Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2012&numero=199
Timestamp: 2020-04-08 02:38:01+00:00

Document:
Sentenza 199/2012 (ECLI:IT:COST:2012:199)
Udienza Pubblica del 19/06/2012; Decisione del 17/07/2012
Massime: 36539 36540 36541
Atti decisi: ric. 124, 134, 138, 144, 147 e 160/2011
Massima n. 36539 Massima successiva
Servizi pubblici locali di rilevanza economica - Disciplina di adeguamento al referendum popolare e alla normativa dell'Unione europea - Ricorso della Regione Puglia - Asserito contrasto con il trattato europeo, con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea nonché con il principio di preemption - Genericità e indeterminatezza delle censure - Impossibilità di individuare i termini della questione - Inammissibilità.
Va dichiarata l'inammissibilità della questione promossa dalla Regione Puglia in riferimento all'art. 117, co. 1, Cost., per contrasto con gli artt. 14, 106 e 345 del TFUE e con l'art. 36 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nonché con il principio della c.d. preemption, in quanto l'esigenza di una adeguata motivazione a sostegno della impugnativa si pone in termini perfino più pregnanti nei giudizi diretti che non in quelli incidentali, mentre nella specie l'assoluta genericità ed indeterminatezza delle censure proposte con riguardo alla pretesa violazione di principi comunitari, anch'essi genericamente invocati, non consente di individuare in modo corretto i termini della questione di costituzionalità.
- Vedi, analogamente, sentenza n. 119 del 2010.
decreto legge 13/08/2011 n. 138 art. 4
legge 14/09/2011 n. 148
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea art. 14
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea art. 106
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea art. 345
carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (Nizza 07/12/2000) art. 36
Massima n. 36540 Massima successiva Massima precedente
Servizi pubblici locali di rilevanza economica - Disciplina di adeguamento al referendum popolare e alla normativa dell'Unione europea - Ricorsi delle Regioni Puglia, Lazio, Marche, Emilia-Romagna e Umbria - Evocazione di parametro di legittimità diverso da quelli che sovrintendono al riparto di competenze - Onere di indicare e motivare la possibile ridondanza della predetta violazione sul riparto di competenze - Ammissibilità della questione.
Le Regioni possono evocare parametri di legittimità diversi da quelli che sovrintendono al riparto di attribuzioni allorquando la violazione denunciata sia potenzialmente idonea a determinare un vulnus alle attribuzioni costituzionali delle Regioni e queste abbiano sufficientemente motivato in ordine ai profili di una "possibile ridondanza" della predetta violazione sul riparto di competenze, assolvendo all'onere di operare la necessaria indicazione della specifica competenza regionale che ne risulterebbe offesa e delle ragioni di tale lesione. Nella specie, le Regioni hanno fornito una sufficiente motivazione in ordine ai profili della "possibile ridondanza" sul riparto di competenze della denunciata violazione, evidenziando la potenziale lesione della potestà legislativa regionale residuale in materia di servizi pubblici locali (e della relativa competenza regolamentare degli enti locali) che deriverebbe dalla violazione dell'art. 75 Cost.
Massima n. 36541 Massima precedente
Servizi pubblici locali di rilevanza economica - Disciplina di adeguamento al referendum popolare e alla normativa dell'Unione europea - Contenuto precettivo riproduttivo della ratio della norma abrogata e che, anzi, rende ancor più limitate le ipotesi di affidamento diretto e di gestione in house - Violazione del divieto di riproposizione della disciplina formale e sostanziale oggetto di abrogazione referendaria - Lesione indiretta delle competenze costituzionali delle Regioni in materia di servizi pubblici locali - Illegittimità costituzionale - Assorbimento degli ulteriori profili.
E' fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 4 del d.l. n. 138 del 2011, perché viola il divieto di ripristino della normativa abrogata dalla volontà popolare desumibile dall'art. 75 Cost., secondo quanto già riconosciuto dalla giurisprudenza costituzionale. Infatti, la norma impugnata detta una nuova disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, che non solo è contraddistinta dalla medesima ratio di quella abrogata, in quanto opera una drastica riduzione delle ipotesi di affidamenti in house, ma ne riproduce anche letteralmente svariate disposizioni.
decreto legge 13/08/2011 n. 138 art. 4 testo originario e in quello risultante dalle successive modificazioni

References: sentenza 
 art. 4
 art. 14
 art. 106
 art. 345
 art. 36
 art. 4