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UNIVERSITA' DEGLI STUDI G. d Annunzio Chieti-Pescara. Facoltà di Medicina e Chirurgia - PDF
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1 UNIVERSITA' DEGLI STUDI G. d Annunzio Chieti-Pescara Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea in Infermieristica Presidente: Prof. Marisa Cacchio Tesi di Laurea L osservazione breve intensiva: analisi del ruolo infermieristico, quale risorsa professionale di raccordo con i servizi ospedalieri e territoriali, allineata alle regole di efficienza organizzativa e continuità delle cure. Laureando: Paola MILANI Relatore Chiar.mo Prof. Giancarlo DIBATTISTA A.A. 2009/2010
2 INDICE INTRODUZIONE pag. 1 METODOLOGIA pag. 5 Parte I PANORAMICA D INSIEME DELL OSSERVAZIONE BREVE INTENSIVA E UNITA OPERATIVE SATELLITI I.1 L osservazione Breve pag. 7 I1.1 Caratteristiche assistenziali salienti pag. 9 I.2 Unità Operative Ospedaliere pag. 13 I2.1 Caratteristiche organizzative salienti pag. 16 I.3 Unità Operative territoriali pag. 18 I3.1 Caratteristiche organizzative generali e tempi di attivazione pag. 24 I.4 Il paziente ricoverato in regime di osservazione breve: bisogni e aspettative pag. 28 Parte II EFFICIENZA ORGANIZZATIVA IN SANITA pag. 29 Parte III SELEZIONE DI MODELLI ASSISTENZIALI INFERMIERISTICI ALLINEATI ALLA CONTINUITA DELLE CURE III.1 Tipologie di modelli assistenziali pag. 31 III.2 Case management pag. 33 CONCLUSIONI pag. 49 BIBLIOGRAFIA pag. 52 I
3 INTRODUZIONE Il sistema assistenziale sanitario italiano è sottoposto, ormai da anni, ad una forte spinta verso lo sviluppo di una maggiore efficienza organizzativa. In un era di forti cambiamenti nel campo sanitario come quelli che stiamo vivendo, per la sopravvivenza dei sistemi sanitari e delle organizzazioni sanitarie e per garantire l appropriatezza delle cure ai cittadini, occorre trovare modelli innovativi di controllo dei costi e di contestuale incremento della qualità ed efficienza dei servizi sanitari. La sanità, sconvolta da un impennata senza fine della domanda, delle tecnologie mediche e caratterizzata da una scarsità rilevante di risorse, impone sostanziali innovazioni organizzative ed imprenditoriali. Il cambiamento è l indubbio filo conduttore della evoluzione della professione sanitaria e, in misura più ampia, di tutta la sanità italiana. La riforma sanitaria avviata in Italia si colloca all interno di un vasto movimento di revisione dei sistemi sanitari, che ha condotto alla ricerca di un nuovo equilibrio tra chi deve beneficiare di un servizio, i professionisti che lo erogano e chi finanzia e gestisce il sistema stesso. La capacità di leggere ed interpretare criticamente i processi di funzionamento e di cambiamento che caratterizzano il nostro sistema sanitario permette di individuare le direzioni che ogni professione dovrà e potrà seguire, sia per adattarsi al cambiamento, sia per anticiparlo. La rapida espansione dei costi verificatasi negli ultimi anni ha stimolato la necessità di riorganizzare la gestione di spesa: tutti i professionisti sono stati chiamati a farsi garanti di questo rinnovamento e ognuno, nel proprio ambito, è stato incaricato di migliorare la propria professionalità anche sotto 1
4 l aspetto gestionale. Sono stati studiati quindi strumenti per verificare l efficacia della struttura ospedaliera allo scopo di quantificare la sua capacità organizzativa. Nella mia dissertazione non mi addentrerò, ma mi preme mettere in evidenza quanto la figura infermieristica sia sempre più coinvolta nella gestione del paziente e quindi corresponsabile nei confronti dell appropriatezza dei ricoveri ospedalieri, nonché nelle decisioni di percorsi di osservazione breve e di gestione della dimissione ospedaliera nell ottica della continuità delle cure o, meglio ancora, delle cure continuative. Da ciò ne deriva la necessità di creare équipe multiprofessionali che, in interazione, si interessino, nell ambito specifico della propria professione, ad instaurare rapporti di collaborazione pro moderni sistemi assistenziali. La collaborazione è quindi un mezzo per poter lavorare e prendere decisioni di carattere organizzativo, il cui punto di riferimento diventa la figura del Case Manager, ovvero il gestore del caso, figura responsabile dell intero processo assistenziale. Questa metodologia di lavoro permetterebbe di poter applicare azioni terapeutico-assistenziali in maniera intensiva allo scopo di garantire, da una parte, la soddisfazione dei bisogni della persona in maniera globale e, dall altra, di ridurre i costi per la struttura ospedaliera nel rispetto della normativa vigente. L equipe deve rifarsi al concetto di trans-professionalità, che indica il passaggio di conoscenze/competenze o il mantenimento di conoscenze/competenze in comune tra aree professionali. Un sistema transprofessionale è quello nel quale, i professionisti lavorano sia con competenze divise e caratterizzanti (es. diagnosi medica e pianificazione assistenziale infermieristica) sia all interno di un area comune di competenze e conoscenze perseguendo sempre obiettivi condivisi. L assunto che un uso più razionale delle risorse non può disgiungersi dall efficacia degli interventi, ha costituito una spinta propulsiva verso una 2
5 gamma di attività che ha come obiettivo comune quello di affrontare questa sfida, dimostrando l efficacia di quanto prodotto. In tale contesto si collocano i nuovi movimenti di pensiero del nursing basato sulle prove di efficacia e, in senso più ampio, dell assistenza sanitaria basata sulle evidenze. La professione infermieristica sarà quindi sempre più chiamata a legittimare il suo operato mostrando le evidenze e gli esiti che derivano dal suo agire professionale. Gli strumenti quali l evidence based nursing/medicine possono essere utilizzati quindi dall operatore sanitario per realizzare percorsi diagnostici e terapeutici sicuri e nel contempo rapidi e appropriati. Applicare tali principi generali al Servizio di Pronto Soccorso, in particolare all OBI, significa analizzare l aumento delle domande di prestazioni sanitarie in un contesto in cui, da una parte gli ospedali vengono qualificati come "strutture per acuti - ad alta intensità di cure", con la conseguente riduzione di posti letto e, dall'altra parte, analizzare il territorio, nel quale non emergono ancora in maniera sistematica soluzioni di degenza ed assistenza alternative efficienti. Il personale sanitario medico ed infermieristico del Pronto Soccorso è chiamato quotidianamente a trovare soluzioni rispettose dei bisogni e della sicurezza del paziente, che nel contempo permettano un uso più oculato delle risorse; questo può avvenire realizzando percorsi diagnostico-terapeutici efficaci e rapidi senza sovraccaricare le strutture ospedaliere, evitando al paziente lunghe degenze soprattutto riferite agli accertamenti diagnostici. In questa ottica si inserisce l'attivazione dell'osservazione Breve Intensiva (O.B.I.), diffusa ormai in tutti i paesi occidentali, che ha come obiettivo il miglioramento della qualità delle cure erogate ai pazienti, attraverso l'osservazione protratta in regime di non 3
6 ricovero ed il trattamento dei quadri a complessità moderata, con riduzione delle ammissioni non appropriate e dei costi sanitari. L'O.B.I. consente inoltre ai medici e agli infermieri dell'emergenza di utilizzare al meglio la "medicina basata sulle evidenze" con il vantaggio di disporre di più tempo per assumere le decisioni difficili, di poter seguire le modificazioni delle condizioni cliniche del paziente e di poter valutare gli effetti del trattamento acuto. La possibilità di giungere in breve tempo ad una definizione diagnostica sulle necessità di ricovero o di dimissione sicura, si realizza nella maggioranza dei pazienti che accedono al Pronto Soccorso, ma in una percentuale di casi variabile tra il 5 e il 10% è necessario sviluppare un iter diagnostico, terapeutico e di osservazione per giungere alla decisione. Per dare espressione solida a quanto detto è necessario, a mio parere, introdurre gli Infermieri Case Manager: la reale presa in carico del paziente e l integrazione nel contesto familiare e territoriale, sono gli elementi indispensabili per concretizzare queste progettualità. Perlomeno questa è la possibilità in mano al professionista sanitario; altra grande responsabilità è a carico delle Aziende e riguarda le impostazioni strategiche relative all implementazione dei modelli multidimensionale e multidisciplinare delle Cure Primarie nonché delle Reti Ospedaliere ad Intensità di Cura. 4
7 METODOLOGIA La prima fase del lavoro si è strutturata intorno all esigenza di approfondire l argomento attraverso un accurata ricerca di materiali bibliografici e analisi di esperienze di innovazioni infermieristiche nel campo dell OBI. La maturazione professionale e l esperienza acquisita nei 19 anni di servizio in un DEA di 1 livello mi hanno spinta all approfondimento di un valore aggiunto: non c è quasi nulla di nuovo all orizzonte, ma ciò che è il bagaglio culturale/professionale dell Infermiere deve assolutamente essere messo in campo quotidianamente e condiviso. L analisi del Codice Deontologico dell Infermiere (2009), infatti, mi ha nuovamente illuminata. Articolo 1 L'infermiere è il professionista sanitario responsabile dell'assistenza infermieristica. Articolo 10 L'infermiere contribuisce a rendere eque le scelte allocative, anche attraverso l'uso ottimale delle risorse disponibili. Articolo 14 L infermiere riconosce che l interazione fra professionisti e l'integrazione interprofessionale sono modalità fondamentali per far fronte ai bisogni dell assistito. Articolo 20 L'infermiere ascolta, informa, coinvolge l assistito e valuta con lui i bisogni assistenziali, anche al fine di esplicitare il livello di assistenza garantito e facilitarlo nell esprimere le proprie scelte. Articolo 27 5
8 L'infermiere garantisce la continuità assistenziale anche contribuendo alla realizzazione di una rete di rapporti interprofessionali e di una efficace gestione degli strumenti informativi. Articolo 47 L'infermiere, ai diversi livelli di responsabilità, contribuisce ad orientare le politiche e lo sviluppo del sistema sanitario, al fine di garantire il rispetto dei diritti degli assistiti, l'utilizzo equo ed appropriato delle risorse e la valorizzazione del ruolo professionale. Nella seconda fase del mio lavoro, ho cercato di focalizzare l attenzione sugli elementi caratterizzanti l argomento nel suo core, cercando e studiando bibliografia specifica, più inerente il Pronto Soccorso. Il DEA oltre che gestire le attività di sua pertinenza in entrata (accettazione e cure dei casi di emergenza, urgenza indifferibile, urgenza differibile, elettivi e programmati) deve far fronte alle attività in uscita: ricoveri, dimissioni al domicilio, dimissioni protette, dimissioni tutelate, consulenze specialistiche, trasferimenti. Il tutto è inserito in un organizzazione che deve tendere alla massima efficacia ma anche alla massima efficienza organizzativa: le risorse di tempo, spazi, operatori sono poco elastiche e soprattutto non tendono all infinito; pertanto credo che una gestione, nella logica del managed care possa declinarsi, tra l altro, in una pronta identificazione dei bisogni assistenziali dei pazienti, in una riduzione o eliminazione dei duplicati di assistenza-trattamentotest diagnostici per la presenza di una sequenza coordinata di attività. Più in dettaglio, credo che l operatore Infermiere dell OBI, opportunamente formato Case manager, possa oliare gli ingranaggi difettosi, facendo sì che l assistenza erogata sia appropriata, programmata e continuata se del caso. 6
9 PARTE I PANORAMICA D INSIEME DELL OSSERVAZIONE BREVE INTENSIVA E UNITA OPERATIVE SATELLITI I.1 L OSSERVAZIONE BREVE L Emergency Observation Medicine inizia negli stati Uniti circa negli anni Ottanta. Il dilemma del Medico di urgenza riguarda la valutazione di patologie potenzialmente dannose, da non sottostimare, di pazienti troppo gravi per essere dimessi ma non abbastanza gravi per essere ricoverati, di necessità psico-sociali a cui dare risposta. Era necessario studiare forme alternative al ricovero ospedaliero, in una realtà in cui i sistemi sanitari iniziavano a contrarre i posti letto, in cui la popolazione invecchiava progressivamente, in cui aumentavano i casi di malpractice ed errori medici. Le aree di osservazione si collocano allora, nell ambito del tentativo di evitare ammissioni improprie, di ridurre la degenza con l utilizzo di percorsi accelerati, di ottenere una migliore soddisfazione di sanitari e pazienti. La sezione di OBI è una unità funzionale all interno del DEA. Essa consiste in un area dedicata a pazienti che necessitano di ulteriore osservazione clinica, dopo il primo approccio diagnostico-terapeutico assistenziale. La durata dell Osservazione, di norma si colloca tra le 6 e le 30 ore. Solitamente l area è dedicata e attrezzata all uopo ma è bene ricordare che l Osservazione Breve Intensiva è fondamentalmente un percorso clinico-assistenziale che si può attuare in ogni area del Pronto Soccorso. Le funzioni dell OBI sono: -osservazione longitudinale clinico-sintomatologica -valutazione dell effetto degli interventi di stabilizzazione dei parametri vitali -approfondimento diagnostico-terapeutico 7
10 -implementazione dell appropriatezza dei ricoveri da Pronto soccorso -implementazione dell appropriatezza delle dimissioni da Pronto Soccorso E fondamentale che in ogni DEA, vengano redatti opportuni documenti di indirizzo riguardo i percorsi diagnostico-terapeutici per i problemi clinici più frequenti da gestire in OBI, così come prevedono anche il Piano Nazionale Linee Guida e i DGR. 8
11 I1.1 CARATTERISTICHE ASSISTENZIALI SALIENTI Caratterizzante l attività di OBi è la definizione di un chiaro progetto clinico ed assistenziale dedicato all accoglienza del paziente e rivolto alla gestione di problemi a moderata complessità, che possa ancora prevedere l esito in dimissione a conclusione dell osservazione. Mentre da una parte vi è un elenco di patologie che costituiscono i criteri di ammissione in OBI (dolore toracico, colica renale, Trauma cranico minore ) vi è, dall altra, un elenco di criteri di non ammissione: -condizioni cliniche gravi -presenza di requisiti per ricovero urgente -pazienti pluripatologici. Le caratteristiche strutturali, di dotazione tecnologica e di personale hanno un loro standard di base ma ciascun DEA si è trovato nella condizione di progettare spazi nuovi in realtà già esistenti, pertanto in alcuni casi il livello standard non è stato ancora raggiunto (es. emogasanalizzatore immediatamente disponibile 24 ore; ecografo multidisciplinare ). La documentazione clinico-assistenziale informatizzata o cartacea che sia, deve essere specifica e contenere il diario clinico medico ed infermieristico, i referti di diagnostica strumentale e per immagini. Nella cartella di osservazione vanno riportati sistematicamente, oltre che i consueti rilevamenti ed esami obiettivi specifici, anche, in particolare: -l orientamento diagnostico all accettazione del paziente; -il processo di nursing; -l esito dell osservazione -la diagnosi di chiusura del periodo di osservazione. 9
12 Ribadisco che l OBI rappresenta una modalità assistenziale che permette di tenere in osservazione i pazienti, non in regime di ricovero, ma con lo stesso comfort logistico, per un miglior inquadramento diagnostico, un trattamento terapeutico completo e controllato al fine di una scelta finale scientificamente corretta e gestionalmente appropriata. Alla base deve essere chiaro il progetto diagnostico-terapeutico con i seguenti obbiettivi: -ipotesi diagnostica da confermare -situazione clinica da stabilizzare -quadro patologico da correggere con buona probabilità di dimissione al termine del periodo di osservazione. Da quanto premesso nell introduzione e dall analisi delle diverse realtà operative emerge che, in diverse situazioni locali e temporali, a causa di: scarsa capacità di filtro del Pronto Soccorso; riduzione di posti letto; assenza delle unità operative di Medicina d Urgenza; abbattimento dei ricoveri impropri; deficit di strutture per non acuti; assenza delle astanterie, nascano gli OBI impropri. Intendo cioè il gruppo di pazienti che non rientra nei requisiti di ammissione, di cui sopra. Tali pazienti, similmente agli OBI propri, vengono affidati all Infermiere di OBI, il quale si trova così ad affinare ancor più la capacità di modulazione dell assistenza. Gli elementi salienti che descrivono le attività dell OBI sono: -dinamismo -rotazione di plurispecialisti medici -il fattore tempo di range di osservazione (da 6 a 30 ore) -concentrazione delle risorse tecnologiche e umane/professionali sugli eventi acuti a discapito di alcuni pazienti a bassa complessità 10
13 -processo assistenziale multi specialistico (geriatrico-cardiologico pneumologico ) -modello di comunicazione e di relazione breve, concisa, esaustiva. -modelli di valutazione delle dimensioni di complessità e criticità e rischio clinico ed assistenziale. In Pronto soccorso ed in particolare in OBI, si sviluppano delicati equilibri di attenzioni empatiche, di rapporti, di suggestioni legate alla operatore/disponibilità e alla complessità dell utente. Il gruppo di utenti, residente in Pronto Soccorso in regime di OBI, assegnato ad un unico Infermiere, è dinamico ed eterogeneo. Ciascun utente considerato nella sua variabilità biologica, dei bisogni, delle aspettative, dei comportamenti, delle alterazioni psicopatologiche del momento, si inserisce in un ambito assistenziale mutevole, polimorfo, per la presenza operativa di un rilevante numero di assistiti, di attività e processi che si interlacciano e talvolta si manifestano nello stesso momento: l elevata intensità di cure dell OBI è infatti caratteristica pregnante. Fare assistenza in una tale realtà significa, intanto, essere consapevoli della complessità del sistema stesso. Successivamente significa acquisire gli elementi fondamentali per processare e selezionare gli assistiti in carico, al fine di identificare i pazienti critici a rischio stabilizzati complessi, quelli cioè, che prioritariamente necessitano di stretta sorveglianza medico-infermieristica. Il passo successivo richiede un patrimonio professionale ispirato ad uno o più principi assistenziali, da adottare affinchè, per ogni assistito si attui un processo assistenziale contestualizzato sì nel breve periodo di osservazione specifica, ma nella prospettiva della presa in carico globale e quindi con l evidenziazione dell eventuale necessità di supporto assistenziale integrato ed esperto: un 11
14 Infermiere case manager può intervenire nel processo assistenziale ed occuparsi quindi, di quella quota parte di assistiti in OBI con caratteristiche assistenziali peculiari (all interno di ciascuna realtà di Pronto Soccorso si potrebbero identificare classi di pazienti specifici). L assistenza diretta alla persona è il momento più significativo e importante per ogni Infermiere: quello in cui si sviluppano gli elementi che lo caratterizzano di fronte ai cittadini e quello in cui, attraverso la presa in carico della persona, entra in stretta collaborazione con gli altri professionisti e definisce una sua risposta peculiare e personalizzata. La centralità dell assistito, l approccio olistico, la continuità del percorso postacuzie, il superamento della frammentazione e della sequenza prestazionale devono essere dei valori aggiunti. 12
15 I.2 UNITA OPERATIVE OSPEDALIERE L assistenza ospedaliera assorbe il 49% delle risorse disponibili e, pertanto, nell ottica del contenimento dei costi, particolare attenzione viene posta all attività di ricovero. Tale attività viene remunerata a tariffa secondo il sistema DRG (Diagnosis Related Groups), sistema introdotto in Italia dal 1995, a seguito del riordino del SSN (D. Leg.vo 502/92) e successive modifiche ed integrazioni, avvenute principalmente con il D. Leg.vo 517/93 e il D. Leg.vo 229/99. I DRG sono un sistema di classificazione dei pazienti basato sulla costruzione di classi (economicamente) omogenee per la richiesta di risorse che implicano, da parte della struttura ospedaliera una risposta in termini di maggiore produttività. In pratica i pazienti che appartengono ad una stessa classe (DRG) hanno più o meno la stessa durata di degenza, la stessa richiesta assistenziale da parte della struttura, lo stesso impegno di personale e di servizi (ad esempio la sala operatoria o le procedure diagnostiche). Questo sistema risponde in modo adeguato al nuovo sistema di finanziamento basato sulla determinazione a priori di tariffe fissate a livello regionale e corrispondenti al pagamento delle prestazioni ospedaliere. Di fatto il sistema dei DRG si propone di eliminare gli inconvenienti dei precedenti sistemi: non guadagna di più chi spende di più ma chi lavora meglio; non c'è più alcun interesse a prolungare le degenze ma, semmai a contrarle; non si può spendere all'infinito ma solo all'interno di una ben precisa programmazione economico-sanitaria; si incentiva l'efficienza (e non solo l'efficacia) e la produttività. In alcuni Paesi esteri, si è passati dal sistema DRG alle nuove modalità di accordo accountability tra i richiedenti e le strutture di offerta. Con i DRG si 13
16 pone l accento sull uso efficiente delle risorse indipendentemente dall esito e dalla qualità delle prestazioni. L accountability, è invece un contratto tra le parti: si tratta di responsabilizzare i fornitori delle prestazioni con dei contratti in modo che la regione paghi in base alla performance concordata. Tuttavia molti Reparti per Acuti, con particolare riferimento a quelli di Medicina Interna, continuano ad essere luogo abituale di ricovero di pazienti anziani con polipatologia cronica, quasi sempre associata a non autosufficienza e a deficit cognitivi, con episodi di scompenso che, diagnosticati tempestivamente, potrebbero essere affrontati anche in regime territoriale. Questo fenomeno porta inevitabilmente ad inefficienze assistenziali ed economiche. Le criticità assistenziali appaiono legate alla carenza, negli ospedali per acuti, di specifiche risorse per prestazioni di aiuto alla persona, prestazioni che finiscono per gravare in modo improprio sul personale infermieristico, sottoutilizzandolo nelle proprie competenze professionali. Lo svantaggio economico si viene a delineare considerando che il paziente cronico non autosufficiente determina spesso un impegno prolungato dei posti letto, ma con pesi medi dei diagnosis-related groups (DRG) difficilmente associati ad un rimborso vantaggioso delle prestazioni. Nell ambito delle proprie conoscenze, esperienze e ruolo professionale, l infermiere contribuisce allo sviluppo delle competenze assistenziali; egli è direttamente coinvolto nell aspetto organizzativo dell iter diagnosticoterapeutico della persona assistita ed ha l obbligo di garantire, oltre che il rispetto della persona (elemento predominante dell assistenza), anche un equo utilizzo delle risorse (art. 7 codice deontologico dell infermiere 2009). 14
17 La figura infermieristica è quindi corresponsabile dell appropriatezza o meno dei ricoveri ospedalieri ed è coinvolta, non nel processo decisionale dell efficacia o meno del ricovero sotto l aspetto clinico (in quanto di unica competenza medica), ma sotto l aspetto gestionale. Questo significa che l infermiere contribuisce a rendere eque le scelte allocative, anche attraverso l uso ottimale delle risorse (art. 10 codice deontologico dell infermiere 2009), e collabora, con i colleghi e gli altri operatori di cui riconosce e rispetta lo specifico apporto, all interno dell'équipe. La parola chiave è quindi collaborazione : definire le basi per la creazione di una équipe multiprofessionale che agisce in un ambiente complesso dove l intervento non può essere solo il risultato di risposte standardizzate, ma un intervento per ciascuno che parte da un riconoscimento dell autonomia dei soggetti e che pertanto si avvale anche delle conoscenze delle diverse discipline non mediche. 15
18 I2.1 CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE SALIENTI Reparti di ricovero I pazienti che alla fine del periodo di osservazione necessitano di ricovero Ospedaliero (% ricoveri vs numero ammissioni OBI) entrano nel meccanismo specifico aziendale di ricerca del posto letto appropriato. In diverse realtà Ospedaliere le attività routinarie di reparto hanno la priorità rispetto all accettazione dei nuovi ricoveri e talvolta le organizzazioni di reparto impongono criteri sulle modalità di accoglienza dei nuovi ricoveri provenienti dall OBI (es. solo alcune fasce orarie). Molte aziende Ospedaliere (es. ASL di Rieti) hanno formulato protocolli attuativi di gestione dei letti ospedalieri definendo steps di attivazione, al fine di facilitare i flussi dei pazienti dal Pronto Soccorso al Reparto di ricovero. Il bagaglio di informazioni ed osservazioni clinico-assistenziali acquisite dall Infermiere, durante il periodo di Osservazione breve, deve essere rigorosamente trascritto nel documento infermieristico ed accompagnare il paziente. Il processo di nursing iniziato in DEA va continuato: la pianificazione assistenziale, condivisa con il paziente ed i suoi famigliari potrà subire modifiche, giustificate dalla identificazione di nuovi bisogni e necessità. In ogni caso gli elementi caratterizzanti questa fase, ovvero il cambio di setting assistenziale, sono il mantenimento della sicurezza ed il passaggio delle consegne. Ambulatori Specialistici Va da sé che, per caratteristiche proprie, gli Ambulatori hanno orari specifici diurni e solo nei giorni lavorativi e primariamente si rivolgono ad un utenza esterna o interna programmata. Le richieste, che in Urgenza, afferiscono agli 16
19 Ambulatori Ospedalieri si inseriscono in organizzazioni spesso scandite da tempi rigorosi, che limitano, laddove non vi sono progettualità ad hoc, l accessibilità fluente e libera. 17
20 I.3 UNITA OPERATIVE TERRITORIALI Il domicilio è considerato il luogo privilegiato ove la persona può curarsi e recuperare in modo totale o parziale l autosufficienza. Anche nei casi in cui la malattia provoca una cronicizzazione e la perdita permanente totale o parziale dell autonomia le cure domiciliari rappresentano sempre un forte stimolo e sostegno al superamento della malattia ed al massimo recupero delle proprie potenzialità. Se le cure al domicilio rappresentano un opportunità importante per il recupero della salute di persone colpite da una malattia invalidante, il rientro al domicilio dopo un ricovero ospedaliero non è sempre una fase semplice da affrontare e, per molti, può essere fonte di gravi disagi e difficoltà. Infatti si passa da una assistenza sanitaria di 24 ore su 24 ad un livello assistenziale ridotto nel tempo e nella intensità, con forte carico sulla famiglia. Anche là dove sono disponibili servizi sanitari e sociali al domicilio, spesso i familiari devono affrontare difficoltà burocratiche, problemi organizzativi, tempi di attesa prolungati che possono provocare un vuoto di intervento al domicilio. La mancata integrazione dell Ospedale con il Territorio potrebbe provocare: dimissioni precoci o non organizzate o prolungamento dei ricoveri oltre i tempi appropriati di trattamento. Si ritiene quindi necessario realizzare un collegamento tra l Azienda Ospedaliera, i Servizi dell ASL e i Distretti Socio Sanitari per assicurare al paziente la continuità di cura. All interno di questo sistema il Medico di Medicina Generale (MMG) e l Infermiere di comunità assumono un ruolo centrale nella gestione del paziente soggetto della dimissione. In un momento così delicato come quello delle dimissioni dall Ospedale, i professionisti ed i servizi devono affiancare il cittadino ed i suoi familiari perché insieme sia 18
21 possibile definire il percorso più opportuno per una buona prosecuzione delle cure ed il recupero dell autonomia. Per dimissione protetta si intende il processo di passaggio organizzato di un paziente da un setting di cura ad un altro (il caso più frequente è la dimissione ospedaliera per il domicilio) che si applica ai pazienti fragili, prevalentemente anziani, affetti da più patologie croniche, da limitazioni funzionali e/o disabilità, in modo tale da assicurare la continuità del processo di cura ed assistenza. Per questi pazienti, al termine della degenza ospedaliera, può esservi ancora la necessità di sorveglianza medica, nursing infermieristico e/o riabilitazione organizzate in un progetto di cure integrate di durata variabile ed erogate al domicilio o in una diversa struttura degenziale.le dimissioni protette non devono essere mai intese come dimissioni precoci del ricoverato rispetto ai tempi di degenza tali da completare l iter assistenziale necessario, ma devono essere intese come un sistema di comunicazione e di integrazione tra diversi servizi ed operatori dell Azienda Ospedaliera, dell ASL e degli Enti territoriali con il coinvolgimento diretto del MMG dell assistito, al fine di garantire la continuità di cura. I soggetti affetti da patologie croniche e degenerative e/o con ridotta autonomia funzionale richiedono cure continue di durata e di intensità variabile da paziente a paziente. Il passaggio di un paziente anziano e/o "complesso", dall'ospedale al domicilio o ad un'altra struttura territoriale, è un momento critico, denso di rischi che richiede una speciale attenzione alla comunicazione, alla programmazione e al coordinamento tra i due poli del trasferimento. I rischi cui può andare incontro il paziente, che sono dipendenti da un trasferimento non coordinato e non continuo, sono ampiamente descritti in letteratura; di questi i più comuni sono: un nuovo ricovero ospedaliero entro 30 giorni dalla dimissione e il ricorso improprio alle prestazioni di Pronto Soccorso. 19
22 I punti critici e gli elementi qualificanti di questo passaggio sono: a)appropriatezza della dimissione b)identificazione dei fattori di rischio di rientro in ospedale c)comunicazione bidirezionale (che può essere cartacea, telefonica o elettronica) tra i due poli per quanto attiene: la descrizione delle condizioni cliniche, dello stato funzionale e cognitivo, il piano di cure e assistenza, l'elenco dei problemi aperti, degli obiettivi, delle preferenze del paziente, delle terapie farmacologiche in atto e delle allergie. d)il consenso e la preparazione del paziente e della sua famiglia al trasferimento. e)l'informazione e, ove necessario, l'accordo del MMG e Infermiere di Comunità o ADI. Da quanto sopra, emerge che una caratteristica fondamentale della dimissione protetta è quella di essere una dimissione programmata, pertanto preordinata, e concordata con il paziente, i suoi famigliari e i Sanitari territoriali. Le dimissioni ospedaliere protette possono avvenire: 1.per il rientro a domicilio con attivazione dell ADI, attraverso il MMG 2.per il ricovero in Istituti di Riabilitazione extra-ospedalieri 3.per il ricovero di sollievo in Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA). L'ADI è un programma assistenziale domiciliare di tipo socio-sanitario integrato (comprensivo anche di prestazioni solo sanitarie di bassa intensità assistenziale), erogato da caregiver professionali, prioritariamente rivolto a soggetti fragili e/o anziani affetti da patologie cronico-degenerative o da disabilità. Prevede l'intervento di diverse figure professionali: MMG, infermiere, terapista della riabilitazione e ASA/OSS. Gli Istituti di Riabilitazione extra-ospedalieri contemplano: la Riabilitazione 20
I NUOVI MODELLI ORGANIZZATIVI. LE NOSTRE SFIDE PER IL FUTURO. IL CASE MANAGEMENT Newsletter Collegio Ipasvi della Spezia, marzo 2007 A cura di Patrizia Nunziante INTRODUZIONE Il Novecento, carico di eventi

References: Articolo 1
 Articolo 10
 Articolo 14
 Articolo 20
 Articolo 27
 Articolo 47