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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 02/12/2014 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 02/12/2014
Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Notizie, Rassegna sulla Corte Europea 2 dicembre 2014
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato quest’oggi l’Italia, la Turchia, la Lituania, la Lettonia, la Romania, la Slovacchia e la Polonia per violazione dei diritti sanciti e protetti dalla Convenzione europea. L’Italia è stata giudicata nel caso Battista c. Italia per violazione della libertà di movimento del ricorrente, padre di famiglia ma sordo all’obbligo di corrispondere gli assegni di mantenimento, al quale il giudice italiano ha ritirato dal 2008 passaporto e permesso di soggiorno, per paura che fuggendo all’estero non pagasse mai. Ad oggi il ricorrente non è fuggito all’estero, ma a dire il vero non ha nemmeno pagato. Condanna anche per la Moldavia, dove esisterebbe una “prassi amministrativa di censura sulla televisione nazionale”.
Battista v. Italy 43978/09 2 Alessandro Battista è separato dalla moglie ed è accusato di non pagare il mantenimento dei figli dal 2007; da allora non gli è possibile ottenere alcun documento valido per l’espatrio: il giudice tutelare teme che all’estero potrebbe sfuggire ai suoi obblighi di mantenimento verso i figli. Oggi il Sign. Battista rivendica il diritto alla vita privata e la libertà di movimento, sanciti dalla Convenzione europea, e denuncia l’illegalità di negare ad un genitore, per il sol fatto che sia inadempiente degli obblighi di mantenimento, i documenti per espatriare. Articolo 8
Articolo 2, Prot. 4
Violazione dell'Articolo 2 del Protocollo n ° 4 - Libertà di movimento- generale { }
Danno non patrimoniale - riconosciuto
Taraneks v. Latvia 3082/06 3 Aivars Taraneks è un cittadino lettone, ex ufficiale giudiziario, condannato a 5 anni per tentata concussione: avrebbe chiesto ad una società il pagamento di una tangente per non dissequestrare una partita di pellicce, ma i soldi erano marcati e le conversazioni registrate, nell’ambito di un’operazione di polizia sotto copertura. Egli ritiene di essere stato incastrato dall’amministratore di quella società e dall’avvocato di quello: l’ex ufficiale giudiziario non avrebbe mai accettato quei soldi, portati nel suo ufficio a sua insaputa, e le somme che richiedeva nelle registrazioni erano quelle dovute per legge a fronte dei costi di deposito delle pellicce sequestrate. Oggi il Sign. Taraneks si oppone alla sentenza di condanna, ritenendo che i giudici abbiano deciso sommariamente il suo caso e sulla base di prove illegali, raccolte con registrazioni ed perquisizioni illegali. Articolo 6
Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (Articolo 8-1 - Rispetto della vita privata)
Violazione dell'Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)
Romankevič v. Lithuania 25747/07 3 Juljan Romankevič nel 2002 era tornato in possesso di un terreno vicino Vilnus, originariamente di suo padre ma poi nazionalizzato dallo Stato. Tuttavia nel 2007 i giudici lituani scoprono che il terreno restituitogli non era quello di cui era originariamente proprietario, annullano il primo trasferimento e ne dispongono un secondo, concedendogli la proprietà di un altro terreno, di minor valore. Oggi la figlia del Sign. Romankevič, ormai deceduto, chiede alla Lituania di ripagarla della differenza di valore tra il terreno del 2002 e quello del 2007. Articolo 1 Prot. 1 Violazione dell'Articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Tutela della proprietà (Articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Rispetto dei beni)
Urechean and Pavlicenco v. the Republic of Moldova 27756/05, 41219/07 2 Serafim Urechean e Vitalia Pavlicenco sono due politici del partito di opposizione moldavo che hanno citato per diffamazione l’allora Presidente della Moldavia, Vladimir Voronin, scontrandosi con l’ostacolo insormontabile della sua immunità. Il leader del partito comunista moldavo li avrebbe diffamati in due interviste, una del 2004 e una del 2007, dichiarando che il primo ricorrente era una agente del KGB e che il secondo, allora sindaco di Chişinău, aveva creato un sistema corruttivo di stampo mafioso. Oggi entrambi i ricorrenti lamentano l’impossibilità di ottenere qualunque forma di tutela contro quelle dichiarazioni. Articolo 6 Violazione dell'Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - l'accesso alla giustizia)
Cozianu v. Romania 29101/13 3 Marius Cozianu è un detenuto rumeno che denuncia le pessime condizioni detentive a cui è sottoposto dal 2012 nel carcere di Bucharest-Jilava ed, in particolare, il sovraffollamento e le condizioni igieniche della struttura. Articolo 3 Violazione dell'Articolo 3 - Divieto della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Cutean v. Romania 53150/12 3 Vasile Emilian Cutean, ex Segretario di Stato in Romania, è condannato per appropriazione indebita nel 2012 e da allora ha fatto esperienza delle carceri rumene. Oggi denuncia il sovraffollamento ed, in generale, le condizioni disumane e degradanti alle quali è stato sottoposto come detenuto presso la stazione di polizia di Bucarest, l’ospedale penitenziario di Jilava Prison e le carceri di Jilava e Rahova; oltre ciò, lamenta l’assenza di luce e la scarsa ventilazione all’interno dei mezzi di trasporto coi quali era trasportato dalle carceri alle aule di giustizia e, infine, l’iniquità del processo culminato nella sua condanna. Articolo 3
Petrov v. Slovakia 64195/10 3 Peter Petrov è un cittadino slovacco accusato di frode. In pendenza del procedimento penale, è sottoposto a misura cautelare coercitiva e perciò detenuto: la Corte Costituzionale slovacca tuttavia riconoscerà che la sua custodia cautelare era stata illegittima per 4 giorni – dal 5 all’8 Novembre 2010 - ma senza riconoscergli alcuna riparazione. Oggi il Sign. Petrov si rivolge al Giudice europeo perché riconosca l’ingiustizia di quella detenzione, il difetto di motivazione ei provvedimenti che la prorogavano ed, in generale, l’iniquità di tale procedimento cautelare. Articolo 5 Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-3 - Lunghezza di custodia cautelare)
Nessuna violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-4 - Garanzie procedurali di revisione)
Emel Boyraz v. Turkey 61960/08 2 Emel Boyraz è una cittadina turca che, tramite selezione per concorso pubblico, è assunta nel 1999 nel servizio di sicurezza della compagnia elettrica di Stato. Tuttavia nel 2004 è licenziata da quel posto perché “non ha svolto il servizio militare” e “non è un uomo”. A nulla valgono le istanze giudiziarie in Turchia: i giudici turchi ritengono legittimo che, come requisito di assunzione, ci sia l’aver svolto il servizio militare e, poiché solo gli uomini sono chiamati alla leva, allora il posto è riservato necessariamente al solo sesso maschile. Oggi la Sign.ra Boyraz denuncia davanti al giudice dei diritti umani la discriminazione di genere che le è costato il posto di lavoro e lamenta l’illegittimità del licenziamento e l’iniquità del processo conseguente; in particolare, le decisioni rese dai giudici turchi in diversi casi sarebbero state fra loro contraddittorie e, perciò, ingiuste. Articolo 6
Violazione dell'Articolo 14 + 8 - Divieto di discriminazione (Articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare; Articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata)
Violazione dell'Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Nessuna violazione dell'Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - Processo equo)
Violazione dell'Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - Processo equo)
Danno patrimoniale - istanza respinta
Güler and Uğur v. Turkey 31706/10 and 33088/10 2 İhsan Güler e Sinan Uğur sono due cittadini turchi di etnia curda condannati a 10 mesi di galera per aver partecipato ad una funzione religiosa celebrata all’interno della sede del Partito Demokratik Toplum per commemorare tre membri dell’organizzazione illegale PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), uccisi in un’operazione di polizia. L’accusa è di propaganda a favore di organizzazione terroristica, ma essi sostengono che quella era una semplice manifestazione, che la Legge antiterrorismo sulla base della quale sono stati condannati non era chiara e, infine, che sono stati discriminati nel procedimento giudiziario perché curdi. Articolo 7
Violazione dell'Articolo 9 - Libertà di pensiero di coscienza e di religione (Articolo 9-1 - la religione o le convinzioni personali Manifesto)
Cumhuriyetçi Eğitim Ve Kültür Merkezi Vakfı v. Turkey 32093/10 2 La fondazione Cumhuriyetçi Eğitim Ve Kültür Merkezi Vakfı gestisce in Turchia molti luoghi – i cemevis – dove si pratica l’Alevismo, una corrente minoritaria dell’Islam. Tali luoghi tuttavia non sono considerati luoghi di culto dall’autorità turca e perciò sono esclusi da alcune agevolazioni. Col suo ricorso, la fondazione chiede che sia lo Stato, tramite il Direttorato per gli affari religiosi, a pagare le bollette della luce elettrica del cemevis di Yenibosna – che ammonterebbero a 289,182 euro - come già fa per i luoghi di culto di altre comunità religiose. Articolo 9
Violazione dell'Articolo 14 + 9 - Divieto di discriminazione (Articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 9-1 - Libertà di religione; Articolo 9 - Libertà di pensiero coscienza e di religione)
Riserva sull’equa riparazione
Siermiński v. Poland 53339/09 3 Articolo 6 Violazione_dell'Articolo_6 - Diritto ad un processo equo (Articolo 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Nella rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 02 Dicembre 2014, per ciascuna,abbiamo indicato:
Corte I.L. : l’Importance Level del caso;
Italia Lettonia Lituania Polonia Romania Slovacchia Turchia Tutte le sentenze	2014-12-02
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References: Articolo 8

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