Source: http://www.comune.bevagna.pg.it/Mediacenter/FE/CategoriaMedia.aspx?idc=55&explicit=SI
Timestamp: 2020-01-24 13:32:21+00:00

Document:
(decreto legislativo 18 agosto 2000, m. 267) approvato con deliberazione del C. C. n. 83 del 30.12.2002
Bevagna, insieme a poche altre città dell'Umbria, per un insieme di ragioni storiche, politiche ed economiche, ha conservato nel tempo caratteristiche peculiari, a livello urbanistico e territoriale, che ci permettono oggi di individuare nella città una autonoma e inconfondibile identità culturale sia a livello comprensoriale, sia a livello regionale.
Rimasta fuori dalle più importanti direttrici di sviluppo industriale della regione, nonché dai progetti di grande viabilità, Bevagna ha vissuto nel secolo scorso una profonda crisi economica, evidenziata dall'appannarsi della sua secolare tradizione culturale e dai cospicui flussi migratori che hanno portato molti suoi abitanti in altre regioni italiane e financo in nazioni straniere. La crisi del secondo dopoguerra ha spinto le migliori forze bevanate a prendere la via dell'emigrazione, mentre l’agricoltura e l’artigianato, tradizionali punti di riferimento della città, non erano più in grado di fornire adeguato sostentamento alla popolazione; e l’industria, per canto suo sceglieva altre zone dell’Umbria per i propri stabilimenti. Ma, paradossalmente, proprio la concomitanza di tutti questi fattori negativi, ha evitato lo sconvolgimento del tessuto urbano ed extra-urbano, come a volte è avvenuto in altre città della regione, a vantaggio di una industrializzazione spesso incontrollata e più o meno selvaggia.
Oggi, alla luce della profonda crisi di identità e di vivibilità che presentano molte città italiane, possiamo dire che Bevagna si trova in una posizione di insperato privilegio. La città conserva, infatti, quasi intatto il suo assetto urbanistico medievale (anzi, per molti aspetti riproduce la pianta della città romana), nonché un rapporto privilegiato con un territorio che da sempre gravita culturalmente, storicamente e politicamente nell’orbita bevanate; sì che Bevagna può effettivamente presentarsi agli appuntamenti europei con le carte in regola per aspirare a essere un simbolo concreto di entità urbana a misura d’uomo, nel rispetto delle tradizioni consolidate, ma anche dalle giuste istanze di progresso e di miglioramento sociale che segnano il nostro tempo. E’ in questa ottica che va inteso il termine «bevagnizzazione», portato alla ribalta nazionale dal Presidente del Censis De Rita, come modello positivo da imitare in Italia e all’Estero.
La costante crescita registrata nei piccoli centri in generale e a Bevagna in particolare, infatti, è legata sia alle bellezze storiche e monumentali - di ogni epoca ed espressione artistica - sia a quelle dell’ambiente, pressoché intatto, dove i marchi DOC per i vini bianchi e rossi; DOGC per il Sagrantino secco e passito e DOP per il genuino olio extra vergine di frantoio premiano la millenaria coltivazione della vite (uva Itriola ricordata da Plinio) e dell’olivo, senza tuttavia trascurare proposte culturali e attività musicali per completare l’offerta di un turismo vivibile.
Questa favorevole situazione non può che spingere gli amministratori e i cittadini di Bevagna alla conservazione, alla valorizzazione e al recupero di un prezioso patrimonio di valori (anche attraverso l’adesione al club “I Borghi più belli d’Italia”), che va dal reperto archeologico alla straordinaria ricchezza delle acque, dal geloso segreto di secolari tecniche artigianali al rapporto con il territorio e i castelli che circondano la città. Pertanto, tenendo presente l’attuale realtà urbanistico – territoriale e quella da valorizzare con il ripristino e il recupero di precedenti entità, negli interventi dell’Amministrazione, ai più svariati livelli, possono essere individuate le seguenti priorità:
- «Bevagna romana» (realtà storico - culturale - archeologica)
E' sicuramente l'identità più rimarchevole della città dal punto di vista storico - archeologico e culturale, in genere. La notevole presenza di reperti classici, la stessa coincidenza di gran parte dell'attuale pianta urbana con l'antica topografia cittadina impone, anche a livello statutario, la difesa di Bevagna romana, la valorizzazione dei reperti conosciuti, il recupero di entità archeologiche presumibilmente classiche, al momento non fruibili, che dovrebbero costituire i punti cardine nell’ambito di un più vasto vincolo concernente l'intero territorio e mirante al rispetto di ben precise regole in termini di insediamenti abitativi e di sfruttamento delle risorse. Mosaici, terme, teatro, anfiteatro, necropoli, tempio, mura in opus reticolatum, «inscriptiones», costituiscono gli elementi caratterizzanti di questo importante «itinerario archeologico» di Bevagna.
- «Bevagna medievale».
Accanto a quella romana, è sicuramente l'identità più rimarchevole nell'attuale struttura urbanistica della città. La splendida piazza, la cinta muraria, le numerose chiese, i conventi, le vie cittadine, le abitazioni, la persistenza di un artigianato ricco di grandi tradizioni (lavorazione della canapa, del ferro battuto e, fino al secolo passato, delle famose «tele» di Bevagna; molini dell’olio e del grano, etc.) costituiscono la testimonianza vivente di un periodo storico che ha visto Bevagna recitare un ruolo di primo piano nell'ambito regionale. Manifestazioni di recupero, anche soltanto scenografico, di questa realtà cittadina sono senz'altro da incoraggiare e sostenere, onde sensibilizzare la cittadinanza al rispetto di una identità essenziale nell'ambito della città. Da questo punto di vista, la manifestazione denominata «Mercato delle Gaite» può rappresentare un importante trampolino di lancio, nel rispetto della veridicità storica e, contemporaneamente, della promozione turistica, alla stregua della «Processione del Venerdì Santo», tra le più antiche dell’Umbria.
Parlando di Bevagna medievale, in questa sede, non si può non accennare all’importante ruolo che la città ha avuto come baluardo del Ducato di Spoleto a nord, tra i territori di Perugia e Todi. Importanti elementi di un complesso sistema difensivo furono i cosiddetti Castelli. Da Coccorone (Montefalco), a sud, a Gualdo Captaniorum, Girone, Torricella, Radione, Gaglioli, fino ai castelli di Pomonte, delle Civitelle, di Santa Maria in Laurenzia, di Cirignano, Coragine, Antignano e Torre San Lorenzo (Torre del Colle), a ovest, nord-ovest. Per canto loro, Collemancio, Limigiano, Castello Albone (Castelbuono), fino all’attuale convento detto dell’Annunziata (un tempo anch’esso Castello di difesa) completavano il poderoso sistema difensivo di Bevagna nel Medioevo. L’antico Statuto della città, la cui splendida trascrizione è esattamente del 1500, attesta ampiamente il ruolo essenziale ricoperto da questi Castelli difensivi, visti come entità distaccate di un unico nucleo cittadino; ma che, come nel caso di Castelbuono e Limigiano, possono fregiarsi di antichissimi Statuti autonomi, da recuperare e valorizzare a testimonianza di secolari tradizioni civili e libertarie.
Né va dimenticata in questo contesto, la significativa presenza di un simbolo importante della medievale comunità bevanate: uno stemma diverso da quello attuale, che si riallaccia alla più antica tradizione libertaria del Comune. Uno stemma, identificabile graficamente con «tre (o quattro) vasi di miele su fondo chiaro», ancora oggi ben in vista su alcuni edifici monumentali della città, e al quale la Comunità Bevanate dovette attribuire un particolare significato, tanto da volerlo scolpito sul sarcofago in pietra del suo figlio più famoso e amato: quel Beato Giacomo Bianconi cui è legato il destino più nobile della moderna storia cittadina.
Senza, per questo, voler intaccare o sminuire il valore storico, civile e religioso dell’attuale stemma cittadino, sembra possano sussistere tutti gli elementi perché quello più antico sia oggetto di studi e di ricerche che ne rendano possibile, per volontà della cittadinanza, la sua eventuale riadozione in un futuro più o meno prossimo.
Dal punto di vista dell'architettura civile e religiosa, Bevagna presenta un importante patrimonio sei/settecentesco, con palazzi patrizi e nobiliari che testimoniano di una grande tradizione culturale, evidenziata anche dalla presenza di un pregevole teatro. E' interesse della Comunità tutta individuare questi nuclei architettonici, sia a Bevagna, sia nei Castelli e nel territorio, salvaguardandoli da rifacimenti affrettati e non consoni, nonché da una edilizia circostante pregiudizievole.
Fonti e reminiscenze classiche (Silio Italico, Properzio, Claudiano, Columella) forniscono preziose indicazioni di cui ancora oggi è possibile tener conto. Infatti se è vero che Bevagna non è più famosa per il suo bestiame («armentis sublimibus insignis Mevania est»), da un lato è ancora suggestivo il verso «laetis Mevania pratis», e dall'altro il ricorrente accenno (dalla latinità al Carducci) al clima umido e nebbioso della città («latis/proiecta in campis nebulas exhalat inertis/et sedet ingentem pascens Mevania taurum») sta a indicare che la ricchezza delle acque è stata da sempre una peculiarità della città. Compito primario della cittadinanza deve essere quindi la salvaguardia delle acque dall'inquinamento, la regolamentazione del loro sfruttamento idrico, agricolo e industriale, nella precisa coscienza che la vocazione agricola, che da sempre caratterizza Bevagna deve continuare a essere il segno caratterizzante di una «civiltà» che ha stabilito un preciso rapporto con il territorio circostante. In questa ambito la salvaguardia della straordinaria ricchezza delle acque (dal Clitunno al Timia, dall’Attone all’Aiso) deve andare di pari passo con una politica di interventi sul territorio miranti a ricostruire l’antico equilibrio ambientale anche in termini di colture. Va tenuto tra l’altro presente che la Comunità bevanate insieme ad altre Comunità dell’Umbria medievale, fin dal secolo XV aveva dato vita a una «Prefettura delle Acque», un Ufficio che Benedetto XIV, nel 1748, volle rinnovare con la «Nuova Prefettura delle Acque», affidandone la giurisdizione al Vescovo di Foligno. Ciò sta a indicare chiaramente quale fosse l’importanza attribuita sia dalla popolazione, sia dai governanti a questa ricchezza naturale.
Anche nella prospettiva di lasciare in eredità alle generazioni future un ambiente non depauperato e non più vivibile, la cittadinanza bevanate, nell’interesse comune, ritiene prioritari, a livello di programmazione e di intervento gli elementi enucleati in questa introduzione, e nella stesura dello Statuto del Comune di Bevagna ad essi intende rifarsi e uniformarsi.
Il Comune di Bevagna è l’ente espressione della comunità locale, dotato di autonomia costituzionalmente garantita.
Il Comune riconosce nella tutela e nello sviluppo delle risorse naturali, ambientali, archeologiche e storico - culturali presenti nel suo territorio la garanzia di una migliore qualità di vita della collettività. Ispira, pertanto, la sua azione alle priorità enunciate nell’introduzione del presente statuto.
Il Comune persegue la collaborazione e la cooperazione con tutti i
soggetti pubblici e privati e promuove la partecipazione dei cittadini, delle forze sociali, economiche e sindacali alla amministrazione.
La sfera di governo del Comune è costituita dall’ambito territoriale degli interessi.
b) la promozione della funzione sociale della iniziativa economica, pubblica e privata, anche attraverso lo sviluppo di forme di associazionismo economico e di cooperazione;
c) il sostegno alla realizzazione di un sistema globale ed integrato di sicurezza sociale e di tutela attiva della persona anche con la attività delle organizzazioni di volontariato;
d) riconosce nell’informazione la condizione per garantire la partecipazione alla vita sociale e politica della comunità;
e) difende la salute con particolare riguardo alla tutela dell’ambiente e del posto di lavoro;
f) attua il servizio di assistenza sociale tutelando i bisogni, gli anziani, i minori, gli inabili e gli invalidi;
g) la promozione sportiva da realizzare attraverso la creazione dei servizi per lo sport, a partire dagli impianti e dalla tutela sanitaria;
h) la partecipazione delle società sportive alla programmazione e gestione dei servizi per lo sport;
i) opera perché si realizzino condizioni di pari opportunità tra uomini e donne;
j) opera affinché vengano rispettate le diverse culture e religioni che convivono nella comunità;
k) promuove la cultura della pace e dell’amicizia tra i popoli in coerenza con le tradizioni e gli impegni di pace della propria collettività;
l) partecipa alle associazioni italiane ed internazionali degli enti Locali, nell’ambito di un processo di integrazione europea che
valorizzi il ruolo dei poteri locali;
m) promuove d’intesa con le Associazioni degli Emigrati Umbri:
- l’integrazione sociale, culturale e civile dei lavoratori emigrati e delle loro famiglie con le comunità di provenienza;
- la conservazione del patrimonio linguistico di origine;
- la diffusione delle componenti culturali regionali tra le collettività degli emigrati;
- la diffusione, in tutto il mondo, delle Associazioni degli emigrati umbri e lo sviluppo delle relative attività, in collegamento con le società di accoglimento;
n) l’azione operativa del Comune deve improntarsi ad una ottica di qualità totale, conseguentemente dovranno essere promosse tutte le procedure formali relative.
E’ comune denuclearizzato. Al riguardo ripudia ogni insediamento pericoloso per la propria collettività.
La circoscrizione del Comune, oltre al Capoluogo. è costituita dalla seguenti Frazioni:
- Cantalupo, Castelbuono, Gaglioli, Limigiano e Torre del Colle, storicamente riconosciute dalla comunità.
Il territorio del Comune si estende per kmq. 56 e confina con i Comuni di Cannara, Gualdo Cattaneo, Foligno e Montefalco.
Il Palazzo Civico, sede comunale, è ubicato a Bevagna che è il capoluogo.
La modifica della denominazione delle borgate e frazioni o della sede comunale può essere disposta dal Consiglio previa consultazione popolare.
Il Comune negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di “Bevagna” e con lo stemma civico di cui al bozzetto allegato al presente Statuto, autorizzato con provvedimento del Capo del Governo - Primo Ministro Segretario di Stato del 24 ottobre 1929.
Nelle cerimonie ufficiali il gonfalone - con lo stemma e nella foggia autorizzata - è accompagnato dal Sindaco o chi ne è delegato, che indossa la fascia tricolore ed è scortato dagli agenti della Polizia Municipale in alta uniforme; un apposito regolamento disciplina le modalità ed occasioni in cui l’Amministrazione civica viene rappresentata dal Gonfalone e dagli organi di Governo.
Art. 6 - Statuto comunale
Le modifiche d’iniziativa consiliare debbono essere proposte da almeno un quinto dei consiglieri assegnati. Anche alle modifiche dello Statuto si applicano le procedure e le modalità di adozione ed approvazione previste dalla legge.
Lo Statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla pubblicazione all’Albo Pretorio, effettuata secondo la legge al termine del procedimento di approvazione.
Il medesimo procedimento si applica alle modifiche statutarie.
Lo Statuto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria ed inviato al Ministero dell’Interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti.
Lo statuto deve essere a disposizione dei cittadini per la consultazione presso la Sede Comunale.
I regolamenti, le cui disposizioni incidono su posizioni giuridiche soggettive, possono essere sottoposti a forme di consultazione popolare.
Nella Sede Comunale, in luogo accessibile al pubblico, è individuato apposito spazio da destinare ad Albo Pretorio per la pubblicazione degli atti, dei provvedimenti e degli avvisi soggetti per legge o per statuto a tale adempimento.
Il Segretario Comunale, o un Funzionario da lui delegato, è responsabile delle pubblicazioni.
Art. 10 - Elezione, composizione e durata
Il Consiglio Comunale è eletto a suffragio universale e diretto ed è composto dal Sindaco e da n. 16 Consiglieri.
L’elezione del consiglio comunale, il numero e la posizione giuridica dei consiglieri, nonché le cause di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza sono regolate dalla legge o - in mancanza - dal presente statuto.
Il funzionamento del consiglio è disciplinato da apposito regolamento, approvato a maggioranza assoluta nel rispetto dei principi del presente statuto, che prevede, in particolare, le modalità per la convocazione e per la presentazione e la discussione delle proposte, nonché ogni altra disposizione necessaria al regolare funzionamento dell’Organo.
Le dimissioni dalla carica di consigliere, indirizzate al rispettivo consiglio, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell’ente nell’ordine temporale di presentazione.
Il consiglio, non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l’ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo.
Oltre che nei casi previsti dalla legge, i consiglieri decadono dalla carica per la mancata partecipazione senza giustificato motivo a tre sedute consecutive del Consiglio. A tale riguardo il Sindaco, a seguito dell’avvenuto accertamento dell’assenza maturata da parte del Consigliere interessato, provvede - con comunicazione scritta - ai sensi dell’art. 7 della legge 241/90, a comunicargli l’avvio del procedimento amministrativo. Il Consigliere ha la facoltà di far valere le cause giustificative delle assenze nonché a fornire al Sindaco eventuali documenti probatori, entro il termine indicato nella comunicazione scritta, che comunque non può essere inferiore a giorni venti, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto tale ultimo termine, il Consiglio esamina e infine delibera, tenuto adeguatamente conto delle cause giustificative presentate dal Consigliere interessato.
In occasione delle riunioni del Consiglio, sono esposte all’esterno dell’edificio in cui si tiene l’adunanza oltre alla bandiera recante lo stemma civico, e quella recante lo stemma regionale, la bandiera della Repubblica italiana e quella dell’Unione europea, per il tempo in cui l’Organo esercita le proprie funzioni ed attività.
Nella sala in cui si tiene il Consiglio è esposto il Gonfalone.
Art. 11 - I Consiglieri
I consiglieri, se in numero pari ad almeno 4, hanno diritto a richiedere al Presidente del Consiglio la convocazione del Consiglio e l’inserimento all’ordine del giorno di tale seduta delle questioni richieste con tale istanza.
Le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni sono discusse al termine di ciascuna seduta consiliare.
Ad esse deve essere data risposta nel primo consiglio successivo alla richiesta e comunque nel termine massimo di trenta giorni; il regolamento disciplina le modalità di presentazione di tali atti e delle relative risposte, privilegiando forma che consentano l’informazione dei cittadini e la tempestività dell’esame delle istanze.
Art. 12 - Prerogative delle minoranze consiliari
Ai gruppi delle minoranze consiliari spetta la designazione dei Presidenti delle commissioni consiliari aventi funzione di controllo e di garanzia, ove costituite.
Spetta altresì ai gruppi di minoranza - con votazione limitata secondo le vigenti disposizioni nazionali e regionali - la nomina di loro rappresentanti negli organi collegiali degli enti, delle aziende ed istituzioni dipendenti dall’ente, nonché in tutte le commissioni anche a carattere consultivo, ove la legge, lo Statuto ed i regolamenti prevedano la designazione da parte del Consiglio di propri rappresentanti in numero superiore ad uno.
Art. 13 - Prima seduta del Consiglio
E’ presieduta dal Consigliere Anziano o - in caso di sua assenza, impedimento o rifiuto - dal Consigliere consenziente che nella graduatoria di anzianità occupa il posto immediatamente successivo.
Prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto, l’Assemblea procede alla convalida dei Consiglieri eletti e del Sindaco ed all’elezione del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio.
Il Presidente ed il Vicepresidente entrano immediatamente nell’esercizio delle loro funzioni.
La seduta prosegue con il giuramento del Sindaco, con la comunicazione da parte del Sindaco della composizione della Giunta e, quindi, con la trattazione degli altri eventuali argomenti iscritti all’ordine del giorno.
Art. 14 - Presidenza del Consiglio
Il consiglio comunale ha un Presidente e un Vice Presidente eletti tra i propri membri, con votazioni successive e separate, a scrutinio segreto e a maggioranza dei componenti il consesso.
Qualora dopo il secondo scrutinio nessun Consigliere abbia conseguito la maggioranza richiesta, nella successiva votazione è sufficiente il raggiungimento della maggioranza assoluta dei voti.
In caso di parità entrano in ballottaggio il consigliere o i consiglieri più anziani di età.
Risulterà eletto il Consigliere che avrà conseguito il maggior numero di voti.
Nel caso di elezione a Presidente o a Vice Presidente di un Consigliere già indicato come Capogruppo Consiliare, il Gruppo interessato deve indicare, al Sindaco, il nome di un nuovo Capogruppo.
Art. 15 - Attribuzioni del Presidente del Consiglio
Art. 16 - Linee programmatiche dell’azione di governo dell’ente
Il Sindaco definisce, con la collaborazione degli Assessori, le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato e le presenta - sentita la Giunta - al Consiglio Comunale entro quarantacinque giorni dall’insediamento.
Il documento così approvato costituisce il principale atto d’indirizzo dell’attività amministrativa e riferimento per l’esercizio della funzione di controllo politico- amministrativo del consiglio.
Art. 17 - Competenze del Consiglio
- regolamenti e relative variazioni, salvo quelli di competenza di altri organi nell’esercizio della propria potestà regolamentare
- atti di istituzione di tributi e tariffe, nell’ambito delle facoltà concesse dalla legge
- nomina d’ogni altra rappresentanza del comune in cui sia prevista la partecipazione delle minoranze, salvo diverse specifiche disposizioni statutarie e regolamentari
- approvazione delle linee programmatiche di governo dell’Ente
Art. 18 - Commissioni consiliari permanenti
Il regolamento del Consiglio Comunale ne determina la composizione, nel rispetto del principio di proporzionalità fra maggioranza e minoranze, le modalità di nomina o elezione, il funzionamento, il numero e le attribuzioni.
Esse esercitano altresì il controllo politico–amministrativo sull’andamento delle Aziende speciali, delle Istituzioni, delle società di capitali partecipate dal Comune, nonché sui soggetti concessionari dei servizi pubblici.
Il regolamento può prevedere l’esercizio di poteri deliberativi delle commissioni, anche in materia di pareri, o per delega del Consiglio.
Art. 19 - Commissioni consiliari straordinarie, temporanee e speciali
Il Consiglio può istituire - con deliberazione assunta a maggioranza assoluta dei componenti - commissioni consiliari straordinarie, temporanee, speciali, di indagine e di inchiesta, determinando nell’atto di istituzione i compiti, la composizione, la durata, i poteri di indagine eventualmente conferiti, le modalità di funzionamento e la dotazione di beni, servizi, strutture e personale che sia ritenuta necessaria all’espletamento del mandato.
Art. 20 - Adunanze del Consiglio
Art. 21 - Funzionamento del Consiglio
e) le modalità di esercizio della funzione di indirizzo e controllo politico - amministrativo, nonché il funzionamento delle commissioni consiliari.
Al Consiglio, nei limiti di disponibilità del bilancio e della dotazione organica, è assicurata dal regolamento una sufficiente dotazione di risorse finanziarie, di mezzi e di personale per il funzionamento, disciplinandone la gestione e le modalità d’impiego.
Art. 22 - Il Sindaco
Prima di assumere le funzioni di Ufficiale di governo, il Sindaco presta giuramento innanzi al Consiglio Comunale, nella prima riunione, dopo l’elezione del presidente, pronunciando la seguente formula: “Giuro di osservare lealmente la Costituzione Italiana”.
Art. 23 - Competenze del Sindaco
Il Sindaco nomina il Segretario Comunale conferisce gli incarichi dirigenziali e di responsabilità di uffici e servizi, nonché quelli di collaborazione esterna ad alta specializzazione, secondo le modalità previste dalla legge e dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.
Gli atti del Sindaco, non diversamente denominati dalla legge o dallo statuto, assumono il nome di decreti.
Rappresenta in giudizio il Comune, sia esso attore o convenuto, nell’ambito delle competenze attribuite dallo stesso.
Vigila sull’espletamento del Servizio di Polizia Municipale.
Firma gli atti generali aventi contenuto discrezionale e di informazione alla cittadinanza.
Art. 24 - Il Vice Sindaco
Art. 25 - Deleghe ed incarichi
Art. 26 - Cessazione dalla carica di Sindaco
Art. 27 - Composizione della Giunta
La Giunta e’ composta dal Sindaco che la presiede e da un massimo di sei Assessori, compreso il Vice Sindaco.
Il Sindaco nomina il Vice Sindaco e gli Assessori, prima dell’insediamento del Consiglio Comunale.
Possono essere nominati assessori anche cittadini non facenti parte del Consiglio, in possesso dei requisiti di compatibilità ed eleggibilità alla carica di consigliere comunale, nel numero massimo di due.
Gli assessori non consiglieri sono nominati, in ragioni di comprovate competenze culturali e tecnico-amministrative, anche tra cittadini che non hanno partecipato come candidati alla elezione del consiglio. Non possono far parte della Giunta contemporaneamente assessori che siano fra loro coniugi, ascendenti, discendenti, o parenti e affini fino al secondo grado ed il coniuge, gli ascendenti, i discendenti ed i parenti ed affini fino al terzo grado del Sindaco.
Art. 29 - Competenze della Giunta
La Giunta collabora con il Sindaco nel governo del Comune e per l’attuazione degli indirizzi generali di governo.
Svolge funzioni propositive e d’impulso nei confronti del Consiglio.
Art. 30 - Revoca degli Assessori
Art. 31 - Mozione di sfiducia
Art. 32 - Divieto generale di incarichi e consulenze ed obblighi di astensione
I componenti della Giunta aventi competenza in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nell’ambito del territorio comunali
I componenti degli organi di governo e degli organi di gestione devono assumere ogni atto e provvedimento, monocratico o collegiale, nel rispetto delle regole di terzietà, di disinteresse, di imparzialità e di buona amministrazione, astenendosi dall’assumere determinazioni o di concorrervi anche mediante pareri quando per qualsiasi ragione, anche di opportunità, la loro condizione soggettiva giuridica o materiale sia astrattamente suscettibile di violare tali principi.
Art. 33 - Pubblicità delle spese elettorali
Tali documenti sono resi pubblici mediante affissione all’Albo Pretorio del Comune per tutta la durata della campagna elettorale.
I rendiconti sono pubblicati all’Albo Pretorio per la durata di trenta giorni consecutivi e restano depositati in Comune per la consultazione anche successivamente alla scadenza del periodo di pubblicazione.
Chiunque ha la possibilità di richiederne copia.
Capo I - Partecipazione e diritto all’informazione
Art. 34 - Libere forme associative
Art. 35 - Consulte tecniche di settore
Art. 36 - Il Consiglio Grande
Il Consiglio Grande è il Consiglio Comunale aperto alla partecipazione dei rappresentanti delle Associazioni di Volontariato che operano nel territorio comunale, regolarmente iscritte nell’Albo comunale delle Associazioni, di cui al comma 4 del precedente articolo 34.
Il Consiglio Grande si riunisce su temi di particolare rilevanza per la vita cittadina, ogni qualvolta il Presidente del Consiglio - sentito il Sindaco - lo ritenga opportuno, quando lo richieda il Sindaco stesso o almeno un quarto dei Consiglieri assegnati.
Art. 37 - Proposte di iniziativa popolare e forme di consultazione della popolazione
Gli elettori del Comune in numero non inferiore a 500 possono presentare al Consiglio Comunale proposte per l’adozione di atti deliberativi rientranti nelle materie di competenza di tale organo, con esclusione degli atti di nomina, di approvazione del bilancio preventivo e consuntivo, di disciplina delle tariffe e dei tributi e di adozione degli strumenti di pianificazione.
Art. 38 - Referendum comunali
I referendum consultivi ed abrogativi sono indetti dal Sindaco su iniziativa del Consiglio Comunale, assunta a maggioranza di almeno due terzi dei componenti, o su richiesta di almeno un quinto dei cittadini che risultino iscritti nelle liste elettorali al momento dell’inizio della raccolta delle firme.
Il Difensore Civico decide sulla ammissibilità della richiesta referendaria.
Il Difensore Civico può essere chiamato anche ad esprimersi in via preventiva sulla formulazione dei quesiti e sull’attinenza degli stessi alle materie suscettibili di consultazione referendaria, senza pregiudizio per la valutazione definitiva circa la sussistenza di tutti gli altri elementi richiesti dallo Statuto e dalle norme regolamentari.
I referendum possono avere luogo anche in coincidenza con altre operazioni di voto, con esclusione delle tornate elettorali comunali, provinciali.
Il referendum è valido se vi partecipa almeno la metà dei cittadini aventi diritto al voto.
S’intende approvata la risposta che abbia conseguito la maggioranza dei consensi validamente espressi.
Art. 39 - Diritto d’accesso e d’informazione dei cittadini
Il Comune esercita l’attività amministrativa secondo criteri di economicità, efficienza, efficacia, trasparenza e imparzialità.
Le norme regolamentari stabiliscono il termine entro il quale - a domanda o d’ufficio - deve essere emesso il provvedimento richiesto o dovuto.
Tutti gli atti dell’Amministrazione Comunale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o di regolamento o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del Sindaco, che ne vieti l’esibizione, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone.
L’organizzazione generale dell’Ente e quella degli uffici e dei servizi, la dotazione organica, le procedure di assunzione del personale, le modalità concorsuali ed i requisiti di accesso all’impiego sono disciplinati in uno o più regolamenti, in conformità alle disposizioni di legge, dello statuto e nel rispetto delle norme dei contratti collettivi nazionali di lavoro per il personale degli enti locali.
Sono esclusi dalla competenza normativa della Giunta gli istituti espressamente riservati per legge al Consiglio o alla contrattazione collettiva nazionale e decentrata e gli atti di gestione del personale conseguenti all’applicazione delle disposizioni generali.
Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e gli altri regolamenti attinenti per materia prevedono forme per l’esercizio del controllo di gestione e definiscono le modalità per il conferimento degli incarichi di direzione degli uffici e dei servizi, i criteri di valutazione dei dirigenti e del personale e le modalità di revoca dell’incarico.
Negli stessi regolamenti sono altresì previste forme di coordinamento dell’attività degli uffici, nonché disciplinate la mobilità interna del personale e la formazione professionale, perseguendo l’obiettivo di conseguire la piena integrazione e complementarità tra di vari settori di attività dell’ente.
Art. 41 - Indirizzi e criteri direttivi del Consiglio Comunale
Nell’esercizio di tale attribuzione in particolare il consiglio comunale provvede a:
a) definire le linee essenziali dell’organizzazione dell’ente, nonché i criteri per il dimensionamento della dotazione organica in funzione delle esigenze operative dei servizi e della attuazione del programma politico-amministrativo;
c) fissare i limiti del ricorso alla dirigenza esterna ed al personale a contratto di diritto pubblico e privato ed alle collaborazioni ad elevato contenuto professionali;
d) definire i criteri atti a garantire il coordinato svolgimento dell’attività degli uffici posti alla diretta dipendenza del sindaco e degli assessori, ove istituiti, per l’esercizio della funzione di indirizzo e controllo, con l’attività degli organismi preposti al controllo di gestione e la generale funzione di indirizzo e controllo spettante al consiglio stesso;
Gli atti di indirizzo in materia di personale fanno parte necessariamente del documento contenente le linee programmatiche dell’Amministrazione da sottoporre all’approvazione del Consiglio entro sessanta giorni dal suo insediamento.
Art. 42 - Incarichi ed indirizzi di gestione
Il Sindaco definisce e attribuisce ai funzionari di congrua e comprovata capacità gli incarichi di direzione degli uffici e dei servizi.
La direzione degli Uffici e dei servizi può essere altresì attribuita al Segretario Comunale o a Dirigenti e funzionari esterni, in assenza di professionalità analoghe all’interno dell’Ente, con le modalità e nei limiti previsti dalla legge e dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.
Il comune può associarsi con altri enti locali per l’esercizio in comune di funzioni amministrative o per l’espletamento dei servizi, regolando con apposita convenzione i reciproci rapporti, le modalità di svolgimento delle attività gestite unitariamente ed i compiti del personale impiegato
Art. 43 - Il Segretario comunale
- assicura il necessario supporto giuridico, amministrativo e di consulenza organizzativa alle decisioni degli organi istituzionali, con pareri scritti od orali, e, su richiesta, attraverso l’apposizione del visto di conformità sui singoli atti;
- partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della Giunta e provvede attraverso persona di propria fiducia alla stesura dei relativi verbali. Le modalità per l’esercizio di tali attribuzioni sono definite nei regolamenti di funzionamento degli organi dell’ente.
- sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei responsabili degli uffici e dei servizi e ne coordina l’attività, secondo le direttive impartite dal Sindaco;
Al fine di assicurare unitarietà e complementarità all’azione amministrativa nei vari settori di attività, il segretario in particolare definisce, previa consultazione dei responsabili degli uffici e d’intesa con l’Amministrazione, modalità di snellimento delle procedure amministrative ed adotta le conseguenti direttive operative; formula proposte su questioni organizzative e gestionali di carattere generale e riferisce al Sindaco su ogni situazione di irregolarità, omissione o disfunzione, per l’adozione dei conseguenti provvedimenti.
Art. 44 - Il Vice Segretario
Il Regolamento e la dotazione organica del personale possono prevedere un posto di Vice-segretario, avente funzioni vicarie.
Art. 45 - Gestione amministrativa
I Responsabili degli Uffici e dei Servizi sono preposti, secondo l’ordinamento dell’ente, alla direzione degli uffici e dei servizi e sono responsabili della attuazione dei programmi approvati dagli organi istituzionali e della regolarità formale e sostanziale dell’attività delle strutture che da essi dipendono.
A tal fine ai Responsabili sono riconosciuti poteri di organizzazione, amministrazione e gestione del personale, delle risorse finanziarie e strumentali assegnate, che esercitano nei limiti e secondo i criteri definiti negli atti d’indirizzo.
Nell’ambito dei servizi cui sono preposti, i Responsabili in particolare:
a) assumono gli atti di gestione del personale secondo le norme del CCNL, provvedono all’espletamento delle procedure per la selezione del personale ed alle relative assunzioni previste negli atti di programmazione o autorizzate dalla giunta, alla stipula del contratto individuale di lavoro, all’attribuzione del trattamento economico accessorio. Hanno poteri di iniziativa per l’applicazione delle sanzioni disciplinari ed assumono direttamente i provvedimenti disciplinari che per legge od in base alle norme degli accordi collettivi di lavoro rientrano nella loro competenza;
c) curano il corretto svolgimento dei procedimenti attribuiti all’ufficio e individuano i dipendenti responsabili della istruttoria ed, eventualmente, dell’adozione del provvedimento finale;
e) assumono gli atti di gestione finanziaria, di acquisizione delle entrate rientranti nella competenza dell’ufficio, di spesa e liquidazione, nei limiti e con le modalità stabiliti dai regolamenti, dal Piano Esecutivo di Gestione e dagli altri atti di programmazione approvati;
Sono di competenza dei Responsabili gli atti costituenti manifestazione di giudizio e di conoscenza, gli atti ricognitori, di valutazione, d’intimazione e di comunicazione, gli accertamenti tecnici, le certificazioni e le legalizzazioni, i verbali e le diffide.
Fermi restando i compiti riservati espressamente dalla legge e dallo statuto al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio, i Responsabili nell’esercizio delle loro attribuzioni assumono, con le modalità stabilite dai regolamenti e secondo i criteri definiti negli atti di indirizzo, provvedimenti aventi rilevanza esterna, comportanti accertamenti e valutazioni anche di carattere discrezionale.
Art. 46 - Autorizzazioni, concessioni e licenze di competenza dei Responsabili degli Uffici e dei Servizi
Oltre ai compiti indicati al precedente articolo, spettano ai Responsabili nelle materie rientranti nei servizi di cui hanno la direzione:
b) l’applicazione delle sanzioni amministrative per la violazione delle leggi e dei regolamenti comunali, anche in materia edilizia, e l’adozione degli atti connessi, antecedenti e susseguenti, compresi l’ingiunzione di pagamento ed i provvedimenti definitivi conseguenti alla valutazione di eventuali scritti difensivi.
Le attribuzioni del Sindaco nei servizi di competenza statale possono essere esercitate dai Responsabili e dai funzionari dell’ente per delega solo nei casi previsti dalla legge.
Art. 47 - Le determinazioni ed i decreti
Gli atti dei Responsabili degli Uffici e dei Servizi non diversamente disciplinati da altre disposizioni di legge, dello statuto o dei regolamenti, assumono la denominazione di “determinazioni” e sono regolati secondo le disposizioni del presente articolo.
Le determinazioni ed i decreti hanno esecuzione dal giorno stesso dell’adozione o, nel caso in cui comportino spesa, dalla data di apposizione dell’attestazione di copertura finanziaria.
Entro i successivi cinque giorni sono pubblicati all’Albo Pretorio per quindici giorni e depositati in copia presso la segreteria comunale.
Tutti gli atti del Sindaco e dei responsabili dei servizi sono numerati e classificati unitariamente, con sistemi di raccolta che ne individuano la cronologia, la materia e l’ufficio di provenienza.
Art. 48 - I servizi pubblici locali
I servizi possono essere erogati altresì attraverso società a capitale interamente pubblico o attraverso società miste, partecipate dal Comune ed aperte all’apporto di soggetti privati che offrano garanzie di solidità economica e capacità imprenditoriale.
La compartecipazione alla spesa per l’erogazione dei servizi a carattere sociale è determinata tenendo conto delle condizioni economiche e sociali degli utenti, applicando agevolazioni e forme di esenzione totale o parziale.
Il Sindaco riferisce al Consiglio Comunale sull’attività svolta dagli enti, aziende, istituzioni dipendenti e dalle società a partecipazione comunale, almeno una volta all’anno, in occasione della approvazione dei bilanci consuntivi, al fine di verificarne l’economicità della gestione e la rispondenza dell’attività alle esigenze dei cittadini.
Art. 49 - L’Istituzione
L’Istituzione è un organismo strumentale dell’ente per l’esercizio dei servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale, dotato di autonomia gestionale.
Il Consiglio Comunale disciplina in apposito regolamento le finalità dell’istituzione, l’ordinamento interno, le prestazioni all’utenza e le modalità di finanziamento dei servizi gestiti.
Il Comune approva con atto del Consiglio Comunale il piano–programma, comprendente il contratto di servizio che disciplina i rapporti tra ente locale ed istituzione, i bilanci economici di previsione pluriennale ed annuale, il conto consuntivo ed il bilancio di esercizio.
Art. 50 - Gestione dei servizi in forma associata
Il comune ricerca e promuove forme di collaborazione con gli altri enti locali e con gli enti istituzionali per lo svolgimento, in ambiti territoriali più idonei, di attività e di servizi di comune interesse, con l’obiettivo di conseguire la migliore efficienza organizzativa, l’economicità della gestione e la piena soddisfazione per gli utenti.
Il Comune può, altresì, delegare ad enti sovracomunali o a comuni contermini l’esercizio di funzioni ed a sua volta riceverne da questi, ove sia in grado di assicurare con risorse proprie, congiuntamente all’apporto economico, di personale e di attrezzature degli enti interessati, un’efficiente erogazione dei servizi.
Art. 51 - Il Difensore Civico
Il Comune può istituire l’ufficio del Difensore Civico, con apposita deliberazione consiliare da adottare entro 60 gg. dall’insediamento.
Il Difensore Civico ha diritto di ottenere senza formalità dai funzionari e dai responsabili degli uffici e dei servizi copia di tutti gli atti e documenti, nonché ogni notizia, ancorché coperta da segreto, utile per l’espletamento del mandato.
Il Difensore Civico riferisce periodicamente al Consiglio Comunale e comunque prima della scadenza del proprio mandato sull’attività svolta indicando gli interventi effettuati e segnalando le disfunzioni, le omissioni ed i ritardi dell’amministrazione e degli uffici nei confronti dei cittadini.
Il consiglio comunale può adottare apposito regolamento per il funzionamento dell’ufficio del Difensore Civico, assicurando che siano messe a disposizione dello stesso risorse finanziarie, personale e strutture tecniche e logistiche idonee e sufficienti.
Al difensore civico può competere un’indennità mensile determinata dal Consiglio Comunale all’atto della nomina, in misura non superiore a quella assegnata agli assessori.
Art. 52 - Requisiti e modalità di nomina del Difensore Civico
b) abbiano ricoperto nell’anno precedente alla nomina cariche in partiti o movimenti politici a qualsiasi livello o siano stati candidati nelle precedenti elezioni politiche od amministrative locali, provinciali o regionali.
Ove l’Ufficio non sia tempestivamente ricostituito alla scadenza del mandato, il difensore civico in carica esercita le funzioni fino alla prestazione del giuramento da parte del successore e, comunque, per un periodo non superiore a quello previsto in via generale dalla legge sul rinnovo degli organi amministrativi.
Art. 53 - Autonomia finanziaria
Qualora l’Ente non approvi il bilancio preventivo nei termini di legge, il Revisore dei Conti di cui al successivo art. 55 - d’ufficio o su istanza - diffida il Consiglio perché entro venti giorni provveda alla sua approvazione. Decorso inutilmente il termine, il Revisore dei Conti provvede alla nomina di un commissario ad acta con il compito di predisporre ed approvare l’atto, entro il termine di cinquanta giorni dalla scadenza di quello di legge. Il Commissario ad acta è scelto di norma tra membri degli organi di revisione di altri Enti locali. L’onere per la predisposizione è a carico del bilancio dell’Ente in misura pari ad un dodicesimo dell’indennità del proprio Revisore o Presidente dell’organo di revisione. E’ esclusa ogni altra ipotesi di esercizio di potere sostitutivo riferita all’art. 136 del TUEL n. 267/2000.
La Giunta comunale entro il trenta giugno di ciascun anno presenta al Consiglio per l’approvazione il bilancio consuntivo dell’anno precedente, accompagnato da una relazione illustrativa dei risultati della gestione, in rapporto alle risorse economiche conseguite ed agli obiettivi definiti in sede previsionale e programmatica.
Art. 54 - Demanio e patrimonio
Art. 55 - Revisione economico-finanziaria
Il Comune comunica al tesoriere entro venti giorni il nominativo del Revisore.
Art. 56 - Controllo di gestione e controllo di qualità
Il presente Statuto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione dell’Umbria, affisso all’Albo Pretorio del Comune per trenta giorni consecutivi ed inviato al Ministero dell’Interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli Statuti.
Il presente Statuto entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nell’Albo Pretorio.
Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche alle modifiche statutarie.
Dall’entrata in vigore del presente Statuto e fino alla nomina del Presidente del Consiglio le relative funzioni sono svolte dal Sindaco.
Art. 59 - Disposizione finale

References: Art. 6

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36
 articolo 34

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53
 art. 55

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 59