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Timestamp: 2018-02-24 06:03:56+00:00

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Legge regionale 16 marzo 2015, n. 4 (BUR n. 27/2015) (Novellazione)
Legge regionale 16 marzo 2015, n. 4 (BUR n. 27/2015) (Novellazione) [sommario] [RTF]
MODIFICHE DI LEGGI REGIONALI E DISPOSIZIONI IN MATERIA DI GOVERNO DEL TERRITORIO E DI AREE NATURALI PROTETTE REGIONALI (1)
Art. 1 - Modifica dell’articolo 79 bis della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 “Norme per l’assetto e l’uso del territorio” e successive modificazioni, e disposizioni attuative e transitorie.
2. Il comma 2 dell’articolo 79 bis della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 , è così sostituito:
Art. 2 - Sostituzione della tabella A4 allegata alla legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 ” Norme per l’assetto e l’uso del territorio” e successive modificazioni e disposizioni transitorie.
Art. 3 - Modifica della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio” e disposizioni in materia di varianti in deroga ai sensi dell’articolo 48.
2. In deroga al divieto di cui all’articolo 48, comma 1, della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 e successive modificazioni, possono essere adottate, fino all’approvazione del primo piano di assetto del territorio (PAT) e, comunque, non oltre il termine previsto dall’articolo 18, comma 1, della legge regionale 29 novembre 2013, n. 32 “Nuove disposizioni per il sostegno e la riqualificazione del settore edilizio e modifica di leggi regionali in materia urbanistica ed edilizia”, le varianti allo strumento urbanistico generale finalizzate all’individuazione di aree commerciali di cui agli articoli 18, comma 1, e 21, comma 1, della legge regionale 28 dicembre 2012, n. 50 “Politiche per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regione del Veneto”. Dette varianti possono essere adottate e approvate con la procedura di cui all’articolo 18 ter della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 , come introdotto dal comma 1 del presente articolo.
Art. 4 - Modifica dell’articolo 41 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”.
Art. 5 - Modifica dell’articolo 44 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio” e successive modificazioni.
Art. 6 - Modifica dell’articolo 2 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per favorire l'utilizzo dell'edilizia sostenibile e modifiche alla legge regionale 12 luglio 2007, n. 16 in materia di barriere architettoniche” e successive modificazioni.
Art. 7 - Varianti verdi per la riclassificazione di aree edificabili.
Art. 8 - Disposizioni attuative dell’articolo 2 bis del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”.
a) nei casi di cui all’articolo 17, comma 3, lettere a) e b), della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”, con riferimento ai limiti di distanza da rispettarsi all’interno degli ambiti dei piani urbanistici attuativi (PUA) e degli ambiti degli interventi disciplinati puntualmente; (9)
a) per i comuni dotati del piano di assetto del territorio (PAT), in sede di formazione del piano degli interventi (PI) o mediante variante al PI con la procedura di cui all’articolo 18 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 , nel rispetto del dimensionamento del PAT e dei singoli ambiti territoriali omogenei (ATO);
b) per i comuni non dotati di PAT, mediante variante al piano regolatore generale (PRG) con la procedura di cui all’articolo 50, commi 6 e 7, della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 “Norme per l’assetto e l’uso del territorio” (10) , nel rispetto del dimensionamento dello strumento urbanistico generale, in deroga al divieto di cui all’articolo 48, comma 1, della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 e comunque non oltre il termine previsto dall’articolo 18, comma 1, della legge regionale 29 novembre 2013, n. 32 “Nuove disposizioni per il sostegno e la riqualificazione del settore edilizio e modifica di leggi regionali in materia urbanistica ed edilizia”.
4 bis. In attuazione dell’articolo 2 bis del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e successive modificazioni, ai fini del calcolo della distanza minima tra pareti finestrate di cui all’articolo 9 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, non sono computati gli sporti e gli elementi a sbalzo, compresi terrazze e balconi non chiusi, aggettanti dalla facciata dell’edificio per non più di metri 1,50. Resta fermo il rispetto delle disposizioni del codice civile relative alle distanze tra costruzioni nonché quelle relative all’apertura di vedute dirette e balconi sul fondo del vicino. (11)
Art. 9 - Disposizioni in materia di aree naturali protette regionali. (12)
Art. 10 - Neutralità finanziaria.
(1) La legge è stata impugnata dal Governo innanzi alla Corte Costituzionale con ricorso n. 54/2015 (G.U. - 1ª Serie Speciale n. 24/2015) limitatamente all’articolo 8, comma 1, lettera a), per violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, in quanto rientrante nella competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile. La norma regionale, secondo il ricorrente, non sarebbe conforme al DPR 6 giugno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” ed, in particolare, all’articolo 2 bis recante disposizioni in materia di deroghe ai limiti di distanze tra fabbricati: giudizio pendente.
(2) Testo riportato dopo il comma 1 dell’articolo 79 bis della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 .
(3) Testo riportato al comma 2 dell’articolo 79 bis della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 .
(4) Testo riportato dopo il comma 4 dell’articolo 79 bis della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 .
(5) Testo riportato dopo l’articolo 18 bis della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 .
(6) Testo riportato dopo il comma 4 dell’articolo 41 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 .
(7) Testo riportato dopo il comma 5 ter dell’articolo 44 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 .
(8) Testo riportato dopo il comma 2 dell’articolo 2 della legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 .
(9) La legge è stata impugnata dal Governo innanzi alla Corte Costituzionale con ricorso n. 54/2015 (G.U. - 1ª Serie Speciale n. 24/2015) limitatamente all’articolo 8, comma 1, lettera a), per violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, in quanto invasiva della competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile, avendo travalicato i limiti alla propria competenza in materia di governo del territorio, fissati dalla legislazione statale. Con sentenza n.41 del 2017 (G.U. n. 9 del 1 marzo 2017) la Corte costituzionale ha ritenuto parzialmente fondata la questione sollevata dal governo dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’art. 8, comma 1, lettera a), limitatamente al riferimento alla lettera b) dell’art. 17, comma 3, della legge regionale n. 11 del 2004 e alle parole «e degli ambiti degli interventi disciplinati puntualmente», avendo la disposizione regionale oltrepassato i limiti fissati dalla normativa statale per le deroghe alla disciplina dettata dall’ordinamento civile in materia di distanze tra edifici. Tale normativa statale è rappresentata dall’art. 9, ultimo comma del d.m. n. 1444 del 1968, cui fa riferimento l’art. 2bis del Testo unico dell’edilizia (d.P.R. 380/2001), che circoscrive la deroga alle distanze solo «nel caso di gruppi di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche”. In definitiva, le deroghe all’ordinamento civile delle distanze tra edifici sono consentite, e sussumibili nella materia governo del territorio, solo «se inserite in strumenti urbanistici, funzionali a conformare un assetto complessivo e unitario di determinate zone del territorio”, concetto questo che postula una pluralità di edifici mentre l’espressione utilizzata dalla norma regionale cassata “ambiti disciplinati puntualmente”, poteva prestarsi “sul piano semantico, a legittimare anche interventi diretti a singoli edifici”.
(10) Gli artt. da 1 a 75, l’art. 98, gli artt. da 101 a 109, da 114 a 121 e l’art. 126 della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 , sono stati abrogati dall’art. 49, comma 1, lett. e), della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 a decorrere dalla pubblicazione sul BUR dei provvedimenti previsti dall'art. 50, comma 1, della medesima legge regionale; detti provvedimenti sono stati adottati con un’unica deliberazione della Giunta regionale, n. 3178/2004, pubblicata sul BUR n. 105 del 22 ottobre 2004. Tuttavia alcune disposizioni della legge regionale 61 del 1985 sono ancora applicabili in via transitoria: si vedano, in particolare, oltre agli artt. 48 e 49 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 , l’art. 3 della legge regionale 10 agosto 2006, n. 18 , l’art. 35, comma 2, della legge regionale 16 febbraio 2010, n. 11 , l’art. 3, comma 2, l’art. 7, comma 2, e l’art. 8, comma 4, lett. b), della legge regionale 16 marzo 2015, n. 4 , l’art. 18, comma 1 della legge regionale 29 novembre 2013, n. 32 come modificato da comma 9 dell’art. 63 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 , nonché l’art.13, comma 13, e l’art.14, comma 1, lett.a), della legge regionale 6 giugno 2017, n. 14 .
(11) Comma aggiunto da comma 1 art. 66 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 .
(12) Vedi anche quanto disposto dall’articolo 97 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 in materia di contenimento e di eradicazione delle popolazioni di ungulati nel parco regionale dei Colli Euganei.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10
 sentenza 
 art. 66