Source: https://annualreport2014.bancaifis.it/it/print/280
Timestamp: 2019-12-14 03:52:46+00:00

Document:
Published on Bilancio 2014 (https://annualreport2014.bancaifis.it)
Sezione 1 – Debiti verso banche - Voce 10
1.1 Debiti verso banche: composizione merceologica
Tipologia operazioni/Componenti del gruppo
1. Debiti verso banche centrali
2.226.872 6.656.466
2. Debiti verso banche
32.095 9.381
2.1 Conti correnti e depositi liberi
2.2 Depositi vincolati
32.000 8.879
2.3 Finanziamenti
2.3.1 Pronti contro termine passivi
2.3.2 Altri
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali
2.5 Altri debiti
2.258.967 6.665.847
Fair value - livello 1
Fair value - livello 2
Fair value - livello 3
Totale fair value
I debiti verso banche centrali si riferiscono a operazioni di rifinanziamento presso Eurosistema effettuate utilizzando i titoli di debito in portafoglio.
Il decremento dell’ammontare dei Debiti verso banche rispetto alla fine del precedente esercizio è conseguenza del minor utilizzo di pronti contro termine mediante aste sull’Eurosistema rispetto all’utilizzo della piattaforma MTS e controparte Cassa di Compensazione e Garanzia (classificati tra i debiti verso la clientela). L’utilizzo della fonte BCE anziché della piattaforma MTS trova ragione esclusiva in valutazioni di convenienza economica. Le tensioni sul mercato della liquidità registrate nella parte terminale dell’esercizio 2013, che avevano portato ad un marginale innalzamento dei tassi di interesse sulla piattaforma MTS, avevano reso più conveniente rivolgersi all’Eurosistema. Rientrate gradualmente le tensioni, la Banca ha ripreso a rivolgersi pressoché integralmente alla piattaforma MTS.
Il fair value dei debiti verso banche risulta allineato al relativo valore di bilancio in considerazione del fatto che i depositi interbancari sono di breve o brevissima scadenza.
Sezione 2 – Debiti verso clientela – Voce 20
2.1 Debiti verso clientela: composizione merceologica
1. Conti correnti e depositi liberi
655.809 469.694
2. Depositi vincolati
2.733.194 3.436.245
2.087.009 267.857
3.1 pronti contro termine passivi
2.082.854 263.670
3.2 altri
4.155 4.187
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali
5. Altri debiti
7.462 4.480
5.483.474 4.178.276
5.484.413 4.183.908
I conti correnti e i depositi liberi in essere al 31 dicembre 2014 includono la raccolta effettuata con il conto deposito rendimax libero e con il conto corrente online contomax, rispettivamente per 567,1 milioni e per 14,9 milioni; nella sottovoce depositi vincolati è inclusa la raccolta effettuata mediante rendimax e contomax vincolati per totali 2.732,2 milioni di euro.
I pronti contro termine passivi sono stati effettuati con controparte Cassa di Compensazione e Garanzia e aventi come sottostante Titoli di Stato.
Si evidenzia che il Gruppo non effettua operazioni denominate “term structured repo”.
Gli altri finanziamenti sono relativi principalmente al debito per locazione finanziaria iscritto in applicazione del metodo finanziario previsto dallo IAS 17 all’immobile in leasing sede dell’area NPL (settore DRL), come dettagliato al successivo paragrafo 2.5.
La voce altri debiti si riferisce a debiti verso clienti cedenti portafogli di crediti fiscali o non performing con regolazione del prezzo differita.
2.5 Debiti per leasing finanziario
Debiti per leasing finanziario
Il debito suesposto è relativo per 4,0 milioni al leasing finanziario immobiliare stipulato dalla ex società Toscana Finanza S.p.A. nel 2009 per l’immobile sito in Firenze adibito a sede della società, oggi sede dell’area NPL. Il contratto stipulato con Centro Leasing S.p.A. prevede una durata di 18 anni (dal 01.03.2009 al 01.03.2027), con pagamento di 216 rate mensili di 28.490 euro, comprensive di quota capitale, interessi ed una opzione di acquisto al termine del contratto di 1.876.800 euro.
Si rinvia a quanto descritto nella parte E, lettera D, della presente Nota Integrativa, in relazione all’operazione di cessione del contratto di leasing avvenuta in data 13 maggio 2014, e della relativa mancata derecognition di tale passività.
La restante parte dei debiti per leasing finanziario è riferita all’acquisizione di automezzi da parte della controllata IFIS Finance.
Sezione 4 – Passività finanziarie di negoziazione - voce 40
4.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica
Tipologia operazioni / Valori
VN FV FV
Livello 1 Livello 2 Livello 3 FV * VN Livello 1 Livello 2 Livello 3 FV *
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche
2. Debiti verso clientela
3. Titoli di debito
3.1 Obbligazioni
3.1.1 Strutturate
- - - - X - - - - X
3.1.2 Altre obbligazioni
3.2 Altri titoli
3.2.1 Strutturati
3.2.2 Altri
Totale A
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari
- - - - - - - - 130 -
1.1 Di negoziazione
X - - - X X - - 130 X
1.2 Connessi con la fair value option
X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi
2.1 Di negoziazione
2.2 Connessi con la fair value option
Totale B
- - - - - - 130 -
Totale (A+B)
FV = fair value
FV* = fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione
VN = valore nominale o nozionale
Sezione 8 – Passività fiscali – Voce 80
Si veda la sezione 14 dell’attivo.
Sezione 10 - Altre passività - Voce 100
10.1 Altre passività: composizione
10.197 7.876
Somme a disposizione della clientela
8.931 6.056
Debiti verso il personale
4.579 4.295
Debiti verso Erario ed Enti previdenziali
4.090 10.258
1.811 2.584
81.451 62.775
111.059 93.844
La voce debiti verso il personale contiene i premi spettanti all’Alta Direzione, anche maturati nei precedenti esercizi, soggetti a pagamento differito. Contiene inoltre il debito per ferie maturate dal personale dipendente e non godute.
Gli altri debiti si riferiscono, per 74,9 milioni di euro, all’ammontare delle partite da accreditare alla clientela in attesa di imputazione e, per 2,9 milioni di euro, all’ammontare delle partite illiquide da accreditare alla clientela per effetti la cui valuta economica non è ancora giunta a maturazione.
Sezione 11 - Trattamento di fine rapporto del personale - Voce 110
11.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue
31.12.2014 31.12.2013
A. Esistenze iniziali
1.482 1.565
B. Aumenti
B.1 Accantonamento dell'esercizio
B.2 Altre variazioni
C. Diminuzioni
C.1 Liquidazioni effettuate
C.2 Altre variazioni
D. Rimanenze finali
1.618 1.482
Le altre variazioni in aumento includono l’effetto dell’attualizzazione del fondo maturato sino al 31 dicembre 2006 rimasto in azienda, che, in base alle modifiche introdotte dal nuovo IAS 19, sono rilevate in contropartita del patrimonio netto.
Le liquidazioni effettuate rappresentano invece i benefici pagati ai dipendenti nell’esercizio.
In conformità a quanto richiesto dall’ESMA nel documento “European common enforcement priorities for 2012 financial statements” del 12 novembre 2012, si evidenzia che per l’attualizzazione è stato considerato il tasso di interesse basato sul tasso di rendimento di un benchmark di titoli emessi da emittenti corporate europei con rating AA per durate maggiori di 10 anni. Il medesimo tasso era stato utilizzato per l’attualizzazione effettuata al 31 dicembre 2013.
11.2 Altre informazioni
I principi contabili IAS/IFRS prevedono che le passività a carico dell’impresa, per le indennità che saranno riconosciute ai dipendenti al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, quali il trattamento di fine rapporto, siano stanziate in bilancio sulla base di una valutazione attuariale dell’ammontare che sarà riconosciuto alla data di maturazione.
In particolare, tale accantonamento deve tenere conto dell’ammontare già maturato alla data di bilancio, proiettandolo nel futuro per stimare l’ammontare da pagare al momento della risoluzione del rapporto di lavoro. Tale somma viene in seguito attualizzata per tenere conto del tempo che trascorrerà prima dell’effettivo pagamento.
A seguito dell’entrata in vigore della Legge Finanziaria 2007, che ha anticipato all’1 gennaio 2007 la riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252, le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dall’1 gennaio 2007 devono, a scelta del dipendente, essere destinate a forme di previdenza complementare ovvero essere mantenute in azienda ed essere trasferite da parte di quest’ultima ad un apposito fondo gestito dall’INPS.
L’entrata in vigore della suddetta riforma ha comportato una modifica del trattamento contabile del TFR sia con riferimento alle quote maturate sino al 31 dicembre 2006, sia con riferimento alle quote maturande dall’1 gennaio 2007.
le quote del trattamento di fine rapporto del personale maturande dall’1 gennaio 2007 configurano un “piano a contribuzione definita” sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l’INPS. L’importo delle quote deve, pertanto, essere determinato sulla base dei contributi dovuti senza l’applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
il trattamento di fine rapporto del personale maturato al 31 dicembre 2006 continua ad essere considerato come “piano a benefici definiti” con la conseguente necessità di continuare ad effettuare una valutazione attuariale che tuttavia, rispetto alla metodologia di calcolo applicata sino al 31 dicembre 2006, non comporta più l’attribuzione proporzionale del beneficio al periodo di lavoro prestato. Ciò in quanto l’attività lavorativa da valutare si considera interamente maturata per effetto della modifica della natura contabile delle quote che maturano a partire dall’1 gennaio 2007.
Sezione 12 – Fondi per rischi e oneri - Voce 120
12.1 Fondi per rischi e oneri: composizione
Voci/Componenti
1 Fondi di quiescenza aziendali
2. Altri fondi per rischi ed oneri
1.988 533
2.1 controversie legali
1.527 375
2.2 oneri per il personale
461 158
12.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue
- 1.613
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto
B.4 Altre variazioni
C.1 Utilizzo nell'esercizio
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto
C.3 Altre variazioni
- 1.988
12.4 Fondi per rischi e oneri – Altri fondi
Il fondo in essere al 31 dicembre 2014 pari a 1,5 milioni di euro è costituito da:
una controversia in ambito giuslavoristico per la quale si è provveduto ad accantonare al 31 dicembre 2013 un importo di 45 mila euro, a fronte di una causa passiva riferita a personale dipendente;
quattro controversie legate ai Crediti Commerciali per 1,4 mila euro, di cui 1,1 mila euro accantonati nel 2014 per un petitum complessivo pari a 2,7 milioni di euro;
cinque controversie legate a crediti del settore DRL per 33 mila euro, interamente accantonati nell’esercizio in esame.
A livello aggregato la Banca rileva passività potenziali per complessivi euro 12,4 milioni di petitum, rappresentate da n.17 controversie; per tali posizioni la Banca, supportata dal parere dei propri legali, non ha provveduto a stanziare fondi a bilancio in quanto il rischio di soccombenza risulta non probabile.
Altri (accantonamento quota di intervento FITD)
Il fondo in essere al 31 dicembre 2014 è relativo all’accantonamento effettuato a fronte della comunicazione del 16 settembre 2014 da parte del FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, cui Banca IFIS aderisce) di un ulteriore (rispetto alle comunicazioni ricevute in data 9 gennaio 2014 e 17 luglio 2014) intervento di sostegno in favore di Banca Tercas in A.S. che prevede per Banca IFIS un probabile esborso del valore di 461 mila euro. Banca IFIS ha quindi provveduto ad accantonare tale somma fra i fondi per rischi ed oneri.
Nel corso del 2013 il FITD aveva deliberato un intervento di sostegno in favore della Banca Tercas in A.S. che prevedeva per Banca IFIS un impegno massimo del valore di 2,0 milioni di euro, di cui 667 mila accertati. La Banca aveva provveduto a rilevare la parte accertata fra le Altre passività e ad accantonare a fondo rischi 158 mila euro quale stima della parte non accertata.
Sulla base agli esiti della due diligence su Banca Tercas resi noti nel mese di luglio 2014, FITD ha comunicato l’ammontare definitivo del contributo a carico Banca IFIS, pari a 1,9 milioni di euro. Banca IFIS ha quindi provveduto a versare quanto richiesto, rilevando fra gli altri oneri di gestione il differenziale rispetto al fondo e alle passività precedentemente stanziati.
Altri (contenziosi fiscali)
In data 25 luglio 2008 ha avuto inizio un controllo fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale del Veneto per l’anno d’imposta 2005. Tale controllo si è concluso in data 5 dicembre 2008 con il rilascio del processo verbale di constatazione, dal quale sono emersi due rilievi, entrambi collegati alla corretta determinazione del plafond di deducibilità dei crediti ex articolo 106, terzo comma, del DPR 917/86, per complessivi 1,4 milioni di euro. Peraltro, considerato che il meccanismo del plafond pone dei limiti alla deducibilità delle svalutazioni su crediti e che l’eccedenza (derivante dal raffronto tra plafond e svalutazioni nette effettuate) è deducibile per quote costanti nei diciotto esercizi successivi, l’applicazione del criterio indicato nel citato processo verbale di constatazione comporterebbe un beneficio fiscale per la Banca per gli esercizi successivi al 2005.
Nel processo verbale di constatazione sopra citato è stata inoltre stata fatta una segnalazione relativamente ad una presunta operazione elusiva di cui all’articolo 37-bis del D.P.R. 600/73 afferente la svalutazione, effettuata nell’anno 2003, della partecipazione in Immobiliare Marocco S.p.A. (società fusa per incorporazione nell'Emittente con atto del 19 ottobre 2009), dedotta in quinti negli esercizi successivi sulla base delle perdite rilevate da tale società ai sensi degli articoli 61 e 66 del D.P.R. 917/86 (in vigore fino al 31 dicembre 2003). In data 2 febbraio 2009 è stato notificato un avviso da parte dell’Agenzia che ha richiesto di produrre chiarimenti in merito all’operazione di svalutazione, a cui la Banca ha prontamente risposto.
Sempre con riferimento alla segnalazione relativa alla presunta operazione elusiva, in data 3 dicembre 2009 è stato notificato alla Banca un avviso di accertamento per l’anno 2004 in cui l’Agenzia delle Entrate rettifica il reddito per l’anno 2004 ai fini Ires, applicando la norma antielusiva 26 di cui all’articolo 37-bis del DPR 600/73 per complessivi euro 837 mila, con una maggiore imposta dovuta per l’anno di imposta in questione pari a circa euro 276 mila più interessi e sanzioni.
In data 21 giugno 2010 è stato notificato alla Banca un avviso di accertamento per l’annualità successiva, in cui l’Agenzia delle Entrate rettifica il reddito per l’anno 2005 ai fini Ires, applicando la norma antielusiva di cui all’articolo 37-bis del DPR 600/73, per complessivi euro 837 mila, con una maggiore imposta dovuta per l’anno di imposta in questione pari a circa euro 276 mila più interessi e sanzioni. Lo stesso avviso di accertamento, per l’annualità 2005, recuperava a tassazione la quota relativa alla rideterminazione del plafond di deducibilità delle perdite su crediti in merito ai due rilievi sopra descritti per complessivi euro 1,4 milioni di euro, con una maggiore imposta dovuta per l’anno 2005 pari a circa euro 478 mila più interessi e sanzioni.
Successivamente, entro la chiusura dell’esercizio 2010 è giunta alla Banca comunicazione di annullamento in autotutela per gli avvisi di accertamento emessi sull’annualità 2005.
In merito all’avviso di accertamento per l’annualità 2004, in data 22 febbraio 2011 si è discusso il ricorso avanti la commissione tributaria provinciale di primo grado di Venezia. In data 29 giugno 2011 è stata emessa la sentenza dalla CTP di Venezia che ha rigettato il ricorso presentato. In data 7 novembre 2011 è stata notificata alla Banca la cartella di pagamento per le somme iscritte a ruolo a valle della sentenza di primo grado, come previsto dalla normativa in materia di accertamento e riscossione, pari a complessivi 423 mila euro, versati da Banca IFIS in data 29 dicembre 2011. Si è proceduto quindi a presentare il ricorso in commissione tributaria Regionale avverso la sentenza in oggetto. In data 25 settembre 2012 si è discusso il ricorso avanti la commissione tributaria regionale di secondo grado di Venezia. In data 18 ottobre 2012 è stata emessa la sentenza dalla CTR di Venezia che ha accolto l’appello di Banca IFIS S.p.A. e di La Scogliera S.p.A. e in totale riforma della sentenza di primo grado ha proceduto ad annullare gli avvisi di accertamento impugnati, relativi all’annualità 2004, e ha condannato l’Ufficio a rifondere alle società appellanti le spese di entrambi i gradi di giudizio.
Come conseguenza della sentenza di secondo grado, l’Agenzia delle Entrate ha provveduto a restituire le somme versate dalla Banca in seguito all’esito negativo del primo appello, precedentemente iscritte a credito nella contabilità della Banca, per un importo pari a 423 mila euro.
In data 22 agosto 2012 è stato notificato alla Banca un avviso di accertamento sull’annualità 2005 strettamente correlato agli avvisi che erano stati notificati nel corso del 2010 e successivamente annullati in autotutela entro la fine dello stesso anno. L’avviso di accertamento notificato, oltre a contenere le stesse contestazioni e pertanto richieste di somme (quanto a imposte e sanzioni) inserite nel precedente avviso poi annullato, ipotizza come elusive anche alcune operazioni di trading e prestito titoli contestando la deduzione di somme, quali minusvalenze indeducibili e manufactured dividend, per complessivi 6,3 milioni di euro; la maggiore imposta complessivamente richiesta per quest’ultimo rilievo ammonta a totale 2,1 milioni di euro, più interessi e sanzioni.
Il totale ripreso a tassazione nell’avviso di accertamento in questione ammonta pertanto a 8,6 milioni di euro, con una maggiore imposta per l’anno di imposta in questione pari a 2,8 milioni di euro. L’avviso di accertamento, che ad oggi è oltre il termine di scadenza naturale per la sua emissione che corrisponde al 31 dicembre 2010, è stato inviato sulla base dell’ipotesi formulata dall’ufficio di essere in presenza di uno dei presupposti che la norma prevede per il raddoppio dei termini ovvero l’ipotesi che vi sia una fattispecie penalmente sanzionata.
In merito a tale avviso di accertamento la Banca ha inoltrato istanza di accertamento con adesione, al fine di verificare la disponibilità dell’ufficio a rivedere le proprie posizioni che, però, non ha ottenuto esito positivo; l’Agenzia delle Entrate ha preferito infatti proseguire nel contenzioso, presentando inoltre ricorso in Cassazione per all’avviso di accertamento 2004 e costringendo di fatto la Banca alla presentazione del controricorso per Cassazione, depositato nei termini il 29 gennaio 2013. La lettura del ricorso per Cassazione dell’Agenzia delle Entrate evidenzia tutta la debolezza della tesi accusatoria già manifestata nei precedenti gradi di giudizio, per cui i consulenti fiscali che assistono la Banca nel procedimento ritengono non probabile la possibilità di soccombenza. Pertanto la Banca non ha effettuato accantonamenti a fronte del rischio di contenzioso fiscale in oggetto.
Il ricorso avverso l’avviso di accertamento sull’annualità 2005 è stato depositato in data 11 febbraio 2013.
Il ricorso, prima che entrare nel merito dei singoli rilievi e degli errori di valutazione operati dall’Ufficio, si sofferma ampiamente sulle cause che dovrebbero portare i giudici ad annullare completamente l’avviso emesso. Sono state, infatti, commesse gravi scorrettezze di natura sostanziale che devono comportare la totale nullità dell’atto: la preordinata denuncia penale atta ad ottenere il raddoppio dei termini che si è tradotta con un non luogo a procedere da parte del Pubblico Ministero; una serie di avvisi di accertamento emessi e poi annullati in autotutela; vizi di varia natura contenuti nell’ultimo atto emesso.
Oltre a ciò sono state ampliate e circostanziate con dovizia le tesi difensive già espresse all’interno dell’istanza di adesione. Di nuovo è stata evidenziata la fragilità della contestazione della svalutazione della partecipazione di Immobiliare Marocco resa oggi ancor più evidente dalla vittoria in secondo grado per il 2004 e che a questo punto trascinerebbe tutte le annualità successive.
Nel ricorso sono poi state argomentate le ragioni per le quali le contestazioni relative al plafond di deducibilità dei crediti sono errate sia per quanto riguarda l’impostazione e la lettura data dai verificatori all’interno del pvc in sede di verifica sia e ancor di più alla luce delle successive modifiche ed integrazioni delle norme che regolano i principi di determinazione del reddito dei soggetti IAS Adopter a regime e in sede di FTA.
Per quanto riguarda le contestazioni legate alle operazioni in titoli, il ricorso ha evidenziato che si è trattato di operazioni che hanno prodotto dei risultati economici positivi per la Banca al netto dell’effetto fiscale, e non erano affatto totalmente prive di rischio o poste in essere precostituendo fin dall’origine le condizioni per neutralizzare ogni utile o perdita dall’operazione. Le opzioni incrociate call e put hanno avuto soltanto l’effetto di limitare il rischio di perdite e la prospettiva di extrarendimenti, senza peraltro escluderle del tutto, come affrettatamente affermato nell’avviso di accertamento. Soprattutto, le operazioni contestate hanno semplicemente applicato il regime all’epoca vigente, senza alcun aggiramento della normativa o dei principi ad essa sottostanti; infatti, il sistema scaturito dalla riforma del 2004 si connota per un doppio regime di circolazione delle partecipazioni, per cui non vi è nulla di anomalo nell’effettuazione di operazioni di trading azionario di breve periodo, relativamente a partecipazioni che non vengono classificate nel comparto Pex, con incasso di dividendi parzialmente esenti e minusvalenze deducibili.
Si è poi provveduto a richiedere in ogni caso la rideterminazione degli importi contestati che non tenevano conto delle componenti positive che hanno partecipato alla determinazione del reddito quali componenti imponibili. In aprile 2013 sono state notificate le controdeduzioni dell’Agenzia delle Entrate al ricorso presentato. Al 31 dicembre 2014 non è ancora stata fissata la data per la discussione in primo grado.
Per quanto sopra esposto i consulenti fiscali cui è stata affidata la cura del contenzioso del ricorso hanno espresso la ragionevole convinzione che sia possibile sostenere validamente la posizione della Banca, e dunque non probabile la possibilità di soccombenza.
Tuttavia è necessario tenere in considerazione la Circolare di Banca d’Italia del 8 agosto 2012 nella quale viene precisato come gli intermediari debbano valutare, nel caso in cui si trovino a dover pagare all’erario un certo importo a seguito dell’iscrizione a ruolo di maggiori imposte e correlati interessi e sanzioni, se ci si trovi in presenza o meno di un’attività potenziale (contingent asset) come definita dallo IAS 37. Sulla base di tale principio contabile l’attività non dovrebbe essere rilevata qualora il realizzo della stessa non sia virtualmente certo, e le somme pagate all’erario vanno dunque iscritte a costo e non rilevate come crediti verso l’erario.
Al 31 dicembre 2012 è stato iscritto un accantonamento al fondo rischi per contenzioso fiscale di 159 mila euro a titolo di maggiore imposta e di 35 mila euro a titolo di interessi, per un totale di euro 194 mila euro a fronte della probabile iscrizione provvisoria a ruolo(1) in seguito al ricorso, come previsto dalla Circolare Banca d’Italia dell’8 agosto 2012, e di non procedere ad alcun accantonamento a fronte del rischio di soccombenza nel contenzioso fiscale in corso. Al 30 settembre 2013 si è provveduto ad adeguare tale accantonamento sulla base degli importi effettivamente iscritti a ruolo e notificati alla Banca in data 9 ottobre 2013 che, rispetto a quanto precedentemente accantonato, differivano per 13 mila euro, principalmente dovuti al rimborso spese di riscossione. Nello stesso mese di ottobre 2013 la Banca ha provveduto prontamente al pagamento di quanto richiesto in considerazione degli obblighi di legge imposti pur confidando positivamente sul buon esito della vicenda.
(1) Le iscrizioni provvisorie a ruolo sono quelle eseguite in base ad un avviso di accertamento non definitivo, perché impugnato. Il ricorso, proposto contro un avviso di accertamento, non ne sospende l’esecuzione; in pendenza del giudizio di primo grado e di secondo grado, può essere riscossa una parte dell’imposta accertata, con gli interessi e con una parte delle sanzioni irrogate. In particolare, in ambito di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto, dopo la notifica dell'avviso di accertamento, l'Ufficio può iscrivere a ruolo 1/3 delle imposte e degli interessi accertati. In relazione alle contestazioni che abbiano a che fare con la norma antielusiva di cui all’art. 37 bis del DPR 600/73 non sono iscrivibili a ruolo le somme dovute prima del giudizio di primo grado (comma 6, art. 37 bis, DPR 600/73). Successivamente alle sentenze delle commissioni tributarie, diventano esigibili ulteriori frazioni del dovuto, in relazione al contenuto della decisione ed al grado dell'organo giudicante.
Sezione 15 – Patrimonio del gruppo – Voci 140, 160, 170, 180, 190, 200 e 220
15.1 Capitale e azioni proprie: composizione
Capitale sociale (in migliaia di euro) 53.811 53.811
Numero azioni ordinarie 53.811.095 53.811.095
Valore nominale azioni ordinarie 1 euro 1 euro
Azioni proprie (in migliaia di euro) 6.715 7.903
Numero azioni proprie 887.165 1.083.583
15.2 Capitale - numero azioni della capogruppo: variazioni annue
Voci/Tipologie
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio
53.811.095 -
- interamente liberate
- non interamente liberate
A.1 Azioni proprie (-)
1.083.583 -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali
52.727.512 -
196.418 -
B.1 Nuove emissioni
- a pagamento:
- operazioni di aggregazioni di imprese
- conversione di obbligazioni
- esercizio di warrant
- a titolo gratuito:
- a favore dei dipendenti
- a favore degli amministratori
B.2 Vendita di azioni proprie
B.3 Altre variazioni
C.1 Annullamento
C.2 Acquisto di azioni proprie
C.3 Operazioni di cessione di imprese
C.4 Altre variazioni
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali
52.923.930 -
D.1 Azioni proprie (+)
887.165 -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio
15.3 Capitale: altre informazioni
Il capitale sociale è composto da n. 53.811.095 azioni ordinarie di nominali 1 euro cadauna per le quali non sono previsti diritti, privilegi e vincoli, inclusi i vincoli nella distribuzione dei dividendi e nel rimborso del capitale.
15.4 Riserve di utili: altre informazioni
10.762 10.762
178.175 124.938
6.984 5.546
Totale riserve di utili
195.921 141.246
Riserva acquisto azioni proprie
6.715 7.903
Riserva futuro acquisto azioni proprie
33.285 12.097
1.953 1.809
Totale voce 170 riserve
237.874 163.055
A norma del disposto dell'art. 1, comma 147 della Legge di Stabilità per il 2014 (Legge n. 147 del 27.12.2013), la Banca ha provveduto a riallineare il differenziale tra il valore civilistico e il valore fiscale sui beni materiali iscritti nel bilancio al 31 dicembre 2012 e ancora posseduti al 31 dicembre 2013.
L’importo corrispondente ai maggiori valori oggetto di riallineamento, al netto dell’imposta sostitutiva, genera una riserva in sospensione d'imposta ai fini fiscali pari a 7,4 milioni di euro.
1. Garanzie rilasciate e impegni
1) Garanzie rilasciate di natura finanziaria
76.078 50.350
a) Banche
10.594 12.839
b) Clientela
65.484 37.511
2) Garanzie rilasciate di natura commerciale
3) Impegni irrevocabili a erogare fondi
40.003 20.141
3.295 -
i) a utilizzo certo
ii) a utilizzo incerto
36.708 20.141
4) Impegni sottostanti ai derivati su crediti: vendite di protezione
5) Attività costituite in garanzia di obbligazioni di terzi
6) Altri impegni
93.463 95.462
209.544 165.953
Le garanzie rilasciate di natura finanziaria verso banche sono relative all’impegno nei confronti del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), al netto della quota parte accantonata nel corso dell’esercizio per interventi già deliberati. Si veda quanto commentato nella Parte B, Sezione 12 Fondi per rischi e oneri, della presente Nota Integrativa.
Le garanzie rilasciate di natura finanziaria verso clientela sono sostanzialmente riferite alla garanzia rilasciata a favore di cedenti per crediti fiscali incassati.
Gli altri impegni si riferiscono ai margini di fido disponibili sui conti correnti della clientela.
Source URL: https://annualreport2014.bancaifis.it/it/nota-integrativa/parte-b-informazioni-stato-patrimoniale-consolidato/passivo

References: articolo 106
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 37