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Timestamp: 2016-12-04 06:28:48+00:00

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⭐Variante al Piano di Localizzazione degli Impianti di Telefonia Mobile del Comune di Prato
1 ASSESSORATO ALL AMBIENTE Servizio Ambiente e Qualità luoghi di lavoro Variante al Piano di Localizzazione degli Impianti di Telefonia Mobile del Comune di Prato Criteri per l attribuzione della fattibilità geologica, idraulica e sismica Schede di fattibilità D.P.G.R. 53/R Marzo 2014 Geol. Gianluca Gallio 12 1. Introduzione Il presente elaborato, unitamente ad altre ventiquattro tavole tematiche descrive le modalità mediante le quali sono stati definiti i criteri di attribuzione della fattibilità geologica, idraulica e sismica di supporto alla variante al Piano di Localizzazione degli Impianti di Telefonia Mobile del Comune di Prato. Le schede di fattibilità, predisposte sono pertanto riferite ad una serie di interventi puntualmente localizzabili ed individuati dalla tabella di figura 1 seguente. DENOM INDIRIZZO proprietà D1 Via Cantagallo - Cimitero Figline pubblico D2 Via Guido Bisori pubblico D3 Viale Galileo Galilei - c/o Parcheggio Piazzale del Ponzaglio pubblico D4 Via Montegrappa c/o Bocciofila pubblico D5 Via di Gonfienti - interno Interporto pubblico D6 Via Ragnaia pubblico D7 Rotonda tra Via Bruges e Via E. Berlinguer pubblico D8 Via di Turchia - c/o Giardini Pubblici pubblico D9 Via delle Pleiadi - c/o Omnia Center pubblico D10 Via Manzoni - c/o Giardini Pubblici pubblico D11 Via del Molinuzzo pubblico D12 Via Toscana pubblico D13 Via Chang Zhou (area verde boscata) pubblico D14 Piazzale del Palazzetto pubblico D15 Via Fiora n.5/7 (raggio di ricerca 50 mt) privato D16 Via Bologna n.102 (raggio di ricerca 50 mt) privato D17 Via Filippo Strozzi n.197 (raggio di ricerca 50 mt) privato D18 Via Pistoiese n.134 (raggio di ricerca 50 mt) privato D19 D20 Via Roma n.133 (raggio di ricerca 50 mt) privato D21 Via Bologna (Via del Bisenzio a San Martino) (raggio 50 mt) privato D22 Piazza S. Marco pubblico D23 Via Guido Guinizelli pubblico D24 Via Iacopo Bettazzi pubblico I punti individuati alla tabella precedente sono identificati alla Tavola 1 Planimetria Generale dell elaborato grafico facente parte della Variante al Piano particolareggiato per la localizzazione delle stazioni radio base per telefonia mobile. Nell attribuzione del grado di fattibilità per ogni singolo intervento, suddiviso in relazione agli aspetti geologici, idraulici e sismici, si è tenuto conto di quanto disposto dalla normativa vigente in materia (D.P.G.R. 25/10/2011 n.ro 53/R), mentre per l attribuzione delle classi di pericolosità geologica, idraulica e sismica si è fatto riferimento, per la modesta entità degli interventi previsti, agli elaborati tecnici del quadro conoscitivo facenti parte del Piano Strutturale del comune di Prato con particolare riferimento alle tavole : - Tavola Af.1 - Carta geologica - Tavola Af.2 - Carta geomorfologica - Tavola Af.7 - Carta della pericolosità geomorfologica - Tavola Af.8 - Carta della pericolosità sismica locale (ZMPSL) 23 - Tavola Af.9 - Carta della pericolosità idraulica - Tavola Af.10 - Carta dei battenti idraulici - La valutazione degli effetti locali e di sito in relazione all obiettivo di riduzione del rischio sismico è stata effettuata, come detto, sulla base delle indicazione fornite dall elaborato Carta della pericolosità sismica locale (ZMPSL) Af.8; considerando la tipologia degli interventi si è ritenuto infatti, per la loro natura puntuale e lo scarso rilievo/impatto, di non eseguire ulteriori studi di MS. Per mantenere la numerazione degli interventi attribuita dalla Relazione Tecnica al Piano di localizzazione sono state predisposte schede di fattibilità anche per gli impianti la cui collocazione è prevista sulla copertura di edifici esistenti (identificati come proprietà privata in tabella 1). 2. Criteri di attribuzione delle classi di fattibilità ed ammissibilità degli interventi Per ogni previsione urbanistica relativa alla collocazione di un antenna per la telefonia mobile è stata predisposta una scheda di fattibilità contenenti le principali informazioni che riassumono le caratteristiche del sito mappate nelle varie cartografie tematiche e la sintesi della tipologia di intervento ricavata dalla Relazione Tecnica di variante al Piano di Localizzazione. Le schede di fattibilità di tali interventi di nuova previsione dettagliano le condizioni e le prescrizioni per la realizzazione dell intervento determinandone la classe di fattibilità secondo i canoni codificati nella DPGR 53/R/2011. La fattibilità è stata distinta in funzione delle situazioni di pericolosità riscontrate per i diversi fattori: - geologici (geologici s.s., geomorfologici); - idraulici - sismici allo scopo di pervenire ad una più agevole definizione delle condizioni di attuazione delle previsioni, delle indagini di approfondimento da effettuare a livello attuativo ed edilizio, delle opere necessarie per la mitigazione del rischio, nel rispetto delle disposizioni dei piani di bacino. Le condizioni di attuazione delle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali possono essere differenziate secondo le seguenti categorie di fattibilità: Fattibilità senza particolari limitazioni (F1): si riferisce alle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali per le quali non sono necessarie prescrizioni specifiche ai fini della valida formazione del titolo abilitativo all'attività edilizia. Fattibilità con normali vincoli (F2): si riferisce alle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali per le quali è necessario indicare la tipologia di indagini e/o specifiche prescrizioni ai fini della valida formazione del titolo abilitativo all'attività edilizia. Fattibilità condizionata (F3): si riferisce alle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali per le quali, ai fini della individuazione delle condizioni di compatibilità degli interventi con le situazioni di pericolosità riscontrate, è necessario definire la tipologia degli approfondimenti di indagine da svolgersi in sede di predisposizione dei piani complessi di intervento o dei piani attuativi o, in loro assenza, in sede di predisposizione dei progetti edilizi. 34 Fattibilità limitata (F4): si riferisce alle previsioni urbanistiche ed infrastrutturali la cui attuazione è subordinata alla realizzazione di interventi di messa in sicurezza che vanno individuati e definiti in sede di redazione del medesimo regolamento urbanistico, sulla base di studi, dati da attività di monitoraggio e verifiche atte a determinare gli elementi di base utili per la predisposizione della relativa progettazione. 3. Criteri di fattibilità ai sensi del D.P.G.R. 52/R/ Fattibilità in relazione agli aspetti geologici 3.1.1) Nelle situazioni caratterizzate da pericolosità geologica molto elevata (P.G.4) è necessario rispettare i seguenti criteri generali: a) non sono da prevedersi interventi di nuova edificazione o nuove infrastrutture che non siano subordinati alla preventiva esecuzione di interventi di consolidamento, bonifica, protezione e sistemazione; b) gli interventi di messa in sicurezza, definiti sulla base di studi geologici, idrogeologici e geotecnici, devono essere comunque tali da: - non pregiudicare le condizioni di stabilità nelle aree adiacenti; - non limitare la possibilità di realizzare interventi definitivi di stabilizzazione dei fenomeni franosi; - consentire la manutenzione delle opere di messa in sicurezza; c) in presenza di interventi di messa in sicurezza devono essere predisposti ed attivati gli opportuni sistemi di monitoraggio in relazione alla tipologia del dissesto; d) l'avvenuta messa in sicurezza conseguente la realizzazione ed il collaudo delle opere di consolidamento, gli esiti positivi del sistema di monitoraggio attivato e la delimitazione delle aree risultanti in sicurezza sono da certificare; e) relativamente agli interventi per i quali sia dimostrato il non aggravio delle condizioni di instabilità dell'area, nel titolo abilitativo all'attività edilizia è dato atto della sussistenza dei seguenti criteri: - previsione, ove necessario, di interventi mirati a tutelare la pubblica incolumità, a ridurre la vulnerabilità delle opere esposte mediante consolidamento o misure di protezione delle strutture per ridurre l'entità di danneggiamento; - installazione di sistemi di monitoraggio per tenere sotto controllo l'evoluzione del fenomeno ) Nelle situazioni caratterizzate da pericolosità geologica elevata (P.G.3) è necessario rispettare i seguenti criteri generali: a) la realizzazione di interventi di nuova edificazione o nuove infrastrutture è subordinata all'esito di idonei studi geologici, idrogeologici e geotecnici finalizzati alla verifica delle effettive condizioni di stabilità ed alla preventiva o contestuale realizzazione degli eventuali interventi di messa in sicurezza; b) gli eventuali interventi di messa in sicurezza, definiti sulla base di studi geologici, idrogeologici e geotecnici, devono comunque essere tali da: - non pregiudicare le condizioni di stabilità nelle aree adiacenti; - non limitare la possibilità di realizzare interventi definitivi di stabilizzazione e prevenzione dei fenomeni; - consentire la manutenzione delle opere di messa in sicurezza; c) in presenza di interventi di messa in sicurezza sono predisposti ed attivati gli opportuni sistemi di monitoraggio in relazione alla tipologia del dissesto; 45 d) l'avvenuta messa in sicurezza conseguente la realizzazione ed il collaudo delle opere di consolidamento, gli esiti positivi del sistema di monitoraggio attivato e la delimitazione delle aree risultanti in sicurezza, sono certificati; e) possono essere realizzati quegli interventi per i quali venga dimostrato che non determinano condizioni di instabilità e che non modificano negativamente i processi geomorfologici presenti nell'area; della sussistenza di tali condizioni deve essere dato atto nel titolo abilitativo all'attività edilizia ) Nelle situazioni caratterizzate da pericolosità geologica media (P.G.2) le condizioni di attuazione sono indicate in funzione delle specifiche indagini da eseguirsi a livello edificatorio al fine di non modificare negativamente le condizioni ed i processi geomorfologici presenti nell'area ) Nelle situazioni caratterizzate da pericolosità geologica bassa (P.G.1) possono non essere dettate condizioni di fattibilità dovute a limitazioni di carattere geomorfologico Criteri generali di fattibilità in relazione agli aspetti idraulici 3.2.1) Nelle situazioni caratterizzate da pericolosità idraulica molto elevata (P.I.4) è necessario rispettare i seguenti criteri: a) sono da consentire nuove edificazioni o nuove infrastrutture per le quali sia prevista la preventiva o contestuale realizzazione di interventi strutturali per la riduzione del rischio sui corsi d'acqua o sulle cause dell'insufficiente drenaggio finalizzati alla messa in sicurezza idraulica per eventi con tempi di ritorno di 200 anni; b) è comunque da consentire la realizzazione di brevi tratti viari di collegamento tra viabilità esistenti, con sviluppo comunque non superiore a 200 ml, assicurandone comunque la trasparenza idraulica ed il non aumento del rischio nelle aree contermini; c) gli interventi di messa in sicurezza, definiti sulla base di studi idrologici e idraulici, non devono aumentare il livello di rischio in altre aree con riferimento anche agli effetti dell eventuale incremento dei picchi di piena a valle; d) relativamente agli interventi di nuova edificazione, di sostituzione edilizia, di ristrutturazione urbanistica e/o di addizione volumetrica che siano previsti all interno delle aree edificate, la messa in sicurezza rispetto ad eventi con tempo di ritorno di 200 anni può essere conseguita anche tramite adeguati sistemi di autosicurezza (porte o finestre a tenuta stagna, parti a comune, locali accessori e/o vani tecnici isolati idraulicamente, ecc), nel rispetto delle seguenti condizioni: - sia dimostrata l assenza o l eliminazione di pericolo per le persone e i beni, fatto salvo quanto specificato alla lettera l); - sia dimostrato che gli interventi non determinano aumento delle pericolosità in altre aree; e) della sussistenza delle condizioni di cui sopra deve essere dato atto anche nel titolo abilitativo all attività edilizia; f) fino alla certificazione dell avvenuta messa in sicurezza conseguente la realizzazione ed il collaudo delle opere idrauliche, accompagnata dalla delimitazione delle aree risultanti in sicurezza, non può essere certificata l abitabilità o l agibilità; g) fuori dalle aree edificate sono da consentire gli aumenti di superficie coperta inferiori a 50 metri quadri per edificio, previa messa in sicurezza rispetto ad eventi con tempo di ritorno di 200 anni conseguita tramite sistemi di auto sicurezza; h) deve essere garantita la gestione del patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente e di tutte le funzioni connesse, tenendo conto della necessità di raggiungimento anche graduale di condizioni di sicurezza idraulica fino a tempi di ritorno di 200 anni; 56 i) devono essere comunque vietati i tombamenti dei corsi d acqua, fatta esclusione per la realizzazione di attraversamenti per ragioni di tutela igienico-sanitaria e comunque a seguito di parere favorevole dell autorità idraulica competente; l) sono da consentire i parcheggi a raso, ivi compresi quelli collocati nelle aree di pertinenza degli edifici privati, purché sia assicurata la contestuale messa in sicurezza rispetto ad eventi con tempo di ritorno di 30 anni, assicurando comunque che non si determini aumento della pericolosità in altre aree. Fanno eccezione i parcheggi a raso con dimensioni superiori a 500 metri quadri e/o i parcheggi a raso in fregio ai corsi d acqua, per i quali è necessaria la messa in sicurezza per eventi con tempo di ritorno di 200 anni; m) possono essere previsti ulteriori interventi, diversi da quelli indicati nelle lettere dalla a) alla l) di cui al presente paragrafo, per i quali sia dimostrato che la loro natura è tale da non determinare pericolo per persone e beni, da non aumentare la pericolosità in altre aree e purché siano adottate, ove necessario, idonee misure atte a ridurne la vulnerabilità ) Nelle situazioni caratterizzate da pericolosità idraulica elevata (P.I.3) sono da rispettare i criteri di cui alle lettere b), d), e) f), g), h), i) ed m) del paragrafo Sono inoltre da rispettare i seguenti criteri: a) all'interno del perimetro dei centri abitati non sono necessari interventi di messa in sicurezza per le infrastrutture a rete (quali sedi viarie, fognature e sotto servizi in genere) purché sia assicurata la trasparenza idraulica ed il non aumento del rischio nelle aree contermini; b) non sono da prevedersi interventi di nuova edificazione o nuove infrastrutture, compresi i parcheggi con dimensioni superiori a 500 metri quadri e/o i parcheggi in fregio ai corsi d acqua, per i quali non sia dimostrabile il rispetto di condizioni di sicurezza o non sia prevista la preventiva o contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza per eventi con tempo di ritorno di 200 anni. Fanno eccezione i parcheggi a raso con dimensioni inferiori a 500 mq e/o i parcheggi a raso per i quali non sono necessari interventi di messa in sicurezza e i parcheggi pertinenziali privati non eccedenti le dotazioni minime obbligatorie di legge; c) gli interventi di messa in sicurezza, definiti sulla base di studi idrologici e idraulici, non devono aumentare il livello di rischio in altre aree con riferimento anche agli effetti dell eventuale incremento dei picchi di piena a valle. Ai fini dell incremento del livello di rischio, laddove non siano attuabili interventi strutturali di messa in sicurezza, possono non essere considerati gli interventi urbanistico-edilizi comportanti volumetrie totali sottratte all esondazione o al ristagno inferiori a 200 metri cubi in caso di bacino sotteso dalla previsione di dimensioni fino ad 1 chilometro quadrato, volumetrie totali sottratte all esondazione o al ristagno inferiori a 500 metri cubi in caso di bacino sotteso di dimensioni comprese tra 1 e 10 kmq, o volumetrie totali sottratte all esondazione o al ristagno inferiori a 1000 metri cubi in caso di bacino sotteso di dimensioni superiori a 10 kmq; d) in caso di nuove previsioni che, singolarmente o complessivamente comportino la sottrazione di estese aree alla dinamica delle acque di esondazione o ristagno non possono essere realizzati interventi di semplice compensazione volumetrica ma, in relazione anche a quanto contenuto nella lettera g) del paragrafo , sono realizzati interventi strutturali sui corsi d'acqua o sulle cause dell'insufficiente drenaggio. In presenza di progetti definitivi, approvati e finanziati, delle opere di messa in sicurezza strutturali possono essere attivate forme di gestione del rischio residuo, ad esempio mediante la predisposizione di piani di protezione civile comunali; e) per gli ampliamenti di superficie coperta per volumi tecnici di estensione inferiore a 50 mq per edificio non sono necessari interventi di messa in sicurezza. 67 3.2.3) Nelle situazioni caratterizzate da pericolosità idraulica media (P.I.2) per gli interventi di nuova edificazione e per le nuove infrastrutture possono non essere dettate condizioni di fattibilità dovute a limitazioni di carattere idraulico. Qualora si voglia perseguire un maggiore livello di sicurezza idraulica, possono essere indicati i necessari accorgimenti costruttivi per la riduzione della vulnerabilità delle opere previste o individuati gli interventi da realizzare per la messa in sicurezza per eventi con tempo di ritorno superiore a 200 anni, tenendo conto comunque della necessità di non determinare aggravi di pericolosità in altre aree ) Nelle situazioni caratterizzate da pericolosità idraulica bassa (P.I.1) non è necessario indicare specifiche condizioni di fattibilità dovute a limitazioni di carattere idraulico. 3.3 Criteri generali in relazione agli aspetti sismici Per quanto riguarda le condizioni di fattibilità sismica sono individuati, sulla scorta delle informazioni ricavate dalla classificazione della pericolosità sismica locale ed in funzione delle destinazioni d'uso delle previsioni urbanistiche, le condizioni di attuazione delle opere anche attraverso una programmazione delle indagini da eseguire in fase di predisposizione dello strumento attuativo oppure dei progetti edilizi. 3.31) Nello specifico, per le situazioni caratterizzate da pericolosità sismica locale molto elevata (P.S.4), in sede di predisposizione del regolamento urbanistico sono da valutare i seguenti aspetti: a) nel caso di zone suscettibili di instabilità di versante attive, oltre a rispettare le prescrizioni riportate nelle condizioni di fattibilità geomorfologica, sono realizzate indagini geofisiche e geotecniche per le opportune verifiche di sicurezza e per la corretta definizione dell azione sismica. Si consiglia l utilizzo di metodologie geofisiche di superficie capaci di restituire un modello 2D del sottosuolo al fine di ricostruire l assetto sepolto del fenomeno gravitativo. E opportuno che tali indagini siano tarate mediante prove geognostiche dirette con prelievo di campioni su cui effettuare la determinazione dei parametri di rottura anche in condizioni dinamiche e cicliche. Tali indagini sono tuttavia da rapportare al tipo di verifica (analisi pseudostatica o analisi dinamica), all importanza dell opera e al meccanismo del movimento del corpo franoso; 3.3.2) Nelle situazioni caratterizzate da pericolosità sismica locale elevata (P.S.3), in sede di predisposizione dei piani complessi di intervento o dei piani attuativi o, in loro assenza, in sede di predisposizione dei progetti edilizi, sono valutati i seguenti aspetti: a) nel caso di zone suscettibili di instabilità di versante quiescente, oltre a rispettare le prescrizioni riportate nelle condizioni di fattibilità geomorfologica, sono realizzate indagini geofisiche e geotecniche per le opportune verifiche di sicurezza e per la corretta definizione dell azione sismica. Si consiglia l utilizzo di metodologie geofisiche di superficie capaci di restituire un modello 2D del sottosuolo al fine di ricostruire l assetto sepolto del fenomeno gravitativo. E opportuno che tali indagini siano tarate mediante prove geognostiche dirette con prelievo di campioni su cui effettuare la determinazione dei parametri di rottura anche in condizioni dinamiche e cicliche. Tali indagini sono in ogni caso da rapportare al tipo di verifica (analisi pseudostatica o analisi dinamica), all importanza dell opera e al meccanismo del movimento del corpo franoso; b) nel caso di terreni di fondazione particolarmente scadenti, sono realizzate adeguate indagini geognostiche e geotecniche finalizzate alle verifiche dei cedimenti; 78 c) per i terreni soggetti a liquefazione dinamica sono realizzate adeguate indagini geognostiche e geotecniche finalizzate al calcolo del coefficiente di sicurezza relativo alla liquefazione dei terreni; d) in presenza di zone di contatto tra litotipi con caratteristiche fisico-meccaniche significativamente diverse e in presenza di aree interessate da deformazioni legate alla presenza di faglie attive e capaci, è realizzata una campagna di indagini geofisiche di superficie che definisca geometrie e velocità sismiche dei litotipi posti a contatto al fine di valutare l entità del contrasto di rigidità sismica; è opportuno che tale ricostruzione sia tarata mediante indagini geognostiche dirette; e) nelle zone stabili suscettibili di amplificazione locali caratterizzate da un alto contrasto di impedenza sismica tra copertura e substrato rigido entro alcune decine di metri, è realizzata una campagna di indagini geofisica (ad esempio profili sismici a riflessione/rifrazione, prove sismiche in foro, profili MASW) e geotecniche (ad esempio sondaggi, preferibilmente a c.c.) che definisca spessori, geometrie e velocità sismiche dei litotipi sepolti al fine di valutare l entità del contrasto di rigidità sismica dei terreni tra coperture e bedrock sismico. Nelle zone di bordo della valle, per quanto attiene alla caratterizzazione geofisica, è preferibile l utilizzo di prove geofisiche di superficie capaci di effettuare una ricostruzione bidimensionale del sottosuolo (sismica a rifrazione/riflessione) orientate in direzione del maggior approfondimento del substrato geologico e/o sismico ) Nelle situazioni caratterizzate da pericolosità sismica media (P.S.2) e da pericolosità sismica bassa (P.S.1) non è necessario indicare condizioni di fattibilità specifiche per la fase attuativa o per la valida formazione del titolo abilitativo all attività edilizia. Allegati: Scheda di fattibilità puntuali per singolo intervento A 8 Documenti analoghi
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 art. 30
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 ART. 12
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 art. 1
 Art. 1