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Timestamp: 2018-01-18 07:51:57+00:00

Document:
a seguito della conferenza dei servizi del 30 marzo 2001, con l'accordo di tutti i comuni interessati, tale svincolo e collegamento verso sud, è stato traslato più ad est in territorio del Comune di Mussolente;
tale collegamento, presente negli elaborati della Pedemontana da oltre un decennio, ha definito la programmazione territoriale e trasportistica per il collegamento nord-sud dell'area bassanese: risulta finanziato e inserito negli strumenti urbanistici dei comuni interessati con lo scopo di consentire un rapido accesso alla nuova statale del Santo e quindi a Padova;
recentemente è stato inaugurato il tratto mancante da Resana a Castelfranco Veneto, tratto finanziato e realizzato dalla società Veneto Strade;
in relazione al progetto per la realizzazione della superstrada Pedemontana Veneta, nonostante siano stati già individuati i corridoi di passaggio, i finanziamenti e, nel tempo, anche la possibilità di raddoppio di tale infrastruttura - sovvertendo una programmazione consolidata e condivisa - è stata ipotizzata la realizzazione di una nuova «bretella» stradale a ovest del comune di Bassano del Grappa (VI) che, con un andamento sinuoso, si andrebbe ad innestare - deturpandolo - all'interno dell'area occupata da un parco regionale di ambito comprensoriale, istituito ai sensi della legge regionale 40 del 16 agosto 1984 articolo 27, che si estende nei comuni di Bassano del Grappa, Cartigliano, Rosà e, più a sud, nei comuni di Tezze sul Brenta e Fontaniva;
sull'area occupata dal suddetto parco comprensoriale, approvata dalla Regione Veneto e recepita dagli strumenti urbanistici comunali e provinciali, erano pendenti dal 2001 sei ricorsi di titolari di aziende di escavazione volti alla soppressione dei vincoli e allo stravolgimento dell'area;
tali ricorsi sono stati rigettati dapprima con sentenza n. 863/06 del 9 marzo 2006 dal TAR del Veneto e, successivamente, a seguito del ricorso in appello dei soccombenti, anche dal Consiglio di Stato con sentenza n. 659/2009 depositata il 5 febbraio 2009 che ha rigettato il ricorso confermando in toto la sentenza appellata;
attraverso questi pronunciamenti prima il TAR del Veneto poi il Consiglio di Stato hanno confermato la piena liceità dell'iter di approvazione delle delibere con le quali i comuni citati hanno deciso di istituire l'area del parco rurale comprensoriale, in conformità alla citata legge regionale 40 del 16 agosto 1984, articolo 27, al fine di salvaguardare ampi scorci del caratteristico paesaggio rurale del Veneto e il buon mantenimento della struttura della centuriazione romana ancora presente nella zona interessata;
le citate sentenze sostengono e rafforzano i princìpi ispiratori del parco rurale comprensoriale e la volontà dei comuni citati sui quali insiste il parco di tutelare il paesaggio;
in particolare, la sentenza del Consiglio di Stato n. 659 del 2009, nel rigettare il ricorso delle società di escavazione contro l'istituzione del parco deliberata dai citati comuni, afferma testualmente che non ha alcun rilievo «[...] l'argomento, su cui insiste particolarmente la difesa della Società appellante, incentrato sulla mancanza nell'area considerata di un particolare pregio ambientale e, anzi, della condizione in parte degradata dovuta a pregresse utilizzazioni edilizie o ad attività industriali in atto in zone limitrofe o confinanti con il parco. È evidente, infatti, che in un territorio fortemente antropizzato, interessato anche dalla realizzazione di una infrastruttura viaria importante (la cosiddetta Pedemontana Veneta, strada di grande comunicazione) possano sussistere problemi per il più equilibrato inserimento di un parco, ma ciò non significa che si debba tralasciare ogni forma di intervento di preservazione delle residue aree di interesse naturalistico e paesaggistico. Proprio in questi casi semmai, un intervento di conservazione e riqualificazione dei valori ambientali è più utile se non necessario [...]»;
inoltre, in relazione all'ipotizzata realizzazione di una nuova «bretella» che attraverserebbe il parco comprensoriale, né il PATI alta padovana - copianificato tra regione del Veneto e i comuni di Campo San Martino, Cittadella, Fontaniva, Galliera Veneta e Tombolo e approvato nella conferenza di servizi del 27 maggio 2009 - né la provincia di Vicenza hanno introdotto nei loro strumenti urbanistici tale previsione;
a conferma di quanto detto sopra si segnala che, in data 31 marzo 2011, la provincia di Vicenza ha definitivamente adottato il PTCP respingendo la proposta dell'amministrazione di Rosà di inserire la realizzazione della contestata «bretella» stradale;
su sei comuni interessati da questo ipotetico progetto di realizzazione della cosiddetta «bretella ovest», ben tre comuni (precisamente Fontaniva, Tezze sul Brenta e Cartigliano) hanno deliberato la assoluta contrarietà alla previsione di tale collegamento. Risulta perciò che solo i comuni di Rosà e Cittadella sostengano tale previsione, senza però aver inserito tale opera nei propri strumenti urbanistici ed aver indicato le fonti di finanziamento o i programmi finanziari necessari per realizzarla -:
se i Ministri siano a conoscenza dei fatti sopra esposti; quali misure intendano adottare per garantire il mantenimento della programmazione territoriale già prevista nel progetto definitivo della superstrada Pedemontana Veneta in riferimento alle interconnessioni nord-sud nel Bassanese, confermando la previsione viaria ad est e sostenendo il completamento verso Castelfranco Veneto e Padova e l'eventuale potenziamento futuro con il già programmato raddoppio, dal momento che gran parte dell'opera è in fase di progetto esecutivo e completamente finanziata come opera complementare alla superstrada Pedemontana Veneta; quali azioni i Ministri interrogati intendano porre in essere per evitare la deturpazione del territorio veneto compreso nel parco regionale comprensoriale che conseguirebbe alla realizzazione dell'ipotizzata «bretella ovest», compromettendo il buon mantenimento della storica struttura della centuriazione romana, in spregio alla programmazione trentennale dei comuni e delle province interessate, nonché della stessa Regione Veneto.
NACCARATO, MIOTTO, RUBINATO e SBROLLINI

References: articolo 27
 sentenza 
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