Source: http://iviniditalia.it/disciplinari/collimartani.html
Timestamp: 2018-05-27 09:38:59+00:00

Document:
“COLLI MARTANI”
Articolo 1 –(Riconoscimento denominazione)
La denominazione di origine controllata “Colli Martani” nelle seguenti tipologie: Rosso; Bianco; Trebbiano; Grechetto; Grechetto di Todi; Sangiovese anche riserva; Cabernet Sauvignon, anche riserva; Merlot, anche riserva; Sauvignon; Chardonnay; Riesling; Spumante; è riservata ai vini ottenuti dai vigneti dell’omonima zona di produzione e rispondenti alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
La denominazione di origine controllata “Colli Martani” con la specificazione di uno dei seguenti vitigni:
Grechetto;
è riservata ai vini ottenuti da uve prodotte dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Colli Martani Trebbiano:
Trebbiano toscano: minimo 85%; altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nelle province di produzione: massimo 15%. Le uve derivanti dai vitigni Malvasia Bianca di Candia e Malvasia Bianca Lunga, da soli o congiuntamente, non devono superare il 10% del totale complessivo dei vitigni complementari.
Colli Martani Grechetto e Colli Martani Grechetto di Todi
Grechetto: minimo 85%; altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nelle province di produzione: massimo 15%. Le uve derivanti dai vitigni Malvasia Bianca di Candia e Malvasia Bianca Lunga, da soli o congiuntamente, non devono superare il 10% del totale complessivo dei vitigni complementari.
Colli Martani Sangiovese:
Sangiovese: minimo 85%; altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nelle province di produzione: massimo 15%.
Colli Martani Cabernet Sauvignon:
Cabernet Sauvignon: minimo 85%; altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nelle province di produzione: massimo 15%.
Colli Martani Merlot anche nella tipologia Riserva:
Merlot: minimo 85%; altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nelle province di produzione: massimo 15%.
Colli Martani Sauvignon:
Sauvignon: minimo 85%; altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nelle province di produzione: massimo 15%. Le uve derivanti dai vitigni Malvasia Bianca di Candia e Malvasia Bianca Lunga, da soli o congiuntamente, non devono superare il 10% del totale complessivo dei vitigni complementari.
Chardonnay: minimo 85%; altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nelle province di produzione: massimo 15%. Le uve derivanti dai vitigni Malvasia
Bianca di Candia e Malvasia Bianca Lunga, da soli o congiuntamente, non devono superare il 10% del totale complessivo dei vitigni complementari.
Colli Martani Riesling:
Riesling: minimo 85%; altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nelle province di produzione: massimo 15%. Le uve derivanti dai vitigni Malvasia Bianca di Candia e Malvasia bianca Lunga, da soli o congiuntamente, non devono superare il 10% del totale complessivo dei vitigni complementari.
Colli Martani Bianco:
Trebbiano toscano: minimo 50%; altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nelle province di produzione: massimo 50%. Le uve derivanti dai vitigni Malvasia Bianca di Candia e Malvasia Bianca Lunga, da soli o congiuntamente, non devono superare il 10% del totale complessivo dei vitigni complementari.
Colli Martani Rosso:
Sangiovese: minimo 50%; altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione nelle province di produzione: massimo 50%.
Colli Martani Spumante:
Grechetto, Chardonnay, Pinot Nero, da soli o congiuntamente: minimo 50%; altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nelle province di produzione: massimo 50%.
Le uve derivanti dai vitigni Malvasia Bianca di Candia e Malvasia Bianca Lunga, da soli o congiuntamente, non devono superare il 10% del totale complessivo dei vitigni complementari. Il vino Colli Martani Grechetto può essere designato con la sottodenominazione geografica di “Todi”, qualora ottenuto esclusivamente da uve prodotte nella rispettiva zona ricadente nel Comune di Todi, indicata nel successivo art. 3.
Articolo 3 – (Zona raccolta uve)
Le uve destinate alla produzione dei vini “Colli Martani” devono essere prodotte nella zona appresso indicata in provincia di Perugia e che comprende l’intero territorio dei comuni di Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria e parte del territorio dei comuni di Todi, Massa Martana, Monte Castello Vibio, Montefalco, Castel Ritaldi, Spoleto, Bevagna, Cannara, Bettona, Deruta e Collazzone.
Tale zona è così delimitata: partendo da nord in corrispondenza di Passaggio e procedendo in senso orario, la linea di delimitazione segue la strada provinciale per Bevagna in direzione sud-est percorrendo tale strada; circonda quindi sul lato ovest l’abitato di Cantalupo, attraversa quello di Capro fino a raggiungere Bevagna; ne rasenta il centro abitato percorrendo la strada di circonvallazione sul lato est fino all’incrocio con il fiume Timia; percorre quest’ultimo in senso ascendente (verso nord) fino alle sue origini; percorre quindi l’immissario di detto fiume, il torrente Beverone, sempre in senso ascendente, fino al fosso Tuderte in prossimità del centro abitato di Mercatello; segue tale strada in direzione sud, attraverso i centri abitati di Bruna, San Brizio, Maiano, fino a Ponte Bari da dove segue il torrente Tessino in direzione sud- ovest fino in prossimità di Spoleto ove la strada provinciale Spoleto- Acquasparta inizia ad affiancarlo; ivi abbandona detto torrente per seguire la provinciale indicata in direzione ovest verso Acquasparta attraversando la zona di Baiano di Spoleto fino al confine con la provincia di Terni a Casa Pino Palombaro; la linea di delimitazione segue quindi tale confine provinciale in direzione nord fino a raggiungere la ferrovia centrale Umbra in prossimità di M. di Mezzanelli; segue tale ferrovia in direzione nord- ovest fino all’ altezza del confine tra la provincia di Perugina e di Terni. Percorre quindi nuovamente tale confine che si estende a destra della ferrovia, fino ad inserirsi nuovamente nel percorso di quest’ultima che viene ancora seguita sino a quota 193, in prossimità della località di Rosaro. All’altezza di detta quota si innesta sulla comunale che si ricongiunge con la provinciale Todi- Montenero dopo aver toccato le località di C. Consolazione, C. Santa Lucia, C. Coste Pelate ove abbandona detta strada per percorrere a sud della stessa la strada poderale “Coste Pelate” fino alla strada comunale nel tratto Montenero- Pesciano all’altezza del bivio per Pod.re Casciotta; segue
tale strada comunale in direzione di Pesciano fino alla poderale per Podere Perella; da tale incrocio in linea retta raggiunge il fosso di Pesciano dal suo inizio, lo percorre in senso discendente in direzione nord fino al ponte di Pesciano da dove segue la vicinale in direzione sud- ovest fino a Torre Olivola: da qui riprende la strada comunale che conduce, verso nord, a Torregentile e Fiore toccando le quote 402, 290, 226 e 301, sino ad incrociare la provinciale Todi- Avigliano, che percorre, in direzione sud- ovest, fino a quota 436; qui devia, verso nord- ovest, sulla strada comunale che raggiunge Asproli passando per le quote 392, 367 e 333.
Discende quindi da detto paese verso le località Casaline Alta e Casaline Bassa raggiungendo la s.s. 448 di Baschi alla quota 155, che percorre, in direzione nord- est, fino all’ incrocio con la s.s. 79- bis. Risale per detta strada, in direzione nord- ovest, per Quadro (in direzione Prodo). All’altezza della quota 637 devia verso destra per la strada che porta verso Doglio – Monte Castello Vibio, e prosegue in direzione nord, nord- est, verso quest’ultimo paese fino all’ altezza della quota 372. Da qui procede lungo la strada che si snoda a sud del suddetto paese discendendo poi, verso est, fino all’ incrocio con la strada che collega Montemolino con Fratta Todina (quota 182); si dirige quindi, in direzione sud- est, verso Montemolino ed oltre fino ad incrociare la E7 in località La Collina. Si identifica con la detta superstrada, in direzione nord, fino all’ altezza di Ponte Nuovo dopo aver toccato le località di Pantalla, Collepepe, Ripabianca, Casalina e Deruta. Da qui prosegue seguendo il confine tra i comuni di Torgiano e Bettona fino a ricongiungersi con la strada provinciale che, in direzione est, conduce nuovamente verso il Passaggio, punto di partenza della delimitazione.
Articolo 4 – (Condizioni ambientali e rese)
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata di cui all’ art. 1, devono essere quelle tradizionali della zona di produzione e, comunque, atte a conferire alle uve ed ai vini derivati, le specifiche caratteristiche di qualità.
Pertanto sono da considerare idonei al riconoscimento i vigneti ubicati in terreni di favorevole giacitura ed esposizione rientranti nella fascia pedecollinare (compresa tra 150- 600 m.l.m.) esclusi i terreni di fondovalle.
I nuovi impianti e reimpianti dovranno avere una densità minima di 3.000 ceppi per ettaro per tutte le tipologie rosso e 2.600 per tutte le tipologie bianco.
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini di cui all’art. 1 non deve essere superiore a tonnellate 12 per ettaro di vigneto in coltura specializzata per il vino “Colli Martani” Trebbiano; a t. 10 per ettaro di vigneto in coltura specializzata per il vino “Colli Martani” Grechetto; a t. 12 per ettaro di vigneto in coltura specializzata per il vino “Colli Martani Sangiovese”; a t. 10 per ettaro di vigneto in coltura specializzata per il vino “Colli Martani” Cabernet Sauvignon; a t. 11 per ettaro di vigneto in coltura specializzata per il vino “Colli Martani” Merlot; a t. 10 per ettaro di vigneto in coltura specializzata per il vino “Colli Martani Sauvignon”; a t. 10 per ettaro di vigneto in coltura specializzata per il vino “Colli Martani” Chardonnay; a t. 10 per ettaro di vigneto in coltura specializzata per il vino “Colli Martani” Riesling; a t. 12 per ettaro di vigneto in coltura specializzata per il vino “Colli Martani” Bianco e Colli Martani Spumante; a t. 11 per ettaro di vigneto in coltura specializzata per il vino “Colli Martani” Rosso.
Nelle annate favorevoli, i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a Doc Colli Martani, devono essere riportati nei limiti di cui sopra, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
Fermi restando i limiti sopra indicati, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata in rapporto dell’effettiva superficie coperta dalla vite.
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delimitata nell’art. 3. Tuttavia tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate entro l’intero territorio dei comuni compresi anche parzialmente nella zona di produzione delimitata nel medesimo art. 3 e nell’ intero territorio dei comuni di Assisi, Foligno, Marciano, Spello e Trevi.
Per il vino “Colli Martani” Grechetto di Todi le operazioni di vinificazione possono essere effettuate, oltre che nella rispettiva zona di produzione, nell’intero territorio del comune di Todi.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini “Colli Martani” un titolo alcolometrico volumico naturale minimo:
10,5 gradi per il Trebbiano;
11,0 gradi per il Grechetto;
11,5 gradi per il Grechetto di Todi;
11,0 gradi per il Sangiovese;
11,5 gradi per il Cabernet Sauvignon;
11,5 gradi per il Merlot;
11,0 gradi per il Sauvignon;
11,0 gradi per lo Chardonnay;
10,5 gradi per il Riesling;
10,5 gradi per il Bianco;
11,0 gradi per il Rosso;
10,5 gradi per lo Spumante.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche tradizionali della zona e comunque atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 70% per qualsiasi tipologia di vino Colli Martani. Qualora tale resa superi detto limite percentuale, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata Colli Martani; oltre il 75%, decade il diritto alla denominazione di origine controllata per il prodotto.
E’consentito l’arricchimento dei mosti aventi diritto alle denominazione di origine controllata Colli Martani alle condizioni e nei limiti previsti dalla normativa comunitaria in vigore. E’ ammessa la pratica della dolcificazione.
I vini di cui all’ art. 2 all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore : giallo verdolino;
odore: leggermente vinoso, caratteristico;
sapore: asciutto, acidulo, leggermente fruttato caratteristico, fine;
Colli Martani Grechetto:
colore : giallo paglierino;
sapore: secco o leggermente abboccato, vellutato, retrogusto lievemente amarognolo, fruttato, caratteristico, armonico;
Colli Martani Grechetto di Todi:
Colli Martani Sangiovese anche nella tipologia Riserva:
colore : rosso rubino se giovane,con contorni rosso-arancione se invecchiato;
odore: vinoso caratteristico, etereo se invecchiato;
sapore: asciutto, armonico, talvolta, se giovane, leggermente tannico e piacevolmente amarognolo, fruttato, caratteristico, delicatamente erbaceo;
Colli Martani Cabernet Sauvignon anche nella tipologia Riserva:
colore : rosso rubino intenso con lievi riflessi violacei tendente al granato con l’ invecchiamento;
colore : rosso rubino con riflessi violacei talvolta tendenti al rosso mattone con l’ invecchiamento;
colore : giallo paglierino con riflessi verdognoli;
Colli Martani Chardonnay:
colore : giallo paglierino più o meno intenso con lievi riflessi verdognoli;
colore : giallo paglierino con lievi riflessi verdognoli;
sapore:asciutto, fruttato, caratteristico;
colore : rosso rubino, vivace, più o meno intenso;
sapore: asciutto, sapido, di buon corpo, leggermente astringente;
estratto secco netto minimo: 19 g/l.
Per le tipologie soggette ad invecchiamento in botti di legno può rilevarsi un lieve sentore di legno. E’ in facoltà del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, sentita la Regione, di modificare con proprio decreto, per i vini di cui al presente disciplinare, i limiti sopraindicati per l’acidità totale e l’estratto non riduttore.
Articolo 7 – (Riserva)
Il vino “Colli Martani” Sangiovese deve essere immesso al consumo dopo aver subito un periodo di maturazione obbligatorio di almeno un anno, a partire dal 31 Ottobre dell’anno della vendemmia. Qualora detto vino abbia un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di gradi 12% e venga sottoposto ad una maturazione di due anni, di cui uno almeno di invecchiamento in botti di legno, e ad un affinamento in bottiglia per il periodo rimanente, può portare come specificazione aggiuntiva la dizione “Riserva”. I vini “Colli Martani” Cabernet Sauvignon e Merlot possono essere immessi al consumo solo dopo aver subito un periodo di maturazione obbligatorio di almeno un anno, a partire dal 31 Ottobre dell’anno della vendemmia. Qualora detti vini vengano sottoposti ad una maturazione di due anni, di cui uno almeno di invecchiamento in botti di legno, e ad un affinamento in bottiglia per il periodo rimanente, possono portare come specificazione aggiuntiva la dizione “riserva”.
Articolo 8 – (Abbigliamento)
Le bottiglie o altri recipienti di capacità non superiore a 5 l, devono essere, per quanto riguarda l’abbigliamento e la tipologia, confacenti ai tradizionali caratteri di un vino di pregio e devono essere chiusi esclusivamente con tappo raso bocca e a fungo per lo spumante ad esclusione di quelle di capacità di 0,475 e 0,250 per le quali è consentito l’uso del tappo a vite.
I vini a Doc “Colli Martani” Spumante e tutte le tipologie con la specificazione Riserva devono essere immessi al consumo esclusivamente in recipienti di capacità non superiore a 3 l.
Articolo 9 – (Etichettatura)
Alla denominazione di cui all’ art. 2 è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare ivi compresi gli aggettivi “superiore”, “extra”, “fine”, “scelto”, “selezionato”, e similari.
E’ tuttavia consentito l’ uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’ acquirente.
E’ consentito, altresì, l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località – comprese nella zona delimitata nel precedente art. 3 – e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui i vini così qualificati sono stati ottenuti. Per tutte le tipologie, ad esclusione dello Spumante, del Bianco e del Rosso, è obbligatoria in etichetta l’indicazione dell’annata di produzione.

References: Articolo 1
 art. 3

Articolo 3

Articolo 4
 art. 1
 art. 3
 art. 2

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9
 art. 2
 art. 3