Source: http://www.giustiziaquotidiana.it/dblog/storico.asp?s=&m=&pagina=273&ordinamento=desc
Timestamp: 2019-08-25 11:03:13+00:00

Document:
ANM: INCREDIBILE ACCUSA DISEGNO EVERSIVO
Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 10:34:37, in Magistratura, linkato 1374 volte)
(AGI) - Roma, 7 ott. - "E' incredibile che esponenti politici investiti di responsabilita' istituzionali possano parlare di 'disegno eversivo' e affermare che ci sia 'chi sta tentando, con mezzi impropri, di contrastare la volonta' democratica del popolo italiano'.
Cosi' la giunta dell'Associazione nazionale magistrati, riunita oggi a Roma, ha espresso "solidarieta' e vicinanza al collega" Raimondo Mesiano, estensore della sentenza civile sul Lodo Mondadori, "oggetto di ripetuti attacchi e inaccettabili insulti da parte di esponenti politici e organi di stampa".
Ed "e' tanto piu' incredibile - continuano i vertici del sindacato delle toghe - che cio' sia affermato in relazione a una sentenza civile di primo grado, dunque suscettibile di impugnazione, che decide una controversia patrimoniale, e peraltro fondata su una sentenza penale passata in giudicato.
L'esercizio ordinario della giurisdizione, diretto ad assicurare la corretta applicazione della legge e l'uguaglianza di tutti i cittadini, non puo' tollerare tentativi di condizionamento e fenomeni di sistematica delegittimazione dell'istituzione giudiziaria e delle sue decisioni".
Lodo Mondadori: Anm, nessun disegno
Da sindacato toghe solidarieta' a giudice Mesiano
Lodo Mondadori: Anm, nessun disegno (ANSA) - ROMA, 7 OTT - L'Anm critica i politici che parlano di 'disegno eversivo' im merito alla sentenza civile sul lodo Mondadori. 'E' incredibile - sostiene l'associazione magistrati - che personalita' investite di responsabilita' istituzionali possano parlare di disegno eversivo e affermare che ci sia chi sta tentando, con mezzi impropri, di contrastare la volonta' democratica del popolo italiano'. L'Anm esprime anche 'solidarieta' e vicinanza' al giudice di Milano Raimondo Mesiano.
07 Ott 14:16
*** Precedenti
Lodo Mondadori, 15 membri del Csm:
tutelare il giudice Mesiano
ROMA (5 ottobre) - Dopo i giudizi espressi da Silvio Berlusconi e dai capigruppo del Pdl al Senato sulla sentenza che ha condannato la Fininvest al pagamento di 750 milioni di euro, quindici consiglieri del Csm (togati e laici del centro-sinistra) hanno chiesto al Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli di aprire una pratica a tutela del giudice del tribunale di Milano Raimondo Mesiano.
I 15 consiglieri parlano di vicenda che si caratterizza per «gravità» e «singolarità», chiedendo di tutelare insieme al magistrato la «credibilità della giustizia civile». Nel documento non si fa esplicito riferimento al premier e ai capigruppo del Pdl al Senato, ma si parla genericamente di «dichiarazioni pubbliche di autorevoli esponenti del Parlamento e del Governo».
Il Lodo Alfano è stato dichiarato "illegittimo"
Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 10:18:19, in Magistratura, linkato 1343 volte)
Ovvero, si tratta di una decisione che non cambierà il quadro politico, a parte i toni minacciosi delle opposte fazioni, ma che di fatto riaprirà i processi contro Berlusconi. In particolare la decisione della Corte riaprirà il processo Mills e quello per i diritti Mediaset.
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che boccia la legge per le violazioni all'art. 138 della Costituzione e con tanto di citazione dell'Art. 3, il principio di ugualianza, occorrerà una legge costituzionale per ripristinare il privilegio della "sospensione dei processi" nei confronti delle 4 Cariche più alte dello Stato, voluta dal cd "lodo Alfano".
RdB CuB Giustizia: Taglio dello Straordinario Retribuito - Lettera al Ministero
Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 06:36:54, in Sindacati Giustizia, linkato 1574 volte)
TAGLIO DELLO STRAORDINARIO RETRIBUITO
In allegato la lettera scritta ai vertici del ministero della Giustizia sul taglio degli straordinari retribuiti;
Invitiamo i lavoratori a non barattare lo straordinario retribuito con i riposi compensativi, poichè esso concorre anche alla determinazione del montante pensionistico nel sistema contributivo. Questa riduzione è l'ennesimo colpo ai lavoratori e al funzionamento degli uffici giudiziari.
Al Capo Dipartimento dell’O. G.
OGGETTO: Lavoro straordinario.
La scrivente O.S. negli ultimi tempi ha ricevuto numerose segnalazioni e da diversi uffici giudiziari circa l’insufficienza dei fondi occorrenti per retribuire le prestazioni di lavoro straordinario imposte al personale per indifferibili esigenze di servizio (assistenza alle udienze, esecuzione di provvedimenti restrittivi della libertà personale, ecc.).
Con la cronica carenza di personale, il ricorso al lavoro straordinario non è più un evento eccezionale e non programmabile, così come stabilito dai contratti, ma la “regola” per garantire il buon andamento degli uffici giudiziari.
Per rimediare all’inconsistenza dei finanziamenti alcuni dirigenti hanno emanato circolari nelle quali, dopo aver ribadito l’obbligatorietà del lavoro straordinario, viene “suggerito” al personale di commutare la retribuzione in riposo compensativo.
Al riguardo è bene ricordare che l’istituto del riposo compensativo, a norma dell’art. 26 del CCNL integrativo 16-05-2001, è una facoltà del lavoratore e non può assolutamente essere imposto al dipendente in luogo della corresponsione di denaro.
Occorre poi riconoscere che il riposo compensativo non è vantaggioso per il lavoratore: in primo luogo perché la retribuzione per il lavoro straordinario è superiore rispetto a quello ordinario e poi perché il salario accessorio concorre alla determinazione del montante pensionistico nel sistema contributivo.
La triste realtà è che con straordinari e riposi compensativi, reiterate applicazioni di personale in altri uffici si tenta di sopperire alla cronica carenza di personale e di risorse economiche; agli occhi di scrive tutto ciò appare solo come “il gioco delle tre carte” e chi ci rimette è sempre il lavoratore.
La RdB P.I. è sempre stata contraria alle politiche adottate dai vari governi di ricorrere all’utilizzo smodato del lavoro straordinario perché ciò si traduce in tagli indiscriminati ai posti di lavoro; è giunto il momento di invertire la rotta in quanto senza nuove assunzioni il funzionamento degli uffici giudiziari non può più essere garantito.
Questa O.S. ritiene che il lavoro straordinario già prestato e non retribuito sia un credito certo, liquido ed esigibile e, pertanto, non esiterà a mettere a disposizione dei lavoratori i propri uffici legali per il recupero delle somme spettanti.
Per quanto sopra esposto si chiede un immediato incontro al fine di affrontare la problematica che oramai investe tutti gli uffici del paese.
Certi di un sollecito riscontro si porgono distinti saluti.
Alemanno consegna ad Abu Mazen la sede della Ambasciata Palestinese in Italia
Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 06:13:13, in Estero, linkato 1243 volte)
Il mio personale applauso a Gianni Alemanno, il sindaco di Roma che ha fatto ciò, che "nessun" altro aveva mai fatto prima per la Palestina: "donarle" una Ambasciata. Si è vero, Abu Mazen in questo momento usurpa il titolo di presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, perché il suo mandato è decaduto e non sono state fatte elezioni in Palestina. Nonostante questo "bravo Alemanno".
Peccato non esser potuta andare.. L.M.
Alemanno consegna ad Abu Mazen
la nuova sede diplomatica Anp
L'ambasciata palestinese a Roma è stata consegnata ufficialmente dal Governo Italiano e dal Comune di Roma all'autorità palestinese. Il palazzo ha sede in via Bacelli tra la sede della Fao e le Terme di Caracalla.
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno «Siamo assolutamente convinti che il concetto 'due Popoli e due Statì sia la chiave di volta per una pace giusta e duratura nel Mediterraneo. E la scelta di mettere questa nuova sede a disposizione dei nostri amici palestinesi si iscrive in questa nostra profonda convinzione».
Lo ha detto il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, presentando la nuova sede diplomatica dell'Anp e rivolgendosi direttamente al Presidente Abu Mazen presente alla cerimonia. L'ambasciata palestinese a Roma è stata consegnata ufficialmente dal Governo Italiano e dal Comune di Roma all'autorità palestinese. Ha sede in via Bacelli tra la sede della Fao e le Terme di Caracalla e alla cerimonia di consegna dell'edificio di proprietà del Comune hanno partecipato anche il sottosegretario agi Esteri, Stefania Craxi, Massimo D'Alema e Antonio Bassolino.
«Vediamo questa vostra bandiera sventolare nel cuore di Roma - ha continuato Alemanno - in questo momento memorabile. Questa amicizia ci riempie di una nuova speranza e sappiamo bene che nel simbolo di una sede diplomatica c'è infatti qualcosa di più che il suo valore pratico ed operativo».
Abu Omar, ex imam e moglie chiedono 15 milioni di risarcimento
Di Loredana Morandi (del 07/10/2009 @ 06:00:57, in Magistratura, linkato 1266 volte)
Abu Omar, ex imam e moglie
chiedono 15 milioni di risarcimento
mercoledì 7 ottobre 2009 12:41
MILANO (Reuters) - L'avvocato difensore di Abu Omar e l'avvocato di parte civile per Nablia Ghali, moglie dell'ex imam, hanno chiesto rispettivamente 10 milioni di euro e cinque milioni di euro di risarcimento per il sequestro del religioso avvenuto nel 2003.
Carmelo Scambia -- legale di Abu Omar -- ha chiesto 10 milioni di euro, definendo "avvilente l'assenza dello stato italiano", e sostenendo che le istituzioni abbiano "evitato di cercare la verità".
Secondo l'avvocato Luca Bauccio, parte civile per Nablia Ghali, "il rapimento fu un'azione non per la sicurezza dello Stato, ma contro la sicurezza dello Stato, che ha tolto un po' di vita ad Abu Omar, a sua moglie e ai suoi familiari".
I funzionari dei servizi segreti italiani e Usa, imputati nel processo, "hanno agito come banda criminale", ha aggiunto Bauccio -- che ha chiesto 5 milioni di euro di danni -- sottolineando che "la nostra collettività non saprà mai se Abu Omar è colpevole o innocente".
Il processo per il rapimento del religioso vede imputati 33 ex funzionari dei servizi segreti italiani e Usa, tra cui l'ex numero uno dei Sismi Niccolò Pollari, con l'accusa di aver rapito nel 2003 Abu Omar -- imputato a Milano per terrorismo internazionale in un altro procedimento -- e di averlo poi inviato in una cosiddetta operazione di "rendition" in Egitto, dove il religioso sostiene di aver subito torture durante la detenzione.
Il 30 settembre scorso nella requisitoria al processo, il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro ha chiesto 13 anni per Pollari e 26 condanne -- tra 10 e 13 anni -- per ex agenti della Cia, parlando di prove ineluttabili di responsabilità per Pollari e per Marco Mancini, l'ex numero due del Sismi, per il quale sono stati chiesti 10 anni di reclusione.
L'11 marzo scorso la Corte Costituzionale, dirimendo un conflitto di attribuzione fra governo e magistratura, aveva stabilito che la procura di Milano non poteva utilizzare i documenti coperti da segreto di Stato, eliminando in sostanza dal dibattimento alcuni degli atti che hanno consentito i rinvii a giudizio.
I pubblici ministeri durante il processo hanno sostenuto che l'attuale premier Silvio Berlusconi e il suo predecessore Romano Prodi abbiano utilizzato il segreto di Stato per ostacolare la giustizia, accusa respinta da uno dei legali di Berlusconi che l'ha definita un "intollerabile attacco".
Washington ha difeso le "rendition" come un valido strumento di anti-terrorismo che ha prodotto importanti informazioni di intelligence, e ha respinto le accuse di tortura.
Gli Stati Uniti si sono anche mossi formalmente per opporre l'immunità dalle imputazioni a beneficio di un colonnello, tra i 26 americani sotto processo, in base a un accordo Nato che si applica ai presunti reati commessi oltreoceano da personale militare "nello svolgimento del proprio servizio".
25/08/2019 @ 13.03.11

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