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Timestamp: 2020-06-06 12:12:30+00:00

Document:
Chimici - Abrasivi, Industria, Impiegati: CCNL, 11 marzo 1952
Settori: Chimici, Abrasivi, Industria, Impiegati
Art. 1. - Commissioni interne.
Art. 3. - Permessi.
Art. 9. - Trapasso, trasformazione, fallimento e cessazione dell’azienda.
Norme relative agli impiegati
Art. 4. - Trattamento laureati e diplomati.
Art. 5. - Passaggio dalla qualifica di operaio o di equiparato a quella di impiegato.
Art. 11. - Festività nazionali e giorni festivi.
Art. 12. - Lavoro straordinario, notturno e festivo. Art. 13. - Retribuzione.
Art. 16. - Indennità maneggio denaro e cauzioni.
Art. 22. - Trattamento in caso di maternità
Art. 24. - Trattamento in caso di sospensione o di riduzione di lavoro.
Art. 25. - Previdenza.
Art. 32. - Normalizzazione dei rapporti sindacali.
Art. 33. - Inscindibilità delle disposizioni del contratto.
Art. 35. - Disposizioni generali.
Contratto collettivo nazionale normativo di lavoro per gli impiegati addetti alle industrie degli abrasivi, 11 marzo 1952
Tra l’Associazione nazionale degli industriali della ceramica e degli abrasivi [...], con l’intervento, in rappresentanza delle Aziende Industriali [...] e dell’Associazione Industriale Lombarda, con l’assistenza della Confederazione Generale dell’industria Italiana [...] e la Federazione nazionale vetrai ceramisti ed affini, Sindacato Nazionale Ceramisti [...], con l’intervento della Delegazione dei Lavoratori [...], la Federazione lavoratori abrasivi vetro ceramica e affini [...], con l’intervento della Delegazione dei Lavoratori [...] e la Unione Italiana lavoro: Sindacato Nazionale Vetro Ceramica e Abrasivi [...], con l’assistenza dell’Unione Italiana Lavoro [...], è stato stipulato il presente contratto nazionale collettivo normali vo di lavoro a valere per gli impiegati addetti alle industrie degli abrasivi.
L’azienda inoltre potrà prima dell’assunzione, fare sottoporre l’impiegato a visita medica da parte di un proprio medico di fiducia.
L’orario di lavoro e la relativa distribuzione sono fissati dalla direzione dell’Azienda, tenendo conto delle consuetudini in atto.
Ogni eventuale deroga a questo principio, purché sia consentita dalla legge stessa, comporta l’obbligo per il datore di lavoro di corrispondere, per il lavoro prestato nel giorno destinato al riposo settimanale, in aggiunta alla normale retribuzione, la maggiorazione prevista per il lavoro festivo, e di concedere all’impiegato un’altra giornata di riposo nel corso della settimana.
È considerato lavoro straordinario quello effettuato oltre i limiti di cui al 1° comma dell’art. 9 (Orario di lavoro) del presente contratto.
È considerato lavoro notturno quello effettuato fra le 22 e le ore 7.
È considerato lavoro festivo quello effettuato nelle domeniche o nei giorni di riposo compensativo o nelle festività nazionali e infrasettimanali previste dall’art. 11 del presente contratto.
L’impiegato non può esimersi dall’effettuare, nei limiti previsti dalla legge, il lavoro straordinario, quello notturno e quello festivo salvo giustificati motivi individuali di impedimento.
Il lavoro straordinario, notturno e festivo deve essere autorizzato. [...]
L’impiegato ha diritto, dopo il primo anno compiuto di servizio prestato, e per ogni anno di servizio, ad un periodo di riposo, con decorrenza della retribuzione, pari a:
- giorni 15 di calendario in caso di anzianità da un anno compiuto fino a tre anni compiuti;
- giorni 20 di calendario in caso di anzianità da oltre tre anni fino a otto anni compiuti;
- giorni 25 di calendario in caso di anzianità da oltre otto anni fino a diciotto anni compiuti;
- giorni 30 di calendario in caso di anzianità oltre diciotto anni.
La sospensione di cui alla lettera d) si può applicare a quelle mancanze le quali, anche in considerazione delle circostanze speciali che le hanno accompagnate, non siano così gravi da rendere applicabile una maggiore punizione, ma abbiano tuttavia tale rilievo da non trovare adeguate sanzioni nel disposto delle lettere a), b), c).
Nel provvedimento di cui alla lettera e) incorre l’impiegato che commette infrazione alla disciplina ed alla diligenza del lavoro, che,
pur essendo di maggior rilievo di quelle contemplate nei punti a), b), c), non siano così gravi da rendere applicabile la sanzione di cui alla lettera f).
Per la composizione dei reclami e delle controversie di carattere individuale si seguiranno le consuetudinarie norme dell’azienda, ricorrendo a trattative dirette tra le parti o fra i rispettivi rappresentanti.
In caso di mancato accordo fra le parti il reclamo o la controversia individuale saranno sottoposti all’esame delle competenti Associazioni sindacali territoriali per il tentativo di conciliazione.
A seconda della loro natura, le controversie collettive per l’interpretazione e l’applicazione del presente contratto saranno deferite all’esame delle competenti Organizzazioni sindacali provinciali o nazionali dei datori di lavoro e dei lavoratori, per la loro definizione.
Per quanto non disposto dal presente Contratto, valgono le disposizioni generali e gli accordi interconfederali vigenti in materia di contratto di impiego nelle aziende industriali.
Per il trattamento di maternità, le parti, non avendo raggiunto un accordo sul valore da attribuire all’art. 30 della legge 26 agosto 1950, n. 861, circa le «condizioni più favorevoli», si impegnano a dare piena osservanza ed applicazione all’interpretazione che dell’articolo stesso sarà data dai competenti organi centrali (governativi o di magistratura) circa la possibilità o meno di fruire delle condizioni più favorevoli, previste per le diverse norme ed istituti dalla legge 26 agosto 1950, rispetto a quelle contenute nell’art. 22 del contratto collettivo 30 aprile 1949.
Le parti si impegnano a sollecitare presso i competenti organi centrali l’interpretazione di cui sopra e, una volta che questa sia intervenuta, si impegnano per la conseguente ed immediata esecuzione di essa, a provvedere alla stesura definitiva dell’articolo sul trattamento di maternità.

References: Art. 1

Art. 3

Art. 9

Art. 4

Art. 5

Art. 11

Art. 12
 Art. 13

Art. 16

Art. 22

Art. 24

Art. 25

Art. 32

Art. 33

Art. 35