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Timestamp: 2020-06-07 06:13:47+00:00

Document:
Corte di Cassazione Sezione 6 2 Civile Ordinanza 9 maggio 2019 n. 12309
Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni - Presidente
COMUNE DI MACCHIA ISERNIA, in persona del Sindaco legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall'avvocato (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 120/2017 del TRIBUNALE di ISERNIA, depositata il 10/02/2017;
udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non partecipata del 07/11/2018 dal Consigliere Relatore Dott. MILENA FALASCHI.
11 Giudice di pace di Isernia, con sentenza depositata in data 24.01.2014, accertata l'illegittima apposizione dell'autovelox sul lato destro della carreggiata, anziche' sul lato sinistro, come autorizzato dal decreto prefettizio, accoglieva l'opposizione proposta da (OMISSIS) avverso un processo verbale di contravvenzione elevato a suo carico in ordine alla violazione dell'articolo 142 C.d.S. e, per l'effetto, annullava il provvedimento impugnato.
Il Tribunale di Isernia, con sentenza n. 120 del 2017, rigettava l'appello proposto dal Comune di Macchia d'Isernia, confermando la sentenza di primo grado. Avverso la sentenza del Tribunale di Isernia, il Comune di Macchia d'Isernia propone ricorso per cassazione, fondato su due motivi.
E' rimasta intimata la (OMISSIS).
Ritenuto che il ricorso potesse essere rigettato, con la conseguente definibilita' nelle forme di cui all'articolo 380 bis c.p.c., in relazione all'articolo 375 c.p.c., comma 1, n. 5), su proposta del relatore, regolarmente comunicata al difensore del ricorrente, il presidente ha fissato l'adunanza della Camera di consiglio.
- con il primo motivo parte ricorrente denuncia, ex articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e la falsa applicazione dell'articolo 2697 c.c., in relazione alla mancata ammissione della prova per testi da esso articolata fin dalla memoria di costituzione nel giudizio di primo grado, nonche', ex articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5, il vizio di omessa o insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia ricondotto all'omessa ammissione della prova orale dedotta. Il motivo e' inammissibile prima che infondato.
La doglianza e', invero, priva del necessario requisito di specificita' prescritto dall'articolo 366 c.p.c., comma 1, n. 6) in ordine alla mancata trascrizione delle circostanze poste a fondamento della prova per testi (assunta come dedotta fin dalla memoria di costituzione in primo grado) della cui immotivata mancata ammissione il ricorrente si e' lamentato.
La giurisprudenza di questa Corte e', infatti, consolidata nell'affermazione del principio secondo cui il ricorrente che, in sede di legittimita', denunci il difetto di motivazione su un'istanza di ammissione di un mezzo istruttorio, ha l'onere di indicare specificamente le circostanze oggetto della prova o il contenuto del documento trascurato od erroneamente interpretato dal giudice di merito, provvedendo alla loro trascrizione, al fine di consentire al giudice di legittimita' il controllo della decisivita' dei fatti da provare, e, quindi, delle prove stesse, che, per il principio della necessaria specificita' del ricorso per cassazione, la S.C. deve essere in grado di compiere sulla base delle deduzioni contenute nell'atto, alle cui lacune non e' consentito sopperire con indagini integrative (cfr. ex multis, Cass. n. 17915/2010, ord., e, da ultimo, Cass. n. 19985/2017, ord.);
- con il secondo motivo il Comune ricorrente lamenta, per un verso, ex articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e la falsa applicazione dell'articolo 2697 c.c., nonche' del Decreto Legge n. 121 del 2002, articolo 4, convertito nella L. n. 168 del 2002 e del Decreto Ministeriale 15 agosto 2007, articolo 2, anche in relazione al Decreto Legislativo n. 231 del 2001 (e succ. modif. e integr.), per un altro verso, ex articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5, il vizio di omessa o insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia, avuto riguardo alla contestazione circa la ritenuta illegittimita' del posizionamento dell'autovelox sul lato destro della carreggiata della S.S. "(OMISSIS)", anziche' sul lato sinistro, come autorizzato dall'ente proprietario della strada, da cui era scaturita la conseguente illegittimita' derivata del verbale di accertamento elevato a carico della suddetta societa' (OMISSIS) s.r.l. in ordine alla rilevata violazione prevista dall'articolo 142 C.d.S..
Il motivo e' inammissibile con riferimento al prospettato vizio di omessa o insufficiente motivazione denunciato ai sensi dell'articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5, siccome riferito all'antecedente formulazione di detta norma, nel mentre "ratione temporis", nel caso di specie, trova applicazione la versione novellata nel 2012 (ai sensi del Decreto Legge n. 83 del 2012, articolo 54, comma 1, lettera b), conv., con modif., nella L. n. 134 del 2012), alla cui stregua e' ammissibile il solo omesso esame di un fatto decisivo della controversia che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti (cfr. Cass. S.U. n. 8053/2014 e Cass. n. 23940/2017).
E' appena il caso, peraltro, di rilevare che il Tribunale di Isernia ha comunque esaminato il contestato fatto decisivo relativo alla valutazione sulla legittimita' o meno dell'accertamento del superamento del limite di velocita' eseguito tramite autovelox, avuto riguardo al posizionamento dello stesso e alla riconducibilita' o meno della relativa predisposizione ed attivita' di funzionamento dell'apparecchio elettronico al necessario provvedimento amministrativo autorizzatorio.
Come di recente evidenziato da questa Corte (si veda in termini Cass. n. 23726 del 2018), qualora - come verificatosi nella fattispecie - il decreto prefettizio abbia previsto la legittima installazione dell'autovelox lungo un solo senso di marcia (che nel caso in esame avrebbe dovuto essere posizionato nella direzione Venafro - Isernia) ed, invece, l'accertamento sia stato effettuato mediante la rilevazione di un autovelox posizionato sul contrapposto senso di marcia, ne consegue che, difettando a monte l'adozione di uno specifico provvedimento autorizzativo, il relativo verbale di contestazione differita della violazione di cui all'articolo 142 C.d.S. debba ritenersi affetto da "illegittimita' derivata", come statuito dal Tribunale di Isernia con la sentenza qui impugnata, senza che possano assumere rilevanza, al riguardo, eventuali note chiarificatrici successivamente approntate dalla competente P.A., a fronte di una precisa indicazione sulle modalita' e sul punto di installazione dell'autovelox rinvenibile direttamente nel decreto autorizzativo.
Del resto questo principio si ricava da quanto affermato da questa Corte (cfr. Cass. n. 10206 del 2013), in base al quale, in tema di violazioni del codice della strada, se e' pur vero che il piu' volte richiamato del Decreto Legge 20 giugno 2002, n. 121, articolo 4 (convertito, con modificazioni, nella L. 10 agosto 2002, n. 168) conferisce al prefetto la competenza ad individuare le strade o i tratti di strada in cui possono essere installati dispositivi di controllo della velocita', precisandosi che detta norma non richiede che il provvedimento prefettizio specifichi necessariamente il senso di marcia interessato dalla rilevazione, argomentando a contrario si desume che se nel decreto prefettizio e' contenuto specificamente il riferimento ad un determinato senso di marcia (come accaduto nel caso sottoposto all'esame del giudice di appello), il rilevamento elettronico della velocita' e la correlata attivita' di accertamento (con contestazione differita) degli agenti stradali intanto potranno ritenersi legittimi se riferiti all'autovelox come posizionato in conformita' al decreto autorizzativo e non, invece, con riguardo ad altro autovelox posizionato sulla stessa strada e in prossimita' dello stesso punto chilometrico ma sulla carreggiata o corsia opposta, che non abbiano costituito oggetto di previsione da parte dello stesso o di altro provvedimento autorizzativo.
Nulla per le spese in difetto di attivita' difensiva da parte dell'intimata.
Poiche' il ricorso e' stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed e' rigettato, sussistono le condizioni per dare atto - ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilita' 2013), che ha aggiunto al testo unico di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, articolo 13, il comma 1-quater - della sussistenza dell'obbligo di versamento, da parte dell'Amministrazione ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.
Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, articolo 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del Comune ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso articolo 13, comma 1 - bis.

References: sentenza 
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 articolo 360
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 articolo 4
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