Source: http://www.consiglioregionale.calabria.it/upload/integrali_aula/10_060_23102018.htm
Timestamp: 2019-09-16 12:59:16+00:00

Document:
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE NICOLA IRTO E DEL
VICEPRESIDENTE VINCENZO CICONTE
La seduta inizia alle 15,35
Annuncio la presentazione di un ordine del giorno per quanto riguarda la vicenda di Riace e chiedo che venga discusso nella prossima seduta di Consiglio Regionale.
È stato già protocollato, consigliere Guccione, e sarà discusso nella prossima seduta che si svolgerà a fine mese.
Per quanto riguarda gli ordini giorno, già presentati e protocollati, che oggi possono essere discussi senza bisogno di chiederne l’inserimento, chi vuole è pregato di avvicinarsi al banco della Presidenza per poterli segnalare agli uffici.
Intanto, possiamo procedere con le interrogazioni a risposta immediata.
(Alcuni consiglieri si portano al banco della Presidenza)
Svolgimento interrogazioni a risposta immediata
(art. 122 Regolamento interno del Consiglio regionale)
Il primo punto all'ordine del giorno riguarda le interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell'articolo 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale.
Ricordo all’Aula che l'interrogante dispone di 2 minuti per illustrare l'interrogazione, che la Giunta regionale dispone di 3 minuti per la risposta e che l’interrogate ha il diritto di replica per non più di un minuto.
Interrogazione numero 378/10^ di iniziativa del consigliere G. Giudiceandrea “In ordine alla corretta applicazione della l. r. n. 47 del 27 dicembre 2016 – recante norme per la corretta applicazione della legge 194/78 (BURC n. 125 del 27 dicembre 2016)”
Interrogazione numero 399/10^ di iniziativa del consigliere G. Giudiceandrea “In ordine alla corretta applicazione della legge regionale numero 47 del 27 dicembre 2016 – recante norme per la corretta applicazione della legge 194/78 (BURC n. 125 del 27 dicembre 2016) e reale indicazione dei medici obiettori e non obiettori”
La prima interrogazione è la numero 378/10^ di iniziativa del consigliere Giudiceandrea “In ordine alla corretta applicazione della legge regionale numero 47 del 27 dicembre 2016 - Norme per la corretta applicazione della legge numero 194/78”.
Cedo la parola al consigliere Giudiceandrea che ha facoltà di illustrarla.
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti.
La prima e la seconda delle interrogazioni, Presidente, portano il medesimo oggetto.
La prima è stata presentata a luglio del 2018, l'altra è più recente ed entrambe sono volte a verificare se, effettivamente, la legge approvata dal Consiglio regionale della Calabria a dicembre del 2016, la numero 47, abbia trovato o meno reale applicazione.
Il principio fondamentale era quello di riuscire a lenire un fenomeno che si era venuto a verificare, non solo in Calabria, ma in quasi tutte quante le Regioni d'Italia: una eccessiva presenza dei medici obiettori nei consultori o all'interno dei reparti in cui viene praticata l'interruzione volontaria di gravidanza.
Per questo motivo era stata approvata la legge numero 47 che aveva come scopo unico quello di considerare all'inizio dell'anno il numero dei medici obiettori o non obiettori nei rispettivi reparti o nei consultori, in maniera tale che il dipartimento regionale della sanità potesse porre rimedio e riequilibrare la presenza di medici obiettori o non obiettori nei reparti sensibili.
Ho ricevuto due risposte a due precedenti interrogazioni, da parte del presidente Oliverio, assolutamente esaustive con la sciorinatura di una serie di dati che portano in Calabria una media di 2,8 interruzioni di gravidanza in media alla settimana; la realtà, però, si scontra con quello che è il dato che il dipartimento sanità offre al Presidente della Giunta perché, per esempio, nei reparti privati, che erano stati convenzionati con la struttura sanitaria pubblica, le interruzioni di gravidanza che si realizzavano nel medesimo periodo erano 8/9 a settimana e, quindi, già c'è una discrepanza di numeri dal punto di vista del reale fabbisogno e della domanda.
Sta di fatto che, a quelle risposte, sono poi seguiti degli articoli di stampa che rendono ancora più drammatica la situazione, perché in un articolo apparso circa un mese fa sul sito Iacchité, il giornale online Iacchitè, una ragazza - le cui generalità, ovviamente, sono state tenute celate - ha raccontato l'odissea che ha dovuto vivere per poter praticare l'interruzione volontaria di gravidanza presso l'ospedale di Rogliano.
Questo è un problema serio che dobbiamo affrontare con la dovuta serietà.
E’ per questo che interrogo la Giunta di centro-sinistra di questo governo regionale affinché, oltre alle verifiche di carattere numerico che la legge regionale numero 47 impone alla Giunta e al dipartimento, controlli se, effettivamente, queste verifiche sono state realizzate, soprattutto su Crotone, dove c’è stata l'assunzione di un nuovo medico non obiettore per poter praticare le interruzioni volontarie di gravidanza; pare che a tutt’oggi, dopo un anno e mezzo dall'assunzione, ancora interruzioni volontarie di gravidanza a Crotone non se ne facciano, quindi la situazione è tutt'altro che tranquilla o, quantomeno, normale.
In un momento tragico della vita delle donne che decidono di realizzare l'interruzione volontaria di gravidanza – chi è d'accordo e chi no, poco importa, perché c'è una legge dello Stato che consente di farlo in maniera civile e di affrontare in maniera quanto più civile possibile un passo drammatico come quello dell'interruzione volontaria di gravidanza – abbiamo necessità di informare i calabresi se, effettivamente, in Calabria sia normale, non facile ma normale o, quantomeno, non difficile, non con ostacoli, non con paletti di carattere ideologico presentati nei consultori e all'interno dei reparti, nel 2018/19 praticare l'interruzione volontaria di gravidanza in maniera normale. Grazie.
RUSSO Francesco, vicepresidente Giunta regionale
Il Presidente é assente e avrebbe risposto in merito ma, entrando nell' aspetto tecnico della questione, il Presidente ha assicurato la verifica in corso tra il riscontro delle strutture pubbliche e delle strutture convenzionate.
Avuto questo riscontro diretto numerico sul fatto quantitativo specifico, procederemo immediatamente a comunicarlo in Aula e al consigliere Giudiceandrea.
Grazie, Presidente. Va bene così.
Svolgimento interrogazioni a risposta scritta
(art. 121 Regolamento interno del Consiglio regionale)
Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno, interrogazioni a risposta scritta, ai sensi dell’articolo 121 del Regolamento interno del Consiglio regionale.
Ricordo all’Aula che, ascoltata la risposta della Giunta, l’interrogante ha il diritto di replicare per non più di tre minuti al fine di dichiarare se si ritenga o meno soddisfatto.
La prima interrogazione è la numero 342/10^ di iniziativa del consigliere Guccione “Sulla situazione della Sanità calabrese”. Consigliere Guccione ha facoltà di illustrarla.
Presidente, questa interrogazione, rinviata già due volte, è all’ordine del giorno del Consiglio regionale dal 18 marzo.
Ritengo sia grave il silenzio che è calato intorno alla situazione della Sanità calabrese.
In questi quattro anni si è fatto ferro e fuoco; oggi, improvvisamente, non c’è più l’emergenza sanitaria.
Il presidente Oliverio si è stranamente dimenticato della questione della Sanità; il suo mutismo, il suo silenzio é così dirompente nella Regione Calabria rispetto a questa questione ed è giusto che il Consiglio regionale se ne occupi.
Era il 3 novembre del 2017, quando il presidente la Giunta regionale, Mario Oliverio, nel corso di un’iniziativa a Praia a Mare, annunciò: “Mi rivolgo all'onorevole Gentiloni: non è più possibile mantenere la Calabria in questa condizione. Chiedo anche al Ministro della sanità, Lorenzin, di adottare un provvedimento che rimuova immediatamente questa situazione intollerabile. Ora basta! Se entro fine novembre non si porrà fine a questa situazione, sarò costretto a incatenarmi davanti Palazzo Chigi per chiedere giustizia per la mia Regione”.
Subito dopo, il 14 novembre, sempre dell'anno 2017, nel corso di una seduta di Consiglio regionale, il Presidente annunciò e confermò la sua posizione in merito alla situazione grave della sanità calabrese “se non ci saranno risposte – disse in quel Consiglio – da Roma, mi incatenerò davanti a Palazzo Chigi”.
Credo che non sia avvenuto nulla.
Sono passati mesi, il presidente Oliverio non si è incatenato e, in barba a quello che aveva annunciato in Consiglio e all'Assemblea regionale di tutti i Sindaci della Calabria, oggi non esiste più la situazione grave della sanità calabrese; per Oliverio è tutto finito, anzi, devo dire che, oggi, alla luce del rischio di non vedere mai realizzati i nuovi ospedali, un investimento di 433 milioni di euro e 4 anni di inerzie hanno portato al fatto che sarà difficile inaugurare – come si è fatto in campagna elettorale prima del 4 marzo per tutti i Pronto soccorso della Calabria, nei reparti degli ospedali spoke di Rossano-Corigliano – la realizzazione di 4 nuovi ospedali: quello della Sibaritide, quello di Gioia Tauro, quello di Vibo.
Ne abbiamo discusso qualche giorno fa nell’apposita Commissione.
Ritengo che la Calabria abbia perso credibilità per colpa del Presidente della Giunta regionale.
Se annuncia di andare a incatenarsi a Palazzo Chigi e poi non lo fa, si crea un danno irreversibile all'Istituto regionale e alle Istituzioni calabresi su un tema importantissimo.
Non si può strumentalizzare la sanità per fini di potere.
Penso che il Consiglio regionale su questo punto debba discutere e riconvocarsi, perché il tema drammatico della sanità rimane in piedi.
La cosa più grave è che è stato utilizzato strumentalmente dal Presidente della Giunta regionale, probabilmente per raccattare qualche voto il 4 marzo, poi abbiamo visto che i risultati sono andati in una certa direzione, ma ritengo che il Consiglio regionale si debba occupare di questa questione.
Cedo la parola al vicepresidente della Giunta regionale. Prego.
Atteso che il problema della sanità è particolarmente importante, infatti se n’é discusso varie volte in Consiglio regionale, con risposte specifiche da parte del Presidente, ritengo che, non essendo oggi presente, certamente tornerà sul tema alla prossima occasione utile.
Presidente, cosa succede in assenza di risposta da parte della Giunta regionale?
L’interrogazione viene rinviata, sostanzialmente, consigliere Guccione.
Rinviamo per la quarta volta.
Si ritiene soddisfatto della risposta?
No, come faccio a ritenermi soddisfatto?
Allora viene rinviata alla prossima seduta di Consiglio utile.
Pertanto, la sua interrogazione resta in piedi.
Va bene. Grazie, Presidente.
Interrogazione numero 376/10^ di iniziativa del consigliere C. Guccione “In merito alla pubblicazione della graduatoria provvisoria dei progetti di formazione per il contrasto e la dispersione scolastica”
Invito il consigliere Guccione ad illustrare l’interrogazione numero 376/10^ “In merito alla pubblicazione della graduatoria provvisoria dei progetti di formazione per il contrasto e la dispersione scolastica”.
Si illustra da sé, Presidente.
Cedo la parola all’assessore Robbe. Prego.
In merito all'interrogazione circa le procedure relative all'avviso pubblico per i percorsi IEFP (Percorsi Integrati di Istruzione e Formazione) di cui al decreto legislativo numero 6598 del 2017, precisiamo che, con decreto dirigenziale numero 9765 dell’11 settembre 2018, è stata approvata la graduatoria provvisoria, distinta per provincia, dei progetti presentati dalle Agenzie formative interessate.
Oggi è in itinere l'esame dei ricorsi pervenuti, a seguito della pubblicazione della graduatoria provvisoria, ed è necessario, pertanto, avendo istituito la Commissione, espletare tutte le pratiche per poi procedere a definire la graduatoria definitiva.
Presidente, non so se sia un caso ma, nell’immediatezza della presentazione della mia interrogazione, dopo diversi mesi di stallo, è stata elaborata e presentata la graduatoria provvisoria.
Mi auguro che questa tempistica sia un caso e mi auguro che non ci sia bisogno di interrogazioni per fare uscire una graduatoria che aspettava da oltre un anno dalla presentazione delle domande.
Sarà necessario fare un’operazione di questo tipo anche per quanto riguarda il PSR, perché vedo che è difficile che ogni cinque minuti esca una graduatoria ma, da questo punto di vista, ritengo che l’interrogazione abbia sortito i suoi effetti e, quindi, siamo già alla fase della declaratoria definitiva.
Interrogazione numero 380/10^ di iniziativa del consigliere A. Nicolò “In ordine alla stabilizzazione degli ex dipendenti Sogas S.p.a.”
Passiamo all’interrogazione numero 380/10^ del consigliere Nicolò “In ordine alla stabilizzazione degli ex dipendenti Sogas S.p.a”. Ha facoltà di illustrarla.
Presidente, si tratta di un tema che spesso abbiamo affrontato con quesiti sottoposti al governo regionale rispetto alla posizione degli ex dipendenti Sogas che è stata società di gestione di servizi aeroportuali dello scalo reggino.
Nonostante le diverse rassicurazioni, che prendono in considerazione le maestranze di diretta organizzazione aziendale, ancora oggi siamo in attesa di risposte rispetto ad un processo di stabilizzazione.
Vorrei capire dal governo regionale quali siano le sue considerazioni rispetto ad esperienze, risorse e competenze che hanno dimostrato sul campo di essere funzionali a quelle che sono le esigenze dello scalo reggino.
RUSSO Francesco, Vicepresidente della Giunta regionale
In merito all'interrogazione, si evidenzia innanzitutto che la medesima é relativa alla questione della stabilizzazione dei lavoratori precari già dipendenti della fallita società di gestione dell'aeroporto e, quindi, dalla Sogas.
Nello specifico, la riassunzione non dipende dalla Regione, quindi, non ci può essere una risposta nel merito specifica rispetto alla riassunzione.
L'ultima cosa che si può evidenziare é che quest'anno il bilancio della Sacal va in pareggio rispetto ai bilanci precedenti della Sogas che hanno portato, appunto, al fallimento della società; la società, il nucleo, l'enucleazione dell'aeroporto di Reggio Calabria, finalmente va in pareggio e cerca di trovare l'equilibrio di bilancio già nelle risorse.
Per quanto riguarda il quadro complessivo, è chiaro che, avendo un benchmark, sta con un livello più elevato e, quindi, appena interverremo sulla seconda interrogazione, cioè sul traffico e sulla potenzialità di traffico, ci sarà la seconda parte della risposta rispetto all'incremento della domanda.
Se dal punto di vista tecnico la risposta dell'assessore potrebbe essere parzialmente esaustiva, sotto il profilo politico non lo é assolutamente; vorrei ricordare a me stesso gli impegni assunti dal presidente Oliverio alla presenza del capogruppo del Partito Democratico, il collega Romeo; rispetto a questo, capisco che non è di competenza, ma è la Regione che dovrebbe rendersi parte diligente per affrontare un problema che le compete e che rimando al governo regionale, auspicando che ci sia la sensibilità per affrontarlo come si dovrebbe e, soprattutto, in forma interlocutoria, anche con gli stessi dipendenti.
Interrogazione numero 381/10^ di iniziativa del consigliere A. Nicolò “In ordine alla situazione riguardante l'aeroporto dello Stretto ed il suo rilancio”
Passiamo all’interrogazione numero 381/10^, sempre a firma del consigliere Nicolò “In ordine alla situazione riguardante l’aeroporto dello Stretto ed il suo rilancio”.
Con nota protocollo numero 352463 del 18 ottobre, quindi dopo la convocazione del Consiglio regionale, è pervenuta risposta scritta da parte della Giunta regionale.
Resta, comunque, al consigliere Nicolò la facoltà di illustrarla. Prego.
Si illustra da sé.
E’ pervenuta una risposta scritta, ma nulla si dice sulle strategie aziendali, rispetto ad un piano industriale che è inesistente.
Atteso che si comprende che ci siano degli sforzi, vorremmo capire dal governo regionale quali siano le strategie, anche da parte dell'Azienda competente che è un Ente subregionale – non ci sono competenze dirette della Regione, ma indirette perché gli Enti strumentali regionali sono alle strette dipendenze della Regione – e comprendere se c'è veramente la volontà politica per il rilancio dell'aeroporto dello Stretto e non solo con soluzioni tampone per garantire qualche volo.
Vogliamo capire! L'aeroporto dello Stretto è un aeroporto metropolitano di una città che è stata riconosciuta tra le 10 Città Metropolitane d'Italia delle Regioni a Statuto ordinario.
Questo vogliamo comprendere dalla Giunta regionale, ma lo vogliamo comprendere con chiarezza e con coscienza da parte di un governo che dice di occuparsi dei problemi ma che, di fatto poi, non li affronta o, se li affronta, lo fa parzialmente.
Interrogazione numero 384/10^ di iniziativa del consigliere F. Orsomarso “Sulla stabilizzazione bacino lavoratori precari ex L.R. 28/2008”
Passiamo all’interrogazione numero 384/10^ a firma del consigliere Orsomarso “Sulla stabilizzazione bacino lavoratori precari ex- legge regionale 28/2008”. Ha facoltà di illustrarla.
Credo che questa sia stata la prima Regione ad approvare una legge di interpretazione autentica sulla legge per la stabilizzazione del precariato storico che non è stata impugnata dal Governo nazionale.
Dopodiché, è arrivato il presidente Oliverio, l'uomo degli annunci su tutti i campi e non solo sono passati 4 anni senza avere l'elenco di quei lavoratori che, nel produrre una domanda, si doveva verificare se avessero i requisiti, ma c'era su un bacino - su cui lo stesso presidente Oliverio ha anche deliberato nel 2016, facendo proroghe e impegnandosi alla stabilizzazione - un eterno rinvio.
Bisogna capire anche di chi sia la competenza, se sta in capo al dipartimento personale o al dipartimento lavoro. Abbiamo aspettato e rispettato un lavoro e c'è sempre un annuncio progressivo di un incontro, perché Mario Olivero ormai è abituato ad incontrare i Sindaci, vorrà incontrare questi lavoratori ma, nella sostanza, vorremmo capire il futuro di questi ex lavoratori della L.R. 28 e quale sia la soluzione tecnica per la loro stabilizzazione, atteso che conosco il lavoro, avendo sentito anche gli assessori, che andrà svolto ma, ci pare di capire, che non ci sia una direzione o, non so, se si vada verso l'ennesima proroga. Grazie.
Cedo la parola all’assessore Fragomeni. Prego.
FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione
Occorre fare una premessa, ovvero che, sin dall'atto del suo insediamento, il presidente Oliverio si è posto l'obiettivo della stabilizzazione dei lavoratori precari e che, nello stesso tempo, in questi quattro anni, non solo si è evitato di creare nuovi bacini di precariato, ma si è puntato allo svuotamento di quelli in essere; al contrario, quindi, di quanto avveniva in altre stagioni, con altre esperienze politiche, in cui si mandava a casa del precariato per crearne dell'altro.
Tant’è che, a testimonianza di ciò, giova ricordare che il primo atto che porta il numero 1 del DPGR del Presidente della Giunta regionale, è stato proprio la contrattualizzazione di LSU ed LPU.
Personalmente, poi, a seguito della richiesta da parte delle organizzazioni sindacali, sin da subito nell'ottica di cui sopra, ho provveduto ad istituire un apposito Tavolo tecnico per affrontare le problematiche relative anche alla stabilizzazione dei lavoratori del personale della legge regionale numero 28 del 2008.
Dalla prima riunione del Tavolo tecnico, però, sono emersi dubbi sulla applicabilità dell'articolo 20 del decreto legislativo numero 75 del 2017, il cosiddetto decreto Madia, ai lavoratori interessati, allo stato dipendenti di Azienda Calabria Lavoro, che ricordiamo essere un ente pubblico di tipo economico, secondo l'articolo 1 dello Statuto dell'ente medesimo.
Detto personale, seppur utilizzato in regime di convenzione nei dipartimenti della Giunta regionale, è stato assunto da Azienda Calabria Lavoro.
Orbene, quindi, l'articolo 20, comma 1, lettera b), tra i requisiti per la stabilizzazione, prescrive quello di essere stati reclutati anche presso amministrazioni pubbliche diverse da quelle che procede all'assunzione, che nel caso di specie, sarebbero i dipartimenti della Giunta regionale.
La concreta applicazione di detta norma, derogando alla regola del pubblico concorso, è di stretta interpretazione.
Al fine, quindi, di fugare detti dubbi, con le organizzazioni sindacali, si è concordato di chiedere un apposito parere da parte del Dipartimento Organizzazione e Risorse umane al Ministero per la Pubblica Amministrazione, Dipartimento della Funzione Pubblica.
Detto parere, infatti, è stato chiesto a mezzo PEC in data 7 agosto 2018 a cui, a tutt'oggi, però non vi è stato alcun riscontro.
Successivamente si è tenuta un’ulteriore riunione, avvenuta alla presenza del Presidente della Giunta regionale, della sottoscritta, del direttore di Azienda Calabria Lavoro, del dirigente generale del Dipartimento Organizzazione e Risorse umane, del dirigente del Settore Gestione giuridica del personale, dell'assessore al Lavoro, di un funzionario del Dipartimento Lavoro e delle organizzazioni sindacali, nel corso della quale è emerso quanto segue:
1) la necessità di attendere la risposta alla richiesta di parere inoltrata alla Funzione Pubblica;
2) i limiti posti dalle capacità assunzionali normativamente stabiliti per la Giunta regionale, in caso di applicabilità di detto articolo 20, quindi turnover, ossia il 25 percento della spesa dei dipendenti cessati l'anno precedente;
3) infine, lo studio della possibilità, in alternativa alle precedenti, di procedere alla stabilizzazione dei lavoratori presso l'Azienda Calabria Lavoro.
Per lunedì 22 ottobre 2018 era stato fissato un incontro con i lavoratori della legge regionale numero 28 che, purtroppo, per sopraggiunta impossibilità del Presidente, si è rinviato a giovedì 25 ottobre.
In ogni caso, il Presidente della Giunta ha garantito alle organizzazioni sindacali ed ai lavoratori interessati la prosecuzione dei rapporti di lavoro in essere senza soluzione di continuità, in attesa di definire il percorso di stabilizzazione, perché per questa Giunta è prioritario difendere l'occupazione.
Sì, per questa Giunta è prioritario fare annunci, nel senso che, a differenza del presidente Oliverio che urla, anche chi l'ha preceduto ha dato fine alla una tendenza che veniva da politiche – gli LSU ed LPU vengono anche da queste politiche nazionali – di produrre precariato.
Non a caso avevamo fatto una legge, la legge numero 1 del 2018, che doveva fotografare il precariato storico; non mi pare si sia prodotto altro precariato, perché si potrebbe anche polemizzare con le circa 140 assunzioni che si prevedono di fare, le nuove 140 assunzioni a Calabria lavoro ma, su quello, a differenza di questa cultura, pensiamo che siano figure che necessitano sulla base delle risorse a disposizione.
L’appunto qual è? Che sono passati 4 anni; é ovvio che, se uno manda una email ad agosto 2018 – a parte che, se non arriva risposta va a Roma a prenderla al Dipartimento della Funzione Pubblica – si ha un ritardo secolare rispetto a quello che si poteva fare prima. L’appunto è soltanto questo.
Quindi, volevamo conoscere la situazione e la risposta è che, ad oggi, nonostante siano passati 4 anni, non si sa se stabilizzare a Calabria Lavoro, se si può fare nella promessa che era nella delibera del 2016, “perché vi prorogo, perché vi stabilizzerò nella Pubblica Amministrazione”.
Il dato che certifichiamo è questo, c'è ancora un’incertezza di fondo.
Su questo, per amor del cielo, ho sentito anche l'assessore Robbe che è stata sempre disponibile ad informarci sugli aspetti fondamentali; su questo penso che, se questa Giunta arriverà a stabilizzare i lavoratori che non avete creato voi e che non ho creato nemmeno io, insomma come dato anagrafico, sarà un'opera meritoria a cui fare plauso.
Non posso non continuare a svolgere il mio ruolo e continuare a dire al presidente Oliverio che su molti annunci ha prodotto ritardi e, ovviamente, lo fa – ribadisco –anche in questa risposta che penso sia la risposta del presidente Oliverio.
Io non ho contribuito a creare nessun precariato storico, ma sarò contento e potrò contribuire con il ragionamento – potremo contribuire – se questa vicenda, che sarà una vicenda chela Calabria, si leverà dal groppone, arriverà a soluzioni.
Quindi, rispondo al tono della risposta del presidente Oliverio con l'augurio che, a breve, le soluzioni che stanno sul tappeto, possano trovare soddisfazione.
Quello che registriamo è che ce ne stanno tre, non una, quindi c'è ancora grande incertezza sulla stabilizzazione.
Interrogazione numero 385/10^ di iniziativa del consigliere A. Nicolò “In ordine al rischio sismico degli edifici scolastici”
Passiamo all'interrogazione numero 385/10^ a firma del consigliere Nicolò “In ordine al rischio sismico degli edifici scolastici”. Ha facoltà di illustrarla.
Presidente, è un argomento molto dibattuto per il quale ci siamo prodigati, già nel 2016, ad interrogare il Presidente della Giunta regionale in ordine al Piano di prevenzione del rischio sismico in Calabria.
Su questo argomento è intervenuto anche il Codacons, prima dell'apertura delle scuole ad inizio anno scolastico, facendo delle dichiarazioni preoccupanti rispetto all'agibilità delle scuole calabresi.
Risulterebbe, secondo dei dati, che 9 scuole su 10 non siano a norma e, addirittura, mi soffermerei a rappresentare dei dati secondo i quali, rispetto al “Rapporto Barberi” redatto nel ’96, in Calabria, risultano censiti 2408 edifici scolastici, ma soltanto 832 edifici sono in possesso di Certificato di collaudo statico e soltanto 382 hanno ottenuto il certificato di agibilità.
Peraltro, vorrei sottolineare che, nel comprensorio reggino, sono 246 gli edifici scolastici su 428 scuole a risultare ubicati in zone ad alto rischio sismico - questi sono dati rispetto a statistiche rilevate da organi e organismi autorevoli - senza un collaudo statico e dinamico.
Vorrei sapere dal governo regionale qual è lo stato dell'arte rispetto a questa delicata materia sulla quale si è svolto anche un dibattito nel corso del quale il sottoscritto aveva sottolineato questi dati, rappresentando le preoccupazioni non solo proprie, ma anche dell'intera opposizione.
Cedo la parola all’assessore Musmanno. Prego.
Mi scusi, aspettavo indicazioni.
In riferimento all'interrogazione in oggetto, si comunica quanto segue.
Per quanto attiene il programma di Microzonazione sismica, esso è in fase avanzata di realizzazione. Ad oggi, sono stati approvati 133 studi comunali di livello 1; altri 207 studi sono in corso di approvazione; 50 studi sono in corso di realizzazione.
Per questi ultimi, il Settore sta effettuando attività di supporto ai tecnici incaricati dalle Amministrazioni comunali mediante una Task force di esperti appositamente selezionati.
Si prevede il completamento degli studi di livello 1 entro i prossimi 10 mesi, fatta salva la realizzazione e consegna degli studi da parte dei 50 Comuni mancanti nei tempi prestabiliti.
Inoltre, è stata avviata la realizzazione di 13 studi di Microzonazione sismica di livello 3, il livello di maggior dettaglio che necessita di indagini specifiche non essendo attuabili, in un territorio orograficamente complesso come quello calabrese, gli studi di livello 2.
Nella realizzazione di questi studi si è partiti da 13 comuni, individuati in aderenza ai criteri approvati con la delibera di Giunta regionale numero 408 del 2016.
Si tratta dei Comuni di Catanzaro, Lamezia Terme, Cosenza, Crotone, Rende, Vibo Valentia, Montalto Uffugo, Isola Capo Rizzuto, Cirò Marina, Mendicino, Bianco, Filandari, Cetraro, per cui sono in corso continui contatti ed incontri con le Amministrazioni comunali interessate.
A breve, sarà avviato anche lo studio relativo al Comune di Reggio Calabria che, nella predetta delibera, veniva indicato come prioritario.
Questo studio non è ancora partito in quanto, il suddetto Comune, ha accumulato ritardi nella elaborazione dello studio di livello 1, propedeutico alla realizzazione del livello 3.
Si tratta di un lavoro particolarmente complesso a causa delle caratteristiche fortemente innovative richieste da tali studi, anche in relazione ai tradizionali contenuti dei corsi di laurea di Scienze geologiche e di Ingegneria.
Per questo motivo, il Settore ha anche attivato, in collaborazione con il Centro Nazionale di Microzonazione Sismica, costituito dai centri di ricerca nazionali più avanzati della materia, specifici corsi di formazione per ingegneri e geologi, svolti nel primo semestre del 2017.
Il Settore sta supportando, con l'ausilio del Centro Nazionale di Microzonazione sismica e della suddetta Task force di esperti, i tecnici incaricati dalle Amministrazioni comunali per l’elaborazione dei suddetti studi di livello 3.
In relazione, invece, all'aggiornamento del “Rapporto Barberi”, di cui si chiedono notizie nell'interrogazione, la Protezione Civile regionale, nell'ambito dell'attività svolta nel periodo dicembre 2016-gennaio 2017, che ha riguardato l'acquisizione di informazioni e indicazioni propedeutiche alla stesura dei Piani analitici comunali di Protezione civile, ha strutturato una serie di schede sintetiche che ha sottoposto a tutti i Comuni calabresi.
Una sezione di dette schede prevedeva la raccolta di informazioni circa lo stato degli edifici già presenti nel “Rapporto Barberi”.
In particolare, per i suddetti edifici sono stati rilevati: dismissioni da parte dell'ente gestore/proprietario; cambi di destinazione d'uso e/o di classe d'uso; lavori di manutenzione straordinaria e se gli stessi sono stati realizzati con finanziamenti pubblici.
In riferimento, infine – credo questa sia la parte più interessante – al Programma di adeguamento sismico degli edifici scolastici, è utile ricordare un importante passo compiuto quando la Giunta regionale ha stabilito, nel 2017, di individuare quali ammissibili da parte della Regione solo gli interventi strutturali, da eseguirsi sugli edifici scolastici che prevedevano l'adeguamento sismico o la demolizione e ricostruzione.
Si tratta di una scelta che punta alla messa in sicurezza definitiva, evitando interventi tampone e distribuzione a pioggia di risorse.
Le somme messe in campo per gli adeguamenti sismici delle scuole sono notevoli.
Considerando i vari programmi di competenza ministeriale e regionale, le risorse già assegnate ammontano a 366 milioni per un numero di interventi pari a 534.
Si stima in altri 300 milioni la quota di risorse spettanti alla Calabria per edilizia scolastica, già programmati dallo Stato con varie misure, ma non ancora ripartiti.
Dei 366 milioni già assegnati, 248 milioni, corrispondenti a 389 interventi, sono a titolarità regionale. I restanti 118 milioni, corrispondenti a 145 interventi, sono a titolarità statale.
La Regione ha già programmato tutte le risorse che le sono state assegnate e ha provveduto a individuare i soggetti attuatori, Comuni e Province, per tutti i 389 interventi di propria competenza. Di questi interventi, per 142 è stato completato dai Comuni e dalle Province l'iter amministrativo per la finalizzazione del finanziamento e l'avvio dei lavori e, di questi, 29 sono stati ultimati.
Per apprezzare correttamente l'efficienza della Regione nell’espletare le attività di propria competenza, vale la pena osservare che, invece, per quanto riguarda le risorse di competenza del Ministero, nessuno degli interventi è stato ancora avviato.
In data 2 agosto 2018, è stato comunicato al MIUR il Piano per il completamento di tutte le opere, 355 interventi del valore di 430 milioni di euro.
Ricordo che la quota spettante alla Calabria, non assegnata attualmente, è di 300 milioni da finanziare con la Programmazione triennale 2018-2020.
Tale Piano, oltre a contenere l'elenco degli interventi ritenuti ammissibili a seguito dello specifico bando della Regione, ha portato ad esaurimento la graduatoria di cui al bando POR Calabria 2014-2020 che era stata pubblicata nel dicembre del 2016.
Ricordo che queste risorse servono anche per il superamento dei vizi legati alla mancata agibilità degli edifici che non hanno il Certificato, ma questo non vuol dire che non ci siano le condizioni per poterlo ottenere.
Mancano delle risorse che questo bando prevede possano essere utilizzate anche per questa finalità.
Non abbiamo altro da definire se non queste ulteriori risorse che mancano, ovvero la differenza tra i 300 milioni, che è la quota spettante alla Calabria, ed i 430 che, invece, rappresenta la richiesta complessiva per completare il Programma di adeguamento sismico di tutti gli edifici scolastici calabresi.
Cedo la parola all’interrogante, prego.
Tecnicamente potrei definirmi parzialmente soddisfatto, ma non politicamente perché si registrano delle inadempienze e dei ritardi anche da parte del Comune di Reggio anche per la pianificazione, come testé annunciato dall'assessore. Sento delle date che interessano l'anno 2018, questa legislatura è iniziata nel 2014, questo argomento noi lo abbiamo riproposto diverse volte a decorrere dagli anni 2014-15.
Quindi, sul piano politico, ci sono dei ritardi e delle inadempienze. Questa è una materia delicatissima e particolarmente sensibile, per cui richiamo l'attenzione del governo regionale rispetto alle competenze per materia e territorio.
Ringrazio l'assessore per il lavoro che sta svolgendo sotto il profilo tecnico, ma la situazione è: “faremo, diremo, stiamo facendo” e le decorrenze non credo siano soddisfacenti rispetto al tempismo che avrebbe dovuto dimostrare questo governo regionale per un argomento così importante.
Interrogazione numero 392/10^ di iniziativa del consigliere A. Nicolò “In ordine alla stabilizzazione dei lavoratori appartenenti al bacino della L.R. n. 28/2008”
Passiamo alla successiva interrogazione numero 392/10^ del consigliere Nicolò: “In ordine alla stabilizzazione dei lavoratori appartenenti al bacino della legge regionale numero 28/2008”. Ha facoltà di illustrarla.
Si illustra da sé, ma una cosa vorrei dirla in merito all'argomento stabilizzazione. Il presidente Oliverio richiama spesso questo tema sostenendo che il processo di stabilizzazione sta a cuore alla Giunta regionale; vorremmo capire, su un argomento così importante, dove e fino a quanto affrontarlo. In merito chiedo una risposta da parte del governo regionale.
La Giunta regionale vuole aggiungere qualcosa? Prego.
Devo rispondere alla sua interrogazione così come ho risposto al consigliere Orsomarso per quella riguardante il bacino del precariato della legge regionale numero 28 del 2018. Pertanto gli step sono quelli che ho annunciato poco fa: giovedì ci sarà un nuovo incontro, però si sta già procedendo - nell’attesa della risposta al quesito che abbiamo inoltrato alla Funzione pubblica -, si sta studiando come alternativa, anche su richiesta delle organizzazioni sindacali, il processo di stabilizzazione all'interno di Azienda Calabria lavoro.
Ha facoltà di replica, consigliere Nicolò.
Prendo atto della sensibilità e dell’attenzione dell'assessore. Continueremo a porre attenzione al problema, con l'auspicio che si arrivi ad una soluzione, anche perché lo stesso argomento è stato più volte sollecitato alla Giunta regionale. Probabilmente ha avuto un'accelerazione grazie al suo intervento, da lei mi aspetto una risposta concreta, pensiero ed azione.
Interrogazione numero 393/10^ di iniziativa del consigliere D. Bevacqua “Sulla carenza del personale presso ATP Cosenza”
Passiamo all'interrogazione numero 393/10^ del consigliere Bevacqua: “Sulla carenza del personale presso ATP Cosenza”. Prego, consigliere Bevacqua, ha facoltà di illustrarla.
Grazie, Presidente. Questa interrogazione nasce dall’osservazione di un problema sentito nella mia provincia che riguarda la mancata o non piena funzionalità dell'Ufficio scolastico provinciale.
Non abbiamo competenza in materia, però credo che sia doveroso, da parte di chi ha responsabilità pubbliche, porre al centro della discussione politica le problematiche del territorio e chiedere all'assessore alla cultura e alla pubblica istruzione di attivarsi con gli organismi preposti per capire come risolvere queste problematiche presenti da più tempo nell’Ufficio scolastico provinciale, anche alla luce della circolare ministeriale che ha fatto rientrare nei rispettivi istituti sia il personale Ata che il personale docente. Questo ha creato maggiori disagi nell'attività dell'Ufficio scolastico provinciale.
Così come c'è da segnalare un ritardo da parte del Ministero per quanto riguarda le richieste provenienti da molti docenti che svolgono la propria funzione fuori dalla Calabria e che avrebbero potuto rientrare nella nostra provincia, attraverso l'attivazione di alcuni meccanismi – di cui io non ho una conoscenza precisa.
Chiedo all'assessore alla cultura - non so se si è già attivata per comprendere le motivazioni di questi ritardi - di stare “col fiato sul collo” di chi deve recepire bisogni ed esigenze del territorio e di chi - come noi - deve farsene carico.
Anche questo credo che sia nostro dovere: sensibilizzare chi ha responsabilità, rendere attivo chi può risolvere il problema e soprattutto tentare di dare una qualche minima risposta a chi guarda a noi con fiducia e speranza. Grazie.
CORIGLIANO Maria Francesca, assessore alla cultura, beni culturali e istruzione
Mi sono immediatamente attivata con una richiesta di chiarimenti sulla carenza del personale presso l’ATP di Cosenza, con una lettera indirizzata al direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale.
Do lettura della risposta: “Con riferimento alla vostra nota di pari oggetto, assunta al protocollo di questo ufficio con numero 21480 del 26 settembre 2018, si rappresenta quanto segue: questo ufficio ha già riscontrato analoga richiesta da parte del Prefetto di Cosenza. È il caso di evidenziare che la carenza di personale amministrativo investe molti uffici dell'amministrazione scolastica centrale e periferica non solo della Calabria, ma dell'intero territorio nazionale, derivante al collocamento in quiescenza di un sempre maggior numero di dipendenti appartenenti alle diverse aree funzionali. Tanto premesso, il Miur ha recentemente avviato una procedura concorsuale per funzionari amministrativi che, almeno in parte, ridurrà la situazione di disagio in cui versano gli uffici.”
Prego, consigliere Bevacqua
Prendo atto della risposta, manca però una parte importante: perché si è fatto rientrare nei propri uffici il personale ATA e i docenti che erano stati distaccati o comandati all'Ufficio scolastico provinciale in modo da poter alleviare il lavoro ed aiutare con le pratiche. Grazie.
Interrogazione numero 394/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sulle motivazioni della mancata indicazione del titolo di agrotecnico nel bando del concorso pubblico bandito da Arcea”
Passiamo all'interrogazione numero 394/10^ del consigliere Gallo: “Sulle motivazioni della mancata indicazione del titolo di agrotecnico nel bando del concorso pubblico bandito da Arcea”. Il consigliere Gallo ha facoltà di illustrarla.
Era un’interrogazione a risposta scritta. L’Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura, Arcea, ha bandito un concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato di profili vari nelle categorie professionali D1 e C1, per 12 posti presso l'Agenzia stessa con sede in Catanzaro, pubblicando sul portale istituzionale, in data 9 agosto 2018, il bando di concorso.
L'articolo 2, lettera h), relativo alla categoria C1, area tecnica del bando, elenca nominativamente i titoli di studio di istruzione secondaria superiore ammessi a partecipare alla selezione e precisamente i seguenti: perito agrario, geometra, perito informatico, perito industriale informatico.
Quindi, per il settore agrario è indicato esclusivamente il titolo di perito agrario, mentre in realtà ne esistono due distinti, il secondo dei quali è rappresentato dal titolo di agrotecnico.
Circostanza nota ad Arcea in relazione a segnalazioni, problematiche e conflitti sorti in passato tra i soggetti appartenenti alla categoria degli agrotecnici e l’Agenzia.
In risposta Arcea, con nota protocollo numero 6035 dell'11 settembre pubblicata nel proprio sito istituzionale, si è limita ad affermare che al concorso sono ammesse per legge le equivalenze e le equipollenze, continuando ad omettere l’espressa indicazione del titolo di studio di agrotecnico.
In sostanza, quindi, Arcea ha continuato nel suo comportamento, omettendo uno specifico titolo di studio ed indicandone, invece, nominativamente un altro, in modo da favorire la partecipazione di chi vede il proprio titolo espressamente indicato, i periti agrari, e disincentivare la partecipazione di chi possiede l'altro titolo, gli agrotecnici.
In questo modo Arcea rispetta formalmente la legge, ma aggira i principi di imparzialità e parità di trattamento.
Chiedo di sapere: se la Giunta regionale sia a conoscenza dei fatti esposti, se ritenga di intervenire perché il bando in argomento venga modificato, nel senso di esplicitare tutti i titoli di studio che hanno diritto alla partecipazione concorsuale ed in particolare quello di agrotecnico, garantendo così la massima partecipazione, anche nell'interesse della stessa amministrazione.
La risposta della Giunta regionale.
Credo che dovrebbe esserci la risposta scritta, così mi hanno comunicato. In ogni caso nella prossima seduta faremo avere la risposta specifica per iscritto.
Non è pervenuta, Presidente, nessuna risposta per iscritto. Invece, sono venuto a conoscenza - peraltro perché pubblicato dai giornali regionali - del fatto che Arcea avrebbe revocato il concorso. Almeno questa è la notizia degli ultimi giorni, non so se il consigliere D'Acri, che è il consigliere delegato, la può confermare.
Non è un dibattito, consigliere Gallo.
E’ stato sospeso. Sono in attesa della risposta e di capire se ci sarà.
L’interrogazione è rinviata.
Interrogazione numero 396/10^ di iniziativa del consigliere D. Bevacqua “Sul rischio di chiusura Agenzie INPS sul territorio calabrese”
Passiamo all'interrogazione 396/10^ del consigliere Bevacqua: “Sul rischio di chiusura Agenzie INPS sul territorio calabrese”. Prego, consigliere Bevacqua, ha facoltà di illustrarla.
Anche questa, come la precedente, nasce da alcune sollecitazioni provenienti dal territorio.
Una determinazione presidenziale dell'INPS del 16 maggio 2018 ridisegna i parametri in base al quale sul territorio rimangono le agenzie territoriali dell'INPS.
Se dovesse essere applicata in toto questa determinazione e se dovesse verificarsi una modifica di uno dei tre parametri a cui si faceva riferimento con il vecchio decreto del 1 agosto 2011, la Calabria rischierebbe di vedere chiusi 4 -5 sportelli territoriali. Sarebbe un’ulteriore spoliazione per il territorio calabrese, viste anche le numerose chiusure che, in questi ultimi anni, hanno interessato non solo l'INPS, ma anche altri settori della rete territoriale dello Stato nella nostra regione.
Chiedo, quindi, di capire cosa può fare la Giunta regionale e se vi è stata qualche interlocuzione con i vertici nazionali dell'INPS, al fine di comprendere se qualcosa può cambiare o far rivedere queste determinazioni. Grazie.
Prego, la risposta della Giunta regionale.
Anche su questo c'è una specifica del Presidente, comunque è stata aperta un’interlocuzione informale per verificare le possibilità per affrontare al meglio il problema.
Interrogazione numero 397/10^ di iniziativa del consigliere A. Nicolò “In ordine al ‘Santa Maria degli Ungheresi’ di Polistena”
Passiamo all’interrogazione 397/10^ a firma del consigliere Nicolò: “In ordine al “Santa Maria degli Ungheresi di Polistena”. Prego, consigliere Nicolò, ha facoltà di illustrarla.
Riguarda la carenza di personale di tutti i reparti dell'ospedale di Polistena - argomento che è stato sollecitato dal primo cittadino, ma anche da sigle sindacali –, ma anche la necessità di nuove strumentazioni e, soprattutto, di lavori strutturali che vanno ad inficiare l'erogazione di un servizio che trova la sua importanza nel diritto alla salute riconosciuto a tutti i cittadini.
Vorremmo conoscere quali sono le determinazioni del governo regionale per far fronte a queste carenze che vanno ad incidere su un diritto la cui sacralità è affermata dalla Costituzione.
Prego, assessore Russo.
A questa interrogazione, come per altri casi molto specifici, sarà il Presidente a rispondere nella prossima seduta, trattandosi di un documento tecnico.
Può ripetere, assessore Russo?
Sarà il Presidente a rispondere essendo un fatto tecnico.
È un’interrogazione che rimandiamo alla prossima seduta alla presenza del Presidente.
Discutiamo ora, prima di passare al terzo punto, i due ordini del giorno richiamati già nella precedente seduta di Consiglio, in ordine alla situazione dei lavoratori di cui alle leggi regionali numero: 15 del 2008, 28 del 2008, 8 del 2008. La parola il consigliere Sergio. Prego.
Presidente, posso prima…
Abbiamo già detto che basta comunicare qual è la mozione, consigliere Gallo.
Ordine del giorno in merito alla situazione dei lavoratori di cui alle leggi regionali numero 15 del 2008, 28 del 2008, 8 del 2010
Consigliere Sergio, può illustrare l'ordine del giorno, grazie.
Signor Presidente, assessori, do lettura dell’ordine del giorno in merito alla situazione dei lavoratori di cui alle leggi regionali numero 15 del 2008, 28 del 2000, 8 del 2010:
“Il Consiglio regionale della Calabria - premesso che:
una delle vertenze a più alto impatto sociale in Calabria è certamente quella del completamento del percorso di stabilizzazione dei lavoratori di cui alla legge regionale 15/2008, 28/2008, 8/2010 (lavoratori in difficoltà appartenenti al precariato storico della Regione, per come individuati da pregressi accordi istituzionali e sindacali, destinatari di misure di sostegno al reddito anche di provenienza comunitaria, a valere sul bilancio dello Stato e delle Regioni);
a tal fine la legge regionale Calabria 13 gennaio 2014, numero 1 (Indirizzi volti a favorire il superamento del precariato di cui al disegno di legge 31 agosto 2013 n. 101 convertito in legge 30 ottobre 2013 numero 125) detta puntuali criteri e dettami per attuare un graduale ma “legittimo” percorso di stabilizzazione anche a tempo parziale, dell'intera categoria in questione; e ciò al fine di pervenire al definitivo smaltimento di tale bacino di precariato storico a livello territoriale in modo “ordinato” e non arbitrario;
anche di recente, da parte della Giunta regionale non sono mancati interventi amministrativi ed anche legislativi atti a stabilizzare gli appartenenti storici al bacino dei precari regionali che hanno tenuto conto anche dei diritti e delle situazioni dei lavoratori di cui alla legge regionale 15 del 2008, 28 del 2008 e 8 del 2010, evitando in tal modo di ingenerare inopinate disparità di trattamento tra situazioni giuridiche soggettive assolutamente analoghe e di pari rilievo e dignità sociale, con il rischio di avvio di imponenti contenziosi giuslavoristici a carico dell'erario;
considerata la sussistenza dei fondi destinati alla definizione del percorso di stabilizzazione, avendo la Regione già deliberato il cofinanziamento di 38 milioni di euro a riguardo per il triennio 2019-2021-
il Presidente della Regione e la Giunta a portare a conclusione il processo di stabilizzazione dei lavoratori di cui alle leggi regionali 15 del 2008, 28 del 2008 e 8 del 2010;
ad adottare ogni misura idonea a garantire, fino al processo di stabilizzazione dei lavoratori cui alle leggi regionali 15 del 2008, 28 del 2008 e 8 del 2010, la non interruzione dei rapporti lavorativi senza soluzione di continuità alla data del 31 dicembre 2018, prevedendo risorse aggiuntive per consentire un aumento delle ore integrative per tutti i lavoratori, equiparandone, in attesa della conclusione del processo di stabilizzazione, il trattamento a quello degli Lsu-Lpu del bacino regionale.” Grazie.
La risposta dell’assessore Robbe sull'ordine del giorno.
Ho preso visione, in questo momento, dell'ordine del giorno e, considerata la delicatezza dei temi, si tratta di una questione abbastanza rilevante, credo sia opportuno discuterla alla presenza del Presidente; quindi, vi chiedo di ripresentare l'ordine del giorno alla prossima seduta di Consiglio. Grazie.
Va bene qualsiasi soluzione che porti, possibilmente, alla discussione e alla definizione, anche se credo che questo sia un po' impegnativo. Mesi fa, ci siamo detti la stessa cosa ma, nel frattempo, non è successo niente dal punto di vista dell'approfondimento da parte vostra con i rappresentanti di questi lavoratori e con il Consiglio regionale.
Consigliere Sergio, concorda con la proposta della Giunta di rinviare la discussione alla prossima seduta di Consiglio?
Va bene purché sia una discussione che abbia concretezza e porti alla definizione del problema.
Realizzazione del sistema unico integrato di interventi in materia di servizi e politiche sociali ex L.R. 23/2003
Grazie. Passiamo alla mozione numero 124/10^ del 26 giugno 2018, a firma dei consiglieri Gallo e Greco. Prego, consigliere Gallo, ha facoltà di illustrarla.
Grazie, Presidente. Si tratta di una mozione che riguarda la realizzazione del sistema unico integrato di interventi in materia di servizi e politiche sociali, legge regionale numero 23 del 2003. Come è noto, nei mesi passati, abbiamo dibattuto più volte in questa Aula e in terza Commissione, sotto la guida del collega Mirabello che, in maniera equilibrata, ci ha portato a ragionare e a discutere circa la riforma del welfare che era stata realizzata dalla Giunta regionale nei mesi passati. Quel tipo di riforma che, più volte in quest’Aula, ho definito “riforma deformante” ha avuto, poi, un iter travagliato perché è stata bocciata prima dal Tar Calabria e poi dal Consiglio di Stato. I colleghi della Commissione, avendo, anche, ragionato con la neo assessore Robbe, con la quale abbiamo avuto un confronto serrato in più di una circostanza, hanno voluto sostenere la tesi del sottoscritto e quella del collega Greco, arrivando anche, devo dire, di concerto con l'assessore, alla definizione di una mozione che potesse essere condivisa da parte dell'intero Consiglio. Una mozione bipartisan che possa, in un certo qual modo, riscrivere le linee guida alle quali la Giunta regionale dovrà attenersi nel momento in cui predispone la nuova riforma del welfare. Siamo tutti d'accordo che la legge regionale numero 23 del 2003 è assai datata e che, quindi, bisogna dare, in questo settore specifico, una risposta.
Credo che la Giunta regionale ci stia lavorando, ed è chiaro che queste sono delle linee guida che la Giunta dovrà seguire e il Consiglio dovrà essere coinvolto affinché possa, in un certo qual modo, dare il parere necessario in terza Commissione, anzi credo che l'intero Consiglio debba partecipare in maniera più attiva, rispetto al passato, alla definizione dell'iter delle nuove linee guida. Chiedo, quindi, l'approvazione di questa mozione che, peraltro, abbiamo condiviso con l'assessore, mesi addietro, e che è, oramai, assai datata perché risale al 26 giugno.
Il consigliere Gallo, intanto, ha illustrato la mozione; la discussione, nel merito, con la Giunta la faremo dopo. Intanto, consigliere Gallo, la prego di illustrare l'interpellanza numero 6/10^ di sua iniziativa sul tema delle trasfusioni con sangue infetto.
Presidente, volevo sapere se, su questo argomento, su queste interpellanze - sono più di una -.
Ci sono cinque interpellanze.
Considerato che, rispetto all'interrogazione sulla medesima materia, presentata dal collega Guccione, non c’è stata alcuna risposta perché il Presidente della Giunta regionale, oggi, è assente per motivi di salute, volevo sapere se ci sarà una risposta sulle interpellanze che ho presentato. Altrimenti anch'io rinuncio ad illustrarla e chiedo che, a breve, venga fissato un’altra seduta di Consiglio regionale sul tema del sindacato ispettivo, affinché il Presidente della Giunta regionale possa essere presente e darci le risposte adeguate.
Parere della Giunta?
Certo, pienamente d’accordo.
Bene allora le interpellanze numero 6 /10^, 8 /10^, 11/10^, 14/10^ e 18/10^ sono rinviate.
Anche la 7/10^.
Si, anche la 7/10^ e per ultima la 16/10^, tutte riferite al settore sanitario, sono rinviate alla prossima seduta.
Interpellanza numero 9/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sui cantieri ancora aperti sulla A2”
Consigliere Gallo, la prego di illustrare l’interpellanza numero 9/10^, riguardante i cantieri ancora aperti sulla A2.
Presidente, l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, lunga 433 km, inizialmente denominata A3, vide inaugurare il suo primo cantiere il 21 gennaio 1962, a Reggio Calabria, alla presenza, dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Amintore Fanfani. L'autostrada venne aperta all'esercizio tra Salerno e Lagonegro nel 1967, l'anno successivo raggiunse Cosenza e nel 1969 arrivò a Gioia Tauro, nel 1974, infine, raggiunse Reggio Calabria. L'autostrada realizzata era a due corsie di limitata larghezza per senso di marcia, priva di corsia d'emergenza, con sole piazzole di sosta distanziate tra loro e con un costo finale calcolato in trecento sessantotto miliardi di vecchie lire. Numeri che sono interessanti e che possono arricchire il confronto, anche, per comprendere alcuni passaggi e per ovviare alle criticità e alle carenze infrastrutturali originarie, aggravate, nel corso del tempo, della carenza di sostanziali interventi di manutenzione straordinaria. Dal 1997, praticamente, ad oggi, l'autostrada Salerno-Reggio Calabria è stata oggetto di lavori di ammodernamento, con la realizzazione della corsia di emergenza, che hanno richiesto stanziamenti per più di otto miliardi di euro e consentito di rendere interamente percorribili un totale di 375 km su 433 km. Nel mese di marzo 2016, ANAS, d'Intesa col Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la presentazione del cosiddetto piano di manutenzione, formalizzava la volontà di accantonare i lavori di costruzione di tre tratti non ammodernati, ovvero, Morano Firmo - Cosenza Altilia e Pizzo - Vibo Valentia, di estensione complessiva pari a cinquantanove chilometri e seicento metri in favore di un rinnovamento in sede. Ricordo che due dei tre tratti sono in provincia di Cosenza e l'altro in provincia di Catanzaro e Vibo Valentia. Sarebbe interessante, ora, comprendere, alla luce di quanto accaduto a Genova, dato che si tratta di interventi infrastrutturali assai risalenti nel tempo, a circa 50 anni addietro, se ANAS, trattandosi di tratti nei quali vi sono molti ponti, molti viadotti e quindi l'usura del calcestruzzo potrebbe essere, anche, pericolosa per gli utenti dell'autostrada stessa. Sarebbe interessante capire se, nel frattempo, ANAS ha cambiato idea, visti i fatti di Genova.
L'autostrada Salerno - Reggio Calabria, nella sua attuale fisionomia, è stata inaugurata il 22 dicembre 2016 dall'allora Presidente del Consiglio, Gentiloni, con evento presentato come manifestazione promossa a completamento dei lavori dei cantieri in essere. Con decreto ministeriale del 13 giugno 2017, l'autostrada Salerno-Reggio Calabria ha visto cambiare la sua denominazione da A3 in A2. A meno di 2 anni della sua formale inaugurazione, al di là dei tre richiamati tratti, oggetto di semplici interventi di adeguamento e non di ammodernamento, anche in altri tratti la situazione della A2 continua a essere segnata da gravi incidenti, tali da indurre la magistratura, in più di un'occasione, a disporre il sequestro giudiziario di ampie porzioni di essa. Stando al sito internet dell’ANAS, questo è bene che sia a conoscenza di tutti, allo stato, il 4 luglio 2018, la A2 risulta essere oggetto di 67 interventi, tutt'ora in corso, dei quali 60 per lavori di manutenzione straordinaria. Il presidente Oliverio, in data 11 maggio 2018, aveva affermato che dal primo luglio non sarebbe stato tollerato un solo cantiere aperto sull' autostrada del Mediterraneo. Vogliamo che sia sgombra è che non vi siano interruzioni soprattutto nel tratto da Cosenza ad Altilia.
Concluda, consigliere Gallo.
Concludo, Presidente, dicendo che è una interpellanza assai datata, chiedevo il 4 luglio se il governo regionale fosse a conoscenza che i cantieri fossero ancora aperti, se e come la Giunta regionale intendesse adoperarsi per impedire che i tratti di chiusura dell'autostrada e i cantieri aperti influenzino, negativamente, la stagione turistica e se la Giunta regionale volesse, oggi, credo, che dopo il 14 agosto è più che mai necessario, comprendere la stringente urgenza e quindi volesse adoperarsi per chiedere al nuovo Governo del cambiamento, al Governo gialloverde, l'intervento per i tratti Morano-Firmo, Cosenza-Altilia e Pizzo-Vibo Valentia che l'ANAS aveva in un primo tempo eliminato.
Concludo, Presidente, dicendo che è di stretta attualità, perché i cantieri intorno al 15 luglio sono stati chiusi e poi puntualmente riaperti ai primi di settembre. Chi percorre la A3, quotidianamente, e noi che veniamo dall’alta Provincia di Cosenza quando veniamo a Reggio, ci rendiamo conto di come i cantieri esistenti siano tantissimi e come l'ANAS, ancora una volta, abbia tradito le attese e le speranze dei calabresi.
Grazie, Presidente. L'evento citato nell’interpellanza in oggetto, del 22 dicembre 2016, di inaugurazione della A2 autostrada del Mediterraneo, ha sancito, al di là dell'enfasi con cui l'iniziativa è stata promossa e dunque al netto di considerazioni di tipo mediatico, il momento in cui si consegnava, per la prima volta, un’autostrada, da Salerno a Reggio Calabria, interamente a doppia carreggiata, con quattro corsie percorribili. Ciò non accadeva prima di tale data. E’ noto, infatti, che tra Lagonegro e Lauria, a causa di un dissesto idrogeologico, esisteva un tratto con una corsia unica percorribile per senso di marcia. Tuttavia, in quella occasione, il 22 dicembre 2016, non è stata mai decretata la fine degli investimenti per interventi atti a garantire sicurezza e fruibilità dell'infrastruttura, tanto è vero che il contratto di programma 2016-2020 tra il MIT e l’ANAS prevedeva, per un valore complessivo, in tutta la rete gestita da ANAS, oltre sei miliardi. Circa un miliardo e trecento mila euro per lavori sia di manutenzione straordinaria programmata sia di realizzazione di nuove opere sulla strada A2. Interventi che rientrano nel programma di investimenti di ANAS sull'intera rete di competenza nazionale.
Relativamente ai lavori di manutenzione straordinaria programmata, dopo la pausa estiva dello scorso 13 luglio 2018, l’ANAS ha ripreso gli interventi programmati sia nei tratti, già citati, che non hanno beneficiato dei lavori di ammodernamento autostradale tra Morano - Sibari, Cosenza - Altilia e Pizzo - Sant'Onofrio, sia nelle tratte ammodernate da tempo che non devono, per ovvie ragioni, essere abbandonate ed escluse dalle attività manutentive finalizzate a garantire la fruibilità nel tempo.
Ad oggi, sul tratto calabrese della A2, sono in corso interventi di rifacimento della pavimentazione, lavori di sistemazione di pendii e rifacimento giunti, operazioni di ripristino corticale del calcestruzzo ammalorato e di ripristino delle barriere. Lavori che interessano i tratti tra Altomonte e Tarsia Nord, Rende e Altilia Grimaldi, Pizzo e Sant'Onofrio più lavori di manutenzione della scarpata a ridosso della galleria Santa Lucia. Sono stati, inoltre, ultimati una serie di lavori di manutenzione straordinaria, principalmente di rifacimento di pavimentazione nelle tratte ammodernate. Dettagli sui citati lavori in corso e sugli interventi realizzati sono presenti in una nota che Anas ha fornito con una email, inviata in data 22 ottobre 2018, che viene resa disponibile. Con questa risposta nella citata nota è anche dichiarato, da parte di ANAS, che i cantieri in corso saranno ultimati per la fine dell'anno corrente e che l'importo dei lavori investiti per la manutenzione programmata, nella sola tratta calabrese, della A2, per il 2018, con tutti i cantieri ancora aperti, ammonta a circa quaranta milioni di euro di cui trentacinque milioni di euro già spesi. Le lavorazioni, per completare questi interventi, a fine anno impegneranno altri 5 milioni di spesa. E’ previsto che, in prosecuzione, nel 2019, ANAS avvierà ulteriori interventi di restyling delle gallerie, in analogia a quelli già realizzati, di riqualificazione delle barriere di sicurezza e di ripristino corticale dei calcestruzzi ammalorati delle opere d'arte, con investimenti, ancora, sensibilmente superiori, per complessivi, nel 2019, ottanta milioni di euro, cioè il doppio di quelli programmati nel 2018. Questo per la manutenzione straordinaria programmata.
Gli interventi, invece, ricadenti nella tipologia realizzazioni nuove opere si concentreranno, per il prossimo futuro, sul tratto Cosenza-Altilia Grimaldi ove è prevista la realizzazione di una corsia di arrampicamento per mezzi pesanti; intervento con progettazione definitiva già in corso e che ha un valore complessivo di circa seicento cinquanta milioni di euro inclusi, ovviamente, in quel miliardo e trecento mila euro.
E’ utile, inoltre, rilevare che la A2 è stata scelta perché diventi la prima smart - road in Italia, dunque un'autostrada tecnologicamente avanzata e che tale progetto partirà, proprio, dalla zona nord della Calabria al fine di contenere i disagi arrecati, all'utenza, dai restringimenti chiusura carreggiata. Su esplicita richiesta del Presidente della Giunta regionale, la Regione ha chiesto e ottenuto, da parte di ANAS, l'istituzione di un tavolo tecnico di monitoraggio per avere un quadro chiaro del cronoprogramma degli interventi previsti. La prima riunione del tavolo tecnico sarà svolta nel corso del prossimo mese di novembre. L’obiettivo è ridurre il disagio, all'utenza, con riferimento ai periodi festivi natalizi e pasquali ed, in particolare, alla prossima stagione estiva per la quale c'è già, da oggi, l'impegno di anticipare l'eliminazione dei cantieri dal primo luglio 2019, cosa che avverrà per la prima volta in Italia.
Consigliere Gallo, può intervenire per dire se è soddisfatto o meno della risposta, il Regolamento prevede questo. Prego.
Presidente, non sono soddisfatto. Posso dire il motivo?
Consigliere Gallo, proceda con l’illustrazione dell’interpellanza successiva, la numero 10/10^.
Presidente, sono previsti due minuti di replica, secondo l’articolo 120 del Regolamento.
Queste sono interpellanze, deve solo dire se…
…Presidente, anche per le interpellanze, si fidi ho studiato.
Consigliere, ha già perso 30 secondi.
Presidente, i secondi me li ha fatti perdere lei, me li faccia recuperare, per favore.
Non sono soddisfatto perché l'Anas - in un assetto globale che completa ponti da 55 km, quello tra Hong Kong e la Cina, in 6 anni - completa, invece, lavori di manutenzione ordinaria in lunghi mesi, a danno della viabilità per i calabresi e per chi percorre l’A2. Quindi sono insoddisfatto per questo, perché credo che Anas non dia le risposte adeguate nei tempi giusti. Insoddisfatto perché non si può dare una risposta per tratti di autostrada non realizzati e non ammodernati, con una corsia di arrampicamento per i mezzi pesanti nel tratto tra Altilia Grimaldi e Rogliano.
Inviterei il Governo regionale, per questo c’è lo stimato assessore Musmanno, a far sì che questo tavolo di concertazione con il Governo centrale possa essere un tavolo di concertazione con il Governo del cambiamento, con il ministro Toninelli del Movimento 5 Stelle e stanziare le risorse adeguate per interventi sulla A2 che possano portare all’ammodernamento di questi tratti di autostrada. La vicenda di Genova deve insegnare qualcosa.
Consigliere Gallo, ha finito il tempo a sua disposizione.
Presidente, sto chiudendo.
Consigliere Gallo, concluda.
E’ necessario che gli interventi infrastrutturali su quel calcestruzzo, che sarà sicuramente ammalorato, vadano verificati e si pensi alla manutenzione straordinaria, anzi al nuovo percorso nei tratti per i quali l'Anas non è intervenuta. Grazie.
Interpellanza numero 10/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sul trasferimento di competenza in fatto di patrimonio ittico e faunistico”
Passiamo all’interpellanza numero 10/10^ di iniziativa del consigliere Gallo: “Sul trasferimento di competenza in fatto di patrimonio ittico e faunistico”.
Consigliere Gallo, ha facoltà di illustrarla.
Presidente, questa interpellanza riguarda la deliberazione della Giunta regionale numero 541 del 16 dicembre 2015 avente ad oggetto “Approvazione nuova struttura organizzativa della Giunta regionale e metodologia di graduazione delle funzioni dirigenziali - Revoca della struttura organizzativa della Giunta regionale approvata con delibera di Giunta regionale numero 428 del 20 novembre 2013” con la quale veniva, tra l'altro, approvato il Regolamento regionale numero 16/2015, “Regolamento di organizzazione delle strutture della Giunta regionale”; con deliberazione numero 212 del primo giugno 2018, avente ad oggetto “Approvazione regolamento: Modifiche al Regolamento regionale numero 16 del 24 dicembre 2015, c'è un nuovo Regolamento di organizzazione delle strutture della Giunta regionale;
per effetto di queste modifiche - e ometto di citare tutte le varie modifiche al Regolamento della Giunta regionale avvenute nei mesi del 2017 nei mesi del 2016 e 2018 - nella richiamata delibera di Giunta regionale si prescrive che la titolarità delle funzioni in materia di patrimonio faunistico attività venatoria passi dal Settore “Fitosanitario, vivaismo, micologia, patrimonio ittico” al Settore “Affari generali, giuridici ed economici, controlli, regolamenti, usi civici, patrimonio faunistico”;
tale scelta viene laconicamente motivata con un semplice riferimento ad una comunicazione pervenuta tramite posta elettronica al dirigente generale del dipartimento agricoltura e risorse agroalimentari, sulla scorta di non meglio precisati processi di complessiva riforma del settore del patrimonio faunistico e dell’attività venatoria;
a seguito di questo trasferimento di titolarità il personale ed il dirigente del Settore 5, ad onta della professionalità e del bagaglio di conoscenze e competenze acquisiti in fatto di patrimonio faunistico ed attività venatoria, vengono sottoposti a procedure di allocazione come da determinazione gestionali demandate al dirigente generale del dipartimento agricoltura e risorse agroalimentari.
Tanto premesso, ho interpellato il 13 luglio 2018 il Presidente della Giunta regionale per sapere:
se ritenga sufficiente, per determinare una così rilevante modifica degli assetti organizzativi di un intero dipartimento, una semplice comunicazione mail informata la presunta sussistenza di generici motivi di efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa;
se alla base di questa motivazione vi siano motivi altri e diversi, non palesati ma a conoscenza della Giunta regionale;
se si reputi opportuno disperdere il patrimonio di competenza e professionalità acquisito dal personale e dal dirigente del disciolto Settore 5;
se si consideri consono affidare la gestione delle attività faunistiche venatorie ad un Settore fin qui occupatosi prettamente e per lo più di affari squisitamente giuridici;
se intenda ripensare - nei tempi tecnici necessari - la scelta adottata e ripristinare lo status quo ante, a garanzia del corretto, efficace ed efficiente funzionamento degli uffici regionali che, in seno al dipartimento agricoltura e risorse agroalimentari, devono quotidianamente occuparsi delle materie afferenti al patrimonio faunistico ed alle attività venatorie.
In parole povere con delibera di Giunta regionale dello scorso mese di luglio il Settore Caccia, che era stato da sempre sotto la guida dell'assessorato all'agricoltura, quindi assessorato Agricoltura Caccia e Pesca, viene trasferito d'emblée alla Presidenza, e vorremmo capire i motivi per i quali ciò è avvenuto e se ci siano motivi diversi rispetto a quelli citati laconicamente nella delibera di Giunta regionale.
La risposta della Giunta regionale?
Presidente, è necessaria una risposta specifica poiché riguarda l'organizzazione interna dell'assessorato all’agricoltura e della Presidenza che, appunto, segue il Presidente della Giunta, quindi chiederei di rispondere nella prossima seduta.
L’interpellanza numero 10/10^ è rinviata.
Presidente, non possiamo convocare una seduta di Consiglio regionale dedicata interamente alle interpellanze ed alle interrogazioni e poi sentire in Aula che la Giunta non è in grado di rispondere.
Consigliere Guccione, c’è la sopraggiunta assenza del Presidente della Giunta.
Penso che il Consiglio regionale vada “in corto circuito”, anche la Calabria va “in corto circuito”.
E’ deludente dedicare una seduta di Consiglio per sentir dire: deve rispondere il Presidente della Giunta.
Interpellanza numero 12/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sulle presunte anomalie che si verificherebbero in relazione all’ATC Cosenza 3”
Passiamo all’interpellanza numero 12/10^ di iniziativa del consigliere Gallo: “Sulle presunte anomalie che si verificherebbero in relazione all’ATC Cosenza 3”.
Presidente, posso chiedere se c'è un rappresentante della Giunta in grado di rispondere?
Vicepresidente Russo, risponde lei all’interpellanza numero 12/10^?
Se non ricordo male riguarda la sanità, devo controllare.
Riguarda le presunte anomalie che si verificherebbero in relazione all’ATC Cosenza 3.
No no. Anche questa è come la precedente.
L’interpellanza numero 12/10^ è rinviata.
Interpellanza numero 13/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “In merito al mancato riconoscimento della tredicesima mensilità per gli ex dipendenti Esac Impresa”
Passiamo all’interpellanza numero 13/10^ di iniziativa del consigliere Gallo: “In merito al mancato riconoscimento della tredicesima mensilità per gli ex dipendenti Esac Impresa”
Vicepresidente Russo, può rispondere all’interpellanza?
Su questa interpellanza era stata predisposta una risposta per iscritto.
Non è pervenuta la risposta scritta, oltretutto è un’interpellanza.
Consigliere Gallo, illustri l’interpellanza numero 13/10^, poi il consigliere D’Acri risponderà.
Il consigliere Gallo ha facoltà di illustrarla.
Il Consiglio regionale su mia iniziativa ha approvato all'unanimità, nella seduta del 19 dicembre dello scorso anno 2017, un ordine del giorno col quale si impegnava il Governo regionale ad assumere tutte le iniziative necessarie ed idonee affinché ai dipendenti ex Esac Impresa aderenti al Piano di incentivazione esodo fossero riconosciute le somme spettanti a titolo di tredicesima e quattordicesima mensilità tra le voci della retribuzione componenti lo stipendio nel calcolo dell'incentivo regionale anticipato nel rapporto di lavoro;
a distanza di mesi l'ex Esac Impresa, stiamo parlando del ventitre luglio, continuava a porre resistenza nelle sedi giudiziarie nei confronti dei dipendenti esodati che rivendicavano l'erogazione delle suddette somme, riconosciute per altro da sentenze della Suprema Corte di Cassazione, oltre agli interessi legali;
con le ordinanze emesse nel tempo (ultima delle quali risalente all'anno 2018, con numero 14146, emessa dalla sesta sezione e pubblicata il 4 giugno 2018) la stessa Corte di Cassazione richiamava e confermava le motivazioni racchiuse della sentenza numero 1748/2017;
tanto premesso interpellavo il Signor Presidente della Giunta regionale calabrese per sapere:
quali provvedimenti avesse assunto o intendesse assumere per rendere esecutiva la volontà unanimemente espressa dal Consiglio regionale perché sia riconosciuta a tutti i lavoratori esodati ex Esac Impresa il rateo di tredicesima e quattordicesima mensilità loro spettante, non compreso nei relativi conteggi effettuati all'epoca dagli uffici preposti.
Prego, consigliere D’Acri.
D’ACRI Mauro (Oliviero Presidente)
Gli uffici preposti stanno procedendo a fare il calcolo per la liquidazione.
Bene, Presidente, mi dichiaro soddisfatto perché a seguito anche dell'ordine del giorno che abbiamo approvato lo scorso 19 dicembre 2017 e a seguito anche di questa interpellanza che risale al 23 luglio 2018, finalmente gli uffici si stanno adoperando e nel giro di qualche mese liquideranno, agli esodati ex Esac Impresa, quanto spettante loro che finora è stato negato dalla Giunta regionale, nonostante più pronunce da parte della Suprema Corte di Cassazione.
Interpellanza numero 15/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sui finanziamenti destinati all’Atreo per la qualificazione di immobili in Comune di Cassano allo Ionio”
Passiamo all'interpellanza numero 15/10^ di iniziativa del consigliere Gallo: “Sui finanziamenti destinati all’Atreo per la qualificazione di immobili in Comune di Cassano allo Ionio”.
Credo che su questa interpellanza l'assessore Musmanno potrà dare la risposta.
Si tratta di finanziamenti assai risalenti nel tempo; la Giunta regionale nel 1999, con deliberazioni 3117 e 313 del 2001, nell'ambito di un Programma regionale di edilizia residenziale pubblica del biennio 1988-89, aveva concesso all’Aterp di Cosenza un finanziamento complessivo di 3 milioni di euro destinato al Comune di Cassano Ionio per la realizzazione di interventi di risanamento del patrimonio edilizio pubblico dello stesso Comune;
con finanziamento di euro 773.500,00 circa contenuto nel finanziamento complessivo di euro 3.180.898,00, veniva individuato un intervento di risanamento del fabbricato ex proprietà “Toscano Celestina” e via discorrendo una serie di delibere della Giunta regionale, delibere anche del Comune di Cassano, che hanno negli anni modificato anche la destinazione di questi immobili che si trovano all'interno del centro storico del Comune di Cassano, destinandoli ad attività non residenziali ma di sostegno alla residenzialità; quindi mutando questi alloggi da alloggi edilizia residenziale pubblica ad immobili destinati ad attività compatibili con la residenza, per i fabbricati ex proprietà Toscano Celestina ed ex proprietà Pontieri e Gallo;
la variazione in parola non comportava la necessità di ulteriori finanziamenti della Giunta regionale ed era giustificata dalla presenza nel centro storico di Cassano da altri interventi di edilizia residenziale pubblica riguardanti ad esempio il palazzo Oriolo;
con delibera numero 129 del 2007 la Giunta regionale:
a) confermava la localizzazione degli interventi di recupero dei fabbricati ex proprietà Toscano Celestina e Pontieri e Gallo;
b) fissava in 10 mesi il termine ultimo per l'avvio dei lavori a pena di revoca del finanziamento;
c) autorizzava l’Aterp di Cosenza al cambio di destinazione d'uso;
d) dava mandato al dipartimento lavori pubblici di effettuare gli adempimenti in questione;
analogo iter seguiva la ristrutturazione del palazzo denominato “Oriolo”, destinatario di specifici finanziamenti;
i lavori riguardanti i tre immobili, regolarmente appaltati di avviati nei tempi previsti, venivano portati a compimento fino a stadio avanzato, salvo essere interrotti dopo l'esecuzione di circa l'80 per cento degli interventi programmati, per non meglio precisati impedimenti di ordine tecnico;
a seguito del blocco dei lavori, alle rassicurazioni e ripetute sollecitazioni circa la loro immediata ripresa è seguito in realtà, fino ad oggi, un periodo di fermo dei cantieri e di abbandono degli stessi immobili, soggetti per questo a vandalismi di vario genere che hanno vanificato per gran parte gli interventi realizzati con copiosa spendita di denaro pubblico, impedendo che fossero utilizzati per le finalità programmate e consegnati nella disponibilità del Comune di Cassano Ionio e dei suoi cittadini;
per questo, ho interpellato il Presidente della Giunta regionale lo scorso 27 luglio per sapere:
se e quali provvedimenti intenda assumere per verificare l'esistenza di eventuali profili di responsabilità in relazione al blocco dei lavori ed alla spendita infruttuosa dei finanziamenti pubblici erogati per la realizzazione delle opere progettate, in parte andate perdute a seguito del fermo dei cantieri a causa degli atti di vandalismo e dei furti susseguitesi pure per la mancanza di adeguata sorveglianza e controllo da parte dell'Aterp;
se e come intendesse adoperarsi per addivenire al completamento dei lavori degli immobili in questione ed entro quali tempi, onde poter poi consegnare gli stessi nella disponibilità del Comune di Cassano allo Ionio.
Cedo la parola all’assessore Musmanno.
La Giunta regionale ha deliberato nel 2007, su richiesta del Comune di Cassano allo Ionio, l’autorizzazione al cambio di destinazione d’uso dell’immobile, da residenziale a non residenziale funzionale alla residenza, a condizione, però, che l’Aterp riceva dall’Amministrazione comunale, nella qualità di soggetto utilizzatore, il corrispettivo rapportato ai canoni che sarebbero stati percepiti in caso di utilizzo a fini locativi.
In tal senso è stato predisposto dall’Aterp Calabria uno schema di convenzione, da sottoscrivere con il Comune di Cassano allo Ionio, regolante i rapporti tra i due Enti.
Tale schema di convenzione è stato consegnato al Comune di Cassano allo Ionio in data 22 febbraio 2016. Non risulta assunto da parte del Comune di Cassano allo Ionio alcun atto amministrativo di recepimento della stessa convenzione, così come predisposta dagli uffici dell’Aterp.
Per quanto attiene ai lavori di recupero edilizio, quelli che si riferiscono al fabbricato citato ex proprietà “Pontieri-Gallo” sono stati riaffidati, a seguito di risoluzione contrattuale, all’impresa esecutrice con contratto in data 30 gennaio 2009.
I lavori sono stati consegnati in data 13 marzo 2009 ed ultimati in data 10 luglio 2014.
È da evidenziare che, per come riportato dalla denuncia in data 1° aprile 2016, il fabbricato è stato oggetto di furti e azioni vandaliche.
Allo stato si ritiene che l’esecuzione dei lavori di riparazione dei danni debba essere preceduta da atto che confermi la volontà dell’Amministrazione comunale di Cassano allo Ionio a fruire degli immobili, alle condizioni riportate dalla citata delibera di Giunta Regionale del 2007.
Nonostante l’Aterp appaia formalmente aver assolto agli obblighi che le competono, si ritiene che le
problematiche segnalate avrebbero dovuto essere affrontate con maggiore incisività.
Per questo motivo ringrazio l’interpellante e provvederò, in qualità di assessore competente in materia di edilizia residenziale pubblica, a segnalare all’Aterp la necessità di individuare rapidamente soluzioni che rendano gli immobili utilizzabili nel più breve tempo possibile.
Segnalo questo perché, nonostante l’interpellanza sia del mese di luglio 2018, per alcuni motivi mi è stata resa disponibile soltanto due giorni fa. È chiaro che ho già avviato tutta una serie di verifiche, stigmatizzando un comportamento che, ripeto, seppur corretto sotto il profilo della forma, perché in effetti l’inadempienza è adesso nelle mani del Comune di Cassano allo Ionio, richiedeva, però, di sollecitare l’Amministrazione comunale a provvedere a chiudere.
Anche perché in merito a questa situazione ci sono inadempienze abbastanza evidenti ma mi impegno sin da subito a risolvere la questione in tempi ultrarapidi. Lo spero davvero.
Mi dichiaro soddisfatto per la risposta dell’assessore Musmanno, innanzitutto perché prendo atto che dal 2016 c’è un’inerzia da parte dell’Amministrazione comunale.
La prego di fornirmi il suo appunto, così me ne farò portavoce presso la struttura commissariale del Comune di Cassano allo Ionio, che oggi ne regge le sorti, per addivenire in tempi brevi alla sottoscrizione della convenzione alla quale faceva riferimento e far sì che in breve tempo, al di là dell’individuazione delle responsabilità, si addivenga alla conclusione di questa vicenda che ormai supera quasi il ventennio. Mi dichiaro soddisfatto anche per il fatto che si adopererà immediatamente per porre fine all’ennesimo spreco di denaro pubblico. Le posso assicurare che all’interno del centro storico di Cassano allo Ionio è di tutta evidenza lo stato pietoso in cui versano questi immobili, per i quali sono stati investiti svariati milioni di euro.
Per cui la ringrazio, assessore. Mi terrò informato, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, sugli sviluppi della vicenda.
La prego di farmi pervenire l’appunto affinché possa essere trasferito al Comune di Cassano allo Ionio. Grazie.
Interpellanza numero 17/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sugli interventi di cui necessita il Convento-Santuario di Bisignano”
Passiamo all’interpellanza numero 17/10^ “Sugli interventi di cui necessita il Convento-Santuario di Bisignano”. Il consigliere Gallo ha facoltà di illustrarla.
Presidente, volevo chiedere se qualcuno degli assessori può rispondere, altrimenti la rinviamo.
Assessore Musmanno? Vicepresidente Russo?
La trattiamo la prossima volta.
Perfetto. Va bene.
Interpellanza numero 19/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sul Pacchetto Giovani”
Passiamo all’interpellanza numero 19/10^ “Sul Pacchetto Giovani”. Il consigliere Gallo ha facoltà di illustrarla.
Con il Pacchetto Giovani la Regione Calabria sostiene, attraverso fondi europei, l’imprenditoria giovanile in campo agricolo.
In riferimento al Pacchetto Giovani 2016, il bando emanato in relazione allo stesso portava all’esclusione di circa 150 giovani agricoltori, per assenza di titoli o autodichiarazioni, a mezzo di decreto del Dirigente generale vicario del Dipartimento agricoltura e risorse agroalimentari, numero 845 del 2017.
Tra gli esclusi una quindicina adiva il Tar, contestando le motivazioni sottesse alla mancata ammissione ai finanziamenti, ritenendola immotivata ed ingiustificata.
A conferma delle tesi esposte dai ricorrenti, il Tar Calabria, con sentenza 20 giugno 2018, accoglieva le doglianze, cassando il decreto dirigenziale richiamato e condannando la Regione, in persona del Presidente in carica, alla rifusione delle spese processuali ed ordinando l’esecuzione della sentenza.
A seguito dell’enucleato provvedimento la Giunta regionale ha inteso, in maniera opinabile, avanzare ricorso al Consiglio di Stato, domandando, in via cautelare, l’immediata sospensione dell’esecutività della sentenza impugnata.
Tale ultima istanza veniva rigettata dal Consiglio di Stato. Ciononostante, invece di ottemperare al provvedimento giudiziario, in occasione della presentazione del bando legato al Pacchetto Giovani 2018, il Dipartimento competente, nelle disposizioni procedurali, stabiliva espressamente che “con la presentazione di una domanda di sostegno 2018, collegata alla domanda presentata nell’ambito del Pacchetto Giovani 2016, si intende rinunciata la eventuale domanda di riesame presentata in esito al bando 2016”.
Cioè chi aderisce al nuovo bando 2018 automaticamente rinuncia alla domanda di riesame presentata sul bando Pacchetto Giovani 2016.
Tale previsione si appalesa discriminatoria e lesiva di diritti dei ricorrenti, vincitori del giudizio davanti al TAR e, in sede cautelare, anche davanti al Consiglio di Stato, esponendoli al rischio di dover rinunciare a quanto stabilito dalla magistratura amministrativa in loro favore, a causa della colpevole e deliberata inerzia della Regione, senza avere la certezza di essere ammessi ai fondi di cui al Pacchetto Giovani 2018, con il rischio, dunque, di perdere l’una e l’altra opportunità.
Tanto premesso, il 25 settembre 2018 interpellavo il Presidente della Giunta regionale per capire: se fosse a conoscenza della vicenda; se e come intendesse dare esecuzione in tempi celeri alla menzionata sentenza del Tar Calabria; se ritenesse di dover avviare degli accertamenti per individuare le responsabilità legate alla mancata esecuzione della stessa; se e quali provvedimenti si intendessero assumere per tutelare i diritti dei 15 giovani calabresi, palesemente discriminati dalle disposizioni procedurali al Pacchetto Giovani 2018.
In parole povere, signor Presidente, i giovani aderenti al bando del Pacchetto Giovani 2016 ed esclusi dallo stesso sono stati riammessi da sentenza del Tar; il Consiglio di Stato, rispetto a questa sentenza, non ha dato l’inibitoria cautelare e quindi, essendo stati riammessi, hanno chiesto che ci fosse una valutazione da parte della Regione Calabria. Valutazione che non è ancora avvenuta.
Il 21 novembre 2018 scadrà il nuovo bando per la misura Pacchetto Giovani 2018; se si aderisce al 2018 è prevista la rinuncia alla domanda di riesame del Pacchetto Giovani 2016, vorrebbero capire cosa devono fare e se la Giunta regionale intenda riammetterli, dando esecuzione alla sentenza del Tar Calabria.
Cedo la parola al consigliere D’Acri.
Allora, collega Gallo, dopo la sentenza del Consiglio di Stato si è proceduto immediatamente a nominare una Commissione per esaminare le 15 istanze e procedere in breve tempo, prima della scadenza del bando del 2018, per fornire subito le risposte ai 15 concorrenti.
Prendo atto di quanto riferito da parte della Giunta regionale. Mi auguro che in tempi brevi pervenga la risposta e loro possano decidere.
Credo che con questa interpellanza abbiamo un po’ smosso le acque e mi auguro che la Giunta regionale possa finalmente fornire le risposte adeguate.
Interpellanza numero 20/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sui criteri per il reclutamento del personale di cui ai bandi PSR”
Passiamo all’interpellanza numero 20/10^ “Sui criteri per il reclutamento del personale di cui ai bandi PSR”. Il consigliere Gallo ha facoltà di illustrarla.
Su questa interpellanza la Giunta regionale mi fornirà una risposta scritta.
Interpellanza numero 21/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sul ritardo dei lavori sulla statale 106”
Passiamo all’interpellanza numero 21/10^ sul ritardo dei lavori della Statale 106. Il consigliere Gallo ha facoltà di illustrarla.
Poiché si tratta di una questione molto importante, non so se l’assessore Musmanno sia in grado di rispondere, però vorrei che su questa interpellanza intervenisse il Presidente della Giunta regionale, per capire se e come l’Anas intenda avviare i lavori e, soprattutto, se il Governo, a guida del ministro Toninelli, intenda dare esecuzione ad una serie di deliberati ed anche all’appalto, che è stato eseguito a suo tempo dall’Anas, o voglia invece trasferire queste risorse altrove.
Non intendo sminuire la figura dell’assessore Musmanno ma vorrei un confronto politico col Presidente alla Giunta regionale perché è un argomento importante.
Si tratta di un investimento di 1 miliardo e 400 milioni di euro. Si dice che l’Anas ed il Ministero delle Infrastrutture vogliano trasferire questo finanziamento altrove e che non vogliano eseguire questi lavori; si parla di incontri tra i deputati pentastellati ed il ministro Toninelli per impedire la partenza dell’appalto.
Vorremmo capire, da quanto ci dichiarerà il Presidente della Giunta regionale, se questi lavori partiranno o meno.
Se siete d’accordo rinvierei l’interpellanza perché è un argomento di stringente importanza.
Consigliere, su questo punto sono nelle condizioni di poter rispondere anche a nome del Presidente, poi deciderà lei e, al limite, si potrà anche riproporre l’interpellanza successivamente.
Va bene, assessore, risponda.
Per rispondere all’interpellanza in oggetto è opportuno in primis effettuare un breve excursus storico sulla situazione relativa al “progetto Megalotto 3”.
Il Cipe, con delibera numero 41 del 10 agosto 2016, nell’ambito della valutazione del progetto definitivo integrato, suddiviso in due lotti funzionali, ha approvato il progetto del primo lotto funzionale per i primi 18 chilometri e ha rinviato a nuova istruttoria per aggiornamenti il progetto definitivo, integrato del secondo lotto funzionale per i successivi 20 chilometri, tenendo conto di tutte le prescrizioni ed osservazioni riportate nel parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici del 2016.
In data 8 maggio 2018 è stato emesso l’ordine di inizio delle attività per la progettazione esecutiva e per le attività propedeutiche al concreto inizio dei lavori relativamente alla prima tratta. Il contraente generale, Associazione temporanea di imprese Astaldi Spa-Impregilo Spa, in ottemperanza all’ordine di inizio attività del maggio 2018, ha anche anticipato ad Anas una parte del progetto esecutivo, quello relativo alla prima tratta. Il progetto definitivo della seconda tratta, rivisitato secondo le prescrizioni imposte, è stato, quindi, trasmesso per l’approvazione al Cipe che lo ha approvato nella seduta del 28 febbraio 2018. Anche per la seconda tratta è stato, in data 18 settembre 2018, emesso l’ordine di inizio delle attività per la progettazione esecutiva e per le attività propedeutiche al concreto inizio dei lavori.
La procedura prevede che a partire dalla data dell’ordine di inizio delle attività – dunque, dal settembre 2018 – il contraente generale ha 180 giorni naturali e consecutivi per la consegna del progetto esecutivo e per l’esecuzione delle prestazioni propedeutiche all’avvio dei lavori e, quindi, il termine è fissato al 16 marzo 2019. Il termine ultimo per l’approvazione del progetto esecutivo da parte di Anas è fissato – come da delibera Cipe del 2018 – in 420 giorni naturali e consecutivi dalla data dell’ordine di inizio attività ed è, pertanto, previsto per il giorno 11 novembre 2019. A seguito di tale approvazione, il direttore dei lavori procederà alla consegna dei lavori. Fermo restando i tempi contrattuali sopra esposti, sono possibili anticipazioni rispetto ai tempi previsti nel caso in cui ci siano consegne anticipate del progetto esecutivo da parte del contraente generale e approvazioni dello stesso da parte di ANAS. In questa direzione si sta muovendo la Regione Calabria impegnata con Anas a monitorare lo stato di avanzamento del progetto per consentire la sua approvazione anticipata rispetto alle scadenze contrattuali.
Dal punto di vista progettuale le attività svolte dal contraente generale risultano, dunque, conformi ai tempi contrattuali. Sono in corso di esecuzione le procedure espropriative e le attività per la bonifica ordigni bellici sulle aree interessate dai lavori, relativamente alla prima tratta funzionale su cui si avvieranno, a breve, le attività relative alle indagini archeologiche preliminari e al monitoraggio ambientale ante operam; per la seconda tratta funzionale, il contraente generale ha trasmesso il cronoprogramma delle attività propedeutiche all’avvio dei lavori ed ha predisposto la documentazione per l’avvio delle procedure di esproprio. Non ci sono, dunque, tecnicamente ritardi nell’inizio dei lavori e, peraltro, per quanto ci è dato conoscere, non esiste, allo stato, nessun atto ufficiale, nessun documento prodotto dal Ministero competente che possa far pensare ad un blocco delle procedure tecniche amministrative relativamente al “progetto del Megalotto 3” sulla strada statale 106.
È opportuno, altresì, segnalare che una delle due società costituenti l’ATI Impregilo-Astaldi ed, in particolare, la Astaldi, sta attraversando un periodo di difficoltà economico-finanziarie. Il tribunale di Roma ha ammesso la società alla procedura di concordato preventivo e, dunque, entro il 16 dicembre 2018 dovrà presentare la proposta definitiva di piano concordatario. Astaldi è fiduciosa della positiva conclusione della vicenda. La società ha comunicato che sta procedendo al perfezionamento del piano e di tutti gli adempimenti previsti dalla normativa, al fine di rafforzare e garantire l’operatività e la continuità aziendale. In ogni caso, tutti gli attori coinvolti si stanno adoperando perché le difficoltà di Astaldi non abbiano impatti negativi sull’avanzamento del progetto né compromettano una sua approvazione anticipata.
L’ATI è pronta a riorganizzarsi al proprio interno in modo da non causare ritardi qualora si rendesse necessario. Tra le iniziative intraprese e attualmente in corso, l’ANAS ha accettato di surrogare temporaneamente il contraente generale per le indennità di esproprio che sarebbero a carico del contraente stesso, ma che questi ha difficoltà a pagare per le citate vicende di Astaldi. È, inoltre, in corso di formalizzazione da parte di Anas l’onere del pagamento delle somme da corrispondere agli enti gestori per la risoluzione delle interferenze.
Nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ognuno, ribadiamo l’impegno della Regione a seguire e stimolare costantemente il processo perché sia garantito che esso possa andare a buon fine in tempi quanto più rapidi possibili e più brevi rispetto alle scadenze contrattuali.
Giusto una nota a margine: se ci fosse una qualsiasi sensazione ufficiale – al di là delle dichiarazioni improvvide del ministro Toninelli – di interrompere o di procedere con il rallentamento o con lo stop di quest’opera, penso che ANAS in questo istante stia costruendo un percorso addirittura estremamente complesso per poter recuperare gli eventuali stop da gestire.
Si sta procedendo con forza anche nella gestione degli espropri e questo penso che sia il segnale più chiaro ed evidente di come, allo stato attuale, non esistono rischi per il completamento e per il perseguimento di quest’opera. Grazie.
Presidente, l’assessore Musmanno comprende la preoccupazione delle popolazioni e delle amministrazioni locali che da tempo immemore attendono la realizzazione di quest’opera che, peraltro, non serve solo quell’area, ma serve soprattutto il nostro Paese perché è l’ultimo tratto del corridoio 8, Helsinki-Palermo, che non è a quattro corsie.
Le popolazioni sono preoccupate perché la mancata realizzazione di quest’opera potrebbe, naturalmente, portare alla mancanza di investimenti e, quindi, di ricaduta occupazionale ed economica; anche se ho denunciato in quest’Aula, a seguito di alcuni eventi delittuosi, che c’è anche un’attenzione spasmodica delle consorterie criminali e, quindi, della ‘ndrangheta su questi lavori. Bisogna alzare e tenere alta l’attenzione!
L’Associazione “Basta vittime sulla strada statale 106” denunciava il ritardo nell’apertura dei cantieri che sarebbe da ricondursi a ripensamenti indotti da alcuni atteggiamenti del ministro Toninelli e di alcuni parlamentari rappresentanti di forze politiche calabresi.
Ho chiesto lumi al Presidente della Giunta regionale per capire se ci fossero notizie in tal senso o se si trattasse di improvvide – come lei, assessore, le ha definite – dichiarazioni da parte del Ministro dei lavori pubblici, anche nella considerazione che stiamo parlando del Governo del cambiamento e, quindi, ci aspettiamo che questo Governo faccia investimenti di altissimo rilievo, di altissimo profilo e di altissima consistenza sulla nostra Regione, per cui continueremo, assessore, a seguire la vicenda e mi auguro che le notizie in suo possesso siano vere e che non ci siano i soliti colpi di mano a danno della Calabria.
Interpellanza numero 22/10^ di iniziativa del consigliere G. Gallo “Sulla vicenda dei tirocinanti del settore giustizia”
Passiamo all’interpellanza numero 22/10^ sulla vicenda dei tirocinanti del settore giustizia.
Cedo la parola al consigliere Gallo per illustrare l’interpellanza.
Presidente, prima di questo – mi dispiace che il collega D’Acri non sia in Aula – vorrei dire in merito al concorso per 12 posti bandito dall’Arcea che, nel frattempo, ho verificato su internet, – avevo letto la stampa regionale e mi pareva che il concorso fosse stato revocato – collega D’Acri, che il concorso è stato effettivamente revocato.
Ho visto sul sito dell’Arcea, quindi volevo soltanto dire che si tratta dell’ennesima brutta figura da parte della Giunta regionale su questo argomento perché ha, probabilmente, sbagliato le procedure.
Consigliere Gallo, la invito ad illustrare l’interpellanza numero 22/10^ “Sulla vicenda dei tirocinanti del settore giustizia”.
Presidente, non voglio appropriarmi di spazi che non mi spettano, ma non ho replicato rispetto all’interpellanza precedente perché sono stato tratto in inganno dal collega che, evidentemente, non era a conoscenza degli esiti.
Lo ha fatto ora, ma avrà, comunque, modo di farlo nella prossima seduta perché l’interpellanza è stata rinviata. Prego, consigliere Gallo.
Questa interpellanza è presentata insieme al collega Franco Sergio.
Con decreto numero 2285, pubblicato sul Burc in data 9 marzo 2016, la Regione Calabria indiceva bando per la selezione di mille lavoratori percettori in deroga o lavoratori disoccupati, con pregressa esperienza formativa presso gli uffici giudiziari, da avviare a percorsi formativi per le qualifiche di ausiliario o di operatore amministrativo, presso gli uffici giudiziari calabresi.
La durata del percorso formativo veniva fissata in 24 mesi, da svolgersi per un massimo di 20 ore settimanali per tutto l’arco dell’intervento e secondo le modalità organizzative adottate dagli uffici giudiziari di assegnazione, con un’indennità mensile pari soltanto a 500 euro.
Con decreto numero 8687 del 2016 del dirigente del dipartimento lavoro aveva luogo la presa d’atto dei verbali del nucleo di valutazione e l’approvazione delle graduatorie degli ammessi.
Dopo alterne vicende, a partire dal settembre 2016, finalmente, i mille lavoratori selezionati venivano autorizzati all’impiego presso gli uffici di assegnazione. Di recente, al termine del primo anno di durata dei percorsi formativi avviati, contrariamente alle previsioni del bando, i tirocinanti si sono visti notificare dal Ministero di grazia e giustizia una comunicazione con la quale si autorizza l’avvio del secondo anno di formazione, ma solo previa alternanza dei lavoratori.
Tale disposizione, lungi dal risultare chiara agli stessi uffici che dovrebbero applicarla, ha ingenerato allarme e confusione tra i lavoratori stessi alimentando il sospetto che la richiamata alternanza starebbe a significare la loro esclusione dal secondo anno formativo in favore di altri lavoratori.
Un riscontro oggettivo a tale lettura, apertamente contrastante con le citate previsioni del bando di reclutamento, sarebbe da rinvenirsi nella mancata autorizzazione allo svolgimento del secondo anno di formazione in favore dei mille lavoratori selezionati all’atto dell’approvazione della graduatoria di cui al richiamato decreto dirigenziale numero 8687 del 2016.
Ad oggi nessun chiarimento ufficiale è giunto in merito alla vicenda – stiamo parlando del 9 ottobre 2018 – inducendo i lavoratori interessati a richiedere il rispetto agli impegni assunti oltre che l’avvio di un confronto con la Regione e con il Governo sulle prospettive occupazionali.
Se non erro, stamane c’è stata una manifestazione davanti alla “Cittadella”, sede della Giunta regionale, da parte di questi lavoratori.
La questione riguarda un migliaio di famiglie calabresi per le quali la pur esigua borsa lavoro rappresenta una componente essenziale del reddito e, se non risolta, rischia di indebolire il già precario tessuto sociale ed economico calabrese, disperdendo un patrimonio di professionalità che sin qui – anche stante il blocco delle assunzioni e la carenza di personale – ha consentito il corretto funzionamento degli uffici giudiziari calabresi in una terra difficile, segnata dalla presenza asfissiante della criminalità organizzata.
Tanto premesso, chiedo se il Governo regionale, sia nella persona del Presidente della Giunta sia dell’assessore al lavoro, fosse a conoscenza della situazione, se e come la Regione intenda adoperarsi per garantire in tempi celeri il rispetto integrale delle previsioni di cui al decreto numero 2285 del 2016 e se la Giunta regionale – credo lo stia già facendo – intenda promuovere con il Governo, il Governo del cambiamento, con un ministro dei 5 Stelle alla guida al Ministero della giustizia, un tavolo di concertazione per valutare – di concerto con lo stesso – le iniziative da assumere per un eventuale futuro impiego degli odierni tirocinanti in maniera stabile, a garanzia dell’efficace funzionamento degli enti e sedi presso i quali gli stessi svolgono già oggi le proprie attività.
Rispetto a questa interpellanza, intanto, stamattina, non c’è stata una manifestazione, ma un incontro concordato – tra l’altro, anche molto proficuo – e utilizzo questa interpellanza per trasferire a tutti le stesse informazioni che sto dando a tutti i tirocinanti, proprio per creare un clima di condivisione intorno alla vicenda.
Intanto, facciamo il punto sulla situazione. La convenzione tra la Regione Calabria e le Corti di appello e le Procure generali di Catanzaro e di Reggio Calabria è stata sottoscritta nel mese di aprile 2017. Espletate le procedure dell’avviso di selezione dei tirocinanti, questi hanno iniziato il tirocinio formativo presso i vari uffici giudiziari nel mese di settembre 2017.
Ora, considerato che all’articolo 10 della convenzione, valida per 12 mesi, è prevista la possibilità di rinnovo per un ulteriore periodo di pari durata, a giugno 2018, come dipartimento, ci siamo già attivati prima della scadenza del 30 agosto 2018 – considerato che sussistevano e sussistono tutt’oggi le condizioni oggettive – e abbiamo richiesto al Ministero di giustizia le indicazioni per procedere agli adempimenti e ai passaggi successivi per andare al rinnovo della convenzione in vigore.
In merito, il Ministero della giustizia – rispondendo alle varie sollecitazioni che sono state effettuate contestualmente anche dalle corti d’appello e dalle procure interessate – ha comunicato che la convenzione poteva essere rinnovata prevedendo l’alternanza dei tirocinanti, visto che il regolamento prevede che si possa svolgere un tirocinio per un periodo non superiore a 12 mesi.
Successivamente, nella prima decade del mese di settembre 2018, il settore ha proposto al Ministero una soluzione che tenesse conto di quanto sostenevano loro, ma anche di quanto avevamo elaborato nel frattempo anche dal punto di vista normativo; abbiamo ragionato sui tirocini di perfezionamento, tra l’altro, confortati da quanto dicevano le Corti d’appello e tutti i soggetti che hanno utilizzato questi tirocinanti e considerato anche che la soluzione dei tirocini di perfezionamento è una prassi, peraltro, già utilizzata in altri casi e prevista dalla legge numero147 del 2013 (legge di stabilità 2014), tutt’oggi in vigore.
Ad ottobre non abbiamo avuto nessun riscontro rispetto a questi solleciti per cui abbiamo inviato, a firma congiunta mia e del Presidente della Giunta, una lettera direttamente al Ministro della giustizia – alla quale non abbiamo ancora avuto riscontro – chiedendo e sollecitando un incontro in tal senso e sostenendo, ovviamente, le ragioni che abbiamo sostenuto fino ad oggi.
Oltre a questo, ho avuto nei giorni scorsi un incontro interlocutorio con il prefetto di Catanzaro, la dottoressa Ferrandino, che è anche coordinatore di tutti i prefetti, nel quale ho illustrato la questione e chiesto – in quanto autorità rappresentativa dello Stato in sede territoriale – di farsene carico e di sollecitare ulteriormente la nostra richiesta.
È di oggi l’ultima interlocuzione con il Ministero – con cui tra l’altro erano in atto interlocuzioni fra i tecnici – proprio per pervenire ad una a soluzione, tanto più che negli anni passati il Ministero aveva già autorizzato proroghe di ben altra durata e di ben altra intensità, per cui ad oggi siamo a questo punto. Ovviamente, non intendiamo fermarci e pensiamo che ci siano tutte le ragioni, anche normative, per andare avanti così come era previsto.
Ci auguriamo che la lettera precedente, anche l’intervento del Prefetto e l’ultima sollecitazione ci mettano nelle condizioni di dare al più presto una risposta a queste persone che, altrimenti, si vedrebbero negare una opportunità che è importantissima nella nostra regione.
Pertanto, ci adopereremo ancora in maniera intensa, per come abbiamo fatto fino ad oggi, insieme al Presidente per arrivare al più presto ad una soluzione.
Presidente, sono assolutamente insoddisfatto della risposta e non perché l’assessore non abbia dato le risposte che mi aspettavo, ma perché, purtroppo, il governo centrale – con un Ministero della giustizia a guida 5 Stelle – è un governo sordo rispetto alle manifestazioni di volontà di una Regione, di un Consiglio regionale, di mille famiglie di lavoratori che si sono formati per anni nel settore della Giustizia, come assistenti giudiziari, e hanno colmato vuoti evidenti all’interno del panorama giudiziario calabrese.
Vi posso assicurare, da frequentatore delle cancellerie, che c’è grande carenza di personale, soprattutto nelle procure che hanno bisogno – come denunciato più volte dai procuratori della Repubblica – di assistenti giudiziari che svolgano il lavoro necessario per consentire ai pubblici ministeri di effettuare le indagini dovute. Quindi, in una terra difficile e martoriata, il governo centrale, anziché dare le risposte giuste rispetto a queste rivendicazioni, è sordo alle rivendicazioni e neppure accorda un incontro al Presidente della Giunta regionale, come peraltro richiesto.
Allora, credo che, insieme al collega Sergio, che ringrazio per aver voluto sottoscrivere e aver sollecitato anche questa interpellanza, ci presenteremo alla prossima seduta di Consiglio regionale con un ordine del giorno per dare forza al governo regionale nei confronti dell’interlocuzione con il Governo centrale e portarlo a ragionare anziché a chiudersi rispetto a questi argomenti.
Si tratta di mille famiglie che ricevono una borsa lavoro miserevole di 500 euro ed è necessario che, almeno, possano proseguire in questo impegno e in questo perfezionamento della formazione all’interno degli uffici giudiziari calabresi ai quali danno un serio contributo. Grazie.
Vorrei aggiungere che si tratta non soltanto di un controsenso perché è giusto che si sappia che abbiamo fatto anche una rilevazione rispetto ad una serie di interpellanze e di interrogazioni fatte dall’attuale governo centrale quando c’era il governo precedente.
Le iniziative prese dall’attuale governo vanno in direzione opposta e contraria rispetto ad interpellanze e interrogazioni che gli stessi rappresentanti del governo centrale hanno posto quando erano all’opposizione. Pertanto, c’è un tema di contraddizione anche al loro stesso interno che, a mio parere, va sostenuto.
È rimasta aperta la discussione sulla mozione numero 124/10^ e sulla mozione, protocollo numero 414, a firma del consigliere Mirabello. Cedo la parola all’assessore Robbe. Prego.
Di questa mozione, relativa alla legge regionale numero 23 del 2003, abbiamo parlato in diverse sedi ed occasioni e l’abbiamo anche discussa con i consiglieri proponenti. Da quando è stata proposta ad oggi, mi sono mossa su quella falsariga per cui diverse di quelle richieste fanno, ormai, parte del passato e sono già state portate avanti.
A questo punto, poiché abbiamo inviato o ieri o stamattina – questa è una questione che riguarda la segreteria – alla terza Commissione la richiesta di parere sulla proposta di regolamento che andrà a regolamentare la Consulta del terzo settore, vi chiederei di discutere in terza Commissione, ed anche con voi, dello stato dell’arte, aggiornando la situazione anche rispetto alle ultime norme, perché ci sono state delle modifiche di recente adozione che mi piacerebbe condividere con tutti voi.
Se siete d’accordo, vi chiederei di aggiornarla e discuterne alla prossima seduta di Consiglio.
Avevo parlato per le vie brevi con l’assessore e prendo atto di questa sua richiesta per cui accantoniamo la mozione in attesa di discuterne in terza Commissione; eventualmente la rivedremo, fermo restando – lo ricordo a me stesso, ma anche all’assessore – che la mozione a firma mia e del consigliere Greco è stata approvata all’unanimità dalla terza Commissione e doveva soltanto avere l’approvazione da parte del Consiglio regionale.
Aspettiamo di incontrare l’assessore in terza Commissione della quale fa parte il collega Pedà, al quale chiedo di ricordarmi quando questo argomento sarà inserito all’ordine del giorno per consentirmi di partecipare e poter avviare o continuare in maniera proficua nel dibattito intercorso.
Anche relativamente alla mozione a firma del consigliere Mirabello è pervenuta una richiesta di rinvio. Quindi, avendo esaurito i punti all’ordine del giorno, la seduta è tolta.
La seduta termina alle 18,00
Ha chiesto congedo: Bova, Morrone.
“Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui alla lettera a) ed e) comma 1, dell’articolo 73 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i. – (deliberazione G.R. n. 430 dell’8.10.2018)” (PL n. 368/10^)
È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.
“Modifiche a leggi regionali a seguito di impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione – (deliberazione G.R. n. 451 dell’11.10.2018)” (PL n. 370/10^)
È stata assegnata alla prima - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale - ed alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.
“L.R. n.14 del 30 aprile 2009 e s.m.i. – Nuova disciplina per l’esercizio dell’attività agrituristica, didattica e sociale nelle aziende agricole – Modifica e integrazione dell’articolo 13 – (deliberazione G.R. n. 446 dell’11.10.2018)” (PL n. 371/10^)
Mirabello – “Attivazione corsi specifici di formazione per biologi in materia di gestione dei campioni biologici ed esecuzione di prelievi venosi” (PL n. 369/10^)
È stata assegnata alla terza Commissione – Sanità, Attività sociali, culturali e formative - ed alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.
Bevacqua – “Istituzione della Riserva Naturale Regionale denominata I Giganti del Cozzo del Pesco e Valle del Colagnati” (PL n. 372/10^)
È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente - ed alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.
Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta regionale:
“Integrazione DGR n. 341 del 30 luglio 2018 – (deliberazione G.R. n. 427 del 4.10.2018)” (PPA n. 229/10^)
È stata assegnata alla terza Commissione – Sanità, Attività sociali, culturali e formative - per il parere.
“Rendiconto esercizio 2017 dell’Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura (ARCEA) – (deliberazione G.R. n. 431 dell’8.10.2018)” (PPA n. 230/10^)
“Rendiconto esercizio 2017 dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC) – (deliberazione G.R. n. 452 dell’11.10.2018)” (PPA n. 231/10^)
Il Dipartimento Istruzione e attività culturali (IAC) – Settore 4 – Sport e politiche giovanili della Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, il decreto dirigenziale n. 11386 del 15 ottobre 2018, recante: 'Legge di stabilità regionale 2018 – L.R. n. 17/92 «Interventi a sostegno degli aeroclubs calabresi»'
(Parere n. 41/10^)
In data 2 ottobre 2018, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sotto indicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 99 del 3 ottobre 2018:
1. Legge regionale 2 ottobre 2018, n. 35, recante: 'Riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio del Consiglio regionale della Calabria ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a) e lettera e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118';
2. Legge regionale 2 ottobre 2018, 36, recante: 'Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio, ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118';
3. Legge regionale 2 ottobre 2018, n. 37, recante: 'Modifiche alla legge regionale 31 dicembre 2015, n. 37'.
In data 3 ottobre 2018, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sotto indicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 100 del 4 ottobre 2018:
1. Legge regionale 3 ottobre 2018, n. 38, recante: 'Integrazioni alla legge regionale 30 marzo 1995, n. 8 (Norme per la regolarizzazione delle occupazioni senza titolo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica)'.
Presentazione ricorso contro la Regione Calabria per la declaratoria dell’illegittimità costituzionale dell’articolo 4, comma 1, lett. c) della legge regionale numero 24 del 3 agosto 2018
Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha presentato ricorso, ex art. 127 Cost., contro la Regione Calabria per la declaratoria dell’illegittimità costituzionale dell’articolo 4, comma 1, lett. C) della legge regionale 3 agosto 2018, n. 24, avente ad oggetto: 'Accesso al commercio su aree pubbliche in forma itinerante mediante SCIA. Modifiche alla L.R. n. 18/1999'.
Trasmissione delibera
La Sezione Regionale di Controllo per la Calabria ha trasmesso la delibera n. 129/2018 relativa alla Relazione annuale sulla tipologia delle coperture finanziarie delle leggi regionali approvate nel 2017 dalla Regione Calabria.
Deliberazione Giunta regionale n. 394 del 21.9.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 432 dell’8.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 433 dell’8.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 434 dell’8.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 435 dell’8.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 436 dell’8.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 437 dell’8.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 438 dell’8.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 439 dell’8.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 440 dell’8.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 441 dell’8.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 442 dell’8.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 453 dell’11.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 454 dell’11.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 462 del 18.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 463 del 18.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 464 del 18.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 465 del 18.10.2018;
Deliberazione Giunta regionale n. 466 del 18.10.2018.
Giudiceandrea - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
facendo seguito alle precedenti interrogazioni: n. 330 del 04 dicembre 2017 e n° 378 del 10/07/2018, dove si chiedeva quali azioni urgenti avessero intrapreso le A.S.P. e le AO, per ottemperare agli obblighi derivanti dalla l.r. n. 47 del 27/12/2016 al fine di assicurare ogni specifica misura organizzativa necessaria a garantire la puntuale applicazione delle norme e disposizioni della L. 194/1978, nonché sulla base di studi effettuati da alcune associazioni di categoria e dimostrati ampiamente nella seconda interrogazione (n°378), nella quale si evinceva che i dati presentati dal dipartimento siano determinati, non dal reale "fabbisogno" di interventi di IVG, ma da quelli che in media, si riescono a realizzare con ovvia preoccupazione per le decine di donne che ogni anno non riescono ad usufruire delle strutture pubbliche per le IVG, considerando che i dati "reali" portano all'evidenza di un'offerta sanitaria sottodotata rispetto all'effettiva richiesta. Si è resa necessaria una ulteriore interrogazione al fine di assicurare ogni misura organizzativa necessaria a garantire la puntuale applicazione delle norme e delle disposizioni della L.194/1978. Sollecitando, inoltre la Giunta Regionale e con essa il Presidente, come già fatto in passato, alla realizzazione di una severa indagine sul territorio al fine di raggiungere un quadro più veritiero del reale fabbisogno di domanda di IVG, inoltre, chiedendo un'immediata indagine sulla presenza numerica di medici obiettori nei consultori cosentini, divisi per plesso, fornendo per ciascun consultorio generalità e funzioni. considerato che:
in data 02 ottobre 2018, veniva pubblicato su un quotidiano on-line locale l'odissea di una donna cosentina che tra mille peripezie attraverso i consultori cittadini è finita per essere assistita, dal consultorio di Lamezia Terme per l'IVG. Tale vicissitudine "ipotetica" (la ricerca era solo a fini dimostrativi) si può considerare un chiaro banco di prova sull'inefficienza dei consultori cosentini in merito all' IVG. La donna si era rivolta ai consultori di Cosenza per usufruire di assistenza per un eventuale interruzione di gravidanza perché: "La situazione economica non le permette naturalmente di pagare una visita ginecologica privata, né tanto meno di accedere ad alcun tipo di scorciatoia burocratica, e nemmeno spese per un eventuale viaggio fuori regione." Mentre nel consultorio di Via La Pira la signora non riusciva a ricevere risposta, al consultorio di Piazza de Chiara le veniva risposto che "i1 ginecologo è obiettore di coscienza e di provare a quello sito in Arcavacata". Lo stesso rimandava la cittadina a chiedere informazioni in merito pillola abortiva RU-486. Ad Arcavacata le venivano fornite spiegazioni riguardo l'iter sull'interruzione volontaria di gravidanza, aggiungendo però che a Cosenza non lo avrebbe potuto fare e che doveva rivolgersi direttamente a Rogliano. Invece, sulla RU-486 nessuna risposta, solo che avrebbe dovuto sottoporsi ad una ecografia interna che loro non facevano. Ritelefonando ai due consultori cittadini ha ricevuto solo parole vaghe o rinvii a settimane, e vista la sua "condizione" questa era un'ipotesi ovviamente scartabile. La RU-486 è un metodo abortivo che non richiede ospedalizzazione e permette alla donna di interrompere la gravidanza in modo più intimo e personale. I rischi legati all'aborto farmacologico sono decisamente inferiori a quelli dell'aborto chirurgico, che comprendono traumi al collo dell'utero, rischio di sterilità e gravidanze extrauterine. Come premesso l'odissea si è conclusa presso il consultorio di Lamezia che le ha offerto assistenza e il certificato per abortire presso l'ospedale di Lamezia -:
sulla base di questi nuovi e continui dati da noi forniti, quali azioni urgenti hanno intenzione di intraprendere le A.S.P. e le AO, per ottemperare agli obblighi derivanti dalla l.r. n. 47 del 27/12/2016 al fine di assicurare ogni misura organizzativa necessaria a garantire la puntuale applicazione delle norme e delle disposizioni della L.194/1978.
(399; 03/10/2018)
Mirabello - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
la legge 25 febbraio 1992 n. 210 recante “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni, somministrazioni di+ emoderivati” prevede che chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di un’autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo, nei termini e con le modalità determinati nella medesima legge;
considerato che: L’articolo 1, comma 186, della legge 23 dicembre 2014 n. 190 (legge di stabilità 2015), così dispone: “Agli oneri finanziari derivati dalla corresponsione degli indennizzi di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, erogati dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 maggio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 dell’11 ottobre 2000, a decorrere dal 1 gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2014 e agli oneri derivanti dal pagamento degli arretrati della rivalutazione dell’indennità integrativa speciale di cui al citato indennizzo fino al 31 dicembre 2011, si provvede mediante l’attribuzione alle medesime Regioni e Province autonome di un contributo di 100 milioni di euro per l’anno 2015, di 200 milioni di euro per l’anno 2016, di 289 milioni di euro per l’anno 2017 e di 146 milioni di euro per l’anno 2018, e che tale contributo è ripartito tra le regioni e le province autonome interessate con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, da adottare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in proporzione al fabbisogno derivante dal numero degli indennizzi corrisposti dalle regioni e dalle province autonome, come comunicati dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome entro il 31 gennaio 2015, previo riscontro del Ministero della salute;
visto che: il D. M. del 27 maggio 2015, adottato di concerto con il Ministero della Salute, “Riparto del contributo di cui all’art.1 comma 186, della legge 23-12-2014, n.190, per la corresponsione degli indennizzi di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210”, pubblicato sulla G.U. n. 167 del 21 luglio 2015, attribuisce alla Regione CALABRIA una somma complessiva pari a € 46.948.425,10 ripartita, per cassa, in € 6. 387.540,83 per l’anno 2015, € 12.775.081,66 per l’anno 2016- € 18.459.993,00 per l’anno 2017 ed € 9.325.809,61per l’anno 2018;
e che: il soprarichiamato Decreto ministeriale 27.05.2015 dispone che le Regioni devono utilizzare i contributi in questione, prioritariamente, almeno per una quota non inferiore al 50% per il pagamento degli arretrati della rivalutazione dell’indennità integrativa speciale relativa agli indennizzi fino al 31 dicembre 2011 e, per la restante parte, a compensazione degli oneri finanziari derivanti dalla corresponsione dei citati indennizzi a decorrere dal gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2014 -:
qual è la tempistica di erogazione degli arretrati per il triennio 1.1.2012/31.12.2014, non ancora saldato, in considerazione del fatto che, relativamente all’annualità 2018, il suddetto stanziamento, è stato iscritto in bilancio con DGR n. 196 del 28 maggio 2018 per un importo di euro 3.268.315,19.
(404; 22/10/2018)
Nicolò - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
il sottoscritto, in data 16 luglio c.a. interrogava il Presidente della Giunta regionale, per sapere quali interventi intendesse assumere per garantire ai lavoratori ex Sogas la stabilizzazione presso la società Sacal;
considerato che: a tutt'oggi, nonostante le rassicurazioni promanate dal Governo regionale, non è dato riscontrare provvedimenti concreti in ordine alla tutela occupazionale dei dipendenti de quo -:
quali provvedimenti impellenti si intendano adottare in una logica volta a tutelare e stabilizzare i lavoratori ex Sogas.
(398; 01/10/2018)
Guccione - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
il 27 settembre 2018 ho effettuato una visita ispettiva presso l'ospedale Spoke di Castrovillari. In quella data erano attivi solo 93 posti letto per acuti su 226 previsti dal decreto commissariale della rete ospedaliera calabrese;
viene utilizzata, rispettando una turnazione, una sola sala operatoria e mancano interi reparti: resta chiuso il reparto di Ortopedia e Traumatologia, pur essendoci venti posti letto e un primario. Tale situazione rischia di far venire meno i requisiti organizzativi e di sicurezza del presidio ospedaliero;
nonostante l’abnegazione del personale medico e paramedico dello Spoke di Castrovillari il rischio è che vengano sospese tutte le attività ospedaliere visto che verrebbero meno i requisiti di legge previsti dalla normativa a garanzia della salute e della sicurezza dei cittadini. Il pericolo è realmente concreto se non si interviene radicalmente attraverso l’attivazione dei posti letto per acuti previsti dalla normativa dei decreti commissariali. Ciò però può essere realizzato procedendo con l'assunzione di medici, infermieri, OSS e con l'acquisto delle necessarie attrezzature tecnologiche;
il paradosso di questa situazione che penalizza fortemente i cittadini dell'area del Pollino è la farsa delle inaugurazioni del blocco operatorio composto da quattro sale - Cardiochirurgia, Ortopedia e due di Chirurgia ~ costate quasi cinque milioni di euro, i cui lavori sono iniziati nel 2008, Inaugurate una prima volta nel 2012, ma ad oggi non sono mai entrate in funzione;
tale situazione di spreco di risorse pubbliche e di mancate risposte alla richiesta di una migliore offerta sanitaria si protrae ormai da dieci anni. Non è più tollerabile che da parte delle istituzioni della Regione Calabria, dell’Asp di Cosenza, dell'ufficio del commissario per l'emergenza sanitaria non vi siano iniziative certe ad evitare la chiusura dello Spoke di CastroviIlari per mancanza di requisiti organizzativi e di sicurezza e, nello stesso tempo, a mettere in atto iniziative per l'apertura del nuovo blocco operatorio. II presidio ospedaliero avrebbe tutte le carte in regola per diventare un centro avanzato con prestazioni di eccellenza in un'area importante e nevralgica della provincia di Cosenza. Non è più tempo di scontri, che si protraggono almeno da quattro anni, tra l'ufficio del commissario e la Regione Calabria, anche perché sono state ormai dismesse le "catene". È tempo di dare risposte ai cittadini in termini di salute e qualità delle prestazioni ospedaliere e sanitarie della nostra regione garantendo i livelli essenziali di assistenza;
è paradossale che nella Regione Calabria vengano disattese e non applicate le norme e i decreti commissariali che dettano la riorganizzazione ospedaliera. E questo accade senza che nessuno intervenga per richiamare le istituzioni competenti all'applicazione e alla realizzazione di quanto previsto che, in materia sanitaria, può causare una non adeguata continuità assistenziale con grave rischio per la salute dei cittadini -:
quali iniziative urgenti intende adottare per rilanciare un ospedale Spoke di Castrovillari attraverso l'attivazione dei 226 posti letto per acuti e l'apertura delle 4 sale operatorie che da dieci anni attendono di essere utilizzate e che fino ad oggi sono state oggetto di finte inaugurazioni. Garantire livelli essenziali di assistenza è un dettato costituzionale
(400; 03/10/2018)
il settore "Formazione professionale" della Città Metropolitana di Reggio Calabria ha presentato diverse istanze alla Regione Calabria, con richiesta di aggiornamento del "repertorio regionale delle qualificazioni e delle competenze", in relazione ad una serie di nuovi profili professionali;
l'ultima istanza depositata in data 19/06/2018, è comprensiva delle integrazioni e chiarimenti richiesti dalla Regione Calabria in data 14 giugno c. a.;
considerato che: a tutt'oggi non è dato riscontrare l'aggiornamento del repertorio de quo;
ritenuto che: tale circostanza è ostativa all'autorizzazione di percorsi formativi afferenti a profili non contemplati nel repertorio non aggiornato -:
quali siano le cause ostative all'aggiornamento del repertorio regionale delle qualificazioni e delle competenze.
(401; 05/10/2018)
Aieta - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
con Delibera n°1619 del 17/08/2017 l’Asp di Cosenza ha approvato l'Atto Aziendale avente ad oggetto “Atto Aziendale dell'ASP di Cosenza. Recepimento prescrizioni formulate dal Commissario ad Acta per l'attuazione del vigente Piano di Rientro dai disavanzi del SSR”, successivamente approvato e ratificato dal Commissario ad acta con il DCA n.117 del 13/09/2017. La novellata struttura aziendale ha imposto alla direzione strategica di rivedere la propria organizzazione e di ripristinare, ove risultanti carenti, le UU.OO.CC. resesi nelle more vacanti. Sono stati pertanto indetti n.14 Avvisi di selezione, per titoli e colloquio, per la copertura degli incarichi vacanti, tutti necessari e indifferibili, in attuazione delle deliberazioni di seguito elencate: o Delibera n.516 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale consultori familiari coordinamento;
- Delibera n.517 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale sviluppo e governo pdta;
- Delibera n.518 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale serd servizio dipendenze area 1;
- Delibera n.527 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale cure primarie ionio sud;
- Delibera n.528 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale cure primarie esaro-pollino;
- Delibera n.529 del 21/03/2018-Avviso incarico quinquennale cure primarie Cosenza-Savuto;
- Delibera n.533 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale serd servizio dipendenze area 2;
- Delibera n.535 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale cure palliative e terapia del dolore;
- Delibera n.536 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale neurologia spoke Paola-Cetraro;
- Delibera n.537 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale neurologia spoke po Castrovillari;
- Delibera n.538 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale neuropsichiatria infantile;
- Delibera n.539 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale assistenza psichiatrica e dip. Territoriale ionio nord;
- Delibera n.540 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale direzione spoke Castrovillari;
- Delibera n.5401 del 21/03/2018 - Avviso incarico quinquennale spdc spoke Castrovillari. Tutti gli avvisi sono stati avviati nel rispetto della normativa vigente (DPR n.484/97;
D.Lgs n.502/92 e s.m.i.;
D.Lgs n.229/99;
Legge n.189/2012;
DD.MM. nri 30 e 31 del 1998 e s.m.i.;
DCA Regione Calabria n.80/2016;
Regolamento Aziendale giusta Delibera n.2068/2017). Il 20/08/2018, l'on Francesco Sapia ha indirizzato nota all'ASP di Cosenza, al Commissario ad acta per il Piano di Rientro, al Governatore della Calabria, al Tavolo di Verifica rientro dal disavanzo sanitario della Calabria e al Ministro della Sanità, avente ad oggetto "Diffida urgente circa concorsi pubblici per assunzioni nell'ASP di Cosenza, non autorizzate dal Commissario ad acta" intimando, tra le altre cose, di interrompere le procedure concorsuali in itinere e chiedendo al Commissario ad acta l’immediato intervento d'ufficio finalizzato alla revoca degli atti deliberativi inerenti i bandi. Il 22/08/2018, con nota prot.n.111028, il Direttore Generale dell'ASP ha proceduto a comunicare al Commissario ad acta nonché al Dipartimento Tutela della Salute, ad integrazione delle precedenti autorizzazioni di volta in volta richieste, l'assenso per la copertura dei posti di cui alle 14 deliberazioni già sopra citate, nonché l'autorizzazione ad altri due posti di UUOOCC nel frattempo resesi vacanti ( Igiene Alimenti e Nutrizione - Igiene e Allevamenti e Produzioni Zootecniche area C) facendo altresì presente che la capacità di spesa dell'ASP è comunque in grado di far fronte all'assunzione dei Direttori delle strutture complesse previsti dall’Atto Aziendale. Il Direttore Generale dell'ASP ha proceduto: il 23/08/2018, con nota prot.n. 2 a dare riscontro alla diffida del 20/08/2018 a firma dell'on. Francesco Sapia, rilevando che le procedure concorsuali sono state indette nel rispetto della normativa vigente e in attuazione del DCA n°117 del 13/09/2017 con cui la struttura commissariale ha proceduto alla "Approvazione Atto Aziendale ASP di Cosenza";
il 24/08/2018, con nota prot.n. 111311, ha comunicato al commissario ad acta per il Piano di Rientro, al Governatore della Calabria, al Tavolo di Verifica sul rientro dal disavanzo sanitario della Calabria e al Ministro della Sanità, la sospensione delle procedure relativamente ai 14 bandi di Direttore di UOC, riservandosi la facoltà di revocarle. sempre il 24/08/2018, con nota prot.n.111536, ha comunicato all'on. Sapia, al Commissario ad acta per il Piano di Rientro, al Governatore della Calabria, al Tavolo di Verifica rientro dal disavanzo sanitario della Calabria e al Ministro della Sanità, la sospensione delle procedure relativamente ai 14 bandi di Direttore di UOC. > Il Direttore UOC Risorse Umane dell'ASP, con nota del 28/08/2018 prot. n. 112292 ha chiarito al D.G. di Cosenza che gli avvisi indetti costituiscono degli atti interni fintanto che le procedure di selezione non vengono concluse;
momento questo che determina la necessità per l’ASP della relativa autorizzazione per procedere alla nomina. A siffatta determinazione si è giunti tenendo conto del fatto che le procedure indette non si concludono con l’approvazione di una graduatoria, ma nella stesura di un elenco dei soggetti idonei. Il Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di Rientro, con nota prot.n.289335 del 28/08/2018 (prot.asp n.112614 del 28/08/2018) in riscontro alla nota del Direttore Generale n.111028/2018, ha chiesto all'ASP di Cosenza di procedere alla revoca dei procedimenti. Le organizzazioni sindacali dei medici CGIL Medici, SIMET e UILfpl, CIMO, con una nota 28/08/2018 indirizzata al Commissario ad acta per il Piano di Rientro, al Dipartimento Tutela della Salute e al Direttore Generale dell’ASP, hanno contestato l'iniziativa commissariale, facendo rilevare che in diverse occasioni il Commissario Scura aveva ribadito che tutti i nuovi avvisi finalizzati al conferimento di incarichi aziendali apicali si sarebbero potuti svolgere e perfezionare senza la necessità di ulteriori specifiche autorizzazioni. La UGL con nota indirizzata al Commissario ad acta per il Piano di Rientro, al Governatore della Calabria, al Tavolo di Verifica rientro dal disavanzo sanitario della Calabria e al Direttore Generale dell'ASP, ha denunciato le criticità e le gravi difficoltà esistente nell'ambito dell'ASP di Cosenza, incapace, allo stato, di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e che la sospensione delle procedure avrebbe rappresentato un espediente privo di rilievo atteso che lo stesso Commissario Scura aveva ribadito che per procedere con gli incarichi di direttori UUOOCC non ci sarebbe stata la necessita di ulteriori autorizzazioni attesa l'approvazione dell’Atto Aziendale. Siamo di fronte a 14 procedure di direttori di U.O.C., assenti da lustri, che l'ASP di Cosenza ha inteso avviare al fine di nominare le figure professionali migliori, capaci di far crescere l'offerta sanitaria nel nostro territorio. Accettare, con indifferenza, la revoca delle procedure significa arrendersi ad un modo di amministrare vecchio, che ha condotto il SSR allo stato comatoso in cui attualmente si trova. Di fatto l'azione appare strumentale e\o capziosa considerato che, con la revoca di tali concorsi oltre ad essere a rischio i LEA- non svolgendosi i compiti istituzionali dei servizi- non si può dare prosieguo a quell'attività di programmazione, rinnovamento e miglioramento dei servizi territoriali, che dovevano essere garantiti con l'approvazione dell'atto aziendale dell'ASP di Cosenza. L'impossibilità di dare seguito alla nomina delle UU.OO.CC. e, a cascata alla nomina delle strutture semplici, agli incarichi di alta specializzazione, incarichi professionali, posizioni organizzative etc. paralizza così il sistema. Tanto premesso e considerato -:
se il Presidente della Giunta regionale della Calabria ha intenzione di invitare il Commissario ad acta, ing. Massimo Scura, a rendere i dovuti chiarimenti relativi alle motivazioni che hanno indotto l'ASP di Cosenza al ritiro di n. 14 avvisi finalizzati alla nomina dei Direttori Unità Operativa complessa, attualmente prive di reggenti, per la presunta mancata autorizzazione preventiva all'espletamento. Nello specifico, si chiede al Presidente della Giunta Regionale di conoscere quali iniziative voglia assumere al fine di comprendere le ragioni per le quali l'autorizzazione dell'Atto aziendale non possa ritenersi valida, dal momento che non è nemmeno astrattamente presumibile che un'Unità operativa complessa possa rimanere priva di un proprio dirigente apicale.
(402; 11/10/2018)
il 25 novembre 2010 è stato stipulato un APQ tra la Regione Calabria e il Ministero dell'Ambiente finalizzato a finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico per la Regione Calabria (185 interventi per un importo di 220 milioni);
in data 31-07-2017 è stata approvata la delibera n.355 avente in oggetto: Programma di interventi per la Difesa del suolo a valere su Risorse Por Calabria FESR FSE 2014/2020 e Delibera di G.R. n. 160/2016 "Patto per lo sviluppo della Regione Calabria" - Delibera CIPE n. 26/2016 "FSC 2014/2020: Piano per il Mezzogiorno";
parte integrante della delibera è l'allegato con la tabella di tutti gli interventi previsti per la mitigazione del rischio idrogeologico ed erosione costiera pari a circa 165 interventi per un importo complessivo di 320 milioni di euro;
il presidente della Regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio, è stato nominato dal Governo nazionale commissario straordinario per il sollecito espletamento delle procedure relative alla realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico da effettuare nel territorio della Regione Calabria;
sono trascorsi quindici mesi dall'approvazione della delibera n.355/2017 e, pur essendo stati commissariati sul dissesto idrogeologico, il commissario-presidente della Regione ancora non ha attivato le procedure relative alla realizzazione dei 165 interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico e dell'erosione costiera -:
quanti sono i fondi non spesi dei 220 milioni di euro stanziati dall'Accordo di Programma Quadro del 25 novembre 2010 e quanti dei 185 interventi previsti non sono ancora stati cantierizzati. Si chiede di conoscere, inoltre, quali sono le ragioni e le difficoltà che ha incontrato il commissario- presidente della Regione Mario Oliverio nel cantierizzare i 165 interventi previsti nella delibera n.355 del 31 luglio 2017 visto che sono trascorsi oltre quindici mesi dall'approvazione della delibera. Questi ritardi, alla luce di quanto accaduto in questi giorni con l'ondata di maltempo che ha devastato il territorio calabrese, non hanno fatto altro che peggiorare la situazione in uno stato di emergenza perenne.
(403; 12/10/2018)
il Venezuela sta vivendo ormai da oltre tre anni una condizione drammatica, una crisi prima economica e finanziaria ma che nell'ultimo anno si è trasformata in una condizione umanitaria senza precedenti;
dall'elezione del presidente Nicolas Maduro il Paese è sotto regime, una vera e propria dittatura che trova conferma nel dossier di oltre 400 pagine che è stato consegnato alla Corte Penale Internazionale dell'AIA con l'accusa di crimini contro l'umanità;
quella che era considerata la "Svizzera del Sud America", con migliaia di persone che emigravano nel Paese tra cui anche molti italiani e corregionali, oggi è oggetto di un grande controesodo, si parla di quasi 2 milioni di persone che hanno abbandonato negli ultimi anni il Venezuela, anche in condizioni estreme, raggiungendo i confini a piedi;
il Venezuela è il Paese che ha le maggiori riserve di petrolio eppure oggi registra l'inflazione più alta al mondo, 1 milione per cento (ma il 2018 potrebbe chiudere all'astronomica cifra di 14.000.000 per cento) e un Pil crollato del 50 per cento nel giro di 4 anni;
chi non ha avuto la possibilità di lasciare il Venezuela, vive in condizioni di povertà assoluta, mancanza di cibo, di medicine e di cure mediche, di sicurezza si ha paura di essere uccisi per un paio di scarpe o di essere vittime di un sequestro;
a "tutto ciò si aggiunge una totale assenza da parte dei Consolati italiani, costretti a chiudere ogni rapporto esterno e soltanto per avere il rinnovo del proprio passaporto italiano si è obbligati a cercare un appuntamento on - line. Impresa quasi impossibile;
anche i Municipi calabresi si trovano ad affrontare la richiesta di rientro di intere famiglie Calabro venezuelane. Le persone che stanno rientrando in Calabria, muniti di documenti e di quel po' che sono riusciti a portare via, alcuni proprietari di beni lasciati in eredità dalle loro famiglie di origine, sono altamente preparate e qualificate, professionisti, imprenditori, intellettuali, mano d'opera qualificata che senza dubbio hanno molto da apportare alla realtà calabrese;
considerato che non è la prima volta che gli italiani all'estero si trovano ad affrontare una situazione di fuga obbligata dal Paese che li ospita, ricordiamo la Libia, il Kenya, l'Etiopia e che questo Consiglio e Giunta hanno già mostrato solidarietà e intrapreso azioni in diverse occasioni di politica internazionale;
già molti Paesi tra cui l'Argentina di Maurizio Macri ha attuato una politica di apertura nei confronti dei venezuelani, agevolandoli nella documentazione ed esortando la comunità internazionale a non fermarsi nella ricerca di una soluzione a questa tragedia umana. O la Spagna, la quale ha previsto l'assegnazione per ben 18 mesi di un assegno di circa 450 euro per tutti i suoi figli che sono obbligati a rientrare dal Venezuela;
in questo momento è necessaria una politica di accoglienza che permetta il rientro meno indolore e drammatico di quanto non lo sia già, perseguendo anche quella che è la filosofia e la missione della Consulta dei Calabresi all'estero.
a chiedere ai consolati italiani, vista la condizione emergenziale, una procedura d'urgenza per far avere i passaporti ai cittadini venezuelani che intendono lasciare il loro Paese;
esortare le amministrazioni comunali e gli uffici di competenza che ricevono richieste di rientro da parte di calabresi provenienti dal Venezuela, a trattare la questione con procedure d'urgenza e se è necessario chiedere il supporto a figure specializzate ad affrontare il fenomeno come i mediatori culturali;
invitare i Consultori dei diversi Paesi a rendersi disponibili e farsi carico del sostegno e aiuto verso la comunità dei calabresi venezuelani;
aiutare e agevolare l'entrata dei ragazzi venezuelani nelle Università calabresi;
sostenere e promuovere iniziative di solidarietà a favore dei tanti calabresi che non potranno rientrare e pertanto sono costretti ad affrontare la difficile situazione, inviando medicinali, derrate alimentari e vestiario.
(128; 15/10/2018) Greco
che con DCA n. 68 del 14 marzo 2018 avente ad oggetto "Procedimenti amministrativi di cui alla L.R. n. 24/2008 e del Regolamento regionale approvato con DCA n. 81/20 16 - Autocertificazione.) IL COMMISSARIO AD ACTA (per l'attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del SSR calabrese, secondo i Programmi operativi di cui all'articolo 2, comma 88, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nominato con Deliberazione del Consiglio dei Ministri in data 12.3.2015) ha previsto le direttive da seguire al fine di consentire a tutti coloro che svolgono professioni sanitarie quanto necessario per poter ottenere l’autorizzazione sanitaria all'esercizio";
che nella specie nel decreto espressamente si legge RITENUTO che: nelle more dell'attivazione dell'Organismo Tecnicamente Accreditante (O.T.A.) per le procedure di cui al D.C.A. n.70 del 04/05/2017, al fine di evitare l’instaurarsi di possibili contenziosi da parte degli erogatori privati nonché l'attivazione da parte del Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie della procedura ai sensi dell'art. lettera b) della L.R. n.24/2008 (nomina Commissario ad acta), che comporterebbe notevoli esborsi per la Pubblica Amministrazione, le sole strutture interessate ai processi di che trattasi trascorsi i termini, dettati dal comma 6 dell'articolo 11 della Legge Regionale n. 24/2008 (90 giorni), potranno presentare un'autocertificazione, nei modi e nelle forme degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000, sui possesso dei requisiti, che dovrà essere trasmessa al Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie (pec:dipartimento.tuteladellasalute@pec.regione.calabria.it);
che nelle more delle verifiche dei requisiti, da svolgersi a cura della Commissione per l'Autorizzazione e Accreditamento dell'ASP competente per territorio, ai sensi del D.P.O.R.- CA n. 28/2010 e s.m.i., il Dipartimento Tutela della Salute predisporrà i decreti provvisori di autorizzazione sulla base della dichiarazione sostitutiva di certificazione, sottoscritta dal Rappresentante Legale della struttura, in ordine al possesso dei requisiti previsti dalla vigente normativa;
l'autorizzazione e/o l'accreditamento provvisori sono sottoposti alla condizione sospensiva automatica ove dalla verifica effettuata da parte della Commissione aziendale, risultasse una difformità, anche lieve, rispetto all'autocertificazione presentata;
che la ratio sottesa al DCA n. 68 del 14 marzo 2018 - utilizzando i meccanismi di semplificazione amministrativa - è quella di evitare inutili e costosi contenzioni generati dai ritardi delle relative commissioni di accreditamento facenti capo alle ASP calabresi a cui è affidato il compito di effettuare le opportune verifiche;
che l'iter procedimentale previsto nel DCA si è inspiegabilmente interrotto nella sua puntuale applicazione, atteso che fino a qualche mese fa sono state autorizzate diverse strutture sanitarie;
che il Dipartimento della Tutela della Salute, pur procedendo ad istruire le istanze nelle forme e nei modi previsti nel DCA, attraverso la predisposizione dei decreti provvisori di autorizzazione, previa acquisizione della dichiarazione sostitutiva, non si vede riconoscere, ormai da diversi mesi, dalla struttura Commissariale, l'apposizione del visto di regolarità, quale atto prodromico al rilascio del provvedimento autorizzativo e/o di accreditamento. Che il Dipartimento Tutela della Salute, ha istruito e regolarmente inviato alla Struttura Commissariale numerose proposte di decreti registrando una anomala e ingiustificata inerzia della Struttura Commissariale medesima che costringe gli aventi diritto in possesso dei requisiti previsti per legge a non poter esercitare le attività sanitarie e, soprattutto, a non ottenere quanto è in loro diritto ai fini dell'esercizio della loro professione;
che inaccettabile è il gravissimo danno arrecato, non solo per tutti i cittadini calabresi, ma soprattutto per la Regione che ad oggi si vede costretta a far fronte ad una situazione di illogico immobilismo amministrativo che concorre a diffondere l’ormai desolante situazione della sanità regionale. Che la politica ha il dovere di intervenire al fine di correggere le storture che questo inusuale meccanismo ha generato e genererà a seguito delle numerose istanze risarcitorie che ogni avente diritto procederà ad avanzare nei confronti dell'Ente Regione. Per tutto quanto sopra evidenziato,
e il Presidente della Regione Calabria, on.le Mario Oliverio affinché si ponga immediatamente rimedio a tale situazione e soprattutto si pongano in essere opportune cautele al fine di evitare che sia la Regione a rispondere, con notevole esborso di denaro pubblico, ad un immobilismo da ascrivere solo ed esclusivamente alla Struttura Commissariale che, inspiegabilmente e con grave danno per la Regione, non predispone quanto le è di competenza.
(129; 23/10/2018) Aieta
Gallo - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
con la Regione Calabria, in data 05.06.2018, ha approvato la graduatoria definitiva della misura 8.1.1 "Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste annualità 2017" del Psr 2014-2010;
nell'attuazione dei progetti finanziati con la detta misura non risultano essere stati definiti criteri di selezione del personale da impiegare, con conseguente mancanza di uniformità nella scelta del personale da parte degli Enti destinatari di finanziamento;
per tale vuoto, è accaduto che in alcuni paesi pure segnati da alti tassi di disoccupazione specie giovanile, l’amministrazione comunale respingesse la proposta di impiegare giovani o appartenenti a nuclei familiari a basso reddito, o ancora disoccupati di lungo corso, ritenendo per contro più adeguato il ricorso alla somministrazione di lavoro a mezzo agenzia interinale, previo confronto e intesa con le organizzazioni sindacali;
gli esempi richiamati si pongono in evidente contrasto con le sempre conclamate intenzioni di favorire la ripresa occupazionale e tutelare la dignità dei lavoratori, a più riprese ventilate anche dalla Giunta regionale -:
se la Giunta regionale sia a conoscenza della vicenda;
se e come si intenda tutelare la dignità dei lavoratori da impiegare nei progetti finanziari attraverso la misura 8.1.1.;
se in nome della trasparenza, dell’imparzialità e della giustizia sociale si ritenga di emanare indirizzi e linee guida per il reclutamento della manodopera da parte degli enti beneficiari di finanziamento.
(20; 01/10/2018)
il CIPE, con delibera 21 dicembre 2001 n. 121, ha approvato il primo programma delle infrastrutture strategiche che include, nell'ambito dei corridoi trasversali e dorsale appenninica, tra i sistemi stradali ed autostradali, il «corridoio ionico Taranto/Sibari/Reggio Calabria» e, tra le opere che interessano la regione Calabria, il «corridoio ionico: tratta calabrese Taranto/Sibari/Reggio Calabria»;
il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al fine di attivare anticipatamente l'utilizzo dei finanziamenti disponibili, ha invitato l'ANAS a procedere per stralci funzionali;
il CIPE, con delibera 28 settembre 2007, n. 103. ha approvato il progetto preliminare dei lavori di costruzione del III Megalotto «Sibari/Roseto Capo Spulico» della nuova strada statale 106 Ionica;
il «Megalotto 3 della SS 106 Jonica» riguarda il tratto compreso tra l'innesto della SS 534. alla progressiva chilometrica 365+150 della attuale SS 106 «Jonica», a Roseto Capo Spulico, alla progressiva chilometrica 400+000 della attuale SS 106 «Jonica»;
il piano di riqualificazione comprende sia la realizzazione di nuovo tracciato con sezione stradale di tipo «B» (doppia carreggiata con due corsie di 3,75 mt ciascuna, banchina di 1,75 mt per senso di marcia e spartitraffico di 3,5 mt), sia la messa in sicurezza dell'infrastruttura esistente con sezione di tipo C1 (carreggiata unica con due corsie di 3,75 mt ciascuna, banchina di 1,50 per senso di marcia);
con delibera 6 dicembre 2011, n. 88, il Cipe ha preso atto: a) che i fondi cosiddetti «ex Fintecna» e «PON 2007-2013», che concorrevano alla copertura finanziaria del primo stralcio funzionale di cui alla delibera n. 103 del 2007, non risultavano più disponibili;
b) che in data 23 dicembre 2010 ANAS S.p.A. aveva aggiudicato provvisoriamente a contraente generale la gara relativa all'intero «Megalotto 3 della SS 106 Jonica», prevedendo, da parte dell’aggiudicatario, la redazione del «progetto definitivo» e la realizzazione della sola parte finanziata, fermo restando che qualora fosse stato finanziato il residuo importo all'atto della consegna dei lavori, il contraente generale avrebbe dovuto realizzare anche la parte residua;
c)ha disposto che fosse destinato alla realizzazione del citato nuovo stralcio funzionale l'importo di: 1)154,4 milioni di euro concesso con la citata delibera n.103 del 2007;
2)543,9 milioni di euro previsto con la citata delibera n. 30 del 2008;
in data 12 marzo 2012 è stato sottoscritto il contratto tra ANAS S.p.A. e il contraente generale per lo sviluppo del progetto definitivo, lo sviluppo del progetto esecutivo, le prestazioni propedeutiche ai lavori e l'esecuzione dei lavori stessi;
in data 17 aprile 2013 ANAS S.p.A.. alla luce delle criticità nel frattempo riscontrate, ha chiesto al contraente generale lo studio di una modifica progettuale, in particolare dell'altimetria del tracciato nel tratto compreso tra la progressiva chilometrica 18+863 e la progressiva chilometrica 31+800 al fine di contenere i maggiori costi emersi e di limitare l'estensione dei tratti in galleria naturale anche per evitare i rischi derivanti dalla presenza di gas metano in fase di costruzione;
il progetto definitivo integrato veniva presentato, dopo la conclusione dell'iter previsto per la Conferenza dei servizi, in data 24 luglio 2014;
nella seduta preparatoria del 24 giugno 2015 il Cipe avviava l’esame del «progetto definitivo integrato» del «Megalotto 3 della SS 106 Jonica» e rinviava il medesimo per la carenza di copertura finanziaria e le incertezze sul tracciato e le soluzioni tecniche adottate in assenza del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici;
con parere n. 40 del 2016 il Consiglio superiore dei lavori pubblici restituiva il progetto affinché fosse rivisto sulla base delle prescrizioni e osservazioni formulate: con delibera 10 agosto 2016, n. 41, il Cipe approvava il «progetto definitivo integrato» del primo lotto funzionale del «Megalotto 3 della SS 106 Ionica», dalla progressiva chilometrica 0+000 alla progressiva chilometrica 18+863 (svincolo di Trebisacce incluso), rinviando a nuova istruttoria, per aggiornamenti, il «progetto definitivo integrato» del secondo lotto funzionale, dalla progressiva chilometrica 18+863 alla progressiva chilometrica di progetto 38+000 (estremità nord - fine intervento) del «Megalotto 3 della SS 106 Jonica»;
con parere n. 36 del 2017, relativo al secondo lotto funzionale del «Megalotto 3 della SS 106 Jonica», il Consiglio superiore dei lavori pubblici prescriveva che il «progetto definitivo aggiornato» presentato nel 2017 fosse sviluppato, aggiornato, integrato e modificato sulla base delle osservazioni formulate;
la Regione, con nota del 6 ottobre 2017, sentiti i Comuni, confermava ed esprimeva parere favorevole all'intesa sulla localizzazione dell'opera sulla base della nuova pubblicazione effettuata da ANAS S.p.A. in data 8 agosto 2017 del «progetto definitivo aggiornato» del secondo lotto funzionale;
con nota del 13 febbraio 2018 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti chiedeva l'iscrizione all'ordine del giorno della prima seduta utile del Cipe del «progetto definitivo revisionato», relativo ai lavori di costruzione del solo secondo lotto funzionale del «Megalotto 3 della SS 106 Jonica» e trasmetteva la relativa documentazione istruttoria del medesimo «progetto definitivo revisionato»;
nei giorni successivi tale richiesta veniva integrata dai pareri prescritti per legge, trasmessi al Cipe dagli enti interessati e competenti;
il «progetto definitivo revisionato» tiene conto in linea generale dell'esigenza di mantenere, sebbene, in riduzione per contemperare le prescrizioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici. tutti i tratti in galleria artificiale, ricompresi tra la galleria Trebisacce e il viadotto Forno, per ridurre l'interferenza con i pianori tutelati con specifici decreti di vincolo paesaggistico: ANAS S.p.A.. con provvedimento del 16 febbraio 2018, approvava in linea tecnica l'ultima revisione del progetto definitivo, denominata «progetto definitivo revisionato», ai fini della successiva approvazione del Cipe, procedendo altresì alla rimodulazione del quadro economico dell'intero «Megalotto 3 della SS 106 Jonica» per un totale complessivo dell'investimento di 1.335.118.435,56 euro;
il Consiglio superiore dei lavori pubblici formulava il parere n. 8 del 2018 nella adunanza del 16 febbraio 2018 sul «progetto definitivo revisionato», ritenendo di poter dar corso «al successivo sviluppo progettuale, con la puntuale osservanza delle prescrizioni, raccomandazioni e indicazioni» di cui al parere stesso;
con delibera del 28 febbraio 2018 il Cipe provvedeva all'approvazione del progetto definitivo e della relativa copertura finanziaria;
in data 9 maggio 2018 il presidente della giunta regionale convocava un incontro pubblico a Sibari per presentare il progetto, annunciando ufficialmente l'avvio dei lavori insieme all'amministratore delegato dell'Anas;
ad oggi, tuttavia, i lavori non risultano aver avuto inizio, con grande preoccupazioni delle popolazioni e delle amministrazioni locali, che da tempo ormai immemore attendono la realizzazione di un'opera per la messa in sicurezza di un'arteria stradale vitale nei collegamenti, ma anche - nelle sue attuali condizioni - estremamente pericolosa e sede ogni anno di centinaia di incidenti, molti dei quali mortali;
secondo la denuncia dell'associazione "Basta vittime sulla statale 106", il ritardo nell'apertura dei cantieri sarebbe da ricondursi a ripensamenti indotti dalla contrarietà al progetto da parte di alcuni parlamentari calabresi delle forze politiche appartenenti alla coalizione di Governo dell'Esecutivo guidato dal premer Giuseppe Conte -:
se la Giunta regionale sia a conoscenza della vicenda: se e come intenda adoperarsi per favorire la tempestiva apertura dei cantieri per la realizzazione del III Macrolotto "Sibari-Roseto Capo Spulico" della nuova strada statale 106 ionica.
(21; 01/10/2018)
Gallo, Sergio - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
con decreto 2285 pubblicato sul Burc in data 09.03.2016, la Regione Calabria indiceva bando per la selezione di n. 1.000 lavoratori percettori in deroga o lavoratori disoccupati con pregressa esperienza formativa presso gli uffici giudiziari da avviare a percorsi formativi per le qualifiche di ausiliario o di operatore amministrativo da conseguire con attività formative in parte in aula e in parte con formazione on the job presso gli uffici giudiziari e le istituzioni assimilate della Calabria;
la durata del percorso formativo veniva fissata in 24 mesi, da svolgersi per un massimo di 20 ore settimanali per tutto l'arco dell'intervento e secondo le modalità organizzative adottate dagli uffici giudiziari di assegnazione, con un'indennità mensile pari ad euro 500;
con decreto del Dirigente del Dipartimento Lavoro n. 8687 del 25.07.2016, avevano luogo la presa d'atto dei verbali del nucleo di valutazione e l'approvazione della graduatoria degli ammessi;
dopo alterne vicende e varie vicissitudini, soltanto a partire dal settembre 2017 tutti i 1.000 selezionati venivano autorizzati all'impiego presso gli uffici di assegnazione;
di recente, al termine del primo anno di durata dei percorsi formativi avviati, contrariamente alle previsioni del bando, i tirocinanti si sono visti notificare dal ministero di grazia e giustizia una comunicazione con la quale si autorizza l'avvio del secondo anno di formazione, ma solo previa alternanza dei lavoratori;
la disposizione in oggetto, lungi dal risultare chiara agli stessi uffici che dovrebbero applicarla, ha ingenerato allarme e confusione tra i lavoratori, alimentando il sospetto che la richiamata alternanza starebbe a significare la loro esclusione dal secondo anno formativo, in favore di altri lavoratori;
un riscontro oggettivo a tale lettura apertamente contrastante con le citate previsioni del bando di reclutamento sarebbe da rinvenirsi nella mancata autorizzazione allo svolgimento del secondo anno di formazione in favore dei 1.000 lavoratori selezionati all'atto dell'approvazione della graduatoria di cui al richiamato decreto dirigenziale n. 8687 del 25.06.2016;
ad oggi, nonostante le sollecitazioni, nessun chiarimento ufficiale è giunto in merito alla vicenda, inducendo i lavoratori interessati a mobilitarsi per ottenere chiarimenti e per richiedere il rispetto degli impegni assunti, oltre che l'avvio di un confronto con Regione e Governo sulle loro prospettive occupazionali;
la questione, riguardante un migliaio di famiglie per le quali la pur esigua borsa lavoro rappresenta componente essenziale del reddito, se non risolta rischia di indebolire il già precario tessuto sociale ed economico calabrese, peraltro disperdendo un patrimonio di professionalità che sin qui, anche stante il blocco delle assunzioni e la carenza di personale, ha consentito il corretto funzionamento degli uffici giudiziari in una terra peraltro segnata dalla presenza asfissiante della criminalità organizzata -:
se il Governo regionale, nelle persone del Presidente della Giunta regionale e dell'assessore regionale al lavoro, sia a conoscenza della situazione;
se e come la Regione intenda adoperarsi per garantire in tempi celeri il rispetto integrale delle previsioni di cui al bando ex decreto 2285 pubblicato sul Burc in data 09.03.2016;
se la Giunta regionale intenda promuovere fin da ora, con il Governo, un tavolo di concertazione per valutare di concerto con lo stesso le iniziative da assumere per un eventuale, futuro impiego degli odierni tirocinanti in maniera stabile, a garanzia dell'efficace funzionamento degli enti e sedi presso i quali gli stessi svolgono già oggi le proprie attività.
(22; 09/10/2018)
negli anni passati la Regione Calabria ha firmato con le organizzazioni sindacali un accordo teso al riutilizzo di risorse finanziarie per sostenere tirocini da svolgersi, tra l'altro, anche presso uffici periferici calabresi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, a cura di lavoratori già percettori dell’indennità di mobilità in deroga: successivamente, una volta siglate le intese col ministero competente e con l'Inps, si provvedeva ad emanare bando regionale pubblico di reclutamento, pubblicato sul Burc n. 65 del 31 Maggio 2016, per la selezione di 627 disoccupati e disoccupati in possesso dello status di percettori di ammortizzatori sociali in deroga, per un percorso di qualifica in grado di offrire maggiori opportunità lavorative, in attuazione delle intese raggiunte dalla Regione Calabria e il Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo per la Calabria;
per censurabili ragioni di ordine burocratico ed organizzativo, la procedura di selezione si protraeva per quasi un anno e mezzo, consentendo soltanto a parte delle unità selezionate - all'incirca poco più di 350 - di iniziare a prestare le proprie attività soltanto a far data dal primo marzo 2018, per un periodo di 12 mesi con riconoscimento di indennità mensile commisurata in euro 500, da erogarsi a cura di Calabria Lavoro;
che detti lavoratori si sono subito mostrati indispensabili per l’apertura ed il funzionamento dei musei, parchi archeologici, biblioteche, gallerie, palazzi e soprintendenze ai quali sono stati assegnati, arricchendo un già solido patrimonio di conoscenze e professionalità del quale difficilmente si potrà fare a meno, anche in ragione della carenza di personale e dei continui pensionamenti non seguiti da nuove assunzioni;
in mancanza di idonee soluzioni, a far data dalla prossima scadenza dei tirocini in corso, il patrimonio di conoscenze e professionalità maturato ed acquisito nel tempo andrà inevitabilmente disperso, con pesanti ricadute sia sui livelli occupazionali sia sulla funzionalità degli uffici interessati;
come da dati di recente forniti dal Mibact, nei prossimi 3 anni sarà necessario procedere con apposito piano all’assunzione di almeno 6.000 unità, che almeno in parte potrebbero essere pescate proprio nel bacino degli odierni tirocinanti, peraltro già sottoposti a selezione e formazione, con evidente risparmio di costi e tempi nelle procedure da avviare ex novo -:
se il Governo regionale sia a conoscenza della situazione: se e come la Regione intenda adoperarsi per completare le procedure ancora pendenti in riferimento a parte dei lavoratori selezionati ma di fatto non ammessi a tirocinio;
se si ritenga utile ed opportuno sostenere, in applicazione della normativa vigente, l'assunzione dei tirocinanti attraverso il ricorso alle liste dei disoccupati iscritti ai Centri per l'impiego o altre procedure e forme contrattuali ammissibili, o quantomeno favorire e prevedere un prolungamento dei tirocini in atto;
se la Giunta regionale intenda promuovere fin da ora, con il Mibact, un tavolo di concertazione per valutare di concerto con lo stesso le iniziative da assumere per un eventuale, futuro impiego degli odierni tirocinanti in maniera stabile a garanzia dell’efficace funzionamento degli enti e sedi presso i quali gli stessi svolgono già oggi le proprie attività.
(23; 19/10/2018)
l'aeroporto dello stretto versa in una situazione di estrema criticità, contrariamente alle rassicurazioni provenienti dal governo regionale in ordine al potenziamento di tale infrastruttura indispensabile in un'ottica di integrazione nazionale ed europea della città metropolitana di Reggio Calabria;
considerato che: a tutt'oggi si attende ancora di conoscere il piano industriale relativo ad una strategia di sviluppo dell'aeroporto de quo -:
quali sono le azioni intraprese e da intraprendere rispetto a processi di rilancio dell'aeroporto dello Stretto sia in un contesto di raccordo con il paese sia con le principali città europee.
(381; 20/07/2018)
Risposta: “Con riferimento all’interrogazione in oggetto, posto che la questione del “rilancio dell'aeroporto dello Stretto", quale aeroporto di interesse nazionale, attiene prevalentemente alla politica aziendale del concessionario in gestione totale dell'aeroporto SACAL, nonché alla verifica del rapporto concessorio in capo all'Ente concedente ENAC, si riportano di seguito alcuni elementi attinenti il tema proposto dall'interrogazione relativi alle attività in corso presso questo Dipartimento. Sotto il profilo del contributo agli investimenti sono state stanziate, nell'ambito del Piano di Azione e Coesione 2007/2013, risorse pari a Euro 4.500.000,00 per interventi relativi alla security aeroportuale. La Società di gestione SACAL ha in corso di definizione il dettaglio degli interventi da proporre a finanziamento. Per quanto attiene i contributi all'attività volativa, la Regione ha già espletato nell'anno in corso una procedura per la concessione di finanziamenti finalizzati all'avvio di nuovi collegamenti aerei con origine/destinazione gli aeroporti sul territorio regionale, nel rispetto dei vincoli imposti dalla Commissione Europea nel testo della correlata Decisione di autorizzazione. La procedura non ha ottenuto riscontro e, a riguardo, è in corso l'iter per la riproposizione della stessa, comunque nel rispetto degli elementi fissati dalla Commissione Europea per come sopra specificato. Con riferimento all’interrogazione in oggetto, posto che la questione del “rilancio dell'aeroporto dello Stretto", quale aeroporto di interesse nazionale, attiene prevalentemente alla politica aziendale del concessionario in gestione totale dell'aeroporto SACAL, nonché alla verifica del rapporto concessorio in capo all'Ente concedente ENAC, si riportano di seguito alcuni elementi attinenti il tema proposto dall'interrogazione relativi alle attività in corso presso questo Dipartimento. Sotto il profilo del contributo agli investimenti sono state stanziate, nell'ambito del Piano di Azione e Coesione 2007/2013, risorse pari a Euro 4.500.000,00 per interventi relativi alla security aeroportuale. La Società di gestione SACAL ha in corso di definizione il dettaglio degli interventi da proporre a finanziamento. Per quanto attiene i contributi all'attività volativa, la Regione ha già espletato nell'anno in corso una procedura per la concessione di finanziamenti finalizzati all'avvio di nuovi collegamenti aerei con origine/destinazione gli aeroporti sul territorio regionale, nel rispetto dei vincoli imposti dalla Commissione Europea nel testo della correlata Decisione di autorizzazione. La procedura non ha ottenuto riscontro e, a riguardo, è in corso l'iter per la riproposizione della stessa, comunque nel rispetto degli elementi fissati dalla Commissione Europea per come sopra specificato. Ulteriori iniziative a riguardo sono state azionate dal Dipartimento Regionale Turismo”.
Ing. Luigi Zinno (Dirigente Generale)
Greco - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:
in seno alla riunione tenutasi il 17/07/2018 innanzi al Prefetto di Cosenza, l’Ing. Marco Merante ha reso determinate dichiarazioni sulla questione dell'insabbiamento del Canale Stombi dei Laghi di Sibari, la cui popolazione, costituita da circa 6000 persone tra residenti e turisti, sta vivendo, una triste storia di menomazione del collegamento delle darsene al mare tramite il canale degli Stombi;
in particolare l'Ing. Merante ebbe a dire che: "il Canale Stombi non può essere utilizzato per uscire a mare non rivestendo tale funzione in quanto è solo un collettore per il deflusso delle acque piovane";
Tale dichiarazione non rispondente al vero, per il suo contrasto con gli atti storici amministrativi e tecnici dell'opera pubblica, ha inciso in modo determinante e negativo sull'esame della problematica, ingenerando ed acuendo la confusione sull'argomento posto dalla Capitaneria di Porto, tanto che il Prefetto Tomao si è ben guardato dal pronunciarsi in merito alla questione e pervenire ad una tanto attesa soluzione;
In seguito la riunione si è conclusa con un nulla di fatto;
In realtà, un attento esame degli atti storici e pertinenti all'opera del canale e al villaggio dei Laghi di Sibari, avrebbe evitato tale danno allo stato giuridico del canale. Infatti, il tecnico Merante ha omesso di conoscere preliminarmente tali atti e con la superficialità del suo parere ha recato grave pregiudizio all'esito della pronuncia dell'Organo Prefettizio, volto alla soluzione della questione Canale Stombi, vitale per i Laghi di Sibari;
la lottizzazione Laghi Sibari è stata approvata da tutti gli Enti preposti negli anni 1975-76, tra cui la Regione, e prevedeva l'utilizzo "…della bocca a mare del collettore Stombi come bocca di porto", ai fini dell'utilizzazione del sistema acqueo come porto turistico;
Il collettore Stombi è stato progettato e realizzato, con finanziamento della CASMEZ, come porto-canale, per assolvere alla duplice funzione di bonifica e di porto rifugio;
l'Ufficio del Genio Civile di Cosenza con parere del 16/12/1976 aveva subordinato l'edificazione della lottizzazione alla realizzazione della sistemazione idraulica del bacino dello Stombi ed in particolare della foce a mare del canale progettato dal Consorzio di Bonifica. Quindi dalla sua progettazione e realizzazione il canale Stombi ha avuto la duplice funzione, oltre a quella di collettare le acque consortili a mare, anche la funzione della navigabilità, al fine di collegare il villaggio nautico dei Laghi di Sibari, attraverso porte vinciane, col mare;
Tutti gli Enti sovraordinati hanno sempre riconosciuto il carattere pubblicistico dell'utilizzo del canale;
Il Ministero dei Lavori Pubblici - Ufficio del Genio Civile Opere Marittime di Reggio Calabria, con nota prot. 247/cz del 24/05/1979, nel concedere autorizzazione all'occupazione delle aree demaniali marittime, precisava che "…le opere unitamente al prefetto bacino d'acqua costituiscono un insieme da considerare quale porto di 2° categoria 4° classe…";
nel 1995 la Capitaneria di Porto di Crotone lo definisce quale "…passo d'accesso del porto turistico, Laghi di Sibari" ed evidenzia l'esigenza dei lavori di dragaggio "…dovuti al fatto che nel bacino portuale stazionano oltre a numerose imbarcazioni da riporto anche unità navali della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri normalmente impiegate in operazioni di soccorso per la salvaguardia della vita umana in mare e per i normali compiti di istituzione…";
la Capitaneria di Porto di Corigliano con ordinanza n.56/2005, disciplina con regolamento la navigazione all'interno del canale Stombi, nel cono di atterraggio dello stesso e nello specchio acque delle porte vinciane dei Laghi di Sibari, prendendo atto che gli stessi sono un "porto turistico" e che il Canale Stombi rappresenta il collegamento a mare del porto;
il canale è da sempre sottoposto alle prescrizioni comminate dalla Capitaneria di Porto in relazione alla sicurezza per la navigazione ed è da sempre sottoposto ad interventi autorizzati e finanziati con risorse pubbliche di dragaggio finalizzati a consentire la navigabilità;
il Presidente della Regione Calabria e l'Assessore al Demanio Marittimo con nota del 08/04/2005 precisavano che "...si deve riconoscere il carattere di pubblico interesse della fruizione del canale in oggetto anche ai fini della navigazione, così come risulta avvenuto in passato ed è desumibile da documenti ufficiali e cartografie marittime..." la Capitaneria di Porto con nota prot. 16.03.00/14268 del 03/08/2009 riteneva che l'ordinanza n.56/2005, in mancanza delle iniziative regionali, "...avesse costituito un utile strumento per permettere la navigazione in sicurezza da/ verso i Laghi di Sibari". Considerato che: tali sono solo alcuni degli atti che rappresentano e testimoniano la destinazione di navigabilità del canale Stombi e la sua funzione di collegamento del villaggio dei Laghi di Sibari con il mare;
alla luce di quanto esposto in premessa, appare chiaro il grave ed arbitrario parere espresso dall'lng. Merante, deviante e dannoso per i diritti dei proprietari e delle attività produttive e per lo status giuridico delle opere pubbliche interesse -:
e porre in essere, con tutte le opportune cautele, la verifica delle valutazioni conclusive del 2017 del bando relativo al finanziamento dei porti calabresi, al fine di accertare se lo stesso canale Stombi sia stato oggetto delle medesime erronee valutazioni pregiudizievoli;
fornire i dovuti chiarimenti agli utenti ed agli Enti interessati, previ formali provvedimenti.
(390; 04/09/2018)
Risposta: “Si rendono di seguito gli elementi per il riscontro all'interrogazione in oggetto.
Deve preliminarmente rilevarsi che, sulla base di quanto esposto dai Dirigente dei Settore Sistema Portuale di questo Dipartimento, giusta nota prot. 310688 del 18/09/2018, che ha partecipato alla riunione svoltasi in Prefettura di Cosenza in data 17.7 u.s. cui si riferisce l’interrogazione in riscontro, le circostanze ivi riportate devono ritenersi riferite da terzi in quanto il consigliere interrogante non era presente alla medesima riunione, né è richiamato nel testo di interrogazione un verbale o resoconto della riunione - sottoposto e approvato dai partecipanti - da cui sarebbe stato possibile estrarre il testo in virgolette ivi riportato ed attribuito al Dirigente del Settore Sistema Portuale.
Premesso quanto sopra, sempre sulla base di quanto esposto dal Dirigente del Settore Sistema Portuale, si specifica altresì che:
• oggetto della riunione sono state le modalità di prosecuzione dei lavori in corso presso il canale degli Stombi da parte del Consorzio di Bonifica Integrale di Bacini dello Ionio Cosentino - in esecuzione di un rapporto convenzionale da quest'ultimo intrattenuto con il Comune dì Cassano allo Ionio - ed in particolare la gestione dei sedimenti rinvenienti dai suddetti lavori che, per quanto esposto in riunione, erano provvisoriamente abbancati in area demaniale marittima prospiciente la foce del canale;
• la riunione dunque non aveva finalità normativa di acquisizione pareri in merito allo status giuridico del canale degli Stombi né da parte della Regione né da parte degli altri soggetti intervenuti;
• in apertura di riunione il Consigliere Regionale D. Bevacqua - che era invece presente alla riunione - è stato chiamato ad esporre sinteticamente, quale proponente unitamente al Consigliere Regionale G. Gallo, l'intervento normativo regionale relativo alla qualifica giuridica del Canale degli Stombi - all’epoca ancora all'esame del Consiglio Regionale poi definitivamente esitato con L.R.32/2018. Nel corso della suddetta esposizione il Dirigente del Settore Sistema Portuale, a mero corollario tecnico delie argomentazioni offerte dal Consigliere Bevacqua, si è trovato a specificare che la finalità dell'intervento normativo regionale era anche quella di apportare un elemento di chiarezza giuridica rispetto alla nota divergenza sussistente tra l’assetto di diritto del canale, quale canale di bonifica ascritto al demanio statale ramo bonifica gestito dal Consorzio di Bonifica integrale di Bacini dello Ionio Cosentino, e la ulteriore funzione di fatto assolta dal medesimo canale, quale via d'accesso per i natanti ricoverati e/o diretti presso il complesso turistico "Laghi di Sibari". Il testo dell'interrogazione in riscontro si riferisce probabilmente all'intervento reso nei suddetti termini e che, si ribadisce, è stato svolto nella fase introduttiva della riunione e a supporto dell'esposizione di una norma regionale successivamente approvata da varie Commissioni Consiliari, evidentemente sostenute dal contributo tecnico-giuridico dell'Ufficio Legislativo del Consiglio Regionale;
• alla riunione hanno partecipato alti rappresentanti di soggetti istituzionali con competenze concorrenti e/o prevalenti rispetto alla Regione sulla materia (Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro, Commissione Straordinaria del Comune di Cassano allo Jonio, Consorzio di Bonifica Integrale di Bacini dello Jonio Cosentino) che, ove ritenuto necessario per il buon esito della riunione, ben avrebbero potuto apportare elementi di ulteriore chiarezza rispetto alla esposizione operata dei rappresentanti regionali sulla questione, circostanza quest’ultima pacificamente non verificatasi evidentemente in ragione della correttezza di quanto sopra specificato;
• la riunione non si è conclusa con un "nulla di fatto", ma al contrario, essendo stato chiarito che la competenza sul tema principale - che si ribadisce era la gestione dei sedimenti rinvenienti dai lavori in corso presso il Canale degli Stombi - ricadeva sul Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, è stato convenuto, anche su sollecitazione del Sig. Prefetto, un seguito di profilo prettamente tecnico presso la Direzione Generale del medesimo Dipartimento Ambiente. Il seguito si è regolarmente tenuto in data 19.7 u.s. e nel corso dell'incontro è stato reso ai rappresentanti dei soggetti istituzionali intervenuti - medesimi rispetto a coloro che avevano partecipato all'incontro del 17.7 - ogni chiarimento relativo all'iter tecnico-amministrativo per la prosecuzione delle attività. Un ulteriore seguito della riunione si è tenuto inoltre presso la Prefettura di Cosenza in data 9.8 u.s., senza evidenza alcuna di indeterminazioni e/o incomprensioni asseritamente verificatesi nel corso del precedente incontro del 17.7;
• gli ulteriori atti citati nell'interrogazione, pur a conoscenza di questo Dipartimento, non alterano minimamente il senso di quanto esposto dal Dirigente dei Settore Sistema della Portualità quale rappresentante della Regione alla riunione in argomento. Si evidenzia tuttavia che i suddetti atti non ricomprendono il Piano Regionale dei Trasporti, approvato con Delibera di Consiglio Regionale n.157 del 29.12.2016 e principale riferimento normativo in tema di qualifica dei porti di rilevanza economica regionale ed interregionale esistenti sul territorio della Regione Calabria;
• rispetto infine all'Avviso Pubblico per la selezione di interventi infrastrutturali nei porti di rilevanza economica regionale ed interregionale pubblicato nel corso dell'anno 2017, la correlata procedura si è conclusa nell'anno 2017. In particolare, per quel che rileva ai fini dell'interrogazione in riscontro, l'approvazione della graduatoria disposta con Decreto Dirigenziale n.9043 del 9.8.2017 dà atto delle proposte ammesse ed escluse, nonché delle formali comunicazioni tempestivamente rese ai soggetti proponenti sulle cause di esclusione”.
il reparto di oculistica del nosocomio di Locri, versa in una situazione critica ascrivibile alla carenza in organico di personale medico;
considerato che: tale condizione pregiudica la completa funzionalità di tale reparto, limitando la programmazione delle sedute operatorie;
ritenuto che: l'efficienza del presidio ospedaliero nel suo complesso è aggravata da una condizione di estremo disagio affliggente altri reparti -:
quali provvedimenti impellenti si intendono esperire al fine di garantire la piena operatività del reparto di oculistica del nosocomio di Locri;
quali misure volte a impedire la chiusura del presidio ospedaliero nel suo complesso, al fine di garantire il diritto alla salute del vasto bacino d'utenza dell'alto jonio reggino.
(395; 24/09/2018)
Risposta: “In riferimento all’interrogazione, specificata in oggetto, a firma dell'Onorevole A. Nicolò si fa presente che l’U.O. di Oculistica assegnata al P.O. di Locri è individuata quale struttura semplice dipartimentale senza posti letto per come specificato dal D.C.A. n. 64/2016 di riorganizzazione della Rete Ospedaliera. Tale Unità Operativa risente sicuramente delle criticità di carenza di personale medico e paramedico registrate in tutta la filiera assistenziale ospedaliera anche perché, i vari DCA autorizzativi dei Piani assunzionali, non hanno previsto assunzioni di Dirigenti Medici nella specialità di Oculistica. Al fine di contenere le criticità segnalate è stato previsto l'incremento delle ore di specialistica ambulatoriale, ampliando in tal modo l'offerta di prestazioni sanitarie sia territoriali che ospedaliere”.
Dott. Bruno Zito (Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie)

References: articolo 20
 sentenza 
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 art. 127