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Timestamp: 2017-11-22 03:26:27+00:00

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Welfare azienda e dote conciliazione: centrale la contrattazione aziendale e territoriale
Con il bando Welfare aziendale e con la dote conciliazione Regione Lombardia mette al centro la contrattazione aziendale e territoriale: contributi alle lavoratrici vengono messi a disposizione dal decreto 12138 del 13 dicembre 2012 con priorità a quei soggetti interessati da contrattazione aziendale in essere o conclusa. Per la parte di bando dedicato alle aziende la presenza di contrattazione di secondo livello è imprescindibile.
Aziende e lavoratori hanno tempo sino al 31 dicembre 2013 per accedere ai contributi che finanziano progetti aziendali che favoriscono interventi in tema di welfare aziendale e per accedere al finanziamento di servizi delle aree della prima infanzia (ad esempio, asilo nido e baby sitting), l’accompagnamento dei figli a scuola o il sostegno alle attività extrascolastiche dei minori di 14 anni, l’assistenza a familiari con disabilità, non autosufficienti o affetti da gravi infermità. Ma veniamo con ordine
dal codice delle pari opportunità
Nell'ambito delle pari opportunità e del mantenimento o del ripristino delle stesse sui luoghi di lavoro, un ruolo importante rivestono sicuramente i consiglieri e le consigliere di parità. Chiara descrizione delle loro peculiarità e delle funzioni che rivestono anche per quanto riguarda i luoghi di lavoro, viene fatta nel DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2006, n.198Codice delle pari opportunita' tra uomo e donna, di cui viene riportata di seguito una parte:
Consigliere e consiglieri di parita'
(decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, articolo 1, comma 1;articolo 2, commi 1, 3, 4)
1. A livello nazionale, regionale e provinciale sono nominati unaconsigliera o un consigliere di parita'. Per ogni consigliera oconsigliere si provvede altresi' alla nomina di un supplente.2. La consigliera o il consigliere nazionale di parita', effettivoe supplente, sono nominati con decreto del Ministro del lavoro edelle politiche sociali, di concerto con il Ministro per le pariopportunita'.3. Le consigliere ed i consiglieri di parita' regionali eprovinciali, effettivi e supplenti, sono nominati, con decreto delMinistro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con ilMinistro per le pari opportunita', su designazione delle regioni edelle province, sentite le commissioni rispettivamente regionali eprovinciali tripartite di cui agli articoli 4 e 6 del decretolegislativo 23 dicembre 1997, n. 469, ognuno per i reciproci livellidi competenza, sulla base dei requisiti di cui all'articolo 13,comma 1, e con le procedure previste dal presente articolo.4. In caso di mancata designazione dei consiglieri di parita'regionali e provinciali entro i sessanta giorni successivi allascadenza del mandato, o di designazione effettuata in assenza deirequisiti richiesti dall'articolo 13, comma 1, il Ministro del lavoroe delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per le pariopportunita', provvede direttamente alla nomina nei trenta giornisuccessivi, nel rispetto dei requisiti di cui all'articolo 13,comma 1. A parita' di requisiti professionali si procede alladesignazione e nomina di una consigliera di parita'.5. I decreti di nomina del presente articolo, cui va allegato ilcurriculum professionale della persona nominata, sono pubblicatinella Gazzetta Ufficiale.
Requisiti e attribuzioni
(decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, articoli 1, comma 2, 2,comma 2)
1. Le consigliere e i consiglieri di parita' devono possedererequisiti di specifica competenza ed esperienza pluriennale inmateria di lavoro femminile, di normative sulla parita' e pariopportunita' nonche' di mercato del lavoro, comprovati da idoneadocumentazione.2. Le consigliere ed i consiglieri di parita', effettivi esupplenti, svolgono funzioni di promozione e di controllodell'attuazione dei principi di uguaglianza di opportunita' e di nondiscriminazione tra donne e uomini nel lavoro. Nell'esercizio dellefunzioni loro attribuite, le consigliere ed i consiglieri di parita'sono pubblici ufficiali ed hanno l'obbligo di segnalazioneall'autorita' giudiziaria dei reati di cui vengono a conoscenza perragione del loro ufficio.
(decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, articolo 2, comma 5)
1. Il mandato delle consigliere e dei consiglieri di cuiall'articolo 12 ha la durata di quattro anni ed e' rinnovabile unasola volta. La procedura di rinnovo si svolge secondo le modalita'previste dall'articolo 12. Le consigliere ed i consiglieri di parita'continuano a svolgere le loro funzioni fino alle nuove nomine.
(decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, articolo 3)
1. Le consigliere ed i consiglieri di parita' intraprendono ogniutile iniziativa, nell'ambito delle competenze dello Stato, ai finidel rispetto del principio di non discriminazione e della promozionedi pari opportunita' per lavoratori e lavoratrici, svolgendo inparticolare i seguenti compiti:a) rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere, al finedi svolgere le funzioni promozionali e di garanzia contro lediscriminazioni previste dal libro III, titolo I;b) promozione di progetti di azioni positive, anche attraversol'individuazione delle risorse comunitarie, nazionali e localifinalizzate allo scopo;c) promozione della coerenza della programmazione delle politichedi sviluppo territoriale rispetto agli indirizzi comunitari,nazionali e regionali in materia di pari opportunita';d) sostegno delle politiche attive del lavoro, comprese quelleformative, sotto il profilo della promozione e della realizzazione dipari opportunita';e) promozione dell'attuazione delle politiche di pariopportunita' da parte dei soggetti pubblici e privati che operano nelmercato del lavoro;f) collaborazione con le direzioni regionali e provinciali dellavoro al fine di individuare procedure efficaci di rilevazione delleviolazioni alla normativa in materia di parita', pari opportunita' egaranzia contro le discriminazioni, anche mediante la progettazionedi appositi pacchetti formativi;g) diffusione della conoscenza e dello scambio di buone prassi eattivita' di informazione e formazione culturale sui problemi dellepari opportunita' e sulle varie forme di discriminazioni;h) verifica dei risultati della realizzazione dei progetti diazioni positive previsti dagli articoli da 42 a 46;i) collegamento e collaborazione con gli assessorati al lavorodegli enti locali e con organismi di parita' degli enti locali.2. Le consigliere ed i consiglieri di parita' nazionale, regionalie provinciali, effettivi e supplenti, sono componenti a tutti glieffetti, rispettivamente, della commissione centrale per l'impiegoovvero del diverso organismo che ne venga a svolgere, in tutto o inparte, le funzioni a seguito del decreto legislativo 23 dicembre1997, n. 469, e delle commissioni regionali e provinciali tripartitepreviste dagli articoli 4 e 6 del citato decreto legislativo n. 469del 1997; essi partecipano altresi' ai tavoli di partenariato localeed ai comitati di sorveglianza di cui al regolamento (CE) n. 1260/99,del Consiglio del 21 giugno 1999. Le consigliere ed i consiglieriregionali e provinciali sono inoltre componenti delle commissioni diparita' del corrispondente livello territoriale, ovvero di organismidiversamente denominati che svolgono funzioni analoghe. Laconsigliera o il consigliere nazionale e' componente del Comitatonazionale e del Collegio istruttorio di cui agli articoli 8 e 11.3. Le strutture regionali di assistenza tecnica e di monitoraggiodi cui all'articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo23 dicembre 1997, n. 469, forniscono alle consigliere ed aiconsiglieri di parita' il supporto tecnico necessario: allarilevazione di situazioni di squilibrio di genere; all'elaborazionedei dati contenuti nei rapporti sulla situazione del personale di cuiall'articolo 46; alla promozione e alla realizzazione di piani diformazione e riqualificazione professionale; alla promozione diprogetti di azioni positive.4. Su richiesta delle consigliere e dei consiglieri di parita', leDirezioni regionali e provinciali del lavoro territorialmentecompetenti acquisiscono nei luoghi di lavoro informazioni sullasituazione occupazionale maschile e femminile, in relazione allostato delle assunzioni, della formazione e promozione professionale,delle retribuzioni, delle condizioni di lavoro, della cessazione delrapporto di lavoro, ed ogni altro elemento utile, anche in base aspecifici criteri di rilevazione indicati nella richiesta.5. Entro il 31 dicembre di ogni anno le consigliere ed iconsiglieri di parita' regionali e provinciali presentano un rapportosull'attivita' svolta agli organi che hanno provveduto alladesignazione. La consigliera o il consigliere di parita' che nonabbia provveduto alla presentazione del rapporto o vi abbiaprovveduto con un ritardo superiore a tre mesi decade dall'ufficiocon provvedimento adottato, su segnalazione dell'organo che haprovveduto alla designazione, dal Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali, di concerto con il Ministro per le pariopportunita'.
(decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, articolo 5)
1. L'ufficio delle consigliere e dei consiglieri di parita'regionali e provinciali e' ubicato rispettivamente presso le regionie presso le province. L'ufficio della consigliera o del consiglierenazionale di parita' e' ubicato presso il Ministero del lavoro edelle politiche sociali. L'ufficio e' funzionalmente autonomo, dotatodel personale, delle apparecchiature e delle strutture necessarie perlo svolgimento dei suoi compiti. Il personale, la strumentazione e leattrezzature necessari sono assegnati dagli enti presso cui l'ufficioe' ubicato, nell'ambito delle risorse trasferite ai sensi del decretolegislativo 23 dicembre 1997, n. 469.2. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concertocon il Ministro per le pari opportunita', nell'ambito delle propriecompetenze, puo' predisporre con gli enti territoriali nel cui ambitooperano le consigliere ed i consiglieri di parita' convenzioni quadroallo scopo di definire le modalita' di organizzazione e difunzionamento dell'ufficio delle consigliere e dei consiglieri diparita', nonche' gli indirizzi generali per l'espletamento deicompiti di cui all'articolo 15, comma 1, lettere b), c), d) ed e),come stipulato con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 deldecreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
(decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, articolo 6)
1. Le consigliere ed i consiglieri di parita', nazionale eregionali hanno diritto per l'esercizio delle loro funzioni, ove sitratti di lavoratori dipendenti, ad assentarsi dal posto di lavoroper un massimo di cinquanta ore lavorative mensili medie. Nellamedesima ipotesi le consigliere ed i consiglieri provinciali diparita' hanno diritto ad assentarsi dal posto di lavoro per unmassimo di trenta ore lavorative mensili medie. I permessi di cui alpresente comma sono retribuiti.2. Le consigliere ed i consiglieri regionali e provinciali diparita' hanno altresi' diritto, ove si tratti di lavoratoridipendenti, ad ulteriori permessi non retribuiti per i quali vienecorrisposta un'indennita'. La misura massima dei permessi e l'importodell'indennita' sono stabiliti annualmente dal decreto di cuiall'articolo 18, comma 2. Ai fini dell'esercizio del diritto diassentarsi dal luogo di lavoro di cui al comma 1 ed al presentecomma, le consigliere ed i consiglieri di parita' devono darnecomunicazione scritta al datore di lavoro almeno un giorno prima.3. L'onere di rimborsare le assenze dal lavoro di cui al comma 1delle consigliere e dei consiglieri di parita' regionali eprovinciali, lavoratori dipendenti da privati o da amministrazionipubbliche, e' a carico rispettivamente dell'ente regionale eprovinciale. A tal fine si impiegano risorse provenienti dal Fondo dicui all'articolo 18. L'ente regionale o provinciale, su richiesta, e'tenuto a rimborsare al datore di lavoro quanto corrisposto per le oredi effettiva assenza.4. Le consigliere ed i consiglieri regionali e provinciali diparita', lavoratori autonomi o liberi professionisti, hanno dirittoper l'esercizio delle loro funzioni ad un'indennita' rapportata alnumero complessivo delle ore di effettiva attivita', entro un limitemassimo determinato annualmente dal decreto di cui all'articolo 18,comma 2.5. La consigliera o il consigliere nazionale di parita', ovelavoratore dipendente, usufruisce di un numero massimo di permessinon retribuiti determinato annualmente con il decreto di cuiall'articolo 18, comma 2, nonche' di un'indennita' fissata dallostesso decreto. In alternativa puo' richiedere il collocamento inaspettativa non retribuita per la durata del mandato, percependo intal caso un'indennita' complessiva, a carico del Fondo di cuiall'articolo 18, determinata tenendo conto dell'esigenza di ristorodella retribuzione perduta e di compenso dell'attivita' svolta. Ovel'ufficio di consigliera o consigliere nazionale di parita' siaricoperto da un lavoratore autonomo o da un libero professionista,spetta al medesimo un'indennita' nella misura complessiva annuadeterminata dal decreto di cui all'articolo 18, comma 2.
Fondo per l'attivita' delle consigliere e dei consiglieri di parita'
(decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, articolo 9)
1. Il Fondo nazionale per le attivita' delle consigliere e deiconsiglieri di parita' e' alimentato dalle risorse di cuiall'articolo 47, comma 1, lettera d), della legge 17 maggio 1999, n.144, e successive modificazioni. Il Fondo e' destinato a finanziarele spese relative alle attivita' della consigliera o del consiglierenazionale di parita' e delle consigliere o dei consiglieri regionalie provinciali di parita', i compensi degli esperti eventualmentenominati ai sensi dell'articolo 19, comma 3, nonche' le speserelative alle azioni in giudizio promosse o sostenute ai sensi dellibro III, titolo I, capo III; finanzia altresi' le spese relative alpagamento di compensi per indennita', rimborsi e remunerazione deipermessi spettanti alle consigliere ed ai consiglieri di parita',nonche' quelle per il funzionamento e le attivita' della rete di cuiall'articolo 19 e per gli eventuali oneri derivanti dalle convenzionidi cui all'articolo 16, comma 2, diversi da quelli relativi alpersonale.2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,di concerto con il Ministro per le pari opportunita', sentita laConferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo28 agosto 1997, n. 281, le risorse del Fondo vengono annualmenteripartite tra le diverse destinazioni, sulla base dei seguenticriteri:a) una quota pari al trenta per cento e' riservata all'ufficiodella consigliera o del consigliere nazionale di parita' ed e'destinata a finanziare, oltre alle spese relative alle attivita' edai compensi dello stesso, le spese relative al funzionamento ed aiprogrammi di attivita' della rete delle consigliere e dei consiglieridi parita' di cui all'articolo 19;b) la restante quota del settanta per cento e' destinata alleregioni e viene suddivisa tra le stesse sulla base di una proposta diriparto elaborata dalla commissione interministeriale di cui alcomma 4.3. La ripartizione delle risorse e' comunque effettuata in base aparametri oggettivi, che tengono conto del numero delle consigliere odei consiglieri provinciali e di indicatori che considerano idifferenziali demografici ed occupazionali, di genere e territoriali,nonche' in base alla capacita' di spesa dimostrata negli esercizifinanziari precedenti.4. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali operala commissione interministeriale per la gestione del Fondo di cui alcomma 1. La commissione e' composta dalla consigliera o dalconsigliere nazionale di parita' o da un delegato scelto all'internodella rete di cui all'articolo 19, dal vicepresidente del Comitatonazionale di cui all'articolo 8, da un rappresentante della Direzionegenerale del mercato del lavoro, da tre rappresentanti delDipartimento per le pari opportunita' della Presidenza del Consigliodei Ministri, da un rappresentante del Ministero dell'economia edelle finanze, da un rappresentante del Dipartimento della funzionepubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonche' da trerappresentanti della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 deldecreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Essa provvede allaproposta di riparto tra le regioni della quota di risorse del Fondoad esse assegnata, nonche' all'approvazione dei progetti e deiprogrammi della rete di cui all'articolo 19. L'attivita' dellacommissione non comporta oneri aggiuntivi a carico della finanzapubblica.5. Per la gestione del Fondo di cui al comma 1 si applicano, inquanto compatibili, le norme che disciplinano il Fondo perl'occupazione.
Rete nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parita'
(decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, articolo 4, commi 1, 2,3, 4 e 5)
1. La rete nazionale delle consigliere e dei consiglieri diparita', coordinata dalla consigliera o dal consigliere nazionale diparita', opera al fine di rafforzare le funzioni delle consigliere edei consiglieri di parita', di accrescere l'efficacia della loroazione, di consentire lo scambio di informazioni, esperienze e buoneprassi.2. La rete nazionale si riunisce almeno due volte l'anno suconvocazione e sotto la presidenza della consigliera o delconsigliere nazionale; alle riunioni partecipano il vice presidentedel Comitato nazionale di parita' di cui all'articolo 8, e unrappresentante designato dal Ministro per le pari opportunita'.3. Per l'espletamento dei propri compiti la rete nazionale puo'avvalersi, oltre che del Collegio istruttorio di cui all'articolo 11,anche di esperte o esperti, nei settori di competenza delleconsigliere e dei consiglieri di parita', di particolare e comprovataqualificazione professionale. L'incarico di esperta o esperto vieneconferito su indicazione della consigliera o del consiglierenazionale di parita' dalla competente Direzione generale delMinistero del lavoro e delle politiche sociali.4. L'entita' delle risorse necessarie al funzionamento della retenazionale e all'espletamento dei relativi compiti, e' determinata conil decreto di cui all'articolo 18, comma 2.5. Entro il 31 marzo di ogni anno la consigliera o il consiglierenazionale di parita' elabora, anche sulla base dei rapporti di cuiall'articolo 15, comma 5, un rapporto al Ministro del lavoro e dellepolitiche sociali e al Ministro per le pari opportunita' sullapropria attivita' e su quella svolta dalla rete nazionale. Si applicaquanto previsto nell'ultimo periodo del comma 5 dell'articolo 15 incaso di mancata o ritardata presentazione del rapporto.
(decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, articolo 4, comma 6)
1. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, anche sullabase del rapporto di cui all'articolo 19, comma 5, nonche' delleindicazioni fornite dal Comitato nazionale di parita', presenta inParlamento, almeno ogni due anni, d'intesa con il Ministro per lepari opportunita', una relazione contenente i risultati delmonitoraggio sull'applicazione della legislazione in materia diparita' e pari opportunita' nel lavoro e sulla valutazione deglieffetti delle disposizioni del presente decreto.

References: articolo 1
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 5
 articolo 6
 articolo 9
 articolo 4
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