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Timestamp: 2019-05-27 12:16:35+00:00

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Articoli Stampa Processo 1989
1986 1987 1988 1990 1991 1992 Il Processo
Processo dell’Heysel 1
Processo Heysel, scandalo ! 2
A quattro anni dalla strage nello stadio di Bruxelles 3
L'ombra del dramma di Sheffield su un processo che non trova colpevoli
Heysel, 14 condanne 4
Sentenza stamane per la strage di Juve-Liverpool
"Giustizia per i morti dell'Heysel" 5
Oggi a Bruxelles si conclude il processo 6
Heysel, la sentenza di Bruxelles 7
Strage archiviata. Assoluzione per i padroni del pallone. Sedici condanne e sedici assoluzioni; tre anni di reclusione con la condizionale per 14 dei 25 teppisti britannici individuati tra la folla; pene minori per due degli accusati belgi; negata ogni responsabilità dell’Uefa. Il processo per la strage dell’Heysel si è chiuso ieri con una sentenza che lascia l'amaro in bocca. Quattro anni dopo, nessuno dei responsabili di quella follia è in carcere. DAL NOSTRO CORRISPONDENTE. BRUXELLES - Delle meticolose misure di sicurezza dispiegate il 17 ottobre scorso, quando il processo per la strage dell'Heysel si era aperto (o, meglio, riaperto, dopo una prima falsa partenza) sono rimasti il "metal detector" all'ingresso dell'aula e un cordone di poliziotti annoiati. Il grande processo alla follia della violenza negli stadi non eccita più gli animi, e da un bel po' di tempo. Sotto la cupola enorme del palazzo di giustizia di Bruxelles, che dovrebbe simboleggiare nel suo neoclassico "kitsch" la sacralità della Giustizia, si affollano giornalisti e cameramen, ma di curiosi, stavolta, non ce ne sono molti. Di avvocati, sì, invece, in tocco e toga e sir Henry Livermoore, il super patron degli accusati inglesi, anche con la parrucca in testa, come si usa a casa sua. Tanti avvocati perché questo è un processo difficile, molto "tecnico", come dice chi se ne intende, e senza precedenti, almeno in Belgio: 50 mila pagine di atti istruttori, elementi di prova inediti, come le riprese tv che hanno permesso di identificare 26 persone (su quanti: cinquecento, mille ?) "nella massa scatenata che quella sera, tre anni e 11 mesi fa, travolse la tribuna "Z" e lasciò per terra 39 morti, un complicato intreccio di elementi penali ed elementi civili, i risarcimenti per i sopravvissuti e i parenti delle vittime… Quando il presidente della Corte Pierre Verlynden comincia, verso le 10 del mattino, a leggere la sentenza, le ultime curiosità si sono già spente. Come finirà questo processo "esemplare", più o meno già si sa. A fugare le ultime incertezze, il giudice Verlynden ha fatto discretamente sapere in giro che la sua sentenza era pronta da tempo, da prima, per intenderci, del nuovo massacro della "guerra degli stadi", quello di Sheffield, che così qualcuno aveva pensato avrebbe potuto influire sul giudizio. Solo dalle file in cui si sono raggruppati i parenti dei morti, le vedove con il nero del lutto, le madri, i padri, i fratelli viene ancora qualche segno di passione, scambi di occhiate inquiete, qualche parola a bassa voce, qualche messaggio per gli avvocati di parte civile. Più avanti, dove sono seduti i 32 imputati, l'atmosfera è distesa: nessuno rischia troppo. E tutti già lo sanno. Pian piano, in francese prima e in inglese poi, si sgranano le cifre della sentenze. Undici degli accusati inglesi sono assolti: la Corte non ha potuto provare nessuna particolare colpevolezza, pur se li ha riconosciuti tutti nella massa inquadrata dalle telecamere quella sera maledetta. Assolto il maggiore Michel Kensier, che quella sera dirigeva dal suo ufficio le operazioni della gendarmeria dentro e intorno allo stadio: non ha sbagliato nulla, secondo il tribunale, e una responsabilità particolare, per chi risponde dell'operato dei propri sottoposti, non esiste, evidentemente. D’altronde, neppure il ministro degli Interni del tempo, Charles Ferdinand Nothomb, sentì il dovere di dimettersi (figuriamoci) e neppure di scusarsi... Assolta anche l'Uefa, nelle persone del presidente Jacques George e del segretario generale Hans Baugerter. L’idea di far giocare una partita "calda" come la finale della Coppa dei Campioni fra il Liverpool e la Juventus in uno stadio per niente attrezzato come quello di Bruxelles fu certo un errore, ma non è una colpa, secondo la giustizia belga. Assolti e questo era previsto fin dall’inizio anche il borgomastro di Bruxelles Hervé Brouhon e l’assessore allo sport Viviane Baro. La signora Baro, la sera del 29 maggio '85, era anche lei allo stadio, ma se ne andò quando cominciarono gli incidenti. Non aveva visto, non sapeva che le tribune dell’Heysel erano insicure, una trappola nel caso di scontri fra tifosi o di aggressioni. Ed ecco le condanne. Quattordici dei 26 teppisti chiamati in giudizio (la posizione di uno è stata poi stralciata perché sconta già una pena in patria) sono stati riconosciuti colpevoli di colpi e lesioni tali da provocare la morte e condannati a tre anni di reclusione con sospensione condizionale della metà della pena per un periodo di cinque anni. Significa un anno e mezzo di carcere a meno che, nel corso dei prossimi cinque anni, e qui in Belgio, non vengano condannati per qualche altro reato penale. A quell'anno e mezzo vanno tolti sei mesi, già scontati di carcerazione preventiva. Ma anche i dodici mesi che restano è molto, molto difficile che li debbano trascorrere davvero in prigione. Il pubblico ministero Pierre Erauw avrebbe dovuto chiedere l'ordine d'arresto, e fino a ieri sera non lo aveva fatto. E dei quattordici condannati britannici, alla riapertura dell'udienza del pomeriggio, nell'aula del processo non restava che la memoria e la preoccupazione di un'avvocatessa belga che aveva visto sparire il suo cliente e, probabilmente, la parcella. In teoria i 14 potrebbero essere riestradati in Belgio, ma chi ci crede ? Tanto per confermare l'impressione che, anche in questo caso, la giustizia sia particolarmente severa solo con i pesci piccoli, il tribunale, che ha assolto il suo diretto superiore, ha condannato invece 9 mesi con la condizionale e una fortuna in indennizzi alle parti lese per il maggiore della gendarmeria Johan Mahieu che quella sera era sul posto. E l’ex segretario dell'Unione calcistica belga Albert Roosens che si è preso sei mesi con la condizionale sacrificato sull’altare della necessità di considerare comunque responsabile l'Unione in modo da assicurare una "parte solvente" per i risarcimenti civili. L'udienza del mattino si conclude ed è il momento, amaro, dei commenti: "Volevamo una sentenza esemplare e non l'abbiamo avuta" dice Otello Lorentini, che all’Heysel ha perso un figlio e dirige l’associazione dei parenti delle vittime – quindi che vuole che dica ? Siamo delusi. Avrebbero almeno dovuto condannare l'Uefa: sono i dirigenti del calcio internazionale che hanno sbagliato allora e che potrebbero sbagliare ancora". "Una sentenza deludente - aggiunge Marilena Fabbro che ha perso il marito - non cercavamo vendetta, ma giustizia quella sì, ci era dovuta". Poche ore più tardi comincia la lettura del dispositivo civile della sentenza: i risarcimenti e gli indennizzi per i morti e i feriti. Il presidente spiega chi e quanto deve pagare, e a chi e perché in una contabilità crudele, che stabilisce quanto "valga" un morto, quanto si debba "pagare" un lutto, o il dramma di chi porta ancora sul corpo o nella mente le ferite di quella sera maledetta. A pagare saranno, probabilmente le assicurazioni e l'Unione calcistica perché gli accusati britannici non sono "solvibili". Si tratta di povera gente. E anche questo è un aspetto amaro della storia dell’Heysel che arriva alla sua fine.
Miti condanne per la strage allo stadio di Bruxelles che costò la vita a 39 persone. Liberi (tre anni con la 8 condizionale) 14 hooligan, 9 mesi al capo della sicurezza, assolta la Uefa.
Dalla Thatcher agli hooligan un sospiro di sollievo 9
Inchiesta ignobile. Sentenza amara 10
Le reazioni a Torino 11
Boniperti: "Niente vale quegli affetti perduti" 12
I parenti delle vittime e gli scampati reagiscono con sdegno alla sentenza sull'Heysel 13
Condannati, ma con la condizionale, i tifosi che causarono 39 morti 14
Assolti Comune di Bruxelles e Uefa. I parenti delle vittime: "I nostri figli si sono uccisi da soli ?"
Sentenza Heysel, vergognoso ricorso in appello 15
I commenti inglesi: "Le radici delle stragi nella cultura del nostro calcio"
In appello sentenze strage Heysel 16
Per i morti dell'Heysel l'Europa ha stanziato oltre tre miliardi di lire 17
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Sarà abbattuto l'Heysel nascerà uno stadio sicuro 19

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