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Timestamp: 2019-07-17 00:48:44+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - SENTENZA 9 maggio 2018, n.11147
| Catalogo libri | Rivista | Distribuzione | Formazione | MERCOLEDÌ 17 LUGLIO AGGIORNATO ALLE 2:49
Contratto di finanziamento e contratto di acquisto della merce
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - SENTENZA 9 maggio 2018, n.11147MASSIMA
Il mutuo è di scopo quando i due negozi sono finalizzati al perseguimento di un fine comune. Posto che il contratto di finanziamento è distinto e separato dal contratto d’acquisto di merce, l’istituto di credito che eroga il finanziamento è totalmente estraneo alle vicende negoziali che scaturiscono dalla compravendita, fatta eccezione per il mutuo di scopo, purché si provi il comune fine perseguito dai differenti contratti.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE - SENTENZA 9 maggio 2018, n.11147 - Presidente Matera – Relatore Gorjan
Difatti i Giudici triestini,non solo, hanno posto in evidenza come il ricorrente non abbia specificatamente contestato l’ammontare del debito iniziale, bensì solo il tasso d’interesse indicato nel documento di saldaconto; non solo hanno ricordato il versamento in atti della documentazione bancaria attestante il bonifico in favore del soggetto venditore della merce acquistata dal ricorrente; non solo hanno chiarito come la discrasia tra il dovuto in saldaconto fosse leggermente diverso dall’ammontare del finanziamento - interessi ex lege per il posticipato pagamento della prima rata di rimborso -; ma sopratutto - dato fattuale opportunamente obliato in ricorso - hanno sottolineato l’avvenuto pagamento di ben 12 rate di rimborso da parte del P. .
Inoltre la Corte triestina non ha affatto assegnato valenza probatoria al documento di saldaconto nell’ambito del procedimento di cognizione seguito all’opposizione del decreto ingiuntivo, ma, in coerenza con il costante insegnamento di questo Supremo Collegio al riguardo - Cass. sez. 3 n. 21092/16, Cass. sez. 1 n. 6705/09 - ha ritenuto il documento di saldaconto quale elemento indiziario da valutare nell’ambito del più ampio compendio probatorio, dianzi richiamato.
In particolare la Corte triestina avrebbe errato nel non qualificare il rapporto siccome prestito al consumo, pur ricorrendo tutti i presupposti indicati dalla norma in art. 121 T.U.B. per ritenere il mutuo di scopo, stante il collegamento negoziale voluto dalle parti, siccome evidente dalla documentazione - e testimonianze - afferente il contratto di finanziamento ed il rapporto di franchising P. -Tuker.
Difatti la Corte alabardata ha puntualmente esaminato la questione - sviluppata in tre motivi di gravame valutati unitariamente - e messo in rilievo, sulla scorta di specifici arresti di questo Supremo Collegio per altro in armonia con gli arresti portati dal P. a sostegno della sua contraria tesi,come nella specie proprio per l’obiettiva volontà palesata dalle parti non si possa configurare il preteso mutuo di scopo.
L’argomento critico sviluppato dall’impugnante si limita a riproporre la tesi difensiva disattesa, enfatizzando non tanto la prova della comune volontà di tutte le parti interessate, bensì la mera funzione del finanziamento di consentire lo scopo perseguito da solo alcune delle parti interessate,come visto elemento che consolidata giurisprudenza di questa Suprema Corte - compresi gli arresti citati dal ricorrente - ritiene inidoneo da sé solo a lumeggiare l’esistenza del mutuo di scopo.
Osserva difatti il ricorrente come la Corte di merito al riguardo si sia limitata ad affermare che la doglianza elevata riguardava altra persona, mentre all’evidenza l’effettivo cenno presente in atto d’appello a tale 'F. ' era mero refuso grafico.
Difatti la Corte d’appello di Trieste giammai ha affermato che il pagamento di ben 12 rate di rimborso mutuo configurasse convalida di contratto nullo per difetto di forma scritta ad substantiam, bensì ha osservato come detta condotta della parte - unitamente all’assenza di conforto probatorio alla sua asserzione difensiva che il modulo contrattuale fu sottoscritto in bianco - confermava la consapevolezza del P. circa la validità e correttezza del rapporto contrattuale avviato con la banca resistente.

References: SENTENZA 
 SENTENZA 
 SENTENZA 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 art. 121