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Regolamento Regione Lombardia 24/03/2006 n. 3 | GEV Monza e Brianza
GEV Monza e Brianza
ciò che può servire alle Guardie Ecologiche Volontarie	giu 12, 2011 - scarichi No Comments Regolamento Regione Lombardia 24/03/2006 n. 3
Regione Lombardia – Disciplina e regime autorizzatorio degli scarichi di acque reflue domestiche e di reti fognarie, in attuazione dell’Art. 52, comma 1, lettera a) della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26. Titolo IDISPOSIZIONI GENERALI(Pubblicato nel 1° suppl. ord. al Bollettino ufficiale della RegioneLombardia n. 13 del 28 marzo 2006)IL CONSIGLIO REGIONALEHa approvatoIL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALEEmanail seguente regolamento regionale:Art. 1.Oggetto e finalita’1. Il presente regolamento, nel rispetto delle disposizioni deldecreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 (Disposizioni sulla tuteladelle acque dall’inquinamento e recepimento della direttiva n.91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane edella direttiva n. 91/676/CEE relativa alla protezione delle acquedall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fontiagricole) e dei criteri generali di cui all’Art. 52 della leggeregionale 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali diinteresse economico generale. Norme in materia di gestione deirifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorseidriche):a) disciplina gli scarichi di acque reflue domestiche e diacque reflue ad esse assimilate;b) disciplina gli scarichi delle reti fognarie;c) definisce il regime autorizzatorio degli scarichi di acquereflue domestiche, di acque reflue assimilate e di reti fognarie;d) disciplina i campionamenti e gli accertamenti analitici,
Art. 2.D e f i n i z i o n i1. Fatte salve le definizioni di cui all’Art. 2 del decretolegislativo n. 152/1999, si intende per:a) «insediamenti, installazioni o edifici isolati» (nel seguito«insediamenti isolati») le costruzioni edilizie ubicate esternamenteagli agglomerati, le cui acque reflue domestiche o assimilate:1) se smaltite tramite un unico scarico, provengano da unasola struttura o da strutture tra loro funzionalmente collegate;2) se provenienti da piu’ costruzioni indipendenti, sianosmaltite tramite distinti scarichi e siano di norma caratterizzate daun carico organico complessivo inferiore a cinquanta abitantiequivalenti;b) «scarichi in atto»:1) gli scarichi di acque reflue domestiche e di acque reflueassimilate che alla data di entrata in vigore del presenteregolamento sono in esercizio e conformi al regime autorizzatorioprevigente;2) gli scarichi di acque reflue urbane che alla data dientrata in vigore del presente regolamento sono in esercizio econformi al regime autorizzatorio previgente, ovvero di impianti ditrattamento di acque reflue urbane per i quali alla stessa data sianostate completate tutte le procedure relative alle gare di appalto eall’assegnazione dei lavori.
Art. 3.Norme tecniche regionali1. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore del presenteregolamento, la giunta regionale approva le norme tecniche regionaliper:a) l’identificazione, ai sensi dell’Art. 27, comma 4, deldecreto legislativo n. 152/1999, dell’insieme dei sistemi adottabiliper il trattamento delle acque reflue domestiche o assimilatescaricate dagli insediamenti isolati;b) l’individuazione, ai sensi dell’Art. 31, comma 2, deldecreto stesso, dell’insieme dei trattamenti appropriati cui devonoessere sottoposti gli scarichi di acque reflue urbane provenienti daagglomerati con meno di duemila abitanti equivalenti.2. I titolari degli scarichi possono proporre l’installazione disistemi alternativi a quelli di cui al comma 1, che garantiscanoprestazioni almeno equivalenti, fermo restando l’obbligo del rispettodei valori limite di emissione prescritti dal presente regolamento.
Art. 4.Individuazione degli agglomerati1. Le autorita’ d’ambito di cui all’Art. 48, comma 1, della leggeregionale n. 26/2003, nel procedere all’individuazione degliagglomerati ai sensi del comma 2, lettera i) del medesimo articolo,si attengono alle direttive regionali emanate ai sensi dell’Art. 44,comma 1, lettera c) della legge regionale stessa.2. Contestualmente agli agglomerati, le autorita’ d’ambitoindividuano, con la collaborazione dei comuni interessati, le partidegli agglomerati stessi sprovviste di reti fognarie.3. Le autorita’ d’ambito provvedono agli adempimenti di cui aicommi 1 e 2 con apposito atto da assumere entro sei mesi dalla datadi entrata in vigore del presente regolamento.4. Entro sei mesi dall’attivazione degli ampliamenti delle retifognarie le autorita’ d’ambito provvedono ad aggiornare la situazionedegli agglomerati con le modalita’ di cui al comma 3.
Art. 5.Acque reflue domestiche e acque reflue assimilate alle domestiche1. Sono da considerare acque reflue domestiche, secondo ladefinizione di cui all’Art. 2, comma 1, lettera g) del decretolegislativo n. 152/1999, oltre a quelle provenienti da insediamentiresidenziali, le acque reflue derivanti dalle attivita’ indicatenell’allegato A.2. Ai fini della disciplina e del regime autorizzatorio degliscarichi, sono assimilate alle acque reflue domestiche, al sensidell’Art. 28, comma 7, del decreto legislativo n. 152/1999, le acquereflue il cui contenuto inquinante, prima di ogni trattamentodepurativo, sia esprimibile mediante i parametri della tabella 1dell’allegato B e risulti inferiore ai corrispondenti valori limite.3. L’assimilazione di cui al comma 2 non si applica aglieffluenti di allevamento, come definiti dall’Art. 2, lettera s) deldecreto legislativo n. 152/1999, e alle acque di raffreddamento.4. L’autorita’ competente, sulla base dell’esame delle attivita’da cui derivano le acque reflue, puo’ procedere alla valutazionedella assimilazione delle acque stesse, senza necessita’ di eseguireaccertamenti analitici, se le attivita’ presentano un consumo d’acquamedio giornaliero inferiore a 20 mc.5. La determinazione degli abitanti equivalenti (di seguito a.e.)degli scarichi di acque reflue assimilate e’ fatta con riferimento:a) al giorno in cui annualmente si registra, in relazione allatipologia ed all’eventuale stagionalita’ delle lavorazioni, il caricoorganico biodegradabile di punta, calcolato quale prodotto del volumegiornaliero e dell’inerente concentrazione media di BOD5, misurata amonte di ogni trattamento delle acque reflue scaricate;b) al carico di cui alla lettera a) diviso per il valoreassunto per la definizione di abitante equivalente, di cui all’Art.2, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 152/1999.6. Nei casi di cui al comma 4, per la determinazione degli a.e.puo’ farsi riferimento a studi di carattere specialistico o a dati diletteratura caratterizzati da elevata affidabilita’.
Art. 6.R i n v i o1. Per quanto non disciplinato dal presente regolamento siapplicano le disposizioni del decreto legislativo n. 152/1999.
Titolo IIDISCIPLINA DEGLI SCARICHI DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE E ASSIMILATEArt. 7.Recapito nelle reti fognarie degli scarichi di acque refluedomestiche e assimilate1. Nelle zone servite da reti fognarie, gli scarichi di acquereflue domestiche e assimilate sono allacciati alle reti stesse,nell’osservanza dei regolamenti fissati dal gestore del servizioidrico integrato.2. Nelle zone che il comune non abbia individuato come servite dareti fognarie ai sensi della previgente disciplina, in attesa che siprovveda all’individuazione degli agglomerati e delle loro partisprovviste di reti fognarie in conformita’ all’Art. 4, comma 3, ilgestore del servizio idrico integrato valuta la realizzabilita’dell’allacciamento alle reti stesse degli scarichi di acque reflue eassimilate relativi a insediamenti per la cui realizzazione sianorilasciati permessi di costruire, ovvero vengano a scadenza i terminicorrelati alla presentazione di una D.I.A., successivamente alla datadi entrata in vigore del presente regolamento.3. In caso di insussistenza dei presupposti per l’allacciamentoalla rete fognaria, gli scarichi di cui al comma 2 possono essererecapitati in corpi d’acqua superficiali o sul suolo o negli stratisuperficiali del sottosuolo nel rispetto della disciplina definitaper gli scarichi dei nuovi insediamenti isolati dall’Art. 8 e delregime autorizzatorio di cui all’Art. 22.4. Gli scarichi di cui al comma 3 sono allacciati alla retefognaria entro due anni dall’esecutivita’ del provvedimento di cuiall’Art. 4, comma 4 ed entro lo stesso termine i titolari degliscarichi provvedono alla demolizione o alla rimozione delle opere edei dispositivi realizzati per l’effettuazione degli scarichi neirecapiti di cui al comma 3 e alle bonifiche necessarie.
Art. 8.Disciplina degli scarichi degli insediamenti isolati1. I nuovi scarichi degli insediamenti isolati di carico organicoinferiore a cinquanta a.e. non possono essere recapitati:a) in corpi d’acqua superficiali;b) sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, nellezone appartenenti al bacino idrografico dei laghi delimitate dallafascia di un chilometro dalla linea di costa.2. Gli scarichi di cui al comma 1 sono sottoposti a trattamentomediante i seguenti dispositivi, da realizzare conformemente allenorme tecniche regionali di cui all’Art. 3, comma 1:a) vasca Imhoff o fossa settica, gestita in modo da garantireper i solidi sedimentabili il rispetto del valore limite di emissionedi 0,5 ml/l;b) trincee di sub-irrigazione, senza o con drenaggio, inrelazione alla permeabilita’ del terreno.3. Le acque meteoriche derivanti dagli insediamenti di cui alcomma 1 sono raccolte separatamente, avviando al trattamentoesclusivamente le acque reflue.4. Gli scarichi degli insediamenti isolati di carico organicouguale o superiore a cinquanta a.e. sono soggetti, in rapporto alloro essere nuovi o in atto, alla natura del recapito e al caricoorganico espresso in abitanti equivalenti, alle pertinentidisposizioni definite al titolo III per gli scarichi delle retifognarie relativi ad agglomerati di uguale popolazione equivalente.5. Gli scarichi in atto degli insediamenti isolati devono essereadeguati alle pertinenti disposizioni di cui ai commi da 1 a 4 entrotre anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Titolo IIIDISCIPLINA DEGLI SCARICHI DELLE RETI FOGNARIECapo IDisposizioni comuniArt. 9.Divieti e obblighi1. I nuovi scarichi di acque reflue urbane non possono essererecapitati sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo:a) nelle zone vulnerabili da nitrati individuate dal programmadi tutela e uso delle acque, di cui all’Art. 45, comma 3, della leggeregionale n. 26/2003 (di seguito PTUA);b) nelle zone appartenenti al bacino idrografico dei laghidelimitate dalla fascia di dieci chilometri dalla linea di costa, sela popolazione equivalente degli agglomerati da cui le acque reflueprovengono e’ superiore a quattrocento a.e.2. Gli scarichi in atto di acque reflue urbane nei recapiti dicui al comma 1 sono disattivati e recapitati in acque superficiali,nel rispetto delle disposizioni del presente regolamento, entro treanni dalla data di entrata in vigore dello stesso.3. Nelle zone appartenenti al bacino idrografico dei laghi e’fatto divieto di recapitare nei corpi d’acqua superficiali i nuoviscarichi di acque reflue urbane provenienti da agglomerati conpopolazione equivalente da cinquanta a cento a.e.4. Gli scarichi in atto di acque reflue urbane provenienti daagglomerati con popolazione equivalente da cinquanta a cento a.e. neirecapiti di cui al comma 3 sono disattivati e recapitati sul suolo onegli strati superficiali del sottosuolo, nel rispetto delledisposizioni del presente regolamento, entro tre anni dalla data dientrata in vigore dello stesso.5. Nelle reti fognarie a servizio di una popolazione equivalenteinferiore a quattrocento a.e. sono ammessi esclusivamente gliscarichi di acque reflue industriali che rispettino i valori limitedi emissione delle tabelle dell’allegato 5 al decreto legislativo n.152/1999 di seguito indicate:a) se le reti recapitano in acque superficiali, tabella 3 pergli scarichi in acque superficiali;b) se le reti recapitano sul suolo o negli strati superficialidel sottosuolo, tabella 4.
Art. 10.Prescrizioni di carattere generale1. La provincia, in sede di rilascio o di rinnovodell’autorizzazione agli scarichi di acque reflue urbane provenientida agglomerati con popolazione equivalente pari o superiore a duemilaa.e. recapitati in corpi idrici superficiali destinati all’usopotabile o alla balneazione, come individuati dal PTUA, ovvero inloro immissari, fino alla distanza, a monte della confluenza neglistessi, ritenuta dalla provincia medesima tale da fornire adeguategaranzie di carattere igienico-sanitario, fissa il limite darispettare per il parametro escherichia coli, prescrivendo i terminidi adeguamento e in quale periodo dell’anno il limite deve essererispettato.2. Gli scarichi in acque superficiali di acque reflue urbaneprovenienti da agglomerati con popolazione equivalente pari osuperiore a diecimila a.e. devono rispettare, relativamente alleforme azotate, i soli valori limite di emissione stabiliti perl’azoto totale e per l’azoto ammoniacale, con una concentrazionemedia giornaliera di azoto ammoniacale (come N) non superiore al 30%di quella relativa all’azoto totale.3. Gli scarichi in acque superficiali di acque reflue urbane neiquali e’ ammessa la presenza di acque reflue industriali devonorispettare, salvo che per i parametri BOD5, COD, solidi sospesi,fosforo totale e per le varie forme dell’azoto, i cui valori limitedi emissione sono fissati, ove del caso, dal presente regolamento, ivalori limite di cui alla tabella 3 dell’allegato 5 al decretolegislativo n. 152/1999, qualora:a) le acque reflue industriali affluenti all’impianto ditrattamento delle acque reflue urbane siano caratterizzate da un CODo da un volume complessivo superiori al 20% di quelli relativiall’affluente all’impianto stesso, percentuali da calcolare suivalori medi di un giorno lavorativo tipo;b) per tali acque il gestore del servizio idrico integratoabbia adottato valori limite di emissione meno restrittivi di quellidella tabella 3 stessa.4. Gli scarichi in acque superficiali di reti fognarieprovenienti da agglomerati a forte fluttuazione stagionale degliabitanti sono sottoposti, in attuazione dell’Art. 31, comma 5 deldecreto legislativo n. 152/1999, alla disciplina definita dalpresente regolamento, con riferimento alla popolazione equivalenteservita nelle diverse stagioni.5. Gli scarichi di acque reflue urbane in acque superficialisituate al di sopra dei 1500 metri sul livello del mare possonoessere sottoposti, ai sensi dell’Art. 31, comma 6, del decretolegislativo n. 152/1999, a un trattamento meno spinto di quelloprevisto dal presente regolamento, purche’ studi dettagliaticomprovino che essi non avranno ripercussioni negative sull’ambiente.6. Gli scarichi di acque reflue urbane possono essere recapitatisul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo nel rispettodelle disposizioni di cui all’Art. 29, comma 1, lettera c) deldecreto legislativo n. 152/1999 e delle prescrizioni di cuiall’allegato 5 al decreto stesso, nonche’ dei criteri e dei valorilimite di emissione fissati dal presente regolamento.
Capo IIDisciplina degli scarichi di acque reflue urbane provenienti daagglomerati con popolazione equivalente inferiore a duemila a.e.Art. 11.Trattamenti appropriati degli scarichi di acque reflue urbane1. I nuovi scarichi di acque reflue urbane provenienti daagglomerati con popolazione equivalente inferiore a duemila a.e. sonosottoposti ai seguenti trattamenti appropriati, da realizzareconformemente alle norme tecniche regionali di cui all’Art. 3,comma 1, nel rispetto dei valori limite di emissione di cui allatabella 2 dell’allegato B, fatta salva la specifica disposizione dicui al comma 2:a) se a servizio di una popolazione equivalente da cinquanta acento a.e., vasca Imhoff;b) se a servizio di una popolazione equivalente superiore acento e fino a quattrocento a.e., in tutti i casi in cui lecondizioni ambientali lo consentono, secondario, preferibilmente ditipo estensivo, preceduto da vasca Imhoff o fossa settica, ovverobiologico;c) se a servizio di una popolazione equivalente superiore aquattrocento e inferiore a duemila a.e., secondario.2. I nuovi scarichi di acque reflue urbane provenienti daagglomerati con popolazione equivalente superiore a quattrocento einferiore a duemila a.e. sono sottoposti a trattamento secondario,nel rispetto dei valori limite di emissione di cui alla tabella 3dell’allegato B, nel caso di recapito sul suolo o negli stratisuperficiali del sottosuolo.3. La dispersione degli scarichi di cui ai commi 1 e 2 sul suoloo negli strati superficiali del sottosuolo deve essere effettuatamediante idonei sistemi, da realizzare conformemente alle normetecniche regionali di cui all’Art. 3, comma 1.4. Qualora recapitati in corpi idrici superficiali destinatiall’uso potabile o alla balneazione, come individuati dal PTUA,ovvero in loro immissari, fino alla distanza, a monte dellaconfluenza negli stessi, ritenuta dalla provincia tale da fornireadeguate garanzie di carattere igienico sanitario, gli scarichi dicui al comma 1 sono sottoposti a trattamento:a) con sistemi, quali il lagunaggio naturale o lafitedepurazione a flusso sub-superficiale o comunque in grado diincidere in modo sensibile sulla qualita’ microbiologica delloscarico, se a servizio di una popolazione equivalente superiore acento e fino a quattrocento a.e.;b) tra quelli contemplati dalle norme tecniche regionali di cuiall’Art. 3, comma 1, in grado di rispettare per l’escherichia con illimite fissato dalla provincia in sede di rilasciodell’autorizzazione allo scarico, se a servizio di una popolazioneequivalente superiore a quattrocento e inferiore a duemila a.e.; intale sede la provincia prescrive i termini di adeguamento e in qualeperiodo dell’anno il limite deve essere rispettato.5. Gli scarichi di cui al comma 1 recapitati in corpi d’acquasuperficiali ricadenti nelle zone vulnerabili da nitrati individuatedal PTUA, se al servizio di una popolazione equivalente superiore aquattrocento e inferiore a duemila a.e., sono sottoposti atrattamento con sistemi in grado di garantire, oltre ai valori di cuialla tabella 2 dell’allegato B, il valore limite di emissione di 40mg/l per l’azoto totale (come N).6. Gli scarichi in atto di acque reflue urbane provenienti daagglomerati con popolazione equivalente inferiore a duemila a.e.recapitati sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolodevono essere adeguati alle disposizioni del presente articolo entrotre anni dalla data in vigore del presente regolamento.7. La provincia, in sede di rilascio o di rinnovodell’autorizzazione, prescrive i termini per l’adeguamento degliscarichi di cui al comma 4 alle disposizioni del comma medesimo.
Capo IIIDisciplina degli scarichi di acque reflue urbane provenienti daagglomerati con popolazione equivalente pari o superiore a duemilaa.e.Art. 12.Disciplina dei nuovi scarichi di acque reflue urbane in acquesuperficiali1. I nuovi scarichi in acque superficiali di acque reflue urbaneprovenienti da agglomerati con popolazione equivalente pari osuperiore a duemila a.e. devono rispettare i valori limite diemissione di cui alle seguenti tabelle dell’allegato B:a) se recapitati nei laghi individuati quali aree sensibili dalPTUA e nei relativi bacini drenanti (di seguito scarichi recapitatiin laghi), tabella 4;b) se recapitati nella restante parte del territorio regionaledrenante alle aree sensibili delta del Po e aree costieredell’Adriatico nord occidentale (di seguito: scarichi recapitati inAdriatico), tabella 5.
Art. 13.Disciplina degli scarichi in atto di acque reflue urbane in acquesuperficiali1. Gli scarichi in atto in acque superficiali di acque reflueurbane provenienti da agglomerati con popolazione equivalente pari osuperiore a duemila a.e. devono essere adeguati, entro il 31 dicembre2008, per i parametri indicati, ai valori limite di emissione di cuialle seguenti tabelle dell’allegato B:a) se recapitati in laghi, tabella 4;b) se recapitati in Adriatico, tabella 6.2. Entro il 31 dicembre 2016, gli scarichi di cui al comma 1,lettera b) devono essere adeguati ai valori limite di emissione dicui alla tabella 5 dell’allegato B.
Art. 14.Disciplina degli scarichi di acque reflue urbane sul suolo o neglistrati superficiali del sottosuolo1. Gli scarichi di acque reflue urbane provenienti da agglomeraticon popolazione equivalente pari o superiore a duemila a.e recapitatisul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo devonorispettare i valori limite di emissione di cui alla tabella 4dell’allegato 5 al decreto legislativo n. 152/1999.
Art. 15.Acque meteoriche da avviare alla depurazione1. Gli sfioratori di piena delle reti fognarie di tipo unitariosono realizzati in modo da lasciare direttamente defluireall’impianto di trattamento delle acque reflue urbane la portata neradiluita corrispondente al piu’ elevato dei valori derivantidall’applicazione dei seguenti criteri:a) salvi i casi di cui al comma 2, apporto di 750 litri perabitante equivalente al giorno, considerati uniformemente distribuitinelle ventiquattro ore, determinando in termini idraulici, ossia perrapporto tra il consumo giornaliero medio industriale accertato e ladotazione idrica della popolazione residente, assunta pari a 200l/abxg, gli a.e. degli scarichi di acque reflue industriali noncaratterizzabili in base all’apporto di sostanze biodegradabili;b) rapporto di diluizione pari a 2 rispetto alla portata nera,calcolata come media giornaliera per gli apporti civili e come mediasu dodici ore per quelli industriali, salvo presenza di significativicomplessi che lavorino su piu’ turni giornalieri; il rapporto didiluizione e’ incrementato a 2,5 nel caso gli apporti industriali intermini di abitanti equivalenti, calcolati con il criterio di cuialla lettera a), superino il 50% del totale.2. L’apporto di cui al comma 1, lettera a) e’ elevato a 1.000 incorrispondenza di sfioratori le cui acque eccedenti siano recapitatein laghi ovvero sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo.3. Le condotte per acque meteoriche di dilavamento delle retifognarie separate sono realizzate in modo da avviare all’impianto ditrattamento delle acque reflue urbane l’aliquota delle acque dipioggia corrispondente ad un apporto di 11/sec per ettaro disuperficie scolante impermeabile, ricavata dal prodottodell’effettiva area scolante per il coefficiente di assorbimentomedio ponderale.
Art. 16.Vasche di accumulo delle acque di pioggia1. Le acque eccedenti gli apporti di cui all’Art. 15 scaricatedagli sfioratori di piena sono avviate a vasche di accumulo aperfetta tenuta per evitare infiltrazioni negli strati superficialidel sottosuolo.2. Il sistema di alimentazione delle vasche di accumulo e’realizzato in modo da escludere le stesse a riempimento avvenuto e leulteriori acque sfiorate sono avviate ai recapiti naturali,direttamente o previo accumulo in vasche volano tese a contenerel’entita’ delle portate meteoriche scaricate entro valori compatibilicon la capacita’ idraulica dei ricettori.3. Le vasche di accumulo sono dimensionate come segue, inrelazione al recapito cui sono avviate le acque di cui al comma 1:a) corpi idrici significativi, come individuati dal PTUA,ovvero suolo o strati superficiali del sottosuolo: 50 mc/ha disuperficie scolante impermeabile, ricavata come da Art. 15, comma 3;b) corpi idrici non significativi: 25 mc/ha.Nel calcolo del volume delle vasche si puo’ tenere conto,mediante opportuni sistemi di controllo, della capacita’ d’invasodelle reti fognarie.4. Le vasche sono realizzate presso:a) lo sfioratore in testa all’impianto di trattamento delleacque reflue urbane;b) gli sfioratori che sottendono agglomerati con oltrediecimila a.e.;c) gli sfioratori che consentono di controllarecomplessivamente almeno l’80% della superficie servita dalla rete,nel caso di recapito in corpi idrici significativi, ovvero sul suoloo negli strati superficiali del sottosuolo, e il 50% nel caso direcapito in corpi idrici non significativi.5. A evento meteorico esaurito, le acque accumulate sono immessenella rete fognaria con modalita’ di svuotamento delle vaschestabilite dal gestore del servizio idrico in modo da mantenere nellecanalizzazioni portate inferiori a quelle delle acque nere diluite daaddurre direttamente all’impianto di trattamento delle acque reflueurbane ai sensi dell’Art. 15 e comunque tali da assicurare ilcorretto funzionamento dell’impianto stesso.
Art. 17.Adeguamento dei manufatti di sfioro e realizzazione delle vasche diaccumulo e delle vasche volano1. I manufatti di sfioro delle acque meteoriche delle retifognarie di tipo unitario e delle condotte per acque meteoriche didilavamento esistenti alla data di entrata in vigore del presenteregolamento sono adeguati alle prescrizioni di cui all’Art. 15 entroil 31 dicembre 2016.2. Ai fini di cui al comma 1, i piani d’ambito di cui all’Art.48, comma 2, lettera d) della legge regionale n. 26/2003 (di seguitopiani d’ambito) prevedono la modulazione di realizzazione degliinterventi, tenuto conto dei termini stabiliti per l’adeguamento deiconnessi impianti di trattamento delle acque reflue urbane.3. Le vasche di accumulo sono realizzate entro il 31 dicembre2016 con la modulazione prevista dai piani d’ambito.4. I piani d’ambito determinano le situazioni in cui, inrelazione alle caratteristiche della zona servita, non e’ possibileprocedere alla realizzazione delle vasche di accumulo in conformita’alle prescrizioni di cui all’Art. 15, comma 3 e all’Art. 16,indicando comunque gli interventi, da realizzare entro il termine dicui al comma 3, idonei a garantire la tutela del corpo idricoricettore interessato dallo scarico dello sfioratore.5. Le vasche di accumulo e le vasche volano per la limitazionedelle portate meteoriche recapitate nei ricettori previste dallenorme tecniche di attuazione del PTUA sono gestite dal gestore delservizio idrico integrato.
Titolo IVREGIME AUTORIZZATORIO DEGLI SCARICHI DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE EASSIMILATECapo IScarichi di acque reflue domestiche e assimilate in reti fognarieArt. 18.Allacciamento alla rete fognaria di scarichi di acque refluedomestiche e assimilate1. In sede di richiesta di allacciamento alla rete fognaria degliscarichi di acque reflue domestiche sono comunicati al comune o algestore del servizio idrico integrato, se delegato, le generalita’ eil domicilio del titolare dello scarico, l’ubicazionedell’insediamento da cui lo scarico si origina, il relativo volume ela descrizione sommaria del medesimo, precisando in particolare ilnumero delle unita’ immobiliari che lo compongono, il numero dipersone che si prevede possano risiedere nell’insediamento e gliabitanti equivalenti stimati per le acque reflue delle unita’immobiliari adibite a servizi, nonche’ gli ulteriori elementi che ilgestore del servizio idrico integrato, in relazione alle prescrizionidei regolamenti emanati e alle relative esigenze informative, ritengaoccorrenti a identificare, qualificare e quantificare lo scarico.2. Alla comunicazione e’ allegata una relazione tecnicadescrittiva della rete di raccolta delle acque reflue e di quellemeteoriche, supportata da elaborati cartografici riportanti larappresentazione dell’insediamento e delle pertinenti superficiimpermeabili serviti dalla rete di raccolta e la planimetria dellarete stessa.3. Qualora gli insediamenti per cui e’ presentata la richiesta diallacciamento comprendano unita’ immobiliari dalle quali decadanoacque reflue assimilate da immettere nella rete fognaria, lacomunicazione di cui al comma 1 contiene i dati identificazione delleunita’ stesse e il volume occupato da ciascuna di esse, l’attivita’che si intende svolgere, i consumi idrici previsti e gli abitantiequivalenti stimati relativamente agli scarichi.4. Per le unita’ immobiliari di cui al comma 3, con esclusione diquelle per le quali il comune intenda avvalersi ai finidell’assimilazione delle acque reflue della facolta’ di cui all’Art.5 comma 4, e’ previsto un autonomo collegamento alla rete interna diraccolta, munito, immediatamente a monte dell’innesto nel condottocomune, di un pozzetto di caratteristiche tali da consentirel’agevole prelievo dei campioni, opere che devono essereesaurientemente descritte nella comunicazione.5. Entro il termine fissato dai regolamenti locali o, inmancanza, entro un mese dalla presentazione, il soggetto di cui alcomma 1 si pronuncia sulla richiesta di allacciamento, riservandosidi impartire le prescrizioni necessarie entro il mese successivo; inmancanza degli elementi occorrenti al pronunciamento, il relativotermine e’ interrotto dalla richiesta di precisazioni o integrazionie ridecorre interamente dalla data in cui esse sono fornite.6. Il soggetto di cui al comma 1, verificata la conformita’ dellarealizzazione delle reti interne di fognatura alla descrizionefornita ai sensi dei commi 1 e 2 e alle eventuali prescrizioni di cuial comma 5, autorizza l’esecuzione dell’allacciamento alla retefognaria, previo versamento delle connesse spese, qualora alla suarealizzazione provveda il comune o il gestore del servizio idricointegrato.7. Nei casi di cui all’Art. 7, comma 4, copia della richiesta diallacciamento di cui al comma 1 e’ inviata alla provincia, cheprescrive le opere e i dispositivi da demolire o rimuovere e lebonifiche necessarie.
Art. 19.Mutamenti nella situazione degli scarichi di acque reflue domestichee assimilate allacciati alla rete fognaria1. I titolari, ovvero, nel caso di comproprieta’ o condominio, ilegali rappresentanti degli insediamenti le cui acque refluedomestiche sono immesse nella rete fognaria, comunicano al comune eal gestore del servizio idrico integrato, se delegato:a) con un preavviso di un mese, i dati di cui all’Art. 18,comma 3, qualora nelle unita’ immobiliari degli insediamenti siintendano avviare attivita’ dalle quali derivino acque reflueassimilate destinate a essere immesse nella fognatura interna e daquesta convogliate nella rete fognaria;b) entro due mesi, il cambiamento nella titolarita’ o nellarappresentanza legale dello scarico.2. Per gli insediamenti gia’ allacciati alla rete fognaria alladata di entrata in vigore del presente regolamento le comunicazionidi cui al comma 1 sono presentate per la prima volta entro sei mesida tale data.3. Con la richiesta di autorizzazione o denuncia di effettuazionedi modifiche o varianti, compreso il cambiamento di destinazioned’uso, delle opere edilizie, e’ presentata al soggetto di cui alcomma 1 una specifica, distinta comunicazione, richiamando l’assensoad allacciare l’insediamento alla rete fognaria acquisito primadell’entrata in vigore del presente regolamento o ai sensi dell’Art.18, comma 7 e fornendo i dati di cui all’Art. 18, commi 1 e 2 e, ovene ricorrano gli estremi, comma 3, fatte salve le semplificazioni chel’indicato soggetto ritenga di introdurre in relazione allapreesistenza dell’allacciamento e all’eventuale modesta entita’ delleinnovazioni.4. Alla fattispecie di cui al comma 3 si applicano le pertinentidisposizioni di cui all’Art. 18, commi 4 e 5.
Art. 20.Scarichi di acque reflue domestiche e assimilate nelle reti fognariein presenza di scarichi di acque reflue industriali1. Qualora gli insediamenti da cui provengono le acque refluedomestiche e assimilate comprendano unita’ immobiliari dalle qualidecadano acque reflue industriali da immettere nella rete fognaria, ititolari, ovvero, nel caso di comproprieta’ o condominio, i legalirappresentanti degli insediamenti comunicano al comune o al gestoredel servizio idrico integrato, se delegato, gli estremi catastalidelle unita’ stesse, una descrizione sommaria delle medesime, conindicazione del volume occupato da ciascuna di esse nel contestodell’insediamento, i dati anagrafici o societari dei soggetti terziche ne hanno il possesso o la disponibilita’ e il relativo recapitoe, per quanto riguarda le attivita’, gli estremi delle autorizzazioniallo scarico.2. I dati di cui al comma 1 sono presentati:a) entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presenteregolamento;b) nei casi agli articoli 18 e 19, con la comunicazioneprevista dagli articoli stessi.3. Per ciascuna delle unita’ immobiliari di cui al comma 1 e’previsto un autonomo collegamento alla rete interna di raccolta delleacque reflue, munito, immediatamente a monte dell’innesto nelcondotto comune, di un pozzetto di caratteristiche tali da consentirel’agevole prelievo dei campioni, ferma restando la facolta’ delcomune di richiedere che per gli scarichi stessi sia realizzato unautonomo allacciamento alla rete fognaria.
Art. 21.Spese d’istruttoria1. Le spese occorrenti ad effettuare i rilievi, i controlli e isopralluoghi di cui al presente capo sono a carico del richiedenteche e’ tenuto a versare, a titolo di deposito, la somma determinatadal comune o dal gestore del servizio idrico integrato, se delegato;completata l’istruttoria, il soggetto indicato provvede allaliquidazione definitiva delle spese sostenute, al cui versamento e’subordinato il rilascio del previsto assenso all’allacciamento allarete fognaria.
Capo IIRegime autorizzatorio degli scarichi di acque reflue domestiche eassimilate provenienti da insediamenti isolatiArt. 22.Autorizzazione a scaricare le acque reflue domestiche e assimilateprovenienti da nuovi insediamenti isolati e da quelli in costruzione1. Alla richiesta del permesso di costruire, ovvero alla D.I.A.per la realizzazione dei nuovi insediamenti isolati da cui siorigineranno gli scarichi di acque reflue domestiche e assimilate e’allegata copia della ricevuta di avvenuta presentazione allaprovincia della relativa domanda di autorizzazione allo scarico; pergli insediamenti i cui lavori di costruzione non siano ultimati alladata di entrata in vigore del presente regolamento e’ presentata allaprovincia domanda di autorizzazione allo scarico, da trasmettere incopia al comune, ad integrazione della richiesta del permesso dicostruire, ovvero della d.i.a. per la realizzazionedell’insediamento.2. La domanda di autorizzazione cui al comma 1 contiene legeneralita’ e il domicilio del titolare dello scarico, l’ubicazionedell’insediamento da cui lo scarico stesso si origina, il relativovolume e una descrizione sommaria del medesimo, precisando inparticolare il numero delle unita’ immobiliari che lo compongono, ilnumero di persone che si prevede possano risiedere nell’insediamentoe gli abitanti equivalenti stimati per le acque reflue delleeventuali unita’ immobiliari adibite a servizi, la natura delrecapito, i sistemi di trattamento e, se del caso, di dispersione chesi intendono installare, nonche’ gli ulteriori elementi che laprovincia ritenga occorrenti.3. Alla domanda e’ allegata una relazione tecnica descrittivadella rete di raccolta delle acque reflue e di quelle meteoriche, deisistemi di trattamento e degli eventuali sistemi di smaltimento,supportata da elaborati cartografici riportanti la rappresentazionedell’insediamento e delle pertinenti superfici impermeabili servitidalla rete di raccolta, la planimetria della rete stessa,l’ubicazione dei sistemi di trattamento, il punto di scarico e leeventuali opere di smaltimento.4. Qualora gli insediamenti comprendano unita’ immobiliari dallequali decadano acque reflue assimilate, la domanda deve contenere idati di cui all’Art. 18, comma 3.5. Alle unita’ immobiliari di cui al comma 4 si applica laprescrizione di cui all’Art. 18, comma 4, con esclusione di quelleper le quali la provincia intenda avvalersi, ai finidell’assimilazione delle acque reflue, della facolta’ di cui all’Art.5, comma 4.
Art. 23.Scarichi in atto di acque reflue domestiche e assimilate provenientida insediamenti isolati1. In sede di rinnovo dell’autorizzazione, i titolari, ovvero,nel caso di comproprieta’ o condominio, i legali rappresentanti,degli insediamenti isolati da cui provengono scarichi in atto diacque reflue domestiche presentano alla provincia apposita domanda,fornendo i dati di cui all’Art. 22, comma 2 e allegando la relazionetecnica di cui al comma 3 dello stesso articolo.2. Qualora gli insediamenti di cui al comma 1 comprendano unita’immobiliari dalle quali decadano acque reflue assimilate, la domandadeve contenere i dati di cui all’Art. 18, comma 3 e alle indicateunita’ immobiliari si applica la disposizione di cui all’Art. 22,comma 5.3. In relazione alle competenze in materia di scarichi di cuiagli articoli 42 e 43 della legge regionale n. 26/2003, i comuni, nelcaso non abbiano gia’ provveduto in tal senso, trasmettono allaprovincia entro sei mesi dall’entrata in vigore del presenteregolamento copia delle autorizzazioni allo scarico sul suolo o neglistrati superficiali del sottosuolo di acque reflue domestiche eassimilate, da essi rilasciate in conformita’ alla previgentedisciplina.
Art. 24.Mutamenti nella situazione degli scarichi di acque reflue domestichee assimilate provenienti da insediamenti isolati1. I titolari, ovvero, nel caso di comproprieta’, i legalirappresentanti degli insediamenti da cui provengono scarichi di acquereflue domestiche comunicano alla provincia i dati di cui all’Art.19, comma 1, nei termini in esso previsti.2. Per gli scarichi in atto le comunicazioni di cui al comma 1sono presentate entro sei mesi dalla data di entrata in vigore delpresente regolamento.3. In caso di richiesta di autorizzazione o denuncia dieffettuazione di modifiche o varianti, compreso il cambiamento didestinazione d’uso, delle opere edilizie degli insediamenti isolatidai quali provengono le acque reflue domestiche e assimilate, siapplica, adottando le semplificazioni giustificate dall’eventualemodesta entita’ delle innovazioni, procedura analoga a quella di cuiall’Art. 22.
Art. 25.Rilascio dell’autorizzazione1. L’autorizzazione allo scarico di acque reflue domestiche eassimilate provenienti da insediamenti isolati, con le eventualiprescrizioni, e’ rilasciata entro novanta giorni dal ricevimentodella domanda.2. La provincia, nel rilasciare l’autorizzazione, puo’ assegnare,per la messa a punto funzionale degli eventuali presidi depurativi,un periodo di tempo che non deve superare i tre mesi dall’attivazionedello scarico, prorogabili, in via eccezionale e su motivatarichiesta, di non oltre due mesi. Con l’autorizzazione e’ definita,in relazione alle caratteristiche del recapito finale, la disciplinadello scarico durante il periodo assegnato per la messa a puntofunzionale.3. L’autorizzazione e’ valida per quattro anni dal momento delrilascio e, qualora ne ricorrano i presupposti in relazioneall’adempimento delle eventuali prescrizioni, si intende tacitamenterinnovata per analoghi periodi.4. Nei casi di cui all’Art. 24, commi 1 e 3, qualora i mutamentiproducano variazioni delle caratteristiche qualitative dello scaricotali da richiedere, con riferimento all’Art. 3, l’installazione di undiverso sistema di trattamento o la modifica o l’integrazione diquello installato, la provincia prescrive ai soggetti responsabili dipresentare, entro congruo termine, nuova domanda di autorizzazioneallo scarico, in conformita’ alle procedure di cui all’Art. 22.
Art. 26.Spese d’istruttoria1. Le spese di istruttoria e quelle occorrenti ad effettuare irilievi, i controlli e i sopralluoghi di cui al presente capo sono acarico del richiedente che, quale condizione di procedibilita’ delladomanda, e’ tenuto a versare, a titolo di deposito, la sommadeterminata dalla provincia; completata l’istruttoria, la provinciaprovvede alla liquidazione definitiva delle spese sostenute, al cuiversamento e’ subordinato il rilascio dell’autorizzazione alloscarico.
Titolo VREGIME AUTORIZZATORIO DEGLI SCARICHI DI RETI FOGNARIEArt. 27.Ambito di applicazione1. Sono soggetti al regime autorizzatorio di cui al presentetitolo:a) i seguenti scarichi delle reti fognarie, sia di tipounitario che di tipo separativo, nonche’ delle altre condotteseparate convoglianti acque meteoriche di dilavamento:1) scarichi dei terminali delle reti o delle condotte di cuisopra;2) scarichi degli sfioratori di piena;3) scarichi di emergenza delle stazioni di sollevamento;b) gli scarichi degli impianti di trattamento di acque reflueurbane, compresi i casi in cui gli stessi sono realizzati per lottifunzionali.2. L’esercizio delle funzioni autorizzatorie di cui al presentetitolo non deve essere svolto in surroga o ad integrazione delleattivita’ degli organi competenti alla approvazione dei progetti diopere pubbliche, nonche’ delle procedure vigenti in materia diaccertamento della loro rispondenza ai progetti approvati e dicollaudo.3. Fermo quanto disposto dal comma 2, con l’autorizzazione puo’essere prescritto, in caso di inconvenienti riscontrati o paventatie, se del caso, disponendo o eseguendo adeguati accertamenti, didefinire e porre in essere le necessarie modifiche o integrazionidelle opere o di operare con idonee cautele gestionali.4. Gli accertamenti e le prescrizioni di cui al comma 3 possonoconcernere la rispondenza degli scarichi alle prescrizioni deldecreto legislativo n. 152/1999, del PTUA e del presente regolamento,nonche’ la conformita’ delle opere alle pertinenti norme tecniche dicui alla delibera 4 febbraio 1977 del comitato interministeriale perla tutela delle acque dall’inquinamento, nonche’ alle norme tecnicheregionali di cui all’Art. 3, comma 1.
Art. 28.Domande di autorizzazione1. Le domande intese ad ottenere le autorizzazioni per gliscarichi di cui all’Art. 27 o il loro rinnovo sono presentate allaprovincia dai rappresentanti legali dei soggetti cui spetta lagestione delle reti e degli impianti ai sensi dell’Art. 2 della leggeregionale n. 26/2003.2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche sel’erogazione del servizio e’ affidata a terzi, ferme restando leresponsabilita’ dei singoli soggetti in caso di violazione delleprescrizioni vigenti.3. A partire dalla data di affidamento del servizio idricointegrato, i soggetti di cui al comma 1, in sede di rilascio o dirinnovo dell’autorizzazione allo scarico dell’impianto di trattamentodelle acque reflue urbane, presentano domanda di autorizzazione peril rinnovo di tutte le autorizzazioni relative agli scarichi delleinfrastrutture costituenti o destinate a costituire lo schema dicollettamento e depurazione in atto a tale data, ancorche’ nonscadute, che nel frattempo siano state rinnovate, o delle quali siastato a termini di legge chiesto l’autonomo rinnovo.
Art. 29.Contenuti della domanda1. Le domande di cui all’Art. 28, comma 1, contengono:a) i dati di cui alle direttive regionali previste dall’Art.44, comma 1, lettera c) della legge regionale n. 26/2003;b) la sintetica descrizione del sistema di raccolta,convogliamento, trattamento e scarico esistente;c) gli eventuali interventi occorrenti a normalizzare lesituazioni in atto e a dare compiuta attuazione alle previsioni delPTUA, precisando i termini di realizzazione previsti dal pianod’ambito ovvero, in mancanza di tale piano, lo stato delle iniziativeintese a realizzare gli interventi stessi;d) le iniziative e le cautele che sono state assunte o siintendono assumere in attesa della realizzazione degli interventi dicui alla lettera c).2. Alle domande sono inoltre allegate la relazione tecnica e glielaborati cartografici di cui agli articoli 30 e 31, nonche’l’ulteriore documentazione che la provincia ritenga necessaria afornire un quadro completo della situazione.
Art. 30.Contenuti della relazione tecnica1. La relazione tecnica di cui all’Art. 29, comma 2:a) illustra le caratteristiche tecniche e dimensionali deglielementi da cui deriva lo scarico da autorizzare, desunte, qualoradisponibili, dai progetti in base ai quali essi sono statirealizzati, e evidenzia le conformita’, le inadeguatezze e le carenzeriscontrate rispetto ai requisiti prescritti dal decreto legislativon. 152/1999, dal presente regolamento e dal PTUA;b) precisa i punti in cui sono stati predisposti o si intendonopredisporre i manufatti per il prelievo dei campioni necessari perl’esecuzione dei controlli e degli autocontrolli di routine e, conriferimento ai requisiti prescritti dal decreto legislativo n.152/1999, le inerenti caratteristiche e dotazioni, con particolareriguardo alla presenza di campionatori automatici e di misuratori diportata;c) indica, in relazione alle norme tecniche di cuiall’allegato 4 «Impianti di fognatura» alla deliberazione 4 febbraio1977 del comitato interministeriale per la tutela delle acquedall’inquinamento, gli eventuali punti o tratti delle reti fognarie edei sistemi di collettamento in cui si immettono o si infiltranoacque parassite, illustrando i motivi e precisando se le portateeccedenti sono sfiorate anche in tempo asciutto e il relativorecapito, o in cui si registrano perdite di acque reflue,specificando gli accertamenti compiuti e gli esiti e le iniziativeintraprese o che si intendono intraprendere, e in quali tempi, pereliminare gli inconvenienti.2. Alla relazione sono allegati, sul supporto magneticoprescritto, i dati aggiornati relativi alle autorizzazioni rilasciateper gli scarichi di acque reflue industriali nelle reti fognarie,desunti dalla banca dati costituita ai sensi dell’Art. 42, comma 1,della legge regionale n. 26/2003.
Art. 31.Elaborati cartografici1. Gli elaborati cartografici di cui all’Art. 29, comma 2,contengono, in scala adeguata al dettaglio degli elementi darappresentare:a) una planimetria in cui sia riportato, con le semplificazionirichieste dalla scala dell’elaborato, lo schema di collettamento edepurazione;b) planimetrie in cui siano individuati:1) la tipologia di ciascuna delle diverse componenti omogeneedel sistema di cui all’Art. 27, comma 1, nonche’ di ciascun loroelemento, quali camerette di ispezione, tratti sifonati, stazioni disollevamento con i relativi scaricatori di emergenza, sfioratori dipiena, condotti di scarico;2) il recipiente ed il punto in cui lo scarico e’ immesso,nonche’ il punto in cui sono ubicati i manufatti predisposti o dapredisporre per l’esecuzione dei controlli;3) i punti o i tratti delle reti fognarie e dei sistemi dicollettamento, di cui all’Art. 30, comma 1, lettera c), nei quali siimmettono o si infiltrano acque parassite o si registrino perdite diacque reflue;c) planimetrie in cui siano riportate in scala adeguata lapianta e, ove ritenuto opportuno, le sezioni degli impianti didepurazione e delle stazioni di sollevamento o, in alternativa, gliinerenti schemi.
Art. 32.Rilascio dell’autorizzazione1. L’autorizzazione, con le eventuali prescrizioni, e’ rilasciataentro novanta giorni dal ricevimento della domanda ed e’ comunicataal soggetto di cui all’Art. 28, comma 1.2. La provincia, nel rilasciare l’autorizzazione, puo’ assegnare,per la messa a punto funzionale degli eventuali presidi depurativi,un periodo di tempo che non deve superare i tre mesi dall’attivazionedello scarico, prorogabili, in via eccezionale e su motivatarichiesta, di non oltre due mesi. Con l’autorizzazione e’ definita,in relazione alle caratteristiche del recapito finale, la disciplinadello scarico durante il periodo assegnato per la messa a puntofunzionale.3. L’autorizzazione rilasciata in esito a domanda presentata conle modalita’ di cui all’Art. 28, comma 3, sostituisce e abroga quelledi cui al medesimo comma.4. L’autorizzazione allo scarico e’ valida per quattro anni dalmomento del rilascio e un anno prima della scadenza ne deve esserechiesto il rinnovo.5. Lo scarico di cui al comma 4 puo’ essere provvisoriamentemantenuto in funzione nel rispetto delle prescrizioni contenute nellaprecedente autorizzazione, fino all’adozione del nuovo provvedimento,se la domanda di rinnovo e’ presentata entro i termini predetti.
Art. 33.Modifiche agli schemi di collettamento e depurazione1. Ai sensi e per gli effetti di cui all’Art. 45, comma 11, deldecreto legislativo n. 152/1999, i soggetti di cui all’Art. 28,comma 1 comunicano alla provincia:a) l’avvenuto adempimento delle prescrizioni delleautorizzazioni, ovvero, all’approssimarsi della scadenza dei terministabiliti per l’adempimento, le ragioni per le quali non si siapotuto adempiere alle stesse;b) gli incrementi di portata superiori al 20% di quellaindicata nell’autorizzazione e l’allacciamento di nuovi scarichi diacque reflue industriali.2. Nei casi di cui al comma 1, lettera b), la comunicazione e’corredata della documentazione di cui agli articoli 30 e 31 e laprovincia, qualora ne ravvisi gli estremi, provvede a rilasciare unanuova autorizzazione allo scarico.
Art. 34.Spese d’istruttoria1. Le spese occorrenti per effettuare i rilievi, gliaccertamenti, i controlli e i sopralluoghi necessari perl’istruttoria della domanda di autorizzazione sono a carico delrichiedente; la provincia determina, in via provvisoria, la somma cheil richiedente e’ tenuto a versare, a titolo di deposito, qualecondizione di procedibilita’ della domanda e, completatal’istruttoria, provvede alla liquidazione definitiva delle spesesostenute.
Titolo VICAMPIONAMENTI E ACCERTAMENTI ANALITICIArt. 35.Scarichi di acque reflue domestiche e assimilate1. Gli accertamenti finalizzati a verificare l’esistenza dellecondizioni di assimilabilita’ di cui all’Art. 5, comma 2 e ilrispetto dei valori limite di emissione prescritti per gli scarichidi cui al titolo II sono di norma eseguiti su campioni medi prelevatinell’arco di tre ore.2. L’autorita’ preposta al controllo puo’ eseguire ilcampionamento su tempi diversi al fine di ottenere il campione piu’adatto a rappresentare le caratteristiche di variabilita’ qualitativae quantitativa dello scarico.3. I controlli degli scarichi sono effettuati in conformita’all’Art. 49, commi 1 e 2 del decreto legislativo n. 152/1999. Inparticolare il gestore, nell’ambito del servizio di controlloprevisto dal richiamato Art. 49, comma 2, effettua controlli acampione per verificare il permanere delle condizioni diassimilabilita’.4. Per gli effetti di cui all’Art. 51 del decreto legislativo n.152/1999, nelle autorizzazioni allo scarico di acque reflueassimilate alle acque reflue domestiche e’ espressamente esplicitatol’obbligo di rispettare le concentrazioni limite di cui alla tabella1 dell’allegato B al presente regolamento.
Art. 36.Scarichi di acque reflue urbane provenienti da agglomerati conpopolazione equivalente inferiore a duemila a.e.1. Gli accertamenti finalizzati a verificare il rispetto deivalori limite di emissione prescritti per gli scarichi di cui al capoII del titolo III sono eseguiti su campioni medi prelevati nell’arcodi tre ore.2. Il gestore e’ tenuto ad eseguire ad intervalli regolari, siasull’effluente che sull’influente dell’impianto, gli accertamentianalitici sul numero minimo annuo di campioni che risulta dalloschema di cui alla tabella 7 dell’allegato B.3. I risultati degli accertamenti devono pervenire all’autorita’di controllo:a) entro trenta giorni dal prelievo dei campioni, qualoraemerga la regolarita’ dello scarico;b) entro tre giorni lavorativi dalla data di esecuzione degliaccertamenti analitici che abbiano messo in luce il superamento deivalori limite di emissione in misura percentuale superiore a quelladel comma 4.4. Su base annua, si ammette che un campione medio su quattro odue su otto possano superare i limiti tabellari purche’ di non oltre:a) il 100% per quanto concerne il BOD5 ed il COD;b) il 150% per i solidi sospesi;c) la misura fissata in sede di autorizzazione per gli altriparametri.5. In relazione alle caratteristiche degli scarichi, in fase diautorizzazione possono essere stabilite modalita’ diverse dicampionamento per i controlli e gli autocontrolli.6. Nei casi di cui all’Art. 10, comma 3 gli accertamentianalitici finalizzati a verificare il rispetto dei valori limite dicui alla tabella 3 dell’allegato 5 al decreto legislativo n. 152/1999sono eseguiti almeno una volta all’anno, limitatamente ai parametricaratteristici degli scarichi di acque reflue industriali immessinelle reti fognarie.
Art. 37.Scarichi di acque reflue urbane provenienti da agglomerati conpopolazione equivalente pari o superiore a duemila a.e.1. Gli accertamenti finalizzati a verificare il rispetto deivalori limite di emissione prescritti per gli scarichi di cui al capoIII del titolo III sono eseguiti con le modalita’ di cuiall’allegato 5 del decreto legislativo n. 152/1999.
Art. 38.Metodi di campionamento ed analisi1. A tutti i tipi di scarico di cui al presente titolo siapplicano, in quanto compatibili, le disposizioni del punto 4 -Metodi di campionamento ed analisi – dell’allegato 5 al decretolegislativo n. 152/1999.Il presente regolamento regionale e’ pubblicato nel Bollettinoufficiale della Regione.E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farloosservare come regolamento della Regione lombarda.Milano, 24 marzo 2006FORMIGONIApprovata con deliberazione del consiglio regionale n. VIII/139 del14 marzo 2006
Allegato AACQUE REFLUE DOMESTICHE1. Le acque reflue derivanti esclusivamente dal metabolismo umanoe dall’attivita’ domestica ovvero da servizi igienici, cucine e/omense anche se scaricate da edifici o installazioni in cui sisvolgano attivita’ commerciali o di produzione di beni;2. In quanto derivanti da attivita’ riconducibili per loro naturaa quelle domestiche e/o al metabolismo umano, le acque reflueprovenienti da:a) laboratori di parrucchiere, barbiere e istituti di bellezza;b) lavanderie a secco a ciclo chiuso e stirerie la cuiattivita’ sia rivolta direttamente e esclusivamente all’utenzaresidenziale;c) vendita al dettaglio di generi alimentari e altro commercioal dettaglio, anche con annesso laboratorio di produzione finalizzatoesclusivamente alla vendita stessa;d) attivita’ alberghiera e di ristorazione.
Regolamento Regione Lombardia 24/03/2006 n. 3ultima modifica: 2011-06-12T11:53:00+00:00da milan51Reposta per primo quest’articolo	I commenti sono chiusi.
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Art. 38
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