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Timestamp: 2018-04-20 09:03:57+00:00

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ncidente su strada senza guard-rail: risarcimento non assicurato
Lo sai che? Incidente su strada senza guard-rail: risarcimento non assicurato
Lo sai che? Pubblicato il 26 giugno 2015
> Lo sai che? Pubblicato il 26 giugno 2015
Se, invece, anche in presenza del guard-rail ai margini della carreggiata, l’automobile sarebbe comunque finita fuori strada (magari a causa della sua elevata velocità), allora non c’è alcun risarcimento del danno. Né c’è modo di invocare il concorso di colpa. Lo chiarisce la sentenza della Cassazione di qualche ora fa [1].
[1] Cass. sent. n. 13187/2015 del 26.06.15.
1. L’8.7.1999 il sig. D.G., mentre percorreva in auto la SS 36, perse il controllo dei mezzo, usci di strada e precipitò col proprio veicolo in una scarpata, il cui ciglio si trovava a 50 metri circa dal margine della strada.
2. Nel 2003 i congiunti della vittima (G. G., D. G. e N. C.) convennero dinanzi al Tribunale di Lecco l’ANAS, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni patiti in conseguenza della morte dei proprio congiunto. A fondamento della domanda allegarono la colpa dell’Anas per non avere installato un guard rail nella zona del sinistro.
3. II Tribunale di Lecce con sentenza 22.12.2006 n. 951 rigettò la domanda. I soccombenti proposero appello.
La Corte d’appello di Milano con sentenza 1.2.2011 n. 242 rigettò il gravame, sul presupposto che non vi fosse nesso di causa tra l’omissione ascritta all’Anas, pur ritenuta colposa, e la morte della vittima. La Corte d’appello, in particolare, ritenne da un lato che la funzione delle barriere laterali di protezione non è quella di prevenire eventuali manovre scorrette degli automobilisti, e dall’altro che comunque, quand’anche fosse stato presente un guard rail, non vi era certezza che esso avrebbe evitato l’evento letale.
4. La sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione dagli eredi G., sulla base di cinque motivi.
1.2. Nella parte in cui lamenta la violazione di legge il motivo è inammissibile. Esso infatti, al di là della sua intitolazione formale, nell’illustrazione delle ragioni del ricorso non prospetta alcuna violazione o falsa applicazione di norme da parte dei giudice di merito, ma si duole unicamente di una valutazione di fatto: e cioè della ritenuta sussistenza d’una condotta colposa della vittima, e d’un valido nesso di causa tra l’omissione ascritta all’ente convenuto e il danno.
la barriera protettiva, questa non sarebbe stata sufficiente ad impedire l’evento dannoso.
Il perito del giudice civile dichiarò anch’egli che se fosse stato presente un guard rail il veicolo della vittima non sarebbe caduto nella scarpata; ma soggiunse che, in assenza di elementi certi, non si poteva affermare che l’impatto contro il guard rail avrebbe determinato comunque la morte della vittima.
3. II terzo motivo di ricorso.
3.1. Col terzo motivo di ricorso i ricorrenti lamentano che la sentenza impugnata sarebbe affetta sia da violazione di legge, ai sensi dell’art. 360, n. 5, c.p.c. (si assumono violati gli artt. 2043 e 2697 c.c.); sia da un vizio di motivazione, al sensi dell’art. 360, n. 5, c.p.c..
3.2. Ad onta della sua intitolazione formale, il motivo in esame censura la sentenza per violazione delle regole sulla causalità omissiva. Esso è infondato, perché la Corte d’appello non ha affatto preteso che la prova della causalità omissiva dovesse essere fornita con elevato grado di credibilità razionale. Ha affermato, invece, che la presenza del guard rail avrebbe avuto scarsissime possibilità di evitare l’evento: affermazione, quest’ultima, in sintonia con il criterio della “ragionevole probabilità”.
4. II quarto motivo di ricorso.
5. li quinto motivo di ricorso.
6.1. Le spese del giudizio di legittimità vanno poste a carico dei ricorrenti, ai sensi dell’art. 385, comma 1, c.p.c..

References: sentenza 
 Cass. 
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