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Timestamp: 2020-08-07 11:44:38+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2598 del 30/01/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2598 del 30/01/2019
Cassazione civile sez. trib., 30/01/2019, (ud. 12/09/2018, dep. 30/01/2019), n.2598
sul ricorso 1115-2012 proposto da:
avverso la sentenza n. 254/2010 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Osservato che in data 26.4.2005 l’Agenzia delle Entrate Ufficio di Chieti elevò, nei confronti della S.I.C.M.A., atto di contestazione n. (OMISSIS), con cui irrogò nei confronti della predetta società e per il periodo di imposta 2003, la sanzione di Euro 52.688,27, quale conseguenza dell’omessa fatturazione dell’acquisto, dalla Eurocardian S.p.A., di componenti per macchine agricole nonchè, dalla F.lli R. s.r.l., di materiali ferrosi;
che avverso tale provvedimento la S.I.C.M.A. propose ricorso innanzi alla C.T.P. di Chieti la quale, in accoglimento dello stesso, con sentenza n. 163 del 22.1.2008, “ritenendo la ricostruzione degli acquisti irregolarmente fatturati inattendibile, perchè basata su presunzioni semplici sprovviste dei requisiti di gravità precisione e concordanza scaturite unicamente dalle risultanze di un foglio di calcolo excel rinvenuto in sede di verifica” (cfr. ricorso, p. 2 primo cpv.);
che tale decisione fu impugnata, ad opera dell’Agenzia delle Entrate, innanzi alla C.T.R. di l’Aquila che, con sentenza n. 254 del 15.11.2010, confermò la gravata pronunzia, condividendone le motivazioni e chiarendo come “correttamente i primi Giudici hanno evidenziato che le contestazioni dell’Ufficio si fondavano su di un impianto presuntivo creato attorno ad un solo foglio di calcolo, ritenuto dall’Ufficio un consuntivo periodico di ciclo produttivo aziendale, sebbene tale tesi non fosse provata nè suffragata da alcun elemento che potesse attestare la validità dell’impianto di verifica (…) solo in presenza di scritture palesemente inattendibili l’Ufficio può procedere secondo presunzioni semplici, prive dei requisiti di gravità, presunzione e concordanza (…) diversamente, in assenza dell’inattendibilità delle scritture, l’uso del metodo di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1 e, quindi, il ricorso a strumenti induttivi, è legittimato solo dalla presenza di presunzioni gravi, precise e concordanti” (cfr. motivazione, p. 5);
che avverso tale decisione l’Agenzia delle Dogane ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi; si è costituita ed ha resistito con controricorso la S.I.C.M.A., la quale ha depositato, altresì, memoria ex art. 380-bis. 1 c.p.c.;
che con il secondo motivo l’Agenzia delle Dogane si duole (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) della violazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 55, comma 2, n. 3, del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2, lett. d e 2729 c.c., nonchè (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5) dell’insufficiente e contraddittoria motivazione in ordine al mancato rilievo assegnato dalla C.T.R. agli elementi descritti dalla G.d.F. nel p.v.c. sotteso all’accertamento per cui è causa e da cui trarre elementi gravi, precisi e concordanti a carico del contribuente;

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 39
 art. 380
 art. 55
 art. 39