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Timestamp: 2019-10-17 23:17:11+00:00

Document:
Chimici - Concia, Industria: CCNL, 14 febbraio 1987
Data firma: 14 febbraio 1987
Parti: Unic e Fulc (Filcea-Cgil, Flerica-Cisl, Uilcid- Uil)
II) Politica attiva del lavoro
III) Appalti e decentramento produttivo
IV) Mobilità
Parte I Costituzione del rapporto di lavoro ed inquadramento
Parte II Orari e riposi
Art. 8 - Orario di lavoro - Part time
Art. 11 - Riposi aggiuntivi e riduzioni dell’orario di lavoro
Parte III Trattamento economico
Art. 17 - Premio di produzione - Premi e compensi salariali equivalenti
Art. 23 - Trattamento economico in caso di festività infrasettimanali e nazionali
Art. 25 - Indennità speciali per i lavoratori di cui al gruppo 1 dell'art. 5
Art. 33 - Trattamento in caso di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro
Art. 34 - Permessi di entrata nell’azienda
Art. 41 - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio
Art. 63 - Consiglio di fabbrica
Art. 64 - Commissioni interne e delegato d’impresa
Art. 67 - Aspettativa per cariche pubbliche e sindacali
Allegato 1 - MAC Valori limite di soglia per sostanze chimiche nell’atmosfera di ambienti di lavoro adottati dalla American Conference of Governmental Industrial Hygienists aggiornanti al 1985
Addì, 14 febbraio 1987 in Milano tra l’Unione Nazionale Industria Conciaria, la Filcea-Cgil, Flerica-Cisl, la Uilcid-Uil; con la partecipazione di una delegazione composta dalle strutture regionali, provinciali, territoriali e dei Consigli di fabbrica dei settori interessati; è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle aziende del settore conciario.
Le parti, al fine di migliorare ed innovare le relazioni industriali, convengono di realizzare incontri periodici, ferma restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, le quali al termine dell’esame congiunto esprimono la loro autonoma valutazione.
Unic e Fulc costituiscono l’Osservatorio nazionale, i cui componenti sono le parti negoziatrici del Contratto collettivo nazionale di lavoro.
Esso esamina i consuntivi di cui ai successivi punti A), B) e C), confronta le rispettive posizioni e formula previsioni e proposte su:
- le evoluzioni del mercato nazionale ed estero;
- le prospettive del settore, nelle sue articolazioni merceologiche e geografiche, con esplicito riferimento al Mezzogiorno ed all’occupazione giovanile e femminile;
- gli indirizzi della politica sindacale;
- gli interventi delle parti stipulanti verso terzi per la migliore salvaguardia del settore.
- le previsioni quantitative e qualitative del turnover;
- le previsioni, basate sulle indicazioni delle categorie utilizzatrici (calzaturieri, pellettieri, confezionisti, mobilieri, vari) e correlate alla distribuzione ed agli orari di lavoro, dei programmi produttivi e dell’andamento dell’offerta del settore, possibilmente per comparti produttivi;
- i piani di intervento e le attività, comprese quelle di collaborazione con enti pubblici (SSN- Stazione Sperimentale di Napoli, CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche ecc.) ed altri organismi, nei campi della depurazione delle acque, nei sistemi di abbattimento, nel recupero e nello smaltimento;
- il numero degli occupati per qualifica, livello, sesso e grandi fasce d’età;
- le sperimentazioni effettuate, in rapporto all’Accordo interconfederale dell’8 maggio 1986, di contratti di formazione-lavoro per l’incremento dell’occupazione giovanile;
- l’andamento dell’occupazione femminile nel settore, in riferimento alla legge di parità (legge n. 903/1977), con le relative possibili azioni positive, in linea con la raccomandazione CEE 1984;
I) l’Associazione nazionale stipulante illustra, con la partecipazione eventuale dell’Organizzazione imprenditoriale locale e comunque presso la sua sede, con riferimento ai comprensori di Arzignano-Val Chiampo; Turbigo-Castano-Robecchetto; S.Croce-Fucecchio-S.Miniato-Castelfranco; Solofra ed altri eventualmente individuati dalle parti stipulanti:
II) l’Associazione nazionale e quella territoriale competente illustrano, con riferimento alle situazioni interregionale o regionale o provinciale, purché lo stanziamento conciario relativo sia numericamente significativo:
C) Annualmente negli stabilimenti e nei gruppi che superano le 95 unità di occupati, vengono illustrati:
Per "gruppi" s’intendono i complessi industriali di particolare importanza nell’ambito del settore conciario, articolati in più stabilimenti e dislocati in più zone del territorio nazionale e con rilevante influenza nell’area della concia.
Le parti considerano di prioritaria importanza lo sviluppo di iniziative tese al perseguimento della valorizzazione delle capacità professionali dei lavoratori connesse all’innalzamento dei livelli di efficienza aziendale. In particolare, ritengono che sforzi innovativi debbano essere compiuti, anche nei confronti di iniziative pubbliche di formazione, allo scopo di rendere coincidenti le attese dei lavoratori e gli interessi delle imprese.
Con tali finalità le parti si rendono disponibili a realizzare una politica di formazione professionale, con il coinvolgimento degli enti locali, con il ricorso agli strumenti finanziari nazionali, regionali e comunitari ed a favorire interventi qualificati dal criterio dell’alternanza tra formazione teorica e partecipazione diretta al processo produttivo.
Ove realizzati nello spirito di cui sopra, questi interventi formativi saranno anche finalizzati alla necessità di offrire concreti sbocchi professionali ai giovani in cerca di prima occupazione.
Le parti convengono inoltre sull’esigenza di favorire una riforma dell’istruzione funzionale alle esigenze del settore, attraverso il recepimento dei seguenti principi:
a) formazione di base che assicuri un minimo di cultura industriale e la conoscenza di discipline moderne quali l’informatica, la robotica, l’ecologia, il marketing, la statistica, le lingue straniere;
b) l’insegnamento nel biennio o triennio curricolare della chimica organica ed inorganica, per l’acquisizione di un minimo di base per una futura specializzazione merceologica;
c) il completamento della formazione attraverso un corso post diploma a specializzazione conciaria da realizzarsi negli stessi istituti.
I gruppi industriali e gli stabilimenti significativi di cui alla parte I, forniranno annualmente, a consuntivo, il dato medio del numero dei lavoratori delle ditte appaltatrici che hanno prestato la propria attività all’interno delle unità produttive.
6) Le norme di cui al presente articolo non si applicano nei confronti delle aziende che occupano non più di 60 lavoratori di cui al gruppo 3) dell’art. 5 del presente Contratto.
Le aziende considereranno con la maggior attenzione, compatibilmente con le proprie possibilità tecnico-organizzative, il problema dell’inserimento nelle proprie strutture degli handicappati, riconosciuti invalidi civili ai sensi della legge n. 482/1968, in funzione delle capacità lavorative degli stessi.
L’assunzione dei lavoratori può essere fatta anche con prefissione del termine, nei limiti e con l’osservanza delle disposizioni di legge del presente Contratto che regolano la materia.
In attuazione di quanto specificatamente demandato alle parti dall’art. 23, punto 1), della legge 28 febbraio 1987, n. 56 le ipotesi e le condizioni nelle quali è consentita la stipulazione di contratti a termine, in aggiunta a quelle indicate dalla legge 18 aprile 1962, n. 230, vengono individuati nelle seguenti:
- incrementi dell’attività in dipendenza di commesse eccezionali o di fluttuazioni del mercato, non assorbibili con la normale forza lavoro e con gli altri strumenti previsti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro;
- sostituzione di personale in aspettativa;
- variazione dell’attività per eventi estranei al mercato e non imputabili all’azienda;
- attività non permanenti ed esterne al ciclo produttivo ed amministrativo (es.: compiti nella depurazione, nel marketing ecc.).
Il numero massimo dei lavoratori, che possono contemporaneamente essere assunti con contratto di lavoro a termine per le ipotesi sopra indicate, è pari al 5 per cento degli addetti in forza a tempo indeterminato.
Le frazioni derivanti dall’applicazione della suddetta percentuale saranno arrotondate all’unità superiore.
L’azienda, a fronte delle necessità di assumere personale con contratto a tempo determinato per fronteggiare situazioni di cui ad una o più delle ipotesi sopra elencate, procederà alle assunzioni stesse, dando preventiva comunicazione al CdF relativamente al numero dei rapporti a termine, alle cause, alle lavorazioni e/o ai reparti interessati, nonché alla relativa durata.
All’atto dell’assunzione l’azienda comunicherà per iscritto al lavoratore: la data di assunzione, la durata del contratto, le mansioni che dovrà svolgere ed il livello di inquadramento. La retribuzione lorda dei lavoratori assunti con il contratto a tempo determinato non potrà essere inferiore a quella percepita dai lavoratori di stesso livello.
Le assunzioni a tempo determinato di cui alle ipotesi del presente articolo non possono essere effettuate dalle aziende, che non applicano integralmente il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro.
L’assunzione dell’apprendista ha luogo con un periodo di prova di quattro settimane; detto periodo sarà ridotto a due settimane quando si tratti di apprendista che abbia frequentato corsi professionali per la qualificazione inerente all’apprendistato. […]
Il periodo di apprendistato avrà la durata massima di 6 mesi di effettivo lavoro, ma a seconda dell’età di assunzione e del titolo di istruzione in possesso degli apprendisti sarà convenientemente ridotto come risulta dalla tabella seguente:
A) Licenza di Istituto professionale di Stato ad indirizzo conciario o scuola tecnica industriale ad indirizzo conciario o ammissione al 3º anno di istituto tecnico industriale ad indirizzo conciario o titolo equipollente
Ai fini della durata dell’apprendistato i periodi di servizio prestati presso altri datori di lavoro vengono cumulati a tutti gli effetti purché essi non siano separati l’uno dall’altro da interruzioni superiori ad un anno e purché i precedenti periodi siano stati prestati presso azienda industriale conciaria svolgente attività nello stesso genere di produzione.
L’apprendista non può essere sottoposto a lavorazioni retribuite a cottimo, né in genere a quelle ad incentivo.
b) dove non esistano già le nuove figure professionali di cui alla precedente classificazione l’azienda, sempre che queste figure siano compatibili con la tecnologia aziendale e compensate da produttività, ricercherà le modifiche nella distribuzione delle mansioni funzionali alla realizzazione di tali figure, passando anche attraverso addestramento e fasi sperimentali reversibili;
Le aziende condividono l’opportunità di ricercare, nel rispetto e nella concreta attuazione della legge di parità n. 903/77, soluzioni tendenti a superare divisioni professionali tra lavori tradizionalmente maschili e lavori tradizionalmente femminili. Alla data del 1 maggio 1988 le parti potranno verificare a livello aziendale l’applicazione delle modifiche apportate al sistema classificatorio del presente Contratto.
La durata massima dell’orario di lavoro normale è regolata dalla legge e nulla viene innovato a tali disposizioni.
a) L’orario settimanale del singolo lavoratore è di 40 ore e la settimana lavorativa è normalmente di 5 giorni, salvo i casi in cui si applica il regime flessibile.
Pertanto in relazione alle previsioni del mercato, di cui alla I parte del Contratto collettivo nazionale di lavoro, l’azienda può attuare, previa contrattazione col CdF della tempistica di recupero della flessibilità, programmi di orario tendenzialmente su base annua, semestrale e/o su cicli più brevi comprendenti settimane con prestazioni lavorative superiori alle 40 ore e settimane a prestazioni lavorative inferiori a tale limite.
Nel caso in cui l’azienda abbia la necessità di modificare il calendario precedentemente definito per soddisfare commesse di lavoro, dovrà dare preventiva e motivata comunicazione al CdF compresa la indicazione di massima dei picchi e dei riflessi relativi.
b) L’orario supplementare si aggiunge a quello normale e può raggiungere nella settimana il limite massimo delle 48 ore di prestazione e 60 ore per i lavoratori discontinui. Esso deve trovare giustificazione in esigenze imprescindibili ed indifferibili, quali la necessità di far fronte a commesse e a situazioni di punta del mercato con vincolanti termini di consegna, la salvaguardia dell’integrità della pelle nelle varie fasi di lavorazione (purché non dia luogo a comprovati comportamenti antisindacali), il far fronte ad adempimenti amministrativi o di legge concentrati in particolari periodi dell’anno.
Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni della legge sul riposo domenicale o settimanale, lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale deve essere preavvertito non più tardi del 4° giorno antecedente a quello predeterminato per il riposo stesso; nel caso contrario il lavoro disposto in tale giorno darà luogo al trattamento stabilito per lavoro festivo o straordinario festivo.
I) Premesso che il perseguimento di un maggior livello di produttività delle imprese costituisce comune obiettivo delle parti e che la crescita dell’occupazione può essere perseguita anche migliorando il livello di competitività e cogliendo le opportunità offerte dal mercato, le parti, riconoscendo la necessità di applicare le norme contrattuali di cui al presente articolo in modo da facilitare il conseguimento di tali obiettivi, convengono di verificare la corretta attuazione delle norme del presente articolo.
Alle donne ed ai minori che lavorano in squadre avvicendate dalle ore 6 alle ore 22, la mezz’ora di riposo, prevista dalla legge 26 aprile 1934, n. 653 "Tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli", dovrà essere retribuita, ma in tal caso resta assorbita la maggiorazione prevista per i turni diurni dal punto 6) del presente articolo.
d) indicazioni della tariffa di cottimo (a tempo od a prezzo o ad indice di rendimento);
5) La tabella di cottimo (o tariffa) comunicata, anche per consentire la presa di conoscenza da parte degli interessati, resta in "assestamento" per un periodo di 40 giorni, durante il quale i lavoratori potranno contestare la tabella (o tariffa) medesima, richiedendo l’intervento del CdF.
Se durante il predetto periodo non si raggiunge l’Accordo tra l’azienda ed il CdF le parti hanno facoltà di instaurare vertenza secondo le procedure previste dal presente Contratto. […]
Qualora invece le modifiche abbiano carattere permanente, o comunque non siano superabili nel termine di cui sopra, l’azienda provvederà a disporre tabelle di cottimo (o tariffe) revisionate, definitive o transitorie, regolarmente suscettibili di assestamento e di contestazione a norma dei precedenti punti 4) e 5).
A) Per i lavoratori addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia, le clausole del presente Contratto (normative ed economiche) si intendono sostituite da quelle speciali riportate nella presente norma, limitatamente, però, alle particolari disposizioni in esse contemplate.
B) Tra i lavoratori anzidetti quelli di cui al gruppo 3) dell’art. 5 sono inquadrati nelle categorie sottoelencate:
- livello 1°: vi appartengono autisti non meccanici, guardie notturne o diurne ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedono analogo grado di qualificazione. Vi appartengono inoltre portieri in genere, uscieri, addetti al servizio mensa, inservienti addetti ai servizi igienici, a spogliatoi, a mense, a refettori ed esercenti altre mansioni - sempre di carattere discontinuo o di semplice attesa o custodia - che richiedono il possesso di semplici capacità o conoscenze pratiche.
In relazione alla particolarità delle mansioni svolte, detto orario potrà essere attuato anche in un ciclo plurisettimanale predeterminato con riposi compensativi, fermo restando quanto disposto dall’art. 8 sulla distribuzione dell’orario di lavoro.
A meno che non vi sia un esplicito permesso non è consentito che un lavoratore entri o si trattenga nei locali dell’azienda in ore non comprese nel suo orario di lavoro.
Il lavoratore licenziato o sospeso non può entrare nei locali dell’azienda se non è autorizzato dalla direzione.
Ai fini dei controlli e delle iniziative promozionali di competenza delle RSA ai sensi dell’art. 9 della legge n. 300 e della legge n. 833, vengono attribuiti al CdF i seguenti compiti:
- concordare con la Direzione aziendale, ogni qualvolta se ne ravvisi congiuntamente l’esigenza, l’effettuazione di indagini e accertamenti sull’ambiente di lavoro da affidarsi in relazione a quanto previsto dall’art. 20, ultimo comma, della legge n. 833 ai Servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle USL o in alternativa ad enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo;
d) informazioni tramite schede di sicurezza definite a livello nazionale che tengono anche conto di esperienze già realizzate, sulle caratteristiche tossicologiche delle sostanze impiegate nel ciclo produttivo, caratteristiche tossicologiche note sulla base delle acquisizioni medico-scientifiche, sia a livello nazionale che internazionale;
e) l’attività preventiva per la sorveglianza dei fattori di rischio svolta, in relazione a quanto previsto dall’art. 21 della legge n. 833/78, nell’ambito degli indirizzi eventualmente fissati dai piani sanitari regionali.
1) il registro dei dati ambientali, tenuto e aggiornato a cura dell’azienda. In esso saranno annotati per ogni reparto i risultati delle rilevazioni periodiche riguardanti i fattori ambientali fisici e chimici, i quali possono determinare situazioni di nocività o particolare gravosità; le singole registrazioni saranno affisse nei reparti interessati;
2) il registro dei dati biostatistici, tenuto e aggiornato a cura dei Servizi sanitari di fabbrica. In esso saranno annotati, per ogni reparto, i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici nonché le assenze per infortunio, malattia professionale e malattia comune; il registro sarà tenuto dall’azienda a disposizione del CdF e dei lavoratori;
3) il libretto personale sanitario e di rischio, tenuto e aggiornato a cura dei Servizi sanitari di fabbrica, con vincolo di segreto professionale. In tale libretto saranno annotati i risultati delle visite mediche di assunzione e periodiche e degli eventuali esami clinici, i dati relativi agli infortuni e alle malattie professionali.
In sezioni separate, tenute in duplice copia, saranno inoltre annotati i dati relativi al reparto, posizioni e attività del lavoratore, degli eventuali agenti di rischio e la durata dell’esposizione nonché se il lavoro è svolto o meno in turno.
4) scheda delle caratteristiche di impianto, da realizzare entro un anno dalla data di decorrenza del contratto per gli impianti sottoposti ai rischi di esplosione, alta infiammabilità, scoppio ed emissione di sostanze pericolose di cui al DM 17 dicembre 1977 e successive modifiche.
- esaminare le problematiche relative alle sostanze cancerogene mutagene, tenendo conto sia delle risultanze dei lavori delle commissioni di studio ufficialmente costituite e degli istituti previsti dalla legge di riforma sanitaria, sia delle valutazioni di enti di ricerca scientifica di indiscussa competenza (Iarc, Comitato scientifico centrale per l’esame della tossicità ed ecotossicità dei composti della CEE, Commissione cancerogenesi e mutagenesi, National Cancer Institute, Epa, Niosh, Osha, Stazione sperimentale pelli);
Le disposizioni contrattuali contenute nel presente articolo saranno da coordinare con eventuali norme di legge o altre norme comunque obbligatorie per le aziende, disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie, con particolare riferimento all’istituito Servizio Sanitario Nazionale. I dati biostatistici e ambientali saranno a disposizione del costituito Servizio Sanitario Nazionale e degli enti di diritto pubblico preposti nell’ambito delle regioni alla tutela della salute dei lavoratori.
In applicazione delle disposizioni di cui alla precedente lettera d) le schede di sicurezza, aventi le caratteristiche elencati in calce al presente articolo, verranno distribuite dall’Unic alle imprese. Le Direzioni aziendali le metteranno a disposizione dei CdF, che potranno visionarle e chiederne l’elenco delle fonti scientifiche utilizzate per la loro compilazione.
Peso specifico dei vapori, relativo all’aria:
Limiti inferiore e superiore di infiammabilità in aria (% in volume):
Simbolo di pericolo: Fasi di rischio:
LIMITI DI ESPOSIZIONE (ACGIH 86-87)
1° gruppo ............................. L. 270 orarie
2° gruppo ............................. L. 160 orarie
3° gruppo ............................. L. 115 orarie
Art. 6 - L’indennità di cui al presente Accordo deve essere corrisposta anche ai lavoratori ausiliari (meccanici, falegnami, muratori, elettricisti ecc.), comandati a prestare la loro opera nei locali nei quali viene effettuata la lavorazione che dà diritto all’indennità, purchè questa si svolga durante la loro prestazione. Comunque l’indennità deve essere corrisposta solo per le ore di effettiva permanenza nel reparto.
A) Riconosciuta l’opportunità di indicare alle parti direttamente interessate all’applicazione dell’Accordo aggiuntivo sulle lavorazioni nocive, pericolose o svolgentisi normalmente in condizioni ambientali particolarmente gravose - di cui al CCNL marzo 1968 - criteri orientativi uniformi in relazione all’esistenza nelle aziende conciarie di comuni caratteristiche di lavorazione; ritenendosi peraltro far salva alle parti direttamente interessate la facoltà di adeguare gli accordi particolari ai sensi degli artt. 2, comma secondo, 4, 5 e 6 dell’Accordo aggiuntivo sopra citato, si conviene quanto segue:
Rientrano nel 3o gruppo le seguenti lavorazioni:
9) ingrassaggio a mano in camera calda (temperatura oltre i 40°C).
B) Considerata inoltre la singolare condizione di particolare gravosità del lavoro svolto per l’ingrassatura in camera calda a temperatura superiore ai 40°C - condizione già in precedenza riconosciuta - si conviene di attribuire ai lavoratori addetti a tale operazione una indennità di lire 160.
1) può sottoporre, col consenso del lavoratore, nell’ambito della materia disciplinata dall’art. 43, il lavoratore medesimo, addetto alle lavorazioni nocive non comprese fra quelle considerate tali dalla legge, a visite mediche;
2) è tenuta a dotare i lavoratori dei mezzi di difesa necessari contro l’azione di agenti che, per la loro specifica natura, possono riuscire nocivi alla salute del lavoratore nell’esercizio delle sue mansioni. I mezzi protettivi di uso personale, come zoccoli, maschere, guanti, occhiali, stivali di gomma ecc., sono forniti a cura e carico dell’azienda, sono assegnati in dotazione, possibilmente personale, per tutta la durata del lavoro e devono essere mantenuti in stato di efficienza;
A tutti i lavoratori di cui al gruppo 3) dell’art. 5 le aziende forniranno gratuitamente in uso un abito da lavoro all’atto della conferma in servizio.
Qualora l’azienda richieda che taluni lavoratori (ad es.: uscieri, portieri, guardiani, autisti ecc.) indossino abiti speciali o divise, dovrà provvedere a proprie spese alla loro fornitura.
Agli impiegati tecnici di stabilimento o laboratorio od ai lavoratori di cui al gruppo 2) dell’art. 5 verrà fornito gratuitamente ogni anno un abito da lavoro (tuta o camice ecc.).
Ai minori ed alle donne di qualsiasi età, che devono osservare un orario di lavoro superiore a sei ma non superiore a otto ore, sarà concesso un riposo intermedio di almeno mezz’ora in caso di lavoro in turni e di un’ora in caso di lavoro non effettuato in turni ed in ogni caso di un’ora quando l’orario di lavoro superi le otto ore.
b) le controversie di cui all’Accordo aggiuntivo di cui al precedente art. 43 del presente Contratto;
Il lavoratore che ritenga disattesa nei propri confronti una norma disciplinante il rapporto di lavoro e ritenga di ricorrere contro un provvedimento aziendale presenterà reclamo verbale al superiore diretto. Quest’ultimo, entro una settimana, comunicherà verbalmente al reclamante l’accettazione o il rigetto del reclamo stesso.
L’eventuale regolamento interno, da attuarsi con i modi previsti dall’art. 3, n. 3, del vigente Accordo interconfederale sulle Commissioni interne deve essere esposto in modo chiaramente visibile.
Le Organizzazioni sindacali periferiche di categoria possono stipulare, su richiesta delle singole aziende, accordi modificativi del presente articolo al fine di elevare il limite di durata della sospensione previsto al punto 4).
a) che non si presenti al lavoro come previsto dall’art. 37 o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
a) trascuratezza nell’adempimento degli obblighi contrattuali e di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’art. 55;
c) recidiva al divieto di fumare di cui al punto d) dell’art. 55 sempre che l’infrazione non costituisca pregiudizio gravemente colposo al verificarsi di incidenti;
e) […] danneggiamento volontario al materiale dell’azienda;
o) recidiva nella mancanza di cui al punto f) dell’art. 55.
Nelle industrie sopra i 15 dipendenti potranno essere promosse congiuntamente o singolarmente dalle Organizzazioni dei lavoratori firmatarie del presente Contratto, assemblee per tutto il personale per la trattazione dei problemi sindacali attinenti al rapporto di lavoro.
Lo svolgimento delle assemblee durante l’orario di lavoro è limitato per ciascun anno a 10 ore nelle unità produttive con più di 15 dipendenti e a 8 ore in quelle fino ai 15. Nei comprensori di cui alla I parte del Contratto collettivo nazionale di lavoro potranno svolgersi 2 assemblee interaziendali per anno, in sedi che verranno di volta in volta definite, con la proporzionale riduzione del numero delle assemblee retribuite.
Le assemblee sono compensate con la retribuzione ordinaria, che ciascun lavoratore avrebbe percepito, se avesse prestato l’attività lavorativa secondo l’orario normale di lavoro.
Al fine di migliorare le relazioni sindacali in azienda e ridurre la conflittualità le parti assumono l’impegno, anche in relazione all’Accordo 22 gennaio 1983, di favorire in caso di controversie collettive tentativi idonei per una possibile soluzione conciliativa delle stesse attraverso un esame congiunto tra Direzione aziendale e CdF. In particolare, se la controversia ha come oggetto l’applicazione o l’interpretazione di norme contrattuali, di legge e dei diritti di informazione di cui alla I parte del Contratto collettivo nazionale di lavoro, l’esame avverrà, a richiesta di una delle parti aziendali, con l’intervento delle Organizzazioni stipulanti.

References: Art. 8

Art. 11

Art. 17

Art. 23

Art. 25

Art. 33

Art. 34

Art. 41

Art. 63

Art. 64

Art. 67

Art. 6
 art. 43