Source: http://espertocasaclima.com/2012/01/19/coibentazione-tetto-isolamento-interno-esterno-dentro-fuori/
Timestamp: 2018-10-19 06:48:09+00:00

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Isolare tetto dentro fuori | espertoCasaClima
Nel precedente articolo “Coibentazione del tetto, contro il caldo è optional” spiegavo che la scelta del materiale per isolare il tetto è molto importante per ottenere il duplice risultato di “protezione dal caldo” e “protezione dal freddo“. Se ci propongono un materiale che garantisce di ottenere una data trasmittanza (magari anche inferiore ai nuovi valori limite per legge) non è detto che sia l’isolante più adatto alla zona in cui viviamo, dove per esempio d’estate fa un gran caldo e l’ultimo piano abitabile si trasforma in un forno. In breve, avevamo capito che una coibentazione “leggera” funziona peggio di una “pesante” perchè la capacità massica, kg/metro cubo, di un materiale isolante sul tetto è importantissima.
Ora voglio approfondire un altro aspetto che spesso non viene preso in debita considerazione e porta a grossi errori di progettazione.
(ricordo che è corretto dire “coibentare” e non “isolare”, ma mi esprimo così, altrimenti nessun motore di ricerca mi trova più….)
La scelta di coibentare il tetto dall’interno o dall’esterno è spesso lasciata al committente che magari non vuole mettere le mani sulla copertura che non presenta danni evidenti o che dispone di abbondante altezza all’interno e preferisce sfruttarla così.
D’ inverno ogni casa utilizza involontariamente, alcune di più, altre di meno, gli apporti gratuiti di energia, come il sole che entra dalle finestre, la lampadina lasciata accesa, le persone stesse che vi abitano, il forno acceso, la lavastoviglie, tutti gli elettrodomestici, le candele accese ecc. riducendo la richiesta di riscaldamento. La casa stessa, o meglio, il materiale con cui è costruita, diventa un accumulatore di energia: utile d’inverno come volano termico e quindi come regolatore di comfort (cioè temperature interne sempre molto costanti).
Ora che iniziamo a percepire l’importanza dell’inerzia termica della casa nel periodo del riscaldamento, pensiamo all’estate! cioè al periodo di climatizzazione. Pensiamo alle vecchie case con muri molto spessi sempre fresche d’estate!
Il pavimento, il soffitto, le pareti divisorie e i muri esterni hanno grandi capacità di accumulo di energia ed è lì che possiamo scaricare tanta energia che portiamo e produciamo in casa d’estate (e non vorremmo avere!). Il cemento, i mattoni, le pietre, sono materiali ad alta capacità termica, accumulano molta energia.
Se non scarico l’energia che produco dentro casa, perchè poniamo ho una struttura
debole di massa
o troppo sottile
o magari coibentata dall’interno…
ecco che l’energia di troppo inizia a far salire la temperatura interna!
Risultato? tutto questo spessore “grigio” verrà posto all’esterno e non svolgerà più nessuna funzione di inerzia termica. Tutto il tetto perde la sua capacità di accumulo di energia: proprio quella capacità che d’estate poteva essere molto utile per mantenere la temperatura interna più bassa!
Come sempre ripeto: pensiamo molto all’involucro e poco agli impianti!
Se abbiamo cominciato a capire qualcosa della trasmittanza dell’involucro edilizio è venuto il momento di fare attenzione anche a questi altri aspetti, altrimenti: no comfort e no risparmio energetico in estate!
Non diamo solo importanza alla trasmittanza scegliendo il modo di coibentare la casa per arrivare esclusivamente ad un certo valore U! Il nostro edificio funzionerebbe bene d’estate a patto che non vi siano carichi interni (quindi solo se la casa è disabitata) e non vi sia radiazione solare (mai vista un’estate senza sole!).
Ricordo, che per qualche grado di temperatura, un ambiente resta confortevole oppure diventa insopportabile! Progettando con attenzione è possibile mantenere sopportabile la temperatura interna estiva e dunque non aver bisogno di ulteriori impianti per la climatizzazione estiva.
Dalle buone regole di un tempo poco lontano siamo passati alla assuefazione alla scelta del climatizzatore… Vi pare buona progettazione questa?
Una buona progettazione parte dalla conoscenza dei fattori che influiscono positivamente sul comportamento dell’edificio nella fase estiva e la massa termica che avvolge e contiene lo spazio interno, dove viviamo, dove vorremmo stare freschi, dove vorremmo dormire senza sudare, influisce molto sulla riduzione dei picchi dei carichi dovuti all’energia che noi stessi produciamo all’interno e della radiazione del sole. Questa è la capacità areica.
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215 pensieri su “Coibentazione del tetto, da dentro o da fuori?”
Federico Sampaoli Autore articolo 5 agosto 2018 alle 19:49
maria terracciano 5 agosto 2018 alle 19:38
Federico Sampaoli Autore articolo 31 luglio 2017 alle 17:03
milos 31 luglio 2017 alle 11:49
Federico Sampaoli Autore articolo 29 luglio 2017 alle 19:42
IoM 29 luglio 2017 alle 15:57
La ringrazio della risposta, ma rifare il tetto mi costerebbe troppo tra impalcatura e travetti permessi. Mi hanno consigliato xps poprio perchè non assorbe acqua in caso di infiltrazioni, magari faro mettere qualcosa per proteggere i pannelli in ogni caso faro fare un controllo delle tegole comunque prima di mettere l’isolante.
Se contro soffitterei tutto comprese le travi andando a isolare anche sotto di queste sarebbe meglio? Cosi facendo però mi abbasserei pensavo quindi non più di 5 cm sotto trave. Secondo lei mi conviene farlo?
Federico Sampaoli Autore articolo 29 luglio 2017 alle 14:53
costruire una rifodera interna in laterizio riempiendo l’intercapedine con isolante sfuso è una buona idea se si ha molto spazio disponibile e se si pensa di rivedere completamente il foro finestra.
isolare la copertura sul lato interno sfruttando lo spessore delle travi principali ma interrompendo la stratigrafia ad ogni trave non è una soluzione per ottenere facilmente la tenuta all’aria del volume riscaldato sottotetto.
è anche da ricordare che una tegola rotta significherebbe bagnare il pacchetto isolante perchè manca il manto sottotegola.
si dovrebbe scoperchiare il tetto e rivedere il progetto.
IoM 29 luglio 2017 alle 12:36
Buongiorno, dovrei isolare il mio tetto composto da una travatura principale in legno ,e travetti in legno su cui poggiano delle marsigliesi. Non ho soldi per rifarlo completamente quindi pensavo di isolare tra trave e trave usando del xps da 12 cm e un telo traspirante, che si interrompono sulla trave, lasciando travi a vista e nascondendo invece l’isolante con del cartongesso. Ho anche delle pareti perimetrali non isolate, farei fare un altro strato interno di muratura per isolare poi l’intercapedine con eps o altri isolanti.
Secondo lei che problemi posso avere? Potrebbero esserci problemi di umidità?
Federico Sampaoli Autore articolo 31 dicembre 2016 alle 11:49
visto che siamo in zona F e visto che si vuole spingere abbastanza sullo spessore dell’isolante interno e visto che a me la lana di roccia non piace vederla in cantiere perchè quando si taglia porta fibre volanti in ambiente di lavoro,
visto tutto questo io
sostituirei la lana di roccia con pannelli igroscopici, traspiranti e capillari come la fibra di legno
prevederei di preparare un fondo (sulla vecchia muratura) igroscopico se già non lo è per la presenza di intonaci cementizi.
per la copertura direi che se è in legno può benissimo essere progettata con isolamento all’estradosso.
un dettaglio anche più importante dell’attenuazione del ponte termico diventa la progettazione della tenuta all’aria: questa deve essere fatta per tutti i dettagli esecutivi in fase progettuale e non in fase di cantierizzazione.
Mirco 30 dicembre 2016 alle 00:51
complimenti innanzitutto per il sito, ricco di utili informazioni! Non ho ancora avuto il tempo di leggerlo in modo più approfondito quindi chiedo perdonatemi inesattezze o strafalcioni tecnici!
Veniamo al dunque… stiamo ristrutturando un edificio tutelato in zona climatica F, interveniamo al primo piano (in parte) e nel sottotetto, sopraelevando il necessario e rifacendo l’intera copertura.
Non abbiamo la possibilità di coibentare esternamente quindi si pensava a cappotto interno 10cm in lana di roccia con relativo freno al vapore igrovariabile + cartongesso. So che non è tutto ma la stratigrafia così composta soddisfa diagramma di Glaser e non dovrebbe essere la soluzione più costosa… accetto comunque consigli!
Per quanto riguarda la copertura (comunque ventilata), la necessità di coibentare le pareti verticali internamente implica per forza isolare in intradosso? Se si immagino sia difficile mantenere travi a vista giusto? Isolare in estradosso invece se non ho ben compreso comporta problema di continuità del materiale isolante e quindi ponte termico nel punto di congiunzione con la parete verticale: è corretto? E’ un aspetto da tenere seriamente in considerazione?
Federico Sampaoli Autore articolo 19 dicembre 2016 alle 17:09
per non mettere a rischio nessun investimento ancora da fare è bene capire se la recente risistemazione della copertura ha previsto anche una impermeabilizzazione e quale tipo di materiale è stato utilizzato.
senza un’impermeabilizzazione, qualsiasi isolamento del tetto sul lato interno è a rischio infiltrazioni. infiltrazioni che si noterebbero con un pericoloso ritardo.
la porzione sottotetto non agibile si presterebbe molto bene per un insufflaggio di cellulosa.
l’altra zona dovrebbe prevedere un ribassamento e nuovamente insufflaggio di cellulosa.
se non si intende prendere in considerazione altri materiali.
milos 19 dicembre 2016 alle 15:19
Buongiorno, avrei bisogno di qualche consiglio. Sto per acquistare una vecchia villetta degli anni 70 senza alcun tipo di isolamento tetto in laterocemento, ha però una conformazione particolare, ovvero i piani sono sfalsati così che alcune camere situate sotto la falda ed est hanno la classica collocazione sotto un solaio in cui la soffitta non è agibile mentre le altre più in altro sono situate direttamente nel sottotetto. Siccome il tetto è stato sistemato da poco e le mie risorse sono limitate, leggendo i suoi consigli, sarei tentato di usare la cellulosa per il solaio sopra la zona “convenzionale”, anche se vista la notevole altezza delle stanze potrei optare per un ribasso in cartongesso da riempire poi con cellulosa?! Mentre per le stanze sotto la falda, un abbassamento in cartongesso con cellulosa fino a dove lo consente l’altezza e a seguire la pendenza per il resto, ma in questo caso cosa ci metto? vista la pendenza, la cellulosa non credo stia ferma in pendenza!
Ps: la casa si trova in Friuli pianura
Giovanni 1 febbraio 2016 alle 09:43
Grazie dei consigli, diretti e indiretti, che da con il suo Blogg . Proporrò subito questa soluzione al termotecnica così che possa studiare i materiali e ricalcolare lo sfasamento estivo
Federico Sampaoli Autore articolo 1 febbraio 2016 alle 07:15
con un pannello flessibile in fibra di legno rivestito da uno strato in fibrogesso si ottiene un po’ d’isolamento e un po’ di massa interna.
consiglierei di posare un freno al vapore igrovariabile prima della finitura in fibrogesso.
Giovanni 31 gennaio 2016 alle 23:21
Il tetto non verrebbe rifatto, troppo dispendioso, ma verrebbe applicato il pannello nella parte interna e poi rifinito con intonaco. Avendo la possibilità rifarei tutto il tetto, ma mi chiedo se fare solo questo intervento non sia “inutile” . Migliorereri leggermente l’isolamento termico per il freddo, ma perderei tutta la massa a disposizione

References: articolo 5
 articolo 31
 articolo 29
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 articolo 19
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