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Timestamp: 2020-08-03 18:24:32+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25468 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25468 del 12/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 12/12/2016, (ud. 19/10/2016, dep.12/12/2016), n. 25468
sul ricorso 7184/2015 proposto da:
EQUITALIA SUD SPA, (OMISSIS), società soggetta all’attività di
direzione e coordinamento di Equitalia Spa, in persona del
Responsabile Contenzioso Esattoriale, elettivamente domiciliata in
ROMA, VIA COLA DI RIENZO 28, presso lo studio dell’avvocato
DONATELLA CARLETTI, che la rappresenta e difende giusta procura in
M.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA RUGGERO
LEONCAVALLO 2, presso lo studio dell’avvocato MAURIZIO CENCI, che lo
rappresenta e difende giusta procura a margine del controricorso;
AGENZIA DELLE ENTRATE – DIREZIONE PROVINCIALE ROMA (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 5659/37/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di ROMA 13/05/2014, depositata il 23/09/2014;
19/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. GUIDO FEDERICO.
Equitalia Sud spa ricorre, con un unico motivo, nei confronti del contribuente M.M. che resiste con controricorso, nonchè dell’Agenzia delle Entrate, che non ha svolto nel presente giudizio attività difensiva, per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio n. 5659/37/14, depositata il 23 settembre 2014, con la quale, confermando la sentenza di primo grado, è stato accolto il ricorso del contribuente avverso la cartella di pagamento per “inesistenza” della notifica dell’atto impugnato.
Con l’unico motivo di ricorso Equitalia Sud spa denunzia la violazione e falsa applicazione degli artt. 156 e 160 c.p.c., in relazione all’art. 360, n. 3), lamentando che la CTR abbia omesso di rilevare la sanatoria della nullità della notifica della cartella, in conseguenza della tempestiva proposizione del ricorso da parte del contribuente.
Il motivo appare destituito di fondamento.
Come più volte affermato da questa Corte in tema di notifiche a mezzo posta, il D.Lgs. 22 luglio 1999, n. 261, pur liberalizzando i servizi postali in attuazione della direttiva 97/67/CE, continua a riservare in via esclusiva, per esigenze di ordine pubblico, al fornitore del servizio universale (Ente Poste) gli invii raccomandati attinenti le procedure amministrative e giudiziarie. Ne consegue che, in tali procedure, la consegna e la spedizione mediante raccomandata, affidata ad un servizio di posta privata, non sono assistite dalla funzione probatoria che del citato D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 1, ricollega alla nozione di “invii raccomandati” e devono, pertanto, considerarsi inesistenti ed in quanto tali insuscettibili di sanatoria ex art. 156 c.p.c. (Cass. 2262/2013; 27021/2014), che è invece applicabile, secondo il consolidato indirizzo di questa Corte, alle ipotesi di mera nullità della cartella (Cass. 384/2016; 17251/2013).
Equitalia va dunque condannata alla refusione delle spese nei confronti del contribuente.
Nulla sulle spese nei confronti dell’Agenzia che non ha svolto nel presente giudizio attività difensiva.
Condanna la ricorrente alla refusione delle spese del presente giudizio a M.M., che liquida in 4.000,00 Euro per onorari, 200,00 curo per rimborso spese vive, oltre a rimborso forfettario spese generali in misura del 15%.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente principale dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale.
Così deciso in Roma, il 19 ottobre 2016.
Depositato in Cancelleria il 12 dicembre 2016

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 156
 art. 13