Source: http://www.meltingpot.org/Il-Diritto-in-Europa-esiste-ancora.html
Timestamp: 2017-04-27 22:43:32+00:00

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Il Diritto, in Europa, esiste ancora? - Progetto Melting Pot Europa
Pietro Giovanni Panico, laureando in Scienze Politiche.
Riceviamo e pubblichiamo questa interessante analisi delle leggi europee fatta da Pietro Giovanni Panico, laureando in Scienze Politiche.
L’unione Eruopea è stata concepita dai padri fondatori per unire ed accogliere, per scongiurare guerre e seminare pace, per creare uno spazio ampio di armonia e benessere, ma adesso sembra tradire sempre di più le proprie origini, creando quelli che possono essere definiti i campi di concentramento del nuovo millennio e lasciando che il Mediterraneo si colori del sangue dei profughi e dei disperati.
Nonostante le sollecitazioni di Papa Francesco e di migliaia di volontari, quanto filtra è un’ Europea che continua a sbarrare le porte ai migranti assumendo sempre di più la posizione poco edificante di Ponzio Pilato: nessun intervento a favore degli sfollati, solo azioni da squadristi e blitz violenti nelle tendopoli.
Mentre ploriferano nazionalismi e pseudo difensori della cristianità, mentre la destra estrema si espande a macchia d’olio, mentre preoccupanti analogie con gli anni trenta del Novecento si diffondono, l’Europa sceglie di non scegliere. L’Unione-Ponzio Pilato chiude gli occhi sui richiedentii asilo che ricordano sempre di più la passione di Cristo, stringendo patti ambigui con la Turchia-Erode.
L’UE sembra sempre di più un colosso dai piedi di argilla, un gigante tentennante e con la camminata poco fluida, tradendo le proprie stesse fondamenta, prendendo decisioni basate più su teorie economiche e meri interessi nazionali, lasciando che il luogo comune "l’immigrato ruba il lavoro" si espanda a macchia d’olio quando, è cosa nota, gli extra-comunitari fanno quei lavori che noi italiani non vogliamo più fare: raccoglitori di olive, arance, pomodori.
L’italia, nonostante non possa esssere considerata in materia un esempio da seguire ad occhi chiusi, ha tuttavia negli anni raccolto e fatto tesoro di best practices. Tra le tante, la lotta alla criminalità organizzata è partita spessso dagli extra-comunitari: a Rosarno, dove gli africani protestarono contro la ’Ndrangheta. A Palermo, dove i commercianti del Bangladesh si sono rifiutati di pagare il pizzo denunciando Cosa Nostra.
Un’Europa che vede ostinatamente e testardamente soltanto le leggi dei numeri economici e che chiude gli occhi sui dati tremendi delle morti in mare, è un’Europa robotica e senza cuore, che difficilmente potrà riacccendere la fiamma dei valori con cui pretende di legare popoli e culture.
L’ONU afferma che sono settecento, settecento, i morti nel Mar Mediterraneo degli ultimi giorni. L’Europa calpesta i propri articoli, la propria Carta dei diritti fondamentali, il Trattato di Nizza, il Trattato di Lisbona e le varie direttive in tema di asilo politico.
ARTICOLO 2 TUE: "L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, dell’eguaglianza dello Stato di Diritto e del rispetto dei diritti umani."
Lo sgombero del campo di Idomeni, nella modalità molto simile ad una vera e propria deportazione, evidenzia una conflittualità verso il rispetto dei diritti umani. Infatti, lo sgombero è avvenuto forzando la resistenza dei profughi e abbattendo le tende con durezza.
I giornalisti e gli attivisti indipendenti sono stati caricati e allontanati dalla Polizia, violando anche l’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali che prevede:
“ Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. (Libertà di espressione e d’informazione)”.
ARTICOLO 6 TUE: "L’Unione riconosce i diritti, le libertà e principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea del 7 Dicembre 2000 a Strasburgo, che ha lo stesso valore giuridico dei Trattati.”
ARTICOLO 78 TFUE "L’Unione deve offrire uno status appropriato a qualsiasi cittadino di un paese terzo che necessita di protezione internazionale e garantire il rispetto del principio di non respingimento in conformità alla Convenzione di Ginevra del 28 Luglio 1951 e al protocollo del 1 gennaio 1967 relativi allo status dei rifugiati”.
Quindi, il divieto di espellere o respingere i rifugiati e i richiedenti asilo verso luoghi in cui la loro vita o la loro libertà sarebbero in pericolo per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un particolare gruppo sociale o per la loro opinione politica (principio c.d. di non-refoulement)
Il respingimento, l’espulsione, l’allontanamento dei profughi e quindi il fatto che essi vengano rimandati nei luoghi d’origine dove sangue e devastazione la fanno da padrone, dove i gruppi terroristici hanno molto piede e dove è in corso una guerra tra le più sanguinose della storia recente prevede che questi siano consegnati alla morte. (Il conto delle vittime in Siria, aggiornato all’11 Febbraio 2016 dal Syrian Centre for Policy Research, è di 470000 morti e 1,9 milioni di feriti. Più della metà della popolazione è sfollata e l’aspettativa di vita è scesa da 70 a 55 anni. Quindi, l’11,5 % della popolazione è morta, le perdite economiche sono state in totale di 255 milardi di dollari.)
Lo stesso art. 78 TFUE abilita quindi il legislatore europeo ad adottare misure per:
* uno status uniforme in materia di asilo a favore dei cittadini di Paesi terzi, valido in tutta l’Unione
*protezione per i cittadini di un Paese terzo che pur non beneficiando dell’asilo europeo necessitano di protezione internazionale
* un sistema valido di protezione verso gli sfollati in caso di afflusso massiccio
Si evince che l’Europa viene meno anche all’articolo 78 TFUE poichè blocca le frontiere lasciando il comando delle operazioni alla Turchia.
L’accordo UE-Turchia prevede:
1) Tutti i nuovi migranti irregolari che hanno compiuto la traversata dalla Turchia alle isole greche a decorrere dal 20 marzo 2016 saranno rimpatriati in Turchia.
2) I migranti che giungeranno sulle isole greche saranno debitamente registrati e qualsiasi domanda d’asilo sarà trattata individualmente dalle autorità greche conformemente alla direttiva sulle procedure d’asilo, in cooperazione con l’UNHCR. I migranti che non faranno domanda d’asilo o la cui domanda sia ritenuta infondata o non ammissibile ai sensi della suddetta direttiva saranno rimpatriati in Turchia.
3) L’UE, in stretta cooperazione con la Turchia, accelererà ulteriormente l’erogazione dei 3 miliardi di euro inizialmente assegnati nel quadro dello strumento per i rifugiati e garantirà il finanziamento di ulteriori progetti per le persone oggetto di protezione temporanea identificati con un tempestivo contributo della Turchia.
In soldoni e in parole povere: l’Unione ha versato tre miliardi di euro alla Turchia per far sì che i profughi che scappano disperati dalla Siria siano respinti con ogni mezzo. Poco importa se è con fucili e mitragliatrici. I profughi già presenti al confine con l’Europa NON verranno fatti entrare in territorio europeo ma deportati tutti quanti in Turchia dove: o dovranno ritornare a Damasco e nelle altre città vicine, oppure verranno resi schiavi e fatti vivere e in prigione e in appartamenti di poche decine di metri quadri, ammassati a centinaia e fatti dormire l’uno sopra l’altro in situazioni igienico sanitarie precarie.
Con questo accordo l’intero articolo 78 TFUE crolla, viene violato nelle sue fondamenta e principi poichè è facile intuire che l’UE non si impegnerà a dare visto e asilo agli sfollati ma se ne laverà le mani scaricando tutto quanto sulle mani della Turchia, nazione peraltro non allineabile con i principi democratici dell’UE poichè Erdogan è protagonista di una campagna repressiva nei confronti delle minoranze, della libertà di stampa, di parola e di pensiero. Quindi, Bruxelles stringe un accordo con Ankara, nonostante quest’ultima cozzi violentamente con tutto l’ordinamento UE.
Carta dei diritti fondamentali (con il Trattato di Lisbona acquista efficacia vincolante): Articolo 2: "Ogni persona ha diritto alla vita." (Diritto alla vita)
Articolo violato poichè con i respingimenti e le espulsioni si condannano i profughi alla morte. E’ facilmente intuibile come le stime del Syrian Centre for Policy Research sopra elencate facciano capire che chi resta o torna in Siria è consegnato alla morte.
Articolo 3: "Ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica. (Diritto all’integrità della persona)
La violenza con cui è stato sgomberato il campo di Idomeni, l’uso di granate assordanti e proiettili di gomma prima del disfacimento della tendopoli, le modalità da ’deportazione’ attuate minano l’integrità fisica e psichica di uomini, anziani, donne e bambini.
Articolo 4: "Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti." (Proibizione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti)
Sfollati caricati in bus, portati in accampamenti immersi nel fango e cattivo odore: trattamenti inumani.
Profughi rispediti in Turchia, ammassati nella carceri e resi schiavi: pene ingiuste e degradanti.
Articolo 5: " È proibita la tratta degli esseri umani."
L’accordo UE-Turchia ha il suono di tratta di esseri umani.
Bruxelles pagando tre miliardi ad Ankara chiude le frontiere e fa sì che vi sia uno scambio:
soldi, tanti soldi ed in cambio la Turchia prenderà i profughi presenti nel territorio europeo e li sbatterà o nelle carceri o nel mondo della schiavitù.
Articolo 18: "Il diritto di asilo è garantito nel rispetto delle norme stabilite dalla convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e dal protocollo del 31 gennaio 1967, relativi allo status dei rifugiati, e a norma del trattato sull’Unione europea e del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (in appresso denominati «i trattati»).
Le centinaia di migliaia di persone siriane fatte sgomberare da Idomeni e dalle altre tendopoli comportano la violazione dell’articolo 19, poichè si tratta di vere e proprio espulsioni collettive ed l’allontamento che porta l’immigrato ad andare:
o in Turchia, verso una vita di sfruttamento o carcere.
o in Siria, verso morte certa.
Inoltre, all’interno del nuovo Regolamento Dublino (Regolamento UE n° 604/2013) che si ricollega all’art.78 TFUE, viene sottolineato:
* il divieto di trasferire un richiedente asilo se sussistono concreti rischi di trattamenti inumani e degradanti nel momento in cui vengo respinto e quindi espulso.
* Il dovere di fornire al richiedente informazioni e sostenere un colloquio personale sia prima che dopo la decisione di eventuale trasferimento.
Quanto avvenuto ad Idomeni, è facilmente intuibile, non rispetta il Regolamento.
Oltre al trasferimento, le informazioni ed i colloqui personali sono stati pressochè nulli.
Secondo la Direttiva 2011/95/UE, l’art.2 (d) enuncia:
«rifugiato»: cittadino di un paese terzo il quale, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, opinione politica o appartenenza a un determinato gruppo sociale, si trova fuori dal paese di cui ha la cittadinanza e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di detto paese, oppure apolide che si trova fuori dal paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale per le stesse ragioni succitate e non può o, a causa di siffatto timore, non vuole farvi ritorno, e al quale non si applica l’articolo 12;
Articolo 12 che illustra i casi di "Esclusione", cioè quando "Un cittadino di un paese terzo o un apolide è escluso dallo status di rifugiato."
La Direttiva, quindi, include nella protezione e nello status di rifugiato sia coloro che sono perseguitati, sia coloro che non beneficiano di alcuna protezione all’interno del loro Paese.
Coloro ritenuti rifugiati hanno il Diritto di Asilo essendo non includibili in nessun modo nel registro di "Esclusione", quindi è compito e dovere dell’Unione accoglierli al proprio interno.
I profughi siriani che scappano, quindi, dovrebbero beneficiare dell’asilo poichè sia scappano perchè perseguitati nel loro paese, sia perchè il ritorno in patria costuisce un timore concretissimo per la loro stessa vita, sia perchè la Siria non può garantire affatto alcun tipo di protezione per i propri cittadini.
E’ facile intuire, quindi, che lo sgombero della tendopoli di Idomeni insieme alla conseguente non-accoglienza sia una violazione molto forte e violenta della Direttiva 2011/95/UE.
Si nota, quindi, che l’Europa sta violando leggi su leggi, diritti su diritti e sta calpestando violentemente la propria Carta dei Diritti Fondamtali, cardine dell’ordinamento europeo stesso.
Sorge una considerazione: un’Europa che calpesta il proprio cardine, le proprie fondamenta, che possibilità ha di rimanere in piedi e non crollare?

References: ARTICOLO 2

ARTICOLO 6

ARTICOLO 78
 art. 78
 articolo 78
 Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 18

Articolo 12