Source: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=REPORT&language=IT&reference=A7-0162/2010
Timestamp: 2019-11-22 09:51:18+00:00

Document:
RACCOMANDAZIONE PER LA SECONDA LETTURA sulla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell’adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo - A7-0162/2010
Procedura : 2008/0247(COD)
Ciclo del documento : A7-0162/2010
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sulla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell’adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo
– vista la posizione del Consiglio in prima lettura (11069/5/2009 – C7-0043/2010),
– vista la proposta della Commissione al Parlamento e al Consiglio (COM(2008)0852),
– visti l’articolo 251, paragrafo 2, e l’articolo 71, paragrafo 1, del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0509/2008),
– visti l’articolo 294, paragrafo 7, e l’articolo 91, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
– visto il parere del Comitato economico e sociale(2),
– visto l’articolo 66 del suo regolamento,
– vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per i trasporti e il turismo (A7-0162/2010),
2. incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.
(4) L'apertura del mercato del trasporto merci per ferrovia ha permesso l'accesso di nuovi operatori alla rete del trasporto per ferrovia. Per usare al meglio la rete e assicurarne l'affidabilità è utile introdurre ulteriori procedure volte a rafforzare la cooperazione sulla ripartizione delle tracce ferroviarie internazionali per i treni merci tra i gestori dell'infrastruttura.
(4) Se da un lato l’apertura del mercato del trasporto merci per ferrovia ha permesso l’accesso di nuovi operatori alla rete del trasporto per ferrovia, dall’altro i meccanismi di mercato non sono stati e non sono sufficienti per organizzare, disciplinare e rendere sicuro il traffico merci su rotaia. Per usare al meglio la rete e assicurarne l'affidabilità è utile introdurre ulteriori procedure volte a rafforzare la cooperazione sulla ripartizione delle tracce ferroviarie internazionali per i treni merci tra i gestori dell'infrastruttura.
L’emendamento mira a reintrodurre il testo adottato in prima lettura dal Parlamento.
(5) Il Consiglio del 7 e 8 aprile 2008 è giunto alla conclusione che occorre favorire l’uso efficiente delle infrastrutture e, ove necessario, migliorare le capacità dell'infrastruttura ferroviaria con misure adottate a livello europeo e nazionale, in particolare mediante l’adozione di atti normativi.
(8) Il presente regolamento non dovrebbe pregiudicare i diritti e gli obblighi dei gestori dell'infrastruttura stabiliti nella direttiva 91/440/CEE e nella direttiva 2001/14/CE e, ove pertinente, degli organismi preposti all'assegnazione della capacità di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2001/14/CE. Tali atti rimangono in vigore anche per quanto riguarda le disposizioni che disciplinano i corridoi merci, in particolare quanto al diritto dei gestori dell'infrastruttura di rifiutare o accettare le richieste di capacità formulate da soggetti giuridici diversi dalle imprese ferroviarie.
L’emendamento è superfluo per quanto attiene alla validità delle precedenti direttive. Crea inoltre confusione riguardo alla possibilità di richieste presentate da candidati autorizzati diversi dalle imprese ferroviarie.
(8 bis) La creazione di un corridoio merci dovrebbe tenere conto, se del caso, della necessità di migliori interconnessioni con le infrastrutture ferroviarie di paesi terzi.
(8 ter) La progettazione di corridoi merci dovrebbe rispondere a criteri che ne garantiscano la continuità interna, assicurando le interconnessioni necessarie tra le diverse infrastrutture ferroviarie esistenti e attribuendo le capacità necessarie lungo l'intero percorso del corridoio merci.
È importante che la continuità sia garantita assicurando le interconnessioni necessarie tra le diverse infrastrutture ferroviarie esistenti e attribuendo le capacità necessarie lungo l'intero percorso del corridoio merci.
(9) La realizzazione di corridoi ferroviari internazionali per la rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo dovrebbe essere coerente con la rete transeuropea di trasporto (RTE-T) e/o con i corridoi del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS). A tal fine, è necessario lo sviluppo coordinato delle reti, in particolare per quanto riguarda l’integrazione dei corridoi internazionali per il trasporto ferroviario delle merci nella rete RTE-T esistente e nei corridoi ERTMS. Inoltre, è opportuno stabilire a livello dell'Unione regole armonizzate relative a tali corridoi merci. Se necessario, la realizzazione di tali corridoi dovrebbe essere sostenuta finanziariamente nel quadro dei programmi RTE-T, di ricerca e Marco Polo e di altre politiche e fondi dell'Unione, quali il Fondo europeo di sviluppo regionale o il Fondo di coesione.
(9) La realizzazione di corridoi merci ferroviari internazionali che formino una rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo deve essere condotta in modo coerente con la rete transeuropea di trasporto (RTE-T) e/o con i corridoi del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS). A tal fine, è necessario lo sviluppo coordinato delle reti, in particolare per quanto riguarda l'integrazione dei corridoi internazionali per il trasporto ferroviario delle merci nella rete RTE-T esistente e nei corridoi ERTMS. Inoltre, è opportuno stabilire a livello dell'Unione regole armonizzate relative a tali corridoi merci e promuovere progetti relativi a treni merci silenziosi. Se necessario, la realizzazione di tali corridoi dovrebbe essere sostenuta finanziariamente nel quadro dei programmi RTE-T, di ricerca e Marco Polo e di altre politiche e fondi dell'Unione, quali la Banca europea per gli investimenti, il Fondo europeo di sviluppo regionale o il Fondo di coesione.
(12) Al fine di incentivare il coordinamento fra gli Stati membri e i gestori dell’infrastruttura, è opportuno istituire una struttura di gestione appropriata per ciascun corridoio merci, tenendo conto della necessità di evitare duplicazioni con strutture di gestione già esistenti.
(12) Al fine di incentivare il coordinamento fra gli Stati membri, i gestori dell’infrastruttura e le imprese ferroviarie e di assicurare continuità lungo il corridoio, è opportuno istituire una struttura di gestione appropriata per ciascun corridoio merci, tenendo conto della necessità di evitare duplicazioni con strutture di gestione già esistenti.
(15) Al fine di assicurare la coerenza e la continuità delle capacità di infrastruttura disponibili lungo il corridoio merci, è opportuno coordinare e pianificare gli investimenti a favore del corridoio merci fra gli Stati membri e i gestori dell’infrastruttura interessati secondo una logica che risponda alle esigenze del corridoio merci. Il programma di realizzazione degli investimenti dovrebbe essere pubblicato per garantire la buona informazione dei candidati che possono operare lungo il corridoio. Gli investimenti dovrebbero includere progetti relativi allo sviluppo di sistemi interoperabili e all’aumento della capacità dei treni.
(15) Al fine di assicurare la coerenza e la continuità delle capacità di infrastruttura disponibili lungo il corridoio merci, è opportuno coordinare gli investimenti a favore del corridoio fra gli Stati membri e i gestori dell’infrastruttura interessati come pure, eventualmente, fra gli Stati membri e i paesi terzi, e pianificarli secondo una logica che risponda alle esigenze del corridoio merci. Il programma di realizzazione degli investimenti dovrebbe essere pubblicato per garantire la buona informazione delle imprese ferroviarie che possono operare lungo il corridoio. Gli investimenti dovrebbero includere progetti relativi allo sviluppo di sistemi interoperabili e all’aumento della capacità dei treni.
(21 bis) Per assicurare lo sviluppo della concorrenza tra fornitori di servizi ferroviari di trasporto merci nel corridoio merci, è opportuno che anche richiedenti diversi dalle imprese ferroviarie o dai loro gruppi siano in grado di domandare capacità d'infrastruttura, pur sempre accordando priorità alle imprese ferroviarie o alle associazioni di imprese ferroviarie.
È importante accordare priorità alle imprese ferroviarie o alle loro associazioni al fine di garantire la continuità sull'intero percorso del corridoio merci ferroviario.
(25) Poiché l’obiettivo del presente regolamento, segnatamente la realizzazione di una rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo composta da corridoi merci, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque, a causa delle sue dimensioni e dei suoi effetti, essere realizzato meglio a livello dell'Unione, l'Unione può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito all’articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(25) Poiché l’obiettivo del presente regolamento, segnatamente la creazione di una rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo composta da corridoi merci, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque, a causa delle sue dimensioni e dei suoi effetti, essere realizzato meglio a livello dell'Unione, l'Unione può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito all’articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(27 bis) L’obiettivo del presente regolamento è quello di migliorare l’efficienza del trasporto merci per ferrovia rispetto ad altri modi di trasporto. Il coordinamento dovrebbe essere garantito fra gli Stati membri e i gestori dell'infrastruttura al fine di assicurare il più efficiente funzionamento possibile dei corridoi merci. A tal fine, parallelamente a investimenti in infrastrutture e attrezzature tecniche come l'ERTMS, occorre adottare misure che mirino a potenziare la capacità e l'efficienza del trasporto merci per ferrovia.
(29) Inoltre, la Commissione dovrebbe avere il potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea in relazione all'adeguamento dell'allegato II. È particolarmente importante che la Commissione consulti esperti durante il suo lavoro preparatorio, conformemente agli impegni di cui alla comunicazione della Commissione del 9 dicembre 2009 sull'attuazione dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
(29) Inoltre, la Commissione dovrebbe avere il potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. È particolarmente importante che la Commissione consulti esperti durante il suo lavoro preparatorio, conformemente agli impegni di cui alla comunicazione della Commissione del 9 dicembre 2009 sull'attuazione dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
1. Il presente regolamento stabilisce le regole per la realizzazione e l'organizzazione di corridoi ferroviari internazionali per una rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo. Esso stabilisce le regole per la selezione, l'organizzazione e la gestione dei corridoi merci.
1. Il presente regolamento stabilisce le regole per la realizzazione e l’organizzazione di corridoi ferroviari internazionali per un trasporto merci competitivo (in appresso “corridoi merci”) nell’ottica della realizzazione di una rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo. Esso stabilisce le regole per la selezione, l’organizzazione e la gestione dei corridoi merci nonché per la pianificazione degli investimenti.
2. Il presente regolamento si applica alla gestione e all'uso dell'infrastruttura ferroviaria nei corridoi merci.
2. Il presente regolamento si applica alla gestione e all’uso dell’infrastruttura ferroviaria compresa nei corridoi merci.
a) "corridoio merci", l'insieme delle linee ferroviarie designate negli Stati membri e, ove necessario, in paesi terzi europei, che collegano terminali lungo il tracciato principale del corridoio merci, ivi compresi le infrastrutture ferroviarie e le relative attrezzature, gli scali di smistamento e le aree di composizione dei treni e, ove necessario, tracciati alternativi;
a) "corridoio merci", l'insieme delle linee ferroviarie designate, comprese le linee ferrovia-traghetto, nel territorio degli Stati membri o tra Stati membri e, ove necessario, paesi terzi europei, che collegano due o più terminali lungo un tracciato principale, e, se del caso, rotte e sezioni alternative che li collegano, compresi l'infrastruttura ferroviaria e i suoi impianti in conformità dell'articolo 5 della direttiva 2001/14/CE;
c bis) “sportello unico”, l’organismo comune istituito dal comitato di gestione di ciascun corridoio merci che offre ai candidati la possibilità di domandare in un’unica sede e con un’unica operazione una traccia ferroviaria per un percorso che attraversa almeno una frontiera.
1. Gli Stati membri di cui all’allegato I realizzano entro [tre anni] dall’entrata in vigore del presente regolamento i corridoi merci lungo i tracciati principali elencati in detto allegato. Gli Stati membri interessati informano la Commissione della realizzazione dei corridoi merci.
1. Gli Stati membri di cui all’allegato I rendono operativi al massimo dopo due anni dall’entrata in vigore del presente regolamento i corridoi merci lungo i tracciati principali elencati in detto allegato. Gli Stati membri interessati informano la Commissione della realizzazione dei corridoi merci.
1 bis. Gli Stati membri figuranti all'allegato I elaborano, entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento, il piano di attuazione dei corridoi merci di cui all'allegato I, a norma dell'articolo 8 del presente regolamento. Il piano di attuazione, elaborato dal comitato di gestione, include anche la determinazione del tracciato del corridoio a norma dell'articolo 2, paragrafo 2, lettera a), previa consultazione dei gruppi consultivi di cui all'articolo 7, paragrafi 6 e 6 bis.
2. In deroga al paragrafo 1, i corridoi merci lungo i tracciati principali elencati nell’allegato I, punti 3, 5 e 8 sono realizzati entro [cinque anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento].
2 bis. In base alle informazioni da parte degli Stati membri sull'istituzione di corridoi merci, la Commissione, mediante atti delegati a norma degli articoli 20, 21 e 22, adotta una decisione relativa a una rete iniziale di corridoi merci che include i corridoi approvati all'allegato I al più tardi sei mesi dopo l'istituzione dei corridoi merci di cui al paragrafo 1.
Articolo 3 – paragrafo 2 ter (nuovo)
2ter. L’insieme dei corridoi merci di cui al paragrafo 2 bis è progressivamente modificato e completato in base alle proposte di realizzazione o modifica di corridoi merci e previa adozione di una decisione della Commissione mediante atti delegati in conformità degli articoli 20, 21 e 22. Le proposte degli Stati membri sono esaminate alla luce dei criteri di cui all’articolo 4, paragrafo 1.
1. Ciascuno Stato membro che ha una frontiera ferroviaria con un altro Stato membro partecipa alla realizzazione di almeno un corridoio merci, a meno che quest'obbligo non sia già stato assolto a norma dell'articolo 3.
1. La selezione e la modifica dei corridoi merci sono effettuate tenendo conto dei criteri seguenti:
2. Nonostante il paragrafo 1, su richiesta di uno Stato membro gli Stati membri partecipano alla realizzazione del corridoio merci di cui a tale paragrafo, o al prolungamento di un corridoio esistente, al fine di consentire a uno Stato membro limitrofo di assolvere l'obbligo che ad esso incombe a norma di tale paragrafo.
a) l'attraversamento da parte del corridoio merci del territorio di almeno tre Stati membri, o di almeno due Stati membri se la distanza fra i terminali ferroviari serviti dal corridoio proposto è superiore a 500 chilometri;
3. Fatti salvi gli obblighi degli Stati membri a norma dell'articolo 7 della direttiva 91/440/CEE, se uno Stato membro ritiene che la realizzazione di un corridoio merci non sia nell'interesse dei richiedenti che si prevede lo utilizzeranno, o non apporti benefici socio-economici rilevanti o comporti un onere sproporzionato, lo Stato membro interessato non è tenuto a partecipare ai sensi dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo, fatta salva una decisione della Commissione che delibera conformemente alla procedura consultiva di cui all'articolo 19, paragrafo 2.
b) la coerenza dei corridoi merci con la RTE-T, i corridoi ERTMS e/o i corridoi definiti da RailNetEurope;
4. Uno Stato membro non è tenuto a partecipare ai sensi dei paragrafi 1 e 2 se dispone di una rete ferroviaria con uno scartamento diverso da quello della rete ferroviaria principale nell'Unione.
c) l'integrazione dei progetti prioritari RTE-T nel corridoio merci;
5. Al fine di assolvere l'obbligo previsto ai paragrafi 1 e 2, entro … gli Stati membri interessati propongono di concerto alla Commissione la realizzazione di corridoi merci, previa consultazione dei gestori dell'infrastruttura e dei richiedenti interessati e tenuto conto dei criteri di cui all'allegato II.
d) un'analisi che giustifichi l'equilibrio tra i costi e i benefici socioeconomici risultanti dalla realizzazione del corridoio merci;
6. La Commissione esamina le proposte di realizzazione di corridoi merci di cui al paragrafo 5 e, secondo la procedura di regolamentazione di cui all’articolo 19, paragrafo 3, adotta una decisione sulla conformità di una tale proposta al presente articolo entro nove mesi dalla presentazione della proposta.
e) l'esistenza di un piano di attuazione;
7. Gli Stati membri interessati realizzano il corridoio merci entro tre anni dalla decisione della Commissione di cui al paragrafo 6.
f) la coerenza di tutti i corridoi merci proposti dagli Stati membri al fine di realizzare una rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo;
8. La Commissione ha il potere di adottare atti delegati ai sensi dell’articolo 290 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea in relazione ad adeguamenti dell’allegato II. Quando prepara gli atti delegati di cui al presente paragrafo la Commissione rispetta le disposizioni stabilite nella direttiva 2001/14/CE e nella direttiva 2008/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, relativa alla interoperabilità del sistema ferroviario comunitario (rifusione) e tiene in considerazione, in particolare, il piano di installazione relativo ai sistemi interoperabili, l’evoluzione del sistema ferroviario e la RTE-T, in particolare l’attuazione dell’ERTMS, nonché l’evoluzione del mercato del trasporto merci, compresa l’interazione con altri modi di trasporto.
g) lo sviluppo del traffico merci per ferrovia e dei principali flussi commerciali e mercantili lungo il corridoio;
Agli atti delegati di cui al presente paragrafo si applica la procedura i cui agli articoli 20, 21 e 22.
h) ove applicabile, una migliore interconnessione fra Stati membri e paesi terzi limitrofi;
i) l'interesse dei richiedenti per il corridoio merci;
j) l'esistenza di una buona interconnessione con gli altri modi di trasporto, soprattutto mediante una rete adeguata di terminali, ivi inclusi i porti marittimi e interni.
2. Il corridoio merci può comprendere elementi delle reti ferroviarie di paesi terzi europei. Ove applicabile, questi elementi devono essere compatibili con la politica per la rete RTE-T.
3. Gli Stati membri interessati propongono la realizzazione o la modifica di un corridoio merci. A tal fine, inviano alla Commissione una lettera d’intenti recante una proposta elaborata dopo la consultazione con i gestori dell’infrastruttura e i candidati interessati, tenendo conto dei criteri di cui al paragrafo 1.
4. Al massimo due anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, ciascuno Stato membro che ha una frontiera ferroviaria con un altro Stato membro partecipa alla realizzazione di almeno un corridoio merci, a meno che quest'obbligo non sia già stato assolto a norma dell'articolo 3.
5. La Commissione è abilitata ad adottare atti delegati ai sensi dell’articolo 290 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, per quanto riguarda la realizzazione o la modifica di corridoi merci di cui al paragrafo 3.
6. La Commissione esamina le proposte di realizzazione di corridoi merci di cui al paragrafo 3 e, in conformità degli atti delegati di cui agli articoli 20, 21 e 22, adotta una decisione sulla conformità di tali proposte con il presente articolo al massimo 6 mesi dopo la presentazione delle rispettive proposte.
7. Gli Stati membri interessati rendono operativo il corridoio merci al più tardi due anni dopo la decisione della Commissione di cui al paragrafo 6.
8. Fatto salvo il paragrafo 4, su richiesta di uno Stato membro gli Stati membri partecipano alla realizzazione del corridoio merci di cui a suddetto paragrafo o al prolungamento di un corridoio esistente, al fine di consentire a uno Stato membro limitrofo di assolvere l’obbligo che ad esso incombe a norma di tale paragrafo.
9. Fatti salvi gli obblighi degli Stati membri a norma dell'articolo 7 della direttiva 91/440/CEE, se uno Stato membro, dopo aver presentato un'analisi socio-economica, ritiene che la realizzazione di un corridoio merci non sia nell'interesse dei richiedenti che si prevede lo utilizzeranno, o non apporti benefici socio-economici rilevanti o comporti un onere sproporzionato, lo Stato membro interessato non è tenuto a partecipare ai sensi dei paragrafi 4 e 6 del presente articolo, con riserva di una decisione della Commissione che delibera conformemente agli atti delegati di cui agli articoli 20, 21 e 22.
10. Qualora due o più Stati membri interessati non concordino circa la realizzazione o la modifica di un corridoio merci e riguardo all’infrastruttura ferroviaria situata sul loro territorio, la Commissione, su domanda di uno degli Stati membri interessati, consulta in materia il comitato di cui all’articolo 19. Il parere della Commissione è comunicato agli Stati membri interessati. Gli Stati membri interessati tengono conto di questo parere per trovare una soluzione e giungono ad una decisione di comune accordo.
Modifica dei corridoi merci
1. I corridoi merci di cui agli articoli 3 e 4 possono essere modificati su proposta congiunta degli Stati membri interessati alla Commissione, previa consultazione dei gestori dell'infrastruttura e dei richiedenti interessati.
2. La Commissione adotta una decisione sulla proposta secondo la procedura di regolamentazione di cui all’articolo 19, paragrafo 3, tenuto conto dei criteri di cui all'allegato II.
Qualora due o più Stati membri interessati non concordino circa la realizzazione o la modifica di un corridoio merci e riguardo all’infrastruttura ferroviaria situata sul loro territorio, la Commissione, su domanda di uno degli Stati membri interessati, consulta in materia il comitato di cui all’articolo 19. Il parere della Commissione è comunicato agli Stati membri interessati. Gli Stati membri interessati tengono conto di questo parere per trovare una soluzione e giungono ad una decisione di comune accordo.
1 bis. Gli Stati membri e i gestori dell’infrastruttura interessati da un corridoio merci cooperano all'interno dei comitati di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo per assicurare lo sviluppo del corridoio merci conformemente al suo piano di attuazione.
1. Gli Stati membri interessati istituiscono, per ciascun corridoio merci, un comitato esecutivo incaricato di fissarne gli obiettivi generali, di assicurare la supervisione e di adottare le misure espressamente previste agli articoli 8, 10 e 20. Il comitato esecutivo è composto di rappresentanti delle autorità degli Stati membri interessati.
1. Gli Stati membri interessati istituiscono, per ciascun corridoio merci, un comitato esecutivo incaricato di fissarne gli obiettivi generali, di assicurare la supervisione e di adottare le misure espressamente previste agli articoli 8 e 10. Il comitato esecutivo è composto di rappresentanti delle autorità degli Stati membri interessati.
Non tutte le decisioni che devono essere prese dal comitato di gestione riguardano gli Stati membri (in particolare quelle concernenti i miglioramenti operativi interni). Come suggerito dalla direttiva 2001/14/CE, è necessario che i gestori dell'infrastruttura mantengano una certa indipendenza e un margine di manovra.
2. I gestori dell'infrastruttura interessati e, se del caso, gli organismi preposti all'assegnazione della capacità di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2001/14/CE istituiscono, per ciascun corridoio merci, un comitato di gestione incaricato di adottare le misure espressamente previste al paragrafo 6 del presente articolo, agli articoli 8 e 10, all'articolo 12, paragrafo 1, all'articolo 13, paragrafi 2, 5 e 6, all'articolo 15, paragrafo 1, all'articolo 16 e all'articolo 17, paragrafi 2 e 3, del presente regolamento. Il comitato di gestione è composto dei rappresentanti dei gestori dell'infrastruttura.
2. I gestori dell'infrastruttura interessati e, se del caso, gli organismi preposti all'assegnazione della capacità di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2001/14/CE istituiscono, per ciascun corridoio merci, un comitato di gestione incaricato di adottare le misure espressamente previste ai paragrafi 6 e 7 del presente articolo e agli articoli da 8 a 16 del presente regolamento. Il comitato di gestione è composto dei rappresentanti dei gestori dell'infrastruttura.
4. Il comitato di gestione adotta le proprie decisioni, ivi incluse le decisioni in merito alla propria personalità giuridica, alle proprie risorse e al proprio personale, di comune accordo fra i gestori dell'infrastruttura interessati.
4. Il comitato di gestione adotta le proprie decisioni, ivi incluse le decisioni in merito alla propria personalità giuridica, all'instaurazione della propria struttura organizzativa, alle proprie risorse e al proprio personale, di comune accordo fra i gestori dell'infrastruttura interessati. Il comitato di gestione è un'entità giuridica indipendente. Può assumere la forma di un gruppo europeo di interesse economico ai sensi del regolamento (CEE) n. 2137/85 del Consiglio del 25 luglio 1985 relativo all'istituzione di un gruppo europeo di interesse economico (GEIE).
6. Il comitato di gestione istituisce un gruppo consultivo composto dai gestori e proprietari dei terminali del corridoio merci. Il gruppo consultivo può emettere un parere sulle proposte presentate dal comitato di gestione che hanno conseguenze dirette sugli investimenti e la gestione dei terminali. Il gruppo consultivo può altresì emettere pareri di propria iniziativa. Il comitato di gestione tiene conto di detti pareri.
6. Il comitato di gestione istituisce un gruppo consultivo composto dai gestori e proprietari dei terminali del corridoio merci, compresi porti marittimi e vie navigabili interne. Il gruppo consultivo può emettere un parere sulle proposte presentate dal comitato di gestione che hanno conseguenze dirette sugli investimenti e la gestione dei terminali. Può altresì emettere pareri di propria iniziativa. Il comitato di gestione tiene conto di detti pareri. La decisione finale spetta tuttavia al comitato di gestione. In caso di divergenze tra il comitato di gestione e il gruppo consultivo, quest'ultimo può rivolgersi al comitato esecutivo. Il comitato esecutivo funge da mediatore e comunica tempestivamente agli interessati la sua posizione.
6 bis. Il comitato di gestione istituisce un gruppo consultivo composto da imprese ferroviarie interessate ad utilizzare il corridoio merci. Il gruppo consultivo può emettere un parere su qualsiasi proposta presentata dal comitato di gestione che abbia conseguenze per tali imprese. Il gruppo consultivo può altresì emettere pareri di propria iniziativa. Il comitato di gestione tiene conto di tutti questi pareri. La decisione finale spetta tuttavia al comitato di gestione. In caso di divergenze tra il comitato di gestione e il gruppo consultivo, quest'ultimo può rivolgersi al comitato esecutivo. Il comitato esecutivo funge da mediatore e comunica tempestivamente agli interessati la sua posizione.
Articolo 7 – paragrafo 6 ter (nuovo)
6 ter. Il comitato di gestione impegna i gestori dell'infrastruttura partecipanti al corridoio a utilizzare applicazioni informatiche interoperabili o soluzioni alternative che si renderanno disponibili in futuro per gestire le richieste di tracce ferroviarie internazionali e il funzionamento del traffico internazionale sul corridoio.
Per migliorare la cooperazione tra i gestori dell'infrastruttura sia per quanto riguarda la programmazione degli orari che con riferimento alla gestione del traffico, il consiglio di gestione fa obbligo ai gestori dell'infrastruttura interessati di avvalersi di soluzioni tecniche.
b) gli elementi essenziali dello studio sul trasporto e sul traffico di cui al paragrafo 3;
b) gli elementi essenziali dello studio di cui al paragrafo 3;
3. Il comitato di gestione esegue periodicamente uno studio sul trasporto e sul traffico riguardante l'evoluzione del traffico registrata e prevista lungo il corridoio merci e inerente ai vari tipi di traffico, in relazione sia al trasporto merci che al trasporto passeggeri.
3. Il comitato di gestione esegue e aggiorna periodicamente uno studio sul mercato dei trasporti riguardante l'evoluzione del traffico registrata e prevista lungo il corridoio merci, come conseguenza della sua creazione, e inerente ai vari tipi di traffico, in relazione sia al trasporto merci che al trasporto passeggeri.
Detto studio esamina altresì i costi e benefici socioeconomici risultanti dalla realizzazione del corridoio merci;
3 bis. Viene elaborato un programma per definire e migliorare le prestazioni del corridoio merci. Il programma comprende in particolare gli obiettivi comuni, le scelte tecniche e il calendario degli interventi necessari riguardanti l'infrastruttura ferroviaria e le relative attrezzature per attuare le misure di cui agli articoli da 10 a 17. Tali misure evitano o riducono al minimo le restrizioni che potrebbero ripercuotersi sulla capacità ferroviaria.
4. Il piano di attuazione tiene conto dello sviluppo dei terminali per rispondere alle esigenze del trasporto merci per ferrovia che circola lungo il corridoio merci.
4. Il piano di attuazione tiene conto dello sviluppo dei terminali per rispondere alle esigenze del trasporto merci per ferrovia che circola lungo il corridoio merci, in particolare quali nodi intermodali lungo i corridoi merci. Tali misure includono la cooperazione con le amministrazioni regionali e locali. Il piano deve inoltre tenere in considerazione l’applicazione di appropriate misure di sicurezza per il trasporto di merci pericolose per ferrovia.
Il comitato di gestione instaura meccanismi di consultazione per favorire una partecipazione adeguata dei richiedenti che si prevede utilizzeranno il corridoio merci. Esso garantisce, in particolare, che i richiedenti siano consultati prima che il piano di attuazione di cui all'articolo 8 sia presentato al comitato esecutivo.
Il comitato di gestione instaura meccanismi di consultazione per favorire una partecipazione adeguata dei richiedenti che si prevede utilizzeranno il corridoio merci. Esso garantisce, in particolare, che i richiedenti e i loro organi rappresentativi siano consultati prima che il piano di attuazione di cui all'articolo 8 sia presentato al comitato esecutivo.
Articolo 9 – paragrafo nuovo
In caso di disaccordo fra il comitato di gestione e i richiedenti, questi ultimi possono rivolgersi agli organismi di regolamentazione di cui all’articolo 18.
Articolo 10 – paragrafo 1 – alinea
1. Il comitato di gestione elabora e riesamina periodicamente un piano degli investimenti e lo sottopone al comitato esecutivo per approvazione. Il piano comprende:
1. Il comitato di gestione elabora e riesamina periodicamente un piano degli investimenti, che contempla investimenti indicativi a lungo e medio termine nel corridoio merci, e lo sottopone al comitato esecutivo per approvazione. Il piano comprende:
1 bis. I piani di investimento di cui al paragrafo 1 comprendono una strategia relativa all’aumento della capacità dei treni merci che possono circolare lungo il corridoio merci, vale a dire, l’eliminazione delle strozzature individuate, il miglioramento dell’infrastruttura esistente e la costruzione di nuove infrastrutture. La strategia può includere misure volte ad aumentare la lunghezza, lo scartamento dei binari, il profilo di carico, la gestione della velocità, il carico trasportato o il carico per asse autorizzati per i treni che circolano lungo il corridoio.
1 ter. I piani di investimento di cui al paragrafo 1 sono pubblicati nella relazione di cui all’articolo 16 e aggiornati periodicamente. Fanno parte del piano di attuazione del corridoio merci.
I gestori dell'infrastruttura interessati coordinano e pubblicano, secondo modalità e un calendario idonei, la loro programmazione di tutti i lavori sull'infrastruttura e sulle relative attrezzature che limitino la capacità disponibile del corridoio merci.
Il comitato di gestione coordina e pubblica, secondo modalità e un calendario idonei e in conformità dell’articolo 6 della direttiva 2001/14/CE, la sua programmazione di tutti i lavori sull’infrastruttura e sulle relative attrezzature che limitino la capacità disponibile del corridoio merci.
1. Il comitato di gestione di un corridoio merci designa o istituisce un organismo comune e/o un sistema di informazioni tramite la collaborazione tra gestori dell'infrastruttura, che fornisce ai richiedenti la possibilità di domandare, in un'unica sede e con un'unica operazione, capacità di infrastruttura per i treni merci che attraversano almeno una frontiera lungo il corridoio merci (lo "sportello unico").
1. Il comitato di gestione di un corridoio merci designa o istituisce un organismo comune che fornisce ai richiedenti la possibilità di presentare domande e ricevere risposte, in un'unica sede e con un'unica operazione, riguardo alla capacità di infrastruttura per i treni merci che attraversano almeno una frontiera lungo il corridoio merci (lo "sportello unico").
2. Lo sportello unico fornisce altresì informazioni di base sull'assegnazione della capacità di infrastruttura, comprese le informazioni di cui all'articolo 16.
2. Esso presenta la capacità di infrastruttura disponibile al momento della richiesta e le sue caratteristiche conformemente a parametri predefiniti quali la velocità, la lunghezza, il profilo di carico o il carico per asse autorizzati per i treni che circolano lungo il corridoio.
2 bis. Lo sportello unico prende una decisione riguardante le domande di traccia per traffico merci rapido di cui all'articolo 1, paragrafo 3, e di capacità di riserva di cui all'articolo 13, paragrafo 5. Esso informa immediatamente i gestori dell'infrastruttura competenti in merito a tali domande e alla decisione presa.
3. Lo sportello unico inoltra senza indugio le domande di capacità di infrastruttura ai gestori dell'infrastruttura competenti e, ove pertinente, agli organismi preposti all'assegnazione della capacità di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2001/14/CE, i quali decidono in merito a tale domanda in conformità dell'articolo 13 e del capo III di tale direttiva.
3. Per qualsiasi richiesta di capacità di infrastruttura che non possa essere soddisfatta a norma del paragrafo 2 bis, sportello unico inoltra senza indugio le domande di capacità di infrastruttura ai gestori dell'infrastruttura competenti e, ove pertinente, agli organismi preposti all'assegnazione della capacità di cui all'articolo 14, paragrafo 2, della direttiva 2001/14/CE, i quali decidono in merito a tale domanda in conformità dell'articolo 13 e del capo III di tale direttiva e comunicano la decisione allo sportello unico per ulteriore trattamento.
4. Le attività dello sportello unico sono esercitate in condizioni trasparenti e non discriminatorie. Tali attività sono sottoposte al controllo degli organismi di regolamentazione in conformità dell’articolo 18.
4. Le attività dello sportello unico sono esercitate in modo trasparente. A tale fine viene predisposto un registro, messo a disposizione di tutti gli interessati al fine di evitare discriminazioni, in cui sono indicati la data della domanda, i nomi dei richiedenti, dettagli sulla documentazione fornita e il seguito della pratica. Tali attività sono sottoposte al controllo degli organismi di regolamentazione in conformità dell'articolo 18.
Categorie standard di tracce ferroviarie nei corridoi merci
1. Il comitato di gestione definisce e aggiorna periodicamente diverse categorie standard di tracce ferroviarie per il traffico merci, valide lungo l’intero corridoio merci. Almeno una di queste categorie (in appresso denominata "traffico merci rapido") comprende una linea ferroviaria con tempi di trasporto efficienti e la garanzia di puntualità.
2. I criteri di definizione delle categorie di tipo di traffico merci sono adottati dall'organo di gestione previa consultazione dei richiedenti che potrebbero utilizzare il corridoio merci, quali definiti all'articolo 2 della direttiva 2001/14/CE.
1. Gli Stati membri cooperano per definire il quadro relativo all'assegnazione della capacità di infrastruttura nel corridoio merci secondo le loro competenze di cui all'articolo 14, paragrafo 1, della direttiva 2001/14/CE.
1. Il comitato di gestione del corridoio merci e il gruppo consultivo di cui all’articolo 7, paragrafo 6, istituiscono procedure per assicurare il coordinamento ottimale dell’assegnazione delle capacità delle infrastrutture ferroviarie e dei terminali.
2. Il comitato di gestione valuta la necessità di assegnare capacità ai treni merci che circolano sul corridoio merci, tenendo conto dello studio sul trasporto e sul traffico di cui all'articolo 8, paragrafo 3, del presente regolamento, delle domande di capacità di infrastruttura connesse all'orario di servizio passato e presente e degli accordi quadro.
2. Il comitato di gestione valuta la necessità di assegnare capacità ai treni merci che circolano sul corridoio merci, tenendo conto dello studio sul mercato dei trasporti di cui all'articolo 8, paragrafo 3, del presente regolamento, delle domande di capacità di infrastruttura connesse all'orario di servizio passato e presente e degli accordi quadro.
3. Sulla scorta della valutazione menzionata al paragrafo 2 del presente articolo, i gestori dell'infrastruttura del corridoio merci determinano e organizzano di concerto tracce ferroviarie internazionali prestabilite per i treni merci secondo la procedura di cui all'articolo 15 della direttiva 2001/14/CE, riconoscendo la necessità di capacità di altri tipi di trasporto, compreso il trasporto passeggeri. Tali tracce prestabilite sono pubblicate al massimo tre mesi prima del termine per la presentazione delle domande di capacità di cui all'allegato III della direttiva 2001/14/CE. I gestori dell'infrastruttura di più corridoi merci possono, se necessario, coordinare tracce ferroviarie internazionali prestabilite che offrono capacità nei corridoi merci in questione.
3. Sulla scorta della valutazione menzionata al paragrafo 2 del presente articolo, i gestori dell'infrastruttura del corridoio merci determinano e organizzano di concerto tracce ferroviarie internazionali prestabilite per i treni merci secondo la procedura di cui all'articolo 15 della direttiva 2001/14/CE, riconoscendo la necessità di capacità di altri tipi di trasporto, compreso il trasporto passeggeri. Queste tracce ferroviarie prestabilite comprendono, a seconda della capacità disponibile, una serie di tracce merci rapide. Tali tracce prestabilite sono pubblicate al massimo tre mesi prima del termine per la presentazione delle domande di capacità di cui all'allegato III della direttiva 2001/14/CE. I gestori dell'infrastruttura di più corridoi merci possono, se necessario, coordinare tracce ferroviarie internazionali prestabilite che offrono capacità nei corridoi merci in questione.
Articolo 13 – paragrafo 5 – comma 1
5. I gestori dell'infrastruttura, se lo giustificano la necessità del mercato e la valutazione di cui al paragrafo 2 del presente articolo, determinano di concerto la capacità di riserva per i treni merci internazionali che circolano sui corridoi merci, riconoscendo la necessità di capacità di altri tipi di trasporto, compreso il trasporto passeggeri, e lasciano tale riserva disponibile nell'orario di servizio definitivo, per poter rispondere in modo rapido e appropriato alle richieste ad hoc di capacità di cui all'articolo 23 della direttiva 2001/14/CE. Tale capacità è tenuta in riserva fino al termine, precedente l'orario previsto, fissato dal comitato di gestione. Il termine non può essere superiore a 90 giorni.
5. I gestori dell'infrastruttura, se lo giustificano la necessità del mercato e la valutazione di cui al paragrafo 2 del presente articolo, determinano di concerto la capacità di riserva per i treni merci internazionali che circolano sui corridoi merci, rispettando la necessità di capacità di altri tipi di trasporto, compreso il trasporto passeggeri, e lasciano tale riserva disponibile nell'orario di servizio definitivo, per poter rispondere in modo rapido e appropriato alle richieste ad hoc di capacità di cui all'articolo 23 della direttiva 2001/14/CE. Tale capacità è tenuta in riserva fino al termine, precedente l'orario previsto, fissato dal comitato di gestione. Il termine non può essere superiore a 30 giorni.
Articolo 13 – paragrafo 5 – comma 2
La capacità di riserva è determinata sulla scorta della valutazione menzionata al paragrafo 2. Siffatta capacità di riserva è resa disponibile unicamente se sussiste una reale necessità del mercato.
6 bis. I gestori dell'infrastruttura includono nelle condizioni di uso una tariffa per le linee assegnate ma che alla fine non sono utilizzate. Il livello di tale tariffa è adeguato, efficace e tale da avere un effetto dissuasivo.
7. Salvo casi di forza maggiore, una traccia ferroviaria assegnata a un’operazione di traffico merci a norma del presente articolo non può essere annullata meno di un mese prima dell'orario previsto nell’orario di servizio, a meno che il richiedente interessato non dia il proprio consenso a tale annullamento. In tal caso, il gestore dell'infrastruttura interessato si adopera per proporre al richiedente una traccia ferroviaria di qualità e affidabilità equivalenti, che il richiedente ha diritto di accettare o rifiutare. La presente disposizione lascia impregiudicati eventuali diritti del richiedente in virtù dell'accordo di cui all'articolo 19, paragrafo 1 della direttiva 2001/14/CE.
7. Salvo in caso di forza maggiore e di chiusura di tratte ferroviarie per ragioni di sicurezza e di lavori urgenti lungo la linea, una traccia ferroviaria assegnata a un’operazione di traffico merci rapido a norma del presente articolo non può essere annullata meno di tre mesi prima dell'orario di servizio, a meno che il richiedente interessato non dia il proprio consenso a tale annullamento. In tal caso, il gestore dell'infrastruttura interessato si adopera per proporre al richiedente una traccia ferroviaria di qualità e affidabilità equivalenti, che il richiedente ha diritto di accettare o rifiutare. La presente disposizione lascia impregiudicati eventuali diritti del richiedente in virtù dell'accordo di cui all'articolo 19, paragrafo 1 della direttiva 2001/14/CE. In ogni caso, il richiedente può deferire la questione all'organismo di regolamentazione.
8. I gestori dell’infrastruttura del corridoio merci e il gruppo consultivo di cui all’articolo 7, paragrafo 6, istituiscono procedure per assicurare il coordinamento ottimale dell’assegnazione della capacità fra i gestori dell'infrastruttura, sia per le domande di cui all'articolo 12, paragrafo 1, sia per le domande presentate ai gestori dell'infrastruttura interessati. È tenuto altresì conto dell'accesso ai terminali.
8. Il comitato di gestione del corridoio merci e i gruppi consultivi di cui all’articolo 7, paragrafi 6 e 6 bis, istituiscono procedure per assicurare il coordinamento ottimale dell’assegnazione della capacità fra i gestori dell'infrastruttura, sia per le domande di cui all'articolo 12, paragrafo 1, sia per le domande presentate ai gestori dell'infrastruttura interessati. È tenuto altresì conto dell'accesso ai terminali.
Richiedenti autorizzati
In deroga all'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2001/14/CE, i richiedenti diversi dalle imprese ferroviarie e dalle loro associazioni internazionali possono richiedere linee ferroviarie per il trasporto merci quando queste ultime riguardano diverse sezioni del corridoio merci.
1. I gestori dell’infrastruttura del corridoio merci istituiscono procedure di coordinamento della gestione del traffico lungo il corridoio merci e possono istituire procedure di coordinamento della gestione del traffico lungo più corridoi merci.
1. Il comitato di gestione del corridoio merci istituisce procedure di coordinamento della gestione del traffico lungo il corridoio merci.
Articolo 14 - paragrafo 1 – nuovo comma
Il comitato di gestione dei corridoi merci collegati istituisce procedure di coordinamento del traffico lungo diversi corridoi merci.
1. Il comitato di gestione adotta obiettivi comuni in termini di puntualità e/o orientamenti per la gestione del traffico in caso di perturbazione della circolazione ferroviaria nel corridoio merci.
1. Il comitato di gestione elabora e pubblica nel prospetto informativo della rete di cui all’articolo 3 e all’allegato I della direttiva 2001/14/CE le regole di priorità fra i diversi tipi di traffico in caso di perturbazione della circolazione lungo il corridoio merci.
2. Ciascun gestore dell'infrastruttura interessato stabilisce regole di priorità per la gestione tra i vari tipi di traffico nella parte dei corridoi merci di cui è responsabile secondo gli obiettivi comuni e/o gli orientamenti di cui al paragrafo 1 del presente articolo. Tali regole di priorità sono pubblicate nel prospetto informativo della rete di cui all'articolo 3 della direttiva 2001/14/CE.
3. I principi per stabilire le regole di priorità prevedono almeno che non si modifichino, per quanto possibile, le tracce ferroviarie di cui all'articolo 13, paragrafi 3 e 5, assegnate ai treni merci che viaggiano puntualmente secondo l'orario di servizio. I principi per stabilire le regole di priorità mirano a ridurre al minimo il tempo di recupero complessivo sulla rete tenuto conto delle esigenze di tutti i tipi di trasporto. A tal fine, i gestori dell'infrastruttura possono coordinare la gestione tra i vari tipi di traffico lungo più corridoi merci.
3. I principi per stabilire le regole di priorità prevedono almeno che non si modifichino, per quanto possibile, le tracce ferroviarie di cui all'articolo 12 bis, paragrafo 1, assegnate ai treni merci che viaggiano puntualmente secondo l'orario di servizio. I principi per stabilire le regole di priorità mirano a ridurre al minimo il tempo di recupero complessivo sulla rete tenuto conto delle esigenze di tutti i tipi di trasporto. A tal fine, i gestori dell'infrastruttura possono coordinare la gestione tra i vari tipi di traffico lungo più corridoi merci.
Articolo 16 – lettera c
c) le informazioni concernenti le procedure di cui all'articolo 13, paragrafo 8 e all'articolo 14, paragrafo 2;
c) le informazioni concernenti le procedure di cui agli articoli 12, 13, 13 bis, 14 e 15;
1. I gestori dell'infrastruttura del corridoio merci promuovono la compatibilità fra i sistemi di prestazioni di cui all'articolo 11 della direttiva 2001/14/CE.
1. Il comitato di gestione del corridoio merci garantisce la coerenza fra i sistemi di prestazioni in vigore lungo il corridoio merci, come previsto all’articolo 11 della direttiva 2001/14/CE. Tale coerenza è verificata dagli organismi di regolamentazione, che cooperano a tal fine ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1 del presente regolamento.
1 bis. Per misurare la qualità del servizio e la capacità dei servizi nazionali e internazionali di trasporto merci per ferrovia lungo il corridoio merci, il comitato di gestione e il gruppo consultivo di cui all’articolo 7, paragrafo 6, definiscono gli indicatori di prestazioni del corridoio merci e li pubblicano almeno una volta all’anno. Le misure di esecuzione riguardanti gli indicatori in questione sono adottate, se necessario, secondo la procedura di regolamentazione di cui all’articolo 19, paragrafo 3.
Articolo 18 - paragrafo 1 – nuovo comma
Il comitato di gestione e altri terzi coinvolti nell’assegnazione delle capacità internazionali sono tenuti a fornire senza indugio agli organismi di regolamentazione interessati tutte le informazioni necessarie sulle tracce ferroviarie internazionali e sulle capacità di cui sono responsabili.
1 bis. Gli organismi di regolamentazione di cui all'articolo 30 della direttiva 2001/14/CE assicurano l'accesso non discriminatorio al corridoio e fungono da organi di ricorso ai sensi dell'articolo 30, paragrafo 2, della direttiva 2001/14/CE. Per promuovere la libera e leale concorrenza sul mercato dei trasporti ferroviari in Europa, viene istituito un livello di regolamentazione comparabile a livello europeo. Le autorità di regolamentazione sono facilmente accessibili per i partecipanti al mercato. Gli organismi di regolamentazione sono facilmente accessibili per i partecipanti al mercato. Essi sono in grado di adottare decisioni in modo indipendente ed efficace e dispongono di risorse finanziarie adeguate e di personale competente per esaminare tutti i reclami entro due mesi dal ricevimento di tutte le pertinenti informazioni.
La disomogeneità delle norme favorisce la concorrenza sleale sul mercato ferroviario. Per garantire un accesso al corridoio scevro da discriminazioni è necessario che il livello di regolamentazione negli Stati membri sia comparabile.
2. In caso di reclamo presentato ad un organismo di regolamentazione da un richiedente in materia di servizi internazionali di trasporto merci per ferrovia o nell’ambito di un’indagine avviata di propria iniziativa da parte di un organismo di regolamentazione, tale organismo consulta gli organismi di regolamentazione di tutti gli altri Stati membri attraversati dalla traccia ferroviaria internazionale per il trasporto merci in questione e chiede loro tutte le informazioni necessarie prima di prendere una decisione.
2. In caso di reclamo da parte di un richiedente in materia di servizi internazionali di trasporto merci per ferrovia o nell'ambito di un'indagine d'ufficio, l'organismo di regolamentazione interessato consulta l'organismo di regolamentazione di qualsiasi altro Stato membro sul cui territorio passa il corridoio merci in questione e gli chiede le informazioni necessarie prima di prendere una decisione. Gli altri organismi di regolamentazione forniscono tutte le informazioni che essi stessi hanno il diritto di chiedere in virtù della legislazione nazionale. Ove necessario, l'organismo di regolamentazione che ha ricevuto il reclamo o che ha avviato l'indagine d'ufficio trasferisce il fascicolo all'organismo di regolamentazione competente per adottare le misure pertinenti relativamente alle parti interessate secondo la procedura di cui all'articolo 30, paragrafi 5 e 6, della direttiva 2001/14/CE.
1. Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 4, paragrafo 8, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a partire dall'entrata in vigore del presente regolamento. La Commissione presenta una relazione sui poteri delegati non oltre sei mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è automaticamente prorogata per periodi di identica durata, tranne in caso di revoca da parte del Parlamento europeo o del Consiglio ai sensi dell'articolo 21.
1. Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 3, paragrafi 2 bis e 2 ter, e all'articolo 4, paragrafi 5, 6 e 9, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a partire dall’entrata in vigore del presente regolamento. La Commissione presenta una relazione sui poteri delegati non oltre sei mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è automaticamente prorogata per periodi di identica durata, tranne in caso di revoca da parte del Parlamento europeo o del Consiglio ai sensi dell'articolo 21.
L’emendamento armonizza la redazione della procedura degli atti delegati alla redazione decisa tra le istituzioni in altri fascicoli.
1. La delega di potere di cui all'articolo 20 può essere revocata dal Parlamento europeo o dal Consiglio.
1. La delega di potere di cui all’articolo 20 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio.
2. L'istituzione che ha avviato una procedura interna per decidere l'eventuale revoca della delega di potere informa l'altra istituzione e la Commissione non oltre un mese prima di prendere una decisione definitiva, specificando i poteri delegati che potrebbero essere oggetto di revoca e le relative motivazioni.
2. L’istituzione che ha avviato una procedura interna per decidere l’eventuale revoca della delega di potere si impegna a informare l’altra istituzione e la Commissione entro un arco di tempo ragionevole prima di prendere una decisione definitiva, indicando i poteri delegati che potrebbero essere oggetto di revoca e le eventuali relative motivazioni.
1. Il Parlamento europeo o il Consiglio possono muovere obiezioni all’atto delegato entro due mesi dalla data di notifica.
Articolo 22 - paragrafo 1 – nuovo comma
Su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio il periodo è prorogato di due mesi.
2. Se allo scadere di tale termine né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno mosso obiezioni all'atto delegato ovvero se, anteriormente a tale data, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno entrambi informato la Commissione della propria decisione di non muovere obiezioni, l'atto delegato entra in vigore alla data ivi fissata.
2. Se allo scadere di tale termine né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno mosso obiezioni all’atto delegato, quest’ultimo è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ed entra in vigore alla data ivi fissata.
Articolo 22 - paragrafo 2 – nuovo comma
L’atto delegato può essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ed entrare in vigore prima del termine di tale periodo se il Parlamento europeo e il Consiglio hanno informato la Commissione della loro intenzione di non muovere obiezioni.
Se, in caso di revisione degli orientamenti per la rete RTE-T secondo le modalità di cui all'articolo 21 della decisione n. 1692/96/CE, la Commissione conclude che è opportuno adattare il presente regolamento ai suddetti orientamenti, essa presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta tesa a modificare il presente regolamento di conseguenza. Analogamente, alcune decisioni adottate nel quadro del presente regolamento possono comportare la necessità di rivedere gli orientamenti per la rete RTE-T.
Sines-Lisbona/Leixões
-Madrid-San Sebastian-Bordeaux-Parigi-Metz
-Madrid-Bilbao-San Sebastian-Bordeaux-Parigi/Le Havre/Metz
Dati l'importanza del porto di Le Havre per il traffico di container (il 63% dei container movimentati nei porti francesi) e i vantaggi di un coordinamento interportuale rafforzato tra i tre grandi porti della Senna (Parigi-Rouen-Le Havre), l'inclusione di Le Havre permetterà di promuovere uno sviluppo coerente delle attività economiche e di ampliare gli hinterland su tale asse. Ciò è in linea con l'emendamento 16 del relatore, con la posizione comune del Consiglio e con le raccomandazioni del Parlamento nella sua relazione d'iniziativa sul futuro della politica relativa alla RTE-T.
Allegato I – punto 5
Gdynia-Katowice-Ostrava/Zilina-Vienna-Trieste/Capodistria
Gdynia - Varsavia -Katowice-Ostrava/Zilina-Bratislava/Vienna- Graz - Klagenfurt - Udine- Venezia/ Trieste /Capodistria/Bologna/Ravenna
Il corridoio merci n. 5 è già stato delineato a livello ministeriale nel 2006 in base al corridoio Baltico-Adriatico, al corridoio paneuropeo VI e alla RTE-T PP 23 e 25 (si veda l'acclusa lettera d'interesse firmata dai ministri). L'allegato I alla posizione del Consiglio non menziona città importanti nella tratta tra Vienna e Trieste già incluse nell'itinerario dalla lettera dei ministri.
Allegato I – punto 6
Almería-Valencia/Madrid-Saragozza/Barcellona Marsiglia-Lione-Torino-Udine-Trieste/Capodistria-Lubiana- Budapest-Zahony (confine tra Ungheria e Ucraina)
Almería-Valencia/ Madrid-Zaragoza/Barcelona-Marsiglia-Lione-Torino-Milano-Verona-Padova/Venezia - Trieste/Capodistria-Lubiana- Budapest-Zahony (confine tra Ungheria e Ucraina)
Il corridoio merci n. 6, basato sulla RTE-T PP 6, presenta un'interruzione nella tratta tra Torino e Trieste, mentre il PP 6 ha un itinerario più preciso lungo l'Italia settentrionale.
DE, NL, BE, PL, LT Bremerhaven/Rotterdam/Anversa-Aquisgrana/ Berlino-Varsavia-Terespol (confine tra Polonia e Bielorussia)/Kaunas
DE, NL, BE, PL, LT, LV, EST Bremerhaven/Rotterdam/Anversa-Aquisgrana/ Berlino-Varsavia-Terespol (confine tra Polonia e Bielorussia)/Kaunas-Riga-Tallinn
Allegato I – nota 1
1 "/" indica tracciati alternativi.
1 "/" indica tracciati alternativi. Coerentemente con i progetti prioritari RTE-T, i tracciati 4 e 6 dovranno essere completati in futuro dal progetto n. 16, l'asse ferroviario per il trasporto merci Sines/Algeciras-Madrid-Parigi che include l'attraversamento centrale dei Pirenei mediante un tunnel di base.
Testi adottati, 23.4.2009, P6_TA(2009)0285.
Parere del 15 luglio 2009.
Parere del 7 ottobre 2009.
Nell’ultimo decennio le politiche europee dei trasporti sono state caratterizzate da un crescente processo di liberalizzazione. Parallelamente, la crescita dei trasporti è stata costante, soprattutto nel settore del trasporto delle merci. Tuttavia, benché la Commissione nel suo Libro bianco pubblicato nel 2001 dal titolo “La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte” riconosca il ruolo chiave del trasporto ferroviario nel quadro dei trasporti europei, la quota di mercato di questo modo ha continuato a registrare una flessione nel trasporto merci: nel 2005 rappresentava solo il 10% del segmento di mercato del trasporto merci contro l’oltre 20% degli anni settanta. Il mutato contesto del settore dei trasporti emerso negli ultimi dieci anni può in parte spiegare queste difficoltà, con la sempre maggiore apertura dei mercati ferroviari internazionali con tre pacchetti ferrovia, in assenza di un’armonizzazione adeguata e di sufficienti sinergie tra sistemi ferroviari nazionali. Oggi il mercato del trasporto merci per ferrovia deve affrontare una sfida che consiste nel migliorare la qualità dei suoi servizi, una mancata conformità che lo ostacola nel gioco di concorrenza nei confronti di altri modi di trasporto merci.
La proposta della Commissione riguardo alla realizzazione di corridoi merci europei
Per affrontare questa sfida, la Commissione ha avanzato l’idea di riservare un trattamento migliore al trasporto di merci e nel dicembre 2008 ha proposto un regolamento che istituisce una rete ferroviaria competitiva per un trasporto merci competitivo. La proposta della Commissione mira a organizzare e definire norme per i corridoi internazionali ferroviari di trasporto merci, soprattutto per quanto concerne la loro selezione e l’organizzazione amministrativa. Il documento presenta i criteri per la selezione dei corridoi merci da parte degli Stati membri e ne definisce gli organi di gestione. Saranno collegati almeno due Stati membri e il corridoio farà parte della RTE-T. Tali corridoi dovrebbero essere intesi a consentire uno sviluppo significativo del traffico merci su rotaia, sulla base di un’analisi socioeconomica.
La proposta suggerisce anche la gestione armonizzata tra i gestori dell’infrastruttura per quanto riguarda l’assegnazione delle linee ferroviarie, la gestione del traffico e gli investimenti lungo i corridoi. Indica le norme e gli strumenti collegati alla gestione del corridoio merci, ad esempio la creazione di uno “sportello unico” per le domande di linee ferroviarie. L’organo di gestione dovrebbe anche definire una categoria specifica denominata “traffico merci prioritario” per merci per le quali il rispetto dei tempi di trasporto è particolarmente importante. Le regole per la gestione del traffico, in particolare le regole di priorità per il “traffico merci prioritario” in caso di perturbazione della circolazione sono elaborate e pubblicate dai gestori dell’infrastruttura.
Il Parlamento europeo ha adottato la sua prima lettura in merito alle proposte in questione nell’aprile 2009 sostenendo ampiamente l’obiettivo della Commissione di creare una rete ferroviaria per un trasporto merci competitivo attraverso la realizzazione di corridoi nell’Unione europea. Il termine “traffico merci prioritario” è stato sostituito ed è stata introdotta una maggiore flessibilità nel funzionamento delle regole di priorità e nell’assegnazione delle linee ferroviarie, onde conformarsi alle esigenze del mercato e ai principi regolamentari definiti dall’organo di gestione. Il Parlamento ha introdotto alcune modifiche nell’organizzazione degli organi di gestione dei corridoi prevedendo la partecipazione delle imprese ferroviarie su una base consultiva e l’istituzione di un comitato esecutivo con membri nazionali.
La posizione del Consiglio in prima lettura
Nel giugno 2009 è stato raggiunto un accordo politico in seno al Consiglio, adottato poi formalmente il 22 febbraio 2010. Con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, diverse disposizioni presenti nel testo hanno dovuto essere adattate in funzione della comitatologia.
La principale modifica nel progetto di regolamento decisa in seno al Consiglio riguarda la designazione dei primi corridoi merci elencati in un nuovo allegato al testo al massimo dopo tre, o eccezionalmente dopo cinque anni dalla sua entrata in vigore. Sono previste anche le procedure per la realizzazione di corridoi aggiuntivi e per la modifica o prolungamento di corridoi esistenti.
La posizione del Consiglio in prima lettura cerca di conciliare la riserva di capacità per treni merci con il normale trasporto di passeggeri, menzionando la necessità di capacità di trasporto passeggero in un progetto di regolamento concernente il trasporto merci.
Il testo del Consiglio ha soppresso il diritto dei richiedenti diversi dalle imprese ferroviarie di chiedere linee ferroviarie per il trasporto merci, consentendo tale richiesta solo se le linee sono ubicate in Stati membri in cui il diritto nazionale accetta questo tipo di richiesta.
Per quanto riguarda l’organizzazione dei corridoi, il Consiglio ha proposto di suddividere l’organo amministrativo che gestisce il corridoio in un comitato di gestione, costituito dai gestori dell’infrastruttura, e un comitato esecutivo, formato da rappresentanti di Stati membri, dotato di ulteriori competenze rispetto a quanto previsto dalla prima lettura del Parlamento. Le competenze dello sportello unico sono state notevolmente ridotte, limitando il ruolo a una funzione informativa.
Il relatore propone una raccomandazione volta a modificare la posizione del Consiglio in prima lettura, tenendo contro della prima lettura del Parlamento. Alcuni degli aspetti della posizione comune sono compatibili con la prima lettura del Parlamento, per esempio la creazione di un comitato esecutivo, già proposta dal Parlamento europeo.
Il relatore ha anche cercato di reintrodurre gli emendamenti parlamentari nella posizione del Consiglio in prima lettura in merito a partecipazione dell’impresa ferroviaria al comitato di gestione, piani di investimento e accesso dei richiedenti autorizzati ai corridoi. Aspetto ancora più importante, il relatore ha reintrodotto alcuni riferimenti alla categoria specifica del trasporto merci (“traffico merci rapido”) che il Consiglio aveva cancellato, nonché alcuni emendamenti del Parlamento sull’assegnazione di capacità di linee ferroviarie, che dovrebbe essere decisa in base a una valutazione preliminare.
Infine, il relatore ha proposto alcune nuove formulazioni nella posizione del Consiglio in prima lettura:
- per quanto riguarda lo sportello unico, il relatore ritiene sia una disposizione chiave nel regolamento e propone alcune formulazioni per rinforzarne l’uso nel processo di assegnazione delle linee ferroviarie;
- per quanto riguarda la selezione dei corridoi, sono stati previsti alcuni adeguamenti in merito alla presentazione dei criteri, che sono stati spostati dall’allegato II al nuovo articolo. La convalida dell’elenco dei corridoi e la selezione di altri corridoi dovrebbe avvenire in base a un calendario più breve rispetto a quello proposto dal Consiglio, onde consentire un’attuazione più rapida del regolamento;
- il progetto di raccomandazione contempla alcune formulazioni sull’adeguamento delle precedenti procedure di comitato agli atti delegati, come previsto dal trattato di Lisbona.
Rete ferroviaria europea per un trasporto merci competitivo (Testo con rilevanza SEE)
Ultimo aggiornamento: 3 giugno 2010 Avviso legale

References: Articolo 3

Articolo 7

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 13

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 16

Articolo 18

Articolo 22

Articolo 22