Source: https://www.gestaconsulenza.it/2010/06/09/reati-231-le-sanzioni-possono-arrivare-fino-a-15-milioni-di-euro/
Timestamp: 2018-11-18 14:56:31+00:00

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Reati 231: le sanzioni possono arrivare fino a 1,5 milioni di euro | GESTA
Reati 231: le sanzioni possono arrivare fino a 1,5 milioni di euro
 Category Gesta Papers Governance e 231
Gesta Papers n. 33 del 15 Giugno 2010
Il D.Lgs. 231/01 introduce nell’ordinamento italiano la responsabilità amministrativa degli enti relativamente alla commissione di alcuni reati, specificamente indicati dal legislatore; permette quindi di colpire (con sanzioni pecuniarie, l’interdizione dall’attività, il commissariamento, il divieto a contrarre con la Pubblica Amministrazione) direttamente l’Ente e, quindi, l’interesse economico dei soci.
Le sanzioni per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato introdotte dal D.Lgs. 231 sono le seguenti:
(a) Sanzione pecuniaria (Artt. 10, 11, 12 D. Lgs. 231)
essa è determinata dal giudice attraverso un sistema basato su quote. Il giudice determina il numero delle quote valutando la gravità del fatto illecito, la responsabilità dell’Ente, nonché l’attività svolta per eliminare od attenuare le cause di commissione di ulteriori illeciti. L’importo della quota è inoltre fissato sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali dell’Ente allo scopo di assicurare l’efficacia della sanzione. Per l’illecito amministrativo dipendente da reato si applica sempre la sanzione pecuniaria. Essa deve quindi essere applicata per quote in un numero non inferiore a cento né superiore a mille.
L’importo di una quota va da un minimo di euro 258, 23 ad un massimo di euro 1.549,37 (quindi avremo sanzioni da un minimo di 25.800,00 € ad un massimo 1.549.000 €). Non è ammesso il pagamento in forma ridotta.
(b) Sanzioni interdittive (Artt. 13, 14, 15, 16 D. Lgs. 231) comprendenti
la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito
il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio
(c) Confisca (Art. 19 D. Lgs. 231)
nei confronti dell’ente e’ sempre disposta, con la sentenza di condanna, la confisca del prezzo o del profitto del reato, salvo che per la parte che può essere restituita al danneggiato. Sono fatti salvi i diritti acquisiti dai terzi in buona fede. Quando non e’ possibile eseguire la confisca, la stessa può avere ad oggetto somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente al prezzo o al profitto del reato.
(d) Pubblicazione della sentenza (Art. 18 D. Lgs. 231)
la pubblicazione della sentenza di condanna può essere disposta quando nei confronti dell’ente viene applicata una sanzione interdittiva. La sentenza e’ pubblicata una sola volta, per estratto o per intero, in uno o più giornali indicati giudice nella sentenza nonché mediante affissione nel comune ove l’ente ha la sede principale.
Ricordiamo qui di seguito quali sono i reati presupposto (per i quali la società può essere ritenuta responsabile, ove posti in essere nel suo interesse o vantaggio, dai c. d. vertici aziendali o da soggetti sottoposti alla loro direzione e vigilanza – art. 5 D. Lgs. 231) ricadenti nel campo di applicazione della normativa in questione:
Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno dello stato o di un ente pubblico– c. d. reati nei confronti della Pubblica Amministrazione
Concussione e corruzione– c. d. reati nei confronti della Pubblica Amministrazione
Falsità in monete, carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento
Delitti contro l’industria ed il commercio
Reati societari Delitti di finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico
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 art. 5