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IN PRIMO PIANO STAMPA AGOSTO 2017 NOTA ALLA RASSEGNA STAMPA AGOSTO 2017
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Marcellina Di Matteo
1 1 IN PRIMO PIANO NOTA ALLA RASSEGNA STAMPA
2 2 IN PRIMO PIANO INDICE 3 In primo piano Concorrenza, dopo trenta mesi arriva la legge Dagli avvocati alle farmacie una spinta alle aggregazioni Ultimo tassello per le società di ingegneria Lo statuto apre a reti e consorzi 8 CNI Ingegneri, bene il codice corretto. Il mercato schiaccia i piccoli studi Gli ingegneri vogliono certificazione di conformità Il Cnel ha nominato 48 nuovi consiglieri Professioni tecniche, appeal cercasi 12 Equo compenso Autunno caldo per le professioni Professioni, corsa all equo compenso Equo compenso per gli avvocati 16 Professionisti Stp a quota 1.718: due su tre a bassa capitalizzazione Cassa geometri, per gli under 35 più redditi con la formazione 18 Sisma bonus Sisma bonus, istruzioni per l uso NOTA ALLA RASSEGNA STAMPA
3 3 IN PRIMO PIANO L apertura della Nota del mese di agosto è dedicata all approvazione del Ddl concorrenza e alle implicazioni per i professionisti, in particolare tecnici. In risalto l annosa questione delle società di ingegneria e l apertura del mercato dei privati. CONCORRENZA, DOPO TRENTA MESI ARRIVA LA LEGGE Il governo incassa la fiducia sul disegno di legge sulla Concorrenza. Il provvedimento dopo l approvazione al Senato con 146 voti a favore, 113 contrari e nessun astenuto diventa dunque legge. Il via libera al testo definitivo arriva dopo un lungo e laborioso percorso parlamentare durato trenta mesi, recependo una serie di segnalazioni dell Antitrust e disciplinando settori come telecomunicazioni, assicurazioni, servizi postali, farmacie, professioni e trasporti. «È stata approvata oggi per la prima volta in Italia la legge annuale per il mercato e la concorrenza. Dopo un iter travagliato è un importante segnale di serietà per il Paese», sottolinea il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che nei mesi scorsi, in più di un occasione, aveva criticato i ritardi che hanno rallentato l approvazione della legge. Vale ricordare che il ddl dopo il primo passaggio alla Camera, nell autunno di due anni fa, è finito su un binario morto a Palazzo Madama fino al maggio scorso. Una volta tornato a Montecitorio è stato ulteriormente modificato, rendendo necessario un altro passaggio al Senato. Il rischio di ulteriori ritocchi e conseguenti ritardi ha perciò spinto il governo a porre la fiducia. Non a caso Calenda precisa che il ministero dello Sviluppo Economico definirà «nei tempi più brevi possibili i decreti attuativi per la piena efficacia della legge». A commentare l approvazione del disegno di legge è anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, scrivendo su twitter «impegno mantenuto per governo e maggioranza». Anche se da più direzioni sono arrivate critiche e contestazioni sui contenuti del testo. Massimo Mucchetti, senatore Pd, è uno dei più severi, spiegando che la richiesta della fiducia da parte dell esecutivo ha evitato «il voto dell aula su emendamenti scomodi come quelli proposti su assicurazioni ed energia». Tanto da decidere di non votare e definire il testo approvato «uno strumento per favorire o salvaguardare alcune grandi aziende come Enel, Generali, Unipol, Walgreens Boots Alliance e Big Pharma». Dal versante delle associazioni dei consumatori il Codacons sostiene che nel 2019 la fine del mercato tutelato nel settore dell energia si tradurrà in un aggravio di costi per le famiglie. Stessa lunghezza d onda per Federconsumatori, Adusbef e Unione nazionale consumatori che lamentano la totale assenza di competitività e convenienza nel mercato delle tariffe elettriche. Critiche, tra gli altri, anche da parte dei notai, contrari all aumento del numero dei professionisti nella categoria. A votare il provvedimento è stato pure Mdp, esprimendo «profondo rammarico su alcune modifiche introdotte alla Camera che ledono pesantemente gli interessi dei consumatori». In sintesi alcuni punti del testo: le polizze sui rischi accessori non si rinnovano tacitamente ma si risolvono in automatico alla scadenza, le società di capitale potranno controllare le farmacie e i farmaci di fascia C continueranno ad essere venduti solo in farmacia. (A. Ducci, Corriere della Sera)
4 4 IN PRIMO PIANO DAGLI AVVOCATI ALLE FARMACIA UNA SPINTA ALLE AGGREGAZIONI Coinvolgono oltre mezzo milione di professionisti le nuove regole sulle aggregazioni previste dalla legge sulla concorrenza appena approvata dal Parlamento: 563mila tra architetti, ingegneri, avvocati, veterinari, farmacisti e odontoiatri sono chiamati a misurarsi con una serie di disposizioni che puntano a favorire le unioni, dopo l introduzione delle società tra professionisti, nel 2011, su iniziativa del governo Monti. Oggi in Italia, la stragrande maggioranza dei professionisti opera in maniera individuale: solo il17,7% lavora infatti in associazione con altri (fonte Censis-Adepp). Una dimensione singola che si ripercuote sulla capacità di andare oltre il mercato locale. Le norme con le quali la legge sulla concorrenza punta a stimolare la nascita di società, anche di capitali (al debutto per avvocati e farmacisti), hanno però suscitato un intenso dibattito che oltre ad aver accompagnato il lungo iter parlamentare del provvedimento continua a essere acceso fuori e dentro le singole professioni. Anche perché la regolamentazione cambia da una categoria all altra. Avvocati alla prova dei capitali La nuova legge sulla concorrenza prevede che la professione forense possa essere esercitata anche attraverso società di capitale, cui possono partecipare (fino a un terzo) soci non professionisti, in linea con quanto accade per le Stp. È stato poi abrogato il divieto per gli avvocati di partecipare a più associazioni, previsto dalla riforma forense (legge 247/2012). Attualmente sono circa 10 mila le associazioni cui partecipa almeno un avvocato e circa 30 mila i professionisti coinvolti (in media tre per associazione) su un totale di quasi 227mila iscritti all Ordine. «L eliminazione del divieto di partecipare a più associazioni favorisce il conflitto di interessi - dice Andrea Mascherin, presidente del Cnf - mentre l ingresso dimeri finanziatori che, con il 30%, possono controllare le società è un regalo a banche e assicurazioni, che pregiudica l indipendenza e l autonomia dell avvocato. Non siamo contrari alle società di capitali - conclude - ma sarebbe stato necessario aprirle solo a soci professionisti». I farmacisti e la quota del 20% Le società di capitali potranno essere titolari di farmacie, una possibilità riservata finora solo ai farmacisti iscritti all Albo. A differenza di quanto stabilito per le società degli avvocati, non c è alcun limite alle quote che il socio di capitale può detenere: benché il direttore debba comunque essere un farmacista, il controllo della società potrà essere esercitato da una qualunque società o persona fisica non farmacista. «Consideriamo questa disposizione un vulnus all indipendenza professionale del farmacista», commenta il presidente di Federfarma Marco Cossolo. «Inoltre - aggiunge- le società di capitali potrebbero esternalizzare una serie di attività, dalla gestione al back office, e fare economie di scala che comporteranno un indubbio vantaggio competitivo rispetto alle altre farmacie. Dovremo fare rete per far fronte a queste novità». Un altro punto della riforma che preoccupa i farmacisti è la possibilità per una sola società di controllare fino al 20% delle farmacie di ciascuna Regione o provincia autonoma. Odontoiatri: oltre 2mila società Tra gli odontoiatri, le società commerciali si sono già affermate soprattutto sotto forma di catene: oggi sono attivi oltre 700 centri, con 9mila tra dentisti e igienisti. In tutto, su circa 61 mila iscritti alla Fnomceo, i liberi professionisti sono quasi 42mila, che nell 88% continuano ad esercitare in solitudine, mentre gli studi associati sono circa 5mila. Le società di capitale ordinarie sono più di duemila, mentre le Stp appena un centinaio. «Nella legge appena varata - dice Michele Carpagnano, partner dello studio legale Dentons non è risolto il differente
5 5 IN PRIMO PIANO DAGLI AVVOCATI ALLE FARMACIA UNA SPINTA ALLE AGGREGAZIONI trattamento tra le Stp, con i limiti alla partecipazione al capitale dei soci non professionisti, e le società commerciali». La legge sulla concorrenza pone infatti alle società come condizione per svolgere l attività odontoiatrica che nelle strutture sia presente un direttore sanitario iscritto all albo, ma nulla dice sull identikit dei soci. Per Michel Cohen, presidente di Ancod, associazione nazionale centri odontoiatrici, «è confermata la piena legittimità delle società». L Ordine e le associazioni dei dentisti vorrebbero invece una maggiore regolamentazione all ingresso del capitale: «Non ci sono adeguate misure di controllo per prevenire abusi e concorrenza sleale», lamenta Giuseppe Renzo, presidente Commissione albo odontoiatri Fnomceo. Sulla stessa linea d onda Gianfranco Prada, presidente Andi, per il quale «la Stp offre un giusto equilibrio per garantire il supporto del capitale in società che mantengono però la guida dei professionisti». non più solo nel distretto della Corte d appello. Il ministero della Giustizia dovrà aggiornare periodicamente la tabella delle sedi notarili. «Auspichiamo che in quella occasione commenta il presidente del Consiglio del notariato Salvatore Lombardo - si tenga conto non solo di criteri numerici ma an che del valore economico di ogni sede, per evitare accentramenti nelle grandi città e nessun presidio nei piccoli Comuni». Agli agrotecnici più competenze Per gli agrotecnici è invece estesa l abilitazione a compiere una serie di operazioni in materia catastale: «Competenze che avevamo esercitato per 15 anni e che una sentenza della Corte costituzionale ci aveva tolto», commenta il presidente del Collegio nazionale Roberto Orlandi. (F. Barbieri, B.L. Mazzei, V. Melis, V. Uva, Il Sole 24 Ore) Per i notai il rebus-mobilità L apertura alla concorrenza per i notai avverrà sul piano della mobilità: la nuova legge abbassa il rapporto tra notai e popolazione (da un professionista ogni 7mila abitanti a uno ogni 5mila) e per la prima volta consente al professionista di spostarsi in tutta la Regione e
6 6 IN PRIMO PIANO ULTIMO TASSELLO PER LE SOCIETÀ DI INGEGNERIA Per i professionisti dell area tecnica la legge sulla concorrenza chiude una stagione di incertezza su una realtà - quella delle società di ingegneria che è consolidata da decenni. In questo settore, infatti, il divieto di ingresso di soci di capitale è caduto prima rispetto ad altre realtà: già nel 1994 con la prima legge Merloni sugli appalti pubblici. Da allora le oltre 2mila imprese aderenti all Oice (l associazione di categoria) sono arrivate a superare la boa degli oltre 2 miliardi di produzione (valore 2016). La norma appena approvata fa salvi i contratti che le società di ingegneria hanno firmato con committenti privati dal 1997 al 2011 (dal2011in poi la legge 183 ha già ammesso l operatività). La legge Bersani (legge 266/1997), pur avendo legittimato queste realtà, era infatti rimasta priva di regolamenti attuativi. Nel 2013 una sentenza del tribunale di Torino aveva messo in dubbio la legittimità a operare con committenti privati. Da qui l intervento del legislatore, con quella che la relazione di accompagnamento definisce «una norma di interpretazione autentica» che rende validi i vecchi contratti con i privati. Una norma che ha un peso economico non indifferente: il mercato della committenza privata è strategico per queste realtà e vale da solo circa il 40% della produzione, tra Italia ed estero. Lo stadio della Juventus a Torino o le cantine di Antinori - per citare alcuni casi famosi - sono tra le opere architettoniche più recenti realizzate da una società di ingegneria. Il presidente Oice, Gabriele Scicolone, calcola l impatto positivo della norma: «Si evitano problemi a Inarcassa, che dal 98 a oggi ha ricevuto decine di milioni di contributo integrativo per contratti privati stipulati dalle nostre società». Nel solo 2015, ad esempio, il bilancio di Inarcassa riporta 1,1 miliardi di contributo dalle società a fronte di 6,9 miliardi dai professionisti singoli. Scicolone ricorda che queste aziende «possono anche soltanto incidentalmente svolgere attività professionali protette». In questo caso vige l obbligo di firma del progetto da parte di un professionista abilitato. E ora anche quello di dotarsi di una polizza Rc estesa ai contratti privati. La nuova partita, ora, è capire se le società di ingegneria devono iscriversi all Albo tenuto dal Consiglio ingegneri (che già ospita in un sezione specializzata le società tra professionisti), oppure no. In questo senso spinge l Ordine: «Sarà necessario e l Anac lo deve richiedere per garantire la correttezza di comportamento» - rivendica il presidente Cni, Armando Zambrano, che paventa altrimenti «una disparità anche costituzionale». Per Zambrano, al momento, eventuali sanzioni per violazioni deontologiche «possono colpire solo i professionisti, lasciando indenni le società». Al contrario, secondo l Oice la deontologia non deve applicarsi alle società: «Le garanzie sono insite nell obbligo di avere un direttore tecnico iscritto all Albo». Di certo la legge sulla concorrenza impone alle società una forma di pubblicità e affida all Autorità anticorruzione (Anac) il compito di pubblicarne un elenco sul sito. Già ora esiste un casellario tenuto da Anac, ai soli fini pubblicitari, senza cioè che la mancata iscrizione o cancellazione pregiudichi a una società la partecipazione alle gare. Il numero delle società censite (oltre4mila) potrebbe quindi comprendere anche chi non è più attivo. Secondo l Oice, «la stima più realistica vede società operanti in Italia». (V. Uva, Il Sole 24 Ore)
7 7 IN PRIMO PIANO LO STATUTO APRE A RETI E CONSORZI Reti, consorzi, associazioni temporanee: dal Jobs act degli autonomi arriva una spinta all aggregazione per incentivare la partecipazione ai bandi e concorrere all assegnazione di incarichi e appalti privati. A stabilirlo è l articolo 12 della legge 81 del 22 maggio 2017, in vigore dal 14 giugno, che riconosce a chi svolge attività professionale, senza alcuna limitazione soggettiva per la forma giuridica rivestita, tre possibilità di aggregazione: - reti di professionisti e reti miste (partecipazione alle reti di impresa); - consorzi stabili professionali; - associazioni temporanee professionali. Un passo in questa direzione era già stato fatto dal Codice degli appalti (decreto legislativo 50/2016), che seppure limitandosi al campo dei servizi di architettura e ingegneria aveva consentito la partecipazione ai bandi anche in forma associata, quindi a società di professionisti, società di ingegneria, raggruppamenti temporanei e consorzi stabili. In questo caso, però, veniva espressamente stabilito che le società tra professionisti dovevano essere costituite esclusivamente tra iscritti negli albi previsti dagli ordinamenti professionali. Lo Statuto del lavoro autonomo, invece, non prevede più alcun paletto alle aggregazioni, lasciando aperta la possibilità di mettere insieme anche lavoratori autonomi non appartenenti a nessun albo. La legge prevede, inoltre, che le pubbliche amministrazioni non dovranno solo attivarsi per redigere bandi a favore di professionisti e altri lavoratori autonomi, ma anche mettere questi ultimi nella condizione di prenderne conoscenza, attivando per esempio sportelli dedicati al lavoro autonomo all interno dei centri per l impiego (convenzionabili con gli Ordini). Per l accesso ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei viene poi ribadita l equiparazione dei lavoratori autonomi alle piccole e medie imprese, come stabilito dalla Finanziaria del 2016 (legge 208/2015). (F. Barbieri, Il Sole 24 Ore)
8 8 CNI INGEGNERI, BENE IL CODICE CORETTO. IL MERCATO SCHIACCIA I PICCOLI STUDI Nonostante la grande vitalità del mercato dei bandi pubblici per servizi di ingegneria e architettura e il taglio dei requisiti di accesso, i piccoli studi non riescono ad allargare il loro giro d affari. E nemmeno l equo compenso, obbligatorio nel mercato pubblico da maggio, è riuscito a portare effetti su un settore ancora sbilanciato a favore dei più grandi. Addirittura, i professionisti meno strutturati hanno fatto registrare un arretramento dopo l entrata in vigore del nuovo Codice appalti, a beneficio di società, consorzi e cooperative: la fetta di mercato degli studi vale circa il 22% nel 2016, rispetto al 34% del 2o15. Dice questo una delle ultime anali si sull andamento degli appalti pubblici del Consiglio nazionale degli ingegneri: il nodo dei requisiti di accesso alle gare su fatturato e personale, insomma, nonostante gli sforzi resta intatto. Anche se qualche risultato potrebbe arrivare grazie all obbligo di utilizzare l equo compenso nei lavori pubblici: le tabelle del ministero della Giustizia sono diventate vincolanti per le stazioni appaltanti solo con il correttivo al Codice in vigore dal 20 maggio scorso. La fotografia del mercato viene scattata dal tesoriere del Consiglio nazionale, Michele Lapenna. Uno degli obiettivi strategici che il Codice appalti avrebbe dovuto raggiungere, infatti, «era l apertura del mercato dei servizi di ingegneria e architettura». Il nuovo quadro normativo, a questo scopo, «ha ridotto significativamente, della metà, i requisiti di partecipazione alle gare per fatturato, servizi generali e personale prevedendo anche la possibilità di sostituire il fatturato con una polizza assicurativa e favorendo quindi un apertura del mercato ai giovani e agli operatori di piccole e medie dimensioni». Questo taglio ha però prodotto risultati inferiori alle aspettative. Secondo Lapenna, infatti, «il mercato relativamente al 2016 si dimostra ancora appannaggio degli operatori di grandi dimensioni». I numeri dei bandi per servizi di ingegneria e architettura senza esecuzione parlano chiaro. Tra maggio 2016 e aprile 2017 i liberi professionisti si sono aggiudicati appena il 22,2% degli importi dei bandi. Nel 2015, per dare un riferimento, si erano collocati addirittura più in alto, al 34%. In altre parole, il mercato resta appannaggio delle società, che pesano per il 68% e, in misura minore, di cooperative e consorzi, ferme al 9 per cento. E questi numeri sono ancora più significativi perché arrivano in una stagione di grande vivacità per gli appalti di progettazione. Nel primo anno dall entrata in vigore del Codice sono stati pubblicati bandi per 263 milioni di euro, con un incremento del 41,5% rispetto all anno precedente. E, addirittura, nei primi mesi del 2017 siamo già a quota 162,4 milioni di euro. L analisi del Cni porta a due conclusioni. La prima è che restano delle criticità di regolazione sui requisiti di accesso alle gare, sulle quali il Consiglio nazionale chiederà un intervento all Anac. La seconda riguarda l assetto del mercato. «Uno degli obiettivi che dovrebbero porsi gli Ordini conclude Lapenna - è quello di pensare un nuovo modello organizzativo e aiutare gli ingegneri a trovare altre soluzioni professionali al di là dello studio professionale singolo». (G. Latour, Il Sole 24 Ore)
9 9 CNI GLI INGEGNERI VOGLIONO CERTIFICAZIONE CONFORMITÀ Conformità alle norme, verifica dell attività di terzi e azioni propedeutiche al rilascio di pareri da parte della Pubblica amministrazione. Questi gli atti che il Consiglio nazionale ingegneri vorrebbe vedere delegati a se, in forza delle novità normative introdotte dal «jobs act del lavoro autonomo» (legge 81/2017). La legge prevede, all art. 5 comma 1, che: «Al fine di semplificare l attività delle amministrazioni pubbliche e di ridurne i tempi di produzione, il governo è delegato a adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi in materia di remissione di atti pubblici alle professioni organizzate in ordini o collegi». Nello scegliere quali atti delegare, il governo dovrà rispettare il carattere di terzietà degli ordini prescelti, la disciplina in materia di tutela dei dati personali e le circostanze che potrebbero determinare condizioni di conflitto di interesse. «Si tratta della concretizzazione del principio di sussidiarietà da noi sempre auspicato», il parere del Consiglio nazionale degli ingegneri, «che affida alle professioni ordinistiche la possibilità di esperire una serie di atti fino ad oggi riservati all amministrazione pubblica». Il consiglio sarà chiamato a formulare al governo le sue proposte in merito agli atti pubblici da rimettere alle professioni ordinistiche dopo la pausa estiva. Sono in particolare tre le tipologie di atti o attività attualmente svolte dall amministrazione pubblica che gli ingegneri vorrebbero poter espletare autonomamente. La prima riguarda atti di asseverazione e/o certificazione della conformità alle norme in merito a specifiche attività, come può essere la segnalazione certificata di inizio attività (Scia) la dichiarazione che consente alle imprese di avviare, modificare o cessare un attività produttiva. La seconda tipologia fa riferimento agli atti di verifica, collaudo e controllo delle attività che sono svolte da terzi, anche con il coinvolgimento dell ordine come garante della terzietà della presentazione. Infine, l ultima tipologia di atti riguarda l attività di analisi propedeutica al rilascio di pareri da parte della pubblica amministrazione. Il consiglio provvederà ad ampliare le proposte nei prossimi mesi. (M. Damiani, ItaliaOggi)
10 10 CNI IL CNEL HA NOMINATO 48 NUOVO CONSIGLIERI Il Consiglio nazionale dell economia e del lavoro ha proceduto alla nomina di 48 nuovi consiglieri che resteranno in carica fino al Il decreto sul rinnovo dei componenti per il prossimo quinquennio è stato firmato ieri da Maria Elena Boschi, sottosegretario di stato alla presidenza del consiglio dei ministri e madrina della riforma costituzionale, poi bocciata, che prevedeva, tra le altre cose, anche l abolizione dello stesso Cnel. I componenti, scelti su indicazione delle principali associazioni legate al mondo del lavoro, avranno il compito di aiutare Tiziano Treu, nominato presidente lo scorso 5 maggio, a rilanciare l attività dell ente che fino ad oggi ha proposto al parlamento 14 proposte di legge nessuna delle quali poi è stata approvata in via definitiva. Tra i consiglieri che rappresenteranno il mondo dei lavoratori dipendenti abbiamo Gianna Fracassi, Ezio Corrado Barachetti, Manola Cavallini, Giovanni Di Cesare, Giordana Pallone, Carlo Podda, Luciano Silvestri, espressione della Cgil. Successivamente in quota Cisl troviamo Giuseppe Gallo, Luisangela Pelluccaccia, Alessandro Geria, Livia Ricciardi, Roberto Benaglia, Cosmo Colonna. Invece Antonio Foccillo, Tiziana Bocchi, Domenico Proietti saranno espressione della Uil mentre, per l Ugl, troviamo Francesco Paolo Capone. Poi Marco Paolo Nigi e Francesco Cavallaro figurano rispettivamente in quota Confsal e Cisal. I consiglieri che porteranno avanti le istanze di dirigenti e quadri saranno Stefano Biasioli della Confedir, Tommaso Di Fazio della Ciu e Giorgio Ambrogioni della Cida. Successivamente il settore delle associazioni di categoria verrà rappresentato da Roberto Moncalvo di Coldiretti, Giovan Battista Donati e Giuseppe Montalbano di Confartigianato - Cna, Secondo Scanavino di Cia, Francesco Verrascina di Copagri, Mauro Lusetti di Legacoop, Marco Menni di Confcooperative. In rappresentanza dei liberi professionisti troviamo Maurizio Savoncelli del Consiglio nazionale geometri-rete professioni tecniche e Gianmario Gazzi, Consiglio dell Ordine degli assistenti sociali. Infine in rappresentanza delle imprese Marco Zigon, Floriano Botta, Elio Catania, Carlo Ferroni, Marco Gay, Federico Landi, espressione di Confindustria, Donatella Prampolini e Renato Mattioni in quota Confcommercio, Massimo Vivoli (Confesercenti), Paolo Uggè di Conftrasporto, Vincenzo Gesmundo di Coldiretti, Nereo Paolo Marcucci di Confetra, Carlo Capoccioni di Abi, Giorgio Cippitelli Confartigianato-Cna, Gennaro Fiore di Confitarma, Massimiliano Giansanti di Confagricoltura e Giovanni Valotti di Confservizi. (P. Quaranta, ItaliaOggi)
11 11 CNI PROFESSIONI TECNICHE, APPEAL CERCASI Per ridare appeal alle professioni tecniche servono le lauree professionalizzanti. È la ricetta individuata dagli ordini per ovviare agli ultimi dati diffusi dal Miur sul numero dei candidati agli esami di abilitazione delle professioni intermedie di agrotecnici, geometri, periti agrari e periti industriali, che hanno subito un nuovo calo seguendo il trend degli ultimi anni. Secondo Maurizio Savoncelli, presidente del Collegio nazionale dei geometri e dei geometri laureati, «la riduzione del numero dei candidati all esame di abilitazione alla libera professione di geometra, registrato nell anno in corso, è la naturale conseguenza della sostanziale diminuzione del numero delle iscrizioni all Istituto tecnico di riferimento, ossia all Istituto tecnico, settore tecnologico, indirizzo costruzioni ambiente e territorio, in vigore dall anno scolastico 2010/2011, a seguito della riforma della scuola secondaria di secondo grado, che ha previsto la confluenza del precedente Istituto Tecnico per Geometri, nell attuale istituto diverso per modulazione delle materie di insegnamento, ma, soprattutto, per la mancanza chiara e immediata della connotazione di un percorso ad una professione: il geometra». Secondo Savoncelli, «la diminuzione del numero degli iscritti all Istituto si è registrata ancor prima dell entrata in vigore della riforma dell istruzione secondaria, e cioè da quando si è iniziato a parlare di questa riforma; da allora, il numero degli iscritti alle classi prime è passato dai 15/16 mila ai circa 9 mila iscritti all attuale istituto». La categoria ha quindi attivato tre azioni in particolare: «Un orientamento in uscita dalle ex medie per i ragazzi che si iscrivono alla scuola secondaria, per far capire loro che l attuale istituto è il naturale percorso di avvio alla professione di geometra, una professione attiva e operativa sul territorio; un progetto innovativo della Laurea del Geometra, presentato alla Camera; l accompagnamento dei candidati all esame di abilitazione con specifici corsi di preparazione, che permetta loro una migliore preparazione, andando a integrare le conoscenza scolastiche e aumentando così in modo esponenziale il numero dei candidati abilitati». A parere di Giampiero Giovannetti, presidente del Consiglio nazionale periti industriali e periti industriali laureati, la fuga dei giovani dagli albi è cominciata da quando «l Italia ha messo in campo le diverse riforme sul sistema formativo, quella universitaria prima e scolastica poi. L introduzione del 3+2 e la conseguente proliferazione di corsi di laurea a esso collegato non hanno affatto rispecchiato le esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, ma ha per lo più barattato l illusione di una scelta molteplice e concorrenziale con una spendibilità di un titolo professionale. Il sistema universitario quindi ha continuato a formare laureati, in realtà numero sempre minore negli ultimi anni, privi di una precisa collocazione nel mondo del lavoro». «Rispetto a questo scenario», continua Giovannetti, «la categoria dei periti industriali sta affrontando un enorme sforzo di rinnovamento, prima con l innalzamento del titolo formativo per l accesso all albo, ora con l impegno concreto nella costruzione di un percorso di laurea professionalizzante, ormai ineludibile per le professioni tecniche. Per i periti industriali si tratta di un canale in grado di rilanciare il valore e l immagine di una professione negli anni penalizzata dalla sovrapposizione confusa di norme, che ne ha stravolto il profilo identitario». (G. Ventura, ItaliaOggi)
12 12 EQUO COMPENSO AUTUNNO CALDO PER LE PROFESSIONI Equo compenso, cumulo (gratuito) dei contributi pensionistici «spezzati» in più gestioni, rottamazione delle cartelle: settembre è alle porte, e i nodi (non sciolti) sui tre temi «caldi» per le professioni italiane verranno al pettine. Al rientro dalla pausa estiva, governo e Parlamento dovranno sbrogliare la matassa dei testi legislativi per delineare soglie di remunerazione «giuste» delle prestazioni al di sotto delle quali non si potrà scendere. Il primo è stato quello del presidente della commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi (Ei), orientato a impiegare, per determinare l equità dei compensi, i parametri tariffari definiti dai ministeri vigilanti degli Ordini e usati nel contenzioso giudiziario. A seguire, come anticipato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando all inizio del mese di luglio, l esecutivo ha licenziato il disegno di legge per «assicurare il diritto degli avvocati» a essere giustamente retribuiti, «in proporzione alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione legale», e che fungerà da base di partenza per fissare l equo compenso per le altre categorie. Subito dopo il varo a palazzo Chigi, Sacconi aveva parlato di «cosa buona e giusta, se verrà assegnato» il testo a palazzo Madama e, quindi, legato al suo provvedimento, dedicato ad «una remunerazione proporzionata di tutte le prestazioni», e non solamente di quelle rese dai legali. A chiudere il cerchio, la scelta del numero uno della commissione lavoro della Camera Cesare Damiano (Pd) di depositare la proposta che include nel perimetro di tutele pure i cosiddetti professionisti «non regolamentati». A breve, dunque, si scoprirà su quale binario (normativo) viaggerà l equo compenso, «cavallo di battaglia» degli Ordini e delle associazioni di categoria, che (tuttora) si rammaricano del suo mancato inserimento nel «Jobs act del lavoro autonomo» (legge 81/2017). Quanto alle Casse di previdenza private, prosegue l attesa per conoscere modalità di applicazione e distribuzione dei costi dell operazione cumulo non oneroso dei contributi versati dai professionisti associati in diverse gestioni (che, secondo stime dell Associazione che riunisce gli Istituti pensionistici, l Adepp, sono «circa un milione»): la chance, consentita dalla legge di bilancio 2017 (236/2016) e in vigore dal 1 gennaio, è (da mesi) al centro di un rovente dibattito fra gli stessi Enti, il ministero del welfare, l Inps ed alcuni ambienti parlamentari (che hanno rivolto, senza ricevere soddisfacenti risposte, interrogazioni sia al dicastero di via Veneto, sia a quello dell economia, si veda ItaliaOggi del 6 luglio 2017). Ultimo argomento «sospeso», infine, è quello della sanatoria delle somme iscritte a ruolo (i contributi dovuti dagli iscritti alle Casse) fissata dal decreto fiscale 193/2016 (convertito nella legge 225/2016): alcuni enti hanno diffidato Equitalia dall accogliere istanze di rottamazione, sostenendo che la norma non li coinvolgerebbe. Ma la questione non è stata (ancora) definitivamente risolta. (S. D Alessio, ItaliaOggi)
13 13 EQUO COMPENSO PROFESSIONI, CORSA ALL EQUO COMPENSO Possibile effetto domino perii riconoscimento dell equo compenso ai professionisti. Dagli avvocati ad altre categorie. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, intervenendo al termine del Consiglio dei ministri che ieri ha approvato il testo del disegno di legge a favore dei legali nei rapporti con i clienti forti, sottolinea che «si tratta di novità attese da tempo soprattutto dai giovani, sottoposti a una sorta di caporalato intellettuale. Inoltre si apre la strada per un ragionamento che riguarda anche altre professioni». Piena sintonia con il presidente del Cnf, Andrea Mascherin, per il quale «questa legge potrebbe segnare il superamento della cultura imperante in questi anni, dominata dall idea di un mercato senza regole governato dalla finanza e dalla economia forte, basato sulla concorrenza al ribasso e sull impoverimento anche delle libere professioni e del ceto medio». E se da un lato si sentono trattate come categorie di serie B rispetto agli avvocati, dall altro gli altri Ordini sperano che il disegno di legge faccia da traino a un ulteriore provvedimento ad ampio raggio. «Avremmo preferito che non ci fosse disparità di trattamento tra categorie - spiega Giorgio Luchetta, consigliere del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili -, ma a questo punto ci auguriamo di essere chiamati in autunno dal legislatore. In quel caso arriveremo con la proposta di utilizzare i parametri in vigore non solo per le controversie ma per tutte le prestazioni». Da due mesi, racconta Luchetta, una task force sta lavorando alla comparazione dei parametri utilizzati per attività simili (come, per esempio, il contenzioso) da professioni diverse. Dal presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, arriva l invito a «collegare» il Ddl relativo agli avvocati al disegno di legge dedicato a una remunerazione proporzionata di tutte le prestazioni professionali di cui è già iniziato l esame. E anche il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, confida che prima o poi si mettano insieme le proposte. «Bisogna superare l ipocrisia che nei preventivi non si possa fare riferimento ad alcuna tariffa- spiega-, un riferimento è necessario per il committente che deve districarsi nel mercato». Ma la verità è che un riferimento è necessario anche per il professionista: «L abolizione delle tariffe ha portato a ribassi eccessivi e ha peggiorato la qualità delle prestazioni», ammette Zambrano. Alla riduzione dei compensi professionali si aggiunge- secondo Giuseppe Renzo, presidente della commissione albo odontoiatri della Federazione nazionale dei medici- anche la novità introdotta dal Ddl concorrenza che apre le porte del mercato alle società di capitali: «I giovani assunti da queste società - sostiene Renzo - si troveranno a dover accettare compensi da 6-7 euro all ora. Ecco perché è necessario reintrodurre una tariffa minima di riferimento che tenga conto della dignità del professionista». Il tema dei giovani è molto sentito anche dagli assistenti sociali: «Lavorare ha un costo - spiega Gianmario Gazzi, presidente Consiglio nazionale Cnoas -: basti pensare all obbligo di assicurazione e di formazione continua. Se a questo aggiungiamo l assenza di un tetto minimo per i compensi rischiamo di arrivare a situazioni che purtroppo si sono già verificate, come il caso di un bando a titolo gratuito emanato da un ente pubblico, o come il caso di assistenti sociali pagati con i voucher nel settore privato». A Gazzi piacciono i film: raccontando come sono messi oggi gli assi-
14 14 EQUO COMPENSO PROFESSIONI, CORSA ALL EQUO COMPENSO stenti sociali cita Blade Runner («Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi»), ma anche i fratelli Cohen, dicendo che l Italia «è un paese per vecchi». Mentre Walter Anedda, presidente della Cassa nazionale di previdenza dei commercialisti, plaude «al risultato degli avvocati nella speranza che questo non rappresenti un unicum nel panorama professionale», Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni è infastidito dalla corsia preferenziale degli avvocati: «L equo compenso è un tema che andava affrontato per tutti», sottolinea. Secondo Stella, però, i parametri minimi possono essere utilizzati solo nei casi in cui il committente sia la pubblica amministrazione. «Con l entrata in vigore del Ddl concorrenza - spiega infatti - è scattato l obbligo di offrire il preventivo e quindi nei rapporti con i privati potrebbe non avere senso applicare l equo compenso». Invece, secondo Stella, è urgente dopo l estate chiedere l equo compenso nei rapporti con la Pa per evitare che quest ultima, in una posizione dominante, schiacci i professionisti imponendo prezzi troppo bassi. Secondo Massimo Crusi, coordinatore del dipartimento riforme e politiche per la professione del Consiglio nazionale degli architetti, l abolizione delle tariffe ha fallito: «Si credeva che il mercato si sarebbe autoregolamentato - spiega - ma così non è stato. Adesso è urgente introdurre l equo compenso: non è un capriccio delle categorie ma un esigenza della società». (F. Milano, G. Negri, Il Sole 24 Ore)
15 15 EQUO COMPENSO EQUO COMPENSO PER GLI AVVOCATI Se sarà a futura memoria si vedrà. Intanto si può dire che questo scorcio finale di legislatura servirà per fare sbarcare in Parlamento il disegno di legge su un tema cruciale come l equo compenso per gli avvocati. Annunciato mesi fa dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, adesso arriva all esame del Consiglio dei ministri in agenda per lunedì con questo unico punto all ordine del giorno. Questo proprio a pochi giorni dal via libera alla legge sulla concorrenza. Il provvedimento intende porre rimedio a situazioni di squilibrio nei rapporti contrattuali tra professionisti legali e clienti forti, che vengono individuati nelle banche e assicurazioni e nelle imprese diverse dalle piccole e medie, come definite sulla base dei parametri europei. In queste condizioni, si scrive nella relazione al disegno di legge, «il regolamento contrattuale spesso si caratterizza perla presenza di una o più clausole di natura vessatoria che determinano un significativo squilibrio contrattuale tra le parti in favore del cliente e, in aggiunta, per un compenso non equo corrisposto al professionista». Inoltre, il provvedimento punta ad evitare che una concorrenza potenzialmente distorta, da una parte, da possibili condotte di abuso dei soggetti forti, dall altra, dal numero estremamente elevato di avvocati operanti sul territorio italiano, possa tradursi nell offerta di prestazioni professionali al ribasso, con rischio di un peggioramento della loro qualità. Scartata l ipotesi di un ritorno sotto diverse forme della tariffe, per i noti problemi di compatibilità con la disciplina comunitaria, il disegno di legge stabilisce di sanzionare con la nullità le clausole vessatorie inserite nei contratti di prestazione professionale stipulati. Quali però le clausole che possono essere colpire dalla misura? Se ne presumono alcune, in particolare quelle che consistono: a) nella possibilità data al cliente della facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto; b) nell attribuzione al cliente della facoltà di rifiutare la stipulazione in forma scritta degli elementi essenziali del contratto; c) nell attribuzione al cliente della facoltà di pretendere prestazioni aggiuntive che l avvocato deve prestare a titolo esclusivamente gratuito; d) nell anticipazione delle spese della controversia a carico dell avvocato; e) nella previsione di clausole che impongono all avvocato la rinuncia al rimborso delle spese; f) nella previsione di termini di pagamento superiori ai 6o giorni dalla data di ricevimento da parte del cliente della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente; g) nella previsione secondo cui, nell ipotesi di liquidazione delle spese di lite in favore del cliente, al legale è riconosciuto solo il minore importo previsto in convenzione, anche nel caso in cui le spese liquidate sono state in tutto o in parte corrisposte o recuperate dalla parte; h) nella previsione che, in ipotesi di nuova convenzione sostitutiva di altra stipulata con lo stesso cliente, la nuova disciplina sui compensi si applica, se inferiore a quella prevista nella precedente convenzione, anche agli incarichi pendenti o, comunque, non ancora definiti o fatturati. (G. Negri, Il Sole 24 Ore)
16 16 PROFESSIONISTI STP A QUOTA 1.718: DUE SU TRE A BASSA CAPITALIZZAZIONE Sono le società tra professionisti iscritte al Registro imprese al 31 luglio. Il numero di queste aggregazioni è in crescita rispetto alle 939 di inizio 2016, ma finora la nuova formula, introdotta con la legge 183/2011, non ha in realtà esercitato un forte appeal sul mondo professionale. La regione dove ne sono state costituite di più è la Lombardia, che ne ospita 374, seguita da Veneto (197), Lazio (163) ed Emilia-Romagna (154). La società tra professioni sti può essere costituita come società di persone (società semplice, Snc, società in accomandita semplice), società di capitali (Srl, Spa, società in accomandita per azioni) o come cooperativa: la maggior parte (1.048) delle Stp iscritte al registro ha la veste della Srl, giudicata la più conveniente, dato che, rispetto al 2016, il numero delle compagini di questo tipo è raddoppiato. La suddivisione per classe di capitale sociale rivela una capitalizzazione bassa: per due terzi delle Stp, è compresa entro 10mila euro. Sono 299 quelle con un capitale da 10mila a 50mila euro e 220 quelle oltre la soglia dei 50mila euro. Ma in quali settori la società tra professionisti ha riscosso più successo? L attività più rappresentata è quella degli affari legali e contabilità, con 871 compagini. Bisogna ricordare che il numero totale delle Stp comprende anche le 169 società tra avvocati che sono state costituite in base al Dlgs 96/2001. Seguono l assistenza sanitaria, con 245 società, e l attività degli studi di architettura e di ingegneria, con 233. A frenare la costituzione delle Stp è stata la poca chiarezza sulla disciplina fiscale e contributiva, mai stabilita con una norma di legge. Di fatto, hanno sopperito a questo vuoto la prassi dell agenzia delle Entrate e le iniziative di singole Casse professionali (per esempio di dottori commercialisti, ragionieri commercialisti, consulenti del lavoro e medici), che hanno varato delibere ad hoc, poi approvate dai ministeri del Lavoro e dell Economia. Sul piano fiscale, la società tra professionisti è considerata una società come le altre, che produce reddito d impresa, e quindi è tassata secondo il principio di competenza: in base ai costi e ai ricavi maturati, a prescindere dal momento dell incasso effettivo. Una disparità rispetto agli altri professionisti e lavoratori autonomi, tassati invece per cassa, cioè una volta che il reddito è stato effettivamente realizzato. Sul piano contributivo - il punto che più preoccupava, al varo delle nuove norme sulle Stp, il mondo della previdenza professionale è stato accettato il principio che i singoli professionisti soci sono tenuti a versare i contributi alla propria cassa di riferimento, sia sulla quota di partecipazione agli utili, sia sulla quota di volume d affari spettante. I soci non professionisti sono naturalmente esclusi dal versamento del contributo alle Casse. Per le società di professionisti dell area tecnica c è poi un ostacolo in più. La norma generale prevede il divieto di partecipare a più di una Stp e mal si adatta alle esigenze di architetti e ingegneri che si vogliono mettere insieme per partecipare agli appalti pubblici: nelle gare pubbliche capita infatti di frequente di partecipare a più bandi insieme. Anzi, di fatto, il professionista tecnico si organizza (e magari ha necessità di associarsi) proprio in funzione della gara di volta in volta bandita. (V. Melis, Il Sole 24 Ore)
17 17 PROFESSIONISTI CASSA GEOMETRI, PER GLI UNDER 35 PIÙ REDDITI CON LA FORMAZIONE La formazione specialistica aiuta i giovani a colmare il gap reddituale rispetto ai colleghi più anziani, anzi costituisce un atout che contribuisce a far conseguire risultati economici al di sopra della media di categoria. L investimento in formazione è una delle iniziative attivate dalla Cassa dei geometri. «Finanziamo i corsi di specializzazione fino al 5o% del costo per gli under 35 - spiega Diego Buono, da qualche mese presidente di Cassa geometri - ogni anno spendiamo oltre 6oomila euro. I risultati sono positivi sia peri redditi dei giovani, più alti rispetto alla media degli iscritti, sia per il monte imponibile della Cassa». Infatti, se la media reddituale si situa a euro, per i giovani che hanno seguito un programma di specializzazione la media supera i 20mila euro. L altro elemento che fa la differenza, non solo dal punto di vista economico, è la scelta di esercitare la professione in forma associata. Nel 2016, trai geometri si contano studi associati (nel 2012 erano 2.656) Il 69,7% di queste realtà coinvolge professionisti tra i 40 e i 60 anni, il 14% riguarda geometri tra i 30 e i 39 anni. «Gli studi associati - spiega Buono - si stanno rivelando come uno strumento di forte integrazione professionale, dove gli skill dei giovani si integrano con quelli dei colleghi più anziani». Secondo i dati della Cassa geometri, la media del reddito degli under 35 che partecipano a uno studio associato raggiunge euro. «La stessa dinamica favorevole, per reddito e volume d affari, emerge dall analisi delle dichiarazioni relative alle Stp. Finora, questa forma di aggregazione è limitata- afferma il presidente di Cassa geometri - in tutto si contano 35 società di professionisti; i soci geometri sono 63. Dal punto di vista professionale la società deve essere iscritta all Albo ed è tenuta alla dichiarazione del volume d affari alla Cassa per il contributo integrativo, mentre il contributo soggettivo è pagato dal socio secondo la quota di partecipazione». Le Stp nel 2o16 hanno dichiarato un volume d affari medio di euro, contro una media di degli studi associati. «La Cassa - preannuncia Buono - sta studiando forme incentivanti per le aggregazioni professionali, che funzionano molto bene come strumento di trasmissione delle competenze tra le varie generazioni e, come dimostrano i dati, producono effetti positivi sulla situazione reddituale degli iscritti». Il ruolo della Cassa nello sviluppo della professione come emerge dalla politica di welfare attivo sulla formazione - è essenziale, a maggior ragione in questo momento di passaggio generazionale caratterizzato da uno squilibrio tra cancellazioni e nuove iscrizioni. Le nuove leve, lo scorso anno, sono state 2.141; le uscite «In questi anni caratterizzati da una pesante crisi economica, in particolare per il mondo delle costruzioni, molti professionisti pensionati hanno deciso di non continuare l attività, messi alle strette anche dalle continue novità nelle strumentazioni per esercitare la professione. D altro canto - conclude Buono - abbiamo dovuto affrontare i cambiamenti collegati alla riforma della scuola: gli istituti che preparano i geometri hanno cambiato denominazione e soprattutto hanno ridotto, in misura sensibile, le ore delle materie professionalizzanti, come estimo e topografia. La campagna massiccia di orientamento nelle scuole sta dando buoni frutti. Inoltre, di concerto con il Consiglio nazionale, stiamo sostenendo il progetto della laurea professionalizzante per geometra, direttamente abilitante. Abbiamo bisogno di professionisti con uno specifico curriculum di istruzione». (M.C. De Cesari, Il Sole 24 Ore)
18 18 SISMA BONUS SISMA BONUS, ISTRUZIONI PER L USO Rogito notarile, tempistica nell esecuzione degli interventi, cumulo delle agevolazioni. Sono questi i fattori di rischio messi in evidenza dalle Faq pubblicate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (aggiornate al 20 luglio 2017) per evitare che i soggetti beneficiari decadano dal «sisma bonus». Nel ricordare che la detrazione è riferita alle costruzioni adibite ad abitazione (prima e seconda casa), ad attività produttive e alle parti comuni condominiali situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 e che per accedere all agevolazione è necessario classificare il rischio sismico dell edificio prima e dopo aver effettuato i lavori, attraverso la recente pubblicazione delle Faq il ministero pone l accento su alcune avvertenze. Innanzitutto viene precisato che la detrazione si perde quando l immobile è ceduto e nel contratto non è previsto espressamente che il venditore mantenga il diritto alla detrazione per le rate residue (in tal caso occorre quindi fare attenzione alle condizioni indicate nel rogito notarile). Non bisogna inoltre dimenticare che le agevolazioni «casa sicura», previste dalla legge di bilancio 2017, riguardano interventi effettuati a partire dal 1 gennaio Pertanto, per le opere eseguite prima del 1 gennaio 2017 (ad esempio nel 2015) la detrazione è possibile solo se l immobile costituisce l abitazione principale o è adibito ad attività produttive e si trova nelle zone di rischio sismico 1 o 2. Quanto al cumulo delle agevolazioni, secondo il ministero non è possibile far valere sulla medesima spesa la detrazione «casa sicura» e il bonus per la riqualificazione energetica dell edificio. Le detrazioni, inoltre, non sono cumulabili con agevolazioni già spettanti per le medesime finalità sulla base di norme speciali per interventi in aree colpite da eventi sismici. Resta ferma la possibilità di cessione del bonus. Agevolazioni casa sicura. La detrazione per gli interventi di ristrutturazione ai fini del miglioramento o dell adeguamento antisismico e per la messa in sicurezza degli edifici è stata prorogata dalla legge di bilancio 2017 fino al 31 dicembre 2021, con importanti novità sia per quanto riguarda la percentuale di detrazione, la ripartizione annuale e l estensione delle zone dove è possibile usufruirne. L agevolazione si applica sia su immobili adibiti ad abitazione che ad attività produttive nella misura del 50%, fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a 96 mila euro per unità immobiliare per ciascun anno (ripartita in cinque quote annuali di pari importo). Tale percentuale può essere elevata fino al 70% o 80% nel caso in cui dagli interventi derivi, rispettivamente, una diminuzione di una o due classi di rischio dell edificio. Qualora gli interventi siano realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni dall imposta spettano, rispettivamente, nella misura del 75 e dell 85%. Tra le spese detraibili rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili. In alternativa alla detrazione, per i soggetti beneficiari è possibile cedere il corrispondente credito ai fornitori che hanno eseguito i lavori o ad altri soggetti privati con la facoltà di successiva cessione del credito. Questa scelta può essere fatta solo per le spese sostenute per interventi su parti comuni degli edifici condominiali e con le modalità stabilite dal provvedimento del direttore dell Agenzia delle Entrate (resta esclusa la cessione a istituti di credito e ad intermediari finanziari).
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References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 12
 art. 5
 art.16
 art.6
 art.6