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Timestamp: 2018-04-26 00:59:07+00:00

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1 i dossier IL GOVERNO GIOCA COI PENSIONATI: RESTITUISCA I SOLDI O VADA A CASA Editoriale per Il Giornale, 17 maggio maggio 2015 a cura di Renato Brunetta
2 2 Renzi in un mare di guai. Ormai la gente l ha sgamato. Tutto quello che lui tocca e fa gli si ritorce contro. L opportunismo del presidente del Consiglio, ormai decodificato dagli italiani, sta diventando un boomerang. Andando a caccia di consenso e di cose che suonino bene sempre e comunque, alla fine Renzi viene colpito di ritorno da quello che promette di fare e poi non fa, affetto com è da un endemico azzardo morale. Risultato: scontenta tutti. È quanto sta avvenendo con i pensionati: stretto nella morsa tra le elezioni regionali, dove il sogno del 7 a 0 è già sfumato verso un più probabile 4 a 3, se non peggio; e l Europa (con portavoce il ministro Padoan), Europa, dicevamo, che minaccia sfracelli sui conti pubblici italiani, chiudendo a qualsiasi ipotesi di flessibilità sui parametri del Fiscal Compact, e vuole chiarezza e azione immediata dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco, voluto dal governo Monti, dell adeguamento degli assegni pensionistici all inflazione.
3 3 Chiariamo subito, per i malpensanti: abbiamo votato il decreto Salva- Italia di Monti, con la pistola dello spread puntata alla tempia, ma le voci di incostituzionalità del provvedimento erano tante già allora. Così come nota era l inutilità del decreto dal punto di vista economico, ma i condizionamenti erano insuperabili in quei mesi e dobbiamo tutti onestamente ammettere l errore, nella consapevolezza che eravamo di fronte a un attacco speculativo per cui non serviva, come invece è stato fatto, tagliare in maniera indiscriminata le pensioni, settore che, tra l altro era in equilibrio, quanto rispondere con forza alle banche che ci ricattavano. Guarda caso le stesse banche che avevano e hanno ancora in essere con la Repubblica italiana contratti derivati per oltre 160 miliardi, che potrebbero portare a perdite fino a 42 miliardi.
4 4 Ma di questo parlerà la cronaca dei prossimi mesi, si pensi al processo contro le agenzie di rating in corso a Trani, e la storia. Dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma Monti-Fornero sulle pensioni, per Matteo Renzi non c è altra possibilità che restituire subito tutto quanto dovuto. Un uomo di Stato farebbe così. Tanto più che la restituzione di oltre 16 miliardi di euro a 5,5 milioni di pensionati sarebbe una misura utile per l economia, perché porterebbe un grande aumento dei consumi, data l alta propensione a spendere di chi riceverà i rimborsi. Il presidente del Consiglio, però, non ha intenzione di farlo, da un lato perché i conti pubblici italiani sono al collasso, per via del bonus degli 80 euro di un anno fa e delle costose promesse elettorali del premier; dall altro perché a lui i pensionati non interessano: non sono suoi elettori. E, come sappiamo, Matteo Renzi è mosso unicamente dall opportunismo di breve periodo.
5 5 Allora sulle pensioni semplicemente rinvia, pensando che tutti sono fessi. E rinviando non si accorge di assumere una posizione che gli economisti definiscono lose-lose : comunque vada, andrà male. Perdendo tempo, infatti, da un lato Renzi scontenta 5,5 milioni di persone che si aspettano il rimborso del mal tolto; dall altro lato, quando mai farà qualcosa, dopo ne sarà travolto. Molto meglio era assumere da subito una posizione netta, limpida e chiara. Così come aveva trovato risorse per gli 80 euro in poche settimane, così doveva dare attuazione immediata alla sentenza della Corte costituzionale che, tra l altro, proprio venerdì di sentenza negativa per il governo ne ha emessa un altra, giudicando illegittima l imposta al consumo del 58,5% sulle sigarette elettroniche, che per le casse pubbliche vale 117 milioni.
6 6 Tornando alle pensioni, per intenderci: la perequazione automatica è stata introdotta per la prima volta nel 1969, al fine di adeguare il potere di acquisto delle pensioni all aumento del costo della vita, nel rispetto degli articoli 36 e 38 della Costituzione, che prevedono l adeguatezza dell assegno pensionistico alle esigenze di vita di chi lo riceve. Nella sentenza di censura della norma Monti-Fornero, la Corte ha ritenuto che tale diritto sia stato irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio. Ne deriva che i pensionati italiani che sono stati privati dell adeguamento del loro assegno con riferimento agli anni 2012 e 2013, devono essere risarciti.
7 7 Non solo: anche gli assegni relativi agli anni 2014 e 2015 devono essere rideterminati, comprendendo nella base di calcolo quell adeguamento che fino a giovedì 30 aprile non era stato considerato. Il costo di questa operazione per lo Stato può superare i 16 miliardi di euro. Solo la perequazione persa nei due anni di blocco cd. Fornero (2012 e 2013), infatti, ammonta a 8,2 miliardi di euro (calcoli Inas Istituto nazionale assistenza sociale Emilia Romagna). Ma a questi bisogna aggiungere altri 3,9 miliardi per il 2014 e il 2015 (fonte: Salva Italia ). Totale: 8,2 + 3,9 + 3,9 = 16 miliardi tondi. Il buco nei conti pubblici italiani si allarga sempre di più. Altro che il Tesoretto che il presidente del Consiglio si era inventato per scaldare la campagna elettorale!
8 8 Ma c è di più: queste cifre non sono incluse nel quadro macroeconomico del Documento di economia e finanza (Def), approvato meno di un mese fa dal Parlamento. Per quanto fosse a tutti noto il ricorso pendente presso la Corte Costituzionale, nessuno stanziamento in caso di sentenza negativa è stato fatto dal governo. Le previsioni di finanza pubblica sono, quindi, tutte da rivedere, alla luce dei nuovi sviluppi. E sono da rivedere e da riportare all attenzione delle Camere al più presto, pena l apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell Italia da parte della Commissione europea, che obietterà al governo la non corrispondenza tra i numeri del Def e la realtà economica del paese.
9 9 Questi 16 miliardi, che equivalgono a un punto di prodotto interno lordo italiano, devono passare al più presto dalle casse pubbliche a quelle dei pensionati. Per rispettare la sentenza della Corte costituzionale certamente, ma anche e soprattutto come atto di equità e di giustizia sociale. Il governo ha annunciato per domani in Consiglio dei ministri un decreto Legge volto a risolvere la questione, ma pare che: 1) voglia restituire solo parte di quanto dovuto, e solo ad alcune categorie di pensionati. Non tutto e non a tutti! Perché, come abbiamo già detto, Renzi ha speso tutti i soldi (10 miliardi) per il bonus degli 80 euro, comprandosi con risorse pubbliche in deficit il consenso alle elezioni europee, e senza lasciarsi alcun margine di bilancio, con riferimento ai parametri europei, nel caso di imprevisti, come è appunto accaduto; 2) pare che voglia rinviare la decisione a dopo le elezioni regionali, per evitare di perdere il consenso di quei pensionati che verranno tagliati fuori.
10 10 Su questo, tra l altro, si sta consumando uno scontro tra Palazzo Chigi e il ministero dell Economia e delle finanze: da un lato, il presidente del Consiglio che, come abbiamo visto, spudoratamente non ha alcuna intenzione di approvare il decreto in tempi brevi, e il ministro Padoan, che, da un lato deve mantenere i rapporti con l Europa, che ha gli occhi puntati sul nostro paese e monitora minuto per minuto l evoluzione del tema sentenza pensioni, dall altro teme che se non si interviene subito, quando i pensionati interessati riscuoteranno il primo assegno post sentenza della Corte Costituzionale avranno in mano il titolo per ricorrere contro il Tesoro che non quella sentenza non ha applicato subito. Ma dopo la sentenza della Corte, nessuna discriminazione è più accettabile. Il governo paghi tutto, e non giochi con la vita dei pensionati.
11 11 Secondo le simulazioni dell Ufficio parlamentare di bilancio, rese note giovedì scorso all interno del Rapporto sulla programmazione di bilancio 2015, per i pensionati oltre 3,5 volte il trattamento minimo il rimborso degli arretrati (2012, 2013 e 2014) ammonterebbe a euro, e nel 2015 gli stessi avrebbero un aumento del proprio assegno pensionistico pari a euro. Totale: euro per ogni pensionato. Per chi ha un assegno superiore a 4,5 volte il minimo, il rimborso degli arretrati ammonterebbe a euro e nel 2015 l aumento della pensione sarebbe pari a euro. Totale: euro.
12 12 Per i pensionati oltre 5,5 volte il minimo il rimborso ammonterebbe a euro e l aumento nel 2015 a euro. Totale: euro. Per i pensionati oltre 9,9 volte il minimo, infine, l ammontare degli arretrati sarebbe pari a euro e l aumento nel 2015 pari a euro. Totale: euro. La fortuna sembra aver girato le spalle al Principe fiorentino: non gliene va più bene una. E gli si sta preparando la maledizione di D Alema- Montezuma: dopo il colpo di palazzo, perdere le regionali e andare tristemente a casa. Per sempre.
13 i dossier GRAFICI 17 maggio 2015 a cura di Renato Brunetta

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