Source: http://notedimarcogrondacci.blogspot.com/2014/06/festival-consapevolmente-la-mia.html
Timestamp: 2017-10-18 18:35:02+00:00

Document:
Note di Grondacci : Festival consapevolMente: la mia relazione su democrazia e tutela dell’ambiente.
TEMA 1: IL RISPETTO DEI PRINCIPI SU ACCESSO E PARTECIPAZIONE CONTENUTI NELLE LEGGI SOPRATTUTTO DI DERIVAZIONE COMUNITARIA
I principi che emergono dalla normativa comunitaria e nazionale)
2. Trasparenza e regole di garanzia
7. Garantire la partecipazione effettiva (superare la c.d. asimmetria informativa)
8. Motivare perché sono scelti certi scenari e non altri
9. Tornare al pubblico comunicando risultati percorso
11. Monitorare con la partecipazione del pubblico
12. Accedere alla giustizia senza eccessivi ostacoli procedurali ed economici per i cittadini.
La normativa su accesso alle informazioni e la partecipazione in campo ambientale
1. Convenzione di Århus ( vedi QUI)
2. Decisione 17 febbraio 2005 n. 2005/370/CE che ha recepito al Convenzione di Århus nelle istituzioni della UE (vedi QUI)
3. Direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale (vedi QUI)
4. DLGS 195/2005: Recepimento in Italia della DIR. 2003/4/CE (vedi QUI)
La normativa su Accesso e Partecipazione in generale
1. Regolamento 211/2011: “Iniziativa dei cittadini della UE” (vedi QUI)
2. Regolamento 887/2013: sostituisce allegati II e III del Regoamento 211/2011 ( vedi QUI)
3. Regolamento 531/2014: sostituisce l’allegato I del Regolamento 211/2011 (vedi QUI)
4. DPR 193/2012: attuazione in Italia del Regolamento 211/2011 (vedi QUI)
5. Decreto legislativo 150/2009 – Decreto Legislativo 33/2013 (vedi QUI)
– delibera Commissione Nazionale Trasparenza (CIVIT) n.50/2013 (vedi QUI): Trasparenza nella P.A. .
7. Decreto Legislativo 235/2010 : Amministrazione digitale Partecipazione Informatica (per il testo aggiornato del Codice della Amministrazione digitale vedi QUI.
STRUMENTI EX LEGE PER ATTUARE I PRINCIPI DELLA PARTECIPAZIONE: ACCESSO CIVICO
Questo strumento è stato introdotto dai Decreti legislativi 150/2009 e 33/2013.
Prima i cittadini (singoli od organizzati) chiedevano l’accesso ai singoli documenti utili per i loro obiettivi. Con l’Accesso Civico chiunque può chiedere alla Pubblica Amministrazione (di qualsiasi livello) di pubblicare direttamente sul proprio sito o di rendere comunque pubblici: atti, documenti informazioni in suo possesso.
La richiesta di accesso civico, a differenza dell’accesso ordinario, non deve essere motivata, e' gratuita e va presentata al responsabile della trasparenza dell'amministrazione obbligata alla pubblicazione, che si pronuncia sulla stessa.
L'amministrazione, entro trenta giorni, adempie all’obbligo oppure il cittadino può chiedere l’esercizio del potere sostitutivo al dirigente apicale del funzionare responsabile della pubblicazione
Le P.A. devono sviluppare una vera e propria politica della trasparenza, garantendo per documenti e informazioni da pubblicare: il costante aggiornamento, la completezza, la tempestività, la semplicità di consultazione, la comprensibilità, l'omogeneità, la facile accessibilità, nonché la conformità ai documenti originali in possesso della amministrazione, l'indicazione della loro provenienza e la riutilizzabilità.
Ogni Amministrazione, quindi anche i Comuni, devono predisporre un programma per la trasparenza secondo le linee guida definite dall’ANCI (vedi QUI).
Cosa deve essere pubblicato
La normativa prevede un concetto largo di atti e informazioni da pubblicare. Ad esempio in materia urbanistica devono essere pubblicati anche gli schemi di provvedimento
In attuazione di questa normativa è stata pubblicata un nuova Delibera CIVIT[1] ( n. 50/2013) “Linee guida per l’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014-2016” (per il testo completo vedi QUI) . La deliberA conferma che la Amministrazione dovrà pubblicare ulteriori dati/documenti rispetto a quelli per i quali esista già un obbligo ex lege. La necessità di pubblicare ulteriori dati e documenti deve essere letta non come: “mero adempimento delle norme puntuali sugli obblighi di pubblicazione. In questa ottica, i dati ulteriori sono quelli che ogni amministrazione, in ragione delle proprie caratteristiche strutturali e funzionali, dovrebbe individuare a partire dalle richieste di conoscenza dei propri portatori di interesse”.
La delibera fornisce alcuni esempi di ulteriori dati e documenti come quelli relativi alle attività ispettive, alla materia urbanistica e a quella ambientale. Per una analisi più approfondita di quali atti da pubblicare vedi QUI.
Per una analisi complessiva della normativa sulla trasparenza e all’accesso sopra citata vedi QUI.
STRUMENTI EX LEGE PER ATTUARE I PRINCIPI DELLA PARTECIPAZIONE: INIZIATIVA EUROPEA DEI CITTADINI
“ Cittadini dell'Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l'iniziativa d'invitare la Commissione europea, nell'ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell'Unione ai fini dell'attuazione dei trattati.” (paragrafo 4 articolo 11 del TUE)
N.B. Rappresentino almeno ¼ degli stati membri
Il Regolamento (UE) 211/2011 disciplina la procedura per l’esame della iniziativa dei cittadini. In particolare quando la Commissione (organi di governo della UE) riceve un’iniziativa dei cittadini, essa:
a) pubblica senza indugio l’iniziativa dei cittadini sul suo registro;
b) riceve gli organizzatori per consentire loro di esporre in dettaglio le tematiche della iniziativa dei cittadini;
c) entro tre mesi, espone in una comunicazione le sue conclusioni giuridiche e politiche riguardo all’iniziativa dei cittadini, l’eventuale azione che intende intraprendere e i suoi motivi per agire o meno .
Gli organizzatori hanno l’opportunità di presentare l’iniziativa in un’audizione pubblica.
STRUMENTI EX LEGE PER ATTUARE I PRINCIPI DELLA PARTECIPAZIONE:
L’ORGANIZZAZIONE DELLA P.A. PER PROMUOVERE INFORMAZIONE E PARTECIPAZIONE
In base al DLgs 195/2005 l'autorità pubblica:
1. istituisce e aggiorna almeno annualmente appositi cataloghi pubblici dell'informazione ambientale contenenti l'elenco delle tipologie dell'informazione ambientale detenuta ovvero si avvale degli uffici per le relazioni con il pubblico già esistenti
2. stabilisce un piano per rendere l'informazione ambientale progressivamente disponibile in banche dati elettroniche facilmente accessibili al pubblico tramite reti di telecomunicazione pubbliche, da aggiornare annualmente.
3. entro il 30 dicembre di ogni anno, trasmette al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare i dati relativi alle richieste di accesso in materia ambientale, nonché una relazione sugli adempimenti posti in essere in applicazione del decreto stesso.
STRUMENTI EX LEGE PER ATTUARE I PRINCIPI DELLA PARTECIPAZIONE: PARTECIPAZIONE FIN DALL’AVVIO DEL PROCESSO DECISIONALE
Tutta la normativa di derivazione comunitaria relativa alla disciplina delle procedure di valutazione e/o autorizzazione a rilevanza ambientale prevede un coinvolgimento del pubblico fin dall’avvio del procedimento.
Ad esempio la nuova (vedi QUI) Direttiva sulla Valutazione di Impatto Ambientale di progetti ed opere (VIA) definisce la procedura di valutazione in questo modo: “ l’elaborazione di un rapporto ambientale, lo svolgimento di consultazioni (compreso con il pubblico interessato e le autorità ambientali), la valutazione da parte dell’autorità competente, tenendo conto della relazione ambientale e dei risultati delle consultazioni nel quadro della procedura di autorizzazione, come pure la fornitura di informazioni sulla decisione”
STRUMENTI EX LEGE PER ATTUARE I PRINCIPI DELLA PARTECIPAZIONE: LA INCHIESTA PUBBLICA
E’ prevista dalla normativa sulla VIA e sulla VAS ma anche ad esempio dal regolamento italiano sullo sportello unico per l’avvio delle imprese a maggior rilevante impatto ambientale.
Costituisce lo strumento per definire una regolamentazione minima di una efficace partecipazione del pubblico nel processo decisionale a rilevanza ambientale e territoriale.
Costituiscono elementi minimi di una efficace Inchiesta Pubblica:
STRUMENTI EX LEGE PER ATTUARE I PRINCIPI DELLA PARTECIPAZIONE: LA VALORIZZAZIONE DELLE ALTERNATIVE DEL PUBBLICO NEI PROCESSI DECISIONALI
Ad esempio la nuova Direttiva sulla VIA (citata in precedenza in questo post) prevede che l’esame delle alternative al progetto iniziale oggetto di VIA diventi elemento obbligatorio fin nella fase di costruzione dello Studio di Impatto Ambientale che accompagna il progetto e la domanda di VIA. Alternative definite dalla nuova Direttiva come localizzative ma anche “tipologiche” cioè tipo di impianto, tipo di tecnica di disinquinamento, etc.
Le alternative del pubblico possono in particolare essere valorizzate e prese in considerazione dal decisore in sede di Inchiesta Pubblica.
STRUMENTI EX LEGE PER ATTUARE I PRINCIPI DELLA PARTECIPAZIONE: OBBLIGO DI MOTIVARE IL MANCATO ACCOGLIMENTO DELLE POSIZIONE DEL PUBBLICO
Nella nuova Direttiva sulla VIA, all’articolo 8 si afferma che i risultati delle consultazioni e le informazioni raccolte devono essere non solo genericamente “tenute” in considerazione ma “debitamente”. Tradotto in linguaggio amministrativo vuol dire che i risultati delle consultazioni devono essere oggetto di valutazione da parte dell’autorità competente alla VIA e la non accoglienza di queste dovrà essere adeguatamente motivata[2], altrimenti si realizzerà un contrasto con i principi e la ratio della nuova versione della Direttiva 2011/92/UE.
STRUMENTI EX LEGE PER ATTUARE I PRINCIPI DELLA PARTECIPAZIONE: ACCESSO ALLA GIUSTIZIA SENZA COSTI ECONOMICI ECCESSIVI
Con la sentenza del 11 aprile 2013 (causa C‑260/11 per il testo vedi QUI) la Corte di Giustizia aveva fissato paletti importanti in materia di copertura dei costi nei ricorsi (di cittadini singoli, comitati associazioni) agli organi di giustizia nazionali in materia ambientale, paletti che qui riassumo:
le spese di un procedimento per i ricorrenti che mirano a tutelare diritti ambientali:
Per un commento più approfondito della suddetta sentenza vedi QUI.
La Corte di Giustizia interviene nuovamente sul tema con una recentissima sentenza del 13/2/2014 (causa C530-11, per il testo vedi QUI).
La nuova sentenza ribadisce tutti i paletti sopra riportati ma aggiunge un ulteriore principio relativo ai c.d. provvedimenti provvisori.
Per provvedimenti provvisori, traducendo nel linguaggio, ad esempio, della giustizia amministrativa italiana si fa riferimento ai provvedimenti di sospensiva dei TAR e del Consiglio di Stato che appunto provvisoriamente possono sospendere autorizzazioni alle realizzazioni di opere impattanti sull’ambiente e la salute sulla base di ricorsi promossi da cittadini, comitati, associazioni.
La nuova sentenza ha affermato i seguenti ulteriori principi a tutela delle azioni dei cittadini inquinati:
1. il giudice nazionale deve poter emettere provvedimenti provvisori (come appunto la sospensiva nei giudizi amministrativi) proprio per impedire che in attesa della decisione finale o di merito vengano lesi, anche solo parzialmente, i diritti oggetto della azione dei cittadini . Questo è un bel pro memoria al governo Renzi che invece vuole eliminare l'istituto della sospensiva nei giudizi amministrativi!
2. possono essere stabiliti, dalla giustizia nazionale, risarcimenti (contro-impegni) a carico dei ricorrenti nel caso che soccombano o si dimostri il ricorso come abusivo ma questo non può essere lasciato all’arbitrio del giudice della causa.
3. la limitazione dei risarcimenti (contro-impegni) a carico di comitati e associazioni eventualmente soccombenti nella causa non limita il diritto di proprietà.
TEMA 2: IL MODO DI USARE IL SAPERE DA PARTE DEL POTERE NELLA IMPOSTAZIONE E NELLA GESTIONE DEI PROCESSI DECISIONALI
Affinché il pubblico possa partecipare con efficacia ai processi decisionali e possa in particolare far valere effettivamente le “Alternative” di cui ho trattato in precedenza occorre che le informazioni, i dati scientifici, gli studi economici e sociali riguardanti il progetto o il piano oggetto del processo decisionale siano messi in modo paritario a disposizione del pubblico.
Non a caso il Consiglio di Stato Ad Plen n.14 del 15/9/1999 ha affermato che : “nel sistema della democraticità delle decisioni l’adeguatezza della istruttoria si valuta anzitutto nella misura in cui i destinatari sono stati messi in condizioni di contraddire”
Per raggiungere questo obiettivo in primo luogo è fondamentale il rispetto da parte della p.a. competente degli obblighi in materia di accesso e informazione esaminati nella prima parte di questa relazione.
in secondo luogo occorre, almeno per i processi riguardanti le decisioni più rilevanti e strategiche per un territorio o comunque oggetto di conflitti significativi, occorre vengano individuate figure terze di garanzia degli strumenti informativi – valutativi – di monitoraggio. In tal senso possono essere interessanti i modelli che, di tali garanti, emergono dal dibattito sulla applicazione della VAS (valutazione ambientale strategica), dove il ruolo di questi soggetti può essere svolto relativamente alle seguenti funzioni:
5. delle informazioni utili per la revisione del piano/programma stesso (valutazione ex post) .
TEMA 3: LA ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ DEI CITTADINI ATTIVI SU COME SI STA DENTRO I CONFLITTI E SU COME SI GUARDANO LE ISTITUZIONI DA DENTRO I CONFLITTI
Occorre un programma che potrebbe riassumersi in un slogan Promuovere Intelligenza Territoriale[2] . Sviluppare l'intelligenza territoriale significa, raccogliere informazioni e dati sui diversi processi e fenomeni attivi sul territorio, utilizzare strumenti per la loro analisi e diffusione, con l'obiettivo di accrescere il livello di know-how delle persone e delle organizzazioni presenti sul territorio, e utilizzare questo know-how nella ricerca di strategie per la governance territoriale e lo sviluppo competitivo.
[1] Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche
[2] Dal 15 al 17 ottobre 2008 studiosi, ricercatori e accademici di livello internazionale si è tenuta a Besançon, in Francia, la conferenza conclusiva del progetto caENTI (Coordination Action of the European Network of Territorial Intelligence - Azione di coordinamento della rete europea per l'intelligenza territoriale), finanziato dall'Unione europea, al quale hanno partecipato, negli ultimi tre anni, università, centri di ricerca e associazioni territoriali di Francia, Spagna, Belgio, Ungheria, Romania, Italia, Slovenia e, unico attore extra-europeo, Taiwan.

References: articolo 11
 sentenza 
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