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1 SEZIONE N.2 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA COMMISSIONE TRIBUTAHIA PROVINCIALE DI LECCE SEZIONE 2 HEG.GENERALE N" 2010/09 UDIENZA DEL ore 09:30 riunita con l'intervento dei Signori: N LAMoRGESE tr MERrco tl cuclrelmo! tr tr tl ha emesso la seguente - sul ricorso n' 20'10/09 depositato n 1 O OT /2009 ALFREDO ANTONIO ANTONIO SENTENZA Presidente Relatore Giudice +r'.,;.--"-':! ^- : t!.c', -.- i. i,:1-r'ir'., : :. i.-':r..-',!. = ì ;',:;:- L,l -avversoavvisodlaccehtamentonqlbes20o4 IFIAP IVA contro AG.ENTRATE DlR. PROVIN. UFF. CONTHOLLI LECCE '.i:,t.. 'i-;_ "i l.:.": ':ri --' 1', SENTENZA N'I /.Y la 2,r( PBONUNCIATA IL: )6 lor -t,.f tg-lc DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL e,-i.az- 2ot't difeso da: VILLANI MAUBIZIO VIA CAVOUR LECCE LE pag. 1
2 FATTO Con a'u"viso di accertamento n. RFG notificato in data 'Agenzia delle Entrate, Ufficio di Lecce 2, accertava a carico oella. 1'anno 2004, maggiori ricavi per ,0A, rettificando quelli dichiarati pari ad ,00 in ,00, rideterminando lres, Iva, irap ed accessori. i''er f importo cornplessivo di ,00. Con tempestivo ricorso la società fonnulava articolate eccezioni sotto diversi profili. Preliminarmente, la ricorrente eccepiva "illegittirnità del metodo accertalivo carenza dei presupposti" rilevando che, per Iegittirnare l'accertarnento, I'art. 62-sexics- e onlnìl 3. D.L , richiede che si verifichi "una grave inoongruenza LTrt i r-icrrì r, compensi dichiarati dal contribuente e quelli desurlibiii dagii studi di senorc". fuchiamando la circolare 5tE del 2008, dell'agenzia delle Entrate. la ricorcntr sottolineava che Ia stessa "nega esplicitarnente la possibilità dt utlttzzare gli studi per effethrare accertamenti automati ci". Sempre in via preliminare, la società ricorrente eccepiva la illegirtirnita dell'accertamento impugnato pet carenza di motivazione. Nel rnerito, la ricorrente contestava 1'accer[amento effefh:ato dall'ufficio perciré del tutto infondato sotto molteplici aspetti. Con atto depositato i:l data si costituiva l'agenzia delle Entrate. IJllrcio dr Lecce 2, contestando le diverse eccezioni della ricorrente e rilevando, in particolare. una "non spiegabiie anti economicità dell'at[ività esercitata". Sotto tale profilo l'ufficio affermava che: "dai fafti e dalle circostanze illustratt'.ialìa parte nella mernoria difensiva, non viene in alcun modo evidenziata. a parerc ilel1o scrivente, nessuna piausibile ragione economica, imprenditoriale o fatti oerti chcr possano assumere una qualsivoglia rtlevanza fiscale tale da giustifìcare un abbandono della posizione su cui vertesi". All'udienza dell' la Cornmissione accoglieva l'istanza di sospensione. Al1'udienza del I6.1L2010 la Comrnissione si riservava di decidere. DIRITTO Prirna di esaminare i motivi di ricorso, il Coliegio ritiene di dover-svolgere alcrrnc considerazioni in ordine al prospettato cornportarnento antieconornico della società.,/.'./,/.,/ -L' pe,: _,rt,-,a'n I
3 Le considetazioni svolte consentono di poter conciudere che non sussistit un risultato economico assolutamente irragionevole e tale da rendere inattendibile Ia contabilita regolarmente tenuta dalla ricorrente. In definitiva, ii Collegio ritiene che 1'Amministrazione non abbia fornito prova cli trn comportamento gravemente contrastante con i canoni della ragionevolezza e tenclente all'evasione; quindi in contrasto con quanto affermato dall'agenzia delle Entrate, con la circolare del n. 20/8, per la quale sussiste, a carico dell,ufficio. la necessità di monitorare la genesi delle perdite fiscali dichiarate, in quanto le stesse potrebbero rappresentare indicatori sintetici dell'awenuta attuazione di precisi schemi di pianificazione fiscale finalizzataad ottenere indebiti vantaggi fiscali. Infine, a chiusura dell'aspetto esaminato,.va rilevato che le perdite registrate dalla società risultano coperte da riserve., non puo non sottolinearsi che se i soci sono disposti a ripizurare perciite. ''.t":anche rinunciando a utili, cio :t::.1 it significa che credono nel futuro della loro società c ltriindi si è in presenza di una attività che dovrebbe produrre redditi imponibili. In ordine ai motivi di ricorso, il Collegio prende atto che le considerazioni svolte dalla ricorrente sono di taglio essenzialmente economico, frnalizzate a dimostrare la insufficienza della metodologia statistico - matematica su cui si fondano gli studi di settore, nonché degli specifici riferimenti che renderebbero inadeguati i dati assunti dall'ufficio a rappresentare la effettiva realtà economico - finanziaria dell,attività svolta dalla società. Ii Collegio, preliminarmente, ritiene di dover richiamare il principio, totahnente condiviso, stafuito dalla Cassazione con sentenza n del 07.06,20a7. seconclo -, cui, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, deve essere escluso ogni automatismo e che eventuali strumenti presuntivi, quali gli studi di settore, per essere validamente applicati, necessitano di una particolare flessibitità e adartabilità alle comprovate peculiarità dell'attività svolta dal contribuente, in ossequio ai principio costituzionale sancito nell,art. 53. Va altresì softolineato, a completamento del principio su esposto, che particoiare rilievo deve essere dato alle caratteristiche dell'area territoriale in cui o;peryt,azienda. che pure incidono notevolmente sulla- capacità di produrre ricavi, (Cirò-:n,.29iE dell' ). " - (-1,- "r' /.a /'
4 -.1' Cio premesso, il Coilegio ritiene di fondare le sue valutazioni su uno dei prcslrppo:tr che è alla base dell'applicazione della metodologia prevista dagli studi di settore. Presupposto così espresso: "gli accertamenti presuntivi devono essere fondati anche sull'esistenza di gravi incongruenze tra ricavi, corrispettivi e compensi dichiarati e queili fondatamente desumibili dalle caratteristiche e daile condizioni di esercizio della specifi ca auività svolta". Sul punto toma utile richiamare alcuni principi: la CTR di Bari, con sentenza n. Il3 dell' , ha statuito che i risultati derivanti dall'applicazione degii studi di settore non godono di autoreferenzialità legittimante ed "a parere della Commìssione..':.,ì,,r '' ta ^..'.':l quelle gravi incongruenze tra ricavi dichiarati 6, quelli ritenuti congmi dall'applicaziote del metodo matematico - statistico di Gerico non possono costituire sic et simpliciter base legittimante l'accertamento, sia per la poca affidabilità dello strumento statistico, sia perché dette gravi incongruenze possono rendcre la contabilità, formalmente in regola, inattendibiie, allorquando, però, conlìigga con regole fondamentali di ragionevolezza sì da privare la documentazione stessa di ogni credibilità". Ed ancora, la CTP di Rieti, con sentenza n. 105 de , ha statuito che "la disposizione dell'art. 62-sexies...richiede...l'esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi dichiarati e quelli desumibili dagli studi di settore e non soltanto che l'ammontare dei ricavi determinabili sulla base degli studi risulti superiore all' ammontare dei ricavi dichiarati." Il Collegio, richiamando i principi elaborati dalla CTP di Reggio Emilia, con sentenza n. 158 del , ritiene di puntualizzare che il legislatore ha disposto che la tipologia di accertamento induttivo possa basarsi anche sull'esistenza di glavi incongruenzetra i ricavi o compensi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dagli studi di settore. Va però precisato che il legislatore richiede specificamente chc lo siano in modo fondato. ln altre parole, le gravi incongruenze non sono conseguc-n1i solo allo scostamento tra quanto dichiarato e presunto o desunto dagli shrdi di settore, ma con quelli fondatamente desumibili dagli studi stessi, quindi con scarsa probabiiità di errore. E stato osservato che il legislatore non si fida del semplice risultato "matematico - statistico", ma vuole qualcosa di piu e richiede che i risultati'dello'stesso siano L--
5 supportati e che gli stessi-non vengano passivamente accettati ma criticamente vair-rtati. calandoli nella realtà di impresa specifica esaminata. Sulla misura dello scostamento, che non configuri la sussistenza di qrar i incongruenze, ii Collegio richiama la sentenza della CTP di Milano n. 60 dei 13 Aprile 2005,la quale ha stabilito che nell'awiso di acceftamento "oltre ai ricavi deterrninabili sulla base degli studi di settore...venga affermata e motivata l'esistenza di gravi incongrucnze tra i ricavi dichiarati e quelli determinabiii con gli srudi cli settore". Affinché sia provata la sussistenza della gravità delle incongruenze, 1a CTP di Milano ritiene che "...l'importo dei ricavi non dichiarati, rispetto sia a quelli dichiarati sia a quelli determinabili in via presuntiva, non dovrebbe essere inferiore al254ao/o". Nel caso in esame, i maggiori ricavi accertati sono pari a circa il 17% rispetto a quelli dichiarati. Le considerazioni ed i principi su esposti, con specifico riguardo al profilo esaminato. portano il Collegio a concludere per l'accòglimento del ricorso. Le particolarità della questione oggeffo di causa consentono di dichiarare compensare le spese di giudizio. P.Q.M. La Commissione accoglie il ricorso. Spese compensate. Lecce, li 16.1i.2010 )%'" ti: 'v tl
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