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Timestamp: 2018-02-24 16:52:04+00:00

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LINEE GUIDA PER LA L ELABORAZIONE DEI CAPITOLATI D APPALTO IN RISTORAZIONE COLLETTIVA - PDF
LINEE GUIDA PER LA L ELABORAZIONE DEI CAPITOLATI D APPALTO IN RISTORAZIONE COLLETTIVA
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1 ASL Mantova AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI MANTOVA DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICA SERVIZIO IGIENE ALIMENTI E NUTRIZIONE SEGRETERIA LINEE GUIDA PER LA L ELABORAZIONE DEI CAPITOLATI D APPALTO IN RISTORAZIONE COLLETTIVA A cura di Dott. Clotilde Chiozza T. d. P. Ugo Santolamazza Dott. Alberto Fiaccadori Responsabile S.I.A.N. Tratto da sito:
2 La proposta di capitolato che viene di seguito fornita è dedicata soprattutto alla ristorazione infantile e scolastica, ma può proficuamente essere utilizzata anche in sede di aggiudicazione di gara per l erogazione di servizio di ristorazione collettiva assistenziale, ospedaliera ed aziendale. Il capitolato d appalto è sicuramente una componente d importanza fondamentale sul controllo di qualità. Esso, infatti, ha la funzione di regolamentare non solo i rapporti con i fornitori, impegnandoli ad osservare caratteristiche, regole e parametri fissati dall Ente (capitolati d oneri), ma anche di produrre un insieme di norme che disciplinano la condotta degli operatori addetti a garantire qualitativamente il servizio di ristorazione. La procedura prevista offre l occasione per sottolineare l importanza della scelta del tipo di gara che deve essere guidata da una valutazione oculata e realistica delle variabili che incidono sulla corrispondenza tra sistema erogatore ed oggetto della prestazione. Ci auguriamo che le Linee Guida, frutto di una scrupolosa revisione e di una attenta valutazione di quanto rilevato in questi anni nella nostra attività di sorveglianza nutrizionale, possano essere uno strumento utile alla stesura del capitolato d'appalto per il servizio di ristorazione collettiva, con particolare riguardo alla qualità merceologica delle derrate alimentari utilizzate. Si chiede, espletata la gara, venga inviato copia dell appalto al SIAN competente per zona. IL RESPONSABILE SERVIZIO IGIENE ALIMENTI E NUTRIZIONE Dr.Alberto Fiaccadori 2
3 Determinanti, in questo contesto, appaiono le GRIGLIE D ATTRIBUZIONE DI PUNTEGGIO, che in via del tutto didattica ed indicativa, hanno la funzione di ottimizzare il criterio del rapporto qualità/prezzo. Tali ipotesi di valutazione considerano la capacità progettuale e tecnico-economica secondo diversi aspetti: C1- Sistema di organizzazione e fornitura del servizio : 30 punti organizzazione del servizio; sistemi di controllo e responsabilità; sicurezza; struttura logistica dell impresa in grado di garantire in caso di emergenza un centro cottura sussidiario situato in ambito provinciale ad una distanza chilometrica in grado di assicurare la distribuzione dei pasti entro 30 minuti dalla fine cottura dei cibi; gestione degli imprevisti, delle emergenze, modifiche del servizio; gestione delle diete speciali. C2- Metodologie tecnico operative: 30 punti organici (personale ed ore); tempi e turni di lavoro; metodologie e tecniche di lavoro; programmi di lavoro; formazione ed aggiornamento del personale. C3- Attrezzature : 5 punti elenco delle attrezzature; attrezzature e mezzi impiegati nell appalto; programmazione di adeguamento e ristrutturazione dei locali. C4- Curriculum aziendale: 5 punti principali commesse negli ultimi tre anni; referenze/specializzazione nel settore. C5- Eventuale punteggio da attribuire ai prodotti in base a specifiche caratteristiche merceologiche: categorie commerciali delle derrate alimentari, tagli, pezzature, prodotti da agricoltura biologica, filiera corta, ecc. C6- Applicazione dell autocontrollo conforme ai dettami della HACCP (come obbligatorio requisito di base) ed in aggiunta, l assegnazione di un punteggio per la certificazione di qualità. Un aspetto molto importante, quando si intende espletare una gara d appalto per refezione collettiva, è legato all ANALISI DEL COSTO PASTO, variabile che garantisce all Ente appaltante una valutazione più affidabile e precisa delle possibili articolazioni del servizio stesso; in questo caso sarebbe buona norma chiedere ai concorrenti di scorporare il prezzo. Quest ultimo può essere suddiviso in : costo derrate (alimenti); costo mano d opera (personale); spese accessorie (detersivi, tovaglioli, stoviglie monouso, trasporto ed altri oneri a carico dell appaltatore). Nella stesura di capitolato d appalto si ritiene opportuno richiamare l attenzione sull importanza di adottare le TABELLE DIETETICHE contenute nelle LINEE GUIDA PER LA RISTORAZIONE 3
4 SCOLASTICA edizione 2004/2005 (Quarta edizione corredata di ricettario articolato nelle sezioni di menù invernale ed estivo) e nelle LINEE GUIDA PER LA RISTORAZIONE NEGLI ASILI NIDO (edizione 2006/2007 corredate di ricettario per menù invernale e menù estivo) elaborate dal Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell ASL Mantova ed inviate a tutti i Comuni dell ambito provinciale ed all Associazione Scuole Materne Mantovane. Il testo integrale delle Linee Guida è comunque scaricabile dal sito web dell ASL Mantova dove sarà inoltre possibile trovare gli eventuali aggiornamenti periodici delle tabelle dietetiche. Le Linee Guida costituiscono una istituzionale consulenza dietetica e rappresentano una guida utile per i Centri di Ristorazione oltre che un valido supporto per l attuazione dei programmi di educazione alimentare nei confronti dei fruitori del Servizio di ristorazione collettiva. L opera costituisce soprattutto uno strumento per lo svolgimento corretto e valido, ai fini educativi e di medicina preventiva, del servizio di ristorazione nell ambito scolastico e delle comunità infantili. I menù descritti sono generalmente variati, bilanciati nell apporto di nutrienti ed adeguati da un punto di vista calorico; essi sono strutturati per settimane e differenziati secondo una stagionalità specifica anche per i contorni e per la frutta. Per tale motivo,ma soprattutto per il perseguimento di obiettivi di educazione alimentare in età evolutiva, finalizzata alla prevenzione degli squilibri nutrizionali derivanti da diete incongrue molto diffuse nella popolazione, è necessario che il menù sia unico e non preveda alcun tipo di alternativa se non in casi di diete per situazioni speciali come: allergie/intolleranze alimentari, patologie che richiedano regimi alimentari specifici (es. ipercolesterolemia, diabete, insufficienza renale,ecc.), stati transitori di malessere e/o convalescenza di stati patologici, adeguatamente certificati dal medico curante. Le tabelle indicate presentano una differenziazione negli apporti calorici raccomandati sulla base delle fasce di età: zero/tre anni ( con specifica sezione dedicata allo svezzamento); 3/8 anni; 9/13 anni; adulti (utilizzabili anche in ristorazione assistenziale, ospedaliera ed aziendale) e contengono inoltre la regolamentazione per eventuali alternative al pasto o per la necessità di allestire diete speciali a causa di intolleranze alimentari o allergie. La Ditta appaltatrice gestore del servizio di ristorazione scolastica si impegnerà a distribuire per ogni anno scolastico ad ogni utente ed agli insegnanti/educatori una copia del menù invernale ed una di quello estivo adottato. Eventuali variazioni al menù in adozione per la ristorazione scolastica e delle comunità infantili necessitano dell'approvazione della Unità Operativa di Igiene della Nutrizione della A. S. L. Le eventuali richieste di sostituzione di alcuni alimenti nel rispetto di tradizioni culturali legate a diverse religioni o minoranze etniche,sono già state in gran parte contemplate all interno delle Linee Guida con l indicazione giornaliera delle variazioni per utenti di altre fedi religiose. Variazioni del menù al di fuori di una specifica richiesta sono consentite solo nelle seguenti condizioni: Guasti di uno o più impianti necessari alla realizzazione del menù previsto; Interruzione temporanea della produzione per cause specifiche es. scioperi, black-out; Guasto delle strutture di conservazione dei prodotti deperibili; L eventuale costante non gradimento di alcuni piatti, documentato attraverso la compilazione di schede di gradibilità del pasto. Tale situazione comporta comunque il rilascio di un parere concordato con il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione della ASL, l Amministrazione Comunale e la Commissione Mensa. Nei casi di guasti e/o interruzioni, la Ditta si incaricherà di avvisare tempestivamente l Amministrazione Comunale e concordare con essa un menù alternativo equipollente da un punto di vista dietetico, energetico e merceologico; inoltre si impegnerà ad avvisare le utenze e motivare la ragione della variazione. Le tabelle dietetiche contenute nelle Linee Guida offrono altresì la possibilità di effettuare variazioni del menù in occasione di ricorrenze e/o festività. 4
5 Non risulta giustificata la richiesta di eventuali bis di preparazioni particolarmente gradite. Le grammature previste dalle tabelle dietetiche ASL sono infatti tarate secondo il massimo degli standards nutrizionali per le diverse fasce d età degli utenti. Il pasto in ristorazione collettiva scolastica ha inoltre una forte valenza educativa verso corretti consumi alimentari. Devono essere sponsorizzate l assunzione di verdura e frutta come fattori protettivi per la salute. I contorni e la frutta dovranno pertanto essere sempre proposti secondo stagionalità e variabilità di tipologie, nei quantitativi previsti dalle tabelle dietetiche, in modo da essere percepiti ed accettati dagli alunni e dalle famiglie come parte integrante ed insostituibile del pasto in mensa. Per venire però incontro ad eventuali e particolari necessità in alcune specifiche realtà, si consiglia di considerare comunque la possibilità di una percentuale di incremento delle quantità giornalmente previste di non più del 5%. N.B. Facendo riferimento ai destinatari del servizio è opportuno sottolineare l esistenza di eventuali fluttuazioni delle presenze nell arco della settimana e dell intero anno scolastico, prevedendo diversificazioni nel trattamento in base alle giornate e alle fasce di età in modo da evitare la proposta monotona delle stesse preparazioni e/o l esclusione di alcune matrici alimentari per gli utenti che attuano uno o due rientri settimanali. Per questa tipologia di utenti risulta indispensabile prevedere la elaborazione di menù a rotazione. Le MODALITA DI GESTIONE DEL SERVIZIO nella cucina/centro cottura devono tenere conto di alcuni importanti punti critici quali: Il controllo dei fornitori in riferimento anche alla rintracciabilità delle derrate alimentari fornite secondo quanto disposto dal Regolamento CE 178/2002; L acquisizione delle modalità di stoccaggio delle merci e le relative temperature in funzione delle attrezzature in dotazione; Lo stoccaggio degli alimenti che deve prevedere la loro separazione in base alle diverse tipologie ed opportune temperature di conservazione come elencate di seguito: -verdura fresca T da +9 a +10 C; -formaggi freschi o stagionati T da 0 a + 4 C; -salumi confezionati o sfusi T da 0 a + 4 C; -uova pastorizzate intere o loro derivati ( albumi o tuorli pastorizzati) T < a + 5 C (ottimale a + 4 C); -latte pastorizzato e latticini freschi T da 0 a + 4 C; -carni bovine e suine fresche T da 1 a + 7 C; -carni avicunicole T da 1 a + 4 C; -carni cotte refrigerate con abbattitore di temperatura T da 0 a + 4 C; -carne macinata ( bovino, suino) T da 1 a + 2 C; -prodotti surgelati T = a 18 C. N.B. Dovrà essere previsto il ritiro da parte dei fornitori delle scorte di alimenti che risultino non utilizzati alla fine del ciclo scolastico (pausa estiva) anche se con TMC non scaduto. Con particolare riguardo alla fase di trasformazione delle derrate alimentari, i pasti preparati devono rispondere al dettato dell art. 5 della legge 283/1962 per quanto riguarda lo stato degli alimenti impiegati, e all art. 31 del D.P.R. 327/1980 per quanto concerne il rispetto delle temperature di mantenimento per gli alimenti deperibili (sia crudi sia cotti) da consumarsi freddi o caldi. La ditta appaltatrice deve uniformarsi all obbligo di autocontrollo previsto dal Regolamento CE 852/2004, individuando nella sua attività i processi, le fasi o le operazioni che potrebbero rivelarsi a rischio per la salubrità e la sicurezza degli alimenti, garantendo che vengano applicate le opportune procedure di buona prassi igienica avvalendosi dei principi dello H.A.C.C.P. (Analisi dei Rischi e Controllo dei Punti Critici). 5
6 Inoltre i locali del centro cottura devono: essere strutturati al fine di consentire una facile ed adeguata pulizia; risultare sufficientemente ampi in modo da evitare l affollamento del personale nonché garantire l igienicità delle operazioni compiute ( l ampiezza dei locali deve essere commisurata al numero dei pasti preparati giornalmente ed alla varietà del menù adottato per le diverse tipologie di utenti e al numero delle diete speciali erogate); rispondere a requisiti capaci di garantire condizioni microclimatiche idonee alle lavorazioni previste (illuminazione, estrazione fumi, condizionamento, ecc.); essere dotati di sistemi atti ad evitare la presenza di roditori, altri animali ed insetti; avere tutte le aperture esterne munite di reti e presidi che impediscano l ingresso di insetti volanti e/o animali striscianti; non comunicare direttamente con i servizi igienici; essere adibiti esclusivamente agli usi cui sono destinati. Per i requisiti specifici all interno dei locali in cui i prodotti alimentari vengono preparati, lavorati o trasformati si fa riferimento a Regolamento CE 852/2004 Allegato II Capitoli I e II. Al fine di ridurre il più possibile i rischi di contaminazione microbica nel centro cottura, deve essere prevista la separazione dei locali di stoccaggio da quelli di lavorazione e, all interno di questi, la separazione, almeno funzionale, tra le diverse lavorazioni. Dovrà essere prevista zona nel locale di stoccaggio adeguatamente predisposta per la conservazione dei prodotti destinati alle diete speciali ed in cucina dovrà essere attrezzata una zona dedicata alla preparazione ed al confezionamento in monoporzione sigillata delle diete speciali. La disposizione delle aree di lavorazione, deve consentire alle diverse derrate di procedere attraverso percorsi non incrociati sia per i prodotti ( es.materie prime con alimenti pronti per l asporto) che del personale. L ingresso nei locali di stoccaggio, di preparazione e trasformazione delle derrate alimentari è riservato solo al personale addetto : è assolutamente vietato l ingresso alle persone non autorizzate. (Deve essere appeso all entrata della porta della cucina il divieto di entrata ai non autorizzati). N.B. Si ricorda che i componenti della Commissione Mensa possono accedere, previo corso di formazione ASL, al solo locale magazzino derrate alimentari per i controlli qualità materie prime. Dovranno essere sempre accompagnati dal Responsabile della cucina o da persona da questi appositamente incaricata. Non è consentito l accesso ai locali di preparazione dei pasti. Tutte le attrezzature impiegate nella preparazione degli alimenti devono essere conformi alle norme di buona fabbricazione e rispettare i requisiti previsti dal Regolamento Ce 852/2004 Allegato II capitolo V ovvero essere: idonee all uso per il quale sono destinate; progettate e realizzate in modo da consentire un adeguata pulizia; mantenute in buono stato e sottoposte a regolare manutenzione. Analogamente, per minimizzare i rischi di contaminazione microbica crociata, è necessario prevedere all interno del centro cottura, un abbattitore di temperatura dimensionato alla capacità produttiva del centro. Inoltre, le attrezzature messe a disposizione degli operatori devono soddisfare le disposizioni legislative ed i regolamenti in materia di tutela della sicurezza e salute dei lavoratori stessi. A livello dei terminali periferici, la separazione delle materie prime può essere effettuata nella stessa cella o nello stesso frigorifero su piani diversi. In tal caso se la temperatura di conservazione deve corrispondere a quella dell alimento più deperibile. 6
7 Inoltre la Ditta deve assicurare la consegna ai terminali periferici delle derrate alimentari e del materiale di pulizia e gestione tenendo presente che la consegna di frutta e yogurt può avvenire a cadenza bisettimanale; la consegna del materiale non alimentare deve sempre avvenire con modalità separate rispetto alla consegna delle derrate alimentari. E inoltre imperativa l osservanza delle seguenti prescrizioni : Il rispetto delle norme procedurali in tema di igiene delle attrezzature ed igiene del personale; Il rispetto delle modalità di cottura: oltre a NON effettuare la PRECOTTURA, è opportuno evitare anche la SOVRACOTTURA, particolarmente per le minestre, minestroni e verdure, ecc.; nella cottura dei cibi in acqua, è opportuno curare il rapporto acqua/alimento affinchè sia il più basso possibile; è inoltre importante utilizzare l acqua di cottura dei vegetali, ricca di sali minerali e vitamine, per la preparazione di minestre, risotti, ecc.; Il divieto di frittura; Le modalità di trattamento delle carni macinate e delle uova; in particolare, è opportuno NON sottoporre ad ulteriori lavorazioni ( disosso e macinatura) le carni avicole che di per sé sono molto delicate e facilmente inquinate sin dalle fasi di macellazione ; tali operazioni, tra l altro, avverrebbero in locali non idonei ed a temperature di gran lunga superiori a quelle consentite; Le indicazioni concernenti il congelamento/scongelamento: -non è consentito il congelamento di derrate alimentari acquistate fresche; -non devono essere ricongelate le materie prime decongelate; -non deve essere congelato il pane; -le derrate congelate devono essere decongelate secondo procedure descritte in piano di autocontrollo aziendale ; Il divieto di utilizzo degli avanzi; La preparazione delle derrate nella stessa giornata del consumo e l uso prevalentemente a crudo del condimento. Inoltre, nell ambito del capitolato, è utile caratterizzare la sequenza temporale delle LAVORAZIONI CONSENTITE E NON CONSENTITE in funzione delle attrezzature e delle procedure produttive ed in applicazione al principio di precauzione, rispetto ad eventuali ipotesi di rischio alimentare, tenuto conto dei grandi numeri che coinvolgono la ristorazione collettiva ed alcune tipologie specifiche di utenti (bambini, anziani, degenti ospedalieri). Il giorno ANTECEDENTE la distribuzione potranno pertanto essere effettuate le seguenti attività: Mondatura, affettatura, porzionatura, battitura, legatura e speziatura delle carni a crudo, con successiva conservazione a + 4 C; Pelatura di patate e carote con successiva conservazione a + 5/10 C in contenitori chiusi con acqua pulita; Cottura di torte non a base di creme con successiva conservazione in luogo asciutto e riparato; 4. Cottura di budini, arrosti, bolliti e brasati di carne bovina in pezzo intero, arrosti di carne suina in pezzo intero, attuando procedure di abbattimento della temperatura, e successiva conservazione refrigerata, descritte in piano di autocontrollo (HACCP) aziendale e correttamente applicate. Non è ammessa la cottura anticipata delle polpette, delle carni avicole e dello spezzatino. Nello STESSO giorno della distribuzione deve essere effettuato: La preparazione della frutta e della verdura (escluse eventualmente patate e carote) definendo le separate fasi di ammollo e di lavaggio; La preparazione del pane e delle merende. 7
8 La cottura delle derrate (legame fresco- caldo) in modo tale che non trascorra più di 1-2 ore tra la preparazione e la distribuzione, mantenendo costantemente temperature superiori a + 65 C ed allestendo le porzioni a caldo ; La preparazione e la porzionatura a freddo degli alimenti cucinati ed abbattuti il giorno prima (brasati, bolliti, arrosti): l operazione va svolta entro tre ore dalla distribuzione provvedendo a riattivare l alimento con temperatura di +75 C al cuore del prodotto e successiva conservazione alla temperatura di + 65 C fino alla somministrazione; L impanatura degli alimenti: si ricorda che essa non può protrarsi per più di un ora; La eventuale macinatura di carni bovine crude in un tritacarne montato appena prima dell utilizzo senza far trascorrere più di due ore tra la macinatura e la cottura. Nell intervallo di tempo tra macinatura e cottura le carni devono essere conservate in regime di refrigerazione. Le modalita e gli orari di RICEVIMENTO MATERIE PRIME E DISTRIBUZIONE DEI PASTI andranno valutati attentamente. La consegna delle derrate alimentari da parte dei fornitori dovrebbe avvenire in fasce orarie precise, tali da non ostacolare le fasi di preparazione dei pasti e con la specifica delle cadenze di rifornimento minime in considerazione delle capacità di stoccaggio dei magazzini e dei frigoriferi. Per quanto riguarda i pasti da trasportare sui plessi di distribuzione è importante considerare il numero ed il tipo dei mezzi impiegati per il trasporto e soprattutto i CONTENITORI TERMICI adottati che dovranno garantire la massima tenuta termica oltre che maneggevolezza e solidità, facilità di pulizia e sanificazione. Per le consegne, la Ditta appaltatrice deve dotarsi di appositi furgoni, rispondenti ai requisiti previsti dal Regolamento CE 852/2004 Allegato II Capitolo IV, adeguatamente predisposti e riservati al trasporto di alimenti, che consentano il mantenimento della temperatura per i cibi da consumarsi caldi ad un livello non inferiore a + 65 C. Analogamente dovrà essere garantito il corretto mantenimento delle temperature per gli alimenti da consumarsi freddi (salumi, formaggi, yogurt, macedonie di frutta, insalate ). Il numero degli automezzi in dotazione dovra essere sufficiente ad assicurare le consegne dei pasti in asporto entro un intervallo di tempo < 50 minuti (ottimale 30 minuti) dal momento della partenza dal centro cottura con arrivo presso le sedi di somministrazione non prima di 15 minuti dall orario stabilito per la refezione. Per i cibi da consumarsi freddi è doveroso mantenere una temperatura inferiore a + 10 C durante il trasporto e sino all apertura dei contenitori all'inizio della distribuzione. Il lavoro sui plessi, inoltre, necessita di essere regolamentato per quello che attiene le mansioni da svolgere, le attrezzature minime di cui dotare il servizio e le modalità di svolgimento con la specifica dei comportamenti da osservare e delle responsabilità degli operatori coinvolti. Prendendo ora in considerazione anche le OPERAZIONI DI PULIZIA, esse andranno definite attraverso le cadenze minime obbligatorie (pulizie giornaliere, settimanali, mensili) e dovranno essere descritte e registrate in piano di autocontrollo aziendale. Inoltre devono essere attentamente considerate anche le seguenti variabili: Le modalità di smaltimento dei rifiuti secondo quanto disposto dal regolamento CE 852/2004 Allegato II Capitolo VI; La cadenza delle operazioni di disinfestazione e derattizzazione; I parametri minimi di contaminazione ambientale unitamente alla richiesta di almeno due verifiche annue. Le operazioni di pulizia e sanificazione, comunque, verranno condotte secondo lo schema previsto dal manuale di autocontrollo redatto dall azienda appaltatrice nel rispetto della corretta prassi igienica; la ditta appaltatrice è tenuta inoltre a compilare delle schede attestanti la periodicità delle operazioni previste dal piano di pulizia evidenziando le date in cui tali operazioni sono state effettuate. In riferimento ai prodotti per la pulizia e la sanificazione, è opportuno depositare presso il competente ufficio comunale, presso il centro cottura ed i terminali di distribuzione, i depliants 8
9 illustrativi e le schede tecniche informative, riferite a ciascun prodotto e contenenti la seguente documentazione : il nome della ditta produttrice; l etichetta riportata sui prodotti; il campo di applicazione raccomandato; il dosaggio e le modalità di utilizzo; la descrizione delle caratteristiche fisiche (stato fisico, solubilità in acqua, ph, utilizzo, peso specifico, temperatura di fusione, temperatura di ebollizione, residuo fisso, temperatura di decomposizione, odore, punto di infiammabilità e mezzo di estinzione); la composizione chimica, le sostanze incompatibili, gli eventuali prodotti nocivi di decomposizione; i simboli di pericolo e i possibili effetti nocivi per ingestione, inalazione e per contatto con le mani, gli occhi e la pelle con le indicazioni di primo soccorso, oltre alle misure speciali di protezione; le disposizioni, precauzioni e raccomandazioni per il trasporto e lo stoccaggio; le misure da adottare in caso di perdite o rotture dei recipienti; i dati tossicologici (TOC, BOD, biodegradabilità, tossicità sui pesci e sui batteri delle acque di scarico). Per i sanificanti è inoltre indispensabile acquisire una documentazione che attesti la validità del prodotto per la riduzione della carica batterica in vitro e quella delle spore e la registrazione come presidio medico chirurgico presso il Ministero della Salute. Tutti i prodotti forniti dovranno presentare caratteristiche conformi alle schede tecniche allegate, nessuno dovrà essere in forma di aerosol e possibilmente dovranno contenere tutti sostanze naturali. Il fornitore dovrà inoltre dotare gli uffici competenti ed ogni cucina di schede tecniche di sicurezza riferite a ciascun prodotto contenenti: una dichiarazione che attesti se il prodotto è pericoloso specificando il nome chimico delle sostanze pericolose, il simbolo di pericolosità, frasi di rischio o prudenza, allegando copia dell etichetta di pericolosità ( D.M. 21/12/1989 riguardante la classificazione e la disciplina dell imballaggio e dell etichettatura delle sostanze pericolose); dichiarazioni in merito al valore della DL 50 e all eventuale registrazione e pericolosità del prodotto e delle sostanze in esso contenute come stabilito dal DPR 24/11/81 n 927 (recepimento direttiva CEE n 79/831 del 18/09/79) e successivi aggiornamenti ; dichiarazioni in merito all eventuale contenuto di ammine aromatiche (con indicazione del nome e della %) con specificazione del gruppo di appartenenza in riferimento a quanto previsto dalla Circolare n 46/79 e n 61/81 del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale; indicazioni sulla presenza di solventi specificandone nome e % e se sono compresi nella Direttiva CEE 73/173 e successivi adeguamenti; indicazioni sulla biodegradabilità dei detergenti sintetici con specificazioni circa la % di biodegradabilità e il metodo analitico con cui è stata determinata in riferimento alla Legge 26/04/1983 n 136 e successiva modifica DPR 05/04/1989 n 250; specificazioni se il prodotto contiene fosforo e in quale percentuale (%); specificazioni se il prodotto rientra nella legge sui cosmetici (L.11/10/1986 n 713) e successivi aggiornamenti. Modalità di pulizia e regole fondamentali Nell esecuzione della pulizia occorre rispettare alcune regole fondamentali: nella cucina le pulizie possono essere iniziate solo quando gli alimenti sono stati allontanati dai vari reparti e riposti nei frigoriferi e/o nel magazzino. E comunque ammesso rimuovere residui di lavorazione dai pavimenti, e dalle attrezzature 9
10 (affettatrici, pelapatate, ecc.) se queste sono lontane da altri alimenti in lavorazione e se le procedure adottate secondo il piano di autocontrollo aziendale non costituiscono rischio di contaminazione per gli alimenti. Nel terminale di distribuzione le pulizie possono essere iniziate solo quando è terminata l operazione di porzionamento e somministrazione degli alimenti. Nel refettorio le operazioni di pulizia possono essere iniziate solo quando tutti i bambini hanno abbandonato la sala. E comunque ammesso in caso di necessità imprevista rimuovere residui dai tavoli o dal pavimento a patto di non intralciare le operazioni di distribuzione e recare disturbo agli utenti ancora a tavola. Non devono comunque essere utilizzati prodotti in spray o nebulizzatori. Le apparecchiature elettriche devono essere scollegate dalla rete mediante distacco della spina dalla presa a muro. Tutte le stoviglie e attrezzature (gastronorm, teglie, pinze, ecc.) utilizzate per l allestimento o la distribuzione dei pasti devono, una volta pulite, essere riposte in idonei luoghi chiusi. Non è consentito per motivi di igiene utilizzare tovaglie e/o canovacci in stoffa per coprire piani di lavoro e/o attrezzature. Tutte le attrezzature (contenitori, gastronorm, teglie,coperchi) utilizzate per il trasporto degli alimenti dal centro cottura al terminale di distribuzione devono: essere lavate nel terminale di distribuzione o, manualmente con detersivo per piatti, o meccanicamente in lavastoviglie; essere sottoposte a trattamento di sanificazione nel centro cottura prima di essere impiegate nuovamente. Nei locali in cui viene effettuata la somministrazione dei pasti è consentito conservare attrezzature sporche in attesa del ritiro per la sanificazione presso il centro cottura. Nell'attesa i contenitori termici, le gastronorm e tutto il materiale utilizzato per trasporto deve essere conservato su appositi scaffali o su carrelli portavivande dedicati. Le indicazioni riportate sulle schede tecniche e sulle etichette dei prodotti chimici di pulizia devono essere rispettate scrupolosamente (diluizioni, modalità di impiego, ecc.). Il personale deve essere informato e formato accuratamente circa la corretta modalità del loro impiego ed essere fornito di attrezzature che consentano il corretto utilizzo dei prodotti (dosatori, misurini, guanti, mascherine, ecc.). Il materiale di pulizia e le attrezzature impiegate nelle operazioni di sanificazione (scope,stracci,ecc.) devono essere conservati e riposti, dopo l uso, in luogo separato appartato e destinato unicamente allo scopo. Ogni anomalia riscontrata durante le operazioni di pulizia, come ristagni inconsueti, odori strani, scarichi intasati, guasti in genere, ecc., devono essere prontamente segnalata ai responsabili del servizio contestualmente all Amministrazione Comunale / Titolare del Servizio. All interno delle cucine e dei locali annessi devono essere appesi cartelli volti a ricordare le fondamentali regole da rispettare in materia di pulizia della persona (divieti, indumenti e protezioni da indossare, ecc.).il personale deve essere informato sull importanza dei contenuti degli stessi. Deve inoltre essere esposta in evidenza la tabella di sanificazione adottata nel piano di autontrollo. Igiene della persona E indispensabile lavare accuratamente le mani : prima di toccare gli alimenti; passando dalla manipolazione dei cibi crudi a quelli cotti; a ogni cambio di lavorazione; se si maneggiano sporcizia, rifiuti, terra, detergenti/disinfettanti; dopo ogni pausa pranzo; dopo ogni volta che ci si soffia il naso; dopo essere stati in bagno. Occorre inoltre: 10
11 asciugare le mani con asciugamani di carta a perdere; mantenere le unghie corte e pulite, senza smalto; non indossare alcun tipo di anelli, bracciali, orologi da polso, orecchini, piercing al viso,collane; mantenere un elevato standard di pulizia ed igiene della persona e della capigliatura; indossare sopravveste pulita e di colore chiaro; indossare cuffia o copricapo idonei a contenere completamente al suo interno i capelli. E vietato: assaggiare con le dita i cibi; manipolare alimenti senza aver protetto tagli ed eventuali lesioni cutanee con apposite medicazioni e guanti di gomma; indossare monili e/o gioielli fumare; starnutire e tossire sugli alimenti; Si deve inoltre evitare il più possibile il contatto diretto delle mani con gli alimenti utilizzando guanti a perdere, cucchiai, spatole, coltelli, pinze, ecc. naturalmente puliti. Non toccare i capelli, la faccia, le orecchie, il naso. Indumenti Gli indumenti protettivi devono essere indossati da tutti gli operatori. Per effettuare le pulizie devono essere utilizzate divise diverse appositamente destinate all uso. Gli indumenti protettivi devono essere indossati esclusivamente sui posti di lavoro. Gli abiti e le scarpe indossate fuori dai posti di lavoro vanno lasciati in appositi armadietti a doppio scomparto. Sanificazione Per sanificazione si intende la somma di due operazioni :detersione + disinfezione. Di seguito vengono elencate le principali linee guida per una corretta sanificazione: La detersione deve avvenire sempre alla fine della giornata lavorativa e durante brevi soste dei lavori di preparazione e/o cottura degli alimenti; Si consiglia l uso di detergenti adatti allo scopo e cioè di prodotti specifici per ambienti destinati alla produzione alimentare. Il detergente deve usarsi in idonea concentrazione e deve servire a togliere tutto lo sporco dalla superficie (es. da tavoli, ripiani, attrezzature e/o affettatrici, utensili, posate, ecc.). Le attrezzature per poter essere idoneamente sanificate devono essere smontate, dopo ogni utilizzo, in ogni loro parte, e si deve fare attenzione a che non esistano angoli inaccessibili in quanto possibili fonti di inquinamento. Il detergente deve essere sciacquato accuratamente con abbondante acqua. La disinfezione deve essere effettuata con prodotti idonei utilizzati scrupolosamente nella concentrazione indicata dai fornitori. Gli utensili e le parti smontate delle attrezzature possono sostare durante la notte nella soluzione disinfettante. Al mattino devono essere risciacquate prima di essere riutilizzate. È buona norma controllare almeno settimanalmente se effettivamente la procedura di sanificazione viene effettuata correttamente mediante indagine ambientale. Disinfestazione Essa comprende la derattizzazione, la disinfestazione contro insetti volanti, e la deblattizzazione. 11
12 Per ogni tipo di infestazione la ditta appaltatrice deve predisporre un adeguato monitoraggio onde verificare quale è il livello dell infestazione, in modo continuo nel tempo, e programmare la cadenza degli interventi eventualmente da eseguire. Il monitoraggio dovrà interessare sia la cucina interna, che il centro cottura, che il terminale di distribuzione, adottando specifici accorgimenti differenziati a seconda della tipologia e della struttura del locale. In caso di necessità occorrerà predisporre uno o più interventi straordinari da effettuarsi entro il giorno successivo la segnalazione dell avvistamento dell infestazione. Gli interventi dovranno essere effettuati di preferenza durante i periodi di chiusura delle scuole. Due volte all anno, e in occasione di ogni intervento straordinario, la ditta appaltatrice dovrà testimoniare l effettiva effettuazione degli interventi previsti, comprovandoli con schede tecniche e/o verbali di controllo, avendo cura di connettere gli esiti dei monitoraggi effettuati con un documento scritto riepilogativo. Due volte all anno, e in occasione di ogni intervento straordinario, la ditta appaltatrice dovrà testimoniare l effettiva effettuazione degli interventi previsti, comprovandoli con schede tecniche e/o verbali di controllo, avendo cura di connettere gli esiti dei monitoraggi effettuati con un documento scritto riepilogativo. Per derattizzazione si intende la lotta contro i topi (mus musculus) e ratti (rattus norvegicus) mediante posizionamento di esche avvelenate a base di principi attivi anticoagulanti in appositi contenitori di sicurezza segnalati con apposita cartellonistica. Si può consigliare l alternanza di due principi attivi quali il clorophacinone e il bromadiolone. Per quanto possibile, è necessario attuare l opera di prevenzione all infestazione e cioè: individuare le vie di accesso quali porte, fessure nel pavimento, canaline aperte all esterno, ecc. controllare sistematicamente quadri elettrici, canaline dei cavi elettrici, controsoffittature, ecc. Gli interventi nella cucina e nel terminale di distribuzione, devono essere più concentrati nel periodo primavera e autunno. Per disinfestazione contro insetti volanti si intende generalmente la lotta contro la mosca domestica, la plodia interpunctella, l ephestia, la vespa, ecc. Si può consigliare l uso di lampade che emettono radiazioni luminose posizionate in prossimità di porte verso l ambiente esterno, e l uso di due principi attivi quali la deltametrina e la cipermetrina. E importante l eliminazione dei rifiuti in modo sistematico come prevenzione; è utile il posizionamento di lampade U.V. per la cattura degli insetti volanti in prossimità delle porte d accesso. Gli interventi devono essere concentrati nel periodo primavera-autunno secondo l andamento stagionale. Per deblattizzazione si intende la lotta contro la blatta orientalis e la blattella germanica; si può consigliare l irrorazione dell ambiente con prodotti aventi i seguenti principi attivi quali la permetrina e il clopyriphos + piretro. Qualora si dovesse optare per l uso di prodotti atomizzabili nell ambiente, occorrerà assolutamente coprire tutte le superfici e le attrezzature e successivamente procedere a lavare accuratamente tutto. A tutela di quanto specificatamente esposto nel capitolato, è opportuno prevedere nel contratto stesso alcune CLAUSOLE aggiuntive: L obbligo all autocontrollo quali e quantitativo anche attraverso analisi e campionamenti periodici preventivamente definiti come tipo e numero; Il diritto da parte dell AMMINISTRAZIONE Comunale di esercitare un controllo tramite personale all uopo incaricato; Il diritto di controllo della qualità delle materie prime utilizzate per la preparazione dei pasti di ristorazione scolastica e della gradibilità del pasto da parte dei genitori ed insegnanti tramite l istituzione della Commissione Mensa; 12
13 Il diritto di verifica del rispetto delle norme previste nel capitolato anche tramite l accesso ai documenti commerciali e alle schede tecniche dei prodotti; La definizione da parte dell'amministrazione Comunale di provvedimenti e procedure per la gestione dei reclami da parte degli utenti e delle non conformità rispetto alle clausole del capitolato; Una campionatura di riferimento del pasto, raccolta con le seguenti procedure, dettate dalla Circolare Regionale n.45/san. del 17/11/95 : 1) il campione deve essere raccolto al termine del ciclo di preparazione, se possibile, nel luogo di consumo o, altrimenti, nel centro cottura; 2) il campione deve essere rappresentativo di ogni produzione, deve cioè rappresentare gli alimenti ottenuti attraverso un processo di preparazione praticamente identico; 3) ogni tipo di alimento deve essere in quantità sufficiente per eventuali analisi, almeno 150 g. edibili; 4) il campione deve essere mantenuto refrigerato a circa + 4 C per 72 ore dal momento di preparazione in contenitori ermeticamente chiusi; 5) il contenitore deve riportare un etichetta con le seguenti indicazioni : ora e giorno dell inizio della conservazione e denominazione del prodotto. La stipula di contratti assicurativi, ecc. L impiego dei parametri microbiologici quali strumento discriminante l idoneità o meno di una fornitura e/o di un servizio, deve necessariamente essere valutato secondo precise norme: lo strumento analitico di per sé non garantisce una certa igienicità del prodotto;infatti esso non può sostituire le norme di buona prassi igienica, l autocontrollo dei processi produttivi, i criteri di rigorosa selezione della merceologia delle derrate e della loro origine, variabili che rappresentano il vero substrato dell attività; E fondamentale sempre operare una netta distinzione all interno dell impiego delle analisi microbiologiche a seconda che esso si applichi in sede di autocontrollo da parte dei fornitori o, in sede di garanzia da parte dell Ente appaltante a propria tutela. Nel primo caso, infatti il controllo è attuato sistematicamente dal fornitore nell ambito dei propri programmi di assicurazione della qualità. Nel secondo caso il controllo è attuato saltuariamente dal cliente, nell ambito di riserve definite durante il contratto d appalto. L utilizzo degli esiti analitici,quindi, deve tendere a perseguire soprattutto l obiettivo di generare sicurezza tramite la sorveglianza,inducendo eventualmente il miglioramento delle performance e portando all eliminazione di aspetti indesiderabili. In pratica, il ricorso a mezzi repressivi o penalizzazioni va riservato, perché possa rappresentare un metodo equo ed efficace, ai soli casi in cui si ipotizzi un dolo o una colpa od un errore sistematico dovuto ad incuria, imperizia o imprudenza. La qualificazione del servizio prestato dalla Ditta appaltatrice potrebbe essere valutata in capitolato attraverso alcune norme riguardanti il PERSONALE addetto al servizio di ristorazione collettiva: profili professionali degli operatori; formazione degli addetti con descrizione della natura e della durata degli interventi di formazione ed aggiornamento Il riferimento ad un capitolato ben definito in funzione di standard qualitativi precisi per le CATEGORIE MERCEOLOGICHE considerate e per eventuali caratteristiche aggiuntive, è di fondamentale importanza, consentendo scarsa discrezionalità al gestore in fase di svolgimento del servizio. Una regola basilare per la fase di approvvigionamento dovrebbe consistere nel rivolgersi a fornitori in grado di dimostrare, con opportuna documentazione, la capacità di soddisfare, tra i vari requisiti, anche quello prioritario della qualità. La documentazione riguardante l autocontrollo del fornitore dovrà essere conservata ed archiviata in modo da garantire costantemente un rapido approccio. I documenti di acquisto dovranno contenere tutte le informazioni necessarie a definire chiaramente i prodotti che si ordinano. Il controllo vero e proprio sulle merci in arrivo si svolgerà su più aspetti: controllo organolettico: verifica dell aspetto, presenza di odori, temperatura, integrità delle confezioni, ecc.; 13
14 controllo documentale ed amministrativo : si considererà quanto previsto dal D.L.vo n 109 del 27/1/92 (e successive modifiche e integrazioni) in relazione all etichettatura dei prodotti destinati alla ristorazione collettiva unitamente a quanto previsto dal capitolato d appalto; si considererà quanto previsto dal Regolamento CE 178/2002 in riferimento alla rintracciabilità dei prodotti; verifica della corrispondenza delle merci all ordine, anche in termini di peso; verifica dell idoneità dei mezzi di trasporto (promiscuità delle derrate, stato di pulizia,temperature,ecc.); campionamento per il controllo analitico. E comunque importante stabilire tipologia, numero e periodicità dei controlli; le analisi verranno effettuate da laboratori accreditati, che emetteranno, oltre al referto analitico, anche il giudizio di qualità. I giudizi di accettabilità poi andranno modulati secondo standard microbiologici e chimici che fungeranno da criteri di riferimento per l impresa e l Ente appaltante, quali indicatori di qualità. MATERIE PRIME 14
15 A proposito delle procedure riguardanti la gestione delle MATERIE PRIME esistono delle specifiche generali per tutte le derrate alimentari. Le materie prime utilizzate devono essere di qualità superiore ; per qualità si intende: igienica, nutrizionale, organolettica e merceologica. I parametri generali a cui fare riferimento nell acquisto delle derrate sono : riconosciuta e comprovata serietà professionale del fornitore (ad es. appartenenza ad un ente o associazione per la produzione garante della qualità e tipicità dell alimento, presenza di un laboratorio per il controllo di qualità all interno dello stabilimento di produzione); completa ed esplicita compilazione di bolle di consegna e fatture; precisa denominazione di vendita del prodotto secondo quanto stabilito dalla legge; corrispondenza delle derrate a quanto richiesto nel capitolato; etichette rispondenti a quanto previsto dalla normativa; termine minimo di conservazione TMC o data di scadenza ben visibile su ogni confezione e/o cartone; imballaggi integri senza alterazioni manifeste, scatolame non bombato, arrugginito né ammaccato, cartoni non lacerati, ecc.; integrità del prodotto consegnato (confezioni chiuse all origine, prive di muffe, parassiti, difetti merceologici, odori e sapori sgradevoli, ecc.); caratteri organolettici specifici dell alimento (aspetto, colore, odore, sapore, consistenza,ecc.); mezzi di trasporto igienicamente e tecnologicamente idonei e in perfetto stato di manutenzione; non utilizzo di derrate alimentari derivanti dalle biotecnologie, ossia di alimenti derivanti da organismi, vegetali o animali, nei quali l informazione genetica sia stata modificata da tecniche di ingegneria genetica (O.G.M.). In attesa di un provvedimento legislativo che consenta il riconoscimento dei prodotti geneticamente modificati dall etichettatura, in applicazione del principio di precauzione è richiesta una auto-certificazione del produttore che garantisca il non utilizzo di organismi geneticamente modificati. ALLEGATO MERCEOLOGICO 15
16 In merito alla QUALITA DELLE MATERIE PRIME per la RISTORAZIONE COLLETTIVA: (Infantile, Scolastica, Assistenziale, Aziendale, Ospedaliera) è necessario che il contratto preveda: La descrizione merceologica dei singoli prodotti impiegati, in ottemperanza alle normative vigenti; L espressione della preferenza verso i prodotti nazionali o in ambito C.E. e, ove possibile, D.O.P. / I.G.P.. (Il Regolamento CE 2081/92 definisce DOP un prodotto originario di una certa regione o paese le cui caratteristiche sono essenzialmente o esclusivamente dipendenti dall origine geografica intesa come un insieme di fattori naturali ed umani. Tutte le fasi della produzione devono avvenire nella zona individuata. Lo stesso Regolamento definisce IGP un prodotto originario della regione o paese le cui caratteristiche possono essere ricondotte all origine geografica. Almeno una fase della produzione deve avvenire nella zona individuata). Il privilegio delle produzioni biologiche come previsto dalla Legge n. 488 del 23/12/1999 (comma 4, art. 59) omissis Le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche ed ospedaliere prevedono nelle diete giornaliere l utilizzazione di prodotti biologici,tipici e tradizionali nonché quelli a denominazione protetta, tenendo conto delle linee guida e delle altre raccomandazioni dell Istituto Nazionale della Nutrizione. I prodotti da agricoltura biologica dovranno essere garantiti e certificati ai sensi del Regolamento CEE 2092/91 e successive modifiche/ integrazioni e a far data dal 01/01/2009 dovranno rispondere ai requisiti stabiliti dal Regolamento CE 834/2007; La fissazione di caratteristiche migliorative e funzionali per il servizio (es. categorie extra e prima, assenza di additivi, prodotti monoporzione, imballaggi particolari, ecc.) e dei limiti di contaminazione microbica; Le modalità e la frequenza delle consegne; Il massimo rispetto della stagionalità e di quelle tecniche di conservazione che sono più rispettose della qualità del prodotto. Più dettagliatamente, in riferimento all elenco allegato dei gruppi di derrate presenti nel capitolato e di utilizzo comune, esistono elementi peculiari di criticità che vanno attentamente considerati. Tutte le derrate alimentari dovranno rispettare quanto previsto dalla Normativa Nazionale e della Comunità Europea in tema di igiene degli alimenti e sicurezza alimentare. Tutte le materie prime fornite devono essere conformi in tema di etichettatura a quanto stabilito dal Decreto Legislativo 109/92 e successive modifiche ed integrazioni. Dovranno inoltre ottemperare alle disposizioni normative specifiche dei diversi settori alimentari ed agli eventuali disciplinari di produzione. Per tutte le derrate alimentari dovrà essere garantito il rispetto della rintracciabilità secondo il Regolamento CE 178/2002 art. 18. Si ricorda che lo stesso Regolamento declina all'art. 3 ogni soggetto pubblico o privato, con o senza fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attività connesse ad una delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti è definito impresa alimentare e pertanto chiunque operi come gestore di servizi di ristorazione collettiva è assoggettato all obbligo della tracciabilità a monte per tutte le derrate utilizzate. Si precisa che invece come consumatore finale è da intendersi il consumatore di un prodotto alimentare che non utilizzi tale prodotto nell ambito di una operazione o attività di una impresa del settore alimentare. SCHEDE TECNICHE PRODOTTI ALIMENTARI 16
17 Gruppo n. 1 Carni di specie bovina.. pag. 18 Gruppo n. 2 Carni di specie suina. pag. 19 Gruppo n. 3 Carni di specie equina.. pag. 20 Gruppo n. 4 Carni di specie avicunicole. pag. 21 Gruppo n. 5 Prodotti di salumeria. pag. 22 Gruppo n. 6 Prodotti lattiero caseari e uova pag. 23 Gruppo n. 7 Carni di specie ittiche pag. 25 Gruppo n. 8 Pane fresco e pane grattugiato pag. 27 Gruppo n. 9 Paste alimentari e farine. pag. 28 Gruppo n. 10 Altri cereali. pag. 29 Gruppo n. 11 Prodotti da forno preconfezionati. pag. 30 Gruppo n. 12 Prodotti per prima colazione e merende. pag. 31 Gruppo n. 13 Prodotti ortofrutticoli freschi e legumi secchi.. pag. 33 Gruppo n. 14 Prodotti ortofrutticoli surgelati pag. 52 Gruppo n. 15 Alimenti conservati in scatola. pag. 53 Gruppo n. 16 Spezie, aromi e condimenti.. pag. 56 Gruppo n. 17 Acqua potabile- acqua minerale vino... Pag. 58 Gruppo n. 18 Prodotti per alimentazione particolare.. Pag. 59 GRUPPO 1 : CARNI DI BOVINO 17
18 Le CARNI BOVINE fresche, refrigerate e confezionate sottovuoto devono provenire da carcasse appartenenti alle seguenti classi secondo la classificazione commerciale di cui al Reg. 1208/81/CEE : categoria A Vitelloni (carcasse di giovani animali maschi non castrati di età inferiore ai 24 mesi); o categoria E Manze (carcasse di altri animali femmine); conformazione U (Ottima: profili nell insieme convessi - sviluppo muscolare abbondante) o R (Buona : profili nell insieme rettilinei - sviluppo muscolare buono); copertura in grasso : 2 (Scarso: sottile copertura di grasso, muscoli quasi ovunque apparenti); essere già disossate e confezionate in tagli anatomici pronti per l uso; essere conformi alle norme di legge specificatamente previste e provenire da stabilimenti riconosciuti ai sensi del Regolamento CE 853/2004 ; rispettare le disposizioni in tema di etichettatura; riportare in documento commerciale di accompagnamento: - riproduzione di bollo sanitario dello stabilimento che ha effettuato il sezionamento ed il confezionamento, - la ragione sociale e la sede dello stabilimento, - il peso netto, - la denominazione commerciale della carne (specie, categoria e taglio), - la data di confezionamento e la data di scadenza, - il lotto di produzione; la carne deve essere priva di sostanze ad attività antibatterica o anabolizzante e dei loro prodotti di trasformazione, nonché di altre sostanze che residuano nelle carni e possono nuocere alla salute umana, come definito dalla direttive del Consiglio 86/469/CEE del 16/09/86 e successive modifiche; avere vita residua (shelf life) al momento della consegna merci non inferiore a giorni 20 (venti). *Il sistema di etichettatura obbligatoria per le carni bovine prevede inoltre che sia indicato: il numero/codice di identificazione dell'animale, lo Stato CE di nascita dell animale, lo Stato CE in cui ha avuto luogo l allevamento dell animale. lo Stato CE nel quale si trova il macello e il laboratorio di sezionamento, il numero di riconoscimento del macello e del laboratorio di sezionamento presso il quale sono state ottenute le carni, Il trasporto deve essere effettuato in modo tale che la temperatura interna al cuore dei tagli di carni fresche bovine sia da 0 C a + 4 C (con range da -1 C a +7 C). Le carni bovine macinate confezionate congelate devono: essere conformi alle norme di legge specificatamente previste e provenire da stabilimenti riconosciuti ai sensi del Regolamento CE 853/2004 ; rispettare le disposizioni i tema di etichettatura obbligatoria per le carni bovine ( *vedi precedente specifica carni bovine); essere trasportate secondo le disposizioni del D.P.R. n 327/80 e successive modifiche, utilizzando mezzi di trasporto e/o contenitori idonei in modo da garantire una temperatura interna della carne non superiore ai -10 C. al momento della consegna da parte del fornitore avere vita residua (shelf life) di almeno giorni 180 (centottanta). GRUPPO 2 : CARNI DI SUINO 18
19 Le CARNI SUINE fresche, refrigerate e confezionate sottovuoto devono presentarsi di colore roseo, aspetto vellutato, grana molto fine, tessitura compatta, consistenza pastosa al tatto e venatura scarsa con assenza di alterazioni microbiche e fungine. Devono inoltre provenire da carcasse di animali definite standard italiana come previsto dal Decreto MIPAF 11/07//2002. Le confezioni dovranno essere regolarmente etichettate riportando sugli imballaggi primari (sottovuoto) le seguenti indicazioni: denominazione del prodotto e stato fisico; categoria commerciale dell'animale da cui provengono le carni; termine di conservazione (TMC) indicato con giorno, mese ed anno; modalità di conservazione; nome o ragione sociale o marchio depositato e sede sociale del produttore /confezionatore; sede del laboratorio di produzione e confezionamento; riproduzione di bollo sanitario di riconoscimento CE del laboratorio di produzione/sezionamento/confezionamento. Sugli imballaggi secondari, atti a garantire la protezione delle confezioni durante le operazioni di carico, scarico, trasporto ed immagazzinamento, dovranno essere fissate o stampate le stesse indicazioni precedentemente descritte. Dovrà inoltre essere indicato il peso netto del prodotto. Al momento della consegna da parte del fornitore il prodotto dovrà avere vita residua (shelf life) di almeno venti giorni. Il trasporto deve essere effettuato in modo tale che la temperatura interna al cuore dei tagli di carni fresche suine sia da 0 C a + 4 C (con range da -1 C a +7 C). La carne deve essere priva di sostanze ad attività antibatterica o anabolizzante e dei loro prodotti di trasformazione, nonché di altre sostanze che residuano nelle carni e possono nuocere alla salute umana, come definito dalla direttive del Consiglio 86/469/CEE del 16/09/86 e successive modifiche. Le carni suine insaccate fresche non stagionate (salamelle, salsiccia) devono: essere prodotte in stabilimento in possesso di riconoscimento CE solo con carni refrigerate provenienti da stabilimento con riconoscimento CE ; non essere prodotte con utilizzo di budello bovino e frattaglie; contenere eventualmente nitrati e/o nitriti entro i limiti di legge; essere confezionate sottovuoto e conservate a temperatura non superiore a + 4 C; essere esenti da odori e colorazioni anomale; non presentare liquido in eccesso nelle confezioni sottovuoto (<0.05% p/p); avere imballaggi e confezioni integre; essere in possesso di documentazione commerciale di accompagnamento che identifichi lo stabilimento di spedizione del prodotto; essere in possesso di etichettatura che riporti : - la ragione sociale e la sede dello stabilimento, - il peso netto, - la denominazione commerciale del prodotto, - gli ingredienti, - la data di produzione (trattandosi di prodotti crudi a base di carni suine), - la data di scadenza, - il lotto di produzione, - le modalità di conservazione; avere vita residua (shelf life) al momento della consegna di almeno 20 (venti) giorni; essere trasportate secondo le disposizioni del D.P.R. n 327/80 e successive modifiche, utilizzando mezzi di trasporto e/o contenitori idonei in modo da garantire una temperatura interna della carne sia da 0 C a + 4 C (con range da -1 C a +7 C). GRUPPO 3 : CARNI DI EQUINO 19
20 Le CARNI EQUINE fresche, refrigerate e confezionate sottovuoto sono ottime sotto ogni profilo. Contengono più proteine e meno grassi di quelle di manzo e inoltre sono le uniche a fornire una limitata quantità di glucidi sotto forma di glicogeno muscolare, anche dopo la frollatura. Da sottolineare anche il loro elevato contenuto in sali minerali, specie in ferro. Sono carni tenere e molto digeribili specie quelle degli animali giovani. Le carni di cavallo sono di colore rosso che imbrunisce facilmente all aria (rosso cupo), sapore aromatico e leggermente dolciastro. Tipico il grasso giallognolo di aspetto oleoso che fonde tra le dita. Le carni di puledro sono chiare, grana fine, consistenza tenera. La carne di puledro è delicata, simile a quella del vitello. I tagli commerciali del cavallo sono analoghi a quelli del bovino, quelli del puledro corrispondono ai tagli del vitello. Riguardo alla classificazione annonaria le carni equine sono vendute come carni magre senz osso suddivise in : carni magre scelte (corrispondenti alla I^ qualità del manzo), e carni magre comuni (analoghe alle carni di II^ e III^ categoria bovina). Le carni equine devono: essere già disossate e confezionate in tagli anatomici pronti per l uso; essere conformi alle norme di legge specificatamente previste e provenire da stabilimenti riconosciuti ai sensi del Regolamento CE 853/2004 ; rispettare le disposizioni in tema di etichettatura; riportare in documento commerciale di accompagnamento: - riproduzione di bollo sanitario dello stabilimento che ha effettuato il sezionamento ed il confezionamento, - la ragione sociale e la sede dello stabilimento, - il peso netto, - la denominazione commerciale della carne (specie, categoria e taglio), - la data di confezionamento e la data di scadenza, - il lotto di produzione; la carne deve essere priva di sostanze ad attività antibatterica o anabolizzante e dei loro prodotti di trasformazione, nonché di altre sostanze che residuano nelle carni e possono nuocere alla salute umana, come definito dalla direttive del Consiglio 86/469/CEE del 16/09/86 e successive modifiche; avere vita residua (shelf life) al momento della consegna merci non inferiore a giorni 20 (venti). *Il sistema di etichettatura obbligatoria per le carni equine prevede inoltre che sia indicato: il numero/codice di identificazione dell'animale, lo Stato CE o extra CE di nascita dell animale, lo Stato CE o extra CE in cui ha avuto luogo l allevamento dell animale. lo Stato CE o extra CE nel quale si trova il macello e il laboratorio di sezionamento, il numero di riconoscimento del macello e del laboratorio di sezionamento presso il quale sono state ottenute le carni, Il trasporto deve essere effettuato in modo tale che la temperatura interna al cuore dei tagli di carni fresche bovine sia da 0 C a + 4 C (con range da -1 C a +7 C). 20
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CITTA DI PIOSSASCO PROVINCIA DI TORINO

References: art. 5
 art. 31
 art. 59
 art. 18
 ART. 1
 Articolo 1