Source: https://www.laleggepertutti.it/265191_modulo-autocertificazione-atto-di-nascita
Timestamp: 2019-04-24 07:07:48+00:00

Document:
21 Gennaio 2019 | Autore: Antonio Carlei
> Moduli Pubblicato il 21 Gennaio 2019
Rapporti con la pubblica amministrazione: come e quando è possibile certificare i propri dati anagrafici.
La burocrazia sfocia spesso in una serie complessa di compiti a cui devi assolvere prima di poter ottenere il certificato che ti serve. A volte il documento richiesto ti serve al più presto poiché lo devi allegare ad una istanza urgente. Potresti essere costretto a recarti presso più uffici e affrontare lunghe file. Puoi evitare ciò avvalendoti di un potere che la legge ti attribuisce. Infatti puoi tu stesso dichiarare alla Pubblica Amministrazione alcuni fatti, assumendoti la responsabilità di dire il vero. Ad esempio non è necessario munirsi sempre di un certificato di nascita, poiché potrai anche fare una dichiarazione sostitutiva. Ovviamente ci sono delle regole che dovrai rispettare e degli elementi fondamentali che dovrai inserire nelle dichiarazioni. Il potere che la legge ti attribuisce è molto comodo, ma implica importanti obblighi e serie conseguenze in caso di dichiarazioni false. In tale ipotesi potresti anche commettere un reato. Se però ti comporterai diligentemente ed onestamente avrai la possibilità di depositare più rapidamente le tue istanze. Per agevolare i tuoi rapporti con la pubblica amministrazione, in fondo all’articolo, troverai il modulo autocertificazione atto di nascita.
1 Che cos’è l’atto di nascita?
2 Che cos’è la dichiarazione sostitutiva di certificazione?
3 Quando posso usare della dichiarazione sostitutiva?
4 È possibile autocertificare i dati di nascita di un figlio minorenne?
5 A cosa serve l’autocertificazione dell’atto di nascita?
6 Ci sono casi in cui posso fare a meno sia dell’autocertificazione sia dell’atto di nascita?
7 Ci sono casi in cui è indispensabile munirsi dell’atto di nascita?
8 Quale valore hanno le dichiarazioni sostitutive?
9 La dichiarazione deve essere sottoscritta?
10 Cosa fare se non posso firmare la dichiarazione?
11 Quali sono gli elementi essenziali della dichiarazione sostitutiva?
12 Ci sono conseguenze penali per il funzionario che rifiuta di ricevere l’autocertificazione?
13 Ci sono conseguenze disciplinari per il funzionario che rifiuta di ricevere l’autocertificazione?
14 Posso agire in giudizio se l’istanza che ho presentato viene rigettata perché ho utilizzato una dichiarazione sostitutiva di un certificato?
15 Quali sono le conseguenze delle false dichiarazioni?
Che cos’è l’atto di nascita?
L’atto di nascita è il documento, tenuto in Comune, in cui sono riportati innanzitutto luogo, data ed ora della nascita di una persona e l’identificazione dei genitori.
Il Comune si compone di più uffici: il funzionario che si occupa degli atti di nascita è l’ufficiale dello stato civile. Questo procederà ad aggiornare l’atto ogni volta che si verificherà un evento che riguarda le tue condizioni strettamente personali: l’adozione, la nomina di curatori e tutori, la stipula di matrimoni e la pronuncia di divorzi, l’acquisto della cittadinanza, i cambi del nome e la morte. L’aggiornamento viene definito, in gergo tecnico-giuridico, annotazione.
Può sembrare banale, ma alle volte è un documento indispensabile per esercitare alcuni diritti. Pensa all’ipotesi in cui tu voglia ottenere il congedo obbligatorio di maternità.
Puoi visionare o ottenere copia dell’atto di nascita recandoti in Comune, presso l’ufficio dello stato civile. Il funzionario incaricato non potrà chiederti il pagamento dell’imposta di bollo, poiché rientra tra gli atti esenti.
Che cos’è la dichiarazione sostitutiva di certificazione?
Per venire incontro alle esigenze dei cittadini, la legge prevede che i privati abbiano un potere di autocertificazione.
Procediamo per gradi. Il certificato è un documento in cui il pubblico ufficiale dichiara la veridicità di alcuni fatti (come ad esempio i dati relativi alla nascita). In sostituzione del certificato di nascita, potrai esibire presso gli uffici pubblici una tua dichiarazione [1].
Quando posso usare della dichiarazione sostitutiva?
Non sempre potrai avvalerti della dichiarazione sostitutiva, poiché la legge indica dettagliatamente i casi in cui è possibile fare un’autocertificazione.
Innanzitutto puoi dichiarare tu stesso la data e il luogo di nascita, la residenza, la cittadinanza, il godimento dei diritti civili e politici, il tuo stato di celibe, coniugato, vedovo o libero. Poi, hai anche il potere di autocertificare il tuo stato di famiglia, l’esistenza in vita, la nascita del figlio, i decessi di coniuge, ascendente o discendente.
Il potere di autocertificazione si estende anche a questioni di natura professionale: potrai rendere dichiarazioni sostitutive circa l’iscrizione in albi, in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni, l’appartenenza a ordini professionali, il titolo di studio gli esami sostenuti, la qualifica professionale posseduta, il titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica.
Così se fai ad esempio una istanza dove dichiari ad una pubblica amministrazione di essere ingegnere o medico potrai autocertificare la tua qualifica senza la necessità che il tuo ordine professionale di appartenenza ti rilasci apposita certificazione.
Anche nelle questioni fiscali potrai usare la dichiarazione sostitutiva: puoi autocertificare la tua situazione reddituale o patrimoniale ed indicare coloro che sono a tuo carico (o di chi sei a carico tu). Altresì è in tuo potere dichiarare l’avvenuto pagamento dei contributi, il possesso e il numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria.
La legge ti consente anche di autocertificare la tua posizione lavorativa, la pendenza di procedure fallimentari a tuo carico e l’assenza di precedenti penali o indagini a tuo carico. Così ad esempio non dovrai di volta in volta recarti in tribunale e chiedere una certificazione apposita, ma potrai dichiarare tu stesso l’assenza di condanne penali.
È possibile autocertificare i dati di nascita di un figlio minorenne?
I genitori di figli minori possono autocertificare i dati di nascita del loro figlio.
In ipotesi di questo tipo però dovrai fare una dichiarazione sostitutiva più complessa.
Innanzitutto dovrai indicare i tuoi dati personali: nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza. Poi dovrai indicare i dati di tuo figlio, cioè nome, cognome data e luogo di nascita.
Infine dovrai spiegare che tuo figlio è ancora minorenne e pertanto sei tu a rendere la dichiarazione per suo conto.
A cosa serve l’autocertificazione dell’atto di nascita?
L’autocertificazione dell’atto di nascita ti serve tutte le volte che dovrai dimostrare alle pubbliche amministrazioni luogo e data della tua nascita o di quella dei tuoi figli.
Pensa a quando il Comune pubblica avvisi pubblici e bandi per la formazione di una graduatoria di assegnazione di alloggi popolari. Dovrai dimostrare alcuni dati afferenti la nascita (come il luogo o la data di nascita). A quel punto potrai autocertificare, salva diversa e motivata disposizione, tutti i dati che riguardano la tua nascita o quella dei tuoi figli minorenni.
Ancora: se sei un lavoratore dipendente o un contribuente INPS potrai autocertificare la nascita di tuo figlio all’Inps stessa e quindi richiedere di usufruire di deduzioni fiscali o di assegni familiari che ti spettano. La stessa autocertificazione, se sei un libero professionista iscritto in un albo, potrai consegnarla al tuo ente previdenziale (ad esempio Cassa Forense per gli avvocati o l’Enpam per i medici e gli odontoiatri o ancora Inarcassa per architetti e ingegneri) per fare domanda di riconoscimento e pagamento dei contributi in tuo favore e derivanti dalla nascita di un figlio.
Anche in caso di matrimonio, nella fase delle pubblicazioni, invece del certificato di nascita potrai fare un’autocertificazione.
Ci sono casi in cui posso fare a meno sia dell’autocertificazione sia dell’atto di nascita?
Non ti servirà invece alcuna autocertificazione per l’attribuzione del codice fiscale di tuo figlio appena nato: infatti, vi è un collegamento tra il Comune e l’agenzia delle entrate che consente ai due enti di scambiarsi telematicamente le informazioni necessarie.
Quindi sarà sufficiente che tu faccia formale richiesta all’Agenzia delle Entrate mediante compilazione di un apposito modulo che ti verrà rilasciato o che potrai scaricare dal sito dell’Agenzia delle entrate. La compilazione del modulo è semplice ed intuitiva poiché sotto ogni riquadro, di cui si compone il modello, è indicato cosa dovrai annotare.
Ci sono casi in cui è indispensabile munirsi dell’atto di nascita?
Non sempre può farsi uso dell’autocertificazione poiché esistono leggi speciali che ti impongono di munirti di certificato di nascita.
Ad esempio c’è chi dubita sulla possibilità di usare l’autocertificazione dell’atto di nascita se sei cittadino straniero ed intendi richiedere la cittadinanza italiana. Infatti, nei modelli predisposti dal ministero dell’Interno, tra i documenti espressamente richiesti per la procedura di concessione della cittadinanza vi è l’estratto dell’atto di nascita completo di tutte le generalità.
Quale valore hanno le dichiarazioni sostitutive?
Le dichiarazioni sostitutive che predisponi hanno una durata pari ai certificati che sostituiscono [2].
Per esempio, se il certificato avrebbe avuto durata di sei mesi, anche la dichiarazione sarà valida per sei mesi.
La Pubblica Amministrazione predispone dei moduli per la redazione delle dichiarazioni sostitutive. Potrai utilizzare questi modelli in cui sarà anche annotato un rinvio alle sanzioni penali che ti saranno applicate in caso di false dichiarazioni.
La dichiarazione deve essere sottoscritta?
Ogni dichiarazione sostitutiva deve essere sottoscritta da te, ma con una firma semplice, senza necessità di autentica.
Quindi non dovrai recarti da un notaio per far autenticare la firma. Del resto lo strumento dell’autocertificazione tende proprio a semplificare le procedure in favore del privato cittadino.
Cosa fare se non posso firmare la dichiarazione?
Può capitare che per ragioni di salute ti trovi nell’impossibilità di sottoscrivere la dichiarazione sostitutiva che intendi inviare alla pubblica amministrazione.
A questi inconvenienti ha pensato anche il legislatore con una disposizione specifica dettata sia per coloro che sono impossibilitati a firmare sia per coloro che non sono capaci di apporre la loro sottoscrizione [3].
Infatti se non puoi firmare potrai beneficiare dell’aiuto di un pubblico ufficiale che ha il potere di raccogliere la tua dichiarazione. Prima di ciò, il pubblico ufficiale dovrà accertare la tua identità mediante verifica di un tuo documento di identità ovviamente in corso di validità (cioè non scaduto). A quel punto, il pubblico ufficiale attesta che la dichiarazione è stata a lui resa da te in presenza di un impedimento a firmare.
Se non puoi firmare per una causa temporanea di salute (ad esempio una frattura alla mano) la dichiarazione potrà essere resa dal coniuge, dai figli o da un parente, ma prima dovrà essere accertata la loro identità.
Quali sono gli elementi essenziali della dichiarazione sostitutiva?
La dichiarazione sostitutiva deve contenere innanzitutto gli elementi idonei a identificare chi la presenta.
La Pubblica Amministrazione che riceve la dichiarazione deve essere in grado di poter identificare con assoluta precisione chi l’ha resa. L’incertezza sull’autore dell’autocertificazione avrà come conseguenza l’illegittimità della dichiarazione stessa, che non sarà presa in considerazione. Quindi, è bene sempre indicare nome cognome e codice fiscale in tutte le dichiarazioni che depositi ed allegare un tuo documento di identità.
La dichiarazione deve recare anche le precise circostanze che si vogliono autocertificare. Ad esempio se intendi fare un’autocertificazione dell’atto di nascita dovrai riportare tutti i dati personali (luogo, data ed ora della nascita, nome, sesso nonché i dati afferenti i tuoi genitori).
Tutti i modelli di dichiarazioni sostitutive di solito contengono la norma di legge che ti autorizza a fare l’autocertificazione. Se fai la tua dichiarazione senza indicare la legge che ti autorizza, non preoccuparti poiché tale elemento non è obbligatorio. Viceversa è fondamentale che nella dichiarazione sostitutiva tu faccia espresso riferimento alle sanzioni penali per le ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni mendaci ivi indicate. Questo elemento è considerato cruciale dalla legge. Ciò perché con tale affermazione ti assumi la responsabilità piena e consapevole della verità dei fatti che riferisci nella dichiarazione. Pertanto in mancanza di questo elemento l’autocertificazione non sarà valida [4].
Ci sono conseguenze penali per il funzionario che rifiuta di ricevere l’autocertificazione?
Fare una dichiarazione sostitutiva è un tuo diritto, però chiaramente disciplinato dalla legge.
Se la dichiarazione è completa, la Pubblica Amministrazione non può rifiutarsi di riceverla e non può omettere di valutarla. La legge sul punto è chiarissima e lascia pochi spazi a dubbi. Pertanto, è molto raro, ma non impossibile, che un funzionario pubblico si rifiuti di ricevere la tua dichiarazione sostitutiva, pretendendo un certificato. Tuttavia se si verifica un’ipotesi di questo tipo, vi sono gravi conseguenze.
Il primo passo è quello di conoscere il numero di protocollo dell’istanza che presenti ed a cui è allegata l’autocertificazione. Poi dovrai sapere quali sono le ragioni del rifiuto espresso dal funzionario. È un tuo diritto che questi elementi ti vengano forniti per iscritto ed in caso contrario potrai ottenerli mediante un’azione giudiziaria.
A quel punto, se le ragioni del rifiuto sono legittime (ad esempio la mancata sottoscrizione della dichiarazione, ovvero la stessa è incompleta) non potrai esprimere rimproveri alla Pubblica Amministrazione. Viceversa, se il rifiuto è illegittimo e magari immotivato, il funzionario rischia di incorrere in un reato.
Infatti, il rifiuto o l’omissione di atti d’ufficio possono comportare una responsabilità penale del funzionario. Certamente è reato, punito con la reclusione da sei mesi a due anni, il rifiuto di compiere un atto di ufficio in gravi casi, ossia quando l’atto, per giustizia, sicurezza, ordine pubblico o igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo [5]. Non sempre però vi sono esigenze di quel tipo.
Il funzionario però non potrà comunque omettere di compiere atti del suo ufficio. Infatti, è reato l’omissione dell’atto d’ufficio decorsi trenta giorni dalla richiesta dell’interessato senza che siano a questo comunicate le ragioni del ritardo. In questo secondo caso la pena è alternativamente la reclusione fino ad un massimo di un anno o la multa fino ad un massimo di euro 1.032,00 [6].
Quindi, se un funzionario rifiuta di ricevere la tua dichiarazione o omette di emanare il provvedimento richiesto perché non intende accettare la tua dichiarazione potrai denunciare il fatto all’autorità giudiziaria in modo che, se ricorrono gli estremi del reato, venga aperto un procedimento penale.
Ci sono conseguenze disciplinari per il funzionario che rifiuta di ricevere l’autocertificazione?
Vi potrebbero essere conseguenze anche per quel che attiene il rapporto lavorativo tra funzionario e pubblica amministrazione poiché il funzionario ti offrirebbe informazioni del tutto sbagliate.
Infatti, la legge vieta alla pubblica amministrazione di rilasciare ai privati certificati contenenti fatti, stati e qualità personali da esibire ad altre pubbliche amministrazioni o a privati gestori di pubblico servizio.
Quindi non puoi ottenere un certificato dell’atto di nascita da esibire alla pubblica amministrazione. Il funzionario non può pretendere che tu vada in altri uffici pubblici per chiedere certificati di questo tipo da consegnargli. Una errata informazione di questo tipo anziché rappresentare un servizio integra un disservizio perché ti farebbe perdere tempo inutilmente.
Tutti i certificati che la Pubblica Amministrazione rilascia, infatti, recano la seguente dicitura “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblico servizio”. A quel punto, la condotta del funzionario sarebbe certamente negligente, metterebbe in cattiva luce la pubblica amministrazione e potrebbe avere conseguenze disciplinari.
Posso agire in giudizio se l’istanza che ho presentato viene rigettata perché ho utilizzato una dichiarazione sostitutiva di un certificato?
Le istanze che rivolgi alla Pubblica Amministrazione sono decise mediante un provvedimento di accoglimento o di rigetto.
Se la tua istanza è rigettata perché hai usato una dichiarazione sostitutiva, nei casi in cui la legge te lo permette, potrai agire contro la Pubblica Amministrazione. Infatti, avrai sessanta giorni di tempo per fare ricorso al T.A.R. per chiedere l’annullamento del provvedimento di rigetto.
Quali sono le conseguenze delle false dichiarazioni?
Innanzitutto, le dichiarazioni sostitutive che sottoscrivi sono considerate come fatte ad un pubblico ufficiale [7].
La legge prevede espressamente che la dichiarazione sostitutiva falsa abbia conseguenze penali. Esiste un reato definito falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico [8]. Questo si configura quando attesti circostanze false ad un pubblico ufficiale ed in un atto pubblico destinato a provare la verità
Affinché sorga una tua responsabilità penale deve esserci il dolo, ossia devi essere consapevole che stai dichiarando il falso.
Infatti, la legge sulle dichiarazioni sostitutive attribuisce all’autocertificazione la capacità di provare le circostanze in essa contenute. La stessa legge punisce ai sensi del codice penale chi fa false dichiarazioni. Quindi alla dichiarazione falsa consegue la tua responsabilità penale [9].
Vi sono poi anche conseguenze di natura amministrativa circa la falsità delle dichiarazioni rese. Infatti se dichiari il falso, la pubblica amministrazione potrebbe accertare la non veridicità della tua dichiarazione. In questo caso emanerà un provvedimento con cui ti potrebbe anche revocare i benefici che sono conseguenza della tua dichiarazione falsa [10].
Pensa, ad esempio, se hai chiesto ed ottenuto dei benefici fiscali grazie ad una dichiarazione falsa. La pubblica amministrazione, dopo aver accertato la falsità della dichiarazione, annullerà il provvedimento con cui ti ha concesso le agevolazioni fiscali e ti chiederà il pagamento totale dell’imposta.
(art. 46 del D.P.R. 28 dicembre 2000.n. 445)
nato/a in ______________________________________________________________
residente in _____________________________________via _______________________
consapevole che in caso di dichiarazione mendace, formazione di atti falsi o loro uso, sarà penalmente responsabile e sarà punito ai sensi della legge penale secondo quanto prescritto dall’art. 76 del D.P.R. 445/2000 e che, inoltre , qualora dal controllo effettuato emerga la non veridicità del contenuto di taluna delle dichiarazioni rese, decadrà dai benefici conseguenti al provvedimento eventualmente emanato sulla base della dichiarazione non veritiera (art. 75 D.P.R. 445/2000)
DICHIARA DI ESSERE NATO/A
a _____________________________________________________ (__________) il ______________________
Esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 37 del D.P.R. 445/2000
[1] Art. 46 D.P.R. n. 445 del 28.12.2000.
[2] Art. 48 D.P.R. n. 445 del 28.12.2000.
[3] Art. 4 D.P.R. n. 445 del 28.12.2000.
[4] T.A.R. Calabria Catanzaro Sez. II sent. n. 419 del 23.04.2008.
[5] Art. 328 co. I cod. pen.
[6] Art. 328 co. II cod. pen.
[7] Art. 76 D.P.R. n. 445 del 28.12.2000.
[8] Art. 483 cod. pen.
[9] Cass. pen. sez. V sent. n. 20570 del 15.06.2006.
[10] Art. 75 D.P.R. n. 445 del 28.12.2000.

References: Art. 46
 Art. 48
 Art. 4
 Art. 328
 Art. 328
 Art. 76
 Art. 483
 Cass. 
 Art. 75