Source: http://docplayer.it/6099886-Venerdi-16-giugno-2006.html
Timestamp: 2018-03-21 21:15:20+00:00

Document:
Venerdì 16 Giugno PDF < 35 kw 600 VERIFICHE" name="description"> < 35 kw 600 VERIFICHE">
Download "Venerdì 16 Giugno 2006"
1 Venerdì 16 Giugno 2006 LA SITUAZIONE Documentazione a corredo degli impianti e adempimenti burocratici nell'attività di installazione e messa a norma."
2 VERIFICHE SU IMPIANTI DI POTENZA < 35 kw 600 VERIFICHE SU IMPIANTI DI POTENZA 35 kw E < 116 kw 300 VERIFICHE SU IMPIANTI DI POTENZA 116 kw E < 350 kw 700 VERIFICHE SU IMPIANTI DI POTENZA 350 kw 280
3 DICHIARAZIONE CONFORMITÀ IMPIANTO TERMICO ASSENTE NEL 25% DEI CASI DICHIARAZIONE CONFORMITÀ IMPIANTO ELETTRICO ASSENTE NEL 27% DEI CASI DENUNCIA ISPESL ASSENTE NEL 45% DEI CASI CERTIFICATO PREVENZIONE INCENDI ASSENTE NEL 40% DEI CASI
4 RENDIMENTO AL DI SOTTO DEL LIMITE DI LEGGE 5% DISPOSIZIONI DI MESSA A NORMA ENTRO 5 GIORNI 7% IMPIANTI VERIFICATI IN SEGUITO AD ESPOSTI SOSPENSIONE DELL EROGAZIONE DEL GAS 75 CASI
5 LEGGE 5 MARZO 1990, N.46 NORME PER LA SICUREZZA. ART. 9. DICHIARAZIONE DI CONFORMITA' 1. AL TERMINE DEI LAVORI L'IMPRESA INSTALLATRICE E' TENUTA A RILASCIARE AL COMMITTENTE LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA' REALIZZATI NEL RISPETTO DELLE NORME DI CUI ALL'ARTICOLO 7. DI TALE DICHIARAZIONE, SOTTOSCRITTA DAL TITOLARE DELL'IMPRESA INSTALLATRICE E RECANTE I NUMERI DI PARTITA IVA E DI ISCRIZIONE ALLA CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA, FARANNO PARTE INTEGRANTE LA RELAZIONE CONTENENTE LA TIPOLOGIA DEI MATERIALI IMPIEGATI NONCHÈ, OVE PREVISTO, IL PROGETTO DI CUI ALL'ARTICOLO 6. DICHIARAZIONE DI CONFORMITA
11 La dichiarazione di dell impianto alla regola d arte VA RILASCIATA OBBLIGATORIAMENTE AL COMMITTENTE AL TERMINE DEI LAVORI DOPO AVER TERMINATO E AVER CONTROLLATO CHE L IMPIANTO DI UTENZA INSTALLATO OPPURE RISTRUTTURATO O AMPLIATO SIA SICURO E FUNZIONI CORRETTAMENTE. NON È OBBLIGATORIA SOLO PER GLI INTERVENTI DI ORDINARIA MANUTENZIONE.
12 IMPIANTO DEL GAS A VALLE DEL PUNTO DI CONSEGNA: INSIEME DELLE TUBAZIONI E DEI LORO ACCESSORI DAL PUNTO DI CONSEGNA ALL APPARECCHIO UTILIZZATORE, L INSTALLAZIONE ED I COLLEGAMENTI DEL MEDESIMO LE PREDISPOSIZIONI EDILI E/O MECCANICHE PER LA VENTILAZIONE E O L AERAZIONE DEL LOCALE LE PREDISPOSIZIONI EDILI E/O MECCANICHE PER LO SCARICO ALL ESTERNO DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE.
13 LA DICHIARAZIONE DEVE RIPORTARE I SEGUENTI ALLEGATI: PROGETTO (SE OBBLIGATORIO); *Camini singoli asserviti ad apparecchi a gas di portata termica maggiore di 34,8kW; *Canne fumarie collettive; *Canne fumarie collettive ramificate; Tubazione trasporto gas combustibile quando la portata termica dell impianto interno è maggiore di 34,8 kw; Nuova realizzazione, ristrutturazione di impianti termici, sostituzione di generatori di calore superiori a 34,8 kw; * compresi adeguamenti di cui alla norma UNI 10845
14 RELAZIONE CON TIPOLOGIE DEI MATERIALI UTILIZZATI CON UN RIASSUNTO SULLE INFORMAZIONI PRINCIPALI DELL IMPIANTO, UNA RELAZIONE IN CUI SI DICHIARA DI AVER UTILIZZATO COMPONENTI CONFORMI ALLE NORME, SCHEDE DEI COMPONENTI UTILIZZATI; SCHEMA DELL IMPIANTO REALIZZATO RIFERIMENTO A DICHIARAZIONI PRECEDENTI; COPIA DEL CERTIFICATO DI RICONOSCIMENTO DEI REQUISITI TECNICO - PROFESSIONALI.
15 LA RELAZIONE DEVE CONTENERE: PER I PRODOTTI SOGGETTI A NORME, LA DICHIARAZIONE DI RISPONDENZA ALLE STESSE COMPLETATA, OVE ESISTENTE, CON RIFERIMENTI A MARCHI, CERTIFICATI DI PROVA, ECC. RILASCIATI DA ISTITUTI AUTORIZZATI. PER GLI ALTRI PRODOTTI (DA ELENCARE) IL FIRMATARIO DEVE DICHIARARE CHE TRATTASI DI MATERIALI, PRODOTTI E COMPONENTI CONFORMI A QUANTO PREVISTO DALL ART. 7 DELLA LEGGE 46. LA RELAZIONE DEVE DICHIARARE L IDONEITÀ RISPETTO ALL AMBIENTE DI INSTALLAZIONE.
16 QUANDO RILEVANTE AI FINI DEL BUON FUNZIONAMENTO DELL IMPIANTO, SI DEVONO FORNIRE INDICAZIONI SUL NUMERO E CARATTERISTICHE DEGLI APPARECCHI INSTALLATI OD INSTALLABILI, FACENDO RIFERIMENTO ALLA POTENZA SULLA BASE DELLA QUALE L IMPIANTO È STATO PROPORZIONATO; AD ESEMPIO PER GLI IMPIANTI A GAS DOVRANNO ESSERE INDICATI: 1) NUMERO, TIPO E POTENZA DEGLI APPARECCHI; 2) CARATTERISTICHE DEI COMPONENTI IL SISTEMA DI VENTILAZIONE DEI LOCALI (POSIZIONAMENTO DELLA GRIGLIA DI VENTILAZIONE E SUA DIMENSIONE, TIRAGGIO FORZATO A PARETE, ECC.);
17 3) CARATTERISTICHE DEL SISTEMA DI SCARICO DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE (TIPO E MISURA DELLA CANNA FUMARIA, SCARICO FORZATO A PARETE, ECC.); 4) INDICAZIONI SUL COLLEGAMENTO ELETTRICO DEGLI APPARECCHI, OVE PREVISTO. NELLA RELAZIONE DEVE ESSERE EVIDENZIATA L IDONEITÀ ALL AMBIENTE DEI MATERIALI UTILIZZATI, DOVRÀ QUINDI ESSERE ESPRESSAMENTE INDICATA LA COMPATIBILITÀ CON GLI IMPIANTI PREESISTENTI. IN CASO DI RIFACIMENTO PARZIALE DI IMPIANTI, IL PROGETTO E LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ O IL CERTIFICATO DI COLLAUDO, OVE PREVISTO, SI RIFERISCONO ALLA SOLA PARTE OGGETTO DELL OPERA DI RIFACIMENTO.
18 PER SCHEMA DELL IMPIANTO REALIZZATO SI INTENDE: UNA ADEGUATA DESCRIZIONE DELL OPERA COME ESEGUITA (SI FA SEMPLICE RINVIO AL PROGETTO QUANDO QUESTO ESISTE). NEL CASO DI TRASFORMAZIONE, AMPLIAMENTO E MANUTENZIONE STRAORDINARIA, L INTERVENTO DEVE ESSERE INQUADRATO, SE POSSIBILE, NELLO SCHEMA DELL IMPIANTO PREESISTENTE. LO SCHEMA CITERÀ LA PRATICA PREVENZIONE INCENDI (OVE RICHIESTO).
19 LO SCHEMA DELL IMPIANTO, INTESO COME UN RILIEVO PRECISO DI QUANTO REALIZZATO, È UNA TUTELA DEL CONSUMATORE, MA LO È ANCHE DELL INSTALLATORE. UNA DOCUMENTAZIONE ADEGUATA RENDE POSSIBILE L IDENTIFICAZIONE DELLE MODIFICHE IMPIANTISTICHE EFFETTUATE SUCCESSIVAMENTE E DI CUI, OVE NON RIESCA A DIMOSTRARNE L ESTRANEITÀ, L INSTALLATORE SI TROVA AD ASSUMERE LA RESPONSABILITÀ. TUTELA INOLTRE L INSTALLATORE CHE INTERVIENE SUCCESSIVAMENTE PER AMPLIAMENTI, TRASFORMAZIONI, ECC. IN QUANTO PUÒ OPERARE BASANDOSI SU UNA DOCUMENTAZIONE EFFICACE. ALLEGATI OBBLIGATORI
20 LEGGE 5 MARZO 1990, N.46 NORME PER LA SICUREZZA. ART. 7.INSTALLAZIONE 1. LE IMPRESE INSTALLATRICI SONO TENUTE AD ESEGUIRE GLI IMPIANTI A REGOLA D'ARTE UTILIZZANDO ALLO SCOPO MATERIALI PARIMENTI COSTRUITI A REGOLA D'ARTE. 2. IN PARTICOLARE GLI IMPIANTI ELETTRICI DEVONO ESSERE DOTATI DI IMPIANTI DI MESSA A TERRA E DI INTERRUTTORI DIFFERENZIALI AD ALTA SENSIBILITA' O DI ALTRI SISTEMI DI PROTEZIONE EQUIVALENTI. 3. TUTTI GLI IMPIANTI REALIZZATI ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE DEVONO ESSERE ADEGUATI, ENTRO TRE ANNI DA TALE DATA, A QUANTO PREVISTO DAL PRESENTE ARTICOLO.
21 IL D.P.R. N. 218 PUBBLICATO SU G.U. IL 9/7/1998 HA INTRODOTTO IL CONCETTO DI IDONEITÀ PER GLI IMPIANTI PREESISTENTI CHE RISPONDONO AI SEGUENTI REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA: IDONEITÀ DELLE APERTURE DI VENTILAZIONE (AFFLUSSO DI ARIA NECESSARIA ALLA COMBUSTIONE) IDONEITÀ DELLA AERAZIONE (RICAMBIO DELL'ARIA NECESSARIA SIA PER LO SMALTIMENTO DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE, SIA PER EVITARE MISCELE CON UN TENORE PERICOLOSO DI GAS NON COMBUSTI) IN RELAZIONE ALLA TIPOLOGIA DEGLI APPARECCHI INSTALLATI EFFICIENZA DEI SISTEMI DI SMALTIMENTO DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE TENUTA INTERNI GAS FUNZIONALITÀ ED ESISTENZA DEI DISPOSITIVI DI CONTROLLO FIAMMA PER GLI APPARECCHI OVE SONO PREVISTI
22 Art. 1 - Scadenze di adeguamento 1. per il trasporto e l utilizzazione del gas combustibile, di cui all art. 1, comma 1, lettera e) della legge 5 marzo 1990, n. 46, a valle del misuratore, o dal punto di consegna nel caso di alimentazione a GPL, alla data di entrata in vigore della legge stessa, dovranno rispondere ai requisiti di sicurezza, di cui all articolo 2, ENTRO IL 31 DICEMBRE Ai fini della determinazione della data di realizzazione dell impianto, nell ambito dei controlli ai sensi della legge 5 marzo 1990, n. 46, si farà riferimento alla data di costruzione degli edifici i cui sono installati gli impianti. 3. PER GLI IMPIANTI REALIZZATI IN DATA SUCCESSIVA A QUELLA DELL EDIFICIO, IL PROPRIETARIO POTRÀ ATTESTARE LA DATA DI REALIZZAZIONE DELL IMPIANTO TRAMITE SPECIFICA DOCUMENTAZIONE O APPOSITA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO NOTORIO.
23 LE VERIFICHE PREESISTENTI VANNO EFFETTUATE DA INSTALLATORI ABILITATI O DA PROFESSIONISTI DEL SETTORE SECONDO LA SPECIFICA NORMA UNI. AL TERMINE DELLA VERIFICA, L'INSTALLATORE O IL PROFESSIONISTA INCARICATO DOVRÀ CONSEGNARE UNA APPOSITA SCHEDA DI PRESENTAZIONE DEI RISULTATI, DEBITAMENTE FIRMATA DA LUI E CONTROFIRMATA PER RICEVUTA DAL CLIENTE, NELLA QUALE SARANNO EVIDENZIATI GLI ESITI DELLA VERIFICA DEI SINGOLI REQUISITI ESSENZIALI E, CONSEGUENTEMENTE, IL GIUDIZIO DI IDONEITÀ O MENO DELL'IMPIANTO.
24 SE L'IMPIANTO RISULTASSE IDONEO CHI SOTTOSCRIVE UN DOCUMENTO DI AUTOCERTIFICAZIONE PUÒ ALLEGARE LA SCHEDA DI PRESENTAZIONE DEI RISULTATI SGRAVANDOSI IN QUESTO MODO DELLA RESPONSABILITÀ DELLA VALUTAZIONE TECNICA. SE L'IMPIANTO RISULTASSE NON IDONEO IL CLIENTE DOVRÀ PROVVEDERE AL PIÙ PRESTO A FARLO ADEGUARE ALLA NORMATIVA VIGENTE DA UN INSTALLATORE ABILITATO CHE AL TERMINE DEI LAVORI GLI DOVRÀ RILASCIARE LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ DELL'IMPIANTO. NORMA
25 SE L IMPIANTO A GAS È STATO REALIZZATO PRIMA DEL MARZO DEL 1990: O È STATO REALIZZATO SECONDO LE NORME TECNICHE GIÀ ESISTENTI DAL 1972 O NON È STATO REALIZZATO A NORMA.
26 NEL PRIMO CASO BASTERÀ INCARICARE UN TECNICO ABILITATO PER: VERIFICARE CHE L'IMPIANTO RISPONDA AI CINQUE REQUISITI ESSENZIALI INDICATI DAL DECRETO SI COMPILERÀ LA "SCHEDA DI VERIFICA DELLE CARATTERISTICHE FUNZIONALI DI IMPIANTO" QUESTO DOCUMENTO DOVRÀ ESSERE CONSERVATO PER DIMOSTRARE LA REGOLARITÀ DELL'IMPIANTO.
27 NEL SECONDO CASO SI DOVRÀ INCARICARE UNA DITTA ABILITATA PER: EFFETTUARE LE MODIFICHE NECESSARIE PER RIPORTARE L'IMPIANTO A GAS A NORMA LA "DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ" PRESCRITTA DALLA LEGGE 46/90 ANDRÀ POI ALLEGATA ALLA PREDETTA "SCHEDA DI VERIFICA".
28 QUESTA E LA PRASSI DA UTILIZZARE OGNI QUALVOLTA NON SI TROVI LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA E SI DEBBA METTER MANO ALL IMPIANTO, A TUTELA SIA DEL CLIENTE CHE DI SE STESSI!!!!!
32 L ALLEGATO G CONSEGNA MENSILE TASSATIVA ELENCO DEGLI ALLEGATI CONSEGNATI SECONDO LA TABELLA: Data 04/05/06 Nominativo Rossi Mario Indirizzo Via Bianco 1 Nr Bollino Mestre
33 CODICE PENALE ART RAPPORTO DI CAUSALITÀ NESSUNO PUÒ ESSERE PUNITO PER UN FATTO PREVEDUTO DALLA LEGGE COME REATO, SE L'EVENTO DANNOSO O PERICOLOSO, DA CUI DIPENDE LA ESISTENZA DEL REATO, NON È CONSEGUENZA DELLA SUA AZIONE OD OMISSIONE. NON IMPEDIRE UN EVENTO, CHE SI HA L'OBBLIGO GIURIDICO DI IMPEDIRE, EQUIVALE A CAGIONARLO.
34 AL VERIFICATORE/MANUTENTORE, ALL ESITO DELLA VISITA DELL IMPIANTO, AL MOMENTO DELLA COMPILAZIONE DEL MODELLO DI VISITA E DELLA SUA CONSEGNA AL POSSESSORE DELL IMPIANTO, SONO CONFERITE LE SEGUENTI FUNZIONI: - DESCRITTIVE DELLE CONDIZIONI DELL IMPIANTO, - DICHIARATIVE CHE L IMPIANTO CORRISPONDE O MENO ALLA NORMATIVA DI SICUREZZA E CHE LO STESSO È PERICOLOSO O NON È PERICOLOSO PER L INCOLUMITÀ DI PERSONE E COSE,
35 - PRESCRITTIVE IN QUANTO IL RAPPORTO DI VERIFICA CONTIENE OSSERVAZIONI E RACCOMANDAZIONI NELL USO DELL IMPIANTO, - PRESCRITTIVE NEL SENSO CHE L IMPIANTO PUÒ FUNZIONARE SOLO DOPO L ESECUZIONE DI QUANTO PRESCRITTO, - PRESCRITTIVE IN QUANTO SI PREVEDE CHE IL VERIFICATORE AVENDO RISCONTRATO E NON ELIMINATO CARENZE TALI DA COMPROMETTERE LA SICUREZZA DI FUNZIONAMENTO DELL IMPIANTO, DOPO AVER MESSO FUORI SERVIZIO L APPARECCHIO E DIFFIDATO L OCCUPANTE DAL SUO UTILIZZO, INDICHI LE OPERAZIONI NECESSARIE PER IL RIPRISTINO DELLE CONDIZIONI DI SICUREZZA
36 LA SCELTA DEL LEGISLATORE DI ATTRIBUIRE AL VERIFICATORE/MANUTENTORE TALI FUNZIONI DESCRITTIVE, CERTIFICATIVE ED ESPRESSAMENTE PRESCRITTIVE, IN RELAZIONE ALL IMPIANTO TERMICO VERIFICATO, COMPORTA L ASSUNZIONE, IN CAPO AL VERIFICATORE/MANUTENTORE DI IMPIANTI TERMICI, DELLA QUALIFICA GIURIDICA DI PUBBLICO UFFICIALE AI SENSI DELL ART. 357 C.P. IN QUANTO ESERCITA CERTAMENTE, UNA FUNZIONE AMMINISTRATIVA NEI CONFRONTI DEL CITTADINO. - IL VERIFICATORE, IN QUANTO PUBBLICO UFFICIALE DURANTE LO SVOLGIMENTO DELL ATTIVITÀ DI SERVIZIO È TENUTO AI SENSI DELL ART. 361 C.P. A DENUNCIARE ALL AUTORITÀ GIUDIZIARIA (O AD ALTRA AUTORITÀ CHE ABBIA L OBBLIGO DI RIFERIRE ALL AUTORITÀ GIUDIZIARIA) REATI DI CUI ABBIA AVUTO NOTIZIA NELL ESERCIZIO ED A CAUSA DELLE SUE FUNZIONI E NEL CASO NON COMPIA LA DENUNCIA È PUNITO CON LA MULTA DA LIRE SESSANTAMILA AD UN MILIONE.
37 INOLTRE LA QUALIFICA DI PUBBLICO UFFICIALE DEL VERIFICATORE CONSENTE AL PUBBLICO MINISTERO DI FORMULARE OVE NE RICORRANO GLI ESTREMI, NEI SUOI CONFRONTI I SEGUENTI CAPI DI IMPUTAZIONE: - ART. 328 C.P. RIFIUTO DI ATTI D UFFICIO ED OMISSIONE DI ATTI D UFFICIO - ART. 323 C. P. ABUSO DI UFFICIO, - ART. 317 C. P., CONCUSSIONE. - ART. 318 E 321 C. P., CORRUZIONE PER UN ATTO D UFFICIO, - ART. 319 C. P. CORRUZIONE PER UN ATTO CONTRARIO AI DOVERI D UFFICIO, - ART. 477, FALSITÀ MATERIALE COMMESSA DAL PUBBLICO UFFICIALE IN CERTIFICATI, - ART. 480 C. P. FALSITÀ IDEOLOGICA COMMESSA DAL PUBBLICO UFFICIALE IN CERTIFICATI.
38 TOLLERANZA ZERO? PREVENIRE È MEGLIO DI CURARE SE AVETE DUBBI DI QUALSIASI GENERE RICORDATEVI CHE CHIEDERE NON COSTA NULLA
39 AGIRE AGENZIA NA PER L ENERGIA TELEFONO: FAX:
40 16 giugno 2006 AGIRE AGENZIA NA PER L ENERGIA IL LIBRETTO DI IMPIANTO & LE APERTURE DI VENTILAZIONE Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
41 Locali installazione L installazione di appparecchi a gas è vietata entro vani o ambienti classificati con pericolo di incendio (es: rimesse, garage, box, ) -pto UNI Ubicazione consentita per i diversi tipi di apparecchi a gas Tipo apparecchio Bagno Camera da letto Altri locali Note A Vietato Vietato SI V>12m 3 V/P>1.5m 3 /kw B SI Vietato SI Nei bagni se: (scaldacqua) V>12m 3 V/P>1.5m 3 /kw B Vietato Vietato SI (caldaie risc. o combinate) C SI SI SI Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
42 Locali installazione L installazione di appparecchi a gas è vietata entro vani o ambienti classificati con pericolo di incendio (es: rimesse, garage, box, ) -pto UNI Locale uso bagno Locale nel quale sono presenti uno o più dei seguenti sanitari: doccia, vasca da bagno, sauna. Non rientrano nella definizione di locale uso bagno i locali contenente vasca da bucato (es. locale lavanderia). Camera da letto Locale ad uso abitativo che, collocato in un edificio, in un appartamento o altro, nell uso normale, sia adibito al riposo notturno. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
43 Il libretto d impianto Che cosa è il libretto di impianto? E' la "carta di identità" dell'impianto. Riporta tutti i dati relativi all'installatore, l'utilizzatore, il manutentore o l'eventuale responsabile di gestione ed il tecnico deve di volta in volta trascrivere i dati rilevati per ogni verifica effettuata. Dal 1 settembre 2003 deve essere compilato il nuovo libretto di impianto Chi compila il libretto d'impianto? (pto 11, DPR 412/93) La compilazione iniziale del libretto nel caso di impianti termici di nuova installazione o sottoposti a ristrutturazione, e per impianti termici individuali anche in caso di sostituzione dei generatori di calore, deve essere effettuata all atto della prima messa in servizio, previo rilevamento dei parametri di combustione. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
44 Le sezioni del libretto d impianto 1) Scheda identificativa dell impianto; 2) Affidamento delle operazioni di controllo e manutenzione; 3) Nomina del terzo responsabile dell esercizio e della manutenzione; 4) Componenti dell impianto termico; 5) Ventilazione del locale in cui è installato il generatore di calore; 6) Rendimento di combustione minimo ammissibile; 7) Risultati della prima verifica e delle verifiche periodiche effettuate a cura dell esercizio e della manutenzione; 8) Risultati delle verifiche periodiche effettuate a cura del comune o della provincia competente; 9) Interventi di controllo ed eventuale manutenzione ed interventi di manutenzione straordinaria; 10)Registrazione dei consumi di combustibile nei vari esercizi. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
45 1 - Scheda identificativa dell impianto Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
46 2- Affidamento delle operazioni di controllo e manutenzione Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
47 3 - Nomina del terzo responsabile dell esercizio e della manutenzione Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
48 4 - Componenti dell impianto termico Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
49 5 - Ventilazione del locale in cui è installato il generatore di calore Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
50 6 - Rendimento di combustione minimo ammissibile Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
51 7 - Risultati della prima verifica e delle verifiche periodiche Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
52 8 - Risultati delle verifiche periodiche effettuate a cura del comune Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
53 9 - Interventi di controllo ed eventuale manutenzione Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
54 10 - Registrazione dei consumi di combustibile nei vari esercizi Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
55 LE APERTURE DI VENTILAZIONE UNI 7129/01 pto è indispensabile che nei locali in cui sono installati apparecchi a gas (di tipo A, B e di cottura) possa affluire almeno tanta aria quanta ne viene richiesta dalla regolare combustione del gas e dalla ventilazione del locale. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
56 VENTILAZIONE DIRETTA Ventilazione diretta (pto UNI 7129/01): L afflusso naturale dell aria deve avvenire per via diretta attraverso: - Aperture permanenti praticate su pareti del locale da ventilare che danno verso l esterno; - Condotti di ventilazione, singoli oppure collettivi ramificati. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
57 VENTILAZIONE INDIRETTA Si parla di ventilazione indiretta quando l aria comburente viene prelevata non dal locale in cui è installato l apparecchio a gas, ma da un locale adiacente. Il locale adiacente deve: (pto 4.3 UNI 7129/01) - essere dotato di ventilazione diretta Il locale adiacente non deve: - essere adibito a camera da letto; - essere un ambiente con pericolo di incendio (rimesse, garage, magazzino con materiali combustibili ); - essere messo in depressione rispetto al locale da ventilare per effetto di tiraggio contrario (es: presenza di un caminetto). Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
58 APERTURE DI VENTILAZIONE quante? Tipo apparecchio N di aperture di ventilazione A 2 B 1 C fornello 0 se il locale è ventilabile 1 se il locale non è ventilabile 1 Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
59 APERTURE DI VENTILAZIONE generalità Vanno calcolate in base alla somma delle potenze al focolare dei dispositivi a gas presenti nel locale; Devono avere dimensioni minime nette pari a 100 cm 2 ; Vanno fatte preferibilmente a filo pavimento; Se fatte in alto vanno maggiorate. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
60 APERTURE DI VENTILAZIONE possibili casi FORO FILO PAVIMENTO: 1. Solo caldaia, scaldabagno; 2. Caldaia, scaldabagno e apparecchio cottura privo del dispositivo di sicurezza per l assenza di fiamma; 3. Caldaia, scaldabagno e apparecchio cottura con dispositivo di sicurezza per l assenza di fiamma. FORO IN ALTO: 1. Solo caldaia, scaldabagno; 2. Caldaia, scaldabagno e apparecchio cottura privo del dispositivo di sicurezza per l assenza di fiamma; 3. Caldaia, scaldabagno e apparecchio cottura con dispositivo di sicurezza per l assenza di fiamma. PRESENZA DI UN ELETTROVENTILATORE Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
61 APERTURE DI VENTILAZIONE FORO FILO PAVIMENTO 1. Solo caldaia, scaldabagno A [cm 2 ] = P foc [kw] * 6 [cm 2 /kw], Minimo 100 cm 2 2. Caldaia, scaldabagno e apparecchio cottura privo del dispositivo di sicurezza per l assenza di fiamma A [cm2] = P foc,caldaia [kw] * 6 [cm 2 /kw] + P foc,fornello [kw] * 6 [cm 2 /kw] Minimo 100 cm 2 3. Caldaia, scaldabagno e apparecchio cottura con dispositivo di sicurezza per l assenza di fiamma A [cm 2 ] = P foc,caldaia [kw] * 6 [cm 2 /kw] + P foc,fornello [kw] * 6 [cm 2 /kw] + maggiorazione (=P foc,fornello [kw] * 6 [cm 2 /kw]) Minimo 200 cm 2 Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
62 FORO FILO PAVIMENTO - ESEMPIO Esempio 1. Caldaia di tipo B e piano cottura con dispositivo di sicurezza Si calcoli la sezione dell apertura di ventilazione per un locale dove sono installate le seguenti apparecchiature a gas naturale: apparecchio di cottura con portata termica complessiva pari a 7 kw, dotato di dispositivo di sicurezza per assenza di fiamma e scarico in cappa con condotto verso l esterno (senza ventilatore); caldaia di tipo B con potenza termica nominale del focolare pari a 18 kw. L area di ventilazione minima di calcolo per la caldaia è: A cald = 6 18 kw = 108 cm 2 ; L area di ventilazione minima di calcolo per il piano di cottura è: A pcott = 6 7 kw = 42 cm 2 ; La sezione totale dell apertura di ventilazione risulta: A tot = = 150 cm 2 ; poiché A tot > A min = 100 cm 2 l apertura di ventilazione necessaria è quella calcolata pari a 150 cm 2, se realizzata a filo del pavimento. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
63 FORO FILO PAVIMENTO - ESEMPIO Se il piano cottura fosse privo di dispositivo di sicurezza: Area ventilazione caldaia: A cal = 6 18 kw = 108 cm 2 ; l area di ventilazione minima di calcolo per il piano di cottura è: A pcott =6 7 kw + maggiorazione 100%= 84 cm 2 ; la sezione totale dell apertura di ventilazione risulta: A tot = = 192 cm 2 ; poiché A tot < A min = 200 cm 2 l apertura di ventilazione necessaria è quella minima pari a 200 cm 2, se realizzata a filo del pavimento. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
64 APERTURE DI VENTILAZIONE FORO IN ALTO 1. Solo caldaia, scaldabagno A [cm 2 ] = 1.5 * (P foc [kw] * 6 [cm 2 /kw]), Minimo 100 cm 2 2. Caldaia, scaldabagno e apparecchio cottura privo del dispositivo di sicurezza per l assenza di fiamma A [cm 2 ] = 1.5 * (P foc,caldaia [kw] * 6 [cm 2 /kw] + P foc,fornello [kw] * 6 [cm 2 /kw]), Minimo 100 cm 2 3. Caldaia, scaldabagno e apparecchio cottura con dispositivo di sicurezza per l assenza di fiamma A [cm 2 ] = 1.5 * ( P foc,caldaia [kw] * 6 [cm 2 /kw] + (P foc,fornello [kw] * 6 [cm 2 /kw] ) + maggiorazione, Minimo 200 cm 2 Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
65 APERTURE DI VENTILAZIONE FORO IN ALTO - ESEMPIO Esempio 2. Stessi dati dell esercizio precedente ma con apparecchio di cottura privo di dispositivo di sicurezza e con foro posizionato in alto. L area di ventilazione minima di calcolo per la caldaia è: A cal = 6 18 kw = 108 cm 2 ; l area di ventilazione minima di calcolo per il piano di cottura è: A pcott = 6 7 kw = 42 cm 2 ; la maggiorazione per la mancanza di sicurezza è: A magg = 100 % A pcott = 42 cm 2 ; Poiché non è possibile la realizzazione del foro a livello del pavimento, occorre maggiorare del 50 % la sezione calcolata; poiché il combustibile è gas naturale (densità relativa < 0,8) la sezione relativa alla maggiorazione per assenza di sicurezza può essere realizzata in alto senza ulteriori maggiorazioni; pertanto l apertura risulterebbe di sezione pari a: Atot = 1,5 ( ) + 42 = = 267 cm 2. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
66 APERTURE DI VENTILAZIONE presenza di un elettroventilatore In presenza di un ventilatore le aperture di ventilazione vanno maggiorate in base alla tabella riportata al pto 4.4 della UNI 7129/01 Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
67 ELETTROVENTILATORE - ESEMPIO Esempio 3. Stessi dati esempio 2 ma con estrazione dell aria viziata per mezzo di un elettroventilatore di portata pari a 100 m 3 /h. Ventilazione minima caldaia: A cal = 6 18 kw = 108 cm 2 ; Ventilazione minima piano di cottura: A pcott = 6 7 kw = 42 cm 2 ; Maggiorazione mancanza disp. sicurezza: A magg,pc =100%A pcott =42 cm 2 ; Maggiorazione per la presenza dell elettroventilatore: A magg,ev =280 cm 2 ; Sezione totale dell apertura di ventilazione: A tot = =472cm 2 ; poiché A tot > A min = 200 cm 2 l apertura di ventilazione necessaria è quella calcolata pari a 472 cm 2, se realizzata a filo del pavimento. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
68 ELETTROVENTILATORE - ESEMPIO Se non fosse possibile la realizzazione a livello del pavimento, occorre maggiorare del 50 % la sezione calcolata, ad esclusione della parte relativa all elettroventilatore, che risulta indipendente dalla posizione; poiché il combustibile è gas naturale (densità relativa < 0,8) la sezione relativa alla maggiorazione per assenza di sicurezza può essere realizzata in alto senza ulteriori maggiorazioni pertanto l apertura risulterebbe di sezione pari a: A tot = 1,5 ( ) = = 547 cm 2. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
69 ELETTROVENTILATORE - ESEMPIO Se si dovesse ritenere l apertura calcolata di sezione troppo grande, potrebbe essere utile ripartire la sezione calcolata su due aperture, una a filo pavimento e l altra in alto: in questo caso, evidentemente, conviene portare in alto la parte che non necessita di maggiorazioni. Apertura di ventilazione in basso: A tot,basso = A cal + A pcott = = 150 cm 2 ; Apertura di ventilazione in alto: A tot,alto = A magg,pc + A magg,ev = = 322 cm 2. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
70 LE CALDAIE STAGNE (TIPO C) Gli apparecchi di tipo C, a tiraggio naturale o muniti di ventilatore, non hanno alcuna necessità di prelevare aria comburente dal locale in cui sono installati. (4.12 UNI 7129/01) Devono però essere installate in locali areabili LOCALE AREABILE: Locale dotato di dispositivi che consentono l areazione su necessità. Tali dispositivi possono essere costituiti da generiche aperture apribili e comunicanti direttamente con l esterno quali finestra, portafinestra, lucernari Si definiscono altresì areabili i locali d installazione dotati di più di un apertura non direttamente comunicanti con l esterno, ma comunicante con altri locali tutti dotati di aperture apribili e comunicanti direttamente con l esterno. Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol
71 APERTURE DI VENTILAZIONE programma di calcolo Agire Agenzia Venezia per l Energia ing. Alessandro De Pol

References: ART. 9
 ART. 7
 ART. 7
 Art. 1
 art. 1
 articolo 2
 ART. 357
 ART. 361
 ART. 328
 ART. 323
 ART. 317
 ART. 318
 ART. 319
 ART. 477
 ART. 480