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Timestamp: 2014-03-08 19:42:16+00:00

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Legge Regionale 30 aprile 2009, n. 14
Nuova disciplina per l�esercizio dell�attivit� agrituristica, didattica e sociale nelle aziende agricole
CAPITOLO I - Agriturismo
1. La Regione, in armonia con i programmi di sviluppo rurale dell�Unione
Europea e dello Stato, nel quadro dei principi e delle finalit� della legge 20
febbraio 2006, n. 96, �Disciplina dell�agriturismo�, con i propri strumenti di
programmazione, sostiene l�agricoltura anche mediante la promozione di forme
idonee di turismo nelle aree rurali.
2. La presente legge ha lo scopo di sostenere e disciplinare nel
territorio regionale l�attivit� agrituristica, didattica e sociale nelle
aziende agricole, al fine di:
- incentivare la permanenza degli imprenditori agricoli nelle aree rurali
favorendo la multifunzionalit� della loro attivit� per l�incremento e la
differenziazione del reddito agricolo e per il miglioramento delle condizioni
economiche e sociali nelle aree rurali;
- favorire lo sviluppo e la valorizzazione del territorio agricolo, in
particolare quello montano e collinare, e del suo patrimonio edilizio rurale e
un equilibrato rapporto tra citt� e campagna;
- valorizzare ed incentivare la cultura enogastronomica calabrese attraverso
l�utilizzo delle produzioni aziendali, locali, tradizionali, tipiche e
- favorire la conservazione e la conoscenza delle tradizioni e delle
iniziative culturali del mondo agricolo e valorizzare i prodotti tipici e le
produzioni locali;
- tutelare, qualificare e valorizzare il patrimonio agricolo, socio- culturale
e ambientale della Calabria, attraverso azioni di sviluppo Integrato tra
agricoltura, turismo e cultura;
- contribuire al riequilibrio socio- economico ed allo sviluppo dell�intero
territorio rurale regionale;
- agevolare le iniziative degli imprenditori agricoli, favorendo i giovani, le
donne e gli imprenditori agricoli professionali e, tra questi, coloro i quali
adottano tecniche agricole a basso impatto ambientale;
- promuovere l�educazione alimentare;
- recuperare e valorizzare il patrimonio edilizio rurale, tutelando le
peculiarit� paesaggistiche, storiche ed architettoniche dei fabbricati
destinati alle attivit� agrituristiche;
- vietare, nei pressi degli agriturismi e comunque nei facenti parte dei
parchi naturali, l�insediamento di attivit� potenzialmente pregiudizievoli per
l�ambiente e per il paesaggio.
Articolo 2 - Definizione di attivit� agrituristica e rapporto di prevalenza e connessione
1. Per attivit� agrituristiche si intendono esclusivamente le attivit� di
ricezione ed ospitalit� esercitate dagli imprenditori agricoli di cui
all�articolo 2135 del codice civile e articolo 1 del Decreto legislativo 18
maggio 2001 n. 228 �Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a
norma dell�articolo 7 della legge 3 marzo 2001, n. 57� e articolo 1 del
Decreto Legislativo 29 marzo 2004 n. 99 �Disposizioni in materia di soggetti e
attivit�, integrit� aziendale e semplificazione amministrativa in agricoltura,
a norma dell�articolo 1, comma 2, lettere d), f,) g), l) ed e), della legge 7
marzo 2003, n. 38� e s.m.i., anche nella forma di societ� di capitali o di persone, oppure associati fra loro, attraverso l�utilizzazione della propria
azienda in rapporto di complementariet� e attivit� connesse, rispetto
all�attivit� di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di
animali, che devono rimanere principali.
2. Rientrano tra le attivit� agrituristiche:
a) dare ospitalit� in alloggi di cui al successivo art. 7;
b) dare ospitalit� in spazi aperti destinati alla sosta dei campeggiatori e
c) somministrare, pasti e bevande, ivi compresi quelli a carattere alcolico e
super alcolico costituiti da prodotti aziendali, ottenuti anche attraverso
lavorazioni esterne ed interne all�azienda, nonch� da prodotti di aziende
agricole del territorio regionale con preferenza ai prodotti caratterizzati
dai marchi DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG, biologici e compresi nell�elenco dei
prodotti agroalimentari tradizionali, per come disciplinati all�articolo 10;
d) organizzare degustazioni di prodotti aziendali, ivi inclusa la mescita di
vini, alla quale si applica la legge 27 luglio 1999, n. 268 �Disciplina delle
strade del vino� e la vendita dei prodotti; nonch� degustazione di altri
prodotti tipici della gastronomia regionale ispirati a specifici itinerari
e) organizzare, anche all�esterno dei beni fondiari nella disponibilit�
dell�imprese e nelle strutture comuni realizzate dalle imprese associate, le
seguenti attivit� connesse:
- attivit� ricreative;
- attivit� didattiche e culturali finalizzate alla riscoperta del patrimonio
enogastronomico, etno- antropologico ed artigianale calabrese quali corsi,
seminari, visite di ecomusei, musei del territorio e della cultura contadina;
visite di siti turistici rurali inseriti in itinerari culturali tematici;
nonch� di turismo religioso- culturale;
- attivit� di raccolta ed esposizione di attrezzi ed oggetti utilizzati nei
processi produttivi tradizionali e nei laboratori artigianali con funzione
illustrativa delle attivit� agricole e degli aspetti di vita rurale;
- attivit� di pratica sportiva, pesca sportiva, attivit� agro- faunistiche-venatorie,
escursionismo, ippoterapia e attivit� affini.
3. Costituiscono attivit� connesse all�azienda agricola e possono essere
esercitate dalle aziende agrituristiche le:
- attivit� didattiche, comprese l�organizzazione di �fattorie didattiche�
attraverso percorsi formativi all�interno dell�azienda o delle aziende
associate, che rispondono ai requisiti previsti dalla Carta della qualit�
delle fattorie didattiche;
- attivit� sociali (fattorie sociali) che prevedono attivit� mirate a favorire
il benessere e il reinserimento sociale di persone svantaggiate attraverso
mansioni specifiche a contatto con l�ambiente rurale. Considerata la
particolare attenzione che deve essere rivolta allo svolgimento di questa
attivit�, gli operatori agrituristici dovranno, se svolte direttamente, essere
in possesso degli eventuali attestati che li qualifichino a svolgere tale
4. Le attivit� di cui ai commi precedenti sono finalizzate alla
valorizzazione del territorio, del patrimonio e della cultura rurale e possono
essere realizzate anche per mezzo di convenzioni con enti locali ed
associazioni culturali locali.
5. L�attivit� agrituristica pu� essere realizzata in forma associata con
l�utilizzo di strutture e spazi messi a disposizione dalle aziende
agrituristiche o da soggetti pubblici.
Articolo 3 - Operatori agrituristici
1. Le attivit� agrituristiche, di cui all�art. 2, possono essere
esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all�articolo 2135 del codice
civile, all�art. 1 del Decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 228 e
all�articolo 1 del Decreto Legislativo 29 marzo 2004 n. 99 e s.m.i., che sono
in possesso del certificato di abilitazione all�esercizio dell�attivit�
agrituristica per come previsto nel successivo art.12 della presente legge,
anche nella forma di societ� di capitali o di persone, oppure associati tra
loro, nella forma di societ� cooperative di imprenditori agricoli e loro
consorzi, purch� utilizzino per lo svolgimento delle attivit� agrituristiche
prevalentemente i prodotti e le strutture aziendali dei soci.
2. Possono essere addetti allo svolgimento dell�attivit� agrituristica,
l�imprenditore agricolo e i suoi familiari ai sensi dell�articolo 230- bis del
codice civile, nonch� i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato,
determinato e parziale. Il personale addetto e i familiari dell�imprenditore
dovranno essere inquadrati con contratti per lavoratori agricoli ai fini della
vigente disciplina previdenziale, assicurativa e fiscale. Per lo svolgimento
di attivit� relative a servizi complementari � consentito il ricorso a
fornitori esterni, da disciplinare con il Regolamento di attuazione previsto
dalla presente legge.
Articolo 4 - Criteri per la valutazione del rapporto di connessione dell�attivit�
agrituristica con l�attivit� agricola
1. Le attivit� di cui all�articolo 2 devono essere esercitate attraverso
l�utilizzazione dell�azienda in rapporto di connessione e complementariet� con
le attivit� di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento degli
animali. Il rapporto di connessione si realizza quando nell�esercizio delle
attivit� agrituristiche sono utilizzate le materie prime ed i locali
dell�azienda agricola.
2. Le attivit� agricole devono rimanere prevalenti rispetto alle attivit�
agrituristiche. Detta prevalenza � realizzata quando il tempo di lavoro
necessario per l�esercizio dell�attivit� agricola e delle produzioni, nel
corso dell�anno solare, � superiore al tempo necessario per l�esercizio
dell�attivit� agrituristica. Per le attivit� agrituristiche svolte in forma
associativa o cooperativa il calcolo del tempo-lavoro viene effettuato
sommando i rispettivi valori di ciascuna azienda.
3. Le imprese agricole dove si svolge attivit� agrituristica sono
obbligate alla costituzione del fascicolo aziendale ai sensi del DPR 503/99 e
D.lgs. 99/2004.
4. Per le aziende ricadenti nelle aree di montagna definite ai sensi
della normativa comunitaria vigente, nonch� nelle aree comprese nei parchi
nazionali e regionali o che pur non ricadendo in dette zone, praticano
agricoltura biologica, il tempo dedicato all�attivit� agricola viene
moltiplicato per un coefficiente compensativo pari a 2.
5. Le tabelle per il calcolo delle ore lavorative convenzionali
occorrenti per le singole attivit� agricole e per le attivit� agrituristiche
sono contenute nell�allegato A.
6. Il rapporto di connessione � presunto, quando:
a) la ricezione e somministrazione di pasti e bevande interessano un
numero di ospiti non superiore a 10 l�attivit� agricola si considera comunque
prevalente, purch� l�azienda coltivi una superficie di almeno 2 ettari;
b) nel caso di aziende che danno ospitalit� ai campeggiatori utilizzando
fino a cinque piazzole.
7. Nei casi di cui al comma 6 � consentito l�uso della cucina domestica.
Articolo 5 - Zone di prevalente interesse agrituristico
1. Sono considerate di prevalente interesse agrituristico le aree interne
ai parchi e alle aree naturali protette definite con leggi nazionali e
regionali e le aree contigue, individuate ai sensi dell�articolo 32 della
legge 6 dicembre 1991, n. 394 �Legge Quadro sulle aree protette� e s.m.i..
Articolo 6 - Limiti all�esercizio dell�attivit� agrituristica
1. L�attivit� agrituristica � consentita secondo i volumi di seguito
a) numero di posti letto massimo 30;
b) numero di posti tenda o roulotte massimo 10;
c) numero di posti tavola per pasto massimo 60 su media annua, secondo
modalit� da individuarsi con il regolamento di attuazione della presente legge.
2. L�attivit� agrituristica pu� essere svolta tutto l�anno oppure, previa
comunicazione al comune, secondo periodi stabiliti preventivamente
dall�imprenditore agricolo.
3. Lo svolgimento dell�attivit� agrituristica nel rispetto delle
disposizioni previste dalla seguente legge, comporta la conseguente
applicazione delle disposizioni fiscali di cui all�articolo 5 della legge 30
dicembre 1991, n. 413 �Disposizioni per ampliare le basi imponibili, per
razionalizzare, facilitare e potenziare l�attivit� di accertamento;
disposizioni per la rivalutazione obbligatoria dei beni immobili delle
imprese, nonch� per riformare il contenzioso e per la definizione agevolata
dei rapporti tributari pendenti; delega al Presidente della Repubblica per la
concessione di amnistia per reati tributari; istituzioni dei centri di
assistenza fiscale e del conto fiscale�, nonch� di ogni altra normativa
previdenziale o comunque settoriale, riconducibile all�attivit� agrituristica.
Articolo 7 - Locali per attivit� agrituristiche
1. Possono essere utilizzati per attivit� agrituristiche i locali siti
nell�abitazione dell�imprenditore agricolo ubicata nel fondo, nonch� gli
edifici o parte di essi esistenti nel fondo. Sono da intendersi come strutture
da adibire ad attivit� agrituristica soltanto quelle che rivestono carattere
di ruralit� e che sono state realizzate esclusivamente per tale scopo e che
appartengono alla vecchia edilizia rurale.
2. I fondi e gli edifici destinati allo svolgimento di attivit�
agrituristiche, nel rispetto delle norme di cui alla presente legge, sono
strumentali all�esercizio dell�attivit� agricola, sia dal punto di vista
fiscale ai sensi dell�articolo 3 comma 156, della legge 23 dicembre 1996, n.
662 �Misure di razionalizzazione della finanza pubblica�, sia da quello della
3. I requisiti edilizi per i locali da adibire ad usi agrituristici sono
quelli previsti per strutture di civile abitazione e quindi con tutte le
deroghe ed eccezioni previste dai regolamenti edilizi comunali nei diversi
ambiti geografici. I locali utilizzati ad uso agrituristico sono assimilabili
ad ogni effetto alle abitazioni rurali.
4. Non possono essere realizzate nuove costruzioni per l�attivit�
agrituristica e per le attrezzature di servizi ad essa afferenti.
5. L�edificazione di nuovi volumi potr� essere consentita solo se si
configura in termini di adeguamento delle strutture esistenti e di pi�
funzionale fruizione delle stesse, compresi gli ampliamenti necessari
all�adeguamento igienico-sanitario e tecnologico, nonch� per la realizzazione
di strutture di servizi ad essa afferenti (aula per attivit� didattiche e spazi sociali). Non � consentito nessun ampliamento dei fabbricati esistenti
per l�aumento della capacit� ricettiva (ristorazione e alloggi).
6. L�utilizzazione agrituristica non comporta cambio di destinazione
d�uso degli edifici e dei fondi rustici censiti come rurali.
7. Gli spazi destinati alla sosta dei campeggiatori devono possedere i requisiti igienico-sanitari cos� come previsto dalle vigenti norme in materia.
8. Ai fini del superamento e dell�eliminazione delle barriere
architettoniche nelle strutture agrituristiche, si applicano le disposizioni
previste dal D.M. 14 giugno 1989, n. 236 �Prescrizioni tecniche necessarie a
garantire l�accessibilit�, l�adattabilit� e la visitabilit� degli edifici
privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini
del superamento e dell�eliminazione delle barriere architettoniche�.
Articolo 8 - Interventi per il recupero del patrimonio edilizio
1. Ai fini dell�esercizio delle attivit� agrituristiche, gli interventi
per il recupero del patrimonio edilizio esistente ad uso dell�imprenditore
agricolo, nonch� gli interventi necessari per la fornitura dei servizi
igienico- sanitari relativi all�agricampeggio, devono essere conformi alle
disposizioni contenute negli strumenti urbanistici.
2. Le opere di restauro devono essere eseguite nel rispetto delle
specifiche caratteristiche tipologiche e architettoniche, nonch� delle
caratteristiche paesaggistico-ambientali dei luoghi. In ogni caso dovranno
essere utilizzati materiali tradizionali e rispettate le tipologie edilizie
tipiche della zona.
3. Per gli immobili sotto il vincolo artistico o ambientale occorre
munirsi della preventiva autorizzazione del Sindaco e della Sovrintendenza ai
Beni culturali e ambientali della Regione.
4. Per gli edifici ed i manufatti destinati all�esercizio dell�attivit�
agrituristica la conformit� alle norme vigenti in materia di accessibilit� e
di superamento delle barriere architettoniche pu� essere assicurata con opere
provvisionali.
Articolo 9 - Norme igienico- sanitarie riferite agli immobili destinati ad agriturismo
1. Gli immobili, le attrezzature ed i servizi destinati all�attivit�
agrituristica sono organizzati e gestiti in modo da garantire l�igiene e la
sicurezza degli ospiti e degli operatori.
2. Nella valutazione dei requisiti igienico-sanitari si tiene conto delle
particolari caratteristiche architettoniche e di ruralit� degli edifici, in
particolare per quanto attiene all�altezza e al volume dei locali in rapporto
alle superfici aereo illuminanti.
3. La produzione, la preparazione, il confezionamento e la
somministrazione di alimenti e bevande sono soggetti alle disposizioni della
normativa comunitaria e statale vigente.
4. L�autorit� sanitaria, nella valutazione dei requisiti dei locali
adibiti al trattamento ed alla somministrazione di sostanze alimentari e del
piano aziendale di autocontrollo igienico-sanitario, tiene conto della
diversificazione e limitata quantit� delle produzioni al fine
dell�autorizzazione ad utilizzare la cucina o locali polifunzionali di
trattamento, manipolazione, trasformazione e conservazione dei prodotti.
5. Il regolamento di attuazione della presente legge disciplina, nel
rispetto della normativa vigente, gli ulteriori requisiti strutturali,
igienico-sanitari e di sicurezza delle strutture destinate all�esercizio
dell�attivit� agrituristica nonch� l�attivit� di macellazione con particolare
a) specie e quantit� di animali che possono essere macellati;
c) preparazione, somministrazione e consumo diretto nel luogo di
d) preparazione e somministrazione di preparati a base di carne prodotta
6. Quando il numero dei posti tavola non � superiore a 10 oppure si
organizzano degustazioni di prodotti aziendali, al fine di determinare
l�idoneit� dei locali utilizzati, compresa la cucina, � sufficiente il
rispetto dei requisiti previsti dalle disposizioni contenute nella normativa
vigente e nei regolamenti edilizi e di igiene per i locali ad uso abitativo.
7. Nelle aziende agrituristiche che abbiano un massimo di 10 posti letto
� possibile utilizzare l�uso di una cucina domestica per gli ospiti, qualora
sia disponibile uno spazio adeguato da destinare a spazio comune per il
consumo dei pasti. In tal caso, la cucina possiede i requisiti previsti dalle
disposizioni contenute nella normativa vigente e nei regolamenti edilizi e di
igiene per i locali ad uso abitativo.
8. Gli alloggi agrituristici sono dotati di almeno un servizio igienico-sanitario
ogni quattro persone; gli agriturismo che danno ospitalit� in spazi
aperti, attrezzati con servizi igienico-sanitari e con servizio di lavanderia,
sono dotati di almeno un servizio igienico-sanitario ogni sei persone e di un servizio di lavanderia ogni dieci persone. Gli agriturismi autorizzati
precedentemente alla data di entrata in vigore della presente legge hanno
ventiquattro mesi di tempo per adeguarsi alle disposizioni del presente comma.
9. Le piscine delle aziende agrituristiche sono classificate private a
uso collettivo e sono riservate ai soli ospiti che fruiscono delle attivit� di
cui all�articolo 2, comma 3, lettere a), b), c) e d), nel rispetto della
normativa igienico-sanitaria in materia di qualit� delle acque e delle norme
di sicurezza, secondo modalit� applicative indicate nel regolamento di
attuazione della presente legge.
Articolo 10 - Somministrazione di pasti bevande
1. L�attivit� di somministrazione di pasti e bevande di cui all�articolo
2 � rivolta:
a) alle persone alloggiate nei locali aziendali e nelle aree di sosta;
b) alle persone non alloggiate.
2. Al fine di contribuire alla realizzazione e alla qualificazione delle
attivit� agrituristiche, alla promozione dei prodotti agroalimentari
regionali, nonch� alla caratterizzazione regionale dell�offerta
enogastronomica calabrese, la somministrazione di pasti e bevande deve
rispettare i seguenti criteri:
a) almeno il 70% del valore dei prodotti e delle materie prime utilizzate
e trasformate, anche attraverso lavorazioni esterne, deve essere rappresentato
da prodotti propri dell�azienda e da prodotti delle aziende agricole della
zona (deve intendersi il valore del prodotto sul mercato al dettaglio o il
prezzo medio di vendita al dettaglio dei prodotti) e il cui rapporto �
definito secondo modalit� da individuarsi con il regolamento di attuazione
b) la rimanente parte dei prodotti, fino al 25%, pu� provenire da
produzioni artigianali alimentari e da aziende agricole collocate in ambito
3. In caso di obiettiva indisponibilit� di alcuni prodotti in ambito
regionale o in zona limitrofa omogenea e di loro effettiva necessit� a
completamento dell�offerta enogastronomica, � consentito l�impiego fino al 5%
di prodotti di altra provenienza.
4. Qualora per cause di forza maggiore, dovute in particolare a calamit�
atmosferiche, fitopatie o epizoozie, accertate dalla Regione, non sia
possibile rispettare i limiti di cui al comma 2 lettera a e lettera b, deve
essere data comunicazione al Comune in cui ha sede l�impresa il quale
autorizza temporaneamente la continuazione dell�esercizio dell�attivit�.
5. Le percentuali sopra indicate si applicano anche per la organizzazione
di degustazioni di prodotti aziendali e regionali, nonch� per la
somministrazione di spuntini.
6. Per la somministrazione della prima colazione i prodotti utilizzati
possono essere anche a maggioranza extraziendali purch� locali e regionali,
con preferenza per i prodotti biologici, DOP, IGP e tradizionali.
Articolo 11 - Norme igienico- sanitarie per la preparazione e la somministrazione di pasti e bevande
1. I locali adibiti a somministrazione di pasti e bevande, alla vendita
dei prodotti nonch� la produzione, preparazione, confezionamento e
somministrazione di alimenti e bevande sono soggetti alle norme igienico-sanitarie
2. Per la produzione di un quantitativo di pasta fresca, formaggi,
salumi, prodotti apistici, conserve, marmellate, confetture, sciroppi, succhi,
sottaceti e sottoli per un quantitativo settimanale non superiore a 50 Kg per
ciascun prodotto proveniente prevalentemente da produzione aziendale, �
consentito l�uso della cucina laboratorio. In questo caso vanno comunque
garantiti tempi diversi di lavorazione. Per quantitativi superiori deve essere
autorizzato apposito laboratorio.
3. L�autorit� sanitaria, nel prendere in esame i requisiti dei locali per
la produzione, preparazione, confezionamento e somministrazione di sostanze
alimentari e del relativo piano aziendale di autocontrollo igienico-sanitario,
considera l�eterogeneit� delle produzioni, la modesta quantit� e i
tradizionali metodi di lavorazione e impiego dei prodotti.
4. Gli addetti alla preparazione e somministrazione di pasti, alimenti e
bevande dovranno fornire attestato di idoneit� sanitaria per come previsto
dalla delibera regionale n. 98 del 19 febbraio 2007.
5. Nel caso di somministrazione di pasti in numero massimo di 10, per la
loro preparazione pu� essere autorizzato l�uso della cucina domestica.
Articolo 12 - Abilitazione all�esercizio dell�attivit� agrituristica.
1. Per l�iscrizione all�elenco degli operatori agrituristici � richiesta
l�attestazione di frequenza ad un corso formativo di almeno 30 ore, delle
quali 20 ore teoriche e 10 ore di stages, organizzato su base provinciale.
2. Le Province organizzano e curano in collaborazione con le associazioni
agrituristiche pi� rappresentative emanazione delle OO.PP.AA. corsi di
formazione e di aggiornamento professionale per operatori agrituristici
finalizzati al rilascio del certificato di abilitazione all�esercizio
dell�attivit� agrituristica di cui all�articolo 7 della legge n. 96 del 20
febbraio 2006 �Disciplina dell�agriturismo�.
3. Ai fini dell�iscrizione all�elenco non sono obbligatori l�attestazione
di frequenza al corso di formazione professionale quando il richiedente
risulti in possesso di titoli di studio conseguiti in discipline agrarie,
forestali e turistico-alberghiere.
4. Qualora l�azienda agrituristica non si configuri come azienda agri-venatoria,
l�operatore agrituristico pu� presentare motivata domanda alla
provincia perch� venga vietato a terzi, all�interno dell�azienda, l�esercizio
della caccia in periodi determinati.
Articolo 13 - Elenco provinciale dei soggetti abilitati all�esercizio dell�attivit� di
1. Presso ciascuna Provincia � istituita una Commissione e l�elenco dei
soggetti abilitati all�esercizio dell�attivit� di agriturismo.
a) Assessori provinciali all�agricoltura o dai loro delegati;
b) un rappresentante per ogni organizzazione professionale agricola
maggiormente rappresentativa;
c) un rappresentante per ogni associazione agrituristica operante nella
Regione di emanazione delle organizzazioni professionali agricole maggiormente
3. La Commissione � presieduta dall�Assessore all�Agricoltura o da un suo
4. Le funzioni di segreteria sono svolte dal dirigente provinciale per
l�agriturismo.
5. Alla Commissione sono attribuite le seguenti funzioni:
- redazione della relazione sintetica sullo stato dell�agriturismo nel
territorio provinciale integrata dai dati sulla consistenza del settore e
dalle eventuali disposizioni emanate in materia;
- valuta, nel rispetto della presente legge, l�idoneit� dei soggetti
richiedenti l�iscrizione nell�elenco provinciale, tenendo conto dell�effettiva
potenzialit� agrituristica dell�azienda e del fondo interessato, la cui
tipologia deve essere espressamente indicata nell�elenco stesso;
- provvede alla tenuta dell�elenco provinciale.
5bis. Possono essere iscritti nell�elenco di cui al comma 1 gli
operatori la cui azienda agricola, ubicata nel territorio regionale, sia
dotata di un�adeguata organizzazione, e che siano in possesso dei seguenti
a) esercitare, da almeno due anni, l�attivit� agricola in qualit� di
imprenditore agricolo titolare di azienda o, se si tratta di coniuge, parente
entro il terzo o affine entro il secondo grado dell�imprenditore, in qualit�
di coadiuvante familiare comprovata dall�iscrizione all�INPS ai sensi
dell�articolo 230 bis del codice civile;
b) aver partecipato, con esito favorevole, al corso formativo di cui al
precedente articolo 12.
5ter. Nell�elenco di cui al comma 1 possono, altres�, essere iscritte
le societ� agricole in qualsiasi forma costituite tra imprenditori agricoli
allo scopo di esercitare l�attivit� agrituristica. In tal caso, i requisiti di
cui al comma 6 bis, lettera a devono essere posseduti da almeno uno dei soci
e i requisiti di cui alla lettera b, anche dal soggetto preposto
all�esercizio dell�attivit� agrituristica.
6. L�iscrizione nell�elenco provinciale � condizione necessaria per
l�esercizio dell�attivit� di agriturismo.
7. L�iscrizione nell�elenco provinciale � negata, salvo che abbiano
ottenuto la riabilitazione, a coloro che:
a) abbiano riportato nel triennio, con sentenza passata in giudicato,
condanna per uno dei delitti previsti dagli articoli 442, 444, 513, 515 e 517
del Codice Penale o per uno dei delitti in materia di igiene e sanit� o di
frode nella preparazione degli alimenti previsti in leggi speciali;
b) siano sottoposti a misure di prevenzione ai sensi della legge 27
dicembre 1956, n. 1423 e successive modificazioni, o siano stati dichiarati
delinquenti abituali;
c) non siano in possesso dei requisiti soggettivi di cui agli articoli 11
e 92 del testo unico della legge di pubblica sicurezza, approvato con regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive modifiche.
8. I soggetti abilitati all�esercizio delle attivit� di agriturismo sono
obbligati ogni tre anni a presentare una dichiarazione che attesti la
sussistenza dei requisiti di idoneit�.
9. Qualora i soggetti stessi non adempiano a tale obbligo, la Provincia
provvede alla cancellazione provvisoria dall�elenco e comunica la propria
determinazione all�interessato con l�indicazione del termine per eventuali
controdeduzioni. Decorso tale termine la Provincia adotta il provvedimento
definitivo, da notificare al soggetto interessato e al Comune competente.
Articolo 14 - Disciplina amministrativa
1. Coloro che sono iscritti nell�elenco di cui all�articolo 13 e che intendono
esercitare l�attivit� di agriturismo presentano al comune nel cui territorio �
ubicata l�azienda la dichiarazione di inizio attivit� alla quale sono allegati:
a) una relazione dettagliata delle attivit� proposte fra quelle
riconosciute idonee in sede di iscrizione nell�elenco provinciale con
l�indicazione:
- delle caratteristiche dell�azienda, degli edifici e delle aree da adibire ad
uso agrituristico;
- della capacit� ricettiva;
- di eventuali periodi di sospensione dell�attivit� agrituristica nell�arco
dell�anno;
- del numero delle persone addette e del relativo rapporto con l�azienda
- del possesso della qualifica di imprenditore agricolo;
- della misura dell�apporto di prodotti propri.
b) un�autocertificazione relativa all�idoneit� igienico- sanitaria degli
immobili e dei locali da utilizzare per lo svolgimento dell�attivit� di
c) certificato di iscrizione nell�elenco provinciale di cui all�articolo
d) atto di consenso del proprietario ove si tratti di azienda condotta da
un soggetto diverso dal proprietario del fondo.
1bis. Il Comune comunica il ricevimento della dichiarazione inizio
attivit� alla Provincia, alla Regione e all�Azienda sanitaria competente per
2. L�esercizio dell�attivit� di agriturismo � intrapreso decorsi trenta
giorni dalla data di presentazione della dichiarazione di cui al comma 1,
dandone contestuale comunicazione al Comune nel cui territorio � ubicata
l�azienda.
3. Il Comune, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della
comunicazione di cui al comma 2, in caso di accertata carenza delle
condizioni, modalit� e fatti legittimanti adotta motivati provvedimenti di
divieto di prosecuzione dell�attivit� e di rimozione dei suoi effetti, salvo
che l�interessato, ove ci� sia possibile, provveda a conformare alla normativa
vigente detta attivit� ed i suoi effetti entro un termine prefissato
dall�amministrazione comunale, in ogni caso non inferiore a trenta giorni.
4. Il titolare dell�attivit� agrituristica � tenuto, entro 30 giorni, a
comunicare al Comune qualsiasi variazione delle attivit� in precedenza
autorizzate, confermando, sotto propria responsabilit�, la sussistenza dei
requisiti e degli adempimenti di legge.
5. Entro il 31 gennaio di ogni anno il Comune invia alla Provincia un
elenco aggiornato degli operatori agrituristici autorizzati con la
localizzazione delle aziende e con l�indicazione delle singole iniziative.
6. L�autorizzazione � sostitutiva di ogni altro provvedimento
7. L�attivit� agrituristica pu� essere svolta tutto l�anno oppure, previa
comunicazione al Comune, secondo periodi stabiliti dall�imprenditore agricolo.
Tuttavia, ove se ne ravvisi la necessit� per esigenze di conduzione
dell�azienda agricola, � possibile sospendere la ricezione degli ospiti per
brevi periodi, previa comunicazione al Comune.
Articolo 15 - Obblighi degli operatori agrituristici
1. Gli operatori autorizzati allo svolgimento di attivit�
agrituristiche sono obbligati a:
a) esporre al pubblico l�autorizzazione comunale;
b) esporre la dichiarazione delle tariffe, identificate in bassa, media e
alta stagione, per pernottamento e ristoro, convalidate dal Comune, in un
luogo ben visibile e comunque in ogni alloggio, punto ristoro e all�ingresso
dell�area riservata ai campeggiatori;
c) rispettare i limiti e le modalit� indicate nell�autorizzazione
d) comunicare al Comune, entro il 31 ottobre di ogni anno, per l�anno
successivo, una dichiarazione contenente l�indicazione delle tariffe minime e
massime per le attivit� indicate nell�autorizzazione;
e) rispettare le tariffe comunicate al Comune;
f) apporre all�esterno dell�edificio, in modo stabile e ben visibile, una
targa, con la denominazione Azienda Agrituristica ed all�interno una tabella
indicante le attivit� di cui al certificato di iscrizione all�elenco;
g) comunicare al Sindaco e alla Provincia entro 30 giorni, l�eventuale
cessazione dell�attivit� agrituristica.
La Provincia provveder� a comunicare celermente la cessazione dell�attivit�
all�Osservatorio Agrituristico Regionale.
2. Entro tre anni dall�iscrizione nell�elenco di cui all�articolo 13, gli
operatori, fatti salvi eventuali impedimenti non dipendenti dalla loro
volont�, devono iniziare l�attivit� agrituristica, pena la decadenza
dell�iscrizione stessa e la restituzione delle eventuali provvidenze concesse.
Articolo 16 - Programmazione agrituristica 1. La Regione, al fine di determinare un pi� incisivo e coerente sviluppo
dell�agriturismo, elabora ogni tre anni il Programma Agrituristico Regionale.
Il Programma stabilisce gli obiettivi da raggiungere ed in particolare:
- individua le zone di prevalente interesse agrituristico;
- coordina le iniziative di promozione dell�offerta agrituristica;
- coordina le iniziative di formazione professionale.
2. I Piani Annuali Territoriali d�intervento delle Province di concerto
con le Associazioni e Organizzazioni Agrituristiche pi� rappresentative,
devono pervenire al Dipartimento �Agricoltura, Foreste, Forestazione� della
Regione Calabria entro il 30 settembre di ogni anno.
3. Il Piano Annuale Territoriale d�intervento della Provincia, contiene:
- la perimetrazione delle zone d�intervento;
- le iniziative agrituristiche in atto con l�indicazione delle aziende
autorizzate ai sensi della presente legge;
- le proposte d�intervento da realizzare.
4. Il Programma Annuale d�intervento della Regione, redatto dal
Dipartimento �Agricoltura, Foreste e Forestazione� della Regione Calabria,
sulla base dei Piani Annuali Territoriali d�intervento presentati dalle
Province, � approvato dal Consiglio regionale unitamente al bilancio annuale
Articolo 17 - Osservatorio regionale dell�agriturismo 1. Presso il Dipartimento �Agricoltura, Foreste e Forestazione� della
Regione Calabria, viene istituito l�Osservatorio Regionale per l�Agriturismo
avente la funzione di monitorare in modo permanente il fenomeno agrituristico
in tutto il territorio calabrese.
2. L�Osservatorio Agrituristico regionale � composto:
- dall�assessore regionale all�agricoltura o da un suo delegato;
- da un rappresentante di ciascuna amministrazione provinciale;
- da un rappresentante per ognuna delle organizzazioni agricole maggiormente
rappresentative a livello regionale;
- da un rappresentante per ognuna delle associazioni agrituristiche emanazione
delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative nella
3. L�Osservatorio � presieduto dall�Assessore all�Agricoltura o da un suo
4. Le funzioni di segreteria sono svolte dal dirigente regionale per
5. L�Osservatorio, in particolare:
- cura la raccolta e l�elaborazione delle informazioni relative al settore
agrituristico, provenienti dalle Province e dalle Associazioni Agrituristiche;
- collabora con l�Osservatorio Nazionale di cui all�articolo 13 della legge 20
febbraio 2006, n. 96;
- pubblica periodicamente un rapporto sullo stato dell�agriturismo in Calabria;
- formula proposte per lo sviluppo del settore e per la redazione del
programma agrituristico regionale di cui all�art. 16.
6. L�Osservatorio regionale, inoltre, promuove:
- manifestazioni, convegni e seminari miranti a sensibilizzare l�ambiente
agricolo sull�agriturismo;
- iniziative di diffusione della conoscenza dell�agriturismo nelle scuole, nel
mondo del lavoro anche tramite servizi radio-televisivi;
- pubblicazioni divulgative delle iniziative agrituristiche regionali;
- attivit� di studio e di ricerca sull�agriturismo ed opportune iniziative di
- promozione di itinerari agrituristici integrati;
- partecipazione a fiere, mostre e altro con stand specifici dove esporre
materiale pubblicitario e promozionale delle aziende e della regione;
- creazione, realizzazione, gestione della banca dati agrituristica regionale
contenente tutte le informazioni utili per il turista e la vetrina on-line con
la prenotazione di tutte le aziende agrituristiche regolarmente iscritte
all�elenco regionale;
- interconnessione della banca dati con numerosi box information da collocare
su tutto il territorio regionale per una consultazione in linea di tutto il
settore agrituristico regionale.
Articolo 18 - Albo per la tutela della qualit� 1. � istituito presso la Giunta regionale l�albo regionale per la tutela
della qualit� dell�attivit� agrituristica.
2. Le aziende autorizzate all�esercizio dell�attivit� agrituristica
possono essere iscritte all�albo di cui al comma precedente sulla base:
- della qualit� e della tipicit� delle strutture e, in particolare,
dello stato di manutenzione e di conservazione, delle caratteristiche
costruttive e funzionali, dei servizi connessi ed offerti, del comfort
- dell�ubicazione dell�azienda in zone di particolare valore agricolo-forestale,
ambientale e paesaggistico;
- dello stato di conduzione delle colture e degli allevamenti.
3. Nell�albo vengono annotati la denominazione e l�ubicazione
dell�azienda, gli estremi dell�autorizzazione comunale, i servizi da questa
4. Le aziende interessate presentano, per l�iscrizione all�albo
regionale, domanda alla Giunta regionale, entro il 31 marzo di ogni anno,
corredata di tutti gli elementi utili per l�accertamento e la valutazione dei
requisiti oggettivi e soggettivi di cui al precedente comma. Alla domanda deve
essere allegata la ricevuta del versamento sull�apposito conto corrente
regionale della somma di euro 250,00 (duecentocinquanta/00).
5. La gestione e la tenuta dell�albo sono affidate al Dipartimento
Agricoltura della Regione Calabria secondo modalit� e procedure che saranno
definite con regolamento di attuazione della presente legge.
6. La Regione promuove l�attivazione di un marchio di qualit� regionale
identificativo delle aziende agrituristiche che abbiano i requisiti ed
esercitano l�attivit� sulla base del sistema delle garanzie e dei controlli
previsti dalla presente legge. La procedura ed il rilascio del marchio di
qualit� regionale sono regolate in sede di adozione del regolamento di
Articolo 19 - Vigilanza
1. Le Amministrazioni provinciali con ispezioni e controlli accertano che
l�attivit� agrituristica sia svolta in conformit� a quanto prescritto dalla
presente legge regionale.
In particolare accertano:
- che l�attivit� agrituristica sia svolta nel rispetto di quanto previsto
dagli articoli 2 e 6 della presente legge regionale;
- che l�attivit� agrituristica sia svolta in rapporto di connessione con
l�attivit� di coltivazione del fondo, di silvicoltura, di allevamento degli
animali che devono rimanere principali;
- che vengano rispettati i limiti di capienza fissati nella autorizzazione
comunale che comunque non devono superare quelli previsti dall�articolo 6
2. L�esito dei controlli effettuati dalla Provincia � comunicato al
Comune dove ha sede l�agriturismo per l�eventuale assunzione dei provvedimenti
3. Nel caso in cui si ha la perdita del requisito di connessione le
aziende gi� iscritte all�elenco possono ottenere dal Comune in cui esse sono
ubicate la licenza di esercizio turistico commerciale secondo le procedure di
legge e gli edifici perdono ai fini fiscali ed urbanistici il requisito di
ruralit�.
4. Entro il 31 dicembre di ogni anno le Province trasmettono alla Regione
una relazione sull�attivit� di vigilanza e controllo esercitata.
CAPITOLO II - Attivit� Didattica
Articolo 20 - Finalit� e oggetto 1. Con la presente legge la Regione Calabria in armonia con il proprio
Statuto e nel rispetto del Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 228,
nell�ambito delle attivit� connesse all�attivit� agricola, promuove la
realizzazione di fattorie didattiche allo scopo di riavvicinare le giovani
generazioni al mondo agricolo, alla sua storia, alle sue tradizioni, alla sua
cultura, alle sue molteplici funzioni.
2. Per le finalit� di cui al comma 1, la Regione riconosce come aziende
agricole didattiche le imprese agricole, singole o associate, come definite ai
sensi dell�articolo 1 del Decreto legislativo 18 maggio 2001 n. 228, che si
impegnano a svolgere, oltre alle attivit� tradizionali, attivit� didattiche e
culturali volte alla conoscenza dei cicli biologici animali e vegetali e dei
processi di produzione, trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli e
silvo- pastorali, per educare ad un consumo alimentare consapevole, al rispetto
per l�ambiente nell�ambito dello sviluppo sostenibile.
Articolo 21 - Attivit� 1. L�azienda agricola deve programmare l�Offerta Didattica stabilendo i
temi, gli obiettivi e il metodo.
2. L�Offerta Didattica deve essere modulata ed adattata all�et� dei
3. Le aziende agricole didattiche offrono all�utenza percorsi educativi e
formativi, di uno o pi� giorni, incentrati sulla conoscenza dell�agricoltura,
del territorio, dell�ambiente naturale, della gastronomia locale, della
gestione delle risorse, del paesaggio, delle tradizioni rurali,
dell�artigianato rurale ed artistico, dei modelli produttivi e sociali del
passato e del presente e in generale del patrimonio storico- culturale per
stimolare riflessioni e azioni consapevoli a favore dello sviluppo sostenibile.
4. I percorsi didattici da proporre alle scuole e/o ai gruppi devono
essere formulati e predisposti in base alle peculiarit� dell�azienda e delle
persone che li vivono e vi lavorano.
5. Le attivit� didattiche, devono essere predisposte in base alle
colture, agli allevamenti, agli impianti di trasformazione presenti in
azienda, al territorio in cui l�azienda ricade, al paesaggio agrario, alle
risorse naturalistiche dell�ambiente circostante.
6. I Programmi didattici devono contenere attivit� volte a fare acquisire
le conoscenze su:
a) l�importanza del lavoro agricolo;
b) il ruolo sociale e multifunzionale dell�agricoltura;
c) i sistemi e le tecniche di coltivazione e di allevamento;
d) i processi di trasformazione dei prodotti agricoli;
e) le relazioni tra l�Agricoltura e l�Ambiente;
f) i cicli della natura e le relazioni tra le varie componenti ambientali;
g) le stagioni dell�agricoltura;
h) l�educazione alimentare;
i) l�educazione ambientale;
j) le risorse storiche, culturali, naturali, archeologiche del territorio
in cui ricade l�azienda.
7. I programmi didattici devono prevedere attivit� pratiche e laboratori
per permettere esperienze dirette tipo seminare, raccogliere, trasformare,
costruire, catalogare campioni di vegetali e insetti, preparare cibi, ecc.
Articolo 22 - Requisiti 1. Le fattorie didattiche devono essere attrezzate e dotate di tutti gli
strumenti e strutture necessarie per accogliere i partecipanti e garantire lo
svolgimento delle attivit� didattiche e culturali previste.
2. Le strutture di cui al comma precedente devono possedere i requisiti
igienico-sanitari e di sicurezza previste dalle leggi vigenti in materia.
3. Le fattorie didattiche che prevedono esclusivamente la
somministrazione di spuntini e/o degustazione di prodotti aziendali, per la
preparazione degli stessi possono fare uso della cucina domestica e di altri
locali purch� siano rispettati i requisiti previsti dalle disposizioni
contenute nella normativa vigente e nei regolamenti edilizi e di igiene
previsti per i locali ad uso abitativo.
4. Per le aziende che prevedono consumazioni di pasti e il pernottamento,
� obbligatorio possedere l�autorizzazione comunale secondo quanto stabilito
dall�articolo 14 della presente legge.
5. I titolari delle fattorie didattiche devono attenersi al rispetto
della carta dei principi e dei requisiti di qualit�, da approvarsi in sede di
adozione del regolamento di attuazione della presente legge, e devono disporre
di personale professionalmente formato per gestire l�accoglienza,
l�assistenza, l�accompagnamento dei visitatori e le attivit� didattiche.
Articolo 23 - Programma regionale 1. L�Assessorato regionale all�Agricoltura, di concerto con le
Organizzazioni professionali agricole, in armonia con gli indirizzi della
programmazione regionale e della pianificazione territoriale, ogni anno redige
il programma regionale delle fattorie didattiche.
Articolo 24 - Autorizzazioni 1. L�autorizzazione per l�esercizio dell�attivit� di fattorie didattiche
� rilasciata dal Comune ove ha sede l�azienda interessata in armonia con le
disposizioni previste dalla presente legge e in relazione all�attivit� svolta
e ai servizi offerti.
2. L�autorizzazione viene rilasciata qualora il titolare o un suo
coadiuvante familiare sia in possesso dell�attestato di idoneit� di operatore
di fattoria didattica di cui all�articolo 22, comma 6.
Articolo 25 - Simbologia 1. L�Assessorato regionale all�Agricoltura di concerto con le
Organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello
nazionale e operanti nell�ambito regionale, definisce un simbolo distintivo
che individua su tutto il territorio regionale le fattorie didattiche
2. Il simbolo � riportato su tutto il materiale pubblicitario,
illustrativo e segnaletica.
CAPITOLO III - Fattorie sociali
Articolo 26 - Finalit� 1. La fattoria sociale ha lo scopo di perseguire l�interesse generale
della comunit� alla promozione umana e all�integrazione sociale dei cittadini
a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi. I servizi debbono
essere finalizzati alla promozione umana ed all�integrazione sociale dei
cittadini, come interesse generale della comunit�. Tale funzione viene svolta
da quei servizi sociali ed assistenziali, scolastici di base e di formazione
professionale, sanitari di base e ad elevata integrazione socio- sanitaria,
tutti di rilevanza costituzionale;
b) lo svolgimento di attivit� agricole e/o di servizi finalizzati
all�inserimento lavorativo di persone svantaggiate, nella duplice prospettiva
di realizzarne l�integrazione sociale con modalit� produttive e non meramente
2. La fattoria sociale ha lo scopo di fornire beni e servizi di utilit�
sociale, intendendo per questi tutti i beni e servizi prodotti o scambiati nei
e) turismo sociale;
f) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della
dispersione scolastica ed al successo scolastico e formativo.
Articolo 27 - Soggetti 1. Le imprese agricole singole o associate, di cui al Decreto Legislativo
n. 228 del 18 maggio 2001, stipulano apposita convenzione o protocolli
d�intesa con Enti pubblici, Cooperative sociali, Associazioni di volontariato
e Enti no profit che erogano servizi socio-assistenziali e svolgono attivit�
di utilit� sociale mediante l�utilizzo di processi produttivi e di
attrezzature propri delle attivit� agricole e ad esse connesse.
2. I titolari delle imprese agricole di cui al comma 1 o propri
collaboratori, designati allo svolgimento dell�attivit� agri-sociale, devono
conseguire la qualifica di �operatore agri-sociale� attraverso la
partecipazione ad appositi corsi di formazione professionale.
Articolo 28 - Attivit� 1. Terapia e riabilitazione:
a) terapie assistite con gli animali (pet-therapy, ippoterapia,
opoterapia) e ortocolturali rivolte a soggetti disabili e affetti da patologie
psichiatriche;
b) attivit� di riabilitazione, ospitalit� e integrazione sociale rivolta
ad anziani, dipendenti da alcool e/o da stupefacenti, traumatizzati psichici,
ex detenuti e affetti da disagi comportamentali (anche bullismo).
2. Inserimento lavorativo:
a) formazione che mira all�inclusione lavorativa nelle pratiche agricole
di disabili fisici e detenuti.
3. �Rieducazione�, didattica e attivit� ludico-ricreative:
a) attivit� che mirano a riportare equilibrio nelle forme di disagio
comportamentale, di apprendimento e di inserimento;
b) costituzione di agriasili e agrinidi, con attivit� anche ludico-ricreative
e di aggregazioni che mirano alla scoperta del mondo rurale e dei
CAPITOLO IV - Disposizioni comuni, transitorie e finali
Articolo 29 - Regolamento di attuazione 1. La Giunta regionale, su proposta dell�Assessore all�Agricoltura,
sentite le organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative,
approva entro 90 giorni dalla entrata in vigore della presente legge, il
regolamento di attuazione, previo parere della Commissione consiliare
Articolo 30 - Norme transitorie 1. Gli operatori agrituristici che, alla data di entrata in vigore della
presente legge, sono titolari di autorizzazione comunale all�esercizio di
attivit� agrituristica, sono iscritti d�ufficio nell�elenco di cui
all�articolo 13, e permangono iscritti per un periodo non superiore a due
anni, entro il quale devono adeguarsi alle norme di cui alla presente legge.
2. Spetta alle amministrazioni provinciali la verifica dell�avvenuto
adempimento, in assenza del quale � proposta al Comune l�applicazione delle
sanzioni di cui al successivo articolo 31.
3. Tutto quanto non previsto nella presente legge � demandato al
regolamento di attuazione di cui all�articolo 29. Articolo 31 - Sanzioni 1. � sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00
(cinquecento/00 a euro 3.000,00 (tremila/00 l�imprenditore agricolo che
esercita l�attivit� agrituristica senza aver presentato la necessaria
dichiarazione di avvio attivit� (DAA) di cui all�articolo 14. In tal caso,
oltre alla sanzione pecuniaria, il Comune dispone il divieto di prosecuzione
dell�attivit�.
2. � sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000,00
(duemila/00) a euro 10.000,00 (diecimila/00) chiunque utilizzi la
denominazione �agriturismo� in quanto privo dei requisiti soggettivi e
oggettivi necessari per lo svolgimento dell�attivit� agrituristica. In tal
caso, oltre alla sanzione pecuniaria, il Comune dispone il divieto di
prosecuzione dell�attivit�.
3. In caso di pi� violazioni nel corso dell�anno degli obblighi previsti
dalla presente legge il Sindaco del Comune dove ha sede l�azienda
agrituristica, dispone la sospensione dell�autorizzazione con effetto
immediato fino alla definizione del procedimento amministrativo.
4. Per quanto riguarda le sanzioni di cui sopra il Sindaco, per i
relativi adempimenti di competenza, ha l�obbligo di comunicare il
provvedimento adottato al Dipartimento Agricoltura, all�Osservatorio regionale
e alla Provincia competente territorialmente.
5. Per l�applicazione delle sanzioni valgono le norme previste dalla
Le sanzioni amministrative sono applicate dai Comuni, che introitano i
relativi proventi.
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 articolo 1
 articolo 1
 art. 7

Articolo 3
 art.12

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

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 sentenza 

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

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Articolo 18

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Articolo 20

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

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Articolo 26

Articolo 27

Articolo 28

Articolo 29

Articolo 30
 articolo 31
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