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Timestamp: 2019-12-15 18:21:26+00:00

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Sondaggi Elezioni Politiche 2018 | Tutti i numeri aggiornati
Tutti i sondaggi aggiornati sulle Elezioni Politiche 2018: centrodestra avanti su M5S e Pd
di Donato De Sena | 19/10/2017
Come ogni in sfida elettorale nazionale anche la campagna delle Elezioni Politiche 2018 viene affrontata dai partiti e dai loro leader con una forte attenzione ai sondaggi sulle intenzioni di voto. Le rilevazioni dei più noti e attendibili istituti demoscopici italiani, commissionate dai media o realizzate in proprio, rappresentano uno strumento indispensabile per osservare come si muove il consenso nel corso delle settimane, come eventualmente correggere la comunicazione, prevedere l’esito delle votazioni. Con l’avvicinarsi della data delle urne la loro importanza è crescente. Qui vi proponiamo i principali numeri su liste, coalizioni, candidati, elettori indecisi o astenuti, e previsioni sull’assegnazione dei seggi di Camera e Senato.
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 confermano quanto sia incerto l’esito del voto perché non c’è un margine di consenso ampio tra le principali coalizioni e partiti in campo: il centrosinistra guidato dal Pd, il centrodestra di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, e il Movimento 5 Stelle, da sempre contrario ad ogni sorta di alleanza. Il nuovo sistema elettorale, approvato definitivamente in Parlamento il 26 ottobre, il cosiddetto Rosatellum, è un misto di maggioritario e proporzionale, di collegi uninominali e plurinominali, e ci sono molte probabilità che non consegnerà allo schieramento o alla lista che otterrà la quota maggiore di voti una maggioranza assoluta dei seggi (o comunque una maggioranza assoluta abbastanza ampia per governare). Le possibilità che occorra un governo di larghe intese sono alte.
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I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 6 dicembre. Dalle rilevazioni sulle intenzioni di voto ai partiti pubblicate tra fine novembre e inizio dicembre emergono ancora difficoltà del Partito Democratico, arretrato di circa due punti dal Movimento 5 Stelle. E, soprattutto, confermano il vantaggio delle forze di centrodestra. Se consideriamo la media dei sondaggi effettuati precisamente tra il 27 novembre e il 4 dicembre da quattro noti istituti demoscopici, il M5S si conferma prima forza politica italiana con il 26,9%, mentre il Pd si ferma al 24,8. Si tratta degli stessi dati rilevati tra il 20 e il 26 novembre. Forza Italia intanto si conferma in media al 15,6%. La Lega Nord sarebbe invece al 13,7%. Fratelli d’Italia al 5,2%. Sono positivi i segnali della nuova lista unitaria della sinistra. Liberi e Uguali, sostenuta dagli ex Dem di Articolo 1 Mdp, Sinistra Italia e Possibile, vale in media il 6% delle preferenze, più dei singoli simboli. Numeri bassi infine, per i centristi di Alternativa Popolare, che su muove tra l’1,5 e il 2,6%, al di sotto della soglia di sbarramento del 3% prevista dalla nuova legge elettorale. Più giù il Campo Progressista di Giuliano Pisapia. Non superano il punto percentuale sia Verdi, che Psi, Radicali Italiani (+Europa), Rifondazione Comunista, Udc. Mai indicato Casapound.
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 29 novembre. A fine novembre le rilevazioni sulle intenzioni di voto ai partiti confermano i dati dei giorni precedenti, con l’arretramento del centrosinistra dopo il tonfo delle Regionali in Sicilia, una tenuta del Movimento 5 Stelle e un vantaggio della coalizione di centrodestra. Nel dettaglio il M5S (stando alla media di sei sondaggi realizzati tra il 20 e il 26 novembre da Ixé, Bidimedia – Bi3, Swg, Index Research, Emg Acqua e Tecnè) si conferma primo partito con il 26,9% dei consensi, muovendosi tra il 25,8 e il 28%, un dato superiore al risultato del 2013 e soprattutto migliore di quanto ottenuto alle Europee del 2014. Il Pd è stimato mediamente al 24,8%. Mentre Forza Italia sale al 15,5% oscillando tra il 14,5 e il 17,5%. La Lega Nord è al 13,9%. Fratelli d’Italia al 4,8%. Articolo 1 Mdp al 3,4%. Sinistra Italiana al 2,5%. Alternativa Popolare al 2%. Ma a sinistra il quadro è ancora poco chiaro, non essendo ancora stata lanciata la lista unitaria sostenuta da Mdp, Si e Possibile di Pippo Civati. Restano ampiamente sotto la soglia di sbarramento (che la nuova legge elettorale fissa al 3% per le liste) tutte le altre formazioni minori. Nei sondaggi che abbiamo segnalato Campo Progressista viene segnalato al massimo all’1,6%. Numeri molto bassi sia per i Radicali Italiani e una loro possibile lista europeista Forza Europa o Più Europa, i Verdi, il Psi, Scelta Civica, l’Udc. Casapound non viene mai indicato.
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 22 novembre. A due settimane dal voto in Sicilia, con la sconfitta sonora del centrosinistra, le rilevazioni sulle intenzioni di voto ai partiti segnalano ancora un passo indietro del Partito Democratico, fronte di una tenuta del Movimento 5 Stelle e delle formazioni di centrodestra. La media dei sondaggi realizzati tra il 13 e il 19 novembre dagli istituti demoscopici Ixè, Swg, Index Research, Tecnè ed Emg Acqua indica il M5S al 27,5% dei consensi, contro il 24,8% del Pd, il 14,9% di Forza Italia, il 14,5% della Lega Nord, il 4,9% di Fratelli d’Italia, il 3,1% di Articolo 1 Mdp e il 2,3% di Sinistra Italiana. Queste ultime due formazioni insieme a Possibile stanno lavorando per dare vita in vita delle Politiche ad una lista unitaria della sinistra, non alleata del Partito Democratico, e non dovrebbe avere difficoltà a superare la soglia di sbarramento del 3% delle preferenze stabilita dalla nuova legge elettorale per la Camera e il Senato. Delle difficoltà dovrebbero invece avere diverse altre formazioni minori. I centristi di Alternativa Popolare ad esempio, probabili alleati del Pd, vengono mediamente segnalati dagli stessi sondaggisti al 2% dei voti. Ma si muovono su livelli nettamente più bassi della soglia di sbarramento anche Campo Progressista, altro probabile alleato del Partito Democratico, Verdi, Casapound, Movimento Animalista, che è una nuova formazione di centrodestra, Scelta Civica, Rifondazione Comunista, Udc. Gli ex montiani di Sc lavorano in queste settimane per formare con i Radicali una nuova lista europeista. Potrebbe chiamarsi Più Europa.
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 15 novembre. La sconfitta elettorale del Pd e del centrosinistra alle Elezioni Regionali in Sicilia del 5 novembre ha avuto inevitabilmente conseguenze sul consenso del partito di Matteo Renzi. Le rilevazioni sulle intenzioni di voto realizzate nelle prime due settimane di novembre da alcuni di principali istituti demoscopici italiani (Tecné per il TgCom24, Istituto Piepoli per la Rai, Euromedia Research per Porta a Porta, Swg, Index Research per Piazzapulita, Ipsos per il Corriere della Sera ed Emg Acqua per il Tg La7) segnalano rispetto ai numeri di ottobre una flessione dei Dem e una crescita dei partiti di centrodestra, con un Movimento 5 Stelle piuttosto stabile. Nel dettaglio, la media dei sondaggi attribuisce al M5S il 27,8% delle preferenze, il 25,5% al Partito Democratico, il 14,9% a Forza Italia, il 14,9% alla Lega Nord, il 4,9% a Fratelli d’Italia, il 3,2% ad Articolo 1 Mdp, il 2,1% a Sinistra Italiana e l’1,9% ad Alternativa Popolare. Sono ancora più basse le cifre relative a tutte le altre formazioni minori. A guardare le rilevazioni, in caso di corsa solitaria, quindi senza alleanze, formazioni minori come Rifondazione Comunista, Campo Progressista, Psi, Verdi, Radicali, Scelta Civica, Movimento Animalista, Udc, avrebbero possibilità quasi nulle di conquistare seggi alla Camera o al Senato. Non rilevato il consenso potenziale di Casapound.
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 6 dicembre. Le rilevazioni sulle intenzioni di voto diffuse tra fine novembre e inizio dicembre confermano le stesse precedenti indicazioni anche se si considera il livello di preferenze alle coalizioni. Dai sondaggi emerge ancora un livello di consenso dello schieramento di centrodestra composto da Forza Italia, Lega Nord e Fdi che in media supera (senza considerare altre eventuali liste minori alleate) il 33%. Mentre il M5S continua ad oscillare intorno al 27%. In difficoltà il centrosinistra guidato dal Pd, che non ha siglato accordi elettorali con la sinistra. Partito Democratico e una lista centristra come Ap valgono quanto il Movimento 5 Stelle. La sinistra rappresentata dalla nuova lista Liberi e Uguali che propone Pietro Grasso come candidato premier mediamente vale il 6%. Un dato incoraggiante.
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 29 novembre. Per quanto riguarda le coalizioni a fine novembre il Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia mantengono in media sugli avversari un margine in media di 7 punti percentuali. Fare un quadro attendibile dei rapporti di forza tra i diversi schieramenti in campo è però difficile perché ancora non sono state definite alleanze tra partiti e non è chiaro quali nuove liste elettorali nasceranno. Sta di fatto che un centrosinistra composto da Pd e dai centristi di Alternativa Popolare se si votasse oggi (senza considerare il Campo Progressista di Giuliano Pisapia) si avvicinerebbe al 27% dei voti, lo stesso livello di consenso che viene attribuito al Movimento 5 Stelle. Mentre il centrodestra supererebbe il 34%. Per quanto riguarda la lista unitaria di sinistra sostenuta da Articolo 1 Mdp, Possibile e Sinistra Italiana viene stimata al 5,4% da Swg e al 5,5 da Emg Acqua.
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 22 novembre. Le rilevazioni dei sondaggi relative alle principali coalizioni in campo di metà novembre confermano ancora una volta il margine di vantaggio dello schieramento di centrodestra composto da Fi, Lega Nord e Fdi. Le tre formazioni, stando alla media dei sondaggi effettuati da Ixè, Swg, Index Research, Tecnè ed Emg Acqua, superano il 34% dei voti, senza considerare potenziali alleati come il Movimento Animalista. Il duo di centro e centrosinistra composto da Pd e Alternativa Popolare mediamente non arriva al 27%. E si avvicina al 30% solo se vengono sommati i consensi di Campo Progressista e altre formazioni minori. Il Movimento 5 Stelle, intanto, si muove in media tra il 27 e il 28% e sembra destinato a conquistare meno seggi degli avversari. Il rifiuto delle alleanze da parte del M5S rende minime le possibilità di vittoria. La legge elettorale Rosatellum assegna un terzo dei seggi con sistema maggioritario. Per conquistare anche un solo voto in più nei collegi uninominali il supporto di forza minori è spesso determinante. Per quanto concerne infine la sinistra, la somma dei consensi di Articolo 1 Mdp e Sinistra Italiana in media nei sondaggi supera il 5%.
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 15 novembre. Per quanto riguarda le coalizioni, dalle rilevazioni sul consenso elettorale di partiti e coalizioni realizzati nella prima metà di novembre indicano che rispetto al mese precedente, metà ottobre, si è sensibilmente allargato il divario tra lo schieramento di centrodestra e quello di centrosinistra, penalizzato anche dalla batosta alle Elezioni Regionali siciliane del 5 novembre. Forza Italia, Lega Nord e Fdi, insieme, senza tener conto di altre formazioni minori che potrebbero allargare l’alleanza, valgono mediamente il 35% dei consensi, 2 punti in più in circa quattro settimane. Pd e Ap invece, sempre senza considerare eventuali piccole liste alleate, si fermano intorno al 27%, 2 punti in meno del mese precedente. Ha fatto un piccolo passo in avanti il Movimento 5 Stelle, ora in media al 28%, e sempre penalizzato dal rifiuto di ogni sorta di alleanza. Per quanto concerne infine la sinistra, un’ipotetica intesa tra Sinistra Italiana e i bersaniani e dalemiani di Articolo 1 Mdp, senza tener conto di Campo Progressista, potrebbe valere più del 5%.
STIME DEI SEGGI
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 29 novembre. Una nuova stima sui seggi che le diverse coalizioni potrebbero conquistare alla Camera e al Senato se il voto dovesse confermare i dati degli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto è stata pubblicata il 28 novembre dall’istituto demoscopico Ixè. I dati confermano ancora una volta che nessuno degli schieramenti è in grado di avvicinarsi o superare alla soglia della maggioranza assoluta sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. Il centrodestra composto da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia secondo Ixè avrebbe oggi alla Camera 270 seggi contro i 165 del Movimento 5 Stelle e i 162 di un centrosinistra formato da Partito Democratico, Campo Progressista e Alternativa Popolare. La sinistra di Sinistra Italiana e Articolo 1 Mdp si fermerebbe a quota 25 onorevoli. Al Senato invece il centrodestra avrebbe 135 senatori contro gli 85 del M5S, gli 81 del centrosinistra e gli 8 della sinistra.
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 15 novembre. Una stima sui seggi alla Camera elaborata da Ipsos su interviste dell’8 e 9 novembre pubblicata sul Corriere della Sera conferma ancora una volta che nessuna delle coalizioni in campo è in grado di avvicinarsi alla soglia dei 316 deputati che vale la maggioranza assoluta a Montecitorio. Il centrodestra, in vantaggio nei sondaggi, non va oltre quota 252 (comunque 4 seggi in più rispetto alla precedente stima di Ipsos del 25-26 ottobre). Il M5S si ferma a 173. Il centrosinistra a 164. La sinistra a 23.
SONDAGGI SU INDECISI E ASTENUTI
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 6 dicembre. Ancora stabile il livello di italiani indecisi: il 16,6% secondo l’ultima rilevazione di Index Research per Piazzapulita, il 16,7% secondo Emg Acqua per il Tg La7. Gli astenuti sono rispettivamente al 37,4 e al 32,9%.
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 29 novembre. Le ultime rilevazioni sulle intenzioni di voto ai partiti confermano ancora la stessa percentuale di elettori indecisi o astenuti delle settimane precedenti. Il sondaggio di Index Research del 21-22 novembre realizzato per la trasmissione Piazzapulita segnala il 16,2% di indecisi e il 37,5% di elettori astenuti. Emg Acqua nel sondaggio del 24-26 novembre per il Tg La7 indica gli incerti al 17% e l’area dell’astensione e del non voto al 33,9%.
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 22 novembre. Resta ancora stabile il livello di elettori indecisi o astenuti. Index Research nella sua rilevazione del 14-15 novembre per Piazzapulita stima gli incerti al 16,4% degli aventi diritto al voto e l’area dell’astensione e del non voto al 37,4%. Emg Acqua nel suo sondaggio del 17-19 novembre per il tg di La7 segnala gli indecisi al 16,3% e gli astenuti o non votanti al 34,9%.
I sondaggi sulle Elezioni Politiche 2018 al 15 novembre. A guardare le rilevazioni sulle intenzioni di voto a partiti e schieramenti delle prime due settimane di novembre sembra pressoché invariata la quota di elettori indecisi su come esprimersi al seggio. Il sondaggio di Insex Research con interviste realizzate l’8 novembre segnala i votanti incerti al 16,5% (con l’area degli astenuti e del non voto al 37,1%). Emg Acqua, nella sua rilevazione del 10-12 novembre, invece, indica gli indecisi al 16% (con astenuti e non votanti al 34,2%).
A guardare i sondaggi delle Elezioni Politiche 2018 e soprattutto le stime sui seggi alla Camera e al Senato appare chiaro come lo scenario più concreto per il dopo voto, ad oggi, sia quello dell’incarico di governo affidato dal capo dello Stato ad un esponente politico che non ha affrontato la campagna elettorale da leader di partito o di coalizione: le larghe intese, l’esecutivo di responsabilità nazionale. Esattamente la stessa situazione di cinque anni fa, quando il centrosinistra composto da Pd, Sel e Centro Democratico non riuscì a conquistare la maggioranza al Senato. Numeri significativi sono quelli di deputati e senatori che le diverse coalizioni in campo otterrebbero se si votasse oggi e se alle urne venissero confermati i dati degli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto realizzati dai principali istituti. Nessuna coalizione, anche quella larga di centrodestra, si avvicina alla soglia del 50% più uno dei deputati alla Camera. Va comunque precisato che nel complesso Forza Italia, Lega Nord e Fdi mantengono nei sondaggi un margine chiaro su M5S e centrosinistra. Lo schieramento del Pd paga soprattutto una mancata intesa con la sinistra. Il Movimento 5 Stelle paga invece il rifiuto di ogni tipo di alleanza. Il gap tra centrodestra e centrosinistra viene stimato mediamente in almeno 6 punti percentuali.
REGOLE SUI SONDAGGI
La pubblicazione dei sondaggi politico elettorali in vista delle Elezioni Politiche e di altro tipo di consultazioni è regolata dalla legge del 2000 sulla par condicio. Le norme in vigore vietano la diffusione di rilevazioni demoscopiche sul consenso di partiti, coalizioni e candidati a due settimane dalle votazioni. Nel dettaglio, la legge recita: «Nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto». Lo stesso articolo precisa poi che tutti i sondaggi possono essere diffusi solo se accompagnati da informazioni relative al soggetto che ha realizzato la rilevazione demoscopica, il committente e acquirente, i criteri seguiti per la formazione del campione intervistato, il metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati, il numero delle persone interpellate e l’universo di riferimento, le domande rivolte, la percentuale delle persone che hanno risposto alle domande, la data in cui il sondaggio è stato realizzato. Sempre secondo la legge sulla par condicio i risultati dei sondaggi sull’apposito sito informatico istituito e tenuto a cura del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
(Ultimo aggiornamento l’11 dicembre 2017 alle ore 20.20. Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / DANIEL DAL ZENNARO)
La data delle Elezioni Politiche 2018: quando si vota

References: e contrario
 Articolo 1
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