Source: https://fr.scribd.com/document/270597291/Comitato-Di-Solidarieta-Per-Le-Vittime-Dei-Reati-Di-Tipo-Mafioso-2014
Timestamp: 2019-08-26 10:19:03+00:00

Document:
L’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE N 693 DEL 18 LUGLIO 2008 CHE HA VISTO COME RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO L’ARCHITETTO CANNOVA GIANFRANCO, CON LA QUALE LA ITALCEMENTI AVANZA RICHIESTA DI RINNOVO NON PUO’ TROVARE ACCOGLIMENTO IN QUANTO IL DECRETO SU CUI SI CHIEDE IL RINNOVO E’ DECADUTO SIN DAL 17 LUGLIO 2010 PER INOSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI INSERITE NEL DECRETO 693 18 LUGLIO 2008 LA CONFERMA DI QUANTO SOPRA SI EVINCE DALLA CONVOCAZIONE DI UN TAVOLO TECNICO PER IL GIORNO 09/06/2011 ALLE ORE 11 DEL SERVIZIO 2 VIA VAS DIRETTO DAL DOTTOR NATALE ZUCCARELLO . IL TAVOLO TECNICO CONVOCATO DAL DIRIGENTE RESPONSABILE DR NATALE ZUCCARELLO AVEVA IL COMPITO DI: “verificare se la societa’ italcementi s.p.a. ha provveduto a dare corso alla attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto di riferimento “ QUINDI NON SI PUO’ AVANZARE UNA RICHIESTA DI RINNOVO SU UN DECRETO CHE NON ESISTE NON RISULTANDO ALCUN INTERVENTO VOLTO AD UNIFORMARSI ALLE PREVISIONI DELLA AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE CONCESSA NEL 2008, COMPORTA UNA GRAVE RESPONSABILITA’ PER L’AITALCEMENTI S.p.a. CHE HA CONTINUATO AD UTILIZZARE UN IMPIANTO ALTAMENTE INQUINANTE E NOCIVO PER LA SALUTE DEI CITTADINI, OLTRE AD ESSERE FORIERA DI RESPONSABILITA’ ANCHE PER L’AMMINISTRAZIONE REGIONALE PER I SUOI AGENTI CHE RIMANENDO INERTI SONO SOLIDAMENTE RESPONSABILI CON LA ITALCEMENTI S.p.a., PER I DANNI ALLA SALUTE DEI CITTADINI. NON RISULTA CHE L’AMMINISTRAZIONE ABBIA MAI EFFETTUATO ALCUN CONTROLLO IN ORDINE ALL’ADEMPIMENTO DELLE PRESCRIZIONI IMPOSTE NEI TERMINI PREVISTI DALL’A.I.A. Sempre in merito alla procedura A.I.A. Il 9 febbraio 2007 protocollo 10741 il 2° servizio VIA VAS nel rispondere a quanto richiesto con nota prot arta 75686 del 2.11.206 della ITALCEMENTI tendente ad ottenere L’AUTORIZZAIONE INTEGRATA AMBIENTALE comunicava alla ITALCEMENTI che la richiesta avanzata doveva essere sottoposta a procedura di Valutazione Di Impatto Ambientale La comunicazione a firma del Dirigente responsabile del servizio 2° VIA-VAS ingegnere VINCENZO SANSONE Nella conferenza dei servizi del 21.11.2007 il responsabile del procedimento architetto CANNOVA GIANFRANCO comunica i presenti di “ aver ricevuto una nota 2132 del 20.11.07 col quale si informa che la pratica di V.I.A. e’ in fase istruttoria e che sarà cura dell’U.O. trasmettere le risultanze alla conclusione del procedimento” Nella conferenza dei servizi del 31.1.2008 il responsabile del procedimento architetto CANNOVA GIANFRANCO comunica i presenti di “ aver ricevuto una nota 138 del 25.01.08 col quale si informa che la pratica di V.I.A. e’ in fase istruttoria e che sarà cura dell’U.O. trasmettere le risultanze alla conclusione del procedimento” La Italcementi chiede “ di rilasciare l’Autorizzazione Integrata Ambientale relativo all’impianto attuale includendo il coke di petrolio, ad esclusione della conversione tecnologica da via semisecca a via secca che era stata proposta come adeguamento alle BAT. Lo stesso verrà riproposto dal momento in cui sarà rilasciata la Valutazione Impatto Ambientale sul progetto presentato.” I presenti nicchiano daranno risposte in futuro….. cioè mai……. Nella conferenza dei servizi del 20.02.2008 responsabile del procedimento architetto CANNOVA GIANFRANCO Presenzia l’ingegnere Sansone Vincenzo Servizio 2 ARTA non accenna minimamente alla richiesta inoltrata dal suo ufficio con nota 10741 il 2° servizio del 9 febbraio 2007 con la quale si subordina l’A.I.A. alla Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. L’ASL di Carini attraverso il dr. Pecocaro dichiara “ non essere in possesso di alcun progetto per poter valutare l’argomento odierno”. http://isoladellefemminerifiutiamoirifiuti.blogspot.it/2015/03/blog-post_22.html
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CdA di Milano: commento alla sentenza n. 643/2013
9_Norme Sulla Giurisdizione
diritto internazionalw privato- appunti
attingimento eccessivo
14 10 08 newsletter 179.doc
COMMISSARIO PER IL COORDINAMENTO
DELLE INIZIATIVE DI SOLIDARIET PER LE VITTIME DEI
REATI DI TIPO MAFIOSO
di cui allarticolo 4, comma 2, d.P.R. 19 febbraio 2014 n.60
ATTIVIT 2014 DEL COMITATO
DI SOLIDARIET PER LE VITTIME
DEI REATI DI TIPO MAFIOSO
di cui allarticolo 2, comma 10, d.P.R. 19 febbraio 2014 n.60
I - Domande di accesso al Fondo di rotazione
II - Attivit deliberativa
III - Contenzioso
IV - Questioni applicative della legge 22 dicembre 1999
n. 512 e proposte di modifica normativa
V - Regolamento di attuazione
VI - Programma di informazione
La presente relazione espone gli aspetti fondamentali dellattivit
dellUfficio del Commissario e del Comitato di solidariet per le vittime
dei reati di tipo mafioso, con lillustrazione dei dati statistici, le pi
significative iniziative assunte, nonch le proposte di modifica della
normativa, avanzate al fine di razionalizzare la materia e adeguarla alla sua
originaria ratio ispiratrice.
Lattivit svolta nellanno 2014, in linea di continuit con gli anni
precedenti, stata rivolta prioritariamente ad assicurare la massima e
tempestiva fruizione dei benefici previsti dalla legge, garantendo una pi
soddisfacente risposta dello Stato alle legittime aspettative delle vittime.
Dallanalisi dei dati relativi alle delibere adottate dallentrata in vigore
della legge 22 dicembre 1999, n. 512, ad oggi, risulta che negli ultimi
quattro anni stato prodotto un numero di delibere (n. 3676) nettamente
superiore (+57%) a quello registrato nei dieci anni precedenti (2337
delibere dal 2000 al 2010), cos come limporto complessivo corrisposto
alle vittime nellultimo quadriennio (184.464.851,16) risulta pressoch
pari ai due terzi dellimporto erogato nei precedenti dieci anni
(271.439.560,08).
Tale risultato il prodotto dellintensificazione dellattivit
deliberativa del Comitato di solidariet delle vittime dei reati di tipo
mafioso che si tradotta nell azzeramento delle istanze pendenti relative
agli scorsi anni, reso possibile anche dalle maggiori disponibilit
finanziarie realizzate con lunificazione dei previgenti Fondi nellunico
Fondo di solidariet per le vittime dei reati di tipo mafioso, dellestorsione
e dellusura, ampiamente esposta nelle precedenti relazioni.
Nel corso dellanno stato emanato, su impulso e con il contributo
sostanziale dellUfficio del Commissario, il d.P.R. 19 febbraio 2014, n. 60,
(Regolamento recante la disciplina del Fondo unificato), oggetto di un
lungo e laborioso iter, che ha consentito di adeguare, armonizzare e
coordinare le disposizioni dei previgenti regolamenti relativi al Fondo
vittime della mafia (d.P.R. 20 maggio 2001, n. 284) e quello relativo al
Fondo di solidariet per le vittime delle richieste estorsive e dellusura
(d.P.R. 16 agosto 1999, n. 455).
Particolare rilievo rivestono le proposte di modifica normativa,
formulate per assicurare una maggiore conformit alla ratio ispiratrice della
legge n. 512 del 1999, che, portate ripetutamente allattenzione dei vertici
istituzionali, sono state finalmente recepite in un disegno di legge di
iniziativa governativa.
Domande di accesso al Fondo di rotazione
Nel 2014 sono pervenute, tramite le Prefetture - Uffici Territoriali del
Governo, complessivamente 978 istanze di accesso al Fondo di rotazione
(+ 7% rispetto al 2013), per un importo totale di 38.850.620,35.
Il 90% delle istanze provengono dalle regioni meridionali
tradizionalmente pi esposte ai fenomeni mafiosi:
n. 590 dalla Sicilia, da cui provengono il 60% delle istanze;
n. 230 dalla Campania (24% delle istanze), dove si registra un
incremento del 6% rispetto allanno precedente;
n. 69 dalla Toscana (7% delle istanze) prodotte dalle vittime
della strage di via dei Georgofili;
n. 49 dalla Calabria (5% delle istanze) con un incremento del
9% rispetto al 2013;
n. 20 dal Veneto (2% delle istanze) mentre nellanno precedente
non si registrata alcuna domanda;
n. 10 dalla Puglia (1% delle istanze) con un decremento del 76%
rispetto al 2013);
n. 10 dalle altre regioni (1% delle istanze), tra cui la Lombardia
con 6 istanze, la Basilicata con 3 e la Sardegna con 1 istanza.
DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA DELLE DOMANDE
DI ACCESSO AL FONDO DI ROTAZIONE ANNO 2014
RAFFRONTO ANNI 2011-2012-2013-2014
Analizzando il dato a livello provinciale, anche per lanno in esame
risulta che la provincia da cui proviene il maggior numero di domande
Palermo(418), seguita da Napoli (194), Firenze (67), Caltanissetta (56),
Caserta (32), Trapani (28), Agrigento (26) e Reggio Calabria (24).
PROVINCE MAGGIORMENTE INTERESSATE
Per quanto riguarda la tipologia delle istanze, quelle presentate da
privati rappresentano il 53% del totale (515), mentre il 47% costituito
dalle istanze prodotte dagli Enti e dalle Associazioni (463), limitatamente
al rimborso delle spese processuali.
TIPOLOGIA ISTANTI
Attivit deliberativa
Lattivit deliberativa dellanno (1107 delibere) risulta pressoch
equivalente a quella del 2013 (1111 delibere); proseguita quindi
unintensa attivit in termini di decisioni e di definizione dei procedimenti,
che ha azzerato larretrato relativo agli anni precedenti.
La somma complessivamente deliberata nel corso dellanno per il
risarcimento dei danni alle vittime della mafia di 36.441.741,93.
Le 1107 delibere adottate dal Comitato nel corso dellanno in esame si
possono suddividere nelle seguenti tipologie:
nr. 906 di accoglimento o parziale accoglimento delle istanze;
nr. 185 di reiezione;
nr. 10 di rettifica, conferma, archiviazione;
nr. 5 di annullamento, revoca, recupero somma;
nr. 1 di carattere generale.
TIPOLOGIA DELIBERE COMITATO
DELIBERE ADOTTATE NELLULTIMO QUADRIENNIO
DELIBERE ADOTTATE NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI
Come gi anticipato nellintroduzione e si evince dal grafico seguente,
le delibere adottate negli ultimi quattro anni (3676) sono superiori del 57%
rispetto a quelle relative ai dieci anni precedenti (2337).
Le ragioni che hanno determinato il mancato o parziale accoglimento
delle domande di accesso al Fondo vanno individuate:
nei motivi ostativi ex art. 2 ter legge 28 novembre 2008, n. 186,
riguardanti i requisiti soggettivi della vittima deceduta in conseguenza della
consumazione dei reati indicati allart. 4, comma 1, della legge 22
dicembre 1999, n. 512;
nel mancato riconoscimento nella sentenza a carico del reo
dellaggravante mafiosa di cui al sopra citato art. 4;
nella limitazione, per gli enti o le associazioni, del diritto di
accesso al Fondo al solo rimborso delle spese processuali ex lege 15 luglio
2009 n. 94.
In ottemperanza alle indicazioni formulate negli ordini del giorno n.
9/5369 e 9/5369/23 del 31 luglio 2012, approvati dal Governo in sede di
conversione in legge del decreto legge 20 giugno 2012, n. 79, e in
conformit ad un orientamento gi espresso in tal senso dal Comitato per
lanno 2013, lOrgano collegiale ha confermato anche per il 2014 il
pagamento in ununica soluzione delle somme richieste a titolo di
risarcimento del danno o di provvisionale, oltre che delle somme relative
alla rifusione delle spese e degli oneri di costituzione e di difesa.
Lattivit del settore del contenzioso ha registrato nel 2014 la
trattazione di oltre il doppio degli atti relativi a ricorsi avverso delibere del
Comitato (39 a fronte dei 18 nellanno precedente).
RICORSI AVVERSO DELIBERE DEL COMITATO
A tale riguardo, corre lobbligo di segnalare un certo numero di
decisioni giudiziarie sfavorevoli al Comitato che questo Ufficio ha ritenuto
comunque di dover appellare, con contestuale richiesta di sospensione della
provvisoria esecutivit della sentenza di primo grado, ex art. 283 c.p.c., per
motivazioni che toccano insieme profili giuridici e di opportunit
Il problema si posto essenzialmente per le delibere di rigetto assunte
dal Comitato sulle domande risarcitorie avanzate da soggetti (o dai loro
aventi causa) di cui sia sufficientemente accertata, per risultarne de
relato anche in altri atti giudiziari, la pericolosit sociale, la contiguit o
peggio lappartenenza ad organizzazioni criminali di tipo mafioso, anche al
di l delle specifiche preclusioni previste per laccesso al Fondo.
Invero, nonostante la normativa (art. 4 L. 512/1999) rechi una serie
tassativa di casi ostativi allaccesso al Fondo, lOrgano collegiale ha voluto
valorizzare la considerazione che listituzione del Fondo non pu che
essere ontologicamente riconducibile a funzioni di garanzia a favore delle
vere vittime innocenti di mafia, intendendosi per tali le persone estranee
nel senso pi ampio del termine ai cennati sodalizi criminali.
Ci in quanto sembrato essere maggiormente coerente con lo spirito
della legge una impostazione nei termini anzidetti piuttosto che quella
fondata sulla sola apodittica corrispondenza delle preclusioni di accesso al
Fondo ai motivi ostativi previsti dalla normativa che, per quanto si
considerino tassativi, non sembrano escludere unulteriore clausola
generale di inibizione del beneficio che peraltro presiede allintero
In tal senso, anche una recente giurisprudenza (Trib. Palermo, III Civ.,
ordinanza 17/10/14, proc. n.12413/2013) riconoscerebbe in capo
allAmministrazione lesercizio di una porzione di potere discrezionale
afferente la valutazione, in concreto, dei requisiti voluti dalla legislazione
speciale nella materia in esame, che possono ostacolare laccesso ai
Secondo tale indirizzo il riconoscimento dei presupposti per le
elargizioni in questione ha natura sostanzialmente autorizzativa, essendo
finalizzato alla rimozione di impedimenti previsti dalla legge per lesercizio
di un diritto, con conseguente fase di accertamento discrezionale dei
presupposti. Riscontrata la presenza di questi ultimi, si procede
allemanazione di un atto a carattere autoritativo di riconoscimento del
titolo alla percezione della elargizione stessa, con conseguente radicamento
della giurisdizione amministrativa e sussistenza della giurisdizione
ordinaria solo ed esclusivamente per gli adempimenti successivi (in tal
senso Cons. di Stato, VI, 6/6/08, n. 2715; TAR Sicilia Palermo, I, 6/4/05,
n.463 e 30/5/05, n.918).
Si sostiene al riguardo che: Laccertamento della estraneit della
vittima ad ambienti delinquenziali, nonch della commissione del fatto
delittuoso per il perseguimento di fini propri della criminalit organizzata,
richiede una delicata attivit valutativa, alla quale deve essere
riconosciuta connotazione discrezionale (TAR Palermo sent. n.1011/09 in
La complessit di siffatto accertamento non pu ritenersi attivit
vincolata o, perlomeno, integra una porzione di esercizio di attivit
discrezionale ogniqualvolta non si tratti solo di accertare il presupposto
normativo della sussistenza di condanna passata in giudicato o di
provvedimento di prevenzione divenuto definitivo, ma di istruire le
richieste avviando una indagine complessa volta ad accertare lestraneit
della vittima e del richiedente al sodalizio criminoso.
Del resto solo riconoscendo tale potere allAmministrazione pu
essere salvaguardata la vera ratio della normativa speciale in esame, che
quella di favorire e tutelare coloro che, quali vittime innocenti di reati di
mafia, possono cos ottenere un adeguato ristoro pecuniario effettivo e
satisfattivo delle loro ragioni.
proprio partendo da questo basilare assunto che la struttura
commissariale, comunque, si fatta formalmente e ripetutamente interprete
dellesigenza di apportare con la massima speditezza alla legge 512 del
1999 le modificazioni, gi proposte negli anni precedenti, che
consentirebbero di denegare il beneficio dellaccesso al Fondo in questa e
in analoghe situazioni, andando cos a sanare il vulnus di un vuoto
legislativo che rende problematica, dovendosi ricorrere ad
uninterpretazione di sistema, la possibilit per il Comitato di Solidariet
di potersi esprimere in maniera difforme da un riconoscimento del
beneficio, come pure si espressa lAvvocatura Generale dello Stato (n.
363670 del 16/11/2011).
In effetti, dopo numerose e rinnovate premure, sembrerebbe prossimo
lavvio dellesame da parte del Parlamento di uno schema di disegno di
legge proposto dai Ministeri della giustizia, dellinterno e delleconomia e
delle finanze (v.si proposte di modifiche) che va nellauspicata direzione
di riservare laccesso ai benefici del Fondo alle sole vittime innocenti di
Nellambito del settore sono stati comunque trattati tutti gli atti di
citazione notificati, che ammontano a 49, rispetto ai 42 dellanno
precedente (+17%). Si tratta, per lo pi, di atti notificati ai sensi dellart. 5,
commi 2 e 3 della legge n. 512 del 1999, ai fini di conoscenza dellavvio di
un procedimento nel corso del quale la parte lesa intende far valere la
pretesa al risarcimento, nonch 10 atti di citazione in appello, numero
rimasto invariato rispetto allanno precedente.
Al riguardo, nellottica di massimo contenimento della spesa pubblica,
si continuato a limitare le costituzioni in giudizio soltanto ai casi in cui
si debba eccepire la carenza di legittimazione passiva del Fondo,
erroneamente convenuto come responsabile in solido con lautore
dellillecito, contrastando la prassi invalsa da tempo di costituirsi in ogni
caso, anche quando il ricorso al Tribunale Civile viene notificato al Fondo
sub specie di mera denuntiatio litis, con conseguenti oneri finanziari
relativi a parcelle per prestazioni professionali, spesso delegate dalle
Avvocature Distrettuali dello Stato a legali esterni.
NOTIFICHE DEGLI ATTI DI CITAZIONE PERVENUTE
Sono proseguiti, peraltro, gli adempimenti relativi allattualizzazione
ed al monitoraggio di tutti i contenziosi, alcuni dormienti a causa delle
lungaggini proprie di taluni procedimenti giudiziari (rinvii, rinnovazioni,
remissioni in termini ecc.), la cui instaurazione risale nel tempo.
Conclusivamente, non dato comunque segnalare il minimo
arretrato nel settore, grazie anche alla fattiva collaborazione instaurata
con lAvvocatura dello Stato e le Cancellerie giudiziarie.
IV Questioni applicative della legge 22 dicembre
1999, n. 512 e proposte di modifica normativa
stato rinnovato limpegno propositivo di modifiche normative della
legge 512 del 1999, ritenute particolarmente rilevanti e significative per
dirimere alcune distorsioni applicative della normativa.
In particolare, come gi esposto nel capitolo precedente e nella
relazione dello scorso anno, il Comitato di solidariet per le vittime dei
reati di tipo mafioso, presieduto dal Commissario, ha riproposto la
complessa e delicata questione relativa alla spettanza dei beneficio da parte
di coloro (soggetti passivi di un reato mafioso o dai loro aventi causa) che,
pur non incontrando le specifiche preclusioni di cui allart. 4, commi 3 e 4bis, della legge n. 512 del 1999, nondimeno, sulla base delle evidenze
disponibili a livello informativo o giudiziario anche de relato, siano risultati
notoriamente appartenenti o contigui ad organizzazioni criminali di tipo
Unattenta ricognizione della normativa ha portato alla luce una serie
di problematiche suscettibili di condizionare, in senso essenzialmente
divergente dallo spirito della legge, lapplicazione delle norme che
disciplinano i casi in cui concedere il beneficio del risarcimento del danno.
In altri termini, premesso che il beneficio in questione si sostanzia nel
certo e pronto risarcimento operato dal Fondo in favore dellistante e che in
nessun caso viene pregiudicata la possibilit di conseguire detto
risarcimento per via ordinaria, stata sollevata la questione circa la
fondatezza della pretesa al beneficio da parte di coloro che, pur possedendo
formalmente i requisiti previsti dalla legge n. 512 del 1999 - non essendo
stati condannati per i reati previsti dallart. 407, comma 2 lett. a) del Codice
di procedura penale, n sottoposti a misura di prevenzione e non risultando
aperti a loro carico procedimento penale per i suddetti reati o per
lapplicazione di misure di prevenzione - risultino appartenenti o contigui
ad organizzazioni criminali di tipo mafioso.
stata ripetutamente segnalata ai vertici istituzionali la mancata
previsione a livello normativo, tra i requisiti ostativi allaccesso al Fondo,
della emergenza di elementi precisi e concordanti, desumibili dalla
sentenza o da altri procedimenti giudiziari, dai quali inferire lappartenenza
o la stretta contiguit ad organizzazioni criminali di stampo mafioso
dellistante o del soggetto deceduto.
Su tale questione stato chiesto allAvvocatura Generale, come
riportato nella precedente relazione, un parere e un indirizzo orientativo su
alcune istanze di accesso al Fondo prodotte dagli aventi causa da vittime di
reati di tipo mafioso le quali, pur essendo incensurate e non sottoposte a
misure di prevenzione, siano risultate dagli atti giudiziari fortemente
coinvolte negli stessi contesti di criminalit organizzata in cui maturata la
decisione della loro eliminazione.
LAvvocatura, condividendo lorientamento del Comitato favorevole
al rigetto di tali istanze, si espressa nel senso che, nel rispetto delle ratio
ispiratrice della legge, linequivoco accertamento contenuto nella sentenza
penale, consenta allAmministrazione di colmare in via interpretativa la
lacuna normativa.
A seguito di tale parere, attesa la particolare rilevanza e delicatezza
della questione rappresentata e al fine di evitare lesposizione ad un
contenzioso dagli esiti incerti, si ritenuto opportuno sottoporre alla
valutazione dellUfficio affari legislativi e parlamentari una proposta di
modifica normativa dei requisiti di accesso al Fondo.
a) Allarticolo 4, dopo il comma 4-bis, aggiunto il seguente:
4-ter. Lobbligazione del Fondo non sussiste nei casi in cui dalla
sentenza di condanna o da altri procedimenti giudiziari emergono
elementi precisi e concordanti dai quali risulta lappartenenza o la
stretta contiguit ad organizzazioni criminali di tipo mafioso
b) Allarticolo 6, comma 1, dopo la lettera c-ter, aggiunta la
c-quater), dellinesistenza, alla data di presentazione della
domanda o dellevento che ne ha cagionato la morte, di elementi
precisi e concordanti desumibili dalla sentenza di condanna o da altri
procedimenti giudiziari dai quali risulta lappartenenza o la stretta
contiguit ad organizzazioni criminali di tipo mafioso dellistante o del
soggetto deceduto.
c) Dopo il comma 1 dellarticolo 6, aggiunto il seguente:
1-bis. Le disposizioni di cui rispettivamente allart. 4, comma 4ter ed allarticolo 6, comma 1, lettera c-quater), si applicano a tutte le
deliberazioni del Comitato relative ad istanze ancora pendenti alla
data di entrata in vigore della presente norma.
Su tale proposta si peraltro acquisito il parere del Ministero della
Giustizia, che ha ritenuto condivisibile lintroduzione di un criterio di
esclusione soggettiva fondato su elementi desumibili dalla stessa sentenza
di condanna o da altri procedimenti giudiziari, da cui risulti lappartenenza
o la stretta contiguit ad organizzazioni criminali di tipo mafioso
La modifica proposta stata finalmente recepita in uno schema di
disegno di legge di iniziativa governativa (Misure volte a rafforzare il
contrasto alla criminalit organizzata e ai patrimoni illeciti) - approvato
dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 29 agosto 2014 - il cui art. 24
modifica le disposizioni della legge 512 del 1999 in tema di requisiti
soggettivi per laccesso al Fondo di rotazione.
stata riproposta, anche nellanno in corso, la questione relativa alla
duplicazione dei benefici.
In altri termini, si constatato che spesso soggetti, gi destinatari di
benefici erogati ex lege 23 febbraio 1999, n. 44 (Disposizioni concernenti
il Fondo di solidariet per le vittime delle richieste estorsive e dellusura),
per lo stesso evento dannoso, successivamente chiedono anche il
risarcimento dei danni ex lege n. 512 del 1999.
Ne consegue che, in alcuni casi, per lo stesso evento potrebbe
determinarsi la duplicazione di erogazioni da parte dello Stato o di altre
Amministrazioni pubbliche, con lulteriore aggravante della difficolt di
recuperare le somme liquidate in misura superiore al dovuto.
La legge n. 44 del 1999 vieta, attraverso listituto della revoca, la
duplicazione dei benefici economici, mentre la legge n. 512 del 1999, non
contempla il divieto di cumulo di somme, eventualmente erogate, in forza
di leggi diverse, da altre pubbliche amministrazioni.
Al fine di preservare lintegrit patrimoniale del Fondo, stata
riproposta e sollecitata una modifica alla legge n. 512 del 1999, finalizzata
ad escludere in modo chiaro ed inequivocabile il cumulo dei benefici con
altre provvidenze economiche erogate dallo Stato e da Enti in forza di leggi
diverse, ma liquidate per lo stesso evento.
stata, pertanto, riportata allattenzione dellUfficio legislativo una
proposta di modifica della legge formulata nei seguenti termini:
Allart. 4, dopo il comma 4 ter, inserito il seguente:
4 quater. Qualora gli aventi diritto di accesso al Fondo, per lo
stesso danno, abbiano ottenuto un altro indennizzo o risarcimento da
parte di amministrazioni pubbliche, il risarcimento del danno disposto
ai sensi della presente legge ridotto di un importo pari a quanto
Nel 2014 stato approvato con d.P.R. 19 febbraio 2014, n. 60, il
Regolamento recante la disciplina del Fondo di rotazione per la solidariet
alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dellusura.
Il citato regolamento, emanato in attuazione dellart. 2, comma 6sexies, del decreto legge 29 dicembre 2010, n.225, stato predisposto per
adeguare, armonizzare e coordinare le disposizioni dei regolamenti di cui al
d.P.R. 16 agosto 1999, n. 455, e al d.P.R. 28 maggio 2001, n. 284.
Nella stesura del provvedimento, che ha visto impegnato
primariamente lUfficio del Commissario in collaborazione con lUfficio
affari legislativi e relazioni parlamentari, si tenuto conto dellesigenza
sottesa al citato decreto legge 225 del 2010 e alla relativa legge di
conversione, di pervenire ad unomogeneizzazione dei due Fondi e ad una
conseguente razionalizzazione dei relativi procedimenti volti alle
erogazioni in favore delle vittime della mafia, del racket e dellusura.
Lart. 2, comma 9, del d.P.R. 60/2014, prevede la predisposizione e la
realizzazione di un programma annuale di informazione sulle iniziative di
solidariet e sostegno in favore delle vittime dei reati di tipo mafioso, con
particolare riguardo alle finalit della legge stessa e alle modalit di accesso
allapposito Fondo di solidariet.
Tra le iniziative di comunicazione si segnala:
Il numero verde 800.191.000, attivo dalle ore 9:00 alle ore 16:00
dal luned al gioved, e il venerd dalle ore 9:00 alle ore 14:00, ha
impegnato quotidianamente, con criteri di turnazione, personale dello
stesso Ufficio.
Le domande poste prevalentemente dagli utenti si riferiscono alliter
procedurale delle istanze presentate e alle informazioni sulla legge e, in
particolare, sui requisiti necessari per accedere al Fondo.
Anche nel corso del 2014 il numero delle richieste a carattere
informativo diminuito notevolmente rispetto agli anni precedenti (209
richieste contro le 298 del 2013 e le 460 del 2012).
Delle 209 richieste di informazioni, 79 sono relative a procedimenti in
corso, 50 si riferiscono alla specifica normativa, 41 riguardano i benefici
previsti da altre normative e le rimanenti 39 si riferiscono ad argomenti non
di competenza dellUfficio. Nel grafico che segue sono raffrontate le
telefonate pervenute e la loro tipologia nel quadriennio 2011-2014.
A differenza degli anni passati, nel 2014 la maggior parte degli
interlocutori ha riferito di essere venuta a conoscenza dellesistenza del
numero verde consultando il sito internet (49%), a riprova della progressiva
informatizzazione degli utenti e dellimportanza del sito dedicato, il 41%
attraverso gli enti pubblici e le forze dellordine.
TIPOLOGIA CONOSCENZA NUMERO VERDE
proseguita nellanno uninformazione in tempo reale, sempre pi
completa ed esauriente, attraverso laggiornamento dei dati e la
pubblicazione di statistiche mensili, semestrali ed annuali sullattivit del
Comitato e sulle istanze pervenute.
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References: sentenza 
 art. 2
 sentenza 
 art. 4
 sentenza 
 art. 283

sentenza 
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sentenza 
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 art. 24
 SENTENZA 
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