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Piano lavoro VdA. È urgente attuare politiche industriali ed economiche innovative per contribuire a realizzare un nuovo welfare. - PDF
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1 spaziolavoro al Poste italiane S.p.A. - Spedizione in A.P. 70% - NO /Aosta - Regime libero - Registrazione presso il Tribunale di Aosta n 3 del Anno XXXIX Numero 5 Giugno 2013 Mensile d informazione della cgil Valle d Aosta IMMIGRATI a pag 4 Quale immigrazione? Riflessioni sui corsi di italiano e di educazione civica per cittadini stranieri residenti in Valle d Aosta. EDILIZIA a pag 8 Piano lavoro VdA È urgente attuare politiche industriali ed economiche innovative per contribuire a realizzare un nuovo welfare. TRASPORTI a pag 15 Un sistema efficiente e integrato Intervista ad Antonio Fuggetta, segretario della Filt-Cgil Valle d Aosta il punto a pag. 3 il lavoro è democrazia CGIL CISL e UIL IL 22 giugno a Roma. Una mobilitazione unitaria per rivendicare provvedimenti urgenti e indispensabili per favorire investimenti, redistribuzione del reddito e ripresa dei consumi. Editoriale Domenico Falcomatà Il lavoro al primo posto La crisi economica, forse la più pesante da un secolo a questa parte, colpisce pesantemente il nostro tessuto produttivo, le famiglie, i pensionati, i giovani. Una crisi che molti economisti non sono stati in grado di prevedere. Crisi che continua a colpire in maniera sempre più forte l economia del nostro paese. In questi ultimi anni sono successe molte cose, sono cambiati tre governi, i partiti sono attraversati da una forte crisi di credibilità e di identità; molte persone hanno perso la fiducia nel Paese e nelle sue istituzioni. C è un forte senso di disaffezione verso le istituzioni democratiche, il cui fenomeno più evidente è quello che porta i cittadini di questo Paese a scegliere di non votare. Quasi a disinteressarsi di ciò che accade intorno a se. Una ribellione silenziosa, una sorta di sentimento di rabbia interiore mista a rassegnazione e isolamento che però non si manifesta, come accadeva in passato, con la protesta collettiva, ma si esprime, ed è questa la novità, come reazione individuale, spesso violenta, rivolta verso se stessi, famigliari o colleghi di lavoro. Non si contano ormai gli atti di violenza, di autolesionismo, i suicidi di lavoratori e imprenditori che non sopportano l idea di aver perso tutto, il lavoro innanzitutto. Si perché, il lavoro è il tema centrale di questa crisi. Il lavoro che in molti casi si è perso. Il lavoro che non si trova più. La mancanza di un lavoro che non ti permette di pagare il mutuo, di mandare i figli a scuola, di acquistare i beni di prima necessità, di vivere dignitosamente. Le politiche dei Governi passati ci dicono che non si è capito o voluto capire ciò che stava accadendo; prima sottovalutando e minimizzando la crisi e poi attuando politiche di rigore e austerità completamente sbaglia- segue a pag 2 h il pensiero Il lavoro migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio. (Jean-Paul Sartre)2 commenti e opinioni spaziolavoro al 2 Cgil, Cisl, Uil: dare risposte rapide al lavoro pubblico Urgente sbloccare i contratti e trovare soluzione per il superamento definitivo del precariato Le segreterie di CGIL, CISL e UIL nell incontro svolto con il ministro della Funzione Pubblica hanno ribadito l inderogabile necessità di discontinuità delle politiche governative nelle categorie del lavoro pubblico. In questo quadro hanno confermato la assoluta contrarietà al provvedimento che proroga il blocco al Quattro anni di blocco della contrattazione, per i sindacati, hanno determinato una pesante perdita del potere di acquisti delle retribuzioni e la totale negazione delle regole sindacali e della contrattazione di secondo livello. Per le Confederazioni è necessario far ripartire la stagione contrattuale dando anche risposte economiche al lavoro pubblico. Per rendere concreta questa politica è necessario modificare quelle misure legislative che hanno negato la contrattazione e reso sostanzialmente nullo g segue da pag 1 Editoriale te e ingiuste. L emorragia di posti di lavoro, la chiusura di aziende, le ore di cassa integrazione che superano ormai i quattro miliardi, la conseguente perdita di reddito delle famiglie, è il risultato ottenuto. Un Italia sempre più povera. Per questo la CGIL dice da tempo che non si può più aspettare, che le politiche dei Governi, nazionali o locali, devono adottare misure per la creazione di lavoro. In questo senso vanno le proposte contenute nel Piano del Lavoro della CGIL. La Valle d Aosta, purtroppo, non è affatto esente dalla crisi. Tutti gli studi e le analisi economiche, ultimo il rapporto trimestrale della Banca d Italia dei giorni scorsi, ci dicono che in Valle la crisi ha connotati peggiori rispetto al Nord Ovest. Arriva in ritardo e con aspetti più preoccupanti. Con la disoccupazione in costante aumento, con riduzioni gravi in interi settori produttivi, in primis quello edilizio (-12%) e dei servizi, la contrazione del credito per famiglie e imprese, la diminuzione dei consumi e interi settori economici con prospettive negative per il futuro. Unica eccezione positiva, il turismo. Insomma una Valle d Aosta a tinte fosche in cui emerge la scarsa attività innovati- il sistema di relazioni sindacali. Parimenti urgente è, dopo la positiva proroga dei contratti a tempo determinato in essere, lavorare per una soluzione urgente anche di carattere legislativo che produca il superamento definitivo del precariato. Le organizzazioni sindacali hanno manifestato la necessità di affrontare con urgenza le tematiche relative al lavoro pubblico derivanti dai processi aperti di riforma istituzionale e dalle situazioni finanziarie di alcune amministrazioni pubbliche ad iniziare dagli enti locali. Infine le organizzazioni sindacali ritengono necessario che questi contenuti ed i necessari provvedimenti legislativi siano previsti ed attuati così come concordati in un Protocollo che impegni tutti i datori di lavoro pubblici dando continuità a quanto definito nel maggio 2012 con il Protocollo sul lavoro pubblico. $ va dei settori produttivi, inferiori sia al nord-ovest, sia al resto d Italia. Preoccupante, poi, l occupazione, in costante diminuzione, con ritmi superiori al nord-ovest (-1,2% contro lo 0,4%). La disoccupazione che oggi è vicina all 8% e quella giovanile intorno al 23%, ci dice che anche a livello regionale occorrono misure urgenti per il lavoro. Il nuovo Governo regionale - con tutte le incognite di una risicata maggioranza, uscita dalle recenti elezioni e l inchiesta della magistratura sugli appalti per la ristrutturazione dell ospedale - dovrà avere la volontà e la capacità di confrontarsi con le parti sociali per definire misure urgenti ed efficaci a sostenere gli investimenti e la creazione di lavoro. Occorre ripensare le attuali misure d intervento pubblico e gli incentivi alle imprese che, pur essendo stati cospicui, non sono stati efficaci sull occupazione e neppure sulla tenuta del tessuto produttivo. Un confronto vero e non di facciata, una vera e duratura concertazione che metta al primo posto lo sviluppo economico della nostra regione, lavoro e welfare, abbandonando logiche di parte e scelte politiche fallimentari quali ad esempio le grandi opere, sono l elemento essenziale da cui iniziare per far fronte ad una realtà che si sta dimostrando ogni giorno sempre più drammatica. $ Camusso: un accordo storico, che mette fine ad una lunga stagione di divisioni Lavoro: accordo storico sulla rappresentanza n accordo storico, che Umette fine ad una lunga stagione di divisioni : così la leader della CGIL, Susanna Camusso, definisce l intesa su rappresentanza e democrazia raggiunta nei giorni scorsi con i leader di CISL e UIL e Confindustria. L accordo in materia di democrazia e rappresentanza è un punto di svolta importante nella regolazione dei rapporti tra la parti e completa il quadro di regole previsto dall accordo del 28 giugno Infatti, oltre a definire le modalità con cui misurare la rappresentanza delle organizzazioni sindacali, determina le regole con cui validare e rendere esigibili i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL). Misurazione della rappresentanza 1. Ai fini della determinazione del peso di ogni organizzazione sindacale, che determina la possibilità di sedere ai tavoli dei rinnovi contrattuali, valgono: le deleghe sindacali (trattenuta operata dal datore di lavoro su esplicito mandato del lavoratore) comunicate dal datore di lavoro all INPS e certificate dall Istituto medesimo; i voti raccolti da ogni singola organizzazione sindacale nell elezione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) in carica (validità 36 mesi) 2. Il numero degli iscritti e il voto per le RSU peseranno ognuna per il 50% (così come anche previsto nel decreto legislativo 165/01 per il pubblico impiego) 3. Questi due dati, iscritti e voto, verranno comunicati ad un ente esterno certificatore (es: CNEL) che procederà, per ogni CCNL, a determinare il calcolo della rappresentanza di ogni organizzazione sindacale. 4. Le RSU saranno elette con voto proporzionale ai voti ottenuti, superando così l 1/3 destinato alle Organizzazioni Sindacali firmatarie di CCNL, e vi è l impegno a rinnovare quelle scadute nei successivi sei mesi. Validità ed esigibilità dei CCNL Con l accordo si stabiliscono regole che determinano le modalità con cui rendere esigibili, per entrambe le parti contraenti, il CCNL. Trattasi, per la prima volta nella storia delle relazioni sindacali nel nostro Paese, di una procedura formalizzata e condivisa da entrambe le parti. 1. Saranno ammesse al tavolo della trattativa le Organizzazioni Sindacali pesate con le regole sopra descritte, che superino la soglia del 5%. 2. Le modalità di presentazione delle piattaforme contrattuali è lasciata alla determinazione delle singole categorie, con l auspicio da entrambe le parti affinché si determinino richieste unitarie. 3. Un CCNL è esigibile ed efficace qualora si verifichino entrambi le seguenti due condizioni: sia sottoscritto da almeno il 50%+1 delle organizzazioni sindacali deputate a trattare; sia validato, tramite consultazione certificata, dalla maggioranza semplice dei lavoratori e delle lavoratrici, con modalità operative definite dalle categorie La sottoscrizione formale del CCNL che abbia seguito tale procedura diviene atto vincolante per entrambe le parti. 4. I CCNL definiranno clausole e/o procedure di raffreddamento finalizzate a garantirne l esigibilità e le relative inadempienze. $3 il punto spaziolavoro al 3 Manifestazione nazionale a Roma in un clima di rinnovata unità sindacale Il lavoro è democrazia. Questo lo slogan della manifestazione sindacale unitaria che Cgil, Cisl, Uil hanno organizzato a Roma per il 22 giugno, in piazza San Giovanni. La manifestazione delle tre confederazioni - alla quale in Valle d Aosta ha aderito anche il SAVT si svolge in un momento di ritrovata unità sindacale. Servono provvedimenti urgenti per uscire dalla recessione e riprendere la crescita a partire: 1. dal finanziamento degli ammortizzatori in deroga e l effettiva salvaguardia degli esodati ; 2. dalla riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che assumeranno nel prossimo biennio. 3. dall allentamento del patto di stabilità dando la possibilità ai Comuni, di avviare i cantieri già deliberati; 4. dalla riduzione dei costi della politica, semplificando l assetto istituzionale e amministrativo del Paese, tagliando sprechi e i privilegi. 5. dall ammodernamento e semplificazione della Pubblica Amministrazione non con ingiusti tagli lineari, ma con la riorganizzazione e l efficacia del suo funzionamento. Prorogare i contratti precari nella Pubblica Amministrazione e nella Scuola, in scadenza. É fondamentale investire nella scuola pubblica, nell università, nella ricerca pubblica e nell innovazione. 7. nell adozione di una politica industriale che rilanci le produzioni. 8. Definire uno strumento di contrasto alla povertà e il finanziamento della non autosufficienza. 9. Applicare la riforma dell IMU esonerando solo i possessori di un unica abitazione, con un tetto riferito al valore dell immobile. 10. Correggere le iniquità della legge Fornero sulle pensioni. Lavoro è Democrazia: CGIL, CISL e UIL il 22 giugno a Roma Una mobilitazione unitaria per rivendicare provvedimenti urgenti e indispensabili per favorire gli investimenti, la redistribuzione del reddito e la ripresa dei consumi e frenare la caduta libera dell economia italiana Il tema del lavoro deve tornare al centro delle scelte politiche ed economiche perchè Lavoro è Democrazia. I sindacati confederali ne sono convinti e il 22 giugno lo hanno ribadito in occasione della manifestazione nazionale che si è tenuta a Roma in Piazza San Giovanni. Secondo i sindacati non c è più tempo per aspettare, bisogna frenare la caduta libera dell economia del nostro Paese. La manifestazione del 22 giugno rappresenta per CGIL, CISL e UIL un ulteriore momento per invocare provvedimenti urgenti e indispensabili che possano favorire gli investimenti, la redistribuzione del reddito e la ripresa dei consumi, per questo hanno deciso di promuovere un percorso di mobilitazione unitaria. Per uscire dalla recessione e per tornare a crescere, CGIL, CISL e UIL rivendicano innanzitutto misure adeguate per affrontare l emergenza disoccupazione a partire dal finanziamento degli ammortizzatori in deroga (almeno per tutto il 2013) e l effettiva salvaguardia degli esodati. È necessario provvedere all immediata riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che faranno assunzioni nel prossimo biennio, e al rilacio di politiche anticicliche, prevedendo la possibilità per i Comuni, che hanno risorse, di fare investimenti e di avviare i cantieri già deliberati fuori dal Patto di Stabilità. I sindacati chiedono, inoltre, la riduzione dei costi della politica, perchè spiegano è la condizione per buone istituzioni e buona politica e l ammodernamento e la semplificazione della Pubblica Amministrazione, che dovrà realizzarsi non attraverso tagli lineari, ma con la riorganizzazione e l efficacia del suo funzionamento, con il contenimento della legislazione concorrente ed eliminando tutte le formalità che rallentano le decisioni. É fondamentale, per sostenere la crescita, investire nella scuola pubblica, nell università, nella ricerca pubblica e nell innovazione e prorogare i contratti precari nella Pubblica Amministrazione e nella Scuola in scadenza. Tra le ricette indicate da CGIL, CISL e UIL per far ripartire la crescita: la definizione di una politica industriale che sappia rilanciare le produzioni, valorizzando le imprese che investono in innovazione e ricerca e che salvaguardano l occupazione e le competenze, individuare uno strumento di contrasto alla povertà e il finanziamento della non autosufficienza, correggere le iniquità della legge Fornero sulle pensioni. Infine, applicare la riforma dell IMU esonerando solo i possessori di un unica abitazione, con un tetto riferito al valore dell immobile. $ Politiche del lavoro pubblico: serve discontinuità Le segreterie di Cgil Cisl Uil nell incontro svolto con il ministro della Funzione Pubblica hanno ribadito la inderogabile necessità di discontinuità delle politiche governative nelle categorie del lavoro pubblico. In questo quadro hanno confermato la assoluta contrarietà al provvedimento che proroga il blocco al Quattro anni di blocco della contrattazione hanno determinato una pesante perdita del potere di acquisto delle retribuzioni e la totale negazione delle regole sindacali e della contrattazione di secondo livello. È necessario far ripartire la stagione contrattuale dando anche risposte economiche al lavoro pubblico. Per rendere concreta questa politica è necessario modificare quelle misure legislative che hanno negato la contrattazione e reso sostanzialmente nullo il sistema di relazioni sindacali. Parimenti urgente è, dopo la positiva proroga dei contratti a tempo determinato in essere, lavorare per una soluzione urgente anche di carattere legislativo che produca il superamento definitivo del precariato. Le organizzazioni sindacali hanno manifestato la necessità di affrontare con urgenza le tematiche relative al lavoro pubblico derivanti dai processi aperti di riforma istituzionale e dalle situazioni finanziarie di alcune amministrazioni pubbliche ad iniziare dagli enti locali. Infine le organizzazioni sindacali ritengono necessario che questi contenuti ed i necessari provvedimenti legislativi siano previsti ed attuati così come concordati in un Protocollo che impegni tutti i datori di lavoro pubblici dando continuità al quanto definito nel maggio 2012 con il Protocollo sul lavoro pubblico. $4 confederazione spaziolavoro al 4 Quale immigrazione in Italia? Riflessioni sulle esperienze dei corsi di italiano e di educazione civica per cittadini stranieri organizzati dalla CGIL Valle d Aosta Melinda Forcellati Tiziano Picca Piccon Si sono conclusi nell ultima settimana di maggio i corsi di lingua e cultura italiana e di educazione civica organizzati dalla CGIL Valle d Aosta grazie al finanziamento dell Assessorato Regionale alle Politiche Sociali e ai Fondi Europei per l Integrazione dei cittadini stranieri. Molte le richieste giunte alle sedi di Aosta, bassa e alta valle e buona l affluenza agli incontri: evidentemente la necessità di apprendere la lingua italiana da parte di cittadini dei cosiddetti Paesi terzi, residenti da poco o molto tempo in Italia, è ancora elevata. I partecipanti hanno dimostrato, infatti, interesse verso gli argomenti trattati nei corsi, non solo verso l apprendimento della lingua italiana tout court. Ciò dimostra che, nonostante la recente normativa che li vede dipendere da un permesso di soggiorno a punti, la volontà di integrazione di questi nuovi cittadini è alta. Certo, la conoscenza della lingua e la buona volontà non bastano. A loro vengono richiesti requisiti sempre più difficili da ottenere: lavoro, reddito e casa adeguati, requisiti che oggi, in tempi di crisi generalizzata, si fa fatica a mantenere. Da sottolineare come la provenienza geografica degli utenti sia stata davvero eterogenea, coinvolgendo cittadini delle più diverse parti del mondo: dal Marocco allo Sri Lanka, dalla Cina al Perù, dal Brasile al Burkina Faso. I corsi, vista l eterogeneità delle provenienze, hanno beneficiato di un clima multiculturale, anche grazie all attività di mediazione svolta in aula, clima multiculturale importante per il confronto e lo sviluppo di una società aperta e capace di valorizzare le differenze. Per quanto riguarda l apprendimento della lingua italiana vanno fatte alcune precisazioni. Molti cittadini stranieri sono in Valle da molti anni ma non hanno mai avuto accesso, per diversi motivi, ai corsi di italiano che pure sono numerosi sul territorio valdostano. Le donne, soprattutto, giunte attraverso il ricongiungimento familiare, tendono a ricoprire un ruolo subalterno rispetto ai mariti e si limitano ad occuparsi della casa e della famiglia, hanno scarsa vita relazionale, se non all interno della comunità di origine, e non ritengono proficuo imparare in modo sistematico la lingua italiana. Ne consegue un blando apprendimento di questa, di tipo spontaneo, che le mette in una posizione di quasi emarginazione, o al massimo di sopravvivenza, rispetto anche alla scuola frequentata dai figli o al mercato del lavoro. Questo non avviene in tutte le culture di appartenenza, infatti vediamo che le donne che giungono con contratti di badanti (assistenti personali) hanno un esposizione alla lingua maggiore e, se non imparano bene quella scritta, riescono a cavarsela meglio nella società di accoglienza, anche grazie al lavoro svolto. Altri cittadini non italofoni, arrivati in Italia con la più recente normativa (e quindi entrati dopo marzo 2012), devono firmare il patto d integrazione che li obbliga ad imparare adeguatamente nell arco di due anni la lingua italiana ad un livello (certificato) non inferiore ad A2. Se alcuni progetti accolgono prevalentemente o esclusivamente donne, magari con bambini piccoli, offrendo loro un servizio di baby-sitting, altri corsi, tra cui quello organizzato dalla CGIL ad Aosta, denominato Lavori in corso, hanno dato spazio ai molti uomini, di varia età, che si sono resi conto dell importanza della lingua italiana, anche se solo recentemente. Come si dice, non è mai troppo tardi, pensando soprattutto a quelli che, in possesso di una residenza di almeno 5 anni, possono svolgere un test di lingua italiana presso il CTP di Aosta che permette loro di ottenere un permesso di lunga durata, evitando così di dover continuamente richiedere il rinnovo dello stesso, richiesta che ogni volta obbliga ad un esborso economico non indifferente. In questo momento di crisi nel mondo del lavoro, molti di questi uomini, magari in disoccupazione o in cerca di occupazione, hanno deciso di fare un saggio investimento di tempo per l apprendimento della lingua, potendo acquisire nuove competenze per migliorare anche la loro situazione lavorativa. La loro esposizione linguistica all italiano, infatti, è spesso ridotta ad una limitata lingua specialistica (edilizia, ristorazione) che necessita di essere integrata con un più ampio lessico e una competenza sintattica indispensabili per proporsi nei vari ambiti lavorativi. Questi utenti si portano dietro il loro bagaglio di conoscenze pregresse, sono stati operai, autisti, saldatori o infermieri nel loro Paese d origine ma, così come per i titoli di studio stranieri, è difficile avere il riconoscimento di queste competenze professionali, soprattutto se conseguiti in ambiti non formali o informali. Lo straniero rappresenta sempre una risorsa, se è valorizzato nelle sue competenze e per il suo bagaglio esperienziale: lo dimostrano le attività imprenditoriali avviate dai migranti, attività legali che portano soldi alle casse dello Stato e possono offrire lavoro anche agli italiani. Altro discorso merita la situazione dei cittadini stranieri richiedenti asilo o profughi entrati di recente con l emergenza nord Africa. Alcuni di questi, ormai sul territorio regionale da un paio d anni, hanno frequentato i corsi di italiano presso la CGIL, cogliendo l opportunità di imparare la lingua e, contemporaneamente, di occupare il troppo tempo libero a disposizione. Quali prospettive per questi ragazzi? Alcuni tentano anche la strada dell istruzione, alle 150 ore o ai corsi serali. Altri vedono nella formazione, laddove possibile, un riscatto dignitoso alla loro fuga dal Paese d origine. Cominciare dall apprendimento della lingua è senz altro un buon inizio di percorso. Bisogna che l Italia se ne faccia una ragione: il fenomeno dell immigrazione non è transitorio, come molti hanno pensato fino a poco fa, ma fa parte della vita dell uomo sin dalle sue origini. Spostarsi verso mete migliori, anche solo per la sopravvivenza, porterà ancora uomini e donne verso i nostri Paesi fortunati, persone che scappano (e muoiono prima ancora di arrivare in Italia), come continua a succedere con gli sbarchi sulle coste italiane, o che cercano di costruire da noi un futuro per loro e la famiglia. La Cgil, come promotrice dei diritti dei lavorati e dei diritti dell individuo, ha messo a disposizione i suoi locali, le sue energie, la sua esperienza per dare l opportunità allo straniero di meglio conoscere la realtà italiana, con i corsi di educazione civica in particolare, e le istituzioni regionali che possono supportare lo straniero ad acquisire l idea di una partecipazione attiva e negoziata. I corsi di educazione civica possono infatti rappresentare un primo importante passo per una partecipazione attiva e una effettiva integrazione nella società italiana. Durante gli incontri si è evidenziato in alcuni casi una mancata conoscenza dei diritti in ambito lavorativo e della legislazione inerente allo status di straniero. La domanda da porsi è: quale tipo di immigrazione la società italiana vuole? L immigrato-tipo è spinto realmente ad una partecipazione attiva alla vita sociale oppure si preferisce un immigrato che non accampa diritti, alla mercé del potere economico, privo degli strumenti (anche linguistici e giuridici) utili ad affrontare le sfide che una società complessa continuamente prospetta? L Italia non può più tirarsi indietro ad una moderna e civile normativa (vedi la legge sulla cittadinanza in base allo ius soli o sui diritti dei profughi): di qualunque provenienza sia il cittadino straniero è prima di tutto persona e come tale deve avere il rispetto che merita. $5 Dallo stato di agitazione alle mobilitazioni su tutto il territorio nazionale. I dipendenti del Ministero dei Beni culturali fanno crescere la protesta per chiedere la riorganizzazione di un settore da troppi anni lasciato alla deriva. Con conseguenze pesanti sia sulla fruizione delle eccellenze del Paese che su quello della valorizzazione delle tante professionalità che compongono i quasi 20 mila lavoratori pubblici di musei, siti archeologici, biblioteche e archivi. Le Organizzazioni Sindacali del MIBAC hanno unitariamente indetto due giornate di mobilitazione. Il 24 giugno prossimo si terranno assemblee e iniziative negli archivi e nelle biblioteche di tutta Italia, mentre il 28 giugno sarà il turno dei siti archeologici e dei musei con manifestazioni e azioni informative aperte alla partecipazione dei cittadini. Per le sigle sindacali lo stato di abbandono in cui versa il settore non dipende solo dalla scure dei tagli alle risorse, che pure mostra una sconcertante miopia dei governi nazionali e locali, ma anche da una colossale disorganizzazione, in cui la mancanza di una visione strategica accompagnata dalla confusione di funzioni fra organi nazionali, soprintendenze e direzioni regionali, impedisce ogni possibilità di sviluppo. Una paralisi a cui contribuisce lo scollamento fra gli aspetti economici della gestione dei servizi e l inveconfederazione spaziolavoro al 5 Mobilitazioni sindacali in tutta Italia Beni culturali: serve riorganizzare un settore alla deriva da troppi anni Docenti: stipendi al palo Il Senato pronto a votare il blocco dei gradoni Antimo Di Geronimo gradoni rientrano dalla finestra I ed escono nuovamente dalla porta con lo schema di decreto del Presidente della repubblica che prevede la proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali nel pubblico impiego. Se l ipotesi di regolamento andrà in vigore così com è, l effetto sarà quello di un ulteriore perdita del potere d acquisto degli stipendi dei dipendenti pubblici. In modo particolare per la scuola. Per questo comparto, infatti, oltre al blocco della contrattazione collettiva e degli incrementi dell indennità di vacanza contrattuale per il 2013 e il 2014, è prevista anche la cancellazione dell utilità del 2013 ai fini della progressione economica di carriera (i cosiddetti gradoni). E gli effetti più devastanti si avrebbero soprattutto per quest ultima previsione. Il perché è presto detto. Il blocco della contrattazione collettiva per altri due anni avrebbe come effetto immediato la preclusione dell adeguamento delle retribuzioni al costo della vita nel biennio. Ma tale effetto verrebbe, per così dire, «attutito» dall applicazione dell indennità di vacanza contrattuale. Che consente di recuperare annualmente circa la metà del tasso di inflazione programmata. E comunque, eventuali rinnovi contrattuali, per quanto tardivi, non precluderebbero il recupero totale, di fatto, di quanto è andato perduto finora. Perlomeno in via meramente teorica. Anche il blocco del ricalcolo dell indennità di vacanza contrattuale, in seguito, potrebbe essere comunque sanato. Non così, invece, per la cancellazione dell utilità del 2013, che comporterebbe un ulteriore ritardo di un anno nella maturazione della progressione stipendiale. Il tutto con danni strutturali nell ordine di circa 1000 euro mensili, circa 4mila euro in meno sulla liquidazione ed effetti sull importo della pensione. Va detto, inoltre, che sebbene governo e sindacati abbiano già trovato una soluzione per la reintegrazione dell utilità del 2010 e del 2011, la strada per il recupero del 2012 appare tutta in salita. E la cancellazione del 2013 complicherebbe ulteriormente le cose. Perché nel comparto scuola la progressione economica di carriera non corrisponde a mutamenti di qualifica, quanto, invece, ad una diversa quantificazione degli importi stipendiali diretta a valorizzare l esperienza accumulata sul campo. Bloccare i gradoni significa, quindi, ridurre i fondi complessivamente spettanti all intera categoria e, di conseguenza, ridurre l importo delle retribuzioni dovute secondo il contratto attualmente in vigore. In altre parole, il governo, anziché ridurre i fondi da destinare alla copertura del lavoro straordinario, che per loro natura sono previsti per la copertura finanziaria di prestazioni solo eventuali, ha tagliato e sta per tagliare risorse necessarie ad onorare debiti retribuitivi derivanti dall erogazione del lavoro ordinario. $ stimento nelle professionalità che assicurano la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, dal settore della vigilanza a quello tecnico-scientifico. Con le due giornate di protesta i sindacati vogliono quindi rimettere al centro dell attenzione i problemi di quello che dovrebbe essere il settore trainante dell economia nazionale. Ma anche chiedere soluzioni concrete per il rilancio: a partire dalle risorse per la tutela e la manutenzione di siti e strutture e dalla re-internalizzazione di servizi oggi oggetto di appalti selvaggi, sprechi enormi, sfruttamento delle professionalità e creazione di sacche di precariato strutturale. E poi c è il capitolo delle rivendicazioni per la salvaguardia occupazionale e retributiva. I sindacati chiedono di mettere fine ai tagli agli organici e l avvio di un processo occupazionale, nonché di garantire certezza e periodicità al pagamento del salario accessorio, a cominciare dalla immediata liquidazione degli arretrati relativi agli ultimi otto mesi. Vogliamo fare del patrimonio culturale un volano economico. Per questo pretendiamo il rispetto dei diritti contrattuali, il mantenimento degli attuali accordi di produttività che garantiscono e finanziano l attuale sistema delle aperture ampliate al pubblico e chiediamo più riconoscimento professionale, più formazione, più attenzione alle competenze. $6 patronato inca-cgil spaziolavoro al 6 Flessibilità del congedo di maternità La legge riconosce alla lavoratrice la facoltà di utilizzare un margine di flessibilità nella decorrenza del congedo rispetto alla data presunta del parto. Lasciando inalterata la durata del congedo di maternità che, come noto, prevede l obbligo da parte della lavoratrice (e del datore di lavoro) di astenersi dal lavoro per cinque mesi, ovvero due mesi prima della data presunta del parto e tre mesi dopo dalla data effettiva, le lavoratrici possono continuare a lavorare fino ad un mese dalla data presunta del parto. In tal caso il periodo di congedo, non goduto prima del parto, può essere usufruito dopo il parto, arrivando al massimo a quattro mesi. Tale facoltà può essere esercitata a condizione che un ginecologo del SSN e un medico competente per la prevenzione e la tutela della salute nei luoghi di lavoro (dove presente) attestino che tale scelta non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro. L INPS ritiene accoglibili le domande per il congedo di maternità flessibile che vengano presentate entro il settimo mese di gravidanza con la necessaria documentazione sanitaria rilasciata nel corso del settimo mese. Se la domanda viene presentata oltre il settimo mese, può essere accolta solo per i giorni residui. Questi giorni non possono essere recuperati dalla lavoratrice dopo il parto, ma vanno comunque conteggiati ai fini della durata complessiva del periodo di maternità. ESODATI, AL VIA LA TERZA SALVAGUARDIA Via libera al terzo contingente di esodati. I lavoratori interessati dovranno fare domanda entro il 25 settembre per essere ammessi al beneficio ed andare in pensione sulla base dei requisiti previgenti alla riforma Fornero. Il terzo contingente si caratterizza per l ampliamento della platea dei salvaguardati: Lavoratori cessati dal lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga in base ad accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011 e che perfezionano i requisiti per accedere a pensione durante il periodo di fruizione dell indennità di mobilità e in ogni caso entro il 31 dicembre Prosecutori volontari autorizzati entro il 4 dicembre 2011 con un contributo volontario versato entro il 6 dicembre Lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012 sulla base di accordi individuali o collettivi di incentivo all esodo stipulati entro il 4 dicembre Prosecutori volontari autorizzati entro il 4 dicembre 2011 e collocati in mobilità ordinaria alla predetta data i quali, proprio perchè fruitori della mobilità, devono attendere il termine della stessa per effettuare i versamenti volontari, a condizione che maturino la decorrenza di pensione entro dicembre Tutti i lavoratori interessati dovranno presentare domanda per avere accesso alla salvaguardia, alcuni alla Direzione Regionale del Lavoro ed altri all INPS. In ogni caso, andrà rispettato lo stesso termine fissato per il 25 settembre Al fine di verificare le diverse situazioni, vi invitiamo a recarvi presso i nostri sportelli INCA su tutto il territorio regionale. $ pensioni, INTEGRAZIONE AL TRATTAMENTO MINIMO DEL 2013: chi ha diritto? Come tutti gli anni sono stati rivalutati gli importi dell integrazione al trattamento minimo spettante sulle pensioni di importo inferiore al minimo vitale. A partire dal 01 gennaio 2013 l importo della pensione integrata al trattamento minimo raggiunge 495,43 mensili, importo che deriva dall applicazione della rivalutazione automatica nella misura del 3% sull importo minimo del 2012 ( 481,00). Per verificare il diritto a questa prestazione occorre considerare i redditi personali del pensionato, ma anche, per le pensioni successive al 1994, i redditi posseduti dal coniuge, che non devono superare certi limiti fissati per legge. I NUOVI IMPORTI. Importo mensile: 495,43. Importo annuo: 6.440,59. I redditi da considerare sono quelli assoggettabili all Irpef, con l esclusione del reddito derivante dalla casa di abitazione principale, dai trattamenti di fine rapporto, dalle competenze soggette a tassazione separata e della stessa pensione a calcolo da integrare. Vanno considerati anche i redditi conseguiti all estero. $ chi ha diritto all integrazione nel 2013? Chi ha diritto all'integrazione nel 2013? Reddito anno 2013 Reddito anno 2013 Personale Cumulato Nessuna integrazione Oltre ,18 Oltre ,36 Integrazione intera Fino a 6.440,59 Fino a ,77 Integrazione parziale Oltre 6.440,59 fino a ,18 Oltre ,77 fino a ,36 VOUCHER PER BABY SITTER E ASILI NIDO IN SOSTITUZIONE DEL CONGEDO PARENTALE Pubblicato sul sito INPS il bando per l assegnazione dei contributi concessi alle madri lavoratrici dipendenti o iscritte alla gestione separata, anche adottive o affidatarie in alternativa al congedo parentale per il pagamento dei servizi per l infanzia.si tratta del contributo economico introdotto in via sperimentale per gli anni (dall art. 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Riforma del Lavoro Fornero) utilizzabile alternativamente per servizi di baby-sitting o per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l infanzia o dei servizi privati accreditati. Le domande di accesso all agevolazione devono essere inviate per via telematica all INPS dal 1 al 10 luglio 2013, accedendo al portale tramite PIN o attraverso il supporto del nostro Patronato INCA. L agevolazione si traduce in un contributo di 300 euro mensili (o in misura riproporzionata per le lavoratrici part-time) per un periodo massimo di sei mesi per le madri dipendenti e di tre mesi per le iscritte alla gestione separata, da richiedersi negli 11 mesi successivi al termine della maternità obbligatoria. Possono richiedere il contributo anche le gestanti che hanno la data presunta parto entro il 10 novembre 2013 e coloro che hanno già fruito in parte del congedo parentale. Nel caso della fruizione della rete pubblica dei servizi per l infanzia o dei servizi privati accreditati il contributo verrà erogato direttamente alla struttura prescelta; per il servizio di baby sitting tramite buoni lavoro, o voucher (ex art. 72 del decreto legge n. 276 del 10 settembre 2003). I benefici saranno riconosciuti fino ad esaurimento delle risorse economiche indicate dal Legislatore in base ad una graduatoria che verrà stilata a livello nazionale, tenendo conto della situazione ISEE Indicatore della Situazione Economica Equivalente. $7 O S N E caaf - cgil spaziolavoro al 7 Approfondimenti ISEE Una scelta COMPETENTE e CONVENIENTE! L'ISEE è la combinazione di tre elementi: reddito, patrimonio e composizione del nucleo familiare. Indica la situazione patrimoniale e reddittuale dei cittadini che richiedono prestazioni sociali e/o agevolazioni tariffarie su alcuni servizi. AGEVOLAZIONI E BONUS CHE PUOI OTTENERE CON IL CALCOLO DELL'ISEE: Assegno di maternità Assegno per i nuclei familiari (con almeno 3 figli minori) Riduzioni su asilo nido e altri servizi educativi per l infanzia Prestazioni scolastiche agevolate: mense, libri, trasporti, tasse universitarie e borse di studio Agevolazioni per servizi di pubblica utilità: telefono, trasporti, tassa rifiuti Servizi socio-sanitari e assistenza domiciliare Agevolazioni per rette case di riposo Sostegno al canone di affitto e al reddito Altre agevolazioni e bonus stabiliti da enti pubblici Accesso agli alloggi dell'edilizia popolare, determinazione dei canoni e contributi fondo per l'edilizia sociale Accesso ai contributi per sostegno al reddito DOCUMENTI NECESSARI PER IL CALCOLO DELL'ISEE: Documento di identità, carta/permesso di soggiorno validi Dichiarazione dei redditi o ultima certificazione lavoro/pensione (CUD) Dati anagrafici e codice fiscale dei componenti il nucleo familiare Copia del contratto di locazione registrato e canone versato Dati catastali degli immobili o terreni di proprietà Eventuale capitale residuo del mutuo Saldo conto corrente Titoli di stato, obbligazioni, azioni e altri titoli mobiliari Eventuale certificazione di invalidità Attestazione del patrimonio netto mobiliare rilasciata dal commercialista Codice bancario o postale del richiedente, denominazione dell'istituto di credito in caso di assegno di maternità o nucleo Approfondimenti UNICO UNICO 2013 BONUS ENERGIA E GAS Il "bonus sociale" ha l'obiettivo di sostenere le famiglie in difficoltà, garantendo loro un risparmio sulla spesa annua per energia elettrica e gas. Calcolata l'isee, puoi ottenere sconti ed agevolazioni direttamente nella bolletta del gas o della luce, che ti permetteranno un risparmio: Fino ad un massimo di 242 sulla spesa per il gas metano distribuito a rete. Fino ad un massimo di 155 annui sulla spesa per l'utenza elettrica disagio economico. Fino ad un massimo di 636 annui sulla spesa per l'utenza elettrica disagio fisico. ISEE I due bonus, quando ricorrono le condizioni, sono cumulabili accendi il risparmio! a te non costa nulla, per noi è un grande aiuto! A te non costa NULLA È il modello per la DICHIARAZIONE DEI REDDITI che deve essere utilizzato da chi non ha sostituto d imposta che effettua il conguaglio a debito o a credito direttamente in busta paga o nella pensione. HANNO L OBBLIGO DI PRESENTARE IL MODELLO UNICO anche i contribuenti che, pur essendo titolari di un reddito da lavoro dipendente, presentano la dichiarazione per conto di un deceduto, hanno datori di lavoro non obbligati ad effettuare le ritenute alla fonte (badanti, colf...), risiedono all estero, possiedono redditi che non possono essere dichiarati nel 730 o infine non hanno un rapporto di lavoro dipendente tra giugno e luglio dell anno in corso. Potrai rivolgerti per la compilazione del modello UNICO, a partire dal mese di giugno, al CAAF CGIL di Torino e Aosta o presso le società di servizi ATTIVA, PIEMONTE SUD, VERBINOVA. PAGAMENTI Chi presenta l UNICO 2013 effettua i pagamenti direttamente con il mod. F24 con le seguenti modalità: - entro il 17/06/2013 senza maggiorazioni; - dal 18/06 al 17/07/2013: maggiorazione dello 0,4%; - dal 18/07/2013: maggiorazione degli interessi legali e la sanzione che varia a seconda del ritardo accumulato. OLTRE AI DOCUMENTI RICHIESTI per la compilazione del 730, è necessaria la certificazione attestante redditi di partecipazione in società di persone ed assimilate. Chi possiede immobili o ha attività finanziarie all'estero, dovrà verificare attentamente l'obbligo a presentare il Modello UNICO e a versare le imposte eventualmente dovute. VERBINOVA CERT. N Destina il tuo 5 per mille a: FEDERCONSUMATORI PROGETTO SVILUPPO IL CAAF CGIL TI GARANTISCE: L ASSICURAZIONE IN CASO DI ERRORE NELLA COMPILAZIONE DEI MODELLI LA CONSERVAZIONE DIGITALE DEI DOCUMENTI LA CERTIFICAZIONE DI QUALITÀ Fondazione G. Di Vittorio auser CAAF CGIL P.V.A. CERT. N ATTIVA SERVIZI CGIL CERT. N S.S. CGIL PIEMONTE SUD CERT. N. 45618 fillea-cgil edili spaziolavoro al 8 Urgente un Piano del Lavoro per la Valle d Aosta Attuare politiche industriali ed economiche innovative per contribuire ad un nuovo welfare Roberto Billotti La FILLEA-CGIL, dopo parecchie richieste e domande avute nelle varie assemblee, negli incontri con i propri iscritti, ha ritenuto necessario attuare un Piano del Lavoro per la Valle d Aosta, che attui politiche industriali ed economiche concretamente innovative per contribuire ad un nuovo Welfare. Il lavoro deve essere il cardine della nuova Amministrazione, dobbiamo immaginare che oltre ad avere lavoro, le persone che rappresentiamo hanno diritti fondamentali: la maternità, la paternità, la malattia e una anzianità giustamente assistita. Questi argomenti devono essere affrontati con molta attenzione, in una ottica di sviluppo, per dare opportunità e crescita alla società valdostana. Le direttrici per una nuova buona occupazione, crescita e sviluppo, coesione sociale e capitale, sono: riqualificazione del lavoro; attività di risanamento e bonifica, quindi messa in sicurezza del territorio e valorizzazione dei beni culturali; sviluppo dell innovazione tecnologica; qualificazione degli investimenti con conseguente innal- zamento della specializzazione produttiva e della qualità nell industria e nei servizi; la regolarità e la trasparenza degli appalti; l economia della conoscenza. La necessità di rideterminare gli ammortizzatori sociali effettivamente universali, deve prevedere il reddito di continuità tra un lavoro e l altro. Vogliamo sottolineare che il lavoro deve essere dignitosamente retribuito (contrastare l avanzare di lavoro povero) e contrattualmente regolato, come sottolineano l IOL e le organizzazioni mondiali del sindacato, tramite la loro piattaforma per il decent work. Decent Work, significa tutelare il lavoro e qualificare il lavoro. La sicurezza sul lavoro deve essere la prima regola, il ripristino di una seria politica di controlli è la condizione necessaria. La qualità del lavoro significa favorire conoscenze e saperi, quindi formazione permanente. Lavoro di qualità, significa determinare buona organizzazione del lavoro, tema sottovalutato nella discussione sull innovazione e sull impiego delle tecnologie. La scomparsa di un unico modello organizzativo non può tradursi nell assenza di contrattazione e regolazione. La- voro adeguato significa stabilità e retribuzione adeguata. Tutto questo significa riportare la contrattazione al tema fondamentale della regolamentazione della prestazione di lavoro. Bisogna creare sinergie, anche con le altre parti sociali, finalizzate alla stesura di appalti che tutelino la tipologia montana dell ambiente e che allo stesso tempo siano utili alla salvaguardia delle popolazioni, in caso di calamità naturali. Consideriamo che, da uno studio effettuato dal Centro Studi della FILLEA nazionale, in Europa ci sono 191 milioni di edifici da poter convertire in mini centrali elettriche, tramite il recupero della dispersione energetica si riesce ad arrivare al recupero di energia che va da un 10% ad un 20%. Investendo in questa soluzione si può arrivare a creare parecchi posti di lavoro e parecchie piccole e medie imprese. La Valle d Aosta, è un territorio particolarmente delicato dal punto di vista ambientale, ricco di biodiversità che deve essere tutelato, al pari delle persone che ci vivono, investire sull eco-edilizia deve essere il nostro obiettivo. Il recupero dei centri rurali abbandonati per lo spopolamento verso valle, può essere di incentivo, sia all occupazione sia alla tutela dell ambiente. Creare progetti di recupero del patrimonio edilizio rurale alpino, anche tramite degli incentivi (riduzione delle imposte) per lavori di questo tipo, potrebbe indurre ad investire. Creare anche in similitudine agli sgravi, un sistema di Welfare specifico, finalizzato al tornare a vivere in questi paesi, sarebbe una sfida interessante ed aiuterebbe chi sceglie tale investimenti. Non da sottovalutare, il fatto che la ripopolazione di questi centri, aiuterebbe sensibilmente anche il recupero del sistema idrogeologico dei terreni, senza grandi costi per la collettività e con invece un risparmio sulla cementificazione dei terreni. Ovviamente può sembrare più facile autorizzare nuove concessioni edilizie, ma il problema del costruire consapevolmente, deve diventare un punto cardine del futuro, il sistema delle costruzioni deve capire che la cementificazione continua del territorio è una prassi vecchia e non più proficua; costruire con sistemi eco-compatibili è il futuro e la prassi che farà uscire il settore dalla crisi. In questo contesto, una delle principali azioni da compiere deve essere data da una svolta sulla regolarità e trasparenza degli appalti, debellare dalle infiltrazioni malavitose il sistema deve essere il principale compito di chi si farà attore della ripresa. Non ci sarà nulla di nuovo se non si parte da un serio e concreto protocollo di legalità, siglato da tutte le Istituzioni e le Rappresentanze del comparto, con particolare attenzione al ruolo che deve avere il sindacato in questo contesto. Il mantenimento dei diritti dei lavatori, è fondamentale nella lotta alle mafie. L economia del sapere è un sistema particolare e molto affascinante, proponiamo una sorta di patto generazionale, tra un lavoratore anziano ed un giovane. Qui entra l economia del sapere, il lavoratore prossimo alla pensione, pertanto fino ad un massimo di 5 anni, verrà affiancato da un under 30 anni, assunto a tempo indeterminato. La sintesi qui riportata, del documento consegnato alla CGIL Confederale, dopo avere avuto l approvazione del Comitato Direttivo Regionale di categoria, vuole essere uno spunto di riflessione, per cercare di arrivare ad un documento completo, che comprenda le idee di tutte le categorie della CGIL, in modo da poter consegnare alla nuova Ammistrazione Regionale, le idee e le proposte della CGIL, concrete e determinanti, utili ad incentivare l uscita dalla crisi. $ Fillea-Cgil: a tutela degli edili La Fillea-Cgil organizza tutela ed assiste i lavoratori dei settori: edilizia-lapidei-legno-manufatti in cemento. La fillea cgil è a vostra disposizione per: informazioni riguardanti i vostri contratti di lavoro e la legislazione del lavoro in genere- vertenze sindacali - recupero spettanze - rapporti con la cassa edile. La Fillea è un organizzazione sindacale che promuove la libera associazione e l autotutela solidale e collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori del settore edilizia e affini, legno e arredamento, lapidei. LA FILLEA-CGIL È PRESENTE SU TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE: AOSTA: via Binel 24 tel Fax Dal lunedi al venerdi, , ; sabato VERRES: via Freres Gilles 30/a tel Martedi MORGEX: via Valdigne 8 tel Mercoledi CHATILLON: p.zza Caduti per la Patria 4 tel Giovedi DONNAS: via Roma 93 tel Venerdi9 spi-cgil pensionati spaziolavoro al 9 CGIL e SPI, forti perplessità sul testo del nuovo Isee Il testo del nuovo Isee che domani andrà all esame della conferenza unificata Stato-Regioni suscita, rispetto alle modifiche, apportate forti perplessità sulla tenuta dell equilibrio complessivo della proposta e sulla equità della sua applicazione. Lo affermano in una nota il segretario nazionale dello Spi Cgil, Ivan Pedretti, e il segretario confederale della CGIL, Vera Lamonica, in merito alla riforma dell Indicatore della situazione economica equivalente. Le flessibilità che si propone di introdurre per i servizi e le prestazioni sociali e socio-sanitarie - proseguono i due dirigenti sindacali - rischiano di mettere in discussione un caposaldo del nuovo Isee: la unitarietà dei criteri di valutazione della capacità reddituale delle famiglie e delle persone. Se così fosse si tornerebbe alla situazione precedente di forti (ed inique) differenziazioni da territorio a territorio. Siamo preoccupati inoltre che le modifiche proposte possano avere riflessi sul sistema dei controlli previsto, requisito e vincolo irrinunciabile per un corretto e equo utilizzo dell Isee, concludono Pedretti e Lamonica. La crisi ha provocato il ridimensionamento di diritti fondamentali: ciò è inaccettabile DIRITTI E RIGORI Gaetano Maiorana La Costituzione repubblicana, entrata in vigore il 1 gennaio 1948, è la carta fondamentale dell ordinamento giuridico italiano. Al suo interno racchiude le regole fondamentali su cui si basa la vita della società italiana che ogni persona o ente giuridico devono rispettare e attuare. Tra i principi che la Costituzione esalta vi è l affermazione dei diritti inviolabili dell uomo. Dal 1 gennaio 1948 si sono fatti molti passi avanti, molti traguardi sono stati raggiunti, non si può sicuramente affermare che tutti i diritti enunciati sono esigibili ma certamente si sono raggiunti traguardi importanti. L Italia ha vissuto una stagione di benessere che improvvisamente ha subito uno stop a partire dal 2008 con l inizio della crisi economico finanziaria mondiale che ha colpito in modo sensibile il nostro Paese. Negli ultimi anni abbiamo perso tante certezze, diritti considerati inviolabili sono stati messi in discussione dai governi presieduti da Berlusconi e Monti. Il diritto alla salute e al benessere, il diritto a un reddito dignitoso, il diritto ad avere un fisco equo, il diritto-dovere di pagare le tasse a seconda della propria ricchezza hanno subito un costante ridimensionamento perché sono state attuate politiche di solo rigore di bilancio. È evidente che siamo di fronte ad una strategia volta a ridimensionare il perimetro dell intervento pubblico a favore dei privati. (Assicurazioni, Cliniche, Case di riposo, Scuole, ecc.). Riferendoci al mondo degli anziani possiamo affermare che una grande conquista di civiltà come l aumento della durata media della vita rischia di trasformarsi per molte persone in un aumento di sofferenza e di povertà. Non possiamo accettare i pesanti tagli della spesa pubblica che mettono in crisi i servizi sanitari e il nostro stato sociale. I tagli, che in nome di un rigore senza equità, sono sbagliati perché di fatto riducono i diritti ed anche le opportunità di lavoro. I governanti, volutamente, ignorano che i servizi sociali e sanitari, se ben gestiti, sono fonte di occupazione e di sviluppo economico. I pensionati sono quelli che hanno sempre pagato e subito nel tempo gli effetti negativi delle varie crisi che hanno investito il nostro Paese. Abbiamo subito nel 1992 la modifica della perequazione automatica delle pensioni, di fatto il loro potere di acquisto è diminuito raggiungendo negli anni una perdita reale del 30% circa. Abbiamo subito il blocco della rivalutazione delle pensioni il cui valore lordo supera i 1405 euro mensili. Questo provvedimento ha colpito circa sei milioni di pensionati, rendendo il loro vivere quotidiano davvero difficile proprio in questi momenti che i prezzi salgono e la recessione sta falcidiando i consumi. Lo Spi Cgil si batterà perché il Governo Letta attui politiche diverse di quelle attuate dai Governi precedenti. Non possiamo accettare politiche che mirano a ridimensionare i servizi e che non aiutino le fasce più deboli. Il tema del diritto alla salute e dell assistenza, in particolare dei non autosufficienti, assieme al diritto ad un reddito da pensione dignitoso, è e continuerà ad essere centrale nell azione rivendicativa dello Spi Cgil sia a livello nazionale che locale. $ Pensionati europei a Bruxelles per i disabili Il 15 maggio, centinaia di pensionati provenienti da diversi Paesi europei, tra cui la delegazione dello SPI Valle d Aosta, hanno invaso ed occupato pacificamente il Parlamento europeo, luogo simbolo che ci rappresenta tutti, per lanciare la proposta popolare perché si arrivi a una direttiva europea che promuova il diritto di cura e assistenza per le persone disabili. All incontro erano presenti gli eurodeputati italiani del PD, Sergio Cofferati e Antonio Panzeri. I sindacati europei hanno presentato ufficialmente la loro iniziativa che mira a facilitare l accesso alle cure e all assistenza a lungo termine per le persone più fragili, disabili e non autosufficienti, che non hanno mezzi. Davanti ad un emergenza sociale gravissima la priorità è accettare la sfida e trovare soluzioni ai problemi che ci pone il progressivo invecchiamento della popolazione. La questione non riguarda solo gli anziani, ma tutti, giovani, donne, bambini. Per sostenere l iniziativa diritto di cura per le persone anziane e per quelle non autosufficienti i sindacati europei lanceranno in tutti i Paesi una campagna per la raccolta di un milione di firme da presentare alla Commissione Europea, che avrà tre mesi di tempo per esaminare la proposta popolare e per prendere una decisione. La campagna di raccolta delle firme partirà nel prossimo mese di settembre. Sarà sicuramente un impegno importante a cui noi tutti siamo chiamati a partecipare. $ Festa tesseramento 2013 Domenica 2 giugno, si è svolta, presso il ristorante Napoleon di Montjovet, la tradizionale Festa del Tesseramento SPI CGIL. A questo piacevole appuntamento hanno partecipato i nostri iscritti pensionati che hanno potuto apprezzare i vari piatti che lo chef ci ha proposto e il buon vino che ha contribuito a rendere tutti più allegri. La festa si è conclusa alle ore 18 dopo un pomeriggio dedicato al ballo. $10 flc-cgil scuola spaziolavoro al al 10 SCUOLE PARITARIE Prosegue l azione sindacale all interno delle scuole paritarie che vede attraverso la contrattazione interna un importante momento di democrazia e di corrette relazioni, nell ottica della VALORIZZAZIONE della professionalità e di un utilizzo razionale delle risorse. Sono stati siglati presso l IPRA l accordo relativo alla detassazione degli straordinari, importante per lo svolgimento delle attività retribuite con il salario accessorio, legato alla produttività e all aumento dell offerta formativa. All Institut Agricole è stato invece siglato il contratto integrativo di istituto che, dopo un anno di trattativa, vede la possibilità di utilizzare le risorse a disposizione nella valorizzazione delle professionalità e dell attività didattica. Prospettive per la scuola in Valle d Aosta Si torna a parlare di regionalizzazione del contratto degli insegnanti. La posizione della Flc-Cgil VdA Katya Foletto seguito di dichiarazioni a A mezzo stampa di alcune organizzazioni sindacali e della lettera del signor Romano dell Aquila, si torna a legislatura nemmeno iniziata, a parlare di contratto regionale degli insegnanti come una necessità impellente, sollecitando il dibattito e presupponendo che esso sia la soluzione per migliorare la qualità dell intero sistema scolastico valdostano. In realtà confessiamo di non capire il nesso in quanto la Regione Valle d Aosta ha numerose competenze in materia scolastica e non solo per quanto riguarda gli adattamenti previsti dallo Statuto speciale in materia di bilinguismo, definisce infatti a livello regionale gli organici del personale docente, stabilisce criteri per l apertura e chiusura delle scuole e per la formazione delle classi, volendo approva leggi regionali in materia di riforme, come recentemente per la riforma Moratti (non applicata in Valle) e, con provvedimenti amministrativi, parzialmente per la riforma Gelmini. La regione proprio rispetto a quest ultima ha stabilito criteri diversi e più favorevoli per l istituzione delle classi e avrebbe potuto fissare criteri ancora più laschi, come ha fatto per l apertura delle sezioni di scuola dell infanzia. Alla luce dei fatti avvenuti negli ultimi anni possiamo dire che la scuola valdostana è interessata da problemi che nulla hanno a che fare con il contratto di lavoro dei docenti: la diminuzione delle risorse economiche è peraltro sotto gli occhi di tutti tanto che mentre sentiamo parlare di contratto regionale degli insegnanti leggiamo lettere di genitori infuriati perché i comuni non garantiscono gli scuolabus, aumentano i costi dei buoni pasto e la dispersione scolastica è a livelli record. La riflessione su cosa è necessario fare per un progetto vero per la scuola in Valle d Aosta è ampia e complessa e non attiene certamente alla sola modifica dello stato giuridico ed economico del personale. Il confronto avviato nella scorsa legislatura, nel quale abbiamo espresso la nostra posizione contraria alla regionalizzazione del contratto, doveva mettere al centro la qualità del sistema e le risorse ad esso destinate ma non ha portato ad alcuna proposta concreta. Concordiamo ovviamente con le altre sigle sindacali sull obiettivo dichiarato di un progetto strategico e di ampio respiro per l intero settore dell istruzione ma fatichiamo a capire cosa c entri tutto questo con il contratto regionale degli insegnanti. Il CCNL infatti definisce diritti e doveri dei lavoratori della scuola e non criteri per la formazione delle classi o la definizione degli organici. Una buona riforma della scuola, anche solo valdostana, non obbliga a riscrivere le norme contrattuali. Al massimo può prevedere qualche integrazione che è sempre e già da ora possibile (si pensi all aumento dell orario nella scuola dell infanzia e primaria, alle indennità aggiuntive legate alle maggiori competenze o prestazioni, o anche solo al fatto che in Valle d Aosta non sono stati soppressi i moduli della scuola elementare, tanto per citarne alcune di peso). Sull eventualità di un contratto regionale è vero che ci sono posizioni differenti e che, almeno allo stato attuale, non ci sono proposte concrete ne vantaggi tangibili per i docenti (cosa che ovviamente un sindacato chiede per cambiare le regole del rapporto di lavoro) ma, altrettanto sicuramente il progetto di una buona scuola pubblica in Valle d Aosta può tranquillamente prescindere dal contratto regionale dei docenti. Nel quadro generale inoltre deve, nostro parere, essere affrontata la questione dell esistenza e del mantenimento di scuole paritarie nel settore secondario, che se un tempo avevano ragione di esistere sotto forma di Fondazioni, oggi sono in realtà interamente gestite e finanziate dalla Regione e dovrebbero per questo divenire pubbliche ed entrare nel sistema scolastico pubblico regionale. I finanziamenti ad esse destinate sono ingenti e le strutture di cui godono comportano una situazione di disparità con le altre scuole che, specie nel settore tecnico e professionale, si trovano penalizzate (a titolo di esempio l esistenza di convitti, di educatori nel sostegno allo studio, di una mensa interna) nel momento in cui i ragazzi e le famiglie si trovano a fare la scelta dell iscrizione. Un ultima considerazione è relativa a quanto dichiarato sulle pagine dei giornali in merito all accordo sulle prerogative sindacali siglato a livello regionale: esso non è per noi un grande risultato o un segno di vitalità della contrattazione del settore pubblico. La scelta di sottoscriverlo è semplicemente la fine di un percorso che da 2 anni a questa parte ha visto le Organizzazioni Sindacali della scuola messe di fronte al taglio del 60% dei distacchi retribuiti e, la possibilità di porre fine indicendo le elezioni dei rappresentanti dei docenti nelle istituzioni scolastiche, la ripresa del rispetto delle regole in termini di democrazia nei luoghi di lavoro. Con la scelta di sottoscrivere l accordo garantiamo infatti il funzionamento della struttura e il rinnovo dei rappresentanti in carica dal lontano 2006 ( che da RSU si chiameranno RSI) proseguendo così nella strada della contrattazione interna che dal 2000 ha consentito di utilizzare le risorse al meglio e di normare aspetti importanti nell organizzazione del lavoro. Tuttavia non si puo certo sostenere, come fa il Sig. dell Aquila ( tra l altro componente dell ARRS e della delegazione trattante, che ben conosce l intera vicenda) che tale accordo in merito ai distacchi sindacali sia il frutto della contrattazione o che riconosca le differenze nella rappresentatività. In Valle d Aosta infatti è stato deciso con una direttiva dell ex Presidente della Regione, il numero dei distacchi sindacali del settore scuola che, a prescindere dal reale livello di rappresentatività ( media tra il numero di iscritti e di voti nelle scuole che ad oggi ci vede come il primo sindacato scuola della Regione, in crescita costante negli ultimi 10 anni) mette tutti sullo stesso piano. Infine in merito alla scuola, alla formazione professionale e all istruzione degli adulti, allo sviluppo dell Università e alle prospettive, ci sarebbero pagine e pagine da scrivere e il dibattito è ampio e aperto, ma deve avvenire nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascuno, in primo luogo degli insegnanti, se si tratta del loro contratto di lavoro, dei bambini e dei ragazzi se si parla del loro diritto allo studio e del loro futuro. $11 flc-cgil scuola spaziolavoro al 11 Esame di piena conoscenza lingua francese Esame di piena conoscenza lingua francese: scadenza domande il 5 agosto 2013, alle ore 12. L esame si terrà il 6 di settembre alla scuola Einaudi. Tutte le informazioni sul nostro sito. ASSEGNAZIONI E UTILIZZAZIONI Sarà presumibilmente il 5 luglio la scadenza per la presentazione delle domande di assegnazione provvisoria e utilizzazione. Per informazioni e consulenza telefonare in sede ad Aosta per appuntamento ASPI E MINIASPI Ricordiamo a tutti i precari che al termine del contratto di lavoro è necessario iscriversi al centro per l impiego e presentare domanda di disoccupazione (ASPI e MINIASPI) attraverso il nostro PATRONATO INCA o presso la categoria. È fondamentale farlo perché da quest anno non esiste più la possibilità di richiedere la disoccupazione ex-requisiti ridotti per l anno solare precedente. PER UNA RIFORMA DELL ISTRUZIONE DEGLI ADULTI L Italia, si pone agli ultimi posti in Europa per la percentuale di scolarizzazione: il nostro Paese in tema di diplomati è nettamente fuori media UE (35,8%) con solo un 21,7%. Melinda Forcellati istruzione degli adulti è in L Italia un tema sempre di attualità, tanto più in momenti di crisi economica quando persone prive di titolo di studio dovrebbero avere a disposizione maggiori opportunità per recuperare una scolarità che permetterebbe loro di reinserirsi nel mondo del lavoro con strumenti adeguati. Purtroppo, però, l Italia, si pone agli ultimi posti in Europa per la percentuale di scolarizzazione: il nostro Paese in tema di diplomati è nettamente fuori media UE (35,8%) con solo un 21,7%. Inoltre, mentre la media Ue per gli abbandoni scolari nel 2012 si è attestata al 12,8%, quella italiana è ancora al 17,6%. Mentre il tasso di abban- nizzativo didattico dei Centri d istruzione per gli adulti, compresi i corsi serali, istituendo i CPIA (Centri Provinciali per l Istruzione degli Adulti). Questi dovrebbero sostituire gli attuali CTP che, oltre alle classi delle 150 ore, si fanno carico anche dell alfabetizzazione dei cittadini stranieri e delle certificazioni linguistiche necessarie per l ottenimento del permesso di soggiorno di lunga durata. I CPIA dovrebbero anche occuparsi dei cosiddetti percorsi di secondo livello di istruzione tecnica e professionale che permetterebbero ai corsisti l inserimento nel triennio di scuola superiore. Al di là delle questioni tecniche e organizzative che le istituzioni scolastiche di diverso ordine dovrebbero affrontare, resta il quesito: la nuova normativa e il previsto riassetto, posto che vengano applicati anche nelle nostra regione, permetterebbero agli adulti una migliore frequenza e il conseguente ottenimento dei titoli di studio? Il decreto prevede una certificazione dei crediti acquisiti in contesti formali, non formali ed informali, una personalizzazione dei percorsi, una valutazione definita sulla base del Patto formativo individuale ed una valorizzazione del patrimonio culturale e prodono scolastico cala in Europa, l Italia secondo i dati ISTAT è in controtendenza. La Valle d Aosta non fa eccezione: a fronte di numerose richieste in tema di istruzione per adulti, nella regione esistono solo le classi delle 150 ore, aperte anche ai sedicenni, per il conseguimento della terza media, e due indirizzi serali di scuola superiore, tutte classi concentrate prevalentemente nel capoluogo aostano. Le persone, in un territorio come quello valdostano, faticano a spostarsi sia con i mezzi pubblici sia con quelli privati, soprattutto per frequentare lezioni che si svolgono in orario serale. A queste difficoltà di trasporto si aggiungono i problemi legati alle attività lavorative, spesso precarie, quelli inerenti la famiglia e, nei corsi serali di scuola superiore, un monte orario settimanale delle lezioni uguale a quello dei ragazzi che frequentano le classi diurne. Diventa così alquanto difficile, anche per persone con grande motivazione, italiane o straniere, il recupero del titolo di studio di scuola secondaria di primo o secondo grado. Quali le possibili risposte e le soluzioni ai problemi? La recente normativa nazionale (D.P.R. 263 del 29 ottobre 2012) prevede una ridefinizione dell assetto orga- fessionale della persona a partire dalla ricostruzione della sua storia individuale. In altre parole, la persona non va giudicata solo in base alle valutazioni meramente scolastiche, così come accade nei percorsi scolastici nelle classi diurne, ma considerando gli utenti adulti come persone con un passato lavorativo, scolastico (magari abbandonato) e di formazione. Una nuova riorganizzazione della scuola per adulti potrebbe quindi permettere a questi, insieme alla formazione a distanza e ad un adeguata fase di orientamento, una diversa organizzazione didattica con conseguenti miglioramenti anche nel recupero dei titoli di studio.una maggiore scolarizzazione, con relativo recupero degli abbandoni scolastici (in valle ancora un numero crescente e preoccupante), contribuisce anche a combattere l analfabetismo (o de alfabetizzazione, come sottolinea Tullio De Mauro) che in Italia tocca ancora il 5% della popolazione tra i 16 e i 65 anni. La scuola pubblica, in quanto servizio ad ampio raggio, ha anche questi compiti e non può lasciare alle scuole private il recupero dei titoli di studio (con costi salatissimi e dubbie preparazioni): la società civile passa anche da qui. $ Pagamento ferie supplenti: positivo incontro al MIUR incontro del 12 giugno alla L Direzione Generale del Bilancio del MIUR ha riguardato, oltre alla distribuzione delle economie, la spinosa e complessa questione del pagamento delle ferie al personale supplente. Il Ministero ha informato i sindacati di aver assegnato alle scuole tutte le risorse finanziarie necessarie per la monetizzazione delle ferie dei supplenti brevi e saltuari. La bozza di circolare predisposta dal MIUR, di concerto con Igop e IGF, che era circolata in alcune scuole è stata smentita poiché mai sottoscritta. Si trattava di una bozza che era stata sottoposta ai sindacati due mesi fa e sulla quale avevamo espresso un forte dissenso. Sul tema era stato richiesto successivamente il parere dell Ufficio legislativo del MIUR e la circolare era rimasta in sospeso. Il Direttore Generale ha informato di essere intervenuto per interrompere la diffusione di notizie prive di fondamento e non concordate con i centri ministeriali. A conclusione di una discussione nella quale abbiamo riconfermato la nostra posizione il Direttore Generale ha convenuto sull utilità di rendere trasparente l orientamento dell Amministrazione riguardo alla monetizzazione delle ferie, attraverso un informativa che conferma la vigenza delle norme contrattuali per tutte le tipologie di contratto a tempo determinato. Pertanto le ferie saranno retribuite anche a tutti i supplenti con contratto in scadenza al 30 giugno. Risulta così rafforzata la vigenza del Contratto Collettivo Nazionale e l entrata in vigore a partire dal 1 settembre 2013 delle norme introdotte dalla Legge di Stabilità. La FLC CGIL e le altre Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL in un comunicato unitario hanno espresso la soddisfazione per il raggiungimento di questo importante risultato. Vigileremo sull applicazione del contratto e continueremo nel nostro impegno per la modifica della legge, il ripristino dei diritti retributivi dei lavoratori precari e la difesa del Contratto di lavoro. $12 flc-cgil scuola spaziolavoro al al 12 Scatti di anzianità: quanto perdono le scuole in Valle d Aosta Come è noto l intesa per la restituzione degli scatti di anzianità, considerata un grande risultato da CISL, SNALS e GILDA, consentirà il recupero dello scatto di anzianità per chi lo aveva maturato nell anno 2011 mentre per il 2012, ad oggi, non si ha alcuna certezza su quando e come verranno sbloccate nuove risorse. Sarebbe una conquista importante per il ripristino delle regole e il rispetto di quanto previsto nel Contratto di lavoro, se non si fosse finanziati gli aumenti con i tagli contestuali ai Fondi delle Istituzioni scolastiche. L accordo infatti prevede la decurtazione delle risorse del Fondo destinato al pagamento delle attività aggiuntive dei docenti per garantire le risorse necessarie al pagamento degli scatti. Di fatto una norma contrattuale inapplicata e una ulteriore diminuzione delle risorse per la scuole e, alla fine, un abbassamento dell offerta formativa per l utenza. Di seguito il riepilogo su come sono state ridotte le risorse dal 2011 ad oggi a livello regionale. ANNO 2011/ Fondo destinato alle istituzioni scolastiche: ANNO 2012/ Fondo destinato alle istituzioni scolastiche: ,92. Dopo l accordo di marzo con la riduzione rimangono: euro. Per la tranche da gennaio ad agosto si passa da ,25 a ,16. Funzioni strumentali al POF: ,38(2011), (2012). Dopo l accordo di marzo la tranche da gennaio ad agosto passa da ,27 a ,09 (senza calcolare il recupero di circa euro da 2 scuole che ancora avanzavano fondi). Fondo complementare di educazione fisica: ,55. Dopo l accordo di marzo la tranche da gennaio ad agosto diminuisce da ,35 a ,27. Il calo delle risorse è evidente e a questo va aggiunto che, a partire dal D.L 6 luglio 2012, anche l incarico di collaborazione con il Dirigente scolastico è stato posto a carico del Fondo d istituto, riducendo ulteriormente le disponibilità per pagare le attività aggiuntive. Pensioni: il governo deve rivedere la riforma Fornero Flc-Cgil: impedisce il cambio intergenerazionale di cui il nostro paese ha bisogno per andare avanti La drammatica crisi finanziaria ed economica che ha colpito anche il nostro Paese ha comportato una grave crisi occupazionale che ha reso più incerto il futuro di milioni di giovani e compromesso il percorso lavorativo di molti 40enni e 50enni. A causa della mancanza di politiche per l occupazione, i periodi di attività lavorativa dei giovani sono sempre più frammentari e intervallati da periodi di disoccupazione spesso privi di ammortizzatori sociali, mentre il rientro al lavoro per gli adulti che lo hanno perso è reso difficoltoso anche dalla mancanza di politiche di formazione. La riforma Fornero sulle pensioni è intervenuta a mano bassa sui criteri di accesso all assegno pensio- nistico: inasprendo la cosiddetta aspettativa di vita, rende impossibile prevedere la data del pensionamento con pesanti conseguenze sulla vita delle persone; allungando l età pensionabile, rende impossibile il ricambio generazionale e penalizza soprattutto le donne, sempre più impegnate nel lavoro di cura. La FLC CGIL ha da subito denunciato come la Riforma Fornero abbia utilizzato le casse previdenziali dei lavoratori per reperire risorse (sono 20 miliardi di euro a regime), evitando invece di prelevare i fondi dai grandi patrimoni. Ora è indispensabile che il governo Letta riveda la Riforma Fornero negli aspetti che rendono il nostro sistema previdenzia- le il più duro di Europa, al fine di avviare politiche di sviluppo nel nostro Paese, di garantire un futuro pensionistico ai giovani, di garantire un anzianità protetta a chi potrebbe essere in procinto di andare in pensione. La FLC CGIL ritiene: che il sistema pubblico delle pensioni determini le pari opportunità rispetto al benessere nell anzianità; che il ripristino della flessibilità in uscita, sganciata dal meccanismo dell aspettativa di vita, sia la garanzia del pensionamento come ricambio intergenerazionale e della scelta consapevole di uscita dal lavoro, senza riduzioni della pensione, soprattutto quando con l avanzare dell età esso diventa sempre più gravoso; che i coefficienti di trasformazione, previsti dal metodo contributivo vadano rivisti, per far sì che le generazioni future abbiano diritto a un assegno pensionabile degno di una anzianità protetta. Inoltre la FLC CGIL considera che non siano più rinviabili i tempi per un ragionamento sui temi della previdenza pubblica che tenga conto della situazione lavorativa dei giovani e degli interventi previdenziali necessari anche nei periodi di non lavoro. Un ragionamento che tenga conto del lavoro di cura delle donne e il conseguente riconoscimento previdenziale, necessario soprattutto in un Paese che sta dimettendo le politiche di sostegno alla vecchiaia e all handicap. Tra le ingiustizie causate dalla Riforma Fornero c è quella relativa al personale del comparto scuola, per il quale ai fini del computo del servizio prestato vale l anno scolastico e non solare. La Riforma invece nella norma di salvaguardia ha bloccato l esigibilità dei vecchi requisiti pensionistici anche per il comparto scuola al 31 dicembre 2011, quando avrebbe dovuto essere estesa al 31 agosto La FLC CGIL ha avviato numerosi contenziosi, oltre ad aver interloquito più volte con la politica perché rimediasse ad un illecito legislativo, prodotto dall incuranza con la normativa confliggente. Chiediamo al governo Letta di rimediare alla grave ingiustizia inferta al personale della scuola. Allo stesso modo chiediamo che venga consentito l accesso al pensionamento, a coloro che appartenendo a classi di concorso in esubero, hanno i requisiti richiesti dalla spending review della scorsa estate. Gli alti numeri del precariato dei comparti della conoscenza, in particolare della scuola, richiedono interventi di stabilizzazione del personale: la revisione della riforma fornero è il primo passo per quel ricambio intergenerazionale che tante volte la politica ha richiesto. Altrimenti è demagogia! $13 fp-cgil pubblico impiego Sanità: professionalità e competenza per i decisori politici e amministrativi La contrattazione collettiva e le relazioni sindacali con un interlocutore sensibile sono oggi elementi essenziali per migliorare il sistema socio-sanitario regionale Carmela Macheda Jean Dondeynaz Ramira Bizzotto La delicata situazione della sanità pubblica valdostana e l esigenza di tutela e di rilancio del sistema sanitario regionale basato su criteri di professionalità e competenze richiedono un impegno comune di tutte le forze sociali per salvaguardare un servizio pubblico, quello sanitario, fondamentale per la tutela della salute dei cittadini valdostani. La Valle d Aosta sta attraversando un momento critico e i cittadini valdostani hanno la consapevolezza che le prossime scelte relative alla formazione del nuovo esecutivo regionale, dall Assessorato regionale alla sanità, salute e politiche socia- Statali: CGIL, no a blocco contratti, governo avvii la stagione dei rinnovi a CGIL chiede al Parlamento di esprimere parere L negativo sulla proroga del blocco dei contratti pubblici e dei meccanismi di adeguamento salariale, e al Governo di assumere le iniziative necessarie ad avviare la stagione dei rinnovi contrattuali attento alla corretta concertazione con le parti sociali e al contempo svincolato da logiche ed interessi di corto respiro. Le organizzazioni sindacali sono convinte che la competenza, nei designati ai più alti ruoli amministrativi, sia un fattore fondamentale nella scelta degli stessi da parte delle forze politiche e volevano semplicemente porre un attenzione particolare sulla necessità che il dibattito abbia come punto focale il bene comune in materia di pubblica salute e le corrette condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nei servizi. I sindacati non vogliono e non hanno voluto, in nessun modo, sollecitare alcun cambio nei vertici dirigenziali, esercitare pressioni in alcuna dili all individuazione della nuova dirigenza strategica dell AUSL, decideranno il futuro della sanità e dei servizi sociali regionali. La FP CGIL, CISLFP e UILFPL auspicano che i futuri decisori politici ed amministrativi destinatari delle deleghe sulla Sanità e i Servizi Sociali siano persone caratterizzate da documentata e profonda esperienza e competenza professionale e politica nel settore sociosanitario e abbiano al contempo conoscenza degli stessi temi sia a livello regionale che a quello nazionale. Solo in questo modo si possono porre le basi per sviluppare e migliorare un sistema socio-sanitario regionale, mai come oggi sottoposto a tagli trasversali e lineari che causano deficit in termini di servizi resi alla comunità, a partire dal È il giudizio espresso dal sindacato di corso d Italia nel corso di un audizione alla Camera in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti. Continua, in maniera ossessiva, la scelta del informaconsumatori Governo italiano di ridurre il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti pubblici, affermano il segretario confederale della Cgil, Nicola Nicolosi, e i segretari generali di Fp e Flc, Rossana Dettori e Mimmo Pantaleo. Dopo le decisioni assunte dal governo Berlusconi, aggiungono i spaziolavoro al al 13 rezione né tantomeno dare il proprio benestare alla designazione di chicchessia, ma hanno semplicemente auspicato che chiunque dovrà assumersi l onere e la responsabilità che tali ruoli prevedono sia soggetto particolarmente attento alla corretta concertazione con le parti sociali. La contrattazione collettiva e le relazioni sindacali con un interlocutore sensibile sono oggi elementi essenziali poiché il difficile contesto economico impone una particolare attenzione ad una gestione che sappia mantenere in equilibrio la spesa ed il mantenimento dei servizi alla cittadinanza. $ tre dirigenti sindacali, ora siamo ancora alla riproposizione del blocco dei contratti, avviata dal Governo Monti e fatta propria dal Governo Letta, con un peggioramento che non consiste solo nella proroga della norma precedente, ma in una estensione della Pa a cui si applica il blocco della contrattazione. Ancora una volta - concludono - si evince un accanimento nei confronti dei pubblici dipendenti che non potrà che vedere una nostra risposta articolata e ferma. $ di Bruno Albertinelli Lo slalom del telefonino Un milione di cambi al mese Consumatori instabili alla ricerca delle offerte migliori Sempre più italiani passano da una compagnia all altra. Una battaglia a colpi di sms, traffico voce e internet che muove ogni giorno migliaia di persone da una compagnia telefonica all altra. Una vera e propria migrazione da Nord al Sud a caccia dell offerta più conveniente. È la portabilità del numero cellulare, arrivata in Italia nel 2012 a 12,8 milioni di scambi. Ogni mese vengono registrati più di un milione di passaggi in un balletto frenetico che dal 2003 (anno in cui è stato introdotto con decreto il diritto all MNP, mobile number portability) ha totalizzato, secondo l Agcom, 50 milioni di «traslochi»: 12,8 nel solo 2012, con un incremento del 48% rispetto all anno precedente, +128% se confrontato con il dato del «Siamo tra i primi Paesi in Europa - spiegano dall Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - in tema di flussi di portabilità. Segno di un mercato molto concorrenziale e di un attività regolamentare che ha funzionato». E soprattutto segno dei tempi: veloci, iperconnessi e a basso prezzo. In cui quello che conta, oltre al risparmio, è il prodotto. Meglio se di tendenza, come gli smartphone offerti nelle promozioni degli operatori più «giovani». Basti pensare che H3G ha sottratto nel 2012 alla concorrenza 446 mila clienti, per di più giovani. A seguire gli operatori mobili virtuali (+278 mila) come Poste mobile e Wind che si è guadagnata a colpi di tariffe all inclusive 185 mila nuovi arrivi. Perdono, neanche a dirlo, i big come Tim (-490 mila) e Vodafone (-420 mila) che osservano il fenomeno senza neanche preoccuparsi più di tanto. Perché spesso, a giocare un ruolo di primo piano nella migrazione, è quello che da alcuni addetti ai lavori è chiamato il «surfing»: da Vodafone il consumatore decide di passare a Tre, ma quando scade la promozione passa a Wind, e poi a Tim, fino a tornare al punto di partenza. Un gioco in cui vince chi offre risparmio, velocità ed efficienza. Ma che rende difficile calcolare il numero di persone coinvolte, visto che nella stragrande maggioranza dei casi, una persona sola cambia operatore più volte anche nel corso dello stesso anno. «Il messaggio che le aziende mandano è che la fedeltà non paga e i consumatori lo hanno capito. D altra parte gli operatori cercano di intercettare le abitudini delle persone e la loro frenesia». Che dalla fine del 2011 può contare su un ulteriore vantaggio: un solo giorno, così stabilisce l Agcom, per cambiare compagnia. Sempre se si riesce a non restare disorientati nella giungla di offerte e piani di abbonamento in promozione. Il risparmio può arrivare fino a 279,48 euro l anno per gli abbonamenti e 145,26 euro per le ricaricabili. Ma in un mercato così dinamico tutto è imprevedibile. Anche il risparmio.14 filctem-cgil elettrici Da dove arriva la crisi industriale e quali sono le vere soluzioni Mauro Filingeri Sentiamo spesso parlare di innovazione, ricerca, e green economy. ma analizziamo meglio la crisi industriale Nessuno mette in discussione che tali voci siano un modo per poter cercare di affrontare uno sviluppo di tale settore, ma, a mio parere, ciò non basterebbe e il motivo è semplice ma viene osteggiato e non affrontato perché implicherebbe delle scelte politiche differenti sia a livello nazionale che europeo. Il vero nodo che sta alla radice della crisi è il costo del lavoro legato al prezzo finale del bene venduto. Facciamo un banale esempio chiaro: se un bene viene venduto a 2 euro, se verrà prodotto in Italia il ricavo complessivo sarà del 5% mentre se verrà prodotto in Cina, in India o in Serbia il ricavo complessivo potrà essere del 15-20% (mettendo dentro costo del lavoro, tasse e finanziamenti pubblici); anche se in ogni caso si avrebbe un guadagno, secondo voi dove investirebbe un azienda privata? Volendo, chi produce tale bene in paesi più convenienti potrebbe abbassare il prezzo di vendita e vincere decisamente la diritti e pari opportunità concorrenza dell azienda italiana che, a questo punto, si troverebbe in chiara difficoltà. Per provare a risolvere tale problema vi sono diverse strade: 1. abbassare gli stipendi (in potere d acquisto), diminuire i diritti e aumentare la flessibilità in modo tale che prima o poi possiamo esser concorrenziali ai paesi emergenti (magari tra anni aspettando che in tali paesi il costo del lavoro aumenti e vi siano più diritti!!??). intanto ci impoveriamo e riduciamo il nostro benessere (lentamente sta accadendo questo) 2. abbassare le tasse sia ai lavoratori dipendenti e alle imprese ed aumentare i finanziamenti pubblici per ricerca e sviluppo che creino occupazione 3. tassare i beni prodotti nei paesi emergenti, all ingresso del mercato europeo, evitando una concorrenza sleale 4. statalizzare le grandi aziende private (esempio l Ilva), dove i spaziolavoro al al 14 profitti non verrebbero solamente privatizzati ma socializzati (stiamo facendo il contrario). Praticamente viene applicato solo il primo punto, e in parte il secondo, con piccolissimi stanziamenti in ricerca e sviluppo. Ciò non sta dando assolutamente risultati ( più disoccupazione, meno potere d acquisto, più aziende che chiudono e/o spostano o per fallimenti o per maggiori profitti in altri paesi ). In tutto questo la riforma Fornero ha peggiorato ulteriormente la situazione. A mio modesto parere solo applicando il 2,il 3 e il 4 punto si può uscire realmente dalla crisi. Purtroppo si sta discutendo solo del 2 punto che comunque non basterebbe. Bisogna pensare ad un idea diversa di sviluppo che metta al centro il lavoratore e non il profitto, solo in questo modo potremmo immaginare un futuro migliore.utopia? Cominciamo a parlarne e forse un giorno riusciremo a cambiare strada. $ di Katya Foletto Violenza di genere: stop al femminicidio Ecco di seguito i punti principali dell intervento, pronunciato il 23 maggio, da Rosanna Rosi, Responsabile delle politiche di genere Cgil, nell ambito dell audit nazionale sulla violenza di genere, durante il quale la ministra Josefa Idem ha ascoltato le associazioni impegnate nel contrasto alla violenza di genere e alle discriminazioni sull orientamento sessuale. L incontro è avvenuto con un parterre vastissimo di associazioni e una presenza forte delle istituzioni (bipartisan), a cominciare dai presidenti del Senato, Pietro Grasso e della Camera, Laura Boldrini e dal ministro della salute, Beatrice Lorenzin. 1. Bisogna intervenire sulla rappresentazione pubblica del corpo delle donne nei media e nella pubblicità con particolare attenzione al linguaggio anche nella descrizione dei femminicidi quando si parla ad esempio di attacco di gelosia, raptus, troppo amore ecc, linguaggi e descrizioni che rischiano di diventare assuefazione, e la violenza o la morte quasi un prezzo da pagare nella sfera familiare e sentimentale. 2. I centri antiviolenza sono luoghi per noi di interesse generale oltre ad avere una funzione importante contro la violenza e di sostegno alle donne quindi vanno finanziati adeguatamente e in modo costante. E necessario e urgente partire da queste poche misure che vanno nella direzione di prevenire il fenomeno, tralasciando tutto ciò che riguarda il contrasto alla violenza in sé anche in termini punitivi (perché il tempo è poco) e su questo punto viene da dire che nonostante assunzioni di responsabilità, di principi fondamentali, convenzioni, trattati,raccomandazioni, leggi, nel nostro paese i femminicidi non sono diminuiti ma sono, a differenza di altri gravi reati o degli omicidi, un dato stabile nel tempo, in un lungo tempo. 3. Dal nostro punto di vista di organizzazione sindacale vogliamo porre all attenzione di tutte e di tutti il legame che c è tra violenza sulle donne e lavoro in due punti: Il primo riguarda il lavoro dal punto di vista dell occupazione femminile che raggiunge solo il 47% contro una media europea che si avvicina al 60%. Un dato allarmante non solo per le donne ma per tutto il paese come ci dicono le tante ricerche svolte da istituti diversi perché il lavoro delle donne significa crescita e il lavoro per le donne, quando parliamo di violenza, significa libertà. Per questo auspichiamo che nei provvedimenti del governo che riguardano la creazione di posti di lavoro per giovani e per donne ci siano azioni concrete e chiediamo un impegno in questo senso. Il lavoro del governo non può essere a compartimenti stagni, tutto si lega. Il secondo punto riguarda la violenza contro le donne sul lavoro. Un fenomeno troppo spesso sottovalutato e poco indagato, ma molto più ampio di quanto si possa credere e nella crisi e in un mercato del lavoro che o esclude le donne o rende le lavoratrici sempre più precarie e deboli assume diverse forme compreso il ricatto sessuale come la richiesta, più o meno velata, di disponibilità a donne che devono essere assunte o che devono mantenere il posto o che chiedono un avanzamento di carriera. Gli ultimi dati diffusi dall Istat datati, ma la situazione nella crisi non può che essere peggiorata purtroppo ci dicono che sono più di le donne nel corso della loro vita sono state vittime di pressioni, mezzo milione quelle a è stata chiesta una disponibilità sessuale al momento della ricerca del lavoro. Altra forma di ricatto Le dimissioni in bianco. Sappiamo dai dati Istat che nel donne sono state costrette a lasciare il lavoro firmando dimissioni in bianco. Nonostante la riforma Fornero, che solo in parte tenta di arginare questo fenomeno aberrante, il fenomeno non si ferma. Quindi va rivista ripristinando a nostro avviso la legge 188/ Per quanto riguarda il mobbing, poi, chi occupa una posizione di lavoro temporanea o precaria è il ritenuto soggetto ideale : è maggiormente ricattabile (lo si può minacciare di licenziamento o trasferimento) e difficilmente si ribellerà, proprio per non accentuare la sua posizione già instabile, ma anche chi ha un impiego a tempo parziale è più facilmente vittima del mobbing, in quanto trascorre meno tempo degli altri sul luogo di lavoro e ciò viene sfruttato a suo svantaggio. E i soggetti si trovano in queste condizioni oggi sono per lo più le donne che sono impiegate in lavori di bassa qualifica nonostante spesso un titolo di studio più elevato di quello dei colleghi maschi, che subiscono par time involontari, contratti precari, quando va bene a tempo determinato, che hanno carriere più deboli, mentre il loro livello retributivo, in media, non raggiunge neppure il 75% di quello maschile. Altro dato impressionante: quasi nessuna delle vittime ha denunciato l episodio alle forze dell ordine e la motivazione più frequente è la scarsa gravità dell episodio.su questo fenomeno che ho voluto descrivere perché se ne parla poco è chiaro che l impegno deve essere nostro, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali. Per prevenire e contrastare la violenza contro le donne l impegno deve essere di tutti: del Governo, delle istituzioni, delle associazioni datoriali e nostro perché crediamo che quando le donne sono sottomesse e schiavizzate al volere di una società che calpesta le loro intelligenze, le loro competenze, le loro qualità, si tratta di una società sconfitta nelle sue maglie più importanti.15 filt-cgil trasporti Un sistema di trasporti integrato per far ripartire la Valle d Aosta Intervista ad Antonio Fuggetta, segretario della Filt-Cgil Valle d Aosta Davide Avati Alla Valle d Aosta serve con urgenza un sistema di trasporti moderno, efficiente e integrato, da costruire anche attraverso un tavolo permanente di confronto tra Regione, utenti e attori del trasporto pubblico locale. È questa la posizione della Filt-Cgil Valle d Aosta, espressa dal segretario regionale Antonio Fuggetta. È necessaria una conferenza dei servizi del trasporto collettivo aggiunge -, per creare un quadro di sistema che realizzi un vero servizio integrato e aiuti a superare le tante emergenze trasporti oggi sul tappeto in Valle d Aosta. Segretario, la prima di queste emergenze ha un identikit preciso: è la ferrovia Aosta-Ivrea-Torino. Che cosa serve per poter avere nella nostra regione un servizio di trasporto su rotaia normale? Faccio una premessa: per una regione come la nostra, avere un sistema di trasporti moderno è inderogabile. Il trasporto collettivo deve diventare il volano dell economia regionale. I problemi della ferrovia valdostana nascono da lontano: il sistema ferroviario è sempre stato considerato un intruso, e le amministrazioni regionali non hanno mai inciso sul sistema, lasciandolo al suo lento degrado, fino al disastro dell alluvione del È quella la data spartiacque: la scelta di rifare tutto com era, niente di più e niente di meno, è stata sbagliata. Si poteva sfruttare la ricostruzione della linea per ammodernare la ferrovia, a partire dai nuovi tracciati e dall elettrificazione. Adesso occorre un progetto di sviluppo compatibile con il territorio valdostano. Serve una efficiente ferrovia di montagna, attraverso interventi a medio e lungo termine che garantiscano il pieno inserimento della linea ferroviaria Aosta-Ivrea nel sistema del trasporto su rotaia nazionale. Sono quattro le linee di intervento da mettere in campo con urgenza: 1) elettrificazione della tratta Aosta-Ivrea, per superare la rottura di carico, che limita la fruibilità del servizio; 2) l implementazione e l ammodernamento del materiale rotabile; 3) l ammodernamento della linea e il raddoppio selettivo dei binari; 4) l ammodernamento delle stazioni, che devono diventare punti di interscambio con le vallate laterali. Per realizzare questi interventi occorrono forti investimenti, che sono necessari. Si potrebbe cominciare con l utilizzare i soldi già stanziati dall allora governo Prodi nel 2007 per l elettrificazione e l ammodernamento della linea. E per quanto riguarda invece il collegamento con Pré-Saint- Didier? L Aosta-Pré-Saint-Didier deve diventare un moderno sistema ferroviario di tipo metropolitano. Deve essere mantenuta la linea ferroviaria, individuando nuove fermate in prossimità di istituti scolastici e frazioni abitate, e addirittura a nostro avviso va seriamente valutata l ipotesi di prosecuzione della linea ferroviaria sino a Courmayeur, in un progetto di collegamenti di interscambio con la funivia e la gomma da e verso la Francia. Occorre subito aprire un tavolo di confronto con le parti e, per abbattere i tempi di percorrenza, individuare i passaggi a livello inutili e iniziare ad eliminarli. Il secondo fronte di emergenza del sistema valdostano riguarda il trasporto su gomma. Qual è la situazione? Il punto fondamentale è che occorre una vera sinergia tra le diverse modalità di trasporto collettivo. La concorrenza non serve. Il nuovo piano regionale dei bacini di traffico non ha risolto i problemi sul tappeto, a partire dalla sovrapposizione di orari e di tratte tra autobus e treno. La visione di insieme su questo argomento è necessaria. Secondo la Filt-Cgil, spaziolavoro al al 15 il sistema del trasporto collettivo (anche su gomma) deve essere potenziato negli orari di punta, per disincentivare l utilizzo dell auto privata, ma servono anche altri interventi: 1) forti incentivi economici all utilizzo dei trasporti pubblici per pendolari e utenti, e blocco di ogni ipotesi di aumento delle tariffe; 2) nelle ore non di punta, pianificare l alternanza ferrovia-gomma, con un sistema di trasporti integrato e ad orari più ravvicinati; 3) potenziamento dei collegamenti su gomma con le vallate laterali. Da oltre cinque anni l aeroporto Corrado Gex è uno scalo fantasma. Fermi i lavori della nuova aerostazione, continui contenziosi tra Regione e società di gestione, e di collegamenti aerei neanche l ombra. Come se ne esce? In questi anni abbiamo sempre sostenuto la necessità di uno sviluppo equilibrato dell aeroporto, per la forte valenza turistica della Valle d Aosta. Il modo di fare turismo è cambiato e dobbiamo attrarre utenza anche nei periodi di bassa stagione. Un aeroporto efficiente e dimensionato alle reali esigenze della Valle d Aosta potrebbe aiutare ad attrarre nuove fasce di turismo di nicchia. Dall altro lato, resta la necessità che la Valle d Aosta abbia un collegamento aereo con il territorio nazionale. Non ci serve uno scalo internazionale, ma un aeroporto di montagna: basta con i maxi-progetti, sì ad un aeroporto sostenibile. Sempre legato al tema dell offerta turistica è la situazione del sistema delle funivie valdostane. Le politiche pubbliche hanno portato, in questo settore, ad una forte innovazione degli impianti a fune valdostani: ora non bisogna rallentare questo percorso di ammodernamento, perché l impianto a fune è la carta di identità di una regione a vocazione turistica e sciistica come la nostra. Quello che manca è un migliore utilizzo degli impianti anche oltre la stagione invernale, per incentivare altri turismi in sinergia con settori quali la cultura e lo sport. E veniamo al nodo delle autostrade valdostane, diventate negli ultimi tre anni le più care d Italia. Dove si può intervenire? Le tariffe di un autostrada devono essere proporzionali al servizio offerto. È chiaro che se un infrastruttura ha diversi cantieri, le tariffe devono essere abbattute per i disagi legati ai rallentamenti. Più in generale, serve una politica di sconti sull utilizzo del telepass e di maggiori investimenti in termini di sicurezza ed efficienza. Da un punto di vista della forza lavoro, qual è la situazione del settore trasporti in Valle d Aosta? Il settore degli impianti a fune occupa circa 900 addetti tra personale stabile e stagionale (i due terzi del totale); in questo settore, lo sviluppo del sistema funiviario può e deve garantire la stabilità del lavoro. Per quanto riguarda le ferrovie, attualmente vi lavorano in Valle circa 80 addetti: si tratta di posti di lavoro che devono essere mantenuti, nonostante le automatizzazioni dei passaggi a livello. Il trasporto su gomma dà lavoro a circa 320 persone in Valle: le aziende dei trasporti collettivi hanno recentemente effettuato nuove assunzioni anche per effetto del nuovo piano di bacino di traffico. Anche per questo, i tagli della spesa pubblica non possono incidere sul sistema del trasporto collettivo. Infine, le autostrade occupano circa 300 lavoratori. In totale, escludendo le piccole e piccolissime aziende di trasporto merci (i padroncini ), il settore trasporti occupa in Valle circa lavoratori. È un numero consistente, che deve essere garantito nei prossimi anni. Qual è la situazione dei contratti di questi lavoratori? È stato rinnovato il contratto dei ferrovieri, mentre è ancora aperta la vertenza dei lavoratori delle autolinee: dopo cinque anni di scioperi e lotte, i contratti non sono stati ancora rinnovati. Prosegue la trattativa per il contratto dei lavoratori delle autostrade e trafori ed abbiamo appena inviato la piattaforma unitaria per il rinnovo del CCNL degli impianti a fune. È questa attualmente la priorità della Filt-Cgil Un ultima domanda: qual è la priorità per rilanciare il sistema dei trasporti in Valle d Aosta? Aprire con urgenza un tavolo permanente di confronto tra tutti: Regione, Ferrovie, aziende di trasporto su gomma, utenti, sindacati e associazioni pendolari, con l obiettivo di individuare i problemi e di proporre soluzioni alle istituzioni per creare un quadro di sistema. La potremmo chiamare una sorta di conferenza dei servizi del trasporto pubblico collettivo, ed è l unica strada per andare verso un sistema integrato, moderno, efficiente, in grado di trainare lo sviluppo e la ripresa economica in Valle d Aosta. $16 ultime notizie spaziolavoro al al 16 Precari: diritti e contributi CGIL, FLC, FP, NIDIL e INCA: mobilitazione a sostegno degli iscritti alla Gestione separata Inps ei precario e ti scappano Si contributi? Senza i contributi previdenziali perdi i tuoi diritti: maternità, malattia, una tantum, pensione. È questo lo slogan scelto da CGIL, FLC, FP, NIDIL e INCA per promuovere la giornata di mobilitazione, a sostegno dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici iscritti alla Gestione separata Inps. L iniziativa nasce dall allarme, già lanciato mesi fa dalla Cgil e dall Inca, dopo alcune segnalazioni da parte di ricercatori e assegnisti di diverse Università, con contratti co.co.pro, ai quali l Inps non ha accreditato correttamente i versamenti contributivi previdenziali, provocando loro non pochi disagi, a cominciare da indennità di maternità non riconosciute o riconosciute parzialmente e mettendo a rischio anche le loro aspettative pensionistiche. Le organizzazioni sindacali promotrici della campagna, pur non potendo fare una stima di quanti siano i lavoratori e le lavoratrici coinvolti, affermano che si tratti soprattutto di lavoratori impegnati nei Ministeri, nei Comuni, nelle Università e in Istituti di ricerca pubblici (per collaboratori, assegnisti di ricerca, dottorandi di ricerca). Questa è la ragione che ha indotto la Cgil, insieme a Fp, Flc, Nidil e Inca a promuovere una vera e propria campagna per sensibilizzare tutti i lavoratori precari delle diverse amministrazioni e tutti gli iscritti alla Gestione separata Inps affinché controllino le proprie posizioni assicurative con l aiuto degli esperti del Patronato della Cgil. Gli operatori di Inca, insieme ai sindacalisti di FP CGIL, NI- DIL CGIL E FLC, offriranno una consulenza gratuita ai lavoratori e alle lavoratrici interessati, che saranno invitati a verificare il loro estratto conto Inps individuale, a richiedere eventuali integrazioni di contributi mancanti, rivendicare le prestazioni (quali l indennità di maternità ecc.) rifiutate o non correttamente liquidate dall Inps. $ spaziolavoro al Mensile di Informazione della CGIL Valle d Aosta Anno XXXIX - N. 5 - Giugno 2013 Direttore responsabile Davide Avati - Redazione Domenico Falcomatà (segretario generale Cgil VdA), Katya Foletto (segretario regionale FLC-CGIL VdA), Raffaella Vicentin, Roberto Billotti Hanno collaborato Filingeri Mauro (segretario regionale FILCTEM CGIL), Forcellati Melinda (FLC-CGIL), Fuggetta Antonio (segretario regionale FILT CGIL), Picca Piccon Tiziano (FLC-CGIL) Redazione e amministrazione Via Binel 24, Aosta Tel.: Iscrizione Tribunale di Aosta n. 3 del Editore CGIL Valle d Aosta Progetto grafico, impaginazione e stampa Tipografia Valdostana Spa, Aosta Pubblicità raccolta in proprio da CGIL Valle d Aosta Questo numero è stato chiuso in tipografia il 24 giugno 2013 Via Binel, Aosta Tel Vedere altro
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References: art. 4
 art. 72
 Articolo 24
 art. 1
 Art. 1
 Art.6
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2