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Timestamp: 2020-08-13 01:07:31+00:00

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«Inadempimento di uno Stato – Articolo 258 TFUE – Articolo 7 TUE – Stato di diritto – Articolo 19, paragrafo 1, TUE – Principio della tutela giurisdizionale effettiva – Principi dell’indipendenza e dell’inamovibilità dei giudici – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Articoli 47 e 51 – Misure nazionali che abbassano l’età per il pensionamento dei giudici della Corte suprema in carica – Mancanza di un termine transitorio – Misure nazionali che conferiscono al Presidente della Repubblica il potere discrezionale di prorogare la funzione giudiziaria attiva dei giudici della Corte suprema»
«1. I giudici della Corte suprema sono collocati a riposo il giorno del compimento del 65° anno di età, salvo il caso in cui, nel periodo compreso tra dodici e sei mesi prima di tale data, essi rendano una dichiarazione indicante la loro volontà di continuare ad esercitare le loro funzioni e presentino un certificato, redatto in conformità alle condizioni applicabili ai candidati alla carriera di magistrato, attestante che il loro stato di salute consente loro di far parte di un organo giudicante, a condizione che il presidente della Repubblica di Polonia autorizzi la proroga delle loro funzioni presso la Corte suprema).
« Il presidente della Repubblica di Polonia trasmette immediatamente al consiglio nazionale della magistratura le dichiarazioni di cui all’articolo 37, paragrafo 1, e all’articolo 111, paragrafo 1, della legge [sulla Corte suprema] da lui non esaminate alla data di entrata in vigore della presente legge affinché emetta un parere al riguardo. Il consiglio nazionale della magistratura emette il suo parere entro 30 giorni dalla data della richiesta avanzata dal presidente della Repubblica di Polonia in tal senso. Il presidente della Repubblica di Polonia può autorizzare un giudice della Corte suprema a continuare ad esercitare le sue funzioni entro 60 giorni dalla data in cui gli è pervenuto il parere del consiglio nazionale della magistratura o dalla scadenza del termine per l’invio di detto parere. Si applicano mutatis mutandis le disposizioni dell’articolo 37, paragrafi da 2 a 4, della legge [sulla Corte suprema], come modificata dalla presente legge».
9. Il 17 dicembre 2018 il Presidente della Repubblica ha firmato la Ustawa z dnia 21 listopada 2018 r. o zmianie ustawy o Sądzie Najwyższym (legge del 21 novembre 2018 che modifica la legge sulla Corte suprema, Dz. U. del 2018, posizione 2507) (in prosieguo: la «legge del 21 novembre 2018»), entrata in vigore il 1o gennaio 2019. Ai sensi dell’articolo 1 di tale legge, l’articolo 37, paragrafi da 1 bis a 4, e l’articolo 111, paragrafi 1 e 1bis, della legge sulla Corte suprema sono abrogati e, a tenore dell’articolo 2 della legge medesima, i giudici della Corte suprema, inclusi quelli nominati a Primo Presidente della Corte suprema, collocati in pensione conformemente alle disposizioni della legge sulla Corte suprema, sono reintegrati nella carica di giudice e si considera che l’esercizio delle loro funzioni sia continuato senza interruzioni.
10. Benché il meccanismo ex articolo 7, paragrafo 1, TUE sia stato attivato dalla Commissione il 20 dicembre 2017 (3), in data 2 luglio 2018 tale istituzione ha inviato una lettera di diffida alla Polonia, a norma dell’articolo 258 TFUE, in relazione alla conformità della legge sulla Corte suprema e della legge di modifica del 10 maggio 2018 (in prosieguo, congiuntamente: i « provvedimenti controversi») con l’articolo 19, paragrafo 1, secondo comma, TUE nonché con l’articolo 47 della Carta, invitando tale Stato membro a presentare le proprie osservazioni entro il termine di un mese.
13. Il 14 settembre 2018 la Polonia ha risposto al parere motivato , ribadendo la propria posizione secondo cui l’asserito inadempimento degli obblighi ad essa incombenti era infondato e chiedendo la conclusione della procedura.
21. Con ordinanza del 17 dicembre 2018, la Corte ha accolto in toto la domanda di provvedimenti provvisori della Commissione sino alla pronuncia della sentenza definitiva nella presente causa (5).
26. All’udienza la Commissione ha inoltre sottolineato che, secondo la giurisprudenza della Corte (7), le misure controverse ricadono nell’ambito di applicazione dell’articolo 19, paragrafo 1, secondo comma, TUE, aggiungendo che l’articolo 47 della Carta è rilevante nella misura in cui ha l ’effetto di incorporare i requisiti di indipendenza e imparzialità nell’articolo 19, paragrafo 1, secondo comma, TUE. Ciò significa che l’articolo 51, paragrafo 1, della Carta non trova applicazione, ragion per cui la Commissione, instaurando il presente procedimento, non estenderebbe in alcun modo la competenza dell’Unione, come vietato dall’articolo 6, paragrafo 1, TUE.
27. Con la prima censura, la Commissione deduce che, abbassando l’età per il pensionamento dei giudici della Corte suprema nominati a quest’ultima prima del 3 aprile 2018, gli articoli 37, paragrafo 1, e 111, paragrafi 1 e 1 bis, della legge sulla Corte suprema violano il principio dell’inamovibilità dei giudici, che costituisce un elemento essenziale dell’indipendenza del potere giudiziario. Benché non escluda regimi in cui l’età per il pensionamento di un giudice possa non coincidere con quella vigente all ’atto della nomina di quest’ultimo, il rispetto dell’articolo 19, paragrafo 1 TUE esige che vengano previste garanzie adeguate, per esempio mediante l’adozione di misure transitorie o di un approccio graduale, onde evitare che tali regimi siano usati per modificare la composizione degli organi giurisdizionali.
29. La Commissione sostiene inoltre, tra gli altri argomenti, che l’obiettivo di uniformare l’età per il pensionamento dei giudici della Corte suprema all ’età pensionabile generale non può giustificare una violazione del principio di inamovibilità dei giudici. A suo avviso, benché alcuni giudici tra quelli interessati dai provvedimenti controversi siano stati nominati quando l’età per il pensionamento era fissata a 65 anni, il loro mandato è stato esteso, nel 2002, fino al raggiungimento dell’età di 70 anni, e il nuovo limite di età deve essere preso in considerazione per valutare se la durata del mandato del giudice interessato sia stata abbreviata.
31. In particolare, la Commissione osserva che l’eccessivo potere discrezionale di cui gode il Presidente non viene eliminato dall’obbligo, incombente a quest’ultimo, di richiedere il parere del Consiglio nazionale della magistratura (in prosieguo: il «CNM»), poiché tale parere è legato a criteri assai generali e non ha carattere vincolante per il Presidente. La Commissione ritiene inoltre che, con la riforma del CNM, composto da una maggioranza di giudici scelti dal Parlamento, invece che da loro omologhi, in violazione delle norme europee (8), tale organismo non può garantire l’indipendenza del potere giudiziario. Essa aggiunge che, per i giudici che abbiano raggiunto l’età di 65 anni entro il 3 luglio 2018, le misure controverse non specificano i criteri che il CNM dovrebbe considerare nell’emettere il proprio parere e , con riferimento ai giudici che abbiano compiuto 65 anni dopo il 3 luglio 2018, non è previsto un termine entro il quale il Presidente deve richiedere tale parere.
36. Per quanto riguarda l ’articolo 47 della Carta, la Polonia e l’Ungheria sostengono che i provvedimenti controversi non attuano il diritto dell’Unione ai sensi dell’articolo 51, paragrafo 1, della Carta medesima, e nessun diritto soggettivo dei singoli è stato violato. La Polonia rileva che l’articolo 6, paragrafo 1, TUE e l’articolo 51, paragrafo 2, della Carta, ostano a un’interpretazione di quest’ultima che consenta all’Unione di agire oltrepassando i poteri conferitile, come sottolinea il protocollo n. 30 sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea alla Polonia e al Regno Unito (10), che esclude un’estensione delle competenze della Corte di giustizia.
38. La Polonia fa valere, tra l’altro, che, ai sensi dell’articolo 19, paragrafo 1, TUE, non è necessario prevedere un periodo transitorio, contestualmente all’abbassamento dell’età per il pensionamento dei giudici, al fine di garantire l a loro indipendenza. Inoltre, afferma che, dei 27 giudici sui 72 interessati dai provvedimenti controversi, 17 sono stati nominati alla Corte suprema quando l’età pensionabile era stata fissata a 65 anni, e tre giudici sui dieci nominati quando l’età per il pensionamento era fissata a 70 anni sono stati autorizzati dal Presidente della Repubblica a rimanere in carica, il che significa che l’abbassamento dell’età pensionabile ha inciso unicamente sulla situazione di sette giudici rispetto all’età per il pensionamento prevista al momento della loro nomina alla Corte suprema.
46. Nella fattispecie, la Commissione ha invitato la Polonia a conformarsi al parere motivato entro il termine di un mese dalla ricezione di quest’ultimo (v. paragrafo 12 delle presenti conclusioni), che è avvenuta il 14 agosto 2018, come indicato dal timbro di arrivo. Pertanto, la questione relativa all’esistenza di un inadempimento deve essere risolta in base alla situazione vigente in Polonia al 14 settembre 2018. Dal momento che la legge del 21 novembre 2018 è entrata in vigore il 1o gennaio 2019, ossia dopo la scadenza del termine stabilito nel parere motivato, tale legge non può essere presa in considerazione e non rende il presente ricorso privo di oggetto.
64. Infine, l’interpretazione dell’articolo 19, paragrafo 1, TUE da me suggerita in questa sede è coerente con la giurisprudenza della Corte sull’ambito di applicazione del protocollo n. 30 (42). L’ampliamento dei poteri della Commissione di avviare procedimenti nei confronti degli Stati membri a norma dell’articolo 258 TFUE per una violazione del TUE è avvenuto, così come l’aggiunta del protocollo n. 30, durante la revisione dei Trattati a Lisbona. Pertanto, permettere alla Commissione di promuovere azioni dirette nei confronti degli Stati membri a motivo di una violazione delle disposizioni del TUE, come l’articolo 19, paragrafo 1, TUE non significa in alcun modo ampliare la competenza dell’Unione oltre i limiti concordati durante il processo di revisione di Lisbona (43).
78. Inoltre, sebbene i provvedimenti controversi siano stati applicabili per un periodo di circa nove mesi, dal 3 aprile 2018 al 1o gennaio 2019, data in cui è entrata in vigore la legge del 21 novembre 2018, all’epoca della loro adozione non vi era indicazione del fatto che tali provvedimenti fossero concepiti come disposizioni temporanee. L’adozione della legge del 21 novembre 2018 è stata apparentemente determinata dall’ordinanza di provvedimenti provvisori emanata dalla Corte (v. paragrafi da 16 a 21 delle presenti conclusioni) (55).
91. Indipendentemente dagli argomenti della Polonia relativi alle prerogative del Presidente della Repubblica secondo la Costituzione polacca, al sistema di garanzie dell’indipendenza del potere giudiziario sancito dal diritto polacco e ai criteri presi in considerazione dal CNM nel formulare il proprio parere, secondo le previsioni dell’articolo 37, paragrafo 1 ter, della legge sulla Corte suprema, tali argomenti non sono sufficienti a dissipare l’impressione di una mancanza di indipendenza oggettiva della Corte suprema derivante dai provvedimenti controversi e, in particolare, dalla mancata previsione di criteri vincolanti in tali provvedimenti, come indicato dalla Commissione.
28 V. Schmidt, M., e Bogdanowicz, P., «The Infringement Procedure in the Rule of Law Crisis: How to Make Effective Use of Article 258 TFEU», Common Market Law Review 1061, Vol. 55, 2018, pagg 1069-1073, in particolare, pag. 1071.
34 Infatti la dottrina sostiene che una violazione dei valori enunciati all’articolo 2 TUE da parte di uno Stato membro può essere perseguita dalla Commissione a norma dell’articolo 258 TFUE.V. Scheppele, K.L., «Enforcing the Basic Principles of EU Law through Systemic Infringement Actions», in Closa e Kochenov, cit. alla nota 25, pag. 105; Waelbroeck, M., e Oliver, P., «La crise de l’état de droit dans l’Union europeéenne: que faire?», Cahiers de droit européen, 2017, pag. 299.
35 V. Bonelli, M., e Claes, M., «Judicial serendipity: how Portuguese judges came to the rescue of the Polish judiciary», European Constitutional Law Review, Vol. 14, 2018, pag. 622; Krajewski, M., «Associação Sindical Dos Juízes Portugueses: The Court of Justice and Athenàs Dilemma», European Papers, Vol. 3, 2018, pag. 395; Pech, L., e Platon, S., «Judicial independence under threat: The Court of Justice to the rescue in the ASJP case», Common Market Law Review, Vol., 55, 2018, pag. 1827.
39 Sentenza del 27 febbraio 2018, C‑64/16, EU:C:2018:117, punti 32 e da 37 a 41.
43 V. Łazowski, cit. alla nota 22, pagg. da 580 a 581; Prete, cit. alla nota 26, pagg. 74-75.
50 Analogamente, la giurisprudenza della Corte sul significato di «indipendenza» assume rilevanza per l’interpretazione dell’articolo 19, paragrafo 1, TUE.V., ad esempio, sentenza del 19 settembre 2006, Wilson, C‑506/04, EU:C:2006:587, punti da 49 a 53.
62 Sentenza del 27 febbraio 2018, ASJP, C‑64/16, EU:C:2018:117, punti 40 e 41.

References: Articolo 258
 Articolo 7
 Articolo 19
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 sentenza 
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