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Timestamp: 2020-01-28 09:05:34+00:00

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﻿ AGCM e commissioni interbancarie MasterCard: il Consiglio di Stato conferma l’annullamento della sua decisione - Credito Finanza News
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Consiglio di Stato – Sentenza 24 febbraio 2016, n. 743
Il Consiglio di Stato, con la sentenza in commento, si è pronunciato definitivamente sulla controversia delle commissioni interbancarie MasterCard, statuendo che non vi è stata alcuna intesa anticoncorrenziale tra il circuito MasterCard e le banche licenziatarie e, confermando, conseguentemente l’annullamento del provvedimento sanzionatorio dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) 3 novembre 2010, n. 21768.
Nello specifico, la sentenza in commento riconosce che, contrariamente a quanto ritenuto da AGCM:
– i contratti di licenza stipulati tra MasterCard e le banche licenziatarie non hanno alcun oggetto anticoncorrenziale;
– non vi è alcuna “comunanza di interessi” tra MasterCard e le banche licenziatarie a mantenere elevato il livello delle multilateral interchange fee (MIF) legate al funzionamento del circuito di pagamento MasterCard.
Entrando nel merito della vicenda, in data 15 luglio 2009 l’AGCM ha avviato un’istruttoria, ai sensi dell’art. 14 della Legge 10 ottobre 1990, n. 287 recante “Norme per la tutela della concorrenza e del mercato”, per presunta violazione dell’art. 101, paragrafo 1, del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea – TFUE (già art. 81, paragrafo 1, del Trattato CE) nei confronti delle società MasterCard Incorporated, MasterCard International e di alcune banche licenziatarie operanti nel settore dell’emissione delle carte di credito, fra cui l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane S.p.A., Unicredit S.p.A., Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e Banca Nazionale del Lavoro S.p.A..
Il procedimento ha avuto ad oggetto la struttura ed il funzionamento del circuito MasterCard ed i contratti di licenza stipulati tra lo stesso circuito ed i licenziatari, i quali, nella tesi dell’AGCM, configurerebbero sotto diversi aspetti fattispecie restrittive della concorrenza.
Nel corso dell’istruttoria, le società del gruppo MasterCard avevano fatto pervenire all’Autorità (dicembre 2009) una proposta di impegni, ai sensi dell’art. 14-ter della L. n. 287/90, ritenendo che l’eventuale accoglimento di tali impegni avrebbe potuto far venire meno i profili anticoncorrenziali oggetto dell’istruttoria.
Tuttavia, con provvedimento in data 22 dicembre 2009, l’Autorità rigettava gli impegni presentati, ritenendo che gli stessi non potessero ritenersi né idonei, né sufficienti a far venire meno i profili anticoncorrenziali oggetto di istruttoria, per come descritti nell’atto di avvio in data 15 luglio 2009.
In particolare, l’AGCM riteneva che l’inidoneità degli impegni in parola a far venire meno i profili anticoncorrenziali oggetto di indagine derivasse:
– dal carattere temporalmente limitato degli impegni medesimi (con particolare riguardo alla proposta riduzione delle commissioni interbancarie multilaterali – MIF -);
– dal fatto che l’esistenza stessa degli impegni era stata condizionata dai proponenti al mancato esercizio, da parte loro, del diritto di recesso (diritto che, in base agli impegni proposti, avrebbe potuto essere esercitato – inter alia – nel caso in cui l’AGCM avesse concluso il procedimento istruttorio adottando misure che, “secondo il giudizio di MasterCard sono in contrasto con gli accordi di licenza tra MasterCard e le banche o con le regole/procedure e/o pratiche di MasterCard”);
– dal fatto che la riduzione proposta della misura delle commissioni interbancarie multilaterali non trovasse fondamento su un’analisi economica di efficienza del sistema.
L’atto di rigetto degli impegni veniva impugnato dalle società del gruppo MasterCard dinanzi al Tribunale amministrativo per il Lazio, il quale accoglieva il ricorso ed annullava l’atto reiettivo degli impegni.
La sentenza veniva impugnata in appello dall’AGCM, la quale ne chiedeva la riforma articolando plurimi motivi di doglianza.
Tuttavia, nelle more del giudizio avente ad oggetto il rigetto degli impegni, era stato già adottato il provvedimento sanzionatorio finale (3 novembre 2010).
Il Consiglio di Stato accoglieva il ricorso in appello ed, in riforma della sentenza di primo grado, dichiarava inammissibile il ricorso proposto in primo grado avverso la delibera di rigetto degli impegni in data 22 dicembre 2009.
Come più sopra anticipato, circa otto mesi prima che il Consiglio di Stato si pronunciasse sul ricorso in appello relativo alla questione dell’autonoma impugnabilità della delibera di rigetto della proposta di impegni, l’AGCM aveva adottato il provvedimento sanzionatorio finale.
In particolare, all’esito del procedimento, l’AGCM adottava il provvedimento sanzionatorio 3 novembre 2010, n. 21768 con il quale si deliberava:
– che la società MasterCard Inc., società holding del gruppo MasterCard, avesse posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza, ai sensi dell’art. 101 del TFUE, avente per oggetto la definizione di una commissione interbancaria multilaterale (MIF) per l’Italia, attraverso la deliberazione di una associazione di imprese, che rappresenta una soglia minima comune a tutte le licenziatarie, senza alcuna giustificazione economica;
– che la società MasterCard Inc. e numerose società licenziatarie avessero posto in essere un fascio di intese verticali in violazione dell’art. 101 del TFUE, rappresentate dai contratti di licenza tra il circuito MasterCard e le singole banche, avente per oggetto il trasferimento della commissione interbancaria multilaterale (MIF) sulle merchant fee (MF), nonché l’applicazione di specifiche clausole che risultano ampliare la portata restrittiva di tale commissione nel mercato dell’acquiring (convenzionamento degli esercenti);
– che la società MasterCard Inc. dovesse astenersi per il futuro dal porre in essere comportamenti analoghi a quelli oggetto dell’infrazione accertata, in particolare dal mantenimento di una MIF specifica per l’Italia (MIF);
– di irrogare nei confronti delle società coinvolte una sanzione pecuniaria.
Il provvedimento è stato impugnato dinanzi al Tribunale amministrativo regionale da tutte le parti coinvolte nel procedimento ed il primo giudice ha accolto, in parte, i ricorsi e, per l’effetto, ha annullato:
– sia la delibera dell’AGCM in data 22 dicembre 2009, recante il rigetto delle proposte di impegni;
– sia il provvedimento sanzionatorio finale in data 3 novembre 2010.
Le sentenze sono state impugnate in appello dall’AGCM, la quale ne ha chiesto la riforma.
Consulta il testo integrale -> Consiglio di Stato – Sentenza 24 febbraio 2016, n. 743
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