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Timestamp: 2020-05-26 12:39:41+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23123 del 04/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23123 del 04/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 04/10/2017, (ud. 19/07/2017, dep.04/10/2017), n. 23123
sul ricorso 6205-2014 proposto da:
avverso la sentenza n. 910/2013 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
1. che la Corte d’appello di Ancona ha confermato la sentenza del Tribunale di Pesaro che aveva accolto la domanda proposta da S.R. – che aveva lavorato per il Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca in virtù di una successione di contratti a tempo detenninato – e riconosciuto il suo diritto alle differenze retributive in considerazione della progressione stipendiale maturata, con condanna del Ministero convenuto al pagamento della somma a tale titolo dovuta;
2. che per la cassazione della sentenza il Miur ha proposto ricorso, affidato ad un unico motivo, cui non ha opposto difesa la parte intimata;
3. che il Ministero ha depositato atto di rinuncia al ricorso, in cui argomenta che la sopravvenuta sentenza di questa Corte n. 22558 del 2016, risolvendo la questione controversa, esclude la sussistenza di un interesse dell’Amministrazione scolastica ad una pronuncia in ordine alla fondatezza del ricorso per cassazione;
1. che la rinuncia semplice, in presenza di parte non costituita, determina l’estinzione del processo;
2. che la rinunzia al ricorso per cassazione infatti non ha carattere cosiddetto accettizio, che richiede, cioè, l’accettazione della controparte per essere produttivo di effetti processuali (Cass. 23 dicembre 2005, n. 28675; Cass. 15 ottobre 2009, n. 21894; Cass. 5 maggio 2011, n. 9857; Cass. 26 febbraio 2015, n. 3971) ma carattere recettizio, esigendo l’art. 390 c.p.c. che essa sia notificata alle parti costituite o comunicata ai loro avvocati che vi appongono il visto (cfr. Cass., Sez. Un., 18 febbraio 2010, n. 3876; Cass. 31 gennaio 2013, n. 2259);
3. che l’accettazione della controparte rileva unicamente quanto alla regolamentazione delle spese, stabilendo l’art. 391 c.p.c., comma 2 che, in assenza di accettazione, la sentenza che dichiara l’estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese;
4. che nella specie alla declaratoria di estinzione del processo non segue alcuna statuizione sulle spese, in assenza di attività difensiva della parte intimata;

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 Cass. 
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