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Timestamp: 2020-08-10 09:31:19+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23007 del 11/11/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23007 del 11/11/2016
Cassazione civile sez. VI, 11/11/2016, (ud. 21/09/2016, dep. 11/11/2016), n.23007
sul ricorso 16344/2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 2716/26/2014 della COMMISSIONI TRIBUTARIA
REGIONALE DI BARI SEZIONE DISTACCATA di FOGGIA, emessa il 20/10/2014
e depositata il 31/12/2014;
1. Con un unico motivo l’Agenzia delle Entrate ha dedotto la “nullità assoluta della selltena ex art. 156 c.p.c., comma 2, per insanabile contrasto tra motivazione e dispositivo, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4)”.
2. Il motivo è manifestamente fondato, essendo evidente l’inconciliabilità tra l’esordio della motivazione ed il dispositivo finale formulati in termini di infondatezza e rigetto dell’appello proposto dall’amministrazione finanziaria – ed il tessuto motivazionale, al contrario pienamente adesivo alla tesi dell’appellante (puntualmente riportata), nel senso che “l’ufficio, con la notifica della cartella esattoriale al socio, solidalmente responsabile per i debiti della società, non ha escluso i beni del socio, ma si è soltanto preordinato il titolo idoneo a perseguite il socio ove i beni sociali non lo fossero stati sufficienti al pagamento”.
3. Quanto alla istanza di correzione di errore materiale ex art. 287 c.p.c., che si assume presentata, di cui si disconosce l’esito, occorre rilevare che si tratta di procedura utilizzabile solo per ovviare a vizi meramente formali, non già relativi al contenuto della sentenza (Cass. sez. V, n. 28523/13), poichè “il contrasto insanabile tra motivazione e dispositivo della sentenza – non consentendo di individuare la statuizione del giudice attraverso una valutazione di prevalenza di una delle contrastanti affermazioni contenute nella decisione – non può essere eliminato con il rimedio della correzione degli errori materiali, determinando invece la nullità della pronuncia ai sensi dell’art. 156 c.p.c., comma 2” (Cass. sez. 1, n. 29490/08; conf. sez. 3, n. 11299/11; cfr. Cass. s.u. n. 11348/13, sull’assunto che “la composizione del contrasto logico esistente tra motivazione e dispositivo presuppone un’attività di intepretazione dell’effettivo decisum non consentita in sede di correzione”).

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 156
 art. 287
 sentenza 
 sentenza 
 Cass.