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Timestamp: 2019-03-20 15:56:52+00:00

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Chimici - Petrolio, Industria: CCNL, 12 dicembre 1986
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Data firma: 12 dicembre 1986
Validità: 01.12.1986 - 31.12.1989
Parti: Unione petrolifera, Federazione nazionale dell’industria chimica - Confindustria e Filcea-Cgil, Flerica-Cisl, Uilpem-Uil
Settori: Chimici, Petrolio, Industria
A) Investimenti e occupazione
B) Contrattazione articolata
C) Appalti
D) Contratti di formazione-lavoro, contratti a termine, part-time, stages formativi
E) Condizione femminile
F) Sicurezza impianti
G) Rapporti sindacali
H) Assistenza legale
I) Politiche sociali e previdenziali
Art. 7 - Orari particolari
Art. 10 - Lavoro straordinario, lavoro festivo, lavoro notturno
Art. 11 - Sospensioni di lavoro
Art. 12 - Recuperi
Art. 14 - Retribuzione - Terminologia usata nel presente Contratto
Art. 19 - Lavoro a cottimo
Art. 20 - Premio di produzione
Art. 21 - Indennità per lavoro in turni continui e avvicendati
Art. 22 - Indennità speciale di presenza per il personale addetto al rifornimento di aeromobili
Art. 23 - Indennità di trasporto
Art. 24 - Indennità di reperibilità
Art. 25 - Indennità speciali per il personale addetto alle ricerche petrolifere
Art. 26 - Indennità per maneggio di denaro e cauzione
Art. 29 - Trattamento in caso di malattia o di infortunio non professionale
Art. 30 - Infortuni e malattie professionali
Art. 31 - Trattamento economico in relazione agli artt. 29 e 30
Art. 32 - Chiamata e richiamo alle armi
Art. 34 - Permessi non retribuiti e aspettative
Art. 35 - Preavviso di risoluzione del rapporto
Art. 37 - Disciplina dei licenziamenti Parte VI Disciplina aziendale e controversie
Art. 38 - Schede di valutazione
Art. 39 - Regolamento interno
Art. 40 - Patto di non concorrenza
I. Disciplina aziendale
II. Provvedimenti disciplinari
• Procedura per i provvedimenti disciplinari
III. Ammonizione e sospensione
IV. Licenziamento per motivi disciplinari
Art. 42 - Controversie individuali e plurime
I. Controversie individuali e plurime
II. Controversie collettive per l’interpretazione delle norme contrattuali
Art. 43 - Contestazione sulla retribuzione
Art. 44 - Consiglio di fabbrica
Art. 46 - Patronati
Art. 47 - Versamento dei contributi sindacali
Art. 48 - Assemblea
Art. 49 - Locali del Consiglio di fabbrica
Art. 50 - Aspettative per cariche sindacali - Cariche pubbliche
Art. 51 - Permessi per cariche sindacali
Art. 52 - Quadri
Art. 53 - Disciplina dell’apprendistato
Art. 54 - Facilitazioni per i lavoratori studenti
Art. 56 - Ambiente di lavoro
Art. 58 - Tutela delle lavoratrici madri
Art. 59 - Lavoro delle donne, dei fanciulli e degli adolescenti - Riposi intermedi
Art. 60 - Casse di previdenza
Art. 61 - Cessione e trasformazione dell’azienda
Art. 62 - Distribuzione del Contratto ed esclusiva di stampa
Art. 63 - Abrogazione del precedente Contratto - Condizioni di miglior favore
Allegato A - Norme particolari per le aziende di cui alla lettera B) della nota in calce alla costituzione delle parti
Allegato B - Relazioni industriali
Allegato C - Lettera delle segreterie nazionali Federenergia-Cisl, Filcea-Cgil, Uilpem-Uil per la sicurezza degli impianti
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori addetti all’industria di ricerca, di estrazione, di raffinazione, di lavorazione o alla distribuzione di prodotti petroliferi (escluse la ricerca, l’estrazione ecc. delle rocce asfaltiche e bituminose)
Addì, 12 dicembre 1986, in Roma tra l’Unione Petrolifera; la Federazione nazionale dell’industria chimica, con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana, e la Filcea-Cgil, la Flerica-Cisl, la Uilpem (Unione italiana lavoratori petrolieri e metanieri) è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale che disciplina il rapporto di lavoro tra le aziende che eserciscono l’industria di ricerca, di estrazione, di raffinazione, di lavorazione o la distribuzione di prodotti petroliferi (escluse, comunque, la ricerca, l’estrazione ecc. delle rocce asfaltiche e bituminose) e i lavoratori da esse dipendenti, nonché tra le aziende di produzione e di oli lubrificanti, di imbottigliamento e di distribuzione di GPL e i lavoratori da esse dipendenti.
Le parti stipulanti si danno reciprocamente atto che con la dizione "o la distribuzione di prodotti petroliferi" hanno inteso riferirsi alle aziende esercenti anche la sola distribuzione dei prodotti stessi, mediante la tipica attrezzatura ed organizzazione delle aziende industriali del settore.
- le aziende che esercitano il commercio di prodotti petroliferi di produzione altrui (grossisti), anche se titolari di depositi interni (purché non soggetti a permanente sorveglianza doganale) ma non titolari di depositi costieri;
- i chioschi, i distributori stradali e le stazioni di servizio che non siano direttamente gestiti da società soggette all’applicazione del Contratto stesso.
1 Le aziende impegnate all’applicazione del presente Contratto di lavoro sono:
a) Api, Api raffineria di Ancona, Cameli, Erg, Icip, Isab e Isaoil aderenti all’Aipi;
b) Castrol, Clipper Oil, Ilco, Omar, Rol, Roma, Rondine, Siro, Viscolube, aziende industriali aderenti all’Asso-Gpl e altre aziende che già applicavano l’Accordo 24 luglio 1984.
Le parti, nel riaffermare l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori e riconoscendo l’importanza del ruolo dell’informazione, convengono quanto segue:
premesso che le società petrolifere operano nell’ambito degli indirizzi e dei programmi stabiliti dal Governo e che le loro scelte di politica industriale sono condizionate a specifiche direttive degli organismi istituzionali preposti,
1) a livello di settore: annualmente le Associazioni imprenditoriali firmatarie del Contratto collettivo nazionale di lavoro porteranno a conoscenza dei sindacati firmatari del Contratto collettivo nazionale di lavoro il quadro generale delle condizioni in cui opera il settore, le questioni legate all’andamento del mercato, gli impegni che potranno conseguire all’attuazione degli indirizzi stabiliti dal Piano governativo dell’energia; ciò sia per quanto riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti che in relazione ai programmi di investimenti nel settore della raffinazione, nonché alle linee di sviluppo che si prospettano nel settore della distribuzione.
Su questi temi ed in particolare sugli eventuali effetti sociali che potranno derivarne, le parti effettueranno un esame e confronto;
2) a livello di azienda: annualmente le aziende si incontreranno con le OO.SS. nazionali firmatarie del presente Contratto unitamente ad una rappresentanza dei Consigli di fabbrica delle diverse unità produttive, per l’informazione sui seguenti punti:
a) prospettive di sviluppo dell’attività dell’azienda, le implicazioni sugli investimenti e sugli aspetti industriali ed organizzativi che ne derivano;
b) i dati consuntivi dell’occupazione ed il prevedibile andamento della stessa, anche in relazione a processi di riorganizzazione e riconversione industriale;
c) gli effetti sull’organizzazione del lavoro posti dall’introduzione di innovazioni tecnologiche che abbiano ricadute occupazionali con riguardo alla possibilità di realizzare programmi formativi e di riqualificazione professionale dei lavoratori interessati. Per tali aspetti le cadenze dell’informazione saranno quelle richieste dai fatti specifici;
d) i programmi di formazione e qualificazione professionale.
Inoltre, qualora si prospettassero esigenze di ristrutturazione o di razionalizzazione tecnico produttiva comportanti incidenze apprezzabili sotto il profilo occupazionale dei lavoratori - esigenze di cui verrà data preventiva informazione da parte delle aziende - le aziende stesse e le OSL firmatarie del Contratto collettivo nazionale di lavoro si incontreranno per un esame e confronto.
3) a livello di unità produttiva di dimensioni significative e di particolare importanza: annualmente le aziende forniranno al Consiglio di fabbrica eventualmente assistito dalle OO.SS. territorialmente competenti:
a) i programmi di attuazione dei nuovi investimenti e le relative realizzazioni;
b) i dati consuntivi dell’occupazione e il prevedibile andamento della stessa, anche in relazione al punto precedente;
c) i dati relativi alla consistenza ed ai contenuti della formazione professionale.
Inoltre, qualora si prospettassero esigenze di ristrutturazione o di razionalizzazione tecnico produttiva comportanti incidenze apprezzabili sotto il profilo occupazionale dei lavoratori - esigenze di cui verrà data preventiva informazione da parte delle aziende - le parti si incontreranno per un esame e confronto.
4) a livello territoriale regionale: in relazione all’importanza che questo livello assume per una politica attiva dell’occupazione, in presenza di processi di razionalizzazione e di riconversione industriale che interessano aziende associate alle Organizzazioni imprenditoriali firmatarie del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro, potranno essere concordati incontri per l’esame di problemi specifici che abbiano significative ricadute in campo occupazionale ed i loro riflessi sul territorio.
Per le aziende che, per la loro limitata presenza sul territorio nazionale e per la loro ridotta dimensione occupazionale, non rivestano significatività e particolare importanza, i dati del livello aziendale saranno forniti globalmente in occasione dell’incontro annuale di settore.
Analogamente si procederà per le aziende industriali aderenti all’Asso Gpl.
Nel riconoscere l’esigenza per le imprese di poter programmare la propria attività produttiva sulla base di elementi predeterminati per la durata del presente Contratto e degli Accordi integrativi stipulati in attuazione delle sue norme, le parti si danno atto che rientra negli obiettivi comuni la promozione ed il rispetto di un assetto organico della contrattazione per una coerente articolazione dell’iniziativa sindacale ai vari livelli: nazionale, aziendale, di unità produttiva. Assetto che eviti interferenze o sovrapposizioni, definendo chiaramente gli ambiti delle rispettive competenze e favorendo un organico coordinamento.
Particolare rilievo assume in questo quadro la contrattazione integrativa aziendale sia per le definizioni ad essa direttamente delegate dal Contratto nazionale, sia per la gestione del Contratto nei suoi molteplici aspetti, dalla verifica del puntuale e corretto adempimento della normativa contrattuale nelle varie unità produttive, alla ricerca di soluzioni concordate nell’ambito degli indirizzi tracciati dal Contratto.
Fermo restando quanto sopra definito, le parti, nel riconoscere alla funzione imprenditoriale l’autonoma definizione delle esigenze tecniche, organizzative e produttive e nel riaffermare il diritto del sindacato di intervenire per controllarne gli effetti sulla forza lavoro, si danno atto che la migliore combinazione dei fattori produttivi e di organizzazione del lavoro deve realizzare da un lato maggiore efficienza e produttività, elementi assunti anche come strumenti per la difesa attiva dell’occupazione, e dall’altro la valorizzazione e lo sviluppo della professionalità, la tutela dell’ambiente e la sicurezza.
Le Organizzazioni sindacali sottolineano l’opportunità che le aziende, nell’ambito della loro autonomia e nei limiti precisati dalla normativa contrattuale sugli appalti, favoriscano nella concessione di attività in appalto imprese organizzate in forma cooperativa.
Le aziende petrolifere che attualmente concedono in appalto tale servizio dovranno limitare la concessione ad una quota non superiore al 50 per cento dell’entità del prodotto trasportato.
L’impegno di cui sopra verrà realizzato aziendalmente con il seguente criterio: il totale del prodotto trasportato verrà calcolato assumendo convenzionalmente come valore di riferimento la capacità complessiva del parco automezzi di proprietà funzionanti ed effettivamente utilizzati ed in appalto, adibiti alla distribuzione dei carburanti all’intera rete nazionale.
A tal fine ciascuna azienda fornirà alle OO.SS. dati specifici relativamente:
b) In relazione all’intento di favorire una maggiore efficienza e produttività del servizio di distribuzione, le parti convengono che a livello aziendale potranno essere adottate soluzioni organizzative intese a realizzare una migliore rispondenza del servizio stesso alle esigenze del consumo, quali lo sviluppo professionale, la distribuzione degli orari di lavoro che potranno essere articolati e turnati come ad esempio: su sei giorni settimanali, durate giornaliere diverse, sfalsamenti ecc.
L’impostazione generale di tali soluzioni verrà definita nella contrattazione integrativa aziendale e la sua concreta realizzazione verrà contrattata a livello delle varie unità locali.
Considerata la prevalente esigenza di indirizzi applicativi omogenei, la struttura esecutiva del CdF - le Rappresentanze dei CdF per le aziende con più unità produttive (per es. depositi) - unitamente alle Organizzazioni sindacali nazionali stipulanti concorderanno con le Direzioni aziendali unitamente alle Organizzazioni imprenditoriali stipulanti, i criteri applicativi della norma contrattuale per le singole aziende.
Le parti, allo scopo di consentire alle aziende di soddisfare le proprie esigenze organizzative e produttive e di dare al tempo stesso un contributo positivo all’occupazione, riconoscono la opportunità di utilizzare le occasioni offerte alla vigente normativa legislativa e interconfederale in tema di contratti di formazione-lavoro, di contratti a tempo determinato e di lavoro a tempo parziale.
Inoltre, allo scopo di facilitare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e di favorirne la crescita professionale, le parti, nell’ambito degli incontri settoriali di cui al punto A) della presente parte I, esamineranno la possibilità di individuare soluzioni per la realizzazione di stages formativi.
Le parti, richiamando le indicazioni contenute nella lettera della OSL 6 marzo 1981 (Allegato C), confermano l’impegno di esaminare congiuntamente, entro la data di scadenza del Contratto, i problemi concernenti la incolumità delle persone, le condizioni di sicurezza e la integrità degli impianti a ciclo continuo.
Allo scopo di favorire soluzioni positive delle eventuali vertenze, le parti concordano sulla necessità di un approfondito ed esauriente esame delle problematiche oggetto del confronto per consentire soluzioni non conflittuali.
L’incontro dovrà avvenire entro 5 giorni dalla relativa richiesta.
Qualora questa prima fase non permetta di realizzare la composizione della controversia, le parti si impegnano comunque, prima di assumere iniziative in contrasto con il proposito di evitare il conflitto sindacale, a concordare, entro i successivi 7 giorni, un nuovo incontro, al quale ciascuna delle parti potrà farsi assistere dalla propria Organizzazione.
Il contratto di lavoro si reputa a tempo indeterminato se il termine non risulti dalla specialità del rapporto e da atto scritto.
Il contratto di lavoro a tempo determinato è disciplinato dalla legge n. 230 del 1962 e dall’art. 8bis della legge n. 79 del 1983.
Ferma restando la possibilità di ricorso al contratto a termine ai sensi delle disposizioni sopracitate, l’apposizione di un termine di durata al contratto è consentita, ai sensi e per gli effetti dell’art. 23, primo comma, della legge 23 febbraio 1987, n. 56, nelle seguenti ulteriori ipotesi:
- per sostituire lavoratori in aspettativa, o temporaneamente inidonei allo svolgimento di determinate mansioni;
- per l’esecuzione di un’opera o di un servizio definiti o predeterminati nel tempo, non aventi carattere straordinario od occasionale.
Il numero massimo di lavoratori che possono contemporaneamente essere assunti con contratto di lavoro a termine per le ipotesi sopra indicate è pari al 20 per cento del numero dei lavoratori occupati a tempo indeterminato nell’unità produttiva al 31 dicembre dell’anno precedente.
Qualora se ne ravvisi la necessità, con accordo collettivo stipulato con le Organizzazioni sindacali locali, la percentuale di lavoratori assunti con contratto a termine può essere elevata in funzione delle specifiche esigenze aziendali.
In relazione al sesto comma dell’art. 3, le parti chiariscono di avere concordemente riconosciuto che il trattamento di previdenza non è incompatibile con il contratto a termine.
Salvo le deroghe e le eccezioni previste dalle leggi in vigore l’orario normale di lavoro per i lavoratori non turnisti né addetti agli orari particolari di cui al punto B) dell’art. 7 non potrà eccedere le 39 h e 14 minuti settimanali.
Per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia (es. fattorino; guardiano; autista di vettura; portiere; infermiere patentato ecc.), l’orario normale di lavoro non potrà eccedere le 44 h e 14 minuti settimanali (43 h e 14 minuti per l’autista kilolitrico e per l’autista rifornitore di aerei).
Per i lavoratori turnisti a ciclo continuo, nonché per i lavoratori addetti agli orari particolari di cui al punto B) dell’art. 7, l’orario normale di lavoro annuo è di 239 giornate di otto ore lavorative al lordo delle ferie.
Per tali lavoratori gli schemi di turnazione delle squadre, al fine dell’applicazione dell’orario contrattuale annuo di lavoro, verranno definiti in sede aziendale con la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica.
I lavoratori non possono esimersi, salvo giustificati motivi individuali di impedimento, dall’effettuare lavori a turni e sono tenuti a prestare la loro opera nei turni prestabiliti per i lavori cui sono adibiti.
Le ore lavorate dagli addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia oltre le 39 h e 14 minuti e fino alle 44 h e 14 minuti settimanali (43 h e 14 minuti per l’autista kilolitrico e per l’autista rifornitore di aerei) saranno compensate con il 100 per cento di quote orarie della paga di fatto.
L’orario di lavoro come sopra disposto, sarà distribuito su cinque giorni della settimana per tutti i lavoratori non turnisti né addetti agli orari particolari di cui al punto B) dell’art. 7, intendendosi peraltro che il giorno di sosta sarà considerato lavorativo a tutti gli effetti escluse le ferie.
Le parti si danno atto dell’esigenza che la riduzione di orario già attuata a norma del Contratto precedente nonché quelle di cui ai successivi commi si combini con un maggior livello di efficienza e produttività.
A tal fine, i regimi dell’orario di lavoro, funzionali ad un più intenso e produttivo utilizzo degli impianti e dei mezzi, dovranno tra l’altro consentire:
- sfalsamento nell’inizio dell’orario di lavoro in relazione a particolari esigenze produttive;
- articolazione dell’orario normale come media su un arco di più settimane. A tal fine, le aziende attueranno, previa contrattazione delle modalità operative, programmi comprendenti prestazioni settimanali con orari superiori o inferiori di 8 ore rispetto all’orario contrattuale normale distribuite su un numero di giorni tra 6 e 4, nel rispetto dell’orario contrattuale annuo;
- una distribuzione dell’orario settimanale su 6 giorni e/o in misura diversa nelle singole giornate lavorative della settimana.
Per quanto in particolare riguarda le modalità della prestazione lavorativa dei turnisti, le parti concordano che deve essere considerata insita nell’attività di lavoro in turno la possibilità di essere chiamati in servizio durante il riposo nonché la possibilità di eventuali modifiche individuali e temporanee dell’orario di lavoro non preavvisabili, in quelle circostanze operative non fronteggiabili con i normali meccanismi di sostituzione.
La materia sarà oggetto di specifici accordi a livello aziendale. Fermo restando che eventuali riduzioni di orario già in atto saranno assorbite fino a concorrenza dalle riduzioni seguenti, a decorrere dal 1 ottobre 1988 l’orario normale di lavoro di 39 h e 14 minuti e 44 h e 14 minuti settimanali, di cui al primo e secondo comma del presente articolo - fatta eccezione per i lavoratori addetti a orari particolari di cui al punto A dell’art. 7, per i quali l’orario normale di lavoro sarà ridotto, con pari decorrenza, di 24 ore su base annua - non potrà eccedere, rispettivamente, le 38 h e 50 minuti e 43 h e 50 minuti settimanali (42 h e 50 minuti per l’autista kilolitrico e per l’autista rifornitore di aerei).
Sono conseguentemente modificati con pari decorrenza i limiti di orario per il lavoro discontinuo.
A decorrere dal 1 ottobre 1988 l’orario normale annuo per i lavoratori turnisti è ridotto da 239 a 235,5 giornate annue (da 1912 a 1884 ore annue) lavorative al lordo delle ferie. Le modalità di attuazione di tale riduzione saranno concordate a livello aziendale.
A livello aziendale, potranno essere attuati, previ accordi sindacali, schemi di turno differenziati durante l’arco dell’anno.
La distribuzione dell’orario di lavoro sia per i lavoratori giornalieri che per i lavoratori turnisti sarà definita in sede aziendale con la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica.
1) Per la regolamentazione degli orari di lavoro dei lavoratori addetti al funzionamento delle stazioni di servizio e di rifornimento dei chioschi e dei distributori stradali, gestiti direttamente dalle società soggette all’applicazione del presente Contratto, varranno le disposizioni emanate dalle Autorità competenti, in relazione alla particolarità della disciplina normativa in atto per tale settore di attività.
A) orari con i quali viene assicurata una attività continua per tutte le ore del giorno e della notte, per cinque giorni settimanali;
B) orari con i quali viene assicurata una attività per tutti i giorni della settimana, con esclusione però del turno notturno;
L’applicazione degli orari particolari sarà concordata con la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica. […]
Nessuno spostamento del predetto giorno di riposo potrà essere disposto senza un preavviso da parte dell’azienda di almeno 48 ore, salvo casi di materiale impossibilità.
Nessun lavoratore può esimersi dall’effettuare, nei limiti previsti dal Contratto e dalle leggi, il lavoro straordinario, quello notturno e quello festivo, salvo giustificati motivi individuali di impedimento.
a) Il ricorso al lavoro straordinario deve avere carattere eccezionale. Esso deve trovare obiettive giustificazioni in necessità imprescindibili, indifferibili, di durata temporanea e tali da non ammettere correlativi dimensionamenti di organico. In tali ipotesi rientrano anche i casi di prestazioni straordinarie generate dal mancato cambio turno.
b) Al di là dei casi previsti dal comma precedente, il lavoro straordinario potrà essere prestato entro i limiti e secondo le modalità preventivamente contrattate a livello aziendale con la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica.
Tuttavia tale contrattazione non avrà luogo per le ore di prestazione fino alle 25 ore trimestrali individuali, fatta salva la libera determinazione del lavoratore interessato.
Le aziende forniranno al Consiglio di fabbrica, a sua richiesta, le informazioni relative alla consistenza di lavoro straordinario di cui ai precedenti punti a) e b).
Tali informazioni potranno essere richieste dal Consiglio di fabbrica con una frequenza non inferiore ai quattro mesi.
In relazione alle imprescindibili esigenze di sicurezza connesse con le particolari caratteristiche degli impianti, le parti si danno atto che il lavoratore del turno smontante per lasciare il posto di lavoro deve avere la sostituzione del lavoratore del turno montante e pertanto costituisce preciso impegno dell’azienda provvedere nel più breve tempo possibile alla sostituzione suddetta.
È ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore e per interruzioni di lavoro concordato tra le aziende e i Consigli di fabbrica, purché esso sia contenuto nei limiti di un’ora al giorno e si effettui entro i tenta giorni immediatamente successivi alla settimana in cui è avvenuta l’interruzione.
Ai lavoratori che prestano la loro opera in turni continui e avvicendati sia diurni che notturni verrà corrisposta una maggiorazione unica del 17 per cento sulla retribuzione mensile di fatto.
Al lavoratore turnista che, a seguito di permanente inidoneità a prestare lavoro a turni, accertata da adeguata certificazione rilasciata da istituti di diritto pubblico per grave malattia, sia stato adibito dall’azienda ad attività non in turno, e che abbia oltre 55 anni di età e almeno 25 anni effettivi di permanenza nei turni, viene riconosciuto il mantenimento in cifra del 100 per cento dell’indennità di turno percepita al momento dell’uscita dal turno.
In relazione alle particolari caratteristiche del lavoro svolto sui campi di aviazione al personale addetto al rifornimento di aeromobili con decorrenza 1 gennaio 1987 sarà corrisposta per ogni giornata di effettiva presenza al lavoro come sopra svolto una speciale indennità di lire 2.000.
L’indennità medesima assorbe e sostituisce somme e ogni altro trattamento praticato aziendalmente allo stesso titolo.
Al lavoratore al quale l’azienda richieda di essere reperibile, per eventuali immediate prestazioni, oltre il normale orario di lavoro, spetterà un compenso da concordarsi in sede aziendale, nell’ambito della contrattazione articolata di cui alla parte I, e da corrispondersi per la durata dell’impegno di reperibilità.
Qualora le speciali condizioni in cui vengono ad essere svolte le ricerche petrolifere richiedano la corresponsione di particolari indennità, queste saranno determinate in sede aziendale nell’ambito della contrattazione articolata di cui alla parte I.
Per il caso di infortunio o malattia professionale, intendendosi per tali quelli disciplinati dal TU 30 giugno 1965, n. 1124, e relative norme regolamentari ed integrative, si fa richiamo a quanto previsto nelle predette norme.
Il regolamento interno predisposto dall’azienda, sentita la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica, dovrà essere affisso nel posto di lavoro al quale si riferisce; esso non dovrà contenere norme in contrasto con il presente Contratto.
Il lavoratore in tutte le manifestazioni del rapporto di lavoro dipende dai suoi superiori, come previsto dall’organizzazione aziendale.
1) curare con zelo gli interessi dell’azienda nei rapporti tanto interni quanto con il pubblico;
Le mancanze dei lavoratori saranno punite a seconda della loro gravità o della loro recidività senza riguardo all’ordine con cui i provvedimenti disciplinari sono di seguito elencati.
b) senza autorizzazione del proprio diretto superiore o senza giustificato motivo non si presenti al lavoro o ne ritardi l’inizio o ne anticipi la cessazione o lo sospenda o lo protragga o abbandoni il posto di lavoro;
g) commetta atti che portino pregiudizio alla produzione, alla disciplina, alla morale, all’igiene ed alla sicurezza delle persone e degli impianti;
Il licenziamento per motivi disciplinari potrà essere inflitto, con la perdita dell’indennità di preavviso, in tutti quei casi in cui il lavoratore commetta gravi infrazioni alla disciplina o alla diligenza nel lavoro o provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale o compia azioni che siano considerate delittuose a termini di legge.
2) diverbio litigioso seguito da vie di fatto avvenuto in luogo di pertinenza dell’azienda o che perturbi il normale andamento del lavoro;
3) recidiva nelle mancanze di cui alla precedente parte III o inadempimento degli obblighi contrattuali o derivanti da eventuale regolamento interno o da altre norme aziendali, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di minore gravità o quando la gravità dell’inadempimento comporti l’applicazione diretta della sanzione prevista nella presente parte IV;
5) riproduzione o asportazione di schizzi o disegni di macchine o di utensili o di altri oggetti o documenti dell’azienda o comunque asportazione di materiale dell’azienda o danneggiamento volontario del materiale stesso;
È in facoltà dell’azienda disporre la sospensione cautelare del lavoratore fino al momento della comminazione del provvedimento, fermo restando il diritto alla retribuzione durante il periodo di sospensione cautelare.
Le controversie individuali e plurime aventi per oggetto l’applicazione delle norme che disciplinano il rapporto di lavoro dovranno essere sottoposte a tentativo di composizione pacifica secondo le procedure di cui al presente articolo escludendosi, fino al completo esaurimento di esse, il ricorso all’Autorità giudiziaria o a forme di azione sindacale.
Sono escluse dalle procedure che seguono le controversie relative ai licenziamenti individuali e collettivi per le quali si applicano le procedure previste dai particolari Accordi interconfederali in vigore.
In relazione alle procedure di cui ai successivi punti, le parti si impegnano a rispettare i seguenti criteri:
- attivazione ed efficienza delle procedure;
- gradualità e tempestività di applicazione;
- assenza di conflittualità nelle varie fasi della verifica.
Il lavoratore che ritenga disattesa nei propri confronti una norma disciplinante il rapporto di lavoro o ritenga di ricorrere contro un provvedimento aziendale presenterà reclamo verbale al superiore diretto. Quest’ultimo, entro 10 giorni, comunicherà verbalmente al reclamante l’accettazione o il rigetto del reclamo stesso.
In caso di mancata risposta entro il termine previsto, ovvero nel caso in cui il reclamo venga respinto, il lavoratore può riproporre entro 10 giorni il reclamo tramite la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica o l’Organizzazione sindacale territoriale di categoria dinanzi alla Direzione aziendale. Il reclamo deve essere esaminato e discusso entro 10 giorni dalla presentazione.
Qualora non si raggiunga un accordo, il lavoratore interessato, o la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica, può sottoporre il suo reclamo all’esame di una o più Organizzazioni sindacali firmatarie del presente Contratto, territorialmente competente. Questa potrà richiedere, entro 10 giorni dal mancato accordo, all’Organizzazione dei datori di lavoro competente per territorio, un esame congiunto della controversia che dovrà essere compiuto entro 10 giorni dalla richiesta.
Le controversie collettive per l’interpretazione del presente Contratto saranno deferite per la loro definizione all’esame di una Commissione permanente mista nazionale. La Commissione mista nazionale, che sarà composta da quattro rappresentanti dei datori di lavoro e da quattro rappresentanti dei lavoratori nominati dalle parti stipulanti il presente Contratto, dovrà esaminare il ricorso e decidere sulle controversie entro il termine di 2 mesi dal ricevimento del ricorso stesso.
Dell’esame e delle decisioni prese sarà redatto motivato verbale.
A) di voler affidare nelle singole unità produttive con oltre 15 dipendenti, al Consiglio di fabbrica, in quanto unitariamente costituito, la Rappresentanza sindacale dei lavoratori, nonché tutti i compiti di tutela e la funzione di agente contrattuale per le materie proprie demandate al livello aziendale.
B) che nel Consiglio di fabbrica, composto soltanto da lavoratori in forza alle unità produttive, si identificano unitariamente le Rappresentanze sindacali aziendali.
Per quanto concerne le materie della contrattazione aziendale comuni ai lavoratori di più unità produttive o dell’azienda, la contrattazione stessa sarà esercitata dai Sindacati di categoria. Ciò anche nel caso che la materia oggetto di contrattazione sia il premio di produzione.
I nominativi dei componenti di questa struttura - il cui numero potrà essere al massimo di tre per le unità fino a 100 dipendenti, di sei per le unità fino a 250 dipendenti, di nove per le unità fino a 600 dipendenti e di dodici per le unità con oltre 600 dipendenti - verranno notificati per iscritto alla Direzione dell’unità produttiva unitariamente dalle Organizzazioni sindacali territoriali.
Nell’esercizio dei suoi compiti la predetta struttura esecutiva potrà farsi assistere da altri delegati componenti il Consiglio di fabbrica e/o da lavoratori dei reparti interessati - in numero comunque non superiore a 1/3 dei componenti la struttura esecutiva - in relazione alle materie in discussione.
Ai componenti della struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica viene riconosciuta la tutela prevista dalla legge 20 maggio 1970, n. 300, per i dirigenti delle RSA.
Per l’espletamento dei propri compiti e funzioni di cui al punto A) il Consiglio di fabbrica può disporre di permessi retribuiti per un monte annuo di ore pari al doppio del numero dei dipendenti in forza nell’unità produttiva al 31 dicembre dell’anno precedente.
Tali permessi assorbono quelli spettanti ai dirigenti delle Rappresentanze sindacali aziendali nonché quelli finora concessi, per consuetudine, alla Commissione interna.
Del monte ore di cui sopra potranno essere ammessi a beneficiare anche i lavoratori non facenti parte del Consiglio di fabbrica, chiamati ad affiancare la struttura esecutiva nell’esercizio dei compiti ad essa affidati.
In caso di mancata costituzione del Consiglio di fabbrica, si applica la disciplina del CCNL 19 giugno 1972 relativa alle Rappresentanze sindacali aziendali, le quali assumeranno le funzioni ed i compiti propri del Consiglio di fabbrica.
Il Consiglio di fabbrica ha diritto di affiggere su appositi spazi, che il datore di lavoro ha l’obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all’interno dell’unità produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
Le Direzioni aziendali consentiranno ai Sindacati provinciali di categoria aderenti alle Organizzazioni firmatarie del presente Contratto di far affiggere, in apposito albo, comunicazioni a firma dei segretari responsabili dei Sindacati medesimi.
Le copie delle comunicazioni di cui al secondo comma dovranno essere tempestivamente inoltrate alla Direzione aziendale.
In tutte le unità produttive i lavoratori hanno diritto di riunirsi in assemblea per la trattazione di problemi sindacali attinenti al rapporto di lavoro. Dette assemblee avranno luogo su convocazione della struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica e/o su convocazioni singole o unitarie delle Associazioni sindacali stipulanti congiuntamente il presente Contratto. Nelle unità con meno di 10 dipendenti la convocazione sarà effettuata esclusivamente fuori dell’orario di lavoro.
Le riunioni saranno tenute fuori dell’orario di lavoro. Qualora la convocazione sia unitaria e riguardi la generalità dei lavoratori dell’unità produttiva, è ammesso lo svolgimento delle stesse anche durante l’orario di lavoro entro il limite massimo di 10 ore nell’anno solare, e comunque per un numero massimo di 8 assemblee nel periodo stesso, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione. Tali riunioni dovranno svolgersi normalmente nel periodo terminale o iniziale dell’orario giornaliero, previe intese tra la Direzione dell’unità produttiva e la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica anche per garantire la sicurezza delle persone e la salvaguardia delle attrezzature e dei prodotti.
Le riunioni avranno luogo in idonei locali messi a disposizione dall’azienda nell’unità produttiva o in locali nelle immediate vicinanze di essa.
Il datore di lavoro, nelle unità produttive con almeno 200 dipendenti, pone permanentemente a disposizione della struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica, per l’esercizio delle sue funzioni, un idoneo locale all’interno dell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.
Inoltre il Consiglio di fabbrica ha diritto di usufruire, ove ne faccia richiesta, anche nelle unità produttive con un numero inferiore di dipendenti, di un locale idoneo per le sue riunioni.
La concentrazione di vapori, polveri, sostanze tossiche, nocive o pericolose non dovrà superare i limiti massimi (MAC) stabiliti dalle tabelle dell’American Conference of Governmental Industrial Hygienist secondo i criteri di applicazione indicati nelle tabelle stesse.
L’azienda adotterà le misure atte a ricondurre le situazioni di rischio esistenti in azienda entro i limiti di soglia.
In caso di innovazioni produttive che comportino l’esposizione dei lavoratori a nuovi agenti di rischio, l’azienda si atterrà alle acquisizioni scientifiche (tecnico-mediche) esistenti e ne darà preventiva informazione al Consiglio di fabbrica.
In attuazione del disposto dell’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300, i lavoratori, mediante il Consiglio di fabbrica, hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.
A tal fine il Consiglio di fabbrica, avvalendosi della sua struttura esecutiva:
b) presenta alla Direzione proposte per miglioramenti della predetta situazione applicativa;
c) concorda con la Direzione dell’unità aziendale la scelta di istituti specializzati qualora risulti necessario avvalersi dell’opera degli stessi per particolari indagini ed accertamenti sulle condizioni ambientali di lavoro.
Gli oneri relativi alle indagini nell’ambito dei casi, modi e termini concordati, sono a carico dell’azienda.
Gli istituti specializzati che potranno essere chiamati ad effettuare, mediante loro medici o esperti qualificati, indagini ed accertamenti dovranno essere scelti fra enti specializzati di diritto pubblico.
I medici ed i tecnici predetti sono vincolati al segreto sulle tecnologie e sulle tecniche di produzione di cui possono venire a conoscenza nello svolgimento dell’incarico loro affidato;
d) controlla l’applicazione concreta delle misure che l’azienda introduce sulla base di accordi o impegni precedentemente intercorsi;
e) presenta proposte ai fini dell’informazione, della sensibilizzazione e della formazione dei lavoratori in materia di prevenzione di infortuni e delle malattie professionali e specifiche, anche con l’utilizzo delle 150 ore di diritto allo studio secondo quanto previsto dall’art. 55;
f) controlla il costante aggiornamento dei registri dei dati ambientali, biostatistici e del libretto personale sanitario e di rischio.
Le aziende porteranno a conoscenza dei Consigli di fabbrica:
1) i programmi di investimenti concernenti il miglioramento dell’ambiente di lavoro e la sicurezza;
2) le informazioni sulle sostanze impiegate sulla base delle acquisizioni medico scientifiche sia a livello nazionale che internazionale;
3) informazioni sulle attrezzature di sicurezza, i sistemi di allarme e i mezzi di intervento previsti all’interno dello stabilimento nei casi di emergenza.
Qualora le suindicate iniziative dovessero comportare l’adozione di sostanziali modifiche agli impianti, tali da imporre la fermata totale o parziale degli stessi, l’azienda provvederà a utilizzare i lavoratori interessati in altre attività all’interno dello stabilimento e, ove ciò non fosse possibile, a esaminare con il Consiglio di fabbrica soluzioni alternative.
Laddove, a seguito delle indagini ambientali effettuate secondo le procedure previste dal presente Contratto, vengano individuate situazioni particolari di rischio, le parti concorderanno di volta in volta l’attuazione di accertamenti medici specifici per il personale interessato all’area di rischio individuata, nonché l’effettuazione di analisi volte a mantenere sotto controllo gli eventuali agenti di rischio nel posto di lavoro.
Quali strumenti idonei a concorrere ad un’efficace opera di prevenzione e tutela della salute sono istituiti il registro dei dati ambientali, il registro dei dati biostatistici, il libretto personale sanitario e di rischio, le schede delle sostanze.
I risultati delle rilevazioni ambientali e degli accertamenti vengono annotati sul "registro dei dati ambientali" conservato a cura dell’azienda e tenuto a disposizione dei membri del Consiglio di fabbrica.
I risultati statistici degli esami e delle visite mediche periodiche nonché le assenze per infortunio, per malattia professionale e malattia comune vengono annotati per ogni reparto sul "registro dei dati biostatistici".
Il registro viene compilato e conservato a cura dell’azienda e tenuto a disposizione del Consiglio di fabbrica.
I risultati delle visite mediche di assunzione e di quelle periodiche e degli eventuali esami clinici, nonché i dati relativi agli infortuni, alle malattie professionali ed ai fattori ambientali di nocività cui il singolo lavoratore è esposto vengono annotati sul "libretto personale sanitario e di rischio".
Il lavoratore interessato o il medico curante da lui autorizzato possono prendere visione in ogni momento del libretto personale sanitario e di rischio, ottenere dal medico di fabbrica delucidazioni ed informazioni in merito alle annotazioni in esso contenute nonché estratti del libretto stesso. Il libretto personale sanitario e di rischio viene compilato e conservato a cura dei servizi medici di fabbrica col vincolo del segreto professionale.
Le disposizioni contrattuali saranno da coordinare con eventuali norme di legge o altre norme comunque obbligatorie per le aziende, disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie con particolare riferimento al Servizio Sanitario Nazionale.
I dati biostatistici e ambientali saranno a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale e delle strutture sanitarie istituite nell’ambito delle regioni.
Le parti concordano di adottare la scheda di sicurezza delle sostanze. Il modello fac simile verrà definito a livello nazionale di settore entro sei mesi dalla firma del presente Contratto. La scheda riporterà le caratteristiche tossicologiche e di rischio delle sostanze, le modalità di manipolazione e gli interventi di pronto soccorso.
Le parti confermano inoltre l’impegno ad affrontare, nell’ambito degli incontri settoriali previsti dall’intesa di cui alla parte I, le tematiche riguardanti l’ambiente e la sicurezza.
In tali occasioni le parti:
- esamineranno e valuteranno eventuali proposte di legge ed iniziative di carattere normativo di interesse per il settore in materia di igiene ambientale, di sicurezza sul lavoro e di ecologia che venissero avanzate in Italia o dalla CEE;
- affronteranno le tematiche connesse alle emissioni in atmosfera, agli scarichi idrici e ai rifiuti solidi sulla base degli elementi disponibili;
- esamineranno e valuteranno le tematiche connesse al controllo dei grandi rischi e dei relativi programmi predisposti in ottemperanza delle direttive emanate dalle Autorità competenti. Ciò al fine di consentire una migliore conoscenza delle problematiche sulla base anche di specifiche esperienze e di fornire indicazioni e suggerimenti utili a favorire una normativa in linea con le realtà dell’industria petrolifera.
Per quanto riguarda gli abiti da lavoro, alle maestranze che non rientrino nei casi previsti nei commi successivi, le aziende forniranno gratuitamente in uso una tuta da lavoro ogni 12 mesi.
Allo scopo di assicurarne la normale manutenzione (lavaggio, riparazione ecc.) le aziende forniranno una tantum una seconda tuta all’atto della conferma in servizio.
Ai lavoratori che esplichino continuamente la loro attività in condizioni del tutto particolari o esposti alle intemperie, dovranno essere forniti quegli indumenti speciali che saranno più appropriati alle specifiche condizioni di lavoro.
Ai lavoratori addetti a lavori particolarmente imbrattanti, l’azienda fornirà mezzi detersivi idonei e sufficienti e assicurerà la possibilità del ricambio dell’abito durante il lavoro.
Alla fornitura degli abiti da lavoro, di cui ai tre precedenti commi, potrà essere provveduto mediante dotazione di reparto, facendo salve le opportune esigenze igieniche.
Inoltre, agli impiegati tecnici di raffineria, stabilimento, cantiere, deposito o laboratorio, che abbiano superato il periodo di prova, il cui vestiario sia esposto a particolare deterioramento durante l’esercizio delle loro attribuzioni ed a causa delle stesse, verrà fornito gratuitamente in uso, ogni 12 mesi, un abito da lavoro (tuta o camice), tenendo tuttavia presente le necessità di assicurare l’efficienza di detto abito agli effetti della sicurezza e dell’igiene del lavoro.
In relazione alle norme di legge sulla tutela del lavoro delle donne, dei fanciulli e degli adolescenti, la durata del riposo intermedio viene stabilita in un’ora (in mezz’ora, nel caso di lavoro a turno), quando l’orario di lavoro sia superiore alle 8 ore.
Le aziende industriali aderenti all’Asso-GPL non concederanno in appalto lavorazioni relative a cicli di produzione intendendosi come tali le lavorazioni comprese tra l’attacco e il distacco delle bombole dalla catena, incluse queste due fasi.
Le aziende non concederanno altresì in appalto operazioni di collaudo delle bombole all’interno dell’azienda. La verifica dell’attuazione della presente intesa sarà fatta in sede aziendale.
Le Organizzazioni firmatarie si adopereranno per la soluzione di eventuali problemi conseguenti all’applicazione di tale norma.
Salvo le deroghe e le eccezioni previste dalle leggi in vigore l’orario normale di lavoro per i lavoratori non turnisti né addetti agli orari particolari di cui al punto B) dell’art. 7 non potrà eccedere le 40 ore settimanali.
Per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia (ad es.: fattorino; guardiano; autista di vettura; portiere; infermiere patentato ecc.) l’orario normale di lavoro non potrà eccedere le 45 ore settimanali (44 per l’autista kilolitrico, autobottista e per l’autista rifornitore di aerei).
Le ore lavorate dagli addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia oltre le 40 e fino alle 45 ore settimanali (44 per l’autista kilolitrico, autobottista e per l’autista rifornitore di aerei) saranno compensate con il 100 per cento di quote orarie della paga di fatto.
L’orario di lavoro come sopra disposto sarà distribuito su cinque giorni della settimana per tutti i lavoratori non turnisti né addetti agli orari particolari di cui al punto B) dell’art. 7, intendendosi peraltro che il giorno di sosta sarà considerato lavorativo a tutti gli effetti escluse le ferie.
Le parti si danno atto dell’esigenza che la riduzione di orario già attuata a norma del Contratto precedente nonché quella di cui ai successivi commi si combini con un maggior livello di efficienza e produttività.
Fermo restando che eventuali riduzioni già in atto saranno assorbite fino a concorrenza della riduzione d’orario prevista dall’Accordo interconfederale del 22 gennaio 1983 nonché dalle riduzioni seguenti, a decorrere dal 1 ottobre 1988 ai lavoratori di cui al primo e secondo comma del presente articolo - fatta eccezione per i lavoratori addetti ad orari particolari di cui punto A) dell’art. 7, per i quali l’orario normale di lavoro sarà ridotto con pari decorrenza di 24 ore su base annua - è riconosciuta una riduzione dell’orario normale di lavoro pari a 20 ore annue.
Le ore di lavoro vengono contate con l’orologio dello stabilimento, ove esista.
L’orario di lavoro verrà esposto in apposita tabella da affiggere ai sensi dell’art. 12 del RDL 10 settembre 1923, n. 1955.
Unione petrolifera, Federchimica/Aipi e OO.SS. nazionali firmatarie del Contratto collettivo nazionale di lavoro, rilevato che rientra negli obiettivi comuni la realizzazione di condizioni di sempre maggior efficienza e competitività delle aziende del settore petrolifero privato, anche quale premessa indispensabile per favorire l’occupazione, riconoscono l’importanza di favorire a tal fine, secondo anche le indicazioni contenuto nell’Accordo interconfederale dell’8 maggio 1986, un sempre maggior sviluppo di corrette relazioni industriali e la ricerca di comportamenti coerenti da parte dei propri rappresentanti.
A) In relazione a quanto sopra, Unione petrolifera, Federchimica/Aipi e OO.SS. nazionali, mentre riaffermano l’esigenza di un più puntuale utilizzo della normativa contrattuale relativa ai diritti di informazione, concordano - ferme restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori - di esaminare, con riferimento agli incontri settoriali previsti dalla citata normativa contrattuale, le problematiche generali del settore con la periodicità richiesta dai problemi stessi, esprimendo le loro valutazioni ed orientamenti, finalizzati alla individuazione, con la preventività possibile, delle occasioni di sviluppo e delle condizioni per favorirle nonché dei punti di debolezza e delle possibilità di superamento anche attraverso ristrutturazioni, razionalizzazioni e mobilità basata sulla riutilizzazione economicamente valida delle risorse produttive e professionali.
- l’andamento del mercato nazionale e internazionale nonché, sulla base dei dati complessivi, sulle previsioni degli investimenti, le prospettive produttive e gli effetti sull’occupazione di tali prospettive;
- le problematiche occupazionali poste dall’introduzione di importanti innovazioni tecnologiche con riguardo alla possibilità di realizzare programmi formativi e di riqualificazione professionale dei lavoratori interessati;
- le tematiche della sicurezza e dell’ecologia anche con riferimento ai rapporti con le istituzioni, prevedendo le necessarie articolazioni territoriali;
- l’andamento dell’occupazione nel settore ed in particolare di quella giovanile o femminile in rapporto rispettivamente all’Accordo interconfederale 8 maggio 1986 sui contratti di formazione e lavoro e alle possibili azioni positive in linea con la Raccomandazione CEE 1984 e le disposizioni legislative che dovessero essere emanate in merito nonché con quanto stabilito dall’attuale legislazione in tema di parità uomo-donna;
- l’andamento del costo del lavoro e il rapporto fra questo e la legislazione in materia contributiva, assistenziale ed antinfortunistica, nonché le problematiche poste dalla legislazione sociale. Ciò anche al fine di una valutazione della competitività internazionale.
B) Le aziende, nell’assolvere gli impegni previsti dal contratto per i loro livelli, si riferiranno agli orientamenti e alle risultanze emerse nell’ambito degli incontri di cui sopra.
Le OSL in merito al problema dell’assetto degli impianti di raffineria, durante l’esercizio del diritto di sciopero, riconfermano, nell’ambito della loro autonomia, gli impegni contrattuali tesi ad assicurare, nel comune interesse, un congiunto esame dei problemi connessi all’incolumità delle persone, le condizioni di sicurezza e l’integrità degli impianti a ciclo continuo.
Su tali argomenti le OSL nazionali-territoriali ed i CdF hanno aperto un dibattito teso a realizzare comportamenti omogenei.
In questa logica le OSL sono disponibili a che siano adottate soluzioni tecniche capaci di realizzare gli impegni sopra espressi attraverso accordi da realizzare a livello locale tra CdF e Direzioni aziendali sui seguenti problemi:
- assetto degli impianti di particolare complessità tecnologica, sofisticazione del processo produttivo, di delicatezza delle strutture che comunque non potrà essere gestito come mezzo per garantire quote di produzione durante l’effettuazione delle azioni di sciopero.
Le scriventi OSL si impegnano entro il corrente anno ad aprire un confronto con le controparti sia per verificare le esperienze svolte a livello aziendale, sia per proporre gli orientamenti e le decisioni scaturite dal dibattito con i lavoratori.
Roma, 6 marzo 1981.

References: Art. 7

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 14

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 34

Art. 35

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

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Art. 54

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Art. 62

Art. 63