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1 Rivista semestrale di Scienza Costituzionale e Teoria del Diritto diretta da Agostino Carrino e Aljs Vignudelli n. 2/2014 issn Estratto L O STATO mucchi Editore2 3 ETIAMSI OMNES EGO NON4 L O STATO RIVISTA SEMESTRALE DI SCIENZA COSTITUZIONALE E TEORIA DEL DIRITTO diretta da AGOSTINO CARRINO e ALJS VIGNUDELLI ANNO II - NUMERO 2 (GENNAIO-GIUGNO 2014) Mucchi Editore5 Direzione scientifica Bologna Aljs Vignudelli (Università di Modena e Reggio Emilia) Direzione scientifica Roma Agostino Carrino (Università di Napoli Federico II) Comitato di redazione Modena Luca Vespignani (Università di Modena e Reggio Emilia, Capo redattore) Valeria Bortolotti (Università di Modena e Reggio Emilia) Simone Franzoni (Università di Modena e Reggio Emilia) Federico Pedrini (Alma Mater - Università di Bologna) Antonio Riviezzo (Università di Sassari) Comitato di redazione Roma Carmine De Angelis (Università di Roma Foro Italico, Capo redattore) Federico Lijoi (Università di Roma La Sapienza) Daniele Porena (Università di Perugia)6 COMITATO SCIENTIFICO Robert Alexy (Christian-Albrechts-Universität zu Kiel Germania) Guido Alpa (Sapienza Università di Roma, Pres. Ass. Civilisti Italiani Italia) Antonio Baldassarre (Luiss Guido Carli di Roma, Pres. Emerito Corte Cost. Italia) Mauro Barberis (Università di Trieste Italia) Sergio Bartole (Università di Trieste, Presidente emerito AIC Italia) Cesare Massimo Bianca (Sapienza Università di Roma Italia) Scott Brewer (Harvard University, Cambridge, MA USA) Jürgen Bröhmer (Murdoch University, Perth Australia) Pierre Brunet (Université Paris Ouest Francia) Agostino Carrino (Università di Napoli Federico II Italia) Antonio D Atena (Università di Roma Tor Vergata, Presidente AIC Italia) Biagio de Giovanni (Università degli Studi di Napoli L Orientale Italia) Mario Dogliani (Università di Torino Italia) Horst Dreier (Julius-Maximilians-Universität Würzburg, già Presidente VDStRL Germania) Giuseppe Duso (Università di Padova Italia) Timothy Endicott (Dean of the Faculty of Law, University of Oxford Regno Unito) Lawrence M. Friedman (Stanford Law School USA) Roberto Gargarella (Universidad de Buenos Aires Argentina) Lech Garlicki (Uniwersytet Warszawski, già giudice costituzionale Polonia) Morris L. Ghezzi (Università Statale di Milano Italia) Juan Carlos Henao (Universidad Externado de Colombia, Pres. Emer. Corte Cost. Colombia) Carlos-Miguel Herrera (Université de Cergy-Pontoise Francia) Hasso Hofmann (Humboldt-Universität zu Berlin Germania) Natalino Irti (Sapienza Università di Roma, Accademia Nazionale dei Lincei Italia) Thomas Kendall (Columbia Law School New York USA) Philip Kunig (Freie Universität Berlin Germania) Charles Leben (Université Panthéon-Assas Francia) Michela Manetti (Università di Siena Italia) Fabio Merusi (Università di Pisa Italia) Eric Millard (Université Paris Ouest Francia) Giuseppe Morbidelli (Sapienza Università di Roma Italia) Péter Paczolay (Szegedi Tudományegyetem, Pres. Corte Cost. Ungheria) Enrico Pattaro (Alma Mater-Università di Bologna Italia) Stanley L. Paulson (Washington University, St. Louis, MO USA) Pietro Perlingieri (Università del Sannio, Presidente S.i.s.d.i.c. Italia) Gerald J. Postema (University of North Carolina at Chapel Hill, NC USA) Giuseppe Ugo Rescigno (Sapienza Università di Roma Italia) Pietro Rescigno (Sapienza Università di Roma, Accademia Nazionale dei Lincei Italia) Georg Ress (Universität des Saarlandes, già giudice della CEDU Germania) Alberto Romano (Sapienza Università di Roma Italia) Alejandro Saiz Arnaiz (Dir. Dep. de Dret, Universitat Pompeu Fabra, Barcelona Spagna) Antonino Scalone (Università di Padova Italia) Michele Scudiero (Università di Napoli Federico II, già Presidente del CUN Italia) Emanuele Severino (Università Ca Foscari di Venezia Accademia Naz. dei Lincei Italia) Federico Sorrentino (Sapienza Università Roma, Presidente emerito AIC Italia) Sandro Staiano (Università di Napoli Federico II Italia) Franco Gaetano Scoca (Sapienza Università di Roma Italia) Kurt Seelmann (Universität Basel Svizzera) Giuliana Stella (Università di Napoli Federico II Italia) Giuseppe Tesauro (Università di Napoli Federico II, Giudice Costituzionale Italia) Michel Troper (Université Paris Ouest Francia) Stephen Turner (University of South Florida, FL USA) Rodolfo Vázquez (Instituto Tecnológico Autónomo de México Messico) Aljs Vignudelli (Università di Modena e Reggio Emilia Italia) Mauro Volpi (Università di Perugia, già componente CSM Italia) Günther Winkler (Universität Wien, già Presidente VDStRL Austria)7 Con il patrocinio di Dipartimento di Giurisprudenza Università degli Studi di Modena e Reggio E. Dipartimento di Giurisprudenza Università degli Studi di Napoli Federico II con il contributo di e col sostegno di Lo Stato. Rivista semestrale di scienza costituzionale e teoria del diritto Direttore responsabile: Aljs Vignudelli Direzione scientifica Bologna: Prof. Aljs Vignudelli, via Aurelio Saffi, Bologna - Direzione scientifica Roma: Prof. Agostino Carrino, via Antonio Bertoloni, Roma - issn autorizzazione del Tribunale di Modena 2184 del STEM Mucchi Editore, via Emilia est, Modena mucchieditore.it facebook.com/mucchieditore twitter.com/mucchieditore pinterest.com/mucchieditore La legge 22 aprile 1941 sulla protezione del diritto d Autore, modificata dalla legge 18 agosto 2000, tutela la proprietà intellettuale e i diritti connessi al suo esercizio. Senza autorizzazione sono vietate la riproduzione e l archiviazione, anche parziali, e per uso didattico, con qualsiasi mezzo, del contenuto di quest opera nella forma editoriale con la quale essa è pubblicata. Fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nel limite del 15% di ciascun volume o fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n Le riproduzioni per uso differente da quello personale potranno avvenire solo a seguito di specifica autorizzazione rilasciata dall editore o dagli aventi diritto. Condizioni di abbonamento e prezzi Cartaceo Italia 60,00; Estero 85,00; Cartaceo + digitale Italia 73,00; Estero 98,00; Solo digitale 49,00 Numero singolo cartaceo 35,00; Digitale 28,00 Le richieste di abbonamento, le comunicazioni per variazione di indirizzo ed eventuali reclami per il mancato ricevimento di fascicoli vanno indirizzati all amministrazione della Rivista, presso la Casa editrice: L abbonamento decorre dal 1 gennaio e dà diritto a tutti i numeri dell annata. 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Una prima risposta a Biagio de Giovanni...89 Materiali «Ma, davvero, in mezzo a tutte queste rovine non c è altra via che il silenzio?». Il carteggio tra Norberto Bobbio e Carl Schmitt ( ) Federico Pedrini, Colloquio su Princìpi, Diritto e Giustizia. Intervista al Prof. Robert Alexy (Kiel, 27 febbraio 2014) Interventi, Note e Discussioni Carmine De Angelis, Ulisse e le corde: dalle Province all area vasta Massimo Luciani, La garanzia aristocratica della democrazia (a proposito della sent. Corte cost. n. 1 del 2014) Giorgio Pino, Nobile sogno o pia illusione? Teoria e politica dell interpretazione giuridica, ovvero: altre glosse ad Aljs Vignudelli Aljs Vignudelli, «Rigore è quando arbitro fischia»? Ovvero: (anche) con Pino monologo spesso Pietro Perlingieri, Francesco Gentile e la legalità costituzionale: dalla diffidenza alla piena sintonia Biblioteca François-Xavier Licari, Science talmudique et science juridique Antonino Scalone, Trascendenza e realizzazione del diritto. La teologia politica in un opera giovanile di Carl Schmitt Luca Vespignani, La ragionevolezza nelle clausole generali. Alcune note a margine di una recente monografia Riferimenti bibliografici...2879 10 Nobile sogno o pia illusione? Teoria e politica dell interpretazione giuridica, ovvero: altre glosse ad Aljs Vignudelli di Giorgio Pino* Sommario: 1. La natura dell impresa di Vignudelli. 2. Perché la scientificità dell interpretazione giuridica è un mito. 3. Gli interpreti del diritto. Sono molto gratificato dalle parole espresse da Aljs Vignudelli, nella sua replica alla mia recensione del volume Interpretazione e Costituzione 1 : sia per il fatto stesso egli abbia ritenuto meritevoli di una sua replica le riflessioni da me sviluppate a partire dal suo testo (non a caso le avevo chiamate «note a margine»); sia perché l Autore ripetutamente sottolinea che, lungi dal fraintendere o manipolare il suo pensiero, lo ho inteso correttamente e questo non può che suonare alquanto confortante, per chi di professione legge i lavori altrui. Ma il fatto che l illustre Autore evidenzi la generale correttezza del modo in cui ho inteso la sua proposta teorica può essere, a ben vedere, anche segno di una circostanza potenzialmente più allarmante: può essere cioè il segno che, forse, tra Vignudelli e chi scrive corra un disaccordo teorico genuino, che non si potrebbe riuscire ad emendare ricorrendo a qualche chiarimento o a qualche correzione di tiro * Università degli Studi di Palermo. 1 I lavori cui si fa riferimento nel testo sono, nell ordine: A. Vignudelli, Interpretazione e costituzione. Miti, mode e luoghi comuni del pensiero giuridico, Torino, Giappichelli, 2011; G. Pino, Di interpretazione e interpreti della Costituzione. Note a margine di Interpretazione e Costituzione di Aljs Vignudelli, in Diritto e Società, 2013, 2, ; A. Vignudelli, «Non lo fo per piacer mio». Brevi osservazioni (e qualche ulteriore quesito) sull insostenibile avalutatività dell interpretazione giuridica, in Diritto e Società, 2013, 3, (i numeri tra parentesi nel testo si riferiscono a quest ultimo lavoro). Lo Stato, n. 2 (2014), pp11 Giorgio Pino nei concetti e nelle definizioni utilizzati, da lui o da me. E in effetti credo che questo sia esattamente ciò che accade in questo caso. Pur essendo sempre in agguato potenziali (miei) fraintendimenti, e nonostante Vignudelli abbia dichiarato di voler approfittare della nostra discussione anche per tornare su alcune delle tesi-chiave di teoria dell interpretazione sostenute in Interpretazione e Costituzione, per «formularle meglio, [ ] eliminarne le residue opacità o, se del caso, [ ] integrarle con qualche ulteriore argomento» (560), non vedo profilarsi all orizzonte quella possibilità, auspicata da Vignudelli, che «se il dialogo si protrae a sufficienza, quanto meno un certo accordo sui fondamentali si possa progressivamente costituire» (560). In effetti, la lettura della replica di Vignudelli alla mia recensione, replica come sempre arguta, colta, ed esteticamente assai godibile, mi conferma nella mia già esplicitata (e, spero, argomentata) convinzione dell insostenibilità della posizione di Vignudelli in teoria dell interpretazione giuridica. Se di teoria dell interpretazione si tratta, beninteso. Infatti, non ho alcuna riserva ad affermare che sarebbe del tutto possibile, plausibile, e legittimo difendere una posizione affine a quella di Vignudelli se intesa come dottrina dell interpretazione, o, se si preferisce chiamarla così, come una proposta di politica dell interpretazione: cioè, non come una indagine concettuale sulla definizione di interpretazione, ma come una serie di direttive su come fare o non fare buona interpretazione. Ma, poiché ciò che Vignudelli intende offrire non è affatto una proposta di politica dell interpretazione ma dichiaratamente una teoria dell interpretazione, con fini conoscitivi e descrittivi, tutte le mie riserve sulla sua posizione restano intatte, e se possibile aumentate, anche dopo la sua replica. Contro-replicherò, dunque, alle tesi di Vignudelli, sperando di riuscire a strutturare il mio intervento in un modo che non somigli troppo ad una partita di ping pong, o ancora peggio ad uno scambio di messaggi in codice tra iniziati. Passerò in rassegna tre nuclei tematici principali, nell ambito di ciascuno dei quali sintetizzerò la posizione di Vignudelli (che spero di continuare a non fraintendere), e ne evidenzierò le ragioni che a mio parere la rendono insostenibile: la natura dell impresa di Vignudelli ( 1); la questione della (inattingibile) scientificità dell interpretazione giuridica ( 2); l individuazione della platea degli interpreti del diritto, e le conseguenze di tale individuazione sulla caratterizzazione del linguaggio giuridico ( 3). Non riprodurrò qui per intero le osservazioni critiche che ho già svolto nel mio primo intervento, al quale rimando il lettore particolarmente paziente per una trattazione più dettagliata; ma qua e là, per la maggiore comodità del lettore, richiamerò sinteticamente quanto già detto in quella occasione. 19812 Nobile sogno o pia illusione? 1. La natura dell impresa di Vignudelli Nella elaborazione della sua proposta teorica, Vignudelli si arma di una definizione stipulativa di interpretazione giuridica, alla luce della quale l interpretazione è una attività a) conoscitiva; b) retta da regole che, se rispettate, ne assicurano la correttezza 2. Detto altrimenti, in base alla definizione stipulativa di Vignudelli, l interpretazione ha come fine la conoscenza del diritto e, se condotta in base ad alcune regole sia giuridiche sia epistemologiche (che peraltro coincidono), porta effettivamente a conoscere il diritto. Il diritto che in tal modo viene ad essere conosciuto dall interprete è: le norme prodotte dal legislatore, come espresse nel linguaggio usato dal legislatore e conformemente alla sua (del legislatore) intenzione storicamente accertabile. Nel panorama delle teorie dell interpretazione, la posizione neoformalista di Vignudelli sembra così contrapporsi sia alle posizioni giusrealiste più o meno estreme, secondo le quali l interpretazione giuridica è una attività sempre più o meno creativa di significati, mentre l unica possibile attività conoscitiva in ambito interpretativo si riduce alla ricognizione delle passate decisioni interpretative rese dagli operatori giuridici (i giudici), eventualmente spingendosi anche alla formulazione di ipotesi predittive sulle decisioni interpretative future 3 ; sia alle concezioni intermedie o miste, secondo le quali l interpretazione è una attività dichiarativa nei casi chiari, facili, mentre diventa una attività produttiva, integrativa, o comunque discrezionale nei casi oscuri, difficili. Secondo Vignudelli, di contro, o l interpretazione è puramente conoscitiva, scientifica, oppure è qualcos altro che non merita più il nome di interpretazione. Ora, a parte la mia moderata diffidenza verso le comode etichette che ho appena menzionato (formalismo o neoformalismo, giusrealismo/scetticismo, teorie intermedie), che spesso non rendono giustizia alla posizione di alcuni autori anche molto interessanti, e che comunque valgono quello che valgono, ritengo che non sia possibile collocare Vignudelli all interno di questa tripartizione teorica e dico questo non perché una presunta sfasatura della posizione di Vignudelli incrini la perfezione delle venerande classificazioni della teoria dell inter- 2 Per comodità del lettore, riproduco qui la definizione di interpretazione adottata da Vignudelli: una «attività intellettuale-conoscitiva, praticabile e praticata da chiunque, d individuazione del significato (o dei significati, se plurimi) dei documenti normativi, retta da regole che consentano: 1) di distinguere le interpretazioni corrette da quelle che corrette non sono e/o; 2) di distinguere ciò che è interpretazione in senso stretto da tutta una serie d altre eterogenee operazioni, le quali pure spesso passano sotto il nome di interpretazione, ma che a differenza dell interpretazione (in senso stretto) non hanno né possono avere natura conoscitiva e parrebbero più fruttuosamente riconducibili ai diversi concetti di integrazione o di coproduzione del diritto» (560). 3 Anche se mi sembra già dubbio qualificare la predizione come conoscenza. 19913 Giorgio Pino pretazione, ma per mettere in luce quella che mi pare una incongruenza interna alla proposta teorica del Nostro. Infatti, le teorie dell interpretazione appena menzionate, con la probabile eccezione del formalismo giuridico 4, sono animate da fini conoscitivi (si badi: in questi casi il fine conoscitivo sta nella teoria dell interpretazione, non necessariamente nell attività interpretativa in sé). Così, ad esempio, una teoria giusrealista o scettica dell interpretazione, nel segnalare che l attività interpretativa è intrinsecamente creativa, intende offrire un contributo alla migliore conoscenza di ciò che l interpretazione di fatto è. Non così Vignudelli. Nonostante ciò che egli stesso afferma (561), Vignudelli non è interessato a descrivere ciò che l interpretazione è, per come è di fatto praticata in un certo contesto ordinamentale, ecc; Vignudelli vuole piuttosto indicare un modello prescrittivo di interpretazione: è (vera 5 ) interpretazione solo quella condotta conformemente ai criteri indicati dall art. 12 Preleggi e che, se correttamente condotta, produce genuina conoscenza. Non si tratta dunque di una teoria conoscitiva dell interpretazione, ma di un modello prescrittivo di buona interpretazione, e questo è confermato in modo eclatante dallo stesso strumento euristico cui Vignudelli ricorre nella costruzione del suo modello: come ho già più volte evidenziato, e come egli stesso afferma a chiare lettere, Vignudelli offre una definizione stipulativa di interpretazione. Ma la definizione stipulativa non serve a descrivere qualcosa: è invece una proposta di legislazione semantica, che dichiaratamente si distacca dagli usi correnti che, in quanto plurimi, confusi, contraddittori, ecc., risultano inservibili a certi fini. Detto più chiaramente: quando si ricorre a stipulazioni, non si sta più descrivendo alcunché. Le stipulazioni servono a produrre un mondo concettuale ideale, scevro dalle imperfezioni e dalle scorie del mondo reale, e di solito (salvo che la stipulazione abbia luogo in un ambito puramente speculativo) servono a dotarsi di un parametro ideale alla luce del quale criticare il mondo reale 6. Ora, elaborare modelli prescrittivi in generale, e di buona interpretazione in particolare, è cosa affatto commendevole. Solo un malinteso culto dell analisi concettuale (di solito presente solo nelle teste di 4 In effetti, si può sostenere che spesso il formalismo interpretativo sia più spesso una dottrina normativa dell interpretazione (la proposta di condurre la corretta interpretazione solo secondo determinati stili e utilizzando determinate tecniche), anziché una teoria conoscitiva di ciò che gli interpreti fanno. Come vedremo tra poco, questo sembra essere anche il caso di Vignudelli. 5 Qui l uso dell aggettivo vero segnala non che l interpretazione abbia come fine la scoperta della verità, tesi che Vignudelli respinge (579, nt. 9) (anche se l insistenza sul carattere conoscitivo dell interpretazione non porta, a ben vedere, molto lontano da questa idea), ma che esiste un concetto (stipulativamente) vero, corretto, appropriato, di interpretazione, e che ciò che non corrisponde ad esso non può essere chiamato interpretazione. 6 Si veda, ad esempio, l ampio ricorso a stipulazioni nella teoria assiomatizzata del diritto elaborata da L. Ferrajoli: cfr. Principia iuris, vol. 1, Roma-Bari, Laterza,14 Nobile sogno o pia illusione? chi l analisi non la pratica affatto) potrebbe suggerire di screditare una certa proposta solo perché prescrittiva e non puramente analitico-definitoria. Ma l elaborazione di modelli prescrittivi soggiace a due elementari condizioni: la prima condizione, banalmente, è che il modello in questo caso: un modello di buona interpretazione che viene prescritto sia effettivamente realizzabile, se no la proposta sarebbe vuota, velleitaria (mi occuperò nel paragrafo successivo di vagliare se il tipo di attività interpretativa auspicata dal modello prescrittivo di Vignudelli sia realizzabile). La seconda condizione, ancora più elementare, è che il modello prescrittivo si presenti come tale: come una raccomandazione, funzionale a certi obiettivi etico-politici, e non come una tesi descrittiva. Di contro, è proprio come una tesi descrittiva che Vignudelli presenta la propria posizione sull interpretazione (561) 7 ; per la precisione, nella proposta di Vignudelli la natura conoscitiva sta sia nella teoria sia nel suo oggetto (l interpretazione giuridica): la teoria dell interpretazione di Vignudelli si propone di descrivere una attività che viene a sua volta qualificata come descrittiva, conoscitiva 8. Certo, è possibile che io stia fraintendendo del tutto il progetto di Vignudelli, magari al solo fine di rendere più vivace e piquant questo mio intervento. Allora proviamo a prendere at face value la posizione di Vignudelli, come una teoria (descrittiva, esplicativa ) dell interpretazione. È soddisfacente come teoria? Qualche dubbio è lecito averlo. In primo luogo, ho già avuto modo di sollevare perplessità sull utilità del ricorso ad una definizione stipulativa (che programmaticamente prescinde dall aderenza al modo in cui un certo concetto è di fatto utilizzato dai parlanti di riferimento) in una teoria che ha fini descrittivi. E in questo caso, si ricordi, ad essere oggetto di stipulazione è il concetto chiave della teoria stessa: una teoria descrittiva dell interpretazione giuridica che si fonda su una definizione stipulativa di interpretazione giuridica ha qualcosa di strano 9. 7 Più avanti (570), Vignudelli parla di una «utilità a fini teorico-esplicativi» della sua definizione stipulativa di interpretazione. Tra breve nel testo tornerò su questo punto ma intanto, nuovamente, noto che le stipulazioni, in quanto prescindono del tutto dagli usi effettivi di un concetto, non hanno una diretta utilità esplicativa se non nel far emergere lo iato tra la stipulazione e la realtà. 8 Si può ricordare a questo proposito il dilemma, che ha segnato la crisi del positivismo giuridico analitico italiano, tra l adozione di una meta-giurisprudenza descrittiva, che porta a denunciare il carattere inevitabilmente prescrittivo della scienza giuridica (cioè dell attività interpretativa); o di una meta-giurisprudenza prescrittiva, che prescrive alla scienza giuridica di trasformarsi radicalmente in una attività solo descrittiva: cfr. N. Bobbio, Essere e dover essere nella scienza giuridica (1967), in Idem, Studi per una teoria generale del diritto, a cura di T. Greco, Torino, Giappichelli, Rivelatrice in tal senso, tra l altro, il fatto che Vignudelli neghi che l interpretazione estensiva sia (vera) interpretazione (571). Beninteso, non sto sostenendo che la categoria dell interpretazione estensiva, e il modo in cui i giuristi la usano, sia esente da analisi critica. Sto evidenziando che è sintomatico della posizione marcatamente prescrittiva di Vignu- 20115 Giorgio Pino In secondo luogo, Vignudelli segnala come una debolezza della mia posizione sull interpretazione (una posizione che evidenzia il carattere indefettibilmente valutativo, e non scientifico, dell interpretazione giuridica, su cui tornerò nel paragrafo seguente) il fatto che esiste, o almeno è immaginabile, almeno un contro-esempio ( ): poiché si può immaginare che le circostanze da me indicate come fattori di dubbi interpretativi 10 non si presentino necessariamente sempre, ad ogni singola istanza di attività interpretativa, ecco che «basta anche un solo caso contrario nel nostro discorso, una sola ipotesi in cui non si verifichino gli inconvenienti di cui sopra per confutarli in radice» (570, corsivi nell originale). Vignudelli non precisa come il sospirato contro-esempio si possa verificare nella realtà (in proposito rimette magnanimamente alla benevolenza del lettore di giudicare quale delle due opzioni in campo la sua o la mia sia più verisimile), ma altrove nota del tutto condivisibilmente che non è affatto detto che il ricorso ai metodi di corretta interpretazione giuridica da lui stesso indicati (intenzione del legislatore e significato letterale dell enunciato) metta capo ad un solo significato, ad una interpretazione univoca: questo accadrà solo in alcune specifiche ipotesi, mentre in altre l interprete si dovrà rassegnare a fronteggiare una pluralità di significati. Dunque, è questo il contro-esempio che stiamo cercando per inficiare la tesi generale che l interprete è sempre costretto a compiere scelte, e che pertanto l interpretazione giuridica è attività di volizione e non di conoscenza: talvolta (non mi è chiaro come, e comunque solo come sotto-classe delle già limitate ipotesi in cui l interpretazione può essere scientifica) è possibile che un solo significato si imponga all interprete, il che rende possibile concettualmente possibile definire in quel solo caso l interpretazione come attività di conoscenza; così, la classe delle attività interpretative conoscitive non è vuota, perché esistono almeno alcuni contro-esempi alle attività interpretative volizionali. Ebbene, è su questo genere di considerazioni che si vuole costruire una teoria generale dell interpretazione, e si vuole farne dipendere l affidabilità esplicativa? Dalla presenza (secondo me ancora da dimostrare) di simili casi marginali? Detto più schiettamente: ammesso che vi siano specifici, marginali contro-esempi alla mia idea sulla inevitabilità della scelta nel procedimento interpretativo, sarei del tutto contento di tenermi stretta una teoria che spieghi bene la stragrande maggioranza dei dati empirici offerti dalla realtà sotto osservazione (le pratiche interpretadelli la tesi che una certa attività, che i giuristi pacificamente qualificano come interpretativa, venga espunta dal novero dell interpretazione propriamente detta. Qualcosa di simile accade anche a proposito dell interpretazione adeguatrice (580, nt. 32; nonché Interpretazione e Costituzione, cit., ). 10 Cfr. in proposito G. Pino, Di interpretazione e interpreti della Costituzione, cit.,16 Nobile sogno o pia illusione? tive correnti), pur soffrendo in ipotesi di marginali contro-esempi, anziché affidarmi ad una teoria che spieghi solo i casi marginali 11. In terzo luogo, mi pare che almeno in un caso Vignudelli finisca vittima della trappola concettuale, o della tagliola definitoria, che egli stesso prepara ai giuristi. Vignudelli infatti argomenta la superiorità della propria proposta di teoria dell interpretazione (e in particolare di interpretazione della costituzione) in base alla sua maggiore rispondenza, fedeltà ad una scelta istituzionale, di ripartizione del lavoro tra giudici e legislatore, «già effettuata dall ordinamento stesso» (578): la separazione dei poteri come scolpita nell ordinamento italiano vigente; dunque, la sua proposta è superiore alle altre se si guarda all interpretazione non solo con gli occhiali del teorico del diritto, ma anche con quelli del giurista che opera in un ordinamento dato in cui vigono precise regole di ripartizione dei compiti istituzionali tra i poteri dello Stato. Tuttavia, precisa Vignudelli, questa qualità è solo un valore aggiunto del tutto accidentale: non è la teoria dell interpretazione ad essere condizionata da una certa preferenza ideologica per (una certa configurazione del)la separazione dei poteri, ma al contrario è (una certa configurazione del)la separazione dei poteri ad emergere come un «(logico) prodotto» (578) dell interpretazione scientificamente condotta di certe disposizioni normative presenti nell ordinamento italiano. Devo confessare che non mi sono preso la briga di passare in rassegna tutte le disposizioni normative rilevanti al fine di elaborare una precisa ipotesi sulla configurazione della separazione dei poteri vigente nel nostro ordinamento 12, e dunque almeno qui parto nettamente in svantaggio rispetto al mio illustre interlocutore. Ma un sospetto credo di essere in grado di instillarlo, nel lettore e magari anche in Vignudelli: che una cosa così complessa, e ad alto tasso di politicità come un certo assetto della separazione dei poteri, e di solito oggetto di normazione in termini solo alquanto scarni, ed affidata a norme anche di principio, e sparse in testi diversi ed emanati in tempi differenti, ecco credo che una cosa di tal fatta si presti assai poco ad una interpretazione puramente scientifica, scevra da contaminazioni etico-politiche, come pretende di aver fatto Vignudelli quando rinvia alla separazione dei poteri quale la si può oggettivamente descrivere (cioè a seguito di interpretazione scientifica) in seno all ordinamento italiano. Se il mio sospetto è fondato, allora anche quella di Vignudelli è una posi- 11 Si ricordi che stiamo assumendo, qui, come ipotesi di lavoro l idea che la proposta di Vignudelli sia di tipo teorico-descrittivo (come da sua stessa ammissione). Ovviamente la critica mossa nel testo non varrebbe se la proposta di Vignudelli fosse di tipo normativo, finalizzata ad una riforma dell esistente. 12 Vignudelli ha invece dedicato almeno due studi specialistici all argomento, che in questa sede non posso discutere in dettaglio: Sulla separazione dei poteri nel diritto vigente, in Diritto e Società, 2006, 4, 657 ss.; Interpreti vs. Legislatore. La contesa del primato sulla produzione del diritto alla luce della Carta costituzionale repubblicana, in Rassegna Parlamentare, 2012, 3, 541 ss. 203 Vedere altro
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References: art. 68
 art. 12
 art. 9
 sentenza 
 sentenza 
 art. 21
 art. 21
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