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Timestamp: 2019-08-22 23:09:03+00:00

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Infortuni stradali Archivi - Studio Legale Lazzari
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Il nostro Studio, con esperienza e determinazione, gestisce numerose pratiche inerenti al settore dell’infortunistica stradale.
Ritrovarsi coinvolti in un incidente stradale, rappresenta, certamente, la più grande paura di ogni automobilista, e non solo per le lesioni alla salute che, solitamente, scaturiscono dal sinistro, ma anche a causa dei vari adempimenti che occorre eseguire prima di poter ottenere il giusto ristoro.
Lo Studio Lazzari può contare sulla competenza e professionalità di avvocati esperti nel campo degli infortuni stradali, capaci di contrastare l’uniforme tendenza delle compagnie assicuratrici di sottostimare i danni patiti dagli utenti della strada, per risparmiare, il più possibile, sull’indennizzo da liquidare.
I professionisti dello Studio, coadiuvati dai migliori consulenti tecnici e medici legali, saranno dunque in grado di stabilire se la somma offerta dall’assicurazione corrisponda realmente all’entità dei danni subiti dal cliente, garantendo a quest’ultimo un’assistenza stragiudiziale e/o giudiziale tesa a conseguire il pieno e rapido risarcimento.
Con l’ordinanza n. 9037, del 1° aprile 2019, la Suprema Corte è tornata sulla questione concernente il valore probatorio del rapporto stilato dalla Polizia Municipale. La Cassazione ha in sostanza confermato l’orientamento secondo cui il suddetto verbale fa piena prova, fino a querela di falso, solo delle dichiarazioni rese dalle parti e dei fatti che il pubblico ufficiale attesta come avvenute in sua presenza; mentre, le altre circostanze di fatto che gli agenti segnalano di avere accertato nel corso dell’indagine, saranno liberamente valutabili dal giudice ai sensi dell’art. 116 c.p.c., assieme al materiale probatorio raccolto o richiesto dalle parti. Il
La terza sezione della Cassazione civile con la sentenza n° 4147 13/02/2019 ha espresso il principio secondo cui il conducente dell’auto su cui viaggia il terzo trasportato deve essere almeno corresponsabile del sinistro, affinché scatti l’obbligo risarcitorio in capo alla sua assicurazione. L’obbligo risarcitorio dell’assicuratore del vettore nei confronti del trasportato danneggiato viene meno solo nel caso in cui l’incidente stradale sia in totoderivato da caso fortuito. La vicenda sottoposta all’attenzione della Suprema Corte trae origine da uno scontro tra due auto che causava la morte del conducente di uno degli autoveicoli, di un passeggero, mentre gli altri due trasportati
Con la sentenza n. 20786/2018, la Suprema Corte ha espresso l’importante principio secondo cui la copertura assicurativa si estende anche al danno provocato con dolo dal conducente. In particolare, la Cassazione ha precisato che in materia di assicurazione obbligatoria dei veicoli a motore, la copertura assicurativa si estende anche al danno provocato intenzionalmente dal conducente. Pertanto, il danneggiato ha diritto di ottenere un risarcimento dell'assicuratore non trovando applicazione il disposto normativo di cui all'art. 1917 c.c.. La vicenda sottoposta allo scrutinio della Cassazione deriva da un’azione risarcitoria proposta da un uomo che era stato dolosamente investito dal conducente di autovettura
L'Infortunistica stradale è una specializzazione ormai diffusa negli Studi Legali del nostro paese, il cui principale scopo è quello di consigliare e assistere tutti coloro che hanno subito dei danni, di grave o lieve entità, a causa di un sinistro stradale. [caption id="attachment_2116" align="alignleft" width="690"] Autostrade: se viaggi molto informati sull'infortunistica stradale in moda di tutelarti in caso di incidente.[/caption] Gli avvocati hanno iniziato a perfezionarsi in questo delicato settore a fronte della crescente richiesta di tutela da parte dei soggetti coinvolti in un incidente stradale, che hanno subito compreso quanto sia complesso districarsi tra i vari adempimenti necessari per
Mentre eri a bordo della tua auto, sfortunatamente, sei rimasto coinvolto in un sinistro stradale, assieme ad altre autovetture; sebbene tu sia risultato esente da ogni colpa, hai tuttavia riportato delle evidenti lesioni fisiche e la tua autovettura risulta praticamente inutilizzabile a causa dei danni subiti. [caption id="attachment_2067" align="alignleft" width="466"] Grazie ad un avvocato la parte lesa può conoscere fin da subiti i propri diritti[/caption] Dunque, se sei stato vittima di un incidente stradale simile a quello appena descritto oppure di maggiore o minore gravità, la prima cosa da fare è quella di rivolgersi a un avvocato, ancora meglio se
Presunzione di pari responsabilità solo quando non è possibile accertare il grado di colpa dei conducenti
La Cassazione con l’ordinanza n. 3696/2018 ha confermato il principio secondo cui la presunzione di pari responsabilità contemplata dall' art. 2054, comma II, c.c. ha carattere meramente sussidiario. Ebbene, in primo luogo, occorre muovere dal disposto normativo di cui all’art. 2054 c.c., comma I, secondo cui in caso di scontro tra veicoli senza guida di rotaie, il conducente responsabile è obbligato a risarcire il danno prodotto alle persone o alle cose dalla circolazione del veicolo, salvo non provi di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Tale disposto normativo è temperato dalla presunzione di pari responsabilità prevista dal
Assumono fondamentale rilievo i principi enunciati dalla Suprema Corte con la recente ordinanza n. 12660/2018; nello specifico, i giudici di legittimità, dopo aver richiamato il disposto contenuto all’art. 246 c.p.c., secondo cui non possono essere assunte come testimoni le persone aventi nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio, hanno stabilito che a tale incapacità soggiace anche l’ulteriore vittima di un sinistro stradale, il quale, dunque, non potrà essere escusso quale testimone in tutti quei giudizi in cui viene avanzata da un altro danneggiato, vittima del medesimo sinistro, domanda di risarcimento del danno. La Suprema Corte ha precisato che
Il risarcimento è ridotto se il pedone non attraversa sulle strisce
Il pedone che non transita sulle strisce pedonali può subire la diminuzione del risarcimento dei danni patiti a seguito di incidente In linea di principio, chi subisce un danno diventa un creditore del soggetto responsabile. Tuttavia, nella quantificazione del predetto credito, occorre verificare se il danneggiato ha contribuito a cagionare la lesione dallo stesso patita. Ed infatti, se il danneggiato ha in qualche modo, e con la propria condotta, contribuito a provocare il danno subito e/o ad aggravarne le conseguenze, subirà proporzionatamente la riduzione dell’ammontare del risarcimento dovutogli: detto principio è stabilito dall’art. 1227 c.c.. Ciò premesso, nell’ipotesi di mancato attraversamento sulle strisce,
Il proprietario dell’auto che vuol farsi risarcire dall’assicurazione le spese per la riparazione dei danni subiti dalla propria vettura a causa di un sinistro stradale, deve dimostrare l’entità del danno e la spesa effettivamente sostenuta. Di solito, però, gli automobilisti presentano alla compagnia assicurativa la sola fattura del carrozziere, spesso emessa da quest’ultimo prima ancora di eseguire l’effettiva riparazione del veicolo, al fine di favorire una pronta liquidazione del sinistro. Ma questa pratica invalsa è lecita oppure no? Su tale ricorrente vicenda è di recente intervenuta la Corte di Cassazione con l’interessante l’ordinanza n. 3293/2018, con cui ha stabilito che
Da alcuni anni, è prevista dal nostro ordinamento la procedura del c.d. indennizzo diretto, la quale consente ad ogni assicurato di rivolgersi direttamente alla propria compagnia per ottenere la liquidazione dei danni subiti a seguito di incidente stradale Il principale scopo di tale meccanismo è quello di rendere più celere la definizione delle pratiche concernenti i sinistri stradali nonché di ottimizzare il rapporto intercorrente tra compagnia assicuratrice e cliente. Sul punto, di recente, è intervenuta la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3146/2017, indicando il soggetto nei confronti del quale può essere avanzata la richiesta di risarcimento danni nel caso d’incidente stradale
Nell’ipotesi di un incidente stradale, si discute spesso di concorso di colpa in quanto è proprio la legge che lo prevede espressamente all’art. 2054 c.c., il quale, al secondo comma, statuisce che “nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli”. In altri termini, il succitato disposto normativo stabilisce che, in un sinistro tra due veicoli è probabile che entrambi i conducenti abbiano contribuito, in diversa misura, alla provocazione dello stesso; per tale ragione, se concretamente viene accertato un concorso di colpa nella causazione di
«Il fatto non sussiste». Grazie allo sciroppo omeopatico anti-gastrite l’automobilista scampa alla condanna a un mese di arresto, 600 euro di ammenda e alla sospensione della patente per sei mesi (anche se la pena era sospesa). E ciò perché resta un ragionevole dubbio sulla colpevolezza del guidatore che ha portato un teste secondo cui l’imputato non ha alzato il gomito per tutta la giornata. Di più: la prova dell’etilometro risulta svolta all’interno dell’auto della polizia stradale, dove si sono tenuti in precedenza altri analoghi esami: non si può dunque escludere che l’abitacolo della vettura fosse saturo di vapori alcolici.
Impossibile negare il risarcimento all’infortunato solo perché non portava la cintura di sicurezza
Impossibile negare il risarcimento all’infortunato solo perché non portava la cintura di sicurezza In tema di risarcimento del danno da sinistro stradale, il giudice deve valutare, sulla base delle prove acquisite, quanto il mancato uso delle cinture di sicurezza abbia influito sulla lesione stessa. Lo statuisce la Cassazione con la sentenza n. 7777, pubblicata oggi dalla terza sezione civile. Gli Ermellini accolgono il ricorso della vittima di un sinistro stradale che aveva riportato alcune lesioni personali. Ad avviso dell’altro conducente, l’unico responsabile del sinistro, era da considerarsi lo stesso ricorrente che, passeggero dell’altra vettura, non indossava le cinture di sicurezza
La Corte di Cassazione, con sentenza del 22 gennaio 2014, n. 1216 ha riconosciuto il risarcimento dei danni patrimoniali e morali ai parenti conviventi della vittima dell'incidente stradale, precisando che per il ristoro devono essere valutati «l'an e il quantum» del danno de quo compresi nella domanda introduttiva del giudizio. Nella sentenza in esame, la Corte ha rilevato che il danno non patrimoniale comprende il danno morale soggettivo e quello derivante dalla lesione di altri diritti di rango costituzionale, tra i quali quello alla intangibilità degli affetti e della reciproca solidarietà nell'ambito della famiglia e alla inviolabilità della libera e
Solo quanto percepito direttamente dall’agente che ha assistito al sinistro stradale ha valore fino a querela di falso mentre il verbale redatto sulla base delle testimonianze dei terzi può essere liberamente apprezzabile e valutabile dal giudice chiamato a decidere sul risarcimento del danno. Tale principio è stato affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 38 del 3 gennaio 2013, ha respinto il ricorso di una compagnia di assicurazioni che contestava la liquidazione del risarcimento stabilita dal giudice sulla base di una libera interpretazione del verbale dei vigili. La vicenda riguarda il tamponamento avvenuto fra un automobile e
Con la sentenza in esame, la Corte di Cassazione ha affermato che : Il giudice deve liquidare qualunque pregiudizio a prescindere dal nome. Infatti è risarcibile il danno esistenziale quando provoca uno «sconvolgimento» della vita. Insomma, purché provato, qualunque stravolgimento dell’esistenza dà diritto al risarcimento. Ma non solo. Nelle lunghissime motivazioni la terza sezione civile ha inoltre precisato che la liquidazione deve avvenire in via equitativa. C’è molto di più. La Corte ha riconosciuto l’esistenza del danno alla perdita della vita come categoria autonoma del danno non patrimoniale e non annoverabile nel danno tanatologico o morale terminale. Sulla base di
Interessante ordinanza pubblicata dalla Cassazione in data 23.01.2014 in tema di sinistri stradali, con particolare riferimento al valore probatorio del Cid. Ha precisato infatti, la Suprema Corte che l’eventuale confessione del responsabile del danno, proprietario del veicolo assicurato e contenuta nel Cid non ha necessariamente valore di prova. E dunque non basta a far scattare il risarcimento a carico della relativa assicurazione. Deve essere il giudice a valutare la capacità probatoria della confessione resa da alcuni dei litisconsorti. Nel caso di specie, il tribunale di Bari rigettava l’appello del proprietario di un veicolo coinvolto in un incidente, ritenendo non dimostrato
Risarcimento incidente stradale: avvocati a Lecce, Bologna e Roma. Risarcimento incidente stradale. A seguito di un incidente nel quale trovava la morte il solo trasportato, anche i cugini e i nonni del giovane deceduto formulavano richiesta di risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale nei confronti del conducente del mezzo. La Corte di Appello, correttamente, sulla scorta della considerazione secondo cui il danno non patrimoniale comprende tanto il danno morale soggettivo quanto quello derivante dalla lesione di altri diritti di rango costituzionale, fra i quali quello all’intangibilità degli affetti e della reciproca solidarietà nell’ambito della famiglia, ed alla inviolabilità della

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 art. 2054
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