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Timestamp: 2017-12-12 10:27:26+00:00

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1. Riferimenti nell autovalutazione
Disposizioni di Vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle Banche: Autovalutazione prima del rinnovo delle cariche sociali linee guida composizione del Consiglio di Amministrazione.
Disposizioni di Vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle Banche: Autovalutazione prima del rinnovo delle cariche sociali linee guida composizione del Consiglio di Amministrazione. 1. Riferimenti nell autovalutazione La Banca, nel condurre il processo di autovalutazione quali-quantitativo richiesto, ha scelto una metodologia operativa che si basa sull analisi delle vigenti Disposizioni primarie e secondarie in materia di requisiti di onorabilità e professionalità per le Banche di Credito Cooperativo, nonché dei riferimenti statutari e regolamentari adottati. In particolare: - l articolo 26 del Testo Unico Bancario; - gli articoli 2 e 5 del Regolamento del Ministro del Tesoro del 18/03/98 n. 161; - le Disposizioni in materia di organizzazione e governo societario del 4/03/08; - le Disposizioni di Vigilanza, Tit. II, Cap. 2 Circolare Banca d Italia 229/99; - lo Statuto della Banca, che è conforme allo statuto tipo delle BCC approvato dalla Banca d Italia il 21 febbraio 2011, come da ultimo modificato con delibera assembleare del 8 maggio Lo Statuto-tipo delle BCC infatti, oltre a rappresentare il punto di intersezione dei diversi piani normativi disciplinanti il progetto di governo societario delle BCC (Testo Unico bancario, Codice Civile e leggi speciali sulla cooperazione), rappresenta un corpus normativo uniforme, in linea con i caratteri propri di una speciale impresa bancaria cooperativa a mutualità prevalente e rappresenta, altresì, lo strumento normativo bussola dei doveri e dei poteri degli esponenti; in tale ambito rilevano: o l articolo 2, che rappresenta il compendio dei principi ispiratori delle banche della Categoria, richiama espressamente la Banca, e quindi i suoi amministratori, ad agire in coerenza con la Carta dei Valori del Credito Cooperativo; o l'articolo 32 inerente alla composizione del Consiglio di Amministrazione che al secondo comma stabilisce i requisiti per la nomina dei consiglieri; o l articolo 33, dove vengono richiesti speciali requisiti per la nomina a Presidente del consiglio di amministrazione o l articolo 35 relativo alla eventuale istituzione di speciali comitati con funzioni consultive, istruttorie e propositive. - il punto 8 della Carta dei Valori del Credito Cooperativo, che stabilisce che Il Credito Cooperativo si impegna a favorire la crescita delle competenze e della professionalità degli amministratori, dirigenti, collaboratori e la crescita e la diffusione della cultura economica, sociale, civile nei soci e nelle comunità locali ; - il punto 10 della Carta dei Valori del Credito Cooperativo, che sancisce per tali esponenti che gli amministratori del Credito Cooperativo si impegnano sul proprio onore a partecipare alle decisioni in coscienza ed autonomia, a creare valore economico e sociale per i soci e la comunità, a dedicare il tempo necessario a tale incarico, a curare personalmente la propria qualificazione professionale e formazione permanente ; - i regolamenti adottati dalla Banca e segnatamente: il regolamento assembleare ed elettorale, la regolamentazione sui limiti al cumulo degli incarichi e sui flussi informativi; - i riferimenti rilevanti del Codice Etico adottato dalla Banca. In tale contesto, la Banca ha inoltre tenuto conto della necessità di favorire una composizione articolata del Consiglio di Amministrazione, che salvaguardi la rappresentanza della base sociale nella sua totalità, in termini di categorie economiche, professionalità, ambito territoriale, età anagrafica, appartenenza di genere complessivamente presenti ed a tale proposito l Assemblea dei Soci del 6 maggio 2012 ha approvato uno specifico regolamento Assembleare ed Elettorale che tiene conto della suddetta considerazione. Il regolamento in questione è conforme allo schema deliberato da Federcasse. 2. Professionalità e composizione degli Organi Con riferimento all identificazione della composizione quali-quantitativa considerata ottimale in relazione agli obiettivi richiesti si osserva quanto segue. 2.1 Profili quantitativi Con riferimento alla composizione quantitativa, il primo comma dell'articolo 32 dello Statuto stabilisce che il numero degli amministratori debba essere individuato dall assemblea dei soci all interno di un intervallo che può variare da un numero minimo di undici a un numero massimo di tredici. L'attuale composizione numerica dell organo amministrativo è definita dalle disposizioni transitorie previste nell articolo 53 dello Statuto Sociale che intendono disciplinare la rappresentanza in termini dimensionali e di mandati degli organi sociali al momento dell aggregazione delle due ex banche. Più in particolare, la lettera A) delle disposizioni transitorie prevede che per il primo mandato quello attualmente in corso il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione sia di tredici. Di questi, sette sono nominati fra i soci della ex Bcc del Chianti Fiorentino e sei tra quelli della ex Banca Monteriggioni; è previsto altresì che tale numero di amministratori si riduca a undici (di cui sei nominati fra i soci della ex Bcc del Chianti Fiorentino e cinque dalla ex Banca Monteriggioni) nel successivo mandato (quello ) di prossimo avvio. Il numero degli amministratori, attuali e futuri, risponde all'esigenza, chiaramente espressa dalle Disposizioni di vigilanza, di non avere una composizione pletorica dell organo con funzione di supervisione strategica garantendone, al contempo, un articolata composizione in relazione alla base sociale, nonché un adeguata dialettica interna. Si reputa, pertanto, la composizione quantitativa attuale dell Organo, nonché quella che assumerà lo stesso nel prossimo mandato, adeguata e pienamente coerente con le disposizioni richiamate. Si evidenzia, altresì, che la ripartizione dei compiti tra gli amministratori, anche in ragione delle competenze gestorie assegnate al Comitato Esecutivo, nel rispetto del ruolo assegnato dallo Statuto al Consiglio di amministrazione, sia coerente con il numero di cinque consiglieri nominati come membri del Comitato Esecutivo. Infine si specifica che l art. 35 dello Statuto sociale prevede la possibilità di costituire dei comitati speciali con funzioni consultive, istruttorie e propositive; attualmente, il Consiglio di Amministrazione non si è avvalso di tale facoltà. 2.2 Profili qualitativi In relazione ai profili qualitativi della composizione degli Organi, la Banca, innanzitutto, ritiene indispensabile richiamarsi alle Disposizioni di natura primaria e secondaria soprammenzionate che impongono anche, in ragione del ruolo ricoperto, di possedere requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza. La Banca segue una specifica procedura attuativa delle Istruzioni di vigilanza in materia, posta in essere all atto della nomina o dell eventuale cooptazione di esponenti aziendali. A tal fine si fa presente che nella seduta del 16/06/2010 con successiva integrazione nella seduta del 06/09/ sono stati accertati i requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza richiesti agli amministratori e ai sindaci eletti per il triennio 2010/2012. Per quanto attiene i criteri qualitativi di composizione degli Organi, si ritiene opportuno specificare che l individuazione di alcuni dei profili qualitativi degli amministratori sia da ravvisarsi nella previsione dell'articolo 32 dello Statuto sociale; quest ultima, oltre a definire i requisiti per l eleggibilità alla carica di amministratore, al primo comma stabilisce (in coerenza alla natura di società cooperativa a mutualità prevalente dell azienda) che gli amministratori devono essere soci della stessa; questa previsione costituisce una diretta conseguenza del modello democratico della cooperazione di credito. Il peculiare profilo di governance di una Banca di Credito Cooperativo si fonda, infatti, su un sistema democratico elettivo di nomina degli amministratori, scelti dall'assemblea dei soci tra i propri membri con voto capitario. Ne consegue che gli Organi di governo sono composti da persone con esperienze pregresse, competenze e caratterizzazioni eterogenee, agevolando così, in modo coerente con il peculiare modello giuridico di tale tipologia di banche, la diversificazione della composizione degli Organi. La presenza nel Consiglio di amministrazione dei rappresentanti dei soci in termini di espressione delle categorie economiche e del territorio costituisce un elemento di valore per la guida dell Istituto. Al riguardo, il Consiglio rileva che attualmente la compagine sociale è pari a soci suddivisi fra persone fisiche e persone giuridiche. La composizione in termine di categorie economiche è così distribuita: 140 agricoltori; 482 artigiani, 410 commercianti; imprenditori; 909 liberi professionisti; pensionati, 271 casalinghe; 94 studenti; lavoratori dipendenti. Rispetto alle categorie giuridiche si ha la seguente composizione: 64 enti e cooperative; 604 società di persone e 954 società di capitali. Rispetto alla distribuzione territoriale per Comune si evidenzia quanto segue: soci hanno la residenza o la sede a San Casciano in Val di Pesa (sede della Direzione Generale e 3 sportelli); - Siena (5 portelli) soci; - Firenze (7 sportelli) soci; - Tavarnelle Val di Pesa (3 sportelli) 825 soci; - Monteriggioni (sede legale e 2 sportelli) 542 soci; - Montespertoli (2 sportelli) 474 soci; - Poggibonsi (2 sportelli) 502 soci; - Scandicci (uno sportello) 489 soci; - Colle Val d Elsa (2 sportelli) 367 soci; - Campi Bisenzio (2 sportelli) 321; - Castelnuovo Berardenga (uno sportello) 300 soci; - Castellina in Chianti (uno sportello) 135 soci; - Empoli (uno sportello) 112 soci; - Barberino Val d Elsa (uno sportello) 103 soci; - San Gimignano (uno sportello) 93 soci; - Sesto Fiorentino (uno sportello) 82 soci; - Prato (uno sportello) 79 soci; - Calenzano (uno sportello) 75 soci; - Bucine (uno sportello) 66 soci; soci nei restanti comuni di competenza territoriale. Alla luce di quanto sopra, appare opportuno che siano presenti nel Consiglio rappresentanti delle categorie che hanno maggior rilievo nell ambito territoriale in termini di affari e immagine, valutando l andamento dei rapporti instaurati con la Banca, come quelle degli imprenditori, di cui artigiani e commercianti, liberi professionisti, pensionati, aziende agricole. Al contempo è opportuno che siano presenti anche rappresentanti delle comunità locali dove sono ubicati gli sportelli della Banca, che apportino il giusto grado di conoscenza delle comunità stesse e delle relative esigenze in termini di servizi bancari. La Banca ritiene, infatti, che le peculiarità strutturali delle banche di credito cooperativo a mutualità prevalente, determinate anche dalle disposizioni primarie e secondarie che ne definiscono la concreta operatività (quali ad esempio, i vincoli in materia di zona di competenza territoriale e prevalenza della operatività con i soci di cui all articolo 17 dello Statuto) richiedano una presenza differenziata in Consiglio con riguardo non solo a professionalità prettamente tecniche dell'attività bancaria ma anche di conoscenza del territorio di insediamento e della base sociale. Richiamati i criteri qualitativi, il Consiglio passa alla valutazione della propria composizione che vede la presenza di quattro liberi professionisti, cinque imprenditori, un imprenditore agricolo, tre pensionati. Relativamente alla rappresentanza territoriale, come stabilito dalle disposizioni transitorie dello Statuto Sociale, sette di questi risultano designati fra i soci della ex BCC del Chianti Fiorentino (4 con riferimento al comune di San Casciano, 1 al comune di Tavarnelle, 2 al comune di Firenze) e sei fra i soci della ex Banca Monteriggioni (3 con riferimento al Comune di Monteriggioni e 3 con riferimento al comune di Siena). Con riguardo all esigenza che i componenti degli Organi siano dotati di professionalità adeguate al ruolo da ricoprire, anche in eventuali comitati interni al Consiglio e calibrate in relazione alle caratteristiche operative e dimensionali della banca si evidenzia che, in coerenza con i principi richiamati nello Statuto della Banca, tutti i componenti hanno partecipato ai corsi di formazione promossi dalla Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo al fine di mantenere costantemente adeguato il livello di professionalità degli amministratori e un livello di conoscenza delle tematiche bancarie e delle normative di riferimento tempestivamente aggiornato in funzione dell evoluzione delle stesse e del contesto operativo delle banche associate. Più in particolare, per assicurare la qualificazione e l aggiornamento costante delle competenze e delle conoscenze degli amministratori e, quindi, una migliore qualità della governance, il Consiglio di Amministrazione ha adottato, già nel 2008, il Sistema dei Crediti Formativi previsto dal Regolamento assembleare ed elettorale modificato nel 2012 in conseguenza dell adozione del nuovo Statuto-tipo. Il Sistema dei Crediti (art.19 comma 2 del Regolamento assembleare ed elettorale) prevede che per potersi ricandidare gli amministratori uscenti debbano aver conseguito nel triennio in carica almeno 9 crediti formativi. Tale misura viene aumentata del 50% per gli amministratori al primo mandato. Al riguardo, si evidenzia che la Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo, in stretto raccordo con Federcasse, ha definito un processo di qualificazione delle competenze, riconosciuto mediante il Sistema dei Crediti Formativi per gli amministratori delle BCC, che coinvolge gli esponenti delle banche con eventi formativi dedicati all acquisizione e all aggiornamento delle conoscenze necessarie ad una corretta e consapevole gestione dell azienda bancaria cooperativa a mutualità prevalente. A tal proposito si evidenzia che gli amministratori uscenti hanno conseguito un numero di crediti formativi superiore alla misura minima richiesta. Inoltre il Consiglio di Amministrazione della Banca, in considerazione anche delle indicazioni contenute nella lettera della Banca d Italia dell 11 gennaio 2012, ha proposto all Assemblea dei Soci dello scorso 6 maggio 2012 e e da quest ultima approvato - l adozione del Regolamento Elettorale ed Assembleare che fa riferimento all estensione dei requisiti professionali previsti dal DM 161/98 per il Presidente del CdA delle B.C.C. ad almeno la metà dei membri del Consiglio di Amministrazione stesso. Il piano formativo seguito dai componenti del Consiglio di Amministrazione, definito coerentemente con le caratteristiche operative e di mercato e l evoluzione del contesto normativo e in stretto raccordo con le iniziative di Categoria dianzi citate, ha previsto lo sviluppo delle competenze nelle seguenti aree tematiche ruolo e responsabilità degli organi collegiali; processi di governo e gestione dei rischi; l ICAAP il processo di pianificazione strategica; la compliance e le principali normative di perimetro; la specificità mutualistica; l evoluzione del quadro prudenziale di riferimento il sistema dei controlli interni. La gestione della Bcc nei periodi difficili; Rappresentatività e competitività della compagine sociale sul territorio. Con riguardo al Direttore Generale, il cui ruolo, alla luce del modello di governance assume ulteriore rilievo (pur tenuto conto del ridotto profilo di complessità operativa derivante anche dalle specifiche previsioni di legge e di statuto), la Banca, ferme le altre verifiche disposte dalla vigente normativa, ha posto particolare attenzione alla verifica del possesso e dell aggiornamento delle competenze professionali, delle esperienze pregresse funzionali all assolvimento del ruolo e della partecipazione periodica agli aggiornamenti formativi organizzati dalla Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo, anche con la partecipazione delle società del Movimento, nell ambito delle riunioni degli organismi consortili quali l assemblea e il comitato tecnico dei direttori. Ad esito degli approfondimenti condotti, nel ribadire che tutti i componenti degli Organi hanno i requisiti normativamente richiesti, si ritiene che l'attuale composizione sotto il profilo qualitativo sia conforme allo schema di valutazione e ai criteri qualitativi sopra definiti. Si auspica che la composizione degli Organi per il prossimo mandato triennale esprima ancora una maggiore diversificazione di rappresentanza territoriale e di categoria economica d appartenenza. 3. Funzionalità degli Organi Definiti i profili della composizione quali-quantitativa, si passa ad esaminare quelli relativi alla funzionalità degli Organi. 3.1 Flussi informativi In tale ambito rileva la circolazione delle informazioni verso e tra gli Organi e al loro interno, elemento determinante per assicurare una consapevole assunzione del ruolo e delle responsabilità dei componenti degli stessi. Un efficace gestione del rischio richiede, infatti, un efficiente comunicazione interna sui rischi della Banca non solo nell ambito dell intera struttura organizzativa ma anche nei rapporti tra gli Organi e la struttura stessa. A tale riguardo, le due ex banche avevano aderito fin dal 2009 all indirizzo formulato dalla Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo, di adottare un apposito Regolamento dei flussi informativi redatto alla luce delle Disposizioni di Vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche del 4 marzo La nuova Banca, nei mesi successivi alla fusione, con delibera del Consiglio di Amministrazione del 25 ottobre 2010, ha poi aggiornato il summenzionato regolamento. Infine, con delibera del 5 luglio 2012, è stato aggiornato il citato Regolamento di funzionamento degli organi aziendali e dei flussi informativi, con l introduzione dell ulteriore organo aziendale costituito, ovvero l Organismo di Vigilanza (Odv) ai sensi del D.Lgs. 231/2001. In particolare il Regolamento richiamato ed i suoi successivi aggiornamenti disciplinano: - tempistica, forme e contenuti della documentazione che deve essere trasmessa ai singoli componenti degli Organi, ritenuta necessaria per l adozione delle delibere sulle materie all ordine del giorno; - il contenuto minimo dei flussi informativi periodici, con particolare riferimento a quelli relativi alle varie tipologie di rischio rilevanti e agli eventuali scostamenti dei consuntivi rispetto alle strategie definite; - i soggetti/le unità organizzative tenute alla redazione e trasmissione della documentazione. In base alla regolamentazione adottata, laddove la proposta di delibera preveda una delega di poteri del Consiglio al Comitato Esecutivo - o ad altro eventuale soggetto delegato, la stessa deve essere chiara ed analitica e deve precisare i limiti quantitativi e di valore della delega. Si segnala infine che, a partire dai primi mesi del 2012, la documentazione relativa ai sopra citati flussi informativi è resa disponibile agli organi aziendali nei tre giorni lavorativi precedenti la riunione, in apposita applicazione consultabile tramite dispositivi IPAD. In proposito, anche alla luce delle evidenze emerse in sede intervento audit sul processo di Governo, svoltosi nel 2012, le attività concretamente svolte di pianificazione strategica e controllo dei rischi, nonché le modalità di scambio dei flussi informativi, sono risultate adeguate (per qualità, completezza e tempestività) alle dimensioni raggiunte ed al ruolo che la Banca intende svolgere sul territorio. 3.2 Tempo e risorse dedicate Con riferimento alla necessità che gli esponenti dedichino tempo e risorse adeguate alla complessità del loro incarico, essa è pienamente condivisa dalla Banca che, in osservanza delle citate Disposizioni sul governo societario del 2008, ha deliberato già nel maggio 2009 apposito regolamento sulla limitazione al cumulo degli incarichi. Tali parametri di limitazione sono stati determinati in coerenza con il profilo dimensionale e di complessità operativa della Banca, alla luce dei quali appaiono ad oggi tuttora adeguati. 3.3 Riunioni Con riguardo alla cadenza temporale delle riunioni consi
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 articolo 2
 articolo 33
 articolo 35
 articolo 53
 art. 35
 articolo 17
 Art. 1