Source: http://bancheclienti.ilcaso.it/codice_procedura_civile/51
Timestamp: 2018-10-21 23:38:31+00:00

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Art. 50-quater
Dell'astensione, della ricusazione e della responsabilità dei giudici
I. Il giudice ha l'obbligo di astenersi:
2) se egli stesso o la moglie è parente fino al quarto grado o legato da vincoli di affiliazione, o è convivente o commensale abituale di una delle parti o di alcuno dei difensori;
5) se è tutore, curatore, amministratore di sostegno, procuratore, agente o datore di lavoro di una delle parti; se, inoltre, è amministratore o gerente di un ente, di un'associazione anche non riconosciuta, di un comitato, di una società o stabilimento che ha interesse nella causa.
II. In ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni di convenienza, il giudice può richiedere al capo dell'ufficio l'autorizzazione ad astenersi; quando l'astensione riguarda il capo dell'ufficio, l'autorizzazione è chiesta al capo dell'ufficio superiore.
Avvocato e procuratore - Giudizi disciplinari - Procedimento - Astensione di tutti o della maggioranza dei componenti del Consiglio dell’Ordine di appartenenza del legale - Effetti - Spostamento della competenza presso il Consiglio distrettuale della corte di appello più vicina - Fase del procedimento - Irrilevanza.
In tema di procedimento disciplinare nei confronti degli avvocati, l'astensione di tutti o della maggioranza dei componenti del Consiglio dell'Ordine di appartenenza dell'incolpato determina lo spostamento della competenza in capo al Consiglio distrettuale della corte di appello più vicina, indipendentemente dalla circostanza che detta astensione si verifichi nella fase iniziale del procedimento - relativa all'adozione di misure cautelari - ovvero in quella successiva. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 17 Marzo 2017, n. 6958. Segue...
Diffamazione in occasione di un comizio elettorale – Risarcimento danni ex art. 2043 c.c. – Legittimo esercizio del diritto di critica ex art. 21 Cost. – Scriminante ex art. 51 c.p.c – Sussistenza.
Nel valutare la portata offensiva di una frase (nella specie caratterizzata da espressioni del tipo “insignificante”, affetto da “immoralità umana” ed “amoralità politica”), e l’eventuale sussistenza della scriminante del diritto di critica ex art. 51 c.p., il giudice deve tenere conto dell’occasione che determina la reazione critica e della situazione storico politica complessiva; in sostanza, nell’ambito di una competizione politica normalmente caratterizzata dalla trasformazione del linguaggio nel senso di una maggiore aggressività, la pronunzia di espressioni oggettivamente offensive se avulse dal contesto nel quale sono pronunziate, possono invece ritenersi lecite.
La situazione politica del mondo attuale è attraversata da forte contrapposizione, il più delle volte ostentata linguisticamente e retoricamente per ottenere facile consenso mediatico: ciò fa ritenere legittimo l’uso di toni oggettivamente aspri e polemici e le opinioni possono essere espresse anche con termini pungenti, con frasi suggestive e finanche paradossali, che garantiscono l’efficacia della comunicazione e catturino l’attenzione dei cittadini su problemi di interesse pubblico.
I limiti a tale ampia libertà di comunicazione sono costituiti dal fatto che oggetto della critica deve essere un aspetto della dimensione pubblica del personaggio criticato ed anche duramente contestato. (Antonello Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 14 Ottobre 2016. Segue...
Fallimento - Procedimento - Incompatibilità del giudice che abbia trasmesso gli atti al pubblico ministero affinché valuti se richiedere il fallimento - Esclusione.
Non sussiste alcuna incompatibilità, in sede di decisione sul ricorso per fallimento, del magistrato che in precedenza abbia trasmesso gli atti al pubblico ministero affinché valuti se instare per la dichiarazione di fallimento. La natura neutra e non decisoria di tale segnalazione ex art. 7, n. 2, legge fall. all'esito della mera delibazione di elementi sintomatici dell'insolvenza emersi nell'ambito di un ordinario giudizio di cognizione, non è tale da condizionare la successiva imparzialità di giudizio ed esigere quindi il dovere di astensione a pena di violazione del principio di terzietà del giudice ex art. 111 Cost. (Cass., sez. unite, 18 aprile 2013, n. 9409); nè tanto meno si tratta di duplicazione di accertamento in due diversi gradi di giudizio (Cass, sez. unite, 15 giugno 2012, n. 9857). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Marzo 2015. Segue...
Rito cd. Fornero – Giudice dell’opposizione – Stesso giudice che ha pronunciato l’ordinanza nella prima fase – Questione di legittimità costituzionale – Inammissibilità.
E’ manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 51, della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita) e dell’art. 51, primo comma, numero 4), del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, primo e secondo comma, 24, primo e secondo comma, 25, primo comma, 97 e 111, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Siena − sezione lavoro. La questione risolve nell’improprio tentativo di ottenere dalla Corte Costituzionale, con uso distorto dell’incidente di costituzionalità, l’avallo dell’interpretazione proposta dal rimettente in ordine ad un contesto normativo suscettibile di duplice lettura. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Corte Costituzionale, 16 Luglio 2014, n. 205. Segue...
Art. 1 comm1 51, l. 92/2012 (cd. Rito Fornero) – Giudice che ha pronunciato l’ordinanza all’esito della fase sommaria (art. 1 comma 49 l. 92/2012) – Medesimo giudice investito del giudizio di opposizione (art. 1 comma 51 l. 92/2012) – Obbligo di astensione ex art. 51 comma I n. 4 c.p.c. – Esclusione – Legittimità costituzionale – Rimessione alla Consulta (artt. 51, comma I, n. 4 c.p.c., 1 comma 51 l. 92/2012)..
E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli art. 51, comma I, n. 4 c.p.c. e 1, comma 51, legge 28 giugno 2012 n. 92 (disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita), nella parte in cui non prevedono l’obbligo di astensione per l’organo giudicante (persona fisica) investito del giudizio di opposizione ex art. 51, comma I, l. 92/12 che abbia pronunciato l’ordinanza ex art. 1, comma 49, l. 92/2012, in riferimento agli artt. 24 e 111 della Costituzione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06 Febbraio 2014. Segue...
Rito cd. Fornero – Giudice dell’opposizione – Stesso giudice che ha pronunciato l’ordinanza nella prima fase – Questione di legittimità costituzionale .
E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, co. 51, nel contesto procedimentale di inserimento (art. 1, co. 47 ss., l. 2012/n. 92), come dell’art. 51 co. 1, n. 4, cpc, nella parte in cui la prima disposizione non prevede che il giudizio di opposizione abbia svolgimento davanti al medesimo giudice persona fisica della fase sommaria e la seconda non esclude dalla sua operatività la fattispecie in parola, in violazione dell’art. 3 co. 1 e 2, dell’art. 24 co. 1 e 2, dell’art. 25 co. 1, dell’art. 97 e dell’art. 111, co. 1, pt. II, Cost.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Siena, 15 Agosto 2013. Segue...
Obbligo di astensione – Interesse proprio del magistrato o di suo congiunto..
L'art. 2, lett. c) del d.lgs. 23.2.2006, n. 109 statuisce che costituisce illecito disciplinare nell'esercizio delle funzioni "la consapevole inosservanza dell'obbligo di astensione nei casi previsti dalla legge". La fattispecie disciplinare suddetta non è delimitata alle sole ipotesi tassativamente previste dall'art. 51, c. 1 c.p.c. e dagli artt. 36 e 37 c.p.p., con la conseguenza che il suo ambito di applicazione è più ampio e quindi riguarda tutti i casi nei quali sia ravvisabile un interesse proprio del magistrato, o di un suo prossimo congiunto, a conseguire un ingiusto vantaggio patrimoniale o a farlo conseguire ad altri, o a cagionare un danno ingiusto ad altri. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Novembre 2012, n. 19704. Segue...
Processo civile – Ricusazione del giudice – Ipotesi di astensione – Manifestazione del convincimento del giudice – Ipotesi non prevista – Previsione nel codice di procedura penale – Estensione analogica – Esclusione..
Le ipotesi di ricusazione previste dal combinato disposto di cui agli articoli 51 e 52 del codice di procedura civile sono di stretta interpretazione e dunque nel processo civile gli unici motivi di ricusazione relativi all'attività giurisdizionale del magistrato sono quelli di cui all'articolo 51 n. 4, che non contempla l'indebita manifestazione del convincimento del giudice, prevista, invece, dall'articolo 37 lettera B. del nuovo codice di procedura penale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 18 Gennaio 2012. Segue...
Processo civile – Ricusazione del consulente tecnico d’ufficio – Gravi ragioni di convenienza – Istanza ad iniziativa delle parti – Inammissibilità. .
Le parti non possono ricusare il consulente tecnico d’ufficio per i motivi di cui all’art. 51, ult. comma, codice procedura civile, posto che l’astensione per gravi ragioni di convenienza può essere azionata solo dal soggetto che ritiene di astenersi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 15 Luglio 2009. Segue...
Procedimento civile – Ricusazione del giudice – Partecipazione al collegio in sede di reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c. – Trattazione in altro grado di giudizio – Motivo di ricusazione – Esclusione..
L’avere fatto parte del collegio giudicante investito del reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c., non costituisce un'ipotesi sufficientemente assimilabile sotto il profilo dell'incompatibilità ai fini di cui all’art. 51 c.p.c., alla trattazione della causa in un altro grado di giudizio. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 11 Marzo 2008. Segue...

References: art. 2043
 art. 21
 art. 51
 art. 51
 art. 7
 art. 111

Art. 1
 art. 51
 art. 51
 art. 51
 art. 1
 art. 669
 art. 669