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L. nata. a omissis il omissis libera presente, M., nata a omissis il omissis libera contumace C., nato a omissis il omissis libero contumace imputati a) art. perch cooperando colposamente tra loro, nelle rispettive qualit la L. (Struttura operativa complessa) Acquisti e gestione beni e servizi dell ospedaliera omissis fino al 1 e quindi di datore di lavoro; la M. sopra specificata dal 1 e quindi di datore di lavoro; il C. n. 547/1955 mettevano a disposizione della squadra magazzino di cui faceva parte la S. un carrello a ruote del peso di kg. n. 626/94 non mettevano a disposizione della predetta il libretto relativo all manutenzione e norme di sicurezza relativo alla sponda caricatrice marca Campisa NP07 montata sull Iveco tg. n. n. 626/94 poneva a disposizione della squadra magazzino la sponda caricatrice sopra descritta in condizione di inefficienza per mancato funzionamento di uno dei dispositivi di fermo, non curandone la manutenzione; cos non impedendo che il carrello, collocato sulla sponda caricatrice dell da T., autista del mezzo, per mancanza o inefficienza dei dispositivi di bloccaggio, scivolasse dalla sponda investendo la S., che cos riportava le lesioni sopra descritte. Fatto aggravato perch commesso in violazione di norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. In Udine il 15.1.2003 L. e M.: b) art. n 547/1955, perch nella qualit indicata nel capo che precede, mettevano a disposizione della squadra magazzino di cui faceva parte la S. un carrello a ruote del peso di kg. 340, utilizzato per il trasporto di carta da macero, privo di dispositivi di blocco delle ruote; c) art. n. 626/94, perch nella qualit indicata al capo a), non mettevano a disposizione della squadra magazzino di cui faceva parte la S. il libretto relativo all manutenzione e norme di sicurezza relativo alla sponda caricatrice marca Campisa NP07 montata sull Iveco tg. omissis, sponda utilizzata per le operazioni di carico sull stesso del carrello a ruote descritto nel capo a); d) art. n. 626/94, perch nella qualit indicata nel capo a) non assicuravano la formazione e l del personale operante presso il magazzino scorte, tra cui S., ed addetto alla movimentazione dei materiali e all della sponda caricatrice descritta nel capo che precede. Fatti accertati in Udine il 15.1.2003 .
Gli imputati L., M. e C. venivano tratti a giudizio con decreto di citazione diretta di data 4.4.2006 per rispondere delle imputazioni loro rispettivamente ascritte in rubrica. Alla presenza della prima e nella dichiarata contumacia degli altri imputati, avutasi la costituzione di parte civile della persona offesa S., dichiarato aperto il dibattimento ed ammesse le prove con ordinanza resa ex art. La penale responsabilit degli imputati risulta provata. Posto fisso ospedaliero Polizia di Stato di pari data, fascicolo fotografico sub doc. Nella prima mattinata del 15.1.2003 S. dipendente dell Ospedaliera omissis dal 1978 con mansioni di addetta al magazzino dal 1996 o 1997, era incorsa in un grave infortunio presso l ospedaliera mentre attendeva all di sollevamento con la sponda mobile in dotazione all Iveco Eurocargo tg. omissis di un carrello metallico a ruote caricato con risme di carta per stampanti destinate al magazzino, il quale era stato trasferito nei mesi precedenti in locali esterni alla struttura ospedaliera; la S., trovandosi dietro alla sponda per trattenere il carrello, era stata investita da quest che cadeva dalla sponda medesima a sollevamento gi iniziato ed aveva riportato nel violento urto lesioni da schiacciamento consistite in trauma cranico e plurime fratture agli arti inferiori; aveva subito ripetuti ricoveri per le cure del caso, protraendosi lo stato di malattia per periodo ampiamente eccedente i quaranta giorni e residuando limitazioni permanenti alla deambulazione, come evidenziato dalla documentazione clinica in atti. Dagli accertamenti eseguiti nell del fatto constava che la sponda mobile di carico dell di marca Campisa NP07 matricola omissis aveva forma rettangolare con dimensioni di cm. 217 x 158 ed era dotata di due barre di arresto a scomparsa denominate roll stop di cm. 74 di lunghezza, cm. 8 di larghezza e cm. 3,5 di altezza massima ognuna, distanti tra loro cm. 8,5 circa ed attivabili con meccanismo a pressione, delle quali quella di sinistra appariva non funzionante; i movimenti di salita, discesa, avanzamento ed arretramento della sponda erano comandati da pulsantiere site sul lato destro del cassone dell Il libretto d e manutenzione della sponda caricatrice prevedeva l di carrelli con ruote di diametro non superiore a cm. 15 (v. pagg. 5 e 17 del libretto sub doc. pag. 7 del libretto). Il carrello metallico, inventariato al n. omissis, aveva dimensioni di cm. 124 di larghezza, cm. 84 di profondit e cm. 182 di altezza massima, peso di kg. 340 comprensivo del carico, costituito come detto da risme di carta per stampanti, e peso a vuoto di circa kg. 100, ed era dotato di quattro ruote di cm. 20 di diametro prive di sistema di frenatura. La S. ha riferito in sede dibattimentale che si trattava di una manovra da lei svolta non frequentemente nell delle sue mansioni, che i carrelli erano perlopi privi di dispositivi di bloccaggio delle ruote, di non aver seguito corsi di formazione professionale, di essere stata dotata di scarpe antinfortunistiche solo dopo l ha precisato che suo compito precipuo era la movimentazione dei carrelli all dell ospedaliera e che perlopi il caricamento degli stessi sugli autocarri per il trasporto in magazzino veniva eseguito da altri colleghi, mentre il giorno dell ella si era trovata da sola ed aveva provveduto lei stessa a collocare il carrello sulla sponda, dopodich la manovra di sollevamento era stata iniziata dall T., come anche da quest confermato nella sua deposizione. Il T. ha inoltre riferito di essersi avveduto del malfunzionamento della barra di arresto, gi verificatosi in passato, al rientro dalle ferie in data 14.1.2003 e di aver appreso dai colleghi che il guasto era gi stato segnalato al responsabile C.; ha negato di aver ricevuto un libretto di istruzioni d della sponda caricatrice o dettagliate informazioni sul funzionamento di essa. Il teste omissis ha da parte sua ricordato di non avere constatato malfunzionamenti in data 13.1.2003, allorch aveva usato l ed ha riferito che la procedura in caso di guasti dei mezzi prevedeva di avvisare il responsabile C.; ha escluso che l dovesse essere sottoposto a breve termine a revisione periodica, che normalmente veniva eseguita nel mese di marzo. Il teste omissis ha confermato la procedura in caso di guasti ed ha riferito altres di aver visto in passato il manuale di istruzioni della sponda caricatrice, ma successivamente esso era stato riposto altrove; ha escluso di aver seguito corsi di formazione; prima dell non gli era stato segnalato alcun guasto e, a suo ricordo, era in programma soltanto la revisione periodica dell L era dunque da imputarsi al concorrere di due concause, rappresentate dal malfunzionamento di una delle due barre d e dalla mancanza di dispositivi di frenatura del carrello, il che determinava lo scivolamento di quest all durante il sollevamento ed il suo rovesciamento al suolo con dinamica inarrestabile in ragione del notevole peso del carico e dell di personale in numero sufficiente a trattenerlo, dovendo la S. da sola far fronte alla manovra ed essendo il compito del T. limitato all della sponda. In merito alla qualifica soggettiva degli odierni imputati si appurava che la dott. (Struttura organizzativa complessa) Acquisizione e gestione beni e servizi nell del Dipartimento amministrativo, era stata chiamata a ricoprire in via temporanea le funzioni di direttore amministrativo dell ospedaliera nel periodo dal 1.5.2002 al 18.5.2003 in forza di decreti del direttore generale di data 2.5.2002, 18.10.2002 e 9.5.2003 (in atti); alla dott. in sua vece, ma la L. aveva continuato a svolgere un ruolo quantomeno consultivo nei limiti che le erano consentiti dalle impegnative funzioni di direttore amministrativo, come stato riferito dai testi omissis; il decreto di nomina della M. era intervenuto soltanto in data 5.2.2003 anche a sanatoria della situazione pregressa; il C. era il diretto superiore della S. era responsabile della gestione del parco automezzi aziendali e dell dei trasporti a far data dal 1 La responsabilit in materia di sicurezza del direttore generale dell ospedaliera invocata dalle difese per condivisibile principio giurisprudenziale (ribadito anche dalla sentenza Cass. sez. III, 26.6.2000, n. 9667 dimessa dalla difesa M.) limitata all indimostrata nel presente procedimento, in cui gli sia stata espressamente segnalata l di specifiche situazioni di rischio da cui consegua la necessit di interventi in materia di sicurezza sul lavoro; diversamente, la complessit funzionale e strutturale di un ospedaliera di grandi dimensioni renderebbe all impossibile al direttore generale la continua ed ininterrotta sorveglianza su tutte le innumerevoli articolazioni dell e su tutte le funzioni in esso esercitate e porrebbe di fatto nel nulla gli obblighi in materia di prevenzione infortuni. A ci provvede l 2 comma 1 lett. 19.9.1994, n. 626, laddove stabilisce che nelle amministrazioni pubbliche (ivi comprese quelle operanti nel settore sanitario, come espressamente disposto dal richiamato art. 3.2.1993, n. 29 ed in seguito dal vigente art. 30.3.2001, n. 165 che ne riproduce il contenuto) per datore di lavoro deve intendersi il dirigente al quale spettano i poteri di gestione ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale nei casi in cui quest sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale (in argomento, tra le altre, Cass. sez. IV, 28.1.2005, n. 10243; Cass. sez. III, 28.4.2003, n. 19634). 19.3.1996, n. 242, secondo cui i collaboratori del datore di lavoro (dirigenti e preposti), al pari di quest sono da considerarsi, per il fatto stesso di essere inquadrati come dirigenti o preposti e nell delle rispettive attribuzioni e competenze, destinatari iure proprio dell dei precetti antinfortunistici, anche in assenza di una delega specifica (Cass. sez. IV, 20.4.2005, n. 11351). Per potere di spesa nell della pubblica amministrazione non deve poi intendersi esclusivamente la titolarit del potere di ripartire i finanziamenti tra le varie articolazioni, che compete solamente ai vertici dell od a loro delegati, bens anche la facolt di disporre in autonomia delle risorse finanziarie destinate al proprio ufficio o servizio al fine di sopperire alle varie esigenze, anche in materia di sicurezza, che di volta in volta si ritengono prioritarie. N potrebbero il datore di lavoro od i soggetti ad esso equiparati andare esenti da conseguenze penali in dipendenza dell designazione del responsabile del servizio prevenzione e protezione, nella fattispecie in persona dell B., trattandosi di figura obbligatoriamente prevista da specifiche disposizioni di legge (artt. 19.9.1994, n. 626) e non confondibile con quella, facoltativa ed eventuale, del delegato all delle norme antinfortunistiche ed alla sicurezza dei lavoratori (in argomento Cass. sez. IV, 10.11.2005, n 47363). 19.9.1994, n. 626 emerge che i componenti del servizio aziendale di prevenzione, essendo considerati quali ausiliari del datore di lavoro, non possono venire chiamati a rispondere direttamente del loro operato, poich difettano di un effettivo potere decisionale; in altri termini, essi svolgono attivit di tipo consultivo ed i risultati dei loro studi e delle loro elaborazioni, come in qualsiasi altro settore dell aziendale, vengono fatti propri dal datore di lavoro che li ha scelti e che della loro opera si avvale per meglio ottemperare agli obblighi di cui esclusivo destinatario. Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione potr essere chiamato a rispondere, anche penalmente, per lo svolgimento della propria attivit soltanto qualora per imperizia, negligenza, imprudenza od inosservanza di leggi e discipline abbia dato un suggerimento errato o abbia trascurato di segnalare una situazione di rischio, cos determinando l adozione di una doverosa misura prevenzionale; in tal caso dovr rispondere insieme al datore di lavoro dell dannoso derivatone, essendo a lui ascrivibile uno specifico titolo di colpa professionale (Cass. sez. IV, 20.4.2005, n 11351). Dalla deposizione del B. emerso che la questione relativa all di carrelli privi di dispositivi di frenatura si era gi posta in epoca anteriore all tanto che l degli stessi sarebbe dovuto avvenire soltanto su superfici piane e con esclusione di operazioni comportanti movimentazioni quali quella in esame; altres risultato che l ospedaliera disponeva anche di carrelli con sistema di frenatura, il che rende ancor meno giustificabile che non ne sia stato prescritto l in operazioni di carico e scarico da sponda mobile; il teste ha infine ricordato che alla formazione specifica del personale addetto alle movimentazioni di carichi si era provveduto in epoca successiva all ed in conseguenza di esso, fatta eccezione per un risalente corso tenutosi nel 1999. L formativa susseguente all aveva avuto ad oggetto le modalit di corretta esecuzione delle operazioni di carico e scarico da autocarro con utilizzo di sponda mobile, contemplanti la presenza di un addetto a terra e di altro addetto sul ripiano dell l conoscenza dei dispositivi di comando della sponda, della portata di essa e delle modalit di posizionamento del carico, la delimitazione dell di carico e scarico in modo da prevenire il rischio di investimento di persone, l di carrelli dotati di freno, la corretta attivazione del sistema a barre di arresto denominato fermaroller o roll stop, nonch l di tagliando di controllo della sponda mobile ogni quattro mesi (v. docc. Le dott. L. e M. cui competeva di provvedere all ed alla gestione dei beni e servizi, ivi compreso il servizio trasporti, ed erano come tali titolari, in assenza di deleghe specifiche, degli obblighi in materia di sicurezza dei lavoratori del settore, mentre il C., quale preposto alla gestione degli automezzi ed all dei trasporti, era tenuto alla verifica delle condizioni di corretta manutenzione e di buon funzionamento dei mezzi e dei dispositivi in uso; a lui incombeva anche l agli uffici amministrativi dei preventivi di spesa per gli occorrenti interventi di manutenzione (v. depos. DG). Nei confronti degli imputati ravvisabile l delle seguenti norme, che si pone quale antecedente causale dell occorso alla lavoratrice: a carico di L. e M. n. 547/1955, in quanto ponevano a disposizione dei lavoratori, tra cui la S., carrelli privi di dispositivi di frenatura, controindicati nelle operazioni di carico e scarico da sponda mobile, omettendo per i periodi di rispettiva competenza di disporre la sostituzione di essi con carrelli frenati, dei quali pure l ospedaliera gi disponeva; altres ravvisabile la violazione dell 35 comma 4 lett. n. n. 626/94 per non avere provveduto ad assicurare la formazione e l dei lavoratori in merito alle procedure di corretta esecuzione delle operazioni di carico e scarico con sponda mobile; a carico del C. ravvisabile la violazione dell 35 comma 4 lett. n 626/94 per non avere provveduto tempestivamente alla manutenzione della sponda mobile, consentendone l in condizioni di pericolo a cagione dell di uno dei dispositivi di fermo del carico; al riguardo non vale addurre che il C. non sarebbe stato tempestivamente informato dai suoi sottoposti del malfunzionamento del dispositivo, dal momento che, anche a ritenere dimostrato un tanto, a carico dell sarebbe comunque ravvisabile la mancata adozione di idonee procedure per la rilevazione e la segnalazione tempestiva dei malfunzionamenti, non potendo tali adempimenti, per la loro urgenza ed importanza ai fini della sicurezza dei lavoratori, essere lasciati all ed alla buona volont dei singoli, ma dovendo essere oggetto di scrupolosa disciplina, di istruzioni precise ed univoche e di richiami frequenti all vieppi nei casi in cui, come nella fattispecie, si tratti di malfunzionamenti gi verificatisi in passato e quindi suscettibili di ripetersi. Di tali procedure e controlli non emersa prova alcuna in sede dibattimentale. n. 626/94 non varrebbe ad escludere la responsabilit dei soggetti tenuti a garantire il rispetto delle norme antinfortunistiche, a meno che non si configuri come comportamento caratterizzato da eccezionalit abnormit od esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive organizzative ricevute, ci che non in alcun modo ravvisabile nella fattispecie in esame; in ogni caso, in ipotesi di infortunio sul lavoro determinato dalla mancanza od inidoneit delle misure di prevenzione, nessuna efficacia causale, rilevante ad escludere la responsabilit del datore di lavoro, potrebbe attribuirsi al comportamento del lavoratore, che abbia dato occasione all quando questo sia da ricondurre anche a detta mancanza od inidoneit di cautele che, se adottate, sarebbero valse a neutralizzare il rischio di siffatto comportamento (giurisprudenza costante; di recente Cass. sez. IV, 29.9.2005, n. 47146; Cass. sez. IV, 22.6.2005, Ioriatti; Cass. sez. IV, 19.4.2005, n. 23729; Cass. sez. IV, 14.1.2005, n. 12237). e riconosciute le circostanze attenuanti generiche in considerazione dell giudicate equivalenti alle contestate aggravanti, sono da ritenersi congrue le seguenti pene: per L. e M. euro 600 diminuita a quella finale ex art. euro 1.800 diminuita a quella finale ex art. n. n. 626/94 a lui contestata. Alla condanna consegue l solidale del pagamento delle spese processuali. gli imputati vanno condannati in solido al risarcimento del danno nei confronti della costituita parte civile, da liquidarsi in separato giudizio; pu assegnarsi la richiesta provvisionale nella misura che appare congruo determinare in euro 20.000. e C. colpevoli dei reati loro rispettivamente ascritti e, riconosciute loro le circostanze attenuanti generiche, ritenute equivalenti alle aggravanti contestate,
condanna gli imputati L., M. e C. alla pena di mesi due di reclusione ciascuno per il capo a) di rubrica; L. e M. alla pena per ciascuna di euro 400,00 di ammenda per il capo b), euro 1.200,00 di ammenda per il capo c) ed euro 1.200,00 di ammenda per il capo d), oltre tutti gli imputati in solido al pagamento delle spese processuali. Sospensione condizionale della pena per tutti gli imputati.
condanna gli imputati in via solidale al risarcimento del danno nei confronti della costituita parte civile S., da liquidarsi in separato giudizio, assegnando provvisionale esecutiva ex lege di euro 20.000,00, nonch alla rifusione delle spese di costituzione e rappresentanza della stessa (omissis).

References: sentenza 
 art. 3
 art. 30
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez.