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Timestamp: 2017-09-26 14:21:59+00:00

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UNA FAMIGLIA PER AMICO ASS. DI VOLONTARIATO - CHI SIAMO
UNA FAMIGLIA PER AMICOAssociazione di Volontariato
ESPERIENZE D'ACCOGLIENZE
L'Associazione si riconosce e si ispira ai principi della legge regionale del 7 giugno 1994 numero 22, che richiama la legge quadro sul volontariato dell'11 agosto 1991 numero 266. L'Associazione ha sede nel comune di Messina e potrà istituire sedi secondarie e simili su tutto il territorio nazionale, ha la durata fino al 31 dicembre 2050, salvo proroga o scioglimento deliberato nelle forme di legge.
L'Associazione, che non ha fini di lucro, nasce da un gruppo di persone, famiglie affidatarie e non, che, essendo particolarmente sensibili alla realtà dell'affido, intendono diffonderne la cultura e promuovere la formazione ed il sostegno.
Scopo dell'associazione è:
- La promozione, la formazione e la propaganda della "cultura dell'affido", come previsto dalla legge 184/1983 e legge..../2001;
- L'aiuto alle famiglie affidatarie riguardo alle leggi vigenti ed alle istituzioni al fine di risolvere tutti i problemi che possono sorgere nell'esperienza pratica dell'affido;
- La collaborazione con le istituzioni e le autorità competenti per agevolare sia la soluzione dei casi di minori da affidare sia i migliori rapporti possibili con le famiglie di origine.
L'Associazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse o accessorie per natura a quella statutarie.
Lo statuto dell' associazione
Titoli I - Denominazione - Sede - Durata
Art. 1 - E' costituita l'Associazione di volontariato denominata UNA FAMIGLIA PER AMICO L'Associazione si riconosce e si ispira ai principi della legge regionale del 7 giugno 1994 numero 22, che richiama la legge quadro sul volontariato dell'11 agosto 1991 numero 266.
Art. 2 - l'Associazione ha sede nel comune di Messina e potrà istituire sedi secondarie e simili su tutto il territorio nazionale.
Art. 3 - l'Associazione ha la durata fino al 31 dicembre 2050, salvo proroga o scioglimento deliberato nelle forme di legge
Titoli II - Scopi
Art. 4 - l'Associazione, che non ha fini di lucro, nasce da un gruppo di persone, famiglie affidatarie e non, che, essendo particolarmente sensibili alla realtà dell'affido, intendono diffonderne la cultura e promuovere la formazione ed il sostegno.
- La promozione, la formazione e la propaganda della "cultura dell'affido", come previsto dalla legge 184/1983;
Art. 5 - Nell'esercizio delle sue attività l'Associazione dovrà garantire la massima serietà mediante il lavoro di gruppo in piena corresponsabilità ove necessario in relazione alle attività svolte, essa stipulerà una polizza di assicurazione per l responsabilità civile, per gli infortuni e per le malattie.
Titoli III - Soci
Art. 6 - Possono essere soci tutti coloro che condividono le finalità ed i programmi dell'Associazione e si impegnano a partecipare alle attività dell'Associazione stessa. La qualifica di socio viene assunta a tempo indeterminato e non può essere disposta per un tempo temporaneo. Spetta al Consiglio Direttivo deliberare in ordine all'ammissione dei soci.
Art. 7 - I soci sono tenuti a contribuire alla vita dell'Associazione con la quota di iscrizione e i contributi associativi nella misura determinata dal Consiglio Direttivo. La quota sociale non è rivalutabile nè trasmissibile, ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte. I soci presteranno la propria attività, all'interno dell'organizzazione associativa, in modo personale volontario spontaneo, gratuito e senza fini di lucro. Al socio possono essere rimborsate le spese vive sostenute preventivamente concordate. L'eventuale beneficiario della prestazione volontaria non deve retribuire l'attività che in tutti i casi è esclusivamente di natura solidaristica. La qualità di socio è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto subordinato o autonomo con l'organizzazione di cui fa parte.
Art. 8 - Chi intende essere ammesso come socio deve presentare domanda al Consiglio Direttivo, che delibera motivando l'eventuale diniego.
Art. 9 - I soci cessano di appartenere all'associazione per recesso, decadenza, esclusione,morte. Può recedere il su domanda il socio che non intenda continuare a partecipare alle attività dell'Associazione. Il recesso diventa operativo alla presentazione della domanda.
Il Consiglio Direttivo pur dichiarare la decadenza del socio:
a) Che non partecipa alle attività dell'associazione;
b) Che non è in regola con il pagamento delle quote da almeno sei mesi, restando impregiudicato il diritto dell'associazione a riscuotere le quote maturate.
Il socio pur essere escluso quando:
a) Fomenti dissidi o disordini tra soci;
b) Svolga attività in contrasto o in concorrenza con quella dell'associazione;
c) Non osservi i regolamenti interni e le deliberazioni prese a norma di statuto;
d) Non adempia agli obblighi assunti a qualsiasi titolo verso l'associazione.
L'esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo dopo che al socio sia stato contestato per iscritto il fatto che giustificava l'esclusione, con assegnazione di un termine di dieci giorni per eventuali controdeduzioni.
Art. 10 - Il socio che cessi di appartenere all'Associazione per recesso, decadenza od esclusione - come pure gli eredi del defunto - non conserva alcun diritto sul patrimonio sociale nè può riavere i contributi e le quote già versate.
TITOLO III - Patrimonio - Entrate - Avanzi di gestione.
Art.11 - l'Associazione trae le risorse economiche per il proprio funzionamento e per lo svolgimento della propria attività da:
a) Contributi e quote associative degli aderenti;
b) Contributi di privati, associazioni e gruppi, riconosciuti e non;
c) Contributi dello stato, di enti o istituzioni pubbliche, anche finalizzati in via esclusiva al sostegno di specifiche e documentate attività e progetti;
d) Contributi di persone fisiche o giuridiche straniere od organismi internazionali;
f) Entrate derivanti da occasionali e marginali attività produttive svolte dall'associazione; utili derivati dall'organizzazione di manifestazioni o dalla partecipazione ad esse;
g) Ogni altro bene o valore acquisito dall'Associazione in conformità alla legge o al presente statuto;
h) Eventuali fondi di riserva costituiti con eccedenze di bilancio. L'esercizio sociale va dal primo gennaio al trentuno dicembre.
Per lo svolgimento dei compiti istituzionali l'Associazione ha la facoltà di affidare a terzi parte dei servizi e delle attività. Il consiglio direttivo dovrà predisporre il bilancio consuntivo dell'esercizio precedente e quello preventivo per il successivo esercizio, entrambi devono essere sottoposti all'approvazione dell'assemblea dei soci, secondo le modalità di cui infra. I bilanci dell'Associazione saranno pubblici ed essi debbono restare depositati presso la sede dell'Associazione nei quindici giorni che precedono l'assemblea convocata per la loro approvazione.
Art. 12 - All'Associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonchè fondi, riserve o capitali durante la vita dell'Associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge ovvero siano effettuate a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima e unitaria struttura. L'Associazione ha l'obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
Art. 13 - Sono organi dell'Associazione:
La struttura dell'Associazione è trasparente e democratica. Le cariche sono elettive, con le modalità previste dal regolamento e gratuite.
CAPO I Assemblea dei soci
Art. 14 - I soci sono convocati in assemblea dal Presidente del consiglio direttivo, almeno due volte l'anno e cioè entro il 30 aprile per l'approvazione del bilancio consuntivo ed il trenta novembre per l'approvazione del bilancio preventivo. L'assemblea è convocata dal presidente del consiglio direttivo quando lo ritenga opportuno ovvero quando ne faccia richiesta scritta almeno tre terzi dei soci. La convocazione si esegue mediante affissione all'albo dell'associazione, almeno sette giorni prima di quello fissato per l'adunanza, dell'avviso contenente l'ordine del giorno, il luogo e l'ora della prima e dell'eventuale seconda convocazione che potrà avvenire anche nello stesso giorno della prima.
Art. 15 - Hanno diritto di intervenire all'assemblea i soci in regola con il pagamento delle quote sociali. I soci possono farsi rappresentare, per delega scritta, da altri soci o da membri del consiglio direttivo, salvo, da questi ultimi, che per le deliberazioni di approvazione del bilancio o relative a responsabilità dei consiglieri. In ogni caso ciascun socio non può rappresentare più di un socio.
Art. 16 - L'assemblea è presieduta dal presidente del consiglio direttivo e, in caso di sua assenza o impedimento, dal vice presidente; in mancanza di entrambi, l'assemblea procede alla nomina di un presidente. Delle riunioni e delle deliberazioni dell'assemblea verrà redatto, su apposito libro, da tenersi presso la sede dell'associazione a disposizione dei soci, relativo verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario. Al presidente dell'assemblea spetta constatare la regolarità delle deleghe ed il diritto di intervento in assemblea dei soci.
Art. 17 - L'assemblea delibera:
- Sul bilancio consuntivo e preventivo;
- Sulla nomina dei componenti il consiglio direttivo e il collegio dei revisori;
- Sugli indirizzi generali dell'attività dell'associazione;
- Sull'eventuale destinazione di utili o di avanzi di gestione comunque denominati, nonchè di fondi, riserve o capitali durante la vita dell'associazione, qualora ciò sia consentito dalla legge o dal presente statuto;
- Sulle modifiche dello statuto;
- Sull'approvazione e sulle modifiche al regolamento dell'associazione;
- Sullo scioglimento dell'associazione e sulla devoluzione del patrimonio in conformità a quanto previsto nel presente statuto;
- Su tutto quanto ad essa demandato per legge e dal presente statuto.
L'assemblea delibera, in prima convocazione, con la presenza della metà più uno dei soci e, in seconda convocazione, con la presenza di un terzo dei soci ed, in entrambi i casi, con il voto favorevole della maggioranza dei soci presenti.
Art. 18 - L'associazione è amministrata dal un consiglio direttivo composto da cinque a nove membri eletti dall'assemblea che ne determina, di volta in volta, il numero che, in ogni caso, dovrà essere dispari e che sceglie tra gli stessi un presidente, un vice presidente ed il tesoriere. Il consiglio direttivo dura in carica tre anni ed è rieleggibile.
Art. 19 - Il consiglio direttivo presieduto dal presidente e, in mancanza, dal vice presidente.
Art. 20 - Il tesoriere cura la gestione della cassa dell'associazione e ne tiene contabilità, effettua le verifiche relative, controlla la tenuta dei libri e predispone, dal punto di vista contabile, il bilancio preventi
Possono essere soci tutti coloro che condividono le finalità ed i programmi dell'associazione e si impegnano a partecipare alle attività dell'associazione stessa. La qualifica di socio viene assunta a tempo indeterminato e non può essere disposta per un tempo temporaneo. Spetta al Consiglio Direttivo deliberare in ordine all'ammissione dei soci. I soci sono tenuti a contribuire alla vita dell'associazione con la quota di iscrizione e i contributi associativi nella misura determinata dal Consiglio Direttivo. La quota sociale non è rivalutabile nè trasmissibile, ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte. I soci presteranno la propria attività, all'interno dell'organizzazione associativa, in modo personale volontario spontaneo, gratuito e senza fini di lucro. Al socio possono essere rimborsate le spese vive sostenute preventivamente concordate. L'eventuale beneficiario della prestazione volontaria non deve retribuire l'attività che in tutti i casi è esclusivamente di natura solidaristica. La qualità di socio è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto subordinato o autonomo con l'organizzazione di cui fa parte. Chi intende essere ammesso come socio deve presentare domanda al Consiglio Direttivo, che delibera motivando l'eventuale diniego. I soci cessano di appartenere all'associazione per recesso, decadenza, esclusione,morte. Può recedere il su domanda il socio che non intenda continuare a partecipare alle attività dell'associazione.
Il recesso diventa operativo alla presentazione della domanda. Il Consiglio Direttivo pur dichiarare la decadenza del socio:
Il socio può essere escluso quando:
L'esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo dopo che al socio sia stato contestato per iscritto il fatto che giustificava l'esclusione, con assegnazione di un termine di dieci giorni per eventuali controdeduzioni. Il socio che cessi di appartenere all'associazione per recesso, decadenza od esclusione - come pure gli eredi del defunto - non conserva alcun diritto sul patrimonio sociale nè può riavere i contributi e le quote già versate.
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References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art.11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20