Source: http://legislazionetecnica.it/56095/fonte/d-pr-20-10-1998-n-447?parts=1342941
Timestamp: 2018-11-19 15:26:22+00:00

Document:
D. P.R. 20/10/1998, n. 447 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NN3933
G.U. 28/12/1998, n. 301
Il presente D.P.R. è abrogato a decorrere dal termine di cui al comma 1, lettera b), dell’articolo 12 del D.P.R. del 07/09/2010 n.160 e cioè dal 30 settembre 2011.Testo coordinato con le modifiche introdotte dal D.P.R. 7.12.2000, n. 440. Le modifiche, riportate in caratteri corsivi, sono entrate in vigore il 24.2.2001.
56095 455457
56095 455458
Capo I - Principi organizzativi e procedimentali
56095 455459
1. Il presente regolamento ha per oggetto la localizzazione degli impianti produttivi di beni e servizi, la loro realizzazione, ristrutturazione, ampliamento, cessazione, riattivazione e riconversione dell'attività produttiva, nonché l'esecuzione di opere interne ai fabbricati adibiti ad uso di impresa. Resta salvo quanto previsto dal decreto legislativo 31
56095 455460
Art. 2. - Individuazione delle aree da destinare agli insediamenti produttivi
1. La individuazione delle aree da destinare all'insediamento di impianti produttivi, in conformità alle tipologie generali e ai criteri determinati dalle regioni, anche ai sensi dell'articolo 26, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, è effettuata dai comuni, salvaguardando le eventuali prescrizioni dei piani territoriali sovracomunali. Qualora tale individuazione sia in
56095 455461
Art. 3. - Sportello unico
1. I comuni esercitano, anche in forma associata, ai sensi dell'articolo 24, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, R le funzioni ad essi attribuite dall'articolo 23, del medesimo decreto legislativo, assicurando che ad un'unica struttura sia affidato l'intero procedimento. Per lo svolgimento dei compiti di cui al presente articolo, la struttura si dota di uno sporte
56095 455462
Capo II - Procedimento semplificato
56095 455463
Art. 4. - Procedimento mediante conferenza di servizi
1. Per gli impianti e i depositi di cui all'articolo 27 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonché nei casi di cui all'articolo 1, comma 3, ovvero quando il richiedente non intenda avvalersi del procedimento mediante autocertificazioni di cui all'articolo 6, il procedimento è unico e ha inizio con la presentazione di un'unica domanda alla struttura, la quale adotta direttamente, ovvero chiede alle amministrazioni di settore o a quelle di cui intende avvalersi ai sensi dell'articolo 24, comma 4, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, gli atti istruttori ed i pareri tecnici, comunque denominati dalle normative vigenti. Le amministrazioni sono tenute a far pervenire tali atti e pareri entro un termine non superiore a novanta giorni decorrenti dal ricevimento della documentazione. Il provvedimento conclusivo del procedimento è, ad ogni effetto, titolo unico per la realizzazione dell'intervento richiesto.
1-bis. Nel caso di progetti di opere da sottoporre a valutazione di impatto ambientale il termine è di centoventi giorni, fa
56095 455464
Art. 5. - Progetto comportante la variazione di strumenti urbanistici
1. Qualora il progetto presentato sia in contrasto con lo strumento urbanistico, o comunque richieda una sua variazione, il responsabile del procedimento rigetta l'istanza. Tuttavia, allorché il progetto sia conforme alle norme vigenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza del lavoro ma
56095 455465
Capo III - Procedimento mediante autocertificazione
56095 455466
Art. 6. - Principi organizzativi
1. Il procedimento amministrativo di cui all'articolo 25 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, ha inizio presso la competente struttura con la presentazione, da parte dell'impresa, di un'unica domanda, contenente, ove necessario, anche la richiesta della concessione edilizia, corredata da autocertificazioni, attestanti la conformità dei progetti alle singole prescrizioni previste dalle norme vigenti in materia urbanistica, della sicurezza degli impianti, della tutela sanitaria e della tutela ambientale, redatte da professionisti abilitati o da società di professionisti e sottoscritte dai medesimi, unitamente al legale rappresentante dell'impresa. L'autocertificazione non può riguardare le materie di cui all'articolo 1, comma 3, nonché le ipotesi per le quali la normativa comunitaria prevede la necessità di una apposita autorizzazione. Copia della domanda, e della documentazione prodotta, viene trasmessa dalla struttura, anche in via telematica, alla regione nel cui territorio è localizzato l'impianto, agli altri comuni interessati nonché, per i profili di competenza, ai soggetti competenti per le verifiche.
56095 455467
Art. 7. - Accertamento della conformità urbanistica, della sicurezza degli impianti, della tutela sanitaria e della tutela ambientale.
1. La struttura accerta la sussistenza e la regolarità formale delle autocertificazioni prodotte, ai sensi dell'articolo 6, comma 1. Successivamente la struttura e le altre amministrazioni di cui intenda avvalersi, verificano la conformità delle medesime autocertificazioni agli strumenti urbanistici, il rispetto dei piani paesistici e territoriali nonché la insussistenza di vincoli sismici, idrogeologici, forestali ed ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico e arche
56095 455468
Art. 8. - Affidamento delle istruttorie tecniche a strutture pubbliche qualificate
1. Fermo quanto disposto dal presente regolamento, la struttura di cui all'articolo 3, comma 1, pu&og
56095 455469
Capo IV - Procedura di collaudo
56095 455470
Art. 9. - Modalità di esecuzione
1. Quando il collaudo sia previsto dalle norme vigenti, le strutture e gli impianti sono collaudati da professionisti o da altri soggetti abilitati dalla normativa vigente, diversi dal progettista dell'impianto e dal direttore dei lavori e non collegati professionalmente né economicamente, in modo diretto o indiretto, all'impresa, che ne attestano la conformità al progetto approvato, l'agibilità e l'immediata operatività.
2. Al collaudo partecipano i tecnici della struttura di cui all'articolo 3, comma 1, la quale a tal fine può avvalersi de
56095 455471
1. In relazione ai procedimenti disciplinati nel presente regolamento il comune, o i comuni associati, pongono a carico dell'interessato il pagamento delle spese e dei diritti previsti da disposizioni di leggi statali e regionali vigenti, nelle misure ivi stabilite.
56095 455472
Delib. G.R. Puglia 27/11/2007, n. 2000
Linee guida per l'applicazione del D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 447 e successive modificazioni. Sportello Unico per le Attività Produttive.
Circ. Ass.R. Emilia Romagna 06/03/2006, n. 22452
Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento - Seconda circolare per la attuazione operativa della Legge Regionale n. 21 del 11 Ottobre 2004.
Sent. C. Stato 18/02/2016, n. 650
Urbanistica - Pianificazione territoriale e urbanistica - Variante semplificata - Conferenza di servizi - Esito positivo - Non è vincolante per il Consiglio comunale.
In tema di variante semplificata, ex art. 5 del D.P.R. 447/1998, l’eventuale esito positivo della Conferenza di servizi non è in alcun modo vincolante per il Consiglio comunale, il quale, siccome organo titolare della potestà pianificatoria, resta pienamente padrone della propria autonomia e discrezionalità, potendo discostarsi dalla proposta di variante e respingerla senza alcun dovere di motivazione puntuale o rafforzata, in quanto l’esito della Conferenza non comporta il sorgere di alcun affidamento né di aspettative qualificate in capo al proponente.
Urbanistica - Pianificazione territoriale e urbanistica - Varianti ordinarie e varianti semplificate - Ampio sindacato del G.A. con riferimento alle varianti semplificate.
Le scelte urbanistiche costituiscono valutazioni di merito sottratte al sindacato giurisdizionale e censurabili unicamente per i profili di abnormità, illogicità e travisamento dei fatti. Ciò vale, in particolare, in presenza dell’adozione di determinazioni in tema di pianificazione che investono rilevanti parti del territorio comunale, come le varianti ordinarie, in quanto dirette ad avere effetti innovativi sul governo del territorio quanto ai fini, alle destinazioni e dimensionamento degli standard. Riesce allora difficile negare all’ente locale un incisivo potere politico-discrezionale, che si rivela suscettibile di essere censurato solo entro ristretti ambiti di profili di illegittimità. La verifica della legittimità delle scelte urbanistiche si atteggia però diversamente in relazione all’ipotesi di una variante semplificata avente ad oggetto la localizzazione di un’opera su una porzione specifica e limitata del territorio. Essa, per la natura ed entità della variazione proposta, non implica scelte di politica urbanistica di carattere generale, per cui le determinazioni della P.A. possono essere assoggettate ad un più ampio e stringente sindacato giurisdizionale, senza che si possa in ciò configurare una non consentita funzione sostitutiva del giudice amministrativo.
La SCIA nei procedimenti di prevenzione incendi
Cambiano i procedimenti di prevenzione incendi con la nuova disciplina dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) e l’introduzione della SCIA. Con due documenti di prassi il Dipartimento dei Vigili del Fuoco fa il punto della situazione in attesa della completa entrata in vigore della disciplina, prevista per il 30 settembre 2011.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9
 art. 5