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Timestamp: 2019-10-18 00:59:03+00:00

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Novità fiscali del 12 giugno 2009: anomalie riscontrate nell’applicazione degli studi di settore; contribuenti minimi: il saldo dell’imposta sostitutiva è rateizzabile; agenzia delle Entrate & privacy; accertamento induttivo: gli appunti dell’imprenditore vanno allegati al PVC, altrimenti è nullo; riallineamento dei valori fiscali in caso di operazioni straordinarie; assegno una tantum al coniuge separato: deduzione dal reddito; scontrino fiscale: sconto incondizionato da indicare; trattamento fiscale dei compensi percepiti in Italia da base fissa di una società professionale estera | Commercialista Telematico
anomalie riscontrate nell’applicazione degli studi di settore; contribuenti minimi: il saldo dell’imposta sostitutiva è rateizzabile; agenzia delle Entrate & privacy; accertamento induttivo: gli appunti dell’imprenditore vanno allegati al PVC, altrimenti è nullo; riallineamento dei valori fiscali in caso di operazioni straordinarie; assegno una tantum al coniuge separato: deduzione dal reddito; scontrino fiscale: sconto incondizionato da indicare; trattamento fiscale dei compensi percepiti in Italia da base fissa di una società professionale estera
1) Cessione aree sportive: no IVA, si imposta di registro
2) IRAP: Diritti di concessione e disvalori pregressi
3) Agenzia delle Entrate & Privacy: Adeguati i servizi telematici
4) Accertamento induttivo: Gli appunti dell’imprenditore vanno allegati al PVC, altrimenti l’atto del fisco è nullo
5) Contribuenti minimi: il saldo dell’imposta sostitutiva è rateizzabile
6) Riallineamento dei valori fiscali in caso di operazioni straordinarie
7) Assegno una tantum al coniuge separato: anche le rate non possono essere portate in deduzione dal reddito
8) Comunicazioni relative a particolari anomalie riscontrate nell’applicazione degli studi di settore
9) Operazioni di vendita documentate con scontrino fiscale: sconto incondizionato da indicare
10) Trattamento fiscale dei compensi percepiti in Italia da base fissa di una società professionale estera
11) Brevi fiscali e di lavoro
La cessione del terreno, destinato ad accogliere strutture sportive con previsione di un indice minimo di edificabilità, fuoriesce dalla sfera di applicazione dell’Iva e soggiace all’imposta proporzionale di registro.
Infatti, non si considera area fabbricabile il terreno che (sulla base del piano urbanistico) è destinato ad accogliere strutture sportive e per il quale sia previsto un indice minimo di edificabilità.
E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 10713 dell’11.05.2009, che ha, in tal modo, respinto il ricorso di una società che aveva contestato la pretesa fiscale affermando che i terreni che aveva acquistato ricadevano, secondo gli strumenti urbanistici comunali, in zona destinata ad attrezzature tecniche e sportive e possedevano un seppure modesto indice di edificabilità, per cui la transazione, avendo per oggetto un terreno suscettibile di utilizzazione edificatoria, avrebbe dovuto scontare l’Iva ai sensi dell’art. 2, comma 2, lett. c) del D.P.R. n. 633/72.
Si sarebbe dovuto applicare l’imposta proporzionale di registro, secondo tale società soltanto nel caso di inedificabilità totale dell’area.
Peraltro, come è stato osservato in Dottrina, l’annosa questione della qualificazione dell’area solo parzialmente edificabile rimane aperta anche dopo la definizione legale introdotta dall’art. 36, comma 2, del D.L. n. 223/2006, secondo cui, agli effetti tributari (Iva, Ici, imposte dirette e registro), si considera edificabile l’area qualificato tale dallo strumento urbanistico adottato dal comune, indipendentemente dall’approvazione regionale e dall’adozione degli strumenti attuativi.
Attività immobiliari degli enti locali: cessione, acquisto, costruzione locazione di immobili
Inoltre, come è stato osservato in Dottrina (Valeria Fusconi in CommercialistaTelematico.com del 03.06.2009), “le attività immobiliari poste in essere dagli enti locali (cessione, acquisto costruzione di immobili) non rientrano nel campo di applicazione dell’IVA qualora detti beni siano strumentali all’esercizio dell’attività istituzionale: in tali casi, la cessione va assoggettata ad imposta di registro, in conformità a quanto previsto dall’art. 40 del DPR n. 131/1983 mentre per l’acquisto l’eventuale assoggettamento ad IVA consegue al fatto che il soggetto cedente rivesta o meno la qualifica di soggetto passivo dell’IVA (acquisto da appaltatore ovvero da privato) ed il Comune non ha diritto a portare in detrazione l’imposta assolta all’atto dell’acquisto del bene.
Gli immobili cui viene riconosciuta destinazione istituzionale sono, in genere quelli in cui l’ente locale esercita le funzioni previste dal DPR n. 616/77, dalla legge n. 142/1990 e dal D. Lgs. 276/2000, attribuite alla competenza delle amministrazioni comunali dall’art. 118 della Costituzione e, comunque, in generale tutte le attività che l’ente ha l’obbligo – non già la facoltà – di assicurare ai propri cittadini.
Al contrario, la cessione di immobili strumentali per natura in cui Comune abbia svolto attività classificate dal DPR n. 633/72 come commerciali va assoggettata ad IVA”.
Inoltre, è stato pure rilevato in medesima Dottrina che “per quanto riguarda la locazione di immobili da parte degli enti locali occorre preliminarmente richiamare la regola generale secondo la quale, affinché un’attività economica rientri nel campo di applicazione dell’IVA, è necessaria, fra l’altro, la sussistenza del requisito soggettivo, ovvero che la predetta attività economica sia esercitata nell’esercizio di impresa, per come definito dall’art. 4 del DPR 633/1972 (cfr. circ. n. 36/1989).
Pertanto, la mera locazione di immobili, comunque acquisiti, da parte di enti non commerciali (tra cui i Comuni) non è idonea, di per sé, a fare assumere agli stessi la soggettività passiva ai fini IVA. In tale ipotesi, infatti, l’utilizzazione dei predetti beni, finalizzata alla riscossione di canoni, concretizza un mero sfruttamento economico di beni patrimoniali (in altri termini, è mera attività di godimento degli stessi) e non un esercizio di impresa, nel senso previsto dal citato art. 4 del DPR 633/1972, non configurandosi, nella fattispecie, lo svolgimento di attività commerciale”.
La circolare n. 27/E del 26.05.2009, emessa dall’Agenzia delle Entrate, come è stato rilevato in Dottrina (Pratica Fiscale n. 25/2009), riguardo la nuova disciplina dell’IRAP, ha trovato, sotto forma di risposte a quesiti formulati dalle associazioni di categoria, un ulteriore tassello interpretativo, che “per molti versi favorisce una più consapevole traduzione pratica delle nuove regole”, in un momento in cui i contribuenti (e i loro consulenti) sono alle prese con le scadenze relative ai versamenti, in attesa di fare confluire i componenti positivi e negativi di reddito nella dichiarazione autonoma IRAP (da inviare entro il prossimo 30.09.2009).
E’ stato osservato come riguardo ai beni iscritti in bilancio prima della riforma IRAP attuata con la Finanziaria 2008, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto di fornire anche alcune istruzioni il cui carattere è più generale:
Il maggior valore fiscale assume rilevanza a partire dall’esercizio successivo a quello in cui si conclude l’ammortamento contabile, nei limiti dell’importo stabilito dalla disciplina fiscale IRES, attraverso variazioni in diminuzioni operate in sede di dichiarazione.
In particolare, per i diritti di concessione e gli altri diritti di cui all’art. 103, comma 2, del T.U.I.R., si può verificare che gli stessi risultino iscritti, nei bilanci degli esercizi che precedono l’entrata in vigore della riforma IRAP, con valori inferiori a quelli fiscali, giacché oggetto di svalutazioni rilevanti ai soli fini civilistici; in tal caso, i predetti maggiori valori fiscali che, già negli esercizi pregressi, hanno dato luogo a maggiori ammortamenti fiscali, potranno assumere rilevanza ai fini IRAP, anche negli esercizi successivi senza soluzione di continuità, secondo i criteri di cui all’art. 103 del T.U.I.R., ossia in misura corrispondente alla durata di utilizzazione prevista dal contratto o dalla legge.
Infine, è stato evidenziato in medesima Dottrina, “con riguardo ai beni merce, ai crediti, ai debiti ed ai fondi di accantonamento, in genere, si potrà prendere in considerazione il loro maggiore o minore valore fiscale rispettivamente al momento della cessione, incasso, estinzione ed utilizzo”.
E’ stato disposto l’adeguamento dei servizi telematici svolti dall’Agenzia delle Entrate alle prescrizioni adottate dal Garante per la protezione dei dati personali, di cui al Provvedimento del 18.09.2008.
In particolare, queste di seguito sono le indicazioni salienti contenute in detto Provvedimento:
– Scadenza periodica delle password relative alle utenze dei servizi telematici ogni novanta giorni;
– dal 1.09.2009, tutte le credenziali di accesso ai servizi telematici attribuite a soggetti diversi dalla persone fisiche saranno inutilizzabili;
– i soggetti diversi da persona fisica abilitati ai canali Entratel e Fisconline dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate, entro il 31.08.2009, i dati identificativi dei cosiddetti “gestori incaricati” e “operatori incaricati”;
– dal 01.11.2009, saranno revocate d’ufficio le abilitazioni ai servizi telematici degli utenti diversi dalle persone fisiche che non avranno perfezionato gli adempimenti previsti dal Provvedimento.
(Agenzia delle Entrate, Provvedimento del 10.06.2009)
I brogliacci e gli appunti dell’imprenditore, nell’accertamento induttivo, hanno valore solo se vengono portati in giudizio nel rispetto delle forme giuridiche-fiscali previste.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13201 del 09.06.2009, ha respinto il ricorso del fisco incentrato sul valore, nel caso di specie, “relativo” della contabilità informale delle imprese.
A parere della Suprema Corte, tali documenti (pezzi di carta, ecc.) devono essere allegati al processo verbale di constatazione e vanno prodotti in giudizio dall’Amministrazione Finanziaria, altrimenti l’atto impositivo non è valido.
Peraltro, il giudice tributario non può acquisire d’ufficio detti brogliacci.
L’Erario aveva effettuato un accertamento di compensi in nero, basandosi su testimonianze e su degli appunti ritrovati nella sede dell’impresa.
Il contenuto di tale nuova sentenza della Cassazione non costituisce un passo indietro rispetto alle precedenti decisioni della stessa Corte, infatti, ai fini dell’accertamento induttivo, la contabilità parallela o informale rimane valida.
L’aspetto focale della neo sentenza è dato dalla circostanza che l’Amministrazione Finanziaria deve essere in grado di produrre quegli appunti nel procedimento tributario.
In sostanza, il fisco ha la possibilità giuridica di utilizzare la cd. contabilità informale, ma deve produrla in giudizio.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 13201 del 09.06.2009)
Il saldo dell’imposta sostitutiva per i contribuenti minimi è rateizzabile.
Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, a seguito di quanto segnalato da un quotidiano.
Infatti, per il versamento dell’imposta si applicano le disposizioni in materia dell’imposta sui redditi delle persone fisiche, come previsto dall’articolo 1, comma 105, della legge 244/2007.
Pertanto, anche per il codice tributo da utilizzare per il versamento del saldo (codice tributo 1800), istituito con la risoluzione n. 127 del 25 maggio 2009, i sistemi di accoglimento delle deleghe F24, consentono l’indicazione delle informazioni sulle eventuali rateazioni nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.”.
Mentre nel caso di pagamento in unica soluzione nel campo va indicato il valore “0101”.
(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 11.06.2009)
Via libera al riallineamento anche degli oneri pluriennali e possibilità di utilizzare per differenti attività sia il regime di affrancamento previsto dal Tuir sia quello introdotto dal D.L. anticrisi.
Sono questi alcuni dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 28/E del 11.06.2008 sul nuovo regime agevolativo di riallineamento dei valori fiscali ai maggiori valori iscritti in bilancio in occasione di operazioni straordinarie, come i conferimenti d’azienda, le fusioni e le scissioni, previsto dal decreto anticrisi (art. 15 del D.L. 185/2008).
In particolare, il nuovo meccanismo prevede che il contribuente si può avvalere di un regime di imposizione sostitutiva dell’Irpef, dell’Ires e dell’Irap per affrancare i maggiori valori relativi all’avviamento, ai marchi d’impresa e alle altre attività immateriali, compresi gli oneri pluriennali, come, ad esempio, spese di ricerca e sviluppo e quelle di impianto e ampliamento.
È, inoltre, con la nuova disposizione possibile riallineare, con modalità differenti, altre attività prima escluse, quali le rimanenze di magazzino, i titoli e i crediti.
Infine la circolare precisa che è possibile optare per entrambi i regimi d’affrancamento
– nello stesso periodo d’imposta e in relazione alla stessa operazione straordinaria – per riallineare i valori di due differenti attività.
Il nuovo meccanismo può essere applicato per le operazioni straordinarie effettuate a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2007 e a quelle effettuate entro il periodo d’imposta in corso al 31.12.2007.
In caso di separazione, il pagamento a rate dell’assegno una tantum versato all’ex coniuge non è deducibile dal reddito complessivo ai fini Irpef.
Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 153/E del 11.06.2009, precisando che l’erogazione in un’unica soluzione della somma stabilita per il mantenimento del consorte separato non può essere dedotta dall’imponibile, neanche se il versamento viene fatto in forma rateale.
La possibilità di rateizzare l’assegno, infatti, è solo una diversa modalità di liquidazione di una cifra concordata liberamente tra le parti e non più rivedibile nel tempo.
L’esclusione di qualsiasi “successiva domanda di contenuto economico” differenzia l’assegno una tantum da quello corrisposto periodicamente, il cui importo può essere invece modificato in un secondo momento sia in aumento che in diminuzione.
In questo caso, gli assegni sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente per l’ex marito o moglie che li riceve, mentre rappresentano oneri deducibili per il contribuente che li versa, a patto che importo e periodicità di pagamento siano stabiliti da un provvedimento dell’autorità giudiziaria.
In particolare, l’art. 10, comma 1, lett. c), del Tuir prevede che sono deducibili dal reddito complessivo, se non sono deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formarlo, “gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria”.
Ai fini della deducibilità e della imponibilità delle somme in questione è richiesto dunque che la misura e la periodicità di corresponsione delle stesse risultino dal provvedimento dell’autorità giudiziaria.
8) Comunicazioni relative a particolari anomalie riscontrate nell’applicazione degli studi di settore (triennio 2005, 2006 e 2007)
Sono stati pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate il giorno 11.06.2009:
– Comunicazione di servizio n. 30 dell’08.06.2009: Invio di comunicazioni relative a particolari anomalie riscontrate nel triennio 2005, 2006 e 2007, sulla base dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore;
– Fac-simile delle comunicazioni (13 tipologie).
Le lettere verranno inviate al domicilio del contribuente, così come già avvenuto nel 2007 e nel 2008, per segnalare quattro tipi di macroanomalie:
1. incoerenze relative alla gestione del magazzino
2. incoerenze tra rimanenze finali ed esistenze iniziali
3. incoerenze relative a beni strumentali
4. incoerenze relative all’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Le finalità di tali comunicazioni sono quelle di invitare i contribuenti a prendere in considerazione le situazioni evidenziate per non reiterare comportamenti non corretti nel momento della presentazione della dichiarazione dei redditi relativi al periodo d’imposta 2008.
In caso contrario, la posizione del contribuente verrà inserita in apposite liste selettive per effettuare controlli fiscali.
Agli uffici, nelle prossime settimane, verranno inviate apposite liste riguardanti i soggetti che, destinatari nel 2008 delle comunicazioni di anomalie relative al triennio 2004-2006, non hanno modificato, nella dichiarazione per il 2007, il comportamento anomalo.
Nei prossimi giorni sarà scaricabile gratuitamente dal sito dell’Agenzia il software che permette ai contribuenti di segnalare eventuali inesattezze riscontrate nella comunicazione ricevuta o di specificare le cause che hanno determinato l’anomalia comunicata.
Nello scontrino fiscale deve essere indicato lo sconto incondizionato per gli abbonati.
La riduzione di prezzo deve essere rilevata ad ogni operazione poiché, nel caso di specie, non si può applicare la cd. “procedura di reso”.
Lo sconto concesso da esercizi convenzionati sulle spese effettuate dai clienti possessori di una tessera speciale, anche se gli importi corrispondenti allo sconto vengono liquidati e accreditati al cliente in un momento successivo all’operazione di acquisto, è da considerare “incondizionato”, poiché determinato sul prezzo di ogni acquisto in base a un accordo tra le parti.
Per conseguenza tale evento deve essere rilevato nello scontrino fiscale all’atto della singola operazione.
In particolare, gli importi degli sconti, effettuati al momento dell’acquisto dei beni, oltre a essere evidenziati nello scontrino fiscale, in base all’accordo stipulato devono essere richiamati in un apposito documento non fiscale che l’esercente deve conservare e riportare nella propria contabilità.
Per evitare la presunzione di maggiori ricavi, vanno contabilizzate tutte le movimentazioni finanziarie effettuate (nei passaggi dal cliente all’esercente, dall’esercente alla società, dalla società al cliente-abbonato).
Il chiarimento si è reso dovuto a seguente della seguente operazione:
La tessera di abbonamento fornita da una società, che gestisce una squadra di calcio, oltre a consentire l’accesso all’impianto sportivo, permette di ottenere degli sconti presso esercenti terzi nella misura concordata da un’apposita convenzione (cd. programma ALFA) tra la società medesima e gli esercenti.
In particolare, secondo la convenzione, al momento dell’acquisto del bene o del servizio, ciascun abbonato paga il corrispettivo al lordo dello sconto e riceve, oltre che lo scontrino fiscale, copia dello “scontrino ALFA” che attesta l’entità dello sconto riconosciuto.
Entro il decimo giorno del mese successivo alla chiusura contabile del mese di riferimento, l’ammontare complessivo dello sconto maturato nel mese dagli abbonati è riversato da ciascun esercente su un apposito conto corrente intestato ad una società terza, BETA S.R.L., sulla base di una distinta riepilogativa dei dati del sistema informatico, relativi ai rapporti di ciascun abbonato con gli esercenti, emessa da quest’ultima.
Il titolare dell’abbonamento, pur potendo controllare l’entità dei crediti personali maturati ed accreditati sulla propria posizione virtuale presso il c/c della BETA S.R.L. tramite siti internet dedicati, potrà riscuotere – anche parzialmente – i crediti maturati nel mese solo a partire dal mese successivo presso l’agenzia della banca, e previa corresponsione di una commissione per le operazioni di cassa.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 152/E del 11.06.2009)
I redditi prodotti in Italia dalla base fissa di un’associazione tra professionisti estera (soggetta ad IRES, ai sensi dell’art. 73, comma 1, lett. d, del Tuir) seguono le regole di determinazione proprie degli enti non commerciali non residenti con conseguente applicazione degli artt. 153 e 154 del Tuir.
Ciò poiché la predetta base fissa non svolge un’attività commerciale.
In particolare, l’imposta si applica solo sui redditi prodotti in Italia.
Pertanto, il reddito di lavoro autonomo seguirà le regole di determinazione proprie di cui all’art. 53 e seguenti del Tuir e sarà indicato nel quadro RE del Modello Unico – Enti non commerciali ed equiparati.
In ordine alle modalità di tassazione del reddito professionale, è stato precisato, tra l’altro, in via incidentale, che i compensi percepiti dall’associazione professionale operante nel territorio nazionale sono soggetti alla ritenuta d’acconto, nella misura del 20%, ai sensi dell’art. 25, comma 1, del DPR 600/73.
Più precisamente, la presenza di una base fissa indica che l’operatore straniero ha raggiunto un livello di penetrazione economica nel territorio tale da renderlo equiparabile ad un professionista residente.
Al riguardo, le istruzioni al modello unico Enti non commerciali/2009 prevedono che l’associazione tra professionisti non residenti che svolge l’attività in Italia mediante una base fissa deve indicare nel rigo RE24 l’ammontare delle ritenute eventualmente subite sui compensi derivanti dall’attività professionale.
La riserva conferma la volontà di continuare a distinguere l’attività commerciale da quella autonoma (riserva sull’art. 3 del modello OCSE).
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 154/E del 11.06.2009)
– Simulazione di non rapporto di lavoro
E’ rapporto di lavoro subordinato qualora venga alla luce che la qualifica di socio è un espediente per non mettere in regola il lavoratore straniero.
La Cassazione ha, infatti, stabilito che va riconosciuto il rapporto di lavoro subordinato all’immigrato se la sua qualità di socio rappresenta un “escamotage” del datore di lavoro per non procedere alla sua regolarizzazione.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 12820 del 03.06.2009)
– Ai fini dell’esenzione dalla TARSU la prova ricade sul contribuente
L’onere di provare la sussistenza in concreto delle condizioni di esenzione e/o esonero della TARSU ricade sulla parte che chiede l’applicazione del beneficio fiscale.
(Corte di Cassazione, ordinanza n. 12773 del 01.06.2009)
– Importazioni: Esenzioni applicabili all’introduzione definitiva di beni personali
E’ stata pubblicata la direttiva che codifica le disposizioni, più volte modificate, della direttiva n. 83/193/CEE in materia di franchigie fiscali applicabili alle importazioni definitive di beni personali di privati provenienti da uno Stato membro.
(Direttiva Consiglio CE 25.05.2009, n. 2009/55/CE, G.U.U.E. n. L145 del 10.06.2009)
– Rimborsi IRAP: commercialisti, soddisfazione per lo slittamento termini click day
Il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili ha manifestato soddisfazione per lo slittamento, dal 12 giugno al 14 settembre, del click day per i rimborsi Irap, annunciato dall’Agenzia delle Entrate.
“Lo slittamento dei termini – ha affermato Siciliotti – viene incontro alle esigenze di professionisti e contribuenti e dimostra come la reciproca disponibilità all’ascolto tra amministrazione finanziaria e commercialisti produca buoni frutti.
La proficua collaborazione tra Agenzia delle Entrate e commercialisti, che ha caratterizzato l’ultimo anno, deve fondarsi il più possibile sulla concertazione. Dalle nostre rispettive posizioni, lavoriamo entrambi per la semplificazione della complessa macchina fiscale del nostro Paese”.
(Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, comunicato stampa del 11.06.2009)
– Eventi sismici: Pubblicate in G.U. tre ordinanze
(Ordinanze n. 3778, n. 3779, n. 3880 pubblicate in Gazzetta Ufficiale n. 132 del 10.06.2009)
– “Stretta sulle compensazioni”: conferenza stampa all’Agenzia delle Entrate
Si terrà lunedì 15.06.2009 alle ore 11 – presso la sede centrale dell’Agenzia delle Entrate a Roma (via Cristoforo Colombo 426 c/d) – la conferenza stampa “stretta sulle compensazioni”, con il direttore dell’Agenzia, Attilio Befera, e il direttore centrale Accertamento, Luigi Magistro.
– Differimento della data di attivazione delle direzioni provinciali di Imperia, Savona, Lodi, Verbano-Cusio-Ossola e Pistoia
L’attivazione delle direzioni provinciali di Imperia, Savona, Lodi, Verbano-Cusio-Ossola e Pistoia, precedentemente stabilita per il 15 giugno 2009, è stata rinviata a data che verrà fissata con successivo atto.
(Direttore Agenzia delle Entrate, Disposizione del 10.06.2009)
– Redditi di capitale corrisposti a soggetti non residenti: ritenute alla fonte a titolo d’imposta
Una società italiana, che ha stipulato con una banca inglese un contratto di credito finalizzato a ottenere un prestito, deve considerare soggetto a imposizione, con applicazione delle ritenute alla fonte del 12,5% (o con l’aliquota inferiore prevista dalla convenzione contro le doppie imposizioni), oltre agli interessi mensili e all’una tantum, anche il cd. “compenso d’agenzia”, cioè della somma annuale corrisposta a garanzia della corretta applicazione del contratto.
(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 151/E del 11.06.2009)
Il DEF 2020 - Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2019

References: sentenza 
 art. 4
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