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Timestamp: 2018-01-17 13:08:48+00:00

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Campari annuncia i risultati del primo trimestre 2013
Contributo positivo della neo-acquisita Lascelles deMercado
Vendite: € 315,2 milioni (+12,9%, variazione organica -9,0%)
Margine di contribuzione: € 115,1 milioni (-1,6%, variazione organica -13,8%, 36,5% delle vendite)
EBITDA prima di oneri e proventi non ricorrenti: € 57,1 milioni (-20,0%, variazione organica -26,6%, 18,1% delle vendite)
EBIT prima di oneri e proventi non ricorrenti: € 47,6 milioni (-25,3%, variazione organica -23,3%, 15,1% delle vendite)
Utile netto del Gruppo prima delle imposte: € 39,4 milioni (-25,4%
Debito finanziario netto: € 914,1 milioni al 31 marzo 2013 (€ 869,7 milioni al 31 dicembre 2012)
Milano, 13 maggio 2013 - Il Consiglio di Amministrazione di Davide Campari-Milano S.p.A. (Reuters CPRI.MI - Bloomberg CPR IM) ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2013.
Bob Kunze-Concewitz, Chief Executive Officer: ‘Come anticipato, i risultati del primo trimestre 2013, tradizionalmente un periodo di bassa stagionalità, sono stati deboli, principalmente a causa della contingente riduzione delle scorte attuata dai distributori in Italia a seguito dell’introduzione di disposizioni legislative restrittive in termini di pagamento (cosiddetto articolo 62). Questo fenomeno ha, tra l’altro, determinato un significativo deterioramento del sales mix e ulteriormente amplificato l’impatto negativo della debolezza dei consumi locali. Per contro, abbiamo conseguito risultati molto positivi nell’area delle Americhe, grazie al perdurare del trend positivo negli Stati Uniti e al miglioramento in America Latina, e nell’Est Europa (in particolare in Russia). Questi risultati hanno compensato la persistente debolezza in Germania, accentuata da condizioni metereologiche molto sfavorevoli, e una contrazione in Australia. Inoltre, le attività di integrazione e sviluppo del business di Lascelles deMercado, che stanno procedendo in linea con quanto pianificato, sono state contrassegnate dalla transizione del business internazionale alla rete distributiva del Gruppo. Guardando al futuro, le aspettative per l’anno in corso rimangono immutate. In particolare, ci aspettiamo che l’evoluzione dei trend di consumo e la potenziale persistenza di condizioni metereologiche sfavorevoli in Italia e in altri mercati europei costituiscano le principali sfide alla nostra capacità di recuperare il calo delle vendite del primo trimestre nel corso della restante parte dell’anno.’.
RISULTATI CONSOLIDATI DEL PRIMO TRIMESTRE AL 31 MARZO 2013
1 gennaio- 31 marzo 2013 € milioni 1 gennaio- 31 marzo 2012 € milioni Variazione totale Variazionea cambi costanti
315,2 279,3 12,90% 14,50%
Margine di contribuzione(1)
115,1 117 -1,60% -0,50%
57,1 71,4 -20,00% -19,60%
61 70,1 -13,00% -12,60%
47,6 63,8 -25,30% -25,10%
51,5 62,4 -17,60% -17,40%
39,4 52,8 -25,40% -
Nel primo trimestre 2013 le vendite del Gruppo sono state pari a € 315,2 milioni, in crescita del +12,9%, di cui -9,0% attribuibile alla variazione organica (€ 25,0 milioni in termini assoluti), -1,6% all’effetto cambi negativo e +23,4% all’effetto perimetro positivo, in gran parte dovuto all’acquisizione di Lascelles deMercado&Co. Ltd. (‘LdM’).
Occorre notare che, come anticipato, la variazione organica negativa del Gruppo è principalmente attribuibile al venir meno della cosiddetta ‘scorta estiva’ in Italia (attività commerciale normalmente pianificata nei primi mesi dell’anno in funzione del picco stagionale estivo dei consumi) conseguentemente all’applicazione del cosiddetto articolo 621 (che introduce restrizioni in termini di dilazioni di pagamento concedibili alla clientela). L’impatto, di natura tecnica e derivante dalla contingente attività di destoccaggio da parte dei distributori, è quantificabile in circa € 25 milioni sulle vendite del Gruppo nel primo trimestre del 2013. Questa circostanza ha determinato un significativo deterioramento del sales mix, e, conseguentemente, un impatto negativo sulla marginalità. Inoltre, il primo consolidamento del nuovo business LdM, sebbene in linea con le attese in termini sia di valori assoluti sia di profittabilità, ha generato un’ulteriore diluizione dei margini del Gruppo dovuta all’elevata concentrazione, nel primo trimestre dell’anno, delle attività non strategiche a bassa marginalità (divisioni zucchero e merchandise) rispetto al business spirit e wine, che, nello stesso periodo, mostra invece bassa stagionalità.
Il margine lordo è stato € 160,4 milioni, in calo del -0,8% e pari al 50,9% delle vendite.
Le spese per pubblicità e promozioni sono state € 45,3 milioni, in crescita del +1,2%, pari al 14,4% delle vendite oppure al 15,7% delle vendite escludendo LdM (16,0% delle vendite nel primo trimestre 2012).
Il margine di contribuzione, ovvero il margine lordo dopo le spese per pubblicità e promozioni, è stato € 115,1 milioni, in calo del -1,6% (-13,8% variazione organica) e pari al 36,5% delle vendite.
I costi di struttura, ovvero i costi delle organizzazioni commerciali e i costi generali e amministrativi, in crescita del +26,9%, sono stati pari al 21,4% delle vendite, riflettendo principalmente il consolidamento di LdM.
L’EBITDA prima di proventi e oneri non ricorrenti è stato € 57,1 milioni, in calo del -20,0% (€ 14,3 milioni in termini assoluti) (-26,6% variazione organica) e pari al 18,1% delle vendite.
L’EBITDA è stato € 61,0 milioni, in contrazione del -13,0% (€ 9,2 milioni in termini assoluti) e pari al 19,3% delle vendite.
L’EBIT prima di oneri e proventi non ricorrenti è stato € 47,6 milioni, in calo del -25,3% (€ 16,1 milioni in termini assoluti) (-23,3% variazione organica) e pari al 15,1% delle vendite.
L’EBIT è stato € 51,5 milioni, in calo del -17,6% (€ 11,0 milioni in termini assoluti) e pari al 16,3% delle vendite.
L’utile del Gruppo prima delle imposte è stato di € 39,4 milioni, in calo del -25,4% (€ 13,4 milioni in termini assoluti).
Al 31 marzo 2013 l’indebitamento finanziario netto è pari a € 914,1 milioni (€ 869,7 milioni al 31 dicembre 2012.
VENDITE CONSOLIDATE DEL PRIMO TRIMESTRE 2013 AL 31 MARZO
Le vendite nell’area Americhe, pari al 45,1% delle vendite totali, hanno registrato una crescita complessiva del +66,7%, determinata da una variazione organica positiva del +10,8%, ottenuta grazie a una crescita sostenuta in tutti i mercati, un effetto perimetro del +60,2%, grazie a LdM, e un effetto cambi negativo del -4,4%. Le vendite sul mercato USA, pari al 19,6% del totale, hanno registrato una crescita organica del +7,6%, grazie alla crescita a doppia cifra della franchise Wild Turkey e al perdurare del buon andamento della franchise SKYY e di Espolón, Cabo Wabo e Campari. Le vendite hanno inoltre registrato una variazione di perimetro del +0,4% (determinato da LdM) e dei cambi del -0,7%. In Brasile, le vendite (pari al 4,0% del totale) hanno registrato una performance organica positiva del +22,4%, grazie all’accelerazione dei brand premium (SKYY, Campari e Sagatiba) e al parziale recupero dei brand locali (Dreher, Old Eight e Drury’s), e anche grazie al confronto favorevole con il primo trimestre 2012. Le vendite nel resto delle Americhe (pari al 21,5% del totale) hanno registrato una crescita organica del +14,0%, principalmente guidata dalla buona performance in Argentina (Cinzano, Old Smuggler e Campari). Inoltre, le vendite nel resto delle Americhe hanno registrato un effetto perimetro del +320,4%, determinato dal consolidamento di LdM (con conseguente peso della Giamaica salito al 14,8% del totale Gruppo nel primo trimestre 2013) e un effetto cambi negativo del -9,9%.
Le vendite sul mercato italiano, pari al 23,8% del totale, hanno registrato una variazione totale del -26,2%, attribuibile a una performance organica negativa del -26,3% e a una variazione di perimetro del +0,1%. L’andamento di questo mercato è stato principalmente dovuto, come sopra descritto, all’effetto, largamente atteso, del destoccaggio conseguentemente all’introduzione del cosidetto articolo 62, che ha ulteriormente amplificato l’impatto negativo legato al deterioramento dei consumi in un contesto economico estremamente debole. La performance delle vendite in Italia depurata dall’effetto tecnico sopra descritto sarebbe stata negativa di pochi punti percentuali.
Con riferimento ai principali brand spirit, Campari, Campari Soda e SKYY Vodka hanno registrato un calo a doppia cifra. I vini hanno registrato un calo a causa della debolezza del canale ristorazione. I soft drink sono stati fortemente penalizzati dalla sopracitata riduzione delle scorte, così come dal generale calo dei consumi nel canale dei bar tradizionali.
Le vendite nel resto d’Europa, pari al 19,2% del totale, hanno segnato un calo del -2,8%, determinato da una performance organica negativa del -8,8%, una variazione di perimetro positiva del +6,5%, grazie al recente accordo di distribuzione in Germania e al consolidamento di LdM, e un effetto cambi negativo del -0,5%. La performance organica in Europa è il risultato della continua debolezza di Aperol e Cinzano sparkling wine in Germania, accentuata da condizioni metereologiche molto sfavorevoli. Al contrario, le vendite in Russia hanno registrato una robusta crescita (+52,9%), con un andamento molto favorevole per i brand Cinzano e Mondoro. Gli altri paesi europei hanno registrato risultati divergenti tra loro: le crescite conseguite in Austria e Svizzera sono stati più che compensati da un calo in Francia, Spagna e Grecia.
L’area resto del mondo (che include anche il canale duty free), pari al 11,9% del totale, ha registrato una variazione complessiva del +24,5%, determinata da una variazione organica negativa del -6,9%, da un negativo effetto dei cambi del -1,5% e da un effetto perimetro positivo del +32.9%, grazie a LdM. La variazione organica negativa è stata determinata da un calo nelle vendite della franchise Wild Turkey e di Riccadonna sparkling wine, dovuto a un difficile confronto con il primo trimestre 2012 (+41,7%) e all’aumentata pressione competitiva nelle categorie bourbon e ready-to-drink in Australia. Uno sviluppo positivo è stato registrato in altri importanti mercati, quali Cina, Nigeria e duty free.
In termini di risultati per i brand più importanti, in merito agli spirit, che rappresentano il 71,1% del totale, Il brand Campari ha registrato un calo del -12,4% a cambi costanti per effetto della debolezza in Italia, dovuta all’introduzione del cosiddetto articolo 62, in parte controbilanciata da una buona performance in Brasile e dalla continua crescita nei mercati internazionali (in particolare in Stati Uniti, Argentina e Nigeria). Aperol ha registrato una variazione organica del -15,3%, a causa della persistente debolezza in Germania, accentuata da condizioni metereologiche molto sfavorevoli, in parte controbilanciata da una performance positiva in Italia (nonostante il de stoccaggio) e in altri mercati internazionali. La crescita organica di Aperol esclusa la Germania è stata +4,8%. Le vendite di SKYY sono incrementate del +1,9% a livello organico, sostenute da una crescita negli Stati Uniti, grazie al successo della gamma Infusion e al trend positivo di SKYY core. Inoltre, SKYY ha registrato una buona crescita nei principali mercati internazionali, in particolare in Brasile. La franchise Wild Turkey ha registrato una variazione organica complessiva del -0,3%, a causa dell’effetto combinato, da un lato, di una forte crescita negli Stati Uniti e di una contrazione in Australia e Giappone, e, dall’altro, di un difficile confronto con il primo trimestre 2012 (+24,0%). Le tequile hanno registrato un trend in forte crescita (+35,3%), grazie al contributo di Espolón e Cabo Wabo nel mercato chiave degli Stati Uniti. Campari Soda ha registrato una variazione negativa del -28,3%, per effetto del cosiddetto articolo 62, della debole congiuntura economica e dell’andamento debole del canale bar e del canale moderno in Italia. I brand brasiliani hanno registrato una variazione organica positiva del +15,9%, evidenziando una recupero nel primo trimestre del 2013, grazie anche ad un favorevole confronto con il primo trimestre 2012. GlenGrant ha registrato una variazione organica negativa del -11,8%, in quanto la crescite in Germania, Giappone e nel canale duty free non hanno compensato la performance molto debole in Italia.
In merito agli wine, che rappresentano il 13,1% del totale, Il vermouth Cinzano ha registrato una crescita del +7,8% a cambi costanti grazie a un andamento positivo in Russia, Germania e Argentina. Gli spumanti Cinzano hanno registrato una variazione organica negativa del -10,5%, per effetto della forte crescita in Russia che non ha compensato la debolezza in Germania e Italia. Gli altri spumanti (Riccadonna, Odessa e Mondoro) hanno registrato complessivamente una crescita organica del +49,9% grazie alla performance sostenuta di Mondoro in Russia. Gli still wine (principalmente Sella&Mosca, Enrico Serafino e Teruzzi&Puthod) hanno registrato una performance organica negativa a causa della debolezza del canale ristorazione in Italia.
Per i soft drink, che rappresentano il 5,3% del totale, Crodino ha registrato un calo del -45,0% per effetto della riduzione delle scorte legata al cosiddetto articolo 62, della debole congiuntura economica e dell’andamento debole dei consumi.
Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Davide Campari-Milano S.p.A., Paolo Marchesini, attesta - ai sensi dell’articolo 154-bis, 2° comma, D. Lgs. 58/1998 - che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.
Alle ore 14,30 (CET) di oggi, lunedì 13 maggio 2013, si terrà una conference call durante la quale il management di Campari presenterà i risultati del primo trimestre 2013. Per partecipare alla conference call sarà sufficiente comporre uno dei seguenti numeri:
Una registrazione della conference call sarà disponibile da lunedì 13 maggio 2013 a lunedì 20 maggio 2013 chiamando i seguenti numeri:
(codice di accesso: 792#)
1 L’articolo 62 della Legge 27 del 24 marzo 2012, in vigore dal 24 ottobre 2012, ha introdotto, per le società operanti nel settore alimentare, delle restrizioni in termini di limiti alle dilazioni di pagamento concedibili alla clientela (60 giorni per i prodotti non deperibili e 30 giorni per i prodotti deperibili).

References: articolo 62
 articolo 621
 articolo 62
 articolo 62
 articolo 62
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