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Timestamp: 2018-06-24 22:11:57+00:00

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Concordato tra Chiesa e Stato
Titolo: Concordato tra Chiesa e Stato Lun Ott 05, 2009 1:37 am
CONCORDATO FRA LA SANTA CHIESA ARISTOTELICA ROMANA E IL DUCATO DI MODENA
“Due fini l’ineffabile Provvidenza indicò all’uomo da perseguire: e cioè la felicità terrena, che consiste nella realizzazione della potenzialità propria dell’uomo; e la felicità della vita eterna, che consiste nel godimento della visione di Aristotele, cui la potenzialità propria dell’uomo non può arrivare se non è aiutata dalla luce divina. Per cui fu necessaria all’uomo una duplice guida, in relazione al duplice fine; e cioè il Sommo Pontefice, che conducesse il genere umano alla vita eterna secondo la Rivelazione, e l’Imperatore, che dirigesse il genere umano alla felicità temporale secondo gli insegnamenti della filosofia.”
RP = Res Parendo = RolePlay (Forum ecc)
Duca=Principe
Art. 1.1 Con la presente il Ducato di Modena ufficializza i suoi rapporti con la Chiesa Aristotelica Romana e Universale e la riconosce come unica depositaria delle supreme verità in grado di condurre gli uomini alle felicità della vita eterna.
Con la presente la Chiesa Aristotelica Romana e Universale ufficializza i suoi rapporti con il Ducato di Modena, cui riconosce il diritto esclusivo ad esercitare, entro i confini del territorio modenese, la potestà temporale di guida degli uomini alle felicità della vita terrena.
Art 1.2 La Chiesa Aristotelica è rappresentata da sua Santità il Papa e dalla Curia. La Diocesi di Modena, che ricade entro l'autorità della Provincia Ecclesiae Italicarum Gentium è diretta dal Vescovo di Modena, nominato dalla Santa Sede secondo le indicazioni del Cenacolum Episcoporum Italiae. E' il vescovo a nominare i preti ed i canonici e a rappresentare la massima autorità ecclesiastica nelle relazioni con il potere temporale. In assenza di un Vescovo, la Curia s'impegna a nominare una persona dotta per assumere l'interim e non lasciare il Modenese senza un alto prelato.
Il Ducato di Modena, come parte integrante del Sacro Romano Impero, è rappresentato da Sua Maestà l’Imperatore e dal Duca di Modena, in qualità di supremo rappresentante della potestà imperiale per il territorio modenese, coadiuvato nello svolgimento delle sue funzioni dal Consiglio Ducale.
Art 1.3 Per quanto riguarda tutte le questioni interne alla gerarchia ecclesiastica, al Dogma Aristotelico, come anche in tutte le materie spirituali e religiose, il Ducato di Modena riconosce la giurisdizione pienamente autonoma e sovrana della Chiesa Aristotelica. Per quanto riguarda le questioni inerenti la politica estera ed interna, l’economia, le questioni militari e, più in generale, tutti gli affari inerenti le vicende temporali, la Chiesa Aristotelica riconosce la giurisdizione pienamente autonoma e sovrana del Ducato di Modena.
2. Del ruolo della Chiesa nell’organizzazione spirituale del Ducato
Articolo 2.1 L'Aristotelismo è la religione ufficiale dell'Imperatore, del Sacro Romano Impero e, conseguentemente, del Ducato di Modena. Chiesa e Ducato riconoscono anche l'esistenza della Religione Averroista e Spinozista e tollerano la possibilità di queste ultime due di professare la loro religione secondo le modalità che saranno concordemente stabilite da S.E. il Vescovo e dal Principe di Modena.
Articolo 2.2 La Chiesa fa propria la missione di educare il popolo ai giusti valori Aristotelici ed al rispetto delle istituzioni Ducali.
La Chiesa s'impegna ad assegnare un curato o un vicario per ogni città del Modenese al fine di garantire l’amministrazione dei sacramenti e l'officio della messa, In momenti di grave crisi delle vocazioni, si cercherà di assegnare diaconi per l’amministrazione dei sacramenti. Al fine di garantire l’amministrazione della parola di Aristotele anche ai soldati dell’Esercito, la Chiesa si impegna a ricercare un cappellano militare per reggimento, corrispondente all’unità militare di difesa presente in ogni città. Qualora non fosse disponibile un numero sufficiente di cappellani militari, il curato o diacono della città agirà come facente funzioni per il reggimento ivi dislocato. La Chiesa si impegna inoltre a tenere delle processioni in ogni città in onore dei santi patroni e di celebrare le feste religiose comandate secondo il diritto canonico.
Articolo 2.3 Le questioni inerenti alla gerarchia ecclesiastica sono di esclusiva pertinenza del Vescovo in qualità di massima autorità della Chiesa nel Modenese. Il Vescovo nomina in autonomia curati e diaconi; può sospendere a divinis o rimandare al giudizio dell'Assemblea Episcopale Italiana del Sacro Romano Impero, quegli ecclesiastici che commetteranno infrazioni al diritto canonico, al dogma, o alle istituzioni della Provincia Ecclesiae Italicarum Gentium. In nessuno dei casi predetti, l’autorità temporale può interferire nelle decisioni adottate dal Vescovo.
Articolo 2.4 La Chiesa è la sola istituzione in grado di unire due anime nel sacro vincolo del matrimonio in grazia di Aristotele, pertanto la Chiesa cercherà di garantire sempre la disponibilità di tali offici. In assenza di un prete o di un diacono, il vescovo (o un suo canonico) cercherà di officiare i matrimoni.
Articolo 2.5 La Chiesa si preoccupa del benessere e delle opere di carità e cercherà di assegnare un monaco o un laico fedele esperto nelle arti mediche in ogni città del Ducato. Ovviamente stante la disponibilità In Gratibus di simili figure. Inoltre in presenza di una grave carestia e in accordo con le autorità ducali, cercherà nei limiti del possibile di soccorrere le città organizzando in loro aiuto raccolte di beni o fondi.
Articolo 2.6 Il Ducato di Modena si impegna a supportare la Chiesa Aristotelica con parole e opere. Il Ducato si impegna a cercare di velocizzare la vendita di beni immobili di sacerdoti che debbano prendere in carica la direzione di una parrocchia ricadente entro il Ducato tramite affissioni nei municipi di avvisi pubblici promuoventi l'acquisto dei suddetti beni. Dietro richiesta presentata dal Vescovo con un preavviso di almeno 5 giorni, compatibilmente con lo stato delle possibilità ducali, per avvenimenti di eccezionale importanza verranno diffusi IG per il tramite delle comunicazioni del Portavoce appelli o annunci formulati dal Vescovo inerenti l’attività pastorale. Il Duca di Modena, o in sua vece un Consigliere Ducale, si impegnano a prendere parte alle cerimonie svolte nell’ambito di festività religiose, qualora debitamente invitati con preavviso di almeno 5 giorni. L'assenza di un rappresentante ducale può essere tollerata, qualora il Vescovo ne sia stato informato per tempo (2gg). In generale, il Duca di Modena assumerà un atteggiamento da buon aristotelico nello svolgimento dei suoi interventi pubblici IG e RP.
3. Del ruolo della Chiesa nell’organizzazione temporale del Ducato
Articolo 3.1 I membri della Chiesa, il clero regolare e secolare e coloro che più in generale la servono, non possono candidarsi alle elezioni ducali; i membri che non ricoprono alcun incarico nella gerarchia ecclesiastica possono partecipare invece alla vita politica dei Municipi, ma agendo in modo personale e non coinvolgendo la Chiesa.
Articolo 3.2 L'attività politica è regolamentata. Gli eretici, gli scismatici e gli eterodossi scomunicati, non potranno presentarsi alle liste delle elezioni ducali o candidarsi come sindaci delle città del Ducato di Modena.
Articolo 3.3 Il Duca di Modena è la suprema autorità civile e militare del Ducato, il Vescovo la suprema autorità religiosa. Per assicurare una collaborazione sempre proficua fra la potestà temporale e quella spirituale, S.E. il Vescovo e il Duca di Modena si impegnano ad incontrarsi almeno una volta al mese per fare insieme il punto della situazione sul Ducato e verificare la conformità ai principi dell’Aristotelismo delle politiche adottate.
Articolo 3.4 S.E. il Vescovo benedice l’Esercito di Modena e i suoi appartenenti, riconoscendone l’opera meritoria ai fini della protezione del Ducato e della difesa delle sue frontiere. E’ stabilito dalle parti il principio che la difesa della patria modenese dalle aggressioni interne ed esterne sia dovere di un buon cittadino e di un buon aristotelico.
Articolo 3.5 Si riconosce il diritto del Vescovo a poter disporre di una guardia episcopale, secondo quanto stabilito dalla Congregazione delle Sante Armate e previo accordo fra il Duca di Modena e il Vescovo per quanto concerne la sua formazione e il reclutamento. Laddove dovesse rendersi necessario, la guardia episcopale verrà impiegata per attività di lotta al brigantaggio, mantenimento dell’ordine pubblico e difesa dei confini modenesi da eventuali minacce interne ed esterne.
Articolo 3.6 Il Duca di Modena deve essere battezzato, nel caso non lo fosse al momento dell'elezione, si dovrà provvedere. La Chiesa si impegna a garantirgli l'amministrazione del sacramento in tempi accettabili. Il Duca di Modena deve nominare al principio del suo mandato un confessore personale tra il clero del Modenese.
Articolo 3.7 Il Ducato non proporrà patenti di nobiltà per chi non sia stato battezzato. Il Cenacolum Episcoporum Italiae terrà un elenco aere perennius della nobiltà elevata nel Ducato di Modena ed in quanti ducati abbiano lo stesso accordo.
Articolo 3.8 La Chiesa Aristotelica si impegna a sostenere pubblicamente le iniziative promosse dal potere temporale e comunque a non interferire con le deliberazioni prese dal Ducato e dai suoi rappresentanti in ambito civile, militare, politico ed economico. Su richiesta presentata dal Duca di Modena o di un suo delegato, con un preavviso di almeno 5 giorni, verranno diffusi IG per il tramite delle omelie domenicali speciali comunicati formulati dal Duca di Modena inerenti i doveri del buon cittadino modenese. Non verranno diffusi solo i comunicati scritti, a giudizio insindacabile del Vescovo, in flagrante violazione dei principi aristotelici. Il Vescovo di Modena, o in sua vece un diacono o curato, si impegnano a prendere parte alle cerimonie civili promosse dall’autorità temporale, qualora debitamente invitati con preavviso di almeno 5 giorni. L'assenza di un rappresentante religioso può essere tollerata, qualora il Duca di Modena ne sia stato informato per tempo (2gg). In generale, il Vescovo di Modena assumerà nello svolgimento dei suoi interventi pubblici IG e RP un atteggiamento da buon cittadino modenese, invitando la comunità dei fedeli ad ottemperare al rispetto dei doveri civici e delle leggi.
4. Della Giustizia della Chiesa
Articolo 4.1 La Santissima Inquisizione e le Ufficialità, sono istituite sulle Terre del Modenese. Gli attributi della Santissima Inquisizione sono quelli definiti dagli articoli del diritto canonico confermati dal presente concordato.
Articolo 4.2 L’Inquisizione ha il compito di trovare, interrogare e perseguire gli eretici, i blasfemi, gli stregoni, gli scismatici e i settari, considerati alla stregua di delinquenti dalla giustizia modenese a seguito del presente concordato. L’istruttoria potrà essere avviata liberamente dall’Inquisizione a carico di qualsiasi cittadino modenese. Tutti coloro che avessero commesso un reato di cui al punto 4.5 e a cui carico non fosse stato avviato un processo entro 30 giorni da quello della sua commissione, vedranno il proprio reato andare in prescrizione e non potranno essere processati successivamente per esso.
Articolo 4.3 Le autorità del tribunale civile locale metteranno in atto i verdetti e le sanzioni pronunciati dall'Inquisizione in accordo al presente concordato.
Articolo 4.4 L'Inquisizione, i Vescovi, ed il Cenacolum Episcoporum Italiae collaboreranno con la giustizia del Ducato al fine di ottenere la concordia e l'armonia tra i bravi fedeli cittadini aristotelici, combattere le minacce alla società civile e la salvezza delle anime.
Articolo 4.5 Dei reati:
- La predicazione di tutte le idee religiose è interdetta e proibita nella provincia di Modena tranne che dietro esplicito permesso del Vescovo o del suo responsabile del Dogma e del Duca di Modena.
- La stregoneria, che è definita come l'apprendistato e/o la pratica di riti magici e diabolici, ovvero senza l'intervento divino, è un gravissimo crimine. La lettura degli altrui pensieri Res Parendo o In Gratibus è considerata stregoneria.
- Dello spergiuro: E' considerato uno spergiuro colui che tradisce uno dei sacramenti della Chiesa Aristotelica, o che menta dopo aver giurato di dire il vero dinnanzi alle Sante Scritture o alle reliquie dei santi, anche in ambito civile.
- Della bestemmia: E' fatta proibizione di bestemmiare il Dio che tutto governa, Aristotele e Christos, i Santi ed in particolare il Santo protettore del Ducato o di una delle sue città.
Articolo 4.6 La procedura tradizionale:
I vescovi o i loro vicari del Modenese potranno denunciare i reati e le colpe descritte nell'articolo 4.5.
Questi reati verranno presi in atto dal tribunale episcopale che è incaricato di fare rispettare, nell'ambito delle diocesi, l'osservanza dei principi di vera fede e della disciplina ecclesiastica. Ogni diocesi, che sia suffraganea o metropolitana, può possedere il suo tribunale episcopale. Se una diocesi suffraganea non ne possiede, allora dipende dal tribunale episcopale della sua diocesi metropolitana.
Le autorità del tribunale Episcopale procederanno ad allestire il processo il cui verdetto sarà pronunciato da una commissione che presiederà il Vescovo,assistito da un Ufficiale, e dal Vidame della provincia ecclesiastica da cui dipende. L’Ufficiale è nominato a titolo vitalizio dal Vescovo, fra i membri del clero della diocesi di cui è responsabile. In mancanza di Vidame, provvederà alla nomina del secondo Ufficiale, alle stesse condizioni del primo. La scelta del Vidame e dell’Ufficiale ecclesiastico dovrà avvenire con il parere favorevole del Duca di Modena e non potrà cadere su soggetti macchiatisi dei crimini di Disturbo all’ordine pubblico o di Tradimento.
Il Tribunale Religioso ascolta, in seduta pubblica, le dichiarazioni del procuratore ecclesiastico e della difesa. Provvede quindi ad emettere la sentenza che viene trasmessa, per la ratifica in Gratibus, ad una speciale Commissione formata dal Duca di Modena, dal Giudice della Provincia e dal Vescovo. Tale Commissione, con voto a maggioranza semplice, avrà il potere di confermare la sentenza del Tribunale Religioso ovvero di annullarla ovvero di modificare i termini della pena sanzionata al reo.
Articolo 4.7 Le pene dispensate dal Tribunale Religioso sono quelle previste dal Diritto Canonico, art. 4.1, di seguito formulate:
Le pene incorse:
-> Scuse private
-> Scuse pubbliche
-> Portare la croce semplice, in firma: Ho offeso l’Altissimo e sono empio
-> Portare la croce doppia, in firma: Vergogna ed obbrobrio sul peccatore che sono
-> La predica: Andare nel mercato di un altro villaggio e fare le scuse pubbliche alla Chiesa Aristotelica. La scelta del villaggio spetta al giudice.
-> I lavori fastidiosi nella cattedrale: Fare splendere le campane con uno straccio, lavare con la lingua il rosone della Cattedrale, ecc.
-> La manutenzione del cimitero
-> La dieta, pena IG: mangiate soltanto pane o granoturco per 5 giorni
-> La processione pubblica: camminare nelle vie gridando la propria colpa ed il suo giudizio.
-> Digiuno, Pena IG: mangiare soltanto per 1 punto fame in 5 giorni
-> Predicazione: Andare in un villaggio per fare le scuse pubbliche alla Chiesa Aristotelica.
-> Donazione alla Chiesa (screen necessario) (IG)
-> Piccolo Pellegrinaggio (IG)
-> Pellegrinaggio nell’Impero che comprende 5 città scelte dall'Inquisizione (Screen necessario per provarlo). (IG)
-> Obbligo di cambiare città (IG)
-> Obbligo di cambiare Stato (IG)
-> Diminuzione di carica (IG)
-> Clausura in un monastero (il tempo può essere definito secondo la gravità della colpa) (IG)
-> Perdite di incarichi religiosi o esclusioni (IG)
-> Scomunica (Ban dal forum)
-> La prigione (IG). Ci sono modalità, la "parete ampia", e la "parete stretta", molto più rigoroso (reclusione isolata).
-> La croce (morte RP)
-> Il rogo(morte RP)
DC 4,1,2,3
Articolo 4.8 I matrimoni Aristotelici ed i giudizi della Chiesa in materia matrimoniale hanno effetto civile. Le giurisdizioni ecclesiastiche (Ufficialità e Inquisizione) sono riconosciute in materia spirituale e disciplinare interna.
Articolo 4.9 La Chiesa si impegna ad affiggere pubblicamente il diritto canonico che la governa.
Articolo 4.10 Gli ecclesiastici imputati di reati di stampo non esplicitamente religioso ma avente caratteri civili o penali verranno giudicati dai tribunali ordinari, secondo quanto previsto dagli ordinamenti vigenti nel Ducato di Modena. I sacerdoti non potranno essere trascinati davanti alla giustizia che con il patrocinio difensivo di un altro sacerdote come difensore. Un sacerdote ritenuto colpevole dovrà essere condannato con maggiore severità di un normale cittadino. Il Vescovo può in questo caso richiedere pene esemplari.
5. Dell’applicazione del Concordato
Articolo 5.1 Qualunque azione o parola volta ad opporsi in maniera chiara ed evidente al diritto canonico della Chiesa od a sviare i credenti dal giusto cammino Aristotelico saranno proibite nei luoghi pubblici (IG bacheche dei Municipi del Modenese, descrizioni di Taverne e quant'altro ricada sotto la giurisdizione del Ducato).
Articolo 5.2 L’autorità religiosa e temporale si impegnano ad adottare tutte le misure punitive, previste nell’esercizio delle loro funzioni, nei confronti dei cittadini modenesi che violeranno il presente Concordato.
Modifiche al concordato
Questo concordato non può essere emendato o annullato che in seguito ad un accordo tra le due parti a meno di: gravi inadempienze al trattato stesso, problemi di ordine pubblico, gravi accadimenti in seno al Consiglio del Ducato di Modena, del Papato o nei territori soggetti alla loro giurisdizione. [/quote]
Modena, 11 dicembre 1456
A nome della Santa Chiesa Aristotelica:
S.E. Saintgermain, Vescovo di Modena
Mariano di Bas, detto Arboreo, Conte di Finale
Postato a Titolo Informativo...

References: Art. 1

Articolo 2

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Articolo 3

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 sentenza 
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