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Timestamp: 2020-07-06 18:39:49+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 11777 del 12/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11777 del 12/05/2017
Cassazione civile, sez. III, 12/05/2017, (ud. 03/02/2017, dep.12/05/2017), n. 11777
sul ricorso 11547-2015 proposto da:
M.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CERVETERI 21,
presso lo studio dell’avvocato LUCA GIUSTI, che lo rappresenta e
GENERALI ITALIA SPA, (OMISSIS), MO.RO., R.G.;
avverso la sentenza n. 6600/2014 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
03/02/2017 dal Consigliere Dott. ANTONIETTA SCRIMA.
M.A. ha proposto ricorso per cassazione, basato su tre motivi, avverso la sentenza della Corte di appello di Roma, depositata il 28 ottobre 2014, con cui – in parziale riforma della sentenza n. 142 del 2009 emessa dal Tribunale di Tivoli – sezione distaccata di Palestrina, che, dichiarata l’esclusiva responsabilità di R.G. nella causazione del sinistro stradale nel quale il M. aveva riportato danni, aveva condannato il R., Mo.Ro. e la Toro Assicurazioni S.p.a. (poi Alleanza Toro S.p.a.) al pagamento, in favore del M., della somma di Euro 48.859,78, oltre interessi, nonchè alle spese di lite – quella Corte ha condannato R.G., Mo.Ro. e Alleanza Toro S.p.a. a pagare, in favore dell’attuale ricorrente, la complessiva somma di Euro 106.173,19, “da cui va detratto, previa omogeneizzazione, quanto già… corrisposto” sino alla data della sentenza di secondo grado, oltre a interessi, sulla differenza dalla predetta data al saldo effettivo nonchè alle spese di quel grado di giudizio, in esse comprese quelle di c.t.u..
“1. Erronea insufficiente liquidazione del danno “non patrimoniale”, nella componente del cd danno biologico temporaneo (ITT e ITP) per effetto della violazione e/o falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., artt. 1226, 2056 e 2059 c.c. e del principio di diritto dell’integrale risarcimento del danno (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3);
1.2. ovvero, mancata rivalutazione monetaria al tempo della decisione dell’importo riconosciuto per tale componente del danno (IT), in violazione e falsa applicazione degli artt. 1226, 2056 e 2059 c.c. e del principio di diritto dell’integrale risarcimento del danno, t(r)attandosi di cd. “obbligazione di valore” (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3)”.
Lamenta, altresì, il M. che erroneamente la Corte territoriale avrebbe applicato le tabelle del 2009 anzichè quelle del 2014 ed avrebbe, comunque, violato gli artt. 1226, 2056 e 2059 c.c. nonchè il principio dell’integrale risarcimento del danno, non avendo rivalutato l’importo riconosciuto a titolo di IT.
Inoltre, neppure è stata riportata la domanda relativa alla voce di danno in parola così come formulata ed eventualmente precisata in primo grado, sicchè non risultano in concreto offerti elementi onde poter verificare se e in che limiti il giudice dell’appello abbia omesso di procedere alla rivalutazione della somma pretesa a tale titolo (v. Cass. 11/05/2012).
3. Con il secondo motivo il ricorrente si duole del “mancato accoglimento della domanda di risarcimento del danno patrimoniale in violazione e/o falsa applicazione degli artt. 1223, 1226, 2056 e 2967 c.c. (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3)”.
La Corte di merito ha al riguardo affermato, in base ad accertamenti in fatto, non censurabili in questa sede, che le lesioni riportate dal M. – all’epoca di quella decisione ventitreenne – “non sembrano possedere alcuna attitudine a incidere negativamente sulla di lui capacità reddituale; la prova di tale incidenza decrementativa sul reddito avrebbe dovuto essere fornita dall’appellante che si è limitato a sostenere perdite di chances in relazione a non precisate attività sportive agonistiche, carriere militari o di pubblica sicurezza o a lavori di manovalanza. Nè pare possa incidere sulla capacità reddituale il non rilevante danno estetico”.
Si osserva che sul punto questa Corte ha già affermato il principio, che va ribadito in questa sede, secondo cui l’accertata esistenza di un danno alla salute patito da un minore studente, anche se di non lieve entità, non è di per sè sufficiente per ritenere necessariamente esistente un conseguente danno da riduzione della capacità di guadagno, a meno che il danneggiato non provi, sulla base di elementi concreti, o che a causa della lesione sia stato costretto a ritardare il compimento dei suoi studi e di conseguenza l’ingresso nel mondo del lavoro, ovvero una verosimile riduzione dei suoi redditi futuri (Cass. 28/09/2012, n. 16541; v. anche Cass. 24/02/2011, n. 4493, Cass. 15/07/2011, n. 15674 e Cass. 10/07/2015, n. 14517).
4. Con il terzo motivo il ricorrente lamenta l'”erronea ed insufficiente liquidazione delle spese processuali del grado di appello in favore dell’appellante vittorioso, per errata determinazione del valore della controversia di appello; violazione del D.M. n. 55 del 2014, artt. 4 e 5, ai fini della corretta individuazione dei compensi di cui nella allegata tabella A), n. 12, nonchè dell’art. 10 c.p.c., comma 2, e art. 14 c.p.c. art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3)”.
7. Va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13, evidenziandosi che il presupposto dell’insorgenza di tale obbligo non è collegato alla condanna alle spese, ma al fatto oggettivo del rigetto integrale o della definizione in rito, negativa per l’impugnante, del gravame (v. Cass. 13 maggio 2014, n. 10306).

References: Sentenza 
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 Cass. 
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 Cass. 
 Cass. 
 art. 14
 art. 360
 art. 13
 art. 1
 art. 13
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