Source: http://roma.sentenze.ilcaso.it/codice_societario/2484
Timestamp: 2019-11-18 09:52:13+00:00

Document:
Art. 2483
Art. 2484
I. Le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata si sciolgono:
[I bis]. (1)
II. La società inoltre si scioglie per le altre cause previste dalla legge; in queste ipotesi le disposizioni dei seguenti articoli si applicano in quanto compatibili.
III. Gli effetti dello scioglimento si determinano, nelle ipotesi previste dai numeri 1), 2), 3), 4) e 5) del primo comma, alla data dell'iscrizione presso l'ufficio del registro delle imprese della dichiarazione con cui gli amministratori ne accertano la causa e, nell'ipotesi prevista dal numero 6) del medesimo comma, alla data dell'iscrizione della relativa deliberazione.
IV. Quando l'atto costitutivo o lo statuto prevedono altre cause di scioglimento, essi devono determinare la competenza a deciderle od accertarle, e ad effettuare gli adempimenti pubblicitari di cui al precedente comma.
(1) L'art. 3 d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, aveva inserito il comma 1-bis, poi decaduto, in sede di conversione con l. 24 marzo 2012, n. 27. Il comma recitava: «La società semplificata a responsabilità limitata si scioglie, oltre che i motivi indicati nel primo comma, per il venir meno del requisito di età di cui all'articolo 2463-bis, in capo a tutti i soci».
Società per azioni – Amministratori non esecutivi – Segnali di allarme – Obbligo di agire informati – Sussistenza
Società per azioni – Amministratori non esecutivi – Segnali di allarme – Obbligo di agire informati – Violazione – Responsabilità – Sussistenza
Società per azioni – Obbligo di gestione conservativa ex art. 2486 c.c. – Responsabilità anche per omissione – Sussistenza
Violazione dell’obbligo di gestione conservativa ex art. 2486 c.c. – Quantificazione del danno – Criterio dei netti patrimoniali – Applicabilità.
A seguito della riforma del 2003 gli amministratori privi di deleghe non sono più gravati da un generale potere-dovere di vigilanza, ma rimangono pur sempre tenuti all’adempimento degli obblighi previsti dall’art. 2381, commi 3° e 6°, c.c., e dunque ad agire sulla base delle informazioni fornite dagli amministratori delegati ovvero, in mancanza, a sollecitare tali informazioni quando avrebbero dovuto rilevare, secondo la diligenza propria della carica, la presenza di segnali di allarme.
Incorre in responsabilità l’amministratore non esecutivo che, avendo avuto contezza dell’emersione di progressive perdite di esercizio della società, non dimostri di essersi attivato per ottenere dagli amministratori delegati informazioni sulla gestione né di aver sollecitato gli stessi amministratori delegati all’adozione di idonei rimedi (i provvedimenti previsti dagli artt. 2484, 2485 e 2486 c.c.) per impedire il compimento di atti pregiudizievoli, ovvero per eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose.
La violazione dell’art. 2486, comma 1°, c.c. non deriva esclusivamente dal compimento di operazioni “attive” e “nuove” in contrasto con il dovere di gestire la società ai soli fini di conservare l’integrità e il valore del patrimonio sociale, ma può scaturire anche dal mancato svolgimento di operazioni necessarie al fine della conservazione della situazione patrimoniale sociale, e segnatamente dall’omessa assunzione di misure volte a ridurre le perdite eventualmente registrate dalla società.
In caso di violazione dell’obbligo di gestione conservativa sancito dall’art. 2486 c.c., ai fini della quantificazione del danno arrecato alla società è utilizzabile in via equitativa il criterio – oggi specificamente riconosciuto anche dal legislatore al nuovo terzo comma dell’articolo 2486 c.c. (entrato in vigore il 16 marzo 2019) - dei “netti patrimoniali”, che prevede il raffronto tra il patrimonio netto della società al momento del verificarsi della causa di scioglimento e quello al momento dell’apertura della procedura concorsuale. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Appello Milano, 10 Giugno 2019. Segue...
Diritto comunitario – Direttiva – Armonizzazione delle discipline nazionali – Termine di recepimento – Legiferazione in buona fede – Normativa contrastante – Disapplicazione.
Nel periodo di decorrenza del termine di recepimento di una direttiva comunitaria, gli Stati membri, in applicazione del generale principio di buona fede, non possono adottare atti o norme in contrasto con la direttiva medesima; delle eventuali norme nazionali medio tempore approvate va fornita una lettura costituzionalmente orientata in modo da rendere applicabile in concreto il principio o la regola comunitaria (c.d. effetti utili); le eventuali norme interne invece incompatibili con i principi posti dalla direttiva devono essere disapplicate. (Corrado Grillo) (riproduzione riservata) Appello Roma, 21 Febbraio 2019. Segue...
Banche e intermediari finanziari - Risoluzione - Cessione di azienda bancaria di ente in risoluzione - Cessione di attività e passività - Effetti sui giudizi pendenti - Successione a titolo particolare - Fattispecie relativa alla cessione di Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A..
In caso di cessione di azienda bancaria ai sensi dell'art. 43 del D.Lgs. n. 180 del 2015 (Risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento), che abbia ad oggetto attività e passività della banca in risoluzione, con riferimento ai giudizi pendenti in cui si parte la cedente, ove non si verifichi l'estinzione della banca cedente non si può parlare di cessione a titolo universale ai sensi dell'art. 110 c.p.c., trattandosi invece di successione a titolo particolare ex art. 111 c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 28 Aprile 2017. Segue...
Concordato preventivo - Riduzione o perdita del capitale sociale delle società in crisi - Applicazione ai concordati liquidatori e con continuità aziendale - Effetti limitati dalla domanda alla omologazione.
La disposizione di cui all'articolo 182 sexies L.F., relativa agli obblighi di riduzione o perdita del capitale sociale, si applica ai concordati liquidatori ed a quelli con continuità aziendale e spiega la sua efficacia dalla data del deposito della domanda di concordato sino alla sua omologazione, dopo di che, ovvero dopo il passaggio in giudicato del decreto di omologazione, trovano nuovamente piena applicazione le norme in tema di riduzione del capitale sociale per perdite, di obblighi degli amministratori e di operatività della causa di scioglimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 03 Dicembre 2014. Segue...
Responsabilità degli amministratori - Causa di scioglimento della società - Automatica cessazione di qualsiasi attività - Esclusione - Prosecuzione di attività relative a contratti in essere - Natura eccezionale fino alla nomina dei liquidatori.
Il verificarsi di una causa di scioglimento della società non comporta di per sé automaticamente la cessazione di qualsiasi attività da parte della società, a maggior ragione se si tratta di attività in corso di esecuzione sulla base di contratti in essere; quindi, pur evidentemente non potendosi ritenere che gli amministratori possano continuare ad impegnare la società in nuove attività, preordinate in modo autonomo al conseguimento di utile sociale, si deve ritenere che, pur in presenza di una causa di scioglimento della società, gli amministratori possano, eccezionalmente e fino al passaggio di consegne con i liquidatori (art. 2487-bis c.c.), compiere quelle attività che siano strettamente e direttamente finalizzate alla conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio, rischiando in contrario, in caso di immediato e totale arresto dell’attività sociale, di esporre la società ad azioni risarcitorie da parte di committenti o in genere delle controparti di contratti in essere. Peraltro dal combinato disposto dagli artt. 2485, comma 1, e 2486, comma 1, c.c. è evidente che questa eccezionale prorogatio dei poteri gestori in capo agli amministratori non può essere di durata illimitata o rimessa all’iniziativa dell’amministratore, ma è ragionevolmente ipotizzabile solo in relazione al tempo strettamente necessario per provvedere alla nomina del liquidatore, previa convocazione senza indugio di apposita assemblea, così come imposto all’amministratore dall’art. 2487 c.c.: detto articolo prevede che la convocazione dell’assemblea debba avvenire contestualmente all’accertamento della causa di scioglimento, accertamento che appunto deve avvenire senza indugio al pari della iscrizione ex art. 2484, comma 3, c.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19 Novembre 2014. Segue...
Società di capitali - Scioglimento - Permanenza del collegio sindacale sino alla cancellazione.
Anche una società che versi in stato di scioglimento legale deve essere dotata per legge di collegio sindacale restando i sindaci in carica fino alla cancellazione della società e, quindi, per tutta la durata della liquidazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21 Luglio 2014. Segue...
Società di capitali - Scioglimento di liquidazione - Iscrizione del registro delle imprese - Efficacia costitutiva - Nomina del liquidatore.
Ai sensi dell'articolo 2484 c.c., gli effetti dello scioglimento della società deciso dall'assemblea si producono dal momento dell'iscrizione della relativa delibera nel registro delle imprese, momento dal quale, ai sensi dell'articolo 2487 bis c.c., produce i suoi effetti anche la nomina dei liquidatori, iscrizione che assolve dunque ad una funzione costitutiva. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 17 Giugno 2014. Segue...
Società - Delibera assembleare - Abuso della deliberazione - Uso della regola di maggioranza non conforme ai limiti desumibili da principi impliciti o espressi nell'ordinamento - Perseguimento di interessi divergenti da quelli societari - Lesione dei diritti del singolo partecipante - Fattispecie in tema di scioglimento.
Nonostante non esista una norma che identifichi espressamente una fattispecie di abuso delle deliberazioni assembleari, tuttavia la stessa è ammissibile per indicare un uso della regola di maggioranza non conforme ai limiti della sua applicazione che siano desumibili da un principio implicito dell'ordinamento oppure da un enunciato normativo espresso da una clausola generale. La deliberazione di scioglimento di una società che sia stata adottata dai soci nelle forme legali e con le maggioranze prescritte, può essere invalidata, sotto il profilo dell'abuso o eccesso di potere, quando risulti arbitrariamente e fraudolentemente preordinata dai soci maggioritari al perseguimento di interessi divergenti da quelli societari ovvero alla lesione dei diritti del singolo partecipante (come nel caso in cui lo scioglimento sia indirizzato soltanto all'esclusione del socio); all'infuori di tali ipotesi, resta preclusa ogni possibilità di sindacato in sede giudiziaria sui motivi che hanno indotto la maggioranza alla suddetta decisione, non potendosi ritenere sussistente un interesse giuridicamente tutelato del socio alla conservazione del proprio status. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Giugno 2014. Segue...
Cause di scioglimento obbligatorio delle società di capitali – Impossibilità di funzionamento della società – Continua inattività dell’assemblea – Art. 2484 c.c. – Accertamento giudiziale della causa di scioglimento della società – Diritti indisponibili – Interesse generale della società – Interesse generale di tutela dei terzi..
La controversia avente ad oggetto l’accertamento della verificazione di una delle cause di scioglimento obbligatorio previste dalla legge, ex art. 2484 c.c., non verte in materia di diritti disponibili, in quanto trascende all’evidenza l’interesse personale dei soci, coinvolgendo invece interessi di carattere generale facenti capo direttamente alla società nonché interessi generali di tutela dei terzi. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Aprile 2013. Segue...
Cause di scioglimento obbligatorio delle società di capitali – Impossibilità di funzionamento della società – Continua inattività dell’assemblea – Art. 2484 c.c. – Iscrizione della causa di scioglimento della società – Accertamento giudiziale della causa di scioglimento della società..
L’iscrizione nel registro delle imprese della causa di scioglimento della società ex art. 2484 c.c. è di competenza degli amministratori e non dei soci i quali, qualora i primi non provvedano, possono solo adire il tribunale perché accerti il verificarsi della causa di scioglimento e ne ordini l’iscrizione. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Aprile 2013. Segue...
Cause di scioglimento obbligatorio delle società di capitali – Impossibilità di funzionamento della società – Continua inattività dell’assemblea – Art. 2484 c.c. – Accertamento giudiziale della causa di scioglimento della società – Convocazione dell’assemblea e approvazione del bilancio successivi al ricorso – Cessazione materia del contendere..
Nel procedimento per l’accertamento della verificazione della causa di scioglimento di s.r.l. per impossibilità di funzionamento e/o continuata inattività dell’assemblea ex art. 2484, comma 1, n. 3 c.c., determinano cessazione della materia del contendere la convocazione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio di esercizio e l’avvenuta approvazione dello stesso, seppur ciò sia stato compiuto successivamente alla notifica del ricorso. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Aprile 2013. Segue...
Cause di scioglimento obbligatorio delle società di capitali – Impossibilità di funzionamento della società – Continua inattività dell’assemblea – Art. 2484 c.c. – Accertamento giudiziale della causa di scioglimento della società – Mancata convocazione dell’assemblea per un tempo rilevante – Impossibilità di ricorso al tribunale – Convocazione su richiesta dei soci – Deliberazione sulla base di progetto o relazione predisposti dagli amministratori – Art. 2367 c.c...
In materia di cause di scioglimento della società, può integrare la causa di scioglimento ex art. 2484 I co. n. 3 c.c. la mancata convocazione dell’assemblea per un tempo rilevante allorquando non sia possibile ai soci, nel caso di inerzia dell’organo amministrativo, far intervenire in sostituzione il tribunale ex art. 2367 c.c., come è nel caso di argomenti sui quali l’assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o relazione da essi predisposta, come nel caso dell’approvazione del bilancio. (Vincenzo Cannarozzo, Federico Mincao) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09 Aprile 2013. Segue...
Iscrizione d'ufficio nel registro delle imprese di una causa di scioglimento di società di capitali - Esclusione..
Non è possibile procedere all’iscrizione d’ufficio nel registro delle imprese di una causa di scioglimento di società di capitali poichè l’accertamento giudiziale delle cause di scioglimento, nel caso di inerzia degli amministratori, è disciplinato dagli artt. 2484 e ss. c.c. e non è alternativamente ipotizzabile, stante la tassativa indicazione della norma, espressamente riservata alla società semplice, alla società in nome collettivo ed alla società in accomandita semplice, l’applicazione analogica alle società di capitali della procedura di cui all’art. 3 DPR 23.7.2004 n. 247. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 06 Agosto 2012. Segue...
Società per azioni - Scioglimento - Previsione statutaria - Mancata indicazione dell'organo competente a decidere o ad accertare la causa di scioglimento - Distinzione tra cause soggette a deliberazione e cause soggette a mero accertamento - Conseguenze..
Qualora l’atto costitutivo o lo statuto di una società per azioni preveda, ai sensi dell’art. 2484, comma 1, n. 7 c.c., specifiche cause di scioglimento della società senza determinare l’organo competente a deciderle od accertarle, occorre distinguere tra cause di scioglimento di previsione esclusivamente statutaria, che debbono essere sottoposte a “deliberazione” da parte di un organo sociale in quanto presuppongono una manifestazione di volontà, e cause per le quali si impone un mero “accertamento” da parte degli organi gestori. Con la conseguenza che, mentre nelle ipotesi di scioglimento sottoposte al potere deliberativo di un organo sociale – e quindi con inevitabili spazi per valutazioni di per sé discrezionali –, è necessaria una puntuale indicazione del soggetto deputato ad operare siffatte scelte di natura volitiva, nelle situazioni in cui si tratta soltanto di prendere atto dell’intervenuta causa di scioglimento, riprende applicazione, pur nel silenzio dello statuto, la regola generale codificata nell’art. 2485, comma 1, c.c., a tenore della quale è imposto senz’altro agli amministratori di “accertare” senza indugio il verificarsi di una causa di scioglimento della società, sicché, nel caso di loro inerzia, compete al tribunale di adottare il decreto di cui all’art. 2485, comma 2, c.c.. (Salvatore Nicolosi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 11 Giugno 2012. Segue...
Società a responsabilità limitata - Omesso accertamento di una causa di scioglimento della società - Accertamento da parte del tribunale su articolo 2485 c.c. - Adozione di provvedimenti conseguenti - Condizioni..
Ai sensi dell'art. 2485, comma 2, c.c., nell’ipotesi in cui gli amministratori omettano di accertare il verificarsi di una causa di scioglimento e di adottare immediatamente i provvedimenti consequenziali, il tribunale può essere adito da soci, amministratori e sindaci, esclusivamente per l’accertamento della presenza della causa di scioglimento, e può altresì essere adito qualora, successivamente alla declaratoria giudiziale della causa di scioglimento, gli amministratori non provvedano a convocare l’assemblea per l’adozione dei provvedimenti idonei a rimuovere detta causa o per la nomina dei liquidatori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Salerno, 03 Maggio 2012. Segue...
Scioglimento della società - Omesso deposito dei bilanci - In attività dell'assemblea - Causa di scioglimento - Sussistenza..
Può considerarsi verificata la causa di scioglimento della società di cui all'articolo 2484, n. 3, c.c. qualora la società non provveda al deposito dei bilanci e l'assemblea rimanga a lungo inattiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 24 Giugno 2011. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Cessazione - Chiusura del fallimento - In genere - Società - Chiusura del fallimento - Effetti - Estinzione - Esclusione - Conseguenze - Accantonamento per pendenza di insinuazione tardiva - Restituzione alla società - Fondamento.
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari (accertamento del passivo) - Ammissione al passivo - Dichiarazioni tardive - Società - Chiusura del fallimento - Effetti - Estinzione - Esclusione - Conseguenze - Accantonamento per pendenza di insinuazione tardiva - Restituzione alla società - Fondamento..
La chiusura del fallimento di una società per ripartizione finale dell'attivo od insufficienza tale da impedire l'utile continuazione della procedura, disposta ai sensi dell'art. 118 legge fallimentare previgente, applicabile "ratione temporis", non ne determina l'estinzione, sia perché con essa non si produce indefettibilmente la definizione di tutti i rapporti che fanno capo alla società, sia perchè si verifica, con la fine dello "spossessamento", il riacquisto della libera disponibilità dei propri beni da parte del fallito. Ne consegue che quando la chiusura del fallimento sia avvenuta prima del passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio di insinuazione tardiva di un credito, l'accantonamento a tal fine disposto costituisce un residuo attivo del patrimonio sociale, da restituire alla società. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Aprile 2010, n. 9723. Segue...
Società – Cause di scioglimento – Inattività e impossibilità di funzionamento dell’assemblea – Deliberazioni necessarie dell’assemblea straordinaria – Rilevanza – Deliberazioni dell’assemblea straordinaria – Irrilevanza.
Società – Cause di scioglimento – Inattività e impossibilità di funzionamento dell’assemblea – Mancata approvazione del bilancio – Valutazione del contesto generale – Partecipazione paritetica dei soci – Fattispecie..
Le ipotesi di scioglimento della società di cui all’art. 2484, comma 1, n. 3, codice civile, costituite dalla inattività e dalla impossibilità di funzionamento dell’assemblea, si riferiscono alle cd. deliberazioni necessarie proprie dell’assemblea ordinaria e non a quelle dell’assemblea straordinaria, quali quelle relative alla ri-capitalizzazione della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Ai fini dell’accertamento della sussistenza di una causa di scioglimento di una società, non è tanto rilevante le quante volte il bilancio non sia stato approvato dall’assemblea, quanto il contesto generale – da valutarsi caso per caso – nel quale il blocco del funzionamento degli organi del sodalizio si sia verificato. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che la causa di scioglimento fosse individuabile in una situazione di stallo, riconducibile alla partecipazione paritetica di due soci in forte dissidio tra loro, che ha provocato la ripetuta inutile convocazione del cda e dell’assemblea, la presentazione di due distinti progetti di bilancio, la risoluzione degli accordi parasociali). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 17 Dicembre 2009. Segue...
Società - Di persone fisiche - Società in nome collettivo - Scioglimento - In genere - Estinzione del precedente soggetto e nascita di un nuovo soggetto giuridico - Esclusione - Mera modifica del'oggetto sociale - Continuità degli effetti degli atti compiuti - Sussistenza - Fattispecie. .
La messa in liquidazione di una società non determina un mutamento della personalità giuridica della stessa, nè tantomeno la sostituzione di un soggetto di diritto ad un altro, ma semplicemente la modifica dell'oggetto sociale, che, per effetto della liquidazione, è ora diretto alla liquidazione dell'attivo ed alla sua ripartizione tra i soci, previa soddisfazione dei creditori sociali; pertanto, vi è continuità tra la società prima e dopo la messa in liquidazione, sì che gli atti compiuti prima di essa continuano a produrre effetti e ad essere giuridicamente vincolanti nei confronti della società. (Sulla base dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito, la quale - ritenendo esistente un nuovo soggetto giuridico in virtù della messa in liquidazione di una s.n.c. - aveva dichiarato cessata la materia del contendere in ordine all'impugnazione di una delibera assembleare di utilizzo del finanziamento del socio dissenziente a copertura delle perdite e di una delibera di aumento del capitale, nonchè in ordine alla domanda del socio di revoca dell'amministratore e di risarcimento del danno dal medesimo cagionato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Dicembre 2008, n. 29776. Segue...

References: Art. 2484
 art. 2486
 art. 2486
 art. 111
 art. 2484
 Art. 2484
 art. 2484
 Art. 2484
 art. 2484
 Art. 2484
 art. 2484
 Art. 2484
 Art. 2367
 art. 2484
 art. 2367
 articolo 2485
 sentenza 
 sentenza