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Timestamp: 2013-05-25 00:58:20+00:00

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Modello organizzativo di prevenzione reati - D.Lgs. 231-01
Il D.Lgs. 231 del 8/6/2001 riguarda la disciplina della responsabilità amministrativa (di stampo prettamente penalistico) delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica. I punti fondamentali del decreto sono:
Per alcune tipologie di reato viene affiancata alla responsabilità della persona che lo commette (soggetto qualificato appartenente alla struttura gestionale e amministrativa), anche la responsabilità diretta dell`organizzazione alla quale appartiene o per conto della quale opera in quanto potenziale beneficiaria dell`illecito (art. 5 del decreto);
L`organizzazione coinvolta può andare incontro a pesanti sanzioni pecuniarie, interdizione temporanea o definitiva dell`attività svolta, sospensione o revoca di autorizzazioni o confisca di illeciti profitti;
I reati che ricadono nel D.Lgs. 231/01, ai quali si sono nel tempo aggiunti i reati societari (D.Lgs. 61/02) ed i reati in materia di norme antinfortunistiche e tutela dell`igiene e della salute sul lavoro (D.Lgs. 123/07) riguardano:
Art. 24: indebita percezione di erogazioni pubbliche, truffa in danno dello Stato o di enti pubblici o per il conseguimento di erogazioni pubbliche (es. contributi comunitari, statali, regionali, ecc.), frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico
Art. 25: concussione e corruzione (per un atto d`ufficio e per un atto contrario ai doveri d`ufficio; in atti giudiziari; istigazione alla corruzione)
Art. 25-ter: reati societari quali: False comunicazioni sociali;Impedito controllo;Falso in prospetto; Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni della società di revisione;Indebita restituzione di conferimenti;Formazione fittizia del capitale; Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori; Illecita influenza sull`assemblea; Aggiotaggio; Ostacolo all`esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza; Art. 25-quater: delitti con finalità di terrorismo o di eversione all`ordine democratico previsti dal cpp e da leggi speciali
Art. 25-septies: omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commesse con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell`igiene e della salute sul lavoro
Art. 25-octies: ricettazione, riciclaggio, impiego di beni o denaro di provenienza illecita
L`organizzazione è coinvolta nella responsabilità del reato se quest`ultimo è stato commesso nel suo interesse.
La norma ha, peraltro, previsto espressamente che l`impresa possa essere esente da responsabilità - ovvero possa vedere attenuata la propria responsabilità - qualora si sia dotata di un modello di organizzazione e di gestione interno atto a prevenire la commissione dei reati previsti (art. 6 D.Lgs. 231/01).
Infatti, nel momento in cui viene contestata una responsabilità amministrativa per reati commessi da soggetti in posizione apicale o da persone sottoposte all`altrui direzione, nell`interesse o a vantaggio dell`ente, l`ente non risponde del reato contestato se prova che:
l`organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi
il compito di vigilare sul funzionamento e sull`osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un`organismo dell`ent dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo
la/le persona/e hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e gestione
non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell`organismo
Il D.Lgs. 231/01 prevede volontariamente l`adozione del modello di organizzazione, gestione e controllo. La mancata adozione non è soggetta, perciò, ad alcuna sanzione specifica ma espone l`organizzazione a rischi relativi ai reati sopra menzionati. Il modello assume, quindi, una forte valenza di prevenzione al pari dei sistemi di certificazione volontari (es. ISO 9001, ISO 14001, SA 8000, OHSAS 18001).
L`esonero dalle responsabilità passa attraverso il giudizio di conformità del modello adottato, da parte della Magistratura, in occasione dell`eventuale procedimento penale. A tale scopo diverse parti interessate (es. associazioni di categoria) hanno predisposto linee guida alle quali fare riferimento; ad esempio:
ASSTRA, ecc.
L`istituzione, da parte dell`organizzazione, di un "organismo di vigilanza e controllo", incaricato di monitorare l`efficacia del modello e della sua applicazione, rappresenta uno degli impegni dimostrabili di prevenzione reati.
Il servizio Vi.Si. Consult Srl
Il processo di introduzione del modello organizzativo è da noi sviluppato su tre attività principali:
Analisi iniziale del contesto: lo scopo è di valutare il grado teorico di rischio di reato correlato ai processi dell`organizzazione
Progettazione del modello organizzativo: studio e realizzazione di un modello organizzativo documentato ed adeguato alla realtà gestionale dell`organizzazione coinvolta, con lo scopo di ridurre il rischio di reato in quei processi per i quali l`analisi iniziale ha evidenziato un rischio significativo
Applicazione e controllo del modello organizzativo: supporto all`organizzazione per dare evidenza del proprio impegno nell`introduzione e sorveglianza continua del modello organizzativo mediante la produzione di atti formali e sostanziali quali ad esempio:
Riunione/i del consiglio di amministrazione/organismo di vigilanza
Comunicazione a tutto il personale della costituzione di un Organismo di Vigilanza
Comunicazione e trasmissione a tutto il personale dei documenti approvati
Interventi di formazione e informazione
Per l`erogazione di questo servizio possiamo contare su di un team di esperti costituito da:
Sistemisti di gestione
CollegamentiInformazioni e approfondimenti

References: Art. 24

Art. 25

Art. 25
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