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Timestamp: 2018-07-22 09:04:45+00:00

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Comune di Campiglia Marittima (LI) - TITOLO II - L'ORDINAMENTO STRUTTURALE DEL COMUNE
TITOLO II - L'ORDINAMENTO STRUTTURALE DEL COMUNE
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Art. 34 Gli organi
Gli amministratori, nell’esercizio delle proprie funzioni, improntano il proprio comportamento a criteri di imparzialità e buona amministrazione.
Al momento della presentazione delle candidature, i candidati consiglieri comunali depositano presso l’ufficio elettorale una dichiarazione illustrativa circa la propria appartenenza ad associazioni di qualsiasi natura, che abbiano finalità dichiarate o svolgano di fatto attività di carattere politico, culturale, sociale, assistenziale e di promozione economica, precisandone la denominazione.
Nella stessa dichiarazione danno altresì informazione relativa ad eventuali procedimenti penali in corso. Tali dichiarazioni rimangono depositate presso l’ufficio elettorale fino al giorno delle elezioni in libera visione dei cittadini e conservate, in seguito, presso l’archivio comunale. Analoga dichiarazione dovranno rilasciare gli assessori prima del provvedimento di nomina.
CAPO II Il Consiglio
Art. 13 Elezione, composizione e durata
Il Consiglio Comunale, composto dal Sindaco e da 20 Consiglieri, è eletto a suffragio universale e diretto.
L’elezione del consiglio comunale, il numero e la posizione giuridica dei consiglieri, nonché le cause di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza sono regolate dalla legge o in mancanza dal presente statuto.
Il funzionamento del consiglio è disciplinato da apposito regolamento, approvato a maggioranza assoluta nel rispetto dei principi del presente statuto, che prevede, in particolare, le modalità per la convocazione, la presentazione e la discussione delle proposte nonché ogni altra disposizione necessaria al regolare funzionamento dell’organo.
Il regolamento indica altresì il numero dei consiglieri necessario per la validità delle sedute, prevedendo che in ogni caso debba esservi la presenza della metà dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco.
Il consiglio, entro dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l’ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo.
Non si fa luogo alla surroga qualora, ricorrendone i presupposti, si debba precedere allo scioglimento del consiglio.
Oltre che nei casi previsti dalla legge, i consiglieri decadono dalla carica per la mancata partecipazione, senza giustificato motivo a cinque sedute consecutive del Consiglio. La decadenza è pronunciata dal Consiglio negli stessi termini e modalità previsti dalla legge per la dichiarazione di incompatibilità.
I consiglieri cessati dalla carica per effetto del rinnovo o dello scioglimento del consiglio continuano ad esercitare gli incarichi esterni, nei limiti temporali delle norme sul rinnovo degli organi amministrativi.
In occasione delle adunanze del consiglio sono esposte all’esterno dell’edificio in cui si tiene l’adunanza la bandiera della Repubblica italiana e quella dell’Unione europea per il tempo in cui l’Organo esercita le proprie funzioni e le proprie attività.
Nella sala dove si tiene il Consiglio è esposto il gonfalone.
Art. 14 Prima seduta del Consiglio
La prima seduta del Consiglio Comunale, dopo le elezioni, è convocata dal Sindaco nel termine di dieci giorni dalla proclamazione degli eletti e deve tenersi entro dieci giorni dalla diramazione dell’invito di convocazione.
Prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto, il Consiglio procede alla convalida dei Consiglieri eletti e del Sindaco.
La seduta procede con il giuramento del Sindaco, con la comunicazione da parte dello stesso della composizione della Giunta, con la costituzione e la nomina delle Commissioni consiliari permanenti e quindi con la trattazione degli altri eventuali argomenti iscritti all’ordine del giorno.
Art. 15 Linee programmatiche di mandato
Entro il termine di 60 giorni dall’insediamento, il Sindaco, sentita la Giunta, presenta al Consiglio le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare durante il mandato politico amministrativo.
Ciascun consigliere ha il pieno diritto di intervenire nella definizione delle linee programmatiche proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le modifiche, nonché mediante presentazione di appositi emendamenti, nelle modalità indicate dal regolamento del Consiglio Comunale.
E’ facoltà del Consiglio provvedere ad integrare nel corso della durata del mandato, con modifiche, le linee programmatiche, sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero emergere in ambito locale.
Con cadenza almeno annuale, il Consiglio provvede , in sessione straordinaria, a verificare l’attuazione di tali linee da parte del Sindaco e della Giunta.
Al termine del mandato politico amministrativo, il sindaco presenta all’organo consiliare il documento di rendicontazione dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche.
Art. 16 Competenze del Consiglio
Il Consiglio Comunale, rappresentando l’intera collettività, esamina l’indirizzo politico-amministrativo ed esercita il controllo sulla sua applicazione.
Il Consiglio esercita la potestà e le competenze stabilite dalla legge e dallo Statuto e svolge le proprie attribuzioni conformandosi ai principi, alle modalità e alle procedure stabilite nel presente Statuto e nelle norme regolamentari.
- Statuto dell’ente, delle Aziende speciali e delle Istituzioni e relative variazioni
- regolamenti e relative variazioni, salvo quelli di competenza di altri organi nell’esercizio della rispettiva potestà regolamentare
- piani finanziari
- eventuali deroghe ai piani territoriali ed urbanistici, ivi comprese le autorizzazioni al rilascio di concessioni edilizie in deroga ai vigenti strumenti urbanistici generali ed attuativi, nonché i pareri da rendere in dette materie
- ratifiche di variazioni di bilancio approvate dalla Giunta Comunale nei casi espressamente previsti dalla legge
- tutti gli atti necessari all’istituzione, disciplina e funzionamento degli organi di decentramento e di partecipazione dei cittadini
- atti di programmazione e di indirizzo per la formazione delle piante organiche e per l’approvazione del regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi
- tutte le spese che impegnino i bilanci per più esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili e alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo
g) atti relativi ad acquisti, alienazioni di immobili, permute, concessioni ed appalti
- acquisti, permute ed alienazioni immobiliari che non siano previsti in altri atti fondamentali del Consiglio
h) atti relativi ai servizi, alle aziende, alle istituzioni, alle società ed enti indipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza
- atti di indirizzo da osservare da parte delle aziende, istituzioni ed enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza
- costituzione di società di capitali, di aziende ed istituzioni ed acquisto di azioni e quote di partecipazione societaria
- concessione di pubblici servizi
i) atti relativi alla disciplina dei tributi atti di istituzioni di tributi e tariffe, nell’ambito stabilito dalla legge
- disciplina generale delle tariffe per la fruizione di beni e servizi pubblici
- modifica della struttura tariffaria e della disciplina dei tributi e delle tariffe dei servizi pubblici, quando non si tratti di adeguamento di competenza della Giunta
l) accensione di mutui e di prestiti obbligazionari
- contrazione di mutui non espressamente previsti in altri atti fondamentali del consiglio
- emissione di prestiti obbligazionari e loro regolamentazione
- definizione degli indirizzi per la designazione, nomina e revoca dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende ed Istituzioni e Società
- nomina dei rappresentanti del Consiglio presso Enti, Aziende ed Istituzioni, quando sia ad esso espressamente riservata la legge
- nomina di ogni altra rappresentanza del comune in cui sia prevista la partecipazione delle minoranze, salvo diverse specifiche disposizioni statutarie e regolamentari
- nomina delle commissioni consiliari permanenti, straordinarie e d’inchiesta
n) atti elettorali e politico-amministrativi
o) ogni altro atto, parere, determinazione che sia estrinsecazione od esplicazione del potere di indirizzo e di controllo politico-amministrativo o sia previsto dalla legge quale atto fondamentale di competenza del Consiglio.
Art. 17 Commissioni consiliari permanenti
Il Consiglio per l’esercizio delle proprie funzioni si articola in commissioni consiliari permanenti.
Il regolamento per il funzionamento del Consiglio ne determina la composizione, nel rispetto del principio di proporzionalità fra maggioranza e minoranze, unitamente alle modalità di nomina o elezione, al funzionamento, al numero e alle attribuzioni.
I lavori delle commissioni consiliari sono, di regola, pubblici, salvo diversa previsione regolamentare per ragioni connesse all’ordine pubblico o alla riservatezza della sfera privata delle persone.
Le commissioni hanno poteri referenti, redigenti, di controllo, consultivi ed istruttori in ordine a tutti gli atti generali e alle materie di competenza del Consiglio.
Esse esercitano altresì il controllo politico-amministrativo sull’andamento delle aziende speciali, delle Istituzioni e delle società di capitali partecipate dal Comune, nonché sui soggetti concessionari dei servizi pubblici.
Le commissioni consiliari permanenti possono avvalersi, per l’esercizio delle loro funzioni, della collaborazione del Sindaco, degli Assessori, del Segretario comunale e dei responsabili degli uffici e dei servizi.
Il Sindaco, gli Assessori, il Segretario comunale, i dirigenti ed e i responsabili degli uffici e dei servizi possono partecipare ai lavori delle commissioni permanenti con diritto di parola e di proposta, ma senza diritto di voto.
Art. 18 Commissioni consiliari straordinarie, temporanee e speciali
Il Consiglio può istituire, con deliberazione assunta a maggioranza assoluta dei componenti, commissioni consiliari straordinarie, temporanee, speciali, di indagini e di inchiesta, determinando, nell’atto di istituzione, i compiti, la composizione, la durata, i poteri di indagine eventualmente conferiti, le modalità di funzionamento e la dotazione di quanto necessario all’espletamento del mandato.
E’ facoltà dei commissari dissenzienti di presentare relazioni di minoranza nelle stesse forme e termini della relazione della commissione.
Art. 19 Adunanze del Consiglio
Il Consiglio si riunisce in sessioni ordinarie e sessioni straordinarie.
Ai fini della convocazione, sono considerate ordinarie le sedute nelle quali vengono iscritte le proposte di deliberazioni inerenti all’approvazione delle linee programmatiche del mandato, del bilancio di previsione, della verifica degli equilibri di bilancio, del rendiconto della gestione dell’esercizio precedente.
Le sessioni ordinarie devono essere convocate almeno cinque giorni prima del giorno stabilito; quelle straordinarie almeno tre. In caso di eccezionale urgenza, la convocazione può avvenire con un anticipo di almeno 24 ore.
La convocazione del Consiglio e l’ordine del giorno degli argomenti da trattare è effettuata dal sindaco, di sua iniziativa o su richiesta di almeno un quarto dei Consiglieri, in tal caso la riunione deve tenersi entro 20 giorni e devono essere inseriti all’ordine del giorno gli argomenti proposti, purché di competenza consiliare.
Negli stessi termini l’ordine del giorno deve essere affisso all’albo pretorio del Comune ed in altri luoghi pubblici.
Le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche, fatta eccezione dei casi per i quali le stesse debbano tenersi senza la presenza del pubblico per ragioni connesse all’ordine pubblico o alla riservatezza della sfera privata delle persone.
Il Consiglio si riunisce con l’intervento di almeno la metà dei consiglieri assegnati.
Nelle sedute in seconda convocazione è sufficiente la presenza di almeno un terzo dei componenti il consiglio.
Art. 20 Funzionamento del Consiglio
Il Consiglio disciplina con proprio regolamento, ai sensi dell’art. 13 del presente Statuto, lo svolgimento dei propri lavori e di quelli delle commissioni permanenti, straordinarie, temporanee e speciali, ivi comprese le indennità nonché ogni altro beneficio giuridico ed economico che spettano ai consiglieri comunali, nel rispetto delle disposizioni stabilite dalla legge e dello statuto.
Le prerogative ed i diritti dei consiglieri sono disciplinati dalla legge, dal presente statuto e dal regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale. Il regolamento disciplina altresì l’esercizio delle potestà e delle funzioni dei consiglieri, uniformandosi ai principi statutari e perseguendo l’obiettivo dell’efficienza decisionale, in particolare prevedendo il diritto di iniziativa deliberativa per tutti gli atti di competenza del Consiglio oltre che la facoltà di presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni ed istanze ispettive alle quali il Sindaco o gli assessori delegati risponderanno entro trenta giorni. I consiglieri comunali hanno il diritto di ottenere dagli uffici del Comune, degli enti e delle aziende a cui partecipa il Comune tutte le notizie e le informazioni utili per l’espletamento delle relative funzioni nei modi e nelle forme stabilite dal regolamento. I consiglieri hanno, inoltre, diritto di essere informati sulle proposte iscritte all’ordine del giorno che saranno messe a loro disposizione, complete dei pareri e degli eventuali allegati.
d) le materie che non possono essere trattate nelle sedute di seconda convocazione, se non con l’intervento di almeno la metà dei consiglieri assegnati;
e) le modalità di esercizio della funzione di indirizzo e di controllo politicoamministrativo, nonché il funzionamento delle commissioni consiliari.
Art. 21 Pubblicizzazione delle sedute del Consiglio comunale
Al fine di garantire la partecipazione dei cittadini alle sedute del Consiglio comunale, il Sindaco predispone adeguate forme di pubblicità, attraverso i mezzi di comunicazione, alle convocazioni del Consiglio e ai loro ordini del giorno. Mediante le stesse procedure e in applicazione del diritto all’informazione dei cittadini, il Sindaco è tenuto a rendere pubbliche e disponibili le delibere del Consiglio comunale.
Art. 22 Gruppi consiliari
I consiglieri possono costituirsi in gruppi, formati da uno o più componenti, secondo quanto previsto dal regolamento del Consiglio Comunale e ne danno comunicazione al Sindaco e al Segretario comunale unitamente alla indicazione del nome del capogruppo. Qualora non si eserciti tale facoltà o nelle more della designazione, i gruppi sono individuati nelle liste che si sono presentate alle elezioni e i relativi capigruppo nei consiglieri, non appartenenti alla Giunta, che abbiano riportato il maggior numero di preferenze.
E’ istituita presso il Comune la conferenza dei capigruppo, finalizzata a rispondere ai principi generali del presente Statuto e all’art. 39 comma 4 del dlgs.267/2000. La disciplina, il funzionamento e le specifiche attribuzioni sono contenute nel regolamento del consiglio comunale.
I capigruppo consiliari possono essere domiciliati preso l’ufficio protocollo del comune.
Agli stessi è consentito ottenere gratuitamente, così come a tutti i consiglieri comunali, copia della documentazione inerente gli atti utili all’espletamento del proprio mandato.
Art. 23 Prerogative delle minoranze
ILe norme del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale devono consentire ai consiglieri appartenenti ai gruppi delle minoranze consiliari l’effettivo esercizio dei poteri ispettivi e di controllo e del diritto di informazione sull’attività e sulle iniziative del Comune, delle Aziende, Istituzioni e degli enti dipendenti.
Ai gruppi delle minoranze consiliari spetta la designazione dei Presidenti delle Commissioni consiliari aventi funzione di controllo e di garanzia individuate nel regolamento.
Spetta altresì ai gruppi di minoranza, con votazione separata e limitata ai soli componenti dei gruppi stessi, la nomina dei loro rappresentanti negli organi collegiali degli enti, delle aziende, delle istituzioni dipendenti dall’ente, nonché in tutte le commissioni anche a carattere consultivo, ove la legge, lo Statuto ed i regolamenti prevedano la designazione da è parte del Consiglio di propri rappresentanti in numero superiore a uno.
CAPO III IL SINDACO
Art. 24 Il Sindaco
Il Sindaco è il capo dell’amministrazione comunale, eletto direttamente e democraticamente dai cittadini a suffragio universale secondo le modalità stabilite nella legge che disciplina altresì i casi di ineleggibilità, di incompatibilità, lo stato giuridico e le cause di cessazione dalla carica.
Il Sindaco rappresenta il Comune ed è l’organo responsabile dell’amministrazione, sovrintende alle verifiche di risultato connesse al funzionamento dei servizi comunali, impartisce direttive al segretario comunale e ai dirigenti in ordine agli indirizzi amministrativi e gestionali, nonché sull’esecuzione degli atti.
Il Sindaco assume le funzioni di Ufficiale di governo nei casi previsti dalla legge ed esercita le funzioni delegategli dalla Regione Toscana, secondo le modalità previste dalle leggi e dallo statuto. Per l’esercizio di tali funzioni si avvale degli uffici comunali.
Prima di assumere le funzioni, il Sindaco presta giuramento innanzi al Consiglio Comunale, nella prima riunione, pronunciando la seguente formula : “Giuro di osservare lealmente la Costituzione, le leggi della Repubblica e l’ordinamento del Comune e di agire per il bene di tutti i cittadini”.
Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con gli stemmi della Repubblica e del Comune, da portare a tracolla sulla spalla con il verde all’interno.
Il Sindaco esercita le funzioni di amministrazione, vigilanza e organizzazione ed in particolare:
a) dirige e coordina l’attività politica e amministrativa del Comune, nomina la Giunta e coordina l’attività dei singoli assessori;
b) convoca e presiede la Giunta e il Consiglio Comunale;
promuove ed assume iniziative per concludere e sottoscrivere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge;
c) può sospendere l'adozione di atti specifici concernenti l'attività amministrativa dei singoli assessori per sottoporli all'esame della Giunta;
d) convoca i comizi per i referendum previsti dall’art. 8 del D.Lgs.267/2000;
e) coordina ed organizza, nell’ambito della disciplina regionale e sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni pubbliche interessate, gli orari di apertura al pubblico di uffici pubblici operanti nel territorio, considerando i bisogni delle diverse fasce di popolazione interessate, con particolare riguardo alle esigenze delle persone che lavorano;
f) provvede, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio, alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni;
g) nomina il segretario comunale, scegliendolo nell’apposito albo;
h) nomina e revoca, se istituito, il direttore generale del Comune;
i) conferisce gli incarichi dirigenziali e di responsabilità di uffici e servizi, nonché quelli di collaborazione esterna, secondo le modalità previste dalla legge e dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi;
l) ove non sia diversamente stabilito da norme regolamentari, ha la rappresentanza del Comune nei giudizi di qualunque natura e decide con proprio atto la costituzione in giudizio dell’Ente e la proposizione delle liti;
m) emana le ordinanze contingibili ed urgenti nei casi di emergenze sanitarie o igiene pubblica a carattere esclusivamente locale, nonché nei casi di emergenza di cui all’art. 50, commi 5-6 del D.Lgs. 267/2000.
Il Sindaco, nell’esercizio delle sue funzioni di vigilanza:
a) acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi le informazioni e gli atti, anche riservati, e può disporre l’acquisizione di atti, documenti ed informazioni presso aziende speciali, istituzioni e società di capitali appartenenti all’ente, tramite i rappresentanti legali delle stesse, informandone il Consiglio comunale;
b) compie gli atti conservativi dei diritti del comune e promuove direttamente o avvalendosi del segretario comunale le indagini e le verifiche amministrative sull’intera attività del Comune;
c) promuove ed assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, aziende speciali, istituzioni, società di cui il Comune fa parte, svolgano la loro attività secondo gli obiettivi indicati dal Consiglio e in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla Giunta.
Il Sindaco, nell’esercizio delle sue funzioni di organizzazione:
a) stabilisce gli argomenti all’ordine del giorno delle sedute del consiglio comunale, ne dispone la convocazione e lo presiede. Provvede altresì alla convocazione quando la richiesta è formulata da un quinto dei consiglieri;
Art. 26 Il Vice Sindaco
Il Vice Sindaco è nominato dal Sindaco tra gli assessori prescelti; sostituisce in tutte le funzioni il Sindaco temporaneamente assente, impedito o sospeso dalla carica.
Art. 27 Deleghe ed incarichi
Le funzioni di Ufficiale di governo possono costituire oggetto di delega nei modi e nei termini previsti dalla legge, fatta eccezione per i provvedimenti contingibili ed urgenti, che restano esclusiva competenza del Sindaco e di chi legalmente lo può sostituire.
L’atto di delega - in forma scritta obbligatoria - indica l’oggetto, la materia, gli eventuali limiti in cui opera il trasferimento della competenza e deve contenere gli indirizzi generali in base ai quali deve essere esercitata.
La potestà del delegato concorre con quella del Sindaco e non la sostituisce; il Sindaco - anche dopo aver rilasciato delega - può continuare ad esercitare le proprie funzioni e competenze senza alcuna limitazione.
Il Sindaco può attribuire ad Assessori e Consiglieri incarico di svolgere attività di istruzione e di studio di determinati problemi e progetti o di curare determinate questioni nell’interesse dell’Amministrazione. Tali incarichi non costituiscono delega di competenze e non abilitano allo svolgimento di un procedimento amministrativo che si concluda con un atto amministrativo ad efficacia esterna.
Art. 28 Cessazione dalla carica di Sindaco
L’impedimento permanente, la rimozione, la decadenza o il decesso del Sindaco danno luogo alla decadenza della Giunta e allo scioglimento del Consiglio comunale.
L’impedimento permanente del Sindaco viene accertato da una commissione composta da tre persone nominate dal Consiglio Comunale e composta da soggetti estranei al Consiglio, di chiara fama, nominati in relazione allo specifico motivo dell’impedimento. La procedura per la verifica dell’impedimento viene attivata dal vice sindaco o, in mancanza, dall’assessore più anziano di età che vi provvede d’intesa con i gruppi consiliari. La commissione ,entro 30 giorni dalla nomina relaziona al consiglio sulle ragioni dell’impedimento. Il Consiglio si pronuncia sulla relazione in seduta pubblica, salvo sua diversa determinazione, anche su richiesta della commissione, entro dieci giorni dalla presentazione.
Le dimissioni del Sindaco comunque presentate al Consiglio diventano efficaci ed irrevocabili decorsi venti giorni dalla loro presentazione e danno luogo all’immediata cessazione dalla carica del Sindaco, alla decadenza della Giunta e allo scioglimento del Consiglio Comunale. Di tale evenienza il segretario comunale dà immediata comunicazione al Prefetto, affinché questi possa adottare tempestivamente i conseguenti provvedimenti per lo scioglimento del Consiglio e la nomina del commissario.
CAPO IV LA GIUNTA
Art. 29 La Giunta
La Giunta è l’organo esecutivo del Comune ed esercita le funzioni conferitele dalle leggi e dai regolamenti statali e regionali, dal presente Statuto e dai regolamenti comunali; essa impronta la propria attività ai principi della collegialità, della trasparenza e della efficienza.
Art. 30 Composizione della Giunta
La Giunta è composta dal Sindaco, che la presiede, e da un numero, fino ad un massimo di sette, di assessori, compreso il Vice Sindaco.
Art. 28 Decadenza e sostituzione
In caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Sindaco, la Giunta decade e si procede allo scioglimento del Consiglio.
Il Sindaco nomina il Vice Sindaco e gli Assessori, prima dell’insediamento del Consiglio Comunale, tra i cittadini in possesso dei requisiti di candidabilità, compatibilità ed eleggibilità a consigliere comunale.
Gli assessori sono scelti dal sindaco anche tra cittadini non facenti parte del consiglio comunale in possesso dei requisiti suddetti secondo criteri di competenza, esperienza, motivazione e dedizione alla causa dell’interesse pubblico della comunità. Possono essere nominati assessori anche consiglieri comunali eletti, purché rassegnino le proprie dimissioni dalla carica di consigliere.
INon possono far parte della Giunta contemporaneamente assessori che siano fra loro coniugi, ascendenti, discendenti o parenti e affini fino al 2° grado ed il coniuge, gli ascendenti, i discendenti e i parenti ed affini fino al 3° grado del Sindaco. Non possono altresì far parte della Giunta cittadini che siano stati candidati e non eletti alla carica di consigliere nella stessa tornata amministrativa.
Gli stessi non possono essere nominati rappresentanti del Comune presso enti, aziende, istituzioni ed organismi interni ed esterni all’ente, se non nei casi espressamente previsti dalla legge e in quelli in cui ciò non competa loro per effetto della carica rivestita.
La Giunta all’atto del suo insediamento esamina le condizioni di eleggibilità e compatibilità dei propri componenti.
Gli Assessori partecipano ai lavori del Consiglio e delle commissioni consiliari senza diritto al voto e senza concorrere a determinare il numero legale per la validità delle riunioni. Hanno diritto di accedere alle informazioni necessarie all’espletamento del mandato e di depositare proposte rivolte al Consiglio.
Il Sindaco dirige e coordina i lavori della giunta, assicura l’unità di indirizzo politico degli assessori e la collegiale responsabilità delle decisioni.
La giunta delibera con l’intervento della maggioranza dei componenti, compreso il Sindaco; nelle votazioni palesi,in caso di parità, prevale il voto del Sindaco o di chi presiede la seduta in sua vece.
A discrezione del Sindaco possono essere ammessi a partecipare ai lavori della giunta funzionari del comune, cittadini o autorità al fine di acquisire elementi valutativi sugli argomenti in discussione.
Art. 32 Competenze della Giunta
La Giunta collabora con il Sindaco nel governo del Comune e per l’attuazione degli indirizzi generali di governo. Svolge funzioni propositive nei confronti del Consiglio.
La Giunta compietutti gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge e dallo Statuto al Consiglio e che non rientrino nelle competenze del Sindaco, del Segretario Comunale e dei responsabili degli uffici e dei servizi.
b) approva i progetti, i programmi esecutivi e tutti i provvedimenti che non comportano impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio e che non siano riservati dalla legge o dal regolamento di contabilità ai responsabili dei servizi;
e) modifica le tariffe vigenti, elabora e propone al Consiglio i criteri per la determinazione di quelle nuove;
f) propone i criteri generali per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici di qualunque genere ad enti e persone;
h) autorizza il Sindaco a conferire le funzioni di direzione generale al Segretario Comunale;
i) dispone l’accettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni;
j) fissa la data di convocazione dei comizi per i referendum e costituisce l’ufficio comunale per le consultazioni, cui è rimesso l’accertamento della regolarità del procedimento;
k) esercita, previa determinazione dei costi e individuazione dei mezzi, funzioni delegate dalla Provincia, Regione, stato quando non espressamente attribuite dalla legge e dallo statuto ad altro organo;
m) fissa, ai sensi del regolamento e degli accordi decentrati, i parametri , gli standard e i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività ell’apparato sentito il segretario comunale;
n) approva il Piano esecutivo di gestione (Peg);
o) autorizza la resistenza in giudizio, nei soli casi in cui i procedimenti di giurisdizione riguardano componenti degli organi di governo.
Art. 33 Revoca degli assessori
Nel corso del mandato amministrativo il Sindaco può revocare dall’incarico uno o più assessori, compreso il Vice Sindaco, provvedendo con il medesimo atto alla nomina dei sostituti.
La revoca è sinteticamente motivata, anche solo con riferimento al venire meno del rapporto fiduciario, ed è comunicata al Consiglio nella prima seduta utile unitamente ai nominativi dei nuovi assessori.
Art. 34 Mozione di sfiducia
Il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio.
La mozione di sfiducia, sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco, deve essere motivata, anche con riferimento al solo venire meno della maggioranza consiliare, ed è messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta dalla sua presentazione.
Nel caso in cui la mozione di sfiducia sia approvata, il Segretario Comunale ne informa il Prefetto, ai fini dell’assunzione dei conseguenti provvedimenti di scioglimento del Consiglio e di nomina del Commissario fino all’indizione di nuove elezioni.
Art. 35 Divieto generale di incarichi e consulenze ed obblighi di astensione
I componenti della Giunta aventi competenza in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici devono astenersi dall’esercizio professionale in materia di edilizia privata e pubblica nell’ambito del territorio comunale.
Tutti gli amministratori hanno altresì l’obbligo di astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di deliberazioni riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini fini al quarto grado.
I componenti degli organi di governo e degli organi di gestione devono assumere ogni atto e provvedimento, monocratico o collegiale, nel rispetto delle regole di terzietà, di disinteresse, di imparzialità e di buona amministrazione, astenendosi dall’assumere determinazioni o di concorrervi anche mediante pareri quando per qualsiasi ragione, anche di opportunità, la loro condizione soggettiva giuridica o materiale sia astrattamente suscettibile di violare tale principi.
Art. 36 Pari opportunità
Sono assicurate condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi di legge ed è assicurata la presenza di entrambi i sessi nella Giunta e negli organi collegiali del Comune, nonché negli Enti, Aziende ed Istituzioni da esso dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza dello stesso.
Art. 37 Pubblicità delle spese elettorali
Tali documenti sono resi pubblici mediante affissione all’Albo Pretorio del proprio Comune per tutta la durata della campagna elettorale.
Entro venti giorni dalla data di proclamazione degli eletti, il Sindaco, i candidati Sindaci nominati consiglieri, i consiglieri comunali e i rappresentanti delle liste presentano il rendiconto delle spese, raggruppate per categorie.
I rendiconti sono pubblicati all’Albo Pretorio per la durata di trenta giorni consecutivi e restano depositati in Comune per la consultazione anche successivamente alla scadenza del periodo di pubblicazione. Chiunque ha la possibilità di richiederne copia.

References: Art. 34

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 28

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37