Source: https://notedimarcogrondacci.blogspot.com/2016/12/bonifica-pitelli-nuova-delibera-regione.html
Timestamp: 2017-08-21 04:39:18+00:00

Document:
Note di Grondacci : Bonifica Pitelli: nuova delibera Regione, confusione degli Amministratori spezzini
LA QUESTIONE DELLE RESPONSABILITÀ DEL PROPRIETARIO DEI TERRENI NELLA BONIFICA
Sul punto sono intervenute due decisive pronunce della Corte di Giustizia: sentenza del 4/4/2015 causa C534-13 (QUI) e ordinanza del 6/10/2015 causa C156/14 (QUI).
Le sentenze sono state promosse dal rinvio pregiudiziale del Consiglio di Stato ((vedi QUI)) che ha chiesto alla Corte UE di pronunciarsi sulla interpretazione della normativa in chiave di diritto comunitario in particolare ex Direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale.
Secondo queste pronunce l'Autorità Pubblica non può imporre interventi di bonifica al proprietario dell'area che non sia responsabile dell'inquinamento del sito e per il quale non sia possibile neppure individuare l'inquinatore precedente.
Il punto è che queste due sentenze pur essendo cogenti sono di indirizzo devono poi essere articolate nella loro esecutività negli stati membri. Su come interpretare queste sentenze in termini applicativi nel nostro Paese è intervenuto recentissimamente il Consiglio di Stato con la sentenza n. 765 del 25/2/2016 (vedi QUI).
Il Consiglio di Stato ha precisato, sul punto quanto segue:
1. occorre vedere storicamente il legame tra la costituzione del diritto reale sul terreno e l’avvenuto sversamento inquinante
2. le due pronunce della Corte di Giustizia del 2015 escludono la compatibilità comunitaria di una disciplina nazionale che preveda una responsabilità oggettiva discendente dalla mera qualifica di titolare di un diritto reale sul bene.
3. i proprietari dei terreni inquinanti sono responsabili della bonifica solo se si dimostra una loro responsabilità colposa nel fenomeno inquinante
4. si riconosce sia la responsabilità del proprietario di un terreno sul quale siano depositati rifiuti, nel caso in cui il terreno sia oggetto di un rapporto di locazione (cfr. Cass. civ. Sez. III, 22 marzo 2011, n. 6525), sia la responsabilità di qualunque soggetto che si trovi con l'area interessata in un rapporto, anche di mero fatto, tale da consentirgli - e per ciò stesso imporgli - di esercitare una funzione di protezione e custodia finalizzata ad evitare che l'area medesima possa essere adibita a discarica abusiva di rifiuti nocivi per la salvaguardia dell'ambiente. Quindi se tale custodia non stata svolta con adeguata perizia ed attenzione sia il proprietario locante, che colui che conduce in locazione possono risultare responsabili per l’inquinamento dei suoli. Ma ovviamente tutto ciò va provato.
In sostanza la bonifica con rivalsa sui proprietari è tutt’altro che una passeggiata. Allora non si può fare nulla?
Secondo me si può fare molto. Ovviamente se ci sono casi che rientrano nei parametri definiti dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale sopra citata, si può agire in sede di bonifica in danno, ma se non si rientra in questi parametri bisogna utilizzare le procedure che la legge prevede con il coinvolgimento dei privati
COME COINVOLGERE I FINANZIAMENTI PRIVATI SENZA COMPLESSI CONTEZIOSI LEGALI
Quindi riporto di seguito l’elenco di queste procedure come promemoria per i nostri amministratori smemorati:
2. Per non parlare della legge finanziaria 2007 che al comma 996 articolo 1 che ha
permesso di effettuare il dragaggio e la bonifica, contemporaneamente, aggirando la necessità di bonificare le aree più inquinate e la verifica del collegamento tra le diverse aree inquinate del sistema golfo.
3. sotto il profilo penale il Decreto legislativo n.22/1997 – c.d. “Decreto Ronchi” – all’art. 51bis definiva il reato di “omessa bonifica”. Questo reato è stato abrogato e riformulato dall’art. 257 D.Lgs. n. 152/2006 in modo «più favorevole al reo ai sensi dell’art. 2 comma 4 cod. pen.(…)». La nuova formulazione e strutturazione del reato è talmente complessa da rendere, concretamente, quasi impossibile la sua punizione come ha confermato il Procuratore della Repubblica di Mantova, Antonino Condorelli, alla Commissione bicamerale d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti: «Dal nostro punto di vista abbiamo subito dal Parlamento – chiedo scusa ma è così – un totale disarcionamento, nel senso che quando è stata modificata la norma sul reato di omessa bonifica – la Cassazione è tassativa sul punto e ci sono molte sentenze – è stato eliminato il reato di non partecipazione al procedimento di bonifica. Senza un progetto approvato, quindi, il responsabile che si rifiuti di attuarlo non può essere sanzionato penalmente. Mentre prima al primo atto di procedimento rifiutato si ravvisava la responsabilità penale e quindi ci era possibile intervenire, oggi non è più così»
4. Articolo 252 bis al DLgs 152/2006 (c.d. Testo Unico Ambientale) che, in deroga alle procedure di bonifica ordinarie, prevede la individuazione di siti di interesse pubblico ai fini dell'attuazione di programmi ed interventi di riconversione industriale e di sviluppo economico produttivo, contaminati da eventi antecedenti al 30 aprile 2006, praticamente tutti i siti industriali inquinati visto che il 2006 è una data piuttosto vicina al presente. Peraltro questa norma è contenuta nell’articolo10 della attuale LR 10/2009 che ha sostituito la LR 18/1999 sopra citata. In particolare la norma regionale del 2009 prevede che insieme con il progetto di bonifica sia già definita la destinazione urbanistica dell’area.
5. Legge 13/2009 che, all’articolo 2 prevede una procedura alternativa a quella definita dalla legislazione vigente in materia di copertura di oneri di bonifica e risarcimento danno ambientale nei siti di bonifica di interesse nazionale. Questa norma mette in discussione un principio fondamentale come quello della riduzione in pristino (cioè del riportare l'area da bonificare allo stato precedente all’inquinamento) in palese contrasto con la Direttiva sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e e riparazione del dannoambientale.
6. Decreto legge c.d. Salva Italia (comma5 articolo 40 Decreto Legge 201/2011 ). La norma prevede la possibilità di effettuare la bonifica di siti inquinati di livello regionale (quindi ora anche per il sito di Pitelli declassato a livello locale) in modo che il progetto di bonifica possa essere articolato per fasi progettuali distinte al fine di rendere possibile la realizzazione degli interventi per singole aree o per fasi temporali successive. Inoltre sempre al comma 9 dell’articolo 242 del DLgs 152/2006 viene aggiunta la possibilità di autorizzare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di messa in sicurezza degli impianti e delle reti tecnologiche, purché non compromettano la possibilità di effettuare o completare gli interventi di bonifica che siano condotti adottando appropriate misure di prevenzione dei rischi.Concetto ulteriormente rafforzato con la legge 27/2012 per il dragaggio nei siti di bonifica nazionale proprio come quello di Pitelli: norma finalizzata chiaramente a favorire e semplificare le procedura di autorizzazione dei dragaggi per i porti commerciali, per un commento di questa ultima norma vedi QUI
7. l’articolo 57 del Decreto Legge semplificazioni (convertito con Legge 35/2012) al comma 9 ha previsto che: “9. Nel caso di attività di reindustrializzazione dei siti di interesse nazionale, i sistemi di sicurezza operativa già in atto possono continuare a essere eserciti senza necessità di procedere contestualmente alla bonifica, previa autorizzazione del progetto di riutilizzo delle aree interessate, attestante la non compromissione di eventuali successivi interventi di bonifica”, quindi non c’è bisogno di bonifica se l’obiettivo è quello della reindustrializzazione del sito inquinato limitandosi solo a chiedere di garantire un non peggioramento dell’inquinamento.
8. articolo 4 legge 9/2014: accordi di programma delle istituzioni pubbliche con uno o più proprietari di aree contaminate o altri soggetti interessati ad attuare progetti integrati di messa in sicurezza o bonifica, e di riconversione industriale e sviluppo economico in siti di interesse nazionale promuovere il riutilizzo di tali siti in condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale, e di preservare le matrici ambientali non contaminate. L’accordo di programma prevederà, tra l’altro, anche l’entità dei contributi pubblici alla bonifica dei siti interessati.
L'attuazione da parte dei soggetti interessati degli impegni di messa in sicurezza, bonifica, monitoraggio, controllo e relativa gestione, e di riparazione, individuati dall'accordo di programma esclude per tali soggetti ogni altro obbligo di bonifica e riparazione ambientale e fa venir meno l'onere reale per tutti i fatti antecedenti all'accordo medesimo. La revoca dell'onere reale per tutti i fatti antecedenti all'accordo di programma previsto dalle misure volte a favorire la realizzazione delle bonifiche dei siti di interesse nazionale e' subordinata, nel caso di soggetto interessato responsabile della contaminazione, al rilascio della certificazione dell'avvenuta bonifica e messa in sicurezza dei siti inquinati ai sensi dell'articolo 248. Nel caso di soggetto interessato responsabile della contaminazione, i contributi e le misure non potranno riguardare le attivià di messa in sicurezza, di bonifica e di riparazione del danno ambientale di competenza dello stesso soggetto, ma esclusivamente l'acquisto di beni strumentali alla riconversione industriale e allo sviluppo economico dell'area.
9. comma 9 articolo 13 del Decreto Legge 91/2014 che estende l’utilizzo delle somme stanziate dal fondo previsto dalla legge di stabilità 2014 (combinato disposto commi 6 e 7 articolo 1) non solo ai siti di bonifica di interesse nazionale ma anche a quelli che contengano inquinamento da amianto,
OLTRE A QUANTO SOPRA RESTA POI IL PROBLEMA DELL’INQUINAMENTO DIFFUSO NELLE COLLINE PITELLI NON ANCORA CARATTERIZZATO SIA NELLE AREE CIVILI CHE MILITARI
Languono in Consiglio Comunale di Spezia e della Regione Liguria due mozioni (la prima presentata dalla Consigliera Maria Grazia Frjia e la seconda dai Consiglieri regionali di 5stelle) approvate entrambe che IMPEGNAVANO e IMPEGNANO le Amministrazioni competenti a realizzare un vero e proprio piano di governo per la bonifica del sito di Pitelli. Tra gli impegni contenuti in queste mozioni ce ne sono alcuni che riguardano proprio la problematica dell’inquinamento non ancora accertato, questione tutt’altro che secondaria visto che ogni volta che si scava su quelle colline vengono fuori nuovi stoccaggi abusivi di rifiuti anche pericolosi. Vediamo questi impegni totalmente inevasi da parte delle amministrazioni pubbliche competenti:
Per le aree militari poi siamo alla totale rimozione anche mnemonica oltre che amministrativa, eppure anche in queste aree molto si potrebbe fare come ho spiegato QUI.
Pubblicato da Marco Grondacci a 02:20

References: sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 articolo 1
 Articolo 252
 articolo 40
 articolo 4
 articolo 13
 articolo 1