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Timestamp: 2016-10-23 12:07:44+00:00

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D.Lgs. 2012
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2001)
GU 302 del 29/12/2000 - SO 219
[ art. 34 - 67 ] [
art. 68 - 101 ] [ art. 102 -
132 ] [ art. 133 - 158 ]
Art. 1. - Risultati differenziali
1. Per l'anno 2001, il livello massimo del saldo
netto da finanziare resta determinato in termini di competenza in lire 74.000
miliardi, al netto di lire 34.349 miliardi per regolazioni debitorie, nonché
degli importi posti a carico del bilancio dello Stato ai sensi dell'articolo 68,
comma 8. Tenuto conto delle operazioni di rimborso di prestiti, il livello
massimo del ricorso al mercato finanziario di cui all'articolo 11 della legge 5
agosto 1978, n. 468, come modificato dall'articolo 2, commi 13, 14, 15, 16 e 17,
della legge 25 giugno 1999, n. 208, ivi compreso l'indebitamento all'estero per
un importo complessivo non superiore a lire 4.000 miliardi relativo ad
interventi non considerati nel bilancio di previsione per il 2001, resta
fissato, in termini di competenza, in lire 455.200 miliardi per l'anno
finanziario 2001.
2. Per gli anni 2002 e 2003 il livello massimo del
saldo netto da finanziare del bilancio pluriennale a legislazione vigente,
tenuto conto degli effetti della presente legge, è determinato,
rispettivamente, in lire 73.500 miliardi ed in lire 55.000 miliardi, al netto di
lire 11.429 miliardi per l'anno 2002 e lire 6.029 miliardi per l'anno 2003, per
le regolazioni debitorie; il livello massimo del ricorso al mercato è
determinato, rispettivamente, in lire 339.500 miliardi ed in lire 328.000
miliardi. Per il bilancio programmatico degli anni 2002 e 2003, il livello
massimo del saldo netto da finanziare è determinato, rispettivamente, in lire
62.600 miliardi ed in lire 49.200 miliardi ed il livello massimo del ricorso al
mercato è determinato, rispettivamente, in lire 328.000 miliardi ed in lire
323.000 miliardi.
3. I livelli del ricorso al mercato di cui ai commi 1 e
2 si intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare prima
della scadenza o ristrutturare passività preesistenti con ammortamento a carico
4. Le eventuali maggiori entrate rispetto alle
previsioni iniziali riscontrate nel 2001 a seguito dell'approvazione degli atti
di cui all'articolo 17, commi primo e secondo, della legge 5 agosto 1978, n.
468, sono destinate prioritariamente a garantire il conseguimento degli
obiettivi pluriennali relativi all'indebitamento netto delle pubbliche
amministrazioni e ai saldi di finanza pubblica definiti dal Documento di
programmazione economico-finanziaria 2001-2004, come approvato dalla relativa
risoluzione parlamentare, nonché dalla presente legge. Le eventuali maggiori
entrate eccedenti rispetto a tali obiettivi e non riconducibili alla maggiore
crescita economica rispetto a quella prevista nel Documento di programmazione
economico-finanziaria sono destinate alla riduzione della pressione fiscale,
salvo che si renda necessario finanziare interventi urgenti e imprevisti
connessi a calamità naturali, pericoli per la sicurezza del Paese o situazioni
di emergenza economico-finanziaria.
DISPOSIZIONI PER LA RIDUZIONE DEL CARICO FISCALE DELLE FAMIGLIE
Art. 2. - Disposizioni in materia di imposte
sui redditi relative alla riduzione delle aliquote e alla disciplina delle
detrazioni e delle deduzioni
1. Al testo unico delle imposte sui redditi, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
a) all'articolo 10, comma 3-bis, primo periodo, in
materia di deduzione per l'abitazione principale, le parole: "fino a lire
1.800.000" sono sostituite dalle seguenti: "fino all'ammontare della
rendita catastale dell'unità immobiliare stessa e delle relative
pertinenze,"; nel medesimo comma il secondo periodo è soppresso;
b) all'articolo 10, comma 3-bis, il quinto periodo è
sostituito dal seguente: "Non si tiene conto della variazione della dimora
abituale se dipendente da ricovero permanente in istituti di ricovero o
sanitari, a condizione che l'unità immobiliare non risulti locata";
c) all'articolo 11, comma 1, concernente le aliquote e
gli scaglioni dell'imposta sul reddito delle persone fisiche:
1) la lettera a), relativa al primo scaglione di
reddito, è sostituita dalla seguente:
"a) fino a lire 20.000.000 ........ 18
per cento;";
2) la lettera b), relativa al secondo scaglione
di reddito, è sostituita dalla seguente:
"b) oltre lire 20.000.000 e fino a
lire 30.000.000 ....... 24 per cento, per l'anno 2001, 23 per cento, per l'anno
2002, e 22 per cento, a decorrere dall'anno 2003;";
3) nella lettera c), relativa al terzo scaglione
di reddito, le parole: "33,5 per cento" sono sostituite dalle
seguenti: "32 per cento a decorrere dall'anno 2001";
4) nella lettera d), relativa al quarto scaglione
di reddito, le parole: "39,5 per cento" sono sostituite dalle
seguenti: "39 per cento, per l'anno 2001, 38,5 per cento, per l'anno 2002,
e 38 per cento, a decorrere dall'anno 2003";
5) nella lettera e), relativa al quinto scaglione
di reddito, le parole: "45,5 per cento" sono sostituite dalle
seguenti: "45 per cento, per l'anno 2001, 44,5 per cento, per l'anno 2002,
e 44 per cento, a decorrere dall'anno 2003";
d) all'articolo 12, comma 1, lettera b), in materia di
detrazioni per carichi di famiglia, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:
"L'importo di lire 516.000 per l'anno 2001 e di lire 552.000 a decorrere
dal 1º gennaio 2002 è aumentato, rispettivamente, a lire 552.000 per l'anno
2001 e a lire 588.000 a decorrere dal 1º gennaio 2002, a condizione che il
reddito complessivo non superi lire 100.000.000. I predetti importi sono
aumentati a lire 616.000 per l'anno 2001 e a lire 652.000 a decorrere dal 1º
gennaio 2002, quando la detrazione sia relativa ai figli successivi al primo,
sempre che il reddito complessivo non superi lire 100.000.000";
e) all'articolo 13, relativo alle altre detrazioni:
"1. Se alla formazione del reddito
complessivo concorrono uno o più redditi di lavoro dipendente spetta una
detrazione dall'imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro o di pensione
nell'anno, anche a fronte delle spese inerenti alla produzione del reddito,
secondo i seguenti importi:
a) lire 2.220.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro dipendente non supera lire 12.000.000;
b) lire 2.100.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 12.000.000 ma
non a lire 12.300.000;
c) lire 2.000.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 12.300.000 ma
non a lire 12.600.000;
d) lire 1.900.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 12.600.000 ma
non a lire 15.000.000;
e) lire 1.750.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 15.000.000 ma
non a lire 15.300.000;
f) lire 1.600.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 15.300.000 ma
non a lire 15.600.000;
g) lire 1.450.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 15.600.000 ma
non a lire 15.900.000;
h) lire 1.330.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 15.900.000 ma
non a lire 16.000.000;
i) lire 1.260.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 16.000.000 ma
non a lire 17.000.000;
l) lire 1.190.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 17.000.000 ma
non a lire 18.000.000;
m) lire 1.120.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 18.000.000 ma
non a lire 19.000.000;
n) lire 1.050.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 19.000.000 ma
non a lire 30.000.000;
o) lire 950.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 30.000.000 ma non a lire
40.000.000;
p) lire 850.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 40.000.000 ma non a lire
50.000.000;
q) lire 750.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 50.000.000 ma non a lire
60.000.000;
r) lire 650.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 60.000.000 ma non a lire
60.300.000;
s) lire 550.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 60.300.000 ma non a lire
70.000.000;
t) lire 450.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 70.000.000 ma non a lire
80.000.000;
u) lire 350.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 80.000.000 ma non a lire
90.000.000;
v) lire 250.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 90.000.000 ma non a lire
90.400.000;
z) lire 150.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 90.400.000 ma non a lire
100.000.000;
aa) lire 100.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro dipendente è superiore a lire 100.000.000";
2) nel comma 2, all'alinea, dopo le parole:
"redditi di pensione" sono inserite le seguenti: ", redditi di
terreni per un importo non superiore a lire 360.000";
3) nel comma 2-ter, le parole: "il reddito
derivante dagli assegni periodici percepiti in conseguenza di separazione legale
ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei
suoi effetti civili" sono soppresse e le parole: "il reddito derivante
da rapporti di lavoro dipendente di durata inferiore all'anno" sono
sostituite dalle seguenti: "il reddito derivante da rapporti di lavoro
dipendente con contratti a tempo indeterminato di durata inferiore
all'anno";
4) dopo il comma 2-ter, è inserito il seguente:
"2-quater. Se alla formazione del
reddito complessivo concorrono soltanto il reddito, non superiore alla deduzione
prevista dall'articolo 10, comma 3-bis, dell'unità immobiliare adibita ad
abitazione principale e delle relative pertinenze, il reddito derivante dai
rapporti di lavoro dipendente con contratto a tempo determinato di durata
inferiore all'anno e il reddito derivante dagli assegni periodici percepiti in
conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento
del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, spetta una detrazione
a) lire 400.000, se l'ammontare del reddito
complessivo non supera lire 9.100.000;
b) lire 300.000, se l'ammontare del reddito
complessivo supera lire 9.100.000 ma non lire 10.000.000;
c) lire 200.000 se l'ammontare del reddito
complessivo supera lire 10.000.000 ma non lire 11.000.000;
d) lire 100.000 se l'ammontare del reddito
complessivo supera lire 11.000.000 ma non lire 12.000.000"
5) il comma 3 è sostituito dal seguente:
"3. Se alla formazione del reddito
complessivo concorrono uno o più redditi di lavoro autonomo di cui al comma 1
dell'articolo 49 o d'impresa di cui all'articolo 79, spetta una detrazione
dall'imposta lorda, non cumulabile con quella prevista dal comma 1, pari a:
a) lire 1.110.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa non supera lire
9.100.000;
b) lire 1.000.000 se l'ammontare
complessivo dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire
9.100.000 ma non a lire 9.300.000;
c) lire 900.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 9.300.000 ma non
a lire 9.600.000;
d) lire 800.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 9.600.000 ma non
a lire 9.900.000;
e) lire 700.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 9.900.000 ma non
a lire 15.000.000;
f) lire 600.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 15.000.000 ma
g) lire 480.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 15.300.000 ma
h) lire 410.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 16.000.000 ma
i) lire 340.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 17.000.000 ma
l) lire 270.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 18.000.000 ma
m) lire 200.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 19.000.000 ma
n) lire 100.000 se l'ammontare complessivo
dei redditi di lavoro autonomo e di impresa è superiore a lire 30.000.000 ma
non a lire 60.000.000"
f) all'articolo 13-bis, comma 1, lettera
b), in materia di detrazioni per oneri:
1) al primo periodo, le parole: "sei
mesi" sono sostituite dalle seguenti: "un anno";
2) al secondo periodo, le parole: "nei sei
mesi antecedenti o successivi" sono sostituite dalle seguenti:
"nell'anno precedente o successivo";
3) dopo il terzo periodo è inserito il seguente:
"In caso di acquisto di unità immobiliare locata, la detrazione spetta a
condizione che entro tre mesi dall'acquisto sia stato notificato al locatario
un anno dal rilascio l'unità immobiliare sia adibita ad abitazione
principale";
4) al quarto periodo, le parole: "il
contribuente dimora abitualmente" sono sostituite dalle seguenti: "il
contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente";
5) dopo il quinto periodo sono inseriti i
seguenti: "Non si tiene conto, altresì, delle variazioni dipendenti da
ricoveri permanenti in istituti di ricovero o sanitari, a condizione che
l'unità immobiliare non risulti locata. Nel caso l'immobile acquistato sia
oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia, comprovata dalla relativa
concessione edilizia o atto equivalente, la detrazione spetta a decorrere dalla
due anni dall'acquisto";
5-bis) è aggiunto, in fine, il seguente periodo:
"Se il mutuo è intestato ad entrambi i coniugi, ciascuno di essi può
fruire della detrazione unicamente per la propria quota di interessi; in caso di
coniuge fiscalmente a carico dell'altro la detrazione spetta a quest'ultimo per
entrambe le quote";
g) all'articolo 13-bis, comma 1, lettera c), in materia
di detrazioni per spese sanitarie, dopo il nono periodo è inserito il seguente:
"La medesima ripartizione della detrazione in quattro quote annuali di pari
importo è consentita, con riferimento alle altre spese di cui alla presente
lettera, nel caso in cui queste ultime eccedano, complessivamente, il limite di
lire 30 milioni annue";
h) all'articolo 13-ter, in materia di detrazioni per
canoni di locazione:
1) al comma 1, lettera a), le parole: "lire
640.000" sono sostituite dalle seguenti: "lire 960.000";
2) al comma 1, lettera b), le parole: "lire
320.000" sono sostituite dalle seguenti: "lire 480.000";
3) dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
"1-bis. A favore dei lavoratori
dipendenti che hanno trasferito o trasferiscono la propria residenza nel comune
di lavoro o in uno di quelli limitrofi nei tre anni antecedenti quello di
richiesta della detrazione, e siano titolari di qualunque tipo di contratto di
locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale degli stessi e
situate nel nuovo comune di residenza, a non meno di 100 chilometri di distanza
dal precedente e comunque al di fuori della propria regione, spetta una
detrazione, per i primi tre anni, rapportata al periodo dell'anno durante il
quale sussiste tale destinazione, nei seguenti importi:
a) lire 1.920.000, se il reddito
complessivo non supera lire 30 milioni;
b) lire 960.000, se il reddito complessivo
supera lire 30 milioni ma non lire 60 milioni";
i) all'articolo 48-bis, comma 1, lettera a-bis),
concernente la determinazione del reddito del personale dipendente del Servizio
sanitario nazionale per l'attività libero-professionale intramuraria esercitata
presso studi professionali privati, le parole: "nella misura del 90 per
cento" sono sostituite dalle seguenti: "nella misura del 75 per
2. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
concernente detrazioni per interventi di ristrutturazione del patrimonio
edilizio privato, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, terzo periodo, dopo le parole:
"alla eliminazione delle barriere architettoniche," sono inserite le
seguenti: "aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, alla realizzazione
di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro
mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed
esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap in situazioni di
gravità, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.
104, all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di
atti illeciti da parte di terzi," e dopo le parole: "sulle parti
strutturali" sono aggiunte le seguenti: ", e all'esecuzione di opere
volte ad evitare gli infortuni domestici";
b) al comma 6, le parole: "nel periodo d'imposta
in corso alla data del 1º gennaio 2000" sono sostituite dalle seguenti:
"nei periodi d'imposta in corso alla data del 1º gennaio degli anni 2000 e
2001".
3. All'articolo 13 della legge 15 dicembre 1998, n.
441, concernente norme per la diffusione e la valorizzazione dell'imprenditoria
giovanile in agricoltura, le parole: "nel periodo d'imposta 2000" sono
sostituite dalle seguenti: "nei periodi d'imposta 2000 e 2001".
4. Ai fini delle detrazioni di cui all'articolo 1 della
legge 27 dicembre 1997, n. 449, per i lavori iniziati entro il 30 giugno 2000,
si considerano validamente presentate le comunicazioni di cui al decreto del
Ministro delle finanze 18 febbraio 1998, n. 41, trasmesse entro novanta giorni
dall'inizio dei lavori.
5. Ai fini della determinazione del reddito delle
cooperative edilizie a proprietà indivisa si deduce un importo pari alla
rendita catastale di ciascuna unità immobiliare adibita ad abitazione
principale dei soci assegnatari e delle relative pertinenze.
6. All'articolo 17 del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 504, e successive modificazioni, il comma 3 è abrogato.
7. All'articolo 6 della legge 23 dicembre 1999, n. 488,
i commi 9, 10 e 11 sono abrogati.
8. Le disposizioni del comma 1, lettere a), e), numero
2), e h), numeri 1) e 2), si applicano a decorrere dal periodo d'imposta 2000;
quelle di cui al medesimo comma, lettere b), c), d), e), numeri 1), 3), 4) e 5),
f), g) e h), numero 3), e i), si applicano a decorrere dal periodo d'imposta
2001. Le disposizioni dei commi 6 e 7 si applicano a decorrere dal periodo
d'imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 1999.
9. Le modifiche apportate dalle disposizioni di cui al
presente titolo in materia di imposta sul reddito delle persone fisiche valgono
ai fini della restituzione del drenaggio fiscale disciplinata dall'articolo 3,
comma 2, del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 aprile 1989, n. 154, e dall'articolo 9, comma 1, del
decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384, convertito, con modificazioni, dalla
legge 14 novembre 1992, n. 438.
10. In deroga all'articolo 17, comma 1, del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, sono legittimi
gli atti compiuti dai sostituti di imposta che, nell'ipotesi in cui abbiano
impiegato somme proprie per corrispondere l'acconto di cui all'articolo 1 del
decreto-legge 30 settembre 2000, n. 268, convertito, con modificazioni, dalla
legge 23 novembre 2000, n. 354, abbiano utilizzato il relativo credito in
compensazione con i versamenti da effettuare nel mese di dicembre 2000.
Art. 3. - Disposizioni fiscali in materia di
pensioni, assegni di fonte estera, nonché di redditi da lavoro dipendente
prestato all'estero
1. Per i periodi d'imposta precedenti a quello in
corso al 31 dicembre 2000, i redditi derivanti da pensioni di ogni genere ed
assegni ad esse equiparati di fonte estera, imponibili in Italia per effetto di
disciplina convenzionale, possono essere dichiarati entro il 30 giugno 2001 con
apposita istanza. A tali redditi si applica l'aliquota marginale del
contribuente ovvero quella del 25 per cento in caso di omessa presentazione
della dichiarazione, per l'anno cui si riferiscono i redditi. Non si fa luogo
all'applicazione di soprattasse, pene pecuniarie ed interessi a condizione che
sia versata una somma pari al 25 per cento delle imposte così calcolate. Le
somme dovute ai sensi del presente comma devono essere versate in quattro rate
di pari importo da corrispondere entro le date del 15 dicembre 2001, del 15
giugno 2002, del 15 dicembre 2002 e del 15 giugno 2003 senza applicazione di
interessi. Le disposizioni del presente comma si applicano altresì alle
controversie pendenti originate da avvisi di accertamento riguardanti i redditi
di cui al presente comma nonché a coloro i quali si siano avvalsi della
facoltà di cui all'articolo 9-bis del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, anche entro i
termini stabiliti dall'articolo 38 della legge 8 maggio 1998, n. 146, e
dall'articolo 45, comma 14, della legge 17 maggio 1999, n. 144.
2. Per gli anni 2001 e 2002, i redditi derivanti da lavoro
dipendente prestato, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto,
all'estero in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi da soggetti
residenti nel territorio dello Stato sono esclusi dalla base imponibile; i
percettori dei suddetti redditi non possono in alcun caso essere considerati
fiscalmente a carico e, se richiedono prestazioni sociali agevolate alla
pubblica amministrazione, sono comunque tenuti a dichiararli all'ufficio
erogatore della prestazione, ai fini della valutazione della propria situazione
DISPOSIZIONI FISCALI PER FAVORIRE LO SVILUPPO EQUILIBRATO
Art. 4. - Riduzione della aliquota IRPEG
1. Al testo unico delle imposte sui redditi,
a) all'articolo 14, comma 1, in materia di credito
d'imposta per gli utili distribuiti da società ed enti, le parole: "pari
al 58,73 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "pari al 56,25 per
cento, per le distribuzioni deliberate a decorrere dal periodo d'imposta
successivo a quello in corso al 1º gennaio 2001, e al 53,85 per cento, per le
distribuzioni deliberate a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello
in corso al 1º gennaio 2003,";
b) all'articolo 91, in materia di aliquota dell'imposta
sul reddito delle persone giuridiche, le parole: "con l'aliquota del 37 per
cento" sono sostituite dalle seguenti: "con l'aliquota del 36 per
cento, a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1º gennaio 2001, e del 35
per cento, a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1º gennaio 2003";
c) all'articolo 105, comma 4, in materia di credito
d'imposta ai soci o partecipanti sugli utili distribuiti, le parole: "nella
misura del 58,73 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "nella
misura del 56,25 per cento, per i proventi conseguiti a decorrere dal periodo
d'imposta in corso al 1º gennaio 2001, e del 53,85 per cento, per i proventi
conseguiti a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1º gennaio
2003,";
d) all'articolo 105, comma 5, le parole: "di un
importo pari al 58,73 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "di
un importo pari al 56,25 per cento, per le distribuzioni deliberate a decorrere
dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 1º gennaio 2001, e al
53,85 per cento, per le distribuzioni deliberate a decorrere dal periodo
d'imposta successivo a quello in corso al 1º gennaio 2003,".
2. All'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 467, in materia di imposta sostitutiva della maggiorazione di
conguaglio e di credito di imposta sugli utili societari, l'ultimo periodo è
sostituito dal seguente: "A tale fine si considera come provento non
assoggettato a tassazione la quota del 47,22 per cento di dette plusvalenze e di
detto reddito conseguiti a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1º
gennaio 2001, e del 45,72 per cento delle plusvalenze e dei redditi medesimi
conseguiti a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 1º gennaio 2003; per
le società quotate, tali misure sono pari, rispettivamente, all'80,56 e all'80
3. Per il reddito del periodo d'imposta in corso alla
data del 1º gennaio 2001, la misura del 48,65 per cento, prevista dall'articolo
2, comma 10, della legge 13 maggio 1999, n. 133, in materia di reddito
d'impresa, è ridotta al 47,22 per cento.
4. La misura dell'acconto dell'imposta sul reddito
delle persone giuridiche, per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2001,
è ridotta dal 98 per cento al 93,5 per cento; per il periodo d'imposta in corso
al 31 dicembre 2002, è aumentata dal 98 per cento al 98,5 per cento; a
decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2003, è aumentata dal
98 per cento al 99 per cento.
Art. 5. - Emersione di basi imponibili e
riduzione del carico tributario sui redditi d'impresa
1. Le maggiori entrate che risulteranno
dall'aumento delle basi imponibili dei tributi erariali e dei contributi sociali
per effetto dell'applicazione delle disposizioni per favorire l'emersione, di
cui all'articolo 116 della presente legge, sono destinate ad un fondo istituito
presso lo stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica finalizzato, con appositi provvedimenti, alla riduzione
dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche e dell'imposta sul reddito
delle persone fisiche gravanti sul reddito d'impresa. La riduzione è effettuata
con priorità temporale nelle aree e nei territori di cui al comma 10
dell'articolo 7.
2. Con decreto del Ministro delle finanze, da adottare
entro il 31 marzo 2002, sono determinate le maggiori entrate di cui al comma 1,
derivanti dai contratti di riallineamento e di emersione registrati entro il 30
novembre 2001, in relazione all'aumento, nel corso degli anni dal 2001 al 2005,
delle basi imponibili e alla progressiva riduzione delle agevolazioni concesse
ai soggetti aderenti ai contratti di emersione.
3. In relazione alle stime del maggior gettito,
determinato ai sensi del comma 2, è disposta, a decorrere dal 2002, la
riduzione delle imposte di cui al comma 1.
Art. 6. - Disposizioni in materia di
tassazione del reddito di impresa
1. All'articolo 16, comma 1, lettera d), del testo
unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di redditi soggetti a tassazione
separata, sono aggiunte, in fine, le parole: "e delle società di
2. All'articolo 79, comma 8, del testo unico delle
imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, concernente la determinazione del reddito delle imprese
autorizzate all'autotrasporto, dopo il primo periodo, è inserito il seguente:
"Per le medesime imprese compete, altresì, una deduzione forfetaria annua
di lire 300.000 per ciascun motoveicolo e autoveicolo avente massa complessiva a
pieno carico non superiore a 3.500 chilogrammi".
3. Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 21
della legge 23 dicembre 1998, n. 448, in materia di deduzione forfetaria in
favore degli esercenti di impianti di distribuzione di carburante, si applicano
per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2001 e per i due periodi di
imposta successivi.
[4. soppresso]
[5. soppresso]
6. Le disposizioni del comma 2 si applicano a decorrere
dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre
2000; a decorrere dal medesimo periodo d'imposta si applicano le disposizioni
del comma 5, fermo restando il diritto al riporto a nuovo maturato in base alle
disposizioni previgenti.
7. I soggetti che, avendo in precedenti esercizi
imputato gli ammortamenti anticipati a riduzione del costo dei beni, adottino la
diversa metodologia contabile di imputazione alla speciale riserva prevista
dall'articolo 67, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, possono
riclassificare gli ammortamenti anticipati pregressi imputandoli alla suddetta
riserva, al netto dell'importo destinato al fondo imposte differite.
8. All'articolo 14, comma 1, alinea, della legge 15
dicembre 1998, n. 441, recante norme a favore dell'imprenditoria giovanile in
agricoltura, le parole: "a fondi rustici" sono sostituite dalle
seguenti: "ai beni costituenti l'azienda, ivi compresi i fabbricati, le
pertinenze, le scorte vive e morte e quant'altro strumentale all'attività
9. All'articolo 14, comma 6, della legge 15 dicembre
1998, n. 441, il primo periodo è sostituito dal seguente: "Per favorire
l'introduzione e la tenuta della contabilità da parte delle imprese condotte da
giovani agricoltori o da società di cui all'articolo 2, il Ministro delle
politiche agricole e forestali, d'intesa con le regioni interessate, è
autorizzato a stipulare accordi o convenzioni per fornire assistenza, formazione
e informatizzazione".
10. Per le finalità di cui al comma 9 possono essere
utilizzati anche i fondi residui disponibili sul capitolo 7627 dello stato di
previsione del Ministero delle politiche agricole e forestali.
11. Alle persone fisiche in possesso della qualifica di
imprenditore agricolo, partecipanti ad imprese familiari o socie delle società
semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice si applicano le condizioni
previste dall'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 601, sempre che le suddette società o imprese familiari
rivestano la qualifica di soci nella stessa cooperativa agricola.
12. All'articolo 45, comma 1, del decreto legislativo
15 dicembre 1997, n. 446, recante istituzione dell'imposta regionale sulle
attività produttive, le parole: "e al 1º gennaio 1999" sono
sostituite dalle seguenti: ", al 1º gennaio 1999 e al 1º gennaio
2000"; nel medesimo comma le parole: "per i quattro periodi d'imposta
successivi, l'aliquota è stabilita, rispettivamente, nelle misure del 2,3, del
2,5" sono sostituite dalle seguenti: "per i tre periodi d'imposta
successivi, l'aliquota è stabilita, rispettivamente, nella misura del
13. La quota di reddito delle piccole e medie imprese
destinata a investimenti ambientali, come definiti al comma 15, non concorre a
formare il reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito.
14. Se i beni oggetto degli investimenti agevolati di
cui al comma 13 sono ceduti entro il secondo periodo d'imposta successivo a
quello in cui gli investimenti ambientali sono effettuati, il reddito escluso
dall'imposizione si determina diminuendo l'ammontare degli investimenti
ambientali di un importo pari alla differenza tra i corrispettivi derivanti
dalle predette cessioni e i costi sostenuti nello stesso periodo d'imposta per
la realizzazione degli investimenti ambientali.
15. Per investimento ambientale si intende il costo di
acquisto delle immobilizzazioni materiali di cui all'articolo 2424, primo comma,
lettera B), n. II, del codice civile, necessarie per prevenire, ridurre e
riparare danni causati all'ambiente. Sono in ogni caso esclusi gli investimenti
realizzati in attuazione di obblighi di legge. Gli investimenti ambientali vanno
calcolati con l'approccio incrementale.
16. A decorrere dal 1º gennaio 2001, le imprese
interessate sono tenute a rappresentare nel bilancio di esercizio gli
investimenti ambientali realizzati.
17. Il Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, d'intesa con il Ministro dell'ambiente che si avvale
dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, sentite le categorie
professionali interessate, effettua nell'anno 2001 un censimento degli
18. All'onere derivante dalle misure agevolative di cui
ai commi da 13 a 17 si provvede mediante l'istituzione di un apposito fondo
presso il Ministero delle finanze con una dotazione di lire 7,7 miliardi per il
2001, 150 miliardi per il 2002 e 150 miliardi per il 2003.
19. A decorrere dal secondo periodo di imposta
successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente
legge, la quota di reddito di cui al comma 13 corrisponde all'eccedenza rispetto
alla media degli investimenti ambientali realizzati nei due periodi di imposta
20. All'articolo 65, comma 2, del testo unico delle
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, concernente oneri di utilità
sociale, dopo la lettera c-nonies) è aggiunta la seguente:
"c-decies) le erogazioni liberali in
denaro a favore di organismi di gestione di parchi e riserve naturali, terrestri
e marittimi, statali e regionali, e di ogni altra zona di tutela speciale
paesistico-ambientale come individuata dalla vigente disciplina, statale e
regionale, nonché gestita dalle associazioni e fondazioni private indicate alla
lettera a) del comma 2-bis dell'articolo 114, effettuate per sostenere attività
di conservazione, valorizzazione, studio, ricerca e sviluppo dirette al
conseguimento delle finalità di interesse generale cui corrispondono tali
ambiti protetti. Il Ministro dell'ambiente individua con proprio decreto,
periodicamente, i soggetti e le categorie di soggetti che possono beneficiare
delle predette erogazioni liberali; determina, a valere sulla somma allo scopo
indicata, le quote assegnate a ciascun ente o soggetto beneficiario. Nel caso
che in un dato anno le somme complessivamente erogate abbiano superato la somma
allo scopo indicata o determinata i singoli soggetti beneficiari che abbiano
ricevuto somme di importo maggiore della quota assegnata dal Ministero
dell'ambiente, versano all'entrata dello Stato un importo pari al 37 per cento
della differenza".
21. Le disposizioni di cui al comma 20 si applicano a
decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2002.
22. Ai fini di quanto previsto al comma 20, il Ministro
dell'ambiente determina l'ammontare delle erogazioni deducibili in misura
complessivamente non superiore a 15 miliardi di lire a decorrere dall'anno 2002.
23. L'articolo 12 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, è sostituito dal seguente:
"Art. 12. - (Somme ammesse in
deduzione dal reddito). - 1. Per le società cooperative e loro consorzi sono
ammesse in deduzione dal reddito le somme ripartite tra i soci sotto forma di
restituzione di una parte del prezzo dei beni e servizi acquistati o di maggiore
compenso per i conferimenti effettuati. Le predette somme possono essere
imputate ad incremento delle quote sociali".
[24. soppresso]
Art. 7. - Incentivi per l'incremento
1. Ai datori di lavoro, che nel periodo compreso
tra il 1º ottobre 2000 e il 31 dicembre 2003 incrementano il numero dei
lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato è concesso
un credito di imposta. Sono esclusi i soggetti di cui all'articolo 88 del testo
2. Il credito di imposta è commisurato, nella misura
di lire 800.000 per ciascun lavoratore assunto e per ciascun mese, alla
differenza tra il numero dei lavoratori con contratto di lavoro a tempo
indeterminato rilevato in ciascun mese rispetto al numero dei lavoratori con
contratto di lavoro a tempo indeterminato mediamente occupati nel periodo
compreso tra il 1º ottobre 1999 e il 30 settembre 2000. Il credito di imposta
decade se, su base annuale, il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, a
tempo indeterminato e a tempo determinato, compresi i lavoratori con contratti
di lavoro con contenuto formativo, risulta inferiore o pari al numero
complessivo dei lavoratori dipendenti mediamente occupati nel periodo compreso
tra il 1º ottobre 1999 e il 30 settembre 2000. Per le assunzioni di dipendenti
con contratti di lavoro a tempo parziale, il credito d'imposta spetta in misura
proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del contratto nazionale. Il
credito d'imposta è concesso anche ai datori di lavoro operanti nel settore
agricolo che incrementano il numero dei lavoratori operai, ciascuno occupato per
almeno 230 giornate all'anno.
3. L'incremento della base occupazionale va considerato
al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate o
collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche
per interposta persona, allo stesso soggetto. Per i soggetti che assumono la
qualifica di datore di lavoro a decorrere dal 1º ottobre 2000, ogni lavoratore
dipendente assunto costituisce incremento della base occupazionale. I lavoratori
dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale si assumono nella base
occupazionale in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del
4. Il credito d'imposta, che non concorre alla
formazione del reddito e del valore della produzione rilevante ai fini
dell'imposta regionale sulle attività produttive né ai fini del rapporto di
cui all'articolo 63 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è
utilizzabile, a decorrere dal 1º gennaio 2001, esclusivamente in compensazione
ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
5. Il credito d'imposta di cui al comma 1 spetta a
a) i nuovi assunti siano di età non inferiore a 25
b) i nuovi assunti non abbiano svolto attività di
lavoro dipendente a tempo indeterminato da almeno 24 mesi o siano portatori di
handicap individuati ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
c) siano osservati i contratti collettivi nazionali
anche con riferimento ai soggetti che non hanno dato diritto al credito
d) siano rispettate le prescrizioni sulla salute e
sulla sicurezza dei lavoratori previste dai decreti legislativi 19 settembre
1994, n. 626, e 14 agosto 1996, n. 494, e loro successive modificazioni, nonché
dai successivi decreti legislativi attuativi di direttive comunitarie in materia
di sicurezza ed igiene del lavoro.
6. Nel caso di impresa subentrante ad altra nella
gestione di un servizio pubblico, anche gestito da privati, comunque assegnata,
il credito d'imposta spetta limitatamente al numero di lavoratori assunti in
più rispetto a quello dell'impresa sostituita.
7. Qualora vengano definitivamente accertate violazioni
non formali, e per le quali sono state irrogate sanzioni di importo superiore a
lire 5 milioni, alla normativa fiscale e contributiva in materia di lavoro
dipendente, ovvero violazioni alla normativa sulla salute e sulla sicurezza dei
lavoratori, prevista dai decreti legislativi 19 settembre 1994, n. 626, e 14
agosto 1996, n. 494, e loro successive modificazioni, nonché dai successivi
decreti legislativi attuativi di direttive comunitarie in materia di sicurezza
ed igiene del lavoro, commesse nel periodo in cui si applicano le disposizioni
del presente articolo e qualora siano emanati provvedimenti definitivi della
magistratura contro il datore di lavoro per condotta antisindacale ai sensi
dell'articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300, le agevolazioni sono
revocate. Dalla data del definitivo accertamento delle violazioni, decorrono i
termini per far luogo al recupero delle minori imposte versate o del maggiore
credito riportato e per l'applicazione delle relative sanzioni.
8. Le agevolazioni previste dal presente articolo sono
cumulabili con altri benefici eventualmente concessi.
9. Entro il 31 dicembre 2001 il Governo provvede ad
effettuare la verifica ed il monitoraggio degli effetti delle disposizioni di
cui al presente articolo, identificando la nuova occupazione generata per area
territoriale, sesso, età e professionalità.
10. Le disposizioni di cui all'articolo 4 della legge
23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, restano in vigore per le
assunzioni intervenute nel periodo compreso tra il 1º gennaio 1999 e il 31
dicembre 2000. Per i datori di lavoro che nel periodo compreso tra il 1º
gennaio 2001 e il 31 dicembre 2003 effettuano nuove assunzioni di lavoratori
dipendenti con contratto a tempo indeterminato da destinare a unità produttive
ubicate nei territori individuati nel citato articolo 4 e nelle aree di cui
all'obiettivo 1 del regolamento (CE) n. 1260/1999, del Consiglio, del 21 giugno
1999, nonché in quelle delle regioni Abruzzo e Molise, spetta un ulteriore
credito d'imposta. L'ulteriore credito d'imposta, che è pari a lire 400.000 per
ciascun nuovo dipendente, compete secondo la disciplina di cui al presente
articolo. All'ulteriore credito di imposta di cui al presente comma si applica
la regola de minimis di cui alla comunicazione della Commissione delle Comunità
europee 96/C68/06, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee
C68 del 6 marzo 1996, e ad esso sono cumulabili altri benefici eventualmente
concessi ai sensi della predetta comunicazione purché non venga superato il
limite massimo di lire 180 milioni nel triennio.
11. Ai fini delle agevolazioni previste dal presente
articolo, i soci lavoratori di società cooperative sono equiparati ai
Art. 8. - Agevolazione per gli
investimenti nelle aree svantaggiate
1. Alle imprese che operano nei settori delle
attività estrattive e manifatturiere, dei servizi, del turismo, del commercio, delle
costruzioni, della produzione e distribuzione di energia elettrica, vapore ed acqua calda, della trasformazione dei prodotti della pesca
e dell'acquacoltura di cui all'allegato I del Trattato che istituisce la Comunità europea, e successive
modificazioni, che,
fino alla chiusura del periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2006, effettuano nuovi investimenti nelle aree ammissibili
alle deroghe previste dall'articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del citato Trattato, individuate dalla Carta italiana degli aiuti a
finalità regionale per il periodo 2000-2006, è attribuito un contributo nella forma di credito di imposta nei limiti
massimi di spesa pari a 870 milioni di euro per l'anno 2002 e pari a 1.725 milioni di euro per l'anno 2003, 1.740 milioni di euro per l'anno 2004, 1.511 milioni di euro per l'anno 2005, 1.250 milioni di euro per l'anno 2006, 700 milioni di euro per l'anno 2007 e 300 milioni di euro per l'anno
Ai fini dell'individuazione dei predetti settori si rinvia alla disciplina di attuazione delle agevolazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del
decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488. Per le
aree ammissibili alle deroghe previste dal citato articolo 87, paragrafo 3, lettere a)
e c), il credito compete entro la misura dell'85
per cento delle intensità di aiuto previste dalla Carta italiana degli aiuti a
finalità regionale per il periodo 2000-2006. Il credito d'imposta non
è cumulabile con altri aiuti di Stato a finalità regionale o con altri aiuti che abbiano ad oggetto
i medesimi beni che fruiscono del credito di imposta.
1-bis. Per fruire del contributo le imprese inoltrano, in via
telematica, al Centro operativo di Pescara dell'Agenzia delle entrate un'istanza contenente gli elementi identificativi dell'impresa,
l'ammontare complessivo dei nuovi investimenti e la ripartizione regionale degli stessi,
nonchè l'impegno, a pena di disconoscimento del beneficio, ad avviare la realizzazione degli investimenti
successivamente alla data di presentazione della medesima istanza e comunque entro sei mesi dalla predetta data. Per avvio della
realizzazione dell'investimento s'intende l'emissione del buono d'ordine ovvero, l'inizio delle
attività da realizzare in economia. 1-ter. L'Agenzia delle entrate rilascia, in via telematica e con
procedura automatizzata, certificazione della data di avvenuta presentazione della domanda, esamina le istanze di cui al comma 1-bis
dando precedenza, secondo l'ordine cronologico di presentazione, alle domande presentate nell'anno precedente e non accolte per esaurimento
dei fondi stanziati e, tra queste, a quelle delle piccole e medie imprese, come definite dall'allegato I del regolamento (CE) n.
70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, e successivamente secondo l'ordine di presentazione, alle altre domande. L'Agenzia
delle entrate comunica in via telematica, entro trenta giorni dalla presentazione delle domande, il diniego del contributo per la
mancanza di uno degli elementi di cui al comma 1-bis, ovvero per l'esaurimento dei fondi stanziati. Il
beneficio si intende concesso decorsi 30 giorni dalla presentazione dell'istanza e senza comunicazione di diniego da parte dell'Agenzia
[1-quater] abrogato
1-quinquies. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle
entrate sono stabilite le specifiche tecniche per la trasmissione dei dati di cui ai commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater. 1-sexies. Per le modalità delle trasmissioni telematiche previste
dal presente articolo si applicano le disposizioni contenute nell'articolo 3 del regolamento
della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, come sostituito dall'articolo 3 del regolamento
della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435.";
1-septies. L'Agenzia delle entrate provvede a pubblicare, con
cadenza semestrale, sul proprio sito Internet, il numero delle istanze pervenute, l'ammontare totale dei contributi concessi,
nonchè quello delle risorse finanziarie residue.
2. Per nuovi investimenti si intendono le acquisizioni
di beni strumentali nuovi di cui agli articoli 67 e 68 del testo unico delle
dicembre 1986, n. 917, esclusi i costi relativi all'acquisto di "mobili e
macchine ordinarie di ufficio" di cui alla tabella approvata con decreto
del Ministro delle finanze 31 dicembre 1988, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 1989, concernente i
"coefficienti di ammortamento", destinati a strutture produttive già
esistenti o che vengono impiantate nelle aree territoriali di cui al comma 1,
per la parte del loro costo complessivo eccedente le cessioni e le dismissioni
effettuate nonché gli ammortamenti dedotti nel periodo d'imposta, relativi a
beni d'investimento della stessa struttura produttiva. Sono esclusi gli
ammortamenti dei beni che formano oggetto dell'investimento agevolato effettuati
nel periodo d'imposta della loro entrata in funzione. Per gli investimenti
effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo
sostenuto dal locatore per l'acquisto dei beni; detto costo non comprende le
spese di manutenzione. Per le grandi imprese, come definite ai sensi della
normativa comunitaria, gli investimenti in beni immateriali sono agevolabili nel
limite del 25 per cento del complesso degli altri investimenti agevolati.
4. All'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 466, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
"differenziabile in funzione del settore di attività e delle dimensioni
dell'impresa, nonché della localizzazione".
5. Il credito d'imposta è determinato con riguardo ai
nuovi investimenti eseguiti in ciascun periodo d'imposta e va indicato nella
relativa dichiarazione dei redditi. Esso non concorre alla formazione del
reddito né della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività
produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui all'articolo 63 del testo
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed è utilizzabile esclusivamente in
compensazione, ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a
decorrere dalla data di sostenimento dei costi.
6. Il credito d'imposta a favore di imprese o attività
che riguardano prodotti o appartengono ai settori soggetti a discipline
comunitarie specifiche, ivi inclusa la disciplina multisettoriale dei grandi
progetti, è riconosciuto nel rispetto delle condizioni sostanziali e
procedurali definite dalle predette discipline dell'Unione europea e previa
autorizzazione della Commissione delle Comunità europee. Il Ministero
dell'industria, del commercio e dell'artigianato procede all'inoltro alla
Commissione della richiesta di preventiva autorizzazione, ove prescritta, nonché
al controllo del rispetto delle norme sostanziali e procedurali della normativa
7. Se i beni oggetto dell'agevolazione non entrano in
funzione entro il secondo periodo d'imposta successivo a quello della loro
acquisizione o ultimazione, il credito d'imposta è rideterminato escludendo
dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entrati in funzione. Se entro
il quinto periodo d'imposta successivo a quello nel quale sono entrati in
funzione i beni sono dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee
all'esercizio dell'impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da
quelle che hanno dato diritto all'agevolazione, il credito d'imposta è
rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni
anzidetti; se nel periodo di imposta in cui si verifica una delle predette
ipotesi vengono acquisiti beni della stessa categoria di quelli agevolati, il
credito d'imposta è rideterminato escludendo il costo non ammortizzato degli
investimenti agevolati per la parte che eccede i costi delle nuove acquisizioni.
Per i beni acquisiti in locazione finanziaria le disposizioni precedenti si
applicano anche se non viene esercitato il riscatto. Il minore credito d'imposta
che deriva dall'applicazione del presente comma è versato entro il termine per
il versamento a saldo dell'imposta sui redditi dovuta per il periodo d'imposta
in cui si verificano le ipotesi ivi indicate.
7-bis. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e
forestali, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono
definite le tipologie di investimento per le imprese agricole e per quelle della prima trasformazione e commercializzazione ammesse agli aiuti, in
osservanza di quanto previsto dal piano di sviluppo rurale di cui al citato regolamento (CE) n. 1257/1999 e di quanto previsto dall'articolo 17 del
decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228.
8. Con uno o più decreti del Ministero delle finanze,
di concerto con il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e con il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, verranno emanate disposizioni per l'effettuazione delle verifiche
necessarie a garantire la corretta applicazione delle presenti disposizioni.
Tali verifiche, da effettuare dopo almeno dodici mesi dall'attribuzione del
credito di imposta, sono altresì finalizzate alla valutazione della qualità
degli investimenti effettuati, anche al fine di valutare l'opportunità di
effettuare un riequilibrio con altri strumenti aventi analoga finalità.
[Art. 9. - soppresso]
Art. 10. - Soppressione della tassa di
proprietà sugli autoscafi
1. All'articolo 1 del testo unico delle leggi sulle
febbraio 1953, n. 39, le parole: ", la navigazione in acque pubbliche degli
autoscafi" sono soppresse, e le parole: "sono soggette" sono
sostituite dalle seguenti: "è soggetta".
2. All'articolo 13 del citato testo unico approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39, le parole:
"Gli autoveicoli, i rimorchi e gli autoscafi" sono sostituite dalle
seguenti: "Gli autoveicoli e i rimorchi" e le parole: "su strade,
aree od acque pubbliche" sono sostituite dalle seguenti: "su strade od
aree pubbliche".
3. La tariffa E allegata al citato testo unico
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39, è
Art. 11. - Trattamento fiscale delle imprese
che esercitano la pesca costiera o nelle acque interne e lagunari
1. Per la salvaguardia dell'occupazione della gente
di mare, i benefici di cui agli articoli 4 e 6 del decreto-legge 30 dicembre
1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n.
30, sono estesi, per gli anni 2001, 2002 e 2003 e nel limite del 70 per cento,
alle imprese che esercitano la pesca costiera, nonché alle imprese che
esercitano la pesca nelle acque interne e lagunari.
Art. 12. - Trattamento fiscale degli avanzi di
gestione di Consorzi
1. Il trattamento fiscale degli avanzi di gestione,
di cui al comma 2-bis dell'articolo 41 del decreto legislativo 5 febbraio 1997,
n. 22, e successive modificazioni, è esteso, alle medesime condizioni, anche
agli eventuali avanzi di gestione accantonati dal Consorzio obbligatorio
batterie al piombo esauste e rifiuti piombosi (COBAT), nonché dal Consorzio
nazionale di raccolta e trattamento degli olii e dei grassi vegetali ed animali,
Art. 13. - Regime fiscale agevolato per le
1. Le persone fisiche che intraprendono
un'attività artistica o professionale ovvero d'impresa, ai sensi,
rispettivamente, degli articoli 49 e 51 del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, possono avvalersi, per il periodo d'imposta in cui l'attività è
iniziata e per i due successivi, di un regime fiscale agevolato che prevede il
pagamento di un'imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone
fisiche, pari al 10 per cento del reddito di lavoro autonomo o d'impresa,
determinato rispettivamente ai sensi dell'articolo 50 o dell'articolo 79 del
citato testo unico. Nel caso di imprese di cui all'articolo 5, comma 4, dello
stesso testo unico, l'imposta sostitutiva è dovuta dall'imprenditore.
2. Il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto a
a) il contribuente non abbia esercitato negli ultimi
tre anni attività artistica o professionale ovvero d'impresa, anche in forma
associata o familiare;
b) l'attività da esercitare non costituisca, in nessun
modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di
lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente
svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di
arti o professioni;
c) sia realizzato un ammontare di compensi di lavoro
autonomo non superiore a lire 60 milioni o un ammontare di ricavi non superiore
a lire 60 milioni per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi
ovvero a lire 120 milioni per le imprese aventi per oggetto altre attività;
d) qualora venga proseguita un'attività d'impresa
svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi,
realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del
predetto beneficio, non sia superiore a lire 60 milioni per le imprese aventi
per oggetto prestazioni di servizi ovvero a lire 120 milioni per le imprese
aventi per oggetto altre attività;
e) siano regolarmente adempiuti gli obblighi
previdenziali, assicurativi e amministrativi.
3. Il regime agevolato cessa di avere efficacia e il
contribuente è assoggettato a tassazione ordinaria:
a) a decorrere dal periodo d'imposta successivo a
quello nel quale i compensi o i ricavi conseguiti superano gli importi indicati
al comma 2, lettera c);
b) a decorrere dallo stesso periodo d'imposta nel quale
i compensi o i ricavi superano del 50 per cento gli importi indicati al comma 2,
lettera c); in tale caso sarà assoggettato a tassazione nei modi ordinari
l'intero reddito d'impresa o di lavoro autonomo conseguito nel periodo
4. I contribuenti che si avvalgono del regime fiscale
di cui al comma 1 possono farsi assistere negli adempimenti tributari
dall'ufficio delle entrate competente in ragione del domicilio fiscale. In tal
caso, devono munirsi di un'apparecchiatura informatica corredata di accessori
idonei da utilizzare per la connessione con il sistema informativo del
Dipartimento delle entrate del Ministero delle finanze.
5. Ai contribuenti che si avvalgono del regime di cui
al presente articolo, è attribuito un credito d'imposta, utilizzabile in
compensazione ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nella
misura del 40 per cento della parte del prezzo unitario d'acquisto
dell'apparecchiatura informatica e degli accessori di cui al comma 4. Il
predetto credito è riconosciuto per un importo non superiore a lire
seicentomila e spetta anche in caso di acquisizione dei beni in locazione
finanziaria. In tale caso il credito è commisurato al 40 per cento del prezzo
di acquisto ed è liquidato con riferimento ai canoni di locazione pagati in
ciascun periodo d'imposta, fino a concorrenza di lire seicentomila. Il credito
d'imposta non concorre alla formazione del reddito imponibile e non è
6. Fermi restando l'obbligo di conservare, ai sensi
dell'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600, e successive modificazioni, i documenti ricevuti ed emessi e, se
prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi,
i soggetti ammessi al regime agevolato previsto al comma 1 sono esonerati dagli
obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai
fini delle imposte dirette, dell'IRAP e dell'imposta sul valore aggiunto (IVA), nonché
dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell'IVA
previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100.
7. Ai fini contributivi, previdenziali ed
extratributari, nonché del riconoscimento delle detrazioni per carichi di
famiglia ai sensi dell'articolo 12, comma 3, del testo unico delle imposte sui
n. 917, e successive modificazioni, la posizione dei contribuenti che si
avvalgono del regime previsto al comma 1 è valutata tenendo conto
dell'ammontare che, ai sensi dello stesso comma 1, costituisce base imponibile
per l'applicazione dell'imposta sostitutiva.
8. Per l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e il
contenzioso, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni in materia di
imposte sui redditi. Nei confronti dei contribuenti che hanno fruito del regime
di cui al presente articolo e per i quali risultino inesistenti le condizioni
richieste per fruire dello stesso si applicano, in particolare, le sanzioni di
cui all'articolo 1, commi 2 e 3, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
9. Con uno o più decreti del Ministero delle finanze
sono dettate le disposizioni necessarie per l'attuazione del presente articolo.
[Art. 14. - Regime fiscale delle attività
marginali - abrogato]
Art. 15. - Agevolazioni fiscali in materia di
scambi di servizi fra aziende agricole dei comuni montani
1. Il comma 1 dell'articolo 17 della legge 31
gennaio 1994, n. 97, è sostituito dal seguente:
"1. I coltivatori diretti, singoli o
associati, i quali conducono aziende agricole ubicate nei comuni montani, in
deroga alle vigenti disposizioni di legge possono assumere in appalto sia da
enti pubblici che da privati, impiegando esclusivamente il lavoro proprio e dei
familiari di cui all'articolo 230-bis del codice civile, nonché utilizzando
esclusivamente macchine ed attrezzature di loro proprietà, lavori relativi alla
sistemazione e manutenzione del territorio montano, quali lavori di forestazione,
di costruzione di piste forestali, di arginatura, di sistemazione idraulica, di
difesa dalle avversità atmosferiche e dagli incendi boschivi, nonché lavori
agricoli e forestali tra i quali l'aratura, la semina, la potatura, la
falciatura, la mietitrebbiatura, i trattamenti antiparassitari, la raccolta di
prodotti agricoli, il taglio del bosco, per importi non superiori a cinquanta
milioni di lire per ogni anno. Tale importo è rivalutato annualmente con
decreto del Ministro competente in base all'indice dei prezzi al consumo per le
famiglie di operai e impiegati rilevato dall'Istituto nazionale di
statistica".
2. Dopo il comma 1 dell'articolo 17 della citata legge
n. 97 del 1994, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, sono inseriti
"1-bis. I lavori di cui al comma 1 non
sono considerati prestazioni di servizi ai fini fiscali e non sono soggetti ad
imposta, se sono resi tra soci di una stessa associazione non avente fini di
lucro ed avente lo scopo di migliorare la situazione economica delle aziende
agricole associate e lo scambio interaziendale di servizi.
1-ter. I soggetti di cui al comma 1 possono
trasportare il latte fresco fino alla propria cooperativa per sé e per altri
soci della stessa cooperativa impiegando mezzi di trasporto di loro proprietà,
anche agricoli, iscritti nell'ufficio meccanizzazione agricola (UMA). Tale
attività ai fini fiscali non è considerata quale prestazione di servizio e non
è soggetta ad imposta.
1-quater. I contributi agricoli unificati
versati dai coltivatori diretti all'INPS, gestione agricola, garantiscono la
copertura assicurativa infortunistica per i soggetti e le attività di cui ai
commi 1-bis e 1-ter.
1-quinquies. I soggetti di cui al comma 1
possono assumere in appalto da enti pubblici l'incarico di trasporto locale di
persone, utilizzando esclusivamente automezzi di proprietà".
Art. 16. - Disposizioni in materia di base
1. Al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
concernente l'imposta regionale sulle attività produttive, sono apportate le
a) all'articolo 10-bis, comma 1, dopo il secondo
periodo è inserito il seguente: "Sono in ogni caso escluse dalla base
imponibile le borse di studio e gli altri interventi di sostegno erogati dalle
regioni, dalle province autonome e dai relativi organismi regionali per il
diritto allo studio universitario, nonché dalle università, ai sensi della
legge 2 dicembre 1991, n. 390";
b) all'articolo 11, comma 1, lettera a), dopo le
parole: "relative agli apprendisti," sono inserite le seguenti:
"ai disabili";
c) all'articolo 11, dopo il comma 4 sono aggiunti i
"4-bis. Per i soggetti di cui
all'articolo 3, comma 1, lettere da a) ad e), sono ammessi in deduzione dalla
base imponibile, fino a concorrenza, i seguenti importi:
a) lire 10.000.000 se la base imponibile
non supera lire 350.000.000;
b) lire 7.500.000 se la base imponibile
supera lire 350.000.000 ma non lire 350.100.000;
c) lire 5.000.000 se la base imponibile
supera lire 350.100.000 ma non lire 350.200.000;
d) lire 2.500.000 se la base imponibile
supera lire 350.200.000 ma non lire 350.300.000.
4-ter. I soggetti di cui all'articolo 4,
comma 2, applicano la deduzione di cui al comma 4-bis sul valore della
produzione netta prima della ripartizione dello stesso su base regionale.";
d) all'articolo 41, commi 2 e 3, le parole: "per
il 1998 e 1999", ovunque ricorrano, sono soppresse;
e) all'articolo 42, comma 7, primo periodo, le parole:
"per gli anni 1998 e 1999" sono sostituite dalle seguenti: "per
gli anni dal 1998 al 2002" e al medesimo comma, la parola: "2000"
è sostituita dalla seguente: "2003".
2. Le disposizioni di cui al comma 1, lettera c), si
applicano a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla
data del 31 dicembre 1999.
Art. 17. - Interpretazione autentica
sull'inderogabilità delle clausole mutualistiche da parte delle società
1. Le disposizioni di cui all'articolo 26 del
decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577,
ratificato, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 1951, n. 302, all'articolo
14 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e
all'articolo 11, comma 5, della legge 31 gennaio 1992, n. 59, si interpretano
nel senso che la soppressione da parte di società cooperative o loro consorzi
delle clausole di cui al predetto articolo 26 comporta comunque per le stesse
l'obbligo di devolvere il patrimonio effettivo in essere alla data della
soppressione, dedotti il capitale versato e rivalutato ed i dividendi
eventualmente maturati, ai fondi mutualistici di cui al citato articolo 11,
comma 5. Allo stesso obbligo si intendono soggette le stesse società
cooperative e loro consorzi nei casi di fusione e di trasformazione, ove non
vietati dalla normativa vigente, in enti diversi dalle cooperative per le quali
vigono le clausole di cui al citato articolo 26, nonché in caso di decadenza
dai benefici fiscali.
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FISCALITÀ SUGLI IMMOBILI
Art. 18. - Modifica alla disciplina dei
versamenti ICI
1. All'articolo 10 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 504, recante la disciplina dell'imposta comunale sugli
immobili, il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. I soggetti indicati nell'articolo
3 devono effettuare il versamento dell'imposta complessivamente dovuta al comune
per l'anno in corso in due rate delle quali la prima, entro il 30 giugno, pari
al 50 per cento dell'imposta dovuta calcolata sulla base dell'aliquota e delle
detrazioni dei dodici mesi dell'anno precedente. La seconda rata deve essere
versata dal 1º al 20 dicembre, a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno,
con eventuale conguaglio sulla prima rata versata. Il versamento dell'imposta
può essere effettuato anche tramite versamenti su conto corrente postale con
bollettini conformi al modello indicato con circolare del Ministero delle
finanze. Resta in ogni caso nella facoltà del contribuente provvedere al
versamento dell'imposta complessivamente dovuta in unica soluzione annuale, da
corrispondere entro il 30 giugno".
2. Al comma 12 dell'articolo 30 della legge 23 dicembre
1999, n. 488, le parole: "Fino all'anno di imposta 1999", sono
sostituite dalle seguenti: "Fino all'anno di imposta 2000".
3. All'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 504, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nel caso
di concessione su aree demaniali soggetto passivo è il concessionario".
4. In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma
3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, concernente l'efficacia temporale delle
norme tributarie, i termini per la liquidazione e l'accertamento dell' imposta
comunale sugli immobili, scadenti al 31 dicembre 2000, sono prorogati al 31
dicembre 2001, limitatamente alle annualità d'imposta 1995 e successive. Il
termine per l'attività di liquidazione a seguito di attribuzione di rendita da
parte degli uffici del territorio competenti di cui all'articolo 11, comma 1,
ultimo periodo, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, è prorogato
al 31 dicembre 2001 per le annualità d'imposta 1994 e successive.
Art. 19. - Versamento dell'ICI nel caso di
immobili con diritti di godimento a tempo parziale
1. Per i beni immobili sui quali sono costituiti
diritti di godimento a tempo parziale, di cui all'articolo 1, comma 1, lettera
a), del decreto legislativo 9 novembre 1998, n. 427, il versamento dell'ICI è
effettuato dall'amministratore del condominio o della comunione.
2. L'amministratore è autorizzato a prelevare
l'importo necessario al pagamento dell'ICI dalle disponibilità finanziarie del
condominio attribuendo le quote al singolo titolare dei diritti di cui al comma
1, con addebito nel rendiconto annuale.
Art. 20. - Semplificazione per l'INVIM
1. Per gli immobili di cui all'articolo 3 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, concernente
l'imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili, e successive
modificazioni, per i quali il decennio si compie tra il 1º gennaio e il 31
dicembre 2002, può essere corrisposta entro il 30 marzo 2001, in luogo
dell'imposta INVIM decennale, un'imposta sostitutiva pari allo 0,10 per cento
del loro valore al 31 dicembre 1992, determinato con l'applicazione alla rendita
catastale, anche presunta, dei moltiplicatori di cui al decreto del Ministro
delle finanze del 14 dicembre 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 295
del 17 dicembre 1991.
2. Per gli immobili suscettibili di destinazione
edificatoria l'imposta sostitutiva di cui al comma 1 è commisurata al valore
finale dichiarato o definitivamente accertato per l'imposta INVIM di cui agli
articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
643, e successive modificazioni.
3. Per gli immobili assoggettati all'imposta INVIM
straordinaria di cui al decreto-legge 13 settembre 1991, n. 299, convertito, con
modificazioni, dalla legge 18 novembre 1991, n. 363, l'imposta sostitutiva di
cui al comma 1 è commisurata al valore finale dichiarato o definitivamente
accertato per la medesima imposta straordinaria. In tal caso è escluso
l'obbligo della dichiarazione di cui all'articolo 18 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643.
4. Con decreto del Ministero delle finanze sono
individuati i casi di esclusione dell'obbligo della dichiarazione di cui
all'articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
643, nonché ogni altra disposizione necessaria all'attuazione del presente
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TASSAZIONE DELL'ENERGIA
Art. 21. - Disposizioni concernenti
l'esenzione dall'accisa sul biodiesel
1. A decorrere dal 1º luglio 2001, il comma 6
dell'articolo 21 del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le
imposte sulla produzione e sui consumi, approvato con decreto legislativo 26
ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
"6. Le disposizioni del comma 2 si
applicano anche al prodotto denominato "biodiesel", ottenuto dalla
esterificazione di oli vegetali e loro derivati usato come carburante, come
combustibile, come additivo, ovvero per accrescere il volume finale dei
carburanti e dei combustibili. La fabbricazione o la miscelazione con gasolio o
altri oli minerali del "biodiesel" è effettuata in regime di deposito
fiscale. Il "biodiesel", puro o in miscela con gasolio o con oli
combustibili in qualsiasi percentuale, è esentato dall'accisa nei limiti di un
contingente annuo di 300.000 tonnellate nell'ambito di un programma triennale,
tendente a favorirne lo sviluppo tecnologico. Con decreto del Ministro delle
finanze, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, con il Ministro dell'ambiente e con il Ministro delle
politiche agricole e forestali, sono determinati i requisiti degli operatori, le
caratteristiche tecniche degli impianti di produzione, nazionali ed esteri, le
caratteristiche fiscali del prodotto con i relativi metodi di prova, le
modalità di distribuzione ed i criteri di assegnazione dei quantitativi esenti
agli operatori. Per il trattamento fiscale del "biodiesel" destinato
al riscaldamento valgono, in quanto applicabili, le disposizioni dell'articolo
2. Al fine di promuovere l'impiego del prodotto
denominato "biodiesel", di cui al comma 1, come carburante per
autotrazione, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato è
autorizzato alla realizzazione di un progetto pilota che, in deroga a quanto
previsto dall'articolo 2, comma 4, del decreto del Ministro delle finanze 22
maggio 1998, n. 219, preveda l'avvio al consumo del "biodiesel" puro
presso utenti in rete, a partire dalle aree urbane a maggiore concentrazione di
3. Tra i soggetti beneficiari di quote del quantitativo
di 125.000 tonnellate di "biodiesel" esente da accisa nell'ambito del
progetto-pilota triennale di cui all'articolo 21, comma 6, del citato testo
unico approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, nel testo
previgente alla data di entrata in vigore della presente legge, relativo al
periodo 1º luglio 2000-30 giugno 2001, sono ripartiti, proporzionalmente alle
relative quote e purché vengano immessi in consumo nel suddetto periodo, i
quantitativi di "biodiesel" esente complessivamente non immessi in
consumo nei due precedenti periodi 1º luglio 1998-30 giugno 1999 e 1º luglio
1999-30 giugno 2000. In caso di rinuncia, totale o parziale, delle quote
risultanti dalla suddetta ripartizione da parte di un beneficiario, le stesse
sono redistribuite, proporzionalmente alle relative assegnazioni, fra gli altri
Art. 22. - Riduzione dell'accisa su alcuni
prodotti a fini di tutela ambientale
1. All'articolo 21 del testo unico delle
disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi,
approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive
modificazioni, dopo il comma 6, sono inseriti i seguenti:
"6-bis. Allo scopo di incrementare
l'utilizzo di fonti energetiche che determinino un ridotto impatto ambientale è
stabilita, nell'ambito di un progetto sperimentale, una accisa ridotta, secondo
le aliquote di seguito indicate, applicabili sui seguenti prodotti impiegati
come carburanti da soli od in miscela con oli minerali:
a) bioetanolo derivato da prodotti di
origine agricola... lire 560.000 per 1.000 litri;
b) etere etilterbutilico (ETBE), derivato
da alcole di origine agricola... lire 560.000 per 1.000 litri;
c) additivi e riformulati prodotti da
1) per benzina senza piombo... lire 560.000
per 1.000 litri;
2) per gasolio, escluso il biodiesel...
lire 475.000 per 1.000 litri.
6-ter. Con decreto del Ministro delle
finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, il Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, il Ministro dell'ambiente ed il Ministro delle politiche
agricole e forestali sono fissati, entro il limite complessivo di spesa di lire
30 miliardi annue, comprensivo dell'imposta sul valore aggiunto, i criteri di
ripartizione dell'agevolazione tra le varie tipologie e tra gli operatori, le
caratteristiche tecniche dei prodotti singoli e delle relative miscele ai fini
dell'impiego nella carburazione, nonché le modalità di verifica della loro
idoneità ad abbattere i principali agenti dinamici, valutata sull'intero ciclo
di vita".
2. Il progetto sperimentale di cui al comma 1 ha la
durata di un triennio a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
Art. 23. - Riduzione dell'accisa per alcuni
impieghi agevolati
1. I punti 12 e 13 della tabella A allegata al
testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla
produzione e sui consumi, approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.
504, sono sostituiti dai seguenti:
"12. Azionamento delle autovetture da
noleggio da piazza, compresi i motoscafi che in talune località sostituiscono
le vetture da piazza e quelli lacuali, adibiti al servizio pubblico da banchina
per il trasporto di persone:
benzina e benzina senza piombo... 40 per
cento aliquota normale della benzina senza piombo;
gasolio... 40 per cento aliquota normale;
gas di petrolio liquefatti (GPL)... 40 per
cento aliquota normale;
gas metano... 40 per cento aliquota
L'agevolazione è concessa entro i seguenti
quantitativi giornalieri presumendo, in caso di alimentazione promiscua a
benzina e GPL o gas metano, un consumo di GPL o gas metano pari al 70 per cento
del consumo totale:
a) litri 18 o metri cubi 18 relativamente
al gas metano per ogni autovettura circolante nei comuni con popolazione
superiore a 500.000 abitanti;
b) litri 14 o metri cubi 14 relativamente
superiore a 100.000 abitanti, ma non a 500.000 abitanti;
c) litri 11 o metri cubi 11 relativamente
al gas metano per ogni autovettura circolante nei comuni con popolazione di
100.000 abitanti o meno.
13. Azionamento delle autoambulanze,
destinate al trasporto degli ammalati e dei feriti di pertinenza dei vari enti
di assistenza e di pronto soccorso da determinare con provvedimento
dell'amministrazione finanziaria (nei limiti e con le modalità stabiliti con il
decreto del Ministro delle finanze di cui all'articolo 67):
benzina... 40 per cento aliquota normale;
benzina senza piombo... 40 per cento
aliquota normale;
cento aliquote normali;
Le agevolazioni previste per le autovetture
da noleggio da piazza e per le autoambulanze, di cui ai punti 12 e 13, sono
concesse mediante crediti d'imposta da utilizzare in compensazione ai sensi
dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive
modificazioni, ovvero mediante buoni d'imposta. I crediti ed i buoni d'imposta
non concorrono alla formazione del reddito imponibile e non vanno considerati ai
fini del rapporto di cui all'articolo 63 del testo unico delle imposte sui
n. 917, e successive modificazioni".
Art. 24. - Riduzione delle aliquote delle
accise sui prodotti petroliferi
1. Al fine di compensare le variazioni
dell'incidenza sui prezzi al consumo derivanti dall'andamento dei prezzi
internazionali del petrolio, a decorrere dal 1º gennaio 2001 e fino al 30
giugno 2001, le aliquote di accisa dei seguenti prodotti petroliferi sono
stabilite nella sottoindicata misura:
b) benzina senza piombo: lire 1.007.486 per mille
1) usato come carburante: lire 739.064 per mille
2) usato come combustibile per riscaldamento:
lire 697.398 per mille litri;
d) emulsioni stabilizzate di oli da gas ovvero di olio
combustibile denso con acqua contenuta in misura variabile dal 12 al 15 per
cento in peso, idonee all'impiego nella carburazione e nella combustione:
1) emulsione con oli da gas usata come
carburante: lire 474.693 per mille litri;
2) emulsione con oli da gas usata come
combustibile per riscaldamento: lire 474.693 per mille litri;
3) emulsione con olio combustibile denso usata
come combustibile per riscaldamento:
3.1) con olio combustibile ATZ: lire
192.308 per mille chilogrammi;
3.2) con olio combustibile BTZ: lire 57.154
per mille chilogrammi;
4) emulsione con olio combustibile denso per uso
4.1) con olio combustibile ATZ: lire 80.717
4.2) con olio combustibile BTZ: lire 40.359
e) gas di petrolio liquefatti (GPL):
1) usati come carburante: lire 509.729 per mille
2) usati come combustibile per riscaldamento:
lire 281.125 per mille chilogrammi;
f) gas metano:
1) per autotrazione: lire 7,11 per metro cubo;
2) per combustione per usi civili:
2.1) per usi domestici di cottura di cibi e
produzione di acqua calda di cui alla tariffa T1 prevista dal provvedimento CIP
n. 37 del 26 giugno 1986: lire 56,99 per metro cubo;
2.2) per uso riscaldamento individuale a
tariffa T2 fino a 250 metri cubi annui: lire 124,62 per metro cubo;
2.3) per altri usi civili: lire 307,51 per
metro cubo;
3) per i consumi nei territori di cui
all'articolo 1 del testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 1978, n. 218, si
applicano le seguenti aliquote:
3.1) per gli usi di cui ai numeri 2.1) e
2.2): lire 46,78 per metro cubo;
3.2) per altri usi civili: lire 212,46 per
2. Il regime agevolato previsto dall'articolo 7, comma
1-ter, del decreto-legge 30 dicembre 1991, n. 417, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 febbraio 1992, n. 66, concernente il gasolio
destinato al fabbisogno della provincia di Trieste e dei comuni della provincia
di Udine già individuati dal decreto del Ministro delle finanze 30 luglio 1993,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 27 settembre 1993, è
ripristinato per l'anno 2001. Il quantitativo è stabilito per la provincia di
Trieste in litri 7,2 milioni, mentre per i comuni della provincia di Udine in
litri 3,6 milioni. Il costo complessivo è fissato in lire 8 miliardi.
3. Per il periodo 1º gennaio 2001-30 giugno 2001 il
gasolio utilizzato nelle coltivazioni sotto serra è esente da accisa. Per le
modalità di erogazione del beneficio si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 2, comma 127, secondo periodo, della legge 23 dicembre 1996, n.
4. L'aliquota normale di riferimento per il gasolio
destinato agli impieghi di cui al numero 5 della tabella A allegata al testo
unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e
sui consumi, approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, ivi
compreso il riscaldamento delle serre, è quella prevista per il gasolio usato
come carburante.
5. A decorrere dal 1º gennaio 2001 e fino al 30 giugno
2001, l'accisa sul gas metano, stabilita con il citato testo unico approvato con
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, è
ridotta del 40 per cento per gli utilizzatori industriali, termoelettrici
esclusi, con consumi superiori a 1.200.000 metri cubi per anno.
Art. 25. - Agevolazioni sul gasolio per
autotrazione impiegato dagli autotrasportatori
1. A decorrere dal 1º gennaio 2001, e fino al 30
giugno 2001, l'aliquota prevista nell'allegato I annesso al testo unico delle
modificazioni, per il gasolio per autotrazione utilizzato dagli esercenti le
attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva superiore
a 3,5 tonnellate è ridotta di lire 100.000 per mille litri di prodotto.
2. La riduzione prevista al comma 1 si applica altresì
a) agli enti pubblici ed alle imprese pubbliche locali
esercenti l'attività di trasporto di cui al decreto legislativo 19 novembre
b) alle imprese esercenti autoservizi di competenza
statale, regionale e locale di cui alla legge 28 settembre 1939, n. 1822, al
regolamento (CEE) n. 684/92 del Consiglio del 16 marzo 1992, e successive
modificazioni, e al decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422;
c) agli enti pubblici e alle imprese esercenti
trasporti a fune in servizio pubblico per trasporto di persone.
3. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto
con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, da
pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro il 20 luglio 2001, è eventualmente
rideterminata, a decorrere dal 30 giugno 2001, l'aliquota di cui al comma 1, in
modo da compensare l'aumento del prezzo di vendita al consumo del gasolio per
autotrazione, rilevato settimanalmente dal Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, purché lo scostamento del medesimo prezzo che
risulti alla fine del semestre, rispetto al prezzo rilevato nella prima
settimana di gennaio 2001, superi mediamente il 10 per cento in più o in meno
dell'ammontare di tale riduzione. Con il medesimo decreto vengono altresì
stabilite le modalità per la regolazione contabile dei crediti di imposta.
4. Per ottenere il rimborso di quanto spettante, anche
mediante la compensazione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni i destinatari del beneficio di
cui ai commi 1 e 2 presentano, entro il termine del 31 agosto 2001, apposita
dichiarazione ai competenti uffici del Dipartimento delle dogane e delle imposte
indirette, con l'osservanza delle modalità stabilite con il regolamento di cui
all'articolo 8, comma 13, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive
modificazioni. È consentito ai medesimi destinatari di presentare dichiarazione
relativa ai consumi effettuati nel primo trimestre dell'anno 2001; in tal caso,
nella successiva dichiarazione, oltre agli elementi richiesti, sarà indicato
l'importo residuo spettante, determinato anche in attuazione delle disposizioni
stabilite con il decreto di cui al comma 3.
Art. 26. - Soggetti obbligati nel settore
dell'accisa sul gas metano
1. I commi 4 e 5 dell'articolo 26 del testo unico
delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui
consumi, approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono
"4. L'accisa è dovuta, secondo le
modalità previste dal comma 8, dai soggetti che vendono direttamente il
prodotto ai consumatori o dai soggetti consumatori che si avvalgono delle reti
di gasdotti per il vettoriamento di prodotto proprio. Sono considerati
consumatori anche gli esercenti i distributori stradali di gas metano per
autotrazione che non abbiano, presso l'impianto di distribuzione, impianti di
compressione per il riempimento di carri bombolai. Possono essere riconosciuti
soggetti obbligati al pagamento dell'accisa i titolari di raffinerie, di
impianti petrolchimici e di impianti di produzione combinata di energia
elettrica e di calore.
5. Sono gestiti in regime di depositi
a) l'impianto utilizzato per le operazioni
di liquefazione del gas naturale, o di scarico, stoccaggio e rigassificazione di
GNL;
b) l'impianto utilizzato per lo stoccaggio
di gas naturale di proprietà o gestito da un'impresa di gas naturale; l'insieme
di più concessioni di stoccaggio relative ad impianti ubicati nel territorio
nazionale e facenti capo ad un solo titolare possono costituire, anche ai fini
fiscali, un unico deposito fiscale;
c) il terminale di trattamento ed il
terminale costiero con le rispettive pertinenze;
d) le reti nazionali di gasdotti e le reti
di distribuzioni locali, comprese le reti interconnesse;
e) gli impianti di compressione".
2. Dopo il comma 8 dell'articolo 26 del citato testo
unico approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, è aggiunto il
"8-bis. I depositari autorizzati e
tutti i soggetti che cedono gas metano sono obbligati alla dichiarazione annuale
anche quando non sorge il debito di imposta".
Art. 27. - Agevolazioni sul gasolio e sul GPL
impiegati nelle zone montane ed in altri specifici territori nazionali
1. Per il periodo 1º gennaio - 30 giugno 2001,
l'ammontare della riduzione minima di costo prevista dall'articolo 8, comma 10,
lettera c), della legge 23 dicembre 1998, n. 448, come modificato dal comma 4
dell'articolo 12 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive
modificazioni, è aumentato di lire 50 per litro di gasolio usato come
combustibile per riscaldamento e di lire 50 per chilogrammo di gas di petrolio
2. Le agevolazioni per il gasolio e per il gas di
petrolio liquefatto usati come combustibili per riscaldamento in particolari
zone geografiche, di cui alla lettera c) del comma 13 dell'articolo 8 della
legge 23 dicembre 1998, n. 448, come sostituita dall'articolo 12, comma 4, della
legge 23 dicembre 1999, n. 488, sono concesse, fino alla data di entrata in
vigore di un successivo regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 8, comma
13, della citata legge n. 448 del 1998, secondo le procedure di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 30 settembre 1999, n. 361, in quanto
applicabili, e secondo le istruzioni fornite con decreto dirigenziale del
3. All'articolo 4, comma 2, primo periodo, del
legge 23 novembre 2000, n. 354, dopo le parole: "n. 412" sono inserite
le seguenti: "ubicate, a qualsiasi quota, al di fuori del centro abitato
ove ha sede la casa comunale".
4. Per gli anni 2001 e 2002, per i consumi di gas
metano per combustione per usi civili nelle province nelle quali oltre il 70 per
cento dei comuni ricade nella zona climatica F di cui alla lettera c) del comma
10 dell'articolo 8 della citata legge n. 448 del 1998, si applicano le seguenti
a) per uso riscaldamento individuale a tariffe T2 fino
a 250 metri cubi annui: lire 78,79 per metro cubo;
b) per altri usi civili: lire 261,68 per metro cubo.
5. Per il periodo dal 1º gennaio al 30 giugno 2001,
l'ammontare della agevolazione fiscale con credito d'imposta prevista
dall'articolo 8, comma 10, lettera f), della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e
successive modificazioni, è aumentata di lire 30 per ogni chilovattora (Kwh) di
calore fornito, per un onere complessivo pari a lire 8 miliardi.
Art. 28. - Razionalizzazione delle imposte e
norme in materia di energia elettrica
1. L'addizionale erariale di cui all'articolo 4 del
decreto-legge 30 settembre 1989, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 novembre 1989, n. 384, come da ultimo modificato dall'articolo 10,
comma 5, della legge 13 maggio 1999, n. 133, è soppressa e il predetto articolo
4 è abrogato.
2. Al testo unico delle disposizioni legislative
concernenti le imposte sulle produzioni e sui consumi, approvato con decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, sono apportate
a) all'articolo 3, comma 4, le parole: "entro il
giorno 15" sono sostituite dalle seguenti: "entro il giorno 16";
b) all'articolo 52, comma 2, è aggiunta, in fine, la
"o-bis) utilizzata in opifici
industriali aventi un consumo mensile superiore a 1.200.000 kWh, per i mesi nei
quali tale consumo si è verificato. Ai fini della fruizione dell'agevolazione
gli autoproduttori dovranno trasmettere all'ufficio tecnico di finanza,
competente per territorio, entro il 20 di ogni mese, i dati relativi al consumo
del mese precedente".
c) all'articolo 52, comma 3, è aggiunta, in fine, la
"e-ter) impiegata come materia prima
nei processi industriali elettrochimici, elettrometallurgici ed
elettrosiderurgici".
d) all'articolo 53, comma 2, è aggiunta, in fine, la
"b-bis) che l'acquistano da due o più
fornitori".
e) all'articolo 56, comma 2, primo e secondo periodo,
il numero "20" è sostituito dal numero "16";
f) la lettera b) del comma 3 dell'articolo 63 è
"b) officine di produzione, cabine e
punti di presa a scopo commerciale: lire 150.000".
g) all'articolo 63, comma 4, le parole: "dal 1º
al 15" sono sostituite dalle seguenti: "dal 1º al 16".
h) all'allegato I le parole: "lire 4,10 fino a
200.000 kWh di consumo al mese e lire 2,45 per l'ulteriore consumo mensile"
sono sostituite dalle seguenti: "lire 6 al kWh".
3. All'imposta erariale di consumo di cui all'articolo
52 del citato testo unico approvato con decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.
504, e successive modificazioni, sono estese tutte le agevolazioni previste,
fino alla data di entrata in vigore della presente legge, per l'addizionale
erariale sull'energia elettrica.
4. L'articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1995, n.
250, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 349, è
5. I clienti grossisti di cui al decreto legislativo 16
marzo 1999, n. 79, non sono tenuti alla corresponsione del diritto di licenza.
6. Per i tributi previsti dal citato testo unico
modificazioni, per la tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di
azoto di cui all'articolo 17, comma 29, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
nonché per l'imposta di consumo sul carbone, coke di petrolio e sull'orimulsion
di cui all'articolo 8, comma 7, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, i
versamenti per i quali la scadenza è prevista il 31 dicembre dovranno essere
effettuati entro il giorno 27 dello stesso mese.
7. A decorrere dal 1º marzo 2001 i pagamenti delle
somme di cui alle lettere a), e) e g) del comma 2, nonché di cui al comma 10
possono essere effettuati, limitatamente a quelle che affluiscono ai capitoli di
bilancio dello Stato e alla contabilità speciale ai sensi dell'articolo 3,
comma 12, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, anche mediante il versamento
unitario previsto dall'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241, con possibilità di compensazione con altre imposte e contributi.
8. La potenza nominale media di cui al comma 4
dell'articolo 28 della legge 30 aprile 1999, n. 136, deve essere intesa come
prodotto della portata massima utilizzata in fase produttiva, per il salto
quantificato pari alla differenza tra le quote massime di regolazione degli
invasi superiore ed inferiore, per l'accelerazione di gravità.
9. I sovracanoni provenienti dagli impianti di
produzione per pompaggio sono liquidati nel modo seguente:
a) quelli riguardanti i bacini imbriferi montani, ai
sensi dell'articolo 1 della legge 22 dicembre 1980, n. 925, per il 50 per cento
ai consorzi costituiti tra i comuni compresi nel bacino imbrifero montano, come
delimitato con decreti del Ministro dei lavori pubblici, e per il restante 50
per cento ai comuni non consorziati in base alle percentuali loro attribuite con
decreto del Ministro dei lavori pubblici;
b) quelli riguardanti i comuni rivieraschi, ai sensi
dell'articolo 2 della legge 22 dicembre 1980, n. 925, per l'80 per cento a
favore dei comuni territorialmente interessati dagli impianti e in base alle
percentuali di cui alla lettera a) e per il restante 20 per cento a favore delle
relative province.
10. I sovracanoni di cui al comma 9 sono immediatamente
esigibili dagli aventi diritto senza attendere la formalizzazione dei decreti di
concessione degli impianti.
11. All'articolo 11, comma 2, del decreto legislativo
16 marzo 1999, n. 79, dopo le parole: "eccedenti i 100 GWh" sono
inserite le seguenti: ", nonché al netto dell'energia elettrica prodotta
da impianti di gassificazione che utilizzino anche carbone di origine nazionale,
l'uso della quale fonte è altresì esentato dall'imposta di consumo e dall'accisa
di cui all'articolo 8 della legge 23 dicembre 1998, n. 448".
Art. 29. - Norme in materia di energia
1. Al fine di sviluppare l'utilizzazione
dell'energia geotermica quale fonte di energia rinnovabile, ferme restando le
agevolazioni previste dalla normativa vigente, dal 1º gennaio 2001, agli utenti
che si collegano ad una rete di teleriscaldamento alimentata da tale energia, è
concesso un contributo pari a lire 40.000 per ogni kW di potenza impegnata. Il
contributo è trasferito all'utente finale sotto forma di credito d'imposta a
favore del soggetto nei cui confronti è dovuto il costo di allaccio alla rete.
2. Agli utenti che si collegano a reti di
teleriscaldamento alimentate da biomassa devono intendersi applicabili le stesse
agevolazioni previste per l'utilizzazione di energia geotermica, secondo
analoghe modalità.
DISPOSIZIONI DI ADEGUAMENTO ALL'ORDINAMENTO COMUNITARIO
Art. 30. - Disposizioni in materia di imposta
sul valore aggiunto
a) all'articolo 10, relativo alle operazioni esenti
dall'imposta, nel primo comma, il numero 6) è sostituito dal seguente:
"6) le operazioni relative
all'esercizio del lotto, delle lotterie nazionali, dei giochi di abilità e dei
concorsi pronostici riservati allo Stato e agli enti indicati nel decreto
legislativo 14 aprile 1948, n. 496, ratificato con legge 22 aprile 1953, n. 342,
e successive modificazioni, nonché quelle relative all'esercizio dei
totalizzatori e delle scommesse di cui al regolamento approvato con decreto del
Ministro per l'agricoltura e per le foreste 16 novembre 1955, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 273 del 26 novembre 1955, e alla legge 24 marzo 1942, n.
315, e successive modificazioni, ivi comprese le operazioni relative alla
raccolta delle giocate";
b) all'articolo 10, relativo alle operazioni esenti,
dopo il numero 27-quinquies), è aggiunto il seguente:
"27-sexies) le importazioni nei porti,
effettuate dalle imprese di pesca marittima, dei prodotti della pesca allo stato
naturale o dopo operazioni di conservazione ai fini della commercializzazione,
ma prima di qualsiasi consegna";
c) all'articolo 74, è abrogato il settimo comma,
concernente il regime speciale IVA applicabile ai giochi di abilità ed ai
concorsi pronostici.
2. Al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504,
concernente il riordino dell'imposta unica sui concorsi pronostici e sulle
scommesse, l'articolo 7 è sostituito dal seguente:
"Art. 7 - (Rapporto tra imposta unica
e altri tributi) - 1. L'imposta unica è sostitutiva, nei confronti del CONI e
dell'UNIRE, di ogni imposta e tributo erariale e locale relativi all'esercizio
dei concorsi pronostici ad esclusione dell'imposta di bollo sulle cambiali,
sugli atti giudiziari e sugli avvisi al pubblico".
3. All'alinea del comma 1 dell'articolo 7 della legge
23 dicembre 1999, n. 488, concernente le prestazioni assoggettate ad aliquota
del 10 per cento, le parole: "fino alla data del 31 dicembre 2000"
sono sostituite dalle seguenti: "fino alla data del 31 dicembre 2001".
4. L'indetraibilità dell'imposta sul valore aggiunto
afferente le operazioni aventi per oggetto ciclomotori, motocicli, autovetture e
autoveicoli di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 19-bis 1 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è stabilita sino al 31 dicembre
2006; tuttavia
limitatamente all'acquisto, all'importazione e all'acquisizione mediante
contratti di locazione finanziaria, noleggio e simili di detti veicoli la
indetraibilità è ridotta all85 per cento del relativo ammontare ed al 50 per
cento nel caso di veicoli con propulsori non a combustione interna.
5. Per le cessioni dei veicoli per i quali l'imposta
sul valore aggiunto è stata detratta dal cedente solo in parte a norma del
comma 4, la base imponibile è assunta per il 15 per cento ovvero per il 50 per
cento del relativo ammontare nel caso di veicoli con propulsioni non a
combustione interna.
6. Il regime speciale previsto, per i rivenditori di
beni usati, negli articoli 36 e seguenti del decreto-legge 23 febbraio 1995, n.
41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, si applica
anche alle cessioni dei veicoli per l'acquisto dei quali ha trovato applicazione
la disposizione di cui al comma 5 del presente articolo.
7. Le agevolazioni di cui all'articolo 8 della legge 27
dicembre 1997, n. 449, sono estese ai soggetti con handicap psichico o mentale
di gravità tale da aver determinato il riconoscimento dell'indennità di
accompagnamento e agli invalidi con grave limitazione della capacità di
deambulazione o affetti da pluriamputazioni, a prescindere dall'adattamento del
8. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica è autorizzato ad iscrivere nello stato di previsione
del Ministero per i beni e le attività culturali un importo pari al maggior
gettito acquisito per effetto delle disposizioni del comma 2.
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO E ALTRE IMPOSTE INDIRETTE
Art. 31. - Ulteriori disposizioni in materia
a) all'articolo 19-bis
1, comma 1, concernente limiti
alla detrazione per alcuni beni e servizi:
1) alla lettera g), dopo le parole: "50 per
cento;", sono aggiunte le seguenti: "la predetta limitazione non si
applica agli impianti di telefonia fissa installati all'interno dei veicoli
utilizzati per il trasporto di merci da parte delle imprese di
autotrasporto";
2) alla lettera h), sono aggiunte, in fine, le
parole: ", tranne quelle sostenute per l'acquisto di beni di costo unitario
non superiore a lire cinquantamila";
b) all'articolo 74, nono comma, concernente
disposizioni relative a particolari settori, dopo la lettera e-bis) sono
aggiunte le seguenti:
"e-ter) filo di rame con diametro
superiore a 6 millimetri (vergella) (v.d. 7408.11);
e-quater) filo di alluminio non legato con
diametro superiore a 7 millimetri (vergella) (v.d. 7605.11);
e-quinquies) filo di leghe di alluminio con
diametro superiore a 7 millimetri (vergella) (v.d. 7605.21)";
c) all'articolo 74-bis è aggiunto, in fine, il
"In deroga a quanto disposto dal primo
comma dell'articolo 38-bis, i rimborsi previsti nell'articolo 30, non ancora
liquidati alla data della dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta
amministrativa e i rimborsi successivi, sono eseguiti senza la prestazione delle
prescritte garanzie per un ammontare non superiore a lire cinquecento
d) alla tabella A, parte II, relativa a beni e servizi
soggetti all'aliquota del 4 per cento:
1) al numero 18), dopo le parole: "dispacci
delle agenzie di stampa, libri, periodici," sono inserite le seguenti:
"anche in scrittura braille e su supporti audio-magnetici per non vedenti e
ipovedenti,";
2) al numero 35), dopo le parole:
"prestazioni relative alla composizione," sono inserite le seguenti:
"montaggio, duplicazione,"; e dopo le parole: "legatoria e
stampa" sono inserite le seguenti: ", anche in scrittura braille e su
supporti audio-magnetici per non vedenti e ipovedenti,".
2. All'articolo 11 del decreto legislativo 2 settembre
1997, n. 313, concernente il regime speciale per i produttori agricoli, come
modificato dal decreto-legge 15 febbraio 2000, n. 21, convertito dalla legge 14
aprile 2000, n. 92, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, le parole: "Per gli anni 1998, 1999
e 2000" sono sostituite dalle seguenti: "Per gli anni 1998, 1999, 2000
e 2001" e le parole: "negli anni 1998, 1999 e 2000" sono
sostituite dalle seguenti: "negli anni 1998, 1999, 2000 e 2001";
b) al comma 5-bis, le parole: "a decorrere dal 1º
gennaio 2001" sono sostituite dalle seguenti: "a decorrere dal 1º
gennaio 2002".
3. Per i soggetti che esercitano l'opzione di cui al
comma 1 dell'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 14 ottobre
1999, n. 542, le somme da versare ai fini dell'imposta sul valore aggiunto sono
maggiorate degli interessi nella misura dell'1 per cento, previa apposita
annotazione nei registri di cui agli articoli 23 e 24 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. La predetta misura può essere
rideterminata con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400.
4. L'articolo 45 della legge 21 novembre 2000, n. 342,
concernente il regime speciale per gli esercenti agenzie di vendite all'asta,
previsto ai fini dell'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto, si applica
a decorrere dal 1º gennaio 2001.
Art. 32. - Semplificazione degli adempimenti
fiscali per le società sportive dilettantistiche
1. All'articolo 18 del decreto legislativo 26
febbraio 1999, n. 60, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
"2-bis. Con regolamento da emanare
entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, ai sensi dell'articolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996,
n. 662, sono dettate modalità semplificate di certificazione dei corrispettivi
per le società sportive dilettantistiche".
Art. 33. - Disposizioni in materia di imposta
di registro e altre imposte indirette e disposizioni agevolative
1. All'articolo 8 della tariffa, parte I, allegata
al testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, relativo
agli atti dell'autorità giudiziaria soggetti a registrazione in termine fisso,
"1-bis. Atti del Consiglio di Stato e
dei tribunali amministrativi regionali che definiscono, anche parzialmente, il
giudizio, compresi i decreti ingiuntivi esecutivi, che recano condanna al
pagamento di somme di danaro diverse dalle spese processuali: 3 per cento";
b) nella nota II) le parole: "Gli atti di cui alla
lettera b)" sono sostituite dalle seguenti: "Gli atti di cui al comma
1, lettera b), e al comma 1-bis".
2. Le disposizioni del comma 1 si applicano a decorrere
dal 1º marzo 2001.
4. Alla Tabella di cui all'allegato B del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, e successive modificazioni,
recante gli atti, documenti e registri esenti dall'imposta di bollo sono
a) all'articolo 7, primo comma, le parole:
"ricevute ed altri documenti relativi a conti correnti postali" sono
sostituite dalle seguenti: "ricevute, quietanze ed altri documenti recanti
addebitamenti o accreditamenti formati, emessi ovvero ricevuti dalle banche
nonché dagli uffici della società Poste Italiane SpA";
b) dopo l'articolo 8 è inserito il seguente: "Art.
8-bis. Certificati anagrafici richiesti dalle società sportive, su disposizione
delle rispettive federazioni e di enti ed associazioni di promozione sportiva di
c) dopo l'articolo 13 è inserito il seguente: "Art.
13-bis. Contrassegno invalidi, rilasciato ai sensi dell'articolo 381 del
regolamento di esecuzione del nuovo codice della strada, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, a soggetti la cui
invalidità comporta ridotte o impedite capacità motorie permanenti".
5. All'articolo 25 della legge 13 maggio 1999, n. 133,
come modificato dall'articolo 37 della legge 21 novembre 2000, n. 342, dopo il
comma 1 è inserito il seguente:
"1-bis. Le disposizioni di cui al
comma 2 si applicano anche alle associazioni pro-loco".
6. A decorrere dal 1º gennaio 2001 la Croce Rossa
Italiana è esonerata dal pagamento del canone radio complessivamente dovuto per
tutte le attività assistenziali, di protezione civile e di soccorso sanitario.
Per la Croce Rossa Italiana sono altresì autorizzati i collegamenti esercitati
alla data del 31 dicembre 2000, che non risultino incompatibili con impianti di
telecomunicazione esistenti appartenenti ad organi dello Stato o ad altri
7. All'articolo 9, comma 8, della legge 23 dicembre
1999, n. 488, sono aggiunte, in fine, le parole: ", nonché i procedimenti
di rettificazione di stato civile, di cui all'articolo 454 del codice
8. Il comma 10 dell'articolo 9 della legge 23 dicembre
1999, n. 488, è abrogato.
9. All'articolo 9, comma 11, secondo periodo, della
legge 23 dicembre 1999, n. 488, la parola: "sei" è sostituita dalla
seguente: "dodici".
10. L'articolo 45 della legge 20 maggio 1985, n. 222,
in materia di imposta comunale sull'incremento di valore degli immobili, si
interpreta nel senso che le relative disposizioni trovano applicazione anche con
riferimento agli immobili appartenenti agli enti rappresentativi delle
confessioni religiose aventi personalità giuridica, nonché agli enti religiosi
riconosciuti in base alle leggi attuative delle intese stipulate dallo Stato ai
sensi dell'articolo 8 della Costituzione. Non si fa comunque luogo a rimborsi di
versamenti già effettuati.
11. All'articolo 56, comma 6, del decreto legislativo
15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il
seguente periodo: "In caso di fusione tra società esercenti attività di
locazione di veicoli senza conducente, le iscrizioni e le trascrizioni già
esistenti al pubblico registro automobilistico relative ai veicoli compresi
nell'atto di fusione conservano la loro validità ed il loro grado a favore del
cessionario, senza bisogno di alcuna formalità o annotazione".
12. Alla lettera a) del comma 1 della nota II-bis
all'articolo 1 della tariffa, parte I, allegata al testo unico delle
disposizioni concernenti l'mposta di registro, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e successive modificazioni,
le parole: "entro un anno dall'acquisto" sono sostituite dalle
seguenti: "entro diciotto mesi dall'acquisto".
13. All'articolo 6 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, come sostituito dal decreto legislativo 26
febbraio 1999, n. 60, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
"3-bis. I soggetti che hanno optato ai
sensi della legge 16 dicembre 1991, n. 398, nonché le associazioni di
promozione sociale di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 4 dicembre
1997, n. 460, per le attività di intrattenimento a favore dei soci sono
esonerati dall'obbligo di utilizzare i misuratori fiscali di cui al presente
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- Vercelli, 21 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.

References: art. 34

art. 68
 art. 102
 art. 133

Art. 1

Art. 2
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Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6
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Art. 7
 articolo 4

Art. 8
 articolo 87
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Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 17
 articolo 26
 articolo 11
 articolo 26

Art. 18
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Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28
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4
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Art. 29

Art. 30

Art. 31
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Art. 32
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Art. 33
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