Source: http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/2013/13lr0011.html?numLegge=11&amp;annoLegge=2013&amp;tipoLegge=Alr
Timestamp: 2019-04-25 00:08:25+00:00

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Art. 27 bis - Locazioni turistiche. (23) (24) (25)
2. Coloro che intendono locare gli alloggi ai sensi del comma 1, sono tenuti a comunicare alla Giunta regionale secondo le procedure definite dalla stessa: (26)
3. Sono attribuiti al comune la vigilanza, anche mediante l’accesso di propri incaricati alle strutture ricettive di cui al comma 1, e l’accertamento della violazione degli obblighi previsti dal presente articolo, anche su segnalazione della Giunta regionale (27) nonché l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie e il diritto ad introitare le relative somme.
Art. 27 ter - Strutture ricettive in ambienti naturali. (28) (29) (30) (31) (32) (33)
1. Nelle aree di montagna e del sistema turistico tematico “Pedemontana e colli” e del sistema turistico tematico “Po e suo Delta” (34) le strutture ricettive e le strutture che offrono servizi di interesse turistico possono utilizzare la denominazione aggiuntiva di “ospitalità diffusa”, secondo le disposizioni attuative della Giunta regionale, anche al fine di potenziare l’offerta turistica favorendo le sinergie tra imprese turistiche di aree omogenee.
Art. 28 bis - Alloggio turistico diffuso. (35)
Art. 31 - Classificazione delle strutture ricettive e delle sedi congressuali. (36) (37) (38) (39) (40) (41) (42) (43)
1 bis. Con il provvedimento di cui al comma 1 la Giunta regionale definisce una specifica disciplina per la classificazione delle strutture ricettive alberghiere o complementari situate in Ville venete o in altri edifici di pregio storico oggetto dei vincoli del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” e successive modificazioni. (44)
1 ter. La Giunta regionale, anche in deroga alle prescrizioni dettate per le strutture turistico ricettive di cui alla presente legge regionale, detta i parametri di carattere urbanistico, edilizio, igienico sanitario e di sicurezza degli impianti delle strutture ricettive alberghiere o complementari situate nelle Ville venete, negli altri edifici di pregio storico di cui al comma 1 bis nonché in ogni altro edificio soggetto a specifiche forme di tutela, nel rispetto della vigente normativa statale. (45)
b) le superfici e le cubature minime dei locali per il pernottamento in relazione ai posti letto, nonché le altezze minime dei locali di servizio, tecnici ed accessori all’attività alberghiera, anche in deroga alle altezze minime previste dalla normativa vigente; (46)
1. Il titolare di una struttura ricettiva o di una sede congressuale presenta alla Giunta regionale (47) domanda, su modello regionale, di:
2. La Giunta regionale (48) procede al rilascio, modifica o rinnovo della classificazione, entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda, completa della documentazione prevista.
3. Entro il termine di cui al comma 2, la Giunta regionale (49) verifica la completezza della domanda e la coerenza della documentazione allegata e che la denominazione della struttura ricettiva oggetto della domanda eviti omonimie nell’ambito territoriale dello stesso comune, anche in relazione a diverse tipologie di strutture ricettive.
5. La classificazione ottenuta ai sensi del presente articolo è successivamente confermata o modificata con provvedimento dalla Giunta regionale(50) sulla base di una verifica della documentazione prodotta dall’istante e con sopralluoghi a campione.
Art. 33 - Esercizio dell’attività ricettiva. (51)
3. Il titolare della struttura ricettiva comunica alla Giunta regionale (52) e al comune:
4. La chiusura definitiva della struttura deve essere comunicata entro tre giorni dalla chiusura alla Giunta regionale (53) e al comune.
4. I prezzi delle strutture ricettive praticati nell’anno sono riepilogati in una tabella esposta in modo ben visibile al pubblico nel luogo di ricevimento, secondo un modulo approvato dalla Giunta regionale.(54)
5. Il prezzo della struttura ricettiva è riportato su un cartellino prezzi esposto in modo ben visibile al pubblico, in ogni camera, unità abitativa o suite, secondo un modulo approvato dalla Giunta regionale.(55)
1. Le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di cui al presente titolo sono esercitate dai comuni e dalla Giunta regionale(56) nell’ambito delle rispettive competenze.
2. I turisti possono presentare alla Giunta regionale(57) reclami circostanziati e pertinenti in ordine a eventuali carenze dei servizi e requisiti dichiarati e a inadempienze delle strutture ricettive e delle sedi congressuali.
3. La Giunta regionale,(58) d’ufficio o su reclamo dei turisti e, previa verifica degli elementi contestati, procede al declassamento delle strutture ricettive o delle sedi congressuali che hanno perso uno o più requisiti di classificazione o all’annullamento della classificazione.
4. La Giunta regionale effettua annualmente verifiche a campione sulle strutture ricettive e sulle sedi congressuali in una percentuale minima significati da essa stabilita per ogni tipologia(59) definendo per ciascuna i criteri di selezione, le modalità di verifica, anche tramite sopralluogo e i tempi di attuazione dei controlli.
5. Ai fini della vigilanza sull’osservanza delle norme della presente legge, gli incaricati della Giunta regionale(60) e del comune hanno accesso alle strutture ricettive, ivi compresi i locali di pernottamento nella piena disponibilità del gestore, nonché alle sedi congressuali.
5 bis. I comuni e la Giunta regionale(61) effettuano i controlli sulle strutture ricettive anche attraverso la verifica delle informazioni pubblicate sui siti internet di prenotazione ricettiva la cui risultanza deve essere pertanto considerata a tutti gli effetti atto di accertamento di cui all’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689”Modifiche al sistema penale”. (62)
7. Al fine di migliorare e ottimizzare le attività di verifica e controllo, i comuni e la Giunta regionale sono tenuti a fornirsi reciprocamente le informazioni acquisite nell’esercizio delle rispettive funzioni di vigilanza.(63)
8. Qualora la Giunta regionale (64) rilevi la mancanza di presenze turistiche per un anno consecutivo in una struttura ricettiva, il comune, su segnalazione della Giunta regionale (65), verifica il rispetto del periodo di apertura della struttura con apposito sopralluogo.
d bis) le polizze assicurative o garanzie bancarie che, per i contratti di turismo organizzato relativi a viaggi all’estero e viaggi che si svolgono all’interno di un singolo Paese, garantiscono, nei casi di insolvenza o di fallimento dell’intermediario o dell’organizzatore, il rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto turistico e il rientro immediato del turista; (66)
1. Chiunque intende esercitare l’attività di agenzia di viaggio e turismo, aprendo la sede principale nel Veneto, presenta alla Giunta regionale (67) la segnalazione certificata di inizio attività, su modello regionale, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni.
2. Il titolare di agenzia di viaggio e turismo è tenuto a comunicare preventivamente alla Giunta regionale (68) a ogni variazione degli elementi dichiarati in sede di segnalazione certificata di inizio attività.
b) la pubblicità degli elenchi delle agenzie di viaggio e turismo, anche sul sito internet istituzionale della Regione (69) e gli obblighi informativi nei confronti degli enti pubblici.
4. Le agenzie di viaggio e turismo già legittimate a operare ed aventi la sede principale in Italia, che intendono aprire una sede secondaria nel Veneto, sono tenute a comunicare detta apertura sia alla Giunta regionale del Veneto sia alla amministrazione competente per l’apertura della sede principale.(70)
6. Le agenzie di viaggio e turismo inviano annualmente alla Giunta regionale(71) la documentazione comprovante l’avvenuta copertura assicurativa dell’attività esercitata, in coerenza con le direttive della Giunta regionale di cui al comma 3.
1. Il titolare dell’agenzia di viaggio e turismo comunica alla Giunta regionale:(72)
2. La chiusura definitiva dell’agenzia di viaggio e turismo deve essere comunicata entro tre giorni dalla chiusura alla Giunta regionale(73) e al comune.
Art. 40 - Organizzatori di viaggi diversi da agenzie di viaggio e turismo. (74)
CAPO III - Gli strumenti di sostegno (75)
Art. 45 - Fondo di rotazione del turismo. (76) (77)
1. La Giunta regionale al fine di migliorare, qualificare e sviluppare iniziative di sostegno delle attività turistiche realizzate dai comuni e dagli altri enti pubblici,(78) concede contributi in conto capitale per programmi, progetti ed iniziative di investimento per la diversificazione e il potenziamento delle infrastrutture pubbliche destinate ad un utilizzo a fini turistici, in conformità ai piani strategici.
Art. 48 bis - Turismo di montagna. (79)
f) il titolare di struttura ricettiva o sede congressuale che ometta di comunicare alla Giunta regionale(80) la perdita dei requisiti previsti dalla presente legge per la classificazione della struttura ricettiva o sede congressuale;
g) il titolare di struttura ricettiva o sede congressuale che rifiuti ingiustificatamente l’accesso alla propria struttura o sede congressuale agli incaricati del comune e della Regione(81) per l’esercizio delle funzioni di vigilanza, ai sensi del comma 5 dell’articolo 35;
m) il titolare di agenzia viaggio e turismo che ometta di comunicare preventivamente alla Giunta regionale(82) eventuali variazioni del contenuto della segnalazione certificata d’inizio attività di cui al comma 2 dell’articolo 38;
n bis) il titolare di struttura ricettiva, nonché il titolare di agenzia immobiliare o immobiliare turistica per le unità abitative ammobiliate ad uso turistico oggetto del suo mandato o di sublocazione, che ometta di comunicare alla Giunta regionale(83) i dati relativi al periodo di apertura, nonché al numero di camere totali, posti letto, arrivi, presenze turistiche e camere occupate. (84)
b) chiunque fornisca false informazioni alla Giunta regionale(85) nella domanda di rilascio, modifica o rinnovo di classificazione di struttura ricettiva o sede congressuale ai sensi dell’articolo 32;
6. L’accertamento delle violazioni degli obblighi, l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, il diritto ad introitare le relative somme e la competenza all’adozione dei provvedimenti di sospensione e cessazione dell’attività sanzionata nei casi di cui al presente articolo sono (86) attribuiti al comune competente per territorio.
7. Il Comune(87) che accerta le violazioni e commina le sanzioni può graduare le sanzioni inflitte tenendo conto delle seguenti circostanze:
11. In caso di mancata ottemperanza al provvedimento di cessazione o sospensione dell’attività sanzionata, il Comune(88) applica l’articolo 17 ter, comma 5, del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 “Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza” e successive modificazioni.
11 bis. Le sanzioni previste dal presente articolo si applicano anche a tutte le strutture ricettive che si promuovono mediante le piattaforme digitali. (89)
h) l’albo provinciale delle associazioni Pro Loco, già disciplinato dall’articolo 10 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 . (90)
6. Le sedi congressuali già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge (91) devono ottenere la nuova classificazione, su domanda, ai sensi della presente legge, entro il termine di ventiquattro mesi, prorogabile di sei mesi con motivata richiesta, dalla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 31; decorso inutilmente tale termine, il comune competente, su segnalazione della Giunta regionale,(92) procede alla chiusura delle (93) sedi congressuali non classificate ai sensi della presente legge. (94)
6 bis. Fatto salvo quanto previsto al comma 8 per i rifugi escursionistici, tutte le strutture ricettive previste dall’articolo 23 già regolarmente esercitate in vigenza della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 presentano domanda di classificazione ai sensi della presente legge alla Città metropolitana di Venezia o alla provincia territorialmente competente entro il termine perentorio del 31 marzo 2019 (95) ; decorso inutilmente tale termine, il comune territorialmente competente procede, su segnalazione della Città metropolitana di Venezia o della provincia territorialmente competente, alla chiusura delle suindicate strutture ricettive che non abbiano presentato né la domanda di classificazione, né la richiesta di proroga dei termini di presentazione della domanda di classificazione di cui al comma 7 bis (96) . (97)
6 ter. Alle strutture ricettive di cui al comma 6 bis è rilasciata la classificazione, valida esclusivamente ai fini della legislazione turistica; ove per dette strutture siano in corso, al momento della domanda di cui al comma 6 bis, procedimenti volti al rilascio di autorizzazioni, necessarie ai fini della classificazione, tra cui quelle relative a procedimenti in materia urbanistica, edilizia, paesaggistica, archeologica, culturale, sanitaria, ambientale o di prevenzione incendi, in presenza di tutti gli altri presupposti previsti dalla legge, la classificazione è rilasciata a titolo provvisorio. Tale classificazione provvisoria assume carattere definitivo nel caso di conclusione positiva dei procedimenti autorizzativi a seguito di comunicazione da parte delle strutture ricettive interessate, mentre è oggetto di riesame da parte della Città metropolitana di Venezia o della Provincia nel caso di conclusione negativa dei procedimenti autorizzativi. (98)
7. omissis (99) (100)
7 bis. Le strutture ricettive di cui al comma 6 bis possono, entro il termine perentorio del 31 marzo 2019,(101) presentare motivata richiesta di proroga del termine di presentazione della domanda di classificazione ai sensi della presente legge per causa di forza maggiore fino a sei mesi. (102)
8. I rifugi escursionistici, già classificati in vigenza della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 e successive modificazioni, devono ottenere la denominazione e la corrispondente classificazione, su domanda, di rifugio alpino, ai sensi della presente legge, entro il termine di dodici mesi, prorogabile di sei mesi con motivata richiesta, dalla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 31; decorso inutilmente tale termine, il comune competente, su segnalazione della Giunta regionale,(103) procede alla chiusura del rifugio escursionistico.
e) decorsi diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’articolo 3, comma 1, lettere c), d), n), (104) nonché gli articoli 20 e 21 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 .
(24) Con DGR 13 luglio 2015, n. 881 recante “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto. Prima definizione delle condizioni operative e delle procedure per la comunicazione dei dati turistici degli alloggi dati in locazione turistica. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 , articolo 27 bis e legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 , articolo 3, comma 2.” pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 73 del 24 luglio 2015, si è provveduto alla definizione delle condizioni di operatività e delle procedure per la comunicazione delle informazioni sul locale d'alloggio e sugli arrivi e presenze da parte delle strutture svolgenti attività di locazione turistica.
(25) Con DGR 16 febbraio 2018, n. 161 recante “Anagrafe regionale delle Locazioni Turistiche. Definizione di nuove procedure telematiche per la Comunicazione di Locazioni Turistiche e per la gestione dei dati relativi agli alloggi, tramite il Sistema Informativo Regionale del Turismo (SIRT). Legge Regionale 14 giugno 2013, n. 11 , articoli 13 e 27 bis.” pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 20 del 27 febbraio 2018, si è provveduto alla definizione di nuove procedure telematiche nel Sistema Informativo Regionale del Turismo (SIRT) per mettere a disposizione dei locatori turistici una modalità on line da utilizzare per la compilazione del modulo di comunicazione di locazione turistica e delle successive eventuali modifiche, procedura che a regime consentirà di sostituire integralmente l'utilizzo del modulo cartaceo.
(26) Comma così modificato da lett. a) comma 5 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “Città metropolitana di Venezia o alla provincia competente per territorio dove l’alloggio è situato, secondo le procedure definite dalla Giunta regionale” con le parole “Giunta regionale secondo le procedure definite dalla stessa”, in precedenza modificato da comma 1 art. 17 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(27) Comma così modificato da lett. b) comma 5 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “Città metropolitana di Venezia o alla provincia competente per territorio dove l’alloggio è situato, secondo le procedure definite dalla Giunta regionale” con le parole “Giunta regionale”, in precedenza modificato da comma 2 art. 17 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(28) Articolo aggiunto da comma 1 art. 91 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 .
(29) Con DGR 7 febbraio 2018, n. 128 recante “Requisiti di classificazione della tipologia di struttura ricettiva case sugli alberi. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 articolo 27 ter, comma 4. Deliberazione n. 124/CR del 19 dicembre 2017” pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 15 del 13 febbraio 2018, si è provveduto alla definizione dei requisiti di classificazione della tipologia di struttura ricettiva in ambienti naturali “case sugli alberi”.
(30) Con DGR 28 maggio 2018, n. 755 recante “Requisiti di classificazione della tipologia di struttura ricettiva denominata "botti". Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 , articolo 27 ter, comma 4. Deliberazione/CR n. 33 del 17 aprile 2018” pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 56 del 12 giugno 2018, si è provveduto alla definizione dei requisiti di classificazione della tipologia di struttura ricettiva in ambienti naturali “botti”.
(31) Con DGR 6 luglio 2018, n. 993 recante “Requisiti di classificazione della tipologia di struttura ricettiva denominata "alloggi galleggianti". Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 articolo 27 ter, comma 4. Deliberazione n. 39/CR del 30 aprile 2018.” pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 70 del 20 luglio 2018, si è provveduto alla definizione dei requisiti di classificazione della tipologia di struttura ricettiva in ambienti naturali “alloggi galleggianti”.
(32) Con DGR 6 luglio 2018, n. 994 recante “Requisiti di classificazione della tipologia di struttura ricettiva denominata "palafitte". Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 articolo 27 ter, comma 4. Deliberazione n. 40/CR del 30 aprile 2018.” pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 70 del 20 luglio 2018, si è provveduto alla definizione dei requisiti di classificazione della tipologia di struttura ricettiva in ambienti naturali “palafitte”.
(33) Con DGR 16 ottobre 2018, n. 1512 recante “Requisiti di classificazione della tipologia di struttura ricettiva denominata "grotte". Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 , articolo 27 ter, comma 4. Deliberazione n. 65/CR dell' 8 giugno 2018” pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 107 del 26 ottobre 2018, si è provveduto alla definizione dei requisiti di classificazione della tipologia di struttura ricettiva in ambienti naturali “grotte”.
(34) Comma così modificato da comma 1 art. 18 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che ha inserito dopo le parole “nelle aree di montagna” le parole “e del sistema turistico tematico “Pedemontana e colli” e del sistema turistico tematico “Po e suo Delta””.
(35) Articolo inserito da comma 1 art. 19 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(36) Relativamente alle sole strutture ricettive complementari e con espressa esclusione dei rifugi alpini e dei rifugi escursionistici per i quali la Giunta regionale rinvia a successivo e distinto provvedimento, vedi DGR 31 marzo 2015, n. 419 recante “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto. Requisiti, condizioni e criteri per la classificazione delle strutture ricettive complementari: alloggi turistici, case per vacanze, unità abitative ammobiliate a uso turistico e bed & breakfast. Deliberazione n.1/CR del 20 gennaio 2015. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 , articolo 31, comma 1”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 40 del 24 aprile 2015. Con DGR 19 aprile 2016, n. 498 recante “Disciplina dell'attività ricettiva in Bed & Breakfast. Individuazione dei comuni di cui all'articolo 27, comma 2, lettera d) della L.r n. 11/2013 , come modificata dall'articolo 6 della legge regionale 23 febbraio 2016, n. 7 . Deliberazione N. 21/CR del 15 marzo 2016.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 37 del 19 aprile 2016, relativamente ai bed and breakfast, sono stati modificati il punto 6 e l’articolo 8, comma 4 dell’Allegato A della DGR n. 419/2015. Con DGR 27 maggio 2016, n. 780 recante “Disciplina delle strutture ricettive complementari. Modificazioni ed integrazioni alla deliberazione della Giunta regionale n. 419 del 31 marzo 2015. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 . Deliberazione N. 24/CR del 7 aprile 2016.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 58 del 17 giugno 2016, sono stati modificati e integrati gli Allegati A, C e D della DGR n. 419/2015. Con DGR 6 luglio 2018, n. 989 recante “Modificazioni ed integrazioni delle deliberazioni n. 807 del 27 maggio 2014, n. 1521 del 12 agosto 2014 e n. 419 del 31 marzo 2015 e successive modificazioni. Requisiti di classificazione delle strutture ricettive alberghiere e complementari. Deroghe per i requisiti di classificazione relativi ai bagni nelle strutture ricettive alberghiere e complementari, situate in edifici qualificati come beni culturali. Deliberazione n. 49/CR del 21 maggio 2018.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 70 del 20 luglio 2018, è stata modificata ed integrata la DGR n. 419/2015 prevedendo alcune deroghe delle dimensioni dei bagni nelle strutture ricettive complementari, ai fini della classificazione, ubicate in edifici qualificati come beni culturali ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137”.
(37) Relativamente ai rifugi alpini e ai rifugi escursionistici, vedi DGR 5 febbraio 2019, n. 109 recante “Requisiti, condizioni e criteri per la classificazione unica delle strutture ricettive complementari: rifugi alpini. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 , articolo 27, comma 2, lettera e). Deliberazione n. 122/CR del 27 novembre 2018.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 18 del 19 febbraio 2019.
(38) Relativamente alle sole strutture ricettive alberghiere e con espressa esclusione degli alberghi diffusi per i quali la Giunta regionale rinvia a successivo e distinto provvedimento, vedi DGR 27 maggio 2014, n. 807 recante “Classificazione delle strutture ricettive alberghiere. Nuova disciplina per le procedure, la documentazione e i requisiti di attribuzione del livello e categoria ai sensi degli articoli 29, 31, 32, 33 e 34 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto". Deliberazione n.10/CR dell'11 febbraio 2014”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 59 del 13 giugno 2014, integrata con DGR 23 febbraio 2016, n. 184 recante “Disciplina regionale di classificazione delle strutture ricettive alberghiere. Modificazione ed integrazione della deliberazione n. 807/2014 e della deliberazione n. 1521/2014. Deliberazione n. 8/CR del 2 febbraio 2016. Legge regionale n. 11 del 4 giugno 2013.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 23 del 11 marzo 2016, con DGR 27 gennaio 2017, n. 69 “Requisiti di classificazione delle residenze turistico alberghiere. Modificazioni ed integrazioni all'Allegato C della deliberazione n. 807 del 27 maggio 2014. Deliberazione n. 123/CR del 23 dicembre 2016. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 articolo 31.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 19 del 21 febbraio 2017 e con DGR 22 marzo 2017, n. 343 “Modificazione ed integrazione della deliberazione n. 807 del 27 maggio 2014. Requisiti di classificazione degli alberghi. Deroga per le superfici minime in edifici qualificati come beni culturali. Deliberazione/CR N. 12 del 21/02/2017.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 33 del 31 marzo 2017.
Con DGR 6 luglio 2018, n. 989 recante “Modificazioni ed integrazioni delle deliberazioni n. 807 del 27 maggio 2014, n. 1521 del 12 agosto 2014 e n. 419 del 31 marzo 2015 e successive modificazioni. Requisiti di classificazione delle strutture ricettive alberghiere e complementari. Deroghe per i requisiti di classificazione relativi ai bagni nelle strutture ricettive alberghiere e complementari, situate in edifici qualificati come beni culturali. Deliberazione n. 49/CR del 21 maggio 2018.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 70 del 20 luglio 2018, è stata modificata ed integrata la DGR n. 807/2014 prevedendo alcune deroghe delle dimensioni dei bagni nelle strutture ricettive alberghiere, ai fini della classificazione, ubicate in edifici qualificati come beni culturali ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137”.
Con DGR 22 febbraio 2019, n. 185 recante “Modificazione ed integrazione della deliberazione regionale n. 807 del 27 maggio 2014 e successive modificazioni. Requisiti di classificazione delle strutture ricettive alberghiere. Deroga al requisito di classificazione relativo all'ascensore o servizio di montacarichi in strutture ricettive alberghiere. Deliberazione n. 137/CR del 28 dicembre 2018.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 24 del 12 marzo 2019, è stata modificata ed integrata la DGR n. 807/2014 prevedendo una deroga al requisito di classificazione relativo all' "ascensore o servizio di montacarichi" in strutture ricettive alberghiere.
(39) Relativamente alle sole strutture ricettive all’aperto, vedi DGR 17 giugno 2014, n. 1000 recante “Nuova disciplina di classificazione e attribuzione del livello e categoria delle strutture ricettive all'aperto ai sensi degli articoli 29, 31, 32, 33 e 34 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 : "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto". Deliberazione n. 37/CR del 15 aprile 2014.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 65 del 4 luglio 2014.
(40) Relativamente solo alla disciplina delle superfici e cubature delle unità abitative fisse e degli accessori e pertinenze egli allestimenti mobili delle strutture ricettive all’aperto, vedi DGR 17 giugno 2014, n. 1001 recante “Nuova disciplina di classificazione e attribuzione del livello e categoria delle strutture ricettive all'aperto ai sensi degli articoli 29, 31, 32, 33 e 34 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 : "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto". Deliberazione n. 37/CR del 15 aprile 2014.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 65 del 4 luglio 2014.
(41) Relativamente alla struttura ricettiva albergo diffuso, vedi DGR 12 agosto 2014, n. 1521 recante “Requisiti, condizioni e criteri per la classificazione della struttura ricettiva “Albergo diffuso”. Deliberazione/CR n. 101 del 15 luglio 2014. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto", articoli 24 e 25”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 85 del 29 agosto 2014, integrata con DGR 23 febbraio 2016, n. 184 recante “Disciplina regionale di classificazione delle strutture ricettive alberghiere. Modificazione ed integrazione della deliberazione n. 807/2014 e della deliberazione n. 1521/2014. Deliberazione n. 8/CR del 2 febbraio 2016. Legge regionale n. 11 del 4 giugno 2013.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 23 del 11 marzo 2016. Con DGR 6 luglio 2018, n. 989 recante “Modificazioni ed integrazioni delle deliberazioni n. 807 del 27 maggio 2014, n. 1521 del 12 agosto 2014 e n. 419 del 31 marzo 2015 e successive modificazioni. Requisiti di classificazione delle strutture ricettive alberghiere e complementari. Deroghe per i requisiti di classificazione relativi ai bagni nelle strutture ricettive alberghiere e complementari, situate in edifici qualificati come beni culturali. Deliberazione n. 49/CR del 21 maggio 2018.”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 70 del 20 luglio 2018, è stata modificata ed integrata la DGR n. 1521/2014 prevedendo alcune deroghe delle dimensioni dei bagni nelle strutture ricettive “alberghi diffusi”, ai fini della classificazione, ubicate in edifici qualificati come beni culturali ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137”.
(42) Relativamente alla struttura ricettiva all’aperto “marina resort”, vedi DGR 21 ottobre 2016, n. 1662 recante “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto. Requisiti generali di prima classificazione unica dei marina resort. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 articolo 31, comma 1. Deliberazione n. 89/CR del 29 agosto 2016.” pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 103 del 28 ottobre 2016, con cui si è provveduto, in sede di prima applicazione della legge, alla definizione dei requisiti generali di classificazione unica dei marina resort.”
(43) Con DGR n. 1578 del 30 ottobre 2018 “Definizione dei requisiti igienico sanitari di alcuni locali accessori in strutture ricettive alberghiere già esistenti e classificate ai sensi dell'articolo 32 della L.R. n. 11/2013 ” pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 112 del 9 novembre 2018 si prevedono, esclusivamente nei locali esistenti nelle strutture ricettive alberghiere che risultino classificate ai sensi dell’articolo 32 della presente legge alla data della pubblicazione sul BUR del citato provvedimento, deroghe in relazione alle altezze minime, all’illuminazione e all’aerazione nei locali o aree da adibire a:
1. Wellness (area benessere);
2. Fitness (micro-palestre);
3. Lavanderia di supporto;
4. Deposito materiali di pulizia;
5. Ricovero e custodia attrezzi sportivi;
6. Sala piccole colazioni.
(44) Comma inserito da comma 1 art. 20 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(45) Comma inserito da comma 1 art. 92 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 .
(46) Lettera modificata da comma 2 art. 92 della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 che ha inserito dopo la parola: “alberghiera” le seguenti: “, anche in deroga alle altezze minime previste dalla normativa vigente”.
(47) Comma così modificato da comma 6 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(48) Comma così modificato da comma 6 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(49) Comma così modificato da comma 6 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(50) Comma così modificato da comma 6 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(51) Ai sensi dell’art. 50 della legge regionale 2 aprile 2014, n. 11 la messa a disposizione, all’interno di strutture ricettive, di saune, bagni turchi, bagni a vapore, vasche con idromassaggio e servizi similari, a uso esclusivo degli ospiti e con funzione meramente accessoria e complementare rispetto all’attività principale della struttura ricettiva, non è subordinata alla presenza di soggetti in possesso della qualificazione professionale di estetista, né alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), salvo il possesso dei requisiti igienico sanitari dei locali. Resta fermo l’obbligo, in capo al titolare o gestore della struttura ricettiva, di fornire al cliente le necessarie informazioni sulle modalità di corretta fruizione delle attrezzature di cui al presente articolo, sulle controindicazioni al loro utilizzo, sulle precauzioni da adottare, anche attraverso l’esposizione di cartelli nei locali dove sono collocate le attrezzature stesse e assicurando ivi la presenza di personale addetto che eserciti la vigilanza.
(52) Comma così modificato da comma 7 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(53) Comma così modificato da comma 7 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(54) Comma così modificato da lett. a) comma 8 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “fornito dalla provincia, sulla base del modello regionale” con le parole “approvato dalla Giunta regionale”.
(55) Comma così modificato da lett. b) comma 8 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “fornito dalla provincia, sulla base del modello regionale” con le parole “approvato dalla Giunta regionale”.
(56) Comma così modificato da lett. a) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “dalle province” con le parole “dalla Giunta regionale”.
(57) Comma così modificato da lett. b) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(58) Comma così modificato da lett. b) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(59) Comma così modificato da lett. c) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “La provincia effettua annualmente verifiche a campione sulle strutture ricettive e sulle sedi congressuali in una percentuale minima di almeno il 10 per cento del totale di ogni tipologia,” con le parole “La Giunta regionale effettua annualmente verifiche a campione sulle strutture ricettive e sulle sedi congressuali in una percentuale minima significati da essa stabilita per ogni tipologia”.
(60) Comma così modificato da lett. b) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(61) Comma così modificato da lett. d) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “la Città metropolitana di Venezia e le province” con le parole “e la Giunta regionale”.
(62) Comma inserito da comma 1 art. 21 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(63) Comma così modificato da lett. e) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “e le province sono tenuti a fornire reciprocamente le informazioni acquisite nell’esercizio delle rispettive funzioni di vigilanza e a comunicarle, se richieste, alla Giunta regionale” con le parole “e la Giunta regionale sono tenuti a fornirsi reciprocamente le informazioni acquisite nell’esercizio delle rispettive funzioni di vigilanza”.
(64) Comma così modificato da lett. b) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(65) Comma così modificato da lett. b) comma 9 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(66) Lettera inserita da comma 1 art. 3 della legge regionale 8 agosto 2017, n. 22 .
(67) Comma così modificato da lett. a) comma 10 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “presenta alla provincia nel cui territorio è ubicata la sede principale” con le parole “aprendo la sede principale nel Veneto, presenta alla Giunta regionale”.
(68) Comma così modificato da lett. b) comma 10 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(69) Comma così modificato da lett. c) comma 10 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “anche sui siti internet istituzionali delle province” con le parole “anche sul sito internet istituzionale della Regione”.
(70) Comma così modificato da lett. d) comma 10 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “una sede secondaria, sono tenute a comunicare detta apertura sia alla provincia della sede secondaria sia alla provincia della sede principale” con le parole “una sede secondaria nel Veneto, sono tenute a comunicare detta apertura sia alla Giunta regionale del Veneto sia alla amministrazione competente per l’apertura della sede principale”.
(71) Comma così modificato da lett. b) comma 10 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(72) Comma così modificato da comma 11 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(73) Comma così modificato da comma 11 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(74) Vedi anche quanto previsto dall’art. 10 della legge regionale 8 agosto 2017, n. 23 “Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo”.
(75) Vedi anche l’art. 32 della legge regionale 27 aprile 2015, n. 6 così come modificato dall’art. 6 della legge regionale 23 febbraio 2016, n. 7 che al fine di favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese turistiche, ha istituito il fondo di garanzia e controgaranzia per il settore turismo.
(76) Vedi art. 4 della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 recante disposizioni transitorie concernenti il fondo di rotazione in materia di turismo ed ai sensi del quale: “1. Nelle more dell’attuazione dell’articolo 45 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto” e comunque non oltre il 31 dicembre 2014, al solo fine di garantire continuità agli interventi a valere sul fondo di rotazione, è ripristinata la vigenza degli articoli 101 e 103 della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo” e successive modificazioni, limitatamente alla loro applicazione al fondo di rotazione e a quanto conforme alla vigente normativa, con riferimento ai procedimenti amministrativi e di spesa definiti successivamente al 3 luglio 2013 o in corso di definizione alla data di entrata in vigore della presente legge, sempreché definiti entro la data del 31 dicembre 2014, nei limiti della capienza del fondo di rotazione.
(77) Il fondo di rotazione, per effetto dell’articolo 1 della legge regionale 17 giugno 2016, n. 17 “Norme relative all’unificazione dei fondi di rotazione regionali” confluisce nel fondo di rotazione per la concessione di finanziamenti agevolati alle piccole e medie imprese di cui all’articolo 23 della legge regionale 9 febbraio 2001, n. 5 “Provvedimento generale di rifinanziamento e di modifica di leggi regionali per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2001)”. Vedi altresì quanto previsto dall’art. 27 della legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che prevede come al fine di assicurare continuità agli interventi diretti a favorire l’accesso al credito delle imprese turistiche, la gestione del fondo, nelle more della individuazione del soggetto gestore con le modalità e i termini previsti dalla legge regionale 17 giugno 2016, n. 17 , è assicurata dal soggetto incaricato dalla gestione dei fondi di rotazione regionali alla data di entrata in vigore della presente legge.
(78) Comma così modificato da comma 12 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “La Regione al fine di migliorare, qualificare e sviluppare iniziative di sostegno delle attività turistiche realizzate dalle province, dai comuni e dagli altri enti pubblici” con le parole “La Giunta regionale al fine di migliorare, qualificare e sviluppare iniziative di sostegno delle attività turistiche realizzate dai comuni e dagli altri enti pubblici”.
(79) Articolo aggiunto da comma 1 art. 30 legge regionale 27 aprile 2015, n. 6 .
(80) Lettera così modificata da lett. a) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(81) Lettera così modificata da lett. b) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con la parola “Regione”.
(82) Lettera così modificata da lett. a) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(83) Lettera così modificata da lett. c) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “Regione” con le parole “Giunta regionale”.
(84) Lettera introdotta da comma 1 art. 14 legge regionale 24 febbraio 2015, n. 2 .
(85) Lettera così modificata da lett. a) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(86) Comma così modificato da lett. d) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha soppresso le parole “attribuiti alla provincia competente per territorio, ad eccezione dei casi di cui al comma 3 lettera a), al comma 4 lettera a) e al comma 5 lettera a),”.
(87) Comma così modificato da lett. e) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “L’ente locale” con le parole “Il Comune”.
(88) Comma così modificato da lett. f) comma 13 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito le parole “l’ente locale” con le parole “il Comune”.
(89) Comma aggiunto da comma 1 art. 22 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(90) La lettera verrà abrogata da comma 2 art. 11 legge regionale 22 ottobre 2014, n. 34 a decorrere dall’istituzione dell’albo regionale di cui all’art. 4 della medesima L.R. 34/2014.
(91) Comma così modificato da comma 1 art. 23 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che ha sostituito le parole “Le strutture ricettive già classificate alla data di entrata in vigore della presente legge e le sedi congressuali già esistenti alla stessa data,” con le parole “Le sedi congressuali già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge”.
(93) Comma così modificato da comma 2 art. 23 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 che ha soppresso le parole “strutture ricettive o”.
(94) Comma così sostituito da comma 1 art. 31 legge regionale 27 aprile 2015, n. 6 .
(95) Comma così modificato da comma 1 art. 7 legge regionale 14 dicembre 2018, n. 43 che ha rideterminato il termine al 31 marzo 2019; in precedenza comma modificato da comma 1 art. 1 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 49 che ha sostituito le parole “31 marzo 2017” con le parole “31 marzo 2018”.
(96) Comma modificato da comma 1 art. 1 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 49 che ha sostituito le parole “comma 7” con le parole “comma 7 bis”.
(97) Comma inserito da comma 3 art. 23 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 .
(98) Comma inserito da comma 2 art. 1 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 49 .
(99) Comma abrogato da comma 3 art. 1 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 49 . In precedenza sostituito da comma 4 art. 23 legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 . Il testo originario prevedera un termine di 12 mesi, prorogabile di 6 mesi con motivata richiesta, decorrente dalla pubblicazione nel BUR del provvedimento della Giunta regionale di cui all’articolo 31 per il quale si rinvia alle note al relativo articolo.
(100) Con DGR 31 marzo 2017, n. 400 “Proroga del termine per la presentazione delle domande di classificazione delle strutture ricettive alberghiere, all'aperto e complementari. Legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 , articolo 19, comma 3 e articolo 50, comma 7, lett. b).”, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 33 del 31 marzo 2017, è stato prorogato di mesi sei dal 31 marzo 2017, e pertanto fino al 30 settembre 2017, il termine per la presentazione delle domande di classificazione delle strutture ricettive alberghiere, all'aperto e complementari già regolarmente esercitate ai sensi della legge regionale 5 novembre 2002, n. 33 .
(101) Comma così modificato da comma 1 art. 7 legge regionale 14 dicembre 2018, n. 43 che ha rideterminato il termine al 31 marzo 2019.
(102) Comma inserito da comma 4 art. 1 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 49 .
(103) Comma così modificato da comma 14 art. 10 legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 che ha sostituito la parola “provincia” con le parole “Giunta regionale”.
(104) Il termine di diciotto mesi, limitatamente alla lett. n) – e quindi relativamente alla funzione provinciale di gestione degli uffici provinciali di informazione ed accoglienza – è differito di mesi nove per effetto dell’art. 5 della legge regionale 30 dicembre 2014, n. 45 (vedi altresì comma 2 e comma 3 del succitato art. 5 in ordine a modalità di esercizio della funzione e a validità ed efficacia di atti di attuazione dell’art. 15 della legge regionale 11/2013 già assunti) e successivamente rideterminato al 31 gennaio 2016 per effetto dell’art. 6 della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 17 .

References: Art. 27

Art. 28

Art. 31

Art. 33

Art. 40

Art. 45

Art. 48
 articolo 27
 articolo 3
 art. 10
 art. 17
 art. 10
 art. 17
 art. 91
 articolo 27
 articolo 27
 articolo 27
 articolo 27
 articolo 27
 art. 18
 art. 19
 articolo 31
 articolo 27
 articolo 31
 articolo 31
 art. 20
 art. 92
 art. 92
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 21
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 3
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 4
 art. 10
 art. 30
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 14
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 10
 art. 22
 art. 11
 art. 23
 art. 23
 art. 31
 art. 7
 art. 1
 art. 1
 art. 23
 art. 1
 art. 1
 art. 23
 articolo 19
 articolo 50
 art. 7
 art. 1
 art. 10
 art. 5