Source: http://www.marinacastellaneta.it/blog/category/immunita-stati-esteri
Timestamp: 2017-05-28 16:24:37+00:00

Document:
immunità Stati esteri - Marina Castellaneta
La Cassazione interviene sull’immunità dalla giurisdizione nei casi di licenziamento di lavoratori di istituti di cultura esteri
Scritto in: immunità Stati esteri | in data: 23 dicembre 2016 | Parole Chiave: // licenziamento Dipendenti di ambasciata e immunità di Stati esteri in una sentenza della Cedu
Scritto in: CEDU, immunità Stati esteri | in data: 11 novembre 2016 | Parole Chiave: // attività lavorativa // immunità Negli Usa rimossa l’immunità degli Stati esteri citati in giudizio per atti di terrorismo internazionale
Scritto in: immunità organi dello Stato, immunità Stati esteri | in data: 29 settembre 2016 | Parole Chiave: // terrorismo Immunità dalla giurisdizione per crimini: nuova pronuncia delle Sezioni Unite
Sì alla giurisdizione del giudice italiano per le azioni di risarcimento avviate dai parenti delle vittime di crimini di guerra o contro l’umanità compiuti dalla Germania durante la Seconda guerra mondiale. E’ la Corte di cassazione, sezioni unite civili, con la sentenza depositata il 29 luglio 2016 n. 15812 (29094387), a stabilirlo, dando attuazione alla pronuncia della Consulta n. 238 del 2014. “Cancellato dall’ordinamento l’articolo 3 della legge n. 5/2013; venuto meno l’obbligo del giudice italiano di adeguarsi alla pronuncia della Corte internazionale di giustizia del 3 febbraio 2012, – osserva la Suprema Corte – non resta che affermare la giurisdizione del giudice italiano a conoscere delle domande risarcitorie proposte dai ricorrenti”. A rivolgersi alla Cassazione i parenti di alcune vittime di deportazione per lavori forzati e, quindi, di crimini di guerra commessi dalla Germania durante il conflitto mondiale. Il Tribunale di Bergamo, con sentenza del 21 settembre 2012, confermata in appello, aveva dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano per l’azione contro Germania. Di qui il ricorso in Cassazione. Quest’ultima, ricostruita la prassi, dal caso Ferrini alla sentenza della Corte internazionale di giustizia fino ad arrivare alla pronuncia della Corte costituzionale n. 238/2014, è giunta alla conclusione di annullare la decisione dei giudici di appello e di dichiarare la giurisdizione del giudice italiano per le azioni nei confronti della Germania alla quale viene così negata l’immunità.
Scritto in: immunità Stati esteri | in data: 2 settembre 2016 | Parole Chiave: // crimini di guerra Iraq: nessuna immunità per l’inadempimento legato all’acquisto di elicotteri
Scritto in: immunità Stati esteri | in data: 30 maggio 2016 | Parole Chiave: // contratto Impresa statale privatizzata: esclusa l’immunità per i danni prodotti alle aziende straniere
Lo Stato estero, proprietario di un’impresa poi privatizzata, deve pagare i debiti all’azienda italiana con la quale, prima della privatizzazione, ha concluso contratti di opera e di fornitura. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, III sezione civile, con la sentenza n. 21085 del 19 ottobre 2015 (21085) con la quale la Suprema Corte ha precisato gli obblighi in materia di responsabilità extracontrattuale di un’impresa ungherese controllata dallo Stato durante il regime comunista, privatizzata e poi dichiarata insolvente. Precisato che la questione della giurisdizione del giudice italiano è stata già risolta in primo grado e non più riproposta e che la procura speciale era valida ai sensi della Convenzione dell’Aja del 1961 e dell’articolo 12 della legge n. 218/95, la Cassazione ha rilevato la necessità di tutelare il legittimo affidamento del creditore anche in una fase complessa come quella della privatizzazione dell’impresa straniera. Tra l’altro – osserva la Suprema Corte – “lo Stato sovrano che si evolve da un’economia statalista e dirigista verso quella di mercato è civilmente responsabile” delle obbligazioni assunte dalle sue imprese. Non si può riconoscere allo Stato un’immunità per le conseguenze patrimoniali delle sue scelte quando ciò comporta “un intollerabile stravolgimento del sistema di tutela di diritti dei terzi e l’ingiustificabile riversamento del rischio di tali epocali trasformazioni sulle controparti dei singoli contratti precedentemente stipulati”. E’ vero che la scelta di privatizzare le imprese statali appartiene alle decisioni sovrane dello Stato, ma poiché si è verificato un danno da condotta di enti dello Stato e non un danno da privatizzazione, lo Stato è chiamato a risponderne davanti alla giurisdizione del danneggiato. Di conseguenza, la Suprema Corte riconosce la responsabilità extracontrattuale per la condotta dell’ente statale che procede alla privatizzazione tanto più che quest’ultimo aveva comunicato all’impresa italiana la responsabilità dello Stato per i debiti assunti verso l’azienda italiana che, quindi, rassicurata, aveva eseguito la prestazione.
Scritto in: diritto processuale civile internazio, immunità Stati esteri | in data: 10 dicembre 2015 | Parole Chiave: // insolvenza Azioni di risarcimento danni e crimini di guerra: esclusa l’immunità della Serbia
La Corte di cassazione si avvale della sentenza n. 238 resa dalla Consulta nel 2014 e nega l’immunità dalla giurisdizione della Serbia per crimini di guerra imponendo il risarcimento delle parti civili. Con la sentenza n. 43696/15 del 29 ottobre 2015 (43696), la prima sezione penale della Cassazione ha escluso l’immunità dalla giurisdizione della Serbia in relazione a un crimine di guerra. Nel corso degli eventi bellici legati alla disgregazione dell’ex Iugoslavia, un militare serbo aveva dato l’ordine di abbattere un elicottero in missione di monitoraggio internazionale per conto dell’allora Comunità europea, causando la morte di 4 militari italiani e di un francese. La Corte di assise di appello di Roma, ribaltando il giudizio in primo grado, aveva condannato, nel 2013, il tenente colonnello serbo accusato di aver dato l’ordine, nel 1992, al pilota di un caccia Mig di abbattere l’elicottero. Questo malgrado fosse ben visibile l’acronimo E.C.M.M. (European community monitor mission), affiancata dalla bandiera delle Nazioni Unite e fosse stato comunicato alle autorità militari serbe, malgrado non fosse necessario, l’operativo del volo. La Cassazione, confermando che il pilota del Mig aveva abbattuto l’elicottero sulla base degli ordini di Opacic, che era al vertice della catena di comando, ha respinto il ricorso del militare condannato. Così come ha rigettato la tesi serba che si è arrampicata sugli specchi sostenendo alcuni vizi procedurali e difetti di notificazione. La Serbia ha anche eccepito il difetto di giurisdizione dei giudici italiani nei confronti di uno Stato estero per le domande di risarcimento presentate dalle parti civili. Di diverso avviso la Cassazione che ha richiamato, a fondamento della propria decisione, sia la sentenza n. 238 sia l’ordinanza n. 30 rese dalla Corte costituzionale. La Cassazione, tenendo conto della “centralità dei diritti fondamentali della persona per il nostro ordinamento” e della circostanza che per la tutela dei diritti inviolabili delle vittime di un crimine internazionale non può essere “preclusa la piena verifica giurisdizionale” perché ciò renderebbe “sproporzionato il sacrificio di principi costituzionali rispetto all’obiettivo di non incidere sull’esercizio della potestà di Governo dello Stato straniero quando quest’ultima si sia espressa attraverso condotte delittuose qualificabili come crimini di guerra o crimini contro l’umanità”, ha riconosciuto la propria competenza a pronunciarsi. L’immunità dello Stato straniero – come rilevato dalla Consulta -protegge la funzione di governo e non certo comportamenti che “non attengono al corretto esercizio di tale potestà”. Ora, chiarito che la condotta di Opacic deve essere ricondotta alla Serbia e che il comportamento illecito rientra tra i crimini di guerra che “si caratterizzano per la lesione dei valori universali di rispetto della dignità umana, che trascendono gli interessi delle singole comunità statali che si fronteggiano in un contesto bellico”, la Corte nega l’immunità alla Serbia, tanto più che è stato superato il limite posto all’immunità dello Stato straniero proprio in ragione della gravità del crimine commesso. La Cassazione ha anche respinto l’interpretazione della sentenza n. 238 fatta dalla difesa della Serbia secondo la quale non sussisterebbe una condizione per affermare la giurisdizione nei confronti di Stati per crimini di guerra perché vi sarebbero altre possibilità di azione per ottenere il risarcimento dei danni per i danneggiati. Al via quindi i risarcimenti alle parti civili.
Scritto in: immunità Stati esteri | in data: 10 novembre 2015 | Parole Chiave: // crimini di guerra Ancora sull’immunità degli Stati esteri dalla giurisdizione in caso di crimini
La questione di legittimità costituzionale della norma sull’immunità dalla giurisdizione degli Stati in caso di crimini di guerra è stata già risolta e, di conseguenza, la Corte costituzionale, con ordinanza n. 30 del 3 marzo 2015 (ordinanza), ha dichiarato manifestamente inammissibile il ricorso promosso dal Tribunale ordinario di Firenze il 21 gennaio 2014, non riguardando così la legge 10 novembre 2014 n. 162 il cui art.19-bis (intitolato “Crediti delle rappresentanze diplomatiche e consolari straniere”) ha stabilito che non possono essere sottoposte ad esecuzione forzata, “a pena di nullità rilevabile anche d’ufficio”, le somme depositate “su conti correnti bancari o postali, in relazione ai quali il capo della rappresentanza, del posto consolare o il direttore, comunque denominato, dell’organizzazione internazionale in Italia, con atto preventivamente comunicato al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e all’impresa autorizzata all’esercizio dell’attività bancaria presso cui le medesime somme sono depositate, ha dichiarato che il conto contiene esclusivamente somme destinate all’espletamento delle funzioni dei soggetti di cui al presente comma”.
Al centro della vicenda, l’azione per risarcimento danni avviata dalle figlie di un cittadino italiano ucciso per rappresaglia da truppe del Terzo Reich in Italia. La Consulta ha dichiarato le questioni manifestamente inammissibili per sopravvenuta carenza di oggetto, chiarendo, tra l’altro che “con la sentenza di questa Corte n. 238 del 2014, è già stata dichiarata l’illegittimità costituzionale sia dell’art. 1 della legge n. 848 del 1957 (in senso conforme alla prospettazione del rimettente: id est «nella parte, in cui [quella norma] obbliga il giudice italiano ad adeguarsi alla pronuncia della Corte internazionale di giustizia (CIG) del 3 febbraio 2012, che impone di negare la propria giurisdizione in riferimento ad atti di uno Stato straniero che consistano in crimini di guerra e contro l’umanità, lesivi di diritti inviolabili della persona»), sia dell’art. 3 della legge n. 5 del 2013”. Nella sentenza n. 238 la Corte costituzionale ha stabilito che se la regola di diritto internazionale generale che assicura l’immunità degli Stati esteri dalla giurisdizione civile impedisce, nel suo concreto operare, l’azione giurisdizionale e non consente altre forme di riparazione giudiziaria alle vittime, il rinvio di cui all’articolo 10 della Costituzione, che permette l’adattamento alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute, non opera e va pertanto affermata la giurisdizione italiana.
Si veda il post http://www.marinacastellaneta.it/blog/il-parlamento-prova-a-dribblare-gli-effetti-della-sentenza-della-corte-costituzionale-n-238.html.
Scritto in: immunità Stati esteri | in data: 5 marzo 2015 | Parole Chiave: // crimini Il Parlamento prova a dribblare gli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 238
Con l’adozione della legge 10 novembre 2014 n. 162 spunta, a sorpresa, una noma che pare finalizzata a bloccare l’effettiva applicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 238 depositata il 22 ottobre (relatore il Presidente Giuseppe Tesauro) riguardante l’immunità degli Stati esteri dalla giurisdizione civile in caso di commissione di crimini di guerra e contro l’umanità e il diritto delle vittime di agire in sede giurisdizionale. L’art.19-bis (intitolato “Crediti delle rappresentanze diplomatiche e consolari straniere”) della legge n. 162, che converte il decreto legge 12 settembre 2014 n. 132 riguardante “misure urgenti di degiurisdizionalizzazione e altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile” (legge n. 162), infatti, stabilisce che non possono essere sottoposte ad esecuzione forzata, “a pena di nullità rilevabile anche d’ufficio”, le somme depositate “su conti correnti bancari o postali, in relazione ai quali il capo della rappresentanza, del posto consolare o il direttore, comunque denominato, dell’organizzazione internazionale in Italia, con atto preventivamente comunicato al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e all’impresa autorizzata all’esercizio dell’attività bancaria presso cui le medesime somme sono depositate, ha dichiarato che il conto contiene esclusivamente somme destinate all’espletamento delle funzioni dei soggetti di cui al presente comma”. Una disposizione introdotta per dare esecuzione all’articolo 21 comma 1, lettera a) della legge 14 gennaio 2013 n. 5 contenente ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sulle immunità giurisdizionali degli Stati e dei loro beni, fatta a New York il 2 dicembre 2004, in base al quale sono sottoposti a immunità “a) i beni, compresi i conti bancari, utilizzati o destinati a essere utilizzati nell’esercizio delle funzioni della missione diplomatica dello Stato o dei suoi posti consolari, delle sue missioni speciali, delle sue missioni presso le organizzazioni internazionali o delle sue delegazioni negli organi delle organizzazioni internazionali o alle conferenze internazionali”. L’articolo 19-bis, tuttavia, affida la competenza esclusiva sulla valutazione circa gli atti relativi ad attività legate all’esercizio delle funzioni, direttamente a una dichiarazione del capo della rappresentanza, con un’automaticità che sottrae ogni diversa valutazione da parte degli organi giurisdizionali nazionali.
L’introduzione dell’articolo 19-bis con legge n. 162 è così destinato ad entrare in rotta di collisione con la sentenza della Corte costituzionale n. 238 (238) con la quale è stato stabilito che se la regola di diritto internazionale generale che assicura l’immunità degli Stati esteri dalla giurisdizione civile impedisce, nel suo concreto operare, l’azione giurisdizionale e non consente altre forme di riparazione giudiziaria alle vittime, il rinvio di cui all’articolo 10 della Costituzione, che permette l’adattamento alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute, non opera e va pertanto affermata la giurisdizione italiana. Questo perché i principi fondamentali e intangibili della Costituzione devono trovare applicazione, assicurando che l’individuo possa agire contro lo Stato estero che pure rivendica l’esercizio di un potere sovrano, malgrado la commissione di crimini sul territorio italiano. La mancata possibilità di agire in sede giurisdizionale, nei casi in cui un individuo sia stato vittima di crimini efferati, accompagnata dall’impossibilità di ottenere, per altra via, una riparazione, porta la Consulta a impedire l’immissione nel nostro ordinamento di una regola che condurrebbe a un “sacrificio totale della tutela dei diritti inviolabili delle persone vittime di quei crimini, nell’ambito dell’ordinamento interno”. Di conseguenza, la Consulta ha dichiarato, tra l’altro, l’illegittimità costituzionale anche dell’articolo 3 della legge n. 5/2013, aprendo la strada alle azioni contro la Germania.
Ora, l’articolo 19-bis sembra rimettere in discussione e bloccare gli effetti che potrebbero derivare dall’attuazione della sentenza della Consulta e dalla riproposizione delle azioni in sede civile stabilendo l’impignorabilità dei beni di Stati esteri. In questa direzione, a rafforzare il principio introdotto, il comma 3 prevede che “Il pignoramento non determina a carico dell’impresa depositaria l’obbligo di accantonamento delle somme di cui al comma 1, ivi comprese quelle successivamente accreditate, e i soggetti di cui al comma 1 mantengono la piena disponibilità delle stesse”. Resta da vedere se anche su questa norma non sarà sollevata una questione di costituzionalità.
Si veda il post http://www.marinacastellaneta.it/blog/crimini-di-guerra-e-contro-lumanita-no-allimmunita-degli-stati-dalla-giurisdizione-civile.html
Per un primo commento alla sentenza n. 238, si veda, tra gli altri, Castellaneta, “La Consulta apre la strada ai risarcimenti”, in Guida al diritto, n. 47 del 22 novembre 2014 (commento 238); De Sena, “Norme internazionali generali e principi costituzionali fondamentali tra giudice costituzionale e giudice comune (ancora sulla sentenza 238/2014)“; Gradoni, “Giudizi costituzionali del quinto tipo. Ancora sulla storica sentenza della Corte costituzionale italiana“, reperibili nel blog della Società italiana di diritto internazionale http://www.sidi-isil.org/sidiblog/; Forlati, “The Italian Constitutional Court rules on immunity of foreign States from civil jurisdiction: a new twist in the Ferrini saga”, in http://aldricus.com/2014/10/27/the-italian-constitutional-court-rules-on-immunity-of-foreign-states-from-civil-jurisdiction-a-new-twist-in-the-ferrini-saga/; Meloni, “La Corte costituzionale annulla gli effetti della decisione della CIG in materia di immunità giurisdizionale dello Stato estero”, in http://www.penalecontemporaneo.it/materia/-/-/-/3385-la__font_color__red__corte_costituzionale__font__annulla_gli_effetti_della_decisione_della_cig_in_materia_di_immunit___giurisdizionale_dello_stato_estero/; Ruggeri, “La Corte aziona l’arma dei “controlimiti” e, facendo un uso alquanto singolare delle categorie processuali, sbarra le porte all’ingresso in ambito interno di norma internazionale consuetudinaria (a margine di Corte cost. n. 238 del 2014)”, in http://www.diritticomparati.it/2014/11/la-corte-aziona-larma-dei-controlimiti-e-facendo-un-uso-alquanto-singolare-delle-categorie-processua.html.
Scritto in: immunità Stati esteri | in data: 7 dicembre 2014 | Parole Chiave: // azione giurisdizionale // crimini Crimini di guerra e contro l’umanità: no all’immunità degli Stati dalla giurisdizione civile
Scritto in: immunità Stati esteri | in data: 24 ottobre 2014 | Parole Chiave: // crimini di guerra « Post precedenti

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art.19
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza