Source: http://milella.blogautore.repubblica.it/2015/05/15/prescrizione-sporca/
Timestamp: 2017-09-22 15:25:48+00:00

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Prescrizione sporca - Toghe - Blog - Repubblica.it
Prescrizione sporca
Ha orecchie sorde il palazzo della politica. Doppiamente sorde nel caso della prescrizione. Il palazzo non sente il richiamo sulla corruzione del capo dello Stato Mattarella, e neppure le decine di richiami dell'Europa (il gruppo Greco) su una prescrizione attualmente, e da anni, troppo corta che avvantaggia i corrotti. Bisognava lanciare un segnale, chiaro ed inequivocabile. Tracciando una linea retta, anziché andare a zig zag, con improvvise marce indietro perché l'alleato di governo, Ncd, ha ancora i numeri per mettere in difficoltà la maggioranza al Senato.
La via retta è solo una. La indicano magistrati meritevoli di rispetto, come il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Si blocchi la prescrizione all'atto del rinvio a giudizio. Senza impelagarsi, come invece sta facendo il governo, nella sentenza di condanna di primo grado, ma soprattutto con la sospensione, e non con il blocco della prescrizione. Con ciò favorendo, e non certo bloccando, le manovre dilatorie dei difensori che da sempre giocano sulla "morte" dei processi per prescrizione.
Ma non basta. Sta assumendo movenze grottesche la vicenda della corruzione. Stiamo parlando di 4 reati, corruzione propria e impropria, in atti giudiziari e induzione, per i quali si vuole fare un'eccezione, aumentare la prescrizione. Renzi se n'è vantato più volte. Anche qui c'era una strada maestra, agire nell'articolo del codice penale, il 157, che in generale fissa i termini della prescrizione. Una scelta, un segnale, prescrizione raddoppiata per chi corrompe. E invece no, ecco la via storta che sporca la nuova prescrizione. Per quei reati (non ci sono abuso d'ufficio e peculato) la prescrizione resta com'è adesso ma (forse) si raddoppia (ma potrebbe anche essere solo di un terzo) il tempo in presenza di atti processuali. Ogni commento ulteriore è inutile. Qui si rischia, come tante volte, di perdere il treno della modifica coraggiosa.
gianfranco fiore 15 maggio 2015 alle 17:27
Ipocriti che fanno finta di non considerare che chi può permettersi la difesa di un principe del foro ha tempi biblici di rinvio per tener conto dell'agenda,ai giovani avvocati la stessa causa la concludono in tre giorni se vogliono.La giustizia è di classe e politica.Basti pensare ai tanti scandali delle Regioni e ora premiano con il senato I"Regionali":Ma Renzi si rende conto di quello che fà?Ho i miei dubbi.
aldo 15 maggio 2015 alle 18:41
Quindi, secondo Lei e secondo il PM Roberti, una volta disposto il rinvio a giudizio, i magistrati possono disporre a piacimento dei tempi del processo. Ma si rende conto dell'assurdità delle conseguenze che ne derivano a carico dell'imputato (che, si ricordi, ben può essere innocente) ?? Per anni e anni dovrà essere sotto processo, se deve partecipare a un concorso o un appalto, dovrà esibire un certificato con un carico pendente, se deve avere il passaporto, idem; quando finalmente arriverà la sentenza, magari di assoluzione, sarà ormai diventato vecchio.
Non Le basta la già assurda previsione di una prescrizione che per questi reati arriverà fino all'incredibile durata di 21 anni ?
alexandertwo 15 maggio 2015 alle 19:39
La "via storta", e così arzigogolata, che si sta seguendo per la nuova disciplina della prescrizione induce, al momento, ad un primo rassegnato commento spot: è "azzeccagarbugli" l'aggettivo che meglio definisce (almeno per motivi di... censura) queste figure di politici nazionali.
si, dai 15 maggio 2015 alle 19:40
si, dai, teniamo tutti nelle mani dei magistrati, dai.
Basta un rinvio a giudizio, i nostri colleghi gip-gup-gulp ce lo danno di sicuro, e noi pm li teniamo tutti sulla corda per decenni. Dai, poi passiamo uno o due verbali a qualche giornalista di repubblica o del fatto (detto e fatto) e seppelliamo chiunque, dai.
gianfranco fiore 15 maggio 2015 alle 19:47
Si Aldo ha ragione la giustizia và velocizzata,la prescrizione per i politici andrebbe allungata perchè chi scherza con i soldi dello Stato và dissuaso.La modifica coraggiosda è abolire il tribunale dei ministri.
gianfranco fiore 15 maggio 2015 alle 19:48
Si Aldo ha ragione la giustizia và velocizzata,la prescrizione per i politici andrebbe allungata perchè chi scherza con i soldi dello Stato và dissuaso.La modifica coraggiosa è abolire il tribunale dei ministri.
Gigas 15 maggio 2015 alle 19:53
Cetto La Qualunque, " Qualunquemente " e Che bella giornata, una retrospettiva, dell'Italia prescrittibile. Ricordo che quando li diedero nelle sale cinematografiche, li vidi entrambi, uno dietro l'altro, prima "Qualunquemente" e di seguito "Che bella giornata. Erano un unico film degli usi e costumi dei tempi , dietro tutte quelle risate, si leggeva chiaramente L'Italia denunciata dal Presidente della Repubblica in questi giorni, un'Italia di rapina che nella prescrizione vede la propria salvezza. Vie storte vie dritte, per loro l'unica via è rapinarti,i banditi di strada, che strada facendo, incontrerai, e non sarai più solo, ma con qualcuno dal quale guardarti, e non è un bel vivere, è uno squallore vissuto ad ore...
oesr 15 maggio 2015 alle 22:16
Decsionismo se si tratta di maltrattare insegnanti e lavoratori; svenevole arrendevolezza se si ha a che fare coi delinquenti. La continuita' col berlusconismo non poteva trovare conferma piu' inequivocabile.
maria rosaria maione 16 maggio 2015 alle 01:09
Non si può più tollerare una situazione del genere che ha ampliato ed accresciuto il dilagare a dismisura della corruzione ad ogni livello .Siamo in una confusione totale ,considerando che noi cittadini ,informati ,quotidianamente del reiterarsi di reati ,non sapremo che solo dopo anni ,che rinviati a giudizio continuino a ricoprire cariche e a svolgere le loro attività , risultano assolti per prescrizione .Inutile citare le leggi ad personam che hanno permesso a qualcuno di proclamarsi innocente ,dopo la decadenza del reato per prescrizione .Il governo attuale del rottamatore rimane sordo agli appelli che arrivano da varie parti per il varo di leggi severe ,senza giri viziosi ;è inutile sperare in investimenti esteri in un'Italia inquinata da una corruzione che ,grazie alla connivenza dei governanti stessi ,non potrà mai essere contenuta e fermata .Non è il caso ,credo ,di parlare di coraggio nell'invertire la rotta ,ma di mancanza di volontà di modificare le cose perchè tutto rimanga come sempre ,anche se con simulazioni di qualche mutamento ....
Renato Scipioni 16 maggio 2015 alle 01:47
Personalmente sono piu' propenso a bloccare la prescrizione dopo un'eventuale sentenza di primo grado , ma si puo' anche discutere di bloccarla all'atto del rinvio a giudizio , ma se poi nell'ambito del dibattimento si appura che la richiesta di rinvio a giudizio da parte del P.M. e' frutto di indagini preliminari condotte in malo modo o frutto di omissioni di atti di ufficio o abuso di ufficio , si e' disponibili a " SANZIONARE " IL P.M. come merita , o finira' tutto a " tarallucci e vino " ? , resto in attesa di risposta da parte di chi e' d'accordo con la Gentile Autrice del blog o da Ella stessa .
salvatore menna 16 maggio 2015 alle 07:36
Questo schifo, tutto italiano, della prescrizione breve deve finire. Per ottenerla ci vogliono avvocati che per pagare il loro onorario, ci vuole il portafoglio a "fisarmonica". Infatti i poveri cristi non vengono mai assolti per prescrizione, ma è più probabile che vengano condannati, pur essendo innocenti. Questa è un'altra prova che, in Italia, c'è una giustizia ingiusta.
Domenico Corradini H. Broussard 16 maggio 2015 alle 08:34
se non sbaglio, e l’impressione ho di non sbagliare, lei è per una legge sulla corruzione propria e impropria che col rinvio a giudizio dell’indagato blocchi la prescrizione cominciata per il reato consumato il giorno della consumazione e per il reato tentato il giorno in cui è finito il tentativo, e altresì lei è per i 21 anni di prescrizione dei reati di corruzione propria e impropria.
La sua, se non sbaglio, e ancora ho l’impressione di non sbagliare, è una concezione che non si discosta dal giustizialismo di quei magistrati che invincibili si credono nella loro attività punitiva e che il garantismo non tengono il doveroso conto.
Né la sua concezione mi pare molto diversa dal parere della IV Commissione del Csm, criticato dalla Ferranti come «intempestivo e illogico».
La scuola pisana del diritto penale, da Padovani a De Francesco e a Gargani, ha criticato da tempo la teoria retributiva assoluta della pena, sottolineando che nel periodo della prescrizione, previsto dall’art.157 e dall’art. 158 cp pre-riforma e post-riforma nel 2005 e nel 2012, la potestà punitiva dello Stato esercitata dai magistrati non può trascurare il sopravvenuto affievolimento del bisogno di pena. Il diritto penale debole contro il diritto penale forte, residuo dell’assolutismo. E così ho sempre pensato e insegnato.
Come fa a prescriversi un reato non è stato né commesso né tentato? È la potestà punitiva esercitata dai magistrati che in questo caso si prescrive.
Mi rinviano un domani a giudizio per corruzione, innocente. E avrei 21 anni per provare la mia innocenza e l’errore dei magistrati che in 21 sono cambiati nei diversi gradi di giudizio e la loro eventuale responsabilità civile? E avrei così superato i 90 anni? E sarebbe un processo in qualche senso assimilabile ai processi resi eterni nell’immaginazione da Shakespeare e Kafka?
La società corrotta non mi sta bene, per niente mi sta bene. E per niente mi stanno bene le argomentazioni che sulla prescrizione dei reati o di un alcun reato considerano un capitolo inesistente o quasi inesistente il capitolo dell’innocenza e l’art. 27 della Costituzione.
Ringrazio Liana Milella per la pubblicazione, nello spirito del dialogo e della democrazia.
Aldo Moro 16 maggio 2015 alle 12:32
posso dire che aspettavo con pazienza che scrivesse qualcosa in merito???
Per cortesia insista molto
rramella 16 maggio 2015 alle 12:49
vanno accelerati i processi, in particolare abolendo il 3° grado che poi diventa spesso 5° 7°...i tempi di prescrizione non possono essere infiniti se ormai le leggi puniscono persino i rinviati a giudizio neppure condannati.
purtroppo la Magistratura ha perso credibilità con troppi processi fatti solo per punire tramite giornali e basati sul nulla; ad esempio Scajola meriterebbe di essere in galera per mille motivi ma l'accusa di concorso nell'omicidio Biagi era farsesca, Biagi era un suo alleato, lui e la polizia hanno negato la scorta per un ragionamento, magari errato, non certo per delinquere
Gigas 16 maggio 2015 alle 13:53
Cetto La Qualunque, " Qualunquemente " e Che bella giornata, una retrospettiva, dell'Italia prescrittibile.
Avrei fatto meglio a scrivere, quell'Italia in cerca di prescrizione, o che usa la prescrizione prevista dall'ordinamento, per allungare i tempi e nascondere la verità. é vero in un blog che si cimenta sul diritto, bisognerebbe usare, un linguaggio appropriato, ma a volte anche se il linguaggio non è quello dei dotti, risulta palese che c'è chi sfrutta la buona fede delle leggi per nascondere le proprie malefatte.
alexandertwo 16 maggio 2015 alle 14:20
Noi italiani (o quanto meno una rilevante percentuale) - secondo Ennio Flaiano - siamo sempre pronti "ad accorrere in soccorso... del vincitore", soprattutto nel campo della politica.
Applicando questo pensiero alla prescrizione, ed ai suoi termini, si potrebbe osservare che molti italiani sono sempre pronti a perorare la posizione dell'imputato rinviato a giudizio (possibile colpevole), ritenendolo - nella quasi totalità dei casi - una quasi sicura vittima di un errore giudiziario, opponenendosi a qualsiasi più congrua determinazione dei termini stessi, che scongiurasse vicende al margine dello scandalo come quelle Scajola-De Gennaro o Eternit, Montedison (Bussi sul Tirino) e simili.
In attesa di poter risolvere il vero problema - cioè la eccessiva durata dei processi dovuta anche alle bizantine procedure processuali strumentalizzate ad hoc dai legali degli imputati - si potrebbe intanto agire con una ipotesi alternativa non vessatoria per l'imputato.
A questi, nel caso rinunci ad avvalersi dei vantaggi della prescrizione, potrebbe essere assicurata una "via prefernziale" più celere nello svolgimento del processo, con sentenza da emettersi - ovviamente mantenendo intatte tutte le garanzie di una piena difesa - in tempi più contenuti rispetto all'ordinario.
Il vantaggio si avrebbe non solo (ovviamente) nel caso di assoluzione, ma soprattutto nel caso di condanna.
Infatti, l'interessato non resterà per anni e anni sotto processo e non rimarrà "sulla corda" per decenni (avendo un evenutale certificato penale portante carichi pendenti), ma dalla data di condanna (più ravvicinata) potrà cominciare a calcolare i tempi per presentare la domanda di riabilitazione.
In tal modo - con specifico riferimento agli esempi fatti da un precedente lettore - in tempi molto più ristretti non avrà più problemi "giudiziari" se dovrà partecipare ad un concorso o ad un appalto oppure se avrà necessità di ottenere il passaporto.
Domenico Corradini H. Broussard 17 maggio 2015 alle 10:27
Una questione di calcolatrice.
Mettiamo che con la nuova legge sulla corruzione mi condannino alla prevista pena massima detentiva, 10 anni.
Mettiamo che il 14 novembre 2001 io abbia connesso un atto contrario ai doveri del mio ufficio, corruzione propria.
Mettiamo che la condanna mi giunga entro il termine di prescrizione del reato, 21 anni da calcolare dopo il blocco della prescrizione avvenuto col mio rinvio a giudizio il 14 novembre 2015.
Mettiamo che il mio giudizio duri 5 anni fino alla sentenza definitiva. Saremmo al 2010.
Mettiamo che il 14 novembre 2010 io stia in domicilio coatto per 10 anni. Avrei 15 anni in più dell’età che ho, 73. 15 + 73 = 88.
Mettiamo che dopo 3 anni dagli 88 anni, 88 + 3 = 91, io chiedendo ottenga dal competente Tribunale di Sorveglianza una sentenza revocabile di riabilitazione.
Avessi avuto 30 o 40 o 50 o 60 o 70 anni, non credo che mi avrebbero promosso a un concorso per Direttore Sanitario dell’Ospedale di Serrastretta – il punito per corruzione non sarà ancora un possibile corruttore?
Tra i malefici effetti della corruzione enumeri anche questo, Cantone. Se vuole.
Il diritto penale non è solo un diritto punitivo per i delinquenti. È nel contempo un diritto educativo, se almeno si rispettano i Principi fondamentali della Costituzione e i suoi artt. 24 e 27. Kelsen avrebbero criticato in punto di diritto l’affermazione di Papa Francesco sul «corruttore come peccatore» – poi Mattarella al Salone del Libro di Torino.
gianfranco fiore 17 maggio 2015 alle 19:17
Il nostro Santi Romano si è sempre contrapposto a Hans Kelsen ,che a livello internazionale ha prevalso e non poteva essere altrimenti.In Italia però prevalgono altre logiche clientelari e familiari che in altri paesi non esistono, da noi esiste la volomtà di applicare le norme per i nemici e interpretarle per gli amici.A un'udienza fallimentare mi veniva da ridere,fallimento richiesto dal parente per pulirsi il bilancio e non pagare tasse su cespiti ormai persi !In una corte americana non sarebbe mai successo per il forte rischio di essre dichiarato socio di fatto del parente.A un'altra udienza compare come avvocato del creditore il marito del GIP che aveva sequestrato la società! Ad un'altra il marito della PM che l'aveva richiesto.Con tutto il rispetto in Italia occorre maggior buon senso e meno omertà per far emergere la verità.Sono tutti un pò così....Per gli appalti basterebbe togliere il subappalto e n'drangheta e c.abbandonano la partita,non occorre scervellarsi più di tanto.I magistrati devono stare fuori dagli arbitrati e tante cose sarebbero più economiche.Dovremmo avere tolleranza zero per tanti comportamenti come il pazzo di Napoli che ammazza gli estranei solo per farla franca come pazzo che ha fatto fuori i parenti,gli estrane sono il falso scopo che dopo pochi anni gli consentiranno di essere libero!Il pazzo di Milano passerà meno guai dei sorveglianti.Santi Romano e Hans Kelsen inorriderebbero.
gianfranco fiore 18 maggio 2015 alle 08:43
Condivido l'opinione del Professor Domenico Corradini H.Broussard ,ildiritto penale non è solo un diritto punitivo per i delinquenti. È nel contempo un diritto educativo, se almeno si rispettano i Principi fondamentali della Costituzione e i suoi artt. 24 e 27. Kelsen avrebbero criticato in punto di diritto l’affermazione di Papa Francesco sul «corruttore come peccatore» ,vi è in Italia e nel mondo troppa gente che si muove solo per denaro e Raffaele Cantone lo sà bene,pensi alla tolleranza zero di altri paesi prima di dare patenti a certi personaggi e criticare la mira del CSM.Kelsen inorridirebbe a pensare che un magistrato seppur fuori ruolo faccia simili interviste dopo di cui occorrerebbe dimettersi in altri paesi,più seri del nostro.
alexandertwo 18 maggio 2015 alle 20:50
Il mio pensiero è riandato alle recentissime dotte disquisizioni svolte da due valenti frequentatori del blog, sulla caratterizzazione del diritto penale non solo quale "diritto punitivo" nei confronti dei delinquenti ma anche come "diritto educativo", mentre leggevo della vicenda della giovane signora palermitana travolta ed uccisa mentre andava al lavoro.
L'investitore, bloccato dalla polizia dopo essere fuggito senza prestare soccorso, sarebbe stato alla guida, a velocità molto superiore a quella lì consentita, sotto l'effetto di alcol e supefacenti; inoltre era noto sia per essere stato multato, negli ultimi anni, oltre dieci volte per eccesso di velocità, sia perchè gli era stata tolta la patente per ben due volte.
Ora dovrebbe essre incriminato per omicidio colposo e omissione di soccorso.
Ed il pensiero non può non riandare alle altre disquisizioni da tempo in atto - anche tra i politici e il governo - per l'introduzione nel codice del c.d. reato di "omicidio stradale", per prevedere il c.d. "ergastolo della patente", per l'aggravamento delle pene in tali casi pur confermando la colposità dell'omicidio.
Chiacchiere e annunci, solo "renziane" chiacchiere e annunci, similmente alla "nuova" legge sulla corruzione, sul falso in bilancio, sui tempi della prescrzione, sulla "tortura", e via... promettendo.
Il lassismo ed il menefreghismo nel non prevedere un serio giro di vite per questi "criminali" del volante, però, è molto più grave.
Qui purtroppo le nefaste conseguenze si scontano pesantemente quasi ogni giorno sulla pelle delle persone: cittadini innocenti uccisi e/o gravemente feriti e trasgressori (magari recidivi) che tornano liberi dopo relativamente poco tempo.
Last but not least, in questa ultima tragedia, la dichiarazione del procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi, colui che è stato nominato in luogo di colleghi in possesso di molti più titoli: "Chiederemo una pena esemplare".
(No comment, per decenza).
gianfranco fiore 19 maggio 2015 alle 08:53
Non era una signora con due figli come erroneamente affermato in un primo tempo ma una ragazza che si doveva sposare.Anche un pregiudicato L.A., 33 anni, pregiudicato e sottoposto alla misura dell’obbligo di presentazione alla stazione Carabinieri di Celanora poco prima delle 22, all’altezza del cimitero di Paterno, si è scontrato con uno scooter con due quindicenni uccidendone uno e ferendo gravemente l'altro?Ambedue i conducenti erano drogati e con precedenti specifici che ne avrebbero dovuto vietare la mobilità automobilistica..C'è tanta gente senza macchina per i blocchi fiscali di equitalia e i drogati vanno a spasso ,ambedue recandosi dalle forze dell'ordine e il valente alexandertwo pensa all'omicidio stradale?Che è anche giusto ma qui occorre anche rendersi conto del grave problema costituito dai tossicodipendenti il cui trattamento al Sud lascia troppo a desiderare.Il ministro della sanità dovrebbe dare delle linee guida.Un gentiluomo diabetico e iperteso rischia attualmente di più per il rinnovo della patente di un drogato a cui l'omertà è garantita dal non volerlo negli uffici.Vorrebbero istituire tribunali speciali per gli affari,và bene ma non diciamo che dall'estero non vengono per questo.In Italia basta un'incendio a Fiumicino e il guasto a un radar per far annullare centinaia di voli in tutt'Italia.Ma siamo matti?In USA sarebbero saltate le stesse persone che vengono intervistate dal TG1 ,altro che chiacchiere.L'Italia conviene solo ai delinquenti che il giorno dopo essere stati arrestati sono già a piede libero,mentre nei loro paesi per un furto in appartamento si fanno otto anni di galera di fila.Cerchiamo di essere seri ,occorre prevenire il male,che certa gente non ragiona tanto sulla pena ma sull'attimo del proprio comodo a scapito del prossimo.Inoltre certi pregiudicati devono stare a casa e la firma la devono prendere i carabinieri se proprio necessario e se proprio non si possono usare i bracciali elettronici.
gianfranco fiore 19 maggio 2015 alle 08:56
Le pene esemplari sono una pagliacciata ,la vita umana è inestimabile e lo Stato ne deve imparare il rispetto.Abbiamo troppi stragisti a piede libero è una vergogna.
gianfranco fiore 19 maggio 2015 alle 11:52
Leggo a pagina 20 di Repubblica che l'assassino di Tania Valguarnera oltre ad essere pieno di ectasy e anfetamine parlava al telefonino.Come faceva a guidare?I vigili urbani sanno fare le contravvenzioni solo alle macchine in sosta vietata.Così non và bene i comuni si devono svegliare sennò nomina di commisari prefettizi.Nessuno pensa alle conseguenze di certi comportamenti.Un pò come avviene per le tragedie del mare,si spendono milioni di euro per recuperare i corpi e identificarli e nessuno pensa al rischio che corrono i sub a 350 metri di profondità.Nessuno pensa alla sicurezza in antefatto.Finanziamo i campi profughi per non far perdere la dignità e l'umanità di persone con la sola colpa di essere vittime di conflitti.Preoccupiamoci dei vivi prima che non lo siano più,le vendette non servono .
gianfranco fiore 19 maggio 2015 alle 17:25
Ronald Reagan direbbe che la politica in Italia non è la soluzione dei problemi ma il problema.
alexandertwo 19 maggio 2015 alle 22:38
Nell'intervista di ieri che la giornalista Valeria Pacelli ha fatto al dott. Otello Lupacchini, sostituto PG presso la Corte di Appello di Roma, ("Non si scontano mai le pene realmente inflitte") - testo facilmente reperibile in rete - quest'ultimo ha svolto approfondite e molto appropriate considerazioni sul tema generale della rispondennza della pena alla gravità dei reati commessi e degli effetti conseguenti alla liberazione del condannato prima del decorso completo della pena inflittagli.
Mi permetto di segnalarlo nel blog per la indiscutibile competenza ed obiettvità dell'autore nel valutare criticamente le tante decisioni assunte in tema di c.d. "politica criminale" dai vari governi succedutisi almeno negli ultimi 30-40 anni.
In particolare, ritengo che la denuncia riguardo alla gravi conseguenze delle sempre più agevolate scarcerazioni preventive del reo non collegate all'effettivo completamento del percorso rieducativo, possa senz'altro trovare un tragico riscontro nel comparto dei reati connessi alla circolazione stradale, da me ieri succintamente qui trattati (h. 20,50), ovviamente dal mero aspetto penalistico, atteso il contesto ed il taglio del commento.
"Quasi mai si registra un processo di rieducazione vera. A questa la pena tende, in linea di principio. Ma non esistono strumenti realmente validi per accertarne la effettività. Non stupisce pertanto che l'asserita rieducazione venga contraddetta dal fatto che in tanti, lasciata la cella, cadano nella recidiva".
Come non condividere e non sottoscrivere - anche pensando alle tante vittime provocate dai..."beneficiati" tornati a delinquere - queste amare conclusioni del dott. Lupacchini, con specifico riferimento ai criminali del volante?
gianfranco fiore 20 maggio 2015 alle 08:14
A dimostrare che è la politica il reale problema vi è lo scandalo delle Ferrovie Nord.Non si possono dare incarichi ad anziani ostaggio delle loro famiglie.http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/05/18/news/ferrovie_nord_il_presidente_achille_sospeso_per_sei_mesi_e_indagato_per_600mila_eruo_di_spese_folli-114691431/?ref=HREC1-17Eppoi lo stato finanzia l'usato invece di rottamarlo .http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/11/11/news/milano_il_giallo_dei_treni_di_ferrovienord_comprati_in_puglia_al_doppio_del_prezzo_e_spesso_in_tilt_-100237837/
alexandertwo 20 maggio 2015 alle 12:16
Un'altra "singolare" iniziativa della Procura di Palermo, ora guidata da Francesco Lo Voi.
Formale comunicazione - inviata attraverso e-mail - ad oltre 50 giornalisti per informare che il 16 e 17 giugno p.v. (h. 15,00) si provvederà agli interrogatori del governatore Crocetta e dell'ex pm Ingroia, nell'ambito dell'inchiesta sulle assunzioni facili in "Sicilia E-Servizi".
Forse, che l'intento dell'informativa sia quello di "pubblicizzare" al massimo questo procedimento?
Ma da più parti (CSM compreso) non erano stati invitati tutti i Magistrati alla più ampia sobrietà possibile riguardo ai rapporti con giornali e mass media in generale?
Sarebbe interessante, quindi, conoscere le motivazioni di questà "novità" che sembrerebbe - secondo più di una fonte - doversi far risalire proprio allo stesso neo Procuratore Capo.
Domenico Corradini H. Broussard 20 maggio 2015 alle 20:04
Abbiamo dovuto aspettare il 2007 perché una legge costituzionale modificasse dopo il 1948 il comma 4 dell’art. 27 sulla pena di morte prevedibile dalle leggi militari di guerra. Abbiamo dovuto aspettare il 2 ottobre 2017 per spiegare agli studenti e ai conoscenti che la pena di morte era così morta del tutto nel nostro ordinamento. I miei studenti più o meno attoniti – e molti stentavano a crederci.
Il divieto assoluto della pena di morte, per iscritto. Ma non c ‘è scritto, dicono i magistrati e tra questi un pm del Tribunale di Pisa, il divieto dell’ergastolo e quindi si può punire con l’ergastolo.
Anche con l’ergastolo ostativo dove la fine della pena coincide con la morte del detenuto e prima non ha una certa fine secondo date certe del calendario?
L’ergastolo ostativo viola il comma 3 dell’at. 27 della Costituzione. È una pena fino alla morte del detenuto e perciò calpesta il diritto del detenuto a uscire dal carcere e a uscirne rieducato – con la consapevolezza che non deve commettere lo stesso reato commesso o altri reati. Anche a questo serviranno gli Stati Generali sulle Carceri convocati da Orlando con un Comitato di esperti tra cui Gustavo Zagrebelsky e Valerio Onida.
Abbia poi il Parlamento il coraggio di abrogare l’ergastolo ostativo, che ontologicamente è una tortura e nel futuro reato di tortura rientrerebbe.
E abbiano i giudicanti e i pubblici ministeri il coraggio di non condannare più con l’ergastolo ostativo e di non sostenerlo più come condanna.
Neppure il pubblico ministero è la legge, come sosteneva Alf Ross mille970, da me a suo tempo criticato. Il pubblico ministero chiede l’applicazione della legge, interpretandola. E interpretandola, il giudice applica la legge.
Da qui la logica dell’identità (A = A) tra due o più sentenze. E da qui, per la logica dei contrari non contraddittori (A versus B) e per la logica dei contrari contraddittori (A versus Non-A), le sentenze che in uno stesso processo sono diverse in almeno due gradi.
Senza scandalo teoretico ciò è detto. Per obbedienza alla logica. Finché tiene e non è sostituita da quell’errore che legittima a ottenere un risarcimento dallo Stato per via della novellata legge sulla responsabilità civile dei giudici.
Ne sit vis contra vim.
alexandertwo 21 maggio 2015 alle 14:15
"Sia chiaro che è un condono".
Questa la testuale affermazione del procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, riguardo alla caratterizzazione della norma transitoria, disciplinante la durata dei termini di accertamento fiscale, che è contenuta nel decreto legislativo del governo Renzi in materia di "certezza del diritto", approvato lo scorso aprile.
Lo stesso procuratore ha specificato che il testo varato rappresenta una sorta di "condono gratuito implicito perchè comporta che tutti i processi verbali di constatazione che si riferiscono a fatti pregressi vanno al macero" e che i conseguenti effetti pratici potrebbero "costare" - solo per Milano e con riferimento ai soli primi 4 mesi del 2015 - la bellezza di quattro miliardi.
Ognuno potrà valutare, anche a spanne, quale potrebbe essere la ricaduta considerando l'intero territorio nazionale.
Tenendo conto delle... acrobazie che Renzi e Padoan stanno facendo per giustificare il mancato rimborso di quanto spetta ai pensionati, a seguito della nota sentenza della Corte Costituzionale, in cambio di un "bonus-elemosina" da concedere solo ad un ristretto gruppo di essi, c'è ancora chi ha dei dubbi sulla maggiore sensibilità e vicinanza che il "maleducato" di Rignano sull'Arno ha per gli evasori fiscali e, in generale, per chi le leggi non le rispetta?
La gentile dott.ssa Milella è infatti buona testimone dei percorsi ad ostacoli che stanno (volutamente?) rallentando - contrariamente a quanto accaduto per questo "condono mascherato" - l'approvazione delle nuove discipline su corruzione, falso in bilancio, prescrizione, reati stradali, ecc..
Ntonio 21 maggio 2015 alle 15:54
L'Italia è piena di norme basate su sanissimi principi teoricamente a salvaguardia del bene comune e dei più deboli, ma che avvantaggiano difatti soltanto i furbi e benestanti. La prescrizione è una di queste. Com si fa ad non condividere i principi su cui si basa? Un paese civile non dovrebbe permettere l'accanimento su un imputato per un lungo periodo di tempo. E' naturale!
Questo principio apparentemente inviolabile è diventato tuttavia il principale strumento di difesa per farla franca. Il potente utliizza tutti i cavilli per giungere alla prescrizione del reato piuttosto che cercare di ottenere velocemente una giusta sentenza.
Quando il pendolo giunge ad un'estremo del suo percorso, cambia direzione e ritorna indietro. Probabilmente è necessario agire in senso contrario rispetto al garantismo degli ultimi decennio, magari abolendo del tutto la prescrizione. A quel punto forse le strategie difensive degli imputati sarebbero tese verso la celere dimostrazione dell'innocenza. I tempi e costi della giustizia si ridurebbero e forse avremmo una giustizia meno "garantista" ma più giusta ed uguale per tutti.

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