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Il Contenzioso. del Centro Operativo di Pescara : Profili di Diritto Tributario Internazionale - PDF
Il Contenzioso. del Centro Operativo di Pescara : Profili di Diritto Tributario Internazionale
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1 FACOLTA di SCIENZE MANAGERIALI G. D ANNUNZIO CHIETI-PESCARA CORSO di LAUREA SPECIALISTICA in ECONOMIA e MANAGEMENT Il Contenzioso del Centro Operativo di Pescara : Profili di Diritto Tributario Internazionale RELATORE : LAUREANDO : Chiar.mo Prof. CARLO GERONIMO CARDIA MARCO MERLETTI ANNO ACCADEMICO 2005/2006
2 INDICE Introduzione pag. 4 Capitolo 1 La RIFORMA delle AGENZIE FISCALI 1.1) Istituzione e natura giuridica del nuovo soggetto Agenzia fiscale pag ) La successione a titolo particolare degli Uffici dell Agenzia delle Entrate a quelli del Ministero delle Finanze pag ) Soppressione dei Centri di Servizio - istituzione dei Centri Operativi e problematiche connesse pag ) Invio di istanze ad ufficio incompetente pag ) Natura regolamentare del Provvedimento del Direttore dell Agenzia dell Entrate pag.28 Capitolo 2 Il CENTRO OPERATIVO di PESCARA 2.1) Attività svolte dal Centro Operativo di Pescara pag ) Legittimazione processuale passiva del C.O.P. pag ) Notifica degli atti a soggetti non residenti pag.52 1
3 Capitolo 3 RIMBORSI IVA A NON RESIDENTI 3.1) Le diverse possibilità per ottenere il rimborso IVA pag ) Rimborsi IVA a soggetti non residenti in base all art. 38/ter pag ) Perentorietà del termine previsto dall art. 38/ter DPR 633/72 pag ) Il divieto di operazioni attive in Italia: il caso degli stands e fiere pag. 86 Capitolo 4 CONVENZIONI CONTRO DOPPIE IMPOSIZIONI 4.1) Funzione delle Convenzioni internazionali bilaterali pag ) Problematiche derivanti dall applicazione delle Convenzioni pag ) Invalidità dell istituto della compensazione debiti-crediti e della novazione oggettiva quale forma di pagamento dei dividendi pag ) Onere della prova: inversione ed assolvimento pag ) Importanza della terminologia usata nelle Convenzioni che adottano il Modello OCSE: il caso della Convenzione stipulata dall Italia con Francia e Regno Unito pag.124 2
4 Capitolo 5 I BONUS OCCUPAZIONE PER IL SUD : AIUTI DI STATO A CUI SI APPLICA LA REGOLA DE MINIMIS 5.1) La disciplina dei crediti d imposta per l occupazione (I.C.O.) dalla Finanziaria 2001 in poi pag ) La regola de minimis applicata ai bonus occupazione Sud del 2003 in quanto Aiuti di Stato pag ) L inapplicabilità del Regolamento n.2204/2002 pag ) La regola de minimis tra normazione comunitaria e nazionale pag ) Limiti al controllo del giudice nazionale degli Aiuti di Stato pag.169 Conclusioni pag.174 Bibliografia pag.178 3
5 INTRODUZIONE Questo lavoro è stato articolato in modo tale da evidenziare le problematiche connesse al contenzioso relativo all attività svolta dal Centro Operativo di Pescara, Ufficio istituito ex novo dall Agenzia delle Entrate a partire dall 1/1/2002 con Provvedimento del suo Direttore datato 7/12/2001. Negli ultimi anni la necessità dell Amministrazione Finanziaria di raggiungere una maggiore efficienza nello svolgimento delle proprie funzioni, ha portato alla riorganizzazione della stessa. L istituzione dei due Centri Operativi (quelli di Pescara e di Venezia) e la contemporanea soppressione dei Centri di Servizio, hanno fatto sorgere alcune problematiche sia sotto il profilo delle competenze amministrative che sotto quello processuale. Si è ritenuto necessario ai fini del presente studio analizzare preliminarmente la riforma che ha interessato l Amministrazione Finanziaria e che ha portato alla nascita delle Agenzie fiscali. Questo perché consente di comprendere meglio il percorso logico-giuridico che ha portato al riconoscimento della legittimazione processuale passiva del nuovo Ufficio istituito con il Provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate del 07/12/2001. L attenzione s incentrerà poi sulle attività devolute al Centro Operativo di Pescara, avendo cura di trattare quelle in relazione alle quali si è instaurato del contenzioso, ed in particolare solo quelle per le quali si riscontrano dei profili di diritto tributario internazionale. 4
6 È indubbio che esso rappresenta attualmente uno degli Uffici dell Agenzia delle Entrate maggiormente efficiente, essendo diventato in pochissimo tempo il punto di riferimento dei contribuenti residenti e di quelli non residenti, dal momento che gli sono state assegnate delle competenze in via esclusiva ed accentrata per tutto il territorio nazionale. Peraltro va segnalato che al Centro stesso (da qui in poi, per brevità, denominato con l acronimo C.O.P.) sono stati assegnati riconoscimenti a livello internazionale per la celerità attraverso la quale viene gestita la lavorazione relativa ai rimborsi IVA a soggetti non residenti, i cui rimborsi devono avvenire nel termine di sei mesi dalla richiesta ai sensi dell art. 38/ter DPR 633/72, pena l apertura della procedura di infrazione da parte della U.E.: al riguardo va detto che proprio questo rappresenta uno dei motivi per cui si è pensato 1 alla riattribuzione delle funzioni precedentemente svolte da altri Uffici ad un Ufficio che, sotto le vesti di Centri di Servizio, si era sempre distinto tra gli altri per la qualità del lavoro svolto. Dopo aver evidenziato in modo approfondito le attribuzioni del C.O.P. si affronterà nel capitolo successivo una serie di problematiche emergenti dal Provvedimento istitutivo dei Centri Operativi. Indi, dopo aver esaminato la nascita delle Agenzie fiscali ed aver dissolto i dubbi circa la loro legittimatio ad processum, si affronteranno le problematiche connesse alla devoluzione delle competenze amministrative dei soppressi Centri di Servizio, della legittimazione processuale passiva dei Centri Operativi, dell invio delle istanze ad un ufficio incompetente, senza dimenticare i dubbi che la dottrina ha rilevato circa la legittimità del provvedimento istitutivo dei Centri operativi stessi, per 1 PORTALE R., L imposta sul valore aggiunto, ed. 2003, pag. 5
7 passare poi all esame dei casi più significativi trattati dal Centro Operativo di Pescara con l intento di enuclearne i profili di diritto tributario internazionale. 6
8 Capitolo 1 La RIFORMA delle AGENZIE FISCALI 1.1) Istituzione e natura giuridica del nuovo soggetto Agenzia fiscale A decorrere dall 1/1/2001, le Agenzie fiscali sono subentrate nelle funzioni in precedenza assegnate agli Uffici centrali e periferici dei Dipartimenti delle Entrate, Dogane e Territorio. Com è noto, a seguito dell entrata in vigore del D.Lgs.300/99, il Ministero delle Finanze ha subito una profonda ristrutturazione organizzativa interna. Pur essendo sottoposte all alta vigilanza del Ministero delle Finanze, le Agenzie fiscali costituiscono a tutti gli effetti dei soggetti di diritto pubblico autonomi, e ad esse viene riconosciuta piena autonomia regolamentare, amministrativa, contabile e finanziaria. In particolare alle Agenzie sono state attribuite tutte le funzioni concernenti le entrate tributarie erariali non assegnate alla competenza di altre Agenzie, Amministrazioni dello Stato od enti e, in particolare, i servizi di amministrazione, riscossione e contenzioso dei tributi diretti e dell imposta sul valore aggiunto già di competenza del Dipartimento delle Entrate. Le precedenti considerazioni risultano di particolare utilità per un esame puntuale delle problematiche connesse all istituzione dei Centri Operativi, e a tal fine da esse occorre prendere le mosse per l inquadramento delle Agenzie fiscali tra le amministrazioni dello Stato o meno. In primo luogo viene in rilievo quella corrente di pensiero secondo la quale le Agenzie sono enti autonomi ed indipendenti, dotati di autonomia regolamentare, 7
9 amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria, la cui gestione finanziaria è direttamente soggetta alla Corte dei Conti. 2 Peraltro al Ministero delle Finanze rimarrebbe una funzione di vigilanza attribuitagli dal D.Lgs. 300/1999. L Agenzia delle Entrate è competente a svolgere i servizi relativi all amministrazione, alla riscossione ed al contenzioso (dei tributi diretti, dell imposta sul valore aggiunto e di tutte le imposte già di competenza del Dipartimento delle entrate del Ministero delle Finanze). Le Agenzie regolano il proprio funzionamento con propri statuti e stipulano annualmente una convenzione con il Ministero delle Finanze relativa ai servizi dovuti ed agli obiettivi da raggiungere, in mancanza di questi provvedimenti le Agenzie usufruiscono della normativa relativa ai Dipartimenti delle Entrate ed ai relativi uffici. I Dipartimenti vengono, quindi, soppressi dalla entrata in funzione delle Agenzie ma tra i due soggetti è dato cogliere con immediatezza differenze sostanziali e non soltanto una differente articolazione organizzativa. Infatti le Agenzie sono dotate di indipendente autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria: esse non sono soggette ad un controllo apicale in quanto la loro gestione finanziaria è soggetta direttamente al vaglio della Corte dei Conti. Si pone pertanto il problema della qualificazione delle Agenzie Fiscali: organo del Ministero o enti autonomi? 3 2 MULEO S., L attivazione delle agenzie fiscali ed i connessi profili in tema di legittimazione ad agire e processuale, 3 BERLIRI, Le Agenzie fiscali.,cit. 8
10 Punto di partenza dell indagine appare essere l art.61 della legge n.300 del 1999 che qualifica le Agenzie come persone giuridiche di diritto pubblico, per cui è possibile parlare di ente 4, ed ovviamente tale tesi è avvalorata dall attribuzione ad esse anche di funzioni proprie dello Stato 5. A favore di quest ultima soluzione convergerebbe anche l art. 72 D.Lgs. 30 luglio 1999 che dispone Le Agenzie Fiscali possono avvalersi del patrocinio dell Avvocatura dello Stato, ai sensi dell art. 43 del testo unico approvato con Regio decreto 30 ottobre 1933 n 1611, e successive modificazioni. Il richiamo a dette norme (art.72 D.Lgs. 30 luglio 1999 e art.43 del testo unico) presupporrebbe indiscutibilmente la natura pubblica, ma non statale di dette Agenzie. 6 L espresso riferimento all articolo 43 del R.D. del 1933 può risultare una utile chiave interpretativa. Infatti l assistenza in giudizio delle Amministrazioni dello Stato compete all Avvocatura dello Stato ai sensi dell articolo 11 del testo unico n.1611 del 1933, mentre l articolo 43 del medesimo testo unico è ricompreso nel titolo III che, non a caso, è quello relativo agli altri enti pubblici, o agli enti sottoposti a tutela e a sola vigilanza dello Stato. Secondo un Autorevole pensiero 7, inoltre, sarebbe più incisiva la considerazione che una diversa soluzione sarebbe in contrasto con il senso complessivo della riforma. 4 RUSSO - FRANSONI, La notifica degli atti di parte e delle sentenze a seguito dell istituzione delle Agenzie fiscali,in Riv.dir.trib.,pag.895 e seguenti. 5 CERULLI -IRELLI, Ente pubblico,in Ente pubblico ed enti pubblici,torino,1994,pag TURCHI, I giudizi di cassazione, di rinvio e di revocazione, in Studi di diritto tributario,torino,2003,pag.504; GLENDI Legittimazione (attiva e passiva),cit.; BUTTUS, L istituzione delle Agenzie fiscali :profili e problematiche di natura tributaria, in Riv.dir.trib., 2001, pag, RUSSO-FRANSONI, op.cit. 9
11 Infatti la riforma avrebbe avuto come obiettivo l attribuzione di alcune funzioni ad una struttura organizzativa specifica ed autonoma e non ad un ente inserito nell Amministrazione dello Stato. Seguendo tale interpretazione, le Agenzie fiscali assumerebbero una posizione specifica rispetto alle altre Agenzie previste dall art.8 della legge n.300/1999. In effetti la figura generale di Agenzia costituisce un articolazione di primo livello del Ministero, mentre le Agenzie Fiscali e quella per la protezione civile formano oggetto di una disciplina derogatoria, prevista proprio per garantirne l autonomia rispetto all apparato ministeriale. Altra autorevole dottrina 8 ritiene che vi possano essere figure differenti (anche dotate di personalità giuridica) sempre riferibili allo stato, la cui disciplina sarebbe riordinata dal D.Lgs.n.29 del 3 febbraio L articolo 1, comma 2 di questo decreto definisce le amministrazioni dello Stato come specie del genus amministrazioni pubbliche, nelle amministrazioni dello Stato, vengono quindi ricomprese le aziende e le amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo. L elemento distintivo andrebbe rinvenuto nell esistenza di una struttura organizzativa, dotata di collegamento con il Ministero. Il medesimo concetto si ritroverebbe nell articolo 67 del decreto istitutivo delle Agenzie che riguarda la designazione degli organi delle Agenzie, il direttore dell Agenzia ed il Consiglio direttivo sono infatti nominati con decreto del Presidente della Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro delle Finanze. 8 MULEO, L attivazione delle Agenzie fiscali,cit. 10
12 Le agenzie sono, inoltre, investite di funzioni e potestà pubbliche e sarebbero strumenti al raggiungimento di fini statali. Inoltre, come abbiamo analizzato prima, la nomina degli organi dipende pur non in via esclusiva dal Ministro delle finanze. Le stesse sarebbero inoltre sottoposte al controllo della Corte dei Conti. Seguendo questa impostazione le Agenzie sarebbero configurabili tra le Amministrazioni dello Stato, pur nella sub categoria delle amministrazioni ad ordinamento autonomo. Quindi la rappresentanza facoltativa da parte dell Avvocatura dello Stato, secondo l art.72 del d.lgs. n.300 del 1999, potrebbe leggersi nell intento di rendere più agile la gestione delle Agenzie relativamente ai contenziosi, ma non a snaturare la natura delle Agenzie Fiscali. Anche Perrone 9 ritiene si possa essere indotti a ritenere le Agenzie come Amministrazioni statali sia pure con personalità giuridica propria, come le Università statali, ma ritiene che qualche dubbio possa nascere proprio in relazione alla rappresentanza che viene richiamata dall articolo 43 del testo unico approvato dal regio decreto n.1611 del 30 ottobre 1933, che prevede l assistenza degli enti pubblici non statali o degli enti sovvenzionati sottoposti a tutela od anche a sola vigilanza dello Stato. Un altra autorevole opinione 10 ritiene che l avvento delle Agenzie segni il superamento dell uniformità dell apparato ministeriale e serva a definire un nuovo modulo organizzativo dell amministrazione pubblica. 9 PERRUCCI, L entrata in funzione delle agenzie fiscali,in Boll.trib.,2001,pag TABET, op.cit.. 11
13 La natura delle Agenzie non potrebbe essere etichettata in blocco (amministrazioni statali o enti pubblici) in quanto le più recenti elaborazioni della scienza dell amministrazione tendono a superare tale visione categorica 11. Secondo tale autore si potrebbe, volendo fare uso delle classificazioni tradizionali, ritenere che le Agenzie, a seconda della natura dell attività esercitata, assumano la veste più idonea a realizzare il tipo di collegamento, organico o funzionale, con lo Stato. Ciò significherebbe attribuire natura bivalente alle Agenzie: enti strumentali quando svolgono funzioni tecniche, enti organi quando svolgono funzioni d ordine. Concentrando l attenzione sull Agenzia delle Entrate si può notare che questa gestisce il più importante centro di provvista dei mezzi finanziari dello Stato e non sarebbe pensabile che il legislatore abbia inteso delegare tali funzioni ad enti esterni all Amministrazione statale. Inoltre l Agenzia esercita attività di normazione secondaria, attività interpretativa ed attività di natura provvedimentale con efficacia generale: tutte funzioni attribuite ad organi dello Stato o comunque di esclusiva competenza di Amministrazioni pubbliche in senso formale. Secondo tale interpretazione le Agenzie sarebbero più vicine alla categoria degli organi dello Stato piuttosto che a quella di enti strumentali: in virtù di un collegamento di tipo organico con lo Stato nell esercizio delle funzioni amministrative di loro competenza. 11 NIGRO, Amministrazione pubblica,in Enc.giur.,Roma,1988,pag
14 1.2) La successione a titolo particolare degli Uffici dell Agenzia delle Entrate a quelli del Ministero delle Finanze Risolvendo la problematica secondo l opinione per cui l Agenzia sarebbe un ente autonomo di diritto pubblico potrebbe sorgere qualche dubbio sull applicazione alle stesse del D.lgs. 31 dicembre 1992 n.546, sul contenzioso tributario. Infatti le norme di tale decreto si riferiscono al Ministero delle finanze e le Agenzie non sarebbero più organi del Ministero. Ulteriori problemi nascerebbero in ordine a quale organo delle Agenzie debba considerarsi parte nel processo davanti alle Commissioni Tributarie, ai sensi dell art.10 del citato decreto, cioè se debbano considerarsi parte nel processo gli uffici periferici dell Agenzia delle entrate ovvero l Agenzia delle Entrate in quanto tale e quindi la sua direzione generale. Secondo Autorevole dottrina devono considerarsi parti nel giudizio gli uffici periferici delle Agenzie Fiscali delle Entrate e non la sua direzione principale, ciò in relazione alla ratio legis della norma più che alla lettera della stessa. 12 Più nello specifico, per quanto riguarda i giudizi innanzi alle Commissioni Tributarie l art.10 individua la parte diversa dal ricorrente nell Ufficio del Ministero delle Finanze che ha emanato l atto impugnato. Secondo alcuni autori questa opinione costituiva una speciale legitimatio ad processum, che non incideva in alcun modo sulla legitimatio ad causam che restava in capo al Ministero BERLIRI, Le Agenzie fiscali,cit. 13 RUSSO-FRANSONI, Manuale di diritto tributario, Milano, 1999, pag
15 Ciò dipenderebbe da ragioni eminentemente pratiche e sulla competenza funzionale degli uffici a difendersi, in quanto gli stessi hanno svolto l attività di accertamento. In dottrina si ritiene che l indicazione dell ufficio locale del Ministero di cui all art.10 citato vada riferita, oggi, all ufficio dell Agenzia a cui sono state trasferite le funzioni che un tempo erano di competenza degli uffici finanziari periferici e ciò risulterebbe anche dalla circolare 30 luglio 2001 n In detta circolare, che peraltro come opinione rilevante ricorda, non vincola l interpretazione del giudice 15, è stata prospettata dall Agenzia stessa la volontà di favorire una sostituzione automatica dei nuovi uffici ai precedenti proprio per ragioni di carattere eminentemente pratico. Opinione del tutto discordante appare quella 16 che include le Agenzie tra le Amministrazioni dello Stato, pur nella sub categoria delle amministrazioni ad ordinamento autonomo, che ritiene applicabile alle stesse la disciplina di cui alla legge n.260 del 1958 in ordine alla rappresentanza in giudizio da parte dell Avvocatura dello Stato e questa rappresentanza sarebbe solamente un posterius necessario in conseguenza della natura dell ente, anche se sarebbe problematica in tal senso l impostazione già descritta dell articolo 72 del d.lgs. 300 del 1999, da cui molta della dottrina già citata fa discendere la natura di ente pubblico non statale dell Agenzia. Ma anche qualora si volesse far individuare, seguendo tale impostazione, la natura di un ente dalla sua rappresentanza obbligatoria o facoltativa da parte dell Avvocatura non pare con perciò stesso giustificabile l espletamento da parte di 14 Giungono alla stessa conclusione sul punto Muleo, op. cit. ; Berliri, Le Agenzie fiscali,cit.; Glendi, Legittimazione (attiva e passiva),cit. 15 Basilavecchia, op. cit.. 16 Muleo, L attivazione delle Agenzie fiscali,cit. 14
16 quello di una funzione pubblica così come l esistenza di un collegamento tra Ministero delle Finanze ed Agenzie, che è invece riscontrabile soprattutto nella nomina degli organi delle Agenzie da parte del Ministero: si tratterebbe, in realtà, di elementi di rafforzamento della qualificazione delle Agenzie come Amministrazioni dello Stato. Secondo altri autori 17 tutto resta immutato pur nel diverso assetto, che in realtà è in parte solo nominale, non essendo affatto mutata l organizzazione periferica, passata nello stato stesso in cui si trovava dal Dipartimento all Agenzia. Occorre quindi valutare se la sostituzione degli uffici del Ministero delle Finanze con gli uffici delle Agenzie delle Entrate determini una successione a titolo universale oppure una successione a titolo particolare. A riguardo si registra un diverso ordine di soluzioni proposte a seconda che si tratti del giudizio dinnanzi alle Commissioni Tributarie regionali ovvero di quello dinnanzi alla Corte di Cassazione. Secondo una pregevole opinione 18 si potrebbe avere una successione a titolo universale, secondo quanto disposto dal citato articolo 110 del codice di rito che ritiene tale successione giustificata sulla base dell integrale passaggio delle competenze, tuttavia si riscontrano su questo punto altre opinioni contrarie basate anche sulla stessa interpretazione letterale della norma che regola il trasferimento dei poteri dal Ministero alle Agenzie 19. Altra parte della dottrina ha ipotizzato una automatica sostituzione dei nuovi uffici ai vecchi, riferendosi alle norme che hanno previsto tale subentro quale effetto della 17 Glendi, Legittimazione (attiva e passiva ),cit. 18 Tesauro, op. cit.. 19 Basilavecchia, op.cit.. 15
17 nascita delle Agenzie 20, con la conseguenza della automatica imputabilità al soggetto di tutte le situazioni processuali esistenti al momento del trasferimento dei poteri: tale soluzione infatti appare proficua anche sul piano sostanziale, dal momento che consentirebbe di risolvere un inestricabile groviglio che si determinerebbe a causa della contemporanea inapplicabilità sia dell articolo 110 c.p.c.- non potendosi ravvisare nella specie una ipotesi di successione a titolo universale, sia dell articolo 111 c.p.c., non potendosi ravvisare nella specie una successione a titolo particolare - poiché tale soluzione presupporrebbe il permanere della legittimazione in capo ai vecchi, ma non più esistenti uffici. Altri autori, ma riferendosi specificamente al giudizio di Cassazione, hanno ritenuto che dovrebbe operare l articolo 111 del codice di rito, infatti l istituzione delle Agenzie delle Entrate ha portato alla soppressione degli Uffici delle Entrate, ma non del Ministero, cui restano affidati compiti di indirizzo e di vigilanza. Questa dottrina ritiene, appunto, che i processi pendenti dovrebbero proseguire tra le parti originarie della lite e quindi dovrebbe operare la successione a titolo particolare ex articolo 111 del codice di rito da parte del Ministero nei confronti dell Ufficio 21. La giurisprudenza si è attestata su quest ultima interpretazione applicandola a numerose fattispecie analoghe a quella illustrata : sul punto si veda ad esempio la sentenza della Cassazione del 12 giugno 1999, n.5822, dell INPDAP, subentrato nei rapporti attivi e passivi già inerenti alla direzione generale degli istituti di previdenza del Ministero del Tesoro. A riguardo sono intervenute anche le Sezioni Unite della Suprema Corte, le quali in una più recente sentenza la n del 2003 hanno ritenuto che il trasferimento 20 BASILAVECCHIA, op.cit.. 21 TURCHI, I poteri delle parti nel processo tributario,torino,2003, pag
18 dei rapporti inerenti le entrare tributarie all Agenzia delle Entrate non costituisce un ipotesi di successione nel processo ai sensi dell art.110 del codice di rito, quanto una successione a titolo particolare nel diritto controverso, ai sensi dell art.111 dello stesso codice. Ciò essendo l Agenzia delle Entrate destinataria del trasferimento di posizioni attive e passive specificamente determinate: pur restando ferma la facoltà di chiamare in causa il successore a titolo particolare che può essere esercitata con l atto di impugnazione, per la prima volta, anche nella fase di legittimità. Infatti, nella stessa motivazione, la Suprema Corte ritiene che il ricorso per Cassazione del contribuente avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale, pronunciata nell ambito di un procedimento in corso al momento dell operatività delle Agenzie Fiscali, è ammissibile sia che venga proposto nei confronti del Ministero dell Economia e delle Finanze (che conserva la qualità di parte) sia che venga proposto nei confronti dell Agenzia delle Entrate, con ciò privilegiando un criterio sostanziale rispetto ad un criterio formale. La stessa sentenza chiarisce che all Agenzia delle Entrate sono stati trasferiti (secondo gli artt. 57 e 62 del D.lgs. n.300 del 30 luglio 1999) i rapporti inerenti alle entrate tributarie, con le connesse funzioni anche in sede contenziosa. In assenza di diverse previsioni gli effetti di tale riforma sui procedimenti in corso vanno individuati, in base ai canoni generali, i quali portano a qualificare quel trasferimento di rapporti e funzioni non come successione nel processo, ai sensi dell art.110 del codice di rito, ma ai sensi dell articolo 111 del medesimo. Con questa affermazione, la Corte aderisce a consolidata giurisprudenza che valorizza l inequivoca lettera di detto articolo 110, secondo cui la successione nel 17
19 processo è circoscritta all ipotesi del venir meno della parte per morte o per altra causa, con subingresso nel rapporto sostanziale di un successore a titolo universale. La Corte ritiene, però, che i presupposti di tale successione sono carenti nella specie in quanto il Ministero delle Finanze, pur confluendo nel Ministero dell Economia e delle Finanze, rimane in vita e mantiene proprie funzioni pure in materia di entrate (art.56 del d.lgs. n.300 del 1999). Inoltre essendo l Agenzia destinataria di una vicenda traslativa di posizioni attive e passive specificamente determinate non subentra nei rapporti facenti capo ad un soggetto non più esistente. A questo punto è importante riferirsi alla parte legittimata a stare in giudizio per ciò che riguarda i giudizi dinnanzi alle Commissioni Tributarie provinciali e regionali. Si deve ricordare che l articolo 10 del d.lgs. n.546/1992 individua la parte diversa dal ricorrente nell Ufficio del Ministero delle Finanze che ha emanato l atto impugnato, infatti la disposizione prevede che sia parte del processo l ufficio del Ministero delle Finanze che ha emanato l atto impugnato o non ha emanato l atto richiesto, ovvero, se l ufficio è un centro di servizio, l ufficio del Ministero delle Finanze al quale spettano le attribuzioni sul rapporto controverso. Pertanto la sovrapposizione dell ente Agenzia Fiscale al Ministero delle Finanze ha come conseguenza che gli uffici periferici che in precedenza hanno emesso gli atti impugnati sono ora rientranti nell ambito dei nuovi uffici. Ricordiamo che alle Agenzie Fiscali sono state trasferite tutte le funzioni concernenti le entrate tributarie ed in particolare i servizi relativi al contenzioso (articolo 62 del D.Lgs.n 300 del 1999). 18
20 1.3) Soppressione dei Centri di Servizio Istituzione dei Centri Operativi e problematiche connesse Più nello specifico, con la recente riorganizzazione degli uffici finanziari, ad opera del provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate datato 7/12/2001 n sono stati soppressi i centri di servizio. Infatti il Direttore dell Agenzia ha definito la tempistica della soppressione dei Centri di servizio, ha dettato una serie di disposizioni transitorie ed ha istituito i Centri operativi di Pescara e Venezia. Tale provvedimento ha inoltre stabilito che tutte le competenze attribuite ai Centri di Servizio, che non siano state devolute esplicitamente ai Centri operativi di Venezia e Pescara, sono affidate agli uffici locali dell Agenzia competenti per territorio. Successivamente sono stati emessi dal Direttore dell Agenzia, nell ambito delle attribuzioni conferitegli dall art.5 del Regolamento di Amministrazione dell Agenzia delle Entrate, due ulteriori provvedimenti, rispettivamente in data 28/12/2001 e 27/2/2002, che hanno attribuito al Centro operativo di Pescara altre attività, tra le quali sono annoverate funzioni di supporto degli Uffici locali delle Entrate, per le quali l Agenzia delle Entrate stessa ha chiarito che si tratta di attività a rilevanza interna, per le quali la funzione svolta dal Centro è di semplice ausilio e la legittimazione processuale passive permane in capo agli Uffici dell Agenzia. Per alcune attività, invece, come i rimborsi I.V.A. a non residenti, i rimborsi in applicazione di Convenzioni contro doppie imposizioni, i rimborsi dei redditi di capitale non residenti, la gestione e il controllo dei crediti d imposta previsti da leggi speciali per contribuenti italiani, il Centro Operativo di Pescara svolge in via 19
21 esclusiva un attività a rilevanza esterna con l emissione di provvedimenti impugnabili o con l instaurazione del silenzio rifiuto in relazione alle istanze di rimborso. Peraltro il Provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate, istitutivo dei Centri operativi, si innesta sulla dibattuta questione concernente i poteri organizzativi delle Agenzie fiscali che troverebbero un riferimento normativo in base al combinato disposto del D.lgs.300/1999, del Regolamento dell Amministrazione finanziaria e dello Statuto dell Agenzia delle Entrate 22. Su tale problematica parte della dottrina ritiene che il Provvedimento del Direttore dell Agenzia contenga profili di illegittimità, poiché nel disporre la soppressione dei Centri di Servizio si è di fatto sovrapposto al D.P.R.n.107 emanato in data 26/03/2001, concernente il regolamento di organizzazione del Ministero delle Finanze. Opinione dottrinale ha peraltro ritenuto tale Provvedimento non solo inutile, ma anche illegittimo nella misura in cui ha ritenuto di poter disciplinare il momento della cessazione delle funzioni stesse 23. Secondo tale orientamento il D.P.R. 107/2001, antecedentemente al provvedimento del Direttore dell Agenzia, avrebbe già disposto la soppressione dei Centri di Servizio. Il Provvedimento del Direttore dell Agenzia, pertanto, in quanto atto amministrativo non sarebbe in alcun modo idoneo a derogare a quanto stabilito da una disposizione normativa che disciplina compiutamente tale struttura organizzativa MULEO, L attivazione delle Agenzie fiscali,op.loc.cit. 23 A.PACE, Sulla presentazione dell istanza di rimborso ad Ufficio incompetente; profili processuali, in G.T. Riv.giur.trib. n.5/1998,432 e segg. 20

References: art. 38
 art. 38
 art. 38
 art.61
 art. 72
 art. 43
 art.43
 articolo 43
 articolo 11
 articolo 43
 art.8
 articolo 1
 articolo 67
 art.72
 articolo 43
 art.10
 art.10
 art.10
 articolo 72
 articolo 110
 articolo 110
 articolo 111
 articolo 111
 articolo 111
 sentenza 
 sentenza 
 art.110
 art.111
 sentenza 
 sentenza 
 art.110
 articolo 111
 articolo 110
 articolo 10
 art.5