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Timestamp: 2020-07-15 03:53:47+00:00

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Art 77 cpc | Codice di procedura civile | Rappresentanza del procuratore e dell'institore. | L...
Art. 77 c.p.c. Rappresentanza del procuratore e dell'institore.
Il procuratore generale e quello preposto a determinati affari non possono stare in giudizio per il preponente, quando questo potere non è stato loro conferito espressamente, per iscritto, tranne che per gli atti urgenti e per le misure cautelari. Tale potere si presume conferito al procuratore generale di chi non ha residenza o domicilio nella Repubblica e all'institore.
chevron_left Art. 76
Art. 78 chevron_right
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 feb 2015, n. 2360
Al fine di determinare l'ambito della giurisdizione italiana, ai sensi dell'art. 6, n. 1, della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 (resa esecutiva con legge 21 giugno 1971, n. 804), rileva non già la prospettazione delle parti, bensì il "petitum" sostanziale, che va identificato soprattutto in funzione della "causa petendi", sicché, ove sia invocata l'applicazione dell'art. 2112 cod. civ., non può prescindersi dalla connessione esistente fra le posizioni del cedente e del cessionario.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 lug 2008, n. 19600
Il giudicato sulla giurisdizione (nel caso di specie nei confronti dello straniero o dello Stato estero) non può spiegare effetto in un successivo processo inerente al medesimo rapporto, ma coinvolgente effetti diversi rispetto a quelli fatti valere nel primo processo. Pertanto, la sentenza che abbia dichiarato l'inefficacia della vendita di un complesso immobiliare, da destinare a sede distaccata dell'ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, con condanna di quest'ultima, già immessa nel possesso, alla restituzione dell'immobile alla venditrice ed al risarcimento del danno da quantificarsi in separata sede, ancorché si sia implicitamente pronunciata per la giurisdizione del giudice italiano, non spiega effetti nel successivo giudizio sulla domanda di risarcimento dei danni da indisponibilità dell'immobile, per averne la convenuta Repubblica mantenuto il possesso, in quanto il giudicato di condanna generica, attiene alla sola potenzialità del danno derivante dalla divergenza tra la titolarità formale del bene (ancora in capo alla venditrice) e l'effettiva disponibilità dello stesso da parte della Repubblica Popolare Cinese, e non all'illegittimità del comportamento dello Stato estero di continuare ad occupare l'immobile, in luogo di restituirlo all'attrice e alla conseguente potenzialità di danno e, preliminarmente ed implicitamente, alla giurisdizione del giudice italiano in relazione a tale fattispecie di danno da occupazione illegittima dell'immobile.
Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 lug 2008, n. 19595
In tema di giurisdizione relativa a rapporto di lavoro nautico, ove non ricorrano i presupposti dell'art. 3, comma 1, della legge n. 218 del 1995 - secondo cui la giurisdizione italiana sussiste quando il convenuto è domiciliato o residente in Italia o vi ha un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio "ex"art. 77 cod. proc. civ.- occorre fare riferimento ai due ulteriori criteri di collegamento posti dal comma 2 dello stesso art. 3, i quali identificano le ipotesi in cui il giudice italiano è fornito di giurisdizione richiamando ("in parte qua", sì che non vale il limite del domicilio in uno stato contraente per l'applicazione della convenzione) da una parte (comma 2, primo periodo) i criteri stabiliti dalle sezioni 2, 3 e 4 del titolo II della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 (ratificata e resa esecutiva con legge n. 804 del 1971, e successive modificazioni) tra i quali rileva il luogo di abituale svolgimento dell'attività lavorativa o quello dello stabilimento di assunzione (art. 5, primo comma, n.1), e dall'altra (comma 2, secondo periodo) residualmente secondo un'interpretazione costituzionalmente orientata sulla base dell'art. 6 della convenzione Europea dei diritti dell'uomo i criteri previsti per la competenza per territorio, nella specie, dall'art. 603 cod. nav. che prevede l'ipotesi della nave iscritta nel registro nautico italiano e quella della conclusione, esecuzione o cessazione del rapporto in Italia. Ne consegue che la giurisdizione del giudice italiano sussiste, in base all'art. 5, primo comma, n. 1, della citata Convenzione, nell'ipotesi in cui in Italia sia situato "lo stabilimento presso il quale il lavoratore è stato assunto",ravvisabile nel caso di imbarco ed esecuzione della prestazione lavorativa su natante rimasto inizialmente, per un prolungato periodo di tempo, in un porto italiano, nonché che se si ritenesse inapplicabile l'art. 5 suddetto, la giurisdizione sarebbe comunque del giudice italiano, sulla base dell'art. 603 cit., che dà rilievo alla conclusione , esecuzione o cessazione del rapporto di lavoro in Italia.
Art. 4 c.p.c.
Art. 142 c.p.c.
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References: Art. 77
 Art. 76

Art. 78
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 3

Art. 4

Art. 142