Source: https://www.fiscomania.com/2018/07/tassazione-negli-stati-uniti/
Timestamp: 2018-07-23 07:54:44+00:00

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Tassazione negli Stati Uniti dopo la riforma fiscale di Trump - Fiscomania
Il regime fiscale di tassazione USA per persone fisiche e società. Le novità della riforma fiscale di Donald Trump nel sistema fiscale degli Stati Uniti. Sistema che passa da una tassazione worldwide ad una tassazione di tipo territoriale. Tutte le informazioni sulla tassazione negli Stati Uniti in questo report.
Il 22 dicembre 2017 è entrata in vigore la riforma fiscale, Tax Cuts and Jobs Act (“TCJA”), fortemente voluta dal presidente Trump e dal partito repubblicano.
Abbattimento dell’imposta sui redditi d’impresa, il raddoppio della franchigia sull’imposta di successione, ed infine, la modifica degli scaglioni fiscali.
Sono questi i principali elementi formali della riforma fiscale di tassazione negli Stati Uniti.
Si tratta di una modifica integrale del sistema fiscale americano, con un abbattimento delle tasse mai effettuato prima d’ora.
Riduzione che, secondo le previsioni, dovrebbe portare la crescita del prodotto interno lordo al 4%. Come evidenziato da numerosi osservatori, la riforma avvantaggia fortemente il ceto ricco del Paese.
In questo report ho deciso di analizzare il regime fiscale di tassazione di persone fisiche ed imprese dopo la riforma Trump.
Quella attuata da Trump rappresenta, infatti, la più grande modifica al sistema di tassazione americano, almeno negli ultimi trent’anni. Si tratta di una riforma che, come potrai immaginare, non ha riflessi soltanto interni, ma va a coinvolgere, indirettamente, tutto il mondo.
Gli Stati Uniti, infatti, sono sempre stati il primo Paese al mondo a sostenere il principio di tassazione della worldwide taxation. Principio secondo il quale il reddito deve essere assoggettato a tassazione nel Paese di residenza fiscale, indipendentemente da dove esso è percepito.
Si tratta di un principio che costituisce diretto riflesso della tassazione personale del reddito. Principio che viene derogato a vantaggio di un regime di tipo territoriale.
Vediamo, quindi, i principali elementi della riforma del sistema fiscale negli USA.
Principio di tassazione su base territoriale
Esclusione dell’effetto lock out
Tassazione negli Stati Uniti delle persone fisiche
Tabella n. 1 – Tassazione negli Usa di Singoli Individui
Le deduzioni fiscali
La Kiddie Tax
Tassazione negli Stati Uniti delle imprese
Tassazione negli Stati Uniti: Bonus Depriciation
Tassazione negli Stati Uniti: ulteriori modifiche fiscali
Modifica delle perdite pregresse
Limitazione degli interessi passivi
Deducibilità dei dividendi
Tassazione negli Stati Uniti: conclusioni
Ritorno delle attività produttive negli USA
Come ti indicavo in premessa gli Stati Uniti sono sempre stati il primo Paese a sostenere il principio di tassazione worldwide del reddito.
Una impresa residente negli USA è tenuta a pagare le relative imposte sul reddito, ovunque essa abbia percepito tali redditi. Con la riforma Trump si assiste ad una modifica importante di questo criterio.
Ci sono due elementi, in particolare, che spostano la tassazione negli Stati Uniti verso un principio di tassazione territoriale (territorial system) del reddito.
Questi elementi sono i seguenti:
Esclusione assoluta di tassazione dei dividendi provenienti da società partecipate residenti fuori dagli USA;
Esclusione assoluta di tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni in società controllate non residenti. Questo per la parte di plusvalenza generata da utili non distribuiti.
Questi due elementi non sono certamente trascurabili in un sistema di tassazione, e potrebbero portare, nel tempo, ad incentivare imprese estere a spostare la sede legale negli USA.
Il primo effetto di una tassazione di tipo territoriale adottata dagli USA è quello volto ad evitare l’effetto lock out.
Fino a prima della riforma Trump negli USA era possibile notare una disfunzione della stessa, nota con il termine lock out. In pratica, si tratta dell’incentivo a mantenere gli utili in società estere, magari situate in Paesi a fiscalità privilegiata.
Questa disfunzione è sicuramente venuta meno adesso che vi è un forte incentivo ad avere la sede legale negli USA, per ottenere esclusioni da tassazione di dividendi e plusvalenze.
Accanto a questi elementi, tuttavia, ve ne sono altri molto importanti, che andrò a trattare di seguito, che vanno nella stessa direzione. Ovvero, agevolare le imprese di tutto il mondo a stabilire la propria sede negli USA.
Il regime di tassazione negli Stati Uniti è stato oggetto di rivisitazione anche per quanto riguarda le persone fisiche.
Le modifiche che riguardano i singoli individui, a differenza di quelle societarie, sono temporanee e scadranno a fine 2025.
Gli scaglioni fiscali rimangono sette, atteso che la proposta della Camera di ridurli a quattro non è stata approvata.
Tranne la più bassa e la penultima, che non cambiano, le altre scendono anche se in percentuali e con scaglioni diversi come si evince dalle seguenti tabelle.
Reddito Aliquote 2017 Aliquote 2018/2025
$ 1 to $ 9,525 10% 10%
$ 9,526 to $ 38,700 15% 12%
$ 38,701 to $ 82,500 25% 22%
$ 82,501 to $ 157,500 28% 24%
$ 157,501 to $ 200,000 33% 32%
$ 200,001 to $ 500,000 35% 35%
+ $ 500,000 39.6% 37%
Tabella n. 2 – Coniugi – Tassazione Separata
$ 200,001 to $ 300,000 35% 35%
+ $ 300,000 39.6% 37%
Tabella n. 3 – Coniugi – Tassazione Congiunta
$ 1 to $ 19,050 10% 10%
$ 19,051 to $ 77,400 15% 12%
$ 77,401 to $ 165,000 25% 22%
$ 165,001 to $ 315,000 28% 24%
$ 315,001 to $ 400,000 33% 32%
$ 400,001 to $ 600,000 35% 35%
+ $ 600,000 39.6% 37%
Tabella n. 4 – Capo di Famiglia
Reddito Aliquote 2017 Aliquote 2018
$ 1 to $ 13,350 10% 10%
$ 13,351 to $ 50,800 15% 12%
$ 50,801 to $ 131,200 25% 22%
$ 131,201 to $ 212,500 28% 24%
$ 212,501 to $ 416,700 33% 32%
$ 416,701 to $ 444,500 35% 35%
+ $ 444,500 39.6% 37%
Una fra le principali modifiche per le persone fisiche consiste nel raddoppio delle deduzioni standard o forfettarie, sia per gli individui single che per le famiglie.
Dal 1º gennaio 2018 esse passano da $ 12,000 a $ 24,000 per le coppie che presentano una dichiarazione congiunta, da $ 6,500 a $ 12,000 per i single e le coppie sposate con tassazione separata ed, infine, da $ 9,550 a $ 18,000 per il capo famiglia.
Per completezza d’informazione e maggiore chiarezza, ricordo che nell’ordinamento fiscale americano esistono diversi tipi di deduzioni.
I versamenti effettuati nell’anno per la previdenza complementare, l’assicurazione sanitaria, le spese inerenti allo svolgimento dell’attività d’impresa o gli interessi sui prestiti per motivi di studio vanno ad abbattere il reddito imponibile lordo (Gross Income).
Al reddito così rettificato (Adjusted Gross Income, AGI), si sottraggono poi delle deduzioni forfetarie (Personal Exemptions) pari, per il 2018, a $ 4,150 per il contribuente, il coniuge e per ciascuna persona a loro carico.
Tali deduzioni sono state sospese per il periodo 2018-2025.
Sul reddito così ridotto, secondo quanto scelto del contribuente, possono essere riconosciute ulteriori deduzioni: standard (Standard Deductions) o analitiche (Itemized Deductions).
Le prime sono riconosciute in una misura fissa stabilita ogni anno. Il loro valore è condizionato dalla tipologia di dichiarazione ed è maggiorato in caso di specifiche condizioni personali o del coniuge. Come per esempio, se ha più di 65 anni e non vedente. Le seconde, invece, riguardano le spese mediche, le commissioni su mutui, etc.
Il Child Tax Credit ovvero la detrazione per il figlio a carico, purché di età inferiore ai 17 anni, è stata raddoppiata a $ 2,000, rispetto ai precedenti $ 1,000.
I primi $ 1,400 sono totalmente rimborsabili, mentre $ 500, non rimborsabili, possono essere utilizzati per i c.d. qualifying dependents. Ovvero familiari a carico ed altri soggetti, che soddisfano i requisiti stabiliti dall’IRS.
Il credito viene eliminato o ridotto, di $ 50 per ogni $ 1,000, nei casi in cui il reddito imponibile rettificato (AGI) superi determinate soglie.
Anche quest’ultime sono state oggetto di una profonda rettifica. Ed invero, per i single, la nuova soglia è $ 200,000, contro i $ 75,000 precedenti. Mentre per le coppie sposate, che effettuano una dichiarazione congiunta, è di $ 400,000, contro i precedenti $ 110,000.
Altresì raddoppiata è la franchigia per l’imposta di successione, che passa dagli attuali $ 5.49 milioni per i single e dai $ 10.98 milioni per le coppie sposate, a $ 11.2 milioni per gli uni ed a $ 22.4 milioni per gli altri.
Ipotizziamo che Tizio, cittadino americano e single, muoia nel 2018 lasciando un’eredità di $ 10 milioni.
Ebbene, in virtù della riforma, la sua tassa di successione sarà $ 0, mentre se fosse defunto nel 2017, sarebbe stata pari a $ 1,804,000.
Il dipartimento di statistica Population Division of the Bureau of the Census,analizzando il 2017, ha stimato che verranno inviate circa 11,300 dichiarazioni di successione, di cui appena 5.500 saranno oggetto di tassazione. È indubbio, quindi, che la modifica sia a totale vantaggio della classe ricca americana, atteso che il 10% più abbiente della popolazione è il soggetto passivo dell’87,8% dell’imposta.
La “Kiddie-Tax”, sui redditi passivi dei minori, è stata ampiamente modificata.
Mentre nel passato recente tali redditi venivano tassati applicando lo scaglione fiscale dei genitori, a partire dal 2018, ciò non avverrà più.
I redditi superiori a $ 2,100 saranno infatti tassati con le aliquote previste per i trusts e le imposte di successione.
Tabella n. 5 – Kiddie Tax
Fino a $ 2,550 10%
$ 2,551 to $ 9,150 24%
$ 9,151 to $ 12,500 35%
È la parte che ha subito maggiori modifiche, ad iniziare dalla riduzione della tassazione degli utili di impresa che passano dal 35% al 21%.
Prima della riforma, l’imposta federale sul reddito delle società si configurava come un’imposta progressiva per scaglioni di reddito.
Quattro scaglioni compresi tra il 15% ed il 35%, rendevano gli Stati Uniti il Paese, tra quelli economicamente sviluppati, con la più alta tassazione.
A partire dal 1º gennaio 2018, invece, la tassazione passa ad un’unica aliquota fissa, flat tax, del 21%, al di sotto della media dei Paesi europei (22%) e dei Paesi OCSE (24%).
Tale aliquota, combinata con quelle dell’imposte statali e locali raggiunge il 25.75%, mantenendo gli Stati Uniti al di sotto della media dei Paesi europei 26.9%.
È indubbio che una riduzione così drastica avvantaggi sia le imprese che le start-up che, a differenza delle modifiche sulle persone fisiche, potranno godere di tali riduzioni, senza limiti temporali.
L’abbattimento della corporate tax è certamente la modifica che ha avuto la maggiore risonanza mediatica, anche tra i non addetti ai lavori.
Tuttavia, essa non è l’unica misura fiscale di rilievo per le aziende. Altrettanto importante è la possibilità di ”spesare” interamente, nell’anno di acquisto, gli investimenti di impianti e attrezzature, qualified property.
Si tratta di investimenti acquistati e messi in servizio dal’’azienda tra il 27 settembre 2017 e il 31 dicembre 2022.
Si tratta di un ammortamento accelerato, bonus depreciation, già previsto dal codice fiscale americano alla section § 168, che passa dal precedente 50% al 100%. A partire dal 2023, il bonus verrà progressivamente ridotto del 20% all’anno.
In altri termini, per beni acquistati e messi in servizio nel 2023, la detrazione sarà dell’80%, del 60% per gli investimenti effettuati nel 2024 e così via.
I beni con una “vita utile” più lunga, Longer Production Period (LPP) e Noncommercial Aircraft (NCA), usufruiranno di un ulteriore anno di deduzione al 100%, fino al 31 dicembre 2023. Per poi scalare anch’essi del 20% l’anno fino al 2027.
Tabella n. 7 – Bonus Depreciation
Anno di Messa in Servizio Beni Strumentali Beni LPP – NCA
28/09/2017-31/12/2022 100% 100%
2023 80% 100%
2024 60% 80%
2025 40% 60%
2026 20% 40%
2027 0 20%
2028 ed oltre 0 0
La riforma consente, previa elezione, di mantenere il 50% del bonus depreciation in luogo dell’attuale 100%.
Strettamente connessa al bonus depreciation è la modifica dalla section 179 dell’I.R.C.
La norma prevede la possibilità per il contribuente di dedurre, tramite un’election, il costo d’acquisto dei beni strumentali a partire dall’esercizio di entrata in funzione degli stessi.
La section § 179 (b) (1) pre-riforma ammetteva la deducibilità in misura non superiore ad un importo di $ 500,000.
Il comma successivo, della section § 179 (b) (2), precisava che la deduzione veniva eliminata gradualmente, phase-out, dollaro per dollaro, in base al livello comprensivo dell’investimento, quand’esso eccedeva il limite annuale di $ 2,000,000.
La riforma, per i beni messi in servizio dal 1º gennaio 2018, ha raddoppiato la deducibilità, portandola ora ad $ 1 milione ed ha aumentato il phase-out a $ 2,500,000 milioni.
Lo scopo è aiutare le piccole imprese e le start-up, concedendo loro la possibilità di dedurre tali costi, invece di ammortizzarli.
L’Agenzia delle entrate americana richiede, che per usufruire di questa deduzione, i beni siano:
Qualified property ovvero beni materiali, ammortizzabili, di proprietà della società che siano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione;
Che entrino in funzione nell’esercizio d’imposta in cui sono acquistati.
La modifica ha ampliato la definizione di qualified property, ai sensi della section § 179, inserendo nella lista dei beni strumentali: sistemi di allarme ed antincendio, impianti di climatizzazione e condizionamento, macchinari industriali, software per computer ed anche le spese di rifacimento della copertura dei tetti dell’imprese.
Dal 1º gennaio 2018 potranno essere dedotte solamente fino ad un limite dell’80% del reddito imponibile di ciascun esercizio.
Cambia anche la riportabilità delle stesse.
Ed invero, il riporto in avanti, carryforward, non sarà più soggetto ad alcun limite temporale rispetto agli attuali 20 anni. Il riporto all’indietro, carryback, prima previsto sino a 2 anni, viene, invece, eliminato.
E’ stata introdotta una limitazione della deducibilità degli interessi passivi al 30% del reddito lordo, Adjusted Taxable Income (ATI), comparabile all’EBITDA (Earnings Before Interest Taxes and Depreciation Allowances).
La norma si applica a tutti i contribuenti, siano essi persone fisiche o persone giuridiche, con un’unica eccezione per le small businesses, ovvero le aziende medio-piccole, con ricavi medi nei tre periodi d’imposta precedenti (quindi 2015-16-17 per il calcolo nel 2018) inferiori a $ 25 milioni.
La norma si applica, inoltre, non più ad i soli gruppi inbound, ma anche a quelli outbound.
La nuova section prevede che la limitazione del 30% sia legata all’EBITDA sino al 2021 e, successivamente all’EBIT (Earnings Before Interest and Taxes) al lordo, quindi, di svalutazioni e ammortamenti.
Modifica della deducibilità dei dividendi Dividend Received Deduction (DRD) previsto dalla section § 243 dell’I.R.C.
La normativa pre-riforma consentiva alle società che ricevevano un dividendo da una società partecipata, nella quale detenevano una percentuale di partecipazione al capitale sociale ed ai diritti di voto, esercitabile nell’assemblea, compresa tra il 20% e l’80%, di dedurre l’80% del dividendo.
Il 70% nei casi in cui detenevano meno del 20%.
Lo scopo era mitigare la potenziale triple taxation derivante dalla tassazione della stessa forma di reddito, in primis, nella società che emette il dividendo, poi in quelle che lo riceve ed, in ultimo, in capo all’azionista a cui il dividendo viene distribuito.
La nuova normativa riduce sensibilmente la deducibilità: l’80% diventa il 65%, mentre 70% passa al 50%.
La riforma mantiene inalterata la possibilità di dedurre il 100% dei dividendi nei casi in cui questi siano erogati da una società del gruppo, ai sensi della section § 243 (b) (2).
Pertanto, dal 1º gennaio 2018 i dividendi soggetti ad un DRD del 50% saranno tassati con un’aliquota del 10,5%, ovvero il 50% dell’imposta sulle società del 21%.
I dividendi soggetti, invece, ad un DRD del 65% saranno tassati con un’aliquota del 7,35%, ovvero il 35% dell’imposta sulle società del 21%.
La riduzione della deducibilità è, per molti, una conseguenza dell’abbassamento dell’aliquota, al 21%, sul reddito delle società.
Dividend Received Deduction (DVR)
Partecipazione % DVR Pre Riforma DVR Post Riforma Tax Rate on Dividends
<20% 70% 50% 10,5% [=21% x (1-50%)]
20÷80 80% 65% 7,35% [=21% x (1-65%)]
>80% 100% 100% 0,0% [=21% x (1-1000%)]
Modifica dell’immobilizzazioni immateriali ed, in particolare, della deducibilità dei costi di ricerca regolati dalla section § 179 dell’I.R.C. Si tratta di una modifica importante per i numerosi risvolti sia per le aziende americane che per quelle estere che investono nel settore della ricerca e sviluppo.
La normativa pre-riforma attribuiva una facoltà di scelta alle aziende. Queste, infatti, potevano scegliere tra: dedurre i costi interamente nell’esercizio di competenza, oppure capitalizzare gli stessi ed ammortizzarli in quote rateali per un periodo non superiore a 60 mesi.
La nuova normativa sancisce, invece, che le spese effettuate, paid or incurred secondo il testo originale, dopo il 31 dicembre, 2021 debbano essere capitalizzate ed ammortizzate in quote rateali, per un periodo di 5 anni (15 nel caso in cui queste spese siano effettuate all’estero).
I costi di ricerca e sviluppo includono le spese per lo sviluppo di sistemi software, ma escludono le spese di ricerca di minerali, gas e petrolio.
Nelle oltre 500 pagine del testo della riforma fiscale sono state introdotte modifiche significative e complesse dell’ordinamento tributario americano, con profonde ricadute sia a livello interno che internazionale.
Ne escono certamente avvantaggiate le imprese americane che ottengono un significativo taglio alle imposte da esse pagate.
Tuttavia, questa è soltanto una piccola parte della riforma. L’altra implicazione più grande riguarda la capacità degli USA di attrarre investimenti e capitali internazionali.
Pensate che ci sono oltre 3.000 miliardi di dollari all’estero che in parte potrebbero rientrare negli Stati Uniti.
Alcuni di essi per essere investiti negli Stati Uniti sfruttando i prossimi cinque anni di deducibilità immediata delle spese di investimento oppure per essere distribuiti come dividendi ai proprietari di azioni.
E’ possibile che un trasferimento così massivo di capitali abbia un effetto negativo su alcune banche europee. Tuttavia non credo ci sia niente da temere per le banche italiane perché i depositi di tale denaro non sono di solito localizzati in Italia.
Un effetto più preoccupante riguarda invece le scelte di localizzazione degli investimenti produttivi. La manovra di Trump è chiaramente destinata al ritorno delle attività produttive negli Stati Uniti.
Alcuni investimenti potrebbero essere indotti a tornare in America (sempre grazie alla deducibilità immediata delle spese di investimento e alla corporate tax più bassa).
Ma anche alcune aziende europee potrebbero essere indotte a localizzare la sede principale negli Stati Uniti anche perché quelle che oggi avevano già delle filiali lì e che magari cercavano di evitare di pagare le tasse in America con trasferimento di beni e servizi da oggi avranno vita più difficile.
Per questa ragione sarebbe opportuna (e ci si attende) una risposta dell’Europa sul livello di tassazione degli utili di impresa e sulla deducibilità delle spese di investimento.
regimi fiscali esteri	2018-07-10
Tags regimi fiscali esteri

References: § 168
 § 179
 § 179
 § 179
 § 243
 § 243
 § 179