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Timestamp: 2017-06-27 19:09:19+00:00

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Stampa STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE MODI DI DIRE ONLUS
Costituita a Prato il 10 aprile 2008
E' costituita un'associazione di volontariato, ad esclusivo fine di solidarietà sociale e senza scopo di lucro, ai sensi degli artt. 14 e seguenti c.c., della L. 11 agosto 1991 n. 266, e delle altre leggi statali e regionali che disciplinano tali organizzazioni, sotto la denominazione "MODI DI DIRE ONLUS”, con sede in Prato via Baldinucci, 65.
La sede potrà essere cambiata su delibera del Consiglio Direttivo e ciò non comporterà alcuna modifica statutaria.
L'associazione si richiama al dovere di solidarietà che la carta costituzionale definisce inderogabile, ai sensi dell'articolo 2 della Costituzione.
L'associazione ha indole di organizzazione di volontariato, è costituita esclusivamente per fini di solidarietà e, quindi, non ha scopo di lucro, al sensi dell'art. 3 della L. Il agosto 1991 n. 266.
Ai sensi dell’art.10 del DLgs. 460/97, "MODI DI DIRE ONLUS”
a) lo svolgimento della propria attività nel settore dell’assistenza sociale e socio – sanitaria;
b) l’esclusivo perseguimento di fini di solidarietà sociale;
c) il divieto di svolgere attività diverse da quelle menzionate al punto a);
d) il divieto di distribuire utili o avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale;
e) l’obbligo di impiegare utili o avanzi di gestione per la realizzazione di attività istituzionali o di attività direttamente connesse;
f) l’obbligo di devolvere il patrimonio dell’ente, in caso di scioglimento, a ONLUS o ai fini di pubblica utilità;
g) l’obbligo di redazione del bilancio o del rendiconto annuale;
h) l’utilizzo nella denominazione e in qualsiasi rapporto con il pubblico della locuzione “Organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o dell’acronimo “ONLUS”.
La durata dell'associazione è stabilita a tempo indeterminato.
TITOLO II - SCOPO DELL'ASSOCIAZIONE. ATTIVITÀ E FINALITÀ
L'associazione opera nel settore dell’assistenza sociale e socio – sanitaria, allo scopo di:
- promuovere ed organizzare, mediante incontri, dibattiti, iniziative scientifiche, congressi e corsi di formazione sanitaria, e con tutti i mezzi di divulgazione idonei, la diffusione dei metodi di comunicazione non verbale destinati a disabili privi delle capacità espressive, in particolare della Comunicazione Aumentativa Alternativa o C.A.A. (intendendola come l'insieme di conoscenze, di tecniche, di strategie e di tecnologie che è possibile attivare per facilitare la comunicazione con persone che presentano una carenza/assenza temporanea o permanente nella comunicazione verbale), secondo le modalità recepite in Italia dall’Isaac Italy;
- favorire le iniziative culturali che abbiano come finalità la diffusione delle informazioni atte a migliorare la conoscenza della Comunicazione Aumentativa Alternativa;
- organizzare corsi di formazione destinati ad insegnanti di sostegno, operatori sanitari e sociali, operatori scolastici, ai genitori, ed a tutti coloro che quotidianamente operano con bambini e ragazzi disabili con difficoltà o assenza del linguaggio;
- creare e gestire strutture presso le quali vengano forniti interventi riabilitativi specificatamente orientati alla CAA;
- attivare convenzioni con Aziende sanitarie pubbliche per l’erogazione dei servizi sopraindicati;
- privilegiare la collaborazione con altre associazioni e gruppi scientifici aventi scopi simili;
- fondare una rivista per la divulgazione delle informazioni, dei consigli e delle novità legate al mondo della Comunicazione Aumentativa Alternativa ed a quello della disabilità mentale e verbale.
ARTICOLO 5 - PATRIMONIO - RISORSE ECONOMICHE
Il patrimonio dell'associazione è costituito
1. dal fondo di dotazione iniziale, costituito dai versamenti effettuati dai soci fondatori; 2. dai contributi versati dai soci al fine di incrementare il fondo di dotazione nonché da qualsiasi contributo o liberalità da chiunque ricevuto per la medesima finalità;
3. da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;
4. dai beni mobili ed immobili che diverranno di proprietà dell'Associazione.
I beni e le loro rendite sono destinati esclusivamente al conseguimento delle finalità statutarie.
L’Associazione redige ed aggiorna gli inventari dei beni immobili e mobili di proprietà o ricevuti in uso.
L'associazione persegue gli scopi statutari con:
a - le rendite di beni mobili ed immobili;
b - i contributi degli aderenti;
c - i contributi di privati e/o di enti pubblici;
d - le donazioni ed i lasciti testamentari;
e - i rimborsi derivanti da convenzioni;
f - le entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali, ai sensi dell'art. 5. comma primo, lettera g) della L. 11 agosto 1991 n. 266.
ARTICOLO 6 - ATTIVITÀ PRODUTTIVE E COMMERCIALI MARGINALI
Per l'attuazione del proprio scopo, l'associazione può svolgere attività produttive e commerciali “direttamente connesse” alla realizzazione dello scopo sociale, definite marginali, ai sensi dell'art. 5, comma primo, lettera g) della L. 11agosto 1991 n. 266. E’ fatto divieto assoluto di svolgere altre attività non istituzionali.
TITOLO III - GLI ASSOCIATI
ARTICOLO 7 - GLI ASSOCIATI, OBBLIGHI E DIRITTI, PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA E DEL PARI TRATTAMENTO, CRITERI DI AMMISSIONE E DI ESCLUSIONE.
L'adesione all'associazione è libera.
Possono aderire ed essere ammessi in qualità di socio tutte le persone fisiche che condividono gli scopi della associazione.
La domanda per ammissione deve essere redatta per iscritto.
L'ordinamento dell'associazione è ispirato al principio di eguaglianza e gli associati, in quanto tali, hanno pari diritti e doveri.
Tutti gli associati hanno diritto di intervento e di voto in assemblea e sono parimenti eleggibili alle cariche sociali.
Gli associati hanno altresì diritto di partecipare in modo effettivo alla vita ed alle iniziative dell'associazione, nonché hanno diritto di accesso agli atti dell'associazione, fatta eccezione per i dati personali.
Tutti gli associate sono tenuti all'osservanza delle delibere legittimamente prese dagli organi sociali.
La prestazione degli associati è personale, spontanea, libera, gratuita e del tutto disinteressata. E' consentito soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute per lo svolgimento dell'attività volontaria.
La cognizione di ogni questione attinente 1'ammissione, la decadenza, l'esclusione degli associati è devoluta al consiglio direttivo.
L'esclusione consegue a gravi inadempienze e il relativo procedimento deve ispirarsi al principio del contraddittorio e, quindi, all'obbligo di motivazione. Nel caso, il Consiglio Direttivo delibera, previa contestazione all'interessato, degli addebiti che gli si muovono e sentito il collegio dei garanti.
La decadenza consegue al mancato pagamento della quota associativa per due annualià consecutive.
Chi recede, decade, è escluso, o cessa comunque l'appartenenza all'associazione, non può ripetere i contributi a qualsiasi titolo versati, ne pretendere la quota del fondo comune.
Possono inoltre aderire, in qualità di sostenitori senza diritto di voto, le associazioni, cooperative, Enti locali, e Università, Enti di ricerca, che condividono le finalità dell’Associazione.
TITOLI IV - GLI ORGANI DELL'ASSOCIAZIONE
ARTICOLO 8 - GLI ORGANI DELL'ASSOCIAZIONE - LIBERA ELETTIVITA' E GRATUITA' DELLE CARICHE.
- 1'assemblea;
- l’eventuale collegio dei revisori del conti;
- gli eventuali comitati scientifici.
La struttura dell'associazione è democratica. Le cariche sono liberamente elettive e gratuite, ai sensi dell'art. 3 della L. 11 agosto 1991 n. 266.
E' riconosciuto il solo rimborso delle spese effettivamente sostenute per l'espletamento del mandato.
Tutte le cariche durano tre anni. Lo stesso presidente può essere rieletto anche per più mandati consecutivi.
ARTICOLO 9 - ASSEMBLEA - PRINCIPIO DI SOVRANITÀ – PRINCIPIO DEL VOTO SINGOLO.
L'assemblea è formata da tutti i soci, in regola con il pagamento delle quote sociali, che come tali risultino iscritti al tempo della convocazione.
L'assemblea è convocata, con deliberazione del consiglio direttivo, almeno una volta all'anno per l'approvazione del bilancio. L'assemblea sarà altresì convocata ogni qualvolta il consiglio direttivo ne ravvisi la necessità ovvero quando lo richieda almeno un decimo degli associati.
La convocazione avviene mediante avviso ad ogni socio da inoltrarsi almeno 15 (quindici) giorni prima della data stabilita per l'adunanza. Dell'avviso è data altresì pubblicità mediante affissione nella sede sociale. L'avviso deve contenere luogo, data ed ora dell'adunanza nonché l'indice analitico degli oggetti di trattazione.
In prima convocazione l'assemblea è validamente costituita con la presenza di almeno la metà più uno dei soci delibera validamente con la maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti.
In seconda convocazione, che dovrà aver luogo almeno 24 (ventiquattro) ore dopo la prima convocazione 1'assemblea è validamente costituita qualsiasi sia il numero dei soci intervenuti e delibera con la maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti.
Per modificare lo statuto, occorre, in seconda convocazione, la presenza di almeno un decimo degli aventi diritto ed il voto favorevole della maggioranza assoluta dei soci presenti.
Per deliberare lo scioglimento dell'associazione e la devoluzione del patrimonio, sia in prima che in seconda convocazione è necessario il voto favorevole di almeno la maggioranza dei soci.
Ogni socio dispone di un voto soltanto e può presentare cinque deleghe, rese per iscritto e da conservarsi agli atti dell'associazione.
Per l'elezione alle cariche sociali risultano eletti gli aventi diritto che abbiano ottenuto il maggior numero di voti.
Compete, tra l'altro, all'assemblea:
a) l'approvazione e la valutazione della programmazione annuale, ivi compresa la definizione delle linee e dei settori prioritari d'intervento e dagli indirizzi politici generali dell'associazione;
b) l'elezione dei componenti il Consiglio Direttivo, ad eccezione dei primi consiglieri che sono eletti nell'atto costitutivo;
c) la nomina dell’eventuale Collegio dei Revisori dei Conti;
d) l'approvazione del rendiconto dell’esercizio ed il bilancio preventivo, predisposti dal Consiglio direttivo;
e) l'adozione di regolamenti;
f) l'approvazione delle modifiche statutarie su proposta del consiglio;
g) di stabilire 1'ammontare dell'annuale quota associativa;
h) la eventuale costituzione di commissioni, fissandone le funzioni;
i) la nomina, su proposta del Consiglio Direttivo dei Soci Onorari e del Presidente Onorario;
j) la delibera, su proposta del Consiglio Direttivo, di espulsione dei soci;
k) di fissare la quota associativa annuale;
l) la ratifica degli atti emanati dal Consiglio Direttivo su questioni non previste dallo Statuto;
m) di deliberare su ogni altro argomento ad essa sottoposto dal Consiglio Direttivo;
Le deliberazioni assembleari devono constare da apposito verbale redatto dal segretario sotto la direzione del presidente.
ARTICOLO 10 - AMMINISTRAZIONE - IL CONSIGLIO DIRETTIVO
L'associazione è amministrata e gestita dal consiglio direttivo che è composto da un numero variabile di membri fino ad un massimo di dieci, incluso il presidente, di membri nominati dalla assemblea dei soci.
La determinazione del numero spetta ogni volta all'assemblea.
L'amministrazione dell'ente è ispirata ai principi di trasparenza e del buon andamento.
II consiglio elegge fra i suoi membri il presidente, il vicepresidente, il segretario ed il tesoriere.
La convocazione del consiglio avviene mediante avviso da inoltrarsi, via fax, mail o lettera almeno 10 (dieci) giorni prima della data stabilita per l'adunanza; nei casi di urgenza può essere disposta a mezzo mail o via fax almeno tre giorni liberi prima della data stabilita per l'adunanza.
Per la validità delle deliberazioni del consiglio è necessaria la presenza della maggioranza dei suoi membri; le deliberazioni sono prese con la maggioranza assoluta dei voti dei presenti. Il voto non può essere dato per rappresentanza ed è palese.
Spetta al presidente di convocare il consiglio; il presidente è tenuto a riunirlo senza ritardo quando ne sia richiesto almeno un terzo dei consiglieri.
II mandato di consigliere è gratuito.
Nel caso di vacanza della carica di consigliere, a chi viene meno subentra il primo dei non eletti all'esito dell'ultimo scrutinio elettorale. Il sostituto dura in carica fino alla scadenza naturale dell'organo.
ARTICOLO 11 - PRESIDENTE - VICEPRESIDENTE
II presidente del consiglio direttivo è presidente dell'associazione. Il presidente rappresenta l'unità e l'identità dell'associazione.
Il presidente ha la rappresentanza dell'associazione di fronte ai terzi e in giudizio, e può delegare alcune funzioni.
Il presidente presenta all'assemblea una relazione annuale sullo stato dell'associazione.
In caso di assenza o impedimento del presidente, ne fa le veci il vicepresidente, al quale spetta in tal caso il potere di rappresentanza dell'associazione di fronte si terzi e in giudizio. L'intervento del vicepresidente, per i terzi, costituisce di per sé solo prova dell'impedimento del presidente.
ARTICOLO 12 - TESORIERE
Il Tesoriere cura la gestione della cassa dell’associazione e ne tiene la contabilità; effettua le relative verifiche, cura la tenuta dei libri contabili, predispone il bilancio consuntivo, accompagnandoli da idonea relazione contabile.
ARTICOLO 13 - IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Il collegio dei revisori dei conti, può essere nominato dall’assemblea delle associate.
Esso è l'organo di controllo e di vigilanza dell'amministrazione.
Il collegio deve controllare l'amministrazione dell'associazione, vigilare sulla osservanza della legge, accertare la regolare tenuta della contabilità.
Il collegio si compone di tre membri effettivi e due supplenti nominati dall'assemblea anche tra non associate.
L'ufficio è gratuito ed è incompatibile con il mandato di consigliere.
Nella prima seduta il collegio nomina il suo presidente.
ARTICOLO 14 - ESERCIZIO SOCIALE - OBBLIGO DI FORMAZIONE DEL BILANCIO
L'esercizio sociale inizia l'1 (uno) gennaio e termina il 31 (trentuno) dicembre di ogni anno. Il bilancio consuntivo, predisposto a cura del consiglio direttivo, deve essere approvato dall'assemblea entro 4 (quattro) mesi dalla chiusura di ogni esercizio; in caso di particolari ragioni entro 6 (sei) mesi. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e precisione. Il documento deve essere depositato presso la segreteria dell'ente almeno 15 (quindici) giorni prima della data della seduta stabilita per la sua approvazione; ciascun associato ha diritto di averne visione.
Gli eventuali avanzi di gestione, non possono in nessun modo essere distribuiti agli associati ma dovranno essere utilizzati per la realizzazione di attività istituzionali o delle attività direttamente connesse;
ARTICOLO 15 - SCIOGLIMENTO - DEVOLUZIONE DEI BENI
L’Associazione potrà essere sciolta per delibera assembleare se si verificano circostanze eccezionali di assoluta impossibilità del suo funzionamento o rimanga un numero di associati tale da non poter svolgere la propria attività.
In caso di scioglimento dell'associazione, i beni che residuano dopo 1'esaurimento della liquidazione saranno devoluti alla associazione di volontariato Organizzazione Sindrome di Angelman Onlus.
ARTICOLO 16 - NORMA DI RINVIO

References: ARTICOLO 5

ARTICOLO 6

ARTICOLO 7

ARTICOLO 8

ARTICOLO 9

ARTICOLO 10

ARTICOLO 11

ARTICOLO 12

ARTICOLO 13

ARTICOLO 14

ARTICOLO 15

ARTICOLO 16