Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/288
Timestamp: 2020-04-08 21:43:37+00:00

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Procedimento di correzione
I. Se tutte le parti concordano nel chiedere la stessa correzione, il giudice provvede con decreto.
II. Se è chiesta da una delle parti, il giudice, con decreto da notificarsi insieme col ricorso a norma dell'articolo 170, primo e terzo comma, fissa l'udienza nella quale le parti debbono comparire davanti a lui. Sull'istanza il giudice provvede con ordinanza, che deve essere annotata sull'originale del provvedimento.
III. Se è chiesta la correzione di una sentenza dopo un anno dalla pubblicazione, il ricorso e il decreto debbono essere notificati alle altre parti personalmente.
IV. Le sentenze possono essere impugnate relativamente alle parti corrette nel termine ordinario decorrente dal giorno in cui è stata notificata l'ordinanza di correzione.
La presentazione di un'istanza volta a sollecitare il potere della Corte di cassazione di emendare, d'ufficio, gli errori materiali, ex art. 391-bis c.p.c., non equivale al deposito di un ricorso; sicché, per effetto del rinvio all'art. 380-bis, commi 1 e 2, c.p.c., contenuto nell’art. 391-bis cit., nonché della disciplina generale della correzione dell'errore materiale ex art. 288 c.p.c., a fronte della fissazione dell'udienza camerale, le parti hanno la possibilità di depositare memorie e non anche di proporre controricorso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 25 Novembre 2019, n. 30651. Segue...
Sentenza - Richiesta correzione errori materiali - Legittimazione attiva - Qualità di parte nel giudizio - Necessità - Avente causa degli eredi di una parte - Esclusione - Strumenti per ottenere annotazione sentenza presso pubblici registri immobiliari.
La legittimazione a chiedere la correzione della sentenza asseritamente affetta da omissioni o da errori materiali o di calcolo spetta esclusivamente alle parti del giudizio in cui la stessa è stata pronunciata e, pertanto, non compete all'avente causa degli eredi di una di tali parti che abbia acquistato il diritto conteso dopo la definizione della causa, potendo egli ottenere l'annotazione nei pubblici registri immobiliari della menzionata sentenza e di altre decisioni per mezzo della procedura prevista dall'art. 745 c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 12 Luglio 2018, n. 18442. Segue...
Processo civile telematico – Procedimento di correzione di errore materiale proposto da una delle parti – Adesione della controparte comunicata telematicamente – Necessità di fissazione dell’udienza – Non sussiste.
Ove, a seguito di decreto di interpello comunicato dal giudice in via telematica al difensore della controparte per invitarlo a prendere posizione sulla richiesta di correzione di errore materiale, questi risponda aderendo in toto alla richiesta di correzione come formulata dal difensore del ricorrente, non vi è necessità di fissare udienza e può provvedersi con ordinanza nel contraddittorio delle parti, secondo il modello del processo civile dematerializzato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 11 Dicembre 2017. Segue...
L’ordine giudiziale di cancellazione può essere ottenuto sia in giudizio autonomo di cognizione che in procedura camerale; esigenze di economica processuale, però, suggeriscono l’adesione, in via primaria, al modello integrativo dei provvedimenti recanti omissioni (v. art. 287 c.p.c.) in modo da evitare la “creazione” di nuove procedure al solo fine di ottenere l’ordine. E’, però, ovvio che la “via breve” per l’estinzione presuppone che la domanda per l’estinzione sia promossa da entrambe le parti del processo estinto: in tal modo si giustifica, infatti, l’adozione del provvedimento “de plano” senza necessità di alcun accertamento (v., infatti, art. 288 comma I c.p.c.). Ne consegue che: se c’è l’accordo delle parti, queste possono ottenere l’estinzione ai sensi dell’art. 288 comma I c.p.c. già mediante la procedura di correzione, le cui potenzialità sono aoggi amplificate in conseguenza della lettura costituzionalmente orientata offerta dalle Sezioni Unite della Suprema Corte (v. SS.UU. civili, sentenza 7 luglio 2010, n. 16037); sempre in caso di accordo, le parti possono optare per un procedimento camerale, nel rispetto, però, dei requisiti di cui agli artt. 2657, 2668 c.c.; dove, invece, l’accordo non vi sia, allora sarà necessario un autonomo giudizio ordinario (in cui si reputa necessaria la integrazione del contraddittorio anche verso il Conservatore) oppure la procedura ex art. 287 c.p.c. ma nella forma contenziosa (art. 288 comma II c.p.c.). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 23 Ottobre 2012. Segue...

References: sentenza 
 art. 391
 art. 288

Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 287
 art. 288
 sentenza 
 art. 287