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Assegno divorzile: tenore di vita pregresso non è unico parametro.
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Assegno divorzile, Consulta: tenore di vita pregresso non è unico parametro.
By Redazione on	 24 febbraio 2015 Attualità, Diritto famiglia, Giurisprudenza e Dottrina
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 11 dell’11 febbraio 2015, ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Firenze in relazione alla norma di cui all’art. 5 della legge sul divorzio in materia di riconoscimento di assegno divorzile.
Infatti, secondo la Cassazione, che è giudice della nomofilachia (uniformità d’interpretazione delle leggi) e che contribuisce principalmente a formare il diritto vivente, il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio rileva, per determinare in astratto il tetto massimo della misura dell’assegno, ma in concreto quel parametro deve essere successivamente bilanciato, caso per caso, con tutti gli altri criteri indicati nello stesso art. 5.
Secondo il consolidato orientamento della Cassazione, infatti, tutti i criteri “agiscono come fattori di moderazione e diminuzione della somma considerata in astratto” e possono anche ad azzerarla (Cass. Civ. n. 2546/2014, Cass. Civ. n. 24252/2013 e Cass. Civ. n. 23797/2013).
In particolare, nella citata sentenza del 5 febbraio 2014, la Cassazione ha precisato che l’accertamento del diritto all’assegno di divorzio si articola in due fasi.
In un primo momento il giudice verifica l’esistenza del diritto all’assegno in astratto, con riferimento all’inadeguatezza dei mezzi o all’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive, ponendoli in raffronto con il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, o che poteva legittimamente fondarsi su aspettative maturate nel corso del matrimonio, fissate al momento del divorzio, per poi determinare il quantum delle somme per superare l’inadeguatezza di detti mezzi, che costituiscono il tetto massimo della misura dell’assegno.
Nella seconda fase, il giudice deve procedere alla determinazione in concreto dell’assegno in base alla valutazione equilibrata e bilaterale dei criteri indicati nell’art. 5, che possono contenere e diminuire la somma considerata in astratto, e in ipotesi estreme anche azzerarla, quando la conservazione del tenore di vita assicurato dal matrimonio sia incompatibile con gli elementi di quantificazione (Cass. Civ. n. 15611/2007 e Cass. Civ. n. 18241/2006).
Corte Cost. ,Sentenza 9 – 11 febbraio 2015, n. 11

References: sentenza 
 art. 5
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 Cass.