Source: http://www.ilmensiledellasicurezza.it/nuovo-codice-ispettori-lavoro/
Timestamp: 2019-03-24 17:21:04+00:00

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Seppur il processo di riforma deontologica e comportamentale era da tempo in previsione, questo ha trovato applicazione solo con il Decreto Ministeriale del 15 gennaio 2014 che integra così il precedente Codice datato aprile 2006.
Certamente l’attività ispettiva e di vigilanza è una delle preponderanti a cui il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è chiamato tramite i propri ispettori e un nuovo e più preciso codice di comportamento del personale impegnato nelle verifiche sulla Sicurezza sul Lavoro si è reso evidentemente reso necessario in riferimento al potenziale rischio di corruzione e concussione, ritenuto “elevato”, al punto che ben 2 dei 28 articoli (art. 26 e art.28) vietano esplicitamente la possibilità di accettare o richiedere regali o altre utilità, ivi compresi incarichi remunerati dalle stesse aziende nelle quali si stanno svolgendo i controlli; cioè che dovrebbe essere palese e chiaro in verità è meglio rimarcarlo all’insegna del “repetita iuvant”
il nuovo codice, come accennato, consta di 28 articoli suddivisi in 5 capi denominati rispettivamente:
Capo I definizioni e finalità
Capo II attività propedeutica agli accertamenti
Capo III accesso ispettivo e modalità di accertamento
Capo IV verbalizzazioni e rapporto
Capo V profili deontologici
Sono quindi raccolte in queste 8 pagine le procedure che gli Ispettori del Lavoro devono seguire per poter garantire verifiche precise e puntuali ed al tempo stesso meno “onerose” per le aziende in cui le verifiche si effettuano, tutti infatti sono dell’idea che le ispezioni siano uno strumento essenziale per accertare ed eventualmente reprimere le attività compiute in contrasto con le normative, ma purtroppo si può correre il rischio contrario di produrre interferenze dannose in attività che sono in linea con tutte le normative previste sulla Sicurezza sul Lavoro e sui contratti di lavoro; a questo proposito quindi è bene evidenziare alcuni aspetti indicati come obbligatori dal nuovo codice di comportamento:
Art. 5 – Preparazione dell’ispezione – tale disposizione impone al personale ispettivo di “raccogliere tutte le informazioni e la documentazione inerenti al soggetto da sottoporre al controllo” prima dell’ispezione stessa, per evitare quindi di richiedere documentazione già a disposizione delle pubbliche amministrazioni al soggetto controllato. tale articolo infatti precisa che: “il personale ispettivo acquisisce, laddove funzionale all’accertamento, antecedentemente al primo accesso, ogni informazione relativa all’organigramma aziendale, alla forza lavoro denunciata, alla regolarità contributiva ed assicurativa, mediante ….. il Registro delle Imprese, il Sistema di Comunicazioni Obbligatorie on line, il Cassetto Previdenziale.” Risulta quindi abbastanza chiara la volontà del legislatore di non attribuire ulteriori obblighi di presentazioni documentali ai datori di lavoro per tutte le comunicazioni le certificazioni che sono già in possesso delle pubbliche amministrazioni.
Art. 6 – Obbligo di qualificarsi – viene confermato l’obbligo da parte del personale ispettivo di qualificarsi e l’obbligo di esibizione del tesserino di riconoscimento, in mancanza del quale “l’accesso non può avere luogo”
Art. 8 – Informativa ed assistenza all’ispezione – secondo questo articolo il personale ispettivo ha l’obbligo di informare il soggetto ispezionato della sua facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato nel corso dell’accertamento, nonché della possibilità di rilasciare dichiarazioni; l’assenza di tale professionista non è ostativa alla prosecuzione delle attività ispettive, né ne inficia la validità
Comma II – Art. 9 – questo comma indica che le attività ispettive devono svolgersi nei tempi strettamente necessari agli accertamenti stessi, evitando cosi si far protrarre oltre misura l’ingerenza nei processi di lavorazioni.
Art. 10 – Corretta informazione – secondo quanto previsto da questo articolo, il personale ispettivo ha l’obbligo, in ottemperanza a quanto già sancito dal D. Legs 124/04 di fornire su richiesta dell’ispezionato tutti i chiarimenti e le delucidazioni sulla corretta applicazione della normativa lavoristica e previdenziale, evitando in questo modo eventuali fraintendimenti o incomprensioni su quanto richiesto o eventualmente contestato.
Infine è bene sottolineare come nel Capo V – profili deontologici, siano espressamente sanciti: l’obbligo di imparzialità e parità di trattamento; il principio di astensione per eventuali incompatibilità; la tutela della riservatezza e l’obbligo del segreto professionale, con particolare riguardo alla divulgazione dei dati ai mezzi di informazione; il divieto di chiedere, sollecitare ed accettare per se o per altri regali o utilità di qualsiasi tipo; il divieto di accettare incarichi di collaborazione da soggetti privati che nel biennio precedente siano stati soggetti ad accertamenti da parte degli ispettori.
appaiono quindi più chiari i limiti entro i quali gli Ispettori del Ministero del Lavoro possono e devono muoversi in fase di ispezione ed anche il correlato supporto che possono, anzi devono, offrire alle aziende in ambito di informazione e chiarimenti delle normative vigenti
Tag: codice, deontologia, ispettori, lavoro, ministero, nuovo, professionale, sicurezza

References: art.28

Art. 5

Art. 6

Art. 8
 Art. 9

Art. 10