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Timestamp: 2016-12-07 16:25:28+00:00

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1 strumenti per la didattica e la ricerca2 3 Traslocare, riaggregare, rifondare il caso della Biblioteca di scienze sociali dell università di Firenze a cura di Gianni Galeota Firenze university press 20064 traslocare, riaggregare, rifondare : il caso della Biblioteca di scienze sociali dell università di Firenze / a cura di Gianni Galeota; testi di lucilla conigliello [et al.]; fotografie di enzo crestini e Gabriella migliore. Firenze : Firenze university press, (strumenti per la didattica e la ricerca) isbn-13: (online) isbn-13: (print) (ed. 20) Biblioteche pubbliche-organizzazione architettura-italia-sec Testi di lucilla conigliello, Gianni Galeota, eleonora Giusti, maria Giulia maraviglia, maria Grazia pagnini, paolo panizza, tiziana stagi, pierpaola Vivani Fotografie di enzo crestini e Gabriella migliore 2006 Firenze university press università degli studi di Firenze Firenze university press Borgo albizi, 28, Firenze, italy Printed in Italy5 INDICE GENERALE 5 INDICE GENERALE INTRODUZIONE ARCHITETTURA E BIBLIOTECONOMIA FANNO SISTEMA: LA NUOVA BIBLIOTECA DI SCIENZE SOCIALI DELL ATENEO FIORENTINO Maria Giulia Maraviglia 9 1. Il progetto organizzativo Il progetto biblioteconomico Il progetto architettonico Il progetto tecnologico Conclusioni 21 PARTE PRIMA: DALL IDEA AL PROGETTO I) IL PROGETTO NOVOLI Gianni Galeota : la biblioteca virtuale di area : una prima idea di biblioteca : la biblioteca prende forma : la biblioteca parallela : la biblioteca in gara : la biblioteca al varo 35 Allegato 1 38 Allegato 2 39 Allegato 3 40 II) IL TRASLOCO DELLA COLLEZIONE Maria Grazia Pagnini Ricognizione e analisi della situazione I lavori preparatori Raccolta ed elaborazione dei dati attuali Proiezione della collezione sugli scaffali della nuova sede Le monografie I periodici Scelta della ditta e affidamento del lavoro Esecuzione del trasloco 49 Allegato 1 Pianta della città con ubicazione delle 20 sedi interessate 52 Allegato 2a Planimetria della sede di Via Curtatone 53 Allegato 2b Planimetria della sede di Via Varchi 54 Allegato 3 File estrazione di Giurisprudenza 556 6 INDICE GENERALE Allegato 4a Mappone Monografie scaffale aperto 56 Allegato 4b Mappone Monografie Deposito 57 Allegato 5a Mappone Riviste scaffale aperto 58 Allegato 5b Mappone Riviste Deposito 59 Allegato 6a Mappatura piani e deposito Novoli 60 Allegato 6b Mappatura piani e deposito Novoli 61 Allegato 7a Capitolato Speciale d Appalto 62 Allegato 7b Mappatura materiale sedi 66 Allegato 7c Tipologia degli spostamenti 67 III) L ADEGUAMENTO DELLA COLLEZIONE: PROGETTO E GESTIONE DELL ARMONIZZAZIONE DELLE RACCOLTE Tiziana Stagi Il contesto Organizzazione della collezione: individuazione dei settori e loro articolazione Settore per la didattica Settore per la ricerca Deposito Sistemi di collocazione e organizzazione dello scaffale Monografie a scaffale aperto Riviste a scaffale aperto Selezione dei materiali per lo scaffale aperto: le fasi Riorganizzazione provvisoria dei materiali in funzione del trasloco Selezione e riorganizzazione post trasloco Materiali per la didattica e apparati di consultazione Collezione generale delle monografie Collezione generale delle riviste Problematiche e scelte di gestione del progetto Pianificazione delle attività e gruppi di lavoro Gestione degli spazi e movimentazioni parziali Organizzazione e controllo degli interventi in appalto 117 Allegato 1 Precedenti sistemi di collocazione nelle biblioteche di Economia, Giurisprudenza e Scienze politiche 120 Allegato 2 Istruzioni per l utilizzo del nuovo sistema di collocazione dello scaffale aperto 130 Allegato 2bis 137 Allegato 2ter 138 Allegato 3 Capitolato d appalto per gli interventi di adeguamento della collezione 139 Allegato 3bis 148 Allegato 3ter 152 Allegato 4 Questionario sull organizzazione delle raccolte nelle biblioteche di università 153 PARTE SECONDA: DAL PROGETTO AI SERVIZI I) L ORGANIZZAZIONE Lucilla Conigliello La Biblioteca di scienze sociali nel contesto del Sistema bibliotecario d ateneo Cronaca di un organizzazione in progress 1627 INDICE GENERALE 2.1 Verso la nuova realtà A regime? Punti di forza e elementi di criticità 171 Allegato 1 Carichi di lavoro II) IL CONTESTO TECNOLOGICO Pier Paola Vivani Da dove si è partiti 1.1. Rete e sicurezza I nuovi spazi a Novoli Ricognizione delle attrezzature esistenti Individuazione dei servizi e degli spazi Individuazione dei requisiti tecnici delle nuove attrezzature per la gara Differenziazione delle tipologie di accesso alla rete Servizi di riproduzione e stampa in rete 183 Allegato1 Requisiti dei PC in gara 184 III) I SERVIZI AL PUBBLICO Paolo Panizza Il punto di partenza La creazione dei servizi Definizione e organizzazione dei punti di erogazione di servizio Definizione dei criteri previsti per la turnazione dei bibliotecari nelle varie zone di erogazione dei servizi Apertura graduale dei servizi Piani primo e secondo Piano terra Valutazione e calcolo del fabbisogno L assetto dei servizi Prestito Informazioni e assistenza Consultazione di documenti particolari Reshelving Considerazioni provvisorie 195 Allegato Allegato Allegato IV) I SERVIZI DI USER EDUCATION Eleonora Giusti Pensando a Novoli La nascita del gruppo di studio Informazione e comunicazione: obiettivi e composizione Le attività del gruppo: lo studio e la produzione di linee guida Lo studio La produzione di linee guida Il trasferimento nella nuova biblioteca L organizzazione nella nuova sede 209 78 8 INDICE GENERALE 2.2 La ripartizione funzionale degli spazi Primi risultati La biblioteca apre al pubblico Corsi per gli utenti Il servizio di assistenza alla ricerca La pagina web La comunicazione 222 FOTO DELLA BIBLIOTECA 225 PLANIMETRIE 2459 INTRODUZIONE 9 INTRODUZIONE ARCHITETTURA E BIBLIOTECONOMIA FANNO SISTEMA: LA NUOVA BIBLIOTECA DI SCIENZE SOCIALI DELL ATENEO FIORENTINO di Maria Giulia Maraviglia 1 Storicamente in Italia il contesto delle biblioteche interne alle università si è distinto per una grande diffusione di strutture annesse a organismi quali Istituti, Facoltà, Dipartimenti. Da ciò è derivata una situazione di forte disomogeneità organizzativa in contesti spesso precari nei quali lo sviluppo o meno di una biblioteca o di un fondo librario si è legato alla fortuna di singole cattedre e in generale raramente si sono avviate politiche organizzative tese a privilegiare e far crescere grandi istituzioni destinate a servire grossi bacini di utenza. Solo negli ultimi decenni del secolo scorso, con l affermarsi della autonomia degli atenei e le relative norme statutarie, in molte università si sono intrapresi seri processi di riorganizzazione dei servizi bibliotecari con la nascita e lo sviluppo dei sistemi 2. L Ateneo fiorentino è uno di questi. In un contesto fortemente innovativo, che già maturava i presupposti per avviare la riforma sistemica del settore bibliotecario, nasce e si sviluppa, siamo agli inizi degli anni Ottanta del secolo scorso, l idea di dotare il costituendo campus delle Scienze sociali di un unico, grande centro bibliotecario in cui far confluire le collezioni di tutte le preesistenti biblioteche di facoltà, istituti e dipartimenti dell area. Oggi, grazie a quella scelta, la Biblioteca di Scienze Sociali (BSS) può essere definita un centro di documentazione nel settore fra i più ricchi non solo in Italia ma nella stessa Europa. Essa nasce essenzialmente per la compresenza in un unico grande progetto di due fattori-chiave: 1 Dirigente del Sistema Bibliotecario di Ateneo dell Università di Firenze; unifi.it. 2 Il frazionamento in tante realtà bibliotecarie è una caratteristica che fin dalla loro nascita ha definito il contesto delle biblioteche delle università italiane. In molti casi sono nate e si sono sviluppate in modo del tutto autonomo tra loro strutture di biblioteca a sostegno di singoli istituti, spesso anche cattedre, e dipartimenti che non hanno mai reso un vero servizio a tutta la comunità universitaria ma hanno comportato investimenti economici assolutamente onerosi se visti nella loro globalità. Si veda a questo proposito il contributo di Graziano Ruffini, Storia delle biblioteche e storia dell università nell Italia post-unitaria, in: La storia delle biblioteche: temi, esperienze di ricerca, problemi storiografici: convegno nazionale l Aquila settembre Roma, Aib, 2003; pp10 10 MARIA GIULIA MARAVIGLIA la riforma dell area bibliotecaria dell ateneo con la predisposizione di un impegnativo processo di riorganizzazione e di attuazione di una nuova e più manageriale politica amministrativo-gestionale; la realizzazione di un ambizioso, articolato e complesso progetto architettonico. Potremmo definire la BSS come una biblioteca plurale, incontro fra culture 3 ritrovando in essa la somma di esperienze non solo biblioteconomiche ma anche organizzativo-gestionali, tecnologiche e architettoniche. Una struttura che ha fin dall inizio puntato sull utente come elemento centrale di riferimento. Il processo di aggregazione per poli o aree sta alla base delle maggiori riforme avviate in alcuni degli atenei italiani che hanno inteso riorganizzare i servizi bibliotecari attraverso la costituzione di un organismo di coordinamento delle strutture e dei loro servizi 4. Nell ateneo fiorentino la prima bozza del Sistema bibliotecario (SBA) nasceva, nel 1994, con la aggregazione amministrativa delle istituzioni bibliotecarie esistenti (biblioteche e fondi librari) in 7 poli (ora 5 biblioteche di area), ciascuno dei quali diveniva una unità amministrativa dotata di personale (tutto quello fino ad allora afferente a biblioteche di facoltà, istituto e dipartimento), budget (la somma di tutti i finanziamenti concessi alle biblioteche dell area) e spazi (quelli già occupati dalle strutture). Veniva inoltre costituito un centro di coordinamento e il ruolo di coordinatore. Direzione delle strutture e coordinamento del sistema venivano affidati da regolamento a personale tecnico-amministrativo dell area delle biblioteche. Ai docenti veniva lasciato il ruolo strategico di gestori della politica dello sviluppo del sistema e delle sue strutture con la creazione di organi quali la commissione centrale biblioteche e i comitati di ciascuna biblioteca. Fin dall inizio, tuttavia, gli spazi e la frammentazione logistica dei punti di servizio si rivelavano come uno dei fattori critici nella attuazione di politiche coordinate della nuova organizzazione. Là dove questo poteva essere possibile si rendeva necessario procedere a scelte di accorpamento anche fisico delle collezioni con l avvio di progetti architettonici in tal senso. L area delle scienze sociali (Economia, Giurisprudenza e Scienze politiche), grazie alla scelta di costruire un intero campus ad essa dedicato nel quartiere di S. Donato a Novoli, è stata la prima che ha tradotto in un unico edificio una realtà costituita da una aggregazione di biblioteche articolate in 7 punti di servizio aperti al pubblico che diventavano 19 se si consideravano i fondi librari giacenti in magazzini o annessi a dipartimenti, istituti, corsi di laurea ad uso esclusivo della comunità interna 5. 3 G. Solimine, La biblioteca: scenari, culture, pratiche di servizio, Roma-Bari, Laterza, 2004, pp. 190 e segg. 4 Per una definizione della situazione relativa ai Sistemi bibliotecari delle università si veda: Luca Bardi, Dalle biblioteche di università ai sistemi bibliotecari di ateneo: la situazione in Italia, in: Bollettino Aib, 42 (2002), n. 1, pp Le attuali aree in cui è stato suddiviso il SBA fiorentino sono 5: Biomedica, delle Scienze, delle Scienze sociali, delle Scienze tecnologiche, Umanistica. Ad ogni area corrisponde amministrativamente una biblioteca. Solo la nuova Biblioteca delle Scienze sociali occupa tuttavia un unica sede con una sola piccola appendice costituita dal fondo librario annesso al Dipartimento di Statistica.11 INTRODUZIONE La costituzione di un Sistema bibliotecario introduceva quella che viene definita la cultura sistemica nella gestione dei servizi, del personale e delle strutture. In particolare apriva la strada alla standardizzazione, al confronto, alla definizione dei ruoli, allo sviluppo organico dei servizi e della collezione, all adeguamento tecnologico, allo sviluppo del digitale e dei servizi connessi, alla valorizzazione delle risorse umane IL PROGETTO ORGANIZZATIVO In generale i punti di debolezza dei Sistemi bibliotecari di Ateneo sono quasi costantemente individuabili nella scarsa disponibilità di risorse (umane e finanziarie) e di spazi. Nel caso fiorentino la scelta politica di investire in questi ultimi partendo dall area delle Scienze sociali ha favorito e sviluppato i servizi bibliotecari e rafforzato il Sistema nel legame che esso ha con l Istituzione da cui dipende nonché con il mondo esterno. La BSS è divenuta un punto forte di riferimento per i servizi bibliotecari, all interno e all esterno del Sistema bibliotecario, un elemento di collante tra più organismi primo fra tutti quello in cui essa fisicamente risiede e a cui offre prevalentemente i propri servizi: il polo delle Scienze sociali. Ma non solo, la BSS è anche una struttura di forte attrazione per analoghe realtà in ambito territoriale nazionale e internazionale in un complesso tessuto di relazioni tese a favorire al massimo la fruizione della documentazione che sta alla base della funzione stessa della biblioteca. La gestione della struttura, pur essendo parte integrante del SBA da cui deriva scelte e politiche di sviluppo, interagisce frequentemente con la gestione del polo delle Scienze sociali che ne cura la manutenzione a livello di edificio (impianti, sistemi di sicurezza, servizi di pulizia e portineria) costituendo un felice esempio di integrazione di competenze. Sviluppo dei servizi e della collezione, gestione del personale, formazione e promozione, valutazione e monitoraggio dei servizi, coordinamento dello sviluppo e dell accesso per le risorse elettroniche sono gli elementi chiave su cui ruota l organizzazione della biblioteca, elementi mutuati direttamente dal Sistema bibliotecario, dal modulo organizzativo di base individuato per l articolazione dello stesso in servizi (ambiti di lavoro dei gruppi) e funzioni (le biblioteche di area) gestito da organi di governo cui è affidato il compito di identificare le linee strategiche di azione e sviluppo del settore (la Commissione centrale biblioteche), il dirigente del SBA (organo con competenze e responsabilità amministrativo-gestionale) e il Comitato tecnico di gestione (organismo tecnico con funzioni di supporto alle scelte decisionali della dirigenza) 6 secondo il seguente schema: 6 Gli organismi gestionali a livello di SBA (Commissione centrale biblioteche e Coordinatore del Sistema) e di singola Biblioteca di area (Comitato di biblioteca e Direttore di biblioteca) sono determinati dal Regolamento del Sistema Bibliotecario di Ateneo <http://www.unifi.it/statuto/biblio. html>. La Commissione centrale biblioteche è formata da i presidenti dei comitati delle biblioteche di area, dal dirigente del SBA e da un rappresentante degli studenti. Il ruolo di coordinatore del Sistema è stato trasformato nel ruolo di dirigente dell area bibliotecaria e documentale con l attribuzione degli stessi compiti previsti dal citato Regolamento. Il Comitato tecnico di gestione è stato invece costituito nell ambito del Coordinamento centrale del SBA quale organo tecnico di supporto alle12 12 MARIA GIULIA MARAVIGLIA La strutturazione delle biblioteche di area deriva dalla impostazione dell organizzazione del SBA divenendo essa stessa una organizzazione sistemica nel Sistema. Nella progettazione della nuova BSS lo schema organizzativo prescelto, pur inserendo e sviluppando temi e schemi propri della struttura, molto si mutua sulla organizzazione del Sistema. I servizi che il Sistema bibliotecario ha individuato come strategici per lo sviluppo delle biblioteche si ripresentano nei moduli organizzativi delle strutture. Ciò che a livello di sistema viene definito con un termine molto ampio Biblioteca digitale e Attività cooperative 7 si ritrova nell organigramma della BSS sotto l area del Coordinamento delle risorse elettroniche, nell area della Promozione in cui viene curato il sito web, nella cura della infrastruttura tecnologica per quanto concerne la manutenzione e l adeguamento degli strumenti tecnologici, elementi trasversali alle funzioni principali della struttura, insieme al Supporto alla Gestione. decisioni della dirigenza. Esso, non ancora inserito nel Regolamento, è costituito dai direttori delle biblioteche di area e dai coordinatori dei gruppi di lavoro per i servizi. I Comitati delle biblioteche di area sono costituiti da docenti in rappresentanza dei dipartimenti e delle facoltà dell area, da uno o più rappresentanti degli studenti, dal direttore della biblioteca e da un rappresentante del personale. Ogni biblioteca ha a sua volta istituito al suo interno un comitato tecnico di gestione (anche questo come quello a livello di SBA non inserito nel Regolamento) con funzioni di supporto alle scelte decisionali del direttore della biblioteca. Questi organismi di servizio sono molto importanti per il supporto che danno alle scelte decisionali dei responsabili. Solitamente si riuniscono almeno una volta al mese. 7 Per attività cooperative si intendono specificatamente quelle attività condotte in ambito consortile per l acquisizione di risorse elettroniche (periodici e banche dati) attraverso la stipula di contratti per l accesso. Si intendono anche le attività derivanti dalla partecipazione a progetti cooperativi per l acquisizione di particolari servizi o beni quali ad es. l acquisizione di Metalib/Sfx avvenuta in ambito cooperativo CIPE.13 INTRODUZIONE 13 Biblioteca di scienze sociali Comitato tecnico di gestione Direttore Comitato di biblioteca Gestione Servizi al Promozione Supporto Gruppo ad hoc Adeguamento collezione alla nuova sede collezione Monografie Periodici Pubblico Servizi di base Corsi Infrastruttura tecnologica Alla gestione Segreteria e Logistica Banche dati ILL-DD Assistenza alla Ricerca Amministr. e Protocollo Risorse Pagina web web Presenze Fondi speciali Comunicazione Formazione Conservazione Monitoraggio servizi Collez. di base Coordinamento Risorse Elettroniche (SFX/MetaLib) 1 I servizi di monitoraggio e valutazione e di Formazione professionale si ritrovano nella BSS nei Servizi di supporto alla gestione, quelli di Orientamento all utenza e Prestito interbibliotecario nei Servizi di consultazione e prestito e Promozione, quelli di Gestione e manutenzione del catalogo e Cura dei fondi storici e di pregio nei Servizi di gestione della collezione. L organizzazione sistemica lega fra di loro strutture e servizi nella ricerca di una gestione coordinata, moderatamente gerarchica e ampiamente partecipativa. Le strategie di sviluppo sono determinate da organismi cui partecipa sia la componente docente (Commissione centrale biblioteche e comitati di biblioteca) sia la componente tecnicogestionale (Comitato tecnico di gestione). Il legame con l Istituzione di appartenenza è fondamentale. Le biblioteche e il sistema devono diventare parte integrante dell Ateneo ed essere considerati a livello di scelte strategiche per lo sviluppo come uno degli indicatori che concorrono a determinare il livello qualitativo di un Ateneo nel suo complesso. Molti interrogativi posti a livello di Sistema bibliotecario sono divenuti ancora più bisognosi di risposte nella fase stessa della progettazione della nuova struttura e dei suoi servizi. L esigenza di individuare una evoluzione professionale dei ruoli legati al lavoro in biblioteca è sempre stata un elemento di riflessione per il SBA. Fin dalla sua costituzione sono emerse con sempre maggiore chiarezza figure professionali la cui attività si è rivelata di basilare importanza. E questo è stato determinato sia a livello di coordinamento e sviluppo di servizi per il SBA che a livello di singola struttura in cui si è sempre più reso necessario individuare coordinamenti di settori in grado di dialogare costantemente con gli altri ambiti di lavoro della biblioteca e soprattutto con quelli che sono i servizi definiti di front office, i servizi al pubblico. Alla base di tutta la complessa macchina organizzativa che ha dato vita al Sistema bibliotecario e poi alla nuova BSS vi sono stati dei ruoli chiave che potremmo schematicamente riassumere nelle seguenti figure:14 14 MARIA GIULIA MARAVIGLIA coordinatore di progetto. A questo ruolo sono stati attribuiti vari compiti e ambiti di lavoro (dalla predisposizione e cura di progetti speciali alla gestione della partecipazione del Sistema a progetti europei). In particolare essa ha svolto un ruolo determinante nella progettazione e nel coordinamento delle attività necessarie all allestimento della nuova BSS, dalla mappatura complessiva delle strutture preesistenti al progetto di trasloco (con relative procedure di appalto) all adeguamento della collezione e ridefinizione dei servizi nella nuova struttura con particolare attenzione alla infrastruttura tecnologica, anch essa progettata con i colleghi informatici e definita secondo i bisogni della utenza della nuova biblioteca. Competenze progettuali che raramente fanno parte del bagaglio formativo dei bibliotecari, competenze irrinunciabili tuttavia non solo quando si deve affrontare un evento straordinario come la costituzione di una nuova biblioteca ma fondamentali anche per la gestione del corrente per individuare le priorità di investimento, per predefinire i costi e comprendere per quale risultato si mettono in ponte certe attività. coordinatore dei servizi al pubblico figura chiave per la definizione dei rapporti con l utenza, dello sviluppo di servizi quali il prestito, il prestito interbibliotecario e il document delivery, i servizi di riproduzione, l assistenza in sala, la distribuzione, l utilizzo della collezione delle sale a scaffale aperto, la regolamentazione e la promozione dei servizi, il monitoraggio per il gradimento e l utilizzo di tali servizi, gli orari di apertura etc. system librarian infelicemente tradotto in italiano nel bibliotecario informatico; le competenze di questa figura spaziano dalla gestione delle risorse elettroniche a quelle relative agli strumenti per l accesso e il trattamento delle risorse sia digitali che cartacee (competenze più informatiche relative alla cura del s/w gestionale e degli altri s/w in uso nella struttura, degli strumenti utilizzati per l accesso) alla cura e manutenzione di base del parco macchine e della infrastruttura di rete. È la figura che traduce il linguaggio degli informatici in servizi per le biblioteche. coordinatore di biblioteca o library manager il direttore della biblioteca con funzioni spiccatamente gestionali relativamente al personale e alle risorse finanziarie. A questo ruolo è attribuita la responsabilità della struttura e del suo funzionamento pur lasciando autonomia e responsabilità decisionale alle altre figure di coordinamento. A questa figura spetta il compito di coordinare le attività e programmare lo sviluppo globale della biblioteca. Alle competenze biblioteconomiche si aggiungono competenze di carattere manageriale e relazionale. Molto è stato scritto sul ruolo del leader e sullo stile di leadership. Il così detto clima lavorativo più o meno gradevole e stimolante per chi vi opera quotidianamente molto è determinato dallo stile di leadership del direttore. Solitamente da esso ci si aspetta uno stile fortemente collaborativo, partecipativo e comunicativo e al contempo autorevole, propositivo e rassicurante tale da generare fiducia tra i collaboratori cui andrà dimostrata ampia stima ed esercitato senza timore il potere di delega. Il direttore della biblioteca è l allenatore della squadra formata dai bibliotecari. subject o reference librarian, figura che cura le attività di user education, di didattica della biblioteca, organizza e svolge il servizio di reference e garantisce un armonico sviluppo della collezione.15 INTRODUZIONE esperto di sviluppo e trattamento catalografico della collezione ruolo chiave per garantire la funzionalità del catalogo, la cura dello sviluppo organico di tutta la collezione, l aggiornamento del personale che opera in questo settore, la cura e l adeguamento del processo catalografico agli strumenti informatici a disposizione nonché agli standard e alle norme nazionali e internazionali. Questi ruoli che molto mutuano da altre discipline (pur non mirando a divenire degli esperti di queste discipline ma rimanendo sostanzialmente dei bibliotecari) possono essere inseriti in quella che oggi viene definita la biblioteconomia come disciplina consapevole della esigenza di unire alle approfondite competenze tecniche quelle competenze di carattere amministrativo-gestionali con spiccata attività progettuale e competenze relazionali indispensabili per la gestione dei rapporti con il personale e con l utenza. E fondamentale è il coordinamento e la rotazione tra i ruoli, coordinamento affidato solitamente al direttore della biblioteca ma che dovrà far parte del bagaglio culturale di ciascun bibliotecario nella consapevolezza che una cultura organizzativa sistemica non può operare per segmenti chiusi ma necessita continuamente di scambi di esperienze, confronti e relazioni fra ambiti di lavoro per evitare quella parcellizzazione delle attività lavorative proprie dei vecchi schemi organizzativi gerarchico-piramidali in cui il rispetto della norma finiva per essere l unico collante tra le attività. Ad uno schema organizzativo fortemente gerarchico il Sistema bibliotecario fiorentino e le sue strutture hanno in parte rinunciato per una organizzazione più flessibile, anche se meno sicura, più incerta nella sua definizione e solidità normativa IL PROGETTO BIBLIOTECONOMICO L aggregazione per aree delle tante biblioteche e fondi librari esistenti in ateneo prima della costituzione del Sistema Bibliotecario ha significato anche avviare un progetto biblioteconomico per lo sviluppo delle collezioni e la crescita dei servizi. L avvio di una attività di coordinamento parte dall analisi dell esistente, dalla conoscenza del contesto in cui si va da operare. Più realtà bibliotecarie non coordinate da una politica unica di sviluppo hanno portato gli atenei italiani a sostenere e incrementare realtà simili in contesti diversi con costi di gestione alti e soprattutto in assenza di un servizio efficiente per l utenza. L automazione, là dove è stata avviata, non ha risolto che in parte questo problema 8. L avvio di un catalogo unico ha solo favorito le operazioni di catalogazione 8 L avvio della automazione nelle biblioteche dell ateneo fiorentino è coincisa con la nascita del Servizio bibliotecario nazionale (SBN) nella seconda metà degli anni Ottanta. L Università di Firenze è stata tra i maggiori sostenitori in termini di risorse e competenze di questo ampio progetto che a livello nazionale ha consentito la nascita di un catalogo unico. Se tuttavia l automazione introdotta da SBN ha molto favorito lo sviluppo della catalogazione poco ha fatto sul versante dei servizi all utenza e della riorganizzazione della gestione delle strutture. In questo l automazione si è rivelata come una occasione mancata. Si veda a questo proposito l introduzione di Antonio Scolari al Bollettino Aib n. 4 del 1997 dedicato allo sviluppo di SBN in una fase allora cruciale per le scelte che si andavano compiendo: A. Scolari, A proposito di SBN, in Bollettino Aib 37 (1997), n. 4, pp16 16 MARIA GIULIA MARAVIGLIA e offerto all utente la possibilità di accedere attraverso un opac al catalogo bibliografico ma non ha comportato, se non in un contesto di riforma organizzativa, l abbattimento delle diseconomie, degli sprechi dovuti all assenza di una politica coordinata delle acquisizioni, dei servizi di catalogazione, di prestito locale e interbibliotecario. Per questo sono stati necessari interventi sostanziali di carattere gestionale-amministrativo. La nascita dei Sistemi bibliotecari ha dunque significato soprattutto dare avvio a politiche coordinate di acquisizione, catalogazione, sviluppo della collezione, acquisizione e produzione del digitale e soprattutto pianificare lo sviluppo dei servizi in un ottica rivolta essenzialmente all utente. Nel contesto del Sistema bibliotecario fiorentino la progettazione della nuova BSS ha proseguito un progetto biblioteconomico già avviato con la riforma del sistema e la nascita della biblioteca di area ma che in un contesto di unificazione anche fisica ha trovato una sua più completa attuazione nelle politiche di sviluppo e una sua particolare caratterizzazione dovuta alla esigenza di unificare in un unico contesto fisico molte collezioni precedentemente sparse in biblioteche di facoltà, dipartimenti, fondi, cantine, armadi di corridoi, magazzini. Il progetto ha essenzialmente riguardato l adeguamento della collezione libraria, un operazione di grande impegno organizzativo e gestionale articolata sulle varie tipologie di materiali. L adeguamento ha investito tutta l attività progettuale per la nuova BSS dalla pianificazione del trasloco alla definizione dei nuovi spazi per la fruizione dei documenti con la individuazione di cosa sarebbe stato collocato a scaffale aperto e cosa in magazzino. Un operazione molto complessa e onerosa se si pensa ai numeri di riferimento e alla loro collocazione nelle vecchie sedi 9. A questa operazione è dedicata la prima parte dei contributi di questo libro. All adeguamento della collezione è corrisposto un ripensamento dei servizi, alla luce di una politica di sviluppo individuata a livello di sistema che ha privilegiato fin dal suo avvio i servizi di circolazione, di prestito interbibliotecario, di document delivery, di reference e assistenza bibliografica, di formazione dell utente e redazione di efficaci strumenti di comunicazione primo fra tutti il sito web. Ambiziosamente si è inteso lavorare per una biblioteca degli utenti a fronte del rischio di creare una biblioteca dei bibliotecari. In un contesto sistemico la pianificazione dei servizi trova nelle sue biblioteche il naturale terreno di attuazione. Ogni biblioteca contestualizza i servizi in modo da avvicinarli il più possibile alle esigenze della propria specifica utenza. Il progetto dei servizi della BSS, nato in questo contesto, si è sviluppato a tutto campo, affrontando anche scelte coraggiose, quali ad es. quella di legare i corsi per la user education al sistema dei crediti didattici offendo agli studenti un valido motivo in più per frequentarli. Tutto questo ha significato un impegno considerevole da parte dei bibliotecari per rispettare i dovuti standard di qualità nell offerta di percorsi formativi specifici per le tre macroaree disciplinari di riferimento: Scienze politiche, Giurisprudenza e Economia. Un accenno infine al digitale, dato che tutti temi cui qui si fa riferimento saranno oggetto di una presentazione analitica nell articolazione del libro. La politica di sviluppo di una biblioteca digitale di ateneo è stata uno dei punti cardine del SBA. Ad essa sono 9 Complessivamente si è trattato di intervenire su una collezione di ca volumi. Nelle vecchie sedi solo il 7% era collocato a scaffale aperto a fronte del 53% nella nuova sede.17 INTRODUZIONE stati dedicati progetti e finanziamenti speciali. Soprattutto in questo contesto è stato necessario identificare nuovi ruoli professionali e avviare adeguati programmi formativi. Lo sviluppo della Biblioteca digitale di ateneo pianificata a livello di SBA si attua attraverso l implementazione dei contenuti (periodici elettronici, banche dati bibliografiche, risorse di rete selezionate, digitalizzazione di collezioni storiche, diffusione degli archivi di e-print), dei servizi per il trattamento e l accesso alla documentazione (sistemi gestionali informatici, web-portal, opac e cataloghi speciali) e degli strumenti a disposizione del Sistema bibliotecario (infrastruttura tecnologica e di rete). In questo ambito massimamente l attività della biblioteca è integrata con quella del sistema di cui fa parte, in particolare nel programmare un flusso orizzontale di coordinamento di tutte quelle attività che coinvolgono le risorse elettroniche (selezione, acquisto, interfaccia, promozione, ecc), svolte dalle rispettive unità organizzative della Biblioteca (gestione collezione, promozione, formazione, infrastrutture tecnologiche, etc.), contestualmente all implementazione della piattaforma MetaLib/Sfx per le risorse elettroniche delle Scienze sociali 10. Il decentramento operativo anche in ambiti in cui la centralizzazione delle attività diventa essenziale come nel caso dello sviluppo della biblioteca digitale, è estremamente vantaggioso per andare a coprire le esigenze degli utenti nella individuazione di risorse e servizi specifici a vantaggio di tutta la comunità universitaria ma in particolare di quella legata al settore che li ha programmati. Centralizzazione e decentramento sono i due aspetti fondamentali su cui ruota la politica organizzativa di un Sistema bibliotecario. Se pur apparentemente possono apparire in contraddizione tra loro, nella definizione di progetti per lo sviluppo dei servizi e della collezione costituiscono un binomio funzionale alle varie esigenze in campo IL PROGETTO ARCHITETTONICO L edificio della biblioteca realizza visivamente la lunga opera di riforma e armonizzazione avviata con l aggregazione per aree. Esso ha enormemente favorito la riorganizzazione dei servizi cui è dedicato un capitolo di questo libro. La sua realizzazione ha rafforzato il Sistema bibliotecario dell Ateneo ponendosi come un termine di arrivo, di partenza e di confronto. Un Sistema bibliotecario può essere definito una struttura sindetico-relazionale, magicamente espressa da quello che oggi è un sito web in cui le varie componenti, pur nella loro individualità, sono fortemente in relazione fra loro su più livelli dai servizi 10 Biblioteca di Scienze sociali, Piano di sviluppo : programmazione delle attività per l anno 2005 / a cura di Lucilla Conigliello, p. 24 Coordinamento risorse elettroniche ; <http://www.sba. unifi.it/biblio/scienzesociali/org/programma05.pdf>. Il Sistema bibliotecario di ateneo ha acquisito nell anno in corso il s/w Metalib, un portale configurabile e personalizzabile per fornire un unico punto di accesso alle risorse della biblioteca (elettroniche e cartacee) e il s/w SFX che consente di collegare le risorse in formato digitale attraverso un sistema di linking basato sul riconoscimento del contesto locale e dell utente che fa la ricerca presentandogli tutti i servizi disponibili per la risorsa individuata, dal testo pieno ai servizi di document delivery.18 18 MARIA GIULIA MARAVIGLIA alla collezione, dallo staff ai progetti, dalla forte interazione con l utente alla necessità di definire ruoli professionali adeguati a dare risposta ai bisogni espressi dalla comunità. In questo articolato contesto in continuo movimento, la ricchezza, la visibilità, lo sviluppo di una struttura può divenire l elemento trainante per tutto il contesto affinché anche le altri componenti possano raggiungere certi livelli di performance nella offerta dei servizi. Ed è quello che è successo con la realizzazione della Biblioteca di Scienze sociali. L identità che essa ha assunto come punto di riferimento per il Sistema bibliotecario e il campus delle Scienze sociali, il suo significato simbolico nel contesto architettonico degli edifici, la sua funzione di centro servizi documentali nel contesto interno ed esterno all Ateneo ha avvalorato e sostenuto le scelte attualmente in fase di progettazione per la restituzione di grandi strutture bibliotecarie quali punti di riferimento unici per le macro-aree tematiche 11. Il progetto architettonico della nuova biblioteca nasce negli anni Ottanta. Fino a poco tempo prima nessuno pensava che l area sarebbe divenuta il centro di riferimento per le Scienze sociali a livello universitario, cittadino e sociale. Agli inizi del secolo scorso l area di Novoli, dove ancora fervono i lavori per la realizzazione di unità abitative, di un grande parco, di strutture alberghiere e commerciali nonché di un enorme palazzo di Giustizia, era ancora campagna. E ancora nel primo dopoguerra niente faceva pensare al suo attuale sviluppo. Allora la Fiat progettava di costruire qui il suo settore aviazione. Tutto questo è attualmente rimasto solo nella memoria dei nomi cui sono stati dedicati i viali che cingono questa grande area: Forlanini, inventore dell elicottero e Guidoni cui si deve il primo prototipo di paracadute 12. Adesso i due ingegneri cingono un campus dedicato a giuristi, politici, sociologi, economisti... ma della antica destinazione dell area resta traccia anche nella ampiezza e lunghezza del viale Guidoni che doveva consentire di portare gli aerei al vicino aeroporto di Peretola e che oggi invece consente una visione aperta sulle nuove architetture del campus anche se non sulla biblioteca che essendo per la sua monumentalità e imponenza la madre di tutti gli edifici li cinge nella parte finale quasi simbolo di una rivincita sulla vecchia frammentazione che celava nelle molte sedi un grande patrimonio di libri e riviste, ca volumi, ora distribuiti su 16 km di scaffali progettati per loro e per quelli che verranno nei prossimi 15/20 anni. L edificio si articola su tre piani, compreso il terreno, ciascuno di ca mq. Nel centro un ampio cavedio circolare prende la luce dal lucernario a tetto e inonda gli scaffali neri ai piani. La soppalcatura del primo e secondo piano spezza l altezza dei 6 11 Sono, alla data odierna, in corso di esame le proposte pervenute alla Amministrazione universitaria per la ristrutturazione dell area occupata dalla facoltà di Lettere e dalla sua immensa biblioteca, cuore della più ampia biblioteca umanistica, situata nel centro di Firenze. Gran parte dell area sarà dedicata alla ristrutturazione della Biblioteca umanistica, una realtà costituita da 1 milione e mezzo di volumi. Sono parimenti in corso di definizione la realizzazione di una grande biblioteca per le Scienze tecnologiche a Sesto fiorentino, la ristrutturazione dell ex carcere delle Murate, nel centro di Firenze, per ospitare la Biblioteca di Architettura. 12 L ing. Guidoni morì proprio sperimentando il prototipo del paracadute. Queste notizie sono tratte da Adolfo Natalini, Un progetto per l Università a Novoli., in : Colloqui con la città: temi urbanistici per Firenze, Firenze: Polistampa, 1999; p Progetto e realizzazione delle architetture del campus sono opera dello Studio Natalini Architetti.19 INTRODUZIONE metri in due volumi rendendo accessibile al pubblico nella zona a scaffale aperto due zone per piano, quella a pavimento e quella a soppalco. Sono sedici km di scaffale aperto, direttamente accessibile dall utente. Il progetto architettonico ripete un modulo sposato a livello di sistema bibliotecario che ha individuato un percorso sequenziale di spazi e relative funzioni-servizi che sommariamente può essere così sintetizzato: 19 Area d ingresso ad accesso pubblico Per accedere a quest area non è necessario appartenere alla comunità universitaria. Si intende solitamente un area dove collocare oltre a un servizio di Portineria quale punto di prima accoglienza controllo e rilascio informazioni di carattere generale, eventuali altri servizi quali il bookshop, il guardaroba con armadietti, i telefoni pubblici, una caffetteria, spazi ad uso seminariale e/o espositivo, una sala conferenze. Quest area nella nuova BSS è stata destinata ad ospitare il portierato con zona guardaroba. Non vi sono stati compresi gli altri auspicabili spazi previsti quali anticamera alla biblioteca vera e propria. Il Sistema bibliotecario li ha riproposti per la progettazione delle nuove strutture bibliotecarie nelle altre aree. Area ad accesso pubblico controllato L accesso a quest area è riservato alla comunità universitaria e a tutti coloro che hanno stretti legami con essa. È la zona che ospita il bancone per i servizi di frontoffice, l ufficio gestione dei servizi al pubblico con grande rilevanza data al prestito interbibliotecario e document delivery, l ufficio informazioni e ricerche bibliografiche con servizi di reference specializzato, formazione e training. In questa area sono collocate le attrezzature per l autoprestito, gli schedari e cataloghi storici, i punti di accesso alla rete internet (anche in piedi per la consultazione veloce). In questa area è opportuno prevedere un aula attrezzata per l attività didattica della biblioteca, un aula per la consultazione di microfilm, nonché un centro stampa di supporto per le riproduzioni fotostatiche e le stampe dalla rete. Da questa area si dovrebbe accedere direttamente a quella dedicata alle collezioni a scaffale aperto. Spazi per la collezione ad accesso libero Quest area potrà essere suddivisa per tipologie di materiali (opere di consultazione generale; monografie per la didattica; monografie per la ricerca; periodici) o per temi con la creazione di aree o sale disciplinari nelle quali convivono le varie tipologie di documenti. Fondamentali in questi spazi sono le postazioni attrezzate per l accesso alla consultazione dei formati digitali e per la ricerca in rete.20 20 MARIA GIULIA MARAVIGLIA Nella BSS questi spazi sono stati suddivisi in un area a piano terreno situata nelle immediate vicinanze del bancone dei servizi. Essa accoglie opere di didattica di base disponibili per il prestito, opere di reference e consultazione generale; un area destinata alla collezione dei periodici che occupa il primo piano con relativo soppalco e un area destinata alle opere specialistiche per la ricerca situata al secondo piano con relativo soppalco. In questa area è situata la sala per la consultazione delle opere antiche, rare e di pregio. L utente può facilmente spostarsi da un piano all altro senza alcun vincolo. In questi spazi non sono state previste aree chiuse destinate a studi specializzati, ad un utilizzo continuativo da parte di un gruppo di ricercatori o docenti, una ipotesi di distribuzione degli spazi che è stata invece inserita nel modulo spazi-funzioni per l allestimento delle altre nuove biblioteche del SBA. Area chiusa al pubblico È l area adibita a magazzino che può essere pozzo o torre libraria se questa, come nel caso della BSS, è annessa all edificio, configurandosi come una sorta di appendice in cemento collegata da percorsi chiusi ai vari piani con la struttura principale. L area comprende anche gli spazi adibiti al lavoro del personale bibliotecario, gli spazi destinati ad ospitare l archivio amministrativo, sale per incontri e riunioni nonché i locali destinati ad accogliere impianti tecnici o piccoli magazzini e laboratori. Questa zona nella BSS si ripete a ciascun piano per ospitare i vari uffici destinati al lavoro dei bibliotecari la cui presenza a contatto con il pubblico è tuttavia stata prevista grazie all allestimento di apposite postazioni di lavoro situate nelle sale a scaffale aperto destinate a fornire aiuto e supporto all utente che ne faccia richiesta. La strutturazione della biblioteca come sequenza di spazi e funzioni è stata studiata e modulata sulle esigenze degli utenti, e presa a modello di riferimento per le nuove biblioteche che saranno realizzate. L esperienza della nuova BSS è stata la prima verifica di quanto progettato sulla carta. Dal suo funzionamento, ad un anno ca. dalla sua apertura, si possono già trarre indicazioni utili a livello di progetto architettonico sulla validità o meno di certe scelte fatte. 4. IL PROGETTO TECNOLOGICO Solo un breve accenno a quello che è stato il complesso progetto di allestimento della infrastruttura tecnologica della nuova biblioteca. Esso sarà oggetto di un dettagliato saggio all interno di questo libro. Quello che preme qui evidenziare è come la realizzazione di servizi fortemente avanzati nel capo della documentazione abbia richiesto una attenta valutazione degli strumenti necessari con un forte sguardo al futuro. Un campo di difficile approccio per la formazione dei bibliotecari che hanno dovuto supportare i colleghi informatici e i progettisti dell edificio. Vedere altro
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