Source: http://leg15.camera.it/_dati/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=15PDL0024970
Timestamp: 2020-04-05 20:40:16+00:00

Document:
PDL 2422
d'iniziativa del deputato AMENDOLA
Onorevoli Colleghi! - L'istituzione nel Mezzogiorno di zone franche urbane, mutuate dall'esperienza dell'ordinamento francese, rappresenta, al pari di altri provvedimenti in tema di fiscalità di vantaggio adottati dall'attuale Governo di centrosinistra, un concreto segnale di discontinuità con il precedente esecutivo nazionale. In primo luogo perché rimette al centro del dibattito del Paese l'irrisolta questione dello sviluppo del meridione e, poi, perché concretizza uno degli accordi più significativi sanciti dal cosiddetto «Progetto Sud» stilato al Tavolo del Mezzogiorno - coordinato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dal Ministero dello sviluppo economico - cui hanno partecipato, oltre le parti economiche e sociali, anche tutte le regioni meridionali. L'istituzione delle zone franche urbane, previste dalla legge finanziaria n. 296 del 2006, dunque, è un passo significativo che va incontro alle esigenze delle piccole imprese e si prefigge anche di contrastare il fenomeno delinquenziale largamente presente nelle aree meridionali. Le zone franche urbane si propongono, in definitiva, di favorire, anche tramite interventi di recupero urbano, lo sviluppo economico e sociale di aree e quartieri degradati nelle città del Mezzogiorno caratterizzate anche da fenomeni di particolare esclusione sociale. Stante l'avvio in via sperimentale di talune e l'intendimento più volte ribadito dai rappresentanti del Governo di estendere i benefìci fiscali ad una sola area per regione, è decisivo che per il conseguimento degli scopi prefissati e tesi all'aumento dell'occupazione e al rilancio produttivo si faccia un'accurata scelta delle
aree dove avviare la sperimentazione delle zone franche urbane. Per quanto attiene la Calabria, è indubbio che esiste un solo territorio che abbia valenza extracomunale e, quindi, in grado di veicolare i benefìci derivanti dal provvedimento al resto della regione. Si tratta dell'area di Lamezia Terme. In nessun altro territorio calabrese, infatti, si riscontrano tante necessarie precondizioni per garantire un armonico sviluppo produttivo. Le sue caratteristiche morfologiche, la posizione baricentrica, la presenza di importanti e fondamentali infrastrutture di collegamento e l'allocazione della più grande area industriale meridionale ne fanno il luogo ideale per dare una forte spinta alle attività imprenditoriali e produttive. L'area di Lamezia Terme ha tutte le caratteristiche e le potenzialità affinché la fiscalità di vantaggio, le misure di sostegno all'occupazione e la lotta al disagio sociale possano portare a risultati positivi. L'attuale situazione sociale è da vero allarme. Basta tenere conto che la disoccupazione ha toccato livelli altissimi. Secondo i dati dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) del 2002 il tasso di occupazione nell'area lametina è del 34,6 per cento mentre su base nazionale è del 42,9 per cento. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 25,9 per cento rispetto al dato nazionale fermo all'11,6 per cento. Ancora più grave e preoccupante, poi, il fenomeno della disoccupazione giovanile che si è attestato al 62,5 per cento contro una media nazionale del 33,3 per cento. Il territorio lametino, inoltre, è da tempo oggetto di una pesante escalation criminale che tocca anche tutti i settori produttivi, determinando una condizione di mancato sviluppo non più tollerabile. Anche se il quadro è quello appena descritto, proprio nell'area lametina si sono registrati significativi segnali di svolta che devono essere sostenuti ed incoraggiati. La rivolta delle coscienze, a seguito di eclatanti fatti criminosi, dell'intera comunità, e dei giovani in modo particolare, fanno ben sperare. Questo territorio, ancora, ha dimostrato di avere capacità che ne hanno decretato la distinzione a livello meridionale con una capacità di mobilitazione e di dinamicità imprenditoriale che depone favorevolmente anche per il proficuo utilizzo delle risorse finanziarie conseguenti all'istituzione della zona franca urbana. Su questa area, è bene sottolineare, sono stati avviati ben due patti territoriali che hanno coinvolto decine di aziende locali a dimostrazione dell'attenzione e della capacità ricettiva delle imprese lametine che si sono fatte carico anche, recentemente, di intervenire tempestivamente per scongiurare il rischio di perdere risorse economiche di carattere nazionale non utilizzate nell'ambito di un apposito contratto di programma miseramente naufragato nonostante le aziende proponenti fossero di caratura addirittura internazionale. Anche da ciò deriva la tangibile dimostrazione che l'imprenditoria locale sa farsi carico anche della responsabilità derivante dal suo fondamentale ruolo e di essere, come dimostrato dagli altri strumenti agevolativi adottati, partner affidabile nelle strategie governative nazionali di rilancio produttivo. Ultima menzione a favore dell'area lametina, ma di fondamentale importanza, è relativa all'assoluta necessità che questo territorio riceva segnali chiari e concreti di attenzione da parte della regione e del Governo centrale in quanto è duramente impegnato in una lotta difficile contro l'illegalità e le organizzazioni mafiose che soffocano gli ambiti imprenditoriali. Per le ragioni espresse è il luogo ideale dove sperimentare con discrete possibilità di successo le agevolazioni fiscali previste dall'istituzione della zona franca urbana.
L'articolo 1 ne prevede l'istituzione e l'ambito territoriale, mentre l'articolo 2 si occupa di specificare il carattere delle agevolazioni, la loro durata, la quantificazione di carattere fiscale e contributivo sulla base ed in conformità degli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013 emanati dall'Unione europea.
L'articolo 3 descrive quali settori produttivi possono usufruire delle agevolazioni
e nell'articolo 4 si sottolineano le ragioni poste a base dell'eventuale loro revoca.
Art. 1. (Istituzione della zona franca urbana di Lamezia Terme).
Art. 2. (Agevolazioni).
Art. 3. (Società ed ambiti produttivi interessati).
1. Alle agevolazioni di cui all'articolo 2 possono accedere tutte le imprese comprese quelle nazionali e internazionali, che hanno avviato la loro attività a partire dal
1o gennaio 2007 nel territorio del comune di Lamezia Terme.
Art. 4. (Revoca delle agevolazioni).
Art. 5. (Soggetto responsabile della zona franca urbana).
Art. 6. (Compartecipazione della regione).
1. La regione Calabria, ai sensi dell'articolo 1, comma 342, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, individua, d'intesa con il Comitato interministeriale per la programmazione economica, la zona
franca urbana di Lamezia Terme come la più rispondente alle esigenze di rilancio occupazionale e produttivo della regione.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6