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Timestamp: 2018-06-19 01:55:16+00:00

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Compiti organismi paritetici - PDF
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2 Compiti organismi paritetici Art. 2 D.lgs 81/ definizioni: organismi paritetici: organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attività formative e l elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; l assistenza alle imprese finalizzata all attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento;
3 Compiti organismi paritetici Articolo 10 - Informazione e assistenza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro : In particolare l art. 10 assegna agli organismi paritetici «attività di informazione, assistenza, consulenza, formazione, promozione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, in particolare nei confronti delle imprese artigiane delle imprese agricole e delle piccole e medie imprese e delle rispettive associazioni dei datori di lavoro
4 Compiti organismi paritetici Articolo 51 - Organismi paritetici 3. Gli organismi paritetici possono supportare le imprese nell individuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro; 3-bis. Gli organismi paritetici svolgono o promuovono attività di formazione, anche attraverso l impiego dei fondi interprofessionali di cui all articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, e dei fondi di cui all articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, nonché, su richiesta delle imprese, rilasciano una attestazione dello svolgimento delle attività e dei servizi di supporto al sistema delle imprese, tra cui l asseverazione della adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza di cui all articolo 30, della quale gli organi di vigilanza possono tener conto ai fini della programmazione delle proprie attività; 3-ter. Ai fini di cui al comma 3-bis, gli organismi paritetici istituiscono specifiche commissioni paritetiche, tecnicamente competenti;
5 Il COBIS Veneto e Bellunese Nell artigianato Veneto nel 2003 è stato costituito il sistema di rappresentanza della sicurezza denominato COBIS. Il Cobis è costituito dalle rappresentanze sindacali e datoriali. Al livello Provinciale la commissione COBIS da alcuni anni attua progetti per la promozione della cultura della sicurezza sul lavoro, e coordina l attività degli RTLS
6 Tali norme hanno lo scopo di promuovere la cultura della sicurezza come valore aggiunto delle aziende, tuttavia la prevenzione a volte è intesa come un obbligo fine a se stesso e come mero onere economico per l azienda stessa. L implementazione di un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza nel Luogo di Lavoro (SGSL) è lo strumento privilegiato per permettere alle aziende di creare un sistema organizzativo efficace nella gestione della salute e sicurezza e capace di realizzare miglioramenti
7 PERCHE UN SGSL PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE? Chiedono gli imprenditori I costi sociali ed umani per la mancata applicazione della sicurezza sono una realtà consolidata ma spesso non considerati fino all accadimento di un incidente o di un evento letale. A volte c è anche disinformazione, poca chiarezza, difformità di applicazione, continuo legiferare, costi elevati di consulenza, di dispositivi di tariffe. Deve essere facilmente applicabile anche alle piccole realtà produttive che hanno a disposizione limitate risorse in termini di denaro, tempo e persone dedicate
8 TANTE NORME, TANTI DOCUMENTI CONFUSI = PAURA Non so cosa fare, quando, come e con chi Non so cosa tenere e cosa buttare!!! DEVO FARE ORDINE Identifico esattamente cosa e come devo mantenere aggiornato ed archiviato Individuo quello che devo fare, quando farlo, come farlo e con chi farlo QUINDI??? Organizzo i documenti e le valutazioni secondo la logica con cui l Azienda nasce e si sviluppa So COSA, QUANDO, COME e CHI!
9 Come mi organizzo? con le procedure!!! Quali? Le Linee di indirizzo degli SPISAL della Regione Veneto sono state valutate positivamente dalle piccole e micro imprese e dagli Enti della bilateralità del settore artigiano quale valido strumento di definizione di un sistema di gestione e sono state utilizzate per la predisposizione del modello Lavorare Insieme in Sicurezza Con l implementazione svolta dal CATA tali linee di indirizzo non si discostano dalle indicazioni riportate dalle linee guida dell INAIL e dall art. 30
10 Procedure concrete Adottare un modello gestionale che dia alle aziende risposte concrete e soprattutto univoche attraverso l adozione di uno strumento informatico che codifica e standardizza le procedure,che mantenga uno storico, dando un valido supporto a tutti gli attori datori di lavoro, lavoratori, preposti, RLS/RLST, medico competente, enti di controllo, i consulenti delle associazioni, che concorrono all ottimizzazione aziendale della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro realizzando così PROBABILMENTE evidenti risultati positivi sia di natura etica che economica
11 SCOPO DEL PROGETTO Il Progetto è nato con lo scopo di applicare in maniera effettiva e condivisa uno strumento informatico di gestione della sicurezza sul lavoro denominato Lavorare Insieme in Sicurezza. Già nel titolo si è voluto porre in evidenza l importanza che tutte le figure sia interne che esterne all azienda collaborino con l unico fine di migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso un sistema innovativo e moderno
12 LE PROCEDURE PROCEDURA 1 DOCUMENTI AZIENDALI VALUTAZIONI DEI RISCHI 1 ANGRAFICA AZIENDA 2 ORGANIGRAMMA SICUREZZA 3 - ATTIVITA 4 L AGIBILITA 5 LE VALUTAZIONI DEI RISCHI 6 - VR RUMORE 7 VR CHIMICO 8 - VR INCENDIO 9 PIANTINA 10 PIANO GESTIONE EMERGENZE 11 DOCUMENTI 12 - PROCEDURA 2 MACCHINARI E ATTREZZATUR E 1 DATI IDENTIFICATIVI 2 CALEND. MANUT. 3 REG. MANUT. 4 DENUNCIA INAIL ARPAV 5 - LIBRETTI D USO MANUT. 6 - DOCUMENTI SOSTANZE CHIMICHE 1 DESCRIZIONE SOSTANZA 2 PERICOLOSITA PRODOTTO 3 SCHEDE DI SICUREZZA 4 QUANTITA 5 - DOCUMENTI PROCEDURA 3 DPI 1 TIPOLOGIA DISPOSITIVO 2 DURATA 3 MANUTENZIONE 4 DOCUMENTI PROCEDURA 4 I PROTOCOLLI SANITARI 1 - DESCRIZIONE PROTOCOLLO 2 PERIODICITA 3 SOPRALLUOGO DEL MEDICO LA SICUREZZA VA GESTITA E NON SUBITA
13 LO SCADENZARIO
14 LE VALUTAZIONI DEI RISCHI
15 LE PROCEDURE PROCEDURA 1 DOCUMENTI AZIENDALI VALUTAZIONI DEI RISCHI 1 ANGRAFICA AZIENDA 2 ORGANIGRAMMA SICUREZZA 3 - ATTIVITA 4 L AGIBILITA 5 LE VALUTAZIONI DEI RISCHI 6 - VR RUMORE 7 VR CHIMICO 8 - VR INCENDIO 9 PIANTINA 10 PIANO GESTIONE EMERGENZE 11 DOCUMENTI 12 - PROCEDURA 2 MACCHINARI E ATTREZZATUR E 1 DATI IDENTIFICATIVI 2 CALEND. MANUT. 3 REG. MANUT. 4 DENUNCIA INAIL ARPAV 5 - LIBRETTI D USO MANUT. 6 - DOCUMENTI SOSTANZE CHIMICHE 1 DESCRIZIONE SOSTANZA 2 PERICOLOSITA PRODOTTO 3 SCHEDE DI SICUREZZA 4 QUANTITA 5 - DOCUMENTI PROCEDURA 3 DPI 1 TIPOLOGIA DISPOSITIVO 2 DURATA 3 MANUTENZIONE 4 DOCUMENTI PROCEDURA 4 I PROTOCOLLI SANITARI 1 - DESCRIZIONE PROTOCOLLO 2 PERIODICITA 3 SOPRALLUOGO DEL MEDICO LA SICUREZZA VA GESTITA E NON SUBITA
16 LE MANUTENZIONI
17 LE PROCEDURE PROCEDURA 1 DOCUMENTI AZIENDALI VALUTAZIONI DEI RISCHI 1 ANGRAFICA AZIENDA 2 ORGANIGRAMMA SICUREZZA 3 - ATTIVITA 4 L AGIBILITA 5 LE VALUTAZIONI DEI RISCHI 6 - VR RUMORE 7 VR CHIMICO 8 - VR INCENDIO 9 PIANTINA 10 PIANO GESTIONE EMERGENZE 11 DOCUMENTI 12 - PROCEDURA 2 MACCHINARI E ATTREZZATUR E 1 DATI IDENTIFICATIVI 2 CALEND. MANUT. 3 REG. MANUT. 4 DENUNCIA INAIL ARPAV 5 - LIBRETTI D USO MANUT. 6 - DOCUMENTI SOSTANZE CHIMICHE 1 DESCRIZIONE SOSTANZA 2 PERICOLOSITA PRODOTTO 3 SCHEDE DI SICUREZZA 4 QUANTITA 5 - DOCUMENTI PROCEDURA 3 DPI 1 TIPOLOGIA DISPOSITIVO 2 DURATA 3 MANUTENZIONE 4 DOCUMENTI PROCEDURA 4 I PROTOCOLLI SANITARI 1 - DESCRIZIONE PROTOCOLLO 2 PERIODICITA 3 SOPRALLUOGO DEL MEDICO LA SICUREZZA VA GESTITA E NON SUBITA
18 I DPI CONSEGNATI
19 LE PROCEDURE PROCEDURA 1 DOCUMENTI AZIENDALI VALUTAZIONI DEI RISCHI 1 ANGRAFICA AZIENDA 2 ORGANIGRAMMA SICUREZZA 3 - ATTIVITA 4 L AGIBILITA 5 LE VALUTAZIONI DEI RISCHI 6 - VR RUMORE 7 VR CHIMICO 8 - VR INCENDIO 9 PIANTINA 10 PIANO GESTIONE EMERGENZE 11 DOCUMENTI 12 - PROCEDURA 2 MACCHINARI E ATTREZZATUR E 1 DATI IDENTIFICATIVI 2 CALEND. MANUT. 3 REG. MANUT. 4 DENUNCIA INAIL ARPAV 5 - LIBRETTI D USO MANUT. 6 - DOCUMENTI SOSTANZE CHIMICHE 1 DESCRIZIONE SOSTANZA 2 PERICOLOSITA PRODOTTO 3 SCHEDE DI SICUREZZA 4 QUANTITA 5 - DOCUMENTI PROCEDURA 3 DPI 1 TIPOLOGIA DISPOSITIVO 2 DURATA 3 MANUTENZIONE 4 DOCUMENTI PROCEDURA 4 I PROTOCOLLI SANITARI 1 - DESCRIZIONE PROTOCOLLO 2 PERIODICITA 3 SOPRALLUOGO DEL MEDICO LA SICUREZZA VA GESTITA E NON SUBITA
20 I PROTOCOLLI SANITARI
21 LE PROCEDURE PROCEDURA 5 I PIANI DI FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO 1 CARATTERISTICHE, TIPOLOGIA DELLA FORMAZIONE/CORSO 2 DESCRIZIONE PROGRAMMA 3 N. DI ORE 4 I PARTECIPANTI DATA FORMAZIONE 5 I DOCENTI LE MODALITA 6 IL GIUDIZIO IL DOCUMENTO RILASCIATO 7 SCADENZE 8 DOCUMENTI PROCEDURA 6 INFORTUNI INCIDENTI COMP.PERICOL OSI 1 TIPO DI EVENTO 2 SOGGETTI COINVOLTI 3 TEMPI E TIPO DI PREVENZIONE 4 COSTI STIMATI LAVORATORI 1 RUOLI 2 NOMINE RSPP EMERG. 3 - MANSIONI LIVELLO ESP. RISCHI 4 - REPARTI AMBIENTI DI LAVORO 5 CONSEGNA DPI 6 ATTREZZ., SOSTANZE UTILIZZATE 7 SORV. SANITARIA 8 - FORMAZIONE ADDESTR. 9 INFORTUNI, INCIDENTI 10- CONTESTAZIONI 11 DOCUMENTI GESTIONE ANTINCENDIO 1 DESCRIZIONE IMPIANTO/APPARECCHIAT URA 2 UBICAZIONE 3 CALENDARIO INTERVENTI PROGRAMMATI 4 REGISTRO INTERVENTI EFFETTUATI 5 SCADENZE 6 DOCUMENTI PROCEDURA 7 APPALTI 1 DATI APPALTO 2 FATTORI DI RISCHIO 3 - DUVRI 4 - IDONEITA TECNICO PROF. 5 POS 6 - PIMUS 7 TESSERINO DI RICONOSC. 8 DOCUMENTI LA SICUREZZA VA GESTITA E NON SUBITA
22 LA FORMAZIONE
23 LE PROCEDURE PROCEDURA 5 I PIANI DI FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO 1 CARATTERISTICHE, TIPOLOGIA DELLA FORMAZIONE/CORSO 2 DESCRIZIONE PROGRAMMA 3 N. DI ORE 4 I PARTECIPANTI DATA FORMAZIONE 5 I DOCENTI LE MODALITA 6 IL GIUDIZIO IL DOCUMENTO RILASCIATO 7 SCADENZE 8 DOCUMENTI PROCEDURA 6 INFORTUNI INCIDENTI COMP.PERICOL OSI 1 TIPO DI EVENTO 2 SOGGETTI COINVOLTI 3 TEMPI E TIPO DI PREVENZIONE 4 COSTI STIMATI LAVORATORI 1 RUOLI 2 NOMINE RSPP EMERG. 3 - MANSIONI LIVELLO ESP. RISCHI 4 - REPARTI AMBIENTI DI LAVORO 5 CONSEGNA DPI 6 ATTREZZ., SOSTANZE UTILIZZATE 7 SORV. SANITARIA 8 - FORMAZIONE ADDESTR. 9 INFORTUNI, INCIDENTI 10- CONTESTAZIONI 11 DOCUMENTI GESTIONE ANTINCENDIO 1 DESCRIZIONE IMPIANTO/APPARECCHIAT URA 2 UBICAZIONE 3 CALENDARIO INTERVENTI PROGRAMMATI 4 REGISTRO INTERVENTI EFFETTUATI 5 SCADENZE 6 DOCUMENTI PROCEDURA 7 APPALTI 1 DATI APPALTO 2 FATTORI DI RISCHIO 3 - DUVRI 4 - IDONEITA TECNICO PROF. 5 POS 6 - PIMUS 7 TESSERINO DI RICONOSC. 8 DOCUMENTI LA SICUREZZA VA GESTITA E NON SUBITA
24 GLI INFORTUNI
25 LE PROCEDURE PROCEDURA 5 I PIANI DI FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO 1 CARATTERISTICHE, TIPOLOGIA DELLA FORMAZIONE/CORSO 2 DESCRIZIONE PROGRAMMA 3 N. DI ORE 4 I PARTECIPANTI DATA FORMAZIONE 5 I DOCENTI LE MODALITA 6 IL GIUDIZIO IL DOCUMENTO RILASCIATO 7 SCADENZE 8 DOCUMENTI PROCEDURA 6 INFORTUNI INCIDENTI COMP.PERICOL OSI 1 TIPO DI EVENTO 2 SOGGETTI COINVOLTI 3 TEMPI E TIPO DI PREVENZIONE 4 COSTI STIMATI LAVORATORI 1 RUOLI 2 NOMINE RSPP EMERG. 3 - MANSIONI LIVELLO ESP. RISCHI 4 - REPARTI AMBIENTI DI LAVORO 5 CONSEGNA DPI 6 ATTREZZ., SOSTANZE UTILIZZATE 7 SORV. SANITARIA 8 - FORMAZIONE ADDESTR. 9 INFORTUNI, INCIDENTI 10- CONTESTAZIONI 11 DOCUMENTI GESTIONE ANTINCENDIO 1 DESCRIZIONE IMPIANTO/APPARECCHIAT URA 2 UBICAZIONE 3 CALENDARIO INTERVENTI PROGRAMMATI 4 REGISTRO INTERVENTI EFFETTUATI 5 SCADENZE 6 DOCUMENTI PROCEDURA 7 APPALTI 1 DATI APPALTO 2 FATTORI DI RISCHIO 3 - DUVRI 4 - IDONEITA TECNICO PROF. 5 POS 6 - PIMUS 7 TESSERINO DI RICONOSC. 8 DOCUMENTI LA SICUREZZA VA GESTITA E NON SUBITA
26 I LAVORATORI
27 ESPOSIZIONE RISCHI
28 DOCUMENTI UTILI INSERITI NEL GESTIONALE LA POLTICA DEL SISTEMA DI GESTIONE LE STAMPE DEI DOCUMENTI LA GESTIONE DELLE NORMATIVE LISTE DI CONTROLLO PER GLI AUDIT INTERNI LINEE DI INDIRIZZOPER LA VALUTAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DELLA SICUREZZA LINEE GUIDA E PROCEURE SCADENZARIO PIANO DI MIGLIORAMENTO
29 RISULTATI E VANTAGGI migliorare la prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro; standardizzare ed ottimizzare le procedure per modificare positivamente i comportamenti dei lavoratori contribuendo così a diminuire la gravità ed il numero degli infortuni; coinvolgere i lavoratori che divengono parte attiva delle azioni di prevenzione nei luoghi di lavoro e prendono maggiore coscienza dell importanza della materia; innalzare la soglia di attenzione sulla prevenzione con conseguente complessiva riduzione di comportamenti pericolosi; Visione unitaria delle problematiche della sicurezza relative all azienda
30 RISULTATI E VANTAGGI Organizzazione e semplificazione dei documenti(meno carte) Facile gestione delle scadenze Impostato il sistema facilità di mantenerlo aggiornato Standardizzazione di procedure (piani formativi, valutazioni dei rischi ) su realtà simili Maggior entusiasmo nel gestire la sicurezza da parte dell imprenditore, del preposto Meno sprechi
31 ESPERIENZE Tipologia di Aziende che lo stanno utilizzando In genere le piccole imprese adottano il gestionale informatico per gestire scadenze e documenti Aziende più strutturate mettono a sistema la gestione in maniera completa e per condividere le informazioni.
32 ESPERIENZE Numeri e tipologia di Aziende che adottano il gestionale: sono più di 150 le aziende che hanno adottato il gestionale di varie attività produttive Edilizia, Legno, Metalmeccanica, Impiantisti, Trasporti, Servizi, i comparti maggiormente rappresentati
33 Limiti e sviluppi futuri Esimente ai fini 231 Richiesta da parte delle aziende di integrazione con altri gestionali : qualità, ambiente, manutenzioni, gestione costi Possibilità di diventare vero e proprio «sistema informativo sulla sicurezza» diffuso, utilizzabile anche per la formazione interna Utilizzo dei dati a fini statistici e di programmazione e controllo per il miglioramento continuo (statistiche)
MicroMOG. Un Modello Organizzativo Gestionale per le piccole e micro imprese. Ing. Alberto Recami ARECO sas Firenze 055.496894 areco@tiscali.
MicroMOG Un Modello Organizzativo Gestionale per le piccole e micro imprese Ing. Alberto Recami ARECO sas Firenze 055.496894 areco@tiscali.it E POSSIBILE ed UTILE PER LE PICCOLE e MICRO IMPRESE ADOTTARE

References: Art. 2
 Articolo 10
 art. 10
 Articolo 51
 articolo 118
 articolo 12
 articolo 30
 art. 30