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idranti, allarmi, sprinkler
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Ministero dell'interno, dec. 20 dicembre 2012 - Regola tecnica di preve...
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Ministero dell'interno, dec. 20 dicembre 2012 - Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l'incendio installati nelle attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi
Gioved 27 Dicembre 2012 16:04
Decreto del M. I. 20 dicembre 2012, recante "Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di protezione attiva contro l'incendio installati nelle attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi" G.U. 4 gennaio 2013, n. 3
VISTO il Regolamento del Parlamento europeo e del consiglio del 9 marzo 2011, n. 305, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio; VISTO il decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, recante "Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, a norma dellarticolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229"; VISTO il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante "Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" e successive modificazioni; VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, recante "Approvazione del regolamento concernente lespletamento dei servizi antincendi"; VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1993, n. 246, recante "Regolamento di attuazione della direttiva 89/106/CEE relativa ai prodotti da costruzione", con particolare riferimento al requisito 2 dellallegato "Sicurezza in caso di incendio"; VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151, recante "Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010. n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122"; VISTO il decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, del 10 marzo 1998. pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 81 del 7 aprile 1998. recante "Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro"; VISTI i decreti interministeriali 5 marzo 2007 del Ministro delle infrastrutture, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell'interno, recanti disposizioni concernenti i sistemi, le installazioni e gli impianti fissi antincendio, i sistemi per il controllo di fumo e calore e i sistemi per la rivelazione e segnalazione d'incendio, in applicazione della direttiva n. 89/106/CEE sui prodotti da costruzione, recepita con decreto dei Presidente della Repubblica 21 aprile 1993. n. 246; VISTO il decreto del Ministro dell'interno 9 maggio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 117 del 22 maggio 2007, recante Direttive per l'attuazione dell'approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio; VISTO il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, 22 gennaio 2008. n. 37, recante "Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge 2 dicembre 2005, n. 248, recante riordino delle disposizioni in materia di attivit di installazione degli impianti allinterno degli edifici", e successive modificazioni; VISTO il decreto del Ministro dell'interno 7 agosto 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 201 del 29 agosto 2012, recante 'Disposizioni relative alle modalit di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell'articolo 2, comma 7. del decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151"; RAVVISATA la necessit di aggiornare le disposizioni di sicurezza antincendio per la progettazione, la costruzione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti di protezione attiva installati nelle attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi; ACQUISITO il parere favorevole del Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi di cui all'articolo 21 del decreto legislativo 8 marzo 2006. n. 139; ESPLETATA la procedura di informazione ai sensi della direttiva 98/34/CE, come modificata dalla direttiva 98/48/CE; Decreta ART. 1 Finalit 1. II presente decreto disciplina la progettazione, la costruzione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti di protezione attiva contro l'incendio, cosi come definiti nella regola tecnica di cui al successivo articolo 4 e di seguito denominati impianti, installati nelle attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi, qualora previsti da specifiche regole tecniche in materia o richiesti dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco nellambito dei procedimenti di prevenzione incendi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151, fatto salvo quanto stabilito dal successivo articolo 2. ART. 2 Campo di applicazione 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano agli impianti di cui allarticolo 1 di nuova costruzione ed a quelli esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, nel caso essi siano oggetto di interventi comportanti la loro modifica sostanziale, cos come definita
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nella regola tecnica di cui al successivo articolo 5. 2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano riguardo alla progettazione, alla costruzione, all'esercizio e alla manutenzione degli impianti nelle attivit a rischio di incidente rilevante di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 e successive modificazioni, nonch per la progettazione, la costruzione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti nelle attivit regolamentate dalle seguenti disposizioni: a) decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1995, n. 418 recante "Regolamento concernente norme di sicurezza antincendio per gli edifici di interesse storico-artistico destinati a biblioteche ed archivi"; b) decreto del Presidente della Repubblica 24 ottobre 2003, n. 340, recante "Regolamento recante disciplina per la sicurezza degli impianti di distribuzione stradale di G.P.L. per autotrazione", e successive modificazioni; c) decreto del Ministro per i beni culturali e ambientali del 20 maggio 1992, n. 569, recante "Regolamento concernente norme di sicurezza antincendio per gli edifici storici e artistici destinati a musei, gallerie, esposizioni e mostre"; d) decreto del Ministro dell'interno, adottato di concerto con il Ministro dell'industria. del commercio e dellartigianato 13 ottobre 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 12 novembre 1994, n. 265 S.O. n. 142. recante "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione, l'installazione e l'esercizio dei depositi di G.P.L. in serbatoi fissi di capacit complessiva superiore a 5 m e/o in recipienti mobili di capacit complessiva superiore a 5000 kg"; e) decreto del Ministro dell'interno 18 maggio 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 9 giugno 1995, n. 133, recante "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei depositi di soluzioni idroalcoliche"; f) decreto del Ministro dell'interno 24 maggio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 6 giugno 2002, n. 131, recante "Norme di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione stradale di gas naturale per autotrazione" e successive modificazioni; g) decreto del Ministro dell'interno, adottato di concerto con il Ministro delle attivit produttive, del 14 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 24 maggio 2004, n. 120, recante "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio dei depositi di gas di petrolio liquefatto con capacit complessiva non superiore a 13 m3". 3. Gli impianti installati in attivit esistenti, previsti da regole tecniche di prevenzione incendi, possono essere adeguati, laddove consentito da specifiche disposizioni legislative, nell'osservanza di quanto prescritto dalle rispettive regole tecniche, ovvero, in conformit a quanto previsto dalla regola tecnica allegata al presente decreto. ART. 3 Commercializzazione UE 1. Rientrano nel campo di applicazione del presente decreto i prodotti regolamentati dalle disposizioni comunitarie applicabili ed a queste conformi. 2. Le tipologie di prodotti non contemplati dal comma 1, possono essere impiegati nel campo di applicazione del presente decreto, purch legalmente fabbricati o commercializzati in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in Turchia, o legalmente fabbricati in uno degli Stati firmatari dell'Associazione Europea di libero scambio (EFTA), parte contraente dell'accordo sullo spazio economico europeo (SEE), per l'impiego nelle stesse condizioni che permettono di garantire un livello di protezione, ai fini della sicurezza antincendio, equivalente a quello prescritto dal decreto stesso. ART. 4 Obiettivi e responsabilit 1. Gli impianti costituiscono accorgimenti intesi a ridurre le conseguenze degli incendi a mezzo di rivelazione, segnalazione allarme, controllo o estinzione, evacuazione di fumo e calore. A tal fine gli impianti sono progettati, realizzati e mantenuti a regola darte secondo quanto prescritto dalle specifiche regolamentazioni, dalle norme di buona tecnica e dalle istruzioni fomite dal fabbricante. 2. I parametri e le caratteristiche utilizzati per la progettazione degli impianti sono individuati dai soggetti responsabili della valutazione del rischio di incendio e della progettazione. Gli enti e i privati, responsabili delle attivit in cui sono installati gli impianti, hanno l'obbligo di mantenere le condizioni che sono state valutate per l'individuazione dei parametri e delle caratteristiche. ART. 5 Disposizioni tecniche 1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 4 approvata la regola tecnica allegata al presente decreto. ART. 6 Abrogazioni e aggiornamenti 1. Le disposizioni di prevenzione incendi in contrasto con le previsioni del presente decreto sono abrogate. 2. Con successivi decreti ministeriali sono recepiti eventuali aggiornamenti inerenti le norme tecniche citate nella regola tecnica allegata al presente decreto. ART. 7 Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Roma, l 20 dicembre 2012
Allegato REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER GLI IMPIANTI DI PROTEZIONE ATTIVA CONTRO LINCENDIO INSTALLATI NELLE ATTIVIT SOGGETTE Al CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI. 1 TERMINI, DEFINIZIONI GENERALI, TOLLERANZE DIMENSIONALI E SIMBOLI GRAFICI DI PREVENZIONE INCENDI. 1.1. Per i termini, le definizioni, le tolleranze dimensionali ed i simboli grafici si rimanda a quanto emanato con il decreto del Ministro dell'interno 30 novembre 1983. 1.2. Ai fini della presente regola tecnica si definiscono: Impianti di protezione attiva o Sistemi di protezione attiva contro l'incendio: per impianti di protezione attiva contro l'incendio o sistemi di protezione attiva contro lincendio, di seguito denominati entrambi "Impianti, si intendono: gli impianti di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio; gli impianti di estinzione o controllo dellincendio, di tipo automatico o manuale, gli impianti di controllo del fumo e del calore; Regola dell'arte: stadio dello sviluppo raggiunto in un determinato momento storico dalle capacit tecniche relative a prodotti, processi o servizi, basato su comprovati risultati scientifici, tecnologici o sperimentali. Fermo restando il rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari applicabili, la presunzione di regola dellarte riconosciuta alle norme emanate da Enti di normazione nazionali, europei o internazionali; Modifiche sostanziali: trasformazione della tipologia dell'impianto originale o ampliamento della sua dimensione tipica oltre il 50% dell'originale, ove non diversamente definito da specifica regolamentazione o norma; Tipologia dellimpianto: natura dellimpianto o dellagente estinguente utilizzato; Dimensione tipica dell'impianto: i. per la rete idranti si rinvia a quanto riportato dalla norma UNI 10779; ii. per gli impianti di rivelazione ed allarme incendio s'intende il numero di rivelatori automatici o di punti di segnalazione manuale; iii. per gli impiant di estinzione o controllo si intende il numero di erogatori; iv. per gli impianti di estinzione di tipo speciale (ad esempio estinguenti gassosi, schiuma, polvere, ecc.) si intende la quantit di agente estinguente; v. per gli impianti di controllo del fumo e del calore si intende la superficie utile totale di evacuazione per i sistemi di evacuazione naturale e la portata volumetrica aspirata per i sistemi di evacuazione forzata; Specifica dell'impianto: sintesi dei dati tecnici che descrivono le prestazioni dell'impianto, le sue caratteristiche dimensionali (portate specifiche, pressioni operative, caratteristica e durata dell'alimentazione dell'agente estinguente, l'estensione dettagliata dell'impianto, ecc.) e le caratteristiche dei componenti da impiegare nella sua realizzazione (ad esempio tubazioni, erogatori, sensori, riserve di agente estinguente, aperture di evacuazione, aperture di afflusso, ecc.). La specifica comprende il richiamo della norma di progettazione che si intende applicare, la classificazione del livello di pericolosit, ove previsto, lo schema a blocchi dellimpianto che si intende realizzare, nonch lattestazione dell'idoneit dell'impianto in relazione al pericolo di incendio presente nell'attivit; Progetto dell'impianto: insieme dei documenti indicati dalla norma assunta a riferimento per la progettazione di un nuovo impianto o di modifica di un impianto esistente. Il progetto deve includere, in assenza di specifiche indicazioni della norma, almeno gli schemi e i disegni planimetrici dell'impianto, nonch una relazione tecnica comprendente i calcoli di progetto, ove applicabili, e la descrizione dell'impianto, con particolare riguardo alla tipologia ed alle caratteristiche dei materiali e dei componenti da utilizzare ed alle prestazioni da conseguire; Manuale d'uso e manutenzione dellimpianto: documentazione, redatta in lingua italiana, che comprende le istruzioni necessarie per la corretta gestione dellimpianto e per il mantenimento in efficienza dei suoi componenti. Le istruzioni sono predisposte dallimpresa installatrice dellimpianto, anche sulla base dei dati forniti dai fabbricanti dei componenti installati; Ente di Normalizzazione Europea: Organismo Europeo di Normalizzazione o Organismo di Normalizzazione appartenente agli Stati membri dell'Unione Europea o che sono parti contraenti dell'accordo sullo spazio economico europeo; Tecnico abilitato: professionista iscritto in albo professionale, che opera nellambito delle proprie competenze; Professionista antincendio: professionista iscritto in albo professionale, che opera nellambito delle proprie competenze e che sia scritto negli appositi elenchi del Ministero dell'interno di cui all'articolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. Attivit: attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi riportate nell'Allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151; Comando provinciale: Comando provinciale dei vigili del fuoco territorialmente competente. 2. DISPOSIZIONI GENERALI Ferme restando le disposizioni contenute nel decreto interministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 e successive modificazioni, la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti regolamentati dal presente decreto devono essere eseguiti in conformit alla regola dell'arte ed a quanto disposto ai successivi paragrafi 2.1, 2.2 e 2.3 2.1 PROGETTAZIONE Per l'installazione, la trasformazione e l'ampliamento degli impianti oggetto del presente decreto redatto un progetto elaborato secondo la regola dell'arte, che deve essere adeguatamente integrato in caso di modifiche apportate in corso dopera allimpianto di base del progetto II progetto redatto da un tecnico abilitato. Per impianti da realizzare secondo le norme pubblicate da organismi di standardizzazione internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio, fatti salvi gli obblighi connessi all'impiego di prodotti soggetti a normativa comunitaria di armonizzazione, il progetto redatto da professionista antincendio. Il progetto dell'impianto, cosi come effettivamente realizzato, deve essere consegnato al responsabile dell'attivit e da questo reso disponibile ai fini di eventuali controlli da parte delle autorit competenti.
2.2 INSTALLAZIONE Gli impianti oggetto del presente decreto devono essere installati a regola d'arte, seguendo il progetto, le vigenti normative e le regolamentazioni tecniche applicabili. Al termine dei lavori l'impresa installatrice dovr fornire al responsabile dell'attivit, oltre a quanto gi previsto dalla normativa vigente, la documentazione finale richiamata dalla norma impiegata per la progettazione e installazione dell'impianto, nonch il manuale d'uso e manutenzione dello stesso. Tale documentazione tenuta, dal responsabile dell'attivit, a disposizione per eventuali controlli da parte delle autorit competenti. 2.3 ESERCIZIO E MANUTENZIONE L'esercizio e la manutenzione degli impianti oggetto del presente decreto devono essere effettuati secondo la regola dell'arte ed essere condotti in accordo alla regolamentazione vigente ed a quanto indicato nelle norme tecniche pertinenti e nel manuale d'uso e manutenzione dellimpianto. Il manuale d'uso e manutenzione dell'impianto fornito al responsabile dellattivit, dallimpresa installatrice o, per impianti privi dello stesso manuale, eseguiti prima dell'entrata in vigore del presente decreto, da un professionista antincendio. Le operazioni da effettuare sugli impianti e la loro cadenza temporale sono quelle indicate dalle norme tecniche pertinenti, nonch dal manuale d'uso e manutenzione dellimpianto. La manutenzione sugli impianti e sui componenti che li costituiscono eseguita da personale esperto in materia, sulla base della regola dellarte, che garantisce la corretta esecuzione delle operazioni svolte. 3. DOCUMENTAZIONE DEGLI IMPIANTI La documentazione tecnica relativa agli impianti oggetto del presente decreto, da presentare ai fini dei procedimenti di prevenzione incendi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151, indicata nei successivi paragrafi 3.1 e 3.2. 3.1 DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE AI FINI DELLA VALUTAZIONE DEI PROGETTI Ai fini della valutazione del progetto dellattivit, di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151. gli impianti di protezione attiva contro lincendio previsti nella documentazione tecnica di cui all'allegato I del decreto del Ministero dell'interno 7 agosto 2012, dovranno essere documentati come segue: a) Impianti da realizzare secondo le norme pubblicate dall'Ente di Normalizzazione Europea: la documentazione da presentare costituita dalla specifica dellimpianto che si intende realizzare: b) Impianti da realizzare secondo le norme pubblicate da organismi di standardizzazione internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio: la documentazione da presentare quella di cui alla precedente lettera a), a firma di professionista antincendio 3.2 DOCUMENTAZIONE DA PRESENTARE AI FINI DEI CONTROLLI DI PREVENZIONE INCENDI Ai fini degli adempimenti di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151, gli impianti dovranno essere documentati come segue: a) Impianti realizzati secondo le norme pubblicate dall'Ente di normalizzazione Europea: per gli impianti ricadenti nel campo di applicazione del decreto interministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 e successive modificazioni, la documentazione da presentare costituita dalla dichiarazione di conformit resa ai sensi dell'articolo 7 del citato decreto. Il progetto e gli allegati obbligatori devono essere consegnati al responsabile dell'attivit e da questi tenuti a disposizione delle autorit competenti per eventuali controlli. Per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione del decreto interministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 e successive modificazioni, la documentazione da presentare costituita dalla dichiarazione di corretta installazione e corretto funzionamento dell'impianto, di cui al decreto del Ministero dell'interno 7 agosto 2012, a firma dell'impresa installatrice, ovvero, per gli impianti privi della dichiarazione di conformit, ed eseguiti prima dell'entrata in vigore del presente decreto, dalla certificazione di rispondenza e di corretto funzionamento dell'impianto, di cui al sopra citato decreto, resa da un professionista antincendio. Il progetto e gli allegati dovranno essere consegnati al responsabile dell'attivit e da questi tenuti a disposizione delle autorit competenti per eventuali controlli. Per gli impianti installati in attivit per le quali sono stati utilizzati i criteri di valutazione del livello di rischio e di progettazione delle conseguenti misure compensative, previsti dal decreto del Ministro dellinterno del 9 maggio 2007, la documentazione di cui sopra dovr essere integrata con la certificazione di rispondenza e di corretto funzionamento dell'impianto, a firma di professionista antincendio. b) Impianti realizzati secondo norme pubblicate da organismi di standardizzazione internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio: la documentazione da presentare quella di cui alla precedente lettera a), primo comma, integrata dalla certificazione di rispondenza e di corretto funzionamento dell'impianto, a firma di professionista antincendio. 3.3 DOCUMENTAZIONE INERENTE L'ESERCIZIO Le operazioni di controllo, manutenzione ed eventuale verifica periodica, eseguite sugli impianti oggetto del presente decreto, devono essere annotate in apposito registro istituito ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni, ovvero, dell'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151. Tale registro deve essere mantenuto aggiornato e reso disponibile ai fini dei controlli di competenza del Comando provinciale. 4. DISPOSIZIONI PER LE RETI DI IDRANTI Per la progettazione, installazione ed esercizio delle reti di idranti pu essere utilizzata la norma UNI 10779. A tale norma si dovr fare riferimento, per quanto applicabile, per la definizione dei requisiti minimi da soddisfare nella progettazione, installazione ed esercizio delle reti di idranti, cosi come ivi definite, installate nelle attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi. Nei successivi paragrafi sono riportate disposizioni integrative rispetto a quelle stabilite dalla norma UNI 10779
4.1 RETI DI IDRANTI NELLE ATTIVIT REGOLAMENTATE DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI DI PREVENZIONE INCENDI Le regole tecniche di prevenzioni incendi stabiliscono la necessit di realizzare la rete di idranti, definendo i seguenti parametri ai fini dell'utilizzo della norma UNI 10779, per quanto applicabile: livelli di pericolosit; tipologia di protezione; caratteristiche dell'alimentazione idrica (singola, singola superiore o doppia secondo la norma UNI EN 12845). La necessit di realizzare una rete di idranti pu inoltre essere stabilita nell'ambito della valutazione del rischio d'incendio di cui alla normativa vigente. Per le attivit indicate in tabella 1, laddove la rete di idranti sia richiesta dalle regolamentazioni ivi richiamate, si applica la norma UNI 10779, ed i parametri di cui sopra sono individuati come di seguito specificato. Ai fini della determinazione della continuit dell'alimentazione elettrica, la disponibilit del servizio potr essere attestata mediante dati statistici relativi agli anni precedenti, analogamente a quanto specificato dalla norma UNI 10779 per l'alimentazione idrica. Le attestazioni relative alla continuit dell'alimentazione idrica e/o elettrica sono rilasciate dagli Enti erogatori o da professionista antincendio. Tabella 1
Livello di pericolosit secondo la norma UN1 10779
Protezione esterna SI/NO (1)(4)
DM 26.8 1992 Scuole
Edifci civile abitazione
2 (compartimento fino a
2500 mq)
Fuori terra e 1 interrato
(con capacit >50 veicoli)
Oltre 1 interrato
(con capacit >30 veicoli)
Tipo 3 Uffici DM 22.2.2006
(oltre 500 e fino a 1000 presenze) (oltre 1000 presenze)
> Teatri e cinemateatri, teatri tenda e strutture similari, installati in modo permanente, con capienza non superiore a 150 persone. > Cinematografi, auditori e sale convegno, locali di trattenimento, discoteche e simili con capienza superiore a 300 persone e fino a 600 persone. DM 19.8.1996 > Teatri e cinemateatri, teatri tenda e strutture similari, installati in modo permanente, con capienza superiore a 150 persone. 1
(prevedere solo linstallazione di un idrante con attacchi DN 70)
Al chiuso con pi di 100 e meno di 1000 spettatori
Allaperto con oltre 10000 spettatori
Capacit superiore a 25 e fino a 100 posti letto
Attivit ricettive
Capacit superiore a 100 e fino a 500 posti letto
Capacit superiore a 500 posti letto o altezza oltre 32 m
NOTE (1) La proiezione esterna pu essere realizzala, ove necessario, secondo le indicazioni del successivo paragrafo 4.2., punto 2. (2) Necessaria in presenza di difficolt di accesso ai mezzi dei Vigili del Fuoco. (3) Per le disposizioni tecniche da applicare vedi anche quanto previsto dall'articolo 2, comma 3, del presente decreto (4) Laddove sia richiesta la protezione esterna e sussistano, In relazione all'ubicazione dell'attivit, eccezionali impedimenti alla sua realizzazione in conformit alla norma UN110779, si potr omettere la realizzazione della stessa protezione, prevedendo la predisposizione di cui al successivo paragrafo 4,2. comma 2. lettera a 4.2 RETI DI IDRANTI NELLE ATTIVIT NON REGOLAMENTATE DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI DI PREVENZIONE INCENDI 1. Per te attivit non regolamentate da specifiche disposizioni di prevenzione incendi, la necessit di prevedere l'installazione di una rete di idranti, la definizione dei livelli di pericolosit e le tipologie di protezione, nonch le caratteristiche dell'alimentazione idrica, ai fini dell'applicazione della norma UNI 10779, ove applicabile, sono stabilite dal progettista sulla base della valutazione del rischio d'incendio di cui alla normativa vigente. Quanto sopra potr anche essere valutato dal Comando provinciale, nell'ambito dei procedimenti di prevenzione
incendi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151. 2. Per la protezione esterna si applicano le seguenti specifiche disposizioni integrative della norma UNI 10799: a) Nelle attivit con livello di pericolosit 3, per le quali non sia prevista alcuna protezione esterna, dovr essere comunque installato, in posizione accessibile e sicura, almeno un idrante esterno soprasuolo o sottosuolo conforme, rispettivamente, alle norme UNI EN 14384 e UNI EN 14339, atto al rifornimento dei mezzi di soccorso dei vigili del fuoco. Tale idrante, collegato alla rete pubblica o privata, dovr assicurare un'erogazione minima di 300 l/min per almeno 90 minuti b) La protezione esterna, previa autorizzazione del Comando provinciale nellambito dei procedimenti di prevenzione incendi di cui al decreto della Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151, pu essere sostituita dalla rete pubblica, qualora utilizzabile, anche per il servizio antincendio e preventivamente autorizzata dal Comando provinciale nellambito della valutazione del progetto dellattivit, a condizione che la stessa sia rispondente alle seguenti indicazioni: gli idranti siano posti nelle immediate vicinanze dell'attivit stessa. Si considera accettabile un percorso fruibile massimo di 100 m fra un idrante della rete pubblica ed il confine dell'attivit; la rete sia in grado di erogare la portata totale prevista per la protezione specificata. Tale prestazione dovr essere attestata dal progettista anche tramite dati statistici forniti dall'ente erogatore e/o prove pratiche di erogazione; l'attivit sia ubicata in un'area facilmente raggiungibile dagli automezzi dei Vigili del Fuoco secondo i criteri di accessibilit stabiliti dalle norme di prevenzione incendi. 3. Ai fini della determinazione della continuit dell'alimentazione idrica, la disponibilit del servizio pu essere attestata mediante dati statistici relativi agli anni precedenti, come specificato dalla norma UNI 10779. Analogo criterio pu essere utilizzato per la determinazione della continuit dell'alimentazione elettrica. Le predette attestazioni sono rilasciate dagli Enti erogatori o da professionista antincendio. 5. DISPOSIZIONI PER GLI IMPIANTI SPRINKLER Per la progettazione, installazione e manutenzione dei sistemi automatici a pioggia, tipo sprinkler, pu essere utilizzata la norma UNI EN 12845. A tale norma si potr fare riferimento, per quanto applicabile, per la definizione dei requisiti minimi da soddisfare nella progettazione, installazione e manutenzione di impianti sprinkler installati nelle attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi. Il ricorso a norme diverse dalla norma UNI EN 12845 ammesso limitatamente a quelle pubblicate da organismi di standardizzazione, internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio. In tal caso, l'adozione dovr essere integrale, inclusa la tipologia ed il dimensionamento dell'alimentazione idrica e delle eventuali misure accessorie, fatti salvi gli obblighi connessi all'impiego di prodotti soggetti a normativa comunitaria di armonizzazione. 5.1 IMPIANTI SPRINKLER NELLE ATTIVIT REGOLAMENTATE DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI DI PREVENZIONE INCENDI Le regole tecniche di prevenzioni incendi definiscono, relativamente ai sistemi automatici a pioggia, tipo sprinkler, la necessit di prevedere la realizzazione di detta protezione antincendio nonch la caratteristica dell'alimentazione idrica richiesta, La necessit di realizzare un sistema automatico a pioggia pu inoltre essere stabilita nell'ambito della valutazione del rischio dincendio di cui alla normativa vigente. Per le attivit indicate in tabella 2, gi regolamentate prima della entrata in vigore del presente decreto, si applicano, ad integrazione delle prescrizioni contenute nei predetti provvedimenti, le indicazioni della stessa tabella. Tabella 2 IMPIANTI SPRINKLER (4)
Ambienti nei quali prescritto l'impianto sprinkler
Classificazione degli ambienti nel quali prescritto l'impianto sprinkler
Ambienti e casi indicati nel D.M. 1.2.1986 Autorimesse DM 1.2.1986 (1) Secondo norma UNI EN 12845
(esempio - Ambienti con carico incendio
superiore a 30 Kg/ mq; - ocali tra -775 e -10m e comunque oltre il 1 piano interrato)
Ambienti e casi indicati nel dm 22.2.2006 (2)
(Esempio: - Locali deposito e laboratorio con carico incendio > 30 kg/mq: -locali esposizione e vendita con sup. > 10mq; -Locali con carico incendio > 50 kg/mq: -Scene con palcoscenico di sup>150mq)
Singola Singola superiore
Note: (1) Il DM 1.2.1986 consente. In alternativa all'impianto sprinkler, un impianto acqua/schiuma a erogatori aperti. (2) Sono consentite altre tipologie di impianti automatici con agente estinguente compatibile con il luogo di installazione (3) E ammessa l'alimentazione di tipo combinato come da UNI EN 12845. (4) Per le disposizioni tecniche da applicare vedi anche quanto previsto dall'articolo 2. comma 3. del presente decreto
5.2 IMPIANTI SPRINKLER NELLE ATTIVIT NON REGOLAMENTATE DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI DI PREVENZIONE INCENDI La necessit di prevedere una protezione con impianti automatici a pioggia, tipo sprinkler, e la tipologia di alimentazione idrica prevista sono stabilite dal progettista sulla base della valutazione del rischio d'incendio di cui alla normativa vigente. Quanto sopra potr anche essere valutato dal Comando provinciale nell'ambito dei procedimenti di prevenzione incendi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151. 6. DISPOSIZIONI PER GLI ALTRI IMPIANTI DI PROTEZIONE ATTIVA CONTRO L'INCENDIO Gli impianti di protezione attiva contro l'incendio comprendono, oltre alle tipologie di impianto di cui ai precedenti paragrafi, anche quelli di rivelazione incendio e segnalazione allarme incendio, gli impianti di controllo del fumo e del calore, nonch altri impianti di estinzione o controllo dell'incendio. Per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione di tali impianti si applicano le relative norme pubblicate dall'Ente di normalizzazione Europea o le norme pubblicate da organismi di standardizzazione internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio, fatti salvi gli obblighi connessi all'impiego di prodotti soggetti a normativa comunitaria di armonizzazione. Per gli impianti descritti nel presente paragrafo, possono essere applicate le norme di seguito elencate: UNI 9795 per gli Impianti di rivelazione e segnalazione allarme incendio; UNI EN 15004 e UNI 11280 per gli impianti che utilizzano agenti estinguenti gassosi; UNI 9494 per gli impianti di controllo del fumo e del calore; UNI EN 13565-2 per gli impianti a schiuma; UNI EN 12416-2 per gli impianti a polvere, la norma; UNI CEN/TS 14972 per gli impianti ad acqua nebulizzata; UNI CEN/TS 14816 per gli impianti spray ad acqua; UNI ISO 15779 per gli impianti ad aerosol condensato.
L'adozione di norme diverse da quelle pubblicate dall'Ente di Normalizzazione Europea dovr essere seguita in ogni sua parte, fatti salvi gli obblighi connessi allimpiego di prodotti soggetti a normativa comunitaria di armonizzazione. 6.1 ALTRI IMPIANTI DI PROTEZIONE ATTIVA INSTALLATI NELLE ATTIVIT REGOLAMENTATE DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI DI PREVENZIONE INCENDI Le regole tecniche di prevenzione incendi definiscono, relativamente agli impianti descritti al paragrafo 6, la necessit di prevederne l'installazione, nonch la loro caratterizzazione. La necessit di prevedere la realizzazione di uno di detti impianti pu inoltre essere stabilita nell'ambito della valutazione del rischio d'incendio di cui alla normativa vigente. 6.2 ALTRI IMPIANTI DI PROTEZIONE ATTIVA INSTALLATI NELLE ATTIVIT NON REGOLAMENTATE DA SPECIFICHE DISPOSIZIONI DI PREVENZIONE INCENDI La necessit di prevedere la realizzazione di uno degli impianti di protezione attiva descritti al paragrafo 6 stabilita dal progettista, sulla base della valutazione del rischio d'incendio di cui alla normativa vigente. Tale necessit potr anche essere valutata dal Comando provinciale nellambito dei procedimenti di prevenzione incendi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151.
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