Source: https://francescosecli.com/2015/12/18/quando-e-possibile-il-licenziamento-della-lavoratrice-incinta/
Timestamp: 2017-11-20 05:48:54+00:00

Document:
Quando è possibile il licenziamento della lavoratrice incinta? – FRANCESCO SECLÌ
Quando è possibile il licenziamento della lavoratrice incinta?
18 dicembre 2015 Francesco Secli
Sono in gravidanza e ho preso il permesso di maternità: il datore di lavoro mi ha comunicato che l’azienda vorrebbe procedere a licenziamento degli esuberi; posso essere licenziata?
La legge impedisce il licenziamento della donna incinta entro determinati termini e a particolari condizioni. Cercheremo di riassumerle qui di seguito.
È vietato il licenziamento:
– della lavoratrice dall’inizio della gravidanza e sino al compimento di 1 anno di età del bambino. L’inizio della gestazione si presume avvenuto 300 giorni prima della data presunta del parto indicata nel certificato di gravidanza [1];
– del padre lavoratore che fruisce del congedo di paternità, per la durata del congedo stesso e fino al compimento di un anno di età del bambino;
– causato dalla domanda o dalla fruizione dell’astensione facoltativa e del congedo per malattia del bambino da parte della lavoratrice o del lavoratore.
La lavoratrice non può essere collocata in mobilità a seguito di licenziamento collettivo, salvo che ciò avvenga a seguito della cessazione dell’attività dell’azienda cui la lavoratrice stessa è addetta [2].
Qualora il datore di lavoro intimi il licenziamento nonostante ricorra il suddetto “periodo di tutela”, il licenziamento è nullo.
L’illegittimità del licenziamento discriminatorio, nullo o orale è sanzionata con la reintegra sul lavoro, a prescindere dalla dimensione occupazionale aziendale. Il regime di tutela cambia solo in relazione alla data di assunzione del lavoratore.
Il divieto di licenziamento prescinde dal fatto che il datore di lavoro fosse o meno a conoscenza della condizione di gravidanza della dipendente, perché dipende dal fatto in sé della imminente maternità. Di conseguenza l’interessata può ottenere il ripristino del rapporto di lavoro mediante la presentazione al datore di lavoro di idonea certificazione, dalla quale risulti l’esistenza, all’epoca del licenziamento, delle condizioni che lo vietavano.
Eccezionalmente è consentito il licenziamento della lavoratrice incinta solo nei seguenti casi:
1- colpa grave del lavoratore costituente giusta causa di risoluzione del rapporto. La valutazione della gravità del comportamento della lavoratrice deve comunque tenere conto delle sue particolari condizioni psico-fisiche dettate dal momento [3]. Ad esempio, è stato ritenuto:
– legittimo il licenziamento giustificato da gravi inadempimenti (assenze ingiustificate ed inaffidabili) della lavoratrice [4];
– illegittimo il licenziamento intimato a causa di un’assenza ingiustificata protrattasi per pochi giorni [5];
2- cessazione dell’attività aziendale. In particolare il licenziamento viene ritenuto giustificato solo in presenza della cessazione totale dell’attività aziendale [6] mentre non è giustificato nell’ipotesi di cessazione del ramo d’azienda alla quale la lavoratrice è addetta [7]. È illegittimo il licenziamento motivato da ragioni di ristrutturazione produttivo-organizzativa in quanto non costituenti un’ipotesi di cessazione dell’attività d’azienda;
3 – ultimazione della prestazione per la quale il lavoratore è stato assunto o scadenza del termine nel caso di contratto di lavoro a tempo determinato;
4- esito negativo della prova : in tal caso, il licenziamento è legittimo solo se il datore di lavoro non è a conoscenza dello stato di gravidanza. In caso contrario, per tutelare la lavoratrice da eventuali abusi, il datore di lavoro deve motivare il giudizio negativo circa l’esito della prova. Così è possibile valutare i motivi reali del recesso, al fine di escludere con ragionevole certezza che esso sia stato determinato dallo stato di gravidanza [8].
[1] Art. 4, c. 1, DPR 1026/76; art. 87, c. 1, D.Lgs. 151/2001.
[2] Art. 54, c. 4, D.Lgs. 151/2001.
[3] Cass. sent. n. 16060/2004., C. App. Ancona sent. del 19.08.2009.
[4] Cass. sent. n. 9405/2003.
[5] Cass. sent. n. 19912/2011.
[6] Cass. sent. n. 1334/1992.
[7] Cass. sent. n. 18363/2013.
[8] C.Cost. sent. n. 172/1996
FONTE: http://bit.ly/1PcYVQg
Contrassegnato da tag LICENZIAMENTO, MATERNITA'
Previous postPensionati, mai più in azienda con co.co.co.
Next postAgenzia Entrate: Modelli 2016 in bozze
1 thought on “Quando è possibile il licenziamento della lavoratrice incinta?”

References: Art. 4
 art. 87
 Art. 54
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.