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Timestamp: 2020-02-24 00:15:03+00:00

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Leggi e Normative strutture turistiche Regione Friuli Venezia Giulia
LEGGE REGIONALE N. 2 DEL 16-01-2002
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia disciplina l’organizzazione turistica regionale, perseguendo il fine di una piu’ efficace promozione turistica mediante la razionalizzazione dell’attivita’ amministrativa e l’ottimizzazione delle risorse, in attuazione dell’articolo 4, primo comma, n. 10, della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, in conformita’ alla normativa comunitaria e nazionale di recepimento in materia di turismo, nonche’ ai principi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni e integrazioni.
La Regione esercita funzioni di indirizzo e programmazione del settore turistico, provvede al coordinamento tra gli enti operanti nel settore turistico, svolge l’attivita’ di vigilanza e controllo sulle Agenzie di informazione e accoglienza turistica e sostiene lo sviluppo del turismo mediante l’erogazione di incentivi.
La presente legge e’ la legge regionale organica del turismo e come tale non puo’ essere abrogata, derogata, sospesa o comunque modificata da altre norme di legge regionale, se non in modo esplicito, mediante l’indicazione precisa delle disposizioni da abrogare, derogare, sospendere o modificare.
L’Amministrazione regionale redige la Carta dei diritti del turista, in almeno quattro lingue, sentite le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del settore turistico regionale, nonche’ l’Associazione fra le Pro-loco del Friuli Venezia Giulia e le associazioni di tutela dei consumatori operanti sul territorio regionale.
La Carta dei diritti del turista contiene informazioni sui diritti e la tutela del turista, sulle norme vigenti in materia di rispetto e tutela di luoghi e beni di interesse turistico, sulla tutela dei beni ambientali e culturali, sugli usi e le consuetudini locali.
Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura costituiscono commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e tra imprese e utenti inerenti la fornitura di servizi turistici.
L’Amministrazione regionale cura la pubblicazione della Carta dei diritti del turista al fine di assicurarne la massima diffusione anche attraverso i soggetti operanti nel settore turistico sul territorio regionale.
L’Amministrazione regionale concorre a sviluppare azioni di tutela del turista durante la permanenza nel territorio regionale, con l’apporto di interventi e iniziative a difesa del soggiorno sicuro e per tutti i casi di abusi, inadempienze ed emergenze, avuto particolare riguardo alle categorie di turisti svantaggiati, anziani e minori.
Con regolamento regionale sono stabiliti i criteri e le modalita’ per la realizzazione degli obiettivi di cui al comma 1.
La Regione concorre a promuovere il miglioramento dei servizi sanitari e di prevenzione e sicurezza nelle localita’ con afflusso turistico rilevante, quale indispensabile supporto all’offerta turistica.
Per le finalita’ di cui al comma 1, la Giunta regionale assicura il pieno coordinamento per i servizi di competenza regionale mediante intesa con i Comuni competenti per territorio.
Per realizzare condizioni di generale miglioramento dei servizi possono essere assicurate forme di supporto alle attivita’ delle forze dell’ordine, su richiesta dei competenti organi dello Stato.
1. Le competenze in materia di turismo sono esercitate da:
Agenzie di informazione e accoglienza turistica;
Associazioni Pro-loco;
Consorzi turistici per la gestione, promozione e commercializzazione del prodotto turistico.
La Giunta regionale determina gli indirizzi e i programmi relativi al settore turistico, in coerenza con i contenuti della programmazione economica regionale.
In conformita’ con le determinazioni di cui al comma 1, la Giunta regionale:
favorisce la promozione turistica, anche mediante sistemi di teleinformazione, teleprenotazione e telepromozione;
verifica l’azione dei soggetti incaricati dell’attuazione dei programmi;
indirizza le attivita’ degli Enti locali per favorire lo sviluppo del turismo;
promuove il coordinamento tra i soggetti operanti nel settore turistico;
emana direttive per lo svolgimento delle attivita’ istituzionali delle Agenzie di informazione e accoglienza turistica ed esercita la vigilanza e il controllo sulle medesime;
cura i rapporti anche mediante la predisposizione di progetti speciali con l’ENIT, con le altre Regioni italiane, con i Paesi dell’Unione europea e con altri enti e organismi operanti nel settore.
La Giunta regionale provvede, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, alla classificazione delle aree del territorio regionale ai fini della determinazione dei canoni relativi alle concessioni demaniali marittime per finalita’ turistico-ricreative.
La Regione favorisce la promozione turistica mediante la partecipazione a societa’ per la promozione turistica e a societa’ d’area, anche tramite le Agenzie di informazione e accoglienza turistica.
Ai fini della presente legge per “societa’ d’area” si intendono le societa’ a prevalente capitale pubblico costituite, ciascuna in ogni area territoriale regionale con offerta turistica omogenea, per lo svolgimento delle attivita’ di cui al comma 3.
La Regione puo’ concedere finanziamenti a favore dei Comuni e delle Province per la partecipazione dei medesimi a societa’ d’area costituite per lo svolgimento di attivita’ di promozione turistica e per la gestione di attivita’ economiche turistiche di interesse regionale in ambito locale, nonche’ alle stesse societa’ d’area per il funzionamento.
In attesa della costituzione delle societa’ d’area di cui al comma 2, la Regione puo’ concedere finanziamenti a favore dei Comuni e delle Province per la partecipazione dei medesimi a Consorzi turistici costituiti per le finalita’ di cui all’articolo 36, individuati con deliberazione della Giunta regionale, anche in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 37, comma 1, lettera c), purche’ comprendano almeno due Enti locali territoriali. La Regione puo’ altresi’ partecipare direttamente o attraverso le Agenzie di informazione e accoglienza turistica ai Consorzi turistici di cui al presente comma.
L’Assessore regionale al turismo convoca annualmente la Conferenza regionale del turismo alla quale partecipano i Sindaci, i Presidenti delle Province, i Direttori delle Agenzie di informazione e accoglienza turistica, i Presidenti dei Consorzi turistici per la gestione, promozione e commercializzazione del prodotto turistico, rappresentanti delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, delle Pro-loco, degli operatori turistici e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, nonche’ soggetti operanti nel settore turistico.
La Conferenza regionale del turismo ha lo scopo di acquisire la valutazione di tutti i soggetti interessati sull’organizzazione e il funzionamento del settore turistico regionale, unitamente alle proposte di sviluppo del settore medesimo.
1. Le Aziende di promozione turistica assumono la denominazione di Agenzie di informazione e accoglienza turistica (AIAT); sono enti funzionali della Regione, aventi personalita’ giuridica, autonomia gestionale, patrimoniale e contabile, sottoposti al controllo e alla vigilanza della Regione.
Le AIAT, in concorso con gli Enti locali interessati e con i soggetti individuati dalla presente legge, realizzano gli obiettivi definiti dalla Regione nel settore turistico nell’ambito territoriale di competenza, svolgendo le attivita’ ad esse attribuite nell’ambito dei programmi adottati dalla Giunta regionale.
Le AIAT svolgono le seguenti attivita’:
informazione e assistenza turistica, anche attraverso l’istituzione degli Uffici di informazione e accoglienza turistica (IAT);
raccolta ed elaborazione di dati statistici concernenti il movimento turistico nel proprio ambito territoriale;
tutte le attivita’ ad esse espressamente attribuite dalla Giunta regionale.
Gli ambiti territoriali di competenza delle AIAT sono determinati dalla Giunta regionale.
1. Sono organi delle AIAT:
Il Direttore ha la rappresentanza legale dell’AIAT ed e’ responsabile della gestione della medesima, della realizzazione dei compiti istituzionali, nonche’ del raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Giunta regionale. Trasmette alla Regione gli atti soggetti a controllo, fornendo la collaborazione necessaria all’esercizio del potere di vigilanza.
adotta il piano preventivo delle risorse e degli obiettivi, il bilancio annuale e pluriennale di previsione, il rendiconto generale e redige la relazione sulla gestione;
cura la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa dell’AIAT, anche mediante l’adozione di atti di organizzazione e di spesa;
ha la rappresentanza in giudizio dell’AIAT con facolta’ di conciliare e transigere;
dispone la partecipazione ai Consorzi turistici di cui all’articolo 7, comma 4, e a societa’ di capitale;
stipula i contratti e provvede alle spese;
dirige il personale e organizza i servizi assicurandone la funzionalita’.
All’articolo 52 della legge regionale 27 marzo 1996, n. 18, dopo il comma 3 ter, e’ aggiunto il seguente: <<3 quater. Il Direttore regionale del commercio, del turismo e del terziario approva i contratti stipulati dai Direttori delle Agenzie di informazione e accoglienza turistica.>>.
Il Direttore dell’AIAT e’ nominato dalla Giunta regionale ed e’ scelto tra:
dirigenti pubblici o privati, in possesso di diploma di laurea, che abbiano svolto attivita’ dirigenziale per almeno quattro anni in enti , associazioni o aziende pubbliche o private;
persone di particolare e comprovata qualificazione professionale nel settore turistico, che abbiano svolto funzioni direttive per almeno quattro anni in enti, associazioni o aziende pubbliche o private operanti nel settore turistico.
Il trattamento economico del Direttore e’ determinato dalla Giunta regionale con riferimento al trattamento spettante ai Direttori di Servizio autonomo presso la Regione.
Qualora l’incarico di Direttore sia attribuito ad un dipendente della Regione o di altra Amministrazione locale del Friuli Venezia Giulia questi, per la durata dell’incarico, e’ collocato in aspettativa senza assegni. Il periodo di aspettativa e’ utile ai fini dell’anzianita’ di servizio.
E’ istituita la Consulta degli Enti locali facenti parte degli ambiti territoriali delle singole AIAT.
La Consulta e’ formata da cinque componenti nominati dall’Assemblea dei Sindaci dei Comuni interessati e scelti tra gli stessi ovvero tra Amministratori comunali del medesimo ambito territoriale.
L’Assemblea di cui al comma 2 e’ convocata dal Sindaco del Comune demograficamente piu’ rappresentativo.
Le funzioni di segreteria vengono svolte da un funzionario del Comune di cui al comma 3.
La Consulta e’ convocata con cadenza semestrale dal Direttore dell’AIAT e, in ogni caso, per l’espressione del proprio parere in relazione a quanto previsto dall’articolo 12, comma 2, lettera a).
Il Collegio dei revisori contabili di ciascuna AIAT e’ composto da tre membri effettivi e da due supplenti, iscritti nel registro dei revisori contabili, nominati con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale competente.
Il Collegio dei revisori contabili esercita funzioni di controllo generale e in particolare svolge i seguenti compiti:
esercita il controllo sulla gestione contabile e finanziaria;
verifica almeno ogni trimestre la situazione di cassa, nonche’ l’andamento finanziario e patrimoniale;
esprime parere sul piano preventivo delle risorse e degli obiettivi e sul bilancio annuale e pluriennale di previsione;
vigila sulla regolarita’ amministrativa e in particolare controlla la regolarita’ dei contratti e delle convenzioni.
Il Presidente del Collegio dei revisori contabili comunica i risultati delle verifiche di cassa e dell’attivita’ di vigilanza alla Giunta regionale, tramite l’Assessore regionale competente.
I componenti del Collegio dei revisori contabili restano in carica per cinque anni a decorrere dalla data del provvedimento di nomina. In caso di cessazione anticipata dall’incarico di un revisore effettivo, e’ disposto il subentro di un revisore supplente con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale competente.
Il Collegio dei revisori contabili si riunisce almeno ogni tre mesi. La mancata partecipazione a due riunioni consecutive, senza giustificato motivo, comporta la decadenza dall’incarico. La decadenza viene rilevata dal Collegio medesimo, il quale promuove la sostituzione dei componenti decaduti.
Il Presidente del Collegio dei revisori contabili ha l’obbligo, qualora riscontri gravi irregolarita’ nella gestione, di riferirne immediatamente alla Giunta regionale, tramite l’Assessore regionale competente.
1. Al Presidente del Collegio dei revisori contabili e ai restanti membri del Collegio compete un’indennita’ mensile di carica.
Gli importi delle indennita’ di carica e dei gettoni di presenza sono determinati con decreto del Presidente della Regione.
1. Le AIAT provvedono al raggiungimento dei propri obiettivi mediante:
i finanziamenti dello Stato, della Regione e degli Enti locali;
i proventi derivanti dalla gestione di proprie attivita’ e del proprio patrimonio;
i proventi derivanti dall’alienazione del patrimonio;
le eventuali altre entrate derivanti da lasciti, legati e donazioni, nonche’ contributi e sovvenzioni da parte di privati;
L’Amministrazione regionale e’ autorizzata, a decorrere dall’insediamento degli organi delle AIAT, a concedere finanziamenti annui per il perseguimento dei fini istituzionali e per le spese di funzionamento delle AIAT medesime.
La ripartizione delle somme stanziate annualmente con la legge finanziaria della Regione viene disposta a cura della Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario, tenendo conto dei bilanci di previsione delle AIAT.
La Giunta regionale, sentita la seconda Commissione consiliare permanente, individua e definisce, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i Poli turistici di interesse regionale. Detti Poli possono avere anche natura interregionale e interstatale.
In occasione della convocazione della Conferenza regionale del turismo, la Giunta regionale effettua la ricognizione del settore, verificando se sussistano i presupposti per l’individuazione di nuovi Poli turistici di interesse regionale ed eventualmente procede alla loro definizione.
In armonia con il Piano annuale e triennale di sviluppo, l’Amministrazione regionale trasferisce finanziamenti alle forme organizzative che i Poli turistici di interesse regionale intendono darsi cosi’ come previsti dalla presente legge, per tutte le finalita’ connesse allo sviluppo turistico dell’area interessata.
La Giunta regionale, con proprio regolamento, determina i criteri di trasferimento dei finanziamenti di cui al comma 3. Detti criteri dovranno comunque, tra le altre cose, tenere presente l’incremento delle presenze turistiche rispetto all’anno precedente e la concorrenza del Polo turistico alla formazione del PIL regionale.
1. Le AIAT applicano il Regolamento per l’amministrazione del patrimonio e la contabilita’ degli enti e organismi funzionali della Regione, secondo il proprio ordinamento.
Le AIAT sono sottoposte al controllo e alla vigilanza della Giunta regionale, tramite la Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario, al fine dell’accertamento del pieno raggiungimento delle finalita’ istituzionali.
Ai fini di cui al comma 1 la Giunta regionale approva i seguenti atti:
il bilancio di previsione annuale e pluriennale, corredato di tutti gli allegati previsti dal Regolamento di cui all’articolo 20, le variazioni relative al bilancio di previsione, il rendiconto generale;
la partecipazione a societa’;
gli atti di disposizione di beni immobili.
Gli atti di cui al comma 2 sono trasmessi, entro quindici giorni dalla data della loro adozione, alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario. Contestualmente, gli atti di cui al comma 2, lettere a) e b), sono trasmessi alla Ragioneria generale e gli atti di cui al comma 2, lettere a), b) e c), sono trasmessi alla Direzione regionale degli affari finanziari e del patrimonio per i pareri di competenza. La Ragioneria generale e la Direzione regionale degli affari finanziari e del patrimonio inviano i rispettivi pareri alla struttura regionale competente in materia entro quindici giorni dalla ricezione degli atti.
Decorsi quindici giorni dalla data della ricezione degli atti, la struttura regionale competente invia i medesimi alla Segreteria generale della Presidenza della Giunta regionale, corredati della relativa proposta motivata e dei pareri acquisiti ai sensi del comma 3, per l’esame da parte della Giunta regionale entro i successivi venticinque giorni. Qualora la Giunta regionale non deliberi entro il suddetto termine, gli atti diventano esecutivi.
La struttura regionale competente in materia puo’ richiedere alle AIAT, entro quindici giorni dal ricevimento degli atti di cui al comma 2, elementi istruttori integrativi. La richiesta interrompe il termine sino al ricevimento degli elementi richiesti. Da tale data decorre un nuovo termine di quindici giorni per l’invio degli atti corredati della relativa proposta motivata e dei pareri acquisiti.
In caso di mancata approvazione, le AIAT si adeguano alle indicazioni della Giunta regionale entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della relativa deliberazione giuntale.
La Giunta regionale puo’ richiedere in qualsiasi momento l’invio di qualunque atto adottato dalle AIAT e disporre ispezioni e controlli.
In caso di inottemperanza alla disposizione di cui al comma 5, ovvero di inosservanza dei termini previsti da norme di legge per l’assunzione di atti obbligatori, la Giunta regionale, previa diffida con fissazione di un termine per adempiere, provvede alla nomina di un Commissario ad acta.
La Giunta regionale, per accertate gravi violazioni di legge, per persistenti inadempienze ad atti dovuti, per gravi irregolarita’ nella gestione, ovvero per impossibilita’ di funzionamento, delibera la revoca del Direttore e provvede alla nomina di un Commissario per la provvisoria gestione delle AIAT, il quale si sostituisce con pienezza di poteri al Direttore per il tempo strettamente necessario alla sua sostituzione e comunque per un periodo di tempo non superiore a sei mesi.
1. Il personale delle AIAT fa parte del ruolo unico regionale.
Gli organi in carica delle Aziende di promozione turistica sono sostituiti, all’entrata in vigore della presente legge, da Commissari nominati con deliberazione della Giunta regionale.
Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge sono nominati i Direttori e i Collegi dei revisori contabili delle AIAT, l’insediamento dei quali avviene non oltre il ventesimo giorno successivo alla data di nomina.
Le AIAT possono istituire IAT, anche ad apertura stagionale, in localita’ che presentino strutture ricettive significative e attrattive di particolare interesse turistico, previo nullaosta della Giunta regionale.
Al fine di consentire la continuita’ operativa degli uffici di informazione e accoglienza turistica esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, il nullaosta di cui al comma 1 si intende automaticamente rilasciato.
Gli IAT assicurano i seguenti servizi, anche avvalendosi del personale del comparto unico del pubblico impiego regionale e locale del Friuli Venezia Giulia, istituito ai sensi dell’articolo 127 della legge regionale 9 novembre 1998, n. 13, e mediante apposite convenzioni, senza oneri aggiuntivi per le AIAT, di personale di associazioni Pro-loco:
informazione sulle opportunita’ turistiche e sulle disponibilita’ ricettive della localita’;
distribuzione di materiale informativo;
assistenza al turista;
gestione di uno sportello per la tutela del turista.
Le AIAT sovrintendono al funzionamento degli IAT e ne coordinano l’attivita’.
I Comuni esercitano le competenze ad essi espressamente attribuite in materia di strutture ricettive turistiche e di agenzie di viaggio e turismo. In particolare:
svolgono attivita’ di vigilanza e controllo nelle materie disciplinate dal Titolo IV;
svolgono attivita’ di vigilanza e controllo sulle agenzie di viaggio e turismo in collaborazione con gli uffici regionali competenti al rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attivita’;
svolgono tutte le funzioni amministrative in materia di rilascio del provvedimento di autorizzazione all’esercizio delle strutture ricettive turistiche e alla loro classificazione;
provvedono alla raccolta dei dati statistici relativi ai flussi turistici ai fini e con le modalita’ di cui all’articolo 94;
provvedono alla gestione di aree attrezzate a supporto del turismo itinerante ai fini e con le modalita’ di cui all’articolo 107.
I Comuni e le Province esercitano inoltre:
attivita’ di promozione turistica delle localita’ situate nel territorio di competenza;
attivita’ di promozione e di gestione di attivita’ economiche turistiche di interesse regionale in ambito locale, mediante la partecipazione alle societa’ d’area di cui all’articolo 7;
promozione e commercializzazione dell’offerta turistica regionale e locale mediante la partecipazione ai Consorzi turistici di cui all’articolo 36;
attivita’ di tutela, di informazione e di accoglienza del turista mediante l’istituzione di IAT nel territorio di competenza e in coordinamento con l’attivita’ delle AIAT.
Le Province esprimono il proprio parere sui regolamenti di riparto dei contributi regionali nel comparto del turismo. Le assegnazioni definitive dei contributi vengono effettuate su base provinciale, d’intesa con le Province stesse.
1. Le associazioni Pro-loco e loro consorzi, costituiti al fine dello svolgimento coordinato delle attivita’ di promozione turistica, sono soggetti di diritto privato costituiti su base volontaria, aventi il compito di valorizzare le peculiarita’ storiche, artistiche, culturali, naturalistiche e sociali del territorio in cui operano.
L’Associazione fra le Pro-loco del Friuli Venezia Giulia rappresenta le associazioni Pro-loco nei rapporti con la Regione.
Al fine di consentire la partecipazione delle associazioni Pro-loco alla programmazione e alla gestione delle attivita’ di promozione turistica del territorio regionale, e’ assicurata la presenza di un rappresentante designato dall’Associazione fra le Pro-loco del Friuli Venezia Giulia nei gruppi di lavoro, consulte o consigli di emanazione regionale, aventi il compito di elaborare programmi o esprimere pareri in merito alla programmazione turistica.
E’ istituito presso la Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario, l’albo regionale delle associazioni Pro-loco, di seguito denominato albo.
Possono essere iscritte all’albo le associazioni Pro-loco aventi i seguenti requisiti:
previsione nello statuto del fine di valorizzare le peculiarita’ storiche, artistiche, culturali, naturalistiche e sociali del territorio in cui operano, in conformita’ a quanto previsto dall’articolo 26;
previsione nello statuto della democraticita’ e gratuita’ delle cariche, della trasparenza dei bilanci, della possibilita’ di accesso a tutti i cittadini del Comune di appartenenza, della devoluzione dei beni al Comune competente per territorio in caso di scioglimento;
costituzione con atto pubblico.
Le associazioni Pro-loco presentano all’Amministrazione regionale, tramite l’Associazione fra le Pro-loco del Friuli Venezia Giulia, la domanda di iscrizione all’albo, corredata della copia dell’atto costitutivo e dello statuto.
L’iscrizione diviene esecutiva qualora entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda non sia emanato un provvedimento di diniego.
L’iscrizione all’albo e’ condizione per l’ottenimento dei contributi previsti dagli articoli 31 e 32.
L’Associazione fra le Pro-loco del Friuli Venezia Giulia presenta all’Amministrazione regionale, entro l’1 marzo di ogni anno, la relazione delle associazioni Pro-loco iscritte all’albo relativa all’attivita’ svolta nell’anno sociale precedente e le eventuali variazioni degli statuti delle medesime.
La revisione dell’albo e’ effettuata annualmente.
La cancellazione dall’albo delle associazioni Pro-loco e’ disposta qualora vengano meno i requisiti di cui all’articolo 28.
L’Amministrazione regionale e’ autorizzata a concedere un contributo annuo all’Associazione fra le Pro-loco del Friuli Venezia Giulia al fine di promuovere l’attivita’ delle associazioni Pro-loco.
Il contributo e’ ripartito dall’Associazione fra le Pro-loco del Friuli Venezia Giulia tra le associazioni Pro-loco ad essa aderenti, in funzione di programmi di attivita’ adeguatamente documentati con l’indicazione delle spese previste.
L’Associazione fra le Pro-loco del Friuli Venezia Giulia puo’ destinare una quota non superiore al 15 per cento del contributo a copertura delle proprie spese di funzionamento.
1. L’Amministrazione regionale e’ autorizzata a concedere all’Associazione fra le Pro- loco del Friuli Venezia Giulia contributi per l’insediamento e il funzionamento degli uffici sede dei consorzi delle associazioni Pro-loco.
L’Associazione fra le Pro-loco del Friuli Venezia Giulia, entro l’1 marzo di ogni anno, presenta domanda di concessione dei contributi di cui agli articoli 31 e 32, corredata del programma preventivo di attivita’. La concessione dei contributi e’ subordinata all’approvazione da parte della Giunta regionale del programma, entro trenta giorni dalla data di presentazione del medesimo. Decorso tale termine il programma si intende approvato.
Il contributo e’ concesso in via anticipata nella misura del 90 per cento. Il saldo e’ corrisposto previa rendicontazione secondo le modalita’ di cui all’articolo 43 della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7.
1. Le associazioni Pro-loco iscritte all’albo regionale delle associazioni Pro-loco di cui alla legge regionale 11 agosto 1980, n. 34, e successive modificazioni e integrazioni, sono iscritte d’ufficio all’albo qualora possiedano i requisiti di cui all’articolo 28.
1. L’Amministrazione regionale e’ autorizzata a concedere in uso gratuito all’Associazione fra le Pro-loco del Friuli Venezia Giulia adeguati spazi nel compendio monumentale di Villa Manin in Passariano, per lo svolgimento dei propri compiti statutari e in considerazione della funzione di pubblico interesse svolta dalla medesima. Gli spazi sono concessi mediante convenzione, con la quale sono stabiliti il numero, l’ampiezza, la dislocazione e l’utilizzo dei medesimi.
I Consorzi turistici per la gestione, promozione e commercializzazione del prodotto turistico, di seguito denominati Consorzi turistici, svolgono attivita’ di gestione, promozione e di commercializzazione dell’offerta turistica regionale e locale, attraverso l’elaborazione di piani e progetti di promozione e commercializzazione, nonche’ attraverso la creazione e l’eventuale gestione di strutture aventi finalita’ turistiche e di sistemi informativi e informatici a sostegno delle attivita’ turistiche.
I Consorzi turistici sono costituiti da soggetti privati operanti nel settore del turismo, del commercio e dei servizi, con l’eventuale partecipazione di enti pubblici.
L’Amministrazione regionale e le AIAT sono autorizzate a stipulare convenzioni con i Consorzi turistici al fine di realizzare i piani e i progetti di cui al comma 1.
Possono assumere le funzioni di Consorzi, di cui al presente articolo, anche i Consorzi previsti dalla legge regionale 18 gennaio 1999, n. 3, purche’ rientrino nel disposto di cui all’articolo 7, comma 4.
1. L’Amministrazione regionale e’ autorizzata a concedere finanziamenti ai Consorzi turistici per le finalita’ di cui all’articolo 36, qualora:
l’atto costitutivo del Consorzio turistico preveda l’assenza del fine di lucro;
sia assicurata all’interno del Consorzio turistico la prevalenza numerica di imprese operanti nel settore del turismo;
sia assicurata una capacita’ ricettiva complessiva di almeno:
cinquecento posti qualora si tratti di Consorzi turistici operanti negli ambiti turistici del versante montano;
tremila posti qualora si tratti di Consorzi turistici operanti negli ambiti turistici del versante marino;
ottocento posti qualora si tratti di Consorzi turistici operanti negli ambiti turistici intermedi.
1. Sono agenzie di viaggio e turismo le imprese che esercitano attivita’ di produzione, organizzazione, presentazione e vendita diretta o indiretta, a forfait o a provvigione, di elementi isolati o coordinati di viaggi e soggiorni, nonche’ attivita’ di intermediazione nei predetti servizi compresi i compiti di assistenza e di accoglienza ai turisti.
Le agenzie di viaggio e turismo esercitano le seguenti attivita’:
l’organizzazione di soggiorni, viaggi e crociere con vendita diretta al pubblico;
la vendita di soggiorni, viaggi e crociere organizzati da altre agenzie di viaggio e turismo;
l’organizzazione e la vendita di soggiorni ad altre agenzie di viaggio;
tutte le attivita’ connesse con quelle di cui alle lettere a), b) e c).
Qualora le attivita’ di cui al comma 1, lettera d), implichino l’esercizio delle professioni turistiche disciplinate dal Titolo VIII, devono essere svolte dalle corrispondenti figure professionali autorizzate.
L’esercizio dell’attivita’ di agenzia di viaggio e turismo, anche stagionale, e’ subordinato al rilascio dell’autorizzazione regionale secondo le modalita’ stabilite con regolamento regionale.
Ai fini del rilascio dell’autorizzazione e’ accertato:
il possesso dei requisiti di onorabilita’ e capacita’ finanziaria e dei requisiti professionali previsti rispettivamente agli articoli 44 e 45;
il possesso dei requisiti strutturali dei locali di cui alla legge regionale 23 agosto 1985, n. 44, e successive modificazioni e integrazioni;
che la denominazione prescelta per l’agenzia di viaggio e turismo non sia uguale o tale da confondersi con quella di agenzie di viaggio e turismo gia’ operanti sul territorio nazionale e che non sia uguale a quella di Regioni o Comuni italiani;
l’indipendenza dei locali sede dell’agenzia di viaggio e turismo da altre attivita’ commerciali;
l’apposizione all’esterno del locale di un’insegna visibile che specifichi la denominazione dell’agenzia.
L’apertura e l’esercizio a carattere stagionale di agenzie di viaggio e turismo o di filiali puo’ essere autorizzata per un periodo non inferiore a quattro mesi nel corso dell’anno solare.
Le date definitive di apertura e di chiusura sono comunicate alle Amministrazioni regionale e comunale entro il 31 dicembre dell’anno precedente.
L’autorizzazione a persone fisiche o giuridiche straniere, non appartenenti a Stati membri dell’Unione europea, e’ rilasciata con le modalita’ previste dal decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni e integrazioni, e dal decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394.
Il trasferimento della titolarita’ dell’agenzia di viaggio e turismo e’ subordinato all’aggiornamento della precedente autorizzazione.
Il rilascio dell’autorizzazione all’apertura di nuove agenzie di viaggio e turismo e’ comunicato ai competenti organi statali.
1. L’apertura e l’esercizio di filiali di un’agenzia di viaggio e turismo non sono soggetti ad autorizzazione, fermo restando il possesso dei requisiti di cui all’articolo 40, comma 2, lettera b).
Alle agenzie di viaggio e turismo e’ consentito un periodo di chiusura non superiore a quaranta giorni nell’arco di un anno solare, previa comunicazione al Comune da effettuarsi almeno sette giorni prima della programmata chiusura.
In caso di gravi e comprovati motivi, e’ consentita la chiusura dell’agenzia di viaggio e turismo per un periodo superiore a quaranta giorni, su domanda e previa autorizzazione del Comune; qualora non venga comunicato il provvedimento di diniego entro quindici giorni dal ricevimento della domanda, questa si intende accolta; la chiusura non puo’ essere comunque autorizzata per periodi superiori a sei mesi.
Decorsi i termini di cui ai commi 1 e 2 e’ obbligatoria la riapertura dell’agenzia di viaggio e turismo.
1. L’elenco delle agenzie di viaggio e turismo e’ pubblicato annualmente sul Bollettino Ufficiale della Regione.
1. Il titolare dell’agenzia di viaggio e turismo, qualora si tratti di impresa individuale, il legale rappresentante, qualora si tratti di societa’, e, in ogni caso, il Direttore tecnico devono essere in possesso dei requisiti di onorabilita’ e assenza di fallimento previsti dal decreto legislativo 23 novembre 1991, n. 392, e successive modificazioni e integrazioni.
Il titolare dell’agenzia di viaggio e turismo deve possedere i seguenti requisiti professionali:
conoscenza di amministrazione e organizzazione delle agenzie di viaggio;
conoscenza di tecnica, legislazione e geografia turistiche;
Qualora il titolare non presti con carattere di continuita’ ed esclusivita’ la propria attivita’ nell’agenzia di viaggio e turismo, o non possieda i requisiti professionali di cui al comma 1, tali requisiti devono essere posseduti da un dipendente dell’agenzia, che assume la qualifica di Direttore tecnico.
I Direttori tecnici hanno l’obbligo di prestare la loro opera a favore dell’agenzia di viaggio e turismo con continuita’ ed esclusivita’.
Il possesso dei requisiti professionali e’ dimostrato dalla certificazione dell’effettivo esercizio in Italia o all’estero delle attivita’ comprese nell’articolo 39, secondo le modalita’ di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 392/1991 e successive modificazioni e integrazioni.
Coloro che non sono in grado di dimostrare il possesso dei requisiti professionali previsti dal comma 1 devono superare un esame di idoneita’ scritto e orale disciplinato con regolamento regionale.
Ai fini dell’ammissione all’esame di cui al comma 2 e’ richiesto il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado.
L’Amministrazione regionale promuove, anche in collaborazione con i Centri di assistenza tecnica alle imprese di cui alla legge regionale 19 aprile 1999, n. 8, l’organizzazione di corsi di formazione professionale per l’esercizio dell’attivita’ di Direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo.
Presso la Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario e’ istituito l’albo regionale dei Direttori tecnici, di seguito denominato albo, cui possono essere iscritti coloro che sono in possesso dei requisiti di cui all’articolo 45.
Sono iscritti d’ufficio all’albo coloro che, al momento dell’entrata in vigore della presente legge, risultano iscritti all’albo di cui alla legge regionale 24 dicembre 1982,
90, e successive modificazioni e integrazioni.
Il soggetto autorizzato deve costituire, entro venti giorni dalla data di ricevimento della comunicazione del rilascio dell’autorizzazione, idonea cauzione a favore della Regione, vincolata per tutto il periodo di esercizio dell’impresa a garanzia dei danni eventualmente arrecati a terzi.
L’ammontare della cauzione e’ stabilito con decreto del Presidente della Regione.
La cauzione e’ destinata al pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all’articolo 55 in caso di inadempimento del debitore, ovvero, qualora manchi la copertura assicurativa di cui all’articolo 49, al risarcimento dei danni conseguenti all’inadempimento degli obblighi assunti verso i clienti con il contratto di viaggio; in tali casi l’ammontare della cauzione e’ reintegrato a pena di decadenza dall’esercizio dell’attivita’.
Lo svincolo della cauzione e’ disposto dopo il centottantesimo giorno successivo alla comunicazione di cessazione dell’attivita’.
Per lo svolgimento dell’attivita’, le agenzie di viaggio e turismo sono tenute a stipulare entro il termine di cui all’articolo 48, comma 1, una polizza assicurativa a garanzia dell’adempimento degli obblighi assunti verso i clienti con il contratto di viaggio e in relazione al costo complessivo dei servizi offerti, nell’osservanza delle disposizioni previste in materia dalla Convenzione relativa al contratto di viaggio (CCV), resa esecutiva con legge 27 dicembre 1977, n. 1084, e dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111.
Le agenzie di viaggio e turismo devono inviare annualmente alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario la documentazione comprovante l’avvenuto pagamento del premio. L’accertata mancanza di copertura assicurativa comporta la revoca dell’autorizzazione.
1. Gli opuscoli informativi concernenti i pacchetti turistici e quelli concernenti viaggi, crociere, escursioni e soggiorni, ove posti a disposizione del consumatore, sono redatti in conformita’ a quanto previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo 111/1995, e qualora riguardino viaggi collettivi o individuali all’estero, in conformita’ a quanto previsto dall’articolo 16 della legge 3 agosto 1998, n. 269.
I programmi di viaggio, anche se non comprendenti prestazioni relative al soggiorno, predisposti in qualsiasi forma dalle agenzie di viaggio e turismo ai fini della loro pubblicazione o diffusione al pubblico, devono contenere tutti gli elementi stabiliti con regolamento regionale.
I programmi relativi a viaggi collettivi o individuali in Paesi esteri sono redatti in conformita’ a quanto previsto dall’articolo 16 della legge 269/1998.
Ferma restando l’applicazione degli articoli 49, 50 e 51, le associazioni senza scopo di lucro che operano a livello nazionale per finalita’ ricreative, culturali, religiose o sociali possono svolgere l’attivita’ di agenzia di viaggio e turismo, alle seguenti condizioni:
assenza di qualunque forma di lucro nell’esercizio delle attivita’;
fruizione dei servizi sociali esclusivamente da parte dei propri associati e loro familiari;
indicazione nei programmi di viaggio della esclusivita’ della prestazione a favore degli associati.
Le associazioni di cui al comma 1 devono inviare alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario copia dell’atto costitutivo e dello statuto, nonche’ copia dell’atto da cui risulti il responsabile delle attivita’ turistiche, in possesso dei requisiti soggettivi di cui agli articoli 11 e 12 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni e integrazioni, sottoscritta dal legale rappresentante dell’associazione e dall’interessato.
Le associazioni operanti a livello regionale o locale, senza scopo di lucro, aventi finalita’ ricreative, culturali, religiose o sociali, possono svolgere l’attivita’ di agenzia di viaggio e turismo avvalendosi di agenzie di viaggio e turismo autorizzate ai sensi dell’articolo 40; la pubblicita’ del viaggio e’ effettuata esclusivamente a favore degli associati e deve in ogni caso consentire l’individuazione dell’agenzia di viaggio e turismo organizzatrice.
Le associazioni di cui al comma 3 possono organizzare, in relazione alle proprie finalita’ statutarie, gite occasionali di durata non superiore ai tre giorni, riservate esclusivamente ai propri associati e appartenenti.
Non sono soggetti alle norme di cui alla presente legge i viaggi e soggiorni organizzati da enti pubblici territoriali e da istituti scolastici, nell’ambito dello svolgimento delle proprie attivita’ istituzionali.
Le imprese che esercitano attivita’ di trasporto di persone, qualora assumano direttamente anche l’organizzazione di viaggi, soggiorni, crociere ed escursioni comprendenti prestazioni e servizi ulteriori rispetto al solo trasporto, sono soggette alle disposizioni del presente titolo.
Non sono soggetti alla disciplina del presente titolo gli uffici che si occupano esclusivamente della vendita di biglietti delle Ferrovie dello Stato.
L’Amministrazione regionale e’ autorizzata a concedere incentivi alle agenzie di viaggio e turismo per la vendita di pacchetti turistici in Italia e all’estero finalizzati a incrementare l’ingresso e la permanenza di turisti nel territorio regionale attraverso l’offerta di un prodotto turistico qualificato, con particolare riguardo per le localita’ a minore vocazione turistica. Gli incentivi sono concessi secondo la regola del “de minimis” nel limite massimo del 50 per cento della spesa prevista e comunque nel limite di lire 100.000.000 per intervento.
L’Amministrazione regionale puo’ altresi’ concedere incentivi all’Aeroporto Friuli- Venezia Giulia SpA, per la realizzazione di azioni promozionali dirette a incrementare il numero di voli in arrivo nell’aeroporto regionale. Gli incentivi sono concessi secondo la regola del “de minimis” nel limite massimo del 50 per cento della spesa prevista e comunque nel limite di lire 100.000.000 per intervento.
La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 40 in materia di autorizzazione e’ punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 10.000.000 a lire 30.000.000, nonche’ con la chiusura dell’attivita’ e il divieto di rilascio dell’autorizzazione per i due anni successivi all’accertamento della violazione.
La violazione degli obblighi di prestazione continuativa ed esclusiva di cui all’articolo 45, commi 2 e 3, e’ punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500.000 a lire 3.000.000; in caso di recidiva e’ disposta la revoca dell’autorizzazione.
La violazione delle disposizioni in materia di redazione degli opuscoli di viaggio e di programmi di viaggio, di cui rispettivamente agli articoli 50 e 51, comporta la diffida ad adempiere entro quindici giorni dall’accertamento della violazione; in caso di inadempimento si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500.000 a lire 2.500.000.
La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 42 e’ punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500.000 a lire 3.000.000 e, in caso di mancata riapertura decorsi i termini previsti, con la revoca dell’autorizzazione.
La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 52, commi 1 e 2, comporta la diffida ad adempiere entro quindici giorni dall’accertamento della violazione; in caso di inadempimento si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 100.000 a lire 500.000.
La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 52, commi 3 e 4, comporta la diffida ad adempiere entro quindici giorni dall’accertamento della violazione; in caso di inadempimento si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 1.000.000 a lire 3.000.000.
In caso di recidiva le sanzioni amministrative pecuniarie di cui ai commi da 1 a 6 sono raddoppiate. Si ha recidiva qualora la stessa violazione sia stata commessa per due volte nel corso dell’anno solare, anche in caso di avvenuto pagamento della sanzione.
Le sanzioni amministrative pecuniarie sono applicate dall’Amministrazione regionale in conformita’ alla legge regionale 17 gennaio 1984, n. 1.
L’autorizzazione all’esercizio delle strutture ricettive turistiche e’ rilasciata dal Comune.
Il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio delle strutture ricettive alberghiere di cui all’articolo 64, commi 3, 4, 5 e 6, delle strutture ricettive all’aria aperta e delle case e appartamenti per vacanze, e’ subordinato alla loro classificazione. Non sono classificabili le strutture prive dei requisiti minimi qualitativi di cui agli allegati A, B e C, facenti parte integrante della presente legge.
Le funzioni amministrative relative alla classificazione sono esercitate dai Comuni.
La classificazione ha validita’ per un quinquennio a partire dall’1 gennaio 2003.
Le strutture ricettive che hanno ottenuto la relativa classificazione prima della scadenza del termine di cui al comma 2 conservano la classificazione per la frazione residua del quinquennio in corso.
Entro il mese di giugno dell’ultimo anno di validita’ della classificazione, il titolare o gestore deve presentare, con le modalita’ stabilite con regolamento regionale, una scheda di denuncia delle attrezzature e dei servizi forniti, allegando i documenti comprovanti le eventuali modifiche intervenute.
Qualora alla scadenza del quinquennio di validita’ non siano intervenute modifiche, il titolare o gestore deve presentare la scheda di cui al comma 1, allegando la sola dichiarazione di non intervenuta modifica.
Le schede di denuncia sono fornite dal Comune competente per territorio, almeno entro il mese di maggio dell’ultimo anno di validita’ della classificazione.
1. I titolari e i gestori delle strutture ricettive sono tenuti a denunciare al Comune, entro trenta giorni dal verificarsi, le variazioni apportate o intervenute alla struttura ricettiva, anche se dette variazioni non comportano una diversa classificazione o autorizzazione.
1. Avverso il provvedimento di classificazione, puo’ essere presentato ricorso al Direttore regionale del commercio, del turismo e del terziario da parte del titolare o del gestore entro trenta giorni dalla data di notificazione, ovvero da terzi comunque interessati, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, e successive modificazioni e integrazioni.
L’approvazione della denominazione e il controllo sull’esposizione del segno distintivo delle strutture ricettive e’ di competenza del Comune.
Con il termine “denominazione” si intende qualsiasi nome con il quale si contraddistingue l’immobile o gli immobili che costituiscono la struttura ricettiva.
La denominazione delle strutture ricettive e’ approvata in sede di classificazione o successivamente, a domanda, in conformita’ a quanto stabilito con il regolamento di cui all’articolo 62.
1. Con regolamento regionale sono disciplinate:
le modalita’ di rilascio e i requisiti del provvedimento di classificazione e di autorizzazione, le caratteristiche della denominazione, del segno distintivo e della sua pubblicita’;
le modalita’ di fissazione e applicazione dei prezzi da parte dei titolari o dei gestori.
Allo scopo di stimolare la crescita, la riqualificazione e il miglioramento dell’offerta turistica e del patrimonio ricettivo, l’Amministrazione regionale promuove la realizzazione di un sistema di certificazione di qualita’, anche in collaborazione con i Centri di assistenza tecnica alle imprese commerciali di cui all’articolo 11 della legge regionale 8/1999.
Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale provvede alla nomina di una commissione, che entro sei mesi ha il compito di individuare gli obiettivi generali e i criteri per la realizzazione del sistema di certificazione di qualita’. La commissione e’ composta da:
l’Assessore regionale al turismo, che la presiede;
il Direttore regionale del commercio, del turismo e del terziario o un suo delegato;
un rappresentante delle associazioni di categoria degli operatori turistici maggiormente rappresentative a livello regionale, esperto in gestione di impresa ricettiva turistica;
un rappresentante delle associazioni di tutela dei consumatori;
un rappresentante dell’Unione regionale delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
Le funzioni di segretario sono svolte da un dipendente della Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario, con qualifica non inferiore a quella di segretario.
Le strutture ricettive alberghiere si dividono in alberghi o hotel, motel, villaggi albergo, residenze turistico alberghiere o aparthotel o hotel residence, e alberghi diffusi.
Gli alberghi sono dotati di almeno sette camere o unita’ abitative o suite, ubicate in uno o piu’ stabili o in parte di stabile; in ogni caso il numero delle unita’ abitative o delle suite non deve prevalere sul numero delle camere.
I motel sono dotati di almeno sette camere o unita’ abitative ubicate in uno o piu’ stabili o in parte di stabile, nonche’ del servizio di autorimessa con box o parcheggio, per tanti posti macchina o imbarcazioni quante sono le camere o le unita’ abitative, servizio di assistenza ai turisti motorizzati, di rifornimento carburante, di ristorante o tavola calda e di bar.
I villaggi albergo sono dotati di almeno sette unita’ abitative dislocate in piu’ stabili, in un’unica area perimetrata.
Le residenze turistico alberghiere sono costituite esclusivamente o in prevalenza da unita’ abitative.
Gli alberghi diffusi sono costituiti da almeno tre unita’ abitative dislocate in uno o piu’ stabili separati, integrate fra loro da servizi centralizzati quali ufficio di ricevimento, sala ad uso comune, eventualmente ristorante-bar, allocati in un unico stabile.
Le suite sono costituite da almeno un vano allestito a salotto e uno a camera da letto e da almeno un bagno.
Le unita’ abitative sono costituite da uno o piu’ locali allestiti a camera da letto e soggiorno, con servizio autonomo di cucina e bagno privato.
Le strutture ricettive alberghiere di cui all’articolo 64, commi 3, 4, 5 e 6, sono classificate in base ai requisiti minimi qualitativi posseduti e contrassegnate da un numero di stelle rispettivamente da uno a cinque, se trattasi di alberghi, motel, o villaggio albergo, e da due a quattro se trattasi di residenze turistico alberghiere. I requisiti minimi qualitativi ai fini della classificazione sono indicati nell’allegato <<A>>, facente parte integrante della presente legge.
Gli alberghi diffusi sono classificati dai Comuni sul cui territorio insistono le strutture o, nel caso in cui la dislocazione interessi piu’ comuni, dal Comune in cui ha sede l’ufficio di ricevimento. I requisiti minimi ai fini della classificazione sono fissati con apposito regolamento comunale. In ogni caso il numero dei posti letto non puo’ essere complessivamente inferiore a ottanta. Le unita’ abitative devono essere ubicate solo nei comuni amministrativamente confinanti con il Comune in cui ha sede l’ufficio di ricevimento dell’albergo diffuso.
Nelle strutture previste dall’articolo 64, commi 3, 4 e 6, l’attivita’ ricettiva puo’ essere svolta, oltre che nella sede principale ove sono allocati i servizi generali, anche in dipendenze.
Le dipendenze possono essere ubicate in immobili diversi purche’ posti nelle immediate vicinanze di quello ove e’ posta la sede principale, o anche in una parte separata dallo stesso immobile, quando a esse si accede da un diverso ingresso.
Sono strutture ricettive all’aria aperta gli esercizi aperti al pubblico attrezzati per la sosta e il soggiorno di turisti, posti in aree recintate con accesso unico controllabile dal personale di sorveglianza.
Le strutture ricettive all’aria aperta si dividono in campeggi e villaggi turistici.
I campeggi sono attrezzati per la sosta e il soggiorno di turisti provvisti di mezzi autonomi di pernottamento, ovvero per l’alloggiamento di turisti in mezzi stabili o mobili messi a disposizione dalla gestione, per una capacita’ ricettiva non superiore al 30 per cento di quella complessiva; qualora sia superata tale percentuale, la struttura ricettiva viene considerata villaggio turistico.
I villaggi turistici sono dotati di allestimenti di piccole dimensioni, per turisti sprovvisti, di norma, di mezzi autonomi di pernottamento.
Le strutture ricettive all’aria aperta sono classificate in base ai requisiti minimi qualitativi posseduti e contrassegnate da un numero di stelle, rispettivamente, da uno a quattro se trattasi di campeggi, e da due a quattro se trattasi di villaggi turistici.
I requisiti minimi qualitativi ai fini della classificazione sono indicati, per ciascuna tipologia, nell’allegato <<B>>, facente parte integrante della presente legge.
1. Con il provvedimento di autorizzazione all’esercizio di una struttura ricettiva all’aria aperta, puo’ essere autorizzato l’esercizio di vendita di generi alimentari e non alimentari e di somministrazione di alimenti e bevande, limitatamente agli utenti della struttura ricettiva.
1. I campeggi mobili, costituiti da strutture poggiate sul terreno o comunque completamente rimovibili, organizzati per un periodo di tempo non superiore a venti giorni non prorogabili, da enti e associazioni senza scopo di lucro e con finalita’ ricreative, culturali, religiose o sociali, sono soggetti ad autorizzazione comunale, previo accertamento dei requisiti igienico-sanitari, dell’osservanza delle norme esistenti a tutela dell’ambiente e di quelle riguardanti la pubblica sicurezza.
Sono strutture ricettive a carattere sociale gli alberghi o ostelli per la gioventu’, le case per ferie, anche organizzate come convitti, pensionati per studenti o case di ospitalita’, le foresterie e i centri per soggiorni sociali.
Gli alberghi per la gioventu’ sono strutture attrezzate per ospitare, senza finalita’ di lucro, giovani turisti in transito, loro accompagnatori e soci dell’Associazione Hostelling International.
Le case per ferie sono strutture attrezzate per il soggiorno di persone, gestite da enti pubblici, associazioni, cooperative o enti religiosi operanti senza fine di lucro per il conseguimento di finalita’ sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, nonche’ da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti o loro familiari.
Le foresterie sono strutture attrezzate presso sedi di enti pubblici, associazioni o aziende o presso impianti di natura turistico sportiva, per ospitare occasionalmente e senza fine di lucro soci, dipendenti o partecipanti alle attivita’.
I centri per soggiorni sociali sono strutture gestite da enti o associazioni senza scopo di lucro che operano a livello nazionale o locale per finalita’ ricreative, culturali e sociali, esclusivamente per i propri associati, idonee ad ospitare, in locali attrezzati per il pernottamento, gruppi di persone per soggiorni non inferiori a cinque giorni, a tariffe agevolate.
Le strutture ricettive a carattere sociale devono possedere i requisiti e le caratteristiche tecniche indicati nell’allegato <<D>>, facente parte integrante della presente legge.
1. Con il provvedimento di autorizzazione all’esercizio di una struttura ricettiva a carattere sociale puo’ essere autorizzata la vendita di bevande in genere e l’esercizio di ristorazione limitatamente agli utenti della struttura ricettiva.
Sono rifugi escursionistici le strutture idonee ad offrire ospitalita’ e ristoro in localita’ isolate di zone montane, servite da strade aperte al traffico ordinario o da impianti di risalita in servizio pubblico.
I rifugi alpini ed escursionistici devono possedere i requisiti e le caratteristiche tecniche corrispondenti, indicati nell’allegato <<E>>, facente parte integrante della presente legge.
1. L’attivazione di un bivacco e’ subordinata ad una comunicazione preventiva al Comune competente per territorio. I proprietari di un bivacco devono garantirne la manutenzione e il controllo, da effettuarsi con sopralluoghi in numero di almeno due all’anno.
1. La gestione di rifugi alpini o escursionistici di proprieta’ di enti pubblici, puo’ essere effettuata direttamente, o affidata a terzi, previo espletamento di apposita gara.
1. I rifugi alpini e i rifugi escursionistici devono essere tenuti aperti per un periodo minimo decorrente dal 20 giugno al 20 settembre di ogni anno.
Sono esercizi di affittacamere le strutture composte da non piu’ di sei camere per un massimo di dodici posti letto, ubicate in non piu’ di due appartamenti ammobiliati con o senza uso di cucina, situati in uno stesso stabile, che forniscono servizio di alloggio ed, eventualmente, servizi complementari, avvalendosi della normale organizzazione familiare.
la fornitura e il cambio di biancheria a ogni cambio di cliente e comunque una volta alla settimana;
I locali destinati all’esercizio dell’attivita’ di affittacamere devono possedere i requisiti di cui all’allegato <<F>>, facente parte integrante della presente legge.
Il titolare di un esercizio di affittacamere puo’ somministrare, limitatamente alle persone alloggiate, alimenti e bevande.
L’attivita’ di affittacamere puo’ essere esercitata in modo complementare all’attivita’ di somministrazione di alimenti e bevande qualora sia svolta da uno stesso titolare in uno stesso immobile.
1. Ai fini urbanistici, l’esercizio dell’attivita’ di affittacamere non comporta modifica della destinazione d’uso degli immobili utilizzati.
Coloro che intendono esercitare l’attivita’ di affittacamere comunicano l’avvio dell’attivita’ al Comune ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e integrazioni. Il Comune prende atto della comunicazione e provvede all’iscrizione dell’affittacamere in un apposito elenco.
Un medesimo soggetto non puo’ essere titolare di piu’ di un esercizio di affittacamere.
L’attivita’ di bed and breakfast e’ esercitata da coloro i quali, nell’ambito della propria residenza, comprese le pertinenze, offrono occasionalmente alloggio e prima colazione, in non piu’ di tre camere e con un massimo di sei posti letto, avvalendosi della normale organizzazione familiare e fornendo, esclusivamente a chi e’ alloggiato, alimenti e bevande confezionati per la prima colazione.
Coloro che intendono esercitare l’attivita’ di bed and breakfast comunicano l’avvio dell’attivita’ al Comune ai sensi dell’articolo 19 della legge 241/1990.
I Comuni effettuano sopralluoghi al fine di verificare l’idoneita’ dei locali all’esercizio dell’attivita’.
1. I Comuni istituiscono e aggiornano l’elenco degli operatori bed and breakfast e provvedono alla sua pubblicita’.
Sono case e appartamenti per vacanze le strutture ricettive composte da uno o piu’ locali arredati e dotati di servizi igienici e di cucina autonoma, gestiti in forma imprenditoriale per l’affitto ai turisti nel corso di una o piu’ stagioni, con contratti aventi validita’ non superiore a cinque mesi consecutivi, senza offerta di servizi centralizzati e senza somministrazione di alimenti e bevande.
Si considera in forma imprenditoriale la gestione organizzata e non occasionale di almeno cinque case o appartamenti per vacanze, svolta in modo professionale in una sede adibita all’organizzazione e al ricevimento degli ospiti.
Le case e appartamenti per vacanze sono classificati in base al punteggio ottenuto secondo quanto previsto nell’allegato <<C>>, facente parte integrante della presente legge.
Nelle case e appartamenti per vacanze in ogni caso sono assicurati servizi essenziali quali l’erogazione di energia elettrica, acqua, gas, la sostituzione di arredi, corredi e dotazioni deteriorati, la pulizia ad ogni cambio di cliente, nonche’ il riscaldamento nelle strutture site in localita’ poste al di sopra degli 800 mslm.
1. Ai fini urbanistici, l’esercizio di case e appartamenti per vacanze non comporta modifica di destinazione d’uso degli immobili utilizzati.
L’affitto di alloggi per uso turistico, in forma non imprenditoriale, non e’ soggetto alla disciplina delle case e appartamenti per vacanze.
Ai fini del miglioramento dell’offerta delle strutture ricettive, i proprietari, con apposita istanza, possono richiedere la classificazione dell’immobile in conformita’ ai criteri di valutazione previsti nell’allegato <<C>>, facente parte integrante della presente legge.
La classificazione di cui al comma 2 ha durata quinquennale, fatta salva la facolta’ di rinuncia al termine di ogni anno solare.
Le funzioni amministrative relative alla classificazione di cui al comma 2 sono esercitate dai Comuni che provvedono a predisporre gli appositi moduli e a determinare le modalita’ di comunicazione delle modifiche intervenute nel corso del quinquennio.
Ai soli fini statistici, e’ in ogni caso fatto obbligo ai proprietari degli immobili di cui al comma 1, di presentare al Comune una dichiarazione dalla quale risultino la capacita’ ricettiva dell’immobile, con riferimento al numero delle camere, dei letti, dei locali da bagno, e le condizioni generali di conservazione.
I Comuni aggiornano annualmente i dati di cui al comma 5.
I titolari o gestori delle strutture ricettive alberghiere, delle strutture ricettive all’aria aperta, delle case e appartamenti per vacanze, dei rifugi alpini ed escursionistici, ovvero degli esercizi di affittacamere ove l’attivita’ venga svolta in forma complementare all’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, siano essi persone fisiche o giuridiche, sono tenuti ad iscriversi al registro delle imprese di cui alla legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni e integrazioni.
L’iscrizione nel registro delle imprese abilita l’iscritto che venga autorizzato ad esercitare l’attivita’ ricettiva, ad effettuare, a favore delle persone alloggiate, la somministrazione di alimenti e bevande, la fornitura di giornali, riviste, pellicole per la riproduzione, cartoline e francobolli, nonche’ a realizzare strutture e attrezzature a carattere ricreativo a utilizzo esclusivo degli alloggiati. La realizzazione di strutture e attrezzature a carattere ricreativo e’ subordinata al rispetto della normativa statale, regionale e comunale in materia di requisiti igienico-sanitari e prevenzione degli incendi.
La sezione speciale del registro degli esercenti il commercio, istituita dall’articolo 5, secondo comma, della legge 17 maggio 1983, n. 217, e’ soppressa dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 88:
1. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attivita’ di impresa ricettiva, e in relazione alla tutela dei consumatori, il titolare o il legale rappresentante ovvero il rappresentante di cui all’articolo 93 del regio decreto 773/1931, devono essere in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:
aver superato l’esame di idoneita’ all’esercizio di attivita’ d’impresa ricettiva di cui all’articolo 89, ovvero essere in possesso dell’idoneita’ all’esercizio d’impresa ricettiva ai sensi dell’articolo 37, comma 1, lettera e), della legge regionale 18 aprile 1997, n. 17, al momento dell’entrata in vigore della presente legge;
essere stato iscritto nell’ultimo quinquennio nella sezione speciale del registro degli esercenti il commercio istituita dall’articolo 5, secondo comma, della legge 217/1983, ovvero al ruolo di cui all’articolo 2 della legge 3 febbraio 1989, n. 39, sezione agenti immobiliari e agenti muniti di mandato a titolo oneroso, limitatamente all’attivita’ di gestione di case e appartamenti per vacanze;
essere in possesso del diploma di laurea in un corso della facolta’ di scienze economiche, ovvero di diploma di ragioniere, perito commerciale o perito turistico.
1. Ai fini dell’ammissione agli esami di idoneita’ all’esercizio di impresa ricettiva, gli interessati devono presentare domanda alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dichiarando, sotto la propria responsabilita’, di essere in possesso dei seguenti requisiti:
aver raggiunto la maggiore eta’, ad eccezione del minore emancipato, autorizzato all’esercizio di attivita’ commerciale;
essere in possesso della licenza della scuola dell’obbligo in base all’eta’ scolare;
non trovarsi nelle condizioni previste dall’articolo 2, commi 4 e 5, della legge 25 agosto 1991, n. 287.
Art. 90:
Presso ciascuna Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura della regione e’ istituita una commissione giudicatrice per l’esame di idoneita’ all’esercizio dell’attivita’ di impresa ricettiva , nominata dalla Giunta camerale.
La composizione e il funzionamento della commissione giudicatrice, nonche’ le materie dell’esame di idoneita’, sono stabiliti con regolamento regionale.
La Giunta camerale indica, nell’ambito delle materie d’esame, gli argomenti che formano oggetto delle prove d’esame, stabilendo i termini e le modalita’ per la loro effettuazione.
1. L’Amministrazione regionale promuove l’organizzazione di specifici corsi di formazione professionale per la preparazione all’esame di idoneita’ di cui all’articolo 89, anche in collaborazione con i Centri di assistenza tecnica alle imprese commerciali di cui alla legge regionale 8/1999, secondo le modalita’ stabilite con decreto del Presidente della Regione.
1. Le strutture ricettive sono gestite unitariamente, in via diretta ed esclusiva, dal titolare dell’autorizzazione, ovvero dal gestore.
Le strutture ricettive all’aria aperta e le strutture ricettive a carattere sociale devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti dalla legge regionale 44/1985.
I locali destinati all’esercizio dell’attivita’ di affittacamere devono possedere i requisiti strutturali ed edilizi previsti dalla normativa regionale e comunale per i locali di civile abitazione, nonche’ i requisiti igienico-sanitari previsti dalla legge regionale 44/1985.
Le case e appartamenti per vacanze devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti dalla normativa regionale e comunale per i locali di civile abitazione.
Ai fini della rilevazione statistica, i gestori delle strutture ricettive sono obbligati a comunicare giornalmente il movimento degli ospiti alle AIAT, ove esistenti, o ai Comuni competenti per territorio, su appositi moduli ISTAT.
In materia di registrazione e di notificazione degli ospiti trovano applicazione le vigenti disposizioni statali in materia di pubblica sicurezza.
I prezzi dei servizi alberghieri e delle altre strutture ricettive sono liberamente determinati dai singoli operatori ai sensi della legge 25 agosto 1991, n. 284.
I titolari o gestori delle strutture ricettive devono comunicare al Comune nel cui territorio e’ situata la struttura ricettiva, entro il 31 luglio, i prezzi minimi e massimi dei servizi che intendono praticare l’anno successivo, nonche’ il periodo di apertura della struttura stessa, che non puo’ essere inferiore a centoventi giorni in un anno, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 81. La comunicazione e’ effettuata su apposito modulo fornito dall’Amministrazione regionale.
Coloro che hanno ottemperato l’obbligo di cui al comma 2 possono presentare, entro l’1 marzo, una comunicazione suppletiva modificante la prima a valere dall’1 giugno al 31 dicembre successivo.
Nel caso di apertura di nuove strutture ricettive, l’obbligo della comunicazione di cui al comma 2 deve essere assolto al momento dell’ottenimento dell’autorizzazione all’esercizio delle strutture ricettive.
In caso di cessione a qualsiasi titolo della struttura ricettiva, il titolare o gestore subentrante puo’ presentare una nuova comunicazione relativa ai prezzi che intende praticare nell’esercizio.
Art. 96:
E’ fatto obbligo ai titolari o gestori delle strutture ricettive di esporre nel luogo di ricevimento degli ospiti, in maniera ben visibile al pubblico, i prezzi praticati nell’anno in corso, conformemente all’ultima comunicazione vistata dall’autorita’ competente.
Nelle camere e nelle unita’ abitative e’ fatto obbligo di esporre:
la denominazione della struttura ricettiva e la sua classificazione;
il numero della camera o unita’ abitativa;
i prezzi giornalieri della camera o unita’ abitativa, della prima colazione, della mezza pensione e della pensione completa, suddivisi per periodi di bassa e alta stagione nelle localita’ turistiche ove tali periodi siano stati determinati.
Gli utenti delle strutture ricettive di cui al presente titolo possono proporre reclamo in ogni caso di presunta violazione degli obblighi da parte del gestore della struttura.
Il reclamo, debitamente documentato, e’ presentato al Comune competente per territorio, entro sessanta giorni dalla presunta infrazione, anche tramite gli uffici dell’AIAT ove esistente.
La chiusura temporanea delle strutture ricettive turistiche disciplinate dal presente titolo e’ consentita, previa comunicazione al Comune, per un periodo non superiore a sei mesi, prorogabili di altri sei per gravi e comprovati motivi.
In caso di mancata riapertura, decorsi inutilmente i termini di cui al comma 1, il Comune prende atto dell’avvenuta cessazione dell’attivita’.
1. I Comuni esercitano le funzioni di vigilanza e di controllo nelle materie disciplinate dal presente titolo, ferme restando la competenza dell’autorita’ di pubblica sicurezza e quella dell’autorita’ sanitaria nei relativi settori.
L’esercizio delle strutture ricettive in mancanza dell’autorizzazione o della comunicazione di inizio dell’attivita’ comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 5.000.000 a lire 10.000.000, nonche’ l’immediata chiusura dell’attivita’.
L’inosservanza di altre disposizioni in materia di autorizzazione ovvero di comunicazione comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 5.000.000 a lire 10.000.000. In caso di reiterata violazione puo’ essere disposta la sospensione dell’attivita’ per un periodo non inferiore a sette giorni e non superiore a novanta, e la revoca dell’autorizzazione.
L’inosservanza delle disposizioni in materia di classificazione delle strutture ricettive comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 500.000 a lire 5.000.000. In caso di reiterata violazione puo’ essere disposta la sospensione dell’attivita’ per un periodo non inferiore a sette giorni e non superiore a novanta, e la revoca dell’autorizzazione.
L’offerta del servizio di alloggio in locali diversi da quelli predisposti, ovvero il superamento della capacita’ ricettiva consentita, comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 1.000.000 a lire 3.000.000, oltre al pagamento di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 100.000 a lire 300.000 per ogni persona in esubero. In caso di reiterata violazione puo’ essere disposta la sospensione dell’attivita’ per un periodo non inferiore a sette giorni e non superiore a novanta, e la revoca dell’autorizzazione.
L’inosservanza delle disposizioni in materia di fissazione, comunicazione e applicazione dei prezzi comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 500.000 a lire 3.000.000. La mancata comunicazione dei prezzi comporta in ogni caso l’implicita conferma della precedente comunicazione.
La stampa e la diffusione di pubblicazioni contenenti false indicazioni sui prezzi e sulle caratteristiche delle strutture ricettive comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 500.000 a lire 2.000.000.
La pubblicita’ dell’attivita’ di bed and breakfast in mancanza dell’iscrizione all’elenco comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 300.000 a lire 1.000.000.
I proventi delle sanzioni di cui ai commi da 1 a 6 sono integralmente devoluti al Comune nel cui ambito e’ stata accertata la violazione.
Sono stabilimenti balneari le strutture turistiche ad uso pubblico gestite unitariamente in regime di concessione, poste sulla riva del mare, di fiumi o di laghi, attrezzate prevalentemente per la balneazione.
Gli stabilimenti balneari possono essere dotati di impianti e attrezzature per cure elioterapiche e termali, nonche’ di impianti e attrezzature sportive e di ricreazione.
Art. 102:
Fermo restando quanto previsto dalle leggi nazionali e regionali vigenti in materia di concessioni demaniali marittime, l’autorizzazione all’esercizio di uno stabilimento balneare e’ rilasciata dal Comune del luogo in cui e’ ubicato lo stabilimento.
Il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio di uno stabilimento balneare e’ subordinato alla sua classificazione. Non sono classificabili gli stabilimenti balneari privi del punteggio minimo per la classificazione di cui all’allegato <<G>>, facente parte integrante della presente legge.
Con regolamento regionale sono disciplinati:
le modalita’ di fissazione e applicazione dei prezzi da parte dei titolari o gestori.
Agli stabilimenti balneari si applicano le disposizioni contenute negli articoli 57, 58, 59, 60, 61 e 63 della presente legge.
1. Gli stabilimenti balneari sono classificati in base al punteggio ottenuto secondo quanto previsto nell’allegato <<G>>, facente parte integrante della presente legge.
I prezzi dei servizi offerti, compresi il noleggio di imbarcazioni e natanti in genere, nonche’ i prezzi di accesso allo stabilimento, devono essere comunicati entro l’1 ottobre di ogni anno alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario, che ne cura successivamente la trasmissione alle competenti Capitanerie di porto.
Coloro che hanno ottemperato all’obbligo di cui al comma 1, possono presentare, entro l’1 marzo, una comunicazione supplettiva modificante la prima a valere dall’1 maggio dell’anno in corso.
E’ fatto obbligo al titolare o gestore dello stabilimento balneare di esporre in maniera ben visibile al pubblico la denominazione dello stabilimento, la sua classificazione, i prezzi suddivisi per alta e bassa stagione praticati nell’anno in corso per ciascuno dei servizi offerti. E’ fatto altresi’ obbligo al noleggiatore di imbarcazioni e natanti in genere di esporre in maniera ben visibile al pubblico i prezzi praticati.
L’esercizio di uno stabilimento balneare in mancanza dell’autorizzazione comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 5.000.000 a lire 10.000.000, nonche’ l’immediata chiusura dell’attivita’.
L’inosservanza di altre disposizioni in materia di autorizzazione comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 5.000.000 a lire 10.000.000. In caso di reiterata violazione, puo’ essere disposta la sospensione dell’attivita’ per un periodo non inferiore a sette giorni e non superiore a novanta.
L’inosservanza delle disposizioni in materia di classificazione comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 1.000.000 a lire 5.000.000. In caso di reiterata violazione puo’ essere disposta la sospensione dell’attivita’ per un periodo non inferiore a sette giorni e non superiore a novanta, e la revoca dell’autorizzazione.
La stampa e la diffusione di pubblicazioni contenenti false indicazioni sui prezzi e caratteristiche dello stabilimento balneare comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria amministrativa da lire 1.000.000 a lire 4.000.000.
I proventi delle sanzioni di cui ai commi da 1 a 5 sono integralmente devoluti al Comune nel cui ambito e’ stata accertata la violazione.
1. La Regione, ai fini della promozione del turismo all’aria aperta, favorisce l’istituzione di aree attrezzate per la sosta temporanea di autocaravan e caravan in zone apposite, individuate dai Comuni singoli o associati, a supporto del turismo itinerante.
I requisiti delle aree di sosta sono stabiliti con regolamento regionale nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 378 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni e integrazioni.
I Comuni, singoli o associati, devono dare tempestiva comunicazione dei servizi forniti dall’area attrezzata e della sua dislocazione ai soggetti pubblici e privati operanti nel settore turistico.
La sosta di autocaravan e caravan nelle aree di cui al comma l e’ permessa per un periodo massimo di quarantotto ore consecutive, prorogabili nel rispetto delle norme vigenti in materia.
I Comuni, singoli o associati, provvedono alla gestione delle aree direttamente ovvero mediante apposite convenzioni nelle quali sono stabilite le tariffe e le modalita’ della gestione. Le tariffe devono essere determinate in modo da consentire il prolungamento della stagione turistica.
In caso di gestione mediante convenzione, i gestori sono tenuti a comunicare gli arrivi e le presenze alle AIAT o ai Comuni competenti per territorio, con le modalita’ di cui all’articolo 94.
L’Amministrazione regionale e’ autorizzata a concedere contributi in conto capitale ai Comuni, singoli o associati, per la realizzazione, la ristrutturazione o l’ampliamento delle aree di cui all’articolo 106.
I contributi sono concessi nella misura massima del 50 per cento della spesa ritenuta ammissibile, con esclusione delle spese destinate all’acquisto dell’area, fino al limite massimo di lire 50.000.000 in caso di Comuni singoli, ovvero di lire
70.000.000 in caso di Comuni associati, per singolo intervento.
La Giunta regionale stabilisce criteri e priorita’ al fine di realizzare un’equilibrata dislocazione delle aree attrezzate sul territorio regionale.
La Regione riconosce il fondamentale ruolo dell’attivita’ congressuale come occasione di promozione del territorio e di sviluppo economico per l’intera comunita’ regionale nell’ottica di una strategia di crescita complessiva del comparto turistico.
La Regione sostiene i soggetti che si occupano della promozione e commercializzazione del prodotto congressuale all’interno di strutture idonee, come definite dai commi successivi, favorendo lo svolgimento di attivita’ di razionalizzazione, coordinamento e promozione del comparto congressuale regionale.
I soggetti di cui al comma 2 sono chiamati a:
gestire le strutture congressuali e i centri congressi, di cui ai commi 4, 5 e 6, idonei a ospitare manifestazioni nazionali e internazionali;
svolgere attivita’ di promozione, studi e ricerche su problemi tecnici e organizzativi della gestione del turismo congressuale per garantire la massima qualita’ dei servizi offerti;
realizzare incontri e aggiornamenti per operatori turistici, operatori e tecnici sui temi inerenti le attivita’ congressuali e turistiche collegate.
Sono strutture congressuali gli edifici permanenti appositamente predisposti per lo svolgimento di riunioni, dotati di installazioni tecniche di base adeguate alle esigenze piu’ diverse, provvisti di servizi in grado di dare risposte qualitativamente, quantitativamente e professionalmente valide alle richieste dei partecipanti, in grado di offrire personale specializzato e plurilingue.
I centri congressi devono comprendere sale di differente grandezza, di cui una con una capienza sufficiente ad accogliere in seduta plenaria tutti i partecipanti ad una riunione, dichiarandone la capacita’ massima. Le altre sale devono permettere la riunione di commissioni, comitati, gruppi di lavoro diverso, con un numero proporzionale di uffici per assicurare i servizi, tenendo conto delle condizioni di comfort, d’igiene e sicurezza, in conformita’ alle vigenti disposizioni legislative e regolamentari.
I centri congressi dovranno garantire per ogni sala superiore ai cinquanta posti le seguenti dotazioni tecnologiche: un efficiente impianto di sonorizzazione, uno schermo adeguato alle dimensioni della sala secondo le tabelle tecniche (rapporto distanza fondo sala/schermo), un impianto di illuminazione graduabile e sezionabile, con controllo facilmente accessibile dalla sala e dalla regia; dovranno garantire inoltre che le sale di capienza uguale o superiore ai trecento posti siano dotate di cablaggi audio e video posizionati lungo la sala e sul palco, i quali consentano il controllo da parte di una regia centralizzata.
L’Amministrazione regionale, al fine di ottenere il potenziamento degli eventi congressuali e la crescita dell’intero settore, e’ autorizzata a concedere contributi in conto capitale nella misura massima del 50 per cento della spesa ammissibile, secondo la regola del de minimis e comunque fino al limite massimo di lire 100.000.000, agli organizzatori di eventi congressuali per la spesa sostenuta per la locazione di strutture congressuali e centri congressi.
I contributi di cui al comma 1 sono concessi in occasione di eventi organizzati in Friuli Venezia Giulia che prevedono la presenza di oltre duecento congressisti, i quali pernottino in strutture ricettive della regione per almeno due notti consecutive.
Alle domande che non possono essere accolte per l’indisponibilita’ delle risorse finanziarie si applica l’articolo 33 della legge regionale 7/2000.
Resta esclusa dal contributo l’iniziativa alla quale il beneficiario abbia dato avvio prima della presentazione della domanda.
E’ guida turistica chi per professione, anche in modo non esclusivo o non continuativo, accompagna persone singole o gruppi di persone nelle visite a luoghi di interesse turistico, storico, artistico, ambientale, enogastronomico e socioculturale, ivi compresi opere d’arte, musei, gallerie, mostre, esposizioni, siti archeologici, luoghi di culto, castelli, ville, giardini e simili, illustrandone gli aspetti storici, artistici, monumentali, paesaggistici e naturali.
E’ accompagnatore turistico chi per professione accompagna persone singole o gruppi di persone nei viaggi attraverso il territorio nazionale o all’estero, curando l’attuazione del pacchetto turistico predisposto dagli organizzatori, prestando completa assistenza, fornendo elementi significativi e notizie di interesse turistico sulle zone di transito al di fuori dell’ambito di competenza delle guide turistiche e naturalistiche.
E’ guida naturalistica o ambientale escursionistica chi per professione, anche in modo non esclusivo o non continuativo, accompagna persone singole o gruppi di persone nelle visite ad aree protette e altri ambienti di interesse naturalistico, ivi compresi i siti allestiti e le strutture museali o espositive inerenti detti ambienti, illustrando gli aspetti naturalistici, paesaggistici, ambientali ed etnografici del territorio.
Le prestazioni delle figure professionali di cui ai commi 1, 2 e 3 vengono svolte in lingua italiana e/o in due o piu’ lingue straniere.
L’esercizio nella regione Friuli Venezia Giulia dell’attivita’ di guida turistica, accompagnatore turistico e guida naturalistica o ambientale escursionistica, e’ subordinato all’iscrizione, rispettivamente, agli albi di guida turistica, di accompagnatore turistico, di guida naturalistica o ambientale escursionistica, istituiti presso la Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario, di seguito denominati albi.
Possono chiedere l’iscrizione agli albi coloro che sono in possesso dell’attestato comprovante il superamento dell’esame di idoneita’ di cui all’articolo 114, ovvero che si trovino in una delle condizioni previste dall’articolo 115, commi 3 e 4.
Agli iscritti all’albo professionale sono rilasciati la tessera di riconoscimento e un apposito distintivo le cui caratteristiche e modalita’ di utilizzo sono determinate con deliberazione della Giunta regionale, da pubblicarsi sul Bollettino Ufficiale della Regione.
Sono iscritti d’ufficio al relativo albo coloro che, al momento dell’entrata in vigore della presente legge, risultano iscritti agli albi di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1982, n. 88, e successive modificazioni e integrazioni, e 10 gennaio 1987, n. 2, e successive modificazioni e integrazioni.
Art. 114:
Ai fini dell’ammissione all’esame di idoneita’, gli aspiranti alla professione di guida turistica, accompagnatore turistico e guida naturalistica o ambientale escursionistica, devono dichiarare sotto la propria responsabilita’ di essere in possesso dei seguenti requisiti:
godimento dei diritti civili e politici; cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell’Unione europea;
possesso del diploma di istruzione secondaria o di diploma conseguito all’estero per il quale sia stata valutata l’equivalenza dalla competente autorita’ italiana;
possesso dell’attestato di frequenza di specifici corsi di formazione professionale; ai fini dell’ammissione all’esame di idoneita’ per guida turistica e guida naturalistica o ambientale escursionistica, la durata del corso non puo’ essere inferiore a duecentocinquanta ore;
conoscenza di almeno due lingue straniere di cui una tra quelle maggiormente diffuse negli Stati membri dell’Unione europea per le quali viene stabilito, con la deliberazione di cui al comma 2, un diverso grado di approfondimento in ragione della figura professionale.
La Giunta regionale, con propria deliberazione da pubblicarsi sul Bollettino Ufficiale della Regione, disciplina le modalita’ di svolgimento degli esami di idoneita’, le modalita’ di nomina e funzionamento delle commissioni esaminatrici, la composizione, il numero e le qualifiche degli esperti designati dai rispettivi Collegi e individua le materie oggetto d’esame, comprendenti, in ogni caso, la conoscenza della realta’ storica, geografica, culturale e ambientale della regione Friuli Venezia Giulia.
Art. 115:
Le guide turistiche e le guide naturalistiche o ambientali escursionistiche che abbiano conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione presso altre Regioni o Province autonome italiane e che intendano svolgere la propria attivita’ nella regione Friuli Venezia Giulia, devono sostenere l’esame di idoneita’ limitatamente alle materie inerenti la conoscenza della realta’ storica, culturale e ambientale della regione Friuli Venezia Giulia, come individuate dalla deliberazione di cui all’articolo 114, comma 2.
I cittadini di Stati membri dell’Unione europea in possesso di analoga abilitazione tecnica conseguita secondo l’ordinamento del Paese d’appartenenza che intendano svolgere la propria attivita’ nella regione Friuli Venezia Giulia sono soggetti alle disposizioni previste dalla legislazione italiana in recepimento delle direttive comunitarie in materia.
Gli accompagnatori turistici che abbiano l’abilitazione all’esercizio della professione presso altre Regioni o Province autonome italiane e i cittadini di Stati membri dell’Unione europea in possesso di analoga abilitazione tecnica conseguita secondo l’ordinamento del Paese d’appartenenza che intendano svolgere la propria attivita’ nella regione Friuli Venezia Giulia sono esonerati dall’obbligo di sostenere l’esame di idoneita’ come previsto dalla legislazione italiana in recepimento delle direttive comunitarie in materia.
I cittadini degli Stati membri dell’Unione europea, iscritti all’albo della “International Association of Tours Manager” (IATM) di Londra sono esonerati dall’obbligo di sostenere l’esame di idoneita’ per accompagnatore turistico.
Con deliberazione della Giunta regionale possono essere esonerati dall’obbligo di sostenere l’esame di idoneita’ coloro che hanno conseguito la laurea in facolta’ universitarie specifiche per la preparazione della figura professionale di guida turistica. Resta in ogni caso stabilito l’obbligo di sostenere l’esame di idoneita’ avente per oggetto la conoscenza della realta’ storica, culturale e ambientale della regione Friuli Venezia Giulia.
I corsi di formazione professionale di cui all’articolo 114, comma 1, lettera d), sono organizzati o promossi dall’Amministrazione regionale, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, in collaborazione con i centri di formazione professionale e gli istituti professionali di Stato per i servizi turistici riconosciuti, nel rispetto di quanto previsto dalla legge regionale 16 novembre 1982, n. 76.
Le materie oggetto di insegnamento sono determinate con deliberazione della Giunta regionale, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, nell’ambito di quanto stabilito ai sensi dell’articolo 114, comma 2.
L’iscrizione agli albi puo’ essere sospesa, su richiesta adeguatamente motivata dell’interessato, per un periodo non superiore a due anni.
E’ disposta la cancellazione dagli albi in caso di:
recidiva di cui all’articolo 142, comma 6;
perdita dei requisiti di cui all’articolo 114, comma 1, lettere a) e b);
decorso del termine di cui al comma 1, in mancanza di una dichiarazione di ripresa dell’attivita’ resa dall’interessato.
Sono esenti dall’obbligo di iscrizione all’albo le guide turistiche residenti in uno Stato membro dell’Unione europea diverso dall’Italia che accompagnano un gruppo di turisti provenienti da uno Stato membro dell’Unione europea, nel corso di un viaggio organizzato con durata limitata nel tempo, a circuito chiuso, nei limiti di quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 28 febbraio 1996, n. 49.
alle attivita’ divulgative del patrimonio culturale, ambientale, artistico e naturalistico svolte occasionalmente e gratuitamente da soggetti appartenenti a enti e associazioni e rivolte a soci e assistiti dei medesimi enti e associazioni costituiti, senza fini di lucro, per finalita’ ricreative, culturali, religiose o sociali;
alle attivita’ di semplice accompagnamento di visitatori per conto delle associazioni Pro-loco, svolte occasionalmente e gratuitamente da soggetti appartenenti alle Pro- loco stesse nelle localita’ di competenza delle medesime e con esclusione dei comuni nei quali si trovano i siti che possono essere illustrati ai visitatori solo da guide specializzate, cosi’ come individuati dal decreto del Presidente della Repubblica 13 dicembre 1995, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 28 febbraio 1996, n. 49;
alle attivita’ didattiche o di tutela di beni culturali, ambientali, naturali, svolte da soggetti dipendenti nell’esercizio delle proprie funzioni.
I soggetti di cui al comma 2, lettere a) e b), sono obbligati a munirsi di apposita dichiarazione, rilasciata dall’ente di appartenenza, da cui risultino la gratuita’ e l’occasionalita’ della prestazione.
Le disposizioni del presente capo non si applicano altresi’ nei confronti:
delle attivita’ didattiche svolte dagli insegnanti nei confronti degli alunni;
delle attivita’ didattiche svolte da esperti, anche con lezioni sui luoghi oggetto di studio, rivolte alle scuole e istituti di ogni ordine e grado o svolte nell’ambito di corsi di formazione e iniziative a carattere seminariale, nell’ambito di quanto previsto dal decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;
dei dipendenti delle agenzie di viaggio e turismo che si occupano esclusivamente dell’attivita’ di accoglienza dei clienti nei porti, aeroporti, stazioni di partenza e di arrivo di mezzi collettivi di trasporto e di assistenza nelle relative operazioni, muniti di apposito tesserino di riconoscimento rilasciato dall’agenzia di viaggio e turismo.
I Comuni istituiscono, regolamentano e aggiornano un apposito elenco nel quale sono iscritti i soggetti che svolgono le attivita’ di cui al comma 4, lettera b).
Art. 119:
L’Amministrazione regionale ha facolta’ di promuovere e organizzare corsi di aggiornamento professionale per guida turistica, accompagnatore turistico e guida naturalistica o ambientale escursionistica, sentite le rispettive associazioni di categoria maggiormente rappresentative.
Sono ammessi a frequentare i corsi di aggiornamento professionale coloro che risultano iscritti agli albi regionali.
1. Le guide turistiche, nell’esercizio della loro attivita’ professionale, incluse le visite di studio e aggiornamento, sono ammesse gratuitamente, durante le ore di apertura al pubblico, in tutti i musei, gallerie, monumenti, parchi e simili, di proprieta’ dello Stato, della Regione, degli enti pubblici o di privati, esistenti sul territorio regionale, ai sensi dell’articolo 12 del regio decreto-legge 18 gennaio 1937, n. 448, convertito dalla legge 17 giugno 1937, n. 1249.
Art. 121:
E’ guida alpina chi esercita per professione, anche in modo non esclusivo e non continuativo, le seguenti attivita’:
accompagnamento di singole persone o di gruppi, in escursioni su qualsiasi terreno in montagna e senza limiti di difficolta’, nonche’ in scalate o in ascensioni alpine su roccia o su ghiaccio;
accompagnamento di singole persone o di gruppi, in escursioni sciistiche e sci- alpinistiche, anche fuori delle stazioni sciistiche attrezzate o delle piste di discesa o di fondo, e comunque laddove possa essere necessario l’uso di tecniche e di attrezzature alpinistiche;
insegnamento delle tecniche di arrampicata sportiva, alpinistiche e sci alpinistiche con esclusione delle tecniche sciistiche su piste di discesa e di fondo;
consulenza e collaborazione con enti pubblici e di diritto pubblico in qualsiasi campo connesso con la specifica competenza professionale.
L’aspirante guida alpina puo’ svolgere le attivita’ di cui al comma 1, con riferimento ad ascensioni di difficolta’ non superiore al quinto grado; detto limite non sussiste nel caso in cui l’aspirante guida alpina fa parte di comitive condotte da una guida alpina- maestro di alpinismo e nelle arrampicate in strutture o palestre attrezzate per l’arrampicata sportiva.
L’aspirante guida alpina puo’ esercitare l’insegnamento sistematico delle tecniche alpinistiche e sci-alpinistiche solo nell’ambito di una scuola di alpinismo o di sci alpinismo.
L’aspirante guida alpina deve conseguire il grado di guida alpina-maestro di alpinismo entro il decimo anno successivo a quello in cui ha conseguito l’abilitazione tecnica all’esercizio della professione di aspirante guida alpina; in caso contrario decade dall’iscrizione al relativo albo professionale.
Art. 122:
E’ riconosciuto, quale organismo di autodisciplina e di autogoverno della professione, il Collegio delle guide alpine-maestri di alpinismo e degli aspiranti guida alpina del Friuli Venezia Giulia, di seguito denominato Collegio delle guide alpine, con compiti di tenuta degli albi di cui all’articolo 123, vigilanza sul comportamento degli iscritti e organizzazione dei corsi di cui all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d) in collaborazione con l’Amministrazione regionale.
La vigilanza sul Collegio delle guide alpine e’ esercitata dalla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario.
L’esercizio stabile della professione di guida alpina-maestro di alpinismo e di aspirante guida alpina e’ subordinato all’iscrizione rispettivamente agli albi di guida alpina-maestro di alpinismo e di aspirante guida alpina, istituiti presso il Collegio delle guide alpine, e di seguito denominati albi.
E’ considerato esercizio stabile della professione l’attivita’ svolta dalla guida alpina- maestro di alpinismo e dall’aspirante guida alpina che abbia domicilio, anche stagionale, nel territorio della regione.
La Giunta regionale e’ autorizzata ad istituire borse di studio a favore di chi frequenta i corsi teorico-pratici per il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione, ovvero i corsi di aggiornamento professionale, di cui all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d).
Le modalita’ di corresponsione delle borse di studio sono determinate con regolamento regionale.
Art. 125:
Ai fini dell’esercizio coordinato delle attivita’ professionali di insegnamento di cui all’articolo 121, comma 1, lettera c), puo’ essere autorizzata l’apertura di scuole di arrampicata sportiva, di alpinismo o di sci-alpinismo e di torrentismo dirette da una guida alpina-maestro di alpinismo iscritto al relativo albo.
L’apertura e’ autorizzata con decreto del Direttore regionale del commercio, del turismo e del terziario.
Art. 126:
E’ guida speleologica-maestro di speleologia chi svolge per professione, anche in modo non esclusivo e non continuativo, le seguenti attivita’:
accompagnamento di persone in escursioni ed esplorazioni in grotte e cavita’ artificiali;
insegnamento delle tecniche e delle materie professionali speleologiche e complementari;
L’aspirante guida speleologica svolge solo attivita’ di accompagnamento di persone in facili grotte naturali limitatamente a quelle di sviluppo orizzontale, ad esclusione di quelle in cui si richieda, anche solo occasionalmente, l’utilizzo di corde, scalette flessibili o attrezzi per la progressione; detto limite non sussiste nel caso in cui l’aspirante guida speleologica fa parte di comitive condotte da una guida speleologica.
L’aspirante guida speleologica puo’ esercitare l’insegnamento sistematico delle tecniche speleologiche solo nell’ambito di una scuola di speleologia.
L’aspirante guida speleologica deve conseguire il grado di guida speleologica- maestro di speleologia entro il decimo anno successivo a quello in cui ha conseguito l’abilitazione tecnica all’esercizio della professione come aspirante guida speleologica; in caso contrario decade dall’iscrizione al relativo albo professionale.
Art. 127:
E’ istituito, quale organismo di autodisciplina e di autogoverno della professione, il Collegio delle guide speleologiche-maestri di speleologia e degli aspiranti guida speleologica del Friuli Venezia Giulia, di seguito denominato Collegio delle guide speleologiche, con compiti di tenuta degli albi di cui all’articolo 128, vigilanza sul comportamento degli iscritti e organizzazione dei corsi di cui all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d) in collaborazione con l’Amministrazione regionale.
La vigilanza sul Collegio delle guide speleologiche e’ esercitata dalla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario.
Art. 128:
L’esercizio stabile della professione di guida speleologica-maestro di speleologia e di aspirante guida speleologica e’ subordinato all’iscrizione, rispettivamente, all’albo di guida speleologica-maestro di speleologia e all’albo di aspirante guida speleologica istituiti presso il Collegio delle guide speleologiche, e di seguito denominati albi.
E’ considerato esercizio stabile della professione l’attivita’ svolta dalla guida speleologica-maestro di speleologia e dall’aspirante guida speleologica che abbia domicilio, anche stagionale, nel territorio della regione.
Ai fini dell’esercizio coordinato delle attivita’ professionali di insegnamento di cui all’articolo 126, comma 1, lettera b), puo’ essere autorizzata l’apertura di scuole di speleologia, speleologia subacquea, e torrentismo dirette da una guida speleologica- maestro di speleologia iscritta al relativo albo.
In sede di prima applicazione delle disposizioni contenute nel presente capo, possono richiedere l’iscrizione all’albo di guida speleologica-maestro di speleologia, speleologi di chiara fama in possesso dei seguenti requisiti:
idoneita’ psicofisica attestata da certificato rilasciato dall’Azienda per i servizi sanitari;
iscrizione negli elenchi nazionali del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico da almeno quindici anni, ovvero attivita’ di istruttore nell’ambito dello stesso o della Scuola nazionale di speleologia del Club Alpino Italiano o della Commissione nazionale scuole di speleologia della Societa’ Speleologica Italiana, ovvero iscrizione all’albo delle guide alpine da almeno due anni.
Il richiedente deve altresi’ dimostrare di aver svolto, per almeno un mandato, l’incarico di responsabile di stazione o di responsabile regionale del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, ovvero attivita’ di istruttore nell’ambito dello stesso o della Scuola nazionale di speleologia del Club Alpino Italiano, ovvero aver svolto la professione di guida alpina specializzata in speleologia ai sensi della legge regionale 20 novembre 1995, n. 44.
Il possesso dei requisiti di cui ai commi 1 e 2 e’ accertato dalla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario, dietro presentazione, da parte dell’interessato, di idonea documentazione corredata di una relazione esauriente sull’attivita’ svolta.
Art. 131:
1. E’ maestro di sci chi insegna per professione, anche in modo non esclusivo e non continuativo, a persone singole o a gruppi di persone, le tecniche sciistiche in tutte le loro specializzazioni, esercitate con qualsiasi tipo di attrezzo, su piste da sci, itinerari sciistici, percorsi di sci fuori pista e in escursioni con gli sci che non comportino difficolta’ richiedenti l’uso di tecniche e materiali alpinistici, quali corda, piccozza e ramponi.
E’ riconosciuto, quale organismo di autodisciplina e di autogoverno della professione, il Collegio dei maestri di sci del Friuli Venezia Giulia, di seguito denominato Collegio dei maestri di sci, con compiti di tenuta dell’albo di cui all’articolo 133, vigilanza sul comportamento degli iscritti e organizzazione dei corsi di cui all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d) in collaborazione con l’Amministrazione regionale.
La vigilanza sul Collegio dei maestri di sci e’ esercitata dalla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario.
L’esercizio della professione di maestro di sci e’ subordinato all’iscrizione all’albo dei maestri di sci, istituito presso il Collegio dei maestri di sci di cui all’articolo 132.
L’albo dei maestri di sci e’ suddiviso nelle seguenti sezioni:
maestro di sci discipline alpine;
maestro di sci discipline del fondo e telemark;
maestro di sci discipline dello snow-board.
Ai fini dell’esercizio coordinato delle attivita’ di insegnamento delle tecniche sciistiche, e’ autorizzata l’apertura di scuole di sci.
La scuola di sci autorizzata viene iscritta nell’elenco regionale delle scuole di sci, tenuto dal Collegio dei maestri di sci; l’iscrizione nell’elenco regionale autorizza l’uso della denominazione <<Scuola di sci autorizzata del Friuli Venezia Giulia>>.
1. Annualmente la Giunta regionale predispone l’elenco delle professioni turistiche riconosciute e dispone, all’interno della finanziaria regionale, gli stanziamenti esplicitamente previsti per gli scopi di cui alla presente legge.
L’abilitazione tecnica all’esercizio delle professioni disciplinate dai capi II, III e IV, si consegue mediante la frequenza di appositi corsi teorico-pratici e il superamento dei relativi esami.
I corsi e gli esami di cui all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d), sono organizzati dai rispettivi Collegi in collaborazione con l’Amministrazione regionale.
Sono ammessi ai corsi di cui ai commi 1 e 2, i residenti in un comune della regione che abbiano l’eta’ prescritta per l’iscrizione al relativo albo professionale e che, nel caso di corsi per guida alpina-maestro di alpinismo e guida speleologica-maestro di speleologia, abbiano esercitato la professione di aspirante nei due anni precedenti la data di presentazione della domanda.
Le materie connesse alla formazione professionale dei maestri di sci e delle guide alpine possono essere inserite nei piani di studio di istituti scolastici superiori nel rispetto delle norme in materia di formazione professionale. I corsi su tali materie sono svolti in collaborazione con i rispettivi Collegi.
Possono essere iscritti agli albi di cui agli articoli 113, 123, 128 e 133 coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:
abilitazione all’esercizio della professione conseguita ai sensi dell’articolo 136;
eta’ minima di ventuno anni per le guide alpine-maestri di alpinismo e per le guide speleologiche-maestri di speleologia, e di diciotto anni per gli aspiranti guida alpina e per gli aspiranti guida speleologica;
residenza o domicilio in un comune della regione Friuli Venezia Giulia.
L’esercizio della professione da parte di guide alpine-maestri di alpinismo e aspiranti guide alpine, di guide speleologiche-maestri di speleologia e aspiranti guida speleologica e di maestri di sci, provenienti dall’estero con i loro clienti, in possesso dell’abilitazione tecnica secondo l’ordinamento del paese di provenienza, purche’ non svolto in modo stabile nel territorio regionale, non e’ subordinato all’iscrizione agli albi.
La Giunta regionale, d’intesa con la Commissione tecnica dell’Associazione internazionale dei maestri di sci (ISIA), disciplina la tenuta dell’elenco dei titoli esteri riconosciuti come abilitanti alla libera professione.
Coloro che hanno conseguito il titolo abilitante alla professione di guida alpina, di guida speleologica e di maestro di sci, presso uno Stato membro dell’Unione europea ovvero presso uno Stato estero non appartenente ad essa, possono essere iscritti al relativo albo a seguito di riconoscimento ai sensi del decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 319.
Sono iscritti d’ufficio al relativo albo coloro che, al momento dell’entrata in vigore della presente legge, risultano iscritti agli albi di cui rispettivamente alle leggi regionali
20 novembre 1995, n. 44, e 18 aprile 1997, n. 16, e successive modificazioni e integrazioni.
le modalita’ di svolgimento dei corsi teorico-pratici di abilitazione tecnica, dei corsi di aggiornamento professionale, delle eventuali prove attitudinali di ammissione e le modalita’ di svolgimento delle prove conclusive d’esame;
le modalita’ di nomina, funzionamento e composizione delle commissioni esaminatrici di cui alla lettera a);
le caratteristiche e le modalita’ di rilascio e utilizzo della tessera di riconoscimento e dell’apposito distintivo;
le specializzazioni conseguibili, le modalita’ di svolgimento dei corsi di specializzazione, dei corsi di formazione per istruttori e delle relative prove d’esame;
le modalita’ di corresponsione delle borse di studio di cui all’articolo 124;
le condizioni e le modalita’ di rilascio dell’autorizzazione per l’apertura delle scuole di sci di cui all’articolo 134;
le modalita’ di aggregazione temporanea e trasferimento agli albi di cui rispettivamente agli articoli 123, 128 e 133 da parte di iscritti agli albi professionali di altre Regioni o Province autonome.
Coloro che esercitano le professioni turistiche disciplinate dal presente titolo non possono svolgere nei confronti dei propri clienti attivita’ incompatibili con l’esercizio della professione. Il divieto comprende ogni attivita’ in concorrenza con le agenzie di viaggio e turismo e l’accaparramento diretto o indiretto di clienti per conto di strutture ricettive, di agenzie di viaggio e turismo, di imprese di trasporto, di esercizi commerciali, di pubblici esercizi e simili.
Le guide alpine-maestri di alpinismo e gli aspiranti guida alpina, le guide speleologiche-maestri di speleologia e gli aspiranti guida speleologica, e i maestri di sci, sono tenuti, in caso di infortuni in montagna o comunque di pericolo per alpinisti, speleologi, escursionisti o sciatori, a prestare la propria opera individualmente, o nell’ambito di operazioni di soccorso, compatibilmente con il dovere di mantenere le condizioni di massima sicurezza per i propri clienti.
Gli iscritti agli albi di cui agli articoli 123, 128 e 133 sono tenuti a stipulare apposite polizze assicurative contro gli infortuni e a garanzia del risarcimento dei danni eventualmente arrecati a terzi nell’esercizio della professione.
Le tariffe per le prestazioni professionali dei maestri di sci sono liberamente determinate dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative riconosciute a livello regionale.
Le tariffe di cui al comma 1 devono essere comunicate entro il 30 novembre di ogni anno alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario.
1. Il Club Alpino Italiano (CAI) conserva la facolta’ di organizzare scuole e corsi di addestramento a carattere non professionale per le attivita’ alpinistiche, sci- alpinistiche, escursionistiche, speleologiche, naturalistiche e per la formazione dei relativi istruttori. Relativamente alle attivita’ speleologiche, la medesima facolta’ e’ attribuita alla Societa’ Speleologica Italiana (SSI).
Chiunque esercita l’attivita’ di guida turistica, di guida naturalistica o ambientale escursionistica, di accompagnatore turistico, di guida alpina-maestro di alpinismo, di aspirante guida alpina, di guida speleologica-maestro di speleologia, di aspirante guida speleologica, di maestro di sci, in mancanza di iscrizione al relativo albo, salvi i casi di esonero dall’iscrizione, e’ soggetto all’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500.000 a lire 2.000.000. Qualora l’attivita’ sia svolta a favore di enti e associazioni, questi ultimi sono soggetti all’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500.000 a lire 1.500.000.
Le guide alpine-maestri di alpinismo, gli aspiranti guida alpina, le guide speleologiche-maestri di speleologia, gli aspiranti guida speleologica, i maestri di sci che non prestano la propria opera di soccorso nell’ambito delle operazioni di soccorso, compatibilmente con il dovere di mantenere le condizioni di massima sicurezza per i propri clienti, sono soggetti all’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 1.000.000 a lire 5.000.000.
Le guide turistiche, le guide naturalistiche o ambientali escursionistiche, gli accompagnatori turistici, le guide alpine-maestri di alpinismo e gli aspiranti guida alpina, le guide speleologiche-maestri di speleologia, gli aspiranti guida speleologica, i maestri di sci, che svolgono nei confronti dei propri clienti attivita’ incompatibili con l’esercizio della professione, sono soggetti all’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 100.000 a lire 600.000.
La parziale o mancata stipulazione delle previste garanzie assicurative comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 1.000.000 a lire 3.000.000.
La violazione dell’obbligo di comunicazione del trasferimento dell’iscrizione all’albo di un’altra Regione o Provincia autonoma italiana o dell’attivita’ in un altro Stato membro dell’Unione europea comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 100.000 a lire 1.000.000.
In caso di recidiva la sanzione amministrativa pecuniaria e’ raddoppiata. Si ha recidiva qualora la stessa violazione sia stata commessa per due volte nel corso dell’anno solare, anche in caso di avvenuto pagamento della sanzione.
Le sanzioni amministrative pecuniarie di cui ai commi da 1 a 6 sono applicate dall’Amministrazione regionale in conformita’ alla legge regionale 1/1984.
I proventi derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative di cui ai commi da 1 a 6 sono integralmente devoluti ai rispettivi Collegi, ove previsti.
Al fine di garantire la realizzazione e la gestione in sicurezza delle piste da sci, come definite dall’articolo 26 bis della legge regionale 24 marzo 1981, n. 15, nonche’ un servizio di soccorso qualificato, favorendo lo sviluppo delle attivita’ turistiche ed economiche nelle localita’ montane, la Regione riconosce l’attivita’ svolta dagli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, quali i pattugliatori, soccorritori e coordinatori di stazione, con compiti di prevenzione, soccorso e sicurezza alle persone infortunate.
Il servizio di prevenzione degli incidenti e la sicurezza delle piste sono assicurati attraverso l’organizzazione di tutte le attivita’ dirette a prevenire gli infortuni sulle piste di sci tra cui, in particolare, la predisposizione della segnaletica idonea ad individuare le caratteristiche di pericolosita’ delle piste, la demarcazione e protezione delle aree sciabili durante il periodo di apertura al pubblico e la manutenzione dell’area durante tutto l’anno, in conformita’ a quanto previsto dalle disposizioni legislative e regolamenti vigenti.
Il servizio di soccorso e’ assicurato mediante l’impiego di addetti dotati delle idonee attrezzature ed equipaggiamenti, attraverso le operazioni di primo soccorso, di recupero, trasporto e consegna dell’infortunato al primo posto di pronto soccorso o al personale sanitario autorizzato.
E’ istituito quale organismo di autodisciplina e autogoverno della professione, il Collegio degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, di seguito denominato Collegio, con compiti di tenuta dell’albo di cui all’articolo 145, vigilanza sul comportamento degli iscritti, collaborazione nell’organizzazione dei corsi di cui all’articolo 147, designazione degli esperti della commissione di esame nominata ai sensi dell’articolo 148 e ogni altra attivita’ attribuita dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti.
La vigilanza sul Collegio e’ esercitata dalla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario.
Art. 145:
L’esercizio della professione degli operatori per la sicurezza, prevenzione e soccorso sulle piste di sci e’ subordinato all’iscrizione all’albo degli operatori per la prevenzione, soccorso e sicurezza sulle piste di sci, di seguito denominato albo, istituito presso il Collegio.
Possono essere iscritti all’albo coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:
abilitazione tecnica all’esercizio della professione conseguita ai sensi dell’articolo 147;
idoneita’ psicofisica attestata da un certificato rilasciato dall’Azienda per i servizi sanitari;
Gli iscritti all’albo sono tenuti a stipulare apposite polizze assicurative contro gli infortuni e a garanzia del risarcimento dei danni eventualmente arrecati a terzi nell’esercizio della professione.
L’albo e’ suddiviso nelle seguenti sezioni:
pattugliatori;
coordinatori di stazione.
E’ soccorritore chi presta la propria opera per professione, anche in modo non esclusivo e non continuativo, alle dipendenze del gestore della pista di sci ovvero come volontario presso organizzazioni operanti nel settore della sicurezza e del soccorso sulle piste di sci, in ogni caso di incidente avvenuto in un’area sciabile, attuando le attivita’ di primo soccorso e di trasporto dell’infortunato, con il massimo grado di sicurezza possibile, al primo posto di pronto soccorso o al personale sanitario autorizzato.
E’ pattugliatore chi svolge per professione, anche in modo non esclusivo e non continuativo, alle dipendenze del gestore della pista di sci ovvero come volontario presso organizzazioni operanti nel settore della sicurezza e del soccorso sulle piste di sci, le attivita’ previste per il soccorritore nonche’ attivita’ di prevenzione e sicurezza, mediante il pattugliamento delle aree sciabili, la predisposizione della segnaletica e della demarcazione piu’ adatta alla stazione e alle condizione meteo-nivologiche, la vigilanza sulle condizioni della pista, l’intervento primario nell’ambito delle procedure di soccorso piu’ complesse, nonche’ ogni attivita’ di informazione all’utenza sui comportamenti in pista e sui pericoli della montagna.
E’ coordinatore di stazione chi esercita per professione, anche in modo non esclusivo e non continuativo, alle dipendenze del gestore della pista di sci, le mansioni previste per il pattugliatore e le attivita’ di coordinamento dei soccorritori e dei pattugliatori operanti nelle stazioni sciistiche di sua competenza.
L’abilitazione tecnica all’esercizio dell’attivita’ di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione si consegue mediante la frequenza di appositi corsi teorico- pratici e il superamento dei relativi esami di fronte ad una commissione nominata ai sensi dell’articolo 148.
I soccorritori, i pattugliatori e i coordinatori di stazione sono tenuti a superare i corsi di aggiornamento professionale a pena di sospensione e decadenza dell’iscrizione all’albo.
I corsi di abilitazione e aggiornamento sono promossi dall’Amministrazione regionale e sono organizzati almeno ogni due anni, in collaborazione con il Collegio, dalle associazioni di particolare qualificazione individuate con deliberazione della Giunta regionale, tra quante svolgono attivita’ di soccorso e prevenzione sulle piste di sci da almeno cinque anni.
Coloro che hanno conseguito un titolo abilitante alla professione di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione presso uno Stato membro dell’Unione europea ovvero presso uno Stato estero non appartenente ad essa, possono essere iscritti al relativo albo a seguito di riconoscimento ai sensi del decreto legislativo 319/1994.
Le materie connesse alla formazione professionale degli operatori per la sicurezza, prevenzione e soccorso sulle piste di sci, possono essere inserite nei piani di studio di istituti scolastici superiori nel rispetto delle norme in materia di formazione professionale. I corsi su tali materie sono svolti in collaborazione con il Collegio.
1. Con deliberazione della Giunta regionale, sentito il Collegio, sono disciplinati:
i requisiti di ammissione e le modalita’ di svolgimento dei corsi di abilitazione e aggiornamento professionale per ciascuna delle figure di cui all’articolo 146;
le materie di insegnamento, le modalita’ di svolgimento dell’esame finale dei corsi di abilitazione e aggiornamento e la composizione della commissione giudicatrice;
le caratteristiche e le modalita’ di utilizzo della divisa, dello stemma e del tesserino di riconoscimento rilasciati agli iscritti all’albo;
le modalita’ e i presupposti per la sospensione o la decadenza dell’iscrizione all’albo per mancata frequenza o superamento dei corsi di aggiornamento professionale;
ogni altro aspetto necessario per l’applicazione della presente legge.
Le aree sciabili sono affidate in concessione a gestori che hanno il compito di assicurare agli utenti la pratica delle attivita’ sportive e ricreative in condizioni di sicurezza. A tal fine il gestore e’ tenuto ad attuare tutte le misure dirette ad assicurare il servizio di prevenzione degli incidenti e la sicurezza delle piste, nonche’ il servizio di soccorso, secondo le modalita’ di cui all’articolo 143, commi 2 e 3.
Il gestore e’ tenuto ad assicurare l’uso pubblico della pista, a disporne la chiusura in caso di pericolo o non agibilita’ e, ferma restando la tutela dell’ambiente naturale, a provvedere alla sua manutenzione in relazione alle condizioni meteorologiche e all’innevamento.
I servizi di cui al comma 1 sono assicurati da un numero di addetti giornalieri operanti nell’area di competenza, comprendente in ogni caso un pattugliatore. La pianta dell’organico degli addetti, nonche’ il calendario dei turni, sono esposti in maniera visibile al pubblico.
Il gestore e’ tenuto a comunicare alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario e al Collegio, entro il 15 novembre di ogni anno, il numero e la qualifica professionale degli addetti utilizzati.
In sede di prima applicazione delle disposizioni del presente capo, possono richiedere l’iscrizione all’albo coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:
idoneita’ psicofisica attestata da certificato rilasciato dall’Azienda per i servizi sanitari.
Il richiedente deve altresi’ dimostrare di essere in possesso di un brevetto rilasciato dalla Federazione Italiana Sicurezza Piste abilitante all’esercizio dell’attivita’ di soccorritore, pattugliatore o coordinatore di stazione.
Fermo restando quanto previsto dall’articolo 148, comma 1, lettera d), chiunque esercita l’attivita’ di soccorritore, pattugliatore e coordinatore di stazione in mancanza di iscrizione all’albo e’ soggetto all’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500.000 a lire 2.000.000.
La parziale o mancata stipulazione delle garanzie assicurative di cui all’articolo 145, comma 3, comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 1.000.000 a lire 3.000.000.
La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 149, comma 3, e’ punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 6.000.000 a lire 18.000.000, ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali.
In caso di recidiva, la sanzione amministrativa pecuniaria e’ raddoppiata. Si ha recidiva qualora la stessa violazione sia stata commessa per due volte nel corso dell’anno solare, anche in caso di avvenuto pagamento della sanzione.
Le sanzioni amministrative pecuniarie di cui ai commi da 1 a 4 sono applicate dall’Amministrazione regionale in conformita’ alla legge regionale 1/1984.
I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie sono integralmente devoluti al Collegio.
Gli incentivi previsti dal presente titolo sono concessi prioritariamente negli ambiti territoriali nei quali il turismo rappresenta una componente rilevante delle attivita’ economiche e ove le risorse ambientali e le attrezzature consentono l’organizzazione di un prodotto qualificato e adatto alla commercializzazione.
Gli ambiti e le priorita’ sono individuati con regolamento regionale su parere conforme della competente Commissione consiliare.
1. Con regolamento regionale, su parere conforme della competente Commissione consiliare, sono stabiliti i criteri e le modalita’ di concessione degli incentivi previsti dal presente titolo.
1. Le imprese beneficiarie degli incentivi hanno l’obbligo di mantenere la destinazione del bene immobile per la durata di cinque anni. Si applica l’articolo 32 della legge regionale 7/2000.
1. Gli incentivi previsti dai capi II e III del presente titolo sono estesi ai pubblici esercizi di cui alla legge 287/1991.
L’Amministrazione regionale e’ autorizzata a concedere contributi in conto capitale, nella misura massima del 50 per cento della spesa ammissibile, secondo la regola del de minimis, alle piccole e medie imprese turistiche, al fine di ottenere l’incremento e il miglioramento delle strutture ricettive alberghiere, all’aria aperta e delle case e appartamenti per vacanze.
I contributi di cui al comma 1 sono concessi per le seguenti iniziative:
lavori di ammodernamento, ampliamento, ristrutturazione e straordinaria manutenzione;
realizzazione di parcheggi, anche mediante l’acquisto di immobili, a servizio delle strutture ricettive alberghiere.
I progetti per la realizzazione delle iniziative devono tenere conto delle norme in materia di superamento delle barriere architettoniche di cui alla legge 9 gennaio 1989, n. 13, e successive modificazioni e integrazioni, e al decreto ministeriale 14 giugno 1989, n. 236.
Alle domande che non possono essere accolte per l’indisponibilita’ dei mezzi finanziari si applica l’articolo 33 della legge regionale 7/2000.
In deroga alle disposizioni di cui alla legge regionale 31 ottobre 1986, n. 46, la concessione dei contributi previsti dall’articolo 156 avviene sulla base della presentazione del progetto definitivo dei lavori, corredato delle relative concessioni o autorizzazioni edilizie.
Con il decreto di concessione viene determinata, in via definitiva, l’entita’ dei singoli contributi e viene, altresi’, stabilito il termine per l’ultimazione dell’iniziativa.
L’erogazione dei contributi di cui all’articolo 156 per le iniziative riguardanti l’acquisto di arredi e attrezzature e’ disposta ad avvenuto accertamento della realizzazione dell’iniziativa in conformita’ del programma indicato nel decreto di concessione, previa presentazione della documentazione di spesa.
Per le iniziative riguardanti l’esecuzione di opere, l’erogazione del contributo e’ disposta in via anticipata nella misura del 90 per cento dell’importo totale, previa presentazione di apposita fideiussione bancaria o polizza assicurativa d’importo pari alla somma da erogare, maggiorata degli interessi legali ai sensi dell’articolo 39, comma 2, della legge regionale 7/2000. Il restante importo e’ erogato su presentazione di apposita documentazione finale di spesa.
All’articolo 1, comma 1, della legge regionale 26 agosto 1996, n. 36, e successive modificazioni e integrazioni, dopo la parola <<commerciali>>, e’ aggiunta la parola <<,turistiche>>.
L’articolo 2 della legge regionale 36/1996, e successive modificazioni e integrazioni, e’ sostituito dal seguente: <<Art. 2 (Interventi agevolati a favore delle imprese commerciali, turistiche e di servizi)
L’Amministrazione regionale e’ autorizzata a erogare al Mediocredito del Friuli – Venezia Giulia SpA disponibilita’ finanziarie da destinare a contributi in conto interessi in forma attualizzata, per l’attivazione di finanziamenti a condizioni agevolate, della durata massima di dieci anni, anche con operazioni di locazione finanziaria immobiliare, nel rispetto dei limiti e dei principi stabiliti dal diritto comunitario, a favore delle piccole e medie imprese commerciali, turistiche e di servizi, per le esigenze connesse alla costruzione, all’acquisto e all’ammodernamento degli esercizi, dei magazzini e degli uffici e all’acquisto di beni strumentali all’attivita’ esercitata, non eccedenti il limite di euro 2.000.000.
I finanziamenti agevolabili con le disponibilita’ finanziarie derivanti dal comma 1 possono essere erogati anche da istituzioni bancarie e da societa’ di locazione finanziaria, allo scopo convenzionate con l’istituzione assegnataria dei fondi, che assumono a proprio carico i rischi di ciascuna operazione.
Con regolamento adottato con decreto del Presidente della Regione, su conforme deliberazione della Giunta regionale, sono definiti i criteri, la procedura e le modalita’, compresi quelli concernenti il calcolo dei contributi attualizzati, per la concessione delle agevolazioni di cui ai commi 1 e 2, tenuto conto di quanto stabilito dall’articolo 47 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni e integrazioni.
Per le operazioni di locazione finanziaria l’intervento agevolativo e’ attivato con l’erogazione di un contributo in conto canoni, determinato in misura equivalente al contributo in conto interessi spettante ad una corrispondente operazione di finanziamento.
Su conforme deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore al commercio e al turismo e dell’Assessore alle finanze, l’Amministrazione regionale e’ autorizzata a stipulare, nel rispetto della procedura e delle modalita’ di cui al comma 3, apposita convenzione con l’istituzione creditizia assegnataria dei fondi di agevolazione.>>.
All’articolo 4, comma 1, lettera d), numero 1), della legge regionale 36/1996, dopo la parola <<commerciale>>, sono aggiunte le parole <<o turistica>>.
L’articolo 6 della legge regionale 36/1996, e successive modificazioni e integrazioni, e’ sostituito dal seguente:
<<Art. 6 (Finanziamenti agevolati alle imprese commerciali, turistiche, di servizi e studi professionali per l’ammodernamento degli esercizi e per l’acquisto di beni strumentali)
L’Amministrazione regionale e’ autorizzata a erogare al Mediocredito del Friuli – Venezia Giulia SpA disponibilita’ finanziarie da destinare a contributi in conto interessi in forma attualizzata, per l’attivazione di finanziamenti a condizioni agevolate, della durata massima di cinque anni, nel rispetto dei limiti e dei principi stabiliti dal diritto comunitario, a favore delle piccole e medie imprese commerciali, turistiche, di servizi e di studi professionali, per le esigenze connesse all’ammodernamento degli esercizi, dei magazzini e degli uffici e all’acquisto di beni strumentali all’attivita’ esercitata nonche’ al rafforzamento delle strutture aziendali.
I finanziamenti agevolabili con le disponibilita’ finanziarie di cui al comma 1 possono essere erogati anche da istituzioni bancarie allo scopo convenzionate con l’istituzione assegnataria dei fondi, che assumono a proprio carico i rischi di ciascuna operazione.
Con regolamento adottato con decreto del Presidente della Regione, su conforme deliberazione della Giunta regionale, sono definiti i criteri, la procedura e le modalita’, compresi quelli concernenti il calcolo dei contributi attualizzati, per la concessione delle agevolazioni di cui ai commi 1 e 2, tenuto conto di quanto stabilito dall’articolo 47 del decreto legislativo 385/1993, e successive modificazioni e integrazioni.
L’Amministrazione regionale e’ autorizzata a concedere contributi ai Collegi di cui agli articoli 122, 127 e 132, per l’organizzazione e lo svolgimento dei corsi di abilitazione per l’esercizio della professione e per l’organizzazione e lo svolgimento dei corsi per il conseguimento delle specializzazioni, di cui all’articolo 138, comma 1, lettere a) e d).
Le domande, corredate dei programmi dei corsi e dei relativi preventivi di spesa, sono presentate all’Amministrazione regionale entro il 31 ottobre dell’anno precedente a quello nel quale e’ previsto il loro svolgimento.
I contributi di cui al comma 1 sono concessi secondo i criteri e le modalita’ previste dal regolamento di cui all’articolo 153, in misura non superiore al 95 per cento della spesa ritenuta ammissibile.
L’Amministrazione regionale e’ autorizzata a concedere contributi in conto capitale a favore di enti pubblici per l’acquisto, la costruzione, l’adattamento e l’ampliamento di immobili da utilizzarsi quali sedi delle scuole di alpinismo, di speleologia e di sci di cui rispettivamente agli articoli 125, 129 e 134.
Gli immobili di cui al comma 1 sono concessi in uso alle scuole di alpinismo, alle scuole di speleologia e alle scuole di sci e sono vincolati alla loro specifica destinazione per cinque anni dalla data di ultimazione delle opere.
I contributi di cui al comma 1 possono essere concessi nella misura massima del 98 per cento della spesa ammissibile.
L’Amministrazione regionale e’ autorizzata a concedere contributi pluriennali per la durata di dieci anni a favore di enti pubblici e associazioni senza fini di lucro per la copertura degli oneri in linea capitale e interessi dei mutui contratti per:
realizzazione e ammodernamento di impianti e opere complementari all’attivita’ turistica;
ricostruzione, ammodernamento, ampliamento e arredamento di rifugi e bivacchi alpini;
realizzazione e ammodernamento di impianti e opere finalizzati al miglior utilizzo delle cavita’ naturali di interesse turistico;
ammodernamento di impianti turistico sportivi, compresi quelli di risalita e relative pertinenze e piste di discesa, nei comuni contigui ai poli turistici invernali della regione, ovvero ad essi funzionali;
ristrutturazione e ampliamento di centri di turismo congressuale.
La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale al turismo, determina gli ambiti di intervento e le priorita’ di assegnazione, nonche’ i massimali di intervento.
La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale alle finanze, determina in via preventiva le condizioni per la stipulazione dei mutui di cui al comma 1, compresa l’eventuale prestazione di garanzia. Il contributo e’ concesso dal Servizio della incentivazione turistica della Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario su presentazione della domanda corredata, per gli enti pubblici, della deliberazione esecutiva di impegno ad assumere il mutuo, nonche’, per tutti i richiedenti, del progetto preliminare, o di massima, e dell’atto di adesione dell’istituto mutuante.
L’Amministrazione regionale e’ altresi’ autorizzata a concedere contributi in conto capitale a favore dei soggetti e per la realizzazione delle iniziative indicati al comma 1 a fronte di investimenti di importo non superiore al limite stabilito annualmente dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale al turismo. Con la medesima delibera vengono pure fissati i massimali di intervento.
1. L’articolo 5 della legge regionale 21 luglio 2000, n. 14, e’ cosi’ modificato:
al comma 1, lettera a), le parole <<ai relativi proprietari, pubblici e privati>> sono sostituite dalle parole <<ai relativi proprietari o possessori, pubblici o privati, ovvero agli Enti locali o alle associazioni aventi titolo a gestire i suddetti luoghi>>;
al comma 2, dopo la parola <<lettere>>, e’ aggiunta la lettera <<a),>>.
1. La Regione, al fine di incentivare l’afflusso turistico nelle zone montane, promuove lo sviluppo e la diffusione dello sci di fondo attraverso la concessione di contributi per il potenziamento delle strutture e degli impianti preposti, nonche’ per la valorizzazione e il ripristino dei luoghi in cui la disciplina viene praticata.
1. I contributi concessi per le finalita’ di cui all’articolo 163 vengono erogati a favore dei seguenti soggetti ove gestori di piste di sci di fondo:
AIAT e Consorzi turistici;
associazioni sportive senza fini di lucro, aventi sede in Friuli Venezia Giulia e affiliate alla Federazione Italiana Sport Invernali (FISI);
scuole di sci autorizzate ai sensi dell’articolo 134;
associazioni sportive con finalita’ promozionali della pratica dello sleddog mushing regolarmente costituite e che possano adeguatamente documentare l’attivita’ svolta nel settore in oggetto, nei tre anni precedenti alla presentazione della domanda.
una lunghezza minima di 2,5 chilometri;
la realizzazione della pista e’ avvenuta in conformita’ alle disposizioni della legge regionale 15/1981, come modificata dagli articoli 7 e 8 della legge regionale 26/1991;
nell’ultima stagione turistica la pista deve essere stata aperta agli sciatori per almeno trenta giornate complessive.
Nell’ambito delle finalita’ di cui all’articolo 163, l’Amministrazione regionale e’ autorizzata a concedere contributi per la complessiva attivita’ di manutenzione e gestione delle piste di fondo realizzata attraverso l’utilizzo degli appositi mezzi battipista.
I contributi vengono concessi con riferimento all’attivita’ di gestione e manutenzione svolta in ciascuna stagione invernale, fino alla misura massima del 50 per cento della spesa sostenuta.
Le domande di contributo devono essere inoltrate alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario – Servizio del turismo, entro il 30 settembre di ogni anno, secondo le modalita’ e con la documentazione individuate dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 168.
Con riferimento alle piste il cui utilizzo e’ subordinato al pagamento di una tariffa riscossa dal gestore, la concessione dei contributi di cui al presente articolo e’ vincolata al successivo investimento in strutture e attrezzature degli eventuali utili realizzati.
I criteri e le modalita’ per la determinazione e l’assegnazione dei contributi vengono stabiliti con l’apposito regolamento, avuto riguardo ai seguenti principi direttivi:
l’erogazione in via anticipata del contributo e’ disposta, entro il mese di novembre di ciascun anno, in misura non superiore al 25 per cento della spesa sostenuta nell’ultima stagione invernale in cui si e’ percepito il contributo; in sede di prima applicazione della presente legge e nell’ipotesi di nuovi richiedenti, l’erogazione in via anticipata e’ disposta in misura non superiore al 25 per cento della spesa ritenuta ammissibile e individuata con riferimento alle normali esigenze di manutenzione per ogni chilometro di pista;
la misura definitiva dei contributi e’ determinata, previa presentazione di rendiconto, in relazione alle spese generali sostenute e alla quantita’ di chilometri di pista effettivamente battuti, definiti secondo i criteri fissati dal regolamento medesimo;
le modalita’ di rendicontazione, di verifica e di controllo sull’utilizzazione dei contributi devono essere determinate in modo da garantire che l’entita’ delle somme erogate sia proporzionale all’attivita’ di battitura effettivamente svolta.
Per le finalita’ di cui all’articolo 163, l’Amministrazione regionale e’ altresi’ autorizzata a concedere contributi in conto capitale per:
l’acquisto di adeguati mezzi battipista e motoslitte per la ricognizione e il soccorso;
gli interventi di rimodellamento, ripristino e rimboschimento delle zone adibite a piste di sci di fondo;
la costruzione, la straordinaria manutenzione e l’allestimento interno dei fabbricati, dei punti di ristoro, degli impianti e di ogni altra struttura di supporto alla pratica della disciplina sportiva.
I contributi per l’acquisto dei mezzi di soccorso di cui al comma 1, lettera a), possono essere concessi a favore delle scuole di sci anche nell’ipotesi in cui non si occupino della gestione della pista, purche’ garantiscano il proprio intervento nelle operazioni straordinarie di soccorso.
I contributi vengono erogati nella misura massima del 70 per cento della spesa da sostenere con riferimento ai soggetti di cui all’articolo 164, comma 1, lettere a) e b), e, nella misura massima del 50 per cento, con riferimento ai soggetti di cui all’articolo 164, comma 1, lettere c), d) ed e).
Le domande per la concessione dei contributi devono essere inoltrate alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario – Servizio del turismo, entro il 31 gennaio di ogni anno, secondo le modalita’ e con la documentazione individuate dal regolamento di attuazione.
Con apposito regolamento di attuazione la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale al turismo, stabilisce i criteri di priorita’ e le modalita’ per la richiesta, la determinazione, l’assegnazione e la rendicontazione dei contributi disciplinati dal presente capo.
Il regolamento determina altresi’ la quota dei finanziamenti destinati agli impianti di sci di fondo correlati o correlabili a strutture destinate ad altre discipline dello sci nordico.
I contributi di cui agli articoli 166 e 167 vengono erogati separatamente.
La Regione riconosce alla FISI del Friuli Venezia Giulia un ruolo nella gestione delle attivita’ agonistiche essenzialmente giovanili, con funzioni di rappresentativita’, di indirizzo, di coordinamento e di sostegno dell’attivita’ dello sci in regione.
Nell’ambito delle finalita’ di cui al comma 1, la Regione interviene a sostegno dell’attivita’ svolta dalla FISI mediante la concessione di un contributo annuo. Gli adempimenti connessi con l’attuazione dell’intervento previsto dal comma 1, sono demandati al Servizio delle attivita’ ricreative e sportive.
1. I contributi concessi ai sensi della presente legge sono cumulabili con quelli previsti da altre normative comunitarie, statali o regionali, sempreche’ non sia da queste diversamente stabilito, secondo le procedure e le modalita’ previste dalle norme medesime.
1. In sede di prima applicazione, le domande per la concessione dei contributi di cui all’articolo 166 e all’articolo 167, comma 1, lettera a), possono essere presentate entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del regolamento di attuazione senza che trovi applicazione il requisito di apertura minima delle piste di cui all’articolo 165, comma 1, lettera c).
L’Azienda regionale per la promozione turistica, di seguito denominata Azienda regionale, istituita con legge regionale 9 maggio 1981, n. 26, e successive modificazioni e integrazioni, e’ soppressa a decorrere dal primo giorno del tredicesimo mese successivo alla data di entrata in vigore della presente legge.
Con decreto del Presidente della Regione e’ nominato un commissario straordinario, scelto tra i dipendenti regionali con qualifica non inferiore a quella di funzionario, con il compito di adottare gli atti necessari alla residua gestione dell’Azienda regionale e di liquidare i rapporti giuridici attivi e passivi della medesima, secondo le direttive impartite dalla Giunta regionale. L’incarico decorre a partire dalla data di cui al comma 1.
A decorrere dalla data di cui al comma 1:
la Giunta regionale applica al Direttore della soppressa Azienda regionale la disciplina regionale vigente in materia di conferimento degli incarichi dirigenziali;
il personale dell’Azienda regionale e’ messo a disposizione della Direzione regionale dell’organizzazione e del personale che attiva le procedure di mobilita’ favorendo, nell’assegnazione di detto personale, le esigenze del settore turistico;
decadono il Presidente e il Consiglio di amministrazione dell’Azienda regionale, e nelle loro competenze subentra il commissario straordinario di cui al comma 2.
Il commissario straordinario, entro i termini stabiliti dalla Giunta regionale, trasmette alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario:
lo stato di consistenza dei beni mobili e immobili di proprieta’ dell’Azienda regionale da attribuire all’Amministrazione regionale;
la ricognizione di tutti i rapporti attivi e passivi e lo stato delle attivita’ in corso;
il bilancio di liquidazione dell’Azienda regionale, a conclusione delle operazioni di commissariamento.
La Giunta regionale provvede all’approvazione degli atti di cui al comma 4, previo parere delle Direzioni regionali competenti per materia, e detta le direttive per il trasferimento dei rapporti attivi e passivi non cessati, per la continuita’ dell’azione amministrativa e per la conclusione dell’attivita’ commissariale.
Con deliberazione della Giunta regionale, da pubblicarsi sul Bollettino Ufficiale della Regione, e’ stabilito il termine a decorrere dal quale la Regione subentra nei rapporti attivi e passivi non cessati.
Il commissario straordinario si avvale, per lo svolgimento dei propri compiti, della collaborazione della Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario.
Al commissario straordinario spetta un’indennita’ di carica determinata con il decreto di nomina.
1. In relazione al riordino del settore turistico regionale operato con la presente legge, la Giunta regionale provvede, anche con eventuale incremento del numero delle attuali strutture, alle necessarie modificazioni all’assetto organizzativo degli uffici regionali ai sensi dell’articolo 29 della legge regionale 1 marzo 1988, n. 7, come sostituito dall’articolo 2, comma 15, della legge regionale 10/2001.
Per le esigenze della Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario puo’ essere autorizzata, entro i limiti determinati con regolamento regionale, l’apertura di credito a favore di un dipendente regionale con qualifica non inferiore a quella di consigliere, assegnato alla medesima struttura, e possono essere disposti i relativi ordini di accreditamento per le spese relative all’acquisto di beni strumentali e di servizi di seguito indicati:
realizzazione di manifestazioni e iniziative di promozione turistica, comprese la stampa e la diffusione di materiali promozionali;
realizzazione di attivita’ di pubbliche relazioni connesse ad attivita’ istituzionali, compresa l’ospitalita’;
compensi e rimborsi a commissioni e comitati;
acquisto di materiale informativo, comprese riviste e pubblicazioni su supporto informatico e accesso a pagamento a banche dati on-line;
interventi per spese urgenti non programmate, necessarie alla realizzazione delle finalita’ del presente articolo.
Il funzionario delegato utilizza le somme poste a sua disposizione mediante l’emissione di ordinativi in favore dei creditori entro i limiti indicati nell’ordine di accreditamento.
Il personale di ruolo delle Aziende di promozione turistica, in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, e’ inquadrato nel ruolo unico regionale nella qualifica funzionale corrispondente a quella formalmente rivestita presso le Aziende medesime, secondo le equiparazioni di cui alla tabella <<A>> allegata alla presente legge e di cui costituisce parte integrante.
L’inquadramento ha effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge ed e’ riferito, senza valutare eventuali variazioni successive di qualifica apportate anche con effetto retroattivo dalle Aziende di provenienza, alla situazione giuridica ed economica del personale all’1 gennaio 2001. Il personale inquadrato nel ruolo unico regionale conserva le anzianita’ maturate nelle corrispondenti qualifiche di provenienza.
Al personale di cui al comma 1 spetta, dalla data di inquadramento:
il trattamento economico iniziale della qualifica di inquadramento, individuato in base ai valori indicati dal contratto collettivo di lavoro vigente;
la quota di salario di riallineamento di cui all’articolo 23, sesto comma, della legge regionale 19 ottobre 1984, n. 49; per la determinazione della quota suddetta, la data del 31 dicembre 1982, indicata all’articolo 23, secondo comma, della legge regionale 49/1984, si intende sostituita dalla data del 31 dicembre 1988, ovvero dalla data di inizio del servizio, qualora successiva; per la determinazione del maturato in godimento di cui all’articolo 26, primo comma, della legge regionale 49/1984, per “stipendio in godimento al 31 dicembre 1982” e per “stipendio iniziale”, si intende il trattamento economico individuato alla lettera a).
A decorrere dalla data di inquadramento, al personale inquadrato ai sensi del comma 1 viene attribuito, a titolo di stipendio, il beneficio economico di cui all’articolo 71 della legge regionale 11 giugno 1988, n. 44. Al fine dell’applicazione dell’articolo 71, comma 3, della legge regionale 44/1988, per “maturato in godimento”, si intende lo stipendio attribuito alla data di inquadramento ai sensi del comma 3, detratti lo stipendio iniziale della qualifica di appartenenza vigente alla data di inquadramento e gli eventuali benefici economici indicati al comma 3 del suddetto articolo. Al medesimo personale viene attribuito, a decorrere dalla data di inquadramento, a titolo di stipendio, il beneficio economico di cui all’articolo 104, sesto comma, della legge regionale 31 agosto 1981, n. 53 e successive modificazioni e integrazioni, con riferimento al servizio effettivo prestato nei bienni 1989-1990 e 1991-1992 presso l’amministrazione di provenienza nelle misure annue lorde fissate dalla tabella <<C>> allegata alla legge regionale 2 febbraio 1991, n. 8 e di cui all’articolo 1, comma 6, della legge regionale 1 aprile 1996, n. 19, con riferimento al servizio effettivo prestato nel biennio 1993-1994 presso l’amministrazione di provenienza, con le modalita’ di cui all’articolo 2, comma 38, della legge regionale 30 marzo 2001, n. 10, nel caso di passaggio a qualifiche funzionali superiori avvenuto presso l’ente medesimo.
L’eventuale differenza tra il trattamento annuo complessivo presso l’ente di provenienza all’1 gennaio 2001 e il trattamento annuo complessivo spettante in sede di inquadramento, viene conservata come assegno personale riassorbibile con i futuri miglioramenti economici da corrispondere anche sugli istituti di cui all’articolo 104, settimo comma, primo e secondo punto, della legge regionale 53/1981, come sostituito dall’articolo 7, terzo comma, della legge regionale 49/1984 e modificato dall’articolo 1, comma 10, della legge regionale 19/1996.
Ai fini del trattamento previdenziale a favore del personale inquadrato ai sensi del comma 1, si applicano le norme contenute nella legge regionale 28 aprile 1994, n. 5, previa apposita convenzione o accordo da stipularsi con l’INPDAP. All’atto dell’inquadramento le Aziende di promozione turistica versano al bilancio regionale e al Fondo di cui all’articolo 186 della legge regionale 5/1994, ad ognuno per la parte di rispettiva competenza, le quote di indennita’ di buonuscita maturate e accantonate nonche’ quelle relative all’integrazione regionale sulla buonuscita.
Con riferimento agli inquadramenti di cui al comma 1, la Giunta regionale, con propria deliberazione, provvede alla rideterminazione dell’organico del ruolo unico regionale.
Il personale inquadrato ai sensi del comma 1 rimane assegnato alle AIAT corrispondenti alle Aziende di promozione turistica di appartenenza. Con riferimento al personale inquadrato nella qualifica funzionale di dirigente, la Giunta regionale applica la disciplina regionale vigente in materia di conferimento degli incarichi dirigenziali.
1. In via transitoria i dipendenti del ruolo unico regionale provenienti dalle Aziende di promozione turistica come previsto dall’articolo 175, possono essere assunti con contratto a tempo determinato presso Consorzi di promozione e commercializzazione turistica e in questo caso sono collocati in aspettativa senza assegni per tutto il periodo del contratto. Il periodo di aspettativa, di durata massima di due anni eventualmente prorogabili per ulteriori due anni, e’ utile ai fini del trattamento di quiescenza, di previdenza e dell’anzianita’ di servizio.
Tutti i riferimenti normativi all’Azienda regionale per la promozione turistica devono intendersi operati, a partire dalla data di soppressione della medesima, alla Direzione regionale del commercio, del turismo e del terziario; tutti i riferimenti normativi alle Aziende per la promozione turistica devono intendersi operati alle AIAT.
Tutti i riferimenti normativi a disposizioni della legge regionale 18 marzo 1991, n. 10, e successive modificazioni e integrazioni, si intendono effettuati alle corrispondenti disposizioni della presente legge.
1. Gli allegati A, B, C, D, E e F sono modificati con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale al commercio, turismo e terziario.
1. Successivamente all’emanazione dei regolamenti di esecuzione della presente legge, sul Bollettino Ufficiale della Regione e’ pubblicato il testo unico della normativa regionale in materia di turismo, avente valore compilativo e comprendente in un unico contesto e con le opportune evidenziazioni, le disposizioni legislative e regolamentari regionali che disciplinano il settore del turismo.

References: Art. 88

Art. 90

Art. 96

Art. 102

Art. 114

Art. 115

Art. 119

Art. 121

Art. 122

Art. 125

Art. 126

Art. 127

Art. 128

Art. 131

Art. 145