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Timestamp: 2020-08-15 00:10:31+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 239 del 10/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 239 del 10/01/2017
Cassazione civile, sez. III, 10/01/2017, (ud. 14/09/2016, dep.10/01/2017), n. 239
sul ricorso 12235-2014 proposto da:
J.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA G. P. DA
rappresentato e difeso dall’avvocato DANIELA CONSOLI giusta procura
avverso la sentenza n. 1717/2013 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
La Corte d’appello di Firenze, con sentenza depositata il 7 novembre 2013, ha confermato la decisione di primo grado che, in relazione ad un incidente in cui ha riportato lesioni J.V., all’epoca dei fatti minore, investito mentre attraversava repentinamente una strada dall’autovettura condotta e di proprietà di B.L., assicurata con la Fondiaria sai S.p.A, ha attribuito la responsabilità dell’incidente nella misura del 20% a carico di B.L. e del rimanente 80% a carico del pedone,liquidando i danni in corrispondenza della responsabilità accertata.
Avverso questa decisione propone ricorso J.V. con due motivi. Non presentano difese gli intimati.
1. Con il primo motivo di ricorso si denunzia violazione e/o falsa applicazione dell’art. 1227 c.c.
Sostiene il ricorrente che impropriamente il giudice di merito ha fatto riferimento all’art. 1227 c.c., poichè dalle circostanze di tempo e di luogo ìn cui è avvenuto l’incidente non emerge alcuna concorrente responsabilità del minore,ma l’esclusiva responsabilità del conducente del veicolo il cui comportamento da solo è stata causa determinante dell’evento.
Erroneamente la Corte ha ritenuto che il mancato rallentamento dell’auto alla vista dei bambini, che in gruppo attraversavano la strada correndo, non costituisse comportamento determinante in via esclusiva della responsabilità del conducente.
2. Con il secondo motivo si denunzia violazione dell’art. 2054 c.c. con riferimento all’art. 141 C.d.S., commi 1 e 4 e dell’art. 342 Reg. att. C.d.S..
Sostiene il ricorrente che le risultanze istruttorie univocamente danno atto che il signor B. alla guida del veicolo investitore avrebbe potuto evitare l’impatto con il bambino pedone, se solo avesse fermato o rallentato l’andamento della vettura non appena avvistato il primo gruppo di bambini che attraversava il viale. Infatti il veicolo condotto dal B. procedeva lungo un viale rettilineo ad una velocità di 50/ 60 kmh quando, con 50 m di anticipo, il conducente aveva avvistato due gruppi di bambini che attraversavano di corsa il viale.
Risulta dagli atti che la semi carreggiate misurano circa 10 m ciascuno. La Corte d’appello,assunti predetti dati ai sensi e per gli effetti degli artt. 2700 e 2735 c.c. avrebbe dovuto trarre le legali conseguenze in termini di responsabilità esclusiva del B..
Il ricorrente sostiene che, con evidente erroneità e illogicità della motivazione, la Corte d’appello ha attribuito la preponderante responsabilità del sinistro ad un soggetto dal quale, per definizione, non può pretendersi una condotta ed una diligenza analoga a quella di un adulto e ciò pur a fronte di elementi certi gravi e concordanti di negligenza da parte del B., che sono univoci nel dimostrare rafforzare la responsabilità esclusiva o certamente preponderante del conducente dell’autovettura.
3. I due motivi si esaminano congiuntamente per la stretta connessione logico-giuridica che li lega e sono inammissibili.
Infatti solo apparentemente il ricorrente denunzia vizi di violazione di legge, mentre nella sostanza contesta le valutazioni di merito effettuate dalla Corte d’appello.
Si ricorda che la sentenza impugnata è stata depositata il 7/11/2013 e di conseguenza alla stessa si applica la nuova formulazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5.
La riformulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, disposta dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54 conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 preleggi, come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione. Cass. Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014. I motivi formulati non rispettano la nuova previsione del vizio di motivazione denunciabile in sede di legittimità, ma si sostanziano in un riesame di tutti gli elementi istruttori di cui si chiede una inammissibile rivalutazione a questa Corte. per giungere all’affermazione della responsabilità esclusiva o preponderante del conducente del veicolo.
Nulla per le spese stante l’assenza degli intimati.
Rilevato dagli atti che il processo risulta esente, non si applica il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 54
 sentenza 
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 art. 13