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Timestamp: 2020-08-04 16:43:30+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20546 del 12/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20546 del 12/10/2016
Cassazione civile sez. lav., 12/10/2016, (ud. 08/06/2016, dep. 12/10/2016), n.20546
sul ricorso 20351-2014 proposto da:
UNIPOL SAI ASSICURAZIONI S.P.A., C.F. (OMISSIS), in persona del
ROMA, VIA MONTE ZEBIO 37, presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRO
GRAZIANI, che la rappresenta e difende unitamente agli avvocati
MASSIMO ROSSI e GIANCARLO LOMBARDI, giusta delega in atti;
M.L., C.F. (OMISSIS), domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,
rappresentato e difeso unitamente e congiuntamente dagli avvocati
MARZIA GRAFFI e FLAVIANO DE TINA, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 67/2014 della CORTE D’APPELLO di TRIESTE,
depositata il 06/05/2014, R.G. N. 108/2012;
08/06/2016 dal Consigliere Dott. ANTONIO MANNA;
udito l’Avvocato GIANCARLO LOMBARDI;
Con sentenza depositata il 6.5.14 la Corte d’appello di Trieste rigettava il gravame interposto dalla Milano Assicurazioni S.p.A. contro la sentenza non definitiva n. 201/09 e quella definitiva n. 304/11 in forza delle quali il Tribunale di Udine aveva condannato detta società a pagare la complessiva somma di Euro 129.796,78 oltre interessi e rivalutazione in favore di M.L. – ex responsabile dell’ispettorato sinistri di (OMISSIS) – per compensi di lavoro straordinario e TFR.
Per la cassazione della sentenza ricorre UNIPOL SAI Assicurazioni S.p.A. (società costituita a seguito di fusione per incorporazione di varie società, fra cui la Milano Assicurazioni S.p.A.) affidandosi a due motivi.
1- Il primo motivo denuncia violazione e falsa applicazione di norme di diritto per avere la Corte territoriale basato la propria decisione su documentazione predisposta dallo stesso odierno controricorrente riguardo alle spese sostenute, alle trasferte eseguite e all’orario di lavoro svolto, per altro erroneamente affermandone la mancata contestazione da parte della società; inoltre prosegue il ricorso – i giudici d’appello hanno prestato credito alle sole deposizioni di testi indicati dal lavoratore omettendo qualsivoglia valutazione dei contrari elementi probatori segnalati dalla società sul numero di sinistri trattati e sui tempi di loro liquidazione da parte dell’ispettorato di Udine, in linea rispetto agli altri ispettorati dislocati sul territorio nazionale, tenuto conto altresì dell’organico di ognuno di essi.
Il secondo motivo denuncia omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione fra le parti, consistente nell’effettivo superamento, da parte del lavoratore, del limite di ragionevolezza dell’orario di lavoro oltre il quale spetta il compenso per lavoro straordinario anche ai funzionari direttivi come l’odierno controricorrente.
2- I due motivi di ricorso – da esaminarsi congiuntamente perchè connessi sono inammissibili perchè, ad onta del generico rinvio (quanto al primo mezzo) a norme di diritto neppure indicate (e già ciò importa inammissibilità del mezzo medesimo: cfr., ex aliis, Cass. n. 635/15; Cass. n. 828/07), in realtà suggeriscono esclusivamente una generale rivisitazione del materiale istruttorio (documentale e testimoniale) affinchè se ne fornisca una valutazione diversa da quella accolta dalla sentenza impugnata, operazione non consentita in sede di legittimità neppure sotto forma di denuncia di vizio di motivazione.
In altre parole, il ricorso si dilunga nell’opporre al motivato apprezzamento della Corte territoriale proprie difformi valutazioni delle prove, ma tale modus operandi non è idoneo a segnalare un vizio denunciabile ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (nel testo, nel caso di specie applicabile ratione temporis, novellato dal D.L. n. 83 del 2012, art. 54 convertito in L. 7 agosto 2012, n. 134) nè, a maggior ragione, ai sensi degli altri canali di accesso al giudizio di legittimità tassativamente indicati dall’art. 360 c.p.c.
La nuova formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (applicabile, ai sensi del cit. art. 54, co. 3, alle sentenze pubblicate dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, cioè alle sentenze pubblicate dal 12.9.12 e, quindi, anche alla pronuncia in questa sede impugnata) rende denunciabile per cassazione solo il vizio di “omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti”.
In tal modo il legislatore è tornato, pressochè alla lettera, all’originaria formulazione dell’art. 360 c.p.c., co. 1, n. 5 codice di rito del 1940.
Invece, il ricorso in oggetto, oltre a non rispondere ai requisiti prescritti dalla citata sentenza delle S.U., invoca una generale rivisitazione nel merito di tutto il materiale probatorio acquisito in sede di merito, il che non è consentito innanzi a questa Corte Suprema.
Nè può dirsi che l’impugnata sentenza abbia omesso di esaminare i fatti decisivi per la ricostruzione dei crediti azionati dall’odierno controricorrente (tempi e modalità del suo lavoro, trasferte, numero di sinistri etc.).
3- In conclusione, il ricorso è inammissibile.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 Cass. 
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 art. 54
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