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INDAGINE CONOSCITIVA SULLE TEMATICHE RELATIVE AGLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI - PDF
INDAGINE CONOSCITIVA SULLE TEMATICHE RELATIVE AGLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI
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1 Sezioni riunite in sede di controllo INDAGINE CONOSCITIVA SULLE TEMATICHE RELATIVE AGLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI VI COMMISSIONE PARLAMENTARE Maggio 20152 3 INDAGINE CONOSCITIVA SULLE TEMATICHE RELATIVE AGLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI4 5 La N. 7/SSRRCO/AUD/15 A Sezioni riunite in sede di controllo Presiedute dal Presidente della Corte, Raffaele SQUITIERI e composte dai magistrati Presidenti di sezione Pietro DE FRANCISCIS, Mario FALCUCCI, Adolfo T. DE GIROLAMO, Angelo BUSCEMA, Enrica LATERZA, Gaetano D AURIA, Carlo CHIAPPINELLI; Consiglieri Fulvio M. LONGAVITA, Giovanni COPPOLA, Marco PIERONI, Anna Maria LENTINI, Massimo ROMANO, Vincenzo PALOMBA, Cinzia BARISANO, Luisa D EVOLI, Paola COSA, Adelisa CORSETTI, Natale A.M. D AMICO, Clemente FORTE, Maria Teresa D URSO, Donatella SCANDURRA, Alessandra SANGUIGNI, Stefania PETRUCCI, Salvatore TUTINO. Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con r.d. 12 luglio 1934, n. 1214, e successive modificazioni; Visto il regolamento per l organizzazione delle funzioni di controllo, approvato dalle Sezioni riunite con deliberazione n. 14/DEL/2000 del 16 giugno 2000 e successive modificazioni e integrazioni, e in particolare, l art. 6, commi 5bis e 5ter; Uditi, nell adunanza del 5 maggio 2015, i relatori Cons. Natale A.M. D Amico, Cons. Clemente Forte e il Cons. Stefania Petrucci6 DELIBERA l approvazione del testo per l audizione su Indagine conoscitiva sulle tematiche relative agli strumenti finanziari derivati. I RELATORI Natale A.M. D Amico IL PRESIDENTE Raffaele Squitieri Clemente Forte Stefania Petrucci Depositato in segreteria in data 5 maggio 2015 IL DIRIGENTE Maria Laura Iorio7 Indice Pag. PREMESSA 5 QUADRO NORMATIVO E PROFILI ORDINAMENTALI 11 SINTESI DELLE TEMATICHE RAPPRESENTATE NELLE RELAZIONI SEMESTRALI INVIATE ALLA CORTE DEI CONTI 12 I PROFILI DI CONTABILITÀ FINANZIARIA 15 PROFILI NORMATIVI SPECIFICI PER GLI ENTI TERRITORIALI. GLI EFFETTI DELL UTILIZZO DEGLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI SUGLI EQUILIBRI DI BILANCIO 17 Considerazioni preliminari 17 L evoluzione normativa in materia di finanza derivata 18 I nuovi principi di armonizzazione contabile 20 L attività svolta dalla Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti 22 CONCLUSIONI 29 APPENDICE 31 - Analisi dei dati sulla finanza derivata di regioni ed Enti locali - L attività svolta dalle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti8 9 PREMESSA 1. A conclusione di un ampia indagine conoscitiva, come quella condotta presso codesta Commissione, - che già consentito l approfondimento dei diversi profili della tematica in discorso l audizione richiesta alla Corte dei conti non può che concernere le attribuzioni a questa demandate e, in particolare, la portata e i limiti della funzione di controllo che l Istituto esercita con riguardo ai derivati, come strumento rilevante nella gestione del debito pubblico. Portata e limiti che richiedono opportune precisazioni, poiché i compiti e l attività svolta in materia dalla Corte assumono contenuti e valenze molto diversificate, a seconda che si prenda in esame la realtà degli Enti territoriali o quella del governo centrale. Molto diverso è lo stesso impianto normativo che, nei due casi, sorregge l affidamento delle funzioni di controllo della Corte. 2. La scelta di centrare questo intervento sul ruolo effettivo e potenziale dell Istituto suggerisce, in primo luogo, di non soffermarsi, se non in forma sintetica, sulla descrizione delle diverse tipologie dei contratti derivati e sulla dimensione quantitativa che il fenomeno ha assunto nell esperienza italiana. Il ciclo di audizioni che si è finora svolto è, del resto, estremamente ricco di informazioni rese alla Commissione, tanto da rappresentanti delle Amministrazioni pubbliche, quanto da studiosi ed esperti. Pochi dati numerici servono, peraltro, a delineare un quadro normativo e dei controlli articolato, nel senso che, a fronte di un importante rilievo quantitativo dei derivati sottoscritti dall Amministrazione centrale rispetto a quello assai inferiore nel caso degli enti terriroriali, la regolamentazione normativa, i vincoli e i divieti via via rafforzati e gli stessi compiti di controllo affidati alla Corte risultano, allo stato attuale, assai più penetranti e determinanti proprio con riguardo alle realtà territoriali. Secondo le stime ufficiali, a fine 2014, il valore nozionale degli strumenti derivati su debito ammontava, in Italia, a circa 160 miliardi (quasi il 9 per cento sul totale dei titoli Corte dei conti Audizione strumenti derivati 510 di Stato in circolazione), mentre il valore di mercato (il c.d. mark to market ) segnava una perdita potenziale di circa 42 miliardi. Tale valore negativo rappresenta l onere che lo Stato italiano avrebbe sostenuto nell ipotesi, teorica che i contratti su derivati in essere fossero stati estinti anticipatamente alla fine dello scorso anno. La rapida crescita di questa perdita potenziale, che si è registrata negli ultimi tempi, deve essere attribuita alla contestuale discesa dei tassi d interesse e al deprezzamento dell euro rispetto ai livelli massimi che si collocano nel Se le perdite potenziali sui derivati diventano effettive solo nel caso che il contratto venga estinto, la situazione è diversa laddove sussistano clausole di estinzione anticipata (la più gravosa e più nota riguarda il contratto con la banca d affari Morgan Stanley che, avvalendosene, ha determinato un aggravio effettivo del bilancio statale, per un costo complessivo di 3,1 miliardi, versati in due rate all inizio del 2012). Secondo informazioni rese dal MEF nel corso di questo ciclo di audizioni, il mark-tomarket dei derivati con valore di mercato negativo e che prevedono clausole di recesso anticipato è pari a circa 9 miliardi. A fronte dei circa 160 miliardi del portafoglio degli strumenti derivati dello Stato, all inizio del 2015 il valore nozionale dei contratti su derivati degli Enti territoriali, pur se significativo nei riflessi sui relativi equilibri di gestione, sarebbe di poco inferiore ai 25 miliardi, il 60 per cento dei quali imputabili ai contratti sottoscritti da Regioni e Province autonome, ma l incidenza sullo stock di debito è più elevata (circa il 28 per cento nelle Regioni e il 20 per cento negli Enti locali, a fronte di un debito complessivo, rispettivamente, di 52,77 e 54,49 miliardi di euro nel Cfr. Appendice 1.1 e 1.2). 3. In termini semplificati, si può ricordare come il ricorso a contratti derivati da parte dell Amministrazione centrale, già attivato negli anni ottanta (essenzialmente per la copertura dai rischi di cambio) sia cresciuto considerevolmente dalla metà degli anni novanta, quando lo scopo principale era diventato l assicurazione dal rischio di un rialzo dei tassi d interesse, in una fase molto delicata di avvio dell Unione Monetaria europea e dell euro. Tra la fine degli anni novanta e l inizio dello scorso decennio si colloca, invece, l impiego su vasta scala degli strumenti derivati da parte delle Amministrazioni locali, 6 Corte dei conti Audizione strumenti derivati11 destinatarie, nell ottica del decentramento territoriale, di compiti in espansione nel mentre le regole di coordinamento della finanza pubblica si facevano più stringenti. Anche da qui il sempre più intenso ricorso agli strumenti derivati, con l obiettivo di stabilizzare l effetto delle oscillazioni dei tassi e di consentire un allungamento della durata del debito; in qualche caso anche di incassare upfront. 4. I comportamenti ora ricordati sono intervenuti, come prima si accennava, in un contesto normativo e di controlli ben differenziato tra centro e periferia. Quanto al regime del controllo che la legge assegna alla Corte dei conti nei confronti delle Amministrazioni centrali dello Stato, come più ampiamente illustrato nel prosieguo, vale la disposizione contenuta nell art. 3, comma 13, della legge 14 gennaio 1994 n. 20, disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti, in base alla quale Le disposizioni del comma 1 (che disciplinano, cioè, il controllo preventivo) non si applicano agli atti ed ai provvedimenti emanati nelle materie monetaria, creditizia, mobiliare e valutaria. Ben diverse risultavano, già nella fase iniziale di irruzione del fenomeno derivati, le condizioni e gli spazi di intervento e di controllo della Corte nei confronti delle Amministrazioni locali. Più avanti in questo documento si riferisce puntualmente sull attività di controllo che l Istituto, soprattutto attraverso le proprie Sezioni regionali ha svolto e seguita a svolgere al fine di verificare il rispetto del complesso apparato di regole che oggi disciplina la materia del ricorso al debito e, in particolare, agli strumenti derivati da parte degli enti locali, anche al fine di sanzionare le gestioni non consentite. Ma qui, in premessa, giova ricordare che, fino dall inizio del decennio scorso, la Corte ha sottoposto ad un attento monitoraggio il fenomeno montante dei derivati, nell ambito dell analisi della gestione complessiva delle Amministrazioni locali controllate e con lo scopo di sottoporre a verifica la rispondenza a criteri di regolarità contabile e di sana gestione finanziaria. Se, da un lato, l impegno tempestivo della Corte è documentato dal costante riferire al Parlamento, nella forma dell audizione (si richiamano quella del novembre 2004 Analisi del fenomeno dell indebitamento in un campione di enti locali e quella del Corte dei conti Audizione strumenti derivati 712 febbraio 2009 Indagine conoscitiva sull utilizzo e la diffusione degli strumenti di finanza derivata e delle cartolarizzazioni nelle Pubbliche Amministrazioni ) o dei referti sulla finanza territoriale (tra le altre, in particolare, si citano le deliberazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Lombardia n. 52 del 20 aprile 2008 e n. 118 del 5 giugno 2008, oltre alla relazione della sezione delle Autonomie sulla gestione degli Enti territoriali, approvata con deliberazione n. 29/SEZAUT/2014/FRG, e alle relazioni degli anni precedenti, ivi richiamate), dall altro non va sottovalutata la funzione di stimolo che, proprio alla luce dei rischi e dei punti critici che tale monitoraggio consentiva di porre in evidenza, l Istituto ha esercitato per un adeguamento normativo e delle regole nella direzione di una progressiva chiusura alle operazioni finanziarie ad alto grado di azzardo, come nel caso degli strumenti derivati. Una linea di maggiore rigore sulla quale si è favorevolmente espressa la stessa Corte Costituzionale, che ha sancito la legittimità delle disposizioni previste per il contenimento del fenomeno della finanza derivata (C.C. sentenza n. 52 del 2010). Ritornando alla Amministrazione Centrale, ferma restando la sottrazione della tematica relativa ai derivati alle forme del controllo preventivo di legittimità, resta piena la disponibilità della Corte a dare seguito ad eventuali specifiche indicazioni provenienti dal Parlamento dirette ad approfondire le valutazioni sugli esiti del ricorso agli strumenti finanziari derivati da parte delle Amministrazioni centrali dello Stato nel quadro della più generale analisi della gestione del debito pubblico. 5. Nel valutare l impatto dei derivati sui conti pubblici va, infine, tenuto presente che le convenzioni contabili, che disciplinano la materia nell intera area europea, hanno subito, nel tempo, modifiche rilevanti che nell assetto ora ridefinito (SEC 2010) comportano effetti molto diversificati sull indebitamento (competenza economica) e sul fabbisogno (cassa). 8 Corte dei conti Audizione strumenti derivati13 ESBORSI (+) O INCASSI NETTI (-) DA DERIVATI FINANZIARI IN TERMINI DI CASSA (in milioni) Belgium -358,9-108,6-758,0 2,5 Germany -856,5-975, , ,0 Ireland -270,4-75,0 196,2 96,6 Spain 37,0 165,0 177,0 0,0 France 0,0 482,0-864,0 304,0 Italy 2.193, , , ,2 Netherlands 511,0 214, ,0-277,0 Portugal -216,6-188,4-22,9 101,6 Fonte: Eurostat Notifiche EDP Aprile 2015 ESBORSI (+) O INCASSI (-) RICONDUCIBILI A OPERAZIONI DI RINEGOZIAZIONE DI DERIVATI CON MTM NEGATIVO PASSIVITÀ NETTE IN STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI (in milioni) Belgium 0,0 0,0 144,0 0,0 Germany 0,0 0,0 0,0 0,0 Ireland 2,4 0,0 0,0 0,0 Spain 0,0 0,0 0,0 0,0 France ,0-298,0-495,0-504,0 Italy 221, ,5 800, ,1 Netherlands 0,0 0,0 0,0 0,0 Portugal -34,1-32,4-18,4 6,0 Fonte: Eurostat Notifiche EDP Aprile 2015 Per quanto riguarda i profili di contabilità nazionale occorre osservare che il Sec 95 (Sistema europeo dei conti) in origine prevedeva che tutti i flussi di interessi scambiati nell ambito dei contratti derivati fossero inclusi tra i redditi di capitale. Nel dicembre 2001 con il regolamento 2558/2001, che modifica il Sec 95, si stabilisce che la spesa per interessi legata ai contratti swap deve essere registrata nell ambito delle operazioni finanziarie. Nello stesso regolamento viene tuttavia definito un nuovo aggregato ai fini della Procedura sui Deficit Eccessivi (EDP B9), che tiene invece conto dell impatto netto degli interessi scambiati nell ambito di contratti derivati includendo questi flussi all interno della spesa per interessi indicata come EDP D41. Corte dei conti Audizione strumenti derivati 914 Si vengono a determinare quindi due diverse versioni dell'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche: una coerente con il Sec 95 e l'altra, predisposta ai fini della Procedura per i disavanzi eccessivi, che diverge dalla prima nel trattamento dei flussi monetari derivanti da operazioni su titoli derivati. Le disomogeneità tra paesi nel considerare nei saldi di finanza pubblica le diverse forme di derivati portano nel marzo del 2008 Eurostat alla pubblicazione di apposite linee guida per regolare e armonizzare la registrazione di tutti i flussi movimentati per i derivati, comprese le lump sum at inception o at cancellation e gli up front. Viene chiarito in particolare che gli swap sottoscritti sin dall origine in maniera deliberatamente sbilanciata (c.d. off-market swaps), con la previsione ad esempio di un upfront, rappresentano un prestito, e quindi un debito del soggetto pubblico verso la controparte bancaria. Con l adozione delle linee guida, si procede nel 2008 ad una revisione della serie di flussi di interessi legati a tali contratti per gli anni ; revisione che nel 2010 è estesa ai contratti relativi agli anni Il Sec 2010 a partire dal 2014 prevede il venir meno dell utilizzo dell EDP D41 e, conseguentemente, stabilisce che i contratti derivati e i flussi ad essi collegati siano trattati nell ambito delle operazioni finanziarie con nessun impatto sul deficit. L acquisizione netta delle attività finanziarie determina infatti variazioni del debito, ma non dell indebitamento. In questa direzione va il Regolamento (UE) 220/2014 che, aggiornando le definizioni della Notifica in base al Sec 2010, prevede che in apposita voce del passivo siano riportati i flussi netti connessi ai derivati finanziari (ad esempio, il saldo tra pagamenti in entrata e in uscita scambiati tra le parti nell ambito di contratti swap e forward rate agreement). Inoltre nel manuale di attuazione del nuovo SEC per il calcolo di deficit e debito, si è previsto che le ristrutturazioni di contratti in essere debbano essere considerate come un nuovo contratto di swap. Così nel caso di una ristrutturazione, se il valore di mercato dello swap è negativo per lo Stato, tale valore deve essere considerato come un prestito della controparte al soggetto pubblico, anche se lo swap preesistente era stato originariamente pattuito a condizioni di mercato e, quindi, sottoscritto con valore di mercato nullo. 10 Corte dei conti Audizione strumenti derivati15 QUADRO NORMATIVO E PROFILI ORDINAMENTALI 6. La legge n. 20 del 1994, al 1 comma dell art. 3, disciplina il controllo preventivo di legittimità esercitato dalla Corte dei conti. L ultimo comma del medesimo articolo esclude esplicitamente da detto controllo gli atti e i provvedimenti emanati nelle materie monetaria, creditizia, mobiliare e valutaria. In base a tale ultima disposizione, sono sempre stati esclusi dal predetto controllo preventivo gli atti che abbiano come oggetto la gestione del debito pubblico, ivi inclusi quelli che si sostanziano in contratti aventi ad oggetto strumenti finanziari derivati. La norma appena descritta deve essere inquadrata nell ambito della più generale disciplina che al tempo governava la materia: il d.lgs. n. 385 del 1993 (noto come Testo Unico Bancario TUB) all art. 129 aveva sistematizzato il regime dei controlli sulla emissione di valori mobiliari (prima disperso in numerose norme), imponendo a carico degli emittenti un obbligo di comunicazione preventiva alla Banca d Italia la quale, in conformità alle deliberazioni del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio, avrebbe potuto vietare le operazioni ovvero disporne il differimento. Il medesimo articolo aveva esplicitamente escluso da tale obbligo di comunicazione preventiva, fra le altre, le operazioni relative alla emissione di titoli di Stato o garantiti dallo Stato (comma 5). Da allora la disciplina è stata ripetutamente modificata; nel testo oggi vigente, l art. 129 del Testo Unico Bancario attribuisce alla Banca d Italia esclusivamente il potere di richiedere agli emittenti di strumenti finanziari segnalazioni periodiche e informazioni di carattere consuntivo al fine di acquisire elementi conoscitivi sull evoluzione dei prodotti e dei mercati finanziari. Il quadro appena descritto delinea quindi un esplicito orientamento del legislatore teso ad escludere dal regime dei controlli preventivi la materia attinente agli strumenti finanziari, presumibilmente in relazione alle esigenze di correntezza e di rapidità che la caratterizzano; ribadisce il ruolo di una specifica autorità di settore la Banca d Italia deputata al controllo della materia; attribuisce uno statuto speciale alle operazioni aventi ad oggetto la gestione del debito pubblico, fin dalla versione originaria del TUB del 1993 esentate da ogni controllo preventivo, anche ad opera della autorità di settore. Corte dei conti Audizione strumenti derivati 1116 In tale contesto si inserisce il decreto del Ministro del tesoro del 10 novembre 1995, successivo quindi al momento nel quale la materia relativa alla gestione del debito pubblico era stata esclusa dal controllo preventivo della Banca d Italia (art. 129, co. 5, lett. a del TUB) nonché dal controllo preventivo della Corte dei conti (art. 3, co. 13, legge 20/1994). Con tale decreto il Ministro delineava gli orientamenti operativi di riferimento in merito all emissione e alla gestione del debito pubblico (anche, ad esempio, relativi alla stipula di operazioni di swap) e poneva a carico della Direzione generale del tesoro l obbligo di trasmettere con cadenza semestrale alla Corte dei conti una relazione sulla gestione delle passività del Tesoro che evidenzi la congruità delle scelte effettuate con gli orientamenti esposti nell art. 1 e nell art. 2 del presente decreto. Va da sé che con tale disposizione il Ministro non istituiva, né a ciò si sarebbe potuto provvedere con norma non di carattere primario, un nuovo regime di controllo sulla materia, ma si limitava a imporre ai propri uffici alcuni criteri gestionali, prevedendo una segnalazione periodica alla Corte dei conti avente finalità meramente conoscitive. I contenuti di queste segnalazioni, in particolare con riferimento alla attività in strumenti finanziari derivati, sono ampiamente esposti nella audizione svolta presso questa Commissione dalla titolare della Direzione Debito Pubblico del MEF. SINTESI DELLE TEMATICHE RAPPRESENTATE NELLE RELAZIONI SEMESTRALI INVIATE ALLA CORTE DEI CONTI 7. Sulla base del d.m. del 1995 (citato in precedenza) viene inviata alla Corte dei conti per finalità conoscitive una Relazione semestrale che sintetizza le operazioni di gestione del debito pubblico intervenute nel periodo considerato. Da qualche anno sono anche gli stessi documenti programmatici del Governo in materia di finanza pubblica (DEF) a fornire il quadro generale della gestione del debito, ai fini dell approvazione da parte del Parlamento degli obiettivi di politica economica e finanziaria e del successivo invio della decisione alla Commissione europea entro il 30 aprile. Dei contenuti di tale documentazione - riferita pertanto sia alle Relazioni semestrali che al quadro della politica del debito presentato dal DEF la Corte dà sinteticamente 12 Corte dei conti Audizione strumenti derivati17 conto, negli anni più recenti, all interno del capitolo relativo alla gestione del patrimonio dello Stato facente parte della Relazione al Parlamento sul Rendiconto generale dello Stato, oggetto della annuale parifica. Complessivamente, dalle suddette Relazioni semestrali in particolare si rileva la preoccupazione - nella gestione delle varie operazioni di debito - di ridurre sia il carico di interessi a valere sul bilancio dello Stato, sia i rischi che possono nascere dagli interventi attuati nella gestione del debito. Si procede pertanto a continue rinegoziazioni, ristrutturazioni ed anche chiusure di operazioni in essere, naturalmente in quanto consentito dalle clausole sottoscritte per i vari contratti. Il quadro che ne emerge è di una liability management attiva. In presenza, per esempio, di aspettative di tassi in crescita a seguito di migliori prospettive dell economia, come è stato nel 2006, si sono liquidate operazioni per incassare il beneficio che si andava creando, mediante operazioni di interest rate swap gestite per beneficiare del mark-tomarket positivo. In un tale contesto è stato altresì perseguito l intento di proseguire nell attività di allungamento della duration e dell immunizzazione del portafoglio dal rialzo dei tassi d interesse. Emerge altresì una gestione delle posizioni in essere nel portafoglio derivati che consente di trarre benefizio dalla conformazione della curva dei tassi d interesse e dal livello assoluto della volatilità. Quando, per esempio, nel 2008 si è registrato il fallimento di Lehman Brothers, con conseguenze pesantissime sul mercato dei capitali, il MEF si è concentrato sulla necessità di individuare le modalità più efficienti di gestione delle transazioni sotto il triplice profilo legale, finanziario ed economico, in alcuni casi cedendo le attività ad una controparte solida ed affidabile (senza costi), in altri casi provvedendo a chiusura anticipata. In contesti di elevata volatilità ed incertezza dei mercati, l attività di gestione delle passività ha privilegiato l ottimizzazione di alcune posizioni esistenti nel portafoglio swap, tenendo conto della loro indicizzazione all inflazione europea. A partire dal 2010 si è posto mano alla ristrutturazione di una serie di posizioni su derivati che non rispondevano più in modo efficiente agli obiettivi strategici per i quali esse erano state concluse, procedendo ad una semplificazione della posizione e ad un allungamento della relativa duration. Si è proceduto altresì alla copertura delle Corte dei conti Audizione strumenti derivati 1318 emissioni denominate in valuta estera per eliminare rischi di cambio e d interesse. Successivamente, si è perseguito l obiettivo di ridurre il rischio di controparte implicito nelle operazioni di copertura esistenti. Di conseguenza, secondo le linee guida per le ristrutturazioni, si è cercato di distribuire l esposizione tra le diverse componenti attraverso la riassegnazione di posizioni e si è proceduto alla riduzione della durata di alcune posizioni. Nel 2012 sempre sulla base di quanto riferito dal Ministero dell economia e delle finanze nelle suddette Relazioni semestrali - la ridefinizione del portafoglio con Morgan Stanley è stata condizionata dalla presenza di una clausola contrattuale peculiare e unica nella sua natura, ovvero il diritto alla risoluzione anticipata dei contratti derivati (in parte o in toto) al verificarsi di una determinato evento, configurato nel superamento di un limite prestabilito dell esposizione della controparte nei confronti della Repubblica, definito anche in funzione del livello di rating. La controparte aveva deciso di far valere il diritto regolato dalla clausola, in quanto era stata giudicata insostenibile la rilevante esposizione nei confronti dell Italia alla luce della regolamentazione sempre più stringente. Per far fronte alla richiesta, sulla base delle procedure concordate, vi erano alcune possibilità. Esse consistevano nella novazione soggettiva del contratto a controparte terza, nella prestazione di una garanzia (collateral) e nella risoluzione anticipata di una o più posizioni in derivati. Essendo state scartate le varie possibilità per le difficoltà riscontrate, ci si è concentrati sulla valutazione delle conseguenze dell esercizio diretto della clausola, analizzando in particolare la metodologia di determinazione dell ammontare da corrispondere a Morgan Stanley a fronte della chiusura di tutte le posizioni, come prevista dall accordo in vigore. Considerato il ragguardevole onere conseguente all esercizio diretto della clausola ci si è orientati verso una chiusura anticipata e volontaria delle quattro operazioni, accettando contestualmente la ristrutturazione di due Cross Currency Swap, proposta da Morgan Stanley. Il costo complessivo versato a Morgan Stanley il 3 gennaio 2012, relativo alla prima fase della ristrutturazione inclusiva dei CCS, è stato di poco inferiore ai 2,6 miliardi...e pari a circa 527 milioni nella seconda fase. 14 Corte dei conti Audizione strumenti derivati19 Sono proseguite negli anni successivi operazioni di ristrutturazioni di posizioni esistenti, anche per trarre vantaggio dall andamento del tasso di cambio, nonché la gestione di posizioni in portafoglio che presentavano alcune criticità. I PROFILI DI CONTABILITÀ FINANZIARIA 8. Per quanto riguarda lo Stato, la vigente legge quadro di contabilità e finanza pubblica, n. 196 del 2009 e successive integrazioni e modifiche, ha confermato il precedente sistema di contabilità finanziaria, con il doppio vincolo della competenza giuridica (ovvero delle obbligazioni) e della cassa (o flussi finanziari); il sistema è stato, in sostanza, elevato a rango costituzionale dalla legge n. 243 del 2012 (legge rinforzata), che ha adeguato il nostro ordinamento contabile alle modifiche costituzionali intervenute con la legge costituzionale n. 1 del 2012, recante l introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale. In ordine all imputazione contabile va osservato che gli effetti finanziari ordinari dovuti alle attività in strumenti finanziari derivati, quali ad esempio i flussi netti attivi o passivi per introito o pagamento di interessi, sono contabilizzati nelle apposite voci del bilancio di previsione e del rendiconto finanziario dello Stato. Per quanto attiene, invece, alla copertura delle eventuali partite straordinarie la legge quadro vigente, tuttora in attesa di un complessivo e organico adeguamento al mutato assetto costituzionale, prevede l iscrizione in bilancio di specifici fondi di riserva per le spese obbligatorie, individuate in un elenco allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero dell economia e delle finanze (art. 26) e per le spese impreviste, per far fronte ad eventuali deficienze di stanziamenti non inseriti tra le spese obbligatorie e non aventi carattere di continuità, anch esse indicate per tipologia in un elenco allegato allo stato di previsione del Ministero dell economia e delle finanze (art. 28). Va notato che le dotazioni di bilancio relative alla missione 34-Debito pubblico, programma 1-oneri per il servizio del debito statale, sono inserite, in gran parte, nell elenco delle spese obbligatorie approvato con legge di bilancio; esse sono, pertanto, integrabili nel corso della gestione con prelevamento dal predetto fondo di riserva. Corte dei conti Audizione strumenti derivati 1520 Non altrettanto avviene per il fondo di riserva per spese impreviste, che non può essere utilizzato per oneri relativi al debito. Tale fondo ha, infatti, la funzione di far fronte a eventi eccezionali e non prevedibili al momento della formazione del bilancio, per le sole tipologie indicate nell elenco, non aventi carattere di continuità. Nel caso degli oneri connessi con i derivati, per effetto dell imprevista richiesta di applicazione nel 2011 della clausola di chiusura anticipata da parte di Morgan Stanley, nell esercizio di un esplicito potere opzionale previsto nel relativo contratto, è stato fatto ricorso agli ordinari strumenti di flessibilità del bilancio con cui le Amministrazioni possono modificare in via amministrativa l allocazione delle risorse decisa dal Parlamento, non essendosi ravvisata l esigenza di utilizzare il fondo di riserva per le spese obbligatorie, considerate le disponibilità createsi su altri capitoli del programma oneri per il servizio del debito in relazione all effettivo andamento dei mercati finanziari. Va notato, in proposito, che viene costantemente seguito, dal competente dipartimento del Tesoro del Ministero dell economia e delle finanze, un criterio ispirato alla prudenza nella quantificazione degli interessi e delle altre spese per la gestione del debito, commisurando conseguentemente, in misura compatibile col peggior prevedibile andamento dei mercati, le richieste al dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, in sede di formazione del bilancio. Ciò ha comportato, nel caso della chiusura anticipata del contratto con Morgan Stanley, l emissione del decreto ministeriale di variazione al bilancio n del 14 marzo 2012, ai sensi dell art. 2, comma 6, della legge di bilancio per il 2012 e il triennio n. 184 del 2011, che autorizza il Ministro ad effettuare variazioni compensative, per competenza e cassa, delle somme iscritte nell indicato programma 1 della missione 34. Con tale decreto, il capitolo n. 2219, relativo a Interessi su prestiti internazionali, interessi derivanti da operazioni di ristrutturazione di prestiti emessi all interno e all estero, nonché da operazioni di chiusura anticipata di operazioni derivate, è stato incrementato di 2,84 miliardi, contestualmente riducendo di 2 miliardi il capitolo 2214 (Interessi sui BTP e su operazioni finanziarie effettuate sui buoni medesimi) e di 840 milioni il capitolo 2218 (fondo occorrente per far fronte agli oneri per interessi e altre spese connessi alle operazioni di ricorso al mercato). Naturalmente, l atto è stato emanato previa conferma, da parte del competente dipartimento, dell esistenza di 16 Corte dei conti Audizione strumenti derivati Vedere altro
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References: art. 6
 art. 3
 sentenza 
 art. 3
 art. 129
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 art. 1
 art. 2
 art. 2
 art. 28
 Articolo 1
 art. 114
 ART. 1
 Articolo 1
 art. 204
 art. 1
 art. 153
 art. 24
 art. 3
 art.32
 SENTENZA 
 articolo 6
 Articolo 1
 ARTICOLO 191
 art. 77
 art. 13
 Art. 97
 Art. 1
 Art. 1
 articolo 1
 ART. 11
 Articolo 6
 Art. 1
 art. 5
 articolo 44