Source: http://www.ipasvibari.it/liberaprofessione.asp
Timestamp: 2018-01-20 19:05:30+00:00

Document:
La definizione delle norme di qualità rientra nei compiti del Collegio I.P.A.S.V.I., ente preposto alla tutela e al controllo delle professioni infermieristiche. Ciò assume particolare importanza nel caso dell'attività libero professionale, che necessita di regole chiaramente definite sia per tutelare la professionalità degli operatori, sia per garantire agli utenti una corretta assistenza anche al di fuori delle strutture ospedaliere.
Le Norme di qualità per l'esercizio della libera professione, deliberate dal Collegio I.P.A.S.V.I. di Torino, sono contenute in un documento ispirato al Codice Deontologico della professione, che definisce:
Le modalità dell'esercizio professionale e della pubblicità sanitaria
I diritti e i doveri degli Iscritti all'Albo Professionale
Al testo base sono allegate alcune schede, la cui funzione è¨ quella di fornire indicazioni operative sui seguenti aspetti concreti dell'attivitè libero-professionale:
l'identificazione e la tutela dell'immagine del libero professionista
Queste schede saranno diffuse anche tra i pazienti, per garantire la correttezza e la trasparenza dell'attivitè libero-professionale.
Rientra nell'ambito delle norme di qualitè anche la definizione dei criteri di accreditamento per coloro che svolgono la libera professione.
Il Collegio I.P.A.S.V.I. di Torino ha stabilito due livelli accreditamento:
un livello base, per il quale l'unico requisito è l'iscrizione all'Albo
partecipazione all'intervento di selezione e valutazione per il Progetto Libera Professione;
ART. 1 L'infermiere professionale è l'operatore sanitario che, in possesso del diploma abilitante e dell'iscrizione all'Albo professionale, è responsabile dell'assistenza generale infermieristica. L'assistenza infermieristica preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa è di natura tecnica, relazionale, educativa. Le principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l'assistenza dei malati e dei disabili di tutte le etè , l'educazione sanitaria. L'iscrizione all'Albo professionale conferisce il diritto all'esercizio professionale garantendo un livello minimo di competenza degli operatori e contribuendo al mantenimento degli standard professionali.
ART. 2 L'infermiere professionale è tenuto all'osservanza scrupolosa del codice deontologico quale fondamentale atto di autoregolamentazione a cui tutti i membri devono aderire. Il codice deontologico è il documento che raccoglie i principi e le regole etico-morali, è lo strumento di riferimento per il controllo della professione attuata dal Collegio mediante l'azione disciplinare. Nell'ambito della responsabilitè professionale tale azione è ascrivibile alla responsabilitè ordinistica.
ART. 3 Secondo le leggi vigenti in materia, l'esercizio libero professionale puè² essere svolto in forma singola o associata. E' interdetto ai liberi professionisti di costituire forme organizzative di tipo societario-commerciale. E' vietato agli I.P.A.S.V.I. dipendenti pubblici l'esercizio libero professionale. L'infermiere libero professionista utilizza quali strumenti operativi:
ART. 4 La legge 5 febbraio 1992, n. 175, "Norme in materia di pubblicitè sanitaria e di repressione dell'esercizio abusivo delle professioni sanitarie" e il regolamento di attuazione D.M. 16 settembre 1994, n. 657, conferiscono ai Collegi l'obbligo del controllo sugli iscritti agli albi. Individuano due azioni:
il controllo preventivo, che avviene attraverso l'autorizzazione sulla pubblicitè sanitaria;
ART. 1 L'infermiere professionale conformerè le sue azioni in modo da:
sostenere ed accrescere l'immagine della professione.
ART. 2 L'infermiere professionale deve:
ART. 3 L'infermiere professionale:
stabilisce con il paziente/cliente, i suoi familiari e l'equipe, una relazione che favorisce lo scambio di informazioni e la partecipazione di tutti alle tappe del processo di cura;
stende una documentazione scritta per tutta la durata della cura; identifica sistematicamente i bisogni e le risorse del paziente/cliente all'inizio delle cure. Questi dati vengono costantemente rivalutati e completati nel piano di cura;
elabora gli obiettivi di cura con il paziente/cliente, i suoi familiari, l'equipe, sulla base dei dati raccolti e tenendo conto di un progetto terapeutico globale. Questi obiettivi sono realistici e misurabili;
stabilisce gli interventi di cura con il paziente/cliente, i suoi familiari, l'equipe, in funzione degli obiettivi di cura, delle prescrizioni terapeutiche, dei fattori bio-psico-sociali e ambientali della persona; interviene in modo creativo, efficace ed economico, considerando in primo luogo il comfort e la sicurezza del paziente/cliente;
si accerta che le osservazioni che informano i membri dell'equipe sullo stato del paziente/cliente e il risultato degli interventi di cura siano correttamente trasmesse;
valuta con il paziente/cliente, i suoi familiari, l'equipe la realizzazione degli obiettivi di cura e ne modifica di conseguenza il piano;
ART. 4 E' fatto obbligo ad ogni infermiere professionale di osservare il segreto professionale. Per segreto si intende non solo tutto ciò che è stato confidato, ma anche ciò che è stato visto, letto, ascoltato, constatato o compreso. Gli infermieri professionali devono preservare quanto piè¹ possibile la confidenzialitè dell'assistenza prestata.
ART. 1 L'infermiere professionale deve mantenere buoni rapporti con i colleghi. E' fatto divieto di calunniare un altro professionista della salute, di diffamarlo o di farsi eco di affermazioni suscettibili di danneggiarlo nell'esercizio professionale. L'infermiere professionale in conflitto con un collega deve ricercare la conciliazione. Qualora non venga raggiunta, è fatto obbligo di richiedere l'intervento da parte del collegio di appartenenza.
ART. 2 L'infermiere professionale assiste il collega senza fini di lucro, salvo il diritto al recupero delle spese sostenute.
Le procedure di concorrenza sleale e in particolare la sottrazione di clientela sono vietate. L'infermiere professionale non può diminuire gli onorari a scopo di concorrenza.
La sostituzione di un infermiere professionale è possibile per la durata corrispondente all'indisponibilitè dell'infermiere sostituito. Tuttavia, un infermiere professionale sospeso dall'esercizio per decisione disciplinare non può farsi sostituire nel periodo di durata della sanzione.
Terminata la sua missione e garantita la continuitè dell'assistenza, l'infermiere sostituto abbandona l'insieme delle attivitè di sostituzione. L'infermiere nell'esercizio libero professionale non può avere alle proprie dipendenze altri infermieri.
ART. 1 Il tariffario delle prestazioni infermieristiche è lo strumento a cui debbono riferirsi tutti gli iscritti. Le tariffe rappresentano l'onorario minimo che l'I.P.A.S.V.I. deve applicare in armonia alla sua qualifica professionale; queste hanno la finalitè primaria di tutelare il decoro e l'indipendenza della professione, di risolvere preventivamente i conflitti di interesse che potrebbero intercorrere tra professionista e cliente o ente.
CAPITOLO 5: COLLEGIO IPASVI - ISCRITTI AGLI ALBI DIRITTI E DOVERI
ART. 1 Il Collegio è un Organo di diritto pubblico designato alla tutela della professione. E' un organo della pubblica amministrazione, fa parte dell'ordinamento dello Stato ed ha finalitè pubbliche e finalitè sociali.
ART. 2 E' diritto di ogni iscritto chiedere l'intervento del proprio Collegio per qualsiasi questione di ogni ordine e grado che riguardi la professione. E' dovere di ogni Consiglio direttivo rispondere alle competenze di legge dettagliatamente descritte tra le attribuzioni definite dalla legge istitutiva.
ART. 3 E' obbligo di ogni infermiere professionale esercente la libera professione essere iscritto all'albo di appartenenza e depositare la firma e il diploma presso l'ufficio di medicina legale dell'ASL.
ART. 4 Ogni iscritto ha l'obbligo di comunicare ogni esercizio abusivo a sua conoscenza e ogni altro fatto che lede il prestigio professionale.
ART. 5 Ogni iscritto ha il dovere di segnalare al Collegio coloro che non abbiano soddisfatto all'obbligo dell'iscrizione e non figurano perciò iscritti all'Albo professionale o che pur essendo stati cancellati, continuino ad esercitare la libera professione.
ART. 1 Il Collegio secondo la legge istitutiva e il regolamento di attuazione esercita congiuntamente il meccanismo di controllo e tutela. Controllo e tutela sono i punti fondamentali a cui riferirsi e non possono essere disgiunti. I destinatari sono: clienti: controllo e tutela affinchè le prestazioni professionali siano del maggior livello possibile professionisti: controllo rivolto ad impedire abusi, esercizio professionale in assenza di attributi richiesti dallo Stato, comportamento scorretto da una parte e difesa della professionalitè dall'altra.
ART. 2 Le sanzioni disciplinari sono: l'avvertimento, che consiste nel diffidare il colpevole a non ricadere nella mancanza commessa; la censura, che è una dichiarazione di biasimo per la mancanza commessa; la sospensione dall'esercizio professionale (per una durata variabile); la radiazione dall'Albo professionale.
1815/39, che vieta le forme organizzative diverse dallo "STUDIO ASSOCIATO"
Artt. 1229 - 1238 C.C., che sanciscono i requisiti del contratto professionale e taluni diritti e doveri nei confronti del cliente, nonchè, in particolare, la necessitè del rapporto fiduciario personale tra cliente e professionista (art. 1232).
L. 175/92 che limita l'esercizio e le forme della pubblicitè sanitaria per i liberi professionisti singoli od organizzati in associazione professionale (Studio Associato).
L. 318*91, istitutiva delle "COOPERATIVE SOCIALI".
Particolare attenzione viene spesa dal Collegio I.P.A.S.V.I. nel controllo dei contratti associativi (Atto costitutivo, Statuto, Atti di adesione dei nuovi soci) affinchè vengano rispettate le seguenti linee guida:
Le clausole limitative di responsabilitè o istitutive di posizioni personali particolari o diverse per qualcuno dei soci (es. disomogenea ripartizione degli utili o delle perdite; individuazione delle cariche o poteri particolari in capo ad alcuni soci), devono essere approvate specificamente per iscritto con una seconda sottoscrizione (c.d. doppia firma). Sono in ogni caso vietati i patti che prevedano la totale esclusione di uno o piè¹ associati dalla ripartizione degli utili o delle perdite (c.d. "patti leonini") ed i patti che disattendono una congrua proporzionalitè tra l'attivitè
Per esigenze di reale controllo deontologico e di salvaguardia dell'imprescindibile rapporto fiduciario che deve assistere ogni prestazione professionale, i limiti dimensionali delle compagini professionali che vengono considerati ottimali sono di non oltre 20 associati, salvo deroghe autorizzate dal Collegio I.P.A.S.V.I. e fondate su validi motivi (ad es.grande estensione territoriale del campo di attivitè ).
Oltre agli altri requisiti soggettivi (cfr. sopra, livelli di accreditamento), per esigenze di controllo deontologico, gli associati devono essere tutti iscritti al Collegio I.P.A.S.V.I. di Torino. Diversamente, e sempre solo nell'esclusivo ambito regionale, è necessario il parere favorevole del Collegio I.P.A.S.V.I. di appartenenza dei professionisti esterni.
Pur essendo consentita la costituzione di compagini miste, con professionisti appartenenti a professioni sanitarie affini, costituisce titolo preferenziale di accredito per gli studi associati l'avere una composizione c.d. pura , cioè essere formati esclusivamente da iscritti all'Albo I.P.A.S.V.I.
E' vietato per i professionisti avvalersi a qualsiasi titolo di uffici, agenzie, societè , per il reperimento di clientela. E' comunque vietata qualsiasi intermediazione nel rapporto professionista-cliente.
Circa le Cooperative Sociali, attesa l'attuale ambiguitè normativa sotto il profilo delle garanzie deontologiche, sono accreditabili le sole cooperative sociali che presentino tutti i requisiti sinora definiti per le associazioni professionali, oltre ai seguenti:
Lo statuto deve prevedere la presenza di almeno un membro nominato dal direttivo del Collegio I.P.A.S.V.I. territorialmente competente nel Collegio Sindacale.
La Cooperativa Sociale si deve essere formalmente impegnata nello Statuto o con successiva valida deliberazione, a consentire ampio controllo da parte del Collegio I.P.A.S.V.I. sulla propria attivitè , con particolare riferimento ai nominativi dei soci, ai libri sociali e ai verbali di assemblea. Deve altresè¬ essere consentita ampia attivitè ispettiva da parte del Collegio I.P.A.S.V.I. presso le sedi - legale ovvero operativa - della cooperativa stessa.
Gli iscritti all'Albo I.P.A.S.V.I. non possono figurare quali Soci Volontari.
IDENTIFICAZIONE E TUTELA DELL'IMMAGINE DEL LIBERO PROFESSIONISTA
L'infermiere professionale, nell'esercizio dell'attivitè libero professionale, ha il diritto/dovere di tutelare la professione infermieristica anche attraverso la cura della propria immagine. L'infermiere professionale, regolarmente iscritto all'Albo, ha il dovere di presentarsi al cliente munito di distintivo e di tessera di riconoscimento rilasciati dal Collegio I.P.A.S.V.I. di appartenenza. Nello specifico la tessera di riconoscimento deve essere annualmente aggiornata con apposita timbratura del Collegio. L'infermiere professionale deve garantire che il suo status professionale non venga utilizzato per la promozione di prodotti o di servizi commerciali, dichiarare qualsiasi interesse - finanziario e non - nelle imprese che forniscono detti beni e servizi e assicurare che il giudizio professionale non sia influenzato da nessuna considerazione di natura commerciale. L'infermiere professionale deve rifiutare qualsiasi dono, favore o offerta atto a procurargli un vantaggio materiale ingiustificato o illecito, onde evitare che tale liberalitè possa essere interpretata come tentativo di esercitare una influenza volta ad ottenere condizioni preferenziali. L'infermiere professionale deve informare il cliente della sua appartenenza al Collegio e dell'iscrizione all'Albo, nonchè della possibilitè dello stesso di verificare quanto affermato.
La cartella infermieristica è un documento individuale e unico che raccoglie l'insieme delle informazioni riguardanti la persona assistita.
L'uso di questo strumento facilita il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
Individualizzare l'assistenza infermieristica in funzione dei bisogni della persona assistita
Garantire continuitè all'assistenza infermieristica
Permettere una valutazione dell'assistenza infermieristica erogata.
Per facilitare l'uniformitè di scritturazione e la raccolta dati, il carteggio sarà stampato e distribuito a cura del Collegio.
Le tariffe rappresentano l' onorario minimo che l' infermiere deve applicare in armonia alla sua qualifica professionale. Le tariffe sono uniche e valide per tutti gli iscritti agli Albi.
Il compenso è fissato in relazione all' importanza, alla delicatezza e alla complessitè della prestazione.
L' Infermiere Professionale informa il paziente delle tariffe in vigore riguardante gli atti svolti nel corso del trattamento.
Rende visibili queste informazioni nel luogo di esercizio ed è tenuto a fornire le spiegazioni richieste dai pazienti o dai suoi familiari sull' onorario complessivo o sul costo dei singoli atti infermieristici da prestare nel corso del trattamento.
E' vietata ogni frode, abuso di prestazione o indicazione inesatta sugli atti effettuati.
L' Infermiere non può diminuire gli onorari a scopo di concorrenza.
L' Infermiere è libero di fornire assistenza gratuita ai bisognosi o in strutture di volontariato.

References: ART. 1

ART. 2

ART. 3

ART. 4

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ART. 5

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