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Timestamp: 2020-08-15 14:03:04+00:00

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Non è titolo esecutivo il mutuo fondiario con deposito cauzionale – Tribunale di Terni del 08/06/2020 - Verifica Limite Finanziabilità
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Non è titolo esecutivo il mutuo fondiario con deposito cauzionale – Tribunale di Terni del 08/06/2020
nella causa civile di primo grado iscritta al n. XXXX R.G.A.C. dell’anno 2015 promossa da
XXXX, con il patrocinio dell’avv. XXXX elettivamente domiciliato presso il difensore
XXXX, con il patrocinio dell’avv. XXXX, elettivamente domiciliato in XXXX
OGGETTO: Opposizione all’esecuzione (art. 615, 2’ comma c.p.c.) immobiliare.
All’udienza del 17/12/2019 le parti hanno concluso come risulta dal verbale d’udienza qui richiamato e trascritto.
1. Con atto di citazione ritualmente notificato, XXXX – quale terza datrice di ipoteca – proponeva opposizione all’esecuzione ex art. 615, comma 2 c.p.c. nell’ambito della procedura esecutiva R.G.E. n. XXXX avviata presso questo Tribunale da XXXX, quale mandataria di XXXX a causa del mancato rimborso del finanziamento di originari € 36.930,00=lire 71.5000.000 concesso a XXXXa seguito della sottoscrizione del contratto di mutuo del 26.10.2000 a rogito Notaio XXXX.
Con il proprio atto introduttivo, integrato dalla prima memoria ex art. 183, comma 6 c.p.c., qui richiamati e trascritti, l’opponente ha chiesto di:
“A) Sospendere preliminarmente l’esecuzione, con ogni consequenziale pronuncia, per le motivazioni di cui in premessa;
B) In via principale, in accoglimento del presente ricorso, contrariis rejectis, accertati i gravi vizi ed illegittimità esistenti, 1) accertare e dichiarare anche a mezzo di apposita consulenza tecnico-bancaria la spesa della quale si chiede che sin da ora venga imputata all’istituto bancario opposto, le circostanze di fatto e di diritto evidenziate in narrativa e per l’effetto accertare e dichiarare l’illegittimita’ della condotta della Banca in quanto in violazione della normativa di cui alla L. 108/96 e dell’art. 644 c.p.; 2) dichiarare la nullità del contratto di mutuo poiché contrario a norme imperative ex art. 1418 c.c., art. 644 c.p. e L.108/96 e per l’effetto condannare parte opposta ai sensi e per gli effetti della L. 108/96 e degli artt. 644 c.p. e 1815 c.c.; 3) accertare e dichiarare non dovuti gli interessi pari ad euro come indicati nel contratto di mutuo; 4) accertare e dichiarare la nullità dell’ipoteca iscritta sul bene immobile di proprietà dell’istante, concesso a garanzia del suddetto mutuo e per l’effetto ordinare al Conservatore territorialmente competente di procedere alla trascrizione della relativa sentenza; 5) accertare e dichiarare l’annullamento dell’atto di pignoramento relativo alla procedura esecutiva n.47/2013 nonché tutti gli atti ad esso successivi e/o consequenziali e per l’effetto condannare la banca alla restituzione delle somme versate dai ricorrenti oltre interessi legali, dai singoli versamenti al saldo effettivo; 6) condannare la banca a rifondere quale ristoro dei danni anche morali subiti dall’opponente, la somma che sarà ritenuta di giustizia da parte del Giudice e che approssimativamente si può indicare in euro 70.000,00; 7) accertare e dichiarare l’illegittimità’ della condotta dell’istituto opposto poiché in violazione del d. lgs. 196/2003; 8) accertare e dichiarare la responsabilità della banca ai sensi della normativa indicata per avere illegittimamente segnalato l’opponente e per l’effetto condannare la banca opposta alla cancellazione a sua cura e spese dell’ipoteca iscritta presso la Conservatoria dei RRII territorialmente competente.
C) In via subordinata: 1) nella denegata ipotesi di mancato accoglimento integrale della domanda formulata in via principale accertare e dichiarare l’illegittimità della condotta della Banca in quanto in violazione degli artt. 1175, 1176, 1337, 1375 c.c. e delle norme di riferimento relative alla rinegoziazione del mutuo ed alle misure di sostegno all’impresa per tutti i motivi sia in fatto sia in diritto evidenziate nel ricorso e per l’effetto condannare parte opposta ad applicare la sospensione del mutuo per il maggior periodo concedibile, ovvero 18 mesi, senza aggravio in merito alla restituzione dell’importo mutuato in sospensione; 3) Accertare e dichiarare l’effettivo interesse applicato al mutuo, considerando la illegittima esclusione delle spese effettuata dalla banca nell’elaborazione del piano di ammortamento e conseguentemente ricostruire il piano di rimborso con l’applicazione dell’interesse legale; 4) Accertare e dichiarare la condotta omissiva dell’Istituto opposto, il nesso causale tra la stessa ed i disagi patrimoniali e non patrimoniali subiti dalla opponente così come evidenziati in narrativa e per l’effetto, condannare parte opposta ai sensi dell’art. 2043 c.c. e seguenti al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, subiti e subendi dall’opponente, per la somma che verrà ritenuta di giustizia in corso di causa.
D) In via ulteriormente subordinata: 1) accertare e dichiarare anche a mezzo di apposita consulenza tecnico-bancaria, la spesa della quale si chiede sin da ora che venga imputata all’istituto opposto, l’applicazione di tassi difformi a quelli sottoscritti e pertanto la violazione degli artt. 1175,1176,1283,1284,1337,1375 c.c.; 2) accertare e dichiarare la nullità delle relative clausole del contratto di mutuo oggetto della presente causa e la responsabilità della banca ai sensi delle sopra indicate norme; 3) accertare e dichiarare sempre tramite consulenza tecnico-bancaria, ai sensi dell’art. 1284 c.c., l’effettiva somma che l’opponente dovrà restituire per interessi al tasso legale vigente al momento della sottoscrizione e conseguentemente procedere al ricalcolo delle rate da corrispondere alla banca opposta ex art. 1284 c.c. in combinato disposto con la vigente normativa agevolata per le famiglie in difficoltà, applicata in senso migliorativo all’opponente a seconda del risultato ottenuto.
E) Condannare la XXXX, al risarcimento di tutti i danni subiti dalla ricorrente da liquidarsi secondo equità;
F) Condannare la XXXX, al pagamento, in favore dell’istante delle spese, diritti ed onorari di causa, oltre IVA, LP e CNA”.
Con comparsa di costituzione (come integrata dalla prima memoria ex art. 183, comma 6 c.p.c) si costituiva XXXX concludendo, per le motivazioni indicate nei propri atti difensivi, qui richiamati e trascritti, come di seguito indicato:
“rigettare l’istanza di sospensione della procedura esecutiva;
– rigettare tutte le domande attoree perché infondate in fatto ed in diritto;
– condannare di conseguenza l’attrice al pagamento delle spese di giustizia.”.
Con ordinanza dell’8.5.2017, il precedente giudice assegnatario accoglieva la richiesta di parte opponente e disponeva CTU che veniva depositata in data 30.1.2018.
All’udienza del 17.12.2019, la causa veniva trattenuta in decisione.
Tanto al fine di rispettare la stessa normativa cardine in materia di esecuzione forzata, ovverosia il già richiamato art. 474 cpc e verificare se effettivamente il contratto azionato dal creditore possa o meno incorporare o fornire la prova di un credito “certo, liquido ed esigibile“.
Nel caso di specie, l’art 1 del contratto di finanziamento del 26.10.2000 prevede quanto segue: “la Cassa…concede al debitore…un finanziamento di lire 71.500.000 da utilizzare in un’unica erogazione per sopperire ad esigenze finanziarie…”; l’art. 2 del contratto prevede che “Il finanziamento sarà erogato al debitore, contro rilascio di quietanza, una volta adempiute le formalità previste dal presente contratto e nell’art. 20 del Capitolato allegato…” (cfr. doc. 1 fasc. opponente).
Non vi è dubbio, quindi, che con la stipulazione del contratto di finanziamento posto a fondamento dell’esecuzione, i mutuatari non hanno ottenuto la disponibilità giuridica della somma di € 36.930,00 la cui erogazione per espressa previsione contrattuale è stata differita al verificarsi di alcune condizioni (cfr. anche CTU, pag. 8).
Peraltro, la Banca opposta non ha prodotto in atti alcuna prova in merito al momento ed alle modalità di erogazione del finanziamento ovvero del suo accreditamento sul conto corrente del mutuatario, nonostante non vi siano dubbi in merito al fatto che tale erogazione vi sia stata, come non contestato dagli opponenti.
Tale circostanza di fatto, non inficia la validità del negozio giuridico ed il relativo diritto della banca ad ottenere l’adempimento dell’obbligazione restitutoria del debitore ma rileva circa la sua efficacia di titolo esecutivo, necessaria a dar luogo all’esecuzione forzata ex art 474 c.p.c.
Visto che il rogito non attesta la immediata dazione della somma mutuata e tenuto conto del fatto che agli atti non è stato depositato un atto di erogazione e quietanza avente le forme di cui all’art. 474, co. 1, n. 2 o 3, c.p.c., il mutuo in questione non può essere utilizzato quale valido ed efficace titolo esecutivo ai sensi del medesimo art. 474 c.p.c., richiedendosi in tal caso per l’esecuzione coattiva un preventivo accertamento giudiziale, esterno al procedimento esecutivo dell’effettiva esistenza del quantum erogato e del conseguente obbligo restitutorio.
Pertanto, l’opposizione va accolta e, per l’effetto, va accertato che la banca convenuta non ha il diritto di procedere ad esecuzione non costituendo il mutuo fondiario stipulato in data 26.10.2000 a rogito Notaio XXXX con la allora XXXX, titolo esecutivo ai sensi dell’art 474. c.p.c.
L’accoglimento dell’opposizione sotto il profilo della inesistenza del titolo esecutivo assorbe tutti gli ulteriori motivi di opposizione proposti con l’atto di citazione introduttivo del presente giudizio.
3. Le spese di lite seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo con riferimento al D.M. n. 55/2014, secondo i parametri previsti per le fasi di studio, di introduzione, istruttoria e decisoria corrispondenti allo scaglione di valore compreso tra € 52.001 ed € 260.000 (cfr Cass. n. 1360 del 23/01/2014), ridotte non oltre il 50% avuto riguardo alla semplicità delle questioni giuridiche trattate.
Le spese di CTU, liquidate con separato decreto, sono poste a carico della parte soccombente perché ne ha dato causa.
1. accoglie l’opposizione e, per l’effetto, accerta che la banca opposta non ha il diritto di procedere ad esecuzione non costituendo il mutuo fondiario stipulato in data 26.10.2000 con atto a rogito Notaio XXXX con la allora XXXX titolo esecutivo ai sensi dell’art 474. c.p.c.
2. condanna la parte opposta a rimborsare alla parte opponente le spese di lite, che si liquidano in € 3.800,00 per compenso, oltre rimborso spese generali (15% del compenso) i.v.a. e c.p.a. come per legge;
3. pone le spese della CTU, liquidate con separato decreto, definitivamente a carico della parte opposta.
Terni, 6.6.2020
Tags: deposito cauzionale, mutuo fondiario, titolo esecutivo
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References: art. 615
 art. 183
 art. 1418
 art. 644
 art. 1284
 art. 183
 art. 474
 art. 474
 Cass.