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Timestamp: 2020-06-06 14:37:20+00:00

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1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO SEZIONE STACCATA DI BRESCIA SESSANTATREESIMA SEZIONE riunita con l'intervento dei Signori: Fondrieschi Fausto - Presidente Zangrossi Lineo - Relatore Vicini Gianluca - Giudice ha emesso la seguente SENTENZA - sull'appello n. depositato il - avverso la sentenza n. emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di MANTOVA contro: proposto dai ricorrenti: difeso da: difeso da: Atti impugnati: AVVISO DI ACCERTAMENTO n. IRES-ALTRO 2007
2 AVVISO DI ACCERTAMENTO n. IVA-ALTRO 2007 AVVISO DI ACCERTAMENTO n. IRAP 2007 AVVISO DI ACCERTAMENTO n. IRES-ALTRO 2006 AVVISO DI ACCERTAMENTO n. IRPEF-ADD.REG AVVISO DI ACCERTAMENTO n. IRPEF-ADD.COM AVVISO DI ACCERTAMENTO n. IRPEF-ALTRO 2006 AVVISO DI ACCERTAMENTO n. IVA-ALTRO 2006 AVVISO DI ACCERTAMENTO n. IRAP 2006 AVVISO DI ACCERTAMENTO n. IRPEF-ADD.REG. AVVISO DI ACCERTAMENTO n. IRPEF-ADD.COM AVVISO DI ACCERTAMENTO n. IRPEF-ALTRO 2005 ATTO DI CONTEST n. IRES-ALTRO 2007 ATTO DI CONTEST n. IRPEF-ALTRO 2005 ATTO DI CONTEST n. IRPEF-ALTRO 2006 ATTO DI CONTEST n. IVA-ALTRO 2007 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO nonché l'associazione impugnavano avviso di accertamento emesso dalla Direzione Provinciale di Mantova dell'agenzia delle Entrate per IRES, IRAP e IVA anno L'Ufficio a seguito di accesso mirato in data e successivo P.V.C , riteneva che l'attività svolta dal circolo "" non corrispondesse a quella culturale e sportiva dichiarate, bensì ad attività commerciale di bar con intrattenimento. A tanto l'ufficio era giunto avendo accertato che all'interno del locale vi erano ragazze straniere con le quali i clienti potevano appartarsi; che venivano somministrate bevande al prezzo di Euro 15 cadauna; che al momento dell'apertura dell'attività era stata aperta una partita IVA. Riteneva, perciò, che detta attività non potesse rientrare tra le finalità istituzionali di un circolo culturale. Riteneva, inoltre, l'ufficio che il contribuente non fosse semplice socio ma responsabile di fatto del circolo. Ciò, in quanto aveva dichiarato di essere a conoscenza degli incassi medi giornalieri; che detti incassi erano versati sul suo conto corrente personale e che lo stesso provvedeva alle spese sostenute dal circolo utilizzando i sopra nominati incassi. Ricordava che per l'anno 2006 la CTP di Mantova aveva già rigettato il ricorso presentato dal contribuente.
3 L'Ufficio, quindi, calcolava induttivamente i ricavi annuali, da cui dedotti i costi, determinava il reddito imponibile. Eccepivano i ricorrenti che il era un mero associato senza alcuna responsabilità nella gestione del circolo. Sotto tale profilo non poteva avere rilevanza la circostanza di far parte del Consiglio dell'associazione. Né valevano le dichiarazioni delle ragazze in quanto le stesse erano sotto pressione e interrogate con domande suggestive, senza contraddittorio e senza garanzia di difesa. Neppure rilevavano le conclusioni dei militari accertatori, trattandosi di giudizi o valutazioni di parte. In ogni caso al ricorrente poteva essere imputata, semmai, la responsabilità ex art. 38 C.C. Eccepivano quindi la natura associativa e non commerciale del circolo, ricordando che il Tribunale penale e quello civile di Mantova avevano accertato l'insussistenza di rapporti di lavoro dipendente. Osservavano, poi, che la media giornaliera di incassi come determinata dall'ufficio era senza supporto probatorio e che comunque il circolo aveva iniziato la propria attività il , per cui era erroneo il calcolo dei ricavi effettuato sull'intero anno. Contestavano, poi, nel merito i ricavi accertati, sia perché l'inizio dell'attività non è normalmente remunerativa, sia perché, comunque, il locale lavorava effettivamente solo il fine settimana. I prospetti da cui sono derivate le conclusioni dell'agenzia perciò non potevano valere come campione utile e comunque venivano disconosciuti. Altro ricorso proponevano i sopraddetti ricorrenti unitamente a, avverso avviso di accertamento della Direzione Provinciale di Mantova emessi a carico dell'associazione senza fine di lucro, corrente in Villimpenta di Mantova, nonché nei confronti dei predetti associati quali autori delle violazioni, per IRES, IRAP, IVA 2005 e 2006 nonché atti di contestazione e sanzioni per omesse trattenute 2006, omessa installazione degli emettitori degli scontrini fiscali per il 2005 e 2007, nonché recupero compensi da sottoporre a tassazione relativi a nove assunzioni per il Anche in questo caso l'ufficio riteneva che l'attività svolta non fosse culturale e sportiva ma commerciale, trattandosi di bar con intrattenimento. e contestavano la legittimazione passiva essendo meri associati. Tutti i ricorrenti ribadivano la natura non commerciale dell'attività svolta all'interno del circolo. Anche in questo caso erano prodotte sentenze del Tribunale penale e del lavoro di Mantova che avevano accertato non sussistere rapporti di lavoro dipendente. Contestavano poi la determinazione degli incassi come effettuata dall'ufficio. L'Ufficio si costituiva ribadendo le circostanze di cui agli accertamenti. La C.T.P. di Mantova, sez. 1, riuniti i ricorsi, con sentenza n. 57/13, li respingeva, condannando i ricorrenti a rifondere all'ufficio le spese di lite, liquidate in Euro Il primo giudice riteneva sussistente una vera e propria attività commerciale, con conseguente violazione dell'art. 148, c.3, del TUIR. Riteneva, inoltre, irrilevanti le sentenze del Tribunale di Mantova in quanto riguardanti fattispecie diverse. Impugnano i contribuenti che chiedono previa sospensione dell'esecutività dell'accertamento, di dichiarare nulla l'impugnata sentenza, ovvero di riformarla escludendo ogni debenza degli appellanti. In ogni caso dichiarare nullo o annullarsi l'accertamento. Spese rifuse. Eccepiscono carenza di motivazione e omessa pronuncia sui motivi di ricorso, ribadendo, perciò, l'eccezione di difetto di legittimazione degli associati ; nonché la natura di associazione senza fini di lucro.
4 Tale ultima conclusione deriva dalla circostanza che il Tribunale di Mantova con sentenze, l'una penale, l'altra civile, della sezione lavoro, aveva stabilito l'insussistenza di rapporti di lavoro dipendente. Ribadiscono, ancora, che i circoli non erano operanti al momento dell'accertamento e che non corretta è la ricostruzione degli incassi. Si costituisce l'ufficio che osserva essere la sentenza congruamente motivata e ribadisce la natura commerciale dei due circoli, nonché la posizione di amministratori di fatto dei ricorrenti. Ribadisce, ancora, la correttezza e legittimità della ricostruzione presuntiva dei ricavi ai sensi degli artt. 39 c.2, DPR 600/73 e 55 DPR 633/72, sulla base di presunzioni semplici, anche non gravi, precise e concordanti, attesa la mancanza di documentazione contabile. Allega, quindi, sentenza di questa CTR con cui viene respinto analogo appello degli odierni appellanti. Chiede, perciò, il rigetto dell'appello con il favore delle spese. MOTIVI DELLA DECISIONE L'appello dei contribuenti non può essere accolto. La questione dirimente è la natura commerciale o meno dell'attività svolta. Sotto questo aspetto la risposta deve essere positiva. E' pacifico in causa che nei due circoli si svolgesse attività di bar con intrattenimento, che veniva pagata direttamente dal fruitore. Non vi è dubbio, quindi, che ci si trovi di fronte ad attività di somministrazione di bevande e ad attività di prestazione di servizi di accompagnamento o f compagnia svolta dalle ragazze operanti nei locali. Dette attività erano le uniche svolte all'interno di detti circoli e, di per sé, non è chi non veda, che non trattasi di attività culturali o sportive. Trattasi, perciò, di attività che, ai sensi dell'art. 148 TUIR, 1 c., devono considerarsi commerciali. La conclusione non cambia ove si applichi il 2 c., del ricordato art. 148 TUIR. Infatti, nella specie, le prestazioni e le cessioni effettuate a favore degli associati prevedevano il pagamento di corrispettivi specifici determinati in funzione delle maggiori o diverse prestazioni alle quali danno diritto (basti ricordare che ogni 20 minuti il cliente in compagnia di una ragazza doveva consumare al bar). I proventi poi delle cessioni e dei servizi di intrattenimento deve ritenersi eccedessero i costi di diretta imputazione, atteso che sul punto nulla dicono i contribuenti. Pertanto, trattandosi di attività commerciale, i contribuenti dovevano tenere regolare contabilità, in mancanza della quale, corretta è la determinazione degli incassi in via induttiva, fondata sulla base dei prezzi delle consumazioni e in base alle dichiarazioni del socio. Riguardo alla responsabilità in capo al socio, questa va confermata: E' il socio che interloquisce con gli accertatori e che opera nei confronti delle ragazze e che addirittura fa versare gli incassi sul proprio conto corrente e che paga in nome e per conto del circolo. Pure il socio deve ritenersi in fatto responsabile: basti considerare al proposito le dichiarazioni delle intrattenitrici che, concordemente, indicano in quest'ultimo la persona che le ha "assunte" e con la quale hanno stabilito il compenso per ogni serata. Va, ancora, rilevato che le sentenze prodotte in giudizio dai ricorrenti non hanno rilevanza ai fini di considerare commerciale l'attività in questione, volta che le stesse si limitano a stabilire l'insussistenza di rapporti di lavoro subordinato, il che non esclude il carattere commerciale
5 dell'attività del circolo. Infine, per il circolo la data di inizio ritenuta dall'ufficio deve ritenersi corretta in mancanza di prova del contrario. A tal fine, in effetti, non può valere l'atto costitutivo prodotto essendo lo stesso relativo al circolo. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo. P.Q.M. La Commissione respinge l'appello. Condanna gli appellanti a rifondere all'ufficio le spese di giudizio che si liquidano in Euro Così deciso in Brescia, l'8 ottobre Depositata in Segreteria il 28 ottobre 2013.
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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI CAMPOBASSO SEZIONE 2 riunita con l'intervento dei Signori: DI NARDO GIUSEPPE - Presidente e Relatore CATELLI LUIGI
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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI MILANO VENTIDUESIMA SEZIONE riunita con l'intervento dei Signori: Izzi Giovanni - Presidente Chiametti Guido - Relatore

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 sentenza 
 art. 38
 sentenza 
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 art. 148
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