Source: http://www.ildirittoamministrativo.net/appello-consiglio-stato.htm
Timestamp: 2020-05-30 01:46:21+00:00

Document:
Dal 12/06/09 5468434
Il ricorso in appello al Consiglio di Stato avverso le sentenze di primo grado dei TAR deve essere promosso nel termine di sessanta giorni dalla notifica della sentenza.
A mente dell'art. 28 della L. n. 1043 del 1924, in sede di appello, il Consiglio di Stato ha gli stessi poteri di cognizione, decisione ed istruttori che appartengono al G.A. di primo grado. Ciò significa che il giudizio di appello è sia rescindente che rescissorio in quanto il Consiglio di Stato, annullata la decisione impugnata, decide il ricorso nel merito o in rito con gli stessi poteri del G.A. di primo grado (giudizio devolutivo).
L'appello al Consiglio di Stato, in via generale, non sospende l'esecuzione della sentenza impugnata salvo che sia formulata al riguardo specifica istanza e che il CdS ravvisi l'esistenza del pregiudizio grave ed irreparabile dedotto quale motivo di sospensione della sentenza.
Stante il carattere devolutivo del giudizio d'appello dinanzi al Consiglio di Stato, la sentenza di secondo grado, di norma, decide la controversia, confermandola ovvero annullandola e decidendo nel merito o in rito la controversia.
L'annullamento con rinvio al TAR ha luogo solo in caso di errori di procedura o per vizio di forma della decisione di primo grado. ovvero di erronea declaratoria di incompetenza o di difetto di giurisdizione del GA.
A mente dell'art. 34 della Legge TAR, l'appello al Consiglio di Stato può concludersi con una sentenza che, riconosciuto il difetto di giurisdizione o di competenza del tribunale amministrativo regionale o la nullità del ricorso introduttivo del giudizio di prima istanza, o la esistenza di cause impeditive o estintive del giudizio, annulla la decisione impugnata senza rinvio.
In ogni altro caso, recita il successivo art. 35, il Consiglio di Stato, in sede di appello, decide la controversia senza rinvio.
Se il Consiglio di Stato accoglie il ricorso per difetto di procedura o per vizio di forma della decisione di primo grado, annulla la sentenza impugnata e rinvia la controversia al tribunale amministrativo regionale.
Il rinvio ha luogo anche quando il Consiglio di Stato accoglie il ricorso contro la sentenza con la quale il tribunale amministrativo regionale abbia dichiarato la propria incompetenza.
In ogni altro caso, il Consiglio di Stato decide sulla controversia.
L. n. 1034 del 1971
Contro le sentenze dei tribunali amministrativi è ammesso ricorso per revocazione, nei casi, nei modi e nei termini previsti dagli articoli n. 395 e 396 del codice di procedura civile.
Contro le sentenze medesime è ammesso, altresì, ricorso al Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale, da proporre nel termine di giorni sessanta dalla ricevuta notificazione, osservato il disposto dell'articolo 330 del codice di procedura civile.
Contro le ordinanze dei tribunali amministrativi regionali di cui all'articolo 21, commi settimo e seguenti, è ammesso ricorso in appello, da proporre nel termine di sessanta giorni dalla notificazione dell'ordinanza, ovvero di centoventi giorni dalla comunicazione del deposito dell'ordinanza stessa nella segreteria (1).
Nei casi nei quali i tribunali hanno competenza di merito o esclusiva, anche il Consiglio di Stato, nel decidere in secondo grado, ha competenza di merito o esclusiva.
In ogni caso, il Consiglio di Stato in sede di appello esercita gli stessi poteri giurisdizionali di cognizione e di decisione del giudice di primo grado
Al giudizio di appello si applicano le norme che regolano il processo innanzi al Consiglio di Stato.
I ricorsi avverso le sentenze in materie di operazioni elettorali sono proposti entro il termine di venti giorni dalla notifica della sentenza, per coloro nei cui confronti è obbligatoria la notifica; per gli altri cittadini elettori nel termine di venti giorni decorrenti dall'ultimo giorno della pubblicazione della sentenza medesima nell'albo pretorio del comune. Per questi ricorsi i termini procedurali previsti dalle norme richiamate nel primo comma sono ridotti alla metà.
Sul ricorso il presidente fissa in via di urgenza l'udienza di discussione ed al conseguente giudizio si applicano le norme procedurali di cui al primo comma del presente articolo, con tutti i termini ridotti alla metà.
Nel giudizio di appello si osservano le norme dell'articolo 24 sull'interruzione del processo e sulla sua riassunzione.
Le sentenze dei tribunali amministrativi regionali sono esecutive.
Il Consiglio di Stato, tuttavia, su istanza di parte, qualora dall'esecuzione della sentenza possa derivare un danno grave e irreparabile, può disporre, con ordinanza motivata emessa in camera di consiglio, che la esecuzione sia sospesa.
Sull'istanza di sospensione il Consiglio di Stato provvede nella sua prima udienza successiva al deposito del ricorso. I difensori delle parti devono essere sentiti in camera di consiglio, ove ne facciano richiesta.
Per l'esecuzione delle sentenze non sospese dal Consiglio di Stato il tribunale amministrativo regionale esercita i poteri inerenti al giudizio di ottemperanza al giudicato di cui all'articolo 27, primo comma, numero 4), del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, approvato con regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, e successive modificazioni (1).
(1) Comma aggiunto dall'articolo 10 della legge 21 luglio 2000, n. 205.
Nel giudizio di appello, se il Consiglio di Stato riconosce il difetto di giurisdizione o di competenza del tribunale amministrativo regionale o la nullità del ricorso introduttivo del giudizio di prima istanza, o la esistenza di cause impeditive o estintive del giudizio, annulla la decisione impugnata senza rinvio.
In caso di errore scusabile il Consiglio di Stato può rimettere in termini il ricorrente per proporre l'impugnativa al giudice competente, che deve essere indicato nella sentenza del Consiglio di Stato, o per rinnovare la notificazione del ricorso.
In ogni caso di rinvio, il giudizio prosegue innanzi al tribunale amministrativo regionale, con fissazione d'ufficio dell'udienza pubblica, da tenere entro trenta giorni dalla comunicazione della sentenza con la quale si dispone il rinvio. Le parti possono depositare atti, documenti e memorie sino a tre giorni prima dell'udienza (1).
(1) Comma sostituito dall'articolo 11 della legge 21 luglio 2000, n. 205.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 35
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