Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_procedura_civile/112
Timestamp: 2019-06-20 23:05:11+00:00

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I. Il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa; e non può pronunciare d'ufficio su eccezioni, che possono essere proposte soltanto dalle parti.
Compensazione "impropria" - Conseguenze processuali e sostanziali - Fondamento - Art. 1248 c.c. - Applicabilità - Esclusione - Fattispecie.
Quando tra due soggetti i rispettivi debiti e crediti hanno origine da un unico - ancorché complesso - rapporto, non vi è luogo ad una ipotesi di compensazione "propria", bensì ad un mero accertamento di dare e avere, con elisione automatica dei rispettivi crediti fino alla reciproca concorrenza, cui il giudice può procedere senza che siano necessarie l'eccezione di parte o la domanda riconvenzionale. Tale accertamento, che si sostanzia in una compensazione "impropria", pur producendo risultati analoghi a quelli della compensazione "propria", non è sottoposto alla relativa disciplina tipica, sia processuale sia sostanziale, ivi compresa quella contenuta nell'art. 1248 c.c., riguardante l'inopponibilità al cessionario, da parte del debitore che abbia accettato puramente e semplicemente la cessione, della compensazione che avrebbe potuto opporre al cedente. (Nella specie, veniva in rilievo il caso di una dipendente che aveva dato in garanzia il proprio TFR per ottenere un prestito da una società la quale, dopo le dimissioni della lavoratrice, aveva chiesto il versamento del detto TFR al datore di lavoro che, però, aveva rifiutato, eccependo, in parziale compensazione, il suo credito verso la medesima dipendente avente ad oggetto l'indennità di mancato preavviso da essa dovuta perché dimessasi in tronco; la S.C., enunciando il principio massimato, ha cassato la decisione di appello che, applicando l'art. 1248 c.c., aveva accolto la domanda della società cessionaria). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 19 Febbraio 2019, n. 4825. Segue...
Servitù - Prediali - Servitù coattive - Passaggio coattivo - Integrazione del contraddittorio - Litisconsorzio - Determinazione del passo - In genere - Contenuto – Determinazione - Criteri - Fattispecie.
In tema di servitù prediali di passaggio, il contenuto del relativo diritto comprende tutte le concrete e varie modalità del suo esercizio, inteso quale "utilitas" che il proprietario del fondo dominante riceve non soltanto in via diretta, ossia mediante l'esercizio del diritto proprio o dei familiari o di coloro che detengano il fondo in suo nome, ma anche in via indiretta, attraverso le visite di terzi, riferibili alle normali esigenze della vita di relazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di appello che aveva riconosciuto al proprietario del fondo dominante la facoltà di consegnare le chiavi dei cancelli di ingresso all'immobile ad ospiti e personale di servizio, ritenendo che la statuizione del giudice di merito non fosse viziata da ultrapetizione perché consequenziale alla domanda di riconoscimento della servitù proposta dal titolare della stessa ed a quella di accertamento dell'illegittimità della dazione delle menzionate chiavi avanzata dalla controparte). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 19 Febbraio 2019, n. 4821. Segue...
Mutuo fondiario – Indicatore sintetico di costo – ISC – Natura – Nullità clausole del contatto – Art. 117, comma 6 e 7 TUB – Pubblicità tassi.
ISC è un mero indicatore del costo effettivo del finanziamento, imposto e previsto ai soli fini informativi. Per tale ragione, in caso di differenza tra l’ISC pattuito in contratto e l’Isc in concreto applicato, non trova applicazione la previsione dell’art. 117, comma 6, secondo parte, TUB. Questa, infatti, prevede la nullità delle clausole contrattuali che prevedono tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per il cliente di quelle pubblicizzate. ISC non essendo un elemento della pattuizione ma un mero indice della stessa non può essere ricompreso né tra i tassi, né tra i prezzi, né tra le condizioni. La nullità delle clausole contrattuali è prevista dal legislatore per il solo caso del credito al consumo, nell’ambito della cui disciplina l’art. 1125 bis, comma 6, TUB espressamente prevede che, ove il TAEG non sia stato determinato correttamente, le clausole che impongono al consumatore costi aggiuntivi (rispetto a quelli effettivamente coimputati nell’ISC) sono da considerarsi nulle. (Domenico Iodice) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 14 Novembre 2018. Segue...
Eccezioni in senso lato - Specifica e tempestiva allegazione della parte - Necessità - Esclusione - Rilevabilità d'ufficio anche in appello - Ammissibilità - Condizioni - Documentazione dei fatti "ex actis" - Sufficienza - Fondamento - Preclusioni - Operatività - Esclusione.
Il rilievo d'ufficio delle eccezioni in senso lato non è subordinato alla specifica e tempestiva allegazione della parte ed è ammissibile anche in appello, dovendosi ritenere sufficiente che i fatti risultino documentati "ex actis", poiché il regime delle eccezioni si pone in funzione del valore primario del processo, costituito dalla giustizia della decisione, che resterebbe sviato ove pure le questioni rilevabili d'ufficio fossero soggette ai limiti preclusivi di allegazione e prova previsti per le eccezioni in senso stretto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 Ottobre 2018, n. 27998. Segue...
Allegazione di fatti modificativi, impeditivi o estintivi della pretesa attorea - Attività di parte - Rilevazione dei suddetti fatti ai fini della decisione - Potere-dovere del giudice, tranne nelle ipotesi prevedenti l'intervento della parte per necessità "strutturale" o espressa previsione normativa - Legittima acquisizione dei suddetti fatti al processo secondo i tempi e modi previsti dalla specifica disciplina processuale - Necessità - Fattispecie.
In relazione all'opzione difensiva del convenuto consistente nel contrapporre alla pretesa attorea fatti ai quali la legge attribuisce autonoma idoneità modificativa, impeditiva o estintiva degli effetti del rapporto sul quale la predetta pretesa si fonda, occorre distinguere il potere di allegazione da quello di rilevazione. Infatti, mentre il primo compete esclusivamente alla parte e va esercitato nei tempi e nei modi previsti dal rito in concreto applicabile (pertanto, soggiacendo alle relative preclusioni e decadenze), il secondo spetta alla parte (ed è soggetto, perciò, alle preclusioni stabilite per le attività di parte) solo qualora la manifestazione della sua volontà sia strutturalmente prevista quale elemento integrativo della fattispecie difensiva (come nell'ipotesi di eccezioni corrispondenti alla titolarità di un'azione costitutiva), ovvero quando singole disposizioni espressamente indichino come indispensabile l'iniziativa di parte; in ogni altro caso, si deve ritenere la rilevabilità d'ufficio dei fatti modificativi, impeditivi o estintivi risultanti dal materiale probatorio legittimamente acquisito, senza che, peraltro, ciò comporti un superamento del divieto di scienza privata del giudice o delle preclusioni e decadenze imposte, atteso che il generale potere-dovere di rilievo d'ufficio delle eccezioni facente capo al giudice si traduce semplicemente nell'attribuzione di rilevanza, ai fini della decisione di merito, a determinati fatti, purché la richiesta della parte non sia strutturalmente necessaria o espressamente prevista, essendo, però, in entrambe le situazioni necessario che i predetti fatti modificativi, impeditivi o estintivi risultino legittimamente acquisiti al processo e provati. (Nella specie, a fronte della richiesta attorea di risarcimento dei danni conseguenti ad occupazione illegittima di suoli privati, la S.C. ha ritenuto che non fosse preclusa l'eccezione con la quale il Comune convenuto aveva dedotto, nella comparsa conclusionale di primo grado, l'avvenuta destinazione ad uso pubblico dei terreni in esame per "dicatio ad patriam", trattandosi di eccezione in senso lato, fondata su fatti acquisiti regolarmente al processo e confermati dall'istruttoria, e non rilevando che, in origine, fosse stato piuttosto dedotta l'acquisizione dei terreni all'esito di un procedimento espropriativo per pubblica utilità). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Ottobre 2018, n. 27405. Segue...
Il trustee è legittimato passivamente nell'azione revocatoria in funzione della sua titolarità di poteri di gestione sui beni, mentre i beneficiari non sono titolari di un diritto soggettivo attuale alla corretta amministrazione dei beni, a meno che l'atto di conferimento non stabilisca diversamente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 19 Aprile 2018. Segue...
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Divieto di ius novorum con riguardo alle nuove eccezioni proponibili dal curatore - Esclusione - Riesame a cognizione piena del risultato della cognizione sommaria della verifica - Formulazione di eccezioni non sottoposte all'esame del giudice delegato.
Trasferimento d’azienda – Licenziamento del lavoratore – Retribuzioni pregresse ed indennità risarcitoria – Compatibilità.
In caso di accertato trasferimento d’azienda, il giudice non incorre in duplicazioni risarcitorie nell’accogliere il petitum del lavoratore licenziato teso ad ottenere la condanna del cedente e del cessionario d’azienda al pagamento dell’indennità risarcitoria di cui al comma 5 dell’art. 18 st. lav., oltre alle retribuzioni maturate dal licenziamento sino al ripristino del rapporto di lavoro, in quanto la prima tutela ha presupposto nella declaratoria di illegittimità del licenziamento, mentre la seconda poggia sull’accertata successione in capo al cessionario del rapporto di lavoro. (Lorenzo Tamos) (riproduzione riservata) Appello Milano, 07 Marzo 2018. Segue...
Non ricorre alcun vizio di ultrapetizione della sentenza di primo grado, che ha correttamente attribuito all’attrice gli interessi creditori maturati nel corso del rapporto, espressamente domandati in citazione (con formulazione inequivoca, e non diversamente interpretabile solo perché l’attrice non aveva lamentato che il CTU li avesse calcolati nella misura legale, anziché in base alle effettive previsioni contrattuali), oltre che implicitamente compresi nella domanda principale di “ripetizione dell’indebito, previa esatta determinazione del dare e dell’avere”, necessariamente riferita a tutte le somme illegittimamente trattenute dalla banca. (Antonio Tanza) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 07 Settembre 2017. Segue...
Condominio negli edifici - Appartamento sito all'ultimo piano - Eliminazione delle cause di umidità provenienti dal solaio di copertura - Modalità - Corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
Non sussiste violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato qualora, relativamente ad una domanda di condanna all'esecuzione dei lavori di ripristino del soffitto di un appartamento sito all'ultimo piano dell'edificio in condominio, fondata sulla lesione del diritto di proprietà configurata in concreto da pregiudizi cagionati al soffitto dall'umidità, il giudice, a seguito degli accertamenti compiuti dal consulente tecnico, alle precisazioni ed alle istanze formulate dalle parti in corso di causa, pronunzi la condanna all'esecuzione dei lavori necessari per eliminare l'umidità determinata non dalle infiltrazioni di acqua provenienti dal solaio di copertura, ma dalla condensa connessa al difettoso isolamento termico del solaio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 28 Giugno 2017, n. 16252. Segue...
Spese giudiziali civili - Liquidazione - Criteri di liquidazione degli onorari e delle spese - Distinzione tra i diversi gradi di giudizio - Necessità - Fondamento.
In tema di spese giudiziali, il giudice deve liquidare in modo distinto spese ed onorari in relazione a ciascun grado del giudizio, poichè solo tale specificazione consente alle parti di controllare i criteri di calcolo adottati e di conseguenza le ragioni per le quali sono state eventualmente ridotte le richieste presentate nelle note spese. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 30 Settembre 2016, n. 19623. Segue...
Accertamento del passivo - Caratteristiche - Principio dispositivo.
Il giudizio di accertamento del passivo dinanzi al giudice delegato si muove nell'ambito delle deduzioni delle parti, trattandosi pur sempre giudizio civile informato al principio dispositivo e, dunque, soggetto alle regole dell'articolo 112 c.p.c., così come espressamente previsto dall'articolo 95, comma 3, legge fall. nella parte in cui esplicita che il giudice decide nei limiti delle conclusioni formulate ed avuto riguardo alle eccezioni del curatore, a quelle rilevabili d'ufficio e a quelle formulate dagli altri interessati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 13 Ottobre 2015. Segue...
Accertamento del passivo - Eccezione in senso stretto - Eccezione revocatoria - Rilievo officioso - Esclusione.
L'eccezione revocatoria rientra tra le eccezioni in senso stretto sottratte al rilievo officioso del giudice. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 13 Ottobre 2015. Segue...
Sentenza - Ultra ed extra petita - Domanda ex art. 2932 cod. civ. - Pronuncia di condanna a contrarre - Extrapetizione - Configurabilità - Esclusione - Fondamento..
La sentenza di condanna ad un "facere" (nella specie, consistente nel trasferire al fiduciante la titolarità anche formale della quota societaria intestata al fiduciario) è diversa da quella costitutiva, prevista dall'art. 2932 cod. civ., perché, a differenza di quest'ultima, non produce di per se stessa l'effetto traslativo invocato dalla parte, ma impone alla controparte di svolgere l'attività negoziale necessaria alla produzione di quell'effetto; tuttavia, la condanna a contrarre non eccede i limiti della cognizione del giudice adito con la domanda di esecuzione in forma specifica dell'obbligo di contrarre, ponendosi rispetto a questa come minore a maggiore, onde non incorre nel vizio di extrapetizione il giudice di merito che, sull'istanza formulata ai sensi dell'art. 2932 cod. civ., pronunci condanna allo svolgimento dell'attività negoziale necessaria alla produzione del richiesto effetto traslativo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Febbraio 2013. Segue...
Giudizio di risoluzione contrattuale – Nullità del contratto – Rilevabilità d’Ufficio – Potere del Giudice – Sussiste..
Il giudice di merito ha il potere di rilevare, dai fatti allegati e provati o emergenti ex actis, ogni forma di nullità non soggetta a regime speciale e, provocato il contraddittorio sulla questione, deve rigettare la domanda di risoluzione, volta ad invocare la forza del contratto. Pronuncerà con efficacia idonea al giudicato sulla questione di nullità ove, anche a seguito di rimessione in termini, sia stata proposta la relativa domanda. Nell'uno e nell'altro caso dovrà disporre, se richiesto, le restituzioni. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 04 Settembre 2012, n. 14828. Segue...
Domanda giudiziale - Mutatio libelli - Indicazione di una realtà fattuale diversa - Semplice individuazione delle nomine juris - Qualificazione giuridica della fattispecie..
Si ha violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato ex art. 112 c.p.c. e modifica della causa petendi, solo con l’indicazione di una realtà fattuale diversa da quella inizialmente prospettata; viceversa, l’individuazione del nomen iuris delle fattispecie azionate e la loro esatta qualificazione, spetta pacificamente al Giudice come suo potere-dovere in base al principio iura novit curia, con la conseguenza che il Giudice può applicare una norma di legge diversa da quella invocata senza incorrere nel vizio di ultrapetizione, ove rimangano inalterati petitum e causa petendi. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 10 Maggio 2012. Segue...
Impugnazioni civili – Cassazione – Ricorso – Violazione dell’art. 112 C.P.C. – Formulazione del quesito di diritto – Necessità. .
La Corte di cassazione, in parziale dissonanza dalla precedente pronuncia della seconda Sezione, n. 16941 del 20 giugno 2008, ha precisato che il motivo di ricorso per cassazione, con il quale venga denunciata la violazione dell’art. 112 cod. proc. civ., deve concludersi in ogni caso con la formulazione del quesito di diritto, previsto dall’art. 366 bis cod. proc. civ.. (fonte: CED – Corte di Cassazione). Cassazione civile, sez. III, 23 Febbraio 2009, n. 4329. Segue...
Domanda giudiziale – Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato – Potere del giudice di qualificazione giuridica del fatto – Pronuncia basata su norma giuridica diversa da quella invocata dall’istante..
Il principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato postulato dall’art. 112 c.p.c., non osta a che il Giudice renda una pronuncia in base ad una norma giuridica diversa da quella invocata dall’istante, id est l’art. 2051 c.c. in luogo dell’art. 2043 c.c., laddove la pronuncia si fondi su fatti ritualmente allegati e provati, essendovi solo il divieto di attribuire alla parte un bene della vita diverso da quello richiesto. (gm) Tribunale Reggio Emilia, 22 Gennaio 2009, n. 0. Segue...

References: Art. 1248
 Art. 117
 sentenza 

Sentenza 
 art. 2932
 sentenza 
 art. 112