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Timestamp: 2019-09-19 20:13:19+00:00

Document:
Gazzetta ufficiale L 289/2007
Regolamento (CE) n. 1297/2007 della Commissione, del 6 novembre 2007, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli
Regolamento (CE) n. 1298/2007 della Commissione, del 6 novembre 2007, recante modifica del regolamento (CE) n. 900/2007 al fine di operare una distinzione fra i paesi terzi e i territori degli Stati membri dell’Unione europea che non fanno parte del territorio doganale della Comunità
Regolamento (CE) n. 1299/2007 della Commissione, del 6 novembre 2007, relativo al riconoscimento delle associazioni di produttori nel settore del luppolo (Versione codificata)
Regolamento (CE) n. 1300/2007 della Commissione, del 6 novembre 2007, recante modifica del regolamento (CE) n. 1622/2000 che fissa talune modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo e che istituisce un codice comunitario delle pratiche e dei trattamenti enologici
Regolamento (CE) n. 1301/2007 della Commissione, del 6 novembre 2007, recante divieto di pesca del merluzzo bianco nelle zone CIEM I e IIb per le navi battenti bandiera polacca
Decisione del Consiglio, del 30 ottobre 2007, recante nomina di un membro italiano e di un supplente italiano del Comitato delle regioni
Decisione del Consiglio, del 30 ottobre 2007, recante nomina di un membro tedesco del Comitato economico e sociale europeo
Decisione della Commissione, del 30 ottobre 2007, che stabilisce misure transitorie relative ai requisiti strutturali per taluni stabilimenti dei settori della carne e del latte della Bulgaria previsti dai regolamenti del Parlamento europeo e del Consiglio (CE) n. 852/2004 e (CE) n. 853/2004 [notificata con il numero C(2007) 5238] ( 1 )
Decisione della Commissione, del 31 ottobre 2007, che istituisce un gruppo d’esperti in materia di fatturazione elettronica
Decisione della Commissione, del 6 novembre 2007, che reca alcune misure di protezione contro l'afta epizootica a Cipro [notificata con il numero C(2007) 5452] ( 1 )
Decisione della Commissione, del 6 novembre 2007, che fissa, per la campagna 2007/2008, le dotazioni finanziarie indicative assegnate agli Stati membri, per un determinato numero di ettari, ai fini della ristrutturazione e della riconversione dei vigneti ai sensi del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio [notificata con il numero C(2007) 5293]
REGOLAMENTO (CE) N. 1297/2007 DELLA COMMISSIONE
Il presente regolamento entra in vigore il 7 novembre 2007.
al regolamento della Commissione, del 6 novembre 2007, recante fissazione dei valori forfettari all'importazione ai fini della determinazione del prezzo di entrata di alcuni ortofrutticoli
REGOLAMENTO (CE) N. 1298/2007 DELLA COMMISSIONE
recante modifica del regolamento (CE) n. 900/2007 al fine di operare una distinzione fra i paesi terzi e i territori degli Stati membri dell’Unione europea che non fanno parte del territorio doganale della Comunità
visto il regolamento (CE) n. 318/2006 del Consiglio, del 20 febbraio 2006, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero (1), in particolare l’articolo 40, paragrafo 1, lettera g),
L’articolo 1 del regolamento (CE) n. 900/2007 della Commissione, del 27 luglio 2007, relativo a una gara permanente per la fissazione di restituzioni all’esportazione di zucchero bianco fino al termine della campagna di commercializzazione 2007/2008, (2) apre una gara permanente per la fissazione di restituzioni all’esportazione di zucchero bianco del codice NC 1701 99 10 verso tutte le destinazioni eccetto Andorra, Gibilterra, Ceuta, Melilla, la Santa Sede (Stato della Città del Vaticano), il Liechtenstein, i comuni di Livigno e Campione d’Italia, l’isola di Helgoland, la Groenlandia, le Isole Færøer, le zone di Cipro sulle quali il governo della Repubblica di Cipro non esercita un controllo effettivo, l’Albania, la Croazia, la Bosnia-Erzegovina, la Serbia (3), il Montenegro e l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia.
Per evitare errori di interpretazione circa lo stato giuridico di tali destinazioni, occorre distinguere fra paesi terzi e territori degli Stati membri dell’Unione europea che non fanno parte del territorio doganale della Comunità.
Occorre pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 900/2007.
All’articolo 1 del regolamento (CE) n. 900/2007, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
«1. È aperta una gara permanente per la fissazione di restituzioni all’esportazione di zucchero bianco del codice NC 1701 99 10 verso tutte le destinazioni eccetto:
paesi terzi: Andorra, la Santa Sede (Stato della Città del Vaticano), Liechtenstein, Albania, Croazia, Bosnia-Erzegovina, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Serbia (4) e Montenegro;
territori degli Stati membri dell’Unione europea che non fanno parte del territorio doganale della Comunità: Gibilterra, Ceuta, Melilla, i comuni di Livigno e Campione d’Italia, l’isola di Helgoland, la Groenlandia, le Isole Færøer e le zone di Cipro sulle quali il governo della Repubblica di Cipro non esercita un controllo effettivo.
Durante il periodo di validità della gara permanente di cui al primo comma si procede a gare parziali.
(1) GU L 58 del 28.2.2006, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1182/2007 (GU L 273 del 17.10.2007, pag. 1).
(2) GU L 196 del 28.7.2007, pag. 26.
(3) Compreso il Kosovo, sotto l’egida delle Nazioni Unite, in forza della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 10 giugno 1999.
(4) Compreso il Kosovo, sotto l’egida delle Nazioni Unite, in forza della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 10 giugno 1999.»
REGOLAMENTO (CE) N. 1299/2007 DELLA COMMISSIONE
relativo al riconoscimento delle associazioni di produttori nel settore del luppolo
visto il regolamento (CE) n. 1952/2005 del Consiglio, del 23 novembre 2005, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore del luppolo e che abroga i regolamenti (CEE) n. 1696/71, (CEE) n. 1037/72, (CEE) n. 879/73 e (CEE) n. 1981/82 (1), in particolare l’articolo 17,
Il regolamento (CEE) n. 1351/72 della Commissione, del 28 giugno 1972, relativo al riconoscimento delle associazioni di produttori nel settore del luppolo (2), è stato modificato in modo sostanziale e a più riprese (3). A fini di razionalità e chiarezza occorre provvedere alla codificazione di tale regolamento.
Le condizioni previste all’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1952/2005 per il riconoscimento di un’associazione di produttori di luppolo comportano in particolare l’applicazione di norme comuni di produzione e di immissione sul mercato al primo stadio di commercializzazione così come la giustificazione di un’attività economica sufficiente. È necessario precisare tali condizioni.
Per assicurare una certa uniformità della procedura amministrativa, occorre regolare taluni particolari riguardanti la domanda, la concessione e il ritiro del riconoscimento.
Per l’informazione degli Stati membri e di tutti gli interessati è utile prevedere la pubblicazione all’inizio di ogni anno civile della lista delle associazioni che sono state riconosciute nel corso dell’anno precedente e di quelle il cui riconoscimento è stato ritirato durante lo stesso periodo.
Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per il luppolo,
1. Le norme comuni di cui all’articolo 7, paragrafo 2, lettere b) e c), del regolamento (CE) n. 1952/2005 sono stabilite per iscritto. Esse comprendono come minimo:
in materia di produzione:
disposizioni circa l’impiego di una o più varietà determinate in sede di rinnovo delle piantagioni o di creazione di nuove piantagioni;
disposizioni circa il rispetto di determinate pratiche colturali e delle misure di protezione dei vegetali;
disposizioni in merito alla raccolta, all’essiccazione e se del caso, al condizionamento;
in materia di immissione sul mercato, soprattutto per quanto attiene alla concentrazione e alle condizioni dell’offerta:
disposizioni generali che disciplinano le vendite effettuate dall’associazione;
disposizioni circa i quantitativi che i produttori sono autorizzati a vendere in proprio, nonché disposizioni che disciplinano tali vendite.
2. Per prima fase di commercializzazione si intende la vendita al commercio all’ingrosso o alle industrie utilizzatrici da parte di un singolo produttore del luppolo da lui prodotto, oppure, da parte di un’associazione, del luppolo prodotto dai suoi membri.
1. Per ottenere il riconoscimento l’associazione di produttori deve comprendere almeno 60 ettari di superfici e almeno 7 produttori.
Per quanto riguarda la Grecia il numero minimo di ettari è limitato a 30.
2. Conformemente alla procedura di cui all’articolo 16, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1952/2005, uno Stato membro può essere autorizzato, a sua richiesta, a riconoscere un’associazione con meno di 60 ha di superfici registrate, se queste sono situate in una regione di produzione riconosciuta di almeno 100 ha.
Nel richiedere il riconoscimento devono essere presentati i seguenti documenti e informazioni:
l’indicazione delle persone autorizzate ad agire in nome e per conto dell’associazione;
la specificazione delle attività che giustificano la domanda di riconoscimento;
la prova che le disposizioni di cui all’articolo 2 sono rispettate.
1. Gli Stati membri decidono la concessione del riconoscimento nel termine di tre mesi dalla presentazione della domanda.
2. Il riconoscimento di un’associazione di produttori viene revocato qualora i requisiti per il riconoscimento non siano più soddisfatti ovvero il riconoscimento sia fondato su indicazioni erronee.
Se l’associazione lo ha ottenuto o ne beneficia con mezzi fraudolenti, il riconoscimento è revocato con effetto retroattivo.
3. Gli Stati membri esercitano un controllo permanente sul rispetto delle condizioni del riconoscimento da parte delle associazioni riconosciute.
1. Quando uno Stato membro accorda, rifiuta, ovvero revoca il riconoscimento a un’associazione, ne informa la Commissione nel termine di due mesi dalla comunicazione della decisione al richiedente, indicando i motivi del rigetto di una domanda o della revoca del riconoscimento.
2. All’inizio di ogni anno civile la Commissione provvede a pubblicare nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea l’elenco delle associazioni riconosciute nell’anno precedente nonché di quelle il cui riconoscimento è stato revocato nel corso dello stesso periodo.
Il regolamento (CEE) n. 1351/72 è abrogato.
(2) GU L 148 del 30.6.1972, pag. 13. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3858/87 (GU L 363 del 23.12.1987, pag. 27).
Regolamento (CEE) n. 1351/72 della Commissione
(GU L 148 del 30.6.1972, pag. 13)
Regolamento (CEE) n. 2564/77 della Commissione
(GU L 299 del 23.11.1977, pag. 9)
Articolo 21 e allegato I, sezione II, B, lettera e), dell’atto di adesione del 1979
(GU L 291 del 19.11.1979, pag. 77)
Regolamento (CEE) n. 2591/85 della Commissione
(GU L 247 del 14.9.1985, pag. 12)
Regolamento (CEE) n. 1323/86 della Commissione
(GU L 117 del 6.5.1986, pag. 12)
Regolamento (CEE) n. 3858/87 della Commissione
(GU L 363 del 23.12.1987, pag. 27)
Regolamento (CEE) n. 1351/72
Articolo 1, paragrafo 1, frase introduttiva
Articolo 1, paragrafo 1, lettera a), frase introduttiva
Articolo 1, paragrafo 1, lettera a) aa)
Articolo 1, paragrafo 1, lettera a) i)
Articolo 1, paragrafo 1, lettera a) bb)
Articolo 1, paragrafo 1, lettera a) ii)
Articolo 1, paragrafo 1, lettera a) cc)
Articolo 1, paragrafo 1, lettera a) iii)
Articolo 1, paragrafo 1, lettera b), frase introduttiva
Articolo 1, paragrafo 1, lettera b) aa)
Articolo 1, paragrafo 1, lettera b) i)
Articolo 1, paragrafo 1, lettera b) bb)
Articolo 1, paragrafo 1, lettera b) ii)
Articolo 1, paragrafo 1, lettera b) cc)
Articolo 4, paragrafo 2, prima frase
Articolo 4, paragrafo 2, seconda frase
REGOLAMENTO (CE) N. 1300/2007 DELLA COMMISSIONE
recante modifica del regolamento (CE) n. 1622/2000 che fissa talune modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo e che istituisce un codice comunitario delle pratiche e dei trattamenti enologici
L’allegato V, parte B, punto 3, del regolamento (CE) n. 1493/1999 prevede la possibilità di derogare al tenore massimo di acidità volatile per talune categorie di vini.
Il regolamento (CE) n. 1622/2000 della Commissione (2) fissa talune modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999, in particolare per quanto riguarda i tenori massimi totali di acidità volatile dei vini. In particolare, secondo il disposto dell’articolo 20, i vini che beneficiano di deroghe sono elencati nell’allegato XIII del medesimo regolamento.
Alcuni v.l.q.p.r.d. spagnoli e il v.q.p.r.d. italiano «Alto Adige», che sono elaborati secondo metodi particolari e hanno un titolo alcolometrico volumico totale superiore a 13 % vol, presentano di norma un tenore di acidità volatile superiore ai limiti massimi stabiliti nell’allegato V, parte B, punto 1, del regolamento (CE) n. 1493/1999, ma comunque inferiore a 35 o 40 milliequivalenti per litro, secondo i casi. Tali vini devono essere pertanto aggiunti all’elenco di cui all’allegato XIII del regolamento (CE) n. 1622/2000.
L’allegato XIII del regolamento (CE) n. 1622/2000 è modificato in conformità dell’allegato del presente regolamento.
(2) GU L 194 del 31.7.2000, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 556/2007 (GU L 132 del 24.5.2007, pag. 3).
L’allegato XIII del regolamento (CE) n. 1622/2000 è modificato come segue.
per i vini italiani:
i v.l.q.p.r.d. “Marsala”,
i v.q.p.r.d. “Moscato di Pantelleria naturale”, “Moscato di Pantelleria” e “Malvasia delle Lipari”,
i v.q.p.r.d. “Colli orientali del Friuli” accompagnati dall’indicazione “Picolit”,
i v.q.p.r.d. e i v.l.q.p.r.d. che soddisfano i requisiti per ottenere una o più delle seguenti designazioni: “vin santo”, “passito”, “liquoroso” e “vendemmia tardiva”, eccetto i v.q.p.r.d. aventi diritto alla denominazione di origine “Alto Adige” e recanti una o più delle designazioni “passito” e “vendemmia tardiva”,
i vini da tavola con indicazione geografica che soddisfano i requisiti per ottenere una o più delle seguenti designazioni: “vin santo”, “passito”, “liquoroso” e “vendemmia tardiva”,
i vini da tavola ottenuti dalla varietà “Vernaccia di Oristano B” raccolta in Sardegna, che soddisfano i requisiti per ottenere la designazione “Vernaccia di Sardegna”;
a 40 milliequivalenti per litro per i v.q.p.r.d. aventi diritto alla denominazione di origine “Alto Adige” e recanti una o più delle designazioni “passito” e “vendemmia tardiva”;».
per i vini originari della Spagna:
a 25 milliequivalenti per litro per i v.q.p.r.d. che soddisfano i requisiti per ottenere la designazione “vendimia tardía”;
i v.q.p.r.d. ottenuti da uve stramature aventi diritto alla denominazione di origine “Ribeiro”,
i v.l.q.p.r.d. recanti la designazione “generoso” o “generoso de licor” e aventi diritto alle denominazioni di origine “Condado de Huelva”, “Jerez-Xerez-Sherry”, “Manzanilla-Sanlúcar de Barrameda”, “Málaga” e “Montilla-Moriles”;».
REGOLAMENTO (CE) N. 1301/2007 DELLA COMMISSIONE
recante divieto di pesca del merluzzo bianco nelle zone CIEM I e IIb per le navi battenti bandiera polacca
In base alle informazioni pervenute alla Commissione, le catture dello stock di cui all’allegato del presente regolamento da parte di navi battenti bandiera dello Stato membro ivi indicato o in esso immatricolate hanno determinato l’esaurimento del contingente assegnato per il 2007.
Il contingente di pesca assegnato per il 2007 allo Stato membro di cui all’allegato del presente regolamento per lo stock ivi indicato si ritiene esaurito a decorrere dalla data stabilita nello stesso allegato.
zone I e IIb
recante nomina di un membro italiano e di un supplente italiano del Comitato delle regioni
(2007/714/CE)
Il 24 gennaio 2006 il Consiglio ha adottato la decisione 2006/116/CE, recante nomina dei membri e dei supplenti del Comitato delle regioni per il periodo 26 gennaio 2006-25 gennaio 2010 (1).
Un seggio di membro del Comitato delle regioni è divenuto vacante in seguito alla fine del mandato della sig.ra SCAGNI e un seggio di supplente è divenuto vacante in seguito alla fine del mandato del sig. TECCE,
Sono nominati al Comitato delle regioni per la restante durata del mandato, vale a dire fino al 25 gennaio 2010:
la sig.ra Marta VINCENZI, sindaco del comune di Genova,
quale supplente:
il sig. Paolo CARRAZZA, consigliere comunale del comune di Roma.
Fatto a Lussemburgo, addì 30 ottobre 2007.
(2007/715/CE, Euratom)
vista la candidatura presentata dal governo tedesco,
previa consultazione della Commissione,
Con decisione 2006/524/CE, Euratom, relativa alla nomina dei membri cechi, tedeschi, estoni, spagnoli, francesi, italiani, lettoni, lituani, lussemburghesi, ungheresi, maltesi, austriaci, sloveni e slovacchi del Comitato economico e sociale europeo (1), il Consiglio ha nominato i membri tedeschi del Comitato economico e sociale europeo per il periodo dal 21 settembre 2006 al 20 settembre 2010.
Un seggio di membro tedesco del summenzionato Comitato è divenuto vacante in seguito alle dimissioni del sig. Heiko STEFFENS,
Il sig. Gerd BILLEN, Vorstand des Verbraucherzentrale Bundesverbands, è nominato membro del Comitato economico e sociale europeo in sostituzione del sig. Heiko STEFFENS per la restante durata del mandato di quest’ultimo, ossia fino al 20 settembre 2010.
(1) GU L 207 del 28.7.2006, pag. 30. Decisione modificata dalla decisione 2007/622/CE, Euratom (GU L 253 del 28.9.2007, pag. 39).
che stabilisce misure transitorie relative ai requisiti strutturali per taluni stabilimenti dei settori della carne e del latte della Bulgaria previsti dai regolamenti del Parlamento europeo e del Consiglio (CE) n. 852/2004 e (CE) n. 853/2004
[notificata con il numero C(2007) 5238]
(2007/716/CE)
La decisione 2007/31/CE della Commissione (2) stabilisce misure transitorie concernenti la spedizione, dalla Bulgaria verso altri Stati membri, di taluni prodotti dei settori della carne e del latte di cui all’allegato III del regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (3). Tali prodotti possono essere spediti dalla Bulgaria solo se sono stati ottenuti in uno stabilimento di trasformazione indicato nell’allegato della decisione 2007/31/CE.
L’Ufficio alimentare e veterinario (UAV) ha effettuato una missione in Bulgaria dal 22 al 27 aprile 2007 allo scopo di valutare la situazione degli stabilimenti di trasformazione. Le autorità bulgare hanno dimostrato che dispongono ora della capacità e delle risorse per valutare gli stabilimenti correttamente ai fini dell’approvazione per il commercio intracomunitario e che hanno risolto i precedenti problemi di controllo. La decisione 2007/31/CE deve pertanto essere abrogata.
Il regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull’igiene dei prodotti alimentari (4) e il regolamento (CE) n. 853/2004 prevedono determinati requisiti strutturali per gli stabilimenti che rientrano nel loro campo d’applicazione.
In Bulgaria alcuni stabilimenti dei settori della carne e del latte hanno bisogno di più tempo per conformarsi ai requisiti strutturali pertinenti dei regolamenti (CE) n. 852/2004 e (CE) n. 853/2004. Di conseguenza, i requisiti strutturali di cui al regolamento (CE) n. 852/2004, allegato II, capitolo II, e al regolamento (CE) n. 853/2004, allegato III, sezione I, capitoli II e III, sezione II, capitoli II e III, e sezione V, capitolo I, non devono essere applicati agli stabilimenti elencati nell’allegato della presente decisione fino al 31 dicembre 2009, ferme restando determinate condizioni.
Finché questi stabilimenti saranno in transizione, i prodotti da essi provenienti potranno solo essere immessi sul mercato nazionale o utilizzati per un’ulteriore trasformazione in stabilimenti bulgari in transizione. Per poter controllare che i prodotti di tali stabilimenti siano commercializzati e immessi unicamente sul mercato nazionale, i prodotti devono recare un bollo sanitario o un marchio di identificazione diverso da quello previsto dall’articolo 5 del regolamento (CE) n. 853/2004, che deve essere comunicato agli altri Stati membri.
La Bulgaria deve garantire il graduale allineamento ai requisiti strutturali pertinenti, secondo un piano di miglioramento approvato dalla competente autorità veterinaria nazionale per ciascuno stabilimento. Il piano deve comprendere un elenco di tutte le carenze e la data prevista per la loro correzione. La Bulgaria deve garantire che potranno continuare a operare solo gli stabilimenti che risultano pienamente conformi a tali requisiti entro il 31 dicembre 2009.
I requisiti strutturali di cui al regolamento (CE) n. 852/2004, allegato II, capitolo II, e al regolamento (CE) n. 853/2004, allegato III, sezione I, capitoli II e III, sezione II, capitoli II e III, e sezione V, capitolo I, non si applicano agli stabilimenti elencati nell’allegato della presente decisione fino al 31 dicembre 2009.
1. I seguenti prodotti possono solo essere immessi sul mercato nazionale o utilizzati per un’ulteriore trasformazione negli stabilimenti elencati nell’allegato:
i prodotti provenienti dagli stabilimenti elencati nell’allegato;
i prodotti provenienti dagli stabilimenti integrati per la carne e il latte, una parte dei quali è elencata nell’allegato.
2. I prodotti di cui al paragrafo 1 devono recare un bollo sanitario o un marchio di identificazione diverso da quello previsto all’articolo 5 del regolamento (CE) n. 853/2004.
3. La Bulgaria notifica i bolli sanitari o i marchi di identificazione utilizzati per i prodotti di cui al paragrafo 1 alla Commissione, che trasmette le informazioni agli altri Stati membri.
La decisione 2007/31/CE è abrogata.
Fatto a Bruxelles, il 30 ottobre 2007.
(2) GU L 8 del 13.1.2007, pag. 61. Decisione modificata da ultimo dalla decisione 2007/586/CE (GU L 220 del 25.8.2007, pag. 22).
(3) GU L 139 del 30.4.2004, pag. 55; rettifica nella GU L 226 del 25.6.2004, pag. 22. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1791/2006 del Consiglio (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 1).
Elenco degli stabilimenti di trasformazione della carne
Città, via o villaggio, regione
Elenco degli stabilimenti di trasformazione del latte
che istituisce un gruppo d’esperti in materia di fatturazione elettronica
(2007/717/CE)
L’articolo 3 del trattato assegna alla Comunità il compito di assicurare l’instaurazione di un mercato interno caratterizzato dall’eliminazione, fra gli Stati membri, degli ostacoli alla libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.
L’articolo 232 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (1) consente l’emissione di fatture elettroniche in sostituzione delle fatture cartacee.
La strategia di Lisbona modificata per la crescita e l’occupazione (2) comporta un programma di riforma economica di ampio respiro, il cui pilastro microeconomico poggia sulla creazione di un contesto favorevole alle imprese. Lo sviluppo di soluzioni interoperabili di fatturazione elettronica (e-Invoicing) è una componente fondamentale di quest’obiettivo.
Nella sua comunicazione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni «i2010 — Una società europea dell’informazione per la crescita e l’occupazione» (3) del 1o giugno 2005, la Commissione ha lanciato l’iniziativa i2010, nel cui quadro si dovranno trattare le principali sfide e gli sviluppi della società dell’informazione e del settore dei mezzi di comunicazione fino al 2010. Essa promuove un’economia digitale aperta e competitiva e pone l’accento sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), viste come un elemento propulsivo di integrazione e qualità della vita.
Il Consiglio europeo per i pagamenti (EPC), ossia l’organismo decisionale e di coordinamento del settore bancario europeo per quanto riguarda i pagamenti, si è impegnato a realizzare entro il 2010 un’area unica dei pagamenti in euro (AUPE) con infrastrutture e prodotti di pagamento integrati.
La fatturazione elettronica collega i processi interni delle imprese ai sistemi di pagamento, per cui l’AUPE e un’iniziativa efficace dell’Europa nel campo della fatturazione elettronica risulterebbero mutuamente integrative. La combinazione delle due iniziative dovrebbe apportare enormi benefici alle imprese e ai fornitori di servizi finanziari, grazie a una maggiore efficienza e automatizzazione delle catene dei servizi.
Per accrescere l’utilizzo dell’ambiente digitale e raccogliere tutti i benefici della fatturazione elettronica nella Comunità, occorre semplificare le pratiche attualmente seguite e agevolare la transizione a nuovi modelli di gestione aziendale, grazie a un quadro più integrato e uniforme, che verrebbe incontro in particolare agli interessi delle piccole e medie imprese (PMI) europee.
Nel dicembre 2006, un gruppo di parti interessate ha formato una task force sulla fatturazione elettronica presieduta dalla Commissione, cui hanno aderito imprese, rappresentanti delle banche e di altri fornitori di servizi e organismi di standardizzazione. L’obiettivo della task force era aprire la strada ai futuri lavori relativi a un Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica. Essa ha formulato proposte per la possibile struttura di gestione, ha definito il percorso per un programma in materia di fatturazione elettronica e ha presentato la propria relazione finale nel giugno 2007.
Data l’esperienza positiva fatta con la task force, e al fine di risolvere problemi di lungo termine, si dovrebbe istituire un gruppo d’esperti in materia di fatturazione elettronica.
I compiti di tale gruppo dovrebbero essere individuare le esigenze (4) e le responsabilità delle imprese per quanto riguarda l’esecuzione di determinati compiti, nonché guidare la creazione — entro la fine del 2009 — di un Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica inteso a stabilire una struttura concettuale comune a sostegno della fornitura di servizi di fatturazione elettronica in maniera aperta e interoperabile valida per tutta l’Europa.
Il gruppo d’esperti dovrebbe essere composto da persone dotate di competenza diretta riguardante le attività di fatturazione elettronica, comprese le parti interessate fondamentali del settore pubblico, le grandi e piccole imprese e i fornitori di servizi, le organizzazioni di standardizzazione e i rappresentanti dei consumatori. Inoltre occorre prevedere la partecipazione di osservatori. Le relazioni e le conclusioni del gruppo d’esperti si configurerebbero come lavoro dei membri del gruppo e non dovrebbero essere intese come l’espressione del parere della Commissione.
Occorre provvedere a regolamentare la diffusione delle informazioni da parte dei membri del gruppo d’esperti, nel rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza allegate al regolamento interno della Commissione dalla decisione 2001/844/CE, CECA, EURATOM (5).
I dati personali dei membri del gruppo d’esperti vanno trattati in conformità del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (6).
È opportuno fissare un periodo di applicazione della presente decisione. La Commissione valuterà l’opportunità di una proroga a tempo debito,
Il gruppo d’esperti in materia di fatturazione elettronica
È istituito il gruppo d’esperti in materia di fatturazione elettronica (qui di seguito «il gruppo»). La presente decisione ha effetto alla data dell’adozione.
1. Il gruppo in genere assiste la Commissione nell’elaborazione e nella sorveglianza dei progressi compiuti per quanto riguarda una strategia comune relativa alla creazione di un Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica.
2. I lavori del gruppo devono essere completati entro il 31 dicembre 2009.
3. Il gruppo svolge le seguenti funzioni:
individuare i punti deboli del complesso normativo in materia di fatturazione elettronica a livello della Comunità e degli Stati membri che impediscono all’economia comunitaria di realizzare appieno il proprio potenziale;
individuare le richieste delle imprese nei confronti di un Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica e garantirne la convalida ad opera delle parti interessate (7);
individuare i dati rilevanti dal punto di vista della fatturazione elettronica, in particolare per il nesso tra la fattura e, almeno, il conferimento dell’incarico e i pagamenti, le questioni connesse all’imposta sul valore aggiunto, l’autenticazione e l’integrità, l’archiviazione e la conservazione, nonché la necessità di garantire la convalida di tali elementi ad opera delle parti interessate fondamentali;
proporre i compiti da assegnare agli organismi di standardizzazione e un calendario per l’elaborazione di standard comuni basato sulle esigenze delle imprese e sui dati richiesti dalle parti interessate al fine di sostenere un Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica;
proporre il Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica, il quale dovrà stabilire una struttura concettuale comune, comprese richieste delle imprese e standard, e proporre soluzioni a sostegno della fornitura di servizi di fatturazione elettronica in maniera aperta e interoperabile in tutta Europa.
4. Nello svolgimento delle sue funzioni il gruppo tiene conto del lavoro e delle soluzioni già esistenti, in particolare per quanto riguarda le richieste delle imprese e gli standard tecnici, in materia di fatturazione elettronica nel settore pubblico e privato.
5. Ove appropriato e necessario, il gruppo può individuare i compiti specifici di esecuzione da attribuire a sottogruppi o ad organismi esterni e organizzazioni competenti nel settore della fatturazione elettronica.
6. Il gruppo elabora e presenta alla Commissione una relazione intermedia contenente una sintesi dei progressi compiuti relativamente ai propri compiti ed eventuali raccomandazioni che fungano da stimolo alla riflessione e alla discussione tra la Commissione, gli Stati membri e le parti interessate, in particolare le associazioni di imprese del settore. Detta relazione è resa accessibile al pubblico.
7. Il gruppo elabora e presenta alla Commissione una relazione finale contenente una descrizione del Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica. Detta relazione è resa accessibile al pubblico.
1. La Commissione può consultare il gruppo su qualsiasi materia che riguardi la fatturazione elettronica.
2. Il presidente del gruppo può consigliare la Commissione sull’opportunità di consultare quest’ultimo su una questione specifica.
1. Il gruppo è composto da un massimo di 30 membri.
2. I membri sono nominati dalla Commissione, che li sceglie tra specialisti dotati di competenze nel settore della fatturazione elettronica sulla base delle candidature provenienti dalle associazioni di imprese del settore, dagli organismi del settore pubblico e dai singoli rappresentanti degli interessi di tutto o di parte del settore pubblico, delle imprese e del settore delle TIC, dei consumatori, dei fornitori di servizi finanziari e delle organizzazioni di standardizzazione nel campo della fatturazione elettronica.
I candidati ritenuti idonei ma non nominati possono figurare in un elenco di riserva a cui la Commissione può attingere per la nomina di sostituti.
3. I membri nominati sono rappresentanti delle pubbliche autorità e della società civile.
4. La Commissione valuta le candidature in base ai seguenti criteri:
i membri devono rappresentare le parti interessate fondamentali (come i fornitori di servizi e di soluzioni, il settore pubblico, le imprese — comprese le PMI — e i consumatori) e le organizzazioni di standardizzazione;
i membri devono disporre di competenze ed esperienze recenti, pratiche od operative, relative alle questioni giuridiche, amministrative, fiscali, di standardizzazione e commerciali e/o tecniche nel settore della fatturazione elettronica su base transfrontaliera. In particolare, essi devono avere un’esperienza diretta di progetti o questioni imprenditoriali tali da dotarli della visione commerciale o tecnica necessaria per sviluppare soluzioni nei campi di cui alla presente decisione;
i membri devono essere in grado di contribuire alla definizione delle posizioni delle rispettive amministrazioni, organizzazioni madri, associazioni di imprese del settore o industrie, nonché di altre categorie di parti interessate per quanto riguarda le questioni rientranti nel mandato del gruppo;
i membri devono poter usare correntemente l’inglese in modo da poter contribuire alle discussioni e alla preparazione delle relazioni.
Le candidature ricevute dalle parti interessate devono essere accompagnate da materiale che dimostri il possesso dei suddetti requisiti da parte dei membri proposti.
5. Al momento di nominare i membri, la Commissione tiene conto dei seguenti criteri:
competenze giuridiche, commerciali e tecniche richieste per quanto riguarda le questioni rientranti nel mandato del gruppo;
competenze relative a tutte le funzioni che riguardano la domanda e l’offerta nel settore della fatturazione elettronica.
Inoltre, la Commissione mira a garantire un’ampia rappresentanza geografica e una composizione equilibrata dal punto di vista dei sessi, sempre in base alle candidature ricevute.
6. I membri informano in tempo utile la Commissione di ogni conflitto d’interessi che potrebbe compromettere la loro indipendenza.
7. I nominativi dei membri designati individualmente sono pubblicati sul sito internet della DG o sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, serie C, o in entrambe le sedi, e sono raccolti, elaborati e pubblicati in conformità al disposto del regolamento (CE) n. 45/2001.
8. I membri sono nominati per un mandato di 12 mesi rinnovabile e restano in carica fino a quando non vengono sostituiti oppure fino alla scadenza del mandato.
9. I membri possono essere sostituiti per il resto del mandato nei casi seguenti:
quando si dimettono;
quando non risultano più in grado di contribuire efficacemente ai lavori del gruppo;
quando violano l’articolo 287 del trattato;
quando, contrariamente al disposto del paragrafo 6, non hanno informato la Commissione in tempo utile in merito a un conflitto di interessi.
Presidente — Nomina
1. La Commissione nomina il presidente del gruppo d’esperti tenendo conto della misura in cui la persona selezionata rappresenta gli interessi delle parti interessate fondamentali, contribuisce alle posizioni dell’industria per quanto riguarda le questioni rientranti nel mandato del gruppo ed è in possesso delle competenze giuridiche, commerciali e tecniche richieste.
2. La Commissione nomina il presidente per un mandato di 12 mesi, rinnovabile.
1. La Commissione organizza le riunioni del gruppo, che vengono presiedute dal presidente.
2. D’accordo con la Commissione, possono essere istituiti sottogruppi incaricati di esaminare questioni specifiche nei limiti di un mandato stabilito dal gruppo; tali sottogruppi sono sciolti non appena abbiano adempiuto al compito stabilito.
3. Il rappresentante della Commissione può invitare esperti od osservatori con particolari competenze su un argomento iscritto all’ordine del giorno a partecipare ai lavori del gruppo o dei sottogruppi.
4. Le informazioni ottenute partecipando ai lavori del gruppo o di un sottogruppo non possono essere divulgate se le Commissione ritiene che esse attengano a questioni confidenziali.
5. Normalmente, il gruppo e i sottogruppi si riuniscono nei locali della Commissione secondo le procedure e il calendario da essa stabiliti. La Commissione assicura i servizi di segreteria.
Alle riunioni del gruppo e dei sottogruppi possono partecipare funzionari della Commissione interessati.
6. Il gruppo adotta il proprio regolamento interno basandosi sul modello di regolamento interno adottato dalla Commissione.
7. La Commissione può pubblicare o caricare su Internet, nella lingua originale del documento interessato, sintesi, conclusioni o documenti di lavoro del gruppo.
1. La Commissione rimborsa le spese di viaggio e, eventualmente, di vitto e alloggio sostenute da presidente, membri, esperti e osservatori in relazione alle attività del gruppo, secondo le proprie norme sul rimborso spese degli esperti esterni.
2. Il presidente, i membri, gli esperti e gli osservatori non ricevono compensi per i servizi resi.
3. Le spese di riunione sono rimborsate entro i limiti del bilancio annuale assegnato al gruppo dal competente servizio della Commissione.
La presente decisione scade il 31 dicembre 2009.
Fatto a Bruxelles, il 31 ottobre 2007.
(1) GU L 347 dell’11.12.2006, pag. 1. Direttiva modificata dalla direttiva 2006/138/CE (GU L 384 del 29.12.2006, pag. 92).
(3) COM(2005) 229 def.
(4) Le esigenze delle imprese in materia di fatturazione elettronica rappresentano le caratteristiche cui dovrebbero corrispondere i servizi di fatturazione elettronica per venire incontro ai bisogni e agli obiettivi delle imprese interessate, così da far funzionare i processi dell’intera catena finanziaria e dei servizi. Tali esigenze sono espresse in termini di flussi di processo di alto livello, informazioni in materia di fatturazione elettronica e struttura standard dei messaggi.
(5) GU L 317 del 3.12.2001, pag. 1. Decisione modificata dalla decisione 2006/548/CE, Euratom (GU L 215 del 5.8.2006, pag. 38).
(7) In particolare il settore pubblico, le imprese, il settore delle TIC e i fornitori di servizi finanziari.
GRUPPO D’ESPERTI IN MATERIA DI FATTURAZIONE ELETTRONICA
La Commissione europea ha raccolto le sfide della globalizzazione economica. Nella sua «vasta strategia d’innovazione per l’Europa» lanciata nel settembre 2006, la Commissione osservava che «In questo nuovo ordine economico, l’Europa non può competere se non diventando più inventiva, rispondendo meglio alle esigenze e alle preferenze dei consumatori e innovando di più.»
Due aspetti, l’efficienza e la sicurezza, emergono in quanto fondamento per migliorare la concorrenzialità dell’Europa nell’economia globale. Conferendo maggiore efficienza alle catene del valore si possono ridurre i costi, migliorando la sicurezza dell’ambiente in cui tali catene sono inserite le si rendono più concorrenziali. Pertanto, per promuovere l’innovazione è fondamentale assicurare l’efficienza e la sicurezza della catena del valore.
Snellendo il flusso delle informazioni in tutte le catene del valore si ridurranno le inefficienze, si migliorerà la sicurezza e si ridurranno i costi. Mentre l’Europa si appresta a varare l’area unica dei pagamenti in euro (AUPE), occorre affrontare la questione dei processi aziendali che richiedono un elevato numero di pagamenti da azienda ad azienda e da azienda a settore pubblico. L’AUPE dovrebbe apportare un contributo significativo all’agenda di Lisbona.
L’obiettivo di un Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica sta nel fornire la base attraverso la quale ottenere l’interoperabilità delle soluzioni di fatturazione elettronica nel settore pubblico e privato. Questa base per l’interoperabilità sarà assicurata da norme aziendali e da standard tecnici comuni. Il Quadro aiuterà a rafforzare gli incentivi commerciali favorevoli al commercio elettronico in sostituzione dei processi manuali su formato cartaceo, contribuendo così a rimuovere le barriere attuali all’assimilazione e istituzione di soluzioni di fatturazione elettronica intracomunitarie (transfrontaliere).
2. MANDATO DEL GRUPPO D’ESPERTI IN MATERIA DI FATTURAZIONE ELETTRONICA
Il gruppo d’esperti («il gruppo») assiste la Commissione nell’elaborazione e nella sorveglianza dei progressi compiuti per quanto riguarda una strategia comune relativa alla creazione di un Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica.
I lavori del gruppo devono essere completati entro il 31 dicembre 2009.
Il gruppo svolge le seguenti funzioni:
individuare le esigenze delle imprese nei confronti di un Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica e garantirne la convalida ad opera delle parti interessate;
individuare gli elementi rilevanti dal punto di vista della fatturazione elettronica, in particolare per il nesso tra la fattura e, almeno, il conferimento dell’incarico e i pagamenti, le questioni connesse all’imposta sul valore aggiunto, l’autenticazione e l’integrità, l’archiviazione e la conservazione, nonché la necessità di garantire la convalida di tali elementi ad opera delle parti interessate fondamentali;
proporre i compiti da assegnare agli organismi di standardizzazione e un calendario per l’elaborazione di standard comuni basati sulle esigenze delle imprese e sui dati richiesti dalle parti interessate al fine di sostenere un Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica;
proporre il Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica, il quale dovrà stabilire una struttura concettuale comune, comprese le esigenze delle imprese e gli standard, e proporre soluzioni a sostegno della fornitura di servizi di fatturazione elettronica in maniera aperta e interoperabile in tutta Europa.
Nello svolgimento delle sue funzioni il gruppo tiene conto del lavoro e delle soluzioni già esistenti, in particolare per quanto riguarda le esigenze delle imprese e gli standard tecnici, in materia di fatturazione elettronica nel settore pubblico e privato.
Ove appropriato e necessario, il gruppo può individuare i compiti specifici di esecuzione da attribuire a sottogruppi o ad organismi esterni e organizzazioni competenti nel settore della fatturazione elettronica.
Il gruppo elabora e presenta alla Commissione una relazione intermedia contenente una sintesi dei progressi compiuti relativamente ai propri compiti ed eventuali raccomandazioni che fungano da stimolo alla riflessione e alla discussione tra la Commissione, gli Stati membri e le parti interessate, in particolare le associazioni di imprese del settore. Detta relazione è resa accessibile al pubblico.
Il gruppo elabora e presenta alla Commissione una relazione finale contenente una descrizione del Quadro europeo in materia di fatturazione elettronica. Detta relazione è resa accessibile al pubblico. Le relazioni non possono essere intese come l’espressione del parere della Commissione.
3. COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO
3.1. Composizione
Il gruppo è composto da un massimo di 30 membri.
I membri sono nominati dalla Commissione, che li sceglie tra specialisti dotati di competenze nel settore della fatturazione elettronica sulla base delle candidature provenienti dalle associazioni di imprese del settore, dagli organismi del settore pubblico e dai singoli rappresentanti degli interessi di tutto o di parte del settore pubblico, delle imprese e del settore delle TIC, dei consumatori, dei fornitori di servizi finanziari e delle organizzazioni di standardizzazione nel campo della fatturazione elettronica.
3.2. Invito a presentare candidature
In seguito all’adozione della decisione che istituisce il gruppo, la Commissione pubblicherà un invito a presentare candidature provenienti dalle associazioni di imprese del settore, dagli organismi del settore pubblico e dai singoli rappresentanti degli interessi di tutto o di parte del settore pubblico, delle imprese e del settore delle TIC, dei consumatori, dei fornitori di servizi finanziari e delle organizzazioni di standardizzazione nel campo della fatturazione elettronica.
Le associazioni di imprese del settore, gli organismi del settore pubblico e i singoli che desiderino partecipare al gruppo devono formulare per iscritto la propria candidatura e inviarla alla Commissione entro e non oltre il 30 novembre 2007.
Le candidature devono contenere una motivazione circostanziata indicante le ragioni per cui l’interessato desidera partecipare al gruppo.
La Commissione valuta le candidature in base ai seguenti criteri:
i membri devono essere in grado di contribuire alle posizioni delle rispettive amministrazioni, organizzazioni madri, associazioni di imprese del settore o industrie, nonché di altre categorie di parti interessate per quanto riguarda le questioni rientranti nel mandato del gruppo;
Le candidature ricevute dalle parti interessate devono essere corredate di documenti che dimostrino il possesso dei suddetti requisiti da parte dei membri proposti.
3.3. Determinazione finale della composizione del gruppo
La Commissione decide sulla composizione del gruppo in base alle proposte formulate in risposta al presente invito a presentare candidature.
Al momento di nominare i membri, la Commissione tiene conto dei seguenti criteri:
I membri informano in tempo utile la Commissione di ogni conflitto d’interessi che potrebbe compromettere la loro indipendenza.
I nominativi dei membri designati individualmente sono pubblicati sul sito internet della DG o sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, serie C, o in entrambe le sedi e sono raccolti, elaborati e pubblicati in conformità al disposto del regolamento (CE) n. 45/2001.
I membri sono nominati per un mandato di 12 mesi rinnovabile e restano in carica fino a quando non vengono sostituiti oppure fino alla scadenza del mandato.
I membri possono essere sostituiti per il resto del mandato nei casi seguenti:
quando non sono più in grado di contribuire efficacemente ai lavori del gruppo;
quando non hanno informato la Commissione in tempo utile in merito a un conflitto di interessi.
La Commissione nomina il presidente del gruppo d’esperti tenendo conto della misura in cui la persona selezionata rappresenta gli interessi delle parti interessate fondamentali, contribuisce alla definizione delle posizioni dell’industria per quanto riguarda le questioni rientranti nel mandato del gruppo ed è in possesso delle competenze giuridiche, commerciali e tecniche richieste.
La Commissione nomina il presidente per un mandato di 12 mesi, rinnovabile.
3.5. Funzionamento
La Commissione organizza le riunioni del gruppo, che vengono presiedute dal presidente.
D’accordo con la Commissione, possono essere istituiti sottogruppi incaricati di esaminare questioni specifiche nei limiti di un mandato stabilito dal gruppo, i quali vengono sciolti non appena abbiano terminato i propri compiti.
Il rappresentante della Commissione può invitare esperti od osservatori con particolari competenze su un argomento iscritto all’ordine del giorno a partecipare ai lavori del gruppo o dei sottogruppi.
Le informazioni ottenute partecipando ai lavori del gruppo o dei sottogruppi non possono essere divulgate se la Commissione ritiene che vertano su questioni riservate.
Normalmente, il gruppo e i sottogruppi si riuniscono nei locali della Commissione secondo le procedure e il calendario da essa stabiliti. La Commissione assicura i servizi di segreteria. Alle riunioni del gruppo e dei sottogruppi possono partecipare funzionari della Commissione interessati.
Il gruppo adotta il proprio regolamento interno basandosi sul modello di regolamento interno adottato dalla Commissione.
La Commissione può pubblicare o caricare sul proprio sito Internet, nella lingua originale del documento interessato, sintesi, conclusioni o documenti di lavoro del gruppo.
3.6. Rimborso spese
La Commissione rimborsa le spese di viaggio e, eventualmente, di vitto e alloggio sostenute da presidente, membri, esperti e osservatori in relazione alle attività del gruppo, secondo le proprie norme sul rimborso spese degli esperti esterni.
Il presidente, i membri, gli esperti e gli osservatori non ricevono compensi per i servizi resi.
Le spese di riunione sono rimborsate entro i limiti del bilancio annuale assegnato al gruppo dal competente servizio della Commissione.

References: Articolo 21

Articolo 1

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Articolo 4

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