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Timestamp: 2017-06-23 17:04:25+00:00

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PARLAMENTARI In questa pagina troverete le INTERROGAZIONI PARLAMENTARI. Oramai è nota l'inefficacia delle Delibere. Tanto affanno per niente, per avere le solite risposte, i "Prendo Atto", "non è materia di competenza", "ad ogni buon conto" e "ad ogni buon fine". Finché qualche parlamentare avrà la sensibilità di fare sue le problematiche dei colleghi, non mancheremo di utilizzare anche questo mezzo!
27.11.2013 DUE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI
del Senatore Cardiello INDENNITA' DI TRASFERIMENTO e Richiami in servizio nelle forze di completamento unificazione dei ruoli
24.11.2012 GRADUATI PASSAGGIO ALLA CATEGORIA SERGENTI. "..se non si ritenga, anche al fine di obbedire alla logica della revisione della spesa, di far transitare il caporal maggiore capo scelto al grado di sergente, con la sola valutazione dei titoli di merito e dell'anzianità di servizio acquisiti, eliminando, quindi, l'iter concorsuale (e tutto quello che ne consegue, ossia trasferimento del personale, accasermamento, retribuzione dei docenti esterni) e riducendo la durata del corso formativo presso le scuole di formazione..
15.11.2012 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE.
AVVIATO PROCEDIMENTO DISCIPLINARE A MILITARE DIFENSORE. Una triste vicenda che dimostra ancora una volta, qualora per alcuni ce ne fosse bisogno, l'impotenza degli organismi di tutela dei militari. LA TUTELA INDIVIDUALE NON ESISTE. Per altro, nell'Interrogazione si evincono le forzature operate nel Nuovo Codice dell'Ordinamento. Il Codice da norma di unificazione e collegamento con il restante corpo legislativo per i militari è stata in molte parti modificata geneticamente grazie a un taglia e cuci discutibile tra sentenze e decreti applicativi. RUOLO SERGENTI
31.10.2012 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE. RUOLO SERGENTI AVANZAMENTO A MARESCIALLO "...l'evidente sperequazione tra i posti riservati al personale civile (70 per cento del totale), agli appartenenti al ruolo truppa (20 per cento) ed infine ai sergenti cui è riservato il residuo 10 per cento dei posti messi a concorso.. M.LLI CON PIU' 10 7.10.2012 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
Mancato computo del trattamento economico ai Marescialli con piu' DIECI ANNI "...agli ispettori capo e qualifiche e gradi corrispondenti delle Forze di polizia e delle Forze armate che maturano dieci anni di anzianità nella qualifica o grado, è attribuito, dal giorno successivo al compimento del suddetto requisito, il trattamento economico previsto per gli ispettori superiori-sostituti ufficiali di pubblica sicurezza e qualifiche e gradi corrispondenti con meno di otto anni di anzianità nella medesima qualifica o grado.."
PENSIONI INCONTRO COCRE FORNERO
24.9.2012 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE.
Incontro COCER e MINISTRO FORNERO "..il 21 settembre del 2012 il Consiglio centrale della rappresentanza militare dell'Arma dei carabinieri ha diramato il seguente comunicato stampa: «Il COCER Carabinieri è sconcertato dal comportamento che il Governo ha riservato agli operatori del comparto Difesa/Sicurezza, pare con la complicità delle Amministrazioni.." DISFUNZIONI CATENA GERARCHICA
13.9.2012 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE.
GRADUATO SEGNALA DISFUNZIONI ALLA CATENA GERARCHICA E VIENE PUNITO (!? PRESIDENZA COCER INCOMPATIBILITA'
9.9.2012 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE.
PRESIDENTE COCER e CAPO REPARTO AFFARI GIURIDICI e ECONOMICI. INCOMPATIBILITA' DI CARICA? TRASFERIMENTO DELEGATO COBAR
18.8.2012 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE.
TRASFERIMENTO DELEGATO COBAR APPENA ELETTO. Dopo soli due mesi dall'elezione di Delegato Cobar dell'Undicesimo Mandato viene trasferito ad altro Comando. Due sono le ipotesi che velocemente ci vengono alla mente, o il collega immaginava che da li a poco l'avrebbero trasferito e si è giocato la carta della Rappresentanza pensando che la carica di Delegato l'avrebbe salvato, oppure i suoi inizi da Rappresentante Cobar hanno infastidito l'Amministrazione decidendo di allontanarlo velocemente, in ambo i casi c'è da mettersi le mani nei capelli. FONDI PENSIONE MILITARI
27.7.2012 PREVIDENZA E FONDI INTEGRATIVI. IL MINISTRO FORNERO RISPONDE AD UNA
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUL MANCATO AVVIO DEI FONDI PENSIONE NEL COMPARTO SICUREZZA E DIFESA. DIRITTI SINDACALI EUROPEI
25.7.2012 INTERROGAZIONI PARLAMENTARI:
DIRITTO SINDACALE EUROPEO PER I MILITARI. "...la Suprema Corte ha fatto riferimento agli strumenti internazionali più rilevanti ed alla pratica degli Stati europei, secondo un indirizzo ormai consolidato.." sospensione impiego 30.6.2012 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
SOSPENSIONE DALL'IMPIEGO, IL TAR REINTEGRA IL MILITARE, L'Amministrazione si appella al Consiglio di Stato e quest'ultimo conferma la decisione del TAR e condannando l'Amministrazione al risarcimento di 3 mila euro. Ebbene, nonostante il doppio giudizio favorevole al collega non è cambiato nulla......(!?) promozione indiscriminata a dirigente
23.6.2012 interrogazione parlamentare
SPENDING REVIEW la «promozione indiscriminata a dirigente» non ha eguali in tutto il pubblico impiego e secondo gli interroganti appare in contrasto con il principio costituzionale di eguaglianza, giacché a parità di funzioni dovrebbe corrispondere un trattamento economico ben definito (articolo 36 della Costituzione), ci sono tenenti colonnelli/vice questori aggiunti che non riescono o non meritano di essere promossi dirigenti e terminano la carriera con questo grado/qualifica e quindi è irragionevole scindere il percorso professionale dal trattamento economico -: PROPAGANDA ELETTORALE DELEGATI COCER
MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
con il foglio prot. Prot. n. M–D GMIL1 II 5 1 0187903 del 18 aprile 2012 il Ministero della difesa – direzione generale per il personale militare – ha emanato le disposizioni riguardanti la posizione in cui devono essere collocati i militari candidati alle competizioni elettorali; consta all’interrogante che numerosi militari siano candidati alle elezioni amministrative che si terranno nei giorni 6 e 7 maggio prossimi, e che alcuni di essi siano delegati nei consigli della rappresentanza militare attualmente in carica; il periodo della propaganda elettorale per le amministrative 2012 coincide, in parte, con quello per il rinnovo dei consigli della rappresentanza militare; molti dei candidati alle competizioni elettorali amministrative sono delegati del Cocer e dei consigli intermedi e di base, attualmente in carica, o comunque militari impegnati nelle procedure elettorali per il rinnovo dei medesimi consigli della rappresentanza militare; se la scelta di candidarsi alle elezioni amministrative da parte dei militari può essere letta sicuramente come un segnale positivo e una voglia di riscatto alla partecipazione attiva alla vita politica del Paese da parte di una categoria troppo spesso ingiustamente estromessa dall’esercizio pratico della democrazia, non ci si può però esimere dal constatare che la loro eventuale permanenza in servizio configura una esplicita violazione delle norme del codice dell’ordinamento militare (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66) –: quanti siano gli attuali delegati della rappresentanza militare candidati alle prossime competizioni elettorali amministrative, quanti quelli posti in licenza speciale elettorale e in caso contrario quale siano le ragioni del loro mantenimento in servizio durante il periodo di propaganda elettorale; quali immediati provvedimenti intenda assumere in merito. (4-15804)
Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-06154
GIANFRANCO PAGLIA martedì 14 febbraio 2012, seduta n.585
PAGLIA. - Al Ministro della difesa.
- Per sapere - premesso che: la legge 4 novembre 2010, n. 183, ha apportato importanti modifiche, in materia di trasferimenti e permessi, alla legge 5 febbraio 1992, n. 104; detta normativa sta, tuttavia, incontrando delle serie difficoltà a trovare applicazione tra i militari e gli appartenenti alle forze di polizia; infatti, non tutte le amministrazioni hanno recepito immediatamente il nuovo dettato normativo, e, pertanto, alcuni militari ed appartenenti alle forze di polizia che si sono visti rigettare le loro istanze di trasferimento sono stati costretti ad adire le competenti sedi giurisdizionali per vedersi riconosciuto un loro legittimo diritto; nonostante molte pronunce favorevoli (Sentenza n. 1040/11 del TAR Piemonte; Sentenza n. 1687/11 del TAR Toscana; Sentenza n. 1000/11 del TAR Piemonte; Sentenza n. 5887/11 del TAR Campania; Sentenza n. 4266/11 del TAR Lazio), alcune amministrazioni soccombenti si sono appellate al Consiglio di Stato, con l'obiettivo di non rendere applicabile la legge n. 183 del 2010 ai militari ed agli appartenenti alle forze dell'ordine, interpretando in maniera restrittiva l'articolo 19 della legge n. 183 del 2010, il quale stabilisce: «1. Ai fini della definizione degli ordinamenti, delle carriere e dei contenuti del rapporto di impiego e della tutela economica, pensionistica e previdenziale, è riconosciuta la specificità del ruolo delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché dello stato giuridico del personale ad essi appartenente, in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell'ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti; 2. La disciplina attuativa dei principi e degli indirizzi di cui al comma 1 è definita con successivi provvedimenti legislativi, con i quali si provvede altresì a stanziare le occorrenti risorse finanziarie»; in almeno tre occasioni, il Consiglio di Stato ha deciso che, ai sensi dell'articolo 19 della legge n. 183 del 2010, la nuova disciplina potrà trovare applicazione anche per il personale appartenente alle Forze armate, alle Forze di polizia e al Corpo Nazionale dei vigili del fuoco solo quando verranno emanati gli appositi provvedimenti legislativi previsti dal citato articolo 19 (sentenza n. 2707/11 del Consiglio di Stato (sez. quarta); sentenza n. 66/2012 del Consiglio di Stato (sez. quarta); sentenza n. 300/2012 del Consiglio di Stato (sez. quarta); in almeno altre due occasioni, invece, sempre il Consiglio di Stato si è pronunciato favorevolmente (sentenza n. 7025/11 del Consiglio di Stato (sez. terza); sentenza n. 6987/11 del Consiglio di Stato (sez. terza); alla luce di tali considerazioni, è evidente che risulta quanto mai urgente intervenire al fine di evitare un'ingiustificata disparità di trattamento nei confronti dei disabili che risultano parenti del personale delle Forze armate al fine di evitare ulteriori disagi per soggetti già fortemente svantaggiati -: se non ritenga opportuno intervenire, con la massima urgenza, a dare piena e completa attuazione alla normativa citata in premessa, al fine di garantire che anche ai militari siano riconosciuti, ai sensi della vigente normativa, i permessi di assenza dal lavoro o il trasferimento di sede in caso di familiare disabile e, in ogni caso, quali opportune iniziative di competenza, anche di natura normativa, intenda assumere al fine di chiarire una situazione che rischia di pregiudicare gli elementari diritti di soggetti già gravemente svantaggiati.(5-06154)
NUOVO MODELLO DI DIFESA
4.2.12 NUOVO MODELLO DI DIFESA
AUGUSTO DI STANISLAO mercoledì 1 febbraio 2012, seduta n.580
La IV Commissione, premesso che: da molto tempo si avverte la necessità di porre particolare attenzione all'elaborazione di un nuovo modello per la difesa nazionale e si attende l'avvio di un esame analitico e trasparente della questione; le prime risultanze del lavoro compiuto dallo Stato maggiore della Difesa al riguardo sembra saranno esaminate già nel Consiglio supremo di Difesa del prossimo 8 febbraio; l'elaborazione di un nuovo modello di Difesa, compatibile con le risorse economiche del nostro Paese ma anche funzionale alle sue esigenze, è divenuto argomento cruciale in ordine al quale il Parlamento non può e non deve svolgere un ruolo subordinato agli orientamenti assunti dall'Esecutivo, tenendo conto soprattutto della drammaticità della crisi economica e delle sue conseguenze sui bilanci di tutti i Paesi ormai, non solo dell'Italia; anzi, è opportuno che il Parlamento si esprima anche con un voto sulla questione e che affronti l'argomento con una discussione trasparente, aperta e approfondita; il Ministro della difesa ha recentemente affermato in un intervista concessa a Rai3: «Stiamo conducendo la revisione di tutti i programmi incluso l'F-35, ma non solo l'F-35. Fra due, tre settimane avrò degli elementi più pertinenti che mi vengono anche dalla parte tecnica che mi permetteranno di proporre innanzitutto prima agli organi competenti, quindi al Governo e alla Presidenza della Repubblica quando ci sarà il Consiglio supremo di difesa, che sono gli organi competenti ad ascoltare prima da me quelle che sono le mie valutazioni e proposte. Ci sono delle istituzioni che vanno rispettate e io in questo quadro mi muovo», impegna il Governo a presentare in Parlamento, rispettando il ruolo consultivo del Consiglio supremo di difesa, le linee guida di un'eventuale riforma dello strumento militare che rappresentino il punto di vista dell'Esecutivo al fine di consentire un'ampia discussione parlamentare e assumere in quella sede le decisioni necessarie. (7-00771) «Di Stanislao»
ORGANISMI PROTEZIONE SOCIALE 15.1.2012 INTERROGAZIONI PARLAMENTARI
ORGANISMI DI PROTEZIONE SOCIALE:
stabilimento “Elioterapico di San Vito Taranto”.
Interessante Interrogazione Parlamentare che va in controtendenza rispetto l'opinione comune che si fa strada in tempi di crisi, ovvero di liberalizzare il patrimonio statale a favore dei privati. L'Interrogante si chiede, non è possibile utilizzare il personale in "esubero" per gestire quelle strutture di benessere per il personale? GRADUATI E DEMENSINAMENTO
INTERROGAZIONI PARLAMENTARI GRADUATI IMPIEGATI IN ATTIVITA' POCO PROFESSIONALI "..lo Stato Maggiore dell'Esercito diramava una circolare con la quale comunicava a tutti gli enti subordinati che, a causa delle scarse risorse a disposizione e non sussistendo particolari preclusioni giuridiche all'impiego del personale volontario in incarichi di natura logistica, sarebbe stato possibile destinare il detto personale ad attività quali il confezionamento di viveri, la guardiania, la manovalanza, le pulizie; destinatari della suddetta circolare sono i militari del ruolo «truppa» che, a
differenza di quanto avveniva negli anni in cui era in vigore il servizio di leva, oggi sono legati all'amministrazione da un rapporto di impiego di natura professionale in base al quale vengono impiegati sia nel territorio nazionale che all'estero..."
Tagli e ristrettezze ricadono sempre sul personale più basso, le manovre finanziarie con tanta millantata vicinanza, prima o poi, risultano evidenti. Gli effetti corrosivi giorno per giorno non lasciano dubbi su chi paga e per quanto tempo.
DAL COCER MARINA MISSIONE IN LIBIA: "...dopo mesi di navigazione, non trova ancora un minimo di riconoscimento dal Governo... stare per mesi in mare svolgendo attività sotto l'elgida NATO e ONU con ogni tipo di privazione...."
CASSE MILITARI 1.06.2011 INTERROGAZIONI PARLAMENTARI
RISPOSTA UNIFICAZIONE CASSE MILITARI
18..05.2011 INTERROGAZIONI PARLAMENTARI SUL F.E.S.I. in attesa che il Decreto Ministeriale sia approvato, si evidenziano dubbi sull'opportunità e giustezza del Decreto.
NO PROROGA MANDATO ISCRIZIONE AI PARTITI POLITICI
7.4.2011 CONTRO LA PROROGA DEL MANDATO DELLA RAPPRESENTANZA FINO AL 2012.
7.4.2011 ISCRIZIONE AI PARTITI POLITICI PER I MILITARI
RIORDINO DELLE CARRIRE UNIFICAZIONE SERGENTI GRADUATI
Interrogazione a risposta scritta 4-10759
MAURIZIO TURCO lunedì 7 febbraio 2011, seduta n.430
MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della difesa.
- Per sapere - premesso che: il comma 3 dell'articolo 627 del codice dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 prevede che la categoria dei sottufficiali comprende i militari dal grado di sergente e corrispondenti sino al grado di primo maresciallo ed equiparati; l'articolo 691 del predetto codice stabilisce che il personale del ruolo dei sergenti dell'Esercito italiano, della Marina militare e dell'Aeronautica militare è tratto mediante concorso interno a domanda per titoli ed esami e successivo corso di aggiornamento e formazione professionale; l'articolo 840 del medesimo codice recita testualmente che «1. Al personale appartenente al ruolo dei sergenti sono attribuite, con responsabilità personali, mansioni esecutive, richiedenti adeguata preparazione professionale, che si traducono nello svolgimento di compiti operativi, addestrativi, logistico-amministrativi, tecnico-manuali, nonché il comando di più militari e mezzi. 2. Il personale appartenente al ruolo dei sergenti della categoria "nocchieri di porto" del Corpo delle capitanerie di porto della Marina militare, svolge, oltre agli specifici incarichi caratteristici del proprio ruolo, anche funzioni di ufficiale di polizia giudiziaria, ai sensi del codice della navigazione e delle altre leggi che lo prevedono»; il sito internet ufficiale della Marina militare, sino al 31 gennaio 2011, riportava la seguente definizione del ruolo sergenti nell'area «Uomini e Mezzi Sottufficiali»: «Visto il reclutamento dei Sergenti esclusivamente tra i VSP, tale Ruolo è da considerarsi naturale prosecuzione della carriera da VSP. A questo proposito, sia il COCER che i vari COIR e COBAR hanno più volte proposto un definitivo accorpamento del ruolo VSP nel ruolo Sergenti sul modello americano. (In realtà gli odierni VSP sotto molti aspetti sono già considerati dei sottufficiali, ad esempio utilizzano di norma le uniformi prescritte per i sergenti, invece di utilizzare quelle normalmente in uso alla truppa che oggi si può dire limitata ai "volontari in ferma prefissata quadriennale" (VFP4) e i "volontari in ferma prefissata annuale" (VFP1)»; tale definizione, oltre a non essere aderente al profilo giuridico dettato dalle norme citate in precedenza, ha generato un evidente malcontento tra il personale interessato e ravvisabile in diversi siti internet.
in data 1o febbraio 2011, la suddetta pagina internet del sito ufficiale della Marina militare veniva modificata e corretta nel modo seguente: «Al ruolo Sergenti vengono attribuite, con responsabilità personali, mansioni esecutive, richiedenti adeguata preparazione professionale, che si traducono nello svolgimento di compiti operativi, addestrativi, logistico-amministrativi e/o tecnico-manuali, nonché il comando di più militari e/o mezzi. Sono reclutati tramite concorso interno dai volontari in servizio permanente che abbiano almeno 5 anni di anzianità di servizio, frequentando un corso di aggiornamento professionale, generalmente della durata di 6-8 mesi» -: quale sia il motivo della pubblicazione della prima versione citata in premessa e quali siano i contenuti delle delibere degli organismi della rappresentanza militare della Marinamilitare che abbiano espresso un parere favorevole all'unificazione dei ruoli truppa e sergenti; se dal 1995 vi siano stati delegati del COCER Marina appartenenti al ruolo dei sergenti; quale sia il punto di vista ufficiale della Marina militare in tema di riordino delle carriere con particolare riferimento al ruolo dei sergenti. (4-10759)
Possibile Limitazione Mandato Delegato COIR Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04499
Atto n. 4-04499
Pubblicato il 3 febbraio 2011 Seduta n. 497
TORRI - Al Ministro della difesa. -
in data 24 novembre 2010 veniva comunicata al delegato del Comando logistico dell'aeronautica militare (CoIR), Luca Papini, un avviso di garanzia emanato dalla Procura Militare di Verona concernente la presunta violazione degli articoli 81 del codice penale, 173 e 47, primo comma, n. 2, del codice penale militare di pace, in materia di disobbedienza aggravata;
all'origine della misura vi sarebbe la circostanza che il militare in questione ha manifestato al presidente dell'organismo della rappresentanza la propria volontà di non partecipare alle riunioni per motivi personali, peraltro esercitando le facoltà previste dall'art. 15 del regolamento interno della rappresentanza militare tramite telegramma del comando di appartenenza;
il Comandante di corpo, colonnello IM, su indicazione dell'Ufficio P.U.M.AS.S. (competente in materia di promozione umana e sociale del personale) del Comando logistico di Roma, avrebbe inoltre contattato il maresciallo di prima classe Papini, intimandogli di partecipare alle riunioni della rappresentanza militare, minacciandolo
altrimenti di accusarlo del reato di disobbedienza in presenza di testimoni;
il Comandante logistico attiva la convocazione delle riunioni della rappresentanza militare su indicazione del comitato di Presidenza dell'Organismo;
il militare indagato avrebbe comunque esperito le normali procedure previste dai regolamenti;
il delegato è eletto dal personale e quindi rappresenta le istanze presso il Consiglio di appartenenza senza vincoli e limitazioni, tranne quelle espressamente vietate dalla legge,
si chiede di sapere se gli atti compiuti dalle autorità competenti nei confronti del maresciallo di prima classe Luca Papini, in qualità di delegato di rappresentanza militare del CoIR,
abbiano o meno solido fondamento in circostanze di fatto e di diritto, o se invece sostanzino un abuso palese dei Comandi che li hanno posti in essere, in contrasto con le disposizioni dell'articolo 20 della legge n. 382 del 1978.
TEMPORANEO IMBARCO MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
gli articoli 1 e seguenti della legge 18 dicembre 1973, n. 836 e gli articoli 1 e seguenti della legge 26 luglio 1978, n. 417, e successive modificazioni, riconoscono un trattamento economico, a compensazione degli oneri e dei disagi, ai militari comandati a prestare servizio fuori dalla ordinaria sede di servizio temporaneamente, tale posizione assume il nome giuridico di «missione»;
gli articoli 17 e seguenti della legge 18 dicembre 1973, n. 836, gli articoli 11 e seguenti della legge 26 luglio 1978, n. 417 e l'articolo 1 della legge 29 marzo 2001, n. 86, e successive modificazioni, riconoscono un trattamento economico, a compensazione degli oneri e dei disagi, ai militari trasferiti da una ad altra sede di servizio permanente, tale posizione assume il nome giuridico di «trasferimento»;
nei confronti del personale della marina militare, con specifici messaggi telegrafici sono disposti d'autorità provvedimenti di imbarco temporaneo su unità navali, anche per periodi di lunga durata;
detti messaggi non recano alcuna dicitura di «missione» o di «trasferimento», ma quella del tutto neutra ed atecnica di «temporaneo imbarco», A fronte di tali disposizioni di servizio non viene corrisposta al personale destinatario alcun tipo di emolumento per il disagio dovuto al mutamento della sede di servizio;
con il decreto del Ministero della difesa, direzione generale per il personale militare del 1 o febbraio 2005, è stato affermato che «il temporaneo imbarco si configura quale trasferimento temporaneo»;
il TAR per la Lombardia, sezione II, I nella sentenza 18 febbraio 2004, n. 986 e il Consiglio di Stato, sezione IV, nella sentenza 18 maggio 2004, n. 7627 hanno precisato che il trasferimento provvisorio/temporaneo è una posizione giuridica inesistente e che il mutamento dalla sede di servizio deve essere inquadrato nelle richiamate posizioni giuridiche -:
se il Ministro sia a conoscenza di quanto narrato in premessa;
se non ritenga necessario assumere le necessarie iniziative presso lo Stato maggiore della Marina militare affinché qualifichi il «temporaneo imbarco» come una «missione fuori sede», ovvero come un «trasferimento ad altra sede di servizio»;
quale sia il numero degli ufficiali, dei sottufficiali, dei graduati e militari di truppa della marina militare che siano stati interessati nel biennio 2009-2010 da provvedimenti amministrativi di imbarco temporaneo su unità navali.
(4-10538)
risposte alle delibere della rappresentanza
le attività dei consigli della rappresentanza militare si risolvono unicamente nella formulazione di delibere e atti consultivi o propositivi indirizzati alle corrispondenti autorità militari che spesso rimangono senza alcuna risposta, anche per periodi di tempo molto lunghi -:
quante siano le delibere o gli atti formati dai predetti consigli che sono ancora privi di riscontro da parte delle autorità militari corrispondenti;
quali siano gli obblighi delle autorità militari e quali i termini temporali per fornire gli eventuali elementi di risposta ai consigli in premessa e quali iniziative di competenza intenda assumere con riferimento ad eventuali ritardi od omissioni dell'amministrazione militare.
(4-09682)
MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. – Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
con la delibera n. 34, allegata al verbale n. 10/2010 del 13 ottobre 2010, il Consiglio intermedio della rappresentanza militare del comando della forze operative terrestri, ha chiesto di essere audito dal Capo di stato maggiore dell'Esercito in relazione alle notizie di stampa che hanno sollevato forti dubbi sulla correttezza della procedura di concertazione relativa allo schema di accordo per il biennio economico 2008/2009 per il personale dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica, conclusasi il giorno 16 settembre 2010 con la sottoscrizione delle delegazioni dei Cocer, esclusa la sezione dell'Aeronautica;
il decreto legislativo n. 195 del 1995 stabilisce la composizione delle delegazioni e le modalità di svolgimento dei lavori per la formulazione dello schema di provvedimento riguardante le Forze armate;
la sezione Aeronautica del Cocer non ha sottoscritto lo schema di provvedimento;
in un articolo pubblicato sul sito di CNR-media (www.cnrmedia.com) si legge che: «Si riaccende il dibattito sul rinnovo dei contratti di lavoro alle Forze Armate e alle forze di Polizia. Al centro, l'articolo 4 del nuovo contatto di categoria che riguarda le indennità per i militari, siglato dai Cocer in bianco, come denunciò Luca Marco Comellini del Partito per la Difesa dei Militari (PdM). Per il generale Domenico Rossi, presidente del Cocer Interforze e vicecapo di Stato Maggiore, si è trattato di un semplice disguido: »Non ci sono copie firmate in bianco: il documento firmato, che conteneva la tabella non compilata aveva anche in allegato il prospetto con tutte le cifre - dice a CNRmedia - Però è stata pubblicata solo la versione in bianco«.» -:
quali immediati provvedimenti intenderà adottare per verificare la correttezza delle azioni compiute dalle delegazioni che hanno preso parte alla procedura di concertazione il giorno 16 settembre 2010 e se, in relazione al contenuto della citata delibera, siano state informate le autorità giudiziarie competenti;
se non ritenga opportuno assumere iniziative al fine di rimuovere dai loro uffici i delegati della rappresentanza militare coinvolti nella vicenda;
se non ritenga inopportuno, per quella che agli interroganti appare un'incompatibilità con la carica di sottocapo di stato maggiore dell'Esercito, che il generale Domenico Rossi continui ad esercitare le funzioni di presidente del Consiglio centrale della rappresentanza militare.
(4-09083)
18.6.2010 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE,
TRASFERIMENTO AI SENSI DELLA LEGGE 104/92
11.05.2010 ENNESIMA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE RIALLINEAMENTO DDL 934 TORRIper sollecitare gli organi tecnici per la compilazione Scheda Tecnica dei costi. 20.4.2010 DELIBERA: AVANZAMENTO E RIALLINEAMENTO Sollecitato AGLI ORGANI TECNICI COMPETENTI per l'elaborazione della "Scheda Tecnica DDL 934 TORRI-MURA" Se sei interessato all'argomento
PAGINA DEL RIORDINO DELLE CARRIEREScrivi sul
FORUM SUL RIALLINEAMENTO e AVANZAMENTO
06.05.2010 CONTRATTO
Risposta del Sottosegretario alla Difesa Cossiga
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE CONTRATTO 2008-09 Non si capisce se le risorse aggiuntive Contrattuali sono 100 milioni o 300?!? 06.05.2010 CONTRATTO 2008-09
"." .la mancanza di un accordo sul recupero del potere d’acquisto relativo al biennio 2008-2009 mentre è già scattata la vacanza contrattuale per il triennio 2010-2012, quali iniziative intende assumere il Ministro della Difesa..
01.05.2010 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AVANZAMENTO"..l'illogicità e la disparità di trattamento dell'azione amministrativa (addirittura nell'ambito della stessa Forza armata..), che di fatto vanifica l'esito di scrutinio della medesima commissione di avanzamento, le determinazioni fissate annualmente dal Ministro della difesa e la normativa vigente sull'avanzamento, sullo stato giuridico, nonché in merito a quanto dispone l'articolo 3 della legge 6 marzo 1992, n. 216 (riordino dei ruoli, delle attribuzioni e dei trattamenti economici al fine di conseguire una disciplina omogenea tra il personale non direttivo e non dirigente delle Forze armate)...
IL PROBLEMA HA RADICI LUNGHE, DALL'INIZIO DEL DECIMO MANDATO IL COCER AM HA AVANZATO UNA SERIE DI PROPOSTE
20.4.2010 DELIBERA: AVANZAMENTO E RIALLINEAMENTO Sollecitato AGLI ORGANI TECNICI COMPETENTI per l'elaborazione della "Scheda Tecnica DDL 934 TORRI-MURA" 16.12.09 DELIBERA COCER AM RIALLINEAMENTO DELLE CARRIERE: A.S. n. 934 (c.d. TORRI) Mancato Riallineamento delle Carriere del personale Ruolo M.lli dell’ E.I., della M.M. e dell’ A.M.. "...il problema non è semplicemente amministrativo, ma politico-sociale poiché figlio di mutazioni legislative strutturali dovute al Nuovo Modello di Difesa e al Sistema di Avanzamento.."
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e AVANZAMENTO
avanzamento e RIALLINEAMENTO
26.04.2010 UN'ALTRA
INTERROGAZIONE SUL MANCATO PAGAMENTO DEL CFI AI MARINAI
"..se ritenga di escludere il personale navigante dal pagamento del compenso forfetario di impiego, in cambio del giusto riconoscimento di almeno un'ora di straordinario per ogni ora di navigazione effettuata oltre l'orario di servizio, in considerazione dei disagi e della mole di lavoro svolta a bordo senza soluzione di continuità.." Seduta n. 304 dell'8/4/2010.
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE MANCATO PAGAMENTO C.F.I. ai MARINAI.
"..non sono stati liquidati i compensi forfetari d'impiego agli equipaggi della Marina militare per il quarto trimestre 2009, ha approvato e diffuso un comunicato stampa con il quale dà notizia che: «In questi giorni gli equipaggi e gli enti operativi della Marina si sono trovati di fronte a un'amara sorpresa... "
Interogazioni Promosse dal PDM
Seduta n. 301 di giovedì 18/3/2010
il testo coordinato del decreto legislativo 4 novembre 2009, n. 152, convertito in legge 29 dicembre 2009, n. 197 e pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2009, n. 303. All'articolo 4, comma 1-octies recita quanto segue: «All'articolo 260, primo comma, del codici penale militare di pace, di cui al regio decreto 20 febbraio 1941, n. 303, le parole: "e 112" sono sostituite dalle seguenti: "112, 115, 116, secondo comma, 117, terzo comma, e 167, terzo comma"»;
l'articolo 260 del codice penale militare di pace prevede quali categorie di reati sono puniti a richiesta del Ministro della difesa e che il suddetto comma ne amplia la portata ad ulteriori tre che prevedono rispettivamente il movimento arbitrario di forze militari (articolo 115 del codice penale militare di pace), l'intempestiva od omessa apertura di piego chiuso (articolo 116 del codice penale militare di pace), l'omessa esecuzione di un incarico (articolo 117 del codice penale militare di pace), la distruzione o sabotaggio di opere militari (articolo 167 del codice penale militare di pace);
appreso che un articolo sul sito internet di SKY TG24 riporta che «il Ministro della difesa Ignazio La Russa ha scritto una lettera ai feriti e ai familiari delle vittime della strage di Nassirya. Due pagine che arrivano dopo la legge che di fatto blocca i processi in corso ai comandanti della base italiana in Iraq, attaccata dai terroristi il 12 novembre 2003. Nella lettera, il ministro sostiene di essere estraneo alla legge salva-generali che - dice - è stata voluta dal Parlamento. Dichiara di non aver ancora deciso se bloccare o no i processi: "Non ho fin qui maturato un Orientamento univoco". Chiede ai feriti e ai famigliari delle vittime di scrivere il loro parere a proposito. E si dice pronto ad accettare eventuali richieste di risarcimento, per chiudere la partita: "Mi piacerebbe che fossero avanzate richieste serene e precise", per individuare "il giusto livello di riparazione"»;
appare del tutto fuori luogo l'atteggiamento ad avviso degli interroganti pilatesco del Ministro La Russa, che prima scarica altrove le proprie responsabilità, poi, non soddisfatto, pretende che i familiari delle vittime stabiliscano un prezzo equo per le vite perse dai propri cari, per quelle che egli definisce «richieste serene e precise» al fine di individuare «il giusto livello di riparazione»;
desta non meno preoccupazione il fatto che il Ministro dichiari «Non ho fin qui maturato un orientamento univoco», riguardo il suo nulla osta a procedere nei riguardi degli imputati militari i fatti di Nassirya. Come se il diritto alla verità ed alla giustizia possa essere subordinato ad una qualunque causale di ordine pratico, politico o di opportunità;
sulla norma in oggetto è stata sollevata una questione di costituzionalità -:
quando il Ministro intenda sciogliere la sua riserva e, visto che egli stesso nella sua missiva, lamenta l'assenza di un regime transitorio per la norma intenda promuovere in sede di Consiglio dei ministri un'iniziativa integrativa o interpretativa, che chiarisca l'inapplicabilità di questa norma ai processi in corso;
se, per quanto riguarda l'assenso ministeriale a procedere per reati come «movimento arbitrario di forze militari» (articolo 115 del codice penale militare di pace) non si siano valutati i risvolti che tale discrezionalità comporta con riferimento a reati connessi con intenti eversivi.
(4-06595)
MOBBING 23.01.10
RISPOSTA MINISTRO DIFESA ad Interrogazione Parlamentare sul FENOMENO MOBBING FF.AA "..COMITATO RISTRETTO PER IL MONITORAGGIO FENOMENO DEL MOBBING è previsto solo per i civili, e i mlitari? "..il suddetto organismo - la cui istituzione è prevista dai contratti collettivi del personale contrattualizzato e dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 - può essere composto solo da personale civile e può occuparsi solo di problematiche riguardanti dipendenti civili, unico personale nei confronti del quale trova applicazione la stessa contrattazione.."
PREVISIONI FUTURE DI CATASTROFI
21.01.10 PREVISIONI FUTURE DI CATASTROFI "..negli armadi della Protezione civile di via Ulpiano e di
via Vitorchiano a Roma sarebbero custodite previsioni tenute segrete relative a disastri e calamità che investirebbero il nostro Paese in un prossimo futuro; in particolare si tratterebbe delle «proiezioni
rischio sismico XXI secolo»; in base a quanto è avvenuto negli ultimi duecento anni, nel citato
rapporto si sostiene che nei prossimi novant'anni in Italia bisogna aspettarsi tra i 50mila e i 200mila
morti e feriti per terremoti, con danni tra i 100 e i 200 miliardi di euro: una media tra i 500 e i 2000
morti e feriti l'anno e danno.."
16.12.09 INTERROGAZIONI PARLAMENTARI DI INTERESSE MILITARE:
UNIONE CASSE MILITARI - BLINDATI LINCE - TRASPARENZA AMMINISTRATIVA
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE NUOVO MODELLO DI DIFESA: I lavori della commissione di alta consulenza costituita presso il ministero della difesa per mettere a punto il nuovo modello di difesa sarebbero giunti a delle conclusioni, delle quali le Camere non sono ancora state portate a conoscenza
TRASFERIMENTO DI UN MILITARE DIRITTO ASSISTENZA FAMILIARE
06.09.09 Interrogazioni Parlamentari PICCOLA RASSEGNA di interesse delle ultime azioni di Sindacato Ispettivo 30.09.09
Interrogazioni Parlamentari PICCOLA RASSEGNA di interesse delle ultime azioni di Sindacato Ispettivo Atto Camera
scritta 4-03712 presentata da MAURIZIO TURCO giovedì 23 luglio 2009, seduta n.207
MAURIZIO TURCO, BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della difesa.
- Per sapere - premesso che: l'agenzia giornalistica Fidest (www.fidest.it), il giorno 14 luglio 2009, riprendendo un comunicato datato 13 luglio 2009 apparso sul sito internet www.girolamofoti.com, con il quale il delegato del Cocer Esercito, Girolamo Foti, con il suo scritto avrebbe inteso rispondere agli atti di sindacato ispettivo presentati dagli interroganti, in merito ai costi e alle attività delle rappresentanze militari, indirizzati al Ministro della Difesa, scriveva: «Gli onorevoli Turco, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci, Zamparutti sono promotori di una interrogazione parlamentare riguardante il Cocer, la rappresentanza dei militari in seno alle Forze armate e ad altri corpi militari. Ciò ha determinato la risposta del delegato Cocer dell'esercito Girolamo Foti detto Mirco. Ha inteso, in tal modo, dare il suo contributo informativo unito a doverose precisazioni. Pone, innanzitutto, una premessa: «In questi ultimi mesi, ho letto con molta attenzione e curiosità alcune dichiarazioni, interviste di personaggi avversi alla rappresentanza militare. Si tratta, per lo più, di un fiume di parole e strumentalizzazioni che non riguardano i problemi reali del personale ma soprattutto tendono a dividere i militari ed accusare i delegati». Se poi entriamo nel merito dovremmo un po' tutti: politici e giornalisti in primis fare un passo indietro e guardare le vicende militari, la vita nelle caserme con un occhio diverso e un'attenzione maggiore. Se non altro perché con il passaggio dalla leva obbligatoria a quella volontaria e con le nuove responsabilità, anche internazionali, assunte dai nostri militari e da ciò che ne deriva in impegno professionale, in addestramento, in conoscenze, in rapporti con le popolazioni di tutto il mondo, non possiamo parlare solo e semplicemente di lavoratori dello Stato dotati di molti doveri e scarsi in diritti. Ma ora che si passa dalle parole dei «detto e contraddetto» per buona pace delle fonti mediatiche ad una interrogazione parlamentare è doveroso un chiarimento più fermo e determinato. Credo che questo sia il senso della riflessione di Foti che argomenta così il suo intervento: «Ho scelto di fare il delegato COCER esclusivamente in quanto unico strumento utile in questo momento per risolvere i problemi del personale. Nonostante tutti i limiti e le difficoltà, stiamo attualmente trattando argomenti che da tanti anni il personale attende che siano affrontati, e ci sono molti colleghi di truppa che a livello nazionale, mi seguono, stanno giudicando e anche criticando il mio operato. Provenendo da questa stessa categoria invito coloro che vi appartengono a non farsi condizionare o strumentalizzare da questi signori che, a mio parere e dalle esperienze passate, non si spenderanno mai per far ottenere nulla allo zoccolo duro del nostro Esercito spero che i fatti mi smentiscano. Per cercare di comprendere il loro comportamento, mi sono dovuto però chiedere con quale coraggio questi parlamentari hanno sottoposto all'attenzione del Ministro On. La Russa i presunti sprechi dei COCER, dopo che il libro «LA CASTA» ha evidenziato gli sprechi, a tutti livelli, della politica. Invece di lanciarsi in biasimabili speculazioni, si sarebbero dovuti interrogare sulla produttività del loro operato, o su argomenti ben più seri, come le condizioni dei militari, l'eterna riforma sulla rappresentanza, e sul perché durante il governo Prodi non sia stata fatta, sui tagli alla difesa, sulle ripercussioni di essi, in particolare sui giovani, sui magri aumenti degli stipendi, sul problema delle case demaniali, come già in passato denunciato da una emittente televisiva in cui era anche ospite la Senatrice Pinotti dello stesso PD (si evidenziava il grave problema delle case demaniali inesistenti per il grado più basso: immaginavo una forte pressione politica a sostegno dei ruoli più bassi, anche rispetto al riordino delle carriere, ma al contrario...). Invece di tutto ciò, si interviene con il solo scopo di delegittimare e dileggiare nella loro dignità i delegati cocer e il cocer come istituzione, ovvero organo di rappresentanza, offendendo così i militari stessi. Sarei ansioso di conoscere il parere dei dirigenti del Partito Democratico, nonché della Senatrice Pinotti, l'On. Calipari, e l'On. Del Vecchio (già Generale e comandante nell'Esercito). Per concludere, anche se si è delusi dalla politica, sono totalmente contrario alla nascita di un partito dei militari, o peggio ancora esclusivamente per la truppa, e per due motivi: è inconcepibile in un paese civile e democratico; sarebbe un grave errore ghettizzare i militari di truppa in una realtà insolita come quella della politica. Altresì è auspicabile la nascita di un associazione di categoria per i militari aperta alla società civile che possa sostenere i propri diritti, con una spinta propulsiva proveniente, magari, anche dalla politica stessa. Pertanto, invito i miei colleghi ma anche tutti coloro che hanno fiducia nella mia persona di non dar seguito a questo tipo di iniziativa, di aver fiducia nei delegati COCER, ma soprattutto di rimanere uniti nel sostenere le nostre battaglie a difesa del personale e di non farsi strumentalizzare da facili accuse demagogiche, specie se coloro che accusano sono i primi e veri responsabili degli sprechi e i costi della politica, di risultati pessimi. Se si sostiene che un delegato COCER dovrebbe essere accasermato, si pone un impedimento al delegato che in qualche modo è sempre sotto controllo. Per poter difendere i diritti dei rappresentati ci vuole un minimo di libertà di azione e di relazionare con l'esterno, a meno che non si istituisca un organo sindacale, diritto negato ai militari italiani a differenza di altri paesi europei. A questa proposta dovrebbe seguire l'esempio da parte dei parlamentari di alloggiare in foresterie dello Stato, rinunciando a tante indennità ivi compreso quello degli alberghi di lusso o rimborso forfettario di affitti per appartamenti in Roma. «Se poi questi interroganti si attaccano alle spese per i rimborsi ai delegati Cocer diventa davvero sconcertante. Hanno un costo? Si certo, ma di che genere? Sono 110 euro di forfettaria giornaliera a titolo di rimborso spese ed erogabili solo per il tempo strettamente necessario alle riunioni mentre il gettone di presenza è di euro 1,50»;
pur nel rispetto della libertà di manifestazione del pensiero di ogni cittadino, tali circostanze evidenziano ancor più l'esigenza di chiarire quali siano effettivamente gli orientamenti del Governo in materia
-: quali siano effettivamente gli orientamenti del Ministro interrogato in ordine al funzionamento della rappresentanza militare ed ai relativi costi.(4-03712) GIROLAMO FOTI
risponde all'Interrogazione Parlamentare. E' un tentativo per imbavagliarmi?
Delegati coinvolti in procedimenti penali
Seduta n. 192 del 24/6/2009
MAURIZIO TURCO, BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI.
l'articolo 18 della legge 11 luglio 1978, n. 382 ha istituito gli organismi della rappresentanza militare;
gli organi della rappresentanza militare si distinguono: a) in un organo centrale, a carattere nazionale ed interforze, articolato, in relazione alle esigenze, in commissioni interforze di categoria - ufficiali, sottufficiali e volontari - e in sezione di forza armata o di corpo armato - Esercito, Marina, Aeronautica, carabinieri e guardia di finanza; b) in un organo intermedio presso gli alti comandi; c) in un organo di base presso le unità a livello minimo compatibile con la struttura di ciascuna forza armata o corpo armato;
risulta all'interrogante che alcuni membri del COCER siano stati coinvolti in procedimenti penali;
detti militari nonostante ciò sarebbero tuttora membri del Consiglio centrale della rappresentanza militare e parrebbe che nei loro confronti l'amministrazione militare non abbia mai inteso avviare alcun procedimento disciplinare, come normalmente è avvenuto nei confronti di altri militari che non rivestono la carica di membro del COCER;
parrebbe inoltre che a taluno di questi soggetti sia stata conferita un'alta onorificenza;
risulta all'interrogante che in occasione della firma dell'accordo relativo al quadriennio normativo 2006-2009 e al biennio economico 2006-2007 il Governo abbia sottoscritto un formale impegno a prorogare oltre la naturale scadenza l'attuale mandato degli organismi della rappresentanza militare;
una proposta di modifica al decreto-legge n. 1167 è volta a concedere la proroga del mandato dei consigli della rappresentanza militare fino al 30 luglio 2011 -:
se il Ministro sia a conoscenza di un eventuale coinvolgimento di militari membri del COCER in procedimenti penali;
quali immediati provvedimenti intenda adottare il Ministro nei confronti dei citati militari, o di altri, facenti parte dei Consigli della Rappresentanza militare che, a qualsiasi titolo, si trovino sottoposti ad indagini della Magistratura Ordinaria o Militare, ovvero siano imputati in procedimenti penali a qualsiasi titolo;
se risulti che siano state conferite onorificenze a militari coinvolti in procedimenti penali e se l'istruttoria svolta abbia tenuto conto di ciò;
se una eventuale proroga dell'attuale mandato dei Consigli della Rappresentanza militare sia conforme ai principi su cui si fonda detta Istituzione e, allo stesso tempo, se rappresenti una ingiustificabile compressione del diritto di ciascun militare di assurgere alla medesima carica rappresentativa, ovvero se ci sia il rischio di indurre il personale militare rappresentato a considerare l'Istituto rappresentativo (Co.Ce.R. - Co.I.R. - Co.Ba.R.) come una zona franca dove coloro che risultano essere imputati o indagati di reato vengono tutelati dalle Istituzioni politiche e militari.
(5-01550)
23.04.09 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE ATTO N.1-00108. “Commissione di alta consulenza e studio per la ridefinizione complessiva del sistema di difesa e sicurezza nazionale” la cui istituzione è stata annunciata dal Ministro della difesa dopo l’ultimo Consiglio supremo di difesa, con il compito di pervenire a un riassetto delle Forze armate e a una revisione del modello di difesa esistente, per non soggiacere ad una logica di mera compatibilità finanziaria, dovrebbe avvalersi di un più ampio spettro di contributi, come di esperti del settore, di esponenti della società civile e di membri del Parlamento sull’esempio della procedura seguita in Francia per la redazione del Libro bianco sul nuovo modello di difesa
Legislatura 16º - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 50 del 18/02/2009
Interrogazione Il sottosegretario CROSETTO
risponde all’interrogazione n. 3-00397, dei senatori Scanu ed altri, sul rispetto dei diritti dei militari durante i "rapporti gerarchici", ricordando che gli eventi richiamati dagli interroganti riguardano sei sottufficiali in servizio presso il 1° deposito centrale dell’Aeronautica militare di Monterotondo, i quali presentarono istanza di conferimento per motivi di servizio, sia presso il ministro della Difesa che presso il comandante della 2a divisione del Comando logistico. Tali istanze, presentate ai sensi dell’articolo 39 del regolamento di disciplina militare, erano volte a conoscere le procedure per la determinazione dell’impiego dei partecipanti ad attività connesse con la cosiddetta "logistica di proiezione" da parte del comandante del citato deposito. Tali procedure sono remunerate con un "compenso forfettario di impiego", di cui all’articolo 9, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica n. 163 del 2002.
I superiori gerarchici degli istanti hanno tenuto, quindi, colloqui con ciascuno dei sottufficiali, sia per un’immediata valutazione delle doglianze rappresentate, sia nel tentativo di risolverle. Al termine del primo di questi, il comandante di corpo dei predetti militari ha redatto il foglio "parere-valutazione-commento" che, insieme alla documentazione di rito, è stato inviato all’ufficiale gerarchicamente superiore (il direttore del 6° Reparto manutenzione elicotteri).
In particolare, il primo colloquio con uno dei sottufficiali ha avuto breve durata (anche in ragione di espressa richiesta dell’interessato), nella preoccupazione che una simile evenienza avrebbe potuto causargli un innalzamento della pressione arteriosa. Nell’ambito del successivo colloquio con il direttore del 6° Reparto manutenzione elicotteri, il militare ha quindi accusato un malore, che ha richiesto un intervento urgente del personale sanitario dell’aeroporto di Pratica di Mare ed il successivo ricovero presso l’ospedale di Ostia.
Il comandante della 2a divisione del Comando logistico (superiore gerarchico dei predetti due ufficiali), recatosi presso l’ospedale di Ostia ed accertato che il militare era ancora ricoverato al pronto soccorso per indisponibilità di posti letto, si è poi personalmente adoperato per consentirne il trasferimento presso l’ospedale militare del Celio, dove, sottoposto agli accertamenti del caso, gli veniva diagnosticato un aneurisma cerebrale. Inoltre, sono stati prontamente informati dell’accaduto anche i familiari dello stesso, che hanno dato il loro assenso affinché il congiunto si sottoponesse ad intervento chirurgico presso il policlinico Umberto I di Roma. Attualmente, il sottufficiale è convalescente presso il proprio domicilio.
Il rappresentante del Governo osserva, infine, che in ordine all’intera vicenda (riguardante l’impiego di personale in attività esercitative connesse con la "logistica di proiezione", il relativo compenso forfettario d’impiego ed il caso del sottufficiale colto da malore), è altresì in corso un’inchiesta da parte dell’autorità giudiziaria militare.
Replica il senatore
SCANU (PD), dichiarandosi soddisfatto in ordine alle delucidazioni ricevute ed auspicando al contempo che si possa giungere al più presto, in ordine alla particolare vicenda rappresentata nell’atto di sindacato ispettivo a sua firma, ad una corretta ricostruzione dei fatti.
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE "..proposta di mettere in atto una surrettizia fusione di compiti e di comando tra l'Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato.." NUOVO MODELLO DI DIFESA
SOTTOSEGRETARIO ALLA DIFESA COSSIGA risponde ad una Interrogazione Parlamentare, sui tagli alla Difesa apportati con il DDL 112 che rischiano di ridurre 19.10.08
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE per chiedere al Ministro della Difesa e Governo se intendono garantire il ruolo istituzionale delle Commissioni e del Parlamento per l'ennesima ristrutturazione, resa nota dai giornali, delle FF.AA. Il "Modello di Difesa" attuale fu varato su decisione del Parlamento in virtù del ruolo strategico internazionale del nostro paese, può il Governo con Leggi Delega e Decreti attuativi cambiare questo "Modello"? 14.10.08
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE del Senatore DEL VECCHIO sulla FINANZIARIA 2009, UN DIMEZZAMENTO DELLE ATTIVITA' "...l’Esercito potrà svolgere circa 2.880 esercitazioni a fronte delle 7.500 previsionali del 2008; la Marina disporrà di circa 29.800 ore di moto a fronte delle 45.000 previsionali del 2008; l’Aeronautica potrà effettuare circa 30.000 ore di volo a fronte delle 90.000 previsionali del 2008..”
TUTELA DELEGATO
23.12.08 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
TRASFERIMENTO DELEGATO COIR NONOSTANTE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO INTERMEDIO DIRITTI COSTITUZIONALI
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DIRITTI COSTITUZIONALI DEI MILITARI "...volti ad accertare se per gli appartenenti alle Forze Armate e ai Corpi Armati dello Stato sussistano le medesime condizioni per l'esercizio dei diritti Costituzionali, se pur in conformità con le disposizioni della legge 11 luglio 1978 n. 382, che sono invece garantiti agli altri Cittadini italiani.."
L'ARTICOLO GALEOTTO SPUNTO DI INTERROGAZIONE PARLAMENTARE LIBERTA' DI ESPRESSIONE. UNA TRISTE VICENDA CHE VEDE PROTAGONISTA UN COLLEGA C.F.I. MONTEROTONDO
Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00397
Atto n. 3-00397 (in Commissione)
SCANU , AMATI , DEL VECCHIO , GASBARRI , NEGRI , PEGORER , PINOTTI , SERRA , SIRCANA - Al Ministro della difesa. -
in data 29 ottobre 2008, il Comitato centrale di rappresentanza (Cocer) dell'Aeronautica militare, attraverso un comunicato stampa, ha reso noto che un Maresciallo dell'Aeronautica in servizio presso il deposito di Monterodondo è stato colpito da un grave malore durante un "rapporto gerarchico" con un proprio superiore che si teneva presso l’aeroporto di Pratica di Mare, dove era stato convocato in relazione ad un’istanza presentata dal militare stesso;
la richiesta di conferimento con le superiori autorità è da ricondursi, secondo quanto reso noto dal Cocer Aeronautica, ai criteri di attribuzione, determinati in sede locale, di un emolumento accessorio allo stipendio, ovvero il “compenso forfettario di impiego”,
su tale problema anche altri militari del 1° deposito centrale di Monterotondo hanno chiesto, per via gerarchica, di conferire con i proprio superiori e/o con il Ministro della difesa;
nell'espletamento delle procedure relative ai pareri da esprimere da parte dei superiori, sulle istanze gerarchiche presentate, i militari di Monterotondo sarebbero stati sottoposti dallo stesso ufficiale di Pratica di Mare, ad incalzanti interrogatori, alcuni dei quali si sarebbero prolungati nel tempo oltre ogni ragionevole misura utile ad accertare le ragioni della richiesta di conferimento con l’autorità gerarchica superiore, come previsto dallo stesso regolamento di disciplina militare;
“il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro” (articolo 36 della Carta costituzionale) rientra nei diritti fondamentali della persona e, quindi, nel caso di specie, la richiesta di "conferimento" con le superiori autorità gerarchiche può essere interpretato come elemento di garanzia, a tutela di questo diritto;
le norme di principio sulla disciplina militare, ai sensi della legge n. 382 del 1978, sanciscono che deve essere sempre garantita nei rapporti personali la pari dignità di tutti i militari,
quale sia l'esatta ricostruzione dei fatti che hanno interessato i militari citati in premessa;
se il Ministro in indirizzo non ritenga che nelle modalità con cui si sarebbero svolti i “rapporti gerarchici” tra i militari che hanno chiesto il conferimento e i superiori in linea gerarchica che li hanno interrogati non si ravvisino gli estremi di comportamenti non consoni rispetto a quanto, in tali circostanze, deve essere garantito.
21.10.08 TRASFERIMENTI IMMOTIVATI, QUALI SONO I CRITERI UTILIZZATI?INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AL MINISTRO DELLA DIFESA ALLOGGI
21.10.08 : INTERROGAZIONE PARLAMENTARE "..i commi da 627 a 629, dell'articolo 2, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008), prevedono la predisposizione da parte del Ministero della difesa di un apposito programma pluriennale per la costruzione, l’acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio, di cui alla legge n. 497 del 1978, in relazione alle esigenze derivanti dalla riforma strutturale connessa al nuovo modello delle Forze armate.."
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE per chiedere al Ministro della Difesa e Governo se intendono garantire il ruolo istituzionale delle Commissioni e del Parlamento per l'ennesima ristrutturazione, resa nota dai giornali, delle FF.AA. Il "Modello di Difesa" attuale fu varato su decisione del Parlamento in virtù del ruolo strategico internazionale del nostro paese, può il Governo con Leggi Delega e Decreti attuativi cambiare questo "Modello"? FINANZIARIA 09
URANIO IMPOVERITO: INTERROGAZIONE PARLAMENTARE "..continuano a verificarsi toccanti vicende umane legate a patologie contratte a causa di agenti patogeni anche legati all'esposizione da uranio impoverito alle quali occorre dare costante attenzione e assicurare una doverosa ricerca della verità...dal 27.11.07 è stata costituita una Commissione.."
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE: Straordinari - Somme richieste in restituzione per superamento dei limiti previsti. 23.07.08
PRECARI FF.AA. INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
TRIBUNALI MILITARI: Interrogazione Parlamentare il rinvio fa venir meno significativi risparmi di spesa e mantiene in funzione un apparato giudiziario assolutamente sovradimensionato..
Interrogazione al Parlamento Europeo sul diritto di associazione nelle FF.AA
Misure a tutela del Delegato
Attenzioni solo per FF.PP e CC
03.10.07 INTERROGAZIONE PARLAMENTARE:
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE: PRESUNTO,CASO DI MOBBING AI DANNI DI UN SERGENTE
.ATTO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA
SCRITTA 4/00755
Legislatura: 16 Seduta di annuncio: 40 del
martedì 22 luglio 2008 nella seduta n.040
ZACCHERA. - Al Ministro della difesa.
- Per sapere - premesso che: al Maresciallo Antonio Ciavarelli
del Co.Ce.R. Marina, destinato alla Capitaneria di porto di Taranto, il giorno 7 giugno 2008, venivano «contestati gli addebiti» in seguito ad un rapporto disciplinare inviato dall'Ammiraglio Rosati (capo del 1o Reparto dello S.M.M.) su disposizione del Capo di Stato maggiore della Marina per un articolo scritto e apparso su siti internet ed alcuni organi di informazione dal titolo «Guardia Costiera l'unica arma, la buona volontà»; quanto scritto dal Maresciallo e le materie trattate riguardavano il pacchetto sicurezza ed in primo luogo la necessità di dotare il personale ufficiale ed agente di polizia giudiziaria della Guardia costiera di sistemi idonei di difesa. Il motivo principale era la tutela fisica, giuridica, la professionalizzazione e indirettamente il trattamento economico, quindi materie che rientrano proprio in quelle della legge e dei regolamenti riguardanti la rappresentanza militare;
Ciavarelli firmava l'articolo sia a titolo personale e sia come singolo delegato Co.Ce.R. e non a nome di un organo della rappresentanza. Per di più, comunque, il decreto del Presidente della Repubblica del quale si contestava la violazione (590/92), all'articolo 3 prevede che l'eccezione di divieto di rilascio di dichiarazioni ad organi di informazione sia per i soli componenti del Co.Ce.R.; tale azione dello Stato maggiore nei confronti del delegato Ciavarelli, risulta essere un fatto potenzialmente intimidatorio che comporta pressioni psicologiche sui delegati, tali da mettere in discussione la validità e legittimità del mandato; quanto sopra è anche confermato dai tantissimi attestati di solidarietà e di stima provenienti dai più importanti sindacati di polizia, nonché dalle forti prese di posizione dei singoli consigli di base, intermedi (Capitanerie e Maridipart Taranto), delle sezioni Co.Ce.R. (compresa all'unanimità quella della stessa Marina militare) oltre che quella decisa del Co.Ce.R. interforze che ha chiesto al Capo di Stato maggiore della difesa di bloccare immediatamente il provvedimento intervenendo a tutela del mandato; il personale delle Capitanerie di porto nonostante le varie dipendenze funzionali da diversi dicasteri, prime fra tutte quella dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (anche ambiente, interni, difesa, eccetera), non hanno possibilità di essere rappresentati a livello centrale ma sono solo come uno dei nove Co.I.R. (consiglio intermedio) all'interno della forza armata, eccezion fatta nelle rare circostanze di delegati come Ciavarelli che riescono ad essere eletti in ambito Co.Ce.R. Marina e, quindi, a ricevere la considerazione di tutto il personale Marina, non solo delle Capitanerie; se tale provvedimento dovesse procedere rappresenterebbe - a parere dell'interrogante - una grave limitazione della rappresentatività in particolare del personale della Guardia costiera che svolge attività non prettamente di difesa ma di polizia marittima (concorso al traffico di stupefacenti, sicurezza della navigazione, antimmigrazione clandestina, antiterrorismo nei porti, controlli sulla salubrità e la filiera del pescato eccetera) con tutti i problemi di condizione militare e di tutela e che tale attributo comporta -: quali azioni intenda intraprendere il Ministro, affinché non vengano messe in discussione le norme e la prassi consolidata del Consiglio centrale, in quanto si ritiene che il fatto non sussista perché oggettivamente non si intravede, nell'articolo del delegato Ciavarelli, alcuna prevaricazione delle competenze della rappresentanza militare, nelle quali la sicurezza e il trattamento economico e la professionalizzazione rientrano a pieno, oltre alla facoltà di qualsiasi militare di esprimere il proprio pensiero (ex articolo 9 legge n. 382 del 1978); se sia intenzione del Ministro della difesa, e in attesa di una riforma della rappresentatività dei militari, bloccare il provvedimento dando altresì la giusta interpretazione delle norme al fine della libera espressione e tutela dei delegati della rappresentanza militare, ciò nella convinzione che sia tale procedimento sia il proseguire dei fatti succitati, non solo rappresenterebbero un grave precedente per la limitazione del mandato, ma oltretutto sarebbero in netto contrasto con le previsioni future dell'affermazione della professionalizzazione e democratizzazione delle forze armate; se sia intenzione del Ministro della difesa far sì che al personale della Guardia costiera possa essere riconosciuta finalmente una rappresentanza a livello centrale; se sia intenzione del Ministro della difesa, di concerto con gli altri ministeri coinvolti, voler mettere nelle condizioni di operare in sicurezza e con il giusto status di pubblica sicurezza gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria della Guardia costiera, così come ad esempio si stà provvedendo addirittura per diversi Corpi di Polizia municipale in diversi comuni italiani, ciò in considerazione del fatto che le leggi prevedono che le armerie istituite presso le Capitanerie di porto siano fornite unicamente di armi per difesa dell'installazione e non per attività di polizia svolta esternamente ai presidi e che per tale uso è necessario il riconoscimento di uno status e non la regolamentazione occasionale di ordini del giorno o circolari del Comando generale.(4-00755) ******
SCRITTA 4/00686
Seduta di annuncio: 35 del 15/07/2008
Firmatari: Primo firmatario: MARINI GIULIO
Destinatari: Ministero destinatario:
MINISTERO DELLA DIFESA Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA DIFESA delegato in data
a risposta scritta 4-00686 presentata da GIULIO MARINI martedì 15 luglio 2008 nella seduta n.035
GIULIO MARINI. - Al Ministro della difesa.
- Per sapere - premesso che: in merito ad un articolo scritto e apparso su siti Internet dal titolo «l'unica arma, la buona volontà», al Maresciallo Antonio Ciavarelli
del Co.Ce.R. M.M., giorno 7 giugno 2008 venivano «contestati gli addebiti» con la seguente dicitura, ripresa dal rapporto disciplinare inviato dall'ammiraglio Rosati su disposizione del Capo di Stato Maggiore della Capitaneria di Porto di Taranto, comando di appartenenza del delegato: «La S.V. qualificandosi come delegato COCER/M, ha rilasciato su alcuni organi di Informazione dei comunicati. Dall'esame delle citate dichiarazioni, sono state rilevate violazioni all'articolo 19 della legge n. 382 del 1978 e gli articoli 8, 9, 10 del R.A.R.M. in quanto il contenuto esula dalla competenza della Rappresentanza militare. Inosservanza dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 520 del 1992 in quanto le dichiarazioni rilasciate non erano supportate, dal Consiglio stesso». Il pensiero scritto dal Delegato e le materie rientrano proprio in quelle della citata legge e nei citati regolamenti. Il motivo di fondo era la tutela fisica, giuridica, la professionalizzazione e indirettamente il trattamento economico del personale della Guardia Costiera che rappresenta. Inoltre il Maresciallo firmava l'articolo a titolo personale e come singolo delegato Co.Ce.R. e non a nome di un organo della Rappresentanza. In relazione all'accadimento suindicato ed in considerazione che il decreto del Presidente della Repubblica contestato all'articolo 3 prevede che l'eccezione del divieto di rilascio di dichiarazioni ad organi di Informazione sia per i «soli» componenti del Co.Ce.R., è necessario che si faccia una più ampia riflessione per verificare la validità dei Regolamenti esistenti in materia delle Tutele del Delegato della Rappresentanza Militare, in considerazione che: a) tali accadimenti possono essere ricondotti ad azioni sostanzialmente intimidatorie dalle quali sfociano indebite pressioni psicologiche sull'Organo della Rappresentanza Militare nel suo insieme e nei singoli Delegati della Rappresentanza Militare tali da produrre una limitazione del mandato democraticamente conferito dalla base rappresentata ponendo in discussione anche la validità e legittimità del medesimo mandato di rappresentanza del personale delle Forze Armate; b) le criticità che tali azioni producono sono la riduzione, di fatto, del diritto alla rappresentanza degli interessi collettivi del personale rappresentato e previste dalle leggi e regolamenti vigenti, ciò trova ampia conferma dalla Delibera n. 16/2008 nei contenuti della quale, il Co.Ce.R. Interforze stigmatizza quanto sia importante considerare l'elemento «libertà di pensiero» del Delegato imprescindibile per la corretta rappresentanza delle esigenze del personale delle Forze Armate -: se sia intendimento del Ministro della difesa farsi garante dell'armonica funzionalità della Rappresentanza Militare attraverso una revisione o modifica delle norme (RIRM) che possano definire un processo di «Tutela del Delegato» della Rappresentanza Militare in maniera chiara ed intelligibile eliminando così ogni possibile equivoco sulla possibilità di indebite pressioni psicologiche sui Delegati ed i rispettivi Consigli della Rappresentanza Militare ed evitando una limitazione di tutta la struttura della Rappresentanza in un processo di frammentazione che alteri il principio di unitarietà che è insita nel suo motto «una sors»; se non si ritenga che tale procedimento e il proseguire dei fatti succitati non solo rappresenterebbero un grave precedente per la limitazione del mandato, ma oltretutto sarebbe in netto contrasto con le previsioni future della affermazione della professionalizzazione e democraticizzazione delle Forze Armate; quali azioni intenda intraprendere affinché non vengano messe in discussione le norme e la prassi consolidata del Consiglio Centrale in riferimento all'accadimento citato che, si ritiene, non abbia esorbitato le funzioni proprie della Rappresentanza Militare e tenendo conto che la sicurezza, il benessere ed il trattamento economico nonché i processi di professionalizzazione rientrano negli ambiti dei compiti della Rappresentanza Militare.(4-00686) *****
Atto n. 4-00315
Pubblicato il 10 luglio 2008 Seduta n. 36
SCANU - Al Ministro della difesa. - Premesso che:
nell’ambito dell'attività della Rappresentanza militare le norme in vigore si preoccupano legittimamente di sanzionare i casi di limitazione del mandato nella convinzione che debba essere tutelata l'attività degli organismi di rappresentanza e quella dei singoli delegati che li compongono nell'interesse stesso dell'istituzione militare;
con l'evoluzione dei mezzi di comunicazione è diventato frequente l'uso di tecnologie informatiche dove è sempre più difficile la distinzione tra espressione personale e fenomeno di comunicazione pubblica; un caso emblematico da questo punto di vista può ritenersi l'iniziativa assunta dal maresciallo Antonio Ciavarelli del Comitato centrale di rappresentanza (CoCeR) della Marina, per un articolo scritto e apparso su siti
Internet dal titolo “Guardia Costiera «l'unica arma, la buona volontà;
a seguito di tale pubblicazione gli venivano “contestati addebiti disciplinari” perché qualificandosi come delegato CoCeR/M, ha rilasciato su alcuni organi di informazione dei comunicati. Dall’esame delle citate dichiarazioni, sono state rilevate violazioni dall’articolo 19 della legge n. 382 del 1978 e gli articoli 8, 9, 10 del Regolamento di attuazione della rappresentanza militare (RARM), in quanto il contenuto esula dalla competenza della Rappresentanza militare, nonché l'inosservanza dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 520 del 1992 in quanto le dichiarazioni rilasciate non erano supportate dal Consiglio stesso;
quanto scritto dal Maresciallo e le materie trattate rientrano per tanti aspetti nel più ampio contenuto della tutela del personale;
inoltre si tratta di una iniziativa, assunta da parte del maresciallo Ciavarelli a titolo personale e non a nome di un organo della rappresentanza; l'azione di controllo dell'amministrazione deve sempre conciliare le esigenze dell'istituzione con la difesa della libertà di espressione, evitando situazioni che possano, al di là delle intenzioni, configurarsi come pressioni psicologiche sui delegati e sugli organismi di cui fanno parte,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo ritenga opportuno intraprendere per superare i contrasti interpretativi insorti sull'operato del maresciallo Ciavarelli, senza dare corso allo strumento del procedimento disciplinare che, a giudizio dell'interrogante, appare nel caso di specie improprio.
SCRITTA 4/00589
31 del 09/07/2008
Data firma: 09/07/2008
Ministero destinatario: MINISTERO DELLA DIFESA Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA DIFESA delegato in data 09/07/2008
scritta 4-00589 presentata da GIOVANNI PALADINI mercoledì 9 luglio 2008 nella seduta n.031
PALADINI. - Al Ministro della difesa.
- Per sapere - premesso che: il giorno 7 giugno 2008 al Maresciallo Antonio Ciavarelli del Co.Ce.R. Marina, destinato alla Capitaneria di porto di Taranto, venivano «contestati degli addebiti» in seguito ad un rapporto disciplinare inviato dall'ammiraglio Rosati (capo del I Reparto dello S.M.M.) su disposizione del Capo di Stato Maggiore della Marina per un articolo scritto e apparso su siti internet dal titolo «Guardia Costiera l'unica arma, la buona volontà». Il rapporto disciplinare cita: «La SV., qualificandosi come delegato COCER/M, ha rilasciato su alcuni organi di informazione dei comunicati. Dall'esame delle citate dichiarazioni, sono state rilevate violazioni all'articolo 1 della legge 382/78 e gli a 8, 9, 10 del R.A.R.M., in quanto il contenuto esula dalla competenza della Rappresentanza militare. Inosservanza dell'articolo 3 del decreto del presidente della Repubblica 520/92 in quanto le dichiarazioni rilasciate non erano supportare dal Consiglio stesso; quanto scritto dal Maresciallo e le materie trattate, invece, rientrano proprio in quelle della citata legge e nei citati regolamenti! Il motivo di fondo era la tutela fisica, giuridica, la professionalizzazione e indirettamente il trattamento economico del personale della Guardia Costiera che rappresenta; Ciavarelli firmava l'articolo sia a titolo personale e sia come singolo delegato Co.Ce.R. e non a nome di un organo della rappresentanza. Per di più, comunque, il decreto del Presidente della Repubblica contestato n. 590/92), all'articolo 3 prevede che l'eccezione di divieto di rilascio di dichiarazioni ad organi di informazione sia per soli componenti del Co.Ce.R. tale azione dello Stato maggiore nei confronti di Capo Ciavarelli, a parere dell'interrogante risulta essere un fatto fortemente intimidatorio che comporta pressioni psicologiche sui delegati, tali da mettere in discussione la validità e legittimità del mandato;
quanto sopra è anche confermato dai tantissimi attestati di stima e solidarietà dai più importanti sindacati di polizia, nonché forti prese di posizione dei singoli Consigli di base, Intermedi (Capitanerie e Maridipart Taranto), delle Sezioni Co.Ce.R. (compresa all'unanimità, quella della stessa Marina militare) oltre che quella decisa del Co.Ce.R. Interforze che ha chiesto al Capo di Stato Maggiore della difesa «di bloccare immediatamente il provvedimento intervenendo a tutela del mandato» -: quali azioni intenda intraprendere affinché non vengano messe in discussione le norme e la prassi consolidata del Consiglio Centrale, in quanto si ritiene che il fatto non sussista, perché non si intravede, nell'articolo del delegato Ciavarelli, alcuna prevaricazione delle competenze della rappresentanza militare, nelle quali la sicurezza e il trattamento economico e la professionalizzazione rientrano a pieno titolo, oltre alla facoltà di qualsiasi militare di esprimere il proprio pensiero (ex articolo 9 legge 382/78); se vi sia l'intenzione di bloccare il provvedimento dando altresì la giusta interpretazione delle norme al fine della libera espressione dei delegati della rappresentanza militare e della tutela degli stessi delegati, ciò nella convinzione che tale procedimento e il proseguire dei fatti succitati, non solo rappresenterebbero un grave precedente per la limitazione del mandato, ma oltretutto sarebbe in netto contrasto con le previsioni future dell'affermazione della professionalizzazione e democratizzazione delle Forze Armate.
(4-00589) Essere o NON Essere, Può Essere?
L'Interrogazione ora pubblicata sollecita una riflessione, occorre finire in Parlamento per simili incongruenze? Il Co.Ce.R, la Rappresentanza che fa? Pacatamente, serenamente, senza polemica sono due le considerazioni possibili, o il Parlamento non ha di meglio da fare oppure queste apparenti disfunzioni sono la punta di un iceberg, di un malessere profondo che non trova sfogo e soluzione migliore se non una interrogazione diretta al Ministro. In effetti, se si è trattato di un fatto occasionale, in cui alcuni carabinieri durante un servizio di ordine pubblico si trovano costretti a fare un turno gravoso di oltre sedici ore, sicuramente è qualcosa di esagerato, tanti possono essere i motivi per cui si può verificare una emergenza e non occorre certo farlo sapere al Parlamento e tanto meno gridare allo scandalo. Viceversa se questa è l'ennesima stortura, la goccia che ha fatto traboccare il vaso allora il discorso cambia ed i motivi affinché se ne occupi il Parlamento ci sono tutti. Se questo è il punto, in che modo il Parlamento se ne deve occupare? Di certo non spiegando i motivi dell'emergenza, sarebbe come affermare che si tratta delle solite lagnanze, dovrà cercare di rimuovere alla radice le possibili fonti del disagio. Faccio solo degli esempi, ripianando le vacanze organiche, aumentando il numero di forze dell'ordine per questo o quel servizio, insomma delle "azioni politiche". Allo stesso tempo, qualora l'organico sia sufficiente quello stabilito per legge, allora bisognerà fare un monito all'amministrazione per un disinvolto impiego del personale. nel frattempo che il Governo si esprima sull'interrogazione è paradossale che ne la scala gerarchica e tanto meno la Rappresentanza può risolvere la situazione.
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03376
Seduta di annuncio: 281 del 26/02/2008
Primo firmatario: GIANNINI FOSCO
Data firma: 26/02/2008
RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA 26/02/2008
• MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 26/02/2008
Interrogazione a risposta scritta 4-03376 presentata da FOSCO GIANNINI martedì 26 febbraio 2008 nella seduta n.281
GIANNINI, BRISCA MENAPACE - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il Co.Ba.R. del 5° Battaglione Carabinieri "Emilia Romagna", con delibera n. 4 annessa al verbale n. 278 BIS/153 - 1 dell'11 settembre 2007, denuncia, a seguito di numerose lamentele giunte dai militari impiegati domenica 9 settembre in servizio di ordine pubblico svolto a Monza in occasione del Gran Premio d'Italia di Formula 1, le estenuanti condizioni lavorative cui sono stati sottoposti i militari nell'intera giornata del 9 settembre 2007;
precisamente, le lamentele riguardano l'orario di lavoro effettuato di 16 ore e 30' continuative senza alcun cambio previsto, in condizioni atmosferiche di caldo intenso privi di una qualche possibilità di riparo;
il personale, quale consumazione del primo ordinario al sacco, ha ricevuto, per l'intera giornata, un sacchetto contenente due panini, un frutto e solo una bottiglia da mezzo litro di acqua minerale;
sempre secondo il Co.Ba.R., la dislocazione degli uomini impiegati, a distanza di 30-40 metri l'uno dall'altro, era priva di apparati radio,
se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno informare il Comandante dell'Unità di Base affinché si adoperi a tutela dei propri uomini, facendo in modo che fatti analoghi non si verifichino ancora;
quale tipo di iniziative ritenga opportuno intraprendere per le valutazioni del caso e per la risoluzione dei problemi del personale dei Battaglioni mobili dei Carabinieri.
(4-03376) Svolgimento di interpellanze urgenti
(ore 15,02).
(Misure a tutela dell'esercizio delle funzioni di delegato militare - n. 2-00762)
PRESIDENTE. L'onorevole Carta ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n.
2-00762, concernente misure a tutela dell'esercizio delle funzioni di delegato militare (Vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti
sezione 5).
GIORGIO CARTA. Signor Presidente, in premessa mi preme chiedere quali saranno le soluzioni che il Governo intende adottare a seguito dei fatti che si stanno verificando all'interno della rappresentanza militare.Pag. 54
Tre delegati della rappresentanza militare dei carabinieri - il maresciallo Serra e gli appuntati Cau e Ranzuglia - sono stati sottoposti a procedimento disciplinare di rigore per avere, nell'ambito delle prerogative del mandato ricevuto, inviato al comandante della regione carabinieri del Lazio una denuncia-diffida a svolgere azione di vigilanza e di controllo sulle attività di missione dei delegati militari. I medesimi tre delegati militari sono stati poi sottoposti ad ulteriore procedimento disciplinare per il solo fatto di essersi avvalsi di un legale nella formulazione delle previste memorie difensive. Tale circostanza denota uno svilimento degli istituti garantiti dalla Carta costituzionale.
I tre militari sono componenti dell'organismo di rappresentanza militare ed esercitano la propria funzione in virtù del mandato ricevuto. L'articolo 20 della legge 11 luglio 1978, n. 382, stabilisce infatti che «sono vietati gli atti diretti comunque a condizionare o limitare l'esercizio del mandato dei componenti degli organi della rappresentanza militare».
Chiedo, dunque, al Presidente del Consiglio, al Ministro dell'interno e al Ministro della difesa quali concrete misure il Governo e, in particolare, il Ministro della difesa intendano adottare a tutela del diritto ad esercitare le funzioni di delegato militare in ragione del mandato ricevuto; se e quali soluzioni il Governo e il Ministro della difesa intendano adottare per ovviare a quelli che agli interpellanti appaiono dei veri e propri abusi posti in essere dall'amministrazione militare.
MARCO VERZASCHI, Sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, la rappresentanza militare è stata istituita con le «Norme di principio sulla disciplina militare» (legge 11 luglio 1978, n. 382) che, in sintesi, hanno stabilito i principi legislativi fondamentali relativi ai diritti e ai doveri del cittadino militare e, per la prima volta nell'ordinamento militare, hanno introdotto gli organismi di rappresentanza.
Nel suo complesso, la rappresentanza è un istituto dell'ordinamento militare costituito da un insieme di organi collegiali elettivi, avente il compito di esprimere pareri, formulare richieste e avanzare proposte, prospettando istanze di carattere collettivo del personale alle autorità militari competenti nei vari settori d'interesse, individuati dalla citata legge istitutiva.
In particolare, le materie di cui si occupa tale istituto sono quelle concernenti la condizione, il trattamento, la tutela di natura giuridica, economica, previdenziale, sanitaria, culturale e morale dei militari. È di tutta evidenza, dunque, l'importanza che rivestono il ruolo e l'attività della rappresentanza militare, grazie alle quali l'amministrazione è in grado di integrare e perfezionare la conoscenza di molteplici esigenze, aspettative, istanze e problematiche delle diverse categorie del personale militare, intraprendendo le iniziative ritenute necessarie.
Svolta questa doverosa premessa, passo ad analizzare le questioni di merito che sono state sollevate dall'interpellanza urgente in esame. Il comandante della regione carabinieri Lazio ha recentemente avviato un procedimento disciplinare per l'irrogazione della consegna di rigore, tuttora in corso, nei confronti dei militari citati dagli onorevoli interpellanti, in quanto questi ultimi, inosservanti della via gerarchica, inviavano al citato comandante, nonché al presidente del Cobar Lazio, una denuncia-diffida per invitarli a non svolgere un'azione di vigilanza e di controllo sulle missioni dei componenti dello stesso consiglio di rappresentanza.
A tale procedura, che ha portato all'avvio del procedimento disciplinare, è stato associato l'ulteriore addebito contestato agli interessati, per aver prodotto medio tempore una memoria difensiva tramite legale, fatto qualificabile come un'interferenza nel rapporto gerarchico, lesiva delle esigenze di coesione e di efficienza proprie dell'organizzazione militare, come da recente giurisprudenza (sentenza del TAR Veneto del 13 marzo 2003, n. 4599).Pag. 55
Al riguardo è il caso di sottolineare che, dalla documentazione agli atti, i due procedimenti ora riuniti si appalesano correttamente incardinati da parte dell'autorità militare competente, il cui esclusivo e precipuo potere sanzionatorio, nel campo della disciplina, è stabilito dalla legge n. 382 del 1978, recante norme di principio sulla disciplina militare e dal regolamento di disciplina militare di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 545 del 1986. Né, tantomeno, risulta che siano state poste in essere dalle competenti autorità militari forme di condizionamento o esercitate indebite pressioni dirette a condizionare o limitare l'esercizio del mandato dei componenti degli organi della rappresentanza militare. In particolare, si osserva che il rapporto gerarchico-funzionale e l'impiego del personale sono materie che fuoriescono dalla competenza della rappresentanza militare (articolo 19 della legge n. 382 del 1978). Inoltre, le forme di comunicazione per il Cobar sono già disciplinate dalla normativa di settore, che prevede, in primo luogo, che il verbale delle deliberazioni collegiali venga trasmesso al comandante dell'unità di base corrispondente (articolo 24 del decreto del Presidente del Repubblica n. 691 del 1979); in secondo luogo, che anche un solo delegato possa promuovere la deliberazione dell'assemblea tramite mozione (articolo 23 del decreto ministeriale 9 ottobre 1985).
Infine, il procedimento disciplinare in argomento si sviluppa interna corporis, senza che sia previsto il ricorso alla difesa tecnica, la quale, viceversa, viene garantita dall'intervento di un militare difensore.
Sia consentita a questo punto una considerazione a margine dell'intera vicenda. La Difesa è pienamente consapevole della funzione della rappresentanza militare, in termini di proposizione, consultazione e concertazione nelle varie materie di interesse del personale. È proprio in ragione di tale consapevolezza che la Difesa ha sempre assunto un atteggiamento di disponibilità e di apertura nella valutazione ed approfondimento di esigenze di adeguamento di tale istituto, che derivano da sollecitazioni sociali e dal continuo evolvere delle aspettative del mondo militare, nel quadro della completa trasformazione dello strumento militare su base volontaria.
D'altro canto, la Difesa segue con molta attenzione, assicurando ogni utile contributo, il dibattito parlamentare tuttora in atto sulla riforma della rappresentanza militare. È nota, infatti, l'attività svolta dal Comitato ristretto, costituito presso la IV Commissione (Difesa) del Senato, che ha il compito di elaborare un testo unificato dei vari progetti di riforma finora presentati durante la legislatura (sono più di cinque), finalizzato a consegnare al personale militare uno strumento rappresentativo al passo con i tempi ponendo, al contempo, ciascuna sua componente nelle migliori condizioni per assolvere le attribuzioni della rappresentanza militare per la tutela degli interessi della collettività militare.
Tuttavia, è di tutta evidenza che la delicata materia della rappresentanza militare deve necessariamente armonizzarsi con le prioritarie esigenze di organizzazione, coesione interna e operatività delle Forze armate.
GIORGIO CARTA. Signor sottosegretario, pur nutrendo il massimo rispetto per la sua persona e per gli istituti militari, con rammarico devo dichiararmi profondamente insoddisfatto. La risposta, puntuale e burocratica, fornita alla mia interpellanza urgente si incentra sull'esame di episodi, mentre io ho posto un problema politico che sta a monte di tutto ciò.
Quello delle rappresentanze, che operano nel settore militare e che devono conciliare le esigenze di un'organizzazione ed il rispetto delle prerogative, è un tema delicatissimo. Il passo avanti compiuto con le rappresentanze non è ancora abbastanza definito ed è insoddisfacente per una parte e per l'altra. Da un lato si rivendicano organizzazioni rigide, dall'altro si tenta di tutelare principi sanciti dalla Costituzione, nel rispetto delle gerarchie.Pag. 56
Non è mia intenzione entrare nello specifico della risposta data dal sottosegretario, rispetto alla quale ho riscontrato alcune inesattezze; in particolare, faccio notare che le denunce inviate dai suddetti militari erano legate a un richiamo alla vigilanza e alla tutela di questioni inerenti il bene comune e non di beni o interessi personali. Trovo sconcertante, o perlomeno stravagante, che si voglia insistere su un'ulteriore penalizzazione solo perché i soggetti in questione si sono avvalsi della tutela di un legale - che non dovrebbe essere prevista - per tutelare o per meglio esplicitare e farsi coadiuvare nella richiesta di svolgere compiutamente il loro lavoro. È chiaro ed evidente che il meccanismo dell'interna corporis ha un significato anche in termini di gerarchia, ma questa procedura non può essere considerata esaustiva con la sola presenza della consulenza di un militare per portare avanti le istanze della rappresentanza; ricordo, infatti, che i militari in questione per reclamare la tutela di quei diritti non si sono rivolti a soggetti esterni, ma hanno presentato una denuncia-diffida al Comando dei carabinieri della regione Lazio a svolgere azione di vigilanza.
Non entro nel merito delle competenze dell'organismo regionale e di quello interregionale; tuttavia, il richiamare l'attenzione sul fatto che l'organismo interregionale ha compiti che non possono sostituire quelli dell'organismo regionale non costituisce certo un reato di lesa maestà! Se dal punto di vista gerarchico questa procedura fosse stata anche imperfetta, la strada da percorrere sarebbe stata quella di invitare a seguire la via corretta e non a pensare all'intervento punitivo per un presunto reato di lesa maestà!
Signor sottosegretario, il problema sembra apparentemente secondario, ma è di forte rilevanza: nel Paese vi è grande malcontento; vi sono istituzioni amate e rispettate dal Paese e da me stesso, tra le quali i Carabinieri e le Forze armate. Sarebbe un bene per tutti se anche all'interno di questi Corpi, per questioni o motivazioni nel merito delle quali non voglio entrare, emergessero, a torto o a ragione, malumori o malcontenti, questi dovrebbero essere corretti da una gestione sensata degli argomenti.
Percorrere la via punitiva per un semplice richiamo a svolgere un'azione di vigilanza e di controllo da parte degli organismi competenti, affinché ciò che è di competenza dell'organo interregionale non sia compiuto da quello regionale e viceversa, non può, a mio avviso, comportare l'avvio di un procedimento disciplinare, né tantomeno si può pensare di avviare un ulteriore procedimento disciplinare perché tali soggetti si sono fatti coadiuvare, non tutelare, da un legale nella formulazione delle loro memorie difensive. Credo che quella intrapresa sia una deriva pericolosa. Non entro nel merito delle gerarchie e delle istituzioni militari, che rispetto, ma, come parlamentare, invito il Governo a porsi questo problema. Considerato che si tratta di un problema delicato, il Senato e la Camera dovranno occuparsene, affinché si possa giungere ad affermare, anche in quell'ambito, un principio sacrosanto: il diritto e la tutela dei cittadini, esterni e interni, sono garantiti dalla Costituzione e le gerarchizzazioni non possono superare questi limiti.
Per tale motivo, signor sottosegretario, con rammarico, lo ripeto - e con tutto il rispetto per la sua persona, che non è certamente chiamata in causa nelle vicende oggetto della mia interpellanza ma solo tenuta a rispondere nella veste di rappresentante del Governo -, nonché per le forze e le istituzioni chiamate in causa, militari e non, mi ritengo completamente insoddisfatto della sua risposta, che considero burocratica e inadeguata al problema politico posto.
IL CUORE DI TALUNI SENATORI BATTE SOLO PER LE FF.PP. E C.C. POVERI NOI!! GIA' LA FINANZIARIA 2007 AVEVA ASSEGNATO LORO RISORSE AGGIUNTIVE PER LA PROBLEMATICA DEI PRECARI MENTRE NULLA PER LE FF.AA. ORA SI CHIEDE UNA ULTERIORE RIGUARDO PER LA LORO ATTIVITA'! Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00112
Atto n. 1-00112
MANTOVANO , MATTEOLI , ALLEGRINI , AUGELLO , BALBONI , BALDASSARRI , BATTAGLIA Antonio , BERSELLI , BORNACIN , BUCCICO , BUTTI , CARUSO , COLLINO , CORONELLA , CURSI , CURTO , DE ANGELIS , DELOGU , DIVELLA , FLUTTERO , GRAMAZIO , LOSURDO , MANTICA , MARTINAT , MENARDI , MORSELLI , MUGNAI , NANIA , PARAVIA , PONTONE , RAMPONI , SAIA ,
SAPORITO , SELVA , STORACE , STRANO , TOFANI , TOTARO , VALDITARA , VALENTINO , VIESPOLI
la legge finanziaria per il 2007 ha posto in seria difficoltà il comparto sicurezza e i vari corpi delle Forze di polizia. Ciò è stato denunciato più volte: nel corso dei lavori parlamentari che hanno portato all’approvazione del documento fondamentale di bilancio; nel corso di ripetuti interventi pubblici di rappresentanti sindacali delle
Forze di polizia; infine, e nel modo più autorevole, il 30 maggio 2007, dallo stesso ministro dell’Interno on. Giuliano Amato, durante l’audizione dallo stesso resa davanti alla I Commissione permanente (Affari Costituzionali) della Camera dei deputati;
in tale circostanza il titolare del Viminale ha testualmente affermato: “Per quanto riguarda le dotazioni di risorse, facendo un raffronto più ravvicinato (…), ovvero fra il 2004 ed il 2007, si nota che mentre nel 2004 si aveva un totale di 25.526.735.000 [euro], nel 2007 se ne ha uno di 24.444.559.000, ovvero si è verificata la perdita di un miliardo. Questa somma è stata persa non sulla voce di spesa principale, ovvero quella del personale, ma su quella delle spese di investimento e dei consumi intermedi. Infatti, all'interno di questi 25-24 miliardi, la voce di spesa che specificamente riguarda la pubblica sicurezza che, nel 2004 era di 7.208.636, è passata a 7.191.758, avendo speso per il personale di più e perciò avendo consumi intermedi che vanno da 1.216 a 829 e spese in conto capitale che vanno da 541 a 433.”;
il ministro Amato riconosce la differente disponibilità finanziaria complessiva, pari a ben un miliardo di euro, rispetto al periodo conclusivo del precedente Governo e ne attribuisce onestamente la causa alla legge finanziaria 2007: "quest'anno [sono sempre le sue parole], con il comma 507 della legge finanziaria, il Ministero dell'interno ha perso 217 milioni ed ha maturato, di contro, debiti per 408 milioni per via di canoni d'affitto, bollette e altre forniture non pagate. Ho suggerito al Corpo dei vigili del fuoco di non pagare gli affitti e di pagare la benzina, perché il distributore li manda a quel paese se si presentano, senza pagare, con il loro grossi camion, mentre è possibile che il padrone di casa non li cacci. (…) 220 milioni di risorse sono venute meno per mancata riassegnazione (…). Infine (…) vorrei evidenziare la consistente difficoltà in cui ci troviamo a causa di una poco Legislatura 15 assennata, a mio avviso, interpretazione contabile da parte dell'Eurostat, che ci ha portato via i limiti di impegno. Fino a due anni fa, noi finanziavamo spese pluriennali piuttosto definite, stanziando ogni anno il cosiddetto «limite di impegno», ovvero un ammontare destinato a rateo di mutuo da pagare per quell'anno, a fronte di una spesa finanziata a debito. Una gloriosa legge per la Polizia, la n. 217 del 1992, con la quale fino al 2002 venivano acquistati i mezzi della Polizia, era finanziata con il limite di impegno, e permetteva di pianificare l'acquisto dei mezzi per tre-quattro anni. In questo ambito, Eurostat ha avuto una idea che definisco brillante per il mio integerrimo europeismo, stabilendo che se si assume un debito, ancorché pluriennale, lo si deve caricare tutto sul primo anno.”;
ad appena un anno dall’avvio del Governo Prodi, si sta riproducendo la medesima situazione deficitaria trovata nel 2001, a conclusione del quinquennio 1996-2001:
all’epoca maturarono 512 milioni di euro di debito per spese di logistica (affitti e mutui immobili per stazioni e caserme), che sono stati ripianati a partire dalla legge finanziaria del 2003, con un piano di rientro sul triennio; vi fu un depauperamento quantitativo delle Forze di polizia; il rinnovo contrattuale
comportò una scarsa gratificazione retributiva; i mezzi erano antiquati e non venivano sostituiti in tempi accettabili;
sull’attuale entità del personale, è questa la conclusione del Ministro: “in questo momento, le tre forze di polizia principali sono mediamente il 10 per cento sotto organico. Non è un problema di una certa realtà piuttosto che di un'altra; il 10 per cento sotto organico significa, facendo la somma delle tre forze di polizia, che dovremmo assumere tra i 25 e i 30 mila poliziotti, carabinieri e finanzieri, decisione che non mi pare sia all'ordine del giorno, né che sia, del resto, possibile.”;
da un appunto depositato nella circostanza dallo stesso Ministro emerge che, con riferimento alle articolazioni centrali e periferiche del Dipartimento della Pubblica sicurezza, la quantità di auto e motoveicoli che hanno un impiego superiore ai sette anni, e che quindi necessitano di sostituzione, sono oggi:
il 43% della dotazione di autovetture specializzate;
il 30% della dotazione di autovetture di istituto;
il 49% della dotazione di autovetture di serie;
il 26% della dotazione di moto con colore di istituto;
il 48% della dotazione di moto con colore di serie;
il 54% della dotazione di veicoli per i servizi di ordine pubblico;
eppure gli approvvigionamenti non sono mancati negli anni precedenti. In particolare, dal 2004 al 2006, sulla scorta della disponibilità delle relative leggi finanziarie, sono state acquistate complessivamente (fonte: il predetto appunto): 135 vetture protette, 1401 vetture di serie per servizi infoinvestigativi, 492 vetture per servizi ordinari, 1035 vetture per il controllo del territorio, 155 vetture per servizi di rappresentanza, 143 veicoli per servizi di ordine pubblico. Per la gestione delle manutenzioni e per il carburante sono stati spesi:
38, 2 milioni di euro per il 2004;
47,5 milioni di euro per il 2005;
67,1 milioni di euro per il 2006 (accorpando una spesa a titolo di accisa di 20 milioni di euro, spesa in precedenza imputata ad altro capitolo). Per il 2007 la legge finanziaria ha assegnato la somma di 27 milioni di euro:
dunque, se la spesa per l’anno in corso resta invariata, sono necessari ulteriori 40 milioni di euro, pena l’impossibilità di circolare per assenza di carburante; tutto ciò non è il frutto del caso, bensì è l’esito coerente di disposizioni che, fra l’altro, hanno previsto:
(commi 404–415 dell’articolo unico della legge finanziaria) la riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato nell’ambito delle Prefetture/UTG, con la previsione di soppressioni e di accorpamenti;
(commi 420 e seguenti) la riduzione delle dotazioni organiche del personale utilizzato in funzioni di supporto (gestione risorse umane, sistemi informativi, servizi manutentivi/logistici, affari generali, provveditorati, contabilità) in misura non inferiore all’8% annuo; riduzione applicabile espressamente anche alle forze di polizia, che hanno dovuto prevedere piani di riallocazione del personale entro il 31 marzo 2007, pena l’impossibilità di procedere a nuove assunzioni;
(commi 430 – 435) la riarticolazione/ridislocazione dei presidi territoriali delle Forze di polizia, allo scopo dichiarato di perseguire il più razionale impiego delle risorse e la riduzione della spesa per locazioni/manutenzioni, ma in realtà sguarnendo il territorio, come sta avvenendo, di presidi essenziali;
(comma 508) l’accantonatamento e l’indisponibilità di una quota delle dotazioni dei Ministeri (inclusi Interno e Difesa), su cui il Ministero dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministero competente, può operare perequazioni fra i diversi capitoli (solo per l’Arma dei Carabinieri ciò corrisponde a circa 23 milioni di euro);
(commi 514- 516) il blocco di nuove assunzioni oltre il massimo di 2000 unità complessive per le Forze di polizia, di cui 1316 riservate alla Polizia di Stato;
(comma 547) la disponibilità di soli 304 milioni di euro per il 2007 e 805 milioni di euro dal 2008 per i rinnovi contrattuali in corso di trattativa delle Forze di polizia e delle Forze armate, in tal modo garantendo aumenti medi mensili pro capite minimali;
questi dati costituiscono la più convincente e concreta smentita di quanto, all’inizio del percorso della legge finanziaria, aveva sostenuto il Ministro dell’economia Tommaso Padoa-Schioppa: “Non mi risulta che ci siano pericoli per la tutela della sicurezza a causa della finanziaria” (così nel corso della video-chat in onda sul "Corriere della Sera", rispondendo ad alcuni ascoltatori). “'L'Italia è uno dei Paesi che in proporzione ha le Forze dell'ordine fra le più numerose. Non credo si debba temere nulla” (ANSA, 13 ottobre 2006). In realtà, il riferimento al numero complessivo delle unità impegnate nel settore, confrontato con quello di altri Paesi, non tiene conto della circostanza che in altri Paesi il numero di unità impiegate nella sicurezza privata (gli istituti di vigilanza) è di tre o quattro volte superiore rispetto a quello italiano, e quello delle polizie locali supera abbondantemente il nostro. Gli effetti della legge fondamentale di bilancio per il 2007 sono stati invece quelli appena riportati, cui si affiancano tagli nei confronti del personale, a cominciare alla sensibile riduzione degli straordinari: a un semplice assistente della Polizia di Stato, per fare un esempio, sono stati sottratti 150 euro al mese per riduzione di straordinari, e ulteriori 50 euro netti in meno al mese derivano dall’aumento delle aliquote. Al contrario, al termine dei cinque anni del precedente Governo l’incremento stipendiale medio mensile per ogni unità di polizia è stato di circa 410 euro, sommando due rinnovi contrattuali, due code
contrattuali e la riparametrazione;
è pertanto indispensabile che, in sede di compilazione del Documento di programmazione economica e finanziaria, e quindi nella prospettiva della redazione della prossima legge finanziaria, e prima ancora, utilizzando le risorse rese disponibili dal surplus di entrate fiscali:
vi sia una adeguata copertura del rinnovo contrattuale in corso per le Forze di polizia, riconoscendo la specificità del comparto e puntando ad adeguamenti stipendiali non simbolici;
si introduca la defiscalizzazione delle indennità operative;
si remuneri lo straordinario effettivamente prestato;
si finanzi il riordino delle carriere, bloccato per iniziativa del Governo, nonostante le assicurazioni di segno contrario fornite in Parlamento dai rappresentanti dello stesso esecutivo;
si provveda al mantenimento, e se mai all’ulteriore miglioramento, degli standard di spesa per la logistica, per i mezzi e per la manutenzione seguiti negli anni precedenti al 2007, impegna il Governo:
a redigere il Documento di programmazione economica e finanziaria, in vista della prossima legge finanziaria, ad utilizzare le risorse rese disponibili dal surplus di entrate fiscali:
per finanziare significativamente il rinnovo contrattuale in corso per le Forze di polizia, riconoscendo la specificità del comparto e puntando ad adeguamenti stipendiali non simbolici;
per introdurre la defiscalizzazione delle indennità operative;
per remunerare lo straordinario effettivamente prestato;
per finanziare il riordino delle carriere, consentendone quanto meno l’avvio;
per coprire le lacune e le esigenze della logistica, dei mezzi della manutenzione a
servizio delle Forze di polizia.
Atto n. 4-02058
Pubblicato il 29 maggio 2007 Seduta n. 156
PISA , NIEDDU , VILLECCO CALIPARI , GIANNINI -
Al Ministro della difesa. - Premesso che:
nel febbraio 2007, a bordo della nave Espero, un sottufficiale che aveva diffuso una delibera del Co.Ce.R Interforze, che si riferiva a fatti avvenuti precedentemente a bordo della stessa nave, è stato oggetto di sanzione disciplinare di 5 giorni di consegna semplice, a causa della stessa diffusione della delibero, peraltro già pubblicata sul sito (..omissis);
questo fatto andava inserito in un più ampio quadro di episodi che connotavano una scarsa considerazione, a bordo della stessa unità navale, della rappresentanza militare;
la delibera del Co.Ce.R. Interforze diffusa, dalla quale è scaturita la sanzione disciplinare, era rivolta al Capo di Stato Maggiore della difesa proprio per ottenere un suo intervento teso alla tutela dei delegati della rappresentanza militare,
se esistano motivazioni per limitare lo svolgimento dell’attività della rappresentanza militare a bordo della nave Espero;
in caso contrario quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda prendere per tutelare la libertà di espressione della rappresentanza militare al fine di evitare il ripetersi di simili episodi.
ATTO CAMERA 4-03782
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03782
Dati di presentazione dell'atto: martedì 29 maggio 2007 nella seduta n.160
Primo firmatario: PEGOLO GIAN LUIGI
Destinatari:MINISTERO DELLA DIFESA
PEGOLO. -
come si evince dalla delibera Co.I.R di Com.F.O.Ter n. 1 del 23 giugno 2005 (verbale 06/05), a seguito della visita della delegazione COIR-FOTER presso la sede del Terzo reggimento artiglieria da montagna di Tolmezzo (Udine), è stata rilevata una situazione insostenibile per ciò che riguarda la sistemazione e il trattamento del reparto;
sono state rilevate le seguenti gravi carenze:
a) mancata bonifica della caserma da amianto, utilizzato per le coperture degli edifici, in alcuni casi in stato di palese degrado;
b) sistemazione del personale del tutto inadeguata e assenza di qualsivoglia attrezzatura per l'aula (COBAR);
c) limitazioni all'accesso alla caserma nelle ore notturne con finestre temporali troppo ristrette;
d) disposizioni differenti per il personale del «Conegliano» e per il personale della Batteria
comando in merito alla tenuta del posto letto;
e) invio in servizio del personale nella località di Udine, sede del comando brigata, senza foglio
f) limitazioni in caso di invii in missione per l'ottenimento di rimborsi;
g) inadeguata fornitura di divise per il personale femminile (mancanza di taglie adeguate) e di materiali per l'igiene intima (assorbenti) -: se siano stati presi provvedimenti per porre rimedio a dette carenze e, in particolare, quali misure siano state adottate per far fronte ai rilievi contenuti nella delibera Co.I.R sopra richiamata. (4-03782)
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/ShowXml2Html.Asp?IdAtto=12414... 08/06/2007

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 articolo 19
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
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e contrario
 articolo 9
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