Source: https://bondeno.online/2011/05/
Timestamp: 2020-01-22 13:26:54+00:00

Document:
maggio | 2011 | bondenocom
31 maggio 2011 redattorecapo Musica	Ferrara
31 maggio 2011 redattorecapo concorsi letterari	premio
Seconda edizione 2011 - narrativa inedita
Il Premio Letterario Internazionale Interrete 2011 -
Seconda edizione è rivolto a tutte le opere di narrativa
inedita in lingua italiana, senza distinzione di generi.
Art. 1 - Sono ammessi all'esame della giuria manoscritti inediti
in lingua italiana, accompagnati da una dichiarazione sulla paternità
Art. 2 - Una (1) copia di ogni manoscritto dovrà essere inviata per
via elettronica con allegata nota contenente sinossi, indirizzo,
numero telefonico, e-mail, specificando il nome del concorso a cui
si partecipa, all'account: concorsi@interrete.it.
Facoltativo è l'invio cartaceo dello stesso lavoro partecipante
presso la segreteria del Premio Interrete dell'Agenzia Letteraria,
sita in via Milano 44, 73051 Novoli (LE).
Scadenza del bando: il 30 dicembre 2011 (farà fede il timbro postale).
Art. 3 - Consistenza del premio -
L'opera migliore di narrativa sarà premiata con la pubblicazione
del libro con una casa editrice a livello nazionale,
con assegnazione di un numero ISBN. Il contratto di edizione
è allegato al presente bando. In aggiunta sarà stipulato un accordo
di rappresentanza con Interrete Agenzia Letteraria, che si occuperà
di promuovere e rappresentare l'autore presso grandi realtà
editoriali all'estero.
Tutte le spese saranno a carico dell'Agenzia.
Art. 4 - Il giudizio della Giuria è insindacabile.
La Giuria è presieduta ogni anno da operatori del settore letterario.
Art. 5 - Interrete Agenzia Letteraria si riserva la possibilità
di stipulare successivamente accordi di rappresentanza e consulenza
editoriale con gli autori delle opere più meritevoli.
Art. 6 - La partecipazione al Nuovo Premio Interrete 2011 implica
l'accettazione incondizionata del presente regolamento.
Art. 7 - La quota di iscrizione è fissata in 20,00 euro per lavoro
da presentare, da versare su postepay carta n.° 4023600568943528
intestata a Piergiorgio Leaci, LCE PGR 74L28 E506 K
oppure in contanti in una busta chiusa.
Art. 8 - Tutela dei dati personali.
Ai sensi dell'ART. 7-11-13-25: il trattamento dei dati personali dei
partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all'Art.7, è finalizzato
unicamente alla gestione del premio.
Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo. Ai sensi dell'ART. 23: con l'invio degli elaborati con i quali si partecipa al concorso allegare il consenso scritto espresso dall'interessato al trattamento dei dati personali.
La ricevuta del versamento o la busta vanno allegate all'invio
del materiale in concorso.
Blog del Premio
30 maggio 2011 redattorecapo concorsi letterari	premio
“Trofeo Roberto Galasso”
Scadenza 15 Giugno 2011
Organizzatori: il Presidente Massimo Lauri e Soci Fondatori Associazione Ampia Bottiglia con la collaborazione di Anna Appolloni Poetessa
Massimo Lauri Presidente Associazione AMPIABOTTIGLIA,
l’Assessore alla Cultura Città di Marino,
Maria Angela Nocenzi Direttore della Biblioteca “V. Colonna” e dell’Archivio
Storico Comunale – Città di Marino,
Lucia Antonini Prof.ssa Lettere,
Anna Appolloni Poetessa.
· al Vincitore Scuola Primaria ( Elementare) 50 euro + diploma;
· al Vincitore Scuola Secondaria di Primo Grado (Medie) 100 euro + diploma;
· al Vincitore Scuola Secondaria di Secondo Grado ( Superiori) 150 euro + diploma.
1° classificato 200 euro + diploma + lunch AMPIABOTTIGLIA;
2° classificato 150 euro + diploma;
3° classificato 100 euro + diploma.
1° classificato 300 euro + Trofeo in onore di “Roberto Galasso” + diploma + lunch AMPIABOTTIGLIA;
2° classificato 200 euro + diploma;
Dal 4° classificato al 10° delle Sezioni A e B, riceveranno un Attestato di Partecipazione + Vini dei Castelli.
Sezione A: Poesia Singola Under 18;
Sezione B: Poesia Singola Adulti;
Sezione C: Libro Edito di Poesia.
Sezione A e B: da inviare MAX 2 poesie, in 5 copie stampate, di cui solo in una copia va riportato il nome, cognome e indirizzo;
Sezione C: 6 libri con autografo di cui solo in una copia va riportato il nome, cognome e indirizzo;
Quota di adesione: la Sezione A è esonerata dal versamento, per le altre sezioni è di EURO 10,00 da versare con:
Bonifico Bancario sul Conto Corrente dell’Associazione Ampia Bottiglia, (Banca Popolare Milano agenzia 431-IBAN IT75S0558421900000000000062), Piazza Matteotti 00047 Marino – Roma;
Assegno Non Trasferibile intestato: “all’Associazione Ampia Bottiglia” Marino;
Sede premiazione Teatro delle Ore, Largo Palazzo Colonna di Marino – Roma;
sabato 1 Ottobre 2011 all’interno dei festeggiamenti della 87° Edizione della Sagra dell’Uva di Marino – Roma;
Inviare da Gennaio 2011 il materiale, presso la Casella Postale n°99, ufficio Postale – S. Maria delle Mole – C.A.P. 00040 – S. Maria delle Mole – Roma;
La copia del versamento da allegare al plico;
Le Opere non verranno restituite e resteranno a disposizione del Premio;
Il Premio in denaro non ritirato dal VINCITORE resterà a disposizione del Premio;
NB: I VINCITORI CON PREMIO IN DENARO NELLE PRECEDENTI EDIZIONI, NON POTRANNO PARTECIPARE ALLA STESSA SEZIONE ;
Si autorizza al trattamento dei dati;
La partecipazione al Premio comporta l’accettazione di tutte le norme del presente regolamento.
Info: Anna Appolloni 339.2364681; http://www.appollonianna.org; a_appolloni@yahoo.it; ampiabottiglia@alice.it
Barbari o imbarbariti?
29 maggio 2011 redattorecapo economia	Ferrara
L’economia reale dal punto di osservazione della Camera di Commercio
1.4 Barbari o imbarbariti?
L’ingenuo. Tu sei un ingenuo perché credi che la politica possa risolvere i problemi. Cercare oggi di cambiare le condizioni di vita del Paese con qualsiasi tipo di politica, è come fare un po’ di pulizie a bordo del Titanic che sta affondando. Tu sei un ingenuo, anche quando credi che un po’ di misticismo di seconda mano ti possa salvare. E allora tu mi dirai: “Non c’è speranza”. No, questo non si può dire. Le risorse dell’uomo sono imprevedibili. Si potrebbe forse cominciare a pensare o anche a operare nel senso di un cambiamento sostanziale dell’animale uomo. Una specie di… mutazione antropologica. Giorgio Gaber, “L’ingenuo parte 2”, 1999
Nella premessa iniziale si era scelto di focalizzare lo studio sulle imprese, tuttavia in chiusura non possiamo esimerci dall’allargare lo sguardo a tutto il contesto sociale ed economico del territorio. Nel farlo aggiungiamo un’ulteriore suggestione colta negli scritti di Baricco. Anch’egli affronta il tema della perdita di senso della società e della discontinuità. Secondo Baricco è in corso una mutazione che non può essere spiegata con il normale affinarsi di una civiltà, ma sembra essere, più radicalmente, il tramonto di una civiltà e, forse, la nascita di un’altra. Lo scrittore opera una distinzione tra “nuovi barbari” ed “”imbarbariti”. Ai primi dà un’accezione positiva, sono coloro che portano la discontinuità, che creano il nuovo. Gli imbarbariti sono coloro che oramai si sono omologati e, per certi versi, hanno smarrito il senso.
E cita anche qualche esempio: “Quando penso ai barbari penso a gente come Larry Page e Sergey Brin (i due inventori di Google) o Steve Jobs (tutto il mondo Apple) o Jimmy Wales (fondatore di Wikipedia). Quando penso agli imbarbariti penso alle folle che riempiono i centri commerciali o al pubblico dei reality show. Quando penso ai barbari penso a Mozart (il Don Giovanni sembrò piuttosto barbaro all’imperatore che lo pagò) e quando penso agli imbarbariti penso alle signorine aristocratiche che strimpellavano ottusamente sonatine di Salieri nei loro saloni cadenti”.
Di solito le grandi mutazioni scattano esattamente quando scattano simultaneamente i due fenomeni, e in modo spesso inestricabile. Da una parte una certa civiltà marcisce, dall’altra una nuova civiltà insorge (anche nel senso di ribellione). E’ lo spettacolo davanti a cui ci troviamo adesso: ma bisogna stare molto attenti a isolare, all’interno di un unico grande movimento, le due forze opposte che stanno lavorando. Baricco conclude affermando: “… perché non ci arrendiamo all’idea che l’imbarbarimento è una sorta di scarico chimico che la fabbrica del futuro non può fare a meno di produrre?”
In quest’ultima considerazione si può leggere una nota di speranza. Essere nuovi barbari, essere resilienti, saper determinare la propria posizione nella curva ad S: tutto ciò sembra impossibile, senza speranza, all’interno di un imbarbarimento collettivo che appare ogni giorno più evidente. Tuttavia, nella società come nelle dinamiche economiche, con ogni probabilità vi è già al lavoro una fabbrica del futuro, vi sono nuovi barbari che stanno tentando di creare la discontinuità. Una fabbrica del futuro che ancora sfugge ai nostri numeri, anch’essi imbarbariti.
E, forse, per iscriversi alla fabbrica del futuro, basterebbe pochissimo, per creare la discontinuità e “fare la propria rivoluzione” sarebbe sufficiente “mangiare un’idea” e perseguirla con coraggio, “cercare nuovi ideali e ritrovare l’antica emozione di avere le ali”, “essere certi di cambiare la propria vita se si potesse cominciare a dire noi”. Sì, forse come sostiene Giorgio Gaber, non è da ingenui pensare che basterebbe pochissimo…
Sì, basterebbe pochissimo. Non è poi così difficile. Basterebbe smettere di piagnucolare, criticare, affermare, fare il tifo …e leggere i giornali. Essere certi solo di ciò che noi viviamo direttamente. Rendersi conto che anche l’uomo più mediocre diventa geniale se guarda il mondo con i suoi occhi. Basterebbe smascherare qualsiasi falsa partecipazione. Smettere di credere che l’unico obiettivo sia il miglioramento delle nostre condizioni economiche, perché la vera posta in gioco è la nostra vita. Basterebbe smettere di sentirsi vittime del denaro, del destino, del lavoro e persino della politica, perché anche i cattivi governi sono la conseguenza naturale della stupidità degli uomini. Basterebbe opporsi all’idea di calpestare gli altri, ma anche alla finta uguaglianza.
Smascherare le nostre presunte sicurezze, smascherare la nostra falsa coscienza sociale. Subito. Qui e ora. Basterebbe pochissimo. Basterebbe capire che un uomo non può essere veramente vitale se non si sente parte di qualcosa. Basterebbe smettere di credere di poter salvare il mondo con l’illusione della cosiddetta solidarietà. Rendersi conto che la crescita del mercato può anche essere indispensabile alla nostra sopravvivenza, ma che la sua inarrestabile espansione ci rende sempre più egoisti e volgari.
Basterebbe abbandonare l’idea di qualsiasi facile soluzione, ma abbandonare anche il nostro appassionato pessimismo e trovare finalmente l’audacia di frequentare il futuro con gioia. Perché la spinta utopistica non è mai accorata o piangente. La spinta utopistica non ha memoria e non si cura di dolorose attese. La spinta utopistica è subito. Qui e ora.
Giorgio Gaber, “Una nuova coscienza”, 1999
9° giornata dell’economia – Ferrara, 6 maggio 2011
28 maggio 2011 redattorecapo Arte	Ferrara
INAUGURAZIONE SABATO 28 MAGGIO
28.mag. > 12.giu. 2011
FERRARA | Porta degli Angeli
INAUGURAZIONE sabato 28 maggio dalle ore 19.00>23.00
Mostra a cura di M. Letizia Paiato e Federica Zabarri – Ass. Yoruba::diffusione arte contemporanea
testo di Lorenzo Bruni
venerdì, sabato e domenica dalle 10.00>13.00 | 15.00>19.00
o su appuntamento tel. 333.2070133
Ingresso: gratuito/offerta libera
RTA Progetto Porta degli Angeli
Rampari di Belfiore 1, angolo Corso Ercole I d’Este – 44121 Ferrara
http://www.progettoportadegliangeli.org – info@portadegliangeli.org
Ufficio Stampa Yoruba
Ass. Yoruba::diffusione arte contemporanea
Sara Finotti +39 347 7363984
http://www.yoruba.it | info@yoruba.it
Sabato 28 maggio 2011 a partire dalle ore 19.00 fino alle 23.00 presso i suggestivi spazi della Porta degli Angeli (Rampari di Belfiore 1, angolo Corso Ercole d’ Este, Ferrara), gestiti dalla R.T.A progetto Porta degli Angeli, in collaborazione con il Comune di Ferrara, Circoscrizione 1, inaugurerà la mostra personale di Stefano W. Paquini, curata da M. Letizia Paiato e Federica Zabarri dell’Associazione YORUBA::diffusione arte contemporanea:: di Ferrara, che rimarrà aperta fino al 12 giugno 2011 nei giorni venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, o su appuntamento (Tel. 333-2070133).
Nella mostra dal titolo AIUTATEMI CHE SONO MESSO MALE Stefano W. Pasquini affronta, in maniera ironica e un po’ sfacciata tipica del suo fare, il tema della crisi economica, sociale e culturale, che il nostro paese sta affrontando. Il mantra è una citazione dell’ormai noto Angelo Rizzi che con questa frase chiedeva l’elemosina nel centro di Bologna. Interpellato dall’artista, Rizzi si è detto entusiasta dell’uso della sua frase per fini artistici. Così, partendo da un punto di vista personale e quasi diaristico, l’artista inizia una riflessione lavorativa su quali siano i problemi reali del paese, interloquendo in vario modo con un pubblico che non è necessariamente il pubblico dell’arte.
Cosa può fare un artista in un paese fermo, in cui la cultura non ha alcuno sbocco professionale, in cui l’arte viene relegata al ruolo di mera decorazione casalinga e in cui la ricerca viene svilita con tagli alle risorse economiche che impongono la chiusura di ogni istituzione culturale?
Ammettere la sconfitta.
Nel momento in cui un’associazione virtuosa come Yoruba di Ferrara chiede ad un artista professionista di essere aiutata a realizzare una mostra senza fondi le possibilità sono due: o si declina con garbo, oppure si accetta la realtà che fare arte oggi significa fare volontariato culturale.
E questo viene accettato con leggerezza da Stefano W. Pasquini, che si preoccupa innanzitutto di come riuscire a gestire economicamente una mostra senza pesare troppo sul bilancio famigliare.
Nello spazio ristrutturato della Porta degli Angeli (secondo la leggenda un tempo chiamata dai ferraresi La Casa del Boia) Pasquini vi dà il benvenuto misurando la velocità di entrata con un autovelox virtuale, che prende spunto dai comuni limitrofi che multano auto a 51 km orari per fare cassa, e vi chiede di raccontare le vostre esperienze e commenti su queste macchine infernali. All’interno, la mostra prosegue con una serie di altre opere che affrontano il tema della crisi, intesa sia a livello locale (i tagli a comuni e istruzione) che a livello globale, continuando una riflessione cominciata nella sua scorsa mostra personale (alla galleria Melepere di Verona) intitolata The End of the 90s and the Impressionists e proponendo una nuova scultura dedicata al movimento no global di Seattle del 1999. Mentre ci poniamo il dubbio che forse dieci anni fa i no global avessero ragione su molti aspetti del mercato globale, proseguiamo la visita nei meandri eclettici di questo spazio difficile per incontrare ulteriori prove di forza dell’artista nel mettere in discussione il sistema dell’arte: sculture costruite con materiali di rifiuto, schizzi e disegni che ammettono la mancanza di un punto d’arrivo, per finire al piano superiore della porta, dove oltre a una magnifica vista su Ferrara, incontriamo un’installazione costituita da diecimila strane ‘banconote’ stropicciate che da una parte vedono l’effigie di un cane, dall’altra lavoratori di una fabbrica. Pasquini si rifiuta di dare un’interpretazione di quest’opera, lasciando al fruitore la decisione del suo significato, ma certamente affiancare operai e cani in un momento di crisi non lascia troppo spazio all’immaginazione.
http://www.psq1.com/permalink/aiutatemi.zip
Per autofinanziare virtualmente il progetto, Stefano W. Pasquini ha invitato una serie di musicisti a donare una canzone per una compilation musicale intitolata “Canzoni che costano un po’ meno del solito”, ventitré brani, di cui alcuni inediti, a formare un maquillage divertente ed eterogeneo a cui non manca un piglio di anarchia: dai New Hyronja di Danilo “Maso” Masotti (padre del famoso blog sugli Umarells) con un brano che fa il verso al mantra di Angelo Rizzi e sbeffeggia Bologna capitale europea della cultura, si passa ai tedeschi Weihnachtszwerge, poi Riccardo Lolli, Bagawire, Marzipan Marzipan e tanti altri. Da notare la presenza del gruppo vocale provenzale Lo Còr de la Plana, il cui hit Tan Deman è stato suonato dal vivo in un tour mondiale di oltre 40 paesi, e il bolognese Yu Guerra che propone una canzone dal suo ultimo album “Messaggio Inutile”. I Rifondazione Sklero intonano il Canto di dolore di un tombino, mentre l’esordiente Agonia intona un rap contro la mercificazione dell’uomo. Altri nomi illustri sono Pierdiego and his deficient crew, Alberto Despini, gli americani Troostite ed il tedesco Jörg Dreisörner-Wichmann, scomparso lo scorso anno, a cui il CD e’ dedicato. Come finale, non poteva mancare l’intervento gioviale del ferrarese Guido Foddis, che con “Pagherò” trasforma tutti i nostri guai in un sorriso dal ritornello stile spaghetti e mandolino. Una compilation in edizione limitata che non può mancare in nessuna collezione musicale o artistica.
Non contento di aver smosso cantautori, rappers e case discografiche, Pasquini pubblica, ad ogni sua mostra, un magazine dalle uscite casuali con numeri casuali, intitolato Obsolete Shit. Il terzo numero (dopo il 7, il 22, il 24 e il 17 usciti dal 2008 a questa parte) vede la collaborazione di quarantadue esponenti di un gruppo segreto di Facebook che giornalmente si confronta su temi di attualità e leggerezze quotidiane, che per l’occasione si sono improvvisati autori e giornalisti e hanno creato un numero eclettico disadattato, che mescola arte e realtà in un groviglio imperscrutabile di vita, a sottolineare che la cultura e la letteratura sono più che mai vitali anche tra la gente che di solito non si espone. Dallo stesso fantomatico gruppo di Facebook è tratta la sceneggiatura della performance “UA1103 – Classe Sociale” che vedrà un gruppo di attori interagire dialetticamente in una sorta di chat dell’assurdo guidata dalla magistrale regia di Roberta Pazi.
28 maggio 2011 redattorecapo Arte	Cento
La strana coppia: espongono insieme in Galleria Bonzagni Ilario Rossi e Marco Castellucci
Inaugurazione sabato 28 maggio 2011, alle ore 18.00
Sabato 28 maggio 2011, alle ore 18.00, presso la Galleria d’Arte Moderna A. Bonzagni inaugura la duplice mostra “Il periodo informale” di Ilario Rossi e “Carte del pensiero”, acquerelli di Marco Castellucci.
Momenti di gioia e ricordi nei grandi oli informali di Ilario Rossi e negli acquerelli di Marco Castellucci. Rivive il periodo anni ’50 – ’70 di Rossi nelle opere attuali di Castellucci, entrambi accomunati dalla sintesi estrema con cui viene percepito e assimilato il reale. Il ricordo del grande maestro, docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, ritorna nel ricordo dell’allievo.
La mostra di Ilario Rossi prende spunto dalla monografia di Adriano Baccilieri (La seduzione Informel , Editrice Compositori, Bologna, 2008) mentre “Carte del Pensiero” di Marco Castellucci, è ispirata dal libro di Franco Basile (Carte del Pensiero, Minerva Edizioni, Bologna, 2009).
La mostra di Rossi, come riporta l’abstract del saggio del Baccilieri, affronta un taglio tematico saliente, quello della “seduzione informel”, relativo al periodo intenso ma di breve durata, che va dal 1957 – 58 a poco dopo il Sessanta, al ’64 se si vuole toccare l’evento della sala personale alla XXXII Biennale veneziana. Il saggio critico di Adriano Baccilieri privilegia infatti il percorso dell’artista fra l’allineamento alla tendenza sostenuta da Francesco Arcangeli (Gli ultimi naturalisti, 1964; Una situazione non improbabile, 1957) e la virata forte e personale che Rossi compie, proponendosi in singolare accezione “autre”, e in proiezione europea, entro e oltre il contesto dell’informale naturalistico.
L’incipit di Franco Basile, da cui deriva la mostra di Castellucci, nota che il mondo è là, fermo, immutabile, uguale a se stesso, eppure tutto appare nuovo, perché nell’esercizio poetico le cose diventano inedite nozioni di un universo sempre in movimento, effetto di un mondo inesorabile, forse irraggiungibile se non declinato con con la sintassi del fantastico. Quello da cui Marco Castellucci registra pulsioni e fremiti dell’intimo è un osservatorio sullo svolgersi dei cento, mille fenomeni dell’esistere e del variare della natura e del sentimento, un esercizio che è come voler alimentare il sogno bazzicando i dintorni dell’immaginazione.
27 maggio 2011 redattorecapo economia	Trento
Si alza il sipario sulla sesta edizione del Festival dell’Economia. Giovedì 26, infatti, alle 17.30 al Teatro Sociale di Trento il premio Nobel Amartya Sen terrà la sua lectio su “I confini della libertà economica”. L’appuntamento di giovedì 26 è a cura della Federazione trentina della Cooperazione. L’ingresso è, come tutti gli appuntamenti della kermesse internazionale, libero e gratuito. Alle 16, un’ora e mezza prima dell’incontro, saranno in distribuzione i biglietti presso la cassa del Teatro trentino. Un maxi schermo collocato in piazza Duomo proietterà la diretta in tempo reale. Sul sito www.festivaleconomia.it sarà possibile seguire lo streaming web. Anche gli incontri del pomeriggio di Napoli (il 28 maggio a partire dalle 15) potranno essere visti da piazza Duomo e dal sito del Festival. Sono previsti due incontri con la stampa, uno per quella locale (prima) e uno per la stampa nazionale (dopo). Ricordiamo ai colleghi che è importante accreditarsi per tutti gli incontri del Festival. Sul sito è pubblicato il modulo di accredito. –
Tutto è pronto, si parte: giovedì 26 alle 17.30 ha inizio la sesta edizione con
un incontro di grande significato. Protagonista è il raffinato intellettuale di
origine indiana Sen che dice “a volte le regole aumentano la libertà invece di
restringerla, ma occorre prima mettersi d’accordo sul significato di libertà.
La libertà è la virtù più importante per l’uomo e va sempre preservata.
Chiediamoci quali sono i fattori che causano una limitazione di libertà. Uno di
questi è la disoccupazione”. La domanda che occorre farsi è, secondo Amarya
Sen, che cosa dobbiamo fare, a livello economico, per ampliare la libertà di
tutti, degli individui, della collettività, delle aziende.
Dalle 16 del 26 maggio sono in distribuzione gratuita i biglietti dei 650 posti
del Teatro Sociale. Ogni persona potrà ritirarne due. Chi non riuscirà ad
entrare in teatro, potrà assistere alla lectio di Sen da piazza Duomo o
direttamente dal sito www.festivaleconomia.it
Due giorni dopo comincia a Napoli, nelle Catacombe di san Gennaro – Rione
Sanità, l’anteprima dedica al sommerso e all’economia da svelare. Quattro
appuntamenti sull’economia informale, il sommerso e la cultura del lavoro senza
legalità. Come per ogni appuntamento del Festival, come sempre, l’ingresso è
libero e gratuito. (fs)
Il programma completo al link: http://2011.festivaleconomia.eu/programma
Storie e racconti della Ferrara ebraica

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8