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Timestamp: 2020-07-06 17:44:38+00:00

Document:
Aggiornato alla data del 10 gennaio 2020
(ultimo provvedimento inserito Legge 19 dicembre 2019, n. 157)
"Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell´articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2001
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l´articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n.400; Visti gli articoli 11 e 14 della legge 29 settembre 2000, n. 300, che delega il Governo ad adottare, entro otto mesi dalla sua entrata in vigore, un decreto legislativo avente ad oggetto la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società, associazioni od enti privi di personalità giuridica che non svolgono funzioni di rilievo costituzionale secondo i principi e criteri direttivi contenuti nell´articolo 11; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell´11 aprile 2001; Acquisiti i pareri delle competenti commissioni permanenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, a norma dell´articolo 14, comma 1, della citata legge 29 settembre 2000, n. 300; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 2 maggio 2001; Sulla proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell´industria, del commercio e dell´artigianato e del commercio con l´estero, con il Ministro per le politiche comunitarie e con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica;
1. Il presente decreto legislativo disciplina la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato. 2. Le disposizioni in esso previste si applicano agli enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica.
1. Nei casi e alle condizioni previsti dagli articoli 7, 8, 9 e 10 del codice penale, gli enti aventi nel territorio dello Stato la sede principale rispondono anche in relazione ai reati commessi all´estero, purché nei loro confronti non proceda lo Stato del luogo in cui è stato commesso il fatto.
a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell´ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso;
2-bis. I modelli di cui alla lettera a) del comma 1 prevedono: a) uno o più canali che consentano ai soggetti indicati nell'articolo 5, comma 1, lettere a) e b), di presentare, a tutela dell'integrità dell'ente, segnalazioni circostanziate di condotte illecite, rilevanti ai sensi del presente decreto e fondate su elementi di fatto precisi e concordanti, o di violazioni del modello di organizzazione e gestione dell'ente, di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte; tali canali garantiscono la riservatezza dell'identità del segnalante nelle attività di gestione della segnalazione; b) almeno un canale alternativo di segnalazione idoneo a garantire, con modalità informatiche, la riservatezza dell'identità del segnalante; c) il divieto di atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione; d) nel sistema disciplinare adottato ai sensi del comma 2, lettera e), sanzioni nei confronti di chi viola le misure di tutela del segnalante, nonché di chi effettua con dolo o colpa grave segnalazioni che si rivelano infondate.
3. Il modello prevede, in relazione alla natura e alla dimensione dell´organizzazione nonché al tipo di attività svolta, misure idonee a garantire lo svolgimento dell´attività nel rispetto della legge e a scoprire ed eliminare tempestivamente situazioni di rischio.
1. Nella commisurazione della sanzione pecuniaria il giudice determina il numero delle quote tenendo conto della gravità del fatto, del grado della responsabilità dell´ente nonché dell´attività svolta per eliminare o attenuare le conseguenze del fatto e per prevenire la commissione di ulteriori illeciti.
1. La sanzione pecuniaria è ridotta della metà e non può comunque essere superiore a lire duecento milioni [valore in euro 103291,38, NdR] se:
2. Il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione può anche essere limitato a determinati tipi di contratto o a determinate amministrazioni. L´interdizione dall´esercizio di un´attività comporta la sospensione ovvero la revoca delle autorizzazioni, licenze concessioni funzionali allo svolgimento dell´attività.
Art. 17 Riparazione delle conseguenze del reato
2. La pubblicazione della sentenza avviene ai sensi dell´articolo 36 del codice penale nonché mediante affissione nel comune ove l´ente ha la sede principale.
1. Quando l´ente è responsabile in relazione ad una pluralità di reati commessi con una unica azione od omissione ovvero commessi nello svolgimento di una medesima attività e prima che per uno di essi sia stata pronunciata sentenza anche non definitiva, si applica la sanzione pecuniaria prevista per l´illecito più grave aumentata fino al triplo. Per effetto di detto aumento, l´ammontare della sanzione pecuniaria non può comunque essere superiore alla somma delle sanzioni applicabili per ciascun illecito. 2. Nei casi previsti dal comma 1, quando in relazione a uno o più degli illeciti ricorrono le condizioni per l´applicazione delle sanzioni interdittive, si applica quella prevista per l´illecito più grave.
Art. 24 Indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche e frode informatica in danno dello Stato o di un ente pubblico.
3. In relazione alla commissione dei delitti di cui agli articoli 491-bis e 640-quinquies del codice penale, salvo quanto previsto dall´articolo 24 del presente decreto peri casi di frode informatica in danno dello Stato o di altro ente pubblico e dei delitti di cui all'articolo 1, comma 11, del decreto-legge 21 settembre 2019, n. 105, si applica all´ente la sanzione pecuniaria sino a quattrocento quote.
1. In relazione alla commissione di taluno dei delitti di cui agli articoli 416, sesto comma, 416-bis, 416-ter e 630 del codice penale, ai delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis
ovvero al fine di agevolare l´attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, nonché ai delitti previsti dall´articolo74 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, si applica la sanzione pecuniaria da quattrocento a mille quote.
2. In relazione alla commissione di taluno dei delitti di cui all´articolo 416 del codice penale, ad esclusione del sesto comma, ovvero di cui all´articolo 407, comma 2, lettera a), numero 5), del codice di procedura penale, si applicala sanzione pecuniaria da trecento a ottocento quote.
a) per i delitti di cui agli articoli 513, 515, 516, 517, 517-ter e517-quater la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote;
q) per il delitto di illecita influenza sull´assemblea, previsto dall´articolo
2636 del codice civile, la sanzione pecuniaria da centocinquanta a trecentotrenta quote;
s-bis) per il delitto di corruzione tra privati, nei casi previsti dal terzo comma dell'articolo 2635 del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a seicento quote e, nei casi di istigazione di cui al primo
comma dell'articolo 2635-bis del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a quattrocento quote. Si applicano altresì le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2;
2. Se, in seguito alla commissione dei reati di cui al comma 1, l´ente ha conseguito un profitto di rilevante entità, la sanzione pecuniaria è aumentata di un terzo.
a) per i delitti di cui agli articoli 600, 601, 602 e 603-bis la sanzione pecuniaria da quattrocento a mille quote;
c) per i delitti di cui agli articoli 600-bis, secondo comma, 600-ter, terzo e quarto comma, e 600-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all´articolo 600-quater.1, nonché per il delitto di cui all´articolo 609-undecies, la sanzione pecuniaria da duecento a settecento quote.
beni o utilità di provenienza illecita, nonché autoriciclaggio
1. In relazione ai reati di cui agli articoli 648, 648-bis e 648-ter del codice penale, si applica all´ente la sanzione pecuniaria da 200 a 800 quote. Nel caso in cui il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione superiore nel massimo a cinque anni si applica la sanzione pecuniaria da 400 a 1000 quote.
8. Se l'ente o una sua unità organizzativa vengono stabilmente utilizzati allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei reati di cui all'articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (richiamo da intendersi riferito all'articolo 452-quaterdecies del codice penale ai sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 1 marzo 2018 n. 21), e all'articolo 8 del decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 202, si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell’attività ai sensi dell'art. 16, comma 3, del decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231.
Art. 25-terdecies Razzismo e xenofobia
2. Nei casi di condanna per uno dei delitti indicati nel comma 1, lettera a), del presente articolo, si applicano le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a un anno
e) per il delitto di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, previsto dall'articolo 8, comma 2- bis, la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote;
2. Salvo quanto previsto dall´articolo 17, l´ente risultante dalla fusione e l´ente al quale, nel caso di scissione, è applicabile la sanzione interdittiva possono chiedere al giudice la sostituzione della medesima con la sanzione pecuniaria, qualora, a seguito della fusione o della scissione, si sia realizzata la condizione
prevista dalla lettera b) del comma 1 dell´articolo 17, e ricorrano le ulteriori condizioni di cui alle lettere a) e c) del medesimo articolo.
2. A tale fine, il giudice tiene conto della natura delle violazioni e dell´attività nell´ambito della quale sono state commesse nonché delle caratteristiche della fusione o della scissione.
1. Quando sussistono gravi indizi per ritenere la sussistenza della responsabilità dell´ente per un illecito amministrativo dipendente da reato e vi sono fondati e specifici elementi che fanno ritenere concreto il pericolo che vengano commessi illeciti della stessa indole di quello per cui si procede, il pubblico ministero può richiedere l´applicazione quale misura cautelare di una delle sanzioni interdittive previste dall´articolo 9,
comma 2, presentando al giudice gli elementi su cui la richiesta si fonda, compresi quelli a favore dell´ente e le eventuali deduzioni e memorie difensive già depositate.
1. Sull´applicazione e sulla revoca delle misure cautelari nonché sulle modifiche delle loro modalità esecutive, provvede il giudice che procede. Nel corso delle indagini provvede il giudice per le indagini preliminari. Si applicano altresì le disposizioni di cui all´articolo 91 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271.
2. La cauzione consiste nel deposito presso la Cassa delle ammende di una somma di denaro che non può comunque essere inferiore alla metà della sanzione pecuniaria minima prevista per l´illecito per cui si
procede. In luogo del deposito, è ammessa la prestazione di una garanzia mediante ipoteca o fideiussione solidale.
2. Quando le esigenze cautelari risultano attenuate ovvero la misura applicata non appare più proporzionata all´entità del fatto o alla sanzione che si ritiene possa essere applicata in via definitiva, il giudice, su richiesta del pubblico ministero o dell´ente, sostituisce la misura con un´altra meno grave ovvero ne dispone l´applicazione con modalità meno gravose, anche stabilendo una minore durata.
1-bis. Ove il sequestro, eseguito ai fini della confisca per equivalente prevista dal comma 2 dell'articolo 19, abbia ad oggetto società, aziende ovvero beni, ivi compresi i titoli, nonché quote azionarie o liquidità anche se in deposito, il custode amministratore giudiziario ne consente l'utilizzo e la gestione agli organi societari esclusivamente al fine di garantire la continuità e lo sviluppo aziendali, esercitando i poteri di vigilanza e
riferendone all'autorità giudiziaria. In caso di violazione della predetta finalità l'autorità giudiziaria adotta i provvedimenti conseguenti e può nominare un amministratore nell'esercizio dei poteri di azionista. Con la nomina si intendono eseguiti gli adempimenti di cui all'articolo 104 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271. In caso di sequestro in danno di società che gestiscono stabilimenti di interesse strategico nazionale e di loro controllate, si applicano le disposizioni di cui al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89.
1. Il pubblico ministero che acquisisce la notizia dell´illecito amministrativo dipendente da reato commesso dall´ente annota immediatamente, nel registro di cui all´articolo 335 del codice di procedura penale, gli elementi identificativi dell´ente unitamente, ove possibile, alle generalità del suo legale rappresentante nonché il reato da cui dipende l´illecito.
1. L´informazione di garanzia inviata all´ente deve contenere l´invito a dichiarare ovvero eleggere domicilio per le notificazioni nonché l´avvertimento che per partecipare al procedimento deve depositare la dichiarazione di cui all´articolo 39, comma 2.
2. Il decreto che, a seguito dell´udienza preliminare, dispone il giudizio nei confronti dell´ente, contiene, a pena di nullità, la contestazione dell´illecito amministrativo dipendente dal reato, con l´enunciazione, in forma chiara e precisa, del fatto che può comportare l´applicazione delle sanzioni e l´indicazione del reato da cui l´illecito dipende e dei relativi articoli di legge e delle fonti di prova nonché gli elementi identificativi dell´ente.
1. L´applicazione all´ente della sanzione su richiesta è ammessa se il giudizio nei confronti dell´imputato è definito ovvero definibile a norma dell´articolo 444 del codice di procedura penale nonché in tutti i casi in cui per l´illecito amministrativo è prevista la sola sanzione pecuniaria. Si osservano le disposizioni di cui al titolo II del libro sesto del codice di procedura penale, in quanto applicabili.
1. Le impugnazioni proposte dall´imputato del reato da cui dipende l´illecito amministrativo e dall´ente, giovano, rispettivamente, all´ente e all´imputato, purché non fondate su motivi esclusivamente personali.
Per l’elenco completo dei reati presupposto della responsabilità degli enti (compresi quelli non contemplati direttamente nel D.Lgs. 231/2001), si rimanda al catalogo dei reati

References: Art. 17
 sentenza 
 sentenza 

Art. 24
 articolo 416

Art. 25