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Timestamp: 2019-12-12 02:46:04+00:00

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ACCERTAMENTO > Accertamento su base presuntiva (induttivo, analitico, studi di settore, redditometro)
Sentenza n. 1/1/2012 del 10 novembre 2011
Accertamento da studi di settore - onere della prova al contribuente - sussiste
In assenza di specifici e circostanziati elementi di difesa trovano accesso i requisiti di gravità precisione e concordanza. Viene rigettato il ricorso del contribuente che con “sterile enunciazione di principio” non produce alcun documento o alcuna prova a sostegno dei minori ricavi e del minor reddito a mantenimento dei beni indici di capacità contributiva invocati nell'impugnazione. Spese di lite liquidate dal soccombente in euro 1.500,00.
Sentenza n. 3/1/2012 del 10 novembre 2011
Accertamento induttivo - non applicabilità - sussiste - Ricalcolo dei ricavi errato - sussiste.
E' illegittima la pretesa dell'A.F. fondata su un PVC in seguito alla errata ricostruzione dei ricavi ad opera dei militi della G.d.F.1)	La G.d.F. ha usato metodo di accertamento induttivo non sussistendo le condizioni per la applicazione.2)	L'accertamento ha in parte riguardato un periodo di imposta non completo avendo ad oggetto un periodo dal 1 gennaio al 24 settembre.3)	La ricostruzione dei ricavi sulla base della ricostruzione analitica delle rimanenze si è basata sul prezzo di listino dal quale è stato scorporato un ricarico presunto “rendendo la ricostruzione inidonea a fondare base imponibile attendibile”Spese di lite liquidate alla soccombente per euro 9.000 oltre accessori.
Riferimenti normativi: art. 39 c.2 DPR 600/1973 - Corte di Cassazione : sentenza 6579 del 12/03/2008 - 16227 del 9/07/2010
Sentenza n. 157/1/12 del 25 ottobre 2012
IRPEF - VALIDITA' NOTIFICA AVVISO DI ACCERTAMENTO AD UN FAMILIARE - INAMMISSIBILE
La nullità degli avvisi di accertamento si manifesta nel caso in cui non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia, o vi è incertezza assoluta sulla persona a cui è fatta o sulla data. La consegna ad un familiare ed il fatto che esso non abbia alcuna delega che l'autorizzi al ritiro non realizza la condizione di incertezza assoluta pertanto la notifica risulta valida ed i termini per l'impugnazione del ricorso decorrono dalla data di notifica e non dalla data in cui il contribuente è venuto ad effettiva conoscenza degli atti.
Riferimenti normativi: art. 160 c.p.c. cassazione sez. trib. 3 dicembre 2007 n. 25158 art. 21 D.lgsl 546/1992
Sentenza n. 121/1/12 del 24 luglio 2012
IRES IVA IRAP - VALIDITA' DOCUMENTAZIONE EXTRACONTABILE - ACCOLTO
Risulta infondato l'avviso di accertamento che basa la ricostruzione del reddito su documenti extracontabili rinvenuti presso la sede del cliente del ricorrente ed effettuato sulla base di prove indiziarie, purchè gravi, precise e concordanti, ma di carattere troppo isolato e non univoco per poter, da sole sostenere probatoriamente l'assunto dell'ente espositore.
Sentenza n. 129/1/12 del 17 aprile 2012
IRPEF IVA IRAP - MANCATA PRESENTAZIONE DICHIARAZIONE DEI REDDITI - PARZIALMENTE ACCOLTO
E' legittimo l'operato dell'Agenzia che nel caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi procede con la ricostruzione del reddito attraverso l'accertamento induttivo. Spetta al ricorrente l'onere della prova circa la deducibilità dei costi o la non imponibilità dei ricavi chiarendo la natura dei movimenti di denaro utilizzati per la ricostruzione del reddito.
Riferimenti normativi: art. 41 DPR 600/1973 art. 51 DPR 633/1972
Sentenza n. 52/1/2012 del 26 gennaio 2012
RICORSO AVVERSO AVVISO DI ACCERTAMENTO IVA-IRPEF-IRAP -
E' legittima la rettifica del reddito dichiarato per mezzo delle risultanze degli studi di settore. La natura statistico-matematica di tale metodo realizza presunzione semplice opportunamente integrata di caratteristiche di gravità, precisione e concordanza emerse durante il contradditorio col contribuente , laddove quest'ultimo non abbia fornito ne durante il contradditorio, ne nel ricorso introduttivo motivazioni documentate delle situazioni aziendali che avrebbero comportato l'inapplicabilità totale o parziale dello studio di settore. Inoltre la carenza probatoria delle motivazioni apportate dal contribuente circa le eccezioni prodotte nel ricorso determina la loro irrilevanza.Ricorso respinto, condanna a rifondere le spese sostenute dall'Ufficio liquidate in euro 2.815,88.
Sentenza n. 85/2/12 del 1 ottobre 2012
IRPEF, ADD. REGIONALE ; ADD. COMUNALE
La documentazione prodotta dal contribuente, che si è visto rettificare il reddito dichiarato ex art. 38 del D.P.R. 600/1973, può dimostrare che lo scostamento tra il reddito imponibile complessivo e il reddito sinteticamente determinato dall'Ufficio è inferiore a quello previsto dall'art. 38 quale condizione per determinare il reddito sintetico.A tale fine la Commissione ritiene che gli oneri deducibili di cui al rigo RN3 del modello UNICO compensati con precedenti crediti di imposta possano essere aggiunti al reddito imponibile dichiarato perché non comportando un'uscita monetaria incrementano il reddito imponibile.
Sentenza n. 90/2/12 del 1 ottobre 2012
ACCERTAMENTO SINTETICO DEL REDDITO
Non è fondata la illegittimità delle disposizioni in materia di accertamento sintetico per violazione del principio di riserva di legge di cui all'art. 23 della Costituzione ( Sentenza Corte di Cassazione n. 5478/2009). Parimenti sono legittime e non contrastanti con i principi sanciti dalla L. 212/2000 le norme in tema di accertamento sintetico. L'Ufficio deve applicare rigorosamente e senza margini di discrezionalità la normativa di cui all'art. 38 del D.P.R. 600/1973 fermo restando il diritto in capo al contribuente di provare che il maggior reddito determinato sinteticamente sia costituito in tutto o in parte da redditi esenti o soggetti a ritenuta di imposta alla fonte.
Sentenza n. 91/2/12 del 12 novembre 2012
IRPEF E ADDIZIONALE REGIONALE E COMUNALE. ACCERTAMENTO INDUTTIVO DEL REDDITO
Fermo restando la legittimità del ricorso, da parte dell'Ufficio, all'accertamento induttivo del reddito d'impresa fondato sulla documentazione rinvenuta anche presso terzi contribuenti la Commissione rileva che l'Ufficio si è limitato a recepire integralmente le risultanze del p.v.c. della Guardia di Finanza senza svolgere altre indagini al fine di supportare con ulteriori elementi probatori la fondatezza dell'accertamento induttivo. Pertanto il relativo avviso di accertamento va annullato.
Sentenza n. 92/2/12 del 19 novembre 2012
IRPEF - ADDIZIONALE REGIONALE E COMUNALE : ACCERTAMENTO SINTETICO DEL REDDITO
E' legittimo l'atto emesso dall'Amministrazione finanziaria fondato sull'accertamento sintetico in base alla corretta utilizzazione degli elementi presuntivi previsti dalla legge e non contrastati con adeguata documentazione atta a dimostrare da parte della ricorrente l'infondatezza della pretesa.
Sentenza n. 122/3/12 del 27 luglio 2012
IRPEF ED ADDIZIONALI : ACCERTAMENTO SINTETICO DEL REDDITO
La determinazione del reddito sintetico del nucleo famigliare effettuata da parte dell'Ufficio applicando criteri esclusivamente formali stravolge il principio di solidarietà economica fra appartenenti alla stessa famiglia, principio che, al di là delle regole giuridiche, volto ad evitare che l'accertamento sintetico si riveli non veritiero risultando palesemente incongruente in relazione alla capacità contributiva della ricorrente.
Sentenza n. 130/3/12 del 8 giugno 2012
IRPEF - IRAP - I.V.A. : ESERCIZIO ATTIVITA' D'IMPRESA - DETERMINAZIONE INDUTTIVA DEL REDDITO
L'esistenza di bonifici bancari, relativi ad interventi di recupero edilizio, intestati a soggetto che non ha mai presentato, dal 1996 al 2008, la dichiarazione dei redditi configurano lo svolgimento di attività imprenditoriale anche in considerazione del fatto che l'inserimento degli importi dei bonifici nella dichiarazione dei redditi per usufruire del recupero del 36% da parte dei committenti, presuppone l'esistenza delle fatture collegate ai bonifici. E' pertanto legittimo l'operato dell'Ufficio e motivato l'accertamento induttivo del reddito nei confronti del ricorrente .
Presidente: C. NOCERINO Relatore: R.REBECCHI
Sentenza n. 143/3/12 del 28 settembre 2012
IRPEF E I.V.A. : OPERAZIONI IMPONIBILI
L'avviso di accertamento emesso nei confronti di una Società che ha cessato l'attività per presunta fornitura di prestazioni deve essere annullato allorquando sorgono forti dubbi sulla autenticità delle fatture acquisite in sede di controllo di un contribuente diverso da quello oggetto di accertamento. Inoltre l'accertamento si basa solo sulle fatture senza alcun riscontro in ordine ai relativi pagamenti ed ai registri di carico e scarico delle merci ed anche perchè non è convenientemente motivato in modo sufficiente da giustificare l'applicazione, da parte dell'Agenzia delle Entrate, del metodo induttivo.
Sentenza n. 87/1/12 del 17 aprile 2012
IRPEF-IRAP-IVA-ADDIZIONALI-CONTRIBUTI- ACCERTAMENTO ANALITICO-INDUTTIVO - RICARICO MEDIO PONDERATO - SUSSISTE; ANDAMENTO DEL MAGAZZINO - COMPORTAMENTI ELUSIVI - SUSSISTE
E' legittimo l'accertamento dei maggiori ricavi calcolato con metodo analitico-induttivo, anche in presenza di regolarità formale e completezza rispetto agli obblighi contabili e tributari del ricorrente, qualora l'avvio della verifica abbia preso avvio dall'analisi dell'andamento del magazzino risultante dalle dichiarazioni presentate, che dia adito a possibili comportamenti elusivi. Il contribuente - avendo impugnato l'avviso di accertamento scaturito dal PVC che rileva i maggiori ricavi ricalcolati nelle annualità di imposta oggetto di verifica secondo l'applicazione del ricarico medio ponderato e del costo della merce venduta - oppone eccezioni sterili sul piano metodologico, non contestando l'omessa annotazione dei corrispettivi, ma la quantificazione degli stessi. Il mancato raggiungimento di un accordo di conciliazione sia prima dell'impugnazione sia durante il procedimento, l'assenza di proposte alternative da parte del ricorrente riguardo la quantificazione dei ricavi accertati, impone alla Commissione giudicante di accogliere la ricostruzione operata dagli accertatori, i quali, trovandosi nella oggettiva difficoltà di ricostruire un magazzino enorme e variegato sono giunti ad una determinazione che, per quanto priva del requisito della certezza sul quantum, identifica con ragionevolezza e logica valutazione i valori sottratti alla legittima imposizione. Ricorso rigettato ; parziale accoglimento a seguito della rideterminazione in riduzione dei ricavi, nella misura della rinuncia dell'Ufficio all'importo pari all' errore di calcolo eseguito dagli accertatori, già rilevato dal ricorrente e accettato in una precedente proposta in sede di adesione. Il parziale accoglimento delle ragioni consegue la compensazione delle spese di lite.
Sentenza n. 5/3/2012 del 17 gennaio 2012
STUDI DI SETTORE - ACCERTAMENTO DI MAGGIORI RICAVI - ESPOSIZIONE DEI MOTIVI PER I QUALI NON VENGONO ACCOLTE LE OSSERVAZIONI DEL CONTRIBUENTE - NECESSITA'
E' illegittimo l'avviso di accertamento emesso nei confronti del contribuente sulla base degli studi di settore se non confuta gli argomenti esposti dal contribuente in sede di contraddittorio avverso il risultato dell'accertamento parametrico. Il contraddittorio per gli studi di settore non può infatti essere ridotto ad una pura formalità.
Riferimenti normativi: Cassazione, sentenza 17 febbraio 2011, n. 3923; Cassazione, sentenza 24 febbraio 2011, n. 4582.
Sentenza n. 7/3/2012 del 17 gennaio 2012
STUDI DI SETTORE - ACCERTAMENTO - ONERE DELLA PROVA
L'accertamento basato sugli studi di settore pone in capo al contribuente l'onere di giustificare lo scostamento del reddito dichiarato rispetto a quello determinato dall'Ufficio. In mancanza di idonea documentazione, lo scostamento rilevato dallo studio di settore appare preciso e concordante rispetto alla non fedeltà della dichiarazione presentata dal contribuente.
Riferimenti normativi: Cassazione, sezione civile tributaria, Sentenza del 27 febbraio 2002, n. 2891.
Sentenza n. 31/3/2012 del 10 febbraio 2012
STUDI DI SETTORE - PROVA DOCUMENTALE
Nell'ambito dell'accertamento sulla base degli studi di settore è necessario prendere in considerazione le circostanze oggettive documentalmente provate che possono aver influito sull'attività lavorativa del contribuente. Nel caso di specie la Commissione ha ritenuto un valido elemento di prova il certificato medico prodotto dal contribuente attestante il ricovero che ha impedito allo stesso di produrre reddito.
Riferimenti normativi: Cassazione 18 dicembre 1999, n. 26635
Sentenza n. 33/3/2012 del 4 febbraio 2012
STUDI DI SETTORE - ACCERTAMENTO
Nell'ambito di un accertamento basato sugli studi di settore, è legittimo l'operato dell'ufficio che abbia correttamente rideterminato il reddito sulla base degli elementi di prova forniti dal contribuente in sede di contraddittorio. I calcolo effettuati dall'Ufficio sono corretti se sono basati su dati dichiarati dal contribuente che, sottoscrivendoli, ne ha avvallato l'attendibilità e se dimostrano che l'ufficio non ha recepito acriticamente le risultanze degli studi di settore.
Sentenza n. 40/3/2012 del 10 febbraio 2012
STUDI DI SETTORE - MANCATO ADEGUAMENTO IN ASSENZA DI IDONEA DOCUMENTAZIONE - ILLEGITTIMITA'
Si deve riconosce l'esistenza dei requisiti di gravità, previsione e concordanza alle presunzioni che fondano l'accertamento basato sugli studi di settore se calati nella realtà del singolo contribuente per mezzo del contraddittorio procedimentale, nonchè in caso di mancata presentazione del contribuente al contraddittorio o comunque in assenza di idonea documentazione di circostanze a se favorevoli in fase procedimentale da parte del contribuente.
Sentenza n. 41/3/2012 del 10 febbraio 2012
ACCERTAMENTO SINTETICO - MANCATO ASSOLVIMENTO DELL'ONERE PROBATORIO - LEGITTIMITA'
In sede di accertamento sintetico, spetta al contribuente dimostrare che il suo reddito è inferiore rispetto a quello calcolato dall'Ufficio producendo prove sufficienti a contraddire l'Ufficio nel suo operato. In assenza di tali prove, deve ritenersi legittima la rideterminazione sintetica del reddito operata dall'Ufficio.
Sentenza n. 42/3/2012 del 10 febbraio 2012
E' legittimo l'accertamento sintetico operato dall'Ufficio in assenza di idonea documentazione atta a dimostrare lo scostamento tra il reddito dichiarato e quello accertato.
Riferimenti normativi: art. 38 D.P.R. 600/1973
Sentenza n. 45/3/2012 del 16 febbraio 2012
ACCERTAMENTO - RICARICO MEDIO PONDERATO - ELEMENTI DI GRAVITA' PRECISIONE E CONCORDANZA - LEGITTIMITA'
Il assenza di valida documentazione probatoria fornita dal contribuente, è legittimo il ricorso al calcolo del ricarico medio ponderato ai fini della determinazione sintetica del reddito. Tale metodo infatti, si basa sugli effettivi ricavi dichiarati e sul costo del venduto emergente dalle fatture di acquisto annotate.
Sentenza n. 53 del 19 giugno 2012
Studio di settore - errata esposizione delle voci - maggiori ricavi - verbale di ispezione precedente l'accertamento - difetto di motivazione: non sussiste. Studio di settore e cluster - omessa contestazione - applicazione legittima, sussiste.
Il verbale di ispezione che constata l'errata indicazione di alcuni costi in voci non corrette dello studio di settore è idoneo ad illustrare le ragioni della rettifica, contenendo i motivi volti a confermare la legittimità dell'atto impugnato e conseguentemente a consentire al contribuente di esercitare il proprio diritto di difesa. L'applicazione dello studio di settore è legittima, qualora il contribuente, in sede di contraddittorio, non ne eccepisca la pertinenza con la propria attività e neppure del relativo cluster.
Sentenza n. 108/1/13 del 10 ottobre 2013
Accertamento IRPEF / IVA / IRAP - Indagini finanziarie : prelevamenti/versamenti conti correnti - presunzione legale relativa - sussiste; ricorso parzialmente accolto
Per imprenditori e lavoratori autonomi opera pienamente la presunzione legale di imponibilità ai fini IRPEF, IVA e IRAP dei prelevamenti e dei versamenti rinvenuti su conti correnti per i quali non sia dimostrato che gli stessi risultino dalla contabilità o, per i primi, chi sia il soggetto beneficiario. Incombe pertanto sul contribuente l'onere di dimostrare con indizi gravi, precisi e concordanti che prelevamenti e versamenti accertati dall'Ufficio non rappresentino materia imponibile sottratta a tassazione o spese costitutive investimenti afferenti la sfera lavorativa. Nella fattispecie il contribuente non ha provato adeguatamente l'estraneità delle movimentazioni bancarie all'attività di lavoro autonomo professionale esercitata con conseguente ripresa a tassazione. Parzialmente accolto il ricorso per le movimentazioni finanziarie debitamente giustificate e in merito alla non imponibilità ai fini IRAP delle somme accertate in quanto non sussiste in capo al contribuente il presupposto per l'assoggettamento a tale imposta.
Riferimenti normativi: Artt. 32 comma 1 DPR 600/1973 e 51 comma 2 DPR 633/1972 - Cassazione civile, sez. tribut. n. 1418 del 22 gennaio 2013 - Cassazione civile, sez. IV n. 13035 del 24 luglio 2012 e n. 10584 del 7 maggio 2013
Sentenza n. 50/1/13 del 28 marzo 2013
STUDI DI SETTORE - ACCERTAMENTO - PROVA EFFETTIVA SITUAZIONE ECONOMICA DEL CONTRIBUENTE- ILLEGITTIMITA' ACCERTAMENTO - SUSSISTE
Nell'ambito di accertamento basato sugli studi di settore, la prova documentale fornita dal contribuente in grado di giustificare l'effettiva situazione economica del contribuente è idonea a contestare le risultanze derivanti dall'applicazione dello studio di settore ritenute presunzioni semplici.
Sentenza n. 53/1/13 del 28 marzo 2013
AVVISO DI ACCERTAMENTO - STUDI DI SETTORE - RICORSO NON ACCOLTO
E' legittimo l'avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate ridetermina il reddito della società sulla base delle risultanze degli studi di settore motivando anche i criteri utilizzati per la quantificazione dei ricavi. Spetta al contribuente fornire prova contraria.
Sentenza n. 64/1/13 del 9 maggio 2013
Spetta al contribuente dimostrare che la capacità contributiva presunta e non dichiarata non sussista o che non sia vero il fatto presunto: inversione dell'onere della prova considerata la valenza di presunzione relativa. Non è stata fornita la dimostrazione che il reddito determinato presuntivamente fosse generato da redditi esenti o da entrate legalmente escluse dalla formazione della base imponibile nemmeno provata la provenienza non reddituale delle somme che si sono rese necessarie per acquisire, mantenere ed utilizzare i beni.
Riferimenti normativi: Art. 38 DPR 600/1973; art.2728 c.c.
Sentenza n. 59/1/13 del 11 aprile 2013
ACCERTAMENTO- INDAGINI FINANZIARIE- IVA IRAP IRES - SUSSISTE
E' valido l'avviso di accertamento che rimanda per relationem al PVC della Guardia di Finanza anche ai fini dei criteri di inferenza che portano a imputare alla società i movimenti desumibili dai conti correnti dei soci persone fisiche. Resta fermo il principio in base al quale l'accertamento in via induttiva deve tenere conto dei costi in quanto elementi negativi di reddito con la precisazione che tali costi devono essere effettivamente individuati e dimostrati dal contribuente.
Riferimenti normativi: Cassazione civile, sez. trib., 29 ottobre 2007; Cassazione civile, sez. trib., 13 ottobre 2011 n. 21119; Artt. 39 e 41 bis DPR 600/1973; art. 25, I comma, d.lgv. n. 446 del 1997 e art. 54 DPR 633/1972; Cassazione civile, sez. trib., 3 agosto 2012 n. 14026; art. 32 n. 7 DPR 600/1973; art. 51 DPR 633/1972; art. 2729 c.c.; cassazione civile, sez. trib. 30 novembre 2012 n. 21420; cassazione civile, sez. trib., 17 giugno 2002 n. 8683; cassazione civile, sez. trib., 12 settembre 2003 n. 13391; cassazione civile, sez. trib., 21 dicembre 2007 n. 27032; cassazione civile, sez. trib., 12 gennaio 2009 n. 374; cassazione civile, sez. trib., 30 dicembre 2009 n. 27947; cassazione civile, sez. trib., 4 agosto 2010 n. 18083; cassazione civile, sez. trib., 24 settembre 2010 n. 20199;cassazione civile, sez. trib., 23 giugno 2006 n. 14675; cassazione civile, sez. trib., 13 giugno 2007 n. 13819; cassazione civile, sez. trib., 4 marzo 2011 n. 5192.
Sentenza n. 42/2/13 del 8 marzo 2013
ACCERTAMENTO - RIDETERMINAIZONE SINTETICA DEL REDDITO - PROVA CONTRARIA DEL CONTRIBUENTE - LEGITTIMITA'
E' legittima la rideterminazione sintetica del reddito operata dall'Ufficio in presenza di disponibilità di determinati beni che possono far presumere la sussistenza di redditi maggiori, ma tale rideterminazione sintetica costituisce presunzione "significativa" ma non "assoluta" e può essere vinta, come nel caso di specie, da fatti provati giudizialmente dal contribuente.
Presidente: Attilio Rossi Relatore: Paolo Gianmaria Fornoni
Sentenza n. 41/2/13 del 8 marzo 2013
ACCERTAMENTO - STUDI DI SETTORE - PROVA CONTRARIA DEL CONTRIBUENTE - LEGITTIMITA'
L'accertamento di maggiori ricavi sulla base degli studi di settore costitutisce un sistema di presunzioni semplici la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata, ma concede, nel giudizio relativo all'impugnazione dell'atto di accertamento, la più ampia facoltà di prova che il giudice può liberamente valutare (Cass. 18 dicembre 2009, n 26635). La prova contraria del contribuente, basata su circostanze oggettive ed elementi concreti di segno opposto possono essere ritenute dai giudici sufficienti a dimostrare l'illegittimità delle rettifiche operate dall'Ufficio accertatore.
Sentenza n. 44/2/13 del 15 febbraio 2013
ACCERTAMENTO SINTETICO DEL REDDITO - PARAMETRI NON CONSONI - ILLEGITTIMITA'
E' illegittimo l'avviso di accertamento emesso nei confronti del contribuente con il quale viene rideterminato il reddito sulla base di disponibilità di beni che nella realtà fattuale non possono invece giustificare l'aumento accertato dall'Ufficio.
Sentenza n. 90.3.13 del 23 settembre 2013
Avviso di accertamento - Validità della sottoscrizione dell'avviso di accertamento - Rideterminazione delle imposte - Controlli su conti correnti bancari - Onere della prova - Respinto
L'avviso di accertamento è legittimamente sottoscritto dal sostituto del Direttore Provinciale temporaneamente assente.Qualora l'accertamento effettuato dall'ufficio si fondi su verifiche di conti correnti bancari, l'onere probatorio dell'Amministrazione è soddisfatto attraverso i dati e gli elementi risultanti dai conti predetti, determinandosi un'inversione dell'onere della prova a carico del contribuente, il quale deve dimostrare che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili ad operazioni imponibili, fornendo, a ta fine, una prova non generica ma analitica, con indicazione specifica della riferibilità di ogni movimento bancario.
Riferimenti normativi: Artt. 32 e 42 D.P.R. n. 600/1973; Art. 10 L. n. 212/2000; Art. 20 D.P.R. 08.05.1987 n. 266; Corte di Cassazione sentenza del 30.11.2011 n. 25502; Art. 119, comma 4, TUB.
Sentenza n. 54/2/13 del 15 maggio 2013
IRPEF - ACCERTAMENTO SU BASE PRESUNTIVA - ONERE DELLA PROVA IN CAPO ALL'UFFICIO - SUSSISTE
E' illegittima la rideterminazione del reddito su base presuntiva di un soggetto, cittadino russo, del quale l'Ufficio non abbia preventivamente dimostrato la residenza in Italia con prove certe (nel caso di specie sono state annullati gli avvisi di accertamento relativi agli anni 2006 e 2007 in quanto il contribuente ha dimostrato di aver svolto stabilmente un'attività professionale in Russia).E' invece legittimo l'accertamento su base presuntiva del reddito del medesimo soggetto, in relazione all'anno 2008, in quanto residente in Italia in tale periodo d'imposta, come provato dall'Ufficio. La rideterminazione deve però basarsi su elementi certi e precisi. Ai fini dell'applicazione del redditometro, sono ascrivibili al contribuente anche beni formalmente intestati ad una società (cui il contribuente detiene la maggioranza delle quote), in relazione ai quali il contribuente non ha provato in modo univoco la provenienza dei fondi utilizzati per acquistare tali beni, nonché necessari la gestione e il mantenimento.

References: Sentenza 

Sentenza 
 art. 39
 sentenza 

Sentenza 
 art. 160
 art. 21

Sentenza 

Sentenza 
 art. 41
 art. 51

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 art. 38

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 art. 38

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 Art. 38
 art.2728

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 art. 25
 art. 54
 art. 32
 art. 51
 art. 2729

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 Art. 10
 Art. 20
 sentenza 
 Art. 119

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