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Timestamp: 2018-10-16 04:51:02+00:00

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Facsimile lettera per mancato pagamento mantenimento
3 ottobre 2018 | Autore: Sara Soresi
Esempio di lettera da poter inviare a chi non rispetta l’obbligo di versamento dell’assegno di mantenimento.
La sentenza di separazione ha stabilito – tra le diverse condizioni – che il/la tuo/a ex ti versi un assegno periodico (solitamente mensile) di mantenimento. Tuttavia, questo assegno non è mai stato versato. Oppure, è sempre stato versato ma, ultimamente, il/la tuo/a ex non provvede al pagamento. O, ancora, il versamento dell’assegno di mantenimento avviene in modo non costante: alcuni mesi è pagato con puntualità, certi mesi non viene versato e, altre volte, è corrisposto con molti giorni di ritardo.
In tutti questi casi, hai la possibilità di tutelarti sia in sede penale – con la presentazione di una querela – sia in sede civile. Prima di intraprendere le vie legali, tuttavia, è sempre bene attivarsi personalmente per cercare di risolvere la problematica senza la necessità di rivolgersi al Tribunale. A questo proposito, ancora prima di ricorrere all’avvocato, puoi tentare di scrivere – al/alla tuo/a ex – una lettera (raccomandata con avviso di ricevimento) nella quale gli chiedi formalmente di rispettare l’obbligo di mantenimento stabilito dal Giudice. Se è vero, infatti, che il più delle volte occorre rivolgersi ad un legale, è anche vero che – in alcuni casi – è sufficiente una lettera di tal tenore. In questo modo, risparmierai tempo e denaro.
Non sempre, tuttavia, è semplice scrivere una lettera di questo tipo: vuoi perché – quando sei esposto in prima persona – non riesci a ragionare in modo lucido, vuoi perché hai il timore di scrivere qualcosa di sbagliato. Per questo, puoi utilizzare il facsimile di lettera per mancato pagamento del mantenimento, che potrai trovare all’interno dell’articolo.
1 Assegno di mantenimento
1.1 La rivalutazione automatica
1.2 Prescrizione
1.3 Mantenimento non dovuto
2 Il reato
3 Facsimile lettera mancato pagamento mantenimento
L’assegno di mantenimento consiste in una somma di denaro che uno dei coniugi deve versare all’altro periodicamente, solitamente una volta al mese, entro il giorno specificato nella sentenza del Tribunale. Scopo dell’assegno è quello di assicurare al coniuge che non abbia adeguati redditi propri, un tenore di vita simile a quello goduto durante il matrimonio e – dunque – prima della separazione.
Con la separazione, infatti, i doveri coniugali (per esempio, quello di fedeltà) vengono meno ma rimane l’obbligo di assistenza patrimoniale nei confronti di quel coniuge che non abbia adeguati redditi propri, sempre che la separazione non sia addebitabile a quest’ultimo.
Questo assegno è determinato prendendo in considerazione diversi fattori:
lo stipendio dei coniugi;
la loro situazione patrimoniale: per esempio, occorre valutare se sono proprietari di immobili, se hanno abitazioni in affitto, se possiedono terreni ecc…;
se hanno o non hanno figli;
in presenza di figli, se questi sono maggiorenni o minorenni;
eventuali malattia fisiche o psichiche dei coniugi;
La rivalutazione automatica
L’importo dell’assegno di mantenimento che viene fissato dal Giudice nella sentenza, non rimane invariato negli anni.
Secondo la legge [1], infatti, occorre rispettare un criterio di adeguamento automatico dell’assegno, almeno con riferimento agli indici di svalutazione monetaria (si tratta, cioè, del cosiddetto “adeguamento Istat”).
In particolare, annualmente potrete chiedere l’adeguamento dell’assegno a voi spettante con riferimento, appunto, all’adeguamento Istat. Verificare l’adeguamento è molto semplice: sul web ci sono tantissimi siti web che, inserendo la data iniziale e quella finale nonché l’importo dell’assegno, calcolano immediatamente ed in modo automatico l’importo aggiornato ed adeguato.
Facciamo un esempio: supponiamo che l’assegno di mantenimento – ad agosto 2017 – sia stato stabilito in Euro 300,00. Nel programma on line (che, come detto, potete trovare su tantissimi siti web), inseriremo, come data iniziale, agosto 2017. Immetteremo, invece, come data finale, agosto 2018. Infine, inseriamo l’importo dell’assegno: Euro 300,00. In un attimo avrete l’importo adeguato Istat: Euro 304,50.
Il diritto all’ottenimento dell’assegno di mantenimento si prescrive in cinque anni.
L’assegno di mantenimento, però, è dovuto mensilmente, di conseguenza – qualora intervenga la prescrizione – questa toccherà solo ed esclusivamente la singola mensilità e non, invece, l’intero diritto al mantenimento. In altre parole, non si avrà un’unica prescrizione ma tanti termini di prescrizione per quante sono le mensilità di mantenimento dovute, ognuna delle quali inizia a decorrere dal mese successivo.
Facciamo un esempio: il termine di prescrizione del mantenimento dovuto per gennaio 2017 inizia a decorrere da febbraio 2017 e si compirà a febbraio 2022. Ne consegue che, da marzo 2022, non sarà più possibile chiedere quell’arretrato (gennaio 2017). Sarà, invece, possibile, chiedere gli arretrati maturati da febbraio 2017.
Mantenimento non dovuto
Ci sono dei casi in cui, tuttavia, l’assegno di mantenimento non è dovuto. Si tratta dell’ipotesi della cosiddetta “separazione con addebito”, ossia una particolare tipologia di separazione che sussiste in caso di grave violazione dei doveri coniugali (cioè i doveri che nascono dal matrimonio).
Non è, però, sufficiente la sola violazione di un dovere coniugale: è necessario ed indispensabile che sia stata proprio tale violazione a provocare la crisi coniugale e la conseguente separazione. Facciamo un esempio: il marito tradisce la moglie. Può trattarsi – ovviamente – di violazione dei doveri coniugali con conseguente addebito della separazione. Tuttavia, per riconoscere l’addebito, è necessario verificare se la predetta infedeltà sia stata effettivamente la causa della crisi coniugale o se, invece, questa crisi fosse già esistente. In tale ultimo caso, infatti, l’addebito non sarebbe riconosciuto poiché il tradimento non è stato causa della crisi coniugale che, appunto, era preesistente.
Ma cosa comporta l’addebito della separazione?
La pronuncia di addebito implica l’impossibilità – per il coniuge colpevole – di ottenere l’assegno di mantenimento dall’altro coniuge, nonché la perdita dei diritti successori.
Rimane, però, l’obbligo di versare gli alimenti nel caso in cui l’ex versi in condizioni economiche estremamente disagiate che non gli consentano di procurarsi il minimo indispensabile per la sopravvivenza. Anche l’importo di detto assegno, così come i termini entro i quali versarlo, è indicato espressamente dal Giudice nella sentenza.
Come accennato nella premessa, se l’ex non versa l’assegno di mantenimento, hai a disposizione non solo la tutela in ambito civile ma anche quella in sede penale.
Non versare il mantenimento, infatti, è un reato previsto e punito dal Codice Penale italiano. In particolare, si tratta del reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare [2] che punisce colui che non rispetta gli obblighi di assistenza derivanti dalla sua qualità di coniuge. Tra questi obblighi di assistenza è compreso, appunto, quello di fornire i mezzi necessari ed indispensabili alle esigenze fondamentali di vita attraverso il versamento dell’assegno di mantenimento, nei modi e nei tempi stabiliti dal Giudice nella sentenza di separazione.
A questo punto ti chiederai: come faccio a tutelarmi in sede penale? Ho bisogno dell’avvocato?
Puoi rivolgerti all’avvocato ma non è indispensabile.
Per tutelarti in sede penale, infatti, è sufficiente sporgere una querela. In particolare, dovrai recarti presso la Questura o l’Arma dei Carabinieri o la Procura della tua città e chiedere di poter presentare la querela. Ti basterà elencare i fatti, così come si sono svolti e si stanno svolgendo, e l’addetto provvederà a verbalizzare il tutto. Avrà inizio, così, la fase delle indagini e – al termine – il pubblico ministero deciderà se chiedere l’archiviazione o il rinvio a giudizio. In tale ultimo caso, si avvierà il processo penale e – solo in questo momento – dovrai nominare un avvocato se vorrai costituirti parte civile.
Facsimile lettera mancato pagamento mantenimento
Come anticipato in premessa, in caso di mancato versamento dell’assegno di mantenimento da parte del tuo ex, puoi tutelarti anche in sede civile.
Se, infatti, la persona obbligata al mantenimento non rispetta detto obbligo, il Tribunale può adottare – su richiesta dell’altro coniuge – una serie di strumenti:
il sequestro conservativo di alcuni beni;
l’ordine di pagamento diretto, che consiste nell’ordinare – a chi debba versare al soggetto obbligato somme di denaro – di pagarle direttamente all’altro coniuge. Si tratta, per esempio, dell’ipotesi in cui l’importo dell’assegno di mantenimento venga direttamente decurtato dal salario del soggetto obbligato al suo versamento;pignoramento, che può avere oggetto beni mobili (per esempio, l’automobile) o immobili o, ancora, canoni di locazione ecc…
Prima di rivolgerti al Tribunale e giungere, quindi, all’utilizzo degli strumenti sopra citati, vale la pena indirizzare una lettera raccomandata con avviso di ricevimento al/alla tuo/a ex, nella quale gli/le chiedi – formalmente – di far fronte al suo obbligo di versamento del mantenimento e degli eventuali arretrati, ossia degli eventuali assegni, riguardanti i mesi precedenti, non versati. Nella lettera, è bene indicare l’importo dovuto e, quindi, in caso di arretrati, quello risultante dalla somma di tutti gli assegni non versati. All’importo così risultante, potrai aggiungere i cosiddetti interessi legali, che possono essere agevolmente calcolati attraverso appositi programmi on line. Se fai una rapida ricerca, infatti, noterai che – nel web – tanti siti permettono il calcolo automatico di tali interessi: ti basterà indicare l’importo, la data iniziale (cioè quella a partire dalla quale l’importo ti era dovuto) e quella finale (ossia il giorno in cui scrivi la raccomandata) ed il gioco è fatto!
La lettera raccomandata può essere inviata anche prima che tu ti rivolga ad un avvocato: se, infatti, la lettera dovesse sortire il suo effetto e raggiungere il suo scopo (l’ottenimento del mantenimento), avrai risparmiato tempo e denaro.
Un modello di lettera di richiesta di mantenimento in caso di mancato versamento dello stesso potrebbe essere la seguente:
Egr. Sig. / Gent.le Sig.ra
(nome del coniuge)
Via __________________
Oggetto: sollecito versamento assegno di mantenimento
Egr. Sig./ Gent.le Sig.ra (nome del coniuge) o caro/a (nome del coniuge), a seconda della tipologia di rapporto che avete attualmente,
– il Giudice di (nome della città), in data (data della sentenza) ha stabilito l’obbligo – a tuo carico – di versare un assegno di mantenimento, nei confronti del/della sottoscritto/a, dell’importo di Euro ______ (indicare l’importo così come stabilito in sentenza);
– in base alla sentenza suindicata, l’assegno deve essere versato entro il ____________ di ogni mese (indicare il giorno del mese entro il quale l’assegno deve essere versato, così come stabilito in sentenza);
– a far data dal (indicare la data a partire dalla quale l’assegno di mantenimento non è più stato versato) non hai più ottemperato all’obbligo di versamento dell’assegno di mantenimento;
con la presente ti chiedo formalmente di provvede al pagamento del predetto assegno, nonché di tutti gli arretrati a partire dal (indicare la data a partire dalla quale il coniuge non versa l’assegno), entro – e non oltre – sette giorni dal ricevimento della presente.
Ti comunico, altresì, che – in caso di mancato versamento – mi rivolgerò ad un legale che provvederà, per mio conto, ad intraprendere le opportune azioni giudiziarie per la tutela del mio diritto all’ottenimento dell’assegno di mantenimento.
[1] Art. 5, comma 7 l. 898/1970: “La sentenza deve stabilire anche un criterio di adeguamento automatico dell’assegno, almeno con riferimento agli indici di svalutazione monetaria. Il Tribunale può, in caso di palese iniquità, escludere la previsione con motivata decisione”.
[2] Art. 570, comma 1 Cod. Pen.: “Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale, alla tutela legale o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da Euro 103 ad Euro 1.032,00”.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 5
 sentenza 
 Art. 570