Source: https://www.laleggepertutti.it/96561_precetto-quando-e-nullo
Timestamp: 2018-09-20 21:18:58+00:00

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Elementi essenziali dell’atto di precetto: quando scatta la nullità dell’atto e del pignoramento.
L’atto di precetto è un atto del creditore (può essere firmato direttamente da quest’ultimo o dal suo avvocato) che consiste nell’intimazione di adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo (una precedente sentenza, un decreto ingiuntivo, un assegno, una cambiale, un mutuo con la banca, ecc.). Al debitore viene offerto un termine massimo di 10 giorni, scaduti i quali, in mancanza di adempimento, il creditore potrà procedere con il pignoramento (esecuzione forzata). Se il creditore non agisce, però, entro 90 giorni, il precetto “scade” e ogni eventuale azione esecutiva è nulla. Tuttavia, nulla toglie che il creditore potrebbe notificare un nuovo atto di precetto (cosiddetto “precetto in rinnovazione”) per riproporre il pignoramento. Questa possibilità è consentita al creditore fino a quando non si prescrive il titolo esecutivo che, in caso di atti giudiziari, è di 10 anni, per le cambiali è di 3 anni, mentre per gli assegni è di 6 mesi.
Il codice di procedura civile [1] indica una serie di elementi che il precetto deve necessariamente contenere: in mancanza di alcuni di essi, il precetto è nullo e, quindi, sarà nulla anche l’eventuale esecuzione forzata successiva. Vediamoli qui di seguito.
È causa di nullità la mancanza di indicazioni relative alla parte istante e alla parte obbligata:
– per la società, l’associazione o il diverso ente: indicazione della ragione o denominazione o della ditta, con l’indicazione anche generica dell’organo o ufficio che ne ha la rappresentanza.
La legge poi impone al creditore di dichiarare la residenza o eleggere il domicilio nel Comune in cui ha sede il giudice dell’esecuzione: ma, in questo caso, se non lo fa il precetto resta valido. L’unica conseguenza è che le notifiche nei suoi saranno effettuate nella cancelleria del giudice dell’esecuzione competente.
Il precetto deve indicare il titolo esecutivo sulla scorta del quale è stato emesso. A riguardo la giurisprudenza ha ritenuto che la mancata indicazione degli elementi che permettano l’identificazione del titolo è causa di nullità dell’atto [2].
Anche la mancata indicazione della data di notificazione del titolo esecutivo, se avvenuta prima della notificazione del precetto, comporta la nullità del precetto. Allo stesso modo è considerata causa di nullità la mancata menzione dell’apposizione della formula esecutiva sul titolo esecutivo e la relativa data.
Il precetto deve indicare, ancora, a pena di nullità, la trascrizione integrale del titolo esecutivo, solo nei casi in cui è richiesta dalla legge, ossia:
– le scritture private autenticate, la cambiale o l’assegno;
– gli accordi di mediazione [3];
– gli accordi di negoziazione assistita da uno o più avvocati [4].
La copia autentica del titolo di credito sostituisce a tutti gli effetti l’originale e vale, quindi, al pari di quello, come titolo esecutivo [5].
Solo se il precetto si riferisce ad obbligazioni di consegnare o rilasciare un determinato bene mobile o immobile, il precetto è nullo se manca l’indicazione della somma domandata in base al titolo esecutivo oppure la descrizione sommaria dei beni oggetto dell’esecuzione, nell’esecuzione per consegna o rilascio.
L’assenza dell’avvertimento che, in mancanza di adempimento, si procederà all’esecuzione forzata, benché elemento caratterizzante il precetto, non è causa di nullità [6].
Di norma l’avvocato del creditore indica, nel precetto, le spese sostenute dal creditore (ad esempio per la registrazione e la notifica del titolo esecutivo, per la redazione e notificazione del precetto), insieme ai relativi onorari. La mancanza di tali elementi non determina la nullità del precetto: il precetto, dunque, è comunque valido e le spese possono essere liquidate dal giudice dell’esecuzione [7].
Il precetto deve indicare la sottoscrizione di chi lo ha redatto (avvocato o parte). Di regola l’atto è sottoscritto dall’avvocato che lo ha predisposto tanto nell’originale quanto nella copia. Il difensore indica inoltre il proprio codice fiscale ed il numero di fax [8].
Il creditore può però firmarlo personalmente, senza l’ausilio del difensore [9].
La mancanza della sottoscrizione è causa di nullità del precetto [10].
L’avvocato deve essere munito di procura (generale o speciale, conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata ed espressamente menzionata nell’atto di precetto). Il precetto può contenere la sola sottoscrizione dell’avvocato, anche se non ancora munito di procura al momento della notificazione, per la quale è possibile provvedere in seguito [11].
Come anticipato in apertura, il creditore deve indicare nel precetto il termine entro il quale il debitore deve adempiere, che (salvo casi particolari) non può essere inferiore a 10 giorni, o a 120 giorni in caso di precetto nei confronti di una Pubblica Amministrazione [12].
L’indicazione di un termine più breve o la mancata indicazione del termine non costituisce causa di nullità del precetto [13], in ogni caso il debitore deve adempiere entro e non oltre 10 giorni.
Con una recente riforma [14] la legge ha stabilito che l’atto di precetto deve contenere l’ulteriore avvertimento che il debitore può, con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, trovare una soluzione alla sua situazione di indebitamente concludendo coi creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo loro un piano del consumatore. La legge sembrerebbe far discendere la nullità dalla mancata indicazione di tale elemento. Ma al momento è più prudente attendere i futuri orientamenti della giurisprudenza (leggi: “Precetto nullo senza indicazione dell’accordo”).
[2] Cass. sent. n. 12230/2007.
[3] Art. 12 c. 1 D.Lgs. 28/2010 modif. dall’art. 5 c. 4 bis DL 132/2014 conv. in L. 162/2014.
[4] Art. 5 c. 2 bis DL 132/2014 conv. in L. 162/2014.
[5] Cass. sent. n. 5250/2010, n. 1165/1996.
[6] Cass. sent. n. 6230/1986.
[7] Cass. sent. n. 22300/2014.
[8] Art. 125 c.p.c. modif. dall’art. 45 bis DL 90/2014 conv. in L. 114/2014.
[9] Cass. sent. n. 3998/2006.
[10] Cass. sent. n. 2109/2014.
[11] Cass. sent. n. 9365/2000.
[12] Art. 14 c. 1 DL 669/96 conv. con L. 30/97.
[13] Cass. sent. n. 55/2002.
[14] Dl 83/2015.

References: Cass. 
 Art. 12
 Art. 5
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Art. 125
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Art. 14
 Cass.