Source: http://www.slideshare.net/SmauContents/smau-padova-2014-nicola-gelmi
Timestamp: 2016-07-27 05:29:39+00:00

Document:
Le "best practices" per una adeguata compliance normativa a tutela de…
Le "best practices" per una adeguata compliance normativa a tutela dei propri investimenti
Santangelo LUISS
by compliance integrata
Perchè costituire una Trading Compa...
by yqytest
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Le best practices per
un’adeguata compliance
normativa a tutela dei propri
Piero Baldon, Nicola Gelmi
Stefano Neri, Luigi Rufo
Avv. Piero Baldon
Le best practices per un’adeguata
compliance normativa a tutela dei
E-commerce: adeguamenti del sito
e della attività di prestazione di
servizi alle normative a tutela dei
destinatari e in particolare dei
consumatori alla luce del nuovo
d.lgs. n. 21/14
Le best practices per un’adeguata compliance normativa a tutela dei propri investimenti
Il prestatore di servizi “online” è sottoposto alla direttiva 2000/31 adottata in Italia con il d.lgs n. 7003
Prestatore: persona fisica o giuridica che presta un servizio della società dell’informazione
Prestatore stabilito: colui che esercita effettivamente un’attività economica mediante una stabile organizzazione per un tempo indeterminato
la normativa si applica ad ogni forma di e-commerce, a prescindere da chi sia il destinatario dei servizi, ossia chi usa un servizio, in particolare per
ricercare o rendere accessibili informazioni.
ART. 7 Informazioni generali obbligatorie, accessibili in modo permanente (generalità, contatti ecc).
ART. 8 Obblighi di informazione per le comunicazioni commerciali contenute in un’informativa immediata (provenienza, natura, ecc.)
ART. 12 Informazioni dirette alla conclusione di un contratto da fornirsi in modo chiaro, comprensibile ed inequivocabile prima dell’inoltro
dell’ordine (fasi per la conclusione del contratto, modo di archiviazione, mezzi per correzione errori, codici di condotta, lingue oltre italiano,
strumenti di soluzione delle controversie)
ART. 13 Inoltro dell’ordine. Accusare ricevuta senza ingiustificato ritardo dell’ordine in via telematica, contenente il riepilogo delle condizioni
contrattuali e delle informazioni del bene (prezzo, mezzi di pagamento, recesso, costi di consegna, tributi)
IN CASO DI VIOLAZIONE DELLA NORMATIVA
Sanzioni amministrative: salvo reato, violazione artt. 7,8,9,10 e 12 comportano sanzione amministrativa da 103 a 10000 euro, raddoppiati in caso di gravità o recidiva
Rimane valido, perché ai sensi dell’art. 13, “Le norme sulla conclusione dei contratti si applicano anche nei casi in cui il destinatario di un bene o di un servizio della società dell'informazione inoltri il proprio ordine per via
Le clausole vessatorie ex art. 1341 2° co. c.c. vanno approvate ugualmente per iscritto, anche se il destinatario non è consumatore
Chi rivolge la vendita di prodotti o la prestazione di servizi a consumatori, è sottoposto anche al codice del consumo (d.lgs 2062005), ora modificato dal d.lgs n. 21 del 21 febbraio
2014 in attuazione della direttiva 1183.
13 giugno 2014 per i contratti conclusi dopo tale data.
Particolari maggiori informazioni prima della conclusione del contratto (indirizzo geografico, numero telefonico per un contatto rapido, modulo di recesso,
Prevalenza, in caso di conflitto, del codice del consumo rispetto al d.lgs 702003
Ordine con obbligo di pagare come dicitura obbligatoria sul tasto di ordine
In caso di contratto con telefono, vincolo per il consumatore solo dopo accettazione per iscritto dell’offerta ricevuta, anche con firma elettronica
14 giorni per esercitare il recesso, decorrenti in modo diverso a seconda di consegna di beni, frazionata o meno (immissione nel possesso, o di servizi (conclusione del contratto).
Utilizzo di un modulo standard per l’esercizio del recesso o mediante
qualunque altra forma di comunicazione.
14 giorni per la restituzione della somma (salvo ritardo nella restituzione
del bene, da effettuarsi entro 14 giorni dalla comunicazione di recesso)
1 anno per esercitare il recesso in caso di mancata fornitura delle
Divieto di imposizione di costi superiori a quelli sostenuti in caso di utilizzo
di metodi di pagamento alternativi
Passaggio del rischio al momento del possesso del bene in capo al
Dott. Nicola Gelmi
Dott. Nico Gelmi
La “ legge 633/41” tutela secondo il
LA FORMA ESPRESSIVA di un’opera creativa per la
vita dell’autore e fino a 70 anni dalla sua morte.
DDott. Nicola Gelmi
Quali sono gli elementi tutelati solitamente dal diritto d’autore
in una pagina web ?
Una pagina web è compilata in un apposito linguaggio che la rende visibile come normalmente ci
appare. Gli elementi che classicamente rientrano nella proprietà intellettuale sono :
Fotografie Immagini Musica Video Audio
C’è una licenza d’uso?
Posso usare questi elementi liberamente?
La proprietà intellettuale è una risorsa
Proteggere una pagina web vuol dire proteggere
IL FRAMING - PARTE 1
Una pagina web è compilata in un apposito codice che viene interpretato dai browsers e ci
mostra la pagina come normalmente la vediamo.
<!DOCTYPE HTML><html xmlns="http://www.a.org/414/xhtml" xml:lang="it-IT" lang="it-IT"
><head><link href=“Framing.htl" rel="canonical" />
Il framing consiste nell’inserire codice di una pagina in un’altra, appropriandosi dei contenuti e non
permettendo all’utente di distinguere tra originale e copia.
IL FRAMING - PARTE 2
In ambito BtB questa condotta dovrà essere valuta nell’ottica della concorrenza sleale perché si sfrutta il lavoro altrui e si
induce confusione nell’utente.
Ai sensi della legge 633/41 con una recente sentenza (13 febbraio 2014 pronuncia C 466/12 ) la corte di giustizia dell’Unione‑
Europea parla di violazione del diritto d’autore:
“..per ricadere nella nozione di «comunicazione al pubblico» (come definita dalla direttiva 2001/29) occorre che una
comunicazione […] riguardante le stesse opere della comunicazione iniziale ed effettuata in Internet come la comunicazione
iniziale, quindi con le stesse modalità tecniche, sia rivolta ad un pubblico nuovo, cioè ad un pubblico che i titolari del diritto
d’autore non abbiano considerato, al momento in cui abbiano autorizzato la comunicazione iniziale al pubblico.”
LINKING E DEEPLINKING – PARTE 1
La possibilità di linkare elementi è una delle peculiarità del web.
La sopracitata pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione riscrive lo scenario preesistente.
Per violare il diritto d’autore attraverso un link devono ricorrere due elementi :
1- Un pubblico nuovo, cioè non considerato dai detentori dei diritti alla prima comunicazione al pubblico dell’opera;
2- In secondo luogo il materiale linkato non deve essere liberamente disponibile all’utenza, quindi si deve generare un link
che aggiri misure di sicurezza o limitazioni.
LINKING E DEEPLINKING – PARTE 2
Il Deeplinking implica il collegamento ad una risorsa interna di un sito Web, non passando quindi da alcuna homepage.
La sentenza c-466/14 modifica anche questa condotta ma bisogna fare delle valutazioni specifiche :
1. Non linkando il sito, ma ad una risorsa interna, la gran parte degli altri contenuti potrebbero non venire visualizzati;
2. La presenza di banner pubblicitari potrebbe non essere proficua come normalmente accade, non passando dal sito
3. Questa condotta può sollevare le stesse problematiche del framing e a prescindere dalla punibilità sulla base della legge
633/41 può rilevare ai fini della concorrenza sleale.
COSA PROTEGGE LA P.I.?
Visto che le norme in questa materia sono molto carenti, e spesso mancano degli orientamenti
giurisprudenziali ben definiti la tutela da parte di un’impresa deve passare da strumenti diversi :
• Proteggere la propria pagina web in modo tecnico, investendo sui responsabili Ict, impedendo atti non
autorizzati e aggiornando le tecnologie alla base della pagina ;
• Vietare esplicitamente determinate condotte, anche in presenza di disposizioni legislative non
chiarissime, per agevolare una futura azione di tutela;
• specie per quanto riguarda le opere fotografiche è obbligatorio indicare il nome di chi detiene i diritti di
utilizzazione economica,l'indicazione dell'anno di realizzazione della fotografia, e se la foto riproduce
un'opera d'arte il nome dell'autore dell'opera;
E-Commerce: privacy a
In materia di e-commerce devono esser altresì rispettati il D. Lgs. 196/2003 «Codice in
materia di protezione dei dati personali» e gli specifici provvedimenti e/o Linee guida
emanate dal Garante per la protezione dei dati personali.
E-Commerce: privacy a norma di legge
Dati Personali Dati Identificativi
Per un corretto e chiaro trattamento di «DATI» attraverso un sito web è necessario provvedere
alla redazione di due distinte informative, art. 13 del Codice Privacy.
Policy privacy : Documento che informa gli utenti che accedono al sito internet
Dati raccolti (es. Cookies)
Informativa : Documento da rilasciare all’ utente che fornisce i dati richiesti per fruire
di un servizio (es. Newsletter) o iscriversi all’area riservata (es. per
concludere acquisti e/o scaricare materiale) …ecc
ATTENTI AL COPIA / INCOLLA
Le finalità e i dati richiesti devo rispettare i principi di pertinenza e non eccedenza.
L’informativa deve essere quanto più specifica
sulla base delle esigenze del sito
SANZIONE : DA 6.000 A 36.000 euro
I COOKIES E IL D. Lgs. 69/12
I Cookies sono file di testo che contengono brevi informazioni sulla navigazione effettuata dall’utente e utili ai providers, sia per migliorare l’uso del mezzo da parte dell’utente (es. salvataggio
password, contatore visualizzazione) sia per veicolare, sulla base dell’analisi della navigazione, le offerte pubblicitarie.
Con il D. Lgs. 69/12 si passa da un sistema di Opt-out ad un sistema di Opt-it
L’utente dovrà NECESSARIAMENTE esplicitare il proprio consenso all’utilizzo,
salvo che non siano necessarie alla prestazione del servizio richiesto.
Cookies Necessari : Essenziali per il corretto funzionamento del sito, scadono
solitamente alla chiusura del browser (c.d. di sessione).
- Non si richiede il consenso
Performance Cookies : Forniscono informazioni utili all’utente migliorando la
sua esperienza durante la navigazione. - Non si richiede
Cookies Funzionali : Ricordano all’utente le scelte fatte o determinate
Cookies Pubblicitari : Usati per la profilazione degli utenti al fine di presentare
contenuti più adatti ai loro interessi.
-Si richiede il consenso
• Informato
Per i «dati comuni» si richiede che sia documentato per iscritto ( es. flag apposita casella), per i «dati sensibili» manifestato in forma scritta.
Importante: Tra i casi di esclusione del consenso abbiamo che esso non è necessario per eseguire obblighi derivanti da un contratto o per adempiere a
specifiche richieste dell’interessato.
COMUNICAZIONI COMMERCIALI TRAMITE E-MAIL
«Ai trattamenti effettuati ai fini promozionali tramite strumenti automatizzati o a questi equiparati si applica l'art. 130, commi 1
e 2, del Codice, in base al quale l'utilizzo di tali strumenti per le finalità di marketing è consentito solo con il consenso preventivo
del contraente o utente (c.d. opt-in).»
( Linee Guida Garante, doc. web n. 2542348)
Pertanto, senza il consenso preventivo non è possibile inviare comunicazioni promozionali con i predetti strumenti neanche
nel caso in cui i dati personali siano tratti da registri pubblici, elenchi, siti web atti o documenti conosciuti o conoscibili da
chiunque (es. PEC).
L’art. 31 del Codice Privacy stabilisce che i dati personali devono essere custoditi e controllati sulla base: del progresso tecnologico, natura dei dati, specifiche
Art. 33  Trattamento senza l’ausilio di strumenti informatici
Art. 34  Trattamento con l’ausilio di strumenti informatici
Avv. Stefano Neri
amministrativa dell'impresa
digitale nella commissione di
Il D.Lgs. n. 231/2001 disciplina la responsabilità amministrativa degli enti derivante
da illecito penale (cd. reato presupposto) commesso da insiders dell'impresa
nell'interesse o a vantaggio dell'impresa stessa.
Commissione di un illecito penale, artt. da 24 a 25-duodecies, solo espressamente
previsti (principio di legalità), ma tendenza del legislatore ad aumentare le ipotesi:
ad esempio crimini informatici e violazioni in materia di diritto d'autore.
digitale nella commissione di crimini informatici
• Responsabilità formalmente amministrativa, ma:
- competenza del giudice penale del reato presupposto;
- le regole procedurali del codice di procedura penale per quanto non previsto dal
- stesse garanzie per l'imputato nel procedimento penale del reato presupposto.
• Secondo la Corte di Cassazione sarebbe un tertium genus (Cass. Sez. 6, Sentenza n.
2251 del 05/10/2010).
AUTONOMIA DELLA RESPONSABILITA'
L'ente sarà condannato anche se:
• il soggetto non è identificato;
• il soggetto non è imputabile a qualsiasi titolo (mancanza della capacità d'intendere e
di volere);
• il reato estinto per intervenuta amnistia (anche se il soggetto vuole rinunciare
all’amnistia);
• Non ammessa costituzione di parte civile nel procedimento 231 (Cass. Sez. 6 n. 2251
del 05/10/2010), ma possibilità di chiedere il risarcimento in sede civile da parte del
• Art. 640-ter c.p.: frode informatica commessa ai danni dello Stato o di altro ente pubblico
• Art. 615-ter c.p. -------> Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico
• Art. 617-quater c.p. ---> Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni
informatiche o telematiche.
• Art. 617-quinquies c.p. ---> Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o
interrompere comunicazioni informatiche o telematiche.
• Art. 635-bis c.p. ----> Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici.
• Art. 635-ter c.p. ----> Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici utilizzati dallo
Stato o da altro ente pubblico o comunque di pubblica utilità
• Art. 635-quater c.p. ----> Danneggiamento di sistemi informatici o telematici.
• Art. 635-quinquies c.p. ---> Danneggiamento di sistemi informatici o telematici di pubblica utilità.
• Art. 615-quater c.p. ---> Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o
• Art. 615-quinquies c.p. ---> Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti
a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico
• Art. 491-bis c.p. ---> Falsità ideologica o materiale aventi come oggetto documenti informatici.
• Art. 640-quinquies c.p. ---> Frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di
Art. 25 – novies
Delitti in materia di violazione di diritto d’autore
Un dirigente della srl già esistente che svolge attività di e-commerce, intende
ottenere i benefici previsti dalla legge riservate alle start up innovative.
La domanda per chiedere l’iscrizione nella sezione speciale presso la Camera
di Commercio, e corredata dei relativi documenti, viene compilata in forma
telematica con firma digitale ed inviata ai vari enti della P.A. competenti. I
documenti contenenti le informazioni specifiche in merito agli investimenti
per ricerca e sviluppo ed ai titoli di studio dei soci sono modificati di modo da
ottenere i benefici previsti per legge.
Reati ipotizzati:
Art. 491-bis c.p. ----> Falsità ideologica o materiale aventi come oggetto
Il dipendente della spa che svolge attività di e-commerce, infetta con un
malware un computer usato da un’impresa concorrente alterando i dati degli
ordini ricevuti e distruggendo la gran parte della documentazione presente nei
Art. 615-ter c.p. ----> Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico
Art. 635-bis c.p. ----> Danneggiamento di informazioni, dati e programmi
Art. 635-quater c.p. ----> Danneggiamento di sistemi informatici o telematici.
• SI - Enti forniti di personalità giuridica, società di persone o di capitali (snc, sas, srl,
spa, et cetera), associazioni non riconosciute
• NO - imprese individuali (divieto di analogia in malam partem, Cass. Sez. 6,
Sentenza n. 18941 del 03/03/2004, confermata nel 2012, difforme 2011).
Il reato deve essere commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente. Non
responsabile l'ente, se l'insider ha agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi,
ma attenzione;
• sussiste la responsabilità da reato dell'ente qualora la persona giuridica abbia
avuto un interesse anche solo concorrente con quello dell'insider alla
commissione del reato presupposto (Cass. Sez. 6, Sentenza n. 24559 del
1)Persone che rivestono posizione apicale (dirigenti, amministratori, rappresentanti,
anche compiti di gestione de facto)
2)Persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei precedenti soggetti.
- Fatto commesso da terzi nell'interesse o a vantaggio dell'ente? Nessuna
responsabilità, non possibilità di controllo.
1)Persone che rivestono posizione apicale.
Presunzione di colpevolezza non assoluta, inversione dell'onere probatorio
Dal principio di innocenza al principio di colpevolezza
L'ente è esente da personalità:
• se prova di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del
reato, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della stessa
specie di quello per cui si procede (valutazione ex ante, probatio diabolica);
• soggetto terzo autonomo responsabile, o viceversa esente da responsabilità (ODV);
• elusione fraudolenta dei modelli di organizzazione e di gestione.
Compliance programs della Governance aziendale
• individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati (risk assessment)
• protocolli specifici diretti a programmare formazione e attuazione delle decisioni in relazione ai reati da
prevenire (risk management);
• gestione delle risorse finanziarie idonee per impedire reati;
• obblighi di informazione nei confronti dell'organismo autonomo (ODV);
• sistema disciplinare idoneo.
2)Persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza.
L'ente è responsabile se la commissione del reato dipende da un deficit
organizzativo, di controllo, inosservanza degli obblighi di direzione e
• se prova di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della
commissione del reato, modelli di organizzazione e di gestione e di
controllo idonei a prevenire reati della stessa specie di quello per cui si
procede (valutazione ex ante, probatio diabolica).
MODELLI DI ORGANIZZAZIONE, DI GESTIONE E DI CONTROLLO
Compliance programs del personale dipendente
Il modello prevede misure idonee a garantire lo svolgimento dell’attività, nel rispetto della legge e
a scoprire ed eliminare tempestivamente situazioni di rischio, in relazione a:
• aggiornamento del modello quando sono scoperte significative violazioni delle prescrizioni
ovvero quando intervengono mutamenti nell'organizzazione o nell'attività (follow – up);
• un sistema disciplinare idoneo
Cosa rischia l’impresa
1) Sanzione pecuniaria.
2) Sanzioni interdittive / commissario giudiziale
3) Confisca
4) Pubblicazione della sentenza di condanna (facoltativa, e solo se applicata una
sanzione interdittiva)
1)Sanzione pecuniaria
Si applica sempre. Sanzione calcolata “per quote”.
1 quota ---> da € 258,23 a € 1.549,37
Minimo 100 quote, Massimo 1.000 quote
• Quante quote:
Il giudice determina il numero delle quote tenendo conto di:
- grado della responsabilità' dell'ente;
- attività svolta per eliminare o attenuare le conseguenze del fatto e per prevenire la
commissione di ulteriori illeciti.
• Quanto la singola quota:
Il giudice determina la singola quota sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali dell'ente
Casi di riduzione della sanzione
- ½, MAX 100.000 €
• reato commesso nel prevalente interesse proprio o di terzi e per l'ente nessun
vantaggio oppure vantaggio minimo;
• danno patrimoniale di particolare tenuità;
da – 1/3, a - ½, se prima del processo
• danno risarcito integralmente, e adoperato per eliminare le conseguenze
dannose o pericolose del reato;
• modello organizzativo idoneo a prevenire reati della specie di quello
2)Sanzioni interdittive
- Interdizione dall'esercizio dell'attività.
- Sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla
- Divieto di contrattare con la P.A. (eccezione prestazioni di un pubblico servizio).
- Esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca
di quelli già concessi.
MINIMO tre mesi, MASSIMO due anni
Carattere particolarmente afflittivo
l'applicazione è sottoposta a rigide condizioni
• espressamente previste per quel reato;
• profitto di rilevante entità e reato commesso da soggetti in posizione apicale ovvero da
dipendenti, se gravi carenze organizzative, oppure
• reiterazione degli illeciti.
Non si applicano se:
• reato commesso nel prevalente interesse proprio o di terzi e per l'ente nessun vantaggio
oppure vantaggio minimo;
• danno patrimoniale di particolare tenuità.
3)Confisca.
Nei confronti dell'ente è sempre disposta, con la sentenza di condanna, la
confisca del prezzo o del profitto del reato, salvo che per la parte che può essere
restituita al danneggiato. Sono fatti salvi i diritti acquisiti dai terzi in buona fede.
Quando non possibile, confisca di:
• beni;
• altre utilità di valore equivalente al prezzo o al profitto del reato.
E' incentrato sull'utilizzo delle sanzioni interdittive. Esigenza cautelare del pericolo di reiterazione di reati della
stessa indole.
Gravi indizi di reato a carico dell'ente (requisiti oggettivi e soggettivi)
concreto pericolo di reiterazione
• Discrezione sull'applicazione di misure cautelari ----> art. 275 c.p.p., idoneità, proporzionalità e
adeguatezza della misura.
• L'interdizione dell'attività solo come extrema ratio.
• Possibilità di sospendere la misura cautelare: l'ente chiede di poter realizzare gli adempimenti riparatori e
organizzativi cui la legge condiziona l'esclusione delle sanzioni interdittive.
Il Modello 231 «tailored»
• Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana SpA;
• Linee Guida di Confindustria;
• indagine condotta dal Comitato per l'Area D.Lgs 231/2001
dell'Associazione Italiana Internal Auditors (AIIA);
• CoSO I, II e III (Commitee of Sponsoring Organizations of the Treadway
• principi di revisione ISA ( International Standards on Auditing)
• Autonomia  delega di funzioni piena ed incondizionata
• Dotato di un proprio budget di spesa
• Dotato di strumenti adeguati per eseguire la vigilanza  professionalità
• Definizione delle attività dell’ODV
• Comunicazione ordinaria da/verso ODV
1. Risk assessment (Analisi del rischio)
. Individuazione e mappatura aree di rischio
. Organigramma funzionale, deleghe e procedure esistenti
. Codice Etico e sanzioni disciplinari
2. Risk management (Gestione del rischio)
. Protocolli specifici (scopo preventivo)
. Monitoraggio
. Follow-up
Dipendenti, lavoratori subordinati, ma lavoratori autonomi o parasubordinati (es. partite iva,
contratto a progetto)?
• Conciliare modelli di organizzazione e prevenzione con il divieto di controllo a distanza dei
lavoratori previsto dall'art. 4 L. 300/1970:
 Misure di sicurezza
 Controllo «diretto» No (Sniffing, Wiretapping); controllo «indiretto» Si (black list,
download/upload)
 Notifiche di avviso di operazioni sospette?
• Aspetto della logistica
Inventario dei beni, movimentazione merci, sicurezza dei lavoratori
• Il colpo tentato (D.L. n. 93/2013)
 Delitti ex art. 55, comma 9, D.Lgs. n. 231/2007
 Delitti Parte III, Titolo III, Capo II, D.Lgs. n. 196/2003 (es. spamming): Data Protection
Officer / Privacy Officer
Nexen La Funzione Compliance_LUISS

References: ART. 7

ART. 8

ART. 12

ART. 13
 art. 1341
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13

Art. 33

Art. 34
 Sentenza 
 Art. 640
 Art. 615
 Art. 617
 Art. 617
 Art. 635
 Art. 635
 Art. 635
 Art. 635
 Art. 615
 Art. 615
 Art. 491
 Art. 640

Art. 25

Art. 491

Art. 615

Art. 635

Art. 635
 Cass. Sez. 

Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 275
 art. 55