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Giustificato motivo oggettivo (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 17 febbraio – 24 giugno 2015, n. 13116). – Noi Radiomobile™
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Giustificato motivo oggettivo (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 17 febbraio – 24 giugno 2015, n. 13116).
Posted on28 giugno 2015AuthorNoi RadiomobileLeave a comment	La valutazione della genuina sussistenza del giustificato motivo oggettivo del licenziamento, determinato da ragioni inerenti l’attività produttiva – disciplinato ex art. 3 l. n. 604/1966 – deve essere effettuata sulla base degli elementi di fatto esistenti al momento della comunicazione del recesso, la cui motivazione deve trovare fondamento in circostanze realmente esistenti in quel momento e non svoltesi ormai da molto tempo.
Nella giurisprudenza di legittimità si è sempre favorito un approccio di tipo sostanziale nella materia dei gruppi di società e, a partire da Cass. 1 aprile 1999, n. 3136, si è ritenuto che, anche se il collegamento economico-funzionale tra imprese gestite da società del medesimo gruppo non è di per sé solo sufficiente a far ritenere che gli obblighi inerenti ad un rapporto di lavoro subordinato formalmente intercorso fra un lavoratore ed una di esse si debbano estendere anche all’altra, tuttavia ciò può accadere ove sussista una situazione che consenta di ravvisare – anche all’eventuale fine della valutazione di sussistenza del requisito numerico per l’applicabilità della cosiddetta tutela reale del lavoratore licenziato — un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro.
Si altresì precisato che tale situazione ricorre ogni volta che vi sia una simulazione o una preordinazione in frode alla legge del frazionamento di un’unica attività fra i vari soggetti del collegamento economico-funzionale e ciò venga accertato in modo adeguato, attraverso l’esame delle attività di ciascuna delle imprese gestite formalmente da quei soggetti, che deve rivelare l’esistenza dei seguenti requisiti: a) unicità della struttura organizzativa e produttiva; b) integrazione tra le attività esercitate dalle varie imprese del gruppo e il correlativo interesse comune; c) coordinamento tecnico e amministrativo – finanziario tale da individuare un unico soggetto direttivo che faccia confluire le diverse attività delle singole imprese verso uno scopo comune; d) utilizzazione contemporanea della prestazione lavorativa da parte delle varie società titolari delle distinte imprese, nel senso che la stessa sia svolta, in modo indifferenziato e contemporaneamente, in favore dei vari imprenditori.
Si sottolinea, in particolare, che: 1) la società SWISS REINSURANCE COMPANY RAPPRESENTANZA per L’ITALIA s.r.l. (d’ora in poi: SWISS REINSURANCE) nata nel 2002 dallo sdoppiamento della SWISS RE ITALIA s.p.a., con la finalità di gestire i nuovi contratti (mentre quelli stipulati fino al 2002 continuavano ad essere gestiti dalla SWISS RE ITALIA) aveva la stessa sede della società “madre” e si avvaleva dei servizi di questa; 2) inoltre i lavoratori delle due società erano collocati nella stessa stanza e venivano utilizzati promiscuamente da entrambe le società, ivi compresa la D. ; 3) le attività delle due società erano integrate e correlate dal medesimo interesse rappresentato dalla gestione dei contratti, vecchi o nuovi, facenti tutti capo alla SWISS RE;
4) pertanto, vi era un unico soggetto che svolgeva il coordinamento tecnico e amministrativo-finanziario; 5) inoltre, come dimostra la rinnovata fusione delle due società (realizzatasi nel gennaio 2007) – irragionevolmente considerata irrilevante dalla Corte territoriale, perché avvenuta “molto” dopo il licenziamento della D. – in realtà, la messa in attività della SWISS REINSURANCE è stata determinata dall’intento di liquidare il personale in esubero della società “madre”, consentendo a quest’ultima di procedere a nuove assunzioni, come ammesso dallo stesso procuratore della società nel giudizio ex art. 700 cod. proc. civ. e come emerso dalla prova testimoniale.
La sentenza impugnata deve essere, quindi, cassata per violazione di legge e vizio di motivazione quali sopra illustrati, con rinvio, anche per le spese del presente giudizio di cassazione, alla Corte d’appello di Roma, in diversa composizione, che si atterrà, nell’ulteriore esame del merito della controversia, a tutti i principi su affermati e, quindi, anche al seguente: “la valutazione della genuina sussistenza del giustificato motivo oggettivo di licenziamento, determinato da ragioni inerenti l’attività produttiva – disciplinato dall’art. 3 della legge n. 604 del 1966 – deve essere effettuata sulla base degli elementi di fatto esistenti al momento della comunicazione del recesso, la cui motivazione deve trovare fondamento in circostanze realmente esistenti in quel momento e non svoltesi ormai da molto tempo (arg. ex Cass. 20 agosto 2003, n. 12261; Cass. 2 aprile 2000, n. 5301; Cass. 16 maggio 2000, n. 6363)”.
P.Q.M. La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di cassazione, alla Corte d’appello di Roma, in diversa composizione.
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References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 3
 Cass. 
 art. 700
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 Cass. 
 Cass. 
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