Source: https://zeldawasawriter.com/2016/09/unaltra-me-activia-insync/
Timestamp: 2017-11-20 21:18:02+00:00

Document:
Un'altra me | Zelda was a writer
Eccomi finalmente pronta a svelarvi un progetto creativo in cui, da qualche tempo, sono felicemente invischiata – con testa, braccia e cuore.
Non vedevo l’ora di parlarvene e di iniziare a lavorarci perché, benché sia abbozzato nelle sue linee generali, sarà un progetto in evoluzione, un progetto che occuperà uno dei muri della mia stanza per i prossimi mesi.
La mia idea è di costruirlo con cura certosina e poi di disperderlo, come fosse un mandala.
In pratica, lavorerò per raccontare a voi, ma anche a me stessa, un’altra me e tutti i pezzi che la compongono. Arriverò a un equilibrio nel preciso momento in cui nuove correnti d’aria e nuove sollecitazioni mi chiederanno di fare posto a nuove me, a nuove tessere del mosaico, a nuove corde su cui procedere con la tenacia e la fede del funambolo.
Fatemi spiegare come è nato tutto.
Quest’estate mi ha chiamato Activia (facebook – twitter – instagram). Ok, non proprio il Signor Activia Danone, ma chi stava lavorando ad una bellissima campagna di consapevolezza al femminile, pubblicata e diffusa da qualche giorno, a vostro uso e consumo (la trovate qui).
Activia mi ha chiesto di esplorare a mio modo il mio “VIVERE INSYNC” – un essere in sintonia con la vita, con i desideri più profondi e con il camminare nelle cose del mondo – e la cosa mi è sembrata davvero buffa perché ero in un periodo di drastica rimessa in discussione di ogni mio equilibrio. Proprio per questo, l’occasione mi è sembrata ghiotta: potevo dedicarmi a un progetto che fosse profondamente utile anche per me, potevo tentare di ricomporre i pezzi e provare a fare il punto della situazione.
Avevo tantissimi dubbi quest’estate ma di una cosa ero davvero certa: sarei partita dalla pittura, avrei dipinto la mia idea di equilibrio, l’avrei fatto piano piano, componendo i pezzi di una me in perenne definizione di se stessa. Mi sarei scrutata con la lentezza di un dipinto fatto a mano, mi sarei fatta un selfie lento, parcellizzato e pure di riuscita incerta.
Avrei fatto confusione, miscelando colore, rumore e assoluto fatalismo. In fondo, non capita così nella quotidiana definizione di sé?
Avevo trovato la strada: avrei raccontato il mio vivere insync nelle mie mani che creano, nei miei pensieri che macinano sollecitazioni ogni due secondi e nel mio cuore che regala ritmo a tutto quanto e che, come qualunque scrigno che si rispetti, custodisce tantissime certezze ma anche enormi e vorticosi punti di domanda.
Eccomi qui a raccontare una tensione, dunque, non di certo un risultato. La mia idea di equilibrio, infatti, non è mai stata accostabile a uno stato di grazia ma a una continua ricerca, infaticabile e tenace.
Non potevo che farlo con la creatività che continua a essere il mio posto felice, un luogo a ci torno come fosse la mia bombola d’ossigeno e che sembra sempre accogliermi e stimolare il meglio di me.
Mi piace che questa altra me – non nuova, non migliore o peggiore, semplicemente un’altra faccia di un prisma davvero incasinato – non sorrida o si scapicolli per coinvolgere, per dare il benvenuto.
Mi piace che non stia facendo nulla per essere coinvolgente ed empatica. Forse sta scrutando chi la guarda, forse è in un “giorno no”, in un giorno in cui ridere non le va proprio.
Questo progetto mi sta regalando sorprese proprio mentre lo costruisco e, considerando che ho evitato di riempire la parete di buchi, credo che sarà un’esperienza davvero galvanizzante!
Ah, non ve la cavate così, belli miei: attendo di sapere che cosa rende davvero la vostra una vita #insync!
Grazie per la vostra rincuorante curiosità verso i miei esperimenti creativi!
Questo post è il risultato di una collaborazione con Activia di cui vado molto fiera.
Libertà non è partecipazione
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17 pensieri su “Un’altra me”
Silvana 28 settembre 2016 alle 11:01 am
Ciao Camilla! Ti seguo con piacere qui e sui vari social. Perdona la mia ingenuità.. non capisco il senso di questo progetto :-) tutto bello, tutto scritto bene, e quindi? Progetto per quale finalità? A volte ho l’impressione di perdermi quando voi bloggers parlate di cose un po’ astratte, mi sembra che si parli del nulla.
Grazie se vorrai rispondermi e buona giornata!
Zelda was a writer Autore articolo 28 settembre 2016 alle 11:25 am
Io mi occupo di comunicazione iconografica: faccio mio un messaggio e cerco di esploderlo attraverso la mia creatività. Questa è la mia passione più grande e – fortuna ha voluto – anche il mio lavoro.
In questo progetto cerco di interpretare con il miei strumenti una campagna di comunicazione di Activia Danone. Activia parla di consapevolezza al femminile.
Ora, tu sarai di certo libera di esprimere ciò che sei con facilità, ma ti assicuro che per moltissime donne è ancora difficile perché la definizione di sé, dei propri gusti, della propria differenza è un fatto che stenta a decollare, sia all’interno di un gruppo, sia nel proprio intimo, nonostante il mondo ci appaia – e sia – mille anni avanti luce rispetto al passato.
Ti dico cosa ho fatto io, perché sai, ogni blog è un mondo e generalizzare è piuttosto complesso, oltre che abbastanza inutile.
Io mi sono fatta un bel selfie pittorico (in netta opposizione alla velocità dei nostri moderni mezzi di espressione) e l’ho messo al muro. Dentro c’è tutta la ricerca che l’Uomo creativo – banalizzando: dai tempi di Narciso, passando per i fiamminghi (ricordi I Coniugi Arnolfini?) e fino ai recenti ritrovamenti fotografici di Vivian Maier – ha compiuto su di sé, guardandosi riflesso e scrutandosi con attenzione, autocelebrazione e gioco compositivo ma anche con un bieco e insanabile patimento. Certo, comparata agli esempi che ti ho appena fatto, io sono un microbo e faccio quello che posso :)))
Nelle prossime settimane lo arricchirò di tutto quello che sta definendo il mio equilibrio di adesso: sollecitazioni, ritagli di giornale, feticci e quanto altro mi completa. Poi lo disperderò, come fosse un mandala, perché il messaggio sta tutto lì, nella dispersione, infatti credo fortemente che l’equilibrio sia uno stato a cui si dedica moltissima cura ma che si esaurisce in un battito di ciglia. Un po’ come la felicità, se ci pensi.
Mi dispiace che non apprezzi il mio lavoro ma chi crea e comunica non deve piacere a tutti. Piacere a tutti significa non avere espresso un pensiero con carattere ma avere cercato la via più semplice per mettere d’accordo.
Perdona la verbosità!
Silvana 28 settembre 2016 alle 12:11 pm
Grazie mille della risposta esauriente e del tempo che mi hai dedicato, ora è tutto più chiaro :-)
Danila 28 settembre 2016 alle 2:10 pm
Dipingo da tre anni, volti, sguardi per lo più. E’ aver iniziato a dipingere che mi ha restituito un minimo di equilibrio.
Nei pochi lavori realizzati, oltre quei volti vedo parti intime di me (oserei dire: le altri parti di me!).
Sai che non ho mai considerato l’autoritratto?
Complimenti, davvero! E’ un progetto dai grandi sviluppi
Zelda was a writer Autore articolo 30 settembre 2016 alle 7:05 pm
Ora però sono curiosa, cara Danila: dove posso vedere i tuoi quadri?
Attendo anche di ammirare il tuo prossimo autoritratto :) Non c’è fretta!
Danila 4 ottobre 2016 alle 12:22 pm
oh!, sono una fan del “non c’è fretta”: in tre anni ho portato a termine pochi lavori ( per il primo ci ho messo due anni… è stato un po’ come auto esorcizzarmi!)
le foto puoi trovarle qui: http://www.dispariepari.it/category/opere/
se ti va, fammi poi sapere cosa ti sembrano :)
claudia 28 settembre 2016 alle 3:01 pm
VIVERE INSYNC, per me è essere consapevoli del proprio ruolo, rinnovando il patto fatto con me stessa quando ho scelto il mio cammino e per questo smetterla di sentirmi delusa per ciò che non ho. Fare un passo indietro e osservare il mio passato e il mio presente, ciò che ho raggiunto senza perdere di vista il mio traguardo finale.
Zelda was a writer Autore articolo 30 settembre 2016 alle 7:04 pm
Bellissimo, Claudia, questo pensiero del “passo indietro””!
Sto cercando anche io di farlo, sto cercando di non correre convulsamente ma di fermarmi a contemplare il cammino percorso.
gx 28 settembre 2016 alle 5:21 pm
Trovo questo progetto originalissimo, così come ogni post di questo blog che ho scoperto casualmente da poco e sto divorando giorno dopo giorno! La cosa splendida è la passione che c’è dietro ogni parola e dietro ad ogni pezzetto attaccato a quel muro si vede che c’è stata tanta ricerca e studio. Complimenti! Sono curiosa di vedere come procederà e soprattutto dove andranno a finire tutti quei pezzetti :) Buon lavoro
Zelda was a writer Autore articolo 30 settembre 2016 alle 7:02 pm
Grazie Giusy! Grazie soprattutto per le tue parole: sono vero carburante!
Serena 29 settembre 2016 alle 10:14 am
Le opportunità sono la chiave del nostro futuro, noi siamo come in un acquario, dove dentro ci sono gli squali, le razze, i branchi, i pesci commestibili, gli scorfani in un angolo. Noi dobbiamo vedere le opportunità come un acquario, e dobbiamo essere in grado di osservare la diversità e afferrare quello che ci interessa o meglio quello che ci permette un equilibrio. Quando arriva un’opportunità, ma anche un ostacolo, bisogna pensare al piano a cui nessuno aveva pensato, un piano in controtendenza. Discorso di Ilaria Capua, virologa, professoressa, ricercatrice, una donna che stimo molto.
Dopo tanti anni, adesso ne ho quasi 40, ho capito che vivo e raggiungo l’equilibrio in ogni situazione. Se sono in difficoltà cerco sempre di trovare il modo di ribaltare la situazione per uscir fuori e prendere una boccata d’aria, senza tante lamentele, ma affrontando e cercando una soluzione e se non c’è, ne creo una che possa portarmi ad un equilibrio. Così ho affrontato i miei attacchi di panico che mi hanno immobilizzato, al momento non ci sono da molti anni, torneranno, e li riaffronterò. Non ho affrontato sempre tutto così, no, mi son guardata tanto, ho vissuto perdite importanti che mi hanno lasciato da sola e da lì riparti, cercandoti. Ho molta forza, tanta empatia e follia, ho sempre tante lampadine accese, tante passioni e passione nel far le cose, ma ho anche la mia malinconia, la mia voglia di silenzio, i miei tempi in perenne ritardo (agli appuntamenti son sempre puntuale), il non fidarmi più tanto di nessuno, l’acidità di uno scorpione ascendente scorpione; a volte mi sento di condividere, altre volte non mi va, proprio per niente. Non ho costanza in questo e quindi non sempre cammino con le cose del mondo, ne prendo atto.
Zelda was a writer Autore articolo 30 settembre 2016 alle 7:01 pm
In bocca al lupo per il tuo cammino, cara Serena!
Torna a raccontarmi come procede, se ti va!
(Le parole di Ilaria Capua sono vere e importanti! GRAZIE)
Serena 4 ottobre 2016 alle 6:33 pm
Grazie a te per quello che ci dai!
Donatella 30 settembre 2016 alle 9:16 am
Complimenti per come hai impostato questo progetto, per altro originalissimo!
Per quanto riguarda la domanda rivolta a noi, e quindi a me, vivere in sintonia per me è far emergere la vera me, anche nei momenti più bui anche quelli delle giornate ”molto no” e delle ”giornate così così”. No piacer per forza. Avere le proprie spigolosità ed un qualche modo amarle.
Insomma: senza il sorriso sulla bocca per forza, come sul tuo autoritratto, ma con la certezza di potersi esprimere come si vuole e consci sempre della propria forza interiore.
Aspetto di vedere gli altri pezzi! ma poi dove li disperderai?
Zelda was a writer Autore articolo 30 settembre 2016 alle 6:59 pm
Sai, cara Donatella, che io sto lavorando da qualche anno sul vivere insync di cui parli?
In pratica, spero di riuscire, un giorno, a essere come il mio dipinto :)))
Per la dispersione dei pezzi: credo che il mio ritratto lo appenderò al muro mentre sulle altre tavole disegnerò altri ritratti. Alcune cose troveranno un posto e altre verranno regalate.
Manuela 26 ottobre 2016 alle 8:20 am
Leggerti è sempre rigenerante. Mi fai compagnia in una super nebbiosa mattinata in bus. Grazie!
Grazie a te, cara Manuela! Mi rendi felice :)

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