Source: http://www.paternonuova.com/dblog/articolo.asp?articolo=105
Timestamp: 2018-03-19 10:45:21+00:00

Document:
SENTENZA “GARIBALDI” DEL 13 APRILE 2007 - Paterno' Nuova: Il Portale di tutti i Paternesi
Paternonuova: Il Sito di Tutti i Paternesi
Arte&Cultura (23)
Diario Simetino (29)
DidatticaMente (25)
Eventi ed annunci (50)
La Gazzetta RosAzzurra (1)
Lettere a paternonuova (2)
nino tomasello (1)
Osservatorio: Paternò,Sicilia, Italia,Europa ... (6)
Paterno'...al Femminile! (11)
Scaccia-Pensieri (2)
Speciale Termovalorizzatore (70)
Territorio e Comprensorio (5)
Buon giorno. Cerco q...
27/04/2015 @ 16:23:27
Ma alla Dusty non ba...
09/10/2014 @ 14:15:44
Di peppestufo@ptn.com
Ciao a tutti, propri...
28/03/2012 @ 05:00:38
Di ONGEygppnTosu
Festa di Primavera (22)
Il Cereo a scuola (10)
Presepe vivente a scuola (12)
Sagra dell'Arancia... (9)
Sagra dell'Arancia...... di Agata Rizzo
\\ Paterno' nuova : Articolo
SENTENZA “GARIBALDI” DEL 13 APRILE 2007
Di Admin (del 10/06/2007 @ 20:06:55, in Generale, linkato 794 volte)
(Sez. I del Tribunale di Catania – 1° grado)
CAPI DI IMPUTAZIONE ED ESITI
CAPO A - Concorso in associazione a delinquere di tipo mafioso, per avere assicurato sovvenzioni e concesso lucrosi subappalti all'associazione mafiosa cosiddetta "Santapaola" affiliata a Cosa Nostra. Con le aggravanti, di cui all'art. 416/bis C.P., per essersi l'associazione avvalsa della forza intimidatrice del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà derivatane per realizzare profitti e vantaggi ingiusti, ed essere, essa associazione, armata.
Romagnoli Giulio e Seminara Mario: colpevoli (con l'aggravante della continuazione e l'attenuante di essersi dissociati aiutando l'autorità giudiziaria nella raccolta di elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti);
Romagnoli Enrico: assolto per non aver commesso il fatto.
CAPO B - Corruzione aggravata per avere accettato la promessa di 200 milioni, di cui 100 effettivamente percepiti come anticipazione, al fine di aggiudicare illegittimamente la gara del 2° lotto del Garibaldi alla CGP di Romagnoli attraverso la sostituzione dell'originaria offerta CGP e la preordinata eslusione di quella della Costanzo che aveva offerto il migliore ribasso.
Mazzone Franco: reato prescritto.
CAPO B/1 - Corruzione aggravata come sopra per aver promesso 200 milioni a Mazzone, effettivamente erogandogliene 100 a titolo di anticipazione, al fine di ottenere l'illegittima aggiudicazione della gara del 2° lotto del Garibaldi con le modalità di cui al precedente Capo B.
Romagnoli Giulio e Seminara Mario: reato prescritto;
Marco Fabio ed Intelisano Giuseppe: assolti per non aver commesso il fatto;
Mirenna Giuseppe: colpevole, con l'aggravante della continuazione (precedente sentenza Gup e ss. gravami).
CAPO B/2 - Falsità materiale continuata per avere, al fine di turbare la gara del 2° lotto del Garibaldi, soppresso con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso l'originaria offerta CGP, sostituendola con una nuova predisposta in modo tale da consentirle di aggiudicarsi l'appalto.
Mazzone Franco: colpevole.
CAPO B/3 - Falsità materiale continuata per avere concorso nel reato di cui al precedente Capo B/2, suscitando e rafforzando in Mazzone l'intento criminoso e predisponendo, con le indicazioni di questi, l'offerta con cui sostituire quella originariamente presentata.
Marco Fabio, Romagnoli Giulio, Seminara Mario: colpevoli (il primo con l'aggravante della recidiva);
Intelisano Giuseppe: assolto per non aver commesso il fatto;
Mirenna Giuseppe: colpevole (precedente sentenza Gup e ss. gravami)
CAPO B/4 - Turbativa aggravata della gara del 2° lotto Garibaldi attraverso promesse e dazioni di denaro, collusioni e mezzi fraudolenti consistiti nella pretestuosa esclusione dell'offerta Costanzo e nella sostituzione dell'offerta CGP al fine di determinare l'aggiudicazione in favore di quest'ultima.
Mazzone Franco, Romagnoli Giulio, Seminara Mario e Marco Fabio: reato prescritto;
CAPO B/5 - Falsità materiale continuata di cui al Capo B/2 per aver soppresso l'originaria offerta CGP e sostituito la stessa con altra predisposta in modo da consentirle di aggiudicarsi la gara del 2° lotto Gaibaldi; contraffacendo, così, un atto pubblico del procedimento.
Piccolo Gaetana: colpevole
Tirendi Angelo: colpevole per falsità materiale (pena sospesa); assolto da soppressione e distruzione di atti veri per non aver commesso il fatto.
Presenti Salvatore: assolto perchè il fatto non costituisce reato (precedente sentenza Gup)
CAPO B/6 - Turbativa aggravata della gara del 2° lotto Garibaldi con collusioni e mezzi fraudolenti consistiti nella sostituzione dell'offerta CGP e nella pretestuosa esclusione dell'offerta Costanzo determinando l'aggiudicazione alla prima.
Piccolo Gaetana: reato prescritto;
Tirendi Angelo: assolto perchè il fatto non costituisce reato;
CAPO B6/9 - Corruzione aggravata per la promessa di 800 milioni da parte di Mirenna, che operava per conto di Romagnoli e Seminara, al fine di consentire alla CGP l'aggiudicazione della gara per il 2° lotto del Garibaldi mediante l'individuazione di pretestuosi elementi di esclusione dell'offerta Costanzo in quanto anomala. In ciò procedendo alla sua valutazione senza tenere conto del profilo economico-matematico ma adducendo come ragione dell'esclusione la pretesa inaffidabilità dell'impresa.
Firrarello Giuseppe, Cicero Giuseppe, Puglisi Salvatore, Romagnoli Giulio e Seminara Mario: assolti perchè il fatto non sussiste;
CAPO B/7 - Turbativa aggravata della gara del 2° lotto del Garibaldi in quanto: Cusumano, Firrarello ed Infantino facevano in modo che, attraverso Mangione, venissero nominati componenti della Commissione Anomalie Cicero, Sciortino ed Ursino al fine di pilotarne l'aggiudicazione alla Cogeco di Randazzo. Cicero, Sciortino ed Ursino precostituivano elementi pretestuosi che avrebbero consentito di dichiarare anomala l'offerta Costanzo in ciò procedendo alla sua valutazione senza tenere conto del profilo economico-matematico ma adducendo come ragione dell'esclusione la pretesa inaffidabilità dell'impresa. Ursino incontrando Randazzo prima della gara e fornendogli la lista delle categorie e dei prezzi unitari in modo da aiuitare la sua impresa a vincere;
Firrarello Giuseppe, Infantino Valerio e Randazzo Vincenzo: colpevoli (con l'aggravante di essersi avvalsi o avere agevolato l'associazione mafiosa);
Cusumano Stefano, Sciortino Ignazio ed Ursino Giuseppe: reato prescritto;
Cicero Giuseppe: reato prescritto, ma dichiarato colpevole (senza l'aggravante di essersi avvalso o avere agevolato l'associazione mafiosa; e pena sospesa) in conseguenza della sua rinuncia ad avvalersi della prescrizione.
Mangione Roberto: non luogo a procedere per non aver commesso il fatto (precedente sentenza Gup)
CAPO B/7 bis - Rivelazione aggravata di segreto d'ufficio in quanto, approfittando della circostanza che Ursino rivestiva il ruolo di direttore dei lavori per il 2° lotto del Garibaldi, al fine precipuo di favorire, su indicazione di Firrarello, l'impresa Cogeco di Randazzo, si avvalevano di notizie segrete d'ufficio rivelate da Ursino. Ed in particolare, prima dello svolgimento della gara, Ursino comunicava a Randazzo la lista delle categorie dei lavori completa dei prezzi unitari da presentare, così mettendolo nella condizione di presentare un'offerta competitiva ed idonea all'aggiudicazione della stessa.
Ursino Giuseppe: reato prescritto
Randazzo Vincenzo: assolto perchè il fatto non sussiste
Firrarello Giuseppe ed Infantino Valerio: assolti per non aver commesso il fatto
CAPO B/8 - Falsità materiale e falsità per soppressione per avere, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, soppresso la nota del 26 settembre 1997 prot. 1453 e formatone un' altra uguale ma con l'aggiunta di un capoverso ove si invitava solo Mazzone a relazionare sulla valutazione delle offerte anomale della gara del 2° lotto del Garibaldi.
Mangione Roberto e Mazzone Franco: colpevoli (il secondo con l'aggravante della continuazione)
CAPO B/9 - Corruzione aggravata per la promessa di 800 milioni da parte di Mirenna, che operava per conto di Romagnoli e Seminara, al fine di consentire alla CGP l'aggiudicazione della gara per il 2° lotto del Garibaldi mediante l'individuazione di pretestuosi elementi di esclusione dell'offerta Costanzo in quanto anomala.
In ciò procedendo alla sua valutazione senza tenere conto del profilo economico-matematico ma adducendo come ragione dell'esclusione la pretesa inaffidabilità dell'impresa.
CAPO B/10 - Corruzione aggravata e continuata per accettazione della promessa che la CGP non avrebbe presentato un'offerta competitiva nella gara del Tavoliere, pilotata in favore di Randazzo, in cambio di velocizzare gli esiti del parere del CTAR per le perizie di variante dei lavori della Piscina di Nesima in Catania e del Centro Sportivo Zen in Palermo, entrambi già aggiudicati alla stessa CGP.
Infantino Valerio: non doversi procedere perchè per gli stessi fatti (riqualificati e derubricati nel reato di turbata libertà degli incanti) è già stato giudicato con sentenza Trib. PA del 5.11.2002 parzialmente modificata dalla sentenza Corte d'Appello PA del 22.11.2004 (divenuta irrevocabile il 15.2.2006)
Romagnoli Giulio: non luogo a procedere per non aver commesso il fatto (precedente sentenza Gup)
Seminara Mario: non luogo a procedere per non aver commesso il fatto (precedente sentenza Gup)
CAPO C - Corruzione aggravata e continuata per avere, dal 1986 fino al 1997, corrisposto a Mazzone 360 milioni complessivi in cambio della predisposizione di un bando di gara e di una lettera di invito che consentivano l'aggiudicazione all'impresa "Iter Ravennate" del 1° lotto del Garibaldi, nonchè per aver agevolato essa impresa durante l'esecuzione dei lavori medesimi, mediante: la consegna parziale delle aree per ritardare i tempi di ultimazione, l'evitamento di pagamento di penali, la precostituzione di una contabilità a forfait, l'omessa verifica delle attestazioni di Ursino sull'andamento dei lavori ed il mancato accertamento dell'effettiva esecuzione dei medesimi per come previsti in contratto. Con l'aggravante di aver determinato la stipulazione del contratto d'appalto con la Pubblica Amministrazione ove Mazzone era inserito.
Cavallini Michele, Ursino Giuseppe e Mazzone Franco: reato prescritto; per il primo trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica di PA per il reato di concorso in associazione mafiosa relativamente ai fatti di cui alle dichiarazioni rese nei suoi confronti da Siino Angelo nell'incidente probatorio del 9.6.2000 (prec. sentenza Gup).
CAPO C/1 - Falsità ideologica aggravata e continuata per avere, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, attestato falsamente e fraudolentemente nei verbali, negli stati d'avanzamento e nello stato finale dei lavori del 1° lotto del Garibaldi che tutte le opere erano state eseguite come da contratto ed erano conformi al progetto; ed aver attestato l'esecuzione a regola d'arte di alcune rifiniture che invece erano incomplete o inesistenti; così agendo a beneficio dell'impresa esecutrice dei lavori "Iter Ravennate".
Cavallini Michele, Ursino Giuseppe e Mazzone Franco: reato prescritto
CAPO D - Associazione per delinquere di tipo mafioso con il ruolo specifico di gestire imprese economiche collegate all'organizzazione mafiosa, prendere parte con le predette a gare pubbliche, inserirsi nel settore dei lavori pubblici mediante subappalti, garantendo così finanziamenti all'organizzazione mafiosa. Garantendo altresì, che imprese dagli stessi conosciute finanziassero il sodalizio anche a titolo estorsivo, nonchè mediando gli interessi economici dell'organizzazione nel settore imprenditoriale. Con l'aggravante di essere l'associazione armata e di avere finanziato le attività economiche, di cui gli affiliati intendevano assumere o mantenere il controllo, con il prezzo, il prodotto ed il profitto di delitti.
Gennaro Salvatore e Furnò Rosario: assolti per non aver commesso il fatto;
Mirenna Giuseppe: colpevole (precedente sentenza Gup e ss. gravami).
CAPO E - Turbativa aggravata della gara del Tavoliere mediante minacce, collusioni, promesse e mezzi fraudolenti, ed in particolare collocando Infantino a capo dell'IACP per pilotare l'appalto in favore di Randazzo e sostenendolo con ogni mezzo anche quando si avvaleva della forza di intimidazione della mafia; nonchè intervenendo anche su Romagnoli che aveva adito le vie giudiziarie affinchè, in cambio di promesse di aiuti futuri generici nonchè dell'aggiudicazione del 2° lotto del Garibaldi, non le coltivasse ulteriormente.
Firrarello Giuseppe e Cusumano Stefano: assolti perchè il fatto non sussiste;
Castiglione Giuseppe: assolto perchè il fatto non sussiste (precedente sentenza Corte d'Appello confermata in Cassazione) dopo essere stato dichiarato colpevole, riqualificato il fatto in tentativo, e senza l'aggravante di essersi avvalso o avere agevolato l'associazione mafiosa, dalla precedente sentenza Gup.
Randazzo Vincenzo ed Infantino Valerio: non doversi procedere perchè per i medesimi fatti sono stati già giudicati con sentenza Trib. PA del 5.11.2002 parzialmente modificata dalla sentenza Corte d'Appello PA del 22.11.2004 (divenuta irrevocabile il 15.2.2006).
CAPO F - Concorso nell'associazione a delinquere catanese di tipo mafioso, affiliata a "Cosa Nostra", facente capo a Santapaola Benedetto, e diretta all'epoca da Intelisano Giuseppe, quale articolazione territoriale e funzionalmente collegata ad analogo sodalizio, pure affiliato a "Cosa Nostra", operante in territorio di Palermo e facente capo a Provenzano Giuseppe e Vitale Vito. Intervenendo, mediante reiterate condotte, al fine di favorire illecitamente l'aggiudicazione di appalti ad imprese contigue a Cosa Nostra. In particolare: fornendo incondizionato appoggio alla Cogeco di Randazzo, diretta espressione di famiglie mafiose; assicurandole l'aggiudicazione della gara del Tavoliere attraverso il presidente di gara Infantino; intervenendo personalmente sulle ditte che avevano adito le vie giudiziarie affinchè non le coltivassero ulteriormente in cambio di aiuti futuri. Ed intervenendo sulla gara del 2° lotto Garibaldi garantendo, attraverso i componenti della commissione anomalie, l'esclusione dell'impresa Costanzo, così da consentire da ultimo, anche in seguito all'intromissione di Mirenna Giuseppe, che ne divenisse aggiudicataria la CGP di Romagnoli Giulio, impresa finanziatrice della predetta famiglia catanese collegata a "Cosa Nostra" che già si era aggiudicata altri importanti lavori sul territorio catanese e siciliano e che era interessata a mantenere il controllo degli appalti che venivano banditi. Con l'aggravante di essere l'associazione armata e di avere gli associati finanziato le attività economiche di cui avevano assunto il controllo con il profitto dei delitti commessi.
Cusumano Stefano: assolto perchè il fatto non sussite; trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica di PA per il reato di concorso in associazione mafiosa relativamente ai fatti di cui alle dichiarazioni rese nei suoi confronti da Siino Angelo e Simone Vitale (prec. sentenza Gup).
Castiglione Giuseppe: assolto perchè il fatto non costituisce reato (precedente sentenza Gup e ss. gravami)
Firrarello Giuseppe: Trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica di CT per provvedere a diversa contestazione dei fatti, ritenendoli, così come descritti sopra, diversi da quelli emersi nel corso del processo, in quanto l'imputazione:
1) non comprende l'esito dell'intercettazione ambientale del 10.12.2001 dalla quale emergono rapporti di favore tra Firrarello e Mangion Giuseppe inteso Enzo, nonchè con Intelisano Giuseppe inteso "Pippu u niuru", esponenti di spicco del clan Santapaola. Tra i quali rapporti l'intervento operato dal Mangion nei confronti di Mirenna Giuseppe affinchè non rendesse ulteriori dichiarazioni in questo processo a carico del Firrarello;
2) non tiene conto dell'incontro avvenuto a Roma presso l'Hotel Nazionale in data 18.9.1997 tra Romagnoli Giulio e Firrarello nella consapevolezza di quest'ultimo, per averlo appreso da Mirenna, di incontrare un imprenditore supportato dalla mafia nei confronti della quale Firrarello aveva debiti di riconoscenza, la quale, così, anche per l'intervento consapevole di esso Firrarello, conseguiva dazioni di denaro (elargite da Romagnoli a Mirenna e da questi al clan mafioso) quale compenso per l'attività che aveva portato al predetto incontro a Roma.
3) non tiene conto che con tale condotta del Firrarello l'associazione mafiosa è stata rafforzata nel suo programma criminoso sia con l'ottenimento di una consistente somma di denaro sia mostrando di potersi avvalere dell'appoggio di un senatore della Repubblica, membro della Commisione Antimafia.
CAPO G - Corruzione aggravata per accettazione di 75 milioni dalla CGP affinchè con atti contrari ai doveri d'ufficio venissero modificate le voci nuovi prezzi in senso più favorevole all'impresa medesima nei lavori del Complesso Impianti sportivi Zen di Palermo.
Li Vigni Claudio, Buttiglieri Carmelo, Romagnoli Giulio e Seminara Mario: declaratoria di incompetenza territoriale essendo competente a decidere il Tribunale di Palermo (prec. sent. Gup)
CAPO AGGIUNTIVO CONTESTATO ALL'UDIENZA DEL 9.12.2003 - Corruzione aggravata per aver concordato con Mirenna Giuseppe, per cui si è proceduto separatamente, l'aggiudicazione del 2° lotto della gara Garibaldi alla CGP previa illegittima dichiarazione di anomalia dell'offerta Costanzo da parte dell'apposita commissione in cambio della rinuncia della medesima CGP a coltivare il ricorso dalla stessa presentato al TAR avverso l'esclusione dalla gara del Tavoliere bandita dall'IACP.
Infantino Valerio e Randazzo Vincenzo : riqualificato in turbativa d'asta e sussunto nella fattispecie descritta al Capo B/7 per la quale sono stati condannati.
Riepilo assoluzioni prescrizioni, condanne e provvedimenti vari.
Mazzone Franco: (6 capi d'accusa): 4 prescrizioni e 2 condanne per complessivi 4 anni e mesi 6 oltre l'interdizione dai pubblici uffici per anni 5 (richiesta Pm anni 8).
Seminara Mario: (6 capi d'accusa): 1 non luogo a procedere (prec. sent. Gup), 1 assoluzione, 2 prescrizioni e 2 condanne per complessivi 4 anni oltre l'interdizione dai pubblici uffici per anni 5, l'incapacità di contrarre con la P.A. per anni 2 e la libertà vigilata per anni 1 (richiesta Pm anni 6).
Romagnoli Giulio: (6 capi d'accusa): 1 non luogo a procedere (prec. sent. Gup), 1 assoluzione, 2 prescrizioni e 2 condanne per complessivi 4 anni oltre l'interdizione dai pubblici uffici per anni 5, l'incapacità di contrarre con la P.A. per anni 2 e la libertà vigilata per anni 1 (richiesta PM anni 5,2).
Marco Fabio: (3 capi d'accusa): 1 assoluzione, 1 prescrizione ed 1 condanna a 3 anni e mesi 6 oltre l'interdizione dai pubblici uffici per anni 5 (richiesta PM anni 5).
Piccolo Gaetana: (2 capi d'accusa): 1 prescrizione ed 1 condanna a 3 anni e mesi 6 oltre l'interdizione dai pubblici uffici per anni 5 (richiesta PM anni 2,8).
Firrarello Giuseppe: (5 capi d'accusa) 3 assoluzioni, 1 trasmissione degli atti al PM per provvedere a diversa contestazione dei fatti, 1 condanna a 2 anni e mesi 6 (richiesta del PM anni 5)
Mangione Roberto (2 capi d'accusa): 1 non luogo a procedere (precedente sentenza Gup) ed 1 condanna a 2 anni e mesi 6 (richiesta del PM anni 1)
Infantino Valerio: (5 capi d'accusa): 1 assoluzione, 2 improcedibilità perchè già giudicato, 1 riqualificazione del reato ed 1 condanna a 1 anno (richiesta del PM anni 6,10) in continuazione con la condanna a 10 anni e mesi 6 (ridotta ad anni 7 in ragione del rito abbreviato) inflitta dal Tribunale di Palermo, e definitivamente confermata in 7 anni - oltre l'incapacità di contrattare con la P.A. per anni 2 e la libertà vigilata per anni 1 una volta espiata la pena - dalla Corte d'Appello di Palermo.
Randazzo Vincenzo: (4 capi d'accusa) 1 assoluzione,1 improcedibilità perchè già giudicato, 1 riqualificazione del reato ed 1 condanna ad 1 anno oltre l'incapacità di contrarre con la P.A. per anni 2 (richiesta del PM anni 5) in continuazione con la condanna a 5 anni e mesi 9 (ridotta a 3 anni e mesi 10 in ragione del rito abbreviato) inflitta dal Tribunale di Palermo e definitivamente confermata in 3 anni e mesi 10 - oltre l'incapacità di contrattare con la P.A. per anni 2 - dalla Corte d'Appello di Palermo.
Tirendi Angelo: (2 capi d'accusa): 2 assoluzioni ed 1 condanna a 2 anni, pena sospesa (richiesta del PM anni 1,6)
Cicero Giuseppe: (2 capi d'accusa): 1 assoluzione ed 1 condanna a 1 anno e mesi 6, pena sospesa, conseguenza dell'espressa rinuncia ad avvalersi della maturata prescrizione (richiesta del PM anni 6,4).
Ursino Giuseppe: (4 capi d'accusa): 4 prescrizioni (richiesta del PM anni 6,6).
Cavallini Michele: (2 capi d'accusa): 2 prescrizioni (richiesta del PM anni 4,6) ed 1 trasmissione degli atti al PM per il reato di concorso in associazione mafiosa (prec. sentenza Gup).
Sciortino Ignazio: (1 capo d'accusa): 1 prescrizione (richiesta del PM anni 1)
Cusumano Stefano: (3 capi d'accusa): 2 assoluzioni, 1 prescrizione (richiesta del PM anni 3); ed 1 trasmissione degli atti al PM per il reato di concorso in associazione mafiosa (prec. sentenza Gup).
Intelisano Giuseppe: (3 capi d'accusa): 3 assoluzioni (richiesta del PM anni 4,6), oltre trasmissione atti al PM perchè valuti se esercitare nei suoi confronti l'azione penale per turbata libertà degli incanti riguardo ai fatti del Capo B/7 come riferiti in processo da Di Gati.
Puglisi Salvatore: (1 capo d'accusa): 1 assoluzione (richiesta del PM anni 3,8)
Gennaro Salvatore: (1 capo d'accusa): 1 assoluzione (richiesta del PM anni 3)
Furnò Rosario: (1 capo d'accusa): 1 assoluzione (richiesta del PM anni 3)
Romagnoli Enrico (1 capo d'accusa): 1 assoluzione (richiesta del PM assoluzione).
Di Gati Maurizio: trasmissione atti al PM perchè valuti se esercitare nei suoi confronti l'azione penale per turbata libertà degli incanti riguardo ai fatti del Capo B/7 come da egli stesso riferiti in processo all'udienza dell'8 marzo 2007.
Stella Angelo: trasmissione atti a PM per procedere nei suoi confronti per falsa testimonianza in relazione ai fatti afferenti erogazioni di dazioni di denaro a politici vari e di cui all'udienza del 4 maggio 2004.
Cristaldi Giuseppe: trasmissione atti a PM per procedere nei suoi confronti per falsa testimonianza in relazione ai fatti afferenti la dazione di 20 milioni per ottenere il parere favorevole del Comune di Catania all'aggiudicazione della gara della Piscina di Nesima e di cui all'udienza del 22 giugno 2004.
Imputati che avevano scelto il rito abbreviato e la cui posizione è già passata in giudicato:
Mirenna Giuseppe (5 capi d'accusa): 5 condanne per complessivi 5 anni e 11 mesi (ridotti a 4 anni per effetto del rito abbreviato) oltre anni 1 di libertà vigilata una volta espiata la pena (precedente sentenza Gup e ss. gravami)
Castiglione Giuseppe: (2 capi d'accusa): 2 assoluzioni (una con precedente sentenza Gup e l'altra con sentenza della Corte d'Appello - confermata dalla Cassazione - in riforma della precedente sentenza Gup di condanna ad 1 anno e mesi 3 ridotti a mesi 10 per effetto del rito abbreviato).
Presenti Salvatore: (2 capi d'accusa): 2 assoluzioni (precedente sentenza Gup)
Capi d'imputazione ed esiti, passati in giudicato, del procedimento connesso (relativo ad Infantino e Randazzo) celebrato innanzi al Tribunale ed alla Corte d'Appello di Palermo
CAPO A - Associazione mafiosa di cui all'art. 416/bis c.1 cpv CPC per aver fatto parte (con Camarda Michelangelo, Lazio Nicolò, Vitale Simone, Vitale Francesco, Siino Angelo, Genovese Salvatore ed altri) di un'associazione di stampo mafioso avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione e/o il conrollo di attività economiche ed appalti; con le aggravanti di cui ai commi IV e VI essendo l'associazione armata e per avere l'associazione finanziato le attività assunte con il prezzo o il profitto di delitti:
Infantino Valerio: colpevole
Randazzo Vincenzo: assolto (in appello) perchè il fatto non sussiste.
CAPO B - Corruzione aggravata per atto contrario ai doveri d'ufficio (con l'ulteriore aggravante di essersi avvalso o avere agevolato l'associazione mafiosa) per avere quale commissario straordinario dell'Iacp di Catania, in concorso con Vitale Simone e Camarda Michelangelo, ricevuto da Randazzo Vincenzo (amministratore della società Cogeco di Agrigento) la promessa della dazione di una somma pari al 6% (3 miliardi di lire circa) dell'importo delle opere di cui infra, e successivamente ricevuto quale anticipo la somma di lire 50 milioni, per aggiudicare illecitamente la gara del Tavoliere di Catania, nonchè per contrastare eventuali ricorsi gerarchici e/o amministrativi delle imprese escluse, concordando altresì con i coassociati la sistematica intimidazione di stampo mafioso di esse imprese:
Infantino Valerio: colpevole (in esso assorbito il reato di abuso d'ufficio)
CAPO C - Corruzione aggravata per atto contrario ai doveri d'ufficio (con l'ulteriore aggravante di essersi avvalso o avere agevolato l'associazione mafiosa) per avere promesso, quale amministratore della società Cogeco, una somma pari al 6% (3 miliardi di lire circa) dell'importo delle opere di cui infra, e successivamente corrisposto quale anticipo la somma di lire 50 milioni al commissario Iacp di Catania Infantino Valerio, per farsi aggiudicare illecitamente la gara del Tavoliere di Catania, nonchè per ottenere dallo stesso un efficace sostegno a contrasto di eventuali ricorsi gerarchici e/o amministrativi delle imprese escluse.
Randazzo Vincenzo: colpevole (in esso assorbito il reato di abuso d'ufficio)
CAPO E - Per avere (in concorso con Vitale, Camarda, Siino e Maniscalco) turbato con minacce e mezzi fraudolenti (accordi preventivi fra le imprese) la gara del Tavoliere per un importo di 50 miliardi circa.
Randazzo Vincenzo: colpevole
Infantino Valerio: copevole
CAPO F - Corruzione aggravata per atto contrario ai doveri d'ufficio per avere quale commissario straordinario dell'Iacp di Catania, in concorso con Vitale Simone, Camarda Michelangelo e Lazio Nicolò, ricevuto da La Rosa Giuseppe la promessa della somma di lire 100 milioni e successivamente ricevuto da quest'ultimo 50 milioni, per favorire l'aggiudicazione all'impresa Iacona Costruzioni della gara per i lavori di potenziamento della rete idrica del Comune di Giardinello.
CAPO H - Per avere, in concorso con La Rosa, Vitale, Camarda e Lazio, turbato con mezzi fraudolenti (provvedimento dell'Assessorato regionale LL.PP. di accoglimento del ricorso gerarchico dell'impresa Iacona la cui stesura era stata materialmente curata dall'Infantino) la gara per i lavori di potenziamento della rete idrica del Comune di Giardinello
19/03/2018 @ 11:45:20

References: SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza