Source: http://www.sosmusicisti.org/il-codice-dello-spettacolo/
Timestamp: 2019-10-21 23:29:33+00:00

Document:
Il Codice dello Spettacolo | SOS musicisti
da sosmusicisti | Feb 23, 2018 | Testata
Note preliminari di SOS MUSICISTI
Questa è la versione integrale, Impaginata da SOS MUSICISTI in una unica colonna per renderne più fruibile la leggibilità in luogo di quella in due colonne dello standard della Gazzetta Ufficiale.
Alcune espressioni sono state evidenziate in grassetto perché ritenute più interessanti in merito alle finalità di SOS MUSICISTI.
In calce, anche altre osservazioni.
Vale la pena di ricordare che si tratta di una LEGGE di DELEGA per la quale, entro 12 mesi, il governo dovrà emettere i cd. Decreti Legislativi. Solo allora la legge avrà efficacia.
Come SOS MUSICISTI riteniamo che la parte della legge che ci riguarda più direttamente si riassume nelle lettera L dell’art. 2 (comma 4), laddove il governo sarà impegnato a provvedere una riforma fiscale e previdenziale a misura della attività dei musicisti, sistematicamente saltuaria e totalmente diversa da qualsiasi altro settore. In quelle parole si riassumono le innumerevoli documentazioni presentate in questi ultimi anni da SOS MUSICISTI, in occasione dei tanti incontri con parlamentari, dirigenti istituzionali, ecc, e nelle due memorie presentate alla Commissione del Senato nella fase progettuale della legge stessa. In poche parole, gran parte di quanto denunciato nel Manifesto dei Musicisti, potrebbe avere una soluzione. Ma è altrettanto difficile che possa avvenire nei tempi ristretti della legge. … Dodici mesi, dei quali almeno quattro saranno passati prima del prossimo governo!
La legge si compone di 7 articoli di cui i principali sono i primi due. Il primo è l’enunciazione dei principi, il secondo (il più importante) costituisce l’insieme delle direttive su cui il governo è impegnato ad emettere i Decreti Legislativi.
In calce una importante nota sulla discutibile definizione di “musica popolare contemporanea” più volte ricorrente nella legge.
LEGGE n. 175 – 22 novembre 2017, (Codice dello spettacolo)
DALLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (Serie generale – n. 289 12-12-2017)
Dopo l’approvazione di Camera e Senato, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge:
La Repubblica, in attuazione degli articoli 9, 21, 33 e 36 della Costituzione e nel quadro dei princìpi stabiliti dall’articolo 167 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, dalla Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, fatta a Parigi il 17 ottobre 2003, di cui alla legge 27 settembre 2007, n. 167, e dalla Convenzione Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, adottata a Parigi il 20 ottobre 2005, di cui alla legge 19 febbraio 2007, n. 19:
c) riconosce l’utilità sociale dello spettacolo, anche ai sensi della legge 6 giugno 2016, n. 106 (ndr. Riforma del Terzo Settore).
La Repubblica promuove e sostiene le attività di spettacolo svolte in maniera professionale, caratterizzate dalla compresenza di professionalità artistiche e tecniche e di un pubblico, in un contesto unico e non riproducibile, e in particolare:
La Repubblica riconosce altresì:
L’intervento pubblico a sostegno delle attività di spettacolo favorisce e promuove, in particolare:
Art. 2 – DELEGHE AL GOVERNO
Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il coordinamento e il riordino delle disposizioni legislative e di quelle regolamentari adottate ai sensi dell’articolo 24, comma 3-bis, del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, in materia di attività, organizzazione e gestione delle fondazioni lirico-sinfoniche e degli enti di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, nonché per la riforma, la revisione e il riassetto della vigente disciplina nei settori del teatro, della musica, della danza, degli spettacoli viaggianti, delle attività circensi, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche, mediante la redazione di un unico testo normativo denominato «codice dello spettacolo», al fine di conferire al settore un assetto più efficace, organico e conforme ai principi di semplificazione delle procedure amministrative e ottimizzazione della spesa e volto a migliorare la qualità artistico-culturale delle attività, incentivandone la produzione, l’innovazione, nonché la fruizione da parte della collettività, con particolare riguardo all’educazione permanente, in conformità alla raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006.
1) la gestione del Fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163 (ndr. cd. FUS);
7) la promozione dell’integrazione e dell’inclusione, attraverso attività formative, nonché mediante la pratica e la fruizione delle attività di spettacolo anche in contesti disagiati; 8) l’individuazione, d’intesa con la Conferenza unificata, di strumenti di accesso al credito agevolato anche attraverso convenzioni con il sistema bancario, ivi incluso l’Istituto per il credito sportivo;
1) l’adozione di regole tecniche di riparto sulla base dell’esame comparativo di appositi programmi di attività pluriennale presentati dagli enti e dagli organismi dello spettacolo, corredati di programmi per ciascuna annualità; 2) la valorizzazione della qualità delle produzioni;
7) l’attivazione di piani straordinari, di durata pluriennale, per la ristrutturazione e l’aggiornamento tecnologico di teatri o strutture e spazi stabilmente destinati allo spettacolo, con particolare riferimento a quelli ubicati nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti; 8) il sostegno ad azioni di riequilibrio territoriale e diffusione, anche tramite la realizzazione di specifici progetti di promozione e di sensibilizzazione del pubblico, da realizzare in collaborazione con gli enti territoriali, mediante i circuiti di distribuzione che includano anche i piccoli centri urbani;
f) in relazione al settore delle attività musicali di cui alla legge 14 agosto 1967, n. 800 (n.d.r. La precedente legge sugli spettacoli musicali che, in linea di massima, era stata pensata per la lirica e il balletto), revisione e riassetto della disciplina al fine di assicurare:
2) l’estensione delle misure di sostegno alle attività musicali popolari contemporanee (vedi nota in calce) quali componenti fondamentali del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese, nonché quali elementi di coesione sociale e di aggregazione e strumenti centrali per lo sviluppo dell’offerta turistico-culturale;
i) introduzione di norme, nonché revisione di quelle vigenti in materia, volte all’avvicinamento dei giovani alle attività di spettacolo e finalizzate a creare un efficace percorso di educazione delle nuove generazioni, con riserva di un importo complessivo pari ad almeno il 3 per cento della dotazione del Fondo unico per lo spettacolo per la promozione di programmi di educazione nei settori dello spettacolo nelle scuole di ogni ordine e grado in coerenza con l’articolo 1, comma 7, lettere c) e f) , della legge 13 luglio 2015, n. 107, e con l’articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60;
Il decreto o i decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentito il Consiglio superiore dello spettacolo di cui all’articolo 3 della presente legge e di concerto con i Ministri interessati, previa acquisizione dell’intesa in sede di Conferenza unificata e del parere del Consiglio di Stato, da rendere nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione dello schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Gli schemi di decreto legislativo sono successivamente trasmessi alle Camere per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia e per i profili finanziari possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque adottati. Comma 6 Dal decreto o dai decreti legislativi di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In conformità all’articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, i medesimi decreti legislativi sono emanati solo successivamente o contestualmente all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.
Disposizioni correttive ed integrative dei decreti legislativi di cui al comma 1 possono essere adottate, nel rispetto degli stessi princìpi e criteri direttivi e con le medesime procedure di cui al presente articolo, entro due anni dalla data della loro entrata in vigore.
Art. 3 – CONSIGLIO SUPERIORE DELLO SPETTACOLO
Al fine di assicurare la migliore e più efficace attuazione della presente legge, è istituito il Consiglio superiore dello spettacolo, di seguito denominato «Consiglio superiore». Comma 2 Il Consiglio superiore svolge compiti di consulenza e supporto nell’elaborazione ed attuazione delle politiche di settore, nonché nella predisposizione di indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione delle risorse pubbliche per il sostegno alle attività di spettacolo. In particolare, il Consiglio superiore:
a) svolge attività di analisi del settore dello spettacolo, nonché attività di monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche, con particolare riferimento agli effetti delle misure di sostegno previste dalla normativa vigente, utilizzando anche i dati resi disponibili, a richiesta, dalle competenti strutture del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di seguito denominato «Ministero»;
b) formula proposte in merito agli indirizzi generali delle politiche pubbliche di sostegno, promozione e diffusione dello spettacolo, ai relativi interventi normativi e regolamentari, nonché all’attività di indirizzo e vigilanza, attribuita al Ministero;
d) esprime pareri e contribuisce a definire la posizione del Ministero in merito ad accordi internazionali nel settore dello spettacolo, nonché in materia di rapporti con le istituzioni dell’Unione europea o internazionali e con le altre istituzioni nazionali aventi attribuzioni nel medesimo settore;
f) organizza consultazioni periodiche con i rappresentanti dei settori professionali interessati e con altri soggetti sull’andamento del settore dello spettacolo, nonché sull’evoluzione delle professioni, sul loro contesto tecnico, giuridico, economico e sociale, nonché sulle condizioni di formazione e di accesso alle medesime professioni;
h) emana le linee guida cui deve attenersi il Ministero nella redazione di relazioni analitiche e descrittive inerenti l’attività nel settore dello spettacolo, nonché nelle relative analisi d’impatto;
i) esprime parere sui documenti d’analisi realizzati dal Ministero.
a) undici personalità del settore dello spettacolo di particolare e comprovata qualificazione professionale e capacità anche in campo giuridico, economico, amministrativo e gestionale, nominate, nel rispetto del principio dell’equilibrio di genere, dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, tre delle quali su designazione della Conferenza unificata;
b) quattro membri scelti dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo nell’ambito di una rosa di nomi proposta dalle associazioni di categoria e dagli enti del terzo settore di cui alla legge 6 giugno 2016, n. 106, maggiormente rappresentativi del settore dello spettacolo.
Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo nomina il presidente del Consiglio superiore tra le personalità di cui al comma 3, lettera a). Il Ministero provvede alla comunicazione dei nominativi del presidente e dei componenti del Consiglio superiore alle Commissioni parlamentari competenti, allegando il curriculum vitae dei soggetti nominati.
Il Consiglio superiore adotta un regolamento interno per il proprio funzionamento. I pareri del Consiglio superiore sono espressi, di norma, entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta; nei casi di urgenza, il termine è ridotto a dieci giorni. In caso di parità di voti prevale il voto del presidente. Presso il Consiglio superiore opera una segreteria tecnica, formata da personale in servizio presso il Ministero. Le risorse umane, finanziarie e strumentali necessarie per il funzionamento del Consiglio superiore sono assicurate dal Ministero nell’ambito di quelle disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Comma 6 Con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, sono stabiliti il regime di incompatibilità dei componenti e le modalità di svolgimento dei compiti del Consiglio superiore. Ai componenti del Consiglio superiore non spettano gettoni di presenza, compensi, indennità ed emolumenti comunque denominati, ad eccezione del rimborso delle spese effettivamente sostenute previsto dalla normativa vigente.
Comma 7 Il Consiglio superiore dura in carica tre anni. A decorrere dalla data del primo insediamento del Consiglio superiore è soppressa la Consulta per lo spettacolo prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 89, e le relative attribuzioni sono assegnate al Consiglio superiore
Art. 4. – Dotazione del Fondo unico per lo spettacolo e interventi in favore di attività culturali nei territori interessati da eventi sismici
Comma 1 La dotazione del Fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, è incrementata di 9.500.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e di 22.500.000 euro a decorrere dall’anno 2020.
Comma 2 Ai maggiori oneri derivanti dal comma 1 del presente articolo, pari a 9.500.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e a 22.500.000 euro a decorrere dall’anno 2020, si provvede, quanto a 9.500.000 euro per l’anno 2018, a 3 milioni di euro per l’anno 2019 e a 22.500.000 euro a decorrere dall’anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (ndr. Legge di Stabilità per il 2015), quanto a 5.500.000 euro per l’anno 2019, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e, quanto a 1 milione di euro per l’anno 2019, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
Comma 3 Per l’anno 2018, è altresì autorizzata la spesa di 4 milioni di euro in favore di attività culturali nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, ripartiti secondo le medesime modalità previste dall’articolo 11, comma 3, quarto periodo, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 4 milioni di euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 22, comma 8, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.
Art. 5. BENEFICI E INCENTIVI FISCALI
Al fine di incentivare ulteriormente la partecipazione dei privati al sostegno e al rafforzamento del settore dello spettacolo, al comma 1 dell’articolo 1 del decreto legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, dopo la parola: «tradizione» sono inserite le seguenti: «, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione».
Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 1,1 milioni di euro per l’anno 2018, in 1,8 milioni di euro per l’anno 2019, in 2,3 milioni di euro per l’anno 2020 e in 1,9 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
Comma 3 Al fine di promuovere la produzione musicale delle opere di artisti emergenti, le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 dell’articolo 7 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, continuano ad applicarsi a decorrere dal 1° gennaio 2018. Al comma 2, primo periodo, dell’articolo 7 del decreto-legge 8 agosto 2013, n.91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n.112, le parole: «prime o seconde» sono sostituite dalle seguenti: «prime, seconde o terze».
Comma 4 Agli oneri derivanti dal comma 3, pari a 4,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018, si provvede, per l’anno 2018 e a decorrere dall’anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e, per l’anno 2019, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 199, della medesima legge n. 190 del 2014.
Art. 6. CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA
Comma 1 Le disposizioni della presente legge sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Art. 7. DISPOSIZIONE FINALE
All’articolo 24, comma 3-bis, lettera b), del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, le parole: «31 dicembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2019». La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato
Data a Roma, addì 22 novembre 2017
MATTARELLA GENTILONI SILVERI, Presidente del Consiglio dei ministri
Senato della Repubblica (atto n. 2287-bis):
Presentato dal Ministro dei beni e attività culturali e del turismo Dario FRANCESCHINI (Governo RENZI-I) risultante dallo stralcio dell’art. 34 dell’A.S. 2287 deliberato dall’assemblea nella seduta del 6 ottobre 2016.
Assegnato alla 7ª commissione permanente (istruzione pubblica, beni culturali), in sede referente, il 19 ottobre 2016 con pareri delle commissioni 1ª (affari costituzionali), 5ª (bilancio), 6ª (finanze), 10ª (industria), 11ª (lavoro), 12ª (sanità), Questioni regionali.
Esaminato dalla 7 ª commissione permanente (istruzione pubblica, beni culturali), in sede referente, in data 8, 9, 15, 22 novembre 2016; 11, 17, 18, 25, 31 gennaio 2017; 1, 7, 9, 15, 23, 28 febbraio 2017; 7, 8, 9, 21, 28, 29 marzo 2017; 5, 11 aprile 2017; 2, 3, 9, 16, 17, 23, 24, 30, 31 maggio 2017; 14, 20, 21, 27, 28 giugno 2017. Esaminato in aula in data 2 maggio 2017; 14, 19 settembre 2017 ed approvato in data 20 settembre 2017. Camera dei deputati (atto n. 4652):
Assegnato alla VII commissione permanente (cultura, scienza e istruzione), in sede referente, il 25 settembre 2017 con pareri delle commissioni I (affari costituzionali), III (affari esteri), V (bilancio), VI (finanze), VIII (ambiente), IX (trasporti), X (attività produttive), XI (lavoro), XII (affari sociali), XIII (agricoltura), XIV (pol. Unione europea),
Esaminato dalla VII commissione permanente (cultura, scienza e istruzione), in sede referente, in data 3, 4, 10, 17, 18, 26 ottobre 2017.
Esaminato in aula in data 6 novembre 2017 ed approvato definitivamente in data 8 novembre 2017.
Nota di SOS MUSICISTI sulla definizione di “musica popolare contemporanea” più volte ricorrente nella presente legge.
Supponendo che il legislatore per “musica popolare contemporanea” intendeva la musica NON classica, quella che sotto molte sfaccettature in gergo internazionale si definisce “musica pop”, e ritenendo anche che tale definizione sia insufficiente e facilmente confondibile con quella di “musica di tradizione popolare” (art. 2, comma 4, lettera f, punto 4), in sede di audizioni in Senato, come Sos Musicisti avevamo a espressamente chiesto una definizione più chiara ed esaustiva, dando opportuni suggerimenti.
In sede di approvazione della ultima stesura alla Camera ci è stato dato finalmente ascolto.
E’ stato accolto infatti il seguente cd. Ordine del Giorno promosso dall’On. Rampi:
“La Camera impegna il Governo a valutare l’opportunità, nei provvedimenti previsti in deroga, di specificare meglio il campo di azione della definizione musica popolare contemporanea anche con l’aiuto di specialisti del settore e musicologi comprendendo tanto le tradizionali opere popolari – le tradizioni orali, regionali, del folklore – che la musica pop, rock, la canzone d’autore, le musiche audiotattili e tutti gli ambiti creativi che non rientrano nel settore classico e lirico.”

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7