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Timestamp: 2020-07-07 13:11:53+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 479 del 14/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 479 del 14/01/2020
Cassazione civile sez. VI, 14/01/2020, (ud. 23/10/2019, dep. 14/01/2020), n.479
sul ricorso 20452-2018 proposto da:
presso l’AVVOCATURA GENERATE DELLO STATO, che la rappresenta e
avverso la sentenza n. 3873/22/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della CTR della Puglia, sezione staccata di Lecce, di rigetto del suo appello avverso la decisione della CTP di Lecce, di accoglimento dell’impugnazione della contribuente V.V. avverso un avviso di accertamento per estimi catastali 2012;
che il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39 comma 1 bis, aggiunto dal D.Lgs. n. 156 del 2015, art. 9, comma 1, lett. o), decorrente dal 1 gennaio 2016, secondo il quale “La commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa”, non è evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la pregiudizialità invocata riferita al Consiglio di Stato;
che invero il procedimento di “revisione parziale del classamento”, di cui alla L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra i valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate, ai fini della “revisione del classamento”, dal D.P.R. n. 23 marzo 1998, n. 138, art. 9 sì che la sua attuazione è da ritenere sottratta alla piena discrezionalità della competente Amministrazione pubblica;
che, di conseguenza, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento, qualora esso faccia esclusivo riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi posti a fondamento del riclassamento, allorchè da questi ultimi non siano evincibili gli elementi (quali la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito; la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata; le caratteristiche edilizie del fabbricato), i quali abbiano in concreto inciso sul diverso classamento dell’immobile esaminato (cfr., in termini, Cass. n. 22900 del 2017; Cass. n. 3156 del 2015);
che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 249 del 2017, ha fra l’altro affermato che “la natura e le modalità dell’operazione enfatizzano l’obbligo di motivazione in merito agli elementi che hanno, in concreto, interessato una determinata microzona, così incidendo sul diverso classamento della singola unità immobiliare; obbligo che, proprio in considerazione del carattere “diffuso” dell’operazione, deve essere assolto in maniera rigorosa in modo tale da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni che giustificano il provvedimento”, ribadendo in tal modo la necessità che l’Amministrazione adotti provvedimenti motivati in modo specifico e puntuale, con riferimento al singolo immobile preso in esame;
che il ricorso va pertanto rigettato, senza necessità di provvedere sulle spese processuali non avendo l’intimata svolto difese; e poichè risulta soccombente una parte ammessa alla prenotazione a debito del contributo unificato, trattandosi di amministrazione pubblica difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, non si applica il D.P.R. 30 maggio 2012, n. 115, art. 13, comma 1-quater.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 39
 art. 9
 art. 1
 art. 9
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 13