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L infortunio sul lavoro nell ambito della responsabilità degli enti: il criterio d imputazione oggettiva - PDF
L infortunio sul lavoro nell ambito della responsabilità degli enti: il criterio d imputazione oggettiva
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1 L infortunio sul lavoro nell ambito della responsabilità degli enti: il criterio d imputazione oggettiva Antonio Picillo 1. L esigenza di punire un ente collettivo era già avvertita nel XII secolo (universitas delinquere et puniri potest) 1. Nel XVIII secolo si affermò l opposta impostazione dell incapacità giuridica di commettere i reati (societas delinquere non potest), la quale, dapprima, venne superata negli ordinamenti di Common law con l avvento della prima rivoluzione industriale 2. Solo a partire dalla fine del XX secolo gli ordinamenti continentali ripresero in considerazione l opportunità di sanzionare penalmente soggetti collettivi 3, 1 È ricca la fenomenologia dei delitti individuabili nella Costituzione siciliana federiciana e negli statuti comunali italiani: trattasi di delitti rurali; ribellione alla soggezione dell imperatore e del pontefice; reati di eresia o di violazione della libertà ecclesiastica; delitti politici contro la città dominante (i cd. crimina lesae maiestatis); usurpazione della giurisdizione cittadina; violazione delle regole di elezioni locali; disobbedienza e ribellione alla città dominante; imposizione di dazi, licenze, collette senza autorizzazione. L epoca in cui in Italia la responsabilità penale diviene solo individuale è probabilmente legata al tramonto dell indipendenza dei comuni verso i principati e alla fine delle corporazioni (XVIII secolo), MARINUCCI, La responsabilità penale delle persone giuridiche. Uno schizzo storico-dogmatico, in Riv. trim. dir. pen. econ., 2007, 447 ss. 2 L ente, venne inizialmente sanzionato solo per responsabilità oggettiva nei casi di public nuisance di carattere omissivo (la decisione guida fu pronunciata dal Queen s Bench nel caso Reg. v. The Birmingham and Gloucester Railway Company del 1842). I giudici inglesi ritennero presto perseguibili anche i reati commissivi. Successivamente, con l avvento della teoria della immedesimazione, la responsabilità oggettiva lasciò il passo ad una responsabilità avvinta dalla colpevolezza: la societas veniva ad essere identificata con gli stessi soggetti che nell esplicazione delle funzioni sociali avevano commesso i reati. Tale costruzione venne trasfusa nell Interpretation Act del 1889, nella quale si stabiliva che «nell interpretazione di tutti i testi legislativi relativi a un crimine [ ] l espressione person dovrà includere le corporazioni, a meno che non risulti un intenzione contraria», ALESSANDRI, Il criterio di imputazione all ente nei reati colposi, in Responsabilità individuale e responsabilità degli enti negli infortuni sul lavoro, a cura di Compagna, Napoli, 2012, p. 251 ss. Di recente si segnalano a livello legislativo due importanti novità: il Corporate Manslaughter and Corporate Homicide Act del 2007 che ha introdotto la fattispecie di omicidio colposo della persona giuridica, (v. TORRE, Riflessioni sul diritto britannico in tema di responsabilità penale degli enti: il corporate killing, in Riv. trim. dir. pen. econ., 2009, 253 ss.) ed il Bribery Act del 2010 che sanziona penalmente per omessa prevenzione della corruzione persone giuridiche che non hanno adottato adeguate procedure volte a prevenire le condotte corruttive (v. FAGGIANO, La responsabilità delle imprese nel UK Bribery Act: prime riflessioni su strategie di compliance e implicazioni per le società italiane, in Resp. amm. soc. ed enti, 2011, 1, 21 ss.) 3 La punizione degli enti collettivi, nel quadro evolutivo del diritto penale classico, parrebbe rappresentare «una rottura dirompente con gli schemi del recente passato, ossia con la tradizione penalistica moderna che origina con l Illuminismo», tuttavia si può «cogliere in questa innovazione l ultima fase di uno sviluppo teorico unitario, che va nella direzione del progressivo allontanamento dalla concezione naturalistica del reato. Le tappe di questa evoluzione sono note: senza pretesa di completezza, si pensi al passaggio della tutela dei beni giuridici individuali a quella dei beni superindividuali, all emersione accanto ai reati di azione di quelli omissivi per definizione privi di una condotta naturalistica e imper-
2 per la prima volta in Francia, con il Code pènal del La gran parte dei paesi di Civil law predispose la responsabilità diretta (penale) degli enti, autonoma rispetto a quella (eventuale) delle persone fisiche che agiscono per la società 5. La storia insegna che la punibilità della universitas prima, e della societas poi, risponde ad una comune necessità di carattere politico ovvero di conformità agli scopi: contrastare fenomeni criminali collettivi 6. D altronde, l idea, sottesa alla sua progressiva affermazione all interno degli ordinamenti mondiali, rispecchia la consapevolezza che nella realtà corporativa, l integrazione di un reato travalica sia la sfera materiale, sia quella psichica della persona fisica che agisce. Ciò in quanto in un simile contesto, la specifica condotta del singolo individuo risulta strumentale all utile collettivo: le strategie d impresa, le perpetrate carenze nella valutazione, nella prevenzione, nella gestione dei rischi assumono un rilievo preponderante nella commissione dei crimini 7. Ma vi è di più. Le offese industriali non si fermano ai cancelli d ingresso della fabbrica, ma si proiettano all esterno generando una vittimizzazione di massa. Da qui la necessità di garantire effettività alla tutela penalistica dei beni giuridici individuali, collettivi, istituzionali, a fronte degli attacchi generati dalle patologie del sistema economico. 2. L Italia, solo con il D.Lgs. 8 giugno 2001, n , ha riconosciuto la capacità «delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica» di risultare responsabili di fatti costituenti reato 9. niati su valutazioni ipotetiche di causalità, al superamento del primato dell imputazione dolosa in settori, sempre più vasti, dove trionfa il normativismo della colpa e ancora al passaggio dal giudizio di colpevolezza morale al rimprovero fondato sull evitabilità del fatto», GIUNTA, La punizione degli enti collettivi:una novità attesa, in La responsabilità degli enti, cit., p DE SIMONE, Il nuovo codice francese e la responsabilità penale delle personnes morales, in Riv. it. dir. proc. pen., 1995, 189 ss. 5 Sotto la spinta di un impulso regolativo internazionale è cambiato il volto normativo dell Europa continentale che non conosce più paradisi di impunità per la criminalità delle imprese (anche se la normativa è etichettata come responsabilità amministrativa, ad esempio in Italia, Germania, Spagna), MARI- NUCCI, La responsabilità, cit. p MARINUCCI, La responsabilità, cit., p Per un quadro esaustivo sulle posizioni emerse in merito alla opportunità di punire le persone giuridiche v. TIEDEMANN, La responsabilità penale delle persone giuridiche nel diritto comparato, in Riv. it. dir. proc. pen., 1995, 615 ss. 8 Il d.lgs. 231 del 2001 ha dato attuazione alle linee normative già indicate nell art. 11 della legge delega 29 settembre 2000, n. 300 in risposta alle pressanti istanze di modernizzazione degli strumenti di reazione alla criminalità d impresa, esercitate a livello transnazionale. In argomento v. PIERGALLINI, Dir. pen. proc., 2001, 11, La questione si era già posta all attenzione della dottrina penalistica italiana, da almeno quarant anni. Si veda il prezioso saggio di BRICOLA, Il costo del principio societas delinquere non potest nell attuale dimensione del fenomeno societario, 1970, in Scritti di diritto penale, II, 1997, p ss. Sul piano della politica legislativa nazionale, tale problematica era stata affrontata nel 2
3 Il decreto 231 edifica un modello, almeno in parte, di importazione 10. Si ispira al modello legale per imputazione, calibrato sul «tentativo di contemperare le ragioni dell efficacia preventiva con quelle, ancor più ineludibili, della massima garanzia» 11. Infatti, prevede una responsabilità personale che è diretta, autonoma ed eventualmente concorrente con quella dall autore del reato presupposto. La personalità è l elemento che viene valorizzato dall importanza che il legislatore riserva all organizzazione (rectius: alla colpa di organizzazione artt., 6, 7 - che muta di fisionomia a seconda della posizione che l autore assume nell organigramma aziendale) 12 e ai criteri di ascrizione del reato (art. 5). L ente risponde per fatti di reato commessi dai soggetti qualificati (apici o subordinati) nel suo interesse e, o a suo vantaggio. La responsabilità dell ente, dunque, accede a quella della persona fisica per il fatto di connessione. Sembrerebbe indiretta, tuttavia è da ritenersi diretta perché non è sussidiaria, né alternativa a quella della persona fisica 13 ; ed è anche autonoma perché sussiste anche quando l autore del reato non è stato identificato o non è imputabile, o il reato è estinto per una causa diversa dall amnistia (art. 8) 14. Progetto penale di riforma del codice penale licenziato dalla Commissione Grosso nel 2001, consultabile sul sito internet 9 La capacità dell ente di commettere l illecito amministrativo si evince dalla lettera della legge agli artt. 15, co. 2, 20, 45, co. 1 e 55, co. 1, ed è confermata nella Relazione al d.lgs Ma tale espressione non deve fuorviare l interprete facendo intendere che l illecito amministrativo sia un qualcosa di diverso dall illecito penale. In realtà indica l intera fattispecie a struttura complessa, composta dal reato e dai criteri d imputazione dello stesso. In argomento v. DE SIMONE, Il fatto di connessione tra responsabilità individuale e responsabilità corporativa, in Responsabilità individuale e responsabilità degli enti, cit., p. 302 ss. 10 DE SIMONE, Il fatto di connessione, cit., p Relazione al d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, in Dir. e giust., 2001, 20, Il contenuto della colpevolezza ricalca quello dei compliance programs statunitensi inaugurati dalle Federal Sentencing Guidelines for Organizations, DE MAGLIE, L etica e il mercato, Milano, 2002, Si definisce diretta per distinguerla dalla responsabilità solidale ex art. 6 della legge generale di depenalizzazione, n. 689 del 1981, MANNA, La cd. responsabilità amministrativa delle persone giuridiche: un primo sguardo d insieme, in Riv. trim. dir. pen. econ., 2002, Essa «risulta ad un tempo eventualmente concorrente con quella della persona fisica e ad un tempo subordinata al reato realizzato dalla persona fisica e autonoma dalla responsabilità di quest ultima» GIUNTA, Attività bancaria e responsabilità ex crimine degli enti collettivi, in Riv. trim. dir. pen. econ., 2004, 6. L autonomia è facilmente desumibile dal tenore dell art. 8 d.lgs. secondo il quale «la responsabilità dell ente sussiste anche quando: a) l autore del reato non è stato identificato o non è imputabile; b) il reato si estingue per una causa diversa dall amnistia». Ebbene, se l eventualità di un reato commesso da un soggetto non imputabile ha un sapore più teorico che pratico, quella del fatto di reato commesso da una persona fisica non identificata «rappresenta un fenomeno tipico della criminalità d impresa: anzi, esso rientra proprio nel novero delle ipotesi in relazione alle quali più forte si avvertiva l esigenza di sancire la responsabilità degli enti», Relazione al d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, cit., 20. 3
4 I fatti di reato imputabili all ente sono espressamente previsti dal legislatore all interno di un catalogo che ha conosciuto, nel corso del tempo, continue estensioni. La disciplina sanzionatoria si distingue per una «sapiente miscela tra sanzioni pecuniarie ed interdittive, agganciata alla progressione di gravità degli illeciti da cui deriva la responsabilità» 15. Orbene, il codice di responsabilità degli enti è costantemente sottoposto ad un continuo lavorio interpretativo, determinato dalla tecnica di fondazione diacronica tra la parte generale e la parte speciale dello stesso: i «Principi generali e criteri di attribuzioni della responsabilità amministrativa» sono interessati quotidianamente dal vaglio di compatibilità con la struttura degli illeciti progressivamente inseriti. Le principali difficoltà esegetiche si sono di recente palesate con l introduzione di delitti colposi di evento in materia di sicurezza sul lavoro di cui all art. 25-septies. Le criticità riscontrate investono principalmente la tenuta dei criteri d imputazione oggettiva dell interesse e del vantaggio, che rappresentano parte del nucleo esistenziale e funzionale del sistema. Ebbene, a tal riguardo risulta utile un indagine sulla valenza attribuita agli stessi dalla dottrina e dalla giurisprudenza. Ancor prima, appare dirimente analizzare la natura giuridica della responsabilità degli enti, la cui soluzione si riverbera sulla conformità costituzionale della soluzione interpretativa adottata. 3. La natura giuridica della responsabilità da reato degli enti è assai controversa. La risoluzione della questione, lungi dal costituire un mero esercizio di esegesi dogmatica, determina importanti ripercussioni sia sotto il profilo del vaglio di costituzionalità della disciplina che sotto quello dell eterointegrazione delle lacune della stessa. Fondamentalmente sono tre le opzioni praticate in dottrina. Taluni sostengono che la responsabilità degli enti abbia natura puramente amministrativa 16 ; altri (è questa l impostazione maggioritaria) ritengono che sia una responsabilità sostanzialmente penalistica 17 ; un terzo orientamento, deli- 15 GUERRINI, Le sanzioni a carico degli enti nel d.lgs. n. 231 del 2001, in La responsabilità degli enti, cit., Per la tesi amministrativistica, MARINUCCI, Societas puniri potest : uno sguardo sui fenomeni e sulle discipline contemporanee, in Riv. it. dir. proc. pen., 2002, 1201 ss; ROMANO, La responsabilità amministrativa degli enti, società o associazioni: profili generali, in Riv. soc., 2002, Per la tesi penalistica, tra gli altri AMARELLI, Profili pratici della questione sulla natura giuridica della responsabilità degli enti, in Riv. it. dir. proc. pen., 2006, 167; DE VERO, La responsabilità, DE VERO, La responsabilità delle persone giuridiche, in Trattato di diritto penale. Parte generale, a cura di Grosso, Padovani e Pagliaro, IV, Milano, 2008, p. 322; FIANDACA, MUSCO, Diritto penale. Parte generale, 6 ed., Bologna, 2009, p. 165; MANNA, La cd. responsabilità amministrativa delle persone giuridiche: il 4
5 neato nella stessa Relazione al decreto, la considera un tertium genus «che coniuga i tratti essenziali del sistema penale e di quello amministrativo» 18. Difficoltà di qualificazione giuridica emergono anche in giurisprudenza, dove nonostante la tesi maggioritaria propenda per la natura amministrativa 19, non mancano pronunce che mostrano di aderire all approccio del tertium genus 20 e a quello penalistico 21. I sostenitori della tesi amministrativa fanno anzitutto leva sul nomen iuris 22 : è lo stesso legislatore a qualificare come amministrativa la responsabilità dell ente 23. A livello costituzionale contestano la compatibilità con l art. 27, co. 1 e 3. Ritengono inconcepibile una responsabilità penale che non sia riferita alla persona fisica 24, e per di più, ad un soggetto che per sua natura sia incolpunto di vista del penalista, in Cass. pen., 2003, p. 1103; PADOVANI, Il nome dei principi e il principio dei nomi: la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, in La responsabilità degli enti: un modello di giustizia punitiva, a cura di De Francesco, Torino, 2004, 16; PIERGALLINI, Societas delinquere et puniri non potest: la fine tardiva di un dogma, in Riv. trim. dir. pen. econ. 2002, 598. Nel senso di responsabilità, almeno para-penale, FIORELLA, Responsabilità da reato negli enti collettivi, in Dizionario di diritto pubblico, a cura di Cassese, V, Milano, Relazione al d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, cit., Cass., Sez. Un., 23 gennaio 2011, Deloitte & Touche s.p.a., in Cass. pen., 2012, 433 ss. 20 Cass., Sez. VI, 18 febbraio 2010, Brill Rover, in Cass. pen, 2011, 1876; Id., Sez. VI, 9 luglio 2009, Mussoni, ivi, 2010, 1938 ss. Le pronunce, pur aderendo all impostazione del tertium genus, enunciano la necessità di ancorare il decreto 231 al rispetto dei principi costituzionali che presiedono alla materia penale. 21 Cass., Sez. II, 20 dicembre 2005, J. M., in Cass. pen., 2007, 74 ss., in cui viene affermato che nonostante l etichetta, la responsabilità amministrativa degli enti dissimula la sua natura sostanzialmente penale, forse per non aprire ai delicati con i parametri costituzionali dell imputazione criminale; Cass. civ. Sez. Un., 30 settembre 2009, n in Foro it., 2010, 2, 3127 ss., ricostruiscono la responsabilità degli enti sulla falsa riga di una responsabilità penale. Nel caso di specie hanno ritenuto legittimo il cumulo tra la responsabilità amministrativa prevista per gli abusi di mercato (art. 187-quinquies, d.lgs n. 58, del 1998) e la responsabilità sostanzialmente penale di cui al d.lgs. 231 (art. 25-sexies). 22 L assunto è criticabile: la concreta articolazione della disciplina non può essere offuscata da un etichetta. All uopo rilevano le indicazioni fornite dalla Corte eur. dir. uomo sulla natura giuridica delle sanzioni: per qualificare come penale una disciplina non si deve adottare un impostazione formale (nominalistica), bensì sostanziale che guardi agli effetti prodotti. Gli indici sintomatici sono le finalità, l afflittività, le modalità di esecuzione e di comminazione della sanzione oltre che la qualificazione giuridica scelta dall ordinamento. In materia cfr. GAROFOLI, Manuale di diritto penale. Parte generale, Roma, 2011, p In argomento, MANNA, La cd. responsabilità, cit., p Il legislatore costituzionale ha inteso riferire con l aggettivo «personale» la responsabilità penale alla persona umana, in ossequio al principio di umanità, in base al quale il diritto penale è fatto solo per l uomo: la persona giuridica sarebbe incapace di azione perché sprovvista di un sostrato antropologico - naturalistico che le consenta di agire, DE FELICE, Lezioni di diritto penale. Principi generali e struttura del reato, Bari, 2002, p Inoltre, «il significato primordiale del principio di personalità della responsabilità penale è rappresentato dal vincolo della responsabilità per fatto proprio (autore del fatto e destinatario delle conseguenze debbono coincidere) [ ] Ora, nel caso della responsabilità amministrativa, ma in realtà penale delle persone giuridiche, è in discussione proprio il significato originario e primordiale del principio di personalità [ ] La normativa di organizzazione legalmente propria del tipo di ente di cui si tratta [ ] individuando precise persone fisiche legittimate e tenute ad agire per l ente, 5
6 pevole (rectius: incapace di esprimere un atteggiamento colpevole) e ineducabile 25. Richiamano poi altri aspetti della disciplina che sembrano cozzare con la qualificazione in termini penalistici della responsabilità: su tutti, il regime della prescrizione (art. 22), che si rifà a quello della legge sugli illeciti civili 26 e la disciplina delle vicende modificative dell ente (art. 28 ss.), la cui ratio di stampo civilistico stride col principio di personalità della responsabilità 27. Sull altro piano, i sostenitori della tesi sostanzialmente penalistica denunciano una classica frode delle etichette, richiamando una pluralità di aspetti che riecheggiano moduli e cadenze tipicamente penalistici. Sotto il profilo costituzionale si afferma la piena riconducibilità del decreto ai principi che governano la materia penale. La responsabilità penale personale e colpevole di cui all art. 27, co. 1, si ritiene configurabile anche nei confronti di una persona giuridica 28, ma per colpa di organizzazione 29. E la sanzione che consente di stabilire quale condotta di un essere umano sia rilevante per stabilire se, rispetto ad una norma brachilogicamente diretta all ente, si può rilevare osservanza, inosservanza, adempimento, inadempimento e così via [ ] Com è ovvio, una volta determinato se una certa norma sia stata o meno osserva tata, le conseguenze (positive o negative) di natura non penale rifluiscono sull ente secondo i criteri dell imputazione organica; ma le conseguenze di natura penale si arrestano allo stadio dell individuazione del soggetto tenuto all osservanza, che è al contempo, e non può non essere, anche il soggetto della responsabilità, e cioè degli effetti della inosservanza: diversamente, si autorizzerebbe la scissione tra soggetto dell obbligo e destinatario delle conseguenze, e cioè, in pratica la responsabilità per fatto altrui. Quel che per l appunto l art. 27, co. 1, Cost. vieta», PADOVANI, Il nome dei principi, cit., p L art. 27, co. 1, secondo la lettura della Corte costituzionale (sent. n. 364 del 1988), consacra il principio della responsabilità colpevole. La persona può essere sanzionata penalmente solo se, ad essa, sia imputabile il fatto di reato almeno a titolo di colpa. Ma l ente è incapace di colpevolezza: è impossibile rinvenire una volontà psicologica in capo all ente, ed ancora, è impossibile muovergli un rimprovero in ragione della sua insensibilità etica. A fortiori, la pena non può esperire alcuna funzione rieducativa nei confronti dell ente. V. ALESSANDRI, Commento all art. 27, co. 1, Cost., in Rapporti civili, Comm. Cost., Torino, 1991, p. 150; ROMANO, Societas delinquere non potest, (Nel ricordo di Franco Bricola), in Riv. it. dir. proc. pen., 1995, MARINUCCI, Societas, cit., p Contra, DE VERO, La responsabilità, cit., p. 320, ribalta l argomento sostenendo che l art. 22, prevedendo una disciplina severa del regime di prescrizione, sottende l interesse del legislatore a rendere effettiva la risposta punitiva verso gli enti, tanto da evidenziare la natura penalistica della disciplina. 27 MARINUCCI, Societas, cit. p Contra, AMARELLI, Profili, cit., p. 170, ritiene che sia un espediente giuridico necessario per evitare che le operazioni di fusione, scissione, trasformazione possano rappresentare, così come affermato nella Relazione al d.lgs., agevoli modalità di elusione della responsabilità. 28 La locuzione «la responsabilità penale è personale», di cui all art. 27 Cost., comprende tanto la responsabilità della persona fisica, quanto la responsabilità della persona giuridica. Qualora il costituente avesse voluto limitare il campo alla persona fisica avrebbe dovuto utilizzare termini più specifici. «L utilizzo, invece, del termine personale autorizza ad una interpretazione aderente con la formula legislativa in grado di abbracciare nel suo raggio d azione, la responsabilità di ogni soggetto titolare di diritti e destinatario di doveri, che nel linguaggio dell ordinamento, riceve il nome di persona, comprensivo anche della persona giuridica», MANNA, La cd. responsabilità, cit., p «In secondo luogo, 6
7 da essa origina può perseguire finalità rieducative ex art. 27, co. 3, Cost. anche nei confronti dell ente collettivo. Infatti, nell impianto sanzionatorio 231, le misure pecuniarie e interdittive affliggono beni essenziali dell ente, quali il patrimonio e la libertà di azione 30 : sono in grado di svolgere le funzioni proprie delle pene, in quanto idonee sia ad esprimere il giudizio di disvalore etico sociale, sia a svolgere la funzione rieducativa 31. se non par dubbio che, nel formulare l art. 27, co. 1, i costituenti non intendevano riferirsi che alla responsabilità della persona fisica, è parimenti vero che quello della volontà storica è un canone ermeneutico poco indicato per l interpretazione dei principi costituzionali, in quanto intrisi di contenuti metagiuridici destinati al superamento della dimensione positivistica del diritto», GIUNTA, La punizione degli enti, cit., p. 38. Inoltre, lo sbarramento della pretesa incapacità di azione da parte della persona giuridica è superabile «in una prospettiva di individuazione di criteri di iscrizione normativa, destinati a supplire alla carente capacità naturalistica di azione dell ente e tuttavia compatibili con il principio di personalità della responsabilità [ ] la persona giuridica è normativamente capace di azione, tramite il ricorso a nessi di collegamento che permettano di riferirle il fatto. Si pensi per tutte, alla teoria organicista, secondo la quale le azioni dei soggetti che agiscono in qualità di organi dell ente sono da ritenere azioni dell ente. Questa è stata la strada imboccata dal decreto legislativo in esame, che all art. 5, stabilisce che l ente risponde per i reati che sono stati commessi nell interesse o a suo vantaggio, individuando così il parametro oggettivo di ascrizione della responsabilità. Il visibile aggancio alla teoria dell identificazione ovvero dell immedesimazione organica permette di affermare la piena compatibilità tra la responsabilità dell ente e il principio sancito nell art. 27, co. 1, Cost., inteso nella sua accezione minima (come responsabilità per fatto altrui)», PALIERO, La responsabilità penale della persona giuridica: profili strutturali e sistematici, in La responsabilità degli enti, cit., p Non bisogna sopravvalutare i contenuti etici del giudizio di colpevolezza. «La colpevolezza giuridica (prima di quella morale) si pone in relazione con gli obblighi di un soggetto verso la società, e la violazione di tali obblighi, anche se posti in essere da un soggetto collettivo, autorizza la formulazione di un giudizio di disvalore. Ciò che si imputa al soggetto collettivo è di non essere stato all altezza delle aspettative sociali di comportamento: in questo modo la colpevolezza si orienta alla tutela dei beni giuridici e non si esaurisce nella retribuzione di una colpevolezza morale ancorata sulla possibilità di agire altrimenti». Il sistema 231 valorizza il rispetto di adeguate regole di diligenza auto-imposte da parte della società e finalizzate a prevenire la commissione di reati. Genera così un aspettativa sociale: si pretende che l ente, mediante meccanismi di controllo interno ponga in essere idonee ed efficaci controspinte alla realizzazione di reati, PALIERO, La responsabilità penale, cit., p. 26. In questa ipotesi la colpa dell ente è costruita sul modello della c.d. colpa di organizzazione, MANNA, La cd. responsabilità amministrativa, cit., p Contra, si afferma che un analoga intensità afflittiva è riscontrabile in numerose disposizione di diritto amministrativo. Ad esempio, l art 3 d.lgs, n. 507 del 1999 prevede la sospensione o la revoca della licenza o dell autorizzazione, ovvero la chiusura dello stabilimento, MARINUCCI, Societas, cit. p «La responsabilità delle persone giuridiche, nel decreto in esame, appare basata soprattutto sui c.d. compliance programs, ovverosia su quei meccanismi che tendono proprio, all interno dell azienda, a prevenire il rischio reato e, quindi, a tenere un comportamento secundum ius, sia se si tiene conto delle condotte legate al c.d. post factum, cioè risarcitorie, reintegrative e di adozione successiva dei compliance programs, che fanno intendere come una delle funzioni della responsabilità dell ente e delle relative sanzioni sia senz altro la prevenzione speciale [ ]. La sanzione nei confronti della persona giuridica può, infatti, ambire al raggiungimento di obiettivi irraggiungibili con le pene detentive, perché, nell ambito della responsabilità degli enti, manca «un corpo da straziare e un animo da umiliare». La sanzione all impresa può permettersi un invadenza e una violenza che un diritto penale moderno e rispettoso della dignità umana non può permettersi. Nei confronti della persona giuridica, il diritto penale può permettersi di operare una riformulazione completa della sua struttura e della sua personalità, reimpostandone la condotta di vita», MANNA, La cd. responsabilità, cit., p. 1111,
8 Le sanzioni, sono irrogate all esito di un procedimento che ricalca «quasi pedissequamente» quello penale. L ambientazione processuale è l altro elemento utilizzato per sostenere la natura penale della responsabilità e della correlata sanzione 32. Infatti, la responsabilità dell ente viene accertata all interno di un procedimento penale, dove il pubblico ministero svolge le indagini preliminari ed esercita l azione penale, e dove il giudice penale competente per il reato presupposto conosce anche della responsabilità da reato dell ente, secondo la regola del c.d. simultaneus processus ed irroga anche all ente la relativa sanzione con un provvedimento giurisdizionale (art. 36) 33. Ed ancora, si ritiene incline ad un approccio penalistico la disciplina della successione delle leggi nel tempo (art. 3) 34, della rilevanza extraterritoriale dell illecito dell ente (art.4), della punibilità dell ente anche nelle ipotesi tentate (art 26) 35. Un ulteriore elemento viene altresì ravvisato nella natura dell interesse violato 36. La persona giuridica risponde per un fatto qualificato come illecito penale dal legislatore, che è tale a seguito di un giudizio di meritevolezza della pena compiuto avendo riguardo al rango del bene tutelato 37 : sarebbe contraddittorio qualificare come amministrativo un illecito «il cuore della cui fattispecie è costituito da un reato» 38 e ciò solo per la natura del soggetto che ha commesso la violazione. Verosimilmente, il sistema 231 sembra delineare un nuovo diritto penale, peculiare in quanto modellato sui soggetti collettivi 39. Del diritto penale della persona fisica condivide i principi e le garanzie fondamentali, ma allo stesso tempo, dallo stesso differisce perché assume come destinatario una persona collettiva. Pertanto, il decreto 231 si espone al giudizio di compatibilità con i principi costituzionali di stampo penalistico 40. Tuttavia, la giurisprudenza maggioritaria, 32 «Si può replicare che il giudice penale è spesso chiamato ad accertare anche forme di responsabilità diverse da quella penale (civile, per diuturna tradizione, e in qualche caso anche amministrativa), e ad applicare le relative sanzioni [ ] Ma si tratta di situazioni in qualche modo eccezionali, nel senso che la devoluzione al giudice penale sottrae la cognizione alla competenza del giudice o dell autorità naturali. Nel caso della responsabilità amministrativa degli enti l attribuzione al giudice penale è viceversa istituzionale, nel senso che il giudice penale è il giudice naturale precostituito per legge all accertamento e alla definizione della relativa responsabilità», PADOVANI, Il nome dei principi, cit., p DE VERO, La responsabilità, cit., p DE VERO, La responsabilità, cit., p Tale formula non trova alcun riscontro nel settore del diritto amministrativo sanzionatorio, AMAREL- LI, Profili, cit., p AMARELLI, Profili, cit., p AMARELLI, Profili, cit., p DE VERO, La responsabilità, cit., p La responsabilità degli enti rappresenterebbe il terzo binario del diritto penale che si aggiunge a quelli previsti per la persona fisica, DE VERO, La responsabilità, cit. p I principi sanciti agli artt. 25, co. 1 e 2, 27, co 1, 2, 3, 111, 112 Cost. diventerebbero «giustiziabili da 8

References: art. 11
 art. 6
 art. 8
 art. 25
 art. 27
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 22
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 5
 art. 27