Source: http://islam.forumup.it/post-60153-islam.html
Timestamp: 2018-01-19 17:11:34+00:00

Document:
Inviato: Ven Gen 19, 2018 5:11 pm Oggetto: Ads
Inviato: Gio Lug 21, 2011 8:41 pm Oggetto:
fratelli, mi sono preso la briga di leggermi la bozza di costituzione dello Stato Islamico elaborata da Hizb ut tahrir, scaricabile dal loro sito.
Vi dirò, non mi sembra male.
Chiedo a Umar: è gradito un dibattito su questo testo sul forum, o meglio tralasciare?
Inviato: Gio Lug 21, 2011 8:52 pm Oggetto:
Inviato: Gio Lug 21, 2011 8:53 pm Oggetto:
spiegaci un po di cosa parla allora , inshallah...
Inviato: Gio Lug 21, 2011 9:25 pm Oggetto:
Dunque, è molto lunga, mi limiterò ad alcuni estratti, diciamo così, a puntate.
Comincio dai principi generali
The Islamic ‘Aqeeda constitutes the foundation of the State. Therefore, nothing is permitted to exist in the State’s structure, system, accountability, or any other aspect connected with the State that does not take the Islamic ‘Aqeeda as its source. The Islamic ‘Aqeeda is also the source of the State’s constitution and laws. Consequently, nothing related to them is permitted to exist unless it emanates from the Islamic ‘Aqeeda.
La prima cosa che ho notato è che il fondamento dello Stato è l'aqida, che viene definita la fonte di tutta la legislazione.
The Khalifah does not adopt any Ahkam Shar’iyah pertaining to Ibadat, except in the case of Zakat and Jihad. He also does not adopt any specific opinions, or thoughts concerning the Islamic ‘Aqeeda
Dato che il Khalifah ha poteri molto estesi, viene definito che i suoi decreti non possono assolutamento riguardare l'aqida, in modo da evitare degenerazioni eretiche.
All citizens will be treated equally regardless of their religion, race, color or any other factor. The State will not discriminate between citizens in any matter, such as ruling, judiciary or welfare.
Un altro fondamento dello Stato è la uguaglianza nel trattamento a prescindere dalle differenze, che nom significa sincretismo, ma applicazione della corretta Sunnah del Profeta (saw).
The State implements Islamic Shar’iyah on all citizens, whether Muslim or
not, in the following manner:
a. All Islamic rules are applied on all Muslim citizens, without exception.
b. Non-Muslims are permitted to follow their own beliefs and acts of
c. The Murtadeen will be treated according to the rules of Murtadeen,
provided that they themselves have renounced Islam. If their ancestors
are Murtadeen and they are born as non-Muslim, they are treated as non-
Muslims according to their status as being either Mushrikeen or People
d. In matters of food and clothing, the non-Muslims are allowed to follow
their religions within the limits set by Islam.
e. Marital affairs, including divorce, among non-Muslims are settled in
accordance with their religions. However, between non-Muslims and
Muslims they are settled according to the rules of Islam.
f. All the remaining Shar’iyah matters and rules, such as: the application
of transactions, legal, political and economic systems are implemented
by the State on everyone, Muslim and non-Muslim alike. This includes
the Muahid, the Al Musta’min and all who submit to the sovereignty of
Islam. The implementation on these people is the same as the
implementation on the citizens of the State. Diplomats are afforded the
Un solo commento personale: alla faccia di chi teme che uno Stato Islamico non "protegga" quei cittadini non musulmani. Anche qui mi pare che lo statuto sia coerente con quanto avveniva nella Medina del Profeta (saws)
The Qur’an, the Sunnah, Ijma’a as-Sahabah [the consensus of the Companions of Prophet Muhammad r] and Qiyas are the only sources for extracting Ahkam Shar’iyah.
Un articolo che non ho riportato prevede il diritto per ogni musulmano ad esercitare l'ijtihad, SE vengono rispettate le condizioni previste dalla Shariah. Contemporaneamente viene proibita la presenza di una casta sacerdotale all'interno dell'Islam.
a. Sovereignty belongs to the Shar’iyah, and not to the people;
b. Authority belongs to the Ummah;
c. The appointment of one Khalifah is an obligation upon all Muslims;
d. Only the Khalifah has the right to adopt the Ahkam Shar’iyah. Therefore, he enacts the constitution and laws.
Questo articolo rimarca la differenza del Califfato rispetto alle democrazie occidentali; la sovranità appartiene alla Legge Divina (e quindi ad Dio); à l'autorità che ne discende che appartiene al "popolo".
Per ora mi fermo qui, anche per avere le vostre impressioni, che leggerò tra una settimana insha allah, al mio ritorno da una vacanzina in Marocco a trovare mia moglie.
Inviato: Gio Lug 21, 2011 10:53 pm Oggetto:
barakallah fik e ti auguro di trovare tua moglie in salute e che Allah vi aiuti e benedica...fiamanillah
Inviato: Ven Lug 22, 2011 4:55 pm Oggetto:
Molto probabilmente non si intende quanto vi leggo, ma dubito si possa parlare di assoluta eguaglianza per quanto riguarda i diritti e doveri di Musulmani, da una parte, ed i vari tipi di "Dhimmi" (non-Musulmani protetti), dall'altra. I secondi godono certamente di molti diritti e garanzie sotto il Khilafah islamico, ma parlare di "eguaglianza" mi sembra eccessivo.
In effetti, nell'articolo si usa l'espressione "treated equally", ed anche il "will not distriminate in any matter" può essere interpretato in una maniera corretta, però lo trovo un po' ambiguo.
Un articolo che non ho riportato prevede il diritto per ogni musulmano ad esercitare l'ijtihad, SE vengono rispettate le condizioni previste dalla Shariah.
Beh, ovvio, ma non era inutile da precisare?
E' un po' come inserire un articolo che preveda il diritto per ogni Musulmano di dare fatawa, SE ne ha le qualifiche (ovvero se è un Mufti); è ovvio...
Ho l'impressione - anche da qualche tua domanda precedente - che tu abbia qualche confusione sulla questione dell'Ijtihad, forse residuo della mistificazione con cui i "riformisti" rappresentano l'effettiva posizione sunnita sull'argomento..
Nessuno nega l'ijtihad, e come si potrebbe mai?
Semplicemente, ci sono vari differenti livelli, ed ognuno di essi ha precisi requisiti..
Contemporaneamente viene proibita la presenza di una casta sacerdotale all'interno dell'Islam.
Certamente, alhamdulillah.
Non mi è chiara la parte sul fatto che l'autorità appartenga al "popolo"..
Ti aspettiamo al tuo ritorno insha'Allah..
Inviato: Ven Lug 22, 2011 10:57 pm Oggetto:
Sono in partenza......
intervengo solo per precisare che non era mia intenzione propugnare né teorie riformiste né ingenerare confusione!!!
Ho messo lì qualche commento personale per non limitarmi ad un copia e incolla e sono contento delle precisazione ottenute.
Alla prossima settimana, insha allah
Inviato: Sab Lug 23, 2011 2:21 am Oggetto:
Fratello non hai nulla di cui scusarti, non mi è passato per la testa nemmeno per un secondo che volessi propugnare nulla del genere.
Fa' buon viaggio, Allah ti protegga.
Inviato: Dom Mag 20, 2012 10:14 am Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim
Io chiederei a qualche sapiente un parere esplicito su questo partito. Intenso la mia idea, basata sulla mera conoscenza di alcuni suoi rappresentanti, è molto negativa, e anche in questa pagina abbiamo visto uno che sembra vergognarsi del fatto che il loro fondatore fosse Sufi (o ho capito male io?) e dei cenni da questa costituzione molto strani. Che significa ad esempio che lo Stato è fondato sull'`aqida e poi dire che non ha preferenze su diverse opinioni in `Aqida? Ci sono Ulama che guidano questo movimento? Qual è la loro `Aqida? Finora ho letto solo cose molto brutte a riguardo e ho avuto una pessima esperienza confrontandomi con un suo appartenente.
Inviato: Dom Mag 20, 2012 10:41 am Oggetto:
devo dire che il mio pensiero è la fotocopia di quello di yusuf.
Inviato: Dom Dic 09, 2012 5:50 pm Oggetto: Re: BismiLlahi arRahmani arRahim
Che significa ad esempio che lo Stato è fondato sull'`aqida ?
Hizb ut Tahrir ha elaborato una costituzione dettagliata in cui definisce le caratteristiche principali del califfato e il ruolo di ciascun istituzione, tale costituzione è composta da 191 articoli e disponibile sui siti internet di Hizb ut Tahrir in varie lingue
Ecco come il partito ha spiegato e presentato tale costituzione:
“Questo è un progetto di Costituzione per il Califfato. Noi lo presentiamo ai musulmani che operano per l’instaurazione del Califfato e per il ritorno all’applicazione della Legge rivelata da Dio, affinché si facciano un’idea della natura dello Stato islamico, della sua forma e del suo sistema, così come della legge e delle prescrizioni dell’Islam, che essa metterà in pratica.
Si tratta di una Costituzione islamica, emanata dalla dottrina islamica, che è stata elaborata a partire dalle prescrizioni della Sharī ‘a secondo il criterio della prova più solida.
Hizb ut-Tahrir si è basato, in questa elaborazione, sul libro di Dio e sulla Sunna del suo Profeta, così come sull’unanimità dei Compagni e sul ragionamento per analogia, fonti complementari indicate dai primi due.”#
Viene riportata di seguito la traduzione dei primi dodici articoli di tale progetto.
Articolo 1: La dottrina o Aquīda islamica è la base sulla quale si fonda lo Stato in tutte le sue strutture, organizzazioni, sistemi, economia e finanza. Tutto discende dall’Islam. L’Islam è la base della Costituzione e di tutte le leggi.
Articolo 2: La terra dell’Islam (Dār ul-islām) è costituita dai Paesi dove le prescrizioni dell’Islam sono applicate e nella quale la sicurezza è assicurata dai musulmani, mentre la terra della miscredenza (Dār ul-kufr) è quella dove le leggi non islamiche sono in vigore e nella quale la sicurezza è assicurata dai non musulmani.
Articolo 3: Il Califfo adotta le leggi e la Costituzione mettendole in vigore in seguito a ricerche fondate sulla Sharī ‘a. Una legge adottata esclude tutte le altre, è una legge il cui rispetto e applicazione sono obbligatorie per tutti, in privato come in pubblico.
Articolo 4: Il Califfo non può adottare e imporre nessuna legge relativa alla pratica del culto (al-‘ibādāt), tranne nel caso della zakāt o del jihād. Non può inoltre adottare nessuna nuova legge o opinione relativa alla dottrina islamica.
Articolo 5: Tutti i cittadini dello Stato islamico beneficiano degli stessi diritti e sono soggetti agli stessi obblighi di legge.
Articolo 6: Lo Stato non deve fare nessuna distinzione tra i cittadini nel campo della giustizia, dell’esercizio del potere, dell’amministrazione. Deve trattarli alla pari, senza tenere conto dei fattori quali la religione, il sesso, la razza.
Articolo 7: Lo Stato applica la Legge islamica a tutti i cittadini, musulmani e non musulmani. Rispetta le seguenti disposizioni:
Applicare ai musulmani tutte le leggi senza eccezione.
Lasciare ai non musulmani la scelta di praticare la loro religione.
I non musulmani sono trattati seguendo le loro tradizioni religiose in materia di cibo e vestiario, nei limiti permessi dalla legge islamica.
Le questioni di matrimonio e di divorzio sono regolate, per i non musulmani, secondo la loro religione, mentre per le unioni tra musulmani e non musulmani, secondo la Legge islamica.
Lo Stato applica tutte le altre leggi e prescrizioni dell’Islam, riguardanti gli scambi, le sanzioni, le testimonianze, l’esercizio del potere, le Finanze a tutti e in tutta equità, musulmani o non musulmani, cosi come ai cittadini e ai rifugiati, alle persone con le quali è stato siglato un patto e a tutti quelli che rientrato sotto l’autorità dello Stato islamico. Gli ambasciatori, consoli, messaggeri beneficiano dell’immunità diplomatica.
Articolo 8: L’arabo è la lingua dell’Islam. È la sola lingua ufficiale dello Stato islamico.
Articolo 9: L’ijtihād o interpretazione giuridica è un dovere a sufficienza (se viene compiuto da una parte dei musulmani, gli altri ne saranno esentati). Ogni musulmano può, se riempie le condizioni richieste, praticare L’ijtihād.
Articolo 10: Ogni musulmano è responsabile della salvaguardia dell’Islam. Non c’è nessuna classe ecclesiastica nell’Islam. Lo Stato islamico deve combattere tutto ciò che può supporre l’esistenza di una tale classe.
Articolo 11: La propagazione dell’Islam è il dovere fondamentale e primordiale dello Stato.
Articolo 12: I testi fondamentali e le uniche fonti della legge sono il Corano, la Sunna, il consenso unanime dei compagni del Profeta (Ijmā’ al-sahāba) e i ragionamenti attraverso le analogie (qiyās). Queste sono le uniche referenze per la ricerca e la deduzione delle leggi.
Articolo 13:	Ogni persona è presunta innocente. Nessuno può subire delle sanzioni senza che un giudizio non sia stato emesso dal tribunale. La tortura è assolutamente vietata e chiunque la pratichi sarà di conseguenza punito.
Articolo 14:	Ogni atto è normalmente sottoposto alle prescrizioni della Legge islamica: si deve applicare un atto solo se in piena conoscenza della causa. Per ciò che riguarda le cose materiali, il godimento ne è consentito, a meno che vi sia un testo che vieti questo godimento.
Articolo 15: Ogni mezzo che porta all’illecito è vietato, a condizione che la probabilità che porti all’illecito sia preponderante. Se si teme che ciò possa portare all’illecito allora sarà vietato.

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15