Source: https://www.retemmt.it/bicameralismo-imperfetto-senato-riformato/
Timestamp: 2019-08-21 01:33:53+00:00

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Il bicameralismo imperfetto: il nuovo Senato riformato - Rete MMT
Il Senato della Repubblica non scomparirà definitivamente con la riforma costituzionale, ma subirà vistose modifiche per quanto riguarda l’esercizio del potere legislativo e per quanto riguarda la sua composizione. Infatti, nel quadro di un nuovo bicameralismo imperfetto, la riforma prevede la moltiplicazione degli iter legislativi e che il Senato non sia più eletto direttamente dai Cittadini.
Estratto Art. 57 Cost., testo vigente
Art. 70 Cost., testo vigente
Art. 72 Cost., testo vigente
Funzionamento futuro del Senato qualora venga approvata la riforma
Il nuovo Senato sarà composto da 100 senatori che non saranno più eletti direttamente dai cittadini: 95 saranno nominati dai Consigli regionali, scelti tra i consiglieri regionali ed i sindaci, e 5 senatori verranno nominati dal Presidente della Repubblica.
Estratto Art. 57 Cost., testo modificato
Il nuovo iter legislativo, previsto dalla riforma, risulta essere alquanto complicato e frammentato: alcuni Giuristi hanno individuato 5 nuovi iter legislativi, secondo altri sono 7, altri ancora parlano di 12 procedimenti. Cerchiamo qui di delineare in maniera schematica come si potrà configurare il nuovo processo di formazione delle Leggi:
ITER 1 Il bicameralismo perfetto mantenuto nelle materie fondamentali
Il Senato non scomparirà, ma continuerà ad esercitare il potere legislativo di cui è co-titolare nelle materie di fondamentale importanza. Le Leggi continueranno ad esser approvate nel medesimo testo da Camera e Senato nelle seguenti materie:
leggi di autorizzazione alla ratifica dei Trattati UE;
leggi di iniziativa popolare;
leggi su referendum popolari;
legislazione relativa ad organi di Governo e alle altre funzioni fondamentali dei Comuni, Province e Città Metropolitane;
leggi sull’eleggibilità dei senatori;
leggi sull’ordinamento di Roma;
leggi sul regionalismo differenziato;
leggi sulla partecipazione delle Regioni speciali alla formazione e all’attuazione di norme UE;
leggi sulle intese internazionali delle Regioni;
leggi ordinarie a tutela delle minoranze linguistiche;
leggi sul patrimonio degli enti territoriali;
leggi sui poteri sostitutivi dello Stato nei confronti degli enti territoriali;
leggi sui principi della legge elettorale delle Regioni ordinarie;
leggi sul passaggio di un Comune da una Regione ad un’altra.
ITER 2 Leggi di competenza prevalente della Camera
La Camera legifererà in autonomia nelle altre materie non espressamente individuate dalla Costituzione. Il nuovo Senato parteciperà sì alla formazione delle Leggi, ma con poteri “differenti” rispetto alla Camera. Vediamo quali sono i nuovi procedimenti delineati:
Iter 2A: il Senato entro 10 giorni, su richiesta di 1/3 dei membri, può esaminare il progetto di legge ed entro 30 giorni proporre modifiche, su cui la Camera poi si pronuncerà in via definitiva a maggioranza semplice.
Iter 2B: per i disegni di legge che il Governo propone, usufruendo dalla nuova clausola di “Supremazia statale”, derogando alla ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, è previsto che, se il Senato propone modifiche con una maggioranza assoluta, la Camera potrà discostarsene solo pronunciandosi a sua volta a maggioranza assoluta.
Iter 2C: sui disegni di legge in materia di bilancio e di rendiconto consuntivo approvati dalla Camera, il Senato potrà proporre modifiche entro 15 giorni dalla data di trasmissione. La Camera poi può decidere se accogliere le modifiche o meno, a maggioranza semplice.
Iter 2D: il Senato può chiedere, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, di procedere all’esame di ogni progetto di legge. La Camera si pronuncia entro 6 mesi dalla deliberazione del Senato.
Si riporta qui il testo degli articoli relativi all’iter di formazione delle Leggi: l’articolo 70 e l’articolo 72, mettendo a confronto il testo vigente con la nuova formulazione.
Art. 70, testo vigente Art. 70, testo modificato
Art. 72, testo vigente Art. 72, testo modificato
Siamo proprio sicuri che il nuovo sistema così delineato dalla Riforma ridurrà i tempi di approvazione delle Leggi?
Nel caso in cui dovesse vincere il Sì, cosa accadrebbe se l’iter legislativo dovesse paralizzarsi?
Il timore, infatti, è che il nuovo assetto istituzionale paralizzi le Camere nell’esercizio del potere legislativo e, di conseguenza, paralizzi il Paese: poniamo il caso in cui un partito, avente la maggioranza nei Consigli Regionali e in grado quindi di ottenere la maggioranza al Senato, non riesca a vincere le elezioni nazionali, non riuscendo quindi a detenere la maggioranza anche alla Camera. I due Rami del Parlamento si vedranno contrapposti nella composizione politica interna e ciò potrà complicare notevolmente l’attività e la stabilità del Parlamento.
Quali figure dovrebbero esser chiamate a mediare? I presidenti di Camera e Senato? E se loro stessi fossero in disaccordo, essendo in numero pari? Si dovrebbe ricorrere alla Corte Costituzionale, allungando i tempi di approvazione delle Leggi.
Per essere più concreti: poniamo il caso in cui un partito X abbia la maggioranza alla Camera e che un altro, il partito Y, forte di un maggiore radicamento sul territorio e, quindi, nelle Giunte Regionali, abbia la maggioranza al Senato. Il partito X sarà in grado e nelle condizioni di legiferare al fine di attuare il programma elettorale?
Molte sono le domande e i dubbi che attanagliano i Cittadini: purtroppo, ad oggi, poche sono le risposte esaustive in merito da parte dei “tecnocrati”.
Per ulteriori approfondimenti, si rimanda al Vademecum Le ragioni del No elaborato dall’associazione Libertà e giustizia.
interesse pubblico referendum costituzionale 2016 Senato Stato

References: Art. 57

Art. 70

Art. 72
 Art. 57

Art. 70
 Art. 70

Art. 72
 Art. 72