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Timestamp: 2018-10-18 04:17:43+00:00

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NOTA ALLA SENTENZA 15 OTTOBRE 2013 DELLA V SEZIONE PENALE TRIBUNALE DI MILANO, GIUDICE ESTENSORE: DOTT. GIUSEPPE CERNUTO. - PDF
NOTA ALLA SENTENZA 15 OTTOBRE 2013 DELLA V SEZIONE PENALE TRIBUNALE DI MILANO, GIUDICE ESTENSORE: DOTT. GIUSEPPE CERNUTO.
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1 NOTA ALLA SENTENZA 15 OTTOBRE 2013 DELLA V SEZIONE PENALE TRIBUNALE DI MILANO, GIUDICE ESTENSORE: DOTT. GIUSEPPE CERNUTO. In un caso di fecondazione assistita eterologa, nello specifico di maternità surrogata, il Tribunale di Milano ha escluso che possa configurarsi il delitto di alterazione di stato ex art. 567 co. 2 c.p. qualora il neonato venga dichiarato figlio della donna per conto della quale è stata portata avanti la gravidanza - invece che come figlio della partoriente o della donatrice dell'ovulo fecondato - se l'atto di nascita è stato formato validamente nel rispetto della legge del Paese in cui il bambino è nato (nel caso di specie, l'ucraina). La V sezione penale del Tribunale di Milano con sentenza del 15 ottobre 2013, depositata il 13 gennaio 2014, ha assolto una coppia imputata per il reato di alterazione di stato di cui all art. 567 comma 2 c.p. La sentenza affronta con estrema lucidita e coerenza uno di quei temi che eviterei definire con l inflazionata dicitura eticamente sensibili ma che costituisce un vero e proprio diritto civile, afferente al piano dell autodeterminazione nelle scelte procreative. La sentenza infatti non si limita ad enunciare i motivi di diritto in base ai quali il reato contestato non si configura, ma si spinge ad individuare temi correlati sulla base della giursiprudenza internazionale nonche sulla base della percezione sociale dei divieti in oggetto in una prospettiva laica e pluralista. L esaustivita della sentenza probabilmente vanifica il senso di qualsiasi nota, ma nonostante tale consapevolezza riteniamo di commentarla brevemente sia con lo scopo di omaggiarla, sia con lo scopo di porre in luce alcuni aspetti collaterali di questa preziosa decisione. Il fatto e noto, e non isolato: una coppia italiana, affetta da sterilita non superabile tramite tecniche di tipo omologo (le uniche ammesse, seppur con forti limiti, in Italia), decide di rivolgersi ad un centro di procreazione assistita ucraino per intraprendere un percorso di surrogazione di maternita. Il contratto di surrogazione, nonche lo svolgimento del rapporto, come risulta dalla sentenza in commento, sono stati totalmente conformi alla normativa ucraina in materia, sulla base degli artt. 123 e 129 del codice della famiglia, nonche di una serie di decreti ministeriali che regolano lo svolgimento e le modalita di tale procedura 1. La coppia, ammessa al programma presso la clinica Biotexcom di Kiev, ha generato un figlio previa formazione dell embrione in vitro formato con gamete maschile del Sig. A.C, appartenente alla coppia, e gamete femminile proveniente da ovodonatice individuata dalla clinica in un elenco di donne tutte volontarie e in buono stato di salute. 1 Art. 11 del Decreto del Ministero della Giustizia n. 52/5 del , artt. 5 e 7 del decreto del Ministero della Salute n. 771 del
2 La madre surrogata, in cui l embrione e stato poi impiantato, presentava le stesse caratteristiche dell ovodonatrice. Oltre al pagamento della clinica, la coppia ha provveduto a sostenere le spese per la gravidanza ammontanti a euro. Una volta nato il bambino, l ufficiale di stato civile di Kiev formava l atto di nascita indicando i coniugi come legittimi genitori. L art. 139 comma 2 del codice di famiglia infatti considera tale procedura perfettamente lecita e non soggetta a contestazione. L atto di nascita originale veniva tradotto in italiano e apostillato 2 : tramite tale procedura il documento risultava perfezionato, valido e completo sul piano internazionale. Il documento pero, necessitava di un ulteriore passaggio fase dalla quale scaturisce il procedimento penale in oggetto ovvero la trascrizione nell ufficio anagrafico competente in Italia, tramite presentazione di apposito modello all ambasciata italiana di Kiev. L ambasciata italiana trasmetteva al comune di Milano l atto di nascita per la trascrizione ed in quella stessa data comunicava i fatti alla Procura dell Repubblica di Milano, alla Questura di Roma, al Ministero degli esteri ed all ufficiale di stato civile di Milano. Quest ultimo, pur informato della probabile maternita surrogata trascriveva l atto di nascita come da documentazione prodotta a Kiev. Su questo punto, ed in via preliminare, occorre evidenziare che nell agosto 2011 il Ministero degli Esteri diffuse un documento destinato alle ambasciate italiane il quale forniva indicazioni precise sul comportamento che il funzionario consolare dovesse assumere in presenza di una sospetta maternita surrogata. Il documento afferma letteralmente che in presenza di atti di nascita formalmente validi, il funzionario consolare sebbene a conoscenza del fatto che la nascitaderivi da maternita surrogata, deve accettare gli atti e inoltrarli al Comune competente dando tuttavia nel contempo opportuna informazione delle particolari circostanza della nascita al Comune e alla procura della Repubblica. E dunque prassi comune che il funzionario consolare accetti gli atti gia perfezionati e li inoltri al competente comune per la trascrizione. Solo in un momento successivo, eventualmente, si dara inizio ad un accertamento dei fatti in sede penale, con riferimento al reato di alterazione di stato. Il delitto di alterazione di stato contemplato dall art. 567 c.p. siconfigura quando Chiunque, mediante la sostituzione di un neonato, ne altera lo stato civile è punito con la reclusione da tre a dieci anni. Si applica la reclusione da cinque a quindici anni a chiunque, nella formazione di un atto di nascita, altera lo stato civile di un neonato, mediante false certificazioni, false attestazioni o altre falsità. Naturalmente l ipotesi contestata alla coppia in questo procedimento e quella relativa al secondo comma, ovvero l ipotesi c.d. documentale e non materiale dell alterazione. 2 Secondo la Convenzione dell Aja l apostille puo essere apposta solo su atti completi. Dunque le allegazioni del PM in merito alla presunta incompletezza della formazione dell atto di nascita in Ucraina e al suo perfezionamento in Italia non sono sostenibili. 2
3 Da un punto di vista strettamente oggettivo il reato si consuma nella formazione di un atto di nascita, ovvero nella fase relativa alle attestazioni sullo status del nato, che andranno a formare l atto di nascita. Il fatto tipico dunque investe una fase ben determinata, non estendendo la punibilita a fasi successive quali la trascrizione dell atto. L art. 15 del DPR 396/2000 prevede chiaramente che le dichiarazioni di nascita effettuate da cittadini stranieri all estero alle autorita locali competenti, devono farsi secondo le norme stabilite dalla legge del luogo. E dunque la stessa normativa italiana a richiedere che si proceda secondo la lex loci, e nel caso di specie, l unica possibilita legittima secondo la legge ucraina, la quale conferisce validita al contratto di surrogazione di maternita, era quella di attribuire la genitorialita alla coppia italiana. Questo rappresenta dunque il motivo fondante della sentenza, che poi prosegue facendo leva sulla totale assenza di profili di tipicita in una condotta come quella in commento: l atto di nascita si e perfezionato a Kiev, luogo dove la pratica eterologa di surrogazione di maternita e consentita e disciplinata in modo da conferire automaticamente la genitorialita alla coppia che per qualsiasi motivo decida di entrare in uno dei vari programmi possibili. Dunque non era configurable il reato contestato: solo la falsita espressa al momento della dichiarazione di nascita e idonea a determinare la perdita del vero stato civile del neonato, mentre le dichiarazioni mendaci rese successivamente possono al massimo integrare altri reati comunque non contestati alla coppia 3. Invero, a parere di chi scrive, nonostante ai fini di una esaustiva sentenza di assoluzione si condivida a pieno la scrupolosa analisi afferente al piano dell assenza di tipicita della condotta, da sola idonea ad escludere il reato, forse sarebbe bastato, anche per sancire una volta del tutte la portata del tenore della legge 40/2004, fare riferimento ad una disposizione della legge che regola proprio le situazioni derivanti dal ricorso a tecniche di procrazione eterologa. Invero, la surrogazione di maternita altro non e che un ipotesi di procreazione eterologa. La disciplina della fecondazione di tipo eterologo si ricava dal combinato disposto dell' art. 4, comma 3, dell'art. 9, comma 1 e dell'art. 12, comma 1 della legge 40/2004. Il divieto è sancito dall'art. 4, comma 3, per il quale è vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo. Successivamente, il legislatore ha però regolamentato lo status del nato in violazione del divieto ex art. 4, comma 3, prevedendo che molte coppie avrebbero 3 Sulla base della ricostruzione dei fatti la sentenza, dopo aver escluso la configurabilita del reato di alterazione di stato, rileva come questi integrino al massimo il reato di cui all art. 495 comma 1 c.p. ovvero le false dichiarazioni ad un pubblico ufficiale sulle qualita personali destinate ad essere recpite in atti dello stato civile. Si tratta pero di un reato comune commesso all estero per il quale manca la condizione di procedibilita della richiesta del Ministero della giustizia di cui all art. 9 comma 3 c.p.p. 3
4 comunque fatto ricorso a tale pratica procreativa 4. L'art. 9, comma 1 afferma che qualora si ricorra a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo (...) il coniuge o il convivente (...) non può esercitare l'azione di disconoscimento della paternità, (...) né l'impugnazione (...), definendo incontrovertibilmente lo status del nato da tecniche eterologhe. Per ciò che concerne i rapporti tra il divieto de quo e l'art. 567 c.p., l'articolo 9 della l. 40/2004 prevede dunque che qualora la coppia ricorra a tecniche di fecondazione eterologa, in violazione del divieto dell'art. 4, comma 3, il coniuge o il convivente il cui consenso è ricavabile da atti concludenti, non può esercitare l'azione di disconoscimento della paternità nei casi previsti dall'articolo 235 c. c., né l'impugnazione di cui all'art. 263 c. c.. Tale nuova disposizione definisce inammissibile, a priori, l azione di disconoscimento precludendo, di fatto e di diritto, la possibilità che venga eliminata la falsità che costituisce il reato e rendendo irrealizzabile l interesse che la norma penale (art. 567) intenderebbe tutelare, cioè il diritto alla verità dello status del nato. In base alla recente normativa si intende dunque offrire sicuramente una tutela massima al nato da una fecondazione di tipo eterologo. Tale normativa nello stesso tempo liceizza un caso di alterazione di stato rendendo dunque inoperante l'articolo codicistico in esame. E dunque la stessa legge sulla procreazione assistita, i cui limiti e le cui contraddizioni sono state fino ad oggi oggetto di numerosissime sentenze di merito e di legittimita, anche di provenienza internazionale, a regolare chiaramente il caso in cui si violi il divieto di procreazione eterologa. Il legislatore, nella consapevolezza che un divieto di tale portata sarebbe stato frequentemente disatteso, ha dunque deciso di definire lo status civile del nato da procreazione di tipo eterologa. Tale previsione svela tutta l ipocrisia che si cela dietro i vari irragionevoli divieti imposti dalla legge 40/2004. Ma pur tralasciando le ormai note critiche e denunce che in questi anni abbiamo con grande determinazione sostenuto, e lapalissiano che laddove si escluda l azione di disconoscimento della paternita e si presuma invece la genitorialita della coppia che si avvale di tecniche eterologhe, fra cui appunto, la surrogazione di maternita, l alterazione di stato non possa neppure lontanamente paventarsi. Nello specifico, la surrogazione di maternita topograficamente disgiunta dal divieto di procreazione eterologa ma concettualmente affine ad essa, e un divieto contemplato dall'art. 12 comma 6. A differenza della procreazione eterologa semplice ovvero quella per la quale sono coinvolti solo gameti esterni alla coppia, la surrogazione di maternita non e vietata sic et simpliciter, bensi ne e vietata la commercializzazione. Vietare la commercializzazione della tecnica procreativa in questione 4 Per i dati relativi al fenomeno del turismo procreativo 4
5 ha una portata sicuramente diversa rispetto al divieto assoluto di ricorrervi. Il maggior disvalore e infatti tradotto con il ricorso alla sanzione penale della reclusione da tre mesi a due anni e la multa da ad un milione di euro. Si ritiene, dunque, che in quanto tecnica eterologa, seppur dai profili piu complessi, la surrogazione di maternita sia vietata al massimo in virtu dell art. 4 comma 3 della legge 40, laddove appunto si fa generico riferimento alla procreazione eterologa, e che dunque possa eventualmente comminarsi la relativa sanzione amministrativa. Ne discende che come in tutti i casi procreazione eterologa, il ricorso alla maternita surrogata e dunque la procreazione di un figlio nato tramite la suddetta tecnica debba essere regolamentato tramite il citato art. 9 comma 1 della legge, con automatica esclusione di qualsiasi forma di alterazione di stato. Nonostante sia stato spesso sottolineato che il bene oggetto di protezione della norma è ravvisabile nell abusata dignità umana, meno chiaro risulta il danno effettivo che il ricorso alla maternità surrogata possa arrecare alla dignità umana, e in che misura tale bene possa essere leso, soprattutto allorquando manchi un corrispettivo economico, e tutto avvenga su una base puramente solidale. Si ripropone dunque il dubbio relativo all'inflazionato utilizzo della dignità umana come bene tutelato e soprattutto in cosa cosa consista la condotta lesiva sanzionata 5. La sentenza in commento ha il pregio di aver fornito un quadro chiaro ed esaustivo sulle varie motivazioni sia strettamente penalistiche (afferenti al piano della tipicita ), sia ricavabili da un interpretazione organica delle norme nazionali ed internazionali, per le quali il reato di alterazione di stato ex art. 567 c.p., in riferimento a casi di maternita surrogata effettutata in Paesi in cui tale tecnica e consentita, non sia configurabile. In attesa della ormai prossima pronuncia della Corte Costituzionale 6, investita sulla questione relativa alla legittimita del divieto di procreazione eterologa, dunque, tale precedente diventa prezioso per orientare la prassi giurisprudenziale. 5 Alcuni studi americani della Surrogate Mothers, Inc. rilevano che su circa duemila bambini nati negli S. Uniti, in meno dell'1% dei casi è nata una controversia. Il motivo di questa minima percentuale sta nel fatto che ogni potenziale madre surrogata è sottoposta ad un accurato esame. Steven Litz, avvocato e direttore dal 1984 della Surrogate Mothers Inc., spiega che le condizioni minime iniziali delle aspiranti mamme surrogate sono tre: un' età compresa tra i 18 e i 35 anni, almeno un figlio e buone condizioni di salute. In seguito sono sottoposte a diversi controlli. Sono controllate le loro dichiarazioni, i referti medici delle precedenti gravidanze la fedina penale; infine sono sottoposte ad un esame psicologico completo, insieme all'eventuale marito. Secondo Litz, questa attenta selezione difficilmente offre sgradite sorprese. 6 L udienza della Corte Costituzionale per la verifica di costituzionalita relativamente alle tecniche eterologhe e stata fissata per il giorno 8 aprile
6 Francesca Re Dottore di Ricerca in Diritto Penale presso l Universita di Roma Tor Vergata 6
TRIBUNALE DI MILANO SEZ. V PENALE sent. 15 ottobre 2013 dep. 13 gennaio2014 IN FATTO E IN DIRITTO
TRIBUNALE DI MILANO SEZ. V PENALE sent. 15 ottobre 2013 dep. 13 gennaio2014 IMPUTATI A. C. (padre) dif. fid. Avv. Luigi Isolabella e Nicola Petrantoni S. B. (madre) dif. fid. Avv. Luigi Isolabella e Umberto

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 567
 sentenza 
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 Art. 11
 art. 139
 art. 567
 art. 15
 sentenza 
 art. 4
 art. 4
 art. 495
 art. 9
 art. 4
 art. 9
 sentenza 
 art. 567