Source: https://lnx.studiolegalemcm.it/sample-page/podcast-per-pmi/ep-15-il-diritto-dei-soci-di-s-r-l-ad-essere-informati/
Timestamp: 2019-02-21 16:19:14+00:00

Document:
Ep. 15 – Il diritto dei soci di S.r.l. ad essere informati – MCM Studio Legale Associato
Ep. 15 – Il diritto dei soci di S.r.l. ad essere informati	majocchi	2017-06-21T16:24:36+00:00
Il diritto dei soci di S.r.l. ad essere informati, ma anche i limiti entro cui tale diritto può essere esercitato – Ep. 15
Ep. 15 – Il diritto dei soci di S.r.l. ad essere informati
Sei un socio di minoranza di una S.r.l. e vuoi avere informazioni su come viene gestita la società?
Oppure sei un amministratore di una S.r.l. e un socio ha chiesto di poter visionare la documentazione sociale?
Con questa puntata di MCM Il Podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese vi spiegheremo come comportarvi o quali sono i limiti di legge per accedere alle informazioni di una Srl, chiarendo come e quando è possibile esercitare il diritto di controllo!
Sentenza Trib. Milano 30.11.2004;
Sentenza Trib. S.Maria Capua V. 10.6.2011;
Sentenza Trib. Milano 24.4.2013.
Nella puntata di oggi vi presentiamo l’incentivo messo a disposizione da Simest S.p.A. e rivolto a tutte le PMI che intendono partecipare a fiere e mostre per promuovere il proprio business su nuovi mercati internazionali.
Si tratta di un finanziamento a tasso agevolato delle spese per l’area espositiva, spese logistiche, spese promozionali e spese per consulenze connesse alla partecipazione a fiere/mostre in Paesi extra UE.
Tutta la documentazione relativa all’incentivo è disponibile sul portale della Simest all’indirizzo http://www.simest.it/Prodotti-E-Servizi/Finanziamenti-Per-LInternazionalizzazione/Partecipazione-A-Fiere-E-Mostre/Partecipazione-A-Fiere-E-Mostre.kl.
Nessun problema! Qui sotto puoi trovare la trascrizione integrale (sebbene non fedelissima) dell’episodio n. 15 – Il diritto dei soci di S.r.l. ad essere informati (art. 2476, c. 2, c.c.).
MJ – Benvenuti e grazie per aver scaricato anche questa puntata di MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese.
Dedico poche parole introduttive ad uso e consumo di chi avesse scoperto questo podcast da poco e quindi si trovasse all’ascolto magari per la prima volta: si tratta di uno strumento di facile comprensione, con pochi termini tecnici e molta sostanza pratica!
Aiutiamo la vostra PMI a crescere e a muoversi sul mercato con maggiore cognizione degli strumenti concessi e dei vincoli previsti dalla legge italiana.
Ogni 15 giorni circa selezioniamo un argomento che riteniamo essere di utilità per i nostri ascoltatori e per la loro attività imprenditoriale.
La puntata del podcast di oggi è stata preparata insieme al Collega Matteo Molinari e verte su un argomento di sicuro interesse per le Piccole e Medie Imprese: parliamo infatti del diritto dei soci di una Srl (che sta per Società a responsabilità limitata) di ottenere informazioni dagli amministratori della società stessa.
Ricordo sin da ora a tutti voi che, per qualsiasi domanda o dubbio, potete scriverci all’indirizzo e.mail podcast@studiolegalemcm.it. Saremo felici di rispondervi e di approfondire con voi le tematiche trattate nel corso delle puntate del podcast.
I materiali che citeremo nel corso di questa puntata del podcast sono disponibili per il download sul nostro sito www.studiolegalemcm.it, nella sezione podcast!
Ma entriamo nel vivo dell’argomento da trattare!
ML – Assolutamente si! E, innanzitutto, benvenuti anche da parte mia.
Quest’oggi entriamo nel merito di un aspetto di grande importanza per la vita societaria e per coloro che detengono una quota del capitale sociale di una Srl.
Dobbiamo pensare che, solo in Lombardia, al 31.12.2016, risultavano iscritte alla Camera di Commercio ben 177.000 Srl!
E’ un numero importante e in moltissime di queste società c’è qualcuno, socio o amministratore che si pone la classica domanda:
Sono socio di minoranza di una Srl. Posso accedere alle informazioni relative alla gestione della società?
Sono amministratore di una Srl e un socio mi ha inviato una comunicazione con cui chiede di poter avere accesso alle informazioni societarie. Cosa gli devo rispondere? Che documenti devo o non devo dare?
Oggi, quindi, daremo risposta a queste domande.
Parleremo del diritto del socio di richiedere, a chi gestisce la società, l’accesso a una serie di documenti e informazioni che attengono alla vita societaria.
Ovviamente, questo tipo di approfondimento nulla ha a che fare con le informazioni contenute nel bilancio o in una visura camerale che, come sappiamo, sono documenti pubblici, facilmente rinvenibili anche via internet presso il Registro delle Imprese.
Mi riferisco invece, e poi lo vedremo nel dettaglio, alla consultazione dei libri sociali e dei documenti della società, nonché a ricevere informazioni su uno o più affari o progetti particolari.
MJ – Per una più semplice comprensione di questo diritto di accesso alle informazioni societarie che il nostro ordinamento prevede in favore dei soci, proporrei di procedere a blocchi iniziando a parlare di quali informazioni o quali documenti sono consultabili.
Partiamo dal testo della norma di riferimento, ovvero l’art. 2476, c. 2, c.c. Leggo testualmente il testo:
«I soci che non partecipano all’amministrazione hanno diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di loro fiducia, i libri sociali ed i documenti relativi all’amministrazione».
Dalla lettura di questa norma ricaviamo in primis cosa si può chiedere agli amministratori, ovvero informazioni sulla gestione della società nonché la possibilità di consultare i libri sociali.
Per quanto riguarda le informazioni sulla gestione della società – il socio può rivolgere all’organo amministrativo una richiesta, relativa agli affari della società. Tale richiesta può riguardare sia il generico andamento degli stessi sia specifiche informazioni su una particolare operazione, già iniziata o da intraprendere;
Per quanto riguarda, invece, la consultazione dei libri sociali – in questo caso, il socio potrà avere accesso a tutti i libri sociali obbligatori, ovvero:
i verbali delle assemblee;
i verbali del CdA;
i verbali del collegio sindacale, se presente;
le verifiche compiute dal revisore;
nonché tutti i documenti dell’amministrazione, quali le scritture contabili, il libro giornale; il libro inventari, il registro IVA, i libri relativi ai dipendenti; le fatture sia ricevute che emesse; gli estratti conto; la documentazione bancaria; i contratti; la corrispondenza; i verbali di accertamento e le sanzioni erogate a carico della società; gli atti giudiziari e le memorie relative a contenziosi in essere.
È quindi evidente che il socio può avere accesso a praticamente tutta la documentazione della società, di cui può richiedere copia; copia che il socio tuttavia dovrà estrarre presso la sede della società e a proprie spese.
ML – Tecnicamente ricordo che il socio non ha però la possibilità di fare copia di tutta la documentazione indistintamente. Soprassedendo sul fatto che potrebbe trattarsi di una mole di documenti molto importante, è riconosciuta la facoltà di fare copia della sola documentazione consultata.
Ciò restringe il campo, ma permette di limitare il rischio che informazioni riservate della società possano fuoriuscire all’esterno e, al contempo, di non ledere il diritto di consultazione.
Si pensi che molto di frequente non è il socio personalmente a consultare i documenti, bensì dei professionisti che questi delega appositamente: avvocati, commercialisti, etc.
Pertanto, se fosse fatto divieto di estrarre copia dei documenti, come potrebbero i professionisti presentare al loro cliente eventuali strategie di azione o anche una semplice valutazione di ciò che hanno letto, senza avere un supporto documentale?
Di fatto, siamo di fronte a quella che in gergo viene definita due diligence, ovvero un’analisi dei documenti, ma svolta non da chi vuole comprare una società, quanto, in questo caso, da chi fa già parte di una società, vi ha investito e, conseguentemente, ha diritto di accedere alle informazioni di cui è a conoscenza chi la sta gestendo.
MJ – Abbiamo parlato di cosa è possibile consultare, ora specifichiamo quando e con quale frequenza è possibile farlo.
Il diritto di accedere alla documentazione può essere esercitato in qualsiasi momento dell’esercizio sociale.
Ciò vuol dire che il socio, in giorni e orari lavorativi naturalmente, può richiedere l’accesso ai documenti.
Sul punto è bene specificare che lo statuto della società può stabilire anche le regole base che disciplinano l’accesso ai documenti.
gli orari di accesso alla documentazione;
il numero di professionisti di cui il socio si può avvalere;
le limitazioni alla facoltà di porre domande ai dipendenti della società o di visitare gli uffici;
Il socio non è soggetto a limiti legali circa la frequenza di consultazione: egli potrà esercitarlo in qualsiasi momento e ripetutamente durante lo stesso esercizio.
Questa libertà, oltre a derivare dal fatto che manca nel nostro ordinamento una specifica norma che ponga vincoli di questo tipo, è stata suggellata anche dalla giurisprudenza la quale ha ben chiarito che la società non può in alcun modo sindacare i motivi sottesi alla richiesta di accesso ai documenti, purché questi non siano in contrasto con l’interesse della società.
E allora ci domandiamo: «Quando la richiesta di accesso alle informazioni sociali potrebbe contrastare con l’interesse sociale?» Si pensi – ad esempio – al socio che fa ricorso all’esercizio di questo diritto con l’unico scopo di intralciare l’attività della società o di mettere sotto pressione con continue richieste o ricattare gli amministratori.
Ecco, da questo esempio si capisce bene che, in buona sostanza, il limite che incontra l’esercizio di questo diritto è quello del generale principio di buona fede e correttezza a cui si devono ispirare tutte le richieste del socio.
Pertanto, di fronte ad un socio che agisca in contrasto con questa basilare regola della buona fede e correttezza, l’amministratore è legittimato a rifiutare e ad opporsi alla richiesta di informazioni formulata dal socio.
ML – C’è anche da dire, tuttavia, che il risvolto della medaglia di tutte queste informazioni che vengono trasmesse dall’organo amministrativo al socio è la latente possibilità che ne sia violata la riservatezza.
Si pensi ad una società che opera nel campo della chimica e che brevetta alcune invenzioni.
Il socio – in esercizio del diritto di informazione – potrebbe venire a conoscenza di segreti industriali di grande importanza per la società.
Verrebbe, quindi, spontaneo pensare che l’amministratore non sia tenuto a comunicare al socio tali segreti.
Ciò – tuttavia – come ha anche avuto modo di precisare la giurisprudenza (per esempio il Tribunale di Milano con una Sentenza del 30 novembre 2004), comporterebbe una compressione, se non addirittura, l’annullamento del diritto di informazione del socio.
Pertanto, si è detto che il socio ha comunque diritto di avere le informazioni (sempre nel limite della buona fede e correttezza) e l’amministratore non gli può opporre il segreto sociale.
D’altro canto, il socio ha l’obbligo di trattare tali informazioni come strettamente riservate e non può in nessun caso divulgarle a terzi, a pena di essere responsabile per i danni eventualmente provocati alla società dall’aver diffuso le notizie di cui è venuto a conoscenza.
Analogo obbligo – come è evidente – vige anche per i professionisti che dovessero affiancare il socio nell’accesso ai documenti o alle informazioni.
MJ – Collegandomi a quanto hai appena detto, vorrei ora affrontare l’ipotesi in cui l’amministratore decida di non consentire al socio di accedere alle informazioni o ai documenti della società; vorrei parlare quindi dei rimedi pratici che il nostro ordinamento prevede in questo caso.
Pensate al socio che esprime formalmente l’intenzione di esercitare il diritto di controllo e informazione; e l’amministratore, senza giustificazione, gli oppone un secco diniego.
Il socio potrà allora tutelarsi in via cautelare d’urgenza, ovvero potrà fare ricorso al cd. «700» (così chiamato perché previsto dall’articolo 700 del C.p.c.): si tratta di un ricorso rivolto al Tribunale per ottenere l’emissione di un provvedimento di urgenza che lo autorizzi ad avere accesso alle informazioni sociali.
Ovviamente, tale strumento non può essere sempre utilizzato: la legge prevede ben precisi limiti.
Vi si può fare ricorso se si teme che la mancata immediata consultazione dei documenti societari possa arrecare al socio un pregiudizio imminente e irreparabile.
Considerate tuttavia al riguardo che la giurisprudenza (ed in particolare il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con una Sentenza del 10 giugno 2011) ha precisato che l’ingiustificato ritardo all’esercizio del diritto del socio integra di per sé un pregiudizio imminente e irreparabile. Quindi, in questi casi, tutelarsi attraverso il ricorso ex art. 700 è praticamente la norma!
Ora, senza perderci nei tecnicismi, il socio è tenuto a fornire una prova sommaria in merito all’ostacolo o all’impedimento che la società ha opposto all’esercizio del diritto (Trib. Milano, 24 aprile 2013).
Al contrario, davanti al giudice, sarà la società che si oppone all’esercizio del diritto di controllo del socio ad avere l’onere probatorio più arduo da soddisfare, dovendo fornire elementi che comprovino che il comportamento del socio nel richiedere l’accesso ai documenti e informazioni sociali è stato abusivo (ovvero contrario al principio di buona fede e correttezza), e quindi tale da giustificare il diniego all’accesso alle informazioni.
Quindi, in sostanza, il socio ha una tutela forte nel caso in cui gli sia impedito – senza adeguata giustificazione – di esercitare il diritto di controllo previsto dalla legge.
ML – Vorrei da ultimo aggiungere che l’esercizio del diritto di controllo di cui stiamo parlando potrebbe a volte rivelarsi l’anticamera di un’azione di responsabilità del socio nei confronti dell’amministratore.
Ciò nel senso che il socio, tramite l’accesso alle informazioni e documenti della società, potrebbe venire a conoscenza di elementi sufficienti a provare l’esistenza di irregolarità nella gestione societaria tali da giustificare un’azione di responsabilità a carico dell’amministratore.
Si tratta, tuttavia, di una mera eventualità: l’azione di responsabilità è del tutto autonoma dall’esercizio del diritto di controllo e tra le due vi un rapporto di potenziale strumentalità, tuttavia privo di qualsivoglia carattere di necessarietà.
Al contrario, il socio può utilizzare le informazioni apprese con lo strumento di cui vi stiamo parlando per migliorare la sua posizione giuridica di membro della compagine sociale, ad esempio, per un più consapevole esercizio del diritto di voto, oppure per valutare compiutamente se esercitare il diritto di recesso, o ancora per valutare il valore della propria partecipazione nella società, etc.
MJ – Bene, direi che abbiamo detto tutto ciò che era importante e necessario dire per avere un quadro d’insieme abbastanza completo del diritto del socio di accedere alle informazioni ed ai documenti della società e ci meritiamo quindi un bell’applauso.
Prima di lasciarvi, vorrei chiudere anche questa puntata, proponendovi un’opportunità di finanziamento che ritengo possa essere interessante per la vostra PMI.
Oggi in particolare vorrei parlarvi di un incentivo concesso dalla società Simest S.p.A. per conto del Ministero dello Sviluppo Economico a tutte quelle PMI che intendono partecipare a fiere o mostre per promuovere il proprio business su nuovi mercati internazionali.
Nella scorsa puntata di questo podcast vi abbiamo già parlato della Simest, una società finanziaria del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che, a partire dagli anni novanta, si occupa di sostenere la crescita delle imprese italiane, favorendo – tramite incentivi mirati – l’internazionalizzazione della loro attività.
Vi ricordo che, nel caso ve la foste persa, potete trovare la scorsa puntata – dedicata ai crediti all’esportazione – su Itunes, Spreaker e sul nostro sito www.studiolegalemcm.it, nell’apposita sezione podcast.
L’intervento che vi proponiamo oggi è volto invece ad incentivare la partecipazione a fiere e/o mostre sui mercati extra UE.
Nello specifico, il finanziamento può essere concesso per la partecipazione a più fiere diverse, anche nello stesso Paese, fino ad un massimo di tre Paesi di destinazione e purchè la domanda venga presentata prima della data prevista per l’inizio della fiera.
le spese per l’area espositiva
le spese logistiche
le spese promozionali
le spese per consulenze connesse alla partecipazione alla fiera/mostra.
Le spese devono essere direttamente collegate alla fiera e sostenute nel periodo di realizzazione del programma, che decorre dalla data di presentazione della domanda stessa e termina 12 mesi dopo la data di stipula del contratto di finanziamento.
L’incentivo consiste nella concessione di un finanziamento a tasso agevolato fisso pari al 10% del tasso di riferimento UE. Attualmente, per il mese di giugno, il tasso di riferimento è pari allo 0,9%, pertanto il tasso agevolato è pari allo 0,09%.
L’importo massimo finanziabile è pari ad € 100.000,00 per ciascuna PMI e il finanziamento può coprire fino al 100% dell’importo preventivato.
Tutte le PMI interessate possono presentare domanda direttamente alla Simest tramite accesso al portale dei finanziamenti, registrandosi all’indirizzo www.portalesimest.it
La puntata di oggi si è conclusa. Spero che l’argomento trattato possa esservi utile sia che siate soci di minoranza sia che siate amministratori di una Srl.
Vi ringraziamo per l’attenzione, nella speranza di essere riusciti a fornirvi una informazione quanto più completa ed esaustiva su come gestire il diritto di controllo e informazione.
Nel caso abbiate esigenze concrete e specifiche e vogliate valutare se e come sia possibile esercitare tale diritto oppure come comportarvi in caso di richiesta di accesso alle informazioni societarie, vi invitiamo a rivolgervi ad un professionista, che possa compiutamente esaminare con voi tutte le possibilità e la sussistenza dei requisiti richiesti.
Naturalmente, MCM Studio Legale Associato Majocchi Cavajoni Molinari è a vostra completa disposizione.
Ci sentiamo tra due settimane con una nuova puntata di MCM Il podcast di diritto per le Piccole e Medie Imprese.

References: Sentenza 

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 art. 700