Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150341
Timestamp: 2019-10-18 02:42:04+00:00

Document:
Resoconto della seduta n.341 del 08/01/2019
Seduta n.341 del 08/01/2019
CCCXLI Seduta
La seduta è aperta alle ore 17 e 37.
LAMPIS GIANNI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 12 dicembre 2018 (333), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Augusto Cherchi, Giampietro Comandini, Lorenzo Cozzolino, Pier Mario Manca, Cesare Moriconi e Gianluigi Rubiu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana dell'8 gennaio 2019.
PRESIDENTE. Comunico che il Consigliere regionale Roberto Desini, con nota dell'8 gennaio 2019, ha reso noto di aver rassegnato le dimissioni dal Gruppo Partito dei Sardi e di aver aderito, nella medesima data, al Gruppo Misto.
LAMPIS GIANNI, Segretario. E' pervenuta l'interrogazione numero 1729.
LAMPIS GIANNI, Segretario. È stata presentata la mozione numero 470.
Continuazione della discussione e approvazione del testo unificato "Disposizioni in materia di disturbo da gioco d'azzardo" (56-280-514/A).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la prosecuzione della discussione del Testo unificato: "Disposizioni in materia di disturbo da gioco d'azzardo", relatrice l'onorevole Forma. La Commissione ha esitato un nuovo testo per quanto riguarda l'articolo 10, e per quanto riguarda tutti gli altri articoli rimane modificato il testo e così pure gli emendamenti presentati.
FORMA DANIELA (PD), relatrice. Grazie, Presidente. Sì, la sesta Commissione si è riunita questo pomeriggio proprio per approfondire le proposte emendative dell'articolo 10, e ha trovato una sintesi apportando alcune modifiche all'emendamento numero 9, che era l'emendamento base di questo articolo. Quindi cosa prevediamo con l'accordo trovato sull'articolo 10 dalla Commissione? Prevediamo che è vietata l'apertura di sale da gioco, di spazi per il gioco, come pure la nuova installazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito, di cui naturalmente all'articolo 110, comma 6, del Regio decreto 773 del 31, in locali che si trovino ad una distanza determinata dalla Giunta regionale entro il limite massimo di 500 metri da luoghi definiti sensibili, individuati come sensibili, che andiamo ad elencare: istituti scolastici di ogni ordine e grado, impianti sportivi, strutture sanitarie, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, e diversi altri. Perché ribadisco la dicitura "entro il limite massimo di 500 metri"? Perché la Giunta, nel momento in cui individuerà le distanze, sarà chiamata anche a fare una valutazione rispetto alla tipologia dei comuni sui quali si andrà ad intervenire. Un elemento per esempio per il quale diamo un'indicazione precisa, è che la Giunta determina le distanze tenendo conto della densità demografica dei comuni, quindi evidentemente i 200 metri piuttosto che i 300 metri di distanza dal luogo sensibile evidentemente sono differenti a seconda della tipologia di comune che ci troviamo davanti, e di questo la Giunta regionale dovrà tener conto. Ancora; diamo la possibilità ai comuni di chiedere una deroga motivata per il proprio territorio di competenza rispetto alle distanze determinate dalla Giunta regionale sulla base di specifiche caratteristiche del tessuto urbano, soprattutto al fine di evitare l'ulteriore degrado delle aree periferiche del proprio contesto urbano. Questa erano una delle cose che avevo anticipato questa mattina e che ci aiutano a fare un ragionamento mirato comune per comune per arginare o comunque governare meglio le ripercussioni che questo provvedimento avrà caso per caso. Ancora; prevediamo che rispetto alle autorizzazioni esistenti diamo un termine di adeguamento alle nuove disposizioni relative appunto alle distanze minime da luoghi sensibili entro il termine massimo di cinque anni. In questo modo veniamo incontro alle richieste che ci sono state messe nero su bianco sia da Eurispes che da SAPAR, comunque dalle associazioni che maggiormente erano preoccupate degli effetti economici e occupazionali di questo provvedimento, consentendo appunto di avere un periodo di transizione per passare a questo nuovo quadro di regole certe che noi stiamo dando per tutto il territorio regionale. Questi sono i principali punti sui quali la Commissione sanità ha trovato un accordo. Come accennava il Presidente poi ci siamo limitati all'esame dell'articolo 10 perché era quello che maggiormente aveva sollevato l'attenzione di molti colleghi dell'Aula e quindi per il resto della trattazione del testo proseguiremo anche con l'esame degli emendamenti già presentati per il testo A.
ZEDDA ALESSANDRA (FI).Noi volevamo anticipare la richiesta di voto segreto per l'emendamento numero 16.
PRESIDENTE. Gli emendamenti all'articolo 10 sono tutti decaduti, c'è il nuovo testo adesso, quello che è stato elaborato in Commissione, per cui gli emendamenti e l'emendamento all'emendamento sono decaduti perché questo testo è stato sostituito dal nuovo testo della Commissione che ha tenuto conto degli emendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 45, viene ripresa alle ore 18 e 13.)
E' stato presentato al nuovo articolo 10 l'emendamento numero 19.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatrice.
FORMA DANIELA (PD), relatrice. Invito al ritiro perché non è stato concordato in Commissione.
RUGGERI LUIGI (PD). Ho presentato questo emendamento, Presidente, perché io sono strafavorevole alla legge e agli obblighi di delocalizzazione di tutti gli aggeggi infernali che infestano gli esercizi più vari. L'unico problema è che in questa ansia di sistemare e di ricomporre tutti questi attrattori di gioco d'azzardo, abbiamo messo dentro anche quelle situazioni e faccio riferimento per esempio alle sale Bingo che hanno autorizzazioni e sulle quali ci sono degli investimenti così corposi che non si può pensare che in nome dell'adeguamento alle distanze essi possano mettere delle rotelle sotto i muri e rientrare nel limite di 500 metri perché questo vale certamente per le macchinette cosiddette, che siano le videolottery o le slot machine per le quali è necessario chiedere l'adeguamento e che possono essere spostate, ma non possono essere spostati i muri e quindi quando c'è un'autorizzazione di quel tipo che non si compone di un'offerta plurima che ricada sotto lo stigma di questa legge, mi pare corretto che non si operi retroattivamente o comunque mettere all'imprenditore che ha fatto un investimento corposo di milioni un obbligo di rientrare in pochi anni perché stiamo comprimendo fortemente il diritto alla libera impresa e il principio di affidamento nella lealtà del legislatore nazionale o regionale. Per cui quello che si chiede è tiriamo via da questo obbligo di ripristinare le distanze, i muri delle sale Bingo, solo le sale Bingo senza l'aggiunta delle macchinette, delle videolottery che pure a volte ci sono dentro queste sale gioco che possono essere spostate, ma quelle sale, quei muri non possono essere spostati, quindi è un principio logico mantenere la franchigia per queste sale dall'obbligo di riallinearsi alla distanza di 500 metri da tutti i diversi punti di interesse che possono essere individuati. E' un principio elementare perché altrimenti rischiamo di inficiare con l'ansia purificatrice delle cose che invece hanno una valenza sociale importantissima.
FORMA DANIELA (PD), relatrice. Solo per ricordare che nella proposta di articolo licenziata dalla Commissione, abbiamo inserito una previsione che comunque abbiamo pensato ragionando sulle peculiarità dei nostri Comuni sardi rispetto alle altre realtà nazionali e abbiamo stabilito che è in capo ai comuni la possibilità di chiedere una deroga motivata per il proprio territorio di competenza rispetto alle distanze determinate della Giunta. Questo è stato inserito principalmente per evitare una dislocazione poco ragionata delle sale gioco e dell'offerta di gioco nel territorio comunale, ma una situazione di questo tipo potrebbe essere valutata come una situazione per la quale chiedere la deroga. Sarà al Comune competente ragionare su quella che poi sarà la mappatura interna tenendo conto però del fatto che noi una regola generale la dobbiamo definire.
1. I comuni, nel rispetto della normativa statale e degli strumenti di pianificazione regionale, tenendo conto dell'impatto sul contesto, sulla sicurezza e sul decoro urbano, e dei problemi connessi alla viabilità, all'inquinamento acustico e alla quiete pubblica possono individuare altri luoghi sensibili cui applicare le disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 10.
2. I comuni, inoltre, possono prevedere per i titolari di esercizi che rimuovono o che rinunciano all'istallazione di apparecchiature per il gioco d'azzardo lecito, agevolazioni (perenni o una tantum) sui tributi comunali (Imu, Tasi, Cosap e altri eventuali), secondo criteri e modalità da determinare con appositi regolamenti comunali.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatrice di maggioranza.
FORMA DANIELA (PD), relatrice. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.
2. L'apertura di locali da destinare a sala da gioco o l'installazione nei locali di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito in violazione delle distanze determinate ai sensi dell'articolo 10, comma 2, è punito con una sanzione amministrativa da 2.500 euro a 8.000 euro.
3. Con i proventi delle sanzioni amministrative, i comuni istituiscono un apposito Fondo denominato "Proventi da controlli di conformità alla legislazione nazionale e regionale sul gioco d'azzardo patologico" destinato a:
a) concessione delle agevolazioni previste dal comma 2 dell'articolo 11;
c) finalità di carattere sociale e assistenziale.)
FORMA DANIELA (PD), relatorice. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell' articolo 13. All'articolo 13 sono stati presentati degli emendamenti.
1. Nel riconoscere il ruolo di supporto che l'istituzione scolastica può esercitare per il contrasto del disturbo da gioco d'azzardo, la Regione può stipulare accordi e protocolli di intesa con l'Ufficio scolastico regionale al fine di introdurre nelle scuole primarie e secondarie le campagne previste dall'articolo 5 e predisporre ulteriori iniziative didattiche volte a rappresentare agli studenti i potenziali rischi connessi al gioco.
2. Nel predisporre tali iniziative didattiche, la Regione tiene conto, tra le altre, anche della metodologia "Peer education" (altrimenti definita "Prevenzione tra pari"), stimolando gli stessi coetanei-studenti a partecipare a concorsi di idee per realizzare progetti di comunicazione e prevenzione da divulgare nelle scuole.)
Passiamo all'esame dell' articolo 14.
2. La Regione può avvalersi, direttamente o per il tramite dell'Azienda per la tutela della salute (ATS), della collaborazione di enti e associazioni pubbliche o private di mutuo aiuto per il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 1.)
Passiamo all'esame dell' articolo 15. All'articolo 15 sono stati presentati degli emendamenti.
1. Per le finalità di cui all'articolo 3, comma 4, e all'articolo 5 è autorizzata, a decorrere dall'anno 2019, la spesa complessiva di 80.000 in ragione di euro 40.000 per ciascuno degli anni 2019 e 2020, da ripartirsi in parti uguali per ciascun intervento.
2. Per le finalità di cui all'articolo 6, è autorizzata, a decorrere dal 2019, la spesa di euro 70.000 per ciascuno degli anni 2019 e 2020.
missione 13 - programma 07 - titolo 1 capitolo SCNI
2018 euro 0
2019 euro 80.000
2020 euro 80.000
missione 05 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SCNI
2020 euro 150.000)
Passiamo all'esame dell' articolo 16.
Siamo alla votazione finale della legge.
TEDDE MARCO (FI). Presidente, ma mi pare proprio che questa sia la tipica fattispecie legislativa nella quale la montagna partorisce un topolino. Perché la montagna? Perché gli intenti del legislatore sardo, in questa occasione, erano nobili, erano di grandi dimensioni, di straordinarie dimensioni, di straordinarie dimensioni sociali, ma a cotanti intenti non ha fatto seguito, non ha fatto da contraltare la messa in campo di strumenti adeguati per raggiungere gli obiettivi nobili che noi ci siamo proposti. L'ho già detto in apertura di seduta, ho sperato che tutti gli emendamenti che erano stati presentati riuscissero a creare un corpus più adeguato alle esigenze che ci ponevamo con questa legge, purtroppo non ci siamo riusciti, purtroppo non ci siete riusciti. Perché la responsabilità maggiore è ovviamente vostra che gestite la maggioranza e gestite di governo della Regione. Ecco quindi che una patologia così pesante e importante, la ludopatia, della quale abbiamo parlato diffusamente oggi, viene trattata con pannicelli caldi. Crediamo che non sia questo il modo per intervenire in questa materia, non possiamo assolutamente credere che voi siete convinti che con quei pochi spiccioli della norma finanziaria si possa affrontare questo tema, si possa affrontare adeguatamente il problema ludopatia, si possano mettere in campo azioni di prevenzione, si possano mettere in campo azioni terapeutiche per contrastare questo fenomeno. Non è così, non è così assolutamente che si può guarire questa malattia, non è così che si può assolutamente intervenire sulle cause. E un'annotazione, perché il tempo purtroppo è tiranno, c'è una sentenza del TAR, e questo lo dico a tutti i colleghi, c'è una sentenza del TAR Sardegna molto interessante che, in buona sostanza e la faccio brevissima, dice che non è competenza né del Sindaco, né della Regione disciplinare le distanze per gli esercizi in cui ci sono queste macchine dai luoghi sensibili, la competenza, secondo la Conferenza Stato Regioni del 7 settembre 2017, è del Consiglio comunale che, in sede di pianificazione, deve intervenire per disciplinare la complessa materia. E quindi le distanze debbano essere determinate dal Consiglio comunale…
DERIU ROBERTO (PD). Grazie Presidente. È una legge che non mi convince, per il suo orientamento proibizionista. Voi colleghe e colleghi siete convinti di combattere questo fenomeno con queste norme, no. Siete convinti o sperate di farle regredire, sicuramente in buona fede, io però non sono convinto di questo, credo che queste norme aumenteranno l'abusivismo, aumenteranno il sommerso, aumenteranno il nero, e non riusciranno a contrastare, così come ci ha detto anche l'Assessore sostanzialmente, il fenomeno e a farlo regredire. Però mi è stato detto dobbiamo dare un segnale, ma io avendo già compiuto 99 semestri non ho voglia di dare segnali, io penso che la politica debba provvedere in modo efficace e concreto, non credo alla propaganda, neanche quando viene dalla mia parte. Queste norme mi sembrano costruite per dare sì un messaggio, ma non per modificare la realtà. Per cui con vero rispetto, non è un fatto solo formale, ma con vero rispetto di ciò che voi pensate e anche, soprattutto, del lavoro che avete fatto e del vostro intento, io mantengo una distanza rispetto a questo tipo di approccio e annuncio un voto comunque di astensione. Per la distanza che voglio ottenere da questo tipo di provvedimenti, ma per la vicinanza che ho rispetto al lavoro che è stato compiuto, grazie.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, noi per ragioni in parte simili a quelle appena annunciate anche dal collega Deriu manteniamo un voto di astensione, questa legge è una legge che non ci convince, ma diciamo che non ci ha convinto tutto il percorso, a partire da una normativa a livello nazionale, per poi intervenire nel nostro territorio, che assolutamente non è soprattutto intanto né di cura né tantomeno di prevenzione. Ma ci pare invece solamente restrittiva nelle parti più estreme solo addirittura per gli esercenti, che ovviamente hanno a che fare con i giochi d'azzardo. E io mi chiedo anche come possiamo intervenire su chi va on-line, su tutta quella parte di abusivismo che è enorme e che soprattutto è incontrollabile, io credo che forse le misure dovevano essere diverse. Poi certo noi non ci opponiamo e quindi manteniamo un voto di astensione perché crediamo, speriamo che magari possa in qualche modo intervenire. Certo è che per esempio riteniamo che sia stato corretto aumentare il periodo a cinque anni per coloro che hanno fatto investimenti in questo settore e, quindi, un minimo di salvaguardia. Poi per quanto ci riguarda il gioco d'azzardo dovrebbe sparire, anche perché il problema della ludopatia, come ho detto prima, è un problema che sta a monte, è un problema sul quale saremmo dovuti intervenire noi ma anche chi ci ha preceduto tempo fa per evitare che potesse espandersi nel territorio e tra l'altro oggi, come ho già sottolineato, con il metodo on-line che è veramente un qualcosa difficile da debellare. Però ripeto vogliamo pensarlo come una piccola misura in qualche modo per arginare un problema sociale importantissimo e dico anche: poveracce quelle famiglie che hanno a che fare con tali patologie.
FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente. Io voglio capire qual è il nostro ruolo? Il nostro ruolo non è quello di dare piccole misure, il nostro ruolo non è quello di dare dei segnali, il nostro ruolo è quello di legiferare per risolvere in concreto alcuni problemi. La ludopatia è o non è un problema da risolvere? Partiamo da questo presupposto. L'obiettivo che doveva avere questa legge qual era? Era quello di risolvere questo problema o di tentare, quantomeno, di risolvere questo problema, oppure era soltanto quello di dare un segnale per far capire che politicamente magari abbiamo fatto qualcosa e forse riusciamo ad avere un po' di consenso in più in campagna elettorale? Ecco allora, se l'obiettivo era il primo l'abbiamo fallito, se l'obiettivo era il secondo - cioè quello di magari prendere qualche consenso in più in campagna elettorale e di far finta di fare una legge - l'abbiamo preso in pieno. Allora io non mi posso prestare a votare a favore di una legge di questo tipo, perché è una legge che non risolve il problema. È una legge che non porta nessun obiettivo se non quello che ho detto, quello elettorale. La sentenza a cui faceva riferimento il collega Tedde era proprio riferita al Comune di Golfo Aranci, la sentenza del TAR era proprio riferita a un'ordinanza che io feci circa un anno fa, ed era riferita proprio a quell'ordinanza quella sentenza. Allora, cerchiamo di capire realmente come dobbiamo operare, realmente che cosa noi possiamo fare per risolvere questo problema, e poi guardate per incentivare le attività, perché io capisco anche chi ha fatto un investimento, chi dà occupazione, chi lavora in questo settore e capisco anche che anche quello potrebbe diventare un problema sociale. Allora bene, creiamo un incentivo importante economico e diamo un'opportunità diversa a quelle persone che hanno deciso di fare impresa in quel settore, però non perdiamo di vista quello che è il problema principale, che è la ludopatia, che sta rovinando e che continuerà a rovinare anche domani dopo l'approvazione di questa legge migliaia di famiglie.
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Quando con tutta la buona volontà ci si avventura in campi minati, ovvero quello del dover legiferare su temi davvero sensibili che riguardano la società civile e in modo particolare la società più debole, quando ci si avventura in quei contesti io credo che sia d'obbligo, al di là delle buone intenzioni, una cautela assoluta che è quella dell'approfondimento, dell'attenzione, dello studio, di una valutazione molto, molto attenta, per arrivare ad un risultato che naturalmente non solo è condiviso all'interno dell'Aula ma soprattutto che è di buon auspicio, perché i nostri riferimenti naturalmente sono sui territori e sono quelle persone che purtroppo sono cadute in un terribile tranello, che è quello appunto del gioco d'azzardo. Ebbene, quando tutta la buona volontà non è sufficiente nella produzione di un buon testo di legge, allora i dubbi sono tanti, e sono nati naturalmente all'interno di quest'Aula alla presentazione, dove anche alcuni correttivi opportuni, presentati in questo caso in minima parte dalla maggioranza, ma credo quelli buoni sono stati presentati con serietà, con attenzione e con degli approfondimenti che ritenevamo potessero essere ben giustificati e ben attesi anche da parte della maggioranza che ha presentato questa proposta di legge, ebbene, tutto questo mi pare che sia stato abbondantemente tradito. Allora è impensabile poter portare il consenso mio personale e del Gruppo dei Riformatori Sardi all'approvazione tout cour di questa legge, e allora con quel buonsenso che ha sempre contraddistinto l'azione e la nostra attività, e quindi mia personale, credo proprio che noi su questa proposta di legge voteremo l'astensione.
LAMPIS GIANNI (Fratelli d'Italia). Da qualche settimana, già prima di Natale, sembra quasi che quest'Aula voglia recuperare il tempo perso durante i cinque anni di legislatura, e pensare di poter recuperare cinque anni di legislatura a 50 giorni dalle elezioni regionali mi sembra un po' surreale, perché - badate bene - che il tema sia sentito e condiviso è opinione comune, che il tema debba essere necessariamente all'attenzione di un'Assemblea legislativa è anch'esso noto, ma oggi questo testo che quest'Aula si avvia ad approvare non centra nella sua totalità quelle che sono le varie sfumature che purtroppo la ludopatia produce nella società. Ho avuto l'esperienza da amministratore locale di venire a contatto con situazioni al limite dell'accettazione umana, diciamo così, veri e propri nuclei familiari che andavano a dissolversi a causa del gioco, ma oggi, al di là degli apparecchi presenti fisicamente, gran parte del gioco d'azzardo si sta spostando sulle piattaforme on line, le scommesse sportive stesse rappresentano una sfaccettatura di questa problematica.
Noi riteniamo che se da una parte gli emendamenti dell'opposizione hanno provato a migliorare questo testo, lo stesso testo non centri però, nei presupposti ma soprattutto nelle finalità, quella che dovrebbe essere la salvaguardia della dignità umana.
Oggi sembra quasi che, a 50 giorni dalle elezioni, ci sia l'esigenza da parte di tutti di lavarci la coscienza; io penso che non sia questo il modo più serio e responsabile che un'Assemblea legislativa debba avere. Per questo motivo, anche in ultima votazione, il Gruppo consiliare di Fratelli d'Italia conferma il voto di astensione.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Penso che sia dovere preciso di ogni consigliere regionale esserlo fino all'ultimo giorno di legislatura, ed è per questa ragione che il nostro Gruppo ha partecipato costruttivamente al dibattito d'Aula, nella consapevolezza che il tema che viene portato all'attenzione del massimo consesso legislativo nazionale sardo sia un tema di una nobiltà tale che meriti questa attenzione, pur tuttavia sono anche consapevole del fatto che sia stato utilizzato uno strumento errato ad un tema che poteva e doveva essere gestito diversamente.
Una volta, Presidente e cari colleghi, si usavano le campagne informative, una volta si usavano le azioni di moral suasion sociale, una volta si utilizzavano degli strumenti che non erano legislativi, oggi mi rendo conto che c'è una sovrapproduzione di leggi quasi a testimoniare il fatto che con l'adozione di uno strumento legislativo tu ti appropri del problema, lo fai il tuo, dai delle soluzioni e delle indicazioni per poterlo utilmente gestire da domani mattina, ma questo con le norme che sono state scritte non avverrà, non avverrà perché è un catalogo di buone pratiche, il più delle volte già disciplinate da norme specifiche, che non ha nessun'altra ambizione se non quella di sollevare un problema. E allora, abbiamo sollevato il problema, sono in grado di incidere queste norme sulla prevenzione, sulla cura e sull'assistenza? Come vogliamo risolvere il problema del gioco d'azzardo, con il Piano regionale del gioco d'azzardo, con l'Osservatorio regionale, con l'istituzione della giornata regionale del disturbo da gioco d'azzardo, con il logo slot free-Regione Sardegna, con le sanzioni amministrative? Di certo la reimpostazione dell'articolo 10 creerà qualche problema a chi esercita delle attività, come ad esempio le sale Bingo, quindi non solo non andiamo ad incidere e non andiamo a risolvere ma creiamo qualche difficoltà. Ecco perché il mio Gruppo laddove c'è stato il momento di astensione si è astenuto e laddove c'è stato il momento di votare ha votato, per esempio la norma sulle campagne di sensibilizzazione che alla fine è l'unica cosa veramente efficace. Quindi non è uno strumento atto ad incidere; per noi l'ideale sarebbe: ne abbiamo parlato, ci siamo appropriati di un argomento, riportiamolo in Commissione, leviamolo dall'ordine del giorno….
LOTTO LUIGI (PD). Due brevissime considerazioni. Lo hanno detto tantissimi colleghi che la questione delle ludopatie è una vera piaga sociale; il tema è: che cosa possiamo fare noi Regione, cosa possono fare i Comuni per andare nella direzione di costruire un rimedio, seppur non sufficiente? Certamente possiamo fare poco e quel poco che facciamo lo dobbiamo fare con attenzione, perché spesso si può intervenire creando anche delle difficoltà a chi ha fatto degli investimenti, e non è assolutamente campata in aria la preoccupazione di chi ha sollevato il problema, e quindi è giusto prestare a questo aspetto la massima attenzione, e però qualche cosa anche qua in Regione dobbiamo fare, e questa legge va comunque in quella direzione, e da questo punto di vista va salutata positivamente e va affrontata. Però ci sono tematiche sulle quali la Regione non può fare nulla, e oggi il grosso del gioco è on line e non è sotto il controllo di nessuno: su questo si può fare senz'altro qualcosa a livello nazionale, e deve essere assolutamente fatto.
C'è un altro aspetto che vorrei mettere in evidenza, che non è all'ordine del giorno oggi ma che entra fortemente in questo argomento qua. Noi in Italia a differenza degli altri Paesi europei tipo Francia, Olanda e altri abbiamo completamente distrutto un comparto che pure si reggeva sulle scommesse che era quello dell'ippica. È scientificamente provato che su quel fronte non ci sono le stesse tematiche della dipendenza e della patologia, di cui tanti abbiamo parlato, eppure gli unici giochi legati a un vero comparto economico che danno una prospettiva anche di diverso genere in Italia lo abbiamo praticamente distrutto. Io mi auguro che a livello nazionale, perché non si può fare che a livello nazionale, questo ripensamento ci sia più avanti; oggi però noi non stiamo facendo molto ma stiamo facendo qualcosa di utile ed è giusto che questo venga assolutamente fatto prestando attenzione a coloro che fanno un'attività economica che è anche condizionata da queste attività e che giustamente non possono essere mettersi sotto sopra da un giorno all'altro. Prendiamoci il tempo che serve per dare la possibilità…
PERU ANTONELLO (FI). Grazie Presidente, ma noi ne accogliamo i principi di base, i principi anche culturali di questo provvedimento ed evidenziamo che tutti gli abusi in particolare il gioco d'azzardo patologico crea disordine, come crea disordine l'abuso dell'alcol, l'abuso del tabacco tutti elementi poi alla fine disciplinati da una legge dello Stato centrale. Quindi anche un'automobile di grossa cilindrata se usata male può creare dei grossi problemi. Quindi come hanno richiamato i miei colleghi una legge che non risolve assolutamente niente, è una legge che reprime non educa, una legge che non contrasta assolutamente il fenomeno del gioco d'azzardo patologico. L'unica nota positiva di questo provvedimento è il nostro emendamento che è stato accolto dalla Commissione, l'emendamento a mia firma e del mio Gruppo, che adegua gli esercizi nei cinque anni. Quindi esercizi che alla fine sono stati disciplinati, il gioco d'azzardo in Italia è stato disciplinato da una legge nazionale quindi questa legge nazionale che cosa ha fatto, ha generato da parte degli imprenditori investimenti, ha messo in campo posti di lavoro e quindi oggi con una legge con questo provvedimento regionale noi vorremmo con un colpo di spugna alla fine cancellare sia gli investimenti e sia i posti di lavoro degli esercizi, ripeto, disciplinati da una legge nazionale. Quindi per questi motivi io voto in modo contrario a questo provvedimento.
FORMA DANIELA (PD), relatrice. Grazie Presidente, io ritengo che l'importanza di questo provvedimento avrebbe meritato l'attenzione dell'Aula in tempi distanti dal momento elettorale. Questo perché potessimo ragionare sul tema del disturbo da gioco d'azzardo senza le ombre delle urne alle spalle. Però la tempistica dei lavori della Commissione competente che in questi anni è stata maggiormente impegnata nelle riforme del sistema sanitario hanno consentito di arrivare all'esame del testo e all'avvio delle audizioni che sono state numerose e puntuali solamente prima dell'inizio della pausa estiva, della scorsa pausa estiva, e arrivando poi all'approvazione del testo finale a fine novembre. Ciononostante noi stiamo andando ad approvare un testo che contiene aspetti molto importanti, prima di tutto ne vorrei ricordare alcuni, stiamo rendendo strutturale il piano regionale del gioco d'azzardo patologico quel piano che appunto contiene tutte le attività che interessano il contesto regionale in ordine alla prevenzione, cura, riabilitazione, al sostegno psicologico dei soggetti affetti da disturbo da gioco d'azzardo e dei loro familiari, perché questo è un disturbo, una patologia che crea problemi, danni non solo al soggetto interessato ma a tutto il contesto familiare. Non vorrei ricordare le ultime vicende che purtroppo hanno interessato anche la nostra comunità regionale dove drammi familiari si sono consumati a causa di patologie legate al gioco d'azzardo. Ancora stiamo andando ad istituire l'osservatorio regionale sul disturbo da gioco d'azzardo per avere in tempo reale quei numeri, quei dati che ci consentano di monitorare le nostre politiche sul tema. Stiamo puntando tantissimo sulla prevenzione e su campagne di sensibilizzazione e stiamo andando ad istituire una giornata regionale contro il disturbo da gioco d'azzardo e abbiamo fatto dei miglioramenti ulteriori anche in Aula. Io vorrei ricordare l'emendamento che abbiamo approvato, che riguarda la pubblicità del gioco d'azzardo, il fatto che la Regione si impegna a stipulare accordi e intese con il sistema degli enti locali per limitare la concessione di spazi, per vietare la concessione di spazi pubblicitari per il gioco d'azzardo. Come pure accordi con le agenzie che si occupano del trasporto pubblico regionale e locale per evitare che gli spazi sui nostri mezzi che percorrono le strade delle nostre città…
PRESIDENTE. Grazie non ho altri iscritti per dichiarazione di voto. Metto in votazione per la votazione finale la legge.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, testo unificato numero 56-280-514/A.
Discussione e approvazione della proposta di Regolamento: COCCO Pietro - CONGIU - ZEDDA Alessandra - COCCO Daniele Secondo - ZANCHETTA - AGUS - DEDONI - TRUZZU - SATTA "Regolamento di attuazione dell'articolo 73 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna) in materia di oneri connessi all'esercizio delle funzioni elettive)" (Reg. n. 9/A).
PRESIDENTE. Il secondo punto all'ordine del giorno Regolamento numero 9: "Regolamento di attuazione dell'articolo 73 della legge regionale 4 febbraio 2016 riordino del sistema delle Autonomie locali della Sardegna in materia di oneri connessi all'esercizio delle funzioni elettive".
Ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore.
DERIU ROBERTO (PD), relatore. Con questa misura completiamo la riforma degli enti locali, perché è un regolamento previsto dall'articolo 73 della legge numero 2. Ma a nessuno sfugge l'urgenza di questo provvedimento, le motivazioni sono riportate nella relazione, ma voglio soltanto citare per gli atti quella gravissima crisi democratica che affligge i nostri Comuni nei quali non si riesce più a gestire una dinamica democratica inficiata dalla mancanza di candidature.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Non ho iscritti per la discussione generale do la parola alla Giunta…. onorevole Pizzuto.
È iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.
PIZZUTO LUCA (SDP). Grazie Presidente, per dire e annunciare all'Aula che noi abbiamo presentato degli emendamenti, perché siamo più che favorevoli all'istituzione di una provincia, della restituzione…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pizzuto sembrava strano.
Poiché nessun altro è iscritto a parlare, la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere favorevole al provvedimento.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Io ho presentato un emendamento che non ho acquisito agli atti, vorrei capire dove lo recuperiamo.
PRESIDENTE. C'è un unico emendamento presentato, il numero 1 all'articolo 5 bis.
ALESSANDRA ZEDDA (FI). No, io ho presentato… chiedo al Presidente della Commissione. Presidente Agus, il mio emendamento dove è finito?
PRESIDENTE. Comunico che sono rientrati dal congedo gli onorevoli Comandini e Cozzolino. Sospendiamo per cinque minuti la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 59, viene ripresa alle ore 19 e 10.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
1. Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni di cui all'articolo 2 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna).
Strumenti a garanzia della partecipazione
1. Nell'ambito della potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli enti locali, prevista dall'articolo 3 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna), al fine di assicurare la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena ed effettiva partecipazione all'organizzazione politica di tutti i cittadini, ai sensi dell'articolo 3, secondo comma della Costituzione, e di contrastare il grave fenomeno dei commissariamenti degli organi di governo degli enti locali per assenza di candidature, la Regione, in attuazione dell'articolo 1, comma 6 e dell'articolo 73 della legge regionale n. 2 del 2016, prevede misure per il pieno esercizio del mandato politico finanziate mediante il fondo unico di cui all'articolo 10 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio statale e senza spese a carico degli amministratori degli enti locali della Sardegna.
2. Le misure di cui al comma 1, aggiuntive rispetto alle indennità e agli oneri a carico degli enti già previsti dalla legislazione vigente a favore degli amministratori locali, sono corrisposte agli amministratori locali a titolo di rimborso forfettario delle spese connesse con l'esercizio del mandato.
3. Il presente regolamento non si applica a Sindaci, assessori e consiglieri comunali che ricoprono la carica di Consigliere regionale, di Deputato o di Senatore, che siano titolari di un assegno vitalizio percepito in seguito allo svolgimento di uno o più mandati politici, che ricoprano l'incarico di amministratore o direttore generale nelle amministrazioni del sistema Regione o in società partecipate o controllate dalla Regione.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, Abbiamo recuperato l'emendamento e lo faccio orale: "Ai sensi del comma 3, dell'articolo 73, della legge regionale 2 del 2016, le previsioni del presente regolamento sono applicate agli amministratori comunali, ai Sindaci, e ai Sindaci che hanno cessato la loro carica dal giorno di entrata in vigore della legge regionale 2 del 2016".
PRESIDENTE. Onorevole Zedda, mi pare che l'emendamento non sia ammissibile perché non c'è copertura finanziaria e prevede una retroattività che non è coperta, in quanto si fa riferimento al Fondo unico che notoriamente viene predisposta annualmente. Pur condividendo l'emendamento lo devo dichiarare inammissibile.
DERIU ROBERTO (PD), relatore. Presidente, fatti salvi i profili di ammissibilità, che non competono ovviamente la Commissione, la Commissione comunque sostiene questo emendamento, perché si tratta di individuare una ristretta categoria di amministratori che ha svolto il proprio mandato nelle more della dell'approvazione di questo regolamento, che è previsto appunto l'articolo 73 della legge, e che teoricamente avrebbe dovuto svolgere i suoi effetti contestualmente all'approvazione della legge, se fossimo stati così rapidi da approvarlo immediatamente. È stata penalizzata una fascia di amministratori, una piccola platea di amministratori, che con un provvedimento del genere l'onorevole Zedda e tutta la Commissione intendevano salvaguardare. Adesso mi rimetto naturalmente a lei per una valutazione sull'ammissibilità, però il parere della Commissione sarebbe favorevole.
SOLINAS ANTONIO (PD). Io, al di là dell'ammissibilità, Presidente, siccome le spese sono a carico dei Comuni, io credo che noi non possiamo impegnare le somme che i Comuni hanno già speso e quindi non sarebbero in condizioni di poter procedere al rispetto della legge. Quindi, per evitare problemi nei confronti dei Comuni, mi dispiace per la collega Zedda, ma io sono contrario all'emendamento orale.
PRESIDENTE. Quindi non è accolto l'emendamento orale. Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
Determinazione e erogazione
1. I rimborsi forfettari a beneficio degli amministratori locali possono essere erogati dai comuni, dalle province e dalla città metropolitana; per gli amministratori comunali i rimborsi sono determinati, nei limiti stabiliti dal presente regolamento, con deliberazione della Giunta comunale.
2. I limiti minimi e massimi del rimborso forfettario per gli amministratori comunali sono stabiliti dal presente regolamento, sulla base delle diverse classi demografiche dei comuni.
3. La quantificazione dei rimborsi erogabili agli amministratori delle province e della città metropolitana, sono determinati annualmente con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di enti locali.
4. Nella quantificazione del limite massimo del rimborso forfettario attribuibile ai sindaci, diversificato per fasce demografiche dei comuni, e comunque non superiore al 50 per cento dell'ammontare lordo dell'indennità di funzione loro attribuita ai sensi dell'articolo 82 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), in ragione dei principi di effettività e di ragionevolezza della spesa, si tiene conto:
a) di una stima comparativa delle spese connesse alla dimensione demografica e territoriale del comune amministrato;
b) delle spese di assicurazione contro i rischi conseguenti all'espletamento del mandato, ai sensi dell'articolo 86, comma 5, del decreto legislativo n. 267 del 2000;
c) delle diverse forme e modalità di partecipazione del comune all'esercizio delle funzioni svolte a livello sovracomunale.
Disciplina dei rimborsi forfettari attribuibili
1. I comuni, con la deliberazione della Giunta comunale di cui all'articolo 3, comma 1, possono attribuire al sindaco, qualora questo non sia amministratore delle province o della città metropolitana e non si trovi in una delle situazioni indicate nell'articolo 2, comma 3, un rimborso forfettario mensile per il pagamento delle spese connesse all'esercizio del mandato elettivo non superiore ai limiti massimi indicati nella tabella (allegato 1) del presente regolamento.
2. Con la deliberazione di cui al comma 1 la Giunta comunale può, inoltre, attribuire un rimborso forfettario mensile per uno o più assessori comunali e per i consiglieri delegati. La somma dei rimborsi forfettari attribuiti dal comune agli assessori e ai consiglieri delegati non può, comunque, superare complessivamente il rimborso attribuito al sindaco ai sensi del comma 1.
Passiamo all'esame dell'articolo 5 a cui è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 1.
agli amministratori provinciali
1. In ragione dell'attribuzione di funzioni sovracomunali, al sindaco eletto presidente della provincia e al sindaco metropolitano spetta un rimborso forfettario quantificato con la deliberazione della Giunta regionale di cui all'articolo 3, comma 2, ed erogato, rispettivamente, dalla provincia o dalla città metropolitana a valere sulla quota del fondo unico di cui all'articolo 10 della legge regionale n. 2 del 2007 ad esse annualmente assegnata.
2. Nel rispetto del divieto di cumulo dei rimborsi, i sindaci non possono percepire il rimborso di cui all'articolo 4 per tutta la durata della carica di presidente della provincia o di sindaco metropolitano.
3. Ai consiglieri provinciali e ai consiglieri del consiglio metropolitano di cui all'articolo 21, comma 2, della legge regionale n. 2 del 2016 è attribuito un rimborso forfettario pari al 50 per cento di quanto attribuito, rispettivamente, al presidente della provincia presso la quale svolge il mandato o al sindaco metropolitano.
4. É facoltà dei singoli consiglieri di cui al comma 1 rinunciare a parte o all'intero ammontare del rimborso forfettario attribuibile per l'esercizio delle funzioni.
DERIU ROBERTO (PD), relatore. Il parere è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Ruggeri . Ne ha facoltà.
RUGGERI LUIGI (PD) Volevo solo rappresentare il contenuto dell'emendamento. L'emendamento tende a ripristinare una condizione di conformità alla norma che è spesso disattesa da diversi comuni in nome della propria autonomia regolamentare. In momenti meno stringente dal punto di vista del controllo della spesa pubblica succede, è successo, che diversi comuni abbiano deliberato per i propri amministratori, e intendo soprattutto i Consiglieri comunali, importi dei gettoni di presenza che siano doppi o tripli del valore rappresentato in tabella allegata al Decreto ministeriale che definisce qual è il valore di questi importi. Stiamo parlando soprattutto di Comuni medi e di Comuni grandi, perché nei Comuni piccoli c'è molta più attenzione generalmente a questo tipo di spese.
Quello che l'emendamento si propone di ottenere è semplicemente che i compensi degli amministratori siano adeguati a quello che dice la legge e che non ci siano comportamenti extra legem che vengano questi comportamenti eventualmente sanzionati dal punto di vista finanziario. Mi sembra il minimo di nitidezza possibile alle determinazioni dei compensi degli amministratori.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Solo per precisare una cosa, un tema, il Regolamento non entra nel merito dei gettoni di presenza né tanto meno delle indennità, si rifà al decreto ministeriale, alla tabella applicata in tutti i comuni del Paese.
Non lo fa perché non è possibile farlo, cioè la Regione in questo senso ogni qualvolta ha legiferato in materia ha trovato poi nei Comuni degli uffici comunali e dei segretari comunali che hanno applicato il decreto ministeriale e non la legge regionale. Per questo motivo si è scelta la strada del Regolamento e del meccanismo appunto citato nel Regolamento condiviso con l'ANCI e con il CAL anche nella seduta congiunta in questo Consiglio che però non incide sulla dinamica e sulla quantificazione dei gettoni di presenza. A quanto so oggi non è possibile per i Comuni erogare gettoni di presenza in misura diversa rispetto a quanto commisurato nel decreto ministeriale, per cui io chiederei sommessamente il ritiro, mi accodo a chi ha citato questa possibilità anche perché un tema di questo tipo forse merita uno studio diverso e non l'inserimento come emendamento in un regolamento che nasce per tutt'altra esigenza.
TENDAS GIANMARIO (PD). Io concordo molto con il principio e la ratio dell'emendamento, però mi ricollego alle considerazioni che faceva il collega Agus, nel senso che esistono di fatto delle tabelle che sono contenute nel decreto ministeriale al quale peraltro fa giustamente riferimento il collega Ruggeri, però credo che già questa disciplina dovrebbe essere sottoposta a verifica anche da parte degli uffici comunali, nel senso che non è che ogni Comune si faccia i gettoni di presenza a suo piacimento, ci sono quelle tabelle alle quali ovviamente le Amministrazioni comunali si devono attenere e peraltro con dei pareri che sono anche di natura tecnica che vengono espressi dai responsabili degli uffici finanziari e credo che quello sia un elemento imprescindibile, e oltre a questo credo che peraltro anche queste spese sono sottoposte a verifica da parte dei revisori dei conti, quindi credo che questo sia un qualcosa che appesantisce rispetto ad aspetti normativi che sono di fatto già definiti e contemplati nei decreti ministeriali a cui giustamente faceva riferimento Ruggeri. Per cui credo che anche da parte mia c'è l'invito al ritiro perché stiamo parlando di un qualcosa che di fatto è già disciplinato e che quindi dovrebbe regolamentare la materia.
RUGGERI LUIGI (PD). Pur avendo consapevolezza del fatto che esistono delle situazioni al limite dello scandalo nel territorio della Regione Sardegna con gettoni di presenza che superano di tre volte importi sostenuti, previsti dalla tabella, in costanza delle osservazioni dei colleghi ritiro l'emendamento.
Passiamo all'esame dell'allegato alla proposta di Regolamento.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato alla proposta di Regolamento. Chi lo approva alzi la mano.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Regolamento numero 9/A.
Discussione e approvazione del testo unificato "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 10 del 2011 e alla legge regionale n. 2 del 2016" (493-502/A) e approvazione dell'ordine del giorno Congiu - Pietro Cocco - Daniele Cocco - Zanchetta - Agus - Alessandra Zedda - Dedoni - Sechi - Truzzu.
PRESIDENTE. Il successivo punto all'ordine del giorno reca la discussione del Testo unificato numero 493-502/A.
LOTTO LUIGI (PD), relatore di maggioranza. Con questa proposta di legge si vuole intervenire nell'assetto degli enti locali su di una realtà abbastanza singolare che è la realtà dell'agro di Sassari.
Come i colleghi sanno, l'agro di Sassari è una delle realtà più estese, l'agro comunale, dei comuni d'Italia ed è disseminato di diverse borgate, alcune prettamente agricole, altre costiere ed è l'unico modo la salvaguardia e lo sviluppo di queste borgate per garantire lo sviluppo di quel territorio.
E' basato principalmente sulla economia agricola anche di un certo livello e però la sostanziale distanza fra le borgate, ma in particolare la sostanziale distanza di queste borgate dalla città compatta, ne ha determinato nel tempo specie con la soppressione di quelle che erano un tempo le circoscrizioni e che proprio nelle realtà dell'agro di Sassari avevano rappresentato un esempio di partecipazione democratica assolutamente di grande interesse e che ha consentito al Comune di Sassari nel suo complesso di affrontare le tematiche legate alla vivibilità di quei territori e all'esigenza di rispondere con dei servizi alla esigenza che avevano e che hanno questi territori di non essere considerati di serie B. Ora la nuova realtà legislativa che prevede una circoscrizione dell'intero agro non ha dato fino adesso i risultati sperati, viene proposto per questo da quelle realtà che per l'agro di Sassari, per la Nurra di Sassari per le borgate di Tottubella, La Pedraia, La Corte, Campanedda, Palmadula, Biancareddu, Canaglia, Baratz e Argentiera venga istituita una municipalità sulla stessa falsariga di quella che è già esistente per la municipalità di Pirri. Non ci sono oneri a carico della Regione maggiori, c'è però un segnale importante per questi territori per dare loro la sensazione, non solo sensazione ma anche la concreta certezza che da parte delle Istituzioni regionali e da parte poi, perché la gran parte della responsabilità ricadrà sul Comune, del Comune di Sassari di prestare la massima attenzione all'esigenza che abbiamo che in quei territori le famiglie siano stimolate a restarci e non a dare corso a quello che si sta verificando negli ultimi anni che è un lento spopolamento oltre che dei Comuni dell'interno della Sardegna anche di queste realtà che pur non essendo collocate all'interno dell'isola, stanno vivendo di fatto le stesse problematiche. Ecco perché noi abbiamo proposto, d'intesa anche con le forze di minoranza con una proposta che ha fatto l'onorevole Peru, abbiamo chiesto che si facesse questo passo, è un passo di riconoscimento di un'esigenza a delle popolazioni alle quali più avanti, a mio parere, dovrà essere anche riconosciuta la possibilità di partecipare a tutte quelle tematiche, bandi, eccetera, che sono riservati alle aree sottoposte a fenomeno di spopolamento. La creazione della Municipalità come quella di Pirri potrà realizzare un primo passo in questa direzione, ecco perché abbiamo chiesto all'intero Consiglio di darci una mano per andare in questa direzione, perché senz'altro si farà un servizio da una parte a quelle popolazioni e dall'altra anche allo sviluppo economico di quel territorio, che come dicevo prima è basato sulla economia agricola, anche di una certa levatura e di una certa qualità, e facendo questo, secondo me, noi facciamo un servizio all'intero sistema Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Antonello Peru, relatore di minoranza.
PERU ANTONELLO (FI), relatore di minoranza. Presidente, in questo ultimo scorcio di legislatura questo Consiglio regionale, cari colleghi, quando non si divide dimostra di saper dare risposte anche molto significative per tutto il popolo sardo, e l'ha dimostrato approvando qualche mese fa il provvedimento su Forestas, qualche settimana fa sui dipendenti di Aras, e ora con questo provvedimento che vedrà e disciplinerà la costituzione della municipalità della Nurra, e spero fra qualche ora quella della costituzione della Provincia della Gallura. Le municipalità sono soggetti titolari di ampie ed accentuate forme di decentramento di funzioni e di autonomia organizzate, e realizzano un'effettiva e democratica partecipazione popolare alla gestione amministrativa, nei limiti fissati dalla legge e nei limiti fissati e disciplinati dalla dallo statuto dei Comuni. Il termine di decentramento indica il trasferimento di competenze funzioni e responsabilità dagli organi centrali agli organi periferici, per il cosiddetto principio di sussidiarietà. Solitamente le realtà territoriali vivono l'opposto al processo del decentramento, e l'esempio è proprio quello della Nurra e di tutte le sue frazioni territoriali che la circondano, perché sentono in maniera molto pesante il peso dell'accentramento di funzioni, tutte a capo della città di Sassari. Lo spostamento dal centro alla periferia di attività produttive e culturali di servizi, di uffici e di funzioni amministrative fa crescere al meglio un popolo e fa crescere al meglio anche il suo territorio, infatti il decentramento politico amministrativo mira a dare ai cittadini e ai suoi delegati, da essi eletti, maggior rappresentatività e democratizzazione, più influenza nella formulazione e nell'attuazione delle decisioni politiche che presuppongono e consentono ai cittadini di conoscere al meglio i loro rappresentanti politici, e nel contempo i rappresentanti stessi di conoscere al meglio i bisogni e i desideri dei loro elettori. Questo decentramento, con le dovute autonomie finanziarie, mira a distribuire autorità, mira a distribuire responsabilità per la fornitura di servizi pubblici tra i diversi livelli di governance. Il principio di decentramento fa paio con il principio di sussidiarietà, che come voi sapete è richiamato anche dall'articolo 118 della nostra Costituzione italiana. Il principio di sussidiarietà si è progressivamente affermato all'interno dei vari ambiti della società moderna e contemporanea, e in modo generale la sussidiarietà può essere definita come quel regolatore secondo il quale se un ente inferiore è capace di svolgere bene il compito, l'ente superiore non deve intervenire, ma può eventualmente sostenerne l'azione. Questo è il principio solitamente, che le società di ordine superiore devono aiutare, sostenere e promuovere lo sviluppo di quelle minori, esaltandone il valore dei cosiddetti corpi intermedi. E gli organi superiori non devono agli organi di ordine inferiore limitarne le loro competenze, ma al contrario sostenerle anche finanziariamente con il compito sacrosanto di coordinarle. Ecco, questo è il modo e il principio di sussidiarietà organizzato dal potere e dalla vita politica che deve tendere a creare le condizioni che permettono alla persona e alle aggregazioni sociali economiche e politiche di agire liberamente senza sostituirsi ad essi nello svolgimento delle loro attività. L'opportunità di istituire la municipalità della Nurra nasce proprio per questo, nasce circa un anno fa grazie a una manifestazione dove era presente il sottoscritto, era presente il Consigliere Lotto, e la manifestazione è stata organizzata e voluta in maniera molto marcata da le borgate, ed è stata organizzata da tutti i componenti della circoscrizione delle borgate della Nurra, ed è giusto sottolineare che in quella occasione erano presenti, perché anche loro la chiedevano in maniera forte, due Consiglieri comunali, uno dell'opposizione e uno della maggioranza, Enrico Sini e Simone Campus. Quel progetto e quella occasione ha fatto scaturire quello che oggi questo Consiglio sta andando ad approvare, quindi un progetto di legge dove evidenzia le problematiche delle borgate sempre poco considerate dalla città di Sassari, dove le difficoltà maggiori hanno sempre riguardato i trasporti e i collegamenti tra la città di Sassari e le borgate, dalla mancanza di servizi essenziali all'interno dei sobborghi, tra questi in maniera molto evidente quella dei settori del settore importantissimo come la formazione, quindi la scuola, che è quella che fa crescere le comunità. E quindi noi siamo convinti che occorre un progetto di una visione più ampia per scongiurare che questi territori periferici si spopolino e perdano quella che è la loro identità culturale e storica di questo territorio. C'è quindi, come ho premesso prima, la necessità di riordino del sistema delle Autonomie locali e l'effettiva urgenza di fornire a queste frazioni i servizi primari, assegnando proprio attraverso questo provvedimento la municipalità. Questa piccola ma grande rivoluzione che stiamo presentando in quest'aula nell'ultimo, quasi, Consiglio regionale comporterà il riconoscimento di nuove competenze per le borgate che si allungano da Totubell, sino a La Corte, passando per Campanedda, la Pedraia, Palmadula, Biancareddu, Canaglia, Baratz e l'Argentiera. E così, cari colleghi, finalmente, la municipalità unica della Nurra potrà così decidere su materie importanti per la vita dei suoi cittadini, sarà in grado di dare maggiore autonomia e contribuirà alla adeguata rappresentatività, alle esigenze delle diverse frazioni demarcando una propria specifica e funzionale, così da evitare che le borgate diventino una succursale di Sassari. Sempre queste borgate state emarginate da ogni processo decisionale fonte di sviluppo autonomo e di supporto per il capoluogo.
Io ringrazio tutto il Consiglio, ringrazio il mio Gruppo che attraverso il sottoscritto è stato il primo firmatario di questo provvedimento e dopo successivamente i colleghi della maggioranza che hanno accolto, con grande sensibilità questo provvedimento per uno spazio, un pezzo di Sassari di borgata che veramente con questa legge la vedrà, speriamo, rinascere e rilanciare la sua economia e la sua cultura, grazie.
DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, cerco di dare il mio modesto contributo a questa proposta di legge che, seppure in dirittura di arrivo di fine legislatura, penso che sia il giusto riconoscimento per quanto riguarda il territorio del sassarese, in particolare per quello della Nurra. E che questo dispositivo di legge ritengo che vada incontro a quelle che sono le caratteristiche del territorio del sassarese, perché la città di Sassari ha un agro fortemente antropizzato, è molto esteso da un punto di vista territoriale, ci sono numerose attività imprenditoriali ed erano anni che si parlava di questa esigenza, anche perché le Circoscrizioni, così come stavano funzionando sino a qualche tempo fa, non riuscivano a soddisfare quelle che erano le esigenze dei cittadini che vivevano in quelle. Sicuramente, con questo provvedimento si viene incontro a questo tipo di esigenze e si attua un vero e proprio decentramento amministrativo. Quello che era stato il provvedimento adottato qualche anno fa per la municipalità di Pirri, a seguito di quel provvedimento nella città di Sassari era stata posta all'attenzione dell'opinione pubblica e della classe dirigente e politica di venire incontro a questo tipo di esigenza, che gli abitanti dell'agro di cui stiamo parlando e anche coloro i quali a turno li hanno rappresentati, in seno al Consiglio comunale di Sassari, hanno più volte rimarcato questa esigenza però non avevano o non si erano mai create le condizioni per poter risolvere in maniera definitiva questo tipo di esigenza. Quindi con grande soddisfazione ritengo che sia opportuno riconoscere i meriti a coloro i quali hanno portato avanti questo tipo di istanza e, al di là di quelle che sono le appartenenze politiche e visto anche la condivisione della maggioranza e della minoranza per questo provvedimento, non posso che esprimere soddisfazione e condividere questo tipo di percorso che dalle prossime elezioni amministrative che si terranno nella prossima primavera darà il giusto riconoscimento a questo vasto territorio, che ricordo comprende le frazioni di: Tottubella, La Corte, Campanedda, Palmadula, Biancareddu, Canaglia, Baratz e Argentiera. Quindi, grazie a tutti coloro i quali si sono adoperati per risolvere questo problema che ormai si trascinava avanti da diversi anni. Grazie Presidente.
COCCO DANIELE (SDP). Grazie Presidente, solo per chiedere di aggiungere la mia firma a questa proposta di legge.
PRESIDENTE. È aggiunta la firma. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.
DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Chiedo scusa se è possibile lo farei anch'io, ma è un testo della Commissione…
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per dare il pieno parere favorevole della Giunta su questo provvedimento, ed anzi ringraziare la prima Commissione e il relatore Luigi Lotto e il relatore di minoranza Antonello Peru. Penso sia un provvedimento importante e una piccola risposta, si diceva, la municipalità della Nurra però affronta un problema serio all'interno di un ragionamento di sussidiarietà, di decentramento che non è mai contrapposizione, non è mai contrapposizione rispetto al Comune, rispetto al Comune di Sassari ma è un affrontare insieme i problemi sapendo che ci sono delle peculiarità dei territori che vanno riconosciute e vanno valorizzate. Questa dovrebbe essere l'idea di sviluppo del territorio della Sardegna che sempre ci accompagna nelle cose territorialmente più piccole come questa, ma anche in quelle più ampie. Quindi parere favorevole da parte della Giunta.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Non c'è bisogno di votazione elettronica, non è stata chiesta da nessuno. Chi lo approva alzi la mano.
Municipalità della Nurra
1. Nel Comune di Sassari, dal primo rinnovo del Consiglio comunale successivo alla data di entrata in vigore della presente legge è istituita la Municipalità della Nurra rappresentativa delle frazioni di Tottubella, La Pedraia, La Corte, Campanedda, Palmadula, Biancareddu, Canaglia, Baratz, Argentiera.
2. Conseguentemente, dalla data di entrata in vigore della presente legge, al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 18 marzo 2011, n. 10 (Disposizioni urgenti in materia di enti locali), e al comma 1 dell'articolo 23 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna), le parole "e una circoscrizione" sono rispettivamente sostituite con le parole "e la Municipalità della Nurra" e, nei medesimi commi, dopo la parola "Tottubella," sono rispettivamente aggiunte le parole "La Pedraia,".)
LOTTO LUIGI (PD), relatore di maggioranza. Parere favorevole.
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Sì io mi sono iscritto Presidente solo per richiamare il contenuto degli accordi della Conferenza dei Capigruppo riguardo al tema della manovra fiscale nazionale, sulla quale poi ho preso l'impegno con i Capigruppo di stilare una bozza di ordine del giorno, che va ad innestarsi all'esito di questa discussione, Presidente. Siamo sulla legge 2 del 2016 per cui chiederei prima di passare al voto finale una sospensione di cinque minuti, per raccogliere le ultime firme dei Capigruppo mancanti.
DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, per apporre la firma all'emendamento del collega Meloni, grazie.
PRESIDENTE. Apposta la firma all'emendamento.
È iscritto a parlare il consigliere Valerio Meloni. Ne ha facoltà.
MELONI VALERIO (PD). Presidente, velocemente, per illustrare il senso dell'emendamento anche se mi pare molto chiaro nella sua stesura, ma ritengo di dover sottolineare l'importanza politica che riveste questo emendamento. Io credo che la politica tutta debba risollevare la schiena rispetto ad alcune questioni che sono di fronte agli occhi di tutti, e mi riferisco alle difficoltà che si trovano nell'individuare i rappresentanti dei livelli istituzionali, vedasi i piccoli Comuni periferici e quando si tratta di fare liste non si trovano candidati. Allora, questo emendamento va nella direzione di riconoscere a chi ci mette la faccia, a chi ci mette la fatica quotidiana nell'impegno amministrativo, di territori peraltro così periferici rispetto alla centralità dei Comuni più grandi, un riconoscimento di tipo economico, di tipo forfettario, ovviamente, stabilito così come descritto nell'emendamento, proprio per ristorare costoro quantomeno delle spese che sostengono nello svolgimento, nell'espletamento della propria attività. Ho voluto rimarcare l'importanza di questa iniziativa che io propongo, che i colleghi accolgono, proprio perché richiamo il dovere della schiena dritta che la politica deve mettere. Non è più tempo di demagogia, di populismo e bisogna avere il coraggio delle proprie azioni e bisogna mettere in campo la politica, grazie.
1. L'applicazione della presente legge non determina nuovi oneri a carico del bilancio regionale.).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
1. La presente legge entra in vigore il giorno della pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).).
Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Un po' perché io quando abbiamo istituito la Municipalità di Pirri ero l'Assessore, e quindi ricordo veramente con grande soddisfazione, soprattutto avendo visto poi che cosa ha rappresentato la Municipalità per il territorio di Pirri, che è comunque parte della città di Cagliari ma che in passato aveva vissuto la storia di un Comune autonomo, credo che oggi la stessa soddisfazione la provo nei confronti di questo esteso territorio, qual è quello della Nurra. Molte volte pensiamo a tante strategie che possono intervenire anche in tema di spopolamento, ma soprattutto io credo di vicinanza e di lavoro di obiettivi comuni dei nostri territori, credo che questo vada nella direzione giusta perché, nel momento in cui si assiste a tante divisioni, invece si ritrova la voglia di lottare per un territorio, magari anche per identità simili che faranno sicuramente della Nurra quanto meno io credo un territorio che riscopre la voglia di stare insieme, di avvicinarsi paradossalmente, pur essendo uniti in un territorio più circoscritto, ancora di più alla città di Sassari con cui magari si trova un rapporto diverso anche, come dicevano i colleghi prima, nella voglia di partecipare alla vita civica sia dell'Istituzione comunale che, noi ci auguriamo, della nuova Municipalità. Quindi è anche un augurio perché questo territorio possa a breve lottare per obiettivi comuni e si possa favorire quell'integrazione che invece oggi vediamo purtroppo, per tante ragioni, partecipare la nostra Sardegna a fenomeni di spopolamento e soprattutto di emigrazione.
LOTTO LUIGI (PD). Due considerazioni velocissime per manifestare la soddisfazione di chi, come me, ha avuto la possibilità, l'onore e il piacere di amministrare nella città di Sassari, in strettissimo rapporto con le Circoscrizioni che allora erano presenti in quel territorio, e in quell'occasione si è potuto toccare con mano come la partecipazione popolare alla discussione e alle decisioni relative al proprio destino abbia creato anche delle situazioni di grandissimo interesse amministrativo. Io credo che questa scelta che stiamo facendo oggi è solo l'inizio, il vero risultato potrà venire soltanto da un impegno corale delle popolazioni di quei territori e dell'Amministrazione comunale di Sassari, che dovrà costruire le condizioni affinché le possibilità e le potenzialità contenute in questa legge possono esprimersi al meglio, è però un inizio che andava messo in campo e andava avviato. Io sono convinto che sarà comunque una buona iniezione di fiducia per quelle popolazioni, per rilanciare lo sviluppo di quei territori e per dare opportunità di crescita economica e sociale, per dare nuovi servizi e per creare le condizioni davvero di grande soddisfazione per chi abita in quei territori.
TEDDE MARCO (FI). Per manifestare innanzitutto, non potrebbe essere altrimenti, il voto favorevole a questa legge, e per ringraziare il collega Peru che è stato promotore e propulsore di questa iniziativa legislativa.
Io credo che avvicinare i cittadini alle istituzioni sia uno dei sogni della politica, uno dei sogni di chi fa il legislatore. Avvicinare il cittadino alle istituzioni significa accorciare le distanze fra le esigenze obiettive di chi vive nei territori, soprattutto quelli lontani, e chi invece risiede nei centri decisionali; questo consente, laddove si concretizza questo avvicinamento, consente una crescita della coesione sociale, consente di venire a conoscenza in modo più rapido dei problemi da parte di chi amministra e consente di intervenire in modo tempestivo per mettere in campo azioni di soluzione di questi problemi. Quindi questa proposta va in questa direzione, va nella direzione di migliorare la qualità della vita dei cittadini che risiedono in queste borgate, in queste aree che sono lontane dal centro edificato ma sono ugualmente meritevoli di grande tutela, meritevoli di attenzioni perché sono popolate da cittadini di serie A, non sono cittadini di serie B ma sono cittadini di serie A che meritano le medesime attenzioni. Annuncio quindi il mio voto favorevole, scontato, a questa ottima proposta legislativa.
PRESIDENTE. È stato presentato un ordine del giorno in merito ai gravi danni derivanti agli enti locali e ai cittadini della Sardegna dalle disposizioni contenute nella manovra finanziaria statale 2019, se ne dia lettura.
(Segue lettura dell'Ordine del giorno numero 1)
CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Nel ringraziare tutti i Capigruppo per l'adesione all'iniziativa, segnalo tre aspetti pregiudizievoli per il buon andamento e l'economicità dei nostri Comuni sardi.
Presidente, il primo aspetto pregiudizievole è contenuto nella norma che di fatto sterilizza il fondo IMU-TASI per gli anni a venire; questa sterilizzazione, che si traduce in un minor gettito nel fondo che era destinato a compensare le minori entrate per i Comuni derivanti loro dalla rinuncia del Governo alla riscossione dell'IMU per la prima casa, si traduce in un danno enorme per i nostri Comuni, che dovranno far fronte con risorse proprie, o utilizzando la leva fiscale e quindi introducendo un nuovo momento di tassazione, o rinunciando ai servizi, a compensare le minori entrate.
Di questa manovra non si aveva notizia, è stata licenziata il 31 dicembre del 2018, e oggi gli amministratori locali fanno i conti con questa manovra che creerà dei problemi enormi, soprattutto a quei Comuni che hanno già approvato il bilancio di previsione e quindi sono impossibilitati a ritoccare le aliquote, pur volendo utilizzare quella leva fiscale.
Il secondo elemento pregiudizievole contenuto nel comma 889 e 890 che impedisce alle province delle regioni a Statuto speciale di partecipare alla ripartizione del fondo da 250 milioni per la manutenzione delle strade e delle scuole. La manovra si qualifica per estremamente irrazionale perché non c'è ragione di pregiudicare, di escludere dal novero delle Regioni aventi diritto alla ripartizione di quel fondo le Regioni a Statuto speciale come la Sardegna, per cui ai Comuni sono riservate queste belle notizie, il congelamento del fondo di perequazione IMU, TASI e il mancato afflusso nelle casse dei fondi di cui al Fondo nazionale da 250 milioni per la manutenzione delle strade e delle scuole. Il che è detto tutto e pertanto concludo richiamando il testo dell'ordine del giorno chiedendo l'impegno formale affinché questo Consiglio dia mandato al Presidente per esercitare un intervento immediato presso il Governo nazionale.
PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere favorevole, vengono richiamate in questo specifico ordine del giorno i due temi che l'onorevole Congiu ha ricordato, ovverosia del taglio del fondo IMU, TASI e l'esclusione, davvero senza senso, delle province della Sardegna dal fondo per le strade e le scuole, quando chiaramente le nostre province sono finanziate dallo Stato, non è una competenza che la Regione Sardegna ha assunto. In più lo ricordo questo è un ordine del giorno sugli enti locali, quindi giustamente non è ricordato, ma dobbiamo ricordare qui tra noi, che la finanziaria nazionale ha rintrodotto ex novo 285 milioni di accantonamenti alla Regione Sardegna e chiaramente se noi abbiamo 285 milioni di meno, meno risorse possiamo dare ai nostri enti locali. Per tutte queste ragioni sia quelle sugli enti locali, sia quelle sugli accantonamenti è ovvio che stiamo già facendo i passi necessari per arrivare a un'impugnazione della finanziaria nazionale, perché chiaramente non abbiamo avuto alcuna di quelle risposte che in questi mesi a partire da luglio più volte abbiamo chiesto al Governo nazionale. È evidente che i diritti dei Sardi in questo modo vengono davvero del tutto calpestati, quindi parere favorevole all'ordine del giorno.
DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sì ho firmato il documento convinto di fare comunque cosa buona, ancorché avendo firmato un altro documento unitario e votato all'unanimità da quest'Aula dove si chiede al Presidente onorevole Pigliaru di essere da guida, da colui che porta avanti le istanze del popolo sardo, essendo colui il quale rappresenta la massima istituzione della Sardegna, andasse da un Governo che per quel che mi riguarda di centrodestra, centrosinistra o giallo verde o chiamatelo come volete e che comunque è il Governo nazionale che non è mai stato attento agli interessi della Sardegna, di portare le istanze della Sardegna, di farsi riconoscere come Sardegna e dire che l'articolo 8 dello Statuto non è stato attuato mai come dovrebbe essere attuato e come si legge con chiarezza dallo stesso scritto nell'articolo. In queste considerazioni avendo incontrato il Presidente l'altro giorno in Villa Devoto non è stato disponibile a guidare il popolo sardo nella sua rappresentanza, nella sua globalità e totalità verso un Governo per reclamare quelli che sono i giusti diritti, le giuste entrate, è inutile che si pensi a 280 milioni, è inutile. Perché i 280 milioni da distribuire poi ai comuni non ci sono effettivamente se non abbiamo tutte le entrate garantite da parte di uno Stato che fa i propri interessi ma certamente a noi lascia l'insularità con tutta la gravità che essa comporta e ci lascia soli come un'Isola può andare alla deriva senza avere coscienza del sistema economico e sociale che abbiamo nella nostra Isola che ci tormenta. Chiunque può prendere le difese per questo comportamento ma non certamente le farà onore e certamente le farà difetto perché tra l'altro si tradisce un mandato specifico, unitario e all'unanimità di questo Consiglio che deve rappresentare tutto il popolo sardo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'ordine del giorno numero 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Metto in votazione finale la legge.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, testo unificato numero 493-502/A.
PRESIDENTE. L'ultimo punto dell'ordine del giorno odierno: "Controllo dell'attuazione delle leggi e valutazione delle politiche Regionali", testo unificato numero 1-70.
AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Presidente, molto brevemente si tratta di una proposta esitata nella seduta odierna della Commissione, è un testo unificato di due proposte presentate a inizio legislatura e la Commissione nelle sedute precedenti a quella odierna, esaminando le due proposte, ha sottolineato alcuni aspetti che facevano risultare le due PL totalmente incompatibili con il Regolamento consiliare. L'articolo invece approvato oggi rimanda semplicemente alla possibilità di introdurre aspetti legati alla valutazione delle politiche nel luogo più consono a ospitarle e quindi al Regolamento di questo Consiglio regionale. In tal modo vengono salvaguardate l'autonomia e le prerogative riconosciute all'organo legislativo regionale il quale mediante il proprio Regolamento interno può stabilire diverse modalità di valutazione e di verifica dell'attuazione delle politiche pubbliche.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, ma il provvedimento che noi stiamo esaminando è un provvedimento di grande importanza perché per la prima volta nell'ordinamento regionale viene inserito un principio che secondo noi è fondamentale, il principio della valutazione delle politiche regionali. Adesso cosa succede? Succede che il Consiglio regionale sia che si tratti di iniziativa legislativa da parte dell'Esecutivo ma soprattutto quando si tratta di iniziativa legislativa da parte del Consiglio medesimo approva dei provvedimenti di cui per lo più non ha la minima idea di quali siano le ricadute. Potremmo fare innumerevoli esempi, non soltanto a livello nostro ma anche a livello nazionale, gli ultimi provvedimenti adottati dal Parlamento nazionale in materia di reddito di cittadinanza o di quota 100 sono un esempio palmare, sia per come si sono sviluppati palesemente brancolando nel buio questi provvedimenti sia perché non si ha la minima idea a tutt'oggi di quella che è la vera platea dei richiedenti, perché per fare l'esempio del reddito di cittadinanza, le misure di dettaglio che vengono ad essere adottate sembrano soprattutto mirate a ritagliare il più possibile la platea dei richiedenti senza, ripeto, sapere quali saranno effettivamente le ricadute. Noi abbiamo presentato, il Gruppo dei Riformatori ha presentato la proposta di legge numero 70, che introduceva un sistema devo dire abbastanza stringente, elaborato, soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra Consiglio regionale ed Esecutivo, perché è esperienza comune che oggi la maggior parte delle proposte di legge, a tutti i livelli, promanino dagli esecutivi, e prevedeva la costituzione di una Commissione paritetica, tra maggioranza e minoranza, paritetica, quindi un uguale numero di consiglieri di maggioranza e di consiglieri di minoranza, proprio a valorizzare l'aspetto del controllo delle ricadute delle leggi, un controllo ex ante, ma soprattutto un controllo ex post. La formulazione che stiamo approvando oggi è una formulazione, è vero, Presidente Agus, che demanda al regolamento il dettaglio poi operativo di come dovrà essere attuato il controllo, a me sembra che la formulazione sia molto edulcorata rispetto a quello che dovrebbe essere, perché una legislazione moderna non può prescindere dall'elemento della valutazione delle ricadute delle leggi che il Consiglio va ad approvare, sia per effettuare un monitoraggio in corso d'opera dell'applicazione delle leggi, sia per valutare le ricadute delle risorse che vengono spese, sia per, in ragione di questi due elementi, valutare gli aggiustamenti che poi debbono essere fatti dei provvedimenti legislativi. Detto questo, la parte mezza piena del bicchiere è che si sta introducendo nel nostro ordinamento un elemento importante, che sarà compito della nuova legislatura rendere il più incisivo e il più efficace possibile. Grazie, Presidente, e grazie anche ai colleghi che hanno avuto la bontà di ascoltarmi.
PRESIDENTE. Grazie. Non ho altri iscritti a parlare.
PRESIDENTE. Poiché non ho altri iscritti a parlare, metto in votazione la legge per l'approvazione finale trattandosi di un unico articolo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 1-70.
La seduta è tolta alle ore 20 e 09.

References: articolo 10
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