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Timestamp: 2019-12-15 17:54:35+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2417 del 31/01/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2417 del 31/01/2018
Cassazione civile, sez. II, 31/01/2018, (ud. 27/09/2017, dep.31/01/2018), n. 2417
L’impugnata sentenza, in riforma dell’appellata decisione del Giudice di Pace di Tivoli, accoglieva l’opposizione proposta dall’odierno controricorrente D.L.A. ed annullava il verbale di accertamento di infrazione al C.d.S. n. (OMISSIS) elevato dalla Polizia Locale del Comune di Mentana per violazione delle norme in materia di parcheggio.
Il ricorso viene deciso ai sensi dell’art. 375 c.p.c., u.c. con ordinanza in camera di consiglio non essendo stata rilevata la particolare rilevanza delle questioni di diritto in ordine alle quali la Corte deve pronunciare.
1.- Con il primo motivo del ricorso si censura il vizio di nullità della sentenza impugnata in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5 per violazione e falsa applicazione dell’art. 2700 c.c. e della L. n. 689 del 1981, artt. 21,22,22 bis e 23 “avendo ritenuto presunto un fatto percepito visivamente dagli agenti accertatori e rispetto al quale il verbale di accertamento costituendo un atto pubblico faceva fede fino a querela di falso”.
Verrebbe, quindi e conseguentemente, meno tutto il valore decisivamente attribuito dal Giudice di appello alle percezioni in ordine alla visibilità della segnaletica da parte della teste B.E. (che, fra l’altro, era nella fattispecie proprio la verbalizzante).
Il motivo di ricorso è, anche s’e per ragioni collegate indirettamente a quanto esposto, fondato.
Pertanto la possibilità di verificare la sussistenza di ogni adeguata segnaletica non poteva ritenersi del tutto esclusa.
L’impugnata sentenza rifacendosi – poi – a Cass. 3660/2009 (affermante la necessarietà della visibile apposizione del corrispondente segnale specificamente previsto dalla legge) ha valorizzato in modo preponderante le risultanze della deposizione della suddetta B..
Senonchè la “scarsa visibilità della segnaletica orizzontale”, riferita da tale teste, non poteva – essa sola e tenuto conto delle altre risultanze – apparire decisiva al fine della riforma dell’appellata decisione e, quindi, dell’accoglimento della proposta opposizione.
Esplicitandosi e ribadendosì – in modo più approfondito – quanto innanzi riportato, può oggi affermarsi il principio per cui, “al fine della validità dell’accertamento della violazione del divieto di sosta, è sufficiente che vi sia la visibilità di un sol tipo di segnaletica (verticale o orizzontale) anche in difetto della compiuta e contemporanea visibilità di entrambi i detti tipi di segnaletica”.
3.- L’accoglimento del ricorso comporta, conseguentemente, la cassazione della impugnata sentenza e, decidendosi nel merito ai sensi dell’art. 384 c.p.c., il rigetto della proposta opposizione.
accoglie il ricorso, cassa l’impugnata sentenza e, decidendo nel merito, rigetta l’opposizione compensa integralmente le spese del giudizio.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 27 settembre 2017.

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