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Timestamp: 2019-04-23 06:45:31+00:00

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Espropriazioni - Opposizione alla stima – Improponibilità dell’azione in difetto del decreto di esproprio – Corte d’Appello de L’Aquila – sentenza 15.07.2016, n. 748 – est. D’Orazio.
1. E’ da ritenersi improponibile l’opposizione alla stima effettuata in difetto del decreto di esproprio. Esso, infatti, segna la conclusione del procedimento di espropriazione, determinando il trasferimento della proprietà dell’immobile in favore dell’espropriante e facendo sorgere il diritto dell’espropriato all’indennità; pertanto, nel giudizio di opposizione alla stima, la sua emanazione si configura non già come presupposto processuale, alla cui esistenza è subordinata la possibilità di pervenire ad una decisione di merito, ma come condizione dell’azione, la cui mancanza impedisce l’accoglimento della domanda, escludendo la configurabilità del diritto che ne costituisce il fondamento.
2. L’azione di determinazione dell’indennità di esproprio, trovando causa nella procedura espropriativa ritualmente definita mediante la pronuncia del relativo decreto ablativo, ha in detto provvedimento la sua condizione indefettibile, rappresentandone un fatto indispensabile per integrarne la fattispecie costitutiva, sicché non è consentito addivenire, in sua assenza, ad una statuizione definitiva sull’indennità.
Opposizione a d.i. – Onere di attivare la procedura di mediazione – Tribunale di Vasto - sentenza 30.05.2016 – est. Pasquale.
Nell’ambito del giudizio monitorio, l’onere di attivare la procedura di mediazione deve gravare sulla parte processuale che ha provocato l’instaurazione del processo assoggettato alle regole del rito ordinario di cognizione. Tale parte si identifica nel debitore opponente, che risulta essere attore in senso formale. In caso di inottemperanza a detto onere, sarà dunque proprio l’opponente a subire le conseguenze della propria inerzia, sia sotto il profilo della declaratoria di improcedibilità della domanda formulata con l’atto di opposizione, sia della conseguente acquisizione di definitiva esecutività del decreto opposto.
Giurisdizione – Giurisdizione del g.o. – Risarcimento danni cagionati dal transito ferroviario – Modalità di utilizzazione - Corte d’Appello de L’Aquila – sentenza 20.07.2016, n. 783 – est. Filocamo.
Sussiste la giurisdizione del giudice ordinario e non la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nelle controversie aventi ad oggetto la domanda di risarcimento danni cagionati dal transito ferroviario all’interno di una galleria, per i danni asseritamente causati non dalla galleria ferroviaria in sé considerata, ma dalle modalità di utilizzazione della stessa, dal mancato suo adeguamento tecnico a fronte dell’aumentato – per volume e velocità – traffico dei convogli e/o dalla omessa adozione degli accorgimenti tecnici necessari per evitare o ridurre la propagazione agli immobili soprastanti dei rumori e delle vibrazioni prodotte dal suo utilizzo.
Falsità In Atti – Falso In Atto Pubblico – Falso Valutativo – Tribunale di Pescara - sentenza 13.6.2016 – est. Marino.
L’attribuzione di un punteggio indebito che sia frutto di una valutazione discrezionale non può mai costituire falso ideologico, poiché la valutazione in sé effettuata è frutto di un’operazione di giudizio rispetto alla quale non può configurarsi l’alternativa falso/vero in cui si inscrive l’immutatio veri prevista dalla norma incriminatrice penale, a meno che l’esercizio della valutazione non presupponga l’assunzione di un fatto di per sé falso, quale, ad esempio, l’indicazione di un titolo inesistente ovvero la ricorrenza di un presupposto oggettivo falsamente riportato.
Appalto lavori – Requisito soggettivo dell’iscrizione all’albo dei gestori ambientali – Esclusione Tar Abruzzo, Pescara – sentenza 26.07.2016, n. 285- est. Balloriani.
1. Posto che, ai sensi dell'articolo 212, comma 5, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (recante "Norme in materia ambientale"), l'iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali è requisito per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti, di bonifica dei siti, di bonifica dei beni contenenti amianto, di commercio ed intermediazione dei rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi, nonostante nessuna disposizione di legge o regolamento prescriva che il bando di gara relativo a lavori di bonifica ambientale debba richiedere l'iscrizione all'albo dei gestori ambientali per adeguata categoria e classe quale requisito di partecipazione, deve ritenersi che la necessità di richiedere tale requisito sia imposta, prima ancora che da ragioni giuridiche, da ragioni logiche, poiché non avrebbe alcun senso la partecipazione - e magari l'aggiudicazione a favore - di chi sia giuridicamente privo dei requisiti che la legge prescrive per poter eseguire i lavori.
2. L'iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali presuppone e si riferisce a una specifica organizzazione aziendale e non può, quindi, essere equiparata a un requisito oggettivo cedibile separatamente da quella organizzazione.
3. L'iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali non può essere considerata quale requisito da acquisire solo prima della stipula del contratto (in quanto rilevante solo in fase di esecuzione); una simile soluzione, infatti, sarebbe illogica e contraria al principio di certezza e celerità dell’azione amministrativa, atteso che si finirebbe per ammettere la partecipazione ad una gara ed aggiudicare la medesima, accettando il rischio dell’inutilità in tutto o in parte della procedura per il caso in cui l’aggiudicatario non sia in grado di acquisire assolutamente o comunque in tempo utile l’iscrizione necessaria.
Edilizia e urbanistica – Attività produttive – Variante al PRE – Tar Abruzzo, Pescara – sentenza 01.04.2016, n. 111 - est. Tramaglini.
Qualora siano scaduti i vincoli derivanti dallo strumento urbanistico, non è ammissibile un’istanza del privato finalizzata ad una “variante specifica” al PRE per attività produttive, che non esaurisca i propri effetti all’interno del lotto (come sarebbe stato nel caso di variante ai parametri costruttivi, alle destinazioni d’uso, alla dislocazione delle costruzioni nell’ambito del lotto, etc…), ma che si ripercuota sull’assetto urbanistico della zona, facendo venir meno la destinazione dell’area a parcheggio pubblico.

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