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Timestamp: 2019-01-24 04:35:54+00:00

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Tutela delle condizioni di lavoro: comportamento omissivo del lavoratore. | Avvocato Roma - Studio Legale Bagnardi
Tutela delle condizioni di lavoro: comportamento omissivo del lavoratore.
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La seguente sentenza della Corte di Appello di Roma conferma la sentenza del Tribunale di Roma, Sez. Lavoro, n. 20507 del 9/7/2007 visibile a pagina n.2 della giurisprudenza.
Omissis…“È altresì provato che il datore di lavoro ricordava agli operai di utilizzare i mezzi in questione.
Tale essendo il contesto, il comportamento del lavoratore che ha omesso di utilizzare i mezzi di protezione e sicurezza nonostante la loro presenza nel luogo di lavoro in assenza del datore di lavoro che era lì presente nell’appartamento ma in altra stanza e pochi minuti prima aveva raccomandato al S. di usare i mezzi di protezione è tale da far ritenere che la colpa dell’infortunio stesso sia totalmente ascrivibile all’operaio in quanto non è esigibile dal datore di lavoro un controllo continuo ed una presenza costante vicino al lavoratore al fine di obbligarlo ad utilizzare i mezzi protettivi.
Come infatti indicato da Cass. N. 14494 del 2009 “…il datore di lavoro è responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vìgili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente, non potendo attribuirsi alcun effetto esimente, per l’imprenditore, all’eventuale concorso di colpa del lavoratore, la cui condotta può comportare, invece, l’esonero totale del medesimo imprenditore da ogni responsabilità solo quando presenti i caratteri dell’abnormità, inopinabilità ed esorbitanza, necessariamente riferiti al procedimento lavorativo “tipico” ed alle direttive ricevute, così da porsi come causa esclusiva dell’evento.”
Nel caso di specie (in cui i mezzi antinfortunistici sono stati forniti e il datore di lavoro ne ha ordinato l’uso) non può di certo ritenersi pretendibile che il responsabile si fermasse nella stanza fino a che l’operaio non avesse concretamente indossato il casco e non fosse salito sul trabattello in quanto la vigilanza dell’imprenditore non deve rivestire il carattere dell’assoluta continuità ma deve essere idonea a garantire la sicurezza per cui il comportamento del S. deve ritenersi che abbia rivestito i caratteri dell’inopinabilità, abnormità ed esorbitanza idonei ad escludere il concorso colposo dell’appellata.
Come anche infatti indicato da Cass. N. 9459 del 1991 la vigilanza del datore di lavoro deve avere le seguenti caratteristiche : “…pur senza essere ininterrotta, risulti nondimeno idonea ad assicurare, anche alla luce di quanto disposto dall’art. 2087 cod. civ. e dell’operatività delle regole di comune prudenza e diligenza, l’impiego da parte dei dipendenti degli strumenti protettivi in dotazione alle macchine.”…”omissis.
Corte di Appello di Roma, Sezione Lavoro, sentenza n. 10476 del 10/2/2011, relatore Dr.ssa M. Tucci, inedita.
(Inserita Il 18/06/2012)
Art. 2051 c.c. Presupposti applicativi.Danno da cosa in custodia: motivi di esonero del custode.

References: sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 

Art. 2051