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Timestamp: 2020-05-29 14:01:08+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25982 del 16/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25982 del 16/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 16/12/2016, (ud. 09/11/2016, dep.16/12/2016), n. 25982
sul ricorso 25641-2013 proposto da:
G.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE G. MAZZINI
113, presso lo studio dell’avvocato FLAVIA LOZZI, rappresentato e
difeso dall’avvocato ROBERTO VANNETTI giusta delega a margine del
avverso la sentenza n. 40/16/2012 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE DI FIRENZE, emessa il 09/07/2012 e depositata il
24/09/2012;
L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Toscana che aveva respinto il suo appello contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Grosseto, la quale aveva accolto l’impugnazione di G.S., ingegnere, avverso il silenzio rigetto sull’istanza di rimborso dell’IRAP, dal contribuente versata per gli anni 2004, 2005 e 2007, per un totale di 10.427,00.
Nella decisione impugnata, la CTR ha affermato che il G. avrebbe svolto la propria professione esclusivamente col lavoro personale e con un modesto capitale, investito in beni strumentali, mentre i rimborsi spese erogati ai colleghi non sarebbero stati indice di organizzazione.
Il ricorso è affidato ad un unico motivo, col quale si denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, artt. 2 e 3, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3.
Sostiene l’Agenzia che il contribuente si sarebbe avvalso in modo continuativo e non occasionale di collaboratori terzi fin dal 2004, sicchè si sarebbe dovuta presumere l’esistenza di un’autonoma organizzazione, stante la corresponsione di compensi a terzi per cospicue somme (Euro 35.820 nel 2004 ed Euro: 10.000 nel 2005).
L’intimato ha resistito.
In tema di imposta regionale sulle attività produttive, il presupposto dell'”autonoma organizzazione” richiesto dal D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2 non ricorre quando il contribuente responsabile dell’organizzazione impieghi beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile all’esercizio dell’attività e si avvalga di lavoro altrui non eccedente l’impiego di un dipendente con mansioni esecutive (Sez. U, n. 9451 del 10/05/2016; cfr. anche Sez. 5, n. 22468 del 04/11/2015).
Ed è appena il caso di aggiungere che spetta al giudice del merito apprezzare l’efficacia sintomatica dei singoli fatti noti, che debbono essere valutati non solo analiticamente, ma anche nella loro globalità all’esito di un giudizio di sintesi, non censurabile in sede di legittimità se sorretto da adeguata e corretta motivazione sotto il profilo logico e giuridico (Sez. 3, n.22801 del 28/10/2014; Sez. 3, n. 23201 del 13/11/2015).
In altri termini, in tema di IRAP, a norma del combinato disposto del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 2, comma 1, primo periodo, e art. 3, comma 1, lett. c), l’esercizio delle attività di lavoro autonomo, di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 49, comma 1, è escluso dall’applicazione dell’imposta qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata, secondo l’accertamento riservato al giudice di merito ed insindacabile in sede di legittimità, se congruamente motivato (Sez. 5, n. 4492 del 21/03/2012).
Orbene, nel caso di specie, la CTR ha postulato la carenza del presupposto imponibile, in modo generico ed astratto: in particolare, pur avendo indicato la misura dei beni strumentali e sottolineato la limitata entità delle spese, a fronte dei ricavi, non ha accertato se le collaborazioni degli ausiliari avessero oppure no carattere occasionale, violando così i principi indicati da questa Suprema Corte a Sezioni Unite.
Deve dunque procedersi alla cassazione della sentenza con rinvio alla CTR della Toscana, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di cassazione.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR Toscana in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di cassazione.

References: Sentenza 
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 art. 2
 art. 2
 art. 3
 art. 49
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