Source: http://bologna.sentenze.ilcaso.it/codice_procedura_civile/214
Timestamp: 2020-07-06 01:54:19+00:00

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Del riconoscimento e della verificazione della scrittura privata
I. Colui contro il quale è prodotta una scrittura privata, se intende disconoscerla, è tenuto a negare formalmente la propria scrittura o la propria sottoscrizione.
II. Gli eredi o aventi causa possono limitarsi a dichiarare di non conoscere la scrittura o la sottoscrizione del loro autore.
Processo civile – Disconoscimento – Tardività – Omesso disconoscimento in altro processo tra le stesse parti.
Va dichiarata la tardività, e quindi l’inammissibilità, del disconoscimento operato in udienza posto che in altro giudizio fra le medesime parti e relativo allo stesso credito (nella specie una opposizione a precetto), a fronte della produzione degli stessi documenti, analogo disconoscimento non era stato avanzato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 15 Gennaio 2020. Segue...
Fallimento - Giudizio promosso dal curatore del fallimento del creditore per ottenere l'adempimento di obbligazioni assunte dal convenuto verso il fallito - Quietanza - Valore confessorio - Esclusione - Curatore parte processuale diversa dal fallito - Scritture private provenienti da terzi estranei alle parti in causa - Valore indiziario - Impugnazione per falsità - Esclusione.
Gli effetti di una dichiarazione avente valore di confessione stragiudiziale si producono se e nei limiti in cui essa sia fatta valere nella controversia in cui sono parti, anche in senso processuale, gli stessi soggetti, rispettivamente, autore e destinatario della dichiarazione; pertanto, nel giudizio promosso dal curatore del fallimento del creditore per ottenere l'adempimento di obbligazioni assunte dal convenuto verso il fallito, la quietanza, che il debitore assuma essergli stata rilasciata all'atto del pagamento del creditore (successivamente fallito), non può produrre, nei confronti del curatore, gli effetti di confessione stragiudiziale, perchè il curatore, pur trovandosi rispetto al rapporto sostanziale dedotto in giudizio nella stessa posizione assunta dal fallito, è una parte processuale diversa da questi, con la conseguenza che l'indicata quietanza è priva di effetti vincolanti e rappresenta solo un documento probatorio dell'avvenuto pagamento, liberamente valutabile dal giudice del merito, al pari di ogni altra prova acquisita al processo (cfr. Cass. 2.4.1996, n. 3055; altresì Cass. (ord.) 19.10.2017, n. 24690; Cass. 1.3.2005, n. 4288).
Le scritture private, in quanto provenienti da terzi estranei alle parti in causa, non sono assoggettate alla disciplina sostanziale di cui all'art. 2702 c.c. ed a quella processuale di cui all'art. 214 c.p.c., sicchè per contestarne la veridicità non è necessario impugnarle per falsità; esse pertanto possono assumere soltanto valore indiziario ed, in difetto di contestazione della parte contro cui sono prodotte in concorso di altri elementi di prova, possono essere poste a fondamento di una decisione (cfr. Cass. 27.11.1998, n. 12066). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 01 Marzo 2018, n. 4842. Segue...
Opposizione a decreto ingiuntivo - Prestito personale - Eccezione ex art. 214 e 215 c.p.c. - Nullità del contratto per assenza di forma scritta - Revoca del decreto Ingiuntivo.
Dinanzi alla pacifica esistenza dell’obbligo di forma ad substantiam in relazione ai contratti di finanziamento, ex art. 117 TUB (esteso anche ai contratti di credito al consumo, ex art. 124 TUB nella versione ratione temporis applicabile alla presente fattispecie) ed all’eccezione formulata dagli opponenti, circa il disconoscimento della conformità della copia del finanziamento prodotto da controparte unitamente al ricorso monitorio rispetto all’originale, la mancata produzione in giudizio dell’originale del documento disconosciuto, comporta la nullità del contratto di prestito personale per difetto di forma scritta. (Francesco Pederzani) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 17 Gennaio 2018. Segue...
Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Formazione dello stato passivo - Curatore fallimentare - Posizione di terzo - Scrittura privata sottoscritta in apparenza dal fallito - Disciplina ex artt. 214, 215 e 216 c.p.c. - Applicabilità nell'opposizione allo stato passivo - Esclusione - Contestazione dell’opponibilità del documento - Sufficienza.
Ai fini della formazione dello stato passivo, il curatore, nella sua funzione di mero gestore del patrimonio del fallito, deve considerarsi terzo rispetto a costui, e ciò anche con riferimento alle scritture private prodotte dal creditore a sostegno della domanda di ammissione al passivo e la cui sottoscrizione appaia riferibile al fallito medesimo. Ne consegue che, nel giudizio di opposizione ex art. 98, comma 2, l.fall. è inapplicabile all’organo concorsuale la disciplina sul disconoscimento della scrittura privata di cui agli artt. 214 e 215 c.c. e sull’onere di verificazione di cui al successivo art. 216 c.c., avuto riguardo a ciascun documento in apparenza sottoscritto dal fallito, potendo il curatore limitarsi a contestare l’opponibilità della scrittura privata, il cui valore probatorio rimarrà affidato al libero apprezzamento del giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Ottobre 2017, n. 24168. Segue...
Disconoscimento ai sensi dell’art. 2719 c.c. e dell’art. 214 c.p.c. di documento prodotto in copia – Onere della produzione dell’originale a carico della parte che intende avvalersene – Sussiste
Disconoscimento ai sensi dell’art. 2719 c.c. e dell’art. 214 c.p.c. di documento prodotto in copia – Onere della reiterazione del disconoscimento a seguito della produzione dell’originale – Sussiste.
A seguito del disconoscimento della fotocopia della scrittura privata, la parte che intende avvalersene è tenuta a produrre l’originale (e, in caso di ulteriore disconoscimento, a chiederne la verificazione), atteso che solo con l’originale si realizzano la diretta correlazione e l’immanenza della personalità dell’autore della sottoscrizione, che giustificano la fede privilegiata che la legge assegna al documento medesimo, così da fondare una presunzione legale superabile dall’apparente sottoscrittore solo con l’esito favorevole della querela di falso. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata)
La parte che ha disconosciuto la sottoscrizione di una scrittura privata prodotta in copia fotostatica, ha l’onere di reiterare il disconoscimento con riferimento all’originale della scrittura medesima, successivamente acquisito in giudizio, per impedire che la predetta scrittura si abbia per riconosciuta in causa. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 20 Giugno 2017. Segue...
Intermediazione finanziaria – Nullità dei singoli ordini di acquisto – Disconoscimento copia fotostatica disposizioni d’investimento – Mancato disconoscimento originali – Art. 215 c.p.c..
Nel caso in cui il cliente che abbia proposto domanda di nullità degli ordini d’acquisto titoli, disconoscendo nell’atto di citazione le singole disposizioni d’investimento da egli stesso prodotte in copia fotostatica, ometta di disconoscere la sottoscrizione apposta sugli originali degli ordini d’investimento successivamente prodotti in giudizio dalla Banca, tali sottoscrizioni devono ritenersi tacitamente riconosciute ex art. 215 c.p.c. (Alessandro Giorgetta) (Giulio Di Fabio) (riproduzione riservata) Appello Milano, 09 Agosto 2016. Segue...
Procedimento crediti verso di fallimento - Disconoscimento di scrittura privata a procedimento incidentale di verificazione - Non necessità..
Le disposizioni di cui agli articoli 214 e seguenti c.p.c., relative al riconoscimento ed alla verificazione della scrittura privata, non sono applicabili nel procedimento per dichiarazione di fallimento, il quale ha carattere sommario camerale, investe materie sottratte al potere dispositivo delle parti, tende al riscontro dei presupposti per l'instaurazione della procedura concorsuale, senza un preciso accertamento delle obbligazioni facenti carico all'imprenditore. Qualora, pertanto, il debitore disconosca la firma sul documento sul quale si fonda il credito dell'istante, il tribunale non può far luogo ad una causa pregiudiziale, da decidersi con efficacia in giudicato, ai sensi dell'articolo 34 c.p.c., ma deve limitarsi a valutare in termini di probabilità la sussistenza del credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 14 Febbraio 2012. Segue...

References: Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 214
 art. 117
 art. 124
 art. 98
 art. 216
 Art. 215
 art. 215