Source: http://www.aisitalia.it/comunicato-ais-12.10.2017.aspx
Timestamp: 2017-10-18 14:57:43+00:00

Document:
Comunicato dell’Associazione Italiana Sommelier - Associazione Italiana Sommelier
giovedì 12 ottobre 2017 17:45:00
Nei giorni scorsi sono stati diffusi sul web alcuni commenti a una sentenza del Tribunale di Roma secondo i quali il tribunale capitolino avrebbe accertato il plagio, da parte dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS), della guida Bibenda.
In realtà, il Tribunale di Roma non ha accertato alcun plagio da parte di AIS.
Come è noto, alla scadenza del rapporto contrattuale con Bibenda Editore, l’Associazione Italiana Sommelier, forte della propria storia ed esperienza, ha deciso di intraprendere un nuovo progetto editoriale, pubblicando in proprio una rivista trimestrale e una guida annuale ai vini, con caratteristiche del tutto nuove e peculiari rispetto alle passate pubblicazioni della stessa Associazione.
Ciò precisato, Bibenda nel 2015 ha citato in giudizio l’AIS, lamentando che la pubblicazione e la distribuzione della guida Vitae edizione 2015 avrebbero rappresentato un atto di concorrenza sleale ai suoi danni, e ha quindi chiesto al Tribunale di Roma di adottare gli opportuni provvedimenti per impedire il perpetrarsi degli atti di concorrenza sleale contestati ad AIS e condannarla al risarcimento dei danni.
L’AIS, per parte sua, ha fornito ogni elemento necessario per far rilevare l’assenza di qualsivoglia sua condotta anticoncorrenziale.
Con riferimento alla sentenza in commento, si deve evidenziare che la stessa ha definito solo parzialmente il primo grado del giudizio. Il Tribunale di Roma, infatti, si è per il momento limitato ad accertare, con motivazioni certamente censurabili in sede di appello, gli atti di concorrenza sleale (e non di plagio) e a condannare l’AIS al risarcimento dei danni, senza tuttavia accertarne il quantum, che sarà definito all’esito del giudizio di primo grado, ancora in corso per tale aspetto.
L’AIS ha già dato mandato ai propri legali di appellare la sentenza di primo grado, ritenendo, come detto, che sussistano numerosi motivi di censura.
Per completezza di informazione e dovere di chiarezza, occorre sottolineare che il giudizio promosso da Bibenda nei confronti dell’AIS è stato instaurato solo successivamente alle azioni giudiziarie intraprese dall’AIS nei confronti della stessa Bibenda, della Fondazione Italiana Sommelier (“FIS”) e di una neonata Associazione Internazionale Sommelier.
A causa del reiterato illecito utilizzo dei marchi e segni distintivi di esclusiva titolarità dell’Associazione Italiana Sommelier da parte di Bibenda, di FIS e di AIS Roma, nonché numerosi atti di concorrenza sleale posti in essere dopo la rescissione dall’AIS, la scrivente Associazione si è vista costretta dapprima a richiedere un provvedimento d’urgenza nei loro confronti volto a inibire la prosecuzione delle contestate condotte illecite e, successivamente, a instaurare un giudizio di merito per ottenere la definitiva inibitoria di tali condotte e il risarcimento dei danni subiti.
Il Tribunale di Roma, confermando il provvedimento cautelare precedentemente emesso dal medesimo Tribunale, con sentenza n. 11791/2017, pubblicata in data 9 giugno 2017, in accoglimento delle domande dell’Associazione Italiana Sommelier, ha accertato l’illecito utilizzo dei segni distintivi di proprietà di quest’ultima da parte di Bibenda, FIS e AIS Roma (nel frattempo divenuta Associazione Internazionale Sommelier), inibendo loro la prosecuzione di qualsivoglia utilizzo, riproduzione e diffusione della denominazione “Associazione Italiana Sommelier”, anche associata a estensioni aggiuntive (come “Roma”, trattandosi di “un elemento inidoneo a differenziare in modo significativo i segni in esame”), dell’acronimo “AIS” e del logo del tastevin – marchi in relazione ai quali la sentenza ha riconosciuto il diritto esclusivo dell’Associazione Italiana Sommelier –, nonché il compimento di atti di concorrenza sleale da parte delle medesime Bibenda, FIS e Associazione Internazionale Sommelier, le quali sono state condannate, in solido tra loro, al risarcimento dei danni in favore dell’AIS.
Nella sostanza, il Tribunale di Roma ha riconosciuto in via esclusiva all’Associazione Italiana Sommelier l’utilizzo della dicitura AIS Roma e ha disposto quanto segue:
- ha condannato tutti gli enti convenuti, in solido tra loro, al risarcimento dei danni in favore di AIS, quantificati in Euro 62.000 (di cui Euro 32.000, a titolo di danno emergente, ed Euro 30.000, liquidati in via equitativa a titolo di lucro cessante e danno non patrimoniale), oltre interessi legali a decorrere dalla data di pubblicazione della sentenza sino al soddisfo;
- ha condannato tutti gli enti convenuti, in solido tra loro, alla rifusione in favore di AIS delle spese processuali, liquidate in complessivi Euro 12.164,76, oltre rimborso delle spese generali, oneri fiscali e contributivi;
- ha inibito a tutti gli enti convenuti la prosecuzione di qualsivoglia utilizzo, riproduzione e diffusione della denominazione “Associazione Italiana Sommelier”, dell’acronimo “AIS” e del logo del tastevin, fissando la somma di Euro 2.000 per ogni violazione di tale inibitoria, nonché di Euro 500 per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento di inibitoria.
È bene evidenziare che la suddetta sentenza, così come quella emessa dal Tribunale di Roma a parziale definizione del contenzioso instaurato da Bibenda, sono entrambe sentenze di primo grado e in quanto tali non definitive. Proprio per questo motivo, l’Associazione Italiana Sommelier, nella correttezza e riservatezza che le sono proprie, ha ritenuto, fino ad oggi, di non doverle rendere pubbliche.
Purtroppo, in totale spregio di quanto disposto dal Tribunale romano con la sentenza n. 11791/2017, ancora oggi Bibenda e FIS continuano a utilizzare illecitamente i marchi di proprietà dell’AIS e ad appropriarsi dei pregi della scrivente Associazione. Sul sito web dei predetti enti, infatti, si rinvengono ancora messaggi del seguente tenore: “Associazione Italiana Sommelier Roma … non c’è stato alcun trasferimento: da 52 anni siamo sempre all’Hotel Cavalieri Hilton” e l’“Associazione Italiana Sommelier Roma continua ad esistere assieme ai nuovi marchi del gruppo Bibenda”.
L’Associazione Italiana Sommelier, per parte sua, continuerà a difendere i suoi diritti, i suoi valori, i suoi oltre cinquant’anni di storia e i suoi Soci, con la lealtà e la trasparenza che da sempre la contraddistinguono.

References: sentenza 
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