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ETICHETTATURA DEI PRODOTTI TESSILI - PDF
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1 CNR ISMAC Istituto per lo Studio delle Macromolecole BIELLA ETICHETTATURA DEI PRODOTTI TESSILI Dr.ssa Cinzia Tonetti
2 NORMATIVA EUROPEA PER L ETICHETTATURA DEI MATERIALI TESSILI DIRETTIVA EC 96/73 Metodi analitici per l analisi quantitativa di mischie di fibre tessili DIRETTIVA EC 96/74 Definizioni fibre tessili CAMPO DI APPLICAZIONE DESCRIZIONE DEL METODO CALCOLI STATISTICA NOME DESCRIZIONE RIPRESA DI UMIDITA
3 ENTI UFFICIALI DI NORMAZIONE ISO International Standard Organisation UNI Ente Nazionale Italiano Di Unificazione DEFINIZIONI METODI ANALITICI DEFINIZIONI METODI ANALITICI
4 ENTI SETTORIALI DI NORMAZIONE BISFA Bureau for Standardization of Man-Made Fibres IWTO International Wool Textile Organization DEFINIZIONI STRUTTURE TECNOLOGIA METODI ANALITICI LANA METODI ANALITICI CHIMICI E FISICI
5 I NOMI DELLE FIBRE LE DENOMINAZIONI DELLE FIBRE DA USARE PER L ETICHETTATURA DEI PRODOTTI TESSILI DERIVANO DALLA NORMATIVA UFFICIALE EUROPEA EC/96/74. L ITALIA HA RECEPITO LA DIRETTIVA EC/96/74 EMANANDO IL DECRETO LEGISLATIVO N. 194 DEL Direttive comunitarie 71/307/CE del /623 del /140/CE del /74/CE del /37/CE del Norme italiane Legge 883 del DPR 515/76 del Legge 669 del DM n. 482 del Decreto Legislativo n. 194 del Decreto del
6 CODICI MECCANOGRAFICI A LIVELLO COMMERCIALE (TRANSAZIONI, DOCUMENTI, FATTURE, ECC.) LE FIBRE VENGONO IDENTIFICATE MEDIANTE APPOSITI CODICI MECCANOGRAFICI ABBREVIATI. CODICE MECCANOGRAFICO UNIFORME EUROPEO COMITEXTIL
7 CODICE MECCANOGRAFICO UNIFORME EUROPEO COMITEXTIL
8 CODICE MECCANOGRAFICO UNIFORME EUROPEO COMITEXTIL
9 CODICE MECCANOGRAFICO UNIFORME EUROPEO COMITEXTIL
10 UNI FIBRE CHIMICHE : ABBREVIAZIONI
11 DECRETO LEGISLATIVO 194/99 LE FIBRE SONO IDENTIFICATE DA UN NUMERO PROGRESSIVO DI ELENCO, DA UN NOME CHE FA DIRETTAMENTE RIFERIMENTO ALLA LORO PROVENIENZA O ALLA LORO COMPOSIZIONE CHIMICA E DA UNA DESCRIZIONE CHE PUO CONTENERE RIFERIMENTI ANCHE A CARATTERISTICHE TECNOLOGICHE. Art. 1: Definizione del campo di applicazione. Art. 2: Definizione di prodotto tessile. Art. 3: Denominazione delle fibre tessili e loro descrizione (Allegato 1). Art. 4: Definizione di prodotto tessile 100%. Art. 5: Definizione di lana vergine. Art. 6: Designazione della composizione. A - con la denominazione e la sua percentuale: 91% POLIESTERE B - con la fibra seguita dalla dizione: POLIESTERE minimo 91% C - con la composizione completa in ordine decrescente in peso 91% POLIESTERE 9% VISCOSA
12 Art. 7: Definizione delle tolleranze. Art. 8: Etichette e contrassegni. PRODOTTI Prodotti 100% - puro tutto Prodotti 100% lana vergine Prodotti contenenti lana vergine in quantità 25% Prodotti misti con fibre di cui una è 85% oppure di cui nessuna raggiunge l 85% % 2% 5% 7% 2% 0,3% 7% 2% 0,3% 7% 2% 3% 2% 5% 7% 2% 3% TOLLERANZA Presenza non sistematica di altre fibre Presenza non sistematica di altre fibre (cardati) Presenza di fibre ad effetto decorativo Presenza di fibre ad effetto antistatico Presenza impurità altre fibre Presenza di fibre ad effetto decorativo Presenza di fibre ad effetto antistatico Presenza impurità altre fibre Presenza di fibre ad effetto decorativo Presenza di fibre ad effetto antistatico Tolleranza di fabbricazione Presenza non sistematica di altre fibre Presenza non sistematica di altre fibre (cardati) Presenza di fibre ad effetto decorativo Presenza di fibre ad effetto antistatico Tolleranza di fabbricazione
13 ETICHETTATURA DI COMPOSIZIONE DEVONO ESSRE ETICHETTATI TUTTI I PRODOTTI TESSILI. PER PRODOTTO TESSILE SI INTENDE UN PRODOTTO CHE E COMPOSTO ESCLUSIVAMENTE DE FIBRE TESSILI (LANA, COTONE, LINO ), SIA ESSO ALLO STATO GREZZO, DI SEMILAVORATO, DI LAVORATO, DI MANUFATTO, DI CONFEZIONATO. SONO PRODOTTI TESSILI: COSA ETICHETTARE I PRODOTTI CONTENENTI ALMENO L 80% IN PESO DI FIBRE TESSILI I PRODOTTI DI RIVESTIMENTO DI CUI LE FIBRE TESSILI RAPPRESENTANO L 80% IN PESO (COPERTURE PER MOBILI, OMBRELLI, RIVESTIMENTI PER MATERASSI ) TUTTI I PRODOTTI TESSILI INCORPORATI IN ALTRI PRODOTTI DI CUI NE SIANO PARTE INTEGRANTE. ESEMPI: CAPI D ABBIGLIAMENTO, SCIARPE, CALZE, LENZUOLA, TOVAGLIE, COPERTE, TENDE, TESSUTI IN ROTOLI E PEZZE.
14 I PRODOTTI TESSILI DEVONO ESSERE ETICHETTATI O CONTRASSEGNATI ALL ATTO DI OGNI OPERAZIONE DI COMMERCIALIZZAZIONE ATTINENTE AL CICLO INDUSTRIALE E COMMERCIALE (art. 8, comma 1 D.L. 194:1999). COSA NON E OBBLIGATORIO ETICHETTARE I PRODOTTI TESSILI NON ASSOGGETTATI AD ETICHETTATURA SONO RIPORTATI ALL art. 10, comma 1 D.L. 194:1999. ESEMPI: FERMAMANICHE DI CAMICIE, CINTURINI DI MATERIE TESSILI PER OROLOGI, ETICHETTE, FIORI ARTIFICIALI, FELTRI, GHETTE, CHIUSURE LAMPO, ARTICOLI MONOUSO, ARTICOLI DI PROTEZIONE E DI SICUREZZA (PARACADUTE, GIUBBORRI ANTIPROIETTILE, GIUBBOTTI DI SALVATAGGIO ), ECC OBBLIGO DI ETICHETTATURA GLOBALE Allegato 4, D.Lgs. 194/99 ESEMPI: CANOVACCI, CINTURE, BRETELLE, STRIGHE, FAZZOLETTI, CENTRINI, BAVAGLINI, NASTRI, ELASTICI
15 ELEMENTI DI PRODOTTI TESSILI NON ASSOGGETTATI AD ETICHETTATURA NELL ETICHETTATURA DI COMPOSIZIONE DI PRODOTTI TESSILI, LE PERCENTUALI IN FIBRE VENGONO DETERMINATE SENZA TENER CONTO DI BOTTONI E FIBBIE RICOPERTE DI MATERIE TESSILI, ORNAMENTI ACCESSORI (art. 12 D.L. 194:1999). Esempio : se avessimo un tessile costituito da 100% poliestere ed un altro formato da 80% poliestere e 20% resina poliuretanica, l identificazione in etichetta sarà la stessa ovvero 100% poliestere. La dicitura con resina poliuretanica può essere aggiunta per fornire maggiori informazioni sul prodotto tessile. COME DEVE ESSERE L ETICHETTA PUO ESSERE REALIZZATA IN CARTONE, TESSUTO O ALTRO MATERIALE. PUO ESSERE APPLICATA AL PRODOTTO TESSILE MEDIANTE CUCITURA, GRAFFATURA, ADESIVI, ALLACCIATURA CON CORDONCINO, O INSERITA NELL INVOLUCRO CONTENENTE IL CAPO. DEVE RECARE LA COMPOSIZIONE FIBROSA DEL PRODOTTO, UTILIZZANDO LE DENOMINAZIONI DELLE FIBRE RIPORTATE NELL ALL.1 DEL D.Lgs. 194/99, IN LINGUA ITALIANA E CON CARATTERI LEGGIBILI.
16 COSA PUO RIPORTARE L ETICHETTA PUO RIPORTARE I QUALIFICATIVI DEL PRODOTTO, CHE NON DEVONO SOSTITUIRE LE DENOMINAZIONI UFFICIALI RIPORTATE NELL ALL.1 DEL D.Lgs. 194/ QUALIFICATIVI RIGUARDANTI LA FASE DI PRODUZIONE DELLE FIBRE TESSILI (PETTINATO, LAVATO ) 100% COTONE PETTINATO 100% COTONE PETTINATO CORRETTA NON CORRETTA
17 2. QUALIFICATIVI RIGUARDANTI LA QUALITA DELLE FIBRE TESSILI (SUPERFINO, FILO DI SCOZIA ) 100% COTONE FILO DI SCOZIA CORRETTA 100% COTONE FILO DI SCOZIA NON CORRETTA 3. QUALIFICATIVI RAPPRESENTATI DA MARCHI REGISTRATI O DENOMINAZIONI COMMERCIALI (LYCRA, LANA VERGINE, TACTEL ) 95% COTONE 5% ELASTAN LYCRA 95% COTONE 5% LYCRA CORRETTA NON CORRETTA
18 ESPRESSIONE DELLE PERCENTUALI FIBROSE PRODOTTO TESSILE COMPOSTO DA UNA SOLA FIBRA PUO ESSERE QUALIFICATO CON IL TERMINE 100% O PURO O TUTTO COTONE 100% PURO COTONE IN QUESTO CASO SONO AMMESSE DELLE TOLLERANZE CIRCA L EVENTUALE PRESENZA DI ALTRE FIBRE. PRODOTTI % TOLLERANZA Prodotti 100% - puro tutto 2% Presenza non sistematica di altre fibre Prodotti 100% lana vergine 5% 0,3% Presenza non sistematica di altre fibre (cardati) Presenza impurità altre fibre
19 ESEMPI Prodotto tessile costituito da 98% lana e 2% acrilica LANA 100% PURA LANA PURA LANA VERGINE CORRETTE NON CORRETTA Prodotto tessile costituito da 98% cotone e 2% elastan (Es. una calza) COTONE 98% ELASTAN 2% COTONE 98% COTONE minimo 85% CORRETTE COTONE 100% NON CORRETTA L ELASTAN E STATO AGGIUNTO PER CONFERIRE ALL ARTICOLO PROPRIETA PRESTAZIONALI PARTICOLARI
20 PRODOTTO TESSILE COSTITUITO PER ALMENO L 85% DALLA STESSA FIBRA VIENE DESIGNATO MEDIANTE DENOMINAZIONE DELLA FIBRA SEGUITA DALLA % IN PESO, OPPURE DALLA DENOMINAZIONE DELLA FIBRA SEGUITA DALL INDICAZIONE MINIMO 85%, OPPURE MEDIANTE COMPOSIZIONE PERCENTUALE COMPLETA DEL PRODOTTO (art. 6, comma 1 D.L. 194:1999). Esempio: cotone 85%; cotone minimo 85%; cotone 85% poliestere 15% PRODOTTO TESSILE COSTITUITO DA DUE O PIU FIBRE CON % INFERIORI ALL 85% L ETICHETTA DEVE RECARE L INDICAZIONE DELLA DENOMINAZIONE DELLA PERCENTUALE IN PESO DI ALMENO DUE DELLE FIBRE PRESENTI IN MAGGIORE PERCENTUALE SEGUITA DALLE DENOMINAZIONI DELLE ALTRE FIBRE, IN ORDINE DECRESCENTE DI PESO, CON O SENZA L INDICAZIONE DELLE LORO PERCENTUALI IN PESO (art. 6, comma 2 D. L. 194:1999). Esempio: - fibra acrilica 40%, poliestere 30%, lana, elastan - fibra acrilica 40%, poliestere 30%, lana 15%, elastan 15%
21 ESPRESSIONE ALTRE FIBRE L INSIEME DELLE FIBRE CIASCUNA DELLE QUALI COSTITUISCA MENO DEL 10% DELLA COMPOSIZIONE DI UN PRODOTTO PUO ESSERE INDICATO CON L ESPRESSIONE ALTRE FIBRE SEGUITA DA UNA PERCENTUALE GLOBALE (art. 6, comma 2 D.L. 194:1999). Esempio: - cotone 90%, altre fibre 10% - cotone 90%, elastan 10% QUALORA VENGA SPECIFICATA LA DENOMINAZIONE DI UNA FIBRA CHE COSTITUISCA MENO DEL 10% DELLA COMPOSIZIONE DI UN PRODOTTO, SI DEVE INDICARE LA COMPOSIZIONE PERCENTUALE COMPLETA DEL PRODOTTO STESSO (art.6, comma 2 D.L. 194:1999). Esempio: - è corretta l etichettatura : lana 80%, viscosa 8%, seta 7%, cotone 5% - non è corretta l etichettatura : lana 80%, seta 5%, altre fibre 15%
22 LANA VERGINE IN MISTA L INDICAZIONE DELLA COMPOSIZIONE PERCENTUALE COMPLETA E OBBLIGATORIA. LA PERCENTUALE DI LANA DEVE ESSERE MAGGIORE O UGUALE AL 25% DEL TOTALE ESEMPI Prodotto tessile costituito da 75% poliestere e 25% lana vergine POLIESTERE 75% LANA VERGINE 25% CORRETTA Prodotto tessile costituito da 80% poliestere e 20% lana vergine POLIESTERE 80% LANA 20% POLIESTERE 80% LANA VERGINE 20% CORRETTA NON CORRETTA
23 Prodotto tessile costituito da 85% lana vergine e 15% acrilica LANA VERGINE 85% ACRILICA 15% LANA 85% LANA minimo 85% CORRETTE LANA VERGINE minimo 85% LANA VERGINE 85% NON CORRETTE
24 CAPI FINITI COMPOSITI CIASCUNA DELLE PARTI CON DIVERSA COMPOSIZIONE FIBROSA VA MUNITA DI ETICHETTA, AD ECCEZIONE DI QUELLE CHE RAPPRESENTANO MENO DEL 30% IN PESO TOTALE DEL PRODOTTO. LA COMPOSIZIONE DELLE FODERE PRINCIPALI (RIVESTIMENTI INTERNI DI MAGGIORE ESTENSIONE CHE NON SONO DI RINFORZO O SOSTEGNO DEL CAPO) VA SEMPRE DICHIARATA. ESEMPI Abito donna costituito da: Maglia 80% cotone e 20% poliammide Pizzo 90% poliestere e 10% elastan, costituisce il 40% del peso totale TESSUTO: COTONE 80% POLIAMMIDE 20% PIZZO: POLIESTERE 90% ELASTAN 10%
25 Abito donna costituito da: Maglia 80% cotone e 20% poliammide Pizzo 90% poliestere e 10% elastan, costituisce il 20% del peso totale TESSUTO: COTONE 80% POLIAMMIDE 20% PIZZO: POLIESTERE 90% ELASTAN 10% oppure COTONE 80% POLIAMMIDE 20% L ETICHETTATURA DEL PIZZO NON E OBBLIGATORIA PERCHE RAPPRESENTA MENO DEL 30% DEL PESO TOTALE DEL PRODOTTO.
26 Gonna costituita da: Tessuto esterno 100% poliestere Fodera interna 100% acetato, costituisce il 20% del peso totale TESSUTO ESTERNO: POLIESTERE 100% FODERA: ACETATO 100% TRATTANDOSI DI UNA FODERA SICURAMENTE PRINCIPALE, QUALSIASI SIA IL SUO PESO, VA SEMPRE INDICATA IN ETICHETTA INSIEME ALLA PROPRIA COMPOSIZIONE FIBROSA. Maglia uomo costituita da: Tessuto 70% lana e 30% poliammide Finiture (collo, polsini e bordura) 100% acrilica, costituiscono il 10% del peso totale LANA 70% POLIAMMIDE 30%
27 ARTICOLI ARTICOLARI: CORSETTERIA LA COMPOSIZIONE IN FIBRE E DATA INDICANDO LA COMPOSIZIONE DELL INTERO PRODOTTO OPPURE, GLOBALMENTE O SEPARATAMENTE, QUELLA DELLE PARTI DI SEGUITO ELENCATE: PER I REGGISENI: TESSUTO ESTERNO E INTERNO DELLE COPPE E DELLA PARTE POSTERIORE PER LE GUAINE: PARTI DAVANTI, DIETRO E LATERALI PERLE GUAINE INTERE (MODELLATORI): TESSUTO ESTERNO E INTERNO DELLE COPPE, PARTI DAVANTI, DIETRO E LATERALI. L ETICHETTATURA NON E OBBLIGATORIA PER LE PARTI CHE RAPPRESENTANO MENO DEL 10% DEL PESO TOTALE DEL PRODOTTO.
28 Reggiseno: Guaina: POLIAMMIDE 70% COTONE 20% ELASTAN 10% ETICHETTATURA GLOBALE POLIAMMIDE 85% ELASTAN 15% COPPA, TESSUTO ESTERNO: POLIAMMIDE 85% ELASTAN 15% PARTE DAVANTI E PARTE DIETRO: POLIAMMIDE 95% ELASTAN 5% COPPA, TESSUTO INTERNO: COTONE 100% PARTI LATERALI: POLIAMMIDE 80% ELASTAN 20% PARTE POSTERIORE: POLIAMMIDE 85% ELASTAN 15%
29 ETICHETTA DI MANUTENZIONE FORNIRE AL CONSUMATORE SEMPLICI, MA CORRETTE INFORMAZIONI RELATIVAMENTE AI CICLI DI MANUTENZIONE APPLICABILI AL MANUFATTO ACQUISTATO. E FACOLTATIVA IN EUROPA. PREVEDE L UTILIZZO DI SIMBOLI GRAFICI, INTERNAZIONALMENTE UNIFICATI, PROTETTI GIURIDICAMENTE DA GINETEX E DESCRITTI NELLA NORMA UNI EN ISO 3758:2005. non lavare in acqua Lavare alla temperatura massima di 40 C VASCHETTA: SIMBOLO PER IL TRATTAMENTO DI LAVAGGIO AD UMIDO
30 TRIANGOLO: SIMBOLO PER IL TRATTAMENTO DI CANDEGGIO CON CLORO non candeggiare Candeggiare con qualsiasi prodotto ossidante: sodio ipoclorito e perossido di idrogeno FERRO DA STIRO: SIMBOLO PER IL TRATTAMENTO DI STIRATURA CERCHIO: SIMBOLO PER IL TRATTAMENTO DI LAVAGGIO A SECCO non lavare a secco Lavare a secco ciclo normale (con percloro etilene e..)
31 non asciugare in tumbler asciugare in tumbler a temperatura ridotta asciugare in tumbler a temperatura normale QUADRATO: SIMBOLO PER IL TRATTAMENTO DI ASCIUGATURA COMPOSIZIONE MANUTENZIONE
32 MARCHI ECOLOGICI VOLONTARI ECOLABEL Marchio europeo di qualità ecologica che premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale. L'etichetta attesta che il prodotto o il servizio ha un ridotto impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita. OEKO - TEX Prodotti garantiti dal punto di vista umano-ecologico e sicuri per la salute di chi li indossa. E applicabile ai prodotti tessili e in pelle in tutti gli stadi produttivi, compresi accessori (tessili e non tessili). Non è applicabile a prodotti chimici, ausiliari e coloranti
33 PER IL CONSUMATORE LA QUALITA ECOLOGICA DEI PRODOTTI RAPPRESENTA SEMPRE PIU UN CRITERIO DI SCELTA DECISIVO. LA CRESCITA DELLA CONSAPEVOLEZZA ECOLOGICA E LA CONTINUA TENDENZA AL BENESSERE HANNO FATTO IN MODO CHE GLI ASPETTI RELATIVI ALLA SALUTE RICOPRANO UN RUOLO SEMPRE PIU IMPORTANTE AL MOMENTO DELL ACQUISTO. VALORE AGGIUNTO
34 METODI ANALISI QUALITATIVA E QUANTITATIVA DI MISTE DI FIBRE TESSILI I DECRETI LEGISLATIVI IN VIGORE FORNISCONO IN ALLEGATO UNA SERIE DI METODI ANALITICI PER L ANALISI DI MISTE DI FIBRE TESSILI. TALI METODI SI BASANO SULLA SEPARAZIONE PER VIA CHIMICA DELLE FIBRE SOLUBILI USANDO APPOSITI REATTIVI CHIMICI SPECIFICI PER OGNI TIPO DI FIBRA. I METODI FORNISCONO INDICAZIONI SULLE METODOLOGIE DI PRELIEVO E PREPARAZIONE DEI CAMPIONI E SULLE RICETTE CHIMICHE DI SEPARAZIONE.
35 IDENTIFICAZIONE PRELIMINARE DELLE FIBRE I METODI PREVISTI DAI DECRETI LEGISLATIVI NON FORNISCONO INDICAZIONI PER LA IDENTIFICAZIONE PRELIMINARE DELLE FIBRE COMPONENTI LA MISTA O PER LA LORO CONFERMA: TALI AZIONI ANALITICHE DEVONO ESSERE COMPIUTE IMPIEGANDO METODI ALTERNATIVI DI TIPO MICROSCOPICO O STRUMENTALE. ANALISI MEDIANTE MICROSCOPIA OTTICA IN LUCE TRASMESSA ANALISI MEDIANTE MICROSCOPIA ELETTRONICA A SCANSIONE SPETTROFOTOMETRIA INFRAROSSA FTIR ANALISI TERMICA (DSC) NORMATIVA COGENTE DISPONIBILE IWTO PER L ANALISI SEM ISO TC 38/SC 23 (2006) PER L ANALISI SEM + OTTICO
36 METODI MICROSCOPICI MICROSCOPIA OTTICA IN LUCE TRASMESSA = LM MICROSCOPIA ELETTRONICA A SCANSIONE = SEM L IDENTIFICAZIONE AL MICROSCOPIO OTTICO IN LUCE TRASMESSA SI BASA SULLA MORFOLOGIA INTERNA ED ESTERNA DELLE FIBRE. L IDENTIFICAZIONE AL MICROSCOPIO ELETTRONICO SI BASA SULLA MORFOLOGIA SUPERFICIALE DELLE FIBRE.
37 MICROSCOPIA OTTICA IN LUCE TRASMESSA VANTAGGI CARATTERI DISTINTIVI DELLA MORFOLOGIA SUPERFICIALE; CARATTERI DISTINTIVI DELLA MORFOLOGIA INTERNA (pigmento, midollo); REAZIONI CHIMICHE O VARIAZIONI DI COLORE CON REATTIVI DI CONTRASTO; SEMPLICITA DI PREPARAZIONE DEI CAMPIONI. LIMITI SCARSA RISOLUZIONE E PROFONDITA DI CAMPO; LIMITATI INGRANDIMENTI (max 500 x); INTERFERENZA DA PARTE DI TINTURE SCURE O SOSTANZE SUPERFICIALI; NORMALMENTE NON RISOLUTIVA PER LE FIBRE SINTETICHE.
38 MICROSCOPIA ELETTRONICA A SCANSIONE VANTAGGI RISOLUZIONE ELEVATI INGRANDIMENTI PROFONDITA DI CAMPO LIMITI COMPLESSITA DELLA TECNICA, COSTO DELLO STRUMENTO LE APPLICAZIONI DEL SEM ALLE FIBRE E AI MATERIALI TESSILI SONO DIRETTE ALLO STUDIO DELLA MORFOLOGIA SUPERFICIALE: LA TECNICA NON E UTILIZZABILE PER LO STUDIO DELLE CARATTERISTICHE INTERNE DELLE FIBRE.
39 LM SEM LANA KASHMIR
40 LM SEM ANGORA SETA
41 LM SEM COTONE LINO
42 LM SEM VISCOSA LM POLIESTERE ACRILICO POLIAMMIDE
43 SPETTROFOTOMETRIA INFRAROSSA FTIR IDENTIFICAZIONE DI MATERIALI POLIMERICI FIBROSI DI ORIGINE SCONOSCIUTA DIFFERENZIAZIONE DI COPOLIMERI DIVERSI DERIVANTI DALLO STESSO MONOMERO DI BASE ANALISI DI SOSTANZE CHIMICHE AGGIUNTE AI POLIMERI NELLA MASSA O IN SUPERFICIE ANALISI DEI TRATTAMENTI CHIMICI SUPERFICIALI O IN MASSA DI FIBRE NATURALI
44 ESEMPI POLIESTERE E NYLON POLIESTERE NYLON
45 CN ACRILICO
46 ANALISI TERMICA L ANALISI TERMICA COMPRENDE UN GRUPPO DI TECNICHE MEDIANTE LE QUALI UNA PROPRIETA FISICA O CHIMICA DI UNA SOSTANZA VIENE MISURATA IN FUNZIONE DELLA TEMPERATURA O DEL TEMPO QUANDO LA SOSTANZA VIENE SOTTOPOSTA AD UN EFFETTO TERMICO CONTROLLATO IN UNA SPECIFICA ATMOSFERA, IN CONDIZIONI DI TEMPERATURA COSTANTE (CICLO ISOTERMICO) O VARIABILE IN MODO LINEARE (CICLO DINAMICO). LE PRINCIPALI TECNICHE SONO: CALORIMETRIA DIFFERENZIALE A SCANSIONE (DSC) CALORIMETRIA GRAVIMETRICA (TG) ANALISI TERMICO-MECCANICA (TMA)
47 CALORIMETRIA DIFFERENZIALE A SCANSIONE DSC Le applicazioni della DSC alle fibre tessili riguardano tre principali campi: analisi delle transizioni fisiche : fusione, cristallizzazione analisi delle reazioni chimiche : decomposizioni, ossidazioni studi di cinetica In particolare le modificazioni termiche correlate alle temperature di fusione e di transizione vetrosa sono caratteristiche e riproducibili per i polimeri termoplastici, pertanto i termogrammi DSC sono utili per la loro identificazione.
48 ESEMPI POLIESTERE (PET) C POLIESTERE (PET) : T di picco da 250 a 265 C
49 Nylon 6 Nylon 6-6 NYLON 6: T di picco C NYLON 6-6: T di picco C
50 ANALISI QUANTITATIVA
51 ANALISI QUALITATIVA E QUANTITATIVA DI MISTE DI FIBRE ANIMALI I METODI ANALITICI FORNITI DALLE NORMATIVE DI ETICHETTATURA NON POSSONO ESSERE APPLICATI PER LA RISOLUZIONE DI MISTE DI FIBRE CHIMICAMENTE OMOLOGHE, AD ESEMPIO PELI ANIMALI O FIBRE CELLULOSICHE. UN CASO MOLTO IMPORTANTE DI TALE PROBLEMATICA RIGUARDA L ANALISI DI MISTE DI LANA E PELI ANIMALI NOBILI O DI PELI ANIMALI NOBILI DIVERSI. SI TRATTA DI UNA ANALISI DI ESTREMA IMPORTANZA CHE RIGUARDA: IL VALORE COMMERCIALE DELLA MATERIA PRIMA IL VALORE COMMERCIALE DEL PRODOTTO FINITO LA TUTELA DEI CONSUMATORI DA FRODI DI ETICHETTA
52 ANALISI MEDIANTE MICROSCOPIA OTTICA IN LUCE TRASMESSA ANALISI MEDIANTE MICROSCOPIA ELETTRONICA A SCANSIONE ANALISI DEL DNA METODI ANALISI MEDIANTE ANTICORPI MONOCLONALI LA TECNICA ANALITICA PREVEDE: IL RICONOSCIMENTO DEI DIVERSI PELI ANIMALI COMPONENTI LA MISTA SULLA BASE DELLE LORO CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE IL CONTEGGIO NUMERICO DEI PELI SUDDIVISI PER CATEGORIE DI RICONOSCIMENTO LA MISURA DEI RISPETTIVI DIAMETRI IL CALCOLO DELLE PERCENTUALI SULLA BASE DI FORMULE STATISTICHE (FORMULA DI WILDMAN)
53 CARATTERI DISTINTIVI morfologia superficiale (LM + SEM) forma delle scaglie spessore delle scaglie morfologia interna (LM) morfologia del bordo delle scaglie distribuzione delle scaglie lungo l asse della fibra distribuzione dei granuli di pigmento forma del midollo sezione (SEM + LM) forma del midollo distribuzione del pigmento regolarità del diametro della fibra forma e spessore delle scaglie
54 ESEMPIO LANA : pelo dal vello della pecora scaglie prominenti, irregolari, parzialmente sovrapposte diametro irregolare midollo presente solo nelle fibre più grosse, pigmentazione assente sezione da ovale a circolare SEM
55 KASHMIR : pelo dal sottovello di capra (capra hircus) scaglie poco prominenti, distanziate, avvolgenti l intera fibra diametro regolare, sezione circolare nelle fibre fini midollo presente solo nelle fibre più grosse pigmentazione: tutte le gradazioni da assente a intensa LM SEM
56 ALTRI METODI UNA CORRETTA IDENTIFICAZIONE DIPENDE IN LARGA MISURA DALL ESPERIENZA DELL OPERATORE. IMPORTANZA DI AVERE METODI OGGETTIVI ANTICORPI MONOCLONALI ANALISI TERMICA (DSC) DNA
57 TECNICA IMMUNOLOGICA SI BASA SULLA CAPACITA DEGLI ANTICORPI DI LEGARSI A SPECIFICHE SEQUENZE DI AMMINOACIDI. Gli anticorpi monoclonali sono proteine prodotte in risposta ad un antigene specifico (cheratina del kashmir). La loro reattività è altamente specifica nei confronti di una corta sequenza di amminoacidi dell antigene. E UNA TECNICA IN FASE DI SPERIMENTAZIONE NON CI SONO NORME DI RIFERIMENTO.
58 DNA IL RICONOSCIMENTO DELLE FIBRE VIENE EFFETTUATO MEDIANTE VALUTAZIONE DELLE CARATTERISTICHE GENETICHE, IN PARTICOLARE IL DNA. TECNICA QUASI ESCLUSIVAMENTE QUALITATIVA, GENERALMENTE NON APPLICABILE ALLE FIBRE TINTE CON COLORANTI AL CROMO E PREMETALLIZZATI E ALLE FIBRE CON TRATTAMENTI SUPERFICIALI. E UNA TECNICA CHE SI E DIMOSTRATA INTERESSANTE PER EVIDENZIARE LA PRESENZA DI YAK, TALVOLTA UTILIZZATO PER ADULTERARE LE FIBRE DI KASHMIR. NON CI SONO NORME DI RIFERIMENTO.
59 RIFERIMENTI CNR-ISMAC, BIELLA Responsabile: Ing. Giorgio Mazzuchetti Referenti per analisi e certificazione: Manuela Basso Dottor Riccardo Innocenti Dott.ssa Cinzia Tonetti
Progetto finanziato da Ministero dello Sviluppo Economico ABBIGLIAMENTO www.salvafamiglie.it numero verde 800 92 64 22 operativo dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 Guida

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 art. 10