Source: https://www.laleggepertutti.it/262600_omicidio-e-lesioni-colpose-stradali
Timestamp: 2019-04-22 23:06:46+00:00

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Le fattispecie di reati stradali: le condotte, le circostanze aggravanti e le pene previste dal legislatore per chi non rispetta il codice della strada e causa un incidente grave o mortale.
Sei alla guida della tua auto quando senti squillare il cellulare nella borsa; per recuperarlo non ti rendi conto del segnale di stop e non ti fermi. In quello stesso istante passa un’altra automobile. L’impatto inevitabile. Frastornato ma senza ferite gravi scendi dall’auto per accertarti delle condizioni dell’altro conducente, ma questi giace privo di sensi. Ti affretti a chiamare un’ambulanza che interviene portando il malcapitato all’ospedale più vicino. Sei preoccupato e non ti dai pace per l’accaduto: sicuramente la vittima dell’incidente ha subito lesioni gravi e temi il peggio. A questo punto ti chiedi cosa puoi rischiare per aver violato le regole del codice della strada. Omicidio e lesioni colpose stradali: di che si tratta? Il nostro codice penale disciplina l’omicidio stradale [1] e le lesioni stradali [2]: fattispecie criminose particolarmente gravi introdotte dal legislatore con una riforma del duemilasedici [3] che puniscono severamente chi, trovandosi alla guida di un veicolo, cagioni la morte o provochi lesioni ad un altro soggetto a seguito del mancato rispetto della normativa del codice della strada. Il legislatore, tramite l’introduzione di tali norme, ha inteso operare un efficace contrasto al crescente numero di vittime causate da condotte di guida colpose o sotto l’effetto di alcool e di sostanze stupefacenti. Andiamo quindi ad analizzare nello specifico quando si realizzano ed in cosa consistono i reati di omicidio e di lesioni stradali.
1 Cos’è l’omicidio stradale?
1.1 La condotta e le circostanze aggravanti
2 L’elemento soggettivo della colpa
3 Le lesioni colpose stradali
3.1 Lesioni personali gravi e gravissime
4 Le sanzioni accessorie: la sospensione e la revoca della patente
Cos’è l’omicidio stradale?
La condotta e le circostanze aggravanti
Coma accennato in premessa, l’omicidio stradale è una fattispecie di reato recentemente introdotta dal nostro legislatore all’interno del codice penale che costituisce una forma particolare di omicidio colposo. [4]
La legge prevede diverse modalità attraverso cui il reato in questione può realizzarsi, distinguendo tra una forma “base” di omicidio stradale e diverse forme aggravate, per le quali il codice prevede pene più severe.
Il codice, innanzitutto, punisce chiunque cagiona, per colpa, la morte di una persona a seguito della violazione delle norme che disciplinano la circolazione stradale; la pena, in questo caso, è quella della reclusione da due a sette anni, ossia la stessa sanzione già prevista dalla norma che regola l’omicidio colposo. Si parla in tal caso di omicidio stradale “semplice” [5].
Il legislatore ha poi previsto ipotesi punite con sanzioni più elevate. Si tratta di fattispecie di omicidio stradale aggravate cui si applica la pena della reclusione da cinque a dieci anni. Tali ipotesi sono:
la condotta di chi provoca la morte di una persona guidando in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a zero virgola otto g/l [6];
l’omicidio causato guidando sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope;
la condotta di chi, procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a settanta chilometri orari, o su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno cinquanta chilometri orari rispetto a quella massima consentita, cagiona la morte di una persona [7];
chi causa la morte della vittima attraversando un’intersezione con il semaforo disposto al rosso o circolando contromano [8];
chi commette il reato a seguito di una manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua [9].
Infine, il legislatore punisce con una sanzione ancora più grave, ossia la reclusione da otto a dodici anni, il caso in cui la morte di una persona sia causata per colpa da chiunque si ponga alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica quantificato con un tasso alcolemico superiore a uno virgola cinque g/l o in stato di di alterazione psico-fisica derivante dall’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope [10].
Alla stessa pena soggiace colui che appartiene alla cosiddetta categoria dei conducenti “sensibili” e che commette il reato in stato di ebbrezza media oltre il limite dello zero virgola otto g/l o in stato di alterazione da sostanze stupefacenti.
Di questa categoria fanno parte gli autisti professionisti e specificamente:
chi esercita professionalmente l’attività di trasporto di persone;
chi esercita professionalmente l’attività di trasporto di cose;
i conducenti di autoveicoli, anche con rimorchio, di massa complessiva a pieno carico superiore a tre virgola cinque tonnellate;
i conducenti di autobus e di altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso il conducente, è superiore ad otto; i conducenti di autocarri ed autoarticolati.
La ragione di questo differente e più grave trattamento sanzionatorio deriva dal fatto che a tale categoria di conducenti è richiesta maggiore professionalità [11].
Il legislatore, introducendo nel codice penale l’omicidio stradale, ha previsto, inoltre, una circostanza aggravante il cui verificarsi comporta un aumento delle pene previste per le tre ipotesi sopra individuate. Tale aggravante si applica allorquando l’omicidio stradale sia derivato dalla condotta di una persona priva di patente di guida o la cui patente sia stata sospesa o revocata. Essa si identifica inoltre con il caso in cui il veicolo a motore con il quale è compiuto il fatto sia di proprietà del conducente e sia sprovvisto di assicurazione obbligatoria [12].
Un’ulteriore circostanza aggravante è quella della fuga: prevede il legislatore che la pena venga aumentata da un terzo a due terzi e comunque non sia inferiore a cinque anni laddove il conducente che abbia cagionato l’incidente con conseguente morte della vittima si sia dato alla fuga [13].
La legge prevede invece una circostanza attenuante e, quindi, una diminuzione di pena qualora l’evento non sia conseguenza esclusiva dell’azione del reo: si parla in tal caso di contributo colposo della vittima, per indicare l’ipotesi in cui l’evento morte sia stato determinato anche da un comportamento scorretto di quest’ultima (si pensi al caso in cui anche la vittima procedeva ad una velocità eccessiva o non indossava le cinture di sicurezza) [14].
L’elemento soggettivo della colpa
Abbiamo detto che l’omicidio stradale costituisce un’ipotesi autonoma di omicidio colposo commesso tramite la violazione di norme in materia di circolazione.
Un reato si considera colposo quando l’evento (nel nostro caso la morte della vittima) non è voluto dall’agente, ma si verifica per negligenza, imprudenza, imperizia o per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini e discipline. [15]
La fattispecie di reato di cui ci stiamo occupando prevede quindi la violazione di una regola cautelare. Per “regola cautelare” si intende una regola predisposta al fine di evitare che possano verificarsi fatti illeciti e dannosi e che può essere scritta e specifica (ad esempio non passare col rosso ad un semaforo) oppure generica (si pensi al dovere di massima diligenza che ha il medico nell’eseguire un intervento chirurgico).
Se l’inosservanza della regola cautelare ha determinato la morte di una persona, ci sarà omicidio colposo; nel caso in cui la regola cautelare violata sia contenuta nel codice della strada, ci sarà omicidio stradale. Come chiarito dalla giurisprudenza, in materia di circolazione stradale, non è sufficiente l’inosservanza delle regole di generica prudenza o che si limitano a porre un generico obbligo di garanzia, essendo invece necessaria la violazione di specifiche norme sulla circolazione stradale che contengano regole cautelari [16].
Con specifico riferimento alla violazione delle norme cautelari, la Corte di Cassazione ha precisato che si avrà responsabilità colposa laddove la violazione della regola cautelare abbia determinato la concretizzazione del rischio che detta regola mirava a prevenire, poiché alla colpa dell’agente va ricondotto non qualsiasi evento realizzatosi, ma solo quello causalmente riconducibile alla condotta posta in essere in violazione della regola cautelare [17]. In sostanza, al fine di poter giudicare un soggetto colpevole del reato in questione, è necessario accertare che la morte della vittima sia stata conseguenza diretta della violazione di una regola cautelare.
Nell’esempio riportato in premessa hai sicuramente violato una regola cautelare contenuta nel codice della strada (quella di rispettare la segnaletica e fermarsi allo stop), pertanto se a seguito dell’incidente l’altro conducente dovesse perdere la vita, sarai imputato di omicidio stradale.
Le lesioni colpose stradali
Torniamo al nostro esempio iniziale e supponiamo che il conducente dell’altra vettura, trasferito in ospedale, abbia riportato delle gravi lesioni ma non sia deceduto.
Che cosa rischi in tal caso?
Come accennato in premessa, il legislatore non ha introdotto soltanto la norma che disciplina l’omicidio stradale, ma anche anche un’altra particolare fattispecie delittuosa: si tratta del reato di lesioni personali stradali [18].
Il reato di lesioni introdotto dal legislatore nel duemilasedici riguarda esclusivamente le lesioni personali gravi e gravissime commesse in violazione delle norme sulla circolazione stradale; quelle non gravi e non gravissime rimangono disciplinate da altra norma, ossia quella di lesioni personali colpose [19].
Prima di affrontare nel dettaglio quali sono le conseguenze per chi, violando le norme sulla circolazione stradale, causa lesioni personali ad altri, è necessario quindi precisare cosa si intende per lesioni personali gravi e gravissime.
La tipologia di lesione, infatti, incide sulla severità del trattamento sanzionatorio che il giudice potrà irrogare al reo: l’ammontare della pena sarà quindi inferiore nel caso di lesioni gravi e superiore in quello di lesioni gravissime.
Per lesioni personali gravi si intendono quelle che determinano una durata della malattia o dell’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni superiore a quaranta giorni o per le quali si configura alcuna delle circostanze aggravanti previste dalla legge.
Si parla, invece, di lesioni gravissime quando la malattia è certamente o probabilmente insanabile o se si configura alcuna altra delle circostanze aggravanti.
Il legislatore ha previsto varie ipotesi di condotta penalmente rilevante (così come ha fatto con riferimento al reato di omicidio stradale).
Il codice punisce chiunque cagioni per colpa ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale e prevede due diverse sanzioni a seconda che le lesioni riportate dalla vittima siano gravi o gravissime: nel primo caso la pena in caso di condanna sarà da tre mesi ad un anno di reclusione, nel secondo da uno a tre anni [20].
Alla forma “base” si aggiungono le lesioni personali stradali “aggravate” (si tratta di una normativa struttura in modo simile a quella di omicidio stradale) che comportano aumenti di pena.
Il legislatore ha deciso di punire più duramente, con la pena della reclusione da un anno e sei mesi a tre anni per le lesioni gravi e da due a quattro anni per le lesioni gravissime:
chi, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica, cagiona per colpa a taluno lesioni personali; [21];
il conducente di un veicolo a motore che provochi lesioni procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a settanta chilometri orari o su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno cinquanta chilometri orari rispetto a quella massima consentita; [22];
chi commette il reato attraversando un’intersezione con il semaforo rosso ovvero circola contromano [23];
chi provochi ad altri lesioni effettuando manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua; [24];
Una pena ancora più alta, ossia la reclusione da tre a cinque anni per le lesioni gravi e da quattro a sette anni per le lesioni gravissime, è prevista per chi commette il reato in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, [25] o il soggetto che appartenga alla categoria degli autisti professionisti ai quali – come anticipato nei paragrafi precedenti in tema di omicidio stradale – è richiesta maggiore professionalità [26].
Così come in materia di omicidio stradale, inoltre, il legislatore ha previsto una aggravante che comporta un ulteriore aumento di pena per chi commette il fatto essendo sprovvisto di patente di guida o di assicurazione obbligatoria [27] ed una circostanza attenuante, con conseguente diminuzione della sanzione penale, laddove la vittima abbia contribuito all’evento (cosiddetto contributo colposo) [28].
Le sanzioni accessorie: la sospensione e la revoca della patente
A seguito dell’incidente il conducente dell’automobile con cui si è verificato l’impatto purtroppo è deceduto e dovrai affrontare un procedimento penale per omicidio stradale per accertare la tua responsabilità. Rischi una pena da due e sette anni di reclusione.
Le conseguenze del reato, tuttavia, non consistono esclusivamente nell’erogazione della sanzione penale, ma hanno effetti anche sulla patente di guida; ciò vale tanto in caso di omicidio stradale che di lesioni gravi o gravissime.
Nel corso del giudizio, infatti, il Prefetto può sospendere provvisoriamente la patente: la sospensione è consentita per massimo tre anni nel caso di omicidio stradale “semplice” e fino ad una durata massimo di cinque anni nelle ipotesi aggravate; tale sospensione è improrogabile nel primo caso, mentre nel secondo può essere prorogata fino ad un massimo di dieci anni laddove venga pronunciata una sentenza di condanna non definitiva (cioè avverso la quale è possibile proporre appello o ricorso in cassazione). Quando si procede, invece, per lesioni personali colpose gravi o gravissime la sospensione della patente e’ fino a due anni [29].
In caso di condanna o di patteggiamento [30] invece, la patente viene automaticamente revocata [31].
Come riottenere il documento di guida? Il legislatore ha stabilito un termine decorso il quale l’interessato potrà riavere la patente e che corrispondere a quindici anni. Tale termine, tuttavia, può essere raddoppiato nell’ipotesi di omicidio stradale aggravato dalla fuga del reo.
[1] Art. 589 bis cod. pen.
[2] Art. 590 bis cod. pen.
[3] L. n. 41 del 23.03.2016.
[5] Art. 589 bis co. I cod. pen.
[6] Art. 589 bis. co. IV cod. pen.
[7] Art. 589 bis, co. V n.1 cod. pen.
[8] Art. 589 bis, co. V n. 2 cod. pen.
[9] Art. 589 bis co. V n. 3 cod. pen.
[10] Art. 589 bis co. II cod. pen.
[11] Art. 589 bis co. III cod. pen.
[12] Art. 589 bis co. VI cod. pen.
[13] Art. 589 ter cod. pen.
[14] Art. 589 bis co. VII cod. pen.
[15] Art 43, co. III cod. pen.
[16] Cass. pen. sez. IV, sent. n.41350 del 05/06/2018
[17] Cass. pen. sez. IV, sent. n.40050 del 29/03/2018
[18] Art. 590 bis cod. pen.
[19] Art. 590 cod. pen.
[20] Art. 590 bis co. I cod. pen.
[21] Art. 590 bis co. IV cod. pen.
[22] Art 590 bis co. V n.1 cod. pen.
[23] Art. 590 bis co. V n.2 cod. pen.
[24] Art. 590 bis co. V n.3 cod. pen.
[25] Art. 590 bis co. III cod. pen.
[26] Art. 590 bis co. IV cod. pen.
[27] Art. 590 bis co. VI cod. pen.
[28] Art. 590 bis co. VII cod. pen.
[29] Art. 223 cod. strada
[30] Cass. pen. sez. IV sent. n.46491 del 02/10/2018.
[31] Art. 222 cod. strada.
Donatella F. ha detto:
02/02/2019 @ 10:21
Mio cugino è stata vittima di lesioni a causa di un incidente provocato da un automobilista che lo stava sorpassando durante l’attraversamento di un dosso. L’automobilista andava ad una velocità assurda e non è riuscito a gestire l’auto. La moto è sbandata e per fortuna mio cugino è ancora vivo (ha riportato qualche lesione) , ma il comportamento di questo autista sprovveduto e negligente avrebbe potuto costargli la vita… Perché non vengono applicate le leggi del Codice della strada? O almeno potrebbero pure leggere i vostri articoli in cui spiegate tutto molto chiaramente. Grazie per il vostro lavoro e scusate lo sfogo.
02/02/2019 @ 10:24
Vorrei sapere che succede se l’automobilista che provoca l’incidente è ubriaco? Qual è la soglia di alcol necessaria per essere condannati? Grazie
02/02/2019 @ 12:40
Per scoprire se sei sobrio, brillo o ubriaco e capire quando puoi metterti al volante senza rischiare una multa per guida in stato di ebbrezza leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/237804_come-sapere-se-sono-ubriaco
Per tutto ciò che c’è da sapere sulla guida in stato di ebbrezza leggi Alcoltest positivo: cosa fare? https://www.laleggepertutti.it/194989_alcoltest-positivo-cosa-fare

References: sentenza 
 Art. 589
 Art. 590
 Art. 589
 Art. 589
 Art. 589
 Art. 589
 Art. 589
 Art. 589
 Art. 589
 Art. 589
 Art. 589
 Art. 589
 Cass. 
 Cass. 
 Art. 590
 Art. 590
 Art. 590
 Art. 590
 Art. 590
 Art. 590
 Art. 590
 Art. 590
 Art. 590
 Art. 590
 Art. 223
 Cass. 
 Art. 222