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Timestamp: 2020-08-11 14:03:06+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 33292 del 17/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 33292 del 17/12/2019
Cassazione civile sez. VI, 17/12/2019, (ud. 23/10/2019, dep. 17/12/2019), n.33292
sul ricorso 20919-2018 proposto da:
avverso la sentenza n. 1156/6/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
La CTR Campania, decidendo in sede di rinvio, sulla base della sentenza n. 13770/2016 resa da questa Corte, accolse il ricorso in appello dell’Agenzia delle dogane, riformando la sentenza di primo grado che aveva annullato l’avviso di accertamento notificato alla società CU.MA. Sud s.p.a., relativo alla rettifica di alcune operazioni di importazione effettuate nell’anno 2008 per le quali l’Ufficio aveva ritenuto di annullare l’esenzione dal pagamento dei dazi antidumping concesso alla società Niang Pipe Fitting Co.Ltd. con sede in (OMISSIS), provenendo le esportazioni in realtà dalla Cina. Secondo il giudice del rinvio, per quel che qui ancora rileva, doveva escludersi l’esistenza di un errore attivo da parte dell’amministrazione tale da potere giustificare la buona fede della società ricorrente ai sensi del Reg. CE n. 2913/92/CEE, art. 220, par. 2, lett. b), derivando la responsabilità dell’importatore dalle dichiarazioni inesatte dell’esportatore che l’ufficio non aveva l’obbligo di verificare, integrandosi per contro il comportamento attivo in caso di errata interpretazione delle norme in materia d’origine o di erronea classificazione doganale, risultante dal raffronto fra la voce dichiarata e la designazione delle merci secondo la nomenclatura. Doveva quindi riconoscersi il legittimo affidamento del debitore solo se l’autorità competente avesse determinato i presupposti su cui si basava la fiducia del debitore, altrimenti dovendo il suddetto sopportare il rischio derivante da un documento commerciale che si riveli falso in occasione di un successivo controllo.
In definitiva, la CTR aveva ritenuto che la pretesa fiscale era derivata dalle dichiarazioni irregolari dell’esportatore, avendo l’Agenzia provato adeguatamente l’inesattezza delle dichiarazioni di origine attestate dalla società esportatrice attraverso le indagini OLAF e il Reg. n. 803 del 2009, per il periodo 2007/2009.
La società Cuma Sud s.r.l. ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, al quale ha resistito l’Agenzia delle dogane con controricorso.
La doglianza, invero, nemmeno ponendo in discussione la correttezza dell’affermazione in diritto espressa dalla CTR richiamando la sentenza della Cassazione che aveva cassato con rinvio la decisione precedentemente resa dalla CTR – in ordine alle caratteristiche dell’errore attivo idoneo a costituire causa di giustificazione in favore del soggetto che riceve le importazioni provenienti dall’estero sulla base di certificazioni non veritiere, prospetta un error iuris insussistente, avendo la sentenza impugnata pienamente applicato i principi giurisprudenziali espressi da questa Corte in sede di annullamento con rinvio tanto all’insussistenza di un errore attivo da parte dell’autorità doganale per i casi in cui la non veridicità dei certificati di esportazione non poteva gravare sull’autorità doganale perchè derivante da dichiarazioni irregolari dell’esportatore, non tenuta alla verifica di conformità, quanto sull’accertata inesattezza, riscontrata dell’autorità comunitaria, delle dichiarazioni di origine rese della società produttrice sulla base delle indagini OLAF. Allegazione dalla quale derivava, come puntualmente acclarato dalla CTR, l’onere dell’importatore di sopportare la falsità delle certificazioni emesse dall’esportatore.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente principale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma del cit. art. 13, comma 1- bis, se dovuto.
Rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio che liquida in favore dell’Agenzia delle dogane in Euro 8.000,00 per compensi, oltre spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 220
 sentenza 
 sentenza 
 art. 13
 art. 13