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Timestamp: 2020-08-12 08:11:40+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 22385 del 26/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22385 del 26/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 26/09/2017, (ud. 05/07/2017, dep.26/09/2017), n. 22385
sul ricorso 2317/2016 proposto da:
U.C.S. S.R.L. (C.F. (OMISSIS)), in persona del legale rappresentante,
avvocati MARIAGRAZIA GAMMAROTA e CARLO MARIA GALIBERTI;
avverso la sentenza n. 730/7/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di GENOVA, depositata il 18/06/2015;
La CTR della Liguria, con la sentenza indicata in epigrafe, rigettando il ricorso per revocazione proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso altra sentenza della stessa CTR che aveva confermato l’annullamento dell’accertamento emesso a carico della Ultraflex control System s.r.l. per maggiore IRPEG dovuta e per le conseguenti sanzioni, riteneva che l’avvenuta proposizione da parte dell’ufficio del ricorso per cassazione avverso la medesima sentenza oggetto di revocazione, seppur con differente profilo di violazione, impediva la proposizione della revocazione ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 64.
La società intimata ha proposto controricorso.
Il motivo di ricorso, con il quale si prospetta la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 64, per avere la CTR escluso la possibilità di proporre ricorso per revocazione avverso la sentenza oggetto di ricorso per cassazione, è fondato.
Occorre premettere che il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 64, comma 1, sotto la rubrica “Sentenze revocabili e motivi di revocazione”, prevede che “Contro le sentenze delle commissioni tributarie che involgono accertamenti di fatto e che sul punto non sono ulteriormente impugnabili o non sono state impugnate è ammessa la revocazione ai sensi dell’art. 395 c.p.c.”.
Orbene, questa Corte ha già chiarito che in tema di contenzioso tributario, il D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 64, comma 1, nella parte in cui subordina l’ammissibilità della revocazione ordinaria alla non ulteriore impugnabilità della sentenza sul punto dell’accertamento in fatto, non si riferisce all’inoppugnabilità derivante dalla scadenza dei termini per l’impugnazione, ma a quella derivante dalle preclusioni relative all’oggetto del giudizio, ovverosia, per le sentenze di secondo grado, all’impossibilità di contestare l’accertamento in fatto in sede di legittimità: è pertanto ammissibile la revocazione ordinaria avverso una sentenza della commissione tributaria regionale inoppugnabile sotto il profilo dell’accertamento in fatto, ancorchè non sia ancora scaduto il termine per la proposizione del ricorso per cassazione, dovendosi quindi ritenere che la revocazione ai sensi dell’art. 395 c.p.c., è ammessa contro la sentenza della Commissione tributaria inoppugnabile sotto il profilo del fatto – cfr. Cass. n. 19522/2008; conf. Cass. n. 19523/2008.
A tale principio non si è conformata la CTR che, dal solo fatto dell’avvenuta proposizione del ricorso per cassazione – poi non coltivato dall’Agenzia – ha fatto discendere l’inammissibilità della revocazione proposta dalla medesima Agenzia.
Ogni ulteriore questione relativa alla ricorrenza dei presupposti per la revocazione, alla stregua dell’art. 395 c.p.c., comma 1, n. 4, sarà quindi oggetto del giudizio di rinvio.
Alla stregua delle superiori considerazioni, idonee a superare i rilievi difensivi esposti dalla controricorrente, il ricorso va accolto e la sentenza cassata, con rinvio ad altra sezione della CTR Liguria che pure provvederà sulle spese del giudizio di legittimità.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR Liguria che pure provvederà sulle spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 64
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 Cass. 
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