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Timestamp: 2020-04-02 16:16:31+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 19762 del 03/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19762 del 03/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 03/10/2016, (ud. 26/05/2016, dep. 03/10/2016), n.19762
sul ricorso 14569-2015 proposto da:
F.D., elettivamente domiciliato in Roma Piazza Cavour presso la
Corte di Cassazione, rappresentato e difeso dall’Avvocato STEFANO DI
FOGGIA, giusta procura in calce al ricorso;
presso L AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e
AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE CASERTA, MINISTERO
avverso la sentenza n. 10692/32/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI del 3/10/2014, depositata il 05/12/2014;
26/05/2016 dal Consigliere Relatore Dott. VELLA PAOLA.
1. Con il primo motivo si lamenta “violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 bis, nonchè della L. n. 212 del 2000, art. 6 comma 5”, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), deducendosi la nullità della cartella di pagamento – intestata alla società “Dieffe Sistemi s.a.s.”, di cui il F. era accomandatario, estintasi nel 2008 – per non essere stata preceduta nè dall’attivazione del contraddittorio preventivo, nè dalla comunicazione dell’esito della liquidazione, previsti dalle norme sopra citate, oltre che dall’avviso bonario previsto dal D.Lgs. n. 462 del 1997, art. 2, comma 2.
2. Con il secondo, la sentenza viene censurata in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), per “mancata analisi del punto dirimente della controversia”, ossia la “inapplicabilità del fenomeno successorio”, per cui nulla sarebbe dovuto nè dalla società estinta, nè dall’ex socio accomandatario.
3. Entrambi i motivi sono palesemente inammissibili: il primo, in quanto attiene ad una questione su cui la C.T.R. non si è pronunciata, non essendo perciò individuabile la decisione affetta dal denunziato error in iudicando; il secondo, perchè non indica il “fatto decisivo per il giudizio” il cui esame sarebbe stato omesso, ma in realtà contesta (infondatamente) in diritto la decisione di ritenere responsabile l’ex socio accomandatario per il fenomeno successorio delineato dalle Sez Unite di questa Corte con le note sentenze nn. 6070, 6071 e 6072 del 2013.
5. All’inammissibilità del ricorso segue la condanna alle spese secondo soccombenza.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente alle spese del presente giudizio di legittimità liquidate in Euro 1.170 per compensi, oltre spese prenotate a debito. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dell’art. 13, comma 1 – bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 36
 art. 54
 art. 6
 art. 2
 sentenza 
 art. 13