Source: http://www.autoritalavoripubblici.it/portal/public/classic/FAQ/FAQ_durc
Timestamp: 2013-05-20 01:28:38+00:00

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Documento unico regolarità contributiva - DURC
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FAQDocumento unico regolarità contributiva - DURC	Contributi in sede di gara
Obblighi informativi verso l’Autorità
Acquisizione in economia
Controlli sul possesso dei requisiti
Decreto o determina a contrarre
Requisiti speciali per appalti di servizi e forniture
Verifica congruità offerta
Istruttoria pareri di "precontenzioso"
Documento unico di regolarità contributiva (DURC) (Aggiornato al 4 dicembre 2012)
D1. Che cosa attesta il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC)?
Il Documento Unico di Regolarità Contributiva è un certificato unico che attesta la regolarità di un'impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi nonchè in tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa vigente nei confronti di INPS, INAIL e Casse Edili, verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento (FONTE: PORTALE INPS)
La regolarità contributiva oggetto del Documento Unico di Regolarità Contributiva riguarda tutti i contratti pubblici, siano essi di lavori, di servizi o di forniture. D2. Chi rilascia il DURC? (articolo 2 Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 24.10.2007)
Il Documento unico di regolarità contributiva è rilasciato da:
a) INPS;
b) INAIL;
c) Casse Edili ed altri enti bilaterali di cui all’articolo 2, comma 1, lettera h) del decreto legislativo n. 276/2003, in possesso dei requisiti precisati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con nota n. 8637 del 2 maggio 2012;
d) altri enti che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria (es: ENPALS o IPSEMA), previa convenzione con INPS e INAIL.
D3. Chi è tenuto a richiedere il DURC? (articolo 6 del d.P.R. n. 207/2010, articolo 15 della Legge n. 183/2011; Circolare INPS n. 98/2012 e Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 12064/2012)
I soggetti tenuti ad acquisire d’ufficio il DURC dagli istituti o dagli enti abilitati al suo rilascio sono le stazioni appaltanti pubbliche, attraverso strumenti informatici, in tutti i casi in cui ciò è richiesto dalla legge.
In particolare, l’articolo 6 del d.P.R. n. 207/2010 specifica che il DURC nei contratti pubblici deve essere richiesto d’ufficio dalle amministrazioni procedenti; tutto ciò in tempi rapidi, sia nella fase di gara che in quella successiva, al fine di evitare ritardi nei pagamenti che possano far scattare responsabilità a carico del dipendente pubblico incaricato di richiedere il DURC.
Per il conseguimento dell’attestazione SOA e dell’attestato di qualificazione dei contraenti generali è compito degli operatori economici produrre il DURC (si veda, articolo 6, comma 6, del d.P.R. n. 207/2010). D4. Se una società in house affida appalti a terzi può richiedere direttamente il DURC agli enti preposti avvalendosi della procedura telematica?
La risposta è affermativa, in quanto la società in questione opera nella veste di stazione appaltante.
D5. Il DURC è autocertificabile? (articolo 44-bis del d.P.R. n. 445/2000, introdotto dall'articolo 15 comma 1, lettera d) della legge n. 183/2011; Circolare INPS n. 98/2012 e Circolare Presidenza Consiglio dei Ministri – Dip. Funzione pubblica n. 6/2012).
Il legislatore, considerando la peculiarità della disciplina relativa al DURC, ha previsto che lo stesso debba sempre essere acquisito d’ufficio dalle Amministrazioni procedenti, eccezion fatta per i casi in cui la specifica normativa di settore preveda la presentazione di una dichiarazione sostitutiva; in quest’ultimo caso l’Amministrazione sarà tenuta a verificare la veridicità di quanto dichiarato dal privato ai sensi dell’articolo 71 del d.P.R. n. 445/2000 (cfr. ad esempio l’articolo 4, comma 14-bis, del decreto legge n. 70/2011 relativo all’acquisto di beni e servizi di valore inferiore a 20.000 euro e circolare Ministero Infrastrutture n. 4536 del 30 ottobre 2012, punto 7).
D6. La regolarità contributiva deve essere accertata anche quando l’operatore economico è un soggetto pubblico? (Interpello del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali n. 9/2009)
Il DURC deve essere acquisito qualora la società pubblica non fornisca le proprie prestazioni in base ad un diritto esclusivo di cui essa possa beneficiare in virtù di precise disposizioni legislative. Infatti, in base al principio della tendenziale parificazione dei soggetti privati e pubblici, la regolarità contributiva deve essere accertata qualora l’Ente pubblico agisca in qualità di operatore economico. Tuttavia, è compito dell’amministrazione procedente stabilire se la fattispecie concreta rientri nella tipologia del contratto pubblico e, quindi, se debba essere acquisito il DURC. D7. Qual è il termine massimo per il rilascio del DURC? (Circolare INAIL n. 22/2011)
Il termine per il rilascio del DURC è di 30 giorni.
Il DURC viene emesso nel momento in cui tutti gli enti hanno inserito nella procedura l’esito della propria verifica e, comunque, al 31° giorno dalla data di richiesta. Il DURC viene, invece, emesso al 46° giorno nell’ipotesi in cui la pratica sia stata sospesa a fini istruttori o per regolarizzazione e l’Ente che l’ha sospesa non abbia inserito l’esito prima dello scadere del termine massimo di sospensione (15 giorni). Qualora l’Ente che ha sospeso la pratica inserisca l’esito prima di detto termine, il DURC viene emesso decorsi 30 giorni più i giorni di effettiva sospensione. D8. Quali sono le conseguenze nel caso di mancata pronuncia da parte degli Istituti previdenziali nel termine di 30 giorni fissato per il rilascio del DURC? (Circolare INAIL n. 22/2011)
Nel caso in cui decorra il termine di trenta giorni (calcolati dalla data di rilascio del Codice Identificativo Pratica (CIP), al netto dell’eventuale periodo di sospensione) senza pronuncia da parte degli Istituti previdenziali, si forma, relativamente alla regolarità nei confronti di questi ultimi, il cosiddetto silenzio assenso. D9. Cosa si intende per “periodo di validità” e per “periodo di copertura” del DURC?
Il periodo di validità costituisce l’arco di tempo entro il quale l’impresa può far valere il DURC (Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 35/2010).
Con Determinazione n. 1 del 2010, l’Autorità ha precisato che negli appalti pubblici di lavori, servizi e forniture, il DURC ha validità trimestrale.
Oltre tale termine, non vi è più alcuna possibilità di considerare il documento valido (Parere di Precontenzioso Avcp n. 193/2010).
Il periodo di copertura rappresenta, invece, il periodo per il quale gli enti previdenziali abbiano accertato la regolarità contributiva (si veda anche la Circolare INAIL n. 7 del 5 febbraio 2008). Sul punto, il Consiglio di Stato, sez. IV, n. 1141 del 26 febbraio 2009, ha chiarito che il periodo di validità del DURC non coincide con l’arco temporale che costituisce l’oggetto effettivo della certificazione.
Infatti, anche se il DURC ha validità trimestrale, attesta una situazione di regolarità riferibile ad una data antecedente a quella di presentazione della relativa dichiarazione, con la conseguente incapacità di coprire la regolarità dei versamenti per il periodo effettivamente richiesto.
D10. Da quale momento decorre la validità del DURC?
La validità del DURC decorre sempre dalla data di rilascio del suddetto certificato e non già da quella in cui è stata accertata la regolarità dei versamenti (Parere di Precontenzioso Avcp n.
31/2009, confermato dalla Circolare INAIL n. 22/2011).
D11. Quali sono gli obblighi delle imprese estere che operano sul territorio nazionale relativamente al DURC? (Interpello del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 24/2007 e Interpello del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali n. 6/2009)
Le imprese extra-comunitarie che operano il distacco di lavoratori dipendenti nel territorio nazionale hanno l’obbligo di iscrizione alle Casse Edili e sono conseguentemente tenute al possesso del DURC, mentre per le imprese comunitarie l’obbligo sussiste solo se le stesse non abbiano già posto in essere, presso un organismo pubblico o di fonte contrattuale, quegli adempimenti finalizzati a garantire gli stessi standard di tutela derivanti dagli accantonamenti imposti dalla disciplina contrattuale vigente nel nostro Paese.
D12. In quali fasi della procedura di affidamento e di esecuzione di un contratto pubblico sussiste l’obbligo di acquisizione del DURC? (Deliberazione Avcp n. 36/2008 e Circolare INAIL n. 22/2011)
L’articolo 6, comma 3, del d.P.R. n. 207/2010 elenca le fattispecie per le quali il DURC deve essere acquisito in caso di contratto pubblico:
a) per la verifica della dichiarazione sostitutiva relativa al requisito di cui all'articolo 38, comma 1, lettera i) del decreto legislativo n. 163/2006 in ordine all’assenza di “violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali”;
b) per l'aggiudicazione definitiva del contratto ai sensi dell'articolo 11, comma 8, del decreto legislativo n. 163/2006, secondo cui “l’aggiudicazione definitiva diventa efficace dopo la verifica del possesso dei prescritti requisiti”;
d) per il pagamento degli stati avanzamento lavori (SAL) o delle prestazioni relative a servizi e forniture (fatture);
e) per il certificato di collaudo, il certificato di regolare esecuzione, il certificato di verifica di conformità, l'attestazione di regolare esecuzione, il pagamento del saldo finale.
D13. Il DURC va acquisito per ogni singolo contratto pubblico? (Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 35/2010)
Si conferma che il DURC va richiesto per ogni singolo contratto pubblico e, all’interno di questo, va acquisito per ciascuna delle fasi riportate nella FAQ D12.
Si precisa tuttavia che nell’ambito delle procedure di selezione del contraente, avendo validità trimestrale, lo stesso DURC può essere utilizzato dalla stazione appaltante sia ai fini dell’aggiudicazione che ai fini della sottoscrizione del contratto (purchè la data del DURC non sia anteriore a tre mesi rispetto alla data di aggiudicazione e/o di stipula); è vietato, pertanto, acquisire un DURC cumulativo per più contratti pubblici. D14. L’obbligo di acquisizione del DURC sussiste anche in caso di appalti relativi all'acquisizione di beni, servizi e lavori effettuati in economia mediante procedura di cottimo fiduciario? (Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 35/2010; Interpello del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali n. 10/2009; Parere Avvocatura dello Stato 12/7/2010 n. AL 15682/10)
La risposta è affermativa ed anche in questo caso il documento ha validità trimestrale con riferimento allo specifico contratto.
D15. Il DURC deve essere acquisito anche in caso di acquisti in economia di lavori, servizi e forniture mediante amministrazione diretta? (Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 35/2010)
La risposta è negativa poiché le acquisizioni sono effettuate con materiali e mezzi propri o appositamente acquistati o noleggiati e con personale proprio delle stazioni appaltanti, o eventualmente assunto per l'occasione. D16. Il DURC deve essere acquisito anche per attestare la regolarità contributiva dei lavoratori autonomi? (articolo 1 Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 24.10.2007; Circolare INAIL n. 22/2011; Circolare INPS n. 99/2011 e sito www.inps.it)
Il DURC deve essere acquisito anche per i lavoratori autonomi.
Tuttavia, si deve trattare di lavoratori autonomi che versano in almeno una delle seguenti condizioni:
a) operino con la presenza di dipendenti;
b) svolgano attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali;
c) svolgano attività non soggette al versamento contributivo agli enti di diritto privato di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996 n. 103, in base ai rispettivi statuti e ordinamenti.
Si tratta, dunque, di lavoratori autonomi che devono essere iscritti ad INPS e INAIL.
D17. Il DURC va acquisito anche per i liberi professionisti?
La risposta è affermativa; tuttavia, in caso di lavoratori autonomi liberi professionisti iscritti alle rispettive casse previdenziali volontarie, il DURC non può essere acquisito attraverso lo Sportello Unico Previdenziale, poiché si tratta di lavoratori autonomi non soggetti alla gestione previdenziale dell’INPS e dell’INAIL. Per ottenere l’attestazione di regolarità contributiva, è invece possibile richiedere il rilascio di una certificazione equipollente direttamente alle rispettive casse previdenziali di appartenenza dei professionisti. L’acquisizione di tale certificazione di regolarità contributiva è necessaria sia al momento della stipulazione del contratto, sia all’atto dei pagamenti dei relativi compensi previsti in favore del professionista.
D18. Il DURC va acquisito in caso di Collaboratori Coordinati e Continuativi? (articolo 2, comma 30, della legge n. 335/1995; Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 24 novembre 1995 e Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 2 maggio 1996 n. 281).
Il DURC non deve essere acquisito per i collaboratori coordinati e continuativi poiché le ritenute previdenziali ed assistenziali sul reddito percepito ed assimilato a quello di lavoro dipendente ex articolo 50, comma 1, lettera c-bis) del d.P.R. n. 917/1986, sono versate direttamente dai datori di lavoro alla Gestione separata INPS anche per la parte a carico del collaboratore. D19. Il DURC va acquisito in caso di Lavoratori occasionali? (articolo 44, comma 2, del decreto legge n. 269/2003, convertito in legge n. 326/2003 e www.inps.it) Il DURC non deve essere acquisito per i lavoratori autonomi occasionali con reddito annuo superiore ad euro 5.000 poiché le ritenute previdenziali ed assistenziali sono versate direttamente dai committenti alla Gestione separata INPS anche per la parte a carico del lavoratore.
Si specifica che i primi 5.000 euro annui costituiscono una fascia di esenzione dall’obbligo contributivo. Per la dichiarazione di esonero del lavoratore dall’obbligo di iscrizione presso l’INPS e/o l’INAIL si veda la faq D23. D20. Qual è la disciplina applicabile in caso di imprese non soggette agli obblighi del DURC? La dichiarazione di esonero di un’impresa dall’obbligo di iscrizione presso I’INPS e/o I’INAIL può essere resa solo dagli Istituti previdenziali in questione. Pertanto, qualora un’impresa dichiari di non essere tenuta all’iscrizione presso l’INPS e/o l’INAIL e non fornisca pertanto i relativi dati (INPS e/o INAIL), per la richiesta del DURC dovrà essere inoltrata apposita richiesta alla sede INPS/INAIL competente (in base alla sede legale del dichiarante) che dovrà rilasciare apposita dichiarazione attestante la non sussistenza dell’obbligo di iscrizione. In tale richiesta dovrà essere indicato il codice fiscale/partita IVA del soggetto e gli estremi del contratto di riferimento (tipo di contratto, data e importo, importo dei pagamenti da effettuare).
D21. L’obbligo di acquisizione del DURC sussiste anche nel caso di acquisto di beni al dettaglio o di forniture e servizi non incardinati in procedure negoziali?
Non sussiste l’obbligo di acquisizione del DURC per gli acquisti al dettaglio, per le “spese minute” effettuate mediante il fondo economale. D22. Il DURC deve essere richiesto anche per le società che non hanno dipendenti? (dal sito www.Inail.it)
Sì, a condizione che per dette società sussista l'obbligo di assicurarsi sia presso l'INAIL, che presso l'INPS. Ad esempio, le società non artigiane senza dipendenti devono assicurare i soci all'INAIL se ricorrono i presupposti previsti dalle leggi in vigore.
D23. Se ad un operatore economico vengono affidati, da parte della medesima stazione appaltante, più contratti di servizio, il DURC ha validità per tutti i contratti affidati o deve esserne chiesto uno per ognuno?
La validità del DURC è circoscritta allo specifico contratto per il quale si richiede (Circolare INAIL n. 7 del 5 febbraio 2008, conf. dalla Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 35/2010). Ne consegue, pertanto, che la stazione appaltante debba acquisire un DURC per ciascun servizio affidato. D24. L’appaltatore può ottenere il pagamento delle rate di acconto in caso di assenza di regolarità contributiva del subappaltatore con il quale sussiste un regime di solidarietà, quando l’irregolarità del subappaltatore si riferisca ad “altri cantieri o opere”? (Interpello del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali n. 15/2009).
L’appaltatore può ottenere il pagamento delle rate di acconto qualora il subappaltatore sia in regola con riferimento al personale utilizzato nello specifico cantiere e l’irregolarità contributiva del subappaltatore riguardi altri cantieri o opere rispetto alle quali non sussiste un obbligo di responsabilità solidale dell’appaltatore. In tal caso, sarà possibile attivare una specifica procedura di accertamento da parte del personale ispettivo INPS finalizzata al rilascio di una certificazione di regolarità contributiva riferita al singolo cantiere. D25. Per l’attività di trasporto/fornitura e consegna di materiali nel cantiere è necessario il possesso del DURC?
Le attività di trasporto e di mera fornitura e consegna di materiali a piè d'opera, non accompagnata da messa in opera, nell'ambito del cantiere edile, non rientrano tra quelle attività per cui ricorre l'obbligo di certificare la regolarità contributiva, a prescindere dal settore di inquadramento (Interpello del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali n. 58/2009).Le imprese che eseguono queste lavorazioni, pur presenti in cantiere, non possono considerarsi affidatarie, né esecutrici, se non partecipano in maniera diretta all’esecuzione di tali lavori (Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 4/2007). D26. Nel caso in cui da indagini contributive emergano delle violazioni gravi, definitivamente accertate, come devono comportarsi le stazioni appaltanti? (Determinazione Avcp n. 1/2010 e Determinazione Avcp n. 1/2012; Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 4 maggio 2012 n. 8)
Le stazioni appaltanti, rimettendosi a quanto certificato dagli enti previdenziali competenti, senza possibilità di sindacarne il contenuto, dispongono l’esclusione del concorrente dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture o la revoca dell’aggiudicazione ove già dichiarata. D27. Cosa accade se dal DURC irregolare non risulta l’importo dei mancati versamenti? (TAR Campania, Salerno, sez. I, n. 836/2009)
Quando il DURC, per la sua incompletezza/mancata indicazione dell’importo degli insoluti, non consente di comprendere l’entità della violazione degli obblighi contributivi e, quindi, la dimensione della loro gravità, la stazione appaltante è tenuta a svolgere degli approfondimenti istruttori.
Se tale controllo mostra una violazione solo formale, il concorrente non viene escluso dalla gara.
D28. Cosa si intende per violazioni “gravi”, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali che costituiscono causa di esclusione dalla partecipazione alle procedure di affidamento di cui all’articolo 38, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 163/2006? (Parere di Precontenzioso Avcp n. 230/2008)
I parametri di valutazione sulla gravità dell’inadempimento sono stati individuati con il Decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 24.10.2007.
In particolare, l’articolo 8 del Decreto individua, quali cause non ostative al rilascio del DURC, due parametri:
a) uno scostamento “inferiore o pari al 5% tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascun periodo di paga o di contribuzione”;
b) o, comunque, “uno scostamento inferiore ad Euro 100,00”, fermo restando un obbligo di pagamento di tali importi entro 30 giorni dal rilascio del DURC.I suddetti parametri devono essere utilizzati dalle stazioni appaltanti in via cumulativa, secondo anche quanto specificato dalla Circolare del Ministero del Lavoro n. 5/2008.
Lo stato di “definitivo accertamento” delle violazioni contributive può essere rinvenuto in tutte le situazioni caratterizzate dalla non pendenza di ricorsi amministrativi o giurisdizionali, né del termine per esperirli (Consiglio Stato, sezione VI, 16 settembre 2011, n. 5194). D29. Cosa si intende per “pendenza di ricorso giurisdizionale o amministrativo”, quale condizione affinché la sussistenza di crediti dell’Istituto previdenziale non osti al rilascio del DURC regolare?
E’ necessario che sia stato presentato ricorso, in sede giurisdizionale o amministrativa, sul quale si attende una decisione (Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 24.10.2007). Non è sufficiente ai fini del rilascio del DURC regolare che l’operatore economico abbia manifestato, sia pure in modo serio e circostanziato, la volontà di proporre ricorso o di opporsi alla notifica di pagamento. D30. Come va interpretato il decorso del termine per decidere il ricorso amministrativo? (Nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 10849/2010; Interpello del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali n. 64/2009)
Nel caso di ricorso in via amministrativa proposto nei confronti dell’INAIL, il decorso inutile dei termini previsti per la sua definizione è da considerare quale decisione implicita di rigetto del ricorso (silenzio-rigetto, articolo 5, comma 1, del d.P.R. n. 314/2001) e, in assenza di pendenza di un ricorso giudiziario, non sarà possibile certificare la regolarità contributiva dell’impresa.
Nel caso di ricorso in via amministrativa proposto nei confronti dell’INPS, poiché non esiste nel regolamento in materia di ricorsi avverso i provvedimenti adottati dall’Istituto una norma pari a quella prevista nell’omologo regolamento dell’INAIL, l’INPS può attestare la regolarità contributiva, ai fini del rilascio del DURC, fino all’adozione del provvedimento formale di decisione da parte dell’Organo competente a pronunciarsi.
D31. In caso di distacco di lavoratori, il DURC deve essere posseduto dalla sola impresa distaccataria, operante in cantiere in qualità di appaltatore o subappaltatore, o anche dall’impresa distaccante estranea al contratto? (Interpello del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali n. 58/2009; Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 106/2009)
In caso di distacco di lavoratori (articolo 30 del decreto legislativo n. 276/2003), il lavoratore inviato presso l'impresa distaccataria, appaltatrice o subappaltatrice, è inserito, nei limiti dell'accordo di distacco, nell'organizzazione di quest'ultima, ma il suo rapporto di lavoro prosegue alle dipendenze dell’originario datore di lavoro (distaccante).
Resta quindi estranea all’appalto, sotto ogni profilo, l’impresa distaccante e deve conseguentemente escludersi la legittimità di una richiesta del DURC nei suoi confronti, e nei confronti del distaccatario appaltatore.
D32. In merito ai contratti relativi ad energia elettrica, gas, acqua, telefonia, etc. il DURC deve essere richiesto?
E’ necessaria la richiesta del DURC in sede di affidamento dei servizi a rete (articolo 38, comma 3, del decreto legislativo n. 163/2006), con particolare riferimento a quelli in cui vi è una scelta tra diversi operatori economici (ad esempio, telefonia o energia).
La regolarità contributiva oggetto del DURC, infatti, riguarda tutti i contratti pubblici, siano essi di lavori, di servizi o di forniture (cfr. articolo 38, comma 3, del decreto legislativo n. 163/2006 ed articolo 6 del d.P.R. n. 207/2010).
D33. In caso di associazione temporanea tra imprese il DURC deve essere acquisito per la sola mandataria o anche per le mandanti? (Interpello del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 19/2010)
In caso di associazione temporanea tra imprese il DURC deve essere acquisito per ciascuna delle imprese componenti il raggruppamento e non solo per l’impresa mandataria.
Infatti, sebbene quest'ultima abbia la rappresentanza esclusiva, anche processuale, nei confronti della stazione appaltante, ai sensi dell'articolo 37, comma 16, del decreto legislativo n. 163/2006, tale forma aggregativa che discende dal contratto di mandato non determina la nascita di un nuovo soggetto distinto dalle singole associate, ciascuna delle quali “conserva la propria autonomia ai fini della gestione, degli adempimenti fiscali e degli oneri sociali” (articolo 37, comma 17, del decreto legislativo n. 163/2006).
Inoltre, va ricordato come la regolarità contributiva costituisce un requisito “morale” dell’appaltatore ai sensi dell’articolo 38, comma 1, lettera i) del decreto legislativo n. 163/2006 (Determinazione AVCP n. 1/2010, par. 11); pertanto, in quanto tale, deve essere posseduta da ogni singolo concorrente raggruppato o meno. D34. Per quali soggetti deve essere verificata la regolarità contributiva nel caso di associazione temporanea tra imprese che, per l’esecuzione di lavori pubblici, costituisca una società consortile? (Interpello del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 19/2010)
Nel caso di associazione temporanea tra imprese che, per l’esecuzione di lavori pubblici, costituisca una società consortile (si veda articolo 93 del d.P.R. n. 207/2010), all’atto dell’affidamento dei lavori la verifica del DURC deve interessare tutte le imprese riunite.
Al momento del pagamento delle rate di acconto, la stazione appaltante è tenuta a verificare la regolarità contributiva della sola società consortile, nonché degli eventuali subappaltatori, considerato che la società consortile è il soggetto che esegue i lavori e stipula direttamente i contratti di subappalto. D35. In ordine alla ipotesi di cessione di credito è necessario il possesso del DURC?
La cessione del credito comporta il trasferimento della titolarità del credito dall’impresa cedente all’impresa cessionaria, la quale può pretendere la prestazione direttamente dal debitore (ceduto), sempre che la cessione stessa gli sia stata notificata o sia stata da lui accettata. In tale ipotesi, deve essere acquisito il DURC relativo sia all’impresa cedente sia a quella cessionaria.
D36. Come deve comportarsi la stazione appaltante che nel corso dell’esecuzione accerti l’irregolarità contributiva dei soggetti esecutori del contratto pubblico? (articolo 4, comma 2, d.P.R. n. 207/2010; Circolare INAIL n. 2029 del 21 marzo 2012 e Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 3/2012)
In caso di DURC irregolare, anche con riferimento ad un subappaltatore, la stazione appaltante è tenuta a richiedere agli enti previdenziali di specificare gli importi dei rispettivi crediti definitivamente accertati verso l’esecutore, in modo da poter trattenere da quanto dovuto dalla amministrazione al privato un importo corrispondente all’inadempienza contributiva.
Qualora l’importo dell’inadempienza riguardi più istituti (Inps, Inail e Casse Edili) e l`importo per il quale interviene la stazione appaltante sia inferiore, l`intervento sostitutivo opererà proporzionalmente. Una volta effettuato l’intervento sostitutivo, la stazione appaltante non dovrà richiedere un nuovo DURC per versare l’eventuale residuo all’operatore economico, salvo i casi di fasi successive dell’appalto o di diverso appalto. D37. Prima di trattenere dal certificato di pagamento delle rate di acconto la quota corrispondente ai debiti contributivi, qual è la procedura da seguire? (articolo 7, comma 3, Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 24.10.2007; Nota INAIL n. 3760 del 14 giugno 2012)
Nel caso in cui l’impresa, in sede istruttoria, risulti inadempiente, gli Istituti previdenziali prima di emettere il certificato attestante l’irregolarità contributiva hanno l’obbligo di invitare l’impresa a regolarizzare la propria posizione contributiva, assegnandole un termine di 15 giorni.
Non è ammessa la regolarizzazione, invece, nell’ipotesi in cui il DURC sia richiesto dall’amministrazione procedente per la verifica, ai sensi dell’articolo 71 del d.P.R. n. 445/2000, della dichiarazione sostitutiva, poiché, in tal caso, la regolarità deve sussistere alla data della dichiarazione sostitutiva stessa (con conseguenze, anche penali, in ordine alla falsità di quanto autodichiarato dall’impresa).
D38. Ove l’ammontare della rata di saldo non risulti sufficiente a coprire l’importo del credito vantato dagli Enti previdenziali, la Stazione appaltante può procedere all’escussione della cauzione definitiva?
La risposta è affermativa; come previsto dall’articolo 123, comma 3, del d.P.R. n. 207/2010 “le stazioni appaltanti hanno il diritto di valersi della cauzione per l'eventuale maggiore spesa sostenuta per il completamento dei lavori nel caso di risoluzione del contratto disposta in danno dell’esecutore. Le stazioni appaltanti hanno inoltre il diritto di valersi della cauzione per provvedere al pagamento di quanto dovuto dall’esecutore per le inadempienze derivanti dalla inosservanza di norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle leggi e dei regolamenti sulla tutela, protezione, assicurazione, assistenza e sicurezza fisica dei lavoratori comunque presenti in cantiere”.
D39. La mancanza nel DURC della dicitura "per partecipazione a gare di appalto" può essere sanzionata con l'esclusione dalla gara? (cfr. Parere di Precontenzioso Avcp n. 20/2012)
La mancanza nel DURC della dicitura "per partecipazione a gare di appalto" non può essere sanzionata con l'esclusione del concorrente dalla gara.
D40. Le irregolarità in tema di salute e sicurezza possono bloccare l’attività dell’intera impresa (Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 5/2008)?
Tali irregolarità sono ostative al rilascio del DURC ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi, ma non bloccano l’attività di impresa (comunque in regola con gli obblighi contributivi). Tuttavia, in materia di appalti pubblici, va considerato che le violazioni alla disciplina normativa sulla salute e sicurezza dei lavoratori rappresentano una “causa ostativa” ai sensi dell’articolo 38, comma 1, lettera e) del decreto legislativo n. 163/2006. © Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture - Tutti i diritti riservati via di Ripetta, 246 - 00186 Roma - c.f. 97163520584 Contact Center: 800896936

References: articolo 15
 articolo 6
 articolo 50
 articolo 5
 articolo 38
 articolo 6
 articolo 93