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Timestamp: 2018-08-20 13:01:24+00:00

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Studio Paolo Simoni. Dottori Commercialisti Associati CIRCOLARE N. 19/2015 REVERSE CHARGE NEL SETTORE EDILE E NELLE CESSIONI DI PALLETS - PDF
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1 Dott. Paolo Simoni Dott. Grazia Marchesini Dott. Alberto Ferrari Dott. Federica Simoni Rag. Lidia Gandolfi Dott. Francesco Ferrari Dott. Enrico Ferra Dott. Agostino Mazziotti Bologna, 03/04/2015 Ai Signori Clienti Loro Indirizzi CIRCOLARE N. 19/2015 REVERSE CHARGE NEL SETTORE EDILE E NELLE CESSIONI DI PALLETS Nella Circolare dello Studio n. 4/2015 sono state commentate le nuove disposizioni in materia di reverse charge introdotte dalla Legge di Stabilità per il Più in particolare, con la modifica dell art. 17, sesto comma, del decreto IVA, il meccanismo di assolvimento dell imposta del c.d. reverse charge è stato esteso: - alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici (nuova lettera a-ter); - ai trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra (nuova lettera d- bis); - ai trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata direttiva 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all'energia elettrica (nuova lettera d-ter); - alle cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo-rivenditore ai sensi dell'articolo 7-bis, comma 3, lettera a) del D.P.R. n. 633/72 (nuova lettera d-quater); - alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati (codice attività ), supermercati (codice attività ) e discount alimentari (codice attività ) (nuova lettera d-quinquies). Inoltre, con la modifica dell art. 74, settimo comma, del decreto IVA tale meccanismo è stato esteso alle cessioni di bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo. Con la presente si fornisce un esame dei principali chiarimenti contenuti nella recente Circolare n. 14/E/2015 del 27 marzo scorso in materia di reverse charge nel settore edile e nella cessione di pallets recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo. Sito:
2 1. Estensione del reverse charge nell ambito del settore edile e dei settori connessi 1.1 Ambito oggettivo e soggettivo La Circolare in commento delimita il perimetro applicativo dell estensione del reverse charge alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici. L Agenzia ricorda che il decreto IVA contiene già una norma (e cioè l art. 17, sesto comma, lettera a), del D.P.R. 633 del 1972) che prevede l applicazione del reverse charge ad alcune operazioni apparentemente molto simili, ossia le prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell appaltatore principale o di un altro subappaltatore. A tal riguardo, si ricorda che l ambito oggettivo di quest ultima misura è limitato alle ipotesi in cui soggetti subappaltatori rendono servizi ad imprese del comparto dell edilizia che si pongono quali appaltatori o, a loro volta, quali subappaltatori, in relazione alla realizzazione dell intervento edilizio. E, in tale ambito, viene ribadito che tenuti all applicazione del reverse charge sono i subappaltatori che svolgono, anche se in via non esclusiva o prevalente, attività identificate dalla sezione F della classificazione delle attività economiche ATECO. Ora, con l introduzione della lettera a-ter) all art. 17 del decreto IVA, l obbligo di inversione contabile viene esteso alle seguenti prestazioni relative ad edifici: servizi di pulizia; demolizione; installazione di impianti; completamento. Pertanto, l applicazione del meccanismo dell inversione contabile riguarda attività relative al comparto edile già interessate dal reverse charge e, al contempo, interessa nuovi settori collegati non rientranti nel comparto edile propriamente inteso, come i servizi di pulizia relativi ad edifici. A tal fine, allo scopo di evitare incertezze nell applicazione delle disposizioni in esame, l Agenzia delle entrate suggerisce di far riferimento unicamente ai codici attività della Tabella ATECO 2007, di cui si dirà più avanti. Dal punto di vista soggettivo, viene ribadito che i soggetti passivi che rendono i servizi di cui alla lettera a-ter) devono applicare il reverse charge
3 indipendentemente dalla circostanza che si tratti di prestatori che operano nel settore edile, ossia che svolgano un attività economica compresa nei codici della sezione F della classificazione delle attività economiche ATECO. Tuttavia, qualora il prestatore del servizio svolga sistematicamente attività ricomprese nelle classificazioni ATECO relative alle prestazioni di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relative ad edifici, ma tali attività non siano state comunicate ai sensi dell articolo 35, comma 3, del D.P.R. n. 633 del 1972, le stesse dovranno essere assoggettate al meccanismo dell inversione contabile, con l obbligo, da parte dello stesso prestatore di procedere all adeguamento del codice ATECO. Il sistema dell inversione contabile si applica, inoltre, a prescindere dalla circostanza che le prestazioni siano rese: dal subappaltatore nei confronti delle imprese che svolgono l attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell appaltatore principale o di un altro subappaltatore; nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalità dei lavori. Inoltre, per le prestazioni di cui alla lettera a-ter) il sistema dell inversione contabile si applica a prescindere: dal rapporto contrattuale stipulato tra le parti; dalla tipologia di attività esercitata. Come, infatti, chiarito nella relazione tecnica alla Legge di Stabilità 2015 il reverse charge riguarderebbe non soltanto le opere effettuate nei contratti di subappalto, bensì tutte le prestazioni rese nei rapporti B2B, anche nei confronti dei committenti che non operano nel settore edile o dei contraenti generali. Il reverse charge di cui alla lettera a) dell articolo 17, sesto comma, continua, invece, ad applicarsi solo alle ipotesi di subappalto relativamente alle attività identificate dalla sezione F della classificazione delle attività economiche ATECO, diverse da quelle di installazione di impianti, demolizione e completamento. Infine, la Circolare in commento ricorda l esclusione dal reverse charge delle forniture di beni con posa in opera in quanto tali operazioni, ai fini IVA, costituiscono cessioni di beni e non prestazioni di servizi, assumendo la posa in opera una funzione accessoria rispetto alla cessione del bene. 1.2 Nozione di edifici Quanto al concetto di edificio, la Circolare fa riferimento sia al D.Lgs. n. 192/2005 sia alla Risoluzione n. 46/E/1998, ove è stato precisato che per edificio e
4 fabbricato si intende qualsiasi costruzione coperta isolata da vie o da spazi vuoti, oppure separata da altre costruzioni mediante muri che si elevano, senza soluzione di continuità, dalle fondamenta al tetto, che disponga di uno o più liberi accessi sulla via, e possa avere una o più scale autonome. In sintesi, per identificare meglio il concetto di edificio, viene raccomandato di far riferimento ai fabbricati (ad uso abitativo o strumentale), come risultanti dalle disposizioni sopra esposte e non alla più ampia categoria dei beni immobili. Ciò vale anche per quelli di nuova costruzione, nonché alle parti di essi (ad esempio, singolo locale di un edificio) nonché per gli edifici in corso di costruzione rientranti nella categoria catastale F3 e le unità in corso di definizione rientranti nella categoria catastale F4. Restano escluse dalla nozione di edificio e, quindi, dal meccanismo del reverse charge le prestazioni di servizi di cui alla lettera a-ter) aventi ad oggetto, ad esempio, terreni, parti del suolo, parcheggi, piscine, giardini, etc., salvo che questi non costituiscano un elemento integrante dell edificio stesso (ad esempio, piscine collocate sui terrazzi, giardini pensili, impianti fotovoltaici collocati sui tetti, etc.). 1.3 Servizi di pulizia negli edifici Per effetto delle modifiche normative introdotte, il reverse charge si applica, a partire dal 1 gennaio 2015, anche alle prestazioni di servizi di pulizia relative ad edifici. In tal caso, dunque, l unica condizione richiesta dalla norma è che tali prestazioni siano relative ad edifici (ad esempio, i servizi di pulizia resi da una impresa nei confronti di società o di uno studio di professionisti). Per l individuazione delle prestazioni rientranti nella nozione di servizi di pulizia, come già anticipato, si può fare riferimento alle attività ricomprese nei codici attività della Tabella ATECO L Agenzia conferma il riferimento alle classi Pulizia generale (non specializzata) di edifici e Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali a condizione che questi ultimi siano riferiti esclusivamente ad edifici, con l espressa esclusione dall applicazione del meccanismo dell inversione contabile delle attività di pulizia specializzata di impianti e macchinari industriali, in quanto non rientranti nella nozione di edifici. 1.4 Demolizione, installazione di impianti e completamento degli edifici Anche in questo caso l Agenzia delle entrate suggerisce di far riferimento alla classificazione delle prestazioni nell ambito delle attività economiche ATECO
5 2007, precisando che le attività di demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici sono espressamente menzionate nelle seguenti voci della Tabella ATECO 2007: Demolizione Demolizione Installazione di impianti relativi ad edifici Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione); Installazione di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione); Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione; Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e riparazione); Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione); Installazione, riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili; Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni; Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a. (limitatamente alle prestazioni riferite ad edifici). Completamento di edifici In riferimento al completamento, l Agenzia osserva che il termine completamento di edifici è usato in modo atecnico, in quanto il Testo Unico dell edilizia, il D.P.R. n. 380/2001, non menziona la nozione di completamento, ma fa riferimento a interventi quali manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, etc. Pertanto, ai fini dell individuazione delle prestazioni rientranti nella nozione di completamento di edifici va fatto riferimento alle classificazioni fornite dai seguenti codici attività ATECO 2007: Intonacatura e stuccatura; Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate; Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili, con l espressa esclusione della posa in opera di arredi, in quanto non rientrante nella nozione di completamento relativo ad edifici; Rivestimento di pavimenti e di muri;
6 Tinteggiatura e posa in opera di vetri; Attività non specializzate di lavori edili muratori (limitatamente alle prestazioni afferenti gli edifici); Altri lavori di completamento e di finitura degli edifici n.c.a. completamento di edifici. Rientrano inoltre nell ambito di applicazione dell inversione contabile le prestazioni consistenti nel rifacimento della facciata di un edificio, mentre sono escluse le prestazioni di servizi relative alla preparazione del cantiere di cui al codice ATECO , in quanto le stesse non sono riferibili alla fase del completamento, bensì a quella propedeutica della costruzione. Come di consueto, inoltre, in presenza di un unico contratto, comprensivo di una pluralità di prestazioni di servizi in parte soggette al regime dell inversione contabile e in parte soggette all applicazione dell IVA nelle modalità ordinarie, si dovrà procedere alla scomposizione delle operazioni, individuando le singole prestazioni assoggettabili al regime del reverse charge. In tale ipotesi, pertanto, le singole prestazioni soggette a reverse charge dovranno essere distinte dalle altre prestazioni di servizi ai fini della fatturazione, in quanto soggette in via autonoma al meccanismo dell inversione contabile. Infine, la Circolare in commento fornisce un importante precisazione nell ipotesi specifica di un contratto di appalto unico comprensivo anche di prestazioni soggette a reverse charge ai sensi della lettera a-ter) avente ad oggetto la costruzione di un edificio ovvero interventi di restauro, di risanamento conservativo e interventi di ristrutturazione edilizia di 15 cui all articolo 3, comma 1, lettere c) e d), del D.P.R. n. 380/2001. Al riguardo, in una logica di semplificazione, l Agenzia chiarisce che anche con riferimento alle prestazioni riconducibili alla lettera a-ter), trovino applicazione le regole ordinarie e non il meccanismo del reverse charge. L esempio proposto è quello di un contratto avente ad oggetto la ristrutturazione di un edificio in cui è prevista anche l installazione di uno o più impianti. In tal caso, non si dovrà procedere alla scomposizione del contratto, distinguendo l installazione di impianti dagli interventi, ma si applicherà l IVA secondo le modalità ordinarie all intera fattispecie contrattuale. 2. Estensione del reverse charge alle cessioni di pallets recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo
7 Come sopra anticipato, il meccanismo dell inversione contabile si applica anche alle cessioni di bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo. A tal riguardo, viene chiarito che la condizione necessaria ai fini dell applicazione del reverse charge alle cessioni di bancali in legno, è che questi ultimi siano pallets recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo. A tal fine, non è richiesta come nel caso dei rottami - la condizione che i beni in questione (pallets) siano inutilizzabili rispetto alla loro originaria destinazione se non attraverso una fase di lavorazione e trasformazione, essendo sufficiente che il pallet sia ceduto in un ciclo di utilizzo successivo al primo. L interpretazione dell amministrazione finanziaria è che il Legislatore abbia voluto fare riferimento a tutte le fasi successive alla prima immissione in commercio del pallet nuovo. Ciò in quanto il bene essendo normalmente sottoposto al trasporto, magazzinaggio, selezione, etc. è di fatto un bene recuperato ad un ciclo di utilizzo successivo al primo. Conseguentemente, tutte le fasi di rivendita successive alla prima andranno assoggettate al regime dell inversione contabile. 3. Reverse charge e regime dell IVA per cassa Un ulteriore precisazione viene fornita in relazione a quei soggetti che abbiano optato per il regime dell IVA per cassa. L Agenzia ricorda, in particolare, che il regime dell IVA per cassa non è applicabile alle operazioni per le quali l IVA è applicata secondo regole peculiari. In particolare, è stato chiarito che in relazione alle operazioni soggette al reverse charge, il cedente o prestatore non può oggettivamente applicare il differimento dell esigibilità dell imposta, in quanto tenuto al versamento dell imposta a debito è colui che ha ricevuto il bene o il servizio. Pertanto, l applicazione del meccanismo dell inversione contabile, costituendo una deroga alle modalità ordinarie di assolvimento dell imposta, esclude l applicabilità del regime di cash accounting. Di conseguenza, qualora i soggetti che abbiano optato per l IVA per cassa, dal 1 gennaio 2015, pongano in essere operazioni che, per effetto delle nuove disposizioni introdotte dalla Legge di stabilità 2015, rientrano nel meccanismo del reverse charge, relativamente a tali operazioni non potranno più optare per il regime di cash accounting.
8 4. Reverse charge, regime dei minimi e nuovo regime forfetario I contribuenti che applicano il regime forfetario sono esonerati dal versamento dell imposta e da tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa IVA, ad eccezione degli obblighi di numerazione e di conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, di certificazione dei corrispettivi e di conservazione dei relativi documenti. Tali soggetti hanno unicamente l obbligo di emissione della fattura (senza addebito dell IVA a titolo di rivalsa), che dovrà riportare l annotazione operazione in franchigia da IVA con l indicazione del riferimento normativo. Per quanto riguarda gli acquisti, conseguentemente, non potrà essere esercitato il diritto alla detrazione dell IVA sulle relative fatture. Da quanto sopra, emerge dunque che non si applica il reverse charge alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate da soggetti che applicano il regime forfetario. Tuttavia, qualora tali soggetti acquistino beni o servizi in regime di reverse charge, gli stessi saranno tenuti ad assolvere l imposta secondo tale meccanismo e, non potendo esercitare il diritto alla detrazione, dovranno effettuare il versamento dell imposta a debito. Tutte le precisazioni fornite relativamente al nuovo regime forfetario sono valide anche con riferimento al regime dei minimi, la cui proroga è stata prevista dall articolo 10, comma 12-undecies), del D.L. n. 192/2014 (c.d. Milleproroghe ). Lo Studio è a disposizione per eventuali chiarimenti e, con l occasione, si porgono cordiali saluti. Dott. Enrico Ferra EF/sz

References: art. 17
 art. 74
 art. 17
 art. 17
 articolo 35
 articolo 17
 articolo 3
 articolo 10