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⭐COMUNE DI BARANO D ISCHIA SOPRINTENDENZA BAP PSAD DI NAPOLI REGIONE CAMPANIA
COMUNE DI BARANO D ISCHIA SOPRINTENDENZA BAP PSAD DI NAPOLI REGIONE CAMPANIA
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1 COMUNE DI BARANO D ISCHIA SOPRINTENDENZA BAP PSAD DI NAPOLI REGIONE CAMPANIA PIANO PER LA VALUTAZIONE DELLA COMPATIBILITA PAESISTICA DEGLI INTERVENTI EDILIZI ABUSIVI ESEGUITI NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI BARANO D ISCHIA OGGETTO DI ISTANZE DI CONDONO PRESENTATE AI SENSI DELLE LEGGI 47/85 E 724/94 GIUSTA ARTICOLO 1 PUNTO 3 E ARTICOLO 6 DEL PROTOCOLLO DI INTESA DEL 25 LUGLIO 2001 INTERVENUTO TRA LA REGIONE CAMPANIA E LA SOPRINTENDENZA BAP PSAD DI NAPOLI E PROVINCIA 12 NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE ARTICOLO 1 (Oggetto del Piano) Il presente Piano, in attuazione di quanto previsto dal Protocollo di Intesa del 25 luglio 2001 tra la Regione Campania e la Soprintendenza B.A.P.P.S.A.D. di Napoli e Provincia, detta criteri e direttive per la formulazione del parere di cui all articolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n 47, in relazione alle istanze di condono edilizio presentate al Comune di Barano d Ischia ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n 47, e della legge 23 dicembre 199 4, n 724. Il Piano è costituito dalle norme tecniche di attuazione e dalla tavola grafica di zonizzazione. La documentazione ricognitiva della natura degli abusi, la scheda istruttoria di valutazione, la tavola delle emergenze e dei siti ad elevata panoramicità con relazione descrittiva degli stessi costituiscono riferimento per la Commissione Edilizia Integrata ai sensi della L.R. 23 Febbraio 1982, n 10. ARTICOLO 2 (Ambito di applicazione del Piano) La formulazione del parere di cui all articolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n 47, per la valutazione della compatibilità paesistico-ambientale degli interventi abusivi realizzati in tutte le zone del presente piano, dovrà tener conto dei criteri generali di cui al successivo articolo 4 nonché delle disposizioni formulate per la specifica zona in cui l intervento ricade. Tale parere, quando favorevolmente reso, dovrà contenere esplicita prescrizione degli interventi ritenuti necessari per il miglior inserimento delle opere abusive nell ambiente circostante, al fine della riqualificazione architettonica degli immobili, valutata con riguardo ai caratteri della zona in cui ricadono. ARTICOLO 3 (Progetto di completamento e/o riqualificazione) Qualora la Commissione Edilizia Integrata, costituita ai sensi della Legge Regionale 23 febbraio 1982, n 10, ritenga necessar io, ai fini della mitigazione e/o migliore inserimento nel contesto paesistico-ambientale delle opere 23 abusivamente realizzate, la elaborazione di un apposito progetto di completamento e/o riqualificazione, anche laddove non ne sia previsto l obbligo dalla norma di zona, l Amministrazione comunale ne richiede la tempestiva elaborazione in conformità alle direttive e prescrizioni che la Commissione Edilizia Integrata stessa avrà formulato in osservanza alle norme di carattere generale e di zona contenute nel presente piano. Il rilascio della concessione edilizia in sanatoria è, in tal caso, subordinato alla approvazione del progetto di completamento e/o riqualificazione dell intervento abusivo. La Commissione Edilizia Integrata esprime parere sulla compatibilità paesisticoambientale dell opera progettata e sulla sua conformità rispetto alle predette norme e prescrizioni entro 120 giorni dalla presentazione del progetto di riqualificazione richiesto. L Amministrazione comunale, acquisito il parere della Commissione Edilizia Integrata, rilascia la prescritta autorizzazione nel termine di 60 giorni dalla formulazione del parere. Il Comune trasmette immediatamente alla Soprintendenza l autorizzazione rilasciata, unitamente alla relativa documentazione. L espressione del parere sulla compatibilità paesistica ambientale delle opere previste nel progetto di riqualificazione assume carattere endoprocedimentale. Nei 60 giorni successivi alla ricezione degli atti, la Soprintendenza può annullare l autorizzazione rilasciata dal Comune. Laddove sia stato prodotto il progetto di completamento e/o riqualificazione di cui al presente articolo, l eventuale provvedimento di annullamento deve essere adeguatamente motivato con specifico riferimento alla non conformità del medesimo progetto rispetto alle norme del presente piano. Il titolare della concessione edilizia in sanatoria dovrà completare le opere previste dal progetto di completamento e/o riqualificazione di cui al presente articolo nel termine di 24 mesi dal rilascio della concessione stessa. In mancanza di completamento dell intervento entro il termine assegnato di 24 mesi, ovvero nel caso in cui l intervento sia realizzato in difformità dal progetto, si applicano le sanzioni di cui agli articoli 163 e 164 del Decreto Legislativo 29 Ottobre 1999, n 490, nonché le misure repressive d i cui all articolo 7 della legge 28 Febbraio 1985, n 47, poiché la relativa difformi tà dal progetto approvato 34 costituisce ipotesi di difformità totale e/o variazione essenziale rispetto alla concessione rilasciata. Il rilascio dell autorizzazione in sanatoria delle opere abusive eseguite in zona sottoposta a vincolo paesaggistico comporta, comunque, l applicazione della sanzione pecuniaria di cui all articolo 164 del Decreto Legislativo 29 ottobre 1999, n Alla sanzione pecuniaria, che ha natura riparatoria-risarcitoria e non carattere inflittivo o punitivo, non si applica il regime ordinario prescrizionale. Nel caso in cui l Amministrazione comunale non abbia adottato i provvedimenti sanzionatori di cui agli articoli 163 e 164 del Decreto Legislativo 29 ottobre 1999, n 490, nonché le misure repressive di cui all art.7 della legge 28 febbraio 1985, n 47, la Regione provvede ad avviare l intervento sostitutivo previsto dalla vigente normativa, come richiamato dall articolo 10 dell Accordo Stato-Regioni del 19 aprile 2001, pubblicato sulla G.U. n 114 de l 18 maggio 2001, anche mediante delega alla Provincia, previa rituale diffida al Comune inadempiente a provvedere entro il termine di 60 giorni. ARTICOLO 4 (Norme di carattere generale) La conoscenza ed analisi preliminare dei caratteri morfologici e plano-altimetrici delle aree interessate dall intervento abusivo consentirà la valutazione delle alterazioni prodotte tanto sulla sky line naturale quanto sui profili dell edificato preesistente. Allorché si ravvisi nella permanenza dell opera danno verso i riconosciuti valori ambientali e paesaggistici, che, in quanto tali, sono protetti con preminenza su altri interessi dall ordinamento pubblico, va comminata la remissione in pristino. La valutazione di congruenza della tipologia edilizia realizzata dovrà scaturire dall analisi morfologica del suolo e dall esame comparato dei tipi edilizi ricorrenti in zona, nonché dal rapporto dimensionale tra quanto realizzato abusivamente e quanto mediamente esistente e legittimamente assentito, il tutto come risultante dalla scheda istruttoria. La ricognizione dei siti, accessibili al pubblico, ad elevato grado di panoramicità, anche reciproca, disponibili per la godibilità di libere visuali, consentirà la valutazione delle eventuali interferenze con esse, introdotte dagli interventi 45 abusivamente realizzati in prossimità di tali siti, come censiti nella tavola delle Emergenze e Siti ad Elevata Panoramicità. Nei contesti ad elevato grado di panoramicità particolare attenzione deve essere riservata alla valutazione delle soluzioni architettoniche adottate per le coperture, tanto per tipologia quanto per materiali e grado di finitura realizzato. Indipendentemente dalle caratteristiche geomorfologiche delle aree in cui ricadono le opere abusivamente realizzate, la valutazione di ogni singolo caso dovrà accertare che le stesse: A. non costituiscano ostacolo o limitazione per le visuali panoramiche godibili dai punti di belvedere accessibili al pubblico e dalle strade pubbliche; B. non risultino elemento detrattore del valore di panoramicità del sito e del contesto; C. non abbiano implicato e determinato alterazione delle aree libere pertinenziali sotto il profilo orografico e per l assetto idrologico originario del sito; D. non abbiano comportato alterazione e/o compromissione dei caratteri tipologici e figurativi di immobili di valore storico, architettonico, estetico e tradizionale; E. non costituiscano organismo in contrasto, per materiali e tipologia edilizia, ovvero per connotazioni di precarietà strutturale ed esecutiva, con le caratteristiche ambientali del contesto, ovvero con le connotazioni specifiche della preesistenza di cui risultano eventuale ampliamento e/o modificazione. Ai fini della formulazione del parere di cui all articolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n 47, per valutare ed accertare la compatibi lità paesistica ed ambientale degli interventi realizzati in tutte le zone del presente Piano è compilata, a cura del preposto ufficio comunale, la scheda istruttoria di rilevamento dei caratteri e delle connotazioni dell opera abusiva, dell eventuale preesistenza edificata, della quale costituisse trasformazione, del suo immediato contesto naturale e/o edificato, del più ampio sito naturale e/o antropizzato. ARTICOLO 5 (Zonizzazione) La zonizzazione del Piano individua cinque distinte aree omogenee per caratteri e valori paesaggistici ricorrenti ed intrinseci, ciascuna delle quali articolata in ambiti anche non contigui. 56 Le cinque zone sono contraddistinte rispettivamente con le sottoelencate denominazioni: 1. Zona agricola, forestale e di costa alta 2. Zona di edilizia sparsa 3. Zona di centro urbano 4. Zona di costa dei Maronti 5. Zona Pilastri Le suddette zone sono perimetrate e designate nella tavola di zonizzazione. ARTICOLO 6 (Zona agricola, forestale e di costa) La zona agricola, forestale e di costa è articolata in n 2 ambiti territoriali, distintamente perimetrati, di eccezionale valore paesaggistico, il primo costituito dalla Pineta di Fiaiano, il secondo, più ampio, costituito dalle aree agricole, forestali e di costa alta, come di seguito elencate. - Zona collinare alta comprendente le località Stavia, Toccaneto, Trippodi, Buceto, Cava Bianca, Cretaio, Montagnone, Fondo Ferraio, caratterizzate in gran parte dalla presenza della vegetazione boschiva, con vigneti frammisti ad aree di macchia mediterranea; - Zona di costa alta comprendente le località San Pancrazio, Schiappone, Monte Barano, Cotto, Maronti alta, Terzano, Nitrodi, costituita in gran parte da costoni tufacei con macchia mediterranea. Fermo restando il rispetto dei criteri generali indicati al precedente articolo 4, per le opere abusive eseguite in tali zone la formulazione del parere di cui all articolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n 47, è subordina ta alla presentazione di obbligatorio progetto di riqualificazione di cui al precedente art. 3. Tale progetto dovrà comprendere, oltre la riqualificazione architettonica dei manufatti abusivi, la sistemazione degli spazi esterni in conformità a quanto prescritto all art. 11. Non potranno, in ogni caso, ritenersi compatibili con i caratteri di pregio paesistico-ambientale posseduti dalla zona i seguenti manufatti ed interventi abusivi, per i quali va comminata la remissione in pristino di cui al precedente art.4: 67 manufatti abusivi costituenti edificio di altezza eccedente i due piani fuori terra, misurati dal piano di campagna se in area pianeggiante, dal piede della scarpata se in area di declivio; manufatti abusivi costituenti sopraelevazione di edifici già eccedenti il limite sopra fissato, ovvero comportanti essi l eccedenza dello stesso limite; interventi di coperture a tetto con falde di qualsiasi pendenza, ovvero di sopraelevazione a mezzo di copertura a tetto con falde di qualsiasi pendenza; interventi finalizzati al cambio di destinazione d uso che abbiano compromesso i caratteri tipologici e figurativi delle pertinenze agricole aventi valore di edilizia rurale tradizionale; interventi che abbiano prodotto alterazione non reversibile dell assetto e dell andamento naturale del suolo con pregiudizio per la salvaguardia delle aree agricole residuali e delle pratiche colturali tradizionali e non suscettibili di riparazione mediante interventi di mitigazione e riqualificazione. ARTICOLO 7 (Zona di edilizia sparsa) La zona di edilizia sparsa è articolata in un unico ambito territoriale, costituente il contesto urbanizzato di recente impianto, che ingloba anche diversi nuclei insediativi preesistenti con aree agricole residuali. Esso comprende le aree del Cretaio, Bosco dei Conti, Fiaiano, Testa, Spalatriello, Molara, Starza, Piedimonte, Schiappone, Chiummano, Vatoliere, Piano, Testaccio, Finestra, Barano, Valle, Buonopane, Candiano, Casale. Fermo restando il rispetto dei criteri generali indicati al precedente articolo 4, non potranno ritenersi compatibili con i caratteri di pregio paesistico ambientale posseduti dalla zona i seguenti manufatti ed interventi abusivi, per i quali va comminata la remissione in pristino di cui al precedente art.4: manufatti abusivi costituenti edificio di altezza eccedente i tre piani fuori terra, misurati dal piano di campagna se in area pianeggiante, dal piede della scarpata se in area di declivio; manufatti abusivi costituenti sopraelevazione di edifici già eccedenti il limite sopra fissato, ovvero comportanti essi l eccedenza dello stesso limite; interventi di coperture a tetto con falde di qualsiasi pendenza, ovvero di sopraelevazione a mezzo di coperture a tetto con falde di qualsiasi pendenza; 78 interventi che abbiano prodotto alterazione non reversibile dell assetto e dell andamento naturale del suolo con pregiudizio per la salvaguardia delle aree agricole residuali e delle pratiche colturali tradizionali e non suscettibili di riparazione mediante interventi di mitigazione e riqualificazione. ARTICOLO 8 (Zona Urbana) La zona di centro urbano è articolata in n 5 ambit i territoriali, costituenti i nuclei di primo impianto residenziale del Comune di Barano d Ischia. Tali ambiti, di interesse architettonico e paesistico-ambientale, sono costituiti da: - centro urbano di Fiaiano; - centro urbano di Piedimonte; - centro urbano di Testaccio; - centro urbano di Barano; - centro urbano di Buonopane. Per la valutazione delle opere abusive realizzate in tale zona, la Commissione Edilizia Integrata potrà disporre obbligatoria elaborazione del progetto di completamento e/o riqualificazione di cui all art.3, anche con esclusivo riguardo ad aspetti figurativi, elementi tipologici, caratteri decorativi e materiali impiegati, se compromettenti quelli pregevoli preesistenti ovvero in contrasto con quelli pregevoli rinvenibili nel contesto edificato preesistente. Non potranno, in ogni caso, ritenersi compatibili con i requisiti specifici ed i caratteri di pregio posseduti dalla zona i seguenti manufatti ed interventi abusivi per i quali va comminata la remissione in pristino di cui al precedente art.4: manufatti abusivi che, per giacitura e collocazione all interno di contesti o preesistenze edificate di valore storico architettonico od estetico tradizionale, costituiscono ingombro, occlusione, compromissione di significativi caratteri od elementi tipologici della preesistenza, quali corte interna, portico, ballatoio, loggia etc.; manufatti abusivi costituenti edificio, inserito nella cortina edilizia preesistente che prospetta su piazze o spazi accessibili al pubblico, eccedente l altezza media degli edifici legittimamente assentiti nel contesto edificato; manufatti abusivi, eventualmente isolati ovvero non inseriti in cortina edilizia edificata, costituenti edificio di altezza eccedente i tre piani fuori terra, 89 misurati dal piano di campagna se in area pianeggiante, dal piede della scarpata se in area di declivio; interventi di coperture a tetto con falde di qualsiasi pendenza, ovvero di sopraelevazione a mezzo di coperture a tetto con falde di qualsiasi pendenza. ARTICOLO 9 (Zona Maronti) La zona di costa dei Maronti è costituita da un unico ambito territoriale rappresentato dalla fascia costiera che, dalla località Petrelle, si estende fino alla località Cavascura-Fumarole e comprende, tra le altre, le aree denominate Petrelle, Bocca dei Maronti, Olmitello, Fasano, Cavascura, Fondolillo, Fumarole. Fermo restando il rispetto dei criteri generali indicati al precedente articolo 4, per le opere abusive eseguite in tale zona la formulazione del parere di cui all articolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n 47, è subordina ta alla presentazione del progetto di riqualificazione di cui al precedente art. 3. Tale progetto, per l eccezionale valore paesaggistico di sito esposto alle visuali panoramiche dall alto, dovrà comprendere: la riqualificazione architettonica delle volumetrie sanabili; la sistemazione degli spazi esterni in conformità a quanto prescritto all art.11; la riqualificazione e sistemazione delle coperture piane attraverso l eliminazione, ovvero mitigazione con idonee schermature, degli ingombri, volumetrie ed apparecchiature esposte ed emergenti dalle coperture piane. Nei casi di sanabilità delle strutture e manufatti per la conduzione, in area demaniale, delle attività stagionali connesse alla balneazione ed alla fruizione turistica del sito, il mantenimento delle stesse é subordinato alla approvazione di progetto elaborato in conformità di apposite direttive impartite dall Amministrazione Comunale per disciplinare le caratteristiche tipologiche strutturali ed estetiche dei manufatti stagionali assentibili. L autorizzazione ai fini della compatibilità paesistica di tali manufatti e strutture, ancorché removibili e stagionali, è sottoposta alle disposizioni del Titolo II del Testo Unico dei Beni Culturali. 910 ARTICOLO 10 (Zona Pilastri) La zona Pilastri è costituita dall ambito territoriale segnato, nel suo sviluppo prevalentemente lineare, dalla presenza dell omonimo manufatto architettonico di elevatissimo valore storico ed ambientale costituente l antico acquedotto congiungente la fonte di Buceto con l abitato d Ischia, nell area a confine tra i Comuni di Barano d Ischia ed Ischia. In tale zona non è consentita la sanatoria delle opere abusivamente realizzate. I progetti di sistemazione delle aree interessate dalla demolizione delle opere abusive dovranno conformarsi ad unitario progetto di riqualificazione d ambito, di iniziativa comunale, che dovrà tendere alla valorizzazione del bene. ARTICOLO 11 (Criteri e prescrizioni per la riqualificazione) Le prescrizioni da impartire per il progetto di completamento e/o riqualificazione deriveranno dalle valutazioni delle caratteristiche intrinseche delle aree interessate dall intervento e potranno prevedere: la eliminazione di parti ed elementi incongrui rispetto alla preesistenza ed al contesto edificato ovvero incompatibili con i valori paesistici propri del sito di intervento; il miglior inserimento nel contesto delle opere abusive già completate, attraverso l imposizione di un insieme sistematico di opere atte a riqualificarne l aspetto esteriore, in uno con le aree esterne pertinenziali; le opere dovranno proporre aspetti tipologici, ed elementi architettonici che permetteranno il miglior inserimento nell ambiente naturale o nel contesto storico-ambientale; il completamento secondo disposizioni prescrittive relative alle caratteristiche ambientali ed all esecuzione di intonaci, di rivestimenti, infissi esterni, pluviali, tinteggiature, coperture, tettoie, porticati, balconi, finestre, sporti, ringhiere, parapetti in muratura, recinzioni, materiali lapidei ed opere di finitura in genere, con prescrizione di sostituzione qualora quelle già adottate risultino incongrue con i caratteri architettonici ricorrenti ed i materiali tradizionalmente impiegati nell architettura locale e/o nella zona di intervento. In ogni caso, al fine di migliorare l inserimento dei manufatti abusivi nei contesti naturali e vegetazionali esistenti, anche in conformità a quanto previsto dal Regolamento dell Ornato Pubblico e della Promozione dell Ambiente Naturale 1011 approvato con delibera del Consiglio Comunale di Barano d Ischia il 30 giugno 2001 n 27, le prescrizioni da impartire dovranno r iferirsi a: riqualificazione delle aree pertinenziali, con impiego di pavimentazioni tradizionali che consentano l assorbimento delle acque meteoriche; mantenimento dell andamento naturale dei suoli con divieto di nuovi terrazzamenti ovvero ripristino di quelli esistenti con utilizzo dei materiali e delle tecniche tradizionali dell area; ripristino e mantenimento delle aree agricole residuali, pur in contesti urbani; impiego di essenze tipiche della macchia mediterranea e ricorrenti nei casi di nuovi impianti vegetazionali o di integrazione di quelli preesistenti. ARTICOLO 12 (Corredo grafico e documentale) Al fine dell esatta valutazione della compatibilità paesistica in area sottoposta alle disposizioni di tutela di cui al titolo II del Decreto Legislativo 29 ottobre 1999, n 490, delle opere oggetto di condono edilizio e dell eventuale progetto di riqualificazione del patrimonio edilizio abusivo, il corredo documentale e progettuale da produrre dovrà essere costituito da: a) Planimetria di inquadramento territoriale generale in scala non inferiore a 1/1000 con indicazione del sito del fabbricato; b) Planimetria catastale con individuazione del lotto e della proprietà interessata; c) Planimetria di inquadramento in scala non inferiore a 1/500 con indicazione del fabbricato o porzione di fabbricato oggetto di condono edilizio, delle distanze dai fabbricati contermini e dei confini delle aree di pertinenze; d) Piante quotate dell edificio e del fabbricato in scala 1/100, evidenziando, con apposita retinatura, le superfici soggette alle varie tipologie di abuso e distinguendo quelle ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n 47, da quelle ai sensi dell articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n 724; e) Prospetti in scala 1/100 di tutti i versanti liberi del fabbricato nella sua interezza; f) Sezioni quotate in scala 1/100 del fabbricato e delle sue aree pertinenziali e circostanti, di cui almeno una longitudinale e una trasversale; 1112 g) Stralcio cartografico del P.R.G. e del P.T.P. vigenti recante indicazione del manufatto abusivo; h) Documentazione fotografica a colori, relativa a viste di insieme e viste parziali, accompagnata dalla planimetria di inquadramento con indicazione delle posizioni di ripresa fotografica e relativi coni di visuali che dovranno interessare tutto l edificio, con le aree limitrofe e il contesto paesaggistico in cui lo stesso ricade; i) Relazione tecnica descrittiva contenente tutti gli estremi relativi al soggetto richiedente il condono, le indicazioni catastali, l ubicazione del fabbricato con indicazione della zona di P.R.G. e di P.T.P., la descrizione del fabbricato e dell area in cui lo stesso è inserito, i dati volumetrici e di superficie complessivi dell opera abusiva, l epoca di realizzazione dell abuso, la descrizione, con rimando ai grafici, degli interventi proposti per migliorare l inserimento dell intervento abusivo nel contesto ambientale. Nel caso di edifici parzialmente abusivi dovrà essere chiaramente descritta la parte legittima, indicandone l epoca di costruzione, gli estremi della concessione edilizia e dell autorizzazione paesistica. Nel caso di edifici oggetto di condono ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n 47, nonché di quello di cui all articolo 3 9 della legge 23 dicembre 1994, n 724, dovrà essere definita la distinzione degli abusi. La elencazione del corredo documentale ivi prevista assume carattere tassativo. Per la Regione Campania L Assessore all Urbanistica Avv. Marco Di Lello Per la Soprintendenza BAP PSAD Il Soprintendente Arch. Enrico Guglielmo Per il Comune di Barano d Ischia Il Sindaco Prof. Giuseppe Gaudioso 1213 Da inserire in fascicolo di tavole grafiche e scheda TAVOLA DELLE EMERGENZE E DEI SITI AD ELEVATA PANORAMICITA La tavola grafica evidenzia la presenza dei seguenti punti, strade e sentieri di elevata panoramicità, sui versanti come di seguito indicati: PUNTI: 1 - Piazzola antistante la Chiesetta della località Schiappone, denominato Schiappone-Montevergine, a quota di circa 200 m s.l.m., con visuale panoramica verso ovest, nord-ovest, sull abitato delle zone denominate Molara, Testa e Terone-Vatoliere. 2 Slargo lungo via Buttavento, denominato Buttavento, a quota di circa 300 m s.l.m., con visuale panoramica verso ovest, nord-ovest, sull abitato di Buonopane. 3 Piazzola in corrispondenza del punto terminale della via Buttavento, denominato Stavia, a quota di circa 330 m s.l.m., con visuale panoramica verso sud, sud-est, sull abitato di Barano. 4 Slargo in corrispondenza dell ultima curva di via Duca degli Abruzzi, denominato Fiaiano-Cretaio, a quota di circa 220 m s.l.m., con visuale panoramica verso sud-est, sull abitato di Fiaiano. 5 Piazzola lungo la via C. Buono, denominato Barano-Valle, a quota di circa 220 m s.l.m., con visuale panoramica verso sud, sud-ovest, sull abitato di Testaccio. 6 N 3 piazzole lungo la via Testaccio-Maronti, a quote variabili da 60 a 120 m s.l.m., con visuale panoramica verso ovest, sull area dei Maronti. STRADE: 1 Via Testaccio Maronti, nel tratto tra quota 150 e quota 50 m s.l.m., con visuale panoramica verso ovest, sull area dei Maronti. 2 Via Corrado Buono, nel tratto tra quota 235 e quota 250 m s.l.m., con visuale panoramica verso sud, sud-ovest, sull abitato di Testaccio. 3 - Via Buttavento, nel tratto tra quota 280 e quota 310 m s.l.m., con visuale panoramica verso ovest, nord-ovest, sull abitato di Buonopane. 4 Via Belvedere-Acquedotto, nei tratti tra quota 190 e 150 m s.l.m. e tra quota 200 e quota 150 m s.l.m., con visuale panoramica verso sud, sud-est, sull area dei Pilastri. 5 - Via Duca degli Abruzzi-Cretaio, nel tratto tra quota 200 e quota 250 m s.l.m., con visuale panoramica verso sud-est, sull abitato di Fiaiano. 6 Via Bosco dei Conti, nel tratto tra quota 190 e quota 180 m s.l.m., con visuale panoramica verso est, sud-est, sull abitato di Fiaiano. SENTIERI: 1 Sentiero delle Baie, congiungente l abitato di Testaccio, a quota 150 m s.l.m., con la località Cotto, a quota 200 m s.l.m., con visuale panoramica verso est, sull area dei Maronti. 2 Sentiero del Santuario, congiungente la località Chiummano, a quota 160 m s.l.m., con la località Schiappone, a quota 200 m s.l.m., con visuale panoramica, in gran parte verso nord-ovest, sull area della Molara, e, nel tratto terminale, verso il mare a sud-est. 1314 3 Sentiero delle Antiche Cantine, congiungente la località Candiano, a quota 320 m s.l.m., con la località Cirillo, a quota 270 m s.l.m., con visuale panoramica, presente solo nel primo tratto, verso sud-ovest sull abitato di Buonopane. 4 Sentiero del Grande Cratere, congiungente la località Croce Castagna, a quota 270 m s.l.m., con le località Cava Bianca e Buceto, a quote variabili tra i 330 ed i 400 m s.l.m., con visuale panoramica verso sud-est, sull abitato di Fiaiano. 14 Documenti analoghi
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 art.33
 Art. 9
 Art. 79
 Art. 1
 Art.31
 art. 6