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Timestamp: 2020-08-03 23:49:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2018 del 27/01/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2018 del 27/01/2011
Cassazione civile sez. VI, 27/01/2011, (ud. 16/12/2010, dep. 27/01/2011), n.2018
sul ricorso 4551-2010 proposto da:
C.P. (OMISSIS), P.E.
(OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, VIA POMEZIA
54, presso lo studio dell’avvocato FARALLO PIERO, che li rappresenta
e difende unitamente all’avvocato PAOLA CERRITO, giusta delega a
avverso la sentenza n. 4799/2009 della CORTE D’APPELLO di ROMA del
A.A. ha chiesto l’affrancazione di un terreno agricolo trovando l’opposizione di P.E. e C. P., sull’assunto che il terreno era stato da essi acquistato e sempre posseduto.
Con sentenza depositata in data 18 gennaio 2010 la Corte d’Appello di Roma Sezione specializzata agraria – ha confermato la sentenza del Tribunale di Frosinone che, in accoglimento dell’opposizione, aveva revocato l’ordinanza pretorile di affrancazione.
Alla Corte di Cassazione è stato chiesto di verificare correttezza e adeguatezza della motivazione e dell’applicazione di norme di diritto.
3. – Il primo motivo lamenta omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio. La censura è, dunque, proposta soltanto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5 e non involge questioni di omessa pronuncia e di violazione dell’art. 112 c.p.c. in relazione al successivo art. 360, n. 4.
La ricorrente lamenta che la Corte territoriale non ha valutato la documentazione in atti, non ha adeguatamente risposto ai rilievi contenuti nell’atto di appello, non ha valutato correttamente la consulenza tecnica. I sintetizzati rilievi sono inammissibili perchè non è stato ottemperato agli oneri processuali imposti dall’art. 366 c.p.c., n. 6. Infatti è orientamento costante (confronta, tra le altre, le recenti Cass. Sez. Un. n. 28547 del 2008; Cass. Sez. 3^ n. 22302 del 2008) che, in tema di ricorso per cassazione, a seguito della riforma ad opera del D.Lgs. n. 40 del 2006, il novellato art. 366 c.p.c., comma 6, oltre a richiedere la “specifica” indicazione degli atti e documenti posti a fondamento del ricorso, esige che sia specificato in quale sede processuale il documento, pur individuato in ricorso, risulti prodotto. Tale specifica indicazione, quando riguardi un documento prodotto in giudizio, postula che si individui dove sia stato prodotto nelle fasi di merito, e, in ragione dell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, anche che esso sia prodotto in sede di legittimità.
Il rilievo relativo alla rinnovazione della consulenza tecnica e all’esecuzione di attività istruttoria soffre del medesimo vizio e, inoltre, contrasta con il principio secondo cui l’istruttoria va espletata in primo grado.
Le ulteriori argomentazioni implicano esame degli atti e apprezzamenti fattuali, attività inibite al giudice di legittimità.
In palese violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 4, la ricorrente non indica le norme cui intende riferirsi. Le argomentazioni a sostegno trattano dell’enfiteusi, della colonia migliorativa, della prescrizione e dell’usucapione. La censura risulta, dunque, priva del necessario requisito della specificità e, in violazione dell’art. 360 bis c.p.c., non contiene argomentazioni utili per dimostrare che la sentenza impugnata non abbia osservato la giurisprudenza della Corte Suprema, nè per indurre a confermare o modificare la medesima.

References: Sentenza 
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 sentenza 
 art. 360
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 art. 366
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