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Timestamp: 2018-08-19 01:39:08+00:00

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Mercoledì 22 dicembre 2010 INDICE
Disegno e proposte di legge (Seguito della discussione e approvazione):
Istituzione del Registro nazionale e dei Registri regionali degli impianti protesici mammari, obblighi informativi alle pazienti, nonché divieto di intervento di plastica mammaria alle persone minori (3703);
Lussana: Disposizioni in materia di sicurezza degli impianti protesici mammari (670);
Mancuso ed altri: Istituzione del Registro nazionale degli impianti protesici mammari (1179):
Palumbo Giuseppe, Presidente ... 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13
Binetti Paola (UdC) ... 6 8 9 12
Bocciardo Mariella (PdL), Relatore ... 0 ... 4 5 6 7 11 13
Castellani Carla (PdL) ... 5 12
D'Incecco Vittoria (PD) ... 12
Martini Francesca, Sottosegretario di Stato per la salute ... 4 5 7 11 12
Farina Coscioni Maria Antonietta (PD) ... 4 5 6
Miotto Anna Margherita (PD) ... 4 7 8 9 10 11
Molteni Laura (LNP) ... 10 12
Palagiano Antonio (IdV) ... 6 7 8 9 10 11 12
Pedoto Luciana (PD) ... 5 11
Palumbo Giuseppe, Presidente ... 13
Allegato 1: Emendamenti ... 14
Allegato 2: Ordini del giorno ... 17
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 19, comma 4, del Regolamento, i deputati Abelli, Mura, Scalera, Scapagnini e Stagno d'Alcontres sono sostituiti rispettivamente dai deputati Bernardo, Di Giuseppe, Girlanda, Scandroglio e Pelino.
Seguito della discussione del disegno di legge: Istituzione del Registro nazionale e dei Registri regionali degli impianti protesici mammari, obblighi informativi alle pazienti, nonché divieto di intervento di plastica mammaria alle persone minori (3703); e delle proposte di legge Lussana: Disposizioni in materia di sicurezza degli impianti protesici mammari (670); Mancuso ed altri: Istituzione del Registro nazionale degli impianti protesici mammari (1179).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: «Istituzione del Registro nazionale e dei Registri regionali degli impianti protesici mammari, obblighi informativi alle pazienti, nonché divieto di intervento di plastica mammaria alle persone minori» (3703); e delle abbinate proposte di legge Lussana: «Disposizioni in materia di sicurezza degli impianti protesici mammari» (670); Mancuso ed altri: «Istituzione del Registro nazionale degli impianti protesici mammari» (1179).
Ricordo che nella scorsa seduta, si è conclusa la discussione sulle linee generali ed è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti al testo adottato come testo base.
Al riguardo ricordo che, ai sensi dell'articolo 94, comma 3, del Regolamento, gli emendamenti implicanti maggiori spese o diminuzioni di entrate, quelli che richiedono un esame per gli aspetti di legittimità costituzionale, nonché per gli aspetti concernenti il pubblico impiego, non possono essere votati se non siano stati preventivamente inviati per il parere, rispettivamente, alla Commissione bilancio, alla Commissione affari costituzionali e alla Commissione lavoro. Ricordo, inoltre, che per prassi le medesime disposizioni valgono per gli altri pareri cui sono riconosciuti analoghi effetti rinforzati.
Per ragioni di economia procedurale, per prassi, tali emendamenti vengono votati solamente in linea di principio. Le votazioni in linea di principio sono mere deliberazioni di natura orientativa, sostanzialmente volte ad appurare l'esistenza o meno di una volontà della Commissione di richiedere quei pareri alla cui positiva espressione è condizionata l'approvazione degli emendamenti interessati.
Se l'emendamento votato in linea di principio risulta respinto, la deliberazione
ha valore sostanziale di reiezione definitiva della proposta emendativa e l'emendamento non deve essere trasmesso al parere della competente Commissione.
Se l'emendamento risulta approvato, la deliberazione della Commissione ha solo valore procedurale, perché l'approvazione in linea di principio rappresenta la condizione per la trasmissione della richiesta di parere; una volta acquisito il parere della Commissione filtro o della Commissione investita di parere rinforzato, la Commissione in sede legislativa deve procedere a una seconda votazione avente carattere definitivo.
Avverto che gli emendamenti Miotto 1.1 e 1.3, Binetti 2.2, Palagiano e Mura 2.4 e 2.5, Miotto 3,1, Binetti 3.2, Mura e Palagiano 3.8 e Miotto 4.1 saranno posti in votazione soltanto in linea di principio e solamente se approvati saranno trasmessi alla Commissione competente.
Passiamo all'esame degli articoli e degli emendamenti ad essi riferiti (vedi allegato 1).
MARIELLA BOCCIARDO, Relatore. Esprimo parere contrario agli emendamenti Miotto 1.1 e 1.2, nonché sull'emendamento Pedoto 1.3.
FRANCESCA MARTINI, Sottosegretario di Stato alla salute. Esprimo parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento Miotto 1.1.
MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI. Questo emendamento nasce dopo le sollecitazioni evidenziate ieri dalla collega Mussolini, che noi abbiamo colto, quando nel suo intervento richiamava il fatto che gli impianti protesici non riguardano solo ed esclusivamente le protesi mammarie e che la sicurezza - è questo l'orientamento dell'impianto legislativo - riguarda un po' tutti gli impianti protesici, di uomini e donne indistintamente, a prescindere dal punto del corpo umano dove dovranno essere inseriti.
A noi è venuto naturale cogliere questa sollecitazione e presentare un emendamento al riguardo. Invito il relatore e anche il Governo, se vogliamo davvero disporre e intervenire in materia di sicurezza degli impianti protesici, a non limitarsi solo alle protesi mammarie. Tale approccio è sicuramente riduttivo e va a garantire la sicurezza solo ad un nucleo ristretto di beneficiari, oggetto di questo provvedimento.
MARIELLA BOCCIARDO, Relatore. Ciò che afferma la collega Coscioni è vero e ne abbiamo ampiamente discusso anche in discussione generale in diversi interventi. Parliamo di impianti protesici mammari perché questo è il nucleo di questa legge e ne rappresenta l'obiettivo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione in linea di principio l'emendamento 1.1, sul quale il relatore e il Governo hanno espresso parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Miotto 1.2.
ANNA MARGHERITA MIOTTO. Presidente, questo è un emendamento su cui vorrei che anche la relatrice prestasse un po' di attenzione. Non sconvolgiamo alcun impianto di legge con questo emendamento, ma semplicemente facciamo riferimento a due compiti che il Registro ha già, cioè il monitoraggio clinico dei soggetti sottoposti a impianto e il monitoraggio epidemiologico.
Al comma 4 facciamo riferimento - in verità, è già una funzione indiretta del Registro - al fatto che tutti gli impianti protesici debbano comunque essere inseriti nel repertorio dei dispositivi medici autorizzati dal competente ministero. Credo che dovrebbe essere così, infatti nella fase di discussione generale di questa legge talvolta abbiamo fatto riferimento anche alle situazioni di importazioni di protesi non certificate. In questo quadro l'approvazione dell'emendamento in esame
aggiungerebbe un elemento di garanzia in più. Non cambiamo alcuna disposizione.
MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI. L'intervento della mio capogruppo va nella direzione di «costringere», sempre in materia di sicurezza degli impianti protesici, a far conoscere - lo abbiamo inserito al comma 4 - l'origine e la provenienza delle protesi, ad avere cioè la certezza, ovviamente prima dell'impianto, che la protesi che il chirurgo andrà a utilizzare sia certificata e che, quindi, la conseguenza della sua applicazione sia limitata agli effetti «collaterali».
Posto che l'emendamento precedente andava ad aprire la sfera e lo spazio di intervento di questa proposta di legge, non capisco il no del Governo ad assicurare e rassicurare per quanto riguarda l'utilizzazione degli impianti protesici mammari. Auspico che possiamo convenire su questo emendamento.
CARLA CASTELLANI. Volevo tranquillizzare le colleghe che hanno presentato l'emendamento, perché quanto da loro proposto è già previsto nel testo nella parte conclusiva del comma 5.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Miotto 1.2, sul quale il relatore e il Governo hanno espresso parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Pedoto 1.3.
LUCIANA PEDOTO. Presidente, chiedo scusa se insisto. Se ne è parlato ampiamente anche ieri. Noi insistiamo sull'opportunità di lasciare i Registri presso l'Istituto superiore di sanità per due ragioni molto semplici. La prima è che solo tale istituto al momento possiede tutte le conoscenze e gli automatismi che consentirebbero un funzionamento idoneo ai nostri fini. La seconda motivazione è già nella legge: nel momento in cui noi dobbiamo prevedere tutte queste importanti novità, che in parte condividiamo, senza però stanziare risorse aggiuntive, mi chiedo chi riesca a far funzionare meglio un Registro, un istituto già organizzato per il funzionamento ad altissimi livelli anche per gli altri registri, oppure un'istituzione nuova, presso un'altra direzione, pur se certamente competente?
Nel momento in cui non sono previste risorse idonee aggiuntive per il funzionamento, per la formazione e per tutto ciò che ne consegue, forse sarebbe opportuno mantenere come riferimento l'Istituto superiore di sanità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione in linea di principio l'emendamento 1.3, su cui il relatore e il Governo hanno espresso parere contrario.
MARIELLA BOCCIARDO, Relatore. Esprimo parere contrario agli emendamenti Pedoto 2.1 e Palagiano 2.4 e 2.5; invito il presentatore a ritirare l'emendamento Binetti 2.2, esprimendo altrimenti parere contrario, ed auspico l'approvazione dell'emendamento 2.3 del relatore.
FRANCESCA MARTINI, Sottosegretario di Stato per la salute. Il Governo esprime parere conforme e parere favorevole sull'emendamento 2.3 del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento Pedoto 2.1.
LUCIANA PEDOTO. Potrebbe sembrare pleonastico, ma non lo è. Si è già affermato che tutta la normativa riguardante la riservatezza, la tutela dei dati personali e la trasmissione delle informazioni trova giustamente il suo spazio in un'altra parte dell'articolato. Volevamo sottolineare,
però, una questione diversa e ci è sembrato che questo fosse l'articolo idoneo per farlo.
Stiamo parlando del consenso informato del soggetto sottoposto a trattamento. Il soggetto, ovviamente maggiorenne, dovrebbe comunque essere informato su quello che sta per accadere e dare il suo consenso, a prescindere da quello che accadrà dopo, sul trattamento dei dati personali, che avviene nel rispetto della legge sulla normativa della riservatezza dei dati.
MARIELLA BOCCIARDO, Relatore. È già comunque previsto nell'articolo 3, comma 5.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento Pedoto 2.1, sul quale il relatore e il Governo hanno espresso parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Binetti 2.2, su cui è stato rivolto un invito al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario.
PAOLA BINETTI. Ritiro l'emendamento a mia firma 2.2.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento Palagiano 2.4.
ANTONIO PALAGIANO. Presidente, non mi piace intervenire nuovamente su argomenti di cui ho già parlato, ma credo che, per il diritto di conoscenza degli altri colleghi presenti in Commissione, questa volta valga la pena di spendere due parole.
Questo emendamento cerca di precisare, anche se la legge in teoria comprende già questo problema, il fatto che occorre operare una distinzione fra una minore che voglia effettuare soltanto un intervento estetico di protesi mammaria e una che nasca con malformazioni vere e proprie, che potrebbero comprometterne lo sviluppo evolutivo e psicologico.
Mi riferisco ad alcune malformazioni cromosomiche, come alla sindrome di Klinefelter, in cui è presente un petto a carena di barca, come viene definito, con assenza di mammelle, e a chi presenti gravi asimmetrie. In questi casi ovviamente, per non compromettere l'evoluzione psicologica del soggetto, avremmo auspicato una legge che precisasse maggiormente le effettive possibilità di intervento in questa fascia di età e che, quindi, fosse più aperta.
Il sottosegretario ha precisato che è ciò è già implicita in questa normativa, ma avremmo preferito una precisazione maggiore.
MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI. Signor presidente, intervengo per apporre la mia firma a questo emendamento, perché credo che il nocciolo della questione e la volontà politica vadano nella direzione di limitare l'età per il ricorso a un intervento di mastoplastica additiva. Vi ricordo, perché forse non è chiaro a tutti, che il fatto che il corpo di una ragazza possa procreare a un'età inferiore ai 18 anni è un motivo per cui ella può ricorrere, per determinate condizioni che possono limitare il suo sviluppo psicologico, a un intervento di questo tipo. Il prevedere un divieto assoluto, come all'articolo 2, mi spinge a firmare questo emendamento e, quindi, a preannunciare - lo anticipo sin da ora - il voto contrario all'articolo 2 di questo provvedimento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione in linea di principio l'emendamento Palagiano 2.4, su cui il relatore e il Governo hanno espresso parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento 2.5.
ANTONIO PALAGIANO. Si trattava soltanto di recepire un suggerimento della Commissione giustizia.
PRESIDENTE. Vi è un emendamento successivo del relatore, che porta la
somma a 15 mila. Il suo emendamento, onorevole Palagiano, se non sbaglio, voleva portarla a 30 mila. Il relatore l'altra volta si era già espresso, anche su suggerimento della Commissione giustizia, per portare la sanzione a una cifra unica di 15 mila.
ANTONIO PALAGIANO. Presidente, non capisco la moderazione del Governo, quando rispetto alle cifre e alle sanzioni previste dalla legge n. 40 del 19 febbraio 2004 «Norme in materia di procreazione medicalmente assistita» questa è davvero acqua fresca rispetto a ciò che questo stesso Governo, anzi i Governi precedenti, hanno previsto per la legge n. 40.
Il motivo dell'emendamento è piuttosto semplice e l'avevo sottolineato anche in un precedente intervento. Se consideriamo una ragazza che appartenga a una famiglia abbiente, una sanzione tanto bassa o comunque sicuramente non alta, di 15 mila euro, comporterà che chi potrà pagare la sanzione pagherà i 5 mila euro per la mastoplastica additiva, più i 15 mila euro di sanzione. Con 20 mila euro si farà, quindi, un baffo del nostro intervento e della nostra legge.
Si trattava, quindi, di aumentare la sanzione non perché siamo cattivi e giustizialisti, ma per dissuadere, con una sanzione più cospicua, anche a coloro che hanno maggiori possibilità economiche, dal compiere un intervento. Se consideriamo che la legge nel tempo andrà avanti e che, quindi, tutto sarà inflazionato, anche la sanzione attualmente prevista diventerà piuttosto bassa. È questo il motivo al fondo del presente emendamento, che invito i colleghi a votare.
PRESIDENTE. Pongo in votazione in linea di principio l'emendamento 2.5, su cui il relatore e il Governo hanno espresso parere contrario.
Pongo in votazione l'emendamento 2.3 del relatore, su cui il Governo ha espresso parere favorevole.
ANNA MARGHERITA MIOTTO. Annuncio a nome del mio gruppo l'astensione sull'articolo 2 in esame.
Pongo in votazione l'articolo 2 con le modifiche testé apportate.
Passiamo all'esame dell'articolo 3 e delle proposte emendative ad esso presentate.
MARIELLA BOCCIARDO, Relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti Mura 3.6, Binetti 3.2, Miotto 3.1 e Mura 3.7. Invito al ritiro e alla trasformazione in ordine del giorno dell'emendamento Binetti 3.3, mente esprimo parere contrario sull'emendamento Binetti 3.4. Raccomando l'approvazione dell'emendamento a mia firma 3.5 ed esprimo parere contrario sull'emendamento Mura 3.8.
Invito infine al ritiro, esprimendo altrimenti parere contrario, degli articoli aggiuntivi Miotto 3.01 e Mura 3.02.
FRANCESCA MARTINI, Sottosegretario di Stato per la salute. Il Governo esprime parere conforme al relatore e parere favorevole sull'emendamento 3.5 del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento Mura 3.6.
ANTONIO PALAGIANO. A causa di un'impaginazione un po' strana, non ho capito quali emendamenti possono essere trasformati in ordine del giorno o almeno se ce n'è qualcuno di mia competenza.
Avevo auspicato che anche questo potesse essere convertito in ordine del giorno, in quanto l'emendamento contiene soltanto un invito a tenere aggiornati i dati individuali. Considerando il lassismo di alcune amministrazioni, più di quelle pubbliche che di quelle private, avere un registro non aggiornato o non costantemente aggiornato farebbe perdere di efficacia il provvedimento legislativo.
Credo, quindi, che un invito a tenere aggiornati i registri anche sotto forma di ordine del giorno sarebbe auspicabile anche da parte del Governo, ragion per cui vorrei sapere se il relatore intenda comunque non tenere aggiornati mai questi registi o spingere verso le amministrazioni meno virtuose affinché ciò si verifichi, dando un senso a questa legge.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.6, su cui il relatore e il Governo hanno espresso parere contrario.
Passiamo all'emendamento 3.2.
PAOLA BINETTI. Ritiro l'emendamento a mia firma.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento Miotto 3.1.
Si tratta di un problema di equipollenza.
ANNA MARGHERITA MIOTTO. L'equipollenza in genere non si stabilisce mai in una legge, ma in un decreto ministeriale. È evidente che non si può chiederlo al Governo con un ordine del giorno. La fonte normativa è questa, quindi per l'equipollenza bisogna indicare i termini in questo contesto e il ministero deciderà poi quali sono le equipollenze. Altrimenti chi lo decide?
PRESIDENTE. Capisco, però, poiché il Regolamento eventualmente normerà la situazione, si vedrà di chiarire il punto dell'eventuale equipollenza.
Su questo punto la Commissione si è intrattenuta piuttosto a lungo. Ricordo quando abbiamo tenuto la discussione sull'emendamento. Si è allargata un po' la platea di coloro i quali potevano intervenire. Si era partiti, se ben vi ricordate, da una norma restrittiva, limitata solo a specialisti in chirurgia plastica e ricostruttiva. Poi giustamente molti colleghi fecero rilevare in Commissione che esistevano anche tanti altri specialisti in chirurgia generale e in ostetricia e ginecologia, i quali avevano a loro volta la competenza anche pratica e di casistica che li rendeva altrettanto capaci e validi nell'applicazione di queste protesi. Si era introdotta, dunque, l'equipollenza anche nell'articolo, purché ci fosse un'esperienza comprovata.
Si trattava di allargare un po' la platea, perché si era levata non la protesta, ma la segnalazione da molti colleghi che, pur non essendo specialisti in chirurgia plastica e ricostruttiva, operano però in questo campo molto bene ed è come se fossero stati esclusi. Si era deciso questo termine per non essere né troppo restrittivi, né troppo larghi.
Magari successivamente in sede di applicazione si potrà emanare un successivo decreto. Se vi sono problemi, si potrà eventualmente chiarire. Già in questo modo il provvedimento non è restrittivo al massimo ed è piuttosto allargato.
Pongo in votazione in linea di principio l'emendamento Miotto 3.1, su cui il relatore e il Governo hanno espresso parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Mura 3.7.
ANTONIO PALAGIANO. Presidente, devo richiamarla per quanto riguarda l'emendamento di cui ho parlato precedentemente, perché avevo chiesto - lei non me ne ha dato neanche il tempo, forse spinto dalle immagini venute dal Senato ieri - al relatore di accettare come ordine del giorno un emendamento condivisibile. Non ha risposto il relatore, né abbiamo parlato di questo problema e lei ha mandato direttamente ai voti. Sono sempre emendamenti, a mio avviso, migliorativi.
Per quanto riguarda il 3.7, ho già espresso precedentemente la mia perplessità sull'intervenire sul consenso informato, il che viene fatto non solo prima di tutti gli interventi, ma ancora di più negli interventi di chirurgia plastica. È ovvio, infatti, in una sorta di medicina difensiva, che qualsiasi chirurgo plastico - ricordo
che la chirurgia plastica è quella che le assicurazioni non vogliono più assicurare, perché ci sono contenziosi dell'ordine di milioni di euro - si cautela con consensi informati. Emanare un'altra legge che stabilisca ancora di più il consenso informato, quando esso è già una pratica acclarata, mi sembrerebbe inutile.
In ogni caso, visto che si vuole intervenire anche in questa materia, avevo proposto di raccogliere il consenso informato esplicito e attuale. L'attualità sta nel senso che il consenso informato non deve essere troppo antecedente alla data dell'intervento. Spesso in donne che si sottopongono a un reintervento chirurgico si lascia in corso di validità il consenso informato espresso precedentemente. Occorre, invece, ribadire, a mio avviso, il consenso informato anche per il nuovo intervento e, quindi, renderlo attuale. Questo era il senso dell'emendamento, che invito a votare.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.7, su cui il relatore e il Governo hanno espresso parere contrario.
Passiamo all'esame dell'emendamento Binetti 3.3.
PAOLA BINETTI. Ritiro l'emendamento, però rilevo che esso andava nella linea della maggiore sicurezza e della perfetta tracciabilità dell'impianto protesico, in quanto non si leggeva la tracciabilità in una semplice lettera di accompagnamento, ma la tracciabilità andava ricercata nell'elemento stesso. Davanti a un rischio possibile di difettosità o comunque di un livello non soddisfacente di prestazione ciò avrebbe permesso di identificare più precisamente lo strumento.
ANNA MARGHERITA MIOTTO. A nome del mio gruppo, poiché questa sollecitazione veniva anche dal presidente Palumbo, faccio mio questo emendamento.
PRESIDENTE. Avevo espresso questa sollecitazione e avevo chiesto al Governo già da ieri che ciò venisse attuato nell'ambito della regolamentazione. Secondo me, si dovrebbe procedere diversamente: dobbiamo giustamente comunicare alle ditte di stampigliare il numero, ma occorre dare loro un tempo, di sei mesi, di otto mesi o di un anno. Evidentemente altrimenti si avranno protesi, attualmente in circolazione, validissime e perfette ma prive di numero.
Invitavo, dunque, a presentare un ordine del giorno in maniera tale che il Governo regolamentasse questa situazione successivamente, dando il tempo alle ditte di adeguarsi. Questo era il mio pensiero.
Pongo in votazione l'emendamento Binetti 3.3, fatto proprio dall'onorevole Miotto.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento Binetti 3.4.
PAOLA BINETTI. Lo ritiro, presidente, riservandomi di presentare un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'emendamento 3.5 del relatore, che apporta solo una correzione di forma e recepisce il parere della V Commissione.
Passiamo all'esame dell'emendamento Mura 3.8.
ANTONIO PALAGIANO. Anche in questo caso vorrei spiegare ai presenti l'emendamento 3.8. Anche questo è un emendamento tecnico. Se vogliamo dare un senso a questo progetto di legge, credo che gli emendamenti presentati sull'attualità del consenso, sull'obbligatorietà del Registro, su sanzioni vere, nonché sull'aggiornamento obbligatorio, debbano prevedere che ci siano regioni virtuose e altre non virtuose.
Mi rendo conto che esiste una tendenza da parte della Lega a mantenere fino in
fondo le autonomie delle regioni, ma da uomo del Sud comprendo che molto spesso, ahimè, anche e soprattutto nel Sud d'Italia, la gestione e l'amministrazione della sanità - voglio parlare di una regione di destra e di una di sinistra, quindi della Calabria e del Molise, ma anche della Campania - presentano alcuni problemi.
Intervenire con i criteri per la compilazione della scheda informativa da parte del ministero, almeno come un fatto base, garantirebbe, a mio avviso, le regioni che, per inoperosità, per inadeguatezza o per lassismo, potrebbero redigere norme troppo lasse inadeguate per arrivare ad una tenuta del previsto registro efficace ed efficiente, al fine di avere dati attuali e aggiornati. A tal fine speravo che una guida arrivasse direttamente dal ministero, almeno come guida base, che poi le regioni avrebbero potuto integrare o modificare in meglio, anziché lasciare completa autonomia in tutte le regioni d'Italia.
LAURA MOLTENI. Vorrei solo ricordare all'onorevole Palagiano che, nel caso in cui le regioni risultino inadempienti sotto alcuni aspetti, lo Stato può intervenire esercitando il potere sostitutivo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione in linea di principio l'emendamento Mura 3.8, su cui il relatore e il Governo hanno espresso parere contrario.
Passiamo all'esame dell'articolo aggiuntivo Miotto 3.01.
ANNA MARGHERITA MIOTTO. Signor presidente, in una legge come questa, che ha bisogno anche di una fase di sperimentazione, occorre capire come funzionano i Registri e soprattutto se sia necessario magari tarare meglio i Regolamenti previsti. Tale legge deve essere monitorata e, quindi, è opportuno prevedere una relazione annuale sullo stato di attuazione della legge.
È inutile che affermiamo che ci interessa molto la salute delle donne, se poi non andiamo a guardare che cosa succede dopo l'applicazione di questa legge. Non pensiate, come spesso fate, che sia sufficiente approvare una legge perché poi le sue disposizioni vengano applicate davvero, soprattutto in una materia federalizzata.
Sostengo, pertanto, l'opportunità di introdurre l'articolo 3.01, che prevede la relazione annuale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo aggiuntivo Miotto 3.01, su cui il relatore e il Governo hanno espresso parere contrario.
Passiamo all'esame dell'articolo aggiuntivo Mura 3.02.
ANTONIO PALAGIANO. L'articolo aggiuntivo 3.02 propone una formulazione un po' più permissiva rispetto a quella forse anche più razionale dell'onorevole Miotto. Si creano questi Registri, ma noi, come deputati e come Parlamento, perché non dobbiamo essere informati almeno una volta ogni due anni dell'andamento epidemiologico? Non mi pare che sia un emendamento tanto disdicevole. Chiediamo soltanto che i medici ci riferiscano una volta ogni due anni. Si perderanno mezz'ora o quaranta minuti.
Si potrebbe trasfonderne il contenuto in un ordine del giorno.
PRESIDENTE. In ogni caso il relatore ha espresso un invito al ritiro.
ANTONIO PALAGIANO. Se vi è l'accordo potrei ritirarlo, riservandomi di presentare un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Non si può presentare un ordine del giorno contenente la richiesta di relazione al Parlamento, che viene
richiesta da legge. In questo caso si invita il Governo a emanare una legge che preveda quanto indicato nell'ordine del giorno, considerato che non è incluso nel provvedimento.
ANTONIO PALAGIANO. Presidente, non credo che sia così. Può non essere scritto nella legge, ma possiamo presentare un ordine del giorno, che il Governo accoglie.
Sono disponibile a ritirare l'articolo aggiuntivo, ma vorrei conoscere l'orientamento del relatore e del Governo.
MARIELLA BOCCIARDO, Relatore. Formulo un invito al ritiro e alla presentazione di un ordine del giorno.
ANTONIO PALAGIANO. Ritiro l'articolo aggiuntivo 3.02 e mi riservo di presentare un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Il problema è il seguente: per presentare una relazione al Parlamento occorre che tale previsione sia indicata nella legge. L'intenzione del Parlamento di voler essere relazionato periodicamente su una data materia, oggetto della legge stessa, è un obbligo che deve essere previsto dalla legge e non da un ordine del giorno.
Quindi da un punto di vista regolamentare la previsione contenuta in un ordine del giorno non va bene: sarebbe un invito, ma non un obbligo, ragion per cui non si concluderebbe nulla.
ANTONIO PALAGIANO. Presidente, non capisco la sua posizione. Stiamo affermando un punto piuttosto condiviso, in cui sia il relatore, sia il Governo si pronunciano favorevolmente a riferire biennalmente al Parlamento. Non vedo più il problema.
PRESIDENTE. Non stiamo emanando una legge su tutte le protesi.
MARIELLA BOCCIARDO, Relatore. Avendo riconsiderato le ragioni sottese all'articolo aggiuntivo Mura 3.02, annuncio la presentazione di un articolo aggiuntivo di identico contenuto.
FRANCESCA MARTINI, Sottosegretario di Stato per la salute. Il Governo esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo 3.03 del relatore.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo aggiuntivo 3.03 del relatore, su cui il Governo ha espresso parere favorevole.
Passiamo all'esame dell'articolo 4 e dell'emendamento ad esso presentato.
MARIELLA BOCCIARDO, Relatore. Esprimo parere contrario sull'emendamento Pedoto 4.1.
PRESIDENTE. Il Governo esprime parere conforme al relatore.
LUCIANA PEDOTO. Ritiriamo l'emendamento, ma resta un fatto che vogliamo ribadire: questa legge è stata elaborata senza soldi e ci chiediamo, quindi, come potranno funzionare questi Registri.
ANNA MARGHERITA MIOTTO. Voglio aggiungere una considerazione a ciò che ha affermato la collega Pedoto, che è assolutamente corretto.
Voglio far notare al sottosegretario, che appartiene a una forza politica che dovrebbe essere attenta alle posizioni delle regioni, che il parere delle regioni sul provvedimento a proposito del finanziamento indicava la necessità di dotare di un'apposita norma finanziaria un testo che ne era privo.
So che in queste ore anche con il decreto «Milleproroghe» si sparano fuochi d'artificio per dare a intendere che ci sono i soldi del 5 per mille, si usano i soldi della SLA per il 5 per mille, si diminuiscono i soldi dal 5 per mille e li si dirottano sulla SLA. È una situazione indecorosa, che spero di non trovare poi nel testo ufficiale del «Milleproroghe».
Ritengo però che non possiamo imbrogliare le donne, alle quali questa legge si
rivolge in primo luogo. Questa è una delle ragioni per le quali noi non potremo approvare questo testo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4.
Avverto che sono stati presentati ordini del giorno (vedi allegato 2).
FRANCESCA MARTINI, Sottosegretario di Stato per la salute. Il Governo accoglie tutti gli ordini del giorno presentati: Binetti n. 0/3703/1, n. 0/3703/3 e n. 0/3703/4 e Castellani n. 0/3703/2.
VITTORIA D'INCECCO. Signor presidente e signor sottosegretario, siamo molto rammaricati per l'atteggiamento della maggioranza di oggi. Abbiamo visto un atteggiamento di chiusura molto forte ai nostri emendamenti, che invece intendevano essere migliorativi e orientati alla tutela e alla salute della donna. Avremmo voluto essere collaborativi nei vostri confronti e lo dimostra il fatto che abbiamo espresso parere favorevole all'esame del provvedimento in sede legislativa, però ora ci troviamo costretti a un ripensamento. Annuncio, quindi, l'astensione da parte nostra.
CARLA CASTELLANI. Noi, al contrario, esprimiamo un voto convintamente favorevole, pur consapevoli che il provvedimento che oggi approviamo alla Camera potrà subire al Senato anche ulteriori aggiustamenti, che vanno nella direzione di una maggiore sicurezza.
Ringrazio tutti, il relatore e il sottosegretario per il prezioso lavoro svolto e mi auguro che questo disegno di legge compia un percorso più breve al Senato affinché possa effettivamente diventare legge dello Stato a tutela di un settore della sanità che interessa le donne, anche e soprattutto le giovani donne.
PAOLA BINETTI. Noi voteremo a favore di questo disegno di legge, nella speranza che davvero le disposizioni migliori che vi sono contenute, ossia la tutela della salute della donna, la garanzia attraverso la qualità degli impianti, nonché le indicazioni che abbiamo inteso dare attraverso gli ordini del giorno e la partecipazione al dibattito, indicazioni di prudenza nell'uso delle protesi dal punto di vista estetico, possano, da un lato, servire a contenere mode che, a nostro avviso, esprimono comunque elementi di problematicità e, dall'altro, rappresentare davvero la conferma di una cura per la donna presa nella sua complessità dei bisogni, dal punto di vista anche psicologico, oltre che strettamente clinico.
ANTONIO PALAGIANO. Presidente, si è persa un'occasione per costruire un provvedimento utile insieme. Le premesse c'erano tutte per poter integrare il testo e accogliere almeno in parte i suggerimenti dell'opposizione.
Sicuramente avevamo iniziato affermando che c'erano tante questioni da affrontare e molte protesi da catalogare e registrare. Esistevano altri Registi più importanti, ma era comunque un'iniziativa utile.
Sono stati preclusi alcuni nostri emendamenti migliorativi e credo che l'ultimo sia stato addirittura - me lo consenta, presidente - quasi uno schiaffo, nel volerlo ritirare e poi riapprovare, come se rappresentasse un disonore accogliere un suggerimento che proveniva dall'Italia dei Valori. Per questa ragione devo dichiarare il voto di astensione.
LAURA MOLTENI. Questo è un testo importante, perché nel nostro Paese non c'era alcun riferimento alla tutela e alle garanzie in tema di salute della donna per quanto concerne gli impianti protesici mammari. Con questo testo si raggiunge un maggior grado di civiltà perché il messaggio che viene trasmesso soprattutto alle giovani, molte delle quali fino a oggi chiedevano al diciottesimo anno di età di ricevere come regalo una protesi mammaria,
è un messaggio di maggior consapevolezza e di maggior rispetto di sé e del proprio corpo. Questo è un messaggio con il quale si comunica ai giovani che non si gioca con il proprio corpo.
Gli impianti protesici sono una questione seria. Con questo disegno di legge viene detto un sostanziale no al Far West nel settore degli impianti protesici mammari, nel quale abbiamo visto ogni tipo di situazione. Le cronache della stampa hanno più di una volta riportato situazioni emblematiche rispetto ad esempio a protesi che trasudano o che presentano altri gravi effetti correlati, generando numerosi problemi nel corpo che le ospita.
Noi della Lega Nord votiamo, a favore di questo testo, convinti non solo che una volta approvata la legge vi sarà certezza dei prodotti utilizzati per l'impianto protesico, ma anche che vi sarà certezza di regole chiare da seguire e certezza di responsabilità rispetto agli interventi chirurgici che verranno effettuati. Siamo convinti che con questo disegno di legge si andrà a incidere in un cambio di mentalità nel nostro Paese. Nel tempo si creerà una nuova mentalità volta a un approccio più responsabile e consapevole al proprio corpo e maggior rispetto di sé.
MARIELLA BOCCIARDO, Relatore. Volevo solo esprimere un minimo di amarezza. In effetti, ho respinto gli stessi emendamenti che avevo respinto in sede referente. Ho vissuto questa situazione in modo un po' strumentale, il che mi dispiace molto.
PRESIDENTE. Per esigenze di coordinamento, prima del voto finale, propongo, ai sensi dell'articolo 90, comma 1, del Regolamento, la seguente correzione di forma: le disposizioni di cui all'articolo 3, comma 4, sono inserite in un autonomo articolo 2-bis «Requisiti per l'applicazione di protesi mammarie».
Pongo in votazione la correzione di forma testé proposta.
Avverto che, in caso di approvazione, la presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo, ai sensi dell'articolo 90, comma 2, del Regolamento.
Indìco la votazione nominale finale del disegno di legge di cui si è testé concluso l'esame.
Disegno di legge: «Disposizioni in materia di sicurezza degli impianti protesici mammari» (C. 3703);
Risultano pertanto assorbite le proposte di legge C. 670 e C. 1179.
Hanno votato sì: Barani, Bernardo in sostituzione di Abelli, Binetti, Bocciardo, Castellani, Ciccioli, D'Anna, De Luca, De Nichilo Rizzoli, Fucci, Girlanda in sostituzione di Scalera, Mancuso, Molteni, Mussolini, Palumbo, Pastore, Pelino in sostituzione di Stagno D'Alcontres, Porcu, Rondini, Scandroglio in sostituzione di Scapagnini, Volpi.
Si sono astenuti: D'Incecco, Farina Coscioni, Miotto, Di Giuseppe, Murer, Palagiano, Pedoto, Sarubbi, Sbrollini.

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