Source: http://www.stato.rdbcub.it/speciale/referendum_2003/ref2003_0004_legge_300_70.html
Timestamp: 2018-12-13 08:33:32+00:00

Document:
Norme sulla tutela della libert� e dignit� del lavoratori
Norme sulla tutela della libert� e dignit� del lavoratori, della libert� sindacale e dell'attivit� sindacale nel luoghi di lavoro e norme sul collocamento
ART. 1 -- Libert� di opinione. -- I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nei rispetto dei principi della costituzione e delle norme della presente legge.
ART. 2 - Guardie giurate. - Il datore di lavoro pu� impiegare le guardie particolari giurate, di cui agli artt. 133 e seguenti del T.U. approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, soltanto per scopi di tutela del patrimonio aziendale.
ART. 3 - Personale di vigilanza. -- i nominativi e le mansioni specifiche del personale addetto alla vigilanza dell'attivit� lavorativa debbono essere comunicati ai lavoratori interessati.
ART. 4 - Impianti audiovisivi. -- � vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalit� di controllo a distanza dell'attivit� dei lavoratori.
Per gli impianti e le apparecchiature esistenti, che rispondono alle caratteristiche di cui al secondo comma del presente articolo, in mancanza di accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o con la commissione interna, l'Ispettorato del lavoro provvede entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, dettando all'occorrenza le prescrizioni per l'adeguamento e le modalit� di uso degli impianti suddetti.
ART. 5. - Accertamenti sanitari. -- Sono vietati accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneit� e sulla infermit� per malattia o infortunio del lavoratore dipendente.
ART. 6. - Visite personali di controllo. -- Le visite personali di controllo sul lavoratore sono vietate fuorch� nei casi in cui siano indispensabili ai fini della tutela del patrimonio aziendale, in relazione alla qualit� degli strumenti di lavoro o delle materie prime o dei prodotti.
Le ipotesi nelle quali possono essere disposte le visite personali, nonch�, ferme restando le condizioni di cui al secondo comma del presente articolo, le relative modalit� debbono essere concordate dal datore di lavoro con le rappresentanze sindacali aziendali oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo su istanza del datore di lavoro, provvede l' ispettorato del lavoro.
ART. 7. - Sanzioni disciplinari. -- Le norme disciplinari relative alle sanzioni alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse pu� essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Esse devono applicare quanto in materia � stabilito da accordi e contratti di lavoro ove esistano.
In ogni caso, i provvedimenti disciplinari pi� gravi del rimprovero verbale non possano essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa.
Qualora il datore di lavoro non provveda, entro dieci giorni dall'invito rivoltogli dall'ufficio del lavoro, a nominare il proprio rappresentante in seno al collegio di cui al camma precedente, la sanzione disciplinare non ha effetto. Se il datore di lavoro adisce l' autorit� giudiziaria, la sanzione disciplinare resta sospesa fino alla definizione del giudizio.
ART. 8. - Divieto di indagini sulle opinioni. -- E fatto divieto al datore di lavoro, al fini dell'assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonch� su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale del lavoro.
ART. 9. - Tutela della salute e dell'integrit� fisica. -- I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrit� fisica.
ART. 11. - Attivit� culturali, ricreative e assistenziali. -- Le attivit� culturali, ricreative ed assistenziali promosse nell'azienda sono gestite da organismi formati a maggioranza dai rappresentanti dei lavoratori.
ART. 12. - Istituti di patronato. -- Gli istituti di patronato e di assistenza sociale, riconosciuti dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, per l'adempimento dei compiti di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 luglio 1947, n. 804, hanno diritto di svolgere, su un piano di parit�, la loro attivit� all'interno dell'azienda, secondo le modalit� da stabilirsi con accordi aziendali.
ART. 13. - Mansioni del lavoratore. -- L'art. 2103 del codice civile � sostituito dal seguente:
"Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali � stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all'attivit� svolta, e l'assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo fissato dai contratti collettivi, e comunque non superiore a tre mesi. Egli non pu� essere trasferito da una unit� produttiva ad un'altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
Ogni patto contrario � nullo."
ART. 14. - Diritto di associazione e di attivit� sindacale. -- Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attivit� sindacale, � garantito a tutti i lavoratori all'interno dei luoghi di lavoro.
ART. 15. - Atti discriminatori. -- � nullo qualsiasi patto od atto diretto a:
Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano altres� ai patti o atti diretti a fini di discriminazione politica o religiosa.
ART. 16. - Trattamenti economici collettivi discriminatori. -- � vietata la concessione di trattamenti economici di maggior favore aventi carattere discriminatorio a mente dell'art. 15.
ART. 17. - Sindacati di comodo. -- � fatto divieto ai datori di lavoro e alle associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori.
ART. 18. - Reintegrazione nel posto di lavoro. -- Ferma restando l'esperibilit� delle procedure previste dall'art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il giudice, con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell'art. 2 della legge predetta o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo ovvero ne dichiara la nullit� a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.
Il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno subito per il licenziamento di cui sia stata accertata la inefficacia o l'invalidit� a norma del comma precedente. In ogni caso, la misura del risarcimento non potr� essere inferiore a cinque mensilit� di retribuzione, determinata secondo i criteri di cui all'art. 2121 del codice civile. Il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al comma precedente � tenuto inoltre a corrispondere al lavoratore le retribuzioni dovutegli in virt� del rapporto di lavoro dalla data della sentenza stessa fino a quella della reintegrazione. Se il lavoratore entro trenta giorni dal ricevimento dell'invito del datore di lavoro non abbia ripreso servizio, il rapporto si intende risolto.
L'ordinanza di cui al comma precedente pu� essere impugnata con reclamo immediato al giudice medesimo che l'ha pronunciata. Si applicano le disposizioni dell'art. 178, terzo, quarto, quinto e sesto comma del codice di procedura civile.
ART. 19. - Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali. -- Rappresentanze sindacali aziendali possano essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unit� produttiva nell'ambito:
b) delle associazioni sindacali, non affiliate alle predette confederazioni, che siano firmatarie di contratti collettivi nazionali o provinciali di lavoro applicati nella unit� produttiva.
(*) ART. 20. - Assemblea. -- I lavoratori hanno diritto di riunirsi, nella unit� produttiva in cui prestano la loro opera, fuori dell'orario di lavoro, nonch� durante l'orario di lavoro, nei limiti di dieci ore annue, per le quali verr� corrisposta la normale retribuzione. Migliori condizioni possono essere stabilite dalla contrattazione collettiva.
Le riunioni -- che possono riguardare la generalit� dei lavoratori o gruppi di essi -- sono indette, singolarmente o congiuntamente, dalle rappresentanze sindacali aziendali nell'unit� produttiva, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale o del lavoro e secondo l'ordine di precedenza delle convocazioni, comunicate al datore di lavoro.
(*) ART. 21. - Referendum. -- Il datore di lavoro deve consentire nell'ambito aziendale lo svolgimento, fuori dell'orario di lavoro, di referendum, sia generali che per categoria, su materie inerenti all'attivit� sindacale, indetti da tutte le rappresentanze sindacali aziendali tra i lavoratori, con diritto di partecipazione di tutti i lavoratori appartenenti alla unit� produttiva e alla categoria particolarmente interessata.
Ulteriore modalit� per lo svolgimento del referendum possono essere stabilite dai contratti collettivi di lavoro anche aziendali.
(*) ART. 22. - Trasferimento dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali. -- Il trasferimento dell'unit� produttiva dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali di cui al precedente art. I 9, dei candidati e dei membri di commissione interna pu� essere disposto solo previo nulla osta delle associazioni sindacali di appartenenza.
Le disposizioni di cui al comma precedente ed ai commi quarto, quinto, sesto e settimo dell'art. 18 si applicano sino alla fine del terzo mese successivo a quello in cui � stata eletta la commissione interna per i candidati nelle elezioni della commissione stessa e sino alla fine dell'anno successivo a quello in cui � cessato l'incarico per tutti gli altri.
c) un dirigente ogni 500 o frazione di 500 dipendenti della categoria per cui � organizzata la rappresentanza sindacale aziendale nelle unit� produttive di maggiori dimensioni, in aggiunta al numero minimo di cui alla precedente lett. b).
(*) ART. 25. - Diritto di affissione. -- Le rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto di affiggere, su appositi spazi, che il datore di lavoro ha l'obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all'interno dell'unit� produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
(*) ART. 26. - Contributi sindacali. -- I lavoratori hanno diritto di raccogliere contributi e di svolgere opera di proselitismo per le loro organizzazioni sindacali all'interno dei luoghi di lavoro, senza pregiudizio del normale svolgimento dell'attivit� aziendale.
Le associazioni sindacali dei lavoratori hanno diritto di percepire, tramite ritenuta sul salario, i contributi sindacali che i lavoratori intendono loro versare, con modalit� stabilite dai contratti collettivi di lavoro, che garantiscano la segretezza del versamento effettuato dal lavoratore a ciascuna associazione sindacale.
Nelle aziende nelle quali il rapporto di lavoro non � regolato da contratti collettivi, il lavoratore ha diritto di chiedere il versamento del contributo sindacale all'associazione da lui indicata.
(*) ART. 27. - Locali delle rappresentanze sindacali aziendali. -- Il datore di lavoro nelle unit� produttive con almeno 200 dipendenti pone permanentemente a disposizione delle rappresentanze sindacali aziendali, per l'esercizio delle loro funzioni, un idoneo locale comune all'interno della unit� produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.
ART. 28. - Repressione della condotta antisindacale. -- Qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l'esercizio della libert� e della attivit� sindacale nonch� del diritto di sciopero, su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, il pretore del luogo ove � posto in essere il comportamento denunziato, nei due giorni successivi, convocate le parti ed assunte sommarie informazioni, qualora ritenga sussistente la violazione di cui al presente comma, ordina al datore di lavoro, con decreto motivato ed immediatamente esecutivo, la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti.
L'efficacia esecutiva del decreto non pu� essere revocata fino alla scadenza con cui il tribunale definisce il giudizio instaurato a norma del comma successivo.
Contro il decreto che decide sul ricorso � ammessa, entro 15 giorni dalla comunicazione del decreto alle parti, opposizione davanti al tribunale che decide con sentenza immediatamente esecutiva.
Il datore di lavoro che non ottempera al decreto, di cui al primo comma, o alla sentenza pronunciata nel giudizio di opposizione � punito ai sensi dell'art. 650 del codice penale.
L'autorit� giudiziaria ordina la pubblicazione della sentenza penale di condanna nei modi stabiliti dall'art. 36 del codice penale.
(*) ART. 29. - Fusione delle rappresentanze sindacali aziendali. -- Quando le rappresentanze sindacali aziendali di cui all'art. 19 si siano costituite nell'ambito di due o pi� delle associazioni di cui alle lett. a) e b) del primo comma dell'articolo predetto, nonch� nella ipotesi di fusione di pi� rappresentanze sindacali, i limiti numerici stabiliti dall'art. 23, secondo comma, si intendono riferiti a ciascuna delle associazioni sindacali unitariamente rappresentante nella unit� produttiva.
I periodi di aspettativa di cui ai precedenti commi sono considerati utili, a richiesta dell'interessato, ai fini del riconoscimento del diritto e della determinazione della misura della pensione a carico della assicurazione generale obbligatoria di cui al R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827, e successive modifiche ed integrazioni, nonch� a carico di enti, fondi, casse e gestioni per forme obbligatorie di previdenza sostitutive della assicurazione predetta, o che ne comportino comunque l'esonero.
ART. 33. - Collocamento. -- La commissione per il collocamento, di cui all'art. 26 della legge 29 aprile 1949, n. 264, � costituita obbligatoriamente presso le sezioni zonali, comunali e frazionali degli Uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione, quando ne facciano richiesta le organizzazioni sindacali dei lavoratori pi� rappresentative.
La commissione � presieduta dal dirigente della sezione zonale, comunale, frazionale, ovvero da un suo delegato, e delibera a maggioranza dei presenti, in caso di parit� prevale il voto del presidente.
Devono altres� essere esposte al pubblico le richieste numeriche che pervengono dalle ditte. La commissione ha anche il compito di rilasciare il nulla osta per l'avviamento al lavoro ad accoglimento di richieste nominative o di quelle di ogni altro tipo che siano disposte dalle leggi o dai contratti di lavoro. Nei casi di motivata urgenza, l'avviamento � provvisoriamente autorizzato dalla sezione di collocamento e deve essere convalidato dalla commissione di cui al primo comma del presente articolo entro dieci giorni. Dei dinieghi di avviamento al lavoro per richiesta nominativa deve essere data motivazione scritta su apposito verbale in duplice copia, una da tenere presso la sezione di collocamento e l'altra presso il direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro. Tale motivazione scritta deve essere immediatamente trasmessa al datore di lavoro richiedente.
Il direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro annulla d'ufficio i provvedimenti di avviamento e di diniego di avviamento al lavoro in contrasto con le disposizioni di legge. Contro le decisioni del direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro � ammesso ricorso al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.
ART. 35. - Campo di applicazione. -- Per le imprese industriali e commerciali, le disposizioni dell'art. 18 del titolo III, ad eccezione del primo comma dell'art. 27, della presente legge si applicano a ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo che occupa pi� di quindici dipendenti. Le stesse disposizioni si applicano alle imprese agricole che occupano pi� di cinque dipendenti.
Le norme suddette si applicano, altres�, alle imprese industriali e commerciali che nell'ambito dello stesso comune occupano pi� di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale occupano pi� di cinque dipendenti.
ART. 36. - Obblighi dei titolari di benefici accordati dallo Stato e degli appaltatori di opere pubbliche. -- Nei provvedimenti di concessione di benefici accordati ai sensi delle vigenti leggi dello Stato a favore di imprenditori che esercitano professionalmente un'attivit� economica organizzata e nei capitolati di appalto attinenti all'esecuzione di opere pubbliche, deve essere inserita la clausola esplicita determinante l'obbligo per il beneficiario o appaltatore di applicare o di far applicare nei confronti dei lavoratori dipendenti condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di lavoro della categoria e della zona.
Ogni infrazione al suddetto obbligo che sia accertata dall'Ispettorato del lavoro viene comunicata immediatamente ai Ministri nella cui amministrazione sia stata disposta la concessione del beneficio o dell'appalto. Questi adotteranno le opportune determinazioni, fino alla revoca del beneficio, e nei casi pi� gravi o nel caso di recidiva potranno decidere l'esclusione del responsabile, per un tempo fino a cinque anni, da qualsiasi ulteriore concessione di agevolazione finanziarie o creditizie ovvero da qualsiasi appalto.
ART. 37. - Applicazione ai dipendenti da enti pubblici. -- Le disposizioni della presente legge si applicano anche ai rapporti di lavoro e di impiego dei dipendenti da enti pubblici che svolgono esclusivamente o prevalentemente attivit� economica. Le disposizioni della presente legge si applicano altres� ai rapporti di impiego dei dipendenti dagli altri enti pubblici, salvo che la materia sia diversamente regolata da norme speciali.
ART. 38. - Disposizioni penali. -- Le violazioni degli artt. 2, 4, 5, 6, 8 e 15 primo comma, lett. a), sono punite, salvo che il fatto non costituisca pi� grave reato, con l'ammenda da lire 100.000 a lire un milione o con l'arresto da 15 giorni ad un anno.
Quando, per le condizioni economiche del reo, l'ammenda stabilita nel primo comma pu� presumersi inefficace anche se applicata nel massimo, il giudice ha facolt� di aumentarla fino al quintuplo.
Nei casi previsti dal secondo comma, l'autorit� giudiziaria ordina la pubblicazione della sentenza penale di condanna nei modi stabiliti dall'art. 36 del codice penale.
ART. 39. - Versamento delle ammende al Fondo adeguamento pensioni. -- L'importo delle ammende � versato al Fondo adeguamento pensioni dei lavoratori.
ART. 40. - Abrogazione delle disposizioni contrastanti. -- Ogni disposizione in contrasto con le norme contenute nella presente legge � abrogata.
ART. 41 - Esenzioni fiscali. -- Tutti gli atti e documenti necessari per la attuazione della presente legge e per l'esercizio dei diritti connessi, nonch� tutti gli atti e documenti relativi ai giudizi nascenti dalla sua applicazione sono esenti da bollo, imposte di registro o di qualsiasi altra specie e da tasse.

References: ART. 1

ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14

ART. 15

ART. 16

ART. 17

ART. 18
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

ART. 19
 ART. 20
 ART. 21
 ART. 22
 ART. 25
 ART. 26
 ART. 27

ART. 28
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 ART. 29

ART. 33

ART. 35

ART. 36

ART. 37

ART. 38
 sentenza 

ART. 39

ART. 40

ART. 41