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Timestamp: 2019-06-19 20:22:29+00:00

Document:
Licenziato in data: 18/05/2015
"Diritti di cittadinanza e politiche di coesione globale tramite la valorizzazione delle relazioni tra gli emiliano-romagnoli nel mondo. Abrogazione della legge regionale 24 aprile 2006, n. 3 (Interventi a favore degli emiliano-romagnoli e funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo)."
"Politiche per la Salute e Politiche Sociali "
587 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Diritti di cittadinanza e politiche di coesione globale tramite la valorizzazione delle relazioni tra gli emiliano-romagnoli nel mondo". (07 05 15)
Pubblicato sul Supplemento speciale del Bollettino Ufficiale n. 31 del 08/05/2015
Pubblicato sul Supplemento speciale del Bollettino Ufficiale n. 32 del 12/05/2015
Testo n. 1/2015 licenziato nella seduta del 18 maggio 2015 con il titolo:
Diritti di cittadinanza e politiche di coesione globale tramite la valorizzazione delle relazioni tra gli emiliano-romagnoli nel mondo. Abrogazione della legge regionale 24 aprile 2006, n. 3 (Interventi a favore degli emiliano-romagnoli e funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo).
TITOLO IPRINCIPI, FINALITÀ E DESTINATARI
Art. 1Principi generali e finalità
Art. 2Destinatari
TITOLO IICONSULTA DEGLI EMILIANO-ROMAGNOLI NEL MONDO
Art. 3Funzioni
Art. 4Costituzione e composizione
Art. 5Funzionamento
Art. 6Composizione e funzioni del Comitato esecutivo della Consulta
Art. 7Compiti del consultore
Art. 8Decadenza e sostituzione
Art. 9Conferenze d'area
Art. 10Conferenza regionale degli emiliano-romagnoli all'estero
Art. 11Valorizzazione del ruolo degli emiliano-romagnoli all’estero
Art. 12Interventi a favore degli italiani emigrati che rientrano in Emilia-Romagna
Art. 13Attività culturali, formative, di ricerca e informazione
Art. 14Interventi di sostegno all'associazionismo ed istituzione dell'elenco regionale
Art. 15Interventi straordinari
Art. 16Concessione di benemerenze
Art. 17Programmazione degli interventi ordinari
TITOLO IV DISPOSIZIONI FINANZIARIE E FINALI
Art. 18Spese per il funzionamento della Consulta
Art. 19Norma finanziaria
Art. 20Clausola valutativa
Art. 22Abrogazioni
Art. 23Entrata in vigore
1. La Regione Emilia-Romagna, in attuazione dell’articolo 2, comma 1, lettera g), dello Statuto regionale, riconosce negli emiliano-romagnoli nel mondo, nelle loro famiglie, nei discendenti e nelle loro comunità una componente essenziale della società regionale.
a) iniziative di collaborazione negli Stati dell’Unione europea e negli altri Stati di insediamento degli emiliano-romagnoli, attraverso la valorizzazione del ruolo delle comunità emiliano-romagnole;
b) iniziative all’estero volte a favorire lo sviluppo economico e professionale delle comunità, anche attraverso il collegamento con il tessuto imprenditoriale e produttivo della regione d’origine;
1. La Regione, al fine di attuare gli obiettivi e le finalità della presente legge, nonché per qualificare e coordinare interventi, azioni e progetti diretti alla valorizzazione dei rapporti con i Paesi dell'emigrazione emiliano-romagnola, si avvale della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, di seguito denominata “Consulta”.
e) cura l’eventuale raccordo con studenti, ricercatori e persone temporaneamente stabilite all’estero e svolge ogni altra attività di proposta in materia di emigrazione.
1. La Consulta viene costituita a inizio di ogni legislatura, sentita la commissione assembleare di cui alla legge regionale 15 luglio 2011, n. 8 (Istituzione della Commissione regionale per la promozione di condizioni di piena parità tra donne e uomini), e dura in carica fino alla scadenza della legislatura. È composta da:
a) un presidente nominato dall’Assemblea legislativa e scelto tra i componenti della stessa, eletto con le modalità e procedure fissate per l’elezione dei presidenti delle commissioni assembleari ai sensi dell’articolo 38, comma 10, dello Statuto regionale;
b) due vicepresidenti nominati dall’Assemblea legislativa e scelti tra i componenti della stessa, eletti con voto limitato ad uno;
f) otto giovani, che abbiano compiuto la maggiore età e non superato il trentacinquesimo anno, indicati dalle associazioni e federazioni degli emiliano-romagnoli all'estero, iscritte nell’elenco di cui all’articolo 14, comma 2.
2. Le designazioni dei componenti della Consulta da parte dei soggetti interessati devono avvenire entro sessanta giorni dalla richiesta da parte del Presidente della commissione assembleare di cui alla legge regionale n. 8 del 2011. È compito della struttura di cui all’articolo 18, comma 3, occuparsi della relativa attività amministrativa. La composizione della Consulta è pubblicata sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Emilia-Romagna (BURERT).
3. La Giunta provvede, immediatamente dopo la nomina del nuovo Presidente della Consulta, a trasferire in capo all’Assemblea legislativa tutte le risorse umane, finanziarie e strumentali attribuite alla Consulta per l’esercizio 2015, attraverso gli atti necessari a garantire la piena operatività della Consulta stessa, compresi quelli inerenti l’organizzazione. Tale disponibilità deve essere assicurata per tutti gli anni di esercizio di mandato successivi, ai sensi dell’articolo 17.
2. La Consulta si riunisce almeno due volte all'anno in seduta ordinaria. Si riunisce altresì in seduta straordinaria qualora lo richieda la maggioranza dei suoi componenti, il comitato esecutivo o la commissione assembleare di cui alla legge regionale n. 8 del 2011.
5. La Consulta adotta un regolamento interno per disciplinare il proprio funzionamento, limitatamente agli aspetti non previsti dalla presente legge. In particolare il regolamento disciplina l'elezione e le modalità di funzionamento del comitato esecutivo, nonché le modalità con cui il Presidente della Consulta delega i consultori a partecipare, in sua rappresentanza, ad eventi ed iniziative in Italia ed all'estero. Il regolamento interno è adottato previo parere della commissione assembleare di cui alla legge regionale n. 8 del 2011.
c) esprime il parere in ordine all'elaborazione del piano triennale di cui all’articolo 17, in particolare per quanto previsto dall’articolo 17, comma 2, lettera b);
4. Le funzioni di segreteria sono svolte dalla struttura di cui all’articolo 18, comma 3.
b) contribuisce alla formulazione ed all'attuazione del piano triennale di cui all’articolo 17 ed annualmente presenta alla Consulta una relazione sull'attività svolta e sullo stato delle collettività emiliano-romagnole che rappresenta;
1. I componenti della Consulta decadono con il venire meno della qualifica di consigliere regionale o del mandato di rappresentanza delle associazioni che li hanno designati e nel caso in cui i consultori di cui all’articolo 4, comma 1, lettere e) e f), perdano la residenza nel Paese di emigrazione.
3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2 si procede alla sostituzione dei consultori decaduti secondo le modalità previste all’articolo 4, commi 1 e 2, e alla pubblicazione sul BURERT della nuova composizione della Consulta.
1. La Giunta regionale, su proposta della Consulta e previo parere della commissione assembleare di cui alla legge regionale n. 8 del 2011, può promuovere conferenze d'area all'estero allo scopo di garantire un concreto collegamento con gli emiliano-romagnoli nelle diverse aree geografiche e per assicurarne una più estesa partecipazione ai piani di intervento regionali. Alle conferenze possono partecipare il Presidente della Giunta e il Presidente e dell’Assemblea legislativa, gli assessori regionali, i presidenti di commissioni assembleari interessati o loro delegati, i consultori ed i rappresentanti delle associazioni e delle federazioni degli emiliano-romagnoli residenti in quelle aree, nonché i rappresentanti di enti, istituzioni, associazioni culturali ed economiche operanti in Italia e nell'area geografica prescelta per la conferenza.
1. Per le finalità previste dalla presente legge la Regione Emilia-Romagna promuove e realizza, anche avvalendosi di tecnologie informatiche e telematiche, attività ed iniziative in ambito economico, formativo, culturale e sociale a favore dei soggetti appartenenti alle comunità emiliano-romagnole all’estero, secondo quanto previsto dai commi 2, 3 e 4.
e) iniziative volte a favorire la collaborazione fra i soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e), e gli analoghi soggetti delle aree di residenza delle comunità emiliano-romagnole all’estero la cui attività sia di beneficio delle comunità stesse.
a) iniziative e manifestazioni promozionali tese a diffondere la conoscenza della lingua italiana, nonché la conoscenza della storia, della cultura, della situazione sociale e dell'economia sia della regione Emilia-Romagna, che delle comunità emiliano-romagnole nel mondo anche in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura di cui alla legge 22 dicembre 1990, n. 401 (Riforma degli Istituti italiani di cultura e interventi per la promozione della cultura e della lingua italiane all’estero);
3. L’Assemblea legislativa, su proposta del Presidente della Consulta, previo parere della commissione assembleare di cui alla legge regionale n. 8 del 2011, disciplina, con proprio atto, i requisiti per l’iscrizione nell’elenco di cui al comma 2.
4. Nell'ambito delle funzioni di cui al comma 1, l’Assemblea legislativa, sulla base del piano triennale di cui all’articolo 17, concede contributi destinati a sostenere le attività:
c) dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e), con le collaborazioni e per le finalità ivi previste.
1. In coerenza con i principi di solidarietà internazionale che la Regione persegue, la Giunta può realizzare, d'intesa con le competenti autorità statali, sentite la commissione assembleare di cui alla legge regionale n. 8 del 2011 e la Consulta, interventi di tipo umanitario e sociale a favore dei soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), qualora si verifichino calamità, conflitti armati o particolari emergenze sociali, economiche o politiche nei paesi ospitanti.
1. Il Presidente dell’Assemblea legislativa, sentito il comitato esecutivo della Consulta, conferisce annualmente diplomi di benemerenza agli emiliano-romagnoli all'estero che hanno reso particolare onore all'Emilia-Romagna nel mondo.
1. L'Assemblea legislativa approva, su proposta del Presidente della Consulta, previo parere in sede referente della commissione assembleare di cui alla legge regionale n. 8 del 2011, il piano triennale degli interventi a favore degli emiliano-romagnoli all'estero. Con le stesse modalità, l’Assemblea legislativa quantifica e assicura le risorse necessarie all’espletamento del piano triennale, ai sensi dell’articolo 4, comma 3. Tali risorse sono a carico del bilancio della Regione.
d) le risorse da destinare a convegni, seminari e conferenze sia in Italia che all’estero. I parametri scelti dovranno tenere conto delle normative vigenti in materia di missione dei consiglieri regionali.
1. Alle spese per il funzionamento della Consulta e del Comitato esecutivo, nonché per l'assolvimento dei compiti ad essi assegnati dalla presente legge, l'Assemblea legislativa provvede con i fondi stanziati nelle unità previsionali di base e nei relativi capitoli del bilancio regionale ad essa specificamente attribuiti. Le risorse necessarie per il funzionamento della Consulta sono quantificate ai sensi dell’articolo 4, comma 3, e dell’articolo 17.
2. Al Presidente della Consulta ed ai componenti di cui all’articolo 4, comma 1, lettera b), fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al comma 4, non spetta alcun compenso supplementare rispetto all’indennità di consigliere. Per la partecipazione alle riunioni della Consulta e del comitato esecutivo non spetta ai relativi componenti alcun gettone di presenza.
3. Nell'ambito dei fondi previsti al comma 1, la relativa gestione tecnico-amministrativa è rimessa ad apposita struttura individuata ai sensi dell’articolo 3 della legge regionale 26 novembre 2001, n. 43 (Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna).
4. Il regolamento che disciplina le spese per il funzionamento della Consulta è approvato dall’Assemblea legislativa su proposta del Presidente della Consulta, previo parere in sede referente della commissione assembleare di cui alla legge regionale n. 8 del 2011, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge.
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 4, comma 3, l’onere annuale per il funzionamento e l’attività complessiva della Consulta corrisponde a quanto già stanziato nel bilancio di previsione 2015 della Regione.
2. Per gli anni successivi all’esercizio in corso, si rimanda a quanto disposto dalla legge regionale 15 novembre 2001, n. 40 (Ordinamento contabile della Regione Emilia-Romagna, abrogazione delle L.R. 6 luglio 1977, n. 31 e 27 marzo 1972, n. 4), e in particolare dall’articolo 68, al fine di dare la necessaria copertura finanziaria a quanto previsto dal piano triennale di cui all’articolo 17.
1. Con cadenza triennale, contestualmente all'approvazione del piano triennale di cui all'articolo 17, il Presidente della Consulta presenta alla commissione assembleare di cui alla legge regionale n. 8 del 2011 una relazione contenente informazioni documentate sui seguenti aspetti:
b) stato di attuazione degli interventi per sostenere l’associazionismo che opera a favore degli emiliano-romagnoli all’estero, delle loro famiglie e dei loro discendenti;
c) funzionamento della Consulta ed iniziative dalla stessa promosse evidenziando le eventuali criticità emerse nel corso dell’attuazione.
3. Entro quattro mesi dalla pubblicazione sul BURERT della presente legge, l’Assemblea legislativa procede all’elezione del Presidente e dei due vicepresidenti. Entro un mese dall’elezione del Presidente e dei vicepresidenti, il Presidente della Consulta, previo parere in sede referente della commissione assembleare di cui alla legge regionale n. 8 del 2011, propone all’Assemblea l’approvazione del regolamento di cui all’articolo 18, comma 4, della presente legge. Entro novanta giorni dall’approvazione del suddetto regolamento devono essere espletate tutte le attività e tutti i compiti per rendere operativa la Consulta.
3. L’articolo 45 della legge regionale 29 dicembre 2006, n. 20 (Legge finanziaria regionale adottata a norma dell'articolo 40 della legge regionale 15 novembre 2001, n. 40 in coincidenza con l'approvazione del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2007 e del bilancio pluriennale 2007-2009) è abrogato.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 22

Art. 23