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Timestamp: 2020-05-26 03:44:01+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 928 del 17/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 928 del 17/01/2020
Cassazione civile sez. trib., 17/01/2020, (ud. 18/09/2019, dep. 17/01/2020), n.928
sul ricorso 22009-2014 proposto da:
A.C., elettivamente domiciliata in (OMISSIS), presso lo
studio dell’avvocato ANTONIO INZERILLO, rappresentata e difesa
dall’avvocato ANDREA MARICONDA;
avverso la sentenza n. 230/2013 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,
18/09/2019 dal Consigliere Dott. ANDREA VENEGONI.
La contribuente A.C. ricorreva a questa Corte per l’annullamento della sentenza della CTR Campania che, a conferma della sentenza della CTP, rigettava il ricorso contro l’accertamento sintetico nei suoi confronti, relativo all’anno 2001.
Lamentava che la CTR, nel rigettare l’appello e confermare l’accertamento, non avesse tenuto conto del fatto che non erano stati provati i presupposti dell’accertamento sintetico, e che la contribuente era collaboratrice dell’attività del marito nel commercio delle carni (ed anch’egli era stato oggetto di accertamento definito con condono), per cui le disponibilità finanziarie ritenute rilevanti ai fini dell’accertamento sintetico erano già risalenti ad anni precedenti ed in parte disinvestite.
Ricorreva, pertanto a questa Corte sulla base di due motivi.
Con memoria depositata l’8.7.2019 la contribuente evidenziava di avere presentato, nel 2017, ad Equitalia istanza di definizione agevolata della controversia del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, ex art. 6, conv. con modif. dalla L. 1 dicembre 2016, n. 225, con impegno a rinunciare al ricorso, e con la stessa memoria rinunciava al ricorso, chiedendo la compensazione delle spese.
“in presenza della dichiarazione del debitore di avvalersi della definizione agevolata con impegno a rinunciare al giudizio ai sensi del D.L. n. 193 del 2016, art. 6, conv. con modif. in L. n. 225 del 2016, cui sia seguita la comunicazione dell’esattore ai sensi del comma 3 di tale norma, il giudizio di cassazione deve essere dichiarato estinto, ex art. 391 c.p.c., rispettivamente per rinuncia del debitore, qualora egli sia ricorrente, ovvero perchè ricorre un caso di estinzione “ex lege”, qualora sia resistente o intimato; in entrambe le ipotesi, peraltro, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere qualora risulti, al momento della decisione, che il debitore abbia anche provveduto al pagamento integrale del debito rateizzato” (Sez. 6, Ordinanza n. 24083 del 03/10/2018);
Il ricorrente, in data 16.12.2016, ha presentato dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, del D.L. n. 193 del 2016, ex art. 6, convertito nella L. n. 225 del 2016, ed ha contestualmente dichiarato di non aver più interesse alla prosecuzione del giudizio, avendo le parti definito la causa nelle forme e secondo le modalità previste dal citato provvedimento legislativo; il ricorrente ha rinunciato, pertanto, agli atti del presente giudizio, chiedendo, quindi, la declaratoria di estinzione del medesimo, con compensazione integrale delle spese. Il Collegio, preso atto di quanto sopra, ritiene che sussistano le ragioni di compensazione di cui all’art. 92 c.p.c., essendo la rinuncia inerente alla procedura di dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, del D.L. n. 193 del 2016, ex art. 6.
In tema di definizione agevolata del D.L. n. 193 del 2016, ex art. 6, conv. con modif. nella L. n. 225 del 2016, la rinuncia al giudizio da parte del contribuente ai sensi della menzionata Disp., comma 2, costituisce un’eccezione alla previsione di cui all’art. 391 c.c., comma 2, ed implica la necessaria compensazione delle spese di lite.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio del 18 settembre 2019.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 6
 art. 6
 art. 391
 art. 6
 art. 6
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