Source: http://quotidianoentilocali.ilsole24ore.com/art/edilizia-e-appalti/2015-07-30/i-casi-e-soluzioni-gli-enti-locali-111540.php?uuid=ABFgwdm
Timestamp: 2018-08-15 04:50:39+00:00

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Omessa indicazione di oneri per sicurezza
Se il bando di gara per gli appalti di forniture e servizi non lo prevede espressamente, l'omissione degli oneri per la sicurezza non comporta l'esclusione dalla gara.
Consiglio di Stato, sezione 3, sentenza 14 luglio 2015, n. 3517
La motivazione della sentenza ha precisato che l'indicazione degli oneri può avere un rilievo soltanto ai fini dell'eventuale anomalia del prezzo offerto, e il momento della valutazione di questi oneri è differito alla verifica della congruità dell'offerta nel suo complesso.
Esclusione e grave negligenza
È illegittima l'esclusione di una società se l'episodio di grave negligenza o malafede è avvenuto nel corso delle trattative e non nel momento dell'esecuzione dell'appalto. Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 21 luglio 2015, n. 3595
Dato il principio di tassatività delle cause di esclusione, stabilito dall'articolo 38, comma 1, lettera d) del Codice dei contratti pubblici, questa norma non può essere interpretata estensivamente, e non può ricomprendere fattispecie di comportamento che sono avvenute nella fase delle trattative.
Immediata impugnazione del bando
Il bando che contiene clausole che escludono dalla gara se mancano dei requisiti di partecipazione o che impongono oneri sproporzionati deve essere immediatamente impugnato.
Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 21 luglio 2015, n. 3611
La motivazione della sentenza ha esattamente precisato che le altre clausole potranno essere impugnate assieme alla graduatoria definitiva.
Revisione periodica e prezzi
I contratti a revisione periodica o continuativa devono contenere la clausola della revisione periodica del prezzo.
Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 21 luglio 2015, n. 3594
Questa regola, fissata nell'articolo 115 del Dlgs 163/2006, costituisce norma imperativa, che si impone anche se le parti non hanno stabilito nulla, e sostituisce l'eventuale diversa regolamentazione concordata tra le parti.
Subappalto e norme del subappaltatore
Se per poter partecipare alla gara il concorrente ha la necessità di ricorrere al subappalto, deve indicare il nome del subappaltatore.
Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 21 luglio 2015, n. 3615
La sentenza ha poi precisato che, oltre al nome, è necessario che siano forniti i necessari requisiti di qualificazione del subappaltatore.
Nelle gare per l'aggiudicazione di contratti pubblici, i requisiti generali e speciali di partecipazione devono essere posseduti dai concorrenti dalla data della richiesta di partecipare alla gara sino all'aggiudicazione definitiva e alla stipula del contratto.
Consiglio di Stato, adunanza plenaria, sentenza 20 luglio 2015, n. 8
La sentenza, nella sua ampia motivazione, ha precisato che questi requisiti generali e speciali devono essere presenti “per tutto il periodo dell'esecuzione”.
Offerta non conveniente
L'amministrazione appaltatrice ha il potere di non procedere all'aggiudicazione se l'offerta risulta non conveniente e non idonea per l'oggetto del contratto.
Tar Lombardia, Milano, sezione 1, sentenza 23 luglio 2015, n. 1802
L'articolo 81, comma 3 del Dlgs 163/2006 è stato interpretato nel senso che esso è applicabile anche se vi sono soltanto “alcune” tra le offerte che non si presentano idonee o convenienti.
Esclusione e piena conoscenza
La piena conoscenza dell'esclusione da una gara di appalto può essere acquisita con forme diverse dall'invio della formale comunicazione di cui all'articolo 79, comma 5 del Codice dei contratti pubblici.
Cons. Giustizia amm. Regione Siciliana, sentenza 21 luglio 2015, n. 565
I giudici hanno esattamente affermato che l'articolo 120, comma 5 del Codice del processo amministrativo non prevede forme di comunicazione “esclusiva” o “tassativa”.
Valutazione da parte di alcuni componenti della commissione
È legittimo l'operato di una Commissione di gara che ha attribuito la valutazione delle offerte tecniche ad alcuni suoi componenti, dotati di specifica competenza.
Consiglio di Stato, sezione 3, sentenza 23 luglio 2015, n. 3649
La sentenza ha precisato che il cosiddetto “principio di concentrazione e continuità” è solo tendenziale, e può essere derogato, mentre è importante che la decisione finale sia compiuta dalla Commissione nella sua interezza.
Locazione di immobili e diritto privato
Un'Asl, allorché reperisce locali da affittare per la propria attività istituzionale, agisce secondo le regole del diritto privato, anche se essa ha indetto una gara per l'individuazione di questi immobili.
Corte di Cassazione, sezione unite, 8 luglio 2015, n. 14185
Le controversie relative alla locazione, anche nella fase precontrattuale, riguardano diritti soggettivi, e spettano alla giurisdizione del Giudice ordinario.
Spese di demolizione
È illegittimo l'ordine del pagamento delle spese sostenute dal Comune per la demolizione di un manufatto abusivo, se non è stata richiesta e ottenuta la “valutazione tecnica economica” e l'approvazione della Giunta municipale.
Tar Campania, Napoli, sezione 6, sentenza 21 luglio 2015, n. 3854
La sentenza ha precisato che l'articolo 41 del Dpr 380/2001 (nel testo vigente al tempo dell'ordine di demolizione) risponde ad un'esigenza di trasparenza, contenuta nel principio che i provvedimenti delle autorità pubbliche devono essere adeguatamente motivati.
Permesso di costruire e pagamento tributi
È illegittimo e va disapplicato il regolamento edilizio comunale che subordina il rilascio del permesso di costruire alla regolarità del pagamento dei tributi comunali.
Tar Campania, Salerno, sezione 1, sentenza 22 luglio 2015, n. 1611
L'articolo 12, comma 1 del Dpr 380/2001 stabilisce che il permesso di costruire è rilasciato “in conformità alle previsioni degli strumenti edilizi e della disciplina urbanistico - edilizia vigente”, e questo regolamento edilizio comunale aveva inserito un presupposto che era al di fuori della materia dell'urbanistica e dell'edilizia.
I nterventi edilizi e nuova costruzione
Sono illegittime le norme dell'articolo 41, comma 1, della legge 9 agosto 2013, n. 98, che ha considerato come “nuova costruzione” l'installazione di “manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere (quali roulottes, camper, imbarcazioni utilizzati come abitazioni), anche se sono installati con temporaneo ancoraggio nel suolo all'interno di strutture ricettive all'aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta e il soggiorno dei turisti”.
Corte Costituzionale, sentenza 24 luglio 2015, n. 189
La Corte ha stabilito che l'articolo 41, comma 1 contiene “norme di dettaglio”, e ha sottratto alla legislazione regionale ogni “spazio”, limitando illegittimamente la competenza concorrente regionale in materia di governo del territorio.
Terreno e vincolo cimiteriale
L'occupazione illegittima di un terreno privato, sottoposto a vincolo cimiteriale (destinato alla costruzione di cappelle gentilizie e di loculi a colombaio), si riferisce a un terreno sottoposto ad assoluta inedificabilità.
Tar Basilicata, Potenza, sezione 1, sentenza 10 luglio 2015, n. 412
La sentenza ha poi esattamente precisato che, poiché il terreno è sottoposto ad assoluta inedificabilità, il suo valore ai fini del risarcimento è quello della “destinazione agricola”.
È illegittima la diffida, rivolta a una società proprietaria dell'area inquinata (ma non responsabile dell'inquinamento) affinché provveda a bonificarla.
Consiglio di Stato, sezione 6, sentenza 16 luglio 2015, n. 3544
La sentenza ha puntualizzato che gli interventi di bonifica sono a carico del responsabile dell'inquinamento, e se questi non è individuabile o non vi provvede, interviene la Pa, e le spese della bonifica sono a carico o del responsabile oppure del proprietario, nel “limite del valore di mercato dell'area, determinato dopo l'esecuzione di tali interventi”.
L'affidamento in concessione di parcheggi interrati è qualificabile come concessione di costruzione e gestione di un servizio pubblico.
Consiglio di Stato, sezione 5, sentenza 21 luglio 2015, n. 3631
La sentenza ha precisato nella motivazione che questi parcheggi aumentano la capacità di spazi per la sosta dei veicoli, e costituiscono quindi opere di pubblica utilità.
Chiusura per ragioni economiche
Sono illegittimi i provvedimenti di chiusura di due Uffici postali, giustificati con ragioni soltanto economiche, senza una comparazione degli interessi e senza aver tenuto conto della conformazione orografica del Comune.
Tar Friuli Venezia Giulia, sezione 1, sentenza 15 luglio 2015, n. 332
La sentenza ha esattamente affermato che era necessaria una congrua motivazione e che non era sufficiente il mero richiamo a disposizioni legislative che, per la loro genericità, non potevano tenere conto di diverse e specifiche situazioni di fatto.
Per ritardo del concorso
È inaccoglibile la domanda di risarcimento proposta dal vincitore di un concorso interno per la copertura di posti di Dirigente, per il ritardo con il quale il concorso era stato bandito e per la perdita di “chance” della sua progressione in carriera.
Tar Sicilia, Palermo, sezione 3, sentenza 10 luglio 2015, n. 1687
Nel caso di specie, il bando di concorso era stato annullato perché basato su una norma che non poteva essere applicata, e tale fatto ha interrotto il cosiddetto “principio della regolarità casuale”, che stabilisce il risarcimento dei danni che sono conseguenza diretta del comportamento, e di quelli indiretti, che sono la conseguenza prevedibile del fatto o dell'inadempimento.
Distributori automatici di bevande e snak
È legittimo il “disciplinare di gara” che non prevede l'esclusione dei concorrenti se l'indicazione dell'importo delle offerte non è stato espresso in cifre e anche in lettere. Consiglio di Stato, sezione 6, sentenza 16 luglio 2015, n. 3571
I giudici hanno esattamente stabilito che, anche se non vi era la doppia indicazione delle cifre e delle lettere, non si era determinata alcuna incertezza nell'offerta, tale da determinarne la nullità.
Vincolo storico artistico dopo 120 giorni
È legittimo il decreto che ha dichiarato un fabbricato di interesse storico artistico, anche se non è stato rispettato il termine di 120 giorni per la conclusione del procedimento, stabilito dall'articolo 12 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
La sentenza ha motivato che la cura dell'interesse culturale stabilito nell'articolo 9 della Costituzione giustifica “la sua primazia rispetto agli altri interessi, compreso quello della semplificazione e della speditezza del procedimento amministrativo”.
Danno e vantaggio del proprietario
L'occupazione d'urgenza di un terreno per effettuare lavori di consolidamento anti-smottamento, comporta il risarcimento per il taglio delle piantagioni e per l'eliminazione di una servitù di passaggio.
Tar Campania, Napoli, sezione 5, sentenza 23 luglio 2015, n. 3904
La sentenza ha applicato l'antico principio della “compensatio lucri cum danno”, cioè del bilanciamento tra il danno subìto ed il vantaggio acquisito. Nel caso di specie, i lavori di consolidamento avevano comportato un vantaggio per il proprietario, ed è stata decisa una compensazione del 10%.
Distanze inferiori a 500 metriÈ legittimo il diniego del Comune alla richiesta di apertura di una sala giochi, perché essa era collocata a distanza inferiore a 500 metri dai “luoghi sensibili”, come stabilito nella legge regionale n. 8/2013 della Lombardia.
Tar Lombardia, Milano, sentenza 22 luglio 2015, n. 1761
La sentenza ha precisato che la legge regionale non ha violato l'articolo 117, comma 2, lettera h) della Costituzione, relativo all'ordine pubblico ed alla sicurezza, e che la disciplina statale e quella regionale sono reciprocamene coerenti rispetto all'obiettivo da perseguire, e utilizzano strumenti analoghi, con analoghe finalità di prevenzione.
Fatti risalenti nel tempo
È legittima un'informativa antimafia che si fonda anche su fatti risalenti nel tempo, quando da questi indizi deriva che l'attività dell'impresa è stata condizionata.
Consiglio di Stato, sezione 3, sentenza 24 luglio 2015, n. 3653
Tali situazioni di condizionamento possono essere desunte anche da una sentenza del Tribunale penale, che ha condannato l'interessato per il delitto dell'articolo 644 del Codice penale, relativo all'usura.
Corte conti e Giudice ordinario
È competente la Corte dei conti al risarcimento dei danni subiti da una società a partecipazione pubblica, per condotta illecita degli amministratori o dipendenti, se vi sono le seguenti condizioni: a) se la società è a totale partecipazione pubblica; b) se essa opera, per disposizione dello statuto, in favore della partecipante Pa; c) se vi è un “controllo analogo” a quello che la Pa esercita su una sua propria articolazione interna.
Corte di Cassazione, sezione unite, sentenza 21 luglio 2015, n. 15199
La sentenza ha poi precisato che è competente il Giudice ordinario a giudicare sul risarcimento dei danni, se tra gli amministratori o dipendenti e l'ente pubblico titolare della partecipazione non vi è un rapporto di servizio, e il danno non è stato direttamente arrecato allo Stato o ad altri enti pubblici.

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