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Timestamp: 2020-02-21 17:40:39+00:00

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Mobbing: questi i requisiti necessari alla sua configurazione - Corte di cassazione civile - sentenza n. 20230/14 del 25/09/2014
Mobbing: questi i requisiti necessari alla sua configurazione
sentenza 20230/14 del 25/09/2014
Ai fini della configurabilità del mobbing lavorativo devono quindi ricorrere molteplici elementi: a) una serie di comportamenti di carattere persecutorio - illeciti o anche leciti se considerati singolarmente - che, con intento vessatorio, siano stati posti in essere contro la vittima in modo miratamente sistematico e prolungato nel tempo, direttamente da parte del datore di lavoro o di un suo preposto o anche da parte di altri dipendenti, sottoposti al potere direttivo dei primi; b) l'evento lesivo della salute, della personalità o della dignità del dipendente; e) il nesso eziologico tra la descritte condotte e il pregiudizio subito dalla vittima nella propria integrità psicofisica e/o nella propria dignità; d) elemento soggettivo, cioè l'intento persecutorio unificante di tutti i comportamenti lesivi.
Cassazione civile, Sez. lavoro, sentenza del 25.9.2014, n. 20230
.- Prima di effettuare l'esame delle censure deve essere precisato che, diversamente da quanto sostenuto dal controricorrente, nella specie non si applica il nuovo testo dell'art. 360 c.p.c., n. 5, in quanto la novella si applica ai ricorsi avverso le sentenze depositate dopo il giorno 11 settembre 2012, mentre la sentenza qui impugnata è stata depositata il 9 maggio 2012.
Infatti, con essi - come risulta dalle relative rubriche, ove si lamenta la omessa "valutazione" di fatti decisivi - si denunciano vizi di motivazione della sentenza impugnata per errata valutazione del materiale probatorio acquisito, ai fini della ricostruzione dei fatti e quindi per esprimere un mero, quanto inammissibile, dissenso rispetto alle motivate valutazioni di merito delle risultanze probatorie di causa effettuate dalla Corte d'appello, anzichè sotto il profilo della scorrettezza giuridica e della incoerenza logica delle argomentazioni svolte dal Giudice del merito (vedi, tra le tantissime: Cass. 18 ottobre 2011, n. 21486; Cass. 20 aprile 2011, n. 9043; Cass. 13 gennaio 2011, n. 313; Cass. 3 gennaio 2011, n. 37;
Cass. 3 ottobre 2007, n. 20731; Cass. 21 agosto 2006, n. 18214; A Cass. 16 febbraio 2006, n. 3436; Cass. 27 aprile 2005, n. 8718).

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