Source: https://www.degni.it/2019/10/30/croce-rossa-la-virtu-di-essere-diversi/
Timestamp: 2019-12-10 12:55:08+00:00

Document:
Croce Rossa: la virtù di essere diversi - Words in Press
30 Ottobre 2019	1	Di Cristiano Degni
I Corpi Ausiliari sono due delle tre Componenti nelle quali è inquadrato il volontariato che fa riferimento alla Croce Rossa Italiana. Noi Volontari militari ci sentiamo spesso, troppo spesso, maltrattare da chi, senza il sufficiente substrato culturale, ci dice che siccome dobbiamo far riferimento ad un’Organizzazione di Volontariato nella quale siamo inquadrati dobbiamo essere considerati Volontari come gli altri, dipendenti diretti di un’Organizzazione di diritto privato.
La questione non è di poco conto, soprattutto considerata la innaturale insofferenza con la quale i Soci militari vengono incardinati nelle attività dei Comitati territoriali e tutte le vicende disciplinari che li vedono sovente soggetti a una giurisdizione differente da quella naturale precostituita per legge e che li trascina, per l’effetto, ovviamente soccombenti. La questione è stata portata più volte con la naturale conseguenza ed i suoi relativi effetti, anche di tipo economico, davanti alla Magistratura che ha sempre sentenziato in maniera univoca. Naturalmente un certo tipo di Sistema, autoincensante ed autosufficiente, oltre che autoreferenziale ed autoilluminante, non parla né parlerà mai di questo ed è la ragione stessa per la quale da qualche anno vi sto tediando con i miei excursus, i miei flash e le mie pillole di buone e cattive novità del nostro mondo.
La palla, vi dicevo, è passata stavolta ai Giudici, quelli che non prendono ordini da un padrone ma che amministrano giustizia sulla base di Leggi scritte, approvate e promulgate da organi e persone che hanno rango e garanzie costituzionali. Si verteva sulla questione della nomina delle Ispettrici delle Crocerossine, impugnato l’atto con il quale il Presidente come già fece Enrico IV si nominava i Vescovi a suo piacimento. Il caso era quello di Brindisi, la nostra amata Puglia caldissima in tutti i sensi, e la sentenza di cui vi vado a raccontare la trovate a questo link ma per i più interessati, meticolosi e precisi è la numero 6731/2019 pubblicata lo scorso 7 ottobre.
Chi vuole se lo legga pure, è gratis. Per i soliti pigroni riporterò alcuni passi, quelli che ritengo più importanti. Dice le sentenza che “vi è dunque un’esplicita qualificazione pubblicistica del Corpo delle Infermiere Volontarie, assimilate ex lege al personale militare, la cui attività persegue scopi di diretto interesse pubblico in funzione ausiliaria delle Forze Armate. La Legge – continua la sentenza – individua i gradi del personale del Corpo e la relativa gerarchia, disciplina specificamente i compiti dei soggetti in posizione apicale, specifica i possibili provvedimenti disciplinari ed il relativo procedimento, regolamenta il trattamento previdenziale reso dalle infermiere, inclusivo, in determinati casi, anche del diritto alla percezione della pensione di guerra. La sottoposizione del Corpo alle disposizioni del codice dell’ordinamento militare è stata ribadita dall’art. 5 del d.lgs. n. 178 del 2012. Le previsioni di legge de quibus evidenziano, infatti, che il Corpo de quo è attratto al regime pubblicistico per quanto riguarda l’emanazione degli atti di natura organizzativa aventi per oggetto l’attività delle infermiere volontarie: ne consegue che tutti gli atti relativi alla nomina, alle funzioni ed ai compiti delle infermiere volontarie sono espressione di potere, per cui, quand’anche emanati da soggetto formalmente privato, sono soggetti all’ordinario sindacato di legittimità del Giudice Amministrativo”
Che altro dire – mi sembro il tipo della pubblicità del caffè – siamo davanti all’ennesima sentenza di un Magistrato della Repubblica che ci racconta come qualcuno ancora non sia convinto, per proprio interesse, di questioni assolutamente ovvie, come ovvio è anche ed ancora il medesimo riferimento per il Corpo Militare Volontario.
Da questo discende tra gli altri effetti il fatto dimostrato giudizialmente, che i Comitati territoriali non hanno alcuna potestà disciplinare sui Soci incardinati nei Corpi Ausiliari e che i Presidenti ed i Consigli Direttivi tutti a cui prudono le mani ben possono segnalare gli eventuali illeciti disciplinari ai relativi Ispettori ma mai possono farsi giustizia da soli. Ogni volta che lo faranno tale contegno sarà catalogato come atto illecito, con tutte le conseguenze disciplinari, giudiziarie e risarcitorie del caso.
L’ho detto spesso, i Soci che svolgono la loro attività di volontariato nei Corpi Ausiliari non sono migliori degli altri Volontari, sono diversi. Diversi per vocazione, per passione, per formazione e dottrina di impiego, per disponibilità e responsabilità ed in maniera diversa devono essere considerati e trattati. Semplicemente.
Croce Rossa: l'irrequietezza delle locuste - Words in Press ha detto:
8 Dicembre 2019 alle 23:42
[…] del Consiglio di Stato – ad iniziare dalla sentenza Pulcinelli del 2005 per terminare con la sentenza Panuzzo del 7 ottobre scorso – che recitano all’unisono come le Sorelle siano incardinate in un Ente, il Corpo delle […]

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