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Timestamp: 2019-05-21 08:26:34+00:00

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Si applicano sempre le norme per i messaggi pubblicitari in genere Televendite e pubblicità radio-tv, nuove regole (AGCOM Del. N.162/07/CSP – sito web 10.12.2007)
Si applicano sempre le norme per i messaggi pubblicitari in genere
Televendite e pubblicità
radio-tv, nuove regole
(AGCOM Del. N.162/07/CSP – sito web 10.12.2007)
Roma, 13 dicembre 2007. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha introdotto ulteriori variazioni al regolamento sulla pubblicità radio televisiva e sulle televendite, attraverso la delibera n. 162/07/CSP pubblicata sul proprio sito web il 10 dicembre scorso ed in attesa di apparire sulla Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento stabilisce che anche alle autopromozioni ed alle attività di informazione e di comunicazione istituzionale, compresi i messaggi di utilità sociale e di pubblico interesse, si debbano applicare le norme valide per i messaggi pubblicitari in genere. Si ricorda che, ad esempio, è previsto che i messaggi pubblicitari e le televendite siano chiaramente riconoscibili rispetto al resto del programma a cui si inframmezzano, distinguendosene nettamente con scritte in sovrimpressione, se si tratta di trasmissioni TV, recanti le diciture “pubblicità” o “televendita”; poi, il regolamento prevede ad esempio che gli spot pubblicitari e di televendita isolati devono costituire eccezioni e che i programmi di cartoni animati (sia trasmessi in forma autonoma, sia inseriti nei programmi per bambini) non possano essere interrotti dalla pubblicità o dalle televendite, purché non si tratti di cartoni animati solo per adulti (quindi trasmessi in orari adatti!). La seconda modifica apportata riguarda in realtà un’aggiunta all’articolo 5 bis sulla trasmissione di televendite. In pratica, se a trasmettere questo tipo è un canale non tematico dedicato solo a televendite, ogni finestra di programmazione dovrà avere una durata minima ininterrotta di quindici minuti. (da www.cittadinolex.it).<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
Delibera n. 162/07/CSP. Modifiche al Regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite di cui alla delibera n. 538/01/CSP del 26 luglio 2001
Testo del Regolamento coordinato con le modifiche apportate dalle delibere 250/04/CSP, 34/05/CSP, 105/05/CSP, 132/06/CSP e 162/07/CSP
VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante "Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo", e in particolare, l’articolo 1, comma 6, lettera b), n. 5[1];
VISTO il protocollo di emendamento della Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera concluso a Strasburgo il 1° ottobre 1998 ed entrato in vigore per tutti gli Stati parti della Convenzione stessa il 1° marzo 2002 , le cui disposizioni, così modificate, sono conformi alla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 97/36/CE del 30 giugno 1997;
VISTO il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, recante "Disposizioni urgenti in materia di esercizio dell’attività radiotelevisiva", convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650;
VISTO il decreto-legge 30 gennaio 1999, n. 15, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1999, n. 78, recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo equilibrato dell’emittenza televisiva e per evitare la costituzione o il mantenimento di posizioni dominanti nel settore radiotelevisivo";
VISTO il decreto-legge 18 novembre 1999, n. 433, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 2000, n. 5, recante "Disposizioni urgenti in materia di esercizio dell’attività radiotelevisiva locale e di termini relativi al rilascio delle concessioni per la radiodiffusione televisiva privata su frequenze terrestri in ambito locale";
VISTA la legge 29 dicembre 2000, n. 422, recante "Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2000";
VISTA la delibera n. 583/01/CSP del 26 luglio 2001 [4], con la quale è stato adottato il regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite e le sue successive modificazioni e integrazioni;
- relativamente alle finestre di televendita, l’articolo 18 bis della direttiva 89/552/CEE così come modificata dalla Direttiva 97/36/CE, nonché le corrispondenti disposizioni della Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera come emendata nel 1998, prevedono che le finestre di programmazione destinate alla televendita trasmesse da un canale non esclusivamente dedicato a quest’ultima devono avere una durata minima ininterrotta di 15 minuti;
- relativamente all’autopromozione e agli annunci di servizio pubblico l’articolo 18, comma 3, della direttiva 89/552/CEE come modificata dalla Direttiva 97/36/CE nonché la corrispondente disposizione della Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera come emendata nel 1998, prevedono la loro esclusione dalla nozione di “pubblicità” ai soli fini delle disposizioni sui limiti di affollamento giornalieri ed orari: Inoltre, l’articolo 1 della direttiva alla lettera c) definisce la pubblicità televisive come “ogni forma di messaggio televisivo trasmesso a pagamento o dietro altro compenso, ovvero a fini di autopromozione, da un’impresa pubblica o privata, nell’ambito di un’attività commerciale, industriale, artigiana o di una libera professione, allo scopo di promuovere la fornitura, dietro compenso, di beni o di servizi.”;
CONSIDERATO che le disposizioni legislative vigenti in materia radiotelevisiva non risultano ostative alla modifica del regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e di televendite di cui alla delibera n. 538/01/CSP al fine della integrale trasposizione dell’articolo 18, comma 3 e dell’articolo 18bis, comma 1, della direttiva 89/552/CEE come modificata dalla direttiva 97/36/CE, in quanto:
- gli articoli della direttiva sopra citati trovano piena corrispondenza nel protocollo di emendamento della Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera concluso a Strasburgo il 1° ottobre 1998 ed entrato in vigore per tutti gli Stati parti della Convenzione stessa, ivi compresa l’Italia, il 1° marzo 2002;
- la circostanza che l’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 rechi la definizione di “autopromozione” distinta da quella di “pubblicità”, non deve essere interpretata, coerentemente con la disciplina comunitaria ed europea dianzi citata, nel senso che l’autopromozione sia del tutto esclusa dall’applicazione delle regole in materia di pubblicità. Pertanto, la citata disposizione non osta a che gli annunci di autopromozione e quelli di utilità sociale siano esclusi dalla nozione di “pubblicità” ai soli fini delle disposizioni sui limiti di affollamento giornalieri ed orari, come stabilisce espressamente la direttiva;
- l’articolo 38, comma 6, del citato decreto legislativo n. 177 del 2005 stabilisce che il tempo massimo di trasmissione quotidiana dedicato alla pubblicità da parte delle emittenti e dei fornitori di contenuti televisivi in ambito nazionale è portato al 20 per cento se comprende forme di pubblicità diverse dagli spot pubblicitari come le offerte fatte direttamente al pubblico ai fini della vendita, dell’acquisto o del noleggio di prodotti oppure della fornitura di servizi, fermi restando i limiti di affollamento giornaliero ed orario stabiliti per gli spot pubblicitari, e che il tempo di trasmissione dedicato a tali forme di pubblicità diverse dagli spot pubblicitari non deve, comunque, superare un’ora e dodici minuti al giorno; tale disciplina non si pone in contrasto con la previsione, più dettagliata, che ogni offerta fatta direttamente al pubblico abbia una durata minima ininterrotta di 15 minuti, in aderenza all’articolo 18bis della direttiva;
- l’articolo 10, commi 3 e 5 del decreto ministeriale 9 dicembre 1993, n. 581, recante il Regolamento in materia di sponsorizzazioni di programmi radiotelevisivi e offerte al pubblico, secondo i quali le trasmissioni concernenti le offerte fatte direttamente al pubblico possono essere interrotte da break pubblicitari e la durata continuativa di ciascuna trasmissione non è inferiore a tre minuti, devono ritenersi implicitamente abrogati in quanto il citato provvedimento contiene la disciplina di dettaglio delle sponsorizzazioni e delle televendite sulla base della direttiva 89/552/CEE e della legge n. 223 del 1990, di recepimento della direttiva stessa. Successivamente, però, la citata direttiva è stata modificata dalla direttiva 97/36/CE, che ha stabilito una durata minima ininterrotta di 15 minuti per le finestre di programmazione dedicate alla televendita; con la legge n. 249 del 1997 è stata istituita l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, alla quale è stata affidata la competenza in materia di regolamentazione della pubblicità, sotto qualsiasi forma, e della televendita; nel 2002 è entrato in vigore in tutti gli Stati parti della Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera, compresa l’Italia, il protocollo di emendamento della Convenzione stesso concluso a Strasburgo nel 1998, che trova piena corrispondenza con il testo della direttiva 97/36/CE.
RAVVISATA, pertanto, ai fini di certezza giuridica, l’esigenza di conformare pienamente il regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e di televendite di cui alla delibera n. 538/01/CSP e successive modificazioni e integrazioni alle disposizioni della direttiva 89/552/CEE così come modificata dalla Direttiva 97/36/CE e della Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera nel testo emendato a Strasburgo il 1° ottobre 1998 ed entrato in vigore per tutti gli Stati parti della Convenzione stessa il 1° marzo 2002 , relativamente alle disposizioni concernenti le finestre di televendita e gli annunci di autopromozione e di servizio pubblico;
Allegato A alla delibera n. 162/07/CSP dell’8 novembre 2007
Modifiche al Regolamento in materia di pubblicità radiotelevisiva e televendite, di cui alla delibera n. 538/01/CSP del 26 luglio 2001, come modificato dalla delibera n. 250/04/CSP del 6 ottobre 2004, dalla delibera n. 34/05/CSP dell’ 8 marzo 2005, dalla delibera n. 105/05/CSP del 28 luglio 2005 e dalla delibera n. 132/06/CSP del 12 luglio 2006
All’articolo 5, comma 1, del regolamento di cui alla delibera n. 538/01/CSP del 26 luglio 2001 [6], e successive modificazioni e integrazioni è aggiunto, in fine, il seguente periodo “. Ad essi si applicano gli articoli 3 e 4 [7]”.
All’articolo 5 bis del regolamento di cui alla delibera n. 538/01/CSP del 26 luglio 2001 [8], e successive modificazioni e integrazioni è aggiunto il seguente comma “5. Fermi i limiti di cui all’articolo 38, comma 6, del decreto legislativo31 luglio 2005, n. 177 [9], ogni finestra di programmazione destinata alla televendita trasmessa dalle emittenti e dai fornitori di contenuti in ambito nazionale attraverso canali non esclusivamente dedicati alla televendita deve avere una durata minima ininterrotta di quindici minuti ".
N.B. Il presente testo integrato non ha alcun carattere di ufficialità ed ha valenza esclusivamente consultiva.
Articolo 2 - Oggetto e ambito di applicazione
SEZIONE II - Disposizioni in materia di messaggi pubblicitari e televendite e loro modalità di inserimento durante i programmi
Articolo 3 - Riconoscibilità del messaggio pubblicitario rispetto al resto del programma
Articolo 4 - Inserimento della pubblicità nelle trasmissioni televisive
Articolo 5 - Esclusioni dai limiti di affollamento
Articolo 5 bis - Trasmissioni di televendita
Articolo 5 ter - Televendite, pubblicità e telepromozioni di servizi di astrologia, cartomanzia ed assimilabili e di servizi relativi ai pronostici concernenti il gioco del lotto, enalotto, superenalotto, totocalcio, totogol, totip, lotterie e altri giochi similari
Articolo 6 - Disciplina sanzionatori
per Autorità: l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni;
per pubblicità: ogni forma di messaggio televisivo o radiofonico trasmesso a pagamento o dietro altro compenso da un’impresa pubblica o privata nell’ambito di un’attività commerciale, industriale, artigianale o di una libera professione, allo scopo di promuovere la fornitura, dietro compenso, di beni o servizi, compresi i beni immobili, i diritti e le obbligazioni;
per pubblicità clandestina: la presentazione orale o visiva di beni, di servizi, del nome, del marchio o delle attività di un produttore di beni o di un fornitore di servizi in un programma, qualora tale presentazione sia fatta intenzionalmente dall’emittente per perseguire fini pubblicitari e possa ingannare il pubblico circa la sua natura; si considera intenzionale una presentazione quando è fatta dietro pagamento o altro compenso.
per autopromozione: annunci dell’emittente relativi ai propri programmi ed ai prodotti collaterali da questi direttamente derivati;
Articolo 2. Oggetto e ambito di applicazione
SEZIONE II. Disposizioni in materia di messaggi pubblicitari e televendite e loro modalità di inserimento durante i programmi
Articolo 3. Riconoscibilità del messaggio pubblicitario rispetto al resto del programma
Articolo 4. Inserimento della pubblicità nelle trasmissioni televisive
Articolo 5. Esclusioni dai limiti di affollamento
Articolo 5 bis. Trasmissioni di televendita (4)
3. L'offerta deve essere chiara, accurata e completa quanto ai suoi principali elementi quali il prezzo, le garanzie, i servizi post-vendita e le modalità della fornitura o della prestazione. L’offerta deve altresì rispettare gli obblighi informativi in materia di diritto di recesso di cui al decreto legislativo 15 gennaio 1992, n. 50, e successive modifiche.
5. Fermi i limiti di cui all’articolo 38, comma 6, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, ogni finestra di programmazione destinata alla televendita trasmessa dalle emittenti e dai fornitori di contenuti in ambito nazionale attraverso canali non esclusivamente dedicati alla televendita deve avere una durata minima ininterrotta di quindici minuti.(5)
Articolo 5 ter. Televendite, pubblicità e telepromozioni di servizi di astrologia, cartomanzia ed assimilabili e di servizi relativi ai pronostici concernenti il gioco del lotto, enalotto, superenalotto, totocalcio, totogol, totip, lotterie e altri giochi similari (6)
Articolo 6. Disciplina sanzionatoria

References: in fine

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Articolo 6

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