Source: http://www.editrice-edis.it/index/rivista/atti-legislativi-o-regolamentari-decreto-legislativo-1-marzo-2018-n-21-gazzetta-ufficiale-n-68-del-22-marzo-2018-disposizioni-di-attuazione-del-principio-di-delega-della-riserva-di-codice-nella-materia-penale-a-norma-dell-articolo-1-comma-85-lettera-q-della-legge-23-giugno-2017-n-103/ZWRpc19ibHQ=/NDE3OTk=.html
Timestamp: 2020-05-25 19:35:35+00:00

Document:
DECRETO LEGISLATIVO 1 marzo 2018, n. 21.
(Gazzetta Ufficiale n. 68 del 22 marzo 2018)
1. Dopo l'articolo 3 del Codice penale, approvato con regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, è inserito il seguente:
"Art. 3-bis. (Principio della riserva di Codice) - Nuove disposizioni che prevedono reati possono essere introdotte nell'Ordinamento solo se modificano il Codice penale ovvero sono inserite in leggi che disciplinano in modo organico la materia.".
a) dopo l'articolo 289-bis è inserito il seguente:
"Art. 289-ter. (Sequestro di persona a scopo di coazione) - Chiunque, fuori dei casi indicati negli articoli 289-bis e 630, sequestra una persona o la tiene in suo potere minacciando di ucciderla, di ferirla o di continuare a tenerla sequestrata al fine di costringere un terzo, sia questi uno Stato, una organizzazione internazionale tra più governi, una persona fisica o giuridica o una collettività di persone fisiche, a compiere un qualsiasi atto o ad astenersene, subordinando la liberazione della persona sequestrata a tale azione od omissione, è punito con la reclusione da 25 a 30 anni.
Si applicano i commi 2, 3, 4 e 5 dell'articolo 289-bis.
Se il fatto è di lieve entità si applicano le pene previste dall'articolo 605 aumentate dalla metà a 2/3.";
b) al comma 2 dell'articolo 388, dopo le parole: "a chi elude" sono inserite le seguenti: "l'ordine di protezione previsto dall'articolo 342-ter del Codice civile, ovvero un provvedimento di eguale contenuto assunto nel procedimento di separazione personale dei coniugi o nel procedimento di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ovvero ancora";
c) dopo l' articolo 570 è inserito il seguente:
"Art. 570-bis. (Violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio) - Le pene previste dall'articolo 570 si applicano al coniuge che si sottrae all'obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero viola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli.":
d) dopo l'articolo 586 è inserito il seguente:
"Art. 586-bis. (Utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti) - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da 3 mesi a 3 anni e con la multa da € 2.582 a € 51.645 chiunque procura ad altri, somministra, assume o favorisce comunque l'utilizzo di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive, ricompresi nelle classi previste dalla legge, che non siano giustificati da condizioni patologiche e siano idonei a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo, al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, ovvero siano diretti a modificare i risultati dei controlli sull'uso di tali farmaci o sostanze.
La pena di cui al comma 1 si applica, salvo che il fatto costituisca più grave reato, a chi adotta o si sottopone alle pratiche mediche ricomprese nelle classi previste dalla legge non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo, al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti ovvero dirette a modificare i risultati dei controlli sul ricorso a tali pratiche.
La pena di cui al comma 1 e 2 è aumentata:
Nel caso previsto dal comma 3, lettera c), alla condanna consegue l'interdizione permanente dagli Uffici direttivi del Comitato olimpico nazionale italiano, delle federazioni sportive nazionali, società, associazioni ed enti di promozione riconosciuti dal Comitato olimpico nazionale italiano.
Chiunque commercia i farmaci e le sostanze farmacologicamente o biologicamente attive ricompresi nelle classi indicate dalla legge, che siano idonei a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo, al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti ovvero idonei a modificare i risultati dei controlli sull'uso di tali farmaci o sostanze, attraverso canali diversi dalle farmacie aperte al pubblico, dalle farmacie ospedaliere, dai dispensari aperti al pubblico e dalle altre strutture che detengono farmaci direttamente destinati alla utilizzazione sul paziente, è punito con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da € 5.164 a € 77.468.";
"Capo I-bis
Dei delitti contro la maternità
Art. 593-bis.
Chiunque cagiona a una donna per colpa l'interruzione della gravidanza è punito con la reclusione da 3 mesi a 2 anni.
Chiunque cagiona a una donna per colpa un parto prematuro è punito con la pena prevista dal comma 1, diminuita fino alla metà.
Nei casi previsti dal comma 1 e 2, se il fatto è commesso con la violazione delle norme poste a tutela del lavoro la pena è aumentata.
Art. 593-ter.
Chiunque cagiona l'interruzione della gravidanza senza il consenso della donna è punito con la reclusione da 4 a 8 anni. Si considera come non prestato il consenso estorto con violenza o minaccia ovvero carpito con l'inganno.
Se dai fatti previsti dal comma 1 e 2 deriva la morte della donna si applica la reclusione da 8 a 16 anni; se ne deriva una lesione personale gravissima si applica la reclusione da 6 a 12 anni; se la lesione personale è grave quest'ultima pena è diminuita.
Le pene stabilite dai commi precedenti sono aumentate se la donna è minore degli anni 18.";
f) dopo il comma 2 dell'articolo 601 sono aggiunti i seguenti:
"La pena per il comandante o l'ufficiale della nave nazionale o straniera, che commette alcuno dei fatti previsti dal comma 1 e 2 o vi concorre, è aumentata fino a 1/3.
Il componente dell'equipaggio di nave nazionale o straniera destinata, prima della partenza o in corso di navigazione, alla tratta è punito, ancorchè non sia stato compiuto alcun fatto previsto dal comma 1 o 2 o di commercio di schiavi, con la reclusione da 3 a 10 anni.";
1) al comma 1, il 2° periodo è soppresso;
"Chiunque svolge opera di mediazione nella donazione di organi da vivente al fine di trarne un vantaggio economico è punito con la reclusione da 3 a 8 anni e con la multa da € 50.000 a € 300.000.
Se i fatti previsti dai precedenti commi sono commessi da persona che esercita una professione sanitaria, alla condanna consegue l'interdizione perpetua dall'esercizio della professione.";
h) all'articolo 602-ter, alinea, dopo la parola: "601", sono inserite le seguenti: "comma 1 e 2";
i) al Capo III del Titolo XII del Libro II, dopo l'articolo 604 è inserita la seguente Sezione:
"Sezione I-bis
Propaganda e istigazione a delinquere per motivi
di discriminazione razziale etnica e religiosa
a) con la reclusione fino ad 1 anno e 6 mesi o con la multa fino a € 6.000 chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
b) con la reclusione da 6 mesi a 4 anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
E' vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell'assistenza, con la reclusione da 6 mesi a 4 anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da 1 a 6 anni.
Si applica la pena della reclusione da 2 a 6 anni se la propaganda ovvero l'istigazione e l'incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione, sulla minimizzazione in modo grave o sull'apologia della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello Statuto della Corte penale internazionale.
Le circostanze attenuanti, diverse da quella prevista dall'articolo 98, concorrenti con l'aggravante di cui al comma 1, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a questa e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità di pena risultante dall'aumento conseguente alla predetta aggravante."
2. All'articolo 33-bis, comma 1, del Codice di procedura penale approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447, la lettera l) è sostituita dalla seguente: "l) delitto previsto dall'articolo 593-ter del Codice penale;".
"Art. 452-quaterdecies. (Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti) - Chiunque, al fine di conseguire un ingiusto profitto, con più operazioni e attraverso l'allestimento di mezzi e attività continuative organizzate, cede, riceve, trasporta, esporta, importa, o comunque gestisce abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti è punito con la reclusione da 1 a 6 anni.
Se si tratta di rifiuti ad alta radioattività si applica la pena della reclusione da 3 a 8 anni.
E' sempre ordinata la confisca delle cose che servirono a commettere il reato o che costituiscono il prodotto o il profitto del reato, salvo che appartengano a persone estranee al reato. Quando essa non sia possibile, il Giudice individua beni di valore equivalente di cui il condannato abbia anche indirettamente o per interposta persona la disponibilità e ne ordina la confisca.".
a) dopo le parole: "416-ter" sono inserite le seguenti: ",
452-quaterdecies";
a) dopo l'articolo 493-bis è inserito il seguente:
"Art. 493-ter (Indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento) - Chiunque al fine di trarne profitto per sè o per altri, indebitamente utilizza, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all'acquisto di beni o alla prestazione di servizi, è punito con la reclusione da 1 a 5 anni e con la multa da € 310 a € 1.550. Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trarne profitto per sè o per altri, falsifica o altera carte di credito o di pagamento o qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all'acquisto di beni o alla prestazione di servizi, ovvero possiede, cede o acquisisce tali carte o documenti di provenienza illecita o comunque falsificati o alterati, nonchè ordini di pagamento prodotti con essi.
In caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle Parti a norma dell'articolo 444 del Codice di procedura penale per il delitto di cui al comma 1 è ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, nonchè del profitto o del prodotto, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero quando essa non è possibile, la confisca di beni, somme di denaro e altre utilità di cui il reo ha la disponibilità per un valore corrispondente a tale profitto o prodotto.
Gli strumenti sequestrati ai fini della confisca di cui al comma 2, nel corso delle operazioni di Polizia giudiziaria, sono affidati dall'Autorità giudiziaria agli Organi di polizia che ne facciano richiesta.";
b) dopo l'articolo 512 è inserito il seguente:
"Art. 512-bis. (Trasferimento fraudolento di valori) - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque attribuisce fittiziamente ad altri la titolarità o disponibilità di denaro, beni o altre utilità al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali o di contrabbando, ovvero di agevolare la commissione di uno dei delitti di cui agli articoli 648, 648-bis e 648-ter, è punito con la reclusione da 2 a 6 anni.".
2. All'articolo 33-bis, comma 1, del Codice di procedura penale approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447, la lettera o) è sostituita dalla seguente: "o) delitto previsto dall'articolo 512-bis del Codice penale;".
a) dopo l'articolo 61 è inserito il seguente:
"Art. 61-bis. (Circostanza aggravante del reato transnazionale) - Per i reati puniti con la pena della reclusione non inferiore nel massimo a 4 anni nella commissione dei quali abbia dato il suo contributo un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato la pena è aumentata da 1/3 alla metà. Si applica altresì il comma 2 dell'articolo 416-bis.1.";
b) dopo l'articolo 69 è inserito il seguente:
"Art. 69-bis. (Casi di esclusione del giudizio di comparazione tra circostanze) - Per i delitti di cui all'articolo 407, comma 2, lettera a), numeri da 1) a 6), del Codice di procedura penale le circostanze attenuanti, diverse da quella prevista dall'articolo 98, concorrenti con le aggravanti di cui agli articoli 111 e 112, comma 1, numeri 3) e 4), e comma 2, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste se chi ha determinato altri a commettere il reato, o si è avvalso di altri nella commissione del delitto, ne è il genitore esercente la responsabilità genitoriale ovvero il fratello o la sorella e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità di pena risultante dall'aumento conseguente alle predette aggravanti.";
c) dopo l'articolo 270-bis è inserito il seguente:
"Art. 270-bis.1. (Circostanze aggravanti e attenuanti) - Per i reati commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, punibili con pena diversa dall'ergastolo, la pena è aumentata della metà, salvo che la circostanza sia elemento costitutivo del reato.
Quando concorrono altre circostanze aggravanti, si applica per 1° l'aumento di pena previsto per la circostanza aggravante di cui al comma 1. Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114, concorrenti con l'aggravante di cui al comma 1, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a questa e alle circostanze aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa o ne determina la misura in modo indipendente da quella ordinaria del reato, e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità di pena risultante dall'aumento conseguente alle predette aggravanti.
Per i delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, salvo quanto disposto nell'articolo 289-bis, nei confronti del concorrente che, dissociandosi dagli altri, si adopera per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, ovvero aiuta concretamente l'Autorità di polizia e l'Autorità giudiziaria nella raccolta di prove decisive per l'individuazione o la cattura dei concorrenti, la pena dell'ergastolo è sostituita da quella della reclusione da 12 a 20 anni e le altre pene sono diminuite da 1/3 alla metà.
Quando ricorre la circostanza di cui al comma 3 non si applica l'aggravante di cui al comma 1.
Fuori del caso previsto dal comma 4 dell'articolo 56, non è punibile il colpevole di un delitto commesso per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico che volontariamente impedisce l'evento e fornisce elementi di prova determinanti per la esatta ricostruzione del fatto e per la individuazione degli eventuali concorrenti.";
"Art. 416-bis.1. (Circostanze aggravanti e attenuanti per reati connessi ad attività mafiose) - Per i delitti punibili con pena diversa dall'ergastolo commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, la pena è aumentata da 1/3 alla metà.
Le circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114 concorrenti con l'aggravante di cui al comma 1 non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a questa e le diminuzioni di pena si operano sulla quantità di pena risultante dall'aumento conseguente alla predetta aggravante.
Per i delitti di cui all'articolo 416-bis e per quelli commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni di tipo mafioso, nei confronti dell'imputato che, dissociandosi dagli altri, si adopera per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori anche aiutando concretamente l'Autorità di polizia o l'Autorità giudiziaria nella raccolta di elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l'individuazione o la cattura degli autori dei reati, la pena dell'ergastolo è sostituita da quella della reclusione da 12 a 20 anni e le altre pene sono diminuite da 1/3 alla metà.
Nei casi previsti dal comma 3 non si applicano le disposizioni di cui al comma 1 e 2.".
"Art. 240-bis. (Confisca in casi particolari) - Nei casi di condanna o di applicazione della pena su richiesta a norma dell'articolo 444 del Codice di procedura penale, per taluno dei delitti previsti dall'articolo 51, comma 3-bis, del Codice di procedura penale, dagli articoli 314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, 320, 322, 322-bis, 325, 416, realizzato allo scopo di commettere delitti previsti dagli articoli 453, 454, 455, 460, 461, 517-ter e 517-quater, nonchè dagli articoli 452-quater, 452-octies, comma 1, 493-ter, 512-bis, 600-bis, comma 1, 600-ter, comma 1 e 2, 600-quater.1, relativamente alla condotta di produzione o commercio di materiale pornografico, 600-quinquies, 603-bis, 629, 644, 648, esclusa la fattispecie di cui al comma 2, 648-bis, 648-ter e 648-ter.1, dall'articolo 2635 del Codice civile, o per taluno dei delitti commessi per finalità di terrorismo, anche internazionale, o di eversione dell'ordine costituzionale, è sempre disposta la confisca del denaro, dei beni o delle altre utilità di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito, dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica. In ogni caso il condannato non può giustificare la legittima provenienza dei beni sul presupposto che il denaro utilizzato per acquistarli sia provento o reimpiego dell'evasione fiscale, salvo che l'obbligazione tributaria sia stata estinta mediante adempimento nelle forme di legge. La confisca ai sensi delle disposizioni che precedono è ordinata in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta per i reati di cui agli articoli 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 635-quater, 635-quinquies quando le condotte ivi descritte riguardano 3 o più sistemi.
Nei casi previsti dal comma 1, quando non è possibile procedere alla confisca del denaro, dei beni e delle altre utilità di cui allo stesso comma, il Giudice ordina la confisca di altre somme di denaro, di beni e altre utilità di legittima provenienza per un valore equivalente, delle quali il reo ha la disponibilità, anche per interposta persona.".
"1-quater. Le disposizioni in materia di amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati nonchè quelle in materia di tutela dei terzi e di esecuzione del sequestro previste dal Codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, si applicano ai casi di sequestro e confisca in casi particolari previsti dall'articolo 240-bis del Codice penale o dalle altre disposizioni di legge che a questo articolo rinviano, nonchè agli altri casi di sequestro e confisca di beni adottati nei procedimenti relativi ai delitti di cui all'articolo 51, comma 3-bis, del Codice.
In tali casi l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata coadiuva l'Autorità giudiziaria nell'amministrazione e nella custodia dei beni sequestrati, fino al provvedimento di confisca emesso dalla Corte di appello e, successivamente a tale provvedimento, amministra i beni medesimi secondo le modalità previste dal citato Codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Restano comunque salvi i diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni e al risarcimento del danno.
"Art. 183-quater. (Esecuzione della confisca in casi particolari) - 1. Competente a emettere i provvedimenti di confisca in casi particolari previsti dall'articolo 240-bis del Codice penale o da altre disposizioni di legge che a questo articolo rinviano dopo l'irrevocabilità della sentenza, è il Giudice di cui all'articolo 666, commi 1, 2 e 3, del Codice. Il Giudice, sulla richiesta di sequestro e contestuale confisca proposta dal Pubblico ministero, provvede nelle forme previste dall'articolo 667, comma 4, del Codice.
L'opposizione è proposta, a pena di decadenza, entro 30 giorni dalla comunicazione o notificazione del decreto.
3. L'Autorità giudiziaria competente ad amministrare i beni sequestrati è il Giudice che ha disposto il sequestro ovvero, se Organo collegiale, il Giudice delegato nominato dal Collegio stesso.
L'opposizione ai provvedimenti adottati, ove consentita, è presentata, nelle forme dell'articolo 666 del Codice, allo stesso Giudice ovvero, nel caso di provvedimento del Giudice delegato, al Collegio.".
"Art. 578-bis. (Decisione sulla confisca in casi particolari nel caso di estinzione del reato per amnistia o per prescrizione) - 1. Quando è stata ordinata la confisca in casi particolari prevista dal comma 1 dell'articolo 240-bis del Codice penale e da altre disposizioni di legge, il Giudice di appello o la Corte di Cassazione, nel dichiarare il reato estinto per prescrizione o per amnistia, decidono sull'impugnazione ai soli effetti della confisca, previo accertamento della responsabilità dell'imputato.".
"Art. 85-bis. (Ipotesi particolare di confisca) - 1. Nei casi di condanna o di applicazione della pena su richiesta a norma dell'articolo 444 del Codice di procedura penale, per taluno dei delitti previsti dall'articolo 73, esclusa la fattispecie di cui al comma 5, si applica l'articolo 240-bis del Codice penale.".
"5-bis. Nei casi di condanna o di applicazione della pena su richiesta a norma dell'articolo 444 del Codice di procedura penale, per taluno dei delitti previsti dall'articolo 295, comma 2, si applica l'articolo 240-bis del Codice penale.".
b) articolo 12-sexies della legge 1 dicembre 1970, n. 898;
m) articolo 22-bis, comma 1, della legge 1 aprile 1999, n. 91;
s) articolo 55, commi 5 e 6, 2° periodo, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231;
Dato a Roma, addì 1 marzo 2018
abrogate dall'art. 7 Corrispondenti
Articolo 12-sexies della legge 1 dicembre 1970, n. 898 Articolo 570-bis
Articolo 12-sexies, commi 1 e 2-ter, del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con |modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356 Articolo 240-bis
Articolo 22-bis della legge 1 aprile 1999, n. 91 Articolo 601-bis

References: articolo 570

Art. 593

Art. 593
 articolo 12
 articolo 22
 articolo 55

Articolo 12
 Articolo 570

Articolo 12
 Articolo 240

Articolo 22
 Articolo 601