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Decreto del Presidente della Repubblica 29/07/1982 n° 0577
Decreto del Presidente della Repubblica n° 577 del 29/07/1982
Doc. 482C0577.900 di Origine Nazionale
e pubblicato/a su : Gazzetta Ufficiale Italiana n° 229 del 20/08/1982
.TITOLO I - Finalità e caratteristiche generali
Art. 1. Obiettivi e competenze. -
Art. 2. Definizione. -
Art. 3. Princìpi di base e misure tecniche fondamentali. -
Art. 4. Collegamenti con le normative antinfortunistiche e con il Servizio sanitario nazionale. -
Art. 5. Collegamenti con organismi internazionali. -
Art. 6. Collegamenti con organismi nazionali. -
Art. 7. Attività formative. -
TITOLO II - Servizi di prevenzione incendi
Art. 8. Attività di prevenzione incendi. -
Art. 9. Competenze degli organi centrali. -
Art. 10. Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi. -
Art. 11. Competenze del comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi. -
Art. 12. Attività di studio, ricerca e sperimentazione di prevenzione incendi. -
Art. 13. Esame dei progetti. -
Art. 14. Visite tecniche. -
Art. 15. Adempimenti di enti e privati. -
Art. 16. Compiti dei comandi provinciali. -
Art. 17. Certificato di prevenzione incendi. -
Art. 18. Procedure di prevenzione incendi. -
Art. 19. Competenze degli ispettori regionali o interregionali. -
Art. 20. Comitato tecnico regionale o interregionale per la prevenzione incendi. -
Art. 21. Deroghe. -
In materia sono stati emanati diversi decreti ministeriali, tra i quali vanno ricordati: il D.M. 30 novembre 1983, relativo ai termini, alle definizioni generali e ai simboli grafici di prevenzione incendi; il D.M. 1° febbraio 1986, che ha approvato le norme di sicurezza antincendi per la costruzione e l'esercizio di autorimesse e simili; il D.M. 16 maggio 1987, n. 246, con il quale si è proceduto all'approvazione delle norme di sicurezza antincendi relative agli edifici di civile abitazione.
Art. 7: così sostituito dall'art. 2 del D.P.R. 10 giugno 2004, n. 200.
Art. 10, comma 1: il comma, dapprima modificato dall'art. 6 della L. 2 dicembre 1991, n. 384, successivamente è stato così sostituito dall'art. 3 del D.P.R. 10 giugno 2004, n. 200.
Art. 10, comma 5: è abrogato dall'art. 9 del D.P.R. 12 gennaio 1998, n. 37 "Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59", a partire dal sessantesimo giorno successivo alla data della pubblicazione di quest'ultimo D.P.R. (avvenuta sulla G.U. 10 marzo 1998, n. 57).
Art. 11, comma 1, lettera d): vedi nota all'art. 10, comma 5.
Art. 11, comma 4: in materia si cfr. i seguenti DD.MM.:
a) D.M. 26 giugno 1984, peraltro modificato dal D.M. 14 gennaio 1985, con il quale sono stati stabiliti norme, criteri e procedure per la classificazione di reazione al fuoco e l'omologazione dei materiali ai fini della prevenzione antincendi;
b) D.M. 24 novembre 1984, con il quale sono state emanate norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione, l'accumulo e l'utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8;
c) D.M. 4 febbraio 1985 (G.U. 26 febbraio 1985, n. 49), col quale sono state approvate le norme transitorie relative all'uso di materiali classificati per la reazione al fuoco in data antecedente all'entrata in vigore del D.M. 26 giugno 1984, nonché alla classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi;
d) D.M. 6 marzo 1986, relativo ai criteri per il calcolo del carico di incendio per locali aventi strutture portanti in legno;
e) D.M. 9 febbraio 1989, concernente l'approvazione delle norme di sicurezza antincendi da applicarsi nella progettazione ed installazione di impianti di produzione calore a servizio delle serre;
f) D.M. 5 agosto 1991, con il quale è stata disciplinata la commercializzazione e l'impiego in Italia dei materiali destinati all'edilizia legalmente riconosciuti in uno dei Paesi CEE sulla base delle norme di reazione al fuoco.
Art. 12: così sostituito dall'art. 4 del D.P.R. 10 giugno 2004, n. 200.
Artt. 13, 14, 15, 16, 17, 18, 21 e 22: cfr. le indicazioni applicative contenute nella Circolare (Min. Interno) 7 ottobre 1982, n. 46. Sia pure limitatamente ad alcuni di questi articoli, v. pure la Circolare (Min. Interno) 1° dicembre 1982, n. 53.
Art. 15, comma 1, numero 5): vedi nota all'art. 10, comma 5.
Art. 15: cfr. i chiarimenti forniti nella Circolare (Min. Interno) 20 novembre 1982, n. 52.
Art. 17: così sostituito dall'art. 5 del D.P.R. 10 giugno 2004, n. 200.
Art. 21: vedi nota all'art. 10, comma 5.
Art. 22, comma 1: v. nota iniziale.
Visto l'art. 2, primo comma, L. 18 luglio 1980, n. 406, che prevede l'emanazione delle disposizioni intese, a regolare l'espletamento dei servizi di prevenzione e vigilanza antincendi, da assolversi dai vari organi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ai sensi delle leggi 27 dicembre 1941, n. 1570, 13 maggio 1961, n. 469 e 26 luglio 1965, n. 966, nonché del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 23 luglio 1982;
È approvato l'annesso regolamento concernente l'espletamento dei servizi di prevenzione e vigilanza antincendi, vistato dal Ministro proponente.
Regolamento concernente «norme sui servizi di prevenzione incendi» in esecuzione dell'art. 2 della legge 18 luglio 1980, n. 406.
TITOLO I -Finalità e caratteristiche generali.
La prevenzione incendi costituisce servizio di interesse pubblico per il conseguimento di obiettivi di sicurezza della vita umana e incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell'ambiente secondo criteri applicativi uniformi nel territorio nazionale.
Il servizio di prevenzione incendi costituisce compito istituzionale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Per «prevenzione incendi» si intende la materia di rilevanza interdisciplinare, nel cui ambito vengono promossi, studiati, predisposti e sperimentati misure, provvedimenti, accorgimenti e modi di azione intesi ad evitare, secondo le norme emanate dagli organi competenti, l'insorgenza di un incendio e a limitarne le conseguenze.
Per il conseguimento delle finalità perseguite dal presente decreto del Presidente della Repubblica si provvede, oltre che mediante controlli, anche mediante norme tecniche che vengono adottate dal Ministero dell'interno di concerto con le amministrazioni di volta in volta interessate.
3) apprestamenti e misure antincendi predisposti a cura di titolari di attività comportanti notevoli livelli di rischio ai sensi di quanto fissato dall'art. 2, comma c), della legge 13 maggio 1961, n. 469.
In tale ambito, con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della sanità e del lavoro e della previdenza sociale, saranno determinati il ruolo, le competenze e i collegamenti del servizio di prevenzione incendi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, al fine del coordinamento dell'azione svolta da uffici statali con quelli regionali, a orma dell'art. 3, L. 22 luglio 1975, n. 382, e con organismi, pubblici o privati, operanti istituzionalmente nelle materie indicate al primo comma.
1. Il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile promuove la formazione del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonche' la verifica dei risultati conseguiti, e la diffusione della cultura in materia di sicurezza antincendi, anche attraverso seminari, convegni, cicli di formazione, collegamenti con le istituzioni, le strutture scolastiche, quelle universitarie, anche internazionali, e la comunita' scientifica.
2. In relazione alle esigenze connesse all'espletamento delle attivita' in materia di prevenzione incendi dei tecnici dipendenti delle altre amministrazioni dello Stato, dei liberi professionisti e degli addetti ai servizi di sicurezza nei luoghi di lavoro, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, anche attraverso apposite convenzioni, definisce i contenuti e le modalita' per lo svolgimento dell'attivita' formativa, a pagamento, in materia. Le attivita' di cui al presente comma sono svolte nei confronti delle Forze armate a seguito di richiesta dell'Amministrazione della difesa.
3. Le attivita' didattiche e quelle di cui al comma 2 sono svolte dalla Direzione centrale per la formazione del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile e dalle strutture territoriali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. La Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica, fornisce le indicazioni attinenti alle esigenze e agli obiettivi del servizio di prevenzione incendi.
TITOLO II -Servizi di prevenzione incendi.
Il servizio di prevenzione incendi comprende le seguenti attività fondamentali:
accertamenti sopralluogo (visite tecniche).
E' istituito, con decreto del Ministro dell'interno, il comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi, avente i compiti indicati nell'articolo 11 e cosi' composto:
l) un rappresentante del Ministero delle attivita' produttive;
r) due esperti delle istituzioni scientifiche universitarie designati dal Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca;
cc) un esperto della "proprieta' edilizia".
[Il comitato adotta i pareri di cui alla lettera d) dell'art. 11 a maggioranza dei presenti e ogni componente ha facoltà di far verbalizzare il proprio dissenso.] [(vedi nota)]
Funge da segretario un funzionario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Il comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi provvede:
b) a fornire il necessario apporto tecnico-scientifico per la elaborazione delle norme di prevenzione incendi soggetti ad omologazione di cui al penultimo comma dell'art. 23, L. 23 dicembre 1978, n. 833, sull'istituzione del Servizio sanitario nazionale;
[d) ad esprimere parere in ordine alle richieste di deroga di cui all'art. 21 in attesa del riordinamento delle norme di prevenzione incendi;] [(vedi nota)]
e) a richiedere agli organi del Corpo l'effettuazione di studi, ricerche e progetti nella specifica materia.
Il comitato, all'inizio di ogni anno, formula il programma generale della propria attività concernente i compiti al medesimo attribuiti, nonché una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente.
1. Il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, attraverso la competente Direzione centrale, cura la promozione e l'attuazione degli studi, della ricerca, della sperimentazione e della normazione nel settore della prevenzione incendi, ivi compresa la cooperazione con altri istituti, enti, aziende, anche di rilievo internazionale, che operano nel settore della ricerca. La Direzione centrale competente adotta, per le predette finalita', specifici programmi annuali e pluriennali sottoposti all'ispettore generale capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
2. Le attivita' di studio, ricerca e sperimentazione promosse dal Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile concorrono a fornire elementi tecnico-scientifici da porsi a base dei fondamenti attuativi della prevenzione incendi, relativamente alla sicurezza delle opere, dei prodotti, dei macchinari, degli impianti, delle attrezzature e dei luoghi di lavoro, in armonia con le disposizioni comunitarie.
Il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, tenuto anche conto di quanto verrà stabilito nel decreto di cui all'art. 4, provvede agli accertamenti sopralluogo presso gli insediamenti industriali e civili, gli impianti e le attività soggetti al controllo di prevenzione incendi al fine di valutare direttamente i fattori di rischio, verificare la rispondenza alle norme e ai criteri tecnici di prevenzione incendi e l'attuazione delle prescrizioni e degli obblighi a carico dei responsabili delle attività soggette a controllo.
Per insediamenti industriali e impianti di tipo complesso e a tecnologia avanzata, gli accertamenti sopralluogo sono effettuati da una commissione composta da tre esperti in materia, designati dal comitato tecnico regionale di cui all'art. 20.
4) le visite di collaudo ad impianto o costruzione ultimati, prima dell'inizio delle lavorazioni per le attività indicate nelle tabelle A e B del D.P.R. 26 maggio 1959, n. 689 ai sensi dell'art. 37 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547;
[5) le visite di controllo al fine del rilascio del certificato di prevenzione incendi per manifestazioni di qualsiasi genere da svolgersi in locali o luoghi aperti al pubblico, sprovvisti di tale certificato. Il certificato di prevenzione incendi non può essere rilasciato prima di aver fatto verificare, nel termine per l'adozione dei provvedimenti conseguenti all'obbligo del preavviso alle autorità, dalla commissione di cui all'art. 141 del R.D. 6 maggio 1940, n. 635, le condizioni generali di sicurezza dei locali o dei luoghi indicati per lo svolgimento delle manifestazioni. La validità del certificato di prevenzione incendi, appositamente rilasciato per l'occasione, è limitata alla durata della manifestazione.] [(vedi nota)]
Dopo il rilascio del certificato dei prevenzione incendi, di cui al successivo art. 17, il responsabile dell'attività è tenuto ad osservare e a far osservare le limitazioni, i divieti e, in genere, le condizioni di esercizio indicate nel certificato stesso.
Accertata con le modalità di cui all'art. 14, la osservanza delle norme di prevenzione incendi, i comandi provinciali dei vigili del fuoco rilasciano il «certificato di prevenzione incendi» di cui al successivo art. 17 anche per insediamenti industriali e impianti di tipo complesso e a tecnologia avanzata, sentito il parere del comitato tecnico regionale di cui all'art. 20.
2. Il certificato di cui al comma 1 e' rilasciato a conclusione del procedimento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, e alle altre disposizioni vigenti, fermo restando quanto previsto dalle prescrizioni in materia di prevenzione incendi a carico dei soggetti responsabili delle attivita' ed a carico dei soggetti responsabili dei progetti e della documentazione tecnica richiesta.
L'esito degli accertamenti sopralluogo svolti dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, deve essere formalizzato a mezzo di apposito verbale da acquisire agli atti del comando provinciale.
Presso l'ufficio dell'ispettore regionale o interregionale è istituito, con decreto del Ministro dell'interno, un comitato tecnico regionale o interregionale per la prevenzione incendi, con il compito di esprimere parere sui progetti delle installazioni o impianti concernenti le attività di cui all'art. 19 e designare gli esperti della commissione incaricata di effettuare gli accertamenti sopralluogo per gli insediamenti industriali e gli impianti di tipo complesso e a tecnologia avanzata di cui all'art. 14.
Funge da segretario un dipendente dell'ispettorato regionale designato dall'ispettore.
[Nei casi in cui, per un'attività soggetta al controllo di prevenzione incendi, per situazione particolare degli insediamenti degli impianti, delle caratteristiche dei cicli di lavorazione, non sia possibile il rispetto integrale delle norme in vigore, l'interessato potrà avanzare motivata richiesta di deroga all'osservanza della norma medesima al comando provinciale dei vigili del fuoco che, accertata la consistenza dei motivi della richiesta, ne curerà l'inoltro, con il proprio parere, all'ispettore regionale o interregionale.
Rimane immutato quanto disposto dal decreto ministeriale 31 luglio 1934 sugli olii minerali e carburanti.]
Fino a quando non entreranno in vigore le norme e specificazioni tecniche di cui all'art. 11 del presente decreto, si applicano le norme e i criteri tecnici in materia di prevenzione incendi attualmente in vigore.
Salvo quanto specificamente previsto dal presente decreto, le attività soggette, ai fini della prevenzione incendi, al controllo dei competenti organi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono quelle elencate nelle tabelle A e B annesse al decreto del Presidente della Repubblica 26 maggio 1959, n. 689, e nell'elenco allegato al decreto ministeriale 16 febbraio 1982, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 aprile 1982, n.98, con le periodicità indicate nel decreto ministeriale medesimo.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 7

Art. 10

Art. 10

Art. 11

Art. 11

Art. 12

Art. 15

Art. 15

Art. 17

Art. 21

Art. 22
 art. 17
 art. 17