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Timestamp: 2017-12-12 08:37:42+00:00

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(a cura di), Tribunale Civile di Benevento Sentenza n. 252 del 18.02.08. Illiceità dell’anatocismo bancario anche di quello equitativo annuale o semestrale.Necessità della forma scritta e della determinabilità della clausole del contattto. Iillegittimità
Luongo Francesco, 22 maggio 2008
Questa recente Sentenza del Tribunale Civile di Benevento si inserisce nell’ ormai consolidato contenzioso tra banche e correntisti, in materia di illeciti che hanno caratterizzato la gestione dei rapporti bancari con i clienti.
Nel caso di specie il Giudicante sottolinea la rigorosa necessità della forma scrittaed anche la determinatezza delle clausole contrattuali, la cui carenza comporta la nullità, stante anche la contrarietà a norme inderogabili di legge.
Ferma restando l’ ormai acquisita illegittimità dell’anatocismo bancario, contrastando con la norma imperativa inderogabile di cui all’art. 1283 c.c., la cui inosservanza è sanzionata da nullità assoluta ai sensi dell’art. 1418 comma 1° c.c., il decidente sottolinea che la produzione degli interessi sugli interessi sia divenuta legittima solo con la delibera CICR 9/2/2000 (in vigore dal 22.04.00).
La citata disposizione tuttavia condiziona la liceità della pratica anatocistici alla ricorrenza di 3 requisiti:
a) siano espressamente indicati la periodicità di capitalizzazione degli interessi ed il tasso di interesse applicato, anche sotto forma di TAE – tasso annuo effettivo che tenga conto dell’anatocismo;
b) nel singolo conto corrente sia stabilita la stessa periodicità del conteggio degli interessi creditori e debitori;
c) siano specificamente approvate per iscritto dal cliente.
La verifica di queste tre condizioni viene trascurata in sede di Consulenza Tecnica d’Ufficio o, addirittura, dagli stessi operatori del diritto, quasi si confondesse la norma con una sanatoria indiscriminata degli illeciti bancari. Sulla specificità dell’approvazione poi vale quanto elaborato dalla giurisprudenza per le clausole vessatorie di cui all’art. 1341 comma 2 c.c. ed inoltre per il Giudicante le clausole di capitalizzazione degli interessi contenute nei contratti bancari stipulati prima del 22/4/2000, qualunque sia la periodicità, sono invece sempre nulle per violazione di norma imperativa ( art. 1418 comma 1° c.c. ).
La Sentenza si caratterizza anche per la negazione della legittimità di qualsiasi forma di anatocismo, anche quello cosiddetto “equitativo”, semestrale o annuale, non fondabile per il Giudice sui riferimenti temporali degli art. 1283 c.c e 1284 c.c aventi ben altra valenza e finalità.
Neppure è possibile la legittimazione di altre forme di anatocismo attraverso il richiamo all’art. 1831 c.c., in quanto non solo detto articolo non è incluso dall’art. 1857 c.c. tra le norme del conto corrente ordinario applicabili alle operazioni bancarie in conto corrente, ma assolutamente diversa è la natura giuridica e la funzione del conto corrente ordinario rispetto a quello bancario (cfr. in proposito Trib. Roma 12/1/2007; Trib. Brindisi 4/12/2006; Trib. Pescara 6/5/2005; Trib. Benevento 6/8/2007; App. Torino del 21/1/2002 n.64, pronunciata in sede di rinvio nella controversia in cui era stata resa Cass. 3096/1999).
Anche la commissione di massimo scoperto, nel caso di specie non pattuita e comunque indeterminabile, viene sanzionata come illecita, avendola di fatto calcolata la Banca sulla percentuale indicata sul massimo saldo debitore accumulato per trimestre o frazione di trimestre con ciò assumendo la stessa natura giuridica degli interessi bancari da cui si differenzia solo per il metodo di calcolo.
Infine, circa la prescrizione dell’azione, il Tribunale sottolinea che l’azione di ripetizione è soggetta al decennio di cui all’art. 2946 c.c., attenendo quella quinquennale prevista dall’art 2948 n. 4 c.c. al pagamento degli interessi dovuti e non alla restituzione di quelli non dovuti.
Il termine iniziale del termine prescrizionale andrà individuato in quello di chiusura definitiva del rapporto come già chiarito dalla Suprema corte in precedenti decisioni (Cass. 2262/84-Cass- 10127/05).
A cura dell’Avv. Francesco Luongo
Sito web: www.avvluongo.it
TRIBUNALE ORDINARIO DI BENEVENTO-SEZIONE CIVILE
Il dott. Flavio Cusani, decidendo in funzione di giudice unico, ha pronunciato la seguente
nella causa iscritta al n. 137/2004 R.G.A.C. passata in decisione all’udienza del 31/10/2007, avente ad oggetto: ripetizione somme indebitamente percepite in violazione dell’art. 1283 c.c.
B. s.a.s. di S.G. & C., in persona del l.r.p.t., con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. F.L., difensore come da procura in atti
Banco s.c.r.l., in persona del l.r.p.t., difesa dall’avv. R.B., unitamente all’avv. F.C., presso il cui studio ha eletto domicilio, come da procura in atti
Come da verbale di udienza di precisazione ed atti introduttivi del giudizio , che qui abbiansi integralmente richiamate e trascritte
Con citazione notificato in data 10/1/2004 la B. s.a.s. di S.G. & C. esponeva che giusto atto per notaio Sangiuolo del 26/1/2003 rep. N. 31163 aveva incorporato per fusione la G. s.a.s. di S.G. & C., subentrando in tutti i rapporti attivi e passivi, ivi comprese azioni e ragioni verso terzi.
Deduceva che entrambe le società avevano in passato intrattenuto con la Banca S., poi divenuta Banca P., sede di Benevento filiale di Piazza Duomo, rapporti di conto corrente con apertura di credito, e precisamente, per la G. s.a.s., il rapporto di c/c contraddistinto dal n. 19622.00, acceso nell’anno 1995 e successivamente divenuto c/c n. 4076, e per la B. s.a.s. il rapporto di c/c n. 16692.00, acceso nell’anno 1992, in seguito divenuto c/c n. 3049.
La produzione degli interessi sugli interessi è divenuta legittima in materia bancaria con la delibera CICR 9/2/2000, per cui le clausole anatocistiche preventive contenute nei contratti di conto corrente (art. 2) e nei mutui (art.3) stipulati dal 22/4/2000 in poi, data di entrata in vigore di detta legge, sono valide ed efficaci purchè: a) siano espressamente indicati la periodicità di capitalizzazione degli interessi ed il tasso di interesse applicato, anche sotto forma di TAE – tasso annuo effettivo che tenga conto dell’anatocismo b) nel singolo conto corrente sia stabilita la stessa periodicità del conteggio degli interessi creditori e debitori; c) siano specificamente approvate per iscritto dal cliente, segnalando che sulla specificità dell’approvazione vale quanto elaborato dalla giurisprudenza per le clausole vessatorie di cui all’art. 1341 comma 2 c.c.
Peraltro detta sentenza si ricollega a precedenti pronunce della stessa Corte, le quali danno atto che il conto corrente bancario è soggetto alla prevalente disciplina del mandato, per cui come nel mandato che preveda più prestazioni del mandatario, anche il conto corrente bancario è un contratto unitario che, pur articolato in una pluralità di atti esecutivi, dà luogo ad un unico rapporto giuridico, per cui i vari prelievi ed accreditamenti non possono dar luogo a singoli rapporti – costitutivi od estintivi – ma determinano solo variazioni quantitative dell’unico originario rapporto.

References: Sentenza 
 Sentenza 
 art. 1418
 Sentenza 
 art. 1283
 Cass. 
 sentenza