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Timestamp: 2020-08-13 14:52:34+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 27496 del 30/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27496 del 30/12/2016
Cassazione civile, sez. trib., 30/12/2016, (ud. 20/12/2016, dep.30/12/2016), n. 27496
sul ricorso 2991-2012 proposto da:
CARPENTERIE MERIDIONALI SRL in persona dell’Amm.re Unico e legale
CARDINAL DE LUCA 10, presso lo studio dell’avvocato TULLIO ELEFANTE,
EQUITALIA POLIS SPA ORA EQUITALIA SUD SPA;
EQUITALIA POLIS SPA ORA EQUITALIA SUD SPA in persona del Responsabile
pro tempore del Contenzioso Esattoriale Reg., elettivamente
AGENZIA DELLE ENTRATE, CARPENTERIE MERIDIONALI SRL;
avverso la sentenza n. 301/2010 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,
MASELLIS MARIELLA che ha concluso per l’accoglimento del ricorso
principale, accoglimento ricorso incidentale di Equitalia.
L’agente per la riscossione ha notificato con riferimento all’anno di imposta 2003 cartella di pagamento per Irpeg, Irap e Iva oltre accessori alla Carpenterie Meridionali s.r.l. a seguito di controllo automatizzato del D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 bis.
La commissione tributaria provinciale di Napoli ha accolto il ricorso proposto dalla contribuente nei confronti dell’agenzia e della Gestline s.p.a. (ora Equitalia Sud s.p.a.), annullando la cartella per la mancata comunicazione dell’avviso bonario prescritto dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis e dalla L. n. 212 del 2000, art. 6, comma 5. Avverso tale sentenza ha proposto appello l’agenzia. La commissione tributaria regionale della Campania in Napoli lo ha rigettato.
Avverso questa decisione l’agenzia propone ricorso per cassazione affidato a un motivo, rispetto al quale la contribuente resiste con controricorso e l’Equitalia Sud s.p.a. resiste con controricorso con ricorso incidentale affidato a due motivi.
2. – Con l’unico motivo di ricorso, in effetti risolventesi in due separate censure, l’agenzia deduce: a) da un lato, violazione di norme di legge – indicate nel D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis e della L. n. 212 del 2000, art. 6, comma 5, nella parte in cui nella sentenza impugnata si è ritenuto che la comunicazione dell’avviso bonario spettasse anche quando, come nel caso di specie, dai controlli automatici non emergesse un risultato diverso da quello indicato nella dichiarazione nè incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione stessa; b) dall’altro, irragionevole e contraddittoria motivazione sul fatto decisivo dell’incertezza anzidetta, nella parte in cui si fa corrispondere alle predette discordanze l’omesso versamento di somme invece certamente risultanti dalla dichiarazione.
4. – Con il primo motivo del ricorso incidentale, in parallelismo con il primo profilo dedotto con il ricorso principale, analogamente si deduce da parte dell’Equitalia Sud s.p.a. violazione di norme di legge – indicate nel D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis e della L. n. 212 del 2000, art. 6, comma 5, nella parte in cui nella sentenza impugnata si è ritenuto che la comunicazione dell’avviso bonario spettasse anche quando, come nel caso di specie, dai controlli automatici non emergesse un risultato diverso da quello indicato nella dichiarazione nè incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione stessa.
5. – Con il secondo motivo del ricorso incidentale Equitalia Sud s.p.a., infine, deduce omesso esame e omessa motivazione in ordine a punto decisivo costituito dall’eccepito difetto di legittimazione passiva di esso agente per la riscossione in relazione al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 10, vertendo la controversia in ordine al rapporto tributario sostanziale.
6. – Sono fondati e vanno accolti i motivi – del tutto analoghi – del ricorso principale (primo profilo dell’unico motivo) e del ricorso incidentale (primo motivo) concernenti la circostanza che con la sentenza impugnata la commissione regionale ha ritenuto l’obbligatorietà della comunicazione dell’avviso bonario anche quando, come nel caso di specie, dai controlli automatici non emergesse un risultato diverso da quello indicato nella dichiarazione nè incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione stessa. Invero, in argomento, va data continuità all’indirizzo di questa corte (v. anche per richiami ad es. sez. 5, n. 13759 del 2016) secondo cui la comunicazione dell’esito della liquidazione del D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 bis, e l’invito a fornire chiarimenti della L. n. 212 del 2000, ex art. 6, non sono dovuti se non nei casi specificamente previsti da dette disposizioni. In particolare – al di là dell’applicazione dell’art. 6 concernente il solo sussistere di incertezze nella fattispecie insussistenti – ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis e il D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 bis, l’invio al contribuente della comunicazione di irregolarità, al fine di evitare la reiterazione di errori e di consentire la regolarizzazione degli aspetti formali, è dovuto solo ove dai controlli automatici emerga un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione ovvero un’imposta o una maggiore imposta e, comunque, la sua omissione determina una mera irregolarità e non preclude, una volta ricevuta la notifica della cartella, di corrispondere quanto dovuto con riduzione della sanzione. Tale adempimento – diversamente da quanto dedotto dalla parte contribuente che lo riferisce anche agli omessi versamenti – non è prescritto anche in caso di omessi o tardivi versamenti, ipotesi in cui, peraltro, non spetta la riduzione delle sanzioni amministrative ai sensi del D.Lgs. n. 462 del 1997, art. 2, comma 2, (cfr. sez. 5 del 2016 cit.).
10. – E’ poi inammissibile il secondo motivo del ricorso incidentale, concernente la legittimazione passiva di Equitalia Sud s.p.a. Rispetto alla questione, assorbita in primo grado, nessun interesse sussiste in capo a Equitalia Sud s.p.a. a farla valere con specifico motivo di impugnazione, posto che sul tema la sentenza impugnata non si è pronunciata, risultando comunque l’esito della lite favorevole all’agente per la riscossione. Nonostante l’inammissibilità del motivo, il tema decisionale continua a restare affidato al giudice del rinvio, ove dovesse ritornare rilevante.
11. – L’impugnata sentenza va dunque cassata, in relazione ai motivi accolti, con assorbimento della censura del ricorso principale concernente i profili motivazionali. Segue il rinvio alla medesima commissione tributaria regionale, in diversa composizione, la quale provvederà a nuovo esame in applicazione del suddetto principio di diritto. La commissione regionale provvederà anche sulle spese del giudizio svoltosi in questa sede di legittimità.
La corte accoglie il ricorso principale nell’unico motivo, accoglie il primo motivo del ricorso incidentale, dichiara inammissibile il secondo, cassa l’impugnata sentenza in relazione ai motivi accolti e rinvia alla) commissione tributaria regionale della Campania in Napoli in diversa composizione anche per le spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della sezione 5 civile, il 20 dicembre 2016.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 36
 art. 36
 art. 6
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 art. 36
 art. 6
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 art. 36
 art. 6
 sentenza 
 art. 10
 sentenza 
 art. 36
 art. 6
 art. 36
 art. 54
 art. 2
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