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Timestamp: 2017-10-23 04:08:42+00:00

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Disegno di legge regionale n. 6290.
Disegno di legge regionale, n. 6290.
All. , 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29
Art. 2. Definizioni Art. 3. Commissione apistica regionale Titolo II. Attivita' apastica Art. 4. Riconoscimento dell'attivita' apistica Art. 5. Formazione professionale ed assistenza tecnica Titolo III. Interventi per lo sviluppo ed il sostegno della apicoltura Art. 6 Incentivi a favore dell'apicoltura Art. 7. Concessione contributi Art. 8. Forestazione produttiva Art. 9. Servizio impollinazione Art. 10. Risorse nettarifere Titolo IV. Norme di sicurezza e distanza degli apiari Art. 11. Norme di sicurezza Titolo V. Disciplina igienico-sanitaria Art. 12. Censimento del patrimonio apistico regionale Art. 13. Denuncia malattie Art. 14. Materiale infetto Art. 15. Cessione famiglie di api Art. 16. Tutela delle api da sostanze tossiche Art. 17. Competenze delle Unita' sanitarie locali (USL) Titolo VI. Disciplina del nomadismo Art. 18. Obiettivi Art. 19. Comunicazione dello spostamento degli alveari Art. 20. Adempimenti per il nomadismo esercitato fuori regione Art. 21. Adempimenti degli apicoltori nomadi provenienti da altre Regioni Art. 22. Regolamentazione del nomadismo Titolo VII. Allevamento e selezione delle api regine Art. 23. Obiettivi Art. 24. Albo regionale degli allevatori di api regine Art. 25. Zone di rispetto Titolo VIII. Vigilanza e sanzioni Art. 26. Vigilanza Art. 27. Sanzioni Titolo IX. Disposizioni finanziarie e finali Art. 28. Disposizioni finanziarie Art. 29. Disposizioni finali.
Titolo I. - Principi generali
e) tutelare, valorizzare e promuovere i prodotti della apicoltura piemontese.
2. L'apicoltura e' attivita' agricola e si colloca nella economia agricola e forestale regionale contribuendo alla conservazione dell'ambiente e degli ecosistemi naturali, al miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni agricole e forestali, in particolare di quelle frutticole.
a) apicoltore: chiunque detiene alveari;
1) apicoltore produttore apistico: chiunque esercita attivita' apistica ai fini economici e commerciali;
2) apicoltore amatoriale: chiunque alleva api senza finalita' economiche e commerciali;
b) arnia: il contenitore per api;
c) alveare: l'arnia contenente una famiglia di api;
d) apiario: un insieme unitario di alveari;
e) postazione: il sito di un apiario;
f) apiario di svernamento: la postazione dove abitualmente si conclude e si inizia il ciclo annuale di spostamenti nomadi:
g) apiario stanziale: l'apiario che non viene generalmente spostato nel corso dell'anno;
h) apiario nomade: l'apiario che viene spostato una o piu' volte nel corso dell'anno;
i) nomadismo: conduzione dell'allevamento apistico che prevede uno o piu' spostamenti dell'apiario nel corso dell'anno;
l) prodotti dell'alveare: prodotti dell'allevamento delle api e loro derivati.
1. E' istituita presso l'Assessorato all'agricoltura la Commissione apistica regionale, composta da:
b) il responsabile del Settore regionale Produzione agricola, il quale funge da Presidente in caso di assenza dell'Assessore;
c) il responsabile del Servizio regionale Interventi per la zootecnia, che sostituisce il responsabile del Settore Produzione agricola in caso di assenza;
d) il responsabile del Settore regionale Assistenza veterinaria;
e) un rappresentante del Dipartimento di entomologia e zoologia applicate all'ambiente dell'Universita' degli Studi di Torino;
f) un rappresentante per ognuna delle Organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello regionale;
g) da due rappresentanti per ognuna delle Associazioni dei produttori apistici legalmente riconosciute dalla Regione:
h) da un tecnico apistico che opera nell'assistenza tecnica specifica per ognuna delle Associazioni dei produttori apistici che, su incarico della Regione, esercitano tale attivita'.
2. Le funzioni di segretario sono svolte da un funzionario del Settore Produzione agricola, di livello non inferiore alla settima qualifica funzionale, designato dal relativo responsabile.
6. Le sedute della Commissione sono valide con la presenza di almeno meta' dei componenti ed i pareri sono validi quando sono adottati con il voto della maggioranza dei presenti.
a) propone programmi, iniziative, regolamenti, indagini e studi per lo sviluppo, il sostegno e la tutela del comparto;
b) esprime parere consultivo sulle proposte di istruzioni per l'applicazione della legge di cui all'articolo 29;
c) esprime parere obbligatorio per la regolamentazione della distanza degli apiari e per gli spostamenti di quelli nomadi, nonche' per la soluzione delle controversie e dei contenziosi relativi al posizionamento degli alveari nella pratica del nomadismo;
d) esprime parere consultivo sui piani di profilassi di cui all'articolo 17, comma 1;
e) esprime parere obbligatorio per quanto concerne l'ammissione delle domande di iscrizione all'Albo degli allevatori di api regine di cui all'articolo 24, sulla sospensione o cancellazione dell'iscrizione, sulla soluzione dei contenziosi e delle problematiche inerenti l'allevamento e la produzione di api regine;
Titolo II. - Attivita' apistica
2. I proventi derivanti dall'attivita' apistica sono considerati redditi agricoli ai fini dell'iscrizione all'Albo professionale degli imprenditori agricoli di cui alla legge regionale 12 maggio 1975, n. 27 (Istituzione dell'albo professionale degli imprenditori agricoli). A tale scopo ed ai fini della determinazione dell'ampiezza aziendale, viene attribuito all'allevamento di ciascun alveare un numero di giornate lavorative convenzionali pari a quelle adottate per l'applicazione della legge regionale 28 ottobre 1986, n. 44. Le giornate lavorative vengono raddoppiate nel caso in cui l'apicoltore produttore apistico si dedica alla produzione di api regine e di pappa reale, o pratica il servizio impollinazione.
Titolo III. - Interventi per lo sviluppo ed il sostegno dell'apicoltura
a) impianto, ristrutturazione, ammodernamento o rinnovo degli apiari e delle strutture aziendali di produzione;
b) acquisto di macchine ed attrezzature per la lavorazione e la commercializzazione dei prodotti degli alveari;
e) sostituzione delle regine presenti negli allevamenti all'interno delle zone di rispetto, di cui all'articolo 25, con api regine di razza ligustica;
h) promozione, divulgazione e valorizzazione della apicoltura e dei suoi prodotti;
2. I contributi sono concessi nella misura:
a) fino al 40 per cento nelle zone di montagna e 30 per cento nelle zone di collina e pianura, per la realizzazione delle iniziative di cui al comma 1, lettere a) e d);
b) fino al 30 per cento nelle zone di montagna e 20 per cento nelle zone di collina e pianura, per la realizzazione delle iniziative di cui al comma 1, lettere b), c), e) ed l);
d) fino al 90 per cento per la realizzazione della attivita' di cui al comma 1, lettera g);
e) fino al 60 per cento per le attivita' di cui al comma 1, lettere h) ed i).
2. Gli apicoltori amatoriali possono beneficiare dei contributi previsti per la realizzazione dell'intervento di cui all'articolo 6, comma 1, lettera e). Possono, altresi', beneficiare dei contributi previsti per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 6, comma 1, lettere a), b), c), d), ed l) purche', entro un anno dal godimento degli stessi, acquisiscono tutti i requisiti dell'apicoltore produttore apistico e si impegnino a proseguire tale attivita' per almeno cinque anni, pena la restituzione delle somme percepite, maggiorate degli interessi calcolati con le stesse modalita' previste dalla legge regionale 44/1986.
4. Gli Enti e gli Istituti di ricerca, che si avvalgono della collaborazione delle Associazioni dei produttori apistici riconosciute dalla Regione, possono beneficiare dei contributi previsti all'articolo, 6 comma 1, lettera h).
1. La Regione provvede a promuovere l'inserimento di specie vegetali di interesse apistico nei programmi di rimboschimento, negli interventi per la difesa del suolo e nelle azioni di sviluppo delle colture officinali.
(Servizio impollinazione)
1. Il nettare, la melata, il polline, ed il propoli sono risorse naturali che sono da raccogliere per il bene pubblico.
2. L'Assessorato regionale all'agricoltura, entro due anni dall'entrata in vigore della presente legge, provvede, in collaborazione con le Associazioni dei produttori apistici legalmente riconosciute, con i Servizi veterinari delle Unita' sanitarie locali ( USL ), con gli Enti locali, con le Amministrazioni dei parchi, a redigere mappe mellifere e mappe di dislocazione e posizionamento degli apiari esistenti.
3. Le mappe sono messe a disposizione delle Associazioni dei produttori apistici legalmente riconosciute e degli Enti pubblici con specifiche competenze in materia.
Titolo IV. - Norme di sicurezza e distanza degli apiari
1. Gli apiari devono essere collocati a non meno di cinque metri da strade di pubblico transito e a non meno di un metro dai confini di proprieta' pubbliche o private. L'apicoltore non e' tenuto a rispettare tali distanze se tra l'apiario ed i luoghi indicati esistono dislivelli di almeno due metri, o se sono interposti, senza soluzioni di continuita', muri, siepi od altri ripari idonei a non consentire il passaggio delle api. Tali ripari devono avere un'altezza di almeno due metri. Sono comunque fatti salvi gli accordi intervenuti fra le parti interessate.
Titolo V. - Disciplina igienico-sanitaria dell'apicoltura
1. Tutti gli apicoltori devono, dall'1 novembre al 31 dicembre di ogni anno, denunciare al Settore decentrato dell'agricoltura in cui si trova l'apiario il numero degli alveari allevati. La denuncia deve specificare l'ubicazione dell'apiario e se lo stesso viene condotto in forma stanziale o nomade e per fini economici o amatoriali.
2. La mancata denuncia comporta, oltre alla specifica sanzione amministrativa di cui all'articolo 27, comma 1, lettera b), l'esclusione dai benefici previsti dalle normative comunitarie, nazionali e regionali.
3. Entro il 31 gennaio di ogni anno i Settori decentrati dell'agricoltura inviano l'elenco degli apicoltori ed il numero dei relativi alveari allevati ai Servizi veterinari delle USL , agli Assessorati regionali all'agricoltura ed alla sanita', i quali provvederanno ad eseguire le elaborazioni che riterranno opportune ed a mettere i relativi dati a disposizione di Enti, Organizzazioni ed Associazioni interessate.
4. Tutti gli apiari esistenti sul territorio regionale, nomadi o stanziali, devono essere identificabili tramite l'apposizione di una cartello riportante il numero di codice rilasciato, entro trenta giorni della denuncia dell'apicoltore, dal Settore decentrato dell'agricoltura competente per territorio.
1. Chiunque possiede o detiene alveari, deve comunicare al Servizio veterinario della USL competente per territorio, ogni caso di malattia diffusiva delle api soggetta a denuncia obbligatoria.
2. In caso di abbandono di alveari o di materiale apistico infetto, qualora il proprietario non sia individuabile dalle autorita' sanitarie, l'obbligo e l'onere della rimozione degli stessi compete al proprietario del fondo.
1. La cessione a qualsiasi titolo di famiglie di api e di nuclei e' consentita a condizione che il materiale sia scortato da apposito certificato sanitario rilasciato, da non oltre trenta giorni, dal Servizio veterinario dell' USL competente nel luogo di origine, che ne attesti la sanita' e la provenienza da allevamenti non sottoposti a provvedimenti di polizia veterinaria con riferimento a qualsiasi malattia diffusiva.
2. Il certificato del Servizio veterinario puo' essere sostituito da una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' sottoscritta dal venditore, nella quale lo stesso dichiara, sotto la propria responsabilita' civile e penale, che gli alveari, o le api vive, sono indenni da malattie diffusive e che provengono da allevamenti non sottoposti a provvedimenti di polizia veterinaria.
1. Al fine di salvaguardare l'azione pronuba delle api, sono vietati i trattamenti antiparassitari con fitofarmaci ed erbicidi tossici per le api sulle colture arboree, erbacee, ornamentali e spontanee durante il periodo di fioritura, dalla schiusura dei petali alla caduta degli stessi, o qualora siano in fioritura le vegetazioni sottostanti, tranne che si sia proceduto allo sfalcio di queste ultime ed all'asportazione totale delle loro masse, o si sia atteso che i fiori di tali essenze si presentino completamente essiccati in modo da non attirare piu' le api.
2. I trattamenti specifici contro le micosi di colture erbacee, nonche' contro le ticchiolature delle pomacee e le moniliosi delle drupacee possono venire effettuati con prodotti selettivi, anche durante le fioriture, solamente nei casi di necessita' accertati dalla struttura regionale competente.
(Competenze delle USL)
1. I Servizi veterinari delle USL organizzano ed attuano il servizio di vigilanza sullo stato sanitario degli apiari, attuano i piani di profilassi predisposti dall'Assessorato alla sanita', sentita la Commissione apistica regionale; rilasciano gratuitamente, ai fini di legge, la necessaria certificazione sanitaria attestante la sanita' degli alveari e la loro provenienza da zone non infette.
2. Per gli adempimenti di loro competenza le USL si avvalgono della collaborazione degli specifici Istituti universitari, delle Associazioni dei produttori apistici legalmente riconosciute e dei rispettivi tecnici apistici inseriti nell'assistenza tecnica finanziata comunque dalla Regione.
Titolo VI. - Disciplina del nomadismo
a) il nomadismo e' pratica essenziale per l'attivita' apistica produttiva;
b) gli apiari a conduzione produttiva e commerciale hanno priorita' su quelli a conduzione amatoriale;
(Comunicazione dello spostamento degli alveari)
1. L'apicoltore che esercita il nomadismo, anche se proveniente da altra Regione, puo' posizionare gli alveari in qualsiasi localita' del territorio regionale. Entro dieci giorni dall'avvenuto spostamento, e' tenuto a darne comunicazione all' USL competente per territorio, indicando:
a) il luogo ove e' avvenuto il posizionamento dell'apiario;
b) gli estremi del certificato rilasciato dal Servizio veterinario di provenienza, oppure, in alternativa, l'autocertificazione dello stato sanitario delle api riferito alle malattie contemplate dal regolamento di polizia veterinaria.
2. Le controversie tra apicoltori in ordine al posizionamento degli alveari sono presentate all'Assessorato all'agricoltura, il quale, sentita la Commissione apistica regionale, decide in merito.
(Adempimenti per il nomadismo esercitato fuori Regione)
1. Gli apicoltori residenti in Piemonte che esercitano il nomadismo in altre Regioni hanno l'obbligo, al rientro nel territorio piemontese, di presentare al Servizio veterinario competente per territorio il certificato sanitario rilasciato dalla USL della localita' in cui sono stati posizionati gli apiari nomadi.
(Adempimenti degli apicoltori nomadi provenienti da altre Regioni)
1. Gli apicoltori provenienti da altre Regioni che esercitano il nomadismo in Piemonte devono rendere identificabili i loro apiari mediante un cartello riportante il numero di codice, rilasciato da uno dei Settori decentrati dell'agricoltura.
2. Gli stessi nomadisti sono tenuti, altresi', a:
a) esporre in apiario il cartello identificativo;
b) comunicare, al momento dell'arrivo, al Servizio veterinario dell' USL competente per territorio l'ubicazione della postazione e la consistenza dell'apiario, allegando il certificato sanitario della USL di provenienza;
c) rispettare tutte le normative vigenti sul territorio regionale.
1. La Regione, dopo aver acquisito i dati sull'effettiva consistenza del patrimonio apistico, stanziale e nomade, presente sul territorio regionale, nonche' la mappatura delle risorse mellifere agro-forestali, provvede, sentita la Commissione apistica regionale, a definire la distanza degli apiari e gli spostamenti di quelli nomadi.
Titolo VII. - Allevamento e selezione delle api regine
b) zone di rispetto sanitario e genetico.
b) comprovare la razza allevata a mezzo di adeguate analisi e del DNA ;
f) consentire tutti i controlli sanitari e genetici ritenuti necessari ed opportuni dagli Assessorati regionali all'agricoltura ed alla sanita' e dai Servizi veterinari delle USL .
3. La permanenza all'Albo e' subordinata al mantenimento delle condizioni previste per l'iscrizione e possedute all'atto della stessa.
Titolo VIII. - Vigilanza e sanzioni
1. La vigilanza sull'osservanza delle norme e degli obblighi contenuti nella presente legge e' demandata al Settore Assistenza veterinaria della Regione, ai Settori decentrati dell'agricoltura, ai Comuni ed ai Servizi veterinari delle USL .
1. Fatte salve le sanzioni previste dalle norme penali e quelle amministrative previste dalle leggi dello Stato riferite a competenze riservate allo stesso, per la violazione delle norme e degli obblighi della presente legge si applicano, oltre che l'esclusione degli incentivi e dei benefici previsti dalla stessa, le seguenti sanzioni amministrative del pagamento di una somma di denaro:
b) da lire 300 mila a lire 900 mila, nel caso di violazione ai disposti dell'articolo 12, comma 1;
d) da lire 200 mila a lire 600 mila, nel caso di violazioni al disposto dell'articolo 13;
e) da lire 300 mila a lire 900 mila, nel caso di violazione ai disposti dell'articolo 14;
g) da lire 300 mila a lire 900 mila, nel caso di violazione ai disposti dell'articolo 16;
h) da lire 300 mila a lire 900 mila, nel caso di violazione ai disposti dell'articolo 19, comma 1;
i) da lire 300 mila a lire 900 mila, nel caso di violazione al disposto dell'articolo 20;
l) da lire 300 mila a lire 900 mila, nel caso di violazione ai disposti dell'articolo 21;
m) da lire 100 mila a lire 300 mila, nel caso di violazione al disposto dell'articolo 25 comma 2.
2. L'autorita' competente a determinare con ordinanza-ingiunzione la somma dovuta per le violazioni accertate e' il Presidente della Giunta regionale.
Titolo IX. - Disposizioni finanziarie e finali
1. Per i proventi derivanti dall'applicazione delle sanzioni amministrative e' istituito un apposito capitolo di entrata nello stato di previsione dell'entrata per l'esercizio finanziario 1998 e successivi, che ha per titolo: "Proventi connessi alle sanzioni amministrative per le violazioni delle norme e degli obblighi previsti dalla legge regionale" "Norme per la disciplina, la tutela e lo sviluppo dell'apicoltura in Piemonte".
2. Per gli interventi di cui all'articolo 6 e' istituito nello stato di previsione della spesa, in termini di competenza e di cassa, per l'esercizio finanziario 1998 e successivi, un apposito capitolo recante la denominazione: "Contributi finalizzati all'incentivazione dell'apicoltura piemontese".
3. Per le spese di cui all'articolo 10 e' istituito nello stato di previsione della spesa, in termini di competenza e di cassa, per l'esercizio finanziario 1998 e successivi, un apposito capitolo recante la denominazione: "Spese per la redazione e l'aggiornamento di mappe mellifere e mappe di dislocazione e posizionamento degli apiari".
4. Le entrate di cui all'articolo 27, comma 1, saranno ripartite, tra i due capitoli di spesa, con la legge di approvazione del bilancio di previsione degli esercizi 1998 e successivi.
1. Gli incentivi di cui all'articolo 6 sono concessi dopo il parere dell'Unione europea sulla legge.

References: Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29