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Risarcimento Bond Argentini	gennaio 14, 2008
Posted by Andrea in bond, bond argentini, obbligazioni, rimborso, risarcimento, tango bond.
Se avete comprato dei Bond Argentini e volete richiedere il risarcimento dei soldi investiti, più gli interessi, potete fare riferimento alla sentenza del 18/3/2004 del Tribunale di Mantova, sezione II.
Il Tribunale ha condannato la B.A.M. (Banca Agricola Mantovana) a restituire, ad una coppia di coniugi, i soldi investiti in obbligazioni argentine.
La sentenza ha concluso per la nullità dell’ordine di acquisto di ben 315.000 obbligazioni Argentine, con conseguente condanna alla restituzione agli attori di quanto investito oltre agli interessi da corrispondersi, al tasso legale, dal momento dell’investimento.
Il testo integrale della sentenza è stato pubblicato sulla rivista “La responsabilità civile”
della casa editrice UTET, sul numero di marzo 2005.
La prescrizione dei Bond Argentini è nei 10 anni. Per chiedere il risarcimento potete rivolgervi ad un avvocato di fiducia e fare riferimento alla sentenza del Tribunale di Mantova.
1.	Andrea D'Ambra - ottobre 2, 2008
Una sentenza a tutela dei risparmiatori
Risparmio e Assicurazioni – Normative (Soldi e Risparmio)
I risparmiatori vincono ancora. Il Tribunale di Parma si è espresso a tutela di quei risparmiatori che avevano investito acquistando bond Argentina. Sentenza molto importante perché disciplina un fatto avvenuto nel 1998, quando quei bond godevano di un ottimo rating e non potevano certo essere considerati titoli pericolosi da non vendere. “Si tratta di casi emblematici ove viene riconosciuta la necessità di trasparenza e informazione da parte degli intermediari finanziari, a tutela dei risparmiatori. Anche la stessa Mifid ha introdotto una più rigorosa disciplina dell’intermediazione finanziaria” – dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori. “Di particolare importanza – continua l’avv. Franchi – è la seconda decisione del Tribunale di Parma, che ha dichiarato nullo un acquisto del 1998 – epoca nella quale quei titoli godevano di ottimo rating – per difetto di forma, perchè è esclusa la possibilità di acquistare azioni e obbligazioni per telefono e senza adeguata forma scritta.”
Il Giudice ha riconosciuto la violazione delle norme che regolano il settore di intermediazione mobiliare, quali il Testo Unico Finanziario (T.U.F.) e il Regolamento Consob, entrati in vigore nel 1998. E’ stata infatti ravvisata una condotta gravemente negligente della banca intermediaria, condannata al risarcimento danni per non avere adeguatamente comunicato ai propri clienti, per iscritto, l’esistenza di un conflitto di interessi nell’operazione eseguita e l’inadeguatezza e rischiosità dell’investimento.
Inoltre il Tribunale ha riconosciuto la nullità di ogni singola operazione esecutiva del contratto per mancanza di forma scritta, prescritta dal T.U.F., e non derogata dal contratto stesso con una differente modalità di trasmissione delle operazioni, stabilendo inoltre la conseguente restituzione dell’importo versato, nonché di interessi e spese legali.
La sentenza in esame è quindi positiva, ma secondo l’avv. Franchi la forma scritta è richiesta “a prescindere da ogni considerazione in merito alle clausole del contratto quadro, anche per i singoli ordini di borsa. Questi ultimi, infatti, non sono meri atti esecutivi, ma contratti d’acquisto che, come tali, non possono che essere sottoposti alle prescrizioni formali imposte dalla legge per quel tipo di operazioni”.
Da http://www.tuttoconsumatori.it/archivio/2008/10/una_sentenza_a.shtml
PIERORICCA.ORG BLOCCATO DALLA FINANZA/2

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