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Timestamp: 2019-10-19 10:11:32+00:00

Document:
Gianfranco Mannini (M5S Pisa) al 21 giorno di sciopero della fame per i diritti dei disabili - Movimento 5 Stelle Livorno
Gianfranco Mannini (M5S Pisa) al 21 giorno di sciopero della fame per i diritti dei disabili
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A fronte del pagamento delle tasse, il Servizio Sanitario Nazionale è obbligato per legge a fornire ai cittadini una serie di prestazioni. L’elenco di queste prestazioni costituisce i cosiddetti LEA (Livelli Essenziali di Assistenza),
ma i LEA definiscono unicamente gli aspetti sanitari.
Da molto tempo avrebbero dovuto infatti essere affiancati dai LIVEAS (Livelli essenziali di assistenza sociale), ma i LIVEAS non sono mai stati formalizzati dalla conferenza Stato Regioni. L’esistenza dei LEA ha in parte mitigato i tagli che la Sanità italiana ha subito costantemente anno dopo anno sotto governi di qualsiasi colore, perchè comunque non era legalmente possibile scendere sotto la soglia di spesa che avrebbe messo in discussione l’effettiva erogazione dei LEA. I tagli si sono quindi concentrati sulla spesa sociale, che, in assenza di un’esatta definizione dei LIVEAS, non ha mai avuto un elenco di prestazioni da fornire obbligatoriamente.
Per sollecitare la messa all’ordine del giono della questione LIVEAS nella prossime Conferenze Stato-Regioni dell’11 e 25 luglio, Gianfranco Mannini è in sciopero della fame.
Gli attivisti del MoVimento 5 Stelle di Pisa si stringono intorno a Gianfranco per quest’ennesima azione nonviolenta della sua vita, una vita dalla parte degli ultimi. Siamo fieri di averlo riportato in Comune, dove ricoprirà l’incarico di vice-presidente della seconda Commissione Permanente, quella che si occupa tra l’altro delle politiche socio-sanitarie. E siamo anche molto preoccupati per la sua salute, per cui ci auguriamo che la Regione Toscana si faccia promotrice quanto prima della messa all’ordine del giorno della definizione dei LIVEAS nelle prossime Conferenze Stato-Regioni. Il tema LIVEAS è stato sollevato dal MoVimento 5 Stelle anche in Senato, (cliccare su “ALLEGATO B”, Mozioni, 1-00087).
Di seguito la lettera che Mannini ha inviato a varie Autorità per preannunciare la propria iniziatva.
Al Presidente del Consiglio della Regione toscana
All’assessore al Diritto alla salute
Al Presidente della 1^ Commissione permanente
Al Presidente della 4^ Commissione permanente
p. c. Ai Ministri della Sanità, del lavoro e politiche sociali,
Al Difensore civico della Regione Toscana
Al Comitato di Partecipazione Asl 5 – Pisa
Oggetto: convocazione “Conferenza Stato – Regioni – Enti locali” per la definizione dei LIVEAS (Livelli Essenziali prestazioni Sociali) ai sensi dell’art. 46 della legge 289/02
Il sottoscritto Gianfranco Mannini, in qualità di consigliere del Comune di Pisa per il Movimento 5 Stelle, delegato provinciale ADUC e Presidente del Coordinamento Etico Nazionale dei Caregiver
In violazione della legge 833/78 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale e del D.lgs 502/92 art. 3-septies, comma 4. (Le prestazioni sociosanitarie a elevata integrazione sanitaria sono caratterizzate da particolare rilevanza terapeutica e intensità della componente sanitaria e attengono prevalentemente alle aree materno-infantile, anziani, handicap, patologie psichiatriche e dipendenze da droga, alcool e farmaci, patologie per infezioni da HIV e patologie in fase terminale, inabilità o disabilità conseguenti a patologie cronico-degenerative. 5. Le prestazioni sociosanitarie a elevata integrazione sanitaria sono assicurate dalle aziende sanitarie e comprese nei livelli essenziali di assistenza sanitaria, secondo le modalità individuate dalla vigente normativa e dai piani nazionali e regionali, nonché dai progetti-obiettivo nazionali e regionali,, l’anziano malato cronico, costretto al ricovero in una RSA per garantirsi la continuità delle cure che rientrano, appunto, nei Livelli Essenziali Assistenziali deve, diversamente da tutti gli altri malati, compartecipare al 50% della retta relativa alle attività sociali accessorie alle cure di cui necessita. Ciò ai sensi e per gli effetti dell’art. 54 della legge 289/02.
Il legislatore, evidentemente conscio della forzatura con cui, nel caso degli anziani malati cronici, il diritto a cure essenziali (LEA) viene parzialmente ridotto ad intervento di natura sociale, attenuava la palese discriminazione, disponendo che, prima di dare forza di legge al richiamato art. 54, Governo e Regioni, e Comuni in attuazione degli artt. 2 comma 3 e
24 della legge 328/00 e, in seguito da quanto “comandato dall’art. 46 della stessa 289/02 definissero, per finanziarli, i LIVEAS (Livelli Essenziali delle prestazioni sociali). Nell’ovvia considerazione che per rendere esecutivo l’art.54 con il quale il 50% della retta viene ad essere considerata “Servizio sociale agevolato”, è necessario indicare le modalità della copertura finanziaria da parte di Stato, Regioni e Comuni. Al pari delle modalità con le quali è stata già definita la compartecipazione dell’assistito, chiamato a contribuire in proporzione alle disponibilità economiche personali, definite ai sensi della normativa ISEE.
Invece, nelle more della mancata definizione dei LIVEAS , la Regione Toscana, ha “utilizzato” strumentalmente l’inerzia di Governo e Regioni per “inventare” la legge 66/08 con la quale, applicando l’art. 54 “in via transitoria e in attesa della definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale (LIVEAS) e del loro relativo finanziamento”, ha imposto, di fatto, che questi “In via transitoria” siano finanziati totalmente dall’assistito e dai suoi parenti più stretti (!?): “la quota di compartecipazione dovuta dalla persona assistita ultrasessantacinquenne è calcolata tenendo conto altresì della situazione reddituale e patrimoniale del coniuge e dei parenti in linea retta entro il primo grado”.
Una “invenzione” Giuridica con la quale la Regione Toscana evoca strumentalmente una norma priva di efficacia, non avendo copertura finanziaria, per obbligare “IN VIA TRANSITORIA” l’anziano e i suoi parenti più stretti a sostenere i costi delle cure sanitarie di cui, altrimenti, devono farsi carico SSN, Regioni e Comuni.
“Invenzione” giuridica che, contrasta, non solo con quanto disposto dai principi dettati dallo Stato con il combinato disposto tra l’art. 25 della L328/00 e l’art, 3 comma 2 ter del D.lgs 109/98 come modificato dal D.lgs 130/00, ma anche con il diritto mondiale, rappresentato dalla “Convenzione ONU del 2006 sui diritti delle persone anziane e con disabilità”.
art. 3 – I principi della presente Convenzione sono: (a) il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, e l’indipendenza delle persone; (b) la non discriminazione. Convenzione, come noto, ratificata dallo Stato italiano con la Legge 3 marzo 2009, n. 18. La Corte Costituzionale chiamata dal TAR della Toscana ad esprimersi sulla legittimità Costituzionale dell’art. 14 della legge regionale n. 66 del 2008, con sentenza n. 296 /12 l’ ha sorprendentemente dichiarato legittimo, ma….in via TRANSITORIA (!?) prendendo atto, senza nulla eccepire sui loro comportamenti omissivi che, i tre Presidenti del Consiglio dei Ministri che si sono succeduti dal 2002 ad oggi (Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Monti), non hanno provveduto a dare attuazione al’art. 46, comma 3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289: “ quale norma varata espressamente al fine di predisporre la definizione e l’adozione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali (LIVEAS), assegnando il potere di proposta ai ministeri competenti (lavoro e politiche sociali, Economia e Finanze), d’intesa con la Conferenza unificata Stato Regioni”.
Lo scrivente, a fronte di questa grave e riconosciuta “omissione”, suo malgrado, è “costretto” a pensare ad una esplicita volontà omissiva da parte delle istituzioni coinvolte (Stato, Regioni e Comuni), per non trovarsi nell’obbligo di provvedere al finanziamento dei costi dei LIVEAS, e scaricarne, così, i costi sulle famiglie(!?).
La Regione Toscana, infatti, nella memoria costitutiva, relativa alla richiamata sentenza dell’Alta Corte, afferma testualmente: “la legge 66/08 è – difforme – dai i principi universalistici previsti dalla legge n. 328 del 2000, “ma essa è stata resa necessaria dall’inerzia dello Stato, che non ha provveduto alla definizione ed al finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, lasciando le Regioni e gli enti locali nella impossibilità pratica di dare attuazione al principio contenuto nell’art. 3, comma 2 ter, del decreto legislativo n. 109 del 1998”. Norma, quest’ultima che,, appunto, prevede la compartecipazione del solo “Utente”. Di contro, il sottosegretario dell’ex Governo Monti, Maria Cecilia Guerra, durante l’incontro con i malati di SLA dell’ottobre 2012 ha affermato che, le Regioni, pur convocate, non intervengono al tavolo della conferenza Stato – Regioni per la definizione dei LIVEAS (!?)
Atteggiamento omissivo e reiterato… nei 10 anni trascorsi, nonostante si siano tenute numerose conferenze Stato Regioni ed autonomie locali (almeno 30), come previsto dal decreto 28 agosto 1997, n. 281, art. 8, commi 3 e 4, la definizione dei LIVEAS , non risulta mai essere stata posta in discussione (!?). Una sentenza, TRANSITORIA dunque, che invece di essere ispirata dal Diritto, risulta articolata sulla reiterata e complice inadempienza di Stato e Regioni che, dall’anno 2002 disattendono l’obbligo di provvedere alla definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni, quale atto fondamentale per stabilire la ripartizione del finanziamento tra Stato, Regioni e Comuni.
Una sentenza con la quale la Corte Costituzionale ritiene legittimo “in via transitoria” esercitare una inaudita forma di discriminazione nei confronti di persone già colpite duramente dalla vita, costringendole, insieme ai parenti più stretti, a sostenere le spese per cure essenziali, dovute, invece da Stato, Regioni e Comuni(!?).
Per quanto premesso il sottoscritto
Alla SS. LL. di dare disposizioni per la convocazione urgente della “Conferenza Stato Regioni” con all’ordine del giorno “Definizione e finanziamento dei LIVEAS in attuazione dell’art 46 della legge 289/02 e dei diritti di anziani e disabili. InformandoLe che, trascorsi 15 gg dalla notifica della presente, il sottoscritto come forma estrema di dialogo con le SS. LL., inizierà un digiuno a cui porrà fine solo quando Governo e Regioni avranno deciso la data della “conferenza” nella quale definire i LIVEAS.

References: art. 3
 art. 54

art. 3
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 sentenza