Source: https://www.exeo.it/free/pubblica-utilita-indennita-danno-permanente-beni-non-espropriati
Timestamp: 2019-04-24 18:29:52+00:00

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Opere pubbliche: indennità per danno permanente a beni non espropriati
CASISTICA (fascia di rispetto, immissioni nocive, luce, aria, veduta, panorama, derivazioni d'acqua, diritti di passaggio, viadotto)
Nel caso di danno permanente, l'indennizzo non mira a compensare integralmente l'obiettiva diminuzione del valore di uso o di scambio della proprietà per l'avvenuta costruzione nelle vicinanze di un'opera pubblica, ma si fonda su un principio di giustizia distributiva, sicché non è consentito soddisfare l'interesse generale attraverso il sacrificio del singolo senza che questi venga indennizzato.
Ai fini della liquidazione dell'indennità dovuta dalla p.A., ai sensi della L. n. 2359 del 1865, art. 46 (oggi TU n. 327 del 2001, art. 44), per i danni cagionati dall'esecuzione di un'opera pubblica a soggetti che siano rimasti estranei al procedimento espropriativo, l'ordinamento prevede la corresponsione di un'indennità per atto legittimo, che si fonda sul principio di giustizia distributiva, per cui non è consentito soddisfare l'interesse generale attraverso il sacrificio del singolo senza che quest'ultimo ne sia indennizzato.
L'art. 46 L. n. 2359/1865 (applicabile ratione temporis), disciplina come seconda ipotesi il danno permanente derivante dalla m... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... diminuzione o perdita di una o più facoltà inerenti al diritto dominicale in conseguenza dell'esecuzione dell'opera pubblica, subito da soggetti che siano rimasti estranei al procedimento espropriativo; in detta ipotesi l'indennizzo non mira a compensare il fatto obbiettivo della diminuzione del valore di uso o di scambio delle proprietà per l'avvenuta costruzione di un'opera pubblica nelle immediate vicinanze, ma si fonda sul principio di giustizia distributiva, per cui non è consentito soddisfare l'interesse generale attraverso il sacrificio del singolo senza che quest'ultimo ne sia indennizzato.
Ai fini della liquidazione dell'indennità dovuta dalla p.a. ai sensi della L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 46 per i danni cagionati dall'esecuzione di un'opera pubblica a soggetti che siano rimasti estranei al procedimento espropriativo, l'ordinamento prevede la corresponsione di un'indennità per atto legittimo, che si fonda sul principio di giustizia distributiva, per cui non è consentito soddisfare l'interesse generale attraverso il sacrificio del singolo senza che quest'ultimo ne sia indennizzato.
In ipotesi di danno permanente derivante dalla menomazione, diminuzione o perdita di una o più faco... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...inerenti al diritto dominicale in conseguenza dell'esecuzione dell'opera pubblica, l'indennizzo ex art. 46 L. n. 2359/1865 non mira a compensare il fatto obbiettivo della diminuzione del valore di uso o di scambio delle proprietà per l'avvenuta costruzione di un'opera pubblica nelle immediate vicinanze, ma si fonda sul principio di giustizia distributiva, per cui non è consentito soddisfare l'interesse generale attraverso il sacrificio del singolo senza che quest'ultimo ne sia indennizzato.
Le limitazioni subite da tutti i proprietari dei fondi contigui all'opera pubblica realizzata, come nel caso del deprezzamento provocato dalle immissioni di rumore, dalla situazione di pericolo per possibili cadute di materiali, o dall'assoggettamento delle eventuali nuove costruzioni alle distanze legali previste per i manufatti a confine con tracciati stradali, sono certamente indennizzabili a norma della L. n. 2359 del 1865, art. 46, ma non sono riconducibili all'indennità di espropriazione, in quanto esse interessano anche i proprietari che non siano stati destinatari di alcu... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ento ablativo.
I vincoli imposti sulle aree in fasce di rispetto della sede stradale o autostradale non arrecano alcun deprezzamento del quale debba tenersi conto in sede di determinazione del valore dell'immobile a fini espropriativi, facendo difetto il nesso di causalità diretto sia con l'ablazione, sia con l'esercizio del pubblico servizio cui l'opera è destinata.
La categoria dei vincoli cimiteriali è collegata sotto il profilo soggettivo, al loro carattere generale, concernente tutti i cittadini, in quanto proprietari di determinati beni che si trovino in una determinata situazione e non per le loro qualità e condizioni e, dal punto di vista oggettivo, al fatto di gravare su immobili individuati "a priori" per categoria derivante dalla loro posizione o localizzazione rispetto ad un'opera pubblica, per cui, ancorché resi concretamente applicabili in conseguenza della destinazione di interesse pubblico data alla parte sottratta al privato, non gli arrecano in via specifica alcun dep... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...del quale debba tenersi conto in sede di determinazione del valore dell'immobile.
Qualora la costruzione dell'opera stradale abbia determinato un vincolo di rispetto stradale con conseguente riduzione dell'edificabilità del fondo, ne consegue un decremento del valore d'uso e di scambio del bene di proprietà del terzo non espropriato che, non essendo in concreto dedotto né provato un fatto doloso o colposo della PA, va indennizzato a titolo di responsabilità per fatto lecito ai sensi dell'art. 46 legge 2359/1865 (c.d. espropriazione larvata).
La realizzazione di una strada non comporta la costituzione di una servitù di non edificazione, bensì l'operare di un vincolo conformativo della proprietà (derivante dall'individuazione di una fascia di rispetto stradale), come tale non indennizzabile ai sensi dell'art. 46 L. n. 2359/1865.
L'indennizzabilità del pregiudizio da immissioni, appare ineccepibilmente esclusa dal rilievo dell'insussistenza del nesso di causalità obiettiva ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...izzata opera pubblica (discarica), data la preesistenza di esso all'esproprio, in quanto già prodotto dalla destinazione (a discarica) convenzionalmente assentita dalla stessa espropriata all'Amministrazione poi espropriante in funzione del medesimo fine.
In ipotesi di espropriazione di corte di pertinenza di abitazione, è condivisibile la determinazione del valore di mercato del complesso immobiliare che tenga conto dell'assenza di prove circa l'esposizione a fattori inquinanti legati alla vicinanza dell'opera pubblica (autostrada).
Un diritto all'indennizzo non sorge se le immissioni sono tollerabili (al pari di quanto avviene nei rapporti tra privati). Condivisibile pertanto è il riferimento, da intendersi in via analogica, all'art. 844 c.c.
L'indennizzo di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 46 per la riduzione di valore dell'immobile, spetta se l'opera pubblica abbia realizzato un'apprezzabile compressione o riduzione del diritto di proprietà inciso; ciò può verificarsi (ed è quindi dovuto l'indennizzo), nel caso di riduzione della capacità abitativa, o nel pregiudizio subito dall'immobile per effetto di immissioni di rumori, vibrazioni, gas di scarico e simili, quando (e sol... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...esse per la loro continuità ed intensità superino i limiti della normale tollerabilità, da apprezzarsi con i criteri posti dall'art. 844 cod. civ..
La domanda di risarcimento per danni derivanti da immissione temporanee di polveri, di rumori e di vibrazioni per le opere di cantiere, da qualificarsi come azione ex art. 2043 c.c., va rigettata qualora nessuna prova oggettiva sia stata fornita circa l'esistenza di immissioni eccedenti i limiti della normale tollerabilità.
Il rumore, ed il conseguente inquinamento acustico, cagionati dall'uso dell'opera pubblica viaria, possono essere di oggettivo pregiudizio all'esercizio di un'impresa gestita dai soggetti espropriati sul fondo residuo; tale danno non rientra tuttavia nella previsione dell'articolo 40 della legge numero 2359 del 1865, bensì nella previsione generale di cui all'articolo 46 della stessa legge.
Riguardo ad opera autostradale che sia stata realizzata in conformità delle norme di legge e regolamentari, anche per quanto attiene alle distanze rispetto a preesistenti costruzioni, il pregiudizio subito dalle suddette costruzioni, per effetto di perdita di luce, ovvero di immissioni di rumori, vibrazioni, correnti d'aria e simili, è... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...bile, ai sensi della L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 46, qualora si traduca in una sensibile compressione delle obiettive possibilità di utilizzazione (da valutarsi anche alla stregua dei criteri dettati dall'art. 844 cod. civ. in tema di normale tollerabilità delle immissioni), con consequenziale apprezzabile diminuzione del valore venale.
L'indennizzo di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 46, va riconosciuto nei casi in cui la compromissione del valore di un immobile sia effetto dell'opera pubblica, e tale nesso causale sussiste quando la menomazione di una o più facoltà (non marginali) del diritto dominicale sia conseguenza dell'esecuzione e della presenza dell'opera pubblica, ovvero della sua utilizzazione in conformità della funzione per la quale è stata progettata e realizzata. Ne deriva che, rispetto ad opera stradale, il predetto nesso non è ravvisabile qualora gli effetti pregiudizievoli (nel caso di specie immissione acustiche), siano meramente occasionati dall'opera stradale e dal suo uso ma ad essa non direttamente riferibili.
La risarcibilità delle voci di danno da inquinamento acustico o in generale, da compressione o riduzione delle possibilità di godimento della residua ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...n espropriata, deve essere apprezzabile per continuità e intensità, oltre i limiti della normale tollerabilità, secondo il criterio di cui all'art. 844 cod. civ.
L'applicazione dell'art. 15 della L. n. 865/71 non ammette il risarcimento del danno per l'aumento di emissioni inquinanti conseguenti all'intenso traffico veicolare, non essendo riconosciuto dalla giurisprudenza il deprezzamento dovuto a limitazioni legali della proprietà come perdite di visuali o inquinamento atmosferico che non superi la normale tollerabilità.
Il pregiudizio consistente nella riduzione del valore dell'immobile conseguente all'aumento della rumorosità deve essere valutato nei limiti in cui detto aumento eccede il livello della normale tollerabilità.
Ai fini del riconoscimento del diritto al risarcimento del danno da immissioni nocive, l'assenza di specifiche violazioni delle norme che disciplinano la gestione dell'opera (nel caso di specie ferrovia metropolitana), non esclude la colpa qualora venga superato il limite della liceità delle immissioni ancorché si faccia uso normale della cosa fonte delle immissioni; il danno è in re ipsa.
Ai fini dell'accertamento del superamen... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...glia di normale tollerabilità delle immissioni, al giudice è consentito, nella valutazione dei presupposti di fatto di cui all'art. 844 cod. civ., ritenere il superamento dei limiti di tollerabilità anche in assenza di superamento dei limiti differenziali previsti dal DPCM 1/3/1991, costituenti criteri minimali.
L'accertato superamento della soglia di normale tollerabilità delle immissione incide necessariamente sull'utilizzabilità e "vivibilità" del bene (nel caso di specie adibito ad uffici), di cui deve tenersi conto in sede di danno all'immobile senza che ciò comporti il risarcimento del danno alla salute dei dipendenti, cui ciascuno di essi è legittimato, o del danno patrimoniale alla proprietà, quale incidente sul risultato patrimoniale, economico e finanziario della gestione.
In tema di applicazione, ai fini dell'accertamento dell'intollerabilità delle immissioni L. n. 2359 del 1865, ex art. 46, della disciplina generale pubblicistica (D.P.C.M. 14 ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...97), che individua i valori limite delle sorgenti sonore anche rispetto alle zone esterno delle aree aeroportuali e distingue tra i valori a regime e i valori per un periodo transitorio, subordinando l'operativa della disciplina a regime alla avvenuta zonizzazione delle zone acustiche ad opera dei Comuni, qualora i Comuni non abbiano provveduto alla zonizzazione, ma risulta non contestata in causa la ricomprensione dei fondi oggetto di immissioni acustiche nelle zone esterne e la ricomprensione degli stessi in aree protette, quali parchi pubblici, il giudice applica la normativa a regime pur in assenza dell'avvenuta zonizzazione.
Il requisito della "permanenza" connota sempre la fattispecie legale di cui all'art. 46 L. n. 2359/1865; in tale accezione di "permanenza" rientra perfettamente la specie in cui le immissioni siano determinate dal sorvolo di aerei, atteso che dall'utilizzazione, in conformità della funzione per la quale è stata realizzata dell'opera pubblica costituita da un aeroporto, e, quindi, dalle rotte seguite dagli aerei, predisposte in modo non occasionale e temporaneo, derivano immissioni dannose permanenti indennizzabili ai sensi dell'art. 46 cit..
INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE E DI OCCUPAZIO... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ANNO DALL'OPERA --> ART. 46 L. 2359/1865 --> INDENNITÀ PER DANNO PERMANENTE --> CASISTICA --> IMMISSIONI NOCIVE --> RAPPORTO CON ART. 844 COD.CIV.
Nell'ipotesi in cui si chiede l'indennizzo per l'irreversibile diminuzione del godimento di un immobile derivante, per l'effetto di immissioni intollerabili con prevedibile durata sine die, dall'esistenza dell'opera pubblica e dall'esercizio della connessa attività pubblicistica, la fattispecie legale applicabile è quella disciplinata dalla L. n. 2359 del 1865, art. 46 e non quella prevista dall'art. 844 cod. civ., salvo l'operatività di quest'ultima disposizione ai soli fini dell'apprezzamento della intollerabilità delle immissioni, stante il carattere speciale della prima disposizione normativa.
L'art. 46 L. n. 2359/1865 ha carattere speciale rispetto all'art. 46 cod. civ. in ragione: a) dei soggetti che interferiscono con il diritto di proprietà, pubblici e non privati; b) del diverso ambito di operatività, quello della dinamica autorità-libertà e non quello dell'esercizio delle facoltà dei privati; c) della diversa disciplina del potere inibitorio, assente nella previsione dell'art. 46 cit. e presente in quella dell'a... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] .... civ.; d) dell'indennizzo, quale previsione generale nella prima disposizione ed eccezionale nella seconda; e) del requisito della "permanenza", che connota sempre l'area di applicabilità della prima e può rilevare solo eccezionalmente nella seconda.
Non è condivisibile la radicale affermazione dell'insussistenza del diritto all'indennizzo nelle situazioni in cui, in mancanza di immissioni in senso stretto, la presenza dell'opera pubblica provochi di per sé una limitazione delle facoltà di godimento da parte del proprietario per la riduzione di luce, aria e veduta dell'immobile.
Dev'essere affermato il principio di diritto secondo cui l'indennizzo di cui alla L. n. 2359 del 1865, art. 46, e D.Lgs. n. 327 del 2001, art. 44, spetta se l'opera pubblica abbia realizzato una compressione del diritto di proprietà conseguente alla riduzione della capacità abitativa, che può verificarsi sia per effetto di immissioni intollerabili di rumori, vibrazioni, gas di scarico e simili, sia in tutt... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... cui il bene subisca un'oggettiva e apprezzabile riduzione della luminosità, panoramicità e godibilità dell'immobile, purché idonea a tradursi in una oggettiva riduzione del suo valore economico.
Non può ritenersi indennizzabile ogni pregiudizio, anche lieve, arrecato al diritto dei privati dalla realizzazione di un'opera pubblica, ma a tal fine occorre al contrario un'apprezzabile compressione o riduzione del contenuto del diritto inciso; ne consegue pertanto che non attingono questo livello di consistenza quelle utilità marginali non tutelate nell'ordinamento giuridico come diritti autonomi o come attributi qualificanti del diritto di proprietà, come l'insolazione, l'areazione, la luminosità.
Non sussistono i presupposti per il riconoscimento dell'indennizzo ex art. 46 L. n. 2359/1865, qualora l'addotta rilevante diminuzione di valore dell'immobile di proprietà, in particolare per la perdita di visuale panoramica, debba ascriversi alla mutata destinazione dell'area limitrofa rimasta inoppugna... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...onsentito l'edificazione nel lotto antistante (e indifferente a tale riguardo resta la circostanza che si tratti di edificazione pubblica o privata), piuttosto che all'esecuzione dell'opera pubblica.
L'art. 46 della legge del 1865/2359 (così come il correlativo art. 44 del testo unico sugli espropri), non ha preso in considerazione l'ipotesi in cui un bene diminuisca di valore (nel caso di specie per la perdita del suo carattere panoramico) a seguito della realizzazione dell'opera pubblica in conformità alle previsioni urbanistiche e senza interferire sul suo utilizzo, perché ciò costituisce una conseguenza di natura tipicamente conformativa della proprietà privata.
Anche il meno agevole accesso da un fondo ad una strada pubblica, in conseguenza della realizzazione di un'opera di pubblica utilità è suscettibile di essere considerato come una diminuzione del diritto dominicale e di ingenerare l'obbligo della P.A. di corrispondere al proprietario un'indennità in base alla L. n. 2... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...5, art. 46, in quanto idoneo a compromettere una condizione di fatto essenziale per l'utilizzazione od il godimento del bene.
E' invocabile l'art. 46 della L. n. 2359/1865 in ipotesi in cui la limitazione al godimento del bene sia derivato da una limitazione dell'utilizzo di passo carraio a servizio di edificio, con conseguente diminuzione di accesso e di uscita dalla proprietà.
E' dovuto un congruo indennizzo a titolo di responsabilità da fatto lecito ex art. 46 L. n. 2359/1865, in ipotesi in cui la realizzazione dell'opera pubblica abbia diviso in due l'azienda agricola di terzo non espropriato, sbarrando servitù di passo esistenti e rendendo difficoltoso il collegamento fra una parte e l'altra, con conseguente deprezzamento del fondo e aggravio dei costi di esercizio.
I pregiudizi derivante dall'impossibilità di sversare i liquami (c.d."fertirrigazione") in determinati terreni rimasti estranei all'esproprio, in conseguenza della realizzazione dell'opera (nuo... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ... costituiscono a tutti gli effetti profili di pregiudizio derivanti dall'opera pubblica e come tali riconducibili alla fattispecie di cui all'art. 46 L. 2359/1865.
Il danno conseguente all'accecamento totale di un pozzo dal quale il privato (terzo non espropriato), aveva diritto di derivare acqua a scopo irriguo, con conseguente perdita della servitù esistente, è indennizzabile ex art. 46 L. n. 2359/1865.
Non è indennizzabile, ex art. 46 L. n. 2359/1865, un diritto d'uso (nel caso di specie) ad oggetto il prelievo di acque sotterranee, che sarebbe stato pregiudicato dalla realizzazione dell'opera pubblica, qualora lo stesso non sia più esercitabile per effetto di denegata autorizzazione.
Nella quantificazione dell'indennità dovuta ai sensi della L. 25 giugno 1865, n. 2359, art. 46 per i d... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...ati dall'esecuzione di un'opera pubblica a soggetti che siano rimasti estranei al procedimento espropriativo, deve tenersi conto soltanto di fattori idonei a comportare menomazioni del diritto di proprietà, e non anche di danni derivanti dal mancato reddito ritraibile dal bene, cd. lucro cessante, che può essere considerato ai fini di una reintegrazione, solo, nei limiti del sacrificio realmente subito.
La diminuzione del godimento del bene ricononducibile alla fattispecie di cui all'art. 46 L. n. 2359/1865 non può che essere risarcita sulla base del minor valore che avrà l'immobile in seguito alla limitazione del godimento del diritto di proprietà.
Il valore del bene cui fare riferimento per stabilire l'indennità ex art. 46 della legge 2359/1865 è quello del bene all'epoca dell'esecuzione dell'opera pubblica.
Ai fini della liquidazione dell'indennità dovuta dalla p.A., ai sensi della L. n. 2359 del 1865, art. 46 (oggi TU n. 327 del 2001, art. 44), l'ordinamento richiede, quale necessario presupposto,... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...pimento dell'opera nei confronti della proprietà che la subisce costituisca un fattore di danno particolare, avente carattere permanente, e, cioè, comporti una menomazione di qualcuna delle facoltà proprie del diritto dominicale, così provocando la perdita in via definitiva (in tal senso va inteso il carattere permanente del danno), di una parte del contenuto patrimoniale.
Il requisito della "permanenza" connota sempre la fattispecie legale di cui all'art. 46 L. n. 2359/1865; "permanente" non può essere inteso come "definitivo", ma solo in contrapposizione a "temporaneo" per ragioni che appaiono in se stesse tali da escludere la permanenza. Di conseguenza, il requisito della "permanenza" del danno non può che essere valutato al momento in cui se ne accerti la verificazione, in base ad un giudizio prognostico ispirato ad un criterio di normalità causale, la validità del cui esito non potrà essere confutata in forza della mera allegazione che la natura permanente del pregiudizio è suscettibile di venir meno in base alla possibile incidenza di accadimenti futuri, di carattere soltanto ipotetico, sul rapporto eziologico tra originarie cause lesive e ... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...>
Ai fini della corresponsione dell'indennità prevista dalla L. n. 2359 del 1865, art. 46, il requisito della "permanenza" del danno, valutato con riferimento al momento dell'apprezzamento delle cause lesive in base ad un giudizio prognostico ispirato ad un criterio di normalità causale, sussiste non solo se lo stesso appaia definitivo, ma anche qualora non vi siano elementi per ritenere che la deminutio del diritto sia temporanea, per ragioni che appaiono in se stesse tali da escludere la permanenza, secondo lo stesso criterio della normalità causale.
Nell'ipotesi di costruzione di un viadotto che invade lo spazio aereo sulla verticale di un fabbricato, non è applicabile l'art. 40 L.n. 2359/1865, presupponendo tale norma una manipolazione materiale di una parte dell'area di proprietà, nella fattispecie non sussistente; l'unica reintegrazione per equivalente possibile è quella della cit. L. del 1865, art. 46 corrispondente alla diminuzione di valore dell'intero immobile su cui passa il viadotto.
L'indennizzo di c... [Omissis - La versione integrale ï¿½ presente nel prodotto - Omissis] ...2359 del 1865, art. 46 (2^ fattispecie), non compete affatto al proprietario del fondo espropriando, già indennizzato sia per l'occupazione temporanea che per l'espropriazione (o asservimento ex art. 46, 1^ fattispecie), ma è dovuto a tutti i proprietari di immobili circostanti l'opera pubblica (nella fattispecie) consistente in viadotto stradale, pur non assoggettati a procedura ablativa, il cui spazio aereo è invaso dalle relative strutture. Ai medesimi soggetti è altresì dovuto un importo commisurabile agli interessi legali sull'ammontare dell'indennizzo, per il periodo intercorrente tra l'inizio dei lavori e l'ultimazione dell'opera.

References: art. 46
 art. 44
 art. 46
 art. 46
 art. 46
 art. 46
 art. 2043
 art. 46
 art. 46
 art. 46
 ART. 46
 ART. 844
 art. 46
 art. 46
 art. 44
 art. 46
 art. 44
 art. 46
 art. 46
 art. 46
 art. 46
 art. 46
 art. 46
 art. 46
 art. 44
 art. 46
 art. 46
 art. 46
 art. 46