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PERCORSI DIAGNOSTICO-TERAPEUTICI PER IL DIABETE NELL ADULTO TRA OSPEDALE E TERRITORIO - PDF
PERCORSI DIAGNOSTICO-TERAPEUTICI PER IL DIABETE NELL ADULTO TRA OSPEDALE E TERRITORIO
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Ada Villani
1 PERCORSI DIAGNOSTICO-TERAPEUTICI PER IL DIABETE NELL ADULTO TRA OSPEDALE E TERRITORIO I livelli di assistenza e l integrazione delle competenze Il diabete (in particolare il diabete di tipo 2) è una malattia ormai assai frequente nella popolazione, la cui prevalenza va aumentando progressivamente in ragione dell invecchiamento e della diffusione di stili di vita favorenti la patologia. Di conseguenza, non è possibile affidarne interamente la cura a strutture specialistiche, che non avrebbero la capacità di assorbire le richieste dell utenza. Al tempo stesso, il trattamento del diabete richiede, almeno in alcune fasi, competenze e strutture organizzative complesse, che non possono essere ragionevolmente costituite nell ambito della Medicina Generale. Un assistenza esclusivamente specialistica finirebbe con l esclusione di fatto di molti pazienti dal processo di cura; un affidamento di tutto il percorso clinico alla medicina generale, senza l opportuna consulenza specialistica, comporterebbe l impossibilità di garantire a molti pazienti i livelli assistenziali appropriati per ciascuna fase della malattia. Di conseguenza, il quadro complessivo dell assistenza al diabete deve essere disegnato prevedendo un integrazione della medicina generale e delle strutture specialistiche, prevedendo tre livelli di cura: 1) I livello: MMG 2) II livello: Strutture Operative di Diabetologia 3) III livello: Strutture Operative di Diabetologia con attività complesse L attività diabetologia specialistica deve essere organizzata in modo unitario in ogni Azienda, con una struttura posta all interno del Dipartimento Medico e dell ospedale, con funzione di interfaccia fra ospedale e territorio e funzioni di consulenza/supporto ai reparti di degenza per i pazienti ricoverati affetti da diabete. Il Centro di Riferimento Regionale (CRR) si farà carico di proporre e sviluppare, in collaborazione con le strutture diabetologiche di secondo e terzo livello, linee-guida e protocolli di intervento comuni per garantire maggiore appropriatezza ed omogeneità di cura. Il presente documento intende essere un integrazione ed evoluzione delle delibere n. 894/2008 e 108 /2011 della Giunta Regionale Toscana, precisando meglio le modalità dell organizzazione assistenziale al fine di ottenere una migliore omogeneità di cura nell ambito della Regione, facendo tesoro delle esperienze fatte sinora con il Chronic Care Model. L assistenza di primo livello: la Medicina Generale L assistenza di primo livello, fornita dai MMG, comprende: 1) Lo screening delle popolazioni a rischio e la diagnosi di diabete nonché il successivo inquadramento diagnostico, la terapia e il follow up 2) La partecipazione all educazione terapeutica per i pazienti diabetici, in cooperazione con le Associazioni dei pazienti (Paziente Esperto : DGR n 1275 del 1/12/2003),podologi, dietisti, specialisti in scienze motorie, ove presenti sul territorio. 3) Visite periodiche programmate dei pazienti con diabete di tipo 2 per la verifica del compenso metabolico, del controllo dei fattori di rischio associati e per lo screening delle complicanze anche attraverso percorsi organizzati concordati con le Strutture di Diabetologia I requisiti minimi per l assistenza di primo livello sono: - La compilazione regolare di cartelle cliniche, preferibilmente informatizzate, con l indicazione della diagnosi di diabete; - La capacità di programmare visite periodiche di controllo;
2 - La disponibilità di personale infermieristico appositamente formato per il supporto nell educazione dei pazienti e nello screening delle complicanze. L assistenza di secondo livello: l ambulatorio diabetologico L assistenza di secondo livello, fornita da specialisti diabetologi, comprende: 1) L inquadramento dei pazienti inviati a giudizio del MMG,con la formulazione della diagnosi di tipo di diabete, l impostazione della terapia, l educazione terapeutica iniziale, la verifica dei fattori di rischio associati e lo screening delle complicanze eventualmente già presenti; 2) La consulenza su pazienti con diabete di tipo 2 non compensato, con l impostazione della terapia; 3) La consulenza su pazienti con diabete di tipo 2 che sviluppano complicanze d organo rilevanti, con l eventuale reimpostazione della terapia; 4) Eventuale consulenza nei pazienti con diabete di tipo 2 che debbano iniziare una terapia insulinica, l impostazione del trattamento e la relativa educazione terapeutica; 5) La gestione del Diabete Gestazionale; 6) La gestione dei pazienti con diabete di tipo 1, comprese le visite periodiche di controllo e lo screening delle complicanze; 7) Il primo inquadramento delle lesioni al piede e la gestione della cura nei casi meno complessi. 8) Approfondimento diagnostico del rischio cardiovascolare complessivo delle persone con diabete. 9) Consulenza, terapia educazionale e supporto clinico terapeutico per i pazienti diabetici ricoverati e/o afferenti al DEA PS ( DGR 447 del luglio 2007 ). 10) Compilazione dei piani terapeutici per i farmaci a prescrizione specialistica; 11) Certificazioni per patente ed altre certificazioni specialistiche di legge; 12) Organizzazione dei percorsi specifici per la stadiazione delle complicanze e per lo screening delle stesse, fruibili da parte della Medicina Generale 13) Possibilità di collegamento con l Area Tecnico Scientifica Diabete e Trapianti, individuata nell ambito della OTT con specifica delibera GR n 821/2012 I requisiti minimi per l assistenza di secondo livello sono: - La presenza di uno specialista diabetologo; - La disponibilità di personale infermieristico specificamente formato; - La disponibilità di personale dietistico specificamente formato; - La disponibilità strutturale di uno spazio idoneo per medicazioni ambulatoriali di lesioni al piede, con le relative dotazioni; - La disponibilità di rete di collegamento diretto con specialisti di altre branche. - La compilazione regolare di cartelle cliniche. - Disponibilità di un canale telefonico dedicato alle comunicazioni con la Medicina Generale Nelle attività educative, la Struttura Operativa di Diabetologia dovrà coordinarsi con le risorse fornite dalle Associazioni di volontariato, se disponibili. Ove possibile, costituiscono criteri di eccellenza in queste strutture: - La disponibilità di cartelle cliniche informatizzate; - La presenza di un podologo dedicato, che partecipi attivamente all educazione del paziente per la prevenzione primaria e secondaria delle lesioni al piede ed alla cura del piede con lesioni in atto. L assistenza specialistica di terzo livello: le strutture specialistiche complesse L assistenza di terzo livello è prevista su cinque aree:
3 1) Piede diabetico: gestione clinica delle lesioni di maggior rischio e complessità 2) Tecnologie Avanzate ( impianto ed educazione all uso dei microinfusori, sensori glicemici ) 3) Complicanze croniche: nefropatia (impostazione della terapia dietetica e farmacologica nel paziente nefropatico, Holter pressorio, ecografia specialistica), neuropatia (definizione diagnostica di precisione ed impostazione del trattamento ), retinopatia (supporto nello screening, inquadramento e impostazione del trattamento). 4) Programmazione e gestione della gravidanza nel diabete pregravidico. 5) Obesità grave: inquadramento diagnostico, programma terapeutico per il controllo del peso ed eventuale indirizzo alla Chirurgia bariatrica. Le funzioni di terzo livello non sono necessariamente concentrate in una sola struttura; in altri termini, una struttura specialistica può svolgere solo una o alcune delle cinque funzioni sopra indicate, senza necessariamente associarle alle funzioni di secondo livello. E inoltre caratteristica delle strutture di terzo livello quella di ricevere i pazienti dal II livello, e di rinviarli al secondo livello una volta completato l inquadramento o il trattamento della situazione che ha determinato l invio (senza, cioè, follow-up continuo). Le funzioni di terzo livello devono essere garantite ciascuna in almeno una struttura per ogni Area Vasta, e comunque tenendo conto della dimensione prevista dell utenza e dell estensione del territorio, ed organizzate in una logica di rete. Le strutture di terzo livello si faranno carico di sviluppare ed aggiornare protocolli clinicoterapeutico-assistenziali specifici per ogni tipologia di attività, in collaborazione con il Centro Regionale di Riferimento. Le strutture di terzo livello: il piede diabetico Per questa parte, si rimanda al documento specifico sull organizzazione della cura per il piede diabetico, a completamento ed integrazione della DGR n 1304 del 9 dicembre 2003 Le strutture di terzo livello: tecnologie avanzate Le strutture specialistiche di II livello possono inviare alla struttura di terzo livello per il microinfusore i pazienti che: - non raggiungono o mantengono un controllo adeguato con la terapia multiiniettiva; - hanno frequenti ipoglicemie; - praticano attività sportiva intensa; - sono in gravidanza o ne stanno programmando una. Le strutture di III livello devono inoltre essere in grado di applicare /prescrivere i sensori per il monitoraggio continuo della glicemia, sia in associazione all uso del microinfusore, sia quando necessario per chiarire particolari casi di instabilità glicemica. I compiti di una struttura di terzo livello sulle tecnologie avanzate sono: 1) Verificare l opportunità della prescrizione del microinfusore/ sensore e la disponibilità del paziente; 2) Effettuare l educazione in profondità all uso del microinfusore / sensore, compresa la gestione delle dosi di insulina in relazione ai pasti; 3) Impostare il trattamento insulinico con il microinfusore. Completato tale processo, il paziente dovrà essere rinviato alle strutture specialistiche di secondo livello per il follow-up. I requisiti minimi per la struttura di III livello sul microinfusore sono: - Presenza di almeno uno specialista diabetologo esperto; - Disponibilità di personale infermieristico specificamente formato; - Disponibilità di un dietista specificamente formato;
4 - Adozione di un programma strutturato formativo/educativo per i pazienti, con documentazione delle attività svolte. Le strutture di terzo livello: le complicanze croniche Le strutture specialistiche di II livello possono inviare alla struttura di terzo livello per le complicanze croniche i pazienti nei quali insorga: - Macroalbuminuria o insufficienza renale di grado rilevante; - Neuropatia somatica sintomatica grave, pregresse ulcere al piede a carattere prevalentemente o esclusivamente neuropatico, sintomi suggestivi di neuropatia autonomica, sincope;. - Retinopatia diabetica proliferante o edema maculare diabetico di nuova diagnosi. Nella struttura di terzo livello si inquadra il paziente, si rivede tutta la terapia farmacologica, si impostano eventuali interventi dietetici o farmacologici per la nefropatia, la neuropatia o la retinopatia. Inoltre, si effettua una accurata verifica del rischio cardiovascolare complessivo, impostando i trattamenti opportuni per ciascun caso. Terminata tale impostazione, il paziente viene rinviato alla struttura di II livello per il follow-up. Relativamente alla retinopatia, la struttura di III livello può fornire supporto allo screening attraverso l impiego nelle strutture associate di Medicina Generale di retinografi non midriatici (ove presenti), le cui immagini vengano inviate telematicamente per la lettura alla struttura di III livello per la retinopatia. In questa sede, il diabetologo provvederà a visionare le immagini ed a certificare l eventuale assenza di lesioni. In caso di presenza di alterazioni, lo stesso diabetologo provvede ad organizzare per il paziente un appuntamento presso la struttura specialistica oculistica, per un approfondimento, inviandone comunicazione al Medico di Medicina Generale. Il supporto alle strutture di II livello per i casi complessi di retinopatia consiste nell inquadramento del paziente e nell organizzazione del percorso terapeutico, in collaborazione con la struttura specialistica oculistica. I requisiti minimi per la struttura di III livello per le complicanze croniche sono: - Organizzazione di ambulatori congiunti con specialista nefrologo e specialista diabetologo; - Disponibilità di personali dietistici specificamente formati per la gestione dei pazienti nefropatici;. - Disponibilità di diagnostica per la neuropatia somatica (biotesiometria e/o esame neuroelettrico) ed autonomica (test del protocollo di Ewing e/o analisi spettrale dell Holter ECG e/o tilt table test); accesso a consulenza neurologica ed elettrofisiologica specialistica. - Accesso diretto ad ambulatori specialistici oculistici e disponibilità, nella struttura oculistica associata, di fotocoagulazione argonlaser, ambulatori specifici per trattamenti iniettivi intrabulbari e chirurgia (vitrectomia). Ove possibile, costituiscono criteri di eccellenza in queste strutture: - Disponibilità di cartelle cliniche informatizzate; - La presenza di un podologo dedicato, che partecipi attivamente all educazione del paziente per la prevenzione primaria e secondaria delle lesioni al piede nel paziente con neuropatia; - Disponibilità di un retinografo non midriatico - Certificazione per la lettura di retinografie, limitatamente alla normalità. Le strutture di terzo livello : gravidanza nel diabete pregravidico La programmazione della gravidanza nella donna diabetica e un momento di particolare importanza in quanto determinante per la buona conduzione della gravidanza stessa, la salute del feto e il normale espletamento del parto. Per tali motivi e necessario che sia disponibile una equipe multiprofessionale coordinata in grado di gestire tutti gli strumenti, sia diagnostici che terapeutici necessari all ottimizzazione del compenso glicemico ed alla valutazione del rischio in
5 relazione alle eventuali complicanze d organo presenti. Inoltre deve garantire il controllo durante la gravidanza e la consulenza al momento del parto. Le strutture di terzo livello: l obesità grave Le strutture di II livello possono inviare alla struttura di III livello per l obesità grave i pazienti con diabete associato ad indice di massa corporea superiore a 40 kg/m 2. La struttura di III livello provvede a: - Inquadramento diagnostico, comprese eventuali patologie endocrine e disturbi del comportamento alimentare - Inquadramento terapeutico, con adeguati programmi educativi specifici per l obesità - Eventuale invio alla chirurgia bariatrica, per i pazienti refrattari al trattamento medico. Terminato il processo, il paziente viene inviato alla struttura di provenienza. I requisiti minimi per la struttura di III livello sull obesità grave sono: - Presenza di uno specialista esperto del settore - Disponibilità di personale dietistico dedicato - Disponibilità di consulenza psicologica e/o psichiatrica - Disponibilità di programmi educativi strutturati per il trattamento dell obesità - Collegamento diretto con strutture chirurgiche dedicate alla chirurgia bariatrica - Disponibilità di materiali adeguati a gestire la grande obesità in ambito ambulatoriale: bilancia pesapersone fino a 180 kg, bracciale per sfigmomanometro di taglia larga, sedie e lettini adeguati ai pazienti con obesità grave. Il percorso del paziente con diabete: un modello integrato Il paziente con diabete di tipo 2 Il percorso del paziente con diabete di tipo 2 dovrebbe prevedere l intervento coordinato della Medicina Generale e delle Strutture Operative di Diabetologia, secondo il seguente schema (Vedi Fig. 1): 1) Il MMG provvede allo screening della popolazione a rischio ed alla diagnosi di diabete, nonché alla terapia, alla educazione alimentare e motoria e al self management e al conseguente follow up 2) In particolari situazioni cliniche il MMG invia, a suo giudizio, il paziente alla struttura operativa di diabetologica di riferimento che procede a: a. Diagnosi di precisione del tipo di diabete b. Screening iniziale delle complicanze c. Impostazione della terapia d. Educazione all alimentazione ed all esercizio fisico Esaurita questa serie di attività, il paziente viene rinviato al MMG che ne ha la responsabilità continuativa. 3) Il MMG, con il supporto delle altre figure professionali sanitarie disponibili sul territorio, provvede al follow-up periodico per: a. Verifica grado di compenso metabolico e controllo dei fattori di rischio associati b. Screening periodico delle complicanze c. Interfaccia con lo specialista diabetologo, attraverso strumenti di comunicazione diretta, per la risoluzione di problematiche specifiche e per il supporto al trattamento dei pazienti più complessi 4) Il MMG invia il paziente alla Struttura Operativa di diabetologia in casi selezionati, quali: a. Cattivo compenso metabolico
6 b. Ulcera al piede o sospetta ischemia critica delle estremità c. Complicanze d organo di nuova insorgenza (retinopatia proliferante o con edema maculare, neuropatia sintomatica, nefropatia con proteinuria e/o riduzione GFR<60 ml/min, sindrome coronarica acuta, stroke ( vascolopatia in uno o piu distretti : periferico, coronarico, cerebrale) d. Programmazione gravidanza in donna diabetica di tipo 2 In questi casi, la Struttura Operativa di Diabetologia gestisce il paziente fino alla risoluzione del quadro o alla sua stabilizzazione e poi rinvia il paziente al MMG per il successivo followup. 5) Qualora siano presenti complicanze specifiche di entità rilevante o altre condizioni concomitanti, la Struttura Operativa di Diabetologia provvederà ad inviare il paziente alla struttura diabetologica di terzo livello (vedi sopra), per le misure del caso. 6) Il MMG può richiedere la consulenza della Struttura specialistica nei casi in cui ritenga opportuno o necessario iniziare una terapia insulinica. In questo caso, la struttura specialistica provvederà ad impostare la terapia e fornire la necessaria educazione terapeutica 7) Qualora il paziente debba essere sottoposto a trattamento insulinco multiiniettivo (basal bolus), il MMG potrà affidare alla Struttura Operativa di Diabetologia il follow-up del paziente, comprese le visite periodiche per il follow-up metabolico, il controllo dei fattori di rischio associati e lo screening delle complicanze Il paziente adulto con diabete di tipo 1 Il percorso del paziente diabetico di tipo 1 dovrebbe prevedere, dopo la diagnosi di precisione, l inquadramento della terapia e l educazione in profondità, da effettuare a cura della Struttura Operativa di Diabetologia. Il paziente con diabete di tipo 1, in terapia multiiniettiva o con microinfusore, sarà seguito periodicamente dalle Strutture Operative di Diabetologia per la verifica del compenso metabolico, il controllo dei fattori di rischio e lo screening delle complicanze. la Struttura Operativa di Diabetologia dovrà comunque fornire informazioni al MMG sull andamento clinico del caso, ed il MMG dovrà partecipare al processo attraverso rinforzi educativi. Nei pazienti non adeguatamente controllati con la terapia multiiniettiva, si dovrà prendere in considerazione l impiego del microinfusore. In questo caso, il paziente verrà inviato (per l impostazione e l educazione) ad una apposita struttura di terzo livello, tornando poi alla struttura di secondo livello per il follow-up. Per eventuali complicanze rilevanti, il paziente dovrà essere inviato (per inquadramento ed impostazione dell eventuale trattamento) alla struttura di terzo livello, tornando poi alla struttura di secondo livello per il follow-up. Altre forme di diabete Le forme monogeniche di diabete (MODY) e le forme di diabete secondario, pur rappresentando nel loro complesso una proporzione non irrilevante di tutti i casi di diabete (almeno il 10-15%), sono clinicamente molto eterogenee e quindi difficili da inquadrare in una sola casistica. Per queste forme, si potrà procedere come nel diabete di tipo 1 oppure come nel diabete di tipo 2, a seconda dei casi. Gli indicatori e il monitoraggio del sistema
7 Si distinguono indicatori generali, volti a misurare l efficienza dell intero sistema, ed indicatori specifici per professionista e per struttura sanitaria coinvolta nel modello. Gli indicatori generali sono indicatori di esito, mentre quelli specifici sono prevalentemente indicatori di processo. Indicatori generali Quali indicatori generali, capaci di misurare l efficienza dell intero sistema, si propongono i seguenti: 1) Mortalità da tutte le cause attribuibile al diabete (rispetto alla popolazione generale di pari età e sesso nella stessa area geografica) 2) Eccesso di ricoveri per eventi cardiovascolari maggiori (infarto, angina instabile, altre forme di sindrome coronarica acuta, stroke) rispetto alla popolazione generale di pari età e sesso nella stessa area geografica 3) Eccesso di rischio di dialisi o trapianto renale (rispetto alla popolazione generale di pari età e sesso nella stessa area geografica) 4) Incidenza di amputazioni maggiori e minori agli arti inferiori (sul totale dei diabetici residenti) Indicatori per il primo livello di assistenza Indicatori organizzativi e di processo: - Percentuale dei pazienti diabetici di nuova diagnosi inviati alla struttura di II livello per inquadramento - Percentuale dei pazienti diabetici con fondo oculare/retinografia negli ultimi 12 mesi - Percentuale dei pazienti diabetici con creatinina e microalbuminuria negli ultimi 12 mesi - Percentuale dei pazienti diabetici con quadro lipidico negli ultimi 12 mesi - Percentuale dei pazienti diabetici non compensati (vedi oltre) per oltre 6 mesi e non inviati alla struttura di II livello Indicatori di risultato: - Percentuale pazienti a target (HbA1c<53 nei pazienti fino a 70 anni, <64 mmol/mol nei pazienti ultrasettantenni) - Soddisfazione dei pazienti Le percentuali previste sopra saranno definite a livello regionale d intesa con i professionisti interessati. Indicatori per il secondo livello di assistenza (per il diabete di tipo 2) Indicatori organizzativi e di processo: - Percentuale dei pazienti con accesso urgente entro 3 giorni dal primo contatto - Percentuale dei pazienti con accesso ordinario entro 30 giorni dal primo contatto - Percentuale dei pazienti inviati per inadeguato compenso che dopo aver raggiunto gli obiettivi terapeutici (vedi sopra) non vengono rinviati al curante - Percentuale dei pazienti che iniziano una terapia insulinica nei quali si effettua una istruzione certificata sull ipoglicemia - Percentuale dei pazienti che ricevono educazione strutturata Indicatori di risultato: - Percentuale pazienti inviati per scarso compenso che nei successivi 6 mesi raggiungono il target (HbA1c<53 nei pazienti fino a 70 anni, <64 mmol/mol nei pazienti ultrasettantenni) - Soddisfazione dei pazienti Monitoraggio
8 La Direzione Generale competente provvede al monitoraggio del sistema, oltre che alla rilevazione degli indicatori sopra elencati, in stretto accordo con l Agenzia Regionale di Sanità. Provvede inoltre, con la collaborazione delle Associazioni dei pazienti, se disponibili, alla rilevazione sistematica della soddisfazione dei pazienti. In aggiunta a ciò, il Centro Regionale di Riferimento (CRR) avrà funzioni di coordinamento e di indirizzo sul piano culturale anche al fine della doverosa omogeneizzazione dell assistenza su tutto il territorio regionale e proporrà iniziative per il miglioramento della qualità dell assistenza la formazione degli operatori e la sicurezza del paziente. Formazione Devono essere attivate ad ogni livello operativo le opportune inziative formative per il personale coinvolto e per i pazienti esperti, in particolare in modo coordinato con le iniziative formative previste per l Expande Chronic Care Model. Si raccomanda inoltre lo studio di percorsi formativi sul diabete sia pre-laurea che nelle specializzazione e nella formazione complementare in Medicina Generale. I sistemi informativi Per un buon funzionamento del sistema, è necessario che esista un efficace scambio di informazioni tra tutti i professionisti e le strutture coinvolte nel percorso assistenziale. A questo riguardo, è fortemente raccomandabile il ricorso a modalità informatiche per la trasmissione dei dati clinici del singolo paziente tra le varie strutture coinvolte nel percorso, nel rispetto delle attuali normative sulla privacy.
9 SCHEMA GENERALE DEL PERCORSO TERAPEUTICO Screening Diagnosi DIABETE Follow-up metabolico Screening complicanze Rinforzo educativo Diabete tipo 2 Scompenso Complicanze I livello MMG Inquadramento Educazione Diabete tipo 1 Revisione Educazione II livello Diabetologia Follow-up metabolico Screening complicanze Rinforzo educativo Complicanze gravi Comorbilità Scompenso Inquadramento Impostazione cura III livello Diabetologia
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References: Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
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