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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 22/10/2013 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 22/10/2013
Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 22 ottobre 2013
Quest’oggi – Martedì 22 Ottobre – la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo si è pronunciata su 19 diversi casi che hanno al centro il rispetto (o meno) dei diritti umani all’interno dei questa “Europa dei Diritti” – creata dal Consiglio d’Europa e composta da ben 47 paesi. L’esito è eclatante e insieme scontato: salvo i casi di Svizzera e Spagna, la Corte di Strasburgo ha accertato molteplici violazioni dei diritti sanciti e protetti dalla Convenzione Europea (CEDU), dichiarandone colpevoli Italia, Regno Unito, Ungheria, Moldavia, Serbia e Turchia.
Fra i casi decisi quest’oggi, in due di essi la Corte ha dovuto decidere sulla libertà d’espressione, applicando l’articolo 10 della Convenzione Europea: in entrambi i casi – Soltész v. Slovakia e Bülent Kaya v. Turkey – la giustizia nazionale ha fallito e punito la voce di chi invece andava protetto.
L’articolo della Convenzione a protezione dell’informazione libera (e non solo) infatti va ben ponderato: da un lato proclama che “Ogni persona ha il diritto alla libertà d’espressione” (primo comma), dall’altro prevede che “L’esercizio di queste libertà, poiché comporta doveri e responsabilità, può essere sottoposto alle formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni“(secondo comma).
Insomma, esprimersi oltre ad un diritto di cultura democratica può essere un’arma senza eguali: alla giustizia quindi valutare il sottile confine, e dove fallisce il giudice nazionale, lì c’è spazio per il giudice europeo.
Ma non si creda che il problema non ci coinvolga, bollandolo come un reflusso dell’epoca post-comunista (per la Slovenia) o una deficit da tradizione mediorientale (Turchia). Anche la rispettabilissima Italia, patria di grandi filosofi e pensatori, torna a casa con la nota della maestra. Giusto per citare l’ultimo episodio, due settimane è stato riscattato Antonio Ricci – ideatore e responsabile del noto programma Striscia La Notizia – per la messa in onda degli stralci una puntata scabrosa firmata RAI, vademecum esemplificativo di come (non) va fatta l’informazione in televisione. Allora nel programma RAI i conduttori provocavano gli ospiti per innescare una plateale litigio e far impennare i risultati di audience: la puntata – non trasmessa a causa dell’opposizione di un ospite – venne ritrasmessa dal telegiornale satirico, con intenti di denuncia. A distanza di 18 anni dalla messa in onda di quel video, il giudice europeo ha sconfessato l’operato dei giudici nazionali, che avevano condannato l’episodio e Ricci: c’era libertà d’espressione, nell’esercizio del diritto di cronaca e critica.
Sul caso Ricci v. Italy , leggi anche Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 08/10/2013.
Per avere uno prospettiva (allarmante) sulla situazione della libertà di stampa in Italia, leggi La nostra legge sulla diffamazione è contraria ai principi della Corte Edu? .
Marinković v. Serbia 5353/11 2 Radoljub Marinković è un cittadino serbo che fa causa alla società Raketa-Putnički Saobraćaj, per il pagamento di arretrati e contributi. Tuttavia la società subisce alterne vicende (privatizzata, poi nuovamente ricondotta a maggioranza pubblica, infine insolvente e sottoposta a procedura concorsuale) e non può più pagarlo, nonostante questi vanti delle sentenze favorevoli. Oggi Mr. Marinković accusa le autorità serbe di non aver dato (in tempo) esecuzione a quei titoli esecutivi, vanificando le sue richieste. Articolo 6
Soltész v. Slovakia 11867/09 2 Arpád Soltész è un giornalista slovacco che scrive per il quotidiano Národná obroda. Nel Giugno del 2003 scrive un Articolo che gli varrà una condanna per diffamazione, la cui legittimità è oggi messa in discussione davanti al giudice europeo. Nell’Articolo riportava la dichiarazione scritta dell’agente di polizia incaricato della ricerca di A., segretario comunale e noto imprenditore scomparso messi addietro. Nel documento si citava, fra i sospettati per la scomparsa, un avvocato e anche lui imprenditore: il suo nome apparve sul giornale, quale sospettato, e per questo l’avvocato denunciò il giornalista slovacco, ottenendone la condanna. Articolo 10
Violazione dell’Articolo 10 - Libertà di espressione - {Generale} (Articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Wyssenbach v. Switzerland (no. 4) 50478/06 3 Andreas Wyssenbach e Pia Wyssenbach-Illi sono due coniugi in lite col proprio padrone di casa, circa un contratto di locazione. Nel corso del processo, Mr. Wyssenbach, avvocato, denuncia alcune irregolarità processuali: nulla ottiene tuttavia né in primo né in secondo grado, vedendo respinte le sue ragioni. Oggi ripropone in C.EDU la medesima lamentale prospettata alla Corte Federale: la Corte d’Appello non gli avrebbe fornito la copia di alcuni documenti del processo d’appello, ed in particolare le osservazioni difensive della controparte. Articolo 6 Nessuna violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Processo equo)
Bülent Kaya v. Turkey 52056/08 3 Bülent Kaya è un cittadino turco condannato per aver partecipato ad una manifestazione politica filo-curda del 2003. In particolare, avrebbe tenuto un discorso in quell’occasione e partecipato ad alcuni cori a favore di Abdullah Öcalan, leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), movimento politico illegale e clandestino. Oggi Mr. Kaya si oppone a quella condanna che, prevedendo in origine 3 mesi di incarcerazione, è stata poi convertita in una multa di 2000 lire turche. Articolo 10 Violazione dell’Articolo 10 - Libertà di espressione - {Generale} (Articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Sace Elektrik Ticaret ve Sanayi A.Ş. v. Turkey 20577/05 1 Sace Elektrik Ticaret ve Sanayi A.Ş. è una società turca sanzionata con una multa di 262.307.000.000 lire turche (circa 140.000 euro) per essersi opposta alla vendita forzata di un proprio terreno presso Istambul, già sotto ipoteca. Oggi denuncia questo diabolico meccanismo: la sanzione sarebbe una deterrente contro azioni legali, impedendo a chi voglia far valere le proprie ragioni di adire un giudice senza subire ingenti conseguenze economiche. Articolo 6 Resto inammissibile
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6-1 - accesso alla giustizia)
Danno patrimoniale - reclamo respinto
Danno patrimoniale - aggiudicato
Danno non patrimoniale - accertamento di infrazione sufficiente
M.H. v. the United Kingdom 11577/06 2 M.H. è una cittadina inglese affetta da sindrome di Down. Per il tramite del suo avvocato, accusa il Regno Unito di averla internata in un ospedale dal Gennaio al Luglio del 2003 senza consentirle di opporsi in alcun modo. Infatti lei era priva di capacità d’agire, in quanto disabile, e la madre era stata interdetta dal promuovere nuove istanze. Articolo 5 Resto inammissibile
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 - Rassegna di legalità della detenzione; disporre di un procedimento)
Nessuna violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 - Rassegna di legalità della detenzione; disporre di un procedimento)
Strugaru v. the Republic of Moldova 44721/08 3 Articolo 6
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Processo equo)
Lolić v. Serbia 44095/06 3 Articolo 6
Naranjo Acevedo v. Spain 35348/09 Articolo 6 Nessuna violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo; Processo accusatorio)
Cihan Yeşil v. Turkey 24592/08 3 Articolo 5
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Sabahattin Alkan v. Turkey 44324/09 3 Articolo 5
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 - Lunghezza di custodia cautelare)
Nihat Ateş v. Turkey 2694/06 3 Articolo 5
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 – speditezza nella revisione)
Börzsönyi v. Hungary 48150/11 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Dömötör v. Hungary 25065/09 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Faragó and Others v. Hungary 63153/10 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
István Kocsis v. Hungary 35000/07 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Valvola Kft. v. Hungary 32744/10 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Máté v. Hungary 9429/10 3 Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Mercuri v. Italy 14055/04 3 Violazione_dell’Articolo_6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 22 Ottobre 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Italia Moldavia Regno Unito Serbia Slovacchia Spagna Svizzera Turchia Tutte le sentenze Ungheria	2013-10-22
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References: Articolo 6
 Articolo 10
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 Articolo 5
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