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Timestamp: 2017-11-22 07:28:07+00:00

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codice della strada | raffaele boccia
Autovelox fisso: sì in città solo su strade di scorrimento
E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza del 6 aprile 2011 n.7872.
La pronuncia prende le mosse dal ricorso di un automobilista a cui era stata irrogata una sanzione amministrativa tramite l’uso dell’autovelox fisso in centro cittadino.
In sostanza, la Suprema Corte, aderendo alla tesi dell’utente della strada, ha dapprima ricordato che l’art.4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121 (coordinato con la legge di conversione 1 agosto 2002, n. 168), in tema di “Disposizioni urgenti per garantire la sicurezza nella circolazione stradale” consente agli organi di polizia stradale l’installazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento di cui agli articoli 142 e 148 dello stesso codice. I predetti dispositivi o mezzi tecnici di controllo – continua la norma – possono essere altresì utilizzati o installati sulle strade extraurbane secondarie e sulle strade urbane di scorrimento (art. 2, comma 2, lettere C e D, del c.d.s.), ovvero su singoli tratti di esse, individuati con apposito decreto del prefetto ai sensi del comma 2.
Orbene, secondo la Cassazione, all’interno del centro cittadino (strada urbana), la rilevazione delle infrazioni di cui agli artt. 142 e 148 c.d.s. (eccesso di velocità e sorpasso) attraverso gli speciali strumenti previsti dal predetto art.4, tra cui gli autovelox fissi, è consentita solo in presenza di specifiche caratteristiche della strada che consentano di inquadrarla nella categoria delle strade urbane di scorrimento.
Tali sono (art.2 c.d.s., comma 3) quelle che presentano le seguenti caratteristiche minime:
“strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali esterne alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate”.
Al di fuori di queste ipotesi, l’utilizzo nell’area urbana di una postazione fissa di autovelox è da ritenersi senz’altro contra legem, con conseguente illegittimità dell’infrazione rilevata.
Posted in Multe e sanzioni and tagged autovelox, codice della strada, eccesso di velocità, infrazione, sorpasso, strade urbane di scorrimento on 5 maggio 2011 by Raffaele Boccia. Lascia un commento
Non è necessario attendere il decreto interministeriale cui fa riferimento l’ultimo comma dell’art.202-bis del codice della strada per ottenere la rateazione di sanzioni pecuniarie superiori ai 200 euro.
E’ quanto ha chiarito il Ministero dell’Interno con la circolare n.6535 del 22 aprile 2011, ritenendo applicabile anche alle sanzioni derivanti da infrazioni a norme del Codice della Strada la medesima facilitazione prevista dall’art.26 L689/81 per le somme dovute in seguito ad ordinanza ingiunzione.
Val la pena ricordare, a tal proposito, che l’art.202-bis del codice della strada riconosce tale facoltà a chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a euro 10.628,16. Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante, e i limiti di reddito di cui al periodo precedente sono elevati di euro 1.032,91 per ognuno dei familiari
Sull’istanza, che va presentata entro trenta giorni dalla data di contestazione o di notificazione della violazione, l’Amministrazione deve pronunciarsi in senso favorevole o sfavorevole entro 90 giorni, decorsi i quali senza che sia intervenuto un provvedimento la stessa si intende rigettata (silenzio-rigetto).
La presentazione dell’istanza implica acquiescenza alla sanzione, con conseguente rinuncia ad avvalersi della facoltà di ricorso al prefetto e di ricorso al giudice di pace.
Sia in caso di accoglimento che di rigetto, così come in caso di silenzio-rigetto, il provvedimento va notificato all’interessato ed all’organo accertatore.
In caso di rigetto (o di silenzio-rigetto), l’istante ha trenta giorni per effettuare il pagamento della sanzione in misura intera, ovvero impugnare il provvedimento dinanzi al Giudice di Pace.
In caso di accoglimento della domanda, l’organo accertatore verificherà il regolare pagamento di ciascuna rata e, in caso di mancato pagamento della prima ovvero, successivamente, di due rate, il richiedente decadrà dal beneficio.
Posted in Multe e sanzioni and tagged acquiescenza, art.202 bis, codice della strada, dilazione, multa, rateazione, sanzione amministrativa, sanzione pecuniaria on 3 maggio 2011 by Raffaele Boccia. Lascia un commento
Patente sospesa: niente permesso speciale per motivi di lavoro a chi guida ubriaco o sotto l’effetto di stupefacenti
Con la circolare n.6535 del 22 aprile 2011 il Ministero dell’Interno (dipartimento per gli affari interni e territoriali) ha chiarito entro quali limiti può essere concesso lo speciale permesso di guida di tre ore per motivi di lavoro previsto per chi è stato destinatario di un provvedimento di sospensione della patente.
Oltre che alle condizioni espressamente previste dalla norma (art.218 codice della strada), e cioè l’assenza di incidente in relazione all’infrazione che ha determinato il provvedimento di sospensione della patente e la possibilità di concessione per una sola volta, il permesso in esame verrà legittimamente negato in caso di condotte aventi rilevanza penale.
Più precisamente, il riferimento è al caso di sospensione della patente conseguente a guida sotto l’influenza dell’alcool (art.186 c.d.s.) qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 (g/l) (ipotesi di cui alle lettere b e c del comma 2).
Al di sotto di questa soglia (fattispecie prevista dalla lettera a), è, dunque, possibile ottenere la concessione dello speciale permesso di guida.
Analogamente, la detta concessione sarà preclusa nell’ipotesi di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti (art.187).
La soluzione interpretativa prospettata, oltre che coerente con l’impianto complessivo della legge in oggetto, caratterizzata dall’inasprimento del regime sanzionatorio nelle ipotesi di guida in statoi di alterazione psicofisica che danno luogo a responsabilità penale, trova supporto in un argomento di carattere sistematico, costituito dalla collocazione dell’art.218 nell’ambito della sezione seconda titolo sesto del codice, che disciplina le sanzioni amministrative accessorie a sanzioni amministrative pecuniarie.
Posted in Multe e sanzioni and tagged art.218, codice della strada, guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti, guida in stato di ebbrezza, guida sotto l'influenza dell'alcool, permesso speciale di guida per motivi di lavoro, sanzione accessoria, sospensione della patente on 2 maggio 2011 by Raffaele Boccia. Lascia un commento
Salve. Ieri mi è stata applicata la sospensione della patente per un’infrazione al codice della strada. La Polizia mi ha ritirato la patente dicendomi che mi arriverà la comunicazione della prefettura. Volevo sapere che tempi ci sono e se posso oppormi in qualche modo, considerando anche che l’auto è l’unico mezzo che mi consente di andare al lavoro (abito in una zona molto isolata). Grazie (Davide, email)
Gentile sig. Davide, il codice della strada prevede per alcuni tipi di violazioni la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida.
Per rispondere alle sue domande, posso dire che, a parte una contestazione di merito della violazione (lei non ritiene di aver commesso l’infrazione o ha delle scusanti) che va presentata con ricorso al Prefetto o al giudice di Pace, ma i cui tempi sono sempre piuttosto lunghi e quindi non le eviterebbero gli effetti della sospensione, a meno di non chiedere, in via d’urgenza, che il Giudice disponga la provvisoria sospensione della sospensione (mi scusi l’inevitabile gioco di parole), il Prefetto ha 15 giorni per emanare l’ordinanza di sospensione, con l’indicazione della durata della stessa.
Qualora l’ordinanza di sospensione non sia emanata nel termine di quindici giorni, il titolare della patente può ottenerne la restituzione da parte della prefettura (art.218, comma 2, codice della strada).
Pertanto, questo è il primo controllo da effettuare, perchè in mancanza dell’ordinanza del prefetto, può fare istanza alla prefettura per riavere subito la patente.
Venendo al secondo quesito, il legislatore ha tenuto in conto le particolari necessità di chi utilizzi l’auto per recarsi al lavoro ovvero per i lavoratori (madre o, in alternativa, padre) per l’assistenza ai minori con handicap, lo stesso art.218 c.d.s. consente a chi ha subito la sospensione della patente di presentare istanza al prefetto per ottenere un permesso di guida, per determinate fasce orarie, e comunque di non oltre tre ore al giorno, adeguatamente motivato e documentato per ragioni di lavoro, qualora risulti impossibile o estremamente gravoso raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici o comunque non propri.
Questo speciale permesso di guida non può essere concesso nel caso in cui dalla commessa violazione sia derivato un incidente e per non più di una sola volta in costanza della sospensione.
Il periodo di sospensione è aumentato di un numero di giorni pari al doppio delle complessive ore per le quali è stata autorizzata la guida, arrotondato per eccesso. L’ordinanza che reca l’autorizzazione alla guida, determinando espressamente fasce orarie e numero di giorni, è notificata immediatamente all’interessato, che deve esibirla ai fini della guida nelle situazioni autorizzate.
Per chi abusi di questo speciale permesso di guida, utilizzandolo fuori dai limiti previsti dall’ordinanza del prefetto, la legge è molto severa, prevedendo la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.886 a euro 7.546. Si applicano, inoltre, le sanzioni accessorie della revoca della patente e del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di tre mesi.
Posted in Circolazione stradale, Multe e sanzioni and tagged codice della strada, Giudice di pace, motivi di lavoro, ordinanza di sospensione, permesso di guida, Prefetto, sospensione della patente, termine on 30 marzo 2011 by Raffaele Boccia. Lascia un commento
Multe: quanto tempo ha il Prefetto per emettere l’ordinanza ingiunzione?
Gentile Avvocato, il 7/12/09 ho presentato ricorso al prefetto per una multa, inviando una raccomandata alla polizia municipale. Il 30/04 ricevo una lettera di convocazione per essere ascoltato il 9/06 in prefettura. Mi presentavo regolarmente e solo il giorno 18/10 mi viene notificata ordinanza ingiunzione per il pagamento della multa datata 10/06. Qualcuno mi dice che dieci mesi sono troppi per rispondere e che l’ordinanza del prefetto sarebbe invalida. Può aiutarmi? Allego i documenti. Grazie. (Giuseppe C., email)
Gentile sig. Giuseppe, il Codice delle Strada stabilisce che il prefetto deve adottare l’ordinanza di ingiunzione di pagamento di sanzione pecuniaria entro il termine perentorio di 120 gg. dalla ricezione degli atti da parte dell’ufficio accertatore (nel caso in esame la polizia municipale), che ha 60 gg. di tempo per trasmettere detta documentazione.
Dunque, in sostanza, l’ordinanza, nel suo caso, andava assunta entro 180 giorni dal 07/12/2009, cosa che sembra essere avvenuta. Infatti, nel computo di tale termine bisogna detrarre il periodo di tempo intercorrente tra la comunicazione di convocazione da lei ricevuta in data 30/04/2010 e la data di audizione (09/06/2010). Lo prevede l’art.204, co.1-ter Codice della Strada.
Ugualmente appare regolare la notificazione dell’ordinanza avvenuta in data 18/10, in quanto, ai sensi dell’art. 204 co.2 Codice della Strada, il Prefetto deve notificare l’ordinanza di ingiunzione entro 150 gg. dalla data di adozione della stessa (10/06/2010).
Piuttosto, ravviso nell’ordinanza che mi ha inviato per email un altro vizio, che potrà far valere con ricorso da depositare innanzi al Giudice di pace del luogo della commessa infrazione entro 60 giorni: il provvedimento, infatti, non indica la data in cui la Prefettura riceveva la documentazione dalla Polizia Municipale, in tal modo non consentendo né la verifica del rispetto del termine di 60 gg. (che è perentorio) entro cui la P.M. doveva trasmettere i documenti, né, conseguentemente, il rispetto del termine di 120 gg. entro il quale il Prefetto doveva emettere l’ordinanza.
Posted in Multe e sanzioni and tagged art.203, art.204, codice della strada, Giudice di pace, multa, ordinanza ingiunzione, Polizia Municipale, Prefetto, ricorso, sanzione amministrativa on 22 ottobre 2010 by Vincenzo Ambrosio. Lascia un commento
Patente a punti: ogni decurtazione va comunicata all’interessato
Ogni decurtazione di punti dalla patente va singolarmente comunicata al trasgressore: è quanto stabilito dal TAR Campania con la sentenza del 13 settembre 2010 n.17400.
In sostanza, l’anagrafe nazionale non potrà procedere a comunicazioni cumulative di decurtazione punti relative a diverse violazioni nel tempo.
Una tale condotta posta in essere dalla PA è da ritenersi illegittima in quanto contraria al dettato dell’art.126 bis del Codice della strada ed alla ratio sottesa al meccanismo della patente a punti, che è quello di educare l’utente della strada ad un corretto comportamento, ed è, inoltre, lesiva del diritto dell’automobilista di poter usufruire dei corsi per il recupero del punteggio tolto.
Così, in particolare, il giudice amministrativo: “[…] la progressiva decurtazione dei punti, collegata a ciascuna violazione commessa dall’utente, mira a sensibilizzare il titolare della patente a non commettere ulteriori infrazioni in futuro e a frequentare gli appositi corsi di recupero, al fine di recuperare i punti perduti ed allontanare l’eventualità della revisione o, peggio, della sospensione della patente”.
Ad ogni violazione del Codice della strada deve seguire, nei tempi e nei modi indicati dalla normativa, sia la decurtazione dei punti, sia una autonoma e specifica comunicazione al contravventore, in modo da consentire allo stesso di riparare alla violazione commessa nei modi previsti dalla normativa in materia.
la norma in questione
art.126-bis comma 3.
Ogni variazione di punteggio è comunicata agli interessati dall’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento per i trasporti terrestri.
Posted in Multe e sanzioni and tagged art.126, art.126 bis, codice della strada, multa, patente a punti on 21 settembre 2010 by Raffaele Boccia. 2 commenti
47,008 da settembre 2010
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References: sentenza 
 art.4
 art.202
 art.218
 art.218
 art.203
 art.204
 sentenza 

art.126
 art.126
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