Source: http://leg16.camera.it/470?stenog=/_dati/leg16/lavori/stencomm/07/indag/siae/2012/0229&pagina=s010
Timestamp: 2017-06-25 13:45:34+00:00

Document:
Popolare: Misto-FCP; Misto-Liberali per l'Italia-PLI: Misto-LI-PLI; Misto-Grande Sud-PPA: Misto-G.Sud-PPA. COMMISSIONE VII
Abbiamo l'onore di avere oggi con noi il commissario straordinario dottor Gianluigi Rondi, al quale rivolgo i saluti miei e della Commissione, l'avvocato Domenico Luca Scordino, sub-commissario, l'avvocato Mario Stella Richter, sub-commissario, il dottor Gaetano Blandini, direttore generale, e l'avvocato Paolo Agoglia, direttore dell'ufficio legislativo.
Do la parola al commissario straordinario Gian Luigi Rondi.
GIAN LUIGI RONDI, Commissario straordinario della SIAE. Desidero innanzitutto manifestare i sensi della gratitudine mia personale, dei colleghi subcommissari e del direttore generale per l'attenzione che avete dimostrato nei confronti della SIAE in occasione delle due precedenti audizioni.
Vorrei, peraltro, sottoporre alla vostra attenzione alcune considerazioni di natura prospettica e strategica, poiché mi sembra che molto dell'interesse emerso nelle precedenti audizioni sia stato dedicato a questioni più tattiche che contingenti. Credo sia bene, dunque, proporre una contestualizzazione delle problematiche SIAE in uno scenario più ampio, quale quello relativo alla tutela del diritto d'autore in Italia, uno scenario di medio-lungo periodo piuttosto che di breve respiro. Una Commissione parlamentare può, infatti, prefigurare nuove architetture normative, oltre che valutare quelle esistenti, ai fini della loro ottimizzazione.
Ho letto con attenzione i resoconti stenografici, con un lungo elenco di domande formulate e di risposte fornite in numerose ore di audizione: mi sembra che tutte le questioni di natura squisitamente tecnica siano state affrontate in modo esaustivo, anche in relazione alle vicende del Fondo pensioni e del Fondo di solidarietà, sulle quali si è concentrata nelle settimane scorse un'attenzione giornalistica che ha visto prevalere, in taluni casi, la scarsa documentazione e la vis polemica sull'oggettività dei fatti.
La documentazione, di centinaia e centinaia di pagine, è stata messa a vostra disposizione e vi consente di effettuare una radiografia approfondita della SIAE, della sua organizzazione e della sua operatività e testimonia adeguatamente la nostra
vocazione alla più totale trasparenza. In argomento, mi sia consentito ricordare che, durante la gestione commissariale, per la prima volta nella storia sono stati resi totalmente accessibili i bilanci della SIAE, disponibili on-line e sul sito della società.
In verità, la vicenda della razionalizzazione della gestione del patrimonio immobiliare della SIAE e del Fondo pensioni, nonché della modifica regolamentare del Fondo di solidarietà - la SIAE ha sospeso le forme previdenziali, ma continuerà a fare solidarietà, anzi la rafforzerà - non sono altro che atti dovuti perfettamente rientranti nel mandato affidato ai Commissari nel marzo 2011, come avrò occasione di ricordare più avanti.
Desidero enfatizzare l'estrema delicatezza e la grande responsabilità con la quale ho ritenuto di assumere, anche a livello personale, l'incarico affidato. Consentitemi di ricordarvi che io stesso sono un autore e un iscritto alla SIAE, oltre che giornalista, saggista e organizzatore culturale. Avevo e ho la piena coscienza, anche per la mia specifica storia personale, di quanto sia importante la funzione istituzionale della SIAE nel tutelare i diritti patrimoniali degli autori e degli editori.
Il diritto d'autore può essere considerato la linfa vitale dell'intero sistema dell'industria culturale di una nazione. La SIAE, tutelando gli autori e gli editori, sostiene l'industria creativa italiana, promuove l'identità culturale nazionale e contribuisce significativamente allo sviluppo socioeconomico del Paese. Ricordiamo che cultura e spettacolo rappresentano in Italia l'1,6 per cento del prodotto nazionale lordo e impiegano circa 300.000 persone.
Al di là della dimensione economica, sappiamo quanto la cultura sia strumento di welfare sociale, di democrazia, di libertà. La centralità delle industrie culturali nella socioeconomia di una nazione è ormai oggetto di rinnovati riconoscimenti anche a livello europeo.
Mi limito a ricordare che il Parlamento europeo e la Commissione europea stanno curando la completa gestazione dei provvedimenti in materia di diritto d'autore. È in corso la revisione della cosiddetta direttiva Enforcement, ovvero la direttiva europea 2004/48/CE, che richiede un urgente aggiornamento. È in atto, inoltre, il dibattito intorno al Libro verde pubblicato nel luglio 2011 dalla Commissione europea su iniziativa di Barnier, Commissario per il mercato interno e i servizi, d'accordo con Kroes, Commissaria per l'agenda digitale, e Vassiliou, Commissaria per l'istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù.
Quanto ai sostegni alla creatività, mi piace ricordare che l'italiana Silvia Costa, europarlamentare, è la relatrice sul nuovo Piano di interventi in materia per gli anni 2014-2016 «Europa creativa» che apporterà finanziamenti pubblici per 1,8 miliardi di euro.
Come ho già avuto occasione di sostenere in passato, non è compito di un Commissario straordinario entrare nel merito degli indirizzi politici e degli scenari regolatori che competono, rispettivamente, a Parlamento e Governo. Io sono stato chiamato, insieme ai colleghi subcommissari Stella Richter e Scordino, a mettere in atto interventi di risanamento economico della SIAE e interventi di riforma statutaria finalizzati a ridurre la conflittualità interna della società determinata dalla grande pluralità di anime. Svolgo una rappresentazione sintetica delle tante anime della SIAE: autori più affermati e forti che producono più reddito, autori meno affermati e più deboli che producono meno reddito, editori grandi ed editori piccoli, settori dell'industria culturale strutturalmente diversi tra loro, più o meno grandi e più o meno piccoli, musica audiovisiva ed editoria libraria.
Va registrata anche una sempre insistente conflittualità tra la missione istituzionale della SIAE e la sua missione aziendale, che non può non confrontarsi con il mercato. Interpretiamo questa pluralità di anime come una grande ricchezza della SIAE e come un prezioso patrimonio, attuale e potenziale, da preservare e sviluppare.
Non debbo ricordare a voi che la SIAE ha una storia le cui radici risalgono alla fine dell'Ottocento e incarna un lungimirante processo di civile composizione di interessi, a partire da quelli degli autori e degli editori, che, al di là di un'inevitabile conflittualità genetica, convergono e debbono convergere verso una sintonia che produca benessere, equità, sinergia.
Non debbo ricordarvi che la legge italiana sul diritto d'autore ha subito molti aggiustamenti, ma non è mai stata oggetto di quella riforma strutturale e organica, invocata da più parti anche al fine di renderla funzionale rispetto al nuovo scenario determinato dalla convergenza multimediale e dalla rivoluzione digitale.
Purtroppo non esiste, allo stato attuale, alcun dossier aperto in Parlamento in merito al rispetto del copyright sul web. Si è piuttosto in attesa, da ormai quasi due anni, di un intervento regolatorio da parte dell'Agcom, la cosiddetta delibera sul diritto d'autore online, e ci si augura che essa possa vedere la luce prima della conclusione dell'attuale mandato dei suoi consiglieri.
In effetti, la modernizzazione del sistema normativo del diritto d'autore deve essere considerata una delle aree più sensibili per lo sviluppo dell'industria culturale nazionale: essa deve essere inserita tra quelle criticità che ritardano, purtroppo, la realizzazione del potenziale economico e sociale delle nostre anime e del nostro patrimonio culturale.
Pochi giorni fa, sulle colonne de Il Sole 24 Ore, i Ministri Ornaghi, Passera e Profumo hanno scritto quanto segue: «L'investimento in cultura, ricerca ed educazione nel nostro Paese è insufficiente, se confrontato su scala internazionale. Di fronte alle scelte di spending review che comporteranno una rivisitazione del mix della nostra spesa pubblica, la componente impiegata nella sfera della conoscenza non può essere considerata un costo da tagliare, ma rappresenta uno dei bacini in cui spendere di più e meglio, creando sviluppo e occupazione. In quest'ambito lo Stato è chiamato a svolgere un'imprescindibile funzione pubblica, non a caso sancita e garantita dalla nostra stessa Costituzione.».
Si tratta di un'impostazione coerente con quanto ebbe a dichiarare nel novembre 2010 il Presidente della Repubblica Napolitano, manifestando la propria simpatia nei confronti di coloro che protestavano contro i tagli messi in atto dall'Esecutivo in materia di cultura e di spettacolo. Non troveremo le nuove vie per il nostro sviluppo economico e sociale attraverso una mortificazione della risorsa di cui l'Italia è più ricca, la risorsa culturale nella sua accezione unitaria.
Desidero mettere a disposizione di questa onorevole Commissione l'esperienza maturata in questi undici mesi di mandato commissariale, che sta volgendo al termine. Abbiamo messo in cantiere provvedimenti di razionalizzazione economica improntati a criteri di efficienza ed efficacia.
Tra i risultati raggiunti, evidenzio proprio quella razionalizzazione nella gestione del patrimonio immobiliare che ha consentito la messa in sicurezza del Fondo pensioni della SIAE, ma potrei ricordare anche oltre 13 milioni di euro di risparmi nell'esercizio 2011 ottenuti attraverso la riduzione di costi dalle economie per la produzione della rivista della SIAE VIVAVerdi, la vigilanza delle sedi, la razionalizzazione organizzativa a partire dalla riduzione della quantità di dirigenti, l'efficientamento delle politiche del lavoro in primis attraverso la semplificazione dei ruoli in organico e i nuovi contratti. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla salvaguardia della forza lavoro.
L'attività di razionalizzazione del direttore generale Blandini, nominato durante il mandato del presidente Giorgio Assumma, ha beneficiato di ulteriore sostegno fiduciario da parte dei vertici commissariali. Si è, quindi, intensificata e ha prodotto tangibili risultati economici anche attraverso lo sviluppo di un articolato piano industriale. Sia consentito osservare che i risultati e gli interventi di questo tipo debbono essere valutati in una prospettiva storica di medio periodo, da tre a cinque
anni, perché organizzazioni come la SIAE si caratterizzano per un'estrema complessità.
Richiamo alla vostra memoria soltanto alcuni dati: oltre 100.000 associati, circa 1.300 dipendenti, circa 600 agenzie mandatarie, oltre 600 milioni di euro di incassi nel 2011, 177 milioni di euro di ricavi per la società.
Il risanamento economico profondo di una struttura così complessa non può concretizzarsi in un esercizio soltanto. Abbiamo comunque la soddisfazione di prevedere che ci siano buone chance che già l'esercizio 2011 e comunque l'esercizio 2012 possano chiudersi con un pareggio di bilancio. Vi ricordo che, di 19 milioni di euro di perdita d'esercizio 2010, circa 18 milioni sono riconducibili agli effetti negativi generati dalla contribuzione al Fondo pensioni. Tale dinamica critica ha reso indispensabile la complessa operazione di razionalizzazione del patrimonio immobiliare.
In parallelo al risanamento economico, abbiamo lavorato sulla possibile governance della SIAE. È stato chiesto al Commissario di studiare le modifiche statutarie che consentissero, senza intaccare i princìpi democratici di governo della SIAE, di avere un sistema moderno che permettesse di riconoscere un ruolo più significativo agli associati che già contribuiscono alla produzione di redditi dal diritto d'autore, considerato che la società deve caratterizzarsi anche per una gestione equilibrata ed efficiente che sappia premiare il merito, tutelare gli autori e gli editori nella loro totalità, ma anche nella coscienza di dover operare in un'economia di mercato.
Il decreto di commissariamento richiedeva lo sviluppo di una dialettica più equilibrata all'interno della società. Tra poche settimane, alla conclusione del nostro mandato, consegneremo le proposte, ovvero un nuovo Statuto, che riteniamo possa consentire un'eccellente governabilità della SIAE in un ben temperato mix di pluralismo democratico ed efficacia economica.
Riteniamo anche che si debba procedere con estrema prudenza rispetto ai rischi che potrebbero derivare da estemporanee ipotesi di liberalizzazioni, come è avvenuto recentemente nel caso dell'IMAIE, che cura la gestione dei cosiddetti diritti connessi.
Come ha sostenuto saggiamente il Ministro Ornaghi a inizio febbraio, proprio di fronte a questa stessa Commissione, riguardo alla discussione politica in evoluzione e con specifico riferimento all'IMAIE, come dichiara la nota, il recente decreto-legge sulle liberalizzazioni approvato dal Consiglio dei ministri del 20 gennaio scorso ha introdotto all'articolo 39, commi 3 e seguenti, talune disposizioni che aprono il mercato nel settore della tutela dei diritti degli artisti, interpreti ed esecutori, al fine di favorire la creazione di nuove imprese che possano affiancarsi all'IMAIE.
La questione è molto delicata, perché, come ben evidenziato dall'onorevole De Biasi, si pone sulla linea di confine tra l'esigenza di liberalizzazione del mercato e quella, a mio avviso non meno importante, dell'efficacia della tutela degli autori, degli artisti, degli interpreti e degli esecutori.
Non è affatto certo che il mercato e la concorrenza tra le società di collecting siano necessariamente la soluzione migliore. Vi è il fondato dubbio soprattutto che i più deboli all'interno delle predette categorie possano subire una diminuzione di tutela dal proliferare di imprese che si fanno concorrenza tra di loro in questo specifico settore, con tutti i rischi connessi di scarsa solidità e affidabilità finanziaria dei nuovi soggetti che entrano in questo mercato e di scarsa sostenibilità economica del servizio, che, una volta privatizzato, potrebbe riuscire di difficile accesso per gli autori, gli interpreti e gli esecutori dotati di minore forza economica.
Condivido certamente la posizione del Ministro Ornaghi per quanto riguarda l'intermediazione dei diritti d'autore. Tuttavia, come ho già avuto modo di affermare pubblicamente, le valutazioni e le decisioni non competono al Commissario straordinario della SIAE, ma a Parlamento e Governo.
Non intendiamo sostenere che la SIAE sia esente da criticità. Abbiamo coscienza che molto è stato fatto, ma che ancora molto deve essere realizzato. La capillarità della presenza della SIAE e la sua capacità di raccolta del diritto d'autore sul territorio sono, però, all'avanguardia in tutta Europa. Non può dirsi lo stesso, purtroppo, rispetto al livello delle provvigioni ancora alto e alla capacità della SIAE, ancora limitata, di rispondere alle sfide della digitalizzazione e di Internet.
Mi piace, però, ricordare che abbiamo avviato da pochi giorni anche una presenza su Twitter, dopo l'apertura l'anno scorso di una pagina della SIAE su Facebook. La SIAE è antica, ma non vetusta. È un'istituzione importante per il Paese ed è un'azienda che, anche grazie ai nostri interventi, può dirsi complessivamente sana.
Un cenno particolare merita, infine, la vicenda della sospensione del Fondo di solidarietà. Abbiamo piena coscienza che si tratta di una questione che richiede la massima attenzione, anche se riguarda un migliaio di persone su un totale di oltre 100.000 associati. Qualsivoglia soluzione si possa studiare, essa deve avvenire evidentemente nel pieno rispetto delle norme di legge.
La gestione commissariale non può operare diversamente anche a fronte di decisioni che, per chi, come me, ha dedicato tutta la sua vita professionale agli autori, sono state particolarmente dolorose.
In conclusione, abbiamo comunque ragione di ritenere di aver onorato l'impegno assunto, nonostante il limitato lasso temporale concessoci. Un anno è un periodo inadeguato per consentire riforme, in particolare, di ampio respiro. Molto altro vi sarebbe da fare. Peraltro, riteniamo che il ruolo della SIAE debba essere valutato, rivalutato e rilanciato nell'economia complessiva di una riforma del diritto d'autore nel nostro Paese. Grazie, presidente.
PRESIDENTE. Ringrazio il maestro Gianluigi Rondi per la sua relazione molto dettagliata. Nel frattempo, presento i parlamentari che stanno assistendo ai lavori della Commissione: il capogruppo del PdL, onorevole Barbieri, il capogruppo di Popolo e Territorio, onorevole Gianni, il capogruppo dell'Italia dei Valori, onorevole Zazzera e inoltre, l'onorevole Scalera del PdL e gli onorevoli Bachelet, De Biasi e De Torre del Partito Democratico.
Do ora la parola al direttore generale della SIAE, Gaetano Blandini.
GAETANO BLANDINI, Direttore generale della SIAE. Presidente, poiché sono rimaste in sospeso molte domande sia dalla seduta del 15 febbraio, sia da quella del 22, abbiamo effettuato un riepilogo di tutti i quesiti che sono stati formulati. Io leggerò anche le risposte non di mia competenza e, con il suo permesso, per l'economia dei lavori della Commissione, il professor Stella Richter svolgerà un piccolo intervento finale sulla parte statutaria. L'onorevole De Biasi aveva chiesto, nel corso della seduta della scorsa settimana, alcune specifiche notizie al riguardo.
Preliminarmente, onorevole presidente, devo rispondere a una nota molto cortese, della quale lo ringrazio, dell'onorevole Scalera che ci è stata inoltrata dalla segreteria della Commissione cultura, che a sua volta ringrazio -, con la quale era stato richiesto di produrre il bilancio preventivo 2012 e la sua relazione illustrativa in relazione alle pagine pari, perché, per un errore materiale, erano state prodotte solo quelle dispari. Le copie erano in fronteretro, quindi me ne scuso. È mia responsabilità, sarei dovuto essere io a controllare, ma, quando si depositano centinaia e centinaia di pagine, può accadere. Ci veniva richiesto anche l'elenco dei precari con la data di assunzione e le mansioni. A tale riguardo, quindi, deposito nuovamente il bilancio preventivo, che era già stato depositato. Evidentemente è sfuggito. Io ce l'ho nell'indice dei documenti depositati il 15 febbraio 2012: volume I, parte II, documentazione
generale, allegato n. 6. Tuttavia, depositiamo nuovamente tutto il bilancio preventivo in cartaceo - ho verificato che sia anche leggibile la copia - approvato nel novembre
2011. Esso reca in apertura la relazione del Commissario straordinario, nella versione integrale, con tutte le pagine del Regolamento del Fondo Norma, del quale, come ho precisato, per errore materiale erano state fotocopiate solo le pagine dispari, nonché tutti i contratti a tempo determinato, ma anche quelli a progetto, i cosiddetti Cocopro, con indicazione delle date di assunzione e delle mansioni. Abbiamo solo omesso l'indicazione delle generalità per ragioni di riservatezza, ma troverete tutto l'elenco completo.
Passo a ripercorrere analiticamente tutte le domande, come risultano dal resoconto dell'audizione formale del 15 e dalla sbobinatura - di questo aspetto ci avevate avvisato e, quindi, ci siamo attrezzati - dell'audizione del 22 febbraio, sbobinatura eseguita da noi, ovviamente, perché il resoconto ufficiale non è ancora disponibile.
Inizio dalla seduta del 15 febbraio. L'onorevole Emerenzio Barbieri chiedeva il piano di cui all'allegato 7 della delibera n. 102, il business plan, che è stato depositato in formato sia cartaceo, sia elettronico. Abbiamo verificato anche che quello elettronico sia leggibile: quando lei lo riterrà, dovrebbe essere messo a sua disposizione dalla segreteria (si tratta dell'allegato n. 17 del volume II, parte I, del volume Fondo pensioni).
L'onorevole Barbieri, inoltre, chiedeva copia delle lettere della COVIP al Fondo pensioni volte a far rispettare il limite percentuale stabilito in investimenti mobiliari. Queste lettere sono state depositate il 15 febbraio, ma l'onorevole Barbieri, ovviamente, nel giorno in cui poneva la domanda non ne poteva avere cognizione (mi riferisco agli allegati 11.2, 11.3, 11.7, 11.10, 11.12 e 11.14, sempre nel volume I, parte II).
L'onorevole Barbieri chiedeva anche una copia delle risposte SIAE alle lettere COVIP. A tale riguardo, precisiamo che le risposte COVIP sono state fornite esclusivamente dal Fondo pensioni e non da SIAE. Il Fondo pensioni è soggetto giuridico autonomo. Comunque, la relativa documentazione è stata depositata il 15 febbraio 2002 agli allegati 11.4, 11.5, 11.6, 11.8. 11.9. 11.11, 11.13 e 11.15.
L'onorevole chiedeva ancora la lettera di incarico alla Società Richard Ellis. La lettera è stata depositata il 22, una settimana dopo la richiesta dell'onorevole Barbieri: si tratta del documento n. 2.
Ancora, su Richard Ellis ci chiedeva i documenti e le valutazioni che avevano indotto alla scelta di questo soggetto. Al riguardo, rispondiamo che CB Richard Ellis è in maniera indiscussa il leader mondiale dei valutatori immobiliari, una società quotata alla Borsa di New York, che conta 31.000 dipendenti e 430 sedi nel mondo. Nel dicembre 2011 il Wall Street Journal l'ha indicata come il marchio con la migliore reputazione al mondo per quanto riguarda l'industria real estate. Nel 2009, la rivista Business Week la elencava tra le 50 compagnie al mondo in assoluto. Nel 2010 è stata ritenuta il miglior property investment advisor dal Financial Times e la rivista Newsweek l'ha posta al numero 30 fra tutte le grandi compagnie e al numero 1 di quelle che si occupano di real estate. È la prima e unica compagnia di real estate inclusa nell'elenco Fortune 500 che
comprende le 500 industrie in tutti i settori più importanti che esistono nel mondo.
L'onorevole Barbieri chiedeva inoltre copia integrale della relazione sugli immobili effettuata dalla CB Richard Ellis, non ritenendo giustamente esaustiva quella che lui stesso ha definito, correttamente, la brochure presentata il 15 febbraio. A tale riguardo, poiché la due diligence completa consta di oltre 700 pagine, abbiamo allegato, e lo depositiamo oggi, il CD-ROM con tutte le pagine contenenti le schede di tutti gli immobili, appartamento per appartamento.
Chiedeva ancora l'onorevole Barbieri la lettera di incarico alla Sorgente Group, eventuali documenti e valutazioni che avevano indotto a scegliere Sorgente Group Sgr e il procedimento completo - le domande erano tre, ma tutte sullo stesso
argomento - per addivenire alla scelta di Sorgente Group. La richiesta era stata formulata il 15 febbraio.
A tale riguardo, il 22 febbraio abbiamo depositato il documento n. 1, in cui figurano tutta la parte istruttoria, i criteri, tutti gli elementi di valutazione e la nota dei subcommissari al direttore generale che indicava quella scelta, dopo l'attività istruttoria svolta dagli uffici, con le relative motivazioni rispetto alla selezione comparativa con gli altri partecipanti.
L'onorevole Emerenzio Barbieri chiedeva, altresì, il carteggio con Banca IMI: non è stato prodotto perché non esiste un carteggio. La domanda precisa parlava del carteggio con Banca IMI per la gestione immobili Fondi Aida e Norma. Banca IMI non ha avuto alcun incarico per la gestione degli immobili di tali fondi, ma ha seguito il progetto, senza compenso alcuno, al fine di garantire che fosse bancabile.
Ricordo, a questo proposito, che i fondi immobiliari che sono stati costituiti non l'hanno ancora fatto, ma potranno, ove ritenuto necessario, accedere al mercato del credito per rendere maggiormente efficiente la gestione del patrimonio dagli stessi gestito.
Chiedeva ancora l'onorevole Barbieri il carteggio integrale con la società di assicurazioni. A tale riguardo la documentazione è stata depositata, ma lei, onorevole, all'epoca non lo poteva sapere, perché ha posto la domanda il 15 febbraio e proprio quel giorno noi depositavamo la documentazione: l'avevamo depositata nel corso delle audizioni informali, ma l'abbiamo depositata nuovamente (mi riferisco all'allegato n. 19, volume II, Fondo pensioni, nn. 5.1 e 5.2).
A proposito delle motivazioni alla base del ritardo della delibera n. 102, ricordava in tal senso l'onorevole interrogante che erano trascorsi ben venti mesi dalla lettera COVIP. Per quanto riguarda il periodo rilevante, quattordici mesi, la domanda andrebbe posta ai consiglieri di amministrazione precedenti del Fondo pensioni e della SIAE. La gestione commissariale ha preso cognizione di tutta la vicenda a completamento della due diligence che è stata svolta nella società Ria & Partners. La due diligence del Fondo pensioni, che peraltro è stata depositata agli atti, si è conclusa nel mese di giugno 2011. Una volta acquisite le criticità rilevate e tutti i dati necessari, è stata adottata la delibera n. 102 e avviato a soluzione il problema nell'ambito complessivo di sei mesi.
L'onorevole chiedeva qual era il ruolo del dottor Committeri dello studio legale Tonucci & Partners. Il dottor Committeri, nella vicenda del Fondo pensioni, ha avuto un ruolo di assistenza tecnica su tutta l'operazione. Lo studio Tonucci non c'entra nulla. A tale riguardo, oggi depositiamo agli atti di questa onorevole Commissione una lettera in cui il dottor Committeri precisa che occupa alcune stanze presso lo studio Tonucci, pagando regolare affitto, ma non ha rapporti di società con tale studio.
Il dottor Committeri è stato scelto comunque per questa operazione su proposta del direttore generale, ossia su mia proposta - anche il suo curriculum vitae è comunque depositato oggi agli atti -, in quanto ha un'elevata competenza in materia. Nello specifico, collaborò con il Ministero per i beni e le attività culturali e, in particolare, con la Direzione regionale per il cinema, ricoprendo un ruolo tecnico particolarmente rilevante nella strutturazione del provvedimento di tax credit per il cinema riconosciuto a livello comunitario, visti anche i recenti tagli delle leggi finanziarie, come uno degli strumenti fondamentali di sopravvivenza e di sviluppo del cinema italiano.
Il provvedimento tax credit fu sostenuto da molti parlamentari e per questo motivo vi ringrazio a posteriori, in questa Commissione, perché riuscimmo a farlo approvare a livello comunitario in otto mesi.
Ancora, l'onorevole Emerenzio Barbieri chiedeva chiarimenti in merito ai compensi del direttore generale. Credo di aver dato risposta esaustiva il 22 febbraio.
Nel corso dell'audizione del 22 febbraio, inoltre, chiedeva perché fossero state prodotte solo le proposte di acquisto di tre appartamenti, in particolare di Eugenio
Truffa Giachet e Francesca Truffa Giachet, e chi fossero gli altri inquilini. Abbiamo depositato l'elenco completo dei sedici appartamenti, e non solo di quei tre, oggetto del precedente progetto di rateizzazione quarantennale.
L'onorevole chiedeva come venissero individuati i conduttori. Purtroppo, non ho trovato alcuna evidenza e, quindi, posto che il 90 per cento dei conduttori è costituito da dipendenti, ex dipendenti e molti anche iscritti al Fondo pensioni, agli atti del Fondo, purtroppo, non abbiamo individuato criteri per l'assegnazione degli appartamenti.
Comunque, nel cambio del consiglio di amministrazione non ne sono stati assegnati altri. Di tutto il patrimonio sono liberi solo tre appartamenti, che verranno poi assegnati dalla società che adesso gestisce il Fondo, sulla base - immagino - di motivazioni strettamente economiche.
L'onorevole chiedeva ancora il bilancio preventivo 2012. Oggi lo depositiamo nuovamente agli atti. Chiedeva anche come potrà impattare sul bilancio SIAE la vicenda dei bollini. Se ne ricorderà, onorevole Barbieri: su questo punto, al termine, le risponderà il professor Stella Richter, che ha studiato in particolare quella sentenza del Consiglio di Stato.
L'onorevole, inoltre, chiedeva quale sia il compenso spettante al commissario ed ai subcommissari. Nel corso della seduta del 15 febbraio non avevamo a disposizione il provvedimento relativo e abbiamo cercato di informarci. Il provvedimento non è stato ancora notificato alla società. È stato firmato una settimana fa e non ci è stato ancora notificato. Su richiesta del commissario e del sub commissario, è stato ridotto: il provvedimento era infatti del precedente Governo, essendo stato emanato nove mesi fa. Il provvedimento che attualmente ci risulta firmato, da notizie che abbiamo dalle amministrazioni per le vie brevi, riporta un compenso, ovviamente non a carico del bilancio dello Stato, ma a carico del bilancio SIAE, per il commissario straordinario, paria a 160.000 euro, contro i 180.000 del precedente provvedimento, che non fu firmato. Per i subcommissari, dai 130.000 risultanti dal precedente provvedimento, i compensi sono stati
rideterminati, su richiesta degli stessi, e sono pari a 100.000 euro complessivi. Né il commissario, né i subcommissari in questi mesi hanno gravato, per alcuna spesa di rappresentanza, sul bilancio SIAE.
Peraltro, nel 2010, gli organi sociali del consiglio di amministrazione, che all'epoca erano nove, adesso per legge saranno cinque. Quello nuovo e tutti gli organi sociali erano costati al bilancio 2010 3,1 milioni di euro, mentre la gestione commissariale costerà 360.000 euro. Il risparmio di spesa sugli organi sociali, per l'anno 2011, è, dunque, di 2,7 milioni di euro.
Sulle motivazioni che avevano indotto ad assumere a tempo determinato solo per tre anni o al massimo per quattro alcuni dirigenti credo di averle fornito risposta esaustiva, ma resto comunque a sua disposizione.
L'onorevole Pierfelice Zazzera, il 15 febbraio 2012, ci riferiva che nel 2009 il problema del disequilibrio del bilancio del Fondo sembrava risolto, che nel 2010 risultava a bilancio un ammanco di 18 milioni di euro e i revisori non avevano espresso parere positivo, salvo poi renderlo in un momento successivo. Il quesito dell'onorevole Zazzera era relativo al fatto se i revisori contabili avessero cambiato parere o se fossero stati cambiati i revisori contabili.
Nel corso dell'audizione del 15 febbraio, abbiamo depositato sia il bilancio preventivo, che comunque depositiamo nuovamente oggi, sia il verbale del collegio. Il collegio dei revisori si è espresso nel «cambiare» opinione in termini di piena ragionevolezza. Si tratta dello stesso collegio che espresse quel rilievo. Il nuovo collegio, infatti, che, sulla base della nuova legge, fissa il limite di tre, è entrato in vigore successivamente, cioè a gennaio 2012. Si tratta, dunque, dello stesso collegio, non di un collegio con composizione diversa.
L'onorevole Zazzera, riguardo alle problematiche del Fondo, chiedeva chiarimento sull'equilibrio che il direttore generale
avrebbe dovuto verificare, essendo stato designato il 26 ottobre 2009. Su questo punto credo che abbiamo fornito tutti gli elementi, così come pure abbiamo risposto ad altre domande rispetto alle perizie della Società K2 Real Estate, nel corso dell'audizione del 22 febbraio.
Sempre l'onorevole Zazzera chiedeva di conoscere i dettagli del contratto Sorgente Group. A tale riguardo, il 22 febbraio avevamo depositato tutta la documentazione, i verbali in istruttoria, le lettere e così via (quel giorno, però, l'onorevole non ne poteva avere consapevolezza: quando avrà modo di studiarli se ne farà un'opinione).
Chiedeva ancora di conoscere l'elenco degli immobili che dovevano essere dismessi. Questo elenco non esiste ancora, onorevole: non c'è un elenco predeterminato degli immobili da avviare a dismissione. Sarà una questione che si deciderà in una fase successiva.
L'onorevole chiedeva ancora di conoscere informazioni rispetto ad Allianz. Anche al riguardo c'è il documento depositato. All'epoca lei non ne poteva avere cognizione e, quindi, lo guarderà.
Infine, il 15 febbraio chiedeva di sapere se ci fossero state interruzioni con rapporti di mandatari e per quali ragioni. Credo di averle fornito la risposta il 22 febbraio, ma resto ovviamente a sua disposizione.
Con riferimento alle domande poste il 15 febbraio dall'onorevole Emilia Grazia De Biasi, il primo quesito da lei posto, sulla base di quanto dichiarato dalla SIAE in merito al Fondo di solidarietà, riguardava una sentenza del Consiglio di Stato. L'onorevole De Biasi chiedeva di conoscere se tale sentenza fosse stata originata da un ricorso e quale ne fosse stato l'iter. Rispondiamo oggi che si tratta di una sentenza scaturita da un ricorso proposto prima al Tribunale amministrativo regionale e poi, in secondo grado, al Consiglio di Stato da un iscritto SIAE, che è maestro, in quanto musicista, e avvocato, Renato Recca, il quale impugnava la normativa associativa relativa alla distinzione che fino allora, dal 1882 fino al 1992, data della sentenza del Consiglio di Stato, vigeva tra iscritti ordinari e soci per effetto del diniego a lui riconosciuto, in quanto iscritto e non socio, di ottenere quel beneficio, cioè l'assegno di professionalità, che
era riservato solo ed esclusivamente ai soci.
Chiedeva ancora l'onorevole De Biasi di valutare il rischio che «tutta la partita diventasse un Fondo carità». Ci si doveva, dunque, porre il problema di superare questo Regolamento. Si rendeva conto del motivo per cui era stato predisposto, in quanto si poneva il tema importante del welfare per gli autori. Su questo aspetto passerei la parola all'avvocato Scordino.
DOMENICO LUCA SCORDINO, Sub-commissario della SIAE. Grazie, presidente. Se posso, intervengo solo sulla vicenda del Fondo di solidarietà per affermare che, come sosteneva anche il Presidente Rondi durante il suo intervento, ovviamente noi dobbiamo operare nel rispetto delle norme di legge, ma che le norme di legge, seppure pongano, talvolta, alcuni divieti, offrono anche strumenti e opportunità.
Abbiamo avviato, anche se è in una fase iniziale, lo studio di un progetto che consenta effettivamente di istituire, secondo le regole, una forma di previdenza per gli autori. In realtà, la SIAE potrà e dovrà avere solo un ruolo di promozione, non di partecipazione o di erogazione della previdenza. L'opportunità, però, è consentita dall'articolo 3, comma 1, lettera b) del decreto legislativo n. 252 del 2005, che consente a lavoratori anche autonomi o professionisti, come è il caso degli autori, ai loro sindacati o alle loro associazioni a rilievo almeno regionale di dar vita, attraverso un procedimento che passi ovviamente dall'approvazione della COVIP e che segua le regole imposte da essa, a dar vita a un Fondo pensioni che si occupi della previdenza degli autori.
Noi ci siamo messi a disposizione per studiare questo tipo di progetto, che è un progetto possibile. L'idea è di promuovere incontri con le associazioni degli autori volte ad approfondire la possibilità di dar
vita subito a questo tipo di struttura, ovviamente seguendo le regole imposte da COVIP. Non ultimo, resta il fatto che le possibili erogazioni previdenziali dovranno seguire il principio che è ormai alla base delle erogazioni pensionistiche, cioè quello della capitalizzazione di ciò che si versa.
Nell'ambito di questo progetto, potrà anche essere discusso il tipo di apporto che la SIAE in futuro possa dare a un eventuale Fondo pensioni, anche sotto forma di erogazione, per esempio, di una piccola percentuale degli avanzi di gestione.
PRESIDENTE. Dottor Blandini, vuole riprendere il suo intervento o lasciamo continuare il subcommissario Scordino?
GAETANO BLANDINI, Direttore generale della SIAE. Per esaustività, come ci hanno chiesto i suoi colleghi, completerei con le domande del 22 febbraio.
L'ultima domanda posta dall'onorevole De Biasi riguardava il fatto se la SIAE avesse chiesto al Governo di esplicitare in modo chiaro la permanenza del monopolio SIAE (articolo 39). La risposta è stata fornita oggi dal Commissario: la SIAE non l'ha fatto per rispetto del ruolo del Parlamento e del Governo, perché ciò non è nelle prerogative del Commissario.
L'onorevole Carra, il 22 febbraio, chiedeva perché la SIAE passasse da un commissariamento a un altro, nonché di conoscere che cosa SIAE avesse fatto nei confronti della RAI a tutela degli autori e dei produttori, posto che il core business della SIAE non è certamente la tenuta dei palazzi.
Al riguardo, si condividono le preoccupazioni dell'onorevole Carra. In realtà, la gestione commissariale ritiene che le modifiche statutarie, ovvero il nuovo Statuto, potranno interrompere per il futuro la necessità di nuovi commissariamenti.
Rispetto alla tutela degli autori televisivi e dell'audiovisivo, la SIAE ha avviato il procedimento di arbitraggio - lo citavamo anche la settimana scorsa con l'onorevole Giulietti - volto a sostenere i compensi dovuti in materia di audiovisivo. Le iniziative a gestione commissariale, in questo senso, sono volte alla soluzione delle principali criticità di bilancio per consentire alla SIAE di concentrarsi sul proprio core business, che effettivamente non è la gestione degli immobili, ma la cura degli incassi e il diritto d'autore.
L'onorevole Giulietti aveva posto alcuni quesiti. Per economia, preciso che avevamo risposto a tutti.
L'onorevole Gianni aveva posto altri quesiti. Il primo verteva sulla retribuzione dei dipendenti e dei dirigenti. È stata fornita, credo, una risposta esaustiva il 22 febbraio. Il secondo riguardava il bilancio preventivo, nuovamente depositato oggi, e la stessa domanda era stata posta anche da molti onorevoli.
L'onorevole Gianni chiedeva ancora se fosse vero che durante la riunione del 31 gennaio tra il Commissario, i sub commissari, il direttore generale e la base associativa, la SIAE avesse affermato che non era tenuta alla redazione del bilancio preventivo. La SIAE non l'ha mai affermato. Il bilancio preventivo è stato regolarmente approvato nei termini e fornito, come riferito, a codesta onorevole Commissione.
L'onorevole Gianni chiedeva altresì chiarimenti sull'operazione di conferimento dei fondi. La risposta è già stata fornita, come la documentazione. Poneva una serie di quesiti rispetto ai costi dell'operazione: a tale riguardo, rispondiamo che, in merito a Sorgente, Richard Ellis e Allianz sono stati prodotti i testi contrattuali o quelli regolamentari, completati anche oggi.
Gli effetti economici e finanziari dell'operazione sono descritti in una tabella allegata alla delibera n. 102 del 2011, tabella che è stata depositata agli atti e che evidenzia come, al di là della plusvalenza che implica un accrescimento di ricchezza reale per la SIAE, essi siano estesi in benefici stimabili in circa 4-5 milioni di euro l'anno. Dalla tabella si evince, infatti, che, a fronte di taluni costi che possono ritenersi nuovi e una tantum, altri costi, come i canoni di locazione, verranno versati al Fondo immobiliare interamente
detenuto dalla SIAE e, quindi, senza alcuna dispersione verso l'esterno di risorse della SIAE stessa.
Chiedeva ancora l'onorevole Gianni quale fosse il giudizio del Commissario e dei sub commissari sui bilanci precedenti. La gestione commissariale non ha sollevato critiche riguardo alle precedenti gestioni della SIAE, ma ha espresso rilevanti critiche su quella del Fondo pensioni. Ha dovuto piuttosto confrontarsi con l'esistenza di un deficit strutturale della SIAE rispetto al costo della produzione in comparazione con il valore della produzione stessa. La documentazione, ovviamente, è quella dei bilanci depositati.
Il quarto quesito posto dall'onorevole Gianni riguardava la natura del rapporto tra SIAE e Fondo pensioni. È un rapporto di vassallaggio? È stata fornita una risposta e, tuttavia, per rispondere a questa domanda sarà necessario esaminare la documentazione. Non c'è alcun vassallaggio: ci sono tre consiglieri d'amministrazione eletti da SIAE e tre eletti dagli iscritti.
Chiedeva ancora l'onorevole Gianni notizie sugli appartamenti (la stessa domanda era stata posta anche dall'onorevole Barbieri). Abbiamo allegato l'elenco di tutti i sedici primi promittenti acquirenti.
L'onorevole Scalera, il 22 febbraio, chiedeva notizie sull'investimento Lehman Brothers. In quella sede avevo dato chiarimenti su quell'investimento.
Ci chiedeva anche di avere i dati sui precari. Li abbiamo depositati oggi.
L'ultimo quesito posto era il seguente: sembrerebbe, affermava l'onorevole, che SIAE si sia mossa su un duplice binario, ovvero che in determinati settori abbia sviluppato una ricerca di mercato e in altri - il che desta sospetto - ha sviluppato soltanto ed esclusivamente le scelte interne, alla luce di professionalità già riconosciute. Si tratta di due opzioni, concludeva l'onorevole interrogante, sul piano della ricerca del personale.
La risposta è che ci si è rivolti all'esterno quando tali profili non erano presenti all'interno, ma restava il dubbio se una società di cacciatori di teste trovasse professionalità già presenti in SIAE, con specifico riferimento al dottor Cerasoli. Per quanto riguarda il dottor Cerasoli, integro la precedente risposta fornita all'onorevole Scalera. La società Molza aveva effettuato una selezione con una rosa di dodici candidati e l'aveva poi ristretta a cinque. La Commissione che lo scelse, da cui mi ero estraniato per la mia conoscenza pregressa con il dottor Cerasoli, motivò la scelta, nella valutazione comparativa degli altri candidati, con l'approfondita conoscenza di diverse tipologie contrattuali pubbliche e private e anche con il fatto che il dottor Cerasoli avesse accettato un compenso molto inferiore a quello richiesto dagli altri candidati.
Per essere ancora più trasparenti, gli altri candidati avevano chiesto un contratto di quattro anni a 150.000 euro l'anno, mentre il contratto del dottor Cerasoli è di 100.000 euro l'anno per quattro anni, con un risparmio, rispetto alla richiesta degli altri candidati, di 50.000 euro.
La scelta del dottor Cerasoli non è avvenuta all'interno, perché non è mai stato nella struttura SIAE, ma, come è noto e come è stato sottolineato da altri onorevoli, era un dipendente del Ministero per i beni e le attività culturali.
Con riferimenti ai quesiti del 22 febbraio, l'onorevole Zazzera desiderava conoscere il carteggio tra Fondo pensioni e COVIP. Il carteggio è stato depositato il 22 febbraio: quel giorno lei non ne poteva avere cognizione, ragion per cui avrà modo di guardarlo e di formarsi un'opinione.
Tuttavia, lei chiedeva anche se ci fosse un'ulteriore interlocuzione con la COVIP rispetto alla procedura di avvio e di dismissione del patrimonio. Oltre a quella depositata, ne abbiamo rinvenuta un'altra. Per ragioni che ovviamente non possiamo conoscere, nel momento in cui COVIP chiese al Fondo pensioni, non avendo espresso un parere favorevole, per quale motivo volesse concedere mutui o prestiti,
che non riteneva potessero essere concessi, il Fondo interruppe ogni comunicazione e avviò ugualmente il processo.
L'onorevole Zazzera ha poi citato alcuni dati di bilancio in suo possesso, che sono stati forniti, sugli anni 2008, 2009 e 2010. Temo che le sia stata fornita solo una parte dei dati, perché partiamo da dati simili, ma poi si arriva a conclusioni differenti.
Lei sosteneva che nel 2008 i ricavi erano di 2,133 milioni e le spese di 1,236, con un attivo di 897.000 euro. Anche sui dati di bilancio, nella documentazione di oggi, abbiamo effettuato uno stralcio, ricavando una tabella proprio con i dati di bilancio degli ultimi cinque anni. Li può verificare. Ci sono nel 2008 ricavi per 2,163 milioni, un dato simile, con una variazione di 30.000 euro. Le spese, invece, che le erano state indicate in 1,236 milioni, sono di 2,027 milioni. Il risultato di gestione attivo è, dunque, di 136.000, pari a un rendimento dello 0,13 per cento. Come ricorderà, una delle assunzioni che il Fondo poneva per l'equilibrio era un rendimento del 4 per cento. Lo 0,13 è, purtroppo, molto lontano.
Per il 2009 le erano state indicate entrate per 2,1 milioni e spese per 1 milione di euro, con ricavi di 1 milione circa. I ricavi sono giusti, sono quelli che indica, ma le spese, purtroppo, non sono di 1 milione, bensì di 1,994. Il risultato di gestione, quindi, non è di 1 milione, ma di 195.000 euro e il rendimento percentuale netto annuo è dello 0,19 per cento, sempre molto lontano dal 4 per cento.
Lei riferiva un ricavo quasi pari nel 2010. In tale anno, invece, i proventi sono stati di 2,368 milioni e le spese di 3,3 milioni, con un risultato negativo per 956.000 euro, un - 1 per cento. Addirittura il differenziale è quasi il 5 per cento rispetto all'equilibrio indicato.
Poneva poi un'altra domanda, in due parti, su cui non avevamo risposto e su cui rispondiamo oggi. L'intesa risultante dal protocollo stabiliva che SIAE avrebbe coperto a fondo perduto, laddove c'era lo squilibrio e, come lei afferma nel suo intervento, avrebbe anticipato, laddove ci fossero state condizioni di equilibrio. L'obbligo di intervento solidale della SIAE è ripreso da quel protocollo d'intesa, che lei correttamente cita. Tuttavia, è una previsione ultronea, nel senso che già l'articolo 60 del Fondo pensioni prevede l'obbligo solidale per SIAE di coprire l'eventuale squilibrio.
Dall'altra parte, l'anticipazione si basava su questo protocollo di intesa e, quindi, sull'equilibrio su due assunzioni, purtroppo per tabulas verificate come non realistiche. La prima riguarda il rendimento del 4 per cento. I risultati sono sempre stati infinitesimali, cioè tra lo 0,1 e lo 0,9 per cento e nell'ultimo anno, il 2010, addirittura del -1 per cento. La seconda valutazione è irrealistica, perché fatta valutando libero un patrimonio che è occupato. La valutazione di 100, utilizzando numeri tondi, fatta come se fosse patrimonio libero, corrispondeva, invece, ad una valutazione di mercato di 80, perché tutti gli appartamenti sono occupati.
Ancora, lei sottolineava che lo squilibrio del 2010 di 4 milioni nel bilancio del Fondo non rappresentasse una perdita, perché la perdita è per la SIAE e sottolineava, peraltro, lo squilibrio di 18 milioni sul Fondo stesso. I 4 milioni rappresentano lo squilibrio del bilancio attuariale, quindi il fondo è attualizzato. Come ricorderà, l'attuario chiude nel 2059 e, quindi, i 4 milioni di oggi attualizzati erano 4 milioni di sbilancio per i prossimi quarant'anni.
L'effetto economico dei 18 milioni - in questo ha ragione lei e, se l'abbiamo affermato, mi correggo - non gravava sul fondo, ma ovviamente sul bilancio SIAE, perché la SIAE ha ritenuto di dover svalutare quel credito supposto, in quanto la vendita a quarant'anni a inquilini di età molto avanzata sembrava presupporre che, senza alcuna garanzia patrimoniale e senza fideiussioni, l'incasso fosse a rischio. Per questo motivo la SIAE l'ha svalutato, perché era una scommessa che le è sembrata troppo azzardata.
Ancora, l'onorevole Zazzera poneva alcune domande tecniche sul patrimonio,
affermando che dai 190 milioni andrebbero sottratti i 60 milioni del patrimonio, ragion per cui la stima sarebbe di 345 e la plusvalenza potrebbe essere di 200 milioni. Chiedeva se si trattasse di un dato vero o falso. Procedo a leggere la risposta: la riduzione della detenzione diretta di immobili è un obbligo di legge, ragion per cui non si potevano comunque tenere tutti gli immobili fino al 2059. Stima o non stima, la legge ne imponeva la dismissione.
Al di là di questo dato, a fronte di uno squilibrio attualizzato, come ho comunicato poco fa, di 469 milioni, visto che erano attualizzati, la SIAE avrebbe dovuto effettuare versamenti per altri quarantanove anni a partire dal 2010 e, quindi, se fosse stato ottenuto il patrimonio, per altri 194 milioni.
Le stime non erano realistiche, in quanto dal 1951 al 2010 la SIAE - come dimostra un'apposita tabella che abbiamo nuovamente allegato - aveva versato 238 milioni di euro attualizzati e avrebbe dovuto versare, dal 2010 al 2059, altri 169 milioni di euro, perché, come sottolineato nella scorsa occasione, non si possono staccare mattoni o infissi da dare ai pensionati, ma si devono dare loro danari.
Vi è poi la questione delle perizie, in merito alla quale rispondo velocemente. Lei chiedeva perché un locatore dovrebbe sovrastimare gli immobili che vuole comprare. Li valuterebbe meno. Probabilmente occorre nuovamente sottolineare che il perito deve essere un soggetto terzo. Il geometra Tomassi, conduttore di un appartamento del Fondo e responsabile a diverso titolo di lavori di ristrutturazione di tutti gli immobili del Fondo, certamente non lo è.
La sovrastima di cui abbiamo parlato era stata effettuata sul libero. Si trattava, cioè, di una sovrastima tecnica per tenere in equilibrio il bilancio tecnico attuariale del Fondo. Abbiamo specificato che si trattava di una valutazione del patrimonio come libero, mentre in realtà gli appartamenti erano occupati.
Per quanto attiene più nello specifico alla domanda, le successive perizie, sia Patrigest, sia K2 Real Estate, sia l'ultima di Richard Ellis hanno evidenziato come il geometra Tomassi avesse sottostimato solo un immobile, quello di via Pellati, uno degli immobili avviati a vendita quarantennale, nel quale abita l'ex direttore del Fondo, ragionier Eugenio Truffa Giachet.
Per quanto riguarda la valutazione effettuata nel 2008 da K2 Real Estate, che era di 88 milioni, quindi superiore a quella di 83 di Richard Ellis, per rispondere all'ultimo quesito posto dall'onorevole Zazzera, ci permettiamo di ricordare che, a prescindere dal valutatore, la differenza fra la valutazione della K2 Real Estate del 2008 e quella del 2011 in termini percentuali è del 7 per cento e, quindi, è in linea con l'evoluzione del mercato immobiliare. Gli appartamenti nel 2008 valevano un pochino di più. Il mercato immobiliare era in crescita, mentre adesso è un po' depresso.
Lei chiedeva se il mio doppio ruolo di direttore della SIAE e di direttore del Fondo non limitasse l'autonomia del Fondo. Mi permetto di ricordare all'onorevole Zazzera che il decreto legislativo n. 252 del 2005 e i successivi decreti di attuazione prevedono che i direttori dei Fondi pensioni e i responsabili amministrativi degli stessi debbano avere requisiti specifici, predeterminati dalla legge e dai decreti di attuazione. Il ragionier Truffa fu nominato nel 2001 e nutriamo forti perplessità che nel 2005, dopo l'introduzione dei nuovi requisiti, li possedesse. All'atto del suo pensionamento, peraltro, il consiglio d'amministrazione del Fondo dell'epoca chiese al sottoscritto la conferma del ragionier Truffa nelle sue funzioni, prevedendo, dal momento che andava in pensione, un contratto di consulenza e formulando una richiesta economica - l'interessato l'aveva formulata a me - di 80.000 euro l'anno per tale consulenza come direttore pensionato.
Poiché, al momento delle consegne, nutrivo fortissimi dubbi sull'operato del ragionier Truffa Giachet nei suoi dieci anni di attività, ho ritenuto, di intesa con la gestione commissariale e dopo aver avviato la due diligence - cioè la verifica, seguita anche da una successiva verifica
relativa al numero di soggetti che in SIAE possedessero tali requisiti, oltre al sottoscritto (li possedevano due dirigenti, che tuttavia erano disponibili ad assumere questo incarico, diverso da quello nella SIAE, che rappresentava dunque un'ulteriore responsabilità, solo a fronte di un'integrazione remunerativa del loro stipendio) - di assumere io tale responsabilità. Avevo, infatti, i requisiti a titolo gratuito.
Tuttavia, proprio perché tutto non si può fare bene, ho iscritto contestualmente uno dei funzionari della direzione generale - parlo di funzionari interni, perché le professionalità ci sono - a uno dei corsi previsti dalla COVIP. L'interessata ha già svolto metà di tale corso e, quando lo avrà completato, assumerà le funzioni di direttore: si tratta della dottoressa Raffaella Celentano.
Il direttore del Fondo, però, non riduce l'autonomia del Fondo rispetto alla SIAE, poiché non è un componente del consiglio d'amministrazione, ma svolge esclusivamente funzioni di direzione amministrativa, coordinando le strutture del Fondo.
Per quanto attiene all'organo di governo, cioè il Consiglio di amministrazione del Fondo, come già ricordato, esso prevede tre consiglieri di nomina SIAE e tre degli iscritti. La scelta di dismissione del patrimonio è stata operata unanimemente dal consiglio d'amministrazione del Fondo: hanno votato a favore sia i tre consiglieri eletti dai pensionati, sia i tre consiglieri designati da SIAE. La scelta operata da SIAE non può riguardare la mia persona come direttore generale della SIAE, considerato che la delibera è stata assunta dalla SIAE, nello specifico dai subcommissari, su delega specifica del Commissario.
Il 22 febbraio, infine, l'onorevole Zazzera chiedeva se fosse circolata una lettera sulla nascita di un sindacato giallo. Faccio ammenda della mia ignoranza. Non avevo capito che cosa fosse e, quindi, mi sono informato: significa il sindacato del padrone. Mi corregga, se sbaglio. Quel giorno non lo sapevo, le dico la verità, ragion per cui faccio ammenda della mia ignoranza.
Come le avevo promesso, ho svolto un'indagine interna e le comunico che il 20 gennaio - troverà agli atti che depositiamo oggi tutte le lettere e tutte le mail - il segretario generale della UIL Pubblica amministrazione, dottor Benedetto Attili, ha comunicato alla SIAE la costituzione dell'accreditamento del Coordinamento nazionale UIL Pubblica amministrazione mandatari SIAE (mi riferisco al documento n. 7 depositato oggi). Il dottor Cerasoli non può, non deve e non poteva occuparsi della costituzione di tale Coordinamento UIL.
La nota a cui lei probabilmente fa riferimento, che alleghiamo, in modo che ne possa prendere visione, fa parte delle comunicazioni che le organizzazioni sindacali inviano al dottor Cerasoli come responsabile delle relazioni industriali.
EMILIA GRAZIA DE BIASI. Scusi, dottor Blandini, per capirci bene fra di noi, credo che la domanda dell'onorevole Zazzera afferisse esattamente all'opposto di ciò che lei ci ha riferito. A noi risulta, poiché l'abbiamo vista, che esista una lettera del dottor Cerasoli, nella quale questi indica testualmente al sindacato che cosa deve scrivere. Il sindacato risponde con le stesse parole, precise e identiche. Mi pare di aver capito così, onorevole Zazzera.
GAETANO BLANDINI, Direttore generale della SIAE. Onorevole, la ringrazio della precisazione. Dalla documentazione che alleghiamo, che è a vostra disposizione e che verificherete, sembra, invece, che il dottor Cerasoli prenda atto di quanto scrive il sindacato. La documentazione è agli atti, la verificherete ed eventualmente trarrete le vostre conclusioni.
Io ho portato i documenti che ho acquisito agli atti di una piccola indagine interna che mi era stata sollecitata da un suo collega e che era, giustamente e doverosamente, da lei condivisa.
L'onorevole De Biasi, il 22 febbraio, sottolineava innanzitutto che nella dismissione degli immobili era compresa anche la sede della SIAE. Riteneva comprensibile una mobilitazione di tutti gli immobili, ma voleva capire perché anche la sede vi rientrasse.
L'operazione di riorganizzazione degli immobili investe tutto il patrimonio SIAE, sia quello strumentale, dove lavoriamo e ci troviamo, sia quello residenziale. La differenza, come ricorderà, era relativa al fatto che l'82 per cento del patrimonio è strumentale - la SIAE ci vive e ci lavora con i suoi dipendenti - mentre il 18 per cento è non strumentale. Dal momento che il core business della SIAE non è la gestione degli immobili, l'operazione era volta a razionalizzare ed efficientare la detenzione e lo sfruttamento di tutti gli immobili della SIAE, compresa quella di viale della Letteratura.
Ricordo anche, con specifico riferimento alla sede, che è stato stabilito un contratto di locazione con caratteristiche che attribuiranno alla SIAE l'indiscutibile e totale detenzione e godimento di immobili per un numero illimitato di anni dietro pagamento di un canone di mercato che sarà cassato dal Fondo Norma, di cui la SIAE detiene e continuerà a detenere il 100 per cento delle quote. Si tratta solo di un'operazione di razionalizzazione, avendo, peraltro, la SIAE una piccola struttura costituita da 30 persone che si occupano della gestione degli immobili. Potremo riqualificare questi 30 dipendenti per svolgere meglio il nostro core business, che è diverso dagli immobili.
EMILIA GRAZIA DE BIASI. Dottor Blandini, le chiedo se lei sia in grado di stimare - come immagino - a quanto ammonterà il canone di locazione e se la SIAE non ci perda rispetto alla vendita dell'immobile.
PRESIDENTE. Do la parola all'avvocato Scordino.
DOMENICO LUCA SCORDINO, Sub-commissario della SIAE. Il canone di locazione di via della Letteratura sarà di 6 milioni di euro. La risposta alla domanda se SIAE ci perda o no, è negativa, come affermava anche il dottor Blandini durante il suo intervento. Alcuni costi nuovi si aggiungono e altri molto importanti vengono meno.
Con riferimento alla delibera alla base di questa riorganizzazione, ricorderà che anche nei precedenti interventi - mi sembra che lo abbia precisato il professor Stella Richter - abbiamo scelto la strada di assumere delibere motivate di pagine e documenti, non «PQM» non motivati. Nella delibera, la n. 102 del 2011, è contenuta, oltre alla documentazione, anche la tabella che rende dimostrazione dei costi che vengono sostituiti e ridotti. Si è tenuto conto, dunque, del canone.
In realtà, al di là del canone e del fatto che esso è versato a un Fondo del quale la SIAE ha il 100 per cento di partecipazione, il saldo netto diviene ampiamente positivo per la SIAE, a prescindere dalla questione delle plusvalenze, che comunque è molto importante, perché consente di spesare il costo complessivo del Fondo pensioni per i problemi che aveva dato nel passato e lascia margini per consentire alla SIAE di avere bilanci positivi in futuro, ma soprattutto per svolgere ulteriori interventi di razionalizzazione e, se possibile, come sosteneva il presidente Rondi nel suo intervento, di riduzione delle provvigioni. Esse sono ancora distanti da quelle mediamente applicate sul mercato europeo. Come ricordava il presidente, è un impegno necessario per la SIAE quello di tendere a restare in quella media, anzi, se possibile, a essere ancora più efficiente.
PRESIDENTE. Do la parola all'avvocato Stella Richter.
MARIO STELLA RICHTER, Sub-commissario della SIAE. Il mio compito oggi è piuttosto circoscritto, dal momento che devo solo fornire alcune precisazioni rispetto alle domande che avete posto sia il 15 che il 22 febbraio, limitatamente ai temi che sono rimasti di mia competenza, essendo già state tutte le restanti questioni trattate dal direttore generale e dal collega avvocato Luca Scordino. Svolgo, dunque, alcune brevi precisazioni e fornisco le mie brevi risposte.
L'onorevole Barbieri ha chiesto come la SIAE pensi di affrontare la recente sentenza del Consiglio di Stato sui cosiddetti
bollini e quali conseguenze ciò avrà sul bilancio e sulle prospettive della società. Al riguardo, ricordo che la sentenza sui cosiddetti bollini SIAE è la decisione del Consiglio di Stato n. 584 del 2012, con la quale è stato definitivamente deciso dal giudice amministrativo in merito al ricorso di un unico editore, il quale ha impugnato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che reca le norme di esecuzione dell'obbligo legislativo previsto dalla legge sul diritto d'autore, l'uso del contrassegno SIAE sui supporti fono-videografici, il cosiddetto bollino.
Questa sentenza ha confermato la legittimità di tale decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e, quindi, la legittimità delle modalità di pagamento di quanto dovuto alla SIAE per i bollini, salvo un'unica disposizione, la quale prevedeva l'applicazione retroattiva per i rapporti tra la SIAE e i soggetti tenuti all'apposizione del bollino. Questa disposizione, appunto perché retroattiva, è stata annullata. A seguito di tale annullamento, si pone la questione dell'eventuale restituzione delle somme in forza della stessa pagate alla SIAE. La risposta è, dunque, la seguente: al riguardo è da escludersi che la sentenza possa avere la portata che una determinata stampa quotidiana ha voluto ancora una volta attribuirle, con clamore e approssimazione. Gli effetti sostanziali della pronuncia del Consiglio di Stato devono ritenersi, a ponderato giudizio della SIAE, assai circoscritti, per tre ordini di ragioni.
In primo luogo, è necessario che i singoli editori presentino comunque domanda di restituzione delle somme pagate in forza della disposizione annullata. In secondo luogo, ciò deve avvenire nel rispetto dei termini di decadenza fissati dall'ordinamento tributario. Infine, comunque, una volta presentata la domanda di restituzione al giudice tributario, quest'ultimo dovrà stabilire se le somme pagate possano essere restituite all'editore istante, possibilità di cui personalmente dubito, dal momento che lo stesso editore ha in ogni caso, a suo tempo, ribaltato il relativo costo sul consumatore finale.
Per quanto riguarda l'assetto statutario, l'onorevole Giulietti ha chiesto di conoscere in che cosa divergessero le indicazioni sulla riforma dello statuto fornite dalle diverse componenti della base associativa. Rispondo che divergevano su quasi tutto, non solo sui contenuti, ma anche sul metodo e sul taglio da attribuire a questo intervento di rifondazione statutaria.
A riprova di ciò, allego e produco copia delle 16 risposte ottenute dalle diverse componenti della base associativa in occasione delle differenti fasi della consultazione. Tali documenti sono a disposizione della Commissione.
In ogni caso è parso possibile rintracciare un dato consenso sul sistema di amministrazione da attribuire al nuovo ente, un sistema di amministrazione cosiddetto dualistico, che infatti sarà probabilmente seguito dal nuovo statuto.
L'onorevole De Biasi ha chiesto anche se fosse possibile avere il testo relativo sia al Fondo di solidarietà, sia allo statuto. Il testo del nuovo regolamento del Fondo di solidarietà è già stato distribuito alla Commissione, perché è parte di una delibera prodotta. È comunque pubblicato a beneficio di tutti i possibili interessati, ossia dell'intero pubblico, sul sito della società, essendo già stato approvato. Viceversa, lo statuto, che non è ancora stato definito nei dettagli, non può essere distribuito in anteprima.
Come asserivo durante l'audizione della settimana scorsa, in risposta all'onorevole Barbieri, verrà approvato tempestivamente, cioè nei limiti di tempo previsti dal decreto del Presidente della Repubblica, e sarà trasmesso, per doveroso rispetto istituzionale e della procedura prevista dalla legge, alle Autorità vigilanti. A quel punto, evidentemente sarà stato approvato dagli organi della società e sarà conoscibile anche all'esterno.
L'ultima precisazione che devo svolgere, che in realtà non è una risposta, ma un ulteriore contributo che la SIAE desidera portare alla Commissione, si riallaccia a quanto affermato dall'onorevole Levi, il quale ha consegnato alla Commissione, nelle scorse audizioni, alcune interessanti
osservazioni sui fondamenti economici delle società di gestione collettiva del diritto di autore, tema sul quale anch'io mi ero permesso di soffermarmi rapidamente.
In particolare, l'onorevole Levi ha manifestato dissenso su alcune delle mie conclusioni in ordine alla natura di monopolio di fatto delle società di gestione collettiva del diritto d'autore. Al riguardo, non mi permetto di replicare, né lo voglio fare, anche perché ho molto apprezzato il livello del contributo portato alla riflessione dell'onorevole Levi.
Sempre come contributo alla comune riflessione su un tema così rilevante, però, vorrei ricordare l'opinione che il professor Monti espresse in qualità di Commissario alla concorrenza dell'Unione europea, opinione nella quale personalmente mi ritrovo. A proposito della gestione collettiva il professor Monti sostiene che «la gestione collettiva viene generalmente ritenuta un sistema razionale di sfruttamento delle opere letterarie e artistiche, nella misura in cui permette di garantire un equilibrio soddisfacente tra gli interessi degli aventi diritto e dell'industria culturale, cioè degli editori, da un lato, e degli utilizzatori delle opere, dall'altro. La Commissione europea ha, quindi, riconosciuto il ruolo di queste società in numerose direttive. La specificità della gestione collettiva giustifica in linea generale una posizione di esclusività delle società di gestione nei confronti dei consumatori,
affinché gli aventi diritto e i consumatori ne possano trarre tutti i benefici. Di conseguenza, le società di gestione si trovano molto spesso in una situazione di posizione dominante di fatto. In alcuni Stati membri - soggiunge Monti - esistono effettivamente società concorrenti che gestiscono gli stessi repertori di diritto d'autore e, tuttavia, in pratica, in tali casi, queste situazioni comportano un aumento delle spese amministrative sia per le società di gestione che per i consumatori e ciò a scapito dei redditi percepiti dagli aventi diritto, nonché a scapito di una minore sicurezza giuridica». Signor presidente, ho concluso.
PRESIDENTE. Grazie, avvocato Stella Richter. Nel frattempo, ci hanno raggiunto altri colleghi: l'onorevole Mazzuca, l'onorevole Lainati, l'onorevole Paolo Bonaiuti, l'onorevole De Pasquale, l'onorevole Pes, l'onorevole Centemero e l'onorevole Coscia.
EMERENZIO BARBIERI. Signor presidente, cercherò di non utilizzare tutto il tempo rimanente fino alla fine della seduta. Mi sento di rivolgere, a nome del gruppo del PdL, un sentito ringraziamento al Presidente Rondi, non solo perché ha accolto il nostro invito, ma anche perché devo ammettere che le notizie che ci ha riferito sono importanti, anche per quanto concerne lo sviluppo della nostra indagine conoscitiva. Il ringraziamento non è, dunque, formale, ma sentito.
Credo che il confronto fra questa Commissione e la SIAE proseguirà, anche perché non poi dovremo pervenire, all'esito di tutte le audizioni, alla stesura definitiva del documento conclusivo dell'indagine. Mi permetto, però, di ricordare a me stesso e ai colleghi che alcune delucidazioni che sono state fornite dai rappresentanti della SIAE sono importanti.
Essendo stato, come ben sapete, molto critico nei due interventi che ho svolto, devo riconoscere che alcune notizie sono state portate da voi a conoscenza di questa Commissione in modo positivo, nel senso che è stata fornita una serie di elementi.
Mi permetto, però, anche di richiamare tre o quattro questioni. Quando sento parlare del nuovo statuto, mi auguro davvero che questa volta si arrivi alla conclusione. Seggo su questi banchi da dodici anni e ho sentito parlare dello statuto della SIAE da quando fu nominato Commissario Masi, ragion per cui mi sono permesso di chiedere al direttore Blandini quando è stato nominato. È stato nominato nel 2000 e, quindi, da dodici anni la SIAE si pone il problema di modificare lo statuto. Alla luce di ciò che ha comunicato il maestro Rondi, credo che questa volta siamo veramente in dirittura d'arrivo.
Maestro, sono anche d'accordo - in merito, credo che dovremmo avviare un rapporto anche con gli altri gruppi parlamentari: mi rivolgo soprattutto alla collega De Biasi - sulla riforma del diritto d'autore. Non c'è ombra di dubbio che dovremo metterci le mani: lei ha fatto bene, da questo punto di vista, a sollecitarci.
Mi avvio alla conclusione. Due questioni, secondo me, rimangono sul tavolo e, quindi, invito i dirigenti della SIAE a riflettere seriamente su di esse. Siamo in una società nella quale non è sempre vero ciò che è vero, ma è spesso molto vero ciò che appare.
La SIAE ha riscontrato, non recentemente, ma da parecchio tempo, una difficoltà di rapporti con la pubblica opinione. Ha ragione il subcommissario Stella Richter ad affermare, quando parliamo dei bollini, che i giornali hanno fornito una versione che lei stamattina ha puntualmente smentito. Se lei, però, non l'avesse smentita, avrei potuto credere solo a quanto hanno scritto i giornali, perché, nel momento in cui la SIAE non precisa, è ovvio che si crede a ciò che hanno scritto i giornali. Lo puntualizzo perché esiste un problema che riguarda la SIAE, come tanti altri enti, di rapporto corretto con la pubblica opinione.
Direttore, mi consenta, ma, visto che lei lo conosce, suggerirei al ragionier Truffa, dopo quanto si è determinato, di andare all'anagrafe e cambiare il cognome, poiché la legge lo consente.
Passando alla questione relativa agli appartamenti, credo che il maestro Rondi ed il direttore generale Blandini sappiano che questo Parlamento si è infognato su una vicenda che, per alcuni versi, è molto simile a quella che voi stamattina ci avete riferito, ossia sul fatto se gli ufficiali delle Forze armate che vanno in pensione hanno diritto o no di rimanere negli appartamenti che occupano quando sono in servizio permanente effettivo.
Recentemente è stata pubblicata sui giornali la notizia clamorosa che un ex Capo di Stato maggiore continua a occupare un appartamento di 380 metri quadri. Poiché io l'ho letta mentre rileggevo Il Dottor Zivago, pensavo a quante persone possono stare in un appartamento di 380 metri quadri.
Per l'amor di Dio, sarebbe folle che la Commissione vi desse un indirizzo, però, all'interno delle norme che regolano tutte queste vicende, che non sono né semplici, né facili, occorre che la SIAE, come lei, direttore, ha correttamente ricordato, metta ordine a un dato, quello relativo ai criteri con i quali vengono assegnati gli appartamenti, e risolva una volta per tutte la questione se gli ex dipendenti abbiano diritto di rimanere negli appartamenti quando vanno in pensione. È una questione che in una città come Roma, come lei ben sa, ha una sua delicatezza.
Presidente, concludo sottoponendo all'attenzione un ultimo tema. Lei ha spiegato bene, direttore, perché vi siete avvalsi di dirigenti esterni. Voglio, però, ricordare, e a lei non è certamente sfuggito, che proprio due giorni fa, all'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei conti, il procuratore generale ha pronunciato un'affermazione molto pesante. I giornali si sono poi peritati di riferire ciò che accade alla regione Sicilia e alla provincia di Palermo. La Corte dei conti sostiene che non sempre, anzi raramente, le pubbliche amministrazioni, e voi non siete tra queste, prima di ricorrere all'esterno compiono una verifica delle professionalità che hanno all'interno.
Di ciò sono straconvinto, essendo stato consigliere comunale e provinciale per diversi lustri. Non mi interessa chi governasse gli enti locali, perché da noi li governavano i comunisti, ma noi democristiani agivamo nello stesso modo in altre regioni d'Italia.
Prestiamo attenzione, perché oggi c'è, oltre a un'opinione pubblica, anche una classe politica che, venendo massacrata, a questo punto comincia ad alzare gli occhi e tenta di difendersi, ragion per cui è molto attenta a tali questioni.
Prendo atto, direttore, di ciò che lei ci ha comunicato e, quindi, do per scontato che sia vero che all'interno non avevate
tali professionalità. Per il futuro, però, è bene pensarci un attimo prima di procedere. Grazie, presidente.
PRESIDENTE. Tra un quarto d'ora la Commissione dovrà concludere i suoi lavori, per cui invito quanti prenderanno la parola ad essere concisi.
EMILIA GRAZIA DE BIASI. Grazie, presidente. Essendo questa un'indagine conoscitiva, abbiamo tempo anche per tornare sulle questioni e, quindi, oggi intervengo soltanto per sottolineare due aspetti.
Innanzitutto, anch'io vorrei ringraziare il professor Rondi. Sono felice che lei sia stato con noi e che abbia dato risposta alla mia prima domanda originaria sul contesto entro cui si colloca la vicenda SIAE. Il direttore generale non avrebbe potuto farlo, ma sono lieta che lei l'abbia fatto, in larga parte rispondendo ad alcune ansie che noi abbiamo, come lei può ben capire, perché siamo in un quadro di totale deregolazione: non si capisce più nulla, non si sa più chi deve fare che cosa e, quindi, tutto si espone al peggio e non necessariamente al meglio.
La ringrazio molto. Speriamo di avere altre occasioni, anche più rilassate, per poter discutere di alcuni temi, che sono molto importanti, a partire da quello della tutela del diritto d'autore e della ridefinizione del concetto di diritto d'autore alla luce dell'innovazione tecnologica e della rivoluzione del web. Questo sta diventando un problema enorme, che riguarda certamente gli editori, ma riguarda molto, anzi fin troppo, anche gli autori, che attualmente sono la parte debole di tutta la catena.
Questo è il motivo per cui ieri abbiamo audito, nell'ambito dell'indagine conoscitiva, anche le associazioni degli autori, le quali hanno avuto molto da dire - naturalmente tale aspetto non era l'oggetto dell'audizione - sulla possibilità effettiva di veder riconosciuta la loro professionalità anche in termini economici, ma non solo.
Penso a tutte le vicende relative allo statuto, avvocato Stella Richter. Non c'è fretta. Quando lo statuto sarà pronto, sarete richiamati a verificarlo e a discuterne con noi. La definizione dello statuto, naturalmente, non compete a noi, ma, se mi permette, noi abbiamo la competenza sul piano del commento e della possibilità di svolgere un sindacato ispettivo, che è attività propria di un parlamentare.
Chiariamo la situazione. Francamente, le sue risposte di oggi mi sono sembrate ben al di sotto delle nostre richieste. Ritengo che, così come nello statuto ci deve essere un equilibrio, come è stato ricordato, vorrei che l'equilibrio fosse, però, esplicitato.
Direttore Blandini, lei ha parlato di un'esposizione ampia, se non della consegna del testo dello statuto. Poiché non c'è fretta, possiamo benissimo aspettare lo statuto. Si terrà, ovviamente, una seduta molto approfondita sulle questioni ad esso relative.
GIUSEPPE SCALERA. Svolgo un breve intervento, considerando anche l'economia dei tempi, particolarmente limitata.
Innanzitutto, anch'io ovviamente ringrazio il professor Rondi per la sua presenza questa mattina, che è straordinariamente importante in Commissione cultura.
Il professor Rondi, con la sua carriera, ha onorato la cultura italiana. Voglio soltanto sottolineare due o tre aspetti del suo straordinario percorso: la collaborazione con straordinari registi come Vaida e René Clair, che resta punto di riferimento di straordinario valore, il ruolo di presidente della Biennale di Venezia dal 1993 al 1997 e il titolo di Cavaliere della Legion d'onore ottenuto nel 1951.
Se mi consentite questa parentesi, collegata soprattutto al mio ruolo, per tanti lustri, di assessore regionale alla cultura in Campania, aggiungo lo straordinario impegno con il quale il maestro Rondi ha lanciato gli incontri internazionali del cinema di Sorrento, che sono stati per anni punto di riferimento importante per la nostra attività in Campania.
A lui, ovviamente, rivolgo un ringraziamento per la sua presenza, ma non posso non citare la puntualità e, al tempo stesso,
l'attenzione con la quale il direttore generale Blandini affronta gli interrogativi, anche piuttosto articolati, che la Commissione gli offre. Di ciò naturalmente lo voglio ringraziare a titolo prioritario.
La documentazione che la SIAE ci fornisce in maniera costante crea anche per noi un problema di natura temporale, collegato alla lettura delle carte, ossia degli atti. Può capitare, come è capitato, che anche nelle fotocopie ci siano alcune mancanze, che questa mattina sono state puntualmente recuperate.
Vorrei evitare di sviluppare un'ulteriore serie di interrogativi, che mi ero permesso di preparare alla luce della lettura degli atti. Mi permetto, sotto questo aspetto, presidente, per economia di tempo, di lasciare tali interrogativi agli atti della Commissione e al dottor Blandini, in maniera tale da poter avere, nell'ambito di una delle prossime riunioni, un'ulteriore risposta da parte sua. Grazie.
PIERFELICE ZAZZERA. Ringrazio anch'io il maestro Rondi per la sua presenza alla seduta della Commissione per l'indagine conoscitiva. Mi permetto di apprezzare l'intervento del maestro, soprattutto perché ci ha fornito alcune linee di indirizzo sul sistema cultura e sulla protezione della creatività del nostro Paese e ha lanciato indicazioni sul welfare culturale e, quindi, anche sull'esigenza di investire risorse in questo settore, che può creare opportunità e sviluppo. Da questo punto di vista, condivido pienamente quanto è stato osservato.
Ritornando al merito e all'obiettivo, rivolgo solo una piccola precisazione al direttore generale, dottor Blandini, in merito alla questione del sindacato e della mail del dottor Cerasoli.
A me risulta, ma sicuramente tale circostanza è stata inserita nel carteggio, che il 15 febbraio, alle 13.45, il dottor Cerasoli ha inviato, non so a quale titolo - peraltro da un indirizzo e-mail istituzionale intestato alla SIAE - un messaggio a Piero Alfarano, che risulta essere il rappresentante della Uilpa mandatari. Sembrerebbe quasi, ma può darsi che mi sbaglio, che l'e-mail indirizzata a Piero Alfarano sia una sorta di suggerimento su come costituire un sindacato. Per questo motivo mi sono permesso di svolgere un'osservazione in merito alla sovrapposizione. A quale titolo il dottor Cerasoli, utilizzando peraltro l'e-mail istituzionale, si occupa di una questione di cui non dovrebbe occuparsi?
Mi permetto di rilevare questo aspetto e per il resto termino il mio intervento.
GAETANO BLANDINI, Direttore generale della SIAE. Con riferimento alle carte che ho trovato, tra cui l'e-mail cui si fa riferimento, sembrerebbe che al mandatario Piero Alfarano Cerasoli risponda: «Prendo atto. Grazie». Questo risulta dalle carte che io allego. Se sbaglio, farò ammenda e mi darete la documentazione per approfondire l'indagine interna, che ovviamente ho intenzione di fare.
PRESIDENTE. Ringrazio tutti gli auditi, in particolare il maestro Rondi, e dichiaro conclusa l'audizione.

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