Source: http://documenti.camera.it/leg16/resoconti/commissioni/bollettini/html/2012/03/07/05/comunic.htm
Timestamp: 2020-01-28 13:22:53+00:00

Document:
﻿V Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 7 marzo 2012
Mercoledì 7 marzo 2012. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI.
(Parere all'Assemblea - Rinvio dell'esame).
Giancarlo GIORGETTI, presidente, ricorda che la Commissione è convocata per esprimere il parere all'Assemblea sul nuovo testo del disegno di legge C. 4940, di conversione del decreto-legge n. 5 del 2012, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo. Fa tuttavia presente che le Commissioni I e X non hanno concluso nella serata di ieri i propri lavori e il presidente della I Commissione ha inviato una lettera al Presidente della Camera per chiedere il differimento dell'inizio dell'esame in Assemblea del disegno di legge n. 4940 al pomeriggio di oggi. Poiché le Commissioni di merito dovrebbero apportare ulteriori modificazioni al testo già trasmesso, anche per recepire i pareri delle altre Commissioni, avverte che la Commissione potrebbe riunirsi intorno alle ore 12, mentre l'esame in Assemblea è previsto a partire dalle ore 16.
Audizione del Presidente di Mediaset Spa, Fedele Confalonieri.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, propone che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione. Introduce quindi l'audizione.
Fedele CONFALONIERI, Presidente di Mediaset Spa, svolge una relazione sui temi oggetto dell'indagine conoscitiva.
Intervengono, per porre quesiti e formulare osservazioni, i deputati Amedeo CICCANTI (UdCpTP), Renato CAMBURSANO (Misto), Claudio D'AMICO (LNP), Paola DE MICHELI (PD), Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL) e Roberto SIMONETTI (LNP), ai quali replicano Fedele CONFALONIERI, Presidente di Mediaset Spa, Gina NIERI, Direttore degli affari istituzionali di Mediaset Spa e Marco GIORDANI, Chief financial officer di Mediaset Spa.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, ringrazia il Presidente Confalonieri e i suoi collaboratori per l'importante contributo fornito all'indagine conoscitiva. Dichiara quindi conclusa l'audizione.
Mercoledì 7 marzo 2012. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione Filippo Patroni Griffi, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giampaolo D'Andrea, il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Gianfranco Polillo.
La seduta comincia alle 10.10
(Parere alle Commissioni I e X).
(Riesame articoli 1, 3, 31-bis, 47-bis, 47-sexies e 50-bis - Esame emendamenti - Parere favorevole, con condizioni, volte a garantire l'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, sugli articoli 1, 3 e 31-bis - Parere contrario, al fine di garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, sul comma 2 dell'articolo 47-bis e sugli articoli 47-sexies e 50-bis - Parere su emendamenti).
La Commissione inizia il riesame degli articoli 1, 3, 31-bis, 47-bis, 47-sexies e 50-bis del provvedimento, nonché degli emendamenti 14.100, 24.16, 24.24, 24.31, 24.100, 24.101, 32.100 e 50.100, trasmessi dalle Commissioni riunite I e X.
Roberto OCCHIUTO (UdCpTP) relatore, fa presente che i presidenti delle Commissioni I e X hanno richiesto il riesame del parere espresso nella seduta di ieri dalla Commissione bilancio sugli articoli 1, 3, 31-bis, 47-bis, 47-sexies e 50-bis. Sugli articoli 1 e 3 chiede al Governo se vi siano elementi ulteriori in mancanza dei quali non si può che confermare la posizione espressa nella seduta di ieri. In merito all'articolo 31-bis, alla luce della relazione tecnica trasmessa dal Governo, verificata positivamente dalla Ragioneria generale dello
Stato e delle modifiche proposte dalla stessa relazione tecnica al suddetto articolo 31-bis, fa presente che il relatore aveva ritenuto di modificare il testo delle Commissioni proponendo, quindi alcune condizioni ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione che recepivano le indicazioni della relazione tecnica. In particolare, nel parere proposto dal relatore, il periodo di sperimentazione della Scuola è stato ridotto da quattro a tre anni, è stato previsto il concerto del Ministro dell'economia dell'adozione del decreto di cui al comma 4, e l'onere era stato quantificato in 12 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015. Ai relativi oneri si provvedeva, per 6 milioni di euro annui, a valere sui fondi per la ricostruzione dell'Abruzzo di cui all'articolo 14, comma 1, del decreto-legge n. 39 del 2009, e per 6 milioni di euro annui a valere sulle risorse destinate all'Abruzzo nell'ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 48. Ricorda che, nel corso della medesima seduta del 6 marzo 2012, il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze ha richiesto una modifica delle condizioni contenute nella proposta di parere del relatore al fine di ridurre gli oneri a 8 milioni di euro e di porre gli stessi esclusivamente a carico delle risorse relative al Fondo per lo sviluppo e la coesione per la regione Abruzzo. Considerato che le modifiche proposte dal relatore recepivano le indicazioni della relazione tecnica, in particolare per quanto riguarda la quantificazione dell'onere e le modalità di copertura, ritiene non sembrano sussistere ragioni di carattere finanziario ostative ad una modifica del testo dell'articolo 31-bis, volta ad incrementare l'onere a 12 milioni di euro per ciascuno degli anni degli anni 2013, 2014 e 2015 e a prevedere che ai relativi oneri si provveda, per 6 milioni di euro annui, a valere sui fondi per la ricostruzione dell'Abruzzo di cui all'articolo 14, comma 1, del decreto-legge n. 39 del 2009, e per 6 milioni di euro annui a valere sulle risorse destinate all'Abruzzo nell'ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 48. Fa presente che, in merito a tale articolo, appare opportuno introdurre alcune modifiche formali che espliciterà nella proposta di parere. Per quanto riguarda le ulteriori richieste di riesame, propone di confermare le condizioni contenute nel parere reso nella seduta di ieri. Fa presente, altresì, che le Commissioni hanno trasmesso gli emendamenti 14.100, 24.101, 24.100, 32.100 e 50.100 dei relatori, nonché gli identici emendamenti Lulli 24.31, Vignali 24.16 e Bratti 24.24. Tali proposte emendative, salvo quanto dirà in merito all'emendamento 50.100, non presentano profili problematici dal punto di vista finanziario e possono quindi essere valutate favorevolmente. Per quanto riguarda l'emendamento 50.100, occorre precisare che la rideterminazione degli organici ivi prevista potrà avvenire solo nei limiti dei risparmi di spesa accertati ai sensi del comma 9 dell'articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008.
Il sottosegretario Gianfranco POLILLO osserva come la nuova formulazione dell'articolo 50 proposta dall'emendamento 50.100 dei relatori superi gran parte delle criticità evidenziate con riferimento alla precedente formulazione dell'articolo 50, sulla quale la Commissione aveva deciso di non esprimersi nella seduta di ieri. Segnala, tuttavia, l'opportunità di riformulare il comma 2-bis del medesimo articolo, al fine di meglio chiarire la portata dell'emendamento ed escludere che dalla proposta emendativa derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Per quanto attiene alle restanti disposizioni del provvedimento in esame, segnala la necessità che la Commissione riconsideri il parere espresso nella seduta di ieri con riferimento alla Tabella A di cui all'articolo 62 del decreto, al fine di prevedere che la condizione relativa alla soppressione della voce 12-bis richiami espressamente la necessità di garantire il
rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione. Ribadendo le considerazioni già svolte nella seduta di ieri, sottolinea come la sentenza n. 22 del 2012 della Corte costituzionale abbia determinato la necessità di rivedere completamente il meccanismo di finanziamento delle emergenze, in quanto sono state dichiarate incostituzionali le disposizioni allo scopo previste nel decreto-legge n. 225 del 2010. Nel richiamare il meccanismo previsto dalla normativa dichiarata incostituzionale, sottolinea come l'incremento dell'imposizione a livello territoriale consentisse di ripristinare le dotazioni del Fondo di riserva di cui all'articolo 28 della legge di contabilità e finanza pubblica e, pertanto, la richiamata dichiarazione di incostituzionalità determina un'interruzione del meccanismo di ripristino delle dotazioni finanziarie, che pone a rischio le disponibilità del medesimo fondo di riserva. Alla luce di questa considerazioni, osserva come il mancato reintegro delle risorse del Fondo di riserva per le spese impreviste priva in sostanza il Governo di un essenziale strumento per provvedere al finanziamento degli interventi per le calamità naturali e ritiene, pertanto, che la soppressione del comma 5-quinquies dell'articolo 5 della legge n. 225 del 1992 creerebbe conseguenze finanziarie particolarmente gravi. In questo contesto, sottolinea come anche l'eventuale presentazione di un decreto-legge volto a stanziare le risorse per far fronte ad una situazione di emergenza, in assenza di risorse immediatamente spendibili, rischierebbe di rivelarsi un intervento tardivo, in quanto il verificarsi di una calamità richiede interventi da finanziare nell'immediatezza. Ritiene, pertanto, che la soppressione del comma 5-quinquies dell'articolo 5 della legge n. 225 del 1992 determini il rischio di un depauperamento delle risorse del Fondo di riserva per le spese impreviste e possa comportare conseguenze assai gravi per il finanziamento delle emergenze. Ribadisce, pertanto, la necessità di sopprimere la voce 12-bis nella tabella A, segnalando che la mancata soppressione di tale voce potrebbe determinare conseguenze, anche gravi, sull'ulteriore iter del provvedimento.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, ritiene che la Commissione potrebbe, essendosi già espressa sul punto da ultimo richiamato dal sottosegretario, richiamare le Commissioni di merito all'opportunità di recepire la condizione semplice contenuta nel parere approvato nella seduta di ieri.
Roberto OCCHIUTO (UdCpTP), relatore, anche alla luce delle considerazioni del rappresentante del Governo, formula la seguente proposta di parere:
vista la richiesta dei Presidenti della I e della X Commissione di riesaminare il parere reso il 6 marzo 2012 con riferimento agli articoli 1, 3, 31-bis, 47-bis, 47-sexies e 50-bis, di esaminare gli emendamenti 14.100, 24.16, 24.24, 24.31, 24.100, 24.101, 32.100 e 50.100 del nuovo testo del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 5 del 2012, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo (C. 4940 Governo);
rilevata l'opportunità che le Commissioni di merito recepiscano la condizione relativa alla soppressione della voce 12-bis della tabella A dell'articolo 62, contenuta nel parere reso sul provvedimento nella seduta di ieri;
sugli articoli 1, 3 e 31-bis, con le seguenti condizioni, volte a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione:
All'articolo 1, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
1-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano nei procedimenti
tributari e in materia di giochi pubblici, per i quali restano ferme le particolari norme che li disciplinano.
All'articolo 3, comma 1, dopo il capoverso 2-sexies, aggiungere il seguente:
All'articolo 31-bis, comma 2, sostituire la parola: quadriennio con la seguente: triennio.
a) al comma 4, primo periodo, aggiungere in fine le parole: di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze.;
b) al comma 4, terzo periodo sostituire le parole: a carico dell'amministrazione con le seguenti: per la finanza pubblica.;
c) sostituire i commi 5 e 6 con i seguenti:
5. Sino al completamento del triennio di sperimentazione di cui al comma 2, per il finanziamento delle attività della Scuola è autorizzata la spesa di 12 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, cui si fa fronte quanto a 6 milioni di euro annui a valere sui fondi per la ricostruzione dell'Abruzzo di cui all'articolo 14, comma 1, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77 e quanto a 6 milioni di euro annui a valere sulle risorse destinate alla regione Abruzzo nell'ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88.
6. Allo scadere del triennio, previo reperimento di idonea copertura finanziaria, con apposito provvedimento legislativo la Scuola può assumere carattere di stabilità a seguito della valutazione dei risultati da parte dell'Agenzia nazionale della valutazione della ricerca, mediante decreto di riconoscimento e approvazione del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
d) Aggiungere in fine il seguente comma:
sul comma 2 dell'articolo 47-bis e sugli articoli 47-sexies e 50-bis, al fine di garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione;
sugli emendamenti 14.100, 24.16, 24.24, 24.31, 24.100, 24.101, 32.100.
sull'emendamento 50.100, con le seguenti condizioni, volte a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione.
Il comma 2-bis è sostituito dal seguente:
2-bis. Con decreto del Ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con cadenza triennale, nei limiti dei risparmi di spesa accertati con la procedura di cui al comma 9 dell'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è definita la consistenza numerica massima degli organici delle autonomie e di rete sulla base della previsione dell'andamento demografico della popolazione in età scolare. In sede di prima applicazione, entro 120 giorni dall'entrata in vigore del disegno di legge di conversione del presente decreto, è adottato il decreto di cui al presente comma per gli anni scolastici 2013-2014, 2014-2015 e 2015-2016. A decorrere dall'anno scolastico 2012-2013, continua ad
applicarsi il comma 9 dell'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, per le finalità di cui all'articolo 8, comma 14, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, con le modalità previste, per le necessità dell'organico dell'autonomia e per le finalità dell'organico di rete.
Al comma 2-ter sostituire le parole: allo Stato con le seguenti: allo stato di previsione del Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca.».
Renato BRUNETTA (PdL), pur ringraziando il relatore per la relazione svolta, osserva come non vi sia stato, a suo avviso, un adeguato approfondimento con riferimento alla richiesta di riesaminare il parere espresso sugli articoli 1 e 3. In proposito, osserva come non possa condividersi la scelta di avere espresso una condizione volta a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione con riferimento alle modifiche apportate dalle Commissioni rispetto al testo originario dei richiamati articoli. Precisa che le Commissioni di merito avevano inteso, su sua proposta, con un atteggiamento di rimessione alle Commissioni medesime del Governo, includere anche l'amministrazione fiscale e i procedimenti tributari nei principi generali in materia di semplificazioni recati dal decreto-legge in esame. Sottolinea come la semplificazione, che di per sé comporta minori costi, è idonea a contrastare meglio l'evasione fiscale, lungi dal costituire un limite per tale attività di controllo. Osserva che l'esclusione dell'amministrazione fiscale dall'ambito di applicazione delle richiamate disposizioni riporterebbe indietro di 20 anni i rapporti tra cittadino e amministrazione.
Alberto GIORGETTI (PdL), prendendo atto delle valutazioni del rappresentante del Governo sull'emendamento 50.100 dei relatori, ritiene che andrebbero approfondite le implicazioni delle disposizioni del comma 2-ter dell'articolo 50, come sostituito dalla medesima proposta emendativa. A suo avviso, infatti, dovrebbe chiarirsi la portata delle disposizioni che prevedono l'adozione di misure in materia di giochi pubblici utili al fine di assicurare maggiori entrate da realizzare attraverso un intervento su rapporti negoziali in essere alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Ritiene, infatti, che debbano valutarsi attentamente gli effetti di una disposizione che potrebbe determinare consistenti dubbi interpretativi e, conseguentemente, l'insorgenza di un rilevante contenzioso con i titolari di rapporti negoziali in essere.
Paola PELINO (PdL) osserva come nulla sia cambiato in relazione alla posizione del Governo sull'articolo 50-bis, malgrado, sulla base di documentazione in suo possesso, sarebbe chiaramente dimostrata l'assenza di nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Sottolinea come si tratti di una questione di equità nei confronti dei dirigenti scolastici che attendono da molto tempo una soluzione adeguata alle loro giuste istanze. Ritiene che la soluzione che si va profilando sulla base della relazione svolta dal relatore e dell'intervento del Governo non possa essere considerata soddisfacente.
Rolando NANNICINI (PD), pur esprimendo la propria soddisfazione per l'individuazione di una soluzione alle problematiche emerse nel dibattito svoltosi nella seduta di ieri con riferimento alle disposizioni in materia di autonomia scolastica di cui all'articolo 50 del decreto-legge, ritiene che dovrebbe essere approfondita la portata dell'ultimo periodo del comma 2-ter dell'articolo 50, come sostituito dall'emendamento 50.100 dei relatori. Osserva, infatti, che tale disposizione prevede che le eventuali maggiori entrate derivanti dall'applicazione delle disposizioni di cui al medesimo comma 2-ter siano accertate annualmente con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze per essere successivamente riassegnate alle finalità di cui all'articolo 50. Ritiene, in proposito,
che dovrebbe chiarirsi a quale esercizio si riferisca l'accertamento effettuato dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze e quali saranno le modalità concrete di applicazione della procedura individuata dall'ultimo periodo del citato comma 2-ter. Giudica, pertanto, necessario che in fase applicativa si individuino in modo puntuale le modalità di applicazione delle disposizioni in esame, al fine di garantire che siano effettivamente assegnate nuove risorse alle finalità di cui all'articolo 50. Per quanto attiene alle considerazioni svolte dall'onorevole Pelino con riferimento all'articolo 50-bis del provvedimento, ritiene che la Commissione dovrebbe garantire parità di trattamento tra le norme di iniziativa parlamentare e quelle proposte dal Governo. Rileva, infatti, che nel decreto-legge n. 1 del 2012, recante interventi in materia di liberalizzazioni, attualmente all'esame della Camera, esiste una norma di contenuto sostanzialmente analogo, l'articolo 35, comma 6, relativo alle agenzie fiscali ed all'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato ed auspica, pertanto, che la Commissione, quando esaminerà in sede consultiva il decreto-legge n. 1 del 2012, applichi il medesimo metro di giudizio. Per quanto attiene, infine, alle considerazioni del sottosegretario Polillo relative alla voce 12-bis della tabella A, osserva come in materia sussistano diverse interpretazioni. Ritiene, tuttavia, che si potrebbe ipotizzare una soppressione di tale voce solo a fronte di un preciso impegno del Governo ad individuare in termini brevissimi una nuova modalità di copertura finanziaria per gli oneri derivanti dalle calamità naturali, in quanto, a seguito della più volte richiamata sentenza della Corte costituzionale n. 22 del 2012, attualmente non esiste più una procedura per la copertura finanziaria di tali oneri. Considerata la delicatezza della materia, giudica pertanto necessario che il Governo faccia uno sforzo per individuare una soluzione al problema che si è creato.
Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL), con riferimento alla nuova formulazione che si proporrebbe dell'articolo 50, richiama le considerazioni già espresse dai colleghi Alberto Giorgetti e Nannicini. Rileva come sia opportuna in proposito una condizione volta a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione per meglio precisarne la portata finanziaria. Rileva comunque come tale disposizione appaia in contrasto con la linea politica fin qui seguita dal Governo. Esprime quindi insoddisfazione per le disposizioni di cui all'articolo 56, comma 2, che, a suo avviso, sono idonee a provocare effetti negativi sulla finanza pubblica e comunque si muovono nella direzione opposta rispetto ad un efficace contrasto contro la mafia.
Maino MARCHI (PD) osserva che la Commissione bilancio non può in questa sede esprimersi nuovamente sulla tabella A allegata al decreto in esame, dal momento che su di essa si è già espressa con il parere approvato nella seduta di ieri e non risulta formulata alcuna richiesta di riesame da parte della Presidenza delle Commissioni I e X. Con riferimento alle disposizioni contenute nell'emendamento 50.100 dei relatori, chiede al Governo di chiarire se la riformulazione che intende proporre del comma 2-bis non determini il sostanziale svuotamento di contenuto della medesima disposizione, sulla quale il vice Ministro dell'economia e delle finanze non ha espresso rilievi al riguardo nel corso dell'esame in sede referente, al quale ha preso parte. Con riferimento alle considerazioni dell'onorevole Marinello, osserva che l'eventuale attribuzione delle concessioni dei beni confiscati alla criminalità organizzata a titolo oneroso a cooperative di giovani di età inferiore a 35 anni risulterebbe assai problematica, anche in considerazione del fatto che tali cooperative, oltre ai canoni di concessione, dovrebbero sobbarcarsi le spese per la gestione ed il mantenimento dei medesimi beni.
Massimo BITONCI (LNP) ricorda che nella seduta di ieri la Commissione aveva deliberato di non esprimere il proprio parere sull'articolo 50 invitando ad individuare una formulazione del medesimo articolo che superasse le criticità finanziarie evidenziate dal rappresentante del Governo. Osserva, in proposito, come la soluzione individuata dai relatori con la presentazione dell'emendamento 50.100 non abbia superato integralmente i rilievi mossi, come dimostra il fatto che si prefigura una sua ulteriore modifica. Nel sottolineare come le risorse derivanti dall'incremento del gettito dei giochi pubblici abbiano un carattere aleatorio, esprime perplessità sulla neutralità finanziaria dell'emendamento 50.100 dei relatori, ed evidenzia la necessità di acquisire una relazione tecnica sulla medesima proposta emendativa.
Claudio D'AMICO (LNP) ritiene sconcertante l'andamento dei lavori parlamentari sul provvedimento in esame, sia in questa sede che presso le Commissioni di merito. Pur comprendendo la necessità di rispettare il calendario dei lavori dell'Assemblea, rileva come si sarebbe dovuto garantire lo svolgimento di un dibattito serio sul provvedimento. Osserva che le modifiche apportate dalle Commissioni di merito appaiono rilevanti e quindi occorrerebbe approfondirne la portata finanziaria. Chiede pertanto un ulteriore slittamento rispetto al termine delle 16 per l'avvio della discussione in Assemblea. Sottolinea come permangano, anche nella documentazione predisposta dal Servizio del bilancio talune criticità con riferimento all'articolo 31-bis e soprattutto con riferimento alla nuova stesura dell'articolo 50. Esprime quindi la preoccupazione che il provvedimento rechi diverse norme ampiamente scoperte e che si possano verificare consistenti oneri a carico della finanza pubblica. Stigmatizza quindi la sicurezza con la quale il presidente della I Commissione avrebbe dato per certo un parere favorevole della Commissione bilancio sulle modifiche proposte, sottolineando come le decisioni della Commissione possono essere assunte solo in sede di discussione e che la Commissione non può limitarsi ad un ruolo notarile di decisioni prese altrove.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, fa presente che, in relazione alla convocazione dell'Assemblea, tra pochi minuti dovrà comunque porre in votazione la proposta di parere formulata dal relatore ed invita pertanto l'onorevole D'Amico a concludere il suo intervento.
Claudio D'AMICO (LNP), proseguendo il suo intervento, rileva come non si possa procedere nelle attuali condizioni ad esprimere un parere. Con riferimento all'articolo 50, sottolinea come si coprano spese strutturali con entrate aleatorie. In particolare osserva, richiamando la citata nota predisposta dal Servizio del bilancio, come andrebbero acquisiti elementi volti a confermare la compatibilità dei nuovi obiettivi collegati all'offerta scolastica, previsti dal comma 1, rispetto al vincolo dell'osservanza dell'articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, che ha ascritto alla riorganizzazione del sistema scolastico consistenti risparmi di carattere permanente.
Massimo POLLEDRI (LNP), intervenendo sull'ordine dei lavori, sottolinea come le disposizioni dell'articolo 50, comma 1, anche a seguito delle riformulazioni operate dall'emendamento 50.100 dei relatori, presentano un contenuto estremamente vago, determinando di fatto il conferimento di una delega in bianco al Governo, con un intervento che evidentemente non può essere contenuto in un decreto-legge.
Renato BRUNETTA (PdL) illustra una proposta di parere alternativa rispetto a quella del relatore (vedi allegato).
Giancarlo GIORGETTI, presidente, osservando come le legittimi istanze rappresentante dai deputati del gruppo della Lega Nord potranno essere fatte valere ancora nelle Commissioni di merito ed in
Assemblea, mette in votazione la proposta di parere formulata dal relatore, avvertendo che, in caso di reiezione della medesima, si procederà alla votazione della proposta di parere alternativo formulata dall'onorevole Brunetta.
Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 616 del 6 marzo 2012, a pagina 113, seconda colonna, quarantacinquesima riga, le parole: «allegato 2» sono sostituite dalle seguenti «allegato 1».
C. 4940-A Governo ed emendamenti, subordinatamente all'effettiva trasmissione.

References: e contrario
 articolo 31
 sentenza 
in fine
in fine
 sentenza