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Timestamp: 2018-07-21 15:55:11+00:00

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L. 24/03/1989, n. 122 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN1479
G.U. 06/04/1989, n. 80
Il Titolo IV é abolito dal D.Leg.vo 285/92. Con le modifiche introdotte dalle LL. 127/97, 30/98, 472/99, del 04/04/2012 n.35 (D.L. del 09/02/2012 n. 5) e dal D.P.R. del 06/06/2001 n.380.
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1. É costituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per i problemi d
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1. Il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro per i problemi delle aree urbane, sentita la commissione interregionale di cui all' articolo 13 della legge 16 maggio 1970, n. 281, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge provvede a determinare i criteri di valutazione del fabbisogno dei parcheggi, con partic
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1. Le regioni, entro 150 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, individuano i comuni, con esclusione di quelli di cui al Titolo II, i quali, sulla base di una preventiva valutazione del fabbisogno e tenendo conto del piano urbano del traffico, nonché del decreto di cui al comma 3 dell' articolo 2, sono tenuti alla realizzazione del programma urbano dei parcheggi. Tale programma deve tra l' altro indicare le localizzazioni ed i dimensionamenti, le priorità di intervento ed i tempi di attuazione, privilegiando le realizzazioni volte a favorire il decongestionamento dei centri urbani mediante la creazione di parcheggi finalizzati all' interscambio con sistemi di trasporto collettivo e dotati anche di aree attrezzate per veicoli a due ruote, nonché le disposizioni necessarie per la regolamentazione della circolazione e dello stazionamento dei veicoli nelle aree urbane.
2. Il programma, corredato delle prevision
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1. L' ammissione ai contributi é disposta annualmente dal Presidente del Consiglio dei ministri o, per sua delega, dal Ministro per i problemi delle aree urbane tenendo conto delle opere programmate dai comuni per l' anno di emanazione e del rispetto dei tempi indicati nel programma per la realizzazione degli interventi, secondo le risultanze della relazione di cui al comma 8 dell' articolo 3. Per gli anni successivi al primo il decreto di ammissione ai contributi é emanato entro il 31 marzo.
2. Il contributo, commisurato alla spesa massima ammissibile determina
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1. Per l' attuazione del piano il comune interessato provvede alla progettazione ed alla esecuzione dei lavori, nonché alla gestione del servizio direttamente ovvero mediante
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1. I comuni di Roma, Milano, Torino, Genova, Venezia, Trieste, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Messina, Cagliari, Catania e Palermo formulano entro 150 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge un programma urbano dei parcheggi per il triennio 1989-1991. Il programma deve essere redatto tenendo conto del decreto di cui al comma 3 dell' articolo 2 indicando, tra l' altro, le localizzazioni, i dimensionamenti, le priorità di intervento nonché le opere e gli interventi da realizzare in ciascun anno; il programma dovrà privilegiare le realizzazioni più urgenti per il decongestionamento dei centri urbani mediante la creazione di parcheggi finalizzati all' interscambio con sistemi di trasporto collettivo e dotati anche di aree attrezzate per veicoli a due ruote. L' inserimento nel programma di parcheggi finalizzati all' interscambio con sistemi di trasporto collettivo situati anche
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1. Esaurita la procedura di cui all' articolo 6, il Presidente del Consiglio dei ministri o, per sua delega, il Ministro per i problemi delle aree urbane, entro 60 giorni dall' approvazione del programma, su parere, da esprimersi entro 30 giorni dalla richiesta, della commissione interregionale di
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1. Per la concessione dei contributi previsti dall' articolo 7 é autorizzato il limite di impegno quindicennale di lire 50 miliardi per ciascuno
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1. I proprietari di immobili possono realizzare nel sottosuolo degli stessi ovvero nei locali siti al piano terreno dei fabbricati parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti. "Tali parcheggi possono essere realizzati, ad uso esclusivo dei residenti, anche nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne al fabbricato, purché non in contrasto con i piani urbani del traffico, tenuto conto dell'uso della superficie sovrastante e compatibilmente con la tutela dei corpi idrici".N1 Restano in ogni caso fermi i vincoli previsti dalla legislazione in materia paesaggistica ed ambientale ed i poteri attribuiti dalla medesima legislazione alle regioni e ai Ministeri dell' ambiente e per i beni culturali ed ambientali da esercitare motivatamente nel termine di 90 giorni. "I parcheggi stessi, ove i piani urbani del traffico non s
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1. Gli enti concessionari di autostrade o le società da essi appositamente costituite possono realizzare e gestire in regime di concessione infrastrutture di sosta e corrispondenza e relative adduzioni, purché connesse alla rete autostradale e finalizzate all' interscambio con sistemi di trasporto collettivo.
2. La localizzazione e il dimensionamen
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1. Le opere e gli interventi previsti dalla presente legge costituiscono opere di urbanizzazione anche ai sensi dell' articolo 9, primo
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Artt. 12. - 25
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1. All' onere derivante dall' attuazione della presente legge, valutato in lire 150 miliardi per l' anno 1989, in
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1. Per l' esercizio delle competenze di cui alla presente legge il Ministro per i problemi delle aree urbane si avv
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1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, o per sua delega, il Ministro per i problemi delle aree
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Par. Aut. Vigilanza Contratti Pubbl. 16/06/2010, n. 116
1. Il riconoscimento di un diritto di prelazione in capo ad una società, già concessionaria di altri servizi con il medesimo ente, quand’anche possa dispiegare i propri effetti esclusivamente in caso di parità di punteggi e di posizione paritaria nella graduatoria finale, in modo tale da consentire il confronto concorrenziale e l’aggiudicazione della gara ad altra società, appare comunque idoneo, nel caso di ex aequo, ad assicurare alla società attualmente concessionaria una posizione di vantaggio di per sé lesiva dei principi di parità di trattamento e non discriminazione di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 163/2006.
2. L’art. 42, co. 3, D.lgs 12 aprile 2006, n. 163 - nel prescrivere che i requisiti di capacità tecnica e professionale dei prestatori dei servizi non possono eccedere l'oggetto dell' appalto - implicitamente richiede che l'individuazione di tali requisiti sia proporzionata al valore presuntivo posto a base d'asta e sia comunque idonea a fornire in concreto maggiori garanzie alla stazione appaltante, in quanto una diversa previsione si risolve in una ingiustificata limitazione della platea dei possibili concorrenti.
3. In presenza di clausole escludenti, cioè di clausole che precludono la partecipazione alla gara, impedendo l’ammissione alla stessa, e di quelle che non consentono di effettuare un’offerta concorrenziale, l’onere di presentare la domanda di partecipazione costituisce un inutile aggravio a carico dell’impresa. Pertanto, laddove la richiesta di parere ex art. 6, co. 7, lett. n), investa questioni di massima che riguardino aspetti cruciali delle regole di concorrenza, sulla cui corretta osservanza l’Autorità è deputata a vigilare, sussiste l’interesse strumentale di un soggetto non partecipante all’enunciazione dei principi che possano orientare anche in futuro le stazioni appaltanti nella stesura di bandi di gara nel rispetto delle regole di mercato.
Risoluz. Ag. Entrate 06/06/2002, n. 173/E
Interpello 954-129/2002 - Art. 11, legge 27.7.2000, n. 212. Comune di ... Trattamento applicabile all’attività di autoparcheggio su fabbricato.
L’Agenzia delle entrate chiarisce quale sia il trattamento ai fini Iva delle attività di costruzione e gestione di parcheggi comunali. Il principio su cui si basa la soluzione prospettata è che la detrazione d’imposta ai fini Iva è consentita solo per la parte in cui i beni e servizi vengano utilizzati per operazioni imponibili, da determinare con criteri oggettivi, ed a condizione che il comune o l’ente pubblico interessato adotti una contabilità separata per le operazioni commerciali e non commerciali.
Circ. Ass.R. Sicilia 18/04/1990, n. 1
Direttive in ordine alla disciplina dei parcheggi privati ex legge n. 122/89, al contributo sul costo di costruzione e sugli oneri di urbanizzazione, alla sentenza della Corte costituzionale n. 487/89, agli impianti di acquacoltura.
1. Edilizia e urbanistica - Piazzale asfaltato in zona agricola - Inammissibilità. 2. Edilizia e urbanistica - Parcheggi pertinenziali - Nozione.
1. Non è conciliabile con la destinazione urbanistica dell’area ad agricola, e pertanto non ammissibile, la realizzazione di un piazzale asfaltato, in quanto lo stesso altera lo stato dei luoghi e costituisce un intervento di permanente trasformazione edilizia e urbanistica del territorio disciplinato dall'art. 3, D.P.R. n. 380 del 2001 che, essendo subordinato al permesso di costruire, deve necessariamente rispettare le tipologie e le destinazioni d'uso funzionali consentite per la zona agricola.
2. Ai sensi dell'art. 9, comma 1, L. 24 marzo 1989, n. 122, i proprietari di immobili possono realizzare, nei locali siti al piano terreno dei fabbricati, parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti a condizione che si tratti di parcheggi “pertinenziali”, nel senso che devono essere al servizio di singole unità immobiliari e fruibili solo da chi si trova in un determinato rapporto con tali unità immobiliari, con contiguità fisica tra il fabbricato principale e l'area asservita.
Sent. C. Stato 23/05/2016, n. 2116
Edilizia e urbanistica - Parcheggi pertinenziali - Definizione - Funzione di servizio alle singole unità immobiliari - Necessità.
In materia edilizia ai fini dell'applicazione dell'art. 9, comma 1, della L. 122/1989 in tema di parcheggi pertinenziali, è necessaria l'esistenza di un rapporto di servizio con le singole unità immobiliari, per tale dovendosi intendere un vincolo di inscindibilità tra singolo posto auto e specifica unità immobiliare, con la conseguente fruibilità solo da parte del soggetto che si trova in un determinato rapporto con tale unità.
1. Edilizia e immobili - Attività edilizia - Titoli abilitativi - Permesso di costruire - Inizio dei lavori anteriore al ritiro - Legittimità. 2. Edilizia e immobili - Attività edilizia - Titoli abilitativi - Permesso di costruire - Opere di abbancamento - Non occorre. 3. Edilizia e immobili - Attività edilizia - Parcheggi - Art. 9, L. 122/1989 - Applicabilità in zona agricola - Esclusione.
1. Poiché il permesso di costruire non è atto recettizio, l'inizio dei lavori anteriore al ritiro del permesso di costruire (già rilasciato) non può di certo essere considerato abuso edilizio e, in particolare, costruzione in assenza di permesso di costruire.
2. Le opere di abbancamento di macerie, terra e ghiaia ed uno scavo di sbancamento, modificando stabilmente la precedente conformazione dell'area per adattarla ad un impiego diverso rispetto alla sua condizione naturale ed oggettivamente stabile, destinato cioè ad un uso non meramente contingente ma prolungato nel tempo, concretano una trasformazione del territorio rilevante - oltre che dal punto di vista paesaggistico - da quello urbanistico-edilizio, come tale soggetta a permesso di costruire sulla base della definizione generale di cui all'art. 3, comma 1, lettera e) del D.P.R. 06/06/2001, n. 380.
3. L'art. 9 della L. 24/03/1989, n. 122, nella parte in cui assoggetta la realizzazione di parcheggi ad autorizzazione gratuita e non a concessione, costituisce norma eccezionale che, derogando agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi vigenti, deve intendersi riferita al parcheggio realizzato nello stesso fabbricato ove sono situate le unità immobiliari di cui il parcheggio costituisce pertinenza e, soprattutto, è applicabile alle sole aree urbane (nella specie, invece, si trattava di zona agricola).
Urbanistica - Distanze tra le costruzioni - L'obbligo del rispetto si applica anche ai parcheggi sotterranei.
La distanza di sicurezza tra le costruzioni deve essere rispettata anche per la costruzione di un parcheggio interrato. E se le fondazioni dell'edificio condominiale si trovano a distanza non legale o, addirittura, sconfinano nell'are destinata a parcheggio, sarà la ditta costruttrice dello stesso a dover arretrare l'opera. Anche laddove non fossero applicabili le distanze previste dal prontuario tecnico del Comune, si applica comunque, in via analogica, l'articolo 889 del Codice civile che prescrive una distanza minima dal confine di due metri. Considerato che la distanza tra area del parcheggio e plinti di fondazione del fabbricato condominiale era, in ogni caso, inferiore a quella prescritta, il Tar ha ritenuto che la riscontrata violazione delle distanze non potesse essere sanata in sede di redazione del progetto esecutivo. (La sentenza ha confermato l'annullamento del permesso di costruire relativo a un'area di parcheggio privata perché troppo vicina alle fondazioni dell'edificio condominiale confinante).
Anche il parcheggio interrato, da realizzare ai sensi dell'art. 9 della L. n. 122/1989, in quanto struttura servente all'uso abitativo e, comunque, posta nell'ambito della fascia di rispetto cimiteriale, rientra tra le costruzioni edilizie del tutto vietate dalla disposizione di cui all'art. 338 del R.D. n. 1265/1934.
Fisco e previdenza - Imposte indirette - Iva - Autorimessa - Vendita successiva - Aliquota agevolata - Inapplicabilità.
Le norme che prevedono aliquote agevolate costituiscono eccezione al regime ordinario generale e, quindi, spetta al contribuente provare l’esistenza dei presupposti, per la loro applicazione, posti a fondamento della relativa richiesta. Nell’ipotesi di vendita da parte di una società di pertinenze (box-autorimesse) con atto separato a soggetti già proprietari degli appartamenti, l’aliquota Iva applicabile è quella ordinaria, non quella agevolata, salvo che la società dimostri di aver costruito gli immobili, sin dall’inizio, con le autorimesse, oppure che i box rientravano in uno specifico programma con il Comune per la loro fabbricazione. (Nel caso in esame la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che ha contestato ad una società l’applicazione dell’aliquota Iva del 10% adottata per la cessione separata dei box-autorimesse rispetto alle unità principali non di lusso e diverse dalla prima casa).
Sent. TAR. Campania Napoli 24/01/2014, n. 506
1. Urbanistica - Distanze tra le costruzioni - Calcolo - Balconi - Se profondi ed ampi rientrano tra i corpi di fabbrica computabili. 2. Urbanistica - Distanze tra le costruzioni - Calcolo - Principio della prevenzione - Inapplicabilità. 3. Urbanistica - Parcheggi pertinenziali - Realizzati totalmente o parzialmente fuori terra - Volumetria - Non computabilità.
1. In materia di distanze tra le costruzioni, deve ritenersi in generale che, ai fini del computo delle distanze, assumono rilievo tutti gli elementi costruttivi, anche accessori, qualunque ne sia la funzione, aventi i caratteri della solidità, della stabilità e della immobilizzazione, salvo che non si tratti di sporti e di aggetti di modeste dimensioni con funzione meramente decorativa e di rifinitura; in particolare anche i balconi di apprezzabile profondità ed ampiezza rientrano tra i corpi di fabbrica computabili nelle distanze.
2. Nel caso in cui gli strumenti urbanistici stabiliscano determinate distanze dal confine e nulla aggiungano sulla possibilità di costruire in aderenza od in appoggio, la preclusione di dette facoltà non consente l'operatività del principio della prevenzione e non è quindi consentito al preveniente costruire sul confine, ponendo il vicino, che intenda a sua volta edificare, nell'alternativa di chiedere la comunione del muro e di costruire in aderenza, con la conseguenza che la distanza dal confine prescritta dallo strumento urbanistico è assoluta.
3. In merito alle autorimesse poste al pianterreno di nuove unità immobiliari a destinazione abitativa queste non vanno considerate nel calcolo della volumetria e della superficie assentibile. Infatti, secondo la L. n. 122 del 1989, la realizzazione di parcheggi pertinenziali, anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, è consentita sia ai piani interrati che al piano terra dei fabbricati.
Sent. C. Cass. pen. 16/11/2011, n. 45068
Urbanistica - Parcheggi - Parcheggio pertinenziale - Nozione.
La realizzazione di parcheggi in forza del regime agevolato previsto dall'art. 9 della legge n. 122 del 1989 può avvenire ad opera di terzi e in aree anche non limitrofe a quelle ove insistono gli immobili, a condizione che detti immobili siano individuati al momento di presentazione della DIA, così da assicurare in concreto l'esistenza di una relazione pertinenziale tra i parcheggi e le singole unità e da escludere che si versi in ipotesi di iniziativa speculativa, ipotesi soggetta all'ordinaria disciplina urbanistica ed edilizia.
Sent. Breve C. Stato 13/07/2011, n. 4234
Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Ex art. 9 della l. 122/89 (c.d. legge Tognoli) - Presupposti per l’applicabilità di quest’ultima norma - Necessità che i parcheggi siano interamente realizzati al di sotto dell’originario piano naturale di campagna - Sussiste.
La realizzazione di autorimesse e parcheggi, ai sensi dell’art. 9, 1° comma, della L. n. 122/89 è condizionata dal fatto che questi siano realizzati nel sottosuolo per l’intera altezza, opera cioè solo nel caso in cui, i parcheggi da destinare a pertinenza di singole unità immobiliari, siano totalmente al di sotto dell’originario piano naturale di campagna. Qualora invece non si rispetti tale condizione, la realizzazione di un’autorimessa non può dirsi realizzata nel sottosuolo, per cui in tali casi si applica la disciplina urbanistica dettata per le ordinarie nuove costruzioni fuori terra dal P.R.G., anche per quanto concerne il pagamento dei contributi concessori.
Sent. C. Stato 13/07/2011, n. 4234
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggi - Realizzazione gratuita - Presupposto ex art. 9, c.1, L. 89/122 - Parcheggi sotto originario piano di campagna - Necessità
1. La norma dell’art. 9, L. 24 marzo 1989 n. 122, che consente di realizzare gratuitamente «nel sottosuolo» parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, è una norma che ponendosi in deroga «…agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti… » è di stretta interpretazione per cui deve trovare rigorosa applicazione solo nelle fattispecie in essa espressamente previsti. La suddetta realizzazione di autorimesse e parcheggi, è pertanto condizionata dal fatto che questi siano realizzati nel sottosuolo per l’intera altezza.
Sent. C. Stato 27/11/2010, n. 8260
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Parcheggio interrato - Irrilevante ai fini altezza fabbricato
1. Ai sensi dell’art. 9, L. 24 marzo 1989 n. 122, la realizzazione di parcheggi ed autorimesse è soggetto alla disciplina urbanistica dettata per le ordinarie nuove costruzioni solo se effettuate al di sopra del piano di campagna naturale, la realizzazione di un parcheggio interamente interrato non comporta la creazione di nuova volumetria esterna ed è quindi, irrilevante ai fini del computo dell’altezza massima consentita per il fabbricato.
Sent. C. Stato 18/10/2010, n. 7549
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggi - In aree esterne (non immediatamente contigue) ai fabbricati - Realizzazione - Ammissibilità
1. Ai sensi dell’art. 9, c.1, L. 24 marzo 1989 n. 122 (cd. legge Tognoli) - secondo cui possono costruirsi parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari di un fabbricato anche in deroga a piani regolatori ed a regolamenti edilizi - i parcheggi da eseguire nel sottosuolo di aree esterne ai fabbricati (a differenza di quelli a piano terra o nel sottosuolo dei fabbricati) possono essere realizzati anche da terzi (e non necessariamente dal proprietario del fabbricato). I parcheggi anzidetti possono essere anche costruiti su aree esterne non immediatamente contigue al fabbricato stesso.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Spazi relativi - Interventi legislativi succedutisi - Diverse tipologie di parcheggio
1. In tema di spazi destinati a parcheggi privati, in complessi condominiali di una nuova costruzione, il susseguirsi d’interventi legislativi incidenti sulla limitazione dell’autonomia privata in ordine alle dimensioni minime di tali spazi e al regime di circolazione, ha determinato l’esistenza di tre diverse tipologie di parcheggio, assoggettate a regimi giuridici differenziati tra loro: a) i parcheggi soggetti ad un vincolo pubblicistico di destinazione, produttivo di un diritto reale d’uso in favore dei condomini e di un vincolo pertinenziale ex lege che non ne esclude l’alienabilità separatamente dall’unità immobiliare, disciplinati dall’art. 18 della L. 6 agosto 1967 n. 765 (art. 41 sexies della L. 17 agosto 1942 n. 1150); b) i parcheggi soggetti al vincolo pubblicistico d’inscindibilità con l’unità immobiliare, introdotti dall’art. 2 della L. 24 marzo 1989 n. 122, assoggettati ad un regime di circolazione controllata e di utilizzazione vincolata e, conseguentemente non trasferibili autonomamente; c) i parcheggi non rientranti nelle due specie sopra illustrate, perchè realizzati in eccedenza rispetto agli spazi minimi inderogabilmente richiesti dalla disciplina normativa pubblicistica, ad utilizzazione e a circolazione libera; d) i parcheggi disciplinati dall’art. 12, c. 9, della L. 28 novembre 2005 n. 246 di definitiva liberalizzazione del regime di circolazione e trasferimento delle aree destinate a parcheggio ma con esclusivo riferimento al futuro, ovvero alle costruzioni non ancora realizzate e a quelle per le quali non sia ancora intervenuta la stipulazione delle vendite delle singole unità immobiliari, al momento della sua entrata in vigore.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Parcheggio - Disciplina ex art. 41 sexies, L. 42/1150 - Installazione di autorimessa negli spazi relativi - Conseguenze
1. Il vincolo pubblicistico - imposto dall’art. 41 sexies della L. 42/1150, come modificato prima dall’art. 18 della L. 67/765 e poi dall’art. 2 della L. 89/122 - secondo cui nelle aree di pertinenza delle nuove costruzioni devono essere riservati a parcheggio appositi spazi, non può vedersi realizzato ove su tali spazi venga installata un’autorimessa; ne consegue che, in un caso del genere, la domanda con la quale il privato proprietario titolare del diritto di uso del parcheggio abbia chiesto la declaratoria di nullità del contratto col quale l’originario costruttore aveva alienato ad un terzo l’area poi utilizzata per l’autorimessa non implica l’inammissibilità della domanda subordinata di riconoscimento del diritto d’uso sulla medesima area da adibire a parcheggio, non essendo quest’ultima in alcun modo dipendente da quella di nullità.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Parcheggio - Disciplina ex art. 9, c. 1 L. 89/122 - Parcheggio fuori del perimetro dell’originario fabbricato - Completamente interrato - Necessità.
1. L’art. 9, 1° c. della L. 24 marzo 1989 n. 122 (testo con successive modifiche ex art. 17 L. 15 maggio 1997 n. 127 e da ultimo ex art. 37 L. 7 dicembre 1999 n. 472) distingue a seconda che i parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari siano realizzati all’interno del perimetro del fabbricato esistente ovvero (dopo la modifica di cui all’art. 17 della legge n. 127/1997) in aree pertinenziali esterne. Nella prima fattispecie è ammessa la realizzazione nel sottosuolo degli immobili ovvero nei locali siti al piano terreno; nella seconda fattispecie il parcheggio può essere realizzato unicamente «nel sottosuolo». Ne consegue che il manufatto, da realizzarsi al di fuori del perimetro dell’originario fabbricato, deve essere completamente interrato non rilevando, per dato letterale e logico inequivocabile, il fatto che la struttura risulti interrata parzialmente su due lati.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Contributi - Autorimessa edificata fuori terra - Soggetta alla disciplina urbanistica come nuova costruzione - Contributi dovuti.
1. La realizzazione di autorimesse e parcheggi destinati al servizio di fabbricati esistenti è soggetta ad autorizzazione gratuita esclusivamente se effettuata totalmente al di sotto del piano di campagna naturale. Le autorimesse edificate fuori terra non rientrano nell’ambito di operatività dell’art. 9 L. 24 marzo 1989 n. 122, sicché sono soggette alla disciplina urbanistica come ordinarie nuove costruzioni.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Realizzazione ex art. 9, c.1, L. 89/122 - Criterio.
1. Ai sensi dell'art. 9, c. 1, L. 24 marzo 1989 n. 122, i proprietari degli immobili di un fabbricato possono realizzare parcheggi da destinare a pertinenze delle singole unità immobiliari nei locali del piano terra o nel sottosuolo dello stesso fabbricato o nell'area comune esterna.
Sent. C. Stato 10/02/2006, n. 551
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggi - Costruzione nel sottosuolo o piano terra di immobili esistenti - Ammissibilità.
1. Secondo il disposto dell'art. 9 L. 122/1989 (c.d. legge Tognoli), i proprietari di immobili, possono realizzare nel sottosuolo degli stessi oppure nei locali siti al piano terreno dei fabbricati parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti. Tali parcheggi possono essere realizzati, ad uso esclusivo dei residenti, anche nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne al fabbricato, purché non in contrasto con i piani urbani del traffico, tenuto conto dell'uso della superficie sovrastante e compatibilmente con la tutela dei corpi idrici; fermi restando in ogni caso i vincoli previsti dalla legislazione in materia paesaggistica ed ambientale.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Apposite aree - Obbligo di cessione in proprietà - Esclusione - Cessione in comproprietà pro-quota - Ammissibilità.
1. In tema di aree destinate a parcheggio interne o circostanti ai fabbricati di nuova costruzione, il vincolo di natura pubblicistica imposta dall’art. 41 sexies L. 17 agosto 1942 n. 1150 come introdotto dall’art. 18 L. 6 agosto 1967 n. 765, che riserva l’uso diretto dei relativi spazi alle persone che stabilmente occupano le singole unità immobiliari del fabbricato, non comporta anche l’obbligo della cessione in proprietà da parte dell’originario costruttore dell’intero edificio il quale, in quanto sia rispettata la destinazione di legge, può riservarsi la proprietà o cederla a terzi; ove, poi, qualora nei titoli di acquisto non vi sia stata al riguardo alcuna riserva o sia stato omesso qualunque riferimento, gli spazi destinati a parcheggio vengono ceduti in comproprietà pro quota, quali pertinenze delle singole unità immobiliari secondo il regime previsto dagli artt. 817 e 818 Cod. civ. in considerazione del vincolo pertinenziale stabilito dagli artt. 18 L. n. 765 del 1967 cit. e 26 L. 28 febbraio 1985 n. 47, venendo così a fare parte delle cose comuni di cui all’art. 1117 Cod. civ.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Spazi per parcheggi in nuove costruzioni - Superficie minima obbligatoria - Raddoppiata con L. 89/122 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Spazi per parcheggi in nuove costruzioni - Vincolo pubblicistico di destinazione - Conseguenze.
1. In tema di urbanistica, la L. 89/122 - recante disposizioni in materia di parcheggi e di aree urbane maggiormente popolate - che, nel raddoppiare la superficie minima obbligatoria degli spazi da destinare ad aree di parcheggio delle nuove costruzioni, contempla l'inderogabilità del vincolo pubblicistico di destinazione come connotazione necessaria del rapporto pertinenziale, deve ritenersi meramente confermativa di un principio desumibile già dall'art. 41 sexies della L. 42/1150, sì come introdotto dall'art. 18 della L. 67/765. 2. In tema di urbanistica, la presenza del vincolo pubblicistico di servizio, quale limitazione legale della proprietà privata, esistente tra il fabbricato e l'area destinata a parcheggio rende incompatibile qualsiasi pattuizione privata che ne comporti l'elusione, non esclusa quella che, dietro l'apparenza della non mutata destinazione obbiettiva delle aree, ne lasci la disponibilità a terzi, permettendo di fatto un uso diverso o, comunque, dipendente da fattori soggettivi, variabili ed occasionali, quali, ad esempio, la disponibilità del terzo, proprietario esclusivo delle aree, a locare i posti macchina al proprietario o ai proprietari delle unità abitative, e ciò in palese contraddizione con i poteri che il vincolo reale attribuisce al titolare.
Sent. C. Stato 06/02/2003, n. 599
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Realizzazione ex art. 9 L. 89/122 - Anche in cortile di pertinenza dell'edificio.
1. Alla realizzazione di parcheggi a servizio del relativo edificio - prevista dall'art. 9 della L. 24 marzo 1989 n. 122 anche in deroga a norme e piani urbanistici ed a regolamenti edilizi - può procedersi non soltanto nel corpo dell'edificio ma anche in un cortile di sua pertinenza, pur senza l'osservanza della normativa sulle distanze dai confini.
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggi - Edifici già esistenti - Realizzazione ex art. 9 L. 1989/122 - Edifici nuovi - Realizzazione ex art. 2, comma 2, L. cit.
1. Per gli edifici già esistenti, i parcheggi da destinare a pertinenza dei singoli appartamenti in locali di piano terra o del piano interrato sottostante, anche in deroga alle vigenti norme di edilizia ed urbanistica, possono essere realizzati ai sensi dell'art. 9 della L. 24 marzo 1989 n. 122; per i nuovi edifici, invece, vi è l'obbligo di riservare appositi spazi per i parcheggi in ragione di almeno 1 m² per ogni 10 m² di costruzione, ai sensi del precedente art. 2, 2° comma, L. cit. (che ha sostituito l'art. 41 sexies della L. 17 agosto 1942 n. 1150).
1. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggio - Vendita di immobile che non lo comprende - Nullità della clausola che l'esclude - Validità dell'atto di vendita - Diritto acquirente al trasferimento parcheggio - Sussistenza - Contro ulteriore pagamento.
1. La violazione o l'elusione, in un contratto di vendita immobiliare, del vincolo pubblicistico di destinazione a parcheggio degli spazi da utilizzare per tale scopo, di cui all'art. 41 L. 1942/1150 e art. 9 L. 1989/122 rende nulle le clausole che hanno tale effetto, ma non anche l'intero negozio, sicché il trasferimento del bene resta valido ed efficace, ma all'acquirente compete il diritto di ottenere il trasferimento anche della relativa pertinenza, verso il pagamento di un ulteriore specifico compenso.
Sent. CGAR. Sicilia 26/06/2000, n. 299
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Parcheggio - Ex art. 9 L. 89/122 - Norma inapplicabile per struttura autonoma anche se interrata per due lati.
1. Ai sensi dell'art. 9 della L. 24 marzo 1989 n. 122 i proprietari di immobili possono realizzare, nel sottosuolo degli stessi o nei locali di piano terra, parcheggi come pertinenze delle singole unità immobiliari; ma tale norma non è applicabile a strutture autonome, anche se completamente interrate per 2 lati, perché non si può stabilire un rapporto pertinenziale tra il fabbricato e tali strutture.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Parcheggio - Normativa ex L. 1989 n. 122 - Conferma delle preesistenti L. 1985 n. 47 e 1967 n. 765.
1. L'entrata in vigore della L. 24 marzo 1989 n. 122 che ha vietato l'alienazione delle aree destinate a parcheggio ai sensi dell'art. 18 della L.6 agosto 1967 n. 765 separatamente dall'unità immobiliare di cui costituiscono pertinenza non ha inciso sulla previgente disciplina, dato che l'obbligo di riservare appositi spazi di parcheggi nelle aree di pertinenza era già previsto dalla citata disposizione della L. 765/67 nonché dalla L. 28 febbraio 1985 n. 47.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Parcheggio - Normativa ex art. 9 L. 1989 n. 122 - Non si applica a edifici nuovi.
1. I parcheggi destinati a pertinenze delle singole abitazioni di un edificio, ai sensi dell'art. 9 della L. 24 marzo 1989 n. 122, possono essere realizzati nel sottosuolo degli immobili o nei locali di piano terra, anche in deroga ai vigenti regolamenti edilizi e piani urbanistici, ma esclusivamente nei fabbricati preesistenti; tale normativa non può pertanto applicarsi nelle concessioni edilizie relative alla costruzione di nuovi edifici.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Parcheggio - Deroga ex art. 9 L. 1989 n. 122 - Esclusione per edifici nuovi. 2. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Individuazione dei rapporti col nulla osta paesaggistico - Conseguenze. 3. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Annullamento d'ufficio - Necessità di motivazione per interesse pubblico.
1. L'art. 9 L. 24 marzo 1989 n. 122, che consente parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari nel sottosuolo degli immobili ovvero nei locali a piano terra, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti, si applica unicamente all'ipotesi di fabbricati preesistenti e non può pertanto riguardare le concessioni edilizie per la realizzazione di edifici nuovi. 2. I procedimenti preordinati al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica ai sensi dell'art. 7 L. 29 giugno 1939 n. 1497 e della concessione edilizia sono autonomi, rispondendo a diverse finalità, per cui se l'autorizzazione paesaggistica è sempre condizione per il rilascio della concessione edilizia nelle zone vincolate, non è richiesta una nuova valutazione dell'organo competente alla tutela del paesaggio nell'ipotesi in cui l'Autorità comunale intenda procedere all'annullamento della concessione edilizia per motivi diversi da quelli paesaggistici ed ambientali già valutati da tale organo. 3. La motivazione in ordine alla sussistenza dell'interesse pubblico che giustifichi l'annullamento d'ufficio di una concessione edilizia è necessaria anche se l'annullamento sia collegato ad una erronea rappresentazione degli elementi di fatto posti a base dell'atto autorizzato.
1. Edilizia ed urbanistica - Aree per parcheggi - Vincolo pubblicistico di destinazione - Operatività sia per l'acquirente che per il costruttore - Diritto del costruttore al pagamento del corrispettivo.
1. Il vincolo di destinazione a parcheggio degli appositi spazi nelle nuove costruzioni, in favore dei proprietari delle unità immobiliari site nei fabbricati, scaturisce da norme di carattere imperativo che operano a vantaggio sia dell'acquirente che del costruttore di tali unità, nel senso che se quest'ultimo, è tenuto a destinare i menzionati spazi in favore del primo, il primo non può sottrarsi all'acquisto del diritto ed al pagamento del corrispettivo in favore del secondo; ne deriva che, una volta che in giudizio sia chiesta l'applicazione della norma imperativa, questa deve trovare integrale applicazione e, con la sostituzione di diritto di eventuale clausola negoziale nulla e la costituzione del diritto reale d'uso, sorge per il proprietario costruttore il diritto a percepire il compenso.
1. Edilizia ed urbanistica - Parcheggi - Area riservata, secondo legge, dal proprietario costruttore - Diritto al corrispettivo - Conseguenze.
1. Il proprietario costruttore, che in ottemperanza alle prescrizioni di legge (artt. 18 L. 6 agosto 1967 n. 765; 26, 4° c., L. 28 febbraio 1985 n. 47; L. 24 marzo 1989 n. 122) abbia riservato apposita area a finalità di parcheggio, ha diritto al corrispettivo da parte dei proprietari delle unità abitative cui spetta il diritto reale di uso di tale area e, configurandosi il primo come una mera conseguenza della costituzione di questo secondo diritto, ne discende che il suo riconoscimento giudiziale si pone come pronunzia meramente conseguenziale a quella sul riconoscimento dell'uso, senza necessità di apposita istanza, che diviene necessaria solo quando l'interessato intenda altresì ottenere la liquidazione del compenso.
1. Edilizia ed urbanistica - Concessione edilizia - Silenzio assenso - Formazione - In caso di contrasto fra domanda e strumento urbanistico - Esclusione. 2. Edilizia ed urbanistica - Attività edilizia - Parcheggi - Standards urbanistici - Piani di recupero ante L. 1989 n. 122 - Applicabilità nuova normativa.
1. Non si forma il silenzio assenso sulla domanda di concessione edilizia, ai sensi dell'art. 8 L. 25 marzo 1982 n. 94, in caso di difformità della richiesta di concessione edilizia dallo strumento urbanistico. 2. Dopo l'entrata in vigore della L. 24 marzo 1989 n. 122, il cui art. 2 ha modificato lo standard edilizio previsto dall'art. 18 L. 6 agosto 1967 n. 765, la misura dello standard a parcheggio, anche nell'ambito del piano di recupero già definito dal Comune, è quello risultante dalla nuova normativa, la quale trova applicazione nei limiti in cui quello strumento urbanistico attuativo ha richiamato lo standard previsto dalla legge urbanistica.
Sent. C. Stato 03/10/1992, n. 939
1. Edilizia ed urbanistica - Piano regolatore - Opere di urbanizzazione primaria - Parcheggio - Vi rientra - Condizioni.
1. Uno spazio di parcheggio può essere considerato opera di urbanizzazione primaria quando sia non solo rispondente all'interesse pubblico ma anche utilizzabile dalla collettività, ferma la necessità dell'elemento soggettivo della riferibilità dell'opera alla Pubblica amministrazione sotto il duplice profilo del fatto della concessione di un pubblico servizio e della traslazione dell'opera in proprietà di un soggetto pubblico.
1. Edilizia ed urbanistica - Piano regolatore - Nuove costruzioni - Riserva di appositi spazi di parcheggio - Diritto d'uso di queste aree a favore dei condomini - Limiti e condizioni.
1. L'art. 41 sexies della L. urbanistica 17 agosto 1942 n. 1150 introdotto dall'art. 18 della L. 6 agosto 1967 n. 765 (cosiddetta legge ponte) nel prescrivere che nelle nuove costruzioni debbono essere riservati appositi spazi di parcheggio, pone un vincolo pubblicistico di destinazione di dette aree al servizio delle unità abitative dei condomini che si traduce in un diritto reale di uso dell'area di parcheggio a favore degli stessi, tale regime, che è rimasto immutato anche dopo l'entrata in vigore della L. 28 febbraio 1985 n. 47, il cui art. 26, u.c., stabilisce che gli spazi anzidetti costituiscono pertinenze, non comporta, peraltro, che le aree di Parcheggio, fermo restando il vincolo di destinazione, rientrino fra le parti comuni dell'edificio a norma dell'art. 1117 C.c., né che il loro godimento da parte del proprietario dell'unità abitativa debba essere gratuito, ove le dette aree siano rimaste di proprietà del costruttore o di un terzo.
Trattamento IVA autorimessa venduta dopo l’abitazione (Cass. 1735/2014)
La Corte di Cassazione chiarisce che le norme agevolative costituiscono un’eccezione rispetto alle disposizioni ordinarie; spetta quindi al contribuente provare l’esistenza dei presupposti per la loro applicazione.
Nozione di parcheggio pertinenziale (Cass. 45068/2011)
La Corte di Cassazione, nel giudicare illegittima la regolamentazione del Comune di Roma per l’attuazione delle disposizioni della «legge Tognoli», si pronuncia sulla nozione di parcheggio pertinenziale.
Parcheggi "Tognoli" in aree pertinenziali esterne (C. Stato 1842/2010)
Legittimo il titolo edilizio per la realizzazione di parcheggi pertinenziali, ai sensi della L. 122/1989, rilasciato ad un soggetto diverso dai proprietari degli immobili, per la realizzazione di parcheggi in aree pertinenziali esterne.
I parcheggi sotterranei pagano la tassa rifiuti da Italia Oggi
Legge Tognoli solo in città da Italia Oggi Sette
Veicoli elettrici, molto da fare da Italia Oggi Sette

References: articolo 13
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 2
 articolo 6
 articolo 7
 articolo 9
 art. 6
 Art. 11
 sentenza 
 Art. 9
 sentenza 
 Cass. 
 art. 9
 art. 9
 art. 41
 art. 9
 art. 17
 art. 37
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 2
 art. 2
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 9
 art. 2
 art. 26