Source: http://www.reteambiente.it/normativa/34112/
Timestamp: 2019-05-24 06:00:55+00:00

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Dm Sviluppo economico 15 febbraio 2019 > ReteAmbiente
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Parole chiave: Energia | Mare | Metano / Gas naturale | Autorizzazioni | Territorio | Concessioni | Via/Vas | Infrastrutture/Reti | Petrolio
(Gu 8 marzo 2019 n. 57)
Visto il regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443, recante "Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere del Regno";
Visto il regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, recante "Approvazione del testo definitivo del Codice della navigazione";
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, recante "Approvazione del regolamento per l'esecuzione del Codice della navigazione (Navigazione marittima)";
Vista la legge 11 gennaio 1957, n. 6, recante "Ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi";
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128, recante "Norme di polizia delle miniere e delle cave";
Vista la legge 21 luglio 1967, n. 613, recante "Ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e modificazioni alla legge 11 gennaio 1957, n. 6, sulla ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi";
Vista la Convenzione per la protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale — Unesco, adottata durante la Conferenza generale dell'Unesco nel 1972 a Parigi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1979, n. 886, recante "Integrazione ed adeguamento delle norme di polizia delle miniere e delle cave, contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128, al fine di regolare le attività di prospezione, di ricerca e di coltivazione degli idrocarburi nel mare territoriale e nella piattaforma continentale";
Visto il decreto ministeriale del Ministro della marina mercantile e del Ministro per i beni culturali e ambientali del 12 luglio 1989, recante "Disposizioni per la tutela delle aree marine di interesse storico, artistico o archeologico";
Vista la legge 9 gennaio 1991, n. 9, recante "Norme per l'attuazione del nuovo Piano energetico nazionale: aspetti istituzionali, centrali idroelettriche ed elettrodotti, idrocarburi e geotermia, autoproduzione e disposizioni fiscali";
Visto il decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624, recante "Attuazione della direttiva 92/91/Cee relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione e della direttiva 92/104/Cee relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee;
Visto il decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, recante "Attuazione della direttiva 94/22/Ce relativa alle condizioni di rilascio e di esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi";
Visto il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300";
Vista la Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo — Unesco del 2 novembre 2001, ratificata dall'Italia con legge 23 ottobre 2009, n. 157;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il "Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137";
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 ottobre 2011, n. 209, "Regolamento recante istituzione di zone di protezione ecologica del mediterraneo nord-occidentale, del mar Ligure e del mar Tirreno";
Visto il decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 117, recante "Attuazione della direttiva 2006/21/Ce relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/Ce";
Visto il decreto legislativo 13 ottobre 2010, n. 190, recante "Attuazione della direttiva 2008/56/Ce che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino";
Visto il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni in legge 7 agosto 2012, n. 134, recante "Misure urgenti per la crescita del Paese";
Visto il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito con modificazioni in legge 11 novembre 2014, n. 164, recante "Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive";
Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)";
Visto il decreto legislativo 7 ottobre 2016, n. 201, recante "Attuazione della direttiva 2014/89/Ue che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo";
Visto il decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257, recante "Disciplina di attuazione della direttiva 2014/94/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi";
Visto il decreto ministeriale 7 dicembre 2016, recante "Disciplinare tipo per il rilascio e l'esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale";
Visto il decreto ministeriale 9 agosto 2017, recante "Adeguamento del decreto 7 dicembre 2016, recante: disciplinare tipo per il rilascio e l'esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale, alla sentenza della Corte costituzionale n. 170 del 2017";
Vista la Convenzione sulla prevenzione dell'inquinamento dei mari causato dall'immersione di rifiuti (Londra, 29 dicembre 1972), di cui alla legge 13 febbraio 2006, n. 87, recante "Adesione della Repubblica italiana al Protocollo del 1996 alla Convenzione del 1972 sulla prevenzione dell'inquinamento dei mari causato dall'immersione di rifiuti, fatto a Londra il 7 novembre 1996, con allegati";
Vista la Convenzione per la protezione del mar Mediterraneo dall'inquinamento (Barcellona, 16 febbraio 1976), legge 25 gennaio 1979, n. 30, di "Ratifica ed esecuzione della convenzione sulla salvaguardia del mar Mediterraneo dall'inquinamento, con due protocolli e relativi allegati, adottata a Barcellona il 16 febbraio 1976";
Vista la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Montego Bay, 10 dicembre 1982), legge 2 dicembre 1994, n. 689 di "Ratifica ed esecuzione della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, con allegati e atto finale, fatta a Montego Bay il 10 dicembre 1982, nonché dell'accordo di applicazione della parte XI della convenzione stessa, con allegati, fatto a New York il 29 luglio 1994";
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 ottobre 2017 recante "Approvazione del Programma di misure, ai sensi dell'articolo 12, comma 3, del decreto legislativo 13 ottobre 2010, n. 190, relative alla definizione di strategie per l'ambiente marino";
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° dicembre 2017, recante, "Approvazione delle linee guida contenenti gli indirizzi e i criteri per la predisposizione dei piani di gestione dello spazio marittimo";
Visto il decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 104, recante "Attuazione della direttiva 2014/52/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/Ue, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, ai sensi degli articoli 1 e 14 della legge 9 luglio 2015, n. 114", che prevede, in particolare, all'articolo 25, comma 6, che [...] Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, da adottarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, sono emanate le linee guida nazionali per la dismissione mineraria delle piattaforme per la coltivazione di idrocarburi in mare e delle infrastrutture connesse al fine di assicurare la qualità e la completezza della valutazione dei relativi impatti ambientali [...];
Considerati gli impatti ambientali, come definiti ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sociali ed economici delle attività connesse alla dismissione mineraria delle infrastrutture e dei pozzi di coltivazione di idrocarburi, e la necessità dell'individuazione di una idonea procedura per la valutazione degli impatti stessi e la successiva scelta fra le differenti opzioni disponibili per un eventuale riutilizzo delle stesse;
Ritenuto necessario fornire, ai sensi dell'articolo 25, comma 6 del decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 104, agli operatori ed alle Amministrazioni competenti, con particolare riferimento alle piattaforme offshore ed alle infrastrutture connesse, una guida sulle procedure da seguire per la dismissione mineraria delle stesse;
1. Sono approvate le linee guida nazionali per la dismissione mineraria delle piattaforme per la coltivazione di idrocarburi in mare e delle infrastrutture connesse al fine di assicurare la qualità e la completezza della valutazione dei relativi impatti ambientali, ai sensi dell'articolo 25, comma 6, del decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 104.
d. Comitato per la sicurezza delle operazioni a mare: comitato istituito ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 145;
e. Concessione mineraria: titolo esclusivo che consente le attività di sviluppo e coltivazione di un giacimento di idrocarburi liquidi e gassosi, rilasciato ai sensi dell'articolo 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni;
h. Dgs-Unmig: Direzione generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche — Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse del Ministero dello sviluppo economico;
4. In deroga al comma 3, può essere autorizzato da parte dell'Amministrazione competente un riutilizzo alternativo, quando siano accertati i requisiti e le garanzie di cui all'articolo 8, comma 2 e all'articolo 11, commi 4, 5 e 6, o una rimozione parziale delle piattaforme o delle infrastrutture connesse.
1. Le società titolari di concessioni minerarie comunicano entro il 31 marzo di ogni anno al Ministero dello sviluppo economico Dgs-Unmig, alla Sezione Unmig competente e alla Dgsaie l'elenco delle piattaforme i cui pozzi sono stati autorizzati alla chiusura mineraria e che non intendono utilizzare ulteriormente per attività minerarie, comunicando il periodo durante il quale saranno svolti i lavori di chiusura mineraria ed allegando una relazione tecnica descrittiva di cui all'articolo 6 sullo stato degli impianti con allegati fotografie, planimetrie e prospetti, dichiarando lo stato di sicurezza degli impianti fino alla chiusura.
1. Contestualmente alla comunicazione di cui all'articolo 5, comma 1, la società titolare della concessione mineraria nell'ambito della quale è installata la piattaforma o infrastruttura connessa da dismettere presenta documenti e disegni aggiornati utili ai fini della definizione degli interventi (pesi, layout, disegni as-built, etc.) e delle loro condizioni di sicurezza che garantiscano dall'inquinamento, i risultati delle ispezioni di superficie e subacquee della piattaforma finalizzate alla definizione dello stato attuale degli impianti e delle strutture (condizioni strutturali della sovrastruttura e delle strutture immerse), documentazione fotografica e una compiuta descrizione dell'aggiornato quadro ambientale, comprensivo degli aspetti pertinenti il paesaggio ed il patrimonio culturale, entro il quale si collocano la stessa piattaforma e le infrastrutture connesse.
1. Dalla data della comunicazione di cui all'articolo 5, comma 1, il titolare della concessione mineraria nell'ambito della quale sono ubicate la piattaforma e le infrastrutture connesse in dismissione è tenuto a non variarne lo stato e ad eseguire i lavori di manutenzione ordinaria e, nei tempi previsti, i lavori di chiusura mineraria autorizzati.
1. Le società o enti interessati al riutilizzo di una piattaforma e/o infrastruttura connessa in dismissione mineraria di cui all'elenco dell'articolo 5, comma 4, presentano entro dodici mesi dalla pubblicazione dell'elenco di cui al comma 3 del medesimo articolo, al Ministero dello sviluppo economico-Dgsaie, al Ministero dello sviluppo economico-Dgs-Unmig, alla Capitaneria di porto, all'Amministrazione competente e ove previsto agli Enti territoriali interessati, una istanza completa del progetto di riutilizzo predisposto con un livello informativo e di dettaglio almeno equivalente a quello del progetto di fattibilità tecnico economica come definito dall'articolo 23, commi 5 e 6, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. L'istanza è pubblicata sul Buig, del mese successivo alla data di presentazione dell'istanza medesima.
1. Qualora il progetto di riutilizzo della piattaforma e delle strutture connesse in dismissione ricada nel campo di applicazione della disciplina di valutazione dell'impatto ambientale ai sensi della parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ovvero qualora la piattaforma e le infrastrutture connesse oggetto del progetto di riutilizzo siano state oggetto di una favorevole valutazione di compatibilità ambientale subordinata alla previsione che si procedesse al termine dell'esercizio alla dismissione ed al ripristino dei luoghi, il richiedente presenta, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, contestualmente all'istanza di cui all'articolo 8, comma 1, delle presenti Linee guida, la documentazione necessaria ai fini dell'espletamento delle procedure disciplinate al Titolo III della parte seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
2. Per progetti di riutilizzo per i quali non è prevista la valutazione di impatto ambientale il progetto medesimo è sottoposto ad una valutazione preliminare al fine di individuare l'eventuale procedura ambientale da avviare ai sensi dell'articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
2. Nell'ambito del procedimento unico sono acquisiti i pareri delle Amministrazioni interessate e l'esito della procedura di valutazione di impatto ambientale, laddove prevista, ovvero gli esiti della valutazione preliminare di cui all'articolo 10, comma 2. Le Amministrazioni che partecipano al procedimento unico di cui al comma 1 sono il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero dei beni e delle attività culturali, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero della difesa, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Partecipano inoltre il titolare della concessione mineraria e, ove previsto dalla normativa di settore, la regione, la provincia ed il comune interessati.
3. L'Amministrazione competente, prima del rilascio dell'autorizzazione unica, verifica l'esistenza di tutte le garanzie economiche di cui all'articolo 8.
5. Qualora nell'ambito del procedimento sia acquisito uno o più atti di dissenso considerati non superabili, l'Amministrazione competente adotta la determinazione di conclusione negativa del procedimento che costituisce il rigetto della domanda e produce gli effetti della comunicazione di cui all'articolo 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni ed integrazioni. L'Amministrazione competente trasmette alle altre Amministrazioni coinvolte le eventuali osservazioni presentate nel termine di cui al suddetto articolo. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nell'ulteriore determinazione di conclusione del procedimento.
1. La Sezione Unmig competente, previo sopralluogo congiunto con la Capitaneria di porto e l'amministrazione competente, verifica l'avvenuta rimozione delle parti di piattaforma od infrastruttura connessa eventualmente prevista dal progetto di riutilizzo autorizzato secondo l'articolo 11, e redige l'attestazione di cessazione dell'attività mineraria e del relativo bene minerario.
dalla pubblicazione dell'elenco delle piattaforme od infrastrutture connesse in dismissione che devono essere rimosse e non possono essere riutilizzate di cui all'articolo 5, commi 3 e 4;
dal termine di cui all'articolo 8, comma 1, in assenza di istanze per il riutilizzo;
dalla notifica della determinazione di conclusione del procedimento di cui all'articolo 11, comma 5;
2. Il progetto di rimozione della piattaforma e delle infrastrutture connesse in dismissione, predisposto secondo i contenuti di cui all'allegato 3 delle presenti Linee guida, è trasmesso dalla società titolare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare unitamente alla richiesta di valutazione preliminare di cui all'articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, corredata dagli elementi informativi di cui al decreto direttoriale n. 239 del 3 agosto 2017 della Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare recante "Contenuti della modulistica necessaria ai fini della presentazione delle liste di controllo di cui all'articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dall'articolo 3 del decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 104", al fine di verificare la necessità di sottoporre il progetto alle procedure di verifica di assoggettabilità a Via ovvero di procedura di Via, a norma degli articoli 19, 23 e 25 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ovvero a nessuna procedura.
3. Qualora il progetto di rimozione sia oggetto di specifica prescrizione contenuta nel provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale relativo all'opera in dismissione, la documentazione acquisita e le valutazioni effettuate dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ai sensi del precedente comma 1 sono considerate anche al fine della verifica di ottemperanza della prescrizione medesima, ai sensi dell'articolo 28 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
4. Qualora il progetto di rimozione sia oggetto di specifica prescrizione contenuta nel provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale relativo all'opera in dismissione e sia stato già oggetto di una positiva verifica di ottemperanza da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, gli adempimenti di cui al comma 2 sono espletati dalla società titolare solo qualora il progetto di dismissione risulti difforme da quello già esaminato e valutato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nell'ambito della verifica di ottemperanza della prescrizione. Nel caso in cui non siano state apportate modifiche, sei mesi prima dell'avvio dei lavori la società titolare fornisce al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare un'attestazione circa la rispondenza del progetto di dismissione presentato ai sensi dell'articolo 13 delle presenti Linee guida a quello già oggetto di positiva verifica di ottemperanza della relativa prescrizione.
1. Il titolare della concessione redige la Relazione sui grandi rischi modificata per le operazioni di rimozione della piattaforma in dismissione ai sensi dell'articolo 12, comma 5, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 145. La relazione deve essere presentata al Comitato per la sicurezza delle operazioni a mare ed alla Sezione Unmig competente per territorio per la valutazione e accettazione.
1. L'autorizzazione alla rimozione di una piattaforma o infrastruttura connessa in dismissione è rilasciata dalla Sezione Unmig competente, acquisito il parere della Capitaneria di porto, e comprende il previsto provvedimento di verifica di assoggettabilità a Via o di Via, ovvero le eventuali indicazioni in esito alla valutazione preliminare di cui al precedente articolo 14, comma 2, e le prescrizioni inserite nel parere della Capitaneria di porto e nel provvedimento di accettazione della relazione sui grandi rischi.
1. Il titolare dell'autorizzazione rilasciata ai sensi dell'articolo 16 trasmette alla Sezione Unmig competente ed all'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente territorialmente competente una relazione trimestrale durante l'esecuzione dei lavori di rimozione ed una relazione finale nel termine di sei mesi dagli stessi comprensiva dei risultati dei monitoraggi effettuati in attuazione del progetto di monitoraggio ambientale predisposto ai sensi dell'allegato 2, punto 1, lettera h e dell'allegato 3, punto 6.
1. La Sezione Unmig competente, previo sopralluogo congiunto con la Capitaneria di porto competente, verifica la rimozione della piattaforma e delle infrastrutture in dismissione così come prevista dal progetto di rimozione autorizzato secondo l'articolo 16, accerta la messa in sicurezza di tutta l'area, e redige l'attestazione di cessazione dell'attività mineraria.
Documentazione richiesta ai sensi dell'articolo 8 delle presenti Linee guida
a) dichiarazione di cui all'articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, resa ai sensi della vigente normativa antimafia, che nei propri confronti non sussistono le cause di divieto, di decadenza o di sospensione previste dall'articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e successive modifiche ed integrazioni e di non essere a conoscenza dell'esistenza di tali cause nei confronti dei soggetti indicati nell'articolo 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e successive modifiche ed integrazioni;
d) dichiarazione di cui all'articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 dei dati relativi al/ai titolare/i effettivo/i, così come definito dall'articolo 2 dell'allegato Tecnico del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, contenente, in adempimento degli obblighi previsti dall'articolo 21 del medesimo decreto, per ognuno:
8) dichiarazione in cui si accerta di essere/non essere una persona politicamente esposta ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera dd), del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231.
5. Ai fini della valutazione della capacità tecnica ed organizzativa relativa alla salute, alla sicurezza, all'ambiente e alla gestione dei rischi, è richiesta la presentazione della seguente documentazione:
Documentazione richiesta ai sensi dell'articolo 13 delle presenti Linee guida
Il progetto di rimozione di una piattaforma e delle infrastrutture connesse, anche se previsto per sole parti delle stesse secondo il progetto di riutilizzo di cui all'articolo 8, comma 1, contiene almeno i seguenti dati:
Documentazione richiesta ai sensi dell'articolo 14 delle presenti Linee guida
Il progetto di rimozione della piattaforma e delle strutture connesse in dismissione da trasmettere al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare unitamente alla richiesta di valutazione preliminare di cui all'articolo 6, comma 9, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 contiene:
b. aree naturali protette, siti Natura 2000, aree interessate da "Important Bird Area", zone umide di importanza internazionale, zone di tutela biologica e aree comunque soggette a tutela ambientale;
6. Progetto di monitoraggio delle componenti ambientali redatto secondo gli indirizzi metodologici generali riportati nelle "Linee guida per la predisposizione del Progetto di monitoraggio ambientale (Pma) delle opere soggette a valutazione di impatto ambientale" predisposte dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare — Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e l'Istituto superiore per la protezione e al ricerca ambientale;

References: Articolo 1
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 Articolo 8
 Articolo 9
 Articolo 10
 Articolo 11
 Articolo 12
 Articolo 13
 Articolo 14
 Articolo 15
 Articolo 16
 Articolo 17
 Articolo 18
 sentenza 
 articolo 14