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Timestamp: 2017-08-21 23:43:36+00:00

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﻿ CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - SENTENZA 29 novembre 2016, n.5026 - Revoca dell'Appalto - Studio Cerbone
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III – SENTENZA 29 novembre 2016, n.5026 – Revoca dell’Appalto
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CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III – SENTENZA 29 novembre 2016, n.5026
sul ricorso numero di registro generale 5753 del 2016, proposto dalla A L M S S.p.A., in proprio e in qualità di capogruppo dell’ATI con V I S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato R S , con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via T, n. 10;
Azienda Ospedaliera U C P di XXX, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avvocato M F I , con domicilio eletto presso Mario Sanino in Roma, viale Parioli, n. 180;
E S.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dagli avvocati F T , C V , con domicilio eletto presso M G in Roma, via L M, n. 24;
della sentenza del T.A.R. PUGLIA – BARI: SEZIONE II n. 00694/2016, resa tra le parti, concernente l’affidamento del servizio per la fornitura di materiali di consumo per apparecchiature CPAP e BPAP;
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Azienda Ospedaliera U C P di XXXX e della E S.r.l.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 10 novembre 2016 il Cons. Carlo Deodato e uditi per le parti gli avvocati Roberto Santucci, Massimo Felice Ingravalle e Costantino Ventura;
Con la sentenza impugnata il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia respingeva il ricorso proposto dalla A L M S S.p.A. (d’ora innanzi A L), in proprio e quale mandataria del RTI con la V I S.p.A., avverso il provvedimento con cui l’Azienda Ospedaliera U C P di XXX (d’ora innanzi Azienda) le aveva revocato l’aggiudicazione del lotto n.2 della fornitura a noleggio, per un periodo di cinque anni, di materiale di consumo per le apparecchiature CPAP e BIPAP, e i motivi aggiunti proposti avverso l’aggiudicazione della nuova gara alla E s.r.l., e dichiarava improcedibili il (precedente e riunito) ricorso principale proposto da quest’ultima contro l’originario affidamento della fornitura alla A L e quello incidentale proposto da quest’ultima nell’ambito del predetto ricorso.
Avverso la predetta decisione proponeva appello la A L, in proprio e quale mandataria dal suddetto RTI, contestando la correttezza della statuizione gravata e domandandone la riforma, con conseguente accoglimento del ricorso proposto in primo grado.
Resisteva la E, eccependo l’irricevibilità dell’appello, rilevandone l’infondatezza nel merito, riproponendo, mediante appello incidentale, i motivi dedotti a sostegno del ricorso originario dichiarato improcedibile dal TAR e concludendo conformemente.
1.- E’ controversa la legittimità della revoca dell’aggiudicazione al RTI A L della fornitura, per un periodo di cinque anni, di materiale di consumo per le apparecchiature CPAP e BIPAP all’Azienda Ospedaliera Universitaria di Bari, l’indizione di una nuova procedura e la definitiva aggiudicazione dell’appalto alla E, sotto il peculiare profilo del valido esercizio del potere di autotutela e della corretta amministrazione della nuova selezione.
L’appellante A L critica il convincimento espresso dal T.A.R., sulla base delle censure appresso esaminate, e conclude per la riforma della sentenza impugnata e per il conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati in primo grado, con il conseguente risarcimento, in forma specifica o per equivalente, dei danni subiti per effetto dell’illegittima revoca dell’aggiudicazione originaria.
4.5- In applicazione dei principi appena enunciati, la revoca dell’aggiudicazione al RTI A L dell’appalto in questione dev’essere giudicata illegittima.
Dalla lettura della nota del direttore generale dell’Azienda n.1361 del 27 ottobre 2014, con cui è stata revocata l’aggiudicazione dell’appalto al RTI A L, della presupposta (e ivi richiamata) relazione redatta dal Prof. Grasso (dirigente medico dell’UOC Anestesia e Rianimazione) in data 27 gennaio 2014 e del verbale della riunione del 5 marzo 2014 (da intendersi espressivi della motivazione dell’atto di autotutela in esame) si ricava (solo) una descrizione (del tutto neutra) delle caratteristiche tecniche degli apparecchi funzionali alla ventilazione assistita non invasiva (e, cioè, la funzione terapeutica dei dispositivi oggetto della fornitura controversa), ma non si evince in alcun modo che il ventilatore offerto dall’aggiudicataria (Monnal T 50) fosse inidoneo a un efficace utilizzo ai predetti fini terapeutici.
5.- L’accertamento dell’illegittimità (e il conseguente annullamento) della revoca dell’aggiudicazione della fornitura al RTI A L comporta la caducazione, siccome viziati da invalidità derivata, degli atti della nuova procedura, ivi compresa l’aggiudicazione della seconda gara alla E.
6.- L’accoglimento dell’appello principale impone, peraltro, la disamina dell’appello incidentale con cui la E ripropone le censure dedotte a sostegno del ricorso proposto avverso la prima aggiudicazione al RTI A L (e dichiarato improcedibile dal TAR in conseguenza della reiezione del ricorso di quest’ultimo contro la revoca dell’affidamento dell’appalto).
Con il primo motivo dell’appello incidentale si ribadisce la doverosità dell’esclusione del RTI A L sulla base dell’assunto del difetto, nel prodotto da esso offerto, di alcune caratteristiche tecniche richieste espressamente dal disciplinare di gara.
Dalla relazione in data 6 ottobre 2014, redatta dall’Istituto Superiore di Sanità in esecuzione della verificazione disposta dal TAR proprio al fine di accertare la conformità alle specifiche tecniche richieste dalla lex specialis del ventilatore offerto dal RTI A L (Monnal T 50), si ricava che quest’ultimo dispositivo possiede una funzionalità del tutto equivalente a quella del sistema AutoTrack, seppur basata su un diverso algoritmo, e che risulta adeguatamente predisposto per il prescritto allaccio diretto alla fonte di ossigeno.
Orbene, a fronte del riscontro, da parte dei verificatori incaricati dal TAR, della conformità del Monnal T 50 alle specifiche tecniche di cui al bando di gara e, soprattutto, in difetto di puntali critiche rivolte con l’appello incidentale a tale accertamento tecnico, deve confermarsi la legittimità dell’ammissione alla gara del RTI A L e dell’aggiudicazione a esso dell’appalto, anche tenuto conto dell’assoluta irrilevanza dell’argomentazione dedotta con il secondo motivo dell’appello incidentale (con cui si deduce, pare di capire, una sorta di vantaggio economico lucrato dall’aggiudicataria, in ragione della tipologia di ventilatori offerti e dei quali, tuttavia, si è verificata la conformità alla lex specialis di gara).
7.- L’accoglimento dell’appello principale e la reiezione di quello incidentale, con il conseguente annullamento della revoca della prima aggiudicazione e della successiva aggiudicazione della fornitura alla E, all’esito della seconda procedura, impongono di accordare al RTI A L la richiesta (e spettante) tutela risarcitoria.
Reputa, al riguardo, il Collegio che debba essere riconosciuta alla A L la reintegrazione in forma specifica, mediante la declaratoria dell’inefficacia del contratto di fornitura stipulato dall’Azienda con la E, a far data dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione della presente sentenza, e il subentro nel rapporto contrattuale del RTI A L per una durata corrispondente a quella oggetto del bando originario.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, accoglie l’appello principale, respinge quello incidentale e, per l’effetto, accoglie il ricorso di primo grado n. R.G. 1505/2014 nei sensi precisati al punto n.7 della motivazione. Condanna l’Azienda Ospedaliera U C P di XXX e la E s.r.l., in solido tra loro, a rifondere alla A L M S S.p.A. le spese del doppio grado di giudizio, che liquida in complessivi Euro 20.000,00.
Carlo Deodato Lanfranco Balucani
Revoca di appalti pubblici – CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III – SENTENZA n. 5026 del 2016

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