Source: https://ilcontratto.wordpress.com/2011/04/04/ricorso-in-cassazione-in-alcuni-casi-necessaria-lautorizzazione-assembleare-cassazione-sez-ii-civ-sentenza-n-2179-del-31-gennaio-2011/
Timestamp: 2017-02-21 14:10:24+00:00

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Ricorso in cassazione: in alcuni casi è necessaria l’autorizzazione assembleare. Cassazione, Sez. II Civ., sentenza n.2179 del 31 gennaio 2011 | Contratti on-line
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Nella sentenza si legge: “L’amministratore del condominio, potendo essere convenuto nei giudizi relativi alle parti comuni ma essendo tenuto a dare senza indugio notizia all’Assemblea della citazione e del provvedimento che esorbiti dai suoi poteri, ai sensi dell’art. 1131 c.c., commi 2 e 3, può costituirsi in giudizio e impugnare la sentenza sfavorevole senza la preventiva autorizzazione dell’assemblea, ma deve, in tale ipotesi, ottenere la necessaria ratifica del suo operato da parte dell’assemblea stessa, per evitare la pronuncia di inammissibilità dell’atto di costituzione ovvero di impugnazione”. E’ questo il dictum delle Sezioni Unite (sentenze 18331 e 18332 del 2010) con il quale é stato definito il contrasto di giurisprudenza sulla necessita’ o meno che l’amministratore condominiale, per impugnare la sentenza sfavorevole al condominio, si munisca dell’autorizzazione assembleare. E’ stato precisato che le decisioni menzionate esulano da quelle per le quali l’amministratore é autonomamente legittimato ex art. 1131 c.c., comma 1. Tale norma, insegnano le Sezioni Unite, conferisce una rappresentanza di diritto all’amministratore, il quale e’ legittimato ad agire (e a resistere) in giudizio (nonché a proporre impugnazione) senza alcuna autorizzazione, nei limiti delle attribuzioni stabilite dall’art. 1130 c.c., quando si tratta: a) di eseguire le deliberazioni dell’assemblea e di curare l’osservanza dei regolamenti di condominio; b) di disciplinare l’uso delle cose comuni, così da assicurarne il miglior godimento a tutti i condomini; c) compiere, infine, gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell’edificio; d) di riscuotere dai condomini inadempienti il pagamento dei contributi determinati in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea. La materia del contendere oggetto dell’odierno ricorso per cassazione é estranea ai quattro raggruppamenti sopradetti. Il ricorso verte su tre motivi. Il primo denuncia l’ultrapetizione che sarebbe stata commessa dalla Corte d’appello nel dichiarare inammissibile l’eccezione di compensazione del credito del Condominio nei confronti del Tizio per indebiti pagamenti di stipendi e di contributi Inps relativi al portiere dello stabile. Il secondo motivo lamenta violazione degli artt. 1130 e 1131, nonché vizi di motivazione, con riguardo alla sussistenza del citato credito per indebiti versamenti al portiere e all’Inps. Il terzo motivo concerne il recupero delle somme relative al credito dell’amministratore per anticipazioni fatte all’impresa Caio. Nessuno dei tre motivi involge l’esecuzione di deliberazione assembleare, che non viene menzionata in ricorso, né é stata fatta oggetto di deduzioni in vista della odierna udienza, sebbene il rinvio della discussione del ricorso sia avvenuto sul presupposto, espressamente oggetto di rilievo all’udienza del 9 febbraio, che la questione de qua pendeva innanzi alle Sezioni Unite. Palese é che la controversia non concerne l’uso di cose comuni o il recupero di contributi dovuti dai condomini. Non si può neppure far rientrare l’oggetto del contendere tra gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell’edificio, giacche’ non e’ in gioco la conservazione dell’edificio condominiale, ma solo una controversia su somme di danaro che l’amministratore assume di aver pagato a terzi nell’interesse del condominio e di cui ha chiesto il rimborso, contestato dal debitore convenuto. Consegue da questi rilievi chel’attuale amministratore del condominio di via …… avrebbe dovuto munirsi, per proporre valido ricorso per cassazione, di autorizzazione assembleare, eventualmente anche in ratifica del suo operato. La mancanza di tale autorizzazione cagiona, alla luce dell’orientamento giurisprudenziale prevalso, l’inammissibilità del ricorso. Non v’é luogo per la concessione di termine ex art. 182 c.p.c. per la regolarizzazione, atteso che la questione é stata rilevata d’ufficio alla precedente udienza e quella odierna si e’ tenuta ben dopo la pubblicazione delle sentenze delle Sezioni Unite n. 18331 e 18332 del 6 agosto 2010. Ex art. 334 capoverso , la declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione cagiona la perdita di efficacia dell’appello incidentale tardivo proposto dal Tizio.” Advertisements
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 art. 1131
 art. 182
 art. 334
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