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1 COMUNE DI SILEA Provincia di Treviso STATUTO COMUNALE approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 79 del 15 dicembre 2008 entrato in vigore il 25 aprile 2009
2 T I T O L O I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Comune di Silea 1. Il Comune di Silea, costituito ufficialmente il 1 Maggio 1816 con il nome di Melma, nel 1934 ha preso il nome di Silea dal fiume che ne bagna il territorio. 2. Il Comune di Silea è Ente autonomo nel rispetto della Costituzione, dei principi fissati dalle leggi generali della Repubblica e dal presente Statuto. 3. Esercita funzioni proprie e le funzioni conferite dalle leggi statali e regionali secondo le rispettive competenze. Art. 2 Territorio, gonfalone, stemma 1. Il Comune di Silea è costituito dai territori del Capoluogo, delle frazioni di Cendon e Sant' Elena e delle località di Lanzago, Canton e Franceniga e dalle popolazioni ivi insediate. 2. Capoluogo e sede degli organi comunali sono siti a Silea Capoluogo. 3. Ha personalità giuridica, può proporre azioni e può stare in giudizio per la difesa dei propri diritti. 4. Ha uno stemma ed un gonfalone. Lo stemma è l'emblema del Comune e corrisponde alla seguente descrizione: di argento a tre pali di azzurro, caricati ognuno in capo da una spiga di grano d'oro con fascia d'argento trasversale. Il gonfalone, simbolo del Comune nelle manifestazioni ufficiali, è un drappo quadrangolare, in conformità a quanto previsto dalla legge n. 652 del , di 1 metro x 2, che contiene lo stemma del Comune, di colore azzurro, uguale ad uno degli smalti dello stemma stesso. Art. 3 Finalità 1. Il Comune rappresenta e cura unitariamente gli interessi della propria comunità, ne promuove lo sviluppo ed il progresso civile, sociale ed economico e garantisce la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, alle scelte politiche della comunità, anche mediante le attività che possono essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali. 2. Sancisce, in conformità a principi costituzionali e alle norme internazionali, il ripudio della guerra come metodo di risoluzione delle controversie fra i popoli e, a tal fine, promuove, favorisce ed incoraggia tutte quelle iniziative culturali (di informazione, di educazione, di ricerca) atte a diffondere la cultura della pace, della solidarietà e il rispetto dei diritti umani. 3. Ispira la propria attività al raggiungimento dei seguenti principali obiettivi: a) affermazione dei valori della vita umana dal suo inizio, della persona, della famiglia e dell'istruzione scolastica in generale; b) soddisfacimento dei bisogni della comunità con particolare riferimento ai giovani, agli anziani e ai più deboli; c) valorizzazione delle istituzioni pubbliche e private che promuovono l'istruzione e la cultura, nonché la conservazione delle tradizioni locali e l'impiego del tempo libero; d) salvaguardia e valorizzazione del patrimonio naturale; e) promozione delle condizioni per rendere effettivi i diritti di tutti i cittadini, nel rispetto dei principi di eguaglianza e di pari dignità sociale, senza discriminazioni ideologiche, religiose o di razza. 4. Imposta la sua azione secondo i criteri di conoscenza, efficienza, economicità, trasparenza, partecipazione, pubblicità e responsabilità.
3 Art. 4 Tutela della famiglia 1. L azione del Comune è tesa a riconoscere e garantire i diritti propri della famiglia, sostenendola sul piano economico, sociale ed assistenziale. Art. 5 Tutela della salute 1. Il Comune concorre a garantire, nell'ambito delle sue competenze, il diritto alla salute, all'assistenza sociale riferita in particolare alle persone maggiormente bisognevoli, e attua gli strumenti idonei per renderlo effettivo, soprattutto attraverso la prevenzione. Art. 6 Tutela del patrimonio naturale, storico e artistico 1. Il Comune adotta le misure necessarie a conservare e difendere l'ambiente, attuando piani per la difesa del suolo e del sottosuolo e per eliminare le cause di inquinamento atmosferico, acustico e delle acque. 2. Tutela il patrimonio naturale, storico, artistico e archeologico, garantendone il godimento da parte della collettività. Art. 7 Promozione dei beni culturali, dello sport e del tempo libero 1. Il Comune promuove, anche in collaborazione con le istituzioni scolastiche, lo sviluppo del patrimonio artistico nelle sue espressioni di lingua, di costume e di tradizioni locali. 2. Incoraggia lo sport dilettantistico ed il turismo sociale e giovanile. 3. Il Comune pertanto favorisce l'istituzione di enti, organismi ed associazioni culturali, ricreative e sportive, promuove la creazione di idonee strutture, servizi ed impianti e ne assicura l'accesso agli Enti, organismi ed associazioni, ai sensi dell'art.10 comma 3 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali. 4. I modi di utilizzo delle strutture, dei servizi ed impianti sono disciplinati da appositi regolamenti. Art. 8 Assetto ed utilizzo del territorio 1. Il Comune promuove il risanamento, la salvaguardia e la valorizzazione del territorio attuandone un organico assetto, nel quadro di un programmato sviluppo degli insediamenti delle infrastrutture sociali e degli impianti industriali, turistici e commerciali. 2. Realizza piani di sviluppo dell'edilizia residenziale pubblica, predispone la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, attua un sistema coordinato di traffico e di circolazione, adeguato ai fabbisogni della popolazione residente e fluttuante, predispone idonei strumenti di pronto intervento, da prestare al verificarsi di pubbliche calamità. Art. 9 Sviluppo economico 1. Il Comune coordina le attività commerciali e favorisce l'organizzazione razionale dell'apparato distributivo, al fine di garantire la migliore funzionalità e produttività del servizio da rendere al consumatore. 2. Favorisce lo sviluppo dell'agricoltura e delle attività connesse, tutela e promuove lo sviluppo dell'artigianato e dell'attività industriale, stimolando l'associazionismo.
4 3. Sviluppa le attività turistiche, promuovendone un'ordinata espansione. 4. Promuove e sostiene forme associative e di autogestione fra lavoratori dipendenti ed autonomi. Art. 10 Programmazione economico-sociale e territoriale 1. In conformità a quanto disposto dall'art. 5 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali, il Comune realizza le proprie finalità adottando il metodo e gli strumenti della programmazione. 2. Al fine di concorrere alla determinazione degli obiettivi dei piani e programmi dello Stato, della Regione e della Provincia, il Comune provvede ad acquisire, per ciascun obiettivo, l'apporto dei sindacati, delle forze sociali, economiche e culturali operanti nel suo territorio. Art. 11 Partecipazione, decentramento, cooperazione 1. Il Comune realizza la propria autonomia assicurando la effettiva partecipazione di tutti i cittadini all'attività politica ed amministrativa dell'ente, secondo i principi stabiliti dall'art. 3 della Costituzione, dalle disposizioni contenute nell art. 8 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli enti locali nonché dalle disposizioni della Legge n Riconosce che presupposto della partecipazione è l'informazione sui programmi, sulle decisioni e sui provvedimenti e cura, a tal fine, l'istituzione di mezzi e strumenti idonei, organizzando incontri, convegni, mostre, rassegne e stabilendo rapporti permanenti con gli organi di informazione. Art. 12 Pari opportunità 1. Nell'ambito dei propri poteri e delle proprie funzioni l'amministrazione Comunale si impegna a superare le discriminazioni di fatto esistenti tra i sessi, determinando, anche con specifiche azioni positive, condizioni di pari opportunità nel lavoro e promuovendo tutte le iniziative necessarie a consentire alle donne di godere dei diritti di cittadinanza sociale. 2. Pertanto nella Giunta Comunale, nelle Commissioni Comunali, nelle Aziende speciali, nonché negli organi delle proprie aziende, istituzioni e società e nelle rappresentanze in enti e nell'organizzazione interna, favorirà un'adeguata presenza di entrambi i sessi. (Legge n. 81/93, art. 27). Art. 13 Rapporti con Regione, Provincia ed altri Enti 1. Il Comune, nell'ambito della propria autonomia ed in un rapporto di pari dignità con gli altri Enti pubblici territoriali, collabora con la Regione e la Provincia e concorre alla formazione di tutti gli strumenti programmatici sovracomunali che interessano il proprio territorio e lo sviluppo civile, sociale ed economico della propria comunità, secondo i principi indicati dalla Regione. 2. Il Comune opera con la Provincia in modo coordinato e con interventi complementari, pur nel rispetto della dimensione degli interessi comunali e provinciali, al fine di soddisfare le esigenze della popolazione che male si prestano ad essere frazionate. 3. Il Comune collabora inoltre con altri Comuni ed Enti interessati per una coordinata formazione dei piani e dei programmi comunali ed intercomunali e per la gestione associata di uno o più servizi pubblici. 4. Il Comune promuove forme di collaborazione, amicizia e solidarietà con Enti Locali di altri Paesi finalizzate anche al superamento delle barriere fra popoli e culture.
5 Art. 14 Servizi pubblici 1. Il Comune, per la gestione dei servizi che per la loro natura e dimensione non possono essere esercitati direttamente, può disporre: a) la costituzione di aziende speciali; b) la partecipazione a consorzi od a società per azioni o a responsabilità limitata a prevalente capitale pubblico locale o a società per azioni senza il vincolo della proprietà pubblica maggioritaria; c) la stipulazione di apposita convenzione con altri comuni, interessati alla gestione dei servizi; d) la concessione a terzi; e) apposita istituzione per l'esercizio di servizi sociali, non aventi rilevanza imprenditoriale. Art. 15 Albo Pretorio e informazione 1. Le attività del Comune si svolgono nel rispetto del principio della pubblicità e della massima conoscibilità degli atti. 2. Nel Municipio sono previsti appositi spazi da destinare alla pubblicazione di atti, provvedimenti, avvisi, e quanto altro sia soggetto a tale forma di pubblicità. Il Segretario Comunale, avvalendosi degli Uffici, cura l'affissione degli atti. 3. Al fine di garantire a tutti i cittadini informazione adeguata sulle attività del Comune sono previste ulteriori forme di pubblicità con apposito regolamento. 4. Il Comune di Silea esercita i compiti conoscitivi ed informativi concernenti le proprie funzioni anche attraverso sistemi informativo- statistici automatizzati, in modo da assicurare la circolazione di informazioni e conoscenze. (Art.12 comma 1 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali). Art. 16 Tutela dei dati personali 1. Il Comune garantisce, nelle forme ritenute più idonee, che il trattamento dei dati personali in suo possesso si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modificazioni ed integrazioni.
6 T I T O L O II L'ORDINAMENTO ISTITUZIONALE DEL COMUNE C A P O I I CONSIGLIERI COMUNALI Art. 17 Organi del Comune 1. Sono organi di governo del Comune il Consiglio Comunale, la Giunta Comunale ed il Sindaco. 2. Sono organi del Consiglio comunale il Presidente del Consiglio Comunale ove l amministrazione in carica eserciti la facoltà di nominarlo, i gruppi consiliari, le commissioni consiliari, la conferenza dei capigruppo. 3. Sono organi del Comune a rilevanza interna il Collegio dei revisori dei conti, le commissioni comunali ed il difensore civico. Art. 18 Il Consigliere Comunale 1. L elezione dei consiglieri comunali, la loro durata in carica, il loro numero e la loro posizione giuridica sono regolati dal T.U. delle leggi sull ordinamento degli enti locali. 2. Ai Consiglieri Comunali è vietato ricoprire incarichi e assumere consulenze presso Enti ed Istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza del Comune (Art.78 comma 5 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali). 3. I Consiglieri comunali non possono essere chiamati a rispondere per le opinioni espresse e per i voti dati nell'esercizio delle proprie funzioni. 4. I Consiglieri comunali hanno diritto a percepire un gettone di presenza per la partecipazione ai consigli e alle commissioni la cui entità è stabilita con Decreto ministeriale ed è suscettibile di incremento o di diminuzione da parte del Consiglio comunale. 5. E consentito richiedere la trasformazione del gettone di presenza in indennità di funzione, commisurata alla presenza del Consigliere nelle sedute collegiali e da erogarsi entro i limiti di spesa e nel rispetto di quanto previsto dall art. 82 del T.U.E.L. 6. E' Consigliere Anziano il Consigliere che ha riportato la cifra individuale più alta costituita dai voti di lista congiuntamente ai voti di preferenza. 7. A parità di cifra individuale di più eletti, l'anzianità è determinata dall'ordine di precedenza nella lista. Art. 19 Doveri del Consigliere 1. I Consiglieri comunali hanno il dovere di intervenire alle sedute del Consiglio Comunale e di partecipare ai lavori delle commissioni consiliari permanenti delle quali fanno parte. 2. I Consiglieri comunali che, senza giustificato motivo, non intervengono a n. 3 sedute consecutive del Consiglio sono dichiarati decaduti. 3. La decadenza è pronunciata dal Consiglio Comunale, d'ufficio o su istanza di qualunque elettore del Comune, con provvedimento adeguatamente motivato, a seguito dell accertamento dell assenza non giustificata del Consigliere interessato e della contestazione della violazione, assegnandogli 10 giorni per controdedurre. 4. I Consiglieri comunali sono tenuti al segreto d'ufficio nei casi specificatamente determinati dalla legge.
7 Art. 20 Poteri del Consigliere 1. Il Consigliere esercita il diritto d'iniziativa nelle materie di competenza del Consiglio Comunale e può formulare interrogazioni, mozioni ed istanze di sindacato ispettivo. 2. Ha diritto di ottenere dagli uffici del Comune e delle aziende ed Enti da esso dipendenti, tutte le notizie ed informazioni utili all'espletamento del mandato. 3. Le forme ed i modi per l'esercizio di tali diritti sono disciplinati dal Regolamento sul diritto di accesso. Art. 21 Cessazione dei singoli componenti del Consiglio Comunale 1. I singoli Consiglieri cessano dalla carica per: a) morte b) dimissioni c) decadenza d) rimozione. 2. Le dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale, indirizzate al Consiglio, devono essere assunte immediatamente al protocollo del Comune, nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci. Il Consiglio entro e non oltre il termine di 10 giorni deve procedere alla surroga dei Consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l'ordine di presentazione delle dimissioni, quale risulta dal protocollo. Non si fa luogo alla surroga qualora, ricorrendone i presupposti, si debba procedere allo scioglimento del Consiglio a norma dell'art. 141 comma 1 lett. a) del T.U. delle leggi sull ordinamento degli enti locali. 3. Quando le dimissioni riguardino metà o più dei Consiglieri Comunali assegnati, il Sindaco non può procedere alla convocazione del Consiglio Comunale per la surroga dei Consiglieri Comunali dimissionari, ma deve darne immediata comunicazione al Prefetto per i conseguenti adempimenti. 4. Nel caso di sospensione di un Consigliere Comunale, adottata ai sensi dell'art. 15, comma 4 bis, della Legge , n. 55 come modificato dall'art.4 della Legge nr. 475 il Consiglio Comunale nella prima adunanza successiva alla notifica del provvedimento di sospensione, procede alla temporanea sostituzione affidando la supplenza per l'esercizio delle funzioni di Consigliere Comunale al candidato della stessa lista che ha riportato, dopo gli eletti, il maggior numero di voti. La supplenza ha termine con la cessazione della sospensione. Qualora sopravvenga la decadenza si fa luogo alla surrogazione con la medesima persona. 5. I Consiglieri decadono dalla carica oltre che nell'ipotesi di cui all'art. 19 c.2 del presente Statuto, in tutti i casi previsti dalla legge. 6. La decadenza è dichiarata dal Consiglio su proposta del Sindaco. 7. La rimozione può essere inflitta per i seguenti motivi: - compimento di atti contrari alla Costituzione - gravi e persistenti violazioni di legge - gravi motivi di ordine pubblico - quando il consigliere è imputato di uno dei reati previsti dalla legge n 646 e successive modificazioni e integrazioni o quando sia sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza. 8. La rimozione è provvedimento di competenza del Ministro dell'interno. In attesa del decreto, il Prefetto può sospendere i consiglieri qualora sussistano motivi di grave ed urgente necessità. Art. 22 Scioglimento e sospensione del Consiglio Comunale 1. Il Consiglio Comunale viene sciolto con Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno: a) quando compia atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico;
8 b) quando non possa essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause: 1) impedimento permanente, rimozione, decadenza, decesso del Sindaco (art. 141 comma 1 lett. b) n. 1 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali); 2) dimissioni del Sindaco trascorsi venti giorni dalla presentazione delle stesse al Consiglio Comunale. (art. 53 comma 3 e art. 141 comma 1 lett. b) n. 2 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali); 3) cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo del Comune, della metà più uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il Sindaco (art. 141 comma 1 lett. b) n. 3 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali); 4) riduzione dell'organo assembleare alla metà dei componenti del Consiglio, per impossibilità di surroga (art. 141 comma 1 lett. b) n. 4 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali); c) quando non sia approvato nei termini il bilancio; d) in caso di approvazione di una mozione di sfiducia (art. 52 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali). 2. Nella ipotesi di cui alla lett.c) del comma 1, trascorso il termine entro il quale il bilancio deve essere approvato senza che sia stato predisposto dalla Giunta il relativo schema il Prefetto nomina un commissario affinché lo predisponga d'ufficio per sottoporlo al Consiglio. In tale caso, e comunque quando il Consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla Giunta, il Prefetto assegna al Consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce mediante apposito commissario, all'amministrazione inadempiente, dando avvio alla procedura per lo scioglimento del Consiglio. 3. Nei casi diversi da quelli previsti dal comma 1 lett. b) n.1, con il decreto di scioglimento si provvede alla nomina di un commissario che esercita le attribuzioni conferitegli con il decreto stesso (art. 141 comma 3 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali). 4. Il rinnovo del Consiglio nelle ipotesi di scioglimento deve coincidere con il primo turno elettorale utile previsto dalla legge (art. 141 comma 4 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali). 5. I consiglieri cessati dalla carica per effetto dello scioglimento continuano ad esercitare, fino alla nomina dei successori, gli incarichi esterni eventualmente loro attribuiti. 6. Iniziata la procedura di cui ai commi precedenti ed in attesa del decreto di scioglimento, il Prefetto per motivi di grave ed urgente necessità, può sospendere, per un periodo comunque non superiore a 90 giorni, il Consiglio Comunale e nominare un commissario per la provvisoria amministrazione del Comune.
9 C A P O II IL CONSIGLIO COMUNALE Art. 23 Composizione - Elezione - Durata in carica 1. Il Consiglio Comunale è composto dal Sindaco e da nr. 16 Consiglieri (art. 37 comma 1 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali). 2. L'elezione dei Consiglieri Comunali si effettua con sistema maggioritario contestualmente all'elezione del Sindaco. 3. Il Consiglio Comunale rimane in carica fino all'elezione del nuovo, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili. 4. Il Consiglio Comunale rimane altresì in carica per gli atti urgenti e improrogabili e fino all'elezione del nuovo, anche in caso di un suo scioglimento anticipato a seguito di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Sindaco. Art. 24 Il Consiglio Comunale. Poteri. 1. Il Consiglio Comunale rappresenta la collettività insediata sul territorio comunale, determina l'indirizzo politico, sociale ed economico del Comune e ne controlla l'attuazione. 2. Adempie alle funzioni specificatamente conferite dalle leggi statali e regionali. 3. Ha autonomia organizzativa e funzionale, impronta la sua azione ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità, al fine di assicurare il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. 4. Definisce gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni. Tali indirizzi dovranno essere definiti entro un termine che consenta al Sindaco di provvedere alle suddette nomine e designazioni. 5. Nomina, designa e revoca i propri rappresentanti, anche estranei al Consiglio Comunale presso enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente demandati dalla legge. Le nomine e le designazioni devono essere effettuate entro 45 giorni dall'insediamento del nuovo Consiglio Comunale o entro i termini di scadenza del precedente incarico. 6. Nomina, designa e revoca i propri rappresentanti nelle commissioni e negli organismi previsti dalla legge e dagli statuti. 7. Ispira la propria azione al principio della solidarietà. 8. L'esercizio delle funzioni consiliari non può essere delegato. Art. 25 Prima adunanza 1. Il Sindaco neoeletto convoca la prima seduta del Consiglio Comunale entro il termine perentorio di 10 giorni dalla proclamazione degli eletti, con avvisi da consegnarsi almeno 5 giorni prima della seduta, che deve tenersi entro 10 giorni dalla convocazione. In caso di inosservanza dell'obbligo di convocazione, provvede in via sostitutiva il Prefetto. 2. La prima seduta del nuovo Consiglio Comunale è riservata: a) alla convalida dei Consiglieri Comunali eletti e del Sindaco e alla surrogazione dei consiglieri eventualmente dichiarati ineleggibili o incompatibili; b) alla comunicazione da parte del Sindaco della composizione della nuova Giunta Comunale e dell'assessore incaricato a svolgere le funzioni di Vice Sindaco; c) al giuramento del Sindaco. 3. La seduta, presieduta dal Sindaco, è pubblica e la votazione è palese. Ad essa possono partecipare i Consiglieri delle cui cause ostative si discute. 4. Per la validità della seduta e della deliberazione relativa alla convalida degli eletti si applicano le norme previste, rispettivamente, dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
10 5. Non si fa luogo ad altri adempimenti, se non dopo aver proceduto alle eventuali surrogazioni dei Consiglieri Comunali. Art. 26 Commissioni consiliari permanenti e temporanee 1. Il Consiglio Comunale può articolarsi in Commissioni consiliari consultive permanenti o temporanee a rappresentanza proporzionale di tutti i gruppi realizzata mediante voto plurimo. 2. Il Regolamento di funzionamento del Consiglio comunale demanda al provvedimento di istituzione di ciascuna Commissione la definizione delle competenze, della composizione numerica e, per quelle temporanee, la durata. 3. Alle Commissioni consiliari permanenti non possono essere attribuiti poteri deliberativi. Art. 27 Commissioni speciali d indagine 1. Il Consiglio Comunale può istituire di volta in volta commissioni consiliari speciali per svolgere indagini conoscitive sull attività dell amministrazione. 2. L istituzione ed il funzionamento di tali Commissioni sono disciplinati dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. 3. Viene attribuita alle minoranze la presidenza delle commissioni consiliari aventi funzioni di controllo o di garanzia. Art. 28 Regolamento 1. Il funzionamento del Consiglio, nel quadro dei principi stabiliti dal presente Statuto, è disciplinato da apposito regolamento, approvato a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. 2. Esso prevede, in particolare, le modalità per la convocazione e le modalità per la presentazione e discussione delle proposte. 3. Il Regolamento indica altresì il numero dei consiglieri necessario per la validità delle sedute.
11 C A P O III LA GIUNTA COMUNALE Art. 29 Composizione e funzioni 1. La Giunta Comunale collabora con il Sindaco nel governo del Comune e si insedia dopo la comunicazione di cui al precedente art. 25 c Impronta la propria attività ai principi della collegialità, della trasparenza e della efficienza. 3. Adotta gli atti amministrativi, idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità dell'ente nel quadro degli indirizzi generali ed in attuazione degli atti fondamentali approvati dal Consiglio Comunale. 4. Esamina collegialmente gli argomenti da proporre al Consiglio Comunale. 5. Essa è composta dal Sindaco che la presiede e dagli Assessori nominati dal Sindaco, che tra di essi designa un Vice Sindaco, nel numero massimo di Il Sindaco comunica tali nomine al Consiglio nella prima seduta successiva all'elezione. 7. Possono essere nominati Assessori cittadini non facenti parte del Consiglio, in possesso dei requisiti di candidabilità, compatibilità ed eleggibilità alla carica di consigliere. 8. Gli Assessori esterni partecipano alle sedute del Consiglio, senza diritto di voto, per illustrare argomenti concernenti la propria delega. 9. La Giunta Comunale è convocata e presieduta dal Sindaco che stabilisce l'ordine del giorno, tenuto conto degli argomenti indicati dai singoli Assessori che sono stati oggetto di attività istruttoria e propositiva da parte degli organi competenti. 10. In caso di assenza o impedimento del Sindaco, la Giunta Comunale è convocata e presieduta dal Vice-Sindaco, in mancanza di questo, dall'assessore Anziano, e in mancanza anche di questi dall'assessore più anziano di età. Art. 30 Incompatibilità alla carica di Assessore 1. Non possono far parte contemporaneamente dalla stessa Giunta Comunale ascendenti e discendenti, fratelli, coniugi, affini di primo grado, adottandi e adottati. 2. Non possono far parte della Giunta Comunale, gli ascendenti e discendenti, il coniuge, i parenti e affini fino al terzo grado del Sindaco. 3. Al Sindaco nonché agli Assessori è vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenze presso Enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza del Comune. 4. Gli Assessori competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato. (art. 78 comma 3 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali). Art. 31 Anzianità degli Assessori 1. L'anzianità degli Assessori è determinata dall'ordine in cui è comunicata dal Sindaco al Consiglio. 2. All'Assessore Anziano, in mancanza del Vice Sindaco, o in sua assenza, spetta surrogare il Sindaco assente o impedito. Art. 32 Durata in carica Surrogazioni
12 1. Il Sindaco e gli Assessori rimangono in carica sino all'insediamento della nuova Giunta Comunale e all'elezione del nuovo Sindaco. 2. In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Sindaco, la Giunta decade e si procede allo scioglimento del Consiglio. Il Consiglio e la Giunta restano in carica sino all'elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Sindaco. Fino alle elezioni, le funzioni del Sindaco sono svolte dal Vice Sindaco. 3. In caso di cessazione, per qualsiasi causa, dalla carica di Assessore, le relative funzioni vengono provvisoriamente assunte dal Sindaco o da questi affidate ad altro Assessore. 4. In quest'ultima ipotesi, il Sindaco, comunica al Consiglio Comunale, nella prima seduta utile, il nominativo del nuovo assessore. 5. Nelle ipotesi di impedimento temporaneo di un Assessore, il Sindaco ne assume le funzioni o incarica altro Assessore. Art. 33 Cessazione dalla carica della Giunta Comunale 1. La Giunta Comunale risponde del proprio operato dinanzi al Consiglio Comunale. 2. Il voto del Consiglio Comunale contrario ad una proposta del Sindaco o della Giunta non ne comporta le dimissioni. 3. Il Sindaco e gli Assessori cessano contemporaneamente dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia, espressa per appello nominale con il voto della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati al Comune. 4. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno 2/5 dei Consiglieri assegnati al Comune, senza computare a tal fine il Sindaco. 5. La mozione deve essere posta in discussione non prima di dieci e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Essa è notificata al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale. 6. In caso di inosservanza dell'obbligo di convocazione del Consiglio Comunale, il Segretario Comunale ne riferisce al Prefetto. 7. La seduta nella quale si discute la mozione di sfiducia è presieduta dal Sindaco. 8. La seduta è pubblica ed il Sindaco e gli Assessori partecipano alla discussione ed alla votazione. 9. L'approvazione della mozione di sfiducia determina lo scioglimento del Consiglio Comunale e la nomina di un Commissario. Art. 34 Dimissioni del Sindaco 1. Le dimissioni del Sindaco non comportano l'automatica decadenza della Giunta. Tuttavia esse, trascorsi venti giorni dalla presentazione comportano l applicazione della procedura di scioglimento del Consiglio Comunale con contestuale nomina di un Commissario. 2. Lo scioglimento del Consiglio Comunale determina la decadenza della Giunta. 3. Le dimissioni sono presentate per iscritto ed acquisite al protocollo comunale. Il Segretario Comunale deve darne immediata comunicazione al Prefetto per i conseguenti adempimenti. Art. 35 Cessazione dei singoli componenti della Giunta Comunale 1. Gli Assessori singoli cessano dalla carica per: a) morte; b) dimissioni; c) revoca; d) decadenza; e) rimozione. 2. Le dimissioni da membro della Giunta, indirizzate al Sindaco, devono essere presentate personalmente e per iscritto dall Assessore al Protocollo comunale.
13 Sono irrevocabili, hanno efficacia immediata e non necessitano di presa d'atto. Il Sindaco le iscrive comunque all'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio e comunica il nominativo del nuovo Assessore, qualora nominato. 3. Il Sindaco procede alla revoca, con proprio provvedimento motivato, dei singoli Assessori quando non svolgano un'azione amministrativa coerente al documento di indirizzi generali approvato dal Consiglio Comunale oppure quando non intervengano a 5 sedute consecutive della Giunta Comunale senza giustificato motivo. 4. Per la rimozione dei singoli Assessori si rinvia ai principi esposti nell'art. 21 c. 7 e c. 8 del presente Statuto. 5. Alla sostituzione dei singoli assessori deceduti, dimissionari, revocati o decaduti, provvede il Sindaco che deve darne comunicazione al Consiglio Comunale nella prima seduta utile. Avvenuta tale comunicazione i nuovi Assessori entrano immediatamente in carica. Art. 36 Organizzazione della Giunta 1. L'attività della Giunta Comunale è collegiale. 2. Gli Assessori sono preposti ai vari settori dell'amministrazione comunale. 3. Le deleghe aventi ad oggetto le attribuzioni dei singoli assessori sono stabilite dal Sindaco, dopo la sua elezione. 4. Gli Assessori sono responsabili collegialmente degli atti della Giunta e individualmente degli atti dei loro assessorati. 5. Con le stesse modalità di cui al comma 3, il Sindaco conferisce ad uno degli assessori le funzioni di Vice Sindaco, al fine di garantire la sostituzione del Sindaco in caso di sua assenza o impedimento. 6. Le deleghe di cui ai precedenti commi 3 e 5, possono essere modificate e/o revocate dal Sindaco. 7. Il Sindaco comunica al Consiglio Comunale le deleghe degli Assessori e le successive modifiche. 8. Il Consiglio Comunale può adottare un Regolamento sul funzionamento della Giunta Comunale. Art. 37 Attribuzioni della Giunta 1. Attiene alla competenza della Giunta l adozione di tutti gli atti rientranti nelle funzioni degli organi di governo, che non siano riservati dalla legge al Consiglio Comunale e che non ricadano nelle competenze del Sindaco. 2. Nell'esercizio dei conseguenti poteri competono in particolare alla Giunta: a) la promozione dell'attività di indirizzo politico-amministrativo, mediante l'adozione e la sottoposizione al Consiglio delle proposte di deliberazione relative agli atti fondamentali ad esso riservati; b) la determinazione dei modelli di rilevazione del controllo interno della gestione; c) l'adozione in via d'urgenza delle variazioni di bilancio, da sottoporre a ratifica del Consiglio nei sessanta giorni successivi, a pena di decadenza, d) la presentazione al Consiglio di una relazione annuale sulla propria attività, nella seduta avente all'ordine del giorno il consuntivo; e) l'adozione delle aliquote relative a tributi, dei canoni e delle tariffe secondo la disciplina generale approvata dal Consiglio comunale per la fruizione dei beni e dei servizi comunali; f) l intitolazione di vie e piazze previa autorizzazione dell Ufficio territoriale del Governo Prefettura; g) la definizione delle manifestazioni socio-culturali, sportive e ricreative; h) l approvazione del Piano Esecutivo di Gestione; i) la concessione di contributi a terzi, ove tale attribuzione non sia predeterminata da disposizioni legislative o regolamentari;
14 l) l autorizzazione alla costituzione in giudizio; m) l approvazione degli strumenti urbanistici cosiddetti di terzo livello i quali non abbiano rilevante incidenza sull assetto del territorio. 3. E' altresì di competenza della Giunta l'adozione del Regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio. Art. 38 Adunanze e deliberazioni 1. La Giunta Comunale è convocata e presieduta dal Sindaco. 2. La Giunta delibera con l'intervento della metà più uno dei membri in carica e a maggioranza assoluta dei presenti. 3. Nelle votazioni palesi in caso di parità prevale il voto del Sindaco o di chi presiede l'adunanza. 4. Alle sedute della Giunta possono partecipare, se convocati e senza diritto di voto, i revisori dei conti e tutti coloro che il Sindaco ritenga opportuno consultare. 5. Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salvo diversa decisone della Giunta stessa. 6. Le deliberazioni dichiarate immediatamente eseguibili sono adottate con il voto espresso dalla maggioranza dei presenti.
15 C A P O IV SINDACO Art. 39 Il Sindaco 1. Il Sindaco, eletto dai cittadini a suffragio universale e diretto, secondo le modalità previste dalla legge, è l'organo responsabile dell'amministrazione Comunale. 2. Il Sindaco presta il giuramento di osservare lealmente la Costituzione Italiana davanti al Consiglio, nella seduta di insediamento. 3. Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune, da portarsi a tracolla. Art. 40 Competenze 1. Il Sindaco, in qualità di Capo dell'amministrazione Comunale: a) ha la rappresentanza dell'ente compresa la rappresentanza legale in giudizio; b) ha la direzione unitaria ed il coordinamento dell'attività politico-amministrativa del Comune; c) convoca e presiede il consiglio comunale nel caso in cui altro consigliere non sia stato nominato presidente del consiglio stesso; convoca e presiede la giunta comunale; determina il giorno delle rispettive adunanze; d) nomina i componenti della Giunta Comunale, scegliendo tra loro il Vice Sindaco ed ha il potere di revocarli motivatamente, dandone comunicazione al Consiglio; e) può avvalersi di coadiutori delegando al Consigliere o ai Consiglieri comunali compiti specifici, delimitandone funzioni e termini e prevedendo, se lo ritiene opportuno, un adeguata indennità che non dovrà comunque superare il 50% dell indennità riconosciuta ai componenti di Giunta; f) presenta al Consiglio entro 120 giorni dalle elezioni, sentita la Giunta, le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato; g) sovrintende al funzionamento dei servizi e degli Uffici comunali; h) impartisce direttive al Segretario Comunale in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza sull'intera gestione amministrativa di tutti gli uffici e servizi; i) nomina, designa e revoca i rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio; l) nomina i responsabili di uffici e servizi e definisce gli incarichi di collaborazione esterna, secondo le modalità e i criteri stabiliti dall'art.50 comma 10 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali; m) nomina il Segretario Comunale scegliendolo nell'apposito Albo; n) revoca il Segretario Comunale, previa deliberazione della Giunta Comunale; o) nomina e revoca il Direttore Generale con le modalità di cui agli arrtt.99 e 100 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali; p) indice i referendum comunali; q) sovrintende all'espletamento delle funzioni statali e regionali conferite al Comune e ne riferisce al Consiglio; r) promuove davanti all'autorità Giudiziaria i provvedimenti cautelativi e le azioni possessorie; s) provvede all'osservanza dei Regolamenti;t) promuove, assume iniziative e conclude gli accordi di programma di cui all'art. 34 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali; u) assume attività d'iniziativa, d'impulso e di raccordo con gli organi di partecipazione; v) coordina e riorganizza sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla Regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici al fine di armonizzare l'espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti;
16 x) coordina e riorganizza, d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle Amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio; z) adempie alle altre attribuzioni conferitegli dal presente Statuto e dalle leggi. Art. 41 Funzioni del Sindaco 1. Il Sindaco, quale Ufficiale di Governo, sovrintende : a) alla tenuta dei registri di stato civile e di popolazione ed agli adempimenti demandatigli dalle leggi in materia elettorale, di leva militare e di statistica; b) alla emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in materia di ordine e sicurezza pubblica, di sanità e di igiene pubblica; c) allo svolgimento, in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, delle funzioni affidategli dalla legge; d) alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone il Prefetto. 2. Chi sostituisce il Sindaco esercita anche le funzioni di cui al presente articolo. 3. Il Sindaco esercita altresì le altre funzioni attribuitegli quale autorità locale nelle materie previste da specifiche disposizioni di legge. 4. Il Sindaco quale Ufficiale di Governo, emana, nel rispetto delle norme costituzionali e dei principi generali dell'ordinamento giuridico, ordinanze contingibili ed urgenti nelle materie e per le finalità di cui al comma 2 dell art. 54 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli enti locali. Tali provvedimenti devono essere adeguatamente motivati. La loro efficacia, necessariamente limitata nel tempo, non può superare il periodo in cui perdura la necessità. 5. In caso di assenza del Sindaco, le ordinanze sono emanate da chi lo sostituisce ai sensi del presente Statuto. 6. Quando l'ordinanza ha carattere individuale, essa deve essere notificata al destinatario. Negli altri casi essa viene pubblicata nelle forme previste al precedente comma terzo. Art. 42 Attribuzioni di vigilanza 1. Il Sindaco: a) acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi informazioni ed atti anche riservati; b) promuove, tramite il Segretario Comunale, indagini e verifiche amministrative sull'intera attività del Comune; c) può disporre l'acquisizione di atti, documenti ed informazioni presso le aziende speciali, le istituzioni e le società per azioni appartenenti al Comune, tramite i rappresentanti legali degli stessi; d) collabora con i revisori dei conti per definire le modalità di svolgimento delle loro funzioni; e) informa la popolazione su situazioni di pericolo per calamità naturali e coordina gli interventi di protezione civile; f) impartisce direttive al servizio di Polizia Locale vigilando sull espletamento dell attività dei dipendenti assegnati al servizio. Art. 43 Attribuzioni organizzative 1. Il Sindaco: a) convoca e presiede la Giunta Comunale ed il Consiglio Comunale nel caso in cui non sia stato nominato a presidente del consiglio altro consigliere; b) stabilisce gli argomenti all'ordine del giorno delle sedute della Giunta Comunale e del Consiglio Comunale;
17 c) convoca e presiede la conferenza dei Capigruppo consiliari. Nel caso sia stato nominato presidente del consiglio altro consigliere, la convocazione e la presidenza spettano a quest ultimo; d) esercita i poteri di polizia nelle sedute del Consiglio Comunale nel caso non sia stato nominato altro consigliere con funzioni di presidente e degli organismi pubblici di partecipazione popolare da lui presiedute; e) riceve le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al Consiglio Comunale. Art. 44 Cessazione dalla carica 1. La cessazione dalla carica di Sindaco avviene, ex legge, col compimento del quinquennio. 2. Cause di cessazione anticipata sono: a) la morte; b) le dimissioni; c) la decadenza; d) la rimozione. 3. La morte del Sindaco provoca la decadenza di tutta la Giunta. 4. Le dimissioni consistono in una dichiarazione espressa di rinuncia alla carica da presentarsi nei modi e nei termini descritti nell'art. 34 del presente Statuto. 5. Il Sindaco decade: a) per condanna penale con sentenza divenuta irrevocabile; b) per la sopravvenienza di una delle cause di ineleggibilità o di incompatibilità previste dalla legge; 6. Per la rimozione del Sindaco, si rinvia a quanto stabilito dall art. 53 del T.U.E.L.
18 T I T O L O III LINEE PROGRAMMATICHE Art. 45 Linee programmatiche per il mandato amministrativo 1. L'azione amministrativa e lo sviluppo dei progetti dell' Amministrazione Comunale hanno come elementi di riferimento, in relazione a ciascun mandato amministrativo, specifiche linee programmatiche. 2. Le linee programmatiche configurano gli obiettivi generali, gli spazi di progettualità rispetto ai quali sono elaborati programmi ed i piani operativi/esecutivi di gestione per i Servizi del Comune. Art. 46 Formazione ed approvazione delle linee programmatiche 1. Il Sindaco, sentita la Giunta, predispone sulla base del proprio programma elettorale un documento descrittivo delle linee programmatiche da realizzare durante il mandato. 2. Il documento è impostato in modo da configurare per ogni singola area di intervento gli obiettivi stabiliti e i risultati attesi. 3. L'elaborazione delle linee programmatiche deve essere effettuata dal Sindaco entro. 90 giorni dalla data del suo insediamento. 4. Il documento contenente le linee programmatiche è comunque sottoposto al Consiglio entro 120 giorni dall'insediamento del Sindaco. 5. Il Consiglio Comunale può intervenire nella definizione delle linee programmatiche con integrazioni, adeguamenti e modifiche al documento presentato dal Sindaco che all'uopo viene depositato in segreteria, per la visione da parte dei consiglieri comunali, almeno 20 giorni prima di quello stabilito per l'adunanza. Art. 47 Attuazione delle linee programmatiche 1. I Responsabili di Servizio coordinati dal Segretario comunale o sotto la direzione del Direttore Generale adottano, conformemente agli atti programmatori della Giunta e del Consiglio comunale, ciascuno per quanto di propria competenza, ogni atto necessario a tradurre, sotto il profilo gestionale, le linee programmatiche approvate dal consiglio comunale o dalla giunta comunale medesimi. Art. 48 Verifiche ed adeguamenti delle linee programmatiche 1. Il Sindaco, in sede di verifica annuale dello stato di attuazione dei programmi, relaziona al Consiglio sullo sviluppo e sul grado di realizzazione complessivo delle linee programmatiche. 2. La realizzazione delle azioni e dei progetti previsti dalle linee programmatiche è posta a confronto con i risultati del controllo interno di gestione, nonché con il quadro di gestione delle risorse economiche. Art. 49 Modalità di esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo
19 1. Al fine di garantire al Consiglio Comunale la possibilità di attivare le forme di controllo previste dal Tit. VI Capo I - del T.U. delle legg i sull ordinamento degli Enti Locali, vengono inviate ai Capigruppo tutte le deliberazioni adottate dalla Giunta Comunale che costituiscono attuazione degli atti programmatori e d'indirizzo adottati dal Consiglio.
20 T I T O L O IV PARTECIPAZIONE POPOLARE C A P O I ISTITUTI DELLA PARTECIPAZIONE Art. 50 Organismi e forme associative di partecipazione 1. Il Comune garantisce e promuove la partecipazione democratica di tutta la popolazione comprendente anche i cittadini dell Unione europea e gli stranieri regolarmente soggiornanti, all'attività politica, amministrativa ed economico-sociale della comunità, al fine di assicurare il buon andamento, l'imparzialità e la trasparenza dell'azione amministrativa. (Art.8 comma 5 del T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali). 2. A tal fine viene favorita la formazione di organismi a base associativa con il compito di concorrere alla gestione dei servizi pubblici a domanda individuale, quali asilo nido, scuole materne, impianti sportivi, culturali e ricreativi, case alloggio per anziani, colonie e soggiorni stagionali, mostre e simili, a tutela di interessi diffusi, portatori di obiettivi culturali, sportivi, economici, sociali e assistenziali. 3. Gli utenti dei predetti servizi possono costituirsi in comitati di gestione, secondo le norme del Regolamento, che ne definisce le funzioni, gli organi rappresentativi ed i mezzi. 4. I Comitati di gestione riferiscono annualmente della loro attività, con una relazione che è inviata al Consiglio Comunale. Art. 51 Valorizzazione dell'associazionismo 1. Il Comune valorizza le libere forme dell'associazionismo e della cooperazione (anche volontaristica e sindacale) attraverso: a) l'acquisizione di pareri e proposte per la soluzione di problemi interessanti i singoli campi di attività; b) l'accesso alle strutture e servizi comunali ed agli atti amministrativi; c) forme di consultazione su singole materie con le associazioni interessate mediante assemblee, questionari ed il coinvolgimento in organismi di partecipazione; d) l'obbligo di indicare le ragioni che non consentono l'accoglimento delle proposte formulate; e) la possibilità di presentare memorie, documentazione ed osservazioni utili alla formazione dei più importanti atti fondamentali dell'attività amministrativa, quali il bilancio di previsione, i piani urbanistici e commerciali. 2. Il Comune garantisce in ogni circostanza la libertà, l'autonomia e l'uguaglianza di trattamento a tutte le libere associazioni. 3. Concreti aiuti organizzativi, strumentali e finanziari, tecnico-professionali, potranno essere concessi alle associazioni per il perseguimento di finalità considerate di rilevante interesse per la Comunità, con le modalità e nelle forme predeterminate con apposito Regolamento. 4. Le scelte amministrative che incidono o possono produrre effetti sull'attività delle associazioni devono essere precedute dall'acquisizione di pareri espressi dagli organismi collegiali delle stesse entro 30 giorni dalla richiesta dei soggetti interessati. Art. 52 Albo Comunale delle Associazioni
21 1. Viene istituito "l'albo delle associazioni", diviso in due sezioni, ove vengono iscritti a domanda e con deliberazione della Giunta Comunale gli organismi associativi che operano nel territorio comunale. 2. Nella prima sezione sono registrate le associazioni e gli organismi aventi prevalente finalità di carattere culturale, sociale, umanitario, sportivo e ricreativo, combattentistico o d'arma. Per l'iscrizione in detta prima sezione, le associazioni devono avere i seguenti requisiti: a) essere legalmente costituite; b) lo statuto deve essere improntato al principio della democraticità e prevedere la possibilità di iscrizione per la generalità dei cittadini; c) presentare all'inizio dell'anno sociale, il programma dell'attività con l'indicazione della spesa ed il resoconto dell'anno precedente. 3. Nella seconda sezione sono registrate le associazioni e gli organismi di carattere economico, operanti con strutture a base almeno provinciale, rappresentativi di interessi economici e produttivi di cittadini operanti nel territorio Comunale. Per l'iscrizione in tale sezione, le associazioni devono avere i seguenti requisiti: a) essere legalmente costituite; b) lo statuto deve essere improntato al principio della democraticità e prevedere, nell'ambito degli scopi e dei requisiti statutari, la possibilità di iscrizione per la generalità dei cittadini. 4. La Giunta Comunale dovrà verificare annualmente la persistenza delle condizioni di iscrizione all' Albo, disponendo, con propria delibera, la sospensione delle associazione e degli organismi privi dei requisiti di cui al presente articolo. 5. Si prescinde dai requisiti di cui ai precedenti commi per l'iscrizione di organismi nazionali, regionali e provinciali presenti sul territorio del capoluogo o delle frazioni. Art. 53 Consultazioni 1. Il Comune favorisce la più ampia consultazione dei cittadini chiamandoli ad esprimersi sugli indirizzi politici e sui programmi attuativi sia attraverso appositi referendum disciplinati dal successivo art. 5, sia per il tramite degli organismi partecipativi previsti dal precedente art. 50, in modo tale da individuare il loro orientamento su problematiche riguardanti ambiti di intervento di carattere peculiare. 2. A tal fine, il Consiglio, le Commissioni Consiliari e la Giunta dispongono audizioni delle forze economiche e produttive e di soggetti sociali operanti nel territorio che possono contribuire con il loro apporto conoscitivo e con la loro base di esperienza, alla ricerca delle soluzioni più appropriate per profili della politica comunale nei quali i soggetti interpellati rivestano una particolare qualificazione e rappresentatività. 3.Gli organi istituzionali comunali dispongono, inoltre, forme di consultazione della popolazione o di categorie o settore di essa attraverso strumenti di carattere statistico (per esempio questionari conoscitivi o indagini demoscopiche) - avvalendosi dei servizi operanti all'interno della struttura amministrativa comunale anche con l'apporto di professionalità esterne - atte ad acquisire la migliore conoscenza possibile su problemi di particolare rilevanza.
Competenze del Sindaco Da: D.Lgs. 18-8-2000 n. 267 Testo unico delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali Articolo 50 Competenze del sindaco e del presidente della provincia. 1. Il sindaco e il presidente
Statuto del Comune di Napoli estratto relativo al solo Titolo VIII
Statuto del Comune di Napoli estratto relativo al solo Titolo VIII Sono riportate in grassetto le modifiche apportate con le deliberazioni consiliari n. 15 dell 11 febbraio e n. 21 del 16 febbraio 2005.

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 art. 8
 Art. 12
 art. 27
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 art. 82
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 art. 141
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 art. 25
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
e contrario
 Art. 34
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
 Art. 40
 Art. 41
 art. 54
 Art. 42
 Art. 43
 Art. 44
 sentenza 
 art. 53
 Art. 45
 Art. 46
 Art. 47
 Art. 48
 Art. 49
 Art. 50
 Art. 51
 Art. 52
 Art. 53
 art. 5
 art. 50
 Articolo 50