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Timestamp: 2019-08-19 20:55:19+00:00

Document:
Metalmeccanici - Odototecnici, Artigianato: CCNL 26 luglio 1993
Data firma: 26 luglio 1993
Validità: 01.03.1993 - 31.12.1996
Parti: Fenaodi-Confartigianto, Sno-Cna, Casa, Claii e Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil
Art. 2 - Accordo interconfederale del 21.7.1988
 Norma a verbale
Art. 11 - Classificazione dei lavoratori profili e declaratorie
Art. 17 - Decorrenza a durata
Parte seconda (Operai)
Art. 1 -Assunzioni
Art. 9 - Corresponsione della retribuzione reclami sulla busta paga
Parte terza (impiegati)
Art. 22 - Provvedimenti disciplinati
Allegato A Regolamentazione nazionale per la disciplina dell'apprendistato nelle aziende odontotecniche per gli assunti a partire dal 16.06.89
Contratto collettivo nazionale di lavoro stipulato il 26 luglio 1993 per i lavoratori dipendenti delle imprese odontotecniche
Tra: la Federazione Nazionale Odontotecnici Italiani Fenaodi della Confartigianato [] con l'assistenza della Confederazione Generale Italiana dell'Artigianato (Confartigianato) [], Sindacato Nazionale odontotecnici (Cna) [] assistiti dalla [] Cna [], la Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani (Casa) [] e con l'intervento della Federazione Nazionale di categoria degli odontotecnici [], la Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane Italiane - Claai [] in rappresentanza anche dell'Associazione Nazionale Titolari di Laboratorio Odontotecnico - Antlo [] e la Fiom-Cgil [], la Fim-Cisl [], Uilm-Uil []
Il presente contratto vale in tutto il territorio nazionale per i dipendenti delle imprese che esercitano la loro attività nel settore odontotecnico ai sensi della legge 23/06/27 n. 1264 e R.D. 31/5/28 n. 1334, comprese le imprese artigiane definite ai sensi della L. 443/85.
a) In ordine alle prospettive produttive della globalità delle imprese odontotecniche, alla salvaguardia ed allo sviluppo dell'occupazione nel settore e nel territorio le parti si impegnano ad un confronto per l'esame congiunto su scala nazionale, regionale, provinciale, di iniziative congiunte che favoriscano prospettive di sviluppo alle imprese odontotecniche.
Si conviene che il confronto dovrà tener conto della peculiarità che lega l'impresa odontotecnica nell'ambiente socioeconomico nel quale sorge ed al quale è connessa in modo essenziale per il proprio sviluppo.
Si tenderà quindi ad un impegno comune finalizzato a sviluppare, in stretto collegamento con la programmazione territoriale l'imprenditorialità artigiana ampliandola nelle realtà più deboli ed in primo luogo nel Mezzogiorno.
In particolare le parti si impegnano a confrontarsi di norma ogni sei mesi e comunque ogni qualvolta si ritenga necessario, su richiesta scritta di una delle parti, per la verifica e la assunzione di eventuali iniziative comuni, su:
b) Impegno delle parti al confronto ed all'esame congiunto a livello regionale e provinciale per la verifica dei piani di investimento del complesso delle imprese presenti nel territorio, anche in rapporto ad un più adeguato ruolo delle Regioni e degli Enti Locali sui problemi dell'artigianato, ad investimenti agevolati del credito selezionato e principalmente indirizzato al sostegno ed allo sviluppo dell'autonomia produttiva delle imprese odontotecniche, alla creazione di adeguate strutture per la qualificazione finalizzata a nuove metodologie.
Le parti concordano che il confronto e l'impegno comune sui temi ed i livelli sopra indicati avrà specifico riferimento alle conseguenze occupazionali, alle condizioni economiche e normative dei lavoratori, nonché alla realizzazione di un progetto di sviluppo e qualificazione dell'impresa, con particolare riguardo alle aree e realtà più deboli del territorio ed in primo luogo del Mezzogiorno.
Le parti si impegnano a confrontarsi di norma ogni sei mesi comunque ogni qualvolta si ritenga necessario, su richiesta scritta di una delle parti per la verifica e l'assunzione di iniziative comuni atte al raggiungimento delle finalità individuate ai punti b1 e b2 della lettera b.
c) Impegno delle parti per una indagine conoscitiva a livello regionale e provinciale per un confronto in ordine alle tendenze della organizzazione e strutturazione produttiva delle imprese odontotecniche.
Le parti convengono sulla necessità di dotarsi di una serie di strumenti di partecipazione, a livello nazionale e regionale, funzionali all'acquisizione di dati conoscitivi inerenti le dinamiche economico-produttive, i processi legislativi ed amministrativi che coinvolgono il sistema delle imprese odontotecniche.
Pertanto le parti individuano nella costituzione dell'"Osservatorio Nazionale" e degli "Osservatori Regionali" strumenti utili a favorire anche il funzionamento della struttura contrattuale prevista da presente CCNL, rappresentando altresì un momento di supporto delle possibilità partecipative del settore alle scelte di politica economica.
- l'andamento globale dell'occupazione, con dati disaggregati, ove possibile, per classi d'età, sesso, qualifiche, specificando le tendenze evolutive previsionali;
- l'acquisizione di informazioni sull'andamento della legislazione nazionale e regionale in materia sanitaria, nonché sulle produzioni sanitarie, infermieristiche e riabilitative tecniche;
Nelle imprese dove i delegati esistevano già alla data del 21 luglio 1988 vale quanto previsto al punto 7 dell'accordo su richiamato.
Norma a verbale
I versamenti per l'attività del delegato d'impresa, sino alla sua decadenza, non si cumuleranno con quello del rappresentante sindacale di bacino. Pertanto le imprese in questione recupereranno dal Fondo quanto versato per il rappresentante di bacino (punto 13 del Regolamento del Fondo).
Tale livello contrattuale ha il compito di applicare i CCNL alle realtà regionali di settore e di comparto e definire un livello salariale regionale che tenga conto della situazione del sistema regionale artigiano, rilevata attraverso alcuni indicatori convenuti tra le parti.
Le parti convengono che a decorrere dall'1.7.1989 l'indennità pari a 16 ore annue prevista dal medesimo articolo, 9° comma, CCNL 23.1.85, venga di norma fruita dai lavoratori sotto forma di permessi retribuiti, che verranno utilizzati, sulla base di intese da convenirsi secondo le esigenze tecnico-produttive dell'impresa, per riassorbire situazioni contingenti di contrazione dell'attività aziendale.
Le frazioni di anno verranno computate in dodicesimi. Tali permessi verranno utilizzati nel corso dell'anno; in caso essi siano in tutto o in parte utilizzati saranno direttamente retribuiti al lavoratore.
Qualora a decorrere dalla data dell'1.1.1993 venga attuato dal singolo lavoratore un regime di flessibilità superiore alle 48 ore, allo stesso lavoratore, per l'anno in cui viene effettuata la flessibilità, viene riconosciuta una ulteriore indennità pari a 8 ore.
Per l'igiene, la sicurezza e l'ambiente di lavoro valgono le norme di legge nazionali e regionali ove vigenti, per tutelare e salvaguardare l'integrità fisica del lavoratore.
Le parti stipulanti il presente CCNL, sulla base dell'Accordo Interconfederale 3 agosto - 3 dicembre 1992 si impegnano ad incontrarsi a livello nazionale per esaminare le possibilità e le opportunità si costituire appositi fondi di categoria da collocare all'interno degli Enti Bilaterali.
Fermi restando i limiti di cui sopra viene fissato un limite massimo annuale di 230 ore per ciascun lavoratore. Per detto limite viene istituito un recupero nella misura massima del 20% quale riposo compensativo non retribuito. Il riposo compensativo deve essere effettuato nel corso di ogni singolo semestre tenendo conto delle esigenze tecniche aziendali. Comunque il recupero sopracitato non potrà essere inferiore a una giornata.
Per lavoro festivo si intende quello effettuato nelle domeniche o nei giorni di riposo compensativo o nelle festività di cui all'art. 21 parte comune.
È ammesso il lavoro straordinario nella giornata del sabato: il lavoro straordinario effettuato nella giornata del sabato potrà avere durata superiore alle 2 ore e sarà retribuito con la maggiorazione del 25% per le prime 3 ore nel caso che la prestazione superi le prime 3 ore e tutte le ore successive saranno retribuite con una maggiorazione del 50%.
Inoltre le parti convengono che, fermi restando i limiti per l'effettuazione di prestazioni oltre il normale orario contrattuale, non hanno inteso superare le disposizioni di legge vigenti in materia le quali si riferiscono unicamente ad una prestazione lavorativa oltre le 48 ore settimanali. Pertanto qualsiasi denominazione attribuita al lavoro prestato oltre quello normale contrattuale e fino alle 48 settimanali è stata adottata ai soli fini della individuazione delle percentuali di maggiorazione.
Al lavoratore che in determinati momenti o fasi di lavorazione, sia necessariamente esposto all'azione di sostanze particolarmente imbrattanti, deve essere data la possibilità dì usare mezzi o indumenti protettivi in dotazione presso l'impresa.
Per provvedersi degli utensili e del materiale occorrenti il lavoratore deve farne richiesta al proprio datore di lavoro.
Il lavoratore è responsabile degli utensili che riceve in regolare consegna ed in caso di licenziamento o di dimissioni deve restituirli prima di lasciare il servizio. È preciso obbligo del lavoratore di conservare in buono stato le macchine e gli attrezzi, gli armadietti, i disegni in genere tutto quanto è a lui affidato.
- abbandoni il posto senza giustificato motivo;
- rissa all'interno dell'impresa, furto o frodi e danneggiamento volontario con colpa di materiali dell'impresa o di materiali di lavorazione;
- recidiva in qualunque delle mancanze contemplate nell'art. 24 quando siano stati comminati due provvedimenti di sospensione di cui allo stesso articolo.
Il lavoratore ha diritto ad un risposto settimanale. Il riposo settimanale coincide con la domenica.
Fermi restando i limiti di cui sopra viene fissato un limite massimo annuale di 230 ore per ciascun lavoratore. Per detto limite viene istituito un recupero nella misura del 20% quale riposo compensativo non retribuito. Il riposo compensativo potrà essere effettuato nel corso di ogni singolo semestre tenendo conto delle esigenze tecniche aziendali. Comunque il recupero nei due casi sopraindicati non potrà essere inferiore ad una giornata.
Per il lavoro festivo si intende quello effettuato nelle domeniche o nei giorni di riposo compensativo o nelle festività di cui all'art. 21 parte comune.
Nell'ipotesi di distribuzione dell'orario settimanale in 5 giorni (lunedì venerdì) è ammesso il lavoro straordinario nella giornata di sabato; il lavoro straordinario effettuato nelle giornate del sabato potrà avere durata superiore alle 2 ore e sarà retribuito con una maggiorazione del 25% per le prime 3 ore e tutte le ore successive saranno retribuite con una maggiorazione del 50%.
In attuazione di quanto sopra e tenuto conto che l'applicazione dei due sistemi comporterà la parità degli oneri comunque a carico delle imprese ed a beneficio dei lavoratori in relazione alle opzioni esercitate, ove sia eletto il delegato l'accantonamento di cui al 3° comma sarà utilizzato.
Per quanto riguarda le organizzazioni che optano per l'utilizzazione a fini mutualistici, le imprese ad esse aderenti verseranno tramite gli Enti bilaterali o in loro assenza tramite le organizzazioni territoriali delle parti stipulanti; per quanto riguarda le organizzazioni che optano per l'utilizzazione diretta, le imprese ad esse aderenti verseranno direttamente al delegato sotto forma di monte ore a sua disposizione per lo svolgimento delle sue funzioni.
Le organizzazioni Cna, Casa, Claai optano per l'utilizzazione diretta da parte del delegato delle somme accantonate e, pertanto, le imprese si impegnano a versare direttamente al delegato il corrispettivo delle ore di permesso da esso utilizzate per lo svolgimento delle sue funzioni. La Flm conviene sulle opzioni sopra indicate. La verifica della gestione di quanto sopra viene demandata a livello territoriale alle organizzazioni stipulanti.
Il presente articolo è completo ed esaustivo in sé e, pertanto non recepisce né direttamente né in via analogica quanto pattuito sul medesimo argomento in altri accordi interconfederali ad eccezione di quanto previsto dall'accordo interconfederale del 21/12/1983. Sono fatti salvi gli accordi esistenti a livello territoriale.

References: Art. 2

Art. 11

Art. 17

Art. 1

Art. 9

Art. 22