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Timestamp: 2019-08-18 14:05:02+00:00

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Investimenti intra-UE. La Corte di Giustizia limita il ricorso alle procedure arbitrali per la risoluzione di controversie sorte nell’ambito di Trattati Bilaterali di Investimento tra Stati Membri - Lexology
Investimenti intra-UE. La Corte di Giustizia limita il ricorso alle procedure arbitrali per la risoluzione di controversie sorte nell’ambito di Trattati Bilaterali di Investimento tra Stati Membri
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Investimenti intra-UE. La Corte di
Giustizia limita il ricorso alle
procedure arbitrali per la risoluzione
di controversie sorte nell’ambito di
Trattati Bilaterali di Investimento tra
SOCIETÀ, DIRITTO COSTITUZIONALE E INTERNAZIONALE, ARBITRATO E ADR,
Il 19 luglio 2018 la Commissione
Europea ha pubblicato una
Comunicazione concernente la
protezione degli investimenti intra-UE
La Comunicazione è stata redatta a
seguito della sentenza della Corte di
Giustizia nella Causa Slowakische
Republik contro Achmea BV
, sulla
compatibilità con il diritto dell’Unione di
una clausola compromissoria contenuta
in un Trattato Bilaterale di Investimento
(TIB) concluso tra Stati Membri. La
sentenza sembra limitare la facoltà dei
singoli Stati Membri di inserire clausole
compromissorie nei Trattati di
Investimento Bilaterali conclusi con altri
Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio, Tutela degli investimenti
intra-UE, 19.07.2018, COM(2018) 547 final. Disponibile al seguente LINK.
CGUE 06.03.2018, Causa C-284/16, Slowakische Republik contro Achmea BV.
L’Achmea è un’impresa appartenente ad
un gruppo assicurativo olandese che
opera nel settore sanitario. In forza del
TIB del 1991 stipulato tra Paesi Bassi e
l’allora Repubblica Ceco-Slovacca,
l’Achmea ha potuto offrire liberamente in
Slovacchia servizi di assicurazione
sanitaria a partire dal 2004. Ciò è stato
possibile grazie all’apertura del mercato
assicurativo ad investitori privati e
stranieri, anche se il passaggio da un
sistema esclusivamente nazionale ad
uno concorrenziale è stato bruscamente
frenato nel 2007, quando il Governo
slovacco ha disposto il divieto di
distribuzione degli utili provenienti da
attività di assicurazione sanitaria.
L’Achmea ha, allora, invocato l’Art. 8(2)
del TIB tra Paesi Bassi e (ora)
Slovacchia il quale dispone che “… [o]gni
parte contraente accetta, con il presente
atto, che una controversia ai sensi del
paragrafo 1 del presente articolo sia
sottoposta a un collegio arbitrale qualora
non sia stata definita in via amichevole
entro un termine di sei mesi a decorrere
dalla data in cui una delle parti della
controversia ne ha richiesto la
composizione amichevole…”. La sede
scelta dalla compagnia assicuratrice per
il procedimento arbitrale è stata
Francoforte sul Meno (Germania),
rendendo, in tal modo, il diritto tedesco
applicabile al procedimento arbitrale. A
seguito di un’eccezione di incompetenza
sollevata dalla Repubblica Slovacca
dinanzi al collegio arbitrale, poi rigettata,
si è addivenuti ad un progressivo
esaurirsi dei mezzi domestici di
267 e 344 del Trattato sul
(TFUE)
. Tuttavia, una
volta adita la Bundesgerichtshof (Corte
federale di giustizia tedesca) si è
manifestato il potenziale contrasto
dell’articolo 8(2) del TIB con il diritto
dell’Unione, segnatamente, gli articoli 18,
L’articolo 18 TFUE dispone un generico
divieto di discriminazione sulla base della
nazionalità. In altre parole, la violazione
di tale articolo diverrebbe attuale laddove
un tribunale arbitrale costituisse uno
strumento di protezione e tutela, ai sensi
del diritto dell’Unione, ad esclusivo
beneficio dei cittadini degli Stati firmatari
di un TIB. Prima di appurare una
violazione di tal genere, è tuttavia
necessario determinare se i tribunali
arbitrali originati dai TIB abbiano
competenza di interpretazione e
applicazione del diritto dell’Unione
Europea, anche al fine di verificare
un’eventuale violazione degli articoli 267
e 344 TFUE.
L’articolo 267 TFUE definisce la
competenza della Corte di Giustizia a
conoscere in via pregiudiziale le
questioni che le vengono sottoposte dai
giudici nazionali. Se al tribunale arbitrale
fosse riconosciuta la competenza ad
applicare il diritto dell’Unione, si porrebbe
il problema della sua impossibilità di
effettuare il rinvio pregiudiziale in quanto
non qualificabile come giudice nazionale.
L’articolo 344 TFUE dispone invece
l’esclusività della competenza della Corte
di Giustizia ad interpretare i Trattati
(diritto primario) e gli atti di diritto derivato
come le Direttive ed i Regolamenti
dell’Unione. Applicare il diritto dell’Unione
senza il potere/dovere di presentare un
rinvio alla Corte significherebbe violare
anche questa disposizione.
Nella propria sentenza
, la Corte ha
evidenziato che l’articolo 8(6) del TIB
con riferimento alle fonti considerate del
Il lodo, emanato il 07.12.2012, stabiliva la cifra di 22,1 milioni di euro quale importo principale del
risarcimento danni dovuto da parte della Repubblica Slovacca all’Achmea BV.
Le contestazioni avanzate dalla Repubblica Slovacca non sono state condivise dal giudice tedesco.
Ciononostante, egli ha ritenuto che, poiché la Corte di Giustizia non si era ancora espressa su tali
questioni, fosse necessario presentare una domanda di pronuncia pregiudiziale alla Corte per
definire in maniera chiara il ruolo dei Trattati bilaterali di investimento ancora in vigore tra gli Stati
Membri che prevedono una clausola compromissoria analoga.
CGUE 06.03.2018, Causa C-284/16, Slovak Repuclic v. Achmea BV, paragrafo 40.
Articolo 8(6) TIB Paesi Bassi-Slovacchia: “… Il collegio arbitrale decide secondo diritto, tenendo
conto in particolare, ma non in via esclusiva: del diritto vigente della parte contraente interessata;
tribunale arbitrale, menziona il “… diritto
vigente della parte contraente
interessata…”, che non può che
comprendere il diritto dell’Unione
Europea, anche a motivo del suo primato
negli ordinamenti nazionali
. Anche per
tale ragione, la Corte ha ritenuto
incompatibile con il diritto dell’Unione
l’istituzione di tribunali arbitrali per la
risoluzione di controversie sorte
nell’ambito di un TIB contenente una
clausola compromissoria tra Stati
. La Corte ha specificato che in
caso di arbitrato commerciale, le
esigenze di efficacia del procedimento
arbitrale giustificano il fatto che il
controllo dei lodi da parte dei giudici degli
Stati Membri abbia una estensione
limitata, sempre che i fondamentali del
diritto dell’Unione possano essere
esaminati nell’ambito di tale controllo e,
se del caso, formare oggetto di un rinvio
pregiudiziale alla Corte. Tuttavia,
secondo i Giudici di Lussemburgo, un
procedimento arbitrale come quello di cui
all’articolo 8 del TBI, è diverso da un
arbitrato commerciale. Infatti, mentre il
secondo trova la sua origine
nell’autonomia privata, il primo deriva da
un trattato, mediante il quale gli Stati
Membri interessati acconsentono a
sottrarre alla competenza dei propri
organi giurisdizionali, e quindi al sistema
di vie di ricorso giurisdizionale che
l’articolo 19, paragrafo 1, secondo
comma, TUE impone loro di stabilire nei
settori coperti dal diritto dell’Unione,
controversie che possono riguardare
l’applicazione o l’interpretazione di tale
In vista della sentenza della Corte, il
Ministro olandese per il commercio
estero e lo sviluppo della cooperazione,
Sigrid A.M. Kaag, ha annunciato alla
Tweede Kamer (Camera bassa) di non
avere altra scelta che rescindere il TIB
con Slovacchia unitamente ad altri dodici
trattati bilaterali analoghi. Al contempo, il
Governo dei Paesi Bassi ha annunciato
l’avvio dell’iter per la redazione di nuovi
modelli di TIB, privi clausole arbitrali, volti
a sostituire quelli finora in vigore. Ci si
può attendere che anche gli altri Stati
Membri seguiranno questo esempio.
La sentenza in commento ha comportato
significativi effetti pratici, come la
sospensione dell’esecuzione di due
distinti lodi arbitrali riguardanti Spagna e
Polonia, decretata dalla Corte d’Appello
svedese che ha competenza di
impugnazione dei lodi arbitrali resi nel
sistema amministrato dalla Camera di
Commercio di Stoccolma
delle disposizioni del presente accordo e di qualsiasi altro accordo pertinente tra le parti contraenti;
delle disposizioni di accordi speciali relativi all’investimento; dei principi generali del diritto
internazionale…”.
CGUE 06.03.2018, Causa C-284/16, Slovak Repuclic v. Achmea BV, paragrafo 33: “… Secondo
una giurisprudenza altrettanto consolidata della Corte, l’autonomia del diritto dell’Unione, alla luce
tanto del diritto degli Stati membri quanto del diritto internazionale, si giustifica sulla base delle
caratteristiche essenziali dell’Unione e del diritto dell’Unione, relative, in particolare, alla struttura
costituzionale dell’Unione nonché alla natura stessa di tale diritto. Il diritto dell’Unione si caratterizza,
infatti, per la circostanza di essere una fonte autonoma, costituita dai Trattati, per il suo primato sui
diritti degli Stati membri nonché per l’efficacia diretta di tutta una serie di disposizioni applicabili ai
loro cittadini e agli stessi Stati membri. Tali caratteristiche hanno dato luogo a una rete strutturata di
principi, di norme e di rapporti giuridici mutualmente interdipendenti, che vincolano in modo reciproco
gli Stati membri e l’Unione, nonché gli Stati membri tra di loro [v., in tal senso, parere 2/13 (Adesione
dell’Unione alla CEDU), del 18 dicembre 2014, EU:C:2014:2454, punti da 165 a 167 e giurisprudenza
ivi citata]…”.
CGUE 06.03.2018, Causa C-284/16, , Slovak Repuclic v. Achmea BV, paragrafo 60: “… Di
conseguenza, si deve rispondere alle questioni prima e seconda dichiarando che gli articoli 267 e
344 TFUE devono essere interpretati nel senso che ostano ad una norma contenuta in un accordo
internazionale concluso tra gli Stati membri, come l’articolo 8 del TBI, in forza della quale un
investitore di uno di detti Stati membri, in caso di controversia riguardante gli investimenti nell’altro
Stato membro, può avviare un procedimento contro tale ultimo Stato membro dinanzi ad un collegio
arbitrale, la cui competenza detto Stato membro si è impegnato ad accettare…”.
Svea hovrätt, Corte d’Appello Svea, con sede a Stoccolma. Si tratta di due casi rispondenti al
Regolamento arbitrale della Camera di Commercio di Stoccolma: SCC 063/2015, Novenergia v.
In considerazione delle possibili
incertezze causate dalla sentenza
Achmea, nella sua Comunicazione di
luglio 2018 la Commissione ha
specificato che “… [n]ella sentenza
Achmea la Corte di giustizia ha stabilito
che le clausole compromissorie tra
investitori e Stato previste dai TIB intraUE
l’autonomia,
dell’UE,
compromissorie
inapplicabili
compromissorio.
Achmea.
intra-UE…”.
sulla Carta dell’Energia, concernente un
meccanismo di arbitrato tra investitori e
Stato, per ciò che concerne i rapporti
intra-UE, “… se interpretat[o]
correttamente, non prevede una clausola
compromissoria tra investitori e Stato
applicabile tra gli investitori di due diversi
Stati membri dell’UE. Dato il primato del
diritto dell’UE, tale clausola, se
interpretata come applicabile a livello
intra-UE, risulta incompatibile con il diritto
primario dell’UE e pertanto inapplicabile.
Il ragionamento della Corte per la causa
Achmea si applica in egual modo
all’applicazione intra-UE di tale clausola,
che, proprio come le clausole dei TIB
intra-UE, contempla la possibilità di
sottoporre tali controversie a un organo
esterno al sistema giudiziario dell’UE. Il
fatto che l’UE abbia anche sottoscritto il
trattato sulla Carta dell’Energia non
influisce su tale conclusione: la
partecipazione dell’UE a tale trattato ha
soltanto creato diritti e obblighi tra l’UE e
i paesi terzi e non ha influito sui rapporti
tra gli Stati membri dell’UE…”.
Tuttavia, in procedimenti arbitrali relativi
a dispute sorte nell’ambito del Trattato
sulla Carta dell’Energia svolti innanzi
all’ICSID, il Centro internazionale per la
risoluzione delle controversie in materia
di investimenti, con sede a Washington
D.C., gli arbitri hanno già avuto modo di
rigettare le eccezioni di incompetenza
presentate da alcune parti sulla base di
quanto statuito dai Giudici della Corte di
Giustizia con la sentenza Achmea,
ribadendo la non applicabilità di tale
sentenza ai procedimenti presso
l’ICSID
l’Unione Europea è un firmatario. Di
conseguenza, la Commissione ha
dichiarato che l’articolo 26 del Trattato
Meg Kinnear, segretario generale del
Centro internazionale per la risoluzione
delle controversie in materia di
investimenti, ha ribadito in un’intervista
pubblicata sul Kluwer Arbitration Blog
Spain, in forza dell’ECT, e SCC 2014/163, PL Holdings S.a.r.l. v. Poland, in forza del TIB Belgium
Luxembourg Economic Union - Poland.
Disponibile al seguente LINK.
Si veda ICSID 16.05.2018, ARB/14/1, Masdar Solar & Wind Cooperatief U.A. v. Kingdom of Spain,
paragrafo 678: “… Upon consideration of the Parties’ respective submissions and upon analysis, the
Tribunal has concluded that the Achmea Judgment has no bearing upon the present case…”,
disponibile al seguente LINK; si veda inoltre ICSID 27.07.2018, ARB/13/27, Marfin Investment Group
v. Republic of Cyprus.
l’imparzialità dell’ICSID rispetto
all’Unione Europea, sostanzialmente
confermando che è già stato fatto ampio
riferimento alla sentenza da diverse parti
in causa in più di un procedimento. Il
punto rimane, dunque, allo stato aperto.
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Aiuti di Stato e regimi di garanzia - Il Regno del Belgio avrebbe violato il diritto dell’Unione Europea nell’istituire un regime di garanzia a favore delle persone fisiche socie di determinate cooperative finanziarie *
L’Avvocato Generale Bot si esprime sul principio di non discriminazione in base alla cittadinanza nel contesto dell’Accordo di estradizione UE-USA. A determinate condizioni, i cittadini europei sono estradabili verso gli Stati Uniti in conformità al diritto dell’Unione *

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