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PETIZIONE / 9 articoli per un Ddl sul DOPPIO COGNOME PARITARIO di Iole Natoli Noi Donne
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PETIZIONE / 9 articoli per un Ddl sul DOPPIO COGNOME PARITARIO di Iole Natoli
Questo Progetto può diventare una Proposta di Legge di Iniziativa Popolare È un iter che ci verrebbe risparmiato se lo adottasse qualche Parlamentare…
Mercoledi, 08/05/2013 - PREMESSA
L’assenza della possibilità per la donna coniugata di offrire il suo cognome ai propri figli in Italia, che è stata posta in luce da più parti e ha dato luogo a diverse proposte parlamentari di legge a datare dal 1979, è stata fonte di sollecitazioni da parte di diversi organismi internazionali per una legge che modificasse quella vigente in Italia, eliminando la discriminazione nei confronti delle donne insita nella patrilinearità del cognome1.
In molti altri paesi europei la normativa nel corso di alcuni decenni è cambiata, con soluzioni di tipo differente2. Differenti sono state anche le proposte presentate in Italia in oltre un trentennio, cadute nel nulla col succedersi delle legislature ma ancor oggi rintracciabili nei siti di Camera e Senato3.
Si va dal cognome unico scelto concordemente dai coniugi, al cognome unico matrilineare, al doppio cognome obbligatorio, alle possibilità miste che lasciano ai coniugi la scelta tra cognome unico e doppio cognome e in parte anche le scelte conseguenti, ovvero l’ordine di ciascun elemento nel doppio cognome, o il materno al posto del paterno nel cognome unico. In caso di indicazioni non univoche entra in gioco un’assegnazione d’ufficio, che a seconda dei progetti viene agganciata all’ordine alfabetico, o all’esito di un sorteggio, oppure a una pregiudiziale conservatrice in base a cui, in assenza di scelta concorde, si attribuisce il sempiterno cognome del padre4.
Nel nostro Stato, diversamente da altri, non esiste infatti diritto di trasmissione del cognome. Giuridicamente, in Italia, nemmeno il padre trasmette5: è il FIGLIO che acquista per diritto proprio e dunque solo il figlio può acquistare un cognome, semplice o doppio che questo possa essere.
C’è un’enorme differenza tra lo scegliere un prenome per il figlio e lo stabilire quale cognome il figlio debba assumere. Il prenome (inteso comunemente come nome) individua il bambino al di fuori delle relazioni con gli altri, benché per lungo tempo sia invalsa l’usanza di attribuire ai bambini i prenomi dei nonni paterni o materni; il cognome, invece, inserisce in un’area di appartenenza. Con il cognome si fa parte di una famiglia e non di un’altra. Mediante il cognome si fonda l’IDENTITÀ della persona. Allo stato attuale l’identità dei figli e delle figlie passa da un percorso obbligato: il cognome paterno e solo quello, la famiglia paterna e quella soltanto.
e - istituire un modello familiare equilibrato anche sul piano della sua rappresentazione simbolica che produce sempre effetti nel pratico;
f - realizzare nel caso di filiazioni non derivanti da una stessa coppia quell’unità familiare sempre sbandierata e mai garantita dalla nostra legge nemmeno nel matrimonio, dato che ancor prima che venisse introdotto in Italia il divorzio esistevano le vedove con figli, alle quali non era vietato risposarsi e creare un nuovo nucleo familiare, in cui nessun cognome consentiva la corretta integrazione del figlio nato nel precedente matrimonio assicurando l’effettiva unità della nuova famiglia;
g - ridurre i cambiamenti di cognome ai quali sempre più spesso si ricorre in virtù del D.P.R. del 13 Marzo 2012 e ai quali si continuerebbe molto di frequente a ricorrere con l’adozione del cognome unico, per risolvere le situazioni concrete esposte ai punti c e d.
DISEGNO DI LEGGE SUL DOPPIO COGNOME PARITARIO
Art. 1 - (Struttura del nome). Nel nome si comprendono un prenome e due cognomi. Ogni persona ha diritto al nome che le è attribuito in applicazione delle leggi vigenti.
Non sono ammessi cambiamenti, aggiunte, o rettifiche al nome, se non nei casi e con le formalità dalla legge indicati.
È diritto della persona chiedere e ottenere la modifica dei propri cognomi per applicazione dell’Art. 3 comma 7 e dell’Art. 7 della legge istitutiva del doppio cognome paritario, secondo le modalità ivi indicate.
L’art. 6 del codice civile fin qui in uso è abolito.
Art. 2 - (Attribuzione del prenome) Il figlio assume alla nascita il prenome concordemente indicato dai suoi genitori, o attribuito dall’Ufficiale di Stato civile per sorteggio tra i due proposti dai genitori, ove questi non abbiano espresso una scelta concordata.
Art. 3 - (Struttura del cognome per i figli nati nel matrimonio). Il figlio assume alla nascita due cognomi, uno per genitore. Il genitore che abbia più di un cognome indicherà quale di essi preferisce sia assunto dal figlio, indipendentemente dall’ordine nel quale egli li possiede.
In conseguenza del tempo in cui viene attribuito il cognome, legato all’evento della nascita, l’ordine dei cognomi è attribuito per prossimità neonatale. Prevede pertanto il materno in prima posizione, salvo accordo diverso manifestato con dichiarazione congiunta resa all'Ufficiale di Stato civile dai genitori all'atto del matrimonio, o all'atto del riconoscimento del primo figlio se non coniugati.
È diritto del figlio, da esercitare con richiesta all’anagrafe, modificare alla maggiore età il proprio nome tramite l’inversione dei cognomi che gli sono stati attribuiti alla nascita o la soppressione di uno di essi, a sua scelta.
Art. 5 - (Ordine dei cognomi del figlio adottivo) Il figlio adottivo assume un cognome per ciascun genitore, in conformità ai commi 1º, 2º e 4º dell’articolo 3 ma non del 3º comma, che viene sostituito dal seguente.
Art. 5 - (Cognomi del figlio riconosciuto da una solo genitore) Il genitore di un figlio non riconosciuto dall’altro genitore può indicare come secondo cognome del figlio uno dei cognomi di un proprio ascendente in linea maschile o femminile, purché diverso da ciascuno dei propri, individuandolo nell’ambito delle tre generazioni precedenti e non oltre e purché sia documentato all’anagrafe dallo storico di famiglia.
Qualora il genitore indicasse invece come secondo cognome del figlio un cognome che non fosse di un proprio ascendente, l’Ufficiale di Stato civile non accoglierà la richiesta ma registrerà il figlio con il cognome o i cognomi del genitore che effettua il riconoscimento. Questi potrà tuttavia inoltrare una richiesta di cambiamento del cognome del figlio alla Prefettura in tempi successivi, secondo le disposizioni di legge correnti.
Anche di tale possibilità l’Ufficiale di Stato civile è tenuto a informare il genitore all’atto della registrazione all’anagrafe.
Il figlio che viene successivamente riconosciuto dal secondo genitore mantiene i cognomi che gli sono stati attribuiti alla nascita ove non vi sia accordo tra i genitori per una modifica e qualora egli stesso non voglia modificarli al raggiungimento della maggiore età per applicazione dell’Art. 7.
Art. 6 - (Cognomi del figlio che abbia un solo genitore biologico all’interno della coppia genitoriale) Il figlio che abbia un solo genitore biologico all’interno della coppia genitoriale che lo riconosce assume i cognomi di entrambi i genitori ove questi concordemente lo vogliano, secondo le stesse regole indicate per il figlio di genitori biologici e li mantiene, salvo sua richiesta di cambiamento alla maggiore età.
Art. 7 - (Modifica del cognome alla maggiore età) Il diritto del figlio alla modifica del cognome di cui al comma 5 dell’art. 3, da esercitare con una semplice richiesta all’anagrafe, sussiste quale che sia la relazione specifica del figlio rispetto a uno o entrambi i suoi genitori (biologici, non biologici, adottivi).
Art. 8 (Codice personale) L’ufficiale di stato civile attribuisce al bambino il codice che gli è proprio, secondo le stesse modalità previste per il codice fiscale.
Il codice assegnato alla nascita costituisce il codice personale del cittadino e lo accompagna lungo tutta l’esistenza, salvo mutamenti intervenuti per legge.
Art. 9 - (Soppressione articoli) Gli Artt. 6 e 143 bis del codice civile sono abrogati.
I riferimenti bibliografici sono reperibili sul blog ”IL COGNOME MATERNO IN ITALIA nei matrimoni e nelle convivenze”, nel post dal titolo “PETIZIONE / PROPOSTA DI LEGGE SUL DOPPIO COGNOME PARITARIO”

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 5

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9