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Corte dei Conti. Sezione giurisdizionale regionale per il Friuli Venezia Giulia Trieste ANNO GIUDIZIARIO PDF
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1 Corte dei Conti Sezione giurisdizionale regionale per il Friuli Venezia Giulia Trieste ANNO GIUDIZIARIO 2012 Relazione del Presidente della Sezione Enrico Marotta Cerimonia d Inaugurazione 25 febbraio 2012
2 Ringrazio e saluto cordialmente i rappresentanti delle istituzioni politiche, amministrative, militari, i colleghi delle diverse magistrature, i rappresentanti del Consiglio di Presidenza e dell Associazione magistrati, che con la loro presenza oggi hanno voluto onorare noi e l intera Corte dei conti. La cerimonia di apertura dell anno giudiziario rappresenta il momento formale dove si dà solennità ad una attività già iniziata con l impegno di magistrati, collaboratori ed avvocati del libero foro, ma è prioritariamente l occasione per presentare alle Istituzioni ed al Popolo italiano, nel cui nome la giustizia viene esercitata, i risultati dell anno appena concluso, descrivendone gli aspetti salienti ed offrendo spunti di riflessione. Ai dati sull attività svolta è consuetudine premettere alcune considerazioni generali sul contesto istituzionale, normativo e giurisprudenziale entro cui si muove il nostro Istituto, elementi che ne costituiscono i presupposti ed insieme i limiti. Le funzioni delle Corte dei conti, giurisdizione e controllo nelle materie di contabilità pubblica, sono strettamente connesse logicamente e giuridicamente. Entrambe le attività contribuiscono, ciascuna per la sua parte, a realizzare la missione istituzionale della Corte. Non si nega qui l evidenza, e cioè che giurisdizione e controllo conservano comunque rispettive specificità ontologiche in termini di oggetti di indagine, finalità, metodi, strumenti operativi ed esiti, ma le due funzioni appaiono attualmente destinatarie di richiami normativi contestuali, che sottolineano la finalità di concorrere al buon uso delle risorse pubbliche e fanno sorgere nuove profili di integrazione - complementarità meritevoli di approfondite riflessioni. Una visione d insieme delle funzioni dell Istituto, quanto al loro attuale svolgersi e quanto agli auspicabili sviluppi nel futuro prossimo, indica che la posizione della Corte nel contesto istituzionale è fortemente influenzata sul piano interno dalla notevole ampiezza dei compiti assolti ai vari livelli di amministrazione (statale, regionale, locale) e influenzata, sul piano comunitario, dal suo legame con la Corte dei conti europea e dalla grave crisi economico - finanziaria. Quest ultima, in particolare, rende indispensabile un controllo, anche in forme giurisdizionali, sempre più stringente su qualità e correttezza della spesa pubblica. E in atto una riconsiderazione del rapporto tra funzione di controllo e funzione giudicante dell Istituto, soprattutto dal punto di vista operativo. Infatti, il legislatore sta cercando di rispondere al quesito se, in relazione ai sempre più rigorosi vincoli finanziari, possa ritenersi ancora congruo il modello di controllo collaborativo, secondo cui il conseguimento degli equilibri finanziari viene fatto dipendere sostanzialmente dai corretti comportamenti iniziali delle amministrazioni controllate e dalla volontà di autocorrezione. Tornando al controllo anche in forma giurisdizionale, accanto ai giudizi di
3 responsabilità va riconosciuta validità e vitalità, nonostante alcuni anacronismi, all esame dei conti giudiziali e ai veri e propri giudizi di conto, che rappresentano il nucleo storico della funzione giurisdizionale dell Istituto, come disegnato già nella normativa di epoca prerepubblicana. Ora, tra gli elementi di innovazione proiettati verso il nostro futuro, occorre anzitutto reclamare ancora una volta e con forza la predisposizione di un codice di procedura, che riconduca a coerenza il sistema dei giudizi davanti alla Corte dei conti con norme chiare ed organiche in relazione ai tre settori della responsabilità, delle pensioni e dei conti giudiziali, così come auspicato anche in dottrina e da esponenti del libero foro. Codice, ovviamente, rispettoso della parità delle parti processuali ed in sintonia coi principi del novellato articolo 111 della Costituzione. A dire il vero mi sembra di cogliere anche presso i colleghi operanti nel settore del controllo l esigenza di allargare a quell area tutele, garanzie e procedimenti assimilabili a quelli prescritti in sede giudicante, sotto forma dell emanazione di un apposita regolamentazione dei vari procedimenti di referto e controllo. In tema di profili sostanziali della giurisdizione di responsabilità per danni erariali, essa risulta oggi caratterizzata in via generale da un assetto alluvionale abbastanza sedimentato, frutto del succedersi di interventi normativi rapsodici o addirittura disorganici, che comunque esprimono la tendenza a confermare la giurisdizione speciale anche attraverso la tipizzazione di fattispecie patologiche e riprovevoli. Restano aperte certamente varie questioni, per esempio quelle riferibili all insufficienza storica che si registra nelle fasi dell esecuzione delle nostre condanne. C è in concreto la persistente propensione a sottrarsi alle conseguenze del giudicato per varie ragioni, tra cui la debole attività delle amministrazioni danneggiate. Auspicabili interventi normativi nella materia in esame potrebbero consentire alle Procure della Corte dei conti di curare direttamente l esecuzione delle sentenze di condanna passate in giudicato, consentendo di aggredire, con procedure più efficaci, un monte crediti la cui consistenza è stimata in diverse centinaia di milioni di euro. L insoddisfazione aumenta poi al paragone col settore della giustizia amministrativa, dove si è riusciti a concentrare nel nuovo codice approvato con il D.L.vo n. 104/2010 materie ed attribuzioni tali da farne il fulcro del sindacato sull attività, non solo strettamente amministrativa, del comparto pubblico. Nel settore della responsabilità è ormai scontato il notevole spostamento delle regole dell attività pubblicistica da quelle dell ordinamento contabile a quelle di diritto comune, sia per previsione normativa di carattere generale, sia come effetto dell adozione di modelli privatistici per l organizzazione dei soggetti pubblici a parte i casi, da circoscrivere al massimo, di non applicabilità delle regole di diritto pubblico in ragione di situazioni di emergenza ed urgenza. L adozione di una gamma di modelli privatistici, in
4 linea di principio fisiologica in quanto finalizzata all obiettivo del conseguimento di migliori livelli di economicità, tempestività ed efficienza dell azione, non ha evitato l emergere di anomalie e distorsioni, quali i casi di trasformazione delle privatizzazioni ed esternalizzazioni da strumento per il valido svolgimento di servizi o addirittura funzioni pubbliche a strumento di mera elusione delle regole e dei controlli di contabilità pubblica ovvero di gestione clientelare del potere politico amministrativo, per esempio con le assunzioni. Avviene così che proprio ora, cioè quando l adozione del modulo societario per lo svolgimento di servizi da parte di enti pubblici e locali si è grandemente esteso, la legislazione comincia a porre limiti restrittivi. Ciò per il concorso dei motivi appena accennati e di almeno altri due: l applicazione dei principi comunitari sulla concorrenza e l esigenza di sottoporre alle regole vincolanti di finanza pubblica anche gli organismi partecipati, guardati con un certo disfavore perché limitativi della libertà di mercato e perché possibili strumenti elusivi degli obiettivi di finanza pubblica assegnati agli enti territoriali. E noto poi che l universo delle partecipate pone problemi sotto i profili del controllo e della responsabilità per danni erariali. L attribuzione di servizi e funzioni a queste società presuppone da parte dell amministrazione madre un momento di esercizio di discrezionalità amministrativa in senso proprio. Dal punto di vista giuscontabilistico la ricostruzione del momento volitivo organizzativo implica la necessità, segnalata più volte dalle Sezioni del controllo, di adeguati studi di fattibilità accompagnati dalla successiva attività prodromica all acquisizione della partecipazione societaria. Si impone, infatti, un puntuale raffronto economico finanziario delle opzioni, delineando scenari presenti e prospettici così da selezionare la forma più appropriata di gestione dei servizi. Per concludere sul punto, eventuali carenze procedimentali legate all incompletezza o alla mancanza di stime patrimoniali circa gli effetti delle scelte non potrebbero che essere ricondotte al vizio di eccesso di potere dei provvedimenti amministrativi a monte, a cui si ricollegherebbero anche ipotesi di responsabilità amministrativo contabile. Sono sufficienti le precedenti osservazioni sui temi più ampi che connotano le attività dell Istituto, comunque correlate alla funzione giudicante, perché criticità e prospettive sono state autorevolmente analizzate nelle relazioni del Presidente della Corte e del Procuratore generale in occasione dell inaugurazione dell anno giudiziario presso le Sezioni Riunite, che si è tenuta lo scorso 16 febbraio. Richiamo ora sobriamente le principali novità normative intervenute nel 2011 con impatto diretto o mediato sulle funzioni giurisdizionali. Il Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la
5 stabilizzazione finanziaria) convertito con modifiche in Legge 15 luglio 2011, n. 111 contiene alcune disposizioni di interesse per le funzioni dell Istituto. Menziono per primo l articolo 20, comma 9, dove si precisa che nel calcolo del tetto massimo del 40% nel rapporto tra spese di personale e spese correnti rientrano anche le società partecipate locali controllate titolari di affidamenti diretti, quelle strumentali e quelle che svolgono attività di interesse generale non industriale né commerciale. Il successivo comma 12 aggiunge all articolo 1 della Legge n. 220/2010, il comma 3-ter, in base al quale, se le Sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti accertino che il patto di stabilità è stato raggiunto mediante atti elusivi delle regole, per gli amministratori locali è prevista una sanzione fino a dieci volte l indennità di carica e per i responsabili dei servizi finanziari una sanzione fino a tre mensilità del trattamento retributivo al netto degli oneri fiscali e previdenziali. Richiamo anche le nuove disposizioni introdotte dall art. 37, comma 6 del Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito nella predetta Legge n. 111 per segnalare che la conferenza dei Presidenti delle Sezioni giurisdizionali centrali e regionali (organismo ufficioso di coordinamento e direzione all interno dell Istituto), nella riunione del 28 novembre 2011, ha preso in esame la questione della possibile applicazione, ai giudizi pensionistici di competenza della Corte, delle nuove disposizioni in materia di contributo unificato. La conferenza, sulla base di un interpretazione letterale e sistematica del testo normativo, è pervenuta alla conclusione che la disposizione in esame, in parte modificativa delle disposizioni di cui al Testo Unico delle spese di giustizia di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, trovi applicazione, oltre che per le controversie di natura tributaria, in quelle di previdenza ed assistenza obbligatorie, nonché nelle cause relative a rapporti individuali di lavoro o rapporti di pubblico impiego. In particolare, si è ritenuto che le prescrizioni di cui al comma 1 bis del novellato art. 9 del D.P.R. n. 115/2002 hanno introdotto non tanto un nuovo oggetto di applicazione del contributo unificato, quanto piuttosto una distinzione di alcune materie nell ambito della giurisdizione civile, ai fini di una disciplina diversificata evidenziandosi, peraltro, la specificità dei giudizi pensionistici proposti innanzi alla Corte dei conti, i quali non sono riconducibili né al sistema delle controversie previdenziali ed assistenziali né a quello delle controversie di lavoro, entrambi di pertinenza dell Autorità Giudiziaria Ordinaria. Tra le novità normative degne di nota segnalo, altresì, il Decreto Legislativo 27 ottobre 2011, n. 199 (Disciplina del dissesto finanziario delle università e del commissariamento degli atenei, emanato in base all articolo 5 della Legge n. 240/2010), che agli articoli 6, 9, 17 e 19 dispone la trasmissione alle Procure regionali della Corte di atti e provvedimenti adottati nel corso dello sviluppo e dell attuazione dei piani di rientro e delle gestioni commissariali. Il nuovo compito assegnato alle Procure ed,
6 eventualmente, alle Sezioni giudicanti, presenta connotazioni giuridiche e contenuti su cui è necessario interrogarsi. Prima facie si inserisce nell alveo di una tematica più vasta (si pensi al dissesto relativo ai piani di rientro da disavanzi sanitari), che coinvolge problematiche sui rapporti tra le aree di giurisdizione e controllo. Ci si potrebbe domandare infatti se, una volta investite le Procure, si sia al cospetto di una denuncia di danno erariale nella quale il l elemento oggettivo della responsabilità erariale sia dato dal default mentre quello psicologico andrebbe ritenuto di per sé sussistente in quanto tipizzato, sicché l ufficio requirente dovrebbe limitarsi a quantificare la pretesa risarcitoria e ad individuare i soggetti responsabili del danno. Il Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 149 pone la disciplina in materia di meccanismi sanzionatori e premiali relativi a Regioni, Province e Comuni ai sensi della Legge n. 42/2009. Il testo si articola sostanzialmente in due capi, dedicato l uno ai meccanismi sanzionatori (artt. 1-7) e l altro ai meccanismi premiali (artt. 8-12), recando il capo terzo disposizioni finali che prevedono l applicazione della disciplina alle Regioni a statuto speciale. Il Decreto Legislativo presenta un carattere ordinamentale di chiusura del disegno federativo, coniugando i maggiori spazi di autonomia con un complesso sistema di responsabilità nell intento di garantire la tenuta del sistema normativo fin qui delineato in materia di federalismo fiscale in attuazione dell art. 119 della Costituzione. All attuazione del provvedimento è connaturato il ruolo della Corte dei conti, quale garante imparziale degli equilibri di finanza pubblica nel contesto dei rapporti Stato - Regioni - Autonomie locali. L impianto sanzionatorio risulta sostanzialmente articolato su tre fattispecie: il dissesto finanziario con riferimento al disavanzo sanitario in ambito regionale (artt. 2 e 3); il dissesto finanziario negli enti locali (art. 6); il mancato rispetto del patto di stabilità interno nelle Regioni e negli Enti Locali (art. 7). E abbastanza lineare la normativa relativa alla responsabilità politica del Presidente della Provincia e del Sindaco. L articolo 6 distingue infatti in modo sufficientemente preciso il procedimento di accertamento del dissesto finanziario (intestato alle Sezioni regionali di controllo) dal giudizio di irrogazione delle sanzioni (di competenza delle Sezioni regionali giudicanti). L articolo 2, invece, disciplina lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta con decreto del Presidente della Repubblica ( ex art. 126 Costituzione) nonché tra l altro la sua conseguente incandidabilità per un periodo di dieci anni in seguito alla dichiarazione di grave dissesto finanziario della Regione. Si configura dunque un meccanismo di forte responsabilizzazione del Presidente della Giunta, specificamente ed esclusivamente riferito alle funzioni svolte
7 quale commissario ad acta, ossia sulla base di un potere sostitutivo esercitato dal Governo ex articolo 120 della Costituzione. Il sistema sanzionatorio così delineato non è di agevole decifrazione ed applicazione, sia in sede di controllo che di giurisdizione, perché le varie disposizioni risultano espresse male e non coordinate. Per esempio, l accertamento di gravi responsabilità dei revisori regionali va compiuta dalle Sezioni giurisdizionali della Corte, ma non si chiarisce se i concomitanti accertamenti a carico del Presidente della Regione siano di competenza delle medesime Sezioni o delle articolazioni dell Istituto in sede di controllo. Il tema viene al momento vagliato con grande cura nell ambito dell Istituto, ma è prematuro pervenire a conclusioni convincenti, anche perché la Regione Emilia - Romagna in persona del Presidente della Giunta ha già presentato ricorso alla Consulta per la dichiarazione di illegittimità costituzionale degli articoli 2 (vari commi) e 3 per violazione di una lunga serie di articoli della Carta. La Legge 12 novembre 2011, n. 183 (c.d. Legge di stabilità 2012) è entrata in vigore il 1 gennaio Nell esame delle disposizioni di carattere processuale relative al contenimento dei costi e ad una maggiore efficienza merita particolare attenzione l articolo 25 rubricato Impiego della posta elettronica certificata nel processo civile. In proposito non è più una novità che il legislatore preveda oltre al c.d. processo telematico, varie norme nelle quali è disposto il ricorso all uso della posta elettronica, soprattutto a quella certificata. Tale preferenza si giustifica per la riduzione dei costi, ma ancora di più per la riduzione dei tempi di spedizione e per la maggiore sicurezza che le trasmissioni tramite posta elettronica certificata possono garantire rispetto alla tradizionale raccomandata oppure all uso del telefax. Queste prescrizioni si applicano anche ai giudizi davanti alla Corte dei conti. Sul punto devo rilevare come la segreteria di questa Sezione stia già predisponendo, d intesa con i servizi informatici della Corte, quanto necessario al fine di assicurare, entro poche settimane, l operatività delle comunicazioni previste dall art. 136 c.p.c. a mezzo di posta elettronica certificata. Passo ad esaminare l attività della Sezione nel 2011, esponendo per ciascun settore i dati quantitativi maggiormente significativi (riportati in dettaglio nei prospetti in allegato), accompagnati da considerazioni su tipologie e contenuti dei provvedimenti assunti. In via preliminare ed a nome dei colleghi rinnovo ben volentieri anche quest anno l apprezzamento circa i validi contributi, in punto di soluzione di questioni sostanziali e processuali, forniti dai membri del libero foro nei giudizi di responsabilità e pensionistici davanti a questa Corte. La professione forense partecipa così alla
8 formazione della giurisprudenza, cioè al costante processo di aggiornamento dell ordinamento alle esigenze in divenire della società. Quanto all attività della Sezione nel settore della responsabilità, alla fine dell anno scorso, sono risultati pendenti 35 giudizi, di cui 31 pervenuti nel Sono stati trattati in udienza 39 giudizi; definiti 35, di cui 31 con sentenze (21 di condanna, 5 di assoluzione, 2 di difetto di giurisdizione, 1 su istanza di declaratoria di nullità di atti, 2 di cessazione della materia del contendere). Gli altri 4 casi sono stati definiti con 3 ordinanze (1 in sede di procedimento monitorio, 1 per convalida di sequestro, 1 per reclamo su convalida di sequestro), a cui va aggiunto 1 decreto presidenziale. Sono state pronunciate in totale 7 ordinanze, comprese quelle definitorie appena indicate, a cui vanno aggiunti 7 provvedimenti su richiesta della Procura di proroga dei termini di deposito dell atto di citazione. Le decisioni di condanna hanno sancito l obbligo di risarcire le amministrazioni danneggiate complessivamente per un importo di euro ,58. Il conto a parte delle spese di giudizio da versare all erario statale assomma a euro ,81. Ciò detto, osservo in linea generale che l attività delle Procure e delle Sezioni regionali della Corte dei conti nel settore della responsabilità amministrativa non deve essere valutata soltanto sulla base dei meri dati numerici relativi agli atti di citazione ed alle sentenze, essendo necessario tenere conto degli effetti positivi che da tale azione conseguono anche indirettamente, in quanto il solo avvio delle indagini delle Procure può determinare la cessazione di comportamenti non corretti delle strutture pubbliche e consentire recuperi finanziari. Al contempo le sentenze producono anche un effetto dissuasivo e di indirizzo, perché lo scopo dell azione del giudice contabile è pure quello di guidare per il futuro l operato del amministratore e del pubblico dipendente, o comunque del soggetto incaricato dell attività amministrativa, indirizzandolo al retto perseguimento degli interessi pubblici stabiliti dalla legge e rispetto ai quali vi è stata la funzionalizzazione di pubbliche risorse. A ciò si aggiunga che la condanna a risarcire, sia pure parzialmente, il danno prodotto alle risorse finanziarie della collettività rappresenta talvolta l unica forma tangibile di sanzione, come dirò tra breve. Ritengo utile, a questo punto, ricordare le pronunce più significative rese nell anno 2011 dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione in materia di responsabilità amministrativa. La Corte Costituzionale, in punto di responsabilità amministrativa, nel 2011 è tornata ad occuparsi del c.d. spoils system con due sentenze, che peraltro si sono mosse nel solco già tracciato da precedenti decisioni (nn. 233/2006; 103 e 104/2007;
9 351 e 390/2008; 34, 224 e 304/2010). Si tratta evidentemente di tematica ben viva e perciò vale la pena di richiamare velocemente le due recenti sentenze del 2011, cioè la n. 124 dell 11 aprile e la n. 228 del 28 aprile. In sostanza il Giudice delle Leggi ha riaffermato l illegittimità di meccanismi di spoils system riferiti ad incarichi dirigenziali non apicali che comportino l esercizio di compiti gestionali, cioè di funzioni amministrative di esecuzione dell indirizzo politico. Ciò in quanto tali incarichi non possono essere mai considerati fiduciari, ma vanno affidati allo scopo di garantire la tendenziale continuità dell azione amministrativa. La medesima Corte, con ordinanza n. 286 del 28 ottobre 2011 ha poi dichiarato ancora una volta manifestamente infondato il dubbio di costituzionalità dell art. 17, comma 30-ter del Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78, concernente i limiti di perseguibilità del danno all immagine, sollevato dalla consorella Sezione giurisdizionale per la Regione Toscana con riferimento ad una vicenda connessa al reato di pornografia minorile. Sono stati così ribaditi i principi restrittivi già enunciati in precedenza ( in particolare con la sentenza n. 355/2010). Sempre in materia di responsabilità per danno erariale occorre rammentare, in via generale, che le SS.UU. della Cassazione sono intervenute più volte negli ultimi anni, precisando e delimitando il perimetro esterno della nostra giurisdizione, in particolare nel caso in cui sia dibattuta l ipotesi di amministratori e dipendenti di società di diritto privato partecipate da un ente pubblico. Ciò nel senso che, in quanto operanti come società regolate dal diritto civile, le stesse non perderebbero la natura di soggetti di diritto privato. Le numerose pronunce rese dalla Cassazione all indomani delle storiche decisioni rese nel 2009 in materia di società a partecipazione pubblica, offrono, nell attualità, un quadro di riferimento che - per quanto meritevole di ulteriori approfondimenti - traccia con sufficiente nitidezza i limiti all esercizio della giurisdizione della Corte dei conti. L assoggettamento alla responsabilità amministrativa, secondo l insegnamento della Suprema Corte, vale sicuramente per gli enti pubblici economici (sia pure operando sul mercato con strumenti privatistici), mentre è posto in dubbio nel caso delle società partecipate dal capitale pubblico, che non perdono la loro natura di enti privati per il solo fatto del loro capitale alimentato anche da conferimenti provenienti dallo Stato o da altro ente pubblico. La Cassazione ha così proclamato ripetutamente la giurisdizione contabile nei confronti di amministratori od organi di controllo di enti partecipati che, per le loro caratteristiche oggettive, siano di fatto un articolazione degli enti pubblici partecipanti, tali da renderli assimilabili ad una amministrazione pubblica nonostante la veste formale di una società di diritto privato. Nel 2011 la Cassazione, decidendo su nuovi quesiti in punto di giurisdizione, ha configurato ancora più nitidamente il discrimine tra giudice contabile e giudice ordinario, sviluppando nell esame delle singole fattispecie argomenti giuridici sottili e
10 complessi, che non è agevole riassumere qui, ma che sono ben conosciuti dai colleghi della nostra Procura e dagli avvocati. Con sentenza n dell 11 aprile 2011 le SS.UU. hanno riaffermato la giurisdizione della Corte nel caso di una società per azioni posta in relazione funzionale di servizio con una P.A. (in virtù di un dimostrato rapporto giuridico sottostante), anche a fronte di atti compiuti da amministratore della medesima spa costituenti reato che, in quanto non compiuti per interessi meramente personali, attengono a poteri conferiti, soddisfano interessi societari e non spezzano il rapporto di immedesimazione organica pur in presenza di dolo. La sentenza n del 5 maggio 2011 è anche rilevante, perché chiarisce che il sindacato, anche nel merito, del conferimento di un incarico ad un professionista esterno alla P.A. (qui progettista e direttore dei lavori) non fuoriesce dai limiti esterni della nostra giurisdizione. Continuando, l ordinanza delle SS.UU. n del 9 maggio 2011, pronunciata su ricorso di un soggetto convenuto davanti a questa Sezione, ha affermato la giurisdizione della Corte dei conti nell ambito di un azione di danno erariale proposta nei confronti non già della società beneficiaria del contributo pubblico, ma direttamente degli amministratori sociali che avevano distratto il denaro del finanziamento, ravvisando un rapporto di servizio con la P.A. sia per la società beneficiaria, che per i soggetti agenti come organi societari. Simile è il contenuto dell ordinanza n , immediatamente successiva. L ordinanza n del 17 novembre 2011, resa a seguito di regolamento preventivo di giurisdizione proposto da un convenuto nell ambito di un giudizio per danno erariale pendente davanti a questa Sezione, ha dichiarato l inammissibilità del ricorso in applicazione anche della preclusione di cui all articolo 59 della Legge n. 69/2009, in quanto il medesimo era stato depositato in Cassazione dopo che la nostra Sezione si era già pronunciata con ordinanza decisoria, affermando precisamente la propria giurisdizione. Vanno ora menzionate alcune pronunce delle SS.UU., che hanno invece affermato la giurisdizione al Giudice ordinario, seguendo lo schema logico - giuridico utilizzato nella nota sentenza n /2009. Ciò è avvenuto quando non sia dato rinvenire nella fattispecie esaminata alcuna forma di inserimento della società nell organizzazione pubblicistica, ma siano semplicemente presenti capitali pubblici conferiti nel patrimonio societario. In tal caso la Cassazione insegna che la giurisdizione contabile si esercita unicamente in presenza di danni inferti direttamente al patrimonio del soggetto pubblico partecipante, con esclusione di quelli che si assumono causati al patrimonio della società privata, per i quali sarà il socio pubblico ad esercitare eventualmente l azione sociale in sede civile.
11 Appartiene a questo ultimo filone giurisprudenziale la sentenza n del 5 maggio 2011, relativa ad una società priva della qualifica di gestore di risorse pubbliche, perché solamente destinataria di un contributo a fondo perduto erogato dalla P.A. a titolo di indennizzo di un danno subito a causa di eventi naturali. Segue l ordinanza n del 5 luglio 2011, assunta su ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione nell ambito di un giudizio pendente davanti a questa Sezione. Nell occasione la Suprema Corte ha statuito che esula dalla giurisdizione della Corte dei conti l esame delle questioni relative al risarcimento del danno direttamente arrecato dagli amministratori al patrimonio sociale di una partecipazione pubblica, affidataria di un pubblico servizio. Analoghe le argomentazioni sottostanti alla pronuncia n del 12 ottobre 2011, dichiarativa della giurisdizione del Giudice Ordinario, per l esistenza di un rapporto di servizio idoneo a radicare la giurisdizione contabile in capo alla società, ma non anche personalmente a carico di organi o dipendenti di essa, essendo la società dotata di autonoma personalità giuridica. La giurisprudenza della Sezione ha dovuto tenere conto degli indicati principi affermati dalla Cassazione, in particolare con tre proprie sentenze, come accennerò tra poco. Quanto alla tipologia dei giudizi emessi dalla Sezione, nell ultima parte del referto sono riportate riassuntivamente le sentenze più rilevanti del 2011 per le questioni ivi trattate, di natura processuale o sostanziale. Richiamo subito la sentenza n. 12 del 16 febbraio 2011, in cui il Collegio ha accertato la giurisdizione della Corte nei confronti del presidente e del direttore generale di una società per azioni, evidenziando come la stessa fosse risultata interamente partecipata da enti pubblici, avesse quale oggetto sociale l erogazione di un servizio pubblico e fosse dotata di uno statuto che non prevedeva scopi commerciali o lucrativi e assegnava la scelta degli amministratori agli enti locali soci. Con la sentenza n. 169 del 21 settembre 2011, viceversa, il Collegio ha affrontato l eccezione di difetto di giurisdizione sollevata dal convenuto, accogliendola a favore del Giudice ordinario, in quanto si era al cospetto di una società di capitali partecipata che risultava priva di indicatori che consentissero una qualificazione pubblicistica della stessa, ma anzi era connotata da forte imprenditorialità, emergente dallo statuto e dalla tipologia delle attività svolte. La contigua sentenza n. 178 del 22 settembre 2011 è tornata a riaffermare la nostra giurisdizione in relazione al danno erariale arrecato ad una società a prevalente capitale pubblico locale, valorizzando la presenza di sicuri indici pubblicistici e ritenendo quindi responsabile l amministratore convenuto. Accenno ora brevemente ad alcune ulteriori pronunce rese su questioni di particolare rilevanza.
12 Dopo una fattispecie già esaminata alla fine del 2010, la Sezione si è occupata ancora, con la sentenza n. 268 del 14 dicembre 2011, di un presunto danno erariale a carico della Giunta regionale afferente alla vendita a trattativa privata di un bene immobile nell ambito di una complessa operazione di cartolarizzazione. Si tratta di una tipologia che presenta ancora notevoli elementi di novità nel panorama della giurisdizione di responsabilità di primo grado ed il Collegio, confermando l orientamento già espresso nel 2010, ha assolto i soggetti convenuti. E degna di nota, altresì, la sentenza n. 270 del 15 dicembre 2011, in cui è stato riconosciuto che l abuso di schemi contrattuali (in fattispecie l utilizzo dello schema negoziale della vendita a termine in sostanziale elusione del vincolo di temporanea inalienabilità dei beni) era teso a conseguire l aggiramento degli obblighi connessi alla fruizione di una sovvenzione pubblica, dando luogo così ad una condotta illecita sotto il profilo della responsabilità erariale. Considerato l interesse con cui la generalità dei cittadini segue le vicende collegate alla sanità pubblica ed alla spendita delle rilevanti risorse finanziarie ivi allocate, menziono ora la decisione n. 205 del 19 ottobre 2011, che ha accolto la contestazione di danno erariale formulata dalla Procura regionale a carico di un ex direttore generale di un Azienda Sanitaria, conseguente all ingiustificato rimborso delle fatture emesse da un centro di medicina sportiva - struttura sanitaria privata - operante in carenza di autorizzazioni e di accreditamento istituzionale da parte della Regione Friuli Venezia Giulia. Con la sentenza n. 39 del 13 aprile 2011 è stato condannato un Dirigente medico di Azienda Ospedaliera Universitaria, il quale, pur avendo optato per la libera professione extramuraria, effettuava prestazioni radiologiche all interno della struttura pubblica ed in orario di servizio, appropriandosi delle attrezzature medico - radiologiche e dei materiali necessari, percependo le somme di denaro corrisposte per l effettuazione delle prestazioni. In occasione di alcune decisioni assunte da questa Sezione nel 2011, è stato rilevato un fatto ricorrente negli anni più recenti. Mentre cioè taluni procedimenti penali promossi per gravi reati ai danni della P.A. erano terminati con esiti sostanzialmente inappaganti anche per via di sentenze dichiarative di intervenuta prescrizione dei reati o nelle quali le pene comminate risultavano interamente condonate in applicazione di sopravvenute disposizioni di legge le successive decisioni rese dalla Corte per danni erariali determinati dagli illeciti penali hanno dato un effettiva ed adeguata risposta alle esigenze di accertamento delle responsabilità dei soggetti coinvolti nelle vicende già oggetto di processo penale (sentenza n. 239 del 16 novembre 2011). D altro canto si sono verificati alcuni casi in cui la Sezione ha dovuto ammettere, diversamente da quanto ritenuto dalla Procura attrice, che i comportamenti dei convenuti amministratori o funzionari pubblici, pur affetti da qualche censura, non
13 fossero tali da integrare il requisito soggettivo minimo richiesto ai fini dell affermazione della responsabilità erariale. Ne è seguita l assoluzione dalla richiesta di risarcimento dei presunti danni erariali. Va detto che in tali decisioni emerge anche la crescente complessità dell amministrare, per alluvione normativa (proveniente da più fonti, per lo più disorganiche), per ripartizione poco chiara delle responsabilità nelle scelte decisionali, per la difficoltà di conciliare la rigidità delle regole di contabilità pubblica con le sollecitazioni dei nuovi strumenti d intervento, di matrice privatistica, richiesti dall articolata evoluzione socio - economica del contesto amministrato (sentenza n. 45 del 13 aprile 2011). Noi magistrati della Sezione non ci stanchiamo di sottolineare la grande importanza che la verifica giudiziale dei conti degli agenti contabili riveste per un ordinato e corretto svolgimento delle pubbliche gestioni, a prescindere dalla connotazione soggettiva del contabile (sia esso organismo pubblico ovvero privato): è infatti la pertinenza del denaro o dei beni al pubblico erario a far scaturire l obbligo di presentazione del conto e la sottoposizione al conseguente giudizio. Si consideri che i conti, con l afflusso dei dati della più varia provenienza, formano un notevole patrimonio conoscitivo, che si potrebbe valorizzare meglio se fossero disponibili strumenti idonei. L attualità e l approfondimento della problematica sul ruolo degli agenti contabili risponde ad una duplice esigenza. Da un lato, l ultimo ventennio (a partire dalle riforme del 1990), appare contraddistinto da una progressiva, speriamo ora sostanzialmente conclusa, caduta dei controlli esterni. Ciò, se ha consentito all amministrazione un abbreviazione dei tempi procedimentali, ha anche comportato che l attività fosse esentata da ogni sindacato da parte di un organo terzo estraneo agli interessi perseguiti dall ente. Dall altro, il costante processo di privatizzazione, se ha introdotto strumenti più agili per il perseguimento dei fini pubblici, ha nel contempo implicato che la gestione di una rilevante parte dei servizi e attività pubbliche, prima condotta direttamente o tramite organismi autonomi inseriti nel sistema statale o tramite enti pubblici strumentali, sia stata devoluta a soggetti privati agenti secondo le regole del diritto comune. Tale processo ha condotto al moltiplicarsi dei centri di spesa e di riscossione, con un ampliamento della gamma dei soggetti cui deve essere ascritta la qualifica di agente contabile. Ne deriva, perciò, che l esame del conto da parte dei giudici dell Istituto resta strumento essenziale per la verifica obiettiva e neutrale della gestione delle pubbliche risorse e per la tutela obiettiva di queste nella prospettiva delle privatizzazioni. A fronte della riconfermata utilità di tale esame, rimane il problema dell effettività del controllo giudiziale in una situazione caratterizzata in tutte le Sezioni
14 giurisdizionali regionali da personale amministrativo numericamente limitato in relazione alle dimensioni ed alla complessità delle gestioni assoggettate all esame. A questo proposito va sottolineato che il personale di revisione addetto all esame dei conti deve possedere una specifica professionalità, acquisita attraverso appositi corsi preparatori ed adeguata pratica lavorativa. Bisogna, peraltro, al riguardo aggiungere che le strutture centrali del nostro Istituto stanno provvedendo con interessanti incontri a Roma e in sedi periferiche. Rammento infine che alcuni vetusti aspetti dell ordinamento di settore impongono agli uffici anche una defatigante serie di adempimenti esecutivi, propedeutici e successivi alla fase di revisione vera e propria di ciascun conto. A conclusione del 2011 è risultato in archivio un carico complessivo di conti (961 erariali, degli enti locali e 223 inerenti a gestioni delle strutture sanitarie pubbliche dotate di autonomia), di cui pervenuti nel corso del medesimo anno, ripartiti secondo le tipologie indicate nel prospetto allegato. Nel contempo sono stati esaminati e definiti conti: per di vecchia giacenza è stata dichiarata l estinzione, mentre la verifica della legittimità gestionale ha consentito il discarico di 200 conti, di cui 135 di agenti statali e 65 degli enti locali. Riguardo a 10 conti (9 erariali e 1 di ente locale) si è reso necessario il giudizio collegiale della Sezione, concluso finora con sentenza di approvazione per 2 rendiconti erariali, nonché, per 4 conti erariali, una sentenza dichiarativa dell insussistenza dell obbligo di presentazione del conto. Sono state infine emesse 4 ordinanze in sede istruttoria. Mi limito a segnalare la sentenza n. 114 del 21 giugno 2011, riassunta tra la giurisprudenza della Sezione. Resta da esaminare la situazione del contenzioso pensionistico, rammentando in via generale che si tratta di materia non prevista nella Costituzione tra le attribuzioni giurisdizionali del nostro Istituto, pur se meritevole della più elevata considerazione, in quanto incide immediatamente sulla vita quotidiana di tanti concittadini. Al 31 dicembre 2011 sono risultati pendenti 76 ricorsi. Di questi 52 sono per pensioni civili, 22 per quelle militari, solo 2 per pensioni di guerra. Nello stesso anno sono pervenuti 151 nuovi ricorsi, di cui 94 civili, 55 militari e 2 di guerra. I dati confermano dunque la tendenza continua in Friuli Venezia Giulia ad una significativa contrazione del numero di nuovi ricorsi. I colleghi giudici monocratici nello scorso anno hanno definito in totale 258 ricorsi: 165 civili (83 accolti), 92 militari (55 accolti), 1 ricorso di guerra accolto. Vanno poi considerate 19 ordinanze istruttorie (10 su ricorsi civili e 9 militari) e 9 ordinanze cautelari su istanze di sospensiva, di cui 2 accolte.
15 Ritengo utile segnalare alcune pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione nella materia pensionistica, che rivestono peculiare interesse per il giudice unico delle pensioni dinanzi a questa Corte. Il Giudice delle leggi, con sentenza n. 1 del 5 gennaio 2011, si è pronunciato in merito alla sollevata questione di legittimità costituzionale dei commi 774, 775 e 776 dell articolo 1 della Legge 29 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato Legge finanziaria 2007). Ad avviso del giudice rimettente, le norme censurate violerebbero gli articoli 111 e 117 della Costituzione, giacché, nell'imporre un interpretazione del sistema favorevole all'erario pubblico, con efficacia nei procedimenti giudiziari in corso, verrebbero a porsi in contrasto con il principio del "giusto processo" (art.111 Cost.), con l'art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell'uomo, e con l'art. 117 Cost., a norma del quale l'attività legislativa trova un limite nella necessità del rispetto degli obblighi internazionali. La Corte Costituzionale ha ritenuto non fondata la sollevata questione richiamando i principi posti dalla Corte di Strasburgo, in relazione all art. 6 della CEDU, con specifico riguardo alle norme nazionali interpretative concernenti disposizioni oggetto di procedimenti nei quali è parte lo Stato. La Corte Costituzionale ha indicato, tra i motivi ritenuti idonei a legittimare l intervento legislativo oggetto di scrutinio, quelli della perequazione di tutti i trattamenti pensionistici, pubblici e privati, i conseguenti effetti strutturali sulla spesa pubblica e sugli equilibri di bilancio ed il rispetto degli obblighi comunitari in tema di patto di stabilità economica finanziaria nelle more del passaggio alla moneta unica europea. Questa Sezione ha ritenuto manifestamente infondata identica questione di costituzionalità nella sentenza n. 171 del 21 settembre Meritevole di attenta considerazione è anche la sentenza della Corte di Cassazione SS.UU. n del 17 novembre 2011, che a conferma di un consolidato orientamento della Suprema Corte, ha ritenuto sussistente la giurisdizione della Corte dei conti sulle controversie relative ad atti di recupero di ratei di pensione, erogati in misura superiore a quella dovuta, a causa di errate comunicazioni da parte dell ente datore di lavoro, proposte, ai sensi del D.P.R. n. 538/1986, art. 8, comma 2 dall ente erogatore, nei confronti dell ente datore di lavoro dell ex dipendente. A fondamento della declaratoria di giurisdizione della Corte dei conti è stato riaffermato il principio della prevalenza del rapporto dedotto, e quindi della sussistenza o meno del diritto a pensione, sul possibile tema dell indebito maturato nell ambito di un autonomo rapporto obbligatorio tra i due enti o su quello risarcitorio. Una meditata lettura della motivazione induce ad escludere la giurisdizione del giudice contabile nelle cause tra l Ente previdenziale e l Amministrazione di appartenenza
16 del pensionato, ove si controverta unicamente sull individuazione del soggetto cui devono essere addossati da ultimo gli oneri economici risultanti dal riconoscimento di prestazioni a favore del pensionato e la questione non comporti alcuna incidenza sul diritto, già soddisfatto, del pensionato medesimo. E quanto affermato in numerose sentenze di questa Sezione, tra le quali indico la n. 94 dell 8 giugno 2011 e la n. 173 del 21 settembre Le sentenze emesse dai giudici monocratici della Sezione hanno riguardato fattispecie pensionistiche molto specifiche, spesso connotate da elevato tecnicismo giuridico a causa della complessità delle normative di riferimento. Decisioni di rilievo sono sintetizzate nella parte finale del referto dedicata alla giurisprudenza della Sezione. Il personale amministrativo assegnato per il funzionamento di questa Sezione è costituito da 12 unità, delle quali 5 appartengono alla terza area 3 delle quali lavorano in regime di tempo parziale e 7 alla seconda area. Di per sé la provvista di personale è sufficiente considerate le gravi carenze che affliggono molti altri uffici della Corte. Nel 2011 la formazione ha coinvolto quasi tutte le unità di personale in corsi di formazione e di aggiornamento in modalità di e-learnig ovvero (in sede o fuori sede) nel campo della contabilità come dell informatica e della sicurezza. Porgo conclusivamente all attenzione del pubblico la mia relazione, tranquillo di poter affermare ancora una volta che la Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per il Friuli Venezia Giulia nel corso del 2011 ha operato al meglio delle sue possibilità, e ciò per l impegno costante dei colleghi magistrati, sostenuti brillantemente da tutto il personale amministrativo, che esplica un essenziale lavoro di sostegno e collaborazione avanzando anche suggerimenti propositivi, ai quali va il nostro più vivo ringraziamento. Signore e Signori, grazie a tutti.
17 GIURISPRUDENZA Responsabilità amministrativo contabile Sentenza n. 12 del 16 febbraio 2011 Il Collegio ha ravvisato la responsabilità amministrativa per danno erariale del Presidente e del Direttore Generale di una società partecipata per aver acquistato abbonamenti allo stadio per partite di calcio ed otto abbonamenti a teatro. Il Collegio ha ritenuto sussistente la giurisdizione della Corte dei conti nei confronti dei dirigenti della s.p.a. in questione in quanto era ed è sempre stata interamente partecipata da enti pubblici, le azioni non sono mai state acquistate da soci privati, l oggetto sociale consiste nell erogazione di un servizio pubblico, lo statuto non prevede scopi commerciali o lucrativi della società e gli enti locali scelgono gli amministratori. Nella sentenza si afferma che le spese di rappresentanza da parte di un soggetto pubblico sono generalmente ammesse, purché rispondenti a rigorosi criteri di ragionevolezza esposti compiutamente nelle deliberazioni formali con le quali vengono autorizzate e il soggetto destinatario finale della spesa di rappresentanza deve essere un estraneo. Inoltre devono essere finalizzate a promuovere o ad incrementare l immagine dell ente pubblico all esterno e non devono corrispondere a finalità o a soddisfazioni personali degli amministratori o dei dipendenti pubblici dell ente erogante. La Corte ha ritenuto che l acquisto degli abbonamenti allo stadio e a teatro sfruttati dagli amministratori della società pubblica non rispondono ai requisiti generali della rappresentanza esterna dell ente. La possibilità d incontrare personalità del settore pubblico e privato alla partita domenicale o alla rappresentazione teatrale non è assolutamente un valido motivo per riversare detti costi sulla società e, in definitiva, sulla collettività rappresentata dai soci pubblici presenti nell azionariato, ai quali spetta il finanziamento della s.p.a. mediante risorse pubbliche. Sentenza n. 21 del 18 febbraio 2011
18 La Sezione ha affermato la sussistenza della responsabilità amministrativocontabile del Direttore Amministrativo di un Consorzio Universitario, il quale, con varie condotte truffaldine (duplicazione di fatture, addebito di costi inesistenti e di prestazioni mai effettuate, artifici contabili, omesse rendicontazioni, illeciti prelievi), sottraeva al Consorzio risorse finanziarie a proprio personale vantaggio, causando danno a carico degli enti finanziatori di iniziative progettuali, finalizzate al miglioramento della navigazione marittima: Unione Europea, Ministero dell Economia e delle Finanze e Ministero degli Esteri. Ha osservato il Collegio, con riferimento al danno all Unione Europea, che la fattispecie si inquadra nella previsione di cui all art. 1, comma 4, della L. n. 20/1994 (danno cagionato ad Amministrazioni od Enti pubblici diversi da quelli di appartenenza) e che la relativa giurisdizione della Corte dei conti nell interesse dell Unione Europea ha fondamento nel disposto di cui all art. 325, secondo comma, del Trattato sul funzionamento dell Unione Europea - in vigore dal 1 dicembre 2009 e già art. 280 del Trattato istitutivo della Comunità Europea - che dispone che gli Stati membri adottano, per combattere contro la frode che lede gli interessi finanziari dell Unione, le stesse misure che adottano per combattere contro la frode che lede i loro interessi finanziari. Ente danneggiato è considerata la Regione Friuli Venezia Giulia, ossia l Amministrazione destinataria finale dei contributi (nazionali e comunitari) da erogare, la quale resta privata della utilità potenziale che le sarebbe derivata da un corretto e regolare uso dei fondi e cui spetta il controllo sull impiego dei finanziamenti. Per gli illeciti prelievi, non essendo imputabili i fondi oggetto delle apprensioni ad uno specifico progetto di finanziamento, enti danneggiati sono considerati i singoli finanziatori, tra cui l Unione Europea. Sentenza n. 34 del 31 marzo 2011 La Sezione ha affermato la sussistenza della responsabilità per danno erariale derivato alle casse di ente pubblico, per la dolosa condotta del Segretario prima e Direttore poi, il quale, in tale veste, procurava attribuzioni economiche non spettanti a proprio favore (rimborso spese di carattere personale per viaggi e missioni non effettuati, per indennità di mensa in mancanza di correlata prestazione lavorativa pomeridiana e per indennità di ferie non godute relativamente a giornate in cui era in vacanza). Il Collegio ha altresì condannato il medesimo per danno all immagine. Ha osservato, in ordine al comma 30-ter dell art.17 del D.L. n. 78 del 1 luglio 2009, convertito in L. n. 102 del 3 agosto 2009, come modificato dal D.L. 3 agosto 2009, n. 103, convertito in L. n. 141 del 3 ottobre 2009, che la nullità, nella norma suindicata prevista in ipotesi di azione effettuata fuori dei casi e modi previsti dall articolo 7 dalla legge 27 marzo 2001, n. 97, non sia rilevabile d ufficio, poiché la
19 declaratoria di nullità presuppone una istanza di parte, salvo la legge non disponga che essa sia pronunciata d ufficio (art. 157 c.p.c.). Ha altresì escluso operatività della legge in questione per l avvenuta pronuncia, nel giudizio, di sentenza non definitiva. Il Collegio, in adesione al più recente orientamento della Cassazione, ha affermato come non sia sufficiente, per il perfezionamento della fattispecie di danno all immagine, la mera violazione dei doveri di imparzialità, legittimità e buon andamento da parte dei funzionari infedeli, essendo invece necessario l accertamento delle concrete conseguenze di fatto in termini di lesione effettiva del prestigio e dell onorabilità della Amministrazione, quali lo strepitus fori, il sostenimento di costi per il ristoro dell immagine, la perdita di chance come lo sviamento di clientela. Sentenza n. 39 del 13 aprile 2011 La Sezione ha affermato la sussistenza della responsabilità amministrativocontabile del Dirigente Medico di Azienda Ospedaliera Universitaria, il quale, pur avendo optato per la libera professione extramuraria, effettuava prestazioni radiologiche all interno della struttura pubblica ed in orario di servizio, appropriandosi delle attrezzature medico- radiologiche e dei materiali necessari, percependo le somme di denaro corrisposte per l effettuazione delle prestazioni. Il danno corrisponde al valore delle singole prestazioni erogate mediante illecito utilizzo di strutture e materiali pubblici, valore del quale è mancato l incasso a favore dell Azienda Ospedaliera, cui sono versati i corrispettivi delle prestazioni liberoprofessionali, che la medesima determina ai sensi dell art. 28 della L. n. 488/1999. Sentenza n. 45 del 13 aprile 2011 Il Collegio ha vagliato le complesse, farraginose e lunghe modalità con cui è stata a suo tempo assentita, ad una società privata, la concessione di aree demaniali nel Porto Vecchio di Trieste, con i relativi interventi di riqualificazione degli immobili pubblici storici edificati sulle stesse. Il comprensibile intento di coinvolgere considerevoli investimenti privati in un area e su beni demaniali da lunghissimo tempo in stato di grave abbandono e degrado è sembrato non rendere gli amministratori adeguatamente avvertiti dell esigenza di un operare più prudente e conforme alle leggi. L assoluzione per difetto di colpa grave dei convenuti amministratori dell ente portuale è peraltro derivata anche dalla compresenza di discutibili pareri favorevoli rilasciati da altri organi dello Stato. Sentenza n. 60 del 12 maggio 2011 La Sezione si è pronunciata sulle condizioni che, nell ambito del giudizio di responsabilità erariale, consentono di definire il processo con una pronuncia dichiarativa
20 della cessazione della materia del contendere. Nel valutare la compatibilità di tale formula conclusiva del giudizio con le peculiarità proprie del processo amministrativo - contabile (obbligatorietà, ufficialità e indisponibilità della pretesa della Procura Regionale; accertamento della responsabilità e determinazione del danno erariale rimesse alla valutazione del Collegio giudicante), l organo giudicante ha evidenziato come sia irrinunciabile anche in presenza di una concorde richiesta delle parti di una pronuncia dichiarativa della cessazione della materia del contendere l accertamento in ordine alla fondatezza dell ipotesi accusatoria ed all idoneità dell eventuale pagamento intervenuto in corso di causa ad estinguere il danno erariale. Nell ambito di tale decisione la Sezione ha ritenuto che lo spontaneo pagamento, in pendenza di giudizio, della sorte capitale, costituisca un elemento suscettibile di particolare considerazione non solo sotto il profilo dell economia processuale ma anche in relazione all esigenza di assicurare contenuti di effettività all azione di danno erariale, costituendo elemento idoneo a giustificare l esercizio del potere riduttivo dell addebito. Sentenza n. 78 del 7 giugno 2011 La Sezione ha affermato la sussistenza della responsabilità amministrativocontabile degli amministratori di una Comunità Montana, i quali, nel ruolo di rappresentanti di parte pubblica, stipularono i contratti aziendali contenenti determinazioni al riguardo della progressione verticale del personale, non giustificata da esigenze organizzative dell Ente Montano, ma dalla volontà di non penalizzare i dipendenti in prospettiva della confluenza nei Comprensori Montani unitamente ad altra Comunità Montana, che si riteneva avesse già attuato la progressione verticale per il proprio personale. Sentenza n. 129 del 6 luglio 2011 La Sezione ha dichiarato la responsabilità amministrativa del Sindaco e della Giunta Comunale di un piccolo Comune per aver deliberato il rimborso delle spese legali sostenute dal primo cittadino per una causa elettorale al TAR. In primo grado il candidato Sindaco aveva ottenuto il reintegro provvisorio, non confermato dal Consiglio di Stato che aveva attribuito la vittoria all avversario. Nelle more tra il primo e il secondo grado di giudizio avanti al Giudice Amministrativo la Giunta aveva deliberato il rimborso. E stato affermato il principio che il dipendente o l amministratore che chiede il rimborso delle spese legali debba essere convenuto nel processo civile o sia coinvolto suo malgrado nel processo penale, dove è costretto a difendersi a causa del suo incarico pubblico e sempre che non ci sia conflitto d interessi con l ente di appartenenza.

References: articolo 111
 articolo 20
 articolo 1
 art. 37
 art. 9
 articolo 5
 art. 119
 articolo 6
 articolo 2
 art. 126
 articolo 120
 articolo 25
 art. 136
 art. 17
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 59
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 1
 art. 6
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 1
 art. 325
 art. 280
 Sentenza 
 art.17
 articolo 7
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 28
 Sentenza 
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