quel di Olbia c'erano dei bandi fatti per interinali di circa 20 milioni. Insomma, vogliamo capire che sono spese che continuano? Allora dico, come l'avrei detto e come l'ho detto in altra circostanza, non ho avuto paura neanche di scaricare tutto quello che potevo scaricare come mia personale posizione nei confronti di Liori che ieri veniva cercato per qualcosa e pensate che io abbia paura di criticare o di rimandare al mittente qualcosa che oggi viene fatto? Penso proprio di no. Le spese che non vengono fatte secondo criteri non solo di onestà perché è pre-politico, è pre-amministrativo se vogliamo, devono essere fatte con etica e con morale all'interno di quelli che sono gli indirizzi prefissati. Questo non è avvenuto, venne cacciato il commissario, non si rinnovino sic et simpliciter come doveva essere per i vecchi dirigenti, e se qualcuno ha pagato pagherà perché sono fatti personali come pagherà magari chi oggi c'è e domani verrà cercato per quello che non ha fatto come doveva fare. Le accuse reciproche così non hanno valore, non hanno significato se non quello di punture di spillo, ma nessuno vuole veramente poi capire che qui siamo in una sede per cui noi vogliamo che ci sia una riforma seria. I Riformatori, io stesso ieri ho parlato di un'unica ASL, la voto l'unica ASL anche se posso capire, però lo leggeremo dopo, se questa proposta che ci viene fatta oggi è soltanto una foglia di fico per nascondere le pudenda o è la volontà seria di voler fare riforme dichiarate come in altre circostanze e sino ad oggi non attuate. (...) Se fosse stato serio e giusto non saremmo alla terza o quarta conferma di amministratori straordinari, commissari che abbiamo dovuto fare mentre invece questa maggioranza non è stata capace di proporre seriamente, questa Giunta non è stata capace di proporre una riforma seria, puntuale. Poi magari arriva l'assessore Paci che per difetto magari pensava di poter verificare e controllare tutto quello che attorno gli si poneva e pensava magari che 2900 milioni e rotti potevano essere capaci per la sanità in Sardegna sapendo però che se ne spendevano 3 miliardi e rotti di danari. E certo che se si fanno delle previsioni errate naturalmente si arriva a consolidare un fatto di saldo negativo che tutti sappiamo. Ma da qui a decidere che si debba fare per forza un'imposizione di IRPEF e IRAP come si è fatto, mi pare sciocco quantomeno perché stiamo facendo una strada lastricata d'oro a Cinque stelle o a coloro i quali parlano solo alla pancia della gente. È una sciocchezza, dovevamo fare la riforma subito solo un'ASL l'unica, voglio dire far risparmiare circa 3 milioni di euro all'anno tra gli amministratori e i revisori, conti alla mano. Allora o comprendiamo queste cose e allora andiamo nella direzione seria, sana, dove vogliamo rimettere in piedi la sanità che sia al servizio del cittadino, del malato che non ha colori, ripeto, che non ha partiti, che ha bisogno di esigenze ma quando poi si colpiscono altri cittadini, altri che hanno altrettante necessità come è avvenuto ieri dico ancora una sciocchezza. La serietà va recuperata nelle istituzioni per poter fare affermazioni e poi dopo le affermazioni la concretezza di un atto amministrativo e politico che sancisca quello che è necessario fare per il bene della nostra Isola. Se queste cose non facciamo, se queste decisioni noi non prendiamo, noi siamo ancora una volta allo sbando e non comprendiamo quello che è, siamo probabilmente all'arrivo per le feste natalizie e io capisco anche il clima festoso e poco attento anche su tematiche così importanti.
Però alla ripresa presidente Pigliaru è ora che ci si decida a fare alcune azioni di segno più che positivo nel senso delle riforme istituzionali di cui abbiamo bisogno come isola e come cittadini.
RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Nel disegno di legge numero 293 in discussione quest'oggi emerge la volontà di mantenere il diretto controllo delle aziende sanitarie regionali per mezzo dei loro commissari straordinari, questo significa la sconfitta della politica, significa la sconfitta della democrazia. Vorrei ricordare che il commissariamento è una forma di governo straordinario, eccezionale, cioè da utilizzare in casi ben specifici lontani dall'ordinario, necessario per guidare un'azienda o un ente che si trovi a fronteggiare particolari difficoltà per un determinato periodo di tempo e molto limitato prima che siano rinnovate le tipiche figure e forme di governo previste dalle leggi, quindi significa riportare anche qui la democrazia. Questa Giunta in molti ambiti ha mostrato grande interesse e apprezzamento per questa forma di governo di cui bisogna ribadire il carattere straordinario e la competenza limitata nel tempo. Il fatto che per la quarta volta perché ormai siamo alla quarta volta che troviamo un disegno di legge che prevede la proroga dei commissari del settore sanitario, dimostra che il governo regionale intende chiaramente abusare di un potere centralizzato che supera i principi della democrazia e consente al potere politico della maggioranza regionale di decidere in maniera del tutto libera, arbitraria e senza alcun contraddittorio, di decidere le sorti di un comparto complesso e oneroso come quello della sanità. Anche i meno esperti capiscono che il potere sfrenato in questo ambito è una delle cause delle diseconomie, della cattiva amministrazione e degli sprechi che stanno caratterizzando la sanità sarda e che stanno altresì incrementando quel debito che la maggioranza intende tamponare col triplicamento dell'IRPEF e dell'IRAP che ieri abbiamo tristemente approvato, che avete tristemente approvato ovvero le tasse sul lavoro, sui lavoratori, le tasse sulle imprese che rallentano in modo inevitabile il già stagnante mercato del lavoro. La legge regionale numero 23 del novembre del 2014 "Riforma del sistema sanitario regionale", prevede che il commissariamento straordinario delle aziende sanitarie regionali sia concluso entro il 31 dicembre 2015 quindi a giorni noi avremmo dovuto concludere mentre con questo disegno di legge siamo chiamati a votare una proroga per altri tre mesi, per altri tre e forse per tutto il 2016. Solo uno stolto non può capire che da qui a marzo non cambierà un bel nulla, che la situazione economica e gestionale delle aziende rimarrà invariata e che quindi fra tre mesi ci ritroveremo qui in Consiglio regionale a discutere delle solite cose per votare una nuova proroga di rinnovo degli stessi commissari cioè degli stessi esponenti del governo regionale che operano presso le aziende sanitarie. Questo è un oltraggio all'onestà intellettuale dei cittadini e di tutti i sardi che vi hanno dato la fiducia che fortunatamente in questo momento ci vedono dalle televisioni, dagli streaming, c'è la possibilità appunto tramite anche il sito istituzionale di poter seguire il Consiglio perché sappiate bene che oltre alla stampa e alla televisione, i nostri concittadini ci osservano e ci seguono, sono ormai innumerevoli i messaggi che tutti quanti riceviamo, ma anche a fine serata gli incontri che facciamo dove ci ringraziano e ci invitano a portare avanti questa battaglia per un Governo regionale che è sordo, che non si capisce esattamente da che parte sta, e soprattutto che con questo andazzo procura un ulteriore danno all'economia della Sardegna. Un ultimo cenno lo voglio fare, così do qualche stimolo in più anche il mio collega Cocco che vedo gradisce i miei interventi, per dire che il commissario Onnis, della ASL 7, continua con l'inganno a raccontare delle frottole sulla questione delle fasce. E lei Assessore sa bene, e chiedo cortesemente se è possibile dare spiegazioni, che la questione delle fasce non è risolta, e tanto meno i lavoratori della ASL 7 non riceveranno un bel nulla di arretrati. Grazie.
COCCO PIETRO (PD). Presidente, ma anche oggi, come ieri, cercherò di stare ai fatti. Di che cosa stiamo discutendo oggi? Agli atti c'è un emendamento sostitutivo totale che dice che a decorrere dal 1 luglio 2016 esisterà l'Azienda sanitaria unica regionale, questo è l'argomento di stasera ed è su questo che è necessario confrontarsi, il resto sono cose che ognuno di noi può dire, può raccontare, ma la realtà delle cose è questa. Per cui i colleghi di centrodestra, di maggioranza, tutti si devono confrontare su questo aspetto, cioè se sono d'accordo a dire che in Sardegna si deve andare nella direzione dell'Azienda sanitaria unica regionale oppure no, il resto sono chiacchiere che sono utili certamente per la propaganda, ma non sono utili per risolvere il problema, o contribuire a dire se si è d'accordo o se si è contrari. Questo è un documento agli atti, è un emendamento sostitutivo totale dell'unico articolo della legge che abbiamo presentato ed è di questo che dobbiamo discutere. Per cui il resto, i commissari, i commissari se ci stanno ci stanno per il tempo che serve per nominare l'amministratore unico di questa Azienda sanitaria unica regionale. Allora il tema qual è? Noi vogliamo fare le riforme o non le vogliamo fare? Vogliamo conservare, e allora se uno vuole conservare deve dire che va tutto bene! E se si dice che non va tutto bene, com'è vero che non va tutto bene, al di là della responsabilità su cui oggi non tornerò perché abbiamo già detto abbastanza ieri ed è sufficiente, c'è da dire che il sistema sanitario regionale della sanità va riformato, per una serie di ragioni, perché i costi sono esorbitanti e lo abbiamo detto. E le ragioni per cui i costi sono esorbitanti è perché bisogna centralizzare la spesa, bisogna diminuire la spesa farmaceutica, bisogna diminuire la spesa degli sprechi, delle carrozzine che sono parcheggiate negli androni, perché ogni azienda sanitaria, è stato detto, è una Repubblica indipendente che si permette di fare quello che vuole, perché ci sono acquisti che in un'azienda sanitaria regionale costano 1 euro e in un'altra azienda acquisti uguali costano 2 euro, questa è una ragione per cui tutte queste cose vanno fatte, perché dobbiamo fare le emergenze-urgenze che abbiamo scritto in legge e che deve decollare una volta per tutte, perché bisogna avere l'elisoccorso per fare questo tipo di interventi, e che tutto questo deve essere controllato in una maniera adeguata. Perché quel sistema che oggi abbiamo in piedi, che ha come dire scandito la vostra amministrazione e le altre amministrazioni, e la nostra amministrazione regionale dall'inizio della legislatura ad oggi, va riformato. Anche qui qual è la differenza fra il tentativo che noi stiamo facendo e quello che c'è negli atti? È che noi tentiamo, a neanche due anni di amministrazione, di dire che facciamo l'Azienda sanitaria regionale unica, voi in cinque anni non l'avete fatto, e non lo voglio dire per accusare badate, anche qua sto leggendo, perché questi sono numeri, sono dati, sono fotografati, per cui non voglio né dire che è giusto, che è sbagliato. Perché, se mi chiedete, cari colleghi, ma l'Azienda unica regionale ci farà risparmiare? Non lo so, ci stiamo lavorando. Certamente so con sicurezza che così com'è il sistema non va bene e va riformato. Per cui bisogna tentare strade nuove che ci diano nuove prospettive, nuove speranze, nuove idee di come gestire la sanità in Sardegna, ed è questa la ragione per cui facciamo questa proposta, proposta della quale abbiamo discusso anche in altre occasioni, che altri gruppi consiliari sostengono come la sosteniamo noi, e che si sono fatti anch'essi sostenitori di questa idea, e dai banchi anche del Centrodestra sono venuti interventi di sostegno ad un'idea di questo tipo. Le cose così come sono non vanno e non possono stare, noi ci stiamo provando. Sulle consulenze ho detto ieri, e lo ribadisco oggi, abbiamo già fatto delle delibere che hanno ridotto del 33 per cento le consulenze, ma lo puoi fare controllando un'azienda piuttosto che un'altra, e invece occorre centralizzare le cose. Che questa sia la strada giusta non lo so, in Sardegna abbiamo conosciuto esperienze differenti, le più disparate, come in Italia. I comuni che si sono occupati della gestione della sanità attraverso le Unità sanitarie locali, è stata l'esperienza di un periodo che ha come dire scandito anche qui in questo caso la storia della Sardegna, si è andati al superamento, in altri territori dell'Italia stanno invece facendo esperienze nuove, stanno andando a razionalizzare, lo stanno facendo più gradatamente, noi lo vogliamo fare in un colpo solo. Le 8 Aziende sanitarie territoriali non vanno bene, vanno modificate, ma questo l'avete detto anche voi. E allora qual è la ragione per la quale si deve dire che non si è favorevoli? Soltanto per spirito di contraddizione? Perché il centrosinistra deve calcare una strada e voi dovete dire che la strada deve essere un'altra? Perché invece non mettere assieme le forze per dire che bisogna riformare seriamente questo sistema? Perché oggi governiamo noi e domani magari governerete voi, e il sistema riformato fa bene non a noi, non a voi, ma farà bene alla Sardegna. Questo è il tentativo che bisogna mettere in piedi, un atto di responsabilità corale che deve riguardare tutti, in un momento delicatissimo come quello che stiamo attraversando, ed è veramente difficile fare le cose. Qua verità non è a nessuno, la nostra è una proposta seria, concreta, nella quale stiamo dicendo che a decorrere dal 1 luglio noi faremo questo, lo stiamo scrivendo, e che la Giunta è obbligata entro 30 giorni a presentare un disegno di legge in cui scrive le cose delle quali discuteremo in Aula, nel dettaglio, con una proposta che può essere migliorata se non va bene da parte di tutti, ed è questo lo spirito con cui dobbiamo guardare le cose, badate, perché questo tema della sanità è delicatissimo, non è un emendamento piccolo su cui intervenire, è un emendamento importante, è una legge importante sulla quale dobbiamo dire ognuno la nostra posizione, non essere contrari o favorevoli a prescindere. Anche noi in maggioranza ci siamo confrontati, ci stiamo confrontando, perché ovviamente ci sono tante teste che pensano e ognuno di loro vuole poter dare il proprio contributo, e lo vogliamo fare spinti dall'idea che la sanità che costa 3 miliardi e 300 milioni di euro deve essere riformata, perché non si può andare avanti così. Non solo perché lo prevede la legge, perché le risorse devono essere risparmiate per fare altre cose, per fare nuovi posti di lavoro e per dare speranza ai giovani. Lo dobbiamo fare convinti, e non bastiamo noi, serviamo tutti in questa cosa, ognuno con la sua specificità. Perché vanno bene le querelle, le guerre, le diatribe che noi mettiamo in piedi, va benissimo, perché ognuno di noi deve difendere posizioni, ognuno di noi rappresenta interessi di chi lo ha sostenuto, interessi generali, della collettività, perché ognuno di noi rappresenta una forza politica, rappresenta un'idea, rappresenta un modo di intendere le cose. E ribadisco, oggi stiamo governando noi e facciamo questo, domani governeranno altri e avranno la possibilità di avere un sistema in grado di essere riformato. Questo è lo spirito secondo me con cui noi dobbiamo approcciarci. Per cui, badate bene, il tema di oggi non è quello della proroga dei commissari, quello è un dettaglio, oggi è un dettaglio su cui se si vuole si può speculare, ma la verità è che oggi stiamo dicendo che noi mettiamo in piedi l'Azienda sanitaria unica regionale ed è di questo che io invito a parlare, perché di questo stiamo parlando, esclusivamente di questo, non di altro, per trovare nuove strade e soluzioni per migliorare la Sardegna.
PITTALIS PIETRO (FI). Ma, ieri avete approvato un provvedimento sbagliato, un provvedimento sbagliato e di dubbia legittimità, e sottolineo "avete approvato", nella responsabilità della Giunta regionale e della maggioranza di centrosinistra che la sostiene. Questo io lo voglio rimarcare a scanso di equivoci per chi non è ben informato, o per chi forse non ha gli strumenti per essere ben informato. Perché non ci stiamo a creare un unico centro di responsabilità, no, la maggioranza si assuma le proprie e l'opposizione continuerà a fare questo lavoro di controllo, un lavoro anche di sindacato, perché riteniamo che sia questo il luogo deputato per una dialettica democratica perché riteniamo che lo sviluppo di una dialettica democratica fra chi governa che invece controlla l'operato di chi governa debba essere ancora in riferimento della composizione degli interessi nel senso più nobile perché altrimenti rischiamo un po' tutti di aprire le porte a quella antipolitica imperante, questo io mi permetto ancora una volta, perché credo nel valore della politica nel senso più nobile, nel ruolo dei partiti e dei gruppi che qui sono presenti, perché si faccia corretta informazione di quello che fa la maggioranza e anche questo opposizione che c'è, esiste e farà il suo dovere fino in fondo con tutti gli strumenti che ha a disposizione, detto questo ieri avete approvato un provvedimento che non ci ha assolutamente visti d'accordo, non vorremmo oggi rappresentarvi per partito preso che non stiamo neppure d'accordo sulla soluzione che proponete, perché sono d'accordo con il Capogruppo del PD, il sistema sanitario deve essere necessariamente riformato, non può rimanere così com'è, senza rivangare le responsabilità nostre e vostre, è un sistema che deve essere riformato, su questo siamo d'accordo, si tratta di individuare gli strumenti e soprattutto qual è il metodo che voi utilizzate ed è questo che non ci convince, caro collega Pietro Cocco. Il 17 novembre del 2014 il Consiglio regionale ha approvato la legge, quella famosa legge di interventi per una riforma del sistema sanitario, legge nella quale già davate delle indicazioni per una riforma del sistema che mi pare contraddica quello che oggi volete fare o vi proponete di fare, ecco perché l'opposizione tanto vuol capire qual è la posizione della maggioranza che ancora non è chiara, qual è la posizione della maggioranza? È una posizione univoca? Avete un dibattito, dovete ancora approfondire? Noi non vorremmo che capitasse quello che è capitato per la riforma degli enti locali, siamo come Consiglio impantanati ma con le difficoltà che la maggioranza ha palesato proprio perché siete partiti con una idea e siete invece approdati ad un risultato che lascia ancora aperte tutte le opzioni possibili. Nella legge numero 23 del 17 novembre, voi quando avete ipotizzato e non solo ma realizzato il commissariamento delle aziende sanitarie locali, avete messo bene in evidenza che la legge avvia il processo di adeguamento dell'assetto istituzionale ed organizzativo delle aziende sanitarie locali sulla base delle seguenti prescrizioni. La prima descrizione è: definizione del numero delle aziende sanitarie locali e del loro ambito territoriale di riferimento, qui c'è la prima contraddizione. Un anno fa voi avevate ipotizzato la creazione di un'azienda unica, ma la creazione di un sistema, due, tre, quattro, quante aziende, io sto al dettato della legge che voi stessi avete approvato, allora cos'è cambiato in questo anno, ce lo volete spiegare? Qual è la filosofia nuova che è sottesa, Assessore, a questo cambio di indirizzo rispetto ad un anno fa? Perché se chiedete la nostra collaborazione, ma comunque la partecipazione al processo riformatore dovremmo capire esattamente qual è la posizione della maggioranza, perché da questo punto di vista rilevo una contraddizione, non solo, in quella legge se ricordate avevate previsto l'incorporazione dell'azienda universitaria di Sassari e del presidio ospedaliero Santissima Annunziata che fa capo alla ASL numero 1 di Sassari e la incorporazione nell'azienda ospedaliera Brotzu dei presìdi ospedalieri Microcitemico e oncologico Businco, che facenti capo alla ASL numero 8 di Cagliari. Perché richiami? Perché avevate sicuramente un'idea che non è più quella, perché avete promosso tavoli tecnici, io non so se poi avete speso per consulenze, per qualcosa, ma non è questo l'aspetto, avete avviato sicuramente un processo che è in contraddizione con quello che vi proponete però di fare oggi, perché la ASL unica supera tutto questo, allora ecco perché noi vorremmo capire cos'è che vi ha ispirato e tra l'altro, Assessore, in quella legge si prevedeva la nomina di commissari straordinari da nominare per una sola volta, allora qual è il senso? Questa sola volta qui li stiamo riprorogando, stiamo prorogando gli stessi commissari che in molti casi hanno dato probabilmente prova di non essere all'altezza del compito che la legge indicava, lo dico ai colleghi del centrosinistra, ma non per riversare un'accusa che non avrebbe senso, aver ipotizzato l'entrata in vigore il primo luglio 2016 senza alcun atto, Assessore, lasciando le stesse persone, senza alcun atto concreto di riorganizzazione significa che la spesa durante il 2014 e il 2015 è lievitata per quelle carenze strutturali che tutti hanno palesato, questi sei mesi saranno ulteriori sei mesi di aggravio di spesa. Qui avreste davvero creato e responsabilizzato anche l'opposizione se oggi voi aveste portato la proposta ASL unica sulla quale ci saremmo confrontati. Assessore, altri hanno fiducia nell'operato della Giunta, consentitemi che per come si è svolto finora il processo riformatore anche in altri ambiti noi questa fiducia non ve la vogliamo dare, rimanderemo ad un altro momento l'esame sul merito ci confronteremo. Ho dubbi seri che questa vostra iniziativa rimanga a livello di buon proposito perché non si può affrontare il tema che avete messo in collegamento…
Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io ho ascoltato già da ieri l'intervento con profonda attenzione e silenzio, sicuramente anch'io ho vissuto con malessere il fatto che proponiamo una addizionale IRPEF e un aumento dell'IRAP, però mi sembra che la storia non sia completa, ma lo dico non per polemica, voglio uscire fuori e anche accettare ragionamento che avete proposto ieri. Avete proposto un ragionamento in cui c'è un aumento strutturale della spesa e dei costi della sanità, io non so se ho fatto bene o male, mi sono seduto sul tavolo del Ministero dell'economia, intanto il 2 dicembre il Ministero dell'economia aveva un tabulato in cui si parla del meno 30 per cento di consulenze e lavori per interinali, questo è il dato del Ministero dell'economia a disposizione. Quando mi sono seduta al tavolo del Ministero dell'economia mi hanno chiesto come mai la Sardegna è uscita fuori nel 2010? Io non ho fatto considerazioni, penso che liberamente chi governava potesse scegliere di uscire fuori dal piano di rientro dal processo di controllo degli adempimenti Ilea. Però il ragionamento che vorrei fare con voi, a voce alta, per far capire ai sardi che è una scelta che è stata fatta coerente e cosciente di tenere un disavanzo costante, coprendo in qualsiasi modo, tecnicamente io non lo so, però quello che mi dà il Ministero, nel rapporto che è a disposizione di tutti, mi dice che è un disavanzo che è stato costante negli anni. Quindi è stata una scelta coerente e cosciente. Che io suppongo abbia determinato un miglioramento dei servizi sanitari, nel quinquennio vigente. Allora, se io invece vado a vedere i dati, io questo l'ho già detto in tutte le sedi, e vedo un uso della rete ospedaliera che ci vede ultimi in Italia, per quello che si chiama indicatore di case mix, di complessità dei ricoveri, che si traduce in 14 mila ricoveri inappropriati, e non perché siano cattivi i professionisti della sanità, perché vuol dire che non abbiamo creato un sistema alternativo integrato della rete territoriale. Non abbiamo riformato una rete della emergenza-urgenza che dal 1998, da quando c'era l'assessore Fadda, non è stato riformato col 50 percento di autoambulanze medicalizzate in meno. Questo comporta che l'uso dell'ospedale, perché bisogna far capire alla gente che il sistema sanitario costa, abbiamo un dovere, però quando costa di farlo utilizzare al meglio. Allora quando ospedali, il problema dei piccoli ospedali, noi non stiamo tagliando i servizi, però quando abbiamo un ospedale che produce 12 milioni e noi gli diamo 40 milioni una riflessione bisogna farla. Bisogna uscire fuori dalla logica che mi ricorda Il deserto dei Tartari di Buzzati, del collega medico che, come il tenente Drogo, sta ad aspettare l'esercito del Nord. Non possiamo permettercelo. Allora noi il 29 approviamo la rete ospedaliera ma non perché ci sia un ritardo, ma perché il sottoscritto ha fatto 40 incontri con le comunità, con i professionisti, cercando di spiegare che è inutile tenere un ospedale che non mi garantisce sulle cinque patologie tempo-dipendenti, non mi serve un ospedale che non mi può garantire sul trattamento dell'infarto entro 90 minuti, non sto garantendo il diritto alla salute. Ovviamente, è un processo culturale che richiede tempo con misure ordinarie. Leggo adesso un'Ansa, a me questo dispiace molto, perché mi metto il problema di fronte sardi se io ho fatto tutto quello che potevo fare, con la mia struttura, per evitare l'aumento dell'IRPEF e dell'IRAP. Per cui, intanto esprimo solidarietà al vicepresidente Paci, perché noi sicuramente abbiamo cercato di mantenere degli standard, abbiamo avviato dei processi di controllo della spesa che son pronto a documentare. Però vorrei chiedere chi è capace di ridurre un disavanzo, argomentato, appropriato, o meno di 400 milioni, con misure che ancora non ho capito, perché vanno bene tutte le critiche però vorrei capire quali sono le misure che avrebbero permesso, in un anno di vigenza, di recuperare 400 milioni. Detto questo noi stiamo proponendo e abbiamo riflettuto… no, questo è un problema di ragionamento riferito alla popolazione, il documento del Ministero dell'Economia dice che una Regione deve tentare sia misure ordinarie, se le misure ordinarie, la cui misura più rilevante è la riorganizzazione della rete ospedaliera, che in Sardegna costa un miliardo e mezzo, ti dice che automaticamente se non riesci a governare devi avviare un piano di rientro, che noi abbiamo chiamato piano di riqualificazione, e ti chiede di farlo in attesa che dei processi strutturali abbiano funzione, ti chiede di mettere una addizionale IRPEF, IRAP, ed eventualmente anche ticket. Noi ci siamo messi il problema anche del ticket, ma certo viene difficile in una regione sarda in cui su un milione e 600 mila cittadini 960 mila sono esenti ticket. E, di questi, coloro che acquistano 100 di farmaci, 70 sono esenti. Quindi, è un problema di governo complessivo, se io avessi sospetti di cattiva gestione da parte dei commissari, a cui esprimo solidarietà perché è assurdo che in capo a otto mesi gli vengano imputate tutte le responsabilità, con qualcuno che ha preso multe di 80 mila euro per visite ispettive per il mancato funzionamento dell'ospedale, io esprimo solidarietà. Perché loro in otto mesi non potevano rimettere a posto quello che è un sistema complesso, non voglio banalizzare in termini di polemica politica, perché non aiutiamo i cittadini, non aiutiamo i cittadini a spiegare che il sistema sanitario è un sistema che costerà sempre di più, per cui nel piano di riqualificazione scriviamo che l'indice di vecchiaia e l'indice di invecchiamento stanno aumentando. Una persona di 65 anni usa mille e 500 euro di risorse all'anno, una persona di 80 anni usa tre mila euro di risorse all'anno. Allora, abbiamo bisogno di riorganizzare il sistema non facendo spot e non vogliamo fare spot, però chiedendo una riorganizzazione seria della rete ospedaliera che sarà progressiva, perché non chiuderemo un posto finché non garantiamo un sistema di emergenza-urgenza efficace. Io lunedì, devo dire con profondo imbarazzo, ho ricevuto gli ispettori del Ministero della Salute, dei Nas, che sono venuti per il caso della donna de La Maddalena che è morta, purtroppo esprimo cordoglio ai familiari, sarebbe morta lo stesso per la grave patologia che l'ha colpita. Però l'osservazione che ci hanno fatto: come mai non è ancora attivo uno di elisoccorso h 24 con volo notturno? Dobbiamo fare delle scelte. Se vogliamo superare un modello di medicina stanziale, reattiva dobbiamo sviluppare un sistema moderno di elisoccorso, stiamo facendo il capitolato e speriamo di portarlo a termine, così come la rete ospedaliera il 29 verrà promossa. Così la rete delle cure territoriali verrà promossa, che non è l'edificio casa della salute, è un processo culturale di trasformazione in cui chiediamo ai medici di famiglia di provare forme complesse, aggregate di integrazione con altre figure professionali. Non è l'edificio della casa della salute. Il processo è complesso, certo si poteva fare qualcosa di più sulla spesa farmaceutica, ma la spesa farmaceutica, e qui ringrazio i deputati Cani e Mura, che sono riusciti a far mettere nella legge di stabilità che per la prima volta il Governo italiano si mette il problema dei sei mila sardi con sclerosi multipla, di cui due mila hanno necessità di farmaci innovativi che incidono, a seconda della gravità delle malattia, per 25 mila euro all'anno. 25 mila euro, a persona all'anno, per 2000 persone. Quindi è un processo complesso. Per cui, far capire a tutti che la scelta di una scelta sicuramente difficile e impopolare non è stata fatta a cuor leggero, ma è stata fatta per avviare e sostenere un processo di cambiamento, che può trovare come ratio la scelta, in effetti, di costruire l'azienda sanitaria unica, ma perché abbiamo necessità di avviare un processo di controllo di gestione su ogni atto, non per togliere il rapporto di prossimità con il territorio, perché poi a breve vi presenteremo il modello a cui stiamo pensando. Però sulle macro voci che erano già previsti dal D.L. numero 66 e previste anche nella "23" con la centrale di committenza, abbiamo 560 milioni di farmaci, 500 milioni di device, e 900 milioni di personale, su questo noi pensiamo che possiamo dare un segnale forte di razionalizzazione. Per cui, mi permetto con profonda umiltà nei confronti del popolo sardo, però non accetto di giocare in difesa. Se abbiamo fatto una cosa impopolare l'abbiamo fatto perché era necessario prendere delle scelte che ci hanno permesso di dare una risposta e ci permetteranno di dare una risposta che con i metodi, anche la riorganizzazione della rete ospedaliera, ci richiederebbe del tempo.
Sui commissari, io sul caso specifico a me dispiace personalizzare…
PRESIDENTE. Assessore, il tempo a sua disposizione è terminato.
PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale, Presidente.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.
Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Floris.
presenti 51
favorevoli 30
contrari 19
Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti numero 1, 2, 215, 216, 217, 218, 219, 220, 221, 214, e poi gli emendamenti dal numero 3 al numero 213.
Proroga del commissariamento delle aziende sanitarie regionali
1. Il commissariamento di cui all'articolo 9 della legge regionale 17 novembre 2014, n. 23 (Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale. Modifiche alle leggi regionali n. 23 del 2005, n. 10 del 2006 e n. 21 del 2012), è prorogato al 31 marzo 2016.
Emendamento soppressivo totale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis
L'articolo 1 è soppresso. (1)
Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale
Misure urgenti per l'adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale
1. Al fine di garantire la massima efficienza e adeguatezza dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale, nonché consentire l'efficace applicazione del piano di rientro del disavanzo in sanità, la Giunta regionale, entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, adotta un disegno di legge organico che prevede l'istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) a decorrere dal 1 luglio 2016.
2. Il commissariamento di cui all'articolo 9 della legge regionale 17 novembre 2014, n. 23, è prorogato non oltre il 30 giugno 2016.". (214)
Emendamento all'emendamento numero 214 aggiuntivo Dedoni - Cossa - Crisponi
All'articolo 1, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:
"3. Ai commissari si applica tutta la disciplina vigente per i DD.GG.". (215)
"3. Coloro che negli ultimi 5 (cinque) anni hanno ricoperto le cariche di D.G., Commissario, D.S. e D.A. non sono nominabili a Commissario delle Aziende sanitarie.". (216)
"3. In attesa dell'approvazione del nuovo albo dei Direttori Generali, così come previsto dall'art. 9 della L.R. 23, comma 8, punto a), si procede alle nomine dei commissari mediante comparazione dei titoli degli aspiranti, utilizzando la graduatoria degli idonei che resta efficace per questo solo scopo, raffrontando le caratteristiche e le esperienze degli aspiranti con l'Azienda cui saranno preposti.". (217)
"3. Il D.G. e i Dirigenti dell'Assessorato regionale della Sanità, che hanno avuto ruolo nella predisposizione degli atti relativi alla graduatoria futura dei D.G. non sono nominabili a Commissari delle Aziende sanitarie, né alla carica di D.G., D.S. e D.A.". (218)
"3. I commissari attualmente in carica che non hanno fornito alla Commissione d'inchiesta del Consiglio regionale i dati richiesti, entro il termine assegnato, non sono nominabili a commissario delle Aziende sanitarie.". (219)
"3. I Commissari delle Aziende sanitarie che nel 2015 hanno chiuso il bilancio in perdita non sono nominabili a Commissari delle Aziende sanitarie dal 1/1/2016.". (220)
Emendamento sostitutivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis
Nell'articolo 1 la parola 2016 è sostituita da 2018. (2)
Emendamento sostitutivo parziale Dedoni - Cossa - Crisponi
All'articolo 1, al comma 1 la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 01 aprile 2016". (3)
All'articolo 1, al comma 1 la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 02 aprile 2016". (4)
All'articolo l, al comma 1, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 03 aprile 2016". (5)
All'articolo 1, al comma 1, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 04 aprile 2016". (6)
All'articolo 1, al comma 1, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 05 aprile 2016". (7)
All'articolo 1, al comma 1, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 06 aprile 2016". (8)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 07 aprile 2016". (9)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 08 aprile 2016". (10)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 09 aprile 2016". (11)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 10 aprile 2016". (12)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato all'11 aprile 2016". (13)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 12 aprile 2016". (14)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 13 aprile 2016". (15)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 14 aprile 2016". (16)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 15 aprile 2016". (17)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 16 aprile 2016". (18)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 17 aprile 2016". (19)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 18 aprile 2016". (20)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 19 aprile 2016". (21)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 20 aprile 2016". (22)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 21 aprile 2016". (23)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 22 aprile 2016". (24)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 23 aprile 2016". (25)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 24 aprile 2016". (26)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 25 aprile 2016". (27)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 26 aprile 2016". (28)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 27 aprile 2016". (29)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 28 aprile 2016". (30)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 29 aprile 2016". (31)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 30 aprile 2016". (32)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 01 maggio 2016". (33)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 02 maggio 2016". (34)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 03 maggio 2016". (35)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 04 maggio 2016". (36)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 05 maggio 2016". (37)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 06 maggio 2016". (38)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 07 maggio 2016". (39)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 08 maggio 2016". (40)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 09 maggio 2016". (41)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 10 maggio 2016". (42)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato all'11 maggio 2016". (43)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 12 maggio 2016". (44)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 13 maggio 2016". (45)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 14 maggio 2016". (46)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 15 maggio 2016". (47)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 16 maggio 2016". (48)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 17 maggio 2016". (49)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 18 maggio 2016". (50)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 19 maggio 2016". (51)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 20 maggio 2016". (52)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 21 maggio 2016". (53)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 22 maggio 2016". (54)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 23 maggio 2016". (55)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 24 maggio 2016". (56)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 25 maggio 2016". (57)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 26 maggio 2016". (58)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 27 maggio 2016". (59)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 28 maggio 2016". (60)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 29 maggio 2016". (61)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 30 maggio 2016". (62)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 31 maggio 2016". (63)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 01 giugno 2016". (64)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 02 giugno 2016". (65)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 03 giugno 2016". (66)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 04 giugno 2016". (67)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 05 giugno 2016". (68)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 06 giugno 2016". (69)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 07 giugno 2016". (70)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 08 giugno 2016". (71)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 09 giugno 2016". (72)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 10 giugno 2016". (73)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato all'11 giugno 2016". (74)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 12 giugno 2016". (75)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 13 giugno 2016". (76)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 14 giugno 2016". (77)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 15 giugno 2016". (78)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 16 giugno 2016". (79)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 17 giugno 2016". (80)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 18 giugno 2016". (81)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 19 giugno 2016". (82)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 20 giugno 2016". (83)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 21 giugno 2016". (84)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 22 giugno 2016". (85)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 23 giugno 2016". (86)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 24 giugno 2016". (87)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 25 giugno 2016". (88)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 26 giugno 2016". (89)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 27 giugno 2016". (90)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 28 giugno 2016". (91)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 29 giugno 2016". (92)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 30 giugno 2016". (93)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 01 luglio 2016". (94)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 02 luglio 2016". (95)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 03 luglio 2016". (96)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 04 luglio 2016". (97)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 05 luglio 2016". (98)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 06 luglio 2016". (99)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 07 luglio 2016". (100)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 08 luglio 2016". (101)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 09 luglio 2016". (102)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 10 luglio 2016". (103)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato all'11 luglio 2016". (104)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 12 luglio 2016". (105)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 13 luglio 2016". (106)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 14 luglio 2016". (107)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 15 luglio 2016". (108)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 16 luglio 2016". (109)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 17 luglio 2016". (110)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 18 luglio 2016". (111)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 19 luglio 2016". (112)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 20 luglio 2016". (113)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 21 luglio 2016". (114)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 22 luglio 2016". (115)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 23 luglio 2016". (116)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 24 luglio 2016". (117)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 25 luglio 2016". (118)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 26 luglio 2016". (119)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 27 luglio 2016". (120)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 28 luglio 2016". (121)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 29 luglio 2016". (122)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 30 luglio 2016". (123)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 31 luglio 2016". (124)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 01 agosto 2016". (125)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 02 agosto 2016". (126)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 03 agosto 2016". (127)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 04 agosto 2016". (128)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 05 agosto 2016". (129)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 06 agosto 2016". (130)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 07 agosto 2016". (131)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 08 agosto 2016". (132)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 09 agosto 2016". (133)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 10 agosto 2016". (134)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato all'11 agosto 2016". (135)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 12 agosto 2016". (136)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 13 agosto 2016". (137)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 14 agosto 2016". (138)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 15 agosto 2016". (139)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 16 agosto 2016". (140)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 17 agosto 2016". (141)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 18 agosto 2016". (142)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 19 agosto 2016". (143)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 20 agosto 2016". (144)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 21 agosto 2016". (145)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 22 agosto 2016". (146)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 23 agosto 2016". (147)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 24 agosto 2016". (148)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 25 agosto 2016". (149)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 26 agosto 2016". (150)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 27 agosto 2016". (151)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 28 agosto 2016". (152)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 29 agosto 2016". (153)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 30 agosto 2016". (154)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 31 agosto 2016". (155)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 24 settembre 2016". (156)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 25 settembre 2016". (157)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 26 settembre 2016". (158)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 27 settembre 2016". (159)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 28 settembre 2016". (160)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 29 settembre 2016". (161)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 30 settembre 2016". (162)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 01 ottobre 2016". (163)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 02 ottobre 2016". (164)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 03 ottobre 2016". (165)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 04 ottobre 2016". (166)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 05 ottobre 2016". (167)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 06 ottobre 2016". (168)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 07 ottobre 2016". (169)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 08 ottobre 2016". (170)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 09 ottobre 2016". (171)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 10 ottobre 2016". (172)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato all'11 ottobre 2016". (173)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 12 ottobre 2016". (174)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 13 ottobre 2016". (175)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 14 ottobre 2016". (176)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 15 ottobre 2016". (177)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 16 ottobre 2016". (178)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 17 ottobre 2016". (179)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 18 ottobre 2016". (180)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 19 ottobre 2016". (181)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 20 ottobre 2016". (182)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 21 ottobre 2016". (183)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 22 ottobre 2016". (184)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 23 ottobre 2016". (185)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 24 ottobre 2016". (186)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 25 ottobre 2016". (187)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 26 ottobre 2016". (188)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 27 ottobre 2016". (189)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 28 ottobre 2016". (190)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 29 ottobre 2016". (191)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 30 ottobre 2016". (192)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 31 ottobre 2016". (193)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 01 novembre 2016". (194)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 02 novembre 2016". (195)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 03 novembre 2016". (196)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 04 novembre 2016". (197)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 05 novembre 2016". (198)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 06 novembre 2016". (199)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 07 novembre 2016". (200)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 08 novembre 2016". (201)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 09 novembre 2016". (202)
All'articolo 1, al comma l, la parola "è prorogato al 31 marzo 2016" è sostituita dalla seguente: "è prorogato al 10 novembre 2016". (203)
Nell'articolo 1 la parola "31 marzo 2016" è sostituita da "31 dicembre 2018". (204)
Emendamento aggiuntivo Dedoni - Cossa - Crisponi
All'articolo 1, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
"2. Ai commissari si applica tutta la disciplina vigente per i DD.GG.". (205)
All'articolo l, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
"2. Coloro che negli ultimi 5 (cinque) anni hanno ricoperto le cariche di D.G., Commissario, D.S. e D.A. non sono nominabili a Commissario delle Aziende sanitarie.". (206)
All'articolo 1, dopo il comma l è aggiunto il seguente comma:
"2. I commissari attualmente in carica che non hanno fornito alla Commissione d'inchiesta del Consiglio Regionale i dati richiesti, entro il termine assegnato, non sono nominabili a commissario delle Aziende sanitarie.". (207)
"2. I Commissari delle Aziende sanitarie che nel 2015 hanno chiuso il bilancio in perdita non sono nominabili a Commissari delle Aziende sanitarie dal 1/1/2016.". (208)
"2. Il D.G. e i Dirigenti dell'Assessorato regionale della Sanità, che hanno avuto ruolo nella predisposizione degli atti relativi alla graduatoria futura dei D.G. non sono nominabili a Commissari delle Aziende sanitarie, né alla carica di D.G., D.S. e D.A.". (209)
"2. È requisito indispensabile alla nomina a Commissario o D.G. delle Aziende sanitarie quello di aver gestito in prima persona e con autonomia decisionale un'azienda con budget di almeno 10.000.000,00 (diecimilioni) di euro e un organico di almeno 100 dipendenti". (210)
"2. In attesa dell'approvazione del nuovo albo dei Direttori Generali, così come previsto dall'art. 9 della L.R. 23, comma 8, punto a), si procede alle nomine dei commissari mediante comparazione dei titoli degli aspi­ranti, utilizzando la graduatoria degli idonei che resta efficace per questo solo scopo, raffrontando le caratte­ristiche e le esperienze degli aspiranti con l'Azienda cui saranno preposti.". (211)
Emendamento aggiuntivo Tedde - Peru - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda
Vengono inseriti gli articoli 1 bis e 1 ter:
Modifiche all'articolo 17 del regolamento di attuazione della legge regionale n. 23 del 2005
1. All'articolo 17 del regolamento di attuazione della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1988 (Riordino delle funzioni socio-assistenziali), approvato con decreto del Presidente della Regione n. 3 del 2008, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: "2 bis. Le funzioni e il patrimonio mobiliare e immobiliare delle IPAB estinte che svolgono prevalentemente attività di erogazione di servizi socio-sanitari sono assegnati all'azienda sanitaria locale nel cui ambito territoriale ha sede legale l'IPAB, in conformità a quanto stabilito dall'articolo 44, comma 8 bis, della legge regionale n. 23 del 2005 e secondo direttive emanate con deliberazione della Giunta regionale. L'azienda sanitaria locale subentra nei rapporti giuridici attivi e passivi delle IPAB estinte.";
b) al comma 3 dopo la parola "comuni" sono aggiunte le seguenti: "e le Aziende sanitarie".
Modifiche all'articolo 18 del regolamento di attuazione della legge regionale n. 23 del 2005 (Personale IPAB)
1. Il comma 2 dell'articolo 18 del regolamento di attuazione della legge regionale n. 23 del 2005 è sostituito dal seguente: "2. Il personale di ruolo o, comunque, con rapporto di impiego a tempo indeterminato al 31 dicembre 2007 presso l'IPAB estinta è assegnato al comune o all'azienda sanitaria al quale sono attribuiti i beni e le funzioni dell'IPAB. II comune o l'azienda sanitaria subentrano nei rapporti di lavoro a tempo determinato e negli altri rapporti di prestazione d'opera. Al personale, fino al momento dell'inquadramento nei ruoli organici del personale dell'ente di destinazione, continuano ad applicarsi le norme relative allo stato giuridico e al trattamento economico in godimento presso le IPAB di provenienza al momento dell'assegnazione al nuovo ente.". (213).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Non favorevole.
PRESIDENTE. Non favorevole su tutti gli emendamenti? Sono 213.
TUNIS STEFANO (FI). Non li ha neanche letti!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Raimondo Perra. Ne ha facoltà.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Ci dobbiamo fermare, io chiedo cinque minuti di sospensione, Presidente, perché ci sono due malloppi di emendamenti e ho necessità di vederli.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, io chiederei al Presidente della Commissione, almeno su alcuni emendamenti, che sono stati anche trasformati in subemendamenti, chiederei che fosse fatta una valutazione particolare, perché tendono ad introdurre dei limiti alla rinnovabilità dei commissari che siano incorsi in una gestione non pienamente corretta. Quindi, io chiederei per cortesia, sia al Presidente della Commissione che all'Assessore, magari di non soffermarsi troppo sulle date, che riguardano un certo numero di emendamenti, ma di esprimere un parere più ponderato su quei 5 o 6 emendamenti che riguardano invece questi aspetti. Grazie.
PRESIDENTE. Per chiarire ulteriormente. Stiamo parlando degli emendamenti all'emendamento numero 214, sostitutivo totale presentato dalla Giunta. Si tratta degli emendamenti dal numero 215 al numero 220, primo firmatario l'onorevole Dedoni.
Ha domandato di parlare il consigliere Raimondo Perra. Ne ha facoltà.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Presidente, rinnovo la richiesta di cinque minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 28, viene ripresa alle ore 17 e 35.)
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.
PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Sì Presidente, favorevole per l'emendamento numero 214, tutti gli altri contrario.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Conforme alla Commissione.
PRESIDENTE. Apro la discussione sull'articolo 1 e sugli emendamenti presentati.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, come è stato visto io mi sono astenuto nel passaggio all'esame degli articoli, non perché sia contrario alla proposta che è stata formulata ma perché non sono in grado di valutare niente di tutto quello che sta proponendo. E come me nessuno è in grado qui dentro di valutare che cosa stiamo facendo al di là delle idee, al di la delle comunicazioni e chi lo dice non fa altro che fare dabbenaggine politica. Manca, come abbiamo detto più volte, un disegno organico rispetto alle tematiche alle politiche per quanto riguarda l'acqua, per quanto riguarda i trasporti, per quanto riguarda la sanità, per quanto riguarda gli enti locali, per quanto riguarda gli enti in generale. Il problema è che noi non abbiamo gli elementi di valutazione e si contrabbandano le idee, ben vengano, prima c'era grande povertà di idee adesso c'è grande possibilità di avere queste idee, non possono essere confuse con il risultato finale, noi non possiamo non fare un impatto della legge che stiamo facendo, di che cosa avverrà quando la applichiamo se no la finiamo come quella legge che abbiamo fatto qui quando ci eravamo resi conto che in molti comuni c'erano dei malati psichici e avevamo dato al sindaco la possibilità di fare una certificazione per riconoscergli un contributo. Abbiamo messo 1 milione, alla fine ci siamo resi conto che in Sardegna eravamo tutti matti. Ci possiamo noi permettere il lusso di fare una riforma senza sapere esattamente prima che cosa avverrà dopo? Per vedere se il male è peggio dei rimedi che proponiamo. Io credo che questo vada fatto. Mi aspettavo da una Giunta di docenti uno studio accurato e una proposta che potesse mettere in condizione il Consiglio regionale e i singoli consiglieri regionali di valutare, qui nessuno è in condizione di valutare.
E non è in condizioni il Consiglio regionale, signor Presidente, mi rivolgo a lei come Presidente Consiglio, presidente Garau, mi rivolgo a lei, non siamo in condizioni perché, perché a fronte di un organico di 224 unità noi abbiamo 134 persone, 90 in meno 13 funzionari di quinto livello su 30, 17 in meno, 22 su 35 di quarto livello, non esiste un ufficio studi, non esiste nulla perché noi dobbiamo abolire questo Consiglio regionale che non serve a niente e la gente che invece urla dicendo stiamo proponendo la ASL unica, sta dicendo delle corbellerie, noi dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter agire e di poter alzare la mano una volta che abbiamo i dati e la conoscenza dei dati, qui non ci vengono forniti dati da parte della Giunta, noi non siamo in condizioni perché non sto abbiamo il personale e già abbiamo difficoltà a interpretare il Regolamento figuriamoci gli Uffici. Bisogna che noi se vogliamo che il Consiglio regionale funzioni lo attrezziamo in modo da essere in condizioni di controllare l'operato della Giunta di avere da parte nostra tutti gli elementi di valutazione per consentire di fare scelte oculate e non scelte così sull'onda della propaganda elettorale, perché tanto lo sappiamo, ma che contro le riforme, nessuno è contro le riforme ma le riforme non sono tutte uguali, non è che basta dire che facciamo una riforma per ottenere il risultato, bisogna che la riforma la facciamo tenendo conto.
E per quanto riguarda la sanità vorrei ritornare sul concetto di ieri, cari colleghi, la sanità non è una materia qualunque dove uno fa il bilancio e metto a disposizione della sanità tot, perché questo significa non tener conto dei bisogni dei cittadini, noi dobbiamo andare a rispondere ai bisogni dei cittadini, dobbiamo mettere le disponibilità economiche a seconda di quelle che sono le esigenze finali dei cittadini. Per cui io pongo questo problema, Presidente, perché ho notato che qui chi parla per partito preso e parla come se la nomina della ASL unica fosse il rimedio ai problemi legati alla sanità, ma non è così, io me lo auguro, ma non è così, nessuno può dire che così.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Floris, sono sicuro che lei non pensa di abolire il Consiglio regionale. Anche perché stiamo lavorando per risolvere i problemi che lei ha evidenziato che sono reali il potenziamento del personale, la ricostruzione dell'ufficio studi sono sicuramente obiettivi che stiamo mettendo in campo, abbiamo avviato un'interlocuzione con i sindacati su questo, a breve saremo in condizione di portare una proposta di rivisitazione da pianta organica, di organizzazione anche di avvio dei concorsi che servono per riorganizzare l'intero sistema. Credo che saremo in grado di produrlo all'inizio dell'anno nei primissimi giorni dell'anno alla ripresa dei lavori perché siamo in fase avanzata da questo punto di vista perché credo che sia una necessità di tutti quella di poter lavorare in condizioni ottimali soprattutto informate.
LOCCI IGNAZIO (FI). Rinuncio.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, signori della Giunta, colleghe e colleghi del Consiglio, devo riconoscere in primo luogo all'assessore Arru delle indiscutibili capacità narrative e la narrazione dell'assessore Arru rispetto alla progettualità del sistema sanitario disegna di fatto un mosaico di (best practice) che esistono a livello nazionale e internazionale assolutamente interessante. Però questa narrazione, Assessore, colleghi, pone un interrogativo forte sul testo dell'emendamento all'emendamento che la Giunta regionale ha portato perché rispetto a questo disegno o ci troviamo dinanzi ad una eterogenesi dei fini e cioè quel disegno ha generato un testo completamente diverso oppure, Assessore, si tratta della ingegnerizzazione del gattopardo cioè in termini molto appropriati, molto opportuni dal punto di vista amministrativo si cambia tutto perché alla fine non cambi niente.
E questo era maggiormente evidente nella prima stesura dell'emendamento che ha circolato soprattutto in via informale, perché al nuovo direttore generale della ASL unica si affiancava una serie di sub-commissari che comunque avrebbero mantenuto in vita le attuali circoscrizioni amministrative delle ASL e di fatto, quindi, si sarebbe semplicemente spostato in capo a questo direttore generale la nomina dei sub-commissari, semplificando, se vogliamo, anche la sopravvivenza delle gestioni commissariali. Io credo, è stato detto da più parti, da più colleghi, che vi sia sicuramente una profonda riflessione da parte di tutti su quale sia la maniera migliore per affrontare il tema della sanità in Sardegna, che oggi diventa impellente e inderogabile, però noi ci occupiamo spesso e volentieri di technicalities organizzative, ci occupiamo di struttura burocratica e amministrativa e trascuriamo, a mio avviso, la centralità della prestazione sanitaria, e cioè non stiamo in questo momento distinguendo tra ciò che è spesa generata dall'effettiva prestazione sanitaria e spesa generata invece dall'intera sovrastruttura che abbiamo messo attorno ai costi puramente sanitari. Io credo che soprattutto su questo secondo versante vi sia molto da fare, credo anche che si debba avere un'idea e un progetto, perché non vorrei che dopo l'idromostro si configurasse in Sardegna questo ciclope sanitario che dovrebbe gestire, di fatto, la metà del bilancio dell'intera Regione, cioè l'ASL unica avrebbe al comando un direttore generale con un bilancio annuale di circa 2,8-3 miliardi di euro, se nettizziamo quelli delle Aziende miste ospedaliere e del Brotzu. Io credo che la somma di inefficienze non possa generare efficienza, così come la somma dei singoli debiti rischia di generare un debito più grande. È allora il problema vero per superare i califfati che richiamava il collega Dedoni, forse è avere un'idea precisa di una conduzione unitaria della sanità, al di là del fatto che questa conduzione sia poi in capo a singoli soggetti che sono territorializzati, e cioè delle direttive che siano comuni e comunemente applicate in tutte le diverse ASL. Il problema non è la semplice concentrazione, che mi rendo conto mediaticamente rende, il problema è avere una linea di indirizzo chiara, precisa e dei controlli su queste linee di indirizzo piuttosto serrati. Ricordo perfettamente l'intervento del presidente Pigliaru (…) del suo insediamento che insistette molto sulla necessità di introdurre degli indicatori che consentissero non la valutazione delle politiche, introduzione ex ante di questi indicatori. Ora, quali sono gli indicatori ex ante che si stanno ponendo per valutare gli effetti di questa proposta di riforma? Io credo che manchino. Non vorrei, e concludo, che proprio una maggioranza di centrosinistra volesse smentire in maniera eclatante Carl Marx, che sosteneva, in maniera a mio avviso molto opportuna, che la differenza tra il peggiore architetto e l'ape migliore consisterebbe nella capacità dell'uomo di visualizzare con precisione i propri progetti; io temo che questa visualizzazione precisa dei propri progetti in questo momento manchi, e prima si riesce a recuperare la visione complessiva e precisa, meglio riusciremo a intervenire per riformare questo importante settore.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Vorrei precisare un concetto, che ho cercato di esprimere nel mio precedente intervento. Noi non abbiamo nessuna fiducia, onorevole Pittalis, io vorrei che questo fosse chiaro, noi non abbiamo nessuna fiducia, noi siamo convinti che quello di oggi sia un annuncio, perché i fatti ci dicono che annunci ce ne sono stati tanti, fatti, ahimè, ne abbiamo visto pochi, mentre molto tangibili sono le tasse che avete messo ieri, quelle sono molto tangibili, e bruceranno nelle tasche della gente. Detto questo, ai colleghi che hanno manifestato, beh, insomma, stiamo parlando di un territorio da esplorare, parliamoci chiaro, non è che c'è chi pensa di avere la ricetta o la formula magica per risolvere il problema, ha detto bene il collega Pietro Cocco nel suo intervento, io credo che formule magiche non ne abbia nessuno, perché quelli che fanno miracoli, notoriamente, e chi fa politica lo sa molto bene, sono i Santi, e non se ne vedono molti in giro, e gli imbroglioni, e di quelli ce ne sono tanti, quindi miracoli non se ne aspetta nessuno, certo è che oggi la situazione è questa, la situazione è che noi abbiamo delle aziende sanitarie, ognuna delle quali opera autonomamente, diciamo così, con situazioni molto diversificate dall'una all'altra, con una capacità, per così dire, della Regione di incidere in maniera molto modesta nell'attività delle aziende, tant'è vero che, come ho detto più volte nel dibattito di ieri e nel dibattito di oggi, ci sono delle aziende che se ne strafregano allegramente delle direttive, dei piani di rientro, presentano piani di rientro farlocchi dietro i quali poi si nascondono cose alle quali purtroppo siamo abituati, che non hanno niente a che fare con la salute dei cittadini e hanno molto a che fare con altre cose, noi pensiamo che un modo per mettere il freno a questi fenomeni sia quello di centralizzare e chiarire la catena di comando; questo è il concetto della ASL unica, e di una centrale unica di acquisti inscindibilmente legata alla ASL unica. A noi sembra che oggi i tempi siano, dopo la "883", dopo la territorializzazione, dopo i comitati di gestione, dopo tutto quello che c'è stato in questi trent'anni di esperienza di governo sanitario, a noi pare che i tempi oggi siano maturi per fare una scelta di questo genere. Naturalmente una scelta di questo genere postula varie cose, e postula anche, per esempio, che tante volte si facesse la ASL unica, e chi dirige la ASL unica non può essere certamente un, direbbe De Luca Crozza, un personaggetto scelto nei sottoboschi, è evidente questo, e che la direzione della ASL unica comporta straordinarie capacità, e chiarezza anche di obiettivi da perseguire. Questo è fondamentale nella scelta che la Giunta regionale dichiara di voler fare. Abbiamo presentato, visto che l'intervento e sull'articolo e sugli emendamenti, parliamo ovviamente dell'emendamento sostitutivo totale della Giunta regionale, alcuni emendamenti, subemendamenti che, dal nostro punto di vista, tendono a migliorare il testo. Li illustro rapidamente, così evito poi di tornarci specificamente nei successivi interventi. In uno dei quali si sancisce che si applica ai commissari la disciplina che riguarda i direttori generali. Per quale motivo? Perché i commissari operano in una zona grigia, per cui non si capisce se devono limitarsi da commissari a fare l'ordinaria amministrazione, se possono fare altro, come stanno facendo la maggior parte di essi, peraltro, e in questa maniera qua, dal nostro punto di vista, si chiarisce di che pesci stiamo parlando, si applica la stessa disciplina dei direttori generali, si introduce l'impossibilità di nominare alle cariche di direttore generale, di commissario, di direttore sanitario amministrativo coloro che l'abbiano fatto nei precedenti 5 anni, si introducono dei criteri di valutazione per coloro che sono iscritti all'albo dei direttori generali, che dovrà essere fatto, si stabilisce l'incompatibilità tra coloro i quali concorrono a stilare la graduatoria dei direttori generali e la possibilità di essere nominati essi stessi direttori generali, si introduce un vincolo a non nominare commissari quelli che hanno rifiutato gli atti e la Commissione d'inchiesta che questo Consiglio regionale nominato…
PRESIDENTE. Onorevole Cossa, il tempo a sua disposizione è terminato.
È iscritto a parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (FI). Rinuncio.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 1, primo firmatario l'onorevole Pittalis.
(Interruzione del consigliere Pietro Pittalis)
PRESIDENTE. No, c'è il soppressivo totale, poi dopo c'è il sostitutivo a cui sono stati presentati degli emendamenti.
PITTALIS PIETRO (FI). Ritiro l'emendamento soppressivo totale, Presidente.
PRESIDENTE. All'emendamento sostitutivo totale della Giunta, il numero 214, sono stati presentati gli emendamenti di cui parlava poc'anzi l'onorevole Cossa, che sono dal numero 215 al numero 220.
Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 215.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, quindi si votano prima i subemendamenti?
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Vorrei avere la possibilità poi, Presidente, di interromperla per illustrare i subemendamenti che non ho avuto modo di illustrare prima perché non mi è bastato il tempo.
PRESIDENTE. Può intervenire per dichiarazione di voto per tre minuti, anche adesso.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Ma non su questo, Presidente, sugli altri.
PRESIDENTE. Va bene. Allora sull'emendamento numero 215 è stato espresso il parere contrario dalla Commissione e dalla Giunta.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 215.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Floris - Lampis - Locci - Manca Pier Mario - Peru - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
contrari 30
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 216.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Floris - Lampis - Locci - Peru - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
contrari 31
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 217.
Prendo atto che i consiglieri Busia e Usula hanno votato contro.
Metto in votazione l'emendamento numero 218, con parere contrario della Giunta e della Commissione.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, non capisco il parere contrario su questo emendamento perché mi sembra una cosa assolutamente normale. Si dice che chi ha concorso a predisporre la graduatoria non può essere nominato a quel ruolo.
È pleonastico? Bene, allora se l'Assessore ci dice una parola su questo io sono disponibile a ritirare l'emendamento.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì, è pleonastico. C'è l'incompatibilità: il direttore generale non può partecipare ad atti che riguardino la predisposizione dell'albo dei direttori generali, per cui anche in tutte le attività che abbiamo svolto il direttore generale che potrebbe potenzialmente partecipare non ha formalmente fatto nessun atto amministrativo correlato.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Sì, la dizione esatta dell'emendamento dice: "Coloro che hanno avuto un ruolo nella predisposizione degli atti", quindi la dicitura è molto più estensiva. Perciò io, Presidente, mantengo l'emendamento e chiedo, in qualità di Vicecapogruppo, la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 218.
Metto in votazione l'emendamento numero 219.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Mi scuso con i colleghi, però almeno su questo ho necessità di chiedere un sussulto di orgoglio a questo Consiglio regionale. Noi abbiamo nominato una Commissione d'inchiesta sulle spese della sanità. In maniera vergognosa e oltraggiosa nei confronti di questo Consiglio ci sono dei commissari che hanno trovato mille pretesti per ritardare la fornitura degli elementi che servivano per l'indagine e quando li hanno forniti li hanno forniti così infarciti di rumore di fondo da rendere i dati difficilmente decifrabili. Quindi io chiedo al Consiglio un sussulto di dignità e di votare questo emendamento perché credo che sia essenziale che il Consiglio dia un segnale. Ricordo ai colleghi che per questo motivo la Commissione d'inchiesta non è stata in grado nemmeno di avviare i propri lavori, quindi chiedo al Presidente di rivedere il suo parere su questo emendamento e anche all'Assessore di essere conseguente.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 219.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula.
Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Gaia.
votanti 44
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 220.
Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Floris - Gaia - Lampis - Locci - Peru - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Forma - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta.
Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Deriu.
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 214.
LOCCI IGNAZIO (FI). Io vorrei esprimere la mia dichiarazione di voto partendo dalle importanti considerazioni fatte dal Capogruppo del Partito Democratico il quale lui fa una professione di fede rispetto alla ASL unica pur non sapendo, se qualcuno dovesse chiederglielo se si generano risparmi, che non è in grado di dirlo. Noi invece non facciamo nessuna professione di fede rispetto alla ASL unica pur riconoscendo al Capogruppo del Partito Democratico che ha fatto un ragionamento correttissimo in linea di principio, condivisibile pure in linea di principio, non ci siamo sulla scelta. Secondo il mio punto di vista non solo la ASL unica non dà risposta, io torno a dire che per esempio ciò che è stato fatto nella regione Toscana recentemente cioè che si è ragionato in termini di aziende di area vasta fatte su tre aree vaste, forse in Sardegna si sarebbe potuto provare a tracciare anche questo disegno organizzativo con i dipartimenti interaziendali, con la conferma delle funzioni dei dipartimenti aziendali, però ecco avrei fatto una cosa di questo genere. Per quello che oggi diventa difficile dire sì alla ASL unica quando in realtà non si conosce ancora nulla del tipo di organizzazione che volete dare. Inoltre vorrei anche richiamare all'attenzione l'Assessore della sanità che ho apprezzato nel suo intervento in cui va in contropiede, tendenzialmente rifiuta il discorso del risparmio e della logica delle politiche sanitarie al ribasso e vuole imporre un'organizzazione. Ecco, io la inviterei a leggere bene allora la delibera di oggi sui venti posti nella riabilitazione cardiaca alla ASL di Sanluri che probabilmente finiranno in qualche grande comune del Medio Campidano, forse che ha accordi con qualche grande sindaco del Medio Campidano. Quindi micro strutture che non si sa a cosa servano, stante la rete ospedaliera che state organizzando, i 44 posti della struttura di Oristano quando nella rete ospedaliera avete scritto che sotto i 60 posti non avreste potuto autorizzare nulla. Vabbè sono post acuti questi... però ci sono delle scelte...
RANDAZZO ALBERTO (FI). Stiamo finendo, non ci allunghiamo sul provvedimento. ASL unica, il collega Cocco, il Capogruppo del PD prima ha parlato quando è intervenuto per richiamarci all'ordine del provvedimento, citava un emendamento che è stato messo in discussione adesso. Noi siamo qua per votare il "293" che citava testualmente la proroga dei commissari. Quindi quella discussione che ha fatto, non volevo entrare in polemica prima, la discussione che ha fatto il collega Cocco forse riguardava la tematica sull'ordine del giorno che avevamo oggi nel disegno di legge della Giunta. Sulla ASL unica si è venuti incontro a varie esigenze, questo è un compromesso Assessore, perché conosciamo benissimo l'emendamento presentato ieri con i sei commi ben commentato dalla stampa regionale che sicuramente non l'ha avuto da questa parte politica perché Sardiniapost ieri notte metteva punto per punto compreso il comma 6 sui commissari e tutto nei particolari dell'emendamento. Io non so se esiste un Marchionne sulla gestione pubblica, io vi auguro nel disegno di legge che non so quando approverete, si parla del 28 dicembre, che abbiate idea di colui che andrà a gestire quello che sarà davvero il freno al disavanzo. Perché la legge che abbiamo in discussione oggi che riguarda la proroga parlava già di disavanzo e abbiamo ripianato ieri con l'aumento IRPEF e IRAP il disavanzo. Perché ogni legge che fate in quest'Aula, non voglio essere cattivo perché ci sono dei colleghi che poi dicono: "La legge dice." La legge che avete istituito per il commissariamento parlava di tre mesi rinnovabili massimo una volta e non più di una volta, siamo al quarto rinnovo. A me va benissimo, i commissari come dice l'Assessore sono persone valide e degne non entro nel merito, però se provvedessero almeno sino a giugno che (...) approvate la legge a bloccare quella che è la spendita fuori controllo farebbe un piacere non a questa parte politica ma alla gente che fuori dice: "Potete anche sfasare l'aumento della spesa dando servizi, non con gli sprechi" che ha citato non io ma il Capogruppo del PD prima del suo discorso. Cerchiamo davvero di applicare quello che avete messo in grassetto di bloccare questo disavanzo. Non vorrei trovarmi prima dell'applicazione ad aprile dell'aumento dell'IRPEF con ritocchi in attesa di approvare il disegno di legge sperando che almeno questa volta i tempi vengano rispettati, che a 90 giorni abbiamo approvato in quest'aula parlamentare una legge che ci consentirà finalmente di dire: "Abbiamo risolto i problemi della sanità, bloccato quello dello spreco", ovviamente entrando nel merito della rete ospedaliera e di tutto ciò che ci presenterete entro 90 giorni. Questo ve lo chiediamo almeno di rispettare le tempistiche perché nel provvedimento che stiamo andando oggi a prorogare ci sono delle tempistiche, c'è scritto che devono stabilire il numero delle ASL e a un anno non c'è ancora scritto, finalmente oggi entriamo nel merito e sappiamo...
PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, il tempo a sua disposizione è terminato.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io volevo semplicemente chiedere che questo subemendamento venga votato per parti, comma 1 e comma 2.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di votazione per parti.
Metto in votazione il comma 1 dell'emendamento numero 214.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del primo comma dell'emendamento numero 214.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Locci - Peru - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
favorevoli 33
contrari 12
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del secondo comma dell'emendamento numero 214.
Prendo atto che il consigliere Usula ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Locci - Peru - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.
favorevoli 31
contrari 14
A seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 214 decadono tutti gli emendamenti.
Rimane l'emendamento numero 213 che è inammissibile.
Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 è stato presentato l'emendamento numero 212. È un emendamento all'articolo 2 soppressivo totale dell'articolo 2 che sopprime l'entrata in vigore.
PITTALIS PIETRO (FI). È ritirato.
L'articolo 2 è soppresso. (212).)
Ordine del giorno Cocco Pietro - Cherchi Augusto - Anedda - Usula - Zanchetta - Dedoni - Pittalis - Rubiu - Deriu - Carta sulla proroga della Commissione di inchiesta sull'efficienza del sistema sanitario regionale e sull'adeguatezza dei suoi costi.
a conclusione della discussione della proposta di legge n. 293/A,
di prorogare sino al 31 luglio 2016 il termine entro cui la Commissione di inchiesta sull'efficienza del sistema sanitario regionale e sull'adeguatezza dei suoi costi deve riferire al Consiglio regionale. (1).)
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Nulla da dire su questo, perché malgrado abbiate deciso di prorogare anche i commissari inadempienti. Mi sembra che questa Commissione debba portare avanti un lavoro essenziale per consentire anche questo consiglio di fare scelte ponderate anche in relazione al riassetto del sistema sanitario. Volevo far presente però, Presidente, che secondo me dopo l'approvazione dell'emendamento numero 214, probabilmente andrebbe modificato anche il titolo di questa legge, perché mi pare che la proroga dei commissari a questo punto diventi un aspetto addirittura secondario rispetto all'oggetto principale della legge. Però questo lo valuti lei, naturalmente.
PRESIDENTE. Viene fatto dall'Ufficio direttamente.
Poiché nessun altro ha domandato di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
È prorogata quindi la Commissione speciale d'inchiesta.
Passiamo quindi alla votazione finale della legge.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 293/A.
Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cossa - Crisponi - Floris.
votanti 43
maggioranza 22
Prima di chiudere, ne approfitto ovviamente per fare gli auguri a tutti voi e alle vostre famiglie, e per ricordarvi che d'accordo con quanto deliberato dalla Conferenza dei Capigruppo il Consiglio è convocato il giorno giovedì 7 alle ore 16, con all'ordine del giorno il disegno di legge sugli enti locali.
La seduta è tolta alle ore 18 e 16.
Disegno di legge: “Ulteriore proroga del commissariamento di cui all’articolo 9 della legge regionale 17 novembre 2014, n. 23 (Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale. Modifiche alle leggi regionali n. 23 del 2005, n. 10 del 2006 e n. 21 del 2012)” (293/A). (Discussione e approvazione)

References: e contrario
 articolo 9
 articolo 1
e contrario
e contrario
e contrario