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Timestamp: 2020-06-07 03:53:45+00:00

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Il terzo interventore, quindi, potrà spiegare autonome domande solo entro il termine di costituzione del convenuto, che nel giudizio di primo grado avanti al tribunale è retto dal termine previsto dall’art. 167 cpc e davanti al GdP dall’udienza di cui all’art. 320 cpc. Neppure il giudice di pace, nel disporre un rinvio, ha la disponibilità dei suddetti termini. [Nella fattispecie, il Tribunale ha integralmente riformato la sentenza di primo grado - che aveva condannato l’appellante a risarcire il danno da inadempimento in relazione ad un contratto concluso non dall’originario attore, ma dal soggetto intervenuto successivamente alla prima udienza – rigettando le domande proposte dall’attore e dichiarando inammissibili quelle svolte dall’intervenuto.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna 06 luglio 2018.
Contratti bancari e opposizione a decreto ingiuntivo fondato su estratto conto certificato conforme alle scritture contabili ex articolo 50 TUB
Contratti bancari – Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo fondato su estratto conto certificato conforme alle scritture contabili ex articolo 50 TUB – Richiesta sospensione della già concessa provvisoria esecuzione – Accoglimento alla luce dei motivi portati dall’opposizione – Carenza probatoria – Ammissibilità
Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la concessione della provvisoria esecuzione del decreto opposto richiede non solo che l’opposizione non sia fondata su prova scritta o di pronta soluzione, ma anche che sussista una prova adeguata dei fatti costitutivi del diritto di credito, nel senso che occorre l’esistenza di una prova dei fatti costitutivi del diritto vantato dall'opposto, secondo i canoni del giudizio ordinario di merito; tale "adeguatezza" si ha quando la documentazione della fase sommaria ha valore di prova scritta anche nel giudizio di opposizione oppure quando viene integrata da idonea ulteriore documentazione, o, infine, quando - pur nell'assenza di prova scritta secondo i canoni del giudizio ordinario - non vi è stata contestazione dei fatti costitutivi da parte dell'opponente. (Antonio Paone) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini 23 maggio 2018.
Pignoramento di 1/5 dello stipendio non riducibile per assicurare al debitore una cifra minima per il proprio sostentamento
Esecuzione mobiliare – Pignoramento retribuzione lorda – Esigenze minime vitali – Inapplicabile riduzione discrezionale
La richiesta di riduzione del pignoramento ad una quota inferiore ad 1/5 non può trovare accoglimento poiché il bilanciamento tra le ragioni creditorie e quelle del debitore esecutato sono sottratte alla discrezionalità del Giudice dell’Esecuzione, essendo tale bilanciamento operato dal legislatore; la quota pignorabile non può quindi essere ridotta per assicurare al debitore una cifra minima per il proprio sostentamento. (Antonella Manisi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini 10 maggio 2018.
Nessuna sommatoria degli interessi corrispettivi e di quelli moratori è possibile, stante la diversa funzione degli stessi e la loro ontologica incompatibilità, essendo tale operazione piuttosto il frutto di una lettura “distorta” della nota Cass. n. 350/2013. (Alessandro Farolfi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna 12 settembre 2017.
Il deposito telematico si ha per avvenuto con la generazione della seconda PEC da parte del gestore del Ministero della Giustizia
Processo civile – Deposito telematico – Buon esito della procedura – Ricevuta di avvenuta consegna (la c.d. seconda PEC) da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della Giustizia
Ai sensi dell’art. 16-bis, comma 7, del decreto legge 179/2012, il buon esito della procedura si ha per avvenuto al momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna (la c.d. seconda PEC) da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della Giustizia, dovendosi pertanto escludere che le comunicazioni successive, quali i controlli automatici e l'accettazione successiva, possano inficiare il buon esito della procedura. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna 08 maggio 2017.
Solamente all’esito di tali operazioni peritali il G.E. potrà procedere a valutare l’eventuale sproporzione tra il canone di mercato (inteso quale giusto prezzo locativo) ed il canone pattuito tra le parti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini 25 gennaio 2017.
Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite - Natura e finalità dell’istituto
Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite - Provvedimento di accoglimento - Reclamabilità - Esclusione
Lo scopo primario avuto di mira dal legislatore con l’introduzione nel nostro ordinamento l’istituto della consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite è stato quello di predisporre uno strumento deflattivo, nella consapevolezza che molteplici tipologie di cause (nel settore medico, in quello degli appalti o della prestazione d’opera) risultano in gran parte condizionate dall’esperimento di una consulenza che, spesse volte, è in grado di favorire la transazione o la conciliazione delle parti. Da qui l’esigenza di poter anticipare tale momento accertativo e di stimolo al possibile accordo, rispetto alla stessa proposizione della domanda giudiziale ordinaria, svincolando la richiesta dalla necessaria sussistenza del periculum in mora. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Se è dubbia ed assai discussa la possibilità di applicare all’ipotesi di rigetto della richiesta di consulenza tecnica preventiva con funzione conciliativa di cui all’art. 696-bis c.p.c. il principio espresso dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 144/2008 (che ha ritenuto illegittima la norma che non prevede il reclamo contro il provvedimento di rigetto dell’istanza ex art. 696 c.p.c.) è tuttavia certamente da escludersi – anche a prescindere dalla natura non cautelare dell’istanza in decisione – la reclamabilità del provvedimento positivo di accoglimento del ricorso ex art. 696-bis c.p.c. o del diverso provvedimento su cui lo stesso giudice provveda in ordine a difficoltà esecutive o richieste incidentali svolte nel corso del citato procedimento di consulenza preventiva. Del resto, la parte che si voglia dolere di eventuali vizi della consulenza o della sua inattendibilità, ben può farlo nel successivo giudizio di merito, ove potrà opporsi alla ammissione dell’elaborato e richiedere che venga disposta una nuova CTU, risultando persino incongruo a tale fine riconoscere una reclamabilità ex art. 669-terdecies c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna 27 giugno 2016.
Avvertimento ex art. 480, 2� comma, c.p.c. e nullità del precetto
Esecuzione forzata – Atto di precetto – Assenza dell’avvertimento al debitore della possibilità di ricorrere ai meccanismi di composizione della crisi da sovraindebitamento – Nullità – Esclusione
Il precetto è, nella sostanza, un’intimazione ad adempiere, per cui si deve ritenere che esso adempia alla funzione che gli è propria pur nella mancanza dell’avvertimento al debitore di ricorrere ai meccanismi di composizione della crisi previsti dalla legge 27 gennaio 2012, n.3. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna 22 giugno 2016.

References: sentenza 
 articolo 50
 articolo 50
 Cass. 
 sentenza 
 art. 696
 art. 696
 art. 669
 art. 480