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Timestamp: 2020-08-03 22:55:05+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26170 del 19/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26170 del 19/12/2016
Cassazione civile, sez. lav., 19/12/2016, (ud. 18/10/2016, dep.19/12/2016), n. 26170
sul ricorso 27521-2011 proposto da:
del Ministro pro tempore, domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI
avverso la sentenza n. 342/2011 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 16/06/2011 R.G.N. 118/2010;
1. La Corte di Appello di Perugia, adita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto tutte le domande proposte da N.A., collaboratrice scolastica (appartenente al personale ATA), volte, in via principale, alla dichiarazione di nullità dei termini apposti dal Ministero ai contratti a tempo determinato stipulati in successione e la conseguente conversione in rapporto a tempo indeterminato, D.Lgs. n. 368 del 2001, ex art. 5 e, in via subordinata, la condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno, quantificato in Euro 5.000,00 per ogni contratto a termine illegittimamente stipulato, in applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36.
4. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso N.A. sulla base di quattro articolati motivi. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha resistito con controricorso.
A) “La disciplina del reclutamento del personale a termine del settore scolastico, contenuta nel D.Lgs. n. 297 del 1994, non è stata abrogata dal D.Lgs. n. 368 del 2001, essendone stata disposta la salvezza dal D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 70, comma 8, che ad essa attribuisce un connotato di specialità.
B) “Per effetto della dichiarazione di illegittimità costituzionale della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, commi 1 e 11 e in applicazione della Direttiva 1999/70/CE 1999 è illegittima, a far tempo dal 10.07.2001, la reiterazione dei contratti a termine stipulati ai sensi della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, commi 1 e 11 prima dell’entrata in vigore della L. 13 luglio 2015, n. 107, rispettivamente con il personale docente e con quello amministrativo, tecnico ed ausiliario, per la copertura di cattedre e posti vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre e che rimangano prevedibilmente tali per l’intero anno scolastico, sempre che abbiano avuto durata complessiva, anche non continuativa, superiore a trentasei mesi”.
H). Nelle predette ipotesi di reiterazione di contratti a termine in relazione ai posti individuati per le supplenze su “organico di fatto” e per le supplenze temporanee non è in sè configurabile alcun abuso ai sensi dell’Accordo Quadro allegato alla Direttiva fermo restando il diritto del lavoratore di allegare e provare il ricorso improprio o distorto a siffatta tipologia di supplenze, prospettando non già la sola reiterazione ma le sintomatiche condizioni concrete della medesima.
118. Conseguenze di fattispecie.
119 – Rileva, peraltro, nella fattispecie la sopravvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale della L. n. 124 del 1999, art. 4, commi 1 e 11, perchè la N., come risulta dalla motivazione della sentenza impugnata, è stata destinataria (non solo di supplenze su organico di fatto negli anni scolastici 2001/2002 e 2003/2004 ma altresì) di supplenze su organico di diritto negli anni scolastici 2002/2003, 2004/2005, 2006/2007 (pag. 11 della sentenza impugnata; ma il MIUR indica – nella propria memoria ex art. 378 c.p.c. – i diversi anni 2001/2002 e quelli dal 2003/2004 al 2007/2008). La reiterazione sembrerebbe, dunque, abusiva poichè sembrerebbe protratta oltre il limite dei trentasei mesi, ed è stata finalizzata alla copertura di posti vacanti della pianta organica.
120 – Nessuna delle parti è stata in grado di precisare quale sia la posizione giuridica attuale della ricorrente, ossia se la stessa sia stata o meno immessa nei ruoli per effetto del meccanismo descritto al punto 29 e dei piani di assunzione previsti dagli interventi normativi richiamati nei punti 24 e 25.
L’accertamento di fatto si impone, ai fini della decisione della controversia, perchè la stabilizzazione del rapporto, seppure avvenuta in corso di causa, rende operanti i principi di cui al punto 117 lettere E) ed F).
L’accertamento deve essere, dunque, demandato al giudice di merito, che, all’esito, statuirà sulle domande proposte dalla N., attenendosi ai principi di diritto enunciati nel richiamato punto 117 e pronunciando anche sulle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 art. 36
 sentenza 
 art. 70
 art. 4
 art. 4
 art. 4
 sentenza 
 sentenza 
 art. 378