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Timestamp: 2017-04-25 06:43:48+00:00

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PIGNORAMENTO PRESSO TERZI: stop alla notifica dell’ordinanza di assegnazione con il precetto - Expartecreditoris
Ultimo Aggiornamento : 24 apr 2017, 14:34:56
BENI NON COMPRESI NEL FALLIMENTO: l’intero compenso per il lavoro del fallito non può essere acquisito alla procedura
PROCEDURA ESECUTIVA: IL CREDITO FONDIARIO FRA ESECUZIONE INDIVIDUALE E FALLIMENTO
CENTRALE RISCHI: legittima la “segnalazione a sofferenza” di una sensibile difficoltà economica
Si configurerebbe, diversamente, un abuso dello strumento esecutivo nei confronti del terzo Sentenza | Cassazione civile, sez. terza, Pres. – Rel. De Stefano | 02.02.2017 | n.2724	Scarica documento - Scaricato: 125 volte.
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Poiché l’ordinanza di assegnazione di crediti resa ai sensi dell’art. 553 c.p.c., acquista efficacia di titolo esecutivo nei confronti del terzo assegnato solo dal momento in cui sia portata a conoscenza di questi o dal momento successivo a tale conoscenza che sia specificamente indicato nell’ordinanza stessa, è illegittima l’intimazione, col precetto notificato prima di tale momento, del pagamento di spese o competenze o compensi diversi ed ulteriori rispetto a quanto indicato nell’ordinanza. Se tuttavia il precetto venga redatto di seguito all’ordinanza di assegnazione e notificato insieme con questa, senza che sia stato preceduto dalla comunicazione dell’ordinanza al terzo assegnato (e/o dalla concessione di un termine adeguato per adempiervi), si potrà configurare un abuso dello strumento esecutivo nei confronti del terzo assegnato, non ancora inadempiente (o non colpevolmente inadempiente).
Se l’ordinanza di assegnazione pronunciata ai sensi dell’art. 553 c.p.c. viene notificata al terzo in forma esecutiva contestualmente all’atto di precetto, senza che gli sia stata preventivamente comunicata nè altrimenti resa nota, è inapplicabile l’art. 95 c.p.c. e le spese sostenute per il precetto restano a carico del creditore procedente. Il corrispondente vizio del precetto, per la parte in cui sono pretese tali spese, può essere fatto valere mediante opposizione all’esecuzione, in quanto si contesta il diritto del creditore di procedere esecutivamente per il rimborso delle somme auto-liquidate nel precetto. Questo i principii espressi dalla Corte di Cassazione, sez. terza, Pres. Vivaldi – Rel. De Stefano, con la sentenza n. 2724 del 02.02.2017.
Per ulteriori approfondimenti in materia si rinvia al seguente contributo pubblicato in Rivista: PIGNORAMENTO PRESSO TERZI: DOPO L’ORDINANZA DI ASSEGNAZIONE, IL CREDITORE NON PUÒ NOTIFICARE DIRETTAMENTE IL PRECETTO AL TERZO
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Numero Protocolo Interno : 147/2017
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References: Sentenza 
 sentenza 

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 art. 9
 ART. 696