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Timestamp: 2017-07-27 14:29:34+00:00

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Pubblicata ai sensi dell’art. 55, comma 2, del D.Lgs. 165/2001
A seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150 (c.d. Riforma Brunetta), che ha modificato la normativa in vigore, si pubblicano sul sito istituzionale dell’ente (sezione “albo dell’ente”) le norme disciplinari e di comportamento così come riformate, allegate alla presente, in particolare:
Obblighi del dipendente;
Tabella riepilogativa sanzioni disciplinari;
Codice di condotta nella lotta contro le molestie sessuali.
La pubblicazione sul sito istituzionale dell’amministrazione del codice disciplinare, recante l’indicazione delle infrazioni e relative sanzioni, equivale a tutti gli effetti alla sua affissione all’ingresso della sede di lavoro.
All./c.s.d
(Art. 23 CCNL del 06.07.1995, come modificato dall’art. 23 del CCNL del 22.01.2004)
1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire la Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialità dell’attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e l’interesse pubblico agli interessi privati propri ed altrui. Il dipendente adegua altresì il proprio comportamento ai principi riguardanti il rapporto di lavoro contenuti nel codice di condotta allegato.
collaborare con diligenza, osservando le norme del presente contratto, le disposizioni per l’esecuzione e la disciplina del lavoro impartite dall’Amministrazione anche in relazione alle norme vigenti in materia di sicurezza e di ambiente di lavoro;
rispettare il segreto d’ufficio nei casi e nei modi previsti dalle norme dei singoli ordinamenti ai sensi dell’ art. 24 L. 7 agosto 1990 n. 241;
non utilizzare a fini privati le informazioni di cui disponga per ragioni d’ufficio;
nei rapporti con il cittadino, fornire tutte le informazioni cui abbia titolo, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso all’attività amministrativa previste dalla legge 7 agosto 1990 n. 241, dai regolamenti attuativi della stessa vigenti nell’amministrazione nonchè attuare le disposizioni dell’amministrazione in ordine al DPR del 28 dicembre 2000 n. 445” (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa);legge 4 gennaio 1968 n. 15 in tema di autocertificazione;
rispettare l’orario di lavoro, adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle presenze e non assentarsi dal luogo di lavoro senza l’autorizzazione del dirigente del servizio;
durante l’orario di lavoro, mantenere nei rapporti interpersonali e con gli utenti condotta uniformata a principi di correttezza ed astenersi da comportamenti lesivi della dignità della persona;
non attendere ad occupazioni estranee al servizio e ad attività che ritardino il recupero psico – fisico in periodo di malattia od infortunio;
eseguire le disposizioni inerenti l’espletamento delle proprie funzioni o mansioni che gli siano impartiti dai superiori. Se ritiene che l’ordine sia palesemente illegittimo, il dipendente deve farne rimostranza a che l’ha impartito, dichiarandone le ragioni; se l’ordine è rinnovato per iscritto ha il dovere di darvi esecuzione. Il dipendente non deve, comunque, eseguire l’ordine quando l’atto sia vietato dalla legge penale o costituisca illecito amministrativo;
vigilare sul corretto espletamento dell’attività del personale sottordinato ove tale compito rientri nelle proprie responsabilità;
avere cura dei locali, mobili, oggetti, macchinari, attrezzi, strumenti ed automezzi a lui affidati;
non valersi di quanto è di proprietà dell’Amministrazione per ragioni che non siano di servizio;
non chiedere né accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione con la prestazione lavorativa;
osservare scrupolosamente le disposizioni che regolano l’accesso ai locali dell’Amministrazione da parte del personale e non introdurre, salvo che non siano debitamente autorizzate, persone estranee all’amministrazione stessa in locali non aperti al pubblico;
comunicare all’Amministrazione la propria residenza e, ove non coincidente, la dimora temporanea, nonché ogni successivo mutamento delle stesse;
in caso di malattia, dare tempestivo avviso all’ufficio di appartenenza, salvo comprovato impedimento;
astenersi dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere direttamente o indirettamente interessi finanziari o non finanziari propri o di suoi parenti entro il quarto grado o conviventi.
(Art. 24 CCNL del 06.07.1995, come modificato dall’art. 24 del CCNL del 22.01.2004)
2. L’ente, salvo il caso del rimprovero verbale, non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del dipendente, senza previa contestazione scritta dell’addebito e senza averlo sentito a sua difesa con l’eventuale assistenza di un procuratore ovvero di un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato. La contestazione deve essere effettuata tempestivamente e comunque nel termine di 20 giorni che decorrono:
3. La convocazione scritta per la difesa non può avvenire prima che siano trascorsi cinque giorni lavorativi dalla contestazione del fatto che vi ha dato causa. Trascorsi inutilmente 15 giorni dalla convocazione per la difesa del dipendente, la sanzione viene applicata nei successivi 15 giorni. 4. Nel caso in cui, ai sensi dell’ art. 55 del D.Lgs. n. 165/2001 la sanzione da comminare non sia di sua competenza, il responsabile della struttura in cui il dipendente lavora, ai fini del comma 2, segnala entro 10 giorni, all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari, ai sensi del comma 4 dell’art. 55 citato, i fatti da contestare al dipendente per l’istruzione del procedimento. In caso di mancata comunicazione nel termine predetto si darà corso all’accertamento della responsabilità del soggetto tenuto alla comunicazione;
4 bis. Qualora, anche nel corso del procedimento, già avviato con la contestazione, emerga che la sanzione da applicare non sia di spettanza del responsabile della struttura in cui il dipendente lavora, questi, entro 5 giorni, trasmette tutti gli atti all’ufficio competente per i procedimenti disciplinari, dandone contestuale comunicazione all’interessato. Il procedimento prosegue senza soluzione di continuità presso quest’ultimo ufficio, senza ripetere la contestazione scritta dell’addebito.
7. L’ufficio competente per i procedimenti disciplinari, sulla base degli accertamenti effettuati e delle giustificazioni addotte dal dipendente, irroga la sanzione applicabile tra quelle indicate nell’ art. 25, nel rispetto dei principi e criteri di cui al comma 1 dello stesso art. 25, anche per le infrazioni di cui al comma 7, lett. c). Quando il medesimo ufficio ritenga che non vi sia luogo a procedere disciplinarmente dispone la chiusura del procedimento, dandone comunicazione all’interessato. 8. Non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione. 9. I provvedimenti di cui al comma 1 non sollevano il lavoratore dalle eventuali responsabilità di altro genere nelle quali egli sia incorso. 9 bis. Con riferimento al presente articolo sono da intendersi perentori il termine iniziale e quello finale del procedimento disciplinare. Nelle fasi intermedie i termini ivi previsti saranno comunque applicati nel rispetto dei principi di tempestività ed immediatezza, che consentano la certezza delle situazioni giuridiche.
10. Per quanto non previsto dalla presente disposizione si rinvia all’ art. 59 del decreto legislativo n. 29/1993, in particolare per quanto concerne la costituzione di collegi arbitrali unici per più amministrazioni omogenee o affini, mediante convenzione tra enti. Codice disciplinare
(Art. 3 CCNL del 11.04.2008)
intenzionalità del comportamento, grado di negligenza, imprudenza o imperizia dimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità dell’evento;
grado di danno o di pericolo causato all’ente, agli utenti o a terzi ovvero al disservizio determinatosi;
sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con particolare riguardo al comportamento del lavoratore, ai precedenti disciplinari nell’ambito del biennio previsto dalla legge, al comportamento verso gli utenti;
al concorso nella mancanza di più lavoratori in accordo tra di loro.
inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché dell’orario di lavoro;
condotta non conforme ai principi di correttezza verso superiori o altri dipendenti o nei confronti del pubblico;
negligenza nell’esecuzione dei compiti assegnati, nella cura dei locali e dei beni mobili o strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare attività di custodia o vigilanza;
rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell’ente, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 6 della legge 20 maggio 1970 n. 300;
insufficiente rendimento, rispetto ai carichi di lavoro e, comunque, nell’assolvimento dei compiti assegnati.
recidiva nelle mancanze previste dal comma 4, che abbiano comportato l’applicazione del massimo della multa;
particolare gravità delle mancanze previste al comma 4;
assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi l’entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell’assenza o dell’abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione degli obblighi del dipendente, agli eventuali danni causati all’ente, agli utenti o ai terzi;
ingiustificato ritardo, non superiore a 10 giorni, a trasferirsi nella sede assegnata dai superiori;
svolgimento di attività che ritardino il recupero psico-fisico durante lo stato di malattia o di infortunio;
comportamenti minacciosi, gravemente ingiuriosi, calunniosi o diffamatori nei confronti di altri dipendenti o degli utenti o di terzi;
manifestazioni ingiuriose nei confronti dell’ente, salvo che siano espressione della libertà di pensiero, ai sensi dell’art.1 della legge n.300 del 1970;
violazione di obblighi di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti, da cui sia derivato disservizio ovvero danno o pericolo all’ente, agli utenti o ai terzi;
sistematici e reiterati atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un altro dipendente.
recidiva nel biennio delle mancanze previste nel comma precedente quando sia stata comminata la sanzione massima oppure quando le mancanze previste al comma 5 presentino caratteri di particolare gravità;
assenza ingiustificata ed arbitraria dal servizio per un numero di giorni superiore a quello indicato nella lett. c) del comma 5 e fino ad un massimo di 15;
persistente insufficiente rendimento o fatti, colposi o dolosi, che dimostrino grave incapacità ad adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio;
esercizio, attraverso sistematici e reiterati atti e comportamenti aggressivi ostili e denigratori, di forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un altro dipendente al fine di procurargli un danno in ambito lavorativo o addirittura di escluderlo dal contesto lavorativo;
atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, di particolare gravità che siano lesivi della dignità della persona;
fatti e comportamenti tesi all’elusione dei sistemi di rilevamento elettronici della presenza e dell’orario o manomissione dei fogli di presenza o delle risultanze anche cartacee degli stessi. Tale sanzione si applica anche nei confronti di chi avalli, aiuti o permetta tali atti o comportamenti;
alterchi di particolare gravità con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
qualsiasi comportamento da cui sia derivato danno grave all’ente o a terzi.
recidiva plurima, almeno tre volte nell’anno, nelle mancanze previste ai commi 5 e 6, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza tra quelle previste nei medesimi commi, che abbia comportato l’applicazione della sanzione massima di 6 mesi di sospensione dal servizio e dalla retribuzione, fatto salvo quanto previsto al successivo comma 8, lett. a);
recidiva nell’infrazione di cui al comma 6, lettera c);
ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall’ente per riconosciute e motivate esigenze di servizio nel rispetto delle vigenti procedure, adottate nel rispetto dei modelli di relazioni sindacali previsti, in relazione alla tipologia di mobilità attivata;
mancata ripresa del servizio nel termine prefissato dall’ente quando l’assenza arbitraria ed ingiustificata si sia protratta per un periodo superiore a quindici giorni. Qualora il dipendente riprenda servizio si applica la sanzione di cui al comma 6;
continuità, nel biennio, dei comportamenti rilevati attestanti il perdurare di una situazione di insufficiente rendimento o fatti, dolosi o colposi, che dimostrino grave incapacità ad adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio;
recidiva nel biennio, anche nei confronti di persona diversa, di sistematici e reiterati atti e comportamenti aggressivi ostili e denigratori e di forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un collega al fine di procurargli un danno in ambito lavorativo o addirittura di escluderlo dal contesto lavorativo;
recidiva nel biennio di atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona;
condanna passata in giudicato per un delitto che, commesso fuori dal servizio e non attinente in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta la prosecuzione per la sua specifica gravità;
violazione dei doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti di gravità tale secondo i criteri di cui al comma 1, da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro;
reiterati comportamenti ostativi all’attività ordinaria dell’ente di appartenenza e comunque tali da comportare gravi ritardi e inadempienze nella erogazione dei servizi agli utenti.
terza recidiva nel biennio, negli ambienti di lavoro, di vie di fatto contro dipendenti o terzi, anche per motivi non attinenti al servizio;
accertamento che l’impiego fu conseguito mediante la produzione di documenti falsi e, comunque, con mezzi fraudolenti, ovvero che la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro sia avvenuta a seguito di presentazione di documenti falsi;
condanna passata in giudicato:
condanna passata in giudicato quando dalla stessa consegua l’interdizione perpetua dai pubblici uffici;
violazioni intenzionali degli obblighi non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti, anche nei confronti di terzi, di gravità tale, in relazione ai criteri di cui al comma 1, da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro;
l’ipotesi in cui il dipendente venga arrestato perché colto, in flagranza, a commettere reati di peculato o concussione o corruzione e l’arresto sia convalidato dal giudice per le indagini preliminari.
10. Al codice disciplinare di cui al presente articolo, deve essere data la massima pubblicità mediante affissione in luogo accessibile a tutti i dipendenti. Tale forma di pubblicità è tassativa e non può essere sostituita con altre. 11. In sede di prima applicazione del presente CCNL, il codice disciplinare deve essere obbligatoriamente affisso in ogni posto di lavoro in luogo accessibile a tutti i dipendenti, entro 15 giorni dalla data di stipulazione del presente CCNL e si applica dal quindicesimo giorno successivo a quello della affissione.
TABELLA RIEPILOGATIVA SANZIONI DISCIPLINARI
La tabella che segue riporta le fattispecie disciplinari previste dall’ ultimo CCNL sulle quali vengono innestate le modifiche del apportate dal D.Lgs. 27.10.2009, n. 150 (che a sua volta modifica il D.Lgs. 30.03.2001, n.165), che integrano o modificano gli elementi essenziali dei comportamenti rilevanti disciplinarmente, attribuiscono nuove sanzioni o modificano l’entità sanzionatoria.
Fonte Fattispecie disciplinari
Art. 3 comma 4CCNL 11/4/2008
a) inosservanza delle disposizioni di servizio,anche in tema di assenzeper malattia, nonché dell’orario di
lavoro(salvo quanto disposto dall’ art.
55 quater e ss. del D.Lgs. 165/2001);
b) condotta non conforme ai principi
di correttezza verso superiori o altri
dipendenti o nei confronti del
c) negligenza nell’ esecuzione dei
compiti assegnati, nella cura dei
locali e dei beni mobili o strumenti a
lui affidati o su quali, in relazione alle
sue responsabilità, debba espletare
attività di custodia o vigilanza;
d) inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione degli infortuni
e di sicurezza sul lavoro ove non ne
sia derivato danno o disservizio;
e) rifiuto di assoggettarsi a visite
personali disposte a tutela del
patrimonio dell’ ente, nel rispetto di
quanto previsto dall’ art. 6 della legge
20 maggio 1970 n 300.
Dal minimo del rimproveroverbale al massimo della multa di
importo pari a 4 ore di retribuzione
Art. 3, comma 5CCNL 11/4/2008
recidiva nelle mancanze previste
dal comma 4, che abbiano
comportato l’ applicazione del
massimo della multa;
particolare gravita’ nelle mancanze
previste al comma 4;
c) (…) arbitrario abbandono del servizio;
Sospensione dal servizio conprivazione della retribuzione fino a
Fattispecie Disciplinari
ingiustificato ritardo, non superiore
a 10 giorni, a trasferirsi nella sede
assegnata dai superiori;
e) svolgimento di attività che ritardino
il recupero psico-fisico durante lo
stato di malattia o di infortunio;
g) comportamenti, non reiterati ,
minacciosi, gravemente ingiuriosi
calunniosi o diffamatori nei confronti
di altri dipendenti o degli utenti o di
h) alterchi negli ambienti di lavoro,
anche con utenti o terzi;
i) manifestazioni ingiuriose nei
confronti dell’ ente, salvo che siano
espressione della libertà di pensiero,
ai sensi dell’ art. 1 della legge n.300
del 1970;
j) atti, comportamenti o molestie,
anche di carattere sessuale, lesivi
specificatamente nelle lettere
precedenti, da cui sia derivato
disservizio ovvero danno o pericolo
all’ ente, agli utenti o ai terzi, in
assenza di condanna della PA al
Art. 55 bis, c. 7.D. Lgs 165/2001
Lavoratore o il dirigente, della stessao di altra PA, che , essendo a
conoscenza per ragioni di ufficio o di
servizio, di informazioni rilevanti per
un procedimento disciplinare in
corso, rifiuta senza giustificato
motivo, la collaborazione richiesta
dall’ autorità disciplinare ovvero rende
dichiarazioni false o reticenti;
Sospensione dal servizio conprivazione della retribuzione, fino
a 15 giorni, commisurata
all’ illecito contestato nel
Art. 55 sexies, .1,
Fatta salva altra sanzione
Sospensione dal servizio con
D Lgs 165/2001
disciplinare la violazione da partedel lavoratore, degli obblighi della
prestazione lavorativa, che abbia
comportato condanna per la PA al
Privazione della retribuzione da 3giorni fino ad un massimo di 3
mesi in proporzione all’ entità del
Art. 3, comma 6CCNL 11/4/2008
a) recidiva nel biennio dellemancanze previste nel comma
precedente quando sia stata
comminata la sanzione massima
oppure quando le mancanze previste
al comma 5 presentino caratteri di
c) occultamento da parte del
responsabile della custodia, del
controllo o della vigilanza, di fatti e
circostanze relativi ad illecito uso,
manomissione, distrazione o
sottrazione di somme o beni di
pertinenza dell’ ente o ad esso
f) atti, comportamenti o molestie,
anche di carattere sessuale, di
particolare gravita’ che siano lesivi
della dignità della persona purchè
non reiterati;
g)(…) chi avalli aiuti o permetta
comportamenti tesi all’ elusione dei
sistemi elettronici della presenza e
dell’ orario o la manomissione dei
fogli di presenza o delle risultanze
h) alterchi di particolare gravita’ con
vie di fatto negli ambienti di lavoro,
anche con utenti;
i) qualsiasi comportamento da cui sia derivato danno grave all’ente o a
terzi ., a condizione che non ne sia
derivata condanna al risarcimento
Sospensione dal servizio conprivazione della retribuzione da 11
giorni fino ad un massimo di 6
Art. 55 sexies, .2,
Chiunque cagioni grave danno al
Collocamento in disponibilità e Fonte
D. Lgs 165/2001 Funzionamento dell’ ufficio diAppartenenza per inefficienza ed
Accertate tramite sistema di
rideterminazione mansioni equalifica ai fini dell’ eventuale
ricollocamento del lavoratore
Art. 3, comma 7 ,ccnl 11/4/2008
Art. 55 quater,
comma 1, lett. b)
D. Lgs 165/2001
comma 1, lett. c),
recidiva plurima, almeno tre volte
nell’ anno, nelle mancanze previste ai
commi 5 e 6, anche se di diversa
natura, o recidiva nel biennio, in una
mancanza tra quelle previste nei
medesimi commi, che abbia
comportato l’ applicazione della
sanzione massima di 6 mesi di
sospensione dal servizio e dalla
retribuzione, fatto salvo quanto
previsto al successivo comma 8, lett.
b) recidiva dell’ infrazione di cui al
comma 6, lettera c);
c) ingiustificato rifiuto di trasferimento
disposto dall’ amministrazione per
motivate esigenze di servizio;
d) assenza priva di valida
giustificazione per un numero di
giorni, anche non continuativi,
superiore a tre nell’ arco di un biennio
o comunque per piu’ di sette giorni,
nel corso degli ultimi dieci anni
ovvero mancata ripresa del servizio,
in caso di assenza ingiustificata,
entro il termine fissato
dall’ amministrazione;
h) condanna passata in giudicato per
un delitto che, commesso fuori dal
servizio e non attinente in via diretta
al rapporto di lavoro, non ne
consenta la prosecuzione per la sua
specifica gravita’;
i) violazione dei doveri di
comportamento non ricompresi
specificatamente nelle lettereprecedenti di gravita’ tale secondo i
criteri di cui al comma 1, da non
consentire la prosecuzione del
j) reiterati comportamenti ostativi
all’ attivita’ ordinaria dell’ ente di
appartenenza e comunque tali da
comportare gravi ritardi e
inadempienza nella erogazione dei
servizi agli utenti.
Prestazione lavorativa riferibile ad un
arco temporale non inferiore al
biennio, per la quale la PA formula
una valutazione di insufficiente
rendimento dovuta a reiterata
violazione di obblighi della
prestazione in base a leggi,
regolamenti Contratti o codici di
Art. 3, comma 8,
ccnl 11/4/2008
comma 1, lett. d ),
comma 1 lett. e ),
comma 1, lett. f ),
comma 1, lett. a ),
reiterazione nell’ ambiente di lavoro
di gravi condotte aggressive o
moleste o minacciose o ingiuriose o
comunque lesive dell’ onore e della
dignità personale altrui;
b) falsità documentali o dichiarative
commesse ai fini o in occasione
dell’ instaurazione del rapporto di
lavoro ovvero di progressioni di
c) condanna passata in giudicato;
per i delitti già indicati nell’ art.1,
comma 1, lettera a), b)
limitatamente all’ art. 316 del
codice penale, c), ed e) della
legge 18 gennaio 1992 n. 16; per
il personale degli enti locali il
il riferimento e’ ai delitti previsti dagli
artt. 58, comma 1 lett. a), b)
codice penale, lett. c), d) ed e), e59, comma 1, lett. a),
limitatamente ai delitti già indicati
nell’ art. 58, comma 1 lett. a) e
all’ art. 316 del codice penale, lett.
b) e c) del D.Lgs. n. 267 del 2000
2. per gravi delitti commessi in
sevizio;
3. per i delitti previsti dall’ art. 3,
comma 1 della legge 27 marzo
2001 n. 97;
d) condanna penale definitiva in
relazione alla quale e’ prevista
l’ interdizione perpetua dai pubblici
uffici, ovvero l’ estinzione, comunque
denominata del rapporto di lavoro;
e) condanna passata in giudicato per
un delitto commesso in servizio o
fuori servizio che, pur non attenendo
in via diretta al rapporto di lavoro,
non ne consenta neanche
provvisoriamente la prosecuzione
per la sua specifica gravita’;
f) violazioni intenzionali degli obblighi
non ricompresi specificatamente
nelle lettere precedenti, anche nei
confronti di terzi, di gravita’ tale, in
relazione ai criteri di cui al comma 1,
da non consentire la prosecuzione
neppure provvisoria del rapporto di
g) l’ ipotesi in cui il dipendente venga
arrestato perchè colto, in flagranza, a
commettere reati di peculato o
concussione o corruzione e l’ arresto
sia convalidato dal giudice per le
indagini preliminari;
h) falsa attestazione della presenza
in servizio, mediante l’ alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza
o con altre modalità fraudolente,
ovvero giustificazione dell’ assenzadal servizio mediante certificazione
medica falsa o che attesta
falsamente uno stato di malattia.
Solo per i dirigenti
Art. 55 bis, c.7D.Lgs. 165, come
D.Lgs. 150/09
Lavoratore o il dirigente, della stessao di altra PA, che, essendo a
dichiarazioni false o reticenti.
Art. 55 sexies c. 3D.Lgs 165, come
Mancato esercizio o decadenzadell’azione disciplinare per omissione
o ritardo ingiustificati degli atti del
procedimento o valutazioni
manifestamente infondate di
insussistenza di condotte
palesemente rilevanti.
3 mesi in proporzione alla gravità
della sanzione disciplinare
omessa e decurtazione
dell’ indennità di risultato per il
doppio della durata della sospensione
I.S.A.C.C.	Istituto Servizi Assistenziali
e-mail: info@isacc.it
PEC: isacc@legalmail.it
P.IVA: 00557850245 Residenza Pazzaglia Basso Sturm
Tel. 0424-210111
Fax 0424-210100
Tel. 0424–509200
Fax 0424-509461

References: art. 24
 art. 55
 art. 25
 art. 25
 art. 59

Art. 3
 art.
55
 art. 6

Art. 3
 art. 1

Art. 55

Art. 55

Art. 3

Art. 55

Art. 3

Art. 55

Art. 3
 art.1
 art. 316
 art. 58
 art. 316
 art. 3

Art. 55

Art. 55