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Timestamp: 2018-03-18 09:54:00+00:00

Document:
Prestazione individuale di “servizi di investimento” e obblighi informativi
Cass. Civ., Sez. I, ordinanza 1 febbraio 2018, n. 2523
In tema di intermediazione finanziaria, anche quando la diffusione di strumenti finanziari avvenga mediante la prestazione individuale di "servizi di investimento", di cui all'art. 1, comma 5, del d.lgs. n. 58 del 1998, cioè mediante attività di negoziazione, ricezione e trasmissione di ordini, a condizioni diverse a seconda dell'acquirente e del momento in cui l'operazione è eseguita, la tutela del cliente è comunque affidata all'adempimento, da parte dell'intermediario, di obblighi informativi specifici e personalizzati, ai sensi degli artt. 21 del citato d.lgs. n. 58 del 1998 e 26 e ss. del Regolamento Consob n. 11522 del 1998, applicabili ratione temporis.
Responsabilità medica – Responsabilità della struttura sanitaria – Responsabilità di equipe – Danni da morte del congiunto
Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 29 gennaio 2018, n. 2060 (pres. Travaglino – rel . Rubino)
Il secondo aiuto di una equipe medica non può andare esente da responsabilità solo per aver adempiuto correttamente alle mansioni a lui direttamente affidate, in virtù del principio di controllo reciproco che esiste in relazione al lavoro in equipe, secondo il quale l’obbligo di diligenza che grava su ciascun componente dell’equipe medica concerne non solo le specifiche mansioni a lui affidate, ma anche il controllo sull’operato e sugli errori altrui che siano evidenti e non settoriali. Rientra altresì negli obblighi che gravano su ciascun componente di una equipe chirurgica, sia esso in posizione sovra o sottordinata, quello di prendere visione, prima dell’operazione, della cartella clinica del paziente contenente tutti i dati atti a consentirgli di verificare, tra l’altro, se la scelta di intervenire chirurgicamente fosse corretta e fosse compatibile con le condizioni di salute del paziente.
Responsabilità medica – Consenso informato – Oneri probatori
Corte di Cassazione, sezione terza civile, ordinanza 31 gennaio 2018, n. 2369 (pres. Travaglino– rel . Pasquale)
In tema di consenso informato, con riferimento al riparto degli oneri probatori gravanti sulle parti, occorre ribadire che: il consenso del paziente all’atto medico non può mai essere presunto o tacito, ma deve essere fornito espressamente, dopo avere ricevuto una adeguata informazione, anch’essa esplicita; presuntiva può essere la prova che un consenso informato sia stato prestato effettivamente ed in modo esplicito, ed il relativo onere ricade sul medico; in presenza di un atto terapeutico necessario e correttamente eseguito in base alle regole dell’arte, dal quale siano tuttavia derivate conseguenze dannose per la salute, ove tale intervento non sia stato preceduto da un’adeguata informazione del paziente circa i possibili effetti pregiudizievoli non imprevedibili, il medico può essere chiamato a risarcire il danno alla salute solo se il paziente dimostri, anche tramite presunzioni, che, ove compiutamente informato, egli avrebbe verosimilmente rifiutato l’intervento, non potendo altrimenti ricondursi all’inadempimento dell’obbligo di informazione alcuna rilevanza causale sul danno alla salute.
Interest rate swap e obblighi informativi dell’intermediario
App. Brescia, Sez. I, sentenza 11 gennaio 2018, n. 8
Ogni soggetto che acquista uno swap deve essere messo al corrente, fin dal momento dell’acquisto del prodotto, di alcuni elementi essenziali che diano sostanza alla consapevolezza del rischio che questi assume: il valore dello swap al momento della negoziazione, gli scenari di probabilità sull’andamento degli stessi tassi di interesse e le modalità di calcolo del mark to market. Ne consegue che la mancata informazione rende la Banca gravemente inadempiente nei confronti del cliente, giustificando la risoluzione del contratto quadro e del contratto di IRS.
Circolazione stradale – RCA – Procedura di risarcimento – Improponibilità della domanda per mancata collaborazione del danneggiato
Corte di Cassazione, sezione terza civile, sentenza 25 gennaio 2018, n. 1829 (pres. Vivaldi – rel. Fanticini)
In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli a motore, a norma dell’art. 145 d. lgs. 7 settembre 2005, n. 209, l’azione per il risarcimento non può essere proposta dal danneggiato che, in violazione dei principi di correttezza (art. 1175 c.c.) e buona fede (art. 1375 c.c.), con la propria condotta abbia impedito all’assicuratore di compiere le attività volte alla formulazione di una congrua offerta ai sensi dell’art. 148 del Codice delle Assicurazioni private
Trib. Chieti, Sez. dist. Ortona, sentenza 2 gennaio 2018, n. 219
Il mutuo fondiario non costituisce un mutuo di scopo, pertanto non assume rilievo la destinazione della somma accreditata dal mutuante al mutuatario.
Danni da morte del congiunto – Perdita del rapporto parentale – Necessaria allegazione e prova specifica dei pregiudizi – Presunzione e valutazione equitativa del danno
Corte di Cassazione, sezione III civile, ordinanza 17 gennaio 2018, n. 907 (pres. Spirito – rel. Ambrosi)
Il danno non patrimoniale da uccisione del congiunto, quale danno-conseguenza non coincide con la lesione dell’interesse, ovvero non è in re ipsa, e come tale deve essere allegato e provato da chi chiede il relativo risarcimento; tuttavia, trattandosi di pregiudizio che si proietta nel futuro è consentito il ricorso a valutazioni prognostiche ed a presunzioni sulla base di elementi obiettivi che è onere del danneggiato fornire. La sua liquidazione avviene in base a una valutazione equitativa che tenga conto dell’intensità del vincolo familiare, della situazione di convivenza e di ogni ulteriore utile circostanza, quali la consistenza più o meno ampia del nucleo familiare, le abitudini di vita, l’età della vittima e dei singoli superstiti e di ogni ulteriore circostanza allegata.
La divergenza tra ISC e TAEG non determina la nullità del contratto
Trib. Bologna, Sez. III, sentenza 9 gennaio 2018, n. 34
L’indicatore sintetico del costo non ha alcuna funzione o valore di “regola di validità” del contratto, poiché è un mero indicatore sintetico del costo complessivo del contratto e non incide sul contenuto della prestazione a carico del cliente ovvero sulla determinatezza o determinabilità dell’oggetto contrattuale, definita dalla pattuizione scritta di tutte le voci di costi negoziali. L’erronea indicazione dell’ISC, pertanto, non può condurre alla nullità del contratto
Insidia stradale – Prevedibilità e non visibilità della buca – Colpa del danneggiato
Corte di Cassazione, sezione sesta civile, ordinanza 30 gennaio 2018, n. 2298 (pres. Amendola – rel. Sestini)
Al fine di integrare l’insidia stradale ai sensi dell’art. 2043 c.c., è necessaria la ricorrenza degli elementi della prevedibilità e della non visibilità del pericolo; sicché deve escludersi la responsabilità dell’amministrazione comunale nel caso in cui sia possibile avvistare le buche stradali con una condotta di guida più attenta alle condizioni del manto stradale (tenuto anche conto dell’ampiezza dell’avvallamento e dell’orario “centro-diurno” in cui si è verificato il sinistro).

References: Cass. 
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