Source: http://www.barillagroup.com/it/organizzazione-gestione-e-controllo
Timestamp: 2017-02-21 07:44:46+00:00

Document:
ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO | Barilla Group
Barilla g. e R. fratelli SOCIETA’ PER AZIONI
Premessa MetodologicaSezione 1 – Parte Generale
“Aree a Rischio Reato”: le attività aziendali nel cui ambito risulta astrattamente configurabile il rischio di commissione dei reati e degli illeciti previsti dal D. Lgs. n. 231/01.“Addendum”: il documento integrativo del contratto di servizi infragruppo tra Barilla G. e R. Fratelli S.p.A. e Barilla Holding S.p.A., sottoscritto in data 20 luglio 2012.“Appendice”: il documento che contiene, suddivise per ciascuna categoria di reato ritenuta applicabile e rilevante dalla Società, l’elenco delle Procedure adottate ed attuate da quest’ultima per prevenire la commissione dei reati presupposto ex D.Lgs. 231/2001 .“Barilla” o la “Società”: Barilla G. e R. Fratelli Società per Azioni.“Barilla Holding”: Barilla Holding S.p.A.“CCNL”: il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dipendenti dell’Industria Alimentare.“CCNL 2”: il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti di Aziende Industriali.“Codice Etico”: il codice interno di comportamento predisposto approvato dal Consiglio di Amministrazione, contenente l’insieme dei principi etici di comportamento che i soggetti che operano per la Società sono tenuti ad adottare, anche in relazione alle attività che possono integrare le fattispecie di reato previste dal d.lgs. 231/2001.“Collaboratori”: coloro che prestano la loro opera in via continuativa a favore della Società, in coordinamento con la stessa, senza che sussista alcun vincolo di subordinazione.“Contratto di Servizi 1”: il contratto di servizi infragruppo tra Barilla Holding e Barilla G. e R. (e relativi documenti allegati, appendici e/o successive integrazioni), sottoscritto in data 25 febbraio 2011, contenente la regolamentazione dei servizi che la prima impresa svolge a favore della seconda.
“Contratto di Servizi 2”: il contratto di servizi infragruppo tra Barilla G. e R. e Barilla Holding (e relativi documenti allegati, appendici e/o successive integrazioni), sottoscritto in data 18 dicembre 2003 (e successiva integrazione del 25 febbraio 2011), contenente la regolamentazione dei servizi che la prima impresa svolge a favore della seconda.“Decreto” o “D. Lgs. n. 231/01”: il Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 e successive modifiche e integrazioni.“Destinatari”: i Soggetti Apicali e i Soggetti Sottoposti (ivi inclusi i Dipendenti e i Terzi).“Dipendenti”: i soggetti aventi un rapporto di lavoro subordinato con la Società, ivi compresi i dirigenti.“Documento”: il presente documento di sintesi, composto dalla Parte Generale e dalle singole Parti Speciali.“Ente”: le persone giuridiche soggette alla responsabilità amministrativa ai sensi del Decreto.“Fornitori”: i fornitori di beni e servizi non professionali della Società che non rientrano nella definizione di Partners.
“Gruppo Barilla”: il Gruppo formato da Barilla Holding, da Barilla G. e R. e dalle altre Società Barilla, come di seguito definite.“Informativa”: la dichiarazione che Barilla Holding fa sottoscrivere ai propri amministratori o dipendenti circa l’obbligo di osservanza delle previsioni di cui al D. Lgs. n. 231/01 nello svolgimento di attività e/o servizi resi a favore di Barilla, in esecuzione del Contratto di Servizi 1.“Linee Guida di Confindustria”: le Linee Guida adottate da Confindustria in data 7 marzo 2002 (e successivi aggiornamenti, ivi inclusi quelli del 2008 e 2014) per la predisposizione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ai sensi dell'art. 6, comma terzo, del D. Lgs. 231/2001.“Modello”: il presente modello di organizzazione, gestione e controllo, redatto, adottato ed implementato ai sensi del D. Lgs. 231/2001 (nella sua suddivisione in Parte Generale e relative Parti Speciali), incluso il Codice Etico e qualsivoglia procedura, protocollo, policy e/o regolamento, linea guida interna, ordine di servizio, ecc. ivi richiamati.
“Modello Barilla Holding”: il modello di organizzazione, gestione e controllo di Barilla Holding S.p.A., redatto, adottato ed implementato ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001 (nella sua suddivisione in Parte Generale e relative Parti Speciali), incluso il Codice Etico e qualsivoglia procedura, protocollo, policy e/o regolamento, linea guida interna, ordine di servizio, nonché sistema di deleghe e poteri, ecc. ivi richiamati.“Organismo di Vigilanza o OdV”: l'organismo interno di controllo, di natura collegiale, preposto alla vigilanza sul funzionamento e sull'osservanza del Modello adottato dalla Società nonché al relativo aggiornamento.
“Parte Generale”: la parte introduttiva del Documento avente natura informativa e contenente la regolamentazione dei principali dettami del Decreto, i principi a cui Barilla si è ispirata nella costruzione del Modello, nonché il Sistema Sanzionatorio.“Parti Speciali”: le singole parti del Documento contenti la descrizione dei reati ritenuti pertinenti da Barilla alla propria realtà aziendale, nonché l’indicazione delle Aree a Rischio Reato e delle misure correttive adottate ai fini di prevenire la commissione degli stessi.“Partners”: le controparti contrattuali con le quali la Società addivenga ad una qualche forma di collaborazione contrattualmente regolata (associazione temporanea d'impresa, joint venture, consorzi, licenza, agenzia, collaborazione in genere, ecc.), ove destinati a cooperare con la Società nell'ambito delle Aree a Rischio Reato.“Pubblica Amministrazione o PA”: la pubblica amministrazione e, con riferimento ai reati nei confronti della pubblica amministrazione, i pubblici ufficiali e gli incaricati di un pubblico servizio (es. i concessionari di un pubblico servizio).“Procedure”: l’insieme di procedure, Linee Guida di Confindustria, protocolli aziendali, Codice Etico, Sistema Sanzionatorio e sistema delle deleghe adottati dalla Società.“Reati”: le fattispecie di reato alle quali si applica la disciplina prevista dal D. Lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa.“Sistema Sanzionatorio”: il sistema disciplinare e il relativo meccanismo sanzionatorio da applicare in caso di violazione del Modello.“Società Barilla”: le società italiane ed estere facenti parte del Gruppo Barilla, fra le quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, Barilla e Barilla Holding.“Soggetti Apicali”: le persone fisiche che rivestono posizioni di vertice (rappresentanza, amministrazione o direzione dell’Ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale o persone che esercitano, di fatto, la gestione ed il controllo).“Soggetti Sottoposti”: persone fisiche sottoposte alla direzione o vigilanza da parte di uno dei Soggetti Apicali.
“Statuto dei Lavoratori”: la Legge 20 maggio 1970 n. 300.
In data 4 marzo 2005 il Consiglio di Amministrazione di Barilla ha deliberato l’adozione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo di cui al D. Lgs. n. 231/01.
Successivamente, anche per effetto dell’introduzione di ulteriori fattispecie di reato nell’ambito del D. Lgs. n. 231/01, il Consiglio di Amministrazione di Barilla ha provveduto ad aggiornare ed integrare il sopra menzionato Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo mediante l’inserimento di nuove parti speciali. In particolare, in data 26 ottobre 2007 è stata adottata la parte speciale relativa ai “reati di omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro”; in data 15 dicembre 2009 sono state adottate le parti speciali relative rispettivamente a “reati contro l’industria ed il commercio” e “delitti in materia di violazione del diritto d’autore”. In data 15 dicembre 2011 è stata adottata la parte speciale relativa ai “Reati Ambientali”. In data 26 ottobre 2012, nell’ambito delle Aree a rischio Reato, sono stati modificati i riferimenti alle Unità Organizzative e alle attività sensibili per adeguare il Modello ai cambiamenti organizzativi intercorsi ed è stato scorporato l’elenco dei protocolli a presidio dei reati considerati potenzialmente applicabili alla società Barilla, creandone un’apposita Appendice come parte integrante del Modello stesso. In data 21 giugno 2013 è stata adottata la parte speciale relativa “all’impiego di lavoratori irregolari” ed è stata integrata la parte speciale relativa ai reati societari con il precetto di corruzione tra privati. Infine, a fronte di significativi cambiamenti nell’organizzazione della Società, nonché di nuovi contributi della giurisprudenza di merito e di legittimità in tema di requisiti a cui il Modello deve rispondere al fine di esonerare le imprese dalla responsabilità, il Consiglio di Amministrazione di Barilla ha approvato la presente versione del Modello.
Infatti, anche nel 2015, il legislatore italiano ha ulteriormente esteso il perimetro della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, inserendo ulteriori fattispecie di reato nell’ambito del D. Lgs. n. 231/01.
Alla luce di questo, il Consiglio di Amministrazione di Barilla ha ritenuto opportuno modificare ed integrare la struttura del proprio Modello sotto il profilo dei contenuti con conseguente adeguamento alle nuove fattispecie di reato introdotte.
La presente versione del Modello, pertanto, sostituisce integralmente quella precedentemente adottata da Barilla.SEZIONE 1 - PARTE GENERALE
1.1 - La Responsabilità Amministrativa delle Persone Giuridiche
Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (e successive modifiche) che, in attuazione della Legge Delega 29 settembre 2000 n. 300, ha introdotto in Italia la “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”, si inserisce in un ampio processo legislativo di lotta alla corruzione e ha adeguato la normativa italiana in materia di responsabilità delle persone giuridiche ad alcune Convenzioni Internazionali precedentemente sottoscritte dall’Italia.
1.1.1 - Le persone soggette al D. Lgs n. 231/01
(ii)persone fisiche sottoposte alla direzione o vigilanza da parte di uno dei Soggetti Apicali (d’ora innanzi, per brevità, i “Soggetti Sottoposti”). Rientrano tra i Soggetti Sottoposti (i) i dipendenti, ossia i soggetti che hanno con l’Ente un rapporto di lavoro subordinato; nonché (ii) tutti “quei prestatori di lavoro che, pur non essendo <dipendenti> dell’ente, abbiano con esso un rapporto tale da far ritenere sussistere un obbligo di vigilanza da parte dei vertici dell’ente medesimo: si pensi ad esempio, agli agenti, ai partners in operazioni di joint-ventures, ai c.d. parasubordinati in genere, ai distributori, fornitori, consulenti, collaboratori”[1].
1.1.2 - I reati previsti dal D. Lgs n. 231/01
(i)Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione ex articoli 24 e 25 del Decreto ed in particolare:
frode informatica (art. 640-ter, co. 2, c.p.);
corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318 c.p. – art. 321 c.p.);
corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p. – art. 319 bis c.p. - art. 321 c.p.);
corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter - art. 321 c.p.);
(ii)Delitti informatici e trattamento illecito dei dati, introdotti dall’articolo 7 della Legge 18 marzo 2008 n. 48, recante la ratifica e l’esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa di Budapest sulla criminalità informatica, così come previsti dall’articolo 24-bis del Decreto, ed in particolare:
​accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.)
(iii)Delitti di criminalità organizzata, introdotti dall’articolo 2, comma 29, della Legge 15 luglio 2009, n. 94, che ha inserito nel D. Lgs. n. 231/01 l’articolo 24-ter, ed in particolare:
delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p. per le associazioni di tipo mafioso ovvero al fine di agevolare l’attività di tali associazioni;
(iv)Reati in tema di falsità in monete, carte di pubblico credito, in valori di bollo e in strumenti o segni di riconoscimento, introdotti dall’articolo 6 della Legge 23 novembre 2001 n. 406, che ha inserito nel D. Lgs. n. 231/01 l’articolo 25-bis, come modificato dall’articolo 15, comma 7, lett. a), della Legge 23 luglio 2009, n. 99, ed in particolare:
(v)Delitti contro l’industria e il commercio, introdotti dall’articolo 15, comma 7, lett. b), della Legge 23 luglio 2009, n. 99, che ha inserito nel D. Lgs. n. 231/01 l’articolo 25-bis.1., ed in particolare:
(vi)Reati in materia societaria introdotti dal Decreto Legislativo 11 aprile 2002 n. 61, che ha inserito nel D. Lgs. n. 231/01 l’articolo 25-ter ed in particolare:
fatti di lieve entità (art. 2621-bis c.c.); [3]
[falso in prospetto (art. 2623 c.c.);[4]
[falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione (art. 27, D. Lgs. n. 39/2010, già art. 2624 c.c.);[5]
impedito controllo (art. 2625 c.c., come modificato dall’art. 37, comma 35, D.Lgs. n. 39/2010);
​indebita restituzione dei conferimenti (art. 2626 c.c.);
corruzione tra privati (art.2635 c.c)6;
(vii)Delitti aventi finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico introdotti dalla Legge 14 gennaio 2003 n. 7, che ha inserito nel D. Lgs. n. 231/01 l’articolo 25-quater, ed in particolare:
associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico (art. 270-bis c.p.);
(viii)Delitti di pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili introdotti dalla Legge 9 gennaio 2006, n. 7 che ha inserito nel D. Lgs. n. 231/01 l’articolo 25-quater.1, ed in particolare, pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 583-bis c.p.)
(ix)Delitti contro la personalità individuale introdotti dalla Legge 11 agosto 2003, n. 228 che ha inserito nel D. Lgs. n. 231/01 l’articolo 25-quinquies, ed in particolare:
(x)Reati di abuso di informazioni privilegiate e di manipolazione del mercato previsti dalla Legge 18 aprile 2005 n. 62, che ha inserito nel D. Lgs. n. 231/01 l’articolo 25-sexies, ed in particolare:
(xi)Reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute e sicurezza del lavoro introdotti dall’articolo 300 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, così come previsti dall’articolo 25-septies del Decreto, ed in particolare:
(xii)Reati di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, introdotti dal Decreto Legislativo 21 novembre 2007 n. 231, che ha inserito nel D. Lgs. n. 231/01 l’articolo 25-octies ed, in particolare:
autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.) [8]
(xiii)Delitti in materia di violazione del diritto d’autore, introdotti dall’articolo 15, comma 7, lett. c), della Legge 23 luglio 2009, n. 99, che ha inserito nel D. Lgs. n. 231/01 l’articolo 25-novies, ed in particolare i reati previsti nelle seguenti disposizioni di legge:
(xiv)Reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria, introdotto dall’art. 4 della Legge 3 agosto 2009 n. 116, che ha inserito nel D. Lgs. n. 231/01 l’articolo 25-decies [9]
(xv)Reati transnazionali, introdotti dalla Legge 16 marzo 2006 n. 146, “Legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale”, che vengono di seguito elencati [10]
associazione per delinquere (articolo 416 c.p.);
associazione di tipo mafioso anche straniere (articolo 416-bis c.p.);
associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (articolo 291-quater D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43);
associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope (articolo 74 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309);
disposizioni contro le immigrazioni clandestine (articolo 12, commi 3, 3-bis, 3-ter e 5 D. Lgs. 25 luglio 1998, n. 286);
favoreggiamento personale (articolo 378 c.p.).
(xvi)Reati ambientali, introdotti dall’articolo 2, comma 2, del Decreto Legislativo 7 luglio 2011, n. 121, che ha inserito nel D. Lgs. n. 231/01 l’articolo 25-undecies, ed in particolare i reati previsti nelle seguenti disposizioni di legge:
​Reati introdotti nel Codice Penale dalla L 68/15, sub articoli:
- 452-bis (Inquinamento ambientale);
- 452-quater (Disastro ambientale);
- 452-quinquies (Delitti colposi contro l’ambiente);
- 452-sexies (Traffico ed abbandono di materiali ad alta radioattività);
- 452-octies (Circostanze aggravanti)
​reati previsti dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, art. 259 (Traffico illecito di rifiuti), ed, in particolare, dalle condotte di cui al comma 1;
reati previsti dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, art. 260 (Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti) ed, in particolare, dalle condotte di cui al comma 1 e 2;
reati previsti dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, art. 260-bis (Sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti) ed, in particolare, dalle condotte di cui ai commi 6, 7 (secondo e terzo periodo) e 8 (primo periodo);
(xvii) Reato di impiego di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, introdotto dal Decreto Legislativo 16 luglio 2012, n. 109, che ha disposto l’introduzione nel D. Lgs. n. 231/01 dell’articolo 25-duodecies ed in particolare il reato previsto dalla seguente disposizione di legge: articolo 22, comma 12 bis D.Lgs. 286/1998 (c.d. Testo Unico Immigrazione).
Come si avrà modo di meglio precisare in seguito, non tutti i reati sopra elencati sono stati considerati rilevanti per la realtà Barilla.
2. Le sanzioni previste nel decreto a carico dell’ente 2.1 - Le sanzioni in generale
2.1.1 - Le sanzioni pecuniarie
2.1.2 - Le sanzioni interdittive
a)reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (artt. 24 e 25 del Decreto);
b)delitti informatici e trattamento illecito dei dati (art. 24-bis del Decreto);
c)delitti di criminalità organizzata (art. 24-ter del Decreto);
d)reati di falsità in monete, carte di credito e valori di bollo (art. 25-bis del Decreto);
e)delitti contro l’industria e il commercio (art. 25-bis.1. del Decreto);
f)reati con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico (art. 25-quater del Decreto);
g)reato di pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (art. 25-quater.1 del Decreto);
h)delitti contro la personalità individuale (art. 25-quinquies del Decreto);
i)omicidio colposo e lesioni grave o gravissime commesse in violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza del lavoro (art. 25-septies del Decreto);
j)ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, (art. 25-octies del Decreto);
k)delitti in materia di violazione del diritto d’autore (art. 25-novies del Decreto);
l)delitti di natura transnazionale individuati dall’articolo 10 della legge 146/2006 (Legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale).
a)interdizione dall’esercizio dell’attività aziendale;
b)sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;
c)divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;
d)esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e sussidi, e/o la revoca di quelli eventualmente già concessi;
e)divieto di pubblicizzare beni o servizi.
a)“l’ente ha tratto dal reato un profitto di rilevante entità ed il reato è stato commesso da soggetti in posizione apicale ovvero da soggetti sottoposti all’altrui direzione quando, in questo caso, la commissione del reato è stata determinata o agevolata da gravi carenze organizzative”; ovvero
b)“in caso di reiterazione degli illeciti”[11]
a)“l’ente ha risarcito integralmente il danno e ha eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero si è comunque efficacemente adoperato in tal senso”;b)“l’ente ha eliminato le carenze organizzative che hanno determinato il reato mediante l’adozione e l’attuazione di modelli organizzativi idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi”;c)“l’ente ha messo a disposizione il profitto conseguito ai fini della confisca”. Le sanzioni interdittive hanno una durata non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni e la scelta della misura da applicare e della sua durata viene effettuata dal giudice sulla base dei criteri in precedenza indicati per la commisurazione della sanzione pecuniaria, “tenendo conto dell’idoneità delle singole sanzioni a prevenire illeciti del tipo di quello commesso” (art. 14, D. Lgs. n. 231/01).
2.1.3 - La confisca
2.1.4 - La pubblicazione della sentenza di condanna
a)il sequestro preventivo delle cose di cui è consentita la confisca, in conformità all’art. 53 del Decreto; ovvero
b)il sequestro conservativo dei beni mobili ed immobili dell’Ente qualora sia riscontrata la fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie per il pagamento della sanzione pecuniaria, delle spese del procedimento o di altre somme dovute all’erario dello Stato, come previsto dall’art. 54 del Decreto. 3. Le condotte esimenti la responsabilità amministrativa
3.1 - I modelli di organizzazione e gestione in generale e l’Organismo di Vigilanza
a)l’organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
b)il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza del Modello nonché di proporne l’aggiornamento è stato affidato ad un Organismo di Vigilanza dell’Ente, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo;
c)le persone che hanno commesso il reato hanno agito eludendo fraudolentemente il Modello;
d)non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell’ Organismo di Vigilanza dell’Ente.
a)individuazione delle attività nel cui ambito esiste la possibilità che siano commessi reati;
b)previsione di specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l’attuazione delle decisioni dell’Ente in relazione ai reati da prevenire;
c)individuazione delle modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione di tali reati;
d)previsione di obblighi di informazione nei confronti dell’OdV;
e)introduzione di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello.
3.2 - Le linee guida di Confindustria
Sulla base delle indicazioni fornite dal Legislatore delegato, i Modelli possano essere adottati sulla base di codici di comportamento redatti da associazioni rappresentative di categoria, comunicati al Ministero della Giustizia il quale, di concerto con i Ministeri competenti, può formulare entro 30 giorni osservazioni sull’idoneità dei modelli a prevenire i reati.
a)individuazione delle aree a rischio, volta a verificare in quali aree/settori aziendali sia possibile la realizzazione dei reati;
b)predisposizione di un sistema di controllo in grado di ridurre i rischi attraverso l’adozione di appositi protocolli. A supporto di ciò soccorre l’insieme coordinato di strutture organizzative, attività e regole operative applicate - su indicazione del vertice apicale - dal management e dal personale aziendale, volto a fornire una ragionevole sicurezza in merito al raggiungimento delle finalità rientranti in un buon sistema di controllo interno.
c)obbligo da parte delle funzioni aziendali, e segnatamente di quelle individuate come maggiormente “a rischio reato”, di fornire informazioni all’OdV, sia su base strutturata (informativa periodica in attuazione del Modello stesso), sia per segnalare anomalie o atipicità riscontrate nell’ambito delle informazioni disponibili.
4. - Il presente modello
4.1 - Barilla G. e R. Fratelli S.p.A., la sua mission ed i servizi ricevuti da altre Società del Gruppo
Barilla è società che opera nel settore alimentare.
In particolare, essa ha per oggetto: a) la produzione ed il commercio di alimenti con particolare riguardo alle paste alimentari, ai prodotti da forno e ai prodotti dell’industria molitoria, compresi le bevande alcoliche e non, granaglie, semi, varietà vegetali, prodotti agricoli e prodotti dietetici; b) la produzione ed il commercio dei sottoprodotti della lavorazione del grano tenero; c) la produzione ed il commercio di farinaccio di grano duro, tritello di grano duro, farinetta di grano duro, granotto di grano duro, germe di grano duro e cubettato; d) il commercio di articoli di abbigliamento e oggetti promozionali in genere; e) la distribuzione, il magazzinaggio, il trasporto e la consegna di alimenti; f) il conseguimento, l’acquisto, la cessione e l’utilizzazione di brevetti e processi di fabbricazioni riferentisi ai prodotti alimentari; g) le coltivazioni miste di cereali ed altri seminativi; h) la progettazione, installazione, esercizio e manutenzione ordinaria e straordinaria di fabbricati, impianti elettrici, meccanici e tecnologici in favore delle società controllate, controllanti o loro rispettive controllate ai sensi dell’articolo 2359 del Codice Civile; i) la produzione di energia elettrica e di energia termica finalizzata a soddisfare il consumo interno ed, eventualmente ed in ottemperanza alla normativa vigente, la vendita dell’energia non utilizzata; l) l’assunzione di partecipazioni in imprese finanziarie, industriali e commerciali aventi oggetto analogo o connesso al proprio od anche non aventi oggetto analogo o connesso quando tale attività sia non prevalente e comunque rientri nei limiti dell’art. 2361 del Codice Civile; m) l’effettuazione di servizi di tesoreria e rapporti di conto corrente con le società del Gruppo Barilla; n) il finanziamento delle società del Gruppo Barilla o di società che abbiano partecipazioni dirette o indirette in Barilla nel pieno rispetto della normativa tempo per tempo in vigore; o) il compimento di ogni atto inerente e conseguente allo svolgimento ed al buon fine delle proprie operazioni, ed in genere della propria attività, non esclusa la compravendita di immobili. La Società può anche assumere rappresentanze di industrie e commerci affini o connessi ai propri. Essa può inoltre, nel pieno rispetto della normativa tempo per tempo in vigore, in via non prevalente e solo in quanto strumentale per il conseguimento dell’oggetto sociale, prestare cauzioni, avvalli, garanzie reali e fideiussioni anche a favore di terzi.
Il Modello adottato tiene conto della mission perseguita e della specifica forma organizzativa di Barilla, della sua struttura gerarchica e della distribuzione dei poteri e degli incarichi all’interno della stessa Società, nonché dell’appartenenza di quest’ultima al Gruppo Barilla.
Con specifico riferimento ai rapporti infragruppo, si evidenzia che, da un lato, Barilla Holding svolge a favore di Barilla G. e R. una serie di attività espressamente descritte nel Contratto di Servizi 1.
A tale riguardo, si rileva che la regolamentazione dello svolgimento delle attività di cui sopra è specificamente disciplinata all’interno del menzionato Contratto di Servizi 1 e dall’Informativa, a cui si fa espresso rinvio.
Dall’altro lato, invece, Barilla Holding riceve da Barilla G. e R. una serie di servizi la cui regolamentazione è specificamente disciplinata all’interno del Contratto di Servizi 2 e dall’Addendum, a cui si fa espresso rinvio.
4.2 - Le finalità del presente Modello
Il presente Modello tiene conto della particolare realtà imprenditoriale di Barilla e rappresenta un valido strumento di sensibilizzazione ed informazione dei Soggetti Apicali, dei Soggetti Sottoposti, nonché di tutti i Destinatari. Tutto questo, affinché questi ultimi seguano, nell’espletamento delle proprie attività, comportamenti corretti e trasparenti in linea con i valori etico-sociali cui si ispira la Società nel perseguimento del proprio oggetto sociale e tali comunque da prevenire il rischio di commissione dei reati previsti dal Decreto.
Il presente Modello è stato predisposto da Barilla sulla base dell’individuazione delle unità organizzative a possibile rischio, in seno alle quali cioè si ritiene più alta la possibilità che siano commessi i reati.
a)descrivere il sistema di prevenzione e controllo finalizzato alla riduzione del rischio di commissione dei reati connessi all’attività aziendale;
b)rendere consapevoli tutti coloro che operano in nome e per conto di Barilla, ed in particolare quelli impegnati nelle Aree a Rischio Reato, di poter incorrere, in caso di violazione delle disposizioni in esso riportate, in un illecito passibile di sanzioni, sul piano penale ed amministrativo, rispettivamente nei confronti loro e della Società;
c)informare tutti coloro che operano con la Società che la violazione delle prescrizioni contenute nel presente Modello comporterà l’applicazione di apposite sanzioni ovvero la risoluzione del rapporto contrattuale;
d)confermare che Barilla non tollera comportamenti illeciti, di qualsiasi tipo ed indipendentemente da qualsiasi finalità e che, in ogni caso, tali comportamenti sono sempre e comunque contrari ai principi cui è ispirata l’attività imprenditoriale della Società, anche qualora la Società fosse apparentemente in condizione di trarne vantaggio.
4.3 - Il concetto di rischio accettabile
4.4 - La costruzione del Modello e la sua adozione
Alla luce di quanto esposto al precedente paragrafo 4.1, nella costruzione del presente Modello la Società ha, inoltre, ritenuto opportuno tenere in considerazione sia le Aree a Rischio Reato relative ad attività svolte e gestite da Barilla in proprio o a favore di Barilla Holding nell’ambito del Contratto di Servizi 2, sia le attività svolte da Barilla Holding nell’ambito del Contratto di Servizi 1, limitatamente alle Aree a Rischio Reato di Barilla.
Ne consegue, pertanto, che le Parti Speciali del presente Documento, contengono l’indicazione delle Aree a Rischio Reato di Barilla gestite da personale Barilla.
In relazione alle attività di cui alle Aree a Rischio Reato di Barilla gestite con il coinvolgimento di personale di Barilla Holding, i Soggetti Apicali e Sottoposti, e più in generale i Dipendenti di quest’ultima impresa hanno sottoscritto l’Informativa assumendo, pertanto, l’espresso obbligo di rispettare il presente Modello e le Procedure.
Parimenti, come meglio specificato nelle Parti Speciali del presente Modello, nello svolgimento delle attività a beneficio di Barilla Holding in forza del Contratto di Servizi 2, i Soggetti Apicali e Sottoposti, e più in generale i Dipendenti di Barilla si impegnano a rispettare il presente Modello, le Procedure e le specifiche previsioni contenute nell’Addendum al fine di prevenire la commissione dei Reati.
La sottoscrizione dei Contratti di Servizi 1 e 2 e dell’Addendum è stata comunicata, rispettivamente, all’OdV di Barilla, nonché all’ Organismo di Vigilanza di Barilla Holding; gli stessi organismi di vigilanza dovranno essere tempestivamente informati di ogni eventuale successiva modifica che dovesse essere apportata agli stessi testi negoziali.
a)individuazione dei reati presupposto teoricamente rilevanti per la Società;
b)individuazione delle Aree a Rischio Reato e delle potenziali modalità di commissione;
c)svolgimento di interviste con i soggetti informati nell’ambito della struttura aziendale al fine dell’identificazione dei principali fattori di rischio, nonché la rilevazione, l’analisi e la valutazione dell’adeguatezza dei controlli aziendali in essere;
d)identificazione dei punti di miglioramento nel sistema di controllo interno;
e)progressivo adeguamento del sistema di controllo interno al fine di ridurre ad un livello accettabile i rischi identificati;
4.5 - I documenti connessi al Modello
5. - L’Organismo di Vigilanza
5.1 - Le caratteristiche dell’Organismo di Vigilanza
b) Professionalità. L’OdV deve possedere competenze tecnico-professionali adeguate alle funzioni che è chiamato a svolgere. Tali caratteristiche, unite all’indipendenza, garantiscono l’obiettività di giudizio[10].
5.2 - L’individuazione dell’Organismo di Vigilanza
In data 21 marzo 2013, il Consiglio di Amministrazione di Barilla ha confermato, quali componenti dell’OdV, soggetti identificati in base ai seguenti criteri ritenuti rispondenti alle indicazioni fornite dal Decreto e dalle Linee Guida di Confindustria:
a)Un membro esterno esperto in Bilancio e Fisco, iscritto all’Albo dei Revisori Contabili;
b)Un membro esterno od interno con competenze legali;
c)Un membro esterno od interno con competenze di auditing e amministrazione.
Più precisamente, la scelta di designare quali componenti dell’OdV i soggetti di cui sopra ha la finalità di garantire la rispondenza di tale organo ai requisiti di autonomia, indipendenza, professionalità e continuità di azione sopra indicati.
Infine, la costituzione collegiale dell’OdV garantisce migliore efficacia ed efficienza decisionale rispetto ad un organo monocratico.
L’OdV si riunisce con periodicità, esamina i casi o le problematiche emersi anche con riferimento all’aggiornamento e/o alla modifica del Modello, verbalizza le proprie riunioni a mezzo di Segretario/a in un apposito libro custodito presso la Direzione Affari Legali e Societari di Gruppo. Esso decide collegialmente, a maggioranza semplice quando non ricorra un orientamento unanime.
Nel caso gli accertamenti svolti dallo stesso OdV evidenzino elementi che rendano quantomeno plausibile la commissione di un reato-presupposto od il relativo tentativo, l’OdV riferisce alla Process Unit Human Capital per l’adozione dei provvedimenti del caso. L’OdV riferisce al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale della Società con cadenza semestrale. Qualora la gravità del fatto ipotizzato lo giustifichi, riporta immediatamente all’Amministratore Delegato.
5.3 - La durata dell’incarico e le cause di cessazione
b)revoca dell’OdV da parte del Consiglio di Amministrazione;
c)rinuncia di uno o più componenti dell’OdV, formalizzata mediante apposita comunicazione scritta inviata al Consiglio di Amministrazione;
d)sopravvenienza di una delle cause di decadenza di cui al successivo paragrafo 5.4.
a)il caso in cui uno o più componenti siano coinvolti in un processo penale avente ad oggetto la commissione di un delitto;
b)il caso in cui sia riscontrata la violazione degli obblighi di riservatezza previsti a carico dell’OdV;
c)una grave negligenza nell’espletamento dei compiti connessi all’incarico;
d)il possibile coinvolgimento della Società in un procedimento, penale o civile, che sia connesso ad un’omessa o insufficiente vigilanza, anche colposa.
In caso di scadenza, revoca o rinuncia, il Consiglio di Amministrazione nomina senza indugio il/i nuovo/i componente/i dell’OdV, mentre quello/i uscente/i resta/restano in carica fino alla sua/loro sostituzione.5.4 - I casi di ineleggibilità e di decadenza
I componenti dell’OdV sono scelti tra i soggetti, interni ed esterni alla Società, qualificati ed esperti in ambito legale e/o di sistemi di controllo anche interno e/o di revisione contabile.
Costituiscono motivi di ineleggibilità e/o di decadenza dei componenti dell’OdV:
a)carenza di uno dei requisiti di onorabilità di cui al paragrafo 5.1;
b)l’interdizione, l’inabilitazione, il fallimento, o, comunque, la condanna penale, anche non passata in giudicato, per uno dei reati previsti dal Decreto, o ad una pena che comporti l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità di esercitare uffici direttivi;
c)l’esistenza di relazioni di parentela, coniugi o affinità entro il quarto grado con i membri del Consiglio di Amministrazione o del Collegio Sindacale della Società, o con i soggetti esterni incaricati della revisione contabile;
Qualora, nel corso dell’incarico, dovesse sopraggiungere una causa di decadenza, il/i componente/i dell’OdV è/sono tenuto/i ad informare immediatamente il Consiglio di Amministrazione.
5.5 - Le risorse dell’Organismo di Vigilanza
Il Consiglio di Amministrazione assegna all’OdV le risorse ritenute opportune ai fini dello svolgimento dell’incarico assegnato.
5.6 - Funzioni, compiti e poteri dell’Organismo di Vigilanza
a)vigilare sull’effettiva applicazione del Modello in relazione alle diverse tipologie di reati presi in considerazione dallo stesso e accertare l’irrogazione delle sanzioni disciplinari;
b)verificare l’efficacia del Modello e la sua reale capacità di prevenire la commissione dei reati in questione;
c)individuare e proporre al Consiglio di Amministrazione aggiornamenti e modifiche del Modello stesso in relazione alla mutata normativa e/o alle mutate necessità o condizioni aziendali;
d)verificare che le proposte di aggiornamento e modifica formulate dal Consiglio di Amministrazione siano state effettivamente recepite nel Modello.
a)verificare periodicamente la mappa delle Aree a Rischio Reato e l’adeguatezza dei punti di controllo al fine di proporre delle modifiche in relazione ai mutamenti dell’attività e/o della struttura aziendale. A questo scopo, i Destinatari del Modello, così come meglio descritti nelle parti speciali dello stesso, devono segnalare all’OdV le eventuali situazioni in grado di esporre Barilla al rischio di reato. Tutte le comunicazioni devono essere redatte in forma scritta e trasmesse all’apposito indirizzo di posta elettronica attivato dall’OdV;
b)effettuare periodicamente, sulla base del piano di attività dell’OdV previamente stabilito, verifiche ed ispezioni mirate su determinate operazioni o atti specifici, posti in essere nell’ambito delle Aree a Rischio Reato;
c)raccogliere, elaborare e conservare le informazioni (comprese le segnalazioni di cui al successivo paragrafo) rilevanti in ordine al rispetto del Modello, nonché aggiornare la lista di informazioni che devono essere obbligatoriamente trasmesse allo stesso OdV;
d)condurre le indagini interne per l’accertamento di presunte violazioni delle prescrizioni del presente Modello portate all’attenzione dell’OdV da specifiche segnalazioni o emerse nel corso dell’attività di vigilanza dello stesso;
e)verificare che gli elementi previsti nel Modello per le diverse tipologie di reati (clausole standard, procedure e relativi controlli, sistema delle deleghe, ecc.) vengano effettivamente adottati ed implementati e siano rispondenti alle esigenze di osservanza del D. Lgs. n. 231/01, provvedendo, in caso contrario, a proporre azioni correttive ed aggiornamenti degli stessi;
f)provvedere all’informativa nei confronti della Direzione Human Capital, al Consiglio di Amministrazione ed al Collegio Sindacale, od all’Amministratore Delegato in caso di necessità, come sopra evidenziato al Paragrafo 5.2.
a)accedere in modo ampio e capillare ai vari documenti aziendali ed, in particolare, a quelli riguardanti i rapporti di natura contrattuale e non, instaurati dalla Società con Terzi;
b)avvalersi del supporto e della cooperazione delle varie strutture aziendali e degli organi sociali che possano essere interessati, o comunque coinvolti, nelle attività di controllo;
c)conferire specifici incarichi di consulenza ed assistenza ad esperti nelle materie di volta in volta richieste. A questo scopo, nella delibera del Consiglio di Amministrazione con cui viene nominato l’OdV vengono attribuiti a tale organo specifici poteri di spesa.
5.7 - Obblighi di informazione nei confronti dell’Organismo di Vigilanza
5.7.1 - Segnalazioni da parte dei Destinatari
In ambito aziendale dovrà essere portata a conoscenza dell’OdV, attraverso l’invio di una apposita e-mail all’indirizzo odv@barilla.com, oltre alla documentazione specificamente prescritta nel Modello secondo le procedure ivi contemplate, ogni altra informazione, di qualsiasi tipo, proveniente anche da Terzi ed attinente all’attuazione del Modello nelle aree di attività a rischio.
a)devono essere raccolte eventuali segnalazioni relative alla violazione del Modello o comunque conseguenti a comportamenti non in linea con le regole di condotta adottate dalla Società. L’OdV dovrà altresì notiziare il Consiglio di Amministrazione in merito alle segnalazioni ricevute;
b)l’OdV valuterà le segnalazioni ricevute e le eventuali conseguenti iniziative a sua ragionevole discrezione e responsabilità, ascoltando eventualmente l’autore della segnalazione e/o il responsabile della presunta violazione, redigendo un apposito verbale dell’incontro e motivando per iscritto eventuali decisioni di procedere o non procedere ad una indagine interna;
c)le segnalazioni dovranno essere in forma scritta anche non anonima ed avere ad oggetto ogni violazione o sospetto di violazione del presente Modello. L’OdV agirà in osservanza delle vigenti norme in materia di tutela della riservatezza e, comunque, farà in modo di garantire i segnalanti contro qualsiasi forma di ritorsione, discriminazione o penalizzazione, assicurando altresì la riservatezza dell’identità del segnalante, fatti salvi gli obblighi di legge e la tutela dei diritti della Società o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede;
d)le segnalazioni pervenute all’OdV devono essere raccolte e conservate in un apposito archivio al quale sia consentito l’accesso esclusivamente all’OdV.
5.7.2 - Obblighi di informativa relativi ad atti ufficiali
a)i provvedimenti e/o notizie provenienti da organi di polizia giudiziaria, o da qualsiasi altra autorità, dai quali si evinca lo svolgimento di indagini, anche nei confronti di ignoti, per i reati di cui al D. Lgs. n. 231/01;
b)i rapporti preparati dai responsabili di altre funzioni aziendali o dal Collegio Sindacale nell’ambito della loro attività di controllo, dai quali possano emergere fatti, atti, eventi od omissioni con profili di criticità rispetto all’osservanza delle norme del D. Lgs. n. 231/01;
c)le notizie relative all’effettiva attuazione, a tutti i livelli aziendali, del Modello con evidenza dei procedimenti disciplinari svolti e delle eventuali sanzioni irrogate ovvero dei provvedimenti di archiviazione di tali procedimenti con le relative motivazioni;
d)i provvedimenti e/o notizie provenienti dalle Autorità competenti a seguito di visite ispettive effettuate nei confronti della Società e da cui sono emerse violazioni delle disposizioni contenute nel D. Lgs. n. 231/01.
Inoltre la Società ha in previsione l’istituzione della funzione del controllo di conformità, con la figura del “Compliance Officer”, che avrà, tra gli altri, il ruolo di favorire l’integrazione tra le funzioni aziendali preposte alla verifica del rispetto delle norme esterne ed interne applicabili, così da sfruttare le migliori sinergie tra dette funzioni.
Oltre alla verifica del rispetto delle norme e standard applicabili, il Compliance Officer, identificherà e valuterà i rischi del mancato rispetto e gestirà strumenti diretti a ridurre tali rischi; darà attuazione ad un adeguato sistema di riporto e promuoverà l’informazione e la formazione del personale sul tema dell’effettivo rispetto delle norme e standard applicabili.
Ciò potrà includere anche temi oggetto del presente MOG. In tale ottica, il Compliance Officer coadiuverà l’Organismo di Vigilanza.
5.8 - Obblighi di informazione propri dell’Organismo di Vigilanza
Sono assegnate all’OdV di Barilla due linee di reporting:
a)la prima, ogni qual volta se ne ravvisi la necessità, direttamente con l’Amministratore Delegato;
b)la seconda, su base periodica, con cadenza almeno semestrale nei confronti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale.
Di ogni contatto o riunione dell’OdV con il Consiglio di Amministrazione e/o il Collegio Sindacale o singoli componenti di tali organi dovrà rimanere evidenza scritta conservata tra gli atti della Società.
L’OdV trasmette, inoltre, al Consiglio di Amministrazione, semestralmente ed annualmente dalla data di nomina, un rapporto scritto sull’attività svolta e sull’attuazione del Modello presso la Società. Ai fini dell’attuazione del Modello, l’OdV è tenuto a promuovere specifiche iniziative mirate alla formazione ed alla diffusione del Modello.
A questo proposito, l’OdV coopererà alla predisposizione della necessaria documentazione.
Ai fini di un’adeguata attività di formazione, Barilla, in stretta cooperazione con l’OdV, provvederà a curare la diffusione del Modello e delle Procedure.
6. - Sistema sanzionatorio per mancata osservanza del presente modello e delle norme-disposizione richiamate
6.1 - Principi generali
A questo proposito, infatti, lo stesso articolo 6, comma 2, lettera e), del D. Lgs. n. 231/01 prevede che i modelli di organizzazione e gestione devono “introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello”.
6.1.1 - Rapporti di lavoro subordinato
Il Sistema Sanzionatorio è suddiviso in Sezioni, secondo la categoria di inquadramento dei destinatari ex art. 2095 c.c.
6.1.2 - Rapporti con altri soggetti
6.2 - Criteri per l’irrogazione delle sanzioni
a)elemento soggettivo della condotta (dolo, colpa);
c)potenzialità del danno derivante alla Società e dell’eventuale applicazione delle sanzioni previste dal D. Lgs. n. 231/01;
d)livello di responsabilità gerarchica o tecnica del soggetto interessato;
e)presenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con particolare riguardo alle precedenti prestazioni lavorative svolte dal soggetto destinatario del Modello e ai precedenti disciplinari dell’ultimo biennio;
f)eventuale condivisione di responsabilità con altri dipendenti o terzi in genere che abbiano concorso nel determinare la violazione.
6.3 - Definizione di “Violazione” ai fini dell’operatività del presente Sistema Sanzionatorio A titolo meramente generale ed esemplificativo, costituisce “Violazione” del presente Modello:
a) la messa in atto o l’omissione di azioni o comportamenti, non conformi alla legge e alle prescrizioni contenute nel Modello stesso, che comporti la commissione di uno dei reati previsti dal D. Lgs. n. 231/01;
In particolare, con specifico riferimento alla tematica della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro (Parte Speciale VIII del Modello), la Società ha individuato, a titolo esemplificativo, le seguenti fattispecie di Violazione, elencate in ordine decrescente di gravità:
a)Violazione di norme in materia di salute e sicurezza previste dalla Parte Speciale VIII del Modello da cui derivi la morte di una o più persone;
b)Violazione di norme in materia di salute e sicurezza previste dalla Parte Speciale VIII del Modello da cui derivi la lesione “gravissima”, ai sensi dell’art. 583, comma 1, c. p., all’integrità fisica di una o più persone;
c)Violazione di norme in materia di salute e sicurezza previste dalla Parte Speciale VIII del Modello da cui derivi la lesione “grave”, ai sensi dell’art. 583, comma 1, c. p., all’integrità fisica di una o più persone;
d)Violazione di norme in materia di salute e sicurezza previste dalla Parte Speciale VIII del Modello da cui derivi la lesione dell’integrità fisica di una o più persone;
e)Violazione di norme in materia di salute e sicurezza previste dalla Parte Speciale VIII del Modello da cui derivi anche solo pericolo di pregiudizio all’integrità fisica di una o più persone.
6.4 - Sanzioni per il personale dipendente
I comportamenti tenuti dai dipendenti in violazione di quanto indicato al precedente paragrafo 6.3, costituiscono illecito disciplinare.
Le sanzioni irrogabili nei riguardi dei dipendenti rientrano tra quelle previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dipendenti dell’Industria Alimentare (d’ora innanzi per brevità “CCNL”), per quanto riguarda il personale con qualifica di “operaio”, “impiegato, o “quadro”, nonché dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Dirigenti di Aziende Industriali (“CCNL 2”), per il personale con qualifica di “dirigente”.
6.4.1 - Sanzioni previste per i dipendenti non aventi qualifica dirigenziale
incorre nel provvedimento del RICHIAMO VERBALE il dipendente che commetta, per negligenza, imperizia o imprudenza una Violazione tra quelle indicate al precedente paragrafo 6.3 che precede o adotti nell’espletamento di attività comportamenti non conformi a quanto portato a conoscenza attraverso ordini di servizio interno o altri analoghi mezzi idonei, a condizione che da ciò derivi un pericolo di commissione di un reato contemplato dal D. Lgs. n. 231/01;
incorre nei provvedimenti (i) dell’AMMONIZIONE SCRITTA, (ii) della MULTA (non superiore a 3 ore dello stipendio base comprensivo di contingenza) e (iii) della SOSPENSIONE DAL LAVORO e DALLA RETRIBUZIONE (fino ad un massimo di 3 giorni) il dipendente che: (a) ometta di svolgere un’attività a lui assegnata oppure di sua competenza in forza di contenute quanto previsto nel presente Modello (tra cui, a mero titolo esemplificativo e non esaustivo: non proceda alle informazioni comunicazioni e segnalazioni all’OdV, non svolga le verifiche espressamente prescritte, non segnali le situazioni di pericolo); (b) nell’espletamento della propria attività per più grave negligenza, imprudenza o imperizia rispetto a quella che può dar luogo ad un richiamo verbale, commetta una Violazione indicata al precedente paragrafo 6.3, da cui derivi un pericolo, anche solo potenziale ed indiretto, di commissione di un reato contemplato dal D. Lgs. n. 231/01; (c) contravvenga ad espressi divieti risultanti dal Modello.In particolare, (i) l’ammonizione scritta verrà applicata per le mancanze di minor rilievo; (ii) la multa per le mancanze di maggior rilievo, ovvero nel caso il dipendente abbia commesso recidiva negli ultimi due anni, per comportamenti già sanzionati con ammonizione scritta; (iii) la sospensione nel caso il dipendente abbia commesso con un’unica condotta più infrazioni sanzionabili con la multa, ovvero recidiva negli ultimi due anni, per comportamenti già sanzionati con la multa;
incorre nel provvedimento di LICENZIAMENTO CON PREAVVISO, il dipendente che, con grave negligenza, imperizia o imprudenza, commetta una Violazione indicata al precedente paragrafo 6.3, ovvero eluda in maniera fraudolenta una regola contenuta nel medesimo paragrafo, assumendo comportamenti deliberatamente non conformi alle prescrizioni contenute nel Modello, tali (i) da costituire delitto ai sensi della legge, ovvero (ii) di maggior gravità e rilievo rispetto a quanto previsto nel precedente punto 2) del presente paragrafo;
incorre, infine, nel provvedimento di LICENZIAMENTO SENZA PREAVVISO il dipendente che: (i) tenga comportamenti per gravissima negligenza, imperizia o imprudenza o dolosamente e volutamente finalizzati a commettere una Violazione di cui al precedente paragrafo 6.3, eludendo in maniera fraudolenta una regola contenuta nel medesimo paragrafo, ovvero assumendo una condotta deliberatamente non conforme alle prescrizioni contenute nel Modello e il suo comportamento sia di tale gravità, da costituire delitto ai sensi della legge e da cagionare, anche solo potenzialmente un nocumento morale o materiale alla Società; (ii) abbia commesso recidiva, negli ultimi due anni, che sia stata sanzionata con la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione.
6.4.2 - Sanzioni per il personale dipendente con posizione “dirigenziale”
Le medesime sanzioni previste nel paragrafo 6.4.1. che precede sono applicabili anche al personale dipendente in posizione “dirigenziale”, per quanto e soltanto se compatibili con le previsioni del CCNL 2.
6.4.3 - Procedura disciplinare sanzionatoria aziendale per tutto il personale dipendente
La Società adotta una procedura aziendale standard per la contestazione degli addebiti disciplinari ai propri dipendenti, ivi inclusi i dirigenti, e per l’irrogazione delle relative sanzioni. Tale procedura rispetta le forme, le modalità e le tempistiche previste dallo Statuto dei Lavoratori (art. 7 della L. 300/70), dal CCNL e dal CCNL 2 applicati, nonché da tutte le altre disposizioni legislative e regolamentari in materia.
6.5 - Sanzioni per gli Amministratori
Nel caso in cui riscontri una Violazione prevista dal precedente paragrafo 6.3, ovvero un’elusione fraudolenta di una regola contenuta nel medesimo paragrafo, da parte di uno o più degli Amministratori della Società, l’OdV informerà senza indugio il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale per le opportune valutazioni e provvedimenti.
6.6 - Sanzioni per i Sindaci
Nel caso in cui venga commessa una Violazione prevista dal precedente paragrafo 6.3, ovvero si verifichi un’elusione fraudolenta di una regola contenuta nel medesimo paragrafo, da parte di uno o più membri del Collegio Sindacale, l’OdV informa il Consiglio di Amministrazione e lo stesso Collegio Sindacale, e su istanza del Presidente del Consiglio di Amministrazione verrà convocata l’Assemblea dei Soci al fine di adottare gli opportuni provvedimenti.
6.7 - Sanzioni per Collaboratori, Fornitori, Partners e Terzi Nel caso in cui venga commessa una Violazione prevista dal precedente paragrafo 6.3, ovvero si verifichi un’elusione fraudolenta di una regola contenuta nel medesimo paragrafo, da parte di Collaboratori, Fornitori, Partners e Terzi, la Società, a seconda della gravità della violazione: (i) richiamerà formalmente i responsabili delle condotte al rigoroso rispetto delle disposizioni previste dalla legge e dal contratto; o (ii) avrà titolo, per espresso disposto contrattuale, di risolvere il contratto per inadempimento dei soggetti poc’anzi indicati.
7 - Registro delle violazioni e delle sanzioni
La Società istituirà uno specifico registro nel quale l’ODV segnalerà le violazioni e le elusioni fraudolente delle regole contenute nel Modello, con indicazione dei relativi responsabili e delle sanzioni adottate nei loro confronti.
Nei rapporti con i Terzi, l’iscrizione in tale registro comporta il divieto di instaurazione di nuovi rapporti contrattuali con i soggetti interessati, salvo diversa decisione del Consiglio d’Amministrazione
[1]Così testualmente: Circolare Assonime, in data 19 novembre 2002, n. 68. In dottrina v. anche: Zanalda-Barcellona, La responsabilità amministrativa delle società ed i modelli organizzativi, Milano, 2002, pag. 12 e ss; Santi, La responsabilità delle Società e degli Enti, Milano, 2004, pag. 212 e ss.; Bassi – Epidendio, Enti e responsabilità da reato, Milano, 2006, pag. 158 e ss.; Zanardi – Baggio – Rebecca, Responsabilità amministrativa delle imprese, Il Sole 24 Ore, 2008. In giurisprudenza, di particolare interesse l’ordinanza del GIP Salvini, emessa in data 27 aprile 2004, nella quale uno dei soggetti autori dei reati da cui è derivata la responsabilità amministrativa dell’ente, ovvero un consulente della società impiegata – quindi estraneo all’organigramma aziendale – è stato considerato soggetto sottoposto.
[5] Il reato di “Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni dei responsabili della revisione legale” era originariamente previsto dall’art. 2624 c.c. abrogato dall’art. 37, comma 34, del D. Lgs. 39/2010, ora riprodotto, con alcune modificazioni, nell’art. 27 del D. Lgs. 39/2010. La migrazione di questa fattispecie delittuosa dalla disciplina codicistica a quella del D. Lgs. 39/2010 ha comportato diversi problemi di coordinamento tra la norma abrogata e la nuova formulazione, anche in relazione alle disposizioni di cui al D. Lgs. n. 231/2001, dato che l’art. 25-ter, comma 1, lett. g) mantiene in vigore un rinvio ad una norma oramai abrogata. A causa del mancato coordinamento tra la legge abrogativa e il Decreto, è controversa l’applicabilità della responsabilità amministrativa degli enti ex D. Lgs. n. 231/01 con riferimento a tale fattispecie delittuosa. Da ultimo, è intervenuta la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, che con sentenza in data 23 giugno 2011 (di cui ancora non sono pubblicate le motivazioni) ha privilegiato un’impostazione formale, negando la possibilità di configurare una responsabilità amministrativa dell’ente a fronte di disposizioni normative successivamente emanate la cui fattispecie richiama la condotta di reati in origine previsti, se tali nuovi reati non risultano inclusi nell’elenco dei reati previsti (nel caso in esame) dall’articolo 25-ter del D. Lgs. n. 231/2001.
[6] Articolo introdotto con Legge del 6 novembre 2012, n. 190 e in vigore dal 28 novembre 2012
[7] Il presente articolo è stato introdotto dall’art. 4, comma 1, della Legge 3 agosto 2009 n. 116, senza tenere conto dell’inserimento di una disposizione con identica numerazione prevista dall’art. 15, comma 7, lettera c) della Legge 23 luglio 2009 n. 99, che ha introdotto i reati indicati al punto xiii).
[9] Il presente articolo è stato introdotto dall’art. 4, comma 1, della Legge 3 agosto 2009 n. 116, senza tenere conto dell’inserimento di una disposizione con identica numerazione prevista dall’art. 15, comma 7, lettera c) della Legge 23 luglio 2009 n. 99, che ha introdotto i reati indicati al punto xiii).
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References: art. 321
 art. 319
 art. 321
 art. 321
 art. 2624
 art. 259
 art. 260
 art. 260
 articolo 22
 sentenza 
 articolo 6
 art. 2095
 sentenza