Source: https://www.iusexplorer.it/Dejure/Sentenze?idDocMaster=3922399&idDataBanks=2&idUnitaDoc=0&nVigUnitaDoc=1&pagina=1&NavId=1998461790&IsCorr=False
Timestamp: 2019-08-20 16:48:19+00:00

Document:
p.1. Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha proposto ricorso per cassazione contro T.C. avverso la sentenza del 14 aprile 2011, con la quale la Corte d'Appello di Messina ha rigettato il suo appello avverso la sentenza del Tribunale di Messina, che - investito dalla T. di una domanda contro il ricorrente, il Ministero della Salute, il Ministero del Tesoro e l'Università degli Studi di Messina, intesa ad ottenere la condanna alla corresponsione dell'adeguata remunerazione ed il risarcimento del danno, in relazione alla frequenza negli anni dal 1986 al 1990 di una scuola di specializzazione presso la clinica medica della detta Università, nella situazione di inattuazione delle direttive comunitarie nn. 362/75 e 3636/75 - aveva condannato il Ministero qui ricorrente alla corresponsione della somma di Euro 26.855,76 parametrata a quanto previsto dalla L. n. 370 del 1999, escludendo la legittimazione degli altri convenuti.
p.2. L'intimata non ha resistito al ricorso.
p. 1. Preliminarmente il Collegio rileva che il ricorso è procedibile, nonostante che la difesa erariale abbia allegato che la sentenza impugnata sarebbe stata notificata il 18 maggio 2011, senza produrre la copia autentica della sentenza impugnata con la relata di notificazione.
Invero, nella specie, essendo il deposito della sentenza impugnata avvenuto il 14 aprile 2011 e risultando la notificazione del ricorso avvenuta a mezzo posta il 6 giugno 2001, con riguardo al perfezionamento per il ricorrente (e successivo perfezionamento il 9 per la destinataria), l'esercizio del diritto di impugnazione appare avvenuto comunque nel termine cd. breve di sessanta giorni dalla pubblicazione della sentenza impugnata e, dunque, tempestivamente.
In relazione a tale situazione, pur non risultando osservata la norma dell'art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2 non viene, tuttavia, in rilievo il consolidato principio di diritto secondo cui "La previsione - di cui all'art. 369 cod. proc. civ., comma 2, n. 2, - dell'onere di deposito a pena di improcedibilità, entro il termine di cui al primo comma della stessa norma, della copia della decisione impugnata con la relazione di notificazione, ove questa sia avvenuta, è funzionale al riscontro, da parte della Corte di cassazione - a tutela dell'esigenza pubblicistica (e, quindi, non disponibile dalle parti) del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale - della tempestività dell'esercizio del diritto di impugnazione, il quale, una volta avvenuta la notificazione della sentenza, è esercitabile soltanto con l'osservanza del cosiddetto termine breve. Nell'ipotesi in cui il ricorrente, espressamente od implicitamente, alleghi che la sentenza impugnata gli è stata notificata, limitandosi a produrre una copia autentica della sentenza impugnata senza la ...

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