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Timestamp: 2017-07-21 14:57:48+00:00

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LABORATORIO a cura di Pier Cesare Rivoltella e Andrea Garavaglia La Formazione a distanza di Terza Generazione - PDF
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1 LABORATORIO a cura di Pier Cesare Rivoltella e Andrea Garavaglia La Formazione a distanza di Terza Generazione Laboratorio 2 Apprendimento collaborativo in rete2 Laboratorio 2 Apprendimento collaborativo in rete Premessa Obiettivo L apprendimento collaborativo in rete è frutto di una complessa interazione sociale fondata sullo scambio di conoscenza e sulla costruzione di nuovi saperi. L apprendimento avviene per scambio quando un sapere o una competenza viene diffusa da un soggetto ad altri che non la possedevano. L apprendimento avviene per costruzione quando è frutto dell unione delle conoscenze e delle riflessioni di più soggetti che interagiscono in un contesto. Obiettivo di questo laboratorio è comprendere le dinamiche efficaci che costituiscono la buona interazione tra soggetti in grado di produrre apprendimento. L importanza del contesto e del gruppo E possibile considerare l apprendimento come una conseguenza di un evento didattico che avviene in un contesto. Nel caso di un apprendimento collaborativo in rete, il contesto in cui esso avviene è lo spazio che permette l interazione tra soggetti in Internet. Un altro aspetto importante che caratterizza questo apprendimento è il gruppo, in quanto la collaborazione è possibile solo nel momento in cui avviene uno scambio simbolico dotato di senso (quindi significativo) tra due o più soggetti. Affinché l apprendimento collaborativo in rete possa prendere corpo è perciò necessario progettare uno spazio adeguato di interazione in rete e fare in modo che esso sia popolato da una comunità (virtuale), cioè il gruppo in apprendimento. L apprendimento e le competenze del gruppo Essendo l apprendimento collaborativo un attività sociale, è necessario centrare inizialmente l attenzione sulle competenze e i saperi dei singoli costituenti il gruppo. 2 situazioni: a) un gruppo è costituito da soggetti con competenze eterogenee b) un gruppo è costituito da soggetti dotati delle stesse competenze Nel caso a) sarà possibile effettuare attività di tipo cooperativo (ognuno esegue il compito di sua competenza). Nel caso b) sarà possibile scegliere tra attività cooperative e collaborative (in cui ognuno può intervenire sulle stesse parti). Il contesto e le strategie di apprendimento collaborativo Gli strumenti utilizzati per interagire nell on line creano diversi setting o contesti le cui caratteristiche determinano le diverse strategie attuabili Le caratteristiche temporali insieme alle modalità in cui la conoscenza viene scambiata, resa disponibile e manipolata dai soggetti, permette di scegliere una strategia con maggiore efficacia3 rispetto ad altre. Strumento Dimensione temporale Scambio della conoscenza prevalente Strategia efficace prevalente Mail Asincrona annunci + allegati (contributi, materiali) Sequenziale, parallela Chat Sincrona Presa di decisione, brainstorming sequenziale Forum Asincrona Riflessioni, discussioni Parallela Doc-sharing Asincrona contributi, materiali Di reciprocità I processi di apprendimento 1/2 E ora possibile in base a quanto visto su gruppo, contesto, attività e strategie, provare a proporre uno schema dei processi di apprendimento tipici dei processi di formazione a distanza di terza generazione. Gruppi Attività Strumento Strategia prevalente PROCESSI Omogenei Collaborativa, cooperativa Chat, mail Sequenziale Codecisione eterogenei Cooperativa Chat, mail Sequenziale eterogenei Cooperativa Forum, doc-sharing Parallela Omogenei collaborativa, cooperativa Forum Parallela Omogenei collaborativa, cooperativa doc-sharing di reciprocità eterogenei Cooperativa Forum Parallela eterogenei cooperativa doc-sharing di reciprocità (debole) Condivisione di competenze Coprogettazione Lo schema è naturalmente indicativo in quanto non esiste mai una forma di strategia esclusiva (ma solo prevalente) e un gruppo completamente omogeneo o eterogeneo. 2/2 Lo schema appena visto permette un ulteriore riflessione riguardante la natura dell apprendimento collaborativo e cooperativo in relazione al processo Processo Condivisione di competenze Coprogettazione Apprendimento prevalente Scambio di conoscenza Costruzione della conoscenza Il processo di codecisione è ritenuto fase preliminare alla condivisione di competenze e alla progettazione, in quanto è nei momenti decisionali che il gruppo sceglie come interagire e quindi come deve avvenire l apprendimento. Il ruolo del docente nel processo La particolare natura e complessità delle attività cooperative e collaborative on line e il ruolo attivo del gruppo induce il docente a farsi da parte per divenire un punto di riferimento per il buon andamento del processo. In questi casi il docente diviene un osservatore partecipante pronto ad intervenire in caso di necessità e viene spesso coadiuvato da altre figure tutoriali. Il suo compito è riassumibile in termini di: - tutoring (nell assistere il gruppo in caso di bisogno)4 - scaffolding (nel predisporre gli spazi e gli elementi indispensabili) - facilitatore (nel fare in modo che tutti partecipino alla comunicazione) - osservatore partecipante (monitorando il processo per ricavarne indicatori dell andamento) - valutatore della bontà del processo (controllando che gli indicatori di qualità siano presenti) Attività proposte Scheda 1 il gruppo e il contesto Prova a considerare il corpo docenti della tua scuola. Che tipo di gruppo è (omogeneo, eterogeneo)? In che modo è differente da una tua classe di studenti? Quali attività (collaborative, cooperative) e strategie prevalgono nei processi di codecisione, condivisione di competenze e coprogettazione dei due gruppi precedentemente analizzati (corpo docente, classe di studenti)? Indicazione operativa n.3 Prova a considerare la tua classe virtuale. E un gruppo omogeneo o eterogeneo? Quali processi vengono attivati prevalentemente in essa? Quali di questi prendono corpo completamente online? Scheda 2 I processi Sperimenta nella tua Classe Virtuale l apprendimento come scambio di conoscenze: utilizzate una fase di co-decisione per negoziare l oggetto e predisponete degli spazi ove ciascuno riporta la propria conoscenza in merito o il frutto di una ricerca. Quanto hai dato al gruppo? Quanto hai ricevuto in cambio? Quale tipo di interazione ha permesso un migliore scambio di conoscenza Sperimenta nella tua Classe Virtuale l apprendimento come costruzione di conoscenza: utilizzate una fase di co-decisione per negoziare un progetto, le modalità di stesura del relativo documento e degli spazi ove ognuno può restituire il proprio lavoro agli altri. Come avete diviso il lavoro (cooperazione, collaborazione)? Cosa hai imparato di nuovo relativo al tema del progetto? Quali sono i frutti della progettazione in termini di nuova conoscenza? Sei in grado di discernere ciò che il gruppo sapeva prima (come somma delle conoscenze) e ciò che è stato creato, appreso ed elaborato lavorando assieme? Scheda 3 - il docente/tutor In una situazione di interazione collaborativa e cooperativa, come può cambiare il ruolo del tutor in funzione del processo(co-decisione, condivisione di competenze, coprogettazione)?5 Evitare lo scontro relazionale (litigio) tra due soggetti nei forum è uno dei compiti più evidenti del tutor/moderatore. Prova a pensare ad altre situazioni in cui un tutor è intervenuto per ottimizzare il processo. Indicazione operativa n.3 In base alla tua esperienza, è possibile immaginare una Classe Virtuale senza un tutor o moderatore? Cosa potrebbe decidere il gruppo per permettere che il processo non venga turbato da eventi relazionali spiacevoli? BIOGRAFIA Pier Cesare Rivoltella è docente di Teoria e tecniche della comunicazione di massa presso la facoltà di Scienze dell'educazione e della formazione dell'università Cattolica di Milano. E membro del comitato scientifico del progetto Eurolab presso il Piccolo teatro di Milano e della redazione di diverse riviste specializzate (Docete, Comunicazioni sociali, Didattica delle scienze e Informatica nella scuola) e consulente del laboratorio tecnologie educative dell Università di Firenze. Tra i fondatori del Med. Associazione italiana per l educazione ai media e alla comunicazione ne è vicepresidente nazionale. Presso l università cattolica opera nelle sedi di Milano e Piacenza. Nella sua attività di ricerca si occupa di Media Education e Education Tecnology; in particolare si interessa dei rapporti tra media e cultura, dell uso dei media dei contesti formativi e dei temi connessi con l e-learning. Documenti analoghi
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