Source: http://www.studiocelentano.it/codici/cc/lIItI.htm
Timestamp: 2014-12-21 23:09:13+00:00

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Capo I: Dell'apertura della successione, della delazione e dell'acquisto dell'eredit�
La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto (43, 45). Art. 457 Delazione dell'eredit�
L'eredit� si devolve per legge (565 e seguenti) o per testamento (587 e seguenti).
Le disposizioni testamentarie non possono pregiudicare i diritti che la legge riserva ai legittimari (536 e seguenti). Art. 458 Divieto di patti successori
E' del pari nullo ogni atto col quale taluno dispone dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta, o rinunzia ai medesimi (557-2, 679). Art. 459 Acquisto dell'eredit�
L'eredit� si acquista con l'accettazione (470 e seguenti).
L'effetto dell'accettazione risale al momento nel quale si � aperta la successione (456, 1146). Art. 460 Poteri del chiamato prima dell'accettazione
Il chiamato all'eredit� pu� esercitare le azioni possessorie (1168 e seguenti) a tutela dei beni ereditari, senza bisogno di materiale apprensione (1146).
Egli inoltre pu� compiere atti conservativi (Cod. Proc. Civ. 670) di vigilanza e di amministrazione temporanea (486), e pu� farsi autorizzare dall'autorit� giudiziaria a vendere i beni che non si possono conservare o la cui conservazione importa grave dispendio (Cod. Proc. Civ. 747, 748).
Non pu� il chiamato compiere gli atti indicati nei commi precedenti, quando si � provveduto alla nomina di un curatore dell'eredit� a norma dell'Art. 528. Art. 461 Rimborso delle spese sostenute dal chiamato
Se il chiamato rinunzia all'eredit� (519 e seguenti), le spese sostenute per gli atti indicati dall'articolo precedente sono a carico dell'eredit�.
Capo II: Della capacit� di succedere
Art. 462 Capacit� delle persone fisiche
Salvo prova contraria, si presume concepito al tempo dell'apertura della successione chi � nato entro i trecento giorni dalla morte della persona della cui successione si tratta (232).
Possono inoltre ricevere per testamento i figli di una determinata persona vivente al tempo della morte del testatore, bench� non ancora concepiti (643, 715, 784). Capo III: Dell'indegnit�
Art. 463 Casi d'indegnit�
E' escluso dalla successione come indegno (466 e seguenti): chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge, o un discendente, o un ascendente della medesima (801), purch� non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilit� a norma della legge penale (Cod. Pen. 45 e seguenti); chi ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge penale dichiara applicabili le disposizioni sull'omicidio (Cod. Pen. 397, 579, 580); chi ha denunziato una di tali persone per reato punibile con l'ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni, se la denunzia � stata dichiarata calunniosa in giudizio penale; ovvero ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza � stata dichiarata, nei confronti di lui, falsa in giudizio penale; chi ha indotto con dolo o violenza la persona, della cui successione si tratta, a fare, revocare o mutare il testamento, o ne l'ha impedita; chi ha soppresso, celato o alterato il testamento dal quale la successione sarebbe stata regolata; chi ha formato un testamento falso o ne ha fatto scientemente uso.
L'indegno � obbligato a restituire i frutti (820) che gli sono pervenuti dopo l'apertura della successione (535, 1148). Art. 465 Indegnit� del genitore
Colui che � escluso per indegnit� dalla successione (463) non ha sui beni della medesima, che siano devoluti ai suoi figli, i diritti di usufrutto o di amministrazione che la legge accorda ai genitori (320 e seguenti).
Chi � incorso nell'indegnit� (463) � ammesso a succedere quando la persona, della cui successione si tratta, ve lo ha espressamente abilitato con atto pubblico o con testamento (587, 2699).
Tuttavia l'indegno non espressamente abilitato, se e stato contemplato nel testamento quando il testatore conosceva la causa dell'indegnit�, � ammesso a succedere nei limiti della disposizione testamentaria. Capo IV: Della rappresentazione
La rappresentazione fa subentrare i discendenti legittimi o naturali nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non pu� o non vuole accettare l'eredit� o il legato.
Si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l'istituto non possa o non voglia accettare l'eredit� o il legato, e sempre che non si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale. Art. 468 Soggetti
La rappresentazione ha luogo, nella linea retta (75) a favore dei discendenti dei figli legittimi (23 i e seguenti), legittimati (280 e seguenti) e adottivi (291 e seguenti), nonch� dei discendenti dei figli naturali (250 e seguenti) del defunto, e, nella linea collaterale (75), a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto.
I discendenti (467) possono succedere per rappresentazione anche se hanno rinunziato (519 e seguenti) all'eredit� della persona in luogo della quale subentrano, o sono incapaci o indegni di succedere rispetto a questa.
La rappresentazione ha luogo anche nel caso di unicit� di stirpe (564-3).
Se uno stipite ha prodotto pi� rami, la suddivisione avviene per stirpi anche in ciascun ramo, e per capi tra i membri del medesimo ramo. Capo V: Dell'accettazione dell'eredit�
Art. 470 Accettazione pura e semplice e accettazione col beneficio d'inventariobr> L'eredit� pu� essere accettata puramente e semplicemente o col beneficio d'inventario (484 e seguenti).
L'accettazione col beneficio d'inventario pu� farsi nonostante qualunque divieto del testatore (634). Art. 471 Eredit� devolute a minori o interdetti
Non si possono accettare le eredit� devolute ai minori e agli interdetti, se non col beneficio d'inventario, osservate le disposizioni degli artt. 321 e 374. Art. 472 Eredit� devolute a minori emancipati o a inabilitati
I minori emancipati e gli inabilitati non possono accettare l'eredit�, se non col beneficio d'inventario, osservate le disposizioni dell'Art. 394.
Art. 473 Eredit� devolute a persone giuridiche
L'accettazione delle eredit� devolute alle persone giuridiche non pu� farsi che col beneficio d'inventario, osservate le disposizioni della legge circa l'autorizzazione governativa (17).
Questo articolo non si applica alle societ� (2247). Art. 474 Modi di accettazione
L'accettazione pu� essere espressa o tacita. Art. 475 Accettazione espressa
L'accettazione e espressa quando, in un atto pubblico (2699) o in una scrittura privata (2702), il chiamato all'eredit� ha dichiarato di accettarla oppure ha assunto il titolo di erede (2648).
Parimenti � nulla la dichiarazione di accettazione parziale di eredit�.
L'accettazione � tacita quando il chiamato all'eredit� compie un atto che presuppone necessariamente la sua volont� di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualit� di erede (527). Art. 477 Donazione, vendita e cessione dei diritti di successione
La donazione, la vendita (1542) o la cessione, che il chiamato all'eredit� faccia dei suoi diritti di successione a un estraneo o a tutti gli altri chiamati o ad alcuno di questi, importa accettazione dell'eredit�. Art. 478 Rinunzia che importa accettazione
La rinunzia ai diritti di successione, qualora sia fatta verso corrispettivo o a favore di alcuni soltanto dei chiamati, importa accettazione. Art. 479 Trasmissione del diritto di accettazione
Se il chiamato all'eredit� muore senza averla accettata, il diritto di accettarla si trasmette agli eredi.
Se questi non sono d'accordo per accettare o rinunziare, colui che accetta l'eredit� acquista tutti i diritti e soggiace a tutti i pesi ereditari, mentre vi rimane estraneo chi ha rinunziato (521).
La rinunzia all'eredit� propria del trasmittente include rinunzia all'eredit� che al medesimo � devoluta. Art. 480 Prescrizione
Il diritto di accettare l'eredit� si prescrive in dieci anni (2946).
Il termine decorre dal giorno dell'apertura della successione (456) e, in caso d'istituzione condizionale (633 e seguenti), dal giorno in cui si verifica la condizione (2935). Il termine non corre per i chiamati ulteriori, se vi � stata accettazione da parte di precedenti chiamati e successivamente il loro acquisto ereditario e venuto meno. Art. 481 Fissazione di un termine per l'accettazione
Chiunque vi ha interesse pu� chiedere che l'autorit� giudiziaria fissi un termine (Cod. Proc. Civ. 749) entro il quale il chiamato dichiari se accetta o rinunzia all'eredit�. Trascorso questo termine senza che abbia fatto la dichiarazione, il chiamato perde il diritto di accettare (488).
L'accettazione dell'eredit� si pu� impugnare quando e effetto di violenza o di dolo (1434 e seguenti).
L'azione si prescrive in cinque anni dal giorno in cui � cessata la violenza o � stato scoperto il dolo (1442). Art. 483 Impugnazione per errore
L'accettazione dell'eredit� non si pu� impugnare se � viziata da errore.
Tuttavia, se si scopre un testamento del quale non si aveva notizia al tempo dell'accettazione, l'erede (662 e seguente) non � tenuto a soddisfare i legati scritti in esso oltre il valore dell'eredit�, o con pregiudizio della porzione legittima che gli e dovuta (536 e seguenti). Se i beni ereditari non bastano a soddisfare tali legati, si riducono proporzionalmente anche i legati scritti in altri testamenti. Se alcuni legatari sono stati gi� soddisfatti per intero, contro di loro � data azione di regresso.
L'onere di provare il valore dell'eredit� incombe all'erede (2697). Sezione II: Del beneficio d'inventario
L'accettazione col beneficio d'inventario (490 e seguenti, 2830) si fa mediante dichiarazione, ricevuta da un notaio o dal cancelliere della pretura del mandamento in cui si � aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni conservato nella stessa pretura (att. 52, 53).
Entro un mese dall'inserzione, la dichiarazione deve essere trascritta, a cura del cancelliere, presso l'ufficio dei registri immobiliari del luogo in cui si � aperta la successione.
Se l'inventario � fatto prima della dichiarazione, nel registro deve pure menzionarsi la data in cui esso e stato compiuto.
Se l'inventario � fatto dopo la dichiarazione, l'ufficiale pubblico che lo ha redatto deve, nel termine di un mese, far inserire nel registro l'annotazione della data in cui esso � stato compiuto. Art. 485 Chiamato all'eredit� che � nel possesso di beni
Il chiamato all'eredit�, quando a qualsiasi titolo e nel possesso di beni ereditari, deve fare l'inventario entro tre mesi dal giorno dell'apertura della successione o della notizia della devoluta eredit�. Se entro questo termine lo ha cominciato ma non e stato in grado di completarlo, pu� ottenere dal pretore del luogo in cui si e aperta la successione una proroga che, salvo gravi circostanze, non deve eccedere i tre mesi (Cod. Proc. Civ. 7494).
Trascorso tale termine senza che l'inventario sia stato compiuto, il chiamato all'eredit� � considerato erede puro e semplice.
Compiuto l'inventario, il chiamato che non abbia ancora fatto la dichiarazione a norma dell'Art. 484 ha un termine di quaranta giorni da quello del compimento dell'inventario medesimo, per deliberare se accetta o rinunzia all'eredit�. Trascorso questo termine senza che abbia deliberato, � considerato erede puro e semplice. Art. 486 Poteri
Durante i termini stabiliti dall'articolo precedente per fare l'inventario e per deliberare, il chiamato, oltre che esercitare i poteri indicati nell'Art. 460, pu� stare in giudizio come convenuto per rappresentare l'eredit�.
Se non compare, l'autorit� giudiziaria nomina un curatore all'eredit� affinche la rappresenti in giudizio (Cod. Proc. Civ. 78-80). Art. 487 Chiamato all'eredit� che non � nel possesso di beni
Il chiamato all'eredit�, che non � nel possesso di beni ereditari, pu� fare la dichiarazione di accettare col beneficio d'inventario, fino a che il diritto di accettare non e prescritto.
Quando ha fatto la dichiarazione, deve compiere l'inventario nel termine di tre mesi dalla dichiarazione, salva la proroga accordata dall'autorit� giudiziaria a norma dell'Art. 485; in mancanza, e considerato erede puro e semplice.
Quando ha fatto l'inventario non preceduto da dichiarazione d'accettazione, questa deve essere fatta nei quaranta giorni successivi al compimento dell'inventario; in mancanza, il chiamato perde il diritto di accettare l'eredit�. Art. 488 Dichiarazione in caso di termine fissato dall'autorit� giudiziaria
Il chiamato all'eredit� che non � nel possesso di beni ereditari, qualora gli sia stato assegnato un termine a norma dell'Art. 481, deve, entro detto termine, compiere anche l'inventario; se fa la dichiarazione e non l'inventario, � considerato erede puro e semplice.
L'autorit� giudiziaria pu� accordare una dilazione (Cod. Proc. Civ. 749-4). Art. 489 Incapaci
I minori, gli interdetti e gli inabilitati (414 e seguente) non s'intendono decaduti dal beneficio d'inventario (471, 472), se non al compimento di un anno dalla maggiore et� o dal cessare dello stato d'interdizione o d'inabilitazione, qualora entro tale termine non si siano conformati alle norme della presente Sezione. Art. 490 Effetti del beneficio d'inventario
L'effetto del beneficio d'inventario consiste nel tener distinto il patrimonio del defunto da quello dell'erede (2941, n. 5). Conseguentemente: l'erede conserva verso l'eredit� tutti i diritti e tutti gli obblighi che aveva verso il defunto, tranne quelli che si sono estinti per effetto della morte (448); l'erede non � tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti (564, 1203); i creditori dell'eredit� e i legatari hanno preferenza sul patrimonio ereditario di fronte ai creditori dell'erede. Essi per� non sono dispensati dal domandare la separazione dei beni, secondo le disposizioni del Capo seguente, se vogliono conservare questa preferenza anche nel caso che l'erede decada dal beneficio d'inventario o vi rinunzi. Art. 491 Responsabilit� dell'erede nell'amministrazione
L'erede con beneficio d'inventario non risponde dell'amministrazione dei beni ereditari se non per colpa grave. Art. 492 Garanzia
Se i creditori o altri aventi interesse lo richiedono, l'erede deve dare idonea garanzia (1179; Cod. Proc. Civ. 750) per il valore dei beni mobili compresi nell'inventario, per i frutti degli immobili e per il prezzo dei medesimi che sopravanzi al pagamento dei creditori ipotecari. Art. 493 Alienazione dei beni ereditari senza autorizzazione
Per i beni mobili l'autorizzazione non � necessaria trascorsi cinque anni dalla dichiarazione di accettare con beneficio d'inventario. Art. 494 Omissioni o infedelt� nell'inventario
Dal beneficio d'inventario decade l'erede che ha omesso in mala fede di denunziare nell'inventario beni appartenenti all'eredit�, o che ha denunziato in mala fede, nell'inventario stesso, passivit� non esistenti (527). Art. 495 Pagamento dei creditori e legatari
Trascorso un mese dalla trascrizione prevista nell'Art. 484 o dall'annotazione disposta nello stesso articolo per il caso che l'inventario sia posteriore alla dichiarazione, l'erede, quando creditori o legatari non si oppongono (2906) ed egli non intende promuovere la liquidazione a norma dell'Art. 503, paga i creditori e i legatari a misura che si presentano, salvi i loro diritti di poziorit� (2741).
Esaurito l'asse ereditario, i creditori rimasti insoddisfatti hanno soltanto diritto di regresso contro i legatari, ancorch� di cosa determinata appartenente al testatore (649), nei limiti del valore del legato.
L'erede ha l'obbligo di rendere conto della sua amministrazione ai creditori e ai legatari, i quali possono fare assegnare un termine all'erede (Cod. Proc. Civ. 263 e seguenti, 747 e seguente.; att. Cod. Proc. Civ. 109, 178). Art. 497 Mora nel rendimento del conto
L'erede non pu� essere costretto al pagamento con i propri beni, se non quando � stato costituito in mora (1219) a presentare il conto e non ha ancora soddisfatto a quest'obbligo.
Dopo la liquidazione del conto, non pu� essere costretto al pagamento con i propri beni se non fino alla concorrenza delle somme di cui � debitore.
Art. 498 Liquidazione dell'eredit� in caso di opposizione
Qualora entro il termine indicato nell'Art. 495 gli sia stata notificata opposizione da parte di creditori o di legatari, l'erede non pu� eseguire pagamenti, ma deve provvedere alla liquidazione dell'eredit� nell'interesse di tutti i creditori e legatari.
L'invito � spedito per raccomandata ai creditori e ai legatari dei quali � noto il domicilio o la residenza ed e pubblicato nel foglio degli annunzi legali della provincia. Art. 499 Procedura di liquidazione
Scaduto il termine entro il quale devono presentarsi le dichiarazioni di credito, l'erede provvede, con l'assistenza del notaio, a liquidare le attivit� ereditarie facendosi autorizzare alle alienazioni necessarie. Se l'alienazione ha per oggetto beni sottoposti a privilegio o a ipoteca, i privilegi non si estinguono, e le ipoteche non possono essere cancellate sino a che l'acquirente non depositi il prezzo nel modo stabilito dal giudice o non provveda al pagamento dei creditori collocati nello stato di graduazione previsto dal comma seguente.
L'erede forma, sempre con l'assistenza del notaio, lo stato di graduazione. I creditori sono collocati secondo i rispettivi diritti di prelazione (2741 e seguenti). Essi sono preferiti ai legatari. Tra i creditori non aventi diritto a prelazione l'attivo ereditario � ripartito in proporzione dei rispettivi crediti. Qualora, per soddisfare i creditori, sia necessario comprendere nella liquidazione anche l'oggetto di un legato di specie (649), sulla somma che residua dopo il pagamento dei creditori il legatario di specie � preferito agli altri legatari.
L'autorit� giudiziaria, su istanza di alcuno dei creditori o legatari, pu� assegnare un termine all'erede per liquidare le attivit� ereditarie e per formare lo stato di graduazione (Cod. Proc. Civ. 749). Art. 501 Reclami
Compiuto lo stato di graduazione, il notaio ne d� avviso con raccomandata ai creditori e legatari di cui � noto il domicilio o la residenza, e provvede alla pubblicazione di un estratto dello stato nel foglio degli annunzi legali della provincia. Trascorsi senza reclami trenta giorni dalla data di questa pubblicazione, lo stato di graduazione diviene definitivo. Art. 502 Pagamento dei creditori e dei legatari
Divenuto definitivo lo stato di graduazione (501) o passata in giudicato la sentenza che pronunzia sui reclami, l'erede deve soddisfare i creditori e i legatari in conformit� dello stato medesimo. Questo costituisce titolo esecutivo contro l'erede (Cod. Proc. Civ. 474).
I creditori e i legatari che non si sono presentati hanno azione contro l'erede solo nei limiti della somma che residua dopo il pagamento dei creditori e dei legatari collocati nello stato di graduazione. Questa azione si prescrive in tre anni dal giorno in cui lo stato e divenuto definitivo o � passata in giudicato la sentenza che ha pronunziato sui reclami, salvo che il credito sia anteriormente prescritto. Art. 503 Liquidazione promossa dall'erede
Anche quando non vi e opposizione di creditori o di legatari, l'erede pu� valersi della procedura di liquidazione prevista dagli articoli precedenti (att. 132).
Il pagamento fatto a creditori privilegiati ipotecari non impedisce all'erede di valersi di questa procedura. Art. 504 Liquidazione nel caso di pi� eredi
Se vi sono pi� eredi con beneficio d'inventario, ciascuno pu� promuovere la liquidazione; ma deve convocare i propri coeredi al notaio nel termine che questi ha stabilito per la dichiarazione dei crediti. I coeredi che non si presentano sono rappresentati nella liquidazione dal notaio. Art. 505 Decadenza dal beneficio
Parimenti decade dal beneficio d'inventario l'erede che, nel caso previsto dall'Art. 503 dopo l'invito ai creditori di presentare le dichiarazioni di credito, esegue pagamenti prima che sia definita la procedura di liquidazione o non osserva il termine che gli � stato prefisso a norma dell'Art. 500.
La decadenza non si verifica quando si tratta di pagamenti a favore di creditori privilegiati o ipotecari. In ogni caso la decadenza dal beneficio d'inventario pu� essere fatta valere solo dai creditori del defunto e dai legatari. Art. 506 Procedure individuali
I crediti a termine diventano esigibili. Resta tuttavia il beneficio del termine, quando il credito e munito di garanzia reale (2747, 2796, 2808) su beni la cui alienazione non si renda necessaria ai fini della liquidazione, e la garanzia stessa � idonea ad assicurare il soddisfacimento integrale del credito.
L'erede, non oltre un mese dalla scadenza del termine stabilito per presentare le dichiarazioni di credito, se non ha provveduto ad alcun atto di liquidazione, pu� rilasciare tutti i beni ereditari a favore dei creditori e dei legatari.
A tal fine l'erede deve, nelle forme indicate dall'Art. 498, dare avviso ai creditori e ai legatari dei quali � noto il domicilio o la residenza (43); deve iscrivere la dichiarazione di rilascio nel registro delle successioni (att. 52, 53), annotarla in margine alla trascrizione prescritta dal secondo comma dell'Art. 484, e trascriverla presso gli uffici dei registri immobiliari dei luoghi in cui si trovano gli immobili ereditari e presso gli uffici dove sono registrati i beni mobili (2663).
Dal momento in cui � trascritta la dichiarazione di rilascio, gli atti di disposizione dei beni ereditari compiuti dall'erede sono senza effetto rispetto ai creditori e ai legatari (2649). L'erede deve consegnare i beni al curatore nominato secondo le norme dell'articolo seguente. Eseguita la consegna, egli resta liberato da ogni responsabilit� per i debiti ereditari (1177, 2930). Art. 508 Nomina del curatore
Trascritta la dichiarazione di rilascio, il pretore del luogo dell'aperta successione, su istanza dell'erede o di uno dei creditori o legatari, o anche d'ufficio, nomina un curatore, perch� provveda alla liquidazione secondo le norme degli artt. 498 e seguenti.
Il decreto di nomina del curatore � iscritto nel registro delle successioni (att. 52, 53).
Le attivit� che residuano, pagate le spese della curatela e soddisfatti i creditori e i legatari collocati nello stato di graduazione, spettano all'erede, salva l'azione dei creditori e legatari, che non si sono presentati, nei limiti determinati dal terzo comma dell'Art. 502. Art. 509 Liquidazione proseguita su istanza dei creditori o legatari
Se, dopo la scadenza del termine stabilito per presentare le dichiarazioni di credito, l'erede incorre nella decadenza dal beneficio d'inventario, ma nessuno dei creditori o legatari la fa valere, il pretore del luogo dell'aperta successione, su istanza di uno dei creditori o legatari, sentiti l'erede e coloro che hanno presentato le dichiarazioni di credito, pu� nominare un curatore con l'incarico di provvedere alla liquidazione dell'eredit� secondo le norme degli artt. 499 e seguenti. Dopo la nomina del curatore, la decadenza dal beneficio non pu� pi� essere fatta valere.
Il decreto di nomina del curatore � iscritto nel registro delle successioni (att. 52, 53), annotato a margine della trascrizione prescritta dal secondo comma dell'Art. 484, e trascritto negli uffici dei registri immobiliari dei luoghi dove si trovano gli immobili ereditari e negli uffici dove sono registrati i beni mobili (2663).
L'erede perde l'amministrazione dei beni ed � tenuto a consegnarli al curatore. Gli atti di disposizione che l'erede compie dopo trascritto il decreto di nomina del curatore sono senza effetto rispetto ai creditori e ai legatari (2649).
L'accettazione con beneficio d'inventario fatta da uno dei chiamati giova a tutti gli altri, anche se l'inventario � compiuto da un chiamato diverso da quello che ha fatto la dichiarazione. Art. 511 Spese
Le spese dell'apposizione dei sigilli (Cod. Proc. Civ. 752 e seguente), dell'inventario e di ogni altro atto dipendente dall'accettazione con beneficio d'inventario sono a carico dell'eredit�. Capo VI: Della separazione dei beni del defunto da quelli dell'erede
La separazione non impedisce ai creditori e ai legatari che l'hanno esercitata, di soddisfarsi anche sui beni propri dell'erede. Art. 513 Separazione contro i legatari di specie
I creditori del defunto possono esercitare la separazione anche rispetto ai beni che formano oggetto di legato di specie (649). Art. 514 Rapporti tra creditori separatisti e non separatisti
Fuori di questo caso, i creditori e i legatari non separatisti possono concorrere con coloro che hanno esercitato la separazione; ma, se parte del patrimonio non e stata separata, il valore di questa si aggiunge al prezzo dei beni separati per determinare quanto spetterebbe a ciascuno dei concorrenti, e quindi si considera come attribuito integralmente ai creditori e ai legatari non separatisti (att. 54). Quando la separazione � esercitata da creditori e legatari, i creditori sono preferiti ai legatari. La preferenza � anche accordata, nel caso previsto dal comma precedente, ai creditori non separatisti di fronte ai legatari separatisti (756).
L'erede pu� impedire o far cessare la separazione pagando i creditori e i legatari, e dando cauzione (1179) per il pagamento di quelli il cui diritto � sospeso da condizione o sottoposto a termine, oppure � contestato. Art. 516 Termine per l'esercizio del diritto alla separazione
Il diritto alla separazione deve essere esercitato entro il termine di tre mesi dall'apertura della successione. Art. 517 Separazione riguardo ai mobili
Il diritto alla separazione riguardo ai mobili si esercita mediante domanda giudiziale. La domanda si propone con ricorso al pretore del luogo dell'aperta successione, il quale ordina l'inventario, se non e ancora fatto, e d� le disposizioni necessarie per la conservazione dei beni stessi.
Riguardo ai mobili gi� alienati dall'erede, il diritto alla separazione comprende soltanto il prezzo non ancora pagato. Art. 518 Separazione riguardo agli immobili
Riguardo agli immobili e agli altri beni capaci d'ipoteca, il diritto alla separazione si esercita mediante l'iscrizione del credito o del legato sopra ciascuno dei beni stessi. L'iscrizione si esegue nei modi stabiliti per iscrivere le ipoteche (2827 e seguenti), indicando il nome del defunto e quello dell'erede, se � conosciuto, e dichiarando che l'iscrizione stessa viene presa a titolo di separazione dei beni. Per tale iscrizione non � necessario esibire il titolo.
Alle iscrizioni a titolo di separazione sono applicabili le norme sulle ipoteche (2808 e seguenti). Capo VII: Della rinunzia all'eredit�
La rinunzia all'eredit� deve farsi con dichiarazione, ricevuta da un notaio o dal cancelliere della pretura del mandamento in cui si � aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni (att. 52, 53, 133). La rinunzia fatta gratuitamente a favore di tutti coloro ai quali si sarebbe devoluta la quota del rinunziante non ha effetto finch�, a cura di alcuna delle parti, non siano osservate le forme indicate nel comma precedente. Art. 520 Rinunzia condizionata, a termine o parziale
E' nulla la rinunzia fatta sotto condizione o a termine o solo per parte (475). Art. 521 Retroattivit� della rinunzia
Chi rinunzia all'eredit� � considerato come se non vi fosse mai stato chiamato.
Il rinunziante pu� tuttavia ritenere la donazione o domandare il legato a lui fatto sino alla concorrenza della porzione disponibile (556), salve le disposizioni degli artt. 551 e 552. Art. 522 Devoluzione nelle successioni legittime
Nelle successioni legittime la parte di colui che rinunzia si accresce a coloro che avrebbero concorso col rinunziante, salvo il diritto di rappresentazione (467 e seguenti) e salvo il disposto dell'ultimo comma dell'Art. 571. Se il rinunziante e solo, l'eredit� si devolve a coloro ai quali spetterebbe nel caso che egli mancasse. Art. 523 Devoluzione nelle successioni testamentarie
Nelle successioni testamentarie, se il testatore non ha disposto una sostituzione (688) e se non ha luogo il diritto di rappresentazione (4672), la parte del rinunziante si accresce ai coeredi a norma dell'Art. 674, ovvero si devolve agli eredi legittimi a norma dell'Art. 677. Art. 524 Impugnazione della rinunzia da parte dei creditori
Se taluno rinunzia, bench� senza frode, a un'eredit� con danno dei suoi creditori, questi possono farsi autorizzare ad accettare l'eredit� in nome e luogo del rinunziante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti (2652, 2740). Il diritto dei creditori si prescrive in cinque anni dalla rinunzia (2934 e seguenti).
Fino a che il diritto di accettare l'eredit� non e prescritto (480) contro i chiamati che vi hanno rinunziato, questi possono sempre accettarla, se non � gi� stata acquistata da altro dei chiamati, senza pregiudizio delle ragioni acquistate da terzi sopra i beni dell'eredit�. Art. 526 Impugnazione per violenza o dolo
La rinunzia all'eredit� si pu� impugnare solo se � l'effetto di violenza o di dolo (1434 e seguenti).
L'azione si prescrive in cinque anni dal giorno in cui � cessata la violenza o e stato scoperto il dolo (1442). Art. 527 Sottrazione di beni ereditari
I chiamati all'eredit�, che hanno sottratto o nascosto beni spettanti all'eredit� stessa, decadono dalla facolt� di rinunziarvi e si considerano eredi puri e semplici, nonostante la loro rinunzia. Capo VIII: Dell'eredit� giacente
Quando il chiamato non ha accettato l'eredit� e non e nel possesso di beni ereditari (458 e seguenti), il pretore del mandamento in cui si e aperta la successione, su istanza delle persone interessate o anche d'ufficio, nomina un curatore dell'eredit�.
Il decreto di nomina del curatore, a cura del cancelliere, e pubblicato per estratto nel foglio degli annunzi legali della provincia e iscritto nel registro delle successioni (att. 52, 53). Art. 529 Obblighi del curatore
Il curatore e tenuto a procedere all'inventario dell'eredit�, a esercitarne e promuoverne le ragioni, a rispondere alle istanze proposte contro la medesima, ad amministrarla, a depositare presso le casse postali o presso un istituto di credito designato dal pretore il danaro che si trova nell'eredit� o si ritrae dalla vendita dei mobili o degli immobili, e, da ultimo, a rendere conto della propria amministrazione. Art. 530 Pagamento dei debiti ereditari
Il curatore pu� provvedere al pagamento dei debiti ereditari e dei legati, previa autorizzazione del pretore (Cod. Proc. Civ. 783).
Se per� alcuno dei creditori o dei legatari fa opposizione, il curatore non pu� procedere ad alcun pagamento, ma deve provvedere alla liquidazione dell'eredit� secondo le norme degli artt. 498 e seguenti (att. 134-2).
Le disposizioni della Sezione II del Capo V di questo Titolo, che riguardano l'inventario, l'amministrazione e il rendimento di conti da parte dell'erede con beneficio d'inventario, sono comuni al curatore dell'eredit� giacente, esclusa la limitazione della responsabilit� per colpa (491).
Art. 532 Cessazione della curatela per accettazione dell'eredit�
Il curatore cessa dalle sue funzioni quando l'eredit� � stata accettata.
L'erede pu� (2652, 2690) chiedere il riconoscimento della qualit� ereditaria contro chiunque possiede tutti o parte dei beni ereditari a titolo di erede o senza titolo alcuno, allo scopo di ottenere la restituzione dei beni medesimi.
L'azione � imprescrittibile, salvi gli effetti dell'usucapione rispetto ai singoli beni (1158 e seguenti). Art. 534 Diritti dei terzi
L'erede pu� agire anche contro gli aventi causa da chi possiede a titolo di erede o senza titolo. Sono salvi i diritti acquistati, per effetto di convenzioni a titolo oneroso con l'erede apparente, dai terzi i quali provino di avere contrattato in buona fede.
La disposizione del comma precedente non si applica ai beni immobili e ai beni mobili iscritti nei pubblici registri, se l'acquisto a titolo di erede (2648) e l'acquisto dall'erede apparente non sono stati trascritti anteriormente alla trascrizione dell'acquisto da parte dell'erede o del legatario vero, o alla trascrizione della domanda giudiziale contro l'erede apparente (2652, n. 7). Art. 535 Possessore di beni ereditari
Il possessore in buona fede, che ha alienato pure in buona fede una cosa dell'eredit�, � solo obbligato a restituire all'erede il prezzo o il corrispettivo ricevuto. Se il prezzo o il corrispettivo � ancora dovuto, l'erede subentra nel diritto di conseguirlo (2038).
E possessore in buona fede colui che ha acquistato il possesso dei beni ereditari, ritenendo per errore di essere erede. La buona fede non giova se l'errore dipende da colpa grave (1147). Capo IX: Dei legittimari
Le persone a favore delle quali la legge riserva (457, 549) una quota di eredit� o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli legittimi, i figli naturali, gli ascendenti legittimi.
A favore dei discendenti (77) dei figli legittimi o naturali, i quali vengono alla successione in luogo di questi (467), la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli legittimi o naturali. Art. 537 Riserva a favore dei figli legittimi e naturali
Salvo quanto disposto dall'Art. 542, se il genitore lascia un figlio solo, legittimo o naturale (459, 231, 573), a questi � riservata la met� del patrimonio.
Se i figli sono pi�, � loro riservata la quota dei due terzi, da dividersi in parti uguali tra tutti i figli, legittimi e naturali.
I figli legittimi possono soddisfare in denaro o in beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli naturali che non vi si oppongano. Nel caso di opposizione decide il giudice, valutate le circostanze personali e patrimoniali. Art. 538 Riserva a favore degli ascendenti legittimi
Se chi muore non lascia figli legittimi n� naturali, ma ascendenti legittimi, a favore di questi � riservato un terzo del patrimonio, salvo quanto disposto dall' Art. 544.
In caso di pluralit� di ascendenti, la riserva � ripartita tra i medesimi secondo i criteri previsti dall'Art. 569. Art. 539 (abrogato) Art. 540 Riserva a favore del coniuge
A favore del coniuge (459) � riservata la met� del patrimonio dell'altro coniuge, salve le disposizioni dell'Art. 542 per il caso di concorso con i figli.
Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare (144), e di uso sui mobili che la corredano, se di propriet� del defunto o comuni.
Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli. Art. 541 (abrogato) Art. 542 Concorso di coniuge e figli
Se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, legittimo o naturale (459, 231, 258) a quest'ultimo � riservato un terzo del patrimonio ed un altro terzo spetta al coniuge.
Quando i figli, legittimi o naturali, sono pi� di uno, ad essi � complessivamente riservata la met� del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli, legittimi e naturali, � effettuata in parti uguali. Si applica il terzo comma dell'Art. 537. Art. 543 (abrogato) Art. 544 Concorso di ascendenti legittimi e coniuge
Quando chi muore non lascia n� figli legittimi n� figli naturali, ma ascendenti legittimi e il coniuge (459), a quest'ultimo � riservata la met� del patrimonio, ed agli ascendenti un quarto.
In caso di pluralit� di ascendenti, la quota di riserva ad essi attribuita ai sensi del precedente comma � ripartita tra i medesimi secondo i criteri previsti dall'Art. 569. Art. 545-547 (abrogati) Art. 548 Riserva a favore del coniuge separato
Il coniuge cui non � stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato (Cod. Proc. Civ. 324), ai sensi del secondo comma dell' Art. 151, ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato. Il coniuge cui � stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio se al momento dell'apertura della successione godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto. L'assegno � commisurato alle sostanze ereditarie e alla qualit� e al numero degli eredi legittimi, e non � comunque di entit� superiore a quella della prestazione alimentare goduta. La medesima disposizione si applica nel caso in cui la separazione sia stata addebitata ad entrambi i coniugi.
Il testatore non pu� imporre pesi o condizioni sulla quota spettante ai legittimari, salva l'applicazione delle norme contenute nel Titolo IV di questo libro (733 e seguenti).
Quando il testatore dispone di un usufrutto o di una rendita vitalizia (1872) il cui reddito eccede quello della porzione disponibile (556), i legittimari (536), ai quali � stata assegnata la nuda propriet� della disponibile o di parte di essa, hanno la scelta o di eseguire tale disposizione o di abbandonare (1350) la nuda propriet� della porzione disponibile. Nel secondo caso il legatario, conseguendo la disponibile abbandonata, non acquista la qualit� di erede (588).
La stessa scelta spetta ai legittimari quando il testatore ha disposto della nuda propriet� di una parte eccedente la disponibile.
Se i legittimari sono pi�, occorre l'accordo di tutti perch� la disposizione testamentaria abbia esecuzione.
Le stesse norme si applicano anche se dell'usufrutto, della rendita o della nuda propriet� � stato disposto con donazione. Art. 551 Legato in sostituzione di legittima
Se a un legittimario � lasciato un legato in sostituzione della legittima, egli pu� rinunziare al legato (649 e seguenti) e chiedere la legittima.
Se preferisce di conseguire il legato, perde il diritto di chiedere un supplemento, nel caso che il valore del legato sia inferiore a quello della legittima, e non acquista la qualit� di erede (588). Questa disposizione non si applica quando il testatore ha espressamente attribuito al legittimario la facolt� di chiedere il supplemento.
Il legato in sostituzione della legittima grava sulla porzione indisponibile. Se per� il valore del legato eccede quello della legittima spettante al legittimario, per l'eccedenza il legato grava sulla disponibile. Art. 552 Donazione e legati in conto di legittima
Il legittimario che rinunzia all'eredit� (519 e seguenti), quando non si ha rappresentazione (467), pu� sulla disponibile ritenere le donazioni o conseguire i legati a lui fatti (521-2); ma quando non vi � stata espressa dispensa dall'imputazione (564-2), se per integrare la legittima spettante agli eredi � necessario ridurre le disposizioni testamentarie o le donazioni (554 e seguenti), restano salve le assegnazioni, fatte dal testatore sulla disponibile, che non sarebbero soggette a riduzione se il legittimario accettasse l'eredit�, e si riducono le donazioni e i legati fatti a quest'ultimo. Sezione II: Della reintegrazione della quota riservata ai legittimari
Quando sui beni lasciati dal defunto si apre in tutto o in parte la successione legittima (457), nel concorso di legittimari con altri successibili, le porzioni che spetterebbero a questi ultimi si riducono proporzionalmente nei limiti in cui � necessario per integrare la quota riservata (537 e seguenti) ai legittimari, i quali per� devono imputare a questa, ai sensi dell'Art. 564, quanto hanno ricevuto dal defunto in virt� di donazioni o di legati. Art. 554 Riduzione delle disposizioni testamentarie
Le disposizioni testamentarie eccedenti la quota di cui il defunto poteva disporre sono soggette a riduzione (557 e seguenti) nei limiti della quota medesima (2652). Art. 555 Riduzione delle donazioni
Le donazioni non si riducono se non dopo esaurito il valore dei beni di cui � stato disposto per testamento. Art. 556 Determinazione della porzione disponibile
Per determinare l'ammontare della quota di cui il defunto poteva disporre si forma una massa di tutti i beni che appartenevano al defunto al tempo della morte, detraendone i debiti. Si riuniscono quindi fittiziamente i beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione, secondo il loro valore determinato in base alle regole dettate negli artt. 747 e 750 e sull'asse cos� formato si calcola la quota ii cui il defunto poteva disporre (537 e seguenti, 737; att. 135-2). Art. 557 Soggetti che possono chiedere la riduzione
La riduzione delle donazioni (809) e delle disposizioni lesive della porzione di legittima non pu� essere domandata che dai legittimari e dai loro eredi o aventi causa (537 e seguenti).
Essi non possono rinunziare a questo diritto, finch� vive il donante n� con dichiarazione espressa, n� prestando il loro assenso alla donazione (458).
I donatari e i legatari non possono chiedere la riduzione, n� approfittarne. Non possono chiederla n� approfittarne nemmeno i creditori del defunto, se il legittimario avente diritto alla riduzione ha accettato con il beneficio d'inventario (484 e seguenti). Art. 558 Modo di ridurre le disposizioni testamentarie
Se il testatore ha dichiarato che una sua disposizione deve avere effetto a preferenza delle altre, questa disposizione non si riduce, se non in quanto il valore delle altre non sia sufficiente a integrare la quota riservata ai legittimari. Art. 559 Modo di ridurre le donazioni
Le donazioni (809) si riducono cominciando dall'ultima e risalendo via via alle anteriori. Art. 560 Riduzione del legato o della donazione d'immobili
Quando oggetto del legato o della donazione da ridurre � un immobile (812), la riduzione si fa separando dall'immobile medesimo la parte occorrente per integrare la quota riservata, se ci� pu� avvenire comodamente (720).
Se la separazione non pu� farsi comodamente e il legatario o il donatario ha nell'immobile un'eccedenza maggiore del quarto della porzione disponibile, l'immobile si deve lasciare per intero nell'eredit�, salvo il diritto di conseguire il valore della porzione disponibile. Se l'eccedenza non supera il quarto, il legatario o il donatario pu� ritenere tutto l'immobile, compensando in danaro i legittimari.
Il legatario o il donatario che � legittimario pu� ritenere tutto l'immobile, purch� il valore di esso non superi l'importo della porzione disponibile e della quota che gli spetta come legittimario. Art. 561 Restituzione degli immobili
Gli immobili restituiti in conseguenza della riduzione sono liberi da ogni peso o ipoteca di cui il legatario o il donatario pu� averli gravati, salvo il disposto del n. 8 dell'Art. 2652. La stessa disposizione si applica per i mobili iscritti in pubblici registri (2683, 2690).
I frutti (820) sono dovuti a decorrere dal giorno della domanda giudiziale (1148). Art. 562 Insolvenza del donatario soggetto a riduzione
Se la cosa donata � perita per causa imputabile al donatario o ai suoi aventi causa o se la restituzione della cosa donata non pu� essere richiesta contro l'acquirente, e il donatario � in tutto o in parte insolvente (2652), il valore della donazione che non si pu� recuperare dal donatario si detrae dalla massa ereditaria, ma restano impregiudicate le ragioni di credito del legittimario e dei donatari antecedenti contro il donatario insolvente. Art. 563 Azione contro gli aventi causa dai donatari soggetti a riduzione
Se i donatari contro i quali � stata pronunziata la riduzione hanno alienato a terzi gli immobili donati, il legittimario, premessa l'escussione dei beni del donatario, pu� chiedere ai successivi acquirenti, nel modo e nell'ordine in cui si potrebbe chiederla ai donatari medesimi, la restituzione degli immobili (2652, n. 8).
L'azione per ottenere la restituzione deve proporsi secondo l'ordine di data delle alienazioni, cominciando dall'ultima. Contro i terzi acquirenti pu� anche essere richiesta la restituzione dei beni mobili, oggetto della donazione, salvi gli effetti del possesso di buona fede (1153 e seguenti).
Il terzo acquirente pu� liberarsi dall'obbligo di restituire in natura le cose donate pagando l'equivalente in danaro. Art. 564 Condizioni per l'esercizio dell'azione di riduzione
Il legittimario che non ha accettato l'eredit� col beneficio d'inventario (484 e seguenti) non pu� chiedere la riduzione delle donazioni e dei legati, salvo che le donazioni e i legati siano stati fatti a persone chiamate come coeredi, ancorch� abbiano rinunziato all'eredit�. Questa disposizione non si applica all'erede che ha accettato col beneficio d'inventario e che ne � decaduto (439 e seguenti).
La dispensa non ha effetto a danno dei donatari anteriori. Ogni cosa, che, secondo le regole contenute nel Capo II del Titolo IV di questo libro, � esente da collazione, � pure esente da imputazione.

References: Art. 457
 Art. 458
 Art. 459
 Art. 460
 Art. 461

Art. 462

Art. 463
 Art. 465
 Art. 468

Art. 470
 Art. 471
 Art. 472

Art. 473
 Art. 474
 Art. 475
 Art. 477
 Art. 478
 Art. 479
 Art. 480
 Art. 481
 Art. 483
 Art. 485
 Art. 486
 Art. 487
 Art. 488
 Art. 489
 Art. 490
 Art. 491
 Art. 492
 Art. 493
 Art. 494
 Art. 495
 Art. 497

Art. 498
 Art. 499
 Art. 501
 Art. 502
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 503
 Art. 504
 Art. 505
 Art. 506
 Art. 508
 Art. 509
 Art. 511
 Art. 513
 Art. 514
 Art. 516
 Art. 517
 Art. 518
 Art. 520
 Art. 521
 Art. 522
 Art. 523
 Art. 524
 Art. 526
 Art. 527
 Art. 529
 Art. 530

Art. 532
 Art. 534
 Art. 535
 Art. 537
 Art. 538
 Art. 544
 Art. 539
 Art. 540
 Art. 541
 Art. 542
 Art. 543
 Art. 544
 Art. 545
 Art. 548
 sentenza 
 Art. 151
 sentenza 
 Art. 551
 Art. 552
 Art. 554
 Art. 555
 Art. 556
 Art. 557
 Art. 558
 Art. 559
 Art. 560
 Art. 561
 Art. 562
 Art. 563
 Art. 564