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Timestamp: 2020-08-05 17:16:49+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25682 del 14/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25682 del 14/12/2016
Cassazione civile, sez. trib., 14/12/2016, (ud. 04/11/2016, dep.14/12/2016), n. 25682
sul ricorso 16488-2010 proposto da:
STIA STUDIO TECNICO INGG. G. SRL in persona del Liquidatore
pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA G. PALUMBO 26,
presso lo studio EP SPA, rappresentato e difeso dagli avvocati UGO
GAETA, CARLO GAETA giusta delega a margine;
avverso la sentenza n. 85/2009 della COMM. TRIB. REG. DELLA CAMPANIA
depositata il 06/05/2009;
udito per il ricorrente l’Avvocato NICOLAIS per delega dell’Avvocato
GAETA CARLO che ha chiesto l’accoglimento;
RITENUTO IN FATO
La società S.T.I.A. studio tecnico ingg. G. srl in liquidazione, in persona del liquidatore Dott. P.L., ricorre per la cassazione della sentenza della CTR della Campania, n. 85/52/09 dep. il 6 maggio 2009, che, in riforma della sentenza di primo grado, ha accolto l’appello dell’Ufficio in ricorso avverso cartella esattoriale (per Irpeg e Ilor anno 1988) con la quale Gest Line s.p.a., per conto dell’Agenzia delle entrate, ha iscritto a ruolo le rate non versate a seguito di istanza di definizione L. n. 289 del 2002, ex art. 16. In particolare la CTR ha disatteso l’eccezione dedotta dalla società in relazione agli effetti della sentenza favorevole alla contribuente della Corte di cassazione, intervenuta in data successiva alla presentazione del condono, che ha prodotto la definitiva estinzione del processo.
1. Col primo motivo del ricorso S.T.I.A. studio tecnico ingg. G. s.r.l. deduce violazione dell’art. 112 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 4, per non avere la CTR pronunciato su tutta la domanda e in particolare sul motivo di duplicazione dell’imposizione D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 67;
2. col secondo motivo si denunzia insufficiente motivazione su un fatto controverso e decisivo, rappresentato dal giudicato della cassazione sulla validità del condono e conseguente duplicazione dell’imposizione.
3. Entrambi i motivi, che possono per questo essere esaminati congiuntamente, sono soggetti ad una comune declaratoria di inammissibilità per mancanza del quesito di diritto. Trattandosi di ricorso per cassazione proposto nei confronti di provvedimento pubblicato dopo il 2 marzo 2006 e prima del 4 luglio 2009, deve infatti trovare applicazione l’art. 366 – bis c.p.c., inserito dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, art. 6, (abrogato dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 47, lett. d), applicabile, per espressa previsione dell’art. 58 della stessa legge, alle controversie nelle quali il provvedimento impugnato è stato pubblicato o depositato dopo il 4 luglio 2009), a tenore del quale “Nei casi previsti dall’art. 360, comma 1, nn. 1), 2), 3) e 4), l’illustrazione di ciascun motivo si deve concludere, a pena di inammissibilità, con la formulazione di un quesito di diritto. Nel caso previsto dall’art. 360, comma 1, n. 5), l’illustrazione di ciascun motivo deve contenere, a pena di inammissibilità, la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione si assume omessa o contraddittoria, ovvero le ragioni per le quali la dedotta insufficienza della motivazione la rende inidonea a giustificare la decisione (cfr. ex multis Cass. n. 30640 del 2011; S.U. 11652/08; 16528/08).
1. Il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile.
2. Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate in dispositivo.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna la ricorrente al pagamento delle spese, liquidate in Euro 3.200,00, oltre spese prenotate a debito.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 16
 sentenza 
 art. 67
 art. 6
 art. 47
 Cass.