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decreto 140/06 del 01/01/2006: Proprietà intellettuale: attuazione direttiva 2004/48/CE Legge Proprietà intellettuale: attuazione direttiva 2004/48/CE Segnala a un amico
Pubblicata da: Redazione decreto 140/06 del 01/01/2006
Decreto Legislativo 16 marzo 2006, n.140 " Attuazione della direttiva 2004/48/CE sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale " pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 82 del 7 aprile 2006 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale; Vista la legge 18 aprile 2005, n. 62, recante disposizioni per l'adempimento
di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee.
Legge comunitaria 2004, ed in particolare gli articoli 1 e 2, che dettano le
modalità ed i criteri della delega al Governo per l'attuazione delle
direttive comunitarie comprese negli elenchi di cui agli allegati A e B della
legge medesima; Visto l'allegato B della predetta legge, che include, tra le direttive da
attuare ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 3, la citata direttiva 2004/48/CE; Vista la legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, recante
protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio; Vista la legge 20 giugno 1978, n. 399, recante ratifica ed esecuzione della
Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche; Visti l'articolo 52 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e l'articolo
10 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, relativi al trasferimento
al Ministero per i beni e le attività culturali delle competenze esercitate
dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di diritto d'autore
e disciplina della proprietà letteraria; Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419, recante riordinamento
del sistema degli enti pubblici nazionali, a norma degli articoli 11 e 14 della
legge 15 marzo 1997, n. 59, ed in particolare l'articolo 7, relativo alla Società italiana
autori ed editori; Vista la legge 18 agosto 2000, n. 248, recante nuove norme sul diritto d'autore; Visto il decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, recante attuazione della
direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della
società dell'informazione nel mercato interno, con particolare riferimento
al commercio elettronico; Visto l'articolo 2 del decreto-legge 26 aprile 2005, n. 63, convertito, con
modificazioni, dalla legge 25 giugno 2005, n. 109; Visto il Codice della proprietà industriale di cui al decreto legislativo
10 febbraio 2005, n. 30; Visto il regio decreto 18 maggio 1942, n. 1369, recante approvazione del regolamento
per l'esecuzione della legge 22 aprile 1941, n. 633, per la protezione del
diritto di autore e di altri diritti connessi al suo esercizio; Visto il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto
18 giugno 1931, n. 773; Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 3 febbraio 2006; Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati
del 23 febbraio 2006; Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e dei Ministri per
i beni e le attività culturali e delle attività produttive, di
concerto con il Ministro degli affari esteri, con il Ministro della giustizia
e con il Ministro dell'economia e delle finanze; E m a n a il seguente decreto legislativo: Art. 1. Introduzione nel titolo II della legge 22 aprile 1941 n. 633, del Capo VII-
bis e dell'articolo 99- bis 1. Nel titolo II della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il
capo VII e' inserito il seguente: « Capo VII- bis - Titolarità dei diritti connessi
- Art. 99- bis . - 1. E' reputato titolare di un diritto connesso, salvo prova
contraria, chi, nelle forme d'uso, e' individuato come tale nei materiali protetti,
ovvero e' annunciato come tale nella recitazione, esecuzione, rappresentazione
o comunicazione al pubblico.». Art. 2. Sostituzione dell'articolo 156 della legge 22 aprile 1941, n. 633 1. L'articolo 156 della legge n. 633 del 1941 e' sostituito dal seguente: «Art. 156. - 1. Chi ha ragione di temere la violazione di un diritto
di utilizzazione economica a lui spettante in virtù di questa legge
oppure intende impedire la continuazione o la ripetizione di una violazione
già avvenuta sia da parte dell'autore della violazione che di un intermediario
i cui servizi sono utilizzati per tale violazione può agire in giudizio
per ottenere che il suo diritto sia accertato e sia vietato il proseguimento
della violazione. Pronunciando l'inibitoria, il giudice può fissare
una somma dovuta per ogni violazione o inosservanza successivamente constatata
o per ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento. 2. Sono fatte salve le disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile
2003, n. 70. 3. L'azione e' regolata dalle norme di questa sezione e dalle disposizioni
del codice di procedura civile.». Art. 3. Introduzione dell'all'articolo 156- bis nella legge 22 aprile 1941, n. 633 1. Alla legge n. 633 del 1941, dopo l'articolo 156 e' inserito il seguente: «Art. 156- bis . - 1. Qualora una parte abbia fornito seri elementi
dai quali si possa ragionevolmente desumere la fondatezza delle proprie domande
ed abbia individuato documenti, elementi o informazioni detenuti dalla controparte
che confermino tali indizi, essa può ottenere che il giudice ne disponga
l'esibizione oppure che richieda le informazioni alla coniroparte. Può ottenere
altresì, che il giudice ordini alla controparte di fornire gli elementi
per l'identificazione dei soggetti implicati nella produzione e distribuzione
dei prodotti o dei servizi che costituiscono violazione dei diritti di cui
alla presente legge. 2. In caso di violazione commessa su scala commerciale il giudice può anche
disporre, su richiesta di parte, l'esibizione della documentazione bancaria,
finanziaria e commerciale che si trovi in possesso della controparte. 3. Il giudice, nell'assumere i provvedimenti di cui ai commi 1 e 2, adotta
le misure idonee a garantire la tutela delle informazioni riservate, sentita
la controparte. 4. Il giudice desume argomenti di prova dalle risposte che le parti danno
e dal rifiuto ingiustificato di ottemperare agli ordini.». Art. 4. Introduzione dell'articolo 156- ter nella legge 22 aprile 1941, n. 633 1. Alla legge n. 633 del 1941, dopo l'articolo 156- bis e' inserito il seguente: «Art. 156- ter . - 1. L'autorità giudiziaria sia nei giudizi
cautelari che di merito può ordinare, su istanza giustificata e proporzionata
del richiedente, che vengano fornite informazioni sull'origine e sulle reti
di distribuzione di merci o di prestazione di servizi che violano un diritto
di cui alla presente legge da parte dell'autore della violazione e da ogni
altra persona che: a) sia stata trovata in possesso di merci oggetto di violazione di un diritto,
su scala commerciale; sia stata sorpresa a utilizzare servizi oggetto di violazione
di un diritto, su scala commerciale; b) sia stata sorpresa a fornire su scala commerciale servizi utilizzati in
attività di violazione di un diritto; c) sia stata indicata dai soggetti di cui alle lettere a) o b) come persona
implicata nella produzione, fabbricazione o distribuzione di tali prodotti
o nella fornitura di tali servizi. 2. Le informazioni di cui al comma 1 possono tra l'altro comprendere il nome
e indirizzo dei produttori, dei fabbricanti, dei distributori, dei fornitori
e degli altri precedenti detentori dei prodotti o dei servizi, nonche' dei
grossisti e dei dettaglianti, nonche' informazioni sulle quantità prodotte,
fabbricate, consegnate, ricevute o ordinate, nonche' sul prezzo dei prodotti
o servizi in questione. 3. Le informazioni vengono acquisite tramite interrogatorio dei soggetti di
cui al comma 1. 4. Il richiedente deve fornire l'indicazione specifica delle persone da interrogare
e dei fatti sui quali ognuna di esse deve essere interrogata. 5. Il giudice, ammesso l'interrogatorio, richiede ai soggetti di cui al comma
1 le informazioni indicate dalla parte; può altresì rivolgere
loro, d'ufficio o su istanza di parte, tutte le domande che ritiene utili per
chiarire le circostanze sulle quali si svolge l'interrogatorio. 6. Si applicano gli articoli 249, 250, 252, 255 e 257, primo comma, del codice
di procedura civile.». Art. 5. Modifiche all'articolo 158 della legge 22 aprile 1941, n. 633 1. L'articolo 158 della legge n. 633 del 1941 e' sostituito dal seguente: «Art. 158. - 1. Chi venga leso nell'esercizio di un diritto di utilizzazione
economica a lui spettante può agire in giudizio per ottenere, oltre
al risarcimento del danno che, a spese dell'autore della violazione, sia distrutto
o rimosso lo stato di fatto da cui risulta la violazione. 2. Il risarcimento dovuto al danneggiato e' liquidato secondo le disposizioni
degli articoli 1223, 1226 e 1227 del codice civile. Il lucro cessante e' valutato
dal giudice ai sensi dell'articolo 2056, secondo comma, del codice civile,
anche tenuto conto degli utili realizzati in violazione del diritto. Il giudice
può altresì liquidare il danno in via forfettaria sulla base
quanto meno dell'importo dei diritti che avrebbero dovuto essere riconosciuti,
qualora l'autore della violazione avesse chiesto al titolare l'autorizzazione
per l'utilizzazione del diritto. 3. Sono altresì dovuti i danni non patrimoniali ai sensi dell'articolo
2059 del codice civile.». Art. 6. Sostituzione dell'articolo 159 della legge 22 aprile 1941, n. 633 1. L'articolo 159 della legge n. 633 del 1941 e' sostituito dal seguente: «Art. 159. - 1. La rimozione o la distruzione prevista nell'articolo
158 non può avere per oggetto che gli esemplari o copie illecitamente
riprodotte o diffuse, nonche' gli apparecchi impiegati per la riproduzione
o diffusione che non sono prevalentemente adoperati per diversa riproduzione
o diffusione. 2. Se gli esemplari, le copie e gli apparecchi di cui al comma 1 sono suscettibili,
previa adeguata modifica, di una utilizzazione legittima da parte dell'autore
della violazione, può essere disposto dal giudice il loro ritiro temporaneo
dai commercio con possibilità di un loro reinserimento a seguito degli
adeguamenti imposti a garanzia del rispetto del diritto. 3. Se una parte dell'esemplare, della copia o dell'apparecchio di cui al comma
1 può essere impiegata per una diversa riproduzione o diffusione, l'interessato
può chiedere, a sue spese, la separazione di questa parte nel proprio
interesse. 4. Se l'esemplare o la copia dell'opera o l'apparecchio di cui si chiede la
rimozione o la distruzione hanno singolare pregio artistico o scientifico,
il giudice ne può ordinare di ufficio il deposito in un pubblico museo. 5. Il danneggiato può sempre chiedere che gli esemplari, le copie e
gli apparecchi soggetti alla distruzione gli siano aggiudicati per un determinato
prezzo in conto del risarcimento dovutogli. 6. I provvedimenti della distruzione e della aggiudicazione non colpiscono
gli esemplari o le copie contraffatte acquistati in buona fede per uso personale. 7. L'applicazione delle misure di cui al presente articolo deve essere proporzionata
alla gravità della violazione e tenere conto degli interessi dei terzi.». Art. 7. Sostituzione dell'articolo 161 della legge 22 aprile 1941, n. 633 1. L'articolo 161 della legge n. 633 del 1941, e successive modificazioni,
e' sostituito dal seguente: «Art. 161. - 1. Agli effetti dell'esercizio delle azioni previste negli
articoli precedenti, nonche' della salvaguardia delle prove relative alla contraffazione,
possono essere ordinati dall'Autorità giudiziaria la descrizione, l'accertamento,
la perizia od il sequestro di ciò che si ritenga costituire violazione
del diritto di utilizzazione; può inoltre farsi ricorso ai procedimenti
d'istruzione preventiva. 2. Il sequestro non può essere concesso nelle opere che risultano dal
quando la violazione del diritto di autore e' imputabile a tutti i coautori. 3. L'Autorità giudiziaria può anche ordinare, in casi particolarmente
gravi, il sequestro dei proventi dovuti all'autore dell'opera o del prodotto
contestato. 4. Le disposizioni della presente sezione si applicano a chi mette in circolazione
in qualsiasi modo o detiene per scopi commerciali copie non autorizzate di
programmi e qualsiasi mezzo inteso unicamente a consentire o facilitare la
rimozione arbitraria o l'elusione funzionale dei dispositivi applicati a protezione
di un programma per elaboratore.». Art. 8. Introduzione dell'articolo 162- bis nella legge 22 aprile 1941, n. 633 1. Alla legge n. 633 del 1941, dopo l'articolo 162 e' inserito il seguente: «Art. 162- bis . - 1. Se il giudice, nel rilasciare il provvedimento
cautelare, non stabilisce il termine entro cui le parti devono iniziare il
giudizio di merito, quest'ultimo deve essere iniziato entro il termine di venti
giorni lavorativi o di trentuno giorni di calendario, qualora questi rappresentino
un periodo più lungo. 2. Il termine di cui al comma 1 decorre dalla pronuncia dell'ordinanza se
avvenuta in udienza o, altrimenti, dalla sua comunicazione. 3. Se il giudizio di merito non e' iniziato nel termine perentorio di cui
al comma 1 ovvero se successivamente al suo inizio si estingue, il provvedimento
cautelare perde la sua efficacia. 4. Le disposizioni di cui al comma 3 non si applicano ai provvedimenti di
urgenza emessi ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile ed
agli altri provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della sentenza
di merito. In tali casi ciascuna parte può iniziare il giudizio di merito.». Art. 9. Introduzione dell'articolo 162- ter nella legge 22 aprile 1941, n. 633 1. Alla legge n. 633 del 1941, dopo l'articolo 162- bis e' inserito il seguente: «Art. 162- ter . - 1. Quando la parte lesa faccia valere l'esistenza
di circostanze atte a pregiudicare il pagamento del risarcimento del danno,
l'autorità giudiziaria può disporre ai sensi dell'articolo 671
del codice di procedura civile il sequestro conservativo di beni mobili e immobili
del presunto autore della violazione fino alla concorrenza del presumibile
ammontare del danno, compreso il blocco dei suoi conti bancari e di altri beni.
A tale fine, nei casi di violazioni commesse su scala commerciale, l'Autorità giudiziaria
può disporre la comunicazione delle documentazioni bancarie, finanziarie
o commerciali, o l'appropriato accesso alle pertinenti informazioni.». Art. 10. Modifiche all'articolo 163 della legge 22 aprile 1941, n. 633 1. All'articolo 163 della legge n. 633 del 1941, e successive modificazioni,
il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Il titolare di un diritto
di utilizzazione economica può chiedere che sia disposta l'inibitoria
di qualsiasi attività, ivi comprese quelle costituenti servizi prestati
da intermediari, che costituisca violazione del diritto stesso secondo le norme
del codice di procedura civile concernenti i procedimenti cautelari.». Art. 11. Modifiche all'articolo 164 della legge 22 aprile 1941, n. 633 1. All'articolo 164 della legge n. 633 del 1941, l'alinea e' sostituita dalla
seguente: «Se le azioni previste in questa sezione e nella seguente sono
promosse dall'ente di diritto pubblico indicato nell'articolo 180 si osservano
le regole seguenti:». Art. 12. Sostituzione dell'articolo 167 della legge 22 aprile 1941, n. 633 1. L'articolo 167 della legge n. 633 del 1941 e' sostituito dal seguente: «Art. 167. - 1. I diritti di utilizzazione economica riconosciuti da
questa legge possono anche essere fatti valere giudizialmente: a) da chi si trovi nel possesso legittimo dei diritti stessi; b) da chi possa agire in rappresentanza del titolare dei diritti.». Art. 13. Inserimento dell'articolo 171- octies-1 nella legge 22 aprile 1941, n. 633 1. Alla legge n. 633 del 1941, dopo l'articolo 171-octies e' inserito il seguente: «Art. 171- octies-1 . - 1. Chiunque si rifiuti senza giustificato motivo
di rispondere alle domande del giudice ai sensi dell'articolo 156- ter ovvero
fornisce allo stesso false informazioni e' punito con le pene previste dall'articolo
372 del codice penale, ridotte della metà.». Art. 14. Modifiche all'articolo 121 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 1. All'articolo 121 del Codice della proprietà industriale, di cui
al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, sono apportate le seguenti
modificazioni: a) al comma 2, secondo periodo, dopo le parole: «il giudice ordini»,
sono inserite le seguenti: «alla controparte»; b) dopo il comma 2 e' inserito il seguente: «2- bis . In caso di violazione
commessa su scala commerciale mediante atti di pirateria di cui all'articolo
114, il giudice può anche disporre, su richiesta di parte, l'esibizione
della documentazione bancaria, finanziaria e commerciale che si trovi in possesso
della controparte.». Art. 15. Introduzione dell'articolo 121- bis nel decreto legislativo 10 febbraio 2005,
n. 30 1. Al Codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo
10 febbraio 2005, n. 30, dopo l'articolo 121 e' inserito il seguente: «Art 121- bis (Diritto d'informazione) . - 1. L'Autorità giudiziaria
sia nei giudizi cautelari che di merito può ordinare, su istanza giustificata
e proporzionata del richiedente, che vengano fornite informazioni sull'origine
e sulle reti di distribuzione di merci o di prestazione di servizi che violano
un diritto di cui alla presente legge da parte dell'autore della violazione
e da ogni altra persona che: a) sia stata trovata in possesso di merci oggetto di violazione di un diritto,
implicata nella produzione, fabbri-cazione o distribuzione di tali prodotti
di procedura civile.». Art. 16. Modifiche all'articolo 124 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 1. All'articolo 124 del Codice della proprietà industriale, di cui
modificazioni: a) la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Misure correttive e sanzioni
civili»; b) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Con la sentenza che accerta
la violazione di un diritto di proprietà industriale possono essere
disposti l'inibitoria della fabbricazione, del commercio e dell'uso delle cose
costituenti violazione del diritto, e l'ordine di ritiro definitivo dal commercio
delle medesime cose nei confronti di chi ne sia proprietario o ne abbia comunque
la disponibilità. L'inibitoria e l'ordine di ritiro definitivo dal commercio
possono essere emessi anche contro ogni intermediario, che sia parte del giudizio
ed i cui servizi siano utilizzati per violare un diritto di proprietà industriale.»; c) il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3. Con la sentenza che accerta
la violazione di un diritto di proprietà industriale può essere
ordinata la distruzione di tutte le cose costituenti la violazione, se non
vi si oppongono motivi particolari, a spese dell'autore della violazione. Non
può essere ordinata la distruzione della cosa e l'avente diritto può conseguire
solo il risarcimento dei danni, se la distruzione della cosa e' di pregiudizio
all'economia nazionale. Se i prodotti costituenti violazione dei diritti di
proprietà industriale sono suscettibili, previa adeguata modifica, di
una utilizzazione legittima, può essere disposto dal giudice, in luogo
del ritiro definitivo o della loro distruzione, il loro ritiro temporaneo dal
commercio, con possibilità di reinserimento a seguito degli adeguamenti
imposti a garanzia del rispetto del diritto.»; d) al comma 6 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nell'applicazione
delle sanzioni l'autorità giudiziaria tiene conto della necessaria proporzione
tra la gravità delle violazioni e le sanzioni, nonche' dell'interesse
dei terzi.». Art. 17. Sostituzione dell'articolo 125 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.
30 1. L'articolo 125 del Codice della proprietà industriale, di cui al
decreto legislativo n. 30 del 2005, e' sostituito dal seguente: «Art. 125 (Risarcimento del danno e restituzione dei profitti dell'autore
della violazione) . - 1. Il risarcimento dovuto al danneggiato e' liquidato
secondo le disposizioni degli articoli 1223, 1226 e 1227 del codice civile,
tenuto conto di tutti gli aspetti pertinenti, quali le conseguenze economiche
negative, compreso il mancato guadagno, del titolare del diritto leso, i benefici
realizzati dall'autore della violazione e, nei casi appropriati, elementi diversi
da quelli economici, come il danno morale arrecato al titolare del diritto
dalla violazione. 2. La sentenza che provvede sul risarcimento dei danni può farne la
liquidazione in una somma globale stabilita in base agli atti della causa e
alle presunzioni che ne derivano. In questo caso il lucro cessante e' comunque
determinato in un importo non inferiore a quello dei canoni che l'autore della
violazione avrebbe dovuto pagare, qualora avesse ottenuto una licenza dal titolare
del diritto leso. 3. In ogni caso il titolare del diritto leso può chiedere la restituzione
degli utili realizzati dall'autore della violazione, in alternativa al risarcimento
del lucro cessante o nella misura in cui essi eccedono tale risarcimento.». Art. 18. Modifiche all'articolo 127 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 1. All'articolo 127 del Codice della proprietà industriale, di cui
al decreto legislativo n. 30 del 2005, dopo il comma 1 e' inserito il seguente: «1-
bis . Chiunque si rifiuti senza giustificato motivo di rispondere alle domande
del giudice ai sensi dell'articolo 121- bis ovvero fornisce allo stesso false
informazioni e' punito con le pene previste dall'articolo 372 del codice penale,
ridotte della metà.». Art. 19. Modifiche all'articolo 131 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 1. All'articolo 131 del Codice della proprietà industriale, di cui
al decreto legislativo n. 30 del 2005, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Il titolare di un diritto
di proprietà industriale può chiedere che sia disposta l'inibitoria
di qualsiasi violazione imminente del suo diritto e del proseguimento o della
ripetizione delle violazioni in atto, ed in particolare può chiedere
che siano disposti l'inibitoria della fabbricazione, del commercio e dell'uso
delle cose costituenti violazione del diritto, e l'ordine di ritiro dal commercio
delle medesime cose nei confronti di chi ne sia proprie-tario o ne abbia comunque
la disponibilità, secondo le norme del codice di procedura civile concernenti
i procedimenti cautelari. L'inibitoria e l'ordine di ritiro dal commercio possono
essere chiesti, sugli stessi presupposti, contro ogni soggetto i cui servizi
siano utilizzati per violare un diritto di proprietà industriale.»; b) dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti: «1- bis . Se il giudice
nel rilasciare il provvedimento cautelare non stabilisce il termine entro cui
le parti devono iniziare il giudizio di merito, quest'ultimo deve essere iniziato
entro il termine di venti giorni lavorativi o di trentuno giorni di calendario
qualora questi rappresentino un periodo più lungo. Il temine decorre
dalla pronuncia dell'ordinanza se avvenuta in udienza o, altrimenti, dalla
sua comunicazione. 1- ter . Se il giudizio di merito non e' iniziato nel termine perentorio di
cui al comma 1, ovvero se successivamente al suo inizio si estingue, il provvedimento
cautelare perde la sua efficacia. 1- quater . Le disposizioni di cui al comma 1- ter non si applicano ai provvedimenti
di urgenza emessi ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile
ed agli altri provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della
sentenza di merito. In tali casi ciascuna parte può iniziare il giudizio
di merito.». Art. 20. Introduzione dell'articolo 144- bis nel decreto legislativo 10 febbraio 2005,
n. 30 1. Dopo l'articolo 144 del Codice della proprietà industriale, di cui
al decreto legislativo n. 30 del 2005, e' inserito il seguente: «Art. 144- bis (Sequestro conservativo) . - 1. Quando la parte lesa
faccia valere l'esistenza di circostanze atte a pregiudicare il soddisfacimento
del risarcimento del danno, l'autorità giudiziaria può disporre,
ai sensi dell'articolo 671 del codice di procedura civile, il sequestro conservativo
dei beni mobili ed immobili del preteso autore della violazione, compreso il
blocco dei suoi conti bancari e di altri beni fino alla concorrenza del presumibile
ammontare del danno. A tale fine l'autorità giudiziaria può disporre
la comunicazione della documentazione bancaria, finanziaria o commerciale oppure
autorizzare l'accesso alle pertinenti informazioni.». Art. 21. Introduzione dell'articolo 85- bis nel testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. 1. Nel testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto
18 giugno 1931, n. 773, dopo l'articolo 85 e' inserito il seguente: «Art. 85- bis . - 1. E' vietato introdurre, installare o comunque utilizzare
abusivamente nei luoghi di pubblico spettacolo, dispositivi od apparati che
consentono la registrazione, la riproduzione, la trasmissione o comunque la
fissazione su supporto audio, video od audiovideo, in tutto od in parte, delle
opere dell'ingegno che vengono ivi realizzate o diffuse. 2. Il concessionario od il direttore del luogo di pubblico spettacolo deve
dare avviso del divieto di cui al primo comma mediante affissione, all'interno
del luogo ove avviene la rappresentazione, di un numero idoneo di cartelli
che risultino ben visibili a tutto il pubblico. 3. Restano comunque ferme le norme poste a tutela dei diritti di autore, in
conformità alle leggi speciali che regolamentano la materia.». Il Quotidiano giuridico on line ISSN 2280-613X Home

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