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DIREZIONE EDUCAZIONE SPORT E CULTURA
Regolamento delle Scuole Comunali dell’Infanzia Paritarie
Art. 1 - L’identità delle scuole dell’infanzia e diritti dei bambini e
1. Il presente Regolamento disciplina le modalità di funzionamento
delle Scuole comunali dell’Infanzia paritarie, conseguentemente al
riconoscimento della parità scolastica ottenuta per la prima volta dal
Comune di Alessandria nell’anno scolastico 2008/2009, ai sensi della
Legge n. 62/2000 e s.m.i.
2. Le scuole dell’infanzia per i bambini e le bambine da 3 a 6 anni
sono servizi formativi di interesse pubblico, che ispirano la propria
funzione e i principi educativi alla Costituzione della Repubblica
Italiana e alla Convenzione Internazionale sui diritti per l’Infanzia
(New York 1989) in sintonia con i principi dello Statuto Comunale,
che sanciscono la centralità della persona umana e della libertà di
scelta educativa delle famiglie.
3. I Servizi ai bambini ed alle bambine di 0/6 anni sono luoghi di
educazione, di attenzione e cura, di sostegno alla genitorialità, di diffusione della cultura dell’infanzia.
4. Si promuovono l’educazione alla pace, i diritti dei bambini e delle
bambine, la valorizzazione delle diversità, la partecipazione e il confronto, l’incontro fra culture.
5. Si realizza una pedagogia della relazione e dell’ascolto volta ad
accogliere il bambino e la bambina e la sua famiglia, a riconoscere i
bisogni di ciascun minore, ad attivare momenti di scambio e confronto con i genitori, a creare un ambiente sereno dove i bambini e le
bambine trovino legami affettivi con i compagni e con gli adulti.
6. Si propongono esperienze educative che favoriscano la curiosità,
l’esplorazione, l’attitudine a fare domande, a riconoscere il punto di
vista dell’altro.
7. Attraverso il perseguimento di tali finalità, la scuola dell’infanzia
opera attivamente per prevenire ogni forma di discriminazione legata
a differenze di orientamento culturale e religioso e di condizione sociale o di genere. Tale attenzione si estende alla realizzazione di procedure di scelta da parte delle famiglie relativamente alla facoltà (di
cui alla Legge 25 marzo 1985, n.121) di potersi avvalere o non avvalere dell’insegnamento della religione cattolica tali da non indurre
condizioni di discriminazione.
8.Non può essere somministrato nessun farmaco in comunità,
fatto salvo la sussistenza di una situazione di emergenza. Nel caso
di interventi finalizzati all’assistenza dei/delle bambini/e con patologie certificate, si fa riferimento alla normativa specifica vigente del Ministero della Salute.
9.Nel presente regolamento, per famiglia si intende il nucleo
presso cui la bambina o il bambino dimora e ha la residenza ai
fini anagrafici, e in caso di affidamento condiviso della bambina
o del bambino la famiglia bi genitoriale, vale a dire il nucleo di
ambedue i genitori a condizione che la bambina o il bambino risulti ai fini anagrafici presso uno di loro o in residenza autonoma ove i genitori si alternino.
10. Le previsioni del presente regolamento relative alla residen-
za della/del bambina/o e delle famiglia si intendono riferite anche al caso di affidamento condiviso ad almeno un genitore residente.
Art. 2 - Il Sistema Formativo Integrato
1. L'Amministrazione Comunale persegue un raccordo istituzionale
e di collaborazione operativa fra le scuole per l'infanzia comunali,
statali e autonome per la realizzazione di un sistema formativo integrato per la prima infanzia.
2. La scuola comunale dell'Infanzia persegue la realizzazione di percorsi formativi per i bambini, in una prospettiva di continuità con le
esperienze familiari, l'ambiente sociale circostante, il nido d'infanzia
e la scuola elementare.
3. I nidi e le scuole dell’infanzia, in quanto parte attiva e dialogante
della vita civile della città, sono costantemente impegnati a proporsi
e a ricercare un solidale rapporto con il territorio, a interagire e collaborare con il sistema delle offerte formative, culturali, educative,
economiche cittadine, gestite da soggetti pubblici e privati.
4. In sintonia con la legislazione nazionale e regionale, potranno
essere attivate nuove tipologie di servizio, per dare risposta a nuovi e
particolari bisogni delle famiglie, anche sotto l’aspetto sociale e aggregativo.
Art. 3 - Gli indirizzi di programmazione
1. Il Consiglio Comunale, nei documenti di programmazione economico finanziaria, nell’ambito dei principi e delle finalità a favore
istituire/ampliare/ridimensionare il Servizio delle scuole comunali
dell’infanzia, tenendo conto delle eventuali liste di attesa, della rete
degli altri servizi integrativi, delle risorse, delle priorità emerse dalle
diverse realtà territoriali e delle proposte degli organi di partecipazione eventualmente previsti dallo Statuto Comunale.
Art. 4 - I destinatari
1. Possono frequentare la scuola dell’infanzia le bambine e i bambini da 3 a 6 anni, che abbiano compiuto il terzo anno di età entro il 31
dicembre dell’anno scolastico di riferimento, secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia.
2. Le scuole dell’infanzia comunali accolgono le bambine e i bambini per i quali viene presentata domanda, con il seguente ordine di
1)famiglie residenti ad Alessandria (se residente la bambina o il
bambino ed almeno un genitore);
2)famiglie non residenti ad Alessandria, in cui almeno un genitore
presti attività lavorativa in città;
3)altre famiglie non residenti;
4) bambina/o affidati tramite provvedimento formalizzato, non di
fatto (affido giudiziale o consensuale) in base artt. 31 e 34 del TUI
Circolare Ministero dell’interno del 13.11.2000.
Art. 5 - Le iscrizioni
1. Annualmente, in relazione a quanto stabilito dal Ministero per le
scuole dello Stato, la/il Dirigente della struttura competente, sulla
base di apposita direttiva di Giunta che rappresenta altresì l’indirizzo
per il soggetto gestore, stabilisce le modalità ed il termine di presen-
tazione delle domande, nonché le date di pubblicazione delle graduatorie provvisorie e definitive.
2. La domanda di iscrizione deve essere presentata su apposito modulo, presso la sede del soggetto gestore. Nella domanda si potrà indicare una scuola comunale dell’infanzia di competenza, cioè la più
vicina in base alla residenza, ovvero un’altra scuola comunale
dell’infanzia presente nel Comune.
3. Le eventuali domande presentate oltre i termini stabiliti, non saranno inserite nella graduatoria, ma in un elenco redatto in base
all’ordine di arrivo delle medesime, che potrà essere utilizzato solo in
caso di esaurimento della graduatoria.
Art. 6 - I criteri di ammissione e le graduatorie
1. Le bambine e i bambini vengono ammessi a ciascuna scuola
dell’infanzia in base ai seguenti criteri:
bambine e bambini residenti nel Comune di
Alessandria con disabilità debitamente certificata dai Servizi competenti dell’A.S.L.-AL
(Legge n. 104/92), fino alla copertura dei
posti disponibili (n.1 per sezione)
bambine e bambini che, già frequentanti la
scuola comunale dell’infanzia, confermano
la frequenza per l’anno successivo
bambine e bambini residenti nel Comune
che, già frequentanti i nidi d’infanzia comunali, chiedono il passaggio alla scuola comunale dell’infanzia
bambina/o affidati tramite provvedimento
formalizzato, non di fatto (affido giudiziale o
bambine e bambini residenti nel territorio di
competenza del plesso della scuola comunale
bambine e bambini residenti fuori dal territorio di competenza del plesso della scuola
comunale dell’infanzia, ma nel territorio
bambine e bambini non residenti nel Comune di Alessandria cui almeno un genitore
presti attività lavorativa in città
bambine e bambini non residenti nel Comune di Alessandria
presenza di fratelli o sorelle già frequentanti
una scuola comunale dell’infanzia e per i
quali è stata presentata domanda di riconferma
entrambi i genitori lavoratori (precari, dipendenti, parasubordinati, autonomi), o studenti in regola con gli esami, o disoccupati
che percepiscono l’indennità ordinaria di
un solo genitore lavoratore (precario, dipendente, parasubordinato, autonomo), o studente in regola con gli esami, o disoccupato che
percepisce l’indennità ordinaria di disoccu-
famiglie mono-parentali con genitore lavoratore (celibe o nubile, separato, divorziato,
vedovo) che, se del caso, produca idonea
famiglie mono-parentali con genitore non
lavoratore (celibe o nubile, separato, divorziato, vedovo) che, se del caso, produca idonea documentazione
famiglie mono-parentali:
-bambina/o riconosciuta/o da un solo genitore
-bambina/o orfano/a o di un genitore
-unico genitore esercente la responsabilità genitoriale
-presenza di provvedimento di cui
all’art.333 del Codice Civile o di dichiarazione e/o accertamento da parte
dell’Autorità Giudiziaria o dei Servizi
Sociali circa la mancata assistenza e/o
l’abbandono del minore di un genitore
in termini di rapporti economici ed affettivi, se del caso, supportati da idonea
tutti i casi non compresi al precedente
punto in cui i genitori non risultino convivere tra di loro
bambine e bambini il cui nucleo famigliare
presenti una situazione socio/ambientale,
da 1 a 10, stabiliti
segnalata e documentata dai Servizi Sociali,
in sinergia con i
tale da essere di serio pregiudizio per un saServizi Sociali
no sviluppo psico-fisico del minore stesso
presenza sullo Stato di famiglia di altre/i
presenza nella famiglia di bambine e bambi1
ni e/o adulti con disabilità
attesa di fratello/sorella comprovata da
domanda presente in lista di attesa nella gra1
duatoria dell’anno precedente
tale da essere di serio pregiudizio per un sano sviluppo psico-fisico del minore stesso
presenza sullo Stato di famiglia di bambine e
bambini e/o adulti con disabilità
la madre del/la bambino/a in attesa di un
altro figlio che produca idonea documentazione
domanda presente in lista di attesa nella graduatoria dell’anno precedente
2. A parità di punteggio viene data priorità al richiedente secondo il
la maggiore età del minore;
reddito ISEE inferiore, riferito al nucleo famigliare.
• reddito ISEE inferiore, riferito alle prestazioni agevolate rivolte ai minorenni come previsto dal D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n.
159 e s.m.i. .
3. Potranno essere inoltre ammessi bambine e bambini residenti
che versino in situazioni di comprovato disagio familiare di eccezionale gravità indipendentemente dalla loro iscrizione o meno nelle
liste di attesa, a prescindere dalla attribuzione dei punteggi di cui al
Art. 7 - La pubblicazione delle graduatorie e le liste di attesa
1. Le domande di iscrizione alla scuola dell'infanzia sono istruite
dagli Uffici della Direzione del soggetto gestore.
2. La valutazione di ciascuna domanda, effettuata sulla base della
documentazione allegata, determina l’inserimento nella graduatoria
provvisoria di ciascuna scuola dell’infanzia.
3. Il Direttore del soggetto gestore approva le graduatorie di ciascuna scuola dell’infanzia con apposita determinazione, che viene pubblicata sul sito internet del Comune e su quello del soggetto gestore.
4. Entro 10 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie provvisorie
la famiglia può presentare ricorso alla stessa direzione del soggetto
gestore se rileva che il punteggio non è stato attribuito correttamente
in base quanto dichiarato o alla documentazione prodotta entro il
4.Entro 10 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie provvisorie
un genitore o colui che esercita la responsabilità genitoriale può
presentare ricorso alla stessa direzione del soggetto gestore se rileva
che il punteggio non è stato attribuito correttamente in base quanto
dichiarato o alla documentazione prodotta entro il termine di presentazione delle domande.
5. In esito alle decisioni sui ricorsi presentati, il Direttore approva le
6. La domanda presentata dopo il termine stabilito e prima
dell’inizio delle iscrizioni per l’anno scolastico successivo è collocata
in un elenco redatto in base all’ordine di arrivo delle medesime, che
potrà essere utilizzato solo in caso di esaurimento della graduatoria.
7. La durata della validità delle graduatorie è stabilita con provvedimento del Direttore Direzione competente di concerto con il Direttore del soggetto gestore.
8. Le graduatorie sono pubbliche.
Art. 8 - L’assegnazione dei posti e l’accettazione
1. Nelle graduatorie definitive sono indicati i nominativi delle bambine e dei bambini ammessi.
2. Con il provvedimento indicato all’articolo 5 viene disciplinata
l’ammissione al servizio delle bambine e dei bambini che compiono
3 anni dopo il 31 dicembre, nel rispetto delle norme statali ed in armonia con le linee guida dei servizi educativi della prima infanzia del
Comune. In ogni caso l’ammissione anticipata è consentita solo se
sono esaurite le graduatorie delle bambine e dei bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre, considerando sia le domande presentate nei termini che fuori termine.
3. Entro una settimana dalla data di pubblicazione della graduatoria
le famiglie del/le bambini/e ammessi sono tenuti a comunicare al
Direttore del soggetto gestore l’accettazione o la rinuncia alla scuola
comunale dell’infanzia.
Art. 9 - Le assenze e la conservazione del posto
1. Nel caso la bambina o il bambino ammessa/o non si presenti alla
data fissata per l’inserimento o la bambina o il bambino frequentante
si assenti senza comunicare la motivazione, il posto viene conservato
al massimo per un mese. Trascorso il mese, in assenza di comunicazioni, il posto viene assegnato ad altra bambina o altro bambino.
2. Se la famiglia presenta adeguate e documentate motivazioni il
Direttore può decidere la conservazione del posto fino al massimo di
tre mesi, termine prorogabile solo in casi assolutamente straordinari.
3 Entro una settimana dalla data di pubblicazione della graduatoria i
genitori o coloro che esercitano la responsabilità genitoriale
dei/delle bambini/e ammessi sono tenuti a comunicare al Direttore
del soggetto gestore l’accettazione o la rinuncia alla scuola comunale
si assenti senza che ne sia comunicata la motivazione, il posto viene
conservato al massimo per un mese. Trascorso il mese, in assenza di
comunicazioni, il posto viene assegnato ad altra bambina o altro
2. Se un genitore o chi esercita la responsabilità genitoriale presenta adeguate e documentate motivazioni il Direttore può decidere
la conservazione del posto fino al massimo di tre mesi, termine prorogabile solo in casi assolutamente straordinari.
Art. 10 - Il calendario scolastico e l’orario
1. Il calendario scolastico delle scuole dell’infanzia è stabilito dalla/dal Dirigente della struttura competente, in armonia con il calendario scolastico regionale, sentite le organizzazioni sindacali.
2. Nel periodo di chiusura estiva delle scuole la Città può organizzare un servizio educativo ludico/ricreativo, avvalendosi anche di
3. L’orario di apertura del servizio della scuola dell’infanzia viene
stabilito dalla/dal Dirigente della struttura competente, sulla base di
apposita direttiva di Giunta che rappresenta altresì l’indirizzo per il
Art. 11 - Il pasto
1. Le bambine e i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia
consumano un pasto fornito dal Comune, per il quale le famiglie
contribuiscono secondo il regime tariffario stabilito.
2. Il pasto fa parte della progettazione educativa e didattica della
scuola, risponde ai criteri nutrizionali previsti per una sana alimentazione e contribuisce a sviluppare una corretta cultura alimentare nel
rispetto dei cicli stagionali, del piacere della tavola e della convivialità.
3. I menù (estivo e invernale) sono pubblicati sul sito internet del
fornitore e su quello del soggetto gestore.
Art. 12 - La contribuzione delle famiglie ai costi dei servizi educativi
1. La contribuzione delle famiglie alle spese di gestione dei servizi
educativi è regolata da un sistema di criteri che fanno riferimento ai
principi di: definizione delle rette in rapporto ai costi del servizio;
differenziazione e progressività delle stesse in ragione del reddito
delle famiglie; equità e solidarietà, con particolare attenzione alle
fasce socialmente ed economicamente più deboli.
educativi è regolata da un sistema di criteri che fanno riferimento ai principi di: definizione delle rette in rapporto ai costi del
servizio; differenziazione e progressività delle stesse in ragione
dell’ISEE; equità e solidarietà, con particolare attenzione alle
2. I criteri di contribuzione sono stabiliti dalla Giunta Comunale.
Art. 13 - Il Comitato di Gestione
1. Per ogni scuola dell’infanzia è istituito un Comitato di Gestione
potenziare e coordinare i rapporti con le famiglie;
collaborare alla realizzazione dei programmi educativi;
promuovere incontri su temi specifici;
proporre ed organizzare iniziative atte a promuovere la partecipazione dei genitori alla vita della Scuola dell’Infanzia e la sensibilizzazione delle famiglie ai problemi educativi;
assumere tutte le iniziative che si rivelino idonee ad un ampliamento degli orizzonti educativi della scuola dell’infanzia, anche
in collaborazione con gli organi di partecipazione eventualmente previsti dallo Statuto Comunale.
2. Il Comitato di Gestione è così composto:
nelle scuole dell’infanzia a più sezioni: un Educatore per sezione, un genitore per sezione, un Assistente/Collaboratore servizi
educativi, un rappresentante dell’organo di partecipazione eventualmente previsto dallo Statuto Comunale;
nelle scuole dell’infanzia a sezione unica: due Educatori, due
genitori, un Assistente/Collaboratore servizi educativi, un rappresentante dell’organo di partecipazione eventualmente previsto dallo Statuto Comunale.
3. Gli organi di partecipazione eventualmente previsti dallo Statuto
Comunale sono tenuti a comunicare al Direttore del soggetto gestore
il nominativo del loro rappresentante entro il 31 ottobre di ogni anno.
4. Gli Educatori e gli Assistenti/Collaboratori servizi educativi no-
minano i loro rappresentanti nel corso di apposita riunione di tutto il
Personale scolastico in servizio presso ciascuna scuola dell’infanzia.
5. L’elezione dei rappresentanti dei genitori deve avvenire entro il
31 ottobre di ogni anno, mediante convocazione di apposita assemblea dei genitori.
6. L’elezione avviene con votazione segreta, su una o più liste di
candidati, presentate dai genitori all’interno di ciascuna scuola
7. I genitori eleggono i loro rappresentanti, esprimendo un voto di
8. Non può essere eletto in rappresentanza dei genitori il Personale
scolastico, né i rispettivi coniugi, in servizio presso la scuola
dell’infanzia medesima.
9. Il Comitato di Gestione dura in carica un anno e si riunisce almeno due volte l’anno e, comunque, ogni qualvolta lo si ritenga opportuno con richiesta di almeno il 50% dei genitori.
10. Alle riunioni del Comitato di Gestione partecipa uno “Specialista socio-educativo”.
11. Il Comitato di Gestione viene convocato dal Presidente, che è
eletto tra i genitori del Comitato, a maggioranza assoluta.
12. Le funzioni di componente il Comitato sono gratuite.
Art. 14 - Il Collegio degli Educatori e il Gruppo di lavoro
1. In ogni scuola dell’infanzia è costituito il Collegio degli Educatori, composto da tutti gli Educatori, che si riunisce periodicamente e si
occupa della programmazione didattica, delle strategie di verifica e
degli strumenti di valutazione, degli esiti educativi, individua i criteri
di organizzazione interna della scuola dell’infanzia, propone tematiche relative alla formazione e all’aggiornamento, rileva le esigenze di
attrezzature e materiale ludico–didattico, necessario per l’attività.
2. Tutto il Personale scolastico assegnato a ciascuna struttura, costituisce il “Gruppo di lavoro”, che si riunisce periodicamente in base
3. Le attività si fondano sul lavoro collegiale del Gruppo di lavoro,
nel rispetto delle diverse professionalità e delle responsabilità individuali.
4. Uno “Specialista socio-educativo” può presenziare, coordinare e
convocare dette riunioni.
Art. 15 - L’Assemblea dei genitori
1. L’assemblea dei genitori è composta da tutti i genitori dei bambine e bambini ammessi.
2. Viene convocata almeno due volte l’anno, quale momento di conoscenza e di confronto sull’attività educativa e per rilevare eventuali
proposte finalizzate al miglioramento del benessere di bambine e
bambini, da inoltrare al Comitato di Gestione, e più precisamente:
all’inizio dell’anno scolastico, per la presentazione da parte degli
dell’organizzazione interna della scuola dell’infanzia e
dell’organizzazione complessiva del Servizio;
alla fine dell’anno scolastico, per il consuntivo e la verifica delle attività svolte e per l’elaborazione di proposte per l’anno successivo.
3. Alle assemblee dei genitori partecipa tutto il personale scolastico
e uno “Specialista socio-educativo”.
4. L’assemblea è convocata ed è presieduta dal Presidente del Comitato di Gestione.
5. L’assemblea può inoltre essere convocata:
su richiesta del personale educativo;
su richiesta di almeno 1/3 dei genitori.
6. Possono essere convocate anche assemblee di singole sezioni su
Art. 16 - Il personale delle scuole dell’infanzia
1. A ciascuna scuola comunale dell’infanzia è assegnato personale
docente e ausiliario, nella misura prevista dalle disposizioni vigenti
in materia e, comunque, tale da assicurare il regolare funzionamento
2. Il personale deve possedere i requisiti richiesti per le funzioni ad
esso attribuite e svolge, per quanto di rispettiva competenza, attività
pedagogico - didattica, assistenza igienico - sanitaria, mansioni relative alla somministrazione dei pasti, alla manutenzione degli effetti
personali e guardaroba ed al riordino e pulizia dei locali.
3. Il personale docente delle scuole dell’infanzia elabora la progettazione educativa comprendente: obiettivi, metodologie, verifiche, valutazione e documentazione delle attività. Il progetto educativo viene
attuato in collaborazione con gli Specialisti Socio-educativi.
4. Il principio della collegialità e della collaborazione nel raggiungimento degli obiettivi condivisi tra gli operatori costituisce il fondamento dell’organizzazione del servizio; pertanto tutto il personale
della scuola dell’infanzia è tenuto ad affrontare i problemi
dell’istituzione in cui opera, unitamente agli organismi di gestione
sociale e agli organismi tecnico-pedagogici del soggetto gestore.
5. L’insegnante di sostegno e/o l’assistente educativa, eventualmente presente, partecipa alla programmazione dell’attività educativa ed
attua specifici interventi volti a favorire l’integrazione del bambino/a
Art. 17 - Il Collettivo del personale docente
1. Il Collettivo del personale docente costituisce un fondamentale
momento di riflessione e di proposizione sulla programmazione educativa e sugli aspetti organizzativi del servizio.
2. La professionalità educativa si esprime in competenze relative a:
gestione dei processi comunicativi e relazionali;
progettazione, programmazione, realizzazione di attività educative e didattiche tese a valorizzare le diversità individuali;
organizzazione delle condizioni (predisposizione degli ambienti
e utilizzo delle risorse materiali), nonché di tecniche appropriate
per garantire l’integrazione dei bambini portatori di deficit o di
promozione delle continuità educative nei momenti di passaggio tra i diversi contesti educativi (nido – scuola elementare).
3. Le competenze in rapporto ai bambini si definiscono come:
disponibilità ad accoglierli, osservarli, conoscerli e comprenderli;
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References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17