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Timestamp: 2016-12-10 14:58:00+00:00

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⭐Indagine conoscitiva sul sistema dei fontanili del Parco Agricolo Sud Milano
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1 Altri studi condotti dal Parco integrati con il Sitpas U. Ceriani - Direttore del Parco Agricolo Sud Milano, Provincia di Milano M. Cont - Funzionario Agronomo del Parco Agricolo Sud Milano, Provincia di Milano I dati riguardanti il comparto agricolo sono stati esaustivamente raccolti nei tre anni di progetto SITPAS e benchè richiederanno un aggiornamento costante nel tempo, riteniamo di avere finalmente una conoscenza approfondita delle dinamiche agricole che si svolgono sul territorio del parco. Ma nel parco non c è solo agricoltura. Il PTC è chiaro nel definire ambiti naturali, elementi naturali ed architettonici che debbono essere salvaguardati. I piani di settore e i piani delle riserve sono gli strumenti di attuazione del Piano, al fine di redigerli e aggiornarli è stato necessario censire e compiere studi sugli elementi puntuali di carattere naturalistico, sul patrimonio storico monumentale, sul patrimonio faunistico e floristico. Scopo di questa relazione è mostrare gli studi svolti in questi anni e fornire qualche informazione sui risultati ad oggi ottenuti. Le banche dati degli studi compiuti, ove possibile, sono state organizzate per essere integrate alla banca dati del SITPAS. La sovrapposizione dei diversi tematismi consentirà di ottenere tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni di carattere pianificatorio e gestionale. Indagine conoscitiva sul sistema dei fontanili del Parco Agricolo Sud Milano E stata realizzata una ricerca storica e bibliografica sui fontanili nel corso del ventesimo secolo. I risultati sono stati riportati sulla Carta Tecnica Regionale e verificati in campo. Il confronto dei dati ha permesso di individuare i fontanili scomparsi e quelli ancora presenti. Per ogni biotopo è stata indagata la situazione floristica e faunistica e si è provveduto a corredare le informazioni con un adeguata documentazione fotografica. Per ogni fontanile censito sono stati realizzati dei disegni che raffigurano le piante delle loro teste con indicata sia la larghezza sia la lunghezza dell alveo, nonché le indicazioni relative alla presenza di tubi, tini, polle e infiltrazioni laterali. Le informazioni sono state informatizzate creando un database in Access, mentre la foto e i disegni in pianta sono stati scannerizzati e archiviati. Nel Parco i fontanili rilevati dalla ricerca bibliografica e cartografica storica presenti sono 643 di cui il 43% è ormai scomparso, il 15% è inattivo e il 42% è attivo. Per quanto riguarda la loro distribuzione il 54% dei fontanili ancora esistenti si trova nell area ad Ovest del parco, il 27% ad Est, mentre a sud è presente solo il 19%. Successivamente sono stati individuati venti biotopi attivi, i più significativi. Per ognuno di questi sono state svolte ricerche sulla vegetazione, la qualità delle acque e la struttura idromorfologica del territorio nel quale sono collocati. Il censimento è in fase di stampa e conterrà due cartine in scala 1: dal titolo: Fontanili attivi e inattivi del Parco Agricolo Sud Milano al 1999 e Dinamiche di presenza-assenza dei fontanili del Parco Agricolo Sud Milano nel corso dell ultimo secolo. 12 Le marcite nel Parco Agricolo Sud Milano 3 censimento Il censimento delle marcite del parco è stato svolto da giugno a dicembre del 2000 e ha avuto lo scopo di fotografare le marcite mettendole in relazione a fattori quali la valenza paesaggistica, il grado di produttività, le modalità di gestione, ecc. Inoltre sono state indagate anche le aziende agricole che conducono le marcite al fine di conoscere le caratteristiche tecnico-produttive, le tendenze evolutive con riferimento all attività di gestione delle marcite stesse. Sono state censite 41 marcite o gruppi di marcite per una superficie complessiva di 225,51 ettari. Interessante rilevare che l area di maggiore distribuzione risulta essere quella tra il Naviglio Grande e il tratto meridionale del fiume Lambro. Nel comune di Milano sono presenti tuttora 9 ettari di marcite. Tutti gli appezzamenti condotti a marcita sono stati visitati da un tecnico agronomo, per ognuno è stato realizzato un archivio fotografico e compilata, insieme con il conduttore, una scheda di rilevamento allo scopo di avere la superficie complessiva, l identificazione catastale, il titolo di possesso, la tipologia di sistemazione, le dimensione delle ali, la modalità di irrigazione, la produttività, le modalità di manutenzione della marcita e l individuazione di emergenze ambientali o storico architettoniche in prossimità della stessa. Tutti i dati sono organizzati in un database di Access. La superficie complessiva ricavata da questo censimento risulta essere il 43.5% in meno rispetto a quella del 1992 e del 15% in meno rispetto a quello del Il censimento è in fase di stampa e conterrà, oltre ad un elaborazione dei dati ricavati, una scheda sintetica di ogni marcita e una tavola che rappresenta una porzione di CTR con indicata la superficie interessata dalla marcita. Applicazione dei Regolamenti CEE 2078/92 e 2080/92 negli anni 1995/99 nel Parco Agricolo Sud Milano Sono state considerate tutte le domande di adesione dei regolamenti CEE 2078/92 e 2080/92 presentate dagli agricoltori del Parco dal primo anno della loro applicazione. Per quanto riguarda il Reg. CEE 2078/92 sono state fatte analisi statistiche per ogni misura nel corso dei cinque anni di applicazione, un analisi approfondita per l anno 1999 e si è provveduto alla localizzazione e georeferenziazione degli interventi relativi alla misura D cura dello spazio naturale e del paesaggio. Nei primi tre anni di applicazione il bilancio fu insoddisfacente in quanto dall indagine emergeva che solo il 6% della superficie agricola utilizzata (sau) dal parco era stata interessata dalle misure agroambientali. Successivamente a partire dal Secondo Programma della Regione Lombardia (1998 e 1999) la superficie interessata ha raggiunto il 27 % della sau del Parco. Per quanto riguarda le adesioni all agricoltura integrata Sensibile riduzione dell impiego di concimi o fitofarmaci oppure mantenimento delle riduzioni già effettuate e a quella biologica Introduzione o mantenimento dei metodi dell agricoltura biologica, rispettivamente indicate come misure A1 e A2, le adesioni sono state assai scarse; 17 aziende, prevalentemente risicole, hanno aderito alla misura A1 con una superficie complessiva di ettari, 5 aziende hanno aderito alla misura A2 per un totale di 72 ettari. 23 Il bilancio circa l applicazione della misura B Riconversione dei seminativi in prati permanenti o pascoli estensivi oppure mantenimento della produzione estensiva già avviata in passato è stato invece molto positivo. Il 60% della superficie a prato e a marcita del parco è stata interessata dal contributo, complessivamente circa ettari. Benché l applicazione di questa misura non abbia aumentato le superfici coltivate in modo estensivo ha sicuramente mantenuto le esistenti salvaguardandole da una possibile conversione a colture intensive. La misura che ha riscosso la maggiore adesione è stata la misura D1 cura dello spazio naturale e del paesaggio. Nel 1999 sono stati messi a contributo 577 chilometri di siepi e filari di cui 80% relativo a interventi di mantenimento e solo il 20% a interventi di costituzione. Per finire la misura E Cura dei terreni agricoli e forestali abbandonati entrata in vigore solo nel 1998, è stata applicata da un azienda di medie dimensioni che aveva aderito anche alla misura A e D e una Riserva Naturale che gestisce un azienda cerealicolo-zootecnica di grandi dimensioni e che, anche in questo caso aveva aderito alle misure A, D e G. Per quanto riguarda quest ultima misura Gestione dei terreni per l accesso al pubblico e per le attività ricreative hanno aderito oltre alla Riserva Naturale sopra citata, anche un azienda biologica e un azienda risicola di grandi dimensioni. L applicazione del Reg. 2080/92 è iniziata nel 1993 ed è terminata nel In questi sette anni l adesione è stata molto scarsa con 24 adesioni e 255 ettari ammessi a contributo. La maggior parte ha riguardato l impianto di latifoglie a ciclo breve (pioppo) che rappresentano più del 60% della superficie ammessa totale. Tutti i dati raccolti sono stati archiviati in una database di Access. I dati sono aggiornati al Dopo il 1999 c è stata solo una campagna di adesione che corrisponde al primo anno di applicazione del Reg. CEE 1257/99 ovvero nel Anche per questo studio a breve sarà pubblicato un volume dal titolo Applicazione dei Regolamenti CEE 2078/92 e 2080/92 negli anni 1995/99 nel Parco Agricolo Sud Milano che conterrà una cartografia in scala 1: dove sarà possibile visualizzare tutti i filari e le siepi soggetti a contributo e le superfici assoggettate al Reg. 2080/92. Piano di settore salvaguardia, tutela e valorizzazione del patrimonio storico-monumentale Sono stati svolti studi e ricerche per la classificazione delle cascine e per la definizione delle modalità di intervento sul patrimonio architettonico rurale esistente all interno del Parco. Attualmente si sta svolgendo un indagine per la definizione dei possibili ed efficaci tipi di riuso del patrimonio rurale. Per ciò che concerne la classificazione, utilizzando gli studi precedentemente svolti dall Osservatorio Paesistico e dal Centro Studi PIM ed effettuando una serie di rilievi dettagliati su alcuni complessi campione, sedi di aziende agricole, le 555 cascine del Parco sono state raggruppate in 4 classi, di cui alcune suddivise in sottoclassi con omogenee caratteristiche: classe A cascine di particolare interesse artistico e storico, coperte in tutto o in parte da un vincolo legislativo della Stato (ex L. 1089/39) classe B cascine in cui è ancora possibile riconoscere un elemento tipico e complementare del paesaggio agrario locale, riconosciute di peculiare interesse da più punti di vista: architettonico per composizione dei fabbricati, paesistico per posizione nel contesto e storico per presenza di particolare manufatti al loro interno. 34 classe C Cascine in parte già alterate anche se ancora riconoscibili nel complesso, cui sia stato riconosciuto almeno un tipo d interesse (paesistico o storico e architettonico) classe D cascine prive di caratteri specifici, senza alcun interesse particolare. A conclusione dell opera di classificazione si evidenziano i seguenti dati. Il 3% delle cascine appartiene alla classe A, il 32% alla classe B, il 20% alla classe C e infine il 45% alla classe D. In seguito alla classificazione si è proceduto a redigere un testo, destinato ai comuni, contente schede delle singole cascine afferenti ad ognuno dei comuni del parco. Il coinvolgimento delle amministrazioni comunali ha avuto lo scopo di coinvolgere gli operatori dell edilizia locale per verificare l attendibilità della classificazione effettuata e sottoporre, all attenzione dei tecnici comunali, le potenzialità di recupero complessivo dei fabbricati rurali presenti nelle cascine. A tal fine sono stati predisposti diversi elaborati: elenco delle cascine a rischio e vulnerabili, repertorio dei materiali e degli interventi per ogni singola classe e prezziario delle opere edili per la ristrutturazione della cascina. Nel corso del 2002 e del 2003 si giungerà al completamento della redazione del Piano di Settore salvaguardia, tutela e valorizzazione del patrimonio storico-monumentale attraverso la stesura del Documento programmatico, nonché alla definizione delle norme integrative del PTC e della relativa cartografia in scala 1: Questi studi sono stati seguiti da diverse pubblicazioni dal titolo: Guida alla classificazione delle cascine del Parco Agricolo Sud Milano, Classificazione delle cascine del Parco Agricolo Sud Milano, Architettura rurale: la via del recupero, Strategie di valorizzazione del patrimonio rurale Cartografia Floristica Lo studio ha come finalità quella di consentire la redazione di una cartografia floristica estesa all intero territorio del Parco. Studi di questo tipo sono assai diffusi in altri paesi d Europa, dove già da diversi anni esistono Atlanti Corologici della Flora relativi all intero territorio nazionale (es. Olanda, Germania, Regno Unito). In Italia esistono, invece, solo contributi parziali, limitati ad aree circoscritte (es. Friuli Venezia Giulia, territorio di alcune aree protette). Sulla base di accordi internazionali la superficie dell Europa occidentale è stata suddivisa in aree di base, ciascuna di 6x10 minuti geografici. Le aree di base vengono a loro volta suddivise in 4 quadranti, ciascuno di 3x5 minuti e individuati da un codice internazionale. Secondo questo criterio il territorio del Parco risulta suddiviso in 35 quadranti. Il rilevamento sul campo viene eseguito annotando tutte le specie osservate all interno di ciascun quadrante. Il censimento prende in considerazione, oltre ai dati di campagna, anche quelli di letteratura e quelli provenienti da collezioni d erbario. Il censimento è iniziato nel maggio del 2002 e si concluderà nel maggio del I dati raccolti consentono di individuare la distribuzione delle singole specie vegetali sul territorio del Parco. I risultati, inseriti in un database sulla flora dei parchi della Regione Lombardia, saranno utilizzati per la realizzazione di un Atlante Corologico della Flora del Parco Agricolo Sud Milano. Gli obiettivi di queste ricerche risultano oltremodo interessanti sotto diversi punti di vista: floristico, consentendo di migliorare la conoscenza sulla flora locale; ecologico, fornendo informazioni sulla ricchezza floristica, strettamente collegata alla qualità dell ambiente e alla sua biodiversità; fitogeografico, poiché consente di comprendere come varia la distribuzione delle specie in funzione di diversi fattori quali, ad esempio, quelli bioclimatici; 45 gestionale, in quanto i risultati ottenuti possono suggerire linee guida per le scelte gestionali e per i progetti di riqualificazione ambientale condotti dal Parco. Il programma di cartografia floristica del Parco Agricolo Sud Milano viene svolto da collaboratori esterni e da personale del Parco. La Banca dati potrà essere implementata in futuro anche da dati raccolti da Guardie Ecologiche Volontarie con una preparazione specifica nonché da appassionati di floristica. Censimenti Ornitologici Il Parco Agricolo Sud Milano, pur estendendosi a ridosso della più grande metropoli dell Italia settentrionale, in aree intensamente coltivate e antropizzate, comprende una settantina di zone umide, per lo più di origine artificiale, che mostrano notevoli potenzialità per la fauna selvatica. Nell ambito del censimento dell avifauna acquatica, che viene realizzato con cadenza annuale nel mese di gennaio sull intero territorio nazionale, il Parco Agricolo Sud Milano, per il terzo anno consecutivo ha svolto ricerche sugli uccelli acquatici svernanti nelle zone umide del Parco. Si tratta di un iniziativa concordata con l'istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (I.N.F.S.) di Ozzano Emilia (BO) e con l Università degli Studi di Pavia. Il protocollo dell'i.n.f.s. prevede che il censimento venga eseguito contemporaneamente in tutte le regioni italiane in un periodo di 2 settimane, ricadente nel mese di gennaio, allo scopo di quantificare le popolazioni degli acquatici che svernano nel nostro paese. Come per il censimento del 2000, i tecnici del Parco sono stati affiancati nella ricerca dalla S.I.R.O (Stazione Italiana di Ricerche Ornitologiche), dal W.W.F. (World Wildlife Found), dalla L.I.P.U. (Lega Italiana Protezione degli Uccelli), dal G.O.L. (Gruppo Ornitologico Lombardo) e da Italia Nostra-Boscoincittà. I risultati dei censimenti per le stagioni invernali del triennio sono stati oggetto di una pubblicazione scientifica curata dal Parco dal titolo Uccelli acquatici svernanti nel Parco Agricolo Sud Milano (censimenti triennio ) Censimento uccelli acquatici nidificanti Come già nel 2000, i censimenti ornitologici sugli acquatici sono stati estesi anche al periodo estivo, allo scopo di ottenere informazioni sull avifauna acquatica nidificante negli ambienti umidi, per quantificarne la consistenza e predisporre eventuali misure di salvaguardia. I risultati ottenuti sono di notevole interesse e suggeriscono gli interventi da eseguire per favorire la nidificazione delle specie acquatiche (creazione e/o estensione dei canneti, collocazione di isolotti galleggianti, ecc.). I dati raccolti possono suggerire le strategie per la conservazione degli ambienti umidi esistenti e, in molti casi, per la loro rinaturalizzazione, considerando che nella maggior parte dei casi si tratta di ambienti artificiali, originatisi a seguito delle attività di cava. Studio sull ecologia delle comunità animali e sull ecologia del paesaggio Nell ambito di una sempre migliore conoscenza del territorio, il Parco ha attivato due dottorati di ricerca presso il Dipartimento di Scienze dell Ambiente e del Territorio dell Università degli Studi di Milano - Bicocca, per studi naturalistici ambientali riferiti all area Parco. I Dottorati sono impostati su due diversi programmi di ricerca uno sull ecologia del paesaggio e l altro sull ecologia delle comunità animali. I due programmi si integreranno a vicenda contribuendo con un lavoro a mosaico alla costruzione di uno scenario finale. 56 Come primo approccio è stata fatta un analisi del territorio tramite l integrazione di dati provenienti da tre immagini satellitari e da alcune fotografie aeree del 1999, ottenendo la carta d uso del suolo del parco. Questa suddivisa in 11 tipologie differenti d uso del suolo che, tra l altro, permettono di evidenziare le diverse colture agricole presenti sul territorio. La carta d uso del suolo, insieme ai dati provenienti dai censimenti della fauna (uccelli), operati sul terreno, permette di realizzare dei modelli sull idoneità ambientale del parco ad ospitare le diverse specie. Tramite questi modelli, a partire dalla situazione attuale, è possibile ipotizzare alcuni scenari di sviluppo del territorio. L esempio mostra la variazione dell idoneità ambientale del parco nell ipotesi di un aumento della superficie urbanizzata o nell ipotesi della realizzazione di interventi di ripristino volti a migliorare le caratteristiche dell ambiente agricolo. Un altro ambito di studio è quello a scala locale: si sono raccolti dati strutturali (altezza, larghezza, composizione specifica ecc..) su circa 900 filari all interno di tre aree del parco. L obiettivo di questo studio è comprendere quali sono le caratteristiche che un filare deve avere per supportare al meglio la fauna selvatica. Con un semplice modello viene indicata la larghezza minima che un filare deve avere per sostenere efficacemente l avifauna. Per il terzo anno si prevede di affrontare l analisi delle metapopolazioni delle specie ombrello per ottenere l individuazione dei nuclei distributivi principali e dei corridoi esistenti e/o potenziali. A tal fine verrà prodotta una cartografia dedicata a tali finalità, in cui le "specie ombrello" potranno essere utilizzate come indicatori. Il raggiungimento di questi obiettivi consentirà al Parco Agricolo Sud di disporre di un database ambientale e di un elenco faunistico aggiornato. I risultati di questi studi saranno oggetto di una pubblicazione al termine dei dottorati di ricerca. Studio propedeutico ai fini dell elaborazione del Piano della Riserva Naturale Fontanile Nuovo e ambiti circostanti di rilevante interesse naturalistico Nel 1999, approsimandosi la scadenza del piano di gestione della Riserva Naturale Fontanile Nuovo di Bareggio, gli uffici hanno predisposto un progetto per gli studi propedeutici alla redazione del nuovo piano della Riserva. Lo studio effettuato ha cercato di mettere in relazione gli ecosistemi terrestri e quelli acquatici ad essi collegati analizzandoli su diverse scale, approfondendo le conoscenze floristico-faunistiche dell'area nel suo complesso. Per raggiungere tali obiettivi, si sono raccolte tutte le informazioni disponibili per quanto concerne la "ricchezza di specie" e si è proceduto attraverso la valutazione dello stato attuale del popolamento di vertebrati e invertebrati come di seguito descritto: analisi storica dell'evoluzione dell'uso e della proprietà del suolo nell'area del Bosco di Cusago e del Fontanile Nuovo analisi a scala media, circa ettari di territorio compresi tra il Bosco di Cusago ed il Bosco di Riazzolo analisi a scala piccola, area della Riserva del Fontanile e del nucleo del Bosco di Cusago con le relative zone tampone e il corridoio di collegamento Dall analisi dei risultati ottenuti dal progetto, emergono le seguenti considerazioni: elevato numero di specie di vertebrati terrestri trovato nell area, in rapporto alla limitata estensione del complesso di boschi e fontanili preso in considerazione. 67 i boschi residui, non eccessivamente frammentati, quale Riazzolo, che si estende su poco meno di 100 ettari, anche se qualitativamente modesti per povertà di sottobosco ed ampia diffusione di specie esotiche, svolgono un ruolo ecologico fondamentale nella conservazione di numerose specie di vertebrati, altrove praticamente scomparsi. Ciò anche in confronto con il bosco di Cusago, qualitativamente superiore, ma di estensione troppo ridotta per sfuggire ai problemi creati dall effetto margine, che lo priva quasi del tutto delle specie interne di foresta. i fontanili rappresentano a loro volta elementi di elevato pregio, sia per la componente idrobiologica, che per quella arborea ed arbustiva, contribuendo alla conservazione di flora e fauna acquatica del tutto particolari e di fauna terrestre di habitat forestale. Inoltre, la presenza ininterrotta di vegetazione arborea ed arbustiva lungo tutto il loro corso, rende immediatamente percepibile l importanza del ruolo da essi giocato di corridoi di connessione fra gli elementi boscati presenti nell area del Parco. Se a questi fattori si aggiunge il valore storico e culturale rappresentato dai fontanili residui dell area, ne deriva l importanza della loro protezione e conservazione. Bibliografia Agostini, S., Architettura rurale: la via del recupero, Franco Angeli Agostini, S., Classificazione delle cascine del Parco Agricolo Sud Milano, Franco Angeli Agostini, S, Garufi, S. (a cura di), Strategie di valorizzazione del patrimonio rurale, Franco Angeli Parco Agricolo Sud Milano, Guida alla classificazione delle cascine del Parco Agricolo Sud Milano di Stella Agostini. Parco Agricolo Sud Milano Stazione Italiana Ricerca Ornitologica, Uccelli acquatici svernanti nel Parco Agricolo Sud Milano (censimenti triennio ) Parco Agricolo Sud Milano - WWF Lombardia. Indagine conoscitiva sul sistema dei fontanili del Parco Agricolo Sud Milano (in fase di stampa) Parco Agricolo Sud Milano, Le marcite del Parco Agricolo Sud Milano 3 censimento (in fase di stampa) Parco Agricolo Sud Milano, Applicazione dei Regolamenti CEE 2078/92 e 2080/92 negli anni 1995/99 nel Parco Agricolo Sud Milano (in fase di stampa) 7 Documenti analoghi
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 Art. 2
 Articolo 36
 Art. 2