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Timestamp: 2020-04-05 19:21:40+00:00

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Settimana 4, Marzo, 2011 | Notizie - Deiricchi.it
2011 - Marzo - Settimana 4
22/03/2011 * 23/03/2011 * 24/03/2011 * 25/03/2011 * 26/03/2011 * 27/03/2011 * 28/03/2011 *
Giustizia Usa boccia accordo Google-editori
ANSA.it, http://www.ansa.it, 22/03/2011
Accordo sui diritti d'autore per la creazione della maggiore biblioteca digitale
NEW YORK - La giustizia americana respinge l'accordo dal valore di 125 milioni di dollari fra Google e gli editori sui diritti d'autore per la creazione della maggiore biblioteca digitale al mondo. L'accordo fra Google e gli editori avrebbe consentito a Mountain View l'immunità dalle legge di copyright, consentendo a Google di distribuire milioni di libri su internet in cambio della condivisione dei ricavi ottenuti. Il giudice Danny Chin nel motivare la propria decisione ha detto che l'accordo da' a Google un ''significativo vantaggio sui suoi competitor''. Da una libreria universale molti trarrebbero vantaggi ma il progetto ''va troppo in la''' e Google che si troverebbe ad avere molti diritti ''senza il permesso dei titolari di copyright''.
Turismo: nuovo spot con Berlusconi
Il presidente del Consiglio testimonial per 'Magica Italia'
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e' il testimonial del nuovo spot ''Magica Italia'' promosso dal Governo per rilanciare il turismo dell'arte e della cultura in Italia.
Lo spot, che sara' trasmesso dalle reti Rai, e' stato presentato oggi dal ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
La location della pubblicita' e' un interno di Villa Madama a Roma. Il premier, sfogliando un libro sull'Italia, ricorda che ''l'Italia e' il Paese che ha regalato al mondo il 50% dei beni artistici tutelati dall'Unesco. Piu' di 100 mila chiese e monumenti, 40 mila dimore storiche, 3.500 musei, 2.500 siti archeologici e piu' di mille teatri. Lo sapevi? Approfitta delle tue vacanze per scoprire l'Italia che ancora non conosci, questa magnifica Italia da scoprire e da amare''.
L'immagine del premier e' intervallata da immagini di citta' italiane come Venezia, Firenze, Loreto, Orvieto e Roma.
Il ministro Brambilla ha sottolineato che ''a breve sara' realizzato un altro spot sul turismo culturale dove saranno rappresentate le altre Regioni italiane, che in questo non hanno trovato spazio''. Lo spot, che dura 30 secondi, sara' anche on line, sul sito www.italia.it. Colonna sonora, ''Un amore cosi' grande'' di Guido Maria Ferilli, interpretata da Andrea Bocelli.
''Credo che con questo spot - ha aggiunto il ministro - potremo dare un contributo al turismo domestico che nel 2010 ha avuto una contrazione. Sono certa che molti italiani accoglieranno l'invito di Berlusconi. E' la prima volta in assoluto, e non solo in Italia, che un capo di governo sceglie di mettersi a disposizione del proprio Paese''. Per girare le immagini con il premier, ha svelato Brambilla, ''ci abbiamo messo un quarto d'ora, e' stato un lavoro rapido e con un ottimo risultato. Berlusconi dice che sono un cane da polpaccio - ha concluso soddisfatta - ma questi sono i risultati''.
Nel filmato in onda a breve si vedono la piazza e la basilica di San Marco a Venezia, il duomo di Orvieto, Apollo e Dafne di Bernini (Roma), il lungoteve, Castel Sant'Angelo e San Pietro; il tempio di Segesta, piazza del plebiscito di Napoli, il santuario di Loreto, il Duomo e il palazzo Vecchio di Firenze, il canal Grande e il Rialto di Venezia.
Processo breve, passa norma su prescrizione
La Commissione giustizia della Camera ha approvato la norma, l'opposizione ha votato contro
ROMA - La Commissione giustizia della Camera ha approvato la norma presentata dal relatore Maurizio Paniz al testo sul processo breve che riduce i tempi di prescrizione per gli incensurati. Tutta l'opposizione ha votato contro.
La norma, che introduce l'articolo 4-bis nel testo, prevede che per gli incensurati ci siano dei tempi di prescrizione più brevi che per i recidivi. In sostanza si stabilisce che quando si è in presenza di atti interruttivi del processo, come ad esempio un interrogatorio, il tetto massimo della pena aumenti non più di un quarto, ma di un sesto per le persone mai condannate prima il cui processo non sia arrivato alla sentenza di primo grado. Per quanto riguarda quest'ultimo punto, il relatore del provvedimento Maurizio Paniz si è detto disponibile a rivederlo. Lasciando questa previsione della sentenza di primo grado come elemento di differenziazione tra gli incensurati, si rischierebbe, secondo il Pd, di creare una differenza sostanziale "tra incensurati e incensurati". Anche il leader dell'Idv Antonio Di Pietro ha infatti chiesto che questo secondo comma dell'articolo 4-bis venga eliminato. Così la 'norma-Paniz' potrà essere fatta valere nei confronti di tutti coloro che non sono ancora stati condannati con sentenza passata in giudicato senza prevedere più il discrimine che abbiano o meno avuto una sentenza di primo grado nei loro confronti. "La maggioranza è davvero spudorata - tuona il capogruppo del Pd in Commissione Giustizia, Donatella Ferranti - perché sembra che stiano approfittando della guerra per accelerare su tutte le norme ad personam che riguardano Berlusconi".
Sanzioni Usa per altre 14 società Libia
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 22/03/2011
20.41 Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni nei confronti di 14 società controllate dalla compagnia petrolifera di Stato libica. L'allargamento delle sanzioni contro il regime di Gheddafi è stato annunciato dal dipartimento americano del Tesoro. Le 14 società saranno soggette alle sanzioni varate dal presidente americano Obama il 25 febbraio con un decreto.
Il ministro per lo Sviluppo economico aveva annunciato "una responsabile pausa di riflessione"
ROMA - Il nucleare si ferma per un anno. Dopo il disastro giapponese e l'annuncio della "pausa di riflessione", domani il Consiglio dei ministri approverà una dichiarazione per una moratoria di un anno sulle decisioni relative alla ricerca dei siti per le centrali nucleari. La decisione è apprezzata dai presidenti delle Camere, ma non convince l'opposizione, timorosa che possa trattarsi di una 'manovra' destinata a svuotare di senso il referendum. L'annuncio della moratoria, su cui indiscrezioni erano circolate già nel primo pomeriggio, è stato fatto dal ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, davanti alla Commissione Industria del Senato, chiamata a dare il proprio parere sul decreto per la localizzazione delle centrali. "Domani in Consiglio dei ministri il Governo dichiarerà la moratoria per un anno per quanto riguarda le decisioni e l'attivazione delle procedure per la ricerca dei siti per le centrali nucleari in Italia", ha spiegato Romani, sottolineando che verrà comunque salvata la parte del decreto relativa all'individuazione di un deposito per le scorie, come ci viene richiesto dall'Unione europea.
Nel frattempo dalla commissione Industria arriva il parere sul decreto legislativo che regola la scelta dei siti, che verrà quindi portato domani in Cdm, con un'esortazione al Governo a valutare "l'opportunità di approfondire nei prossimi mesi tutti i profili relativi alla sicurezza", confrontandosi con l'Agenzia per il Nucleare. Tutti gli atti necessari alla prosecuzione del programma nucleare, insomma, vengono dunque bloccati, con una soluzione evidentemente interlocutoria, in attesa degli stress test sulle vecchie centrali europee e dell'esito del referendum, che potrebbe mettere definitivamente una pietra sopra al ritorno dell'atomo. "Una scelta saggia e opportuna", ha commentato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo cui "la sicurezza del nucleare è una enorme questione, che dopo la vicenda del Giappone sta facendo discutere tutto il mondo". Positiva anche la reazione del presidente del Senato, Renato Schifani, a giudizio del quale si tratta di una "scelta responsabile", visto che in un settore così delicato ogni valutazione deve essere "ponderata e meditata". Sono invece all'insegna dello scetticismo i commenti delle opposizioni, preoccupate in particolare per il contesto nel quale si svolgerà il referendum.
Ogni giorno il governo escogita un trucchetto da baro per sabotare i referendum ed impedire ai cittadini di esprimersi democraticamente sul nucleare: oggi è il turno della moratoria, notizia diffusa ad arte per creare confusione, avverte il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. Anche secondo Antonio Di Pietro "la moratoria di un anno è un chiaro raggiro che serve a scavallare la data del referendum", perché "l'unico vero scopo del governo è quello di fermare il temuto verdetto dei cittadini". I senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante parlano di "modo furbo per dissimulare il dietrofront" ed Ermete Realacci (Pd) definisce la scelta del governo un "non senso", aggiungendo che "la strada del futuro dell'Italia è quella indicata oggi anche dal Presidente della Repubblica". Napolitano ha infatti invitato a puntare sulle rinnovabili, perché è "indispensabile individuare nuovi modelli e strumenti capaci di coniugare lo sviluppo economico con la rigorosa salvaguardia del pianeta e dei suoi equilibri ambientali".
Tokyo, stop Sony. Mancano materie prime
14.41 Produzione bloccata in cinque stabilimenti giapponesi della Sony. Il gigante dell'elettronica è stato costretto a fermare gli impianti a causa della mancanza di componenti e materie prime a seguito del sisma e dello tsunami che hanno devastato il Paese. Non ripartono nemmeno le linee di assemblaggio delle principali case automobilistiche giapponesi. Toyota e Honda hanno spiegato che anche le fabbriche che non sono state danneggiate restano ferme per la mancanza di materiali e per i continui black-out elettrici.
Bolivia: revocare Nobel Pace a Obama
6.23 Evo Morales ha chiesto di revocare il Nobel per la pace al presidente americano Obama, che il leader socialista della Bolivia ritiene indegno del ricoscimento "perchè promuove la violenza con l'intervento militare in Libia". "Come è possibile che un Premio Nobel per la pace possa avviare un'invasione, un bombardamento?", ha chiesto il presidente boliviano. La Paz ha relazioni diplomatiche stabili con la Libia dal 2008 e ha rigettato l'intervento militare contro il raìs.
Serie di raid israeliani su Gaza,feriti
5.30 Almeno 17 persone sono rimaste ferite quando aerei israeliani hanno effettuato almeno 5 raid contro la Striscia di Gaza, colpendo obiettivi collegati a Hamas, il movimento integralista che controlla il territorio. Secondo fonti mediche e vari testimoni, uno degli attacchi è stato diretto contro una caserma della polizia di Hamas. Preso di mira anche un campo di addestramento delle brigate Ezzedine Al-Qassam, il braccio armato di Hamas. Tra i feriti, vi sono almeno sette donne e due bambini.
Materie prime,prezzi record: +33% annuo
11.39 Sulle speranze di ripresa economica incombe il rialzo dei prezzi delle materie prime: da gennaio 2010 a gennaio 2011 la media dei rincari ha sfiorato il 33%. Lo rileva l'ufficio studi della Confartigianato, che stima un effetto dirompente sui costi sopportati dalle imprese manifatturiere per l'acquisto di beni necessari alla produzione. L'impatto potenziale sarà di 155mld di euro in più in un anno e considerando i singoli materiali, i rialzi sono da record: cotone +147%, gomma +91,3%, stagno +65,5%, frumento +73%
Immigrati,De Rubeis: siamo al collasso
11.23 "Siamo al collasso, non riusciamo più a garantire ordine pubblico,sicurezza, igiene. La nave San Marco non riesce a portare via più di 500 immigrati.Faccio appello all'Europa che è assente e latitante e chiediamo aiuto". E' l'appello accorato del sindaco di Lampedusa, De Rubeis, ai micorofoni di Agorà, su Rai Tre."Lampedusa deve essere svuotata, altrimenti non possiamo consentire l'arrivo di altre imbarcazioni", ha detto il sindaco che chiede alle Regioni l'impegno di accogliere almeno 250 immigrati ciascuna.
Percorso:ANSA > Ambiente&Energia > Speciali ed Eventi > Tesoro di tutti ma beneficio a pochi
ROMA - Sono oltre 6.500 i comuni italiani in zone a rischio idrogeologico. Nel 54% dei casi le abitazioni sono costruite in aree ad alto rischio e nel 19% vi sono strutture pubbliche sensibili come scuole e ospedali. Oltre 3,5 milioni di cittadini italiani sono esposti al pericolo di frane o alluvioni mentre crescono gli eventi climatici estremi in Europa. In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua sono state presentate le nuove linee guida dal Centro Europeo Ambiente e Salute dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dal Ministero dell'Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare italiano.
La regione europea dell'OMS è altamente urbanizzata. Su una popolazione di quasi 900 milioni di persone, oltre due terzi vivono in aree urbane. Alcuni Paesi, tra cui l'Italia, hanno molte infrastrutture per cui i danni potrebbero essere potenzialmente più ingenti.
L'Italia ha un tasso di urbanizzazione del 68% con un aumento annuale dello 0.4%. Le città hanno bisogno di grandi quantità di acqua potabile, un sistema di fognature ben funzionante ed un adeguato sistema di depuratori, idonei a resistere sia alle piogge intense, siccità prolungate e black out elettrici. Le Linee guida descrivono gli effetti degli eventi meteo-climatici estremi sulla gestione dei servizi di fornitura d'acqua e offrono indicazioni sulle misure per minimizzare gli impatti ambientali e i rischi sanitari. L'iniziativa è stata realizzata dall'OMS in collaborazione con ONU ECE e condotta grazie al contributo di esperti di vari Paesi ed istituzioni internazionali.
Il numero degli eventi estremi legati al cambiamento climatico è aumentato del 65% in Europa tra il 1998 e il 2007, con una perdita economica raddoppiata fino a quasi 14 miliardi di euro rispetto alla decade precedente. Circa 40 milioni di persone hanno richiesto negli scorsi 20 anni assistenza di base e sanitaria: un riparo sicuro, assistenza medica, acqua e igiene in sicurezza. Questo ha rappresentato una crescita del 400% rispetto agli 8 milioni di persone colpiti nelle precedenti due decadi. Nei 6.500 i comuni italiani ad alta criticità idrogeologica nel 54% dei casi le abitazioni sono costruite in aree ad alto rischio e nel 19% vi sono strutture pubbliche sensibili come scuole e ospedali.
Solo il 22% delle amministrazioni nazionali interviene per mitigare il rischio idrogeologico mentre il 57% lavora per prevenire i danni derivanti da alluvioni. "In condizioni di piogge o siccità estreme, i servizi per l'approvvigionamento idrico e di smaltimento e trattamento delle acque reflue possono essere danneggiati - spiega Francesca Racioppi, Responsabile del Centro Europeo Ambiente e Salute dell'OMS Europa - con questa pubblicazione, desideriamo assistere i decisori e gli operatori europei del settore a rendere i servizi di fornitura di acqua e igiene resistenti agli eventi estremi, proteggendo così la salute umana dai rischi di contaminazione ambientale ".
L'acqua è al centro delle politiche di adattamento dei cambiamenti climatici afferma Corrado Clini, Direttore Generale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
I DATI ISTAT SULL'ACQUA
Spicca innanzitutto, l'incremento dei consumi: nel 2008 sono stati erogati 92,5 metri cubi di acqua potabile per abitante, pari a 253,4 litri al giorno, con un incremento dell'1,2% negli ultimi dieci anni. Questo valore è costituito dall'acqua consumata, misurata ai contatori dei singoli utenti, e dalla stima dell'acqua non misurata, ma consumata per diversi usi (luoghi pubblici, fontane, acque di lavaggio delle strade, innaffiamento di verde pubblico, ecc.). In lieve diminuzione, invece, il consumo pro capite di acqua per uso domestico, dato dalla media dei 115 comuni capoluogo di provincia: è pari a 68 metri cubi per abitante (186,6 litri al giorno), in calo dello 0,7% rispetto al 2008.
Considerando i consumi pro capite nei 27 paesi dell'Unione Europea per il periodo 1996-2007, l'Italia, con consumi complessivi intorno ai 92 metri cubi annui per abitante, presenta valori superiori alla media europea, pari a 85 metri cubi annui per abitante. In particolare i consumi medi in Italia risultano inferiori rispetto alla Spagna (100 metri cubi) e al Regno Unito (110); mentre risultano superiori ai Paesi Bassi (73) e alla Germania (57). In calo poi il consumo di acqua minerale. Nel 2009 il 63,4% delle famiglie italiane l'ha acquistata, percentuale che risulta in calo rispetto agli anni precedenti (67,6% nel 2000, 64,2% nel 2008). La spesa media delle famiglie per l'acquisto di acqua minerale è pari a 19,71 euro mensili: in media la spesa delle famiglie per l'acquisto di acqua minerale risulta più bassa rispetto a quella sostenuta nel 2008 (21,14 euro).
Un capitolo della relazione Istat e' dedicato ai servizi e sulla soddisfazione dell'utenza. Migliora in particolare il giudizio delle famiglie sull'erogazione di acqua potabile. Il 10,8% delle famiglie italiane lamenta irregolarità nell'erogazione dell'acqua nel 2010 contro il 16,2% del 2001. Il problema è dichiarato soprattutto dalle famiglie residenti nel Mezzogiorno (18,7%), in particolare in Calabria (33,4%) e in Sicilia (28,3%). All'opposto, appena il 5,8% delle famiglie del Nord dichiara irregolarità nell'erogazione dell'acqua, con valori minimi pari all'1,6% nella provincia autonoma di Bolzano e all'1,9% nella provincia autonoma di Trento. Anche la diffidenza nel bere acqua di rubinetto diminuisce ma si manifesta ancora elevata nel Paese: il 32,8% delle famiglie ha al suo interno uno o più componenti che dichiarano di non fidarsi a berla contro il 42% del 2001. Tale fenomeno raggiunge i livelli più elevati in Sicilia (64,2%), Calabria (52%) e Sardegna (49,8%).
Infine il capitolo depurazione: le regioni che più hanno aumentato gli impianti di depurazione, dal 1999 al 2008, sono Umbria (+87,3%) e Basilicata (+77,2%), seguite da Lombardia (+45,3%), Liguria (+42,5%) e Sardegna (+39,2%). Quanto alla riorganizzazione del servizio idrico, nel 2008 i gestori del Servizio idrico integrato (Sii) hanno coperto una popolazione residente pari al 68,7 per cento, incrementando di 8,7 punti percentuali il dato del 2007.
Unicredit, perfezionato il salvataggio
22.38 Unicredit ha approvato all'unanimità l' operazione che metterà in sicurezza il Gruppo dei Ligresti. Lo apprende l'Ansa al termine del CdA. L'intervento dell' istituto è stato necessario dopo il fallimento delle trattative con i francesi di Groupama. Ligresti si è dimesso dal Consiglio di amministrazione di Unicredit, dove sedeva in qualità di consigliere. Unicredit sottoscriverà una quota dell' aumento di capitale di Fonsai che la porterà ad avere il 6,6% del gruppo assicurativo.
Web, condannato Yahoo per siti pirata
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 23/03/2011
19.14 La nona sezione del Tribunale di Roma ha inibito al motore di ricerca Yahoo! "la prosecuzione e la ripetizione della violazione dei diritti di sfruttamento economico sul film About Elly mediante il collegamento ai siti riproducenti in tutto o in parte l'opera, diversi dal sito ufficiale del film". Lo annuncia la Open Gate Italia, società per le controversie legate alla pirateria online per conto dei produttori "Sentenza storica. Un motore di ricerca viene considerato responsabile se rende disponibili siti pirata", si spiega.
Londra: aviazione Libia non esiste più
17.03 "Le forze aeree libiche non esistono più" tanto che "possiamo operare con relativa impunità sulla Libia". Lo dice il comandante della Royal Air Force, Bagwell, dalla base di Gioia del Colle. "Stiamo garantendo il rispetto della no-fly zone in maniera veloce e sicura" anche se "l'operazione resta complessa e non sappiamo quando finirà". "Teniamo le truppe di terra libiche sotto costante osservazione e siamo pronti ad attaccarle ogni volta che minacciano i civili", aggiunge Bagwell.
Onu, rinnovata missione in Afghanistan
4.45 Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato all'unanimità la risoluzione 1974, che proroga il mandato della missione politica delle Nazioni Unite in Afghanistan fino al 23 marzo 2012, con l'obiettivo di "rafforzare la sovranità e la leadership" di Kabul. La risoluzione- un documento molto dettagliato di 12 pagine- chiede,tra l'altro, il pieno rispetto dei diritti umani in Afghanistan e "prende atto in maniera positiva della crescita di media liberi" nel Paese.
Divinità Maya venduta a 3 mln euro, ma era un falso
ANSA.it, http://www.ansa.it, 23/03/2011
Il governo messicano precisa che si tratta di un pezzo di fabbricazione recente
CITTA' DEL MESSICO - Beffa (o truffa) milionaria: la divinita' Maya venduta ad un prezzo record di quasi 3 milioni di euro lunedi' all'Hotel Drouot di Parigi non e' un'opera preispanica autentica ma un pezzo di fabbricazione recente. Lo hanno assicurato in una nota il governo messicano e l'Istituto nazionale di storia e antropologia del Messico (Inah).
Da Citta' del Messico fanno sapere che gli esperti dell'Inah avevano esaminato i pezzi presentati all'asta e avevano stabilito l'inautenticita' dell'opera, avvertendo le autorita' francesi attraverso l'ambasciata messicana a Parigi.
A nulla pero' e' servito, e la 'crosta' e' stata battuta al prezzo record di quasi tre milioni di euro.
Mubarak incriminato:omicidio volontario
9.32 L'ex presidente egiziano Hosni Mubarak è stato incriminato con l'accusa di omicidio volontario dalla Commissione che indaga sulle violenze durante le manifestazioni contro il regime. Durante le proteste cominciate il 25 gennaio sono morte oltre 300 persone e migliaia sono state ferite dai colpi sparati dalle forze di sicurezza. L'ex ministro dell'Interno,già rinviato a giudizio per riciclaggio, è accusato di avere ordinato di aprire il fuoco sui manifestanti. Mubarak si è dimesso l'11 febbraio.
Parlamento aveva bocciato con il voto dell'opposizione la manovra antideficit
LISBONA - Scatta per il Portogallo, da mesi a rischio salvataggio Ue-Fmi dopo Grecia e Irlanda, lo scenario più difficile: quello della crisi politica parallela a quella economica e monetaria. Il governo minoritario socialista si è dimesso questa sera dopo la bocciatura in parlamento, con il voto convergente di tutti i partiti di opposizione, di centro- destra e di sinistra, della manovra antideficit concordata con Bruxelles dal premier, José Socrates. Il capo del governo, subito dopo il voto, si è recato al palazzo presidenziale di Belem, dove ha presentato le dimissioni al capo dello stato, Anibal Cavaco Silva. Lo scenario più probabile è che il presidente - che venerdì inizia le consultazioni con i partiti - convochi rapidamente elezioni anticipate, che potrebbero tenersi nella seconda metà di maggio.
I sondaggi danno come probabile vincitore il principale partito di opposizione, il Pds (centrodestra) di Pedro Passos Coelho. Intanto per il Portogallo, negli ultimi giorni di nuovo sotto forte pressione dei mercati - i tassi sui bond a 5 anni hanno superato la sbarra record dell'8% -, si apre una fase di forti incognite. Gli analisti ritengono probabile ora un ricorso a un piano di salvataggio di Ue e Fmi, anche per gli effetti della instabilità politica interna. Il capo dell'opposizione di centro-destra, Pedro Passos Coelho, probabile futuro premier, negli ultimi giorni, diversamente da Socrates, ha detto che l'aiuto esterno è praticamente inevitabile, e che "tutto il Paese lo sa". Domani i due grandi protagonisti della crisi politica portoghese saranno a Bruxelles.
Socrates al cruciale consiglio Ue di stabilizzazione finanziaria nella veste di premier dimissionario; Passos Coelho al vertice preliminare del Partito popolare europeo (Ppe). Il leader del Psd negli ultimi giorni, in previsione dell' imminente crisi politica, ha lanciato messaggi rassicuranti verso i mercati e i partner europei, garantendo che se prenderà in mano le redini del Paese manterrà gli impegni di massima presi da Socrates: riportare il deficit al 3% nel 2012, al 2% nel 2013. Una prospettiva che potrebbe però essere complicata anche dalla possibile revisione del deficit per il 2010, dal 7% previsto dal governo a un possibile 8%: secondo il quotidiano Publico Eurostat, ha chiesto a Lisbona di integrare nel calcolo del deficit dell'anno scorso anche le perdite della Banca Bnp (2 miliardi), coperte dallo stato. Il ministro delle finanze Fernando Teixeira ha confermato questa sera che la questione è in corso di valutazione. Le dimissioni di Socrates, che da mesi lottava con becco e unghie per evitare il salvataggio esterno, e le "condizioni del Fmi", sono intervenute dopo che il Psd, che aveva consentito l'adozione delle tre precedenti manovre, in un anno, salvando il governo socialista, ha detto "basta", puntando sulle elezioni anticipate. Questo nonostante la forte drammatizzazione degli ultimi giorni da parte dei dirigenti socialisti, che hanno messo in guardia contro la "tremenda avventura" nella quale il Paese sarebbe piombato in caso di caduta del governo in un momento tanto delicato. Dopo il colloquio con il capo dello stato, Socrates ha ribadito che la crisi provocata ha detto dall'opposizione, potrà avere "conseguenze gravissime" per il Paese. Passos Coelho ha replicato sdrammatizzando: "sono tranquillo, nonostante la gravità della situazione" ha detto al Paese. Socrates ha detto che la parola ora deve tornare agli elettori, e ha confermato che sarà candidato alla propria successione alla guida del Ps alle politiche anticipate.
Sentenza contro Yahoo, stretta su film
Stop a link pirateria online collegati al motore di ricerca
ROMA - La nona sezione del Tribunale di Roma ha inibito al motore di ricerca Yahoo! ''la prosecuzione e la ripetizione della violazione dei diritti di sfruttamento economico sul film About Elly mediante il collegamento ai siti riproducenti in tutto o in parte l'opera, diversi dal sito ufficiale del film''. Lo annuncia la Open Gate Italia, societa' che da anni segue le controversie legate alla pirateria online per conto dei produttori cinematografici.
''Dieci milioni e trecento mila sono i risultati se si digita su Yahoo! il titolo del film About Elly. Siti di vario tipo attraverso i quali e' possibile scaricare il film che ha vinto il Leone d'Argento a Berlino due anni fa. Solo digitando la parola 'about', il film About Elly e' la seconda opzione. Una diffusione massiva'', spiega Open Gate Italia che ha portato avanti la controversia in rappresentanza di Pfa, la societa' che ha distribuito il film in Italia.
''Una sentenza che non ha precedenti in nessun paese del mondo - aggiunge -. Il punto fondamentale nella vicenda giudiziaria che ha contrapposto Open Gate Italia a Yahoo! e' la responsabilita' di un motore di ricerca nel rendere disponibile l'accesso ai siti che immettono in rete film piratati, sprovvisti di ogni tipo di autorizzazione da parte dei detentori dei diritti''. Il Tribunale di Roma, prosegue, ''ha riconosciuto l'imputabilita' alla parte resistente Yahoo!, unica legittimata nel procedimento nella qualita' di provider gestore del servizio Web Search, della responsabilita' per contributory infringement per l'attivita' di gestione del motore di ricerca nella misura in cui questi effettuano, attraverso specifici link, il collegamento a siti pirata, che permettono la visione in streaming o il downloading e peer to peer del film About Elly senza autorizzazione da parte del titolare dei diritti di sfruttamento economico sull'opera e quindi in lesione del diritto patrimoniale di autore''.
INTERNET: CAMIGLIERI, PROSSIMI OBIETTIVI GOOGLE E YOUTUBE - ''''Dopo questo primo importante successo, che apre la strada a tutti i detentori di diritti, i prossimi obiettivi saranno Google e YouTube'': cosi' Tullio Camiglieri, presidente di Open Gate Italia, commenta la sentenza con cui il tribunale di Roma ha inibito al motore di ricerca Yahoo! ''la prosecuzione e la ripetizione della violazione dei diritti di sfruttamento economico sul film About Elly mediante il collegamento ai siti riproducenti in tutto o in parte l'opera, diversi dal sito ufficiale del film''. ''Il tribunale di Roma - sottolinea Camiglieri in una nota - ha sancito un principio fondamentale a tutela di tutta la produzione culturale: cinema, editoria, musica, giornali. Chi investe in cultura, informazione e intrattenimento ha diritto di vedere tutelato il proprio lavoro''. Open Gate Italia e' la societa' di consulenza che da anni segue Anica, Fapav, molti produttori cinematografici e detentori di diritti d'autore e che insieme al distributore italiano Pfa ha vinto questa battaglia legale.
Libia,Francia:fieri di quanto già fatto
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 24/03/2011
4.40 La presidenza francese ritiene che per comandare l'operazione militare della coalizione internazionale sulla Libia la "cosa più comoda è di utilizzare gli stati maggiori già esistenti della Nato piuttosto che formarne altri. E questo per il semplice fatto che sono già operativi". Inoltre, l'Eliseo ha anche riferito che "si deve essere fieri di quanto è già stato realizzato in Libia con l'operazione militare della coalizione internazionale".
Wojtyla, tempi rapidi per santificarlo
3.40 Il cardinale Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, promette "tempi rapidi" anche se "rigorosi" per la proclamazione di Giovanni Paolo II come nuovo santo, dopo la beatificazione del 1° maggio prossimo. Il capo dicastero vaticano lo ha detto all'Ansa a margine della presentazione di un libro. Amato ha sottolineato anche come da tutto il mondo giungano numerose segnalazioni di "presunti miracoli" su intercessione di Wojtyla, il riconoscimento dei quali è il tassello ancora mancante per la canonizzazione.
Premier:ddl per nuovi 12 sottosegretari
1.10 Un disegno di legge con "corsia preferenziale" per la creazione di 12 nuovi posti da sottosegretario, verrà varato dopo aver coperto i posti ancora vacanti nella squadra di governo. Così, secondo quanto riferiscono alcuni presenti, il premier Berlusconi incontrando i deputati di Iniziativa Responsabile (Ir) a Palazzo Grazioli. Il ddl servirà per innalzare il tetto massimo dei componenti del governo. Il premier ha poi aggiunto che il governo procede spedito con le riforme tributaria e della Giustizia.
Tripoli:'Libia è a corto di carburante'
13.48 La Libia ha bisogno di rifornimenti di petrolio. Le proprie scorte sono in esaurimento e si deve importare il carburante. Lo annuncia il governo libico. La richiesta viene dal dipartimento energetico. Tripoli riferisce che una nave è in viaggio verso la Libia. L'imbarcazione starebbe trasportando rifornimenti di petrolio. Ma teme che la coalizione internazionale fermi o bombardi la nave.
Merkel:embargo totale su petrolio Libia
11.07 Il cancelliere tedesco Angela Merkel chiede ai leader dell'Unione Europea di trovare un accordo su un embargo totale sul petrolio della Libia,oltre ad ampie restrizioni al commercio del Paese nordafricano. Alla vigilia del Consiglio europeo a Bruxelles, il capo del governo tedesco difende la scelta di Berlino di astenersi sulla Risoluzione Onu sulla Libia "Avevamo dubbi sulla sua attuazione militare". Tuttavia,aggiunge,"appoggiamo senza riserve l'obiettivo approvato".
Caos in Siria, regime promette riforme. Aumento salari, via legge d'emergenza
ANSA.it, http://www.ansa.it, 24/03/2011
Assad annuncia anche una nuova legge sui partiti e sulla stampa
DAMASCO - Il Presidente siriano annuncia un piano di intervento contro la corruzione, l'innalzamento dei salari dei dipendenti pubblici, sussidi in ambito sanitario, nuovi posti di lavoro per giovani e l'istituzione di una commissione per studiare l'abrogazione della legge d'emergenza, in vigore da 40 anni. Consigliere Assad: presidente non ha ordinato spari su manifestanti. Opposizione respinge misure annunciate dal governo. Yemen: attese per domani massicce manifestazioni, timori per nuove violenze. Almeno 100 morti a Daraa, 20mila a funerali vittime.
NUOVA LEGGE PARTITI E NUOVA LEGGE STAMPA - Il presidente siriano Bashar al Assad ha dato poco fa ordine a una speciale commissione di preparare una nuova legge sui partiti e un'altra sulla stampa: lo ha annunciato il consigliere presidenziale Buthayna Shaaban, citata dalla tv panaraba al Arabiya.
COMMISSIONE STUDIA ABROGAZIONE LEGGE EMERGENZA - Il presidente siriano Bashar al-Assad ha dato ordine di innalzare immediatamente i salari ai dipendenti statali e di formare una commissione per studiare l'eventualità di abolire la legge d'emergenza, in vigore nel Paese da 48 anni. Lo riferisce la tv panaraba al Arabiya.
ARRESTATO MILITANTE PRO DIRITTI CIVILI - Le autorità siriane hanno arrestato l'attivista Mazen Darwish, capo del Centro siriano per le libertà di espressione. Lo ha reso noto un gruppo per la difesa dei diritti umani.
ASSAD ORDINA AMPIO PACCHETTO RIFORME SOCIALI - Il presidente siriano Bashar al Assad ha dato ordine a una speciale commissione di preparare un piano di intervento contro la corruzione, per l'innalzamento dei salari dei dipendenti pubblici e la distribuzione di sussidi in ambito sanitario, e per creare nuovi posti di lavoro per i giovani. Sono questi i punti del pacchetto di riforme sociali annunciate oggi dal consigliere presidenziale Buthayna Shaaban, citata dalla tv panaraba al Arabiya.
OPPOSIZIONE RESPINGE MISURE ANNUNCIATE DA GOVERNO - Importanti esponenti dell'opposizione siriana hanno respinto oggi le misure annunciate dal governo dopo la sanguinosa rivolta scoppiata a Daraa - in particolare la creazione di una commissione per preparare un piano di intervento contro la corruzione e per alzare i salari dei dipendenti pubblici - affermando che non rispondono alle aspirazioni del popolo siriano. Dissidenti in Siria e in esilio hanno commentato che Assad non ha imposto misure immediate per andare incontro alle pressanti richieste di liberare prigionieri politici, instaurare la libertà di espressione e di riunione e revocare le leggi di emergenza con cui è governato il Paese.
Portogallo sprofonda nell'incertezza. Ue e Fmi pronti a intervenire
Vertice Bruxelles, interventi su banche e rinvio decisione su fondo salva-Stati
LISBONA - Il piccolo paese lusitano dalla notte scorsa - da quando si é dimesso il premier socialista José Socrates, sconfitto in parlamento sull'ultimo piano di austerità - è ora sotto i proiettori dei signori della politica europea e dei mercati: si é svegliato questa mattina in un mare di incertezze, promesso dagli analisti alle forche caudine del salvataggio Ue-Fmi. E in un clima di duro scontro e di pre-campagna fra il governo socialista minoritario uscente e l'opposizione, che ieri notte l'ha costretto alle dimissioni. La crisi politica, che si aggiunge alla pressione di nuovo sempre più forte della speculazione - i tassi sul debito battono tutti i record - rende l'ipotesi di un ricorso all'aiuto esterno quasi inevitabile. A confortare questa analisi, condivisa praticamente da tutti i commentatori, è subito arrivata anche la nuova mazzata di Fitch, che oggi ha declassato a 'A-' il rating del paese - minacciando ulteriori tagli - a causa delle crisi politica.
ALLARME PORTOGALLO, UE PRONTA A INTERVENIRE - "Siamo a una svolta": così il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, saluta - dopo mesi e mesi di durissimo lavoro - il via libera dato dai leader europei al Patto per l'euro, alla riforma del Patto di stabilità e di crescita e alla nascita dalla metà del 20013 di un Fondo salva-Stati permanente - quello che in molti già chiamano Fondo monetario europeo. Ma è l'allarme Portogallo a rovinare la festa. Il Parlamento lusitano ha bocciato il piano di austerity del governo Socrates ed il premier è stato costretto a presentare le dimissioni. Le elezioni anticipate si avvicinano e l'instabilità politica alimenta l'incertezza dei mercati. Tanto che - dopo pochi minuti dall'inizio del vertice dei capi di Stato e di governo - piomba sul tavolo la notizia di Fitch che ha tagliato il rating del Portogallo ad A-, non escludendo un'ulteriore colpo di scure. A questo punto, quella di un piano di aiuti Ue-Fmi per salvare Lisbona dalla bancarotta è più di una ipotesi. A sentire le dichiarazioni dei vari leader, l'Europa è ormai pronta a intervenire, attraverso lo European financial stability facility (Efsf), l'attuale Fondo salva-Stati. Il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, si spinge a fare anche delle cifre: quella di 75 miliardi di euro - ha spiegato - è una somma "appropriata" per aiutare Lisbona. Ma per attivare l'Efsf - come già accaduto per l'Irlanda - è il governo del Paese in difficoltà che deve fare la prima mossa. E per il momento da parte lusitana non c'é alcuna richiesta. Il messaggio da Bruxelles a chi governa e governerà il Portogallo comunque è molto chiaro: se si vogliono gli aiuti questi dovranno essere subordinati a condizioni molto severe, come per la Grecia e l'Irlanda.
PORTOGALLO, JUNCKER NON ESCLUDE AIUTI PER 75 MLD - Il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker - in una dichiarazione a France 24 - non esclude un piano di salvataggio per il Portogallo, giudicando la cifra di 75 miliardi di euro "appropriata". E poco prima dell'inizio del vertice, il ministro delle finanze belga, Didier Reynders ha detto: "Se ci sarà una richiesta da parte del Portogallo noi siamo pronti ad intervenire"."Penso che organizzare un aiuto sia utile sia per permettere ai Paesi in difficoltà di pagare meno interessi sul debito sia per non dover domandare sforzi troppo grandi alla popolazione", ha detto Reynders, assicurando come anche per il Portogallo potrebbero partire dei negoziati per "un piano che riporti la situazione delle finanze pubbliche in carreggiata, attivando il fondo europeo di sostegno".
SOCRATES, DIFESA PAESE ED EURO MIA MISSIONE - "Difendere il Portogallo, la moneta unica e il progetto europeo. Questa è sempre stata la mia missione": lo ha detto il premier dimissionario portoghese, José Socrates, arrivando al vertice dei capi di Stato e di governo della Ue a Bruxelles. Socrates rispondeva a chi gli chiedeva delle sue dimissioni dopo il no del Parlamento portoghese al nuovo piano di austerity.
FITCH TAGLIA RATING PORTOGALLO AD 'A'- L'agenzia di rating Fitch ha tagliato il merito di credito del Portogallo a 'A-' e mantiene il suo giudizio in sospeso per un possibile peggioramento. Lo comunica Fitch in una nota. Il taglio probabilmente sarà seguito da nuovi peggioramenti del merito di credito. Fitch rileva che "é aumentata significativamente la probabilità di un ricorso, da parte del Portogallo, a misure d'aiuto multilaterale, data la limitata capacità di mantenere l'accesso al mercato a tassi sostenibili". Secondo Fitch "in assenza di un programma di aiuto tempestivo e credibile concordato con il Fondo monetario e la Ue, il rating sovrano del Portogallo sarà probabilmente nuovamente peggiorato, forse di più di un gradino". Il rating attuale assegnato a Lisbona è appena quattro livelli al di sopra del livello 'junk', o spazzatura, quello assegnato ai titoli altamente speculativi. Come spiega l'analista Douglas Renwick, il peggioramento deciso oggi riflette "i rischi per la realizzazione delle politiche e per il finanziamento del fabbisogno alla luce della mancata approvazione parlamentare delle misure di consolidamento fiscale". L'incertezza politica creatasi ieri - spiega Fitch in una nota - ha indebolito la credibilità dell'ambizioso programma portoghese di consolidamento del bilancio per il Paese, che deve affrontare pesanti scadenze di rifinanziamento del debito quest'anno.
ECONOMIST, DOPO SALVATAGGIO RISCHIA SPAGNA - "Le dimissioni di José Socrates da primo ministro potrebbero comportare non solo elezioni anticipate, ma anche il prossimo salvataggio nell'area euro". A dirlo è l'Economist, secondo cui "pochi dubitano che il Portogallo sia vicino al momento in cui non avrà alternativa alla richiesta di aiuto attraverso lo European Financial Stability Facility (Efsf)". In più - scrive il settimanale - "gli economisti ritengono che la crisi aumenti la possibilità che il Portogallo avrà bisogno dei fondi dell'Unione europea nel giro di pochi giorni". Se al consiglio europeo di questa settimana i leader del Vecchio Continente non riusciranno a potenziare il Fondo salva-Stati - scrive l'Economist - "nel caso di salvataggio del Portogallo potrebbero scoprire che hanno già usato una larga porzione del fondo". E se "il salvataggio può finanziare facilmente il Portogallo, non è chiaro come potrà affrontare la Spagna", prossimo potenziale bersaglio dei mercati
MIGLIAIA LAVORATORI PROTESTANO CONTRO AUSTERITY SOCIALE - Tra i 20 e i 25 mila lavoratori europei sono scesi in strada oggi a Bruxelles per chiedere con forza ai capi di Stato e di governo dell'Ue - che tra poche ore si riuniranno nella capitale europea - di varare una risposta globale alla crisi economica che tenga conto delle grosse difficoltà in cui si trova il mondo del lavoro. Le forze dell'ordine, schierate a difesa delle istituzioni, sono dovute già intervenire con autopompe contro i manifestanti che al grido , "Chi paga la crisi?", "Difendiamo i posti di lavoro", "no al caro-vita", hanno invaso il quartiere delle istituzioni europee. Gli incidenti al momento sono limitati soprattutto a lanci di uova contro le sedi delle banche e di numerosi petardi. Intanto, le strade del quartiere europeo, e in particolare rue de la Loi, si è trasformata in un mare di cappellini e camice rosse. I lavoratori hanno bloccato anche le strade circostanti al Consiglio dei ministri dell'Ue e alla Commissione europea, utilizzando vecchi bus scolastici con su scritto "Insieme siamo forti". Lungo il percorso del corteo, i sindacati hanno posto cartelli elettronici che riprendono in continuo le richieste dei lavoratori accompagnate da un sottofondo di tamburi che contribuiscono a far crescere il clima di tensione. Di fatto, tutta la città è assediata dai manifestanti che, oltre al quartiere europeo si sono insediati in altri arterie nevralgiche della capitale. Il centro di Bruxelles è ormai da ore paralizzato e sulle autostrade per entrare in città si contavano già 126 km di file.
TAFFERUGLI CIRCOSCRITTI MANIFESTANTI-POLIZIA - Tafferugli di portata limitata hanno avuto luogo oggi a Bruxelles a margine della manifestazione indetta dai sindacati europei in occasione del vertice Ue per protestare contro i tagli alla spesa sociale. Gli incidenti hanno avuto luogo nei pressi della sede ufficiale del premier belga, nel centro della città, dove un gruppo di manifestanti con il volto coperto da fazzoletti e passamontagna hanno lanciato pietre contro le forze dell'ordine che hanno reagito utilizzando cannoni ad acqua. Si è comunque trattato di un episodio isolato che non ha coinvolto il resto della manifestazione. A scendere in strada per protestare contro la politica europea di austerity e i contenuti del Patto per l'euro sono state circa 25.000 mila persone. Guardati a vista da un imponente schieramento di forze dell'ordine, i manifestanti hanno sfilato pacificamente per le strade del quartiere che ospita le istituzioni europee stringendo d'assedio per qualche ora le sedi della Commissione e del Consiglio e creando disagi per il traffico cittadino.
PORTOGALLO: BARROSO, CONFERMARE IMPEGNI PRESI SU CONTI - "Le difficoltà politiche del Portogallo vanno rispettate ma vanno anche superate il più velocemente possibile. E gli impegni sul fronte delle riforme e del consolidamento delle finanze pubbliche devono essere confermati": lo ha detto il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, a poche ore dall'inizio del Consiglio europeo che dovrà inevitabilmente affrontare anche la situazione di grave crisi finanziaria e politica attraversata dal Paese lusitano. "Diamo tempo alle autorità portoghesi di risolvere i loro problemi. Credo sia possibile - ha detto Barroso - ma lo si deve fare subito".
DEBITI SOVRANI; UE, SIAMO ALL'ORA DELLA SVOLTA - Sul fronte della lotta alla crisi dei debiti sovrani per i vertici della Ue "siamo all'ora della svolta". "Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare", ha detto il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, a poche ore dall'inizio del Consiglio europeo che dovrà dare il via libera al pacchetto anticrisi messo a punto per alzare le difese dell'Eurozona. "Stiamo per sancire ciò che solo fino ad un anno fa sembrava sembrava impossibile", ha sottolineato anche il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, a proposito della rafforzamento della governance economica, della riforma del Patto di stabilità e di crescita e della creazione di un Fondo salva-Stati permanente. Certo, la crisi non è affatto finita, come dimostrano le turbolenze sui mercati che in queste ore riguardano soprattutto il Portogallo. "La situazione economica è migliorata rispetto ad un anno fa - ha detto Barroso - ma la ripresa rimane fragile e differente da Paese a Paese. Le incertezze sui mercati, poi, rimangono. Per questo - ha concluso - bisogna agire ora seriamente, se non vogliamo che tutto ciò diventi un problema ancora più serio per la Ue". "E' il momento delle responsabilità individuali e collettive", gli ha fatto eco Van Rompuy.
'PIG', I TRE PREMIER SI CONSOLANO A VICENDA - Poco prima dell'inzio del Consiglio europeo si sono ritrovati tutti e tre, sull'uscio della sala dove di lì a poco si sarebbero aperti i lavori del vertice: José Socrates, Enda Kenny e George Papandreou, i premier dei tre Paesi (Portogallo, Irlanda e Grecia) nell'occhio del ciclone per la crisi dei debiti sovrani. Abbracci, pacche sulle spalle, un breve scambio di vedute, ognuno sulle proprie disavventure. Dalle immagini diffuse dal circuito televisivo interno del Consiglio Ue i tre sembrano consolarsi a vicenda. Di diversa eestrazione politica ma accomunati da una situazione finanziaria che vede i loro Paesi sull'orlo del baratro, Socrates, Kenny e Papandreou un po' sorridono, cercando di sdrammatizzare. Poi si fanno seri, quando si unisce a loro la cancelliera tedesca, Angela Merkel, appena arrivata. Alla fine Socrates - costretto a presentare le dimissioni dopo che il Parlamento portoghese ha bocciato il suo piano di austerity - si è staccato e soffermato a lungo col presidente della Ue, Herman Van Rompuy. I visi sono preoccupati. Come quello del premier spagnolo, José Luis Zapatero, inquadrato a lungo mentre parla col presidente francese, Nicolas Sarkozy: forse anche dei timori che Madrid possa essere la prossima vittima dei mercati.
Oro record oltre 1.448 dollari l'oncia
17.03 Quotazione record per l'oro, che sulla scia della crisi in Portogallo e di quelle in Medio Oriente e in Nord Africa, ha toccato oggi i 1.448,60 dollari l'oncia alla Borsa di New York e i 1.446,77 dollari alla Borsa di Londra. Ai massimi da 31 anni anche il prezzo dell'argento, schizzato oggi a 37,82 dollari l'oncia.
Gea: pena ridotta per Luciano Moggi e figlio
ANSA.it, http://www.ansa.it, 25/03/2011
Un anno a ex dg Juve, 5 mesi a manager
ROMA - Luciano Moggi ed il figlio Alessandro hanno ottenuto delle riduzioni di pena al processo di secondo grado per i presunti illeciti legati all'attività della Gea, società che dal 2001 e per molti anni, ha curato le pratiche sportive di numerosi calciatori. Condannati in primo grado rispettivamente ad un anno e sei mesi e ad un anno e due mesi di reclusione per violenza privata in relazione alle modalità con le quali la società aveva acquisito le procure di alcuni atleti, i due Moggi si sono visti rideterminare oggi le pene in un anno di reclusione (Luciano) ed in cinque mesi (Alessandro).
Entrambe le pene sono coperte da indulto. I giudici hanno inoltre confermato le assoluzioni di altri tre imputati: i procuratori Davide Lippi, figlio di Marcello, e Francesco Zavaglia, nonché dell'ex dirigente sportivo Francesco Ceravolo. In particolare, per l'ex direttore generale della Juventus, l'imputazione faceva riferimento alle modalità che portarono l'attuale centrocampista del Napoli Manuele Blasi ad abbandonare il procuratore Stefano Antonelli per passare alla Gea.
Stesso discorso per Alessandro Moggi, che della Gea è stato il presidente, ma in relazione alle acquisizioni delle procure dei russi Zetulayev e Boudianski. Le riduzioni di pena sono state determinate dalla prescrizione di un episodio contestato ad entrambi gli imputati: la procura dell'attaccante Nicola Amoruso. Per i due Moggi il pg Alberto Cozzella aveva chiesto il riconoscimento del reato di associazione per delinquere e la condanna, rispettivamente a 4 anni e 8 mesi e a quattro anni di reclusione.
Ci sono telefonate inequivocabili - disse nel corso della requisitoria - da cui emerge la conduzione di determinate attività in vista di determinati risultati. Luciano Moggi, inoltre, è stato condannato a pagare circa diecimila euro di spese processuali riferite al primo ed al secondo grado. I giudici hanno anche disposto il risarcimento dei danni alla parte civile Stefano Antonelli da liquidarsi in separata sede. I due Moggi, infine, dovranno risarcire la Figc nella misura di duemila euro. "Siamo soddisfatti del rigetto del ricorso del pm - ha commentato l'avvocato Matteo Melandri, difensore di Luciano Moggi - che invocava l'associazione per delinquere. Ricorreremo in Cassazione per l'episodio Blasi".
La Siria s'infiamma, polizia spara sul corteo
20 morti vicino Daraa. Manifestazioni anche a Damasco
BEIRUT - Manifestazioni di piazza antiregime in Siria, dove la polizia hadisperso dei raduni ed arrestato decine di persone nellacapitale. In migliaia ad Homs, 180 km a nord di Damasco, hanno chiesto la 'caduta del governatore', rappresentante del regimebaatista al potere in da quasi mezzo secolo, e manifestazionianche all'estremo nord-est, al confine con Turchia e Iraq eabitato in prevalenza da curdi. A Daraa, slogan contro la famiglia presidenziale al Assad, al potere da quarant'anni:secondo testimoni, 20 manifestanti sono stati uccisi dalle forzedi sicurezza che hanno aperto il fuoco. Ieri decine di civilierano caduti sotto i colpi delle forze di sicurezza, e poi ilregime aveva annunciato una serie di riforme. Proteste anchenello Yemen, l'esercito spara in aria per disperdere la folla.
FUOCO ALLA STATUA DI EX PRESIDENTE ASSAD - I manifestanti hanno appiccato il fuoco alla statua dell'ex presidente Hafez al Assad nella piazza di Deraa, nel sud della Siria. Lo affermano testimoni citati dalla Reuters.
TV,15 MANIFESTANTI UCCISI VICINO DARAA - Sono 15 i manifestanti uccisi dalle forze di sicurezza oggi a Samnin, località nei pressi di Daraa, nel sud della Siria ed epicentro delle proteste anti-regime. Lo riferiscono testimoni oculari citati dalla tv panaraba al Arabiya.
VERTICE UE, GRANDE PREOCCUPAZIONE PER SIRIA, YEMEN E BAHRAIN - Il Consiglio Europeo è molto preoccupato per le situazioni venutesi a creare in Siria, Yemen e Bahrain ed esprime forte condanna per l'escalation della violenza e l'uso della forza contro i dimostranti. E' quanto si legge nella bozza delle conclusioni del vertice Ue. Pur riconoscendo che in ogni paese la situazione è differente, il Consiglio lancia un appello a tutte le parti per avviare un dialogo costruttivo "senza ritardi e precondizioni".
Libia, Ban: aspettiamo 250mila migranti
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 25/03/2011
2.00 L'Onu si aspetta "nuove ondate di migranti e rifugiati" per la crisi libica che potrebbero essere fra 200e 250mila. Così Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite. Finora, riferisce, l'Onu ne ha contati 335.658 che "hanno lasciato la Libia dall'inizio della crisi" e altri 9mila sono bloccati ai confini con Egitto o Tunisia. Ban ribadisce l'esclusione di "ogni occupazione del territorio libico" e avverte Tripoli che potrebbero esserci "ulteriori misure" al di là della risoluzione 1973.
Libia, Usa: Emirati Arabi inviano aerei
0.00 Gli Emirati Arabi manderanno 12 aerei da combattimento in Libia, per rafforzare la coalizione internazionale. Lo si è appreso da fonti statunitensi. Secondo quanto riferito dalla Cnn e da altri blog Usa si tratta di sei F-16 e di sei Mirage. Secondo la Cnn, anche la Turchia si è impegnata a mettere a disposizione alcune sue basi militari per le operazioni di rafforzamento della no fly zone sulla Libia.
Libia,Francia:missione durerà settimane
11.30 Il capo di Stato maggiore francese, Edouard Guillaud, ha affermato in un' intervista a "Radio France Info" che le operazioni alleate in Libia si prolungheranno per "settimane". Guillaud ha aggiunto di sperare che la missione non debba durare "mesi". Il ministro degli Esteri, Juppé, aveva detto ieri che la "distruzione della capacità militare di Gheddafi sarà questione di giorni, settimane, certo non di mesi".
Immigrati, missione italiana in Tunisia
11.12 I ministri degli Esteri Frattini e dell'Interno Maroni sono a Tunisi per una serie d'incontri con le autorità locali, al fine di frenare gli sbarchi di Tunisini a Lampedusa. Frattini e Maroni incontreranno il premier Beji Caid e altri ministri. In discussione un'intesa che preveda il ripristino dei controlli di polizia alle frontiere e il riavvio dei rimpatri. L'Italia offre aiuti economici, uomini e mezzi. Sarà tuttavia complicato avere impegni vincolanti, visto che il governo in carica è provvisorio.
ANSA.it, http://www.ansa.it, 26/03/2011
Partito il corteo che arriverà in piazza San Giovanni
ROMA - E' partito dalla stazione Termini di Roma il corteo per l'acqua pubblica diretto a piazza San Giovanni. Alla testa del corteo uno striscione con su scritto: "Due sì per l'acqua bene comune. A sfilare in via Cavour tanti cittadini, associazioni e rappresentanti politici, come Angelo Bonelli (Verdi) e Nichi Vendola (Sel). Ma anche tanti cartelli e striscioni contro il nucleare e la guerra in Libia. "Nucleare no grazie!", recita un cartello esposto da alcuni manifestanti di Cremona. "Siamo qui in piazza sia per l'acqua pubblica, sia per il nucleare - spiega Fabrizio Aroldi -. Al referendum dobbiamo andare a votare sì contro il nucleare per chiedere scusa a tutti coloro che sono morti per questo veleno". "No alla guerra per l'acqua, per il petrolio e per l'uranio", recita un grande cartellone esposto da cittadini arrivati da Belluno. "Abbiamo voluto associare alla protesta per l'acqua quella più attuale per la guerra in Libia - spiega uno di loro, Lolo -. Noi siamo pacifisti e diciamo no ad una guerra per il petrolio e per l'uranio".
SI SFILA CON RUBINETTI IN TESTA- Cappelli a forma di rubinetti o rubinetti attaccati in fronte e gocce blu dipinte sul viso. Sono tanti i manifestanti che, nel corteo per l'acqua pubblica a Roma, hanno scelto questi simboli per dire "no alla privatizzazione" e promuovere il sì ai referendum del 12 e 13 giugno. Nel corteo che sta attraversando il centro di Roma diretto a piazza della Repubblica scorre anche un lenzuolo blu di 30 metri realizzato da alcuni manifestanti venuti da Arezzo. "Questo lenzuolo rappresenta il bene più importante che abbiamo - affermano - l'acqua. Siamo venuti dalla Toscana perché questa non è una battaglia di partito ma di cittadinanza. Riguarda tutti indistintamente".
DI PIETRO, ARIA E ACQUA NON SI PRIVATIZZANO - '''Dar da bere agli assetati' ha detto Gesu' Cristo. Non ha mica aggiunto 'soltanto se hanno i soldi per pagarsela'. Non e' stato Marx a insegnarci che l'acqua e' il primo bene comune e che farla diventare una fonte di profitto e' una bestemmia. E' il Vangelo che ce lo ha insegnato. E per chi non e' ne' marxista, ne' credente, basta il semplice buon senso. Due elementi naturali che appartengono a tutti e che non si possono mai trasformare in proprieta' privata di qualcuno: l'aria e l'acqua. Perche' l'aria e l'acqua sono la vita e la vita non puo' essere venduta a qualche imprenditore privato''. E' quanto scrive sul suo blog il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
Siria, bruciano partiti. Fuoco a sedi Baath
Intenso scontro a fuoco a Latakia
TV, INTENSO SCONTRO A FUOCO A LATAKIA - Un intenso scontro a fuoco è in corso a Latakia, porto a nord-ovest di Damasco e capoluogo della regione alawita da cui proviene la famiglia presidenziale degli Assad. Lo riferiscono testimoni oculari citati dalla tv panaraba Al Arabiya.
SITI, BRUCIATA SEDE BAATH A LATAKIA - Anche a Latakia, roccaforte degli alawiti a cui appartiene anche la famiglia presidenziale degli Assad, i manifestanti avrebbero attaccato e dato fuoco alla locale sede del Baath, il partito al potere da quasi mezzo secolo. Lo riferiscono testimoni oculari citati dal sito di monitoraggio Rassd, che trasmette anche su Twitter.
FONTI MEDICHE DARAA, 150 MORTI IN 7 GIORNI - Più di 150 persone sono state uccise nel sud della Siria in sette giorni di repressione da parte delle forze di sicurezza: lo hanno affermato alla tv panaraba al Jazira fonti mediche di Daraa, epicentro delle rivolte anti-regime senza precedenti.
SU FACEBOOK APPELLO A 'RIVOLTA POPOLARE' OGGI - Un appello a una "rivolta popolare" oggi in tutte le province siriane è stato lanciato su Facebook, all'indomani delle manifestazioni represse ieri nel sangue nelle principali città del paese, soprattutto nel sud. "Oggi, sabato, rivolta popolare in tutti i governatorati siriani", è scritto nel testo, che contiene un'espressione popolare araba intraducibile impiegata dagli insorti siriani che lottarono contro il mandato francese e ripreso in una celebre serie televisiva in onda in questi giorni nel Paese. Secondo un dirigente siriano, nelle dimostrazioni anti-regime di ieri hanno perso la vita 13 persone, fra cui due vigili del fuoco e un impiegato uccisi dai manifestanti, mentre il bilancio delle organizzazioni per la tutela dei diritti umani è di almeno 25 morti. Le proteste di piazza sono proseguite ieri a Daraa, epicentro della rivolta, dove decine di persone sono morte dal 18 marzo, e si sono estese a Sanamein, Daeel, Damasco, Duma, Banias e Hama, dove una rivolta dei Fratelli musulmani fu repressa nel sangue nel 1982, secondo attivisti per i diritti umani.
A CENTINAIA TORNANO IN PIAZZA A DARAA - Centinaia di manifestanti si sono radunati oggi nuovamente nella piazza principale di Daraa, la citta' epicentro delle proteste senza precedenti nel sud del Paese, scandendo slogano che inneggiano alla ''liberta'''. Lo riferiscono testimoni.
FARNESINA: PREOCCUPAZIONE, CESSI OGNI VIOLENZA - L'Italia "é fortemente preoccupata per l'escalation di violenza" in Siria e "segue da vicino, insieme ai partner europei, la situazione", "condannando ogni forma di violenza". E' quanto sottolinea il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari - interpellato dall'ANSA sulla situazione nel paese - auspicando "la cessazione delle repressioni violente delle manifestazioni" e l'adozione da parte del governo di Damasco delle riforme annunciate e attese dalla popolazione. "Stiamo seguendo da vicino la situazione insieme ai partner europei e - spiega Massari - siamo fortemente preoccupati dall'escalation di violenza" nel paese. Violenza che "condanniamo sotto ogni forma" auspicando anche "la cessazione della repressione violenta delle manifestazioni". "Auspichiamo inoltre che il Governo di Damasco dia rapido e concreto riscontro alle riforme annunciate e attese dalla società civile, dalla cui realizzazione - conclude - potrà arrivare un importante contributo alla stabilizzazione del paese". Stabilizzazione "che l'Italia, partner e amico della Siria e del suo popolo auspica fortemente".
MIGLIAIA DANNO FUOCO EDIFICIO PARTITO BAATH - Migliaia di persone che avevano partecipato oggi ad un funerale a Tafas, un piccolo centro nei pressi di Deraa teatro delle manifestazioni antiregime, hanno preso d'assalto e dato alle fiamme un edificio del partito Baath e una stazione di polizia. Lo rendono noto testimoni sul posto.
Manifestazioni di piazza antiregime ieri in Siria, dove la polizia hadisperso dei raduni ed arrestato decine di persone nella capitale. In migliaia ad Homs, 180 km a nord di Damasco, hanno chiesto la 'caduta del governatore', rappresentante del regimebaatista al potere in da quasi mezzo secolo, e manifestazionianche all'estremo nord-est, al confine con Turchia e Iraq eabitato in prevalenza da curdi. A Daraa, slogan contro la famiglia presidenziale al Assad, al potere da quarant'anni:secondo testimoni, 20 manifestanti sono stati uccisi dalle forzedi sicurezza che hanno aperto il fuoco. Ieri decine di civilierano caduti sotto i colpi delle forze di sicurezza, e poi ilregime aveva annunciato una serie di riforme. Proteste anche nello Yemen, l'esercito spara in aria per disperdere la folla.
FUOCO ALLA STATUA DI EX PRESIDENTE ASSAD - I manifestanti hanno appiccato il fuoco alla statua dell'ex presidente Hafez al Assad nella piazza di Deraa, nel sud della Siria.
TV,15 MANIFESTANTI UCCISI VICINO DARAA - Sono 15 i manifestanti uccisi dalle forze di sicurezza a Samnin, località nei pressi di Daraa, nel sud della Siria ed epicentro delle proteste anti-regime. Lo riferiscono testimoni oculari citati dalla tv panaraba al Arabiya.
NUOVA LEGGE PARTITI E NUOVA LEGGE STAMPA - Il presidente siriano Bashar al Assad ha dato ordine a una speciale commissione di preparare una nuova legge sui partiti e un'altra sulla stampa: lo ha annunciato il consigliere presidenziale Buthayna Shaaban, citata dalla tv panaraba al Arabiya.
A 15 anni scuola non piace a 90% studenti
ROMA - La scuola italiana, considerata assieme alla famiglia il contesto educativo e di sviluppo privilegiato, "piace molto" solo ad 1 studente di 11 anni su 3, con una preferenza delle ragazze (34,47%) rispetto ai ragazzi (25,02%). Ma è con l'avanzare dell'età anagrafica che il gradimento nei confronti dei nostri istituti scende sotto i livelli di guardia, se è vero che "piace molto" solo al 6.06% dei ragazzi e all'11,01% delle ragazze di 15 anni, ovvero meno di 1 studente su 10.
E' questa la percezione, non proprio positiva, della scuola italiana che hanno gli studenti del Belpaese e che emerge da uno studio internazionale HBSC, che si occupa di monitorare i comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare e che in Italia è entrato a far parte di un progetto nazionale coordinato dall'istituto Superiore di Sanità. "L'atteggiamento conflittuale dei ragazzi nei confronti della scuola, vista come istituzione, è normale e fisiologico - spiega Alberto Ugazio, presidente della Società italiana di Pediatria - ma assolutamente non vedo correlazioni tra percezione negativa della scuola e abusi di vario tipo o comportanti sociali a rischio, che sono legati a fattori molto più complessi".
Casa: consumatori, 18 anni stipendi per comprare abitazione
In 10 anni aumentati i costi al mese tra 241 e 707 euro
ROMA - In dieci anni, dal 2001 ad oggi, i costi per la casa sono aumentati di 241 euro al mese per la casa di proprietà e di 707 euro per la casa in affitto. Lo rilevano le associazioni dei consumatori Federconsumatori e Adusbef sottolineando che, secondo l'analisi relativa ai costi per l'acquisto di un appartamento-tipo, di 90 mq in una zona semicentrale di una grande area metropolitana, si è passati da 15 anni di stipendio necessari nel 2001 a 18 anni nel 2011.
L'Osservatorio Nazionale della Federconsumatori ha elaborato le previsioni sulle variazioni dei costi per l'affitto e per il mantenimento della casa dal 2001 ad oggi. I costi sono stimati prendendo in considerazione un appartamento di 90 mq in una zona semicentrale di una grande area metropolitana. "Lo studio conferma che i costi relativi alla casa - sottolineano in una nota Federconsumatori e Adusbef - continuano a pesare fortemente sui bilanci familiari". Ad aggravare la situazione - prosegue la nota - contribuiscono gli ulteriori rincari previsti per le spese connesse alla casa: dalla luce al riscaldamento, dal gas alla nettezza urbana. In media, rispetto al 2010, vi sarà un aggravio del +4%, pari a 57,80 euro al mese, per chi ha un appartamento in affitto, del +7%, pari a 64,90 euro al mese, per chi ha un appartamento di proprietà.
Il confronto appare impressionante - rilevano le associazioni dei consumatori - spostando il termine di paragone al 2001: per la casa in affitto i costi sono cresciuti dell'83%, ovvero +707,15 euro al mese, pari a 8.485,80 euro l'anno; per la casa di proprietà i costi sono aumentati del 33%, ovvero +241,35 euro al mese, pari a 2.896,20 euro l'anno. "Quello che emerge chiaramente da questo studio - dichiarano Federconsumatori e Adusbef - è la difficoltà che le famiglie hanno nel sostenere i costi della casa. In una situazione di forte disagio, come quella che le famiglie attraversano, la casa continua a rappresentare, infatti, uno dei problemi più gravi del Paese, sia per quanto riguarda le abitazioni in affitto che per quelle di proprietà". Le due associazioni chiedono dunque "urgenti provvedimenti rivolti, da un lato a ridurre il costo dell'abitazione, soprattutto per i ceti più deboli, dotando il Paese di un serio piano per l'edilizia residenziale e, dall'altro, a sostenere il potere di acquisto delle famiglie, attraverso una detassazione per il reddito fisso".
Il fiume nascosto, un mistero lungo 50 km
Corso d’acqua scompare in Slovenia e riappare a Trieste
ROMA - Un fiume scompare in Slovenia per poi riapparire a Trieste. Per secoli l’uomo ha tentato inutilmente di esplorarlo. Oggi due gruppi di speleologi puntano a fare la storia, provando a svelarne il percorso. L'impresa e' raccontata dal documentario 'Alla ricerca del fiume nascosto', in onda domenica 27 marzo alle 22.30 su National Geographic Channel (canale 403 di Sky).
A San Canziano, in Slovenia, sul fondo di un precipizio scorre il Reka, che qui abbandona la superficie per iniziare un lungo viaggio sotterraneo: 50 chilometri tra Slovenia e Italia, sotto i boschi del Carso e la città di Trieste, fino al Mare Adriatico dove il fiume prende il nome di Timavo. Un percorso inesplorato che ancora oggi rappresenta un vero e proprio “vuoto” geografico.
Questo fiume carsico rappresenta un fenomeno unico al mondo, un mistero che attrae l'uomo da secoli. Una storia di sfide impossibili, a volte tragiche, che ha per protagonisti ieri i grottenarbeiter (“lavoratori di grotta”) e oggi gli speleologi. In passato la sfida era trovare l’acqua per l’assetata Trieste, adesso individuare un accesso al mitico fiume, scavando nella roccia viva fino a 300 metri di profondità. Alla ricerca del fiume nascosto è un viaggio nel tempo: da una parte ricostruisce i numerosi tentativi di esplorazione effettuati negli ultimi due secoli, dall’altra segue due gruppi di speleologi scesi nelle viscere della terra alla ricerca di questo leggendario corso d’acqua. I pericoli sono molti, dalla caduta di pietre a vere e proprie pareti di frana sospese sui pozzi, fino a strettoie impossibili che tolgono il fiato. Ma le numerosi avversità non hanno fermato la spedizione. Come nel caso di Marco Restaino, uno dei protagonisti, che ha perso un rene durante una discesa e che oggi, a 26 anni, continua determinato la ricerca del fiume.
La spedizione ha portato la troupe a trascorrere 650 ore nel sottosuolo per oltre 60 ore di girato. Circa 2 tonnellate di materiali sono stati portati su e giù per 58 km di pozzi, a forza di braccia e gambe: tra questi 2,5 km di cavi elettrici e 350 kg di luci.Prodotto da Fantastificio e Tullio Bernabei per National Geographic Channel, Alla ricerca del fiume nascosto è diretto da Tullio Bernabei che ne è anche l’autore. Michele Milossi, titolare di Fantastificio, è il produttore esecutivo. Tra i protagonisti del documentario Marco Restaino, Piero Slama e Sergio D’Ambrosi, della Società Adriatica di Speleologia; Roberto Prelli, Pino Guidi, Natale “Bosco” Bone, Glauco Savi e Louis Torelli della Commissione Grotte Eugenio Boegan; assieme una serie di personaggi che hanno fatto la storia, a volte epica a volte tragica, del Fiume Nascosto.
Fukushima, esperto smentisce Greenpeace
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 26/03/2011
16.04 "Non è possibile al momento sostenere, come fa Greenpeace, che la contaminazione avvenuta a Fukushima sia massiva come quella di Chernobyl". E la posizione di Eugenio Santoro, esperto Enea. E' plausibile, osserva, che l'incidente sia portato dall'attuale livello di pericolosità 5 al livello 6, ma non al 7, il massimo della scala Ines. A Chernobyl, ricorda Santoro, l'esplosione fu violentissima e scagliò materiale radioattivo nell'alta atmosfera, cosa che a Fukushima non è accaduto.
Cgil: ai ricchissimi una tassa dell'1%
12.26 Una tassa ordinaria sulle grandi ricchezze ispirata al modello francese, con una previsione di imposta dell'1% per le famiglie con una ricchezza complessiva sopra gli 800mila euro, per un gettito di 18 miliardi di euro l'anno. E' la proposta rilanciata dalla Cgil. Questa tassa colpirebbe solo il 5% ricchissimo della popolazione italiana e non toccherebbe nessun altro ceto e reddito. Ne sarebbero infatti esclusi coloro che, pur possedendo abitazioni, depositi, titoli o altro, non raggiungano il limite degli 800mila euro.
A Napoli 1200 tonnellate di rifuti in strada
Assessore lancia allarme, rischio crisi piu' grave che a Natale
NAPOLI - Nonostante il conferimento di circa 1050 tonnellate, resta preoccupante la situazione rifiuti a Napoli citta'. Cumuli di immondizia sono tornati ad ammassarsi agli angoli delle strade e lungo le arterie principali. Secondo la stima fornita dall'assessore comunale all'Igiene Paolo Giacomelli, sono oltre 1200 le tonnellate di spazzatura in strada, grosso modo l'equivalente della produzione di un giorno. Cifre confutate dall'ufficio flussi regionale che, pur non minimizzando il problema, le considera sovrastimate.
A ogni modo, tonnellata piu', tonnellata meno, il problema c'e' ed e' visibile agli occhi dei napoletani. Il riemergere della crisi e' diretta conseguenza della chiusura temporanea della discarica di Chiaiano (la cui riapertura e' attesa nei prossimi giorni) e della difficolta' da parte degli impianti a lavorare i quantitativi ingenti di rifiuti che vengono loro destinati. Con la riapertura di Chiaiano - si sottolinea dall'ufficio flussi della Regione - si dovrebbe completare quel lento recupero delle giacenze non smaltite con il ritorno alla normalita'. A ogni modo la struttura regionale invita i cittadini a non peggiorare la situazione smaltendo rifiuti ingombranti, se non nelle modalita' corrette, e ad attuare la raccolta differenziata.
Meno ottimista l'assessore Giacomelli: ''La situazione - dice - e' molto preoccupante. Ieri la citta' ha smaltito meno di quanto produce in un giorno. Una ventina di compattatori sono rimasti carichi e per strada rimangono 1220 tonnellate''. L'assessore punta l'indice contro il sistema regionale reo ''di non riuscire - sottolinea - ad assorbire la quantita' di rifiuti prodotti''. ''Ieri, ad esempio - spiega - avevamo autorizzato a conferire 100 tonnellate a Battipaglia, ma i nove compattatori sono tornati indietro perche' l'impianto non e' stato in grado di accoglierli. Altre 500 tonnellate di rifiuti erano dirette all'impianto di Giugliano e di queste ne abbiamo potuto conferire solo 385 perche' gli impianti non riescono ad assorbire la grande quantita' di rifiuti prodotti dalla provincia, in particolare hanno problemi a lavorare la frazione secca. Se non si fa ripartire l'impianto di Caivano - e' la previsione che fa Giacomelli - fermo da un paio di mesi, c'e' il rischio nei prossimi giorni di una emergenza ancora piu' grave di quella di Natale''. Per fortuna vanno meglio le cose in provincia dove non si segnalano situazioni di particolare criticita'.
''Ci e' stato detto del miracolo dei rifiuti, ma chi vive a Napoli sa che l'immondizia e' stata solo nascosta'' ha detto Raimondo Pasquino, candidato a sindaco di Napoli del Terzo Polo. ''Ai cittadini chiedo responsabilita' per risolvere davvero il problema - ha affermato - perche' non si puo' avere un ciclo integrato dei rifiuti senza il loro coinvolgimento''. ''Non si tratta di essere favorevoli o contrari al termovalorizzatore - ha risposto ai cronisti che gli hanno chiesto la sua posizione a riguardo - Il termovalorizzatore non risolve il problema e va considerato un punto di partenza''.
''Da 5 giorni - denunciano il commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, ed il responsabile cittadino Vincenzo Peretti - in almeno meta' dei quartieri della citta' di Napoli non vengono prelevati i rifiuti, siamo in piena emergenza di nuovo. Con l' arrivo di temperature piu' miti la puzza e' piu' forte ed anche la presenza di topi e blatte stanno aumentando. Entro una settimana, di questo passo, nelel strade ci saranno 5mila tonnellate di rifiuti''.
Aggiungono i due esponenti dei Verdi: ''Ha ragione il rettore Pasquino, candidato sindaco del Terzo Polo, quando dice che il Governo ha solo nascosto il problema rifiuti ma non lo ha mai risolto veramente''. ''Siamo preoccupatissimi - concludono Borrelli e Peretti - perche' di questo ritmo in meno di una settimana avremo 5mila tonnellate di rifiuti per le strade di Napoli. In provincia le cose non vanno meglio e in alcuni comuni come Quarto, Melito o Pozzuoli, dove si vota per le amministritave, sembra che i commissari prefettizi non siano tanto interessati al problema''.
Israele: estranei a proteste in Siria
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 27/03/2011
8.44 Israele segue con attenzione gli sviluppi della crisi in Siria, ma è estraneo alle proteste popolari in corso. Lo ha dichiarato il ministro per le retrovie Vilnay dopo le dichiarazioni siriane su "interventi stranieri" dietro i disordini. "Noi non ci occupiamo di quale potere possa esserci oltre i nostri confini, non facciamo manipolazioni... questa è una nostra politica costante", ha precisato Vilnay, aggiugendo che la crisi in Siria potrebbe avere ripercussioni anche nella striscia di Gaza.
Morto disoccupato che si era dato fuoco
23.11 E' morto il 33enne che si era dato fuoco perché senza lavoro. L'uomo, George Semir, cittadino albanese, è deceduto all'ospedale Civico di Palermo dove era stato ricoverato dopo che il 16 marzo scorso, a Vittoria (Ragusa), si era dato alle fiamme.
Tremonti: rivolte arriveranno fino Asia
15.06 "La catena di rivolte" iniziata in Tunisia, arriva oggi a "metà del mondo arabo" e giungerà fino "in Asia". Lo afferma il ministro del'Economia, Tremonti,a "In mezz'ora" di Lucia Annunziata. "C'è voglia di libertà - spiega - e di un mondo diverso da prima". "La via maestra" è, secondo Tremonti, "aiutare gli immigrati a casa loro" destinando agli aiuti "una quota dell'Iva" "via volontariato". Quanto alla Libia la soluzione può essere solo europea. Il G20? "Non basta più", "non rappresenta il mondo".
Tremonti: no più tasse,ma spendere meno
16.06 "Aumentare le tasse a chi evade le tasse. Il problema della nostra finanza non è tassare di più ma spendere meno. L'unica via è ridurre la spesa pubblica". Così il ministro dell'Economia, Tremonti, a "In mezz'ora", sulla proposta della Cgil per una patrimoniale. Sull'evasione fiscale, assicura Tremonti, "stiamo agendo e con grandi risultati". Le misure anti-opa messe in campo dopo il caso Parmalat? "Presenteremo in Europa,tradotta in italiano,la legge francese". Sul nucleare: se lo avessimo avremmo una crescita"più alta"di altri.
Crisi d'ingegno,invenzioni in calo:-12%
15.41 Ingegno a ribasso nel 2010. Il numero delle invenzioni registrate è sceso del 12% rispetto al 2009: una crisi certificata dalle cifre dell'ufficio italiano brevetti e marchi del ministero dello Sviluppo economico. Le invenzioni registrate l'anno scorso sono 16.043. Quasi tutte arrivano dal Nord, vera fucina della creatività: il 78,8% delle idee da brevetto. Seguono il Centro (16,4%) e il Sud con le isole (4,6%).
Insorti Libia: 'Controlliamo petrolio'
16.49 I ribelli libici sostengono di essere pronti ad esportare petrolio "in meno di una settimana" e a produrre "dai 100 ai 130mila barili al giorno". Lo ha annunciato un loro portavoce, dopo la conquista del terminal di Ras Lanuf. Una conferma indiretta viene dal ministro della difesa britannico, Liam Fox, il quale afferma che se ciò accadesse, sarebbe un significativo cambiamento della dinamica politica del conflitto. "L'avanzata lungo la costa - spiegapermetterà agli insorti di controllare le esportazioni di petrolio".
Fazio:rifare campi calcetto ogni 8 anni
Ultim'ora Televideo, http://www.televideo.rai.it, 28/03/2011
22.34 I campi di calcetto in erba artificiale saranno rifatti ogni 8 anni. Lo prevede il provvedimento annunciato dal ministro della Salute, Fazio, che firmerà le norme insieme al ministero dell'Ambiente e delle Attività produttive. Le nuove regole per la costruzione degli impianti,arrivano dopo le preoccupazioni sulla tossicità dei materiali usati,soprattutto l'intaso composto da gomma riciclata dagli pneumatici. Una disposizione dettata dalla "prudenza", poiché nelle ricerche non c'è scritto che i campi possano dar luogo a tumori.
ANSA.it, http://www.ansa.it, 28/03/2011
Seguono ma staccatissimi Fini e Rutelli tra i leader, La Russa nel Governo
ROMA - Il reddito del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dichiarato nel 2010 e relativo al 2009 e' di 40.897.004 euro. Rispetto all'anno precedente, quando era di 23.057.981 euro, quasi raddoppia. Nello stato civile il premier risulta ''separato'', mentre non risultano nuovi acquisti di auto, barche o di partecipazioni in societa'. Nel 2010 risulta aver venduto una comproprieta' al 50% di un appartamento a Milano. Tra i beni immobili a lui intestati risultano due appartamenti in uso abitazione a Milano, due box e altri tre appartamenti nella stessa citta', dove ha in comproprieta' anche altri due immobili. Inoltre e' iscritto nella dichiarazione dei redditi un immobile nel Comune di Lesa, in provincia di Novara. Infine compaiono le proprieta' nell'isola di Antigua: un terreno, un immobile e un altro terreno acquistato il 13 marzo 2009. Infine, tre depositi di gestione patrimoniale presso la banca popolare di Sondrio, il Monte dei Paschi di Siena e la Banca Arner Italia spa.
TRA LEADER DOPO BERLUSCONI FINI E RUTELLI - Silvio Berlusconi guida la classifica dei leader dei partiti politici piu' ricchi (con 40,8 milioni di euro), ma dopo di lui spiccano i redditi di Gianfranco Fini e Francesco Rutelli. Consultando le dichiarazioni dei redditi presentate nel 2010 relative al 2009, il presidente della Camera risulta infatti avere un reddito imponibile di 186.563 euro, oltre 40 milioni in meno rispetto al suo ex alleato di governo. Sullo stesso livello il reddito dichiarato dal leader dell'Api Francesco Rutelli che nel 2009 'ha guadagnato' 182.159 euro. Il piu' 'povero' risulta invece il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini che ha dichiarato 106.063 euro, meno del segretario del Pd Pier Luigi Bersani, il cui reddito 2009 e' di 137.013 euro. Antonio Di Pietro batte infine Umberto Bossi: l'imponibile 2009 del leader dell'Idv e' di 176.885 euro rispetto ai 167.957 del Senatur.
GOVERNO: IN CIMA LA RUSSA, SEGUONO TREMONTI-BRUNETTA - Se si esclude il premier Silvio Berlusconi, che con i suoi quasi 41 milioni di reddito batte di gran lunga tutti gli altri, il piu' ricco in Consiglio dei ministri e' il titolare della Difesa, Ignazio La Russa, che nel 2010 ha dichiarato un reddito imponibile per il 2009 di 374.461 euro. La Russa tiene dietro anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, con i suoi 301.918 euro. E' testa a testa, poi, tra Tremonti e Renato Brunetta, che dichiara 300.894 euro. Mentre il piu' 'povero' tra i ministri e' il veneto Giancarlo Galan, con i suoi 149.938 euro. Tra le curiosita', si segnala il Guardasigilli Angelino Alfano, che dichiara 168.318 euro e allega la dichiarazione dei redditi della moglie, Tiziana Miceli, che guadagna piu' di lui, con i suoi 229.074 euro. Il primo dei leghisti e' Roberto Calderoli, solo tredicesimo con 174.850 euro. La classifica dei ministri, dunque, in ordine decrescente, vede dopo La Russa, Tremonti e Brunetta, il titolare della Sanita', Ferruccio Fazio (256.811 euro), seguito da Franco Frattini (237.219 euro), il neo-ministro Francesco Saverio Romano (236.295 euro) e Stefania Prestigiacomo (222.911 euro). Sotto la soglia dei 200 mila, tutti gli altri ministri. A partire da Sandro Bondi, che pero' da una settimana ha lasciato la carica (dichiara 184.591 euro). Seguono Altero Matteoli (183.648 euro), Raffaele Fitto (179.787 euro), Mariastella Gelmini (176.981 euro), Roberto Calderoli (174.850 euro), Michela Vittoria Brambilla (173.818 euro), Maurizio Sacconi (172.394 euro), Gianfranco Rotondi (172.061 euro). Nella meta' bassa della classifica il ministro dell'Interno Roberto Maroni (170.711 euro), seguito da Elio Vito (169.432 euro), Angelino Alfano (168.318 euro), Umberto Bossi (167.957 euro), Giorgia Meloni (165.941 euro), Mara Carfagna, che risulta dunque essere la piu' 'povera' tra le ministre (165.849 euro). Chiudono la classifica il vice ministro leghista Roberto Castelli (164.358 euro), il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani (161.911 euro) e il ministro della Cultura Giancarlo Galan (149.938 euro).
VERSACE SCENDE DA PODIO 2010 - Santo Versace scende dal podio delle dichiarazioni dei redditi: lo scorso anno lo stilista italiano era infatti il secondo parlamentare piu' ricco dopo Silvio Berlusconi mentre quest'anno il creatore di moda dovra' probabilmente lasciare il posto ad altri colleghi. La classifica dei primi tre parlamentari piu' ricchi secondo le dichiarazioni 2009 sui redditi 2008 assegnava infatti il palmares a Silvio Berlusconi con un reddito di 23 milioni di euro, salito tuttavia nelle dichiarazioni 2010 a quasi 41 milioni di euro. Santo Versace, 'argento' nelle dichiarazioni 2009 con oltre cinque milioni di euro di reddito imponibile scende invece nelle dichiarazioni 2010 a 604.067 euro. Raddoppia il numero tre del podio Antonio Angelucci che nel 2009 dichiarava un imponibile di 3,5 milioni di euro e salito, nel 2010, a ben 6,1 milioni.
CIAMPI IL SENATORE A VITA PIU' RICCO - Il piu' ricco dei sei senatori a vita e' il presidente della Repubblica emerito nonche' ex governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi con 717.122 euro di imponibile per i redditi dichiarati nel 2010. Il secondo senatore a vita piu' ricco e' Giulio Andreotti con 488.006 euro. Seguono a distanza con redditi piu' o meno allineati Oscar Luigi Scalfaro con 232.296 euro, Sergio Pininfarina con 214.730 euro; Rita Levi Montalcini con 200.710 euro e ultimo Emilio Colombo con 171.630 euro.
I SENATORI 'PAPERON DE PAPERONI' - La top ten dei senatori 'Paperon de Paperoni' si apre con l'oncologo Umberto Veronesi del Pd, con 1.364.720 euro, denunciati per i redditi del 2009. Dei dieci senatori piu' ricchi, sono quattro quelli che hanno un reddito a sette cifre. Dei dieci senatori della graduatoria d'oro, schiacciante la prevalenza del Pdl con 6 senatori mentre il Pd ne ha 3, e il decimo e' l'ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Ecco la classifica: 1) Umberto Veronesi (Pd): 1.364.720; 2) Alfredo Messina (Pdl): 1.293.842; 3) Raffaele Ranucci (Pd),1.264.657; 4) Salvatore Sciascia (Pdl): 1.041.493; 5) Giovanni Carofiglio (Pd): 979.596; 6) Giuseppe Ciarrapico (Pdl): 904.410; 7) Carlo Azeglio Ciampi: 717.122; 8) Francesco Casoli (Pdl): 609.425; 9) Marcello Dell'Utri (Pdl): 580.685; 10) Riccardo Conti (Pdl): 553.301. Spulciando le dichiarazioni dei redditi dei senatori 'paperoni', tra le curiosita' c'e' la vendita da parte del senatore Casoli di alcuni immobili a Jesi e di un aeromobile, mentre il senatore Sciascia e' sindaco effettivo per il triennio 2009-2011 delle societa' con sede a Segrate della Holding Italiana.
BONINO VICE PRESIDENTE PIU' RICCA AL SENATO - La vice presidente del Senato piu' ricca e' la senatrice Radicale eletta nelle liste del Pd Emma Bonino, con 197.564. Seguono Vannino Chiti (Pd) con 190.308; Domenico Nania (Pdl) con 192.357; Rosi Mauro (Lega) con 172.668. La senatrice del Carroccio, che e' la leader sindacale del Sinpa, ha denunciato nella dichiarazione dei redditi 2010 l'acquisto di un fabbricato e un box a Cala Calabitta, ad Arzachena, in Costa Smeralda.
CAPIGRUPPO, PIU' RICCO BRUGGER, PIU' POVERO DONADI - Il piu' 'ricco' dei capigruppo in Parlamento e' il presidente dei deputati della Svp, Siegfried Brugger, che nel 2010 ha dichiarato un reddito imponibile per il 2009 pari a 264.618 euro. Il piu' 'povero' e' invece Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell'Idv, con 99.254 euro. In classifica generale, subito alle spalle di Brugger si collocano il presidente dei deputati del Pd, Dario Franceschini, con 248.893 euro, Luciano Sardelli (capogruppo a Montecitorio di Iniziativa Responsabile) con 205.944 e Marco Reguzzoni (presidente dei deputati della Lega) con 183.005 euro. Solo in quinta posizione il piu' 'ricco' dei capigruppo del Senato, Pasquale Viespoli (Coesione nazionale), con 160.829 euro.
CAMERA: Dopo Brugger, Franceschini, Sardelli e Reguzzoni, si piazza al quinto posto il presidente dei parlamentari del Pdl, Fabrizio Cicchitto, con 157.291 euro. Seguono il presidente del gruppo Fli, Benedetto Della Vedova, con un imponibile di 125.183 euro, e il capogruppo Udc, Pier Ferdinando Casini, che nella dichiarazione mostra redditi per 106.063. Ultimo in classifica il capogruppo dell'Idv, Massimo Donadi, che ha un reddito imponibile 2009 di 'soli' 99.254 euro.
SENATO: Dopo i 160.829 euro di Viespoli, al secondo posto per redditi imponibili si colloca Federico Bricolo (Lega), con 137.884 euro. Seguono Giampiero D'Alia dell'Udc (136.075), Felice Belisario dell'Idv (126.260), Giovanni Pistorio dell'Mpa (126.043) e Anna Finocchiaro del Pd (115.064 euro). Chiude la classifica il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri (107.740 euro).
GIULIA BONGIORNO BATTE LEGALI BERLUSCONI - Tra i legali di maggioranza e opposizione l'avvocatessa Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia del Senato ed esponente di FLi, batte per redditi il collega della Camera e avvocato del premier Nicolo' Ghedini. Il reddito imponibile 2009 dichiarato nel 2010 dall'avvocato Bongiorno risulta infatti essere superiore ai 2 milioni di euro (2.048.397) 'contro' 1.127.118 euro del collega Ghedini. L'avvocato di Fli risulta inoltre aver incrementato parecchio il suo reddito rispetto all'anno precedente quando dichiarava 1.288.440 euro. L'avvocato Ghedini ha invece un imponibile in diminuzione rispetti ai precedenti precedenti 1.345.235 euro. Quest'ultimo supera, tuttavia, di gran lunga il collega Piero Longo che nel 2009 ha dichiarato un reddito imponibile di 530.847 euro. Ad insidiare la Bongiorno e' invece l'avvocato e parlamentare del Pdl Maurizio Paniz: nel 2009 il parlamentare ha dichiarato 1.765.878 euro tornando nella 'top ten' dei deputati piu' abbienti. Il deputato non era rientrato l'anno scorso nella classifica dei deputati piu' ricchi, ma compariva in quella delle dichiarazioni relative al 2008 quando mostrava un reddito imponibile di 1.094.998 euro.
Contendente in tv: 'Tutti abbiamo le case'. Assessore: storia inventata
Durante l'udienza Berlusconi non ha reso alcuna dichiarazione ma si e' limitato ad ascoltare senza chiedere di intervenire. Ha poi stretto la mano per salutare i pm milanesi Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro. I due magistrati, in particolare De Pasquale, piu' volte sono stati attaccati pubblicamente dal premier.
Yemen, esplode fabbrica armi: è strage
15.08 E' di 110 morti e 90 feriti il bilancio provvisorio di una serie di esplosioni che hanno devastato una fabbrica a Jaar, città portuale nel sud dello Yemen. Lo riferiscono fonti mediche. Molti dei feriti sono in condizioni gravissime. La fabbrica era stata occupata da miliziani islamici ostili al regime e legati ad Al Qaeda, che si erano impossessati anche di una foresteria e dell'edificio di una radio.
Egitto,Mubarak agli arresti domiciliari
14.58 La giunta militare al potere in Egitto ha posto agli arresti domiciliari l'ex presidente Mubarak, deposto lo scorso mese, e tutta la sua famiglia. L'ex presidente si trova da settimane nella sua villa di Sharm El Sheik. Il Consiglio supremo delle Forze armate, che gestisce il Paese dalle dimissioni di Mubarak, ha annunciato che le prossime elezioni parlamentari si svolgeranno a settembre. Non è stata invece ancora fissata una data per quelle presidenziali.
Immigrati, Di Pietro: governo criminale
14.34 "Noi contestiamo, deploriamo, disprezziamo e condanniamo il comportamento incivile e criminale del governo che lascia a Lampedusa gli immigrati per far emergere il dramma e giustificare una politica di repressione". Così Di Pietro, leader IdV, sull'emergenza immigrati. Di Pietro si scaglia anche contro il premier che, dice, "è andato in tribunale solo per fare campagna elettorale" e sulla vicenda della falsa terremotata in una trasmissione Mediaset attacca: "Una cosa da regime totalitario".
Lampedusa: denuncia rapina, verifiche
14.26 Accertamenti sono in corso per chiarire la dinamica della presunta rapina di cui sarebbero rimasti vittime due coniugi a Lampedusa. Da fonti investigative si apprende che ci sarebbero alcune incongruenze nel racconto dell'uomo che ha denunciato il fatto. Quando i carabinieri gli hanno fatto verbalizzare la denuncia, l'uomo avrebbe fornito una seconda versione. L'uomo avrebbe scoperto il furto tornando a casa: nessuna traccia però dei ladri e nessuna aggressione contro di lui e la moglie.
Qatar riconosce Consiglio di Bengasi
16.45 Le autorità di Doha hanno riconosciuto il Consiglio nazionale transitorio degli insorti come legittimo rappresentante del popolo libico. Il Qatar è il secondo Paese, dopo la Francia, ad ufficializzare la legittimità dell'organismo di Bengasi. Emirati arabi e Qatar sono gli unici Paesi arabi a partecipare alla missione militare contro Gheddafi, alla quale contribuiscono con aerei da guerra.
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