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Timestamp: 2019-12-09 04:44:20+00:00

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Una precisazione sul dibattito a Chiaravalle | Sito dell'On.Claudio Maderloni
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Una precisazione sul dibattito a Chiaravalle
Pubblicato il 20 dicembre 2012 da claudio.maderloni
Leggo l’articolo apparso oggi su Vivere Jesi a firma gruppo consiliare Pensiero critico del PD “Liberi di Pensare”. La prima considerazione è, visto che si continua a far vivere “gruppi consiliari” di un consiglio inesistente da ottobre scorso, perché avete fatto cadere l’Amministrazione Comunale visto che in consiglio avreste avuto la maggioranza per approvare quanto oggi dichiarate di volere?!
Potrei iniziare raccontando quanto accaduto sin dalla prima seduta del consiglio. Visto che il sistema elettorale permetteva alla Vostra maggioranza di governare la città pur non avendo la maggioranza assoluta dei voti, avevo chiesto una presa di coscienza della situazione da attuare individuando il presidente del Consiglio fra i consiglieri di minoranza; voi avete eletto Bitti Massimo. La stessa situazione si è riproposta per le commissioni consiliari.
La quadrilatero l’avete votata, le trasformazioni di aree da bosco urbano ad edificabile le avete votate, le modifiche per la Grancetta le avete votate. C’è da domandarsi che cosa non avete votato! E’ vero: io ho fatto un’opposizione seria e costruttiva (come per altro da voi stessi riconosciuto).
Quando ho proposto la Fiera alla Manifattura come possibilità lavorativa aggiuntiva al sito produttivo non ricordo un sostegno in consiglio comunale. Potrei fare molti esempi, come l’area ex craal di piazza Garibaldi per la quale avevo proposto che diventasse un polo culturale…… . Proposte che ho sostenuto anche da libero cittadino durante l’incontro tra l’Amministrazione ed i cittadini sul Piano Particolareggiato del Centro Storico. Insomma per me quella maggioranza era nata male perché nata sull’esclusione; voi ne facevate parte e per anni non avete avuto niente da dire.
Avete avuto paura di approvare in consiglio quanto oggi affermate di volere. Perché? Eppure quando vi avevo chiesto di farlo in cambio voi mi avete accusato di complicità. Vi ricordate la teoria delle tre M, Maderloni Montali e Moscatelli? Avete applaudito e siete andati a braccetto con la destra. Io non lo voglio fare.
Non voglio entrare nel dibattito interno del PD, partito a cui non ho mai dato la mia adesione, e resto in attesa di capire cosa quel partito, essendo partito di maggioranza relativa, intenda fare per Chiaravalle.
Sono sostenitore convinto della proposta nazionale del centrosinistra, proposta che so essere cara anche a voi avendovi visto molto attivi durante le primarie.
E’ evidente che continuate a personalizzare una battaglia politica attaccando, come avete fatto in questi mesi, prima un assessore, poi il sindaco, e ora Claudio Maderloni, con il solo scopo di dividere.
Ribadisco di condividere l’indicazione di SEL di Chiaravalle: Il centrosinistra discuta del programma, si confronti con i cittadini e con le associazioni, poi indichi con le primarie chi può essere il miglior candidato a Sindaco.
info@claudiomaderloni.it - Claudio Maderloni
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Ci sono momenti nella storia in cui l'impegno politico diventa vitale,perché le donne e gli uomini siano protagonisti del loro presente e del loro futuro. Marisa Saracinelli
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Costituzione Repubblicana – Articoli
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nei carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione. » Piero Calamandrei
Art. 1. - L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavorator
. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 5. La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
Art. 6. La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Art. 7. Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Art. 8. Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati
Art. 9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Art. 10. L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.
Art. 11. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
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