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Timestamp: 2020-08-04 22:48:02+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 17796 del 08/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17796 del 08/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 08/09/2016, (ud. 16/05/2016, dep. 08/09/2016), n.17796
sul ricorso 12559/2015 proposto da:
A.F., C.F. ((OMISSIS)) elettivamente domiciliato in
difeso dall’avvocato ELISABETTA CARBONI giusta procura in calce al
AZIENDA NAZ. AUT. DELLE STRADE, (OMISSIS);
avverso l’ordinanza n. 597/2011 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI del
17/10/2014, depositata il 06/11/2014;
16/05/2016 dal Consigliere Dott. VITTORIO RAGONESI;
udito l’Avvocato ANTONIO CAPUTO per delega dell’avvocato ELISABETTA
CARBONI, difensore del ricorrente, che si riporta agli scritti.
Con citazione del 13 ottobre 2011 l’ANAS spa conveniva davanti alla Corte d’appello di Cagliari A.F. per proporre opposizione contro la stima dell’indennità d’esproprio, relativa a parte delle superfici delle aree site nel Comune di (OMISSIS) in catasto al foglio 41 mappali 36, 261, 262, 304, 312, 320, ed al foglio 67 mappale 149, ricadenti in zona agricola, determinata D.P.R. n. 327 del 2001, ex art. 21, dalla “terna” di tecnici, a maggioranza, in Euro 82.156,85 accettata dalla controparte.
Al riguardo precisava che essa A.N.A.S. S.p.A. – Compartimento della Viabilità per la Sardegna – aveva proceduto “all’esproprio” di parte delle aree di comproprietà del convenuto e, in data 30 marzo 2009, aveva emesso e notificato il relativo decreto di occupazione d’urgenza, prot. n. CCA 0011907-P, seguito dall’immissione in possesso e dalla redazione dello stato di consistenza dei luoghi.
La stima effettuata dai tecnici sarebbe stata gravemente erronea in fatto e in diritto, mentre era, corretta la stima effettuata dal proprio tecnico di Euro 47.775,84, considerate, in particolare, la marginalità dell’esproprio con esclusione di deprezzamento della parte residua, riconosciuto invece dagli altri tecnici, nonchè le implicazioni derivanti all’azienda agricola dalla vicinanza alla costruenda strada ed alle caratteristiche agronomiche ed alle coltivazioni presenti.
Soggiungeva che le spese per la nomina dei tecnici erano state poste provvisoriamente a suo carico.
L’opponente chiedeva, pertanto, previa, occorrendo, dichiarazione d’illegittimità/invalidità della stima approvata a maggioranza dalla terza dei tecnici, l’accertamento dell’indennità d’esproprio e la dichiarazione che le spese della terna dei tecnici erano da porsi a carico della controparte, con conseguente condanna al rimborso delle somme eventualmente versate in corso di causa.
L’ A., costituitosi, oltre ad alcun eccezioni preliminari che in questa sede non più rilevano, chiedeva il rigetto della opposizione.
La Corte d’appello di Cagliari, con sentenza depositata il 6.11.14, Cagliari determinava in Euro 62.381,18 l’indennità d’esproprio spettante all’ A., disponendone il deposito presso la Cassa Depositi e prestiti, con gli interessi dalla data della domanda al deposito, qualora non già effettuato; poneva definitivamente a carico dell’opposto le spese liquidate relative alla procedura di stima D.P.R. n. 327 del 2001, ex art. 21; condannava la ANAS spa al pagamento di quattro quinti delle spese di giudizio, compensato il restante quinto.
Avverso la detta sentenza ricorre per cassazione l’ A. sulla base di due motivi cui non resiste l’ANAS.
Con il primo motivo il ricorrente contesta che le spese dei tecnici che hanno effettuato la stima dei terreni siano state poste a suo carico.
Con il secondo motivo contestano la compensazione parziale delle spese.
L’espropriato non ha accettato l’indennità provvisoria di esproprio proposta ai sensi dell’art. 20 T.U. espropriazioni dall’Anas, conseguentemente si è proceduto ai sensi dell’art. 21 del medesimo TU a nominare una terna di esperti per la determinazione della detta indennità.
La stima da questi ultimi effettuata è stata opposta dall’Anas innanzi alla Corte d’appello.
Quest’ultima ha disposto CTU in proposito ed in relazione alle conseguenti risultanze ha determinato il valore delle aree espropriate.
In conseguenza di ciò ha stabilito il valore complessivo del fondo, pari alla differenza fra il suo valore intero prima dell’esproprio (euro 98.274,00) e quello residuo in seguito ad esso (Euro 35.892.82), trattandosi d’esproprio parziale, risulta, pertanto, pari ad Euro 62.381,18 valore inferiore a quello stimato dalla terna dei tecnici (Euro 82.156,85).
Rilevando trattarsi di importo inferiore a quello determinato provvisoriamente da questa ha ritenuto che le spese relative alla procedura D.P.R. n. 327 del 2001, ex art. 21, dovevano essere poste a carico dell’espropriato del fondo secondo la previsione del comma 6 del D.P.R. n. 327 del 2001, suddetto art. 21 comma 6 (TU espropriazioni).
Tale assunto è erroneo.
L’art. 21 citato prevede che l’autorità espropriante debba formare l’elenco degli espropriati che non hanno accettato la determinazione dell’indennità provvisoria (comma 1) e che si debba poi procedere alla nomina della terna di esperti per la determinazione (commi da 2 a 5).
Il comma 6 dell’articolo in esame prevede poi quanto segue:
“6. Le spese per la nomina dei tecnici: a) sono liquidate dall’autorità espropriante, in base alle tariffe professionali; b) sono poste a carico del proprietario se la stima è inferiore alla somma determinata in via provvisoria, sono divise per metà tra il beneficiario dell’esproprio e l’espropriato se la differenza con la somma determinata in via provvisoria non supera in aumento il decimo e, negli altri casi, sono poste a carico del beneficiario dell’esproprio”.
Risulta di tutta evidenza che l’individuazione del soggetto tenuto al pagamento delle spese dei tecnici va effettuata sulla base del raffronto tra l’indennità provvisoria di stima determinata dall’autorità espropriante ai sensi dell’art. 20 del citato testo unico e la stima effettuata dalla terna di tecnici nominata ai sensi dell’art. 21 e non già tra la stima di questi ultimi e quella fatta effettuare dal CTU in sede di giudizio di opposizione, come invece ritenuto dalla Corte d’appello.
Nel caso di specie, risulta dal provvedimento dell’ANAS del 2.4.10 prot CCA0016301-P, riportato testualmente nel ricorso per la parte che interessa e con l’indicazione di dove lo stesso è rinvenibile tra gli atti di causa che l’indennità provvisoria determinata ai sensi dell’art. 20 del TU dall’Anas ammontava ad Euro 11.384,72 somma di gran lunga inferiore sia a quella di Euro 82.156,45 determinata dalla terna di tecnici, che è l’unica a dover essere presa quale raffronto nonchè inferiore anche alla stima del CTU effettuata in corso di giudizio.
Ne consegue che, essendo la stima effettuata dai tecnici superiore di oltre la metà alla indennità provvisoria di esproprio determinata dall’Anas ai sensi dell’art. 20 del T.U., le spese per la predetta stima restano a carico dell’Anas.
Anche a volere poi in linea di ipotesi prendere a paramento la somma liquidata dalla CTU (62.381,18)1 la stessa sarebbe comunque superiore di oltre un decimo rispetto a quella determinata dall’Anas per cui non vi sarebbero neppure le condizioni per la ripartizione delle stesse tra le parti.
L’opposizione proposta dal Comune è stata infatti parzialmente accolta, essendo stata comunque l’indennità di esproprio rideterminata a seguito della CTU in misura inferiore a quella fissata dalla terna di tecnici.
Ciò giustifica la compensazione parziale delle spese.
La sentenza impugnata va dunque cassata in relazione al motivo accolto.
Sussistendo le condizioni di cui all’art. 384 c.p.c., per la decisione sul merito, si pongono a carico dell’ANAS le spese per la stima effettuata dai tecnici ai sensi dell’art. 21 T.U. espropriazioni.
Segue alla soccombenza la condanna della intimata alle spese del presente giudizio liquidate come da dispositivo.
Accoglie il primo motivo di ricorso e rigetta il secondo; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e, decidendo sul merito, pone a carico dell’ANAS le spese per la stima effettuata dai tecnici ai sensi dell’art. 21 T.U. espropriazioni; condanna quest’ultima al pagamento delle spese di giudizio liquidate in Euro 2500,00 oltre Euro 200,00 per esborsi ed oltre accessori di legge e spese forfettarie.
Non sussistono le condizioni per l’applicazione del doppio del contributo del D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 13, comma 1 quater.
Così deciso in Roma, il 16 maggio 2016.
Depositato in Cancelleria il 8 settembre 2016

References: Sentenza 
 art. 21
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 art. 21
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 art. 21
 art. 21
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 art. 13