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Timestamp: 2017-07-20 12:43:06+00:00

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L’Avvocato del Martedì_ INFORTUNI SUL LAVORO: IL MAGGIOR DANNO NON LIQUIDATO DALL’INAIL DA CHI DEVE ESSERE PAGATO? - Il Moderatore.it - Quotidiano Popolare
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Che cosa è l’infortunio sul lavoro?
A chi grava l’onere della prova per gli infortuni sul lavoro?
L’art. 2087 c.c. prevede: “l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. Ciò posto, in caso di infortuni sul lavoro, al dipendente spetterà l’onere di dimostrare l’esistenza di un rapporto di lavoro, dell’infortunio stesso ovvero della malattia, nonché il nesso di causalità tra l’ambiente di lavoro ovvero tra l’impiego di un determinato strumento di lavoro e il danno subito. Viceversa, il datore di lavoro, per andare esente da responsabilità, dovrà dimostrare il rispetto della specifica normativa antinfortunistica, nonché di aver adottato tutte quelle misure sufficienti a tutelare la salute del lavoratore, anche vigilando sul rispetto delle regole apprestate dall’ordinamento per la sicurezza suo luoghi di lavoro.
Qual è il soggetto legittimato a coprire gli infortuni sul lavoro?
Inail (Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) copre tutti gli infortuni sul lavoro del lavoratore anche se direttamente causati dal lavoratore stesso per negligenza, imprudenza o imperizia ed estende la copertura assicurativa anche agli incidenti che il lavoratore potrebbe avere durante il normale tragitto di andata e ritorno tra casa e posto di lavoro, in itinere.
Come si deve comportare il lavoratore se si infortuna sul posto di lavoro?
Il lavoratore in caso di infortunio sul lavoro deve in primo luogo dare immediata comunicazione dell’incidente al datore di lavoro, il quale lo invita a recarsi al Pronto Soccorso. A seguito della visita medica, il medico di turno rilascia il primo certificato che deve essere trasmesso dal lavoratore al datore di lavoro. Quest’ultimo a sua volta deve obbligatoriamente presentare per via telematica il “nuovo modello di denuncia infortunio sul lavoro INAIL”, nel caso in cui i giorni di prognosi dovessero superare i tre giorni oltre la giornata in cui si è verificato il sinistro. Presentata la denuncia infortunio INAIL online, il lavoratore infortunato, tre giorni prima della scadenza della prognosi indicata sul certificato medico del pronto soccorso deve recarsi alla visita medica presso gli ambulatori INAIL. Successivamente alla visita INAIL, l’istituto può:
Fissare un nuovo appuntamento in caso di continuazione della temporanea con relativo certificato medico infortunio INAIL da consegnare al datore di lavoro;
A tal proposito la Cassazione con sentenza n. 3074/2016 ha affermato: “alla luce delle differenze strutturali e funzionale esistente tra indennizzo Inail ex art. 13 D.lgs. n. 38/2001 e il diritto al risarcimento del danno, si esclude che le somme versate dall’istituto assicuratore a tale titolo possano considerarsi integralmente satisfattive del diritto al risarcimento del danno biologico: il lavoratore infortunato (o affetto da malattia professionale) ha quindi diritto di agire in giudizio nei confronti del datore di lavoro per domandare il ristoro del danno differenziale (ovvero ad ottenere la differenza tra quanto liquidato dall’Inail e la somma spettante in applicazione dei principi del diritto civile). L’infortunio INAIL è cumulabile?
Assolutamente Si, può essere cumulato con:
L’assegno per congedo matrimoniale, che è erogato sulla differenza tra retribuzione spettante nello stesso periodo e l’integrazione INAIL;
L’assegno per il nucleo familiare che spetta sia per i gironi di carenza e fino a un massimo di 3 mesi.
E’possibile che il danno derivante da infortunio sul lavoro si prescriva?
In ossequio all’art. 2087 c.c., si applica la prescrizione decennale. In tale ipotesi, qualora le somme vengano corrisposte in ritardo, spetta al lavoratore anche il danno da ritardo che può essere calcolato dal Giudice mediante ricorso alle presunzioni, ovverossia presumendo che il lavoratore avrebbe utilizzato le somme riconosciutogli “al pari di qualsiasi risparmiatore, avvalendosi delle forme di investimento normalmente usate da simile soggetto economico, traendo frutti ed in parte utilizzandoli (calcolando quindi il pregiudizio causatogli dal mancato godimento dell’equivalente monetario). Se hai qualche dubbio o perplessità sulla questione, l’Avvocato Francesca Paola Quartararo, sarà pronta a risponderVi, scriveteci nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu
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References: sentenza 
 art. 13

art. 13
 art. 2087
 art. 13
 art. 2087