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Timestamp: 2020-04-01 08:31:09+00:00

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Art. 601 codice di procedura penale - Atti preliminari al giudizio - Brocardi.it
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Articolo 601 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 601 Codice di procedura penale
1. Fuori dei casi previsti dall'articolo 591 (1), il presidente ordina senza ritardo la citazione dell'imputato appellante; ordina altresì la citazione dell'imputato non appellante se vi è appello del pubblico ministero, se ricorre alcuno dei casi previsti dall'articolo 587 o se l'appello è proposto per i soli interessi civili.
3. Il decreto di citazione per il giudizio di appello contiene i requisiti previsti dall'articolo 429 comma 1 lettere a), f), g) nonché l'indicazione del giudice competente. Il termine per comparire non può essere inferiore a venti giorni [174] (2).
(1) Il riferimento è ai casi di inammissibilità che, se constatati, vengono immediatamente dichiarati con decisione in camera di consiglio successivamente notificata alle parti.
(2) In caso di appello camerale si rimanda a quanto disposto dall'art. 595.
Se non si versa in ipotesi inammissibilità, si procede con i c.d. atti preliminari al giudizio.
Spiegazione dell'art. 601 Codice di procedura penale
Premesso che il giudice d'appello deve prima di tutto verificare che non sussistano elementi che conducano all'inammissibilità dell'appello (v. art. 591, tra cui rientra anche la rinuncia), il giudice ordina senza ritardo la citazione dell'imputato appellante, oppure dell'imputato non appellante qualora vi sia appello del pubblico ministero, vi siano le condizioni per estendere l'appello ai sensi dell'articolo 587, oppure ancora se l'appello sia stato proposto per i soli interessi civili.
Le parti eventuali vanno in ogni caso citate a comparire (responsabile civile, persona civilmente obbligata perla pena pecuniaria, parte civile), mentre la parte civile è citata anche quando l'appello proviene solo dall'imputato avverso una sentenza di proscioglimento (si ricordi che l'imputato può appellare le sentenze di proscioglimento, tranne quelle relative a contravvenzioni punite con la sola pena dell'ammenda o con pena alternativa).
Vi sono chiaramente delle ipotesi in cui la citazione di una parte eventuale può rivelarsi inutile, come quando vi sia appello dell'imputato prosciolto per ottenere una sentenza più favorevole e non via appello incidentale del pubblico ministero, e pertanto sia assolutamente infruttuoso ed inutile che venga citata anche la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria.
Massime relative all'art. 601 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 9464/2018
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 9464 del 2 marzo 2018)
Cass. pen. n. 3366/2018
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3366 del 24 gennaio 2018)
Cass. pen. n. 58029/2017
In tema di appello, il decreto di citazione a giudizio dell'imputato, privo della menzione dell'impugnazione proposta dal pubblico ministero è affetto da nullità, che non può essere sanata dall'informazione di detta impugnazione data oralmente in udienza all'imputato medesimo ed al suo difensore con contestuale differimento della trattazione.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 58029 del 29 dicembre 2017)
Cass. pen. n. 13109/2017
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 13109 del 17 marzo 2017)
Cass. pen. n. 26507/2015
L'errata indicazione della data d'udienza per il giudizio d'appello, contenuta nell'avviso ex art. 601 cod. proc. pen. comunicato al difensore di fiducia, determinando un'incertezza sul giorno della comparizione, comporta la nullità del decreto stesso, ai sensi dell'art. 601, comma sesto, cod. proc. pen., in relazione all'art. 429, comma primo, lett. f), cod. proc. pen., a nulla rilevando che, nell'avviso comunicato all'imputato presso il medesimo difensore domiciliatario, la data sia stata esattamente indicata, trattandosi di nullità di ordine generale ed assoluta compresa tra quelle che riguardano il diritto di difesa dell'imputato, ai sensi dell'art. 178, lett. c), in relazione all'art. 179, comma primo, cod. proc. pen., posto che nel contrasto tra i due atti resta una incertezza sulla individuazione del giorno della effettiva comparizione. (In motivazione, la Corte ha precisato che l'avviso al difensore è un atto autonomo, diretto alla tempestiva informazione che lo stesso deve avere in ordine alla celebrazione del giudizio, per poter essere in grado di predisporre la difesa tecnica dell'imputato).
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 26507 del 24 giugno 2015)
Cass. pen. n. 7968/2014
L'omessa notificazione del decreto di citazione per il giudizio di appello al difensore di fiducia dell'imputato determina una nullità d'ordine generale insanabile, a nulla rilevando che la notifica sia stata effettuata al difensore d'ufficio, non potendo l'imputato essere privato del diritto di affidare la propria difesa alla persona che riscuota la sua fiducia e che abbia avuto la possibilità di prepararsi adeguatamente nel termine stabilito per la comparizione.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 7968 del 19 febbraio 2014)
Cass. pen. n. 43385/2013
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 43385 del 24 ottobre 2013)
Cass. pen. n. 40897/2012
In tema di giudizio di appello, la violazione del termine a comparire, stabilito in venti giorni dall'art. 601, comma terzo, cod. proc. pen., comporta una nullità di ordine generale a regime intermedio che, se non sanata ai sensi dell'art. 184 cod. proc. pen., impone al giudice la rinnovazione dell'atto, ex art. 185, a seguito della quale non è consentito integrare il termine originario insufficiente, occorrendo provvedere alla sua integrale rinnovazione, di modo che sia sempre garantito un termine libero di venti giorni con carattere consecutivo, trattandosi di termine previsto per garantire in modo adeguato l'intervento, l'assistenza e la rappresentanza dell'imputato.
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 40897 del 18 ottobre 2012)
Cass. pen. n. 24962/2011
Nella fase degli atti preliminari al giudizio d'appello, l'omessa notificazione al difensore del differimento di udienza, disposto dal presidente a causa di un concomitante impegno professionale, non determina la nullità del giudizio, quando risulti che il difensore ne sia comunque venuto a conoscenza. (Fattispecie in cui il difensore, dopo aver ottenuto il rinvio dell'udienza, aveva trasmesso via fax un'ulteriore istanza di rinvio, rigettata dal collegio).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 24962 del 21 giugno 2011)
Cass. pen. n. 8277/2010
È causa di nullità l'inesatta indicazione della data di udienza nel decreto di citazione (nella specie per il giudizio di appello), equivalendo ad omessa citazione.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 8277 del 3 marzo 2010)
Cass. pen. n. 26118/2003
Il termine minimo di venti giorni che deve intercorrere tra la notifica dell'avviso al difensore ed il giudizio di appello (art. 601, quinto comma, c.p.p.) va osservato solo con riguardo alla prima udienza. Per quelle successive, cui il procedimento venga eventualmente differito per impedimento dell'imputato o del difensore, il rinvio dell'art. 598 c.p.p. alle disposizioni concernenti il giudizio di primo grado comporta l'applicabilità della disciplina delineata attualmente all'art. 420 ter (e in precedenza all'art. 486) dello stesso codice, che non prevede alcun termine dilatorio per la nuova udienza da fissare in caso di impedimento degli interessati, lasciando alla discrezionalità del giudice l'individuazione della data utile ad assicurare un congruo intervallo tra le udienze.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 26118 del 18 giugno 2003)
Cass. pen. n. 11418/2003
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 11418 del 11 marzo 2003)
Cass. pen. n. 5367/2003
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 5367 del 4 febbraio 2003)
Cass. pen. n. 29821/2002
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 29821 del 27 luglio 2002)
La sentenza predibattimentale di proscioglimento non può essere pronunciata dal giudice di appello, atteso che l'art. 601 c.p.p. disciplina autonomamente la fase degli atti preliminari a tale giudizio rispetto a quella del giudizio di primo grado e non richiama la facoltà prevista dall'art. 469 c.p.p. secondo cui il giudice, in camera di consiglio e su accordo delle parti, può pronunciare sentenza di proscioglimento prima del dibattimento di primo grado. (La Corte di cassazione in applicazione di tale principio, ha annullato con rinvio la sentenza della corte di appello che, pronunciata de plano in camera di consiglio, in riforma della sentenza di primo grado di assoluzione perché il fatto non sussiste, dichiarava non doversi procedere perché i reati erano estinti per prescrizione).
Cass. pen. n. 11614/2000
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 11614 del 13 novembre 2000)
Cass. pen. n. 2519/2000
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 2519 del 25 settembre 2000)
Cass. pen. n. 9254/2000
In applicazione del principio dell'immanenza della costituzione di parte civile, sancito dall'art. 76, comma 2, c.p.p., ed avuto anche riguardo alla ratio dell'art. 601, comma 4, c.p.p., nella parte in cui prevede la citazione della parte civile «in ogni caso», ivi compreso addirittura quello che l'appello sia stato proposto dal «solo imputato contro una sentenza di proscioglimento», deve ritenersi che, pur quando la sentenza di assoluzione sia stata annullata su ricorso del solo pubblico ministero, il giudice di rinvio, nell'affermare la penale responsabilità dell'imputato, debba anche statuire sulle pretese risarcitorie della parte civile, non potendosi dire che sussista, in danno di quest'ultima, una preclusione derivante da giudicato parziale.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 9254 del 25 agosto 2000)
Cass. pen. n. 761/2000
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 761 del 20 gennaio 2000)
Cass. pen. n. 13265/1999
Qualora il giudice alla data fissata accerti un impedimento dell'imputato o del difensore e di conseguenza sospenda o rinvii il dibattimento, fissando altra udienza e disponendo nuova citazione, non occorre, allorché originariamente sia stato osservato il termine minimo di comparizione, accordarne uno nuovo di pari durata: invero, poiché il diritto di difesa è stato già pienamente garantito, un'ulteriore dilazione non troverebbe alcuna giustificazione, non solo sotto un profilo strettamente normativo, ma neppure su un piano logico.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 13265 del 17 novembre 1999)
Cass. pen. n. 9553/1998
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 9553 del 28 agosto 1998)
Cass. pen. n. 7524/1994
Nell'ipotesi in cui l'imputato sia assistito da un difensore di ufficio in primo grado, l'avviso dell'udienza di appello deve essere, a pena di nullità, dato a quest'ultimo e non ad altro nominato anch'esso d'ufficio senza che la sostituzione sia giustificata. Le disposizioni di cui all'art. 97 c.p.p. infatti mirano da un lato a garantire l'osservanza dell'obbligo del difensore di ufficio di prestare il suo patrocinio, escludendo la possibilità dell'esonero se non nei casi specificamente indicati e dall'altro sono volte a rafforzare il ruolo ed a garantire la continuità della funzione.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 7524 del 2 luglio 1994)
Cass. pen. n. 9536/1993
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 9536 del 20 ottobre 1993)
Cass. pen. n. 1859/1993
Nel giudizio di appello riguardante la sentenza pronunziata a seguito di giudizio abbreviato, il richiamo alle forme del procedimento in camera di consiglio contenuto nell'art. 599, comma primo, c.p.p., non comporta alcuna deroga a quanto dispone l'art. 601, comma terzo, stesso codice in tema di termini di comparizione. Quest'ultima norma, per la sua collocazione e per il suo contenuto, disciplina in via generale gli atti preliminari al giudizio di appello e trova, quindi, applicazione anche nell'ipotesi di procedimento in camera di consiglio.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1859 del 26 febbraio 1993)

References: Articolo 601

Articolo 601
 art. 591
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 art. 601
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 art. 185
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