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Corte dei Conti Roma, sez. contr. Enti, Sentenza n. 56 del 28 gennaio 1994 - Dirittodautore.it
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La persistente contestazione operata dalla S.I.A.E. in ordine al proprio assoggettamento al controllo della Corte dei conti rende indilazionabile l'adozione di un provvedimento legislativo che, da una parte, elimini ogni residua perplessità dell'ente circa la sussistenza di detto controllo e, dall'altra, assimili le procedure del controllo a quelle degli enti controllati secondo il modulo previsto dall'art. 12 della legge n. 259 del 1958 che consente l'accesso diretto del magistrato delegato al controllo alla documentazione contabile dell'ente.
Corte dei Conti Roma, sez. contr. Enti, Sentenza n. 56 del 28 gennaio 1994
Giovanni d'Ammassa 28 Gennaio 1994
Massime tratte dal testo della sentenza:
È manifestamente infondata, avuto riguardo agli art. 2, 3 e 96 cost., la questione di legittimità costituzionale della l. 22 aprile 1941 n. 633 art. 180, che ha trasformato autoritativamente la S.I.A.E. in ente pubblico.
La persistente contestazione operata dalla S.I.A.E. in ordine al proprio assoggettamento al controllo della Corte dei conti rende indilazionabile l’adozione di un provvedimento legislativo che, da una parte, elimini ogni residua perplessità dell’ente circa la sussistenza di detto controllo e, dall’altra, assimili le procedure del controllo a quelle degli enti controllati secondo il modulo previsto dall’art. 12 della legge n. 259 del 1958 che consente l’accesso diretto del magistrato delegato al controllo alla documentazione contabile dell’ente.
Il richiamato modulo di controllo, che costituisce momento propedeutico al controllo del parlamento, trova fondamento e giustificazione nella natura di ente economico della S.I.A.E., nella crescente incidenza degli introiti direttamente correlati agli incassi da accertamento e riscossione di tributi erariali costituenti forme di sovvenzioni indirette, nella necessità di una costante verifica che i fini pubblici connessi all’ente siano effettivamente perseguiti e che le risorse, acquisite nell’attività gestoria, siano impiegate in conformità all’ordinamento vigente e nelle esigenze di trasparenza ed imparzialità caratterizzanti l’attività di gestione di qualunque ente pubblico.
L’esclusione della S.I.A.E., individuata dal Cipe tra gli enti pubblici da privatizzare, dalle procedure di trasformazione in S.p.A., necessita di apposito provvedimento legislativo che escluda dalla procedura in parola gli enti che non perseguano fini di lucro essendo incontestabile la natura di ente pubblico da riconoscere alla società in quanto direttamente discendente dall’E.I.D.A. – Ente italiano per il diritto d’autore – qualificato come ente di diritto pubblico dal r.d. 24 agosto 1942 n. 1799 di approvazione dello statuto la cui denominazione fu modificata in Società italiana autori ed editori con d.l. 20 luglio 1945 n. 433.
L’esecuzione della sentenza n. 97 del 1992 del Consiglio di Stato che ha anato le norme statutarie della S.I.A.E. per la nomina delle commissioni di sezione e talune norme del regolamento del fondo di solidarietà tra soci, in quanto inique e discriminatorie tra la categoria dei soci, da una parte, e quella degli iscritti dall’altra, esclusa da ogni responsabilità gestoria, oltre che dal diritto di elettorato attivo e passivo, postula l’attuazione di un nuovo assetto statutario che tenga conto dell’esigenza di evitare, non solo, ogni discriminazione tra gli aderenti al sodalizio, assicurando una più ampia partecipazione della base associativa alle vicende gestorie di maggior rilievo nella vita dell’ente, ma altresì, ogni soluzione non coerente con la natura pubblicistica della S.I.A.E..
Contrasta con l’art. 1 del decreto presidenziale di scioglimento degli organi della S.I.A.E. il mantenimento in servizio del direttore generale, oltre il limite massimo di età previsto dal regolamento, non solo quale dipendente, ma anche come organo societario giacchè tale disposizione, nello statuire la cessazione delle rispettive funzioni di tutti gli organi di cui agli art. 30 e 58 dello statuto, non può non aver investito anche il direttore generale, espressamente contemplato tra gli organi dalla prima delle citate norme statutarie.
Negli esercizi di riferimento ha contribuito ad un elevato grado di efficienza della situazione economico-gestionale della S.I.A.E. il considerevole incremento degli incassi pressochè riscontrabili in tutti i settori amministrativi, principalmente nel servizio di riscossione svolto per conto dello Stato e della regione siciliana il cui andamento è stato favorevolmente influenzato dall’aumento di talune aliquote di imposta e da una più capillare organizzazione del servizio.
Concorrono a realizzare il notevole incremento delle dimensioni della gestione patrimoniale della S.I.A.E. l’ingente massa dei titoli bancari e postali, cui sono direttamente ricollegabili la maggior parte dei proventi patrimoniali (interessi attivi) iscritti a bilancio, il progressivo incremento degli immobili di proprietà, il cui acquisto, favorito anche dalla elevata liquidità della gestione, risulta, peraltro, in gran parte, giustificato da esigenze di funzionalità delle sedi periferiche.
Precedente Corte di Appello di Perugia, Sentenza del 24 gennaio 1994
Prossimo Corte di Cassazione civile, sez. I, Sentenza n. 1392 del 11 febbraio 1994

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 2
 art. 180
 sentenza 
 art. 30
 Sentenza 
 Sentenza