Source: https://www.ratioiuris.it/corte-di-cassazione-sez-ii-civile-21-01-2020-n-1202/
Timestamp: 2020-07-13 11:16:44+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE - Sez. II CIVILE - 21/01/2020, n. 1202 - Ratio Iuris
In ipotesi di negoziazione assistita da avvocati per soluzione di crisi del rapporto coniugale, il verbale dell’atto di accordo che comprenda anche il trasferimento di uno o più diritti di proprietà su beni immobili deve essere autenticato da parte di un pubblico ufficiale a ciò autorizzato; in assenza di tale autenticazione, non sarà possibile procedere alla trascrizione dell’atto di trasferimento.
1. Il notaio XX. proponeva reclamo avverso la decisione numero 164 del 2017 emessa dalla Co.Re.Di. del Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Veneto il 12 maggio 2017, con la quale, previa concessione delle circostanze attenuanti di cui alla L. n. 89 del 1913, art. 144 (di seguito legge notarile o l.n.), erano state irrogate plurime sanzioni pecuniarie: Euro 45 per la violazione dell’art. 62 l.n., che impone l’iscrizione degli atti al repertorio; Euro 5000 per la violazione dell’art. 72 l.n., che disciplina le forme dell’autentica, e dell’art. 138, lett. c), l.n. che sanziona la negligenza del notaio nella conservazione degli atti; Euro 5000 per la violazione dell’art. 147, lett. a), l.n. per avere il notaio XX compromesso il decoro e il prestigio della funzione notarile.
In calce alla scrittura privata con la firma dei coniugi autenticata dagli avvocati, il notaio XX aveva posto la propria autentica con una forma identica a quella in uso per l’autentica formale prevista dall’art. 72 L. n. con lettura alle parti della scrittura dell’orario di sottoscrizione, ma senza il numero di repertorio e il numero di raccolta.
Dopo la convocazione, nel corso della quale il consiglio notarile aveva contestato al notaio XX l’illegittimità del suo comportamento, il notaio reclamante aveva ricevuto, in data 28 settembre 2016, un atto notarile di trasferimento, in forza del quale il marito cedeva alla moglie i propri diritti sull’abitazione familiare in conformità all’obbligo assunto nell’accordo del 17 giugno 2016. L’atto in questione veniva trascritto il 29 settembre 2016.
Tale condotta integrava oltre alla violazione degli artt. 62 e 72 e art. 138, lett. c), l.n. anche una grave violazione dell’art. 147, lett. a), della medesima legge, avendo compromesso il decoro e il prestigio della classe notarile. Il ruolo del notaio nella negoziazione assistita, infatti, è finalizzato alla trascrizione dei negozi di trasferimento immobiliare e l’agire del notaio XX era stato sbrigativo, sintomatico dell’intento di accaparramento di clientela malgrado il discredito che tale condotta determini alla funzione notarile.
2. La Corte d’Appello di Venezia rigettava integralmente il reclamo proposto. In particolare, quanto alle contestazioni circa la regolarità della procedura la Corte d’Appello rilevava che l’iniziativa del procedimento disciplinare spettava formalmente al presidente del consiglio notarile del distretto in cui è iscritto il notaio ma in sostanza spettava al consiglio notarile che poteva delegare anche uno dei consiglieri. Il consiglio notarile di (…) aveva delegato il notaio YY. La delega, dunque, era stata conferita dall’organo collegiale titolare della legittimazione a chiedere l’avvio del procedimento disciplinare e non dal suo presidente anche in ragione dell’eventualità che quest’ultimo potesse essere chiamato a rendere informazioni sui fatti da lui personalmente appresi. La volontà dell’organo collegiale era stata espressa unanimemente e l’espressione contestata dalla reclamante era frutto di una verbalizzazione necessariamente sintetica.
Nella specie era pacifico che il notaio XX avesse autenticato il verbale recante l’accordo di separazione consensuale in maniera difforme da quella prevista dall’art. 2703 c.c. e art. 72 legge notarile e, ai fini della trascrizione, dall’art. 2657 c.c..
Tale obbligo, dunque, comportava il conseguente obbligo di iscrizione dell’atto nel repertorio ex art. 62 l.n. di conservazione e raccolta ex art. 138 della medesima legge, nonché quello di effettuare la trascrizione nel più breve tempo possibile ex art. 2671 c.c..
3. Il notaio XXG. ha proposto ricorso per cassazione avverso la suddetta ordinanza sulla base di sette motivi.
4. Il consiglio notarile distrettuale di (…) ha resistito con controricorso.
A parere del ricorrente la possibilità per il presidente del consiglio notarile di conferire delega di rappresentanza ad altro consigliere, peraltro sulla base di un ragionamento di pura opportunità, senza alcun riferimento normativo è erronea ed è anche smentita dalla presenza del presidente C. a due udienze del procedimento disciplinare contro il notaio XX.
La censura relativa alla violazione dell’art. 153 l.n., pertanto, si rivela del tutto infondata, in quanto correttamente la Corte d’Appello ha richiamato tale norma riferendola alla diversa fase dell’iniziativa disciplinare, distinguendola dalla fase successiva del procedimento cui si riferiva, invece, la delibera con la quale il consiglio notarile di (…)aveva delegato un suo componente a rappresentarlo dinanzi alla Commissione Regionale di disciplina.
2. Il secondo motivo di ricorso è così rubricato: violazione ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 della L. n. 162 del 2014, art. 6, comma 3, disciplinante la negoziazione assistita in materia familiare per avere la Corte d’Appello di Venezia negato la qualità di tertium genus e negato l’autonoma causa familiare all’accordo raggiunto ai sensi della L. n. 162 del 2014, art. 6 dei coniugi A.- T. e autenticato, quanto alle sottoscrizione degli stessi, dal notaio XX, qualificandolo, invece, come scrittura privata, con conseguente nullità dell’intera decisione impugnata.
3. Il terzo motivo di ricorso è così rubricato: violazione ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, della L. n. 162 del 2014, art. 5, comma 2, in materia di negoziazione assistita per avere la Corte d’Appello di Venezia inteso attribuire al notaio XX gli obblighi di controllo di legalità in ordine all’accordo raggiunto dai coniugi a seguito della negoziazione assistita, nonostante la norma suindicata attribuisca espressamente tale funzione agli avvocati delle parti.
In conclusione, si deve affermare il seguente principio di diritto: “ogni qualvolta l’accordo stabilito tra i coniugi, al fine di giungere ad una soluzione consensuale di separazione personale, ricomprenda anche il trasferimento di uno o più diritti di proprietà su beni immobili, la disciplina di cui al D.L. n. 132 del 2014, art. 6, conv. in l. n. 162 del 2014, deve necessariamente integrarsi con quella di cui al medesimo D.L. n. 132 del 2014, art. 5, comma 3, con la conseguenza che per procedere alla trascrizione dell’accordo di separazione contenente anche un atto negoziale comportante un trasferimento immobiliare, è necessaria l’autenticazione del verbale di accordo da parte di un pubblico ufficiale a ciò autorizzato, ai sensi dell’art. 5, comma 3″.
Da quanto detto discende la sussistenza dell’illecito disciplinare contestato, in quanto la ricorrente aveva l’obbligo di procedere nelle forme previste dall’art. 2703 c.c., con il conseguente obbligo di iscrizione dell’atto nel repertorio ex art. 62 L. n. e di conservazione e raccolta ex art. 72 l.n. 89 del 1913, nonché quello di effettuare la trascrizione nel più breve tempo possibile ex artt. 2643 e 2671 c.c..
5. Il quinto motivo di ricorso è così rubricato: violazione ex art. 360 cpc., comma 1, n. 3 dell’art. 147, lett. a), l.n., in relazione all’art. 2671 c.c., per avere la Corte d’Appello di Venezia ritenuto che, con la propria condotta di vita pubblica o privata, il notaio XX abbia compromesso il decoro ed il prestigio dell’intera classe notarile, con conseguente nullità del decreto della Corte d’Appello di Venezia, nella parte in cui ha confermato la sanzione ex art. 147, lett. a), L. n..
6. Il sesto motivo di ricorso è così rubricato: falsa applicazione ex art. 360 cpc., comma 1, n. 3 degli artt. 62 e 72 e art. 138, lett. c, l.n., in relazione alla L. n. 162 del 2014, artt. 5 e 6 per avere la Corte d’Appello di Venezia applicato all’accordo di negoziazione assistita dei coniugi le norme della legge notarile relative alle scritture private raccolte o sottoscritte dal notaio, con conseguente nullità delle tre sanzioni confermate dal decreto della corte d’appello di Venezia L. n. 89 del 1913, ex artt. 62 e 72 e art. 138, lett. c. A parere della ricorrente la L. n. 162 del 2014, art. 6, comma 3, non comporta l’applicabilità degli artt. 62 e 72 e art. 138, lett. c), della legge notarile, che presuppongono che il notaio sia chiamato a ricevere un atto pubblico, una scrittura autenticata o l’autentica di una scrittura privata. Si tratta, infatti, di un accordo equiparabile a un provvedimento dell’autorità giudiziaria. L’art. 138, lett. c), l.n. punisce il notaio che non conserva gli atti da lui ricevuti o presso di lui depositati mentre il notaio XX non aveva ricevuto alcun atto pubblico o scrittura privata.
7. Il settimo motivo di ricorso è così rubricato: falsa applicazione ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 della sanzione ex art. 138, lett. c, L. n., per avere la Corte d’Appello di Venezia applicato tale sanzione in relazione all’autentica cosiddetta minore apposta dal notaio XX, nonostante la sanzione per tale violazione sia prevista dall’art. 137, comma 1, L. n. e conseguente nullità della sanzione ex art. 138, lett. c), L. n. di Euro 5000.
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References: art. 144
 art. 138
 art. 72
 art. 62
 art. 138
 art. 2671
 art. 360
 art. 6
 art. 6
 art. 360
 art. 5
 art. 6
 art. 5
 art. 62
 art. 72
 art. 360
 art. 147
 art. 360
 art. 138
 art. 138
 art. 6
 art. 138
 art. 360
 art. 138
 art. 138