Source: http://avvisi.ilsecoloxix.it/p/genova/2019/03/13/AEkbLWFB-dimezzata_genova_compagna.shtml
Timestamp: 2019-09-16 12:47:03+00:00

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Le motivazioni della sentenza - Uccise la compagna a Genova, pena dimezzata: «Lei lo illuse» | Liguria | Genova | Il Secolo XIX
Le motivazioni della sentenza 13 marzo 2019
Uccise la compagna a Genova, pena dimezzata: «Lei lo illuse»
Marco Fagandini, Beatrice D’Oria
Jenny Angela Coello Reyes in una foto di archivio con il marito, che l’ha uccisa
Via Fillak, arrestato l'assassino: «L'ho uccisa perchè mi tradiva»
Fidanzata uccisa per gelosia, pena ridotta: «Era in preda a una tempesta emotiva»
Il figlio cui il padre ha ucciso la madre: «Mamme, non dovete subire in silenzio»
Genova - Da una parte ci sono i rimandi puntuali del giudice a «una pena certamente molto severa, perché nulla può giustificare l’uccisione di un essere umano». Quella inflitta a Javier Napoleon Pareja Gamboa, l’operaio ecuadoriano di 52 anni che nell’aprile del 2018 uccise la moglie Jenny Angela Coello Reyes, 46 anni, nel loro appartamento di via Fillak, a Rivarolo .
L’aveva accoltellata al petto dopo aver scoperto che la donna non aveva lasciato l’amante, come gli aveva detto. Ma in altri passaggi delle motivazioni della sentenza emessa a dicembre, viene evidenziato come l’uomo, di fronte al comportamento di quella sera della moglie, abbia colpito perché mosso «da un misto di rabbia e di disperazione, profonda delusione e risentimento [...] ha agito sotto la spinta di uno stato d’animo molto intenso, non pretestuoso, né umanamente del tutto incomprensibile». E «non ha agito sotto la spinta di un moto di gelosia fine a sé stesso, per l’incapacità di accettare che la moglie potesse preferirgli un altro uomo, ma come reazione al comportamento della donna, del tutto incoerente e contraddittorio, che l’ha illuso e disilluso nello stesso tempo».
Ed è per questo che il giudice ha concesso le attenuanti generiche, che combinate con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato, l’elemento che ha pesato di più, hanno portato la condanna a 16 anni. Anziché i 30 chiesti dal pm Gabriella Marino. Una richiesta che risente anch’essa del rito abbreviato, perché all’interno di un processo ordinario sarebbe stata l’ergastolo. Il figlio della coppia e gli altri parenti della vittima, parti civili assistiti dall’avvocato Giuseppe Maria Gallo, non possono impugnare la sentenza, nonostante la contestino, avendo ricevuto il risarcimento chiesto. E a oggi procura e difensori non hanno presentato ricorsi.
Un epilogo che in qualche modo può riportare alla mente la sentenza della Corte d’Appello di Bologna di una decina di giorni fa , quando un uomo accecato dalla gelosia si era visto ridurre la pena per l’omicidio della compagna da 30 a 16 anni. Le attenuanti sarebbero state concesse anche in base alla valutazione dello stato d’animo dell’assassino. E sebbene gran parte della riduzione di pena fosse addebitabile ad altri motivi, il ministro e avvocato Giulia Bongiorno aveva evocato il delitto d’onore.
Al di là di queste valutazioni, per gli investigatori Pareja Gamboa aveva scoperto mesi prima il tradimento della moglie. Era andato in Ecuador, per dimenticare. Poi era rientrato a Genova, su richiesta della donna, che gli aveva giurato di aver allontanato l’altro uomo. Ma non era così. L’alcol, le liti, gli insulti di lei e le bugie, per il giudice hanno contribuito a spingere Pareja a quel moto di violenza. «Il contesto in cui il suo gesto si colloca - scrive il giudice - vale a connotare l’azione omicidiaria, in un’ipotetica scala di gravità, su di un gradino sicuramente più basso rispetto ad altre». Così le attenuanti. Nonostante, scrive il giudice, «non c’è proporzione tra il motivo che ha spinto l’imputato a colpire a morte e la gravità del gesto e delle sue conseguenze».
Il fratello della vittima: «È stato come vederla morire una seconda volta»
«È come rivivere quei momenti, è come veder uccisa mia sorella una seconda volta: siamo amareggiati». Raggiunto telefonicamente a Sestri Levante, dove lavora, Alfredo Reyes commenta così la sentenza sull’omicidio di sua sorella Angela Jenny Coello Reyes - Il setimento che prova la nostra famiglia in questo momento non si puo spiegare: siamo scossi, nonostante sia passato quasi un anno non ci possiamo rassegnare, soprattutto alla luce di questa sentenza. Il nostro cuore è tutto con suo figlio, mio nipote, che ha perso tutto con la morte di sua madre”. Non è escluso che la comunità sudamericana di Genova, molto colpita dalla riduzione della pena a 16 anni per Javier Napoleon Pareja Gamboa e soprattutto dalle motivazioni della sentenza, possa organizzare per i prossimi giorni una manifestazione in ricordo di Jenny.
Il legale della vittima: «Riesumato il delitto di onore»
L’avvocato Giuseppe Maria Gallo che assiste i familiari di Jenny Angela Coello Reyes, uccisa dal marito, commentando le motivazioni della condanna a 16 anni per l’uomo, ha detto: «Con questa motivazione è stato riesumato il delitto d’onore». «Ormai - dice - assistiamo a un orientamento più culturale che giuridico, gli omicidi a sfondo passionale sono inseriti in un circuito di tempesta emotiva». Il legale ha fatto istanza alla procura per impugnare la sentenza ma il pm ha respinto «senza fornire motivazione».

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