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Timestamp: 2020-01-20 21:22:15+00:00

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LO STUDIO LEGALE D'ARCANGELO AUGURA BUON NATALE |
COMUNICAZIONE DELLO STUDIO LEGALE D’ARCANGELO
14 Agosto 2012 | Autore: Patrizia D'Arcangelo
Lo Studio Legale D’Arcangelo è attualmente chiuso per il trasloco.
Riapriremo a settembre sempre a Cologno al Serio.
Al momento, causa problemi con la Telecom per il trasferimento della linea, il telefono fisso non è attivo.
Per urgenze siamo comunque reperibili al cellulare: 327/63.40.268
oppure via mail: studiolegaledarcangelo@gmail.com
Condominio: solo le spese urgenti sono rimborsabili
29 Marzo 2012 | Autore: Patrizia D'Arcangelo
Un condomino fa riparare il lastrico solare e, a lavori ultimati, chiede poi agli altri condomini le somme rispettivamente dovute pro quota, il quali si rifiutano di provvedere al pagamento di quanto richiesto.
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Mantenimento anche ai figli maggiorenni: lo conferma la Cassazione
15 Febbraio 2012 | Autore: Patrizia D'Arcangelo
L’orientamento della Cassazione è ormai costante ed è stato di recente confermato con sentenza n. 1773/2012 depositata lo scorso 8 febbraio: “l’obbligo del genitore separato di concorrere al mantenimento del figlio non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età da parte di quest’ultimo, ma perdura finché il genitore interessato non dia prova che il figlio abbia raggiunto l’indipendenza economica, ovvero sia stato posto nella concreta condizione di poter essere economicamente autosufficiente, senza averne però tratto utile profitto per sua colpa o per sua scelta” (tra le altre, Cass. 26 gennaio 2011, n. 1830; 11 gennaio 2007, n. 407).
L’età sola dunque non esclude il mantenimento.
Diritto di visita dei nonni: il ricorso da proporre al Tribunale per i Minorenni
24 Gennaio 2012 | Autore: Patrizia D'Arcangelo
Ho già avuto occasione di parlare del c.d. diritto di visita dei nonni qui.
Pubblico oggi un modello di ricorso che l’ascendente può proporre al Tribunale per i Minorenni ai sensi degli artt. 330 e 336 cod. civ.:
TRIBUNALE PER I MINORENNI DI….
RICORSO EX ARTT. 330 E 336 COD. CIV.
La signora Tizia, nata a…. il…., residente in ….via…c.f., rappresentata e assistita dall’avv. Patrizia D’Arcangelo del Foro di Bergamo (c.f….., n. di telefax per le comunicazioni 035/4872242, pec……) presso il cui studio in Cologno al Serio via Rocca è elettivamente domiciliata, giusta procura…..
– Tizia è la nonna paterna del minore Caio (doc. n. 1), nato a …il …c.f….., figlio dei sigg. Tizio e Sempronia (doc. n. 2), con loro residente in ….via… (doc. n. 3);
– La madre del bambino da diversi mesi ostacola qualsiasi rapporto tra Alfa e il bambino, negando ogni contatto telefonico e impedendo sia alla nonna di recarsi presso l’abitazione della famiglia, sia al bambino di recarsi presso la di lei dimora;
– Tale condotta è senza dubbio pregiudizievole per il figlio, in quanto lesivo del diritto del minore a conservare i rapporti significativi con gli ascendenti, sancito dal novellato art. 155 cod. civ.;
– La Suprema Corte ha invero avuto occasione di affermare che “il genitore, nel corretto esercizio della potestà sul figlio minore, non può, senza plausibile ragione in relazione al preminente interesse del minore medesimo, vietargli ogni rapporto con i parenti più stretti, quali i nonni, tenuto conto del potenziale danno a lui derivante dall’ostacolo a relazioni affettive che sono conformi ai principi etici del nostro ordinamento, ove mantenute in termini di frequenza e di durata tali da non compromettere la funzione educativa spettante al genitore stesso. Pertanto, a fronte di un siffatto comportamento, deve riconoscersi a detti nonni la facoltà di ricorrere al giudice ai sensi degli artt. 333 e 336 cod. civ., per conseguire un provvedimento che assicuri loro un rapporto con il nipote, sia pure nei limiti sopra specificati e sempreché non vengano dedotte e provate serie circostanze che sconsiglino il rapporto medesimo (Cass. Civ., sez. I, 24 febbraio 1981, n.1115).
– La giurisprudenza di merito è pure costante nel ritenere che sussista l’obbligo dei genitori di salvaguardare l’interesse del minore a non essere privato nel suo percorso di crescita e formazione dell’apporto e della frequentazione degli ascendenti (cfr, tra le tante, la sentenza n. 537/2007 della Corte d’Appello di Milano ove si legge: “I nipoti hanno diritto a frequentare i nonni, soprattutto quando hanno con gli stessi relazioni significative. Il bagaglio di memoria e di affetto di cui i nonni sono portatori va preservato, valorizzato e distinto da quello genitoriale, anche in situazioni di particolare difficoltà, ricorrendo all’ausilio di personale specializzato, per il superamento di situazioni di disagio nell’interesse dei minori”).
Tutto ciò premesso Tizia, ut supra rappresentata e assistita
che l’Ill.mo Tribunale per i Minorenni adito voglia, assunte le opportune informazioni, sentiti i genitori, il minore Caio e il Pubblico Ministero, adottare ai sensi dell’art. 333 cod. civ. i provvedimenti convenienti al fine di tutelare il diritto di Caio a conservare un significativo rapporto affettivo con la nonna paterna Tizia. Con ordine di trasmissione del provvedimento al Giudice Tutelare di…… affinché provveda all’annotazione del registro delle tutele ai sensi dell’art. 51 disp. Att. Cod. civ..
Si producono i seguenti documenti: …..
Si dichiara che il presente procedimento è di valore indeterminabile
….., lì…….
Avv……..
18 Novembre 2011 | Autore: Patrizia D'Arcangelo
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Se al nido maltrattano i bambini, la cooperativa datrice di lavoro deve risarcire i danni
6 Maggio 2011 | Autore: Patrizia D'Arcangelo
Con sentenza n. 17049 /2011 della Suprema Corte, la società cooperativa presso cui lavoravano le educatrici di un asilo nido è stata ritenuta responsabile civile degli illeciti da loro commessi.
Nel caso sottoposto all’attenzione della Suprema Corte, le due educatrici di un asilo nido di Milano erano state dichiarate colpevoli di concorso nel reato di maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli con le aggravanti di aver profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona,anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa e di aver commesso il fatto con abuso di poteri, con violazione dei dovere inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio (ai sensi degli articoli 110, 572, 61 nn. 5 e 9 codice penale).
Ai poveri bambini, tutti di età compresa tra i 15 mesi ed i 3 anni, erano state poste in essere condotte violente morali e fisiche.
La Cassazione ha quindi confermato la responsabilità civile a carico della cooperativa datrice di lavoro per i fatti commessi dalle proprie dipendenti, così come previsto dall’art. 2049 cod. civ..
Si legge infatti nella sentenza della Suprema Corte:
“In definitiva ai fini di cui all’art.2049 cit. è sufficiente che vi sia un rapporto di subordinazione tra l’autore dell’illecito e il soggetto che viene chiamato a rispondere del fatto di quest’ultimo e che l’illecito sia stato commesso nell’ambito dell’incarico affidatogli. E poiché entrambi questi fatti sono emersi in modo incontrovertibili nel corso dell’istruttoria dibattimentale e i giudici del merito ne hanno compiutamente dato atto in entrambe le sentenze di primo e secondo grado, non v’è dubbio che la Cooperativa sia civilmente responsabile per i fatti commessi dalle imputate e in quanto tale sia tenuta al risarcimento dei danni in solido con queste ultime.
Nessun pregio può attribuirsi al rilievo difensivo circa un preteso comportamento doloso delle due imputate e l’assenza di un nesso di causalità tra l’attività di cui le predette erano incaricate e i fatti loro attribuiti. Sul punto ha già correttamente risposto il giudice del gravame, adeguandosi alla giurisprudenza di legittimità, che ha stabilito che, ai fini della responsabilità civile per fatto illecito commesso dal dipendente, è sufficiente un rapporto di occasionante necessaria tra il fatto dannoso e le mansioni esercitate dal dipendente, che ricorre quando l’illecito è stato compiuto, sfruttando comunque i compiti da quest’ultimo svolti, anche se il dipendente abbia agito oltre i limiti delle sue incombenze e persino se ha violato gli obblighi a lui imposti (Cass. Sez. III Pen. 2/7-31/10/02 n.36503 Rv. 222614; Sez. III Civ. 4/11/1996 n.9984 Rv.500548)”.
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26 Aprile 2011 | Autore: Patrizia D'Arcangelo
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28 Febbraio 2011 | Autore: Patrizia D'Arcangelo
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LO STUDIO LEGALE D’ARCANGELO AUGURA BUON NATALE
25 Dicembre 2010 | Autore: Patrizia D'Arcangelo

References: sentenza 
 Cass. 
 art. 155
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