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Timestamp: 2019-06-20 07:16:26+00:00

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Vaccinazioni in ambito lavorativo: Quadro normativo - Certifico Srl
ID 4457 | 29 Gennaio 2019 | Visite: 3729 | Documenti Riservati Sicurezza Permalink: https://www.certifico.com/id/4457
Il rischio biologico è disciplinato per i lavoratori dal titolo X del D.Lgs. 81/08, che prevede, all’art. 279 c. 2 lettera a), che è obbligatoria, per il datore di lavoro, “la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente”.
Le norme per Vaccinazioni obbligatorie (ante 1970)
In Italia la pratica vaccinale negli ambienti di lavoro ha una storia normativa ricca di numerosi decreti, leggi e circolari ministeriali che hanno regolato, negli anni:
- le categorie di lavoratori per i quali era previsto l’obbligo o la raccomandazione delle vaccinazioni,
- la modalità di esecuzione delle stesse, la composizione dei vaccini e la periodicità di eventuali richiami.
Gli obiettivi prefissati rispondevano a due precise esigenze:
- la protezione del soggetto dagli agenti infettivi presenti nella propria realtà lavorativa,
- la protezione della collettività nella fruizione di servizi o dei prodotti delle attività lavorative stesse.
Si chiarisce che il Decreto "taglia-leggi" del 2009 che ha individuato le disposizioni legislative statali, pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970, anche se modificate con provvedimenti successivi, ha mantenuto in vigore alcune norme sulla vaccinazione lavoro.
Infatti prima dell'entrata in vigore del D. Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179 (taglia-leggi) (GU n.290 del 14-12-2009 - SO n. 234) come modificato in particolare dal D.Lgs. 13 dicembre 2010, n. 213 (GU n.292 del 15-12-2010 - SO n. 276) erano previste una serie di vaccinazioni obbligatorie per determinate categorie di lavoratori ed in particolare relative alla vaccinazione antitetanica e antitubercolare:
- D.C.G. 2 dicembre 1926 (Vaccinazione antitifica)
- Legge n. 292/1963 (Vaccinazione antitetanica) (salvata dal tagli-leggi n. 1899 All. I)
- DPR n. 1301 del 7 settembre 65 (Vaccinazione antitetanica)
- Legge n. 419/1968 (Modifica alla Legge n. 292/1963) (Vaccinazione antitetanica)
altre dopo il 1970:
- Legge n. 1088/70 (Vaccinazione antitubercolare)
- D.M. 22 marzo 1975 (Vaccinazione antitetanica ferroviari)
- D.M. 16 settembre 1975 (Vaccinazione antitetanica marittimi)
- Linee guida per il controllo della malattia tubercolare Legge n.388 del 23 dicembre 2000 (art.93 c. 2) (Vaccinazione antitubercolare)
- D.P.R. n. 465 del 7 novembre 2001 (Vaccinazione antitubercolare)
- D.P.R. n. 464 7 del 7 novembre 2001 (Rivaccinazione antitetanica)
- Accordo CSR del 7 Febbraio 2013 (Vaccinazione antitubercolare)
Con l’entrata in vigore del decreto taglia leggi (D.Lgs. 179/2009) sono state abrogate tutte le disposizioni legislative antecedenti al 01/01/1970, salvo quelle contenute nello specifico elenco, allegato al decreto stesso.
D. Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179
(GU n.290 del 14-12-2009 - SO n. 234)
Nell'Allegato I (Atti normativi salvati pubblicati anteriormente al 1° gennaio 1970) del decreto D. n. 179/2009 il punto 1899 fa riferimento alla Legge n. 292/1963
1899 - LEGGE - 292 - 05/03/1963 VACCINAZIONE ANTITETANICA OBBLIGATORIA Lavoro, salute e politiche sociali
Il decreto D.Lgs. 13 dicembre 2010, n. 213 contiene (nell'allegato B) l'elenco delle norme "espunte" - cioè eliminate - dall'elenco delle norme “salvate” contenute nell'Allegato I del decreto del 2009, il punto 1899 non viene comunque espunto.
La Legge n. 292/1963 è in vigore in quanto a tutt’oggi ed contemplata tra le norme salvate dall'abrogazione dal decreto del 2009, che resta in vigore semplicemente modificato e integrato dal decreto del 2010 per altre voci elencate.
E' in vigore anche la legge 14 dicembre 1970 n. 1088 che ha istitutito - per alcune categorie - la vaccinazione antitubercolare, in quanto successiva al 1° gennaio 1970.
A. Vaccinazione antitetanica
La vaccinazione antitetanica è obbligatoria in accordo con la legge del 5 marzo 1963, n. 292, secondo l’elenco riportato per alcune determinate categorie di lavoratori:
Legge del 5 marzo 1963, n. 292
Art. 1. E' resa obbligatoria la vaccinazione antitetanica:
a) per le seguenti categorie di lavoratori dei due sessi piu' esposti ai rischi dell'infezione tetanica:
- lavoratori agricoli,
- pastori,
- allevatori di bestiame,
- stallieri,
- fantini,
- conciatori,
- sorveglianti e addetti ai lavori di sistemazione e preparazione delle piste negli ippodromi,
- spazzini,
- cantonieri,
- stradini,
- sterratori,
- minatori,
- fornaciai,
- operai e manovali addetti alla edilizia,
- operai e manovali delle ferrovie,
- asfaltisti,
- straccivendoli,
- operai addetti alla manipolazione delle immondizie,
- operai addetti alla fabbricazione della carta e dei cartoni,
- lavoratori del legno,
- metallurgici e metalmeccanici.
b) per gli sportivi all'atto della affiliazione alle federazioni del CONI;
Il Ministro per la sanita' e' autorizzato ad estendere, con proprio decreto, l'obbligo della vaccinazione antitetanica ad altre categorie di lavoratori, sentito il Consiglio superiore di sanita'.
Tale elenco è stato integrato dai D.M. 22 marzo 1975 (G.U. n. 85 del 29/03/1975) e D.M 16 settembre 1975 (G.U. n.304 del 22/10/1975):
D.M. 22 marzo 1975
L'obbligo della vaccinazione antitetanica di cui alla legge 5 marzo 1963, n. 292, modificata dalla legge 20 marzo 1968, n. 419, è esteso a:
- tutto il personale delle ferrovie
elencato sotto la voce "personale dell'esercizio" nel quadro n. 4 "qualifiche iniziale di assunzione del personale in prova", allegato al decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 1970, n. 1077, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 4 del 7 gennaio 1971, concernente il riordinamento delle carriere degli impiegati civili dello Stato, nonché a tutto il personale delle ferrovie in concessione delle categorie corrispondenti a quelle indicate nel citato allegato.
D.M 16 settembre 1975
L'obbligo della vaccinazione antitetanica di cui alla legge 5 marzo 1963, n. 292, modificata dalla legge 20 marzo 1968, n. 419, è esteso a
- tutti i marittimi e ai lavoratori portuali
a partire dalle nuove leve di lavoro.
Il D.P.R. n. 465 del 7 novembre 2001 ha successivamente modificato la cadenza con cui effettuare i richiami periodici della vaccinazione, ad intervalli decennali invece che quinquennali. Tale intervallo era peraltro già stato raccomandato con alcune circolari del Ministero della Salute, tra cui la circolare n. 16 dell’11 novembre 1996.
B. Vaccinazione antitubercolare (BCG)
La vaccinazione antitubercolare (BCG) è obbligatoria, in accordo con il D.P.R. n. 465 del 7 novembre 2001, emanato ai sensi dell’art. 93 della legge 27 dicembre 2000, n. 388:
D.P.R. n. 465 del 7 novembre 2001
1. La vaccinazione antitubercolare è obbligatoria per:
b) personale sanitario, studenti in medicina, allievi infermieri e chiunque, a qualunque titolo, con test tubercolinico negativo, operi in ambienti sanitari ad alto rischio di esposizione a ceppi multifarmacoresistenti oppure che operi in ambienti ad alto rischio e non possa, in caso di cuticonversione, essere sottoposto a terapia preventiva, perche¨ presenta controindicazioni cliniche all'uso di farmaci specifici.
C. Vaccinazione antitifica
Fino al 2000, era inoltre obbligatoria anche la vaccinazione antitifica per gli addetti ai servizi di approvvigionamento idrico, ai servizi di raccolta e distribuzione del latte, ai servizi di lavanderia, pulizia e disinfezione degli ospedali, per le reclute, e per altri lavoratori, ma tale obbligo è cessato con l’abrogazione del DCG 2 dicembre 1926 e dell’art. 38 del d.p.r. 26 marzo 1980 n. 327, ad opera rispettivamente dell’art. 32 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e dell’art. 93 della legge 27 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001).
10. All'articolo 14, primo comma, della legge 30 aprile 1962, n. 283, sono aggiunte, in fine, le parole: "ad esclusione della vaccinazione antitifico-paratifica e di altri trattamenti vaccinali".
D.P.R 6 marzo 1980, n. 327
Art. 38. - (Profilassi del personale). - 1. Il personale di cui all'articolo 37 è sottoposto ai trattamenti di profilassi che siano ritenuti necessari dall'autorità sanitaria competente, a salvaguardia della salute pubblica, ad esclusione della vaccinazione antitifico-paratifica e di altri trattamenti vaccinali".
L’art. 93 della legge 388/2000, comunque, conferisce alle Regioni, in caso di riconosciuta necessità e sulla base della situazione epidemiologica locale, la possibilità di disporre l’esecuzione della vaccinazione antitifica in specifiche categorie professionali.
Vaccinazioni: norme generali di tutela
Ad oggi, quindi, sono previste norme dirette per la vaccinazione in ambito di lavoro (legge 14 dicembre 1970 n. 1088 / legge del 5 marzo 1963, n. 292), ma sono presenti anche norme "indirette" legate al concetto di "obblighi di tutela dei lavoratori da parte del del Datore di Lavoro" di cui all'Art. 2087 c.c. e naturalmente il D.Lgs. 81/2008 Art. 17, Titolo X Agenti biologici.
Quindi sono di riferimento:
- Art.2087 c.c.
- D.Lgs. 81/2008 Art. 17, Titolo X Agenti biologici
Art.2087 c.c.
L’imprenditore è tenuto ad adottare, nell’esercizio dell’impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.
Il datore di lavoro deve adottare tutte le misure idonee a prevenire sia i rischi insiti all'ambiente di lavoro, sia quelli derivanti da fattori esterni e inerenti al luogo in cui tale ambiente si trova, atteso che la sicurezza del lavoratore è un bene di rilevanza costituzionale che impone al datore di anteporre al proprio profitto la sicurezza di chi esegue la prestazione.
Nel momento in cui si evidenziano rischi per la salute dei lavoratori il datore di lavoro attua misure tecniche, organizzative e procedurali, per evitare ogni esposizione degli stessi ad agenti biologici, all'Art. 279 del D.Lgs. 81/2008 è riportato:
1. Qualora l'esito della valutazione del rischio ne rilevi la necessità i lavoratori esposti ad agenti biologici sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria
c. 2 a) la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all'agente biologico presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente
c 5. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sul controllo sanitario cui sono sottoposti e sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività che comporta rischio di esposizione a particolari agenti biologici individuati nell'allegato XLVI nonché sui vantaggi ed inconvenienti della vaccinazione e della non vaccinazione
Cass. pen. sez. IV, 5.2.1991, n.1170
“le misure di sicurezza vanno attuate dal datore di lavoro anche contro la volontà del lavoratore”
h) l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro
Un ruolo chiave ed insostituibile nella sicurezza sul lavoro, relativamente al rischio biologico (Titolo X del D.Lgs 81/2008), è svolto dai vaccini specifici. Il fatto che i vaccini necessari a garantire la sicurezza sul lavoro abbiano indubbia natura di «trattamento sanitario» contemplato dall’art.32 della Costituzione comporta, però, inevitabili problematiche giuridiche riguardo la possibilità di imporre tali vaccinazioni ai lavoratori valutati come a rischio biologico.
Il datore di lavoro, ha l’obbligo di adottare i vaccini imposti dalla legge e, in mancanza di disposizioni legislative, di adottare in via sussidiaria i vaccini disponibili in base alla «prevedibilità del rischio».
La vaccinazione rappresenta un atto di prevenzione primaria di grande efficacia, di norma senza inconvenienti se si rispettano le regole di buona pratica, con un rapporto costo benefici favorevole se si considerano gli effetti a distanza
Vaccinazioni preventive ai sensi Art. 279 D. Lgs. 81/2008 Rischio biologico
Le vaccinazioni da valutare, assieme al medico competente, in base alla tipologia di rischio biologico (art.279 comma 2a D.Lgs 81/2008), tra le più comuni:
- anti HBV,
- antiHAV,
tenendo conto di trasferte di lavoro all’estero, devono essere valutate ed obbligate vaccinazioni adeguate.
Vaccinazioni in ambito lavorativo - Quadro normativo Rev. 0.0 2019.pdf Abbonati Sicurezza lavoro 178
Tubercolosi - Aspetti normativi ed epidemiologici.pdf Abbonati Sicurezza lavoro 41
Vaccini in medicina del lavoro.pdf Abbonati Sicurezza lavoro 108

References: Art. 1
in fine

Art. 38
 Art. 17
 Art.2087
 Art. 17

Art.2087

Cass. 
 Art. 279