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Tirocinio forense: ampia discrezionalità del CdO nel valutare i contenuti del libretto di pratica T.R.G.A., Bolzano n. - PDF
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1 Tirocinio forense: ampia discrezionalità del CdO nel valutare i contenuti del libretto di pratica T.R.G.A., Bolzano n. 138 Il TAR Bolzano ha ritenuto legittimo il diniego di rilascio del certificato di compiuta pratica da parte del CdO sul presupposto delle incongruità rilevate nel libretto di pratica forense, quali: - la non riferibilità delle udienze al proprio dominus; - l'omessa indicazione dei difensori delle parti nelle udienze cui si è assistito ; - l'omessa descrizione dell attività svolta in udienza; - la scrittura illeggibile, gli errori grammaticali e la mancanza di nesso logico nelle questioni giuridiche trattate. In particolare, il TAR Bolzano ha affermato che sussiste in capo al CdO un ampio margine di discrezionalità "tecnica" in ordine alla valutazione della congruità dello svolgimento della pratica, con riferimento ai parametri di assiduità, diligenza, dignità e riservatezza. (Unione Praticanti Avvocati) N. 138/2004 Reg. Sent. N. 318/2003 Reg. Ric. depositata R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa Sentenza Sezione Autonoma per la Provincia di Bolzano costituito dai magistrati: Luigi MOSNA - Presidente Hans ZELGER - Consigliere Margit FALK EBNER - Consigliere Lorenza PANTOZZI LERJEFORS - Consigliere relatore ha pronunziato la seguente S E N T E N Z A sul ricorso iscritto al n. 318 del registro ricorsi 2003 presentato da..., rappresentato e difeso dall avv...., con domicilio eletto presso lo studio del medesimo in Bolzano,..., n. 59, giusta delega a margine del ricorso; - ricorrente - c o n t r o
2 CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI AVVOCATI DI BOLZANO, in persona del suo Presidente pro tempore, che sta in giudizio in forza della deliberazione del Consiglio dell Ordine dd , rappresentato e difeso dall avv...., con elezione di domicilio presso lo studio del medesimo, in Bolzano, via della Rena, n. 14, giusta delega in calce al ricorso introduttivo; - resistente - per l'annullamento della deliberazione del Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Bolzano n. 17 dd , nonché di qualsiasi atto presupposto o consequenziale a quello impugnato o comunque con il medesimo in rapporto di correlazione. Visto il ricorso notificato il e depositato in segreteria il con i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Bolzano dd ; Viste le memorie prodotte; Visti gli atti tutti della causa; Designato relatore per la pubblica udienza dell il consigliere Lorenza Pantozzi Lerjefors ed ivi sentito l avv...., in sostituzione dell avv...., per il ricorrente e l avv...., per il Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Bolzano; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: F A T T O Il ricorrente, dopo aver terminato l ultimo semestre di pratica forense, chiedeva al Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Bolzano il rilascio del certificato di adempiuta pratica, al fine di poter essere ammesso a partecipare agli esami di avvocato nella sessione Il Consiglio dell Ordine, con deliberazione del 31 ottobre 2003, decideva di non vidimare il IV semestre di pratica forense del dott.... e, di conseguenza, di denegare il rilascio del certificato di adempiuta pratica. A fondamento del ricorso proposto avverso detta decisione, il ricorrente, previa affermazione della sussistenza della giurisdizione del Tribunale adito, ha dedotto il seguente, articolato, motivo: Eccesso di potere Violazione di legge per errata applicazione del R.D , n. 37, dell art. 4 del D.P.R , n. 101 e dell art. 6 del D.P.R , n. 101 Violazione della L. 241 del , e del regolamento per lo svolgimento della pratica forense, approvato dal consiglio dell ordine degli avvocati di Bolzano con delibera n. 27 del , con le successive modifiche introdotte con delibera n. 78 del , per difetto assoluto di motivazione erroneità di presupposti omessa istruttoria contraddittorietà illogicità manifesta. Con decreto n. 186 del 15 novembre 2003 il Presidente di questo Tribunale ha disposto, in via provvisoria, ai sensi dell art. 21, comma 9, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, la sospensione della deliberazione impugnata, fino alla pronuncia definitiva del Collegio sull istanza cautelare, fissata per la camera di consiglio del 2 dicembre In ottemperanza del decreto presidenziale il Consiglio dell Ordine ha disposto il provvisorio rilascio del certificato di adempiuta pratica, al fine di consentire al ricorrente di partecipare agli esami di
3 avvocato nell imminente sessione Il Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Bolzano si è costituito in giudizio ed ha chiesto il rigetto del ricorso, siccome infondato. All udienza in camera di consiglio del 2 dicembre 2003, su concorde istanza delle parti, la trattazione dell istanza cautelare è stata rinviata all udienza di discussione nel merito, per essere decisa unitamente ad esso. Nei termini di rito le parti hanno presentato delle memorie, a precisazione delle rispettive linee difensive. Alla pubblica udienza dell 11 febbraio 2004 il ricorso è stato trattenuto in decisione. D I R I T T O Con il presente ricorso è impugnata la deliberazione con la quale il Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Bolzano, dopo aver espresso parere negativo sullo svolgimento del IV semestre di pratica forense del ricorrente, ha respinto la sua richiesta di rilascio del certificato di adempiuta pratica. In via preliminare va affermata la giurisdizione di questo Tribunale. Va premesso che l art. 10, comma 3, del R.D. 22 gennaio 1934, n. 37 consente agli interessati di presentare reclamo al Consiglio Nazionale forense avverso il provvedimento di diniego di rilascio del certificato di compiuta pratica. Tale previsione, ad avviso del Collegio, non può essere interpretata nel senso di precludere all interessato la immediata impugnativa giurisdizionale del provvedimento negativo. Siffatta interpretazione, invero, verrebbe a impingere col principio di facoltatività del rimedio gerarchico (art. 20 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034) e del suo immediato corollario della non necessaria definitività dell atto ai fini della sua impugnativa giurisdizionale. (cfr. TAR Calabria, Catanzaro, 24 febbraio 2003, n. 349). La giurisdizione di questo Tribunale sussiste sia in considerazione del petitum sostanziale fatto valere, sia in base alle regole sul riparto tra le giurisdizioni. Prima di entrare nel merito del ricorso, è opportuno svolgere una previa disamina del quadro normativo in cui si inserisce la controversia in esame. Il R.D.L. 27 novembre 1933, n attribuisce ai Consigli dell Ordine degli Avvocati la vigilanza sull esercizio della pratica forense - art. 14, comma 1, lett. c) - e subordina l iscrizione all albo, tra l altro, all avere compiuto lodevolmente e proficuamente un periodo di pratica, frequentando lo studio di un procuratore ed assistendo alle udienze civili e penali della Corte d Appello o del Tribunale almeno due anni consecutivi, posteriormente alla laurea, nei modi che saranno stabiliti con le norme da emanarsi ai termini dell art Il Regio Decreto 22 gennaio 1934, n. 37 ( Norme integrative e di attuazione del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, sull ordinamento della professione di avvocato e procuratore ), all art. 10, comma 1, così dispone: Il Consiglio dell ordine rilascia, su richiesta degli interessati, un certificato di compimento della pratica a coloro che dai documenti da essi prodotti a termini degli articoli precedenti risultino avere atteso alla pratica stessa, per il periodo prescritto, con diligenza e profitto..
4 Molto tempo dopo, con il D.P.R. 10 aprile 1990, n. 101, è stato emanato un regolamento relativo alla pratica forense per l ammissione all esame di procuratore legale (il termine procuratore legale, per effetto dell art. 3 della legge 24 febbraio 1997, n. 27, è stato sostituito con quello di avvocato ). Detto regolamento ha riaffermato il compito di vigilanza sull effettivo svolgimento del tirocinio forense, spettante ai Consigli dell Ordine, nei modi previsti dal presente regolamento e con i mezzi ritenuti più opportuni (art. 4, comma 3). L art. 1 di detto regolamento stabilisce che la pratica forense deve essere svolta con assiduità, diligenza, dignità, lealtà e riservatezza" (comma 1) principalmente presso lo studio e sotto il controllo di un procuratore legale (ora di un avvocato) e comporta il compimento delle attività proprie della professione (comma 2). Infine, l art. 6 stabilisce in concreto le modalità di svolgimento della pratica forense; in particolare, prescrive che ciascun praticante è obbligato a tenere un apposito libretto, nel quale deve annotare: le udienze cui ha assistito, con l indicazione delle parti e del numero di ruolo dei processi; l assistenza non può essere inferiore a venti udienze per ogni semestre, con esclusione di quelle oggetto di mero rinvio; gli atti processuali, o relativi ad attività stragiudiziali più rilevanti, alla cui predisposizione e redazione abbia partecipato, con l indicazione del loro oggetto; le questioni giuridiche di maggior interesse alla cui trattazione abbia assistito o collaborato (comma 1). Il comma 2 dell art. 6 obbliga il praticante ad esibire il libretto della pratica al Consiglio dell Ordine al termine di ogni semestre, con l annotazione del professionista presso il cui studio la pratica è stata effettuata, attestante la veridicità delle indicazioni ivi contenute. Al Consiglio è attribuita la facoltà di accertare la veridicità delle annotazioni contenute nel libretto nei modi ritenuti più opportuni (comma 3). La normativa sopra descritta è integrata dal Regolamento per lo svolgimento della pratica forense, adottato dal Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Bolzano con deliberazione n. 27 del 19 giugno 1998 (successivamente modificato con deliberazione n. 78 dell 8 novembre 2002). Detto regolamento impone ai praticanti il rispetto dei seguenti obblighi: partecipazione ad almeno 30 udienze per ogni semestre, di cui 10 penali, 10 civili, 3 amministrative e 7 a libera scelta (non sono riconosciute, a tal fine, quelle di mero rinvio; né possono essere annotate più di due udienze penali, civili e amministrative al giorno); allegazione al libretto di pratica di un elenco di almeno 6 atti processuali o contratti redatti dal praticante; indicazione di almeno 5 questioni giuridiche da lui esaminate e allegazione di una relazione approfondita su una questione di diritto. Nel merito il ricorso è infondato, e, perciò, va respinto, per le seguenti considerazioni. Va posto in rilievo, anzitutto, che la normativa sopra descritta attribuisce ai Consigli dell Ordine un ampio margine di discrezionalità in ordine alla valutazione della congruità dello svolgimento della pratica forense, in particolare, con riferimento ai parametri di assiduità, diligenza, dignità e riservatezza del suo svolgimento. Si tratta, indubbiamente, di una discrezionalità tecnica dei Consigli dell Ordine, sindacabile dal Giudice amministrativo solo sotto il profilo dell eccesso di potere per illogicità manifesta, travisamento dei fatti e palese disparità di trattamento, secondo costante giurisprudenza, anche di questo Tribunale (cfr. Consiglio di Stato, Sez.IV, 8 settembre 1997, n. 955 e 7 novembre 2002, n. 6105; TAR Lombardia, Sez. III, 16 ottobre 2003, n e TRGA Bolzano 12 febbraio 2002, n. 80 e 10 marzo 2003, n. 76).
5 Nel provvedimento impugnato, il Consiglio, dopo aver ricostruito le vicende pregresse, relative alla pratica forense del dott...., ha posto a fondamento del diniego i seguenti tre diversi motivi: le due udienze penali del 6 febbraio 2003 indicate nel libretto di pratica non si riferirebbero all avv. E. Aprile, al quale il ricorrente aveva dichiarato di appoggiarsi per le udienze penali, né al precedente dominus; con riferimento alle udienze civili del 19 marzo 2003 il ricorrente avrebbe omesso di indicare, nel libretto, i difensori delle parti; inoltre, mancherebbe la descrizione dell attività delle udienze del 6 maggio 2003; le questioni giuridiche trattate, a prescindere dalla scrittura illeggibile e dagli errori grammaticali, sarebbero da considerarsi a tratti incomprensibili, prive di nesso logico, giuridicamente non sostenibili; in una parola, insufficienti. Orbene, quanto alle osservazioni e imprecisioni di cui ai primi due motivi di diniego, pur essendo in qualche modo collegabili a varie giustificazioni, esposte dopo l adozione dell atto impugnato in sede amministrativa e giudiziaria, esse esprimono, nel loro complesso, un atteggiamento che non si armonizza con quei criteri di diligenza e accuratezza che le citate norme impongono al praticante nello svolgimento della pratica e che concorrono alla formazione del giudizio sulla pratica da parte dell Ordine. Circa il terzo motivo di diniego, relativo alle argomentazioni e alle forme delle questioni giuridiche trattate dal praticante, valutate inadeguate e insufficienti dall Ordine, il Collegio non ravvisa vizi di irrazionalità o incoerenza, riferibili a un esame di mera legittimità. Né emerge, ictu oculi, dalla documentazione agli atti, alcuna violazione delle regole di uniformità del criterio di giudizio, censura, quest ultima, peraltro, neppure sollevata dal ricorrente. Conclusivamente, il ricorso, in quanto infondato, va respinto. Sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese di lite. P.Q.M. Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa - Sezione Autonoma di Bolzano - disattesa ogni contraria istanza ed eccezione, definitivamente pronunciando, rigetta il ricorso. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza venga eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Bolzano, nella camera di consiglio dell 11 febbraio IL PRESIDENTE L'ESTENSORE Luigi MOSNA Lorenza PANTOZZI LERJEFORS ( da )

References: Sentenza 
 art. 4
 art. 6
 art. 21
 art. 10
 art. 14
 art. 10
 art. 3
 art. 1
 art. 6
 art. 6
 sentenza