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Timestamp: 2013-05-19 08:51:00+00:00

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Art. 3Algoritmi di hash
Art. 4Caratteristiche generali delle chiavi
Art. 5Generazione delle chiavi
Art. 6Modalità di generazione delle chiavi
Art. 7Generazione delle chiavi al di fuori del dispositivo di firma
Art. 8Conservazione delle chiavi
Art. 9Formato della firma
Art. 10Generazione e verifica delle firme
Art. 11Informazioni contenute nei certificati
2. Dal certificato deve potersi desumere in modo inequivocabile la tipologia delle chiavi 3. Se il certificato è relativo ad una coppia di chiavi di sottoscrizione, in aggiunta alle informazioni prescritte dal comma 1, possono essere indicati: a. eventuali limitazioni nell'uso della coppia di chiavi; b. eventuali poteri di rappresentanza; c. eventuali abilitazioni professionali.
Art. 12Formato dei certificati
Art. 13Modalità di accesso al registro dei certificati
Art. 14Chiavi dell'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione
Art. 15Elenco pubblico dei certificatori
Art. 16Richiesta di iscrizione all'elenco pubblico dei certificatori
Art. 17Iscrizione nell'elenco pubblico dei certificatori
Art. 18Verifica dei requisiti dei certificatori
Art. 19Generazione delle chiavi di certificazione
Art. 20Cessazione dell'attività
Art. 21Certificazione tra certificatori
Art. 22Registrazione dei titolari
Art. 23Uso di pseudonimi
Art. 24Obbligo di informazione
Art. 25Comunicazione tra certificatore e titolare
2. In assenza del sistema di comunicazione sicuro le operazioni di cui al comma 1 debbono essere effettuate presso il certificatore. Art. 26Personalizzazione del dispositivo di firma
1. La personalizzazione del dispositivo di firma consiste in: a. acquisizione da parte del certificatore dei dati identificativi del dispositivo di firma utilizzato e loro associazione al titolare; b. registrazione, nel dispositivo di firma, dei dati identificativi del titolare presso il certificatore; c. registrazione, nel dispositivo di firma, dei certificati relativi alle chiavi di certificazione del certificatore.
2. Durante la personalizzazione del dispositivo di firma il certificatore ne verifica il corretto funzionamento. 3. La personalizzazione del dispositivo di firma è registrata nel giornale di controllo. Art. 27Richiesta di certificazione
1. Il titolare che intende ottenere la certificazione di una coppia di chiavi deve inoltrare la richiesta, attraverso il sistema di comunicazione di cui all'articolo 25, o con altro meccanismo previsto dal manuale operativo. 2. Nella richiesta debbono essere esplicitamente indicate le informazioni che il soggetto non desidera che siano inserite nel certificato. 3. La richiesta di certificazione deve essere conservata a cura del certificatore per un periodo non inferiore ai 10 ann7. Art. 28Generazione dei certificati
1. Prima di emettere il certificato il certificatore deve: a. accertarsi dell'autenticità della richiesta; b. verificare che la chiave pubblica di cui si richiede la certificazione non sia stata certificata da uno dei certificatori iscritti nell'elenco. c. richiedere la prova del possesso della chiave privata e verificare il corretto funzionamento della coppia di chiavi, eventualmente richiedendo la sottoscrizione di uno o più documenti di prova. 2. Qualora la verifica di cui alla lettera b, del comma 1 evidenzi la presenza di certificati relativi alla chiave di cui viene richiesta la certificazione rilasciati ad un titolare diverso dal richiedente, la richiesta di certificazione deve essere rigettata. L'evento deve essere registrato nel giornale di controllo e segnalato al titolare della chiave già certificata. Se è stata fornita la prova di possesso di cui al comma 1 lettera c, per la chiave già certificata deve essere avviata la procedura di revoca dei certificati secondo quanto previsto dall'articolo 30. 3. Il certificato deve essere generato con un sistema conforme a quanto previsto dall'articolo 42. 4. Il certificato deve essere pubblicato mediante inserimento nel registro dei certificati gestito dal certificatore. Il momento della pubblicazione deve essere attestato mediante generazione di una marca temporale, che deve essere conservata fino alla scadenza della validità della chiavi. 5. Il certificato emesso e la relativa marca temporale debbono essere inviati al titolare. 6. Per ciascun certificato emesso il certificatore deve fornire al titolare un codice riservato, da utilizzare in caso di emergenza per l'autenticazione della eventuale richiesta di revoca del certificato. 7. La generazione dei certificati è registrata nel giornale di controllo. Art. 29Revoca dei certificati relativi a chiavi di sottoscrizione
1. La revoca di un certificato determina la cessazione anticipata della sua validità. 2. La revoca può avvenire su richiesta del titolare o del terzo interessato di cui all'articolo 9, comma 2, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, ovvero su iniziativa del certificatore. 3. La revoca del certificato viene effettuata dal certificatore mediante il suo inserimento in una delle liste di certificati revocati (CRL) da lui gestite. La revoca del certificato è efficace a partire dal momento della pubblicazione della lista che lo contiene ed è definitiva. 4. Il momento di pubblicazione della lista deve essere asseverato mediante l'apposizione di una marca temporale. 5. Se la revoca avviene a causa della possibile compromissione della segretezza della chiave privata, il certificatore deve procedere immediatamente alla pubblicazione dell'aggiornamento della lista di revoca. 6. La revoca dei certificati è annotata nel giornale di controllo. Art. 30Revoca su iniziativa del certificatore
1. Salvo i casi di motivata urgenza, il certificatore che intende revocare un certificato deve darne comunicazione al titolare, specificando i motivi della revoca nonché la data e l'ora a partire dalla quale il certificato non è più valido. Art. 31Revoca su richiesta del titolare
1. La richiesta di revoca deve essere redatta per iscritto dal titolare specificando la motivazione della revoca e la sua decorrenza. 2. La richiesta viene di norma inoltrata attraverso il sistema di comunicazione sicuro di cui all'articolo 25. 3. Modalità alternative di inoltro della richiesta debbono essere specificate dal certificatore nel manuale operativo. 4. Il certificatore deve verificare l'autenticità della richiesta e procedere alla revoca entro il termine richiesto. Sono considerate autentiche le richieste inoltrate con la modalità prevista dal comma 2. 5. Se il certificatore non ha la possibilità di accertare in tempo utile l'autenticità della richiesta, procede alla sospensione del certificato. Art. 32Revoca su richiesta del terzo interessato
1. La richiesta di revoca da parte del terzo interessato di cui all'articolo 9, comma 2, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, deve essere inoltrata per iscritto e corredata della documentazione giustificativa. 2. Il certificatore deve notificare la richiesta al titolare. Art. 33Sospensione dei certificati
1. La validità di un certificato può essere sospesa su richiesta del titolare o del terzo interessato di cui all'articolo 9, comma 2, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, ovvero su iniziativa del certificatore. 2. La sospensione del certificato è effettuata dal certificatore attraverso il suo l'inserimento in una delle liste dei certificati sospesi e diviene efficace dal momento della pubblicazione della lista che lo contiene. La data e l'ora di pubblicazione sono garantite dall'apposizione di una marca temporale. 3. La sospensione dei certificati è annotata nel giornale di controllo. Art. 34Sospensione su iniziativa del certificatore
1. Il certificatore che intende sospendere un certificato deve darne preventiva comunicazione al titolare, specificando i motivi della sospensione e la sua durata. 2. L'avvenuta sospensione del certificato deve essere notificata al titolare specificando la data e l'ora a partire dalla quale il certificato risulta sospeso. 3. Se la sospensione è causata da una richiesta di revoca motivata dalla possibile compromissione della chiave, il certificatore deve procedere immediatamente alla pubblicazione della sospensione. Art. 35Sospensione su richiesta del titolare
1. La richiesta di sospensione deve essere redatta per iscritto dal titolare, specificando la motivazione ed il periodo durante il quale la validità del certificato deve essere sospesa. 2. La richiesta viene di norma inoltrata attraverso il sistema di comunicazione sicuro di cui all'articolo 25. 3. Modalità alternative di inoltro della richiesta debbono essere specificate dal certificatore nel manuale operativo. 4. Il certificatore deve verificare l'autenticità della richiesta e procedere alla sospensione entro il termine richiesto. Sono considerate autentiche le richieste inoltrate con la modalità prevista dal comma 2. 5. In caso di emergenza è possibile richiedere la sospensione immediata di un certificato utilizzando il codice previsto dal comma 6 dell'articolo 28. La richiesta deve essere successivamente confermata utilizzando una delle modalità previste dal certificatore. Art. 36Sospensione su richiesta del terzo interessato
1. La richiesta di sospensione da parte del terzo interessato di cui all'articolo 9, comma 2, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, deve essere inoltrata per iscritto e corredata della documentazione giustificativa. 2. Il certificatore deve notificare la richiesta al titolare. Art. 37Sostituzione delle chiavi di certificazione
1. Almeno 90 giorni prima della scadenza del certificato relativo ad una chiave di certificazione il certificatore deve avviare la procedura di sostituzione, generando, con le modalità previste dall'articolo 19, una nuova coppia di chiavi. 2. In aggiunta al certificato previsto dal comma 1, il certificatore deve generare un certificato relativo alla nuova chiave pubblica sottoscritto con la chiave privata della vecchia coppia ed uno relativo alla vecchia chiave pubblica sottoscritto con la nuova chiave privata. 3. I certificati generati secondo quanto previsto dai commi 1 e 2 debbono essere forniti all'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione, la quale provvede all'aggiornamento della lista di cui all'articolo 15, comma 1, lettera g) ed al suo inoltro ai certificatori per la pubblicazione ai sensi dell'articolo 17, comma 4. Art. 38Revoca dei certificati relativi a chiavi di certificazione
1. La revoca del certificato relativo ad una coppia di chiavi di certificazione è consentita solo nei seguenti casi: a. compromissione della chiave segreta; b. guasto del dispositivo di firma; c. cessazione dell'attività. 2. La revoca deve essere notificata entro 24 ore all'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione ed a tutti i possessori di certificati sottoscritti con la chiave segreta appartenente alla coppia revocata. 3. Il certificato revocato deve essere inserito in una lista di revoca aggiornata immediatamente. 4. I certificati per i quali risultino contemporaneamente compromesse sia la chiave di certificazione con cui sono stati sottoscritti, sia quella utilizzata per generazione della marca temporale di cui al comma 4 dell'articolo 28 debbono essere revocati. 5. L'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione provvede all'aggiornamento della lista di cui all'articolo 15, comma 1, lettera g) ed al suo inoltro ai certificatori per la pubblicazione ai sensi dell'articolo 17, comma 4. Art. 39Sostituzione delle chiavi dell'Autorità
1. Almeno 90 giorni prima della scadenza della coppia di chiavi utilizzata per la sottoscrizione dell'elenco pubblico dei certificatori, l'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione provvede alla generazione e certificazione di una nuova coppia di chiavi. 2. Copia degli elementi contenuti nell'elenco pubblico dei certificatori viene sottoscritta con la nuova coppia di chiavi. 3. La lista di cui all'articolo 15, comma 1, lettera g) è inviata ai certificatori per la pubblicazione ai sensi dell'articolo 17, comma 4. Art. 40Revoca dei certificati relativi alle chiavi dell'Autorità
1. I certificati relativi alle chiavi dell'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione possono essere revocati solo in caso compromissione della chiave segreta ovvero di guasto del dispositivo di firma. 2. Nell'ipotesi di cui al comma 1, l'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione richiede a ciascun certificatore la revoca immediata del certificato ad essa rilasciato ai sensi dell'art. 17 . 3. L'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione provvede alla sostituzione della chiave revocata secondo quanto previsto dall'articolo 39. Art. 41Requisiti di sicurezza dei sistemi operativi
1. Il sistema operativo dei sistemi di elaborazione utilizzati nelle attività di certificazione per la generazione delle chiavi, la generazione dei certificati e la gestione del registro dei certificati, deve essere conforme almeno alle specifiche previste dalla classe ITSEC F-C2/E2 o a quella C2 delle norme TCSEC. 2. Il requisito di cui al comma 1 non si applica al sistema operativo dei dispositivi di firma. Art. 42Caratteristiche del sistema di generazione dei certificati
1. La generazione dei certificati deve avvenire su un sistema utilizzato esclusivamente per tale funzione, situato in locali adeguatamente protetti. 2. L'entrata e l'uscita dai locali protetti deve essere registrata sul giornale di controllo. 3. L'accesso ai sistemi di elaborazione deve essere consentito, limitatamente alle funzioni assegnate, esclusivamente al personale autorizzato, identificato attraverso un'opportuna procedura di riconoscimento da parte del sistema al momento di apertura di ciascuna sessione. 4. L'inizio e la fine di ciascuna sessione sono registrate sul giornale di controllo. Art. 43Registro dei certificati
1. Nel registro dei certificati debbono essere presenti i seguenti elementi: a. i certificati emessi dal certificatore; b. la lista dei certificati revocati; c. la lista dei certificati sospesi. 2. Il certificatore può suddividere le liste dei certificati revocati e sospesi in più liste distinte. 3. Il certificatore può replicare il registro dei certificati su più siti, purché sia garantita consistenza e l'integrità delle copie. 4. Il registro dei certificati e accessibile a qualsiasi soggetto secondo le modalità previste dall'articolo 13. Art. 44Requisiti del registro dei certificati
1. Il certificatore deve mantenere una copia di riferimento del registro dei certificati inaccessibile dall'esterno, allocata su un sistema sicuro istallato in locali protetti. 2. Il certificatore deve sistematicamente verificare la conformità tra la copia operativa e la copia di riferimento del registro dei certificati, qualsiasi discordanza deve essere immediatamente segnalata ed annotata nel registro operativo. 3. L'effettuazione delle operazioni che modificano il contenuto del registro dei certificati deve essere possibile solo per il personale espressamente autorizzato. 4. Tutte le operazioni che modificano il contenuto del registro debbono essere registrate sul giornale di controllo. 5. La data e l'ora di inizio e fine di ogni intervallo di tempo nel quale il registro dei certificati non risulta accessibile dall'esterno, nonché quelle relative a ogni intervallo di tempo nel quale una sua funzionalità interna non risulta disponibile debbono essere annotate sul giornale di controllo. 6. Almeno una copia di sicurezza della copia operativa e di quella di riferimento del registro dei certificati deve essere conservata in armadi di sicurezza distinti, situati in locali diversi. Art. 45Manuale operativo
1. Il manuale operativo definisce le procedure applicate dal certificatore nello svolgimento della propria attività. 2. Il manuale operativo deve essere depositato presso l'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione e pubblicato a cura del certificatore in modo da essere consultabile per via telematica. 3. Il manuale deve contenere almeno le seguenti informazioni: a. dati identificativi del certificatore; b. dati identificativi della versione del manuale operativo; c. responsabile del manuale operativo; d. definizione degli obblighi del certificatore, del titolare e di quanti accedono per la verifica delle firme; e. definizione delle responsabilità e delle eventuali limitazioni agli indennizzi; f. tariffe; g. modalità di identificazione e registrazione degli utenti; h. modalità di generazione delle chiavi; i. modalità di emissione dei certificati; l. modalità di sospensione e revoca dei certificati; m. modalità di sostituzione delle chiavi; n. modalità di gestione del registro dei certificati; o. modalità di accesso al registro dei certificati; p. modalità di protezione della riservatezza; q. procedure di gestione delle copie di sicurezza; r. procedure di gestione degli eventi catastrofici. Art. 46Piano per la sicurezza
1. Il responsabile della sicurezza deve definire un piano per la sicurezza nel quale debbono essere contenuti almeno i seguenti elementi: a. struttura generale, modalità operativa e struttura logistica dell'organizzazione; b. descrizione dell'infrastruttura di sicurezza per ciascun immobile rilevante ai fini della sicurezza; c. allocazione dei servizi e degli uffici negli immobili dell'organizzazione; d. elenco del personale e sua allocazione negli uffici; e. attribuzione delle responsabilità; f. algoritmi crittografici utilizzati; g. descrizione delle procedure utilizzate nell'attività di certificazione;
h. descrizione dei dispositivi istallati; i. descrizione dei flussi di dati; l. procedura di gestione delle copie di sicurezza dei dati; m. procedura di gestione dei disastri; n. analisi dei rischi; o. descrizione delle contromisure; p. specificazione dei controlli. 2. Il piano per la sicurezza deve essere conforme a quanto previsto dall'articolo 9, comma 2, lettera f) del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, con riguardo alla sicurezza dei dati personali. Art. 47Giornale di controllo
1. Il giornale di controllo è costituito dall'insieme delle registrazioni effettuate automaticamente dai dispositivi istallati presso il certificatore, allorché si verificano le condizioni previste dal presente decreto. 2. Le registrazioni possono essere effettuate indipendentemente anche su supporti distinti e di tipo diverso. 3. A ciascuna registrazione deve essere associata la data e l'ora in cui essa è stata effettuata. 4. Il giornale di controllo deve essere tenuto in modo da garantire l'autenticità delle annotazioni e consentire la ricostruzione con la necessaria accuratezza di tutti gli eventi rilevanti ai fini della sicurezza. 5. L'integrità del giornale di controllo deve essere verificata con frequenza almeno mensile. 6. Le registrazioni contenute nel giornale di controllo debbono essere archiviate con le modalità previste dal presente decreto e conservate per un periodo non inferiore a 10 anni. Art. 48Sistema di qualità del certificatore
1. Entro un anno dall'avvio dell'attività di certificazione, ll sistema di qualità del certificatore deve essere certificato secondo le norme ISO 9002. 2. Il manuale della qualità deve essere depositato presso l'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione e disponibile presso il certificatore. Art. 49Organizzazione del personale del certificatore
1. L'organizzazione del personale del certificatore deve prevedere almeno le seguenti funzioni: a. responsabile della sicurezza; b. responsabile della generazione e custodia delle chiavi; c. responsabile della personalizzazione dei dispositivi di firma; d. responsabile della generazione dei certificati; e. responsabile della gestione del registro dei certificati; f. responsabile della registrazione degli utenti; g. responsabile della sicurezza dei dati; h. responsabile della crittografia; i. responsabile dei servizi tecnici; l. responsabile dell'auditing. 2. E' possibile attribuire al medesimo soggetto più funzioni tra quelle previste dal comma 1 purchè tra loro compatibili. 3. Sono compatibili tra loro le funzioni specificate nei sottoindicati raggruppamenti: a. generazione e custodia delle chiavi, generazione dei certificati, personalizzazione dei dispositivi di firma, crittografia, sicurezza dei dati; b. registrazione degli utenti, gestione del registro dei certificati, crittografia, sicurezza dei dati. Art. 50Requisiti di onorabilità del certificatore
1. I requisiti di onorabilità richiesti dall'art. 8, comma 3, lettera b) del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, sono quelli stabiliti con il decreto del Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica 18 marzo 1998, n. 161. Art. 51Requisiti di competenza ed esperienza del personale
1. Il personale cui sono attribuite le funzioni previste dall'articolo 49, deve aver maturato una esperienza almeno quinquennale nella analisi, progettazione e conduzione di sistemi informatici. 2. Per ogni aggiornamento apportato al sistema di certificazione deve essere previsto un apposito corso di addestramento. TITOLO III
Art. 52Validazione temporale
1. Una evidenza informatica è sottoposta a validazione temporale con la generazione di una marca temporale che le si applichi. 2. Le marche temporali sono generate da un apposito sistema elettronico sicuro in grado di: a. mantenere la data e l'ora conformemente a quanto richiesto dal presente decreto; b. generare la struttura di dati contenente le informazioni specificate dall'articolo 53; c. sottoscrivere digitalmente la struttura di dati di cui alla lettera b). Art. 53Informazioni contenute nella marca temporale
1. Una marca temporale deve contenere almeno le seguenti informazioni: a. identificativo dell'emittente; b. numero di serie della marca temporale; c. algoritmo di sottoscrizione della marca temporale; d. identificativo del certificato relativo alla chiave di verifica della marca; e. data ed ora di generazione della marca; f. identificatore dell'algoritmo di hash utilizzato per generare l'impronta dell'evidenza informatica sottoposta a validazione temporale; g. valore dell'impronta dell'evidenza informatica. 2. La marca temporale può inoltre contenere un identificatore dell'oggetto a cui appartiene l'impronta di cui alla lettera g) del comma 1. 3. La data e l'ora contenute nella marca temporale sono specificate con riferimento al Tempo Universale Coordinato UTC. Art. 54Chiavi di marcatura temporale
1. Ogni coppia di chiavi utilizzata per la validazione temporale deve essere univocamente associata ad un sistema di validazione temporale. 2. Al fine di limitare il numero di marche temporali generate con la medesima coppia, le chiavi di marcatura temporale debbono essere sostituite dopo non più di un mese di utilizzazione, indipendentemente dalla durata del loro periodo di validità e senza revocare il corrispondente certificato. 3. Per la sottoscrizione dei certificati relativi a chiavi di marcatura temporale debbono essere utilizzate chiavi di certificazione diverse da quelle utilizzate per i certificati relativi alle normali chiavi di sottoscrizione. Art. 55Precisione dei sistemi di validazione temporale
1. L'ora assegnata ad una marca temporale deve corrispondere, con una differenza non superiore ad un minuto secondo rispetto alla scala di tempo UTC(IEN), di cui al Decreto del Ministro dell'lndustria, del Commercio e dell'Artigianato 30 novembre 1993, n. 591, al momento della sua generazione. Art. 56Sicurezza dei sistemi di validazione temporale
1. Ogni sistema di validazione temporale deve produrre un registro operativo su di un supporto non riscrivibile nel quale sono automaticamente registrati gli eventi per i quali tale registrazione è richiesta dal presente decreto. 2. Qualsiasi anomalia o tentativo di manomissione che possa modificare il funzionamento dell'apparato in modo da renderlo incompatibile con i requisiti del presente decreto, ed in particolare con quello di cui al comma 1 dell'articolo 55, deve essere annotato sul registro operativo e causare il blocco del sistema. 3. Il blocco del sistema di validazione temporale può essere rimosso esclusivamente con l'intervento di personale espressamente autorizzato. 4. La conformità ai requisiti di sicurezza specificati nel presente articolo deve essere verificata secondo i criteri previsti dal livello di valutazione E2 e robustezza dei meccanismi HIGH dell'ITSEC o superiori. Per le componenti destinate alla sottoscrizione delle marche temporali si applicano in ogni caso le disposizioni dell'articolo 10. Art. 57Registrazione delle marche generate
1. Tutte le marche temporali emesse da un sistema di validazione debbono essere conservate in un apposito archivio digitale fino alla scadenza della chiave pubblica della coppia utilizzata per la loro generazione. Art. 58Richiesta di validazione temporale
1. Il certificatore stabilisce, pubblicandole nel manuale operativo, le procedure per l'inoltro della richiesta di validazione temporale. 2. La richiesta deve contenere l'evidenza informatica alla quale le marche temporali debbono fare riferimento. 3. L'evidenza informatica può essere sostituita da una o più impronte, calcolate con funzioni di hash previste dal manuale operativo. Debbono essere comunque accettate le funzioni di hash di cui all'articolo 3. 4. La richiesta può specificare l'emissione di più marche temporali per la stessa evidenza informatica. In tal caso debbono essere restituite marche temporali generate con chiavi diverse. 5. La generazione delle marche temporali deve garantire un tempo di risposta, misurato come differenza tra il momento della ricezione della richiesta e l'ora riportata nella marca temporale, non superiore al minuto primo. Art. 59Protezione dei documenti informatici
1. Al solo fine di assicurare l'associazione tra documento informatico e le relative marche temporali, il certificatore può conservare, dietro richiesta del soggetto interessato, copia del documento informatico cui la marca temporale si riferisce. 2. Nel manuale operativo debbono essere definite le modalità di conservazione e le procedure per la richiesta del servizio. Art. 60Estensione della validità del documento informatico
1. La validità di un documento informatico, i cui effetti si protraggano nel tempo oltre il limite della validità della chiave di sottoscrizione, può essere estesa mediante l'associazione di una o più marche temporali. 2. Prima della scadenza della marca temporale, il periodo di validità può essere ulteriormente esteso associando una nuova marca all'evidenza informatica costituita dal documento iniziale, dalla relativa firma e dalle marche temporali già ad esso associate. 3. La presenza di una marca temporale valida associata ad un documento informatico secondo quanto previsto dal comma 2, garantisce la validità del documento anche in caso di compromissione della chiave di sottoscrizione, purché la marca temporale sia stata generata antecedentemente a tale evento. Art. 61Archiviazione dei documenti informatici
1. L'archiviazione dei documenti informatici, anche se formati secondo quanto previsto dall'articolo 6, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, può essere effettuata con le modalità previste dalla deliberazione 30 luglio 1998, n.24 dell'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione e successive modificazioni ed integrazioni. 2. Per i documenti informatici si applicano le procedure previste per i documenti formati all'origine su supporto informatico di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b) della deliberazione indicata al comma 1. 3. Ai documenti informatici non si applicano le restrizioni di formato previste dall'articolo 6, comma 1, lettera b) della deliberazione. Il responsabile dell'archiviazione può convertire il documento informatico in uno di tali formati, mantenendo nell'archivio il documento originale come versione iniziale del documento archiviato. TITOLO IV
Art. 62Certificazione da parte delle Pubbliche Amministrazioni
1. Secondo quanto previsto dall'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513, le pubbliche amministrazioni provvedono autonomamente alla certificazione delle chiavi pubbliche dei propri organi ed uffici, nell'attività amministrativa di loro competenza, osservando le regole tecniche e di sicurezza previste dagli articoli precedenti. A tal fine possono avvalersi dei servizi offerti da certificatori inclusi nell'elenco pubblico di cui all'articolo 8 dello stesso decreto, nel rispetto delle norme vigenti per l'aggiudicazione dei contratti pubblici. 2. Restano salve le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1997, n 522, con riferimento ai compiti di certificazione e di validazione temporale del Centro Tecnico per l'assistenza ai soggetti che utilizzano la rete unitaria delle pubbliche amministrazioni, in conformità alle disposizioni dei regolamenti previsti dall'articolo 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59. 3. Restano salve le disposizioni contenute nel decreto del Ministero delle finanze 31 luglio 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.187 del 12 agosto 1998, concernente le modalità tecniche di trasmissione telematica delle dichiarazioni, e le successive modificazioni ed integrazioni. TITOLO V
Art. 63Norme transitorie

References: Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
 Art. 40
 Art. 41
 Art. 42
 Art. 43
 Art. 44
 Art. 45
 Art. 46
 Art. 47
 Art. 48
 Art. 49
 Art. 50
 Art. 51

Art. 52
 Art. 53
 Art. 54
 Art. 55
 Art. 56
 Art. 57
 Art. 58
 Art. 59
 Art. 60
 Art. 61

Art. 62

Art. 63