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Timestamp: 2019-05-20 11:40:25+00:00

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Regolamento 1/2019 - Procedure per lo svolgimento dei compiti e all’esercizio dei poter idel Garante - Privacy.it
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Deliberazione del 4 aprile 2019 – Regolamento n. 1/2019 concernente le procedure interne aventi rilevanza esterna, finalizzate allo svolgimento dei compiti e all’esercizio dei poteri demandati al Garante per la protezione dei dati personali
(Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 dell’8 maggio 2019)
VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (d.lg. 30 giugno 2003, n. 196, come modificato dal d.lg. 10 agosto 2018, n. 101, di seguito denominato “Codice”), con particolare riferimento all’articolo 156, comma 3, lettera a), ai sensi del quale il Garante per la protezione dei dati personali (di seguito “Garante” o anche “Autorità”), con propri regolamenti pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, definisce l’organizzazione e il funzionamento dell’Ufficio, anche ai fini dello svolgimento dei compiti e all’esercizio dei poteri ad esso assegnati dagli articoli da 140-bis a 144, 154, 154-bis, 157, 158, 160, del medesimo Codice;
CONSIDERATO che ai sensi dell’articolo 142, comma 5, del Codice, il Garante disciplina “con proprio regolamento il procedimento relativo all’esame dei reclami, nonché modalità semplificate e termini abbreviati per la trattazione di reclami che abbiano ad oggetto la violazione degli articoli da 15 a 22” del RGPD;
RILEVATO altresì che ai sensi dell’articolo 166, comma 9, del Codice, “con proprio regolamento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, il Garante definisce le modalità del procedimento per l’adozione dei provvedimenti e delle sanzioni di cui al comma 3 ed i relativi termini, in conformità ai principi della piena conoscenza degli atti istruttori, del contraddittorio, della verbalizzazione, nonché della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie rispetto all’irrogazione della sanzione”;
di adottare il regolamento n. 1/2019, concernente le procedure interne aventi rilevanza esterna, finalizzate allo svolgimento dei compiti e all’esercizio dei poteri demandati al Garante per la protezione dei dati personali, in particolare per quanto concerne l’adozione dei provvedimenti correttivi di cui all’articolo 58, paragrafo 2, del RGPD, e delle sanzioni di cui agli articoli 83 del medesimo Regolamento e 166, commi 1 e 2, del Codice. Il regolamento è riportato in allegato alla presente deliberazione, della quale costituisce parte integrante, e ne dispone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, ai sensi degli articoli 142, comma 5, 154, commi 1, lettera b) e 3, 156, comma 3, lettera a), e 166, comma 9, del Codice.
1. Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni contenute nell’art. 4 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati) (di seguito denominato “RGPD”), e nell’articolo 2-ter, comma 4, nell’articolo 121, comma 1-bis, e nell’articolo 153 del Codice in materia di protezione dei dati personali, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101, di seguito denominato “Codice”), nonché le definizioni contenute nell’articolo 2 del decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51, recante attuazione della direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio.
2. Il presente regolamento disciplina altresì, ai sensi dell’articolo 166, comma 9, del Codice, il procedimento con il quale il Garante adotta i provvedimenti correttivi di cui all’articolo 58, paragrafo 2, del RGPD, ed irroga le sanzioni di cui all’articolo 83 del medesimo Regolamento, nel rispetto dei princìpi della piena conoscenza degli atti istruttori, del contraddittorio, della verbalizzazione nonché della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie rispetto all’irrogazione delle sanzioni.
5. Ferma restando la garanzia del diritto di difesa, l’attività difensiva innanzi al Garante si svolge nel rispetto del principio della leale collaborazione delle parti con il medesimo. In tale prospettiva, tenuto conto dell’esigenza di assicurare l’economicità dell’azione amministrativa, le deduzioni devono essere svolte, anche al fine di favorire la migliore comprensione delle argomentazioni difensive, in modo essenziale. In caso di trasmissione cartacea, a richiesta dell’Ufficio, i documenti difensivi vanno trasmessi in formato digitale, se del caso su supporto informatico unitamente all’attestazione di conformità delle informazioni così trasmesse all’originale utilizzando il modello predisposto dal Garante e messo a disposizione sul sito web. La produzione di documentazione inutilmente sovrabbondante, inconferente o ingiustificatamente dilatoria può costituire elemento di valutazione negativa del grado di cooperazione con il Garante.
3. Il dipartimento, servizio o altra unità organizzativa verifica se sussistono idonei elementi in ordine alle presunte violazioni e alle misure richieste dall’istante. A tal fine, il dipartimento, servizio o altra unità organizzativa esamina la documentazione pervenuta e può curare l’acquisizione di precisazioni e informazioni in ordine ai fatti e alle circostanze cui si riferisce il reclamo, anche sentendo personalmente o a mezzo di procuratore il titolare o il responsabile del trattamento, mediante richiesta di informazioni o di esibizione di documenti ai sensi dell’articolo 157 del Codice sottoscritta dal dirigente competente, nonché procedendo ai sensi dell’articolo 22. In tale contesto il dipartimento, servizio o unità organizzativa può invitare il titolare o il responsabile ad eseguire spontaneamente le misure richieste con il reclamo e a comunicare all’Ufficio, entro il termine da quest’ultimo richiesto, la propria eventuale adesione.
4. Ove sia altresì richiesta un’audizione, con istanza specifica anche allegata alle memorie difensive indirizzate al dipartimento, servizio o altra unità organizzativa competente, la medesima ha luogo presso la sede del Garante nella data fissata dall’Ufficio. Dell’audizione è redatto un sintetico verbale a cura dell’Ufficio. L’eventuale rinuncia all’audizione deve essere comunicata tempestivamente al dipartimento, servizio o altra unità organizzativa competente in relazione all’istruttoria. In sede di audizione i richiedenti svolgono le proprie controdeduzioni, evitando duplicazioni o meri rinvii a quanto già rappresentato negli scritti difensivi. L’audizione delle persone fisiche destinatarie della comunicazione di cui all’articolo 12, comma 2, ha carattere strettamente personale; è consentita la partecipazione con l’assistenza di un avvocato o di altro consulente.
1. In relazione ai reclami che abbiano ad oggetto, in via esclusiva, la violazione degli articoli da 15 a 22 del RGPD per i quali l’istante abbia già esercitato, in relazione al medesimo oggetto, i diritti riconosciuti da tali disposizioni nei confronti del titolare del trattamento senza ottenere un idoneo riscontro nei termini di cui all’articolo 12, paragrafo 3, del RGPD, salvi i casi di inammissibilità o manifesta infondatezza, entro quarantacinque giorni dalla data della sua ricezione, il reclamo è comunicato al titolare, con invito ad esercitare entro venti giorni dal suo ricevimento la facoltà di comunicare all’istante e all´Ufficio la propria eventuale adesione spontanea.
1. La decisione sul reclamo ai sensi degli articoli 14 e 15 nonché l’ordinanza ingiunzione ai sensi dell’articolo 16 dispongono altresì, ricorrendone i presupposti, l’annotazione nel registro interno dell’Autorità previsto dall’articolo 57, paragrafo 1, lettera u), del RGPD, delle violazioni e delle misure adottate in conformità all’articolo 58, paragrafo 2, del RGPD.
4. Nei casi in cui fatti di possibile rilievo per la disciplina in materia di protezione dei dati personali siano stati riscontrati nell’ambito di verifiche condotte da altre Autorità, la segnalazione può essere esaminata ai fini dell’eventuale accertamento della sussistenza di una violazione. Ove necessario, sono acquisiti ulteriori elementi.
8. Le attività di revisione sulla protezione dei dati personali sono avviate ai sensi dell’articolo 58, paragrafo 1, lettera b), del RGPD, presso il titolare o il responsabile del trattamento ovvero presso la sede dell’Autorità. In tale ultimo caso, l’attività si svolge a seguito di convocazione del titolare o del responsabile presso il dipartimento, servizio o altra unità organizzativa competente in materia di attività ispettive e di revisione. Nell’ambito delle attività di revisione, qualora emergano elementi di criticità nel trattamento dei dati personali, possono essere avviate attività ispettive al fine di rilevare eventuali violazioni della normativa sulla protezione dei dati personali.
a) l’appartenenza alle categorie interessate degli organismi che intendono adottare regole deontologiche in qualità di soggetti rappresentativi, nonché la sussistenza del presupposto della rappresentatività anche in relazione ai settori determinati nei quali le stesse dovrebbe operare;
Art. 25 – Organizzazione e svolgimento dei lavori
Art. 26 – Schema delle regole deontologiche
Art. 27 – Valutazione preliminare di conformità delle regole deontologiche
1. Lo schema di cui all’articolo 26 è soggetto ad una valutazione preliminare da parte del Garante, anche sulla base di eventuali richieste di chiarimento al fine di rilevare l´eventuale manifesta sussistenza di profili di non conformità alla normativa vigente, invitando, in quest’ultima ipotesi, i soggetti rappresentativi a riesaminare lo schema proposto.
Art. 28 – Schema finale delle regole deontologiche
Art. 29 – Valutazione finale di conformità delle regole deontologiche e loro sottoscrizione
Art. 30 – Pubblicazione delle regole deontologiche
Art. 31 – Regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica
1. Le disposizioni del presente capo trovano applicazione anche con riguardo all’adozione delle regole deontologiche relative al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, nonché alle loro eventuali modifiche o integrazioni, fatto salvo quanto specificamente previsto dall’articolo 139 del Codice.
Art. 34 – Altri procedimenti
c) l’ordine pubblico e la prevenzione e repressione dei reati;
eprivacr	2019-05-09T18:33:25+00:00	4 aprile 2019|Provvedimenti, Pubblica Amministrazione|

References: Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 34