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Timestamp: 2017-01-17 09:15:53+00:00

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⭐DEL TURISTA CONSAPEVOLE
DEL TURISTA CONSAPEVOLE
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1 ASSOCIAZIONE FEDERCONSUMATORI ASSOCIAZIONE PROVINCIALE DI CONSUMATORI E UTENTI evademecum DEL TURISTA CONSAPEVOLE Consumator nforma Materiale informativo per i cittadini-consumatori nell ambito del progetto Consumatori Informa DEI COMUNI MODENESI DEL DISTRETTO CERAMICO dai Comuni del Distretto di Castelfranco Emilia.2 2 VADEMECUM DEL TURISTA CONSAPEVOLE Indice Il turismo oggi La vendita di pacchetti tutto compreso q Il diritto all informazione w Le modifiche al contratto e La responsabilità e il risarcimento del danno Assicurazioni e fondo di garanzia r L albergo q Diritti e doveri del cliente w La responsabilità per danni e sottrazione delle cose portate in albergo La partenza anticipata del cliente e L agriturismo Appartamenti ammobiliati per uso turistico (case in affi tto) Affi ttacamere Bed & Breakfast Il campeggio Stabilimenti balneari Bar e ristoranti Il trasporto aereo q Ritardo del volo w Danneggiamento, smarrimento e ritardo del bagaglio e Overbooking (eccesso di prenotazioni) e cancellazione del volo r La black list dei vettori comunitari t La normativa del codice della navigazione La trasparenza nei prezzi dei biglietti y Il trasporto marittimo Le attività del tempo libero q Guide e accompagnatori L attività sciistica w A chi rivolgersi per informazioni o in caso di problemi Indirizzi Utili Gruppo di redazione: Simona Baldaccini, Renza Barani, Fabio Benatti, Renata Frammartino, Domenico Genovese, Francesca Salvaggio, Simone Scagliarini, Elisa Venturi Bartolini3 IL TURISMO OGGI Oggi sempre più il turismo e, in generale, la possibilità di viaggiare, è diventata una realtà per tutti e non soltanto per i pochi che possono permettersi di spendere somme esorbitanti, tanto che anche in contesti di crisi cambia il modo di viaggiare ma non diminuisce il numero dei viaggiatori. Da fenomeno elitario il turismo si è trasformato in fenomeno di massa, facendo crescere vertiginosamente le strutture e le esigenze, sempre più complesse, del settore nonché di quelli più strettamente legati, primo tra tutti il settore dei trasporti. Si pensi al riguardo ai prezzi dei biglietti aerei, che possono oggi essere concorrenziali, quanto meno se paragonati ai vantaggi del trasporto aereo, rispetto a quelli di altri mezzi di assai minore confort. In questo senso un ruolo importante, sia pure non esente da risvolti negativi, hanno avuto la diffusione dei viaggi last minute e, per il trasporto aereo, dei voli low cost, fenomeni che sicuramente hanno reso più concorrenziale il mercato, senza trascurare il ruolo di internet, che consente al turista, e specie alle giovani generazioni che hanno magari più famigliarità con le lingue, di informarsi in completa autonomia e di raggiungere da soli servizi prima inaccessibili al viaggiatore fai da te. Come sempre accade, in settori in grande crescita, cresce in proporzione anche il rischio per il consumatore di incappare in imprenditori che, desiderosi di approfittare di facili guadagni, non si pongono scrupoli di sorta, noncuranti della soddisfazione del cliente ed anzi pensando il modo migliore per raggirarlo. Di seguito vogliamo richiamare i punti fondamentali della disciplina legislativa e giurisprudenziale del settore, fornendo un primo speriamo valido ausilio per la tutela dei propri diritti. LA VENDITA DI PACCHETTI TUTTO COMPRESO Con il decreto legislativo n 111/95, anche l Italia ha recepito la direttiva comunitaria 90/314/CEE finalizzata a garantire a tutti i cittadini degli Stati membri idonei diritti in caso di acquisto di pacchetti tutto compreso (o viaggi organizzati, che dir si voglia). Si tratta di un modo di viaggiare che ha permesso lo sviluppo di un turismo di massa, consentendo, mediante 34 la combinazione prefissata di più servizi, di realizzare a basso costo tour in ogni località e per tutte le esigenze, assicurando anche a chi fosse privo di grandi mezzi economici la possibilità di fruire dei viaggi desiderati in Paesi anche non immediatamente accessibili. Questa normativa è poi successivamente confluita nel Codice del consumo (decreto legislativo n. 206 del 2005), che ha abrogato il vecchio decreto legislativo del 1995 riproducendone sostanzialmente il contenuto, sia pure con poche ma talora significative modifiche, negli articoli 82 e seguenti, cui nel seguito faremo, come ovvio, esclusivo riferimento. Punto di partenza fondamentale è la definizione legislativa di viaggio organizzato tutto compreso (o pacchetto turistico), intendendosi con tale terminologia la prefissata combinazione di un insieme di servizi che le agenzie turistiche offrono a prezzo forfettario comprendente almeno due dei seguenti elementi: trasporto alloggio altri servizi turistici che non sono accessori né al trasporto né all alloggio, ma che rappresentano una parte significativa del prezzo (per esempio fly & drive, oppure alloggio in albergo ed escursioni guidate, ecc.). Tale combinazione deve essere venduta ad un prezzo globale, anche se con voci fatturate distintamente, e la prestazione deve superare le 24 ore o includere una notte. La tutela per il turista, nel testo del 1995, operava solo, però, a condizione che egli si fosse rivolto ad un intermediario autorizzato; dal 2005, invece, non è più così, poiché si è ritenuto che se il consumatore viene truffato da un operatore abusivo non debba poi anche subire la beffa di non essere tutelato. Per questo motivo, oggi il consumatore è protetto anche nell ipotesi che acquisti da chi non era autorizzato e questi, oltre a subire le sanzioni amministrative previste dalle leggi regionali, dovrà rispondere anche civilmente a pieno titolo del viaggio organizzato. Resta il fatto che, a tutela del viaggiatore, è sempre buona norma, almeno in caso di dubbio, verificare sempre preventivamente che l operatore sia autorizzato, anche a garanzia di professionalità e di solvibilità in caso di richieste di risarcimento. Ricorrendo le condizioni sopra citate, il turista può dunque vedersi garantiti alcuni fondamentali diritti, che adesso andremo ad analizzare brevemente. 45 q IL DIRITTO ALL INFORMAZIONE Normalmente, chi decide per l acquisto di un pacchetto ha modo di prendere visione delle strutture e delle località che andrà a visitare mediante il catalogo, fornito dall agenzia di viaggi di fiducia, o tramite le pagine del sito web che sta consultando. Ebbene il catalogo, cartaceo o telematico che sia, in base alle previsioni del Codice del consumo, deve indicare in modo chiaro e preciso tutti i servizi proposti e le loro caratteristiche: il mezzo e il tipo di trasporto, la classificazione degli hotels e la loro descrizione, i pasti forniti, gli itinerari, il prezzo ed ogni altra informazione utile. Gli operatori non possono includervi clausole di esonero della responsabilità per le imprecisioni delle descrizioni e delle fotografie, né possono ingannare il cliente con una esposizione non veritiera del servizio offerto. Sulla base di quanto abbiamo detto è perciò fondamentale ed è un proprio diritto! - esigere che una copia dell opuscolo sia consegnata e conservata: infatti l oggetto del contratto, cioè quello che il consumatore può pretendere dal tour operator, è esattamente e solamente ciò che è scritto sul catalogo, alla cui descrizione anche i contratti normalmente rinviano. Esso - lo ribadiamo - va perciò letto con attenzione e conservato. Inoltre è necessario leggere con non minore cura sia la parte iniziale del catalogo, che spesso fornisce indicazioni generali sul Paese in cui ci si reca e comunque valide per tutte le proposte contenute nel catalogo stesso, sia le condizioni del contratto di vendita del pacchetto turistico, che sono di norma riportate nell ultima pagina dell opuscolo o nel dépliant, in quanto ad esse fa rinvio il contratto che l agenzia ha l obbligo di stipulare in forma scritta con termini chiari e precisi. Il consumatore deve essere informato - prima della conclusione del contratto o contestualmente ad essa - sulle condizioni applicabili in materia di passaporti, visti, formalità sanitarie, assicurazioni facoltative, recapiti di emergenza dell organizzatore al fine di fruire al meglio del servizio offerto dalla vacanza. In caso di situazioni particolari (minori, cittadini extracomunitari, ecc.) è buona norma informarne in modo espresso l agenzia in modo da porla in grado di fornire informazioni precise e corrette o almeno di indicare al consumatore la necessità di informarsi presso altri enti (per esempio il consolato del Paese di provenienza). Il contratto deve essere poi sottoscritto dall utente/consumatore e dal venditore o dall organizzatore e deve contenere gli elementi dettagliatamente indicati dal Codice del consumo, tra cui in particolare la destinazione, du- 56 rata, data di inizio e conclusione, ragione sociale, indirizzo, numero telefonico ed estremi dell autorizzazione all esercizio dell organizzatore o venditore che sottoscrive il contratto, prezzo del pacchetto turistico, modalità della sua revisione, diritti e tasse sui servizi di atterraggio, estremi della copertura assicurativa e delle ulteriori polizze convenute con il viaggiatore, mezzi di trasporto, ubicazione, categoria turistica degli alberghi, itinerario, visite, altri servizi inclusi nel pacchetto turistico, ivi compresa la presenza di accompagnatori e guide turistiche, il termine entro il quale il consumatore deve presentare reclamo per l inadempimento o l inesatta esecuzione del contratto. Tutte queste informazioni, come abbiamo detto, sono contenute di regola nel catalogo, a cui i contratti rinviano: da qui l importanza di leggerlo e conservarlo! w LE MODIFICHE AL CONTRATTO In base al Codice del consumo, il tour operator può apportare modifiche al programma sul quale vi è stata l adesione del turista prima della partenza soltanto in caso di necessità: in queste situazioni, il turista deve essere informato per iscritto (ciò che avviene normalmente tramite l agenzia) delle modifiche che l organizzatore intende apportare e delle conseguenti variazioni di prezzo, per poterle accettare nel termine di due giorni, ovvero comunicare, se le modifiche sono significative, la propria intenzione di recedere senza alcuna penale dal contratto. Si tratta di una norma da una parte comprensibile in quanto il turismo è certamente un campo in cui gli imprevisti sono all ordine del giorno, ma che dall altra limita i diritti del consumatore, specialmente quando la modifica interviene a ridosso della partenza ed in alta stagione, ovvero in un momento in cui il recesso equivale alla rinuncia alle ferie: i tour operator dovrebbero perciò ricorrervi soltanto in caso di vera necessità e non di mera convenienza economica, come per esempio quando viene spostato un volo per accorparlo ad un altro e far partire un solo aereo pieno anziché due per metà vuoti. È bene anche ricordare che molte condizioni generali di contratto prevedono una sorta di silenzio assenso del consumatore, ove questi non comunichi formalmente la propria accettazione o il proprio recesso. Anche dopo la partenza sono possibili variazioni se vi è l impossibilità di fornire i servizi originariamente previsti: si tratta di un caso di ancor maggiore compressione dei diritti del turista, che di fatto può soltanto passivamente accettare, trovandosi magari in un Paese straniero, 67 e soprattutto in alta stagione, quando comunque, anche laddove questi intenda rifiutare la soluzione alternativa proposta, l assenza di posti sui mezzi di trasporto renda impossibile l immediato rientro. Per questo motivo la legge parla di impossibilità, che è concetto ancor più severo della semplice necessità, e naturalmente tale impossibilità non deve essere imputabile all organizzatore o ai suoi fornitori. Ciò significa che il turista, benché possa essere di fatto costretto ad accettare la soluzione alternativa, non per questo dovrà rinunciare a chiedere un risarcimento quando l impossibilità sia determinata da colpa del tour operator, come nel caso di un overbooking alberghiero. Una particolare modifica è quella concernente la revisione del prezzo. In effetti, qualora il contratto lo preveda, l organizzatore può rivedere il prezzo del pacchetto, ma unicamente per variazioni del costo del carburante, oscillazione dei cambi o variazione nelle tasse di imbarco e sbarco, e comunque purché tale aumento sia comunicato entro 20 giorni dalla partenza, restando successivamente a carico dell organizzatore ogni costo ulteriore. Se tale aumento supera il 10% del prezzo, il consumatore può recedere senza pagare alcuna penale. Inoltre, va tenuto presente che il Codice del consumo attribuisce l onere della prova dell aumento al tour operator, cui spetta perciò dimo- Vaccinazioni Obbligatorie Pag. 8 Perbacco! Avevo letto solo fino a pag. 7 78 strare tanto la sussistenza quanto l entità delle variazioni di costo cui richiede di adeguarsi. Peraltro, andrebbe anche chiarito che, poiché la legge parla di revisione, e non solo di aumento, se il consumatore si avvedesse di una diminuzione nelle voci che abbiamo citato, con un risparmio da parte del tour operator, potrebbe chiedere a sua volta un adeguamento del prezzo al ribasso, dato che, se così non fosse, sarebbe come dire che il Codice del consumo tutela il consumatore solo a metà, consentendo in queste ipotesi un indebito arricchimento dell organizzatore. In tutti i casi finora visti in cui il consumatore si trovi di fronte a modifiche contrattuali che lo legittimano a recedere dal contratto, questi ha diritto ad usufruire di un pacchetto di qualità superiore (senza aggravio di spese) o equivalente, ovvero di qualità inferiore previo rimborso della differenza o, infine, a sciogliersi da ogni vincolo contrattuale ricevendo in restituzione entro sette giorni lavorativi la somma pagata, oltre al rimborso di ogni ulteriore danno. Non ha invece diritto al risarcimento del danno ma alla sola restituzione della somma pagata il consumatore cui sia stato annullato il viaggio a causa di forza maggiore (tra cui espressamente la legge esclude l overbooking alberghiero) od al mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti, ove previsto, purché questo sia stato comunicato nel termine previsto dal contratto e comunque non oltre venti giorni dalla partenza. e LA RESPONSABILITÀ E IL RISARCIMENTO DEL DANNO In caso di mancato o inesatto adempimento del contratto, l organizzatore e il venditore sono chiamati in rapporto alle relative responsabilità a rispondere per tali inadempienze nei confronti del consumatore, sia che le prestazioni siano eseguite da loro direttamente sia che vi provvedano terzi della cui collaborazione si sono avvalsi (albergatori, vettori, ristoratori, ecc.). È quindi importante ricordarsi che il compito dell agenzia è quello di concludere un contratto in nome e per conto del turista: effettuata correttamente la prenotazione e fornite le relative informazioni, con la stipula per iscritto del contratto e la consegna dei documenti, ogni successiva inadempienza che si produca in fase di esecuzione del contratto è imputabile al tour operator cui vanno pertanto rivolte, nelle forme che indichiamo, le lamentele e le richieste di risarcimento. In particolare, per quanto riguarda i reclami per inadempimento, occorre evidenziare la necessità di una tempestiva contestazione da parte del turista affinché l organizzatore o il suo rappresentante locale vi pongano immedia- 89 to rimedio, anche nel corso del soggiorno: si tratta di un atto fondamentale che da un lato consente al turista, ove il tour operator abbia la possibilità di rimediare, di ridurre al minimo il danno subito, dall altro evita di sentirsi opporre ad una successiva richiesta la legittima eccezione che l organizzatore, se avvisato, ben avrebbe potuto porre immediato rimedio. In ogni caso, il consumatore che intenda sporgere reclamo deve inviare una raccomandata con avviso di ricevimento (A.R.) nella quale si puntualizzano tutte le contestazioni all organizzatore e al venditore (a quest ultimo anche per semplice conoscenza ove non abbia responsabilità dirette), entro e non oltre 10 giorni lavorativi dalla data del rientro presso la località di partenza (attenzione: il sabato è lavorativo!). È in ogni caso indispensabile dimostrare le mancanze riscontrate e i danni subiti; è opportuno perciò procurarsi - già durante il soggiorno - tutti gli elementi che possano provare l effettiva situazione vissuta, quali fotografie, filmati, testimonianze, dichiarazioni scritte, ricevute di spese extra, certificati medici, ecc. La legge prevede inoltre un termine di prescrizione per le richieste di risarcimento che è di un anno per danni diversi da quelli alla persona e tre anni negli altri casi, consentendo al tour operator di esonerarsi da responsabilità solo nel caso di eventi imputabili allo stesso consumatore (salvo sempre l obbligo di assistenza nei suoi confronti) o a terzi purché a carattere imprevedibile oppure qualora si tratti di caso fortuito o forza maggiore. Va poi ricordato che l organizzatore, come detto, risponde anche dei danni prodotti dai suoi fornitori, non potendo limitarsi ad opporre al consumatore l obiezione che questi respingono ogni addebito negando quindi qualsiasi somma. Poiché è il tour operator a scegliere coloro di cui intende avvalersi, se il fatto risulta provato e vi è un danno, lo stesso tour operator deve risarcire, restando estranea ogni azione di rivalsa al rapporto con il turista danneggiato, che deve immediatamente essere indennizzato. Infine è opportuno ricordare che, pur in assenza di una esplicita previsione di legge, ma sul presupposto che in base al Codice del consumo spetta al turista il risarcimento di ogni ulteriore danno, da oltre un decennio esiste una giurisprudenza pressoché costante volta a riconoscere non solo i danni patrimoniali (per esempio, maggiori spese) subiti dal turista ma anche il c. d. danno da vacanza rovinata, ossia il danno dovuto allo stress ed ai disagi sopportati in un periodo che dovrebbe invece essere dedicato allo svago ed al riposo e che proprio per tale motivo è stato acquistato. Su questo punto è intervenuta nel 2002 una importante sentenza della Corte di giustizia delle Comunità 910 europee (sentenza Simone Leitner), che ha espressamente riconosciuto che la direttiva comunitaria intende assicurare anche il ristoro del danno morale da vacanza rovinata: d ora in avanti, pertanto, anche i giudici italiani sono tenuti ad adeguarsi a questa impostazione e riconoscere questa tipologia di danno. r ASSICURAZIONI E FONDO DI GARANZIA La legge prevede che i tour operator stipulino, a tutela di richieste di risarcimento provenienti dai turisti, polizze per la Responsabilità Civile, aggiungendo così un ulteriore garanzia per il consumatore. Inoltre, è spesso abbinata alla vendita del pacchetto la sottoscrizione, ora obbligatoria ora facoltativa, di polizze che, a fronte del pagamento di un premio normalmente non elevato, tengono indenne il consumatore dal pagamento delle penali che il tour operator, in base alle proprie condizioni di contratto, potrebbe chiedere anche quando la rinuncia al viaggio è determinata da eventi imprevedibili quali malattie ed infortuni del viaggiatore e dei parenti più stretti. Vi sono inoltre polizze che garantiscono il rientro sanitario, l invio di farmaci all estero, il rimborso in caso di smarrimento del bagaglio, ecc. polizze tutte che il consumatore può anche liberante stipulare direttamente con una compagnia assicuratrice. In ogni caso è sempre consigliabile leggere attentamente le clausole e sottoscrivere la polizza soltanto se le garanzie prestate rispondono alle esigenze, anche famigliari, del turista. Per esempio, va infatti ricordato che molte polizze che coprono le penali di annullamento per malattia, escludono la copertura per persone anziane e sempre per malattie pregresse: chi si trovi in questa condizione può comunque assicurarsi, ma rivolgendosi ad una Compagnia che gli costruisca una polizza su misura, ad un prezzo certamente superiore, essendo più elevato anche il rischio di un evento. Infine, ricordiamo che è attivo un fondo di garanzia presso il Dipartimento del turismo (attualmente assegnato alla responsabilità di un Ministro senza portafoglio) per consentire ai turisti di rientrare in Italia a seguito del fallimento o dell insolvenza dell agenzia o del tour operator che non abbia per tale motivo pagato i fornitori dei servizi. Lo stesso Fondo, pur non dotato di grandi possibilità economiche, riconosce anche il rimborso delle somme versate dai consumatori ad agenzie o tour operator divenuti insolventi, anche nel caso in cui il consumatore non sia mai partito ed abbia semplicemente pagato un viaggio non goduto. I recenti fatti che hanno portato alla chiusura, non di rado per fallimento, di molti operatori hanno però da un lato ridotto le entrate del Fondo (che sono proporzionate alle polizze assicurative 1011 stipulate dalle agenzie) e dall altro fatto decisamente aumentare le richieste di accesso, così che oggi sono molto lunghi i tempi per il rimborso. Il fondo non copre chi abbia acquistato solo un singolo servizio turistico (per esempio un résidence), ancorché lo abbia scelto dal catalogo di un tour operator. l L ALBERGO Le strutture alberghiere sono oggetto di attenzione da parte del legislatore più sul versante amministrativo che civile: mentre la legge definisce quali sono i requisiti minimi per poter aprire un albergo, quali le autorizzazioni necessarie, gli standard edilizi e igienico sanitari, il sistema dei prezzi e di classificazione, elementi tutti importanti per garantire una tutela al turista, decisamente minore regolamentazione hanno gli aspetti che riguardano i rapporti tra privati (cioè tra cliente e albergatore) la cui disciplina principale che si trova nel codice civile riguarda la responsabilità per le cose che il cliente porta con sé. Sul primo punto ci limitiamo a ricordare alcune regole fondamentali: 1) la classificazione (ovvero il numero di stelle attribuite, variabile da uno a cinque) cambia da Regione a Regione, sulla base di apposite leggi che elencano sia requisiti minimi che requisiti facoltativi, attenendosi comunque a linee guida comuni, per assicurare un minimo di omogeneità. In caso di dubbio è perciò opportuno informarsi preventivamente su quale offerta ci si può attendere da parte di una struttura del livello prescelto in quella Regione. 2) Le dimensioni delle stanze ed i requisiti igienico sanitari sono a tutt oggi definiti da un regolamento del 1925, salvo che la singola Regione abbia diversamente disposto. È fondamentale ricordare che, sulla base di questa normativa, il bagno ad uso comune deve avere la finestra ed un rivestimento alle pareti per almeno due metri dal pavimento, mentre solo quello ad uso esclusivo può essere privo di areazione diretta. 3) Gli albergatori comunicano annualmente alla Provincia territorialmente competente i prezzi massimi dei servizi offerti, prezzi che devono essere esposti in luogo visibile nell atrio dell albergo ed in ogni stanza. Tali prezzi sono inderogabili. 1112 Rispetto alle regole relative al contratto d albergo, fondamentale è osservare alcune cautele fin dal momento della prenotazione: è infatti utile far seguire la classica telefonata da un fax o una lettera in cui si specificano il più possibile le condizioni pattuite (prezzo, durata del soggiorno, servizi compresi) in modo tale che la prova scritta non possa dare luogo a dubbi o a malintesi che sarebbe poi difficile dimostrare. Ciò è tanto più opportuno quando si invia una caparra (in questo caso le pattuizioni possono eventualmente anche essere specificate nelle comunicazioni del mittente annesse al vaglia o nella causale del bonifico bancario): l art cod. civ. stabilisce infatti che se è inadempiente chi versa la caparra (in pratica, se il turista dopo aver prenotato non usufruisce del soggiorno senza giustificato motivo) l albergatore può trattenerla a titolo di risarcimento del danno, ma se è l albergatore ad essere inadempiente (perché non ha tenuto a disposizione la camera ovvero perché ha promesso dei servizi che poi risultano inesistenti), il consumatore ha diritto a ricevere il doppio della somma versata. Per fare questo è però di fatto indispensabile, come si diceva poc anzi, che ogni pattuizione risulti per iscritto, in modo da escludere ogni ambiguità. q DIRITTI E DOVERI DEL CLIENTE Durante il soggiorno, il turista ha naturalmente alcuni diritti ma anche alcuni doveri verso l albergatore. Tra questi ultimi, il cliente deve astenersi dal danneggiare la struttura e rispettare il regolamento interno, anche per non arrecare disturbo agli altri ospiti. Deve inoltre pagare il prezzo richiesto, potendo soltanto opporsi a quei prezzi che superino i massimi dichiarati presso la Provincia competente, potendo in tal caso segnalare la cosa anche alla polizia municipale, all Ufficio Informazioni Turistiche o direttamente all assessorato provinciale al turismo, affinché provvedano a sanzionare l albergatore. 1213 Tra i diritti del cliente vi è anzitutto quello di essere accettato: secondo il Regolamento di attuazione al T. U. delle Leggi in materia di Pubblica Sicurezza chiunque gestisce un pubblico esercizio ha l obbligo di fornire le proprie prestazioni a chiunque le richieda e si offra di pagarle. Ciò significa che l albergatore non può ad esempio discriminare tra i clienti per la loro condizione (come in rarissimi ma assai sgradevoli casi è avvenuto a danno di persone disabili) né può allontanare il cliente o rifiutargli la stanza perché questi intende usufruire di un soggiorno troppo breve (il c.d. soggiorno minimo di una settimana), salvo naturalmente che la struttura sia già al completo o siano attesi ospiti che hanno prenotato. Solo qualora il cliente sia sprovvisto di documento di identità l albergatore non solo può, ma deve rifiutargli la camera. L albergatore non può inoltre, al momento, richiedere tasse di soggiorno, abolite in tutte le Regioni tranne che nelle Province autonome di Trento e Bolzano, salvo che, sulla base del futuro federalismo fiscale, imposte di tal fatta vengano reintrodotte. Pronto! C e uno scarafaggio in camera... Si, uno solo, ma e veramente grande... w LA RESPONSABILITÀ PER DANNI O SOTTRAZIONE DELLE COSE PORTATE IN ALBERGO Gli artt e seguenti del codice civile stabiliscono che l albergatore è responsabile di furti o danneggiamenti che il cliente subisca durante il proprio soggiorno. Tale responsabilità è anzitutto inderogabile, perché eventuali cartelli di esonero da responsabilità sono giuridicamente nulli, non hanno cioè nessun valore; essa copre inoltre sia i furti di cose consegnate in custodia sia di cose detenute in camera, con l unica differenza che in questo secondo caso l albergatore dovrà rimborsare al massimo una somma pari a cento volte il prezzo 1314 giornaliero della camera stessa. Non vi è perciò nessun obbligo per il cliente di depositare denaro e oggetti preziosi in cassaforte: egli ha il diritto di farlo (l albergatore è infatti obbligato a ricevere in consegna il denaro contante e gli oggetti preziosi dai clienti che lo richiedano) ma può anche tenere queste cose presso di sé assumendosi il rischio di vedersi rimborsato solo in parte. Questa limitazione di responsabilità non vale per i casi in cui vi sia la colpa dell albergatore o di un suo dipendente (si pensi al cameriere che urta e fa cadere una cosa del cliente). La legge esclude invece in toto la responsabilità, oltre che per i fatti imputabili al cliente stesso, per i danni subiti da animali vivi o dall auto parcheggiata nei posti riservati all albergo o per le cose contenute nell auto, a meno che non vi sia un vero e proprio garage custodito che comporta perciò l assunzione, normalmente dietro pagamento di un corrispettivo aggiuntivo, di un vero e proprio obbligo di custodia da parte dell albergatore. Quando il cliente si accorga di aver subito un furto deve immediatamente farne denuncia all Autorità di Pubblica Sicurezza (Polizia o Carabinieri), e consegnarne quindi una copia all albergatore informandolo immediatamente di ciò che è successo; stessa informazione andrà fornita all albergatore nel caso di danneggiamento. e LA PARTENZA ANTICIPATA DEL CLIENTE Capita talvolta che, per motivi di salute, famigliari, di lavoro, ecc., il cliente si trovi all improvviso a dover rinunciare alla vacanza interrompendola prima della fine del periodo prenotato. Come ci si regola in questi casi? In linea generale, la Cassazione ritiene che il contratto di albergo sia concluso e vincolante per entrambe le parti al momento della prenotazione. Ciò significa che, anche se il cliente non ne usufruisce, è comunque tenuto a mantenere indenne l albergatore per i danni che gli possono derivare da una partenza anticipata e pertanto, a condizione che l albergatore fornisca la prova che la camera è rimasta libera, il cliente dovrà pagare anche i giorni non goduti, non potendosi però applicare la tariffa di pensione completa o mezza pensione (visto che non consuma i pasti e quindi c è un risparmio per l albergatore) ma di solo pernottamento. Molte Camere di commercio registrano la consuetudine di risolvere queste possibili controversie attraverso il pagamento di una somma pari a tre giorni di soggiorno: in questo caso, se l albergatore riesce a rivendere la camera, chiaramente ottiene un guadagno, ma se non vi riesce, il guadagno è per il cliente che non dovrà pagare l intero soggiorno. Vista la natura transattiva di questo uso, se i giorni non 1415 goduti sono meno di tre l albergatore non potrà pretendere comunque tre giorni, ma al massimo il numero di giorni residui non goduti. In ogni caso in queste ipotesi conviene sempre cercare un accordo bonario con l albergatore, che, a titolo commerciale e specie se è persona sensibile ad eventuali gravi fatti personali del cliente, potrà forse venire incontro alle esigenze del consumatore cercando un accordo satisfattivo per entrambi. Tuttavia, va anche detto che dal 2007 la Cassazione, sensibile al fatto che i contratti di viaggio, d albergo, e simili, hanno chiaramente lo scopo di garantire la fruizione di un periodo di riposo e che questo ovviamente non si realizza se il consumatore non può partire, ha anche stabilito che se la mancata partenza (o la partenza anticipata) dipende da un fatto imprevedibile e inevitabile (una malattia improvvisa, la morte di un famigliare, ecc.), allora si ha la risoluzione del contratto. In pratica, il contratto si scioglie e nulla è dovuto all albergatore anche se il cliente non godrà nemmeno di un giorno. Ovviamente nulla vieta che il consumatore preferisca accordarsi con l albergatore per semplicemente spostare la vacanza ad altro periodo o che ci si accordi in ogni caso su soluzioni ritenute da entrambi più vantaggiose; quello che importa, però, è sapere che non vi è l obbligo in tal senso da parte del consumatore. L AGRITURISMO L agriturismo, come forma di ospitalità data da imprenditori agricoli, come attività complementare a quella tipica, sta oggi vivendo una fase di notevole espansione, che giustifica un livello di attenzione da parte di chi usufruisce di queste strutture. Anche in questo caso la regolamentazione è affidata alle leggi regionali, che dispongono sia i criteri per la loro classificazione, sia requisiti minimi, tra i quali di solito sono ricomprese anche attività guidate alla scoperta del tipo di coltivazione o di altra attività agricola praticata dall impresa o comunque di altre occupazioni tipiche agresti (possibilità di effettuare passeggiate a cavallo, ecc.). Peraltro lo Stato nel 2006 ha approvato una nuova legge quadro che ha in parte costretto le Regioni a rivedere queste normative, fissando anche qualche standard minimo omogeneo. Valgono sostanzialmente anche per l agriturismo le regole che si sono esposte poc anzi riguardo agli alberghi sulla prenotazione, il regime dei prezzi, la responsabilità per danni, ecc. 1516 APPARTAMENTI AMMOBILIATI PER USO TURISTICO (CASE IN AFFITTO) Molti turisti preferiscono per le loro vacanze affittare case o appartamenti, ora ricorrendo ad agenzie immobiliari, ora stipulando il contratto di locazione direttamente con il proprietario. Al riguardo è bene utilizzare particolari cautele già dal momento della prenotazione, evitando di accettare di versare caparre spropositate che sarà poi difficile recuperare a seguito di un eventuale contenzioso. Per quanto possibile è sempre meglio non concludere il contratto se non dopo aver visionato con una certa cura l appartamento che si intende prenotare; quando ciò non è possibile per la distanza, almeno sarebbe meglio farsi inviare, anche per posta elettronica, fotografie del luogo e rassicurazioni scritte circa i requisiti che si intendono più importanti (come distanza dal mare, lontananza dal paese, ecc.). Ogni discordanza, così come ogni eventuale carenza igienica riscontrata, deve essere documentata anche con fotografie e può essere segnalata al Comune, qualora si configurino violazioni di ordine edilizio. Segnaliamo che le Associazioni nazionali degli inquilini e dei proprietari immobiliari hanno siglato un accordo comprendente uno schema di contratto tipo da utilizzare per le locazioni di breve durata finalizzate a soddisfare bisogni temporanei legati appunto alle vacanze, locazioni che, di per sé, sono regolate soltanto dalle norme generali del codice civile sulle locazioni. Il ricorso a questo strumento è particolarmente utile in quanto le clausole del contratto sono una garanzia per entrambe le parti di instaurazione di un corretto rapporto contrattuale. Poiché molti reclami relativi a questa tipologia di vacanza riguardano le condizioni igieniche dell immobile, è bene ricordare che non trattandosi di pubblici esercizi, non è possibile chiedere sopralluoghi all ASL competente, né comunque chiamare le forze dell ordine 1617 (salvo che il reclamo sia degenerato e abbia portato a fatti penalmente rilevanti ). Essendo una controversia tra privati, come tale va risolta e quindi l esigenza di procurarsi prove, cui abbiamo fatto più volte riferimento, è in questo caso da tenere ancor più presente. AFFITTACAMERE Il servizio offerto degli affittacamere si articola in strutture composte da un numero limitato di camere, all interno di appartamenti ammobiliati adibiti a civile abitazione, nelle quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari quali pulizia dei locali e cambio della biancheria ad ogni cambio di cliente e almeno una volta la settimana, fornitura di energia elettrica, acqua e riscaldamento. Gli affittacamere possono somministrare - limitatamente alle persone alloggiate - alimenti e bevande. Certo che abbiamo ancora posti liberi al mare! All hotel Rivabella al Polo Sud BED & BREAKFAST Simile al servizio dell affittacamere è il Bed & Breakfast, introdotto di recente ma già assai diffuso, con cui in alcune stanze di un unità abitativa residenziale viene dato alloggio e prima colazione avvalendosi della normale organizzazione familiare, senza la fornitura di servizi aggiuntivi e in ogni caso senza organizzazione in forma d impresa per un numero limitato di giorni ad ospiti paganti. L attività di Bed & Brekfast è infatti un attività saltuaria. Sia per gli affittacamere che per i Bed & Breakfast vige un regime di pubblicità dei prezzi analogo a quello alberghiero, mentre le caratteristiche strutturali ed igienico edilizie dei locali adibiti all ospitalità sono quelle previste per i locali di civile abitazione. Le singole leggi regionali stabiliscono comunque con maggior precisione i requisiti e le norme applicabili a queste strutture. 1718 Si tenga presente che poiché l attività di B&B avviene all interno della propria abitazione, non si configura come un pubblico esercizio e quindi non si applica la normativa di pubblica sicurezza, citata a proposito dell albergo, come l obbligo di accettare chiunque ne faccia richiesta. R IL CAMPEGGIO I campeggi sono esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, attrezzati per la sosta e il soggiorno di turisti prevalentemente provvisti di tenda o di altri mezzi autonomi di pernottamento. Le leggi regionali consentono di norma che, in un numero limitato di piazzole, queste strutture possono offrire altresì alloggio a turisti sprovvisti di mezzi autonomi di pernottamento. La gestione unitaria dell azienda può comprendere anche servizio ristorante, market, bar, intrattenimenti gratuiti e a pagamento, e vendita di articoli per campeggio. La classificazione dei campeggi e dei villaggi turistici in Italia - al pari degli alberghi - si basa su un sistema di stelle e viene attribuita secondo i criteri dettati dalle leggi regionali. Anche sotto il profilo della responsabilità per furto o danneggiamento delle cose portate dal cliente, per le prenotazioni, nonché per gli obblighi del cliente e per il regime di pubblicità dei prezzi la regolamentazione è uguale a quella esposta per gli alberghi. Qualora il cliente dovesse riscontrare carenze igieniche od anche situazioni locali alquanto differenti da quelle pubblicizzate in catalogo, la cosa migliore, oltre a denunciarle subito al gestore affinché possa porvi rimedio, è sempre documentarle il più possibile sia per legittimare un eventuale scelta di non soggiornare, ottenendo la restituzione del doppio della caparra eventualmente versata, qualora non venga trovata una valida proposta alternativa, sia per denunciare la cosa alle autorità sanitarie chiedendo, ove necessario, un ispezione e l adozione di idonei provvedimenti. H STABILIMENTI BALNEARI Il lido del mare e le spiagge sono da sempre tra i beni demaniali, ossia di proprietà dello Stato: tuttavia, per quanto concerne la spiaggia, ampie zone di questa vengono affidate in concessione a terzi per l installazione di stabilimenti balneari, ossia strutture attrezzate per fornire quanto necessario al turista per una migliore e comoda fruizione 1819 del soggiorno balneare (sdraio, ombrelloni, cabine, eventuale servizio bar ed oggi sempre più di frequente anche corsi di nuoto o di vela, attività di animazione, ecc.). Tuttavia né il gestore dello stabilimento né i singoli bagnanti possono occupare la fascia di arenile prossima al mare, in cui chiunque può transitare ed a cui chiunque può accedere gratuitamente. Vi sono poi altre regole che vengono emanate tramite apposita ordinanza balneare (di competenza della Regione) e normalmente esposte lungo l arenile, riguardanti i comportamenti ammessi o non ammessi; tra questi ultimi di solito si trova il divieto di condurre animali, abbandonare rifiuti, campeggiare, avviare il motore delle imbarcazioni da diporto entro una certa distanza da riva nonché disposizioni varie sulla pesca sportiva atte ad evitare comportamenti che pongano a rischio i bagnanti. Lo stabilimento balneare, per quanto concerne i danni o i furti subiti dalle cose che il cliente porta con sé, è equiparato dalla legge all albergo, e valgono perciò le stesse regole per esso enunciate. BAR E RISTORANTI D Il turista durante il proprio soggiorno usufruisce con una certa frequenza del ristorante o del bar, esponendosi maggiormente a possibili raggiri. Al riguardo bisogna ricordare che è fatto obbligo di esporre i prezzi praticati nonché eventuali supplementi per servizio notturno o al tavolo (relativamente ai bar) e tali prezzi non possono essere maggiorati arbitrariamente: in tali casi è sempre possibile richiedere l intervento della Polizia Municipale. In talune Regioni si prevede anche, per i ristoranti, che il menu debba essere esposto o comunque risultare leggibile dall esterno, così da assicurare la trasparenza dei prezzi prima ancora che il cliente entri e garantire una certa concorrenza tra i vari esercizi. Benché non sia espressamente previsto dalla legge, la giurisprudenza afferma da sempre che anche il ristoratore è responsabile per furti subiti dal cliente di oggetti che era necessario depositare per usufruire della prestazione (per cui va rimborsato il furto di un cappotto o di un ombrello lasciati sull appendiabiti, ma non quello, ad esempio, di un anello d oro appoggiato sul tavolo). Anche bar e ristoranti, in quanto pubblici esercizi, hanno l obbligo di fornire le prestazioni ai clienti che le richiedano offrendosi di pagarle e non possono perciò rifiutare un cliente che, ad esempio, non consumi un pasto completo ma solo un primo. 1920 IL TRASPORTO AEREO Oggi l aereo è un mezzo di trasporto sempre più utilizzato e diffuso, avendo raggiunto costi non particolarmente elevati rispetto al servizio fornito. Tale sviluppo è stato consentito però da normative che, per favorire un industria ad elevato rischio come l impresa di navigazione aerea, hanno previsto vari limiti risarcitori per i casi di inadempimento, sui quali è bene essere informati. Al riguardo esiste una carta dei diritti del viaggiatore, esposta anche nei singoli aeroporti, con l indicazione dei diritti dei passeggeri, carta distribuita dall ENAC. La Carta precisiamo per chiarezza non è essa stessa la fonte degli obblighi delle Compagnie ma è un utile strumento informativo sulle previsioni del sistema normativo, di per sé, invero, piuttosto complesso. q RITARDO DEL VOLO In caso di ritardo, il passeggero ha diritto al risarcimento del danno, che, secondo la Convenzione di Montreal recepita dal Reg. CE n. 2027/97, come modificato dal Reg. CE n. 889/2002, è limitato alla somma corrispondente a DSP. Il DSP è una unità di calcolo fondata su un paniere di monete, che corrisponde, grosso modo, a 1,15 : si ricordi comunque che questo valore è fluttuante e la sua quotazione varia di giorno in giorno. Il passeggero ha comunque diritto, al di là del rimborso di eventuali danni, all assistenza, come ha finalmente sancito in modo chiaro il Reg. CE n. 261/2004. Qualora il ritardo superi le 2, 3 o 4 ore a seconda della lunghezza del volo, al passeggero spetta il diritto ad effettuare due chiamate od inviare due fax a spese della Compagnia, la quale dovrà anche fornirgli pasti e bevande in relazione all attesa. Se il ritardo supera le 5 ore, il passeggero potrà risolvere il contratto e chiedere la restituzione della tratta non goduta, ed inoltre, se il...mi sono sempre chiesto come fanno le compagnie low cost a offrire voli cosi convenienti... Ora lo so! 20 Vedere altro
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References: sentenza 
 art. 2
 art.35
 art. 34
 Art. 1
 art. 6
 art. 3
 Art. 1