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Timestamp: 2019-03-25 22:12:08+00:00

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Contratto preliminare : caparra confirmatoria e domanda di risoluzione
articolo 1385 commi 2-3 c.c, Cassazione 11356 del 26 maggio 2006, Cassazione S.U. 553/2009, Cassazione sentenza 17 dicembre 2013 n 28204, Cassazione Sentenza del 14 gennaio 2009 n. 553, Cassazione Sentenza del 22febbraio 2011 n. 4278, facoltà di recesso a favore della parte non inadempiente, n. 13828 del 19 ottobre 2000
Contratto preliminare : una recente sentenza su caparra confirmatoria e domanda di risoluzione – rimedio alternativo (Cassazione sentenza 17 dicembre 2013 n 28204)
Quando è prevista la consegna di una somma di denaro a titolo di caparra confirmatoria, l’azione di recesso e di ritenzione della caparra e l’azione di risoluzione e di risarcimento del danno, previste rispettivamente dall’articolo 1385 commi 2-3 c.c., sono strutturalmente e funzionalmente incompatibili tra loro.
Il giudice può convertire in azione di recesso la domanda definita di risoluzione contrattuale, a prescindere dal nomen iuris utilizzato dalla parte.
In materia di caparra confirmatoria gli aspetti più interessanti e controversi riguardano gli effetti che derivano dall’inadempimento del contratto principale.
Recesso e risoluzione: caparra
Il caso riguarda il preteso inadempimento, lamentato dalla società attrice, dell’obbligo assunto in virtù di un contratto preliminare di trasferire un terreno edificabile. A sua volta il convenuto, promittente alienante, lamentava il mancato pagamento, in quanto gli assegni versati dalla società erano insoluti e protestati.
La Cassazione, ricollegandosi a precedenti giurisprudenziali, si è soffermata sull’esatta configurazione dei rimedi alternativi previsti dall’articolo 1385 commi 2-3 c.c., ribadendo come l’azione di risoluzione e di risarcimento integrale del danno e l’azione di recesso e di ritenzione della caparra si pongano in termini di assoluta incompatibilità strutturale e funzionale (Cassazione 4278/2011); e che “la domanda di ritenzione della caparra è legittimamente proponibile a prescindere dal nomen iuris utilizzato dalla parte nell’introdurre l’azione “caducatoria” degli effetti del contratto” (Cassazione S.U. 553/2009).
In realtà, nel caso di specie “il danno invocato non discendeva dall’inadempimento contrattuale in cui era incorsa la promittente acquirente, bensì da un fatto distinto, costituito dalla successiva trascrizione, da parte dell’attrice, della domanda giudiziale di risoluzione”.
Nell’esercizio dei suoi poteri officiosi di interpretazione e qualificazione della domanda il giudice può convertire formalmente in azione di recesso la domanda definita di risoluzione contrattuale, a prescindere dal nomen iuris utilizzato dalla parte.
Nella sentenza la Corte di Cassazione precisa che in base all’art. 1385 c.c., la parte adempiente (il venditore) abbia una duplice possibilità d’azione:
trattenere la caparra a titolo di risarcimento
chiedere la risoluzione o l’esecuzione del contratto, con conseguente condanna al risarcimento del danno della controparte
I precedenti richiamati:
(Cassazione Sentenza del 14 gennaio 2009 n. 553) Vendita – Caparra confirmatoria – In tema di contratti cui acceda la consegna di una somma di denaro a titolo di caparra confirmatoria, qualora il contraente non inadempiente abbia agito per la risoluzione (giudiziale o di diritto) ed il risarcimento del danno, costituisce domanda nuova, inammissibile in appello, quella volta ad ottenere la declaratoria dell’intervenuto recesso con ritenzione della caparra (o pagamento del doppio), avuto riguardo – oltre che alla disomogeneità esistente tra la domanda di risoluzione giudiziale e quella di recesso ed all’irrinunciabilità dell’effetto conseguente alla risoluzione di diritto – all’incompatibilità strutturale e funzionale tra la ritenzione della caparra e la domanda di risarcimento: la funzione della caparra, consistendo in una liquidazione anticipata e convenzionale del danno volta ad evitare l’instaurazione di un giudizio contenzioso, risulterebbe infatti frustrata se alla parte che abbia preferito affrontare gli oneri connessi all’azione risarcitoria per ottenere un ristoro patrimoniale più cospicuo fosse consentito – in contrasto con il principio costituzionale del giusto processo, che vieta qualsiasi forma di abuso processuale – di modificare la propria strategia difensiva, quando i risultati non corrispondano alle sue aspettative.
(Cassazione Sentenza del 22febbraio 2011 n. 4278) Caparra e penale – Caparra confirmatoria – Funzione – Conseguenze ( articolo 1385 C.C.). La caparra confirmatoria, ai sensi dell’articolo 1385 del Cc, assume la funzione di liquidazione convenzionale del danno da inadempimento, qualora la parte non inadempiente abbia esercitato il potere di recesso conferitole dalla legge e, in tal caso, è legittimata a ritenere la caparra ricevuta o a esigere il doppio di quella versata. Qualora, invece, detta parte abbia preferito domandare la risoluzione o esecuzione del contratto, il diritto al risarcimento del danno rimane regolato dalla norme generali, onde il pregiudizio subito dovrà in tale caso essere provato nell’an e nel quantum giacché la caparra conserva solo la funzione di garanzia dell’obbligazione risarcitoria. Deve escludersi, pertanto, che accertato l’inadempimento di una parte, e dichiarata la risoluzione del contratto, con conseguente cessazione del vincolo contrattuale, la parte ritenuta non inadempiente possa trattenere la somma a titolo di caparra confirmatoria, ancorché non abbia provato il danno, allorché sia stata la medesima parte adempiente ad avere richiesto la declaratoria di risoluzione.
In merito alle precedenti Sentenze di Cassazione 11356 del 26 maggio 2006 e n. 13828 del 19 ottobre 2000, si sono già espressi molti giuristi.
Interessante e chiarificatore il seguente studio di Davide Cavicchi qui riprodotto in parte.
Il patto di caparra ha carattere accessorio rispetto al contratto, al cui rafforzamento è diretto e di cui segue le vicende.
Le parti che si avvalgono di questo strumento dispongono, in caso di inadempimento di una di esse, dei rimedi posti dal secondo e dal terzo comma dell’art.1385 c.c.
Nel primo caso la norma stabilisce che “se la parte che ha dato la caparra è inadempiente, l’altra può recedere dal contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente è invece la parte che l’ha ricevuta, l’altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra”.
La norma parla, dunque, di facoltà di recesso a favore della parte non inadempiente.
Sia la dottrina che la giurisprudenza unanimi, ritengono che il recesso di cui parla l’art.1385, II comma, c.c. integri in realtà (al di là dell’espressione letterale usata dal codice) una particolare modalità per risolvere il contratto.
Si tratterebbe, cioè, di una forma di risoluzione stragiudiziale per inadempimento, attivabile senza dover proporre azione giudiziale o intimare la diffida.
Di fronte all’inadempimento della controparte il contraente non inadempiente può, dunque, ottenere lo scioglimento del rapporto contrattuale per effetto di una mera comunicazione fatta pervenire all’altra parte, con la chiara espressione della volontà di avvalersi del diritto di recesso in questione.
La risoluzione del contratto sarà l’effetto della dichiarazione del contraente a cui favore ha operato la caparra, per cui se fosse necessario l’intervento del giudice, questi si limiterebbe ad accertare (con una sentenza dichiarativa) che la risoluzione è già intervenuta.
La regola dettata dal secondo comma dell’art.1385 c.c., non deroga quindi alla disciplina generale della risoluzione per inadempimento ma si coordina con le norme di cui agli artt.1453 e segg.
Ne segue che: il c.d. recesso previsto dalla norma avrà efficacia retroattiva tra le parti (art.1458 c.c.) e si giustificherà solo in caso di inadempimento imputabile e di non scarsa importanza in relazione all’interesse dell’altro contraente.
Da Jusunitn.it (Università di Trento) di Davide Cavicchi: Leggi l’articolo completo
Vedi anche “la guida del Cittadino” con le spiegazioni del Notariato in tema di garanzie nell’acquisto immobiliare, redatto nel’ambito di una collaborazione con :

References: articolo 1385
 sentenza 
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