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Timestamp: 2017-01-21 04:26:06+00:00

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Pubblicato: 24 Febbraio 2010	Visite: 12541	Pubblica amministrazione - Ricorso al TAR avverso delibera comunale di esproprio e giudizio di ottemperanza
1)Nel 1997 mio padre insieme ai due fratelli "oggi deceduti", fecero ricorso al TAR avverso una delibera COMUNALE di esproprio di un loro terreno in zona c1 comprendente diverse particelle a favore di una cooperativa secondo l'articolo 51 (Edilizia sociale).Per vizi ed inadempienze tecniche. Vinsero il ricorso e l'atto perse la sua efficacia. 2)Nel frattempo la Cooperativa con regolare concessione edilizia aveva edificato 32 alloggi, ed il Comune aveva asfaltato le strade adiacenti ricadenti sempre sul nostro terreno che comprendeva le diverse particelle ogetto dell' esproprio. 3) Dopo tale sentenza i fratelli mossero azione legale contro la cooperativa e contro il Comune . 4) La cooperativa propose una transazione per Lire 150 milioni per il valore di L.35.000 circa al mq.ed i fratelli accettarono rilasciando quietanza,e con dichiarazione separata rinunciavano ad ogni rivalsa futura, di contro la cooperativa si impegnava a recitare il rogito a breve tempo. 5)Il comune non accettò di pagare le strade delle quali di fatto aveva preso possesso ed i fratelli adirono nuovamente al TAR vincendo anche questo ricorso e dopo anni di ricorsi e diffide nel 2007 tramite Commissario nominato dal TAR furono pagati per le strade per un valore di Lire 35.000 al mq 6) In questi anni la cooperativa per debiti pari ad 1 milione di Euro è stata messa in liquidazione ,il rogito nonostante le sollecitazioni fatte per iscritto dai fratelli ai commissari non si è potuto fare e quindi neanche le volture al catasto. 7)Il comune anch'esso inadempiente non ha proceduto alle volture delle strade nè ha eseguito gli sfratti nei confronti degli occupanti abusivamente gli alloggi che sono sprovvisti di ogni titolo e certificazione per essere abitati. Due dei fratelli sono deceduti e noi eredi adesso ci troviamo proprietari ancora del terreno e cosa peggiore anche di 32 alloggi e ci stiamo trovando a dover affrontare delle spese legali per una richiesta di ICI quadruplicata, per una nuova stima fatta dal comune, ed ancora si parla di terreni e non di fabbricati. Vado al quesito: come possiamo liberarci di queste particelle di terreno per non avere ulteriori aggravi economici e legali? a)Possiamo fare l'atto del solo terreno dato che di fatto su di esso sono stati edificati 32 alloggi?v b) sarebbe percorribile la strada di una donazione ? e a chi? al comune o alla Cooperativa ? c) quale azione legale ci consiglia e nei confonti di chi? d) esporre denuncia ? Preciso che noi non vogliamo nulla , ma solo liberarci da questo fardello. Ringraziando in attesa di una sua porgo cordiali saluti. RISPOSTA
Ci sono due strade alternative da percorrere, una giuridica, l'altra estremamente pratica. Analizziamo innanzitutto, la soluzione di carattere giuridico: relativamente alla tua fattispecie, sussistono tutti i presopposti giuridici fondamentali per presentare al TAR, un ricorso per ottemperanza. La precedente sentenza del Tar, di cui si chiede l'ottemperanza, infatti, è ormai passata in giudicato ed è definitiva, quindi immodificabile. La legge 205 del 2000 ha previsto il ricorso per l'ottemperanza, come un rimedio apposito, il quale conferisce al Tribunale amministrativo particolari poteri per dare concreta esecuzione alle sentenze e soddisfare gli interessi di coloro che sono risultati vincitori della vertenza giudiziaria. L'utilità del giudizio di ottemperanza si evidenzia quando il contenuto della sentenza non è soltanto di annullamento di un atto amministrativo illegittimo, ma prevede anche un comportamento attivo dell'amministrazione. Nel caso in cui l'amministrazione non ponga in essere tale comportamento dovuto, in base alla sentenza (nel tuo caso, porre in essere gli adempimenti preliminari al rogito e, successiviamente provvedere alla stipulazione del rogito stesso), il privato cittadino può rivolgersi al giudice perché l'amministrazione “ottemperi” a quanto dallo stesso statuito con la sentenza. La legge qualifica il giudizio di ottemperanza, come uno dei casi di giurisdizione anche nel merito e uno dei casi in cui il procedimento si svolge in Camera di consiglio. In concreto, il giudice dell'ottemperanza cura l'esecuzione della sentenza, con gli stessi poteri discrezionali, tipici della pubblica amministrazione inadempiente. Quando i ricorsi per l'ottemperanza sono diretti ad ottenere l'adempimento dell'obbligo dell'autorità amministrativa di conformarsi al giudicato degli organi di giustizia amministrativa (TAR), la competenza è del Consiglio di Stato o del tribunale amministrativo regionale territorialmente competente secondo l'organo che ha emesso la decisione, della cui esecuzione si tratta. Nel tuo caso, la competenza giurisdizionale è del TAR nella cui circoscrizione è compreso il territorio del Comune inadempiente. Ai sensi dell'art. 90, 2° comma del regolamento di procedura, prima del ricorso per l'ottemperanza, occorre mettere in mora l'amministrazione, tramite apposito atto notificato alla stessa. A proporre ricorso sono legittimati tutti quei soggetti sui quali il giudicato della sentenza produce effetti immediati e cioè, coloro che hanno partecipato al giudizio (ovvero i loro eredi). Il ricorso si propone, entro il termine prescrizionale decennale, tramite domanda diretta al Presidente del Consiglio di Stato o del Tar competente. L'art. 27 della legge T.A.R. prevede il procedimento in Camera di Consiglio al quale le parti possono anche partecipare o richiedere la fissazione di una udienza pubblica. Tale possibilità è configurata dal legislatore come un diritto in relazione al fatto che la Camera di Consiglio comporta un contraddittorio limitato e quindi una minor possibilità di difesa delle parti. Il giudizio può concludersi con un provvedimento il cui contenuto può essere dei più vari e di diversa efficacia. La sentenza può innanzi tutto prevedere un termine entro (spesso entro 30 gg dalla diffida ad adempiere) il quale l'amministrazione dovrà provvedere. Il provvedimento del giudice dell'ottemperanza non solo indica il termine per provvedere, ma contiene anche la previsione di una data nella quale verrà verificato il comportamento dell'amministrazione, al cui esito negativo il giudice potrà sostituirsi all'amministrazione inerte o nominare un commissario ad acta, figura creata dalla giurisprudenza, al fine di rendere esecutiva la sentenza passata in giudicato. Spesso, l'operato del commissario ad acta, può risultare insoddisfacente per il privato, in questo caso, il soggetto interessato, può chiedere al giudice ulteriori disposizioni attuative. Data la natura di organo giurisdizionale del commissario ad acta, i suoi atti sono reclamabili davanti allo stesso giudice dell’ottemperanza. Se il comportamento del commissario ad acta non sarà soddisfacente per i tuoi interessi, giuridicamente riconosciuti con sentenza, avrai diritto di proporre reclamo contro gli atti o l'inerzia del commissario ad acta. Rispetto alle sentenze di ottemperanza non è ammesso appello. Dopo aver esposto dei brevi cenni in merito alla possibilità di procedere, con ricorso finalizzato ad intraprendere un giudizio di ottemperanza innanzi al TAR ovvero un reclamo al TAR, nei confronti del comportamento inerte o negligente del commissario ad acta, ti illustro la seconda soluzione. Se non hai alcun interesse economico, a mantenere il tuo diritto di proprietà sui terreni, oggetto della vertenza dinanzi al Tar, puoi trasmettere la proprietà degli stessi al Comune con una donazione; la donazione è un atto bilaterale quindi è necessaria l'accettazione dei beni da parte del Comune. Gli organi comunali accetteranno di buon grado in donazione tali terreni, in quanto le disposizioni a titolo di donazione comportano un incremento del patromonio comunale a costo zero. Per effettuare la donazione dovrai rivolgerti ad un notaio e sopportare i costi della redazione dell'atto pubblico. Per presentare ricorso per il giudizio per l'ottemperanza ovvero reclamo al Tar contro il commissario ad acta, è necessaria l'assistenza di un avvocato. A mio parere è maggiormante conveniente la soluzione del ricorso al Tar. Non ho in mano la tua pratica, quindi non riesco a capire se, al momento devi intraprendere, dall'inizio, il giudizio di ottemperanza ovvero puoi fare semplicemente ricorso contro il commissario ad acta. Il tuo avvocato di fiducia tuttavia, può indicarti con precisione il tipo di ricorso che è opportuno presentare. Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti. Indietro	Avanti RICHIEDI SUBITO UNA CONSULENZA

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