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Timestamp: 2018-01-22 23:59:47+00:00

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Foro Giuridico: Cassazione: aggiornamento 14 Aprile 2015
Il comma 4 dell`articolo 28 del D.Lgs. n. 175/2014 (c.d. "Decreto Semplificazioni fiscali"), recante disposizioni di natura sostanziale sulla capacita` della societa` cancellata dal registro delle imprese, non ha efficacia retroattiva e, pertanto, il differimento quinquennale - operante nei soli confronti dell`amministrazione finanziaria e degli altri enti creditori o di riscossione, indicati nello stesso comma, con riguardo a tributi o contributi - degli effetti dell`estinzione della societa` derivanti dall`art. 2495, secondo comma, Cod. civ. si applica esclusivamente ai casi in cui la
Cassazione Civile: Ordinanza n. 5810 del 23/03/2015 (cortedicassazione.it)
La competenza in ordine alla domanda d'ingiunzione per il pagamento del compenso proposta dall'avvocato contro il proprio cliente spetta al giudice del luogo in cui ha sede il consiglio dell'ordine al quale il professionista è iscritto al momento della proposizione del ricorso, ai sensi dell'art. 637, terzo comma, cod. proc. civ., norma sulla quale non ha inciso l'art. 14, comma 2, del d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150, riguardante le sole controversie ora regolate dal rito sommario di cognizione.
Cassazione Civile: Sentenza n. 2400 del 09/02/2015 (cortedicassazione.it)
È legittima la mancata estensione del regime matrimoniale (nella specie, della possibilità di procedere alle pubblicazione di matrimonio) alle unioni omoaffettive in linea con quanto affermato dalla sentenza n. 138 del 2010 della Corte costituzionale, il cui approdo non può ritenersi superato dalle successive decisioni della Corte di Strasburgo, ancorché il sicuro rilievo costituzionale ex art. 2 Cost. di tali formazioni sociali presupponga ­ come anche ribadito nella successiva sentenza n. 170 del 2014 della Corte costituzionale ­ l'individuazione di adeguate forme di garanzia e di
Cassazione Penale: limiti al sequestro preventivo e alla confisca diretta dei beni societari per reati tributari (filodiritto.com)
Con recente sentenza, la quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione si è pronunciata su limiti e legittimità del sequestro preventivo dei beni societari ai danni di una persona giuridica colpevole di frode fiscale e truffa ai danni dello stato. In seguito all'impugnazione dell'ordinanza di sequestro preventivo dei beni finalizzata alla confisca dettata dall'articolo 321, comma 2-bis del codice di procedura penale, disposta nei confronti dell'amministratore di una società commerciale apparentemente "fittizia", la Cassazione ha affermato il principio secondo il quale "non è consentito il
La Terza sezione della Corte di cassazione ha escluso che lo straniero, imputato di un delitto contro la persona (nella specie: maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, violazione degli obblighi di assistenza familiare), possa invocare, anche in via solo putativa, la scriminante dell'esercizio di un diritto correlata a facoltà asseritamente riconosciute dall'ordinamento dello Stato di provenienza, qualora tale diritto debba ritenersi in linea di principio escluso dall'ordinamento interno, in una prospettiva imperniata ­ in linea con l'art. 3 Cost. ­ sulla centralità della persona umana,
Con sentenza emessa il 16 gennaio 2015, la Terza Sezione della Corte di cassazione ha affermato che l'imputatogiù dichiarato contumace e successivamente espulso coattivamente dal territorio nazionale, è in stato di legittimo impedimento quando tale condizione emerge dagli atti ovvero quando egli, o il suo difensore, si sono diligentemente attivati per darne comunicazione all'autorità giudiziaria procedente, anche nel medesimo giorno dell'udienza.
Eleonora Mattioli - edotto: Con sentenza n. 15184 depositata il 13 aprile 2015, la Corte di Cassazione, quarta sezione civile, ha stabilito che per il conducente che non guidi un veicolo proprio, il quale si rifiuti di sottoporsi al test dell'alcool o della droga, non può trovare applicazione la sanzione accessoria del raddoppio della sospensione della patente.
La responsabilita` del direttore generale nei casi di infortuni in grandi aziende (ateneoweb.com)
La Corte di Cassazione, sez. IV Penale, con la sentenza n. 13858/15 ha affermato che "nelle imprese di grandi dimensioni non e` possibile attribuire tout court all`organo di vertice la responsabilita` per l`inosservanza della normativa di sicurezza, occorrendo sempre apprezzare non solo l`apparato organizzativo che si e` costituito, si` da poter risalire, all`interno di questo, al responsabile di settore ma anche, come nel caso in esame, se il direttore generale con delega in materia infortunistica sia stato messo in condizioni di intervenire, in quanto portato a conoscenza della prassi
Eleonora Mattioli - edotto: Con sentenza n.7119 del 9 aprile 2015, la Corte di Cassazione ha respinto la domanda dell'imputato, poi assolto, volta ad ottenere il risarcimento del danno dalla parte civile che
La Corte di Cassazione, nella sentenza del 31 marzo 2015 n. 13799, ha statuito che sussiste la potenziale responsabilita` della Pubblica Amministrazione per condotte dei propri dipendenti che, sfruttando l`adempimento di funzioni pubbliche ad essi espressamente attribuite, ed in esclusiva ragione di un tale adempimento che quindi costituisce l`occasione necessaria e strutturale del contatto, tengano condotte, anche di rilevanza penale e pur volte a perseguire finalita` esclusivamente personali, che cagionano danni a terzi, ogniqualvolta le condotte che cagionano danno risultino non

References: Sentenza 
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 art. 2
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