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Timestamp: 2018-01-17 01:13:19+00:00

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Massima 1/24-25/C
Usucapione speciale ex art. 1159 bis c.c. e art.3, L.346/1976- fondo rustico- destinazione all'attività agraria- necessità- sussiste.
Tribunale di Verbania, Giudice unico dr.Talamo, ordinanza 22.11.2005.
Il ricorrente ex art. 1159 bis c.c. e art. 3, L.346/1976 deve specificare quale sia l'attività agricola dallo stesso esercitata sui fondi oggetto della domanda, atteso che non è sufficiente ai fini della suddetta usucapione che il fondo sia iscritto nel catasto rustico, ma è necessario che esso sia destinato in concreto all'attività agraria (Cass. 14577/04, Cass. 13325/00).
Massima 2/24-25/C
Giudice del lavoro- sospensione del provvedimento di cessazione del rapporto di lavoro- licenziamento illegittimo- verifica requisiti di legge
Tribunale di Verbania, in funzione di Giudice del lavoro, dr. Crivelli, ordinanza 28.12.2005
Va disposta la richiesta sospensione dell'efficacia del provvedimento di cessazione del rapporto convenzionale a tempo indeterminato in essere con la ASL 14 in quanto disposta con riferimento all'art. 37 del CCNL, per malattia od infortunio, e non in relazione all'asserita assenza ingiustificata o lo svolgimento di attività lavorativa nel periodo di malattia, che giustificherebbe ex art. 19 del CCNL il "licenziamento" immediato.
L'art. 19 CCNL consente altresì la revoca dell'incarico con effetto immediato solo nell'ipotesi di malattia che superi il periodo massimo di conservazione del posto di lavoro (non invece per il caso di assenza per infortunio o malattia professionale).
Massima 3/24-25/C
Cessione d'azienda- responsabilità dell'acquirente- iscrizione del credito nei libri contabili obbligatori- elemento costitutivo essenziale- onere della prova- a carico del creditore.
Tribunale di Verbania-sez. feriale, Collegio, ordinanza ex art. 669 terdecies c.p.c.25.8.2005
L'iscrizione nei libri contabili obbligatori dell'azienda è un elemento costitutivo essenziale della responsabilità dell'acquirente dell'azienda per i debiti ad essa inerenti. Pertanto chi voglia far valere i corrispettivi crediti contro l'acquirente dell'azienda ha l'onere di provare fra gli altri elementi costitutivi del proprio diritto, anche detta iscrizione (Cass.civ.sez.lav.6173, 1998). Ai sensi dell'art.2560 c.c. l'acquirente risponde solo dei debiti inerenti l'azienda che risultino iscritti nei libri contabili, senza che l'iscrizione possa venire surrogata da altre forme di conoscenza della situazione debitoria dell'azienda (Cass. civ. sez. I, 20.6.2000, n.8363).L'inesistenza dei libri contabili, dovuta a qualsiasi ragione, compresa la loro non obbligatorietà per lo specifico tipo di impresa, rende impossibile l'elemento costitutivo della responsabilità del cessionario per i debiti relativi all'azienda e preclude il sorgere della medesima responsabilità (Cass.civ.sez.III, 20.2.1999, 1429).
Massima 4/24-25/C
Normativa in materia di usura - protesto - riabilitazione.
TRIBUNALE DI VERBANIA - Giudice Dr. Nicola Cosentino in sostituzione del Presidente- ORDINANZA del 4.4.05
L'art. 17 della legge n. 108 del 1996 recante disposizioni in materia di usura, prevede che il "debitore protestato che abbia adempiuto all'obbligazione per la quale il protesto è stato levato e non abbia subito l'ulteriore protesto ha diritto ad ottenere, trascorso un anno dal levato protesto, la riabilitazione". Tale norma non contiene letteralmente alcuna disposizione che possa espressamente restringerne l'applicazione ai casi in cui l'obbligazione cui si riferisce il titolo protestato sia oggetto della pattuizione usuraria, dovendosi ritenere pertanto che essa abbia portata generale e consenta la riabilitazione di chiunque sia incorso nel protesto di titoli senza aver riguardo all'essere questi vittima o meno del reato di usura, dovendosi escludere che la collocazione della norma nel contesto delle disposizioni in tema di usura autorizzi interpretazioni restrittive. L'ambito applicativo della norma, invece, esclude proprio i casi in cui l'obbligazione nasca dall'accordo usurario, casi nei quali la vittima del reato potrà ottenere la più radicale ed efficace tutela della sospensione o addirittura della cancellazione del protesto dei titoli emessi o girati in favore dell'usuraio, ai sensi del successivo art. 18 della medesima legge.
Appalto e Prestazione d'Opera
Massima 5/24/25/C
APPALTO E PRESTAZIONE D'OPERA - VIZI - DENUNCIA - DECADENZA - TERMINE - CONOSCIBILITA'
Tribunale di Verbania, Sez. Domodossola, Giudice dott. Crivelli 15-28/5/2005 - SENTENZA N. 84/05
Per la denuncia di vizi e difetti il termine di decadenza (tanto quello previsto all'art. 1667 c.c. quanto quello più breve di cui all'art. 2226 c.c.) decorre solo dal momento in cui il committente abbia una conoscenza seria ed obiettiva tanto dei vizi come della loro riconducibilità ad una specifica causa.
Per un profano tale conoscenza non può dirsi acquisita che con una perizia.
Massima 6/24-25/C
MEDIATORE - OBBLIGHI - DILIGENZA - LIMITI
Tribunale di Verbania, Sez. Domodossola, Giudice dott. Crivelli 3-6/8/2005 - SENTENZA N. 120/05
Il mediatore è tenuto ad un comportamento mediamente diligente, non dovendo lo stesso limitarsi a portare a conoscenza delle parti solo i pregiudizi di cui abbia concreta conoscenza.
Pertanto rientrano sicuramente negli obblighi del mediatore professionale la semplice consultazione di un pubblico registro con annotate le formalità a favore e contro l'alienante, come anche l'assunzione di semplici informazioni circa la sussistenza ad esempio della concessione edilizia, in quanto la relativa rilevazione non comporta certamente "indagini di natura tecnico-giuridica", quali ad esempio la valutazione delle risultanze medesime, o ispezioni maggiormente approfondite.
Massima 7/24-25/C
Procacciatore d'affari- domanda del datore di lavoro di restituzione somma indebitamente trattenuta- foro competente- controversie individuali di lavoro- art. 409, n.3, c.p.c.
Tribunale di Verbania, Giudice unico dr.ssa Pomponio, sentenza 7.2.2005
La controversia avente ad oggetto il pagamento di una somma indebitamente trattenuta dal convenuto, che l'aveva riscossa dalla clientela nella sua attività di agente di commercio per conto della ditta attrice, avendo ad oggetto pretese relative ad un incarico di procacciatore d'affari, svolto mediante prestazioni a carattere personale, ripetute per un apprezzabile lasso di tempo e coordinate con l'organizzazione ed ai fini perseguiti dal preponente, è devoluta ai sensi dell'art. 409, co.3, c.p.c. alla competenza del Giudice del lavoro del luogo di residenza del convenuto (Cass. 1172/1992, n.7799/1998).
Sospensione necessaria del processo
Massima 8/24-25/C
Sospensione necessaria del processo- pendenza di altro giudizio pregiudiziale tra le stesse parti- sentenza impugnata- permanenza delle iniziali esigenze di sospensione del processo.
Tribunale di Verbania, in composizione monocratica, G.U. dr. Talamo, ordinanza 5.5.2005
Va rigettata l'istanza ex art. 297 c.p.c. con la quale si chiede al G.I. di fissare udienza per la prosecuzione del giudizio, essendo stato lo stesso sospeso ex art. 295 c.p.c. in attesa dell'esito del giudizio di appello, all'epoca pendente tra le stesse parti, avendone il G.I. valutata la pregiudizialità rispetto alla causa pendente, avendo una delle parti impugnato la sentenza d'appello con ricorso per Cassazione.
Il provvedimento invocato ex art. 297 c.p.c. implicitamente avrebbe come effetto di revocare la precedente ordinanza emessa ex art. 295 c.p.c., e ciò non è possibile fare al GI, essendo il provvedimento impugnabile a mezzo di regolamento necessario di competenza ex art.42 c.p.c. (Cass. 10837/03, Cass. 8748/04).
Atto di precetto - Notificazioni
Massima 9/25-25/C
ATTO DI PRECETTO - NOTIFICA - AL DIFENSORE ANZICHE' ALLA PARTE PERSONALMENTE - RAGGIUNGIMENTO DELLO SCOPO - NULLITA' - INSUSSISTENZA
Tribunale di Verbania, Sez. Domodossola, Giudice dott. Crivelli 18 - 28/5/2005 - SENTENZA N.83/05
Essendo finalità del precetto quella d'invitare ad adempiere, il vizio di notifica, per essere stato notificato al difensore anziché alla parte personalmente, non può travolgere la validità del precetto stesso che sia tempestivamente pervenuto al debitore, essendo così raggiunto lo scopo, e prova evidente ne può essere la spiegata opposizione.
Domande nei confronti dei Coevocati
Massima 10/24-25/C
DOMANDE - NEI CONFRONTI DI COEVOCATI IN GIUDIZIO - PROPOSIZIONE - TERMINE
SENTENZA N. 117/05 Tribunale di Verbania, Sez. Domodossola, Giudice dott. Crivelli 1-6/8/2005.
Qualora la domanda venga svolta nei confronti di un coevocato in giudizio, il convenuto deve proporre la propria domanda nella comparsa di costituzione che va depositata almeno venti giorni prima dell'udienza fissata, analogamente a quanto disposto in materia di domanda riconvenzionale.
Sono quindi inammissibili per intervenuta decadenza le domande, nei confronti del coevocato, proposte dalla parte nella comparsa di costituzione depositata all'udienza e non nei venti giorni precedenti.

References: art. 1159
 art.3
 art. 1159
 art. 3
 Cass. 
 art. 19
 art. 669
 art. 18
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 art. 409
 sentenza 
 sentenza 
 art. 297
 art. 295
 sentenza 
 art. 297
 art. 295
 art.42
 Cass. 
 SENTENZA 

SENTENZA