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Timestamp: 2019-10-21 16:16:50+00:00

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A proposito delle forme del testamento, e in particolare delle norme per la validità del testamento olografo, da "Successioni Mortis Causa" scritto dall'Avvocato Roberto Campagnolo.
• Il testamento come atto solenne da farsi nelle forme previste della legge.
• Le forme ordinarie, testamento olografo, pubblico, segreto e quelle semplificate, cc.dd speciali, in generale.
• La convenzione di Washington ed il recepimento in Italia del testamento internazionale quale forma di testamento ex art. 601 c.c.
• La pubblicazione del testamento: funzione in generale e analisi e ratio delle particolari regole per il testamento olografo e pubblico.
• Disciplina e atti soggetti all'obbligo di iscrizione nel Registro generale dei testamenti.
• L'esecuzione del testamento quale attuazione della volontà del testatore. L'eventuale nomina di uno o più esecutori: natura giuridica e disciplina.
Cass. 7 luglio 2004, n. 12458, GG 2004, 1, 2941; conforme: Cass. 17 marzo 1993, n. 3163, VII; 1993, I, 1450; Cass. 10 luglio 1991, n. 7636, AC 1992, 40; Cass. 7 gennaio 1992, n. 32, VN,1992, 637; GC 1992, I, 1495; Cass. 10 luglio 1991, n. 7636, GI, 1993,1,1, 197. Contra: Cass. 12 ottobre 2007, n. 21477, GCM, 2007, 10; Cass. 7 gennaio 1992, n. 32, IW, 1992, I, 637; Cass. 5 agosto 2002, n. 11733, VN, 2002, I, 1481; Cass. 28 ottobre 1994, n. 8899, VN, 1995, 834 - La validità del testamento olografo esige, ai sensi dell'art. 602 c.c. l'autografia non solo della sottoscrizione ma anche della data e del testo del documento, ad esdudere l'olografia essendo sufficiente ogni intervento di terzi, indipendentemente dal tipo e dall'entità (e quindi anche in presenza di una sola parola scrirta da un terzo durante la confezione del testamento), non assumendo al riguardo rilevanza l'importanza che dal punto di vista sostanziale la parte eterografa riveste ai fini della nullità dell'intero testamento secondo il principio utile per inutile non vitiator.
Cass. 11 luglio 1975, n. 2742, GC 1975, 1, 1615. - Nel testamento pubblico, le operazioni attinenti al ricevimento delle disposizioni testamentarie e quelle relative alla confezione della scheda sono idealmente distinte e, pertanto, possono svolgersi al di fuori di un unico contesto remporale. Condizione necessaria e sufficiente di validità del testamento, qualora la scheda sia stata predisposta dal notaio e che egli, prima di dare lettura della scheda stessa, faccia manifestare di nuovo al testatore la sua volontà in presenza dei testi.
Cass., sez. II, 28 febbraio 2007, n. 4777, VIV, 2007, I, 1294
- L'efficacia probatoria del testamento pubblico di persona cieca ed assai debole d'udito, redatto non alla presenza di quattro testimoni -come prescritto dall'art. 603 c.c.- e recante attestazione del notaio che il testatore, pur essendo cieco, era comunque in grado di udire seppure con il supporto di apposito apparecchio acustico - può essere rimossa solamente con la proposizione della querela di falso ex art. 2700.
Cass. civ., 24 ottobre 1973, n. 2723, FI, 1974, I, 414 - La norma di cui all'art. 604, 1° co., c.c., secondo cui il testamento segreto se e scritto in tutto o in parte da altri o se è scritto con mezzi meccanici deve portare la sottoscrizione del testatore in ciascun mezzo foglio, unito o separato, tende a garantire la certezza che il testatore abbia avuto la possibilità di leggere il contenuto del documento e, conseguenzialmente, a fare sorgere la presunzione legale che tale lettura sia stata effettuata. Tale funzione non viene assolta ove la dislocazione delle sottoscrizioni non sia tale da assicurare che il controllo, da parte del testatore, sia stato esteso a tutta l'entita spaziale del documento, affinchè, anche per effetto di interpolazioni, sostituzioni, trafugamenti, occultamenti maliziosi di chi ha provveduto alla scrittura il testatore non abbia avuto modo di prendere visione di tutte e di ciascuna dale clausole inserite nell'intero contesto del documento, con la conseguenza che la sottoscrizione del testatore in ciascun mezzo foglio è necessaria anche quando si tratta di un foglio unico piegato in due, in guisa da formare due pagine con quattro facciate.
Cass. 23 giugno 2005, n. 13487, RN, 2006, 4, 1110 — La pubblicazione del testamento olografo, sebbene non sia configurabile come un requisto di validità e di efficacia, costituisce un atto preparatorio esterno necessario per la sua coattiva esecuzione.
Cass. 24 aprile 1965, n. 719, GC 1965, 1, 2293 — L'istituto dell'esecutore testamentario si concreta in un ufficio di diritto privato, con alcuni accenti pubblicistici, in base al quale l'esecutore, in forma della clausola testamentaria che lo nomina, e investito del potere di compiere determinati atti. L'esecutore testamentario, pur agenda in nome proprio, non acquista per se diritti o assume in proprio obblighi, che poi debba trasferire o addossare ad altri mediante apposito negozio di trasmissione, in quanto gli effetti degli atti da lui compiuti ricadono direttamente nel patrimonio ereditario, come se li avessero compiuti gli eredi.
10.1. Forme ordinarie e forme speciali di testamento.
10.2. II testamento internazionale.
10.3. La pubblicazione e la comunicazione del testamento olografo e del testamento segreto.
10.4. L'esecuzione del testamento.
10.1. Forme ordinarie e forme speciali di testamento
LEGISLAZIONE c.c. 463, n. 5, 590, 601-608, 609-619, 2699-2700 - c.p.c. 214-216, 2719 - c.p. 491 - 1. notarile 89/1913, art. 57 - d.p.r. 5 gennaio 1967, n.200, art. 19 - I. 18/1975
BIBLIOGRAFIA Cicu 1951 - Pasetti 1953 - Gangi 1962 - Lipari 1970 - Bigliazzi Geri 1982 - Mezzanotte 1988 - Azzariti 1990 - Scalia 1994 - Masi 1996 - Palazzo 1996 - Scalia 1997 - Finessi 1999 - Morello Di Giovanni 2001 - Musolino 2002 - Musolino 2003 - Bonilini 2006 - Gazzoni 2006 Torrence e Schlesinger 2007 - Campagnolo 2009
II testamento e atto solenne che deve essere compiuto, a pena di invalidità, nelle forme ex lege previste.
L'ordinamento giuridico italiano non conosce il testamento orale (testamento nuncupativo): la dottrina prevalente (Cicu 1951, 167; Gangi 1962, 239; Azzariti 1990, 267), contrariamente alla giurisprudenza e ad altra parte della dottrina (Pasetti 1953, 87; Lipari 1970, 399; Bigliazzi Geri 1982, 177 ss.; Caprioli 1985, 257; Mezzanotte 1988, 502 ss.; Scalia 1994, 1246), lo considera inesistente e, pertanto, insuscettibile di conferma ex art. 590 c.c.
Pertanto e possibile confezionare testamenti in base o a forme ordinarie (testamento olografo e testamento per atto notarile, che può essere pubblico o segreto) o a forme speciali (ant. 609-619 c.c.), le quali sono tali perche semplificate (qualitativamente o quantitativamente) rispetto alle formalità richieste per il testamento pubblico.
Ciò si spiega in ragione di particolari circostanze o situazioni, nelle quali il testatore si trovi a redigere la scheda testamentaria, le quali rendano impossibile o particolarmente difficoltoso il ricorso alle forme ordinarie.
E il caso del testamento fatto da chi non può confezionare in forma ordinaria perche si trova in un luogo dove domina una malattia reputata contagiosa o perche sono in atto calamità pubbliche o infortuni (art. 609 c.c.); ovvero del testamento redatto da civili o militari a bordo di navi (ant. 611 ss. c.c.) o aeromobili che siano in viaggio (art. 616 c.c.); ovvero del testamento di militari e assimilati al seguito delle forze armate dello Stato (art. 617 c.c.).
La disciplina delle singole figure, aventi in comune la dichiarazione resa dal testatore ad un pubblico ufficiale o assimilato (ad es., giudice del luogo, sindaco o chi ne fa le veci, ufficiale o cappellano militare o ufficiale della Croce Rossa o ufficiale del Corpo militate dell'Associazione dei Cavalieri italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta) e la redazione per iscritto da parte di quest'ultimo, presenta taluni tratti comuni: 1) la semplificazione della forma, ridotta, a seconda dei casi, alla redazione in forma scritta da parte dell'ufficiale che riceve e sottoscrive, alla sottoscrizione del testatore e/o dei testimoni; 2) la provvisorietà dell'efficacia dell'atto, che decade automaticamente trascorsi tre mesi dalla cessazione della circostanza di emergenza (artt. 610, 615, 618 c.c.); 3) la necessità del deposito dell'atto (art. 614 c.c.); 4) le fattispecie di nullità (art. 619 c.c.). Quanto alle forme ordinarie di redazione, occorre primariamente menzionare il testamento olografo (art. 602 c.c.) che e quello redatto per intero, datato e sottoscritto di pugno dal testatore. Esso costituisce, secondo l'opinione comunemente diffusa, la forma più semplice di negozio testamentario; forma che soddisfa l'esigenza della segretezza e dell'economicità, sebbene renda la scheda testamentaria suscettibile di smarrimento, sottrazione o distruzione.
A tale ultimo riguardo giova evidenziare, in ogni caso, che la Legge prevede un rafforzamento dell'obbligo di consegna del testamento olografo al notaio per la pubblicazione (art. 620 c.c.) attraverso sanzioni sia civili (indegnità: art. 463, n. 5, c.c.), per i casi di soppressione, celamento o alterazione della scheda, sia penali, per il caso di falsificazioni (art. 491 c.p.).
Quanto ai singoli requisiti di forma, i quail devono tutti congiuntamente sussistere per la validità del negozio, giova precisare quanta segue.
In generale la giurisprudenza ha affermato:
- Affinche un testamento olografo possa considerarsi valido è necessaria la sussistenza indefettibile e congiunta di tutti i requisiti previsti dall'art. 602 c.c. ivi compresa la sottoscrizione; in difetto di tale ultimo requisito la conseguenza che ne deriva è la nullità del testamento sancita perentoriamente dall'art. 606 c.c.
(Trib. Salerno 21 settembre 2004, GM, 2005, 5, 1126);
- L'autografia, la cui mancanza rende il testamento nullo, ha il duplice fine di garantire l'autenticita di quanto disposto con il testamento e di evitare che terzi possano manometterlo.
Essa richiede che la «scheda testamentaria» sia scritta per intero di pugno dal testatore (dichiarazione di ultima volontà, data e sottoscrizione), sicché è da escludere I'utilizzo di strumenti meccanici. In particolare la redazione deve essere effettuata dal disponente con la sua abituale grafia. Pertanto a inammissibile una scrittura a stampatello.
Sul requisito dell'autografia la giurisprudenza si è mostrata particolarmente rigorosa e si è cosi di seguito espressa:
La validità del testamento olografo esige, ai sensi dell'art. 602 cod. civ. l'autografia non solo della sottoscrizione ma anche della data e del testo del documento, ad escludere l'olografia essendo sufficiente ogni intervento di terzi, indipendentemente dal tipo e dall'entità (e quindi anche in presenza di una sola parola scritta da un terzo durante la confezione del testamento), non assumendo al riguardo rilevanza portanza che dal punto di vista sostanziale la parte eterografa riveste ai fini della nullità dell'intero testamento secondo il principio utile per inutile non vitiatur
(Cass. 7 luglio 2004, n. 12458, GC, 2004, I, 2941).
Qualora il de cuius per redigere il testamento olografo abbia fatto ricorso all'aiuto materiale di altra persona che ne abbia sostenuto e guidato la mano nel compimento di tale operazione, tale circostanza è sufficiente ad escludere il requisito dell'autografia, a nulla rilevando l'eventuale corrispondenza del contenuto della scheda testamentaria alla reale volontà del testatore
(Cass. 17 matzo 1993, n. 3163, VN, 1993, I, 1450).
La validita del testamento olografo, ai sensi dell'art. 602 cod. civ., esige l'autografia non solo della sottoscrizione, ma anche della data e del testo del documento, e, pertanto, deve essere esclusa quando tale data o testo risultino in tutto od in parte opera pure di altra persona (ancorché si tratti di mero aiuto o guida della mano, per sopperire alla carenza d'istruzione od allo stato di salute del testatore)
(Cass. 10 luglio 1991, n. 7636, AC, 1992, 40).
La validità di un testamento olografo, ai sensi dell'art. 602 c.c., esige l'autografia non solo della sottoscrizione, ma anche della data e del testo del documento, e, pertanto, deve essere esclusa quando tale data o testo risultino in tutto od in parte opera di altra persona, anche qualora risulti dal testo del documento il consenso del de cuius a tale modus procedendi
(Trib. Salerno 1° matzo 2004, AC 2004, 628).
E' valido il testamento olografo che sia stato redatto per scritto dal testatore con la collaborazione grafica meramente meccanica di un terzo del quale il testatore si sia servito senza divenirne un inerte strumento di scritturazione (nella specie, in base all'enunciato principio la C.S. ha confermato la decisione dei giudici del merito che avevano escluso la nullità con riguardo ad un testamento scritto interamente dal testatore che si era fatto guidare la mano solo per vergare la data con maggiore chiarezza)
(Cass. 7 gennaio 1992, n. 32, VN, 1992, 637; GC, 1992, I, 1495).
Il testatore che, a causa del suo stato di salute o per carenza di istruzione, redige il testamento olografo con l'aiuto di altra persona che gli guida la mano, indubbiamente collabora alla materiale compilazione del documento, quanto meno sorreggendo la penna e contribuendo alla formulazione delle lettere, tuttavia, ciò comporta Ia mancanza dell'autografia, elemento indispensabile per la validità del testamento olografo, nel quale si richiede che data, testo dell'atto e sottoscrizione provengano esclusivamente dal testatore.
La validità del testamento olografo, ai sensi dell'art. 602 c.c., esige l'autografia non solo della sottoscrizione, ma anche della data e del testo del documento, e, pertanto, deve essere esclusa quando tale data o testo risultino in tutto o in parte opera di altra persona, ancorché si tratti di mero aiuto o guida della mano, per sopperire alla carenza d'istruzione od alto stato di salute del testatore
(Cass. 10 Iuglio 1991, n. 7636, GI, 1993, I, 1, 197).
E però da segnalare un orientamento difforme:
L'atto col quale taluno eriga una fondazione, disponendo che i beni ed i redditi di essa siano destinati, dopo la morte del fondatore, ad un proprio erede legittimario, costituisce un legato disposto con un testamento assimilabile a quello olografo, a nulla rilevando che l'atto costitutivo della fondazione non sia stato scritto di pugno del testatore, ove comunque sia incontestabile l'autenticità della sua sottoscrizione. Ne consegue che, nel suddetto caso, l'acquisto effettuato dal beneficiario ha natura successoria ed a assoggettabile all'imposta sulle successioni
(Cass. 12 ottobre 2007, n. 21477, GCM, 2007, 10).
E' valido il testamento olografo che sia stato redatto per scritto dal testatore con la collaborazione grafica meramenre meccanica di un terzo del quale il testatore si sia servito senza divenirne un inerte strumento di scritturazione
(Cass. 7 gennaio 1992, n. 32, VAT, 1992, I, 637).
Ai fini dell'identificazione del requisito dell'autografia del testamento olografo e necessario distinguere tra la dichiarazione di ultima volontà e il documento cartaceo sal quale essa è vergata, di tal che detto requisito è rispettato quando la disposizione di ultima volonta sia stata interamente scritta di pugno dal testatore e da lui sottoscritta pur se il documento cartaceo che la reca contenga scritti di mano aliena in una parte diversa da quella occupata dalla disposizione testamentaria; mentre la nullità per difetto di autografia del testamento è configurabile allorché l'intervento del terzo ne elimini il carattere di stretta personalità, interferendo sulla volontà di disporre del testatore, come avviene quando nel corpo della disposizione di ultima volonta anche una sola parola sia di mano altrui e risulti scritta dal terzo durante la confezione del testamento, ancorché su incarico o col consenso del testatore. (Nella specie, in applicazione del principio di cui in massima, la S.C. ha confermato Ia sentenza impugnata, la quale aveva escluso la nullità del testamento olografo in un caso nel quale nel documento cartaceo, contenente la disposizione di ultima volontà internmente scritta dal de cuius e, immediatamente sotto, la sottoscrizione dello stesso, comparivano anche, redatte da mano aliena, le sottoscrizioni di due infermiere che gli prestavano assistenza e altre scritte in stampatello riproducenti i nomi e gli indirizzi delle stesse)
(Cass. 5 agosto 2002, n. 11733, WN, 2002, I, 1481).
Lo Studio Legale Campagnolo è specializzato nel trattamento di Successioni, Testamento, Donazioni: verifica di validità del testamento; impugnazione del testamento, perizia su testamento olografo, disconoscimenti testamentari, annullamento di testamento ove non siano rispettate le norme.

References: art. 601

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 art. 2700

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 art. 57
 art. 19
 art. 590
 art. 463
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