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Timestamp: 2019-11-18 12:39:28+00:00

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Studio Legale e Tributario Avv. Pierfrancesco Zen - L’entità dell’abuso è sufficiente per escludere l’applicabilità della causa di non punibilità del fatto di particolare tenuità?
Cassazione Penale, Sez. III, 10 gennaio 2019, n. 978
L’entità dell’abuso è sufficiente per escludere l’applicabilità della causa di non punibilità del fatto di particolare tenuità?
Il giudizio sulla particolare tenuità del fatto, condizione per l’applicabilità del nuovo (e molto discusso) art. 131 bis del codice penale, richiede una valutazione complessa che prenda in esame tutte le peculiarità della fattispecie concreta riferite alla condotta in termini di possibile disvalore e non solo di quelle che attengono all’entità dell’aggressione del bene giuridico protetto che comunque ricorre senza distinzione tra reati di danni e reati di pericolo.
Ne consegue che ove l’entità dell’abuso edilizio sia consistente, ciò è sufficiente ad escludere che si sia al cospetto di un fatto di “particolare tenuità”.
La questione affrontata dalla Suprema Corte con la sentenza in esame concerne un tema ricorrente su cui i Giudici di legittimità tornano periodicamente a pronunciarsi, e relativo alla individuazione delle condizioni in presenza delle quali può ritenersi applicabile ai reati edilizi e paesaggistici la speciale causa di non punibilità del c.d. fatto di particolare tenuità, prevista dall’ art. 131 bis, c.p..
La vicenda processuale segue alla sentenza con cui la Corte d’Appello aveva confermato la decisione del Tribunale con la quale i due soggetti erano stati condannati perché ritenuti responsabili dei reati edilizi ed antisismici ad essi contestati. Contro la sentenza, i due interessati avevano proposto ricorso per Cassazione, in particolare sostenendo che la Corte d’Appello aveva erroneamente escluso l’applicabilità della causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto, unicamente valorizzando l’entità dell’abuso edilizio e la violazione di più norme, senza considerare la tipologia del reato, meramente contravvenzionale, e l’incensuratezza degli imputati.
La tesi è stata disattesa dai giudici di legittimità che, nel dichiarare inammissibile il ricorso, hanno rilevato come non solo gli elementi indicati dagli imputati – incentrati sulla natura contravvenzionale dell’illecito e sull’incensuratezza – non apparivano pertinenti in relazione al giudizio di “speciale tenuità” dell’offesa, ma la Corte d’Appello aveva fatto corretta applicazione dei principi fissati dalla giurisprudenza di legittimità, laddove aveva dato rilievo all’entità dell’abuso, essendo stato realizzato un vano abitabile di ben 66 mq., per escludere che si fosse al cospetto di un abuso edilizio integrante un fatto di “lieve entità”.
Trattasi, a ben vedere, di un principio che si pone però in contrasto con una consolidata giurisprudenza della S.C., che ha infatti più volte affermato che ai fini dell’applicabilità dell’art. 131 bis nelle ipotesi di violazioni urbanistiche e paesaggistiche, la consistenza dell’intervento abusivo – data da tipologia, dimensioni e caratteristiche costruttive – costituisce solo uno dei parametri di valutazione, assumendo rilievo anche altri elementi quali, ad esempio, la destinazione dell’immobile, l’incidenza sul carico urbanistico, l’eventuale contrasto con gli strumenti urbanistici e l’impossibilità di sanatoria, il mancato rispetto di vincoli e la conseguente violazione di più disposizioni, l’eventuale collegamento dell’opera abusiva con interventi preesistenti, la totale assenza di titolo abilitativo o il grado di difformità dello stesso, il rispetto o meno di provvedimenti autoritativi emessi dall’amministrazione competente, le modalità di esecuzione dell’intervento ( Cass. pen., Sez. III, 9 maggio 2016, n. 19111 che, in applicazione di tale principio, ha escluso la ricorrenza della speciale causa di non punibilità nel caso di concorrente violazione di legge urbanistica, antisismica e in materia di conglomerato in cemento armato).
Dunque, la sola consistenza dell’abuso edilizio, elemento valorizzato nella fattispecie concreta per escludere la applicabilità della causa di non punibilità, non è in assoluto sufficiente per la giurisprudenza prevalente ad escludere la particolare tenuità del fatto.
Sentenza n. 978/2019
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References: art. 131
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