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Timestamp: 2018-07-19 07:18:15+00:00

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Piero Di Bello - Pagina 46 di 46 - Esperto Fiscalità Internazionale - Wealth Management (Gestione del Patrimonio)
Prestate i soldi a vostra Moglie? Il Fisco Italiano vi PUNISCE!!
Valido l'accertamento sintetico nell'ipotesi in cui il contribuente "aiuti" il coniuge ad acquistare un
immobile, senza avere "sulla carta" la disponibilità delle somme
In caso di accertamento sintetico, ex articolo 38 del Dpr 600/1973, la pretesa tributaria
è legittima se sussiste un'incoerenza tra il reddito dichiarato del contribuente e le
somme dallo stesso prestate al coniuge per l'acquisto di un immobile. È quanto si
evince dall'ordinanza 23293 della Corte di cassazione del 17 dicembre.
La vicenda riguarda l'impugnazione da parte di un contribuente di due avvisi di
accertamento Irpef, per gli anni 1999-2000, emessi dall'Agenzia delle Entrate ai sensi
del citato articolo 38 del Dpr 600/1973 ("accertamento sintetico").
In particolare, tali atti impositivi risultavano fondati sulla "identificazione della capacità
contributiva in virtù di indici desunti dalla disponibilità economica che aveva
consentito alla moglie del… (contribuente) di rendersi acquirente di un immobile che
era risultato intestato a quest'ultima". Ciò in quanto l'Amministrazione finanziaria aveva rilevato che le somme prestate alla
moglie risultavano superiori al reddito dichiarato dal contribuente, con la conseguenza che si era provveduto a una
ricostruzione della base imponibile fondata sulle spese e sui coefficienti presuntivi, espressioni della capacità di reddito.
La Commissione tributaria provinciale accoglieva parzialmente il ricorso del contribuente.
Avverso tale sentenza l'Agenzia delle Entrate proponeva appello, che veniva accolto dalla Commissione tributaria regionale,
la quale riteneva che "la questione centrale della lite era stabilire come e quando il… (contribuente) si fosse procurato le
somme da lui poi versate a tale società 'A. srl' a titolo di finanziamento e da quest'ultima restituite in occasione dell'atto di
compravendita, anche atteso che la menzionata società aveva iniziato la sua attività nel 1998 e che il… (contribuente) aveva
dichiarato nelle annualità 1988-2000 importi insufficienti a giustificare il predetto esborso. Poiché nessun elemento di prova
il… (contribuente) aveva addotto, la Commissione aveva ritenuto legittimo l'avviso di accertamento".
Avverso tale sentenza il contribuente proponeva ricorso per cassazione. In particolare, il ricorrente censurava la violazione
dell'articolo 38 del Dpr 600/1973, nonché l'illogicità e la contraddittorietà della sentenza "per avere omesso di rilevare che
il… (contribuente) non era né utilizzatore né acquirente del bene immobile, sicché non gli si poteva riferire la capacità
contributiva su cui era fondato l'accertamento".
Inoltre, contestava la sentenza nella misura in cui la stessa affermava che il contribuente non aveva dimostrato la
provenienza delle somme da lui versate.
Con l'ordinanza 23293/2012, la Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, affermando che "La censura – di fatto
improntata esclusivamente al vizio di motivazione, nonostante l'intestazione in rubrica – appare inammissibile per difetto di
attinenza alla ratio della decisione che, invero, non concerne la questione della disponibilità o proprietà dell'immobile", bensì
"la disponibilità delle somme che il… (contribuente) (come quello stesso ha ammesso) ha utilizzato ai fini di consentire al
coniuge di acquistare l'immobile, previo l'ottenimento della loro restituzione dalla 'A. srl' alla quale (come il giudice del merito
ha accertato) dette somme erano state certamente concesse a titolo di finanziamento nel periodo interessato
dall'accertamento di cui trattasi".
In proposito, evidenziamo che l'articolo 38 contempla un particolare strumento di accertamento tributario, ossia quello con
cui l'Amministrazione finanziaria, nell'ambito dell'attività di controllo nei confronti delle persone fisiche, determina il reddito
complessivo del contribuente ai fini Irpef.
Più precisamente, lo stesso articolo 38 consente al Fisco di accertare il reddito di una persona fisica in base a spese, di
qualunque genere, sostenute nel periodo d'imposta oggetto di controllo e, quindi, anche quando, come è avvenuto nel caso
concreto, la spesa patrimoniale coincide con quella sostenuta per l'acquisto di immobili e per investimenti finanziari (cfr
Cassazione, pronuncia 10603/2002, ove si afferma che nell'ipotesi di disponibilità di immobili, l'effettiva capacità contributiva
va individuata non solo in base alla mera proprietà degli stessi, ma valutando anche le spese a vario titolo sostenute per il
loro mantenimento).
Con riferimento all'accertamento sintetico, occorre peraltro ribadire che l'onere della prova spetta all'Amministrazione
finanziaria per ciò che riguarda la sussistenza degli indici e dei coefficienti presuntivi di reddito o di maggiore reddito, in
relazione agli elementi indicativi di capacità contributiva. Spetta, invece, al contribuente fornire elementi contrari al fine di
dimostrare che il reddito non è stato prodotto o che è stato prodotto in misura inferiore a quella indicata dall'Agenzia.
Disciplina Fatturazione – Al Ministero stanno a “tirarsi il vento in faccia”
La nuova disciplina sulla numerazione dei documenti contabili, dall’1 gennaio, non prevede più
l’obbligo dell’ordine progressivo per anno solare: vediamo come procedere
Non ci sono limiti alle modalità di numerazione progressiva delle fatture emesse a
partire dal primo giorno del nuovo anno, a condizione che sia garantita
l’identificazione univoca delle stesse.
Lo precisa la risoluzione n. 1/E del 10 gennaio, con cui sono stati chiariti alcuni profili
interpretativi e applicativi dell’articolo 21 del Dpr 633/1972, come modificato
dall’articolo 1, comma 325, lettera d), della legge 228/2012.
Nella formulazione in vigore dall’1 gennaio, infatti, la norma citata dispone, al comma
2, lettera b), che la fattura deve contenere un “numero progressivo che la identifichi in
Non essendo più previsto che la numerazione sia “in ordine progressivo per anno
solare”, il documento di prassi chiarisce in che modo il numero progressivo, senza
riferimento all’anno solare, può identificare la fattura in modo univoco.
La necessità di operare la modifica normativa in questione, si legge nella risoluzione, discende dal recepimento,
nell’ordinamento nazionale, della nuova disciplina comunitaria in materia di fatturazione, recata dalla direttiva 2006/112/Ce
del Consiglio del 28 novembre 2006, come modificata dalla direttiva 2010/45/Ue del 13 luglio 2010.
A seguito della procedura di infrazione n. 2008/4343, per mancato recepimento, infatti, la Commissione europea aveva
notificato alla Repubblica Italiana una costituzione in mora ex articolo 226, perché la norma nazionale, imponendo ai
soggetti passivi di azzerare all’inizio di ogni anno solare la numerazione delle fatture, introduceva un adempimento non
richiesto dall’articolo 226 della citata direttiva. Di qui, la necessità di eliminare dal testo dell’articolo 21 del Dpr 633/1972 il
requisito della numerazione progressiva delle fatture “per anno solare”.
Tanto premesso, la risoluzione precisa che “è compatibile con l’identificazione univoca prevista dalla formulazione attuale
della norma qualsiasi tipologia di numerazione progressiva che garantisca l’identificazione univoca della fattura, se del
caso, anche mediante riferimento alla data della fattura stessa”.
Una, senza azzeramento all’inizio di ciascun anno solare, iniziando il primo gennaio 2013 con il numero 1, ovvero
proseguendo progressivamente la numerazione del 2012 per tutta la vita dell’impresa.
Una seconda, invece, con l’azzeramento della numerazione progressiva all’inizio di ciascun anno solare, secondo una
modalità del tutto analoga a quelle adottate in vigenza dell’articolo 21 del Dpr 633/1972 ante modifiche. Pertanto, “qualora
risulti più agevole, il contribuente può continuare ad adottare il sistema di numerazione progressiva per anno solare, in
quanto l’identificazione univoca della fattura è, anche in tal caso, comunque garantita dalla contestuale presenza nel
documento della data che, in base alla lettera a) del citato articolo 21, costituisce un elemento obbligatorio della fattura”.
Nel caso in cui il contribuente opti per il “sistema di numerazione progressiva per anno solare”, con azzeramento all’inizio di
ciascun anno, la risoluzione afferma che il numero della prima fattura emessa in ciascun anno debba essere
necessariamente 1. Qualsiasi numero diverso da 1, infatti, genererebbe incertezze sull’avvenuta emissione, per quell’anno,
di fatture con numeri inferiori.
Ad esempio, se la prima fattura del 2013 avesse il numero 10, resterebbe il dubbio che si tratti, in realtà, non della prima ma
della decima fattura dell’anno.
Il documento di prassi conclude fornendo alcuni esempi utili a chiarire le diverse possibilità di numerare le fatture emesse
dal primo gennaio 2013, adottando la numerazione progressiva all’interno dell’anno solare, con azzeramento all’inizio di
ciascun anno:
Ovviamente, la numerazione progressiva senza azzeramento all’inizio di ciascun anno solare potrà procedere dal numero 1
– ovvero dal numero x+1 nel senso già precisato – fino all’infinito, senza necessità di specificazioni ulteriori (riferimento
all’anno, a serie alfanumeriche eccetera), in quanto “di per sé, idonea ad identificare in modo univoco la fattura, in
considerazione della irripetibilità del numero di volta in volta attribuito al documento fiscale”.
I chiarimenti forniti si ispirano a criteri di semplificazione degli adempimenti fiscali e hanno riflessi positivi sul piano degli
oneri amministrativi, non richiedendo l’adeguamento dei software gestionali alla nuova disciplina in materia di numerazione
Gli effetti di una Tassazione Equa a Malta
€ 9,00 al giorno noleggi un auto con cambio automatico. Gli effetti si vedono e si toccano con il proprio portafoglio. Prendere a noleggio un auto di piccola cilidrata per 3 giorni, assicurazione compresa, kilometraggio illimitato costa solo 28 euro!!!!
Vi sembra impossibile? Invece è vero.
Il premio assicurativo annuale per un autovettura è in medi 180 l'anno.
Il resto si commenta da solo …………………..
Io ritengo che le compagnie di noleggio hanno lo stesso Utile in Italia ed in Malta, l'unica differenza solo le imposte, tasse dirette ed indirette ed i costi della burocrazia.
Altro che il 55% di tassazione in Italia, qui siamo al 90%.

References: articolo 38
 articolo 38
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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 articolo 38
 articolo 226
 articolo 21