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Timestamp: 2020-03-30 08:10:45+00:00

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Bonifica serbatoi interrati: la situazione normativa - Certifico Srl
ID 5869 | 08 Gennaio 2020 | Visite: 23537 | Documenti Riservati Ambiente Permalink: https://www.certifico.com/id/5869
Bonifica/dismissione serbatoi interrati: la situazione normativa
ID 5869 | Scheda tecnica allegata Rev. 1.0 2020
Serbatoi interrati a servizio centrali termiche - UNI 8364-3:2007 Impianti di riscaldamento - Parte 3: Controllo e manutenzione
La UNI 8364-3:2007 fornisce le istruzioni per il controllo e la manutenzione degli impianti termici ad acqua calda alimentati con combustibile solido, liquido e gassoso, aventi potenza termica del focolare maggiore di 35 kW e destinati ad usi civili.
In particolare al punto 5.5.2 è riporta la frequenza di pulizia interna dei serbatoi e la frequenza delle ispezioni delle pareti esterne dei serbatoi metallici ubicati fuori terra. Altro al punto 5.5.
Non è presente una norma tecnica o indicazioni legislative sulla frequenza di pulizia e ispezione di serbatoi interrati, quanto riportato nella UNI 8364-3 può essere trasposta a serbatoi destinati ad altri usi oltre al servizio di centrali termiche contenenti oli combustibili o gasolio.
Dopo l'annullamento del Decreto Ministeriale 24/05/1999 da parte della CC e l'assenza del Decreto di cui all'Art. 19 del Legge 31/07/2002 n.179 “Disposizioni in materia ambientale”, non esistono attualmente a livello nazionale, salvo l'applicazione del D.Lgs 152/2006 per i siti contaminati, un archivio e disposizioni per la bonifica o dismissione di serbatoi interrati. La gestione è effettuata livello di Enti locali e ARPA territoriali, creando situazioni disomogenee da Regione a regione, se non da Comune a Comune.
Il Decreto Ministeriale 24/05/1999 n. 246 “Regolamento recante norme concernenti i requisiti tecnici per la costruzione, l’installazione e l’esercizio dei serbatoi interrati“ ha costituito, fino alla data di annullamento, avvenuta con sentenza della Corte Costituzionale n.266/2001, la disposizione legislativa di riferimento in materia di serbatoi interrati.
Esso conteneva le specifiche relative alla realizzazione, all’installazione ed all’utilizzo dei serbatoi ai fini della salvaguardia e della prevenzione dall’inquinamento del suolo, delle acque superficiali e sotterranee, potenzialmente causato dal rilascio delle sostanze o preparati contenuti nei serbatoi. Questa legge definiva nuove funzioni di indirizzo, stabilendo che l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (ex APAT oggi ISPRA), avvalendosi delle ARPA-APPA, realizzasse e gestisse un sistema informativo nazionale con i dati derivanti dal censimento e dalla registrazione dei serbatoi interrati e delle sostanze in essi contenuti.
Nel Decreto, venivano inoltre definite le autorità competenti in materia e le procedure per il rilascio delle autorizzazioni relative alle nuove installazioni, alla conduzione degli impianti esistenti, nonché alla dismissione dei vecchi serbatoi interrati. Particolare importanza rivestivano, pertanto, le disposizioni relative ai requisiti dei nuovi impianti, alla registrazione obbligatoria dei serbatoi interrati esistenti, all’obbligo di adeguamento dei serbatoi in utilizzo in funzione dell’età di esercizio ed alla durata massima di mantenimento in esercizio. Erano, infine, determinate le modalità di esecuzione dei controlli mediante prove di tenuta sui serbatoi e sulle tubazioni ed istituito l’obbligo di mantenimento di un libretto specifico per ciascun serbatoio, contenente i dati relativi all’impianto ed alle verifiche eseguite.
La Corte Costituzionale, su ricorso della Provincia autonoma di Trento, ha annullato il Decreto Ministeriale sopracitato, con sentenza n. 266 del 19/07/2001, dichiarando che “...non spetta allo Stato, in assenza di base legislativa, emanare il decreto del Ministero dell’ambiente 24/05/1999 e conseguentemente annulla lo stesso decreto...”.
Con la Legge 31/07/2002 n.179 “Disposizioni in materia ambientale”, viene stabilito (art.19)(1) che il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio deve definire, con proprio decreto, i requisiti tecnici per la costruzione l’installazione e l’esercizio di serbatoi interrati al fine di prevenire l’inquinamento del suolo, delle acque superficiali e sotterranee. La legge indica specificatamente che le disposizioni dovranno avere particolare riguardo ai termini massimi entro cui devono avvenire le operazioni di risanamento o adeguamento dei serbatoi esistenti ed alla definizione delle procedure di dismissione e messa in sicurezza dei serbatoi non più operativi nel rispetto della normativa vigente in materia di bonifiche ambientali.
Legge 31/07/2002 n.179 Disposizioni in materia ambientale
Art. 19. (Nuove norme per la costruzione, l'installazione e l'esercizio di serbatoi interrati)
1. Al fine di prevenire l'inquinamento del suolo e delle acque superficiali e sotterranee causato dal rilascio di sostanze o preparati contenuti in serbatoi interrati, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri dell'interno, della salute e delle attivita' produttive, stabilisce, con proprio decreto, i requisiti tecnici per la costruzione, l'installazione e l'esercizio di serbatoi interrati destinati allo stoccaggio di sostanze o preparati liquidi per usi commerciali e per la produzione industriale, con particolare riguardo ai termini massimi entro cui devono avvenire le operazioni di risanamento o adeguamento dei serbatoi esistenti e alla definizione delle procedure di dismissione e messa in sicurezza dei serbatoi che cessano di essere operativi, comunque nel rispetto della normativa vigente in materia di bonifiche ambientali.
Non risulta, ad oggi, essere stata emanato il decreto previsto dall'art. 19 della Legge n. 179 del 31/07/2002, ne altra norma a livello nazionale in materia di gestione ambientale dei serbatoi interrati.
La mancanza dello strumento normativo di riferimento previsto dal citato art. 19 della Legge n. 179 del 31/07/2002, ha determinato una situazione territoriale disomogenea, in ordine alla correlazione con altri riferimenti normativi nazionali e a quanto previsto dalle norme regionali e dalle previgenti norme regolamentarie locali.
Il Decreto del Ministero dell’Interno del 29/11/2002 “Requisiti tecnici per la costruzione, l’installazione e l’esercizio dei serbatoi interrati destinati allo stoccaggio di carburanti liquidi per autotrazione, presso gli impianti di distribuzione” (G.U. n. 293 del 14/12/2002), può essere un riferimento per i serbatoi interrati, ma non risulta specificatamente formulato per fini di carattere ambientale ma per la determinazione dei criteri tecnico esecutivi di realizzazione e conduzione dei manufatti.
(1) Legge 179/02 Art. 19 (Nuove norme per la costruzione, installazione e l’esercizio di serbatoi interrati):
“1. Al fine di prevenire l’inquinamento del suolo e delle acque superficiali e sotterranee causato dal rilascio di sostanze o preparati contenuti in serbatoi interrati, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministri dell’interno, della salute e della attività produttive, stabilisce con proprio decreto, i requisiti tecnici per la costruzione, l’installazione e l’esercizio di serbatoi interrati destinati allo stoccaggio di sostanze o preparati liquidi per usi commerciali e per la produzione industriale, con particolare riguardo ai termini massimi entro cui devono avvenire le operazioni di risanamento o adeguamento dei serbatoi esistenti e alla definizione delle procedure di dismissione e messa in sicurezza dei serbatoi che cessano di essere operativi, comunque nel rispetto delle normativa vigente in materia di bonifiche ambientali.
2. Sono fatte salve le competenze spettanti alle regioni a statuto speciale e alle province di Trento e Bolzano.”
La "gestione dei serbatoi interrati" è in generale gestita a livello di Enti locali, ARPA Territoriali.
Dismissione / bonifica serbatoi interrati
L’atto di dismissione di un serbatoio interrato e il conseguente riutilizzo dell’area, costituiscono un processo rilevante ai fini della tutela delle matrici ambientali. La dismissione di un serbatoio interrato deve essere accompagnata da accertamenti sull'integrità del serbatoio e/o indagini ambientali, volti a verificare la presenza di contaminazioni delle matrici acqua, suolo, sottosuolo, derivanti da perdite sistematiche od occasionali, per lesioni del manufatto, scorretto utilizzo o eventi accidentali.
Risulta necessario predisporre le necessarie misure di prevenzione (come definite dall'art. 240 comma 1 lett. i) D.Lgs 152/06) e dar corso a interventi di messa in sicurezza d'emergenza (MISE) (come definita da art. 240 comma 1 lett. m) ) o Urgenza (MISU) laddove né ricorra la necessità in base alle evidenze riscontrate.
Occorre effettuare un'indagine ambientale prevista dall'art. 242 comma 2 D.Lgs 152/06 e renderne gli esiti in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, riferendo inoltre sulle misure di prevenzione, emergenza o urgenza adottate.
Così ad esempio deve ritenersi che, accertate perdite (prova di tenuta negativa) da serbatoi o annesse strutture, costituisca, come già in precedenza accennato, elemento sufficiente agli obblighi di comunicazione previsti ai sensi degli art. 242 e 245 comma 2 del D.Lgs 152/06 e conseguenti interventi riparatori.
La bonifica, perchè sia svolta con i necessari standard di sicurezza e nel rispetto del DPR 177/11 relativo agli spazi confinati o a rischio inquinamento, deve essere effettuata da personale specializzato dotato di idonei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e Permessi di lavoro.
Serbatoi datati e in condizioni di criticità
La mancata effettuazione di verifiche su serbatoi datati e in condizioni di criticità, possa prefigurare, a prescindere dalle sanzioni derivanti dalle inottemperanze, una condizione di potenziale rischio ambientale da sottoporre ad adeguati approfondimenti.
Uno sversamento accidentale, dovuto ad esempio ad un’errata manovra di carico o al malfunzionamento di un sistema di controllo o all’involontaria rottura di tubazioni o di sistemi di contenimento o strutture interrate, ivi compreso il serbatoio stesso, costituiscono elementi sufficienti all’avvio delle procedure previste all’art. 242 del D.Lgs 152/06.
Nei casi di sola dismissione le comunicazioni vanno indirizzate all'Ente locale competente/ARPA territoriale; nel caso di pericolo concreto e attuale di contaminazione o accertata contaminazione le comunicazioni vanno indirizzate ai sensi dell’art. 245 del D.Lgs 152/06.
D.Lgs. 152/2006 Titolo V - Bonifica di siti contaminati
Art. 239 - Princìpi e campo di applicazione
a) sito: l'area o porzione di territorio, geograficamente definita e determinata, intesa nelle diverse matrici ambientali (suolo, materiali di riporto, sottosuolo ed acque sotterranee) e comprensiva delle eventuali strutture edilizie e impiantistiche presenti;
b) concentrazioni soglia di contaminazione (CSC): i livelli di contaminazione delle matrici ambientali che costituiscono valori al di sopra dei quali è necessaria la caratterizzazione del sito e l'analisi di rischio sito specifica, come individuati nell'Allegato 5 alla parte quarta del presente decreto. Nel caso in cui il sito potenzialmente contaminato sia ubicato in un’area interessata da fenomeni antropici o naturali che abbiano determinato il superamento di una o più concentrazioni soglia di contaminazione, queste ultime si a s su m o n o pari al valore di fondo esistente per tutti i parametri superati;
e) sito contaminato: un sito nel quale i valori delle concentrazioni soglia di rischio (CSR), determinati con l'applicazione della procedura di analisi di rischio di cui all'Allegato 1 alla parte quarta del presente decreto sulla base dei risultati del piano di caratterizzazione, risultano superati
g) sito con attività in esercizio: un sito nel quale risultano in esercizio attività produttive sia industriali che commerciali nonché le aree pertinenziali e quelle adibite ad attività accessorie economiche, ivi comprese le attività di mantenimento e tutela del patrimonio ai fini della successiva ripresa delle attività;
r) inquinamento diffuso: la contaminazione o le alterazioni chimiche, fisiche o biologiche delle matrici ambientali determinate da fonti diffuse e non imputabili ad una singola origine:
2) presenza di quantità significative di prodotto in fase separata sul suolo o in corsi di acqua superficiali o nella falda:
Art. 241 - Regolamento aree agricole
Art. 242 - Procedure operative ed amministrative
Art. 243. Gestione delle acque sotterranee emunte.
Art. 244. Ordinanze
Art. 245. Obblighi di intervento e di notifica da parte dei soggetti non responsabili della potenziale contaminazione
246. Accordi di programma
247. Siti soggetti a sequestro
248. Controlli
249. Aree contaminate di ridotte dimensioni
250. Bonifica da parte dell'amministrazione
251. Censimento ed anagrafe dei siti da bonificare
252. Siti di interesse nazionale
252-bis. Siti inquinati nazionali di preminente interesse pubblico per la riconversione industriale
253. Oneri reali e privilegi speciali
Le fasi della bonifica possono sintetizzarsi in:
1) Verifica GAS Free questa come prima fase,
2) apertura passo d'uomo con strumentazione antiscintille;
3) ventilazione con ATEX “antideflagranti”;
4) svuotamento serbatoio e trasporto del materiale allo smaltimento;
5) bonifica serbatoio;
6) prova di tenuta serbatoio.
La prova “gas free” può essere effettuata in accordo con la Nota DCPREV prot.n. 12026 del 5 agosto 2010.
Solo dopo la verifica deve essere rilasciata un'attestazione di avvenuta bonifica, dove si certifica che la cisterna è stata regolarmente bonificata e il contenuto è stato smaltito in accordo con il D.Lgs 152/06.
Nel caso si accertino perdite il titolare del serbatoio è tenuto a predisporre quanto previsto per i siti contaminati dall’art. 242 del D.Lgs 152/06, eventualmente applicando la procedura semplificata. Analogamente in caso di verifica della non tenuta di un serbatoio, in quanto condizione di pericolo concreto e attuale di contaminazione, si ritiene necessario procedere alla verifica dell’eventuale stato di contaminazione delle matrici, ovvero all’attivazione della procedura prevista per i siti contaminati ai sensi dell’art. 242 del D.Lgs 152/06.
Per ulteriori info vedasi Linee Guida serbatoi interrati Regione Lombardia
1.0 02.01.2020 Serbatoi interrati CT - UNI 8364-3:2007 Certifico Srl
0.0 29.03.2018 -- Certifico Srl
Linee guida sui erbatoi interrati - RVA
Bonifica-dismissione serbatoi interrati - Situazione normativa - Rev. 1.0 2020.pdf Abbonati Ambiente 56
Bonifica-dismissione serbatoi interrati - Situazione normativa.pdf Abbonati Ambiente 176
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Gen 23, 2019 83475
Nov 27, 2019 71718
Ott 29, 2019 70054
Nov 24, 2019 63110
Gen 05, 2020 61996
Dic 30, 2019 37593
Mag 13, 2019 37114
Giu 04, 2019 32847
Lug 05, 2018 29921

References: sentenza 
 sentenza 

Art. 19
 art. 19
 Art. 19
 art. 240
 art. 242

Art. 239

Art. 241

Art. 242

Art. 243

Art. 244

Art. 245