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Timestamp: 2018-02-23 19:31:53+00:00

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Relazione Tecnica. Art. 1 (Rafforzamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese)
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1 SCHEMA DI DECRETO LEGGE RECANTE MISURE URGENTI PER IMPRESE, INFRASTRUTTURE E IN MATERIA DI SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA, FISCALE E DI GIUSTIZIA CIVILE Relazione Tecnica Art. 1 (Rafforzamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese) La norma è finalizzata al rafforzamento e alla razionalizzazione degli interventi del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Nell articolo sono fissati i principi e i criteri cui detta opera, rinviata a successivi decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze, deve conformarsi. Si prevede altresì l introduzione di elementi di flessibilità nella gestione dello strumento, che consentano di calibrare i criteri di valutazione economico-finanziaria previsti per l accesso alla garanzia in funzione dell andamento generale dell economia e del mercato finanziario e creditizio. L opera di potenziamento del Fondo prevede, in ultimo, la semplificazione delle procedure e delle modalità di accesso allo strumento da perseguire anche e soprattutto attraverso una maggiore valorizzazione delle opzioni offerte dalle tecnologie digitali e l introduzione di misure volte a garantire e a rendere maggiormente evidente l effettivo trasferimento dei vantaggi della garanzia pubblica alle piccole e medie imprese beneficiarie dell intervento. L adeguamento dei criteri e delle soglie di valutazione per l accesso al Fondo, nel senso e per le finalità sopra descritte, unitamente all incremento della percentuale di copertura per le operazioni con durata non inferiore a 36 mesi e per le operazioni di anticipazione in favore di imprese che vantano crediti verso la P.A., determinerà una prevedibile crescita sia dell operatività del Fondo (in virtù dell ampliamento della platea delle imprese potenziali beneficiarie) sia degli accantonamenti operati (in ragione delle più alte coperture). Tali modifiche avranno un impatto assolutamente marginale nell anno in corso sull operatività del Fondo. Infatti, l adeguamento dei criteri sarà definito con un successivo decreto interministeriale e potrà essere effettivamente operativo solamente negli ultimi mesi del In ogni caso, al prevedibile incremento del numero di operazioni ammesse alla garanzia conseguente all ampliamento della platea delle imprese potenzialmente beneficiarie si farà fronte attraverso maggiori accantonamenti a titolo di coefficiente di rischio, da operare anche con riferimento alla specifica categoria di imprese ammesse alla garanzia in virtù dell adeguamento delle soglie di accesso, nella misura massima delle disponibilità del Fondo che, a legislazione vigente, sarà incrementato con lo stanziamento previsto per l anno Pertanto, la disposizione non comporta effetti negativi per la finanza pubblica. Art. 2 (Finanziamenti per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole e medie imprese) La norma è finalizzata a stimolare e sostenere, in questa difficile fase, la ripresa economica del Paese, favorendo la concessione di finanziamenti bancari alle imprese che intendono rafforzare o ammodernare il proprio apparato produttivo. A tal fine, è prevista l istituzione, presso la gestione separata della Cassa depositi e prestiti S.p.A., di un apposito plafond di risorse finanziarie, derivanti dal risparmio postale, che saranno impiegate dalla stessa Cassa, per le finalità dell articolo 3, comma 4-bis del decreto-legge n. 5/2009, per fornire provvista al sistema bancario da destinate alla concessione di finanziamenti in favore di piccole e medie imprese che intendono acquistare macchinari, impianti e attrezzature produttivi. 1
2 E previsto che tali finanziamenti erogati dalle banche aderenti all iniziativa secondo le proprie autonome valutazioni abbiano una durata massima di 5 anni dalla data di stipula del contratto e un importo massimo complessivo non superiore a 2 milioni di euro per ciascuna impresa beneficiaria, eventualmente frazionabile su più iniziative di importo unitario non inferiore a ,00 euro. Al fine di rafforzare l efficacia dell iniziativa, alle imprese che accedono ai predetti finanziamenti bancari il Ministero dello sviluppo economico concede un contributo. I limiti per la determinazione del contributo erogabile alla singola impresa nel rispetto delle intensità massime di aiuto previste dalla disciplina comunitaria applicabile e dell autorizzazione di spesa di cui al comma 8 è fissato con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze. Il contributo è materialmente erogato alle imprese beneficiarie in più quote, determinate in relazione alla effettiva durata del finanziamento. In ultimo, è previsto che i finanziamenti concessi nell ambito dell illustrata iniziativa possano essere assistiti dalla garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui all articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nella misura massima dell 80% dell ammontare del finanziamento, rinviando a un successivo decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze, la disciplina di specifiche priorità di accesso e modalità semplificate di concessione della garanzia pubblica sui predetti finanziamenti. Per l attuazione della norma è prevista la sottoscrizione di una o più convenzioni tra Ministero dello sviluppo economico (sentito il Ministero dell economia e delle finanze), Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., nel cui ambito saranno definiti gli aspetti operativi e di dettaglio dell iniziativa, ivi incluse le attività informative, di monitoraggio e di rendicontazione svolte dalle banche aderenti alla convenzione, al fine di assicurare piena trasparenza in ordine all attuazione della misura. La partecipazione dei suddetti soggetti avverrà in relazione agli ambiti di rispettiva competenza. Sotto il profilo dell impatto dell intervento sul bilancio dello Stato, si rappresenta che la prima misura prevista dalla norma (plafond) finalizzata a fornire provvista aggiuntiva al sistema bancario per aumentare il flusso di risorse finanziarie verso il tessuto produttivo non ha alcun impatto sul bilancio dello Stato. Essa rappresenta un operazione a mercato, effettuata, dunque, dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A. a condizioni di mercato, in maniera analoga a quanto già fatto dalla stessa Cassa nell ambito di altre recenti iniziative (Plafond 2009 e Nuovo Plafond PMI) realizzate negli scorsi anni e tutt ora in corso. La seconda misura disciplinata dalla norma ha ad oggetto il riconoscimento del contributo previsto al comma 4 dello stesso articolo. Il valore del contributo è determinato sulla base dei costi ammissibili. L importo erogabile alla singola impresa è rapportato agli interessi calcolati sui finanziamenti concessi dalla banca con l utilizzo della provvista Cassa depositi e prestiti S.p.A., nella misura massima e con le modalità stabilite con il decreto di cui al comma 5. Il contributo è erogato alle imprese in più quote, in relazione alla effettiva durata del finanziamento, sulla base di quanto stabilito nel richiamato decreto interministeriale. Nella tabella che segue viene riportato il fabbisogno finanziario stimato per la copertura di tale misura di aiuto, determinato sulla base delle seguenti ipotesi: Cassa depositi e prestiti S.p.A. eroga alle banche la provvista di scopo in più tranche, a decorrere dal 2014 e fino al termine ultimo previsto dalla norma (2016), in funzione del tiraggio delle risorse da parte delle banche aderenti all iniziativa. A tal riguardo, l ipotesi più realistica è quella di prevedere l erogazione di una 1 a tranche di 1 miliardo di euro nel 2014 e di due successive tranche, ciascuna di 750 milioni di euro, per gli anni 2015 e 2016; la provvista di Cassa depositi e prestiti, ai sensi del comma 8, potrà essere aumentata fino a 5 miliardi di euro sulla base delle risorse disponibili ovvero che si renderanno disponibili con successivi provvedimenti legislativi, 2
3 secondo gli esiti del monitoraggio sull andamento dei finanziamenti effettuato dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a. le piccole e medie imprese beneficiarie restituiscono alle banche i finanziamenti ottenuti, in 5 anni, secondo un piano di ammortamento con rate semestrali; l importo massimo del contributo è pari alla somma degli interessi calcolati sui finanziamenti applicando un tasso convenzionale, individuato dal decreto di cui al comma 5, stimato nella misura del 2,7% annuo. Previsioni di utilizzo della provvista CDP e stima del fabbisogno finanziario per l erogazione del contributo N. Tranche Anno erogazione Tranche Importo Tranche Impiego Tranche (anni) Misura annua del contributo alle imprese finanziate dalle banche aderenti all'iniziativa Fabbisogno annuo per l'erogazione del contributo 1 Tranche ,00 5 2,70% ,00 2 Trance ,00 5 2,70% ,50 3 Tranche ,00 5 2,70% , , , , , , ,22 Tenuto conto dell andamento della stima del fabbisogno finanziario per l erogazione del contributo e della possibilità di incrementare la provvista di Cassa depositi e prestiti fino a 5 miliardi, in funzione delle risorse disponibili e degli esiti del monitoraggio, il comma 8 autorizza una spesa a fronte di tali oneri, parzialmente rimodulata rispetto al fabbisogno illustrato, nel limite massimo di 7,5 milioni di euro per l anno 2014, 21 milioni di euro per l anno 2015, 35 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, 17 milioni di euro nel 2020 e 6 milioni per il A tali oneri si provvede ai sensi dell articolo 61 Infine, per la terza e ultima misura prevista dalla norma al comma 6, rappresentata dal riconoscimento, sui finanziamenti concessi nell ambito dell iniziativa, di specifiche priorità e modalità semplificate di accesso agli interventi del Fondo di garanzia per le PMI, non sono previsti nuovi e maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, in quanto l accesso sarà consentito a valere sulle risorse finanziarie già disponibili sul predetto Fondo. Art. 3 (Rifinanziamento dei contratti di sviluppo) La finalità della norma in commento è di rifinanziare con 150 milioni di euro lo strumento dei contratti di sviluppo in relazione ai programmi afferenti ai settori industria e agroindustria, riguardanti territori regionali attualmente privi di copertura finanziaria. 3
4 Le risorse assegnate allo strumento operano esclusivamente attraverso la concessione di agevolazioni sotto forma di finanziamento agevolato nel limite massimo del 50% rispetto agli investimenti ammissibili. La parte di agevolazione concedibile sotto forma di contributo in conto capitale è a carico di eventuali cofinanziamenti regionali, in conformità con quanto previsto dall art. 8, co. 1, del decreto interministeriale del 24 settembre 2010 istitutivo dei contratti dei sviluppo. L onere finanziario a carattere rotativo, che costituisce anche limite di spesa, trova copertura nell ambito della disponibilità del Fondo crescita sostenibile, istituito ai sensi dell articolo 23 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 e disciplinato dal Decreto 8 marzo 2013 del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze. Pertanto, la disposizione non comporta effetti negativi per la finanza pubblica. Art 4 (Norme in materia di concorrenza nel mercato del gas naturale e nei carburanti) La proposta interviene sulla disciplina del gas naturale e dei carburanti. Comma 1 - consente l apertura del mercato del gas naturale limitando il mercato tutelato ai soli clienti domestici, escludendo i clienti c.d. vulnerabili. Commi da 2 a 6 intervengono sulla disciplina delle gare per l affidamento del servizio del gas naturale da parte degli Enti locali fissando termini perentori, la eventuale nomina di un Commissario ad acta qualora il termine venisse superato e una penale a carico degli Enti locali inadempienti che dovranno versare a CCSE il 20% delle somme a loro dovute dal gestore del servizio. Al comma 7, al fine di riutilizzare convenientemente le aree dei punti vendita di carburanti liquidi tradizionali, e di favorire lo sviluppo delle auto a metano, con benefici sia in termini ambientali che energetici che di impatto sulla mobilità sostenibile dei cittadini, favorendo la ripresa dei consumi e quindi dell economia a causa del basso costo di tale combustibile, si estende l attuale sistema di incentivazione alla chiusura degli impianti di distribuzione carburanti anche alla loro trasformazione in impianti di distribuzione di metano per autotrazione, in particolare nelle aree meno oggi servite da tali impianti. Dalla disposizione non derivano effetti sui saldi di finanza pubblica. Art. 5 (Disposizioni per la riduzione dei prezzi dell energia elettrica) Comma 1 La disposizione è volta ad ampliare l ambito di applicazione della addizionale IRES di cui all articolo 81, comma 16, attualmente pari a 6,5 punti percentuali ed applicabile per i soggetti che abbiano conseguito nel periodo di imposta precedente un volume di ricavi superiore a 10 milioni di euro e un reddito imponibile superiore a 1 milione di euro. I suddetti limiti vengono rispettivamente ridotti a 3 milioni di euro per i ricavi e a 300 mila euro per il reddito imponibile. In relazione all ampliamento della platea sono stati analizzati i dati dichiarati in Unico 2012 individuando i redditi imponibili dei soggetti che svolgono le attività di interesse con ricavi superiori a 3 milioni di euro e imponibile maggiore di euro. Dalla stima risultano imponibili rientranti nella proposta normativa per circa 1,15 miliardi di euro; a legislazione proposta ne conseguirebbe una maggiore addizionale IRES ad aliquota del 6,5% per circa 75 milioni di euro a decorrere dall anno d imposta In termini finanziari, con un acconto del 100%, si stimano i seguenti effetti sul gettito: 4
5 IRES Robin tax in milioni di euro La disposizione comporta un maggior gettito di 150 milioni di euro nel 2015 e 75 milioni di euro a decorrere dal Il comma 2 prevede che le maggiori entrate generate dalle disposizioni di cui al comma 1 siano destinate, al netto della copertura finanziaria prevista all articolo 61, alla riduzione della componente A2 della tariffa elettrica deliberata dall Autorità per l energia elettrica e il gas sulla base delle modalità individuate con decreto interministeriale. La disposizione non comporta effetti negativi per la finanza pubblica. I commi 3 e 4 stabiliscono l adeguamento delle modalità di determinazione del costo evitato di combustibile, con la finalità di allineare la remunerazione dell energia prodotta dagli impianti in convenzione CIP 6/92 ai valori effettivi espressi dal mercato del gas naturale. Per l anno 2013, per il calcolo del costo evitato di combustibile, il riferimento al paniere di prodotti petroliferi oggi previsto dalla legge 99/09 è progressivamente ridotto fino al sessanta per cento. A decorrere dal 1 gennaio 2014, il riferimento per il calcolo del costo evitato di combustibile è esclusivamente il costo di approvvigionamento del gas naturale nel mercato all ingrosso, senza più riferimento al paniere di prodotti gas-petrolio oggi previsto dalla legge 99/09 con potenziali risparmi per gli utenti finali. Il comma 5 stabilisce una norma speciale di determinazione del costo evitato di combustibile di cui al comma 4 gli impianti di termovalorizzazione di rifiuti in convenzione Cip 6/92 che si trovino oggi nei primi 8 anni dell esercizio in convenzione, dunque siano ancora nella prima fase di recupero dell investimento effettuato. In considerazione della particolare utilità sociale di tali impianti, fino al completamento dei primo 8 anni di esercizio restano valide le modalità di determinazione del costo evitato di combustibile attraverso un paniere di riferimento in cui il peso dei prodotti petroliferi è pari al sessanta per cento. La disposizione interessa 7 termovalorizzatori, alcuni dei quali collegati alla risoluzione di emergenze regionali e ammessi al CIP 6 in virtù di tali emergenze. Si stima un potenziale risparmio per gli utenti finali. Il comma 6 prevede l abrogazione delle norme dell articolo 30, comma 15, della legge 99/09 incompatibili con le disposizioni dettate al presente articolo. Il comma 7 abroga la norma della legge stabilità 2013, che prevede una maggiorazione degli incentivi all elettricità prodotta da biocombustibili liquidi entro un limite massimo di ore annue di funzionamento, che dovrebbe essere definito con decreto ministeriale. Revisione CEC Il comma 8 vincola l attuazione delle disposizioni all effettiva riduzione dei prezzi dell energia. Dai commi da 3 a 8 non derivano effetti sui saldi di finanza pubblica. Art. 6 (Gasolio per riscaldamento delle coltivazioni sotto serra) La norma in esame, per il periodo che va dal primo agosto 2013 fino al 31 dicembre 2015, propone una modifica dell accisa per il gasolio utilizzato nelle coltivazioni sotto serra, che sarebbe posta pari a 25 per 1000 litri. L aliquota attuale, equiparata a quella di tutto il settore agricolo, è pari al 22% dell aliquota normale del gasolio, che ad oggi, e supponiamo per gli anni a venire, è 617,40 euro per mille litri. Di 5
6 conseguenza, l aliquota per il settore agricolo sarebbe dell ordine di 135,828 euro per mille litri (617,40 x 0,22). Dagli ultimi dati disponibili (fonte Agenzia delle Dogane anno 2008), si evince un consumo del gasolio agricolo per serre dell ordine di 280,7 milioni di litri, che, ai fini della nostra stima, decurtiamo di un 8,13% che è il decremento del gasolio agricolo a tutto il 2012 (fonte MISE), pervenendo ad un dato di consumo pari a circa 258 milioni di litri. Pertanto, dopo aver sviluppato i relativi calcoli, avremo una contrazione di gettito annua pari a circa 28,6 milioni di euro di minore accisa e di circa 6 milioni di euro di minore IVA, per un complessivo di circa 34,6 milioni di euro di perdita annua. Considerando l entrata in vigore della norma dal prossimo primo agosto, per il solo 2013 la perdita complessiva sarà dell ordine di 14,4 milioni di euro (11,9 milioni di euro di accise e 2,5 milioni di IVA). Di seguito la tabella riepilogativa. Anno Quantitativo di gasolio erogato per le serre in litri Aliquota ordinaria vigente per 1000 Litri Aliquota ridotta al 22% per il gasolio agricolo Accisa al 22% dovuta per il consumo medio annuo Importo accisa previsto dall'emendamento per 1000 Litri Accisa dovuta su consumo medio annuo applicando 25 /1000 Litri Differenza tra l'accisa dovuta al 22% e la nuova accisa di euro 25/1000 litri IVA Perdita di gettito ,4 135, , ,4 135, , ,4 135, , A copertura dei predetti oneri si provvede mediante riduzione dei consumi medi standardizzati di gasolio da ammettere all impiego agevolato di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 26 febbraio 2002, recante «Determinazione dei consumi medi dei prodotti petroliferi impiegati in lavori agricoli, orticoli, in allevamento, nella silvicoltura e piscicoltura e nelle coltivazioni sotto serra ai fini dell applicazione delle aliquote ridotte o dell esenzione dell accisa», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 20 marzo In proposito si fa presente che, anche sulla base di analoga disposizione contenuta nella legge di stabilità 2013 (art. 1, comma 517) e degli effetti considerati nella medesima relazione tecnica, si stima che una riduzione del 5 per cento dei consumi medi standardizzati possa generare maggiori entrate per circa 54 milioni di euro. Pertanto, la riduzione delle assegnazioni di gasolio da operare per assicurare la copertura finanziaria di detti oneri si attesterebbe per l anno 2013 tra 1 e 1,5 punti percentuali e per ciascuno degli anni 2014 e 2015 tra 3 e 3,5 punti percentuali. Art. 7 (Imprese miste per lo sviluppo) La proposta intende rendere maggiormente fruibili i finanziamenti alle imprese italiane che investono nei Paesi in via di sviluppo per favorire l internazionalizzazione delle PMI rilanciando la connessione tra cooperazione e commercio estero in un quadro di partenariato pubblico privato. L intervento normativo va a modificare l articolo 7 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, recante imprese miste nei paesi in via di sviluppo, che prevede finanziamenti a prestito a joint venture tra 6
7 imprese italiane e quelle dei Paesi in via di sviluppo. Tale strumento di credito è da tempo sottoutilizzato, dal 2000 al 2011, risultano erogati appena 4,4 milioni di euro per sole otto proposte di finanziamento, mentre le disponibilità del sottoconto art. 7 del Fondo rotativo per la cooperazione allo sviluppo ammontano al 31 dicembre 2012 a circa 108 milioni di euro. L attuale proposta introduce anche il concetto di Fondo di garanzia per l impresa italiana che intenda investire nei paesi eleggibili. In particolare si prevede che una parte del Fondo rotativo possa essere utilizzato, in una percentuale da definire in sede regolamentare, per costituire un Fondo di garanzia che dovrebbe garantire una percentuale dei finanziamenti a tassi commerciali o a tassi agevolati concessi da Banche ad imprese miste nei PVS. Tale strumento avrebbe benefiche ricadute per le imprese in termini di abbattimento dei costi delle fideiussioni bancarie a garanzia del credito concessi dagli istituti bancari. L attuazione della norma, al fine di perseguire l obiettivo preposto, comporta una successiva revisione regolamentare da parte del CIPE della delibera n. 92 del 6 novembre 2009 riguardante le agevolazioni in favore di imprese miste operanti nei Paesi in via di sviluppo. Pertanto la disposizione non comporta effetti negativi per la finanza pubblica in quanto le risorse disponibili sul Fondo continueranno ad essere utilizzate con modalità aventi carattere rotatività. Art.8 (Partnership pubblico-privata) La norma propone la semplificazione delle spese cofinanziate dal MAE con soggetti pubblici privati organismi sovranazionali, assimilando gli accordi di cooperazione cofinanziati agli ordinari accordi di programma già vigenti nell ordinamento ai sensi della legge n. 241/1990 e richiamati ai fini del relativo controllo contabile dal decreto legislativo n. 123/2011. In questo modo si semplifica l aspetto dell autorizzazione normativa e quello del controllo, evitando nel contempo di instaurare ipotesi di gestioni fuori bilancio occulte. Per quanto riguarda il controllo le regole ordinarie prevedono che l accordo di programma conterrà una esplicita previsione degli uffici di controllo affidatari, secondo il criterio guida della prevalenza dei fondi. La norma prevede l emanazione di un D.M. interministeriale MEF-MAE attuativo e la restituzione dei fondi privati non spesi alla conclusione degli interventi cofinanziati, mentre per i fondi statali non spesi è previsto il riversamento all entrata del bilancio dello Stato. Trattandosi di disposizione volta semplificare le procedure contabili di spesa, non si ascrivono effetti finanziari. Art. 9 ( accelerazione utilizzo fondi comunitari) Commi 1-4 La disposizione stabilisce che le amministrazioni pubbliche, nella trattazione degli affari di competenza, sono tenute a dare precedenza ai procedimenti, provvedimenti e atti anche non aventi natura provvedimentale relativi alle attività in qualsiasi modo connesse all utilizzazione dei fondi strutturali europei. Le amministrazioni competenti all utilizzazione dei diversi fondi strutturali, nei casi in cui riscontrino criticità nelle procedure di attuazione dei programmi e dei progetti cofinanziati con fondi strutturali europei, convocano una Conferenza di servizi al fine di accertarne e, eventualmente, rimuoverne le cause. In caso di inerzia delle amministrazioni competenti, lo Stato, sentite le Regioni interessate, adotta le iniziative necessarie al superamento delle criticità riscontrate, eventualmente sostituendosi all ente inadempiente attraverso la nomina di uno o più commissari ad acta. Comma 5 (Risorse del Fondo di solidarietà della UE per gli interventi di emergenza) La disposizione serve a superare i dubbi interpretativi e applicativi, sorti in talune sedi di controllo preventivo di legittimità, in ordine al soggetto giuridico legittimato a gestire, destinare ed erogare le 7
8 risorse economiche rinvenienti dal Fondo di solidarietà dell Unione Europea per gli interventi di emergenza connessi ad eventi tellurici, alluvionali e simili. Alla norma, avente carattere ordinamentale, non si ascrivono effetti finanziari. Art. 10 (liberalizzazione dell allacciamento dei terminali di comuicazione alle interfacce della rete pubblica) La norma, al comma 1 liberalizza l accesso ad Internet da parte del pubblico. Ai commi 2 e 3, si elimina l obbligo per gli utenti delle reti di comunicazione elettronica di affidare a imprese abilitate i lavori che realizzano l'allacciamento dei terminali di telecomunicazione all'interfaccia della rete pubblica. Dalla disposizione non derivano effetti sui saldi di finanza pubblica. Art. 11 ( Proroga del credito del credito di imposta per la produzione, la distribuzione e l esercizio cinematografico) La disposizione prevede la proroga per l anno 2014 delle agevolazioni per la produzione, la distribuzione e l esercizio cinematografico vigenti fino al 31 dicembre La disciplina dell agevolazione è stata modificata al fine di introdurre un limite massimo di spesa di 45 milioni di euro; le modalità di attuazione specifiche saranno determinate con provvedimento dell Agenzia delle entrate, al fine di garantire il rispetto di tale limite di spesa. Pertanto, la disposizione comporta oneri per 45 milioni di euro nel 2014, alla cui copertura si provvede ai sensi dell articolo 61. Art. 12 (Ricapitalizzazione delle Società di Gestione del Risparmio) La norma modifica il comma 1 dell art. 33 ( Disposizioni in materia di valorizzazione del patrimonio immobiliare) del decreto legge n. 98/2011 autorizzando la spesa di 6 milioni di euro per l'anno 2013 anziché 3 milioni. Al relativo onere pari a 3 milioni di euro per il 2013 si provvede mediante la corrispondente riduzione dell autorizzazione di spesa di cui all art. 1, comma 139 della legge 228/2012 relativa al fondo per il pagamento dei canoni di locazione degli immobili conferiti dallo Stato ad uno o più fondi immobiliari. Art. 13 (Governance dell Agenda digitale Italiana) Al comma 1 si prevede, ai fini del potenziamento dell Agenda digitale italiana, l individuazione della relativa governance. In particolare, si dispone che la cabina di regia, istituita per l attuazione dell Agenda digitale italiana, sia presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o da un suo delegato, e composta dal Ministro dello sviluppo economico, dal Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, dal Ministro per la coesione territoriale, dal Ministro per l istruzione, dell università e della ricerca, dal Ministro della salute e dal Ministro dell economia e delle finanze, da un Presidente di regione e da un Sindaco designato dalla Conferenza Unificata. E altresì prevista l integrazione della composizione della cabina dai Ministri interessati in funzione delle questioni trattate. Nell ambito della cabina di regia, con DPCM, è istituito un Tavolo permanente per l innovazione e l Agenda digitale italiana, organismo consultivo permanente composto da esperti in materia di innovazione tecnologica e da esponenti delle imprese private e delle università, presieduto dal 8
9 Commissario di governo per l attuazione dell Agenda digitale posto a capo di una struttura di missione per l attuazione dell Agenda digitale istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La norma dispone che all istituzione della cabina di regia e del Tavolo permanente si provveda con le risorse umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le modifiche recate dal comma 2 hanno carattere ordinamentale e, pertanto, non determinano effetti finanziari. Art. 14 (Misure per favorire la diffusione del domicilio digitale) Alle attività previste dal presente articolo si provvede nell ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Art. 15 Disposizioni in materia di sistema pubblico di connettività La disposizione, che interviene in materia di composizione della Commissione di coordinamento del sistema pubblico di connettività, riveste carattere ordinamentale e pertanto non comporta effetti sui saldi di finanza pubblica. Art. 16 (Razionalizzazione dei CED) La norma riveste carattere ordinamentale e pertanto non comporta effetti sui saldi di finanza pubblica. Art. 17 (Misure per favorire realizzazione del Fascicolo sanitario elettronico (FSE) Le disposizioni vigenti (art. 12 del DL 179/2012) prevedono l istituzione a livello regionale del Fascicolo sanitario elettronico (FSE). Al fine di favorire la realizzazione a livello nazionale di tale progetto, la disposizione in argomento prevede che: - le regioni istituiscono l FSE entro il 31 dicembre 2014; - le regioni possono avvalersi di una infrastruttura centrale istituita presso l Agenzia per l Italia digitale. Gli oneri connessi alla disposizione sono relativi alla progettazione e realizzazione della predetta infrastruttura centrale che possa essere utilizzata dalle regioni, in modalità cloud computing, quale alternativa alo sviluppo di proprie infrastrutture, in un ottica di ottimizzazione degli investimenti e razionalizzazione delle infrastrutture nazionali. Gli oneri sono quantificati, sulla base delle informazioni acquisite nell ambito della Cabina di regia dell Agenda Digitale, tenendo conto delle attività iniziali di impianto (previste per l anno 2014) e attività di gestione a regime a partire dall anno In particolare, tali attività riguardano: - progettazione e impianto della infrastruttura centrale, nel rispetto delle regole tecniche del Sistema Pubblico di Connettività, per oneri complessivi previsti non superiori a 5 mln di euro per l anno 2014; - implementazione e gestione dei servizi telematici per consentire l interfaccia con gli FSE regionali, nonché la circolarità delle informazioni, per oneri complessivi previsti non superiori a 3 mln di euro a regime a decorrere dall anno 2014; 9
10 - implementazione e gestione dei servizi di sicurezza, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali di cui al D. Lgs. 196/2003 e relativa gestione per oneri complessivi previsti non superiori a 2 mln di euro a regime a decorrere dall anno 2014; Ai predetti oneri, pari a 10 milioni per il 2014 e 5 milioni a decorrere dal 2015, si provvede ai sensi dell articolo 61. Articolo 18 Sblocca cantieri, manutenzione reti e territorio e fondo piccoli Comuni Comma 1 (Obiettivi dell intervento normativo) - La finalità dell articolo è quella di consentire, entro il corrente anno 2013, l avvio di lavori immediatamente cantierabili nonché sbloccare lavori già in corso e per vari motivi interrotti, ottimizzando l utilizzo delle scarse risorse disponibili. A tale scopo viene istituito un apposito Fondo utilizzando risorse, per un ammontare complessivo di milioni di euro, già finalizzate alla realizzazione di opere infrastrutturali strategiche e approvate ma che non dispongono ancora di processi autorizzativi e/o progettuali perfezionati e quindi non necessitano di finanziamenti nell immediato. Ciò permetterà di avviare una prima fase di rilancio del settore infrastrutturale, necessaria per far ripartire il motore del Paese, cui dovrà seguire, con la legge di stabilità 2014, un azione coerente con le priorità strategiche e di ampia portata temporale, con la previsione di stanziamenti aggiuntivi per la realizzazione di opere che, nei prossimi anni, consentano al Paese di raggiungere, sulla base di una programmazione attenta e consapevole basata sui decreti legislativi n. 228 e n. 229 del 2011, un adeguato livello di infrastrutturazione a sostegno della crescita e dello sviluppo. Nello specifico le finalità dell intervento normativo sono le seguenti: - consentire entro l anno l avanzamento dei lavori in corso e, quindi, il pagamento dei relativi SAL alle imprese affidatarie; - permettere l apertura di cantieri di opere che, altrimenti, sarebbero state avviate nell arco temporale di almeno 12/24 mesi o, addirittura, sarebbero rimaste ferme alla fase progettuale e autorizzativa; - garantire l integrale copertura finanziaria a interventi per i quali sono concluse le procedure autorizzative, ma che non possono esser avviati in mancanza di adeguati finanziamenti. Commi 2 e 3 (Procedure per l assegnazione delle risorse) - Sono previste distinte procedure di assegnazione delle risorse di cui al comma 1 per due diversi gruppi di interventi: a) interventi che non necessitano di ulteriori procedure autorizzatorie e/o approvative, che vengono individuati e finanziati con decreti MIT MEF da emanarsi entro 30 giorni dall entrata in vigore del decreto legge (comma 2): - interventi di potenziamento dei nodi e dello standard di interoperabilità dei corridoi europei e per il miglioramento delle prestazioni della rete e dei servizi ferroviari; - collegamento ferroviario funzionale tra la Regione Piemonte e la Valle d Aosta; - interventi su ponti e gallerie per il superamento di criticità sulla rete stradale; - l asse di collegamento tra la strada statale 640 e l autostrada A19 Agrigento Caltanissetta; - Pedemontana Veneta; - Tangenziale Esterna di Milano; b) interventi che vanno necessariamente sottoposti al CIPE in base alle norme vigenti, per i quali il CIPE stesso provvede con apposite delibere, da adottarsi entro 45 giorni dall entrata in vigore del decreto legge (comma 3): - asse viario Quadrilatero Umbria-Marche; 10
11 - linea C della metropolitana di Roma tratta Colosseo Piazza Venezia; - linea M4 della metropolitana di Milano; - collegamento Milano-Venezia - terzo lotto Rho-Monza; - linea 1 della metropolitana di Napoli; - asse autostradale Ragusa-Catania; - linea AV/AC Napoli-Bari tratta Cancello Frasso Telesino; Gli ultimi tre interventi elencati, localizzati in regioni dell obiettivo convergenza, potranno accedere al Fondo di cui al comma 1 solo nel caso in cui non risultassero attivabili le risorse del PON Reti e Viabilità allo stato non utilizzate, ferma restando la procedura di riprogrammazione. La copertura degli oneri derivanti dai commi 1, 2 e 3 è indicata al comma 13. Comma 4 (Celere corso della nuova Pontina)- E previsto che le risorse già assegnate dal CIPE con la delibera n. 88/2010 possano essere utilizzate indistintamente per i lotti in cui è articolata l opera. Vengono, inoltre, definite procedure autorizzatorie che consentono di affidare l intero progetto, la cui realizzazione può avvenire per singoli lotti funzionali in relazione ai finanziamenti disponibili, senza alcun impegno giuridicamente vincolante da parte dello Stato al finanziamento dei restanti lotti. Il comma ha natura procedurale e non determina nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Comma 5 (A24 e A25 Strade dei Parchi ) A valere sul Fondo di cui al comma 1, la norma destina alla società concessionaria Strada dei Parchi SpA l importo complessivo di 90,7 milioni di euro, di cui 34,2 milioni quale contributo dovuto dallo Stato (quota residua) e 56,5 milioni di euro in via di anticipazione a fronte del contributo dovuto dalla Regione Lazio e dagli enti locali ai sensi della Convenzione vigente. Il comma non determina oneri aggiuntivi rispetto a quelli recati dal comma 1, trattandosi di una finalizzazione delle risorse ivi previste. Comma 6 (Linea C metropolitana di Roma) - E previsto il finanziamento, ai sensi del comma 2, del progetto definitivo della tratta Colosseo-Piazza Venezia, che dovrà essere sottoposto al CIPE entro il 30 ottobre L assegnazione del finanziamento è condizionata alla messa in esercizio, entro il 15 ottobre 2013, della tratta della stessa linea C da Pantano a Centocelle, completata ma non ancora attivata. La disposizione è di carattere procedurale e non determina oneri aggiuntivi rispetto a quelli recati dal comma 1. Comma 7 (Interventi per la sicurezza ferroviaria) - Nelle more dell approvazione del Contratto di Programma RFI Parte Investimenti è autorizzata la contrattualizzazione degli interventi per la sicurezza ferroviaria immediatamente cantierabili, già individuati e finanziati a legislazione vigente per l importo di 300 milioni. La disposizione non determina nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica trattandosi di risorse già previste a legislazione vigente. Comma 8 (Edilizia scolastica) - Fermo restando quanto previsto dall articolo 53, comma 5, del decreto legge n. 5 del 2012, viene previsto che l INAIL, nell ambito del piano di impiego dei fondi disponibili di cui all articolo 65 della legge n. 153/1969, possa destinare fino a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni all attivazione di un piano di edilizia scolastica, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, d intesa con il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. 11
12 La disposizione non determina nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, trattandosi di finalizzazione di risorse ricomprese nel suddetto piano di impieghi dell INAIL. Comma 9 (Piccoli Comuni) - A valere sul Fondo di cui al comma 1, l importo di 100 milioni di euro per l anno 2014 viene destinato alla realizzazione del primo Programma Campanili concernente interventi infrastrutturali di adeguamento, ristrutturazione e nuova costruzione di edifici pubblici, ovvero di realizzazione e manutenzione di reti viarie nonché di salvaguardia e messa in sicurezza del territorio, nei Comuni con popolazione inferiore a abitanti. Il comma non determina oneri aggiuntivi rispetto a quelli recati dal comma 1, trattandosi di finalizzazione di una quota delle risorse ivi previste. Comma 10 (Manutenzione straordinaria rete stradale ANAS) Viene disposto che, fermo restando quanto previsto dal comma 2, con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è approvato un programma di manutenzione straordinaria di ponti, viadotti e gallerie della rete stradale gestita da ANAS, con l individuazione delle relative risorse, unitamente ad apposita convenzione da stipularsi con la Società ai fini dell attuazione del programma e del monitoraggio degli interventi ivi previsti. Il comma ha natura procedurale e non determina oneri aggiuntivi rispetto a quelli recati dal comma 1, trattandosi di un programma finanziato da una quota delle risorse ivi previste. Commi 11 e 12 (Utilizzo e revoca delle risorse assegnate) - Viene previsto che i provvedimenti di assegnazione delle risorse di cui ai commi 2 e 3 stabiliscano le modalità di utilizzo, di monitoraggio e di revoca delle risorse stesse, disponendo altresì che le risorse revocate confluiscono nel Fondo di cui all articolo 32, comma 1, del decreto legge n. 98/2011 (comma 11). E disposto inoltre il divieto di utilizzare le risorse assegnate per la risoluzione di contenziosi (comma 12). La disposizione attiene alle procedure e non determina, quindi, nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Comma 13 (Copertura finanziaria) - La copertura finanziaria degli oneri derivanti dall articolo, pari a milioni di euro, di cui 335 milioni di euro per l anno 2013, 405 milioni di euro per l anno 2014, 652 milioni di euro per l anno 2015, 535 milioni di euro per l anno 2016 e 142 milioni di euro per l anno 2017, è assicurata mediante utilizzo di parte delle risorse già stanziate in favore della nuova linea AV/AC Torino-Lione e al momento non necessarie (639 milioni), della quota ancora non utilizzata delle risorse destinate all attuazione del Trattato di amicizia con la Libia (432 milioni), dell assegnazione disposta dal CIPE per la realizzazione del secondo lotto del Terzo Valico dei Giovi (763 milioni) e di risorse destinate alla ridefinizione dei rapporti contrattuali con la Società Stretto di Messina (235 milioni) e allo stato non necessarie non essendo definito il contenzioso con il General Contractor. Comma 14 La disposizione reca l autorizzazione al Ministro dell economia e delle finanze ad apportate le variazioni di bilancio necessarie all attuazione dell articolo. Art. 19 (Disposizioni in materia di concessioni e defiscalizzazione) L articolo, ai commi 1 e 2, contiene disposizioni volte ad assicurare l effettiva bancabilità dei progetti da realizzare in partenariato pubblico-privato, attraverso sistemi di consultazione preventiva degli operatori, il coinvolgimento degli istituti finanziatori fin dalla gara di affidamento e 12
13 la previsione di clausole risolutorie del contratto di concessione in caso di mancato reperimento del finanziamento privato entro il termine previsto dal bando. In particolare: Il comma 1 - lett.a) prevede integrazioni all art. 143, comma 5 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, inserendo l obbligo per il concedente di dichiarare di disporre di tutte le autorizzazioni, licenze, abilitazioni, nulla osta e permessi e che detti atti sono legittimi. Viene, inoltre, modificato il comma 8 e introdotto un nuovo comma 8-bis relativamente alla definizione delle condizioni che, determinando una modifica dell equilibrio del piano, comportano la revisione del medesimo. - lett. b) si prevede la possibilità che l amministrazione aggiudicatrice possa indire, prima della scadenza del termine di presentazione delle offerte, una consultazione preliminare con gli operatori economici invitati a presentare le offerte. Non può essere oggetto di consultazione l importo delle misure di defiscalizzazione di cui all articolo 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183, e all articolo 33 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, nonché l importo dei contributi pubblici, ove previsti. L offerta può essere corredata dalla dichiarazione sottoscritta da uno o più istituti finanziatori di manifestazione di interesse a finanziare l operazione. A tutela della finanza pubblica viene previsto che il contratto di concessione stabilisca la risoluzione del rapporto in caso di mancata sottoscrizione del contratto di finanziamento o della sottoscrizione o collocamento delle obbligazioni di progetto di cui all articolo 157, entro un congruo termine. Viene, altresì, previsto che il bando di gara possa prevedere che il contratto di concessione rimanga valido limitatamente alla parte che regola la realizzazione e gestione del medesimo stralcio funzionale, in caso di parziale finanziamento del progetto. La disposizione, di carattere procedurale, non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Il comma 2 prevede che al fine di assicurare adeguati livelli di finanziabilità e il coinvolgimento del sistema bancario tali disposizioni si applicano, in quanto compatibili, alle procedure in finanza di progetto, ad esclusione di quelle con bando già pubblicato alla data di entrata in vigore della norma. La disposizione non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Commi 3 e 4 La relazione tecnica dei commi 3 e 4 non viene positivamente verificata, per le motivazioni che di seguito si riportano. E prevista la riduzione da 500 a 200 milioni dell importo minimo di valore dell opera per poter accedere alle agevolazioni, unitamente all eliminazione del vincolo temporale per l approvazione dei progetti. In mancanza di elementi che consentano di verificare gli effetti sul quadro macroeconomico e gli effetti prospettici sulle entrate derivanti dalla realizzazione di opere infrastrutturali, ai fini della configurazione dell operazione quale rinuncia a maggior gettito, non è possibile verificare positivamente la disposizione, ed escludere che dalla stessa possano derivare effetti negativi per la finanza pubblica, in termini di minori entrate. Comma 5 Le disposizioni di cui al comma 5 rendono strutturali le agevolazioni fiscali introdotte in materia di project bond dal D.L. 83/2012 ad eccezione del regime fiscale agevolato sugli interessi equiparato a quello sui titoli di Stato. La relazione tecnica della norma originaria non ascriveva effetti attesa la scarsa diffusione sul mercato dello strumento del project bond. Con riferimento alla modifica normativa in esame, si stima per le considerazioni sopra esposte che la disposizione configura una rinuncia a maggior gettito. 13
14 Art. 20 (Riprogrammazione interventi del Piano nazionale della sicurezza stradale) Al fine di ridurre il numero e gli effetti degli incidenti stradali sul territorio nazionale, la Direzione Generale per la sicurezza stradale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è impegnata nell attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale, di cui all art. 32 della L. n. 144/1999. Il Piano è attuato attraverso Programmi annuali, Nel decennio sono stati finanziati complessivamente cinque programmi di attuazione rispetto ai dieci inizialmente previsti con l impiego di una quota statale complessiva di 480 mln di euro che ha permesso il cofinanziamento di circa 1600 interventi per un volume complessivo di investimenti attivabili di 1000 mln di euro. In particolare il primo ed il secondo programma di attuazione sono stati finanziati con la legge 23 dicembre 1999 n. 488 (legge finanziaria 2000) per circa 342 mln di euro di investimento. I successivi Programmi di attuazione - Terzo, Quarto e Quinto - hanno attinto alle risorse finanziarie di cui alla legge 27 dicembre 2006 (legge finanziaria 2007) che ha assegnato rispettivamente per gli anni 2007, 2008 e milioni di euro per ciascun anno, ma che per successive riduzioni hanno portato a 31,3 milioni di euro l assegnazione per l anno La situazione del primo e del secondo Programma è differenziata a seguito di intervenute modifiche normative evoluta nel tempo. I fondi attribuiti dalla L. n. 488/99 nella forma di limiti di impegno a seguito degli interventi di natura finanziaria operati con la Legge finanziaria del 2007, che ha limitato la possibilità di contrarre mutui garantiti dallo stato, sono stati convertiti a seguito dell intervento del MEF in fondi da destinare alla contribuzione diretta. L effetto di quanto in sintesi sopra richiamato è che gli interventi che sono riusciti a partire prima della Finanziaria del 2007 sono finanziati attraverso mutui, i rimanenti sono invece finanziati attraverso la contribuzione diretta secondo quanto previsto da appositi DI MIT/MEF. Nel presente articolo si prevede la verifica da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dello stato di attuazione degli interventi di cui al 1 e 2 Programma annuale di attuazione del Piano Nazionale di Sicurezza Stradale, da effettuarsi con i soggetti beneficiari. Si prevede la revoca, con decreti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dei finanziamenti e degli impegni di spesa riguardanti gli interventi che da tale ricognizione risultassero ancora non impegnati. Le risorse derivanti dalle predette revoche sono iscritte nel bilancio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per essere destinate alla realizzazione di un programma di interventi di sicurezza stradale, alla prosecuzione del monitoraggio del Piano Nazionale di sicurezza stradale nonché all implementazione e miglioramento del sistema di raccolta dati di incidentalità stradale. Per le medesime finalità le somme iscritte in conto residui dei finanziamenti revocati sono versate all entrata del bilancio dello Stato, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica. Il programma è definito sulla base delle proposte delle Regioni. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano oneri a carico della finanza pubblica in quanto si tratta di risorse, già previste a legislazione vigente, ancora non utilizzate che vengono destinate ad altre finalità, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica. Art. 21 (Differimento operatività garanzia globale di esecuzione) La disposizione si limita a prevedere il differimento dell entrata in operatività del sistema di garanzia globale di esecuzione (project bond) che coinvolge il sistema delle imprese, delle banche e delle assicurazioni, non incidendo, invece, sul committente pubblico. Per quest ultimo, comunque, non si riduce il livello di garanzia, considerato che restano ferme comunque le forme di garanzia già previste dal codice dei contratti pubblici (cauzione definitiva, garanzia a copertura dei rischi di esecuzione e polizza decennale). 14
15 La stessa, pertanto, non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 22 (Misure per l aumento della produttività nei porti) La disposizione di cui al comma 1 è finalizzata a semplificare la normativa recentemente adottata in tema di dragaggi. Questa prevede, infatti, che il parere della Commissione per la valutazione dell impatto ambientale delle opere sia richiesto solo se il progetto di dragaggio include la realizzazione di infrastrutture di contenimento non contemplate nella programmazione già approvata, evitando che si reiteri una valutazione della Commissione, prima prevista, per opere la cui realizzazione sia già stata programmata. La norma, di carattere procedurale, non è suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Il comma 2 consente alle Autorità portuali, nell ambito della propria autonomia finanziaria, di apportare variazioni in diminuzione, fino all azzeramento, delle tasse di ancoraggio e portuale, così come adeguate ai sensi del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 maggio 2009, n. 107, nonché variazioni in aumento, fino a un tetto massimo pari al doppio della misura delle tasse medesime. L utilizzo delle entrate rinvenienti dalla loro autonomia impositiva e tariffaria, nonché la compensazione, con riduzioni di spese correnti sono adeguatamente esposti nelle relazioni di bilancio di previsione e nel rendiconto generale. Nei casi in cui le autorità portuali si avvalgano della predetta facoltà di riduzione della tassa di ancoraggio in misura superiore al settanta per cento, è esclusa la possibilità di pagare il tributo con la modalità dell abbonamento annuale. Il Collegio dei revisori attesta la compatibilità finanziaria delle operazioni effettuate, e quindi il mantenimento dell equilibrio di bilancio dell Autorità portuale. Dalla misura non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, trattandosi, peraltro, di una facoltà. Il comma 3 interviene all articolo 18-bis della legge 28 gennaio 1994 n. 84, introdotto dall art. 14 del Dl n. 83/2012, che ha stabilito, al comma 1 che al fine di agevolare la realizzazione delle opere portuali è istituito nello stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un Fondo per il finanziamento degli interventi di adeguamento dei porti, alimentato su base annua, in misura pari all 1% dell imposta sul valore aggiunto dovuta sull importazione delle merci introdotte nel territorio nazionale per il tramite di ciascun porto, nel limite di 70 milioni di euro annui. La disposizione in esame oltre a modificare gli interventi oggetto della finalità della norma originaria, modifica anche il limite massimo di 70 milioni di euro su base annua innalzandolo a 90 milioni di euro. La disposizione, pertanto, comporta un onere di 20 milioni di euro su base annua a decorrere dal 2013, alla cui copertura si provvede ai sensi dell articolo 61. Art. 23 (Disposizioni urgenti per il rilancio della nautica da diporto) Comma 1 (noleggio occasionale): Il noleggio occasionale, per espressa previsione dell art. 49 bis del Codice della Nautica da diporto, introdotto con il DL n. 1 del 2012, non configura un attività professionale e non beneficia di alcun tipo di agevolazione prevista invece per le unità destinate in via esclusiva all attività commerciale. Infatti la norma consente al privato di poter noleggiare occasionalmente la propria imbarcazione senza per questo dar luogo ad un attività commerciale. 15
16 La disposizione in esame modifica quanto disposto al citato articolo 59-ter del DL n. 1/2012, in base al quale è concesso alla persone fisiche titolari di imbarcazioni da diporto, di assoggettare ad imposta sostitutiva i proventi (tassazione secondo aliquota forfettaria del 20%) nei limiti di 30 mila euro annui derivanti dalla attività di noleggio. La disposizione in esame sostituisce il quantitativo di 30 mila euro annui con un limite temporale relativo alla durata complessiva del noleggio che non può essere superiore a 40 giorni. Al riguardo, in considerazione del fatto sia che in sede di RT originaria non erano stati ascritti effetti in termini di gettito sia che la modifica riguarda fattispecie piuttosto limitate, si stima che la normativa proposta sia suscettibile di produrre effetti negativi in termini di gettito di trascurabile entità. Comma 2: la disposizione interviene al comma 2 dell'articolo 16 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 prevedendo la soppressione delle lettere a) e b) e la sostituzione delle lettere c) e d) come di seguito indicato: c) euro 870 per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a17 metri; d) euro per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a20 metri; Pertanto, in seguito alle modifiche illustrate, le tariffe relative alle fasce da 10 a 12 metri e da 12 a 14 metri risultano soppresse, mentre le tariffe relative alle fasce da 14 a 17 metri e da 17 a 20 metri vengono dimezzate. Al riguardo, dall analisi dei versamenti effettuati nel 2012 tramite sia il modello di versamento F24 (codice tributo 3370) sia tramite versamenti diretti e considerando il numero delle unità da diporto in Italia e la loro segmentazione in classi di lunghezza, si stimano i seguenti effetti finanziari determinati dalla disposizione: ,2-11,9-11,9 Milioni di euro Al predetto onere, pari a 1,2 milioni di euro per il 2013 e a 11,9 milioni a decorrere dal 2014 si provvede ai sensi dell articolo 61. Art. 24 (Modifiche al decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 188 ed alla legge 3 luglio 2009, n. 99) La norma proposta disciplina due aspetti: 1- modifiche al d.lgs. n. 188/2003 in materia di accesso equo e non discriminatorio all infrastruttura ferroviaria (commi 1 e 2): Il comma 1 prevede che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti approva la proposta del gestore di determinazione del canone ai fini dell utilizzo dell infrastruttura ferroviaria. In tal modo viene riconosciuta la sussistenza di una piena autonomia decisionale del Gestore nella definizione del canone per l accesso, lasciando al Ministero la verifica di conformità della proposta del Gestore con i principi di determinazione del canone stesso. 16
17 Per la medesima motivazione viene sostituita alla previgente previsione normativa che contemplava una approvazione preliminare della Conferenza permanente Stato-Regioni dello schema di decreto un procedimento di consultazione della stessa Conferenza. Il comma 2 è finalizzato a dare riscontro ad alcuni rilievi esposti dalla Commissione europea nell ex pilot 2465/11/MOVE ora procedura di infrazione 2012/2213. La disposizione precisa che la separazione contabile e dei bilanci, prevista dalla Direttiva Europea 91/440/CEE in materia di separazione contabile e dei bilanci, già attuata nel nostro ordinamento nel Dlgs 188/03, richiede un ulteriore adeguamento volto a soddisfare la richiesta (formulata dalla Commissione) di fornire una rappresentazione trasparente delle attività di servizio pubblico e dei corrispettivi e/o fondi pubblici percepiti per ogni attività. Dalle disposizioni in argomento non derivano nuovi né maggiori oneri a carico della finanza pubblica ma, al contrario, potenziali risparmi derivanti dall archiviazione della procedura di infrazione 2012/ modifiche alla legge n. 99/2009 sul cabotaggio per i servizi internazionali a m.l.p. (commi 3 e 4): Le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 sono volte a dare soluzione ad alcuni ostacoli applicativi riscontrati per l attuazione della Legge 99/2009, relativi al procedimento. Il comma 3 prevede che in caso di compromissione dell equilibrio economico del servizio pubblico le autorità che hanno in carico i relativi contratti possano richiedere alle imprese ferroviarie che forniscono servizi di trasporto internazionale di passeggeri, in luogo delle limitazioni nel diritto di far salire o scendere passeggeri in stazioni situate lungo il percorso del servizio, il pagamento di diritti di compensazione, comprensivi della remunerazione del capitale investito prevista nei contratti di servizio pubblico. A fine di garantire un certo ambito di mercato libero anche su quelle linee che sono già impegnate dai servizi di pubblica utilità, viene previsto che non vi è compensazione in caso in cui il modello di esercizio preveda fermate distanti tra loro più di 100 Km e i livelli tariffari applicati risultino di almeno 20% a quelli dei servizi di committenza pubblica. Le disposizioni non comportano oneri a carico della finanza pubblica. Articolo 25 (Misure urgenti di settore in materia di infrastrutture trasporti) I commi dall 1 al 4 regolano l attribuzione al MIT a decorrere dal 1 ottobre 2012, delle competenze individuate dall art. 36 DL n. 98 del 2011, in esito alla soppressione dell Agenzia per le infrastrutture stradali ed autostradali per effetto dell art. 11, comma 5, del D.L. 29/12/2011, n. 216, convertito in L. 24/2/2012, n. 14. Si prevede che con apposito DPCM si provvede alla individuazione delle unità di personale ANAS da trasferire al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nonché all inquadramento del medesimo nei ruoli del dicastero sulla base di una tabella di equiparazione. A tale personale si applicano le disposizioni previste dall art. 36, comma 5, del decreto-legge n. 98/2011, ed il mantenimento della posizione assicurativa già costituita. Con il medesimo DPCM si provvede all individuazione delle risorse necessarie per fare fronte, da parte del MIT allo svolgimento delle nuove funzioni. Dette risorse sono individuate in quelle derivanti da canoni di sub concessione, già dovuti al concedente ai sensi delle convenzioni allo stato quantificati in 21,7 milioni di euro come da bilancio ANAS 2011 e previsti per il 2013 nell ordine di 17 milioni di euro nonché, ove necessario, sulla quota parte delle risorse, di competenza ANAS, previste dall art. 1, comma 1020, L. n. 296/2006 a titolo di canoni di concessione. Per l anno 2012, l ANAS versa al MIT la quota di 17
18 sua spettanza (ottobre-dicembre 2012) versata dai concessionari ad Anas entro il 31 maggio Per gli anni successivi i concessionari verseranno i canoni al bilancio dello Stato con cadenza mensile. Per il solo anno 2013 le prime sei rate sono versate entro il 31 luglio Le disposizioni non comportano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica trovando copertura nelle risorse, già previste a legislazione vigente, derivanti dal versamento a favore del concedente dei canoni di sub-concessione e, ove necessario, di quelle derivanti dal versamento del canone di concessione già dovuto ai sensi dell art. 1, comma 1020, L. n. 296/2006. In particolare nel 2013 saranno versate all entrata del bilancio dello Stato circa 15,5 milioni relativi ai canoni di sub concessione, comprensivi delle quote del periodo ottobre - dicembre 2012 e circa 17 milioni a decorrere dal Tali risorse saranno corrispondentemente iscritte in spesa per finanziamento delle spese di funzionamento dell Ispettorato di vigilanza sui concessionari della rete autostradale. E inoltre prevista una disposizione volta a chiarire che il trasferimento delle competenze al MIT a far data dal 1 /10/2012 non incide sulla legittimazione processuale attiva e passiva che resta in capo all ANAS per i contenziosi instaurati in data antecedente al 1 ottobre 2012; tale disposizione tiene conto del fatto che le risorse per far fronte a detti contenziosi sono nella disponibilità di ANAS. La disposizione di cui al comma 5 risponde all esigenza di permettere la conclusione dei contratti di servizio e di programma Stato/Enav e conseguentemente , assicurando le risorse finanziarie da destinare alla compensazione dei costi sostenuti da ENAV nell anno 2012 per garantire la sicurezza dei propri impianti e operativa. Dette risorse, quantificate in 17,8 milioni di euro, sono individuate nell ambito delle disponibilità residue del capitolo 1890\MEF già stanziate per far fronte agli oneri provenienti dai servizi di assistenza al volo disciplinati nei contratti. La disposizione non comporta effetti negativi per la finanza pubblica. La disposizione di cui al comma 6 è volta a garantire la sicurezza delle dighe per la salvaguardia delle popolazioni a valle, in considerazione dell accertata grave carenza di organico tecnico della Struttura specialistica del Ministero addetta alla vigilanza e controllo sulla sicurezza delle dighe. La disposizione, di natura ordinamentale, non comporta effetti finanziari in quanto prevede l adeguamento della dotazione organica del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al fine di consentire l assunzione di n. 32 unità di personale già prevista, con idonea copertura finanziaria, dall art. 55, comma 1-ter, del decreto-legge n. 1/2012. Con il comma 7 si posticipa la predisposizione del nuovo Statuto di ANAS dal 30 marzo 2013 al 30 novembre 2013 al fine di consentire una compiuta realizzazione degli interventi di riorganizzazione della Società in considerazione del trasferimento al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti delle funzioni di vigilanza e di concedente. La proposta normativa, ha carattere ordinamentale e non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. Con il comma 8 si prevede la ricostituzione del consiglio di amministrazione di ANAS a decorrere dall approvazione del bilancio 2012 al fine di dare certezza giuridica alla governance in linea con le previsioni normative della spending review dl 95/2012. La proposta normativa, ha carattere ordinamentale e non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato. Le disposizioni di cui ai commi da 9 a 11 sono volte a trasferire alla Regione Siciliana la vigilanza sulle attività previste nella Convenzione per l esercizio dei servizi di collegamento marittimo fra la Sicilia e le relative isole minori, attualmente di competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del Ministero dell economia e delle finanze. Per una più proficua incidenza dell attività di vigilanza viene trasferita alla Regione la titolarità di ambedue le funzioni, tenuto conto che solo quest ultima ha la possibilità di garantire in tempi brevi il soddisfacimento delle esigenze della collettività che spesso rivestono carattere di assoluta 18
19 emergenza e di salvaguardia dell ordine pubblico e che pertanto necessitano di un costante confronto fra gli enti locali interessati e la Regione Siciliana. Viene altresì previsto, per ovvia conseguente congruenza, che le successive modifiche o integrazioni della Convenzione stipulata siano demandate alla competenza del Presidente della Regione Siciliana. Trattandosi di disposizioni di carattere prettamente ordinamentale non si ravvisano effetti finanziari negativi a carico della finanza pubblica. Art. 26 (Proroghe in materia di appalti pubblici) Le disposizioni si limitano a prevedere alcune proroghe, nell ottica della semplificazione in materia degli appalti pubblici, di disposizioni di carattere procedimentale e, pertanto, non comportano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 27 (Semplificazione in materia di procedura CIPE e concessioni autostradali) Il comma 1 prevede la modifica al comma 5 dell articolo 21 del d.l. 355 del Si prevede una nuova procedura per la determinazione delle tariffe autostradali e SI stabilisce che i concessionari comunichino ogni anno entro il 15 ottobre la proposta di variazione tariffaria unitamente ai parametri X e K. Il comma 2 modifica i commi 1 e 3 dell articolo 169-bis del d.lgs. n. 163 del 2006 Le disposizioni di cui al presente articolo hanno carattere procedurale e, pertanto, non comportano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Art. 28 (Indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento) Per il caso di inosservanza dei termini di conclusione del procedimento amministrativo iniziato ad istanza di parte, con esclusione delle ipotesi di silenzio qualificato e dei concorsi pubblici, la disposizione introduce l obbligo per la pubblica amministrazione responsabile di corrispondere all interessato un indennizzo pari a 30 euro per ogni giorno di ritardo, comunque complessivamente non superiore a euro. Per ottenere l indennizzo per il mero ritardo, l interessato deve previamente azionare, in un termine decadenziale, il potere sostitutivo previsto dall art. 2, comma 9-bis, della legge n. 241 del 1990, e, in caso di perdurante inerzia, proporre ricorso innanzi al Giudice amministrativo La disposizione trova applicazione, in via sperimentale, solo nel caso di procedimenti amministrativi relativi all avvio e all esercizio dell attività di impresa iniziati successivamente all entrata in vigore della disposizione. È previsto, inoltre, che nel termine di diciotto mesi, sulla base del monitoraggio relativo all applicazione della disposizione, con regolamento sia stabilita la conferma, la rimodulazione, anche con riguardo ai procedimenti amministrativi esclusi, o la cessazione delle disposizioni del presente articolo, nonché eventualmente il termine a decorrere dal quale le disposizioni ivi contenute sono applicate, anche gradualmente, ai procedimenti amministrativi diversi da quelli individuati al comma
20 Agli oneri derivanti dall applicazione del presente articolo si potrà fare fronte nell ambito stanziamenti ordinari di bilancio di ciascuna amministrazione interessata, tenuto anche conto che: - l ambito di applicazione è circoscritto ai soli nuovi procedimenti di avvio ed esercizio di attività di impresa; - nel caso emergano criticità, le pubbliche amministrazioni interessate potranno individuare ai sensi dell art. 2 legge 241 del 1990, termini procedimentali più adeguati alle loro esigenze organizzative, fino ad un massimo di 180 giorni; - in ogni caso, è previsto un monitoraggio dell applicazione della disposizione nonché la possibilità, in sede di verifica, di disporre con regolamento la cessazione delle disposizioni in questione. Art. 29 (Data unica di efficacia degli obblighi) La norma stabilisce il meccanismo della data unica di efficacia di disposizioni di legge o di regolamenti che introducono oneri amministrativi sulle imprese e sui cittadini. La conoscibilità delle disposizioni che introducono oneri amministrativi è ulteriormente assicurata dall obbligo di comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica che costituirà apposite pagine web. La disposizione è di carattere ordinamentale e pertanto non comporta effetti. Art. 30 (Semplificazioni in materia edilizia) La disposizione introduce alcune misure di semplificazione al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al DPR n. 380/2001. La norma riveste carattere ordinamentale e pertanto non comporta effetti sui saldi di finanza pubblica, considerando anche l apposita clausola di invarianza riferita ai commi 3 e 4. Art. 31 (Semplificazioni in materia di DURC) La norma introduce disposizioni di semplificazione in materia di DURC. La norma riveste carattere ordinamentale e pertanto non comporta effetti sui saldi di finanza pubblica. Art. 32 (Semplificazioni formali in materia di lavoro) Dalla disposizione in esame, che ha carattere ordinamentale, non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. In particolare, per la lettera f), del comma 1, relativa alle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, come risulta dalla clausola di invarianza finanziaria di cui al comma 3. Inoltre, al novellato comma 11 dell articolo 71 d.lgs. 81/2008, viene in fine precisato che le verifiche di cui al presente comma (ossia tutte le verifiche contemplate dalla disposizione in esame) sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono poste a carico del datore di lavoro.. Art. 33 (Semplificazione del procedimento per l acquisto della cittadinanza per lo straniero nato in Italia) 20

References: Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 articolo 3
 articolo 2
 articolo 61
 Art. 3
 art. 8
 articolo 23
 Art. 5
 articolo 81
 articolo 61
 articolo 30
 Art. 6
 Art. 7
 articolo 7
 art. 7
 Art.8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 articolo 61
 Art. 12
 art. 33
 art. 1
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 articolo 61
 Articolo 18
 articolo 53
 articolo 65
 articolo 32
 Art. 19
 art. 143
 articolo 18
 articolo 33
 articolo 157
 Art. 20
 art. 32
 Art. 21
 Art. 22
 articolo 18
 art. 14
 articolo 61
 Art. 23
 art. 49
 articolo 59
 articolo 61
 Art. 24
 Articolo 25
 art. 36
 art. 11
 art. 36
 art. 1
 art. 1
 art. 55
 Art. 26
 Art. 27
 articolo 21
 articolo 169
 Art. 28
 art. 2
 art. 2
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 articolo 71
in fine
 Art. 33