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Timestamp: 2020-08-04 03:08:44+00:00

Document:
ciampolillo pino: CORTE DEIU CONTI DELIBERAZIONI COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE 13 FEBBRAIO 2019 AL 22 OTTOBRE 2013 “Pareggio di bilancio”: le Istruzioni relative alla Certificazione del rispetto dell’obiettivo 2018
CORTE DEI CONTI COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
2019 13 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI Deliberazione n.40
2019 PRSP Comune di
Isola delle Femmine - Verifica misure correttive
27 NOVEMBRE CORTE DEI
CONTI DELIBERAZIONE n.202 2018 PRSP Comune di Isola
delle Femmine - 148 bis Tuel.
2018 17 APRILE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 90 2018
PRSP Deliberazione ex art.
148 bis Tuel - Richiesta di adozione di misure.
2018 16 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 29 2018
148 bis del TUEL - accertamento della ritardata approvazione del rendiconto
dell'esercizio 2016.
2017 14 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 51 2017 PRSP verifica 148 bis rendiconto
2014 e bilancio 2015.
2016 12 GENNAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 8 2016 PRSP Verifica
148 bis su rendiconto 2013 e misure correttive
2015 30 SETTEMBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 260 PAR 2015 Valutazione su rimborsabilità
spese legali amministratori in conseguenza
2014 27 OTTOBRE CORTE DEI
CONTI DELIBERAZIONE 174 PRSP 2014 Controllo 148 bis rendiconto 2012 e
2013 22 OTTOBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 298 PRSP 2013 rendiconto 2011 e
2019 n13 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI Deliberazione n.40 2019 PRSP
Femmine - Verifica misure correttive
del 19 dicembre 2018, composta dai Magistrati:
Antonino Cancilla
l’art. 100, secondo comma, e gli artt. 81, 97 primo comma, 28 e 119 ultimo
comma della Costituzione;
il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni,
recante il Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.) e, in particolare, l’art.
148 bis;
l’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
altresì, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della
predetta legge “sono
di deferimento del magistrato istruttore in merito alla relazione dell’organo
di revisione del Comune di Isola delle Femmine sul rendiconto dell’esercizio
2015 e sulle misure correttive conseguenti alla deliberazione n. 90/2018/PRSP
di questa Sezione;
deliberazione n. 202/2018/PRSP di questa Sezione;
l’ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 300/2018/CONTR, con la
quale la Sezione medesima è stata convocata per l’adunanza ai fini degli
la memorie presentate dall’ente il 5
novembre 13 febbraio 20192018 (acquisita al prot. CdC n. 9727 in pari data), il 6 novembre 2018 (acquisita al prot.
CdC n. 9789 in pari data) e il 17/12/2018 (acquisita al prot. CdC n. 11090);
-uditi il relatore, Primo Referendario
Francesco Antonino Cancilla, nonché, per il Comune di Isola delle Femmine, il
Sindaco, avv. Stefano Bologna, il Segretario generale, avv. Ernesto Amaducci, e
il Responsabile del settore economico finanziario, dott. Antonio Croce;
che, alla luce dell’art. 6, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011,
n. 149, occorre verificare l’adeguatezza delle misure correttive assunte dal
Comune di Isola delle Femmine a seguito della deliberazione n. 90/2018/PRSP di
questa Sezione e che, a tal fine, è necessario accertare se la situazione del
Comune presenti un grave squilibrio finanziario, che possa eventualmente
configurare i presupposti per la dichiarazione del dissesto;
che con la deliberazione n. 202/2018/PRSP la Sezione ha chiesto chiarimenti in
merito ai saldi e agli equilibri dell’esercizio 2017, quali risultanti dal
rendiconto già approvato o dal preconsuntivo, e informazioni su diversi profili
che il Comune nella memoria depositata il 17 dicembre 2018, a causa
dell’assenza di preconsuntivo dovuta alla mancata conclusione del 2018, non ha
fornito sufficienti chiarimenti in merito a tale esercizio;
che, pertanto, va chiesto al Comune di Isola delle Femmine di riferire sui
saldi e sugli equilibri dell’esercizio 2018, quali risultanti dal rendiconto
già approvato o dal preconsuntivo, per quanto riguarda: la composizione del
risultato di amministrazione (parte accantonata, parte vincolata, parte
destinata agli investimenti e parte disponibile), il saldo di cassa e
l’anticipazione di tesoreria (fondo di cassa libero, fondi vincolati,
anticipazione di tesoreria utilizzata e non restituita, utilizzo per cassa di
entrate vincolate), l’andamento dei residui (totale dei residui attivi, di
quelli passivi, determinazione e quantificazione del Fondo crediti di dubbia
esigibilità), l’andamento delle riscossioni, il rispetto dei vincoli di finanza
pubblica e del pareggio di bilancio, la presenza di procedure esecutive. A tal
fine, l’Ente dovrà produrre lo schema di rendiconto approvato dalla Giunta, la
relazione dell’organo di revisione e i documenti di supporto delle risposte
chiarimenti sull’esecuzione della deliberazione del Consiglio comunale n. 2 del
15 febbraio 2018, avente ad oggetto il riconoscimento del debito fuori bilancio
derivante dalla sentenza della Corte di Cassazione in favore di Lo Bianco A. e
deliberazione consiliare n. 2 del 2018, che è stata modificata con la
deliberazione consiliare n. 38 del 26 novembre 2018 “in vista della presentazione della richiesta di mutuo alla Cassa
depositi e prestiti” (così testualmente);
che, pertanto, al fine di accertare la sostenibilità del debito fuori bilancio
con il mantenimento degli equilibri e la compatibilità con le regole di sana
gestione, va richiesto all’Ente di:
produrre copia integrale della deliberazione del Consiglio comunale n. 38 del
26 novembre 2018, munita di tutti i suoi allegati;
produrre una dichiarazione con firma autenticata dei creditori “Lo Bianco +
18”, con la quale gli stessi: i)- accettano il pagamento secondo le modalità,
gli importi e i termini indicati nella deliberazione consiliare n. 2 del 2018,
come modificata dalla deliberazione consiliare n. 38 del 2018; ii) rinunciano
deliberazione consiliare n. 2 del 2018, come successivamente modificata, pur
nel caso in cui il mutuo non dovesse essere accordato;
produrre una dichiarazione con firma autenticata dei creditori “Lo Iacono P. +
2”, con la quale gli stessi: i) rinunciano all’avvio di procedura esecutiva o
alla richiesta di misura conservativa fino alla data in cui la Cassa depositi e
entro il 4 marzo 2019, il Comune di Isola delle Femmine depositi presso la
segreteria di questa Sezione una dettagliata relazione di chiarimento, la
necessaria documentazione, le dichiarazioni dei creditori e l’attestazione del
Sindaco, del Responsabile dei servizi finanziaria e del Segretario generale nei
sensi indicati in parte motiva;
collegiale del 12 marzo 2019, h. 10.30, per l’esame della relazione e della
27 NOVEMBRE CORTE DEI CONTI Deliberazione n.202 2018 PRSP Comune
di Isola delle Femmine - 148 bis Tuel.
del 7 novembre 2018, composta dai Magistrati:
di revisione sul rendiconto dell’esercizio 2016 del Comune di Isola delle
l’ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 259/2018/CONTR, con la
la memoria presentata dall’ente il 5 novembre 2018 (acquisita al prot. CdC n. 9727
l’ulteriore memoria presentata dall’ente il 6 novembre 2018 (acquisita al prot.
CdC n. 9789 in pari data);
questa Sezione e che, a tal fine, è necessario accertare se la situazione
attuale del Comune presenti un grave squilibrio finanziario, che possa eventualmente
-ritenuta,
pertanto, la necessità di acquisire ulteriori elementi istruttori;
che, conseguentemente, va richiesto al Comune di Isola delle Femmine:
di riferire sui saldi e sugli equilibri dell’esercizio 2017, quali risultanti
dal rendiconto già approvato o dal preconsuntivo, per quanto riguarda: la
composizione del risultato di amministrazione (parte accantonata, parte
vincolata, parte destinata agli investimenti e parte disponibile), il saldo di
cassa e l’anticipazione di tesoreria (fondo di cassa libero, fondi vincolati,
entrate vincolate), l’andamento dei residui (totale dei residui attivi, di quelli
passivi, determinazione e quantificazione del Fondo crediti di dubbia
fine, l’Ente dovrà produrre la deliberazione consiliare di approvazione del
rendiconto, la relazione dell’organo di revisione e i documenti di supporto
delle risposte fornite;
di riferire -sulla base delle informazioni disponibili- sui seguenti profili
relativi all’esercizio 2018: a)- attuale situazione di cassa (fondo di cassa
libero, fondi vincolati, anticipazione di tesoreria utilizzata e non
restituita, utilizzo per cassa di entrate vincolate); b)- procedure esecutive
nei confronti dell’Ente; c)- andamento delle riscossioni e dei residui. L’Ente
dovrà produrre adeguata documentazione a supporto;
di riferire in merito all’esecuzione della deliberazione del Consiglio comunale
n. 2 del 15 febbraio 2018, avente ad oggetto il riconoscimento del debito fuori
bilancio derivante dalla sentenza della Corte di Cassazione in favore di Lo
Bianco A. e altri. In particolare, l’Ente dovrà: a)- allegare la nota del 20 novembre 2017
proveniente dai signori “Lo Bianco A. +
18” (citata nella lett. a) del punto 2 della deliberazione consiliare)
nonché la nota del 21 novembre 2017 proveniente
dai signori “Lo Iacono P. + 2” (citata nella lett. b) del
punto 2 della deliberazione consiliare); b)- trasmettere ogni allegato della
summenzionata deliberazione consiliare; c)- chiarire se i signori Lo Bianco A. + 18 abbiano sottoscritto
la transazione e, in tale caso, inviarne copia integrale; d)- chiarire se i
signori Lo Iacono P. + 2 abbiano
accettato la rinegoziazione della loro pretesa creditoria; e)- trasmettere la documentazione
idonea a provare le trattative con la
Cassa depositi e prestiti per la concessione del mutuo, che -come risulta dalla
deliberazione consiliare- dovrebbe consentire il pagamento del debito; f)-
chiarire se il Comune, qualora non fosse concesso il mutuo, sia in grado di
provvedere immediatamente all’integrale pagamento del debito fuori bilancio
riconosciuto con la citata deliberazione consiliare n. 2 del 2018. L’Ente,
inoltre, dovrà allegare copia del bilancio di previsione 2018-2020,
dell’assestamento di bilancio approvato nel 2018 e del bilancio di previsione 2019-2021
(se già approvato) con specifica evidenza delle risorse destinate al pagamento
del debito riconosciuto con la citata deliberazione.
entro il 15 dicembre 2018, il Comune di Isola delle Femmine depositi presso la
segreteria di questa Sezione una dettagliata relazione di chiarimento e la
necessaria documentazione nei sensi indicati in parte motiva;
collegiale del 19 dicembre 2018, h. 10.30, per l’esame della relazione e della
presente deliberazione sia comunicata -ai fini della sua esecuzione- al
Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e all’Organo di revisione dei
conti del Comune di Isola delle Femmine.
deliberato in Palermo nella camera di consiglio del 7 novembre 2018
in segreteria il 27 novembre 2018
2018 17 APRILE CORTE DEI
CONTI DELIBERAZIONE 90 2018 PRSP Deliberazione
ex art. 148 bis Tuel - Richiesta di adozione di misure.
del 27 febbraio 2018, composta dai Magistrati:
- Primo Referendario –
-vista la
deliberazione di questa Sezione n. 142/2016/INPR del 12 luglio 2016, avente ad
oggetto: “Linee guida cui devono
attenersi, ai sensi dell’art.1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005,
n.266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria
sul rendiconto dell’esercizio 2015”;
-esaminate le relazioni compilate
dall’Organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine rispettivamente sul
rendiconto del 2015 e sul bilancio di previsione 2016 - 2018;
l’ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 41/2018/CONTR, con la
quale la Sezione medesima è stata convocata per l’odierna adunanza ai fini
degli adempimenti di cui al citato articolo 148 bis del TUEL;
la memoria presentata dall’ente il 26 febbraio 2018 (acquisita al prot. CdC n.
1855 in pari data);
Sindaco, dott. Stefano Bologna, il Responsabile del settore economico
finanziario dr. Antonio Croce, e il Segretario generale, dott.ssa Anna Genova.
quanto al servizio dello Stato-ordinamento, tanto più a seguito del novellato
quadro scaturito dalla legge costituzionale n.1 del 2012 e dalla legge c.d.
rinforzata n. 243 del 2012.
attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello che questa è chiamata
a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti consuntivi degli enti
locali, va ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da
all’adozione di effettive misure
correttive da parte dell’ente, funzionali a garantire l’equilibrio del
bilancio e il rispetto delle regole contabili e finanziarie.
premesso, esaminata la relazione sul rendiconto dell’esercizio 2015 e quella
sul bilancio di previsione 2016 - 2018, il competente magistrato, sulla base
dell’istruttoria espletata e della documentazione pervenuta, ha richiesto la
pronuncia collegiale su numerosi profili di criticità, illustrati nella nota di
In prossimità dell’adunanza il Comune ha
depositato apposita memoria, i cui contenuti sono stati illustrati dai
rappresentanti dell’amministrazione.
Per ciascuno dei motivi di deferimento, che sono qui
trascritti, vengono sinteticamente riportate le deduzioni del Comune unitamente
alle valutazioni conclusive del Collegio.
A)- Per
quanto attiene alla relazione sul rendiconto dell’esercizio 2015, dalla documentazione pervenuta e dalla
successiva attività istruttoria è emerso quanto segue:
1. Il ritardo
dell’approvazione del rendiconto del 2015, che, infatti, è stato
approvato il 18 novembre 2016 con deliberazione
consiliare n. 44. Va peraltro segnalato il sistematico ritardo dell’ente
nell’approvazione dei documenti contabili fondamentali: il bilancio di
previsione del 2015 è stato approvato il 30 dicembre 2015 con deliberazione n.
54; il bilancio di previsione 2016 è stato approvato il 29/12/2016 con deliberazione consiliare n. 23; il rendiconto
del 2016 è stato approvato il 29/12/2017 con deliberazione consiliare n. 43 e non risulta
ancora pubblicato sulla banca dati BDAP.
Comune ha dedotto che il ritardo è derivato dalle difficoltà tecniche legate
alla riorganizzazione del settore finanziario e al rinnovo dei software
Collegio sottolinea che l’Ente deve assicurare l’osservanza dei termini per
gestione finanziaria, che presuppone la tempestività degli adempimenti connessi
al cd. “ciclo del bilancio”. I termini sono fissati dalla legge e non sono
derogabili per mere situazioni ostative di fatto, che richiedono maggiore
impegno amministrativo e idonea capacità organizzativa.
2. Il superamento delle soglie fissate dai seguenti parametri
del D.M. 18/02/2013:
-parametro n. 2: volume dei residui attivi di nuova
formazione, provenienti dalla gestione di competenza e relativi a titoli I e
III, superiore al 42% delle entrate correnti;
-parametro n. 3: ammontare dei residui attivi,
provenienti dalla gestione dei residui dei titoli I e III, superiore al 65%
delle entrate dei titoli I e III;
-parametro n. 9: esistenza al 31 dicembre di
anticipazioni di tesoreria non rimborsate superiori al 5 per cento rispetto
alle entrate correnti.
L’Amministrazione ha affermato
che: a)- il superamento della soglia fissata dal parametro n. 2 scaturisce
dalla distanza temporale tra il momento di emissione degli atti di accertamento
tributario e quello della riscossione; b)- i residui, di cui al parametro n. 3,
sono costituiti da importi inseriti nei ruoli consegnati al concessionario,
che, tuttavia, non è riuscito ad operare efficaci azioni di recupero; c)- è
stato frattanto individuato un nuovo concessionario; d)- la bassa capacità di riscossione
delle entrate tributarie e il ritardo dei trasferimenti statali e regionali
hanno costretto l’Ente ad avvalersi dell’anticipazione di tesoreria, che non è
stato possibile rimborsare a fine esercizio.
Con riferimento ai parametri n. 2 e n.
3, la Sezione evidenzia preliminarmente che residui inesigibili o comunque non
riscuotibili, se mantenuti nel rendiconto, incidono necessariamente
sull’attendibilità del risultato di amministrazione, con ricadute negative
sugli equilibri di bilancio. Risulta pertanto opportuno che, a fronte di
posizioni creditorie di dubbia realizzabilità, sia congruamente quantificato il
Fondo crediti di dubbia esigibilità. Invero, l’attività di riaccertamento dei
residui assume rinnovata importanza in considerazione della riforma
dell’ordinamento contabile degli enti locali, come esposto nella deliberazione
della Corte dei conti, Sezione delle autonomie, n. 4/2015/INPR, poiché
attraverso il corretto accertamento dei residui attivi si attua “il principio di veridicità e attendibilità
delle entrate pubbliche accertate, più volte richiamato dalla giurisprudenza
costituzionale, affinché la copertura finanziaria delle spese pubbliche sia
credibile, sufficientemente sicura, non arbitraria o irrazionale. (…) La
determinazione delle entrate di dubbia e difficile esazione e la conseguente
"svalutazione" deve pertanto avere effetti sulla programmazione degli
impieghi delle medesime, in termini di spesa pubblica, al fine di tutelare
l'ente dal rischio di utilizzare entrate non effettive, finanziando
obbligazioni passive scadute ed esigibili con entrate non disponibili e quindi
finanziando il bilancio e la gestione in "sostanziale situazione di
disavanzo" (in tal senso, Corte cost., sentenze n. 250 del 2013 e n. 213
del 2008)”.
Va poi aggiunto che l’Ente è tenuto ad
espletare in maniera puntuale le attività di accertamento tributario e a
procedere in modo solerte alla riscossione coattiva; inoltre, ha l’obbligo di
vigilare sull’efficienza e sulla tempestività dell’esattore nel recupero dei crediti,
al fine di impedire la prescrizione e di conseguire l’esito positivo delle
eventuali procedure esecutive. In ogni caso, per raggiungere gli equilibri di
bilancio, già in sede di programmazione, il Comune dovrà elaborare strategie di
riduzione delle spese e di incremento della percentuale di esazione delle
palesa infine la presenza di una ricorrente crisi di liquidità, poiché
l’anticipazione di tesoreria è divenuta un fondamentale mezzo di finanziamento.
Nel vigente sistema essa, invece, dovrebbe soltanto fronteggiare nel breve
periodo momentanei problemi di liquidità, sicché non può divenire una costante
e prolungata modalità di finanziamento.
3. In merito ai saldi e
agli equilibri, con riferimento all’esercizio 2015, si rileva:
a)- un disavanzo di euro 776.000,26, cui si
perviene detraendo dal risultato di amministrazione, pari ad euro 2.246.488,83,
l’importo della parte accantonata (euro 1.217.218,55) e della parte vincolata
(euro 1.805.270,54);
b)- la parte accantonata del risultato di
amministrazione, pari ad euro 1.217.218,55 è così composta:
-fondo crediti di dubbia esigibilità: euro
582.824,77
c)- la parte vincolata del risultato di
amministrazione, pari ad euro 1.805.270,54,
-vincoli per leggi e principi contabili euro
418.184,28
d)- la parte destinata agli investimenti è pari a
e)- la quota annua di disavanzo derivante
dal riaccertamento straordinario è pari ad euro 140.267,70. Il riaccertamento
straordinario, rettificato con deliberazione della Giunta municipale n. 122 del
2016, ha fatto emergere un disavanzo di euro 4.218.830.
ha sostenuto che: a)- in sede di approvazione del rendiconto del 2015 l’avanzo
di amministrazione è stato destinato agli utilizzi di cui all’art. 187 TUEL;
b)- detraendo la quota relativa ai vincoli e agli accantonamenti, si è
determinato un disavanzo di euro 776.000,26 da ripianare nei due esercizi
successivi; c)- l’importo di euro 582.824,77 sulla quota accantonata è stato
destinato al Fondo crediti di dubbia esigibilità; d)- è in corso una puntuale
verifica dei residui attivi; i risultati del riaccertamento saranno valutati in
sede di approvazione del rendiconto del 2017; e)- l’importo di euro 634.393,78
è stato destinato al fondo per il contenzioso; quest’ultimo è stato oggetto di
ulteriore revisione; e)- non è stato costituito un fondo per le perdite delle
società partecipate in considerazione della puntuale attività svolta dal Comune
sia in merito al pagamento dei costi dei servizi sia in merito alle contestazioni sulla qualità
delle prestazioni; f)- il contenzioso con la partecipata ATO PA1 si è risolto
favorevolmente per l’Ente, che, tuttavia, ha mantenuto residui passivi per euro
3.793.097,89; g)-in ordine alle anticipazioni di liquidità concesse dalla
Regione, quest’ultima, nella quantificazione dei trasferimenti in favore del
Comune, ha illegittimamente detratto somme per il rientro dalle anticipazioni
erogate direttamente in favore dell’ATO PA 1 (adesso in liquidazione) per sue
esigenze di cassa, senza che l’Amministrazione avesse mai espresso il proprio
consenso; h)- la quota vincolata comprende, fra gli altri, l’importo di euro
1.238.072 per fare fronte alle anticipazioni straordinarie di liquidità,
l’importo di euro 547.657,46 per investimenti (di cui euro 409.030,45 per
investimenti programmati ma non impegnati); i)- la quota annuale del disavanzo
derivante dal riaccertamento straordinario è stata determinata con
deliberazione n. 157 del 2015 ed è pari ad euro 140.267,70; k)- sono stati
reimputati residui passivi per euro 1.251.716,15; l)- il disavanzo scaturito
dal riaccertamento, pari ad euro 4.218.830,95, non ha subito variazioni,
mantenendosi così inalterato il ripiano in 30 annualità di euro 140.267,70
Le deduzioni confermano
nel loro complesso le notevoli criticità riferibili alla parte accantonata e a
quella vincolata del risultato di amministrazione.
Va segnalato che con
la deliberazione n. 14 del 19 maggio 2017, avente ad oggetto le misure
correttive conseguenti alla pronuncia di questa Corte n. 51/2017/PRSP, il
Consiglio comunale -con riferimento alla criticità relativa alla mancata
iscrizione nel bilancio 2015 del disavanzo del 2014- ha deliberato che nel 2014 non vi è stato un
disavanzo di amministrazione di euro 452.228,46 ma semmai un avanzo di euro
341.431,08 e che ciò è dovuto essenzialmente alla deliberazione della Giunta
comunale n. 46 del 26 aprile 2017, che ha rideterminato la destinazione dei
proventi derivanti dalle sanzioni per violazioni del Codice della strada.
Il Collegio, in
realtà, osserva che la Giunta ha erroneamente modificato ex post la destinazione dei proventi del Codice
della Strada, mentre ciò non è consentito dal vigente sistema contabile (cfr.
Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per il Veneto, deliberazione n.
254/2016/PAR); il medesimo provvedimento di Giunta ha peraltro destinato
impropriamente i suddetti proventi a voci di spesa incompatibili con le
finalità previste dall’art. 208 del Codice della Strada.
quantificazione del risultato di amministrazione del 2014 con avanzo di euro
341.431,08, a sua volta, ha inficiato il riaccertamento straordinario dei
residui, di cui alla deliberazione n. 43 del 18 novembre 2016, che si è basato
sul citato avanzo e non già sull’effettivo disavanzo di euro 452.228,46.
l’inattendibilità del risultato di amministrazione del 2014 e del riaccertamento
straordinario, che, invece, avrebbe dovuto portare a un disavanzo maggiore di
quello già emerso pari ad euro 4.218.830,95.
della stretta connessione tra il seguente punto e il successivo, le ulteriori valutazioni
del Collegio saranno esposte nel prossimo sottoparagrafo.
4. Con riferimento alla
“parte accantonata” sul risultato di amministrazione al 31.12.2015 appare poco
chiara la quantificazione delle seguenti voci:
a)- il Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE),
quantificato in euro 3.565.412,36 nella deliberazione della Giunta n. 122 del
2016, ha subito un decremento di euro
2.982.587,59, pur in presenza
di un volume di residui attivi stabile e di una bassa capacità di riscossione;
b)- l’importo per accantonamenti per il contenzioso
è immutato rispetto al 1° gennaio 2015, sebbene sia stato reputato non congruo
dall’organo di revisione;
c)- l’accantonamento per perdite nelle società
partecipate è pari a zero;
d)- gli accantonamenti per altri fondi sono pari a
Mancano informazioni in merito all’avvenuta
verifica -da parte dell’organo di revisione- sulla corretta determinazione dei
diversi accantonamenti.
Non risultano inoltre effettuati accantonamenti a fronte del
debito residuo per le anticipazioni di liquidità concesse dalla Regione ai
sensi delle seguenti disposizioni: art. 21, comma 17, legge regionale n.
19/2005, art. 11 legge regionale n. 6/2009 e art. 19, comma 2 ter, legge
regionale n. 9/2010, art. 46 legge
regionale n. 11/2010; la quantificazione di tale esposizione debitoria,
richiesta in sede istruttoria, non risulta comunicata.
riportato alle deduzioni illustrate nel precedente sottoparagrafo n. 3.
Collegio, innanzitutto, per quanto attiene al Fondo crediti di dubbia
esigibilità, evidenzia che la
determinazione delle entrate di dubbia e difficile esazione, che va effettuata
periodicamente, costituisce un adempimento di particolare importanza. La
conseguente “svalutazione” deve avere effetto sulla programmazione e previsione
degli impieghi delle medesime entrate in termini di spesa, al fine di tutelare
l’Ente dal rischio di utilizzare entrate non effettive, finanziando
obbligazioni passive perfezionate, scadute ed esigibili con entrate non
disponibili. Tali principi assumono particolare rilievo nella determinazione
del fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) da iscrivere nel bilancio
2017/2019: le entrate oggetto di svalutazione devono essere analiticamente
individuate unitamente a tutti i parametri così da fornire una puntuale
motivazione alla quantificazione del fondo; tutto ciò poi deve trovare la
propria esplicitazione nella nota integrativa, allegata al bilancio di
previsione 2017-2019. A tal proposito, è essenziale la dichiarazione di
adeguatezza del FCDE iscritto in bilancio che assume, pertanto, uno specifico
valore giuridico e sostanziale e deve essere attribuita alla competenza dei
singoli responsabili della gestione delle entrate e alla correlata competenza
di coordinamento e vigilanza del responsabile del servizio economico-finanziario
dell’ente, ferma restando la necessaria verifica dell’organo di revisione (cfr.
deliberazione n. 32/SEZAUT/2015/INPR).
In ordine all’accantonamento per
contenzioso, la Corte rammenta che l’attuale sistema contabile impone una
costante e attenta ricognizione delle liti, al fine di provvedere alla corretta
stima dell’apposito fondo, la cui congruità
deve essere verificata dall’Organo di revisione. La somma accantonata non darà
luogo ad alcun impegno di spesa e confluirà nel risultato di amministrazione
per la copertura delle eventuali spese derivanti da sentenze definitive, a
tutela degli equilibri di competenza nell’anno in cui si verificherà
l’eventuale soccombenza. Il Comune va quindi richiamato ad una costante ed
esaustiva ricognizione delle controversie sia attive che passive e alla
conseguente puntuale quantificazione dell’accantonamento.
Infine, va
segnalato che è alquanto anomala la mancanza di accantonamenti per le
anticipazioni erogate dalla Regione siciliana.
Nel complesso il mancato superamento delle criticità sugli
accantonamenti induce a dubitare sull’attendibilità del risultato di
amministrazione del 2015.
5. Il patto di stabilità per l’esercizio 2015
risulta rispettato per euro 360.000; l’ente,
tuttavia, non ha fornito né i prospetti definitivi di monitoraggio del II
semestre 2015 né il prospetto di
determinazione del saldo obiettivo 2015. Alla determinazione del saldo hanno
concorso le minori spese relative ai debiti fuori bilancio non riconosciuti e
gli accertamenti derivanti dalla lotta all’evasione sui quali l’ente non ha
fornito i chiarimenti richiesti in sede istruttoria.
ha allegato i prospetti.
Sezione prende atto del deposito dei prospetti, evidenziando che l’Ente avrebbe
dovuto inviarli tempestivamente. Va nondimeno aggiunto che il semplice rispetto
del patto di stabilità non esclude di per sé la presenza di una situazione
complessiva di grave squilibrio finanziario.
a)- il costante utilizzo dell’anticipazione di
tesoreria nel corso dell’esercizio (325 giorni); l’importo dell’anticipazione
non rimborsata a fine esercizio è pari ad euro 1.061.597,26 (vds. pag. 6 della
relazione dell’organo di revisione sullo schema di rendiconto);
b)- vi è stato l’utilizzo di entrate vincolate in
termini di cassa ex art. 195, comma 2, TUEL per l’importo di 156.726,19;
c)- l’ente ha subito pignoramenti presso il
tesoriere per euro 4.767,92, coincidente con il vincolo apposto alle
disponibilità di cassa al 31/12/2015;
va segnalato, inoltre, il costante ricorso ad anticipazioni straordinarie di
liquidità; nel dettaglio, l’ente ha conseguito: un’anticipazione ai sensi del
decreto legge n. 35 del 2013 di euro 646.237,48, un’anticipazione di euro
1.022.461,09 ai sensi del decreto legge n. 174 del 2012, un’anticipazione di
euro 911.884 ai sensi del decreto legge n. 78 del 2015. L’ente dovrà fornire
dettagliati chiarimenti sulle modalità di contabilizzazione, sull’utilizzo di
tali anticipazioni e sul rimborso delle rate.
ha dedotto che: a)- il costante ricorso dell’anticipazione di tesoreria è stato
provocato dalla lentezza della riscossione delle entrate proprie; b)-
l’utilizzo delle entrate vincolate è stato disciplinato con deliberazione della
Giunta n. 231 del 30 dicembre 2014, con la quale si autorizzava la richiesta di
anticipazione e si disponeva l’utilizzo dei fondi vincolati; c)- il pignoramento è stato regolarizzato nel
2016; d)- con riferimento all’anticipazione ottenuta ai sensi dell’art. 3 del
decreto legge n. 174 del 2012 per l’importo di euro 1.022.461,09, il Comune ha
provveduto al rimborso di tre rate nel corso del 2015; successivamente il
Ministero ha rimodulato il piano di ammortamento con rate costanti; e)- in
ordine all’anticipazione di euro 646.247,48 ottenuta ai sensi dell’art. 1 del
decreto legge n. 35 del 2013, il Comune ha avviato i pagamenti delle rate e il
Ministero ha comunicato la rimodulazione del piano di ammortamento trentennale
dal 2019; f)- l’anticipazione di euro 911.034 ottenuta ai sensi dell’art. 6 del
decreto legge n. 78 del 2015 sarà restituita in trenta rate costanti con
decorrenza dal dicembre del 2019.
Il Collegio rileva che è palese la
ricorrente crisi di liquidità, poiché l’anticipazione di tesoreria è divenuta
un fondamentale mezzo di finanziamento; su ciò si rinvia al precedente
sottoparagrafo n. 2.
Per quanto poi attiene all’utilizzo
della cassa vincolata, la Corte sottolinea che, così come esposto dalla Sezione
delle Autonomie nella deliberazione n. 3/2015/INPR, un tema di particolare
rilevanza -emerso nel momento di transizione tra la vecchia e la nuova
disciplina- riguarda le entrate vincolate e destinate, con particolare
riferimento alla gestione di cassa e ai riflessi sul risultato di
amministrazione. Gli enti devono pertanto provvedere a una evidenziazione
contabile delle entrate con specifico vincolo, dotandosi di strumenti e
procedure idonei alla rilevazione delle relative movimentazioni. La vigente formulazione degli artt. 180, 185,
187 e 195 del TUEL, peraltro, mira in modo chiaro a una più sicura
individuazione delle entrate vincolate. La destinazione delle risorse, infatti,
costituisce una sorta di “condizione” che è apposta all’utilizzo delle stesse
in funzione di garanzia del raggiungimento della finalità pubblica programmata.
Il Comune dovrà conformarsi a tali principi, dandone precisa dimostrazione nel
prossimo ciclo di controlli.
In merito all’anticipazione di
liquidità, poi, l’Ente non ha dimostrato di essersi conformato al principio
enunciato dalla deliberazione della Sezione delle Autonomie n. 33/2015/QMIG: “Nei bilanci degli enti locali soggetti alle
regole dell’armonizzazione contabile,
la sterilizzazione degli effetti che le
anticipazioni di liquidità erogate ai
sensi del decreto-legge 8 aprile 2013,
n. 35, convertito dalla l. 6 giugno 2013, n. 64, e successive
modificazioni, integrazioni e
rifinanziamenti, producono sul risultato di amministrazione va effettuata stanziando nel Titolo della spesa riguardante
il rimborso dei prestiti un fondo, non
impegnabile, di importo pari alle anticipazioni di liquidità incassate nell'esercizio, la
cui economia confluisce nel risultato di
amministrazione e come quota accantonata ai sensi dell’art. 187 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Il fondo di sterilizzazione degli effetti
delle anticipazioni di liquidità va ridotto, annualmente, in proporzione alla
quota capitale rimborsata nell’esercizio”.
7. In merito alla
gestione dei residui:
a)- la limitata capacità di riscossione dei residui
attivi, in particolare del titolo I (media del 24%) e del titolo III (media
b)- l’eliminazione di ingenti residui passivi anteriori al 2015 per euro
8.446.033,10, di cui euro 6.528.111,22 originariamente reimputati in sede di
riaccertamento straordinario; l’importo da ultimo citato ricomprende euro
6.205.017,48 di parte corrente;
c)- gli importi elevati dei residui di nuova
formazione sia con riferimento al titolo I delle entrate (euro 2.031.628,98,
pari al 45% delle somme accertate) sia con riferimento al titolo I della spesa
(euro 1.246.011,35);
d)- i residui attivi ammontano ad un totale di euro
9.795.651,49; si evidenzia che il
riaccertamento straordinario al 1°
gennaio 2015 e il riaccertamento
ordinario al 31/12/2015 hanno avuto modesto impatto sullo stock dei residui che rimane costante con una
significativa incidenza (pari al 13%) di residui anteriori al 2011 (vds. pag.
32 della relazione dell’organo di revisione sullo schema di rendiconto):
e)- i residui passivi ammontano ad un totale di
euro 2.643.367,07
dedotto che: a)- la maggior parte dei residui attivi (circa il 75 per cento) è
composta da importi presenti nei ruoli consegnati al concessionario; b)- nel
2018 è stato individuato un nuovo concessionario; c)- è stato potenziato l’ufficio
tributi ed è stata avviata una più efficace azione di lotta all’evasione
tributaria; d)- l’eliminazione di residui passivi, effettuata in sede di
riaccertamento straordinario, è avvenuta sulla base di attente valutazioni; la
maggior parte dei residui eliminati e reimputati riguarda il potenziale debito
nei confronti dell’ATO PA 1, che gestisce il servizio di igiene ambientale; la
reimputazione per euro 3.793.097,89 riguarda il contenzioso con l’ATO PA 1, che
si è concluso favorevolmente; e)- i residui di nuova formazione si riferiscono
a ICI per euro 324.308, IMU per euro per euro 280.000, TARI per euro
349.160,41, lotta all’evasione della TARSU per euro 715.770, ruoli suppletivi
TARI per euro 250.000; f)- i residui passivi di nuova formazione, pari ad euro
1.246.011,35, riguardano obbligazioni giuridicamente perfezionate; le voci più
significative sono euro 436.398,32 per servizio di igiene ambientale, euro
117.815,68 per servizi socio-assistenziali, euro 185.401,30 per emolumenti per il
In merito al Fondo
crediti di dubbia esigibilità e ai residui, il Collegio ritiene opportuno rinviare
alle considerazioni esposte nei precedenti sottoparagrafi n. 2 e n. 4, aggiungendo
che la sua corretta e congrua quantificazione è indispensabile per una
rappresentazione veritiera della situazione finanziaria dell’Ente.
8. Con riferimento al Fondo pluriennale
vincolato (FPV), si osserva:
a)- l’importo del FPV di parte corrente risulta
pari ad euro 4.761.852,50 -come è stato chiarito nella nota dell’organo di revisione
acquisita al prot. CdC n. 9821 del 16 ottobre 2017- ed è quasi immutato rispetto all’importo iniziale al 1° gennaio 2015. L’ente
dovrà chiarire le poste analitiche che concorrono alla sua formazione e la
dinamica delle relative reimputazioni del FPV;
b)- il FPV di parte capitale è pari ad
euro 148.711;
c)- la mancata verifica -da parte dell’organo di
revisione- della correttezza del prospetto concernente la composizione, per
missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato per ciascuno degli
esercizi considerati, richiesto in sede istruttoria e non prodotto;
d)- dal confronto fra i dati comunicati dall’organo
di revisione, riscontrati nel risultato
di amministrazione, ed il prospetto del
quadro 17 del certificato presente nel sito della “Finanza locale” del
Ministero dell’interno emergono le seguenti differenze:
Il Comune ha affermato che: a)- il FPV
determinato al 31 dicembre 2015 ammonta ad euro 4.910.563,51, mentre quello al
31 dicembre 2016 è pari ad euro 4.212.860,78;
b)- il FPV di parte corrente è composto per la maggior parte da residui
afferenti al servizio di igiene ambientale, pari ad un totale di euro
3.793.097,89; c)- il FPV di parte capitale ammonta al 31 dicembre 2015 ad euro
193.205,70 e riguarda impegni per manutenzione del patrimonio e di strade; d)-
i dati corretti sono quelli risultanti
nel certificato pubblicato sul sito della Finanza locale e sono stati
successivamente verificati dal collegio dei revisori.
Sezione constata che le deduzioni del Comune non possono ritenersi esaustive,
non essendo corroborate da adeguata documentazione. A tal proposito, il
Collegio ritiene opportuno svolgere alcune considerazioni sul Fondo pluriennale
vincolato, che è un saldo finanziario, costituito da risorse già accertate
destinate al finanziamento di obbligazioni passive dell’Ente, già impegnate, ma
esigibili in esercizi successivi a quello in cui è accertata l’entrata. La
verifica della corretta determinazione del FPV richiede: a) nell’esercizio di
riferimento, la nascita dell’obbligazione giuridica perfezionata e la piena
esigibilità dell’entrata vincolata o destinata agli investimenti (oppure di
entrate non vincolate nei soli casi in deroga citati); b) l’impegno
giuridicamente perfezionato nell’esercizio, con esigibilità (parziale o totale)
in quelli successivi e relativa conseguente imputazione; c) la prestazione in
corso di svolgimento. In caso di prestazione conclusa per importi inferiori
all’impegno originario finanziato da FPV, si provvede alla cancellazione
dell’impegno e alla dichiarazione di indisponibilità di quota corrispondente di
FPV iscritto in entrata, con liberazione di risorse che confluiranno nel
risultato di amministrazione. In merito alla determinazione del FPV relativo
alle spese di investimento, si ricorda che possono essere finanziate da FPV
solo le spese relative a procedure di affidamento effettivamente attivate. Per
la corretta imputazione della spesa, è inoltre fondamentale la definizione di
un puntuale cronoprogramma sulle opere pubbliche, anche ai fini di eventuali
variazioni dell’esigibilità a fronte di attuazione delle opere differenti dalla
programmazione. La nota integrativa al bilancio, nel caso in cui gli
stanziamenti riguardanti il fondo pluriennale vincolato comprendano anche investimenti
ancora in corso di definizione, deve indicare le cause che non hanno reso
possibile porre in essere la programmazione necessaria alla definizione dei
relativi cronoprogrammi. Il Comune dovrà
conformarsi a tali principi.
In merito all’attività di
riscossione delle entrate e all’azione di contrasto all’evasione tributaria:
a)- la modesta percentuale di riscossione delle
entrate sia in relazione ai tributi sia in relazione alle sanzioni per
violazioni del codice della strada e ai proventi dei beni dell’ente;
la ridotta efficacia della repressione dell’evasione fiscale; in particolare, gli accertamenti, pari ad euro
1.320.078, evidenziano un tasso di riscossione pressoché nullo; l’importo
ricomprende i proventi per l’evasione
della tassa sui rifiuti solidi urbani per euro 715.770,00. L’ente dovrà chiarire quale
sia il totale ad oggi incassato e se gli stessi importi corrispondano a ruoli
coattivi ovvero ad avvisi di accertamento. Tali
somme risulterebbero destinate, per euro 1.281.541,86, al finanziamento di
spese correnti di natura ordinaria.
ha sostenuto che: a)- le difficoltà economiche dei contribuenti e
l’inefficienza del concessionario hanno portato ad una percentuale di
riscossione degli importi iscritti a ruolo pari al 7 per cento; b)- gli importi
per sanzioni per violazioni al codice della strada presentano un tasso di
riscossione volontaria pari al 55 per cento; c)- sono state incrementate le
azioni di recupero dell’evasione tributaria.
Il Collegio sollecita il solerte compimento
delle attività di repressione dell’evasione fiscale, sicché il Comune dovrà
adoperare tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento anche mediante il
rafforzamento amministrativo ed informatico del settore finanziario ormai
nevralgico. L’omissione di tali attività
può eventualmente determinare la responsabilità amministrativa degli organi
comunali. Deve essere poi curata la riscossione anche mediante una specifica
vigilanza sul concessionario.
a)- la presenza
di debiti fuori bilancio
riconosciuti ex art. 194, lett. e), TUEL di importo pari ad euro
12.870,56;
presenza di debiti fuori bilancio ancora da riconoscere a fine esercizio
per euro 527.368,10;
c)- la presenza di pignoramenti presso il tesoriere per l’importo di
4.767,92.
Comune ha dedotto che: a)- i debiti fuori bilancio da riconoscere si sono
ridotti ad euro 382.753,30; b)- il pignoramento è stato regolarizzato nel 2016.
Collegio ritiene doveroso richiamare l’Amministrazione al contenimento dei
debiti fuori bilancio, che costituiscono posizioni debitorie maturate al di
fuori del sistema contabile, poiché si riferiscono a spese per le quali manca
un’originaria previsione ovvero a spese effettuate in violazione delle
procedure stabilite dalle norme di contabilità. La corretta programmazione e la
sana gestione finanziaria dell’Ente locale, per contro, richiedono che tutte le
spese siano anticipatamente previste nel documento di bilancio approvato dal
Consiglio comunale e che le decisioni siano prese nel rispetto delle norme
giuscontabili che ne disciplinano la procedura (artt. 151 e 191 TUEL.
a)- vi è una notevole presenza
di liti passive, evidenziate nella nota del
revisore al questionario sul rendiconto 2015, per un importo pari ad euro 1.497.368,10, che appare comunque
sottostimato rispetto all’ammontare delle controversie indicate nel parere
dell’organo di revisione sullo schema di rendiconto (vds. pagg. 34-36), ove si
elencano: cause con l’ATO Palermo 1 per pretese della società consortile di
gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti per le annualità
2006-2015, cause per il risarcimento dei danni per occupazione illegittima e
ulteriori liti aventi ad oggetto richieste risarcitorie per sinistri stradali;
b)- l’accantonamento al fondo rischi
contenzioso nel risultato di amministrazione al 31/12/2015 ammonta ad euro
634.393,78;
c)- nei primi mesi del 2016 l’ente è
risultato soccombente in un giudizio ormai definito per danni da illegittima
occupazione per un importo complessivo di euro 3.793.097,89, pari al 77% delle
entrate correnti accertate nel 2015. Il Comune dovrà chiarire quali mezzi di
copertura intende attivare per il riconoscimento del relativo debito fuori
bilancio; nella relazione sullo schema di rendiconto del 2015 il Collegio dei
revisori ha evidenziato che il debito, qualora non si raggiungesse un accordo
transattivo, determinerebbe una situazione finanziaria tale da comportare il
d)- l’ente sarebbe obbligato sulla base di sentenze
e provvedimenti giudiziari non ancora esecutivi per un totale di pagamenti pari
ad euro 1.497.368,10 (vds. allegato nota del revisore per gli enti locali
siciliani).
Comune ha affermato che: a)- l’Ente è risultato vittorioso nel contenzioso con
la società d’ambito ATO PA 1, atteso che il Tribunale ha annullato il debito
dell’Ente verso la società consortile sino al 2012; in via prudenziale,
tuttavia, sono stati mantenuti residui passivi pari ad euro 3.793.097,89 pari
alla pretesa dalla società; b)- con riferimento alla sentenza definitiva di
condanna al pagamento di euro 3.703.774,74, sono stati avviate trattative per
ottenere una dilazione e una riduzione; nel frattempo, i creditori non hanno
avviato azioni esecutive; c)- per far fronte a tale debito di 3,7 milioni di
euro, oltre alla quota di 350.000 euro accantonata nel rendiconto del 2016,
risulta necessario il ricorso a un mutuo della Cassa depositi e prestiti; il
Consiglio comunale, pertanto, nella seduta del 15 febbraio 2018 ha provveduto
al riconoscimento del debito fuori bilancio; d)- in merito ai crediti vantati
dalla società ATO PA 1 per gli anni 2013 e 2014, l’Amministrazione ha proposto
contenzioso, il Collegio rinvia alle considerazioni espresse nel precedente
sottoparagrafo n. 4. L’entità dei debiti
fuori bilancio e delle liti suscita perplessità sulla possibilità dell’Ente di
mantenere gli equilibri economico-finanziari nei prossimi anni.
merito agli organismi partecipati:
a)- l’incapacità del sistema informativo di
rilevare i rapporti finanziari, economici e patrimoniali tra l’ente e gli
b)- la presenza di discordanze nei rapporti
debitori e creditori tra le scritture dell’ente e quelle degli organismi
partecipati risultanti dalle note informative asseverate dai rispettivi organi
c)- la mancata conciliazione dei rapporti debitori
e creditori ai sensi dell’art. 11, comma 6, lett. h), del d.lgs. 118/2011;
d)- non risulta approvato il piano di
razionalizzazione ex art. 24 del d.lgs. 175 del 2016 e non risulta trasmessa la
relazione sui risultati conseguiti per effetto del piano di razionalizzazione
ex art. 1, comma 611, della legge n. 190 del 2014.
ha precisato che: a)- non è possibile provvedere alla riconciliazione dei
rapporti di debito e credito con la Società ATO PA 1, con la quale pende un
contenzioso; b)- soltanto nel 2017 il Comune si è dotato di un software, che
consente di rilevare i rapporti con le società partecipate; c)- il piano di
razionalizzazione è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n.
21 del 5 ottobre 2017.
La Corte non può non ribadire
l’esigenza di una maggiore vigilanza sulle società partecipate; dovranno
pertanto seguirsi i principi di sana e corretta gestione finanziaria enucleati
dalla Sezione nella deliberazione n. 61/2016/INPR. Oltretutto, come si evince dall’art.
20 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, Testo unico in materia di
società a partecipazione pubblica, che ripropone i principi di razionalizzazione analoghi a
quelli enunciati dal comma 611 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2014, n.
190, l’intera revisione degli assets societari, prescindendo da una
logica meramente adempimentale, deve necessariamente inquadrarsi nell’ambito di
una visione strategica complessiva, che tenga in primaria considerazione le
finalità indicate dal legislatore, ossia: a)- eliminazione delle società e
delle partecipazioni societarie non indispensabili al perseguimento delle proprie
finalità istituzionali; b)- soppressione delle società che risultino composte
da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello dei
dipendenti; c)- eliminazione delle
partecipazioni detenute in società che svolgono attività analoghe o similari a
quelle svolte da altre società; d)- aggregazione di società di servizi pubblici
locali di rilevanza economica; e)- contenimento dei costi di funzionamento,
mediante riorganizzazione degli organi amministrativi e di controllo nonché delle
strutture aziendali, anche attraverso la riduzione delle relative
remunerazioni. Un idoneo sistema di controlli è quindi necessario per
l’acquisizione e per l’elaborazione degli elementi informativi per le decisioni
dell’ente concernenti la razionalizzazione.
Con riferimento al rispetto del limite di cui all’articolo 9, comma 2-bis, del
decreto legge n. 78 del 2010, nonostante la riduzione dell’organico di n. 3
unità fra gli esercizi 2014 e 2015, l’importo del fondo per la contrattazione
decentrata, pari a 168.954,52, permane invariato.
ha affermato che: a)- malgrado la riduzione di tre unità di personale, nel 2015
non vi è stata la detrazione della quota fissa del fondo per la contrattazione
decentrata; b)- il reale utilizzo del fondo, tuttavia, è stato inferiore
rispetto al 2014; c)- nel 2016 la quota
del fondo è stata proporzionalmente diminuita in ragione della riduzione
Il Collegio osserva che il Comune
avrebbe dovuto provvedere comunque alla riduzione del fondo nel corso del 2015.
Inoltre, considerata la gravità della situazione finanziaria, si reputa opportuno
formulare alcune indicazioni sulla gestione delle spese per il personale. Al
riguardo, gli enti devono prestare particolare attenzione al
dimensionamento delle risorse umane, allo scopo di assicurare l’efficienza
dell’apparato amministrativo e l’equilibrio finanziario, considerato che la
spesa in questione, poiché è fissa, obbligatoria e costante, comporta
l’irrigidimento del bilancio. Con riferimento ai lavoratori precari,
l’amministrazione dovrà verificare non solo la possibilità legale delle
proroghe e delle stesse stabilizzazioni, nel pieno rispetto delle norme di
coordinamento della finanza pubblica, ma dovrà anche valutare la sostenibilità
finanziaria e la corrispondenza delle proroghe stesse alle esigenze di
B)- Per
quanto attiene alla relazione sul bilancio di previsione 2016/2018, dalla documentazione pervenuta e dalla
1. Il ritardo dell’approvazione del bilancio di
previsione, avvenuta con deliberazione consiliare n. 23 del 29 dicembre 2016.
Il Comune ha dedotto che il
ritardo è derivato da difficoltà organizzative dell’ufficio finanziario e dal
rinnovo del software gestionale.
Corte rinvia alle considerazioni espresse nel sottoparagrafo n. 1 della lettera
A) in merito alla tempestività dell’approvazione dei principali atti del ciclo
2. Il disavanzo dell’esercizio 2015 troverebbe
copertura per euro 387.000 nel 2016 e per euro 387.000 nel 2017 (vds.
“ulteriori informazioni” del punto 1.12 del questionario); su tale aspetto
Comune ha sostenuto che: a)- il disavanzo al 31 dicembre 2015 trova copertura
non già nel 2016 ma nel 2017 e nel 2018 unitamente all’importo di euro
140.627,70, che è la quota annuale del ripiano del disavanzo da riaccertamento
straordinario; b)- nel bilancio del 2016 è stata prevista solo la copertura del
disavanzo da riaccertamento ma non di quella del disavanzo del 2015
La Sezione osserva che è irregolare il fatto
che il ripiano del disavanzo dell’esercizio 2015 sia stato previsto per il 2017
e per il 2018, tralasciando la doverosa copertura nell’esercizio 2016.
3. L’anomala quantificazione del FPV; infatti,
il fondo pluriennale in entrata per l’anno 2016 per spese correnti (euro
4.670.752,72) non coincide con il relativo importo iscritto nel rendiconto 2015
(euro 4.761.852,50) e con il dato della colonna a) del prospetto della
composizione per missioni e programmi, allegato J) al bilancio di previsione
(euro 146.267,78).
ha sostenuto che gli importi del FPV non coincidono, poiché il FPV di parte
corrente del 2015 è composto dalla somma di euro 4.670.752,72 derivante da
reimputazioni da effettuare nel 2016 e dalla somma di euro 91.099 da
reimputazioni da effettuare nel 2017.
Il Collegio esprime perplessità sulla
quantificazione del FPV e rinvia alle considerazioni esposte nel sottoparagrafo
n. 8 della parte A) della presente deliberazione.
4. L’assenza di stanziamenti per accantonamenti
per passività potenziali, indennità di fine mandato e perdite delle società
ha affermato che non si è ritenuto prevedere alcuno stanziamento, tenuto conto
dell’esito favorevole del contenzioso con l’ATO PA 1.
La Sezione osserva che l’esito favorevole del
giudizio con l’ATO PA 1 riguarda soltanto le pretese sino al 2012; pertanto, il
Comune avrebbe dovuto tener conto di tutte le altre liti pendenti anche con
altri soggetti, inclusa quella per la quale frattanto è stata pronunciata
sentenza definitiva di condanna al pagamento di quasi 3,8 milioni di euro.
merito allo stanziamento per debiti fuori bilancio, l’Ente dovrà chiarire
l’importo complessivamente stanziato ed impegnato nell’esercizio 2016 anche con
specifico riferimento al giudizio ove è rimasto definitivamente soccombente per
euro 3.793.091,89.
Comune ha dedotto che non è stato ritenuto opportuno prevedere alcuno
Ad avviso della Corte, l’assenza di
stanziamenti per i debiti fuori bilancio non rispetta i principi contabili del
decreto legislativo n. 118 del 2011 e non è prudente; si rinvia per ogni altra
considerazione ai sottoparagrafi n. 4, 10 e 11 della parte A) della presente deliberazione.
6. La mancata
attuazione degli adempimenti propedeutici all’applicazione del principio della
contabilità economico-patrimoniale, di cui all’allegato n. 4/3 del d.lgs.
L’Amministrazione ha affermato che: a)- la Giunta con
deliberazione n. 47 del 28 aprile 2018 ha provveduto all’aggiornamento
dell’inventario; b)- nel 2017 sono stati introdotti la contabilità economica e
il piano dei conti integrato.
L’Ente dovrà
assicurare la tempestività degli adempimenti connessi alla contabilità armonizzata,
essendo funzionali ad un’integrale e veritiera rappresentazione della
situazione economico- finanziaria.
in sede di deferimento si è constatato che l’organo di revisione ha subordinato
il parere favorevole al bilancio di previsione 2016 esclusivamente all’ipotesi
che l’ente ricorra alla procedura di riequilibrio di cui all’art. 243 bis e
seguenti del T.U.E.L.. Con la deliberazione consiliare n. 53 del 29 dicembre 2016,
relativa all’approvazione del bilancio di previsione 2016/2018, è stato dato
mandato al responsabile del servizio finanziario per la predisposizione dei
provvedimenti conseguenti; il medesimo responsabile, con nota prot. 16923 del
09 dicembre 2016, ha segnalato profili di criticità generali che investono il
documento di programmazione. E’ stato quindi richiesto all’ente di chiarire se e in quale misura sia stato dato seguito
alle indicazioni dell’organo di revisione e del responsabile dei servizi
dedotto che con la deliberazione n. 126 del giorno 11 ottobre 2017 la Giunta ha
rilevato che le risultanze del rendiconto del 2016 hanno manifestato elementi
positivi tali da rendere non più necessario il ricorso alla procedura di
riequilibrio. In particolare, la possibilità per l’ente di fare fronte con
mezzi ordinari alle proprie obbligazioni è basata sui seguenti fattori: a)-
miglioramento del risultato di amministrazione; b)- incremento della base
imponibile dei tributi locali; c)- introduzione dell’imposta di soggiorno; d)-
potenziamento dell’ufficio tributi; e)- esito favorevole del contenzioso con
l’ATO PA 1 per i crediti vantati dalla stessa sino al 2012; f)- possibile
ricorso ad un mutuo per il pagamento del debito di 3,7 milioni di euro; g)-
collocamento a riposo di diverse unità di personale.
che la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, introdotta dall’art.
3, comma 1, lettera r), del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito nella legge n.
213 del 2012, è finalizzata al ripristino degli equilibri finanziari -sia in
termini di competenza che di cassa- negli enti locali che versino in condizioni
di squilibrio strutturale così grave da poterne causare il dissesto.
Tale istituto si colloca
sistematicamente (art. 243 bis del TUEL) tra la disciplina della deficitarietà
strutturale (art. 242 e 243 TUEL) e quella del dissesto finanziario (art. 244 e
ss. TUEL), quasi prefigurando una graduazione dei relativi livelli di criticità
La predetta procedura è attivabile
qualora sussistano “squilibri strutturali
del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario”, non
fronteggiabili attraverso gli ordinari strumenti previsti dagli articoli 193 e
194 del TUEL; in tale eventualità l’ente locale può avvalersi di un piano di
riequilibrio pluriennale avente una durata determinata -ai sensi dell’art. 243 bis, comma
5 bis, TUEL- sulla base del rapporto tra le passività da ripianare nel medesimo
e l'ammontare degli impegni di cui al titolo I della spesa del rendiconto
dell'anno precedente a quello di deliberazione del ricorso alla procedura di
riequilibrio o dell'ultimo rendiconto approvato.
Il piano deve essere congruente ai
fini del riequilibrio; ciò presuppone l’attendibilità della quantificazione dei
fattori di squilibrio rilevati, l’idoneità e la sostenibilità finanziaria delle
misure correttive proposte e l’osservanza dell’ordinamento contabile.
luce di tutto quanto sin qui esposto ed accertato, la Corte ritiene necessario
confermare le criticità indicate ai punti della presente deliberazione dal n. 1
al n. 13 relativamente al rendiconto del 2015 e ai punti dal n. 1 al n. 6 relativamente al bilancio di previsione 2016
sottolinea che la loro mancata correzione può causare nel tempo una gestione
non economica delle risorse ovvero l’aggravamento di situazioni di squilibrio.
Oltre a tali profili attinenti
all’esercizio 2015, in sede di deferimento si è osservato che la maggior parte dei rilievi sopra
descritti è già stata oggetto di pronuncia di accertamento della Sezione nei
precedenti controlli finanziari con la deliberazione n. 51/2017/PRSP sul rendiconto del 2014.
riguardo, il Collegio evidenzia che l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n.
267 (TUEL), introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e), del decreto legge 10
ottobre 2012 n. 174, convertito nella legge n. 213 del 2012 (recante il
rafforzamento del quadro dei controlli della Corte sulla gestione finanziaria
degli enti territoriali) prevede che in caso di accertamento -da parte della
competente Sezione regionale di controllo- di squilibri economico-finanziari,
della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a
garantire la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli
obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti
destinatari di adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito
della pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le
irregolarità ed a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla
mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per l’inadeguatezza degli
tratta di “effetti − attribuiti…alle
caso di inosservanza degli obblighi a questi imposti, inibitori, pro parte,
dell’efficacia dei bilanci da essi approvati” (Corte Costituzionale,
sentenza n. 39/2014), la cui attribuzione ad un organo magistratuale terzo e
Corte dei conti” onde “prevenire o
contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili di alterare
comunitari” (Corte Costituzionale, sentenza n. 40/2013).
chiaro, pertanto, che l’adozione da parte della Corte di dette specifiche
pronunce ha in definitiva lo scopo di dare impulso all’attuazione di opportune
misure correttive da parte dell’Ente, che “chiudano” il processo circolare del
controllo sui principali documenti contabili indicati dalla legge. Resta fermo,
ovviamente, che la congruità ed idoneità delle stesse vanno valutate dalla
Sezione allorquando verrà in possesso degli atti relativi.
sottolineato che tali misure correttive devono necessariamente coinvolgere,
soprattutto qualora riguardino più aspetti della gestione
amministrativo-contabile, l'ampia platea dei soggetti interessati (Sindaco,
Giunta comunale, responsabile del servizio finanziario, responsabili dei
settori, Organo di revisione economico finanziario) mediante atti vincolanti,
da adottarsi secondo le rispettive competenze. Non potranno, peraltro, essere
considerate idonee le mere dichiarazioni di intenti non supportate da atti che
abbiano effetti nell'ordinamento giuridico.
la natura di tale tipologia di controllo, ascrivibile alla categoria del
riesame di legalità e regolarità, il Consiglio comunale deve essere informato
dei contenuti della pronuncia specifica adottata dalla Corte; al Consiglio è
riservata -quale organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo
dell’ente locale- la competenza esclusiva a deliberare le citate misure
correttive, previa auspicabile proposta della Giunta comunale.
L’accertamento dell’idoneità dei
provvedimenti correttivi sarà compiuto nel prossimo ciclo di controllo, atteso
che le eventuali misure correttive possono formare oggetto di valutazione
unitamente ai documenti contabili del successivo periodo. Tale metodologia
procedurale, che lega gli esiti del precedente controllo e delle relative
misure correttive al seguente ciclo di bilancio, garantisce un più accurato
apprezzamento dell’evoluzione dei fattori di squilibrio rilevati e della loro
attualità e gravità e assicura, al contempo, l’aderenza ai principi di
concomitanza e concentrazione delle attività di controllo e di effettività dei
relativi esiti.
premesso, una parte delle criticità è stata già stata oggetto di pronuncia di
accertamento della Sezione nei precedenti controlli finanziari con la
deliberazione n. 51/2017/PRSP sul
rendiconto del 2014. La deliberazione consiliare n. 14 del 19 maggio 2017,
avente ad oggetto le misure correttive conseguenti alla citata pronuncia n. 51/2017/PRSP
di questa Sezione,
non è corredata dal parere dell’organo
di revisione e costituisce una mera presa d’atto. Per ulteriori valutazioni il
Collegio rinvia a quanto esposto nel sottoparagrafo n. 3 della presente
deliberazione. Il Comune va sollecitato a una maggiore solerzia nell’adozione
degli atti necessari per ottemperare alle decisioni di questa Corte.
conclusione, si rileva, allo stato degli atti, la presenza di anomalie che pregiudicano
gli equilibri economico-finanziari del Comune; pertanto, l’Amministrazione dovrà
attenersi a quanto prospettato nella presente deliberazione, adottando le
conseguenti misure correttive entro sessanta giorni e trasmettendole a questa
Sezione per la verifica della loro idoneità.
-accerta
-nei confronti del Comune di Isola delle Femmine- la sussistenza dei profili di
criticità dal n. 1 al n. 13 della parte A) della presente deliberazione
relativamente al rendiconto del 2015 e dal n. 1 al n. 6 della parte B)
relativamente al bilancio di previsione 2016 - 2018 oltre che la mancata adozione
di effettive misure correttive conseguenti alla deliberazione n. 51/2017/PRSP
-che il Comune di Isola delle Femmine adotti,
entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della presente
deliberazione, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a
ripristinare gli equilibri di bilancio e li trasmetta tempestivamente a questa
Sezione per la verifica della loro idoneità;
a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente
pronuncia sia comunicata al Consiglio Comunale -per il tramite del suo
deciso in Palermo nella Camera di consiglio del 27 febbraio 2018.
2018 16 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 29 2018 PRSP Deliberazione ex art.
nell’adunanza del 23 gennaio 2018,
- Primo referendario -
predetta legge “sono applicabili nelle regioni a Statuto speciale e nelle
-vista la deliberazione di questa Sezione n. 102/2017/INPR
del 19 maggio 2017, avente ad oggetto: “Linee
guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1, commi 166 e 167, della legge
23 dicembre 2005, n.266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione
economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella
predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2016”,
trasmessa all’ente con nota del Presidente del 6 settembre 2017;
-vista la relazione di deferimento del magistrato istruttore
relativa all’omessa approvazione del rendiconto del 2016 da parte del Comune di
la memoria dell’ente del 17 gennaio 2018, acquisita in al prot. CdC n. 435;
il relatore, Primo referendario Francesco Antonino Cancilla;
udito per il Comune il Responsabile
del servizio economico-finanziario, dott. Antonio Croce;
L’art. 1,
commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno
2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e
del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo -a carico degli Organi di
revisione degli enti locali- di trasmettere alla Corte dei conti una relazione
sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto
dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida
definite dalla Corte.
riguardo, occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo,
Stato-ordinamento, tanto più a seguito del novellato quadro scaturito dalle
legge costituzionale n.1 del 2012 e dalla legge c.d. rinforzata n. 213 del
legislativi (cfr. la sentenza n. 39 del 2014, che richiama altresì le sentenze
n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), affermando che il controllo
finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello che
questa è chiamata a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti consuntivi
degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, va ascritto
alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da intendere come
verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti enti alle
regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo di finalizzare il confronto tra
di effettive misure correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del
bilancio e il rispetto delle regole contabili e finanziarie, in una prospettiva
non più statica (come il tradizionale controllo di legalità-regolarità) ma
convertito nella legge n. 213 del 2012 (recante il rafforzamento del quadro dei
accertamento -da parte della Sezione- di squilibri economico-finanziari, della
di adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della
pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità
ed a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le
espressamente stabilito che ai
fini della suddetta verifica le Sezioni della Corte dei conti accertano altresì
che i rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle partecipazioni in
società controllate e alle quali è affidata la gestione di servizi pubblici per
la collettività locale e di servizi strumentali all'ente.
sentenza n. 39 del 2014) la cui attribuzione ad un organo magistratuale terzo e
Corte dei conti (sentenza n. 226 del 1976)”, onde “prevenire o contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili
rispetto degli obblighi comunitari” (cfr. Corte Costituzionale n. 40 del
demandato alla Corte può comunque comportare eventuali segnalazioni, in chiave
collaborativa, come previsto dall’articolo 7, comma 7 della legge n. 131 del
2003, pur sempre volte a favorire la riconduzione delle criticità emerse entro
i parametri della sana e corretta gestione finanziaria al fine di
esigenze di coordinamento della finanza pubblica. Anche in tale evenienza
l’ente interessato è tenuto a valutare le segnalazioni ricevute e a porre in essere
interventi idonei per il superamento delle criticità.
premesso, il Collegio osserva che, nell’ambito dell’istruttoria per i controlli
di cui all’art. 1, commi 166 e ss., della legge 23 dicembre 2005, n. 266, il
Comune di Isola delle Femmine è stato deferito per la mancata approvazione del
rendiconto del 2016.
in memoria ha dedotto che: a)- il rendiconto del 2016 è stato approvato
soltanto il 29 dicembre 2017 con deliberazione consiliare n. 43; b)- il ritardo
è derivato dalla indisponibilità della società titolare del software utilizzato
per la contabilità, sicché non è stato possibile acquisire celermente gli
archivi degli anni pregressi; c)- i primi dati in formato elettronico limitatamente
al 2016 sono stati disponibili soltanto a partire dal maggio 2017, mentre per
gli altri esercizi sono stati reperibili solo i dati in formato cartaceo.
Tanto premesso, la Sezione sottolinea che le circostanze
esposte nella memoria non rappresentano una giustificazione, poiché
al cd. “ciclo del bilancio”.
termini sono fissati dalla legge e non sono derogabili per mere situazioni
ostative di fatto, che richiedono maggiore impegno amministrativo e idonea
trascurato che la ritardata approvazione del rendiconto finisce per posticipare
lo svolgimento dei compiti di controllo demandati all’organo di revisione e
Va da sé che, essendo ormai stato
approvato il rendiconto del 2016, l’organo di revisione dovrà provvedere alla
celere redazione delle relazioni previste dall’art. 1, comma 166, della legge
n. 266 del 2005.
-il ritardo del
Comune di Isola delle Femmine nell’approvazione del rendiconto dell’esercizio
-che per il futuro il Comune provveda in maniera tempestiva
all’approvazione dei fondamentali documenti di bilancio;
-a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo,
la trasmissione di copia della presente deliberazione: al Sindaco, al
Presidente del Consiglio comunale e all’Organo di revisione del Comune di Isola
deliberato in Palermo il 23 gennaio 2018.
Antonino Cancilla)
Depositata in segreteria il 16
14 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 51 2017 PRSP verifica 148 bis
rendiconto 2014 e bilancio 2015.
del 21 dicembre 2016, composta dai seguenti magistrati:
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n.
655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 241/2015/INPR del
29 luglio 2015 avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi
dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
rendiconto dell’esercizio 2014”;
vista la nota del Presidente della Sezione di controllo per
la Regione siciliana del 31 agosto 2015, con la quale è stata inoltrata
all’ente la suindicata deliberazione, nonché i relativi questionari ai fini
della loro restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 8/2016/PRSP avente
ad oggetto il controllo ex art. 148 bis del Tuel sul rendiconto 2013 del comune di Isola delle Femmine (PA);
esaminate le relazioni sul rendiconto 2014 e sul bilancio
di previsione 2015, trasmesse dall’organo di revisione contabile del comune;
viste le osservazioni formulate dal magistrato istruttore
in sede di deferimento, con nota prot. n. 59694304 del 3 novembre 2016;
del Presidente della Sezione di controllo n. 376/2016/CONTR del 13 dicembre 2016
con la quale la Sezione medesima è stata convocata nell’adunanza del 21 dicembre
2016 per gli adempimenti di cui al menzionato art. 148 bis del D. Lgs. n.
267/2000, con invito all’ente a presentare memorie entro tre giorni liberi
antecedenti;
vista la memoria dell’ente, consegnata direttamente in
adunanza ed acquisita al prot. Cdc n. 12267 del 21 dicembre 2016;
udito il relatore, Cons. Albo Francesco;
udito, in rappresentanza del comune di Isola delle Femmine
(PA), il Sindaco, dr. Stefano Bologna e il segretario comunale d.ssa Anna
All’esito dell’istruttoria condotta sul rendiconto 2014,
sul bilancio di previsione 2015 e sulle misure correttive adottate dall’ente
all’esito del precedente ciclo di controlli, sono emersi i seguenti profili di
1.- il ritardo
nell’approvazione del rendiconto 2014 (delibera di C.C. n. 42 dell’8 ottobre
2015) rispetto al termine di cui all’art. 227, comma 2 del Tuel;
2.- disavanzo
di amministrazione, individuato in sede di approvazione del rendiconto
finanziario 2014, non iscritto nel
bilancio di previsione 2015, secondo le modalità di cui all’art. 188 del TUEL;
relativamente al riaccertamento straordinario dei residui, ai sensi dell’art.
3, comma 7 del D.Lgs. 118/2011 e s.m.i., (deliberazione di Giunta Comunale n.
157 del 15/10/2015):
a.- probabile
errata determinazione dei residui attivi e passivi cancellati e reimputati agli esercizi in cui sono esigibili,
considerata la coincidenza di importi (euro 423.969,02 ) e la risposta fornita
dai revisori relativamente ai residui passivi del Tit. I ante 2010 che
risultano, con il riaccertamento straordinario dei residui, reimputati per euro
1.838.150,23;
b.- probabile
errata determinazione del maggiore disavanzo di amministrazione da ripianare
(euro 4.218.830,95), che sembrerebbe non tenere conto del risultato negativo di
amministrazione al 31 dicembre 2014 determinato ai sensi dell’art. 187, co. 1
del Tuel;
c.- mancata
determinazione della giacenza vincolata al 1^ gennaio 2015, secondo il
principio applicato 10.6 della contabilità finanziaria;
4.- incapacità
dell’ente di finanziare la spesa corrente con entrate della stessa natura
rilevabile dal disallineamento tra entrate e spese correnti aventi carattere
non ripetitivo per euro 1.324.342,54;
5.- il superamento, in base al D.M. del
18.02.2013, dei valori limite previsti dei seguenti quattro parametri obiettivi
di deficitarietà strutturale:
a- volume dei
relativi ai titoli I e III pari al 67,17% rispetto agli accertamenti delle
entrate medesime (>42%);
b- ammontare
dei residui attivi di cui ai titoli I e III, provenienti dalla gestione dei
residui attivi, pari a 72,74% rispetto agli accertamenti delle entrate dei
medesimi titoli (> 65%);
c- volume dei
residui passivi complessivi provenienti dal titolo I pari al 113,37% degli
impegni della medesima spesa corrente (soglia 40%);
anticipazione di tesoreria non rimborsata pari all’ 10,78% (> 5%) delle
entrate correnti;
6.- la bassa
capacità di riscossione:
a.- dei
proventi da sanzioni amministrative pecuniarie per violazione del codice della
strada, pari al 7,06% dell’accertamento;
b.- dei
proventi da recupero evasione tributaria, pari al 9,42% dell’accertamento;
7.- debiti
fuori bilancio riconosciuti per euro 49.330,82 e un consistente ammontare di
debiti fuori bilancio ancora da riconoscere al 31.12.2014, stimato in euro
634.393,78, di cui solo euro 12.870,56 sono stati riconosciuti nel corso del
8.- in
relazione agli organismi partecipati:
l’inottemperanza agli adempimenti previsti dall’art. 6, comma 4, del d.l.
95/2012 convertito dalla legge n.135/2012 (nota informativa posizioni
debitorie/creditorie); la banca dati Siquel non è stata aggiornata poiché i
Revisori dichiarano che non risultano organismi partecipati;
presenza di un debito non riconosciuto nei confronti delle società ATO PA1, che
i revisori hanno rilevato dal rendiconto 2013 della società, pari ad euro
5.560.557,00 a fronte del quale esistono residui passivi per euro 4.123.485,69;
presenza di passività potenziali connesse al contenzioso in cui l’ente è
convenuto/resistente per euro 631.391,39
e pagamenti cui l’ente sarebbe obbligato in base a sentenze e provvedimenti
giudiziari non ancora esecutivi ammontano ad euro 2.289.137,00. L’Ente risulta
aver vincolato l’avanzo di amministrazione 2014 per euro 455.000,00 per fondo
passività potenziali;
10.- il mancato
aggiornamento dell’inventario dall’anno 1997.
Al riguardo occorre evidenziare la
sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione affinché gli stessi
possano attivare le necessarie misure correttive. Esso si colloca nell’ambito
articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei conti
contribuisce ad assicurare quale organo
terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio economico-finanziario del
settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettive, in quanto
al servizio dello Stato-ordinamento, vieppiù a seguito del novellato quadro
scaturito dalle legge costituzionale n.1/2012 e dalla legge c.d. rinforzata n.
213/2012.
seguito dei successivi interventi legislativi (cfr. da ultimo la sentenza n.
39/2014 che richiama altresì le sentenze n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n.
179 del 2007), affermando che il controllo finanziario attribuito alla Corte
dei conti e, in particolare, quello che questa è chiamata a svolgere sui
bilanci preventivi e sui rendiconti consuntivi degli enti locali e degli enti
del Servizio sanitario nazionale, va ascritto alla categoria del sindacato di
di legalità-regolarità), ma dinamica, di finalizzare il confronto tra fattispecie
e parametro normativo all’adozione di
effettive misure correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del
e) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174, convertito nella legge 213/2012
(recante il rafforzamento del quadro dei controlli sulla gestione finanziaria
degli enti), prevede che in caso di accertamento, da parte della Sezione, di squilibri
economico-finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di
norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria o del
mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è
fatto obbligo agli enti destinatari di adottare, entro 60 giorni dalla
comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i provvedimenti
idonei a rimuovere le irregolarità ed a ripristinare gli equilibri di bilancio,
da trasmettere alla Sezione per le verifiche di competenza. Quanto al contenuto
del controllo è, peraltro, espressamente stabilito che ai fini della suddetta verifica le
locali tengano conto anche delle partecipazioni in società controllate alle
di quelli strumentali all'ente.
Analisi dei fattori di criticità oggetto di deferimento
Il Collegio osserva, preliminarmente, che
l’amministrazione, nonostante il tenore delle contestazioni ed il congruo lasso
di tempo concesso per la corretta instaurazione del contraddittorio, ha
ritenuto di produrre ampia e voluminosa documentazione direttamente in sede di
adunanza, e dunque ben oltre i termini assegnati, non consentendo, nella
sostanza, il proficuo esercizio delle funzioni a questa Sezione istituzionalmente
Fa presente, a riguardo, che le verifiche in questione sono
obbligatorie, in quanto, oltre ad essere previste dalla legge, mirano a “prevenire o contrastare gestioni contabili
non corrette, suscettibili di alterare l’equilibrio del bilancio (art. 81
Cost.) e di riverberare tali disfunzioni sul conto consolidato delle pubbliche
amministrazioni, vanificando conseguentemente la funzione di coordinamento
dello Stato finalizzata al rispetto degli obblighi comunitari” (cfr., da
ultimo, Corte costituzionale, sentenza n. 40/2014).
Si riserva, per il futuro, ogni ulteriore iniziativa, anche
tramite l’esercizio dei poteri ispettivi di cui all’art. 3, comma 8, della
legge n. 20/94, al fine di sopperire al deficit
conoscitivo, ove perdurante.
1. Venendo
ai punti del deferimento, un primo ordine di contestazioni riguarda il ritardo nell’approvazione
del rendiconto 2014 (8 ottobre 2015) rispetto ai termini di legge.
Nelle intempestive controdeduzioni, il comune imputa le
cause alle difficoltà nel recepimento della riforma dell’armonizzazione
contabile e alla necessità di effettuare il riaccertamento straordinario dei
Il Collegio non ignora le problematiche indotte dal
peculiare iter regionale di
recepimento del d.lgs. n. 118/2011 e delle difficoltà programmatorie indotte al
sistema degli enti locali (da ultimo, cfr. relazione finanza locale 2014-15,
approvata con delibera n. 131/2016/GEST).
Ciononostante, raccomanda, per il futuro, la massima
attenzione per il rispetto dei termini legislativamente imposti, che segnano il
momento ultimo entro cui l’ente dovrebbe approvare il documento finanziario.
Osserva, inoltre, che l’operazione contabile di esordio del
regime armonizzato, prevista dall’art. 3, comma 7, del d.lgs. n. 118/2011, è contestuale
all’approvazione del rendiconto 2014, di cui assume, quale logico punto di partenza,
il relativo risultato di amministrazione.
secondo ordine di criticità riguarda la mancata iscrizione del disavanzo di
amministrazione, individuato in sede di rendiconto 2014 e non iscritto nel
bilancio di previsione 2015 ai sensi dell’art. 188 del Tuel.
L’amministrazione, in sede di controdeduzioni, si limita a
riferire che “il disavanzo ordinario, a
seguito del disposto riaccertamento dei residui, è stato assorbito (?) dal disavanzo tecnico, finanziato in quote
annuali costanti per trenta esercizi ex art. 3, comma 16, d.lgs. n. 118/2011”.
Il Collegio, alla stregua delle - poco esaustive - spiegazioni ricevute,
ritiene non chiarito il rilievo e ricorda che oggetto di ripiano trentennale
non è il disavanzo tecnico (art. 3 comma 13 d.lgs. n. 118/2011), bensì il
maggior disavanzo (art. 3, comma 15, d.lgs. n. 118/2011 e art. 1 D.M.
02.04.2015, avente ad oggetto “criteri e modalità di ripiano dell’eventuale
maggiore disavanzo di amministrazione derivante dal riaccertamento
straordinario dei residui e dal primo accantonamento al fondo crediti di dubbia
esigibilità”).
Sempre in riferimento al riaccertamento straordinario dei residui, di cui alla deliberazione
di Giunta Comunale n. 157 del 15/10/2015, sono stati sollevati i seguenti
profili di perplessità:
probabile errata determinazione dei residui attivi e passivi cancellati e
reimputati agli esercizi in cui sono
esigibili, considerata la coincidenza di importi (euro 423.969,02) e la
risposta fornita dai revisori relativamente sui residui passivi del Tit. I ante
2010 che risultano, con il riaccertamento straordinario dei residui, reimputati
per euro 1.838.150,23;
probabile errata determinazione del maggiore disavanzo di amministrazione da
ripianare (euro 4.218.830,95), che sembrerebbe non tenere conto del risultato
negativo di amministrazione al 31 dicembre 2014 determinato ai sensi dell’art.
187, co. 1 del Tuel;
mancata determinazione della giacenza di cassa vincolata al 1^ gennaio 2015,
secondo il principio applicato 10.6 della contabilità finanziaria.
A riguardo, l’amministrazione riferisce che “il riaccertamento dei residui di cui alla
delibera GC n. 157/2015 è stato oggetto di rettifica con successivo deliberato
di Giunta n. 122/2016, offerto in copia per comodità di consultazione, sì da
porre rimedio alle rappresentate problematiche. Invero, la disposta correzione,
non mutando il dato ponderale oggetto del citato “ripiano”, l’Organo consiliare
ha preso atto della rettifica con DCC n. 43/16”. Con determinazione del capo
del II settore n. 46/16 è stata quindi determinata la cassa vincolata alla data
del 31/12/2015, che ammonta ad euro 156.726,19 in ossequio al punto 10
dell’allegato al D.lvo n. 118/11”.
Il Collegio, sul punto, ricorda (delibera della Sezione
delle autonomie n. 4/2015) la basilare importanza rivestita dall’operazione di
riaccertamento straordinario dei residui, la
quale costituisce un “punto di
snodo essenziale per l’avvio del processo di armonizzazione contabile”.
Al termine dell’operazione di riaccertamento straordinario,
i residui attivi al 1° gennaio 2015 devono rappresentare crediti effettivi ed
esigibili dell’ente nei confronti di terzi e costituire il punto di partenza
della nuova programmazione e gestione delle entrate secondo il principio di
competenza potenziata.
E’ compito dell’ente, pertanto, garantire che siano
registrate e imputate obbligazioni giuridiche attive perfezionate ed esigibili
negli anni di rispettiva imputazione.
Analogamente, sul fronte della spesa, al termine
dell’operazione di riaccertamento straordinario, i residui passivi al 1°
gennaio 2015 devono rappresentare debiti effettivi ed esigibili dell’ente nei
confronti di terzi e costituire il punto di partenza della nuova programmazione
e gestione delle spese pubbliche secondo il principio di competenza potenziata.
L’ente, pertanto, dovrà garantire che siano registrate e imputate obbligazioni
giuridiche passive perfezionate, ed esigibili negli anni di rispettiva
Chiaramente, la non corretta applicazione del principio di
competenza finanziaria potenziata - che prescinde, cioè, dalla verifica della
scadenza e dell’esigibilità delle obbligazioni attive e passive - costituisce
una grave irregolarità contabile che compromette anche la corretta costituzione
e gestione del fondo pluriennale vincolato e, più in generale, il mantenimento
degli equilibri di bilancio, con riferimento alla gestione residui, ma anche di
competenza e di cassa.
In ogni caso, la riedizione del riaccertamento
straordinario si pone in contrasto con il principio di unicità e non
frazionabilità, previsto dall’art. 3, comma 7 del D.Lgs. 118/2011 e dal
principio 9.3 dell’allegato 4/2 al D.Lgs. 118/2011, al fine di evitare
comportamenti opportunistici.
Sotto il profilo contenutistico, le risultanze da cui
prende le mosse la seconda operazione di rettifica del riaccertamento (delibera
GC n. 122/2016) non sembrano collimare con quelle della prima (delibera GC n.
157/2015).
Il Collegio, pertanto, non può esimersi dal demandare le
opportune valutazioni all’amministrazione ed al Collegio dei revisori, per la
parte di rispettiva competenza.
4.In riferimento al quarto profilo, relativo al
disallineamento tra entrate e spese correnti aventi carattere non ripetitivo
per euro 1.324.342,54 , l’amministrazione imputa le cause all’elevato grado di
rigidità della spesa corrente, ed in particolare di quella del personale, del
servizio RSU e dell’illuminazione pubblica.
Su questi ultimi due versanti, riferisce delle iniziative
tese alla razionalizzazione della spesa.
Il Collegio, in considerazione dell’elevato squilibrio,
richiama la massima attenzione dell’ente sulla necessità di efficaci misure
correttive, di cui valuterà gli esiti nei prossimi cicli di controllo.
5. A testimonianza di quanto appena riferito, l’ente
conferma il superamento dei valori limite previsti dei seguenti quattro
parametri obiettivi di deficitarietà strutturale:
a- volume dei residui attivi di nuova formazione
provenienti dalla gestione di competenza e relativi ai titoli I e III pari al
67,17% rispetto agli accertamenti delle entrate medesime (>42%);
b- ammontare dei residui attivi di cui ai titoli I e III,
provenienti dalla gestione dei residui attivi, pari a 72,74% rispetto agli
accertamenti delle entrate dei medesimi titoli (> 65%);
c- volume dei residui passivi complessivi provenienti dal
titolo I pari al 113,37% degli impegni della medesima spesa corrente (soglia
d- anticipazione di tesoreria non rimborsata pari all’
10,78% (> 5%) delle entrate correnti.
Imputa le cause alla difficile congiuntura economica ed all’inefficienza
del sistema di riscossione.
Il Collegio conferma i profili di criticità in riferimento
alle disfunzioni gestionali di cui i parametri sono espressione e sollecita
anche in questo caso la pronta ed efficace adozione di misure correttive.
6. Per quanto concerne la bassa capacità di riscossione dei
strada (7,06% dell’accertamento) e di quelli da recupero evasione tributaria (9,42%
dell’accertamento), il comune riepiloga alcune delle misure di indirizzo già
adottate a seguito del precedente ciclo di controllo.
Il Collegio invita a proseguire nel percorso correttivo
intrapreso, potenziandone le misure, ove possibile e si riserva di monitorarne
gli effetti nei futuri cicli di controllo.
7. Particolarmente
preoccupante appare l’esposizione debitoria in riferimento non tanto alle
passività riconosciute (euro 49.330,82), bensì al volume di quelle ancora da
riconoscere al 31.12.2014 (euro 634.393,78, di cui solo euro 12.870,56 sono
stati riconosciuti nel corso del 2015).
Il comune riferisce dell’accantonamento a fondo rischi, a
seguito di riaccertamento straordinario, dell’importo di euro 634.393,78 e
riferisce di aver riconosciuto ulteriori debiti nel 2016 per importo esiguo
(euro 23.000).
Il Collegio, a questo riguardo, osserva che una corretta
stima quantitativa e soprattutto qualitativa del contenzioso passivo -
effettuata sulla base del grado di maturazione dello stesso, dell’esito dei
precedenti gradi di giudizio, nonché della stima del probabile esito - consente
la messa in atto di efficaci misure prudenziali tese a limitare l’impatto di
passività sopravvenute sugli equilibri di bilancio.
In ogni caso, viste anche le peculiari difficoltà
gestionali, valuterà, a partire dal 2015, la corretta consistenza del fondo
rischi contenzioso, alla stregua dei criteri di cui all’allegato 4/2 al d.lgs.
n. 118/2011 e degli opportuni elementi conoscitivi forniti dall’Organo di
8. Per quanto concerne gli organismi partecipati, è stato
contestato all’ente un duplice profilo di irregolarità:
a.- l’inottemperanza agli adempimenti previsti dall’art. 6,
comma 4, del d.l. 95/2012 convertito dalla legge n.135/2012 (nota informativa
posizioni debitorie/creditorie); la banca dati Siquel non è stata aggiornata
poiché i Revisori dichiarano che non risultano organismi partecipati;
b.- la presenza di un debito non riconosciuto nei confronti
delle società ATO PA1, che i revisori hanno rilevato dal bilancio 2013 della
società, pari ad euro 5.560.557,00 a fronte del quale esistono residui passivi
per euro 4.123.485,69.
A riguardo, l’amministrazione
riferisce delle numerose iniziative intraprese, anche sul piano del
contenzioso, nei confronti della società d’ambito ATO Palermo 1, nonché dei
confortanti risultati raggiunti a seguito delle sentenze del Tribunale di
Palermo (220/2012) e della Corte d’Appello di Palermo (n.333/2016).
Il Collegio, nel prendere atto, invita a monitorare
attentamente la problematica, adottando idonee iniziative a tutela degli
equilibri di bilancio, anche futuri.
9. In sede di
deferimento è stato stimolato il contraddittorio con l’ente anche in relazione
alla presenza di passività potenziali connesse al contenzioso in cui l’ente è
convenuto/resistente per euro 631.391,39, nonché alla presenza di pagamenti cui
l’ente sarebbe obbligato in base a sentenze e provvedimenti giudiziari non
ancora esecutivi ammontano ad euro 2.289.137,00.
L’amministrazione, a tale fine, risulta aver vincolato
l’avanzo di amministrazione 2014 per euro 455.000,00 per fondo passività
In sede di controdeduzioni, riepiloga i vari fronti di
contenzioso su cui è attualmente impegnato e le iniziative assunte a riguardo.
Il Collegio rinvia a quanto già osservato al punto
10. Per quanto concerne il mancato
aggiornamento dell’inventario, l’ente riferisce degli esiti delle operazioni di
censimento mobiliare ed immobiliare già intraprese.
Il Collegio, nel prendere
atto, raccomanda la tempestiva conclusione degli adempimenti propedeutici ai
fini di una corretta rilevazione della situazione patrimoniale, nel più
generale contesto della rilevazione integrata dei fenomeni gestionali.
Da ultimo, questa Corte
osserva che la maggior parte dei rilievi sopra descritti è già stata oggetto di
pronuncia di accertamento della Sezione nel precedente ciclo di controlli
deliberazione n.8/2016/PRSP, relativa al rendiconto dell’esercizio 2013, l’ente
ha trasmesso la deliberazione di Consiglio comunale n. 11 del 10 marzo 2016.
Con tale provvedimento,
l’amministrazione ha avviato un percorso di correzione delle disfunzioni
segnalate, i cui effetti dovranno essere oggetto di attento monitoraggio in
del quadro gestionale fortemente problematico, emerso in questa sede, permangono,
allo stato, i motivi di preoccupazione per gli equilibri di bilancio già
espressi nei precedenti cicli di controllo.
Si demanda all’ente il
compito di aggiornare il quadro delle misure correttive a seguito dei rilievi
emersi nella presente deliberazione.
controllo per la Regione siciliana, all’esito della verifica sul rendiconto di
gestione 2014, sul bilancio di previsione 2015 e sulle misure correttive
adottate dall’ente all’esito del precedente ciclo di controlli, accerta la
presenza dei profili di criticità di cui ai punti 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10, nei
termini indicati in narrativa.
Richiama, altresì, l’attenzione
dell’ente sull’importanza dei termini assegnati per la presentazione di memorie
e controdeduzioni prima dell’adunanza, ai fini della corretta instaurazione del
contraddittorio con questa Corte.
che, a cura del Servizio di supporto
della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata al Consiglio
comunale – per il tramite del suo Presidente - ai fini della formalizzazione
delle necessarie misure correttive,
oltre che al Sindaco ed all’Organo di revisione del comune di Isola
delle Femmine (PA).
che l’ente trasmetta a questa Sezione
di controllo, entro 60 (sessanta) giorni dalla comunicazione della presente
deliberazione, le misure correttive adottate dall’organo consiliare ai sensi
dell’art. 148 bis, comma 3, del Tuel, ai fini della relativa verifica.
Così deciso in Palermo, nella camera
di consiglio del 21 dicembre 2016.
Graffeo)
Depositata in segreteria il 14 febbraio
12 GENNAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE
8 2016 PRSP Verifica 148 bis su rendiconto 2013 e misure correttive
del 18 dicembre 2015, composta dai seguenti magistrati:
visto l'art. 2 del decreto
legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo
particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
visto l’art. 148 bis
del D. Lgs. n. 267/2000, introdotto dall’art. 3 del D.L. 10 ottobre 2012, n.
174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 95/2014/INPR del
30 luglio 2014 avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi
rendiconto dell’esercizio 2013”;
la Regione siciliana del 15 settembre 2014, con la quale è stata inoltrata
assunta all’esito del precedente ciclo di controllo sul rendiconto 2012, nonché
le misure correttive adottate dal Consiglio comunale di Isola delle Femmine con
atto n. 34 del 21 settembre 2015;
2013, compilata dall’Organo di revisione contabile del comune di Isola delle
Femmine (PA) e la successiva documentazione istruttoria;
della Sezione di controllo n. 348/2015/CONTR del 7 dicembre 2015 con la quale
il relatore, Primo referendario dott. Francesco Albo;
uditi, in rappresentanza dell’ente, il sindaco, dott.
Bologna Stefano;
Conti contribuisce ad assicurare quale
quanto al servizio dello Stato-ordinamento, vieppiù a seguito del novellato
quadro scaturito dalle legge costituzionale n.1/2012 e dalla legge c.d.
rinforzata n. 213/2012.
degli enti) prevede che in caso di accertamento, da parte della Sezione, di
squilibri economico-finanziari, della mancata copertura di spese, della
violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione
stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di adottare, entro 60
competenza. Quanto al contenuto del controllo è, peraltro, espressamente
stabilito che ai fini
della suddetta verifica le Sezioni della Corte dei conti accertano altresì che
i rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle partecipazioni in
da essi approvati” (cfr. Corte costituzionale, sentenza n. 39/2014) la cui
attribuzione ad un organo magistratuale terzo e indipendente “si giustifica in ragione dei caratteri di
(sentenza n. 226 del 1976)” onde “prevenire
comunitari” (cfr. Corte Costituzionale n. 40/2014).
della predetta documentazione del Comune di Isola delle Femmine (PA), e dalla
successiva istruttoria, sono emerse le seguenti criticità:
ritardo nell’approvazione del bilancio di previsione 2013 (delibera di C.C. n.
26 del 23/12/2013) e del rendiconto 2013 (delibera di C.C. n. 15 del
03/09/2014) rispetto ai termini di legge;
mancato rispetto di quattro parametri obiettivi per l’individuazione degli enti
strutturalmente deficitari:
a)-volume
dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla gestione di competenza
e relative ai titoli I e III pari al 59,68% rispetto agli accertamenti delle
entrate medesime (> 42%);
b)- ammontare
dei residui attivi di cui al titolo I e III, provenienti dalla gestione dei
residui attivi, pari al 71,06% rispetto agli accertamenti delle entrate dei
volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I pari al 95,48%
degli impegni della medesima spesa corrente (> 40%);
anticipazione di tesoreria non rimborsata pari all’ 20,78% (> 5%);
disavanzo di amministrazione di euro 779.222,43 aumentato dalla quota vincolata
del fondo svalutazione crediti per euro 113.345,25 e dai pagamenti per azioni
esecutive non regolarizzate al 31.12, pari a euro 765,36;
4. il perdurare di una situazione di grave
carenza di liquidità, che dà luogo al ricorso ad anticipazioni di tesoreria non
rimborsate a fine esercizio per euro 1.370.611,24;
presenza di debiti fuori bilancio in attesa di riconoscimento al 31.12.2013
per euro 231.676,87, riconosciuti nel
2013 per un importo pari ad euro 511.132,58 12 di cui una quota pari a €
150.779,39 riferiti ad acquisizioni di beni e servizi senza impegno di spesa;
presenza di un potenziale ingente debito di euro 2.289.137,00 (indennità di
esproprio) derivante da un procedimento pendente dinanzi la Corte di Cassazione
avverso la sentenza di condanna della
Corte d’appello di Palermo, a fronte del quale non risultano adottate misure
prudenziali a tutela degli equilibri;
l’inottemperanza agli adempimenti previsti dall'art. 6, comma 4, del d.l. n.
95/2012, convertito dalla legge n.135/2012 (nota informativa posizioni debitorie/creditorie);
mancato rispetto dei limiti di spesa di cui all’art. 6 commi da 7 a 10 e commi
da 12 a 14 del d.l. 78/2010, dall’art. 5, comma 2 del d.l. n. 95/2012;
mancato aggiornamento degli inventari dal 1998.
All’adunanza del 18 dicembre 2015, per l’Amministrazione,
che non ha fatto pervenire memorie, era presente il sindaco neo insediato, dott.
Bologna Stefano, il quale si è limitato a riportarsi alle misure correttive
inoltre, consegnato un prospetto relativo all’attività svolta dal settore
tributi nell’anno 2015, senza peraltro esplicitarne i profili di pertinenza
rispetto alle osservazioni mosse in sede di deferimento.
formalmente invitato al contraddittorio, sia documentale, sia in sede di
adunanza, l’ente ha prestato acquiescenza ai rilievi mossi, confermandone, in
sostanza, la fondatezza.
consiliare del 21 settembre 2015, in quanto relativa alle criticità evidenziate
In questo specifico contesto, osserva il
Collegio che con la citata deliberazione n. 34, il Consiglio comunale ha, per
lo più, fornito giustificazioni in ordine alle criticità evidenziate in sede di
verifica sul rendiconto 2012, ed in gran parte confermate in questa sede,
senza, tuttavia, fornire concreti indirizzi al fine di correggere le predette disfunzioni.
pertanto, le preoccupazioni espresse nel precedente ciclo di controllo in
ordine al mantenimento degli equilibri di bilancio, anche futuri.
- All’esito della verifica sul
rendiconto 2013, accerta la presenza dei profili di criticità con riferimento a
tutti i punti elencati in narrativa.
R D I N A
che, a cura del Servizio di
supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia
comunicata al consiglio comunale – per il tramite del suo presidente - ai fini
della formalizzazione delle necessarie misure correttive, oltre che al sindaco ed all’organo di
che l’ente trasmetta a questa
Sezione di controllo, entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della presente
Così deciso in Palermo, nella camera di consiglio del 18
Depositata in segreteria il 12 gennaio 2016
2015 30 SETTEMBRE CORTE
DEI CONTI DELIBERAZIONE 260 PAR 2015 Valutazione su rimborsabilità spese legali amministratori in
conseguenza assoluzione.
camera di consiglio dell’adunanza generale del 22 settembre 2015
Visto l’art. 23 del R.D.lgs. 15 maggio 1946, n. 455
(Approvazione dello Statuto della Regione siciliana);
visto il decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655
(Istituzione di Sezioni della Corte dei conti per la Regione siciliana);
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 (Disposizioni in
materia di controllo e giurisdizione della Corte dei conti);
visto il decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200 (Norme di
attuazione dello Statuto speciale della Regione siciliana recante integrazioni
e modifiche al decreto legislativo n. 655/1948);
vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3
(Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione);
vista la legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per
l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18
ottobre 2001, n. 3);
vista la deliberazione n. 32 dell’11 novembre 2013 delle
Sezioni riunite per la Regione siciliana in sede consultiva;
vista la deliberazione n. 354/2013/PAR del 27 novembre 2013
della Sezione di controllo per la Regione siciliana in sede consultiva, con la
quale viene affermata la competenza ad esprimere i pareri di cui all’art. 7,
comma 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
vista la richiesta di parere proveniente dal Comune di Isola delle Femmine (PA), con nota prot.n.4800
del 16.4.15, presa in carico dal Servizio di supporto della Sezione di
controllo in data 21.4.15, prot. n. 3121-SC_SIC-R14-A;
vista l’ordinanza n. 208/ 2015/CONTR dell’ 8 settembre 2015
con la quale il Presidente della Sezione di controllo per la Regione siciliana
ha convocato l’adunanza generale per il 22 settembre 2015;
udito il relatore, consigliere dott. Stefano SIRAGUSA,
emesso la seguente deliberazione.
nota in epigrafe, il Sindaco del Comune di Isola delle Femmine chiede di conoscere
il parere della Corte in merito alla rimborsabilità delle spese legali
sostenute nell’ambito di procedimenti penali per due ex amministratori locali
assolti con due diverse formule processuali.
l’ammissibilità soggettiva, in quanto la richiesta di parere proviene dal
legale rappresentante dell’Ente locale, quanto all’ammissibilità oggettiva, la
Sezione osserva quanto segue:
abbia legittimamente a radicarsi la competenza della Sezione di controllo della
Corte dei conti ad emanare i pareri di cui all’art. 7, comma 8, della legge 5
giugno 2003, n. 131, secondo gli indirizzi definiti da queste Sezioni Riunite
per la regione siciliana (delibera n. 1/2004), dalla Sezione delle Autonomie (delibera
n.5 del 2006) e nella pronuncia delle Sezioni Riunite in sede centrale con la
delibera n. 54/CONTR/2010, occorre, tra l’altro, che le questioni prospettate:
- riguardino la materia della contabilità pubblica
(intesa quale sistema normativo che presiede alla gestione finanziaria ed economico-patrimoniale
dello Stato e degli altri enti pubblici;
- richiedano un esame, da un punto di vista
astratto (con esclusione di valutazione e pareri su casi specifici), di temi di
carattere generale: ad esempio: atti generali; atti o schemi di atti di normazione
primaria (quali leggi o statuti) ovvero secondaria (regolamenti di contabilità,
circolari), o inerenti all’interpretazione di norme vigenti; di preventiva
valutazione di soluzioni tecniche rivolte ad assicurare la necessaria
armonizzazione nella compilazione dei bilanci e dei rendiconti.
Inoltre, la funzione consultiva non può e non deve svolgersi in ordine a
quesiti che implichino valutazioni di comportamenti amministrativi che possano
formare oggetto di eventuali iniziative giudiziarie proprie della Procura
regionale della Corte dei conti o dinanzi ad altro giudice.
In particolare, sull’ammissibilità o meno di
richiesta di parere in materia di rimborsabilità di spese legali in favore di
amministratori di enti locali assolti all’esito di giudizi celebrati a loro
carico, la Sezione delle Autonomie con la deliberazione n.5/AUT/2006 del 10
marzo 2006, ha già avuto modo di pronunciarsi sulle questioni relative alla
predetta tematica, dichiarandone la estraneità alla nozione di contabilità pubblica cui fa
riferimento l’ottavo comma dell’art.7 della legge n.131 del 2003.
è affermato infatti che: “ancorché la
materia della contabilità pubblica non possa ridursi alla sola tenuta delle
scritture contabili ed alla normativa avente ad oggetto le modalità di
acquisizione delle entrate e di erogazione delle spese, essa non potrebbe
investire qualsiasi attività degli enti cha abbia comunque riflessi di natura
finanziaria patrimoniale.
non solo rischierebbe di vanificare lo stesso limite imposto dal legislatore, ma
comporterebbe l’estensione dell’attività consultiva delle Sezioni regionali a
tutti i vari ambiti dell’azione amministrativa con l’ulteriore conseguenza che
le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti diventerebbero organi
di consulenza generale delle autonomie locali.
tal modo, la Corte verrebbe, in varia misura, inserita nei processi decisonali
degli enti, condizionando quell’attività amministrativa su cui è chiamata ad
esercitare il controllo che, per definizione, deve essere esterno e neutrale.
le ragioni sopra esposte, emerge dunque l’esigenza che la nozione di
contabilità pubblica strumentale alla funzione consultiva assuma un ambito
limitato alla normativa e ai relativi atti applicativi che la disciplinano, in generale,
l’attività finanziaria che precede o che segue i distinti interventi di
settore, ricomprendendo in particolare la disciplina dei bilanci e i relativi
equilibri, l’acquisizione delle entrate, l’organizzazione
finanziaria-contabile, la disciplina del patrimonio, la gestione delle spese,
l’indebitamento, la rendicontazione e i relativi controlli(…)Così delineato
l’ambito oggettivo della materia, la questione della rimborsabilità agli
amministratori delle spese legali risulta totalmente estranea alla nozione di
contabilità pubblica cui si riferisce l’art.7,comma 8, della legge n.131 del
precisare che il suddetto orientamento ha trovato puntuale e pressoché unanime
espressione nelle deliberazioni di numerose Sezioni di controllo e in senso conforme è anche la costante giurisprudenza
di questa Sezione di controllo (cfr. deliberazioni n.409/2013/PAR e
n.27/2014/PAR), dalla quale non si ravvisa motivo di distaccarsi.
Tale orientamento è stato altresì confermato, su analogo
quesito posto sulla rimborsabilità delle spese legali, dalla Sezione delle
Autonomie, in data 10 febbraio 2014, con la deliberazione n.3/SEZAUT/2014/QMIG,
ai cui criteri si si conformano le Sezioni regionali di controllo ai sensi
dell’art. 6, comma 4, del d.l. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge
7 dicembre 2012, n. 213.
Dichiara inammissibile la richiesta di parere.
Copia della presente deliberazione sarà
inviata, a cura della Segreteria, all’Amministrazione richiedente ed all’Assessorato
Regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica – Dipartimento delle
Stefano Siragusa Maurizio Graffeo
27 OTTOBRE CORTE
DEI CONTI DELIBERAZIONE 174 PRSP 2014 Controllo 148 bis rendiconto 2012 e misure correttive.
dell’1 ottobre 2014, composta dai seguenti magistrati:
vista deliberazione
di questa sezione di controllo n. 196/2013/INPR avente ad oggetto: “Linee guida
cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1, commi 166 e 167, della legge 23
dicembre 2005, n.266 gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti
rendiconto di gestione 2012”;
vista la nota del Presidente della
Sezione di controllo per la Regione siciliana del 19 agosto 2013, con la quale
è stata inoltrata al Sindaco e al Presidente del Collegio dei revisori la
predetta deliberazione di questa Sezione di controllo, nonché i relativi
questionari ai fini della loro ritrasmissione entro trenta giorni dalla
ricezione del questionario, o dall’approvazione del rendiconto, se successiva;
del Servizio sanitario nazionale, va ascritto alla categoria del sindacato di legalità
e di regolarità – da intendere come verifica della conformità delle
fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure
correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il rispetto
delle regole contabili e finanziarie.
provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a ripristinare gli equilibri
di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di competenza. Quanto
al contenuto del controllo è, peraltro, espressamente stabilito che ai fini della suddetta verifica le
bis TUEL, l’esito del controllo demandato alla Corte può, comunque, comportare
comma 7 della legge 131/2003, pur sempre volte a favorire la riconduzione delle
criticità emerse entro i parametri della sana e corretta gestione finanziaria
al fine di salvaguardare, anche per gli esercizi successivi, il rispetto dei
necessari equilibri di bilancio e dei principali vincoli posti a salvaguardia
delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica. Anche in tal caso
l’ente interessato è tenuto a valutare le segnalazioni ricevute ed a porre in
essere interventi idonei per evitare l’insorgenza di situazioni di deficitarietà
e di squilibrio ovvero per addivenire al superamento delle stesse.
della predetta relazione, redatta dall’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine (PA), e dalla
1. tardiva approvazione del rendiconto 2012
(18/06/2013) rispetto ai termini
previsti dall’art. 227 del TUEL;
2. mancata certificazione ed allineamento
contabile dei debiti/crediti con gli organismi partecipati ex art. 6 comma 4
del d.l. 95/2012 e la conseguente mancata predisposizione della nota
3. debiti fuori bilancio ancora da riconoscere
al 31.12.2012 per € 729.905,17 e già riconosciuti per € 3.300,00;
4. grave disavanzo di amministrazione per
l’esercizio 2012 pari a € 1.416.846,57;
5. basso tasso di realizzazione dei residui
attivi del titolo I e III e conseguente sforamento del parametro di
deficitarietà n. 3 (87,99%) e bassa velocità di pagamento della spesa corrente
con conseguente sforamento del parametro di deficitarietà n. 4 (102,38%);
conseguente perdurare di una situazione di grave carenza di liquidità, che dà
luogo ad anticipazioni di tesoreria non rimborsate a fine esercizio per
All’adunanza
dell’1 ottobre 2014, per l’Amministrazione, che ha fatto pervenire una memoria
oltre i termini assegnati per il contraddittorio documentale (prot. Cdc n. 7667
dell’1 ottobre 2014), non erano presenti rappresentanti.
quanto concerne il primo punto, l’ente non motiva le cause del ritardo, probabilmente
riconducibili allo scioglimento del consiglio comunale ex art. 143 del Tuel,
disposto con DPR 12 novembre 2012.
riferimento al punto 2, il comune riferisce di non aver potuto procedere
all’allineamento contabile con le società partecipate a causa di un contenzioso
instaurato dalla Commissione straordinaria nei confronti della società d’ambito
per la gestione dei rifiuti, che in primo grado ha avuto esito favorevole per
riconoscendo il meritorio sforzo intrapreso a tutela dell’ente, il Collegio non
può esimersi dal constatare l’emersione di passività per oltre 1,5 milioni di
euro, allo stato sprovviste di copertura finanziaria, che costituiscono una rilevante
incognita per gli equilibri finanziari, anche futuri, dell’ente, ed impongono
l’urgente adozione di tutte le misure prudenziali utili a mitigarne l’impatto
questa situazione si aggiunge la presenza di debiti fuori bilancio al
31.12.2012 da riconoscere per euro 729.905,17.
Sezione, nel prendere atto dell’avvenuto riconoscimento di buona parte di
queste passività da parte dalla Commissione straordinaria nel 2013 (euro
511.132,58) ed in parte nel 2014 (euro 49.330.32), non può esimersi dall’esprimere
pertanto, un controllo concomitante e costante della situazione gestionale,
teso alla tempestiva segnalazione delle passività all’organo consiliare (o, in
sua vece, all’organo straordinario), ai fini della tempestiva riconduzione
delle passività al sistema di bilancio.
oltre 1,4 milioni di euro, anche in questo caso ereditato da precedenti
gestioni, pur dovendosi riconoscere che, a seguito dell’innalzamento del
prelievo fiscale e del contenimento della spesa corrente, lo stesso si è
gestionali, che danno luogo al
superamento dei valori limite previsti nei parametri di deficitarietà n. 3 e 4.
Tale situazione si protrae nel 2013, pur con un miglioramento dei valori.
attenzione, in questo contesto, va posta ai residui attivi, da contabilizzare
con criteri prudenziali, anche in considerazione della progressiva erosione
della liquidità che ne consegue, fronteggiata attraverso il ricorso a frequenti
prendendo atto del miglioramento della situazione a seguito dell’anticipazione
di liquidità richiesta ex DL n. 35/2013, in una prospettiva di medio lungo
periodo si rendono comunque necessarie una serie di misure correttive, che,
proseguendo nel percorso intrapreso, tendano all’efficientamento delle procedure di riscossione, alla contabilizzazione di
Nel delineato contesto, risulta inoltre
auspicabile un’intensificazione della periodicità delle verifiche di cui
all’art. 193, comma 2, Tuel, sul permanere degli equilibri della gestione di
competenza, di cassa e in conto residui, nel più generale contesto delle misure
funzionali al controllo di cui all’art. 147 quinquies, sui cui effetti questa
Sezione sarà chiamata a vigilare.
merito alle misure correttive, il Collegio rileva che la quasi totalità dei
profili di criticità rilevati sono stati oggetto di pronuncia di accertamento
della Sezione in occasione delle verifiche sul rendiconto 2011 e sul bilancio
di previsione 2012. A seguito della delibera n. 298/2013/PRSP, la Commissione
straordinaria del Comune, con la deliberazione n. 2 del 15/01/2014, ha avviato
un percorso di correzione delle disfunzioni segnalate.
la Sezione osserva che, nonostante i significativi sforzi posti in essere dalla
Commissione straordinaria al fine di ricondurre il quadro gestionale ereditato entro
parametri fisiologici, e gli apprezzabili miglioramenti registrati, permangono,
allo stato, motivi di forte preoccupazione per gli equilibri di bilancio.
comunicata alla Commissione straordinaria ed all’organo di revisione del comune
Così deliberato in Palermo, nella camera di consiglio dell’1
segreteria il 27 ottobre 2014
22 OTTOBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 298 PRSP 2013 rendiconto 2011 e bilancio di
economico-finanziaria del Comune di Isola delle Femmine la precitata
delibera n. 204/2012/INPR, nonché i relativi questionari ai fini della loro
gestione delle risorse collettiva, in quanto al servizio dello Stato -
di Isola delle Femmine ha trasmesso la
relazione sul rendiconto 2011 e
quella sul bilancio di previsione 2012, di cui all’art. 1, commi 166 e
1. notevole ritardo nell’approvazione del
rendiconto 2011 rispetto ai termini di legge (1 ottobre 2012);
2. volume dei residui attivi di nuova
formazione provenienti dalla gestione di competenza e relative ai titoli I e
III (con l'esclusione dell'addizionale Irpef) pari a 52,09% dei valori di accertamento delle entrate dei
3. ammontare dei residui attivi di cui al
titolo I e al titolo III superiore al 65 per cento (pari al 120,28%)
(provenienti dalla gestione dei residui attivi) rapportata agli accertamenti
4. volume dei residui passivi complessivi
provenienti dal titolo I superiore al 40 per cento (pari a 88,32%) degli
impegni della medesima spesa corrente;
5. anticipazioni di tesoreria non
rimborsate al 31 dicembre 2011, superiori al 5% della spesa corrente;
6. presenza di debiti fuori bilancio non
segnalati dai Responsabili dei servizi,
emersi in fase di approvazione
del Rendiconto di gestione 2012, per €629.000 ai quali si aggiungono passività
potenziali per €2.300.000 e spese per incarichi legali per €392.000 solo in
minima parte impegnati. I debiti riconosciuti nell’esercizio 2012 ammontano a
€3.300;
7. necessità di verificare il rispetto
del parametro di deficitarietà n. 6, relativo al rapporto della spesa per il
personale sulle entrate correnti, la
percentuale indicata del 36,69% è impropriamente determinato rapportando la
spesa per il personale depurata delle componenti da escludere sulle entrate
8. irregolare utilizzo dei capitoli
afferenti ai servizi conto terzi e mancato rispetto del principio di
fatture relative al servizio di pulizia dei locali;
per pagamento manifestazioni santo patrono;
9. bassa capacità di riscossione dei
proventi derivanti da proventi da recupero evasione tributaria,
10. mancato aggiornamento del conto del
patrimonio come previsto dall’art. 230 TUEL;
11. debiti nei confronti della Società ATO
1 PA per €4.986.963,28, per i quali non si riscontra in bilancio un
criticità di cui ai punti 2, 3, 5, 6, 8, 9 sono stati oggetto di specifica
pronuncia in sede di esame sul rendiconto 2010 (delibera n. 139/2012/PRSP).
di bilancio garantito dal ricorso a entrate correnti aventi carattere non
capacità di riscossione dei proventi da sanzioni amministrative pecuniarie per
ricorso ad anticipazioni di tesoreria; al 31/12/2012 le anticipazioni inestinte
rispetto del limite di spesa per il personale di cui all’art. 1 comma 557 della
criticità di cui ai punti 3, 4 e 5 sono stati oggetto di specifica pronuncia in
sede di esame sul rendiconto 2010 (delibera n. 139/2012/PRSP).
È stato diffuso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sul proprio sito internet istituzionale, in attesa di pubblicazione sulla G.U., il Decreto Mef-RgS 14 marzo 2019, n. 38605, concernente la “Certificazione del saldo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali di cui all’art. 1, comma 466, della Legge n. 232/16, per l’anno 2018”.
Gli Enti Locali soggetti al “Pareggio di bilancio” devono trasmettere al Mef-RgS, entro il termine perentorio del 31 marzo 2019, utilizzando il Portale http://pareggiobilancio.mef.gov.it, la Certificazione (Prospetto “Certif. 2018”), firmata digitalmente dal rappresentante legale, dal Responsabile del Servizio “Finanziario” e dall’Organo di revisione economico-finanziaria, relativa al saldo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali per l’anno 2018.
L’art. 1, comma 823, della Legge n. 145/2018 (“Legge di bilancio 2019”) ha abrogato, a decorrere dall’anno 2019, le sanzioni da applicare all’Ente Locale, nell’anno successivo a quello dell’inadempienza, in caso di mancato conseguimento del saldo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali per l’anno 2018, ma restano comunque fermi gli obblighi di monitoraggio e di certificazione per l’anno 2018 e, di conseguenza, le sanzioni riferite al ritardato invio della Certificazione stessa.
Gli spazi finanziari acquisiti per l’anno 2018 mediante le Intese regionali e i Patti di solidarietà nazionali non utilizzati per le spese per investimenti, da realizzare attraverso l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito, vengono recuperati attraverso una modifica peggiorativa dell’obiettivo di saldo per l’anno 2018 per un importo pari ai predetti spazi non utilizzati.
Gli Enti Locali colpiti dal sisma del 2016 certificano gli impegni sostenuti nell’anno 2018 per investimenti connessi alla ricostruzione, al miglioramento della dotazione infrastrutturale nonché al recupero degli immobili e delle strutture destinati a servizi per la popolazione, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito.
Decorsi 30 giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto di gestione (a partire dal 31 maggio 2019), in caso di mancata trasmissione da parte dell’Ente Locale della Certificazione, l’Organo di revisione economico-finanziaria, in qualità di Commissario ad acta, provvede, pena la decadenza dal ruolo di revisore, ad assicurare l’assolvimento dell’adempimento e a trasmettere la Certificazione entro il 29 giugno 2019.
I dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldo di “Pareggio”, trasmessi con la Certificazione digitale, devono corrispondere alle risultanze del rendiconto della gestione dell’anno 2018; qualora la Certificazione trasmessa entro il termine perentorio del 1° aprile 2019 sia difforme dalle risultanze del rendiconto della gestione, gli Enti Locali sono tenuti ad inviare, secondo le stesse modalità, una nuova Certificazione, a rettifica della precedente, entro il termine perentorio di 60 giorni dall’approvazione del rendiconto della gestione 2018 e, comunque, non oltre il 1° luglio 2019. A partire dal 2 luglio 2019, gli Enti Locali sono comunque tenuti ad inviare una nuova Certificazione, a rettifica della precedente, solo se rilevano, rispetto a quanto già certificato, un peggioramento del proprio posizionamento rispetto all’obiettivo di saldo.
Gli Enti Locali che non provvedono ad inviare la Certificazione entro i termini perentori citati e con le modalità indicate sono considerati inadempienti all’obbligo d’invio della predetta Certificazione del “Pareggio di bilancio” e sono assoggettati alle sanzioni di cui all’art. 1, comma 475, lett. c) e seguenti, della Legge n. 232/2016:
qualora la Certificazione, sebbene in ritardo, sia trasmessa entro il successivo 30 maggio 2019 si applica, nei 12 mesi successivi al ritardato invio decorrenti dalla data di invio della Certificazione, la sanzione di cui alla lett. e) [divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo, limitatamente alle assunzioni di personale a tempo indeterminato];
qualora la Certificazione sia trasmessa a cura del Commissario ad acta, entro 60 giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto della gestione 2018 (entro il 29 giugno 2019), si applicano le sanzioni disposte dalle lett. e) ed f) [divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo e rideterminazione delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza];
– in caso di mancata trasmissione da parte del Commissario ad acta della Certificazione, continuano a trovare applicazione le sanzioni di cui alle lett. c) e seguenti [divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo dei corrispondenti impegni effettuati nell’anno precedente, impossibilità di ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, rideterminazione in riduzione del 30% delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei componenti della Giunta in carica] e la sospensione delle erogazioni di risorse o trasferimenti da parte del Ministero dell’interno relative all’anno successivo a quello di riferimento.
L’art. 3 del Decreto stabilisce che gli Enti Locali ai quali il mancato conseguimento del saldo per l’anno 2018 sia accertato dalla Corte dei conti successivamente all’anno seguente a quello cui la Certificazione si riferisce, sono tenuti ad inviare una nuova Certificazione del “Pareggio di bilancio” entro 30 giorni.
Le informazioni utili ai fini della verifica del saldo devono essere indicate nel Prospetto previsto nell’Allegato al Decreto Mef 23 luglio 2018, n. 182944, concernente il Monitoraggio periodico del saldo di finanza pubblica per l’anno 2018, così come successivamente integrato nella Sezione 1 (voce AA) al fine di consentire l’inserimento tra le entrate finali dell’avanzo di amministrazione per investimenti applicato al bilancio di previsione dell’esercizio 2018.
Il Ministero specifica che, considerato che le informazioni in questione sono già presenti nel Sistema web, al fine di agevolare gli Enti Locali nella predisposizione della Certificazione definitiva delle risultanze del “Pareggio di bilancio” per l’anno 2018 è stata prevista una procedura web che consente all’Ente di acquisire direttamente il Modello per la Certificazione ai fini del successivo invio telematico. Il Modello “Certif. 2018” risulta pertanto già compilato con le informazioni inserite, in fase di trasmissione del Monitoraggio relativo al II semestre 2018.
Anche nell’anno 2018 è stata prevista la Sezione 2 dedicata all’acquisizione, già in fase di Monitoraggio periodico, delle informazioni necessarie per ricalcolare l’obiettivo di saldo finale di competenza 2018 e ad evidenziare:
l’utilizzo o meno degli spazi finanziari acquisiti nell’ambito dei “Patti di solidarietà” relativi all’anno 2018 (“Intese regionali” e “Patti di solidarietà nazionale”);
gli effetti derivanti dalla chiusura delle contabilità speciali in materia di Protezione civile.
Gli Enti sono tenuti a controllare, prima di apporre la firma digitale, che i dati al 31 dicembre 2018, inseriti ai fini del Monitoraggio del II semestre, siano corretti e, in caso contrario, devono provvedere a rettificarli entro il 1° aprile 2019, mediante la funzione “Variazione modello” nell’applicazione web del “Pareggio di bilancio”.
Viene specificato che il Sistema web della RgS effettua automaticamente la differenza tra il “saldo tra entrate e spese finali rideterminato” e l’“obiettivo di saldo finale di competenza 2018 rideterminato a seguito del recupero degli spazi finanziari acquisiti per il 2018 e non utilizzati e delle risorse nette da programmare entro il 20 gennaio 2019”, e conseguentemente espone il saldo conseguito (cella 9).
La Sezione B dell’Allegato fornisce le Istruzioni per l’invio telematico dei Modelli di certificazione.
La Certificazione attestante il rispetto del “Pareggio di bilancio” deve essere sottoscritta con firma digitale.
Informazioni dettagliate riguardo alla procedura e ai controlli preventivi effettuati sono consultabili sul Manuale Utente dell’applicativo disponibile sul Sistema web all’indirizzo http://pareggiobilancio.mef.gov.it, mentre quesiti di natura tecnica ed informatica potranno essere posti all’indirizzo di posta elettronica assistenza.cp@mef.gov.it.
L’acquisizione della Certificazione è consentita solo agli Enti che hanno trasmesso via web le risultanze del Monitoraggio del “Pareggio di bilancio” al 31 dicembre 2018; gli altri Enti dovranno preliminarmente comunicare via web le informazioni relative al Monitoraggio dell’anno 2018.
La Sezione C dell’Allegato concerne il ritardato invio della Certificazione e la nomina del Commissario ad acta.
Gli Enti Locali che non provvedono a trasmettere telematicamente la Certificazione nei tempi previsti dalla legge sono ritenuti inadempienti all’obbligo del “Pareggio di bilancio 2018” e assoggettati alle sanzioni di cui al comma 475, lett. c) e seguenti, della Legge n. 232/2016, come più sopra specificato.
La corrispondenza tra i dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldo e le risultanze del rendiconto di gestione è obbligatoria; nel caso in cui la Certificazione trasmessa sia difforme dalle risultanze del rendiconto di gestione, gli Enti Locali sono tenuti ad inviare una nuova Certificazione, a rettifica della precedente, entro il termine perentorio di 60 giorni dall’approvazione del Rendiconto e, comunque, non oltre il 1° luglio 2019.
Qualora l’Ente, approvando il rendiconto della gestione, modifichi i dati già trasmessi con la certificazione mediante il Sistema web di questa Ragioneria generale dello Stato, è tenuto a rettificare, entro il 1° luglio 2019, i dati del Monitoraggio al 31 dicembre 2018 presenti nel Sistema web e ad inviare la nuova Certificazione attestante il miglioramento o il peggioramento del proprio posizionamento rispetto all’obiettivo di saldo.
A partire dal 2 luglio 2019, gli Enti Locali sono comunque tenuti ad inviare una nuova Certificazione, a rettifica della precedente, solo nel caso in cui essi rilevino, rispetto a quanto già certificato, un peggioramento del proprio posizionamento rispetto all’obiettivo di saldo.
Sul punto, si segnala che, al fine di agevolare gli Enti nelle attività di verifica e aggiornamento dei dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldo e le risultanze del rendiconto di gestione, verrà reso disponibile un “Modello di controllo della congruenza dei dati” che metterà a confronto – evidenziando eventuali scostamenti – i dati inseriti nel Modello del Monitoraggio riferito al 31 dicembre 2018 (“Monit/18”) e nel Modello della Certificazione 2018 e le informazioni riferite al rendiconto di gestione 2017, trasmesse alla “Banca-dati delle Amministrazioni pubbliche” (“Bdap”).
Viene ricordato che gli Enti Locali che non rispettano il termine previsto per l’approvazione del rendiconto e il termine di 30 giorni dalla approvazione per l’invio dei relativi dati “Bdap”, compresi i dati aggregati per voce del “Piano dei conti integrato”, non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto, fino a quando non abbiano adempiuto. L’applicazione della sanzione decorre dal giorno successivo a quello dei termini previsti per l’approvazione del rendiconto di gestione e per l’invio delle relative informazioni alla “Bdap”.
https://www.entilocali-online.it/pareggio-bilancio-le-istruzioni-relative-alla-certificazione-del-rispetto-dellobiettivo-2018/?fbclid=IwAR02P7VMqV4tzlIN6MoZCEKWr0di-k6snWGZmDAzU9Dj6Oku7F1dXgytnqE
Pubblicato da ISOLA PULITA a 10:03 AM

References: art.
148
 sentenza 
 sentenza 
 art. 148
 articolo 148
 art. 21
 art. 11
 art. 19
 art. 46
 art. 195
 art. 194
 sentenza 
 art. 24
 art. 1

sentenza 

sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

sentenza 
 art. 148
 art. 148
 sentenza 
 sentenza 
 art. 3
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 art. 143