Source: https://renatodisa.com/il-mediatore-ed-il-dovere-dinformazione/
Timestamp: 2020-07-04 15:53:25+00:00

Document:
Il mediatore ed il dovere d'informazione
Home Corte di Cassazione Cassazione civile 2020 Il mediatore ed il dovere d’informazione
Il mediatore ed il dovere d’informazione
Corte di Cassazione, sezione seconda civile, Ordinanza 16 gennaio 2020, n. 784.
Ordinanza 16 gennaio 2020, n. 784
Il mediatore, pur non essendo tenuto, in difetto di un incarico specifico, a svolgere nell’adempimento della sua prestazione particolari indagini di natura tecnico-giuridica (come l’accertamento della libertà da pesi dell’immobile oggetto del trasferimento, mediante le cosiddette visure catastali ed ipotecarie) allo scopo di individuare fatti rilevanti ai fini della conclusione dell’affare, è pur tuttavia gravato, in positivo, dall’obbligo di comunicare le circostanze a lui note o comunque conoscibili con la comune diligenza che è richiesta in relazione al tipo di prestazione, nonché, in negativo, dal divieto di fornire non solo informazioni non veritiere, ma anche informazioni su fatti dei quali non abbia consapevolezza e che non abbia controllato, poiché il dovere di correttezza e quello di diligenza gli imporrebbero in tal caso di astenersi dal darle; cosicché, qualora il mediatore infranga tali regole di condotta, è legittimamente configurabile una sua responsabilità per i danni sofferti, per l’effetto, dal cliente. In particolare, la mancata informazione del promissario acquirente sull’esistenza di una irregolarità urbanistica non ancora sanata relativa all’immobile oggetto della promessa di vendita, della quale il mediatore stesso doveva e poteva essere edotto, in quanto agevolmente desumibile dal riscontro tra la descrizione dell’immobile contenuta nell’atto di provenienza e lo stato effettivo dei luoghi, legittima il rifiuto del medesimo promissario di corrispondere la provvigione.
sul ricorso n. 9717 – 2015 R.G. proposto da:
(OMISSIS), – c.f. (OMISSIS) – elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS) che disgiuntamente e congiuntamente all’avvocato (OMISSIS) la rappresenta e difende in virtu’ di procura speciale a margine del ricorso;
(OMISSIS), – c.f. (OMISSIS) – rappresentata e difesa in virtu’ di procura speciale a margine del controricorso dall’avvocato (OMISSIS) ed elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS);
avverso la sentenza della corte d’appello di Genova n. 164 dei 27.1/5.2.2015;
udita la relazione nella camera di consiglio del 4 luglio 2019 del consigliere Dott. Luigi Abete.
1. Con ricorso al tribunale di Chiavari (OMISSIS), agente immobiliare, iscritta al relativo albo, esponeva che era stata incaricata ai fini della vendita dell’immobile in (OMISSIS), dal proprietario, (OMISSIS); che a tale scopo aveva reperito quale interessata all’acquisto (OMISSIS) ed aveva provveduto a porla in relazione con il venditore, tant’e’ che di seguito le parti, assistite dai rispettivi legali, avevano sottoscritto la proposta di acquisto e la correlata accettazione; che la fattura n. (OMISSIS) emessa per il pagamento della provvigione di Euro 27.600,00 ad ella dovuta dalla (OMISSIS) era nondimeno rimasta insoluta.
2. (OMISSIS) proponeva opposizione.
3. Proponeva appello (OMISSIS).
4. Avverso la suddetta sentenza (OMISSIS) ha proposto ricorso; ne ha chiesto sulla scorta di due motivi la cassazione con ogni susseguente statuizione anche in ordine alle spese di lite.
5. Con il primo motivo la ricorrente principale denuncia ai sensi dell’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la falsa applicazione dell’articolo 1759 c.c., la violazione dell’articolo 2697 c.c..
6. Con il secondo motivo la ricorrente principale denuncia ai sensi dell’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’errata applicazione degli articoli 1175 e 1759 c.c..
7. I motivi del ricorso principale sono strettamente connessi; il che ne suggerisce la disamina simultanea; ambedue i motivi comunque sono destituiti di fondamento.
8. A nulla vale – si premette – dedurre che (OMISSIS) aveva con il secondo motivo di gravame addotto che ella principale ricorrente “era a conoscenza delle irregolarita’ edilizie e nonostante cio’ non aveva informato la promissaria” (cosi’ ricorso principale, pag. 16), sicche’ la corte di seconde cure avrebbe dovuto circoscrivere a tale prospettazione la sua valutazione e non estenderla “alla sussistenza, o meno, (…) di un obbligo di indagine da parte del mediatore” (cosi’ ricorso principale, pag. 16).
9. Per nulla si giustifica l’asserita illegittima inversione dell’onere della prova circa la conoscenza o meno delle irregolarita’ urbanistiche ed edilizie dell’immobile.
10. La ricorrente principale adduce che le dichiarazioni testimoniali rese dall’architetto (OMISSIS) ed il contenuto missiva datata 26.10.2007 sono del tutto “indifferenti” (cfr. ricorso principale, pag. 19); che “la deposizione del notaio (OMISSIS) conferma che le irregolarita’ urbanistiche furono da lui accertate solo dopo la firma della convenzione tra promittente e promissario e non provano certo che la (OMISSIS) fosse a conoscenza, prima, di una circostanza accertata solo successivamente” (cosi’ ricorso principale, pag. 19); che mai le e’ stata consegnata la documentazione relativa alla situazione urbanistica dell’immobile (cfr. ricorso principale, pag. 20); che dalla missiva dell’avvocato (OMISSIS) “si ricaverebbe che al momento della sottoscrizione della proposta le irregolarita’ urbanistiche erano gia’ definite” (cosi’ ricorso principale, pag. 21); che “la promissaria conosceva da tempo l’immobile oggetto di vendita” (cosi’ memoria della ricorrente principale, pag. 8).
11. L’incidentale affermazione della corte genovese, secondo cui “l’appellata ha tra l’altro rinunciato all’udienza del 9.12.10 tenutasi nel presente grado del giudizio ai testi indicati e non escussi” (cfr. pag. 8), alla stregua del contesto logico in cui e’ inserita, viepiu’ alla stregua della locuzione “tra l’altro”, e’ stata sicuramente formulata ad abundantiam.
12. Il passaggio motivazionale dell’impugnato dictum – “in ogni caso, anche a voler ritenere che la (OMISSIS) non fosse a conoscenza di tali irregolarita’, ella aveva l’obbligo con la diligenza professionale specificamente richiesta al mediatore di acquisire informative circa la regolarita’ edilizia del complesso immobiliare, obbligo non assolto” (cfr. pag. 8) – in toto ascrivibile all’insegnamento di questo Giudice del diritto in precedenza menzionato (cfr. Cass. 16.7.2010, n. 16623 (Rv. 614512 – 01)), costituisce propriamente una ratio decidendi ulteriore rispetto a quella, sostanziatasi nel riscontro presuntivo dell’effettiva conoscenza delle irregolarita’, alla quale la corte ligure ha ancorato l’accoglimento del gravame ed il disconoscimento della pretesa creditoria in via monitoria azionata da (OMISSIS).
13. Nel vigore del nuovo testo dell’articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5 – al di la’ beninteso del “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili”, di certo insussistente nel caso di specie – non e’ piu’ configurabile il vizio di contraddittoria motivazione della sentenza, atteso che la norma suddetta attribuisce rilievo solo all’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che sia stato oggetto di discussione tra le parti, non potendo neppure ritenersi che il vizio di contraddittoria motivazione sopravviva come ipotesi di nullita’ della sentenza ai sensi del medesimo articolo 360 c.p.c., n. 4 (cfr. Cass. (ord.) 6.7.2015, n. 13928).
14. I rilievi finali veicolati dal secondo mezzo – gli abusi edilizi erano di modesta portata e la relativa procedura di condono e’ stata definita in breve tempo (cfr. ricorso principale, pag. 24) – involgono evidentemente il profilo della gravita’ dell’inadempimento ascritto alla ricorrente principale.
15. (OMISSIS) con la memoria depositata il 21.6.2019 ha dato atto che con decreto in data 16/20.7.2015 la corte d’appello di Genova ha disposto la correzione della sentenza in questa sede impugnata, ovvero ha decretato integrarsi il dispositivo del medesimo dictum con la “condanna (di) (OMISSIS) alla restituzione di tutte le somme percepite in forza del decreto ingiuntivo n. 557/2007 e dell’ordinanza del 27.6.2008 del Tribunale di Chiavari”.
16. In dipendenza del rigetto del ricorso principale (OMISSIS) va condannata a rimborsare a controparte le spese del presente giudizio di legittimita’.

References: sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 articolo 360
 Cass. 
 sentenza