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Timestamp: 2020-08-14 05:58:21+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 20427 del 25/08/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20427 del 25/08/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/08/2017, (ud. 16/05/2017, dep.25/08/2017), n. 20427
sul ricorso 12861-2016 proposto da:
D.G., in qualità di ex socio e ex legale
rappresentante della ditta EDILIZIA D. SRL, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA AURELIA 353, presso lo studio dell’avvocato
DURIGON, rappresentato e difeso dall’avvocato MARIO GIRARDI;
avverso la sentenza n. 10554/18/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI, depositata il 25/11/2015;
Con sentenza in data 13 ottobre 2015 la Commissione tributaria regionale della Campania respingeva l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate, ufficio locale, avverso la sentenza n. 5793/14/14 della Commissione tributaria provinciale di Caserta che aveva accolto il ricorso della Edilizia D. srl contro l’avviso di accertamento IVA ed altro 2008. La CTR osservava in particolare che la società contribuente era stata cancellata dal Registro delle imprese in data 2 aprile 2013, sicchè doveva considerarsi priva di legittimazione passiva rispetto all’atto impositivo impugnato in quanto notificatole il 12 dicembre 2013 ossia dopo la sua estinzione.
Con l’unico motivo dedotto – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – l’Agenzia fiscale ricorrente lamenta violazione/falsa applicazione del D.Lgs. n. 175 del 2014, art. 28,comma 4, poichè la Commissione tributaria regionale non ne ha tenuto conto, asserendo trattarsi di disposizione legislativa con effetto retroattivo, in quanto di natura procedimentale e dovendosi perciò ritenere che in virtù della stessa vi fosse la legittimazione passiva della società contribuente nonostante la sua estinzione, non essendo ancora decorso il termine quinquennale a questo specifico fine previsto dalla disposizione stessa. La censura è infondata.
Va infatti ribadito che “il D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175, art. 28, comma 4, recante disposizioni di natura sostanziale sulla capacità delle società cancellate dal registro delle imprese, non ha valenza interpretativa, neppure implicita, e non ha, quindi, alcuna efficacia retroattiva. Ne consegue che il differimento quinquennale (operante nei confronti soltanto dell’amministrazione finanziaria e degli altri enti creditori o di riscossione indicati nello stesso comma, con riguardo a tributi o contributi) degli effetti dell’estinzione della società derivanti dall’art. 2495 c.c., comma 2, si applica esclusivamente ai casi in cui la richiesta di cancellazione della società dal registro delle imprese (che costituisce il presupposto di tale differimento) sia presentata nella vigenza della nuova disciplina di detto D.Lgs., ossia il 13 dicembre 2014, o successivamente” (Sez. 5, Sentenza n. 6743 del 02/04/2015, Rv. 635140 – 01).
Ancorchè senza affrontare la questione giuridica posta con il mezzo dedotto e risolta con la formulazione di tale principio di diritto da questa Corte, la sentenza impugnata se ne conforma per implicito e non merita dunque cassazione.
La Corte rigetta il ricorso; condanna l’Agenzia delle entrate al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 7.000 oltre Euro 200 per esborsi, 15% per contributo spese generali ed accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 360
 art. 28
 art. 28
 Sentenza 
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