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LEGGE 28 DICEMBRE 1995 N 549 (COLLEGATO ALLA FINANZIARIA 1996) - PDF
LEGGE 28 DICEMBRE 1995 N 549 (COLLEGATO ALLA FINANZIARIA 1996)
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1 LEGGE 28 DICEMBRE 1995 N 549 (COLLEGATO ALLA FINANZIARIA 1996) Art Il Governo della Repubblica è delegato ad emanare, entro cinque mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi volti a(1): a) ridurre il numero dei comandi operativi e territoriali e delle altre strutture periferiche della Difesa, anche a livello di regione militare, di dipartimento militare marittimo, di regione aerea, ivi comprese le corrispondenti direzioni di amministrazione, e di istituti di fo rmazione, ga ra nte ndo una lo ro più effica ce a rtico lazio ne, composizione, ubicazione e d a ttribuzione delle compe tenze ; b) procedere alla ristrutturazione e all accorpamento, in modo tale da ridurne il numero, delle direzioni generali, e degli uffici centrali; c) procedere alla ristrutturazione degli arsenali, degli stabilimenti e dei centri tecnici, ra zio nalizzando ne i rela tivi compiti, a ttra ve rso l o ttimizzazione e la conce ntrazione de i procedimenti produttivi, anche attraverso accorpamenti; d) favorire la differenziazione e l ampliamento delle attività rivolte alla protezione civile e a lla tutela ambie ntale ; e) disciplinare l eventuale mobilità contrattata dei lavoratori, anche concordando con le organizzazioni sindacali e le regioni interessate le iniziative volte ad evitare negative ricadute sociali, derivanti da eventuali riduzioni; f) favorire la dismissione delle strutture e degli immobili non più utilizzabili; g) rideterminare, coerentemente con la suddetta ristrutturazione, le dotazioni organiche in base alla definizione dei carichi di lavoro, procedendo alla copertura dei posti disponibili anche attraverso la riqualificazione dei dipendenti civili con le medesime procedure previste dall articolo 3, commi da 205 a 208; h) costituire un istituto superiore di Stato maggiore interforze che unifichi e sostituisca i corsi superiori di Stato maggiore della scuola di guerra dell esercito, dell istituto di guerra marittima e della scuola di guerra aerea. 2. Il Gove rno trasme tte a lla Came ra de i deputa ti ed al Sena to de lla Repubblica gli schem i dei decreti legislativi di cui al comma 1 al fine dell espressione del parere da parte delle competenti Commissioni permanenti, da rendere entro sessanta giorni dalla data di trasmissione. 3. Ai fini del contenimento dei costi per l ammodernamento, l Amministrazione della difesa, nel rispetto delle vigenti norme in materia di esportazione di materiali d armamento, può pro cede re a pe rmute o vendite di mezzi e mate ria li obso le ti ma non a nco ra fuo ri uso. 4. Le disposizioni di cui all articolo 22, commi 7, 8, 9, primo e secondo periodo, 10, 11 e 12, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, continuano ad applicarsi sino al 31 dicembre Fino alla stessa data alle istituzioni e agli enti di ricerca si applica l articolo 5, comma 27, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, con la deroga per il Consiglio nazionale delle ricerche, limitatamente alla copertura del contingente di personale previsto dall intesa di programma per il Mezzogiorno, di cui alla legge 1 marzo 1986, n. 64, che può essere effettuata, nei limiti delle disponibilità di bilancio, in ragione di un terzo nel 1996, un terzo nel 1997 ed un terzo nel Il limite di età per la partecipazione ai concorsi indetti dalle amministrazioni pubbliche è aumentato di un anno.
2 5. Le disposizioni richiamate ne l primo pe riodo de l comma 4 no n si a pplica no pe r le assunzioni di personale del comparto sanità, di personale delle regioni e degli enti locali, lim ita tamente agli enti che non ve rs ino nelle s itua zio ni s truttura lmente deficita rie di cui all articolo 45 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e successive modificazioni,(2) di quello dipendente dal Ministero di grazia e giustizia, degli ispettori di vo lo da utilizza re presso la Direzione ge ne ra le de ll a viazione civile del Ministe ro de i traspo rti e della navigazione, di quello operativo dell Azienda autonoma di assistenza al volo per il traffico aereo generale, di quello degli ordini e collegi professionali e delle relative Fede razio ni e Co nsigli nazio nali e, pe r il so lo a nno 1996, pe r le assunzio ni di pe rsona le de l Ministero delle finanze limitatamente ai concorsi ultimati ed in fase di ultimazione, nonché a quelli comunque già autorizzati alla data del 30 settembre Per l anno 1996 in deroga alle norme vigenti ai comuni che hanno dichiarato il dissesto finanziario entro il 31 dicembre 1993 ed avranno approvato l ipotesi di bilancio riequilibrato entro il 31 dicembre 1995 non si applicano i commi da 47 a 52 dell articolo 3 della legge 24 dicembre 1993, n Gli e nti d i cu i al comma 6 possono, a ca rico del p ro p rio bilan cio, con fe rire in ca richi per l esercizio delle funzioni dirigenziali, per i posti delle relative qualifiche non ricoperti, a co ndizione che la pe rcentuale de lla spesa pe r il pe rsona le sul to tale de lle spese co rrenti risulti ridotta o invariata. 8. L articolo 5, comma 25, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, si applica nel senso che le dotazioni organiche del personale delle istituzioni e degli enti di ricerca sono rideterminate in riduzio ne rispe tto a quelle costituite in co nseguenza de lle ope razioni di ride te rm ina zio ne de lle pia nte organiche svolte in base a lle disposizioni e a lle pro ce dure di cui a ll a rtico lo 13 dell accordo sindacale reso esecutivo dal decreto del Presidente della Repubblica 12 febbraio 1991, n La rile vazione de i ca richi di la vo ro pe r il pe rsona le degli enti e d istituzioni di ricerca nonché degli enti autonomi lirici ed istituzioni concertistiche assimilate è riferita all attività del personale amministrativo di supporto. 9. Gli oneri finanziari derivanti dalla ridefinizione delle dotazioni organiche del personale delle pubbliche amministrazioni di cui all articolo 22, comma 16, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, non possono superare gli oneri per spesa di personale conseguenti ai provvedimenti di provvisoria rideterm inazione delle dotazioni organiche previsti dall articolo 3, comma 6, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e dalle altre disposizioni sulla stessa materia contenute nella predetta legge in relazione ai diversi comparti delle pubbliche amministrazioni, con i soli incrementi degli oneri derivanti da disposizioni legislative statali e dai contratti collettivi. 10. Fino a l 30 giugno 1997 è fa tto divie to alle amministra zioni pubbliche di cui a ll a rticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, di individuare uffici di livello dirigenziale ulteriori rispetto a quelli già esistenti alla data del 1 agosto Il divieto non si applica alle regioni, alle province autonome e agli enti locali che non versino nelle situazioni strutturalmente deficitarie di cui all articolo 45 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e successive modificazioni(3). Le pubbliche amministrazioni di cui all articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e succe ssive modifica zio ni ed integrazio ni, pe r le qua li, in base alle disposizioni vigenti a lla data di entrata in vigore del predetto decreto legislativo, non erano consentite la nom ina a dirige nte gene rale o qualifica equipa ra ta, o vve ro l a ttribuzio ne de i rela tivi inca richi, no n possono istituire posti in dotazione organica per tali qualifiche, né, in altro modo, procedere alla nomina od all attribuzione di incarichi per l esercizio delle relative funzioni. È fatta salva per le regioni, le province autonome e per gli enti locali, al di fuori delle vigenti piante organiche, la possibilità di conferire incarichi di funzioni dirigenziali di livello generale ovvero apicali nell ambito delle risorse di cui al comma Le disposizioni di cui a i comm i 9 e 10 non si a pplicano al Ministe ro de lle finanze. 12. Alle regioni che hanno disciplinato l applicazione di princìpi in materia di ridefinizione di strutture organizzative e delle dotazioni organiche di cui al decreto 3 febbraio 1993, n. 29, e succe ssive modifica zio ni ed integrazio ni, è da ta la fa co ltà di avva le rsi, a i fini de ll a ttua zio ne
3 dei processi di riforma organizzativa, di misure flessibili nella gestione delle risorse umane, ivi compresi i provvedimenti per l incentivazione della mobilità in ambito regionale. Tali misure sono applicabili fino al 31 dicembre I citati provvedimenti dovranno, in ogni caso, essere predisposti nel rispetto della legge 8 agosto 1995, n. 335, in materia di riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare, e dovranno essere assunti nei limiti di spesa già individuati al comma 9 del presente articolo. 13. I contratti di prestazione di opera intellettuale di cui alla legge 29 aprile 1988, n. 143, sono ridotti del 20 per cento a decorrere dal 1 gennaio Gli enti locali, non dissestati e non strutturalmente deficitari, che, alla data del 30 novembre 1996, utilizzino personale assunto a tempo determinato mediante prove selettive, ai sensi dell articolo 7 della legge 29 dicembre 1988, n. 554, indette entro il 31 dicembre 1994, possono bandire, entro il 31 dicembre 1997, concorsi riservati per titoli per la trasformazione dei predetti rapporti di lavoro da tempo determ inato a tempo indeterm inato, secondo le procedure stabilite dall articolo 4-bis del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236.(4) 15. Gli enti locali, non dissestati e non strutturalmente deficitari, per i servizi connessi ad attività didattiche, educative e formative, per la sola copertura dei corrispondenti posti vacanti, possono nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio bandire concorsi riservati al personale già in servizio presso lo stesso ente, che abbia prestato servizio, anche non co ntinua tivo, negli a nzide tti se tto ri de llo stesso ente pe r un pe rio do complessivo la vo ra tivo non inferiore ai ventiquattro mesi(5). 16. Ai fini di una razionale utilizzazione del personale, i dipendenti civili provenienti dalle dismesse basi NATO di cui alla legge 9 marzo 1971, n. 98, e successive modificazioni, sono assegnati, sulla base delle disponibilità negli organici e delle effettive esigenze di funzionalità, a richiesta degli interessati, alle sedi periferiche delle amministrazioni statali, anche presso i nuovi corsi di laurea istituiti dalle università decentrati nel territorio e comunque nell ambito provinciale. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei m inistri, si provvede all assegnazione del personale suddetto. 17. All articolo 18, comma 3, primo periodo, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed integrazioni, le parole: su autorizzazione della regione sono soppresse e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:, cui non si possa in nessun caso fa r fronte co n il pe rsona le esiste nte a ll inte rno dell azienda sanita ria. 18. Le ope razio ni di trasfo rmazione de i rappo rti di la vo ro pre viste dall a rtico lo 4-bis, comma 6, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, concernenti il Ministero per i beni culturali e ambientali, sono prorogate al 31 dicembre 1999(6). 19. Le disposizio ni conte nute ne ll a rtico lo 4, comma 11, de lla legge 24 dicembre 1993, n. 537, continuano ad applicarsi anche negli anni scolastici e , tenendo conto delle esigenze dei comuni montani e dei comuni ove esiste un solo plesso scolastico, de lle picco le isole, de lle zone a rischio di de vianza mino rile e gio va nile o ca ra tte rizza te da specifiche situazioni di disagio economico o socio-culturale, nonché dalla presenza di studenti po rta to ri di handicap, in rela zio ne ai dive rsi gradi di istruzione e a ll e tà degli a lunni. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con i Ministri del tesoro e per la funzione pubblica, sono determinati interventi di razionalizzazione della rete scolastica, di soppressione di plessi di scuole elementari e di sezioni staccate di istituti di istruzione secondaria, di modifica dei parametri per la formazione delle classi in alcuni ordini di scuole, senza comunque che si producano squilibri nella formazione educativa, al fine di ottenere risparmi lordi nella misura di lire miliardi annui, pari a lire 680 miliardi netti. 20. Gli istituti se conda ri supe rio ri, anche di dive rso o rdine e tipo, o le lo ro sezioni staccate o coordinate, possono essere aggregati tra loro, al fine di consentire la creazione di istituti rispondenti alle condizioni stabilite dall articolo 51, comma 4, del testo unico
4 approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e dotati di personalità giuridica e di autonomia amministrativa. Con regolamento da emanare ai sensi dell articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, sono stabilite: a) le modalità di funzionamento del nuovo consiglio di istituto e l articolazione del co llegio dei do ce nti in sezioni co rrispo ndenti a lle scuo le aggrega te ; b) la redistribuzione, tra soggetti obbligati, degli oneri riguardanti le spese di funzionamento; c) la conservazione delle denominazioni delle scuole aggregate. 21. Con lo stesso decreto di cui al comma 19, sentita la Conferenza dei Presidenti delle regioni, sono stabiliti i criteri per gli interventi, che dovranno, comunque, tenere conto: a) del grado di sviluppo socio-culturale ed economico delle comunità interessate; b) della situazione orografica dei luoghi, dei livelli di urbanizzazione primaria degli stessi e del grado di dispersione scolastica, soprattutto nelle zone in cui le istituzioni scolastiche costituiscono l unico riferimento istituzionale e culturale. 22.(7) 23. Le graduatorie dei concorsi per titoli ed esami per l accesso ai ruoli del personale docente, già prorogate dall articolo 23, comma 3, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, sono ulteriormente prorogate di un altro anno scolastico. 24. A decorrere dal 1 settembre 1996 l ordinazione dei pagamenti delle retribuzioni ai docenti di religione, ai supplenti annuali e ai supplenti temporanei fino al termine dell attività didattica è effettuata dalle direzioni provinciali del tesoro con ordinativi emessi in base a ruoli di spesa fissa. L apertura dei ruoli di spesa fissa è disposta con i contratti individuali di lavoro a tempo determinato stipulati secondo le competenze individuate rispettivamente dagli articoli 309, 520 e 521 del testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n Entro il 31 ottobre 1996, sono versate all entrata del bilancio dello Stato, per essere successivamente riassegnate con decreti del Ministro del tesoro ai capitoli 1030, 1034, 1035 e 1036 de llo sta to di previsio ne de l Ministe ro de lla pubblica istruzione, le somme rimaste dispo nibili sulle co ntabilità spe cia li sco lastiche e sui conti co rrenti posta li e banca ri, nonché le somme rimaste disponibili sui bilanci degli istituti tecnici, professionali e d arte con prove nienza da i medesimi capito li. 26. Per gli anni 1996, 1997 e 0ondo da iscrivere nello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione, da ripartire con decreti del Ministro del tesoro, su proposta del Ministro della pubblica istruzione e previo parere delle Commissioni parlamentari compe tenti, pe r le esigenze re la tive a lla fo rmazio ne del pe rsona le, a l po tenziamento e funzionamento delle scuole di ogni ordine e grado e degli uffici dell amministrazione scolastica. 27.(8) 28.(8) 29.(8) 30. La durata del collocamento fuori ruolo dei professori universitari di prima e seconda fascia, che precede il loro collocamento a riposo, prevista dagli articoli 19 e 110 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni, è ridotta a tre anni. Le posizioni di fuori ruolo eccedenti il terzo anno, già disposte alla data di entrata in vigore de lla prese nte legge, cessano di ave re e fficacia alla fine dell anno accademico (9)
5 31. Al fine di assicurare il mantenimento dei livelli di funzionalità operativa necessari anche pe r l a ttuazione de i pia ni di sviluppo di cui a lla legge 7 agosto 1990, n. 245, a lle università si applicano, in materia di modifiche di organico e di assunzioni del personale, esclusivamente le disposizioni dell articolo 5, commi 10 e 12, della legge 24 dicembre 1993, n I contra tti con studiosi o d e spe rti di a lta qua lificazione scie ntifica o profe ssiona le previsti dall articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, possono, nei limiti delle disponibilità di bilancio delle università e per sopperire a particolari e motivate esigenze didattiche, essere stipulati anche per l attivazione di corsi ufficiali non fondamentali o caratterizzanti, nei casi e nei limiti stabiliti dallo statuto. 33. Le disposizioni di cui a ll a rticolo 7, commi 5 e 6, de l de cre to-legge 19 se ttembre 1992, n. 384, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1992, n. 438, prorogate per il triennio dall articolo 3, comma 36, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, vanno interpretate nel senso che tra le indennità, compensi, gratifiche ed emolumenti di qualsiasi genere, da corrispondere nella m isura prevista per il 1992, sono comprese le borse di studio di cui all articolo 6 del decreto legislativo 8 agosto 1991, n Gli ammessi a i co rsi di do tto ra to di rice rca, in a lte rna tiva a lla bo rsa di studio di cui all articolo 75 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e successive modificazioni, possono usufruire di borse di studio concesse in base a finanziamenti e a ssegna zio ni de ll Unione e uropea e di o rganism i inte rna ziona li, o vve ro concesse direttamente da tali organismi. 35.(10) 36. A decorrere dal 1 gennaio 1996 l indennità continuativa di missione prevista dagli articoli 1 e 3 della legge 6 dicembre 1950, n. 1039, dall articolo 13 della legge 2 aprile 1979, n. 97, come sostituito dall articolo 6 della legge 19 febbraio 1981, n. 27, nonché dalla legge 10 marzo 1987, n. 100, e dall articolo 10 del decreto-legge 4 agosto 1987, n. 325, co nve rtito, con modificazioni, da lla legge 3 o ttobre 1987, n. 402, è co rris posta pe r un so lo anno, in misura inte ra pe r i primi sei mesi ed in m isura rido tta a lla metà pe r il semestre successivo. 37. Per il personale destinato a prestare servizio all estero ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, della legge 27 dicembre 1973, n. 838, del decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1967, n. 215, della legge 22 dicembre 1990, n. 401, e del testo unico approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, la quo ta di inde nnità integra tiva spe cia le pa ri a lire annue lo rde, conglo ba ta a i se nsi de lle vigenti disposizio ni ne llo stipendio inizia le di cia scun live llo a de co rre re da l 30 giugno 1988, e per il personale dirigente dal 1 gennaio 1989, si intende portata in diminuzione dalle indennità di servizio all estero e dagli assegni di sede con le medesime decorrenze. 38. In caso di destinazione all estero di personale m ilitare ai sensi della legge 27 dicembre 1973, n. 838, gli inquadramenti nei livelli retributivi effettuati in applicazione della legge 11 luglio 1980, n. 312, nonché di successive disposizioni di riordino giuridico ed economico della carriera, non influiscono sull indennità di servizio all estero che resta determ inata nella m isura prevista per il posto di funzione indicato nel provvedimento formale di destinazione all estero. 39. Per il personale dell Istituto nazionale per il commercio estero, fino all entrata in vigo re de l re golamento o rganico emanato in applicazione de lla legge 18 marzo 1989, n. 106, gli inquadramenti nelle qualifiche funzionali e nei profili professionali disposti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 1 marzo 1988, n. 285, si intendono improduttivi di effetti sull indennità di servizio all estero che rimane stabilita nelle misure scaturenti dall applicazione della tabella di equiparazione di cui all allegato 3 al decreto del Presidente della Repubblica 16 ottobre 1979, n. 509, come integrato dall articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 25 giugno 1983, n. 346.
6 40. Gli importi dei contributi dello Stato in favore di enti, istituti, associazioni, fondazioni ed a ltri o rganism i, di cui alla ta bella A allega ta a lla presente legge, sono iscritti in un unico capito lo nello sta to di pre visione di cia scun Ministe ro inte ressa to. Il re la tivo ripa rto è annualmente effettuato da ciascun Ministro, con proprio decreto, di concerto con il Ministro del tesoro, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, alle quali vengono altresì inviati i rendiconti annuali dell attività svolta dai suddetti enti, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio, intendendosi corrispondentemente ride te rm ina te le re la tive auto rizzazioni di spesa. 41. I Ministri effettuano il riparto secondo criteri diretti ad assicurare prioritariamente il buon funzionamento delle istituzioni culturali e sociali di particolare rilievo nazionale ed inte rnaziona le nonché degli e nti nazio nali pe r la gestione de i pa rchi. 42. Gli e nti, cui lo Sta to co ntribuisce in via o rdina ria, che non abbiano fa tto pe rve nire a lla data del 15 luglio di ogni anno il conto consuntivo dell anno precedente da allegare allo stato di previsione dei singoli Ministeri interessati, sono esclusi dal finanziamento per l anno cui si rife risce lo sta to di pre visione stesso. 43. La do tazione de i capitoli di cui a l comma 40 è qua ntifica ta annualmente a i se ns i dell articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, come modificata dalla legge 23 agosto 1988, n Per gli anni 1996, 1997 e 1998 la dotazione di cui al comma 43 è ridotta del 20 per cento rispetto all importo complessivamente risultante sulla base della legislazione vigente. 45. Per il triennio è fatto divieto a tutte le pubbliche amministrazioni, di cui all articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, di adottare provvedimenti per l estensione di decisioni giurisdizionali aventi forza di giudicato, o comunque divenute esecutive, nella materia del pubblico impiego. 46. Il divieto di cui a l comma 45 non si applica al caso de i pubblici impiega ti che sia no ricorrenti o resistenti in grado di appello, qualora il Consiglio di Stato abbia già deciso questio ni identiche a que lle da e ssi dedo tte in giudizio, in se nso fa vo re vo le ad a ltri sogge tti versanti nella stessa posizione dei ricorrenti medesimi. 47. Fe rme restando le disposizio ni in mate ria di a ssunzione di impegni di spesa è ammessa l utilizzazione, nell ambito dei vigenti sistemi di pagamento, della carta di credito da parte di dirigenti e funzionari pubblici per l esecuzione di spese, anche all estero, rientranti nella rispettiva competenza, qualora non sia possibile o conveniente ricorrere alle ordinarie procedure. 48. L utilizzo della carta di credito è altresì ammesso per il pagamento delle spese di traspo rto, vitto e a llo ggio so stenute da l pe rsona le, invia to in missione in Ita lia e all este ro. 49. È altresì consentito alle pubbliche amministrazioni di dotare gli automezzi di servizio di sistem i per il pagamento automatizzato dei pedaggi autostradali, con la conseguente fa co ltà pe r le stesse amm inistrazioni di stipula re i re lativi co ntra tti, nonché di a prire, anche in deroga alle vigenti normative, conti correnti bancari destinati all addebito di detti pedaggi. 50. Con regolamento da adottare dal Ministro del tesoro, ai sensi dell articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore de lla presente legge, so no disciplina te le pro ce dure pe r la gradua le a ttuazione de lla moda lità di pagamento prevista dai comm i 47, 48 e 49, e per l imputazione della spesa ai pertinenti capito li di bila ncio, no nché le pro cedure pe r la re ndicontazio ne ed il controllo. 51. Il regolamento di cui al comma 50 si ispira ai seguenti criteri direttivi:
7 a) l utilizzo della carta di credito rientra nel potere discrezionale del dirigente generale, il quale può autorizzarne l uso al restante personale sulla base delle disposizioni recate dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni; b) i rapporti con gli istituti di credito, l Ente poste italiane e gli altri enti emittenti le carte di credito, sono disciplinati con apposite convenzioni stipulate dal Ministero del tesoro; c) le situazioni debitorie con i soggetti di cui alla lettera b) possono essere regolate, ove occorra, anche mediante procedure in regime di contabilità speciale. 52. Le spese per l acquisto delle carte di credito e quelle accessorie sono imputate ai capitoli per spese di ufficio, nei casi previsti dal comma 47, ed ai capitoli per missioni, nei casi previsti dal comma Le amministrazioni pubbliche di cui all articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, possono avvalersi della procedura di pagamento prevista dai commi da 47 a 52 del presente articolo. 54. Al fine di raziona lizza re e a cce le ra re la spe sa pe r investimenti pubblici, co n pa rtico la re rigua rdo alla rea lizzazione degli inte rve nti ammessi a l cofina nziamento comunitario, di competenza dello Stato, delle regioni, degli enti locali e degli altri enti pubblici, è istituito presso la Cassa depositi e prestiti il Fondo rotativo per la progettualità. Il Fondo anticipa le spese necessarie per la redazione degli studi per l'individuazione del quadro dei bisogni e delle esigenze, degli studi di fattibilità, delle valutazioni di impatto ambientale, dei documenti componenti i progetti preliminari, definitivi ed esecutivi previsti dalla normativa vigente. La dotazione del Fondo è stabilita periodicamente dalla Cassa depositi e prestiti, che provvede alla sua alimentazione, in relazione alle dinamiche di erogazione e di rimborso delle somme concesse in anticipazione, e comunque nel rispetto dei limiti annuali di spesa sul bilancio dello Stato fissati dal comma 58. La dotazione del Fondo è riservata, per un biennio(11) ed entro il lim ite del 30 per cento, alle esigenze progettuali degli interventi inseriti nel piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici, con particolare riguardo a quelli che insistono sul territorio delle zone soggette a rischio sismico. La quota residua del Fondo è riservata, per almeno il 60 per cento, in favore delle aree depresse del territorio nazionale nonchè per l'attuazione di progetti comunitari da parte di strutture specialistiche universitarie e di alta formazione europea localizzati in tali aree, ed entro il limite del 10 per cento per le opere comprese nel programma di infrastrutture strategiche di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni, non localizzate nelle predette aree depresse.(12) 55. Qualora gli enti locali e le regioni non rimborsino le anticipazioni nei tempi e con le modalità concordate con la Cassa depositi e prestiti, il Ministero del tesoro provvede al rimborso alla Cassa depositi e prestiti, trattenendo le relative somme dai trasferimenti agli enti lo cali e a lle regio ni. 56. I crite ri di va lutazione, i do cumenti istrutto ri, la pro ce dura, i limiti e le condizioni pe r l'accesso, l'erogazione e il rimborso dei finanziamenti del Fondo sono stabiliti con deliberazione del consiglio di amministrazione della Cassa depositi e prestiti. Le anticipazioni, concesse con determ inazione del direttore generale, non possono superare l'importo determinato sulla base delle tariffe professionali stabilite dalla vigente normativa e comunque il dieci per cento del costo presunto dell'opera.(13) 56-bis. Nello stabilire le modalità di cui al comma 56, relativamente alle opere di importo previsto superiore a 4 milioni di euro, il consiglio di amministrazione della Cassa depositi e pre stiti è tenuto ad introdurre, tra i presupposti istrutto ri, i se guenti requisiti: a) s tudio di fa ttibilità valuta to positivamente, con pa re re mo tiva to, da l nucleo di va lutazione e ve rifica regiona le di cui a ll'a rtico lo 1 de lla legge 17 maggio 1999, n Ta le parere deve essere emesso entro il term ine massimo di quarantacinque giorni dalla data di rice vimento de llo studio, anche in ca so di va lutazio ne nega tiva. Scaduto il te rm ine, in mancanza di parere espresso, si dà per acquisita la valutazione positiva;
8 b) provvedimento del presidente della regione che certifichi la compatibilità dell'opera co n gli indirizzi de lla programmazione regiona le.(14) 57. La Cassa depositi e prestiti stabilisce con deliberazione del consiglio di amministrazione, anche per le anticipazioni già concesse, le cause, le modalità e i tempi di revoca e riduzione, nel rispetto della natura rotativa del Fondo, per assicurarne il più efficace utilizzo.(15) 58. Alla Cassa depositi e prestiti, sulle somme apportate, è riconosciuto un tasso di inte res se pa ri a l tasso de l co nto co rrente intra tte nuto da lla Cas sa con la Teso re ria de llo Stato. I relativi oneri sono posti a carico del bilancio dello Stato. Agli oneri di cui al presente a rtico lo, pa ri a lire 10 m ilia rdi pe r l a nno 1998 ed a lire 25 m ilia rdi pe r ciascuno degli a nni dal 1999 al 2002, si provvede mediante utilizzo delle proiezioni per i medesimi anni dello stanziamento iscritto, a i fini de l bila ncio trienna le , a l capito lo 6856 de llo stato di previsione del Ministero del tesoro per l anno 1997, all uopo parzialmente utilizzando l accantonamento relativo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.(16) 59. I commi 4-quinquies, 5, 6, 7 e 8 dell articolo 7 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, sono sostituiti dai seguenti: 4-quinquies. Ai fini dell acquisizione di intese, pareri, concessioni, autorizzazioni, licenze, nulla osta, assensi, comunque denominati, relativi agli aspetti territoriali, urbanistici, edilizi, ambientali, paesaggistici, igienico-sanitari, storici, artistici, archeologici e di altra natura, necessari in base alla vigente normativa, onde assicurare celerità ed efficacia a ll azio ne amministra tiva, il respo nsabile unico del pro cedimento fo rmula le o cco rrenti istanze e richieste alle autorità competenti. Ove per la realizzazione del lavoro pubblico si renda necessaria l azione integrata e coordinata di diverse amministrazioni statali, regionali o locali, la stazione appaltante, su proposta del responsabile unico del procedimento, può promuo ve re la co nclusione di un a cco rdo di programma a i se nsi dell a rtico lo 27 de lla legge 8 giugno 1990, n sexies. Pe r l a cquisizione di intese, pa re ri, conce ssioni, a uto rizzazio ni, lice nze, nulla osta e assensi, comunque denominati, al fine della esecuzione di lavori pubblici, l amm inistrazio ne aggiudica trice, su proposta de l re sponsa bile unico de l pro cedimento, convoca una conferenza di servizi ai sensi dell articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni, previa comunicazione alle amministrazioni interessate del progetto di cui al comma 5 del presente articolo, almeno trenta giorni prima della data di convocazione della conferenza. Per la predetta finalità può altresì procedersi ai sensi degli articoli 16 e 17 della citata legge n. 241 del La conferenza di servizi si esprime sul progetto definitivo, successivamente alla pronuncia da pa rte de ll amministrazione compete nte in o rdine a lla va luta zione d impa tto ambientale, ove richiesta dalla normativa vigente, da rendere nel termine di novanta giorni dalla richiesta, o nel più breve termine idoneo a consentire l utilizzazione degli eventuali co finanziamenti comunita ri entro la scadenza pe r essi prevista. Trasco rsi i te rm ini di cui a l primo periodo del presente comma, la stessa amministrazione è tenuta ad esprimersi in sede di conferenza di servizi. La conferenza di servizi può esprimersi anche sul progetto pre limina re a l fine di co nco rda re quali siano le condizio ni pe r l o ttenimento, in sede di presentazione del progetto definitivo, delle intese, dei pareri, delle concessioni, delle auto rizzazioni, de lle licenze, de i nulla osta e degli a ssensi di cui a lle vigenti no rme. 6. Il regolamento e le leggi regionali prevedono le forme di pubblicità dei lavori della conferenza di servizi, nonchè degli atti da cui risultano le determinazioni assunte da ciascuna amminis trazione inte ressa ta. 7. La conferenza di servizi può richiedere, se necessario, chiarimenti e documentazione direttamente ai progettisti. 8. Le amministrazioni inte ressa te si e sprimono ne lla co nfe re nza di se rvizi ne l rispe tto delle norme ordinamentali sulla formazione della loro volontà e sono rappresentate da
9 soggetti che dispongono, per delega ricevuta dall organo istituzionalmente competente, dei poteri spettanti alla sfera dell amministrazione rappresentata in relazione all oggetto del procedimento. 8-bis. Qualora alla conferenza di servizi il rappresentante di un amministrazione invitata sia risultato assente o comunque non dotato di adeguato potere di rappresentanza, la conferenza è riconvocata per una sola volta, tra il decimo ed il quindicesimo giorno dalla prima convo ca zio ne, e de cide prescindendo da lla pre senza de lla to ta lità de lle amministrazioni invitate e dalla adeguatezza dei poteri di rappresentanza dei soggetti intervenuti. 8-ter. Il dissenso manifestato in sede di conferenza di servizi deve essere motivato e recare, a pena di inammissibilità, le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell assenso. 8-qua te r. Le regioni a sta tuto o rdina rio pro vvedono a disciplina re la confe renza di se rvizi, in armonia con i princìpi di cui al presente articolo, per gli interventi di competenza regionale e lo cale. 8-quinquies. Il termine per il controllo di legittimità sugli atti da parte delle Ragionerie centrali dello Stato è fissato in trenta giorni e può essere interrotto per non più di due volte per un massimo di dieci giorni per la richiesta di chiarimenti all amministrazione. Resta fermo il disposto di cui al comma 6 dell articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n Le annualità da corrispondere per il 1996 alla Cassa depositi e prestiti, relativamente ai limiti di impegno autorizzati dagli articoli 36 e 38 della legge 5 agosto 1978, n. 457; dall articolo 9 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 629, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 febbraio 1980, n. 25; dagli articoli 1, commi quarto e undicesimo, e 2, comma dodicesimo, del decreto-legge 23 gennaio 1982, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1982, n. 94; dall articolo 3, comma 7, del decreto-legge 7 febbraio 1985, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 1985, n. 118; e dall articolo 22, comma 3, della legge 11 marzo 1988, n. 67, sono conferite alla Cassa medesima nell esercizio successivo a quello di scadenza dell ultima annualità dei rispettivi limiti di im pegno. 61. Le somme iscritte, in conto competenza ed in conto residui, sui capitoli di parte corrente degli stati di previsione delle Amministrazioni statali anche ad ordinamento autonomo, non impegnate, a norma dell articolo 20, terzo comma, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive m odificazioni ed integrazioni, entro il 31 dicembre 1995, costituiscono e conom ie di bilancio. So no fa tte sa lve le dispo sizio ni legisla tive che co nsento no la conse rva zio ne de i fo ndi re la tivi ad a cco rdi inte rnaziona li, alla coope ra zione a llo sviluppo, a ll Amministrazione de lla difesa, a lla difesa de l suo lo, a l pro gramma triennale pe r la tute la de ll ambiente, a lle a ree na tura li pro te tte, a l Dipa rtimento de lla pro te zio ne civile, a l Fondo per l attuazione dell ordinamento regionale delle regioni a statuto speciale, al Fondo nazionale d intervento per la lotta alla droga ed alla lotta all AIDS, al rimborso dei crediti d imposta mediante rilascio di tito li di Sta to nonché a l fo ndo pe r la co rresponsione de i miglioramenti economici al personale delle Amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo. 62. L articolo 16 della legge 4 aprile 1977, n. 135, è sostituito dal seguente: Art Il Ministro dei trasporti e della navigazione stabilisce con proprio decreto, su proposta delle associazioni di categoria a carattere nazionale, sentito il Consiglio supe rio re de lla marina mercantile, le ta riffe m inime e massime a ca ra tte re obbliga to rio de i compe nsi do vuti a i ra ccomanda ta ri marittim i pe r le lo ro prestazioni, no nchè la pe rcentua le di tali compensi che ciascun imprenditore individuale o società che esplica le attività di cui alla presente legge deve versare al Fondo agenti marittimi ed aerei sul conto intestato all imprenditore stesso o ai legali rappresentanti delle società nonchè ai loro instintori qualora questi ultimi non godano di altre forme previdenziali obbligatorie; con le stesse modalità si provvede alla revisione periodica delle tariffe.
10 63. Per le spese connesse con interventi militari all estero, anche di carattere umanitario, auto rizza ti dal Parlamento, co rrela ti ad a cco rdi inte rna zio na li, può e sse re ado tta ta la procedura di cui all articolo 9, legge 5 agosto 1978, n. 468, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del tesoro. Nessuna indennità è dovuta agli obiettori di coscienza in servizio civile impiegati in missioni umanitarie all estero. Al personale militare interessato è corrisposto, in aggiunta allo stipendio o alla paga e agli altri assegni a carattere fisso e continuativo, il seguente trattamento economico accessorio: a) tra ttamento di m issione a ll este ro pre visto da lle no rme vigenti, se in se rvizio isolato; b) tra ttamento di m issione a ll e ste ro pre visto da lle no rme vige nti pe r il Paese di destinazione con possibilità, se facente parte di un contingente, di riduzione dell indennità di missione fino al massimo del 50 per cento da effettuare, in funzione delle condizioni ambientali ed operative, con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro del tesoro. 64. Per tutte le spese connesse agli interventi di cui ai commi 61 e 63 è fornito re ndiconto, a llega to allo sta to di pre visione de l Ministe ro degli affa ri e ste ri. 65. (17) 66. La somma di lire 829 miliardi spettante, ai sensi dell articolo 47, quarto comma, della legge 20 maggio 1985, n. 222, a lla Confe renza episcopa le ita liana ne ll anno 1996, a tito lo di conguaglio della quota corrispondente all 8 per mille del gettito IRPEF relativo agli anni 1990, 1991 e 1992, viene corrisposta per lire 140 miliardi nell anno 1996 e per lire 689 miliardi in tre quote annuali nel triennio , maggiorate dell interesse nella m isura di cui all articolo 13, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, relativo ai rapporti di credito e debito d imposta.(18) 67. Nel primo comma dell articolo 10 del decreto legislativo luogotenenziale 17 maggio 1945, n. 331, le parole: saranno a carico del Tesoro sono sostituite dalle seguenti: saranno a carico della Banca stessa. Il decreto legislativo del capo provvisorio dello stato 23 agosto 1946, n. 154, ratificato dalla legge 5 gennaio 1953, n. 30, e successive modificazioni, è abrogato. 68. Le somme annualmente iscritte a l capitolo 2559 dello sta to di pre visione de lla Presidenza del Consiglio dei ministri per l anno 1996 e corrispondenti capitoli per gli anni successivi sono trasfe rite al Centro di formazione e studi - FORMEZ, in unica soluzione, sulla base di un apposito piano di spesa da trasmettere alla stessa Presidenza del Consiglio dei ministri; quelle iscritte annualmente al capitolo 7640 del medesimo stato di previsione po ssono esse re utilizza te anche a tito lo di a nticipazione in fa vo re de l FORMEZ, s ia a fronte di esigenze connesse con l attuazione di programmi o progetti cofinanziati dell Unione europea, sia per la realizzazione dei progetti di cui all articolo 18 del decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32, conve rtito da lla le gge 7 aprile 1995, n. 104, in re lazione a do cumenta te ne ce ssità a ttinenti l a vvio e l a vanzamento de i la vo ri. 69. Le affissioni di manifesti politici e ffe ttuate fino a l 30 giugno 1995 in vio la zio ne dell articolo 8, ultimo comma, della legge 4 aprile 1956, n. 212, possono essere sanate mediante versamento di un oblazione a carico dei responsabili, pari, per ciascuna violazione, all importo minimo indicato dallo stesso comma ed entro un massimo di lire ottocentomila. A ta li vio lazioni non si a pplica no le dispo sizio ni di cui ai commi 2 e 3 de ll a rtico lo 15 de lla legge 10 dicembre 1993, n Con proprio regolamento i comuni disciplinano la predisposizione di spazi per l affissione di manifesti politici al di fuori dei periodi elettorali. 70. In coerenza con i princìpi informatori della legge 8 agosto 1995, n. 335, ed in particolare con quanto disposto dall articolo 2, commi 22 e 23, della medesima legge, il Governo della Repubblica è delegato ad emanare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo inteso al riordino del trattamento
11 pensionistico del personale addetto ai pubblici servizi di trasporto che tenga conto anche dei seguenti criteri direttivi: a) soppressione con decorrenza dal 1 gennaio 1996 del Fondo per la previdenza del personale addetto ai pubblici servizi di trasporto ed iscrizione dei lavoratori di cui all articolo 4, primo comma, de lla legge 29 o tto bre 1971, n. 889, in se rvizio a lla da ta de l 31 dicembre 1995 o vve ro assunti succe ssivamente a tale da ta, a ll assicurazione gene ra le obbliga to ria, con esclusione dei dipendenti dei comuni, province e regioni esercenti direttamente il pubblico servizio di trasporto per i quali restano confermate le disposizioni dell articolo 4, comma 2, de lla legge 8 ago sto 1991, n. 274, con la de co rrenza ivi indica ta ; l iscrizio ne è effettuata con evidenza contabile separata nell ambito del Fondo pensioni lavoratori dipendenti ed è valida ai fini delle prestazioni previste dalle norme che disciplinano il predetto Fondo; b) determ inazione dell aliquota contributiva di finanziamento in misura che, con riferimento a quella in essere alla data di soppressione del predetto Fondo, risponda ad esigenze di solidarietà connesse alla salvaguardia, nell ambito della categoria, delle flessibilità e peculiarità dell attività lavorativa; c) previsione del criterio del pro-rata per la determinazione della quota di pensione corrispondente alle anzianità assicurative acquisite anteriormente alla data di soppressione del Fondo. 71. Lo schema di decreto legislativo di cui al comma 70 è trasmesso alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica almeno trenta giorni prima della scadenza prevista per l esercizio della delega. Le Commissioni parlamentari competenti per la materia si esprimono entro quindici giorni dalla data di trasmissione dello schema medesimo. 72. A decorrere dal 1 gennaio 1996, i due terzi delle maggiori entrate derivanti dall aumento contributivo disposto dall articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni, sono versati dall INPS al Fondo di rotazione per l attuazione delle politiche comunitarie, istituito dall articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, per essere destinati al cofinanziamento degli interventi del Fondo sociale europeo, secondo scadenze e modalità da stabilire con apposito decreto del Ministro del tesoro di concerto con il Ministro de l la vo ro e della pre videnza so cia le, a modifica di quelle a ttualmente in vigo re. 73. I recuperi di somme disposti dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale sugli importi erogati a favore di azioni cofinanziate dal Fondo sociale europeo nell ambito del Fondo di rotazione di cui al comma 72 concorrono a finanziare programmi di cooperazione regionale o interregionale a sostegno delle attività produttive realizzate da piccole e medie imprese localizzate nelle aree di cui all obiettivo 1 del Regolamento (CEE) n. 2052/88, e successive modificazioni. 74. Le somme indicate al comma 72, affluite entro il 31 dicembre 1995 al Fondo di rotazione di cui all articolo 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e successive modificazioni, continuano ad essere gestite dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale fino all esaurimento dei pagamenti in favore dei relativi beneficiari. Eventuali avanzi di gestione sono versati al Fondo di rotazione di cui al comma 72 del presente articolo, per essere riutilizzati per azioni cofinanziate dal Fondo sociale europeo. 75. Il Fondo di rotazione di cui al comma 72 provvede alle erogazioni delle risorse finanzia rie di cui a i commi 72 e 74, in fa vo re degli a ve nti diritto, nel rispetto de lla no rmativa che disciplina l attività del Fondo stesso. 76. Le disposizioni de ll a rtico lo 7 de lla legge 16 aprile 1987, n. 183, si applicano anche agli inte rve nti di cui a i commi da 72 a 75 de l prese nte a rtico lo. 77. Pe r l a ttuazione degli inte rventi fina nziabili a ca rico del Fondo pe r l o ccupazione e de l Fondo per lo sviluppo di cui agli articoli 1, comma 7, e 1-ter del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e per l attuazione degli interventi finanziabili, limitatamente alle attività di formazione
12 professionale attivabili nei casi di rilevante squilibrio di manodopera, di cui agli articoli 18, primo comma, lettera h), e 26 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, a carico del Fondo di cui all articolo 9, comma 5, del citato decreto-legge n. 148 del 1993, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, in sede di definizione dei contenuti dei patti territoriali di cui all articolo 8 del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341, al fine di favorire il conseguimento dei loro obiettivi ed in co nside razione degli investimenti produttivi pre visti e della lo ro ricaduta o ccupa ziona le nonché della particolare gravità della crisi occupazionale del territorio interessato dal patto, può prevedere, in difformità dalla normativa vigente, l incremento dell entità dei benefici, nei lim iti del 30 per cento, e della loro durata, nei limiti del doppio. Alle iniziative che si svolgano in attuazione dei predetti patti territoriali può essere accordata priorità nei suddetti finanziamenti nel lim ite di una quota non superiore al 20 per cento delle risorse disponibili. 78. Per la realizzazione degli interventi previsti nei patti territoriali di cui al comma 77, e non coperti da altri finanziamenti pubblici, il CIPE riserva una quota, sino all importo di lire 400 miliardi, nell ambito delle risorse derivanti dai mutui di cui all articolo 4 del decretolegge 23 giugno 1995, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341, e all articolo 1, comma 8, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, secondo modalità e limiti stabiliti dal CIPE medesimo, dando priorità a quelli cofinanziati sui fondi comunitari di più immediata rendicontabilità. 79. All articolo 4, comma 3, del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: Nell ambito di tali priorità una quota delle predette somme pari a lire 600 miliardi è destinata al finanziamento di interventi relativi ai trasporti rapidi di massa a guida vincolata e tram vie ve lo ci, se condo le pro cedure pre viste da lla legge 26 febbra io 1992, n. 211 e successive modificazioni; a lla manute nzione ed a l comple tamento de lle re ti via rie pro vinciali; ad inte rventi di metanizzazione. La ripa rtizione de lla sudde tta quo ta tra le tipo logie di intervento sopra indicate è effettuata dal CIPE. Il finanziamento relativo ai trasporti rapidi di massa a guida vincolata e tramvie veloci può avere carattere integrativo rispetto al finanziamento spettante ai sensi della predetta legge n. 211 del 1992 e successive modificazioni. 80. Il Ministro dei lavori pubblici, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sottopone all esame del CIPE l elenco delle opere di cui alla lettera a) del comma 2 dell articolo 17 del decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244, convertito, con modifica zio ni, da lla legge 8 ago sto 1995, n. 341, indica ndo le somme ne cessa rie a l lo ro completamento, la validità tecnica, economica e sociale dell azione di completamento ed individua ndo tutti i ca si in cui, in funzione della redditività de lle ope re, si può pro cede re all affidamento in concessione. Le stesse procedure sono applicate per le opere di cui alla lettera b) del comma 2 dell articolo 17 del citato decreto-legge n. 244 del Il CIPE, su proposta del Ministro dei lavori pubblici, detta i criteri per definire il regime tariffario di riferimento da applicare per i servizi e le forniture erogati dalle opere oggetto dell affidamento in concessione. 81. Al fine di potenziare, secondo gli indirizzi stabiliti dal CIPE, la struttura finanziaria dei co nso rzi di ga ranzia co lle ttiva fidi, pre visti da ll a rtico lo 29 de lla legge 5 o ttobre 1991, n. 317, ope ranti ne lle aree depresse de l te rrito rio naziona le è de stina ta la somma di lire 30 m ilia rdi a valere sulle risorse derivanti dai mutui di cui all articolo 1, comma 8, del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n Il CIPE stabilisce altresì i criteri di ripartizione dei fondi stanziati. 82. (19) 83. Al fine di favorire la privatizzazione e di evitare aggravi per la finanza pubblica, gli enti acquedottistici, di cui all articolo 10, comma 5, della legge 5 gennaio 1994, n. 36, nonché quelli regionali e interregionali istituiti con legge statale o regionale, sono trasformati, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti le amministrazioni e gli enti competenti, in società per azioni, per le finalità di cui all articolo 10 del decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96, e successive modificazioni.
13 84. Al comma 1 dell articolo 52 della legge 8 giugno 1990, n. 142, sono aggiunte, in fine, le segue nti pa role :, nom ina to e re vo ca to d intesa con il sinda co e con il presidente de lla provincia. 85. Al comma 2 dell articolo 52 della legge 8 giugno 1990, n. 142, l ultimo periodo è soppresso. 86. I comuni posso no delibe ra re age vo lazioni sui tributi di lo ro compe tenza, fino a lla totale esenzione per gli esercizi commerciali e artigianali situati in zone precluse al traffico a causa dello svolgimento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche che si protraggono per oltre sei mesi. 87. La firma autografa prevista dalle norme che disciplinano i tributi regionali e locali sugli atti di liquidazione e di accertamento è sostituita dall indicazione a stampa del nom inativo del soggetto responsabile, nel caso che gli atti medesim i siano prodotti da sistemi informativi automatizzati. Il nominativo del funzionario responsabile per l emanazione degli atti in questione, nonché la fonte dei dati, devono essere indicati in un apposito provvedimento di livello dirigenziale. 88. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto il riordino de lla disciplina de l rappo rto con i concessio na ri de i se rvizi di riscossione de i tributi, al fine di individuare gli aspetti dell erogazione del servizio di riscossione sulle cui modalità gli enti impositori potranno negoziare con i concessionari in base alle specifiche esigenze locali, nonché i meccanismi di remunerazione o di incentivazione più opportuni, osservando i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) estensione della possibilità di versamento dell ICI e delle somme iscritte a ruolo tram ite il sistema bancario, con o senza domiciliazione dei pagamenti su conto corrente, ovvero con procedure di pagamento automatizzate; b) adeguamento della cartella di pagamento e dell avviso di iscrizione a ruolo alle esigenze di chiarezza dei contenuti e di comunicazione tra ente impositore e contribuenti; c) incentivazione dell utilizzo di procedure automatizzate per il reperimento dei contribuenti irreperibili; d) snellimento delle procedure di sgravio e rimborso di iscrizioni a ruolo non dovute. 89.(20) 90. All articolo 35 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, l ultimo periodo del comma 6 è soppresso. (1) In attuazione della delega contenuta nel presente comma, v. il d.lgs. 28 novembre 1997, n (2) Comma così modificato, con effetto dal 18 maggio 1997, dall art. 17, comma 47, lettera a), della l. 15 maggio 1997, n. 127, che dopo le parole di pe rsonale del comparto sanità ha aggiunto le seguenti: di personale delle regioni e degli enti locali, limitatamente agli enti che non versino nelle situazioni strutturalmente deficitarie d i cui all articolo 45 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 e successive modificazioni. (3) Periodo così sostituito, con effetto dal 18 maggio 1997, dall art. 17, comma 47, lettera b), della l. 15 maggio 1997, n Si riporta il testo orig inario del secondo periodo dell art. 1, comma 10, della l. 28 dicembre 1995, n. 549: Il divieto non si applica alle regioni ed alle province autonome.. (4) Comma così modificato, con effetto dal 18 maggio 1997, dall art. 6, comma 18, lettera a), della l. 15 maggio 1997, n Si riporta il testo originario dell art. 1, comma 14, della l. 28 dicembre 1995, n. 549:
14 14. Gli enti locali, non dissestati e non strutturalmente deficitari, che, alla data del 30 novembre 1995, utilizzino personale assunto a tempo determinato mediante prove selettive, ai sensi dell articolo 7 della legge 29 dicembre 1988, n. 554, indette entro il 31 dicembre 1993, possono bandire, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, concorsi riservati per titoli per la trasformazione dei predetti rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, secondo le procedure stabilite dall articolo 4-bis del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n (5) Parole così modificate, con effetto dal 18 maggio 1997, dall art. 6, comma 18, lettera b), della l. 15 maggio 1997, n Le parole originarie erano: trentasei mesi. (6) L originario termine del 31 dicembre 1996, è stato cosi differito: - al 31 dicembre 1997, dall art. 6, comma 18, lettera c), della l. 15 maggio 1997, n al 31 dicembre 1998, dall art. 39, comma 23, della l. 27 dicembre 1997, n. 449; - al 31 dicembre 1999, dall art. 22, comma 4, dalla l. 23 dicembre 1998, n (7) Comma abrogato, con effetto dal 31 luglio 1998, dall art. 8 del d.p.r. 18 g iugno 1998, n Si riporta il testo originario dell art. 1, comma 22, della l. 28 dicembre 1995, n. 549: 22. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, potranno esse re adattati i programmi di insegnamento e l organizzazione didattica delle scuole medie funzionanti nelle località montane e nelle piccole isole, in modo da consentire, a decorrere dal 1 settembre 1996, speciali condizioni di frequenza, che escludono la cofrequenza, agli alunni d istribuiti nel triennio del corso d i studi, garantendo adeguate forme di insegnamento individualizzato, anche attraverso la flessibilità dell o rario e l organizzazione didattica per moduli, per realizza re adeguate opportunità di apprendimento senza discriminazioni territoriali e geografiche.. (8) I commi 27, 28 e 29, sono stati ab rogati, con effetto dal 25 maggio 1999, dall art. 2, comma 5, della l. 3 maggio 1999, n Si riporta il testo originario dei commi 27, 28 e 29 dell art. 1 della l. 28 dicembre 1995, n. 549: 27. Nel quadro delle finalità di cui alla legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, e degli interventi per la formazione del pe rsonale della scuola, il Min istro della pubblica istru zione, con ord inanza adottata d intesa con il Ministro dell università e della ricerca scientifica e tecnologica, entro 150 giorni dalla data di entrata in vigore della p resente legge, istituisce e discip lina corsi per il conseguimento dell abilitazione all insegnamento nella scuola materna e nella scuola secondaria di primo e secondo g rado della durata di un anno. Detti corsi comprendono l approfondimento della d idattica delle d iscipline comprese nelle classi di concorso nonché degli aspetti più significativi della funzione docente. Essi si concludono con un esame consistente in una prova scritta e in una prova orale comprensiva della discussione di una ricerca attinente alle problematiche oggetto dei corsi medesimi, per la verifica e valutazione dei risultati. 28. Ai corsi di cui al comma 27 sono ammessi i docenti non di ruolo in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge e che abbiano prestato servizio per almeno 360 giorni, nel settennio La partecipazione ai corsi non comporta l esonero dagli obblighi di servizio. 29. All onere derivante dall attuazione delle disposizioni di cu i ai commi 27 e 28 si provvede mediante ricorso a una quota del fondo di cui al comma 26. (9) Periodo abrogato, con effetto dal 1 gennaio 1997, dall art. 1, comma 86, della l. 23 dicembre 1996, n Si riporta il testo originario dell ultimo periodo dell art. 1, comma 30, della l. 28 dicembre 1995, n. 549: Sono esclusi i docenti che necessitano del periodo di cinque anni fuori ruolo per raggiungere l età di pensionamento prevista dai regimi vigenti. (10) Comma abrogato, con effetto dall 11 settembre 1999, dall art. 9, comma 4, lettera a), punto 14), del d.lgs. 27 luglio 1999, n Si riporta il testo originario dell a rt. 1, comma 35, della l. 28 dicembre 1995, n. 549: 35. Per favorire il processo di trasferimento delle conoscenze e delle innovazioni tecnologiche alle piccole e medie imprese le università e gli enti pubblici di ricerca non strumentali a carattere nazionale possono accedere, per le attività propedeutiche alla realizzazione dei singoli progetti di trasferimento tecnologico, ai finanziamenti di cui all articolo 3, legge 17 febbraio 1982, n (11) Termine prorogato al 31 dicembre 2006 dall art. 9, comma 1-bis, del d.l. 9 novembre 2004, n. 266, convertito, con modificazioni, dalla l. 27 dicembre 2004, n (12) Comma così sostituito, da ultimo, con effetto dal 1 gennaio 2003, dall art. 70, comma 1, lettera a), della l. 27 dicembre 2002, n In precedenza lo stesso comma 54 era stato sostituito, con effetto dal 27 marzo 1997, dall art. 8, comma 1, lettera a), del d.l. 25 marzo 1997, n. 67, convertito con modificazioni, dalla l. 23 maggio 1997, n. 135, con il seguente: 54. Al fine di razionalizzare la spesa per investimenti pubblici, con particolare riguardo alla realizzazione degli interventi ammessi al cofinanziamento comunitario, di competenza delle regioni, delle province, dei comuni, dei loro consorzi anche con la partecipazione di altri soggetti pubblici e privati, delle comunità montane, dei
15 consorzi di bonifica e consorzi di irrigazione, delle società pe r la gestione di se rvizi pubblici cui partecipano gli enti locali e delle aziende speciali di detti enti, è istituito presso la Cassa depositi e prestiti il Fondo rotativo per la progettualità. Il Fondo anticipa le spese necessa rie per gli studi di fattib ilità, per l elaborazione dei p rogetti preliminari, definitivi ed esecutivi, incluse le valutazioni di impatto ambientale e altre rilevazioni e ricerche necessarie. La dotazione del Fondo è stabilita in lire 500 miliardi, mediante apporto della Cassa depositi e prestiti a valere sui fondi derivanti dal servizio dei conti correnti postali. Il sessanta per cento delle predette risorse è riservato in favore delle aree depresse del territorio nazionale. Si riporta infine il testo originario dell art. 1, comma 54, della l. 28 dicembre 1995, n. 549: 54. Al fine di razionalizzare la spesa per investimenti pubblici, con particola re riguardo alla realizzazione degli interventi ammessi al cofinanziamento comunitario d i competenza delle regioni, delle province, dei comuni, d i loro consorzi e d i comunità montane, è istitu ito p resso la Cassa depositi e p restiti il Fondo rotativo per la progettualità. Il Fondo anticipa, nel limite del 90 per cento, le spese necessarie per gli stud i di fattibilità, per la elaborazione dei progetti di massima, incluse le valutazioni di impatto ambientale e altre rilevazioni e ricerche necessarie, e per l elaborazione dei progetti definitivi ed esecutivi. La dotazione del Fondo è stabilita in lire 5 00 miliardi, mediante apporto della Cassa depositi e prestiti a valere sui fondi derivanti dal servizio dei conti correnti postali. Il 60 per cento delle predette risorse è riservato in favore delle aree depresse del territorio nazionale.. (13) Comma così sostituito, da ultimo, con effetto dal 1 gennaio 2003, dall art. 70, comma 1, lettera b), della l. 27 dicembre 2002, n In precedenza lo stesso comma 56 era stato sostituito, con effetto dal 27 marzo 1997, dall art. 8, comma 1, lettera b), del d.l. 25 marzo 1997, n. 67, convertito con modificazioni, dalla l. 23 maggio 1997, n. 135, con il seguente: 56. I soggetti di cui al comma 54, pe r la copertura delle spese ivi contemplate, possono beneficiare dei finanziamenti del Fondo sulla base di programmi di opere pubbliche da realizzare, allegando una relazione tecnica dalla quale risultino la finalità, la localizzazione, la conformità allo strumento urbanistico vigente o gli eventuali adeguamenti previsti per lo stesso, il costo presunto dell opera da realizzare, nonché la prevista copertura finanziaria. Per le domande di anticipazione la Cassa depositi e prestiti richiede le integrazioni alla relazione tecn ica ritenute necessarie al fine di procedere alla conseguente valutazione delle domande stesse, da espletare mediante il ricorso anche a società partecipate dalla Cassa medesima. L anticipazione è concessa dalla Cassa depositi e prestiti a valere sulle disponibilità del Fondo, con determinazione del direttore generale, nel limite massimo del dieci per cento del costo presunto dell opera.. Si riporta infine il testo originario dell art. 1, comma 56, della l. 28 dicembre 1995, n. 549: 56. Gli enti di cui al comma 54, per la copertura delle spese ivi contemplate, possono beneficia re dei finanziamenti del Fondo sulla base di programmi di opere pubbliche da realizzare, allegando una relazione tecnica dalla quale risultino la finalità, la localizzazione, la conformità allo strumento urbanistico vigente o gli eventuali adeguamenti previsti per lo stesso, il costo presunto dell opera da realizzare, nonchè la prevista copertura finanziaria. Il limite massimo dell anticipazione, concessa dalla Cassa depositi e prestiti con determinazione del proprio diretto re generale a valere sulle disponibilità del Fondo, è pari al 10 per cento del costo presunto dell opera; per richieste di anticipazione superiori all importo di ECU la Cassa depositi e prestiti, previa valutazione, da espletare anche mediante ricorso a soggetti estern i o a società pa rtecipate dalla Cassa medesima, potrà richiedere integrazioni alla relazione tecnica.. (14) Comma aggiunto, con effetto dal 1 gennaio 2003, dall art. 70, comma 1, lettera c), della l. 27 dicembre 2002, n (15) Comma così sostituito, da ultimo, con effetto dal 1 gennaio 2003, dall art. 70, comma 1, lettera b), della l. 27 dicembre 2002, n In precedenza lo stesso comma 57 era stato sostituito, con effetto dal 27 marzo 1997, dall art. 8, comma 1, lettera c), del d.l. 25 marzo 1997, n. 67, convertito con modificazioni, dalla l. 23 maggio 1997, n. 135, con il seguente: 57. L anticipazione, aumentata delle eventuali spese di valutazione, è rimborsata, secondo le modalità concordate con la Cassa depositi e prestiti, dopo il perfezionamento della provvista finanziaria necessaria alla realizzazione dell opera. T rascorsi cinque anni dalla data di erogazione dell anticipazione, ovvero quattro ann i qualora la stessa sia finalizzata alla progettazione definitiva, i soggetti di cui al comma 54 sono tenuti a rimborsare alla Cassa depositi e prestiti l anticipazione maggiorata delle eventuali spese di valutazione, anche qualora non sia stata perfezionata la provvista finanziaria necessaria alla realizzazione dell opera, ovvero l opera non sia realizzabile, o sia venuto meno l interesse pubblico alla sua realizzazione. Si riporta infine il testo originario dell art. 1, comma 57, della l. 28 dicembre 1995, n. 549: 57. L anticipazione, aumentata delle eventuali spese di valutazione, costituisce parte integrante del costo dell opera e viene rimborsata in un unica soluzione all atto del perfezionamento della provvista finanziaria necessaria alla realizzazione dell opera. Trascorsi tre anni dalla data di concessione dell anticipazione, ovvero due, qualora la stessa sia finalizzata alla progettazione definitiva, gli enti di cui al comma 54 sono tenuti a rimborsare alla Cassa depositi e prestiti l anticipazione maggiorata delle eventuali spese di valutazione, anche qualora non sia stata perfezionata la provvista finanziaria necessaria alla realizzazione dell opera, ovvero l opera non sia realizzabile, o sia venuto meno l interesse pubblico alla sua realizzazione.. (16) Comma così sostituito, con effetto dal 27 marzo 1997, dall art. 8, comma 1, lettera d), del d.l. 25 marzo 1997, n. 67, convertito con modificazioni, dalla l. 23 maggio 1997, n Si riporta il testo originario dell art. 1, comma 58, della l. 28 dicembre 1995, n. 549:
16 58. Alla Cassa depositi e prestiti, sulle somme apportate, è riconosciuto un tasso di interesse pari al tasso del conto corrente intrattenuto dalla Cassa con la Tesoreria dello Stato. I relativi oneri, a carico degli enti beneficiari, si aggiungono all anticipazione ricevuta e sono rimborsati all atto della restituzione dell anticipazione medesima.. (17) Comma abrogato, con effetto dal 1 gennaio 2002, dall art. 58, comma 135, del d.p.r. 8 giugno 2001, n Si riporta il testo originario dell art. 1, comma 65, della l. 28 dicembre 1995, n.549: 65. Il comma 6 dell artico lo 5-bis del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, è sostituito dal seguente: 6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano in tutti i casi in cui non sono stati ancora determinati in via definitiva il prezzo, l entità dell indennizzo e/o del risa rcimento del danno, alla data di entrata in vigo re della legge di conversione del presente decreto.. (18) Comma così modificato, con effetto dal 1 gennaio 1997, dall art. 2, comma 180, della l. 23 dicembre 1996, n. 662, che alle parole lire 940 miliard i e lire 800 milia rdi ha sostituito rispettivamente le parole lire 829 miliardi e lire 689 miliardi. (19) Comma abrogato, con effetto dal 1 gennaio 1997, dall art. 3, comma 106, della l. 23 dicembre 1996, n Si riporta il testo originario dell art. 1, comma 82, della l. 28 dicembre 1995, n. 549: 82. L Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato è autorizzata a vendere i propri beni immobili patrimoniali, a trattativa privata e senza limiti di valore, agli enti locali territoriali ovvero alle Amministrazioni dello Stato. Il prezzo di cessione è stabilito dal competente Ufficio tecnico erariale.. (20) Comma abrogato, con effetto dal 13 ottobre 2000, dall art. 274, comma 1, lette ra jj), del d.lgs. 18 agosto 2000, n Si riporta il testo origina rio dell art. 1, comma 89, della l. 28 dicembre 1995, n. 549: 89. Nell articolo 32, comma 2, della legge 8 giugno 1990, n. 142, la lettera i) è sostituita dalla seguente: i) la contrazione dei mutui non previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio comunale e la emissione dei prestiti obbligazionari;. Art A decorrere dall anno 1996 le quote di spettanza sul prezzo di vendita al pubblico delle spe cia lità medicina li co llo cate ne lle cla ssi a) e b) di cui a ll a rtico lo 8, comma 10, de lla legge 24 dicembre 1993, n. 537 sono fissate per i grossisti e per i farmacisti al 7 per cento ed al 26 per cento sul prezzo di vendita al pubblico al netto dell imposta sul valore aggiunto (IVA). Il Se rvizio sanita rio nazio nale, ne l pro ce de re a lla co rresponsione a lle fa rmacie di qua nto dovuto, trattiene a titolo di sconto una quota pari al 3 per cento dell importo al lordo dei ticket, fatta eccezione per le farmacie rurali che godono dell indennità di residenza alle quali è trattenuta una quota pari all 1,5 per cento. L importo dello sconto dovuto dalla farmacia non concorre alla determ inazione della base imponibile né ai fini dell imposta né dei contributi dovuti dalla farmacia. 2. (1) 3. Le misure del concorso delle regioni Sicilia e Sardegna al finanziamento del Servizio sanitario nazionale previste dall articolo 34, comma 3, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, sono elevate rispettivamente al 35 per cento e al 25 per cento. In ogni caso il maggior onere posto a carico delle regioni non può essere superiore alla differenza tra l incremento annuo delle entrate tributarie regionali e delle devoluzioni di tributi erariali rilevato a consuntivo e quello convenzionalmente calcolato applicando un tasso annuo d incremento pari al 2 per cento. Il Ministro del tesoro provvede all eventuale rimborso spettante alle regioni. All eventuale onere si provvede mediante l aumento delle accise sui prodotti superalcolici in modo da determ inare un incremento delle entrate di importo pari allo stesso onere. 4. Il rapporto tra le unità sanitarie locali e i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta, convenzionati con il Servizio sanitario nazionale ai sensi dell articolo 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed integrazioni, cessa al compimento del settantesimo anno di età. 5. Le regioni, entro il 31 dicembre 1996, con apposito atto programmatorio di carattere gene rale an che a s tra lcio del p iano san ita rio reg io nale, p rovvedono a ris tru ttu ra re la rete
17 ospedaliera, prevedendo l utilizzazione dei posti letto ad un tasso non inferiore al 75 per cento in media annua ed adottando lo standard di dotazione media di 5,5 posti letto per mille abitanti, di cui l 1 per mille riservato alla riabilitazione ed alla lungodegenza posta cuzie, con un tasso di spedalizzazione del 160 pe r m ille. Le regioni pro cedo no a lla ristrutturazione della rete ospedaliera operando le trasformazioni di destinazione, gli accorpamenti, le riconversioni e le disattivazioni necessari, con criteri di economicità ed efficienza di gestione, anche utilizzando i finanziamenti di cui all articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, che devono essere prioritariamente finalizzati ai progetti funzionali al raggiungimento dei parametri indicati al primo periodo del presente comma. Le regioni comple tano la ristrutturazione de lla re te o speda lie ra entro il 31 dicembre L organizzazione interna degli ospedali deve osservare il modello dipartimentale al fine di consentire a servizi affini e complementari di operare in forma coordinata per evitare ritardi, disfunzioni e distorto utilizzo delle risorse finanziarie. Le regioni procedono ad attività di controllo e verifica sulla osservanza delle disposizioni di cui ai commi da 1 a 14 del presente articolo, sul corretto utilizzo da parte degli erogatori di prestazioni sanitarie ospedaliere delle risorse impiegate nel trattamento dei pazienti e sulla qualità dell assistenza.(2) 6. L INAIL può destinare in via prioritaria una quota fino al 15 per cento dei fondi dispo nibili, su de libe ra de l co nsiglio di amministrazione, pe r la rea lizzazione o pe r l a cquisto di immobili, anche tramite accensione di mutui da destinare a strutture da locare al Servizio sanitario nazionale ovvero a centri per la riabilitazione, da destinare in via prioritaria agli infortunati sul lavoro e da gestire, previa intesa con le regioni, nei limiti dello standard di 5,5 posti letto per mille abitanti, di cui l 1 per mille riservato alla riabilitazione ed alla lungodegenza post-acuzie. 7. Il termine fissato dall articolo 8, comma 7, ultimo periodo, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e d inte grazioni, pe r la cessazione de i rapporti convenzionali in atto tra il Servizio sanitario nazionale e la medicina specialistica, ambula to ria le, gene ra le ivi compre sa la diagnostica strumenta le e di la bo ra to rio, e l instaurazione di nuovi rapporti fondati sul criterio dell accreditamento, sulla modalità di pagamento a prestazione e sull adozione del sistema di verifica e revisione della qualità delle attività svolte e delle prestazioni erogate, è prorogato a non oltre il 30 giugno Rimane co nfe rmata altresì agli a ssistiti la fa co ltà di libe ra sce lta de lle strutture sa nita rie e de i professionisti a norma degli articoli 8 e 14 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni. 8. Analo gamente a quanto già pre visto pe r le aziende ed i pre sìdi ospeda lie ri da ll a rtico lo 4, commi 7, 7-bis e 7-ter, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dall articolo 6, comma 5, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, nell ambito dei nuovi rapporti instaurati ai sensi dell articolo 8, comma 5, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed integrazioni, ferma restando la facoltà di libera scelta, le regioni e le unità sanitarie locali, sulla base di indicazioni regionali, contrattano, sentite le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative, con le strutture pubbliche private ed i professionisti eroganti prestazioni sanitarie un piano annuale pre ve ntivo che ne s ta bilis ca qua ntità presunte e tipolo gia, anche a i fini degli o ne ri da sostenere. 9. In sede di prima applicazione del sistema di remunerazione delle prestazioni di cui all articolo 8, comma 5, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed integrazioni, le regioni fissano il livello massimo delle tariffe da corrispondere nel proprio territorio ai soggetti erogatori entro un intervallo di variazione compreso tra il valore delle tariffe individuate dal Ministro della sanità, con propri decreti, sentita la Confe renza pe rmanente pe r i rappo rti fra lo Sta to, le re gio ni e le pro vince autonome di Trento e di Bolzano, ed una riduzione di tale valore non superiore al 20 per cento, fatti salvi i livelli inferiori individuati in base alla puntuale applicazione dei criteri di cui all articolo 3 del decreto del Ministro della sanità 15 aprile 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficia le n. 107 del 10 maggio Pe r l a ssistenza spe cia listica ambula to riale, ivi compresa la diagnostica strumentale e di laboratorio, il Ministro della sanità individua, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, oltre alle suddette tariffe, le prestazioni erogabili nell ambito del Servizio sanitario nazionale.
18 10. Le disposizioni di cui all articolo 8, comma 3, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, sui fondi di incentivazione previsti per il comparto della Sanità, si interpretano nel senso che sono applicabili anche al personale medico veterinario e ai dipendenti degli Istituti zoo profila ttici spe rimenta li a de co rre re da l 1 genna io Fermo restando che le unità sanitarie locali devono assicurare i livelli uniformi di assistenza di cui al Piano sanitario nazionale approvato ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni, i limiti di spesa comunque stabiliti per le singole tipologie di prestazioni sanitarie non costituiscono vincolo per le regioni che certifichino al Ministero della sanità il previsto mantenimento, a fine esercizio, delle proprie occorrenze finanziarie nei limiti dello stanziamento determinato in ragione della quota capitaria, ragguagliata ai suddetti livelli, di cui all articolo 12, comma 3, del citato decreto legislativo. Le eventuali eccedenze che dovessero risultare rispetto al predetto stanziamento restano a carico dei bilanci regionali.(3) 11-bis. In deroga alle disposizioni del comma 11, per il 1996 e per il 1997 l onere a carico del Servizio sanitario nazionale per l assistenza farmaceutica può registrare un incremento non superiore al 14 per cento rispetto a quanto previsto dal comma 5 dell articolo 7 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, fermo restando il mantenimento delle occorrenze finanziarie delle regioni nei limiti degli stanziamenti suddetti.(4) 12. Le regioni e le province a utonome di Trento e di Bo lzano co ntro lla no la gestione de lle unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere anche attraverso osservatori di spesa o altri strumenti di controllo appositamente individuati. Qualora al 30 giugno di ciascun anno risulti la te ndenza a l ve rifica rsi di disa vanzi, le regioni e le pro vince autonome a ttivano le m isure indicate dall articolo 13 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni, riferendone in sede di presentazione della relazione prevista dall articolo 6 della legge 23 dicembre 1994, n Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, allo scopo di fronteggiare le esigenze dei rispettivi servizi sanitari, provvedono a predisporre un piano, da realizzare entro il 30 giugno 1997, per alienare, per affidare in gestione anche ad organism i specializzati ovvero per conferire, a titolo di garanzia per la contrazione di mutui o per l accensione di altre forme di credito, gli immobili destinati ad usi sanitari sottoutilizzati o non ancora completati, o comunque non indispensabili al mantenimento dei livelli delle prestazioni sanitarie. Adottano altresì i provvedimenti di trasferimento dei beni alle unità sanitarie locali ed alle aziende ospedaliere di cui all articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni, entro il termine di centottanta giorni dalla data di entra ta in vigo re della prese nte legge, a vva lendo si, o ve ne ce ssa rio, di o rga nismi spe cia lizza ti pe r la rile va zio ne e la va lo rizzazione de i pa trimoni immobiliari. Sca duto ta le te rm ine, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della sanità, previa diffida, attiva il potere sostitutivo con la nomina di commissari ad acta per l adozione dei conseguenti provvedimenti. Le norme del presente comma non si applicano alle regioni e alle province autonome che non beneficiano di trasferimenti a carico del Servizio sanitario nazionale. 14. Per l accertamento della situazione debitoria delle unità sanitarie locali e delle aziende ospeda lie re a l 31 dicembre 1994, le re gio ni a ttribuiscono a i dire tto ri ge ne ra li de lle istituite aziende unità sa nita rie lo ca li le funzioni di commissa ri liquida to ri de lle soppresse unità sanitarie locali ricomprese nell ambito territoriale delle rispettive aziende. Le gestioni a stralcio di cui all articolo 6, comma 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, sono trasformate in gestioni liquidatorie. Le sopravvenienze attive e passive relative a dette gestioni, accertate successivamente al 31 dicembre 1994, sono registrate nella contabilità delle citate gestioni liquidatorie. I commissari entro il termine di tre mesi provvedono a ll a cce rtamento de lla s ituazio ne debito ria e presentano le risultanze ai compe tenti o rgani regionali. 15. Il secondo ed il terzo periodo del comma 16 dell articolo 8 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dal comma 3 dell articolo 1 della legge 23 dicembre 1994, n.
19 724, sono sostituiti dai seguenti: A decorrere dal 1 gennaio 1996 sono altresì esentati dalla partecipazione alla spesa sanitaria di cui ai commi 14 e 15 i portatori di patologie neo pla stiche maligne, i pazienti in a ttesa di tra pia nti di o rgani, nonchè i tito la ri di pe nsioni sociali ed i familiari a carico di questi ultimi. A partire dalla stessa data sono inoltre esentati da lla pa rte cipazio ne a lla spesa sa nita ria di cui a i commi 14 e 15 i diso ccupa ti ed i lo ro familiari a carico, nonchè i titolari di pensioni al minimo di età superiore a sessant anni ed i loro fam iliari a carico, purchè appartenenti ad un nucleo fam iliare con un reddito complessivo, riferito all anno precedente, inferiore a lire 16 milioni, incrementato fino a lire 22 m ilio ni in prese nza del coniuge ed in ragione di un ulte rio re m ilio ne di lire pe r ogni figlio a carico. 16. Ne ll a rtico lo 14, comma 1, de lla legge 23 luglio 1991, n. 223, la disposizione di cui all ultimo periodo continua a trovare applicazione limitatamente al settore agricolo. 17. Nel settore agricolo, ai soli fini del calcolo delle prestazioni temporanee, resta fermo il salario medio convenzionale rilevato nel Per quanto riguarda il trattamento concesso per intemperie stagionali nel settore edile, gli importi massimi della integrazione salariale sono pari a quelli vigenti in base al secondo comma dell articolo unico della legge 13 agosto 1980, n. 427, come sostituito dall articolo 1, comma 5, del decreto legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, incrementati del 20 per cento e successivamente adeguati nelle misure ivi previste. 18. Ai fini de ll applica zio ne de l comma 19, si conside ra la vo ro strao rdina rio pe r tutti i lavoratori, ad eccezione del personale che svolge funzioni direttive: a ) quello che e ccede le qua ranta ore ne l caso di regime di ora rio settimana le; b) que llo che e ccede la media di qua ranta ore se ttimanali ne l caso di regime di ora rio plurisettimanale previsto dai contratti collettivi nazionali ovvero, in applicazione di questi ultimi, dai contratti collettivi di livello inferiore. In tal caso, tuttavia, il periodo di riferimento non può essere superiore a dodici mesi. 19. L ese cuzione de l la vo ro strao rdina rio compo rta, a ca rico de lle imprese co n più di quindici dipendenti, il versamento, a favore del Fondo prestazioni temporanee dell Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), di un contributo pari al 5 per cento della re tribuzione re la tiva alle o re di strao rdina rio compiute. Pe r le imprese industria li tale m isura è elevata al 10 per cento per le ore eccedenti le 44 ore e al 15 per cento, indipendentemente dal numero dei lavoratori occupati, per quelle eccedenti le 48 ore. 20. La quota del gettito contributivo di cui al comma 19 eccedente la somma di lire 275 miliardi per l anno 1996 e di lire 300 m iliardi a decorrere dal 1997, è versata dall INPS all entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnata al capitolo 1176 dello stato di previsione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, concernente il Fondo per l occupazione di cui all articolo 1 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e successive modificazioni, per finanziare misure di riduzione dell orario di lavoro e di flessibilità dell orario medesimo ivi incluse quelle previste dall articolo 7 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, che trovano applicazione anche successivamente al 31 dicembre Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, sono stabiliti criteri e modalità di a ttuazio ne de lle disposizioni di cui al pre sente comma. 21. Il versamento di cui al comma 20 non è dovuto nei casi in cui lo svolgimento di lavoro straordinario crei in capo al lavoratore, secondo i criteri stabiliti dalla contrattazione collettiva, il diritto ad una corrispondente riduzione dell orario normale di lavoro e tale riduzione venga effettivamente goduta. Il versamento non è altresì dovuto per specifiche attività individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto co n il Ministro de l teso ro, in conside razione delle pa rtico la ri ca ra tte ristiche di esple tamento delle prestazioni lavorative.
20 22. L accesso ai trattamenti straordinari di integrazione salariale e di mobilità a favore delle imprese esercenti attività commerciali, delle agenzie di viaggio e turismo e degli operatori turistici, nonché delle imprese di spedizione e di trasporto con più di cinquanta addetti di cui, rispettivamente, all articolo 7, comma 7, del decreto legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e all articolo 5, comma 3, del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, è prorogato fino al 31 dicembre 1997, e per le imprese di spedizione e di trasporto fino al 31 dicembre 1996, nei limiti di una spesa complessiva non superiore a lire 40 miliardi annui. Per lo stesso periodo vige l assoggettamento ai relativi obblighi contributivi. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, sono definiti i relativi criteri concessivi nei limiti delle predette risorse.(5) 23. A valere sulla disponibilità del Fondo per l occupazione di cui all articolo 1 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e successive modificazioni, una quota non superiore a lire 20 miliardi è destinata, per l anno 1996, al finanziamento dei contratti di solidarietà nel settore artigiano. 24. A decorrere dal 1 gennaio 1996 le imprese comunicano ai sindaci dei comuni i nominativi dei lavoratori residenti, sospesi dal lavoro ed in favore dei quali sia riconosciuto il diritto al trattamento straordinario di integrazione salariale, non impegnati in attività formative e di orientamento. I predetti nominativi vengono altresì comunicati dalle imprese a lla Commissione regiona le pe r l impiego.(6) I comuni, gli enti lo ca li e d i lo ro conso rzi, ovvero i soggetti promotori di cui all articolo 14, decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451, possono provvedere ad a vvia re dire ttamente i pre detti la vo ra to ri in a ttività so cia lmente utili e di tute la dell ambiente, anche in deroga all articolo 1 del decreto-legge 4 dicembre 1995, n I lavo ra to ri che rifiutano di esse re impe gna ti pe rdono il diritto a l tra ttamento di integra zio ne salariale per un periodo di tempo pari a quello dell attività ad essi offerta, ferme restando le eccezioni di cui all articolo 9, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e all articolo 6, comma 5, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n Le impre se che fanno richiesta di co ncessione del tra ttamento di integrazione sa la ria le sono tenute a da rne contestua le info rmazione a i comuni di residenza. 25. L articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, si interpreta nel senso che, in caso di pluralità di contratti collettivi intervenuti per la medesima categoria, la retribuzione da assumere come base pe r il ca lco lo de i co ntributi pre videnzia li ed assistenzia li è quella stabilita da i co ntra tti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative nella categoria. 26. (7) 27. (7) 28. I giornali pornografici e i cataloghi, esclusi quelli di informazione libraria, sono soggetti all aliquota IVA del 19 per cento e sono parimenti esclusi dalla resa forfettaria di cui all articolo 74, primo comma, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, nonché dalle riduzioni tariffarie di cui all articolo 28 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni.(8) 29. All articolo 3, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 250, dopo le parole: comma 8 sono inse rite le segue nti: e a l comma 11, limita tamente alle imprese indica te ne l presente periodo, con esclusione dell applicazione dell articolo 2, comma 1, della legge 14 agosto 1991, n. 278,. Al medesimo articolo 3, comma 2, della citata legge n. 250 del 1990, è aggiunto, in fine, il se guente pe riodo: Pe r le coo pe ra tive di gio rnalisti editrici di quo tidiani di cui al presente comma la testata deve essere editata da almeno tre anni. L ammontare dei contributi previsti dai commi 8, 10 e 11 dell articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250 e dall articolo 4, comma 2, della stessa legge, non può comunque superare il 50 per cento dei costi presi a base del calcolo dei contributi stessi.(9)

References: articolo 3
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