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Timestamp: 2020-02-28 08:54:56+00:00

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Ricerca | Edscuola | Pagina 10
mercoledì 28 Gennaio 2015 Edscuola
Proroga dei termini delle attività progettuali per gli interventi a valere sull’Avviso 274 del 15 febbraio 2013
VISTE le motivate richieste di proroga pervenute, Prott. MIUR n. 26771 del 18 novembre 2014, n. 29477 del 12 dicembre 2014 e successiva istanza Prot. GARR n. U/13-15/CG del 09 gennaio 2015, presentate da “Consortium GARR”, Soggetto Attuatore del progetto PAC01_00003, resesi necessarie per assicurare una più ampia diffusione dell’intervento di Potenziamento strutturale presso gli Istituti Scolastici;
VISTA la motivata richiesta di proroga pervenuta, Prot. MIUR n. 28290 del 01 dicembre 2014, presentata da “INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia”, “CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche”, “ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca dell’Ambiente”, “Stazione Zoologica Anton Dohrn”, “INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare”, Soggetti Attuatori del progetto PAC01_00044, resasi necessaria a causa delle difficoltà intervenute nell’attuazione del progetto, con particolare riferimento alla realizzazione delle opere edili previste;
VISTE le motivate richieste di proroga pervenute, Prott. MIUR n. 10961 del 14 maggio 2014 e n. 12322 del 30 maggio 2014, presentata da “Università degli Studi di Napoli Federico II”, “Università degli Studi Suor Orsola Benincasa”, “Università degli Studi di Napoli Parthenope”, “Politecnico di Bari”, “Seconda Università degli Studi di Napoli”, “ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca dell’Ambiente”, “Università degli Studi di Palermo”, “Università degli Studi di Salerno”, Soggetti Attuatori del progetto PAC01_00119, resesi necessarie a causa delle difficoltà intervenute nell’attuazione del progetto, con particolare riferimento alle tempistiche burocratiche imposte dalle procedure amministrative degli Atenei;
ACQUISITO l’avviso positivo con nota MIUR Prot. n. 1312 del 20 gennaio 2015 dell’Autorità Responsabile del PAC in ordine alla legittimità del presente atto;
CONSIDERATO il Piano di Azione Coesione – PAC Ricerca, adottato dal MIUR in attuazione della Delibera CIPE 1/2011 ed i termini di eleggibilità della spesa, così come desunti dal vigente cronoprogramma, la cui scadenza risulta fissata al 31 dicembre 2017;
CONSIDERATA l’esigenza di provvedere alla proroga del termine fissato nel richiamato DD n. 274 del 15 febbraio 2013 al fine di consentire ai soggetti attuatori di portare a termine le procedure amministrative e garantire la completa attuazione delle attività progettuali;
Al fine di consentire il più completo utilizzo delle risorse all’uopo destinate, il termine per la conclusione delle attività progettuali, di cui all’articolo 4, comma 4, del Decreto Direttoriale del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca n. 274 del 15 febbraio 2013 è prorogato al 30 giugno 2015. Conseguentemente, i termini per la presentazione delle rendicontazioni finali di spesa sono prorogati al 30 settembre 2015.
mercoledì 7 Gennaio 2015 Edscuola
VISTO il D.D. n. 437 del 13 marzo 2013 (“Avviso”) con cui, nel quadro dell’azione di sostegno all’innovazione attraverso la domanda pubblica prevista dal PAC, il MIUR e il MISE (“Ministeri”) hanno avviato, all’interno dei Territori della Convergenza, una rilevazione dei Fabbisogni di innovazione nei servizi di interesse generale attualmente non soddisfatti, anche parzialmente, da soluzioni tecnologiche e/o organizzative già presenti sul mercato, al fine di adottare successivamente azioni mirate di promozione e valorizzazione della Ricerca e Sviluppo, attraverso il meccanismo della domanda pubblica pre-commerciale, anche coinvolgendo come soggetti “pilota” le amministrazioni pubbliche che hanno manifestato i fabbisogni stessi;
CONSIDERATO che la predetta Commissione ha proceduto ad una valutazione comparativa di merito delle proposte dichiarate ammissibili mediante l’attribuzione a ciascuna di un punteggio sulla base dei criteri stabiliti dall’art. 6, comma 1 dell’Avviso;
VISTO il Decreto Direttoriale Interministeriale MIUR-MISE prot. MIUR 3304 del 24 ottobre 2014 con cui sono stati approvati gli esiti della valutazione compiuta dalla predetta Commissione sulle Manifestazioni di interesse ammissibili. In particolare, 42 Manifestazioni di Interesse risultano idonee ai fini dell’allocazione delle risorse finanziarie del PAC;
VISTO l’art. 1, comma 3 del predetto Decreto prot. 3304 che prevede l’adozione di un apposito provvedimento per la ripartizione, tra i due Ministeri, delle predette 42 Manifestazioni, ai fini dell’indizione della fase di domanda pubblica ex art. 7 dell’Avviso e della successiva attivazione da parte dei Ministeri in qualità di stazioni appaltanti, delle procedure di Appalto Pre-Commerciale – nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, secondo l’ordine di posizionamento in graduatoria – per quei fabbisogni di innovazione per i quali, a seguito delle procedure di dialogo tecnico, emerga l’impossibilità di reperire soluzioni di stato dell’arte;
RITENUTO pertanto di dover procedere alla predetta ripartizione delle Manifestazioni di Interesse approvate tra i Ministeri ai fini dell’indizione della fase di domanda pubblica ex art. 7 dell’Avviso;
1. Le 42 Manifestazioni di Interesse, risultate idonee ai fini dell’allocazione delle risorse finanziarie del PAC con D.D. prot. MIUR 3304 del 24 ottobre 2014, sono ripartite tra i due Ministeri come da tabelle allegate al presente Decreto (Allegato 1 – Tabelle di ripartizione MIUR e MISE), parte integrante e sostanziale dello stesso.
2. A seguito di tale ripartizione entrambi i Ministeri, per le Manifestazioni assegnate, dovranno dare seguito alla indizione della fase di domanda pubblica di cui all‘art. 7 dell’Avviso.
3. Il presente Decreto e il relativo allegato saranno pubblicati sui siti internet del MIUR e del MISE nonché sul sito del Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività ” 2007-2013 (PON “R&C”).
f.to Dott. Vincenzo DI FELICE IL DIRETTORE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE
Decreto Ministeriale 29 dicembre 2014 n. 975
in Gazzetta Ufficiale 2 marzo 2015, n. 50
VISTO il Cap. 1694 dello stato di previsione della spesa di questo Ministero per l’esercizio finanziario 2014 destinato al funzionamento delle Università e dei Consorzi Interuniversitari;
VISTO il D.M. n. 815 del 4 novembre 2014 relativo ai criteri per la ripartizione del fondo di finanziamento ordinario delle università per l’anno 2014, registrato alla Corte dei Conti il 4 dicembre 2014, foglio 5343;
VISTO in particolare l’art. 6 del predetto D.M. n. 815 del 4 novembre 2014 con il quale vengono destinati € 5.000.000 per la prosecuzione del programma denominato “Programma per giovani ricercatori “Rita Levi Montalcini” a favore di giovani studiosi ed esperti italiani e stranieri, in possesso di titolo di dottore di ricerca o equivalente da non più di 6 anni e impegnati stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio, finalizzato alla realizzazione di programmi di ricerca autonomamente proposti presso Università italiane, attraverso la stipula di contratti ai sensi dell’art. 24, comma 3, lettera b), legge 30 dicembre 2010, n. 240, sulla base di criteri e modalità stabiliti con decreto del Ministro;
CONSIDERATO che con il termine “stabilmente” si fa riferimento ad un impegno attivo, possibilmente continuativo di almeno 30 mesi nell’arco del triennio;
VISTI i pareri dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, e del Consiglio universitario nazionale, limitatamente alle disposizioni relative al reclutamento di giovani ricercatori del “Programma per giovani ricercatori “Rita Levi Montalcini” attuative del predetto art. 29, comma 7, della legge n. 240 del 2010;
RITENUTA la necessità di dettare disposizioni in merito alle modalità di presentazione delle domande, alla selezione delle proposte ed alla erogazione delle risorse a disposizione ai sensi dell’art. 6 del predetto D.M. n. 815 del 4 novembre 2014;
Il programma per il reclutamento di giovani ricercatori a tempo determinato di cui all’art. 6 del D.M. n. 815 del 4 novembre 2014, si rivolge a studiosi di ogni nazionalità, in possesso del titolo di dottore di ricerca o equivalente conseguito successivamente al 31 ottobre 2008 e che risultino continuativamente e stabilmente impegnati all’estero da almeno un triennio in attività didattica o di ricerca presso qualificate istituzioni universitarie o di ricerca. I servizi prestati all’estero in ragione di borse di studio o di finanziamenti ottenuti in Italia non sono computabili ai fini della maturazione del triennio di attività di ricerca o di didattica svolto all’estero. Nel corso del triennio di servizio all’estero, gli studiosi non devono aver ricoperto alcuna posizione (ricercatori a tempo determinato che hanno svolto prolungati periodi di ricerca e/o didattica all’estero, assegnisti, contrattisti, dottorandi anche iscritti a corsi di dottorato in co-tutela con università e centri di ricerca stranieri, titolari di borse di studio) presso enti/istituzioni universitarie e non, nel territorio dello Stato Italiano. Gli studiosi dovranno aver conseguito il titolo di dottore di ricerca o titolo equivalente entro il 31 ottobre 2011, in modo che nel triennio siano comprese attività didattiche e/o di ricerca post-dottorale non finalizzate al solo conseguimento del dottorato di ricerca o titolo equivalente.
A valere sulle disponibilità di cui all’art.6 del D.M. n. 815 del 4 novembre 2014, vengono banditi 24 posti da ricercatore a tempo determinato ai sensi dell’articolo 24, comma 3, lettera b) della legge 30 dicembre 2010, n. 240.
– il curriculum vitae dell’interessato;
– l’elenco delle pubblicazioni scientifiche e allegata una pubblicazione realizzata nell’ultimo triennio;
– l’autocertificazione di stabile permanenza all’estero, con impegno in attività didattiche o di ricerca, da almeno un triennio alla data di scadenza delle domande e con interruzioni massime complessive di non oltre sei mesi;
– il programma di ricerca, che dovrà specificare: il contesto in cui la ricerca si inserisce, la metodologia prevista, i risultati che si intendono conseguire e l’articolazione in fasi; i costi della ricerca che dovranno essere direttamente correlati all’attività dello studioso nella sede di svolgimento del contratto;
– il nominativo e l’indirizzo di posta elettronica di due esperti stranieri ai quali verranno richieste due lettere di presentazione confidenziali;
– l’indicazione, in ordine di preferenza, di cinque università statali tra quelle che hanno dichiarato la propria disponibilità ad accogliere ricercatori del presente bando, ivi compresi gli istituti ad ordinamento speciale, presso le quali il candidato intende svolgere l’attività di ricerca. L’elenco delle sedi è portato a conoscenza del Comitato di cui all’art. 4 una volta completata la graduatoria finale di merito.
Queste ultime, entro 45 giorni, devono inviare al Ministero la delibera del Consiglio di Amministrazione contenente l’impegno alla stipula del contratto ai sensi dell’articolo 24, comma 3) lettera b) della legge 240 del 2010 e l’attestazione dell’impegno del Dipartimento a fornire adeguate strutture di accoglienza e di supporto, ovvero la dichiarazione che non intendono accogliere la richiesta.
Non oltre 90 giorni prima della scadenza di ciascun anno di durata del contratto il ricercatore presenta al Dipartimento dell’università presso cui svolge la propria attività una dettagliata relazione sull’attività di ricerca svolta nel periodo di riferimento e, al termine della durata complessiva del contratto, una relazione finale. La predetta relazione finale, unitamente al parere espresso dal dipartimento, è trasmessa al Ministero entro 30 giorni. Al termine del contratto il dipartimento è inoltre tenuto a presentare al Ministero il rendiconto finanziario del progetto.
Inoltre, ai sensi di quanto previsto dall’art. 24, comma 5, della legge n. 240 del 2010, nell’ambito delle risorse disponibili per la programmazione, l’università valuta il titolare del contratto stesso che abbia conseguito l’abilitazione scientifica di cui all’articolo 16 della legge 240 del 2010, ai fini della chiamata nel ruolo di professore associato, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera e), della medesima legge. In caso di esito positivo della valutazione, il titolare del contratto, alla scadenza dello stesso, può essere inquadrato nel ruolo dei professori associati. La valutazione si svolge in conformità agli standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale individuati con apposito regolamento di ateneo nell’ambito dei criteri fissati con decreto del Ministro.
Registrato alla Corte del Conti il 10/02/2015 – Foglio n.536
Decreto Ministeriale 29 dicembre 2014, n. 976
VISTO il decreto-legge 9 maggio 2003 n. 105, convertito dalla legge 11 luglio 2003 n. 170, nel seguito denominata legge, con la quale è stato istituito il “fondo per il sostegno dei giovani e favorire la mobilità degli studenti”, di seguito denominato FGMS, da ripartire tra gli Atenei in base a criteri e modalità determinati con decreto del Ministro, sentiti la CRUI e il CNSU per il perseguimento dei seguenti obiettivi indicati all’art. 1, c. 1, lett. a), b), c), d), e):
“sostegno alla mobilità internazionale degli studenti, anche nell’ambito del programma di mobilità dell’Unione europea Socrates-Erasmus, mediante l’erogazione di borse di studio integrative”;
“assegnazione agli studenti capaci e meritevoli, iscritti ai corsi di laurea (magistrale), delle scuole di specializzazione per le professioni forensi, … e ai corsi di dottorato di ricerca, di assegni per l’incentivazione delle attività di tutorato di cui all’articolo 13 della legge 19 novembre 1990, n. 341, nonché per le attività didattico-integrative, propedeutiche e di recupero”;
“promozione di corsi di dottorato di ricerca, inseriti in reti nazionali ed internazionali di collaborazione interuniversitaria, coerenti con le linee strategiche del Programma nazionale per la ricerca (PNR) di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204”;
“finanziamento di assegni di ricerca di cui all’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449”;
“incentivazione per le iscrizioni a corsi di studio inerenti ad aree disciplinari di particolare interesse nazionale e comunitario”;
VISTO il decreto ministeriale 23 ottobre 2003, n. 198 e s.m.i., con il quale sono stati definiti criteri e modalità per la ripartizione del predetto fondo a decorrere dall’anno 2003;
VISTO il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, con il quale è stato approvato il regolamento concernente l’autonomia didattica degli atenei, in sostituzione del decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509;
VISTO l’art. 1-ter del decreto legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito nella legge 31 marzo 2005, n. 43, relativo alla programmazione triennale degli Atenei;
VISTO l’art. 2, commi 138-142, del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 e il d.p.r. 1 febbraio 2010, n. 76, relativi all’istituzione e ai compiti dell’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario (ANVUR);
VISTO l’art. 2, commi 122 e 123, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, relativi, in particolare, al finanziamento statale, rispettivamente, dell’Università degli studi di Trento e della Libera Università di Bolzano;
CONSIDERATO che in attuazione della predetta normativa gli importi assegnati alla Libera Università di Bolzano devono essere accantonati e resi indisponibili sui relativi capitoli del Bilancio dello Stato entro il termine dell’esercizio di competenza;
VISTO l’art. 60, c. 1, del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, il quale prevede, fra l’altro, che “a decorrere dall’esercizio finanziario 2014 i mezzi finanziari destinati dallo Stato .…. per le finalità di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 9 maggio 2003, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 2003, n. 170, concernente il FGMS… confluisce, per la quota di rispettiva competenza, calcolata sulla base delle assegnazioni relative al triennio 2010-2012, rispettivamente nel Fondo per il finanziamento ordinario delle università statali (cap. 1694) e nel contributo statale, erogato ai sensi della legge 29 luglio 1991, n. 243, alle università non statali legalmente riconosciute (cap. 1692)”;
RITENUTA la necessità, alla luce delle rilevanti modifiche del predetto quadro normativo, di rideterminare criteri e modalità per la ripartizione del FGMS a decorrere dall’esercizio finanziario 2014;
CONSIDERATO che è, allo stato, in corso di definizione il PNR in relazione al quale dovranno essere definiti i nuovi settori strategici della ricerca, nel cui ambito vanno individuati i dottorati di ricerca di cui alla lett c) della legge;
RITENUTO che il sostegno per gli assegni di ricerca di cui alla lett d) della legge debba essere individuato nell’ambito dei medesimi settori strategici per la ricerca del PNR;
RITENUTO altresì che in relazione alla ridotta entità delle risorse disponibili sia prioritario finalizzare le stesse al sostegno degli interventi di cui alle lett. a), b), ed e) della legge;
CONSIDERATO che, nelle more della definizione del PNR, le risorse per il dottorato e per gli assegni di ricerca possono essere comunque assicurate nell’ambito di quelle destinate per le borse di studio post laurea ai sensi dell’art. 1 della legge 30 novembre 1989, n. 389 e dell’art. 4, c. 3, della legge 3 luglio 1998, n. 210;
CONSIDERATO l’obiettivo strategico relativo al numero dei Laureati con un periodo di mobilità definito nel Comunicato Ministeriale di Lovanio (2009), con il quale i Ministri dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore si impegnano ad assicurare entro il 2020 che il 20% dei Laureati abbia avuto un’esperienza di mobilità internazionale durante gli studi;
VISTO il decreto ministeriale 4 novembre 2014, n. 815, con il quale sono stati definiti i criteri per la ripartizione del fondo per il finanziamento ordinario delle Università statali per il 2014 e in particolare l’art. 10, lett. c. 2, il quale prevede l’attribuzione del “l’importo di euro 65.185.469” per gli obiettivi di cui alle lettere a), b), e) della legge;
VISTO il decreto ministeriale 18 dicembre 2014, n. 906, con il quale sono stati definiti i criteri per la ripartizione del contributo statale, erogato ai sensi della legge 29 luglio 1991, n. 243, alle università non statali legalmente riconosciute per il 2014 e in particolare l’art. 4, punto 2 il quale prevede l’attribuzione di € 2.622.216 per gli obiettivi di cui alla lettere a) della legge;
SENTITI i pareri della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, in data 19 dicembre 2014 e del Consiglio universitario nazionale degli studenti universitari, in data 18 dicembre 2014;
(Mobilità internazionale degli studenti)
Per l’obiettivo di cui alla lett. a) della legge è destinato rispettivamente il 75% delle risorse del FGMS annualmente attribuibili alle Università statali e il 100% delle risorse del FGMS annualmente attribuibili alle Università non statali legalmente riconosciute. Le predette risorse sono ripartite tra le Università in base ai seguenti parametri:
a) Numero degli studenti regolari ai Corsi di tutti e tre i cicli, con l’esclusione degli immatricolati al primo anno delle Lauree di primo livello e delle Lauree Magistrali a Ciclo Unico (peso = 0,35).
b) CFU conseguiti all’estero nell’a.a. precedente dagli studenti iscritti entro la durata normale del corso di studi (peso 0,3).
c) Numero di laureati dell’anno solare precedente che hanno acquisito almeno 9 CFU all’estero (peso 0,3).
d) Numero di dottori di ricerca dell’ultimo ciclo concluso che hanno trascorso almeno 3 mesi all’estero (peso=0,05).
Nell’ambito di ciascuna assegnazione l’Ateneo procede all’incremento dell’importo mensile della borsa stabilito dal programma Erasmus plus o all’accensione di ulteriori borse di mobilità internazionale per attività formative finalizzate al conseguimento del Titolo, compresa la mobilità per dottorato di ricerca.
Per l’obiettivo di cui alla lett. b) della legge è destinato il 15% delle risorse del FGMS annualmente attribuibili alle Università statali. Le predette risorse sono ripartite in proporzione al costo standard definito in attuazione di cui all’art. 8 del d.leg.vo 29 marzo 2012, n. 49 relativo al totale degli studenti in corso nell’anno di riferimento che hanno ottenuto almeno 20 CFU.
Ciascun Ateneo eroga agli studenti capaci e meritevoli iscritti ai corsi di laurea magistrale o dottorato di ricerca assegni per l’incentivazione delle attività di tutorato, nonché per le attività didattico-integrative, propedeutiche e di recupero sulla base di criteri predeterminati dai competenti organi statutari. I predetti assegni sono cumulabili con la fruizione delle borse di studio di cui al d.leg.vo 29 marzo 2012, n. 68.
Per gli studenti iscritti ai corsi di laurea magistrale l’importo dell’assegno mensile, rapportato all’impegno richiesto allo studente non superiore a 400 ore per anno, non potrà superare il limite di 4.000 euro per anno.
(Aree disciplinari di particolare interesse comunitario e Piano lauree scientifiche)
Per l’obiettivo di cui alla lett. e) della legge è destinato il 10% delle risorse del FGMS annualmente attribuibili alle Università statali. Le predette risorse sono ripartite per la metà secondo quanto indicato ai successivi commi 2 e 3 e per la metà secondo quanto indicato ai successivi commi 4 e 5.
Al fine di sostenere le iscrizioni in classi di interesse nazionale o comunitario, le relative risorse sono attribuite in proporzione alla media tra il numero degli studenti iscritti al secondo anno che hanno acquisito almeno 30 CFU e il numero di laureati entro il primo anno oltre la durata normale del corso, nei corsi di laurea afferenti alle classi L-27 (Scienze e tecnologie chimiche); L-30 (Scienze e tecnologie fisiche); L-35 (Scienze matematiche); L-41 (Statistica), L-34 (Scienze Geologiche), L-8 (Ingegneria dell’informazione), L-9 (Ingegneria industriale), L-31 (Scienze e tecnologie informatiche), L-7 (Ingegneria civile e ambientale).
Ciascun Ateneo determina i criteri e le modalità di supporto ed incentivazione rivolte agli studenti, destinando il contributo assegnato a:
a) esonero totale o rimborso parziale delle tasse e dei contributi dovuti dagli studenti iscritti ai corsi di laurea delle classi di cui al comma 2, da un numero di anni non superiore alla durata normale del corso, tenendo conto dei requisiti di reddito e merito degli studenti stessi;
b) attribuzione di altre forme di sostegno agli studi, degli studenti di cui al punto a), incluso il sostegno ad attività di tirocinio da svolgersi in collaborazione con le imprese.
Per il sostegno del Piano nazionale lauree scientifiche 2014-2016, le relative risorse sono attribuite:
a) nella misura del 20% in proporzione al numero degli studenti iscritti al secondo anno che si sono immatricolati nell’anno precedente e che hanno acquisito almeno 30 CFU e al numero di laureati entro il primo anno oltre la durata normale del corso, nei corsi di laurea afferenti alle classi L-27 (Scienze e tecnologie chimiche); L-30 (Scienze e tecnologie fisiche); L-35 (Scienze matematiche); L-41 (Statistica), L-02 (Biotecnologie), L-13 (Scienze Biologiche), L-34 (Scienze Geologiche);
b) nella misura dell’80% sulla base di progetti, che contemplino il coinvolgimento attivo degli istituti scolastici e dei loro docenti e prevedano specifiche azioni finalizzate a:
azioni finalizzate a ridurre il tasso d’abbandono tra il primo e il secondo anno nel corso degli studi universitari attraverso l’innovazione di strumenti e metodologie didattiche;
Le risorse di cui al comma 4, lettera b) sono ripartite fra le Università in relazione alle proposte presentate (anche congiuntamente con altri Atenei)e valutate da un apposito Comitato tecnico scientifico “Piano lauree scientifiche”, nominato con provvedimento ministeriale e composto da professori universitari, rappresentanti ministeriali ed esperti di settore senza maggiori oneri per la finanza pubblica. La valutazione è effettuata sulla base dei seguenti criteri:
coerenza delle proposte con gli obiettivi di cui al medesimo comma 4, lett. b);
congruità tra obiettivi dichiarati e mezzi indicati, incluso l’eventuale cofinanziamento a carico dell’ateneo.
Le proposte degli Atenei sono presentate secondo modalità definite dal Ministero.
(Disposizioni finali e Utilizzo delle risorse)
Le disposizioni di cui al presente decreto si intendono riferite al triennio 2014-2016 e sono comunque confermate anche per gli anni successivi fino all’emanazione del decreto di modifica delle medesime.
L’ammontare delle risorse complessive del FGMS, da destinare per gli interventi di cui agli artt. 1, 2 e 3 del presente decreto, è stabilito annualmente nell’ambito dei decreti ministeriali che fissano i criteri per la ripartizione rispettivamente del Fondo per il finanziamento ordinario delle università statali e del contributo statale, erogato ai sensi della legge 29 luglio 1991, n. 243, alle università non statali legalmente riconosciute.
In considerazione delle specifiche modalità del finanziamento statale ai sensi dell’art. 2, c. 123, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, l’importo relativo alla Libera Università di Bolzano per l’anno 2014 è attribuito in proporzione alla quota assegnata nel 2013 per la medesima finalità di cui all’art. 1 del presente decreto.
Le risorse di cui all’articolo 1, assegnate agli Atenei ed eventualmente non utilizzate entro i due anni successivi a quello di riferimento, saranno recuperate sull’assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario delle università statali, ovvero del contributo statale, erogato ai sensi della legge n. 243/1991, alle università non statali legalmente riconosciute per l’anno seguente.
Le risorse di cui agli articoli 2 e 3 assegnate agli Atenei ed eventualmente non utilizzate entro l’anno successivo a quello di riferimento saranno recuperate sull’assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario per l’anno seguente.
(Trasmesso alla Corte dei Conti e all’ufficio Centrale di bilancio in data 29 dicembre 2014)
VISTO il DD 254/Ric. del 18 maggio 2011 relativo all’Avviso per il potenziamento delle strutture e delle dotazioni scientifiche e tecnologiche delle Università, degli Enti Pubblici di Ricerca e degli Organismi di Ricerca delle Regioni della Convergenza (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia);
TENUTO CONTO della manifesta esigenza di molti soggetti attuatori di ottenere una proroga del termini di conclusione delle attività progettuali, tenuto conto delle difficoltà oggettive evidenziate per garantirne la completa realizzazione, quali: Attuale fase di passaggio alla contabilità economico-patrimoniale degli Atenei da concludersi entro il 31 dicembre 2014; difficoltose procedure di acquisto delle attrezzature e di ristrutturazione edilizia tramite appalti ad evidenza pubblica ( molte delle quali di tipo europeo); passaggio al regime di bilancio unico di Ateneo 2014;
VISTA altresì la richiesta negli stessi termini formulata dalla CRUI in data 9 dicembre 2014, prot. n. 1225/P/gl;
CONSIDERATO che attualmente il termine previsto dal bando richiamato è fissato al 31 dicembre 2014;
ACQUISITO l’avviso positivo con nota n. 30551 del 24 dicembre 2014 dell’Ufficio VII della ex DGCSR -‘Autorità di Gestione del PON “Ricerca e Competitività 2007/2013” in ordine alla legittimità del presente atto, anche tenuto conto dell’esito positivo dell’Audit della Corte dei Conti Europea pervenuto in data 18 dicembre 2014;
CONSIDERATI i termini di eleggibilità della spesa previsti per il PON Ricerca e Competitività 2007-2013;
CONSIDERATA l’esigenza di provvedere alla proroga del termine fissato nel richiamato DD n. 254/Ric. del 18 maggio 2011 al fine di consentire agli atenei di portare a termine le procedure amministrative e garantire la completa attuazione delle attività progettuali;
Al fine di consentire il più completo utilizzo delle risorse comunitarie all’uopo destinate, il termine per la conclusione delle attività progettuali, di cui all’articolo 4, comma 4, dei Decreto Direttoriale del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca n. 254/Ric. del 18 maggio 2011 è prorogato al 30 maggio 2015. Conseguentemente i termini per la presentazione delle rendicontazioni finali di spesa sono prorogati al 31 luglio 2015.
VISTO il Decreto-Legge 16 maggio 2008, n. 85 recante: “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell’articolo 1, commi 376 e 377, della Legge 24 dicembre 2007, n. 244”, pubblicato nella G.U. n. 114 del 16 maggio 2008, convertito con modificazioni nella legge 14 luglio 2008, n. 121 pubblicata nella G.U. n. 164 del 15 luglio 2008;
VISTO il Decreto Legislativo del 27 luglio 1999, n. 297: “Riordino della disciplina e snellimento delle procedure per il sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione delle tecnologie, per la mobilità dei ricercatori”, e in particolare gli articoli 5 e 7 che prevedono l’istituzione di un Comitato, per gli adempimenti ivi previsti, e l’istituzione del Fondo Agevolazioni alla Ricerca (F.A.R.);
VISTO il Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n. 593, recante: “Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal Decreto Legislativo del 27 luglio 1999, n.297” e ss.mm.ii., tra cui in specie il D.M. del 6 dicembre 2005, n. 3245/Ric. ed il D.M. del 2 gennaio 2008, prot. GAB./4 Adeguamento delle disposizioni del DM 593/2000 alla Disciplina Comunitaria sugli Aiuti di Stato alla Ricerca, Sviluppo ed Innovazione di cui alla Comunicazione 2006/C 323/01;
VISTO l’articolo 13 del Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n. 593 che disciplina gli interventi relativi a specifiche iniziative di programmazione;
VISTO il Decreto Ministeriale n. 860/Ric. del 18 dicembre 2000 di nomina del Comitato, così come previsto dall’articolo 7 del predetto Decreto Legislativo n. 297, e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze n. 90402 del 10 ottobre 2003 d’intesa con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca “Criteri e modalità di concessione delle agevolazioni previste dagli interventi a valere sul Fondo per le agevolazioni alla Ricerca (F.A.R.), registrato alla Corte dei Conti il 30 ottobre 2003 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 novembre 2003, n.274;
VISTO l’Accordo di Programma Quadro “Sviluppo Locale” stipulato tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero delle Attività Produttive e la Regione Liguria in data 9 maggio 2006, integrato dall’Intesa Istituzionale di Programma del 18 dicembre 2008, sottoscritto dal MISE, MIUR e Regione Liguria, che prevede la realizzazione di un nuovo intervento denominato “Distretto ligure per le tecnologie marine” per risorse a carico del MIUR L.297/99 Art. 13 pari a 21 milioni di euro, e dal I Atto Integrativo sottoscritto in data 14 febbraio 2012 per ulteriori risorse a carico del MIUR L.297/99 Art. 13 pari a 35 milioni di euro, per complessive risorse a carico del MIUR L.297/99 Art. 13 pari a 56 milioni di euro;
VISTO il Decreto di ripartizione del F.A.R. relativo all’anno 2012, D.D. n. 435 del 13/03/2013, e il successivo decreto di modifica D.D. n. 2298 del 21/11/2013;
VISTO il Decreto Direttoriale n. 1312 del 08/07/2013, registrato alla Corte dei Conti in data 24/09/2013, con il quale si è disposto il riconoscimento della maggiorazione spettante ai sensi dell’art. 2, comma 4 del DM 4/2008 in relazione al requisito di collaborazione effettiva con Università e tra Grande Impresa e PMI e, contestualmente si è proceduto alla rettifica delle agevolazioni disposte con Decreto Direttoriale n. 1003/Ric. del 28/12/2012;
ACQUISITI gli esiti istruttori con i quali l’Esperto Tecnico Scientifico con comunicazione e-mail del 17/07/2014, prot. MIUR del 17/07/214, n. 17272, confermava la permanenza della validità tecnico-scientifica del progetto alla luce della variazione proposta e sopra menzionata;
ACQUISITI gli esiti istruttori con i quali l’Istituto Convenzionato, con nota del 26/06/2014, prot. MIUR del 30/06/2014, n. 14879, confermava la permanenza della validità tecnico-scientifica del progetto alla luce della variazione proposta e sopra menzionata e, contestualmente, specificava che, visto che la nota 16, paragrafo 6 di cui alle “Note per la redazione della documentazione” del D.M. 593/2000, allo stato, non sarebbe applicabile ai soggetti consorziati dei soci del Distretto, sarebbe stato necessario, da parte del Consorzio Tecnomar, socio del DLTM, un apporto finanziario pari ad Euro 1.560.000;
CONSIDERATA la nota del 15/07/2014, prot. MIUR del 28/07/2014, n. 18297, con la quale il DLTM richiedeva all’Amministrazione indicazioni in merito alle modalità di rendicontazione dei costi sostenuti dalle Piccole e Medie Imprese consorziate nel Consorzio Tecnomar, fornendo, al contempo due possibili e alternative modalità di rendicontazione da parte delle predette PMI;
VISTA la nota MIUR del 05/09/2014, prot. n. 19400 con la quale l’Amministrazione, in riscontro alla sopra menzionata missiva, comunicava al Distretto che, a valle delle verifiche effettuate circa l’applicabilità delle modalità di rendicontazione proposte, autorizzava il DLTM all’applicazione della nota 16, par. 6 di cui alle “Note per la redazione della documentazione” del D.M. 593/2000, al Consorzio Tecnomar Liguria.
VISTA la nota MIUR del 25/09/2014, prot. n. 21038, con la quale l’Amministrazione, alla luce della sopra citata nota di autorizzazione richiedeva all’Istituto Convenzionato di effettuare un ulteriore supplemento istruttorio;
ACQUISITI gli esiti istruttori con i quali l’Istituto Convenzionato, con nota del 23/10/2014, prot. MIUR del 27/10/2014, n. 24320, confermava la permanenza della validità tecnico-scientifica del progetto;
VISTO l’art. 11, comma 3, del Decreto Ministeriale n. 115 del 19 febbraio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in data 27 maggio 2013, recante le “Modalita’ di utilizzo e gestione del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST). Disposizioni procedurali per la concessione delle agevolazioni a valere sulle relative risorse finanziarie, a norma degli articoli 60, 61, 62 e 63 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134“;
VISTO il Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013 recante “Riordino della disciplina riguardante gli
obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;
VISTO il D.P.C.M. dell’11 febbraio 2014, n.98, “Regolamento di organizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”, entrato in vigore il 29 luglio 2014 e la conseguente decadenza degli incarichi di livello dirigenziale generale;
lunedì 3 Novembre 2014 Edscuola
VISTO il Decreto Legislativo del 27 luglio 1999, n. 297: “Riordino della disciplina e snellimento delle procedure per il sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione delle tecnologie, per la mobilità dei ricercatori”, e in particolare gli articoli 5 e 7 che prevedono l’istituzione di un Comitato, per gli adempimenti ivi previsti, e l’istituzione del Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca (F.A.R.);
VISTO il Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n. 593, recante: “Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal Decreto Legislativo del 27 luglio 1999, n.297” e, in particolare, l’articolo 13 che disciplina gli interventi relativi a specifiche iniziative di programmazione;
VISTO il Decreto Ministeriale 2 gennaio 2008, Prot. GAB./4 recante: «Adeguamento delle disposizioni del Decreto Ministeriale 8 agosto 2000 n. 593 (“Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal D.Lgs. 27 luglio 1999, n. 297”) alla Disciplina Comunitaria sugli Aiuti di Stato alla Ricerca, Sviluppo ed Innovazione di cui alla Comunicazione 2006/C 323/01» registrato alla Corte dei Conti il 16 aprile 2008 Reg. n. 1 foglio n. 388, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 22 maggio 2008 unitamente alla Nota esplicativa relativa al Decreto stesso;
VISTO l’Accordo di Programma Quadro “Distretto Tecnologico per i Sistemi Intelligenti Integrati” stipulato tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e la regione Liguria in data 28 settembre 2005 che prevede complessive risorse a carico del MIUR L.297/99 Art. 13 per la realizzazione dell’intervento denominato “Ricerca Industriale nell’ambito del Distretto Tecnologico per i Sistemi Intelligenti Integrati” pari a 25 milioni di euro;
VISTA la domanda DM62554, dal titolo “START-ECO – Soluzioni e Tecnologie Avanzate per Reti di Telecomunicazioni ECOsostenibili” presentata da SIIT S.C.p.A., nell’ambito del Distretto Tecnologico per i Sistemi Intelligenti Integrati, ai sensi dell’art. 13 del D.M. 8 agosto 2000, n.593;
EFFETTUATE ai sensi dell’art. 5 del D.M.593 dell’8 agosto 2000 le previste attività istruttorie;
ACQUISITI gli esiti istruttori dell’esperto scientifico e dell’istituto convenzionato;
VISTOl’art. 11, comma 3, del Decreto Ministeriale n. 115 del 19 febbraio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in data 27 maggio 2013, recante le “Modalità di utilizzo e gestione del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST). Disposizioni procedurali per la concessione delle agevolazioni a valere sulle relative risorse finanziarie, a norma degli articoli 60, 61, 62 e 63 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134“;
VISTO le disponibilità del Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca (F.A.R.) relative agli anni 2006 e precedenti di cui al D.D. n. 2298 del 6/11/2006;
VISTO il D.D. prot. n. 435 del 13 marzo 2013 di ripartizione delle risorse relative al fondo F.A.R. per l’anno 2012;
VISTO il D.D. prot. n. 2298 del 21 novembre 2013 di incremento delle risorse relative al fondo F.A.R. per l’anno 2012;
CONSIDERATO he per il progetto proposto per il finanziamento esiste o è in corso di acquisizione la certificazione di cui al Decreto Legislativo del 6 settembre 2011, n. 159;
VISTOil Decreto Legislativo n. 165 del 30 marzo 2001 recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni Pubbliche e successive modifiche e integrazioni;
VISTOil Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013 recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;
RITENUTAla necessità di adottare, per il suddetto progetto ammissibile al finanziamento e nei limiti delle disponibilità finanziarie, il relativo provvedimento ministeriale stabilendo forme, misure, modalità e condizioni del finanziamento;
Il progetto di ricerca DM62554 dal titolo “START-ECO – Soluzioni e Tecnologie Avanzate per Reti di Telecomunicazioni ECOsostenibili” presentato da SIIT S.C.p.A., ai sensi dell’articolo 13 del D.M. 8 agosto 2000, n.593, è ammesso agli interventi previsti dalla normativa citate in premessa, nelle forme, misure, modalità e condizioni indicate, per ciascuno, nelle schede allegate al presente decreto di cui costituiscono parte integrante.
I Codici Unici di Progetto (CUP), di cui all’art. 11 della Legge del 16 gennaio 2003 n. 3, riferiti ai soggetti beneficiari, sono riportati nell’elenco allegato al presente decreto.
Gli interventi di cui al precedente articolo 1 sono subordinati all’acquisizione della certificazione antimafia ai sensi del Decreto Legislativo del 6 settembre 2011, n. 159.
Ai sensi del comma 35 dell’articolo 5 del D.M. 8 agosto 2000, n. 593 è data facoltà al soggetto proponente di richiedere una anticipazione per un importo pari al 30% dell’intervento concesso. Ove detta anticipazione sia concessa a soggetti privati la stessa dovrà essere garantita da fidejussione bancaria o polizza assicurativa di pari importo.
La durata del progetto potrà essere maggiorata fino a 12 mesi per compensare eventuali slittamenti temporali nell’esecuzione delle attività poste in essere dal contratto.
Le risorse necessarie per l’intervento di cui all’articolo 1 del presente decreto sono determinate complessivamente in euro 1.795.860,00 nella forma di contributo nella spesa e graveranno sulle apposite disponibilità del F.A.R. relative all’anno 2006 e precedenti, con particolare riferimento alle risorse destinate a specifiche iniziative di programmazione.
martedì 28 Ottobre 2014 Edscuola
Agli Istituti Convenzionati
Agli Esperti scientifici
Ai soggetti beneficiari dei progetti PON R&C
e p.c. All’Unità di controllo I Livello (UNICO)
Oggetto: Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività” (PON “R&C”) 2007-2013 – Fondo per le agevolazioni alla Ricerca (F.A.R.)
Circolare sulla verifica del requisito della stabile sede e organizzazione
La presente circolare, che annulla e sostituisce le note MIUR Prot. 3413 del 14 febbraio 2014 e Prot. 4880 del 3 Marzo 2014, intende fornire un chiarimento in ordine alle problematiche connesse alla verifica del possesso del requisito della “stabile sede e organizzazione” da parte dei Soggetti Beneficiari, sia pubblici che privati, dei progetti a valere sul PON R&C 2007-2013 e sul FAR. In particolare, al fine di garantire l’uniformità delle verifiche, si è evidenziata la necessità di precisare le modalità operative delle stesse alla luce delle disposizioni normative e regolamentari vigenti.
Nel rispetto del D.M. 593/2000 e ss.mm.ii, il Soggetto Beneficiario è tenuto a dimostrare l’esistenza in Area convergenza di un laboratorio strutturato, ovvero di una stabile struttura dotata di attrezzature specifiche e personale di ricerca adeguatamente qualificato, per l’esecuzione delle attività di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale e/o formazione. Ai sensi della richiamata normativa ministeriale detto personale di ricerca deve avere stabile sede presso il laboratorio.
A tal proposito, si rende necessario ridefinire sul piano interpretativo l’inquadramento delle nuove forme contrattuali introdotte dalla legislazione successiva, nell’ambito del personale che concorre al rispetto della condizione di “stabile organizzazione”. Le figure professionali diverse dal personale dipendente in possesso di altre tipologie contrattuali, oltre ad essere ricomprese tra il “personale avente sede stabile di lavoro presso un laboratorio”, possono concorrere al rispetto della condizione di “stabile organizzazione”. Tale inclusione è determinata dalla considerazione che a tali forme contrattuali sono state conferite nel tempo sempre maggiori caratteristiche di stabilità e continuità tipiche del lavoro subordinato.
Sarà cura del Soggetto beneficiario fornire tutti gli elementi utili e necessari a dimostrare in sede di verifica da parte dei competenti organi di controllo che il personale con tipologie contrattuali non direttamente previste dalla norma presentano le caratteristiche che rientrano nella logica della stabile organizzazione.
Tutto ciò premesso, la verifica del rispetto delle predette caratteristiche di stabilità e adeguatezza della sede e organizzazione deve essere effettuata a cura dell’Istituto Convenzionato e dell’Esperto Tecnico Scientifico.
In particolare, l’Istituto Convenzionato deve verificare i requisiti contrattuali in merito all’esistenza delle strutture e del personale della predetta sede. A tal fine, l’Istituto Convenzionato deve considerare il mantenimento per almeno 5 anni oltre la conclusione del progetto, sia dei requisiti contrattuali in merito all’esistenza delle strutture attraverso ogni atto formale che abbia valore legale (titolo di proprietà, contratto di affitto registrato, contratto di comodato d’uso registrato o convenzione) idoneo a comprovare la disponibilità (a titolo oneroso o gratuito) da parte del Soggetto Beneficiario di una sede operativa in area convergenza, sia della validità contrattuale del personale avente sede stabile presso il laboratorio.
L’Esperto Scientifico deve verificare l’adeguatezza e la funzionalità della sede e del personale allo svolgimento delle attività di ricerca e formazione previste e al conseguimento dei relativi obiettivi.
Si precisa inoltre che, alla luce di quanto sopra determinato, le precedenti verifiche svolte dall’Istituto Convenzionato e dall’Esperto Tecnico Scientifico che abbiano avuto una valutazione negativa, alla luce di tale circolare, potranno essere riesaminate.
Ai sensi della richiamata normativa ministeriale, un altro requisito fondamentale per determinare l’aspetto qualitativo del progetto, è che il personale di ricerca avente stabile sede presso il laboratorio rappresenti la quota prevalente del numero di ore lavorate dai ricercatori globalmente impegnati in loco nell’attività stessa.
A tal proposito si precisa che, possono essere ricompresi nel calcolo del numero di ore svolte dal personale che contribuisce alla “stabile organizzazione”, anche il personale assunto con tipologie di contratto di lavoro diverse da quella a tempo indeterminato o determinato, laddove, presentino una durata tale da conferire carattere di continuità al rapporto di lavoro.
La verifica di tale requisito spetta all’Unità di Controllo di I livello (UniCo) che, a conclusione delle attività progettuali, deve accertare che il personale di ricerca abbia avuto stabile sede presso il laboratorio per un periodo almeno pari alla durata del progetto e che rappresenti la quota prevalente del numero di ore lavorate dal personale impegnato in loco nelle attività progettuali. Nel caso in cui, in sede di verifica di rendicontazione finale del progetto da parte dell’organo di controllo, risultasse un’eccedenza di ore di attività svolte da personale non avente i requisiti di cui sopra, i relativi costi non saranno ritenuti ammissibili tra i costi del personale.
Fermo restando quanto già previsto dalla normativa di riferimento, la predetta circolare attribuisce carattere di generalità alle indicazioni descritte e stabilisce che la “stabile sede e organizzazione” deve caratterizzarsi per i seguenti elementi:
– disponibilità da parte del soggetto beneficiario di un immobile in area convergenza;
– dotazione dei necessari impianti e attrezzature;
– personale regolarmente assunto e/o trasferito e personale inquadrato nelle forme contrattuali aventi le caratteristiche sopra descritte;
– numero di ore del personale, di cui al punto precedente, superiore al numero di ore del personale inquadrato con forme contrattuali non aventi caratteristiche di continuità;
– esistenza e consistenza delle strutture e del personale dichiarato nel progetto e comunque funzionali allo svolgimento delle attività di ricerca e formazione previste e al conseguimento dei relativi obiettivi;
– impegno dell’azienda a garantire la continuità operativa per un periodo di almeno 5 anni successivi alla conclusione del progetto in esame.
Infine, è nella facoltà dei Soggetti Beneficiari che hanno una particolare configurazione organizzativa che non è direttamente inquadrabile in quella richiesta dalla norma, ma è riconducibile ad una logica di “stabile organizzazione” proiettata in un contesto innovativo, rappresentare, in sede di verifica da parte degli organi di controllo preposti, i processi organizzativi, sia in termini di risorse che in termini di struttura, messi in atto al fine di realizzare gli obiettivi progettuali e produrre tutta la documentazione idonea a dimostrare che gli stessi rientrano nella logica della stabile organizzazione così come configurata dalla normativa di riferimento. La valutazione di tali casi specifici è demandata al Miur.
VISTO l’articolo 19, comma 1, lettera f), del D. Lgs.12 aprile 2006, n. 163 e ss.mm.ii, che esclude dal proprio campo di applicazione i contratti pubblici concernenti “servizi di ricerca e sviluppo diversi da quelli i cui risultati appartengono esclusivamente alla stazione appaltante, perché li usi nell’esercizio della sua attività, a condizione che la prestazione del servizio sia interamente retribuita da tale amministrazione”;
VISTA la delibera CIPE 3 agosto 2012, n. 96/2012, relativa all’assegnazione delle risorse finanziarie provenienti dalla riduzione del cofinanziamento nazionale (Fondo di rotazione ex legge n. 183/1987) dei Programmi Operativi Nazionali e Regionali della Programmazione unitaria previsti anche in relazione al programma di intervento “Piano di Azione Coesione” (PAC);
VISTO il secondo aggiornamento del PAC, di cui il CIPE ha preso atto con la predetta delibera e con il quale è promossa una nuova azione di sostegno all’innovazione attraverso la domanda pubblica, prevedendo, relativamente alle quattro regioni Convergenza, interventi per l’acquisto da parte dei soggetti pubblici, tramite gli appalti pre-commerciali, di beni e servizi innovativi per fornire alla collettività servizi pubblici di elevata qualità, e allocando a tal fine risorse pari a 150 milioni di euro, di cui 100 milioni messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e 50 milioni dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE);
VISTO il D.D. 1253 del 27 giugno 2013, con il quale si è proceduto a prorogare il termine di presentazione delle Manifestazioni di interesse, di cui all’art. 8 c. 1 dell’Avviso;
CONSIDERATO che in risposta all’Avviso, entro il termine di scadenza indicato, sono pervenute tramite il sistema telematico SIRIO n. 199 Manifestazioni di interesse;
CONSIDERATO che le predette 199 Manifestazioni di interesse sono state preventivamente assoggettate ad una valutazione di ammissibilità, ai sensi dell’art. 5 dell’Avviso;
VISTO l’esito della verifica di ammissibilità condotta sulle Manifestazioni presentate, ai sensi del predetto art. 5 dell’Avviso, di cui al Decreto Direttoriale Interministeriale MIUR-MISE prot. MISE 1128 del 14 aprile 2014;
CONSIDERATO che la predetta Commissione ha proceduto ad una valutazione comparativa di merito delle proposte dichiarate ammissibili mediante l’attribuzione a ciascuna di un punteggio sulla base dei criteri stabiliti dall’art. 6, comma1, dell’Avviso;
VISTA la nota Prot. MIUR n. 15416 del 3 luglio 2014 con cui la Commissione ha trasmesso ai Responsabili del Procedimento tutti gli atti prodotti recanti gli esiti dell’attività valutativa compiuta;
VISTO il D.P.C.M. dell’11 febbraio 2014, n. 98, “Regolamento di organizzazione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca“, entrato in vigore il 29 luglio 2014 e la conseguente designazione dei nuovi incarichi di livello dirigenziale generale;
RITENUTO necessario procedere all’approvazione, con apposito Decreto, degli esiti della valutazione rilasciati e contenuti nella tabella ricognitiva complessiva (Allegato 1 – Tabella ricognitiva complessiva degli esiti della valutazione compiuta dalla Commissione);
1. Sono approvati gli esiti della valutazione compiuta dalla Commissione sulle Manifestazioni di Interesse relative all’Avviso 437 del 13 marzo 2013 contenuti nella tabella ricognitiva complessiva allegata al presente Decreto (Allegato 1 – Tabella ricognitiva complessiva degli esiti della valutazione compiuta dalla Commissione), parte integrante e sostanziale dello stesso.
2. Della suddetta tabella, ai sensi dell’art. 6, comma 4 del predetto Avviso, vanno considerate, ai fini dell’allocazione delle risorse finanziarie del PAC, le prime 42 Manifestazioni di Interesse poiché hanno conseguito un punteggio complessivo di almeno 60 punti sui 100 conseguibili, di cui obbligatoriamente almeno 15 per il criterio n.1, almeno 20 per il criterio n. 2 e almeno 20 punti per il criterio n. 3, con costi rideterminati dalla richiamata Commissione di valutazione.
3. Con successivo provvedimento si procederà alla ripartizione, tra i due Ministeri, delle 42 Manifestazioni di Interesse, di cui al precedente comma 2, ai fini dell’indizione della fase di domanda pubblica ex art. 7 dell’Avviso.
2. Il presente decreto e il relativo allegato saranno pubblicati sui siti internet del MIUR e del MISE nonché sul sito del Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività” 2007-2013 (PON “R&C”), alla Sezione dedicata al PAC.
(dott. Vincenzo DI FELICE) IL DIRETTORE GENERALE PER GLI INCENTIVI ALLE IMPRESE
Allegato 1 – Graduatorie
lunedì 13 Ottobre 2014 Edscuola
VISTO il decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca dell’8 febbraio 2008 n° 44 “Regolamento concernente criteri e modalità per la concessione di contributi per il funzionamento degli enti privati che svolgono attività di ricerca”;
VISTO, in particolare l’art. 1 del predetto decreto ministeriale 8 febbraio 2008 n° 44 che prevede l’emanazione di un bando per la selezione dei soggetti da inserire in un apposito elenco avente efficacia triennale;
VISTA la disponibilità del capitolo 1679 prevista a tali fini dalla LEGGE 27 dicembre 2013, n. 148 (legge di bilancio 2014) , pari a euro 4.505.000 per l’anno 2014, a euro 4.250.000 per l’anno 2015 e a euro 4.250.000 per l’anno 2016 ;
VISTO il Decreto Ministeriale n. 139 del 20 febbraio 2014 con il quale è stata costituita la Commissione di valutazione prevista dall’articolo 3 del citato decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca dell’8 febbraio 2008 n° 44;
VISTA la legge 23 ottobre 2003 n. 293 “Norme sull’Istituto di Studi Politici S. Pio V di Roma”, con la quale, a decorrere dall’anno 2003, è prevista l’assegnazione a favore del predetto Istituto di € 1.500.000 all’anno, a carico del Cap. 1679 dello stato di previsione di questo Ministero “Contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi”;
CONSIDERATO pertanto che, al netto della quota pari a euro 1.500.000 assegnata di diritto all’Istituto di Studi Politici “S.Pio V”, le risorse utilizzabili ai fini del presente decreto risultano pari a euro 3.005.000;
Articolo 1 – Ambito operativo
1. Ai sensi dell’articolo 1 del decreto ministeriale 8 febbraio 2008, n. 44, è adottato il presente bando pubblico contenente le modalità di presentazione delle domande e di svolgimento della procedura selettiva finalizzata all’assegnazione dei contributi per il funzionamento delle strutture dei soggetti di cui al successivo articolo 2, previo inserimento in apposita Tabella Triennale 2014-2016, nonché i criteri di selezione.
Art. 2 – Soggetti ammissibili
1. Sono legittimati a presentare la domanda per la concessione dei contributi gli enti di ricerca che, alla data di scadenza del bando, hanno ottenuto da almeno tre anni il riconoscimento della personalità giuridica ai sensi dell’articolo 11 del codice civile e del decreto del Presidente della Repubblica 10 febbraio 2000, n. 361, e che svolgono, per prioritarie finalità statutarie e senza scopo di lucro, l’attività di ricerca finalizzata all’ampliamento delle conoscenze culturali, scientifiche, tecniche non connesse a specifici ed immediati obiettivi industriali o commerciali e realizzate anche attraverso attività di formazione post-universitaria specificamente preordinata alla ricerca.
2. Non possono usufruire dei contributi di cui all’articolo 1 gli enti pubblici di ricerca, le università statali e non statali, i centri, i consorzi e le società di ricerca e loro consorzi, costituiti ai sensi degli articoli 91 e 91-bis del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, e loro fondazioni costituite ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 2001, n. 254, nonché gli enti che hanno ottenuto nel corso del medesimo esercizio contributi di funzionamento o altri contributi aventi medesime finalità e natura giuridica, a carico del bilancio dello Stato.
Articolo 3 – Documentazione richiesta
1. Le domande per la concessione del contributo di funzionamento di cui al precedente articolo 1 devono essere corredate della seguente documentazione:
c) Provvedimento riconoscimento della personalità giuridica;
d) Illustrazione della struttura organizzativa e di ricerca con l’indicazione del personale in servizio, compresi i collaboratori esterni, e relative qualifiche, e della consistenza del patrimonio didattico, scientifico e strumentale;
e) Descrizione dettagliata dell’attività scientifica e di formazione svolta nell’ultimo triennio e piano di attività programmatica per il triennio successivo a decorrere dall’anno di riferimento del bando;
f) Elenco delle pubblicazioni scientifiche dell’ultimo triennio (indicando autore, titolo, editore, anno pubblicazione) ed eventuali brevetti;
g) Descrizione dei programmi di attività di ricerca svolti in modo continuativo, anche mediante i collegamenti con altre istituzioni italiane o internazionali, in particolare con quelli dell’Unione Europea;
h) Illustrazione della tradizione storica dell’ente, la sua rilevanza nazionale e internazionale e la sua attualità sulla base dei riscontri riconosciuti dalla comunità scientifica;
i) Dichiarazione attestante che l’Ente non usufruisce di altri contributi di funzionamento o altri contributi aventi medesime finalità e natura giuridica, a carico del bilancio dello Stato;
j) Bilanci preventivi e consuntivi dell’ultimo triennio;
k) Budget dei costi di funzionamento da sostenere per l’esercizio finanziario 2014 e nel biennio successivo.
Articolo 4 – Risorse finanziarie e determinazione della misura del contributo concedibile
1. Per il finanziamento delle domande di cui al presente bando sono destinate risorse pari a Euro 3.005.000 per l’anno 2014 e pari a 2.750.000 per ciascuno dei successivi anni 2015 e 2016, di cui, rispettivamente, euro 5.000 annui per il funzionamento della Commissione di cui al D.M. 139 del 20 febbraio 2014.
2. La misura del contributo per gli anni 2015 e 2016, per ciascuno dei soggetti inseriti nell’apposita Tabella Triennale 2014-2016, potrà essere rideterminato in proporzione allo stanziamento definitivo previsto a legislazione vigente. Qualora lo stanziamento complessivo del capitolo 1679, al netto degli accantonamenti, per gli anni 2015 e 2016 dovesse risultare superiore del 20% a quello dell’anno precedente, la Tabella potrà essere aggiornata, ai sensi dell’art. 5 del decreto ministeriale 8 febbraio 2008 n° 44, con le modalità previste all’articolo 1 del medesimo decreto ministeriale 44/2008. Di conseguenza, esso viene ridotto in proporzione nel caso di riduzione annuale dello stanziamento medesimo.
3. Il contributo a ciascun soggetto è riconosciuto nella misura dell’80% dei costi di funzionamento ammessi al finanziamento e comunque in misura non inferiore a 50.000 euro e non superiore a Euro 300.000, dedicati ad attività coerenti con le finalità del presente decreto, così come desunti dalla documentazione di cui al precedente articolo 3.
Articolo 5 – Criteri di valutazione
1. La selezione delle domande è curata dalla Commissione nominata con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ai sensi dell’articolo 3 del decreto ministeriale 8 febbraio 2008, n. 44 che, a tal fine, può avvalersi di esperti o studiosi di settore con particolare riferimento alla valutazione della rilevanza della produzione scientifica e della qualità e della rilevanza dei programmi. Su proposta della Commissione, il Ministero procede alla nomina dei suddetti esperti.
2. Le domande sono valutate nel rispetto dei criteri riportati al successivo comma 3; a tal fine la Commissione assicura l’uniformità di giudizio e di applicazione anche mediante la preventiva definizione di modalità idonee a garantire un omogeneo ed accurato impiego dei punteggi a disposizione.
3. La Commissione propone al Ministro, entro e non oltre 90 (novanta) giorni dalla data di presentazione delle domande, la graduatoria delle stesse accompagnata da una relazione illustrativa sui punteggi assegnati secondo i criteri indicati nel successivo comma 4 e sulla base della quale il Ministro, valutata la proposta, provvede all’assegnazione dei contributi approvando la Tabella Triennale ai sensi dell’articolo 6 del presente decreto.
4. In particolare, la valutazione è volta ad accertare:
a) la qualità e rilevanza dei programmi di attività di ricerca svolti in modo continuativo, anche mediante i collegamenti con altre istituzioni italiane o internazionali, in particolare con quelli dell’Unione Europea e i risultati conseguiti nell’ultimo triennio in tema per l’attività di ricerca finalizzata all’ampliamento delle conoscenze culturali, scientifiche, tecniche non connesse a specifici ed immediati obiettivi industriali o commerciali e realizzate anche attraverso attività di formazione post-universitaria specificamente preordinata alla ricerca(max 20 punti);
b) la tradizione storica dell’ente, la sua rilevanza nazionale e internazionale e la sua attualità sulla base dei riscontri riconosciuti dalla comunità scientifica (max 15 punti);
c) la coerenza e congruità del contributo richiesto rispetto alle attività svolte e programmate e rispetto ai flussi di bilancio dell’ente (max 5 punti);
d) la consistenza e qualificazione delle risorse umane coinvolte (max 5 punti);
e) consistenza del patrimonio didattico, scientifico e strumentale (max 5 punti);
5. Sono approvate esclusivamente le domande che abbiano conseguito, nella sommatoria dei punteggi di cui alle lettere da a) ad e) del comma precedente, un punteggio complessivo di almeno 35 punti, e comunque un punteggio almeno pari a 15 per la lettera a) ed almeno pari a 10 per la lettera b).
6. La Commissione si esprime anche sulle attività e sui programmi svolti ed attestati nelle relazioni scientifiche per l’erogazione del saldo di cui all’articolo 7, comma 2, del presente decreto.
Articolo 6 – Modalità di emanazione della Tabella Triennale
1. La Tabella Triennale è approvata con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, adottato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, previa acquisizione del parere delle commissioni parlamentari.
2. Gli esiti sono tempestivamente comunicati ai soggetti proponenti unitamente alle relative motivazioni.
3. La Tabella Triennale è pubblicata sul sito del Ministero.
Articolo 7 – Modalità di erogazione dei contributi
1. L’erogazione del finanziamento è disposta, su base annuale, in due soluzioni: 50% a titolo di anticipazione e 50% a saldo.
2. Il saldo è erogato previo il parere favorevole della Commissione, di cui al precedente articolo 5, sulle attività e sui programmi svolti ed attestati nelle relazioni scientifiche, e previa verifica amministrativo-contabile dei rendiconti del competente ufficio.
Articolo 8 – Controllo e monitoraggio
1. Gli enti che ricevono il contributo devono inviare, con le modalità di cui al successivo articolo 10, entro sei mesi dall’erogazione dell’anticipo:
a) relazioni scientifiche relative alle attività svolte nell’anno di riferimento della Tabella triennale e comunque non oltre i predetti sei mesi;
b) rendiconti dettagliati e documentati delle spese sostenute.
2. In sede di comunicazione degli esiti della procedura di selezione sono altresì comunicate le forme e le modalità per la compilazione della documentazione di cui al precedente comma 1.
3. Qualora, trascorso un ulteriore mese dalla decorrenza dei termini sopra indicati, rilevati dal servizio telematico di cui al successivo articolo 10, comma 1, e senza motivazioni, non risultino trasmesse le predette documentazioni, il Ministero, a norma dell’art. 4 del decreto ministeriale 8 febbraio 2008 n° 44, procede alla revoca del contributo assegnato ed al recupero delle somme già accreditate.
4. Analogamente provvede in caso di giudizio negativo sulle attività svolte e sulla realizzazione dei programmi preventivati.
Articolo 9 – Divieto di cumulo e revoca del contributo.
1. Gli enti inseriti nella Tabella Triennale non possono beneficiare, nel corso del medesimo periodo, di altri contributi di funzionamento o di altri contributi aventi le stesse finalità e natura giuridica, a carico del bilancio dello Stato.
2. In caso di violazione del descritto vincolo il Ministero procede alla revoca del contributo assegnato ed al recupero delle somme già accreditate.
Articolo 10 – Presentazione delle domande.
1. Le domande per la concessione dei contribuiti di cui al presente Decreto dovranno essere compilate esclusivamente utilizzando il servizio telematico SIRIO all’indirizzo: http://roma.cilea.it/Sirio dove dovranno essere altresì caricati obbligatoriamente gli allegati previsti dal presente bando.
2. Al medesimo indirizzo (http://roma.cilea.it/Sirio) il proponente dovrà registrare la propria utenza e consultare le guide all’utilizzo dei servizi.
3. Il servizio telematico SIRIO consentirà la trasmissione delle domande e dei relativi allegati dalle ore 10.00 del 22 ottobre 2014 alle ore 15.00 del 19 novembre 2014; dopo tale termine non sarà più possibile effettuare la trasmissione della domanda e le domande pervenute con modalità diversa da quella indicata non saranno prese in considerazione.
4. Una volta effettuata la trasmissione della domanda e dei relativi allegati secondo le modalità sopra specificate, il file PDF della domanda trasmessa sul servizio telematico SIRIO dovrà essere stampato e firmato dal legale rappresentante del soggetto richiedente e spedito insieme con una copia del documento di riconoscimento in corso di validità, senza gli allegati.
5. La spedizione di cui al precedente punto 4 andrà effettuata al seguente indirizzo: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) – Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca – Direzione Generale per il Coordinamento, la Programmazione e la Valorizzazione della Ricerca – Piazzale J. F. Kennedy, 20 – 00144 ROMA. La relativa busta deve recare la dicitura “Domanda di partecipazione al bando di cui al DM 44/2008”.
6. Il plico potrà essere consegnato mediante servizio postale (a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento), mediante corrieri privati o agenzie di recapito debitamente autorizzati.
7. Il termine perentorio entro il quale le domande firmate dovranno pervenire è il 27 novembre 2014
8. Per i soggetti dotati di posta elettronica certificata e di firma digitale, la domanda potrà essere inviata, firmata digitalmente, all’indirizzo PEC dgcsr@postacert.istruzione.it, corredata sempre di copia del documento di identità del legale rappresentante e nel termine perentorio del 27 novembre 2014.
9. Le domande non trasmesse secondo le modalità specificate nei precedenti commi, e comunque pervenute oltre il termine perentorio del 27 novembre 2014, saranno escluse.
10. Tutto il materiale trasmesso viene utilizzato dal MIUR esclusivamente per l’espletamento degli adempimenti connessi alle assegnazioni di cui al presente decreto.
11. I soggetti debbono fornire in qualsiasi momento, su richiesta del MIUR, tutti i chiarimenti, le notizie e la documentazione ritenuti necessari dal Ministero stesso.
Articolo 11 – Informazioni
1. Il Responsabile del Procedimento per il presente Decreto è il Dott. Antonio Di Donato, Direzione Generale per il Coordinamento, la Programmazione e la Valorizzazione della Ricerca del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
2. Il presente Decreto è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed è disponibile, unitamente a tutta la documentazione ivi richiamata, sul sito www.miur.it e sul servizio telematico SIRIO.
3. Ogni richiesta di informazioni può essere inoltrata al MIUR via e-mail al seguente indirizzo: antonio.didonato@miur.it
giovedì 25 Settembre 2014 Edscuola
VISTO il D.L. 16 maggio 2008, n. 85, recante: “Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell’art. 1, commi 376 e 377, della L. 24 dicembre 2007, n. 244”, pubblicato nella G.U. del 16 maggio 2008, n. 114, convertito con modificazioni nella L. 14 luglio 2008, n. 121, pubblicata nella G.U. del 15 luglio 2008, n. 164;
VISTO il D.Lgs. del 27 luglio 1999, n. 297, “Riordino della disciplina e snellimento delle procedure per il sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione delle tecnologie, per la mobilità dei ricercatori” pubblicato nella G.U. del 27 agosto 1999, n. 201 e in particolare gli articoli 5 e 7 per quanto alle disposizioni in esso contenute in materia di Fondo di Agevolazione per la Ricerca – FAR e Comitato FAR;
VISTO il D.M. dell’8 agosto 2000, n. 593, “Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal D.Lgs. del 27 luglio 1999, n. 297” e ss.mm.ii. (il “D.M. 593/2000”), tra cui in specie il D.M. del 6 dicembre 2005, n. 3245/Ric., recante l’adeguamento delle disposizioni del D.M. 593/2000;
VISTO il Decreto Ministeriale del 2 gennaio 2008, “Adeguamento delle disposizioni del D.M. 8 agosto 2000, n. 593 (“Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal D.Lgs. 27 luglio 1999, n. 297″) alla Disciplina Comunitaria sugli Aiuti di Stato alla Ricerca, Sviluppo ed Innovazione di cui alla Comunicazione 2006/C 323/01”;
VISTO Il Decreto legge del 9 febbraio 2012, n. 5, “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” convertito con modificazioni dalla legge 4 aprile 2012, n. 35;
VISTO il Decreto Ministeriale n. 115 del 19 febbraio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in data 27 maggio 2013, recante le “Modalità di utilizzo e gestione del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST). Disposizioni procedurali per la concessione delle agevolazioni a valere sulle relative risorse finanziarie, a norma degli articoli 60, 61, 62 e 63 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134”; con particolare riferimento all’art. 6, commi 8 e 10;
VISTO il Quadro Strategico Nazionale QSN per la politica regionale di sviluppo 2007-2013 (“QSN”), approvato con Delibera CIPE 174 del 22 dicembre 2006 e con Decisione Commissione Europea del 13 luglio 2007, n. 3329;
VISTO il Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Competitività” 2007-2013 per le Regioni della Convergenza (“PON R&C”), previsto dal QSN e adottato con Decisione CE (2007) 6882 della Commissione Europea del 21 dicembre 2007 (CCI: 2007IT161PO006), cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dal Fondo di Rotazione (FDR) per l’attuazione delle Politiche Comunitarie, ex art. 5 della L. 16 aprile 1987, n. 183 e ss.mm.ii. e gli assi e gli obiettivi operativi all’interno dello stesso Programma descritti;
VISTA la decisione assunta in sede di Comitato di Sorveglianza del PON nella seduta del 15 giugno 2012, di cui al punto 6 all’ordine del giorno che, nel quadro della riprogrammazione del PON R&C, rimodula, di concerto con la Commissione europea, a favore del Piano di Azione e Coesione (“PAC”) di competenza MIUR, una parte delle risorse finanziarie nazionali rinvenienti dalla riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale relativa al PON Riprogrammato;
VISTO quanto deciso dal CIPE nella seduta del 3 agosto 2012 in merito all’assegnazione delle risorse finanziarie provenienti dalla riduzione del cofinanziamento nazionale (fondo rotazione ex lege 183/87) dei Programmi Operativi Nazionali e Regionali della Programmazione unitaria, previsti anche in relazione al programma di intervento del PAC;
VISTO lo schema di garanzia pubblicato unitamente al D.M. dell’8 agosto n. 593/2000, “Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni previste dal D.Lgs. del 27 luglio 1999, n. 297” e ss.mm.ii. (il “D.M. 593/2000”), tra cui in specie il D.M. del 6 dicembre 2005, n. 3245/Ric., recante l’adeguamento delle disposizioni del D.M. 593/2000;
VISTA la legge 10 giugno 1982, n. 348, “Costituzione di cauzioni con polizze fidejussorie a garanzia di obbligazioni verso lo Stato ed altri Enti pubblici”, con particolare riferimento all’art. 1 e la ss Legge 27 dicembre 1997 n. 449, recante misure sulla finanza pubblica, con particolare riferimento all’art. 24, commi 32 e 33;
VISTA la Legge 23 luglio 2009, n. 99, “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e ss.mm.ii, con particolare riferimento alle disposizioni contenute all’art. 3, comma 8;
CONSIDERATE le verifiche sulla solidità e l’affidabilità economico-finanziaria, effettuate dagli Istituti Convenzionati sulla base dei dati degli ultimi bilanci approvati per i soggetti attuatori di natura privata;
CONSIDERATO che in caso di esito negativo della verifica sulla solidità e affidabilità economico-finanziaria in fase di valutazione ex ante, l’ammissione alle agevolazioni è subordinata all’acquisizione da parte del MIUR di idonea garanzia;
CONSIDERATO che in caso risulti negativo il parametro di onerosità della posizione finanziaria, verificato dall’Istituto Convenzionato all’atto di ogni erogazione, le erogazioni stesse sono subordinate all’acquisizione da parte del MIUR di idonea garanzia a copertura della quota di agevolazione rendicontata nonché della quota residua dell’agevolazione concessa e non rendicontata e valida, pertanto, anche a copertura delle successive erogazioni;
CONSIDERATA la Circolare MIUR prot. n. 11305 del 8 novembre 2002, con particolare riferimento a quanto previsto al punto 2) che approvava lo schema di garanzia a prima richiesta da utilizzare in caso di mancato superamento delle verifiche parametriche propedeutiche all’erogazione;
RITENUTO necessario, al fine di garantire e tutelare gli importi concessi e finanziati dal MIUR, procedere all’adozione di uno schema di garanzia a prima richiesta a copertura dell’importo da agevolare, in caso di non superamento delle verifiche concernenti la solidità e l’affidabilità dei soggetti proponenti in sede di ammissibilità;
RITENUTO altresì necessario procedere all’adozione di un nuovo schema di garanzia a prima richiesta, in sostituzione di quello approvato con la succitata Circolare MIUR prot. n. 11305 del 8/11/2002, a copertura della parte di agevolazione rendicontata e non ancora erogata, pari al contributo risultante sui costi ammessi a seguito dell’espletamento delle verifiche dei competenti organi, nonché della quota residua dell’agevolazione concessa (e non rendicontata) dal decreto di concessione, in caso di esito negativo delle verifiche sulle erogazioni;
1. A decorrere dalla data di adozione del presente decreto è approvato lo “Schema di garanzia a prima richiesta” sub Allegato A), utilizzabile per ciascuna iniziativa, ai sensi della normativa nazionale e comunitaria vigente, sia a valere sui fondi FAR e PON che sul fondo PAC, laddove le verifiche concernenti la solidità e l’affidabilità economico-finanziaria dei soggetti proponenti, in sede di ammissibilità, risulti negativa.
2. A decorrere dalla data di adozione del presente decreto è approvato lo “Schema di garanzia a prima richiesta” sub Allegato B), utilizzabile per ciascuna iniziativa, ai sensi della normativa nazionale e comunitaria vigente, sia a valere sui fondi FAR e PON che sul fondo PAC, laddove la verifica dei parametro di onerosità finanziaria, effettuata all’atto dell’erogazione, risulti negativa. Tale schema di garanzia annulla interamente e sostituisce quello già adottato con Circolare MIUR prot. n. 11305 del 8 novembre 2002, fatti salvi gli effetti nel frattempo prodotti.
2. L’Amministrazione si riserva di poter valutare, sulla base delle informazioni in proprio possesso con riferimento a precedenti bandi e avvisi, se il soggetto emittente disponga dei requisiti di attendibilità necessari.
Avviso 19 settembre 2014
venerdì 19 Settembre 2014 Edscuola
Nell’ambito del V China-Italy Innovation Forum (Ciif) e dell’VIII Sino Italian Exchange Event ( Siee), si svolgerà la China – Italy Science & Technology Week (Napoli 13-14, Milano 16, Missioni Territoriali 15 – 17 ottobre 2014) finalizzata a promuovere la collaborazione italo-cinese in ambito scientifico e tecnologico.
Possono partecipare all’evento le imprese e tutti i soggetti pubblici e privati (centri di ricerca, università, distretti innovativi, cluster impresa-ricerca, parchi scientifici e tecnologici etc.) con una sede in Italia, attivi nell’innovazione di prodotto, processo o nella ricerca scientifica e tecnologica e che hanno interesse a confrontarsi con potenziali clienti o partner della Repubblica Popolare Cinese. Data di Scadenza per l’iscrizione: 3 ottobre 2014
La call e il programma sono pubblicati sul sito dedicato
venerdì 1 Agosto 2014 Edscuola
Fonte Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
venerdì 21 Febbraio 2014 Edscuola
Direzione Generale per il Coordinamento e lo Sviluppo della RicercaDecreto Direttoriale 20 febbraio 2014 n. 514
10. La seconda fase avrà una durata di sei mesi e si concluderà con un evento finale, durante il quale si procederà all’assegnazione dei premi. Le modalità di partecipazione alla seconda fase, nonché la data e l’ora dell’evento finale, saranno rese note successivamente alla chiusura della prima fase sul portale www.talentitaly.it.
3. Ogni richiesta di informazioni può essere inoltrata al MIUR via e-mail al seguente indirizzo talentitaly@miur.it.

References: art. 7
 art. 7
 art. 29
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 13
 Art. 13
 articolo 1
 art. 5
 art. 7

Articolo 1
 articolo 2

Art. 2

Articolo 3
 articolo 1

Articolo 4
 articolo 3

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7
 articolo 5

Articolo 8
 articolo 10
 articolo 10

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11
 art. 5