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CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 24 OTTOBRE 2012, N. - PDF
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1 CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 24 OTTOBRE 2012, N : titolare del potere di ordinare lo sgombero dell immobile sequestrato è il pubblico ministero. «questa Corte Suprema (Cass. n del 13/12/2006 (dep. 05/04/2007 ); Sez. 3^, , n , Massa) ha affermato che il provvedimento con il quale il pubblico ministero disponga lo sgombero di un edificio sequestrato rappresenta un atto di esercizio del potere di determinare le modalità esecutive del sequestro ai sensi dell art. 655 c.p.p., come tale assoggettabile alla procedura di incidente di esecuzione (vedi pure, nello stesso senso, Cass., Sez. 3^, , n , P.M., In proc. Bagnasco). Deve ribadirsi, pertanto, che il P.M. è titolare del potere di ordinare lo sgombero dell immobile, laddove esso costituisca una ineliminabile modalità di attuazione del sequestro, rappresentando tale ordine un atto di esercizio del potere di determinare le modalità esecutive della misura cautelare, come tale di competenza esclusiva del pubblico ministero.»
2 41484/12 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE TERZA SEZIONE PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. CLAUDIA SQUASSONI - Presidente - Dott. AMEDEO FRANCO - Consigliere - Dott. SILVIO AMORESANO - Consigliere - Dott. LORENZO ORILIA Rel. Consigliere - Dott. SANTI GAZZARA - Consigliere - ha pronunciato la seguente UDIENZA CAMERA DI CONSIGLIO DEL 04/10/2012 SENTENZA N. 1817/2012 REGISTRO GENERALE N /2011 sul ricorso proposto da: SENTENZA 1) TESTA GIUSEPPINA N. IL 27/07/1955 2) TESTA ALFONSO N. IL 09/11/1957 avverso l'ordinanza n /2010 GIP TRIBUNALE di NAPOLI, del 08/11/2011 sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. LORENZO ORDA; lette/sentite le conclusioni del PG Dott. A QA, ) Uditi difensor Avv.;
3 MOTIVI DI FATTO E DIRITTO Il G.I.P. del Tribunale di Napoli, con provvedimento del , disponeva il sequestro preventivo di alcune particelle, ipotizzando la commissione del reato di lottizzazione abusiva. In sede di esecuzione di detto provvedimento, il P.M. ordinava l'evacuazione di persone e cose. Gli indagati proponevano incidente di esecuzione inteso ad ottenere la revoca del provvedimento di sgombero emesso dal P.M., eccependo la mancanza di motivazione in ordine alla necessità e indispensabilità dello sgombero e come tale affetto da manifesto vizio di illegittimità. Il G.I.P. del Tribunale di Napoli quale giudice dell'esecuzione, con ordinanza del emessa all'esito della instaurata procedura camerale, rigettava l'istanza. Avverso tale ordinanza hanno proposto ricorso per cassazione alcuni degli indagati, i signori Giuseppina e Alfonso Testa, denunciando la mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione (art. 606 lett. e cpp) perché, a loro dire, l'ordinanza si risolve in una mera trasposizione di massime, peraltro erroneamente indicate quanto agli estremi, senza alcuna motivazione sulla richiesta di modifica dell'ordine di sgombero, sulla richiesta di controllo del dovere di motivazione del PM con particolare riferimento alla proposta di soluzioni alternative allo sgombero. Il ricorso deve essere rigettato, perché infondato. Il controllo del giudice di legittimità sui vizi della motivazione attiene pur sempre alla coerenza strutturale della decisione di cui si saggia la oggettiva tenuta sotto il profilo logico argomentativo restando preclusa la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione e l'autonoma adozione di nuovi e diversi parametri di 2
4 ricostruzione e valutazione dei fatti (cass. sez. terza n ; cass n ). Ciò premesso, questa Corte Suprema (cass. n del 13/12/2006 (dep. 05/04/2007); Sez. 3^, , n , Massa) ha affermato che il provvedimento con il quale il pubblico ministero disponga lo sgombero di un edificio sequestrato rappresenta un atto di esercizio del potere di determinare le modalità esecutive del sequestro ai sensi dell'art. 655 c.p.p., come tale assoggettabile alla procedura di incidente di esecuzione (vedi pure, nello stesso senso, Cass., Sez. 3^, , n , P.M., in proc. Bagnasco). Deve ribadirsi, pertanto, che il P.M. è titolare del potere di ordinare lo sgombero dell'immobile, laddove esso costituisca una ineliminabile modalità di attuazione del sequestro, rappresentando tale ordine un atto di esercizio del potere di determinare le modalità esecutive della misura cautelare, come tale di competenza esclusiva del pubblico ministero. In sede esecutiva è possibile solo censurare il provvedimento con cui il P.M. ha dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo, o deducendo l'inesistenza del titolo ovvero contestando le modalità dell'esecuzione, con particolare riguardo al profilo della loro indispensabilità ai fini dell'attuazione e - nel caso in esame - deve rilevarsi: - con riguardo al primo profilo, come peraltro rilevato dallo stesso GIP, il pubblico ministero ha dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro che, anche dopo la pronuncia del Tribunale del riesame, è valido ed efficace; - quanto al secondo profilo, come pure evidenziato dal GIP, non vi è dubbio che l'evacuazione del manufatto costituisca una ineliminabile modalità di esecuzione della 3
5 misura di cautela applicata, finalizzata proprio ad impedire che gli indagati possano occupare ed abitare un immobile edificato ed ultimato con modalità illecite. Il giudice delle indagini preliminari ha precisato che solo lo sgombero, realizzando il trasferimento della disponibilità alla A.G., determina la cessazione della situazione di illegittimità. Ha inoltre rilevato la mancata prospettazione di soluzioni alternative, peraltro neppure indicate nel ricorso per cassazione. Il percorso argomentativo del giudice di merito è logico, lineare ed in linea con i principi di diritto, per cui la sentenza non merita le censure rivolte. Al rigetto del ricorso segue, a norma dell'art. 616 c.p.p., l'onere delle spese del procedimento. P.Q.M. rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali. Così deciso in Roma, il Il Co s. est. Ilrsidente 4
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 12 MARZO 2013, N.
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 12 MARZO 2013, N. 11544: nozione di carico urbanistico ed indici di valutazione di incidenza di un immobile. «l incidenza di un immobile sul carico
Penale Sent. Sez. 3 Num. 9810 Anno 2015 Presidente: SQUASSONI CLAUDIA Relatore: RAMACCI LUCA Data Udienza: 18/02/2015 sul ricorso proposto da: SENTENZA CARANDENTE COSCIA CARLO N. IL 08/04/1949 avverso

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 art. 655
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