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Timestamp: 2020-04-08 12:10:45+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25241 del 09/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25241 del 09/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 09/10/2019, (ud. 08/05/2019, dep. 09/10/2019), n.25241
sul ricorso 17395-2018 proposto da:
GIUSEPPE FERRARI 35, presso lo studio dell’avvocato ANTONINO
SPINOSO, rappresentata e difesa dall’avvocato CARLO DALL’ASTA;
avverso la sentenza n. 949/2017 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,
che con sentenza in data 30 novembre 2017 numero 949 la Corte d’Appello di L’AQUILA confermava la sentenza del Tribunale di Chieti, che aveva accolto l’opposizione proposta da D.D.E. nei confronti di EQUITALIA CENTRO S.p.A., poi EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE spa per l’impugnazione della comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria notificata in data 12 maggio 2015, relativa a quattordici cartelle esattoriali per il recupero di crediti previdenziali;
che a fondamento della decisione la Corte territoriale osservava che correttamente la sentenza impugnata aveva accertato la prescrizione quinquennale dei crediti relativi alle cartelle esattoriali presupposte, sopravvenuta alla notifica della cartella di pagamento. Per quanto affermato dalla Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, nell’arresto del 17 novembre 2016 numero 23397 doveva applicarsi il termine quinquennale di prescrizione, nella specie integralmente decorso, pur tenendosi conto della interruzione derivante dalla notifica di una intimazione di pagamento in data 1.3.2010.
che avverso la sentenza ha proposto ricorso AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE, quale ente subentrante ex lege a titolo universale alle società del gruppo EQUITALIA, articolato in due motivi, cui l’intimato non ha opposto difese;
– con il primo motivo – ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, – violazione dell’art. 2946 c.c..
Ha assunto che, anche in ipotesi di ritenuta inapplicabilità dell’art. 2953 c.c., il termine di cui all’art. 2946 c.c., troverebbe applicazione in quanto con la trasmissione del ruolo all’Agente della riscossione si determinerebbe un effetto novativo dell’obbligazione posta in riscossione: le singole obbligazioni per contributi, sanzioni, accessori e spese – dovute a separate ragioni di credito – verrebbero inglobate in un unico credito, senza che sia possibile scorporarne le voci; con la conseguenza che la prescrizione non seguirebbe il regime originario dei crediti contributivi portati dal ruolo.
Da ultimo la Agenzia ricorrente ha osservato, secondo un criterio di ragionevolezza, che la riscossione era svolta dall’agente in modo unitario, agendo nei confronti del debitore per tutti i carichi iscritti a ruolo, cumulativamente (il credito per cui si procede, secondo il testo del cit. D.P.R. n. 602, artt. 76 e 77). Di qui l’efficacia e l’economicità della azione di riscossione, che evitava la pluralità delle azioni di ciascun ente creditore; sarebbe stato irrazionale pretendere dall’agente di riscossione di frazionare la azione avendo riguardo al regime di prescrizione dei singoli crediti.
– con il secondo motivo – ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, – violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 13 aprile 1999, n. 112, art. 20, e del D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, artt. 17,18,19 e 20. Con il motivo si censura la sentenza impugnata per avere ritenuto che il D.Lgs. n. 112 del 1999, art. 20, possa applicarsi soltanto alle entrate di natura tributaria assumendosi che la norma prevede una disciplina uniforme, applicabile a tutte le entrate riscosse a mezzo del ruolo.
che ritiene il Collegio si debba dichiarare inammissibile il ricorso a mente dell’art. 360 bis c.p.c., n. 1;
che, invero, i due motivi, che possono essere trattati congiuntamente per la stretta connessione, non pongono in discussione il principio, enunciato dalle sezioni Unite di questa Corte nell’arresto del 17 novembre 2016 n. 23397, secondo cui la scadenza del termine per proporre opposizione avverso la cartella esattoriale non determina la conversione del termine di prescrizione breve (nella specie quinquennale, L. n. 335 del 1995, ex art. 3, commi 9 e 10), in termine decennale, secondo il regime dell’art. 2953 c.c.; si assume, piuttosto, che lo stesso effetto derivi dalla novazione della obbligazione prodotta dalla iscrizione a ruolo, in ragione della disciplina prevista dal D.P.R. n. 602 del 1973.
che non vi è luogo a refusione delle spese per la mancata costituzione della parte intimata;

References: Sentenza 
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 art. 20
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 art. 3