Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26079-del-16-12-2016
Timestamp: 2020-08-03 15:45:33+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 26079 del 16/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26079 del 16/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 16/12/2016, (ud. 09/11/2016, dep.16/12/2016), n. 26079
sul ricorso 12973-2015 proposto da:
C.M.C., C.A., C.R.
C.P. elettivamente domiciliati in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso
la CORTE DI CASSAZIONI, rappresentati e difesi dall’avvocato MASSIMO
PEPE, giusta procura speciale a margine del ricorso;
avverso la sentenza n. 6078/29/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di MILANO, emessa il 29/10/2014 e depositata il
20/11/2014;
09/11/2016 dal Consigliere Relatore Dott. CONTI ROBERTO GIOVANNI;
udito l’Avvocato Massimo Pepe, per i controricorrenti, che si riporta
L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, contro la sentenza resa dalla CTR della Lombardia indicata in epigrafe che ha dichiarato inammissibile per difetto di motivi specifici l’appello proposto dall’Ufficio contro la sentenza del giudice di primo grado che aveva annullato l’avviso di accertamento notificato ai contribuenti C.A., C.R., C.M.C. e C.P.P. per la rettifica del valore degli immobili oggetto di trasferimento dai venditori alla società acquirente Compagnia dell’edilizia srl. Si sono costituite le parti intimate con controricorso e memoria.
Il secondo motivo di ricorso, che va esaminato con priorità, è manifestamente infondato risultando dalla motivazione impugnata l’iter logico seguito dal giudice di appello per giustificare la declaratoria di inammissibilità, impregiudicata la correttezza dello stesso.
Il primo motivo di ricorso, ammissibile in rito, è fondato.
Ed invero, dagli atti risulta che la sentenza del giudice di primo grado aveva accolto il ricorso dei contribuente sul rilievo che l’accertamento loro notificato era generico, a fronte delle valutazioni espresse nella perizia giurata in ordine alla destinazione degli immobili ed al loro effettivo stato di conservazione, dalle quali risultava un valore dei cespiti addirittura inferiore a quello indicato nell’atto di compravendita.
Orbene, rispetto a tale statuizione l’Ufficio impugnava la sentenza, sostenendone l’illegittimità e richiamando, in particolare, altra decisione del giudice tributario resa nei confronti della parte acquirente che aveva stimato in Euro 900.000,00 il valore del compendio immobiliare, nonchè specificamente deducendo la completezza dell’atto accertativo quanto allo stato di manutenzione dei beni, alla destinazione d’uso degli stessi agli indici utilizzati per la determinazione del valore in relazione alla situazione reale dei cespiti ed ai valori OMI.
E’ dunque palesemente errata la statuizione della CTR che ha ricondotto l’inammissibilità dell’impugnazione ad una pretesa non contestazione dell’ufficio in ordine al contenuto della sentenza impugnata nella quale, per come risulta dallo stralcio di motivazione riportato a pag. 3 del controricorso, la ragione fondante esposta dalla CTP riposava unicamente sulla condizione degli immobili, sulla loro destinazione concreta e sul valore attribuito in perizia di parte ai medesimi. Circostanze puntualmente contestate dall’ufficio in sede di appello, in ossequio all’obbligo di specificità dei motivi di appello sotteso al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 53, come è dato evincersi proprio dall’esame dell’atto di appello che questa Corte ha effettuato in relazione alla natura processuale del vizio dedotto. Nè può sostenersi che l’impugnazione non sia stata specifica rispetto alla motivazione della sentenza di primo grado che è stata per l’appunto analiticamente aggredita proprio sul rilievo dell’assenza di motivazione dell’atto che l’Ufficio ha specificamente contestato facendo riferimento a tutti gli elementi sui quali si era fondata l’amministrazione. Ciò che risultava sufficiente per impedire la declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione.
Sulla base di tali considerazioni, idonee a superare i rilievi difensivi esposti dalle parti controricorrenti anche in memoria, va accolto il primo motivo di ricorso, rigettato il secondo e la sentenza impugnata va cassata con rinvio ad altra sezione della CTR della Lombardia anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Accoglie il primo motivo di ricorso, rigettato il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR della Lombardia anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 53
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza