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Timestamp: 2019-06-26 00:11:42+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3^ 12/01/2017 Sentenza n.1308 | AmbienteDiritto.it
DIRITTO URBANISTICO - EDILIZIA - Realizzazione di un piazzale in zona agricola - Permesso di costruire - Necessità - Modificazione permanente dello stato materiale e della conformazione del suolo - art. 44, lett. b), d.P.R. 380\01.
Integra un illecito edilizio l'esecuzione, in assenza del permesso di costruire, di interventi finalizzati a realizzare un piazzale mediante apporto di terreno e materiale inerte e successivo sbancamento e livellamento del terreno, in quanto tale attività, pur non comportando un'edificazione in senso stretto, determina una modificazione permanente dello stato materiale e della conformazione del suolo per adattarlo ad un impiego diverso da quello che gli è proprio.
DIRITTO URBANISTICO - EDILIZIA - DIRITTO AGRARIO - Distinzione tra scavo, sbancamenti e livellamenti di terreno - Interventi finalizzati ad attività agricole, interventi finalizzati ad usi diversi da quelli agricoli - Giurisprudenza penale.
DIRITTO PROCESSUALE PENALE - Beneficio della non menzione della condanna - Principio dell"'emenda" - Recupero morale e sociale - Apprezzamento discrezionale del giudice di merito - Art. 175 cod. pen. - Motivazione della mancata concessione - Art. 133 cod. pen..
Il beneficio della non menzione della condanna di cui all'art. 175 cod. pen. è fondato sul principio dell"'emenda" e tende a favorire il processo di recupero morale e sociale, sicché la sua concessione è rimessa all'apprezzamento discrezionale del giudice di merito, che è tenuto ad indicare le ragioni della mancata concessione sulla base degli elementi di cui all'art. 133 cod. pen. (Sez. 4, n. 34380 del 14/7 /2011, Allegra; Sez. 2, n. 6949 del 12/3/1998, Pennisi).
1. La Corte di appello di Napoli, con sentenza del 15/10/2013 ha confermato la decisione con la quale, in data 16/10/2009, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - Sezione Distaccata di Aversa, aveva affermato la responsabilità penale di Carmela PALMA in ordine al reato di cui all'art. 44, lett. b), d.P.R. 380\01, per la realizzazione, in assenza di titolo abilitativo, di un piazzale mediante spianamento di un terreno agricolo, con un riempimento sovrastante di circa 10.000 metri cubi (in Villa Literno, accertato il 20/1 /2009).
3. Con un secondo motivo di ricorso lamenta, invece, la violazione dell'art. 175 cod. pen., avendo la Corte territoriale negato il beneficio della non menzione della condanna nel certificato penale in relazione alla gravità del fatto e non anche formulando un giudizio prognostico sul futuro reinserimento del condannato.
All'udienza camerale del 10/4/2015 la Settima Sezione, rilevata la non manifesta infondatezza del primo motivo di ricorso, disponeva rimettersi gli atti a questa Terza Sezione, competente secondo i criteri ordinari, ai sensi dell'art. 610, comma 1, ultima parte cod. proc. pen.
La sentenza impugnata rileva che l'opera abusiva veniva realizzata "mediante spianamento di un terreno agricolo, in cui si riveniva materiale inerte, alterando /'andamento naturale dello stesso e delle sistemazioni idrauliche ed agrarie esistenti", dando altresì atto dell'avvenuta trasformazione del fondo.
5. Quanto al secondo motivo di ricorso va ricordato, come hanno fatto anche i giudici del gravame, che il beneficio della non menzione della condanna di cui all'art. 175 cod. pen. è fondato sul principio dell"'emenda" e tende a favorire il processo di recupero morale e sociale, sicché la sua concessione è rimessa all'apprezzamento discrezionale del giudice di merito, che è tenuto ad indicare le ragioni della mancata concessione sulla base degli elementi di cui all'art. 133 cod. pen. (Sez. 4, n. 34380 del 14/7 /2011, Allegra, Rv. 251509; Sez. 2, n. 6949 del 12/3/1998, Pennisi S, Rv. 211100).
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References: Sentenza 
 art. 44
 Art. 175
 Art. 133
 sentenza 
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