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Timestamp: 2019-08-19 18:59:44+00:00

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Cartella di pagamento Archives - Finanza & Fisco Cartella di pagamento Archives - Finanza & Fisco
SOMMARIO – Finanza & Fisco n. 11 del 2018
13/06/2018 14/06/2018 Redazione fiscale
Sulla cristallizzazione della deduzione/detrazione per quote “pluriennali” per effetto del mancato tempestivo esercizio dei poteri di accertamento dell’A.F.
Detrazione IVA: semaforo verde per lavori di ristrutturazione o manutenzione anche in ipotesi di immobili di proprietà di terzi
Diritto alla detrazione – Dichiarazione integrativa a favore ai fini IVA al fine di far valere il diritto alla detrazione dell’IVA
Detrarre dall’IVA di cui si è debitore l’IVA dovuta o versata a monte costituisce un principio fondamentale
Corte di Giustizia CE – Sezione IX – Sentenza del 26 aprile 2018, Causa C-81/17: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Direttiva IVA – Rinvio pregiudiziale – Sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (IVA) – Diritto a detrazione dell’IVA – Detrazione dell’imposta assolta a monte – Nascita del diritto alla detrazione dell’imposta e termine entro il quale deve essere esercitato – Operazioni relative a un periodo di imposta già sottoposto a una verifica fiscale conclusa – Dichiarazione integrativa a favore ai fini IVA al fine di far valere il diritto alla detrazione dell’IVA – Entro il termine di decadenza (di cinque anni) – Esclusione della possibilità per il contribuente di rettificare a proprio favore le dichiarazioni tributarie già sottoposte a verifica fiscale (preclusione prevista da normativa di Stato membro, nella specie: Romania) – Principio di effettività – Neutralità fiscale – Certezza del diritto – Applicazione – Conseguenze -Declaratoria di incompatibilità con il diritto comunitario di una siffatta normativa nazionale (rumena) – Articoli 167, 168, 179, 180 e 182 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto – Normativa interna di riferimento – Esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta mediante la dichiarazione integrativa c.d. “a favore” previsto dall’ art. 8, comma 6-bis, del D.P.R. 22/07/1998, n. 322 • IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Diritto alla detrazione IVA – Dichiarazioni IVA – Rettifica ed emenda a favore del contribuente – Disciplina della decadenza – Conformità ai principi di diritto comunitario – Decadenza anticipata nel caso di verifica fiscale – Incompatibilità con il diritto comunitario – Sussistenza»
Opposizione all’esecuzione esattoriale
La Consulta boccia i limiti alla difesa posti dall’articolo 57, comma 1, del D.P.R. n. 602/1973. L’opposizione all’esecuzione esattoriale ai sensi dell’art. 615 cod. proc. civ. è ora ammissibile
Corte Costituzionale – Sentenza n. 114 del 31 maggio 2018: «RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE – Esecuzione esattoriale – Esecuzione forzata presso terzi – Pignoramento dei crediti vantati dal debitore esecutato nei confronti di terzi -Inammissibilità delle opposizioni all’esecuzione regolate dall’art. 615 c.p.c., fatta eccezione per quelle concernenti la pignorabilità dei beni – Applicabilità di tale regime all’attività di riscossione mediante ruolo effettuata da Equitalia (ora Agenzia delle Entrate-Riscossione) – Illegittimità costituzionale dell’art. 57, comma 1, lett. a), D.P.R. 29/09/1973, n. 602, come sostituito dall’art. 16 del D.Lgs. 26/02/1999, n. 46 in riferimento agli artt. 24 e 113 Cost. – Sussistenza -Art. 57, del D.P.R. 29/09/1973, n. 602 – Art. 72-bis, del D.P.R. 29/09/1973, n. 602 – Artt. 24 e 113 Cost.»
Detrazione IVA su beni di terzi – Diritto – Condizioni
Ristrutturazione di residence di proprietà di terzi e ad uso abitativo. Detraibile l’IVA se destinato in prospettiva ad attività imprenditoriale
Corte Suprema di Cassazione – Sezioni Unite Civili – Sentenza n. 11533 dell’11 maggio 2018: «IVA (Imposta sul valore aggiunto) – Determinazione dell’imposta – Detrazioni – Operazioni concernenti beni non di proprietà del soggetto passivo – Fattispecie – Ristrutturazione di immobili altrui in vista dell’esercizio di un’attività di impresa – Detraibilità – Condizioni – Inerenza o strumentalità rispetto all’attività imprenditoriale esercitata o da avviare – Necessità – Circostanza che nel corso della ristrutturazione il complesso immobiliare era accatastato in categoria abitativa (A/2) – Irrilevanza – Artt. 19 e 19-bis del D.P.R. 26/10/1972, n. 633»
Motivazione e contraddittorio per la cartella ex art. 36-bis del D.P.R. n. 600/73 fondata su un ruolo straordinario per crisi finanziaria
Corte Suprema di Cassazione – Sezione Civile Tributaria – Ordinanza n. 9450 del 18 aprile 2018: «ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI – Liquidazione delle imposte – Controllo automatizzato – Dichiarazione annuale -Cartella emessa ex art. 36-bis del D.P.R. n. 600 del 1973 fondata su ruolo straordinario per ipotizzato pericolo per la riscossione – Contraddittorio preventivo – Appropriata motivazione – Necessità – Fondamento e limiti – Fattispecie – Art. 36-bis, del D.P.R. 29/09/1973, n. 600 – Art. 6, comma 5, della L 27/07/2000, n. 212 – Art. 11, del D.P.R. 29/09/1973, n. 602 – Art. 15-bis, del D.P.R. 29/09/1973, n. 602»
Costi ammortizzati: non contestabili se iscritti per la prima volta in esercizio non più accertabile
Corte Suprema di Cassazione – Sezione Civile Tributaria – Sentenza n. 9993 del 24 aprile 2018: «ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI – IMPOSTE SUI REDDITI – Redditi di impresa – Determinazione del reddito – Deduzioni – Costi di utilità pluriennale – Beni immateriali – Ammortamento costi pluriennali – Termine di decadenza per l’esercizio del potere impositivo – Decorrenza – Dall’anno in cui i costi (da ripartire) sono stati iscritti in bilancio (o rendiconto) e hanno avuto, per la prima volta, rilevanza fiscale – Legittimità – Art. 43, del D.P.R. 29/09/1973, n. 600»
Rate di detrazione – Termini di accertamento
Oneri detraibili ripartibili su più anni: il disconoscimento deve essere effettuato nell’anno di imposta in cui le spese sono state sostenute negli ordinari termini di decadenza
Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia – Sezione II – Sentenza n. 128 del 15 maggio 2017: «ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI – IMPOSTE SUI REDDITI – IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) – Detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione – Detrazione delle spese per interventi di riqualificazione energetica degli edifici – Oneri detraibili ripartibili su più anni (nella specie spese sostenute ex art. 1 della L. 449/97 relative alla ristrutturazione dell’abitazione) – Contestazione della legittimità delle detrazioni – Obbligo di emissione di motivato avviso di accertamento – Fondamento – Termini per la notifica degli avvisi di rettifica o di accertamento – Decorrenza – Dal periodo d’imposta di sostenimento delle spese che danno diritto alle detrazioni – Decadenza del potere di accertamento in relazione al periodo di imposta in cui le spese sono state sostenute – Conseguenze – Disconoscimento di rate di detrazione negli esercizi successivi – Illegittimità -Art. 36-ter, del D.P.R. 29/09/1973, n. 600 – Art. 43 del D.P.R. 29/09/1973, n. 600»
Soggetti OIC adopter – Determinazione base imponibile IRES e IRAP
Soggetti nuovi OIC. Ai fini IRES, il corrispettivo per la costituzione di diritto di superficie a tempo rileva anno per anno
Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 37 E del 15 maggio 2018: «IRES (Imposta sul reddito delle società) -Determinazione del reddito complessivo – Soggetti Nuovi OIC a norma dell’articolo 83, comma 1-bis, del TUIR -Corrispettivo della concessione del diritto di superficie a tempo determinato – Contabilizzazione dei ricavi in base alla maturazione contrattuale, analogamente a quanto avviene nelle locazione – Applicazione del principio di derivazione rafforzata – Rilevazione come “ricavi” (e non come plusvalenza) dei canoni periodici spettanti per la costituzione del diritto di superficie a tempo determinato – Ammissibilità – Art. 83, del D.P.R. 22/12/1986, n. 917»
Riqualificazione energetica – Cessione della detrazione
Ecobonus. Nuove istruzioni per la cessione del credito d’imposta corrispondente alla detrazione
Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 11 E del 18 maggio 2018: «IMPOSTE SUI REDDITI (IRPEF E IRES) – Detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica (Ecobonus) – Cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per interventi di efficienza energetica – Modalità e soggetti interessati – Art. 14 del D.L. 04/06/2013, n. 63, conv., con mod., dalla L. 3/08/2013, n. 90 – Art. 1, comma 3, della L. 27/12/2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018)»
Adeguamento della disciplina nazionale in materia di prezzi di trasferimento. Le linee guida per l’applicazione delle disposizioni previste dall’articolo 110, comma 7 del TUIR
Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 14 maggio 2018: «Linee guida per l’applicazione delle disposizioni previste dall’articolo 110, comma 7, del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di prezzi di trasferimento»
Le modalità per ridurre possibili doppie imposizioni derivanti da rettifiche effettuate dal Fisco di uno Stato estero
Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 maggio 2018, prot. n. 108954/2018: «Disposizioni per l’attuazione della disciplina di cui all’art. 31-quater, comma 1, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, introdotto dall’art. 59 del Decreto-Legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96»
Regime premiale per i contribuenti che applicano gli studi di settore
Le attività ammesse al regime premiale per il 2017 per i contribuenti congrui, coerenti e fedeli agli studi di settore. Ancora fuori i professionisti, salvo amministratori di condominio e dentisti
Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 1° giugno 2018, prot. n. 110050/2018: «Accesso al regime premiale previsto dall’articolo 10 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e modifica della modulistica dei parametri da utilizzare per il periodo di imposta 2017»
2018, SOMMARI	Cartella di pagamento, Detrazione IVA su beni di terzi, Ecobonus, Esecuzione esattoriale, Finanza & Fisco n. 11 del 2018, Imprese OIC adopter, Motivazione, Opposizione all’esecuzione, Principio di derivazione rafforzata, Regime premiale, Termini di accertamento, transfer pricing
SOMMARIO – Finanza & Fisco n. 3 del 2018
24/04/2018 27/04/2018 Redazione fiscale
Conferimento di azienda o di ramo d’azienda: profili civilistici, fiscali e contabili
Dichiarazione integrativa a favore. Non sempre conviene
La cessione di cespiti a società collegata a prezzi congrui non integra il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. L’azione deve avere il carattere fraudolento
Corte Suprema di Cassazione – Sezione III Penale – Sentenza n. 10161 del 6 marzo 2018: «PENALE TRIBUTARIO – – Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte – Elementi costitutivi – Tipologie di condotte criminose – Vendita simulata dei propri beni – Atti fraudolenti – Nozione – Alternatività – Atti (non simulati) di disposizione del patrimonio – Necessità del carattere fraudolento (ingannevole) – Ragioni – Fattispecie – Cessione dei cespiti societari a società collegata – Insussistenza del reato per la vendita di beni al prezzo di mercato ed utilizzo del ricavato per pagare altri debiti societari (stipendi, assicurazioni, cassa edile) – Art. 11, del D.Lgs. 10/03/2000, n. 74 – Art. 2901 c.c.»
Effetti fiscali della cancellazione delle società dal registro delle imprese
Responsabilità degli ex soci per i debiti tributari della società estinta. Il punto della Cassazione
Corte Suprema di Cassazione – Sezione VI Civile – T – Ordinanza n. 7236 del 22 marzo 2018: «SOCIETÀ – Di capitali – Società a responsabilità limitata (SRL) – Scioglimento – Cancellazione dal registro delle imprese – Successione nei debiti degli ex soci fino a concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione – Percezione di somme quale elemento costitutivo della pretesa fatta valere in giudizio – Conseguenti oneri probatori e motivazionali – Art. 2495, secondo comma, cod. civ. – Art. 4, del D.Lgs. 17/01/2003, n. 6 • SOCIETÀ – Di capitali – Società a responsabilità limitata (SRL) – Scioglimento – Liquidazione – Liquidatori – Soci – Cancellazione della società – Effetti – Estinzione della società – Obblighi dei soci per i debiti sociali – Responsabilità dei liquidatori di società – Atto indirizzato ai soci o ai liquidatori – Necessità – Obblighi probatori e motivazionali dell’atto impositivo – Necessità della prova e di una esplicitazione motivazionale in seno all’atto che i soci hanno percepito denaro in base al bilancio finale di liquidazione ovvero che la mancata soddisfazione delle pretese erariali è dipesa da condotta colpevole dei liquidatori – Fondamento – Art. 36, del D.P.R. 29/09/1973, n. 602 – Art. 12, della L. 27/07/2000, n. 212 • SOCIETÀ – Di capitali – Società a responsabilità limitata (SRL) – Scioglimento – Liquidazione – Soci – Cancellazione della società – Effetti – Estinzione della società – Estinzione di società di capitali – Responsabilità dei soci nei confronti del Fisco – Condizioni – Contestazione estranea all’atto impositivo – Allegazione in sede contenziosa – Inammissibilità»
Notifica a mezzo PEC degli atti dell’ADR
Cartella notificata tramite PEC. Nulla se il formato dell’atto è in “.pdf” anziché “.p7m”
Commissione Tributaria Provinciale di Treviso – Sezione I – Sentenza n. 93 del 16 febbraio 2018: «RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE – Riscossione mediante ruoli – Iscrizione a ruolo – Cartella di pagamento – Notifica – Notifica della cartella ex art. 26, comma 1-bis (secondo), del D.P.R. n. 602 del 1973 – Cartella di pagamento notificata a mezzo di posta elettronica certificata (PEC) il 25.01.2017 – Notificazione per posta elettronica in formato .pdf, senza l’estensione c.d. “.p7m” – Non validità – Fondamento – Conseguenze – Nullità della notifica – Nullità della cartella di pagamento impugnata – Art. 26, comma 1-bis, del D.P.R. 29/09/1973, n. 602»
Sponsorizzazioni a favore di associazioni sportive dilettantistiche
Spese pubblicitarie per presunzione legale
Deducibilità “assistita” per le sponsorizzazioni sostenute nei confronti di associazioni sportive dilettantistiche fino ad un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 euro
Commissione Tributaria Provinciale di Macerata – Sezione I – Sentenza n. 67 del 7 marzo 2018: «IMPOSTE SUI REDDITI – Redditi di impresa – Spese di sponsorizzazione di cui all’art. 90, comma 8, della L. n. 289 del 2002 – Sostenute a favore di associazioni sportive dilettantistiche – Spese pubblicitarie per presunzione legale assoluta circa la loro natura – Deducibilità per il soggetto erogante – Legittimità – Condizioni – Limite annuo complessivo non superiore a 200.000 euro – Sponsorizzazione finalizzata a promuovere l’immagine e i prodotti dell’impresa – Associazione abbia effettivamente posto in essere una specifica attività promozionale – Art. 90, comma 8, della L. 27/12/2002, n. 289 – Art. 108, del D.P.R. 22/12/1986, n. 917»
Ulteriori chiarimenti sui termini per l’acquisizione della perizia giurata
Iper ammortamento. L’acquisizione della perizia giurata fissa il momento dal quale si inizia a fruire del beneficio
Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 27 E del 9 aprile 2018: «IMPOSTE SUI REDDITI – IPER AMMORTAMENTO – Per i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello “Industria 4.0” – Requisito dell’interconnessione indispensabile per la spettanza e fruizione del beneficio – Attestazioni ex comma 11, art. 1, L. n. 232/2016 (dichiarazione del legale rappresentante, perizia tecnica giurata o dall’attestato di conformità) – Rilevanti ai fini della spettanza del beneficio – Fondamento – Rilevanza nel periodo d’imposta nel quale si verifica l’acquisizione delle attestazioni – Conseguenze – Iper ammortamento dall’esercizio di acquisizione delle attestazioni – Art. 1, commi 9, 10 e 11, della L. 11/12/2016, n. 232»
S.R.L. agricola
Opzione per determinazione del reddito su base catastale
Società a responsabilità limitata “agricola” nel consolidato nazionale: l’opzione per comportamento concludente e le modalità di determinazione del reddito d’impresa con criteri catastali
Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 28 E dell’11 aprile 2018: «IMPOSTE SUI REDDITI – Agricoltura – Società agricole – Società a responsabilità limitata che riveste la qualifica di società agricola – Opzione per determinazione del reddito su base catastale – Esercizio dell’opzione per mezzo di comportamento concludente – Possibilità – Comportamenti rilevanti – Adempimenti di carattere fiscale – Versamenti delle imposte e relativa dichiarazione dei redditi – Irrilevanza di atti di carattere civilistico (nella specie calcolo delle imposte rappresentato nel bilancio) – Consolidato nazionale – Soggetti ammessi alla tassazione di gruppo – Opzione per il regime “catastale” – Ammissibilità della possibilità di optare, in qualità di consolidata, per il regime della tassazione di gruppo insieme alla propria controllante – Fondamento – Utilizzo delle eccedenza ACE formata da una società idonea alla sua “produzione” – Limiti – Possibilità di scegliere di rateizzare ex articolo 86, comma 4, TUIR le plusvalenze derivanti dalla vendita dei beni immobili realizzate in costanza del regime catastale – Fondamento – Inapplicabilità delle disposizioni in materia di riporto degli interessi passivi indeducibili ex articolo 96, comma 4, TUIR – Art. 1, commi 1093, 1094, 1095 e 1096 della L. 27/12/2006, n. 296 – D.M. dell’Economia e delle Finanze del 27/09/2007, n. 213 – Art. 2, del D.Lgs. 29/03/2004, n. 99 – Art. 32, del D.P.R. 22/12/1986, n. 917 – D.P.R. 10/11/1997, n. 442»
(Indici sintetici di affidabilità fiscale)
Primi 69 ISA 2018. Pubblicato il decreto Mef di approvazione
Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 23 marzo 2018: «Approvazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale, relativi ad attività economiche dei comparti delle manifatture, dei servizi, del commercio e delle attività professionali e di approvazione delle territorialità specifiche»
Precompilate 2018: informazioni, delega e modalità per la consultazione sul sito delle Entrate
Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 9 aprile 2018, prot. n. 76047/2018: «Accesso alla dichiarazione 730 precompilata da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati»
2018, SOMMARI	Cancellazione dal registro delle imprese, Cartella di pagamento, Conferimento di azienda Sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, dichiarazione 730 precompilata, Dichiarazione integrativa, Finanza & Fisco n. 3 del 2018, Iper ammortamento, ISA 2018, Notifica a mezzo Pec, Responsabilità degli ex soci, Società agricole, Spese di sponsorizzazione
SOMMARIO – Finanza & Fisco n. 3 del 2016
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La rateazione o versamento in un’unica soluzione degli avvisi bonari di Eugenio Grimaldi
Responsabilità solidale di società scissa e società beneficiaria
Cartella alla beneficiaria per debiti ascritti nei confronti della società scissa: il carattere eccezionale della disciplina della solidarietà discendente dalle operazioni di scissione non permette motivazioni che richiamano la differente responsabilità del cessionario dell’azienda
Commissione Tributaria Provinciale di Lucca – Sezione I – Sentenza n. 136 del 26 febbraio 2016: «RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE – SANZIONI TRIBUTARIE – SOCIETÀ – Scissione societaria – Responsabilità solidale di società scissa e società beneficiaria – Responsabilità per debiti fiscali della società scissa – Cartella di pagamento – Contenuto – Motivazione – Cartella motivata con richiami normativi legittimanti la responsabilità del cessionario di azienda per i debiti del cedente – Differenza con la disciplina relativa alla responsabilità solidale di società scissa e società beneficiarie – Errato riferimento normativo – Carenza di motivazione – Conseguenze – Nullità della cartella di pagamento – Art. 7, della L 27/07/2000, n. 212 – Artt. 14 e 15, del D.Lgs. 18/12/1997, n. 472»
Prescrizione quinquennale sanzioni e interessi
Ricorso avverso intimazione di pagamento notificata oltre i cinque anni dalla notificazione della cartella: il diritto alla riscossione delle sanzioni irrogate si prescrive nel termine di 5 anni
Commissione Tributaria Provinciale di Treviso – Sezione II – Sentenza n. 136 del 18 aprile 2016: «SANZIONI TRIBUTARIE – RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE – Ruolo contenente sanzioni e interessi – Intimazione di pagamento – Notifica oltre il quinquennio dalla notifica della cartella di pagamento – Diritto alla riscossione della sanzione irrogata – Diritto alla riscossione degli interessi – Prescrizione – Prescrizione quinquennale – Applicabilità – Art. 20, del D.Lgs. 18/12/1997, n. 472»
Regime esclusione parziale proventi
derivanti dall’utilizzo di beni immateriali – Patent box
Definizione dei beni immateriali agevolabili, metodi e criteri di calcolo del reddito agevolabile e oggetto dell’accordo preventivo. Le principali caratteristiche del regime e risposte ai quesiti sul Patent box
Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 11 E del 7 aprile 2016: «AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE – REGIMI FISCALI OPZIONALI – PATENT BOX – Tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali – Opzione – Modalità ed effetti – Determinazione dei metodi e dei criteri di calcolo del reddito agevolabile – Chiarimenti e risposte ai quesiti – Art. 1, commi da 37 a 45, della L 23/12/2014, n. 190 – DM 30/07/2015 – Provvedimento 10/11/2015, n. 144042 – Provvedimento 01/12/2015, n. 154278»
Decadenza dalla rateazione per imposte dirette (IRPEF, IRES,
Addizionali, IRAP) per all’adesione ad istituti definitori
ex D.Lgs. n. 218/1997 – Riammissione
Decadenza dalla rateazione di somme dovute a seguito di accertamento con adesione o di omessa impugnazione: riammissione se entro il 31 maggio 2016 il contribuente versa la prima delle rate scadute
Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 13 E del 22 aprile 2016: «RISCOSSIONE – Somme dovute per la definizione degli accertamenti e per omessa impugnazione – Decadenza dalla rateazione di somme chieste in pagamento dall’Agenzia delle entrate – Riammissione alla rateazione limitatamente al versamento delle imposte dirette (IRPEF, IRES, Addizionali, IRAP) per gli istituti definitori di cui al D.Lgs. n. 218 del 1997 – Art. 1, commi da 134 a 138, della L 28/12/2015, n. 208»
Riforma del sistema della riscossione
Il pagamento a rate o in unica soluzione di somme dovute a seguito di “avvisi bonari” e in esito all’applicazione di istituti definitori alla luce delle novità introdotte dal D.Lgs. n. 159/2015
Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 17 E del 29 aprile 2016: «RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE – Razionalizzazione delle norme in materia – Pagamenti dovuti a seguito dell’attività di controllo dell’Agenzia delle entrate – Rateazione delle somme dovute a seguito dell’attività di controllo e accertamento dell’Agenzia delle entrate – Rateizzazione dei debiti tributari in esito all’applicazione degli istituti definitori – Inadempimenti nei pagamenti delle somme dovute a seguito dell’attività di controllo dell’Agenzia delle entrate – Disciplina del lieve inadempimento in tema di pagamento -Art. 3-bis, del D.Lgs. 18/12/1997, n. 462 – Artt. 8 e 15, del D.Lgs. 19/06/1997, n. 218 – Art. 38, del D.Lgs. 31/10/1990, n. 346 – Art. 15-ter, del D.P.R. 29/09/1973, n. 602 – D.Lgs. 24/09/2015, n. 159»
2016, SOMMARI	Avviso bonario, Carenza di motivazione, Cartella di pagamento, Decadenza rateizzazione, Finanza & Fisco n. 3 del 2016, Lieve inadempimento, Pagamento a rate, Patent box, Prescrizione quinquennale
Il carattere eccezionale della disciplina della solidarietà discendente dalle operazioni di scissione non permette motivazioni in cartella che richiamano la differente responsabilità del cessionario dell’azienda
28/04/2016 29/04/2016 admin
In tema di responsabilità solidale, l’art. 15 del D.Lgs. n. 472 del 1997 prevede la successione della società risultante dalla trasformazione o fusione nei debiti di quella originaria, ferma la responsabilità illimitata dei soci in relazione a debiti per sanzioni relative ad infrazioni commesse prima della trasformazione della società di persone in società di capitali secondo e con i limiti previsti dall’art. 2499 del codice civile. Mentre per la scissione prevede la responsabilità solidale delle società ed enti risultanti. In merito a quest’ultima ipotesi, la circolare n. 180/E del 10 luglio 1998 (in “Finanza & Fisco” Suppl. al n. 29/98, pag. 35), ha chiarito che il comma 2 del citato articolo 15 prevede che “nei casi di scissione anche parziale di società o enti, ciascuna società od ente (sia la scissa sia le beneficiarie) è obbligato in solido al pagamento delle somme dovute per violazioni commesse anteriormente alla data dalla quale la scissione produce effetto”. Inoltre, secondo recente giurisprudenza della Suprema Corte in materia (Cass. Sez. V, n. 13059 del 24/06/2015), in una fattispecie di operazione di scissione parziale, per i debiti fiscali della scissa relativi a periodi d’imposta anteriori l’operazione, rispondono, ai sensi dell’art. 173, comma 13, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, solidalmente e illimitatamente tutte le società partecipanti la scissione, come del resto conferma dal lato della interpretazione sistematica l’art. 15, comma 2, D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, che con riguardo alle somme da pagarsi in conseguenza di violazioni fiscali commesse dalla scissa prevede la solidarietà illimitata di tutte le beneficiarie. E questo differentemente dalla disciplina della responsabilità delle partecipanti la scissione relativa alle obbligazioni civili, per la quale invece l’art. 2506-bis c.c., comma 2, e art. 2506-quater c.c., comma 3, prevedono precisi limiti”. Ne consegue, che l’Amministrazione finanziaria, visto il carattere eccezionale della disciplina fiscale della solidarietà discendente dalle operazioni di scissione non può omettere nella motivazione della cartella di pagamento l’esplicitazione della ricorrenza dei presupposti, per l’applicazione del comma 2 dell’art. 15 D.Lgs. 472/97. Non è pertanto sufficiente un mero generico rinvio all’art. 14 del medesimo decreto legislativo, disciplinante la responsabilità nella diversa ipotesi della cessione d’azienda, non riferibile assolutamente alla fattispecie, trattandosi di scissione, cosa del tutto diversa e diversamente regolata. Questo il sunto della recente sentenza n. 136 della Commissione Tributaria Provinciale di Lucca, che ha fatto proprio il principio di diritto più volte espresso dalla Suprema Corte di Cassazione secondo cui “La cartella, che non sia stata preceduta da un motivato avviso di accertamento, deve essere motivata in modo congruo, sufficiente ed intellegibile…”. Nel caso di specie, la cartella di pagamento emessa nei confronti del coobbligato (società beneficiaria) non riportava i motivi della pretesa responsabilità in solido, ma solo la citazione dei commi 1-2 dell’art. 14, del D.Lgs. 472/97, che prevedono, peraltro, limitazioni alla responsabilità del cessionario dell’azienda, al debito risultante, alla data del trasferimento, dagli atti degli uffici dell’Amministrazione Finanziaria e degli enti preposti all’accertamento dei tributi di loro competenza. Dell’erroneo presupposto di legge contenuto nella motivazione delle cartelle impugnate, laddove, per converso, si doveva far riferimento all’art. 15, comma 2, dal D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 che prevede per le società partecipanti la scissione una illimitata responsabilità solidale,è discesa la costatazione da parte del giudice di merito dell’effettiva incongruità motivazionale delle cartelle impugnate.
Sui vizi delle cartelle di pagamento per scarsa chiarezza o carente motivazione, vedi: C.T.R. del Veneto, Sez. VIII, Sent. n. 56 dell’8 novembre 2006, C.T.R. della Puglia, Sez. IX, Sent. n. 77 del 4 aprile 2007, C.T.R. del Piemonte, Sez. XXXVIII, Sent. n. 38 del 24 settembre 2008 (in “Finanza & Fisco” n. 8/2009, pag. 781), C.T.R. della Puglia, Sez. VIII, Sent. n. 61 del 27 maggio 2011 (in “Finanza & Fisco” n. 34/2011, pag. 2980), C.T.R. della Lombardia, Sez. XLIV, Sent. n. 1676 del 21 aprile 2015 (in “Finanza & Fisco” n. 19/2015, pag. 1453), C.T.P. di Roma, Sez. LIX, Sent. n. 11763 del 29 maggio 2015 (in “Finanza & Fisco” n. 11/2015, pag. 734)
Secondo consolidata giurisprudenza della Suprema Corte anche le cartelle devono essere motivate allo scopo di consentire al contribuente un non eccessivamente difficoltoso esercizio del diritto di difesa posto che alla cartella di pagamento si devono applicare i principi generali indicati in ogni provvedimento amministrativo dall’art. 3 della L. 7 agosto 1990, n. 241 e successivamente recepiti dall’art. 7 dello Statuto, ponendosi una diversa interpretazione della norma in insanabile contrasto con gli articoli 3 e 24 della Costituzione (Cfr. Cass. nn. 15638/2004 — in “Finanza & Fisco” n. 37/2004, pag. 3189, 18306/2004, 2819/2005, 18415/2005 — in “Finanza & Fisco” n. 40/2005, pag. 3504, 11251/2007, 26330/2009, 22997/2010 — in “Finanza & Fisco” n. 40/2010, pag. 3588, 19802/2012 — in “Finanza & Fisco” n. 5/2013, pag. 274, 17682/2013; 18253/2013 — in “Finanza & Fisco” n. 29/2013, pag. 2254)
La sentenza nel testo integrale
Commissione Tributaria Provinciale di Lucca – Sezione I – Sentenza (CTP) n. 136 del 26 febbraio 2016 – Presidente: Terrusi, Relatore: Tucci
OGGETTO: RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE – SANZIONI TRIBUTARIE – SOCIETÀ – Scissione societaria – Responsabilità solidale di società scissa e società beneficiaria – Responsabilità per debiti fiscali della società scissa – Cartella di pagamento – Contenuto – Motivazione – Cartella motivata con richiami normativi legittimanti la responsabilità del cessionario di azienda per i debiti del cedente – Differenza con la disciplina relativa alla responsabilità solidale di società scissa e società beneficiarie – Errato riferimento normativo – Carenza di motivazione – Conseguenze – Nullità della cartella di pagamento – Art. 7, della L 27/07/2000, n. 212 – Artt. 14 e 15 del D.Lgs. 18/12/1997, n. 472
La Commissione Tributaria Provinciale di Lucca, Sez. I, riunita con l’intervento dei Signori: Terrusi Francesco (Presidente), Tucci Ermindo (Relatore), Giambastiani Silvana (Giudice), ha emesso la seguente
— sul ricorso n. —/2014 depositato il 20/10/2014
— avverso CARTELLE DI PAGAMENTO n. — e n. — IRPEF-ADD. REG. – IRPEF-ADD. COM. – IRPEF-ALTRO 2009-2010
— avverso CARTELLA DI PAGAMENTO n. — IRES-ALTRO SANZIONI – IVA-ALTRO – IVA-ALTRO 2011 SANZIONI
AG. ENTRATE DIR. PROVIN. UFF. CONTROLLI LUCCA
AGENTE DI RISCOSSIONE LUCCA EQUITALIA CENTRO S.P.A.
L. AVV. E., LUCCA
— sul ricorso n. —/2015 depositato il 09/01/2015
— avverso CARTELLA DI PAGAMENTO n. — IRAP 2007
— avverso CARTELLA DI PAGAMENTO n. — TRIB. ERARIALI 2008 IMP. SOSTITUTIVA – RITENUTE FONTE – SALDO IMP. SOST. – IRPEF-ADD. REG. – IRPEF-ADD. COM. 2008
— avverso CARTELLA DI PAGAMENTO n. — IRAP 2010
proposti dai ricorrenti:
B.P. S.R.L., LUCCA (LU)
C. DOTT. S., LUCCA (LU)
M. AVV. F., LUCCA (LU)
La società B.P. S.r.l. impugna avanti questa Commissione Provinciale n. 3 cartelle di pagamento notificate in data 11.06.2014 per gli anni d’imposta 2009, 2010, 2011, per IVA, IRES, e IRPEF e n. 3 cartelle per gli anni d’imposta 2007, 2008, 2010, per IRPEF e IRAP, notificate in data 11.06.2014.
Premette la ricorrente di essere stata chiamata a rispondere delle somme portate nelle cartelle in qualità di coobbligata per debiti asseritamente ascritti nei confronti della Soc. A.P. S.r.l., a seguito di sottoscrizione dell’atto di scissione parziale in data 19.02.2014.
La contribuente evidenzia i seguenti motivi di impugnazione.
1) Inesistenza del presupposto processuale del c.d. interesse ad agire dei resistenti.
Le cartelle di pagamento opposte sono state oggetto di rateizzazione, presentata dalla Soc. A.P. S.r.l. e accettata da Equitalia.
Di conseguenza non vi sarebbe interesse ad agire da parte dei resistenti alla notifica delle cartelle.
2) Illegittimità delle cartelle di pagamento per decadenza relativamente alla cartella di pagamento n. — e n. —, n. —.
Asserisce la ricorrente che le predette cartelle sarebbero state notificate in data 11.06.2014 e relativamente agli anni d’imposta 2007, 2008, 2009 mentre i sensi dell’art. 25 del D.P.R. n. 600/73 la notifica sarebbe dovuta avvenire entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello della presentazione, della dichiarazione. Il Termine deve considerarsi perentorio e conseguentemente per le predette cartelle vi sarebbe decadenza dell’azione accertativa.
3) Omessa Motivazione.
Assume la ricorrente che le cartelle sarebbero del tutto carenti della motivazione circa la loro emissione nei confronti della ricorrente.
4) Errato inquadramento normativo indicato nella cartella di pagamento. L’Ufficio avrebbe indicato come norma di riferimento una norma che si riferirebbe alle cessioni d’azienda.
Nel caso specifico non si tratterebbe di cessione d’azienda ma di scissione parziale.
Laddove si ritenesse applicabile la predetta normativa vi sarebbe l’obbligo della preventiva escussione del cedente e comunque nei limiti del valore del ramo d’azienda ceduto.
Conclude per la dichiarazione d’illegittimità delle cartelle con condanna alle spese con distrazione a favore dei difensori.
Si costituisce l’Agenzia delle Entrate eccependo preliminarmente la carenza di legittimazione passiva essendo le cartelle impugnate ascrivibili unicamente all’attività dell’esattore, in piena autonomia senza intervento della resistente.
Fa comunque presente che le cartelle sono state notificate alla ricorrente unicamente quale coobbligata, per effetto del contratto di scissione.
L’Agenzia sottolinea la carenza d’interesse della ricorrente all’impugnazione nella considerazione che il coobbligato sta regolarmente pagando la concordata rateizzazione.
La notifica di Equitalia deve pertanto essere intesa unicamente solo come garanzia del credito in caso di inadempimento del debitore principale.
Rileva la resistente che sarebbe inoltre infondata l’eccezione di decadenza non operando nel caso specifico la decadenza di cui all’art. 25 del D.P.R. 600/73 in quanto la notifica all’originario debitore sarebbe avvenuta tempestivamente.
In merito alla carenza di motivazione la ricorrente sarebbe stata messa in grado di comprendere appieno le ragioni in base alle quali le sono state notificate le cartelle individuandola come coobbligata.
Di nessun pregio sarebbe inoltre la citazione della norma di cui all’art. 14, commi 1-2 del D.Lgs. 472/97 essendo indicato come esemplificazione delle varie disposizioni normative che estendono la responsabilità per debiti altrui.
Ugualmente il quinto motivo non sarebbe degno di accoglimento in quanto in presenza di scissione parziale non può trovare cittadinanza una limitazione di responsabilità per il soggetto di nuova costituzione.
Conclude per il rigetto, con vittoria di spese e di onorari.
Si costituisce e presenta memorie illustrative Equitalia facendo presente di svolgere il proprio compito istituzionale predisponendo le cartelle esattoriali sulla base dei ruoli.
Per quanto riguarda la carenza di motivazione fa presente che il contenuto della cartella rispecchia la normativa di cui al D.P.R. 602/73 e del D.M. 321/99.
Sarebbero state indicate chiaramente la natura e gli importi delle somme iscritte a ruolo, l’autorità competente a ricevere il ricorso, i termini relativi.
In ogni caso gli atti avrebbero raggiunto lo scopo consentendo alla ricorrente l’impugnativa nei termini di legge.
Conclude per il rigetto con condanna alle spese con distrazione delle stesse al procuratore.
Presenta memorie illustrative la ricorrente insistendo nelle proprie difese in particolare sull’intervenuta decadenza relativamente alle annualità fino al 2009.
Per quanto riguarda la carenza di motivazione fa presente che alla ricorrente non è stato palesata l’origine del debito fiscale del tutto sconosciuto alla B.P. S.r.l. in quanto nascente dalla dichiarazione Unico del soggetto iscritto a ruolo.
Insiste nell’errato inquadramento normativo avendo Equitalia richiamato l’art. 14 D.Lgs. n. 472/97 anziché l’art. 15.
I ricorsi meritano accoglimento.
Le cartelle impugnate derivano da un debito fiscale nascente dalla dichiarazione unico di altro soggetto (A.P. S.r.l.).
Per tali ragioni le suddette cartelle rappresentano il primo atto formale ricevuto dalla ricorrente, non essendo la stessa mai stata raggiunta da precedenti accertamenti che hanno riguardato unicamente la Soc. A.P. S.r.l.
In ragione di ciò ne deriva tutto l’interesse ad agire da parte della Società B.P. S.r.l. anche in ragione dell’erroneo presupposto di legge contenuto nella motivazione della cartelle stesse.
Questa Commissione ritiene fuorviante l’indicazione fornita in cartella a Equitalia laddove come motivazione dell’atto viene letteralmente trascritto: “In qualità di coobbligato … anche con rif. all’art. 14 c. 1-2 D.Lgs. 472/1997”.
Il riferimento normativo risulta errato in quanto la norma disciplina, da un punto di vista delle responsabilità, la cessione d’azienda, non riferibile assolutamente alla concreta fattispecie, trattandosi di scissione parziale, cosa del tutto diversa e diversamente regolata.
Ne consegue che legittimamente la ricorrente abbia impugnato quanto notificatole per la prima volta, in considerazione della effettiva incongruità motivazionale di atto suscettibile di esecuzione.
A tal proposito si ritiene di dover condividere quanto espresso dal Supremo Collegio con la sentenza n. 26330/2009 secondo cui: “La cartella, che non sia stata preceduta da un motivato avviso di accertamento, deve essere motivata in modo congruo, sufficiente ed intellegibile, tale obbligo derivando dai principi di carattere generale indicati, per ogni provvedimento amministrativo, dalla L. n. 241 del 1990, art. 3, e recepiti, per materia tributaria, dalla L. n. 212 del 2000, art. 7”.
Nel caso che ci occupa la motivazione posta a base dell’imposizione non ha consentito alla contribuente di chiaramente comprendere la portata della richiesta, in presenza di una palese contraddittorietà, dovuta al riferimento normativo erroneo.
Accoglie i ricorsi, nei sensi di cui in motivazione, condanna Equitalia alle spese di lite che liquida in euro 6000 oltre accessori, compensa le spese nei rapporti tra il ricorrente e l’Agenzia delle Entrate.
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References: Sentenza 
 art. 8
 Sentenza 
 Art. 72
 Sentenza 
 art. 36
 art. 36
 Art. 36
 Art. 6
 Art. 11
 Art. 15
 Sentenza 
 Art. 43
 Sentenza 
 art. 1
 Art. 43
 Art. 83
 Art. 14
 Art. 1
 Sentenza 
 Art. 11
 Art. 2901
 Art. 2495
 Art. 4
 Art. 36
 Art. 12
 Sentenza 
 art. 26
 Art. 26
 Sentenza 
 Art. 90
 Art. 108
 art. 1
 Art. 1
 articolo 86
 articolo 96
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 32
 Sentenza 
 Art. 7
 Sentenza 
 Art. 20
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 38
 Art. 15
 articolo 15
 art. 2506
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 Sentenza 
 Art. 7
 sentenza 
 art. 3
 art. 7