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Timestamp: 2017-05-24 13:28:56+00:00

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Cass. civ. Sez. III, Sent., 24-02-2011, n. 4503 Opposizione agli atti esecutivi Vendita forzata – Gadit
Cass. civ. Sez. III, Sent., 24-02-2011, n. 4503 Opposizione agli atti esecutivi Vendita forzata	Sentenza scelta dal dott. Domenico Cirasole direttore del sito giuridico http://www.gadit.it/
1.1. Nel corso della procedura esecutiva immobiliare n. 774/95 r.g.e. del Tribunale di Bari, intentata ai danni di Turistalia srl in liquidazione e ad istanza di Servizi Immobiliari Banche – S.I.B. spa quale mandataria di Sanpaolo IMI spa, il bene staggito, originariamente stimato e posto in vendita per il prezzo base di Euro 3.450.000, dopo diversi ribassi viene rimesso in vendita agli incanti per il prezzo di Euro 1.413.120 per la data del 10.11.05 da parte del notaio delegato; avutasi l’aggiudicazione in favore della FA.T.A. srl per il prezzo di Euro 1.420.120, tuttavia, la debitrice dispiega una prima opposizione agli atti esecutivi, con ricorso dep. il 15.11.05, con cui si duole dell’illegittimità della rifissazione della vendita al quinto incanto; e, vistasi rigettare anche un’istanza di sospensione ai sensi dell’art. 586 c.p.c., fondata sull’intervenuto annullamento del vincolo archeologico gravante sull’immobile al momento della stima, impugna con separato ricorso il relativo provvedimento del g.e. in data 7.2.06. 1.2. Il Tribunale di Bari, riunite le due opposizioni, con sentenza n. 2005/08 pubbl. il 2.9.08 le rigetta, ritenendo: la prima inammissibile – perchè da dispiegarsi contro il provvedimento che disponeva il quinto incanto e non contro la successiva aggiudicazione o infondata, perchè il codice non impedisce la reiterazione delle fissazioni; la seconda infondata, perchè la sentenza del TAR di annullamento del vincolo, oltre che successiva all’ordinanza di fissazione, è relativa a vizi di forma e non di merito – tanto che non si può escludere la reiterazione del vincolo in base ad un provvedimento correttamente motivato – e non è passata in giudicato;
3.2.2. si duole di violazione di legge ( art. 112 c.p.c.) per omessa pronuncia sulla lamentata incompatibilità – provata con documento che si dice formato il 24.10.05 ma prodotto il 3.3.06 – della cessione di credito con l’assunzione di debito, dovendo qualificarsi estinto il credito per confusione;
La Corte riunisce i ricorsi iscritti al n. 196/09 ed al n. 207/09 r.g., dispiegati rispettivamente avverso le sentenze n. 2007/08 e n. 2005/08 del Tribunale di Bari; cassa le impugnate sentenze e rimette le parti al Tribunale di Bari, ai sensi dell’art. 383 c.p.c., comma 3 e art. 354 c.p.c., anche per le spese del giudizio, compreso quello di legittimità. Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale.
Autore AdminPubblicato il 24 maggio 2017Categorie Giurisprudenza	Lascia un commento Annulla risposta	Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *Commento Nome * Email * Sito web Current ye@r *

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