Source: https://dait.interno.gov.it/pareri/14532
Timestamp: 2020-08-10 22:55:36+00:00

Document:
Convocazione del Consiglio ex art. 39, comma 2, | Parere | Dipartimento per gli affari interni e territoriali
Convocazione del Consiglio ex art. 39, comma 2,
Richiesta di convocazione del Consiglio ex art. 39, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00 per esame atti di sindacato ispettivo. Qualora l’intenzione dei proponenti non sia diretta a provocare una delibera in merito del Consiglio comunale, bensì a porre in essere un atto di sindacato ispettivo, si potrebbe ipotizzare, ai sensi dell’art. 42, comma 1, del decreto legislativo n. 267/00, che rientri nella competenza del Consiglio comunale in qualità di “ … organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo ” anche la trattazione di “questioni” che, pur non rientrando nell’elencazione del comma 2 del medesimo art. 42, attengono comunque al suddetto ambito di controllo. Del resto, la dizione legislativa che parla di “questioni” e non di deliberazioni o di atti fondamentali, conforta nel ritenere che la trattazione di argomenti non rientranti nella previsione del citato comma 2, dell’art. 42, non debba necessariamente essere subordinata alla successiva adozione di provvedimenti da parte del consiglio comunale.
Si fa riferimento alla nota sopradistinta con la quale è stato formulato un quesito concernente la questione indicata in oggetto.
In particolare, è stato riferito che alcuni consiglieri comunali di minoranza hanno depositato presso il comune una mozione ed una interrogazione contestualmente alla istanza di convocazione ai sensi dell’art. 39, comma 2, del decreto legislativo n. 267/00 e, a causa del mancato riscontro della richiesta nei termini indicati dalla legge, hanno chiesto l’attivazione del potere sostitutivo del Prefetto ex art. 39, comma 5, del citato T.U.O.E.L..
Ai sensi dell’art. 21 del regolamento sul funzionamento del consiglio comunale è previsto che le interrogazioni e le mozioni presentate al protocollo dell’ente dovranno essere iscritte all’ordine del giorno in occasione della convocazione della prima adunanza del consiglio successiva alla loro presentazione.
Il successivo art. 22, comma 3, della medesima fonte normativa prevede che la convocazione richiesta ex citato art. 39, comma 2, “…deve contenere in allegato, per ciascun argomento indicato da iscrivere all’ordine del giorno, il relativo schema di deliberazione”.
Ad avviso del sindaco, in base al combinato disposto delle norme regolamentari surrichiamate, sarebbe escluso che la richiesta di convocazione formulata da un quinto dei consiglieri possa avere ad oggetto atti di sindacato ispettivo, dovendo ciascuna richiesta essere, indefettibilmente, corredata dal relativo “schema di deliberazione”.
Sulla base di tali argomentazioni, si ritiene, pertanto, che il Prefetto sia tenuto alla applicazione della normativa prevista dall’art. 39, comma 5, del decreto legislativo n. 267/00, invitando il sindaco a voler provvedere alla convocazione del richiesto consiglio comunale.
Si soggiunge, per completezza, che l’ente potrebbe valutare l’opportunità di modificare la normativa regolamentare in discorso dal momento che la stessa, limitando all’esame delle “deliberazioni” la possibilità di accedere all’istituto previsto dall’art. 39, comma 2, citato, restringe il perimetro dei diritti riconosciuti ai consiglieri comunali dalla legge statale.

References: art. 39
 art. 39
 art. 39
 art. 42
 art. 39
 art. 22
 art. 39