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Timestamp: 2020-07-02 13:42:21+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3758 del 13/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3758 del 13/02/2017
Cassazione civile, sez. VI, 13/02/2017, (ud. 30/11/2016, dep.13/02/2017), n. 3758
sul ricorso 25636-2015 proposto da:
STEMAL DI P. A & C SNC in persona del legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ELVIA RECINA,
19, presso lo studio dell’avvocato ANGELA FERRARI, che la
EQUITALIA SUD SPA in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA XXIV MAGGIO 43, rappresentata
e difesa dall’Avvocato PAOLO PURI giusta procura in calce al
AGENZIA DELLE ENTRATE 11210661002, in persona del Direttore pro
avverso la sentenza n. 2042/35/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di ROMA del 18/03/2015, depositata il 07/04/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera dì consiglio del
30/11/2016 dal Consigliere Dott. NAPOLITANO LUCIO;
udito l’Avvocato NATALE FERDINANDO, per delega orale, difensore del
ricorrente, che si riporta agli scritti;
udito l’Avvocato SPONTI MARIA CLAUDINA, per delega dell’Avvocato PURI
PAOLO, difensore del controricorrente, che si riporta agli scritti.
Con sentenza n. 2042/35/15, depositata il 7 aprile 2015, non notificata, la CTR del Lazio ha accolto l’appello proposto nei confronti della società STE.M.AL. di P.A. &amp; C S.n.c., (di seguito società) da Equitalia Sud S.p.A., nel contraddittorio anche con l’Agenzia delle Entrate, Direzione provinciale Ufficio controlli di Roma (OMISSIS), per la riforma della sentenza di primo grado della CTP di Roma, che aveva invece accolto il ricorso proposto dalla contribuente, per il tramite dell’asserita conoscenza avutane da estratto di ruolo non notificato, avverso quattro cartelle di pagamento per IVA ed IRAP relative agli anni d’imposta dal 2002 al 2005, delle quali la contribuente aveva lamentato l’omessa notifica.
Avverso la pronuncia della CTR la contribuente ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un solo motivo.
Equitalia Sud S.p.A. resiste con controricorso, mentre l’Agenzia delle Entrate ha dichiarato di costituirsi al solo fine della eventuale partecipazione all’udienza di discussione.
Con l’unico motivo la ricorrente cumula due diversi ordini di censure, l’una per violazione e falsa applicazione degli artt. 139, 140 e 145 c.p.c., in relazione alla L. 20 novembre 1982, n. 890, artt. 4 e 7, l’altra per omessa, insufficiente e/o contraddittoria motivazione su punti decisivi della controversia, da ritenersi entrambe inammissibili.
Quanto alla prima, assumendosi che il vizio di violazione di legge in cui sarebbe incorsa la pronuncia impugnata è afferente ad una fattispecie nella quale la notifica delle cartelle in oggetto sarebbe affetta da nullità assoluta, era onere di parte ricorrente, in ossequio al principio di autosufficienza del ricorso per cassazione, riprodurre il contenuto delle relate al fine di porre la Corte in condizione di esercitare il sindacato richiesto (cfr. Cass. sez. 5, 30 marzo 2016, n. 6136; Cass. sez. 1, 20 luglio 2015, n. 15137; Cass. sez. 5, 28 gennaio 2010, n. 1818).
Non avendo la censura ottemperato al requisito innanzi ricordato, essa è inammissibile per difetto di autosufficienza, senza che a ciò si possa supplire, attraverso il parziale riferimento alla pronuncia di primo grado, quanto all’esame del contenuto delle medesime.
La seconda è del pari inammissibile, essendo prospettata in relazione al tenore dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nella sua formulazione previgente a quella introdotta dal D.L. n. 83 del 2012, art. 54, comma 1, lett. b), convertito con modificazioni, in L. n. 134 del 2012, quest’ultima applicabile, ratione temporis, al presente giudizio.
Le spese del giudizio di legittimità seguono la soccombenza nel rapporto processuale tra la ricorrente e l’agente della riscossione e si liquidano come da dispositivo.
Nulla va statuito quanto alle spese nel rapporto processuale tra la ricorrente e l’Agenzia delle Entrate, non avendo quest’ultima svolto difese.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione in favore della controricorrente Equitalia Sud S.p.A. delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 200,00 per esborsi ed in Euro 5000,00 per compenso, oltre rimborso spese forfettarie ed accessori, se dovuti.

References: Sentenza 
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 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 art. 54