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Timestamp: 2017-12-15 08:29:11+00:00

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2 Estratto da pag. 1 AL VIA I LAVORI DELLE COMMISSIONI MINISTERIALI Per la riforma della giustizia QO si parte da Csm e ordinamento /M Numero delle Corti d'appello interessate dal riordino Giovanni Negri > pagina 31 Giustizia. Nominate le commissioni per la revisione del Consiglio superiore della magistratura e della legge su ruolo e funzioni di giudici e Pm Csm e ordinamento, riparte la riforma Proposte entro la fine dell'anno - In cantiere anche la messa a punto della geografìa giudiziaria I presidenti e i punti chiave Obiettivi e scadenzei presidenti È partito ieri il progetto di riforma dell'ordinamento giudiziario e del Csm. L'obiettivo è di riscrivere le disposizioni su ruolo e funzioni dei magistrati, oggetto di un assai contestato intervento in passato sotto la presidenza Berlusconi, e di dare attuazione sulcsm a uno dei punti sinora solo annunciati daltandem Renzi-OrlandoMichele Vietti In campodue commissioni. Una, sull'ordinamento, presieduta dall'ex vicepresidente del Csm Michele Vietti, e l'altra, sul Csm, dall'ex ministro della Giustizia Luigi Scotti. La proposte di riforma dovrannoessere presentate entro la fine dell'anno, ma ancora non è statodeciso quale veste dovranno avere. Possibili due disegni di legge o due disegni di legge delega.luigi Scotti I contenuti NUOVI ILLECITI E PROCURE Sto T Nel nuovo ordinamento giudiziario dovrà essere inserito un aggiornamento in particolare sul sistema degli illeciti disciplinari, sui criteri di giudizio per gli avanzamenti in carriera dei magistrati, sull'organizzazione degli uffici del pubblico ministero, sulle regole per l'accesso in magistratura CORTI D'APPELLO DA RIORGANIZZARE Nel perimetro di intervento della commissione Vietti c'è anche la messa a punto della riforma della geografia giudiziaria. In particolare attraverso una riorganizzazione della distribuzione sul territorio delle Corti d'appello e delle Procure generali e una promozione delle specializzazioni dei magistrati NEL CSM CAMBIA IL SISTEMA ELETTORALE La riforma del Consiglio superiore della magistratura sarà concentrata soprattutto sulla messa a punto di un nuovo sistema elettorale, sulla riscrittura di quello disciplinare, e sul miglioramento delle funzioni e delle competenze del Consiglio superiore stesso e dei consigli giudiziari. Andrà poi tenuto conto anche delle proposte di autoriforma messe a punto nei prossimi mesi dallo stesso Csm Giovanni Negri MILANO v 'Vasto strettamente collegate, come programma verrebbe da commentare. Per rimettere mano a insieme dovranno procedere le una delle riforme più contestate commissioni (tanto è vero che e dell'era Berlusconi e per dare che dovrà essere concluso, sostanza a una delle promesse del quanto alla redazione dei testi, premier Matteo Renzi. È partito ieri entro la fine dell'anno. Tempi con la riunione della commissione stretti quindi per una materia presieduta da Michele Vietti, alla assai ampia. Soprattutto la presenza del ministro della commissione Vietti- dettaglia il Giustizia, Andrea Orlando, il progetto di riforma dell'ordinamento decreto di nomina - dovrà giudiziario edel Csm. A stendere gli occuparsi di una pluralità di articolati, sui quali non è stata argomenti. A partire dalla fase ancora fatta una scelta sulla veste due della geografia giudiziaria. che dovranno assumere (disegni di Riforma quest'ultima fortemente legge o disegni di legge delega), voluta e messa a punto saranno due commissioni: la prima dall'allora ministro Paola (sull'ordinamento giudiziario, Severino e poi precisata compresa la messa a punto della geografia degli uffici) guidata successivamente dalle dall'ex vicepresidente del Csm Vietti amministrazioni Cancellieri e e la seconda dall'ex ministro della Orlando. Ora si apre la Giustizia Luigi Scotti. Un intervento possibilità di una manutenzione in due mosse, dell'intervento. C he però a via Arenula tengono a precisare non prelude a un passo indietro o a ripensamenti radicali. Oggetto delle modifiche è lo sviluppo del processo di revisione della geografia giudiziaria», certo, che però questa volta passerà per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio delle Corti d'appello e delle relative Procure genera L'INTERVENTO Tra le materie oggetto di riscrittura il sistema degli illeciti e delle incompatibilità Nuove regole per l'accesso li. In questo contesto a fare da direttrice sarà la valorizzazione delle specializzazioni dei magistrati nella ripartizione delle comptenze. Ma alla commissione Vietti è anche assegnato il compito di rivedere l'organizzazione degli uffici del pubblico ministero, di ripensare il sistema degli illeciti disciplinari e quello delle valutazioni di professionalità e degli PROFESSIONISTI Pag. 1
3 Estratto da pag. 1 avanzamenti in camera dei magistrati, di riformare l'accesso in magistratura. Infine dovrà occuparsi della mobilità e dei trasferimenti di sede e funzioni delle toghe. Inevitabile allora, ed è stata la decisione di ieri, la suddivisione in tre sottogruppi. Il primo dovrà occuparsi digeografiagiudiziaria, organizzazione degli uffici di procura, di specializzazione; il secondo di accesso, mobilità e incarichi; il terzo di illeciti, incompatibilità e valutazioni di professionalità. La commissione guidata da Scotti, invece, ha un compito più circoscritto, ma non meno delicato, visto che dovrà provvedere al nuovo assetto del Csm, con riferimento specifico al sistema elettorale, a quello disciplinare, con la distinzione più rigida tra giudicanti e giudicati, e alle competenze del Consiglio superiore stesso in relazione a quelle dei consigli giudiziari. L'obiettivo dovrà però essere raggiunto tenendo conto anche delle proposte di autoriforma messe a punto dal Csm stesso, dopo che poche settimane fa il Consiglio ha licenziato il nuovo testo con la riforma dei criteri per il conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi. Le squadre messe in campo dal ministero della Giustizia vedono, tra gli altri, nella commissione Vietti, l'ex presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa, l'ex capo del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria di via Arenula (che seguì tutta la prima attuazione della geografia giudiziaria) Luigi Birritteri, il responsabile dei processi di innovazione del tribunale di Milano Claudio Castelli; mentre della commissione Scotti fanno parte il presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli e l'ex giudice della Corte europea dei diritti dell'uomo Vladimiro Zagrebelsky. RI PRODUZIONE RISERVATA PROFESSIONISTI Pag. 2
4 Estratto da pag. 31 INTERVISTA i Michele Vietti ; Presidente della commissione di riforma dell'ordinamento giudiziario «Nelle Procure capi con poteri pieni» Giovanni Negri MILANO \«Di commissioni ministeriali ne ha presiedute tante Michele Vietti (quella sulla riforma del diritto societario e quella sulla nuova legge fallimentare, per esempio), prima di passare alla vicepresidenza del Csm, nella passata consiliatura. Adesso è chiamato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando a guidare la commissione che dovrà rimettere mano all'ordinamento giudiziario. Presidente Vietti, da sottosegretario alla Giustizia fece parte dell'amministrazione che ha introdotto l'attuale versione dell'ordinamento; da vicepresidente del Csm ne ha constatato l'applicazione. Unodeicardiniera,edè, lavalutazioneperiodica diprofessionalità dei magistrati sulla quale lei è stato assai critico, anche di recente, sottolineando le (troppo) poche bocciature. Adesso ha l'occasione per rimediare. «Sulle infrazioni disciplinari decisioni a volte incomprensibili per i cittadini» «Riflettere sulla necessità di conservare 26 Corti d'appello e gli attuali tribunali» Penso che si dovranno introdurre regole che aiutino i tanti magistrati bravi a fare meglio e, nello stesso tempo, che siano in grado di fornire una risposta alla domanda di una giustizia più efficiente che arriva dai cittadini. Per questo sarebbe opportuno che i criteri di valutazione della professionalità rispondessero davvero, come voleva la legge di riforma, a parameteri oggettivi, garantiti da una norma primaria: oggi averli affidati sostanzialmente alla normazione regolamentare permette una gestione a volte corporativa, a volte ondivaga. Un esempio La posizione da prendere in caso di sanzione disciplinare ormai definitiva a carico del magistrato. Quanto pesa in termini di giudizio di idoneità? Il Csm ha assunto sul punto posizioni non sempre lineari. Ecco,proprio la materia degli illeciti disciplinari è una di È vero che con la tipizzazione prevista dall'attuale ordinamento si pensava di aver fatto passi in avanti in termini di certezza, evitando arbitri, ma l'applicazione è stata in alcuni casi troppo buonista e soprattutto incomprensibile per i cittadini. Il tema di una norma generale di chiusura, più che di una ulteriore e ancora più dettagliata tipizzazione, sinora eluso, si pone, a mio avviso. A Milano la Procura è stata per mesi squassata dallo scontro tra il capo, Bruti Liberati, e uno dei suoi aggiunti, Robledo. Scontro orginato anche da una asserito mancato rispetto dei criteri di assegnazione dei fascicoli. La commissione deve provvedere anche alla nuova organizzazione dell'ufficio del pubblico ministero. Ritiene che l'attuale assetto sia troppo gerarchizzato No, penso che i poteri del capo dell'ufficio non vadano ridimensionati o annacquati. Si è fatta una scelta per un ufficio gerarchizzato, con una forte responsabilità attribuita al vertice. E allora alla responsabilità devono anche essere accompagnati poteri adeguati, altrimenti il sistema si inceppa. Questo naturalmente nel rispetto delle prerogative dei sostituti e di un sistema di deleghe che, però, non può essere letto come un'abdicazione del capo, alla luce della necessità di assicurare l'uniformità dell'azione penale. Con il varo della commissione si apre anche la fase due della riforma della geografìa giudiziaria. Su questo fronte le spinte per un indebolimento, originate anche da un eccessivo campanilismo, saranno forti. Ho già avuto occasione di spendere parole di apprezamento per un intervento che, sia pure nei limiti della legge delega, ha molti meriti e soprattutto era ineludibile. Certo alcuni vincoli non hanno aiutato. Penso soprattutto alle distorsioni provocate dall'avere dovuto conservare un tribunale per ogni capoluogo di provincia e alla regola dei tre tribunali per distretto di Corte d'appello. Ora la riforma delle Province da sola impone un ripensamento. Come pure sarà necessario riflettere sulla necessità di conservare 26 distretti di Corte d'appello. E sulle Procure generali Ne vanno riconsiderati ruolo e funzione, indipendentemente dal valore dei magistrati che vi operano, alla luce della scarsità delle risorse disponibili e del rapporto tra i costi e i benefici. RIPRODUZIONERISERVAT A PROFESSIONISTI Pag. 1
5 Estratto da pag. 33 Cassazione. No all'inammissibilità Litisconsorzio, appello «salvo» anche se non notificato a tutti Luigi Lovecchio v In presenza di litisconsorzio processuale, in caso di appello notificato solo ad alcune parti e non a tutte, il giudice deve ordinare l'integrazione del contraddittorio, senza che possa darsi luogo alla dichiarazione di inammissibilità dell'atto di appello. La precisazione giunge dalla sentenza della Corte di cassazione, depositata ieri. La vicenda prende le mosse dall'impugnazione di una iscrizione ipotecaria eseguita dall'agente della riscossione. Contro l'iscrizione, il contribuente aveva proposto separati ricorsi in primo grado, chiamando in giudizio sia Equitalia sia l'ente impositore. Nel corso del giudizio, i ricorsi erano stati riuniti e accolti, con conseguente annullamento dell'iscrizione ipotecaria. Avverso la sentenza di primo grado, hanno proposto appello sia l'agenzia delle Entrate sia l'agente della riscossione, omettendone tuttavia la notifica a tutte le partidel processo. In particolare, le Entrate hanno spedito l'appello solo al contribuente, e non anche all'agente della riscossione, mentre quest'ultimo non aveva provato la corretta spedizione dell'atto al contribuente. La Gtr ha deciso con due sentenze separate le controversie promosse, accogliendo entrambi gli appelli. Il contribuente ha quindi impugnato le sentenze davanti alla Cassazione, deducendo in via del tutto pregiudiziale l'errore commesso dai giudici di secondo grado per non aver rilevato l'omessa notificazione degli atti di appello a tutte le parti processuali. L'INDICAZIONE II giudice tributario deve ordinare a Ile parti l'integrazione del contraddittorio La Suprema Corte ha in primo luogo osservato che si ha litisconsorzio processuale quando la presenza di più parti nel primo grado di giudizio deve essere mantenuta in secondo grado, al fine di evitare possibili contrasti di giudicati. In tale eventualità, si è a fronte di una causa inscindibile anche laddove non sussista una ipotesi di litisconsorzio sotto il profilo sostanziale. Trattandosi di un litisconsorzio processuale, dunque, la Gtr avrebbe dovuto riunire i procedimenti di appello, ai sensi dell'articolo 335 del Codice di procedura civile, oppure ordinare alle parti l'integrazione del contraddittorio, ai sensi dell'articolo 331. Non avendovi provveduto, la Cassazione ha disposto la remissione degli atti alla Gtr che dovrà trattare unitariamente i due appelli originari, curando l'integrità del contraddittorio. Il criterio di diritto enunciato dalla Corte esclude pertanto che, in caso di appello non notificato a tutti gli interessati, questo debba essere dichiarato inammissibile. Sul punto, l'articolo 53 del Digs 546/92 prescrive che l'atto di appello debba essere proposto nei confronti di tutte le parti che hanno partecipato al procedimento di primo grado, senza tuttavia precisare le conseguenze di una eventuale omissione. Con la sentenza in commento, la Cassazione conferma che, in tal caso, nel giudizio tributario si debba fare applicazione delle regole del Codice di procedura civile, che prevedono per l'appunto la mera integrazione del contraddittorio. RIPRÛDUZIÛNERISERV/ PROFESSIONISTI Pag. 1
6 Estratto da pag. 33 Corte di giustizia Ue. Bocciate le norme francesi Utili in par condicio per le società estere Valentino Tamburro v La normativa francese in materia di tassazione dei dividendi, che prevede un trattamento meno favorevole per gli utili distribuiti da società estere rispetto a quelli erogati da società residenti in Francia, non è conforme al diritto Ue poiché si pone in contrasto con l'articolo 49 del TFUE, che tutela la libertà di stabilimento. Sono queste le conclusioni della Corte di giustiziadell'unione europea nella sentenza relativa alla causa C-386/14, Groupe Steria, pronunciata ieri. In base agli articoli 216 e 2236 del Code général des impôts francese, infatti, i dividendi che una società residente in Francia percepisce da società estere sono sottoposti a tassazione ai fini dell'imposta sul reddito delle società nella misura del 5% del loro ammontare. I dividendi distribuiti nell'ambito del consolidato fiscale, al quale non possono accedere le società controllate residenti in altri Stati, non sono invece tassati in capo alla società consolidante" II diverso trattamento fiscale dei dividendi, secondo la Corte lussemburghese, è «tale da scoraggiare l'esercizio, da parte di tale società controllante, della sua libertà di stabilimento, dissuadendola dal creare controllate in altri Stati membri». A differenza di quanto stabilito dalla stessa Corte nella sentenza X Holding (causa C-337/o8 del25febbraio2oio), incuièstata ammessa la possibilità di escludere dal regime del consolidato fiscale una società estera alla luce dell'esigenza di tutelare la ripartizione del potere impositivo tra gli Stati membri, nel caso esaminato i giudici lussemburghesi hanno ricordato che non tutte le differenze tra la tassazione di società incluse in un consolidato fiscale e quelle escluse da tale regime sono compatibili con l'articolo 49 del TFUE. L'ordinamento italiano è sostanzialmente in linea con i principi fissati dalla Corte di giustizia, in quanto in base agli articoli 89, comma 3, e 44 del Tuir, i dividendi esteri non provenienti da paradisi fiscali sono tassati nella stessa misura dei dividendi domestici. Infine, in Italia la disposizione che prevedeva un trattamento di favore per i dividendi distribuiti nell'ambito del consolidato fiscale è stata già da tempo abrogata. R1PRÛDUZ1ÛNER1SERVATA PROFESSIONISTI Pag. 1
7 Estratto da pag. 34 Delega fiscale. Il decreto sul contenzioso la estende agli atti non emessi dalle Entrate n confronto FISCO Mediazione obbligatoria sotto quota 20mila euro Sospensione delle sentenze per «gravi motivi» PAGINAACURADI Antonio Iorio Mediazione obbligatoria pertuttelecontroversiedivalore non superiore a euro, e non soltanto per i soli atti emessi dall'agenzia delle Entrate. Introdotta la conciliazione anche in secondo grado, beneficiando della riduzione delle sanzioni al 40% del minimo previsto, nel corso del giudizio di cassazione le sanzioni saranno al 50 per cento. Sospensione della sentenza da parte del contribuente e dall'amministrazione ove ricorrano gravi e fondati motivi. Al contribuente sarà comunque concessa la possibilità di richiedere la sospensione dell'atto originariamente impugnato ove ricorrano danni gravi e irreparabili nell'ipotesi di pagamento. Son queste in estrema sintesi le novitàprincipaliche prevede il decreto legislativo di riforma del contenzioso tributario. Sospensione delle sentenze In base alle nuove disposizioni l'appellante (e pertanto anche l'ufficio impositore) può chiedere alla commissione regionale di sospendere in tutto o in parte l'esecutività della sentenza im pugnata. A questo fine devono sussistere gravi e fondati motivi. La sospensione della esecutività della sentenza favorevole al contribuente consente la riscossione delle somme esigibili nella pendenza del giudizio di primo grado (come detto variabili a seconda del tipo di tributo). Viene poi previsto che il contribuente possa comunque chiedere la sospensione dell'esecuzione dell'atto se da questa gli derivi un danno grave e irreparabile. La generica previsione «contribuente» e non anche «appellante» o «appellato» farebbe presupporre che tale sospensione possa essere richiesta nelle seguenti ipotesi: soccombenza, anche parziale, in primo grado della parte privata laddove ritenga che i danni gravi e irreparabili siano più agevolmente provabili rispetto ai gravi e fondati motivi di riforma della sentenza, optando quindi per la sospensione dell'atto impugnato e non per lasospensione della sentenza di primo grado, ovvero presentazione di entrambe le istanze; richiesta di sospensione degli effetti della sentenza da parte dell'ente impositore il cui accoglimento comporterebbe il pagamento di quanto dovuto per il primo grado ma che, appunto, potrebbe comportare un danno grave e irreparabile al contribuente. Sembrerebbe esclusa la possibilità di richiedere al giudice di secondo grado la sospensione dell'atto originariamente impugnato nelle more della presentazione dell'appello. Mediazione Diventa obbligatoria la mediazione per tutte le controversie di valorenonsuperiorea2o. oooeuro e quindi non più solo per gli atti impugnati emessi dall'agenzia. La nuova norma risolve la questione delle cartelle di pagamento, prevedendo che la mediazione si applicherà anche per i ricorsi promossi avverso l'agente della riscossione. Proposizione del ricorso Le notificazioni tra le parti e il deposito presso la competente Commissione tributaria degli atti processuali potranno avvenire in via telematica. Le modalità di attuazione e l'ambito di operatività saranno stabiliti con appositi decreti. È auspicabile che poi non sarà necessaria la «copia cartacea di cortesia» da depositare presso le commissioni. Spese di giudizio La compensazione dovrà essere motivata. Viene introdotta nel giudizio tributario la lite temeraria a chi agisce in mala fede. Il pagamento infavore del contribuente dovrà avvenire entro 90 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza, mentrese la pronunciaè favorevole dell'amministrazione saranno iscritte a ruolo, con l'evidente aggravio dell'aggio spettante all'agente della riscossione. Anche per la fase cautelare il giudice dovrà disporre le spese di giudizio, in occasione della richiesta di sospensione. In sede di valutazione di merito potrà, in ogni caso, decidere diversamente. Conciliazione giudiziale Saràpossibileeffettuarelaconciliazi one anche in secondo grado, beneficiando della riduzione delle sanzioni al 40% del minimo previsto. Nell'ipotesi di conciliazione nel corso del giudizio di cassazione le sanzioni saranno al 50 per cento. Per il perfezionamento non sarà più necessario il pagamento della prima rata, risultando sufficiente la sottoscrizione dell'accordo. RIPRODUZIONERISERVATA PROFESSIONISTI Pag. 1
8 Estratto da pag. 34 SPESE DI GIUDIZIO Nel processo tributario solo recentemente si è definitivamente chiuso ilcapitolo della legittimità della richiesta di sospensione delle sentenze di primo grado. Secondo un'interpretazione più restrittiva, le decisioni della Ctp non potevano essere sospese. Dopo la decisione della Consulta e numerose conferme da parte dalla Suprema Corte si è dato ingresso a tale fase in secondo grado. Tuttavia, alcuni giudici della Ctr continuano a non fissare udienze di sospensione e si limitano a fissare in tempi più brevi il merito SOSPENSIONE DELL'ESECUTIVITÀ DELLA SENTENZA Le notificazione tra le parti e i depositi presso le commissioni tributarie devono avvenire in forma cartacea, anche utilizzando il canale postale. Ad oggi poi sono richieste, sebbene in via facoltativa, delle copie in più rispetto a quanto d'obbligo, destinate a tutti i membri delcollegio. Attualmente la posta elettronica è utilizzata solo dalla Commissione tributaria per le notifiche alle parti. Si tratta dei dispositivi delle sentenze ovvero delle comunicazioni per le date di udienza PROPOSIZIONE DEL RICORSO PRIMA DELLE MODIFICHE Delega fiscale. Il decreto sul contenzioso la estende agli atti non emessi dalle Entrate n confronto PRIMA DELLE MODIFICHE PROPOSIZIONE DEL RICORSO Le notificazione tra le parti e i depositi presso le commissioni tributarie devono avvenire in forma cartacea, anche utilizzando il canale postale. Ad oggi poi sono richieste, sebbene in via facoltativa, delle copie in più rispetto a quanto d'obbligo, destinate a tutti i membri delcollegio. Attualmente la posta elettronica è utilizzata solo dalla Commissione tributaria per le notifiche alle parti. Si tratta dei dispositivi delle sentenze ovvero delle comunicazioni per le date di udienza DOPO LE MODIFICHE PRIMA DELLE MODI Le notificazioni tra le parti e il deposito presso la com petente Commissione tributaria degli atti processuali potranno avvenirein via telematica. Le modalità di attuazione e l'ambito di operatività saranno stabiliti con appositi decreti. La concreta attuazione del processo telematico, o quanto meno consentire i depositi in formato elettronico via pec, agevolerebbe notevolmente le parti. È auspicabile che poi non sarà necessaria la «copia cartacea di cortesia» da depositare presso le commissioni, vanificando, di fatto, lo spirito della norma ICHE PROPOSIZIONE DEL RICORSO Le notificazione tra le parti e i depositi presso le commissioni tributarie devono avvenire in forma cartacea, anche utilizzando il canale postale. Ad oggi poi sono richieste, sebbene in via facoltativa, delle copie in più rispetto a quanto d'obbligo, destinate a tutti i membri delcollegio. Attualmente la posta elettronica è utilizzata solo dalla Commissione tributaria per le notifiche alle parti. Si tratta dei dispositivi delle sentenze ovvero delle comunicazioni per le date di udienza DOPO LE MODIFICHE PRIMA SOSPENSIONE DELL'ESECUTIVITÀ DELLA SENTENZA Nel processo tributario solo recentemente si è definitivamente chiuso ilcapitolo della legittimità della richiesta di sospensione delle sentenze di primo grado. Secondo un'interpretazione più restrittiva, le decisioni della Ctp non potevano essere sospese. Dopo la decisione della Consulta e numerose conferme da parte dalla Suprema Corte si è dato ingresso a tale fase in secondo grado. Tuttavia, alcuni giudici della Ctr continuano a non fissare udienze di sospensione e si limitano a fissare in tempi più brevi il merito SPESE DI GIUDIZIO Le spese di giudizio sono disdplinate dall'articolo 15 del decreto su I processo tributario che sebbene le imputi alla parte soccombente, per le modalità rinvia alcodicedi procedura civile. Ne consegue che ogni modifica intervenuta nel processo civile ha diretti riflessi per il giudizio tributario. Perla fase cautela re poi non è prevista alcuna liquidazione di spese e normalmentesonoinserite nella sentenza di merito. In ambito tributarioè molto frequente la compensazione delle spese, sebbene non di rado, la motivazione non rispetta i ca noni previsti dalla norma DELLE MODI Le notificazioni tra le parti e il deposito presso la com petente Commissione tributaria degli atti processuali potranno avvenirein via telematica. Le modalità di attuazione e l'ambito di operatività saranno stabiliti con appositi decreti. La concreta attuazione del processo telematico, o quanto meno consentire i depositi in formato elettronico via pec, agevolerebbe notevolmente le parti. È auspicabile che poi non sarà necessaria la «copia cartacea di cortesia» da depositare presso le commissioni, vanificando, di fatto, lo spirito della norma ICHE PR CONCILIAZIONE GIUDIZIALE POSIZIONE DEL RICORSO L È disciplinata nel processo tributario solo per la prima fase. È infatti possibile definire la lite solo prima dell'udienza di merito in commissione tributaria provinciale e ciò sia su proposta delle parti sia su suggerimento del giudice. Le sanzioni sono ridotte al40%. Si perfeziona con il versamento della prima rata ovvero dell'intera somma entra 20 giorni dalla sottoscrizione dell'accordo che costituisce il titolo per l'iscrizione a ruolo delle somme dovute, sostituendo di fatto Catto impositivo impugnato notificazione tra le parti e i depositi presso le commissioni tributarie devono avvenire in forma cartacea, anche utilizzando il canale postale. Ad oggi poi sono richieste, sebbene in via facoltativa, delle copie in più rispetto a quanto d'obbligo, destinate a tutti i membri delcollegio. Attualmente la posta elettronica è utilizzata solo dalla Commissione tributaria per le notifiche alle parti. Si tratta dei dispositivi delle sentenze ovvero delle comunicazioni per le date di udienza DOPO LE MODIFICHE PRIM MEDIAZIONE SOSPENSIO È un istituto per deflazionare il contenzioso ed è limitatoalle liti avverso l'agenzia delle Entrate su provvedimenti non superiori a euro. È prevista una sospensione di tutti i termini di 90 giorni, per consentire alle parti di tentare una accordo prima di adire in giudizio. L'accordo può comportarel'annullamentodella pretesa ovvero una parziale riduzione. In caso di somme dovute, il contribuente per perfezionare l'adesione ètenuto al versamento del dovuto ovvero della prima rata entro 20 giorni dalla sottoscrizione della proposta E DELL'ESECUTIVITÀ DELLA SENTENZA Nel processo tributario solo recentemente si è definitivamente chiuso ilcapitolo della legittimità della richiesta di sospensione delle sentenze di primo grado. Secondo un'interpretazione più restrittiva, le decisioni della Ctp non potevano essere sospese. Dopo la decisione della Consulta e numerose conferme da parte dalla Suprema Corte si è dato ingresso a tale fase in secondo grado. Tuttavia, alcuni giudici della Ctr continuano a non fissare udienze di sospensione e si limitano a fissare in tempi più b Sarà previstodalla norma che potrà essere richiesta la sospensione della sentenza da parte sia dell'amministrazionesiadelcontribuenteove ricorrano gravi e fondati motivi. Al contribuente sarà comunque concessa la possibilità di richiedere la sospensionedell'attooriginariamenteimpugnatoove ricorrano danni gravi ed irreparabili nell'ipotesi di pagamento. Potrà essere chiesta con Cappello principale.l'appelloincidentaleocon atto separato, sempre che detto atto sia notificato alle controparti e depositato in segreteria evi il merito SPESE DI GIUDIZIO Le spese di giudizio sono disdplinate dall'articolo 15 del decreto su I processo tributario che sebbene le imputi alla parte soccombente, per le modalità rinvia alcodicedi procedura civile. Ne consegue che ogni modifica intervenuta nel processo civile ha diretti riflessi per il giudizio tributario. Perla fase cautela re poi non è prevista alcuna liquidazione di spese e normalmentesonoinserite nella sentenza di merito. In ambito tributarioè molto frequente la compensazione delle spes Le n uove previsioni dispongono che nel contenzioso tributario non sa ranno più legatealledisposizioni del Cpc. Anche nella fase cautelareilgiudice potrà disporre la condanna alle spese. La compensazione dovrà essere motivata edèstataintrodottanelgiudiziotributario la litetemeraria a chiagiscein mala fede. Il pagamentoin favore del contribuente dovrà a wenire entro 90 giorni dal passaggioin giudicato della sentenza, mentre quandosonoafavoredell'amministrazionesaranno iscrittea ruolo.con Caggraviodell'aggiospettante all'agentedella riscossione, sebbene non di rado, la motivazione non rispetta i ca noni previsti dalla norma DELLE MODI Le notificazioni tra le parti e il deposito presso la com petente Commissione tributaria degli atti processuali potranno avvenirein via telematica. Le modalità di attuazione e l'ambito di operatività saranno stabiliti con appositi decreti. La concreta attuazione del processo telematico, o quanto meno consentire i depositi in formato elettronico via pec, agevolerebbe notevolmente le parti. È auspicabile che poi non sarà necessaria la «copia cartacea d Sarà completamente rivista la procedura di conciliazione estendendone la sua applicazione anche in sede di appello, attualmente non possibile. Sarà comunque prevista la riduzione delle sanzioni. Tuttavia, stante le nuove previsioni, la conciliazione si perfezionerà con la sottoscrizione dell'accordo e non più con il versamento della prima rata ovvero dell'intera somma. Il verbale di conciliazione pertanto sostituirà il precedente provvedimento impositivo e, in caso di mancato pagamento, vi sarà l'iscrizione a ruolo cortesia» da depositare presso le commissioni, vanificando, di fatto, lo spirito della norma ICHE PR CONCILIAZIONE GIUDIZIALE POSIZIONE DEL RICORSO L È disciplinata nel processo tributario solo per la prima fase. È infatti possibile definire la lite solo prima dell'udienza di merito in commissione tributaria provinciale e ciò sia su proposta delle parti sia su suggerimento del giudice. Le sanzioni sono ridotte al40%. Si perfeziona con il versamento della prima rata ovvero dell'intera somma entra 20 giorni dalla La nuova mediazione riguarderà tutte le cause di valore non superiorea20.000(salvoinnalzamenti della soglia) e quindi anche per quelle avverso enti locali, agente della riscossione, ecc. Sarà poi previsto l'obbligo di reclamo anche per gli atti relativi al classamento e all'attribuzione della rendita catastale, che, essendo di valore indeterminabile ora ne sono esclusi. Quando la mediazione avrà a oggetto rimborsi di imposta, l'accordo dovrà contenere l'indicazione dei termini e delle modalità di pagamentoin favore al contribuente sottoscrizione dell'accordo che costituisce il titolo per l'iscrizione a ruolo delle somme dovute, sostituendo di fatto Catto impositivo impugnato notificazione tra le parti e i depositi presso le commissioni tributarie devono avvenire in forma cartacea, anche utilizzando il canale postale. Ad oggi poi sono richieste, sebbene in via facoltativa, delle copie in più rispetto a quanto d'obbligo, destinate a tutti i membri delcollegio. Attualmente la posta elettronica è utilizzata solo dalla Commissione tributaria per le notifiche al PROFESSIONISTI Pag. 2
9 Estratto da pag. 34 I pareri. Le perplessità espresse dalla Camera e dal Senato Esecutività immediata da ampliare a tutte le decisioni favorevoli Più chiarezza per il ristoro delle spese di lite e sull'esecutività delle sentenze ed eventuale ampliamento a euro per il giudice unico nell'ottemperanza. Sono queste alcune delle perplessità contenute neipareri delparlamentosuldecreto delegato per la riforma del contenzioso. La nuova norma sul contenzioso, con l'intento di determinare maggiore equilibrio tra le parti in giudizio, è intervenuta sull'esecutività delle sentenze, prevedendo che sia disposto il pagamento in favore del contribuente anche in pendenza di giudizio. Le nuove previsioni limiterebbero però l'applicazione di tale innovativo principio alle sole sentenze di condanna alla restituzione di somme di denaro, escludendo ad esempio le pronunce in materia catastale o relative alla revoca della qualifica di Onlus. Tuttavia, la legge delega era volta a ritenere provvisoriamente inesistente l'atto impositivo annullato dal giudice sia pure con una pronuncia non passata in giudicato. E così suggerito di ampliare a tutte le sentenze favorevoli al contribuente l'immediata esecutività, a prescindere dall'esistenza di somme da restituire. Un'altra osservazione at tiene le ordinanze della fase cautelare. La nuova previsione dispone che la decisione debba essere «immediatamente» comunicata alle parti in udienza. Secondo il parere della Camera, il legislatore impone così un'accelerazione che rischierebbe di compromettere il regolare svolgimento della fase cautelare, imponendo sbrigative decisioni "a braccio". L'osservazione lascia perplessi perché nella maggiorparte dei casi appare del tutto inverisimile che la decisione non venga assunta nell'immediatezza per cui tanto vale comunicarla alle parti. La fase cautelare rappresenta non di rado un'importante richiesta da parte del contribuente. Nel processo tributario è infatti previsto il versamento di parte delle somme pretese, imponendo così al ricorrente un immediato esborso di denaro a prescindere dall'esito finale del giudizio. L'attuale crisi finanziaria che sta colpendo il nostro Paese rende il più delle volte impossibile per il contribuente potervi adempiere in tempi brevi, a causa non solo di una propria indisponibilità, ma anche da negati finanziamenti da parte degli istituti di credito. La decisione dei giudici è certamente importante ma non pare aderente alla re altà la necessità di tempi necessari per un'attenta valutazione della posizione Sempre con riguardo alla fase cautelare, la riforma ha previsto l'introduzione delle spese di lite. Tuttavia, la nuova previsione non chiarisce quando la decisione assume esecutività. Occorrerebbe così che la norma chiarisca se ciò debba avvenire immediatamente ovvero in esito al giudizio di merito, il quale potrebbe anche disporre diversamente. Perplessità anche sulla lite temeraria. La nuova norma, eliminerebbe il richiamo all'articolo 96 Cpc, ma così facendo, limiterebbe i poteri del giudice. Il decreto delegato, infatti, escluderebbe la possibilità per il collegio di applicare d'ufficio la disposizione. E così suggerito di mantenere il richiamo al codice, stante l'ormai pacifico orientamento della Cassazione sul punto. Tra le più rilevanti osservazioni, vi è la proposta di aumentare euro il limite riguardante i giudizi di ottemperanza per i quali, secondo le nuove previsioni, è competente il giudice unico. Da segnalare infine che il Senato ha proposto un aumento a euro del limite per le cause soggette a mediazione. RIPRODUZIONE RISERVATA LE PUNTATE PRECEDENTI Disponibili online gli approfondimenti su Ue sanzioni Gliapprofondimentisu sanzioni penaliesanzioniamministrative, pubblicati rispettivamente su II Sole 24 Ore di ma rtedì e mercoledì, sonodisponibilionline(pay) I DOCUMENTI II testo del decreto sul contenzioso e i pareri Nella sezione «NormeeTributi»del sito,sottosezione«documenti» sonodisponibiliitesti dello schema di decreto legislativo recante misure per la revisione della disciplina degliinterpelliedel contenziosotributarioeipareri di Ca mera e Senato Owww.lsde24ore.com.com PROFESSIONISTI Pag. 3
10 Estratto da pag. 34 LA PROPOSTA Antonio Iorio Giudice unico per le liti minori Le nuove norme sul processo tributario contenute nello schema di decreto legislativo sugli interpelli e il contenzioso tributario non sembrano modificare in modo incisivo e strutturale il contenzioso e quindi con ogni probabilità non ci saranno dei tangibili miglioramenti in termini di efficienza. Rispetto alla delega è stata, ad esempio, ignorata la possibilità di affidare i contenziosi minori al giudiceunico.il legislatore delegato, infatti, ha previsto tale istituto solo per i giudizi di ottemperanza di modico valore. Questa mancata previsione - che avrebbe sicuramente deflazionato l'attuale mole del contenzioso minore - è obiettivamente contraddittoria anche rispetto alle motivazioni fornite: la delicatezza e la complessità della materia trattata. Si pensi soltanto che in materia penale per tutti i delitti tributari (quindi violazioni ben più gravi) è competente un giudice unico (non di rado, non togato). In sostanza, quindi, mal si comprende per quale ragione nel caso di una dichiarazione infedele di svariati milioni costituente reato o per l'emissione o l'utilizzazione di fatture false per importi anche ingenti si ritenga idoneo un giudice unico a irrogare la reclusione fino a 6 anni, mentre per una violazione amministrativa di poche centinaia di euro si reputi necessario un collegio di tre giudici! Si tratta di una incongruenza su cui varrebbe la pena riflettere, prima dell'approvazione finale del provvedimento. Dato che c'è una specifica previsione della delega in questo senso, c'è da sperare in un ripensamento sull'introduzione del giudice unico anche in campo tributario per i contenziosi minori. Da segnalare, infine, che talune modifiche potrebbero risultare più onerose per gli stessi enti impositori. Si pensi all'estensione generalizzata della mediazione a tutti gli atti che quindi riguarderà gli enti locali, gli agenti della riscossione eccetera. Per l'attuazione di questo istituto l'agenzia delle Entrate ha creato delle strutture ad hoc con un impegno in termini di risorse (e quindi anche economiche) non indifferente e, ciò nonostante, ancora oggi sono numerosi gli uffici legali che riescono a completare le procedure di reclamo/mediazione solo a ridosso della scadenza dei termini. In tale contesto appare molto difficile che gli enti locali facciano fronte a un analogo impegno tenendo presente che la maggior parte dei loro atti impositivi rientrerà nella mediazione. Con ogni probabilità sarà inevitabile l'affidamento all'esterno a strutture private (come già avviene in molti casi per l'accertamento e il contenzioso) con ulteriori costi. È quindi auspicabile un ripensamento di questa modifica, la cui utilità, per la verità, è tutta da verificare. PROFESSIONISTI Pag. 4
11 Estratto da pag LEATTENUANTI La Cassazione esclude la non punibilità perla particolare tenuità dei fatto nelcaso in cui vengano negate le attenuanti: sialegeneriche.siail risarcimento del danno 021 LA VANTAZIONE La vantazione della Corte si deve basare oltre che sui limiti edittali di pena previsti perii reato, anchesulle specifiche esclusioni e sulla non abitualità 03 I IL CERTIFICATO PENALE Per la Cassazione l'istituto non può essere applicato anche a causa dei precedenti penali Punibilità. Per appropriazione indebita Niente attenuanti e tanti precedenti? Stop alla «tenuità» i Lanonpunibilitàper particolare tenuità del fatto non può es sereapplicataachisiappropriaindebitamente dell'auto a noleggio se, dalla sua, ha un nutrito certificato penale e nessuna attenuante. La Cassazione, con la sentenza depositata ieri, tornasull'articolo i3i-bis del Codice penale (Dlgs28/20i5). A chiedere l'accesso al beneficio un imputato condannato dalla Corte d'appello per non aver restituitol'autoalnoleggiatore, malgrado i numerosi "promemoria" che questo gli aveva inviato. Il primo tentativo della difesa era stato quello di negare che l'assistito avesso mai avuto conoscenza dei telegrammi di sollecitazione. Una versione smentita dallo stesso cliente in sede di interrogatorio. Abbandonata la via della "dimenticanza", la difesa punta sull'applicazione della nuova causa dinonpunibilità,entratanell'ordinamento penale in epoca successiva alla sentenza impugnata. La Suprema corte ricorda che, in assenza di una normativa transitoria, il beneficio previsto dall'articolo i3i-bis del Cp, pur avendo natura sostanziale, è applicabile ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore, compresi quelli pendenti in sede di legittimità La Cassazione può dunque rilevare d'ufficio (articolo 609 comma secondo del codice di rito) la sussistenzadicondizionidiapplicabilità della nuova disciplina, basandosisuirisultatiprocessualiesulla motivazione della decisione impugnata II passaggio successivo è quello di annullare la sentenza, con rinvio al giudice di merito, se la valutazione è positiva o rigettare se non ci sono le condizioni per accogliere la domanda E' compito della corte di legittimità verificare, in astratto, l'applicabilità dell'istituto, guardando al tetto della pena rispetto al reato contestato e alla specifiche cause di esclusione, per poi passare all'analisi della particolare tenuità dell'offesa e della non abitualità del reato. Aspetti da ricercare negli atti del giudizio di merito, te-il PUNTO Un nutrito certificato penale e la negazione delle attenuanti in sede di merito bloccano la strada al nuovo istituto nendo d'occhio la motivazione per la presenza di giudizi che abbiano già escluso la possibilità invocata Nella specifica vicenda la valutazione della Corte, precisanoigiudiclnonpuòcheesserenegativa. Anche se in astratto il caso rientra, per parametri della pena neilimitiedittali,deponeasfavore delll'imputatolamancataapplicazione di due attenuanti: le generiche e il risarcimento del danno «nella massima estensione in considerazione di una inusuale gravita del fatto e della negativa personalità dell'imputato». Un pessimo curriculum desumibile dal certificato penale. P.Mac. RIPRODUZIONE RISERVATA PROFESSIONISTI Pag. 1
12 Estratto da pag. 37 Negoziazione assistita. Si prevede la chiusura di almeno 152mila cause: il credito d'imposta è a rischio Bonus sulle liti, incognita fondi Entro aprile il ministero comunicherà l'importo del «benefìcio» Marco Marinaro i Alle parti che corrispondono o che hanno corrisposto nell'anno 2015 il compenso agliawocatì abilitati ad assisterli nel procedimento di negoziazione assistita e a quelle che corrispondono o che hanno corrisposto, nel medesimo periodo, il compenso agli arbitri designati in esito al trasferimento della controversia pendente dinanzi all'autorità giudiziaria in sede di arbitrato forense, è riconosciuto, in caso di successo della negoziazione, ovvero di conclusione dell'arbitrato con lodo, un credito di imposta commisurato al compenso fino a concorrenza di 250 euro. È una misura introdotta in via sperimentale nella legge di conversione del DI 83/2015 (legge 132/2015, articolo 2i-bis) ed entrata invigoreihiagosto. Gliincentivifiscali alle cosiddette misure di degiurisdizionalizzazione erano stati invocati dagli operatori e promessi dal ministro della Giustizia per promuovere l'utilizzo di questi strumentiin tradotti dacircaunannoconfinalitàdichiaratam entedeflative, ma che non sembrano aver riscosso il successo prospettato. Sarà necessario ora un decreto attuativo del ministro della Giustizia, di concerto con quello dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 20 ottobre 2015, per stabilire le modalità e la documentazione da esibire a corredo della richiesta del credito di impostaeicontrollisullasuaautentici tà. Il tetto di spesa è fissato in 5 milioni di euro per l'anno 2016, da attingere dal Fondo giustizia 2Oi5/2Oi7(fondodestinatoal recupero di efficienza del sistema giudiziario e il potenziamento dei relativiservizi, nonchéperilcompletamento del processo telematico). La valutazione dell'adeguatezza dell'importo stanziato è cruciale considerato che viene stimato prudenzialmente in i52mila il numero dei procedimenti, già pendenti nei tribunali e nelle corti d'appello, che arriveranno in sede negoziale o arbitrale e che avranno esito finale positivo. Per potergli far fruire del beneficiofiscale, ilministerodellagiustizia comunicherà all'interessato, entro il 30 aprile 2016, l'importo del credito di imposta effettivamente spettante in relazione a ciascuno dei procedimenti. L'importo sarà determinato in misura proporzionale alle risorse stanziate e trasmetterà, in via telematica, all'agenzia delle Entrate, l'elenco dei beneficiari e i relativi importi a ciascuno comunicati. Il credito di imposta dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi per l'anno 2015 e sarà utilizzabile, a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione del ministero della Giustizia, in compensazione e - per le sole personefisichenontitolaridiredditidi impresa o di lavoro autonomo - in diminuzionedelleimpostesuiredditi. Il credito di imposta non darà luogo a rimborso e non concorrerà alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi né del valore della produzione netta ai fini dell'irap e non rileverà ai fini del rapporto di indetraibilità dei costi previstodagliarticoli6ieio9, comma5,deltuir. Lo schema operativo adottato per questi incentivi è il medesimo già in vigore dal 2010 per la mediazione delle liti civili e commerciali. Si ricorderà infatti che, in caso di successo della mediazione, le parti hannodirittoaduncreditod'imposta fino a un massimo di 500 euro per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all'organismodimediazione (nelcasodi insuccesso della mediazione, il credito d'imposta è ridotto della metà). Tuttavia, per la mediazione non risulta che la prevista comunicazione del ministero della Giustizia ai soggetti interessati sia mai stata inviataecièfinoranonhaconsentito ad alcuno di usufruire del beneficio. La recente adozione del Registro informatico degli organismi di mediazione dovrebbe sbloccare a breve la situazione. A tal fine il ministero della Giustizia ha precisato che, come previsto nelle istruzioni per lacompilazione delle dichiarazioni dei redditi, se la comunicazione (relativa al credito di imposta) sarò pervenuta in data successiva alla presentazione della dichiarazione dei redditi, il credito di imposta potrà essere indicato nella dichiarazione relativa all'anno in cui è stata ricevuta la comunicazione. RIPRODUZIONE RISERVATA PROFESSIONISTI Pag. 1
13 Estratto da pag. 26 Pierluigi Magnaschi IN VIGORE IL DLGS SULLE ADR. SALVAGUARDATA LA PRESENZA DEL LEGALE. PROCEDURE A COSTI MINIMI Si allarga il mercato della conciliazione Si allarga il mercato della concuiazione. Con l'entrata in vigore (da oggi 3 settembre 2015) del digs 130/2015 prende l'avvio del sistema di Adr, cioè dell'alternative dispute resolution. Il decreto legislativo detta principi per uniformare le procedure di Adr che coinvolgono i consumatori, che si innestano, a dire il vero, in un panorama di ipertrofia normativa su organizzazione e procedure conciliativa. La normativa varata riguarda le controversie dei consumatori e, non a caso, costituisce un innesto all'interno del codice del consumo (digs 206/2005). Certo l'effetto è di dare un impulso alla degiurisdizionalizzazione delle controversie e di dare maggiori sbocchi, per esempio, alla attività di organismi di conciliazione regolati dal decreto legislativo 28/2010, di cui si salvaguardano le competenze in materia di mediazione cosiddetta obbligatoria (e cioè condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria). La normativa pretende, dunque, di essere organica e tendenzialmente unitaria, ma pone problemi di coordinamento. Uno dei punti da approfondire riguarda la presenza dell'avvocato nella procedura di Adr, gestita da un organismo di mediazione. A una prima lettura si deve ritenere salvaguardata l'obbligatorietà della assistenza del legale nelle procedure di mediazione obbligatoria. In effetti il decreto legislativo in commento formula il principio per cui le procedure Adr devono consentire la partecipazione alle partì senza obbligo di assistenza legale. Tuttavia sempre lo stesso decreto legislativo impone l'applicazione della disciplina procedura uniforme alle procedure volontarie di composizione extragiudiziale per la risoluzione, anche in via telematica, delle controversie nazionali e transfrontaliere, tra consumatori e professionisti residenti e stabiliti nell'unione europea. Lo stesso decreto si riferisce alle procedure gestite dagli organismi di mediazione per la trattazione degli affari in materia di consumo iscritti nella sezione speciale di cui all'art.16, commi 2 e 4, del digs n. 28/2010. Tuttavia il riferimento alle procedure volontarie esclude dall'ambito di applicazione le procedure «obbligatorie», con la conseguenza della persistenza della necessità di patrocinio di avvocato per le mediazioni-condizioni di procedibilità per molte materie (tra cui, per esempio, condominio, contratti bancali, diritti reali, successioni ecc.). Altro aspetto che dovrà attentamente essere vagliato riguarda la gratuità della procedura. In realtà il decreto stabilisce che le procedure dovranno essere gratuite o disponibili a costi minimi per i consumatori. L'alternatività del costo minimo apre la strada alla remunerazione dell'attività, il cui livello minimale dovrà essere approfondita in sede regolamentare. Più in generale il decreto legislativo regolamenta gli organismi di Adr. Per essere considerato tra organismi Adr l'ente interessato deve chiedere di essere inserito nell'elenco tenuto da una autorità appositamente investita di questo compito (ministero della giustizia, unitamente al ministero dello sviluppo economico, in relazione al registro degli organismi di mediazione in materia di consumo, Consob, Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, Agcom, Banca d'italia). Inoltre gli organismi di Adr dovranno diffondere nella maniera più ampia possibile, anche con il web ovviamente, tutte le notizie sulla procedura, comprese le tariffe e l'effetto giuridico dell'esito della procedura, specificando quando la decisione Adr, in base alla legge, è titolo esecutivo (come per gli organismi di mediazione ex digs 28/2010). Il consumatore, comunque, non può essere privato in nessun caso del diritto di adire il giudice competente, qualunque sia l'esito della procedura di composizione extragiudiziale. wmra«>mmwa * «****Wrt»a*J l^ ^ PROFESSIONISTI Pag. 1
14 Estratto da pag. 27 Pierluigi Magnaschi ORDINAMENTO GIUDIZIARIO IN RIFORMA Verso la nuova giustizia La riforma sull'ordinamento giudiziario entra nel vivo. Tra gli obiettivi del progetto di riforma, la riorganizzazione della geografia giudiziaria, l'aggiornamento dei profili per l'accesso alla magistratura e la valutazione di professionalità, mobilità e ripartizione delle competenze. Si è riunita nella mattinata di ieri la commissione per la riforma dell'ordinamento giudiziario, presieduta dall'avvocato Michele Vietti, alla presenza del ministro della giustizia, Andrea Orlando. I lavori, salvo proroga, dovranno dirsi conclusi entro il 31 dicembre La commissione dovrà predisporre un progetto di riforma, focalizzandosi sulla razionalizzazione del processo di revisione della geografia giudiziaria, tramite la riorganizzazione e la ridistribuzione delle corti d'appello, delle procure generali, dei tribunali ordinari e delle procure della repubblica. Parallelamente, si provvedere alla valorizzazione nella ripartizione delle competenze; dovranno essere rivisti l'accesso alla magistratura, il sistema degli illeciti disciplinari e delle incompatibilità dei magistrati, le valutazioni di professionalità e conferimento degli incarichi, la mobilità e i trasferimenti di sede e di funzione dei magistrati. Orlando ha quindi istituito una seconda commissione, avente l'incarico di elaborare uno schema di riforma della disciplina legale in materia di costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura. Gloria Grìgolon PROFESSIONISTI Pag. 1
15 Estratto da pag. 28 Pierluigi Magnaschi GIUSTIZIA E SOCIETÀ BREVI Al via il percorso per la selezione dei progetti del Programma operativo nazionale infrastrutture e reti Lo comunica il ministero dei trasporti, sottolineando che inizia l'iter definito dalla commissione per la selezione dei progetti, «che prevede la stesura da parte del ministero dei criteri di selezione che dovranno essere rispettati dai soggetti beneficiari dei finanziamenti». Il programma ha un budget di 1,8 miliardi, «di cui il 75% riveniente dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), ovvero 1,382 miliardi, e U, 25% di cofinanziamento nazionale, 460 milioni circa, come stabilito dall'accordo di partenariato». Con l'addio alla Tasi, le famiglie italiane risparmieranno mediamente 204 euro. Per i ricchi, sempreché il governo decida di abolire anche l'imu su ville, castelli e abitazioni signorili, le cose andranno molto meglio: il risparmio si aggirerà attorno ai euro. I conti sono stati realizzati dall'ufficio studi della Cgia. Le famiglie che potrebbero essere beneficiate dall'abolizione della tassazione sulla prima casa sono quasi 19 milioni. Per i possessori delle abitazioni di categoria A2 il «taglio» sarà di circa 227 euro all'anno, per quelle A3 di 120 euro, mentre i possessori di una abitazione di tipo signorile o di una villa beneficeranno di un «regalo» attorno ai euro. «La nomina del professor Walter Ricciardi alla presidenza inaugura una fase nuova per l'istituto superiore di sanità, al centro di una strategia di innovazione e rilancio della ricerca biomedica italiana. Da commissario straordinario, il professore Ricciardi, Al via il percorso per la selezione dei progetti del Programma operativo nazionale infrastrutture e reti Lo comunica il ministero dei trasporti, sottolineando che inizia l'iter definito dalla commissione per la selezione dei progetti, «che prevede la stesura da parte del ministero dei criteri di selezione che dovranno essere rispettati dai soggetti beneficiari dei finanziamenti». Il programma ha un budget di 1,8 miliardi, «di cui il 75% riveniente dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), ovvero 1,382 miliardi, e U, 25% di cofinanziamento nazionale, 460 milioni circa, come stabilito dall'accordo di partenariato». Con l'addio alla Tasi, le famiglie italiane risparmieranno mediamente 204 euro. Per i ricchi, sempreché il governo decida di abolire anche l'imu su ville, castelli e abitazioni signorili, le cose andranno molto meglio: il risparmio si aggirerà attorno ai euro. I conti sono stati realizzati dall'ufficio studi della Cgia. Le famiglie che potrebbero essere beneficiate dall'abolizione della tassazione sulla prima casa sono quasi 19 milioni. Per i possessori delle abitazioni di categoria A2 il «taglio» sarà di circa 227 euro all'anno, per quelle A3 di 120 euro, mentre i possessori di una abitazione di tipo signorile o di una villa beneficeranno di un «regalo» attorno ai euro. «La nomina del professor Walter Ricciardi alla presidenza inaugura una fase nuova per l'istituto superiore di sanità, al centro di una strategia di innovazione e rilancio della ricerca biomedica italiana. Da commissario straordinario, il professore Ricciardi, in un solo anno di lavoro, è riuscito a sanare il bilancio dell'ente e ha dimostrato di avere una visione strategica per il futuro dell'istituto». Così il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha commentato la nomina di Walter Ricciardi alla presidenza dell'iss, registrata dalla Corte dei conti. Per i lavoratori frontalieri «si prevede una batosta fiscale. Regione Lombardia monitori attentamente, i lavoratori italiani non siano lasciati soli». Lo scrive in una nota Lara Comi, eurodeputata di Forza Italia e vicepresidente del gruppo Ppe. «Dopo l'incontro tenuto a Bellinzona tra rappresentanti del Canton Ticino e del Governo federale sulla fiscalità dei lavoratori frontalieri, si parla di tassare i frontalieri non più al 100% con aliquota svizzera, come avviene oggi (girandopoi circa il 40% del gettito all'italia), ma al 60% con aliquota elvetica e al 40 con aliquota italiana, che come si sa è assai più elevata. Insamma i lavoratori si troverebbero a pagare più tasse». «Ci sarà tempo fino al 30 settembre per partecipare al secondo bando regionale che prevede l'erogazione di fondi a favore dei genitori separati o divorziati, con figli minori o con figli maggiorenni portatori digravi disabilità». Lo annuncia Antonio Saggese, consigliere regionale del gruppo «Maroni Presidente» e vicepresidente dell'associazione Papa Separati Lombardia. «Grazie a questo bando», afferma Saggese, «dall'inizio della legislatura sono stati stanziati complessivamente 10 milioni di euro per oltre 4 mila papa e mamme separate». Al via il percorso per la selezione dei progetti del Programma operativo nazionale infrastrutture e reti Lo comunica il ministero dei trasporti, sottolineando che inizia l'iter definito dalla commissione per la selezione dei progetti, «che prevede la stesura da parte del ministero dei criteri di selezione che dovranno essere rispettati dai soggetti beneficiari dei finanziamenti». Il programma ha un budget di 1,8 miliardi, «di cui il 75% riveniente dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), ovvero 1,382 miliardi, e U, 25% di cofinanziamento nazionale, 460 milioni circa, come stabilito dall'accordo di partenariato». Con l'addio alla Tasi, le famiglie italiane risparmieranno mediamente 204 euro. Per i ricchi, sempreché il governo decida di abolire anche l'imu su ville, castelli e abitazioni signorili, le cose andranno molto meglio: il risparmio si aggirerà attorno ai euro. I conti sono stati realizzati dall'ufficio studi della Cgia. Le famiglie che potrebbero essere beneficiate dall'abolizione della tassazione sulla prima casa sono quasi 19 milioni. Per i possessori delle abitazioni di categoria A2 il «taglio» sarà di circa 227 euro all'anno, per quelle A3 di 120 euro, mentre i possessori di una abitazione di tipo signorile o di una villa beneficeranno di un «regalo» attorno ai euro. «La nomina del professor Walter Ricciardi alla presidenza inaugura una fase nuova per l'istituto superiore di sanità, al centro di una strategia di innovazione e rilancio della ricerca biomedica i PROFESSIONISTI Pag. 1
16 Estratto da pag. 35 Commercialisti di Napoli: «A settembre ingorgo fiscale» II mese di settembre, «anche quest'anno», sarà contraddistinto da «un ingorgo fiscale, con un considerevole numero di scadenze concentrate tra il 21 e il 30». La denuncia arriva da Vincenzo Moretta, presidente dell'ordine dei commercialisti di Napoli. «Alcune di queste scadenze _ ha spiegato - come quella per la presentazione di Unico, sono programmate da tempo, altre, invece, provengono da proroghe, ormai ricorrenti, decise come al solito all'ultimo minuto, come nel caso dell'invio dei modelli 770/2015». Per la sola data del 30 settembre - conclude Moretta - «sono previste quattro scadenze e, a meno di proroghe, sarà anche il giorno finale per le adesioni alla 'voluntary disclosure'. Continuiamo a credere che una reale semplificazione fiscale sia indispensabile per tutelare il lavoro dei professionisti ed i contribuenti che ad essi si rivolgono». PROFESSIONISTI Pag. 1
17 Estratto da pag. 1 Pierluigi Magnaschi IAI Sl'll) SI MKTI'K /,\ MOTO Imprese, un solo pin per conti correnti, tasse e sanità ÜB De Slefanü a pag. 34 m Entro dicembre i smelaci e le imprese potranno avere gratis un codice unico per tutti i servizi Un solo pin per c/c, tasse e sanità È lo Spid, dal 15/9 accredito per gestori d'identità digitali Cos'è e come funziona lo Spid Spid Via libera allo Spid, pin unico dal conto corrente al fisco e alla sanità. Dal 15 settembre richiesta di accreditamento dei gestori dell'identità digitale, presso l'agenzia per l'italia digitale. L'Agid, dal 15 settembre, ha 180 giorni di tempo massimo, quindi marzo 2016, per analizzare le richieste che arriveranno. Ma l'obiettivo è quello di chiudere entro dicembre. Dicembre Uso identità digitale Entro dicembre i primi cittadini e le imprese avranno gratis una identità digitale unica, con cui accedere a molti servizi: il conto corrente online, il pagamento delle tasse comunali, l'inps e cosi via. Per l'uso dell'identità Spid non è obbligatorio l'uso di alcun lettore di carte ma potrà essere utilizzata in diverse modalità (es. pc, smartphone, tablet ecc.). DI CINZIA DE STEFANIS a Per l'uso dell'identità Spid non è presso l'agenzia. Diverse le libera allo Spid, pin unico per il obbligatorio l'uso di alcun lettore modalità per contattarli. Di conto corrente, per il fisco e la di carte ma potrà essere utilizzata persona, presso uno sportello sanità. Dal 15 settembre richiesta in fisico. Con una procedura via web di accreditamento dei gestori diverse modalità (es. pc, cam, in cui mostreranno in video a dell'identità digitale, presso smartphone, tablet ecc.). Il un addetto i documenti. Con l'invio l'agenzia per l'italia digitale. cittadino e l'impresa saranno di L'Agenzia per l'italia digitale liberi di scegliere la soluzione un modulo di richiesta online (Agid), dal 15 settembre, ha 180 che offre il mercato e cambiarla (allegando i documenti). giorni di tempo massimo, quindi quando vorranno. Entro DOMANDA marzo 2016, per analizzare le ACCREDITAMENTO. La dicembre 2015 verranno richieste che arriveranno. Spid è domanda di accreditamento redatta rilasciate le prime identità la nuova «infrastruttura paese» in lingua italiana, è predisposta in digitali a cittadini e imprese. che permetterà a cittadini e formato elettronico, sottoscritta Agenzia delle entrate, Inail, Inps, imprese di accedere con un'unica con firma digitale o firma Regione Piemonte, Friuli- identità digitale ai servizi online elettronica qualificata dal legale Venezia e Giulia, Emilia- della p.a. e dei privati che rappresentante del richiedente, ed è Romagna, Liguria, Toscana e aderiranno. Tutto questo lo inviata alla casella di posta Marche permetteranno già prevede il regolamento dell'agid elettronica certificata dell'agenzia. recante le «modalità di l'accesso ai propri servizi tramite La domanda di accreditamento si accreditamento e la vigilanza dei Spid. In 24 mesi il sistema considera accolta qualora non gestori dell'identità digitale». pubblico di identità digitale sarà venga comunicato al richiedente il Entro dicembre i primi cittadini e esteso a tutta la pub provvedimento di diniego entro 180 giorni dalla data di le imprese avranno gratis una blica amministrazione così da presentazione della stes identità digitale unica, con cui permettere a tutti di accedere accedere a molti servizi: il conto con un'unica identità digitale ai corrente online, il pagamento sa. L'Agenzia avrà la facoltà di delle tasse comunali, l'inps e così servizi digitali. Tre saranno i svolgere verifiche presso le via. servizi di sicurezza in base ai strutture dedicate allo svolgimento servizi alla tipologia di servizi a delle attività di gestore di identità. cui si vorrà accedere. Il gestore dell'identità digitale RICHIESTA SPID. Per accreditato, ottenuta l'iscrizione richiedere lo Spid si dovrà nell'apposito registro, potrà contattare un identity provider qualificarsi come tale nei di quelli accreditati PROFESSIONISTI Pag. 1
18 Estratto da pag. 1 Pierluigi Magnaschi rapporti commerciali e con le pubbliche amministrazioni. PROTEZIONE. Spid protegge i dati personali più di una smartcard. Con le carte elettroniche i dati personali utili a verificare l'identità in rete saranno tutti disponibili al service provider. Con Spid, sebbene l'utente sarà sempre autenticato con assoluta certezza, saranno forniti al service provider, previa autorizzazione dell'utente, solo i dati strettamente necessari per la specifica transazione. Ad esempio, per i servizi che necessitano solo di verificare la maggiore età del soggetto o di conoscere un indirizzo , I'identity provider fornirà al service provider solo le informazioni strettamente necessarie. PROFESSIONISTI Pag. 2
19 Estratto da pag. 29 Pierluigi Magnaschi L'analisi delle nuove regole sull'abuso di diritto che ha mandato in soffitta Illusione Legittimo il fisco di vantaggio Oh alle soluzioni che favoriscono il contribuente DI ANDREA BONGI Non c'è più elusions. A patto che non si sconfini nell'abuso del diritto e che qualcuno riesca a definirne esattamente i confim, è oggi legittimo il comportamento del contribuente che, nel rispetto formale delle disposizioni tributarie vigenti, sceglie le soluzioni a lui fiscalmente più favorevoli. Solo se tale scelta risulterà priva di sostanza economica e consentirà essenzialmente l'ottenimento di vantaggi fiscali indebiti, il fisco, previo assolvimento dell'onere della prova, potrà disconoscerne i vantaggi determinando i tributi elusi. E questo lo scenario che si presenta nel nostro ordinamento a seguito dell'entrata in vigore del nuovo articolo 10-bis dello Statuto del Contribuente introdotto dal decreto legislativo n. 128/2015. Fra le varie disposizioni contenute in tale nuovo articolo dello Statuto figura infatti anche l'esplicita abrogazione dell'articolo 37-bis del dpr 600/73, ovvero delle disposizioni antielusione introdotte nel nostro ordinamento dalla legge n. 413/1991. Lo scenario è tutt'altro che confortante né vi sono elementi concreti che possano far supporre a una soluzione positiva dell'eterna querelle, finora tutta di matrice giurisprudenziale, circa l'esatta definizione dell'abuso del diritto e del conseguente disconoscimento dei vantaggi fiscali da esso derivanti. La scelta del legislatore operata nel digs 185/2015 è chiara e netta: l'abuso del diritto è l'unica fattispecie elusiva perseguibile ad iniziativa dell'ufficio che potrà essere sanzionata unicamente in via amministrativa, fatte ovviamente salve le situazioni in cui siano presenti anche condotte fraudolente. Tutte le altre fattispecie di comportamenti elusivi, in primis la e.d. economia di scelta, sono legittime e non potranno essere in alcun modo disconosciute. Il primo elemento di perplessità nasce dalla collocazione stessa della nuova disciplina dell'abuso del diritto: lo Statuto dei diritti del contribuente. Il nuovo articolo 10-bis, la cui rubrica è appunto LE RISORSE PER. IITÒ6UO V disciplina dell'abuso del diritto o definizione di atti privi di valide elusione fiscale, introdotto dal ragioni economiche utilizzata decreto legislativo n. 128 del nell'abrogata articolo 37-bis del 2015, è infatti disposizione di dpr 600/73, o quali siano le diritto positivo finalizzata normali logiche di mercato alle unicamente ad individuare una quali gli atti contestati dal fisco precisa metodologia di sembrano sfuggire. Sono dunque accertamento che niente ha a che troppi i termini generici che il vedere con l'assetto normativo legislatore ha utilizzato nel definire portante della legge n. 212 del l'abuso del diritto per pensare, o Oltre a tale vizio di natura forse soltanto sperare, che l'uso meramente formale ma che certo abnorme di quest» strumento lascia piuttosto perplessi, vi sono tutta una serie di ulteriori giuridico cessi di caratterizzare elementi che lasciano l'operato dell'amministrazione finanziaria e si modifichi il presupporre che la nuova convincimento dei giudici tributari. disciplina dell'abuso del diritto La sensazione che si ritrae sia destinata ad acuire e dall'esame completo delle alimentare anziché risolverle, le disposizioni in commento è che il conflittualità fra il fisco e i legislatore, grazie anche all'utilizzo contribuenti e il relativo obbligatorio del contraddittorio contenzioso. Per comprendere preventivo a pena di nullità del quanto ora descritto basta successivo semplicemente scorrere le disposizioni contenute nel primo atto di accertamento, pensi di comma del nuovo articolo 10-bis. contrastare l'abuso del diritto con All'interno della definizione di l'utilizzo di un patteggiamento abuso del diritto ritroviamo allargato fra fisco e contribuente. infatti una notevole mole di Se è vero infatti che l'onere della termini di difficile prova dell'operazione in odore di identificazione quali, ad esempio, abuso del diritto ricade tutta «le operazioni prive di sostanza sull'ufficio fiscale, sul economica» che realizzano «contribuente ricade però l'onere essenzialmente» vantaggi fiscali di dimostrare che gli atti o l'atto indebiti. Ed ancora, termini compiuto ha anche «(...)valide quali: la non coerenza della ragioni extrafiscali, non qualificazione delle singole marginali, anche di ordine operazioni con il fondamento organizzativo o gestionale, che giuridico del loro insieme e la rispondo a finalità di non conformità dell'utilizzo degli miglioramento strutturale o strumenti a Viene perfino da funzionale dell'impresa ovvero chiedersi se possa esistere una dell'attività professionale del operazione aziendale priva di contribuente». Insomma se sostanza economica, si noti qui la qualcuno da domani dovesse differenza rispetto alla trovarsi PROFESSIONISTI Pag. 1
20 Estratto da pag. 29 Pierluigi Magnaschi coinvolto, suo malgrado, in una tale palude normativa l'unica via di fuga plausibile che potrebbe attivare sarebbe quella di definire la partita con l'ufficio durante il contraddittorio preventivo. In alternativa, fatte salve le vie dell'apposito interpello, resta, con tutte le incognite del caso, il contenzioso tributario. PROFESSIONISTI Pag. 2

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