Source: https://grillidolo.wordpress.com/2014/02/
Timestamp: 2017-09-22 06:25:10+00:00

Document:
February | 2014 | Cittadini Parlanti Consapevoli
ECCO IL NON STATUTO. LEGGIAMO BENE L’ART. 4.
Articolo 1 – Natura e Sede 3 Articolo 2 – Durata. 3 Articolo 3 – Contrassegno 3 Articolo 4 – Oggetto e finalità 3 Articolo 5 – Adesione al MoVimento 4 Articolo 6 – Finanziamento delle attività svolte sotto
il nomedel “MoVImento 5 Stelle” 4 Articolo 7 – Procedure di designazione
dei candidati alle elezioni 5
http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdfARTICOLO 1 – NATURA E SEDE
Il “MoVimento 5 Stelle” intende raccogliere l’esperienza maturata nell’ambito del blog http://www.beppegrillo.it, dei “meetup”, delle manifestazioni ed altre iniziative popolari e delle “Liste Civiche Certificate” e va a costituire, nell’ambito del blog stesso, lo strumento di consultazione per l’individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candi- dati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promos- se da Beppe Grillo così come le proposte e le idee condivise nell’ambito del blog http://www.beppegrillo.it, in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati, per il Senato della Repubblica o per i Consigli Regionali e Comunali, organizzandosi e strutturandosi attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione al MoVimento, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione.
L’adesione al MoVimento non prevede formalità maggiori rispetto alla registrazione ad un normale sito Internet. Il MoVimento è aperto ai cittadini italiani maggiorenni che non facciano parte, all’atto della richiesta di adesione, di partiti politici o di associazioni a- venti oggetto o finalità in contrasto con quelli sopra descritti.
La richiesta di adesione al MoVimento verrà inoltrata tramite Internet; attraverso di es- sa, l’aspirante Socio provvederà a certificare di essere in possesso dei requisiti previsti al paragrafo precedente. Nella misura in cui ciò sia concesso, sulla scorta delle vigenti disposizioni di legge, sem- pre attraverso la Rete verrà portato a compimento l’iter di identificazione del richieden- te, l’eventuale accettazione della sua richiesta e l’effettuazione delle relative comunica- zioni.
L’identità dei candidati a ciascuna carica elettiva sarà resa pubblica attraverso il sito internet appositamente allestito nell’ambito del blog; altrettanto pubbliche, trasparenti e non mediate saranno le discussioni inerenti tali candidature. Le regole relative al procedimento di candidatura e designazione a consultazioni eletto- rali nazionali o locali potranno essere meglio determinate in funzione della tipologia di consultazione ed in ragione dell’esperienza che verrà maturata nel tempo.
IL NON STATUTO A 5 STELLE
Siamo sicuri che tutti conoscano il non statuto? Analizzando un certo malessere che traspare da alcuni meetup, è facile convincersi della strumentalità e della autoreferenzialità che hanno preso la mano ad alcuni, per altro meritevoli, di noi. Fosse banale arrivismo, catalogherei il fenomeno fra i difetti della democrazia; spesso, invece, emerge una incapacità a lavorare fianco a fianco e a creare quel gioco di squadra che moltiplica le risorse in modo esponenziale. Emerge, anzi, una quasi vigliaccheria che impedisce di affrontare il dialogo e la critica, favorendo la fuga verso il potentato. La sostanziale invertebrabilità del Movimento fa il resto. Parlo, soprattutto, della mancanza di alternanza che ha fatto degli organizer a tempo indeterminato dei sioretti senza molta arte, che non ostentano un gran che, a parte una discreta conoscenza dell’informatica e l’essersi adoperati come attivisti attivi in vece dei soliti dormiglioni, ma che per titolo e competenze non vanno oltre il “sono iscritto dal…” .Senza pensare che, così, senza alternanza non c’è crescita e non c’è vera partecipazione, anzi, i neofiti più preparati si guardano bene dal restare agli ordini di costoro. Niente di personale, ché sono iscritto al blog dal 2005, ai meetup dal 2012, ma sono certificato da un mese (Ahia! non posso votare!). A caricare sul problema, si aggiunge il vantaggio di potere che deriva dalla funzione di coordinatori e il lustro che danno gli incontri con la partecipazione dei nostri eletti, innocenti, ma non troppo. Inconsapevolmente, torniamo a delegare ad alcuni la tutela dei nostri diritti e non diamo una partecipazione in crescendo alla nostra democrazia, che – si badi – non si attua alzando la mano in assemblea. Ecco, allora, le preriunioni, riservate, fra co-organizer, le bannature, il rifiuto verso le partecipazioni ricche di contenuti ma che sfuggono alla propria ignoranza e le ipocrisie; ma ecco anche le candidature di ciucci senza pudore ad occupare i massimi sistemi della nazione e dell’Europa, anticamera di inciuci e “speriamo” non di altro. Se questo è il rinnovamento, abbiamo faticato per veramente poco.
Propongo una serata di informazione su i principi del Movimento.
GARANTE DELLA COSTITUZIONE E PROCEDURA PER LA MESSA IN STATO D’ACCUSA
Parliamo di Garante della Costituzione e dei c.d. delitti presidenziali, anche se, giocoforza, per esigenza sistemica, dovremmo trattare insieme i reati ministeriali (artt. 96 Cost. e 15, 2° c. L. cost.le 11 marzo 1953, n. 1). Vi accenniamo brevemente. Sono reati commessi dal ministro in quanto tale, dove la qualità di ministro rappresenta un elemento costituivo o modificativo agli effetti della punibilità. Fra i più tipici, la corruzione e la concussione (317, 318, 319 c.p.), commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti la funzione. Capirete che viene a rilevanza il fine difforme rispetto al quale i poteri sono attribuiti o il modo difforme da quanto previsto nella legge attributiva.
Qui, ci preme rilevare che queste figure di reato identificano la violazione del precetto che impone a queste figure istituzionali di essere fedeli alla Repubblica, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere alle funzioni con disciplina ed onore (art. 54 Cost.).
Per saperne di più, unisciti a noi giovedì 20 febbraio alle 21.00, a Dolo, via Mazzini 18, Saletta del Bar Antica Barina.
Gli italiani verso il terzo governo di mai eletti
Il Presidente della Repubblica Italiana dal doppio mandato sta partorendo il terzo governo extraparlamentare e … tutto tace
Nuova Strategia Europea sul Benessere degli animali
FAVOREGGIAMENTO O INDULTO?
In Commissione Giustizia, il partito unico PDPDL ha respinto l’emendamento presentato dal M5S che prevedeva di non estendere il beneficio dello sconto del 40% della pena introdotto dal decreto “svuota carceri” ai condannati per corruzione e concussione. Con la bocciatura di questo emendamento i condannati per corruzione e concussione, quelli presenti e quelli futuri, potranno contare tranquillamente, non solo su una normativa colabrodo che non consente quasi mai di giungere a sentenza definitiva, ma anche su questo sconto di pena, inconcepibile per noi, ma non per loro PDPDL, che di corruzione e concussione hanno bisogno per vivere. Almeno, guardando le statistiche, è proprio così. E pensare che solo pochi giorni fa, la relazione dell’Unione europea ci ha attribuito il primato della corruzione in Europa. Allora, che senso ha, parlare di nuova lira e di euro sì, euro no, se corruzione e burocrazia ci trascinano sul fondo? E’ anche senza senso continuare a denunciare; tanto, quelli vanno dritti per la loro strada
LA CRISI DI GOVERNO DAL BLOG DI BEPPE GRILLO E SECONDO NOI.
Napolitano sta violando una mozione del 1991 che pone l’obbligo di parlamentarizzare le crisi di governo esautorando di fatto il ruolo del Parlamento.
Napolitano sceglierà Renzie (e non è un capriccio) che non è parlamentare, che non si è mai candidato nel ruolo di presidente del Consiglio durante le elezioni. Lo farà, come lo ha fatto per Monti e per Letta, ignorando il Parlamento, la Costituzione e la volontà degli italiani per la terza volta. Chi ha eletto Renzie? 136 votanti della direzione del pdexmenoelle sempre più simile al PCUS sovietico. Il partito decide, la nazione prende atto, la democrazia può attendere. Ora Napolitano darà via al rito delle consultazioni che dovrebbe per decenza risparmiarci. Un’immensa farsa, il Presidente a vita riceverà le delegazioni dei partiti che rilasceranno all’uscita del Quirinale le solite frasi condite di ipocrisia ormai insopportabile. Se Al Capone ottenne il controllo del mercato degli alcoolici, Renzie otterrà quello delle nomine delle aziende di Stato, come ENI, ENEL, Finmeccanica e Terna che scadono tra due mesi. Dei luoghi dove risiede il potere reale. Da qui, la fretta. Letta e Renzie sono dei prestanome, utili a chi li ha sostenuti e li sostiene. Marionette. Il Parlamento e lo stesso Governo sono un’illusione ottica e il Quirinale una monarchia. Dall’esterno il cittadino assiste a una squallida lotta tra bande per il potere mentre “nel fango affonda lo stivale dei maiali”.
Siamo basiti! Leggo un altro passaggio:
“Napolitano non può espropriare il Parlamento dal ruolo che la Costituzione gli riconosce, specie in situazioni estranee alle determinazioni assunte dalle Camere, e cioè al di fuori dei casi di negazione della fiducia o di successiva revoca della stessa”. Così, recita la mozione sulla parlamentarizzazione della crisi di Governo, tutt’ora vigente. C’è solo un modo per arginare questa deriva: il Paese ha bisogno di un nuovo Presidente della Repubblica e di elezioni al più presto. ”
Non può o non deve? E se il Presidente “non deve” chi lo riporta sul binario? Quale che sia la risposta a questa domanda, noi Grilli Parlanti, Cittadini Consapevoli, diciamo:
“Troppo facile pensare di risolvere tutto con un nuovo Presidente; magari, con un Giuliano Amato. Il paese ha bisogno di un nuovo popolo che sia capace di rispettare e farsi rispettare. La maledizione di questa Italia, incline da sempre alla sinistra, fu ed è il comunismo e le sue resurrezioni. Per paura di lui, il Savoia aprì al dittatore; per fede in lui, il popolo rosso persevera, cieco e sordo, nel voto ai suoi aguzzini, ché tali sono i suoi leader, cinici e voraci o, meglio, I SUOI BECCHINI! Da D’Alema, da Prodi a Renzi, la minestra è sempre la stessa; da Monti a Letta, da Letta a Renzi – nessuno eletto mai – la minestra è sempre amara.
E allora: Non basta il rammarico per le passate virtu’ e non vale la censura per chi abusa, Occorre fare mea culpa per le perdute virtù e per la perdita del rispetto che apre agli abusi. I colpevoli, cari concittadini consapevoli, siamo NOI”.

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 sentenza