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Timestamp: 2019-05-26 22:04:37+00:00

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Civilisti e Penalisti Associati -avvocati in Torino- i nostri articoli
TESTAMENTO: L’ONERE DI MANTENERE UN TERZO GRAVA SULL’EREDE ANCHE SE L’EREDITÀ NON È SUFFICIENTE.
Scritto da Roberto Atzei -
L'antica Corte d'Appello di Torino
L’erede che abbia accettato l’eredità senza beneficio di inventario è tenuto all’adempimento dell’onere di prestare assistenza ad un terzo anche quando il testamento viene dichiarato parzialmente inefficace per la violazione della quota riservata ai legittimari.
è questo il principio di diritto ribadito da una recentissima sentenza della Corte d’Appello di Torino, che ha confermato la decisione assunta dal Tribunale in primo grado.
"HOME & ART" - Design Workshop
Scritto da Civilisti & Penalisti Associati -
Sabrina Fichera ARTE, ART-FOOD E IMMAGINE, NUOVI PLUS NELL’HOME DESIGN - IED Milano
Maria Sabrina Fichera interviene al Workshop “Home & Art”: Esempi, esperienze e progettualità per realizzare o trasformare abitazioni e immobili in Opere d’Arte.
Il 29 novembre 2018, nell'Aula Magna dello IED, Sabrina Fichera ci parlerà di "ARTE, ART-FOOD E IMMAGINE NUOVO PLUS NELL’ HOMEDESIGN: Arte, Art-Food e interior design, nuovi paradigmi di immagine - Non solo tendenza ma anche nuovo impatto progettuale nell’uso dell’immagine dal punto di vista giuridico e creativo.
Torino, 29 Settembre 2015
Il valore della confessione
Scritto da Andrea Cito -
Se l’attore non contesta la confessione, essa fa piena prova anche per i fatti favorevoli al convenuto.
Con la recente sentenza n° 2571 del 17 Maggio 2017, il Giudice del Tribunale di Torino – nell’ambito di una controversia avente ad oggetto l’impugnazione di un testamento per violazione della quota di legittima – ha ribadito il consolidato orientamento della Corte Suprema di Cassazione.
Le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione confermano la sentenza della Corte d’Appello di Torino che ha negato la risarcibilità del danno da perdita della vita.
In conseguenza di un incidente stradale, nel quale due automobili si erano scontrate frontalmente, uno dei conducenti, che guidava a velocità eccessiva e non aveva indossato la cintura di sicurezza, aveva trovato la morte per effetto della guida dell’altro conducente, il quale aveva effettuato una svolta a sinistra per immettersi in un’area privata, violando l’obbligo di dare precedenza.
Scritto da Sabrina Fichera -
Il coniuge divorziato ha diritto all’assegno di mantenimento solo se non riesce ad essere economicamente autonomo e non per mantenere il tenore di vita goduto nel matrimonio ormai estinto.
è questo il principio innovativo espresso dalla sentenza n. 11504 del 10 maggio 2017, con cui la Suprema Corte di Cassazione ha definitivamente mutato il proprio orientamento in materia di assegno divorzile.
Responsabilità medica: la Corte d'Appello di Torino ribadisce la natura contrattuale
LA RESPONSABILITà MEDICA RIENTRA SEMPRE NEL "SOTTOSISTEMA" DELLA RESPONSABILITÀ CIVILE CONTRATTUALE
Con una recente pronuncia, la Corte d’Appello di Torino, confermando la sentenza emessa dal Giudice di primo grado, ha riaffermato, in maniera assai dettagliata, quali debbano intendersi i principi di diritto in tema di responsabilità medica, da considerarsi sempre come un sottosistema della responsabilità civile di natura contrattuale.
Solo una sentenza passata in giudicato o un accertamento divenuto definitivo prima dell'emissione della cartella esattoriale trasformano la prescrizione dei tributi e degli interessi da quinquennale a decennale. Le sanzioni si prescrivono sempre in cinque anni ai sensi dell'art. 20 del d.lg. n° 472/1997.
Inoltre, se l'Agente della riscossione (Equitalia) rimane inerte e determina la prescrizione dei tributi, sono sempre a suo carico le spese di lite del ricorso presentato dal contribuente, anche quando sia rimasto contumace.
Responsabilità medica: nascere è sempre un dono desiderabile?
OLTRE AL DIRITTO A "NASCERE SANO" L'ESSERE UMANO HA ANCHE IL DIRITTO A "NON NASCERE SE NON SANO"?
La Corte Suprema di Cassazione, con l’ordinanza n° 3569 del 23 febbraio 2015, si interroga sulla questione e ne demanda la soluzione alle Sezioni Unite.
L’eliminazione della malattia e la completa guarigione non sono mai in grado di compensare la lesione della libertà di autodeterminazione del paziente quando l’atto terapeutico non è stato preceduto da completa informazione e assentito con un consenso libero e consapevole.
Con la sentenza n° 12205 del 12 giugno 2015, la Sezione III Civile della Corte Suprema di Cassazione, annullando una decisione della Corte d’Appello di L’Aquila e confermando orientamenti giurisprudenziali consolidati in materia di responsabilità civile medica, ha colto l’occasione per precisare quali siano i danni risarcibili derivanti dall’attività del medico esercitata in assenza di un valido consenso informato rilasciato dal paziente.

References: sentenza 
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