Source: http://albamediterranea.blogspot.com/2017/11/disobbedienza-civile-ed-obbiezione.html
Timestamp: 2018-10-22 05:35:08+00:00

Document:
AlbaMediterranea: DISOBBEDIENZA CIVILE ED OBBIEZIONE FISCALE
Percorso da seguire nell’ azione di opposizione alle richieste di pagamento di Equitalia o qualsiasi altra amministrazione dello Stato che dovesse accampare pretese.
Della prova che Voi siete i detentori dell’originalità del debito, del documento contratto autentico, primigenio, autografo da cui scaturisce la validità negoziale.
Della prova che questo importo non sia stato venduto a Voi da “Altri”.
Del contratto della eventuale cessione del credito.
Delle fatture registrate a bilancio che dimostrano l’autenticità del debito e a chi è dovuto originariamente (Non si accetta per valida la semplice dichiarazione).
Degli eventuali contratti e delle convenzioni successive (se ve ne sono).
Di tutta la documentazione attestante il calcolo degli interessi, delle more, delle spese totali.
Di ogni altra motivazione legale del preteso credito e la documentazione che il valore in denaro/banconote esisteva in forma fisica e legale nelle vostre casse prima della mia richiesta.
Del foglio di registrazione di contabilità riportante la "dimostrazione effettiva” della “perdita” derivante dalla mia azione di pretesa “insolvenza”.
Della prova inconfutabile ed inappellabile che la moneta legale in circolazione utilizzata per fornire quel cosiddetto “credito”, di cui si richiede ora la restituzione, sia, e fosse, supportata ed estrinsecata legalmente e giuridicamente da solido ed effettivo controvalore reale che ne dimostri la effettiva ed inoppugnabile “perdita”, e quindi l’odierna pretesa.
Di fornire prova giuridica che dimostri il valore intrinseco della moneta euro e la sua capacità di misurare il valore di alcunché.
qualsiasi contatto fosse comunicato in modalità improprie sarà respinto;
non fornendomi tutte le informazioni richieste entro e non oltre la data del ……. … per tacito assenso/consenso si riterrà accettato che il da voi preteso “debito” non esiste/sussiste.
A fronte di presentazione documentale parziale questa sarà ritenuta inesistente, nulla e respinta.
Qualora la documentazione richiesta non sia fornita all’atto della citazione a protocollo ……… questa venga dichiarata inesistente e/o annullata e non si richieda mia presenza presso il giudice di pace.
VI ARRIVERÀ UN SECONDO SOLLECITO
Infatti ci risulta che l’art. 3 comma 130 ( e non 129) della legge 662\1996 afferma genericamente che vengono abrogate le norme in contrasto con quanto previsto all’art. 129 della stessa legge 662\96,
e leggendo quanto previsto dall’art. 129 e 130, si comprende facilmente che i suddetti articoli
- richiamando le modalità di affidamento degli incarichi dirigenziali previste
dall’art. 19 comma 3 del dlgs 29\1993 – trasfuse nell’art. 19 comma 3 del dlgs 165\01,
non fanno altro che confermare quanto era stato previsto all’art. 17 della legge 146\80.
ossia gli incarichi di direzione di strutture articolate al loro interno in uffici dirigenziali generali e quelli di livello equivalente, sono conferiti ai dirigenti in servizio con le modalità previste dall’art. 23 dello stesso decreto, e che solo una residua parte pari
ad appena il 5% dell’organico dirigenziale - tramite procedure di Interpello - possa essere conferito a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale
non rinvenibile nei ruoli dell’Amministrazione, che abbiano svolto attivita in organismi ed enti pubblici o privati, ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali in possesso di specifiche qualità professionali, ed esclusivamente con contratto a tempo determinato e per un periodo non superiore a tre anni, caratteristiche che ci risulta la S.V. non abbia mai posseduto
Dette disposizioni non fanno che rafforzare quanto era stato previsto dall’art. 17 della legge 146\1980, dove si prevedeva che nell’affidamento degli incarichi di direzione degli uffici finanziari, dovesse venire rispettato il cosi detto
“ Principio Gerarchico “ garantito oltre che dall’art. 97 e dall’art. 98 della Costituzione
dal dpr 246\1948 ( art. 5 ) e
dal dpr 3\1957 ( art. 16 e 31 )
dall’art. 20 e 55 del dpr 266\87
dove si prevede che solo i Dirigenti possono sottoscrivere gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, e che in assenza del Dirigente la direzione dell’ufficio debba essere affidata a colui che ricopre il grado gerarchico piu’ elevato tra quelli individuati dall’art. 2095 del codice civile, ossia da coloro che appartengono alla Categoria dei Quadri, istituita con la legge 190\1985, riservata al personale a suo tempo inquadrato nella 9° qualifica funzionale qualifica ( la 9°), istituita ai sensi del d.l. 9\86 convertito nella legge 78\86.
Modalità di conferimento di incarichi Dirigenziali confermate anche dall’art. 4 del d.l. 97\2008 convertito nella legge 129\08 che aveva “ Autorizzato” per il completamento del programma di cui alla legge ( costituzionale) 296\2006 art. 1 comma 481, ( in combinato disposto con il D.M 19.04.2007 ( G.U. 123 del 29.05.07)
– addirittura “ l’integrale utilizzo della graduatoria “ di tutti coloro che avevano partecipato a tutti i concorsi per la Dirigenza. indetti negli ultimi venti anni .
Questa singolare previsione ( peraltro disattesa) avrebbe permesso di ottemperare a quanto previsto dalla legge 127\1997 art. 17 comma 81,82 e 137, dove si prevedeva la restituzione d’ufficio ai propri ruoli dirigenziali di legittima appartenenza dei Dirigenti presenti nelle Agenzie Fiscali della penisola e nelle isole, ossia la restituzione ai ruoli dirigenziali nei quali erano stati inquadrati nel momento della loro assunzione in servizio effettuata con l’approvazione della graduatoria dei vincitori del concorso, sottoscritta dal Ministro delle Finanze ai sensi dell’art. 10 della legge 397\1975 .
La restituzione dei Dirigenti del Ministero delle Finanze ai ruoli di legittima appartenenza, avrebbe sanato quella terribile illegalità denunciata dal Tar del Lazio con la richiamata sentenza n. 6884 del 1° Agosto 2011, dove si afferma che su un organico di 1200 dirigenti circa 800 sono dei semplici impiegati a cui e’ stato conferito un incarico “dirigenziale fiduciario”incostituzionale”, incostituzionalità rilevata anche dalla Corte dei Conti con sentenza n. 165 del 24.03.2009.
Gli 800 “ incarichi fiduciari “ conferiti a semplici impiegati, di qualifica inferiore alla ex 9° qualifica, oltre ad essere stati attribuiti in violazione dei principi sanciti dalla Costituzione,
Dirigenti del Ministero dell’Economia e Finanze, che avrebbero dovuto essere restituiti
“ d’ufficio “ai ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza, al pari dei Segretari Comunali restituiti ai ruoli dirigenziali dalla data di entrata in vigore della legge 127\97 che all’art. 17 comma 82 aveva soppresso le norme che li avevano erroneamente inquadrati nella 9° qualifica Funzionale, ed esteso la stessa previsione anche alle altre Amministrazioni dello Stato ai sensi del Comma 137 dell’art. 17 della legge 127\97.
Restituzione d’ufficio ( ai ruoli dirigenziali del Ministero delle Finanze ) riservata ai soli Conservatori dei Registri Immobiliari, anche loro assunti nei ruoli dirigenziali della stessa Carriera Direttiva Ordinaria e individuati nella tabella VI quadro I annesso al dpr 748\72, la cui appartenenza ai ruoli della Carriera Direttiva Ordinaria era stata confermata dall’art. 9 della legge 22\1983.
Appare evidente che retrocedere in carriera i Dirigenti per poi farli partecipare ad un Secondo concorso che ha consentito a soli 163 Dirigenti, il recupero del proprio Titolo Giuridico, è servito non solo a lasciare fuori dal proprio ruolo oltre mille dirigenti , ma anche ad attribuire con “Incarichi Fiduciari “ le competenze dei mille Dirigenti a semplici impiegati, impiegati a cui viene attribuito lo stipendio da dirigente, ricco stipendio ottenuto illecitamente che serve a tenerlo legato a quella consorteria che gestisce nella totale illegalità il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
I funzionari delle varie amministrazioni statali sanno benissimo che seguitando nella loro pretesa rischiano grosso, dai dieci ai vent’anni di galera più annessi e connessi. Tutta questa documentazione è stata messa a punto con anni di duro lavoro, pazienti e scientifiche ricerche e certosina applicazione, pochissimi avvocati sarebbero in condizione di prestarvi una simile consulenza, e qualora lo fossero la parcella sarebbe esorbitante… Noi di AlbaMediterranea vi mettiamo a disposizione il frutto del nostro lavoro, dei nostri colleghi e sodali gratuitamente… non svilitelo… e soprattutto date a tutti quelli che ne ha bisogno un aiuto tangibile di solidarietà fraterna. Per parte nostra vi chiediamo di partecipare alle altre iniziative che via via metteremo in atto.. poi, se vi avanza qualche spicciolo e volete fare una donazione, secondo le vostre possibilità, ve ne saremo grati.
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References: art. 5
 art. 16
 art. 1
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