Source: http://forestaliantincendiosicilia.blogspot.it/2017/01/
Timestamp: 2017-04-30 12:53:53+00:00

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IL BLOG DEI LAVORATORI FORESTALI E DEGLI ADDETTI ALLO SPEGNIMENTO INCENDI DELLA REGIONE SICILIA: gennaio 2017
PALERMO. Contro i furbetti della 104 e le assenze anomale la Regione corre ai ripari: “Siamo pronti a recepire le norme varate dal governo nazionale”,
assicura l’assessore regionale alla Funzione pubblica, Luisa Lantieri. Il ministro Marianna Madia sta infatti lavorando al decreto che riformerà il pubblico impiego e proverà a contrastare i "furbetti" delle
assenze, quelli che per farla breve si assentano soprattutto nei weekend o sempre negli stessi giorni - lunedì e venerdì su tutti – e la Regione spera in questo modo di limitare il fenomeno dell’assenteismo in
generale che in Sicilia risulta più elevato rispetto al resto d’Italia.
Se gli statali in media si sono assentati 9 giorni l’anno ciascuno, tra i regionali la media sale a 12 giorni l’anno.
Eppure secondo il monitoraggio effettuato dalla Regione, i dipendenti di Palazzo d’Orleans continuano ad assentarsi sempre di meno. Nel 2015, nel periodo tra luglio e agosto, si erano registrati 68.163 giorni di assenza su un totale di 909.880 giorni lavorativi, pari a una percentuale di assenze del 7,5 per cento. Nel 2016 questo dato è calato nello stesso periodo al 6,6 per cento (57.850 giorni di assenza su 87.1266 giorni da lavorare). Stesso trend tra aprile e giugno quando la riduzione, rispetto all'anno precedente, addirittura ha superato il 20 per cento. Insomma, la situazione è in miglioramento ma resta ancora critica.
La Regione risulta invece in linea col dato dell’amministrazione statale per quanto
riguarda le assenze con la 104, la norma per agevolare chi assiste parenti infermi. In questo caso siamo sui due giorni al mese di assenza.
Su questo fronte, il dipartimento della Funzione pubblica era intervenuto con una circolare per limitare i casi di assenza in determinati giorni come il mercoledì, quando c’è il rientro. L’assessore
Lantieri ribadisce però che “queste limitazioni danneggiano chi ha davvero bisogno. Vivere con un parente che ha una disabilità è un difficile, tre giorni al mese sono anzi pochi e lo dico da volontaria che collabora con le associazioni e conosce da vicino certe realtà. Siamo pronti a recepire le norme nazionali per stanare i furbetti ma bisogna evitare di colpire i più deboli e chi ha davvero necessità di assentarsi”.
TERRENI AGRICOLI INTESTATI AI MORTI PER OTTENERE I CONTRIBUTI DELLA UE. LA SCORSA SETTIMANA C'È STATA ANCHE UNA CONDANNA A RESTITUIRE I FONDI RICEVUTI NEL 2010, DOPO CHE I FINANZIERI HANNO SCOPERTO CHE I TERRENI ERANO TUTTI DELL'AZIENDA FORESTE NOTIZIE CORRELATE:
TRUFFA AI DANNI DELL'UNIONE EUROPEA. 13 ARRESTI, SEQUESTRO MILIONARIO. TRA LE PARTICELLE UTILIZZATE, OLTRE A QUELLE DI PRIVATI CITTADINI, ANCHE QUELLE DI PROPRIETÀ DEL DEMANIO DELLA REGIONE SICILIANA PER OTTENERE FONDI UE USAVANO I TERRENI ALTRUI, TRA I QUALI ANCHE QUELLI DEL DEMANIO DELLA REGIONE SICILIANA. ARRESTATE DALLA FINANZA NOVE PERSONE NEBRODI E PASCOLI, CALECA VARA NORME PIÙ RIGIDE
NEBRODI: CONTINUA L’AZIONE DI RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ. A TROINA RESCISSI I CONTRATTI DI AFFITTO DI TERRENI DEMANIALI LA
CONVENZIONE TRA IL COMUNE DI NICOSIA E L'AZIENDA FORESTALE NON PUO' RITENERSI VALIDA. LA SILVOPASTORALE PUO' FARE IL BANDO PER L'AFFITTO DEI
TERRENI NICOSIA. SENZA I CONTRATTI DI AFFITTO DEI TERRENI DEMANIALI I CONTRIBUTI DEGLI ALLEVATORI ANDRANNO PERDUTI NICOSIA
(EN). TERRENI IN AFFITTO UN PASTICCIO DA RISOLVERE. IL SINDACO DOVRA' RIDETERMINARE LA CONVENZIONE PER LA GESTIONE DELLE AREE DEMANIALI AFFIDATA ALL'AZIENDA FORESTALE
CONTRATTO A CANONE ADEGUATO. SEMBREREBBE RISOLTO L'INCIDENTE DI PERCORSO DOVUTO ALLA PRESENZA DI UNA CONVENZIONE TRA IL COMUNE E L'AZIENDA FORESTE NICOSIA. LA GIUNTA HA APPROVATO LA BOZZA DELLA NUOVA CONVENZIONE TRA IL COMUNE E L'AZIENDA FORESTE DEMANIALI CROCETTA: “INDAGINI A TAPPETO SULLA VENDITA DEI TERRENI DEMANIALI” SICILIA: LA TERRA DI TUTTI SVENDUTA AI PRIVATI. SERVIZIO DELLE IENE DEMANIO A PREZZI STRACCIATI, L'OMBRA DELLA CRICCA. LA VENDITA A FURNARI DI VENTIMILA METRI QUADRATI DI TERRENO: INTRECCI FAMILIARI E POLITICI. ALTRI CASI A STROMBOLI E PORTO EMPEDOCLE. IL GOVERNATORE ROSARIO CROCETTA DISPONE UN'INDAGINE LE
IENE - PELAZZA: PARCO ARCHEOLOGICO SVENDUTO? UN TERRENO DI 4000 METRI QUADRATI SVENDUTO A 10 MILA EURO, SENZA ASTA PUBBLICA, MENTRE LA SOVRINTENDENZA RIMANE A GUARDARE. VIDEO
DEI TEMPLI QUEL TERRENO SVENDUTO AI PRIVATI. LA REGIONE APRE UN'INDAGINE SULLA CESSIONE DI 50 BENI A PARTIRE DAL CASO DI AGRIGENTO IL TERRENO DEMANIALE SVENDUTO A FURNARI. LA COMMISSIONE ANTIMAFIA IN CAMPO: ASCOLTATO ALL'ARS IL SINDACO FOTI
AGGUATO A FUCILATE AL PRESIDENTE DEL PARCO DEI NEBRODI: SALVO GRAZIE ALL'AUTO BLINDATA. GIÀ DA TEMPO SOTTOPOSTO A TUTELA PER LE SERIE MINACCE
SUBITE IN SEGUITO AI PROTOCOLLI DI LEGALITÀ MESSI IN ATTO PER EVITARE LA CONCESSIONE DI AMPIE ZONE DI PASCOLI ALLA MAFIA
E REGIONE. LA MAFIA, I TERRENI, I FONDI UE. DA ANTOCI AL "CASO TROINA".
DA ANNI CERCHIAMO DI LEVARE LE TERRE DEL DEMANIO PUBBLICO, A TROINA PARLIAMO DI 4.000 ETTARI, DALLE MANI DELLE FAMIGLIE MAFIOSE DEI NEBRODI CONCESSIONI
DEI LOTTI A PASCOLO, GIRO DI VITE DI CRACOLICI: NESSUNA CONCESSIONE E RITIRO DEI FONDI EUROPEI AI SOGGETTI NON IDONEI. DEI 745 LOTTI, OVVERO CIRCA 34000 ETTARI DELLE AREE DI DEMANIO FORESTALE, POSTI A GARA, NE SONO STATI AGGIUDICATI 525
“LA FILIERA AGRICOLA IN MANI MAFIOSE” LA DENUNCIA DELL’EX ASSESSORE CALECA ‘LE MANI DELLA MAFIA IN AGRICOLTURA’, REALE: “LA RICETTA CALECA NON BASTA”. “MA VI STATE SVEGLIANDO ORA? NESSUNO SAPEVA NIENTE?”
NEBRODI, PROBLEMA DEI PASCOLI GIÀ IN UNA LETTERA DEL 2012. AZIENDA FORESTE CHIESE TRASPARENZA, SILENZIO DA CROCETTA NEBRODI, GLI INTERESSI SULLA GESTIONE DI CASE TRAPESI, DI PROPRIETÀ DELL'AZIENDA FORESTE DEMANIALI. FU OGGETTO DI UNA GARA A EVIDENZA PUBBLICA, BLOCCATA IL GIORNO DELLA FIRMA DEL CONTRATTO, PER UN INCENDIO SUI CUI INDAGA LA PROCURA DI CATANIA
MARE DI SOLDI FINISCE IN AGRICOLTURA SENZA CONTROLLI. LA MAFIA DEI CAMPI È IL NUOVO BUSINESS DI COSA NOSTRA, FIRMATO PROTOCOLLO DI LEGALITÀ
(FOTO) (VIDEO) AL PRESIDENTE ANTOCI LA MEDAGLIA PIÙ PRESTIGIOSA IN CAMPO AMBIENTALE CAPIZZI, 4 LE ASTE ANDATE DESERTE. TERRENI AGRICOLI ASSEGNATI 13 LOTTI PARCO NEBRODI, PROTOCOLLO DI LEGALITÀ ANCHE NEL CATANESE. «CERTIFICAZIONI ANTIMAFIA PER LE CONCESSIONI DEI TERRENI»
DELIBERE DI GIUNTA, ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE. AGGIORNAMENTI DEI PIANI STRALCIO DI ASSETTO IDROGEOLOGICO (PAI) DELLA PERICOLOSITÀ E DEL RISCHIO GEOMORFOLOGICO DEL BACINO IDROGRAFICO Fiume
Imera Settentrionale (030), relativo ai Comuni di: Caltavuturo, Polizzi
Generosa, Scillato e Sclafani Bagni (PA). Conferenza programmatica del
Torto (031), area territoriale tra i bacini del Fiume Torto e del Fiume
Imera Settentrionale (031A) e area territoriale tra il bacino del Fiume
San Leonardo e del Fiume Torto (032) - Comune di Roccapalumba (PA). Conferenza programmatica del 4 novembre 2016
idrografico del Fiume Arena (054), area territoriale tra i bacini del Fiume Arena e del Fiume Modione (055), bacino idrografico del Fiume Modione ed area territoriale tra i bacini del Fiume Modione e del Fiume Belice (056) - Comune di Campobello di Mazara (TP). Conferenza programmatica dell'8 giugno 2016
PA, UN PIANO MADIA PER I PRECARI STORICI. IL GOVERNO HA ALLO STUDIO UNA SOLUZIONE PER SUPERARE IL PRECARIATO. IL BLOG: VI RICORDIAMO I LAVORATORI FORESTALI NON SONO PERSONE DI SERIE B! E' LA CATEGORIA PIÙ ANZIANA NON STABILIZZATA Ansa
ROMA - Il ministero guidato da Marianna Madia sta mettendo a punto un piano straordinario per superare il precariato storico nella P.a in via definitiva. Secondo quanto si apprende, il decreto Madia sul pubblico impiego, in arrivo per
metà febbraio, delineerà una roadmap per risolvere nell'arco del biennio 2018-2020 la questione. Si sta ragionando sullo schema adottato per assumere maestre di nidi e materne, dando la possibilità alle amministrazioni di usare la spesa diretta al lavoro flessibile per posti
Il progetto, da sempre sostenuto da Madia, è passare dalle piante organiche ai fabbisogni, attraverso un nuovo sistema di reclutamento che
abbia come perno il concorso. "Mettere fine al cattivo reclutamento", ha spiegato la ministra sin dalla presentazione della riforma, ma senza dimenticare i precari che si sono accumulati negli anni. Si tratta quindi di importare un meccanismo che consenta di assumere i tempi determinati entrati tramite concorso e di dare una chance, attraverso riserve ad hoc, a quanti lavorano da anni nella P.a. D'altra parte anche
l'Ue da tempo ha acceso un faro sulla questione del precariato nella P.a italiana, rispetto a cui l'Italia ha già assicurato il proprio impegno per risolvere il problema. I precari storici sono tutti i lavoratori quelli con contratti vari e a termine che sono stati prorogati di anno in anno per più anni. Nel milleproroghe è prevista la proroga per un anno di 40 mila che in base ad una norma del Jobs Act non potevano essere più rinnovati. Ora la Madia è pronta a
risolvere il problema in modo strutturale in attesa del testo unico sulla Pa che consentirà di assumere non per pianta organica ma in base alle effettive necessità della pubblica amministrazione come è stato fatto per le maestre di asilo.
E così dopo Checco Zalone, che nell’ultimo film “Quo vado”
è cascato nell’equivoco che gli operai forestali calabresi sono i membri del Corpo Forestale dello Stato (ironizzando sul sovrannumero che
però riguarda solo i primi), anche i più maturi ed esperti Ficarra & Picone nell’ultimo film “L‘Ora Legale”
sono incappati ancora più marchianamente nell’equivoco che vede associati i quasi 30.000 operai forestali siciliani agli appartenenti al
CFS che tra l’altro in Sicilia sono presenti solo in poche unità nel servizio CITES.
Dispiace che Ficarra & Picone, due comici di qualità e da sempre con la schiena dritta, abbiano preso questo abbaglio
sul Corpo Forestale dello Stato. Sarebbe bastato una ricerca, nemmeno tanto approfondita, per sapere che comunque gli operai dipendono dalla Regione e non dal Sindaco e che il CFS in Sicilia è presente solo negli aeroporti col servizio CITES e che le regioni a statuto speciale hanno un proprio corpo forestale regionale con proprie divise.
Viva Natoli Abbasso Natanè
I progetti già finanziati legati al rischio idrogeologico sono tredici, da Montalbano Elicona a San Cataldo, passando per Furnari o Sant’Agata di Militello. Ma si tratta di progetti «sostanzialmente slegati tra loro», accusa Giuseppe Collura, presidente regionale dell’ordine dei geologi. «Purtroppo - spiega - molto spesso si è agito riesumando vecchi progetti che i Comuni avevano dentro i cassetti,
ma spiace constatare che non sia stato immaginato un filo conduttore, in assenza del quale si rischia di non raggiungere l’obiettivo, si rischia di fare cose che tra di loro non hanno un nesso». Secondo i geologi si tratterebbe di «interventi puntuali, su situazioni specifiche», come il consolidamento e la sistemazione idraulica di una strada di Furci Siculo, o per i lavori urgenti per la ricostruzione di un muro di sostegno distrutto a Sant’Agata di Militello o gli interventi per la salvaguardia della parte a valle del centro abitato di Reitano.
«Abbiamo sempre sollecitato la Regione - sottolinea il presidente dei geologi - sulla necessità di un piano ragionato secondo un comune denominatore, purtroppo ad oggi non abbiamo avuto risconti».
Cosa comporta, in soldoni, non poter contare su una programmazione complessiva? «A titolo esplicativo - sottolinea Collura - basti pensare che si continuano a contare i danni all’indomani di un'esondazione,
ma senza interventi programmati e costanti è come se non ci fossimo mai
preoccupati di capire perché si forma la piena e in quali condizioni l’acqua arriva fino al centro abitato». Certo, è innegabile che i fondi contenuti nel Patto per il Sud siano una boccata d’ossigeno: «È assolutamente positivo che ci sia la possibilità di intervenire, anche puntualmente, il problema è non limitarsi all’azione puntuale. Sarebbe finalmente ora di pensare a un grande piano di manutenzione dei corsi d’acqua, restituendogli così la capacità di contenere le piene».
Eppure la Regione possiede già un piano di assetto idrogeologico, il cosiddetto PAI, ma il limite di questo strumento «è quello di registrare puntualmente i fenomeni già avvenuti». Insomma, non una mappa del rischio, che indichi in quali territori concentrare maggiore attenzione, ma una sorta di cimitero delle frane, dove segnare i fenomeni che man mano si presentano. Senza contare che da quando è stato pubblicato, nel 2006, sono già trascorsi oltre dieci anni.
«Bisogna dotarsi su scala regionale - attaccano ancora i geologi - di uno strumento più innovativa rispetto al PAI, è una cosa che ripetiamo da tempo: lo sforzo che devono fare gli amministratori è quello di cogliere la necessità di passare a un reale strumento di pianificazione,
che consentirebbe di pianificare anche la manutenzione ordinaria, per esempio dei corsi d’acqua».
Che tipo di studi occorrerebbero per redigere una mappa del rischio idrogeologico in Sicilia? «C’è un progetto, portato avanti da un gruppo di studenti dell’Università di Palermo, relativo al bacino dell’Himera. Il progetto si chiama Su.Fra.
(suscettività alla franosità): tecnicamente si mettono insieme una serie di indici, che vengono elaborati attraverso un algoritmo che calcola la propensione di quel territorio alla franosità. Il futuro deve necessariamente andare in questa direzione». Per fare studi di questo tipo, intanto, servirebbero i geologi nella pubblica amministrazione. «Come ordine regionale abbiamo attivato una indagine conoscitiva, attraverso un questionario inviato ai 390 Comuni siciliani. Ci hanno risposto 320 amministrazioni e tra queste, soltanto 14 hanno un geologo in pianta organica. Eppure la Sicilia è una Regione in cui il 90 per cento dei Comuni ha almeno un’area ad elevato rischio idrogeologico. È così anche nelle Asp, negli uffici del Genio civile, ma senza una seria progettazione si metteranno sempre pezze, non si farà mai una prevenzione reale».
Non c'è pace per i forestali siciliani. Circa duemila operai, soprattutto con più di 50 anni, sarebbero stati scavalcati in graduatoria da altri colleghi più giovani a causa del riordino, da parte
dei Centri per l'impiego, degli elenchi da cui la Regione attinge per firmare i contratti stagionali. Questa retrocessione bloccherà gli avanzamenti di carriera dei più anziani e dunque l'aumento delle giornate
di lavoro, compresa la possibile assunzione a tempo indeterminato. Flai
Cgil, Fai Cisl e Uila Uil nei giorni scorsi hanno chiesto un incontro all'assessore al Lavoro, Gianluca Miccichè e alla dirigente generale Maria Antonietta Bullara che erano però assenti, scatenando l'ira dei sindacati. L'assessore Miccichè rassicura tutti e spiega che «in settimana convocherò un incontro». Il problema riguarda i criteri con i quali la Regione stila le graduatorie dalle quali attinge per immettere i
lavoratori in servizio. Per anni queste norme hanno tenuto conto di alcuni criteri tra cui l'anzianità di servizio e l'anzianità di disoccupazione. Nel 2012 il criterio dell'anzianità di disoccupazione venne abolito a livello nazionale ma in Sicilia secondo i sindacati questa novità non è stata mai recepita. Poi nel 2015 l'Ars ha votato una norma per aggiornare gli elenchi, fermi come detto al 1996, e inserire gli anni lavorati dagli operai fino ad oggi, in modo da penalizzare chi magari in questi anni ha fatto altri lavori e non ha risposto alla chiamata della Regione. Nell'aggiornare la graduatoria
però gli uffici del Lavoro hanno considerato questa volta anche la norma nazionale che aveva abolito il criterio dell'anzianità di disoccupazione. Risultato: secondo Alfio Mannino della Fiai Cgil «circa 2mila lavoratori sono stati scavalcati in graduatoria e a fame le spese sono stati i più anziani a vantaggio dei quarantenni. Si è negato loro un diritto acquisito». I forestali sono divisi in tre fasce in base
al numero di giornate di lavoro: 78, 101, 151 e poi ci sono quelli a tempo indeterminato. Gli operai più anziani attendevano l'avanzamento da
una fascia all'altra ma adesso sono stati retrocessi. Secondo Calogero Cipriano della Fai Cisl «la norma dell'Ars diceva solo di ricalcolare gli anni di servizio dal 1996 al 2015». E per Nino Marino della Uil «c'è
il rischio di una raffica di ricorsi, tanta gente che dopo decenni attendeva l'assunzione si è vista all'improvviso retrocessa». (*RIVE*)
Regione. Aggiornati gli elenchi: forestali anziani scavalcati in graduatoria e scoppia la protesta Pubblicato da
PALERMO. Duemila forestali pronti all’avanzamento di
carriera si sono visti scavalcare in graduatoria. E addio aumento delle
giornate di lavoro o assunzione. La Regione ha infatti aggiornato gli elenchi dai quali attinge per reclutare gli operai ma nel portare avanti
questa operazione ha cambiato i criteri utilizzati in passato, penalizzando soprattutto gli over 50. Un errore secondo Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, che chiedono un incontro urgente all’assessore al Lavoro, Gianluca Miccichè, e alla dirigente generale Maria Antonietta Bullara, e minacciano nuove proteste.
Per anni i criteri utilizzati per stilare le graduatorie hanno tenuto conto di diversi aspetti come l’anzianità di servizio e l’anzianità di disoccupazione, calcolati però secondo la situazione vigente nel 1996. La Regione adesso
ha aggiornato questi elenchi al 2015 ma ha recepito una norma nazionale
che nel frattempo ha modificato i criteri. Il risultato è che i forestali più anziani sono stati scavalcati in graduatoria e adesso i sindacati sono sul piede di guerra. DAL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA. PER LEGGERE TUTTO ACQUISTA IL QUOTIDIANO O SCARICA LA VERSIONE DIGITALE 30 Gennaio 2017
In giornata pubblicheremo l'articolo integrale Pubblicato da
CATANIA – Uguali vantaggi economici fra operai forestali precari e operai con contratto a tempo indeterminato. Lo ha stabilito il giudice del tribunale del Lavoro, Domenico Circosta
che con una sentenza storica ha accolto il ricorso presentato nel settembre del 2014 da otto forestali precari. Si tratta di lavoratori della categoria antincendio che avevano richiesto il riconoscimento degli scatti biennali di anzianità. Diritti di cui avevano, invece, usufruito i lavoratori assunti a tempo indeterminato. Un pronunciamento a
cui, come era prevedibile, sta già facendo seguito una pioggia di ricorsi. Nel dettaglio la contestazione mossa dai lavoratori richiama la clausola 4 contenuta
nell’accordo sul contratto a tempo determinato che prevede, appunto, “il principio di non discriminazione” nel trattamento economico fra le due categorie. I forestali rivendicavano di aver svolto le stesse mansioni dei lavoratori a tempo indeterminato e di averlo fatto per lo stesso periodo di tempo. Il giudice ha dato loro ragione e i lavoratori hanno ricevuto il pagamento degli scatti di anzianità relativi al periodo compreso fra il marzo 2001 e il 31 dicembre 2013: in totale ciascuno di loro ha ottenuto circa 2.700 euro. Ma al di là dei singoli casi, la sentenza potrebbe fare da spartiacque.
Sebbene, infatti, riguardi nello specifico solo otto lavoratori, la decisione - in generale - contempla gli interessi di tutti i precari. In
altre parole, il pronunciamento emesso dal Tribunale del Lavoro potrebbe costare molto di più alla Regione, considerato il nutrito numero di forestali di cui si è dotata: ovvero circa 18 mila a fronte dei soli 1200 assunti con contratto a tempo indeterminato su un numero complessivo di 20 mila unità. Qualora, questi dovessero decidere di presentare ricorso per ottenere gli scatti di anzianità di servizio, di cui hanno goduto gli otto lavoratori in seguito alla sentenza del giudice Circosta - decisione che adesso costituisce un precedente - la Regione potrebbe essere costretta a sborsare una cifra da capogiro. La sentenza riconosce alcuni diritti economici degli operai forestali assunti annualmente a tempo determinato,
diritti connessi all'anzianità di servizio e richiama alcuni principi generali: la “non discriminazione” del trattamento economico tra operai a
tempo determinato e operai a tempo indeterminato a meno che non sussistano ragioni oggettive. E l’assenza di una differenza sostanziale tra le due categorie di lavoratori tale da giustificare trattamenti diversi. “In tal senso – si legge – non emerge da alcuna disposizione normativa che è richiesta
ed esigibile dal personale a tempo determinato una prestazione qualitativamente diversa rispetto a quella esigibile dal personale indeterminato, per cui deve ritenersi insussistente una ragione giustificatrice delle diversità di trattamento”. Secondo, inoltre, quanto contenuto nella sentenza della Corte di Giustizia UE del 22 dicembre 2010 i principi indicati vanno applicati in assenza di “motivazioni oggettive”. Secondo Luigi Savoca, avvocato amministrativista del sindacato dei forestali, la
sentenza assume particolare rilevanza anche in considerazione di logiche che non di rado possono animare il mondo del precariato. “Può ragionevolmente affermarsi – spiega Savoca a LiveSicilia– che questa sentenza costituisce un tassello a supporto della più generale battaglia
dei lavoratori forestali siciliani e dei precari condotta per la stabilizzazione della loro posizione lavorativa, così da sottrarre queste categorie di lavoratori dal ricatto clientelare di un ceto politico che utilizza l'incertezza delle persone per i propri fini elettorali”. In merito alla sentenza, emerge, inoltre, il principio di “non applicabilità del regime della prescrizione ai diritti economici dei lavoratori forestali in quanto il loro rapporto di lavoro non può definirsi stabile, seppur deve considerarsi continuativo nel tempo” – conclude il legale. Una sentenza importante per Maurizio Grosso, segretario generale Sifus Confali.
Il sindacalista ha sempre difeso a spada tratta i forestali siciliani, non ritenendoli affatto numerosi. “La sentenza – dichiara Grosso a Livesicilia – rappresenta la prova che non esistono categorie di serie A
e di serie B. I forestali hanno gli stessi diritti di tutti gli altri lavoratori con, addirittura, indennità aggiuntive legate ai rischi e alle responsabilità delle mansioni che svolgono: altitudine, prevenzione
incendi e via dicendo. Ciò scaturisce dalla funzione indispensabile che
rivestono (o meglio, dovrebbero rivestire qualora i governi si muovessero in un ottica di programmazione) per il patrimonio boschivo e del territorio siciliano”.
Sentenza Giudice del Lavoro: i forestali precari siciliani hanno diritto agli scatti di anzianità I
forestali siciliani hanno diritto agli scatti di anzianità. Lo Snaf Fna
Sicilia scrive una lettera al blog commentando positivamente questa notizia Forestali precari, il Giudice del lavoro inguaia la regione siciliana: risarcimento milionario in vista Doccia
fredda per i precari della regione. Le proroghe slittano a fine marzo. E
da quelli della forestale potrebbe arrivare una stangata alle casse del
governo Pubblicato da
(Massimo Costa) Sono andato a vedere il film “L’Ora legale” di Ficarra e
Picone e credo meriti una recensione approfondita. Avevo qualche pregiudizio. Mi aspettavo una solita sviolinata contro i Siciliani, piena di pregiudizi, alla PIF, o una cosa alla Saviano, da professionisti mediatici dell’antimafia o dell’antimeridionalità o dell’antisicilianità. Me ne sono andato con la convinzione che Ficarra & Picone – come la si voglia vedere – sono una spanna sopra tanti altri. Ma entro di più nel merito. Il discorso non è così semplice.
Certo, c’è qualche rappresentazione di troppo dei Siciliani da “macchietta”, qualche sudditanza psicologica di troppo nei confronti del
Nord, che sarebbe chissà perché “più civile” (“ma voi a Milano come fate….”). E, sui forestali, c’è il solito luogo comune che sono un esercito: tanti, tanti, tanti,…
Il messaggio complessivo, però, che passa, se si guarda fino all’ultimo,
anzi specie all’ultimo, è sconvolgente e davvero inedito.
Intanto sgombriamo il campo dall’equivoco sui forestali: alla fine sono stati trattati tutto sommato con rispetto. Si è dimostrato che, se messi
in condizione di lavorare, il loro è un lavoro utile, e soprattutto molto, molto faticoso e usurante. L’immagine di questo esercito scatenato sulle nostre montagne a prendersi cura del territorio a tratti
mi è sembrato che abbia dato dignità a questa categoria, così come quella di Ficarra distrutto al termine di una giornata di “vero” lavoro.
Ma questo – tutto sommato – è un aspetto secondario del film.
Quella superficiale è che i Siciliani sono pronti a lamentarsi, ma quando si chiede loro davvero di rispettare le regole sul serio, tornano
indietro, cacciano il sindaco bravo e corretto, e rimettono in sella la
vecchia guardia, che – più o meno – lo sa fare.
All’inizio, guardando la campagna elettorale del vecchio e del nuovo, mi
sembrava uno spot per il nostro Ciro Lomonte a Palermo, che sta cambiando completamente il modo di fare politica.
E quello che, in una precedente scena, il faccendiere dice, è terribile e
rivelatore del fatto che F. & P. sono “dei nostri”. “Voi del Sud, che la crisi l’avete avuta sempre non potete permettervi l’onestà”, se questo esperimento di onestà dilaga, crolla tutto un sistema di potere in ITALIA. Si dice – a chiare lettere – che il sindaco “cattivo”, con tanto di “striscetta tricolore” nel simbolo, interpretato dall’ineffabile Sperandeo, è legato a doppio filo a un potere italiano che lo sostiene, lo garantisce, lo protegge, lo alimenta. A memoria mia è
la prima volta in assoluto che passa un messaggio del genere.
Alla scena finale ci sono questi tre soggetti, questi tre “diavoli”, che
nulla hanno a che spartire con l’ingenuità della “massa” strumentalizzata. E, di questi, due su tre sono o dipendono da Roma.
Chi l’avrebbe mai detto da Ficarra & Picone? Scusate, ma per me non è
poco, non lo è affatto. È questo il vero messaggio profondo, lanciato in modo molto felpato, che rimane dopo qualche risata superficiale. Beh,
grazie allora, Salvo e Valentino. Qualche luogo comune a questo punto me lo tengo volentieri.
Stefania Brusca Le Madonie hanno visto tempi migliori, ma il peggio sembra passato. È finita da poco l'emergenza neve che ha imperversato per giorni nei Comuni colpiti. In prima linea, oltre a 118 e soccorso alpino, anche i forestali che continuano a prestare soccorso, in particolare nella zona di Piano Battaglia.
A bordo del mezzo speciale Unimog gli ispettori superiori dei forestali Antonio Zafonte e Giuseppe Li Sacchi sono
stati in prima linea a fronteggiare l'emergenza neve dal 6 Gennaio. Sono state soccorse cosi centinaia di persone, soprattutto automobilisti, sia di giorno che di notte.«L'emergenza vera propria è passata - afferma Zafonte
- adesso ci dedichiamo alla località sciistica. Oggi ci sono state circa tremila presenze e sono arrivati una cinquantina di pullman provenienti da tutta la Sicilia, numerose anche le auto private».
In tutto, spiega il forestale, sono stati effettuati sette interventi.
Sei persone «sono state trasportate al vicino pronto soccorso di Piano battaglia e curate in loco, solo un paziente è stato trasportato con ambulanza all'ospedale di Petralia Sottana».
Una giornata impegnativa quindi, senza contare che poi «verso le 11,30 nel comune di Petralia sottana si è verificato in terremoto di magnitudo
3,5». Un sisma che finora sembra non aver creato danni a cose o a persone ma che in alcune zone vicine all'epicentro è stato avvertito distintamente dalla popolazione.
della Tenenza di Patti in provincia di Messina dopo nove mesi di indagini ritengono di aver smascherato, in due distinte operazioni conclusesi nelle scorse settimane, un’ingente truffa, per oltre quattrocentomila euro, ai danni dell’I.N.P.S., scoprendo centonovantuno falsi braccianti ed individuando ben ventiseimila giornate lavorative fittizie.
Nel medesimo contesto sono stati sottoposti a sequestro trenta ettari di terreni, nei Comuni di Sant’Angelo di Brolo e Librizzi,
per un valore di trecentomila euro in applicazione di un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Messina, Monia De Francesco su richiesta del Sost. Proc. dott.ssa Roberta La Speme della Procura
Dopo una serie di minuziosi riscontri sono stati acquisiti molteplici gravi indizi idonei a dimostrare la fittizietà dei numerosi rapporti di lavoro instaurati tra il titolare della stessa azienda e ben
cento braccianti dipendenti.
Nel corso dei controlli, inoltre, è emerso che undici di queste persone erano state assunte, in un periodo differente, anche da un’altra azienda agricola operante nella stessa zona e nel medesimo settore. Pertanto, gli accertamenti sono stati estesi anche a questa seconda ditta individuale, presso la quale sono stati individuati ulteriori novantuno lavoratori agricoli assunti con le medesime modalità
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“Se perdono valore il lavoro e la persona umana, diventano forti i populismi ed anche i nazionalismi. Anche la democrazia partecipativa diventa a rischio se perde il lavoro”. Lo ha detto la Segretaria Generale della Cisl Annamaria Furlan concludendo oggi a Roma l’iniziativa della Confederazione di Via Po che questa mattina ha formulato le proprie proposte sul tema del lavoro, confrontandosi con intellettuali, esponenti del clero e del mondo cattolico. “La Cisl è una
organizzazione che ha alla sua base come valori fondanti il lavoro e la
partecipazione, che sono anche elementi di democrazia”, ha ricordato Furlan. “Nella parola lavoro si racchiudono gli elementi di solidarietà,
equità, giustizia che sono alla base del nostro modello di comunità e della nostra Carta Costituzionale”, ha sottolineato la leader della Cisl. “Partire dal valore del lavoro, oggi, significa richiamare i Governi Europei e quello italiano in primo luogo a rimettere al centro le politiche della crescita, creando le condizioni per far cambiare all’Europa i suoi paradigmi economici che oggi tengono bloccato lo sviluppo. Vanno superati i vincoli europei che impediscono gli investimenti in infrastrutture, ricerca, innovazione, formazione”. Per la Furlan, “fare oggi una nuova politica per il lavoro significa non lasciare nessuno solo. Nella quarta rivoluzione industriale che stiamo vivendo, ogni uomo e donna devono essere protagonisti in modo da partecipare ai processi produttivi a testa alta. Ed il sindacato deve essere capace di creare le condizioni perché vengano utilizzati gli attrezzi della conoscenza e della formazione. A cominciare dal tema dell’alternanza scuola- lavoro che deve diventare una esperienza importante, dove il valore del lavoro diviene anche un fattore di cultura”. Per la leader del sindacato cattolico, “ la risposta giusta sono gli investimenti e le politiche attive del lavoro, bisogna recuperare i ritardi su questo fronte. Ecco perché la seconda parte del jobs act è quella più importante, anche se sembra interessare solo noi. Dove sono le istituzioni, dove sono i partiti?”, si è chiesta Furlan. “Per questo abbiamo messo in campo oggi la nostra proposta. Ci sono associazioni ed un mondo culturale comune con cui dialogare in maniera positiva e poter svolgere insieme con lo stesso linguaggio questo ruolo di stimolo importante e fondamentale nella società. Ma ora chiediamo al Governo di rispettare gli impegni perché il tema dei cambiamenti non deve vedere nessuno da solo in un paese dove la solitudine tra i giovani
e gli anziani è un fatto terribile. Non trovare oggi un lavoro cambia i
diritti di cittadinanza. A questo dedicheremo il Congresso nazionale della Cisl, perché questo è il tema centrale del paese. Non solo pane, ma anche le rose, gridavano un tempo le mondine. Il rispetto della dignità del lavoro, la sua qualità, devono diventare l’orizzonte del sindacato”. “Creare lavoro è la vera priorità. Sappiamo che non esistono
scorciatoie: il lavoro, come la crescita, non si creano per legge ma riorientando le politiche economiche. E le politiche del lavoro possono e
devono fare la loro parte” ha detto il segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni. “La velocità dei mutamenti tecnologici – ha detto Petteni – richiede competenze sempre più specifiche ma, al contempo, la nuova organizzazione del lavoro meno gerarchica e più cooperativa richiede sempre più competenze trasversali. La formazione quindi deve essere sempre più la prima forma di tutela dell’occupabilità del lavoratore. La criticità più forte è quella della disoccupazione giovanile. Il rischio è condannare una generazione a perdersi e la nostra economia a non diventare davvero innovativa e dinamica. Per la Cisl questo diventerà, per il 2017, il principale asse di impegno sul lavoro”. “Esistono già provvedimenti importanti quali i bonus occupazionali per il lavoro stabile, che per il 2017 sono concentrati sui giovani. Inoltre – ha proseguito il segretario – il nostro Paese ha finalmente adottato l’apprendistato duale e l’alternanza scuola lavoro, che costituivano i veri spread che ci distinguevano in negativo da quasi
tutti gli altri sistemi europei, riforme che però non sono ancora decollate. L’altra importantissima riforma mai decollata, la seconda gamba del Jobs Act, è quella delle politiche attive, per non lasciare solo chi perde il lavoro e chi cerca il primo impiego”. Infine, il superamento della segmentazione del mercato del lavoro e della precarietà non può passare per un atteggiamento di netta ostilità: “alcune forme di lavoro vanno contrastate con decisione qualora si tratti di abusi ma vanno sostenute e tutelate quando si tratti effettivamente di una nuova articolazione della prestazione dei servizi lavorativi o di strumenti per contrastare la piaga del lavoro nero”.
Tra le proposte della Cisl, “sostenere con una specifica premialità contributiva e/o fiscale le imprese e le filiere che creano lavoro di qualità in settori con elevate prospettive occupazionali (ambiente, servizi alla persona); sostenere la formazione continua degli occupati sia promuovendo i fondi interprofessionali delle parti sociali e finalizzando meglio le loro risorse, sia con una misura di detassazione per le imprese che investono in formazione, con l’obiettivo di arrivare a
coprire con la formazione continua tutti gli occupati”. Per il sindacato, “l’apprendistato duale deve diventare la modalità più comune per concludere un ciclo di studi e raggiungere una qualificazione. Le norme legislative e contrattuali ci sono, ma serve mettere in campo un massiccio sforzo culturale, avvicinando lo strumento alle tante Pmi, creando sul territorio reti tra università e imprese più strette e tra scuole tecnico-professionali e imprese stesse. Gli enti bilaterali e i fondi interprofessionali possono essere d’aiuto nella formazione dei tutor e come facilitatori”. 26 gennaio 2017
Il Tribunale di Palermo sezione Lavoro accoglie il ricorso presentato da
circa 150 lavoratori, precari di lunga durata della scuola, personale assistente tecnico e amministrativo che, pur essendo inserito in posizione utile, al fine dell’assunzione, nelle graduatorie provinciali,
almeno dal 2008, tuttavia per anni hanno lavorato solo con contratti a termine, vivendo ingiustamente le incertezze del precariato e l’ansia annuale del rinnovo dell’incarico.
“Sono soddisfatta del risultato che abbiamo ottenuto con questa azione da me proposta – dichiara l’avvocato Nadia Spallitta – che indubbiamente
ripristina una condizione di giustizia e di legalità, riconoscendo il diritto all’assunzione a tempo indeterminato nei ruoli del Ministero dell’Istruzione, con decorrenza dal 2008, con ricostruzione giuridica ed
economica della carriera.
In un momento di grave crisi, caratterizzato da uno dei più alti tassi di disoccupazione a Palermo – continua il legale – non posso che rallegrarmi del fatto che centinaia di famiglie, da me assistite, da questo momento potranno guardare con serenità al loro futuro, con prospettive e qualità di vita migliori.Ritengo che siano anche importanti le decisioni del Tribunale di Palermo, unico in tutta Italia, che in un modo per certi aspetti innovativo, nell’accogliere i ricorsi, ha applicato una norma di settore posta a garanzia del diritto al lavoro”.
Nonostante gli interventi finalizzati alla rinaturalizzazione del territorio, tutela della diversità biologica e valorizzazione della dimensione sociale e culturale delle foreste. Nonostante il rischio alluvioni e frane. Nonostante gli interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione Siciliana.
Le risorse questa volta ci sono (6 miliardi di euro, mica noccioline), quindi bisogna investire anche sui lavoratori forestali. La salvaguardia del territorio e sulla prevenzione, anziché concentrarsi sugli interventi in fase di emergenza. Spetta a quei bravi politici mettere in sicurezza il territorio e la vita dei cittadini, sia con la prevenzione che con la costruzione: piantumazione degli alberi, muri di sostegno, manutenzioni straordinarie delle opere di bonifica, di sistemazione e regolazione idrauliche, di ripristino di fenomeni di dissesto idrogeologico, torrenti, fiumi, liberare la montagna da tutti quei detriti che intralciano il flusso dell'acqua, quindi dargli la giusta direzione, pulizia delle cunette, tombini e caditoie, fare le bonifiche togliendo tutte quelle discariche abusive (il coltivato potrebbe essere in parte contaminato in quanto i fiumi trascinano tutto quello che c'è abbandonato, eternit, plastica, vetro ecc.). Potremmo continuare all'infinito, se ci mettiamo anche la produttività, le biomasse (con occhio di riguardo all'ambiente) la valorizzazione dei beni demaniali, la vendita dei prodotti che madre natura ci dona, solo per fare qualche esempio. Allora abbiamo fatto tombola! Altro che assistenzialismo e fannulloni per come vogliono far credere.
Intanto, una nuova spada di Damocle si abbatte forse anche sugli operai più anziani non stabilizzati, ma andiamo al dunque. La Commissione Europea ha chiesto all'Italia di correggere i conti pubblici e di tagliare l'indebitamento per un valore pari a 0,2 punti di Pil, cioè 3,4 miliardi. Secondo voi si continuerà a tagliere sui lavoratori forestali? Ci sono dei precedenti che non ci fanno stare tranquilli!

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