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Timestamp: 2018-11-16 08:59:25+00:00

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1 Istituto Professionale di Stato Alfredo Beltrame Servizi per l enogastronomia e l ospitalità alberghiera Via Carso, Vittorio Veneto (TV) 0438/ / VCM 02 Pagina 1 di 11 C.F Piano Annuale per l Inclusione Premessa L'idea di inclusione racchiude un percorso dinamico in continua evoluzione che non si limita alla disabilità. La Direttiva del 27 dicembre 2012 del Ministero della Pubblica Istruzione "Strumenti d'intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per inclusione scolastica" dice: " gli alunni con disabilità si trovano inseriti all interno di un contesto sempre più variegato, dove la discriminante tradizionale alunni con disabilità e alunni senza disabilità non rispecchia pienamente la complessa realtà delle nostre classi. L identificazione degli alunni disabili sulla base della eventuale certificazione mantiene utilità per una serie di benefici e di garanzie, ma allo stesso tempo rischia di chiuderli in una cornice ristretta. La Circolare Ministeriale del 6 marzo del 2013 che detta le indicazioni operative sostituisce il termine integrazione con quello di inclusione. Questo passaggio indica molto di più di un semplice cambiamento semantico. Prevede una scuola fondata su un sistema di valori che accoglie tutte le diversità economico-sociali, linguistiche e di educazione raggiunta con o senza disabilità. Il modello diagnostico ICF (International Classification of Functioning) dell OMS, che considera la persona nella sua totalità, in una prospettiva bio-psico-sociale, fondandosi sul profilo di funzionamento e sull analisi del contesto, consente di individuare i Bisogni Educativi Speciali (BES) dell alunno prescindendo da preclusive tipizzazioni. In questo senso, ogni alunno, in modo continuativo o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta. Occorre quindi sviluppare l'osservazione sistematica, individuare i diversi stili di apprendimento e orientare su tale base le strategie educative e didattiche, fondandosi sulla propria competenza psicopedagogica più che su segnalazioni o sollecitazioni esterne di carattere ciclico. I soggetti con Bisogni Educativi Speciali dunque sono tutte (ma proprio tutte) quelle persone in età evolutiva in cui i normali bisogni educativi incontrano maggiore complessità nel trovare risposte a motivo di qualche difficoltà nel loro funzionamento.
2 Possiamo distinguere tre categorie di Bisogni Educativi Speciali: quelli derivanti dalla disabilità prevista dalla legge 104 del 1992; quelli relativi a disturbi evolutivi specifici che prevedono i DSA, i deficit di linguaggio, delle abilità non verbali e della coordinazione motoria ed infine il disturbo dell'attenzione e dell'iperattività; quelli derivanti da svantaggio socio-economico, linguistico e culturale. Sulla base dei contenuti del POF la nostra comunità scolastica persegue la crescita educativa e culturale di tutti gli studenti, valorizzandone la diversità e promuovendone le potenzialità attraverso tutte le iniziative di integrazione ed inclusione utili al raggiungimento del successo formativo. Il processo d'integrazione ha inizio quando gli insegnanti, gli alunni, i genitori considerano la classe come comunità che accoglie tutti; una comunità a cui tutti appartengono, dove le esigenze di tutti i membri vengono soddisfatte e dove le persone sono solidali le une con le altre e si sostengono a vicenda. La circolare prevede che il GLI (Gruppo di lavoro per l'inclusione) elabori una proposta di Piano Annuale per I'Inclusione riferito a tutti gli alunni con BES da sottoporre all approvazione del Collegio Docenti entro la fine del mese di giugno.
3 Piano Annuale per l Inclusione Proposto dal GLI a.s Parte I analisi dei punti di forza e di criticità Rilevazione dei BES presenti: disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, commi 1 e 3) minorati vista 1 minorati udito Psicofisici disturbi evolutivi specifici DSA 41 ADHD/DOP 1 Borderline cognitivo Altro 3. svantaggio (indicare il disagio prevalente) Socio-economico Linguistico-culturale 15 Disagio comportamentale/relazionale Altro Totali 121 % su popolazione scolastica N PEI redatti dai GLHO 64 N di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria 52 N di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria 5 B. Risorse professionali specifiche Prevalentemente utilizzate in Sì / Insegnanti di sostegno Attività individualizzate e di piccolo gruppo Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.) AEC Attività individualizzate e di piccolo gruppo Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.) Assistenti alla comunicazione Attività individualizzate e di piccolo gruppo Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.) Funzioni strumentali / coordinamento
4 Referenti di Istituto (disabilità, DSA, BES) Psicopedagogisti e affini esterni/interni Docenti tutor/mentor C. Coinvolgimento docenti curricolari Attraverso Sì / Partecipazione a GLI Rapporti con famiglie Tutoraggio alunni Coordinatori di classe e simili Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva Partecipazione a GLI Rapporti con famiglie Tutoraggio alunni Docenti con specifica formazione Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva Partecipazione a GLI Rapporti con famiglie Tutoraggio alunni Altri docenti Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva D. Coinvolgimento personale ATA E. Coinvolgimento famiglie F. Rapporti con servizi sociosanitari territoriali e istituzioni deputate alla sicurezza. Rapporti con CTS / CTI G. Rapporti con privato sociale e volontariato Assistenza alunni disabili Progetti di inclusione / laboratori integrati Informazione /formazione su genitorialità e psicopedagogia dell età evolutiva Coinvolgimento in progetti di inclusione Coinvolgimento in attività di promozione della comunità educante Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati sulla disabilità Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati su disagio e simili Procedure condivise di intervento sulla disabilità Procedure condivise di intervento su disagio e simili Progetti territoriali integrati Progetti integrati a livello di singola scuola Rapporti con CTS / CTI Progetti territoriali integrati Progetti integrati a livello di singola scuola Progetti a livello di reti di scuole
5 H. Formazione docenti Strategie e metodologie educativo-didattiche / gestione della classe Didattica speciale e progetti educativo-didattici a prevalente tematica inclusiva Didattica interculturale / italiano L2 Psicologia e psicopatologia dell età evolutiva (compresi DSA, ADHD, ecc.) Progetti di formazione su specifiche disabilità (autismo, ADHD, Dis. Intellettive, sensoriali ) ntesi dei punti di forza e di criticità rilevati*: Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive; Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all interno della scuola Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti; Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l organizzazione delle attività educative; Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi; Valorizzazione delle risorse esistenti Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo. * = 0: per niente 1: poco 2: abbastanza 3: molto 4 moltissimo Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei sistemi scolastici
6 Parte II Obiettivi di incremento dell inclusività proposti per il prossimo anno 1.Avviare azioni di osservazione sistematica, rilevazione e monitoraggio dei BES. 2.Realizzare corsi di formazione per i docenti alunni con BES (alla luce della L. n.128/2013 art.16 c.1 a, d) e coinvolgimento dei docenti curriculari, del personale della scuola, dei genitori, attraverso incontri, convegni e seminari, corsi di formazione e aggiornamento su tematiche e bisogni specifici, disabilità, DSA, BES. 3.individuare e attuare strategie e metodologie didattiche inclusive nell elaborazione di PEI e PDP. 4.rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola. 5.incentivare la collaborazione tra le istituzioni (scuola/e, famiglia, territorio) 6.promuovere attività di ricerca, sperimentazione e documentazione delle esperienze. Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo (chi fa cosa, livelli di responsabilità nelle pratiche di intervento, ecc.) Dirigente Scolastico E garante del processo di integrazione e supervisiona il PAI Supervisiona l operato delle FS e dei docenti referenti Convoca e presiede i GLI e i GLHO Collabora con Enti e Associazioni per assicurare l inclusione dell alunno Informa delle problematiche emergenti Convoca le famiglie degli alunni interessati Organizza la formazione dei docenti Gruppo di Lavoro per L inclusione (GLI) E presieduto dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato ed è composto da: Referente d Istituto per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali; due genitori; un insegnante di sostegno; Iil responsabile dell'integrazione degli alunni non madrelingua italiana; quattro insegnati di cui almeno uno sia insegnante di laboratorio; Psicologo dell Azienda Sanitaria. Analizza la situazione complessiva dell istituto con rilevazione degli alunni BES
7 Raccoglie la documentazione e gli interventi educativi e didattici Individua criteri per l assegnazione degli alunni con disabilità alle classi Elabora e propone le buone prassi per l inclusione Raccoglie coordina le proposte formulate dai singoli GLHO Propone l acquisto di attrezzature, sussidi e materiali destinati agli alunni BES Entro il mese di giugno discute e recepisce il PAI All'inizio del mese di settembre adatta il PAI In base alle risorse assegnate alla scuola riunisce di norma all inizio e alla fine dell anno scolastico e subito dopo la prima tornata di GLHO Le Funzioni Strumentali Coordinano lo sviluppo del POF in particolare per la parte relativa al progetto d'inclusione scolastica Favoriscono un efficace clima organizzativo La Funzione strumentale inclusione alunni BES Coordina il GLI d Istituto ed elabora il PAI Rilevazione e monitoraggio alunni BES Coordina i rapporti con ASL e Associazioni e Cooperativa degli educatori Consulenza e supporto docenti d Istituto Propone al DS l assegnazione delle cattedre del sostegno Propone al DS l assegnazione del numero di ore di sostegno per ogni alunno Accoglie e orienta gli insegnanti di nuova nomina Coordina gli incontri tra scuola-famiglia e unità socio-sanitarie in relazione alla legge 104/92 Coordina le attività di tirocinio e ASL degli alunni BES Coordina le attività di formazione Definisce il calendario degli incontri dei GLHO con la collaborazione del gruppo di lavoro Definisce il programma di ASL degli alunni previsti dalla Legge 104/92 art.3, commi 1 e 3 in collaborazione con il gruppo di lavoro Predispone progetti e coordina le attività connesse con la realizzazione dei progetti in deroga per gravità L.104 art.3 co.3 Controlla la documentazione come: PEI, PDP, PDF e relazioni finali
8 Referente inclusione alunni stranieri Coordina il gruppo di docenti che realizzano i corsi d italiano L2 Rileva e monitora gli alunni stranieri Coordina i rapporti con Enti pubblici per la realizzazione di progetti formativi Individua ed acquisisce testi d italiano Collegio Docenti Nel mese di settembre approva, su proposta del GLI, il PAI. Nel mese di giugno verifica il livello di realizzazione degli obiettivi contenuti nel PAI Nel POF concretizza e definisce l impegno programmatico per l inclusione impegna a partecipare ad azioni coordinate a livello territoriale dal CTI Consiglio di Classe Individua gli alunni BES Predispone ed approva il PDP Approva il PEI e PDF per gli alunni interessati in collaborazione con l'insegnante di sostegno L'insegnante di sostegno dopo aver valutato le competenze e le potenzialità dell'allievo lo inserisce e lo segue durante l'intero percorso di ASL Favorisce l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri coordina con la funzione strumentale per l inclusione nel caso in cui si renda necessaria la predisposizione di schede di segnalazione di alunni disabili Propone i caratteri del progetto in deroga, realizzato dall'insegnante di sostegno, nel caso di alunni con gravità previsto dalla L.104 art. 3 co.3 L'insegnante di sostegno propone al Consiglio di Classe un orario che tiene conto delle "discipline sensibili" e delle attività laboratoriali e di gruppo Le attività di sostegno si svolgono prevalentemente in classe e nel caso di programmazione differenziata si dovranno sviluppare tutti i raccordi possibili con la programmazione della classe Il Gruppo di Lavoro handicap Operativo (GLHO) E composto da: Coordinatore della classe e insegnanti della classe, insegnante di sostegno, genitori dell alunno, operatori socio-sanitari ed assistenti specialisti Il GLH operativo può integrare ed approvare il piano Piano Educativo Individualizzato in presenza delle
9 certificazioni di disabilità come stabilito dalla legge 104/92 Cura i contatti con la famigliari degli alunni disabili Verifica periodicamente gli interventi relativi a progetti di alternanza scuola-lavoro Cura le modalità di passaggio e di accoglienza di alunni provenienti da altri istituti Valuta le proposte di ASL predisposte dall'insegnante di sostegno Assistenti per l autonomia Opera per la promozione dell autonomia personale, dell autosufficienza di base, della generalizzazione delle abilità apprese nei vari contesti di vita e delle relazioni sociali La sua attività è finalizzata alla integrazione scolastica, il diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità nell apprendimento e nella socializzazione Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti La scuola si impegna ad attivare corsi di formazione funzionali alle strategie per la realizzazione del PAI. Organizzare incontri dove i docenti formati trasferiscono le competenze acquisite ad altri docenti coinvolti nella realizzazione del PAI. Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive; La valutazione del Piano Annuale di Inclusione avverrà in itinere monitorando punti di forza e criticità e si avvarrà del contributo di tutti gli attori coinvolti nel processo educativo Valutare un alunno con difficoltà coinvolge in modo responsabile il singolo docente e l intero Consiglio di Classe e dovrà essere coerente con il PEI o PDP Le strategie di valutazione degli apprendimenti e dei risultati saranno calibrate in base agli obiettivi previsti dalla programmazione assicurando attenzione alla coerenza delle previsioni e ai correttivi intervenuti in itinere La valutazione dovrà considerare il grado di efficacia degli strumenti compensativi e dispensativi Vengono verificati e valutati gli obiettivi raggiunti dall alunno considerando le abilità in ingresso e i risultati ottenuti in itinere e alla fine dell anno scolastico Dovrà essere valutato il grado di inclusione raggiunto, l'impegno dimostrato nell'acquisizione di conoscenze e competenze Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all interno della scuola La Funzione Strumentale inclusione alunni Bes, fornisce collaborazione per: definire percorsi didattici specifici per alunni BES e interventi di recupero e di potenziamento;
10 contatti con ASL, famiglie e associazioni; promuovere la partecipazione di alunni alle iniziative interne ed esterne alla scuola; sostenere le famiglie e gli alunni; Le attività di supporto e sostegno ai BES saranno organizzate per raggiungere un concreto livello di integrazione e inclusione e prevedono interventi nelle aree: 1. Per l'area della disabilità va monitorato e migliorato il risultato ottenuto da pratiche curricolari maggiormente inclusive. Fondamentale sarà il dialogo tra didattica delle discipline e didattica speciale. 2. Per l'area DSA e disturbi evolutivi specifici 3. Per l'area svantaggio socio-economico, linguistico e culturale si prevede Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti La rete di rapporti presente con le istituzioni presenti sul territorio deve essere valorizzata in funzione anche di nuove programmazioni. In particolare: l'assistenza sociale e socio-saniataria delle diverse Aziende Sanitarie e dei diversi Comuni di residenza degli alunni fornisce ai docenti e alle famiglie un supporto specialistico per la realizzazione della programmazione individualizzata; il CTI fornisce un supporto la formazione dei docenti e assicura la diffusione delle migliori pratiche; associazioni disabili, enti di formazione e lavoro, aziende e strutture ristorative tutte assieme forniscono un importante supporto all'integrazione. Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l organizzazione delle attività educative Il percorso d'inclusione vede coinvolte le famiglie e gli alunni nella fase della progettazione ed della realizzazione. Vanno coinvolte nei passaggi essenziali del percorso scolastico determinando così una maggiore corresponsabilità educativa rispetto agli impegni assunti. Consegna alla scuola la diagnosi dell alunno art. 3 della legge 170/2010 Condivide ed approva il contenuto del PEI, PDF e PDP Approva il tipo di programmazione Sostiene la motivazione e l impegno dell alunno nel lavoro scolastico e domestico Verifica regolarmente lo svolgimento dei compiti assegnati Condivide i progetti di ASL le scelte operative e le modalità di verifica.
11 Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi; Le finalità individuate so rappresentate da: valorizzare la qualità di ciascuno e fornire strumenti per la crescita e la formazione integrale della persona; promuovere la dignità e le pari opportunità, prestando sostegno alle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio; favorire l integrazione attraverso la conoscenza e confronto tra la nostra e le diverse culture; Deve considerare lo stile di apprendimento dell'allievo. Vanno realizzate attività di: tutoring, didattica per problemi reali, adattamento delle discipline ai bisogni reali dell'alunno e attività di gruppo cooperativo. Valorizzazione delle risorse esistenti Valorizzazione delle competenze specifiche di ogni docente Valorizzazione di tutti gli alunni attraverso l'apprendimento cooperativo, il tutoring, ecc... Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione Mediatori culturali Esperti esterni per la formazione e l'aggiornamento del personale Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo. Continuità con i Docenti della scuola media per l'accoglienza, l'inserimento e l'integrazione nelle classi prime degli alunni BES. Ci si propone di raggiungere un coordinamento sui contenuti e le metodologie utilizzate per fornire gli interventi educativi Formazione equilibrata delle classi prime e terze per quanto riguarda la presenza e il numero di BES Attività di orientamento degli alunni BES Approvato dal Gruppo di Lavoro per l Inclusione in data 20/09/2015 Deliberato dal Collegio dei Docenti in data 27/11/2016 Allegati: Proposta di assegnazione organico di sostegno e altre risorse specifiche (AEC, Assistenti Comunicazione, ecc

References: art. 3
 art.16
 art.3
 art.3
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