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Timestamp: 2018-10-18 12:35:27+00:00

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Novità fiscali del 18 febbraio 2008. IVA: acquisto immobile strumentale da parte di uno studio associato; chiarimenti delle Entrate sulle nuove modalità di compilazione del modello F24 | Commercialista Telematico
1) Scade oggi il termine per il versamento delle ritenute operate sui pagamenti ai percipienti: I chiarimenti delle Entrate sulle nuove modalità di compilazione del modello F24
2) Società di comodo: La disapplicazione in automatico
3) Prorogati i termini per la comunicazione dei dati sullo smaltimento rifiuti e sulla somministrazione di energia elettrica, servizi idrici, gas
4) Modificate le istruzioni e i modelli di dichiarazione 2008 già approvati precendentemente
5) Dottori Commercialisti ed Esperti contabili: E’ nata la Fondazione Studi Unica
6) Camere di commercio: Il registro imprese cambia modulistica
7) IRES – Nuova disciplina degli interessi passivi (art. 96 del Tuir): Trattamento degli interessi imputati a incremento del costo delle rimanenze
8) Liquidazione di gruppo IVA: Trattamento delle eccedenze pregresse dopo la legge finanziaria 2008
9) Società di Capitali: Sono stati approvati, con Provvedimento del Direttore, il modello e le istruzioni
10) Rimborsi rapidi e informazioni personalizzate via mail, Internet o sms Servizi ai contribuenti più efficienti grazie alle nuove tecnologie
11) imposta di registro – compravendita di bene immobile soggetto a vincolo culturale
12) IVA: Acquisto immobile strumentale da parte di uno studio associato
13) Triangolazione comunitaria – contratto di “consignment stock” – momento di effettuazione della cessione intracomunitaria
14) Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24-accise
15) Istituzione del codice tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’Irap dovuta ai da parte delle Istituzioni scolastiche
16) ICI: Unità immobiliari possedute dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato
Scade il 18/02/2008 (il 16 è venuto di sabato) il termine per il versamento delle ritenute operate sui pagamenti ai percipienti nel mese di gennaio.
Nell’immininenza di tale scadenza l’Agenzia delle Entrate ha illustrato le novità che interessato per ultimo il modello F24 con il comunicato stampa del 14/2/2008.
Vediamone di seguito tutti i chiarimenti contenuti in tale documento.
Come è noto i sostituti d’imposta dal 1/1/2008 devono versare gli importi sulle addizionali direttamente ai comuni utilizzando appositi codici tributo da associare al codice catastale identificativo di ciascun comune.
I codici tributo sono quelli istituiti con la risoluzione n. 368/2007, per i versamenti dell’addizionale comunale all’Irpef tramite modello F24, e quelli istituiti con la risoluzione n. 367/2007 per i modelli F24 enti pubblici.
Con tali risoluzioni viene previsto che, limitatamente all’addizionale comunale Irpef trattenuta dai sostituti d’imposta sugli emolumenti corrisposti fino al 31/12/2007, i pagamenti siano effettuati utilizzando i codici tributo 3816 (382E per F24 EP) per i versamenti a saldo e 3860 (383E per F24EP) per i versamenti in acconto.
Tali codici non richiedono l’indicazione dei singoli comuni di riferimento.
Gli stessi criteri si applicano alle somme che, sebbene riferite agli emolumenti dell’anno 2007, sono corrisposte entro il 12/1/2008 in base al principio di cassa allargata.
A partire dalle ritenute operate sulle retribuzioni di gennaio 2008, i versamenti dell’addizionale comunale all’Irpef, sia a saldo dell’anno d’imposta 2007 che in acconto dell’anno d’imposta 2008, vanno effettuati con i nuovi codici tributo che prevedono l’espressa indicazione dei codici catastali dei singoli comuni.
Sempre a partire dal 2008, anche i versamenti a titolo di ravvedimento vanno eseguiti indicando i nuovi codici tributo con l’indicazione del comune di riferimento.
Nella compilazione del quadro ST del modello 770/2008, ciascun versamento effettuato a titolo di ravvedimento, seppur eseguito con l’indicazione del codice catastale, va riportato senza l’esposizione del comune di riferimento.
La risoluzione 395/2007, ha poi individuato i codici tributo per i quali al momento dell’istituzione non era richiesta tale informazione.
L’Agenzia delle Entrate in merito al mese di riferimento da indicare nel modello F24 precisa che va riportato il mese in cui sono state corrisposte le retribuzioni per le quali si effettua il versamento, indipendentemente dall’anno d’imposta cui si riferisce l’adempimento, da indicare nel campo “anno di riferimento”.
– Per i versamenti delle trattenute a titolo di saldo dell’addizionale comunale all’Irpef operate dai sostituti d’imposta sugli emolumenti corrisposti a marzo 2008, da eseguirsi entro il 16/4/2008, occorre indicare “0003” quale mese di riferimento e “2007” quale anno di riferimento;
– per i versamenti delle trattenute a titolo di acconto dell’addizionale comunale all’Irpef operate dai sostituti d’imposta sugli emolumenti corrisposti a marzo 2008, da eseguire entro il 16/4/2008, si deve indicare “0003” quale mese di riferimento e “2008” come anno di riferimento;
– per i soli versamenti relativi a ritenute operate sulle somme corrisposte entro il 12/1/2008 in base al principio di cassa allargata, riferite al 2007, conformemente alle istruzioni per la compilazione del modello 770/2008, occorre indicare nel modello F24 il valore “0012” nel campo “mese di riferimento” e “2007” nel campo “anno di riferimento”.
Tali versamenti vanno evidenziati del quadro ST del modello 770/2008 indicando nel campo 8 il codice “B”
Anche per le somme per le quali non viene previsto un obbligo di versamento mensile, va indicato il mese corrispondente a quello da esporre nel quadro ST del modello 770.
Ad es., relativamente all’acconto e al saldo dell’imposta sostitutiva sui redditi derivanti dalla rivalutazione del trattamento di fine rapporto, versato dal sostituto d’imposta, di cui rispettivamente ai codici tributo 1712 e 1713, va indicato il valore “0012” quale mese di riferimento, fermo restando che nel campo “anno di riferimento” va indicato il relativo anno
d’imposta cui la rivalutazione si riferisce.
(Agenzia delle Entrate, Comunicato stampa del 14/2/2008)
Le società in stato di fallimento, assoggettate a procedure di liquidazione giudiziaria o coatta amministrativa, le società in concordato preventivo, in amministrazione straordinaria, quelle sottoposte a sequestro penale o a confisca, possono disapplicare le disposizioni sulle società di comodo in modo automatico a partire dal periodo d’imposta 2007.
Mentre per le società che dispongono di immobilizzazioni costituite da immobili locati a enti pubblici, o che detengono partecipazioni in società considerate operative, la disapplicazione opera limitatamente a questi beni.
Ad individuare, nel dettaglio, queste e alcune altre situazioni oggettive in presenza delle quali viene consentito disapplicare le disposizioni sulle società di comodo in maniera automatica, senza cioé presentare apposita istanza di interpello, è stato un provvedimento firmato il 14/2/2008 dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate.
A completamento del quadro interpretativo la suddetta Agenzia delle Entrate ha anche diffuso una apposita circolare (n. 9 del 14/2/2008) con la quale ha illustrato le novità introdotte con la Legge Finanziaria 2008 sulle nuove cause di esclusione, al test di operatività, alla determinazione del reddito minimo e alle nuove modalità di comunicazione del provvedimento di disapplicazione.
Le società interessate da situazioni oggettive e dalle altre situazioni individuate dal provvedimento sono comunque considerate non operative e possono beneficiare dello scioglimento o trasformazione agevolata.
In particolare, la procedura “automatica” scatta per le società:
– in stato di liquidazione, alle quali non é applicabile la disciplina dello scioglimento o trasformazione agevolata contenuta nella Legge n. 244/2007 (art. 1, comma 129), che si impegnano in sede di dichiarazione dei redditi a richiedere la cancellazione dal registro delle imprese entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva;
– in stato di fallimento, assoggettate a procedure di liquidazione giudiziaria e di liquidazione coatta amministrativa; in concordato preventivo e in amministrazione straordinaria;
– sottoposte a sequestro penale o a confisca in precise fattispecie;
– che dispongono di immobilizzazioni date da immobili locati a enti pubblici o a canone vincolato;
– che detengono partecipazioni in: società considerate non di comodo, società escluse dall’applicazione anche in conseguenza di accoglimento dell’istanza di disapplicazione o società collegate residenti all’estero (cui si applica il regime dell’art. 168 del T.U.I.R.);
– la cui istanza di disapplicazione é stata accolta precedentemente sulla base di circostanze che sussistono.
(Agenzia delle Entrate, Comunicato Stampa e Circolare 14/2/2008, n. 9)
Vi sarà più tempo per comunicare in via telematica i dati relativi allo smaltimento dei rifiuti urbani.
Ciò poiché un apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate (del 14/2/2008, prot. n. 2008/24511) ha prorogato al 31/12/2008 i termini di presentazione dei dati relativi al 2007, in un primo momento fissato al 30/4/2008.
Inoltre, anche per i contratti di somministrazione di energia elettrica, servizi idrici e gas, é stato emanato un altro provvedimento che ha rinviato al 30/4/2009 le comunicazioni all’anagrafe tributaria relative al 2007.
Per quanto riguarda invece le comunicazioni sui consumi il termine è rimasto fissato al 30/4/2008.
Modificate le istruzioni e i modelli di dichiarazione 730/2008, già approvato con provvedimento del 15/1/2008, 770/2008 Semplificato e 770/2008 Ordinario, approvati con separati provvedimenti del 10/1/2008, nonché delle istruzioni della certificazione unica CUD 2008.
La pubblicazione del provvedimento (che ha effettuato le suddette modifiche) sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, è stata compiuta in luogo della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi dell’art. 1, comma 361, della Legge 24/12/2007, n. 244.
(Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 14/2/2008, prot. n. 20261/2008)
Il 13/2/2008 è nato il nuovo organismo di ricerca del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Si tratta della “Fondazione istituto di ricerca dei dottori commercialisti e degli esperti contabili” creata a seguito della fusione della Fondazione Aristeia (già del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti) con la Fondazione Luca Pacioli (già del Consiglio nazionale dei Ragionieri).
Nuovo anche il gruppo dirigente.
Il Comitato Direttivo è composto da Andrea Foschi, Marco Pezzetta, Antonio Repaci (eletti dal Congresso), Raffaele Marcello, Marco Piemonte, Ezio Maria Reggiani e Gianpaolo Valente, designati dal Consiglio Superiore che ha anche nominato lo stesso Valente alla carica di Segretario Generale della Fondazione.
(Consiglio nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato stampa del 13/2/2008)
Sono state definite le nuove regole di compilazione della nuova modulistica elettronica per le domande di iscrizione, modifica e cancellazione al Registro imprese e al Rea.
E’ stata emanata la maxi circolare, n. 3615 del 8/2/2008, con la quale il Ministero dello Sviluppo Economico ha aggiornato le regole per la gestione della nuova modulistica.
La modulistica sarà operativa a partire dal 19/2/2008, in concomitanza, con l’inizio della sperimentazione della comunicazione unica per l’avvio delle attività imprenditoriali.
(Da Il Sole 24 Ore del 15/2/2008)
Nel caso di capitalizzazione di interessi passivi, eseguita con corretti principi contabili, e relativamente a rimanenze (anche diverse dagli immobili merce), scatta il principio di irrilevanza previsto dalla norma in relazione agli interessi capitalizzati.
Una risoluzione ha esaminato la questione inerente le norme introdotte nel nuovo art. 96 del Tuir.
Come è noto la Legge n. 244/2007 (finanziaria 2008) ha apportato rilevanti modifiche in materia di deducibilità degli interessi passivi nell’ambito della disciplina del reddito d’impresa, operando una semplificazione e una razionalizzazione del dato normativo.
In relazione al nuovo art. 96 del Tuir, la cui applicazione ha effetto dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2007 e, quindi, di regola, dall’esercizio 2008, talune associazioni hanno richiesto chiarimenti sul trattamento degli interessi imputabili ad incremento del costo di produzione di generi alimentari la cui commercializzazione presuppone un lungo periodo di maturazione o invecchiamento.
Si ricorda che per le società di capitali e gli enti commerciali (nonché per le stabili organizzazioni in Italia di società ed enti esteri), il citato art. 96 del Tuir, così come modificato dall’art. 1, comma 33, lett. i), della legge finanziaria 2008, detta un meccanismo del tutto nuovo che individua il quantum degli interessi passivi deducibile in funzione del risultato operativo lordo della gestione caratteristica (c.d. Rol): In particolare, gli interessi passivi possono essere dedotti in ciascun periodo d’imposta entro il limite del 30% di tale grandezza.
Il comma 1 del nuovo art. 96 prevede espressamente l’esclusione, dal nuovo meccanismo di deduzione, degli interessi passivi “compresi nel costo dei beni ai sensi del comma 1, lettera b), dell’articolo 110” .
Si tratta, in particolare, degli interessi passivi imputati, secondo corretti principi contabili, ad incremento del costo di acquisizione dei beni materiali e immateriali strumentali per l’esercizio dell’impresa e del costo di costruzione o ristrutturazione degli immobili alla cui produzione è diretta l’attività d’impresa (c.d. immobili-merce).
La ragione di tale esclusione risiede nel fatto che detti interessi passivi, così come gli altri elementi oggetto di patrimonializzazione (mano d’opera, materie prime, altri oneri accessori di diretta imputazione ecc.), concorrono indistintamente alla determinazione del costo contabile e fiscale.
Ancorché riferito espressamente alle fattispecie contemplate dal citato art 110 del Tuir, il trattamento in questione si rende applicabile anche agli interessi passivi imputati, sempre secondo corretti principi contabili, ad incremento del costo delle rimanenze di beni o servizi oggetto dell’attività dell’impresa diversi dagli immobili.
Ciò in ragione del fatto che, ai fini fiscali, le rimanenze sono assunte secondo il loro valore correttamente rappresentato in bilancio.
Con l’ulteriore precisazione che, a differenza di quanto avveniva in applicazione della previgente disciplina sul pro-rata reddituale, gli interessi così patrimonializzati restano comunque esclusi dal nuovo meccanismo di deducibilità: Invero, considerando che quest’ultimo si basa proprio sul rapporto tra interessi passivi e risultato operativo lordo prodotto dall’impresa, sarebbe, non solo illogico, ma anche contraddittorio, sottoporre al rapporto percentuale di deducibilità un componente di costo che concorre (come valore delle rimanenze) a formare esso stesso, in positivo, il Rol di periodo.
(Ministero dell’Economia e delle Finanze, risoluzione 14/2/2008, n. 3/DPF)
La nuova regola limitativa, introdotta dalla Legge Finanziaria 2008, si applica a partire dalle liquidazioni di gruppo relative all’anno 2008.
Già in tali liquidazioni, quindi, non possono essere utilizzate nei calcoli compensativi le eccedenze creditorie IVA emergenti dalle dichiarazioni annuali relative al 2007 di società partecipanti per la prima volta nel 2008 ad una procedura di liquidazione di gruppo gestita da un determinato ente o società controllante.
Come è noto il comma 63 dell’art. 1 della Legge n. 244/2007 (finanziaria 2008) ha modificato l’ultimo comma dell’art. 73 del D.P.R. n. 633/72, in materia di liquidazione di gruppo dell’IVA, disponendo che agli effetti di tale procedura non si tiene conto delle eccedenze detraibili, risultanti dalle dichiarazioni annuali relative al periodo d’imposta precedente, degli enti e società diversi da quelli per i quali anche in tale periodo d’imposta l’ente o società controllante si è avvalso della facoltà di procedere alla liquidazione di gruppo.
Per tali eccedenze detraibili, si applicano le disposizioni di cui all’art. 30 del suddetto D.P.R. n. 633/72.
In relazione a tale neo norma limitativa, i cui effetti si esplicano già sulle liquidazioni e sui versamenti relativi al 2008, sono stati chiesti chiarimenti da parte di alcune società quotate interessate alla liquidazione IVA di gruppo.
In particolare è stato chiesto di conoscere se le eccedenze detraibili anzidette:
– Possano essere chieste a rimborso, anche qualora non ricorrano i presupposti di cui al citato art. 30;
– possano essere trasferite alla liquidazione di gruppo all’inizio del secondo anno successivo a quello di partecipazione alla stessa.
La disciplina della liquidazione IVA di gruppo (soggetti stabilmente vincolati da controlli azionari) consente ai soggetti in posizione debitoria di non versare l’imposta fino a concorrenza delle eccedenze di credito dei soggetti del gruppo che si trovino in posizione creditoria.
In tale procedura, il ruolo di dominante è svolto dall’ente o società controllante, unico soggetto tenuto ad effettuare, per tutte le società partecipanti, i versamenti dell’imposta ed unico soggetto cui è consentito chiedere i rimborsi della stessa: Le società controllate, proprio per il “primato” attribuito all’ente o società controllante, perdono, invece, la disponibilità delle risultanze delle proprie liquidazioni periodiche.
Lo strumento del gruppo IVA, peraltro, può prestarsi a fenomeni estranei alla sua ordinaria
fisiologia, nei casi in cui venga acquisito il controllo di soggetti in forte posizione creditoria al mero fine di utilizzare le eccedenze detraibili degli stessi in compensazione delle eccedenze debitorie del soggetto acquirente e delle società dallo stesso controllate.
Al fine di contrastare tali fenomeni, con la disposizione inserita dal comma 63 dell’art. 1 della legge finanziaria nel terzo comma del citato art. 73 del decreto IVA si è stabilito – in via parzialmente derogatoria rispetto ai principi normalmente operanti in materia di liquidazione di gruppo – che i soggetti che partecipano per la prima volta ad una determinata liquidazione di gruppo non possono fare confluire nei calcoli compensativi la loro eccedenza di credito derivante dal periodo d’imposta precedente.
Ne deriva che detta eccedenza resta definitivamente nella disponibilità del soggetto in capo al quale si è formata.
In questo senso, il nuovo terzo periodo del terzo comma del citato art. 73 stabilisce espressamente che, per le eccedenze creditorie per cui è preclusa l’utilizzazione nei calcoli compensativi, si applicano i criteri ordinari previsti dall’art. 30 del decreto IVA (restando appunto nella disponibilità esclusiva della società presso la quale si sono formate).
I soggetti in capo ai quali si siano formate tali eccedenze potranno, quindi, chiederne autonomamente il rimborso, ricorrendone i presupposti previsti nell’art. 30, ovvero permanenza triennale della situazione creditoria.
In alternativa, tali soggetti possono “rinviare” le eccedenze creditorie anzidette al periodo d’imposta successivo, per:
– Farne oggetto di richiesta di rimborso in anni successivi;
– computarle in detrazione in anni successivi, una volta venuta meno la partecipazione alla liquidazione di gruppo;
– utilizzarle nella compensazione orizzontale.
Per effetto della nuova disposizione, quindi, l’eccedenza di credito esistente all’atto dell’ingresso di una società in una liquidazione di gruppo, restando nella disponibilità della società stessa, può essere utilizzata dalla medesima negli anni successivi soltanto al di fuori della liquidazione di gruppo, secondo le regole applicabili ordinariamente ai soggetti non facenti parte di un gruppo societario.
Dette eccedenze, quindi, non possono essere computate neppure nelle liquidazioni di gruppo (ancorché gestite dallo stesso ente o società controllante) relative all’anno successivo a quello d’ingresso nel gruppo e a quelli seguenti.
Nell’anno successivo a quello d’ingresso (e analoghe conclusioni valgono per gli anni seguenti) vanno, pertanto, distinte due tipologie di eccedenze di credito della società partecipante alla liquidazione di gruppo, ognuna soggetta ad un trattamento differente:
– L’eccedenza detraibile che si è formata nell’anno precedente, in cui già operava la liquidazione di gruppo, la quale deve obbligatoriamente confluire nella liquidazione di gruppo stessa, in base al ricordato principio secondo il quale le società che partecipano ad una liquidazione di gruppo perdono la disponibilità delle risultanze delle proprie liquidazioni periodiche;
– l’eccedenza emergente in dichiarazione, ma relativa ad anni anteriori alla partecipazione alla liquidazione di gruppo – che per effetto della parziale deroga al principio generale non è confluita nella liquidazione stessa nell’anno precedente – la quale resta nella disponibilità esclusiva della società stessa, non potendo confluire nella procedura di liquidazione di gruppo neppure nel secondo anno (né ovviamente negli anni successivi).
In definitiva, confluiscono nei calcoli compensativi del gruppo solo le eccedenze di credito che si formano negli anni per i quali si applica – in capo allo stesso ente o società controllante – la liquidazione di gruppo.
L’ente o società controllante può quindi fare confluire nei calcoli compensativi relativi ad un dato anno l’eccedenza detraibile di gruppo risultante dalla liquidazione di gruppo gestita dallo stesso ente o società come controllante nell’anno precedente.
Detto ente o società non può, invece, fare confluire nei calcoli compensativi relativi ad un dato anno:
– Né le eccedenze detraibili di società partecipanti alla liquidazione di gruppo (incluso l’ente o società controllante), derivanti da dichiarazioni relative ad anni anteriori a quello a partire dal quale partecipano alla liquidazione di gruppo gestita dallo stesso ente o società controllante;
– né l’eccedenza detraibile di gruppo risultante dalla liquidazione di gruppo gestita nell’anno precedente da un altro ente o società come controllante.
La nuova regola limitativa si applica, ai sensi del comma 64 dell’art. 1 della Legge n. 244/2007, a partire dalle liquidazioni di gruppo relative all’anno 2008.
Già in tali liquidazioni, quindi, non possono essere utilizzate nei calcoli compensativi le eccedenze creditorie emergenti dalle dichiarazioni annuali relative al 2007 di società partecipanti per la prima volta nel 2008 ad una procedura di liquidazione di gruppo gestita da un determinato ente o società controllante.
Un esempio concreto delle modalità applicative della nuova disposizione.
In via esemplificativa, si consideri un gruppo composto da A, che controlla B, che controlla a sua volta C, tutte società che nell’anno 1 non hanno partecipato ad alcuna liquidazione di gruppo.
Si assuma che nell’anno 2 A non partecipi alla procedura di liquidazione di gruppo, la quale coinvolga solo le società B (come controllante) e C.
In base alla nuova disposizione né B né C possono fare confluire nei calcoli compensativi dell’anno 2 l’eventuale eccedenza detraibile emergente dalle dichiarazioni relative all’anno 1.
B e C possono chiedere il rimborso di tale eccedenza in presenza di uno dei requisiti di cui all’art. 30 del D.P.R. n. 633/72, o “rinviarla” al periodo successivo, per futuri utilizzi al di fuori di una liquidazione di gruppo (con la possibilità, in particolare, di esercitare la richiesta di rimborso, ai sensi del terzo comma di cui all’art. 30, nella dichiarazione relativa al terzo anno in cui si verifichi detta situazione creditoria).
Se, nell’esempio che precede, nell’anno 3 una procedura di liquidazione di gruppo è rinnovata sempre in capo a B, si potrà tenere conto nei calcoli compensativi dell’eventuale eccedenza detraibile di gruppo relativa all’anno 2, ma, in ogni caso, non delle eccedenze creditorie di B e C dell’anno 1.
(Ministero dell’Economia e delle Finanze, risoluzione 14/2/2008, n. 4/DPF)
Unico SC – Società di Capitali 2008, Modello Unico SC 2008 e Istruzioni per la compilazione (Provvedimento del 15/02/08).
Sono state, inoltre, approvate le:
– Specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello di dichiarazione “Unico 2008-ENC” (Provvedimento del 15/02/08);
– specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello Consolidato nazionale e mondiale 2008 (Provvedimento del 15/02/08);
– specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nella dichiarazione annuale IVA 2008, relativa all’anno 2007 e nel modello IVA 74-bis (Provvedimento del 15/02/08);
– specifiche tecniche per la trasmissione dei dati contenuti nei quadri IQ dei modelli di dichiarazione Unico 2008-PF, Unico 2008-SP, Unico 2008-SC, Unico 2008-ENC ed Unico 2008-AP, ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP);
– specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nella dichiarazione modello 770/2008 Ordinario, relativi all’anno 2007. (Provvedimento del 15/02/2008);
– specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nella dichiarazione modello 770/2008 Semplificato, relativi all’anno 2007.
(Provvedimento del 15/02/08)
Accelerazione sui rimborsi con l’obiettivo di migliorare il record di circa 12,9 miliardi stabilito nel 2007, informazioni personalizzate via mail, digitale terrestre o sms, consulenze fiscali prenotabili con tecnologia VoIP, modelli di dichiarazioni precompilati e inviati direttamente a domicilio. Le attività di assistenza ai contribuenti dell’Agenzia delle Entrate guardano ai nuovi media e alle maggiori possibilità di interazione legate all’uso sempre più diffuso di Internet e della telefonia mobile.
Un’evoluzione che passa attraverso le indicazioni operative che gli uffici locali servono seguire nel 2008 in base alla circolare 10/E pubblicata il 15/2/2008.
Al centro del piano d’azione c’è l’obiettivo primario di semplificare il rapporto tra fisco e contribuente sfruttando tutte le risorse messe a disposizione dai più moderni strumenti di informazione e telecomunicazione, con l’intento di promuovere la cultura della legalità fiscale e di migliorare la qualità dei servizi offerti dall’amministrazione finanziaria.
In questa prospettiva le strutture locali avranno un ruolo di primo piano sul fronte dell’assistenza e dell’informazione all’utenza, elevando gli standard di qualità dei servizi offerti.
A partire dai controlli sulle comunicazioni di irregolarità, che quest’anno saranno almeno un milione e centomila con un incremento stimato del 15% rispetto al 2007.
In programma anche una consistente riduzione dello stock di rimborsi arretrati, compresi quelli relativi all’Iva auto, con intento di eliminare entro il 2010 tutte le giacenze e di soddisfare le nuove richieste contemporaneamente alla liquidazione delle dichiarazioni.
Funzione strategica assume anche l’elaborazione di messaggi personalizzati che informino tempestivamente il contribuente sulle scadenze fiscali di suo interesse, dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi al versamento di tributi predeterminabili come l’imposta di registro sui contratti di locazione pluriennali. Una strategia che, favorendo l’adempimento spontaneo, comporta notevoli vantaggi sia per l’utente che per l’Agenzia. Da un lato infatti viene fornita un’informazione puntuale che consente di evitare il pagamento di interessi e sanzioni, dall’altro si consegue un risparmio dei costi amministrativi connessi all’attività di recupero e si promuove l’immagine di un’amministrazione informata e vigile, impegnata a sensibilizzare il contribuente al rispetto degli obblighi tributari.
Si muove già in questa direzione il pacchetto informativo messo a punto dall’Agenzia per diffondere la conoscenza del nuovo regime dei minimi tra i lavoratori autonomi, gli artigiani e i professionisti attraverso l’invio di cinquecento mila lettere esplicative e la predisposizione di un test interattivo che consente di verificare online il possesso dei requisiti necessari per aderire.
È prevista inoltre un’ulteriore specializzazione delle consulenze multicanale: Entro la fine del 2008 i contribuenti assistiti attraverso i diversi canali di contatto dovranno essere almeno un milione e novecento mila; le risposte fornite dai Cam in forma scritta, via fax, mail o sms, non dovranno essere inferiori a 41 mila e il 70 per cento di queste dovrà essere inviato non oltre il secondo giorno lavorativo successivo a quello di ricezione della richiesta.
Navigando su Internet da quest’anno sarà più facile prenotare un appuntamento con un funzionario nelle strutture locali, richiedere il duplicato del codice fiscale e della tessera sanitaria, ottenere i dati catastali sugli immobili, visualizzare e stampare una scadenza.
Tra le attività per cui viene richiesto sempre maggiore impegno alle strutture dell’Agenzia, significativa è quella legata alla gestione del cinque per mille. A questo proposito nel corso dell’anno è in programma in particolare il controllo delle posizioni relative alle associazioni sportive e dilettantistiche per i periodi d’imposta 2005 e 2006. Infine, entro febbraio partirà la fase di sperimentazione del nuovo sistema di comunicazione unica per la nascita dell’impresa che coinvolge l’Agenzia delle Entrate, le Camere di commercio, l’Inps e l’Inail.
Contratti di locazione pluriennale
Garantire entro i termini di decadenza del 2008 la verifica della regolaritàdei pagamenti delle annualità successive alla prima ed ogni ulteriore adempimento in relazione alle rate scadute.
Atti notarili presentati per via telematica fino al 31 dicembre 2007
Garantire entro il 30 giugno 2008 l’ultimazione di tutte le lavorazioni scaturenti dalla verifica dell’autoliquidazione (avviso di liquidazione ed iscrizione a ruolo)
Garantire entro il 31 dicembre 2008 la lavorazione dei rimborsi “IVA auto”, in relazione alle posizioni assegnate alle strutture territoriali.
L’obiettivo concerne la lavorazione a cura delle strutture territoriali, sulla base di criteri di selezione delle posizioni, di un parziale carico dei rimborsi relativi all’imposta sul valore aggiunto, previsti dal decreto legge 15 settembre 2006, n. 258, convertito con modificazioni dalla legge 10 novembre 2006, n. 278, in attuazione alla sentenza della Corte di Giustizia del 14 settembre 2006, relativa alla Causa C-228/05 (c.d. “Iva auto”; circolare n. 28 del 16 maggio 2007). Lo smaltimento del restante carico dei rimborsi sarà effettuato con esclusivo procedimento automatizzato, secondo criteri di funzionalità determinati anche in relazione ai risultati dell’attività presso gli uffici.
Al fine di rendere più rapido e sicuro il rimborso al contribuente, sarà fornita diffusa informazione ai contribuenti in ordine ai vantaggi derivanti dalla comunicazione all’Agenzia delle coordinate del proprio conto bancario o postale.
Proprio per rendere più agevole la collaborazione dei contribuenti interessati, sul sito dell’Agenzia e’ disponibile il modello di comunicazione che può essere trasmesso con modalità telematica; i contribuenti non collegati alla rete possono compilare e presentare il
modulo presso qualsiasi Ufficio locale.

References: art. 96
 art. 96
 art. 96
 art. 96
 art. 30
 art. 73
 art. 73
 sentenza