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Timestamp: 2017-01-17 13:04:49+00:00

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Art. 203 cod. proc. civile: Assunzione fuori della circoscrizione del tribunale
HOME Codice proc. civile Articoli Codice proc. civile Agg. il 28 gennaio 2015 Codice proc. civile Art. 203 cod. proc. civile: Assunzione fuori della circoscrizione del tribunale L’AUTORE: Redazione
Se i mezzi di prova debbono assumersi fuori della circoscrizione del tribunale, il giudice istruttore delega a procedervi il giudice istruttore del luogo, salvo che le parti richiedano concordemente e il presidente del tribunale consenta che vi si trasferisca il giudice stesso.
Nell’ordinanza di delega, il giudice delegante fissa il termine entro il quale la prova deve assumersi e l’udienza di comparizione delle parti per la prosecuzione del giudizio.
Il giudice delegato, su istanza della parte interessata, procede all’assunzione del mezzo di prova e d’ufficio ne rimette il processo verbale al giudice delegante prima dell’udienza fissata per la prosecuzione del giudizio, anche se l’assunzione non è esaurita.
Le parti possono rivolgere al giudice delegante, direttamente o a mezzo del giudice delegato, istanza per la proroga del termine.
Contenuto discrezionale del potere del giudice di delegare l’assunzione del mezzo di prova
In tema di assunzione di mezzi di prova fuori della circoscrizione del tribunale, l’art. 203 c.p.c. riserva alla valutazione discrezionale del giudice - fondata su considerazioni relative al miglior reperimento della prova o a ragioni di economia e di speditezza - la decisione in ordine all’assunzione diretta o per delega della prova e perciò il giudice, anche in caso di espressa richiesta di parte, ha la facoltà e non l’obbligo di disporre l’assunzione per delega di alcuni mezzi di prova.
Cass. lav., 30 maggio 2005, n. 11394; conforme Cass. lav., 10 novembre 1998, n. 11334; Cass. lav., 23 dicembre 1983, n. 7607; Cass. 30 gennaio 1968, n. 305.
In tema di assunzione all'estero della prova civile, la mancata informazione delle parti circa il tempo ed il luogo dell'assunzione della prova non contrasta con l'ordine pubblico interno, sempre che l'autorità che abbia disposto la rogatoria non abbia avanzato, su istanza di una di esse, un'espressa domanda di informazione al riguardo, dal momento che il concetto di ordine pubblico interno concerne i principi inviolabili posti a garanzia del diritto di agire e di resistere in giudizio, non anche le modalità con cui tali diritti sono regolamentati o si esplicano nelle singole fattispecie, dovendosi escludere, peraltro, atteso l'impulso officioso caratterizzante tutto il subprocedimento di commissione rogatoria, la possibilità di comminatorie di decadenza per il mancato espletamento dell'attività istruttoria demandata dal giudice italiano all'autorità giudiziaria straniera. Rigetta, App. Perugia, 09/11/2010.
Cassazione civile sez. VI 12 luglio 2013 n. 17299 Natura ordinatoria del termine
Qualora i mezzi di prova debbano assumersi fuori dalla circoscrizione del tribunale ai sensi dell’art. 203 c.p.c. il termine fissato dal giudice per la loro assunzione ha carattere ordinatorio e, pertanto, l’istanza di proroga di tale termine, da rivolgere all’autorità delegante, va presentata prima della scadenza di esso, secondo quanto dispone l’art. 154 c.p.c., con la conseguenza che il decorso del termine senza la previa presentazione di detta istanza di proroga comporta la decadenza della parte interessata dal diritto di far assumere la prova che sia stata delegata, e non soltanto dello specifico diritto di far assumere per delega la prova.
Cass. 20 febbraio 2004, n. 3406; conforme Cass. 18 aprile 1997, n. 3340; Cass. 23 gennaio 1991, n. 651; Cass. 23 febbraio 1985, n. 1633.
Il termine fissato dal giudice istruttore per l'assunzione dei mezzi di prova fuori della circoscrizione del tribunale (art. 203 c.p.c.) ha carattere ordinatorio, sicché la relativa istanza di proroga (da rivolgersi all'autorità delegante, ex art. 203, ultimo comma, c.p.c. richiamato, in tema di rogatorie ad autorità estere o consolari, dall'ultimo comma del successivo art. 204) deve essere presentata prima della scadenza del termine stesso, giusta disposto dell'art. 154 del codice di rito, con la conseguenza che l'istanza presentata successivamente alla sua scadenza comporta la decadenza della parte dal diritto di far assumere la prova delegata, e non soltanto dal diritto di far assumere, per delega, la prova medesima. (Nell'affermare il principio di diritto che precede la Corte cass. ha, in particolare, osservato come il giudice di merito ne avesse, nel caso di specie, fatto corretta applicazione giacché, non prevedendo la norma alcuna differenza a seconda della causa della mancata, tempestiva assunzione del mezzo di prova, anche nel caso in cui il ricorso al giudice delegato risultasse presentato nel termine concesso per l'espletamento della prova delegata e questa fosse stata fissata per un'udienza successiva alla scadenza del termine medesimo, costituiva onere preciso della parte - che avesse voluto evitare la decadenza dal suo diritto - quello di presentare l'istanza di proroga prima della scadenza del termine assegnato. La Corte ha ulteriormente precisato che, alla stregua della giurisprudenza costituzionale in materia, il diritto di difesa ben può essere assoggettato a limitazioni e condizioni, entro il limite della ragionevolezza, qualora il condizionamento al suo esercizio dipenda da una libera scelta della parte).
Cassazione civile sez. III 07 marzo 2005 n. 4877. Istanza di proroga del termine già scaduto
Non è consentita la concessione di un nuovo termine ordinatorio per l’assunzione della prova delegata quando il precedente termine sia già inutilmente scaduto.
Cass. lav., 22 aprile 1974, n. 1119; conforme Cass. 13 settembre 1963, n. 2497.
Nel caso in cui il ricorso al giudice delegato risulti presentato nel termine concesso per l’espletamento della prova delegata e questa sia stata fissata per un’udienza successiva alla scadenza del termine medesimo, costituisce onere preciso della parte - la quale voglia evitare la decadenza dal suo diritto - di presentare l’istanza di proroga prima della scadenza del termine assegnato; nella pronuncia la Suprema Corte ha ulteriormente precisato che, alla stregua della giurisprudenza costituzionale in materia, il diritto di difesa ben può essere assoggettato a limitazioni e condizioni, entro il limite della ragionevolezza, qualora il condizionamento al suo esercizio dipenda da una libera scelta della parte.
Cass. 7 marzo 2005, n. 4877.
In tema di prova delegata, allorquando il giudice, delegando ad altro il compito di assumere una prova, fissa, con ordinanza che deve essere comunicata alle parti, il termine entro il quale la prova medesima deve essere assunta indicandolo in un determinato numero di giorni o di mesi, esso inizia a decorrere dalla data di comunicazione del provvedimento.
Cass. 18 luglio 2002, n. 10405.
In tema di assunzione dei mezzi di prova, il giudice delegato ai sensi dell’art. 203, c.p.c., essendo investito fino alla scadenza del termine fissato per l’assunzione dei poteri spettanti al giudice istruttore, è tenuto a pronunciarsi su tutte le questioni che sorgono durante il relativo espletamento: peraltro, una volta scaduto detto termine, il potere ritorna al giudice istruttore, che può anche revocare l’ordinanza, non impugnabile, con cui il giudice delegato abbia dichiarato la decadenza dalla prova.
Cass. 29 luglio 2004, n. 14349.
Nullità derivanti dalla violazione dell’art. 203
Nell’ipotesi in cui l’accertamento tecnico debba eseguirsi lontano dalla sede giudiziaria competente per la definizione della controversia, il giudice può delegare per la nomina del consulente tecnico il giudice del luogo in cui deve svolgersi il predetto accertamento, in analogia con quanto disposto dall’art. 203 c.p.c. per l’assunzione dei mezzi di prova fuori della circoscrizione del tribunale.
Cass. 11 aprile 2000, n. 4588; conforme Cass. 20 aprile 1962, n. 786.
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