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Timestamp: 2019-12-06 12:34:27+00:00

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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 31 luglio 2014, n. 151 Regolamento riguardante i termini di conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza del Ministero della salute, aventi durata superiore a novanta giorni, a norma del | Diritto Amministrazioni
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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 31 luglio 2014, n. 151 Regolamento riguardante i termini di conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza del Ministero della salute, aventi durata superiore a novanta giorni, a norma dell'articolo 2, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241. (14G00165) (GU Serie Generale n.248 del 24-10-2014)
successive modificazioni recante disciplina dell'attivita' di Governo
e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri;
Visto, in particolare l'articolo 2, commi 3 e 4, della legge 7
agosto 1990, n. 241, modificato dall'articolo 7 della legge 18 giugno
2009, n. 69, secondo cui sono individuati i termini entro i quali
devono concludersi i procedimenti amministrativi;
modificazioni recante riforma dell'organizzazione del Governo, a
norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Vista la legge 13 novembre 2009, n. 172 di istituzione del
Visto il decreto del Ministro della sanita' 18 novembre 1998, n.
514 con il quale e' stato adottato il regolamento recante norme di
attuazione dagli articoli 2 e 4 della legge n. 241 del 1990;
l'innovazione, di concerto con il Ministro per la semplificazione
normativa del 12 gennaio 2010, concernente le linee di indirizzo per
l'attuazione dell'articolo 7 della legge n. 69 del 2009;
108, concernente il regolamento di organizzazione del Ministero della
salute, nonche' il decreto ministeriale 12 settembre 2003 di
individuazione degli uffici dirigenziali di livello non generale, e
febbraio 2014, n. 59, recante regolamento di organizzazione del
Ministero della salute, e in particolare l'articolo 19, che fa salve
le strutture organizzative di cui al decreto del Presidente della
Repubblica n. 108 del 2011 fino alla definizione delle procedure di
conferimento degli incarichi dirigenziali di prima fascia, relativi
alla nuova organizzazione del Ministero, da concludersi entro sei
mesi dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto del
Visto il decreto del Ministro della salute 2 agosto 2011,
registrato alla Corte dei conti in data 1° settembre 2011, reg. 11,
foglio 257, concernente la disciplina transitoria dell'assetto
organizzativo del Ministero della salute;
Considerato che sussistono le motivazioni previste dall'articolo 2,
comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
modificazioni per le quali i termini per la conclusione dei
procedimenti amministrativi possono essere superiori a novanta
adottata nella riunione del 14 marzo 2014;
atti normativi, n. 1512/2014 espresso nell'Adunanza del 17 aprile
Sulla proposta del Ministro della salute e del Ministro per la
1. I termini superiori a novanta giorni e fino a centottanta
giorni, entro i quali devono concludersi i procedimenti
amministrativi attribuiti alla competenza del Ministero della salute
che conseguano obbligatoriamente ad iniziative di parte ovvero
debbano essere promossi d'ufficio, sono individuati nell'allegata
Tab. A, che costituisce parte integrante del presente regolamento.
2. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento, e successivamente a cadenza biennale, il Ministero della
salute verifica lo stato di attuazione della normativa e promuove,
nelle forme previste dalle vigenti disposizioni, le modificazioni
Il comma 3 dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988,
n, 400 (Disciplina attivita' di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri) e successive
modificazioni reca:
La legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive
modificazioni reca: "Nuove norme in materia di procedimenti
amministrativi e di diritto di accesso ai documenti
I commi 3 e 4 dell'articolo 2 della legge 7 agosto
1990, n. 241 recano:
3. Con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio
dei ministri, adottati ai sensi dell' articolo 17, comma 3,
pubblica amministrazione e l'innovazione e per la
4. Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilita'
dei tempi sotto il profilo dell'organizzazione
l'innovazione e per la semplificazione normativa e previa
l'immigrazione.".
L'articolo 7 della legge 18 giugno 2009, n. 69
(Disposizioni per lo sviluppo economico, la
semplificazione, la competitivita' nonche' in materia di
processo civile) reca:
1. Alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
a) all' articolo 1:
1) al comma 1, dopo le parole: «di efficacia» sono
inserite le seguenti: «, di imparzialita'»;
2) al comma 1-ter, dopo le parole: «il rispetto»
sono inserite le seguenti: «dei criteri e»;
b) l' articolo 2 e' sostituito dal seguente:
disposizioni normative, le autorita' di garanzia e di
vigilanza disciplinano, in conformita' ai propri
decorrono dall'inizio del procedimento d'ufficio o dal
ricevimento della domanda, se il procedimento e' ad
7. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 17, i
termini di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo
non superiore a trenta giorni, per l'acquisizione di
qualita' non attestati in documenti gia' in possesso
dell'amministrazione stessa o non direttamente acquisibili
silenzio dell'amministrazione, ai sensi dell' articolo
21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, puo' essere
proposto anche senza necessita' di diffida
all'amministrazione inadempiente, fintanto che perdura
giudice amministrativo puo' conoscere della fondatezza
dell'istanza. E' fatta salva la riproponibilita'
dell'istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i
costituisce elemento di valutazione della responsabilita'
«Art. 2-bis. - (Conseguenze per il ritardo
all'articolo 1, comma 1-ter, sono tenuti al risarcimento
del danno ingiusto cagionato in conseguenza
dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di
2. Le controversie relative all'applicazione del
risarcimento del danno si prescrive in cinque anni";
d) il comma 5 dell' articolo 20 e' sostituito dal
2. Il rispetto dei termini per la conclusione dei
procedimenti rappresenta un elemento di valutazione dei
dirigenti; di esso si tiene conto al fine della
per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di
concerto con il Ministro per la semplificazione normativa,
adotta le linee di indirizzo per l'attuazione del presente
articolo e per i casi di grave e ripetuta inosservanza
dell'obbligo di provvedere entro i termini fissati per
3. In sede di prima attuazione della presente legge,
gli atti o i provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 dell'
articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come da
ultimo sostituito dal comma 1, lettera b), del presente
in vigore della presente legge. Le disposizioni
regolamentari vigenti alla data di entrata in vigore della
presente legge, che prevedono termini superiori a novanta
giorni per la conclusione dei procedimenti, cessano di
avere effetto a decorrere dalla scadenza del termine
indicato al primo periodo. Continuano ad applicarsi le
vigore della presente legge, che prevedono termini non
superiori a novanta giorni per la conclusione dei
procedimenti. La disposizione di cui al comma 2 del citato
articolo 2 della legge n. 241 del 1990 si applica dallo
scadere del termine di un anno dalla data di entrata in
si adeguano ai termini di cui ai commi 3 e 4 del citato
articolo 2 della legge n. 241 del 1990 entro un anno dalla
concernenti i beni storici, architettonici, culturali,
archeologici, artistici e paesaggistici restano fermi i
termini stabiliti dal codice dei beni culturali e del
n. 42. Restano ferme le disposizioni di legge e di
regolamento vigenti in materia ambientale che prevedono
termini diversi da quelli di cui agli articoli 2 e 2-bis
della legge 7 agosto 1990, n. 241, come rispettivamente
Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e
successive modificazioni reca: "Riforma dell'organizzazione
del Governo, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo
L'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 reca:
1. Il Governo e' delegato ad emanare, entro il 31
gennaio 1999, uno o piu' decreti legislativi diretti a:
b) riordinare gli enti pubblici nazionali operanti in
settori diversi dalla assistenza e previdenza, le
istituzioni di diritto privato e le societa' per azioni,
controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, che
operano, anche all'estero, nella promozione e nel sostegno
pubblico al sistema produttivo nazionale;
c) riordinare e potenziare i meccanismi e gli
strumenti di monitoraggio e di valutazione dei costi, dei
rendimenti e dei risultati dell'attivita' svolta dalle
d) riordinare e razionalizzare gli interventi diretti
a promuovere e sostenere il settore della ricerca
scientifica e tecnologica nonche' gli organismi operanti
nel settore stesso.
2. I decreti legislativi sono emanati previo parere
della Commissione di cui all'articolo 5, da rendere entro
trenta giorni dalla data di trasmissione degli stessi.
Decorso tale termine i decreti legislativi possono essere
3. Disposizioni correttive e integrative ai decreti
legislativi possono essere emanate, nel rispetto degli
stessi principi e criteri direttivi e con le medesime
procedure, entro un anno dalla data della loro entrata in
4. Anche al fine di conformare le disposizioni del
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive
modificazioni, alle disposizioni della presente legge
recanti principi e criteri direttivi per i decreti
legislativi da emanarsi ai sensi del presente capo,
ulteriori disposizioni integrative e correttive al decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 , e successive
modificazioni, possono essere emanate entro il 31 ottobre
1998. A tal fine il Governo, in sede di adozione dei
decreti legislativi, si attiene ai principi contenuti negli
articoli 97 e 98 della Costituzione, ai criteri direttivi
di cui all'articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ,
a partire dal principio della separazione tra compiti e
responsabilita' di direzione politica e compiti e
responsabilita' di direzione delle amministrazioni,
nonche', ad integrazione, sostituzione o modifica degli
stessi ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) completare l'integrazione della disciplina del
lavoro pubblico con quella del lavoro privato e la
conseguente estensione al lavoro pubblico delle
disposizioni del codice civile e delle leggi sui rapporti
di lavoro privato nell'impresa; estendere il regime di
diritto privato del rapporto di lavoro anche ai dirigenti
generali ed equiparati delle amministrazioni pubbliche,
mantenendo ferme le altre esclusioni di cui all'articolo 2,
commi 4 e 5, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
b) prevedere per i dirigenti, compresi quelli di cui
alla lettera a), l'istituzione di un ruolo unico
interministeriale presso la Presidenza del Consiglio dei
ministri, articolato in modo da garantire la necessaria
specificita' tecnica;
c) semplificare e rendere piu' spedite le procedure
di contrattazione collettiva; riordinare e potenziare
amministrazioni (ARAN) cui e' conferita la rappresentanza
negoziale delle amministrazioni interessate ai fini della
sottoscrizione dei contratti collettivi nazionali, anche
consentendo forme di associazione tra amministrazioni, ai
fini dell'esercizio del potere di indirizzo e direttiva
all'ARAN per i contratti dei rispettivi comparti;
d) prevedere che i decreti legislativi e la
contrattazione possano distinguere la disciplina relativa
ai dirigenti da quella concernente le specifiche tipologie
professionali, fatto salvo quanto previsto per la dirigenza
del ruolo sanitario di cui all'articolo 15 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 , e successive
modificazioni, e stabiliscano altresi' una distinta
disciplina per gli altri dipendenti pubblici che svolgano
qualificate attivita' professionali, implicanti
l'iscrizione ad albi, oppure tecnico-scientifiche e di
e) garantire a tutte le amministrazioni pubbliche
autonomi livelli di contrattazione collettiva integrativa
nel rispetto dei vincoli di bilancio di ciascuna
amministrazione; prevedere che per ciascun ambito di
contrattazione collettiva le pubbliche amministrazioni,
attraverso loro istanze associative o rappresentative,
possano costituire un comitato di settore;
f) prevedere che, prima della definitiva
sottoscrizione del contratto collettivo, la quantificazione
dei costi contrattuali sia dall'ARAN sottoposta,
limitatamente alla certificazione delle compatibilita' con
gli strumenti di programmazione e di bilancio di cui
all'articolo 1-bis della legge 5 agosto 1978, n. 468 , e
successive modificazioni, alla Corte dei conti, che puo'
richiedere elementi istruttori e di valutazione ad un
nucleo di tre esperti, designati, per ciascuna
certificazione contrattuale, con provvedimento del
Ministro del tesoro; prevedere che la Corte dei conti si
pronunci entro il termine di quindici giorni, decorso il
quale la certificazione si intende effettuata; prevedere
che la certificazione e il testo dell'accordo siano
trasmessi al comitato di settore e, nel caso di
amministrazioni statali, al Governo; prevedere che, decorsi
quindici giorni dalla trasmissione senza rilievi, il
presidente del consiglio direttivo dell'ARAN abbia mandato
di sottoscrivere il contratto collettivo il quale produce
effetti dalla sottoscrizione definitiva; prevedere che, in
ogni caso, tutte le procedure necessarie per consentire
all'ARAN la sottoscrizione definitiva debbano essere
completate entro il termine di quaranta giorni dalla data
di sottoscrizione iniziale dell'ipotesi di accordo;
5. Il termine di cui all'articolo 2, comma 48, della
legge 28 dicembre 1995, n. 549 , e' riaperto fino al 31
seguenti modificazioni alle disposizioni dell'articolo 2,
comma 1, della legge 23 ottobre 1992, n. 421 : alla lettera
e) le parole: «ai dirigenti generali ed equiparati» sono
soppresse; alla lettera i) le parole: «prevedere che nei
nazionale e decentrata» sono sostituite dalle seguenti:
«prevedere che la struttura della contrattazione, le aree
definiti in coerenza con quelli del settore privato»; la
«concorsi unici per profilo professionale» sono inserite le
seguenti: «, da espletarsi a livello regionale,».
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 . Sono fatti salvi i
La legge 13 novembre 2009, n, 172 reca: "Istituzione
del Ministero della salute e incremento del numero
complessivo dei Sottosegretari di Stato".
Il decreto del Ministro della sanita' 18 novembre 1998,
n. 514 concerne: "Regolamento recante norme di attuazione
degli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241,
amministrativi, relativamente ai procedimenti di competenza
del Ministero della sanita'.".
Il decreto del Ministro per la pubblica amministrazione
e l'innovazione, di concerto con il Ministro per la
semplificazione normativa del 12 gennaio 2010 reca:
"Approvazione delle linee di indirizzo per l'attuazione
dell'articolo 7 della legge 18 giugno 2009, n. 69".
Il decreto del Presidente della Repubblica 11 marzo
2011, n. 108 concerne: "Regolamento di organizzazione del
Ministero della salute".
Il decreto ministeriale 12 settembre 2003 reca:
"Individuazione degli uffici dirigenziali di livello non
generale" e successive modificazioni.
L'articolo 19 del citato decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 11 febbraio 2014, n. 59 reca:
1. Il decreto del Presidente della Repubblica 11 marzo
2011, n. 108, recante regolamento di organizzazione del
Ministero della salute, e' abrogato.
2. Le strutture organizzative previste dal predetto
decreto del Presidente della Repubblica n. 108 del 2011
sono fatte salve fino alla definizione delle procedure di
conferimento degli incarichi dirigenziali di prima fascia
relativi alla nuova organizzazione del Ministero, da
concludersi entro il termine massimo di sei mesi
3. Fino all'adozione dei decreti di cui all'articolo
17, e alla definizione delle relative procedure di
conferimento degli incarichi dirigenziali di seconda
fascia, ciascun nuovo ufficio di livello dirigenziale
generale si avvale dei preesistenti uffici dirigenziali,
individuati con provvedimento del Ministro in relazione
alle competenze prevalenti degli stessi.
4. In relazione al nuovo assetto organizzativo definito
con i decreti di cui all'articolo 17, comma 1, con
successivo provvedimento del Ministro saranno individuati,
ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni gli
incarichi di direzione di struttura semplice, di natura
professionale e le funzioni ispettive, di verifica e di
controllo conferibili ai dirigenti delle professionalita'
sanitarie del Ministero della salute.
5. Fino all'adeguamento delle disposizioni contenute
nel decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013,
n. 44, all'assetto organizzativo di cui al presente
decreto, il segretario generale, o un suo delegato,
sostituisce i capi dipartimento nella composizione degli
organismi collegiali ivi previsti. I riferimenti contenuti
nella normativa vigente ai dipartimenti e alle direzioni
generali di cui al precedente assetto organizzativo, ove
non diversamente previsto, si intendono riferiti al
segretariato generale o alle direzioni generali competenti
per materia in base a un criterio di prevalenza.
6. Dall'attuazione del presente regolamento non devono
Il decreto del Ministro della salute 2 agosto 2011
reca: "Disciplina transitoria dell'assetto organizzativo
del Ministero della salute".
1. Sono abrogate le tabelle allegate al decreto ministeriale 18
novembre 1998, n. 514, recanti norme di attuazione degli articoli 2 e
4 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Registrato alla Corte dei conti il 15 ottobre 2014
Lavoro, foglio n. 4660
Per i riferimenti al decreto ministeriale 18 novembre
1998, n. 514, modificato dal presente decreto, vedasi nelle
Gli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241
recano:
ravvisano la manifesta irricevibilita', inammissibilita',
improcedibilita' o infondatezza della domanda, le pubbliche
amministrazioni concludono il procedimento con un
7. Fatto salvo quanto previsto dall' articolo 17, i
disposizioni dell' articolo 14, comma 2.
8. La tutela in materia di silenzio
dell'amministrazione e' disciplinata dal codice del
processo amministrativo, di cui al decreto legislativo 2
luglio 2010, n. 104. Le sentenze passate in giudicato che
accolgono il ricorso proposto avverso il silenzio
inadempimento dell'amministrazione sono trasmesse, in via
costituisce elemento di valutazione della performance
individuale, nonche' di responsabilita' disciplinare e
amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario
9-bis. L'organo di governo individua, nell'ambito delle
figure apicali dell'amministrazione, il soggetto cui
attribuire il potere sostitutivo in caso di inerzia.
Nell'ipotesi di omessa individuazione il potere sostitutivo
si considera attribuito al dirigente generale o, in
mancanza, al dirigente preposto all'ufficio o in mancanza
al funzionario di piu' elevato livello presente
nell'amministrazione. Per ciascun procedimento, sul sito
internet istituzionale dell'amministrazione e' pubblicata,
in formato tabellare e con collegamento ben visibile nella
homepage, l'indicazione del soggetto a cui e' attribuito il
potere sostitutivo e a cui l'interessato puo' rivolgersi ai
sensi e per gli effetti del comma 9-ter. Tale soggetto, in
caso di ritardo, comunica senza indugio il nominativo del
responsabile, ai fini della valutazione dell'avvio del
procedimento disciplinare, secondo le disposizioni del
proprio ordinamento e dei contratti collettivi nazionali di
lavoro, e, in caso di mancata ottemperanza alle
disposizioni del presente comma, assume la sua medesima
responsabilita' oltre a quella propria.
9-ter. Decorso inutilmente il termine per la
conclusione del procedimento o quello superiore di cui al
comma 7, il privato puo' rivolgersi al responsabile di cui
al comma 9-bis perche', entro un termine pari alla meta' di
quello originariamente previsto, concluda il procedimento
attraverso le strutture competenti o con la nomina di un
9-quater. Il responsabile individuato ai sensi del
comma 9-bis, entro il 30 gennaio di ogni anno, comunica
all'organo di governo, i procedimenti, suddivisi per
tipologia e strutture amministrative competenti, nei quali
non e' stato rispettato il termine di conclusione previsto
dalla legge o dai regolamenti. Le Amministrazioni
provvedono all'attuazione del presente comma, con le
istanza di parte sono espressamente indicati il termine
previsto dalla legge o dai regolamenti e quello
effettivamente impiegato."
(Unita' organizzativa responsabile del procedimento)
1. Ove non sia gia' direttamente stabilito per legge o
determinare per ciascun tipo di procedimento relativo ad
della istruttoria e di ogni altro adempimento
procedimentale, nonche' dell'adozione del provvedimento
2. Le disposizioni adottate ai sensi del comma 1 sono rese
pubbliche secondo quanto previsto dai singoli

References: articolo 17
 articolo 1
 articolo 2
 articolo
21
 articolo 20

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 articolo 17
 articolo 14