Source: http://disegnodilegge405.blogspot.com/2014/04/
Timestamp: 2018-07-19 11:16:21+00:00

Document:
disegnodilegge405@gmail.com: aprile 2014
Vittoria, intervistata da Marco Benanti, spiega come i documenti al maschile siano un ostacolo nella vita di tutti i giorni: quando incontra le forze dell'ordine, all'università, nel tempo libero.
Etichette: documenti, Testimonianze
Mi chiamo Elena, sono una ragazza di 24 anni, bisessuale/pansessuale e la mia identità di genere corrisponde al mio sesso biologico, io non sento affatto, per questo o per altri motivi , un distacco, una distanza, con chi si trova a vivere una disforia di genere, piuttosto, una vicinanza, voglia di provare a comprendere. Vorrei che la gente venisse mossa da una sensazione interiore, che spinge forte, in base alla certezza che, questa è una di quelle cose che riguarda tutti noi, a prescindere dall'orientamento sessuale, dal sesso biologico e dall'identità di genere. Si tratta di riconoscere diritti, necessari, per permettere ad altri esseri umani di smettere di sopravvivere e di cominciare finalmente a vivere. Provando, quantomeno ingenuamente, a mettersi nei panni dell'altr*, sentire che qualcosa è necessario fare, sentire che qualcosa è necessario e urgente cambiare. Ho sempre sentito questa chiara "empatia", quando si parlava di disforia di genere, sentivo una spinta di comprensione, sentivo di essere di fronte a un disagio incomunicabile, che, però, mi arrivava forte e chiaro, e, mi stupisco sempre, quando mi rendo conto che non a tutti, purtroppo, arriva questa sensazione che non tutti sono in grado di tenere aperta la comunicazione con l'altr*, quel tipo di comunicazione che ti permette di tenere a mente che è importante accogliere le diversità, anche quando è difficile, faticoso e a volte, persino, doloroso farlo, si tratta di una crescita personale e collettiva, emotiva ed intellettuale, non si possono più permettere ingiustizie simili. Bisogna smettere di mutilare i bambini intersessuali per adattarli ad un binarismo di genere che non consente loro libertà di scelta, smettere di incanalare in stereotipi, preesistenti, l'identità dell'individuo, smettere di livellare e normalizzare tutte le personalità, per adattarle a una società che va cambiata, invece, in base alle necessità di ogni individuo, nel rispetto dell'altr*. Cambiare dati anagrafici come sesso e nome, sui documenti, accedere più facilmente ad un percorso di transizione, permette ad una persona trans* di sentire che la propria identità viene riconosciuta e rispettata. Agiamo contro ogni ingiustizia e preconcetto. Vorrei che cominciassimo a muoverci da subito! Possiamo farlo tutti, indistintamente. La strada è lunga, ma si può cominciare con una piccola firma. Battiamoci perchè possa finalmente essere un diritto sentirsi se stess* e scegliere liberamente per se. L'autodeterminazione è un diritto! (Elena)
La legge 164/82 fu una grande e faticosa conquista che all'epoca portò l'Italia all'avanguardia per il riconoscimento della situazione giuridica delle persone transessuali. Questa legge tuttavia ormai da molti anni non è più adeguata a garantire dignità, diritti ed eguaglianza nella vita sociale e nel lavoro e peraltro nulla dice rispetto a un necessario divieto di interventi mutilativi su neonati intersessuali. Riteniamo pertanto urgente che il DdL S 405 a firma del Senatore Lo Giudice, che soddisfa molte delle condizioni per le quali ci battiamo da anni, sia posto al piu' presto in discussione e rapidamente approvato (Associazione Radicale Certi Diritti)
cliccando "sostengono la petizione", sotto l'intestazione del blog, troverete la lista delle associazioni e collettivi che sostengono la nostra petizione. Sei socio di un'associazione o fai parte di un collettivo? Scrivi a disegnodilegge405@gmail.com per aggiungerti alla lista!
Milena e Christian, volti della campagna "un altro genere è possibile*" parlano della condizione transessuale a radio città del capo.
"Milena all’anagrafe è registrata come Francesco, Cristian come Beatrice. Per lo Stato e la burocrazia italiana sono incasellati in un “sesso” in cui non si riconoscono più, con tutto quello che ne consegue. “Dobbiamo costantemente giustificare la nostra condizione – spiega Cristian – addirittura una volta ho rischiato di essere portato in questura perché il carabiniere che mi aveva fermato non credeva alle mie spiegazioni. Sono stato costretto a farmi scrivere una lettera dalla psicologa per dimostrare il mio percorso di transizione”. Racconta Milena: “Sono sei anni che nella società mi presento come Milena e ho già raggiunto il mio equilibrio e benessere psico fisico, eppure con la legge attuale non posso ottenere il cambio di sesso anagrafico perché non voglio sottopormi ad un’intervento chirurgico di demolizione.
Aspettando una nuova legge Milena ha avviato una causa presso il Tribunale di Modena* per ottenere una sentenza che autorizzi il cambiamento di nome e sesso senza il passaggio dalla sala operatoria.
Mi permetto di aggiungere alle parole di Milena e Christian che il disegno di legge 405 permetterebbe di superare questa "idea" dell'equilibrio psico - fisico come punto da raggiungere per il cambio anagrafico, oltre che eliminare l'obbligo di interventi mutilanti e sterilizzanti. Spesso la discrepanza tra l'identità vissuta e quella scritta sui documenti è il motivo per cui non si trova lavoro, si viene esclusi o autoesclusi dalla vita sociale o si abbandonano gli studi. Noi non vogliamo sentenze con su scritto che abbiamo raggiunto un adeguato equilibrio, quindi possiamo cambiare generalità. Noi vogliamo poter scegliere autonomamente quando presentarci socialmente e a pieno titolo con la nuova identità, senza giudizio alcuno. AUTODETERMINARSI nella propria identità è un elemento fondamentale per la propria sicurezza e per la propria tranquillità, che non può che contribuire in modo importante al raggiungimento di un adeguato equilibrio psico - fisico. Come può un fattore che determina l'equilibrio essere concesso solo ad equilibrio raggiunto?
Etichette: storie, tribunali
Laura ha firmato la petizione, e tu?
Firma ora! http://goo.gl/BFjLxD
Etichette: documenti, ho firmato perché, lavoro, Testimonianze, transessualità
solo una coperta a riparare il corpo e le grida mute negli occhi umiliati della paziente
Dal giornale online 21° secolo:
Migliorano le condizioni di salute di Pina, la persona trans ricoverata al San Giovanni Bosco di Napoli per un ictus, lo hanno appena annunciato i medici che la seguono. Dovrà ancora superare un lungo periodo di riabilitazione e per questo verrà a giorni spostata in una struttura adeguata. [..] Pina, ricoverata in una reparto maschile e già negata nella sua identità di genere per un documento non conforme a essa, paralizzata, non del tutto cosciente e non in grado di parlare, veniva completamente denudata davanti a quattro uomini presenti nella stanza. Un’immagine ancora impressa nella mente di chi si è occupata di denunciare immediatamente l’accaduto, dopo aver fatto da paravento con una coperta per riparare il corpo e le grida mute negli occhi umiliati della paziente. Una foto lanciata in web e la notizia fa il giro d’Italia diventando un caso politico: il Deputato di SEL Alessandro Zan chiede un’interrogazione ministeriale.
Sono indispensabili dunque azioni per la corretta interpretazione della L. 164, nell’attesa di una nuova e attesissima legge che invece garantirebbe a tutti l’autodeterminazione non violenta e rispettosa dei diritti della persona, e cioè la possibilità di potersi identificare secondo le proprie necessità senza l’obbligo dell’intervento e secondo procedure semplificate, con ricorso al prefetto e non più al giudice. Una legge che risponderebbe alla necessità crescente e non minore, rispetto a chi decide per un percorso chirurgico consapevole delle persone trans.
Anche per questo vi invito a firmare la petizione che ho lanciato: http://goo.gl/BFjLxD
Barbara X, scrittrice* parla di omotransfobia in un'interessante intervista. Barbara vive grazie ai suoi libri, che vi invito a leggere. In una società che fatica a dare lavoro a persone come noi, non ci resta che la determinazione a farci resistere convivendo e contrastando la società che ci vorrebbe ai margini.
Le leggi dello stato dovrebbero servire anche a cambiare la società, a renderla inclusiva e ad abbracciare tutte le diversità. Anche per questo vi invito a firmare la petizione che ho lanciato: http://goo.gl/BFjLxD
* E' un'idea che ho avuto nell'estate del 2011, per aiutarmi, e sono riuscita a realizzare queste cinque autoproduzioni raccogliendo il materiale ideato e composto nell'arco di più di mezza vita. I DIY RESISTANCE (do it yourself resistance) sono la materializzazione di un'utopia. Significano scrivere senza essere soggetti ad alcuna legge. I DIY RESISTANCE sono i libri fuori dal mercato, i miei libri, sono letteratura veramente libera e antagonista, autoprodotta e autogestita, che rifugge per ovvie ragioni l’ignominia autoritaria dell’industria culturale. Le pagine dei DIY RESISTANCE sono in carta ecologica riciclata al 100% e sbiancata senza cloro.
Alexia: supporto per i genitori di neonati intersex
Non è solo uno scandalo chiedere alle persone di adeguarsi entro un rigorosissimo bimorfismo sessuale coercitivo, è anche vergognoso che per quanto riguarda le situazioni di intersessualità, all'interno delle strutture ospedaliere, non si trovino figure adeguate a supportare psicologicamente dei genitori fondamentalmente impreparati (Alexia).
Purtroppo quel che dice Alexia è una realtà: I medici sono spesso impreparati a gestire i bambini (e gli adulti) con condizioni di intersessualità. Usano parole come patologia, deviazione, problema. Mettono i genitori in stato d'allarme con parole come decidere, intervenire, correggere. Non esistono figure formate, che possano assistere i genitori, che possano sostenerli, che possano aiutarli.
Il ddl405 prevede lo stop alle chirurgie correttive su neonati nati con condizioni di intersessualità, ma prevede anche formazione per il personale sanitario: i genitori hanno il diritto di proteggere i propri figli, hanno il diritto di essere informati ed aiutati per poterlo fare nel migliore dei modi.
Etichette: ho firmato perché, intersessualità
Quel che racconta Andrea è il quotidiano di tutte le persone transessuali. Andrea è molto positivo quando parla di due anni per poter cambiare i documenti, in realtà ne passano almeno 5 o 6: servono un'istanza per autorizzare il chirurgo ad operare, poi bisogna iscriversi ad una lista d'attesa per potersi sottoporre all'intervento (iscrizione possibile solo quando la sentenza è passata in giudicato!). Successivamente bisogna tornare dal giudice che deve controllare che l'operazione sia stata effettivamente eseguita e, solo a quel punto, il giudice dispone il cambio di documenti, cosa che poi dipende dai tempi della pubblica amministrazione (c'è chi ha dovuto aspettare anche più di un anno tra la seconda sentenza e il cambio effettivo dei documenti).
Le sentenze senza l'operazione chirurgica di sterilizzazione che cita Andrea, ad oggi, sono almeno 5. Ma in ognuna di esse è sottolineata l'impossibilità di procreare dovuta alla terapia ormonale (vedi Scambieresti i tuoi documenti con la possibilità di procreare?)
Il ddl405 decreterebbe la possibilità di cambiare i dati anagrafici con un rapido procedimento amministrativo, indipendente da qualsiasi sentenza ed intervento chirurgico. Firma la petizione http://goo.gl/BFjLxD
Pubblicato da Unknown a 02:18 1 commento:
UniCT, bilancio a fine campagna di sensibilizzazione
Vittoria ha concluso il suo tour nell'università catanese per sensibilizzare chi frequenta l'ateneo riguardo la nostra campagna. In questo video e nell'intervista che segue ci racconta come è andata.
Meglio omofobi che progressisti. Questo, in estrema sintesi, il ritratto degli universitari intervistati su questioni relative all’orientamento sessuale e l’identità di genere. A condurre il sondaggio Vittoria, giovane studentessa e attivista per i diritti transgender. «Non è cattiveria, ma sono ignoranti». Una condizione che, purtroppo, porta ad aspetti da non sottovalutare: «La violenza nasce dall’ignoranza»
«Gli adulti mi sono sembrati più aperti, mentre ho trovato un’arretratezza incredibile nelle opinioni dei ragazzi. Un paradosso». Vittoria, studentessa laureanda del dipartimento di Studi umanistici etneo e attivista per i diritti transgender, sta conducendo in queste settimane una campagna di sensibilizzazione per sostenere la possibilità di modificare le informazioni sui documenti ufficiali. Nel suo tour tra i dipartimenti etnei – per il momento ha visitato quelli del centro, la prossima settimana toccherà alla Cittadella – ha intervistato circa cento studenti, chiedendo le definizioni di orientamento sessuale e identità di genere. «Solo un ragazzo, di Economia, ha risposto correttamente. Molti non sapevano nemmeno di cosa stessimo parlando», racconta.
Quelle fornite dai giovani dell’ateneo catanese sono risposte «bigotte», che sembrano mostrare confusione in questioni affrontate a volte con cipiglio da moralizzatori. «Ho chiesto a un ragazzo se fosse favorevole al matrimonio gay e mi ha risposto di essere contrario perché la Chiesa non lo permette. Per provocarlo, gli ho chiesto se faccia sesso». Alla risposta affermativa, con conferma di relativo uso di contraccettivi, la spiegazione riportata da Vittoria lascia perplessi. «Mi ha detto: “So che non posso resistere, ma poi me ne pento”».
Dopo la sua campagna, alcuni degli studenti che avevano promesso di firmare la petizione online lanciata dalla toscana Michela Angelini hanno in effetti mantenuto il proposito. Nel suo sondaggio – condotto a titolo personale, ma sostenuto dal gruppo Queer as Unict e da Arcigay Catania - la studentessa ha sentito il parere anche di docenti e di persone al di fuori del mondo accademico. E molto spesso le loro posizioni sono sembrate meno rigide di quelle dei più giovani. Assieme alla petizione relativa ai documenti, la studentessa porta avanti una proposta per un doppio libretto universitario, uno con nome e genere anagrafici e l’altro modificato. «Qualcuno mi ha anche domandato per quale motivo chiedessi dei privilegi non concessi agli etero», racconta Vittoria ancora infastidita. «Non è cattiveria – analizza – ma sono ignoranti». Una condizione che, purtroppo, porta ad aspetti da non sottovalutare. «La violenza nasce dall’ignoranza».
Un tema talmente naturale, quello relativo alla sessualità, che dovrebbe essere maggiormente conosciuto, spiega la studentessa che proprio tra i suoi colleghi pensava di trovare più apertura. «Si avvicinano timorosi, hanno paura di essere giudicati, temono il giudizio degli altri». Meglio passare per omofobi che per progressisti, dunque. «Ma bisogna essere aperti a tutti i diritti umani», conclude Vittoria con un sospiro non di rassegnazione.
Etichette: dicono di noi, Testimonianze, transessualità
Isabella: vogliamo una vita serena, libera e realizzata
Ho firmato perché:
Che nessuno sia discriminato!
La testimonianza diretta e toccante di Michela Angelini rivela degli aspetti che investono tutta l'esistenza di una persona. Siamo esseri umani, tutti indistintamente, e vogliamo una vita serena, libera e realizzata. Per questo diritto imprescindibile firmo la petizione. (Isabella)
L'idea di far partire questa petizione è nata proprio dopo la messa in onda della puntata de "i dieci comandamenti" che ha parlato di noi e di percorso di transizione in modo estremamente facile e comprensibile, al punto che non c'è stata una voce in dissenso, né riportata a noi nésui canali rai dove si poteva commentare la puntata, che volesse criticare qualcosa. Mi sono detta: la gente è più avanti della politica, è la politica che deve cambiare e tutti devono poterlo urlare. Così l'idea di questa petizione, ogni firma arriva a decine di parlamentari, alcuni dei quali hanno speso parole a favore di questa pdl durante la campagna elettorale, alcune di loro deputate per ruolo istituzionale a doversi esprimere per far si che questo ddl arrivi in discussione.
Dobbiamo farci sentire! Fate video, intervistate gente, fate un selfie con un bel cartello che dica cosa ne pensate: mettiamoci la faccia! inviate il materiale a disegnodilegge405@gmail.com e lo pubblicheremo sul sito!
perché ho dovuto fare il percorso di transizione come tanti, con avvocato e richieste di autorizzazione su questioni di cui il giudice non sapeva NULLA.
Come vi sentireste ad essere giudicati da qualcuno che non ha mai letto di casi simili sui libri, non ha mai visto una sentenza come quella che dovrebbe scrivervi e, magari, nella sua testa la persona transessuale è solo un cumulo di stereotipi negativi che, inevitabilmente, lo rendono transfobico?
Ad oggi nessun procedimento giudiziario ha avuto come esito un rifiuto in tutti i tre gradi di giudizio, però capita che i tempi si allunghino all'infinito, che servano ricorsi o che si debbano spendere cifre astronomiche solo per avere un nome che ci rappresenti su un pezzo di carta.
Per questo vogliamo che il giudice venga sostituito da un semplice procedimento amministrativo. A noi basta un timbro con una firma, al giudice serve capire e giudicare e, spesso, il peso della sua ignoranza in materia cade sulle nostre spalle.
Perché sono la mamma di un piccino con diversa differenziazione sessuale e credo nella autodeterminazione...
Sono felice, perché questa mamma ha preferito dare il potere di scegliere al bimbo, sono felice perché, anche grazie alla nostra campagna, questi genitori si sentiranno sempre meno soli
Segnalo a tutti e tutte che intersexioni ha attivo un punto informativo sulle questioni intersex/dsd, uno sportello virtuale di prima accoglienza tramite web o telefono e lavora per creare una rete di contatti tra persone direttamente interessate (intersex/dsd), loro familiari e amici, studiose/i, attivisti e operatori socio-sanitari.
la legge sul cambio di sesso deve dare un'alternativa di vita migliore, offrendo anche la possibilità di una conversione chirurgica se è essenziale per il benessere vitale del singolo individuo come sua libera scelta, non obbligando di fatto ad una automutilazione di Stato per ottenere un cambio a livello anagrafico. Una pratica burocratica non può essere associata d'obbligo ad una pratica chirurgica nelle modalità similari a quelle applicate dal partito Nazista in Germania all'epoca della Seconda Guerra Mondiale (Barbara)
*c'è solo un'altra comunità che condivide con noi una storia altrettanto triste: la comunità rom. Il regime nazista sosteneva che l'eccessivo meticciamento di questa popolazione (che era comunque ariana!) provocasse comportamenti antisociali e, in virtù di questo, doveva essere eliminata. La sterilizzazione forzata delle persone di etnia romanì è stata portata avanti (e viene ancor oggi perpetuata e riproposta) da più stati, al pari di quanto è successo e succede per la comunità transessuale.
Donna in un corpo da uomo lotto per la mia vera identità - La Sicilia
"La sofferenza quotidiana di Vittoria, in questo momento è quello di essere apostrofata al maschile dal docente che la chiama per l'esame, o l'imbarazzo alle Poste, al momento di ritirare una raccomandata o in qualunque luogo («e fate caso a quanto vi capita spesso», dice) sia necessario esibire un documento di riconoscimento. E c'è la vergogna di doversi mettere nella fila "sbagliata" quando si va a votare. «E quella di cercare un alloggio per studentesse e sentirsi rispondere che devi andare con i maschi».Insomma, l'imbarazzo di essere, al massimo, un «travestito». «Una volta - racconta - il poliziotto di una Volante mi ha fermato di proposito per commentare, dopo avere preteso i documenti, che "la sua estetica non combacia con il suo nome", minacciando di portarmi in Questura; un'altra volta, in centro, dei bulli mi dileggiavano e un vigile urbano poco lontano al quale ho chiesto aiuto, con un sorrisetto si è rifiutato di intervenire». Ma Vittoria va avanti. Ha cominciato un volantinaggio nella sua, come in altre facoltà per sensibilizzare chi incontra sulla petizione e ha intenzione di continuare la sua opera nelle strade del centro. «E mi sto accorgendo - dice - che le persone, fortunatamente, sono più avanti della politica che risulta ostile di fatto verso i transgender. Perché non sono mai stati trattati e approvati i disegni di legge per modificare quella normativa?».
Ma la sofferenza quotidiana di Vittoria, in questo momento è quello di essere apostrofata al maschile dal docente che la chiama per l'esame, o l'imbarazzo alle Poste, al momento di ritirare una raccomandata o in qualunque luogo («e fate caso a quanto vi capita spesso», dice) sia necessario esibire un documento di riconoscimento. E c'è la vergogna di doversi mettere nella fila "sbagliata" quando si va a votare. «E quella di cercare un alloggio per studentesse e sentirsi rispondere che devi andare con i maschi».
Insomma, l'imbarazzo di essere, al massimo, un «travestito». «Una volta - racconta - il poliziotto di una Volante mi ha fermato di proposito per commentare, dopo avere preteso i documenti, che "la sua estetica non combacia con il suo nome", minacciando di portarmi in Questura; un'altra volta, in centro, dei bulli mi dileggiavano e un vigile urbano poco lontano al quale ho chiesto aiuto, con un sorrisetto si è rifiutato di intervenire».
Ma Vittoria va avanti. Ha cominciato un volantinaggio nella sua, come in altre facoltà per sensibilizzare chi incontra sulla petizione e ha intenzione di continuare la sua opera nelle strade del centro. «E mi sto accorgendo - dice - che le persone, fortunatamente, sono più avanti della politica che risulta ostile di fatto verso i transgender. Perché non sono mai stati trattati e approvati i disegni di legge per modificare quella normativa?». - See more at: http://www.lasicilia.it/index.php?id=115818/sicilia/%ABdonna-in-un-corpo-da-uomo-lotto-per-la-mia-vera-identita%BB&template=lasiciliait#sthash.JV4rBfEA.dpuf
Oggi è il 32° compleanno della legge 164/82, ma non voglio festeggiare una legge che vorremmo vedere abrogata in favore di una migliore e al passo con i tempi.
Voglio celebrare un movimento trans che, pur di almeno 50 volte inferiore in numero a quello d'oggi, negli anni '80 riuscì a far rispettare a questo stesso stato quel che loro pretendevano: il riconoscimento come donne, perché a quei tempi ci si operava all'estero e in Italia si era fuori legge.
La 164, legge sanatoria, legge nata perché ormai era un dato di fatto che ci fossero donne nate maschio, operate, che non potevano più essere ignorate, ha risposto all'esigenza che delle donne transessuali manifestavano nel 1982 e ha permesso alle persone transessuali di inserirsi nella società.
La storia si ripete. Oggi ci sono anche gli uomini transessuali, per i quali l'intervento di RCS (rettifica chirurgica del sesso) è un terno al lotto (ma spesso lo è anche per le MtF). Ci sono almeno 5 persone che in Italia vivono senza essersi operate, ma che hanno già ottenuto il cambio anagrafico, c'è l'ordinanza n. 14329/2013, in cui la Corte di Cassazione ritiene sia sospetto di incostituzionalità l'automatico scioglimento del matrimonio quando uno dei due coniugi cambi sesso, oggi sappiamo che mutilare genitali di bambini nati con genitali atipici (intersessuali) significa plagiarli nell'anima. Oggi c'è il disegno di legge 405.
Oggi ci siamo noi, noi che urliamo NO ai tribunali e SI all'autodeterminazione.
Etichette: intersessualità, storie, transessualità
Würdest du deine Dokumente mit der Möglichkeit des Zeugens eintauschen?
Traduzione in tedesco del posti cambieresti i documenti con la possibilità di procreare?
Mit Urteil 412/2013 des Gerichts von Siena sind es nun vier transsexuelle Personen (MtF), welche die anagrafische Änderung ohne chirurgischen Eingriff erhalten haben. Beim römischen Gericht bereits im Jahr 1997, wo der Eingriff aufgrund der gesundheitlichen Situation des Anforderers ausgeschlossen wurde; weitere Fälle auch im Jahr 2011. So bekam auch eine Person im Jahr 2013 vor dem Gericht in Rovereto ihr Recht.
In einer Eskalation der "Aufrichtigkeit" finden wir in den oben genannten Urteilen folgende Aussagen:
"es werden die Auswirkungen der feminilisierenden Hormontherapie (vom Anfragenden seit 2003 ausgeführt) auf die Möglichkeit des Zeugens des männlichen Geschlechtsteils beschrieben, welche äussert reduziert sind." (Nr.5896/2011 Gericht Rom)
"seit 2009 praktiziert derselbe feminilisierende Hormontherapie, welche eine Änderung in seinem Aussehen bestimmt (und die Mögliche Nullstellung seines Befruchtungspotenzials)" (Nr. 194/2013 Gericht Rovereto)
"In Folge der Homonbehandlung ist die Fähigkeit des Zeugens, welche die Notwendigkeit eines anatomischen Eingriffs erfordert hätte, nicht mehr gegeben. So bestätigt vom technischen Beauftragten (CTU) des Gerichts" (Nr. 412/2013 Gericht Siena)
Gleichzeitig, in einem analogen Verfahren vor einem anderen Gericht ist eine Entscheidungsfindung im Stillstand, gerade wegen der Zweifel an der Irreversibilität des Zustands der Sterilität. Oblgeich es genügen würde einen Suchmotor zu befragen und um folgendes zu finden:
"The alterations concerned both the germ cells and the Sertoli cells. The germ cells appeared altered right from the 1st stages of spermatogenesis; spermatogonia and spermatocytes suffered notable alterations to both the cytoplasm and nucleus. Their morphology also appeared altered in that they were smaller and flattened when compared to controls. The spermatids had vacuolesed cytoplasm and they were often polynucleated with acrosomes in contact with 2 or more nuclei at the same time. This phenomenon leads one of think that there has been a change in meiosis with a consequent arrest of cytodieresis. The polynucleated spermatids are destined to total degeneration. The Sertoli cells for the most part showed extensive phagocytosis with regard to the germ cells which were degenerating. Some Sertoli cells, however, show considerable cytoplasmic alterations. Therefore the cyproterone acetate acts directly both on the Sertoli cells and germ cells and causes a blocking of the spermatogenic activity as seen by the scarce quantity of spermatozoa found in the lumen of the seminiferous tubules" (Link)."
Wir sind steril (oder sterilisiert, da das Medikament für die Transition unter jenen ist, die die größten Schäden im Hoden anrichten). Daran ist nichts zu ändern. Aber warum MÜSSEN WIR STERIL SEIN, DAMIT WIR DOKUMENTE BEKOMMEN?
Wir sind wahrscheinlich gleich steril, wie alle jene Personen, die dasselbe Medikament nehmen um die prostatische Hyperplasie zu reduzieren: dafür ist es erfunden worden... oder wie jene Personen, die sich Radiotherapie oder Chemiotherapie unterziehen.
Im Normalfall lassen sie uns bei Beginn der Therapie eine Bewilligung unterschreiben. Diese besagt "wisse, dass du wahrscheinlich steril wirst". In den anderen, oben genannten Fällen hingegen, wird die Möglichkeit hervorgehoben, daß Keimzellen beibehalten werden können. In der Praxis wird uns das aber nie gefragt, wisst ihr warum?
"Dank" Gesetz 40, über die medizinisch unterstützte Zeugung, dürfen unsere Keimzellen nach der anagrafischen Korrektur nicht mehr verwendet werden. Die obgenannten MtF hätten Samen aufbewahrt, wenn sie dann anagrafisch Frauen werden, dürfen diese Keimzellen nur mit einer anderen Person als männlichen Geschlechts verwendet werden, da die unterstützte Fortpflanzung für homosexuelle Paare nicht vorgesehen ist. Eine transsexuelle Frau in Beziehung mit einer biologischen Frau sind, sobald der anagrafische Wechsel stattgefunden hat, defacto ein homosexuelles Paar. Ja, nach dem anagrafischen Wechsel, das ist hervorzuheben. Vorher, solange die Dokumente noch auf "Mann" ausgestellt sind, könnte die hypothetische transsexuelle Frau noch den eigenen Samen im Zuge einer medizinisch unterstützten Fortpflanzung für die Partnerin verwenden, da auf gesetzlicher Ebene noch ein heterosexuelles Paar.
Gleicher Körper, anderes Dokument.
Wenn du das Dokument änderst, musst du, nebst der Möglichkeit einer Ehe, auch auf die Möglichkeit des Zeugens verzichten!
Wie viele transsexuelle Personen ist S. ein "genitore rainbow", ein Regenbogen-Elternteil, mit Kind aus vorhergehender heterosexueller Beziehung, und dies ungeachtet des transfobischen Systems dem wir ausgesetzt sind.
Unterschreibe die Petition! http://goo.gl/BFjLxD
Trans people forced to be sterilized across Europe Trans people forced to be sterilized across Europe
- Trans people forced to be sterilized across Europe - Council of Europe tells 29 member countries coerced sterilization of transgender people is a major human rights abuse, urges action
Thanks to Georg Grauzone for translation!
Con ordinanza n. 14329/2013, la Corte di Cassazione ha ritenuto che la legge n. 164 del 1982 sia sospetta di illegittimità costituzionale nella parte in cui prevedrebbe lo scioglimento automatico del matrimonio in caso di mutamento di sesso di uno dei coniugi. Il “divorzio imposto” ai coniugi contro la loro volontà configura «una compressione del tutto sproporzionata dei diritti della persona legati alla sfera relazionale intersoggettiva».
Etichette: documenti, il disegno di legge
Con questo comunicato oggi in Italia viene registrato il primo matrimonio gay:
"Il tribunale di Grosseto rileva che in presenza di una forma corretta, in mancanza di espressi impedimenti ed in mancanza di violazione dell’ordine pubblico internazionale, si impone nella specie la trascrizione del matrimonio come richiesto dall’articolo 65 della legge n. 218 del 1995, per cui “hanno effetto in Italia i provvedimenti stranieri relativi alla … esistenza di rapporti di famiglia di diritti … purché non siano contrarie all’ordine pubblico”, con la precisazione da parte del tribunale toscano che la trascrizione «non ha natura costitutiva ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido".
Giusto e dovuto. Nessuna norma lo vieta.. ai gay nati tali. Per noi Transessuali è diverso: attualmente una coppia nata come eterosessuale, in cui uno dei due coniugi cambia sesso viene sciolta anche contro il volere dei coniugi stessi. Per questo motivo ci sono persone transessuali che non richiedono il cambio anagrafico, perché significherebbe la fine dell'unione matrimoniale.
Il ddl405 cancellerebbe questa norma ingiusta. Perché è giusto che i matrimoni gay siano legalmente riconosciuti (e forse ci siamo!) ma anche che chi stava insieme da etero possa stare assieme da gay.

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