Source: http://mobbing-genitoriale.blogspot.com/2012/05/
Timestamp: 2020-05-26 22:35:46+00:00

Document:
MOBBING GENITORIALE: maggio 2012
Pubblicato da dr. Gaetano GIORDANO a 00:56
La Cassazione ha deciso: risarcibile il danno da Alienazione Genitoriale
La dottoressa Sara Pezzuolo ci segnala questo importante articolo uscito - a firma della dottoressa Ilaria Bedeschi- sulla Rivista "Persona e Danno", del professor Paolo Cendon.
L'articolo commenta e riporta una sentenza della Cassazione (sentenza n. 7452/12) che ha confermato la risarcibilità del danno da Alienazione Genitoriale,
(Clicca qui per andare al sito originale dell'articolo)
“RISARCIBILE IL DANNO PER SINDROME DA ALIENAZIONE GENITORIALE” - Cass. 7452/12 – Ilaria BEDESCHI
Bedeschi Ilaria
Il Tribunale pronunciava la separazione dei coniugi, disponeva l’affidamento condiviso della figlia minore e individuava la madre quale genitore collocatario. Altri provvedimenti “educativi” erano stati assunti dal Tribunale: obbligo di intraprendere un percorso di mediazione familiare per i genitori, miglioramento dei rapporti genitori – figlia e la sospensione del diritto di visita per il padre, dato il rifiuto opposto dalla figlia.
È quindi riconosciuto il risarcimento all’uomo. Perché non anche alla figlia?
Nel giudizio di separazione personale dei coniugi sig. Caio e sig.ra Tizia, introdotto da quest’ultima nel 2003, il Tribunale di XX***, con sentenza del 2007, pronuncia la separazione dei coniugi e dispone altresì: l’affidamento condiviso della figlia minore della coppia, S., nata il 28 ottobre 1996, con collocamento presso la madre e con obbligo dei genitori di intraprendere un percorso di mediazione familiare, sotto la supervisione dei servizi sociali, nonché di cooperare per un miglioramento della relazione genitori-figlia; la sospensione del diritto di visita del padre dato il rifiuto opposto dalla figlia; la condanna ai sensi dell’art. 709 ter Caiop.Caio della Tizia. - ritenuta responsabile della sindrome da alienazione genitoriale da cui era affetta la figlia - al risarcimento del danno, liquidato in € 15.000,00 in favore del marito e in € 20.000,00 in favore della figlia; il pagamento di un assegno di € 350,00 mensili, oltre alla metà delle spese mediche straordinarie, a carico del Caio per il mantenimento della figlia.
Sulla scorta della consulenza tecnica di ufficio espletata nel giudizio di primo grado, delle relazioni degli esperti dei servizi sociali e delle dichiarazioni degli insegnanti della minore, la Corte ha confermato l’accertamento del Tribunale di infondatezza delle accuse di abusi sessuali nei confronti della figlia rivolte dalla Tizia al Caio, e, pur evidenziando i tratti di immaturità della personalità di quest’ultimo, ha fatto risalire alla prima la responsabilità del rifiuto - dalla stessa in effetti fomentato con il proprio comportamento quantomeno colposo - progressivamente manifestato dalla figlia nei confronti del padre.
1. - Con il primo motivo di ricorso, denunciando vizio di motivazione, si lamenta:
a) che la Corte d’appello si sia basata sulla consulenza tecnica di ufficio effettuata da una psicologa e non da un medico psichiatra, senza nulla osservare sul punto nonostante l’espresso rilievo dell’appellante, mentre nessuno degli specialisti - in primo luogo i consulenti di parte ricorrente - e degli esperti interpellati aveva condiviso la diagnosi di sindrome di alienazione parentale, peraltro effettuata dalla CTU solo in un secondo momento;
2. - Con il secondo motivo denuncia violazione dell’art. 6 della Convenzione di Strasburgo, ratificata con l. 20 marzo 2003 n. 77, e dell’ art. 155 sexies CaioCaio, introdotto dalla l. 8 febbraio 2006, n. 54, per l’immotivata omissione dell’audizione della figlia minore della coppia in relazione al suo affidamento, obbligatoria, ai sensi delle predette norme, salvo solo il contrasto con interessi fondamentali della minore stessa o la sua mancanza di discernimento.
3. - Nessuna delle predette censure può trovare accoglimento.
- che, con riferimento alla censura a) del primo motivo, nessuna norma impone di affidare a medici piuttosto che a psicologi le consulenze tecniche riguardanti disturbi psicologici, mentre la verifica della concreta qualificazione dell’esperto a rendere la consulenza è compito esclusivo del giudice di merito;
- che le questione dell’omissione e dell’ascolto della minore – omissione già consumata dal Tribunale - non era stata sollevata dalla ricorrente nel giudizio di appello (o almeno ciò non risulta né dalla sentenza impugnata né dallo stesso ricorso per cassazione), onde la medesima - e dunque la censura b) del primo motivo, nonché il secondo motivo di ricorso - è da considerare inammissibile in quanto nuova;
- che la censura c) del primo motivo è generica, difettando della specificazione del contenuto della relazione del consulente di parte;
- che, quanto alla censura d) del primo motivo, ben può il giudice di appello rilevare per relationem richiamando il contenuto della consulenza tecnica di ufficio (ex multis, Cass. 04/5/2005, 2114/1995, 3711/1989);
- che per il reato le censure della ricorrente integrano pure e semplici critiche di merito, inammissibili in sede di legittimità.4. - Il ricorso va in conclusione respinto. In mancanza di difese della parte intimata non vi è luogo a provvedere sulle spese processuali.
Pubblicato da dr. Gaetano GIORDANO a 11:01
La PAS ed il MOBBING GENITORIALE: Giordano, Rossi, Rinaldi, Muffolini al Congresso ANFI 2012
Congresso A.N.F.I 2012
Dr. Gaetano Giordano, Dr.ssa Barbara Rossi
Psicoterapeuti - Centro Studi Separazioni e Affido Minori
“Pas:nuove ipotesi terapeutiche e percorsi sperimentali di recupero della genitorialità”;
Dr.ssa B. Rinaldi
Dr. M. Muffolini -
"La cicatrice paterna: frattura e possibilità di ricostruzione del legame padre-figlio nei casi di mobbing genitoriale"
Pubblicato da dr. Gaetano GIORDANO a 23:28

References: sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 155
 sentenza 
 Cass.