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Timestamp: 2020-05-29 02:05:06+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8541 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8541 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/03/2017, (ud. 22/02/2017, dep.31/03/2017), n. 8541
sul ricorso 5852-2016 proposto da:
VIALE VATICANO 46, presso lo studio dell’avvocato MAURO RUFINI, che
avverso la sentenza n. 4602/1/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del LAZIO, depositata il 31/08/2015;
S.A. ricorre, nei confronti dell’Agenzia delle entrate, avverso la sentenza, indicata in epigrafe, con cui la C.T.R. del Lazio, in controversia concernente l’impugnazione di avviso di accertamento relativo all’anno 2005, rigettandone l’appello, aveva confermato la decisione di primo grado anch’essa sfavorevole;
il ricorso per cassazione non introduce un terzo grado di giudizio tramite il quale far valere la mera ingiustizia della sentenza impugnata, caratterizzandosi, invece, come un rimedio impugnatorio, a critica vincolata ed a cognizione determinata dall’ambito della denuncia attraverso il vizio o i vizi dedotti. (cfr. di recente Cass. n. 4293 del 04/03/2016) e che i motivi di ricorso assumono una funzione identificativa condizionata dalla loro formulazione tecnica con riferimento alle ipotesi tassative formalizzate dal codice di rito, onde il motivo del ricorso deve necessariamente possedere i caratteri della tassatività e della specificità ed esige una precisa enunciazione, di modo che il vizio denunciato rientri nelle categorie logiche previste dall’art. 360 c.p.c., sicchè è inammissibile la critica generica della sentenza impugnata, formulata sotto una molteplicità di profili, non collegabili ad alcuna delle fattispecie di vizio enucleata dal codice di rito (cfr. Cass. n.19959 del 22/09/2014);
b) alla luce dei superiori principi, il ricorso, volto ad un generico riesame del merito della causa, inammissibile in questo giudizio di legittimità, non è, in alcun modo riconducibile allo schema giuridico delineato dall’art. 360 c.p.c..
c) non vi è pronuncia sulle spese per la mancanza di attività difensiva da parte della resistente;
d) ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

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 sentenza 
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 Cass. 
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 Cass. 
 art. 13
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