Source: https://www.sergenti.it/sgt/leggi-e-sentenze/contratto/25-concertazione-pdf.html
Timestamp: 2019-12-07 22:44:27+00:00

Document:
Concertazione documenti
PAGAMENTO ARRETRATI CONTRATTO 2008-09
Pubblicato: Giovedì, 13 Gennaio 2011 22:02
Pubblichiamo il telegramma con il quale lo Stato Maggiore della Difesa ha scritto agli Stati Maggiore di Forza Armata invitandoli ad impartire disposizioni ai rispettivi CELD al fine di corrispondere gli arretrati del contratto 2008-09 "possibilmente" con le competenza del mese di Gennaio 2011.
D.P.R. n. 185/2010 (Concertazione 2008-2009)
Pubblicato: Martedì, 28 Dicembre 2010 10:24
D.P.R. n. 360/1996
Pubblicato: Mercoledì, 05 Maggio 2010 12:34
Decreto del Presidente della Repubblica 10/05/1996, n. 360
(in Suppl. ordinario n. 114, alla Gazz. Uff. n. 160, del 10 luglio)
Recepimento del provvedimento di concertazione del 18 aprile 1996, riguardante il biennio 1996-1997, per gli aspetti retributivi, per il personale non dirigente delle Forze armate (Esercito, Marina, Aeronautica), a seguito del provvedimento di concertazione,
Il Presidente della Repubblica: Visto l'art. 87 della Costituzione; Visto il decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, pubblicato nel supplemento ordinario n. 61 alla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 27 maggio 1995, recante norme sulle , emanato in attuazione della legge 29 aprile 1995, n. 130, e dell'art. 2 della legge 6 marzo 1992, n. 216; Visti gli articoli 1, 2 e 7 del citato decreto legislativo n. 195/1995, che disciplinano le procedure negoziali e di concertazione -- da avviare, sviluppare e concludere con carattere di contestualità -- ai fini della adozione di separati decreti del Presidente della Repubblica concernenti rispettivamente il personale delle Forze di polizia anche ad ordinamento militare e quello delle Forze armate, con esclusione dei dirigenti civili e militari, nonchè del personale di leva e di quello ausiliario di leva; Viste le disposizioni degli articoli 2 e 7 del predetto decreto legislativo n. 195/1995, che individuano le delegazioni di parte pubblica, le delegazioni sindacali ed i rappresentanti del Consiglio centrale di rappresentanza che partecipano alle richiamate procedure negoziali e di concertazione, rispettivamente per le Forze di polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato, Corpo della polizia penitenziaria e Corpo forestale dello Stato), per le Forze di polizia ad ordinamento militare (Arma dei carabinieri e Corpo della guardia di finanza) e per le Forze armate; Viste in particolare le disposizioni di cui all'art. 2, comma 2, ed all'art. 7 del citato decreto legislativo n. 195/1995 riguardanti le delegazioni e le procedure negoziali e di concertazione per il personale delle Forze armate in precedenza indicato; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394, recante ; Visto lo schema di provvedimento riguardante il biennio 1996-1997, per gli aspetti retributivi, per il personale non dirigente delle Forze armate (Esercito, Marina, Aeronautica), concertato -- ai sensi delle richiamate disposizioni del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195 -- in data 18 aprile 1996 dalla delegazione di parte pubblica, dallo Stato maggiore della difesa, dalla sezione COCER Esercito, dalla sezione COCER Marina e dalla sezione COCER Aeronautica; Vista la legge 28 dicembre 1995, n. 550 (legge finanziaria per il 1996); Visto l'art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400 e l'art. 7, comma 11, ultimo periodo, del decreto legislativo n. 195/1995; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella seduta del 2 maggio 1996, ai sensi del citato art. 7, comma 11, del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, con la quale è stato approvato, previa verifica delle compatibilità finanziarie, lo schema di provvedimento di concertazione in precedenza indicato; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro del tesoro e del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro della difesa; Decreta:
Area di applicazione e durata.
1. Ai sensi dell'art. 2, comma 2, del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, il presente decreto si applica al personale militare dell'Esercito (esclusa l'Arma dei carabinieri), della Marina e dell'Aeronautica, con esclusione dei dirigenti e del personale di leva. 2. Il presente decreto -- a seguito del provvedimento di concertazione, sottoscritto il 20 luglio 1995 e recepito nel decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394, relativo al quadriennio 1994-1997, per gli aspetti normativi, ed al biennio 1994-1995, per gli aspetti retributivi -- concerne gli aspetti retributivi ed è valido per il periodo dal 1º gennaio 1996 al 31 dicembre 1997. 3. Dopo un periodo di tre mesi dalla data di scadenza del presente decreto, al personale di cui al comma 1 sarà corrisposto, a partire dal mese successivo, un elemento provvisorio della retribuzione pari al trenta per cento del tasso di inflazione programmato, applicato ai livelli retributivi tabellari vigenti, inclusa l'indennità integrativa speciale. Dopo ulteriori tre mesi, detto importo sarà pari al cinquanta per cento del tasso di inflazione programmato e cessa di essere erogato dalla decorrenza degli effetti economici previsti dal nuovo decreto del Presidente della Repubblica emanato ai sensi dell'art. 2, comma 2, del decreto legislativo n. 195/1995.
Nuovi stipendi.
1. Gli stipendi stabiliti dall'art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394, sono incrementati, a regime, delle seguenti misure mensili lorde:
Livello V............................................ L. 187.000
Livello VI........................................... L. 200.000
Livello VI-bis....................................... L. 210.000
Livello VII.......................................... L. 220.000
Livello VII-bis...................................... L. 229.500
Livello VIII......................................... L. 239.000
Livello IX........................................... L. 262.000
2. Gli aumenti di cui al comma 1 competono con decorrenza 1º luglio 1997. 3. Dal 1º gennaio 1996 al 30 novembre 1996 competono i seguenti aumenti stipendiali mensili lordi:
Livello V............................................ L. 65.000
Livello VI........................................... L. 70.000
Livello VI-bis....................................... L. 74.000
Livello VII.......................................... L. 78.000
Livello VII-bis...................................... L. 80.500
Livello VIII......................................... L. 83.000
Livello IX........................................... L. 91.000
4. Dal 1º dicembre 1996 al 30 giugno 1997 competono i seguenti aumenti stipendiali mensili lordi:
Livello V............................................ L. 140.000
Livello VI........................................... L. 150.000
Livello VI-bis....................................... L. 157.000
Livello VII.......................................... L. 165.000
Livello VII-bis...................................... L. 172.000
Livello VIII......................................... L. 179.000
Livello IX........................................... L. 196.000
6. I valori stipendiali tabellari annui lordi a regime, derivanti dall'applicazione dei precedenti commi, sono:
Livello V............................................ L. 13.921.000
Livello VI........................................... L. 15.447.000
Livello VI-bis....................................... L. 16.663.000
Livello VII.......................................... L. 17.879.000
Livello VII-bis...................................... L. 19.225.000
Livello VIII......................................... L. 20.571.000
Livello IX........................................... L. 23.639.000
7. Gli importi stabiliti dal presente articolo assorbono l'elemento provvisorio della retribuzione previsto dall'art. 1, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394.
Effetti dei nuovi stipendi.
1. Le nuove misure degli stipendi risultanti dall'applicazione del presente decreto hanno effetto sulla tredicesima mensilità, sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, sulla indennità di buonuscita, sull'assegno alimentare previsto dall'art. 82 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, o da disposizioni analoghe, sull'equo indennizzo, sulle ritenute previdenziali ed assistenziali e relativi contributi, compresi la ritenuta in conto entrata INPDAP, o altre analoghe, ed i contributi di riscatto. 2. I benefici economici risultanti dall'applicazione del presente decreto, riguardante il biennio 1996-1997, sono corrisposti integralmente, alle scadenze e negli importi previsti dal medesimo decreto, al personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza del presente decreto. Agli effetti dell'indennità di buonuscita si considerano solo gli scaglionamenti maturati alla data di cessazione dal servizio. 3. Ai fini della corresponsione dei nuovi stipendi derivanti dall'applicazione del presente decreto si applica l'art. 172 della legge 11 luglio 1980, n. 312. 4. Gli aumenti stipendiali di cui all'art. 2, hanno effetto sulla determinazione delle misure orarie del compenso per lavoro straordinario, a decorrere dal 1º luglio 1997 in corrispondenza all'attribuzione del nuovo trattamento stipendiale a regime di cui all'art. 1, comma 6. 5. La spesa globale per la remunerazione delle prestazioni straordinarie per l'anno 1997 dovrà essere in ogni caso contenuta nei limiti degli importi iscritti negli appositi stanziamenti degli stati di previsione del Ministero della difesa per l'anno 1996.
Indennità di impiego operativo.
1. A decorrere dal 1º gennaio 1996, la misura dell'indennità di impiego operativo prevista per il personale della XIII fascia della tabella I della legge 23 marzo 1983, n. 78, come sostituita dall'art. 5, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394, è rideterminata in L. 295.000 e, a decorrere dal 1º gennaio 1997, in L. 300.000. Il grado di di cui alla XI fascia della predetta tabella è sostituito col grado di , e quello di di cui alla XIII fascia col grado di . 2. A decorrere dal 1º gennaio 1997, per il personale di cui all'art. 1 che presta servizio presso i comandi, i reparti e le unità di campagna appresso indicati, impiegati nell'ambito di grandi unità di pronto intervento nazionali ed internazionali: brigate; reggimenti (esclusi quelli scolastico-addestrativi e logistici); battaglioni (esclusi quelli scolastico-addestrativi); gruppi, gruppi squadroni e squadroni (esclusi quelli logistici); forze speciali - reparti anfibi - reparti mobili; reparti bonifica ordigni esplosivi, le misure percentuali previste ai commi 1 e 2 dell'art. 3 della legge 23 marzo 1983, n. 78, in 115 e 125 sono elevate a 135 e, così rideterminate, non sono cumulabili con l'indennità supplementare di prontezza operativa di cui all'art. 8, comma 2, della predetta legge n. 78/1983. Con decreto del Ministro della difesa, su proposta del capo di stato maggiore della Difesa, di concerto con il Ministro del tesoro sono annualmente determinati i contingenti massimi del personale destinatario della misura sopra prevista. 3. La maggiorazione percentuale annua dell'indennità di impiego operativo, determinata dall'art. 5, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394, per le particolari condizioni di impiego previste dallo stesso comma in un ventesimo della differenza percentuale tra l'indennità percepita e quella di cui all'art. 2 della legge 23 marzo 1983, n. 78, è stabilita in 1,75 per cento e si applica al personale che ha prestato servizio presso i suddetti enti. 4. A decorrere dal 1º gennaio 1997, le misure percentuali previste dalla tabella III allegata alla legge 23 marzo 1983, n. 78 e successive modificazioni ed integrazioni, per gli equipaggi fissi di volo in 130 e 110 sono, rispettivamente, elevate a 135 e 115. 5. A decorrere dal 1º gennaio 1996, il premio di disattivazione previsto dalla legge 29 maggio 1985, n. 294, è rideterminato in L. 200.000 giornaliere. 6. Al personale di cui al comma 7 dell'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394, è corrisposta, nel mese di gennaio 1997, una indennità pari a L. 85.000 lorde. 7. A decorrere dal 1º gennaio 1997, per il personale di cui all'art. 1, comma 1, la misura mensile dell'indennità supplementare di marcia prevista dall'art. 8, comma 1, della legge 23 marzo 1983, n. 78, e ridotta dal 180 al 150 per cento dell'indennità d'impiego operativo stabilita per il personale della XIII fascia della tabella I della legge 23 marzo 1983, n. 78, come sostituita dall'art. 5, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394. 8. A decorrere dal 1º gennaio 1997 compete un'importo aggiuntivo pensionabile mensile lordo nelle seguenti misure:
Livello V............................................ L. 24.000
Livello VI........................................... L. 26.000
Livello VI-bis....................................... L. 28.000
Livello VII.......................................... L. 30.000
Livello VII-bis...................................... L. 33.000
Livello VIII......................................... L. 35.000
Livello IX........................................... L. 40.000
9. Dalla data indicata nel comma 8 lo stanziamento del capitolo 1406 dello stato di previsione del Ministero della difesa è corrispondentemente ridotto in relazione alle risorse occorrenti al finanziamento dell'importo aggiuntivo previsto dallo stesso comma 8.
Assegno funzionale - parziale omogeneizzazione.
1. Gli assegni funzionali pensionabili di cui all'art. 4 della legge 8 agosto 1990, n. 231, nelle misure derivanti dall'art. 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 394/1995, a decorrere dal 1º luglio 1996 sono rideterminati nei seguenti importi annui lordi, rispettivamente al compimento degli anni di servizio sottoindicati:
19 anni 29 anni di servizio di servizio Ruolo Lire Lire
Ruolo dei volontari...................... 1.365.000 1.785.000
Ruolo dei sergenti....................... 1.785.000 2.625.000
Ruolo dei marescialli.................... 1.820.000 2.675.000
2. Gli importi pensionabili previsti per gli ufficiali provenien- ti da carriere e ruoli diversi, di cui all'art. 5, comma 2, della legge n. 231/1990, nelle misure derivanti dall'art. 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 394/1995, a decorrere dal 1º luglio 1996 sono rideterminati nelle seguenti misure annue lorde, rispetti- vamente al compimento degli anni di servizio sottoindicati:
19 anni 29 anni di servizio di servizio Grado Lire Lire
Tenente - capitano....................... 2.205.000 2.835.000
Maggiore................................. 2.940.000 4.725.000
Tenente colonnello....................... 3.360.000 4.725.000
3. L'assegno pensionabile di parziale omogeneizzazione, di cui all'art. 5, comma 1, della legge n. 231/1990, nelle misure derivanti dall'art. 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 394/1995, a decorrere dal 1º luglio 1996 è rideterminato nei seguenti importi annui lordi, rispettivamente al compimento degli anni di servizio sottoindicati dalla nomina a tenente:
15 anni 25 anni di servizio di servizio
Grado Lire Lire
Capitano................................. 2.205.000 4.725.000
1. A decorrere dal primo giorno del mese successivo all'entrata in vigore del presente decreto, le percentuali indicate dall'art. 3, commi 3 e 7, della legge 23 gennaio 1991, n. 21, sono rideterminate entrambe nella misura del 40 per cento. Restano ferme le altre disposizioni di cui al citato art. 3 della legge n. 21/1991 ed all'art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 394.
Personale delle capitanerie di porto e personale militare in servizio presso gli stabilimenti militari di pena.
1. Per il personale delle capitanerie di porto e per il personale militare in servizio presso gli stabilimenti militari di pena, di cui all'art. 2, comma 2-bis, della legge 14 novembre 1987, n. 468, la quota percentuale dell'indennità pensionabile prevista nella predetta norma, va rapportata alle misure dell'indennità pensionabile per il personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare previste dal comma 3 dell'art. 37 del decreto del Presidente della Repubblica n. 395/1995, nelle nuove misure e decorrenze successivamente rideterminate.
1. All'onere derivante dall'attuazione del presente decreto, valutato in lire 225 miliardi per il 1996, in lire 516 miliardi per 1997 ed in lire 624 miliardi a decorrere dal 1998, si provvede mediante riduzione del fondo di cui al capitolo 6683 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno finanziario 1996 e corrispondenti capitoli per gli anni successivi. 2. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Circolare applicativa D.P.R. n. 185/2010 (concertazione 2008-2009)
Pubblicato: Martedì, 28 Dicembre 2010 10:18
Circolare n° M_D GMIL IV SGR 0498234 del 16.11.2010 sull'applicazione del Decreto del Presidente della Repubblica 1° ottobre 2010 n. 185 pubblicato sulla G.U. Serie generale - n. 263 in data 10 novembre 2010.
D.P.R. n. 255/1999
Pubblicato: Mercoledì, 05 Maggio 2010 12:17
D.P.R. 16.03.1999, n. 255
(pubblicato sul suppl. ord. della G.U. nr. 180 del 03.08.1999)
Recepimento del provvedimento di concertazione per le Forze Armate relativo al quadriennio normativo 1998/2001 ed al biennio economico 1998/1999
1. Ai sensi dell'art. 2, comma 2, del D.LGS. 12.5.1995, N° 195, il presente decreto si applica al personale militare dell'Esercito, (esclusa l'Arma de carabinieri), della Marina e dell'Aeronautica, con esclusione dei dirigenti e del personale di leva.
2. Il presente decreto concerne il quadriennio 1° gennaio 1998 - 31 dicembre 2001 per la parte normativa ed è valido per il biennio 1° gennaio 1998 - 31 dicembre 1999 per la parte economica e relativi effetti.
3. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di scadenza della parte economica del presente decreto, al personale di cui al comma 1 è corrisposto, a partire dal mese successivo, un elemento provvisorio della retribuzione pari al 30% del tasso di inflazione programmato, applicato ai livelli retributivi tabellari vigenti, inclusa l'indennità integrativa speciale. Dopo ulteriore tre mesi di vacanza contrattuale, detto importo è pari al 50% del tasso di inflazione programmato e cessa di essere erogato dalla decorrenza degli effetti economici previsti dal nuovo decreto del Presidente della Repubblica emanato ai sensi dell'art. 2, comma 2, del d.lgs. n° 195 del 1995.
1. Gli stipendi stabiliti dall'art. 2 del D.P.R. 10.5.96 nr. 360, sono incrementati, a regime, delle seguenti misure mensili lorde:
livello V lire 71.000
livello VI 77.000
livello VI bis 80.000
livello VII 83.000
livello VII bis 86.500
livello VIII 90.000
livello IX 101.000.
2. Gli aumenti di cui al comma 1 competono con decorrenza 01.08.1999.
3. Dal 01.10.1998 al 31.07.1999 competono i seguenti aumenti stipendiali mensili lordi:
livello V lire 39.000
livello VI 42.000
livello VI bis 43.500
livello VII 45.000
livello VII bis 47.000
livello VIII 49.000
livello IX 55.000.
4. Gli aumenti di cui al comma 3 hanno effetto fino alla data del conseguimento di quello successivo.
5. I valori stipendiali tabellari annui lordi a regime, derivanti dall'applicazione del presente articolo, sono:
livello V lire 14.773.000
livello VI 16.371.000
livello VI bis 17.623.000
livello VII 18.875.000
livello VII bis 20.263.000
livello VIII 21.651.000
livello IX 24.851.000.
6. Gli importi stabiliti dal presente articolo assorbono l'elemento provvisorio della retribuzione previsto dall'art. 1, comma e del D.P.R. 10.05.1996, n° 360.
1. Le nuove misure degli stipendi risultanti dall'applicazione del presente decreto hanno effetto sulla 13^ mensilità, sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, sulla indennità di buonuscita, sull’assegno alimentare previsto dall’art. 82 del D.P.R. 10.1.1957, n° 3, o da disposizioni analoghe, sull’equo indennizzo, sulle ritenute previdenziali ed assistenziali e relativi contributi, compresi la ritenuta in conto entrata INPDAP, o altre analoghe, ed i contributi di riscatto.
2. I benefici economici risultanti dall’applicazione del presente decreto riguardanti il biennio1998/99 sono corrisposti integralmente, alle scadenze e negli importi previsti dal medesimo provvedimento, al personale comunque cessato dal servizio con diritto a pensione nel periodo di vigilanza del presente decreto. Agli effetti dell’indennità di buonuscita si considerano solo gli scaglionamento maturati alla data di cessazione dal servizio.
3. Ai fini della corresponsione dei nuovi stipendi derivanti dall’applicazione del presente decreto si applica l’articolo 172 della legge 11.7.1980, n° 312.
4. Gli aumenti e i valori stipendiali di cui all’art. 2 hanno effetto sulla determinazione delle misure orarie del compenso per lavoro straordinario a decorrere dal 31.12.1999.
Indennità operative ed altre indennità
1. A decorrere dal 1° gennaio 1999, al comma 5 dell’art. 5 del D.P.R.31.7.1995 n. 394, le parole “art. 3, 4, 5, 6, 7, e 10” sono sostituite dalle seguenti: “art. 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 12” e le parole: “art. 8, 9, 11, 13, 15 e 16” sono sostituite dalle presenti: “art. 11, 15 e 16”. Sono soppressi il comma 7 dell’art. 4 del DPR. 10.5.1996 nr. 196, n. 360, nonché il comma 2 dell’art. 8 ed il comma 9 dell’art. 17 della legge 23.3.1983 n. 78.
2. Al personale militare che passi da una ad altra condizione di impiego tra quelle previste dagli art. 3, 4, 5, 6, commi 1°, 2° e 3°, e 7 della legge 23.3.1983 n. 78, e dell’art. 4, commi 2 e 4, del D.P.R. 10.5.1996 n. 360, che dia titolo ad altra indennità di impiego operativo, compete la nuova indennità ovvero, qualora più favorevole, l’indennità di impiego operativo di base con le maggiorazioni percentuali annue di cui all’art. 5, comma 2, del D.P.R.31.7.1995n. 394, ed all’art. 4, comma 3, del D.P.R. 10.5.1996, n. 360. Il servizio prestato nella nuova condizione di impiego è utile per la maturazione delle predette maggiorazioni ed ogni altro beneficio di legge. Le frazioni di servizio inferiori l’anno sono cumulabili ai fini delle medesime maggiorazioni.
3. A decorrere dal 1° gennaio 1999 l’indennità giornaliera prevista per i giorni di effettivo servizio al personale militare controllore del traffico aereo, assistente controllore, nonché al restante personale militare delle F.AA. impiegato in turni continuativi, è incrementata rispettivamente di lire 4.000, lire 3.000 e lire 2.000.
4. Il personale destinatario delle indennità di impiego operativo fondamentali e supplementari, che transita al ruolo superiore o in servizio permanente e, a parità di impiego, si trovi nella condizione di avere diritto ad un’indennità di misura inferiore a quella di cui sia già provvisto, conserva il trattamento in godimento.
5. A decorrere dal 1° dicembre 1999 al personale chiamato a prestare servizio in attività di istituto nei giorni di Natale, Capodanno, Pasqua e Ferragosto è attribuito per ciascuna festività un compenso nella misura lorda di lire 63.000.
6. A decorrere dal 1° gennaio 1999, ai soli fini della determinazione mensile dell’indennità supplementare di fuori sede e di quella di marcia, per l’applicazione della maggiorazione del 180% dell’indennità operativa di base si fa riferimento alla tabella I allegata al presente decreto.
1. Gli assegni funzionali pensionabili di cui all’art. 4 della legge 8.8.1990, n. 231, nelle misure derivanti dall’art. 5 del DPR. 10.5.1996 nr. 360, sono fissati nei seguenti importi annui lordi, rispettivamente al compimento degli anni di servizio sotto indicati:
19 ANNI DI SERVIZIO - LIRE
29 ANNI DI SERVIZIO LIRE
1° Caporal Magg. e gradi corris.
Caporal Magg. Scelto “ “
Caporal Magg. Capo “ “
Caporal Magg. Capo sc. “ “
Sergente “ “
Sergente Maggiore “ “
Sergente Maggiore Capo “ “
Maresciallo “ “
Mar. ord. “ “
Mar. capo “ “
Aiutante “ “
2. Gli importi pensionabili previsti per gli ufficiali provenienti da carriere diverse e ruoli diversi, di cui all’art. 5, comma 2, della legge n. 231/90, nelle misure derivanti dall’art. 5 del decreto del DPR. N. 360/96, sono fissati nei seguenti importi annui lordi, rispettivamente al compimento degli anni di servizio sotto indicati:
19 ANNI DI SERVIZIO
29 ANNI DI SERVIZIO
3. L’assegno pensionabile di parziale omogeneizzazione, di cui all’art. 5, comma 1, della legge n. 231/90, nelle misure derivanti dall’art. 5 del D.P.R. n. 360 del 1996 è fissato nei seguenti importi annui lordi, rispettivamente al compimento degli anni di servizio sotto indicati dalla nomina a tenente:
4. Per l’attribuzione degli assegni di cui ai commi 1, 2 e 3, dal computo degli anni di servizio vanno esclusi, limitatamente al biennio precedente alla data di maturazione della prevista anzianità, gli anni in cui il personale abbia riportato una sanzione disciplinare più grave della consegna di rigore o un giudizio complessivo inferiore a “nella media”
1.Il personale che, comandato in missione fuori dalla sede di servizio, utilizzi il mezzo aereo o il mezzo proprio senza la prevista autorizzazione, è rimborsato di una somma nel limite del costo del biglietto ferroviario per la classe consentita a tariffa d’uso.
2. Il trattamento economico di missione previsto dalla legge 18.12.1973 n. 836, e successive modificazioni compete al personale chiamato a comparire, quale indagato o imputato per fatti inerenti al servizio, dinanzi ad organi della Magistratura ordinaria, militare o contabile ovvero a presentarsi a consigli o commissioni di disciplina o di inchiesta, solo alla conclusione del procedimento ed esclusivamente allorché l’interessato sia stato prosciolto o assolto in via definitiva.
4. In caso di missioni di durata superiore a trenta giorni connesse con particolari attività di servizio di carattere operativo che coinvolgano più unità di personale, l’Amministrazione ove lo ritenga più conveniente e comunque con costi non superiori al rimborso medio delle spese di pernottamento degli eventuali fruitori, ha facoltà di locare, con oneri, compresi quelli per gestione e consumi, a carico dei relativi capitoli, appartamenti ammobiliati da reperire sul libero mercato da concedere al personale interessato in luogo della sistemazione alberghiera e con riduzione del trattamento di missione per fruizione di alloggio gratuito secondo le normative in vigore. Al predetto personale le spese per il vitto sono rimborsate secondo le disposizioni vigenti.
5. Nei casi di missione continuativa nella medesima località di durata superiore a sei giorni è consentito il rimborso delle spese per il pernottamento in residenza turistico - alberghiera, purché risulti economicamente più conveniente rispetto al costo medio della categoria alberghiera consentita nella località stessa.
8. La località di abituale dimora può essere considerata la sede di partenza e di rientro dalla missione, ove richiesto dal personale e più conveniente per l’Amministrazione.
9. L’Amministrazione, in caso di mancata disponibilità alberghiera, ovvero di frequenza di corsi di durata superiore a 30 giorni, può disporre l’assegnazione del personale in missione in sistemazioni alloggiative militari che, comunque, devono essere adeguate e corrispondenti ai criteri per l’accasermamento
10. Restano ferme le altre disposizioni di cui all’art. 3 della legge n. 21 del 1991, all’art. 7 del D.P.R. n. 394 del 1995 ed all’art. 6 del D.P.R. n. 360 del 1996.
1.L’Amministrazione, ove non disponga di mezzi idonei ad effettuare il trasporto dei mobili e delle masserizie dei dipendenti trasferiti d’ufficio, previsto dall’art. 19 comma 8°, della legge 18.12.1973, n. 836, provvede entro il 31.12.1999 a stipulare convenzioni con trasportatori privati, anche oltre i limiti stabiliti dal comma 1 del medesimo articolo.
2. A decorrere dal 1° gennaio 1999 il personale trasferito d’autorità, ove sussista l’alloggio di servizio, ne abbia titolo in relazione all’incarico ricoperto ed abbia presentato domanda per ottenerlo, può richiedere, dietro presentazione di formale contratto di locazione o di fattura quietanzata, il rimborso del canone dell’alloggio per un importo massimo di lire 1.500.000 mensili, fino all’assegnazione dell’alloggio di servizio e, comunque, per un periodo non superiore a tre mesi. In tali casi il trattamento economico previsto dalla legge 10.3.1987 n. 100, è ridotto ai sensi dell’art. 1, comma 3, della stessa legge .
3. Nelle stesse condizioni indicate al comma 2 il personale ha facoltà di optare per la riduzione dell’importo mensile ivi previsto in relazione all’elevazione proporzionale dei mesi di durata del beneficio e comunque non oltre i sei mesi.
4. L’onere derivante dai commi 1, 2 e 3 v a contenuto nei limiti degli stanziamenti iscritti nei competenti capitoli di bilancio.
5. A decorrere dal 1° gennaio 1998, al personale con famiglia a carico trasferito d’autorità che non fruisca dell’alloggio di servizio o che, comunque, non benefici di alloggi forniti dall’Amministrazione, è dovuta in unica soluzione, all’atto del trasferimento del nucleo familiare nella nuova sede di servizio, o nelle località viciniori consentite, un’indennità di lire 1.500.000.
Alta valenza operativa
1. Per l’utilizzo delle risorse derivanti dalla quota di pertinenza dello stanziamento dello 0,8% di cui all’art. 2, comma 10, della legge 23.12.1998 nr. 449, dai risparmi di spesa e di gestione nelle misure e limiti previsti dall’art. 43, comma 7, della legge n. 449 del 1997, da specifiche disposizioni normative che destinano risparmi per promuovere miglioramenti nell’efficienza dei servizi, nonché di quelle che potranno derivare - in relazione alle stabili modifiche degli assetti organizzativi che le Amministrazioni sono tenute a porre in essere – dalla riduzione pari all’1% per il 1999, al 2% per il 2000 ed al 3% per il 2001, degli stanziamenti relativi ai compensi per lavoro straordinario previsti negli appositi capitoli di bilancio, è istituito un compenso di alta valenza operativa. Tale compenso è attribuito, nelle misure giornaliere riportate nell’allegata tabella II, in relazione alle particolari condizioni di prolungato impegno in attività operative, per i giorni di effettiva navigazione e di impiego e fino ad un massimo di 60 giorni l’anno, al personale di cui all’art. 1, comma 1, in navigazione o impiegato in esercitazioni o in operazioni fuori dell’ordinaria sede di servizio.
2. Con distinti decreti del Ministro della Difesa, su proposta del Capo di Stato Maggiore della Difesa, previa informazione delle Rappresentanze militari, ai sensi del successivo art. 15, sono annualmente determinati i contingenti massimi del personale destinatario delle misure previste al comma precedente.
3. Le risorse di cui al comma 1 non possono comportare una distribuzione indistinta e generalizzata.
Articolo aggiuntivo pensionabile
1. A decorrere dal 1° novembre 1999 l’importo aggiuntivo pensionabile di cui all’art. 4, comma 8, del D.P.R. 10.5.1996, n. 360, è incrementato nelle seguenti misure mensili lorde:
Livello V lire 25.000
Livello VI 24.000
Livello VI bis 23.000
Livello VII 22.000
Livello VII bis 21.000
Livello VIII 20.000
Livello IX 18.000.
2. A decorrere dal 31.12.1999, l’importo aggiuntivo pensionabile è ulteriormente incrementato nelle seguenti misure mensili lorde:
Livello V lire 8.000
Livello VI 7.500
Livello VI bis 7.000
Livello VII 7.000
Livello VII bis 6.000
Livello VIII 6.000
Livello IX 5.000
3. I valori mensili dell’importo aggiuntivo pensionabile a regime, derivanti dall’applicazione dei commi 1 e 2, sono:
Livello V lire 57.000
Livello VI 57.500
Livello VI bis 58.000
Livello VII 59.000
Livello VII bis 60.000
Livello VIII 61.000
Livello IX 63.000
2. In aggiunta all’orario ordinario di cui al comma 1, il personale di cui all’art. 1, comma 1, è tenuto ad effettuare la prestazione di lavoro obbligatorio settimanale di un’ora fino alla definizione del provvedimento di concertazione per il biennio economico 2000-2001. In sede delle relative procedure di concertazione e verificato che le Amministrazioni abbiano predisposto o positivamente sperimentato entro il 31.3.2000 stabili modifiche degli assetti organizzativi, la soppressione di tale prestazione obbligatoria è subordinata alla possibilità che il relativo costo venga con esse compensato.
3. Dal 1° luglio 1999 al personale impegnato in turni di servizio continuativo che coprano le 24 ore, non si applica quanto previsto dal comma 2. Le Amministrazioni apporteranno le necessarie, stabili modifiche agli assetti organizzativi che portino all’autofinanziamento.
4. I servizi armati e non, effettuati oltre il normale orario di lavoro, danno titolo alla concessione del recupero compensativo nella misura pari al tempo di effettivo impegno lavorativo prestato, oltre al recupero della festività o della giornata non lavorativa qualora effettuati nelle predette giornate.
5. Le ore eccedenti l’orario di lavoro che non siano state retribuite devono essere recuperate mediante riposo compensativo entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui sono state effettuate, tenendo presenti le richieste del personale e fatte salve le improrogabili esigenze di servizio.
6. Il personale inviato in servizio fuori sede che sia impegnato oltre la durata del turno giornaliero, comprensivo sia dei viaggi che del tempo necessario all’effettuazione dell’incarico, è esonerato dall’espletamento del turno ordinario previsto o dal completamento dello stesso.
7. Ove l’amministrazione articoli l’orario settimanale con criteri di flessibilità, esso si attua di norma in fasce temporali entro le quali è consentito l’inizio e il termine delle prestazioni lavorative giornaliere.
1. La disciplina dell’art. 14, comma 14, del D.P.R. n. 395 del 1995 è estesa al personale militare dell’Esercito, della marina e dell’Aeronautica.
2. Al pagamento sostitutivo, oltre che nei casi previsti dal comma 1, si procede anche quando la licenza ordinaria non sia stata fruita per decesso o per cessazione dal servizio per infermità.
3. La licenza ordinaria potrà essere fruita entro il secondo semestre dell’anno successivo, qualora il personale in servizio all’estero di cui all’art. 12, comma 2, ultimo periodo, del decreto del D.P.R. n. 394 del 1995 non abbia fruito della licenza nel corso dell’anno per indifferibili esigenze di servizio.
4. La licenza ordinaria è frazionabile per più periodi, anche di durata inferiore a due giorni.
Licenze straordinarie e aspettative
1. Le prestazioni di cui all’art. 3, comma 39, della legge 24.12.1993, n. 537, non si applicano, a decorrere dal primo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto al personale di cui all’art. 1, comma 1.
2. La licenza straordinaria spetta anche al personale che si sottopone alla donazione di organi, ivi compresa la donazione di midollo osseo.
3. A parità di fattispecie e di situazioni legittimanti è riconosciuto lo stesso numero di giornate di licenza straordinaria indipendentemente dal grado posseduto.
4. Al personale inviato in missione collettiva all’estero compete il rimborso delle spese di viaggio di andata e ritorno sostenute e documentate, in caso di concessione di licenza straordinaria per gravi motivi.
5. Il provvedimento di collocamento in aspettativa, che non comporti riduzione o sospensione del trattamento stipendiale, è emanato dal comandante di corpo.
Elevazione ed aggiornamento culturale
1. Il comma 1 dell’art. 19 del D.P.R. 31.7.1995 n. 394, è sostituito dal seguente:
“1. L’Amministrazione favorisce l’elevazione e l’aggiornamento culturale del personale anche attraverso protocolli con le Regioni ovvero con convenzioni con gli enti locali, università, società private e Amministrazioni utilizzando, oltre a quote degli stanziamenti di bilancio, anche le risorse previste da apposite norme di legge ovvero da particolari disposizioni comunitarie”.
1. L’Amministrazione informa preventivamente i COCER in ordine:
a) alle emanande disposizioni applicative che si riferiscono alle materie oggetto di concertazione ai sensi del D.LGS. 12.5.1995 N. 195;
b) ai criteri e alle modalità di individuazione dei destinatari per l’utilizzazione delle risorse aggiuntive di cui all’art. 8 da parte dell’Amministrazione.
2. I COCER formulano per iscritto pareri preliminari e proposte sulle disposizioni applicative riguardanti le materie ed i criteri di cui al comma 1, lettere a) e b), entro 20 giorni dalla data di ricezione della comunicazione.
3. Ai fini del comma 2 i COCER possono richiedere riunioni informative preliminari, anche di carattere tecnico, che hanno inizio entro 48 ore dalla data di ricezione della comunicazione e si concludono nel termine di 25 giorni, ovvero entro un termine più breve per motivi di urgenza.
4. Dell’esito degli incontri è redatto verbale dal quale risultano le posizioni comuni o le eventuali divergenze dell’Amministrazione e delle rappresentanze del personale. In caso di divergenza, i COCER possono trasmettere le loro osservazioni o richieste entro 5 giorni al Ministro della Difesa, ai sensi dell’art. 19, 4° comma, della legge 11.7.78 n. 382. Durante il periodo in cui si svolge l’informazione preventiva l’Amministrazione non adotta provvedimenti al riguardo. Decorsi tali termini o in caso di posizioni divergenti o di motivata urgenza, l’Amministrazione assume autonome determinazioni definitive.
5. Dopo il comma 4 dell’art. 21 del D.P.R. 31.7.1995, n. 394, è inserito il seguente comma:
“4-bis. Nel periodo intercorrente fra l’avvio e la conclusione dei lavori di cui all’art. 7 del D.LGS. 12.5.1995 n. 195, le Sezioni COCER sono autorizzate dai Capi di Stato Maggiore di ciascuna FF.AA. a convocare, per una o più volte, delegazioni dei COIR al fine di aggiornarle sull’andamento dei lavori stessi”.
1. Ai fini dell’eventuale attivazione da parte del COCER delle procedure previste dall’art. 8, comma 3. Del D.LGS n. 195, i COBAR ed i COIR, osservate le procedure ed i tempi previsti dal regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 4.11.1979, n. 691, interessano sia l’organo di rappresentanza confluente, sia i comandanti ai quali siano affiancati, in ordine a questioni di rilevanza generale circa l’applicazione delle disposizioni contenute nel presente decreto.
Buono – pasto
1. Qualora presso l’ente di appartenenza o presso altro ente nella stessa sede sia impossibile assicurare direttamente o mediante appalto il servizio mensa, oppure il personale sia impiegato in servizio di istituto che comporti specificatamente la permanenza sul luogo di servizio, ovvero non possa allontanarsi per il tempo necessario per la consumazione del pasto, nel proprio domicilio, l’Amministrazione può concedere un buono – pasto dell’importo giornaliero non superiore a lire 9.000, oppure attivare convenzioni con strutture di ristoro, che sostituiscono l’attuale sistema di somministrazione del vitto a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto.
2. L’onere derivante dal comma 1 va contenuto nei limiti degli stanziamenti iscritti nei competenti capitoli di bilancio.
1. Nell’ambito delle attività assistenziali nei confronti del personale e nei limiti degli stanziamenti relativi ai capitoli ed esse inerenti, l’Amministrazione, in luogo della istituzione di asili nido, può concedere il rimborso, anche parziale, delle rette relative alle spese sostenute dai dipendenti per i figli a carico.
Proroga concessione alloggi
1. Il personale militare concessionario di alloggi ASI o AST in possesso di titolo valido, trasferito d’autorità a seguito della ristrutturazione in atto degli enti e reparti della Difesa, mantiene la titolarità della concessione fino al 31.12.2001, fatte salve le disposizioni più favorevoli di cui al regolamento approvato con D.M. 16.1.1997 n. 253, a condizione che non sia assegnatario di alloggio nella nuova sede e il nucleo familiare continui ad occupare stabilmente l’alloggio assegnato.
1. Le polizze di assicurazione relative ai mezzi di trasporto di proprietà delle FF.AA. sono integrate con la copertura dei rischi di lesioni o di decesso del dipendente addetto alla guida e del personale di cui è stato autorizzato il trasporto nei limiti dei massimali previsti per i corrispondenti danni dalla assicurazione obbligatoria.
2. Gli importi liquidati dalle società assicuratrici in base alle polizze di cui al comma 1 o stipulate da terzi responsabili sono detratti delle somme eventualmente spettanti a titolo di equo indennizzo per lo stesso evento.
1. Le disposizioni di cui all’art. 23 del D.P.R. 31.7.1995 n. 394, si applicano anche a favore del coniuge e dei figli del militare deceduto.
Emolumento ex art. 3, comma 2, legge 85/97
1. Agli Aiutanti del ruolo dei marescialli delle FF.AA., con almeno due anni e quattro mesi di anzianità di grado, maturata a partire da data non anteriore al 1° settembre 1995, è attribuito un emolumento pensionabile annuo lordo valido anche per la 13^ mensilità e l’indennità di buonuscita, non superiore nel triennio 1998 – 2000 alla differenza tra il proprio livello di inquadramento ed il livello retributivo superiore.
2. L’emolumento di cui al comma 1 è corrisposto per ciascun anno del triennio 1998 – 2000 nella misura annua lorda di lire 660.000 non cumulabili.
3. Ai tenenti e gradi equiparati, provenienti dai marescialli, con almeno venti anni di servizio comunque prestato, è attribuito l’emolumento pensionabile di cui al comma 1, con le modalità e le decorrenze previste nel comma 2.
4. I benefici di cui ai commi 1, 2 e 3 non sono fra loro cumulabili, non competono in caso di passaggio al livello retributivo superiore e non costituiscono presupposto per la determinazione degli scatti gerarchici di stipendio.
1. Sulle procedure e sui tempi di attuazione delle stabili modifiche degli assetti organizzativi di cui all’art. 10, comma 2, per ciò che può attenere agli orari di lavoro, viene data informazione ai COCER, i quali entro 15 giorni formulano pareri. I COCER possono esprimere i predetti pareri anche nell’ambito di incontri con l’Amministrazione, dei quali viene redatto verbale.
1. Le procedure di negoziazione e di concertazione attivate, per la prima applicazione, ai sensi del citato art. 26, comma 20, delle legge n. 448 del 1998, provvedono a definire:
a) la costruzione di uno o più fondi - pensione complementare nazionali per il personale delle FF.AA. e delle FF.PP. ad ordinamento civile e militare, ai sensi del D.LGS. n. 124 del 1993, della legge n. 335 del 1995, della legge 449 del 1997 e successive modificazioni ed integrazioni, anche, verificando la possibilità di unificarlo con analoghi fondi istituiti ai sensi delle normative richiamate per i lavoratori del pubblico impiego;
c) le modalità di trasformazione della buonuscita in trattamento di fine rapporto, le voci retributive utili per gli accantonamenti del trattamento di fine rapporto, nonché la quota di trattamento di fine rapporto da destinare a previdenza complementare.
2. Destinatari dei fondi pensione di cui al comma 1 è il personale che liberamente aderisce ai fondi stessi.
1. Al personale di cui all’art. 1, comma 1, continuano ad applicarsi, ove non in contrasto con il presente decreto, le norme dei D.P.R. 31.7.1995, n. 394, e 10.5.1996, n. 360.
D.P.R. 394-1995
Circolare applicativa dpr 163/2002
D.P.R. 163-2002
Risposte ai quesiti di Persomil (CFI, Vagone letto, Soste intermedie, etc.)

References: art. 7
 art. 3
 art. 3
 art. 15
 art. 3
 art. 26