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Timestamp: 2018-03-24 21:46:22+00:00

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Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 29 gennaio 2014, n. 461. La legge subordina l’accessibilità del documento amministrativo ad un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso. L’interesse (diretto, concreto ed attuale) è dunque riferito al documento del quale si chiede l’ostensione; la “corrispondenza” è da intendersi invece quale nesso di strumentalità o anche semplicemente connessione con una situazione giuridica che l’ordinamento protegge attraverso la concessione di strumenti di tutela (non importa se essi siano giurisdizionali od amministrativi) - Avvocato Renato D'Isa
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 29 gennaio 2014, n. 461. La legge subordina l’accessibilità del documento amministrativo ad un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso. L’interesse (diretto, concreto ed attuale) è dunque riferito al documento del quale si chiede l’ostensione; la “corrispondenza” è da intendersi invece quale nesso di strumentalità o anche semplicemente connessione con una situazione giuridica che l’ordinamento protegge attraverso la concessione di strumenti di tutela (non importa se essi siano giurisdizionali od amministrativi)
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1. La legge subordina l’accessibilità del documento amministrativo ad un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso. L’interesse (diretto, concreto ed attuale) è dunque riferito al documento del quale si chiede l’ostensione; la “corrispondenza” è da intendersi invece quale nesso di strumentalità o anche semplicemente connessione con una situazione giuridica che l’ordinamento protegge attraverso la concessione di strumenti di tutela (non importa se essi siano giurisdizionali od amministrativi).
2. L’amministrazione deve consentire l’accesso se il documento contiene notizie e dati che, secondo quanto esposto dall’istante, nonché alla luce di un esame oggettivo, attengono alla situazione giuridica tutelata (ad esempio, la fondano, la integrano, la rafforzano o semplicemente la citano) o con essa interferiscono in quanto la ledono, ne diminuiscono gli effetti, o ancora documentano parametri, criteri e giudizi, rilevanti al fine di individuare il metro di valutazione utilizzato in procedure concorsuali.
3. L’amministrazione deve accertare se l’interesse sia diretto, concreto ed attuale: ciò significa che l’istante dev’essere il portatore della posizione giuridica soggettiva tutelata (o, ovviamente un suo rappresentante), che l’esigenza di tutela non dev’essere astratta o meramente ipotetica, ed ancora, che vi siano riflessi attuali del documento sulla posizione giuridica tutelata (l’interesse non deve cioè essere meramente storico documentativo).
4. Deve escludersi che i dati reddituali rientrino tra i dati personali sussumibili nel disposto dell’art. 24, comma 6, lett. d), e comma 7, tanto più che il legislatore è intervenuto ad affermare il principio di trasparenza nei rapporti fiscali consentendo espressamente l’accessibilità delle dichiarazioni fiscali nei modi e con i limiti stabiliti dalla disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi di cui agli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.
SENTENZA 29 gennaio 2014, n. 461
sul ricorso numero di registro generale 2067 del 2013, proposto da: Aldo Traficante, rappresentato e difeso dagli avv. Fausto Buccellato, Natalina Raffaelli, con domicilio eletto presso Fausto Buccellato in Roma, viale Angelico 45;
Agenzia delle Entrate in persona del l.r.p.t., rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Mm. Comunicazione & Immagine Sas di Marisa Citriniti Furriolo (Ora Srl), Marisa Citriniti Furriolo, Giampaolo Furriolo;
della sentenza del T.A.R. CALABRIA – CATANZARO – SEZIONE I n. 00116/2013, resa tra le parti, concernente diniego accesso agli atti di presa visione e rilascio copie dei modelli unico relativi agli ultimi cinque anni
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Agenzia delle Entrate;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 novembre 2013 il Cons. Giulio Veltri e uditi per le parti gli avvocati Natalina Raffaelli e l’Avvocato dello Stato Elefante;
Il sig. Traficante, proprietario di un immobile locato alla società Mm Comunicazione ed immagine S.a.s. per usi commerciali, chiedeva all’Agenzia delle Entrate di Catanzaro copia delle dichiarazioni reddituali presentati negli ultimi cinque anni di imposta, dalla società, dal suo legale rappresentante e da altro socio.
Avanzava dichiaratamente la richiesta in forza della necessità di conoscere le reali condizioni economiche della società e dei soci personalmente responsabili, atteso che la prima era in mora nel pagamento del canone d’affitto, aveva già comunicato preavviso di recesso dal contratto di locazione per insostenibilità economica del relativo canone, nonché programmato la trasformazione in società di capitali (trasformazione alla quale il sig. Trafficante, creditore, si era opposto).
Il TAR Catanzaro, investito del gravame dal sig. Traficante, ha dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di interesse affermando, in parte motiva, che i dati sono sensibili, non risulta proposta alcuna azione giudiziaria e, soprattutto, i dati reddituali nulla hanno a che vedere con la vicenda locativa.
Propone ora appello il sig. Traficante: i dati non sarebbero sensibili. L’interesse giuridicamente rilevante sarebbe semplicemente dato dall’esistenza di un rapporto contrattuale. Il giudice non dovrebbe spingersi sino a verificare la sussistenza e la pendenza dell’azione o, addirittura, il nesso di strumentalità tra i documenti da ostendere e l’azione da esperire.
Non v’è motivo dunque per negare l’accesso. L’essere titolare di un rapporto contrattuale con la società controinteressata, allo stato morosa, che ha tra l’altro già comunicato preavviso di recesso dal contratto di locazione per insostenibilità economica del relativo canone, nonché programmato la trasformazione in società di capitali (trasformazione alla quale il sig. Traficante, creditore, si è opposto) costituisce circostanza idonea a sostanziare un interesse giuridicamente rilevate e collegato ai documenti fiscali richiesti, in quanto rappresentativi dell’ammontare dei redditi posseduti dai soggetti debitori.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie, e per l’effetto, in riforma della sentenza gravata, ordina all’amministrazione l’esibizione degli atti richiesti, con l’osservanza delle modalità di cui v’è cenno in parte motiva, entro e non oltre giorni 20 dalla notificazione o comunicazione della presente decisione.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa| 2014-02-12T17:29:49+00:00	12 febbraio 2014|Consiglio di Stato, Consiglio di Stato 2014, Diritto Amministrativo, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
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