Source: https://caserta.arcigay.it/associazione/statuto-sociale/
Timestamp: 2018-12-12 17:44:59+00:00

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Statuto sociale – Rain Arcigay Caserta
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«RAIN ARCIGAY CASERTA ONLUS»
Aggiornato all’Assemblea straordinaria del 7 gennaio 2018
TITOLO I DEI PRINCIPI
È costituita una associazione denominata “Rain Arcigay Caserta onlus” ai sensi della legge quadro 11 agosto 1991 n. 266 e come previsto dalla legge Regione Campania 23 ottobre 2007 n. 11 e loro successive modificazioni o integrazioni.
L’Associazione stabilirà la sede legale in Caserta alla via Giuseppe Verdi 15.
Essa potrà istituire sedi secondarie e succursali ovvero sedi operative diverse dalla sede legale.
L’Associazione per raggiungere i suoi scopi può creare articolazioni territoriali ovvero referenti per territori che, ai sensi del comma precedente, si qualificano come sedi operative ovvero sedi secondarie e succursali.
La variazione della sede legale nell’ambito del Comune di Caserta nonché nella Regione Campania non dovrà intendersi quale modifica del presente Statuto.
L’Associazione non ha scopo di lucro e intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale.
L’Associazione ha carattere regionale, nazionale e internazionale e ha per scopo:
Sensibilizzare alla tutela dei diritti umani e civili in virtù di un’estensione del raggio di validità di questi ad ogni essere umano. In particolar modo sostenere la garanzia e l’estensione dei diritti umani, civili e sociali a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.
Assistere le persone discriminate a causa del pensiero sessista e di qualsiasi ideologia promotrice di una limitazione dell’espressione di sé. L’associazione Rain si fa portavoce di una cultura dell’identità dell’io e del profilo umano in grado di autodeterminarsi; l’orizzonte della cultura dell’io non socialmente condizionato si fonda sul riconoscimento dello ius naturale della libertà personale e della tutela dell’integrità dell’individuo, avente questo pieno potere decisionale ed espressivo su di sé nei seguenti ambiti: orientamento sessuale, identità di genere, modalità di espressione della propria personalità ed esternazione di comportamenti o atteggiamenti dell’individuo.
Combattere ogni forma di discriminazione, odio irrazionale, pregiudizio, manifestazione di violenza fisica e/o verbale, bullismo e azioni connesse all’omofobia, bifobia, transfobia.
Richiedere sostegno e diretta collaborazione delle istituzioni per garantire: 1) libero accesso alle conoscenze dal rigore scientifico, psicologico e sociologico relativo all’orientamento sessuale, all’identità di genere, sulla diversità in sé, sul principio fondamentale di uguaglianza e pari opportunità nei principali ambienti di formazione culturale ed interazione sociale, quali: scuole, università e lavoro; 2) la presenza di figure di rilievo nell’ambito formativo ed educativo, quali insegnanti e datori di lavoro, dovutamente informate, in grado di offrire sostegno a studenti e lavoratori LGBT+ (acronimo di lesbiche, gay, bisessuali, transgender, transessuali, mentre il segno “più” include sia altre possibili definizioni di sé che i soggetti che non vogliono darsi alcuna limitazione al proprio essere tramite una definizione circoscritta: si tratta di una definizione in sé aperta e vuota e al tempo stesso includente la totalità) e di fornire una corretta educazione sulle tematiche relative all’orientamento sessuale, l’identità di genere, sul sesso e sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Fondamentale è la circolazione di materiale informativo al fine di prevenire ogni sorta di comportamento discriminatorio tramite la conoscenza.
Richiedere la tutela di ogni singolo cittadino da parte dello Stato italiano tramite iniziative e azioni di sensibilizzazione e attività pubbliche. Si esige un’influenza mediatica positiva e aperta: mass media, spot pubblicitari, film e letteratura che siano in grado di promuovere la cultura e le conoscenze relative alle persone LGBT+ e che attuino un processo di decentramento del primato eterosessuale e omofobico, bifobico e transfobico su queste.
Cooperare ed interagire con altre organizzazioni al fine di estendere l’orizzonte di azione dell’associazione, sanare la disinformazione e coinvolgere maggiormente i cittadini casertani e non.
Collaborare con le Istituzioni italiane affinché esse si adeguino alle normative europee nell’ambito della tutela dei diritti delle persone LGBT+, portando l’Italia allo stesso livello di civiltà e rigore raggiunto da altri paesi europei.
Assistere le persone vittime di omofobia, transfobia e bifobia attraverso il supporto legale e tramite consulenze legali, psicologiche e di telefono amico da istituire anche in regime di convenzione.
Promuovere la concreta realizzazione dei diritti delle persone con ogni identità sessuale per l’integrazione sociale e la valorizzazione della diversità in genere, con la promozione di una politica di piena realizzazione e pari opportunità nel lavoro, nella vita politica, economica e culturale;
Incentivare la visibilità e l’affermazione pubblica e sociale delle persone LGBT+ attraverso eventi pubblici, manifestazioni, festival, mostre, concerti e qualsiasi altro evento che possa animare socialmente la cittadinanza e coinvolgere attivamente le persone sulle tematiche LGBT+, oltre che adeguati materiali di approfondimento.
Sostenere le persone LGBT+ al fine di arginare la solitudine, l’esclusione, il silenzio socialmente e tradizionalmente imposto.
Promuove il dischiudersi della realtà omosessuale, bisessuale e transessuale nel contesto casertano.
Creare all’interno dell’Associazione un ambiente propizio in grado di dare sostegno e supporto a vittime di violenza fisica, verbale e psicologica.
Produrre un centro di documentazione storico, culturale e artistico a consultazione libera e gratuita sulla storia del movimento di liberazione omosessuale, nel mondo e in Italia, e su tutte le lotte ed i movimenti che hanno contribuito alla creazione di una memoria storica, culturale, artistica. Il centro di documentazione dà la disponibilità ai cittadini di poter accrescere le proprie conoscenze sulle persone gay, lesbiche, transgender e bisessuali.
Promuovere lo sviluppo dell’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata e in generale dei beni pubblici, anche attraverso la gestione diretta e indiretta degli stessi.
Per il raggiungimento di tale scopo potranno essere utilizzate tutte le risorse che i soci sapranno creare o trovare, anche attraverso la partecipazione a bandi pubblici.
L’Associazione non potrà svolgere attività diverse da quelle espressamente menzionate ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse o di quelle accessorie per natura a quelle statutarie, in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dal D.Lgs. 460/1997, dalla legge 266/1991 e successive modifiche e integrazioni.
Il fondo comune dell’Associazione è costituito da: beni mobili e immobili che diverranno di proprietà dell’Associazione; eventuali fondi di riserva costituiti con l’eccedenza di bilancio; eventuali erogazioni, donazioni o lasciti.
Le entrate dell’Associazione sono costituite da: quote associative, contributi, donazioni dei singoli aderenti; liberalità e sovvenzioni di enti pubblici, aziende, persone fisiche; contributi dello Stato, della Regione, della Provincia, del Comune ed altre amministrazioni pubbliche, anche per lo svolgimento convenzionato o in regime di accreditamento di attività aventi finalità sociali esercitate in conformità ai fini istituzionali; rendite di beni mobili e immobili pervenuti all’associazione a qualunque titolo; contributi derivanti dal finanziamento di progetti realizzati in conformità alle proprie finalità istituzionali; proventi derivanti da attività di fundraising effettuate occasionalmente in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, anche mediante offerte di beni di modico valore.
Gli associati non possono chiedere la divisione del fondo comune, né pretenderne una quota in caso di recesso. L’associazione risponde delle proprie obbligazioni con il fondo comune ex art. 38 c.c.
All’associazione possono aderire le persone fisiche e le persone giuridiche.
Per aderire va compilato e firmato il modulo di richiesta d’iscrizione indirizzato al Consiglio Direttivo con l’osservanza delle seguenti modalità ed indicazioni:
a. indicare nome e cognome, luogo e data di nascita, professione, residenza e recapiti;
b. dichiarare di aver preso visione dello Statuto, di condividerne i valori, i principi, lo scopo e di attenersi allo stesso e alle deliberazioni degli organi sociali.
L’appartenenza all’Associazione decade quando il socio si comporta in maniera difforme allo Statuto.
Le persone fisiche minorenni possono fare richiesta d’iscrizione allegando il consenso di un genitore o del rappresentante legale.
Il Consiglio Direttivo riunito valuta, comunica e rende pubblica la richiesta di adesione dei soci ordinari, si esprime anche rispetto alla radiazione dei soci che si comportano in maniera difforme alle prescrizioni statutarie.
Avverso le delibere del direttivo gli aspiranti soci non accolti possono adire l’Assemblea dei soci.
Articolo 6 bis – Quote associative
I soci sono tenuti al versamento di quote associative stabilite dal Consiglio Direttivo e l’integrazione, durante l’anno sociale, di ulteriori quote per l’autofinanziamento dell’Associazione per le singole iniziative decise di volta in volta dagli Organi dell’Associazione. Ogni quota associativa copre l’adesione per l’intero anno sociale e scade dopo trecentosessantacinque giorni.
Tra i soci vige una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative ed a tutti soci maggiorenni spetta l’esercizio libero ed incondizionato dell’elettorato attivo e passivo. È espressamente esclusa ogni limitazione in funzione della partecipazione alla vita associativa. La partecipazione avviene a tempo indeterminato ed è espressamente esclusa la temporaneità della vita associativa.
corrispondere la quota associativa annuale nella misura tempo per tempo fissata dal Consiglio Nazionale di Arcigay, ratificata dal Consiglio Direttivo;
all’osservanza dello Statuto, dei regolamenti nonché delle delibere assembleari e del Consiglio Direttivo.
I soci prestano la loro opera in modo personale, spontaneo e gratuito e non hanno diritto ad alcun compenso per l’attività prestata, nemmeno dal beneficiario. Ai soci potranno essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute sulla base di opportuni parametri, validi per tutti gli aderenti, stabiliti dal Consiglio Direttivo ed approvati dall’Assemblea. La qualifica di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di lavoro subordinato e autonomo e con ogni altro rapporto di natura patrimoniale con l’Associazione.
La qualifica di Socio si perde per recesso, dimissioni, morosità, e per la radiazione, deliberata dal Consiglio Direttivo, nel caso in cui l’associato perda i requisiti di ammissione ovvero assuma comportamenti o iniziative in contrasto con le finalità dell’Associazione o tali da lederne l’onorabilità, il decoro ed il buon nome, ovvero in caso di ripetute violazioni delle norme dello Statuto nonché di quanto disposto dal Consiglio Direttivo per il corretto raggiungimento dei fini sociali.
La radiazione è deliberata dal Consiglio Direttivo con provvedimento motivato e comunicato per iscritto all’interessato. Entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, il destinatario di tale provvedimento può ricorrere per iscritto all’Assemblea che decide in via definitiva con il metodo del contraddittorio, con votazione finale segreta, fermo restando, in ogni caso, il diritto del socio di ricorrere alla giurisdizione ordinaria.
Articolo 7 bis – Morosità
La morosità della quota sociale comporta la sospensione del diritto di voto, dell’elettorato attivo e passivo. Con il versamento della quota sociale, anche il giorno stesso di attività associative, si annulla la sospensione.
La morosità è immediata alla scadenza della quota associativa annuale.
Articolo 7 ter – Responsabilità ed assicurazione dei soci
Gli aderenti che prestano attività di volontariato sono assicurati per malattie, infortunio e per la responsabilità civile verso terzi ai sensi dell’art. 4 della L. 266/1991.
Articolo 7 quater – Recesso
Ciascun aderente è libero di recedere dall’Associazione in ogni momento, dandone comunicazione scritta al Consiglio Direttivo con un preavviso di almeno 30 giorni di calendario.
Con il recesso non si ha diritto al rimborso della quota sociale, anche se versata in anticipo.
TITOLO III DEGLI ORGANI
Capo I dell’Assemblea
Articolo 9 – Composizione
Articolo 10 – Competenza
L’Assemblea delibera: sull’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo dell’associazione; sull’elezione di tutte le cariche sociali; sulla commissione elettorale composta da almeno tre componenti che controlla lo svolgimento delle elezioni; sugli indirizzi e direttive generali dell’attività dell’Associazione e su quanto altro demandato per legge o per Statuto nonché sottoposto dal Consiglio Direttivo, sulle modificazioni dell’atto costitutivo e dello Statuto, sull’eventuale scioglimento dell’Associazione.
Articolo 11 – Convocazione
L’Assemblea si riunisce almeno due volte all’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo (entro il 31 marzo) e dell’eventuale bilancio preventivo (entro il 31 dicembre).
L’Assemblea ordinaria e straordinaria è convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo ogni qualvolta lo ritenga opportuno oppure ne sia fatta richiesta motivata al Consiglio da almeno 1/5 (un quinto) degli aderenti o da almeno ⅓ (un terzo) dei consiglieri, mediante avviso pervenuto con qualsiasi mezzo di comunicazione ordinario ovvero telematico ad ogni socio, spedita almeno cinque giorni prima dell’assemblea; nell’avviso di convocazione verranno indicati il luogo, la data e l’ora in cui si terrà l’assemblea stessa nonché l’ordine del giorno.
Articolo 12 – Costituzione e deliberazioni
Per la validità delle delibere assembleari, si fa riferimento all’art. 21 c.c.
L’assemblea sarà regolarmente costituita con la presenza di almeno la metà più uno degli associati; in seconda convocazione, la delibera è valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio ed in quelle che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non hanno voto.
L’Assemblea ordinaria e straordinaria, sia in prima che in seconda convocazione, deliberano a maggioranza dei presenti; per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del fondo comune, occorre il voto favorevole di almeno ¾ (tre quarti) degli associati.
Articolo 13 – Svolgimento e verbalizzazione
L’Assemblea è presieduta dal Presidente ed, in mancanza, dal Vice Presidente. In assenza di tutti i componenti del Consiglio, l’Assemblea è presieduta dal Decano che dovrà allegare fotocopia del proprio documento di riconoscimento, in corso di validità, al verbale dell’Assemblea, a pena di nullità della stessa.
Il Presidente nomina, all’inizio di ogni sessione, un Segretario che provvede alla redazione del verbale. Spetta al Presidente constatare la regolarità delle deleghe e, in generale, il diritto di intervenire all’Assemblea.
Il verbale redatto in occasione di ciascuna assemblea verrà firmato dal Presidente, dal Segretario ed eventualmente dagli scrutatori, nominati dal segretario in caso di necessità.
Capo II del Consiglio Direttivo
L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo, composto Presidente, Vice Presidente, Tesoriere e sei consiglieri, per un totale di nove componenti.
In caso di dimissioni o decesso di un consigliere o di cessazione della carica di uno dei componenti del Consiglio Direttivo, si provvede alla relativa sostituzione facendo ricorso al primo dei candidati alla carica di Consigliere risultato non eletto; i consiglieri così eletti rimangono in carica fino alla successiva Assemblea che ratifica la nomina.
Ove non fosse possibile far ricorso ai candidati non eletti si provvederà alla sostituzione con una nuova elezione da parte dell’Assemblea dei soci.
Il Consiglio nomina, al proprio interno, un Segretario. Il Consiglio può delegare particolari attribuzioni, o il compimento di atti particolari, specificatamente determinati, ad uno o più Consiglieri ovvero Soci.
Articolo 15 – Competenza
In particolare il Consiglio: fissa le direttive per l’attuazione dei compiti statutari, ne stabilisce le modalità, le responsabilità di esecuzione e controlla l’esecuzione stessa; decide sugli investimenti patrimoniali; delibera sull’ammissione dei soci; decide sulle attività e sulle iniziative dell’associazione; approva i progetti di bilancio preventivo, rendiconto finanziario e stato patrimoniale, da presentare all’assemblea dei soci, corredandoli di idonee relazioni; stabilisce le prestazioni di servizi ai soci ed ai terzi e le relative norme e modalità; nomina e revoca dirigenti, collaboratori, consulenti, dipendenti, personale educatore ed emana ogni provvedimento riguardante il personale in genere; conferisce e revoca procure; compila l’eventuale regolamento interno, per il mero funzionamento dell’Associazione, la cui approvazione è rimessa all’Assemblea e la cui osservanza è obbligatoria per tutti gli associati.
Il Consiglio può rilasciare il patrocinio morale dell’Associazione ad altri enti che ne facciano richiesta per determinate e circoscritte attività in sintonia con lo scopo e i principi dell’Associazione.
Non sussistono incompatibilità tra la carica di componente il Consiglio Direttivo e la direzione ovvero il coordinamento di gruppi tematici e gruppi di lavoro.
Articolo 16 – Convocazione e deliberazioni
Il Consiglio si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario oppure quando ne sia fatta richiesta da almeno ⅔ (due terzi) dei componenti e comunque almeno una volta ogni tre mesi.
La convocazione avverrà nelle forme che il Consiglio Direttivo riterrà opportuno utilizzando qualsiasi mezzo di comunicazione, presente e futuro, rispettando nei casi ordinari un preavviso di almeno cinque giorni.
Per la validità delle deliberazioni, occorre la presenza effettiva di almeno ⅔ (due terzi) dei consiglieri e il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità prevale il voto di chi presiede. Il Consiglio è presieduto dal Presidente, ed in sua assenza, dal Vice Presidente.
Capo III della Presidenza
Al Presidente dell’Associazione spetta il potere di firma e la rappresentanza legale dell’Associazione stessa di fronte ai terzi e in giudizio. Al Presidente dell’Associazione compete, sulla base delle direttive emanate dall’Assemblea e dal Consiglio Direttivo, al quale comunque il Presidente riferisce circa l’attività compiuta, l’ordinaria amministrazione dell’Associazione; in casi eccezionali di necessità e urgenza il Presidente può anche compiere atti di straordinaria amministrazione ma in tal caso deve contestualmente convocare il Consiglio Direttivo per la ratifica del suo operato.
L’Assemblea elegge il Vice Presidente che dura in carica due anni.
L’Assemblea e il Consiglio Direttivo possono nominare, rispettivamente, un proprio Segretario.
Il Segretario cura, non in esclusiva, la tenuta del libro verbali delle Assemblee e del Consiglio Direttivo nonché del libro degli associati all’Associazione.
libro dei verbali delle riunioni e delle deliberazioni dell’Assemblea;
libro dei verbali delle riunioni e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo;
libro dei verbali delle riunioni e delle deliberazioni del Collegio dei Probiviri;
libro di banca;
libro inventario.
Capo IV del Tesoriere
Articolo 21- Il Tesoriere
L’Assemblea elegge il Tesoriere che dura in carica 2 anni. È rieleggibile.
Il Tesoriere cura la tenuta dei libri ad esso assegnati, partecipa di diritto alle adunanze dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, con facoltà di parola e diritto di voto, verifica la regolare tenuta della contabilità dell’Associazione e dei relativi libri, redige relazione scritta in ordine ai bilanci.
Articolo 21 bis – Controllo dell’operato del Tesoriere
L’Assemblea vigila sull’operato del Tesoriere.
Capo V del Collegio dei Probiviri
Articolo 22 – Composizione del Collegio
È istituito il Collegio dei Probiviri composto da tre soci così individuati: due ordinari e uno di supplenza, eletti dall’Assemblea. Colui che riceve più voti diviene il Presidente del Collegio di diritto.
Il Collegio dura in carica due anni.
Articolo 23 – Competenza
Ferma restando la garanzia del contraddittorio, il Collegio dei Probiviri:
a. dirime le controversie tra gli organi associativi, tra gli associati, o tra i primi e i secondi, sorte nell’ambito delle attività dell’Associazione, nonché quelle che possono sorgere nell’applicazione dello Statuto;
b. esprime parere vincolante di legittimità sui regolamenti;
c. accerta le eventuali cause di incompatibilità di coloro che ricoprano cariche o incarichi associativi;
d. esercita, su istanza di parte, l’azione disciplinare nei casi di violazione dello Statuto, dei regolamenti e delle direttive associative e può irrogare, secondo la gravità, sanzioni, che vanno dalla censura alla sospensione temporanea, alla proposta di radiazione, all’Assemblea.
Le decisioni del Collegio sono definitive, ma su proposta di almeno due terzi dei soci, l’Assemblea può intervenire nelle decisioni.
Articolo 24 – Funzionamento
Il Collegio redige e adotta in propria autonomia il regolamento sul suo funzionamento e sulle modalità di avvio del procedimento nel rispetto del presente Statuto e delle disposizioni di legge.
Il regolamento sul suo funzionamento deve essere approvato dall’Assemblea.
TITOLO IV DEL BILANCIO E DELLA PUBBLICITÀ
Articolo 25 – Bilancio consuntivo e preventivo ed esercizi sociali
Entro il 31 dicembre di ciascun anno il Consiglio Direttivo può predisporre il bilancio preventivo del successivo esercizio da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea.
I bilanci devono restare depositati presso la sede ovvero il sito web dell’Associazione nei quindici giorni che precedono l’Assemblea convocata per la loro approvazione a disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse alla loro lettura.
Articolo 26 – Destinazione degli utili
Articolo 27 – Estinzione
L’associazione si estingue quando lo scopo è divenuto impossibile, quando tutti gli associati siano venuti a mancare ovvero quando lo scioglimento sia stato deliberato dall’Assemblea.
Articolo 28 – Devoluzione
Il fondo comune dell’Associazione è devoluto all’estinzione dell’Associazione secondo le modalità espresse dalla delibera di estinzione ovvero ad altra organizzazione di volontariato operante in analogo o identico settore, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della L. 23/12/96 n. 662 salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Articolo 29 – Pubblicità
L’Atto costitutivo, lo Statuto e i regolamenti sono pubblicati sul sito web dell’Associazione e sono disponibili per la consultazione presso la sede.
Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente Statuto, si deve far riferimento allo Statuto nazionale di Arcigay, alle norme in materia di enti contenute nel libro I del Codice Civile e, in subordine, alle norme contenute nel libro V del Codice Civile e comunque alla normativa di cui al D.Lgs. 460/1997, alla legge quadro del volontariato 266/1991 alla L.R. della Campania n° 11 del 2007 e successive modificazioni.

References: art. 38

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 7

Articolo 7

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 21

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 28

Articolo 29