Source: http://www.mondoadr.it/cms/giurisprudenza/allo-sfratto-senza-mediazione.html
Timestamp: 2017-01-20 13:56:07+00:00

Document:
No allo sfratto senza mediazione
Trib. di: Mantova - Sentenza del: 20-01-2015 - Giudice: Andrea Bulgarelli Materia: Locazione, Opposizione a decreto ingiuntivo - Argomento: Avvio procedura di mediazione, Improcedibilità della domanda Secondo il Tribunale di Mantova, in un procedimento per convalida di sfratto per morosità, (sentenza del 20 gennaio 2015), va dichiarata l’improcedibilità della domanda per mancato espletamento del tentativo obbligatorio di mediazione ai sensi dell’art. 5 D.Lgs. 28/2010, nel caso in cui nessuna delle parti presenti la domanda presso un organismo, nonostante l’ordine del giudice a seguito di mutamento del rito.
Secondo il Tribunale, infatti, rientrando le cause locatizie tra quelle obbligatoriamente assoggettate al predetto onere (in caso di sfratto per morosità una volta disposto il mutamento del rito, ex art. 5, comma 4, lettera b, D.Lgs. 28/2010), e non avendo le parti dato corso alla procedura, la domanda sottesa all’intimazione di sfratto per morosità deve essere dichiarata improcedibile.
Non solo: dato che il provvedimento che dichiara l’improcedibilità assume la forma della sentenza, trattandosi di statuizione di ordine decisorio (benché solo in rito), il Tribunale ha statuito di porre il pagamento delle spese di lite a carico di parte intimante, quale parte che con la propria condotta ha dato avvio al procedimento senza però poi compiere gli adempimenti necessari per la sua prosecuzione. Infatti, secondo il Tribunale di Mantova, in virtù del criterio generale previsto dall’art. 91 c.p.c., le spese di lite vanno poste a carico della parte che, azionando una pretesa accertata come infondata o resistendo ad una pretesa fondata, abbia dato causa al processo o alla sua protrazione e che debba qualificarsi tale in relazione all’esito finale della controversia. Causare un processo, tuttavia, significa anche costringere alla sopportazione di un’iniziativa giudiziaria rivelatasi incompleta, per la mancata ottemperanza agli oneri procedurali sottesi alla sua definizione. Di conseguenza, in quanto parte interessata al proseguimento del giudizio (anche se l’onere del deposito dell’istanza incombeva su entrambe le parti), dato che parte intimata non aveva svolto alcuna domanda riconvenzionale, e quindi non aveva particolare interesse nel portare avanti la causa, parte intimante va condannata – secondo il provvedimento in commento – al pagamento delle spese di lite.
Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Andrea Bulgarelli, ha pronunciato la seguente
Nella causa civile di 1° grado iscritta al n. r.g. 1634/2014 promossa da: (…) con i patrocinio dell’avv. (…)
CONCISA ESPOSIZIONI DELLE RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
(…) chiedeva la convalida di uno sfratto per l’asserita morosità del conduttore che vi si opponeva.
Il giudice rinviava quindi alla udienza di discussione del 20/01/2015 assegnando ex art. 84 D.L. 69/2013 conv. nella L. 98/2013 il termine di giorni 15 per la presentazione della domanda di mediazione – condizione di procedibilità della domanda giudiziale.
All’udienza di discussione nessuna delle parti depositava un verbale di un Organismo di mediazione accreditato e il giudice eccepiva la circostanza.
All’esito, infatti, dell’esaurimento della fase a cognizione sommaria del procedimento, contestualmente al mutamento del rito ai sensi degli artt. 426 e 667 c.p.c., è stato assegnato alle parti termine per l’instaurazione della procedura di mediazione, rientrando le cause locatizie tra quelle obbligatoriamente assoggettate al predetto onere (in caso di sfratto per morosità una volta disposto il mutamento del rito, ex art. 5, comma 4, lettera b, D.Lgs. 28/2010).
Non avendo, pertanto, le parti dato corso alla procedura, la domanda sottesa all’intimazione di sfratto per morosità deve essere dichiarata improcedibile.
In forza, infatti, del criterio generale di cui all’art. 91 c.p.c., le spese di lite vanno poste a carico della parte che, azionando una pretesa accertata come infondata o resistendo ad una pretèsa fondata, abbia dato causa al processo o alla sua protrazione e che debba qualificarsi tale in relazione all’esito finale della controversia. Causare un processo, tuttavia, significa anche costringere alla sopportazione di un’iniziativa giudiziaria rivelatasi incompleta, per la mancata ottemperanza agli oneri procedurali sottesi alla sua definizione. Se, quindi, è vero che, in generale, il termine per la mediazione viene per legge assegnato ad entrambe le parti, è altrettanto evidente che in assenza di domande riconvenzionali la parte evocata in giudizio può non avere alcun interesse alla procedibilità dell’azione, sicché non sussistono le gravi ed eccezionali ragioni richieste dalla legge per la compensazione.
Le spese vengono liquidate in dispositivo in base ai valori minimi previsti dal D.M. 55/2014 alla luce dell’attività svolta e dello svolgimento del processo.
il Tribunale di Mantova in composizione monocratica, nella persona del giudice dott. Andrea BULGARELLI, definitivamente pronunciando sulla domanda, ogni contraria istanza, accezione e deduzione disattese, così provvede:
dichiara l’improcedibilità della domanda di risoluzione contrattuale sottesa all’intimazione di sfratto per morosità notificata da (…) a (…);
condanna (…) al pagamento in favore di (…) delle spese di lite che si liquidano in euro 811,00 per compenso tabellare per le fasi di studio, introduttiva e decisionale ex art. 4, comma 5, D.M. 55/2014, oltre spese generali (15%) I.V.A. e C.P.A. di legge.
Sentenza resa ex articolo 429 c.p.c., pubblicata mediante lettura in udienza e allegazione al verbale.
Così deciso in Mantova, il 20 gennaio 2015

References: Sentenza 
 art. 5
 art. 84
 art. 5
 art. 4

Sentenza 
 articolo 429