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BOLOGNA 8 APRILE 2011 SALA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI BOLOGNA VIA ZAMBONI,13 BOLOGNA - PDF
BOLOGNA 8 APRILE 2011 SALA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI BOLOGNA VIA ZAMBONI,13 BOLOGNA
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1 NUOVE SOLUZIONI IN TEMA DI RAPPORTI TRA ENTI LOCALI E SOCIETA PARTECIPATE: GLI ASPETTI ECONOMICI, PATRIMONIALI E FINANZIARI LA VALORIZZAZIONE E LO SVILUPPO DEL TERRITORIO BOLOGNA 8 APRILE 2011 SALA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI BOLOGNA VIA ZAMBONI,13 BOLOGNA
2 PROMOTORI DEL CONVEGNO Provincia di Bologna Comune di Bologna con l intervento organizzativo di Politeia Associazione Consulting Apertura dei Lavori: Beatrice Draghetti Presidente della Provincia di Bologna Interventi di : Matteo Piantedosi Sub Commissario al Comune di Bologna Maria Bernardetta Chiusoli Assessore al Bilancio della Provincia di Bologna Luciano Salsi Presidente di Politeia Associazione Consulting TAVOLA ROTONDA Moderatori: Marco Benni Claudio Mengoli Partecipano: Giuseppina Gualtieri Presidente Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna Spa Duccio Campagnoli Consigliere Delegato Bologna Fiere Spa Bologna Luigi Castagna Consigliere HERA Spa Bologna Tommaso Bonino Dirigente SRM Spa Bologna 2
3 POLITEIA CONSULTING ASSOCIAZIONE BOLOGNA CHI E POLITEIA Politeia Consulting è una associazione culturale senza scopo di lucro, con sede in Bologna Via Galliera, 22, costituita da professionisti che intendono mettere al servizio del comparto pubblico allargato le proprie professionalità. COSA FA POLITEIA L Associazione si propone di promuovere, coordinare e supportare iniziative utili alla diffusione della conoscenza dei settori di interesse degli associati, con particolare riferimento al comparto pubblico ( Enti locali Territoriali, Sanità, ASP, ecc), all attività di revisione in senso lato, all attività di supporto alle procedure concorsuali ed alle attività straordinarie riferite al comparto privato e cooperativo. L Associazione si prefigge, altresì, di promuovere la crescita culturale degli associati attraverso il controllo della qualità delle modalità organizzative e di gestione delle procedure di controllo e valutazione. A tal proposito l Associazione può: 1. favorire tra gli associati la creazione di gruppi scientifici, di studio e di lavoro al fine di formulare proposte o approfondire problematiche attinenti le attività indicate nel presente Statuto; 2. prestare assistenza e fornire ogni adeguato supporto agli Enti Locali ed agli Enti Pubblici in genere, e nella gestione delle procedure inerenti la predisposizione e redazione del Bilancio Consolidato, nonché nelle procedure inerenti gli organismi di valutazione e di revisione e controllo; 3. promuovere e gestire attività formative per elevare la professionalità degli associati, quali, a titolo esemplificativo, l organizzazione di conferenze, seminari, corsi, la pubblicazione e divulgazione di circolari, periodici e giornali; 4. realizzare un mutuo scambio di esperienze fra gli associati, al fine di creare un patrimonio comune di conoscenze che consenta a tutti di migliorare l attività consulenziale degli Associati nelle aree di intervento; 5. promuovere, approfondire e divulgare le normative vigenti in riferimento al comparto pubblico e privato anche tramite l organizzazione di conferenze, seminari, corsi, la pubblicazione e divulgazione di circolari, periodici e giornali. QUALI SONO GLI ASSOCIATI FONDATORI DI POLITEIA I professionisti che hanno partecipato all atto costitutivo di Politeia sono: - dott. LUCIANO SALSI, Dottore Commercialista /Revisore Legale dei Conti (Presidente) con studio in Bologna- Via Galliera, 22 Telef Mail: studiolsalsi.it - dott. CLAUDIO MENGOLI, Dottore Commercialista/Revisore Legale dei Conti, (Vice Presidente), con studio in Bologna Via Lame 46 Telef Mail: - dott. MARCO BENNI, Dottore Commercialista/Revisore Legale dei Conti con studio in Bologna Via G.Pizzirani, 8 telef Mail : libero.it - dott. CARLO COLLETTI, Dottore Commercialista /Revisore Legale dei Conti (Revisore) con studio in Bologna Via Massimo D Azeglio 34 telef Mail : - dott. SANDRO GHERARDINI, Revisore Legale dei Conti in Bologna (Revisore) con studio in Bologna Via S. Mamolo 155 Telef Mail : - dott. ROBERTO TRIVELLINI, Dottore Commercialista/Revisore Legale dei Conti con Studio in Napoli Via Fedro, 4 Telef Mail : - dott. RUGGERO RUGGIERI, Dottore Commercialista /Revisore Legale dei Conti (Tesoriere) con Studio in Bologna Via Fossalta, 1 Telef Mail: studioruggieri.org - avv. GIANLUCA GIORGI, Avvocato con studio in Bologna Via Rolandino 2 Telef Mail : - avv. ROBERTO MANTOVANO, Avvocato con studio in Firenza Via Carducci, 16 Telef Mail : studioprofessionisti.net - avv. PIETRO MAZZANTI, Avvocato con studio in Bologna Via Riva di Reno, 4 Telef Mail : macbarlex.it 3
4 NUOVE SOLUZIONI IN TEMA DI RAPPORTI TRA ENTI LOCALI E SOCIETÀ PARTECIPATE: L ESPERIENZA DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA IN AREA BLU SPA Estratti dalle slides di: Maria Bernardetta Chiusoli Assessore al Bilancio, Attuazione del programma e Lavori pubblici TIPOLOGIA DI SOCIETÀ PARTECIPATE DALLA PROVINCIA DI BOLOGNA GESTIONE SERVIZI PUBBLICI - ATC S.p.A. (37,15%) - FER Ferrovie Emilia Romagna S.r.l. (0,10%) GESTIONE INFRASTRUTTURE STRAGEGICHE PER LO SVILUPPO ECONOMICO - Aeroporto Marconi di Bologna S.p.A. (10,00 %) - BolognaFiere S.p.A. (12,85%) - CAAB Centro Agroalimentare di Bologna S.c.p.A. (1,54%) - Interporto di Bologna S.p.A. (17,56 %) SOCIETA STRUMENTALI - AREA BLU SpA (7,14%) - Autostazione Bologna SpA (33,11 %) - CUP 2000 SpA (5,89%) - Finanziaria Bologna Metropolitana SpA (32,83%) - Lepida SpA (0,005%) - SRM Reti e Mobilita SpA (38,38 %) PROMOZIONE E SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO DEL TERRITORIO - Bologna Turismo Srl in liquidazione (10,08%) - Cisa Soc.cons.a r.l. (51,00%) - CRPA Centro Ricerche Produzioni animali SpA (0,70%) - GAL Appennino bolognese Soc. cons. a r.l. ( 0,80%) - PromoBologna Soc.cons. a r.l. (di cui la Provincia recentemente ha esercitato il recesso) (31,85 %) - STAI Società Turismo Area Imolese (5,57%) - Banca Popolare Etica S.coop.p.A. (partecipazione simbolica di Euro 52,50) - Interporto di Bologna S.p.A. (17,56 %) 4
5 L EVOLUZIONE NORMATIVA DELLE SOCIETÀ PARTECIPATE DAGLI ENTI LOCALI Nel corso degli anni sono aumentati gli interventi del legislatore nei confronti delle Società pubbliche volti a fissare limiti: alla partecipazione alla sfera di azione e funzionamento con l obiettivo di tutelare la concorrenza e il mercato e di perseguire obiettivi di finanza pubblica LIMITI ALLA PARTECIPAZIONE PUBBLICA Art. 3 commi 27/32 della legge 244 /2007 ( Finanziaria 2008) Limiti alla partecipazione pubblica - Parere Revisori. Finalità: tutela della concorrenza e del mercato. Divieto generalizzato per le pubbliche amministrazioni di costituire o mantenere partecipazione in Società aventi ad oggetto: produzione di beni o servizi non strettamente necessarie al perseguimento delle proprie finalità istituzionali. E sempre ammessa la partecipazione a Società che producono servizi di interesse generale La costituzione e/o il mantenimento della partecipazione deve essere motivato. La necessità di provvedimenti di trasferimento di risorse umane, finanziarie e strumentali in misura adeguata. I Revisori asseverano, trasmettono una relazione al MEF e segnalano eventuali inadempimenti alla Corte dei Conti - Sez. Regionale. Art. 14, comma 32 del D.L. 78 convertito in legge 122/2010 (Manovra economica 2010) limitazione in relazione alle fasce demografiche Finalità: Perseguimento di obiettivi finanziari attraverso il conferimento della spesa pubblica e il miglioramento dei saldi di bilancio, sul presupposto che gli Enti di maggiore estensione demografica diano garanzia di maggiore efficienza. Divieto: di costituire e mantenere partecipazioni societarie per i comuni con popolazione inferiore a abitanti (fino a abitanti vi è invece la possibilità di detenere una sola partecipazione). Entro il 31 dicembre 2011, i comuni mettono in liquidazione le Società già costituite alla data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero ne cedono le partecipazioni. Le modalità attuative sono determinate con Decreto Ministro per i rapporti con le Regioni, di concerto con i Ministri Economia e Finanze. Parere Corte dei Conti, Sez. Regionale di Controllo della Lombardia n. 959/2010. Art. 13 Decreto Bersani convertito con legge 248/2006 limiti alle Società strumentali Finalità: Evitare distorsioni alla concorrenza e del mercato. Le Società a capitale interamente pubblico o misto, partecipate dalle Regioni ed Enti Locali per la produzione di beni e servizi strumentali: devono operare a favore degli Enti, partecipanti, costituenti, affidanti; non possono operare a favore di altri soggetti pubblici o privati, né in affidamento diretto, né con gara; non possono acquisire partecipazioni in altre Società o Enti aventi sede nel territorio nazionale; sono ad oggetto sociale esclusi. Sono escluse dai divieti solo: i servizi di committenza o le centrali di committenza apprestati a livello regionale e le Società che gestiscono servizi pubblici locali La violazione dei divieti comporta la sanzione dell illegittimità degli affidamenti extra moenia e della nullità dei contratti conclusi dopo l entrata in vigore del decreto. 5
6 Parere Corte dei Conti, Sez. Regionale di Controllo della Lombardia n. 959/2010. Art. 13 Decreto Bersani convertito con legge 248/2006 limiti alle Società strumentali Finalità: Evitare distorsioni alla concorrenza e del mercato. Le Società a capitale interamente pubblico o misto, partecipate dalle Regioni ed Enti Locali per la produzione di beni e servizi strumentali: devono operare a favore degli Enti, partecipanti, costituenti, affidanti; non possono operare a favore di altri soggetti pubblici o privati, né in affidamento diretto, né con gara; non possono acquisire partecipazioni in altre Società o Enti aventi sede nel territorio nazionale; sono ad oggetto sociale esclusi. Sono escluse dai divieti solo: i servizi di committenza o le centrali di committenza apprestati a livello regionale e le Società che gestiscono servizi pubblici locali La violazione dei divieti comporta la sanzione dell illegittimità degli affidamenti extra moenia e della nullità dei contratti conclusi dopo l entrata in vigore del decreto. L EVOLUZIONE DELL USO DELLO STRUMENTO SOCIETARIO Prima fase: la Società per la gestione dei servizi pubblici locali: la disposizione contenuta nell art. 22 terzo comma lett. e) della legge 142/1990 dà avvio alla costituzione di Società per la gestione dei servizi pubblici locali; strumento particolarmente adatto per favorire processi di privatizzazione. Seconda fase: Società per esternalizzare servizi dell ente locale: la Società diventa lo strumento per gestire non più solo servizi pubblici locali ma anche per gestire servizi e attività proprie dell ente al fine di raggiungere maggiore efficienza, efficacia ed economicità. Terza fase: Società per creare utilità a favore dell Ente Locale: volto a creare direttamente o indirettamente utilità a favore dell Ente Locale diventando quindi lo strumento per l intervento in settori ritenuti strategici ovvero lo strumento per creare reddito da utilizzare per le finalità dell Ente. SOCIETA IN HOUSE PROVIDING Si tratta di Società che presentano le seguenti caratteristiche: Totale partecipazione pubblica Controllo analogo a quello esercitato sui servizi dell Ente Attività esercitata prevalentemente nei confronti dell Ente/Enti pubblici che la detengono. Il modello in house providing legittima l affidamento diretto senza svolgimento di gara; costituisce un modello organizzativo dell Ente pubblico per la produzione di beni e servizi. 6
7 FATTORI CRITICI DI SUCCESSO PER IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DELLE SOCIETA STRUMENTALI IN HOUSE PROVIDING PRESENZA DI STRUMENTI DI INDIRIZZO E PIANIFICAZIONE STRATEGICA Le strategie devono essere finalizzate al raggiungimento degli obiettivi stabiliti in sede di programmazione. L Ente deve: - conoscere l attività della società e fare riferimento essenzialmente ai dati gestionali ed economico-finanziari. - disporre di strumenti di direzione e controllo adeguati anche a garantire il costante rispetto della legge. - non può limitarsi ad approvare il bilancio d esercizio ma deve potere indirizzare la gestione ed incidere sui risultati economici e finanziari. E necessario creare un sistema analogo a quello di cui l Ente locale si dota, che prevede l espressione di indirizzi di gestione alle società partecipate e controlli preventivi, concomitanti e successivi sulla loro attività e sui risultati ottenuti. FATTORI CRITICI DI SUCCESSO PER IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DELLE SOCIETA STRUMENTALI IN HOUSE PROVIDING PRESENZA DI ADEGUATI SISTEMI DI CONTROLLO I Sistemi di controllo devono: Essere strutturali (Statuto, patti parasociali, convenzione) Essere esercitati in modo effettivo, lasciandone evidenza Orientare i processi decisionali del CdA e verificare lo stato di attuazione degli obiettivi. In buona sostanza, l Ente deve esercitare forme di CONTROLLO ANALOGO a quello che esercita per i propri servizi, in tal modo si rende legittimo l affidamento IN HOUSE. E sufficiente che il controllo sull Ente affidatario, purché effettivo e reale, sia esercitato dagli enti partecipanti nella loro totalità. (Consiglio di Stato, Sez. V 26/08/09, 5082) e deve intendersi assicurato anche se svolto non individualmente, ma congiuntamente dagli enti associati, deliberando a maggioranza, ma a condizione che sia effettivo (Consiglio di Stato, Sez.V 09/03/09, n.1365) 7
8 AREA BLU S.P.A. AREA BLU S.p.A., società strumentale in house, opera nel settore della gestione della sosta, della gestione del traffico e della mobilità per conto dei soci, operando in qualità di Società in house providing. I risultati conseguiti, l esperienza maturata e le tecnologie acquisite con l avvio di queste attività collocano Area Blu in una posizione di avanguardia nell uso delle tecnologie a supporto delle attività di controllo e di prevenzione dell incidentalità stradale. 8
9 I SERVIZI AFFIDATI O IN CORSO DI AFFIDAMENTO AD AREA BLU SICUREZZA STRADALE: CONTROLLO DELLA VELOCITÀ TRAMITE UN SISTEMA DI RILEVAZIONE AUTOMATICA (AUTOVELOX) COSAP: ripristino del canone di occupazione di spazi e aree pubbliche CONVENZIONE DANNI DA SINISTRI STRADALI (Il servizio è in corso di progettazione) SICUREZZA STRADALE: CONTROLLO DELLA VELOCITÀ TRAMITE UN SISTEMA DI RILEVAZIONE AUTOMATICA (AUTOVELOX) FINALITA STRATEGICHE: Migliorare gli standard di sicurezza stradale facilitando l attività di controllo della Polizia provinciale in ordine al rispetto della norme sulla circolazione nelle strade, prevedendo a supporto l utilizzo di tecnologie innovative nel rispetto del vigente quadro normativo OGGETTO DEL SERVIZIO - realizzazione e gestione del sistema di rilevamento per l accertamento automatico delle violazioni e delle attività amministrative e gestionali relative ai procedimenti sanzionatori - realizzazione dell attività di comunicazione e prevenzione incidenti SICUREZZA STRADALE: CONTROLLO DELLA VELOCITÀ TRAMITE UN SISTEMA DI RILEVAZIONE AUTOMATICA (AUTOVELOX) MODALITA OPERATIVE - fornitura e installazione delle postazioni fisse di rilevamento compresa la relativa manutenzione - messa a disposizione di una propria struttura organizzativa per la gestione del servizio e l attivazione del sistema informatico - attivazione di sistemi per l informazione al cittadino - redazione dei verbali e relativa spedizione compresa la reintestazione del verbale a carico dell effettivo proprietario e tutti i successivi incombenti CONTROLLO -controllo entrate: mensile tramite confronto transiti/verbali per verifica congruenza - controllo regolarità postazioni segnalazione immediata malfunzionamento postazioni.- monitoraggio periodico andamento servizio: incontri strutturati con tecnici Area Blu e Provincia 9
10 SICUREZZA STRADALE: CONTROLLO DELLA VELOCITÀ TRAMITE UN SISTEMA DI RILEVAZIONE AUTOMATICA (AUTOVELOX) RISULTATI SERVIZIO - riduzione dell incidentalità SICUREZZA STRADALE: CONTROLLO DELLA VELOCITÀ TRAMITE UN SISTEMA DI RILEVAZIONE AUTOMATICA (AUTOVELOX) RISULTATI SERVIZIO - Postazioni fisiche installate Totale postazioni fisiche 20 Totale direzioni controllate 29 Totale apparati 14 N.B. Oggi attivi solo 11 a seguito della Circolare Ministeriale dicembre
11 INFRAZIONI ELEVATE NELL ANNO ANDAMENTO DEGLI ACCERTAMENTI PER SANZIONI STRADALI (VERBALI) E RELATIVI INCASSI COSAP: RIPRISTINO DEL CANONE DI OCCUPAZIONE DI SPAZI E AREE PUBBLICHE FINALITA STRATEGICHE supportare la Provincia di Bologna nelle attività necessarie alla reintroduzione del canone di occupazione degli accessi carrai, oggi applicato solo alle Aree di Servizio carburante, prevedendo a supporto l utilizzo di tecnologie innovative nell ambito del vigente quadro normativo OGGETTO DEL SERVIZIO verifica della congruità e correttezza dei dati tecnici riferiti agli accessi effettuazione di sopralluoghi e rilievi attività amministrative e tecniche necessarie per la registrazione dei dati raccolti attività di ricevimento pubblico, attivazione di un servizio di sportello telefonico e realizzazione di uno sportello informativo on line attività di data-entry per l immissione dei dati nella banca dati 11
12 COSAP: RIPRISTINO DEL CANONE DI OCCUPAZIONE DI SPAZI E AREE PUBBLICHE MODALITA OPERATIVE - messa a disposizione di una struttura organizzativa propria per la gestione del servizio di informazione all utenza e di verifica e aggiornamento dati - attivazione di uno sportello telefonico con tre operatori per la risposta on line ai quesiti dell utenza o attivazione delle procedure per la risoluzione di specifici problemi - attivazione di sistemi per l informazione al cittadino CONTROLLI - ogni variazione sostanziale di dati relativi agli accessi viene controllata e validata immediatamente dagli uffici della Provincia - qualsiasi variazione di dati, anche non sostanziale, viene comunque verificata dagli operatori provinciali prima di essere recepita nella banca dati ufficiale RISULTATI ATTESI - minimizzazione dell impatto sull utenza - spedizione dei bollettini entro tempi certi - gestione integrata del processo, attraverso monitoraggi strutturati CONVENZIONE DANNI DA SINISTRI STRADALI Progetto di affidamento ancora in fase di studio FINALITA STRATEGICHE: in caso di sinistri stradali, provvedere con immediatezza alla riparazione dei danni arrecati al patrimonio stradale senza costi aggiuntivi per l ente, ridurre l impiego di personale operaio per un attività non programmabile, ridurre per l ente le attività amministrative relative alla richiesta di risarcimento danni OGGETTO DEL SERVIZIO: affidamento del servizio di pronto intervento, riparazione danni e, qualora sia necessario, progettazione delle opere di ripristino; il servizio è a costo zero in funzione della surroga dell affidatario nella richiesta danni nei confronti del responsabile del sinistro; si stanno verificando le condizioni per un intervento diretto dell affidatario anche nei casi in cui non sia rintracciabile il responsabile del sinistro CONVENZIONE DANNI DA SINISTRI STRADALI Progetto di affidamento ancora in fase di studio MODALITA OPERATIVE: intervento di diverse squadre dell affidatario sul territorio con tempi di intervento controllati, numero verde per le segnalazioni a disposizione di provincia, altri enti e forze di polizia; a fronte dell avvenuto sinistro, si procede alla riparazione dei danni o, nei casi più problematici, alla segnalazione di emergenza, concordando in un secondo tempo i ripristini con la provincia CONTROLLI: la Provincia è sempre avvertita in caso di intervento ed è sempre possibile un controllo, ogni azione dell appaltatore è rendicontata accuratamente, per riparazioni ingenti il progetto di intervento è approvato preventivamente dalla provincia RISULTATI: Target da inserire nella convenzione, ancora allo studio 12
13 NUOVE SOLUZIONI IN TEMA DI RAPPORTI TRA ENTI LOCALI E SOCIETÀ PARTECIPATE Estratti dalle slides del Dott. MATTEO PIANTEDOSI Sub Commissario al Comune di Bologna QUESTIONI APERTE E PROSPETTIVE a) Il Regolamento attuativo dell art. 23bis, DL n. 112/2008 conv. in L.133/2008: l assoggettamento delle società in house al patto di stabilità interno. Il bilancio consolidato b) I rapporti economici tra Ente e società (art. 6. comma 19, DL 78/2010, conv. In L.122/2010) c) Il patrimonio delle società pubbliche. La distribuzione delle riserve d) Il patrimonio immobiliare dell Ente e delle ASP: ipotesi di gestione A) IL REGOLAMENTO ATTUATIVO DELL ART. 23BIS, DL N. 112/2008 CONV. IN L.133/2008: L ASSOGGETTAMENTO DELLE SOCIETÀ IN HOUSE AL PATTO DI STABILITÀ INTERNO. IL BILANCIO CONSOLIDATO Il D.P.R. n. 168/2010 rinvia le modalità e la modulistica per l assoggettamento al patto di stabilità interna degli organismi partecipati ai decreti attuativi previsti dalla legge n. 42/2009 in materia di bilancio consolidato, nell ambito del più ampio tema del federalismo fiscale. La legge n. 42/2009 di delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell articolo 119 della Costituzione, prevede l emanazione di alcuni decreti legislativi, tra cui uno relativo alle modalità di coordinamento del bilancio finanziario con quello economico. Nonostante l esistenza di forti perplessità circa le modalità e i soggetti da consolidare, vi sono diverse PA che già hanno intrapreso la strada del bilancio consolidato in maniera concreta. Anche il Comune di Bologna ha avviato un primo lavoro di ricognizione dei dati da aggregare e dei criteri di consolidamento, con l Atto di indirizzo del Commissario Straordinario P.G. n del 13/10/2010. A) D.P.R. n. 68/ Regolamento attuativo art. 23bis. L assoggettamento delle società in house al patto di stabilità interno e il bilancio consolidato La Riforma dei servizi pubblici locali (art. 23bis, legge n. 133/2008) ha previsto anche l emanazione di un Regolamento in cui si sarebbero dovute chiarire alcune questioni rimaste in sospeso nel testo della norma. Tra queste, le modalità dell assoggettamento delle società in house al patto di stabilità interno. E stato così emanato il D.P.R. n. 168/2010 che, tuttavia, non fornisce significative risposte sul tema. Il testo regolamentare, infatti, rinvia le modalità e la modulistica per l assoggettamento al patto di stabilità interno ai decreti attuativi previsti dalla legge n. 42/2009 in materia di bilancio consolidato, nell ambito del più ampio tema del federalismo fiscale. In tema di società che adottano il modello dell in house providing, è bene sottolineare che oggi, a seguito degli interventi normativi volti ad assoggettare tali soggetti alla disciplina pubblicistica, risulta difficile un utilizzo pieno dello strumento. Tali società, infatti, nascono in Inghilterra con l intento di configurare uffici esterni della pubblica amministrazione, utilizzando il modello societario che libera da vincoli burocratici, da tempistiche spesso fuori mercato e favorisce la presenza di soggetti professionalmente qualificati. L assoggettamento ai vincoli stabiliti per le pubbliche amministrazioni, se da un lato mira a redimere certe utilizzazioni distorsive, dall altro tende a vanificare i benefici dello strumento. Per quanto riguarda il legame presente tra le società partecipate dall Ente pubblico, nell ottica di una maggiore compenetrazione tra essi, da tempo si prospetta la 13
14 necessità di utilizzare strumenti di consolidamento tipici delle grandi strutture societarie. Come si diceva, la legge n. 42/2009 di delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell articolo 119 della Costituzione, è stata prevista l emanazione di alcuni decreti legislativi tra cui uno relativo alle modalità di coordinamento del bilancio finanziario con quello economico, che ritroviamo nel Regolamento attuativo dell art. 23bis. Pur sussistendo forti perplessità circa le modalità e i soggetti da consolidare, vi sono diverse Pubbliche Amministrazioni che già hanno intrapreso questa strada in maniera concreta e con un buon successo. Tra i Comuni ricordiamo Torino, Pisa, Pistoia, Siena, Venezia. Anche il Comune di Bologna ha avviato un progetto sperimentale di aggregazione dei dati economico-finanziari dei diversi organismi, societari e non, partecipati dal Comune, al fine di sviluppare una prima realizzazione di bilancio consolidato. Per questo motivo, lo scorso 13 ottobre 2010, il Commissario Straordinario ha proceduto all approvazione dell Atto di indirizzo P.G. n /2010. B) I RAPPORTI ECONOMICI TRA ENTE E SOCIETÀ (ART. 6. COMMA 19, DL 78/2010, CONV. IN L.122/2010) Obiettivi maggiore efficienza delle società pubbliche, disincentivare atteggiamenti degli Enti pubblici volti ad accollarsi la sopravvivenza di soggetti economici inefficienti. Strumento divieto per le PA 14 inserite nel CE consolidato di effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, rilascio di garanzie a favore delle società partecipate non quotate che abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio o utilizzato riserve disponibili per il ripianamento di perdite. Deroghe consentiti solo trasferimenti giustificati da convenzioni,contratti di servizio o di programma relativi a svolgimento di servizi di pubblico interesse o realizzazione di investimenti. consentiti laddove si presentino gravi pericoli per la sicurezza pubblica, l ordine pubblico e la sanità. Al fine del perseguimento di una maggiore efficienza delle società pubbliche, tenuto conto dei principi nazionali e comunitari in termini di economicità e di concorrenza, le pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato, di cui all articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, (tra cui rientrano tutti gli enti locali) non possono, salvo il caso di riduzione del capitale al di sotto del limite legale, effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, né rilasciare garanzie a favore delle società partecipate non quotate che abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio, ovvero che abbiano utilizzato riserve disponibili per il ripianamento di perdite anche infrannuali. Sono consentiti solo i trasferimenti, aventi natura di corrispettivi o di contributi a destinazione vincolata, previsti da convenzioni, contratti di servizio o di programma. relativi allo svolgimento di servizi di pubblico interesse ovvero alla realizzazione di investimenti. Inoltre, è possibile la deroga al divieto laddove si presentino gravi pericoli per la sicurezza pubblica, l ordine pubblico e la sanità. In tal caso, al fine di salvaguardare la continuità nella prestazione di servizi di pubblico interesse, su richiesta della amministrazione interessata, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri adottato su proposta del Ministro dell economia e delle finanze, di concerto con gli altri Ministri competenti e soggetto a registrazione della Corte dei Conti, possono essere autorizzati gli interventi vietati. La norma mira a disincentivare atteggiamenti variamente diffusi con cui gli Enti pubblici si accollano la sopravvivenza di soggetti economici che non sono in grado di incrementare positivamente il proprio capitale. Tali pratiche possono, nel tempo, condurre l Ente pubblico ad esborsi anche ingenti per garantire il mantenimento di queste società di cui non è possibile intravedere un futuro sostenibile. In tal caso, anche alla luce di recenti pronunce della Corte dei Conti, è evidente l opportunità per la Pubblica Amministrazione di dismettere tali partecipazioni, utilizzando le risorse risparmiate per il finanziamento di altri settori di attività. D altra parte, il comma 27, art. 3, legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008), tutt ora in vigore, obbliga gli Enti locali ad un attenta analisi del proprio portafoglio di investimenti, affinché essi corrispondano alle proprie finalità istituzionali. Il termine finale per l adempimento previsto da questa norma è il 31/12/2010.
15 Il Comune di Bologna ha già proceduto, con atti separati e successivi per gruppi di società, tra il 2008 e il E opinione condivisa, tuttavia, che la ricognizione e la rivalutazione della presenza dell Ente locale in una società debba essere oggetto di una verifica dinamica, alla luce di condizioni, interne o esterne, che via via mutano nel tempo. Non può sussistere la ragione strategica della permanenza in una compagine societaria, laddove la società non abbia le potenzialità per perseguire efficacemente un interesse qualificato per l Ente, ma sia al contrario suscettibile di causare danni al bilancio del socio pubblico e, di conseguenza, alla collettività da esso amministrata. C) IL PATRIMONIO DELLE SOCIETÀ PUBBLICHE. LA DISTRIBUZIONE DELLE RISERVE. Storicamente: molte società partecipate da EELL hanno beneficiato della rinuncia degli Enti soci al riparto di utili in sede di approvazione assembleare, in modo da favorire lo sviluppo del soggetto privato Oggi: la congiuntura economica richiede un inversione di tendenza. Nasce l esigenza per gli Enti pubblici di richiedere alle società partecipate la distribuzione della propria quota di riserve straordinarie, per il finanziamento di servizi pubblici essenziali Il Comune di Bologna deve coordinarsi con gli altri Enti soci per tale richiesta Negli anni passati, il Comune di Bologna ha costituito soggetti privati attraverso il modello societario; in questi soggetti furono conferite risorse economiche, al fine di dotarli dei mezzi necessari per il perseguimento di finalità di interesse pubblico. Sono sorte così, per esempio, nella nostra città, le attuali società di gestione della fiera, dell interporto, dell aeroporto e dell autostazione. Nel tempo, inoltre, molte società hanno perseguito le proprie finalità anche grazie alla presenza del socio o dei soci pubblici, che hanno garantito il proseguimento dell attività societaria anche nei momenti di maggiore difficoltà. Non si vuole con questo alludere esclusivamente alle operazioni di ricapitalizzazioni, né, tanto meno, ai c.d. aiuti di stato, sanzionati dalla normativa europea. E tuttavia possibile ricordare che molte società di proprietà pubblica hanno beneficiato della rinuncia degli Enti soci al riparto di utili in sede di approvazione assembleare, in modo da favorire lo sviluppo del soggetto privato attraverso risorse non necessarie all Ente locale. Oggi, le congiunture economiche nazionali ed internazionali hanno invertito la tendenza degli Enti pubblici a disporre di importanti trasferimenti economici, spingendo gli Enti stessi a ridefinire le linee di interesse primario alle quali destinare le proprie risorse. Ciò ha condotto le Amministrazioni Pubbliche a condurre un attenta verifica sulle fonti da cui trarre risorse economiche per i servizi essenziali da garantire alla collettività. Per questo motivo appare attualmente parso congruo attingere a quei capitali che in passato erano stati lasciati all interno delle società partecipate. Alcune di esse, infatti, nel tempo hanno acquisito una solida struttura che permette loro di perseguire le proprie finalità senza dover necessariamente ricevere benefici dagli Enti pubblici soci D) IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DELL ENTE E DELLE ASP IPOTESI DI GESTIONE Con l emanazione del dlgs n. 85/2010, primo decreto attuativo del federalismo fiscale, oggi è possibile pensare a forme di gestione dinamica, che favoriscano un ottimizzazione del patrimonio esistente. 1 Step: censimento di tutti gli immobili appartenenti al Comune di Bologna e alle ASP. 2 Step: costituzione di una società di gestione degli immobili. Il Comune di Bologna detiene un ingente patrimonio immobiliare che appare necessario valorizzare attraverso modalità più snelle rispetto a quelle imposte agli uffici delle Pubbliche Amministrazioni. Con l emanazione del dlgs n. 85/2010, primo decreto attuativo del federalismo fiscale, detto federalismo demaniale, oggi è possibile pensare a forme di gestione dinamica, che favoriscano un ottimizzazione del patrimonio esistente. In tale ottica, è bene non trascurare il patrimonio immobiliare in proprietà a soggetti partecipati dall Ente locale quali le Aziende per i servizi alla persona. Essi detengono immobili presenti sul territorio comunale che possono essere inseriti in una gestione unitaria,in grado 15
16 di sviluppare un percorso di valorizzazione economica che oggi non è ancora adeguatamente considerata. IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DEL COMUNE DI BOLOGNA Al 31/12/2010 Totale beni immobili al lordo degli ammortamenti: 2,343mld. Fabbricati commerciali: 11,170mln. Il primo passo da compiere consiste nel censimento di tutti gli immobili a destinazione non istituzionale - appartenenti al Comune di Bologna; occorre poi provvedere alla valorizzazione del medesimo attraverso adeguate stime, per passare infine alla costituzione di una società appositamente costituita per la migliore gestione. Un processo di questo genere può essere esteso anche alle aziende ASP, che detengono un ingentissimo patrimonio immobiliare del quale potrebbe essere utile ed efficace avere una gestione accentrata. Per effettuare in maniera adeguata le diverse fasi di questo processo e valutare la fattibilità dell operazione di costituzione di una società comunale di gestione del patrimonio immobiliare occorre uno studio preliminare accurato, per il quale il Comune di Bologna sta attivandosi attraverso la consultazione di soggetti qualificati nel settore. Si sottolinea comunque come il patrimonio disponibile, non legato a vincoli storici e di destinazione, rappresenta solo lo 0,5% del totale, pari ad Definizione patrimonio disponibile/indisponibile da codice civile: Art Patrimonio dello Stato, delle province e dei comuni - I beni appartenenti allo Stato, alle province e ai comuni, i quali non siano della specie di quelli indicati dagli articoli precedenti, costituiscono il patrimonio dello Stato o, rispettivamente, delle province e dei comuni. Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato le foreste che a norma delle leggi in materia costituiscono il demanio forestale dello Stato, le miniere, le cave e torbiere quando la disponibilità ne è sottratta al proprietario del fondo, le cose d interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo, i beni costituenti la dotazione della presidenza della Repubblica, le caserme, gli armamenti, gli aeromobili militari e le navi da guerra. Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato o, rispettivamente, delle province e dei comuni, secondo la loro appartenenza, gli edifici destinati a sede di uffici pubblici, con i loro arredi, e gli altri beni destinati a un pubblico servizio. La categoria disponibili è residuale, ossia ciò che non è demanio e patrimonio indisponibile è patrimonio disponibile. 16
17 RIDISEGNARE I NUOVI MODELLI DI RAPPORTO TRA GLI ENTI LOCALI E LE PROPRIE PARTECIPATE Estratti dalle slides del Dott. LUCIANO SALSI LA GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI Il tema dell analisi concerne la gestione dei Servizi Pubblici di rilevanza economica; gli aspetti salienti possono essere così individuati: Autonomia gestionale del soggetto gestore; L intervento degli Enti Locali in tema di verifica della realizzazione di una gestione concorrenziale; L attribuzione di diritti di esclusiva, sulla base di un attenta verifica del mercato. VERIFICA STORICA In questo contesto è di tutta evidenza che gli Enti Locali debbano procedere ad una rilettura critica delle funzioni attribuite alle Società partecipate che, comunque, affronti, in maniera chiara e trasparente, la volontà di mantenere le quote di partecipazione secondo la seguente classificazione: 1 ) Partecipazione a valenza politica; 2) Partecipazione a valenza strategica; 3) Partecipazione a valenza sociale; 4) Partecipazione a valenza economica. L analisi, necessaria e doverosa, sulla natura delle Partecipazioni ha, come logica conseguenza, la dis m is s io ne (ne lle do vute fo rm e ) de lle Partecipazione che non rispondono ai requisiti sopra indicati. Ma l analisi delle Partecipate deve essere affrontato anche in tema di individuazione di un innovativa analisi dei rapporti tra la Società Partecipate e il Socio Ente Locale IL PRINCIPIO DELLA SUSSIDIARIETA In una situazione di crisi finanziaria per gli Enti Locali, risulta certamente opportuna un analisi che permetta di individuare soluzioni che consentano di creare modalità di valorizzazione e disponibilità liquide delle Partecipate a favore degli Enti Locali Soci, mantenendo partecipazioni significative e/o il controllo delle stesse Società. Contestualmente, si presenta come ineludibile il tema dell ottimizzazione del Patrimonio esistente, la sua inventariazione e la sua valorizzazione, sia in termini di valutazione, sia come fonte di redditività. LA DOMANDA STRATEGICA: E ANCORA OPPORTUNO E SU QUALE VERSANTE CONFERMARE IL MANTENIMENTO DELLE QUOTE DI PARTECIPAZIONE NELLE SINGOLE PARTECIPATE? L Ente Locale deve essere gestito come un azienda (art cc), ma non potrà mai essere considerato un impresa; quindi è per ogni investimento finanziario dare una chiara e corretta risposta alla domanda sopra proposta. IL PERCORSO VIRTUOSO DELL ENTE LOCALE 1) Verifica della composizione del Patrimonio Netto della partecipata; 2) Verifica della posta immobili all interno dell Attivo Patrimoniale; 3) Adozione di un Piano Industriale-Finanziario, nel breve-medio periodo gestita dalla Partecipata; 4) Conferma triennale della validità di tale Piano Strategico; 5) Analisi finanziaria dei fabbisogni temporali della Partecipata, in coerenza con i punti sopra indicatinelle quali l Ente Locale ha una quota non significativa, della conferma della validità dell investimento in termini sociali, strategici o economici; Analisi dell opportunità del disinvestimento delle quote delle Partecipate che non presentano i requisiti di cui sopra 17
18 PRESUPPOSTI La necessità di una modifica dei rapporti con le Partecipate è diventata di forte attualità in un momento storico di crisi di risorse finanziarie, tenendo conto (impatto del Federalismo) della necessità di portare a reddito distribuibile le risorse accantonate dalle Partecipate. L obiettivo è quello di rimarcare, utilizzando le norme del Codice Civile, il ruolo del Socio, che interviene direttamente sulle disponibilità finanziarie delle Partecipate. IL CONFLITTO DA RISOLVERE L Ente Locale, se ha sottoscritto una quota del Capitale Sociale della Partecipata, ha contribuito ad approvare un progetto gestionale ove era palese (o avrebbe dovuto esserlo) il vantaggio sociale/economico dell iniziativa. La gestione della stessa deve essere lasciata alla Governance della Partecipata, che ha come obiettivo la conservazione (il miglioramento) del Patrimonio conferitole. Fino a quando tale progetto è condiviso dall Ente Locale, è di tutta evidenza che le decisioni, anche di natura patrimoniale e finanziaria, competono agli organi volitivi della Partecipata. LA CRITICITA La Governance della Partecipata intende confermare il principio della propria autonomia gestionale e, quindi, proporre i piani industriali da sottoporre all approvazione dei Soci. Tale autonomia può scontrarsi con la natura speciale dell Ente Locale e, quindi, essere in conflitto con le necessità ( ora finanziarie) degli Enti Locali Soci. In molti casi l Ente Locale non è in grado di esercitare un controllo efficiente in itinere delle singole Partecipate, la cui valorizzazione può apparire un mero problema contabile di Patrimonio a discapito delle effettive potenzialità delle Partecipate. GLI INTERVENTI NECESSARI Nucleo di controllo interno dell Ente che sappia monitorare l andamento gestionale, le proposte di investimento, alla luce dei seguenti trasparenti obiettivi: Consolidamento del Patrimonio; Ricerca della redditività disponibile; Conferma dell utilità sociale dell investimento. Attuazione delle procedure necessarie per addivenire alla formazione del bilancio consolidato, per una gestione integrate (non solo contabile) delle azioni intraprese dalle Partecipate; Scelta strategica dell Ente Locale in tema di dismissioni delle quote delle Partecipate che NON rispondono più alle esigenze degli Enti Locali; Verifica costante dei contributi che vengono erogati ad Associazioni, Enti, ecc, e che necessitano di una relazione certificata, che confermi l opportunità di effettuare tali investimenti finanziari. L Ente Locale deve sempre tenere ben presentele finalità sociali dell Ente che devono essere conservate e protette. LE NUOVE FUNZIONI PER LE NUOVE ESIGENZE Una scelta strategica da parte degli Enti Locali in tema di Servizi da erogare; Una diversa e funzionale gestione degli alloggi di proprietà degli Enti Locali; La costituzione di fondi patrimoniali; La verifica della corretta e necessaria dotazione patrimoniale delle Partecipate; Una maggiore partecipazione degli Enti Locali nella gestione delle Partecipate; L analisi del nuovo istituto della Social House; Una corretta gestione delle Entrate dell Ente (es. Entrate per Sanzioni Amministrative per violazione del Codice della Strada). La conferma per tutte le Partecipate, anche per quelle di rilevanti dimensioni del vantaggio sociale, economico, strategico e patrimoniale dell Ente. 18
19 L Ente Locale dovrà, pertanto, individuare i servizi pubblici primari per i quali ritiene opportuno l utilizzo di una Società in House Providing. I settori di riferimento possono essere: I SERVIZI ALLE PERSONE (Infanzia ed Anziani) LA VIABILITA GESTIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE GESTIONE DEL PROBLEMA CASA OSSERVAZIONI FINALI L Ente Locale dovrà valutare il seguente percorso gestionale : Individuazione dei Servizi da gestire in House Providing attraverso le proprie partecipate; Conferma per tali società della presenza attiva e propositiva dell Ente Locale nella sua veste di Socio (programmazionecontrollo) Verifica, per le Partecipate della conferma della validità dell investimento in termini sociali/strategici/economici; Analisi dell opportunità del disinvestimento delle quote delle Partecipate che non presentano i requisiti di cui sopra. Infine è opportuno, comunque, analizzare la risposta che l Imperatore Tiberio avrebbe dato a chi gli suggeriva articolati interventi per rimpinguare le casse dello Stato: BONI PASTORIS EST TONDERE PECUS, NON DEGLUBERE (Svetonio, vita di Tiberio, 32 ) 19
21 TAVOLA ROTONDA Moderatori: Marco Benni Claudio Mengoli Giuseppina Gualtieri Presidente Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna Spa Duccio Campagnoli Consigliere Delegato Bologna Fiere Spa Bologna Luigi Castagna Consigliere HERA Spa Bologna Tommaso Bonino Dirigente SRM Spa Bologna
22 MARCO BENNI (Dott. Comm./ Politeia) La prima domanda da porre è: che cosa rappresentano le società partecipate a Bologna e che cosa stanno facendo (nella prima parte si è già fotografato e analizzato la situazione generale)? In questo periodo di necessità di reperimento di risorse finanziarie da parte degli Enti locali si parla di dismissioni. Per quale motivo gli Enti locali dovrebbero mantenere la partecipazione nelle partecipate e se ha senso che gli obiettivi delle società partecipate da Enti locali siano misurate soltanto in termini di redditività o di produttività. La stessa natura o la stessa funzione o attività svolta dalle società non rappresenta essa stessa una funzione o un obiettivo che gli Enti locali si pongono? In una parola le società partecipate sono un buon investimento? GIUSEPPINA GUALTIERI AEROPORTO G. MARCONI DI BOLOGNA SPA Ritengo che l iniziativa di oggi, programmata come momento di confronto ed approfondimento di merito sulle varie questioni sia molto utile. Si toccano tanti temi tecnici importanti e per questo ho predisposto una nota che chiarisce, in particolare, specifici aspetti normativi, oltre ad alcune valutazioni che riprenderò in seguito. Le relazioni che hanno preceduto questa parte del workshop hanno posto in primo piano il punto di vista degli Enti locali, sia in relazione alle scelte fatte come azionisti sia alle attuali esigenze finanziarie. Ora si tratta di considerare quegli stessi temi dal punto di vista delle imprese. Credo sia importante partire dalla situazione specifica delle aziende non solo per gli assetti societari e per il quadro normativo, ma per il ruolo economico sociale dalle stesse svolto. Prima di tutto vorrei ricordare che la società di gestione aeroportuale G. Marconi (di seguito più semplicemente SAB) è una società solida che produce utili; facendo riferimento a quanto detto prima dal sub commissario Piantedosi in merito alla disponibilità di riserve straordinarie confermo che SAB ha importanti riserve finanziarie che sono utilizzate per sostenere gli investimenti. Come meglio illustrato nella nota seguente, SAB non rientra fra le società di servizio pubblico locale, è una società che ha una concessione quarantennale rilasciata dai competenti Ministeri. E regolata da specifiche normative di settore e dalle norme che riguardano le società per azioni, ciò a seguito di provvedimenti approvati anni fa che hanno previsto la trasformazione degli allora enti aeroportuali in società per azioni. La società aeroportuale di Bologna è a controllo pubblico con azionista di maggioranza la CCIAA e la presenza nel capitale di Comune, Provincia e Regione Emilia Romagna. Lo statuto della società prevede una governance con maggioranze qualificate per tutte le decisioni importanti; una scelta fatta dai Soci pubblici immagino per garantire unità di intenti e per vincolare la società a scelte condivise fra i soci maggiori. Credo utile ricordare che le società aeroportuali sono in gran parte a capitale pubblico,(in Europa il 65%), ma ci sono anche società aeroportuali a controllo privato. Dico subito che gli Enti locali hanno a mio avviso interesse ad una forte presenza diretta nelle società aeroportuali per diverse ragioni: la prima per il ruolo infrastrutturale importante che richiede particolare attenzione agli investimenti, la seconda perché gli aeroporti sono un volano economico fondamentale per il Territorio, come abbiamo dimostrato anche per Bologna con l analisi sull impatto economico realizzata nel L analisi fatta su dati reali dell aeroporto Marconi fa emergere che per ogni milione di passeggeri in più sono mille gli addetti aggiuntivi fra lavoro diretto, indiretto e indotto. La società aeroportuale di Bologna nel 2010 ha raggiunto cinque milioni e cinquecento mila passeggeri; una crescita annuale del 15%, in pochi anni oltre un milione di passeggeri in più. L aeroporto è una società con poco più di 350 addetti, 4 società se si considera il gruppo con 650 addetti, un fatturato consolidato di gruppo di 80 milioni di euro. Quello che pochi sanno è che i soggetti che operano in aeroporto sono ben 141 includendo enti ed imprese. La società è gestore di infrastruttura strategica ed importanti sono gli investimenti (in Italia sempre troppo pochi rispetto alla media europea) da fare. SAB ha bisogno di risorse per sostenere gli investimenti e qui emerge il tema delicato ed inevitabile del rapporto con gli azionisti pubblici. Fino ad ora nel caso di Aeroporto gli utili prodotti sono stati lasciati alla società per volere degli stessi azionisti pubblici che hanno in questo modo dato adeguato sostegno allo sviluppo della società. In passato quando necessario si sono fatti aumenti di capitale con la scelta di ingresso di soci privati (banche ed Aeroporti Holding ) proprio per poter sostenere il necessario sviluppo aziendale. Va ora ricordato che l aeroporto di Bologna ha approvato nel 2008 un piano industriale strategico che attualizzato prevede circa 350 milioni di investimento; di cui 120 nei prossimi anni. Il piano di investimento dei prossimi anni sarà finanziato con il sistema tariffario recentemente aggiornato con il nuovo contratto di programma, la liquidità creata e l indebitamento con istituti di credito. Già dal 2008 con riconferma alla fine del 2009 è stato previsto che nei prossimi anni sarà necessario ricorrere anche ad interventi di equity per sostenere la seconda importante fase di sviluppo. Le strade non sono molte: 22
23 ingresso di fondi specializzati; ingresso di privati; quotazione in borsa. In realtà l ingresso di fondi è una via transitoria per definizione. Alla domanda sull importanza delle istituzioni pubbliche nella società, la mia risposta è sì. Alla domanda se si tratta di una società che richiede importanti investimenti per il futuro la mia risposta è sì ed è una affermazione condivisa con i Soci che hanno approvato il piano industriale strategico. Ma come si può far coesistere presenza del pubblico, finanziamenti per lo sviluppo e possibilità per gli azionisti di recuperare parte del valore che hanno contributo a creare? A mio avviso la strada della quotazione in borsa è quella che può consentire il mantenimento del controllo pubblico, il reperimento di risorse per consentire lo sviluppo della società ed in parte anche risorse finanziarie per gli Enti/ azionisti E un percorso noto, in parte aumento di capitale, in parte cessione di quote senza perdere il controllo pubblico, garantito attraverso opportuni patti fra i soggetti del Territorio. Una via che potrebbe se necessario passare anche da un primo ingresso di fondi se il mercato non risultasse in contesto favorevole. Gli azionisti hanno il compito di affrontare questo tema trovando l accordo fra i soci che dovrebbero peraltro avere forte unità di intenti trattandosi di soggetti-istituzioni, che operano appunto nell interesse pubblico. A livello di settore vorrei ricordare che, seppure con piccole quote, gli aeroporti di Firenze, Pisa, Venezia sono quotati,milano è in fase di quotazione. Tuttavia gli azionisti pubblici che hanno diverse partecipazioni nelle stesse aziende si comportano a volte come se ognuno avesse finalità proprie e molto diverse sottovalutando o non considerando l importanza del ruolo ricoperto anche per proprie finalità statutarie. La differenza fra Enti pubblici e privati è che gli Enti pubblici dovrebbero condividere interessi comuni in un Territorio come risultato di confronto trasparente. Se si ragionasse in questo modo sarebbe facile scoprire che l interesse del Territorio può essere tutelato sia sul piano economico che su quello della specificità degli interventi trovando unità di intenti. L Aeroporto ha le caratteristiche economiche, finanziarie e strategiche per fare questo percorso. Inoltre, tengo a segnalare che proprio in questa fase è in atto un riassetto in gran parte del sistema aeroportuale. Siamo di fronte a processi di crescita e riposizionamento che dimostrano che la competizione è ormai forte anche fra aeroporti sempre più spesso impegnati a sviluppare nuove attività, in scelte di crescita realizzata anche per via esterna sufficienti a meglio governare le leve del business aeroportuale e a conquistare quote di mercato. Questo significa che l Aeroporto di Bologna ha la necessità di decisioni rapide per valorizzare i risultati fin qui raggiunti e per evitare il rischio di indebolimento nello scenario competitivo, un indebolimento che potrebbe in futuro non consentire scelte autonome di sviluppo. Come Società abbiamo chiari gli scenari e le opzioni strategiche. I tempi sono come sempre importanti. Provate a pensare cosa sarebbe stato di Seabo in questi anni se non fosse nata Hera con il percorso di quotazione. Quanto sta accadendo indica che gli Aeroporti, pur gestendo infrastrutture, hanno di fatto esaurito le rendite di posizione e la competizione è fortissima. In un contesto del genere ritengo che la società aeroportuale debba perseguire un ruolo di leader nel proprio settore, come succede per le imprese che operano in altri comparti economici. Dunque forse è la fase per cui al tema importantissimo del reperimento di risorse da parte degli Enti pubblici si affianchi non il tema di recuperare risorse dalle imprese senza conoscerne implicazioni e rischi per le stesse, non il tema di possibili privatizzazioni per far cassa, ma la ricerca di soluzioni condivise che possano soddisfare le varie esigenze ed in questo lo sviluppo del Territorio. E evidente che ogni Società pubblica va valutata a sé, all interno del proprio settore e degli specifici assetti azionari; per la società aeroportuale il tema, come Consiglio di Amministrazione e Soci ben sanno, è comunque quello di garantire un adeguato sviluppo della società che ha importanti impatti sul Territorio. La via della quotazione non è percorso facile e scontato, si tratta di esaminare se ce ne sono le condizioni e anche di confrontare questa ipotesi con altri strumenti; ma per le ragioni dette prima credo sia una strada seria da approfondire e valutare al più presto. Il tema non è nuovo, se ne parlò anni fa, inoltre sono certa che il fabbisogno di risorse da parte degli Enti locali riaprirà inevitabilmente il dibattito su percorsi di privatizzazione. In sintesi posso confermare che la società Aeroporto ha aumentato il suo valore per il Territorio e per gli azionisti. In questo senso possiamo dire che è stato un buon investimento per gli Enti locali sia come azionisti sia come rappresentanti dell interesse pubblico e dello sviluppo del Territorio. TOMMASO BONINO SRM SPA BOLOGNA La SRM è una società strumentale del Comune e della Provincia di Bologna che non è tanto affidataria di servizi, ma ha delega di funzioni dagli Enti locali, perciò farei un distinguo rispetto ad alcuni temi che sono stati sollevati questa mattina per le altre partecipate.. Fra queste funzioni c è la regolazione e l affidamento 23

References: Art. 3
 Art. 14
 Art. 13
 Art. 13
 art. 22
 art. 23
 ART. 23
 articolo 119
 art. 23
 articolo 119
 art. 23
 articolo 1
 art. 3