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Timestamp: 2020-05-28 13:12:42+00:00

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Art. 8 (Sistemi turistici locali)
Art. 15 (Sospensione, decadenza e cessazione)
Art. 21 (Attività ricettive rurali e residenze d’epoca)
Art. 28 (Requisiti e autorizzazione)
Art. 29 (Sospensione, decadenza e cessazione)
Art. 31 (Autorizzazione)
Art. 59 (Autorizzazione e orario di apertura)
Art. 60 (Sospensione e decadenza)
Art. 63 (Deposito cauzionale)
d) l’organizzazione e il coordinamento delle attività delle imprese che partecipano in Italia e all’estero a manifestazioni fieristiche, incontri operativi di commercializzazione, sondaggi di mercato, anche in collaborazione con l’Istituto per il commercio con l’estero (ICE), l’Agenzia nazionale del turismo, altri enti pubblici, i sistemi turistici locali, agenzie, aziende e le associazioni di categoria rappresentative del settore turistico;
m) il riconoscimento e il coordinamento dei sistemi turistici locali di cui all’articolo 8.
1. Il Consiglio regionale approva il programma annuale di promozione turistica. Il programma è predisposto dalla Giunta regionale, entro il 31 ottobre dell’anno precedente a quello di riferimento, tenuto conto delle proposte degli enti locali e dei sistemi turistici locali, sentite le associazioni di categoria del settore.
a) l’andamento della domanda turistica nazionale ed estera e lo sviluppo dell’offerta nella Regione;
b) gli obiettivi generali e le aree geografiche verso cui l’attività promozionale deve essere rivolta e i risultati attesi in relazione alle finalità della programmazione regionale;
c) gli obiettivi, le attività e le risorse finanziarie per la promozione, la pubblicità e la commercializzazione dell’offerta turistica regionale;
d)la quota delle risorse finanziarie da destinare alle attività promozionali della Regione;
3. La Regione partecipa al finanziamento dei progetti turistici proposti dagli enti locali, dai sistemi turistici locali, dalle associazioni di categoria del settore, dalle associazioni pro loco iscritte nell’albo regionale e dalle associazioni senza scopo di lucro con finalità turistiche e storico-culturali, coerenti con gli obiettivi programmatici della Regione, favorendo la gestione associata dei progetti medesimi.
a) promuovono e coordinano le iniziative di sviluppo turistico nell’ambito del territorio di riferimento, in collaborazione con i Comuni, le Comunità montane, le Unioni di Comuni, i sistemi turistici locali e le associazioni di settore;
2. I Comuni concorrono alla valorizzazione turistica del proprio territorio, singolarmente o in forma associata o attraverso i sistemi turistici locali e le Comunità montane, mediante l’attuazione di interventi finalizzati alla qualificazione del sistema dell’offerta locale e dei servizi turistici di base volti all’informazione, all’accoglienza turistica, all’intrattenimento degli ospiti e alla realizzazione di eventi e iniziative, assicurando la tutela del turista consumatore.
4. Le associazioni pro loco iscritte all’albo regionale di cui all’articolo 9 che promuovono l’apertura di propri punti di informazione e di accoglienza ai turisti, possono usare la denominazione IAT ove si conformino alle caratteristiche strutturali ed operative di cui al comma 3, previo assenso del Comune e della Provincia competenti per territorio.
5. Gli IAT degli enti che aderiscono ad uno dei sistemi di cui all’articolo 8 fungono da punti di informazione dell’intero sistema turistico locale e assicurano un’informazione generale relativa al territorio regionale. Essi erogano servizi mirati a fornire informazioni sulla disponibilità ricettiva delle località comprese nel sistema medesimo, senza svolgere attività di commercializzazione del prodotto turistico.
6. Gli IAT degli enti che non hanno aderito ad uno dei sistemi di cui all’articolo 8 possono attivare i servizi indicati al comma 5 su richiesta delle associazioni degli operatori delle strutture ricettive, previa stipulazione di apposita convenzione tra il Comune e le associazioni medesime.
1. Sono sistemi turistici locali i contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate.
2. I sistemi turistici locali costituiscono articolazione fondamentale dell’organizzazione turistica regionale e rappresentano lo strumento per l’attuazione della collaborazione tra pubblico e privato nella gestione dell’attività di formazione del prodotto turistico.
3. I sistemi turistici locali sono promossi dagli enti locali o da soggetti privati, singoli o associati, attraverso forme di concertazione con le associazioni di categoria che concorrono alla formazione dell’offerta turistica, nonché con i soggetti pubblici e privati interessati.
b) organizzano l’attività di accoglienza, armonizzandola ed integrandola con le altre attività presenti nel territorio di riferimento.
3. L’iscrizione all’albo è condizione per accedere ai contributi regionali, per effettuare manifestazioni cui concorra, anche finanziariamente, la Regione e per aderire ai sistemi turistici locali di cui all’articolo 8.
5. La Regione riconosce l’attività dell’Unione nazionale pro loco d’Italia (UNPLI), esercitata attraverso le sue articolazioni regionale e provinciali per le finalità indicate nello statuto.
1. Le strutture ricettive all’aria aperta si distinguono in villaggi turistici e campeggi.
6. I campeggi autorizzati dopo l’entrata in vigore della presente legge devono essere dotati di un’area di sosta, attrezzata ai sensi dell’articolo 35, non inferiore a mille metri quadrati di superficie. La sosta in tale area è permessa per un periodo massimo di quarantotto ore.
1. L’esercizio delle attività ricettive di cui al presente capo è subordinato ad autorizzazione amministrativa del Comune, rilasciata previa verifica dell’iscrizione del responsabile della conduzione della struttura ricettiva al registro delle imprese di cui alla legge 29 dicembre 1993, n. 580 (Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura), e ad autorizzazione sanitaria in caso di somministrazione di pasti e bevande. L’autorizzazione amministrativa si intende rilasciata trascorsi inutilmente novanta giorni dalla data di presentazione della domanda.
2. La denominazione delle strutture ricettive e le relative variazioni sono approvate dal Comune contestualmente al rilascio dell’autorizzazione o delle relative modifiche. In ambito comunale sono vietate omonimie fra gli esercizi e indicazioni atte a creare incertezze sulla natura e sulla classificazione degli stessi.
1. Il Comune, previa diffida, sospende l’autorizzazione all’esercizio dell’attività ricettiva per un periodo da uno a sei mesi quando venga meno uno dei requisiti obbligatori relativi al livello minimo di classificazione oppure la rispondenza dello stato dei locali alle norme vigenti in materia urbanistica, edilizia e igienico-sanitaria, indicando le eventuali prescrizioni cui adempiere.
2. L’autorizzazione decade qualora:
c) il titolare o il gestore, salvo proroga in caso di comprovata necessità, non attivi l’esercizio entro centottanta giorni dalla data di rilascio o sospenda l’attività per un periodo superiore a quello indicato all’articolo 16, comma 3.
3. Le aperture stagionali delle strutture ricettive non possono avere durata inferiore a quattro mesi consecutivi all’anno.
1. Nelle strutture ricettive di cui al presente capo l’autorizzazione abilita ad effettuare, a favore delle persone alloggiate, dei loro ospiti e di coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni organizzati, anche la somministrazione di pasti e bevande, la fornitura di giornali, riviste, materiali per uso fotografico o di registrazione audiovisiva, cartoline e francobolli, nonché ad installare attrezzature e strutture a carattere ricreativo ad uso esclusivo delle medesime persone, fatta salva la normativa vigente in materia di sicurezza, igiene e sanità.
6. Nelle strutture ricettive di cui all’articolo 11 gli allestimenti mobili per il pernottamento, quali caravan, mobilhouse, maxicaravan e simili, installati dal gestore a servizio dei clienti, non sono soggetti a permesso di costruire, né a denuncia di inizio di attività, a condizione che conservino i meccanismi di rotazione in funzione e non possiedano alcun collegamento permanente con il terreno.
(Attività ricettive rurali e residenze d’epoca)
4. Sono residenze d’epoca le strutture ricettive ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio storico, architettonico e culturale che offrono alloggio in camere e unità abitative.
7. Ai fini dell’eliminazione delle barriere architettoniche si applicano le prescrizioni previste per le strutture ricettive adottate ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati), quando la ricettività complessiva è superiore a sei camere. Il Comune può consentire la deroga alla disposizione suddetta in sede di rilascio dell’autorizzazione, qualora sia dimostrata l’impossibilità tecnica dell’abbattimento delle barriere architettoniche e dell’adeguamento dei locali per l’accoglienza delle persone con disabilità fisica in relazione agli elementi strutturali ed impiantistici o per la presenza di fabbricati di particolare pregio architettonico.
3. Le associazioni senza scopo di lucro di cui al comma 1 sono autorizzate ad esercitare l’attività ricettiva esclusivamente nei confronti dei propri associati.
5. Nelle case per ferie e negli ostelli per la gioventù devono essere garantite la prestazione dei servizi ricettivi di base e la disponibilità di strutture e servizi che consentano di raggiungere le finalità perseguite con la loro istituzione. Nelle medesime strutture l’autorizzazione consente la somministrazione di cibi e bevande, con esclusione delle bevande alcoliche con percentuale di alcool superiore al ventuno per cento, limitatamente alle sole persone alloggiate e ad altre persone che possono utilizzare la struttura in conformità alle finalità sociali cui la stessa è destinata.
1. Nell’ambito della categoria delle case per ferie, sono denominate case religiose di ospitalità le strutture ricettive caratterizzate dalle finalità religiose dell’ente gestore che offrano, a pagamento, ospitalità a chi la richieda nel rispetto del carattere religioso della casa ed accettando le regole di comportamento e le limitazioni di servizio. A tal fine l’orario di chiusura dell’esercizio al pubblico è fissato dal Comune, non oltre le ore ventitrè, nel provvedimento di autorizzazione di cui all’articolo 28.
4. Il Comune, ai fini del rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 28, accerta che l’incaricato o il gestore dei rifugi di cui ai commi 1 e 2 abbia i requisiti sanitari necessari. Accerta che abbia altresì conoscenza della zona, delle vie di accesso al rifugio e ai rifugi limitrofi, nonché ai posti di soccorso più vicini e che abbia conoscenza delle nozioni necessarie per un primo intervento di soccorso, tramite certificazione del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS). Si prescinde da tale accertamento qualora l’incaricato o gestore sia guida alpina o portatore alpino.
2. L’esercizio dell’attività è subordinato ad autorizzazione del Comune, rilasciata previa verifica della sussistenza dei requisiti di cui al comma 1 e dell’autorizzazione sanitaria nel caso di somministrazione di pasti e bevande. L’autorizzazione amministrativa si intende rilasciata trascorsi inutilmente novanta giorni dalla data di presentazione della domanda.
3. Il titolare dell’autorizzazione comunica preventivamente al Comune ogni variazione degli elementi contenuti nell’autorizzazione medesima, al fine del riscontro della permanenza dei requisiti.
1. Il Comune, previa diffida, sospende temporaneamente l’autorizzazione per un periodo da cinque a trenta giorni quando venga meno la rispondenza dello stato dei locali alle norme vigenti in materia urbanistica, edilizia e igienico-sanitaria, nonché nel caso di violazione delle prescrizioni previste nell’autorizzazione.
2. L’autorizzazione decade qualora venga meno uno dei requisiti soggettivi previsti per il rilascio o quando, alla scadenza del periodo di sospensione, non sia stato ottemperato alle prescrizioni imposte.
1. E’ soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 5.000,00 e all’immediata chiusura dell’esercizio chiunque eserciti un’attività ricettiva di cui al capo I senza l’autorizzazione comunale.
5. La concessione di soggiorno ad un numero di persone superiore a quello autorizzato comporta l’applicazione, per le strutture ricettive all’aria aperta, di una sanzione amministrativa da euro 10,00 a euro 30,00 per ogni persona in più ospitata e, per le strutture alberghiere, di una sanzione amministrativa da euro 150,00 a euro 450,00 per ogni persona in più ospitata.
10. Chiunque eserciti l’attività di cui all’articolo 34 senza aver inoltrato la denuncia prevista al comma 1 del medesimo articolo, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento della somma da euro 100,00 a euro 300,00; chi la esercita in mancanza dei requisiti previsti è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 150,00 a euro 500,00.
17. In caso di recidiva le sanzioni previste ai commi precedenti sono raddoppiate. Si può procedere inoltre alla sospensione dell’autorizzazione o dell’attività per un periodo non superiore a sessanta giorni e, nei casi più gravi, alla revoca dell’autorizzazione o al divieto di prosecuzione dell’attività.
1. L’esercizio delle professioni turistiche è subordinato al possesso della specifica abilitazione. Per le guide turistiche l’abilitazione ha validità nel territorio della Provincia che l’ha rilasciata, per le guide naturalistiche ha validità nell’intero territorio regionale.
b) chi svolge, a titolo gratuito e senza carattere di professionalità e abitualità, previa comunicazione al Comune interessato e nell’osservanza delle norme regionali in materia di agenzie di viaggio e turismo, le attività di cui al presente capo esclusivamente in favore dei soci o iscritti agli enti o organismi di carattere associativo operanti nel settore del turismo e del tempo libero;
2. Per le guide turistiche deve essere accertata la conoscenza di una o più lingue straniere mediante esame di idoneità scritto e orale e la conoscenza approfondita delle opere d’arte, dei monumenti, dei musei, delle gallerie, dei beni archeologici, delle bellezze paesaggistiche e naturali della provincia, della storia e delle caratteristiche dei siti oggetto di visita turistica nel territorio provinciale, ivi compresi i siti individuati dalla Giunta regionale d’intesa con le competenti Soprintendenze, ai sensi della normativa statale.
3. Coloro che siano già abilitati all’esercizio della professione di guida turistica in una provincia del territorio regionale, in altre regioni o all’estero conseguono l’abilitazione nella provincia prescelta previo superamento della sola prova che accerti la conoscenza delle opere d’arte, dei monumenti, dei beni archeologici, dei musei, delle gallerie, delle bellezze paesaggistiche e naturali, della storia e delle caratteristiche dei siti oggetto di visita turistica nel territorio prescelto.
1. L’esercizio delle professioni turistiche di cui al presente titolo è subordinato ad una denuncia di inizio attività, da presentare al Comune nel quale il soggetto risiede o intende stabilire il proprio domicilio. Deve essere comunicata altresì al Comune la cessazione dell’attività.
2. Ai fini di informazione turistica le associazioni di categoria comunicano, entro il 1 ° ottobre di ogni anno, alla Regione e alle Province, le tariffe che si intendono praticare l’anno successivo.
7. Per l’esercizio dell’attività è necessario non aver riportato condanne penali che comportino l’interdizione, anche temporanea, dell’esercizio della professione, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione; è necessario altresì che sia stata stipulata la polizza assicurativa di cui all’articolo 62 e versato il deposito cauzionale di cui all’articolo 63.
1. L’apertura delle agenzie è subordinata al rilascio di apposita autorizzazione da parte del Comune nel cui territorio si intende porre la sede dell’agenzia, previo accertamento dei requisiti di cui all’articolo 58. La Giunta regionale determina le modalità per il rilascio. L’autorizzazione si intende rilasciata trascorsi inutilmente novanta giorni dalla data di presentazione della domanda.
2. Ogni variazione relativa all’attività esercitata tra quelle di cui all’articolo 58 comporta l’obbligo di nuova autorizzazione.
1. Il Comune dispone la sospensione dell’autorizzazione per un periodo da uno a sei mesi nei seguenti casi:
4. L’autorizzazione decade:
1. Il deposito cauzionale è istituito a garanzia delle obbligazioni assunte dall’agenzia di viaggio e turismo e a garanzia dei danni eventualmente arrecati in conseguenza dell’attività dell’agenzia.
2. Il titolare dell’agenzia versa al Comune un deposito cauzionale il cui importo è stabilito con deliberazione della Giunta regionale.
4. La cauzione è vincolata per tutto il periodo dell’esercizio dell’agenzia.
5. Lo svincolo della cauzione, su domanda dell’interessato, è concesso dal Comune non prima di centottanta giorni dalla data di cessazione dell’attività dell’agenzia, previa verifica dell’inesistenza di pendenze in corso nei confronti del titolare dell’autorizzazione che ha cessato l’attività, che possano comportare rivalsa sulla cauzione stessa.
6. Nel caso in cui il deposito cauzionale sia ridotto nella sua consistenza originaria per effetto dell’applicazione del comma 1, lo stesso deve essere ricostituito nella misura di cui al comma 2 entro il termine di sessanta giorni.
3. Le associazioni iscritte nell’elenco sono autorizzate a svolgere l’attività, esclusivamente in conformità allo scopo per cui sono state costituite e nel rispetto della normativa comunitaria e statale, previa stipula dell’assicurazione di cui all’articolo 62.
a) chiunque intraprenda le attività di cui all’articolo 58 senza autorizzazione;
b) chiunque faccia uso della denominazione di agenzia senza aver ottenuto l’autorizzazione, ovvero usi una denominazione diversa da quella autorizzata;
e) il titolare di agenzia non autorizzata alla vendita diretta al pubblico, che contravviene agli obblighi previsti dall’articolo 58, comma 4.
5. In caso di recidiva, le sanzioni sono applicate nel doppio della misura inizialmente irrogata, congiuntamente alla sospensione dell’autorizzazione fino a centoventi giorni. In caso di ulteriore recidiva per violazione delle disposizioni di cui al comma 1, è applicata la sanzione della sospensione dell’autorizzazione da quattro mesi a un anno, anche se si tratta di violazioni di diversa specie.
1. Ai componenti e al segretario delle commissioni regionali e provinciali previste dalla presente legge, anche dipendenti dell’ente rispettivamente competente nel caso di attività svolta fuori dell’orario di servizio, spettano un’indennità di seduta pari a euro 100,00 e le indennità di missione di cui alla l.r. 2 agosto 1984, n. 20 (Disciplina delle indennità spettanti agli amministratori degli enti pubblici operanti in materie di competenza regionale e ai componenti di commissioni, collegi e comitati istituiti dalla Regione o operanti nell’ambito dell’amministrazione regionale).
c) 23 luglio 1977, n. 29 (Finanziamento della propaganda turistica per l’esercizio finanziario 1977);
e) 6 marzo 1979, n. 9 (Modifica all’articolo 6 della legge regionale 19 maggio 1978, n. 13 “Incentivazione turistico alberghiera”);
i) 31 dicembre 1987, n. 43 (Rifinanziamento della l.r. 4 dicembre 1984, n. 39 concernente “Interventi per lo sviluppo e la qualificazione della ricettività turistico alberghiera”);
j) 28 ottobre 1991, n. 33 (Interventi e riqualificazione dell’offerta turistica regionale);
m) 16 gennaio 1995, n. 13 (Modifiche all’articolo 23 della l.r. 7 aprile 1988, n. 10 “Organizzazione turistica regionale”);
n) 12 aprile 1995, n. 32 (Interpretazione autentica dell’articolo 29, comma 3, della l.r. 7 aprile 1988, n. 10 concernente “Organizzazione turistica regionale”);
o) 12 aprile 1995, n. 42 (Rifinanziamento e modificazioni della l.r. 28 ottobre 1991, n. 33 “Interventi e riqualificazione dell’offerta turistica regionale”);
q) 19 agosto 1996, n. 36 (Rifinanziamento e integrazione della l.r. 28 ottobre 1991, n. 33, relativa ad interventi e riqualificazione dell’offerta turistica regionale);
r) 9 gennaio 1997, n. 4 (Modifica all’articolo 8 della l.r. 23 gennaio 1996, n. 4 concernente “Disciplina delle attività professionali nei settori del turismo e del tempo libero”);
v) 6 agosto 1997, n. 53 (Ordinamento dell’organizzazione turistica delle Marche);
w) 13 luglio 1999, n. 19 (Modifiche alle leggi regionali 14 luglio 1997, n. 41 concernente “Disciplina delle attività di organizzazione ed interme-diazione di viaggi e turismo” e 4 luglio 1994, n. 23 concernente “Modifiche alla l.r. 2 agosto 1984, n. 20 ‘Disciplina delle indennità spettanti agli amministratori degli enti pubblici operanti in materia di competenza di commissioni, collegi e comitati istituiti dalla Regione o operanti nell’ambito dell’Amministrazione regionale’ ”);
z) 14 febbraio 2000, n. 8 (Modifiche ed integra-zioni alle leggi regionali 12 agosto 1994, n. 31 sulle strutture extra alberghiere e 14 luglio 1997, n. 41 sull’attività di organizzazione e intermediazione di viaggi e turismo);
aa) 9 marzo 2001, n. 5 (Modifiche alla legge regionale 28 ottobre 1991, n. 33 “Interventi e riqualificazione dell’offerta turistica regionale”);
bb) 15 settembre 2005, n. 22 (Modifiche alla legge regionale 23 gennaio 1996, n. 4 “Disciplina delle attività professionali nei settori del turismo e del tempo libero”).
a) il primo comma dell’articolo 11 della legge regionale 5 dicembre 1984, n. 40 (Classificazione delle strutture ricettive);
b) l’articolo 3 e il titolo II della legge regionale 23 gennaio 1996, n. 4 (Disciplina delle attività professionali nei settori del turismo e del tempo libero);
d) la lettera b) del comma 1 dell’articolo 14 della legge regionale 29 marzo 1999, n. 6 (Norme sull’attività statistica nella Regione Marche);
e) l’articolo 79 della legge regionale 17 maggio 1999, n. 10 (Riordino delle funzioni amministrative della Regione e degli Enti locali nei settori dello sviluppo economico ed attività produttive, del territorio, ambiente e infrastrutture, dei servizi alla persona e alla comunità, nonché dell’ordinamento ed organizzazione amministrativa);
f) l’articolo 1 della legge regionale 13 luglio 1999, n. 19 (Modifiche alle leggi regionali 14 luglio 1997, n. 41 concernente: “Disciplina delle attività di organizzazione ed intermediazione di viaggi e turismo” e 4 luglio 1994, n. 23 concernente: “Modifiche alla legge regionale 2 agosto 1984, n. 20 ‘Disciplina delle indennità spettanti agli amministratori degli enti pubblici operanti in materia di competenza di commissioni, collegi e comitati istituiti dalla Regione o operanti nell’ambito dell’Amministrazione regionale’ ”);
g) il comma 2 dell’articolo 21 della legge regionale 23 marzo 2000, n. 21 (Provvedimento generale di rifinanziamento e modifica di leggi regionali per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione, legge finanziaria 2000);
h) il comma 3 dell’articolo 11 della legge regionale 25 novembre 2002, n. 25 (Assestamento del bilancio per l’anno 2002).
3. Nella tabella B allegata alla l.r. 2 agosto 1984, n. 20 (Disciplina delle indennità spettanti agli amministratori degli enti pubblici operanti in materie di competenza regionale e ai componenti di commissioni, collegi e comitati istituiti dalla Regione o operanti nell’ambito dell’amministrazione regionale) è soppressa la voce “Commissione d’esame per l’accertamento dell’idoneità all’esercizio della professione di direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo (articolo 21, l.r. 41/1997).

References: Art. 15

Art. 21

Art. 28

Art. 29

Art. 31

Art. 59

Art. 60

Art. 63