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Timestamp: 2016-12-05 15:12:32+00:00

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1 Università degli Studi di Udine Corso di dottorato di ricerca in diritto ed economia dei sistemi produttivi, dei trasporti e della logistica ciclo XXIV Tesi di dottorato di ricerca Le assicurazioni marittime ed aeronautiche Relatore Ill.mo prof. avv. Enzo Fogliani Dottorando Nicola Fabrio Anno Accademico2 3 Indice Premessa pag. 1 Le fonti pag. 5 Il mercato delle assicurazioni marittime ed aeronautiche: i soggetti pag. 14 Le imprese di assicurazione pag. 16 I Lloyd s pag. 20 I P&I Clubs pag. 22 Il broker e l agente pag. 26 Le organizzazioni al servizio del mercato assicurativo londinese pag. 31 Il perito pag. 33 La coassicurazione e la riassicurazione pag. 35 Il contraente, l assicurato ed il beneficiario pag. 43 La formazione del contratto pag. 48 La buona fede pag. 57 Le promissory warranties nel diritto inglese pag. 63 L interesse assicurabile ed il principio indennitario pag. 66 Il premio assicurativo pag. 72 Il rischio pag. 78 I rischi marittimi pag. 82 I rischi aeronautici pag. 90 rischi nelle polizze merci pag. 91 I rischi guerra e i rischi sciopero pag. 92 I danni esclusi pag. 98 Il requisito della seaworthiness e della cargoworthiness pag. 102 L oggetto delle assicurazioni marittime ed aeronautiche: lineamenti generali pag. 106 L assicurazione corpi della nave e dell aeromobile pag. 107 L assicurazione delle merci pag. 119 L assicurazione in abbonamento pag. 127 L assicurazione del nolo pag4 Le assicurazioni marittime ed aeronautiche della responsabilità civile pag. 133 La copertura del ricorso terzi per danni da urto pag. 141 L assicurazione dei debiti di contribuzione in avaria comune e del debito di salvataggio pag. 146 L assicurazione per danni a terzi sulla superficie pag. 150 Le assicurazioni aeronautiche a tutela del personale di volo pag. 153 La durata della copertura pag. 156 L interpretazione del contratto pag. 162 La liquidazione dei danni pag. 164 L abbandono agli assicuratori pag. 188 La surroga pag5 PREMESSA L istituto dell assicurazione ha origini antiche e saldamente radicate nel trasporto marittimo, dove grazie alle coperture offerte dalle primordiali forme di assicurazione sono confluiti capitali ed investitori disposti ad assumersi il rischio economico derivante dall esercizio di tale attività 1. La nascita dei primi negozi assicurativi trovò dunque un terreno fertile nel settore in esame, e progressivamente, col passare del tempo, si svilupparono i cosiddetti tipi sociali, ossia modelli negoziali dotati di ampia diffusione il cui denominatore comune era dato dalla necessità di coprire i beni sottoposti ai rischi della navigazione marittima. Le primordiali forme di assicurazione vennero utilizzate dai mercanti italiani del duecento e trovarono la propria configurazione nelle logiche e negli schemi negoziali all epoca vigenti, che differivano di molto dall attuale struttura dei negozi assicurativi. Le prime forme di assicurazione erano infatti dirette a tutelare gli interessi degli aventi diritto alle merci 2 e si ricorse al mutuo o alla vendita condizionata al salvo arrivo delle cose a destinazione 3 per tutelare tali interessi; lo schema tipico dell assicurazione moderna venne introdotto nel seicento su iniziativa degli stessi armatori. Questi infatti, con un unico negozio, si impegnavano sia a trasferire le merci sia a fornire un collegato contratto di assicurazione sul loro valore. Una volta diffusasi tale pratica contrattuale si estese la possibilità di acquisire una copertura anche per le navi, per le pertinenze di queste, per la vita e l incolumità fisica dei naviganti così come per le merci trasportate. In tal modo, nel diciassettesimo secolo l attività assicurativa assunse dignità propria e nacquero e si svilupparono le prime imprese assicurative. 1 Fiorentino, in Riv. Dir. Nav. 1953, I, 230; Brunetti, in Ass., 1943, I, 69; Ferrarini, in Ass., 1941, I, 218; Fiorentino, in Assicurazioni, 1952, I, 302; Giannini, in Atti INA, vol. XI,1939, 6. 2 Cassandro, Enc. Dir., voce Assicurazione, pag. 424 evidenzia come i primi contratti di assicurazione furono proposti dagli stessi vettori, risultando il contratto assicurativo come sussidiario e collegato a quello di trasporto 3 Cassandro, in Saggi di storia del diritto commerciale, 1974, p. 239 ss.;6 Il progressivo affermarsi della navigazione marittima consolidò schemi e logiche contrattuali divenuti col tempo granitici, e quando il trasporto aereo ebbe modo di svilupparsi tali schemi negoziali vennero adottati come base su cui formulare i contratti assicurativi aeronautici. Nel corso di tale processo evolutivo vennero progressivamente individuati i singoli interessi coinvolti nell attività di trasporto e si diffuse l utilizzo, sia nelle assicurazioni marittime che nelle assicurazioni aeronautiche, di polizze corpi, di polizze per la responsabilità civile, di polizze a garanzia del nolo e di assicurazioni per eventuali danni alle merci che frequentemente, sotto il profilo negoziale, venivano incorporate nello stesso contratto assicurativo o incluse in negozi comunque collegati. Il fattore tecnico, basato sull attività di trasporto autarchico, ha funto dunque da elemento di coesione dell esperienza assicurativa marittima e di quella aeronautica consentendone lo sviluppo secondo schemi e logiche comuni. Questo percorso evolutivo cominciò a differenziarsi per taluni profili solo dopo la prima guerra mondiale, quando molti ex piloti trovarono impiego nell attività di assunzione rischi o nel brokeraggio e si affermò una tendenza a promuovere le assicurazioni aeronautiche come classe assicurativa a sé stante 4. Nella sua essenza, la categoria delle assicurazioni marittime ed aeronautiche è diretta a tutelare quell'insieme di interessi coinvolti nell'attività di trasporto, 4 Lo sviluppo delle assicurazioni aeronautiche riflette immediatamente i cambiamenti occorsi nel settore di riferimento; all introduzione della propulsione jet seguì la creazione di clausole dirette a coprire i danni da ingestione, al lancio dei primi satelliti negli anni 60 seguì la formulazione di polizze dirette a coprire i rischi satellitari, così come a seguito dei primi attentati terroristici a bordo di velivoli negli anni 60 seguì la scelta di separare i rischi guerra ed i rischi collegati ad atti terroristici dalle normali assicurazioni corpi e responsabilità civile. Ulteriore elemento caratterizzante delle assicurazioni aeronautiche nel periodo iniziale fu dato, nelle nazioni più industrializzate, dalla creazione di consorzi assicurativi, detti pools, che concentrarono le forze degli assicuratori impegnati nel settore aeronautico consentendo da un lato una più equa ripartizione dei rischi e dall altro, operando di fatto in regime di monopolio nelle singole nazioni, anche una raccolta premi piuttosto remunerativa se paragonata con gli standard attuali di mercato7 ricomprendente sia i beni trasportati, sia i mezzi utilizzati, sia gli interessi economici a questi correlati. Per distinguere le differenti discipline all'interno di questo insieme si ricorre al criterio dell'ambiente naturale nel quale si svolge il trasporto ed a quello dell'interesse esposto ai rischi del trasporto. In base al primo criterio si distinguono le assicurazioni marittime da quelle aeronautiche, in base al secondo criterio si distinguono le assicurazioni corpi, ossia quelle che coprono il valore della nave, dalle assicurazioni sulle cose trasportate, da quelle che coprono il nolo nonché da quelle che coprono la responsabilità dell esercente attività di trasporto marittima o aeronautica. Precisato un tanto, si può in termini generali evidenziare come la funzione di strumento di eliminazione economica dei rischi riconnessi all attività imprenditoriale abbia contribuito alla veloce espansione dello strumento assicurativo, diventato elemento d impulso, in tempi recenti, per numerose attività caratterizzate dall elevata pericolosità. Peraltro, giova evidenziare come il sempre più frequente ricorso all assicurazione abbia inciso in modo significativo sull istituto della responsabilità civile, sia a livello generale sia con riferimento a quella dei vettori marittimi ed aeronautici in particolare; l assicurazione ha infatti agevolato la moderna tendenza a svalutare la necessaria sussistenza dell elemento soggettivo colposo, focalizzando l attenzione sull esigenza di tutela del soggetto danneggiato 5. Proprio guardando all evoluzione della responsabilità civile nel trasporto di persone marittimo ed aeronautico troviamo un riscontro concreto a tale osservazione; infatti partendo da una forma di responsabilità per colpa si è progressivamente approdati a forme di responsabilità oggettiva. Tale processo si è affermato rivalutando lo strumento assicurativo, diventato non solo obbligatorio bensì anche forma di tutela del danneggiato che può, in taluni casi, far leva sullo strumento dell azione diretta nei confronti dell assicuratore 6. 5 Fanelli, in Riv. dir. comm., 1966, I, pag Si pensi, ad esempio, all art. 942 cod. nav., introdotto con la recente riforma, dove al secondo comma si attribuisce al passeggero azione diretta contro l assicuratore per il risarcimento dei danni subiti8 Guardando alla nascita ed all evoluzione dell istituto dell assicurazione ci si accorge di quella caratteristica primaria del diritto dei trasporti, che da sempre evidenzia una naturale propensione a porsi come luogo di stimolo, di confronto e di filtro per nuovi istituti giuridici nel nostro ordinamento. In quest ottica si inserisce il presente studio, che nell intento di analizzare i tratti fondamentali delle assicurazioni marittime ed aeronautiche è teso a far emergere i forti elementi di comunanza tra i due rami. Ciò anche nella convinzione che, il servizio di trasporto modernamente inteso, veda progressivamente focalizzarsi l attenzione sull unitaria esigenza del contraente del vettore così attenuando la percezione delle differenze tra le varie modalità di trasporto. Precisato un tanto in merito allo scopo di tale studio, appare opportuno evidenziare come nel seguito della trattazione si svilupperà l analisi delle assicurazioni marittime ed aeronautiche enucleando, nei singoli capitoli, gli elementi precipui della fase statica del rapporto contrattuale per giungere infine all analisi della fase dinamica dello stesso.9 LE FONTI Al fine di inquadrare la materia delle assicurazioni marittime ed aeronautiche appare opportuna una breve premessa sulle fonti normative più rilevanti in materia sia per quanto riguarda l'ordinamento interno, sia per quanto riguarda la normativa internazionale, in particolare quella inglese. Questa infatti assume particolare rilevanza grazie allo strumento della riassicurazione, che nella quasi totalità dei rischi marittimi ed aeronautici viene centralizzata sul mercato londinese. In questo mercato si utilizzano formulari tipici del diritto di common law e si attribuisce al riassicuratore una posizione di leadership rispetto all assicuratore. In certi casi, specialmente nei negozi assicurativi più rilevanti, si provvede concretamente a perfezionare prima il contratto riassicurativo formando un gruppo di riassicuratori disposto ad assumersi il rischio, per poi procedere alla stipula del contratto assicurativo. I principi dell ordinamento inglese tendono ulteriormente ad imporsi, in caso di controversia, perché l'interpretazione dei contratti riassicurativi è sottoposta al diritto di common law, tradizionalmente radicato su una produzione giurisprudenziale pluricenternaria. Detto ciò, evidenziato come il ricorso alla riassicurazione sia fatto allo scopo di offrire una piena tutela all assicuratore obbligato a pagare un indennizzo, si comprende perché i principi del diritto inglese incidano in modo rilevante anche nel nostro, vista l esigenza di far totalmente aderire i contratti assicurativi a quelli riassicurativi, recependo nei primi i principi generalmente sanciti per questi ultimi. Precisato un tanto, per definire il quadro delle fonti nel nostro ordinamento, occorre accennare preliminarmente alla questione sollevata dall'art cod. civ. la cui disposizione, letta in combinato con quanto disposto dall art. 1 del codice della navigazione, ha posto dei dubbi in dottrina. In base al disposto dell art cod civ., le assicurazioni contro i rischi della navigazione sono infatti disciplinate dalle norme del codice civile per quanto non regolato dal codice della navigazione. Tale norma sembra interferire con la disposizione dell art. 1 cod. nav. dove si stabilisce una precisa graduatoria tra le fonti del diritto della navigazione, ponendo al primo posto le disposizioni del10 codice stesso ed a seguire le leggi, i regolamenti e gli usi comunemente accettati in materia di navigazione marittima ed aerea. Facendo leva su tale disposizione si è evidenziato in dottrina come il diritto della navigazione goda del carattere di specialità rispetto alla normativa generale del codice civile, da ciò facendo discendere la supremazia degli usi riconosciuti in ambito navigazionistico rispetto alle norme del codice civile. Tale supremazia tende ad operare sempre, non solo nelle ipotesi in cui le norme del codice civile sono espressamente richiamate dal codice della navigazione 7 o sono espressamente formulate per essere applicate alla materia navigazionistica 8. Precisato ciò, giova evidenziare come si discuta in merito alla collocazione di talune disposizioni del codice civile nella graduatoria del già citato art. 1 cod. nav., facendo riferimento proprio all art c.c. sopra riportato. Tale norma sancisce l applicabilità alla materia navigazionistica, ove non disciplinata dal codice della navigazione, delle norme del capo XX, del titolo III, del libro quarto del codice civile dettate in tema di assicurazione. In dottrina sono state proposte due opposte interpretazioni di tale disposizione, secondo un primo orientamento, che sembrerebbe il più diffuso 9, le norme del codice civile si inseriscono al primo grado della gerarchia delle fonti prevista all'articolo 1 del codice della navigazione 10, secondo altra dottrina invece 11, si ritiene che l'articolo 1885 non incida in alcun modo sulla priorità delle fonti del codice della navigazione. 7 si pensi ad esempio agli articoli 812 ss. cod. civ. espressamente richiamati dagli articoli 245 e 861 cod. nav. 8 L art cod. civ. dichiara l obbligo della pubblicità per gli atti soggetti a trascrizione riguardanti navi e aerei iscritti nei pubblici registri 9 Ferrarini, Le assicurazioni marittime, III ed., 1991, pag. 10; Fanara, Le assicurazioni aeronautiche, 1976, pag. 202; Gaeta, Le fonti del diritto della navigazione, 1965, pag. 214; Ferrarini, in Ass., 1941, I, pag Assumendo così, nella materia specifica, la stessa dignità delle norme del codice della navigazione 11 Brunetti, in Ass., 1943, I, pag. 5; Righetti, Trattato di diritto marittimo, 1987, I, 1, pag. 155 ss.11 Sotto il profilo concreto, tale divario porta ad attribuire una differente collocazione gerarchica alle norme del codice civile rispetto agli usi della navigazione. La differenza non è di poco conto, infatti seguendo la prima interpretazione evidenziata il principio di specialità espresso all art. 1 cod. nav. imporrebbe la non contrarietà della normativa generale rispetto agli usi del diritto della navigazione. Collocando le norme del codice civile all'apice o alla base della gerarchia delle fonti del codice della navigazione, si rafforza, o si deprime, la capacità degli usi specifici di derogare agli articoli del codice civile. Indipendentemente dalla posizione assunta nell'ambito di tale dibattito è indiscusso che, nell ordinamento interno, la materia navigazionistica trovi la propria regolamentazione nelle norme del codice della navigazione, nelle leggi, nei regolamenti e negli usi tipici del settore cui si aggiungono le norme comunitarie ed internazionali in forza anche del rinvio mobile espresso in talune disposizioni della parte aeronautica del codice della navigazione. Il codice della navigazione dedica alle assicurazioni una molteplice serie di disposizioni sia nella parte dedicata alla navigazione marittima e interna sia nella parte dedicata alla navigazione aerea. Nella parte dedicata alla navigazione marittima ed interna l intero titolo quinto del libro terzo definisce la normativa delle assicurazioni marittime, dove si disciplina l'assicurazione della nave, delle merci, del nolo da guadagnare e tutte le tipologie che si andranno successivamente ad analizzare. Sulle stesse linee si dipana il titolo quarto del libro secondo dedicato alle assicurazioni aeronautiche, dove si delineano gli estremi dell assicurazione dell aeromobile, delle merci, del nolo, la durata della stessa e le ipotesi di abbandono agli assicuratori, l assicurazione per danni a terzi sulla superficie e quella della responsabilità per danni da urto. Nel prosieguo della trattazione si approfondiranno gli argomenti enunciati nelle norme del codice; ciò detto, occorre evidenziare come la disciplina di stampo internazionale, specialmente in campo aeronautico, abbia offerto molteplici spunti di riflessione. A tal fine giova evidenziare come la recente produzione normativa internazionale evidenzi da un lato una tendenza a riformulare il regime di responsabilità del12 vettore in modo più rigoroso, e dall altro una tendenza ad imporre l assicurazione obbligatoria come strumento di maggior tutela per la parte danneggiata. In ambito aeronautico, già negli ultimi decenni del secolo scorso si sono affacciate norme comunitarie e convenzioni internazionali 12. Fra queste, particolare rilevanza ha assunto la Convenzione di Montreal del 99, che ha sancito un rigoroso regime di responsabilità in capo al vettore aereo imponendo contestualmente, all art. 50, il requisito dell assicurazione obbligatoria a garanzia delle responsabilità sancite nella convenzione stessa 13. La stessa Unione europea ha inciso profondamente in tale quadro normativo sia con il terzo pacchetto di liberalizzazione emesso nell ottobre del , con cui ha imposto a tutti gli operatori aerei, basati nella comunità europea, una copertura a tutela delle proprie responsabilità in caso di sinistri, sia fissando i limiti di copertura non previsti in tale regolamento, specificati nel successivo regolamento 2027/97. Ulteriore regolamento europeo di particolare rilevanza è il n. 785/2004, teso a definire i requisiti assicurativi applicabili ai vettori aerei ed agli esercenti di aeromobili. Uno degli effetti di tale produzione normativa è stato quello di incidere sulle assicurazioni aeronautiche a tutela dei passeggeri, il cui rischio di morte o lesioni personali veniva originariamente assicurato con polizze infortuni, mentre nella realtà moderna viene coperto con normali polizze di responsabilità dei vettori, di norma accessorie a quelle corpi. 12 Shawcross & Beaumont, Air Law, 1991, IV ed., pag. 181 evidenzia come la prima convenzione che pose l'obbligo assicurativo per i vettori aerei fu la convenzione di Roma del 33, tuttavia, già nel corso dei lavori preparatori della convenzione di Varsavia del 29 si affacciò la possibilità di imporre l'assicurazione obbligatoria ai vettori aerei per i danni cagionati ai passeggeri, ai bagagli ed alle merci presenti a bordo, nonché ai terzi sulla superficie. 13 In tema vedasi, Tullio, La nuova disciplina del trasporto aereo: commento della convenzione di Montreal del 28 maggio 1999, Reg. 2407/92, art. 713 La stessa tendenza a riformulare il regime di responsabilità del vettore e ad imporre l assicurazione obbligatoria si registra nel trasporto marittimo. Infatti con la recente Direttiva 2009/20/CE, attuata nel nostro ordinamento con decreto legislativo del 28 giugno 2012, n. 111, è stato imposto il requisito dell obbligatoria assicurazione dell armatore per i crediti marittimi. 15 I crediti per cui si prevede l obbligatorietà della copertura assicurativa sono quelli previsti all art. 4 del predetto decreto, che includono le ipotesi di responsabilità per danni da morte, lesione personale o danni a beni di terzi, danni da ritardo, obblighi conseguenti a spese di recupero, rimozione o demolizione della nave, o obbligazioni correlate alla rimozione o distruzione del carico trasportato. Lo stesso decreto esclude dall obbligo assicurativo talune ipotesi di responsabilità del vettore, come nel caso dei crediti da operazioni di salvataggio o dei crediti dei preposti dell armatore o del soccorritore i cui compiti siano connessi alla nave o alle operazioni di salvataggio. Precisato ciò, occorre evidenziare come il d.lgs 111/2012 si inserisca in un quadro normativo ancora precario, data la mancata ratifica della Conv. LLMC 1976, che dovrebbe fungere da sostrato a tale intervento; sul punto ci si soffermerà brevemente nel seguito della trattazione. Per quanto concerne in questa sede, occorre evidenziare come nel diritto della navigazione assumano grande importanza gli usi, le consuetudini e la prassi, in particolare modo è diffuso l uso di formulari e clausole standard adattate, per i motivi precedentemente esposti, a quelle tipiche della prassi inglese. I formulari inglesi sono interpretati alla luce dei principi sanciti da una giurisprudenza che ha basi pluricentenarie, e che, nel diritto inglese, ha dignità di legge. Per questo motivo, in quell ordinamento più che nel nostro, all uso di un determinato clausolario conseguono determinati naturalia negotii. I formulari di fatto, col tempo, assumono forza di legge venendo da questa incorporati. Ciò avvenne ad esempio per la polizza S. G. Form, tradizionalmente utilizzata dai 15 La Convenzione di Bruxelles del 1961 sul trasporto passeggeri non impose ai vettori di stipulare una polizza assicurativa a tutela delle proprie responsabilità, una breve disamina sul tema è offerta da Pollastrelli, Il contratto di trasporto marittimo di persone, 2008, pag. 18 ss.14 Lloyd s per assicurazioni marittime sia nel settore merci che in quello corpi, che fu trasfusa interamente nel Marine insurance act La rilevanza dei clausolari assicurativi nel sistema inglese si apprezza maggiormente per le assicurazioni aeronautiche, che hanno nella giurisprudenza la sola fonte del diritto immediatamente disponibile. Le assicurazioni aeronautiche possono infatti usufruire dei principi sanciti nel Marine insurance act 1906 solo per analogia. Sul punto giova evidenziare come gli assicuratori specializzati in rischi aeronautici si mossero, fin da principio, in una direzione opposta, sotto taluni profili, a quella intrapresa dalla dottrina e dalla giurisprudenza inglesi. La dottrina e la giurisprudenza inglesi 16 hanno infatti, fin da principio, cercato di sottolineare gli elementi comuni delle polizze marittime ed aeronautiche per radicare queste ultime su un terreno giuridico strutturato, in grado di garantirne la certezza giuridica. Gli assicuratori aeronautici, che spesso, soprattutto inizialmente, erano tecnici del settore con un passato nell'aviazione, furono invece spinti dall'esigenza di staccarsi dai principi giurisprudenziali cristallizzati per le assicurazioni marittime ricorrendo frequentemente, nei testi assicurativi, a definizioni e precisazioni dirette a sottolinearne le differenze. In conseguenza di ciò, si iniziò ben presto ad indicare espressamente nelle polizze aeronautiche quali istituti riconosciuti in campo marittimo dovevano trovare applicazione e quali invece si ponevano in contrasto con la logica del settore. Ciò detto, fu chiaro fin da principio che le norme del Marine insurance act 1906 non potevano trovare applicazione nel settore delle assicurazioni aeronautiche se non per analogia; nel sistema inglese pertanto, l'unica fonte del diritto in materia è 16 Anche la dottrina e la giurisprudenza inglesi evidenziano come le assicurazioni aeronautiche abbiano preso forma nel mercato delle assicurazioni marittime da cui hanno tratto la terminologia tecnica e le modalità operative del mercato assicurativo. Per tale motivo si evidenzia altresì la necessità di ricorrere ai principi giuridici fissati per quelle polizze in sede interpretativa pur evidenziando come le assicurazioni aeronautiche si siano ben presto differenziate come distinta classe di business, così McNair, The law of the Air, 3rd ed, 1964, pag. 349; negli stessi termini si esprime la giurisprudenza, fra le varie Kuwait Airways Corpn v Kuwait Ins Co, 1999, 1, Lloyd s Rep, 803, 80915 data dalle decisioni giurisprudenziali, che dei clausolari spesso diventano il più utile strumento interpretativo. Per quanto riguarda le assicurazioni marittime invece, la principale fonte normativa nell ordinamento inglese è proprio il Marine insurance act 1906, che fu emanato per fornire carattere sistematico ai principi sanciti dalla giurisprudenza anglosassone tra il 1745, anno in cui fu promulgato il precedente Marine insurance act, e la fine dell 800. Incidendo sui formulari assicurativi di quell ordinamento, tale atto normativo di fatto permea anche i nostri, che devono aderire ai termini della riassicurazione londinese. Giova pertanto, in questa sede, un breve richiamo sugli istituti principali di tale atto normativo che verranno in seguito singolarmente ripresi. Il Marine insurance Act 1906 si apre con una definizione generale delle assicurazioni marittime, dirette a coprire i sinistri tipici del trasporto via mare ed inclusiva di quelli verificatisi durante la navigazione di acque interne, così come di quelli verificatisi nel corso del trasporto terrestre, se strumentale al trasporto marittimo. Nel delineare l oggetto delle polizze marittime, il Marine insurance act 1906 fornisce un molteplice elenco di rischi, chiudendolo con una formula apparentemente ampia, inclusiva di ogni perils of the sea. Tale formula, apparentemente generalizzante, viene in realtà interpretata restrittivamente, escludendo dal novero dei rischi indicati quelli che, pur avvenuti on the sea, quindi con le merci ancora sulla nave, non sono causalmente prodotti dall'azione del mare 17. Il carattere rigoroso di tale interpretazione trasforma di fatto il sistema inglese in un sistema di rischi nominati. In un ottica comparatistica giova evidenziare come la formulazione dell art. 521 cod. nav. assuma maggiore ampiezza, esprimendo un elenco di rischi nominati del tutto simile a quello del Marine insurance act 1906, che include il naufragio, l urto, l incendio o la tempesta ma includendo altresì, nell insieme dei rischi della navigazione, tutti gli incidenti tipici di tale attività. 17 Fu così stabilito nel caso Continental Illionis National Bank & Trust Co. of Chicago v. Bathurst, 1985, I, Lloyd s Rep. 62516 Un principio rilevante in materia di assicurazioni marittime è sancito all art. 17 del Marine insurance act, dove si sanziona il comportamento contrario a buona fede di uno dei contraenti attribuendo all'altra parte il diritto di chiedere l'annullamento del negozio assicurativo. Tale principio, come si vedrà in un capitolo a parte, trova sempre più frequente applicazione anche nel nostro ordinamento, che a livello di disciplina generale, impone agli artt c.c., 1358 c.c., 1375 c.c. un comportamento secondo buona fede alle parti sia nel corso delle trattative sia in sede di esecuzione del contratto. Un espressione di tale principio nella materia assicurativa la si trova all art c.c. dove si sancisce il diritto dell assicuratore di annullare il contratto in caso di reticenza dell assicurato su circostanze rilevanti in sede di trattative. Ulteriore principio rilevante sancito nel Marine insurance act 1906 è quello che impone, in capo alla parte, la necessaria sussistenza di un interesse assicurabile per la validità della polizza sottoscritta. Tale aspetto è altrettanto fondamentale nel nostro ordinamento e sarà oggetto di una più approfondita analisi nel seguito della trattazione. In questa sede si vuole tuttavia evidenziare come il sistema non ponga particolari limiti a riguardo e come anche l interesse parziale e contingente possa essere coperto da assicurazione. Sotto il profilo concreto, per quanto attiene al rapporto contrattuale in sé, particolare rilevanza assume la sezione 49 dove si sancisce quali ipotesi integrino una causa di giustificazione nel caso in cui il danno sia conseguenza di una navigazione diversa da quella definita in polizza. Sono considerate cause di giustificazione il tempo necessario ad adempiere ad una obbligazione essenziale del contratto, le deviazioni dal tragitto per salvare la nave o il carico da un rischio di perdita ed infine le ipotesi di danno causate da baratteria del comandante o dell'equipaggio 18. Il Marine insurance act detta talune disposizioni anche in merito al premio assicurativo, sancendone il carattere di corrispettivo e la contestualità del pagamento rispetto all assunzione del rischio da parte dell assicuratore. La contestualità del pagamento è, per la verità, una caratteristica prettamente teorica; molto spesso accade infatti che l emissione della polizza da parte dell assicuratore 18 Arnould, Law of marine insurance and average, ed. XVII, 2008, vol. I, pag. 34117 preceda tale pagamento e, in più casi, preceda addirittura la quantificazione stessa del premio. La stessa fonte legislativa definisce anche l'oggetto delle coperture assicurative marittime che possono essere stipulate a garanzia di un bene, quale la nave o la merce, di un'aspettativa di guadagno o di un diritto, come nel caso del nolo o dell'ipoteca sul mezzo, o di una responsabilità verso terzi.18 IL MERCATO DELLE ASSICURAZIONI MARITTIME ED AERONAUTICHE: I SOGGETTI L insieme dei soggetti coinvolti nel mercato delle assicurazioni marittime ed aeronautiche è composto da una molteplice varietà di individui, inclusiva sia delle parti coinvolte nella stipulazione del contratto assicurativo, quali il broker, l assicuratore ed il suo contraente, sia di quelle impegnate in attività a questa strumentali e di servizio. Le compagnie assicurative presenti nel settore dei trasporti sono il cardine attorno a cui ruota tale mercato, la cui maggior porzione di business è sottoscritta da gruppi multinazionali anche se non mancano, nei singoli stati, operatori dalle dimensioni ridotte e limitate ai confini nazionali. Nell insieme degli assicuratori marittimi ed aeronautici possono distinguersi due sottogruppi caratterizzati dalla differente tipologia di assicurazioni sottoscritte, nell un caso quelle merci, nell altro quelle corpi. Nelle assicurazioni merci infatti, i danni sono statisticamente caratterizzati dalla bassa volatilità e dalle ridotte esposizioni, queste caratteristiche rendono accessibile tale tipologia di polizze a tutti gli operatori del settore, le assicurazioni corpi invece, ossia quelle che, come vedremo in seguito, coprono i danni o la perdita totale della nave o dell aeromobile, sono sottoscritte solo da un ristretto numero di imprese, caratterizzate da una sufficiente capacità economica, tale da poter assorbire sinistri di particolare entità 19. Storicamente i soggetti operanti nel settore delle assicurazioni marittime ed aeronautiche erano concentrati sulla piazza di Londra, al giorno d oggi su tale piazza si concentra principalmente l attività di riassicurazione mentre l assicurazione diretta viene di norma praticata da soggetti autorizzati ad operare nei singoli stati. 19 a titolo esemplificativo, basti pensare che il disastro che ha coinvolto il volo Air France 447 il 1 giugno 2009 in cui sono morte 228 persone è costato più di US$ , mentre quello che ha coinvolto le torri gemelle nel settembre del 2001 è costato agli assicuratori coinvolti più del doppio trovando il proprio limite solo nei massimali di polizza.19 Un elemento che favorisce la riassicurazione sulla piazza di Londra è dato dalla presenza delle più importanti imprese di brokeraggio, le uniche su scala globale ad avere l esperienza, le strutture ed i contatti per riassicurare i rischi di grandi dimensioni. Ciò detto, occorre ulteriormente rimarcare come nella realtà moderna sia il rapporto riassicurativo il centro gravitazionale di molte scelte operative, sia per l attribuzione del prezzo ai singoli rischi sia per quanto riguarda la gestione e liquidazione degli stessi. Infatti il singolo assicuratore nazionale, quando riceve la richiesta di quotazione, manda quasi sempre la proposta al broker che, per i rischi marittimi ed aeronautici più rilevanti, è frequentemente basato a Londra, questi a sua volta tratta con i riassicuratori le condizioni ed il prezzo fornendo la quotazione ed il testo di polizza standard cui l assicuratore deve attenersi nell emissione della polizza locale. Ciò implica una rigorosa adesione dei testi di polizza odierni a quelle che sono le formule standard adottate sul mercato londinese. Ciò detto, occorre precisare come l insieme degli assicuratori londinesi non sia al proprio interno omogeneo ma sia composto da almeno due macro gruppi, da un lato il mercato dei Lloyd s, dall'altro quello delle compagnie autorizzate dall FSA ad assumere rischi sul suolo britannico; sebbene questi due gruppi operino con modalità distinte e, spesso, con formulari parzialmente distinti, nei settori oggetto del presente studio tali differenze si assottigliano fino ad annullarsi, tant'è che i rischi dei vettori marittimi ed aeronautici di medio grandi dimensioni vengono sottoscritti in quote dagli operatori di entrambi i gruppi sugli stesi slip di polizza o, in taluni casi, su slip di polizza distinti ma comunque omogenei negli elementi essenziali. Tale omogeneità si riscontra anche sul piano dei servizi, infatti nel 1998 venne creato il London Market document centre allo scopo di fornire sia ai Lloyd s, sia alle società facenti parte dell International Underwriting association, servizi di documentazione elettronica comprensivi della gestione dei pagamenti dei premi e del rilascio delle documentazioni assicurative.20 LE IMPRESE DI ASSICURAZIONE L assicurazione è il soggetto autorizzato dall IVASS (ex ISVAP) ai sensi dell'articolo 13 del codice delle assicurazioni in presenza dei requisiti dell'articolo 14 dello stesso codice. Il d.p.r. 18 aprile 1994, n. 385 ha trasferito la competenza ad emettere tale autorizzazione dal ministero dell'industria, commercio ed artigianato all Isvap, oggi sostituita dalla predetta Ivass. In precedenza tale istituto aveva funzione meramente preparatoria nel procedimento di autorizzazione che, per quanto di sua competenza, dopo una iniziale attività istruttoria adempieva ai propri compiti redigendo un semplice parere 20. L autorizzazione che viene invece odiernamente fornita ai sensi dell'articolo 13 fa riferimento a specifici rami e non ad un generico esercizio dell'attività assicurativa nel comparto vita o in quello danni. Si evidenzia in dottrina 21 come i requisiti necessari ad ottenere l'autorizzazione all'esercizio di tale attività possano essere distinti in tre differenti categorie, la prima delle quali riferita alla struttura dell'impresa, la seconda ai requisiti soggettivi di soci ed amministratori, la terza agli obblighi di allegazione documentale. Nei suoi termini essenziali tale disciplina impone la scelta fra la forma giuridica della società per azioni, quella della società cooperativa o quella della società di mutua assicurazione; la lettera p) dell'articolo 14 già citato impone altresì il requisito della sede, stabilendo che la direzione generale e amministrativa dell'impresa deve essere fissata nel territorio della repubblica. Il codice sancisce dei principi importanti anche sotto il profilo dei requisiti patrimoniali, stabilendo che il capitale sociale dell'impresa assicurativa deve essere pari ad un ammontare non inferiore alla misura minima determinata dall'ivass in funzione dell attività assicurativa concretamente esercitata. In tema di requisiti patrimoniali occorre poi aggiungersi quanto stabilito dalla recente Solvency II, che parallelamente a quanto stabilito nel settore bancario dalla 20 Balduzzi, in Nuove leg. Civ. comm., 1996, art. 2, pag. 95 ss. ed altresì Bottiglieri, in Resp. civ. e prev., 1995, pag Rossetti, in Ass., I, 2055, pag. 433. Vedere altro
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References: art. 942
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 50
 art. 713
 art. 4
 art. 521
 art. 17
 art. 2
 art. 4
 art. 4
 Art. 18
 ART. 1
 ART. 1678
 ART. 940
 Art. 408
 ART. 1
 ART. 1
 articolo 11
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 ARTICOLO 2
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