Source: https://www.laleggepertutti.it/126910_lesione-di-legittima-e-donazione-con-riserva-di-proprieta
Timestamp: 2018-05-24 06:26:36+00:00

Document:
Lo sai che? Lesione di legittima e donazione con riserva di proprietà
Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 5 maggio – 19 luglio 2016, n. 14747
Assunta la causa in decisione, la Corte disponeva con ordinanza la separazione del giudizio riunito proposto dalla Bandita di Bettolle s.r.l. nei confronti di S.Y. , relativamente alle cause di convalida di sfratto per finita locazione dell’immobile in (omissis), dalle cause riunite introdotte da S.Y. , rilevando che i profili di connessione oggettiva che avevano fondato la riunione erano venuti meno per il giudicato formatosi relativamente alla successione di S.O. , da cui era risultato provenire l’immobile stesso. Con sentenza in pari data la Corte di Appello, definitivamente pronunciando, dava atto del carattere definitivo della sentenza n. 739/1993 della stessa Corte limitatamente alla causa separata; dava altresì atto che con l’accertamento della cessazione alla data del 31-12-1986 del rapporto locatizio relativo all’appartamento di (omissis) intercorso tra la società Bandita di Bettolle e il conduttore S.Y. , di cui alla sentenza del Tribunale di Genova n. 535/1991, la Corte aveva respinto l’impugnazione principale sul punto proposta da S.Y. e accolto l’appello incidentale proposto dalla società Bandita di Bettolle; condannava il conduttore al rilascio dell’immobile.
Con altra ordinanza in pari data, la Corte di Appello dava atto che il giudicato formatosi in ordine alla sentenza n. 739/1993, non definitiva in parte qua, quanto alla successione di S.O. , concerneva la definizione di ogni rapporto per effetto della divisione con rinuncia alla collazione di cui alla scrittura privata in data 6-7-1979, esaustiva riguardo ad ogni cespite anche mobiliare, intervenuta tra i fratelli S.F., L. e Y., nonché la reiezione delle domande attoree di accertamento della consistenza dell’asse, di divisione giudiziale, di collazione, di rendiconto dell’amministrazione svolta dal convenuto S.F. , di riduzione e di nullità di alcune disposizioni contenute nel testamento del de cuius; che, quanto alla successione di P.R.P. , l’incontrovertibilità del giudicato atteneva alla reiezione della domanda attorea di collazione delle donazioni e di nullità dei prelegati; che, pertanto, residuavano alla cognizione del Collegio l’azione di riduzione relativa all’eredità materna, proposta da S.Y. , e l’azione riconvenzionale proposta da S.F. , volta all’accertamento del diritto del fratello Y. alla sua quota di legittima in ordine alla successione materna, con condanna del fratello stesso alla restituzione dell’eccedenza. La Corte territoriale, pertanto, disponeva un supplemento di indagini tecniche in relazione alla proposta azione di riduzione.
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 993/1996, ha rigettato il motivo di ricorso incidentale proposto sul punto da S.Y. , rilevando che il giudice di appello aveva, con motivazione sufficiente e logica, affermato che la tesi difensiva in questione “non era stata dimostrata neppure in minima parte, benché chi l’aveva sostenuta avesse avuto l’onere di fornire prove decisive e circostanziate dei suoi assunti“.
Deve, tuttavia, rilevarsi che nella menzionata scrittura privata del 6-7-1979 (il cui contenuto è stato interamente trascritto a pag. 58-61 del ricorso), i germani L. , F. e Y. hanno dato atto, al punto 3), che era praticamente impossibile stabilire quali delle assegnazioni immobiliari effettuate in loro favore dai genitori, indicate al punto 2), fossero “riferibili a liberalità del padre piuttosto che della madre“.
Così statuendo, il giudice del gravame non è incorso nel denunciato vizio di mancata corrispondenza tra chiesto e pronunciato, atteso che, al punto V) delle conclusioni di appello, trascritte nella sentenza impugnata, S.Y. aveva testualmente chiesto di “ordinare a S.F. di rendere conio di lutti gli atti di disposizione e di amministrazione (o di godimento) da lui compiuti sui beni appartenenti alla defunta P.P.R.M. e condannarlo ad ogni restituzione e risarcimento che risulteranno dovuti in esito al rendiconto stesso e/o in esito all’ulteriore istruttoria che sarà compiuta allo specifico oggetto“. Orbene, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, la domanda di rendiconto, così come formulata, non può ritenersi circoscritta ai soli atti di amministrazione dei beni materni posti in essere durante la vita della madre da S.F. .

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza