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MATERIA DI MEDICINALI CHE FA DA SFONDO AL DIBATTITO STAMINALI. Claudio De Giuli - PDF
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Evangelista Berardi
1 IL QUADRO NORMATIVO IN MATERIA DI MEDICINALI CHE FA DA SFONDO AL DIBATTITO SULL IMPIEGO DI CELLULE STAMINALI Itit Istituto t Superiore di Sanità, 9 dicembre 2014 Claudio De Giuli 1
2 La definizione di medicinale (direttiva 2001/83/CE e decreto legislativo 219/2006) E medicinale i (per uso umano): 1) ogni sostanza (di origine umana, animale, vegetale o chimica) i ) o associazione i di sostanze presentata tt come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie umane; 2) ogni sostanza o associazione di sostanze che può essere utilizzata sull uomo uomo o somministrata all uomo allo scopo di ripristinare correggere o modificare funzioni fisiologiche esercitando un azione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica. 2
3 Nella definizione di medicinali rientrano anche i medicinali per terapie avanzate disciplinati dal regolamento (CE) n. 1394/2007 Sono medicinali per terapie avanzate: i medicinali di terapia genica, quali definiti nella parte IV dell allegato I della direttiva 2001/83/CE; i medicinali di terapia cellulare somatica, quali definiti nella parte IV dell allegato I della direttiva 2001/83/CE; I prodotti di ingegneria gg tessutale (che contengono o consistono di cellule o tessuti prodotti dall ingegneria cellulare o tessutale e sono presentati come aventi proprietà atte a rigenerare, riparare o sostituire un tessuto umano oppure vengono utilizzati o somministrati a esseri umani a tal fine). 3
4 Medicinali di terapia cellulare somatica (parte IV, punto 2.2 dell allegato I della direttiva 2001/83/CE e succ. modificaz.) Per medicinale i di terapia cellulare l somatica si intende un medicinale di origine biologica con le seguenti caratteristiche: a) contiene o consiste di cellule o tessuti che sono stati sottoposti a una rilevante manipolazione così da alterare le caratteristiche biologiche, le funzioni fisiologiche o le proprietà strutturali in riferimento i all uso clinico i proposto, oppure contiene o consiste di cellule o tessuti che non sono destinati ad essere usati per le stesse funzioni essenziali nel ricevente e nel donatore; b) è presentato come atto a trattare, prevenire o diagnosticare una malattia mediante l azione farmacologica, immunologica i o metabolica delle sue cellule o dei suoi tessuti, oppure è usato sugli esseri umani o è a loro somministrato a tal fine. 4
5 Il divieto di commercializzazione di medicinali privi di AIC (art. 6 d. lgs n. 219/2006, che recepisce art 6 dir. n. 2001/83/CE) Nessun medicinale può essere immesso in commercio sul territorio nazionale senza aver ottenuto un autorizzazione i dell AIFA o un autorizzazione i comunitaria a norma del regolamento (CE) n. 726/2004 in combinato disposto con il regolamento (CE) n. 1394/
6 L art.3 del d. lgs. N. 219/2006 specifica (sulla base dell art.28 del Regolamento (CE ) n. 1394/2007) le fattispecie escluse dalla disciplina dello stesso decreto legislativo Le disposizioni del presente decreto non si applicano: ( omissis) f bis) a qualsiasi medicinale per terapia avanzata, quale definito dal regolamento (CE) n. 1394/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007, preparato su base non ripetitiva, conformemente a specifici i requisiti ii di qualità e utilizzato in un ospedale, sotto l esclusiva responsabilità professionale di un medico, in esecuzione di una prescrizione medica individuale per un prodotto specifico destinato ad un determinato paziente. La produzionediquestiprodotti di prodotti (continua) 6
7 è autorizzata dall AIFA secondo specifiche tecniche stabilite con decreto del Ministro della salute, sentita l AIFA laifa. La stessa Agenzia provvede affinché la tracciabilità nazionale e i requisiti di farmacovigilanza, nonché gli specifici requisiti di qualità di cui alla presente lettera, siano equivalenti a quelli previsti a livello comunitario per quanto riguarda i medicinali per terapie avanzate per i quali è richiesta l autorizzazione a norma del regolamento (CE) n. 726/2004. (Questa lettera f bis è stata aggiunta dalla legge n. 88/2009; le parole scritte in corsivo e in caratteri azzurri sono state aggiunte dal d.lgs. N. 42/2014) 7
8 I limiti della disciplina contenuta nella lettera f bis dell articolo 3 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219 e succ. modificaz. Come si evince chiaramente dal testo, la disposizione della lettera f bis dell articolo 3 del decreto legislativo n. 219 del 2006 pone garanzie per la produzione e la qualità dei medicinali per terapie avanzate preparati su base non ripetitiva e impone la tracciabilità di tali prodotti e il loro assoggettamento alla disciplina della farmacovigilanza, ma nulla dice riguardo al campo di impiego clinico di tali medicinali, che sembra restare di totale competenza del medico prescrittore. 8
9 Il decreto legge 25 marzo 2013, n. 24 (c. d. decreto Balduzzi) Il decreto legge n. 24/2013 fu adottato dal Governo proprio con l intento di completare la disciplina a regime sui medicinali per terapie avanzate preparati su base non ripetitiva, superando l evidenziata lacuna della lettera f bis ) dell articolo l 3 del dldecreto legislativo l i 219/2006, relativa agli aspetti clinici della problematica, e eliminando i dubbi sulla vigenza delle disposizioni a carattere transitorio adottate dal Ministro della salute con decreto del 5 dicembre 2006 ( in attesa delle nuove norme comunitarie ). 9
10 Il comma 1 dell articolo 2 del decreto legge Balduzzi Il comma 1 dell articolo l 2 del d.l. 24/2013 stabilì che con regolamento del Ministro della salute sarebbero state previste, nelrispetto della normedell U U.E, disposizioni attuative dell art. 3, comma 1, lettera f bis) del decreto legislativo 219/2006, in materia di medicinali per terapie avanzate, anche con delimitazione dei trattamenti praticabili, da effettuare solo in ospedali pubblici o equiparati. Il comma, inoltre, affidava all AIFA allaifa e all ISS (coinvolgendo anche il CNT) la raccolta e la valutazione dei dati clinici sull esito dei trattamenti e manteneva espressamente in vigore le norme del d.m. 5 dicembre 2006 fino all entrata in vigore del nuovo regolamento. 10
11 I commi 2, 3 e 4 dell articolo 2 del decreto legge Balduzzi Con i commi 2, 3 e 4 dell articolo l 2 il d.l. dl Bld Balduzzi affrontò, invece, il problema specifico della gestione dei casi di trattamento con il c.d. metodo Stamina, che molti Tribunali continuavano a imporre in via cautelare, accogliendo ricorsi di malati o di loro familiari. Consentì la prosecuzione, sotto la responsabilità delmedico prescrittore, dei trattamenti avviati su singoli pazienti con medicinali a base di cellule staminali mesenchimali, anchesepreparatipressolaboratori presso nonconformi ai principi delle norme europee di buona fabbricazione dei medicinali e in difformità delle disposizioni del decreto del Ministro della salute 5 dicembre (Continua) 11
12 Venivano inoltre stabilite norme per consentire all AIFA e all ISS di conoscere le indicazioni per le quali erano stati avviati i trattamenti e di valutare gli esiti clinici e gli eventi avversi di tali impieghi. 12
13 La legge di conversione del decreto legge Balduzzi (legge 23 maggio 2013, n. 57) In sede di conversione, il decreto Balduzzi è stato completamente stravolto. Il Parlamento ha soppresso il comma 1 dell articolo 2, contenente la nuova disciplina a regime sull impiego dei medicinali per terapie avanzate su base non ripetitiva, concentrando la propria p attenzione esclusivamente sul problema dell impiego di cellule staminali mesenchimali e prevedendo che il Ministero i dll della salute, avvalendosi idell AIFA e dlc del Centro Nazionale Trapianti, promuovesse lo svolgimento di una sperimentazioneclinica clinica, coordinatadall Istitutosuperiore dall superiore di sanità, condotta anche in deroga alla normativa vigente, da completarsi entro dicembre (continua) 13
14 La legge di conversione prevedeva, inoltre, che i medicinali fossero preparati in conformità alle linee guida europee sui medicinali i per terapie avanzate e che al fine di garantire la ripetibilità delle terapie l AIFA e l ISS rendessero disponibili le modalità di preparazione del farmaco. Veniva stabilita, inoltre, l istituzione presso il Ministero della salute di unosservatorio sulle terapie avanzate con cellule staminali mesenchimali con compiti consultivi e di proposta, p di monitoraggio, di garanzia della trasparenza delle informazioni e delle procedure. 14
15 Ildefinitivo blocco della sperimentazione del metodostamina La sperimentazione prevista dalla l. n. 57/2013, per la quale erano stati stanziati 3 mln di euro, non è stata effettuata. L 8 L8 ottobre 2014, rispondendo all interrogazione parlamentare n , il Sottosegretario alla salute Vito De Filippo ha riferito alla XII Commissione della Camera che dal punto di vista it scientifico e sanitario i la vicenda relativa lti al metodo Stamina era conclusa, non essendovi, sulla scorta del parere del secondo Comitato scientifico nominato dal Ministro neppure i requisiti iitidi efficacia i e di sicurezza per poter iniziare i i la sperimentazione. Il 10 ottobre il Ministro Lorenzin ha confermato, in conferenza stampa, che il metodo Stamina non ha i requisiti per la sperimentazione. 15
16 Il tentativo di emanare il regolamento previsto dall originario decreto legge Balduzzi (d.l. n. 24/2013) Durante i quasi 2 mesi di vigenza delle disposizioni originarie del decreto legge Balduzzi, il Ministero della salute, avvalendosi diunapposito tavolo diconfronto con la comunità scientifica, portò avanti la elaborazione dello schema di regolamento ministeriale sulla produzione e l impiego di medicinali per terapie avanzate preparati i su basi non ripetitive previsto dal decreto legge. Il testo dll dello schema di regolamento scaturito dalla riunione conclusiva del tavolo prevedeva fra l altro, all articolo articolo 3, chel impiego clinico diognimedicinale (continua) 16
17 preparato su base non ripetitiva dovesse essere autorizzato dall AIFA su conforme parere della Commissione prevista dall articolo articolo 7 del DPR n. 439/2001 (Commissione per l ammissibilità alla sperimentazione clinica di fase I), che avrebbe potuto a tal fine essere integrata da esperti in campo biologico e clinico di volta in volta scelti dal Presidente della Commissione sulla base dei diprofili tecnici iidi prevalente rilevanza. Per l utilizzazione di un medicinale con indicazione diversa da quella utilizzata sarebbestata stata necessaria un altra autorizzazione. 17

References: art.3
 art.28
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 2
 art. 3
 articolo 2
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 7