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Timestamp: 2016-09-29 23:46:00+00:00

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Sono solo un avvocato, per formazione e temperamento, e questo significa che ho la forza necessaria per mettere le esigenze di questo lavoro davanti ai miei interessi e il rigore per garantire che vincere cause non diventi mai più importante dell’assicurare che sia fatta giustizia. Diritto PenaleDiritto CivileDiritto di FamigliaDiritto del LavoroDiritto dei MigrantiDiritto dello SportDiritto delle TeleComunicazioniDiritto degli animali
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Inizio	Contenuto principale	Lo Studio Legale Caforio presta consulenza ed assistenza nel vasto campo del diritto civile (temi relativi alla famiglia, allo stato e alla capacità delle persone, in materia di successioni, lavoro e previdenza, infortunistica, responsabilità civile e danni alla persona, locazioni e condominio, recupero crediti) e del diritto penale.
L'approccio alle tematiche poste all'analisi dello Studio Legale non sono solo ed unicamente viste sotto l'ottica del contenzioso giudiziario, ma vengono anche indivuati percorsi alternativi che consentono la risoluzione della controversia mediante altri strumenti più efficaci e soddisfacenti, come la mediazione civile e commerciale, la mediazione in materia di famiglia e la mediazione in materia penale.
Nel corso degli anni, lo Studio ha ampliato ed arricchito le proprie competenze svolgendo per le imprese e i datori di lavoro assistenza completa e qualificata in campo lavoristico compresa l'attività del consulente del lavoro.
Le vertenze che riguardano la famiglia ed i minori vengono trattate con una sensibilità adeguata alla complessità e delicatezza dei problemi dei soggetti coinvolti, privilegiando l’obiettivo della mediazione del conflitto ed il confronto con altre figure professionali che si occupano dell’età evolutiva e della famiglia.
Per ottimizzare la consulenza e l’assistenza richieste, lo Studio si è dotato di tutti i più moderni strumenti informatici e dispone di una idonea biblioteca e di una esauriente banca dati per consultare Giurisprudenza e legislazione vigente, con collegamento a PolisWeb ed al nuovo “Processo Civile Telematico”.
Lo Studio, inoltre, si avvale della collaborazione esterna di agenzie di investigazione per lo svolgimento di indagini difensive e reperimento di notizie sulla solvibilità e/o capacità patrimoniale delle controparti.
Occorre sempre il consenso dell'interessato per l’utilizzo dell’immagine per scopi pubblicitari. Dare del lottizzato a qualcuno è diffamatorio.	Ridotta la sanzione all'US Città di Fasano	Multe sulle strisce blu? Lecite anche in assenza di parcheggi gratuiti in zone vicine ad aree pedonali e ZTL.	Il datore di lavoro non garantisce i lavoratori dal fumo passivo? Va condannato..	I Più letti
Nozze favorite dalla famiglia? Sono annullabili.	Rinfaccia la pedanteria? Non è reato.	Il congedo matrimoniale non è più vincolato al giorno delle nozze.	Il motociclista non indossa il casco? Risarcimento ridotto.	Il lavoratore rivolge insulti al capo? Non è automatico il licenziamento.	Inizio
Dare del lottizzato a qualcuno è diffamatorio.	Per la provenienza anonima e non ufficiale del documento è da considerarsi diffamatoria la pubblicazione della mappatura politica dei 900 dirigenti della Rai, nominati o in procinto di esserlo, comparsa su un quotidiano nella quale venivano colorati in rosso i nomi di quelli in quota al centrosinistra calcolati nel 70%, in blu quelli attribuiti al centrodestra e in verde lo sparuto drappello dei tecnici di comprovate competenze professionali. È quanto stabilisce la sentenza nr. 9503/16 della Corte di Cassazione che ha condannato gli autori dell'articolo e il direttore della testata giornalistica.
Offende su Facebook? È diffamazione aggravata.	“La diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso della bacheca Facebook integra un’ipotesi di diffamazione aggravata poiché la diffusione di un messaggio con queste modalità, ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone”. È quanto stabilisce la Corte di Cassazione, condannando l'incauto commentatore al pagamento di una multa di 1.500,00 euro.
Piantine di cannabis nelle tazzine di caffè? Non è reato.	“L'esibizione delle piantine, richiesta formulata in primo grado e respinta dal giudice, avrebbe reso evidente che si trattava di piantine minuscole contenute in bicchierini da caffè non giunte a maturazione e, quindi, prive di effetto drogante”. È quanto stabilisce la Corte di Cassazione, che ha annullato la condanna per un uomo al quale era stata inflitta una pena di sei mesi, ridotta a 4 in secondo grado, per coltivazione di cannabis.
Anche il volume alto in macchina è disturbo della quiete pubblica.	Chi gira in auto per la città con con gli altoparlanti a volume molto alto commette reato. È quanto stabilisce la sentenza nr. 7543/16 della Corte di Cassazione, condannando un automobilista messinese che, avendo montato un impianto autoradio con tre amplificatori da 200 e da 1500 watts girava tutto impettito, di sera, per le strade cittadine.
Insulta il professore a scuola? È oltraggio a pubblico ufficiale.	Chi insulta un professore a scuola compie un reato: oltraggio ad un pubblico ufficiale. È quanto stabilisce la sentenza nr. 15367/16 della Corte di Cassazione, condannando una signora accusata di ingiuria nei confronti di una docente di scuola media, professoressa di sua figlia.
Occorre sempre il consenso dell'interessato per l’utilizzo dell’immagine per scopi pubblicitari. In tema di sfruttamento commerciale dell’immagine, la divulgazione dell’immagine senza il consenso (della persona interessata) è lecita soltanto se ed in quanto risponda alle esigenze di pubblica informazione, non anche, pertanto, ove sia rivolta a fini pubblicitari. È quanto stabilisce la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione.
Multe sulle strisce blu? Lecite anche in assenza di parcheggi gratuiti in zone vicine ad aree pedonali e ZTL.	L’obbligo di aree gratuite vicine a quelle a pagamento non sussiste per l’area pedonale e per la zona a traffico limitato. È quanto stabilisce la sentenza nr. 4130/2016 della Corte di Cassazione, la quale ha rigettato il ricorso di un automobilista di Trento, dando ragione al Comune.
Compravendita casa? Il venditore è tenuto a consegnare il certificato di agibilità.	L’obbligo di consegnare il certificato di agibilità grava sul venditore, in base all’art. 1477, terzo comma, del codice civile. È quindi legittimo il rifiuto del promissario acquirente di stipulare la definitiva compravendita di un immobile privo del certificato anche se il mancato rilascio dipende da inerzia del Comune. È quanto stabilisce la sentenza nr. 2438/16 della Seconda Sezione Civile della corte di Cassazione.
Alunno si infortuna a scuola? Ne risponde sempre l'Istituto Scolastico.	Se un alunno si infortuna a scuola, in qualunque posto, anche nel corridoio o nel cortile, ne risponde l'istituto scolastico. È quanto stabilisce la sentenza nr. 3695/16 della Corte di Cassazione.
Entra nella zona a traffico limitato senza autorizzazione? Ogni volta è una nuova infrazione.	L'automobilista che viola ripetutamente la zona a traffico limitato, accedendovi con il proprio veicolo in orari non consentiti, non può ottenere l'annullamento delle innumerevoli multe comminategli invocando la complessità della segnaletica o la mancanza del timbro sul retro del cartello di divieto. E nemmeno può invocare l'irrogazione di una sanzione unica, trattandosi pur sempre di violazioni plurime commesse in tempi diversi. È quanto stabilisce la sentenza nr. 5.809/12 della Corte di Cassazione che ha convalidato i provvedimenti emessi nei confronti della proprietaria di un'autovettura e consistenti, nello specifico, in ben 33 verbali della polizia municipale per altrettanti ingressi non consentiti in una zona a traffico limitato della città, avvenuti nel giro di due soli giorni.
Il lavoratore rivolge insulti al capo? Non è automatico il licenziamento.	Non va incontro al licenziamento il dipendente che offende il capo, se tale condotta, seppur “spiacevole e inopportuna”, non integra “una tale gravità da poter compromettere il rapporto fiduciario tra le parti”. È quanto stabilisce la sentenza nr. 10.426/12 della Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, che ha confermato la decisione della Corte d'Appello, la quale aveva dichiarato illegittimo il licenziamento di un uomo, accusato di aver rivolto una frase ingiuriosa nei confronti del suo superiore.
Nozze favorite dalla famiglia? Sono annullabili.	Il sì pronunciato sull'altare con poco convinzione, più che altro per sottrarsi alle “pressioni” e alle continue insistenze dei genitori può essere annullato. È quanto stabilisce la sentenza nr 8.857/12 della Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, nel delibare una sentenza di annullamento da parte della Sacra Rota del matrimonio contratto da una coppia di coniugi che si erano sposati trent'anni fa senza che lui fosse veramente consapevole del passo che stava facendo.
Il marito lascia la moglie per vivere con un'altra donna. La ex moglie ha diritto al risarcimento.	In una causa di separazione la pronuncia di addebito e quella di risarcimento del danno possono coesistere, “considerati i presupposti, i caratteri, le finalità radicalmente differenti”. È quanto stabilisce la sentenza nr. 8.862/12 della Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso di una donna contro la sentenza della Corte di Appello che le aveva negato sia l’assegno (riconosciuto solo alle figlie) che il risarcimento del danno.
Il matrimonio è riparatore e non d’amore? È nullo.	Se il matrimonio è stato celebrato con finalità “riparatorie” per il concepimento, non voluto, di un figlio, questo elemento può essere considerato come testimonianza concreta della consapevolezza, da parte dei coniugi, della riserva mentale che mina il rapporto dalle fondamenta. È quanto stabilisce la sentenza nr. 5.175/12 della Corte di Cassazione.
Manca l'intesa sessuale? È giusta causa per la separazione.	E' “insussistente la violazione di obbligo matrimoniale” da parte della ex moglie, “in quanto l’abbandono della casa familiare appariva determinato da giusta causa, debitamente comprovata e consistente nella mancata realizzazione tra le parti di un’intesa sessuale serena ed appagante”. È quanto stabilisce la sentenza nr. 8.773/12 della Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso di un uomo che chiedeva l'annullamento delle sentenze del Tribunale e della Corte di Appello che avevano stabilito un assegno di mantenimento di 2.500 euro mensili a favore della ex moglie.
Il datore di lavoro non garantisce i lavoratori dal fumo passivo? Va condannato..	La dissuasione non è sufficiente, servono anche le sanzioni; un’azienda deve anche sanzionare, se vuole essere sollevata dalle responsabilità per i danni da fumo passivo subito dal dipendente. È quanto stabilisce la Corte di Cassazione, che ha condannato la Rai a risarcire, con 32.000 euro e gli interessi, una giornalista ormai in pensione alla quale era stata riconosciuta un’invalidità del 15% connessa alle condizioni nocive dell’ambiente di lavoro, dove subiva passivamente il fumo dei colleghi.
Adeguamenti retributivi per anzianità di servizio anche per il servizio con contratto di formazione e lavoro.	Il periodo di formazione e lavoro e quello di lavoro ordinario vanno equiparati per tutelare “la debole condizione del lavoratore, assunto mediante tale speciale tipo di contratto”. È quanto stabilisce la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di 37 autisti di un consorzio di trasporto pubblico che chiedevano il riconoscimento degli adeguamenti retributivi per anzianità di servizio per i due anni di lavoro sotto contratto di formazione e lavoro.
Telecamere di controllo in azienda? Occorre il consenso dei dipendenti.	Il datore di lavoro può sorvegliare con le telecamere i dipendenti, in azienda, senza il consenso delle rappresentanze di base o di una commissione: è sufficiente il consenso dei diretti interessati. È quanto stabilisce la sentenza nr. 22.611/12 della Corte di Cassazione, precisando che il datore di lavoro può installare delle telecamere per riprendere i dipendenti mentre lavorano e per farlo non è necessario l'accordo con le rappresentanze sindacali, ma è sufficiente che vi sia il consenso dei lavoratori.
Il congedo matrimoniale non è più vincolato al giorno delle nozze.	I lavoratori che si sposano sono liberi di scegliere la data del loro viaggio di nozze che non necessariamente deve coincidere con quella della celebrazione del matrimonio. È quanto stabilisce la sentenza nr. 9.150/12 della Corte di Cassazione che precisa che il datore di lavoro non può licenziare i dipendenti che scelgono di fare la luna di miele se questa avviene dopo qualche tempo del giorno delle nozze.
Dimissioni del lavoratore a tempo determinato? Sono valide anche senza giusta causa.	Anche in assenza di una giusta causa, sono valide le dimissioni del lavoratore assunto con contratto a tempo determinato. È quanto stabilisce la sentenza nr. 6.34/12 della Sezione Lavoro della Corte di Cassazione.
Organizza il viaggio degli immigrati in container? Può rischiare di essere condannato per omicidio colposo.	In caso di morte dei passeggeri, risponde di omicidio colposo chi organizza i viaggi della speranza nei container. È quanto stabilisce la sentenza nr. 20.245/12 Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione, confermando la condanna a due anni di reclusione per omicidio colposo nei confronti di un cittadino rumeno che al porto di Livorno organizzava, dietro compenso, viaggi nei container per clandestini.
Il cittadino extracomunitario vive con il nipote minorenne? Non può essere espulso.	Non può essere espulso l'immigrato irregolare che dimostra di convivere con un parente entro il quarto grado, residente in Italia, soprattutto se si tratta di un minorenne. È quanto stabilisce la sentenza nr. 6.694/12 della Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di un cittadino extracomunitario che aveva chiesto il permesso di soggiorno in Italia dove da tempo conviveva assieme al nipote e al padre del bambino.
Extracomunitario espulso? Vale il termine di allontanamento di 5 anni e non di 10 anni.	Non devono essere applicate, dai giudici, le norme sull'immigrazione che vietano per un periodo di tempo - da cinque a dieci anni - il reingresso in Italia di chi è stato rimpatriato perché privo di documenti (al massimo, il divieto può protrarsi per cinque anni). È quanto stabilisce la sentenza nr. 12.220/12 della Corte di Cassazione.
Il cittadino extracomunitario è regolare? Anche lui ha diritto all’assegno di invalidità.	Gli immigrati titolari di regolare permesso di soggiorno hanno diritto all'assegno di invalidità civile. È quanto stabilisce la Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione accogliendo il ricorso di una immigrata divenuta cittadina italiana a partire dal gennaio 2009. La donna si era vista riconoscere l'assegno di invalidità solo per il periodo successivo al 2009. Contro il no all'invalidità pregressa, l'immigrata, titolare di permesso di soggiorno, ha fatto ricorso in Cassazione forte di una sentenza della Corte Costituzionale del 2010.
Negli incidenti stradali gli stranieri hanno gli stessi diritti degli italiani.	I diritti inviolabili non trovano limiti nella cittadinanza. È quanto stabilisce la sentenza nr. 1.493/12 della Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso di una famiglia tunisina che si era vista respingere la domanda di risarcimento dalla Corte d'Appello per la perdita di un familiare in un incidente stradale avvenuto in Italia.
Ridotta la sanzione all'US Città di Fasano	Il Giudice Sportivo ha parzialmente accolto il ricorso presentato dall’Us Città di Fasano in merito alla sanzione inflitta alla società biancazzurra, consistente nella squalifica dello stadio “Vito Curlo” fino al 30 giugno prossimo. Una decisione presa alla luce degli episodi verificatisi al termine della finale di Coppa Italia Promozione giocata a Gravina contro il Cerignola.
FIFA: ok moviola sul campo di calcio.	Gli otto membri dell'International Football Association Board (l'Ifab, quattro della Fifa e quattro delle federazioni britanniche), riunitisi a Cardiff (Galles) in occasione della 130/a assemblea generale, hanno deciso a maggioranza la sperimentazione della moviola per due anni, con il via non oltre la stagione 2017-2018. Ora dovranno essere selezionati i campionati ai quali affidarla.
Lanciare oggetti allo stadio può costare fino a 8 anni di carcere.	Lanciare oggetti contro la polizia e istigare alla violenza gli altri tifosi può costare otto anni di carcere. Anche se alla fine l'ordine viene ristabilito e la partita si gioca regolarmente. È quanto stabilisce la sentenza nr. 33508/10 della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione, decidendo sul comportamento di alcuni ultrà che in occasione di una partita di calcio avevano aggredito gli agenti lanciando dagli spalti oggetti contundenti e insultandoli.
Striscioni di protesta contro le disposizioni restrittive nei confronti dei tifosi violenti? Leciti, ma a condizione che siano lontani dagli stadi.	È lecito esporre manifesti di protesta contro provvedimenti adottati avverso le tifoserie; questi striscioni però debbono restare lontani dagli stadi. Al contrario non ci sono problemi ad esporre striscioni per prendere in giro la squadra avversaria; questi ultimi sono espressioni del 'diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero'. È quanto stabilisce la sentenza nr. 27284/10 della Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso di un tifoso denunciato per avere fatto parte di un gruppo che stava inneggiando con striscioni davanti ad uno stadio.
Tifosi pericolosi? Decide il Giudice sulla misura restrittiva in occasione delle partite.	La pericolosità del tifoso legittima l'obbligo di imporgli di recarsi in polizia durante le manifestazioni sportive. Tuttavia, spetterà al giudice – nel convalidare il decreto restrittivo emesso dal questore – verificare il rispetto dei requisiti previsti per l'applicazione del provvedimento. È quanto stabilisce la sentenza nr. 20789/10 della Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione.
I blog non sono "stampa clandestina": non vi è obbligo di registrazione della testata.	Non serve procedere alla registrazione della “testata” presso il Tribunale per gestire un blog di informazione con la conseguenza che non si configura il reato di “stampa clandestina” previsto dalla vecchia legge sulla stampa. È quanto stabilisce la Terza Sezione della Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di un blogger siciliano condannato dal Tribunale per il reato di stampa clandestina.
La satira è essenziale per controllare gli eccessi del potere, ma deve avere dei limiti.	La satira ha una “funzione essenziale di controllo sociale e di protezione contro gli eccessi del potere”; tuttavia ad essa non è permesso fare accostamenti tanto ripugnanti da suscitare il disprezzo dell’opinione pubblica verso chi ne è oggetto. Per questo la satira deve essere sottoposta a dei limiti e “deve arrestarsi rispetto a valori e beni fondamentali tutelati in via costituzionale”. È quanto stabilisce la sentenza nr. 1.753/12 della Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso presentato da Cesare Previti, che considerava diffamatori e lesivi della sua immagine l'articolo pubblicato sul quotidiano “La Repubblica” intitolato “L'era dello scarabeo stercorario”.
È vietato fotografare i mendicanti.	Scatta il reato di diffamazione per chi pubblica sul giornale foto che ritraggono mendicanti senza aver prima sgranato o coperto il volto. È quanto stabilisce la sentenza nr. 3.721/12 della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha precisato come “non è possibile negare l’oggettiva valenza diffamatoria” alla pubblicazione di uno scatto di chi chiede la carità.
Diritto di cronaca: non può essere disposto il sequestro di computer e telefonini dei giornalisti.	Il pubblico ministero non può sequestrare il cellulare e il computer del giornalista, neppure quando considera i supporti informatici il corpo del reato o lo strumento per individuare gli autori di altri crimini. È quanto stabilisce la sentenza nr. 48.587/11 della Corte di Cassazione, secondo la quale il sequestro di strumenti senza i quali un reporter non è più in condizione di svolgere il suo lavoro sarebbe una violazione del diritto del professionista a mantenere il segreto sulle sue fonti, e di conseguenza della libertà di espressione.
Citazione anonima nell'articolo? Ne risponde il giornalista.	In tema di risarcimento del danno di diffamazione a mezzo stampa, nel caso in cui l'articolo giornalistico riporti il contenuto di uno scritto anonimo offensivo dell'altrui reputazione, l'applicazione dell'esimente del diritto di cronaca presuppone la prova, da parte dell'autore dell'articolo, della verità reale o presunta dei fatti riportati nello scritto stesso. È quanto stabilisce la sentenza nr. 11004/11 della Corte di Cassazione.
Cani randagi causano danni? Ne risponde il Comune.	I compiti di organizzazione, prevenzione e controllo dei cani randagi, siano essi smarriti o meno dai proprietari, spettano anche ai Comuni, tenuti unitamente ai soggetti pubblici e non designati dalla legge ad evitare che animali vaganti possano arrecare danni ai cittadini presenti nel proprio territorio. È quanto stabilisce la sentenza nr. 17.528/11 della Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione.
Il cane scappa di casa e determina incidente stradale? Ne è responsabile il padrone.	Il padrone di un cane è tenuto a controllarlo in ogni momento e ad evitare che abbia accesso agli spazi destinati alla circolazione stradale, anche se non manifesta sintomi di aggressività. Il cane, dunque, può essere libero di muoversi, ma solo all'interno delle (poche) aree a lui riservate ed entro il raggio d'azione consentito dal guinzaglio. È quanto stabilisce la sentenza nr. 34070/11 della Corte di Cassazione.
In caso di aggressione da parte di un cane randagio, ne risponde il Comune.	La Pubblica Amministrazione è responsabile per i danni causalmente riconducibili alla violazione di comportamenti dovuti, tra i quali c'è l’obbligo di tutelare la pubblica incolumità. Rientra in queste ipotesi anche l’aggressione di un cane randagio a una cittadina, che può chiedere il risarcimento al Comune. È quanto stabilisce la sentenza nr. 17528/11 della Corte di Cassazione.
Se il cane scappa dal cancello e morde, ne risponde il proprietario.	Nel caso in cui l'animale, per un motivo accidentale, riesce a scappare dal posto dove è tenuto in custodia, provocando dei danni a delle persone, il padrone rischia un'accusa per lesioni colpose. È quanto stabilisce la sentenza nr. 29957/11 della Corte di Cassazione, che ha affermato la responsabilità penale per i proprietari dei cani che non adottano tutte le misure necessarie a evitare una possibile aggressione a danno di terzi.
Il cane abbaia di notte? Per la Cassazione passibile di sanzione penale il proprietario.	È colpa del padrone se il proprio cane abbia di notte molestando i vicini. È quanto stabilisce la sentenza nr. 715/11 della Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, secondo cui è punibile con la contravvenzione prevista dall’articolo 659 del codice penale il proprietario dell’animale che non impedisce i rumori notturni molesti dell’animale di fronte alle ripetute proteste dei vicini di casa.
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