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Timestamp: 2018-08-15 00:50:48+00:00

Document:
In quest'area sono presentati i Tax Alert curati e realizzati dai componenti della Commissione Internazionale di Synergia Consulting Group.
I Tax Alert hanno l'obiettivo di dare informazioni aggiornate ed utili agli imprenditori su tematiche di fiscalità internazionale rilevanti e di interesse generale.
Sempre in quest'area è presentata, con cadenza trimestrale, una rassegna della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea su tematiche di fiscalità internazionale.
Tax Alert n. 1 - Febbraio 2013
Nel febbraio 2013 l'OCSE ha pubblicato l'allegato documento dal titolo "Addressing Base Erosion and Profit Shifting".
Il documento tratta alcune tra le più rilevanti tematiche riguardanti le possibilità di "erosione" della base imponibile realizzate attraverso operazioni di traslazione dei profitti in ambito internazionale (cd "Profit Shifting") prevalentemente all'interno di gruppi multinazionali di imprese.
Tax Alert n. 2 - Marzo 2013
E' disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate il Bollettino del Ruling internazionale relativo alle istanze presentate per ottenere l'attivazione della procedura di interpello.
Tax Alert n. 3 - Aprile 2013
L’Agenzia delle Entrate, in data 28 marzo 2013, ha emesso la Risoluzione n. 20/E con la quale fornisce chiarimenti sull’applicazione dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti (di cui all’art. 15 e ss. del D.P.R. n. 601 del 1973) a contratti relativi ad operazioni di finanziamento a medio e lungo termine stipulati all’estero e destinati a produrre effetti giuridici principalmente in Italia. Di particolare interesse sono le considerazioni sui presupposti in base ai quali il contratto può considerarsi stipulato all’estero ai fini dell’applicazione dell’imposta e in tema di abuso del diritto in campo tributario riguardanti la fattispecie.
Tax Alert n. 4 - Aprile 2013
ll Consiglio dei Ministri del Governo italiano ha esaminato il disegno di legge recante la ratifica ed esecuzione della Convenzione contro le doppie imposizioni tra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino. Quest’ultima aveva ratificato l’accordo, ed il collegato Protocollo di modifica, nel giugno 2012.
Di particolare interesse è la normativa convenzionale sulla tassazione dei redditi di capitale, rivista parzialmente dallo stesso Protocollo di modifica, che prevede la tassazione di dividendi, interessi e “royalties” nello Stato del percipiente, pur disponendo - in taluni casi - l’applicazione di ritenute nello Stato della fonte. Anche di rilievo risultano le disposizioni sulla residenza delle persone giuridiche e sullo scambio di informazioni fiscali tra i due Stati.
La Convenzione entrerà in vigore dopo l’espletamento delle procedure di ratifica da parte dei due Stati parti dell’accordo.
Tax Alert n. 5 - Maggio 2013
Lo scorso 16 Maggio 2013 il Consiglio OCSE ha approvato un Rapporto avente ad oggetto la revisione della Sezione E del Capitolo IV delle “Transfer Pricing Guidelines for Multinational Enterprises and Tax Administrations” riguardante i c.d. “safe harbours”.
I “safe harbours” -secondo la definizione datane dal documento in questione- si sostanziano in regimi fiscali semplificati rispetto alla normativa generale relativa ai prezzi di trasferimento.
Il documento consente alle Amministrazioni finanziarie di procedere a indicare e a regolamentare talune semplificazioni - destinate a determinate categorie di transazioni o a determinate categorie di contribuenti- degli adempimenti connessi alla disciplina generale interna sui prezzi di trasferimento.
Tali semplificazioni possono generare benefici correlati alla riduzione degli oneri documentali richiesti al contribuente e/o alla raccolta di dati necessari a comprovare il rispetto del principio del “valore normale”.
Infine, l’adozione dei criteri indicati dai “safe harbours” da parte del contribuente, nei casi indicati, preclude l’attività di accertamento delle Amministrazioni finanziarie con riferimento ai casi stessi.
Le suddette Guidelines incoraggiano, infine, le Amministrazioni finanziarie dei singoli paesi a stipulare accordi di “safe harbours” bilaterali o multilaterali
Tax Alert n. 6 - Giugno 2013
In tema di Cost sharing agreement, recenti sentenze della CTR Lombardia (n. 47/2/13, 80/27/12 e 115/46/11) sono concordi ed univoche nell’affermare che, in tema di addebito delle c.d. spese di regia all’interno di gruppi multinazionali, è corretto il metodo che, conformemente alle linee guida OCSE del 1995 ed alla prassi italiana (C.M. n. 271/E del 21.10.1997), prevede la ripartizione delle stesse in base all’incidenza percentuale del fatturato della singola company su quello globale di gruppo. Tuttavia, al fine di ottenere la deducibilità di detti costi, per i giudici lombardi, è necessario che le prestazioni siano effettuate in esecuzione di un contratto infragruppo stipulato in precedenza e che le operazioni siano dettagliate da appositi report e da schede di rendiconto che supportino le fatture di addebito.
Tax Alert n. 7 - Giugno 2013
"L’Agenzia delle Entrate, nell’ottica del miglioramento delle relazioni tra Amministrazione finanziaria e grandi contribuenti, intende avviare un progetto pilota volto a porre le basi per definire uno schema di riferimento per nuove forme di interlocuzione avanzata basate sulla cooperazione, la trasparenza e la fiducia reciproca. Il progetto rientra in quello che in ambito internazionale prende il nome di “cooperative compliance programme” ovvero “regime di adempimento collaborativo”. Le imprese interessate possono inoltrare la propria candidatura all’indirizzo di posta elettronica , entro e non oltre il 31 luglio 2013. Rientrano nel novero dei soggetti che possono presentare detta domanda le imprese che rientrano nella qualifica di “grande contribuente” (aver conseguito, per l’anno d’imposta 2011, un volume d’affari o ricavi non inferiore a 100 milioni di euro) che hanno adottato modelli di organizzazione e di gestione di cui all’articolo 6 del Dlgs 231/2001 o un sistema di gestione e controllo del rischio fiscale (cd. Tax Control Framework). La domanda di partecipazione dovrà contenere: il possesso dei requisiti, una breve indicazione delle motivazioni sottese all’adesione del progetto pilota, una sintetica descrizione del sistema di controllo interno per la gestione del rischio fiscale, il numero di telefono e l’indirizzo e-mail di un referente dell’impresa”. “
Tax Alert n. 8 - Luglio 2013
Via libera del Senato alla ratifica della Convenzione l'Italia e la Repubblica di San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali. Con la ratifica dell'accordo tra Italia e San Marino cade definitivamente il segreto bancario: la Convenzione contro le doppie imposizioni prevede, infatti, lo scambio di informazioni necessario per prevenire l'elusione e l'evasione fiscale.
La Convenzione – con protocollo aggiuntivo e relativo protocollo di modifica – ricalca sostanzialmente gli schemi del modello OCSE (con particolare riguardo alle modalità di tassazione di dividendi e interessi), ricomprendendo le modifiche all’accordo approvate nel giugno 2012, relative allo scambio delle informazioni fiscali e volte al superamento del segreto bancario.
In particolare, ai sensi dell’art. 26, comma 5, è previsto che i due Stati non potranno opporsi allo scambio di informazioni reciproche adducendo la “copertura da segreto istruttorio”, ovvero la detenzione delle stesse “da parte di una banca, da un’altra istituzione finanziaria, da un mandatario o da una persona che opera in qualità di agente o fiduciario”.
Un’ulteriore novità dell’accordo raggiunto riguarda la risoluzione dei casi di doppia residenza fiscale dove, d’ora in avanti, verrà privilegiata la sede di direzione effettiva.
In materia di dividendi, la Convenzione prevede un regime di esenzione da ritenuta nei casi in cui l’effettivo beneficiario del reddito sia “una società diversa da una società di persone che ha detenuto almeno il 10% del capitale della società che distribuisce i dividendi per un periodo di almeno 12 mesi antecedenti alla data della delibera di distribuzione”. In tutte le altre casistiche, la ritenuta non potrà eccedere il 15% dell’ammontare lordo dei dividendi.
La Convenzione è stata ratificata con il voto favorevole di tutti i gruppi parlamentari. Tra le modifiche dell’ultima ora si segnala, in particolare, l’approvazione di un ordine del giorno che introduce l’obbligo di monitoraggio del Governo sul traffico di capitali fra Italia e il Titano, nonché delle società costituite o che saranno costituite, che percepiscano utili, dividendi o interessi da società italiane.
In seguito alla ratifica della Convenzione (già operata dalla nostra controparte), la Repubblica di San Marino sarà rimossa dall’elenco dei Paesi a fiscalità privilegiata (black list).
Tax Alert n. 9 - Luglio 2013
L'Agenzia delle Entrate ha recentemente operato un importante aggiornamento della modulistica internazionale. Sono stati pubblicati infatti, in data 10 luglio 2013, i nuovi modelli di domanda per il rimborso, o l'esonero, dall'imposta italiana applicata sui redditi. Tra questi vi rientrano sia i dividendi, che gli interessi ed i canoni corrisposti a soggetti non residenti. È stato, inoltre, previsto un modello di attestato di residenza fiscale che i residenti in Italia possono presentare alle amministrazioni estere per ottenere il rimborso o l'esonero dall'imposta estera.
Tax Alert n. 10 - Novembre 2013
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro degli Affari Europei, lo schema di decreto legislativo per il recepimento della Direttiva europea in materia di cooperazione amministrativa nel settore fiscale.
Si tratta della direttiva 2011/16/UE che abroga la direttiva 77/799/CEE e disciplina le procedure relative allo scambio, con le autorità competenti degli Stati dell’Unione Europea, delle informazioni rilevanti in materia di imposte di qualsiasi tipo riscosse da o per conto dell’amministrazione finanziaria.
Tax Alert n. 11 - Gennaio 2014
L’Agenzia delle Entrate con la circolare 38/E del 2013 ha emanato una lista di Paesi collaborativi che assicurano al Fisco italiano una adeguata possibilità di controllo attraverso lo scambio d’informazioni.
L’Agenzia ha aggiunto, alla lista contenuta nel D.M. 4 settembre 1996, da allora aggiornata sporadicamente, gli altri Paesi con i quali nel frattempo sono entrate in vigore convenzioni contro le doppie imposizioni che consentono lo scambio d’informazioni, omettendo, tuttavia, il Libano.
Ricordiamo che il riferimento alla Jugoslavia serve a includere nella lista la Serbia e il Montenegro (risoluzione 99/E del 2013).
Quando entreranno in vigore gli accordi di scambio d’informazione (Tiea) siglati con alcuni paradisi fiscali (attualmente, Bermuda, Cayman, Isole Cook, Gibilterra, Guernsey, Isola di Man, Jersey), si deve ritenere che l’elenco debba considerarsi automaticamente aggiornato senza che sia necessario un intervento dell’Agenzia.
Tax Alert n. 12 - Gennaio 2014
Procedura di collaborazione volontaria (cd. "voluntary disclosure") - Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge 28 gennaio 2014 n° 4, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 23 del 29 gennaio 2014, contenente le disposizioni relative alla nuova procedura di collaborazione volontaria (cd. “voluntary disclosure”) finalizzata all’emersione delle attività finanziarie o patrimoniali costituite e/o detenute all’estero.
I soggetti ammessi alla procedura sono le persone fisiche, società semplici ed equiparate, gli enti non commerciali, compresi i trust residenti, che non hanno dichiarato i redditi di capitale percepiti all’estero, ovvero i soggetti di cui sopra che hanno costituito o detengono direttamente o indirettamente attività finanziare o patrimoniali al di fuori del territorio dello Stato.
Il contribuente che intende aderire all’istituto in esame dovrà presentare un’istanza di denuncia volontaria, secondo il modello che sarà previsto, presumibilmente, da un apposito Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, in fase di emanazione.
Al momento della presentazione dell’istanza, il contribuente è tenuto ad esibire, agli Uffici competenti, la documentazione completa relativa agli investimenti e alle attività finanziarie costituiti o detenuti all’estero, anche indirettamente per interposta persona, ai fini della ricostruzione dei redditi relativi ai predetti investimenti e attività finanziarie.
La collaborazione volontaria deve riguardare tutti i periodi d’imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non siano ancora scaduti i termini per l’accertamento. La procedura non è ammessa se la richiesta viene presentata dopo che il contribuente è già stato interessato da una verifica o da una ispezione fiscale.
L’istanza in esame deve essere presentata entro 30 settembre 2015.
La procedura di collaborazione volontaria si perfeziona con il versamento, in un’unica soluzione, delle somme dovute a titolo di imposta, a titolo di sanzioni amministrative (applicate in misura ridotta) ed a titolo di interessi, indicate nell’avviso di accertamento, ovvero nell’atto di accertamento con adesione, emesso dall’Agenzia delle Entrate a seguito dell’attivazione della predetta procedura da parte del contribuente, da versarsi, rispettivamente, entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento, ovvero entro 20 giorni dalla redazione dell’atto di accertamento con adesione.
Per quel che riguarda la determinazione delle sanzioni amministrative è stato previsto che le stesse vengano irrogate nella misura pari alla metà del minimo edittale se:
1. le attività vengono trasferite in Italia o in Stati membri dell’Unione europea e in Stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo che consentono un effettivo scambio di informazioni con l’Italia inclusi nella lista di cui al decreto ministeriale 4 settembre 1996, e successive modificazioni; ovvero;
2. le attività trasferite in Italia o nei predetti Stati erano o sono ivi detenute; ovvero;
3. l’autore delle violazioni rilascia all’intermediario finanziario estero presso cui le attività sono detenute un’autorizzazione a trasmettere alle autorità finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria e allega copia di tale autorizzazione, controfirmata dall’intermediario finanziario estero, all’istanza di collaborazione volontaria.
Nei casi diversi da quelli sopra indicati la sanzione è determinata nella misura del minimo edittale ridotto di un quarto.
Si prevede, inoltre, che nei confronti del soggetto che aderisce alla procedura di voluntary disclosure è esclusa la punibilità (limitatamente alle condotte relative agli imponibili riferibili alle attività costituite o detenute all’estero) per i delitti di dichiarazione infedele e di omessa dichiarazione previsti e che le pene previste per i delitti di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, siano diminuite fino alla metà.
Si precisa, altresì, che il modello dell’istanza di denuncia volontaria, le modalità di presentazione dello stesso e le relative istruzioni, saranno disciplinate con apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
Tax Alert n. 13 – Aprile 2014
Le novità OCSE sulla documentazione in materia di Transfer Pricing
L’ OCSE ha ospitato il secondo webcast di aggiornamento sul progetto “Addressing Base Erosion and Profit Shifting” presentato nel febbraio 2013 e sul relativo “Action Plan”.
Come noto il progetto BEPS è stato ideato dall’OCSE al fine di prevenire e limitare i comportamenti fiscali “aggressivi” posti in essere da parte di alcuni contribuenti che operano in ambito internazionale.
Il progetto BEPS non prevede direttamente misure contro l’evasione o l’elusione fiscale internazionale, bensì è volto a coordinare l’introduzione di misure atte ad evitare l’erosione della base imponibile di uno Stato a favore di altri. Tale erosione viene posta in essere attraverso l’utilizzo di pratiche fiscali complesse che, profittando delle asimmetrie impositive presenti nei sistemi tributari dei diversi Paesi, permettono di “limitare” il carico tributario complessivamente considerato.
La discussione si è concentrata sui progressi e sui risultati raggiunti in relazione a quelle specifiche azioni che dovrebbero essere definitivamente delineate nel settembre 2014.
In merito alla disciplina prevista per i prezzi di trasferimento, sono stati segnalati gli sviluppi delle azioni relative al “Transfer Pricing Documentation and Country-by-Country Reporting”.
Il primo focus specifico sul tema risale all’ottobre 2013 quando è stato pubblicato il “Memorandum on Transfer Pricing Documentation and Country-by-Country Reporting”. Nel gennaio 2014, l’OCSE è intervenuta sul punto pubblicando il documento “Discussion Draft on Transfer Pricing Documentation and Country-by-Country Reporting”, richiedendo agli operatori istituzionali e di mercato, impressioni, consigli e migliori pratiche sul tema.
Il progetto è infatti quello di introdurre un Modello di Transfer pricing documentation unificato per tutti i soggetti che operano in area OCSE.
Con il secondo webcast di aggiornamento è stato proposto di modificare tale Modello poiché la versione originale risulta essere particolarmente impegnativa dal punto di vista amministrativo per le imprese.
Questo Modello, composto da Masterfile, Local file e “Template”, dovrebbe essere modificato per richiedere l’indicazione di informazioni aggregate per Paese, piuttosto che per singola società.
Inoltre, il Modello dovrebbe ora includere una lista di tutte le entità del Gruppo per Paese insieme ai codici attività e ai principali dati finanziari ed economici.
Le sei colonne di informazioni sulle transazioni infragruppo, incluse originariamente nel template, saranno eliminate e tali dati transazionali saranno inclusi solo nel file locale.
Molti altri sono gli aspetti da dirimere rimandati alla sessione di maggio dove verrà discusso, tra l’altro, il processo per la consegna del Modello alle autorità fiscali, i modi per superare l’ “ostacolo” linguistico all’atto della compilazione e le eventuali regole correlate ad una corretta traduzione.
È interessante notare che, in risposta ad uno specifico quesito in materia di prezzi di trasferimento, è stato sottolineato che non c’è alcuna intenzione di sostituire il criterio di libera concorrenza (c.d.arm’s length principle).
Per quanto riguarda l’uso del Modello è stato osservato che questo è destinato ad essere utilizzato più in generale ai fini della valutazione del rischio fiscale di un Gruppo di imprese e non per finalità tributarie precedentemente individuate.
Infine, è stato sottolineato che questo Modello è destinato alle Amministrazioni fiscali e che non dovrebbe assumere una valenza pubblica.
Tax Alert n. 14 – Maggio 2014
Proposta di direttiva Ue su dividendi da strumenti ibridi o da schemi elusivi
E' all'esame dell'Ecofin una proposta di Direttiva finalizzata a contrastare gli abusi connessi ai flussi di dividendi nei gruppi multinazionali. Scopo delle nuove norme è quello di negare l'esenzione da ritenuta in uscita ai dividendi che derivano da strumenti ibridi o dall'utilizzo di schemi elusivi.
Sotto il primo profilo, la proposta di Direttiva prevede che l'esenzione sia sottoposta alla condizione che i dividendi non rappresentino oneri deducibili per la società "figlia", con l'obiettivo di eliminare casi di doppia esenzione se lo Stato membro della società che paga i dividendi considera gli stessi oneri deducibili, mentre lo Stato membro prevede l'esenzione per il beneficiario.
Per quanto riguarda il secondo profilo, si prevede la revoca dei benefici legati all'esenzione nel momento in cui nel gruppo siano ravvisabili costruzioni di puro artificio, poste in essere principalmente allo scopo di ottenere un beneficio fiscale.
Giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea
SENTENZA DELLA CORTE di Giustizia UE, 15 maggio 2014, causa C-337-13, Almos Agrárkülkereskedelmi Kft
SENTENZA DELLA CORTE di Giustizia UE, 10 aprile 2014, Causa C-190-12, Emerging Markets Series of DFA Investment Trust Company
SENTENZA DELLA CORTE di Giustizia UE, 13 marzo 2014, causa C-204-13, Heinz Malburg
SENTENZA DELLA CORTE di Giustizia UE, 13 marzo 2014, Causa C-375-12, Bouanich
SENTENZA DELLA CORTE di Giustizia UE, 6 marzo 2014, cause riunite C-606-12 e C-607-12, DRESSER RAND SA
SENTENZA DELLA CORTE di Giustizia UE, 30 maggio 2013, causa C 65111, X BV
SENTENZA DELLA CORTE di Giustizia UE, 8 maggio 2013, causa C 27112, Petroma Transports SA e altri
SENTENZA DELLA CORTE di Giustizia UE, 18 aprile 2013, causa C 56511, Mariana Irimie
SENTENZA DELLA CORTE di Giustizia UE, 14 marzo 2013, causa C 52711, Ablessio SIA
SENTENZA DELLA CORTE di Giustizia UE, 28 febbraio 2013, causa C 54411, Helga Petersen e Peter Petersen
SENTENZA DELLA CORTE di Giustizia UE, 21 febbraio 2013, causa C 10412, Wolfram Becker
SENTENZA DELLA CORTE di Giustizia UE, 6 settembre 2012, causa C 38011, DI. VI. Finanziaria di Diego della Valle & C. SapA
Synergia Consulting Group ha redatto una pubblicazione per i clienti, i soci degli studi e tutti coloro che sono interessati ad operare in Italia, denominata Doing Business in Italy.
Questa pubblicazione ha l’obiettivo di fornire alcune linee guida sulla normativa in materia commerciale e societaria e sul sistema di tassazione in Italia.

References: SENTENZA 

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