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Timestamp: 2019-09-18 00:00:16+00:00

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Tribunale di Lecce - II sezione Penale - sentenza n. 3282/2018
Minacce al 118 dopo il no al 169° elettrocardiogramma
Otto mesi di reclusione all’uomo finito sotto processo con l’accusa di avere minacciato di morte un medico del 118. Al medico costituitosi parte civile è stato riconosciuto un risarcimento di 2000 euro. L’Asl non si è costituita, pur essendo accaduti durante l’orario di servizio i fatti di cui si è occupato il processo. Il medico aveva dato disposizione di non sottoporre più il paziente al controllo con elettrocardiogramma perché nell’ultimo anno aveva richiesto 168 volte questo controllo. E non aveva manifestato patologie che richiedessero Ecg.
Tribunale di Torino - Sezione Lavoro - sentenza n. 2113/2018
Per integrare il “giustificato motivo” di cui all'art. 5, L. 638/83 non è sufficiente allegare e provare di essersi recati dal medico in quanto il giustificato motivo di esonero del lavoratore dall'obbligo di reperibilità a visita di controllo – che esclude la decadenza dal trattamento economico di malattia – pur non identificandosi con il concetto di forza maggiore, presuppone un impedimento assoluto imputabile a causa ineluttabile e si configura solo in presenza di un ragionevole impedimento.
Tribunale di Rieti - Sezione Civile - sentenza del 9 novembre 2018
Colpa medica, prima riscontrare l'esistenza di un nesso eziologico
Deve ritenersi necessario scindere il momento della verifica della relazione eziologica tra la condotta e l'evento, da un lato, e la verifica dell'evitabilità del fatto lesivo e/o dell'inadempimento ad opera della condotta diligente o perita esigibile nella data situazione concreta. Solo dopo aver riscontrato l'esistenza di un nesso eziologico deve essere affrontato il tema della esistenza della colpa.
Tribunale di Bari - Sezione lavoro - sentenza n. 3619/2018
La pubblica amministrazione, nell'ambito della peculiarità della procedura di mobilità rispetto a quella del concorso pubblico, deve fissare dei criteri che ne garantiscano la trasparenza sin dalla fase di ammissione alla procedura stessa senza che tale attività sia contraria a quanto previsto dal legislatore.
Tribunale di Bari - Sezione lavoro - sentenza n. 3600/2018
Dirigenti medici: fascia superiore di indennità mdi esclusività e blocco stipendiale
Con il conferimento di incarichi di struttura complessa o nuovi incarichi successivi al primo quinquennio di assunzione del dirigente medico, realizzandosi il “conseguimento di funzioni diverse”, è ravvisabile una delle ipotesi derogatorie dell’art. 9 D.L. 78/2010; per la mera progressione nella carriera legata all’anzianità, invece, opera il blocco dell’aumento stipendiale disposto dal legislatore.
Tribunale di Roma - Sezione XIII - sentenza 27 settembre 2018
Infezioni ospedaliere. Nosocomio responsabile se non può dimostrare di aver fatto tutto il necessario per evitarle
Tribunale di Bolzano - II sezione Civile - sentenza n. 1016/2018
Non si tratta di un adeguamento automatico da praticare in relazione alle peculiari condizioni soggettive del danneggiato, che per ciascuna persona sono un unicum irrepetibile, ma un caso particolare che si verifica solo nell'ipotesi in cui le conseguenze pregiudizievoli siano considerevolmente maggiori ri-spetto a quanto accade ordinariamente per la classe di individui di appartenenza del danneggiato.
Tribunale di Roma - Sezione XIII - sentenza n. 17586/2018
La responsabilità di un intervento è di tutta l'équipe
Il Tribunale di Roma conferma: degli errori diagnostici intra-operatori sono chiamati a rispondere tutti i medici dell'equipe perché ognuno ha l’obbligo di diligenza che non è limitato alle sue sole mansioni, ma riguarda anche il controllo dell'operato degli altri e degli errori evidenti e non settoriali commessi dai colleghi. I medici possono essere ritenuti solidalmente responsabili del danno a un paziente durante un'operazione chirurgica a prescindere dai ruoli e dai loro compiti individuali.
Tribunale di Roma - Sezione XIII - sentenza n. 16044/2018
I risultati di una amniocentesi – anche se ininfluenti sulla possibilità di abortire, per decorso dei termini di legge - certamente incidono sulla possibilità della madre di acquisire consapevolezza su ciò che accadrà, modificare gradualmente le proprie aspettative e prepararsi psicologicamente anche eventualmente ricorrendo ad adeguato supporto psicologico al fine di affrontare più saldamente l’attendibile percorso di accettazione e preparazione all’accoglimento del neonato e così calmierare l’eventuale impatto psicologico della notizia.
Tribunale di Udine - I sezione Civile - sentenza n. 954/2018
Se il paziente non prova in giudizio il nesso di causa, rischia il rigetto del ricorso
È noto che l'onere della prova incombente sull'attore e più agevole nell'ambito della responsabilità contrattuale, dovendo l'attore limitarsi ad allegare l'inadempimento della controparte, mentre spetta a quest'ultima dimostrare l'avvenuto adempimento, in conformità con il canone di diligenza ex art. 1176 c.c., ovvero che l'inadempimento e stato determinato da impossibilita della prestazione derivante da causa a lui non imputabile ai sensi dell'art. 1218 c.c..
Tribunale di Milano - Sezione XIV - ordinanza 6 luglio 2018
Tribunale di Teramo - Sezione lavoro - sentenza n. 528/2018
Accordi integrativi regionali, no a modifiche unilaterali Asl
Fermo il potere autoritativo della P.A. di fissare il limite di spesa erogabile dall'ente pubblico in un determinato anno finanziario, prescindendo da qualsiasi contrattazione, le modifiche da apportare agli Accordi Integrativi Regionali, al fine di realizzare l'obiettivo del contenimento della spesa, debbono essere effettuate attraverso la 'riapertura dei tavoli di concertazione'.
Tribunale di Larino - sentenza del 25 giugno 2018
Criteri con le nuove tabelle per liquidazione del danno non patrimoniale
La liquidazione del danno non patrimoniale viene effettuata da questo Giudice in base ai criteri adottati dal Tribunale di Milano con le nuove tabelle secondo cui, da un lato, in sede di liquidazione del danno da invalidità per postumi permanenti, il valore da attribuirsi ai punti di invalidità viene rapportato all'entità percentuale della invalidità riscontrata, con un aumento progressivo del predetto valore, per punto di invalidità, a sua volta differenziato a seconda dell'età della persona, da un altro lato, per ciascun punto percentuale di menomazione dell'integrità psicofisica, viene indicato un importo che dia ristoro alle conseguenze della lesione in termini "medi".
Tribunale di Frosinone - sentenza n. 650/2018
Tribunale di Milano - Sezione I - sentenza del 21 giugno 2018
Ritiene il Tribunale che nel caso in esame debba trovare adeguato ed autonomo ristoro il danno morale, identificabile nella sofferenza psicologica derivante dalla consapevolezza non tanto di essere affetta da una patologia grave, ma del maggior rischio di recidiva correlato alla ritardata diagnosi
Tribunale di Torino - Sezione I - sentenza del 12 giugno 2018
L'art. 43 c. 2 lett. e) d.lgs. 286/1998 definisce come atto di discriminazione del datore di lavoro qualsiasi atto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole discriminando, anche indirettamente, i lavoratori in ragione della loro appartenenza ad una cittadinanza; va precisato che l'attrice chiede la modifica dell'avviso al fine di consentire la partecipazione a tutti i cittadini di paesi terzi in possesso di un titolo che consenta di lavorare.
Tribunale di Milano - I sezione civile - sentenza n. 2814/2018
Tribunale di Termini Imerese - sentenza n. 465/2018
Per il Tribunale di Termini Imerese, al medico "non è attribuibile un generale diritto di curare a prescindere dalla volontà dell'ammalato": presupposto di liceità della sua attività è sempre e comunque il .consenso del paziente, che deve essere informato, ovverosia espresso a seguito di un'informazione completa. Così, la sentenza n. 465/2018 torna sulla questione del consenso informato del paziente, evidenziando che alla base di esso c'è la prevalenza del "valore sociale dell'individuo" che non può non emergere in una società ispirata al rispetto e alla tutela della persona umana.
Tribunale di Oristano - Sezione Lavoro - sentenza n. 1613/2018
Turni di guardia e carichi di lavoro
Rigettato il reclamo presentato da una ATS contro l’ordinanza pronunciata dal Giudice che aveva proibito al datore di lavoro di adibire ai servizi di guardia interdivisionale e doppia reperibilità il personale medico dell’unità operativa di medicina in riferimento alle emergenze dei pazienti ricoverati nell’unità operativa di neuroriabilitazione di nuova apertura. Il giudice infatti in prima istanza aveva ritenuto sussistenti i requisiti di fumus boni iuris, sia per la mancanza di idonea specializzazione sia per mancanza di specifica valutazione dei rischi , e del periculum in mora atteso lo stress derivante dall’eventualità di dover intervenire in situazioni di urgenza ed in assenza delle necessarie competenze con il rischio di somministrare cure inadeguate ai pazienti.
Tribunale di Mantova - Sezione lavoro - sentenza n. 54/2018
Specialisti ambulatoriali: le norme a tutela del lavoro anche per rapporti parasubordinati
La predisposizione di un ambiente salubre ed esente da rischi costituisce a carico dell'imprenditore un obbligo anche nei confronti del collaboratore coordinato che per l'esecuzione del contratto debba operare all'interno dell'impresa, da cui deriva una responsabilità di natura contrattuale, nonché una possibile responsabilità penale.
Tribunale di Salerno - Sezione Iavoro – sentenza n. 769/2018
Quando il sindacato dei medici è legittimato ad agire in giudizio
Il sindacato può agire in giudizio per far valere interessi suoi propri ed esclusivi, ma non degli associati, atteso che questi sono autonomi e responsabili soggetti di diritto, per cui la tutela giudiziale del loro interesse non può prescindere dall'autodeterminazione al giudizio dei singoli interessati, ed il fatto che una controversia, che riguarda singoli lavoratori, possa interessare indirettamente la generalità degli appartenenti alla categoria non la trasforma da individuale a collettiva".
Tribunale di Trani - Sezione lavoro - sentenza 1° marzo 2018
Reiterazione di contratti a tempo determinato: no alla assunzione del dirigente biologo
Anche in caso di violazione di norme imperative relative all'assunzione o all'impiego di lavoratori da parte di una pubblica amministrazione non potrà mai disporsi la conversione del contratto a tempo de-terminato in contratto a tempo indeterminato, in quanto la conversione è espressamente vietata del comma 5 dell'art. 36 del d.lgs. n. 165/2001.
Tribunale di Roma - Sezione XIII civile - sentenza n. 4296/2018
La produzione dei soli referti senza le immagini non basta per ottenere la condanna del radiologo
Tribunale di Lanusei - Sezione lavoro - sentenza n. 4/2018
Illegittima turnazione del sanitario non legittima il danno esistenziale
Il danno esistenziale essendo legato indissolubilmente alla persona, e quindi non essendo passibile di determinazione secondo il sistema tabellare - al quale si fa ricorso per determinare il danno biologico, stante la uniformità dei criteri medico legali applicabili in relazione alla lesione dell'indennità psicofisica - necessita imprescindibilmente di precise indicazioni che solo il soggetto danneggiato può fornire, indicando le circostanze comprovanti l'alterazione delle sue abitudini di vita.
Tribunale di Chieti - Sezione Lavoro - sentenza n. 60/2018
La formalizzazione dell'incarico, che dovrà avvenire entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della dichiarazione di cui si parla nell'art. 23 dell'A.C.N. costituisce un adempimento amministrativo - ed evoca da un punto di vista letterale il conferimento di una mera forma amministrativa ad un incarico conferito - non apparendo necessaria ai fini di ritenere perfezionata la fattispecie del conferimento dell'incarico o idonea ad incidere sul diritto soggettivo al suo svolgimento.
Tribunale Santa Maria Capua Vetere – sentenza n. 93/2018
Le cognizioni tecniche del CTU hanno una funzione integrativa delle conoscenze tecnico-giuridiche del giudice
Il sindacato del giudice sulla consulenza tecnica deve ritenersi limitato, non diversamente da quanto avviene per il sindacato della Cassazione sulle sentenze di merito, ai soli vizi di violazione di legge ovvero ai vizi della motivazione, non potendo il giudice sindacare il merito delle valutazioni mediche operate dal consulente. Le cognizioni tecniche del CTU hanno infatti una funzione integrativa delle conoscenze tecnico-giuridiche del giudice, senza che possa determinarsi alcuna sovrapposizione o interferenza tra le due sfere di competenza.

References: sentenza 
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 art. 1176
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