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Timestamp: 2020-07-07 11:28:42+00:00

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D.M. nr.61 del 3 marzo 2020
Destinazione alla Corte penale internazionale di somme, beni e utilita’ confiscati. Ministero della Giustizia.Decreto 3 marzo 2020, n. 61. Regolamento recante la determinazione delle modalita’ di destinazione alla Corte penale internazionale di somme, beni e utilita’ confiscati. (20G00077). (GU n.155 del 20-6-2020). Entrata in vigore del provvedimento: 05/07/2020. Il Ministro della Giustizia, di concerto con IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE… A d o t t a il seguente regolamento: Art. 1 Determinazione delle modalita’ di messa a disposizione di somme, beni e utilita’ alla Corte penale internazionale…
Consiglio dei ministri», e, in particolare, l'articolo 17, comma 3;
Vista la legge  20  dicembre  2012,  n.  237,  recante  «Norme  per
l'adeguamento alle disposizioni dello statuto istitutivo della  Corte
penale internazionale», e, in particolare, l'articolo  21,  comma  5,
che rinvia a un decreto del Ministro della giustizia, di concerto con
il Ministro dell'economia e delle finanze,  la  individuazione  delle
modalita' di messa a disposizione della Corte  penale  internazionale
delle somme, beni e utilita' confiscati;
115,  recante  «Teso   unico   delle   disposizioni   legislative   e
regolamentari in materia di spese di giustizia», in  particolare  gli
articoli 149-156;
Visto il  decreto  legislativo  7  agosto  2015,  n.  137,  recante
«Attuazione   della   decisione    quadro    2006/783/GAI    relativa
all'applicazione del principio  del  reciproco  riconoscimento  delle
decisioni di confisca», in particolare l'articolo 14;
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza  di  sezione  del  28
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri con
nota del 26 novembre 2019;
Considerata  la  necessita'  di  determinare  i  criteri  con   cui
destinare alla Corte penale internazionale  somme,  beni  e  utilita'
Determinazione delle modalita' di messa a disposizione
di somme, beni e utilita' alla Corte penale internazionale
1. Salvo diverso accordo con la  Corte  penale  internazionale,  le
somme conseguite dalla Corte di appello di  Roma  in  esecuzione  dei
provvedimenti di confisca emessi dalla Corte  penale  internazionale,
secondo quanto previsto dall'articolo 21, comma  5,  della  legge  20
dicembre 2012, n. 237, sono versate all'entrata  del  bilancio  dello
Stato, al capo XI -  capitolo  n.  3530  -  articolo  5,  per  essere
riassegnate, con uno o piu'  decreti  del  Ministro  dell'economia  e
delle finanze, ad appositi capitoli dello  stato  di  previsione  del
2. Il Ministero  della  giustizia  trasferisce  alla  Corte  penale
internazionale le somme oggetto di riassegnazione di cui al comma  1,
dedotti i diritti del concessionario, le spese di  custodia  ed  ogni
altro onere della procedura di confisca.
3. Nei casi in cui l'esecuzione ha avuto ad oggetto un bene diverso
dal denaro e il bene puo' essere venduto, la  Corte  di  appello  di'
Roma procede alla vendita dello  stesso  bene  secondo  le  modalita'
previste  dall'articolo  152  del  decreto   del   Presidente   della
Repubblica 30  maggio  2002,  n.  115,  anticipando  le  spese  della
procedura ai sensi dell'articolo 156 del citato decreto.
4. Alle somme ricavate dalla vendita dei beni di cui al comma 3  si
applicano le disposizioni di cui al comma 1.
5. Il Ministero  della  giustizia  trasferisce  alla  Corte  penale
internazionale le somme ricavate dalla vendita dei  beni  di  cui  al
comma 3, dedotte le  spese  di  amministrazione  e  gli  oneri  della
procedura di confisca e di vendita.
6. Nel caso in cui i beni oggetto di confisca rimangano invenduti o
non sia possibile il  loro  trasferimento,  il  Procuratore  generale
presso la Corte di appello di  Roma  ne  informa  il  Ministro  della
giustizia per l'avvio delle procedure di consultazione con  la  Corte
penale internazionale  ai  sensi  dell'articolo  22  della  legge  20
dicembre 2012, n. 237.
7. In ogni caso non si provvede alla vendita  o  alla  destinazione
alla Corte penale internazionale del bene oggetto della decisione  di
confisca quando  esso  costituisce  bene  culturale  appartenente  al
patrimonio culturale nazionale. Rispetto a tali beni si applicano  le
norme di settore vigenti.
E' fatto obbligo  a  chiunque  spetti  di  osservarlo  e  di  farlo
Registrato alla Corte dei conti il 1° giugno 2020
dell'articolo  10,  comma  3,   del   testo   unico   delle
- Si riporta il testo  del  comma  3  dell'articolo  17
della citata legge 23 agosto 1988, n. 400:
- Si riporta il testo  del  comma  5  dell'articolo  21
della citata legge 20 dicembre 2012, n. 237:
«Art. 21  (Esecuzione  di  pene  pecuniarie  e  degli
ordini di riparazione). - 1. - 4. (Omissis).
5. Le somme, i beni e  le  utilita'  confiscati  sono
messi a disposizione della Corte penale internazionale  dal
Ministro della giustizia, secondo modalita' individuate con
decreto dello stesso Ministro della giustizia, di  concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, da  adottare
ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge  23  agosto
1988, n. 400».
- Si riporta il testo degli  articoli  149,  150,  151,
152, 153, 154, 155 e 156 del decreto del  Presidente  della
«Art. 149 ((R) Raccordo). - 1. La restituzione  e  la
vendita di beni sottoposti a sequestro penale  e'  regolata
dalle norme del presente capo, se non diversamente previsto
Art. 150 ((L) Restituzione di beni sequestrati). - 1.
La  restituzione  dei  beni  sequestrati  e'  disposta  dal
magistrato d'ufficio o su richiesta dell'interessato esente
da bollo; e' comunque disposta  dal  magistrato  quando  la
sentenza  e'  diventata   inoppugnabile.   Della   avvenuta
restituzione e' redatto verbale.
2. La restituzione e' concessa a condizione che prima
siano pagate le spese per la custodia  e  la  conservazione
delle cose sequestrate, salvo che siano  stati  pronunciati
provvedimento di archiviazione, sentenza  di  non  luogo  a
procedere o sentenza di proscioglimento ovvero che le  cose
sequestrate appartengano a persona diversa dall'imputato  o
che il decreto di sequestro  sia  stato  revocato  a  norma
dell'articolo 324 del codice di procedura penale.
3. Le spese di custodia e di  conservazione  sono  in
ogni caso dovute dall'avente diritto alla restituzione  per
il periodo successivo al trentesimo giorno decorrente dalla
data in cui il medesimo ha ricevuto  la  comunicazione  del
provvedimento di restituzione.
4. Il provvedimento  di  restituzione  e'  comunicato
all'avente  diritto  ed  al  custode.   Con   il   medesimo
provvedimento  e'  data  comunicazione  che  le  spese   di
custodia e conservazione delle  cose  sequestrate,  decorsi
trenta giorni dalla ricezione della comunicazione, sono  in
ogni caso a carico dell'avente diritto alla restituzione  e
che le somme o valori sequestrati, decorsi tre  mesi  dalla
rituale comunicazione  senza  che  l'avente  diritto  abbia
provveduto  al  ritiro,  sono  devoluti  alla  cassa  delle
Art. 151 ((L) Provvedimenti in caso di mancato ritiro
del bene restituito e vendita in casi particolari). - 1. Se
l'avente diritto alla restituzione delle cose  affidate  in
custodia a terzi, ovvero  alla  cancelleria,  e'  ignoto  o
irreperibile,  il  cancelliere   presenta   gli   atti   al
magistrato,  il  quale  ordina  la   vendita   delle   cose
sequestrate da eseguirsi non oltre  sessanta  giorni  dalla
data del provvedimento.
2. Con il provvedimento che ordina la  vendita  delle
cose sequestrate, il  magistrato  stabilisce  le  modalita'
della vendita ed il luogo in cui deve eseguirsi.
3. La vendita e' disposta  dal  magistrato,  in  ogni
momento, se i  beni  non  possono  essere  custoditi  senza
pericolo di deterioramento o senza rilevante dispendio.  Il
provvedimento e' comunicato all'avente diritto.
4. Il  provvedimento  che  dispone  la  vendita  deve
essere affisso per  dieci  giorni  continui  nell'albo  del
tribunale e degli altri uffici giudiziari del circondario
5. L'elenco dei beni rimasti  invenduti  deve  essere
presentato al magistrato che ne dispone la distruzione.
6. Le operazioni di  distruzione  sono  esentate  dal
pagamento di qualsiasi  tributo  od  onere  ai  fini  degli
adempimenti relativi alle formalita' per l'annotazione  nei
7. Allo stesso modo si provvede per i  beni  affidati
alla cancelleria  per  i  quali  l'avente  diritto  non  ha
comunque provveduto al ritiro.
Art. 152 ((R) Vendita). - 1.  La  vendita  dei  beni,
secondo la loro qualita', e' eseguita a  cura  dell'ufficio
anche a mezzo degli istituti di vendite giudiziarie.
2. Se i beni hanno interesse scientifico o pregio  di
antichita' o di arte, prima della vendita, e'  avvisato  il
Ministero della giustizia per l'eventuale  destinazione  di
questi beni al museo criminale presso il Ministero o  altri
3. Il comma 2 si applica anche in caso di beni su cui
e' stata disposta la confisca.
Art. 153  ((R)  Modalita'  di  deposito  delle  somme
ricavate dalla vendita dei beni sequestrati e delle somme e
dei valori sequestrati). -  1.  Le  somme  e  i  valori  in
sequestro e  le  somme  ricavate  dalla  vendita  dei  beni
sequestrati sono depositate presso i concessionari.
2. Con apposita convenzione con i  concessionari,  da
approvarsi con decreto del Ministero  della  giustizia,  di
concerto con il Ministero dell'economia  e  delle  finanze,
sono individuate le modalita'  tecniche  e  le  forme  piu'
idonee e proficue per assicurare alle somme ricavate  dalla
vendita e alle somme e ai valori in sequestro il vincolo di
destinazione di cui all'articolo 154.
Art. 154 ((L) Destinazione del ricavato della vendita
e di somme e valori). - 1. Decorsi tre mesi  dalla  vendita
delle cose sequestrate, se nessuno  ha  provato  di  avervi
diritto, le somme ricavate dalla vendita sono devolute alla
cassa delle ammende, dedotte le spese di  cui  all'articolo
2. Le somme e i valori sequestrati sono devoluti alla
cassa  delle  ammende  decorsi  tre  mesi   dalla   rituale
comunicazione dell'avviso di cui all'articolo 150, comma 4,
senza che l'avente diritto abbia provveduto al ritiro.
3. Se l'avente diritto alla restituzione di  somme  o
di valori sequestrati e' ignoto o irreperibile, le somme  e
i valori sono devoluti alla cassa delle ammende decorsi sei
mesi dalla data in cui la sentenza e' passata in  giudicato
o il provvedimento e' divenuto definitivo.
Art. 155 ((L) Spese nella  procedura  di  vendita  di
beni sequestrati). - 1. Nella procedura di vendita di  beni
sottoposti a sequestro penale, alcune spese sono  prenotate
a debito, altre sono anticipate dall'erario.
a)  le  spese  di  spedizione  o  l'indennita'   di
trasferta degli ufficiali giudiziari per  le  notificazioni
civili a richiesta d'ufficio;
b)  le  spese  ed  onorari   agli   ausiliari   del
d) le spese per gli strumenti  di  pubblicita'  dei
provvedimenti dell'autorita' giudiziaria.
Art. 156 ((R) Spese nella  procedura  di  vendita  di
beni confiscati). -  1.  Le  spese  anticipate  dall'erario
nella procedura di vendita di beni confiscati sono:
d) le spese per gli strumenti di pubblicita' legale
dei provvedimenti del magistrato.».
- Si riporta il  testo  dell'articolo  14  del  decreto
legislativo 7 agosto 2015, n. 137:
«Art.  14  (Destinazione  delle  somme  e  dei   beni
confiscati). - 1. Salvo diverso accordo  con  lo  Stato  di
emissione, le somme conseguite dallo Stato  italiano  quale
Stato  di   esecuzione   affluiscono,   previo   versamento
all'entrata  del  bilancio  dello  Stato,  al  Fondo  unico
giustizia,  di  cui  all'articolo   61,   comma   23,   del
successive modificazioni, secondo i seguenti criteri:
a) nei casi in cui l'esecuzione ha  riguardato  una
somma  pari  o  inferiore  ad  euro  10.000,  per  l'intero
b) nei casi in cui l'esecuzione ha  riguardato  una
somma superiore a euro 10.000, per una misura  pari  al  50
per cento  dell'importo  ottenuto,  con  restituzione  allo
Stato di emissione del residuo.
2. Nei casi in cui l'esecuzione ha avuto  ad  oggetto
un bene diverso dal denaro e il bene puo'  essere  venduto,
le somme ricavate dalla vendita  dei  beni  sono  ripartite
secondo i criteri di cui al comma 1.
3. Ai beni diversi dalle somme  di  denaro,  che  non
possono essere venduti o trasferiti allo Stato di emissione
si applica la disciplina  relativa  alla  destinazione  dei
beni oggetto di confisca:  quando  la  confisca  sia  stata
disposta ai sensi dell'articolo 3  della  decisione  quadro
2005/212/GAI del Consiglio, del 24 febbraio  2005,  i  beni
sono trasferiti al patrimonio  disponibile  dello  Stato  e
sono destinati all'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e
confiscati  alla  criminalita'  organizzata,   secondo   le
disposizioni  del  Libro  I,  Titolo   III,   del   decreto
4. L'Italia, quale Stato di esecuzione, non e' tenuta
a vendere o restituire  il  bene  specifico  oggetto  della
decisione  di  confisca  quando   esso   costituisce   bene
culturale appartenente al patrimonio  culturale  nazionale.
Rispetto  a  tali  beni  restano   applicabili   le   norme
- Per l'articolo 21, comma 5,  della  citata  legge  20
dicembre 2012, n. 237, si veda nelle note alle premesse.
- Per gli articoli 152 e 156  del  citato  decreto  del
Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, si veda
- Si riporta il testo  dell'articolo  22  della  citata
legge 20 dicembre 2012, n. 237:
«Art.  22  (Consultazioni   con   la   Corte   penale
internazionale per  l'esecuzione  di  pene  pecuniarie,  di
misure patrimoniali e degli ordini di  riparazione).  -  1.
Se, a seguito di richiesta di sequestro o  di  confisca  di
beni o di esecuzione degli ordini di riparazione  a  favore
delle vittime o per il risarcimento delle persone arrestate
o condannate,  ai  sensi  degli  articoli  75  e  85  dello
statuto,  da  parte  della  Corte  penale   internazionale,
insorgono  difficolta'  nell'esecuzione,   il   procuratore
generale presso la  corte  d'appello  di  Roma  ne  informa
preventivamente il Ministro  della  giustizia  per  l'avvio
delle  procedure  di  consultazione  anche  ai  fini  della
conservazione dei mezzi di prova.».
← Avvisi periodo emergenziale
CTU, poteri e limiti →

References: Art. 1
 articolo  5

Art. 150

sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Art. 151

Art. 152

Art. 153

Art. 154
 sentenza 

Art. 155

Art. 156