Source: http://www.federproprietaabruzzo.it/cassazione-civile-sezione-vi-ordinanza-16-aprile-2012-n-5985/
Timestamp: 2020-05-29 19:07:56+00:00

Document:
Condominio: Corte di Cassazione Ordinanza 5985 del 2012 | Federproprietà Abruzzo
Federproprietà AbruzzoDecreto IngiuntivoCassazione Civile, Sezione VI, Ordinanza 16 aprile 2012 n. 5985
appellabilità, Condominio, corte di cassazione, sentenza resa secondo equità
Quali sono i requisiti per proporre appello avverso una sentenza resa secondo equità?
sul ricorso 3768/2011 proposto da:
CONDOMINIO (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE DELLE MILIZIE 22, presso lo studio dell’Avvocato TURCO IGOR, rappresentato e difeso dagli Avvocati SALVATORE PERRUCCIO, LO DICO GIUSEPPE;
T.B. (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 814/2010 del TRIBUNALE di AGRIGENTO, depositata il 28/06/2010;
Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 15/03/2012 dal Consigliere Dott. ALBERTO GIUSTI.
Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 23 dicembre 2011, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ.: ” T.B. convenne in giudizio, dinanzi al Giudice di pace di Agrigento, il Condominio di via (OMISSIS), proponendo opposizione al decreto-ingiuntivo, emesso dallo stesso Giudice di pace, con cui egli era stato condannato al pagamento della somma di Euro 463,90, oltre accessori e spese, per il mancato pagamento della quota parte in ordine a lavori straordinari eseguiti dal Condominio sul lastrico solare e per lo spostamento di serbatoi idrici.
Nella resistenza del Condominio, l’adito Giudice di pace, con sentenza in data 5 marzo 2009, rigettò l’opposizione, rilevando che la eccepita invalidità della delibera assembleare avrebbe dovuto essere fatta valere in sede di impugnazione ai sensi dell’art. 1137 cod. civ..
Il Tribunale di Agrigento, con sentenza resa pubblica mediante deposito in cancelleria il 28 giugno 2010, in riforma della impugnata pronuncia, appellata dal T., ha revocato il decreto ingiuntivo, rilevando che nel giudizio di opposizione il Condominio non aveva fornito la prova nè della natura nè della effettiva realizzazione dei lavori, maggiori e diversi rispetto a quelli preventivati.
Il primo motivo denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 113 c.p.c., comma 2 e art. 339 c.p.c., commi 2 e 3, rilevando che la sentenza impugnata non era appellabile per il motivo accolto dal Tribunale.
Dall’assetto scaturito dalla riforma di cui al D.Lgs. n. 40 del 2006 e particolarmente dalla nuova disciplina delle sentenze appellabili e delle sentenze ricorribili per cassazione, emerge che, riguardo alle sentenze pronunciate dal giudice di pace nell’ambito del limite della sua giurisdizione equitativa necessaria, l’unico rimedio impugnatorio ordinario ammesso, se si esclude la revocazione per motivi ordinari è l’appello a motivi limitati, previsto dal terzo comma dell’art. 339 cod. proc. civ. (Cass., Sez. 3^, 4 giugno 2007, n. 13019; Cass., Sez. 3^, 24 aprile 2008, n. 10774 e n. 10775). Ai sensi dell’art. 339 c.p.c., comma 3, le sentenze del giudice di pace pronunciate secondo equità a norma dell’art. 113 c.p.c., comma 2, sono appellabili esclusivamente per violazione delle norme sul procedimento, per violazione delle norme costituzionali o comunitarie ovvero dei principi regolatori della materia.
Erroneamente il Tribunale ha accolto l’appello, nonostante l’unico motivo di gravame, qualificato come difetto di motivazione, censurasse esclusivamente il giudizio del primo giudice relativo alla certezza, liquidità ed esigibilità del credito azionato con il decreto ingiuntivo, senza neppure indicare i principi informatori assuntivamente disattesi o dedurre la violazione delle norme e dei principi di cui all’art. 339 cod. proc. civ., comma 3.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 2 della Corte Suprema di Cassazione, il 15 marzo 2012.
Depositato in Cancelleria il 16 aprile 2012.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 339
 sentenza