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CAPO I Aspettative, congedi, ferie - PDF
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1 CAPO I Aspettative, congedi, ferie ART. 1 ASPETTATIVA PER DOTTORATO DI RICERCA O BORSA DI STUDIO 1) ASPETTATIVA SENZA ASSEGNI I dipendenti con rapporto a tempo indeterminato ammessi ai corsi di dottorato di ricerca, ai sensi dell art. 2 della legge 13 agosto 1984 n. 476, oppure che usufruiscano delle borse di studio di cui alla legge 30 novembre 1989 n. 398, sono collocati, a domanda, compatibilmente con le esigenze dell Amministrazione, in aspettativa per motivi di studio senza assegni per tutto il periodo di durata del corso o della borsa. Sono altresì collocati in aspettativa senza assegni i dipendenti cui sia stato conferito un assegno di ricerca, ai sensi dell art. 22 della legge 30 dicembre 2010 n ) ASPETTATIVA CON ASSEGNI In caso di ammissione a corsi di dottorato di ricerca senza borsa di studio, o di rinuncia a questa, l interessato in aspettativa conserva il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in godimento da parte dell Amministrazione. 3) Non hanno diritto all aspettativa, con o senza assegni, i dipendenti che abbiano già conseguito il titolo di dottore di ricerca, né i dipendenti che siano stati iscritti a corsi di dottorato per almeno un anno accademico, beneficiando di detto congedo. 4) Nell ipotesi di cui al punto 2), qualora, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca, cessi il rapporto di lavoro o di impiego con qualsiasi Amministrazione Pubblica per volontà del dipendente nei due anni successivi, è dovuta la ripetizione degli importi corrisposti. 5) I periodi di aspettativa di cui ai punti 1) e 2) sono utili ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e previdenza. Normativa di riferimento Art. 2 Legge 13/08/1984 n. 476 per il dottorato di ricerca (modificato dapprima dall art. 52, comma 57, della L. n. 448/2001, successivamente dall art. 19, comma 3, lettere a) e b) della L. n. 240/2010 e, da ultimo, dall art. 5, comma 1, lettere a) e b), del D.Lgs. n. 119/2011) Art. 22 Legge 30 dicembre 2010 n. 240 per gli assegni di ricerca Legge 30/11/1989 n. 398 per le borse di studio universitarie Art. 12 CCNL 14/09/2000 Circolare Funzione Pubblica n. 12/20112 Iter procedurale Per essere autorizzato il dipendente interessato dovrà presentare istanza al Dipartimento I Servizio 2 entro 15 giorni dalla data di decorrenza dell aspettativa. L istanza deve essere corredata del nulla osta del Dirigente responsabile della struttura presso cui il dipendente medesimo è assegnato. Nell istanza il dipendente interessato dichiara tra l altro, ai sensi e per gli effetti del D.P.R. n. 445/2000, l ammissione al corso di dottorato o il conferimento della borsa di studio, e la relativa durata. In caso di frequenza di corsi di dottorato di ricerca, entro il 31 dicembre di ogni anno il dipendente dovrà presentare al Dipartimento I Servizio 2 apposita dichiarazione sostitutiva, resa ai sensi e per gli effetti del citato D.P.R. n. 445/2000, attestante l ammissione all anno successivo del corso. Al rientro in servizio il dipendente presenterà al Dipartimento I Servizio 2 apposita dichiarazione sostitutiva, resa ai sensi e per gli effetti del D.P.R. sopra richiamato, attestante la frequenza al corso di dottorato o, in caso di borsa di studio, la regolare fruizione della stessa, per tutta la durata dell aspettativa. Al termine del periodo di aspettativa il dipendente dovrà riprendere servizio presso il Dipartimento I. La Direzione del Dipartimento provvederà alla successiva assegnazione. Trattamento economico Non retribuita al punto 1). Il periodo di aspettativa è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e previdenza. Intera retribuzione fissa mensile al punto 2). Il periodo di aspettativa è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e previdenza. Durante il periodo di aspettativa, il dipendente non matura il diritto alle ferie, essendo quest ultimo strettamente connesso al materiale svolgimento del rapporto di servizio (per analogia, v. parere del Dipartimento della Funzione Pubblica del ). Codice Assenza 393 ART. 2 ASPETTATIVA PER AMMINISTRATORI LOCALI Le aspettative per gli amministratori locali sono disciplinate dagli articoli art. 81 e 77 del D.Lgs. n. 267/2000. In particolare, i sindaci, i presidenti delle province, i presidenti dei consigli comunali e provinciali, i presidenti dei consigli circoscrizionali dei comuni delle aree metropolitane, i presidenti delle comunità montane e delle unioni di comuni, nonché i membri delle giunte di comuni e province, che siano lavoratori dipendenti possono essere collocati a richiesta in aspettativa non retribuita per tutto il periodo di espletamento del mandato. Il periodo di aspettativa è considerato come servizio effettivamente prestato, nonché come legittimo impedimento per il compimento del periodo di prova. I consiglieri dei comuni, anche metropolitani, delle province e delle Comunità montane possono essere, a domanda, collocati in aspettativa non retribuita per il periodo di espletamento del mandato; in tal caso assumono a proprio carico l intero pagamento degli oneri previdenziali, assistenziali e di ogni altra natura previsti dall'articolo 86 del D.Lgs. n. 267/2000. A tali forme di aspettativa non si applica il divieto di cumulo previsto dall art. 14 del CCNL 14/09/2000. Normativa di riferimento Funzione Pubblica 2005_aspettativa e maturazione ferie Art. 77 e 81 D.lgs 267 del 18/08/2000 Art. 13 e 14 CCNL 14/09/2000 nota INPDAP n. 6 del 18/07/2008 Iter procedurale Il dipendente interessato dovrà presentare istanza al Dip. I Serv. 2, acquisendo preventivamente il visto per presa visione del Dirigente del Servizio di appartenenza, unitamente a copia del provvedimento di nomina o di elezione. Alla scadenza del mandato o al termine della consiliatura il dipendente dovrà riprendere servizio presso il Dipartimento I. La Direzione del Dipartimento provvederà alla successiva assegnazione. Trattamento economico Durante l aspettativa non viene corrisposta alcuna retribuzione. Durante il periodo di aspettativa il dipendente non matura il diritto alle ferie, essendo quest ultimo connesso strettamente al materiale svolgimento del rapporto di servizio (V. parere Funzione Pubblica )4 Codice Assenza 325 ART. 2.1 ASPETTATIVA PER CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO PRESSO UFFICI DI SUPPORTO AGLI ORGANI DI DIREZIONE POLITICA I dipendenti assunti presso gli Uffici di supporto agli organi di direzione politica di un Ente locale, con contratto a tempo determinato (art. 90 del D.Lgs. n. 267/2000), sono collocati in aspettativa senza assegni. A tale forma di aspettativa si applica il divieto di cumulo previsto dall art. 14 del CCNL 14/09/2000. Il periodo massimo di fruizione dell aspettativa non può superare la durata del mandato dell organo di direzione politica. Normativa di riferimento Art. 90 D.lgs 267 del 18/08/2000 Art. 14 CCNL Iter procedurale Il dipendente interessato all aspettativa è tenuto a presentare istanza al Dipartimento I Servizio 2, acquisendo preventivamente il visto per presa visione del Dirigente del Servizio di appartenenza, unitamente a copia della richiesta di assunzione da parte dell Ente interessato. Alla scadenza della consiliatura, o comunque alla cessazione del mandato e/o dell incarico presso gli organi di direzione politica, il dipendente dovrà riprendere immediatamente servizio presso il Dipartimento I. La Direzione del Dipartimento provvederà alla successiva assegnazione. Trattamento economico Durante l aspettativa non viene corrisposta alcuna retribuzione. Durante il periodo di aspettativa il dipendente non matura il diritto alle ferie, essendo quest ultimo connesso strettamente al materiale svolgimento del rapporto di servizio (V. parere Funzione Pubblica ). Codice Assenza 32/16 ART. 2.2 ASPETTATIVA PER MANDATO PARLAMENTARE O ELEZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE 1) I dipendenti eletti al Parlamento nazionale, al Parlamento europeo e nei Consigli regionali sono collocati in aspettativa senza assegni per la durata del mandato. 2) Essi possono optare per la conservazione, in luogo dell'indennità parlamentare e dell'analoga indennità corrisposta ai consiglieri regionali, del trattamento economico in godimento presso l'amministrazione di appartenenza, che resta a carico della medesima. 3) Il collocamento in aspettativa ha luogo all'atto della proclamazione degli eletti; di questa le Camere ed i Consigli regionali danno comunicazione alle amministrazioni di appartenenza degli eletti per i conseguenti provvedimenti. Il periodo di aspettativa è utile ai fini dell'anzianità di servizio e del trattamento di quiescenza e di previdenza. A tale forma di aspettativa non si applica il divieto di cumulo previsto dall art. 14 del CCNL 14/09/2000. Normativa di riferimento Art. 68 D.lgs 165 del 30/03/2001 e ss. mm.ii. Artt.13 e 14 CCNL Iter procedurale Il Servizio 2 del Dipartimento I concede l aspettativa al momento della comunicazione da parte delle Camere o dei Consigli Regionali della proclamazione dell eletto. Il dipendente interessato all aspettativa verificherà che vi sia stata la corretta comunicazione da parte dei citati organi. Alla scadenza del mandato o al termine della legislatura, il dipendente dovrà riprendere immediatamente servizio presso il Dipartimento I. La Direzione del Dipartimento provvederà alla successiva assegnazione. Trattamento economico Nell ipotesi di cui al punto 2) spetta l intera retribuzione fissa mensile. Durante il periodo di aspettativa il dipendente non matura il diritto alle ferie, essendo quest ultimo connesso strettamente al materiale svolgimento del rapporto di servizio (V. parere Funzione Pubblica ). Codice Assenza 32/27 ART. 2.3 ASPETTATIVA PER CANDIDATURA L art. 60, comma 1, punto 7, del D.Lgs , n. 267, stabilisce la non eleggibilità alle cariche di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale dei dipendenti del comune e della provincia per i rispettivi consigli. L ineleggibilità non ha effetto, per il dipendente che intenda candidarsi alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale, se l interessato cessa dalle funzioni non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature, per collocamento in aspettativa non retribuita. L Amministrazione adotta il relativo provvedimento entro cinque giorni dalla richiesta. Ove l'amministrazione non provveda, la domanda di aspettativa accompagnata dalla effettiva cessazione delle funzioni ha effetto dal quinto giorno successivo alla presentazione della richiesta. Non possono essere collocati in aspettativa i dipendenti assunti a tempo determinato. Normativa di riferimento Art. 60 D.lgs 267 del 18/08/2000 Iter procedurale Il dipendente interessato all aspettativa è tenuto a presentare istanza al Dipartimento I Servizio 2, acquisendo preventivamente il visto per presa visione del Dirigente del Servizio di appartenenza, unitamente a copia dell atto relativo alla candidatura alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale. Trattamento economico durante l aspettativa: nessuna retribuzione Codice Assenza 32/38 ART. 2.4 ASPETTATIVA PER LO SVOLGIMENTO DI INCARICHI DIRIGENZIALI PRESSO ALTRE PP.AA. I dipendenti ai quali siano affidati incarichi dirigenziali a tempo determinato di cui all'articolo 19, comma 6, D.Lgs. 165/2001 sono collocati a domanda in aspettativa senza assegni con il riconoscimento dell'anzianità di servizio per lo svolgimento dei medesimi incarichi, salvo motivato diniego dell'amministrazione di appartenenza. Normativa di riferimento Art. 19, comma 6 del D.Lgs. 165/2001 Iter procedurale L istanza deve essere presentata al Dip. I Serv. 2 previo nulla osta del dirigente di riferimento allegando l atto di conferimento dell incarico dirigenziale a tempo determinato. Trattamento economico Nessuna retribuzione. Il periodo di aspettativa è computato nell anzianità di servizio Codice Assenza 519 ART. 3 ASPETTATIVA PER MOTIVI PERSONALI 1) Al dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che ne faccia formale e motivata richiesta possono essere concessi, compatibilmente con le esigenze organizzative o di servizio, periodi di aspettativa per esigenze personali o di famiglia, senza retribuzione e senza decorrenza dell anzianità, per una durata complessiva di dodici mesi in un triennio da fruirsi al massimo in due periodi. Il triennio da prendere in considerazione corrisponde a quello che precede l'ultima richiesta di concessione della aspettativa per motivi personali. 2) I periodi di aspettativa non vengono presi in considerazione ai fini della disciplina contrattuale per il calcolo del periodo di comporto. 3) Il dipendente non può fruire di due periodi di aspettativa, anche se richiesti per motivi diversi, se tra essi non intercorrano almeno 6 mesi di servizio attivo. 4) L Amministrazione, qualora vengano meno i presupposti per cui l aspettativa è stata concessa, può invitare il dipendente a riprendere servizio con un preavviso di 10 giorni. Il dipendente, per le stesse motivazioni, può riprendere servizio di propria iniziativa. 5) Alla scadenza del periodo di aspettativa il dipendente dovrà riprendere regolarmente servizio; in caso contrario il rapporto di lavoro è risolto, senza diritto ad alcuna indennità sostitutiva di preavviso, salvo casi di comprovato impedimento. 6) L aspettativa può in qualunque momento essere revocata per motivate ragioni di servizio. 7) Qualora l aspettativa venga richiesta per l educazione e l assistenza dei figli fino al sesto anno di età, tali periodi, pur non essendo utili ai fini della retribuzione e dell anzianità, sono utili ai fini degli accrediti figurativi per il trattamento pensionistico in ragione di 170 giorni per ciascun figlio. 8) Durante il periodo di aspettativa trova applicazione la vigente normativa in materia di incompatibilità e divieto di cumulo di impieghi (artt. 60 e ss. legge n. 662/1996, art. 53 D.Lgs. n. 165/2001. Normativa di riferimento Art. 11 CCNL 14/09/2000 Art.1 co. 40 lett. b Legge n.335/199510 L istanza motivata deve essere presentata al Dip. I Serv. 2 previo nulla osta del dirigente di riferimento. Trattamento economico Nessuna retribuzione. Il periodo di aspettativa non è computato ai fini della determinazione del trattamento di quiescenza e previdenza (tranne l ipotesi di cui al punto 7), interrompe l anzianità di servizio e non è utile ai fini della maturazione delle ferie. La malattia insorta durante il periodo di aspettativa per motivi personali non interrompe l aspettativa medesima (anche se ha dato luogo a ricovero ospedaliero) (V. parere Aran A3). Codice Assenza 3411 ART. 4 ASPETTATIVA PER RICONGIUNGIMENTO AL CONIUGE CHE PRESTA SERVIZIO ALL ESTERO 1) Il dipendente, il cui coniuge presti servizio all'estero, può chiedere il collocamento in aspettativa senza assegni qualora l ente non ritenga di poterlo destinare a prestare servizio nella stessa località in cui si trova il coniuge o qualora non sussistano i presupposti per un suo trasferimento nella località in questione. 2) L'aspettativa concessa ai sensi del comma 1 può avere una durata corrispondente al periodo in cui permane la situazione che l ha originata. Essa può essere revocata in qualunque momento per ragioni di servizio o in difetto di effettiva permanenza all'estero del dipendente in aspettativa. 3) A tale aspettativa si applica il divieto di cumulo di cui all art. 14 del CCNL 14/09/2000. Normativa di riferimento Art. 13 CCNL 14/09/2000 Iter procedurale Il dipendente interessato è tenuto a presentare istanza al Dip. I Servizio 2, acquisendo preventivamente il nulla osta del Dirigente del Servizio di appartenenza, allegando idonea documentazione rilasciata dal datore di lavoro presso il quale presta servizio il coniuge attestante la località e il periodo dell attività lavorativa prestata all estero dal medesimo nonché apposita dichiarazione sostitutiva relativa al rapporto di coniugio. Ogni anno entro il termine del 30 novembre il dipendente è tenuto a dichiarare, sotto la propria responsabilità, al Dip. I Servizio 2 la permanenza delle condizioni che hanno determinato il riconoscimento del beneficio in esame. Nella medesima istanza dovrà dichiarare il proprio recapito all estero. Trattamento economico Nessuna retribuzione. I periodi di aspettativa interrompono l anzianità di servizio e non sono utili ai fini della maturazione delle ferie. Codice Assenza 3812 ART. 5 ASPETTATIVA PER SERVIZIO MILITARE Il richiamo alle armi per qualunque esigenza delle Forze armate dei dipendenti di pubbliche amministrazioni, sospende il rapporto di lavoro per tutto il periodo del richiamo stesso e i dipendenti medesimi hanno diritto alla conservazione del posto. Il tempo trascorso in servizio militare da richiamato e fino alla presentazione per riprendere il posto di lavoro è computato agli effetti dell'anzianità di servizio. La citata normativa si applica anche ai trattenuti alle armi. Normativa di riferimento Art. 9 CCNL 14/09/2000 Artt. 990 e 1799 D.Lgs. n. 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell ordinamento militare) Iter procedurale Il dipendente deve presentare istanza al Dipartimento I Servizio 2, acquisendo preventivamente il visto per presa visione del Dirigente del Servizio cui è assegnato, unitamente a copia del provvedimento dell Autorità Militare di richiamo alle armi. Alla fine del richiamo, il dipendente deve rientrare in servizio presso la Direzione del Dipartimento I (che provvederà alla successiva assegnazione) entro il termine di cinque giorni, se il richiamo ha avuto durata non superiore a un mese, di otto giorni se ha avuto durata superiore a un mese ma non a sei mesi, di quindici giorni se ha avuto durata superiore a sei mesi. Nel caso in cui, senza giustificato impedimento, il dipendente non rientri in servizio nei termini sopra indicati, è considerato dimissionario. Trattamento economico Ai dipendenti richiamati alle armi, per tutto il periodo del richiamo, l Amministrazione Provinciale corrisponde l eventuale differenza tra il trattamento economico erogato dall Amministrazione militare e quello fondamentale in godimento presso l Amministrazione Provinciale medesima. Agli ufficiali delle forze di completamento spettano, in aggiunta alle competenze fisse ed eventuali determinate e attribuite ai sensi del comma 1 dell art del D.Lgs. n. 66/2010 (Codice dell ordinamento militare), limitatamente al periodo di effettiva permanenza nella posizione di richiamo, anche lo stipendio e le altre indennità a carattere fisso e continuativo, fatta eccezione per l'indennità integrativa speciale, dovuti dall Amministrazione Provinciale, che ne assicura la diretta corresponsione all'interessato. Codice Assenza 3313 ART. 6 CUMULO DI ASPETTATIVE 1) Il dipendente non può usufruire continuativamente di due periodi di aspettativa, anche richiesti per motivi diversi, se tra essi non intercorrano almeno sei mesi di servizio effettivo. La presente disposizione non si applica in caso di aspettativa per cariche pubbliche elettive, per cariche sindacali, per volontariato e in caso di assenze di cui alla legge di tutela della maternità. 2) L'Amministrazione, qualora durante il periodo di aspettativa vengano meno i motivi che ne hanno giustificato la concessione, può invitare il dipendente a riprendere servizio nel termine appositamente fissato. Il dipendente, per le stesse motivazioni, può riprendere servizio di propria iniziativa. 3) Il rapporto di lavoro è risolto senza diritto ad alcuna indennità sostitutiva di preavviso nei confronti del dipendente che, salvo casi di comprovato impedimento, non si presenti per riprendere servizio alla scadenza del periodo di aspettativa o del termine di cui al punto 2. Normativa di riferimento Art. 14 CCNL 14/09/200014 ART. 7 CONGEDI DEI GENITORI Art. 7.1 CONTROLLI PRENATALI 1) Le lavoratrici gestanti hanno diritto a permessi retribuiti per l effettuazione di esami prenatali, o accertamenti clinici ovvero visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbano essere eseguiti durante l orario di lavoro. 2) I suddetti permessi coprono il tempo strettamente necessario per l effettuazione degli esami o delle visite specialistiche richieste, al termine delle quali la dipendente è tenuta a riprendere servizio. Si precisa altresì, che nel computo dell assenza oltre al tempo risultante dalle suddette certificazioni, alla dipendente viene riconosciuto il tempo necessario per la percorrenza dal luogo di lavoro alla struttura sanitaria e viceversa. Normativa di riferimento Art. 7 del D.Lgs. 25/11/96 n 645 Art. 14 del D.Lgs. n 151/2001 Iter procedurale Per la fruizione di tali permessi le lavoratrici presentano al Dirigente del proprio Servizio apposita istanza che successivamente dovranno corredare con la relativa documentazione giustificativa attestante la data e l orario di inizio e termine di effettuazione degli esami o della visita specialistica. Trattamento economico: Intera retribuzione. Codice Assenza 7115 ART. 7.2 INTERDIZIONE ANTICIPATA DAL LAVORO RISPETTO AL CONGEDO DI MATERNITÀ L interdizione anticipata dal lavoro per uno o più periodi antecedenti l inizio dell astensione obbligatoria per gravidanza può essere disposta con provvedimento dalla ASL o dall Ispettorato del Lavoro, nei casi previsti dall art. 17, comma 2, del D.Lgs. n. 151/2001. L astensione dal lavoro della dipendente decorrerà dalla data del suddetto provvedimento, che ne è condizione essenziale. Il periodo di interdizione al lavoro per gravidanza a rischio è equiparato, a tutti gli effetti, a quello di congedo di maternità Normativa di riferimento: Art. 17 D.Lgs. n. 151/2001 Iter procedurale: La dipendente è tenuta a comunicare l assenza dal servizio al proprio ufficio il primo giorno in cui si verifica. Nei cinque giorni successivi la dipendente è inoltre tenuta a trasmettere al proprio ufficio un certificato medico e copia della ricevuta rilasciata, a seconda dei casi, dall Ispettorato del Lavoro o dalla ASL, attestante l avvenuta presentazione della richiesta di interdizione anticipata dal lavoro. L ufficio cui la dipendente è assegnata trasmetterà immediatamente al Servizio 2 del Dipartimento I la suddetta documentazione nonché, non appena ne verrà in possesso, copia del provvedimento di autorizzazione rilasciato dall Ispettorato del Lavoro o dalla ASL. Trattamento economico Intera retribuzione. Tale periodo è computato nell anzianità di servizio a tutti gli effetti compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità ed alle ferie. Spetta alla lavoratrice il trattamento economico accessorio nella misura in cui l attività svolta sia comunque valutabile (art.37 CCNL personale non dirigente). Codice Assenza 1516 ART. 7.3 CONGEDO DI MATERNITÀ/PATERNITÀ 1) La durata complessiva del congedo di maternità è fissata in cinque mesi: per i due mesi antecedenti la data presunta del parto ed i tre mesi successivi alla data del parto. 2) Alla lavoratrice è concessa la possibilità di continuare a lavorare fino all ottavo mese di gravidanza, in modo da usufruire di un solo mese di astensione prima del parto e di quattro mesi successivamente (cd. flessibilità). Per avvalersi di tale facoltà la lavoratrice dovrà presentare idonee certificazioni rilasciate da un ginecologo del Servizio sanitario nazionale, o con esso convenzionato, e dal Medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro nominato ai sensi del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, nelle quali si attesti che l esercizio di tale opzione non è di pregiudizio alla salute della lavoratrice stessa e del nascituro. Si sottolinea che i singoli Servizi, oltre ad essere tenuti ad una pronta trasmissione della documentazione al Servizio 2 del Dipartimento I, in mancanza dei suddetti certificati medici non possono permettere alla lavoratrice di rimanere in servizio, al fine di non incorrere nelle responsabilità previste dalla legge. 3) Eventuali giorni di assenza per malattia o ad altro titolo intervenuti nel periodo di flessibilità dell astensione obbligatoria interrompono la flessibilità stessa e sono considerati come giorni di congedo per maternità e, come tali, non verranno calcolati dopo il parto come giorni di congedo ancora da fruire. 4) In caso di parto prematuro alla lavoratrice spettano comunque i cinque mesi di astensione obbligatoria previsti. I giorni non goduti prima del parto sono aggiunti al periodo di congedo di maternità dopo il parto. Qualora il figlio nato prematuro abbia necessità di un periodo di degenza presso una struttura ospedaliera pubblica o privata, la madre ha la facoltà di richiedere che il restante periodo di congedo obbligatorio post partum ed il periodo ante partum, qualora non fruito, decorra dalla data di effettivo rientro a casa del figlio. Per avvalersi di tale facoltà la madre è tenuta a presentare idonea certificazione medica. 5) Qualora il parto avvenga in data posticipata rispetto a quella presunta, i giorni di astensione goduti in eccedenza non rientrano nel conteggio dei cinque mesi di cui al punto 1. Il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto è da considerarsi congedo di maternità ante partum e non riduce il periodo post partum. 6) Il periodo dei cinque mesi di astensione obbligatoria non può essere interrotto ad alcun titolo. 7) L interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza successiva al 180 giorno dall inizio della gestazione è considerata, a tutti gli effetti, come parto. In tale ipotesi, nonché in caso di decesso del bambino alla nascita o durante il congedo di maternità, le lavoratrici hanno facoltà di riprendere in qualunque momento l attività lavorativa, con un preavviso di dieci giorni al datore di lavoro, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale, o con esso convenzionato, e il Medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro nominato ai sensi del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla loro salute. L interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza che si verifichi prima del 180 giorno dall inizio della gestazione è considerata a tutti gli effetti come malattia. Le circostanze in oggetto17 devono essere comunicate dalla dipendente al Servizio 2 del Dipartimento I, per l adozione dei provvedimenti di competenza. 8) Il diritto di astenersi dal lavoro nei primi tre mesi dalla nascita del figlio è esteso al padre lavoratore in caso di morte, di grave infermità o di abbandono della madre, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre. Per avvalersi di tale diritto il padre lavoratore è tenuto a documentare le suddette condizioni; nel caso di abbandono è invece sufficiente una dichiarazione dello stesso padre resa ai sensi dell art. 47 della D.P.R. 28/12/2000 n ) Al personale con contratto di lavoro part time verticale è comunque riconosciuto per intero il periodo di congedo in esame, anche per la parte non cadente nel periodo lavorativo. 10) Al personale con contratto di lavoro a termine si applicano per intero, compatibilmente con la durata del rapporto, le disposizioni di cui al presente articolo. Normativa di riferimento Capo III D.Lgs. n.151/2001 Art. 6, comma, 8, CCNL 14/09/2000 Art. 7, comma 10 lett.e, CCNL 14/09/2000 Art. 17 CCNL 14/09/2000 Circolare. INPDAP 27/11/2000 n. 49 Circolare INPS 6/6/2000 N. 109 Circolare INPS 17/01/2003 N. 8 Circolare Inps 25/05/2007 n Finanziaria Art. 2 comma 452, 453, 454 Art.37 CCNL Art. 5 CCDI 18/01/2007 Iter procedurale La dipendente, almeno cinque giorni prima dell inizio dell assenza per congedo di maternità, dovrà trasmettere al Servizio 2 del Dipartimento I l apposito modulo allegato alla presente, debitamente compilato, unitamente al certificato medico di gravidanza contenente la data presunta del parto.18 La dipendente che intenda avvalersi dell opzione di flessibilità di cui al precedente p.to 2), dovrà far pervenire al Servizio 2 del Dipartimento I, almeno 15 giorni prima della fine del settimo mese di gravidanza, la relativa domanda corredata del certificato rilasciato dal ginecologo. Il Servizio 2, ricevuta la domanda della dipendente, provvederà a stabilire, in accordo con il Medico competente nominato ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008, la data ed il luogo di effettuazione della visita presso il Servizio di Medicina Preventiva del Dipartimento I, che verranno comunicati all interessata con congruo anticipo. Entro trenta giorni dalla data del parto, la dipendente è tenuta a far pervenire al Servizio 2 del Dipartimento I apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione, resa ai sensi dell art. 46 del DPR n. 445/2000, attestante l avvenuta nascita. Trattamento economico: Intera retribuzione fissa mensile; spetta alla lavoratrice il trattamento economico accessorio nella misura in cui l attività svolta sia comunque valutabile (art.37 CCNL personale non dirigente, art. 5 CCDI 18/01/2007 e Circolare Direttore Generale n.7/2008). In presenza di part time verticale il relativo trattamento economico, spettante per l intero periodo di astensione obbligatoria, è commisurato alla durata prevista per la prestazione giornaliera. Alla lavoratrice con rapporto di lavoro a termine, il trattamento economico è corrisposto per l intero periodo di congedo, anche nel caso in cui cessi la prestazione per scadenza del termine prima del compimento del terzo mese post partum (art.24 D.lgs. 151/2001). Tale periodo è computato, sia per la madre che per il padre, nell anzianità di servizio a tutti gli effetti compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità ed alle ferie. I periodi corrispondenti al congedo di maternità, verificatasi al di fuori del rapporto di lavoro, sono considerati utili ai fini pensionistici, a condizioni che il soggetto possa far valere, all'atto della domanda, almeno cinque anni di contribuzione versata in costanza di rapporto di lavoro ( Art.25 D.lgs. 151/2001 ). Per fruire dell'istituto contattare il Servizio 3 del Dipartimento I. Nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro indicati all art. 54, co. 3, lett. b) e c) del D.lgs 151/2001 che si verifichino durante i periodi di congedo di maternità previsti dall art. 16 dello stesso decreto è previsto il prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico di natura indennitaria, come segue: a) se il periodo di astensione obbligatoria decorre entro i 60 giorni dalla interruzione del rapporto di lavoro (ad es. contratto a termine), il trattamento economico ricomprende sia i due mesi precedenti sia i tre mesi successivi al parto ed è pari all 80% della retribuzione; b) se l interruzione dal rapporto di lavoro interviene durante il periodo di fruizione del congedo obbligatorio di maternità; il trattamento economico è corrisposto per intero anche per il periodo residuo di maternità successivo alla scadenza del rapporto a termine. Art Congedo di maternità in caso di adozione o di affidamento 1) Il congedo di maternità spetta, per un periodo massimo di cinque mesi, anche alle lavoratrici che abbiano adottato un minore. In caso di adozione nazionale, il congedo deve essere fruito durante i primi cinque mesi successivi all effettivo ingresso del minore in famiglia della lavoratrice. A tale19 periodo di congedo si aggiunge il giorno di ingresso del minore nella famiglia interessata; conseguentemente il congedo complessivamente riconoscibile è pari a cinque mesi ed un giorno (Circo lare INPS n. 16 del ). In caso di adozione internazionale, il congedo può essere fruito prima dell ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all estero richiesto per l incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. Ferma restando la durata complessiva del congedo questo può essere fruito entro i cinque mesi successivi all ingresso del minore in Italia. A tale periodo di congedo si aggiunge il giorno di ingresso del minore in Italia; conseguentemente il congedo complessivamente riconoscibile è pari a cinque mesi ed un giorno (Circo lare INPS n. 16 del ). La lavoratrice che, per il periodo di permanenza all estero non richieda o richieda solo in parte il congedo di maternità, può fruire di un congedo non retribuito, senza diritto ad indennità. Nel caso di affidamento di minore, il congedo può essere fruito entro cinque mesi dall affidamento decorrenti dalla data di affidamento, per un periodo massimo di tre mesi. Entro i predetti cinque mesi il congedo in esame può essere fruito in modo continuativo o frazionato. 2) Diversamente da quanto previsto per il padre naturale, il congedo di maternità compete al padre adottivo anche in caso di rinuncia della madre adottiva lavoratrice autonoma o subordinata, oltre che in caso di affidamento esclusivo al padre ed in caso di morte, grave infermità, o abbandono della stessa madre. Codice Assenza 15 Si allega modello di domanda. STAMPA Domanda Maternità STAMPA Domanda Maternità con adozione STAMPA Domanda Maternità con flessibilità STAMPA Dichiarazione sostitutiva di certificazione nascita20 ART. 7.4 RIPOSI GIORNALIERI 1) La lavoratrice madre ha diritto, dopo la fruizione del congedo di maternità, nel primo anno di vita del bambino, a due periodi di riposo per ogni giornata lavorativa pari ad un ora ciascuno, anche cumulabili, se l orario di lavoro giornaliero è almeno di 6 ore e di una sola ora se l orario stesso è inferiore a 6 ore. 2) Il diritto a tali riposi è esteso al padre lavoratore, in alternativa alla madre, nei seguenti casi: a. affidamento del minore al solo padre; b. decesso o grave malattia della madre, c. rinuncia da parte della madre lavoratrice dipendente; d. quando la madre non sia lavoratrice dipendente, cioè sia una lavoratrice autonoma, imprenditrice, parasubordinata, libera professionista, ecc.; 3) Il padre non può fruire dei permessi quando la madre è assente dal lavoro per cause che ne determinano la sospensione del rapporto. 4) Tale diritto non è riconosciuto al padre se la madre sta usufruendo del periodo di congedo di maternità e/o parentale. E da escludere un diritto del padre ai riposi in questione quando la madre non svolga alcuna attività lavorativa, salvo l ipotesi che la stessa risulti affetta da grave infermità. 5) In caso di parto plurimo i periodi di riposo spettanti durante il primo anno di vita del bambino sono raddoppiati e le ore aggiuntive, possono essere fruite anche dal padre contemporaneamente alla madre. Le ore aggiuntive (2 ore o 1 ora in relazione all orario giornaliero di lavoro) possono essere riconosciute al padre anche durante i periodi di astensione facoltativa della madre. 6) Al personale con contratto di lavoro part time verticale detto permesso spetta per intero solo per i periodi coincidenti con quelli lavorativi. 7) Al personale con rapporto di lavoro a termine si applica per intero il presente istituto per tutta la durata del rapporto. Normativa di riferimento Capo VI D.Lgs. n 151/2001 Art. 17, comma 10, C.C.N.L. 14/9/2000 Art.6 comma 8, C.C.N.L. 14/9/2000 Art. 7, comma 10 lett.e, C.C.N.L. 14/09/2000 Art. 33 Legge n 104/92 Art. 20 Legge n 53/2000 Vedere altro
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