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Ostracismo geovista: esaltazione e fanatismo portati all’estremo!
febbraio 22, 2012 coordinamentofuoriusciti	Lascia un commento
I vertici geovisti, il corpo direttivo, tramite la rivista ufficiale La Torre di Guardia del 15 luglio 2011 a pagina 16, incoraggiano la discriminazione e l’isolamento nei confronti degli ex Testimoni con una precisa regola associativa e religiosa che di fatto obbliga all’intolleranza: «Le istruzioni che la Bibbia dà su come comportarci con loro sono chiare. (Leggi Romani 16:17; 2 Giovanni 9-11). “Evitateli”, dice la Parola di Dio. Altre traduzioni rendono questa espressione “allontanatevi da loro” (Nuova Riveduta), “tenetevi lontani da loro” (CEI ), “state lontani da loro” (Parola del Signore). Questo consiglio ispirato è inequivocabile. Supponiamo che un medico vi dica di evitare i contatti con una persona affetta da una malattia contagiosa e letale. Non avreste dubbi su ciò che il medico intende dire, e seguireste strettamente le sue raccomandazioni. Ebbene, gli apostati sono ‘mentalmente malati’ e cercano di infettare altri con i loro insegnamenti subdoli. (1 Tim. 6:3, 4) Geova, il grande Medico, ci dice di evitare i contatti con loro.»
La violenza di queste parole è inaudita! Incitano all’odio religioso un intera comunità internazionale, che deve accettare tali parole come rivelazioni del «canale di Dio». Milioni di persone devono, per volere dei leader del movimento, allontanare, emarginare e ostracizzare chi non è più testimone di Geova perché ha maturato un opinione diversa da quella consentita dalla setta. Anche se si trattasse di un parente, come un genitore o un figlio, oppure un caro amico la scomunica deve cancellare tutti i contatti umani per volere di un dio maligno, vendicativo e guerrafondaio, Geova. Il geovismo è una dittatura religiosa che vede i fuoriusciti come pericolosi rinnegati o «apostati» «mentalmente malati», che possono infettare con una «malattia contagiosa e letale» coloro che rimangono nella setta.
Come abbiamo già considerato nel capitolo sull’ostracismo geovista il corpo direttivo dei testimoni di Geova richiede che si debbano odiare i fuoriuscito considerati apostati. Ora il traviato corpo direttivo dei testimoni di Geova ha sicuramente alzato il tiro dato che migliaia di persone ogni anno abbandonano la suburra religiosa geovista. Una religiosità perversa che rende schiave le persone di un manipolo di impostori manovrati dal demonio, «ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula». (2 Corinzi 4:4)
Essi per supportare l’ideologia geovista prendono parole o frasi qua e là nella Bibbia, creando un collage di regole che sentenziano sulla vita di chi decide o ha deciso della propria liberta religiosa, sancita dalla Legge, di lasciare la setta o non vivere più secondo i suoi precetti. Libertà che il corpo direttivo ha deciso di sanzionare usando la credulità di milioni di affiliati assoggettati all’autorità geovista. Dare come scelta l’essere isolato o ostracizzato a vita oppure ritornare nella setta non è una vera possibilità di scelta, dato che implica un obbligo non legale dell’accettazione coatta di regole religiose che ignorano completamente la libertà personale e religiosa sancita dalla Legge dello Stato sovrano e dalle leggi internazionali dei Diritti dell’uomo. La Bibbia e le dottrine religiose non possono ignorare o abolire la Legge.
Ognuno può decidere cosa fare della propria vita! Se così fosse dovremmo, ad esempio, cominciare a perseguitare o ostracizzare ed emarginare quei parlamentari che hanno cambiato idea o colore politico rigettando o rinnegando la precedente posizione politica.
Inculcano l’odio per i cosiddetti «apostati»
«L’obbligo di odiare l’illegalità riguarda anche tutte le attività degli apostati. Il nostro atteggiamento verso gli apostati dovrebbe essere quello di Davide, che dichiarò: “Non odio io quelli che ti odiano intensamente, o Geova, e non provo nausea per quelli che si rivoltano contro di te? Li odio con odio completo. Mi sono divenuti veri nemici”. (Salmo 139:21, 22) Gli apostati odierni hanno fatto causa comune con l’“uomo dell’illegalità”, il clero della cristianità. (2 Tessalonicesi 2:3) Come leali testimoni di Geova, quindi, non abbiamo assolutamente nulla in comune con loro. Essendo imperfetto, il nostro cuore potrebbe facilmente essere incline a criticare i nostri fratelli. I singoli componenti dello “schiavo fedele e discreto” sono uomini imperfetti. (Matteo 24:45-47) Ma questa classe è fedele e discreta. Gli apostati ingigantiscono gli errori o i presunti sbagli fatti da fratelli che prendono la direttiva. Per il nostro bene, evitiamo la propaganda apostata come il veleno, poiché tale è in effetti … Abbiamo pure visto come possiamo dimostrare che odiamo l’illegalità, e cioè non avendo nulla a che fare con alcuna forma di disonestà, immoralità sessuale o apostasia. Dal momento che vogliamo partecipare alla rivendicazione di Geova e desideriamo rallegrare il suo cuore, non solo dobbiamo amare la giustizia e tenerci occupati nel suo servizio, ma dobbiamo anche odiare l’illegalità, come fece il nostro Condottiero e Comandante, Gesù Cristo.» WT 15/7/1992 pag. 12-13, 21 (il grassetto è mio)
L’indice delle pubblicazioni della Watchtower del 1986 – 20006 all’esponente Apostasia riporta “odio per gli apostati: w93 1/10 19. «Odiare ciò che Dio odia è un efficace deterrente contro la trasgressione, così come amare ciò che Dio ama rende piacevole fare ciò che è giusto … “Non odio io quelli che ti odiano intensamente, o Geova, e non provo nausea per quelli che si rivoltano contro di te? Li odio con odio completo. Mi sono divenuti veri nemici”. (Salmo 139:21, 22) Davide li aborriva perché odiavano intensamente Geova. Fra coloro che manifestano il loro odio per Geova ribellandosi contro di lui ci sono gli apostati. L’apostasia è in realtà una ribellione contro Geova. Alcuni apostati asseriscono di conoscere e di servire Dio, ma rigettano dottrine o comandi esposti nella sua Parola. Altri sostengono di credere nella Bibbia, ma rigettano l’organizzazione di Geova e si danno da fare per ostacolarne l’opera. Quando, pur sapendo ciò che è giusto, scelgono deliberatamente di agire in modo sbagliato, quando il male diventa così radicato da essere parte integrante della loro personalità, allora il cristiano deve ‘odiare’ (nel senso biblico del termine) costoro che si sono inseparabilmente legati al male. I veri cristiani condividono i sentimenti che Geova nutre verso questi apostati; non sono curiosi di conoscere le loro idee. Al contrario, ‘provano nausea’ per coloro che si sono resi nemici di Geova Dio, ma lasciano a lui il compito di eseguire la vendetta.». Inoltre la seconda domanda in calce su queste informazioni chiede: «Come possiamo dimostrare oggi di ‘odiare’ quelli che si ribellano a Geova?» WT 1/10/1993 pag. 18,19 (il grassetto è mio)
La rivista ufficiale della setta afferma: «Geova odia il peccato e dovremmo odiarlo anche noi. Dobbiamo stare il più lontano possibile da ciò che ci indurrebbe a peccare anziché cercare di vedere fin dove possiamo spingerci senza cadere nel peccato. Per esempio, è importante guardarsi dall’apostasia; chi diventa apostata non glorifica più Dio. (Deut. 13:6-9) Teniamoci perciò alla larga dagli apostati e da chiunque afferma di essere un fratello ma disonora Dio. Questo vale anche nel caso di un nostro familiare. (1 Cor. 5:11) Cercare di confutare le argomentazioni degli apostati o di chi critica l’organizzazione di Geova non ci è di nessun beneficio. Anzi, è pericoloso e fuori luogo esaminare il loro materiale, che si tratti di pubblicazioni cartacee o di documenti che si trovano in Internet. Leggi Isaia 5:20; Matteo 7:6.» WT 15/5/2012 pag. 26
Cosa dovrebbero odiare in pratica i testimoni di Geova per soddisfare il loro dio e la loro organizzazione religiosa? Essi rispondono: «è importante guardarsi dall’apostasia; chi diventa apostata non glorifica più Dio. (Deut. 13:6-9)». Come potete notare questa affermazione è seguita da un passo dell’Antico Testamento dal libro di Deuteronomio 13:6-9 che dice la stessa traduzione geovista in questo passo: «“Nel caso che tuo fratello, figlio di tua madre, o tuo figlio o tua figlia o la tua moglie prediletta o il tuo compagno che è come la tua propria anima, tenti in segreto di sedurti, dicendo: ‘Andiamo a servire altri dèi’, che non hai conosciuto, né tu né i tuoi antenati, alcuni degli dèi dei popoli che sono tutt’intorno a voi, quelli che ti sono vicini o quelli che ti sono lontani, da un’estremità all’altra del paese, non devi acconsentire al suo desiderio né ascoltarlo, né il tuo occhio lo deve commiserare, né devi provar compassione, né coprirlo [protettivamente]; ma devi ucciderlo immancabilmente. La tua mano deve venire per prima su di lui per metterlo a morte, e dopo la mano di tutto il popolo.» (il grassetto è mio)
La Watch Tower Society e la sua associata italiana la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova con le loro pubblicazioni incitano impunemente all’odio sacro verso altri cittadini italiani che hanno deciso nella loro piena libertà religiosa di abbandonare il gruppo. Un odio smisurato che li deve portare a desiderare, come suggerito da un passo biblico, l’annientamento o la morte di coloro che sono definiti nemici o apostati.
La setta dei Testimoni, grazie a teorie campate in aria, suppone d’essere il vero cristianesimo redivivo, pertanto, si sentono divinamente autorizzati a perseguitare e sanzionare chi rigetta la setta e la sua ideologia con l’ostracismo geovista. In Italia si vantano di contare dai 450.000 ai 500.000 adepti e persone vicine alla setta. Se ai testimoni di Geova sarà permesso di continuare a calpestare la libertà religiosa delle persone e stabilire regole, con frasi o parole strappate dal contesto biblico, inventate per il loro movimento. Che succederà se qualche perverso fanatico religioso prenderà alla lettera passi della Bibbia e comincerà a istigare l’odio verso i neri, gli omosessuali o gli ebrei? Torneremo all’epoca di Hitler? I nemici religiosi verranno ghettizzati e isolati come nel caso dell’ostracismo geovista oppure rinchiusi ed epurati in Lagher?
La cosa strana e che nessun politico si interessa di un tale simile pericolo. Nessuno fa niente per garantire la libertà a migliaia di ex Testimoni che sono oggetto di discriminazione, intolleranza dovuti all’odio religioso indotto dalla Watchtower americana e la sua affiliata la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova di Roma.
I testimoni di Geova che giocano a fare i medici della fede assomigliano al Dr. Jekyll e Mister Hyde. Da una parte parlano di «amore fraterno», pace e felicità nel loro nuovo ordine mondiale e da una parte impazziscono d’odio per i fuoriusciti e li insultano definendoli “mentalmente malati” obbligando tutti i testimoni di Geova del mondo ad ostracizzarli, isolarli e discriminarli.
La morale Biblica e i suoi precetti non possono essere presi alla lettera e applicati in modo inquisitorio o integralista. Per fare un esempio: secondo la morale dell’Antico Testamento i fornicatori e gli omosessuali dovevano essere messi a morte. Incitare all’odio verso chi ha tradito il coniuge o gli omosessuali potrebbe sembrare biblico o “giustificato” per una persona gravemente disturbata o estremista, ma esso è un atto criminoso secondo la Legge.
Chiediamo a TUTTI i Governi e le associazioni che tutelano i Diritti dell’Uomo di intervenire per far cessare questa discriminazione religiosa che incita all’odio e all’intolleranza!
Speriamo che la Watch Tower Society, in Italia rappresentata dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, voglia rivedere alla luce del reale messaggio cristiano, delle Leggi democratiche e dei diritti dell’uomo la regola dell’ostracismo imposta a tutti i testimoni di Geova ed eliminarla.
I Testimoni vogliono avere una libera associazione? E’ sicuramente un loro diritto. Però, sorgono delle domande: perché pretendono la liberta religiosa, ma non rispettano la libertà di religione di coloro che, per qualsiasi motivo lasciano il movimento? Perché sanzionano un diritto costituzionale ed universale? Perché permettere a movimento religioso di calpestare la Legge in nome di una interpretazione letterale e integralista della Bibbia.
Per saperne di più: Cosa insegna la Bibbia in merito?
La scrittura di 1 Timoteo 6:3-5 e così reso dalla traduzione biblica della CEI: «Se qualcuno insegna diversamente e non segue le sane parole del Signore nostro Gesù Cristo e la dottrina secondo la pietà, costui è accecato dall’orgoglio, non comprende nulla ed è preso dalla febbre di cavilli e di questioni oziose. Da ciò nascono le invidie, i litigi, le maldicenze, i sospetti cattivi, i conflitti di uomini corrotti nella mente e privi della verità, che considerano la pietà come fonte di guadagno.»
O per dirla come Parola del Signore: «Se qualcuno insegna diversamente, se non segue le sane parole di Gesù Cristo nostro Signore e l’insegnamento della nostra religione è un superbo e un ignorante, un maniaco che va in cerca di discussioni e vuol litigare sulle parole. Da queste cose nascono, invidie, contrasti, maldicenze, sospetti, cattivi e discussioni senza fine. Chi fa queste cose è gente squilibrata lontana dalla verità. Essi pensano che la religione sia un mezzo per far soldi.»
Chi sono gli «uomini corrotti nella mente e privi della verità» o la «gente squilibrata lontana dalla verità»? Chi sono i «mentalmente malati»? Sono coloro che rinnegano il Signore Gesù e la sua dottrina. Chi sono costoro? Coloro che rinnegano la Santissima Trinità, il Signore Gesù Cristo, la sua divinità, la sua morte in croce, la speranza cristiana della vita celeste per tutti i cristiani redenti e la dottrina della pietà o la carità al prossimo proprio come fa il corpo direttivo della Watchtower, capi assoluti dei testimoni di Geova. Essi “infettano con il loro male” tutti i membri della setta rendendoli ipocriti e intolleranti quanto loro. Incapaci di adorare il Cristo quale vero Dio essendo pieni di aspettative capate in aria. (confronta Matteo 23:15)
Questi eretici invece di aiutare il prossimo hanno messo su la più grande industria tipografica che stampa milioni di riviste, opuscoli e libri inutili che ripetono in continuazione le false profezie geoviste e trattano «cavilli e di questioni oziose» nata da «gente squilibrata» che invece di elevare le persone peggiorano il problema dell’inquinamento ambientale. Esse non danno nessun aiuto pratico a chi soffre la fame, le malattie o vive terribili situazioni in paesi poveri colpiti dalle calamità o in guerra. Si per la Watchtower la religione è solo un «mezzo per far soldi.»
Come gli ipocriti e insensibili farisei, i testimoni di Geova appaiono buoni esternamente, ma dentro sono pieni di malvagità e ipocrisia. Come tombe imbiancate sembrano belli e curati fuori, ma all’interno c’è il marcio. Marcio che spinge migliaia di persone ogni anno a fuggire dalla setta. (confronta Matteo 23:27,28)
Il Telegraph del 20 Ottobre 2011 ha l’articolo: «Indagine della polizia sulla rivista dei testimoni di Geova articolo “mentalmente malati” E’ emerso che la rivista ufficiale dei testimoni di Geova che descriveva coloro che lasciano la chiesa come “mentalmente malati” è al centro di un’indagine di polizia. Gli investigatori stanno indagando se l’articolo, pubblicato nel numero di luglio de La Torre di Guardia, è in violazione della legislazione della Gran Bretagna sull’odio religioso.» Un gruppo di ex Testimoni, giustamente indignato ha portato la questione alla polizia uno di essi ha argomentato: «Se una religione predica che i neri o gli omosessuali sono mentalmente malati ci sarebbe una comprensibile indignazione». Lo stesso deve valere per chi è perseguitato per motivi religiosi.
Dicono, ma non fanno!
La Svegliatevi! di ottobre 2011 a pagina 24 scrive riguardo i rapporti familiari: «Perché il controllo assoluto non funziona … per almeno due ragioni.
1) Il controllo assoluto è contrario alle Scritture. Geova Dio creò l’uomo dotandolo del libero arbitrio, permettendogli così di scegliere quale strada seguire nella vita, nel bene e nel male … se Geova non cerca di esercitare un controllo assoluto per ottenere l’ubbidienza dalle sue creature, neanche i genitori dovrebbero farlo con i propri figli adolescenti.
2) Il controllo assoluto è spesso controproducente … il vostro atteggiamento potrebbe sortire l’effetto contrario, scatenando in vostro figlio una repulsione per le vostre norme. Troppo spesso gli sforzi di esercitare il controllo assoluto sui figli falliscono miseramente. Pertanto cosa potete fare? Piuttosto che cercare di controllare completamente la vita di vostro figlio, imponendogli le vostre decisioni come forse facevate quando era piccolo, aiutatelo a riconoscere quanto sia saggio fare ciò che è giusto.»
Il libero arbitrio è la facoltà di scegliere e di agire senza costrizioni. Tale libertà è in stretto rapporto con l’autonomia della volontà.
Quindi i vertici americani della setta si sono resi conto che il controllo assoluto o dittatoriale non funziona nelle famiglie. Infatti la maggioranza dei genitori Testimoni ha figli non Testimoni.
Perché lo stesso atteggiamento tollerante e liberale non è esteso alla “famiglia” nella fede geovista?
Perché gli adepti non sono resi liberi di decidere della loro vita, senza sanzioni crudeli e disumane come l’ostracismo geovista?
Perché i Testimoni non possono esercitare il libero arbitrio concesso dal loro dio, Geova?
Perché il corpo direttivo soffoca la libertà personale di autogovernarsi concessa da Dio, quando Lui non obbliga nessuno ad ubbidirgli?
Perché il corpo direttivo esercita sugli adepti il controllo assoluto su scelta di vita, salute, lavoro, amicizie ecc. quando tale pratica è contraria alle scritture’?
I singoli testimoni di Geova non possono decidere liberamente e autonomamente su: matrimonio, rapporti con gli ex testimoni, lavorare in corpi militari, votare, partecipare alla vita politica, partecipazione ad eventi o raduni interconfessionali, trasfusioni di sangue, feste e celebrazioni, abbigliamento e capigliatura ecc. ecc.
Eppure, se intervistati o chiamati a deporre tendono, senza il minimo pudore, ad annacquare le dottrine e i comandi imposti dai leader.
Ad esempio, riguardo l’ostracismo essi dichiarano che esso non è una sorta di persecuzione o vendetta, ma un amorevole disciplina per il peccatore impenitente dettata dal vivo desiderio che la persona torni a Geova. Se l’ostracismo è realmente una regola biblica per coloro che abbandonano il cristianesimo essa va senza dubbio applicata alla maggior parte dei testimoni di Geova che hanno rinnegato le ex religioni di appartenenza per aderite alla setta geovista anti-cristiana.
Tratto dal libro di Emilio Morelli: L’illusione di Geova, l’altra faccia del Male.
Per altre informazioni visitate il sito web: www.emiliomorelli.it
Leggenda: WT = La Torre di Guardia
Categorie:Uncategorized Tag:odio disassociati, odio fuoriusciti, odio sacro, ostracismo geovista, testimoni di, Testimoni di Geova discriminazione, Testimoni di Geova intolleranza, testimoni disassociazione, testimoni geova disassociazione, watch tower, watchtower
Testimoni di Geova: Ostracismo geovista, l’infame intolleranza di una setta
febbraio 22, 2012 coordinamentofuoriusciti	1 commento
Ostracismo geovista, l’infame intolleranza di una setta
Le restrizioni imposte alla libertà non sono mai figlie della verità, ma dell’errore. Raymond Franz
Libertà religiosa o Ostracismo geovista?
Articolo 1: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 7: Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad un’eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad un’eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.
Articolo 11 (1): Ogni individuo accusato di reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie per la sua difesa.
Articolo 12: Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, ne a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
Articolo 18: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.
Articolo 20 (2): Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.
La Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali (firmata a Roma il 4 novembre 1950) recita all’art. 9: “1. Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione: tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo e la libertà di manifestare individualmente o collettivamente, sia in pubblico che in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti.
2. La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo può essere oggetto di quelle sole restrizioni che, stabilite per legge, costituiscono misure necessarie in una società democratica, per la protezione dell’ordine pubblico, della salute o della morale pubblica, o per la protezione dei diritti e della libertà altrui”.
La Costituzione della Comunità Europea recita all’articolo II-70:“1. Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o convinzione, così come la libertà di manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti.”
La Costituzione Italiana, all’art. 19, riconosce in modo ampio la libertà di religione. Essa viene intesa come libertà di fede religiosa per evidenziare il diritto di ogni individuo di professare la propria fede e di farne propaganda. La libertà di religione viene intesa inoltre come libertà di pratica religiosa, perché comporta il diritto di esercitarne in privato o in pubblico il culto, cioè di svolgere e di prendere parte a preghiere e riti religiosi. Questa seconda libertà trova un unico limite: non deve trattarsi di riti religiosi contrari al buon costume.
La Legge Mancino (25/6/93, n. 205) all’’art. 1 (“Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”) dispone quanto segue: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, […] è punito: a) con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni.” (il grassetto è mio)
La disciplina della libertà religiosa è collegata a diversi altri principi costituzionali: innanzitutto il principio di eguaglianza che vieta qualunque discriminazione tra gli individui a causa della religione professata. Il problema si pone nei confronti delle religioni, movimenti e sette che ritenendosi detentrici di autorità divina annullano con le loro regole il diritto fondamentale di professare e/o cambiare religione in completa libertà senza discriminazioni e senza che l’esercizio di tale libertà sia punito o sanzionato in alcun modo. Pertanto il “favorreligionis” di cui godono le organizzazioni o associazioni religiose, sancito dalla Legge, non può e non deve ledere i diritti personali del cittadino e la libertà personale.
Essere giudicati e condannati ad essere discriminati e isolati, in processi religiosi sommari e per giunta segreti, oltre che rappresentare una grave violazione dei diritti personali rappresenta una totale violazione delle Leggi che garantiscono la libertà di religione, di espressione e di autodecisione.
Inoltre, la Cassazione con la sentenza n. 44940 del 2 dicembre 2011 ha stabilito che i pettegolezzi in ufficio sulla vita privata e sessuale dei colleghi sono vietati. Il lavoratore che, per rancore nei riguardi di un collega, diffonde tali notizie, commette diffamazione e violazione della privacy. Sul tema, stabilisce la Suprema Corte, c’e’ parecchia “ipocrisia” ma il pettegolezzo sulle relazioni in ufficio viola la privacy di chi si trova al centro delle chiacchiere. Sottolineando che “all’elemento materiale del delitto di diffamazione, non è dubbio che la diffusione all’interno del ristretto ambito lavorativo della notizia della esistenza di una relazione, sentimentale e sessuale, clandestina tra due impiegati può avere natura diffamatoria, specie se uno dei due e’ sposato”. Stabilendo che anche “il trattamento dei dati personali, effettuato da un soggetto privato per fini esclusivamente personali e’ soggetto alle disposizioni della normativa sulla privacy, tanto se i dati siano destinati a una comunicazione sistematica, quanto se siano destinati alla diffusione. E, in tal caso, è necessario il consenso dell’interessato”.
La Congregazione dei testimoni di Geova operante in Italia in piena libertà, godendo dei diritti garantiti dalla Carta Costituzionale Italiana e di quella Europea non garantisce la libertà di religione e il diritto alla privacy ai suoi associati. Infatti, essa pratica e incoraggia l’ostracismo geovista verso chi, per motivi di coscienza o per infrazioni alle regole religiose, lascia il movimento o e ne è espulso.
L’ostracismo geovista non è l’intollerante comportamento di pochi affiliati, ma una regola imposta dai vertici del movimento. Un’inquisizione religiosa atta a indagare sulla vita e le scelte personali oltre che sulle opinioni e sul credo degli individui per reprimere il loro pensiero indipendente e la loro libertà di scelta.
Gli insegnamenti della Torre di Guardia
Nelle citazioni che seguono il grassetto è mio:
«Noi oggi non viviamo fra nazioni teocratiche in cui i membri della nostra famiglia carnale potrebbero essere sterminati da Dio e dalla sua organizzazione teocratica per apostasia, com’era possibile ed era ordinato di fare nella nazione d’Israele … Essendo circoscritti dalle leggi delle nazioni in cui viviamo … possiamo agire contro gli apostati soltanto fino ad un certo punto … La legge dello Stato e la legge di Dio … ci proibiscono di uccidere gli apostati». WT 15/1/1954 pag. 62
«Quando le persone persistono nel fare il male dopo che è stato chiaramente esposto loro, quando questo è così inveterato da divenire parte inseparabile della loro personalità, allora si deve sentire odio per la persona … anche una disciplina severa non riesce ad estirpare il male che è diventato parte di loro, quindi non è più possibile distruggere il male e preservare la persona. Per loro non si deve intercedere … Entrambi devono essere distrutti, poiché nulla li separa». WT 15/7/1959 pag 423; WT 15/7/1961 pag. 420
«Gesù incoraggiò i suoi seguaci ad amare i loro nemici, ma … se il male diviene così radicato in lei da divenire una parte inscindibile, per odiare il male il cristiano deve odiare tale persona …» WT 1/1/1962 pag. 4
«I cristiani non si accompagnano con i disassociati in uno spirito di fratellanza.» Annuario dei testimoni di Geova 1976 pag 226 (il grassetto è mio)
«disassociati in seguito al provvedimento giudiziario della congregazione». WT 15/8/1977 p. 503
«nonni cristiani leali i cui figli siano stati disassociati. Forse avevano l’abitudine di visitare regolarmente i loro figli, avendo così occasione di stare con i loro nipoti. Ora i genitori sono disassociati perché hanno rigettato le norme e le vie di Geova. Quindi le cose non sono le stesse nella famiglia. Senza dubbio, i nonni devono determinare se qualche necessaria questione familiare richieda un limitato contatto con i figli disassociati. E a volte i nipoti potrebbero visitarli. Com’è triste, però, che con la loro condotta non cristiana i figli interferiscano col normale piacere che provavano i nonni!» WT 15/6/83 p. 31
«L’israelita che violava deliberatamente i comandi di Dio, come quelli contro l’apostasia, l’adulterio o l’assassinio, doveva essere stroncato, messo a morte … COME TRATTARE LE PERSONE ESPULSE … Perciò i testimoni di Geova chiamano appropriatamente “disassociazione” l’espulsione di un trasgressore impenitente e il successivo stato di isolamento in cui viene tenuto [ostracismo geovista]… Sostenere la giustizia di Dio e il provvedimento della disassociazione da lui istituito significa che un cristiano non dovrebbe parlare affatto con una persona espulsa, non rivolgendole nemmeno un saluto? … un semplice saluto può essere il primo passo che porta a una conversazione e forse anche a un’amicizia. Vorremmo fare questo primo passo con un disassociato? … se un parente, come un genitore, un figlio, una figlia, viene disassociato o si dissocia, i vincoli familiari e di sangue rimangono. Significa questo allora che, quando un familiare viene disassociato, nella cerchia familiare non cambia nulla? Niente affatto. La persona disassociata è stata spiritualmente stroncata dalla congregazione; i precedenti vincoli spirituali sono stati completamente interrotti. Questo vale anche da parte dei suoi parenti, inclusi quelli nell’immediata cerchia familiare. Perciò gli altri componenti della famiglia — pur continuando a riconoscere i vincoli familiari — non avranno più alcuna associazione spirituale con lui … La seconda situazione da considerare è quella di un parente disassociato o dissociato che non appartiene all’immediata cerchia familiare o non vive nella stessa casa. Con tale persona esiste ancora un legame di parentela naturale o acquisita, per cui, anche se in misura limitata, potrebbe esserci il bisogno di sbrigare questioni familiari necessarie … Normalmente capita spesso che i parenti stiano insieme a pranzi, scampagnate, riunioni di famiglia o in altre occasioni di svago. Ma un peccatore impenitente che è stato disassociato può creare difficoltà ai suoi parenti cristiani in relazione a questo tipo di riunioni … Perciò a volte i cristiani possono non sentirsi di invitare un parente disassociato o dissociato a una riunione che normalmente includerebbe i familiari … La realtà è che quando un cristiano si dà al peccato e dev’essere disassociato, perde molte cose: la sua posizione approvata dinanzi a Dio; l’appartenenza alla felice congregazione dei cristiani; la piacevole compagnia dei fratelli, inclusa gran parte dell’associazione che aveva con i parenti cristiani. (I Piet. 2:17) I problemi che egli ha causato possono addirittura continuare dopo la sua morte.» WT 1/1/82 pag. 21-32
«… disassociati, stroncati dalla congregazione cristiana come se fossero morti.» Rivelazione: il suo grandioso culmine è vicino!, 1988 pag. 50
«se il disassociato o dissociato è un parente che vive fuori di casa o non è dell’immediata cerchia familiare. Potrebbe essere possibile non avere quasi nessun contatto col parente. Anche se eventuali questioni di famiglia richiedessero qualche contatto, è certo che questi contatti dovrebbero essere mantenuti al minimo». WT 15/4/1988, pag. 28
«Ci sono occasioni, però, in cui un servitore di Geova non può mostrare compassione. (Confronta Deuteronomio 13:6-9). ‘Cessare di mischiarsi in compagnia’ di un intimo amico o di un parente che è stato disassociato può mettere a dura prova un cristiano. In tal caso è importante non lasciarsi impietosire». WT 1/10/1994 pag. 21
«Significa questo che i cristiani che vivono con un familiare disassociato debbano evitare di parlargli, di consumare un pasto con lui e di stare in sua compagnia mentre svolgono le attività quotidiane? La Torre di Guardia del 15 aprile 1991, nella nota in calce a pagina 22, dice: “Se un disassociato vive insieme ai suoi familiari cristiani, continuerà ad avere rapporti normali con loro e a partecipare alle attività quotidiane della famiglia”. Pertanto, saranno i componenti della famiglia a decidere fino a che punto coinvolgere il familiare disassociato quando mangiano o quando svolgono altre attività domestiche. Nello stesso tempo non vorranno dare ai fratelli con i quali si associano l’impressione che tutto continui come prima della disassociazione … I cristiani leali cercheranno di non stare inutilmente in compagnia di un tale parente e di mantenere anche gli eventuali rapporti commerciali al minimo … I cristiani leali non intrattengono rapporti spirituali con coloro che sono stati espulsi dalla congregazione. Ma c’è dell’altro … Pertanto evitiamo anche di avere contatti sociali con chi è stato espulso. Questo significa che non saremo con lui né in occasioni come picnic, feste e partite di pallone né per andare in un centro commerciale, a teatro o a mangiare a casa o al ristorante … Dopo un discorso udito a un assemblea di circoscrizione, un fratello e sua sorella capirono che dovevano cambiare il modo in cui trattavano la madre, che viveva altrove e che era stata disassociata sei anni prima. Subito dopo l’assemblea l’uomo chiamò la madre e, dopo averle assicurato che le volevano bene, le spiegò che non le avrebbero più parlato se non per questioni familiari importanti». Il ministero del regno, agosto 2002 pag. 3, 4. Questi due figli che hanno trattato con amore la madre per sei anni, dietro l’indottrinamento settario, (udirono semplicemente un discorso, invece di fare un serio esame della Bibbia) cambiarono atteggiamento praticando l’ostracismo geovista, incoraggiato dai vertici della setta.
«Quindi con chi è disassociato non abbiamo contatti di natura spirituale o sociale». Rimanete nell’amore di Dio 2008 p. 207
«… tali individui disonorano Dio e danneggiano altri con le loro pratiche illegali, malvage … Consideriamo l’esperienza di una sorella il cui figlio adulto un tempo amava Geova. In seguito, però, il figlio scelse di praticare impenitentemente l’illegalità. Così fu disassociato dalla congregazione. La sorella amava Geova, ma voleva bene anche al figlio e trovava molto difficile ubbidire al comando scritturale di evitare di frequentarlo … Un anziano la aiutò … La sorella prestò ascolto ai consigli e sostenne lealmente la disposizione della disassociazione … Troncando i rapporti con il disassociato o il dissociato, dimostrate di odiare gli atteggiamenti e i comportamenti che hanno portato a questa situazione». WT 15/2/2011 pag. 31, 32
Commentando l’articolo menzionato sopra la stessa Watchtower insegna che: «Come possiamo dimostrare di odiare l’illegalità? Non abusando dell’alcol, evitando l’occultismo e prestando attenzione all’avvertimento di Gesù sull’immoralità . Per esempio eviteremo la pornografia e le fantasie sessuali che essa genera. (Matt. 5:27, 28) Inoltre non frequenteremo i disassociati.» WT 15/04/2011.
“Cosa dovremmo fare se venissimo a sapere che qualcuno tiene nascosto un peccato grave, per esempio fa abuso di alcol, guarda materiale pornografico o vive una vita immorale? (Efes. 5:11, 12) Se facessimo finta di nulla rischieremmo di impedire allo spirito santo di Geova di fluire liberamente e metteremmo in pericolo la pace dell’intera congregazione. (Gal. 5:19-23) Paolo disse ai cristiani di Corinto di ‘eliminare il vecchio lievito’. In maniera analoga, oggi dobbiamo tenere la malvagità lontana dalla congregazione per salvaguardarne lo spirito. Cosa possiamo fare per preservare la pace della congregazione? Come si è detto, in certe questioni la riservatezza è importante, specie quando una persona ci confida i suoi pensieri e sentimenti. Diffondere informazioni riservate su qualcuno è sbagliato e può ferire. Ciò nondimeno, se è stato commesso un grave peccato gli anziani devono esserne messi al corrente, dato che sono scritturalmente tenuti a trattare la cosa. (Leggi Levitico 5:1). Perciò, se sappiamo che un compagno di fede è scivolato in una condotta errata, dovremmo incoraggiarlo a parlarne con gli anziani e a chiedere il loro aiuto. (Giac. 5:13-15) Qualora non lo facesse entro un periodo di tempo ragionevole, sarebbe nostro compito informare gli anziani. La congregazione cristiana è un’oasi spirituale, ed è nostra responsabilità proteggerla riferendo i peccati gravi. Se gli anziani riescono a far tornare in sé il peccatore e questi si pente e accetta la riprensione e la correzione, non rappresenterà più un pericolo spirituale per la congregazione. E se invece il peccatore è impenitente e non accetta gli amorevoli consigli degli anziani? Sarà espulso, e questo equivarrà alla “distruzione” o eliminazione dell’elemento corruttore, il che proteggerà lo spirito della congregazione. (Leggi 1 Corinti 5:5). Per salvaguardare lo spirito della congregazione ognuno di noi deve fare la propria parte, collaborare con il corpo degli anziani e avere a cuore il benessere dei compagni di fede.” Inoltre una domanda in calce nella stessa pagina chiede: “Cosa dovremmo fare se venissimo a sapere che qualcuno sta nascondendo un peccato grave?” I Testimoni sono invitati a rispettare le regole del movimento con le parole: “ci atteniamo umilmente all’insegnamento biblico impartito dall’organizzazione di Geova e seguiamo la guida degli anziani …”» WT 15/02/2012 pag. 22
Gli insegnamenti del corpo direttivo dei testimoni di Geova sono chiaramente esposti nelle loro pubblicazioni. I fuoriusciti sia essi disassociati che dissociati vanno odiati, considerati e trattati come morti, stroncati da pianeta. E per ribadire questo concetto illegale e discriminatorio ha sentito il bisogno di tornare sull’argomento dei fuoriusciti più volte per continuare ad alimentare l’odio sacro verso gli ex “fratelli e sorelle”. Secondo i leader della setta “qualsiasi” fuoriuscito, sia esso parente o amico, va evitato per aderire ad uno scellerato, perverso e odioso “comando” attribuito al loro dio Geova. La setta dei testimoni di Geova dimostra d’essere una vera e propria anomalia tra tutte le molte sette che si definiscono cristiane.
L’obbligo di rendere pubbliche questioni personali
«… Maria si trovò davanti a un dilemma. Nel mettere a posto le cartelle cliniche, scoprì che una paziente, una cristiana come lei, si era sottoposta a un aborto. Aveva Maria la responsabilità scritturale di rivelare questo fatto agli anziani della congregazione, anche se come conseguenza avrebbe potuto perdere il posto ed essere denunciata, o mettere nei guai con la legge il suo datore di lavoro? … dove la legge impone la riservatezza, la questione diventa ancora più seria. Perciò, prima che un cristiano faccia un giuramento o accetti un compito che implica la riservatezza, sia nel campo del lavoro che in altre circostanze, farebbe bene a determinare nei limiti del possibile quali problemi questo potrebbe comportare nell’eventualità di un conflitto con le esigenze bibliche. Cosa farà se fra i clienti verrà a trovarsi un fratello o una sorella? Di solito questo problema può prospettarsi a chi lavora con medici, ospedali, tribunali e avvocati. Non possiamo ignorare la legge di Cesare o la serietà di un giuramento, ma la legge di Geova è suprema. Prevedendo il problema, alcuni fratelli avvocati, medici, ragionieri e via dicendo, hanno preparato delle norme scritte [di fatto illegali] che fanno leggere ai fratelli che si recano a consultarli, prima che questi rivelino qualsiasi informazione di carattere confidenziale. Viene così stabilito in anticipo che, se dovesse emergere una seria trasgressione, il trasgressore verrebbe incoraggiato a informarne gli anziani della sua congregazione. Viene spiegato che, qualora non lo facesse, il consulente si sentirebbe in dovere di informare egli stesso gli anziani. Possono esserci occasioni in cui un fedele servitore di Dio si sente spinto dalle proprie convinzioni personali, basate sulla sua conoscenza della Parola di Dio, a rasentare il limite imposto dalle norme di riservatezza o addirittura a varcarlo, a motivo delle superiori esigenze della legge divina. Ci vorranno coraggio e discrezione. Lo scopo non sarebbe quello di spiare la libertà altrui, ma di aiutare chi ha sbagliato e di mantenere pura la congregazione cristiana. Le piccole trasgressioni dovute al peccato si dovrebbero ignorare. In questo caso “l’amore copre una moltitudine di peccati”, e dovremmo perdonare “fino a settantasette volte”. (Matteo 18:21, 22) Questo sarebbe un “tempo per tacere”. Ma davanti a un tentativo di nascondere peccati gravi, quello può essere il “tempo per parlare”.» WT 1/9/1987 pag 12-15. In breve ogni qualvolta un testimone di Geova viene a sapere di un azione o condotta ritenuta “peccato” condannato dalla sua organizzazione egli dovrà informare gli anziani senza tener conto dei diritti della persona e di nessuna Legge dello Stato, ma dovrà tener conto solo delle regole geoviste esaltate a legge suprema e inviolabile.
«“Mi sottometto pienamente a Geova e all’organizzazione diretta dal suo spirito?” “Sono davvero sottomesso in ogni cosa in modo da non essere io a dirigere i miei passi?”» Risplendete come illuminatori del mondo, 1991, 2° ed. pag. 45. Queste domande rendono bene l’ottica della Watchtower e il suo dittatoriale corpo direttivo su quali norme o leggi devono avere la precedenza nella vita del Testimone, invitando a non «dirigere» o decidere della propria vita, ma lasciarlo fare «in ogni cosa» alla setta.
«E se il disassociato è un parente o un caro amico? Allora a essere in gioco è la nostra lealtà, non verso quella persona, ma verso Dio. Geova senz’altro nota se ci atteniamo al comando di non avere contatti con qualsiasi disassociato [Ed. inglese “command not to have contact with anyone who is disfellowshipped”]. Consideriamo solo un esempio del bene che può derivare quando una famiglia sostiene lealmente il comando di Geova di non stare in compagnia di parenti disassociati. Un ragazzo era disassociato da più di dieci anni, durante i quali i genitori e i quattro fratelli avevano ‘cessato di mischiarsi’ in sua compagnia. A volte cercava di prendere parte alle attività della famiglia ma, lodevolmente, tutti i familiari erano decisi a non avere alcun contatto con lui. Dopo la sua riassoci azione disse che la compagnia della famiglia gli era sempre mancata, specie di sera quando si ritrovava da solo. Ammise comunque che se i familiari avessero trascorso del tempo con lui, anche solo per brevi periodi, questo avrebbe soddisfatto il suo bisogno di stare in loro compagnia. Tuttavia, poiché la famiglia non aveva avuto alcun contatto con lui, l’ardente desiderio di stare con loro era diventato una delle ragioni che lo avevano indotto a ristabilire la sua relazione con Geova. Teniamone conto se mai fossimo tentati di violare il comando di Dio di non stare in compagnia di parenti disassociati.» WT 15/4/2012 pag. 12 (il grassetto è mio)
E terribile il solo leggere della solitudine di più di dieci anni di in ragazzo disassociato ostracizzato dai genitori e i quattro fratelli che lo hanno rinnegato ed emarginato. I leader della setta definiscono tale comportamento persecutorio, disumano e discriminatorio come qualcosa di lodevole.
Cosa c’è di lodevole nel comportamento degenerato di questa famiglia?
Quel giovane sarebbe mai tornato in quella suburra religiosa, se non fosse stato costretto a farlo?
Quale libertà di scelta c’è per chi per essere accettato e amato dai suoi affetti più cari deve rinunciare alla sua libertà di religione o di auto-decisione?
Se per odiare l’illegalità si devono distruggere i rapporti con un disassociato non si mostra in tal modo di odiare la persona?
E’ mai possibile che i Testimoni debbano odiare non solo l’illegalità, ma anche i disassociati?
E’ mai possibile che il movimento dei testimoni di Geova debba imporre la fedeltà al credo religioso ricorrendo a un simile barbaro trattamento che lede i diritti umani?
E’ mai possibile che per essere Testimoni bisogna andare contro la Legge rivelando pettegolezzi e questioni personali violando il diritto alla privacy e calpestando il diritto alla libertà di religione e di autodecisione?
Infame Intolleranza di una setta
L’ostracismo geovista include tutti i Testimoni del mondo siano essi cari amici, parenti ecc. Tutti i testimoni di Geova sono obbligati, pena l’essere a loro volta ostracizzati, a troncare ogni genere di rapporto con il dissociato/disassociato che deve essere considerato come morto. Esso è previsto, anche se gli espulsi sono parenti stretti e purtroppo sono tante le famiglie che lo praticano pedissequamente, decidendo di non avere nessun contatto persino se l’ex Testimone è il proprio figlio o la propria madre; addirittura molti genitori decidono di non far vedere i propri figli ai nonni, se questi hanno abbandonato la setta. Si distruggono vincoli parentali e di amicizia per un assurdo e illegale comando religioso, non per questioni personali. E’ fatta eccezione solo dei parenti conviventi che non possono essere allontanati per forza maggiore come ad esempio figli minorenni, genitori anziani e nonni se essi hanno bisogno d’assistenza che non può essere altrimenti prestata. Con tali persone, però, sono possibili solo rapporti ritenuti strettamente necessari. Quindi, no alle attività religiose o allo svago in famiglia. Non potendo essere allontanati fisicamente, devono comunque essere emarginati dai loro cari.
In nome di un’esasperata religiosità integralista si può arrivare a incoraggiare pratiche e atteggiamenti disumani e anti-liberali, all’isolamento sociale e all’odio religioso, che secondo il cristianesimo è omicida. La tolleranza non è chiudere gli occhi davanti a regole religiose barbare e illegali. Come ad esempio l’orrenda e disumana pratica dell’infibulazione praticata in diversi paesi africani è spacciata come sistema utile a mantenere intatta la purezza della donna. Non potremmo certo giustificare tale abominio in nome della purezza o della religione, c’è un limite a tutto; lo stesso limite deve essere imposto ai testimoni di Geova per quanto riguarda la pratica dell’ostracismo geovista.
E’ assurdo che un paese civile e democratico tolleri una tale barbara pratica anticostituzionale o faccia finta di nulla. E’ più che legittimo che la Congregazione dei Testimoni di Geova desideri ottenere un’intesa con lo stato italiano come è accaduto con altre religioni. Però, non si può calpestare la Legge adducendo fantasiose teorie che pretendono di basarsi su qualche passo biblico. La Congregazione dei Testimoni di Geova deve rispettarne la Legge dello Stato Italiano e dell’Unione Europea, come chiunque altri, e assicurarsi che tale Legge democratica sia rispettata e fatta rispettare all’interno della confessione.
Per maggiori informazioni vistita il sito web: www.emiliomorelli.it
Nota: WT = La Torre di Guardia
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Articolo 18

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