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Timestamp: 2020-08-08 15:07:27+00:00

Document:
Numero 1 4 gennaio 2017
Iva, Irpef, registro e super ammortamento
La problematica dei rifiuti e dei suoi costi di smaltimento rivestono una notevole importanza nel contesto sociale. Il Legislatore ha previsto la creazione di un consorzio – Conai (Consorzio nazionale imballaggi) – per la gestione del recupero e riciclo dei rifiuti da imballaggi e degli adempimenti a cui sono tenute le aziende che producono o importano, nel territorio italiano, imballaggi . Annualmente il Conai pubblica – sul proprio sito http://www.conai.org/ – una «Guida all’adesione e all’applicazione del contributo ambientale». L’ adesione al consorzio comporta effetti contabili e fiscali . Alle imprese che non ottemperano alle disposizioni in commento sono comminate sanzioni .
La « Cedolare secca sui canoni di locazione » è stata introdotta, a partire dal 7.4.2011 , dall’ art. 3, D.Lgs. 14.3.2011, n. 23 [CFF4154] , concernente «Disposizioni in materia di Federalismo Fiscale Municipale». Trattasi di un nuovo regime facoltativo di tassazione dei redditi derivanti dalla locazione per finalità abitative degli immobili ad uso abitativo e delle relative pertinenze. La possibilità di optare per il regime della cedolare secca è riservata al locatore , persona fisica , titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento di unità immobiliari abitative locate, che non agiscono nell’esercizio di un’attività di impresa o di arti o professioni. Essa consiste nell’applicare al canone di locazione, un’ imposta fissa , in sostituzione dell’Irpef e delle relative addizionali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo. L’imposta sostitutiva si applica sul totale del canone annuo di locazione, senza considerare le riduzioni forfetarie previste per il regime ordinario di tassazione. L’art. 9, D.L. 28.3.2014 prevede che per il quadriennio 2014-2017 l’aliquota prevista dall’art. 3, co. 2, quarto periodo, D.Lgs. 23/2011, come modificato dall’art. 4, D.L. 31.8.2013, n. 102, conv. con modif. dalla L. 28.10.2013, n. 124, è ridotta al 10% per determinati contratti di locazione. Con la pubblicazione nella G.U. della L. 1.12.2016, n. 225 diventano operative le novità introdotte in materia di cedolare secca dal Decreto fiscale 193/2016 .
L’ art. 51, D.P.R. 22.12.1986, n. 917 [CFF5151] , al co. 5 disciplina gli effetti dei rimborsi spese in materia di reddito di lavoro dipendente , in deroga al principio di onnicomprensività contenuto nel co. 1 (in base al quale, come criterio di fondo, anche le somme qualificate quali rimborsi o indennità potrebbero costituire elemento integrante della retribuzione , in quanto abbiano quale fattore causale il rapporto di lavoro). Sul lato della disciplina del reddito d’impresa, l’ art. 95 , co. 3 e l’ art. 109 , co. 5 , D.P.R. 917/1986 [CFF5195 e 5209] condizionano la deduzione di talune spese di trasferta. Il rimborso spese , quindi, può costituire imponibile sia fiscale che previdenziale per il percettore e costo non deducibile per il datore di lavoro, che peraltro è investito del ruolo di sostituto d’imposta. Ne deriva che l’inosservanza dei vincoli fiscali può condurre a tassazione in capo al dipendente e in capo al datore di lavoro, e a sanzioni su entrambi i fronti. È da considerare, per completezza, che il rispetto delle regole anche formali poste dalla normativa fiscale è importante, oltre che per evitare sanzioni dalle autorità fiscali e previdenziali, anche per contrastare possibili frodi aziendali .
La Corte di Cassazione con il principio di diritto enunciato con la Sentenza 8.7.2016, n. 13958 chiarisce quali sono i presupposti per la conservazione delle agevolazioni « prima casa », nell’ambito di successive vendite e riacquisto di immobili (vendite infraquinquennali e successivo riacquisto entro l’anno di un nuovo immobile). In questa occasione, la Corte sottolinea come la normativa sulla «prima casa» non tende agevolare meri progetti di future ed eventuali sistemazioni abitative, ma attuali e concrete utilizzazioni degli immobili acquistati come abitazioni da parte degli acquirenti, che ne siano privi o ne siano rimasti privi a seguito di rivendita di altro immobile in precedenza acquistato. Pertanto, in caso di successivi atti di vendita dell’immobile e riacquisto entro l’anno di un altro immobile, il contribuente, per mantenere le agevolazioni, deve fornire la prova che l’acquisto sia seguito dall’ effettiva realizzazione della destinazione ad abitazione propria degli immobili acquistati nelle singole transazioni , derivante dal concreto trasferimento della residenza anagrafica del contribuente nell’unità abitativa correlata.
Controllo del socio sull'amministrazione della S.r.l.
Nella S.r.l. , qualsiasi socio , anche con una minima quota di partecipazione al capitale sociale (ancorché «striminzita»), nelle ipotesi di « gravi irregolarità » (art. 2476, co. 3, c.c.), può chiedere un provvedimento cautelare di revoca degli amministratori . Questo diritto si aggiunge alla possibilità dettata in tema di responsabilità degli amministratori (art. 2476, co. 1, c.c.), che attribuisce la legittimazione attiva di ciascun socio all’esercizio dell’ azione sociale di responsabilità , e sempre « indipendentemente dall’ammontare della quota di partecipazione al capitale sociale » del socio. Il documento della Fondazione nazionale commercialisti (Fnc) del 15.10.2016 delinea i tratti essenziali dell’istituto del controllo individuale del socio sull’ amministrazione della S.r.l. , ex art. 2476, co. 2, c.c. Si tratta di strumenti atti a tutelare l’ interesse del socio al corretto funzionamento dell’attività di gestione della società, difatti, nei casi di « mala gestio » consentono di trovare gli elementi istruttori su cui fondare la responsabilità degli amministratori e, quindi, di attivare gli opportuni provvedimenti a difesa dei diritti del singolo socio. Ma le competenze riservate ai soci non si esauriscono qui, infatti, nel documento la Fnc osserva che queste vengono ampliate dal Legislatore attraverso delle maggiori previsioni all’interno dell’ atto costitutivo che rispecchiano la volontà sovrana dei soci . In tema di controllo – afferma la Fondazione – non è, comunque, semplice « tracciare » dei limiti al potere d’intervento dei soci o magari individuare agevolmente le conseguenze che possono derivare dal mancato utilizzo di tali diritti del socio .
Con le Ordinanze 14.9.2016, n. 18000 e n. 18001 della V Sezione della Corte di Cassazione è stata rimessa alle Sezioni unite la questione della validità della costituzione in giudizio del ricorrente / appellante nel caso di deposito omesso , o fuori termine , della ricevuta di spedizione del ricorso (o dell’atto di appello) tributario e di deposito della sola ricevuta di ritorno .
Raddoppio dei termini e Legge di Stabilità 2016
Con la Sentenza 9.8.2016, n. 16728 la Sezione tributaria della Cassazione ha per la prima volta preso posizione sull’applicazione del co. 132 dell’ art. 1, L. 28.12.2015, n. 208 ( Legge di Stabilità 2016 ), salvando gli accertamenti emessi in precedenza anche se notificati nei termini raddoppiati senza previa presentazione di denuncia nei termini ordinari. La pronuncia in commento arriva dopo una serie di sentenze di merito di senso opposto e dopo un’Ordinanza della Sesta Sezione della Cassazione (n. 11171/2016) dalla quale emergeva una presa di posizione della Suprema Corte a favore dell’ irretroattività della norma. Esclusa tale ultima eventualità, visto che nessun riferimento alla L. 208/2015 può essere rinvenuto in tale Ordinanza, la prima posizione sul punto della Cassazione è contenuta nella Sentenza in commento, la quale, invero, sembra avere trattato in modo poco approfondito una questione molto delicata e di estrema rilevanza pratica.

References: art. 3
 art. 51
 art. 95
 art. 109
 Sentenza 
 art. 2476
 Sentenza 
 art. 1
 Sentenza