Source: http://www.internotizie.it/index12.html
Timestamp: 2020-04-10 02:32:35+00:00

Document:
Formattazione ed installazione Windows 7
Per poter formattare il PC, bisogna innanzitutto entrare nel BIOS/UEFI per impostare come prima periferica di avvio il masterizzatore/lettore o la periferica USB precedentemente creata dove si trova il sistema operativo della versione di Windows 7 a 32 o a 64 bit che hai deciso di installare. Prima di fare questo bisogna per� andare a modificare anche un altro parametro, sempre nel BIOS/UEFI, che ti consentir� di sfruttare appieno le potenzialit� del tuo hard disk e/o del tuo SSD.
Avvia quindi il tuo computer ed entra nel BIOS/UEFI premendo ripetutamente i tasti Canc, F1 o F2 durante la fase di POST (il tasto da premere cambia a seconda della scheda madre posseduta) e recati dunque nella prima scheda del BIOS/UEFI chiamata, solitamente, Main:
Muovendoti con le frecce direzionali della tua tastiera, vai ora sulla voce SATA Configuration, premi Invio, e dal menu che compare premendo Invio su Configure SATA as, seleziona dunque la voce AHCI, confermando poi la scelta premendo nuovamente il tasto Invio:
Se non trovi il menu SATA Configuration nella scheda Main significa che molto probabilmente si trova da qualche altra parte, ad esempio nella scheda chiamata Advanced. Tuttavia la procedura da seguire per impostare la modalit� AHCI nel menu Configure SATA as rimane comunque, pi� o meno, sempre quella appena detta.
Affinch� tu possa impostare la prima periferica di avvio, adesso, premendo Esc sulla tua tastiera, recati nella scheda chiamata Boot, dopodich� seleziona il menu Boot Device Priority e successivamente premi il tasto Invio:
A questo punto, muovendoti sempre con le frecce direzionali della tua tastiera e confermando poi la scelta premendo nuovamente Invio, dovrai selezionare come 1st Boot Device, cio� come prima periferica di avvio, proprio quella periferica del tuo computer, ovvero il tuo masterizzatore/lettore CD/DVD/Blu-ray oppure la tua periferica USB, contenente il sistema operativo che hai deciso di installare:
In questo caso, a seconda della scheda madre scelta o della versione del BIOS/UEFI che possiede il tuo PC, per cambiare valore nel menu Boot Device Priority, potrebbe essere sufficiente usare direttamente i tasti + e -, oppure PAG SU e PAG GI�, senza quindi bisogno di usare le frecce direzionali e/o premere Invio sulla tua tastiera, anche se io per comodit� ti consiglio di farlo ugualmente utilizzando quest�ultima combinazione di tasti.
Dopo aver correttamente impostato pure la prima periferica di avvio, adesso non ti rimane altro che premere il tasto F10, oppure diverse volte il tasto Esc, in maniera tale da salvare le modifiche effettuate nel BIOS/UEFI ed uscire quindi dal BIOS/UEFI della tua scheda madre.
Prima di illustrare la procedura che ti consentir� di installare Windows 7, volevo comunque precisare che sui computer pi� recenti � possibile modificare l�ordine di avvio delle varie periferiche del PC senza la necessit� di entrare per forza nel BIOS/UEFI ma semplicemente premendo, di solito, il tasto F12 durante la schermata di POST:
Pur essendo pi� veloce impostare la prima periferica di avvio in questo modo, rimane tuttavia la necessit� di entrare ugualmente nel BIOS/UEFI per selezionare nel menu Configure SATA as la modalit� AHCI, anche se in questo modo al prossimo avvio del computer avrai l�indubbio vantaggio di non dover pi� impostare come prima periferica di avvio quella che era gi� precedentemente impostata, che in ogni caso dovrebbe essere sempre l�hard disk o l�SSD dove � installato il sistema operativo. A prescindere comunque da come imposterai la prima periferica di avvio, giunti a questo punto sarai finalmente pronto per formattare il PC ed installare Windows 7.
Dopo aver correttamente predisposto i parametri nel BIOS/UEFI della tua scheda madre, se casomai non l�avessi gi� fatto, adesso non ti rimarr� altro che inserire nel tuo PC il CD/DVD o la periferica USB della versione di Windows 7 a 32 o a 64 bit che hai deciso di installare sul tuo computer. Successivamente non dovrai fare altro che attendere la comparsa della seguente schermata, durante la quale, per avviare il tuo PC dal CD/DVD o dalla periferica USB precedentemente inserita, dovrai soltanto premere un qualunque tasto sulla tua tastiera:
Dopo aver premuto un qualsiasi tasto sulla tua tastiera, ed esser cos� stati caricati tutti i file necessari del sistema operativo scelto, comparir� immediatamente questa ulteriore schermata:
Essendo le varie voci gi� correttamente impostate su Italiano, in questa prima fase dovrai perci� semplicemente premere su Avanti. Fatto ci�, comparir� subito la seguente schermata�
nella quale dovrai solamente premere sul pulsante Installa. A questo punto dovrai leggere con attenzione le condizioni di licenza del sistema operativo scelto, dopodich� dovrai accettarle mettendo una banale spunta a fianco la voce Accetto le condizioni di licenza:
Dopo aver fatto clic su Avanti, adesso comparir� una schermata nella quale dovrai scegliere il tipo di installazione da effettuare. Siccome stai facendo un�installazione pulita, e non un semplice aggiornamento, dovrai perci� semplicemente cliccare sulla voce Personalizzata (utenti esperti):
Adesso ti verr� chiesto il percorso in cui desideri installare Windows 7. Se sul tuo computer c�� un solo hard disk o un solo SSD, dovrai allora semplicemente selezionarlo e premere poi su Avanti. Se sul tuo computer ci sono invece due o pi� hard disk o SSD, dovrai allora selezionare quello che ritieni pi� opportuno e solo dopo potrai cliccare su Avanti. Da questa stessa schermata � inoltre possibile gestire eventuali partizioni presenti nel tuo hard disk o nel tuo SSD cliccando prima su Opzioni unit� (avanzate), poi su Nuovo, e successivamente immettendo le dimensioni in MB desiderate; se l�hard disk o l�SSD � gi� formattato, baster� invece premere semplicemente prima su Elimina, poi su Nuovo e infine su Avanti:
Arrivati a questo punto partir� l�installazione vera e propria del sistema operativo scelto che, per essere portata a termine, a seconda delle prestazioni del tuo computer, potr� impiegare diverse decine di minuti. Durante questa fase, tieni comunque presente che il tuo computer verr� automaticamente riavviato diverse volte:
Se per caso nel BIOS/UEFI hai lasciato selezionato come prima periferica di avvio il CD/DVD o la periferica USB, durante i prossimi riavvii del tuo computer ricordati di non premere alcun tasto sulla tua tastiera, altrimenti la procedura di installazione del tuo sistema operativo ripartir� dall�inizio. Se dovesse capitare una cosa del genere, baster� semplicemente annullare la procedura per installare il sistema operativo e riprendere cos� dal punto in cui eri arrivato.
COMPLETAMENTO DELL'INSTALLAZIONE WINDOWS7
Una volta completata l�installazione di Windows 7, prima di poter iniziare ad usare il tuo computer, dovrai ancora necessariamente configurare qualche ulteriore impostazione iniziale. Ti verr� quindi chiesto di scegliere sia un nome utente per l�account amministratore del tuo PC, sia di assegnare un nome qualsiasi al tuo computer che servir� principalmente per identificare il tuo computer all�interno di un�eventuale rete LAN:
Sebbene non sia proprio obbligatorio inserirla, ma pur sempre consigliato, dopo aver fatto clic su Avanti, ti verr� anche chiesto di inserire una password, con tanto di suggerimento per ricordarla, per l�account utente appena creato:
Dopo aver fatto clic su Avanti, ti verr� poi chiesto di digitare il codice Product Key del tuo sistema operativo Windows. Spuntando la casella a fianco la voce Attiva automaticamente Windows non appena � disponibile una connessione a Internet, Windows 7 attiver� la copia di Windows in uso non appena sar� possibile collegarsi ad Internet. Volendo, potrai comunque saltare momentaneamente questo passaggio. Tuttavia ti ricordo che, trascorsi 30 giorni dalla data di installazione del sistema operativo, dovrai per forza attivare la tua copia di Windows 7, altrimenti non potrai pi� continuare ad utilizzare correttamente il tuo sistema operativo:
Dopo aver fatto clic su Avanti, a questo punto dovrai scegliere come proteggere il tuo computer nonch� come contribuire al miglioramento di Windows. Per un corretto funzionamento del tuo PC io ti consiglio di selezionare la voce Usa impostazioni consigliate, tanto potrai cambiare questa scelta anche in un secondo momento:
A questo punto ti verr� chiesto di verificare la correttezza delle impostazioni relative alla data e all�ora del tuo PC, che nella maggior parte dei casi dovrebbero essere gi� entrambe corrette:
Dopo aver quindi fatto clic su Avanti, se il sistema operativo rilever� una connessione ad Internet via cavo, cio� via LAN, adesso ti verr� soltanto chiesto di selezionarne il tipo�
�altrimenti, se il sistema operativo rilever� una connessione ad Internet senza fili, cio� via wireless, ti verr� prima chiesto di inserirne la chiave di cifratura e dopo di selezionarne pure il tipo.
Infine, ti verr� mostrato il desktop di Windows 7 che sar� finalmente pronto per poter essere utilizzato. A questo punto, volendo, premendo il tasto destro del mouse su una parte vuota del desktop e scegliendo prima Personalizza e poi, in alto a sinistra, Cambia icone sul desktop, potrai pure aggiungere sul tuo desktop le sempre utili icone del Computer, dei File dell�utente, del Pannello di controllo ed anche quella relativa alla Rete:
Sebbene sia riferita ad un solo sistema operativo, la procedura appena illustrata per formattare il PC ed installare Windows 7 pu� tranquillamente essere applicata anche per installare altri sistemi operativi, come ad esempio Windows 8.1 o Windows 10. Tuttavia ti faccio notare che le schermate durante l�installazione di un altro sistema operativo non saranno proprio identiche a quelle illustrate qui, ma le scelte da fare, invece, saranno pi� o meno sempre le stesse. Inoltre, se hai deciso di installare Windows 7, Windows 8.1 o Windows 10 su un tuo vecchio computer, prima di poter formattare il PC ed installare uno di questi nuovi sistemi operativi, sappi che dovresti innanzitutto verificare se il tuo computer supporta uno di questi ultimi sistemi operativi.
Arrivati comunque a questo punto dovresti aver finalmente capito come formattare il PC ed installare Windows 7.
https://www.informaticapertutti.com/come-formattare-il-pc-ed-installare-windows-7/
La grande distribuzione � in crisi: il sogno si sta trasformando poco a poco in un incubo
Correva l�anno 1998 quando il primo governo Prodi (notoriamente di sinistra) var� la riforma della disciplina relativa al commercio. Fu grazie a questa riforma che alle regioni fu dato il potere di favorire una rete distributiva per l�insediamento di attivit� commerciali. Notate bene: la legge si fondava solo ed esclusivamente sul principio della libert� di iniziativa economica privata, ai sensi dell�articolo 41 della Costituzione. Dimenticando completamente altri due articoli fondamentali: l�art. 9 sulla tutela del paesaggio e magari anche l�art. 42 relativo alla funzione sociale della propriet� privata. Del resto, il governo Prodi era il trionfo del liberismo. E ad esso segu� un altrettanto liberista governo D�Alema con la privatizzazione dei servizi pubblici, ma questa � un�altra storia.
Torniamo alla Gdo, ossia alla Grande distribuzione organizzata, che ebbe un deciso effetto propulsivo grazie a quel governo sedicente di sinistra e all�applicazione che dettero le regioni alla norma. Fu un proliferare di nuove autorizzazioni. Questo signific� tra l�altro l�agonia della piccola distribuzione e la selezione e lo strozzamento dei produttori nei generi alimentari. Ma anche questo meriterebbe un discorso a parte.
Limitiamoci al dilagare della Gdo, perch� adesso la Gdo � invece in crisi: eh s�, dopo la grande abbuffata, l�espandersi a macchia d�olio favorito da una legge mirante solo a togliere lacci e lacciuoli al commercio, ecco che il sogno si sta trasformando a poco a poco in incubo. I segnali ci sono da tempo. Per limitarci al Piemonte, un�indagine, mai contestata, su scala regionale del 2014 con applicazione di un algoritmo gi� utilizzato in Francia per verificare la congruit� del numero di strutture della Gdo rispetto alle esigenze reali del territorio, restituiva numeri abbastanza impressionanti: �su 106 ipermercati esistenti in Piemonte ce ne sono 43 di troppo. Poco meno della met�, insomma, sarebbero in sovrappi� rispetto alla potenzialit� di spesa dei piemontesi.�
Del resto, non ci vuole un genio, ma basta un�intelligenza media per comprendere che non solo non si pu� andare avanti all�infinito con la Gdo � quando poi tra l�altro la popolazione neppure cresce di numero e in pi� avanza la povert� � ma che le strutture gi� esistenti sono del tutto sovrabbondanti rispetto alla richiesta. Eppure ecco che sempre nella mia regione, il Piemonte, aprir� i battenti il Caselle Open Mall: gli open mall, i pi� devastanti territorialmente perch� si estendono in larghezza anzich� in altezza, creando la sensazione di piccoli borghi che altro non sono se non enormi non-luoghi.
Caselle non sar� che un�ulteriore metastasi di quel male che ha gi� prodotto l�outlet di Serravalle Scrivia (che apr� giusto un anno dopo la bersanizzazione del mercato), Mondovicino a Mondov�, gli outlet di Vicolungo e Torino. Quanto dureranno, quanto dureranno i super, gli iper? Chiss�. I segnali della crisi sono gi� palpabili, anche in grande: basti vedere cosa sta accadendo proprio ora con il colosso mondiale Auchan, acquisito da Conad, la quale �razionalizzer�� con la fusione: il che, tradotto, significher� un po� di gente a casa a infoltire l�esercito dei nuovi poveri, e strutture chiuse.
E qui faccio un balzo indietro a quell�art. 9 della Costituzione che il sinistro governo Prodi non si filava nemmeno nelle premesse. Il dilagare di centri commerciali � andato a discapito quasi sempre di terreni agricoli, e quindi di paesaggio naturale. Anche perch� la legge non conteneva nessun vincolo per la realizzazione di nuove strutture, del tipo aree industriali dismesse, che pure esistono ormai in abbondanza. Nessuno studio ci dir� mai quanta superficie di suolo � stata cementificata per costruire le strutture della Gdo.
E adesso quante aree industriali verranno abbandonate? Chi lo sa. Io ho pur sempre una magra consolazione. Anni fa scrissi con altri �Verde clandestino�, sul verde che occupa gli interstizi dei muri, le crepe sui marciapiedi e le fabbriche abbandonate. Dove c�erano gli scaffali, cresceranno i boschi. Lo si chiama �futuro distopico�? Non sono d�accordo.
Trattativa, Berlusconi testimone sceglie di avvalersi della facolt� di non rispondere
Nessuna risposta, ma anche nessuna immagine. Non doveva esistere una foto di Silvio Berlusconi seduto al banco dei testimoni del processo d�Appello sulla Trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa nostra. L�ex premier, si sa, � uomo di televisione: poteva mai acconsentire a farsi filmare al centro dell�aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, quella costruita per il Maxiprocesso? Che colpo sarebbe stato per l�immagine del leader di Forza Italia farsi ritrarre sulla stessa sedia della testimonianza di Tommaso Buscetta? E allora ecco che dell�ex premier esistono solo le mani che afferrano il microfono per sussurrare poche definitive parole: �Su indicazione dei miei avvocati, mi avvalgo della facolt� di non rispondere. Grazie, grazie a tutti�. Pochi secondi, anche meno di quelli previsti visto che la corte d�Assise d�Appello ha dimenticato di chiedere le generalit� all�illustre testimone.
Cos� non ha aiutato Dell�Utri � Un silenzio annunciato quello di Berlusconi Silvio, nato a Milano il 29 settembre del 1936. L�ex premier, infatti, era un teste assistito, visto che � indagato di reato connesso a Firenze: � iscritto nel registro degli indagati della procura toscana per le stragi del 1993 a Milano, Firenze e Roma e per gli attentati del 1994. Uno status che gli ha consentito di rimanere in silenzio. E pazienza se in questo modo non ha aiutato l�amico di una vita: Marcello Dell�Utri, condannato in primo grado alla Trattativa a 12 anni di carcere. Era stato l�avvocato dell�ex senatore, Francesco Centonze, a chiedere la deposizione di Berlusconi. Una citazione che aveva spinto i legali dell�ex premier, Niccol� Ghedini e Franco Coppi, a farsi certificare dalla procura di Firenze le 23 contestazioni mosse nei confronti del loro assistito. Una documentazione che per Berlusconi ha avuto l�effetto di uno �scudo�: l�ex premier si � potuto avvalere della facolt� di non rispondere. Non ha potuto evitare per� di comparire in aula.
La giornata di B: toccata e fuga a Palermo � Costretto a venire a Palermo, dopo un primo forfait dovuto alla sua attivit� di europarlamentare, Berlusconi ha optato per una visita lampo: � arrivato all�aeroporto Falcone Borsellino in mattinata, anticipato dalla sua scorta che lo ha prelevato e condotto al bunker, dove da pochi minuti erano arrivati i suoi avvocati, Niccol� Ghedini e Franco Coppi. L�ex premier ha atteso nella stanza adibita ai testimoni e gi� prima di entrare ha fatto sapere di non voler essere ripreso. Quindi si � seduto davanti al giudice Angelo Pellino e ha formalizzato il suo silenzio, prima di svanire di nuovo nella pancia del bunker.
Un appuntamento dall�alto valore simbolico � Seppur breve, quello di oggi era comunque un appuntamento dall�alto valore simbolico. Dopo venticinque anni di indagini e processi sui legami tra la mafia e il suo braccio destro, fondatore di Forza Italia e senatore dopo essere stato numero di Publitalia, dopo inchieste complicate l�ex premier � stato alla fine costretto a volare a nel capoluogo siciliano. Fino a oggi era sempre riuscito a evitarlo, riuscendo a farsi interrogare � quando si discuteva di mafia e stragi � lontano dai riflettori di un�udienza pubblica e dalla citt� che ha dato i natali all�amico Marcello. Ma anche a Vittorio Mangano, il boss di Porta Nuova arruolato come stalliere di Arcore nel 1974.
Le domande pronte per il B � Scegliendo il silenzio Berlusconi non ha accolto la richiesta della difesa di Dell�Utri, accusato di essersi fatto portatore della minaccia di Cosa nostra al primo governo Berlusconi nel 1994. L�ex premier avrebbe potuto difendere l�amico di una vita, spiegando � come fatto nella conferenza stampa citata dall�avvocato Centonze, che dal suo storico braccio destro non era pervenuta alcuna minaccia mafiosa al suo primo esecutivo. Rispondendo alle domande, per�, Berlusconi avrebbe avuto l�obbligo di dire la verit�. E soprattutto avrebbe rischiato di doversi sottoporre anche anche ad altri interrogativi: sul banco della pubblica accusa c�erano gi� alcune pagine di domande che i pg Fici e Sergio Barbiera avevano preparato nel caso in cui il testimone avesse accettato di rispondere.
Dell�Utri cinghia di trasmissione tra B e la mafia � La deposizione di Berlusconi, insomma, poteva essere utile a Dell�Utri,, che in questi giorni sta finendo di scontare la pena a sette anni di carcere per concorso esterno a Cosa nostra: ora che ha riacquistato la libert� vorrebbe mantenerla. L�ex senatore, infatti, ha 78 anni: se la condanna per la Trattativa dovesse diventare definitiva rischierebbe di finire la sua vita agli arresti domiciliari. Per questo motivo l�avvocato Centonze aveva deciso di citare Berlusconi, guida di un governo che nelle motivazioni della sentenza di primo grado � indicato come �vittima� della minaccia stragista di Cosa nostra. Di questo � accusato Dell�Utri: di aver fatto da �cinghia di trasmissione� delle intimidazioni dei boss mafiosi da Palermo a Palazzo Chigi. Solo che Berlusconi, parte lesa del suo storico braccio destro, non � non � mai stato sentito in aula durante il processo sulla Trattativa, n� in fase d�indagine. Una circostanza che secondo l�avvocato Centonze andava �sanata� essendo l�esame di Berlusconi �una logica conseguenza dalla qualifica di persona offesa attribuita al medesimo nella sentenza impugnata in quanto destinatario finale della pressione o dei tentativi di pressione di Cosa nostra�.
Mondo di mezzo, per la Cassazione a Roma non era �mafia Capitale�: annullata la sentenza d�Appello per Buzzi e Carminati
Al massimo era Corruzione capitale. Per la Cassazione a Roma non c�era mafia. O meglio, non era mafia quella di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati. La Suprema corte ha infatti dichiarato esclusa l�associazione mafiosa nel processo �mondo di mezzo�, la maxi operazione poi ribattezzata Mafia capitale proprio per la contestazione dell�associazione di stampo mafioso a molti degli imputati. Un reato escluso dal primo grado e poi riconosciuto dalla sentenza d�appello. Adesso, per�, � arrivato l�annullamento dei Supremi giudici che hanno fatto cadere anche molte delle accuse contestate a Buzzi e Carminati. Ed � un annullamento senza rinvio: i giudici della Cassazione, infatti, che con la sentenza di questa sera non hanno riconosciuto il 416 bis, riqualificando l�associazione mafiosa in associazione a delinquere semplice. Si celebrer� un nuovo processo d�Appello, ma solo per la rideterminazione della pena in relazione all�associazione a delinquere semplice contestata solo ad alcuni dei 32 imputati. Tra questi ultimi anche Buzzi e Carminati. Inoltre, per quanto riguarda Buzzi, la Cassazione lo ha assolto da due delle accuse contestategli, di turbativa d�asta e corruzione, mentre per Carminati cade anche un�accusa di intestazione fittizia di beni.
Bisogner� attendere il deposito delle motivazioni per capire il ragionamento seguito dalla corte. L�impressione � che, come aveva gi� stabilito la sentenza di primo grado, anche la Cassazione non ha riconosciuto i reati di mafia ma la presenza di due distinte associazioni �semplici�: quella di Buzzi e quella di Carminati. �Riqualificati i reati di cui ai capi 1 e 22 ai sensi dell�art. 416 codice penale e ritenuta la sussistenza di due associazioni�, si legge infatti nel dispositivo della sentenza, la Cassazione annulla le condanne �limitatamente al trattamento sanzionatorio per i reati associativi come riqualificati�.
Raggi: �Pagina buia per la citt�� � La sentenza � stata emessa dai giudici della VI sezione penale, presieduta da Giorgio Fidelbo. Dopo tre giorni di udienze cominciate con la requisitoria dei tre sostituti procuratori generali Luigi Birritteri, Luigi Orsi e Mariella De Masellis, che avevano chiesto di confermare le condanne dell�Appello, e finite con le arringhe dei difensori, gli ermellini si erano ritirati in camera di consiglio venerd� scorso. In aula per la lettura della sentenza c�era anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra. �Oggi � una giornata storica per Roma. Siamo in Cassazione per attendere la sentenza su Mafia Capitale. Oggi si chiude una vicenda che ha ferito la citt�. Noi siamo qui, a testa alta, per tutti i cittadini onesti che insieme a noi combattono per la legalit� e contro il malaffare�, ha twittato la prima cittadina della Capitale poco prima della sentenza. Completamente diverso il tenore della dichiarazione della sindaca dopo la pronuncia della decisione dei giudici: �Questa sentenza conferma comunque il sodalizio criminale. � stata scritta una pagina molto buia della storia di questa citt�. Lavoriamo insieme ai romani per risorgere dalle macerie che ci hanno lasciato, seguendo un percorso di legalit� e diritti. Una cosa voglio dire ai cittadini onesti: andiamo avanti a testa alta�. Esultano gli avvocati difensori: �Queste � la sconfitta del modo di fare i processi di Pignatone e del Ros di Roma�, ha detto l�avvocato Giosu� Naso, difensore di Riccardo Brugia e Massimo Carminati. �Roma � liberata dalla mafia. E� stata scritta una pagina finalmente chiara. Credo che il tempo mi abbia dato ragione. Soprattutto questo collegio che nessuno potr� mai delegittimare. La vita di Buzzi da questo momento e cambiata, potr� guardare al suo futuro�, sono invece le parole di Alessandro Diddi, difensore di Buzzi.
�Mafia capitale esiste, era guidata da Buzzi e Carminati� � Il processo ruotava intorno al 416bis, l�articolo del codice che disciplina l�associazione a delinquere di stampo mafioso: contestato dall�accusa, era caduto in primo grado ma era stato riconosciuto dai giudici in Appello. Al vaglio dei Supremi giudici c�era la posizione di 32 imputati, tra i quali alcuni condannati in secondo grado a vario titolo per reati di mafia. La sentenza � arrivata a cinque anni dall�operazione che con due retate, il 2 dicembre 2014 e il 4 giugno 2015, ha portato all�arresto rispettivamente di 37 e 44 persone. Nella sua requisitoria, il pg Birritteri ha sottolineato come il gruppo di Carminati e Buzzi avesse �tutte le caratteristiche dell�associazione mafiosa e rientri perfettamente nel paradigma del 416 bis�. L�ex terrorista nero, il ras delle cooperative e i loro collaboratori per l�accusa si muovevano �con un nuovo sistema anche con metodi criminali solitamente non violenti nei rapporti con la pubblica amministrazione perch� in quel contesto bastava corrompere�. Usavano la violenza quando era necessario e grazie alla corruzione gestivano il potere politico con fini criminali, sostieneva sempre la pubblica accusa. Per questo motivo il pg aveva chiesto la conferma di tutte le condanne, tranne quella del benzinaio di Corso Francia Roberto Lacopo, condannato a 8 anni in appello, per il quale era stato chiesto un nuovo processo. Per l�ex amministratore delegato di Ama Franco Panzironi, condannato in appello a 8 anni e 7 mesi, la procura generale ha chiesto la conferma della pena ma con riqualificazione del reato: da concorso esterno alla partecipazione piena all�associazione mafiosa. Che per� per la Suprema corte a Roma non esisteva.
Il mondo di mezzo � La sentenza di oggi mette la parola fine a quella che � probabilmente l�inchiesta principale della procura di Roma guidata da Giuseppe Pignatone. Con l�operazione Mondo di Mezzo gli investigatori aveva ricostruito un�organizzazione criminale attiva negli ultimi anni nella capitale : un gruppo di personaggi con un passato da Romanzo criminale e un presente nei palazzi che contano, capace di infiltrarsi e fare business nella gestione dei centri accoglienza per immigrati e dei campi nomadi, di finanziare cene e campagne elettorali con una filosofia ben precisa. �� la teoria del mondo di mezzo comp�. Ci stanno, come si dice, i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo. E allora vuol dire che ci sta un mondo� un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano� come � possibile� che ne so� che un domani io posso stare a cena con Berlusconi�, teorizzava Massimo Carminati. Un�intercettazione che diede il nome alle indagini degli investigatori.
L�ex nero e il re delle coop � Ex terrorista di estrema destra con i Nar, noto per i suoi rapporti con la Banda della Magliana, il Cecato aveva fatto parlare di s� per l�ultima volta nell�estate del 1999 ai tempi del maxi furto al caveau della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio. Poi nel 2014 era tornato sulle prime magine di tutti i giornali, quando era finito in cima alla lista delle persone arrestate su richiesta della procura guidata da Pignatone, gi� al vertice degli uffici inquirenti a Palermo e Reggio Calabria. Con lui, al vertice dell�organizzazione criminale attiva a Roma, gli inquirenti indicavano Buzzi, gi� condannato per omicidio, poi graziato e diventato il ras delle cooperative rosse che facevano affari con gli enti pubblici. In Appello Carminati aveva incassato una condanna per mafia ma anche uno sconto di pena: per lui la pena � scesa da 20 anni a 14 anni e sei mesi. Per Buzzi la condanna in secondo grado era passata da 19 anni a 18 e 4 mesi. La riduzione della pena era arrivata dall�esclusione del riconoscimento della continuazione interna per gli episodi di corruzione. Adesso Buzzi e Carminati, insieme ad altri 15 imputati, saranno nuovamente processati in appello: il processo, per�, servir� solo ricalcolare l�entit� delle condanne e non il reato.
La storia del Maxiprocesso � In attesa delle motivazioni degli ermellini, si pu� ipotizzare che la Suprema corte abbia seguito lo schema dei giudici della corte d�Assise. Secondo i giudici del primo grado a Roma c�erano�due diversi gruppi criminali�, uno che faceva capo a Buzzi e un altro a Carminati, ma nessuna mafia,. Una forma di criminalit� organizzata n� �autonoma� n� �derivata� perch� di fatto, secondo i giudici, era assente quella violenza, quella intimidazione che caratterizza le organizzazioni criminali punite con l�articolo 416 bis. E n� la corruzione, per quanto pervasiva, sistematica e capace di arrivare fino al cuore della politica, poteva essere considerata alla stregua della forza intimidatrice tipica delle mafie. L�appello aveva ribaltato quella sentenza. Ora arriva la Cassazione: non era mafia Capitale. Solo corruzione.
Acqua alta a Venezia, citt� sommersa. Piazza San Marco allagata. Raffiche a centro all�ora: un morto fulminato
Un altro anziano � stato trovato deceduto nella sua casa, probabilmente a causa di un malore. Il sindaco Luigi Brugnaro � pronto a chiedere lo stato di crisi alla Regione Veneto, ai fini della successiva dichiarazione dello stato di emergenza da parte della presidenza del Consiglio dei ministri. Intanto il Comune ha disposto la chiusura delle scuole di Venezia e isole di ogni ordine e gr
La situazione in Laguna � difficile e i danni ingenti: gondole e barche strappate dagli ormeggi e spinte sulle rive, tre vaporetti affondati, altre imbarcazioni alla deriva. In Calle delle Razze, vicino a piazza San Marco, � ancora incastrato un motoscafo spinto a terra dalla tromba d�aria che marted� sera, verso mezzanotte, si � abbattuta sull�area marciana mentre infuriava la mareggiata. Non solo, nella notte si sono verificati diversi incendi a causa delle centraline elettriche invase dall�acqua. All�interno della Basilica di San Marco c�� un metro di acqua e il sistema di valvole e pompe � progettato per funzionare con al massimo 85-88 centimetri: dal comando della Polizia municipale si apprende che tutta la cripta � stata sommersa e dentro la basilica, nel momento di picco di marea, si misurava dalla pavimentazione quasi un metro e 10 di acqua. Lo stesso Centro Maree � stato vittima della mareggiata, che ha danneggiato le linee telefoniche, e per questo non � contattabile, se non con i canali Telegram Centro Maree Informa, Centro Maree avvisa, e il sito internet.
Antartide, si sta per staccare un iceberg grande come Londra.
Una nuova gigantesca lastra di ghiaccio si sta per staccare dalla piattaforma di ghiaccio Brunt nella sezione Antartica del Mare di Weddell per effetto dell'ampliamento della "Frattura di Halloween". La nuova piattaforma non � grande come quella che nel 2017 diede vita all'Iceberg Larsen C, ma ha comunque dimensioni ragguardevoli paragonabili a quelli dell'intera area metropolitana di Londra.
I satelliti Copernicus Sentinel-1 dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) negli ultimi anni hanno continuamente tenuto sotto osservazione l'area e ora le immagini raccolte dalle loro antenne radar permettono di apprezzare la considerevole variazione di due crepe - una a Nord e l'altra pi� a Sud - che ora sono separate solo da pochi chilometri. La crepa che si trova nella sezione settentrionale della lastra si chiama Cham, mentre l'altra, che � stata scoperta per la prima volta il 31 ottobre 2016 � stata battezzata "Frattura di Halloween".
Il crepaccio Cham � stato osservato da oltre 25 anni tuttavia � dal 2012 che sono state osservate dinamiche pi� attive delle masse di ghiaccio. I ricercatori dell'Esa non sanno quando le due crepe della piattaforma di ghiaccio si incontreranno, ma hanno intanto restituito una animazione che mostra la dinamica in atto e spiega, con chiara evidenza il processo che porter� alla nascita di questo nuovo iceberg.
Bolivia, Morales atterra in Messico: "Torner� presto". L'Esercito prende il potere: guerriglia urbana a La Paz e El Alto
La Bolivia spaccata a met� si riversa ancora per le strade e mette a soqquadro le citt� con assalti, spari, aggressioni. Evo Morales lascia il Paese e si rifugia in Messico che gli concede asilo: "Sorelle e fratelli, parto per il Messico. Mi ferisce lasciare il Paese per ragioni politiche, ma sar� sempre vigile Presto torner� con pi� forza ed energia", scrive su Twitter. Il presidente dimissionario � arrivato in Messico intorno alle 18 italiane di marted�.
Non � solo la fine di un ciclo politico, di un esperimento riuscito ma poi naufragato per gli errori di un leader indigeno incapace di vedere la realt�, prigioniero del suo mito, e per gli interessi di una destra che ha soffiato sul malcontento e sui disagi. L'Esercito prende il potere. Davanti alla incapacit� (volute) della polizia di gestire il caos che si � creato con le dimissioni di Morales, il generale William Kaliman ha dato ordine ai soldati di lasciare le caserme e di intervenire "per evitare sangue e lutti". � il golpe. Come denunciava da tempo il leader dei cocaleros, come hanno cercato fino alla fine che gli si opponeva.
Intanto si � dimesso il ministro della Difesa della Bolivia, Javier Zavaleta: "Rinuncio all'incarico di ministro della Difesa chiarendo alla Bolivia e al mondo - ha dichiarato in un video - che la nostra volont�, quella del comandante generale delle forze armate e di questo ministro � sempre stata quella di preservare il ruolo istituzionale delle forze armate al servizio della popolazione".La Paz e El Alto, le due roccaforti dell'opposizione e dei militanti del Mas, fedeli al presidente in fuga, sono chiuse nel panico. La gente resta tappata in casa e segue in tv le battaglie furibonde che si svolgono all'esterno, via per via, casa per casa. "I soldati", ha aggiunto Kaliman apparendo in televisione, "useranno la forza in maniera proporzionale con gli atti di gruppi vandalici che causano terrore nella popolazione"."Il leone si � svegliato", annunciano sulle reti sociali i simpatizzanti del partito che per 14 anni � rimasto al potere. � la rivolta della base di Morales, quella che lo ha sostenuto per tanto tempo e che adesso, con la fine di tutto, tira fuori le armi e si scaglia contro quelli che considera i responsabili dello sfacelo. Agiscono con rabbia e con furia incontenibile: assaltano le stazioni e le caserme della polizia. Al grido "Adesso s�, guerra civile", migliaia di giovani escono dalle case e della sedi del partito assediano e bruciano i simboli del nemico e inseguono i poliziotti che fuggono. Morales grida al golpe: "Lo avevo detto, ecco dimostrato". E poi su Twitter aggiunge: "Per un presidente che rappresenta la gente umile, la polizia si ribella e picchia mentre le Forze Armate chiedono la sua rinuncia; per la classe neoliberale che ostenta potere economico, Polizia e Forze Armate reprimono il popolo che difende la democrazia con giustizia, pace, uguaglianza". La sommossa dei fedelissimi si � concentrata anche a La Paz. Migliaia di contadini sono arrivati con colonne di camion e auto e hanno circondato i quartieri ricchi della capitale. Innalzavano bastoni, pali, vanghe e hanno attivato piccole cariche di dinamite scatenando il terrore tra gli abitanti tappati in casa che chiedevano inutilmente l'intervento della polizia. In uno dei quartieri pi� colpiti vive lo stesso leader dell'opposizione Carlos Mesa che in preda al panico ha invocato l'aiuto degli agenti temendo che la sua casa venisse attaccata.
Fuori le minacce e gli insulti erano altrettanto pesanti. Contro Mesa e Camacho, i due leader dell'opposizione che ha dato inizio alla rivolta. Per tutto luned�, mentre Morales preparava il suo esilio in Messico, � stato un crescendo di azioni esaltate. I vincitori gridavano e facevano di tutto; c'era chi voleva arrestare il presidente dimissionario, chi i membri del Tribunale Superiore Elettorale responsabili della frode di due domeniche fa. Chi, come molti poliziotti, si � strappato dalla divisa la whipala, la bandiera indigena che in base alla Costituzione � uno dei simboli nazionali e che i fatti hanno associato alla fine con il Mas.
Gesti gravi, di rifiuto esasperato che nel delirio di violenza hanno gettato ancora pi� benzina nell'incendio boliviano. Il "leone" che dormiva si � svegliato. L'Esercito ha deciso di intervenire.
Trump, via libera alle procedure per l�impeachment. Lui: �La pi� grande caccia alle streghe della storia�
La Camera degli Stati Uniti ha approvato le procedure per impeachment di Donald Trump. Si tratta di una risoluzione che fissa le regole per avviare la seconda fase dell�indagine, questa volta pubblica, sulla possibile messa in stato d�accusa del presidente Usa. �La pi� grande caccia alle streghe della storia americana�, ha twittato poco dopo Trump. Pur essendo un voto procedurale, si tratta del primo voto dell�aula sulla delicata questione che riguarda il futuro del presidente. L�obiettivo dei democratici � dimostrare che Trump ha fatto pressioni su Kiev per ottenere un�indagine contro il suo rivale Joe Biden, democratico, che era ben piazzato per affrontarlo nelle presidenziali del 2020.
La risoluzione autorizza la commissione intelligence di fissare le audizioni pubbliche e di produrre alla fine un rapporto sul quale dovr� pronunciarsi la commissione giustizia, decidendo se ci sono gli estremi per mettere a punto gli articoli per l�impeachment e per mandare Trump a processo nell�aula del Senato. Il testo approvato fissa anche i diritti che potr� esercitare il presidente per difendersi, con i suoi legali che potranno partecipare alle audizioni e anche richiedere dei mandati per ascoltare altri testimoni o per raccogliere altra documentazione ritenuta utile per la difesa.
Un voto storico quello della Camera, che per la terza volta si trova ad avviare formalmente una procedura di impeachment, dopo il caso di Richard Nixon per il Watergate nel 1974 e quello di Bill Clinton per il caso Lewinsky nel 1998. Quello di oggi � un voto importante anche perch� di fatto anticipa quello finale, quando al termine dell�indagine la Camera sar� chiamata ad esprimersi sulla messa in stato di accusa del presidente rinviandolo eventualmente al processo in Senato. La risoluzione � passata con 232 voti favorevoli e 196 contrari. Due deputati democratici hanno votato contro insieme ai repubblicani, un deputato indipendente ha votato a favore con i democratici. I democratici sono Collin Peterson, eletto in Minnesota, e Jeff Van Drew, eletto in New Jersey. L�indipendente � l�ex repubblicano Justin Amash, che ha lasciato il partito in opposizione con lo stesso Trump: alla Camera ha deciso di votare insieme ai democratici. Oltre all�organizzazione di audizioni pubbliche, la risoluzione prevede di autorizzare il Gop a convocare i propri testimoni nella fase di indagine supervisionata dalla commissione intelligence. E il testo prevede poi il trasferimento delle prove alla commissione giudiziaria che sar� incaricata di redigere gli articoli di messa in stato d�accusa del presidente. A quel punto, �sar� autorizzata la partecipazione del presidente dei suoi avvocati�, recita il testo.
�Oggi la Camera fa un passo avanti stabilendo le procedure per audizioni pubbliche condotte dalla commissione intelligence della Camera, in modo che l�opinione pubblica possa vedere i fatti da s�, ha detto la speaker della Camera Usa, la democratica Nancy Pelosi. Era stata lei lo scorso 24 settembre, a decidere di lanciare il suo partito nel pericoloso cammino dell�impeachment, a seguito delle rivelazioni su una chiamata del 25 luglio fra Trump e il presidente dell�Ucraina, Volodymyr Zelensky, in cui il tycoon gli chiese di indagare su Biden e sugli affari del figlio Hunter in Ucraina. I dem accusano il repubblicano di abuso di potere a fini personali,. Il presidente , dal canto suo, ripete che la sua conversazione con Zelensky � stata �irreprensibile� e si dice preso di mira da un �colpo di Stato�.Oltre al tweet del presidente, la Casa Bianca ha reagito define la risoluzione come �ingiusta, incostituzionale e antiamericana�. �Quella dei democratici � una folle ossessione�, dice la portavoce Stephanie Grisham, ribadendo come �il presidente non ha fatto nulla di sbagliato� e accusando Nancy Pelosi e i democratici di �colpire non il presidente ma il popolo americano�. C�on il voto di oggi, la Speaker Pelosi ed i democratici non hanno fatto altro che consacrare le inaccettabili violazioni del giusto processo in procedure della Camera � continua la dichiarazione della Casa Bianca � i democratici vogliono arrivare ad un verdetto senza dare all�amministrazione la possibilit� di organizzare una difesa. Questo � ingiusto, incostituzionale e fondamentalmente non americano�. La figlia del presidente, Ivanka Trump, scomoda Thomas Jefferson, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, per difendere il padre. �Circondato da nemici e spie che si appropriano e distorcono ogni parola che cade dalle mie labbra o esce dalla mia penna, e inventano quando mancano i fatti�, � la frase che la �first daughter� ha twittato oggi, ripresa da una lettera di Jefferson alla figlia Martha, con riflessioni sull�atmosfera di Washington. �Alcune cose non cambiano mai, pap�!�.
Isis nomina il nuovo Califfo: � Abu Ibrahim al-Hashim al-Quraishi. In un audio le minacce agli Usa: �Donald Trump vecchio goffo�
Lo Stato Islamico ha nominato il suo nuovo leader. In un messaggio audio diffuso dal canale ufficiale dei jihadisti al-Furqan, Abu Hamza al-Quraishi, il nuovo portavoce dell�Isis dopo la morte del suo predecessore ha confermato il decesso del leader Abu Bakr al-Baghdadi e del responsabile della comunicazione Abu al-Hassan al-Muhajir e diffonde il nome del nuovo Califfo: Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurashi. Sar� lui e non Abdullah Qardash, il jihadista indicato ad agosto dal defunto leader di Daesh, a guidare l�organizzazione. � stata la Shura di Isis, l�Assemblea dei membri di alto rango, a decidere il nome del nuovo leader, anche se non si capisce se con largo sostegno o meno. Un particolare che potrebbe fornire maggiori indicazioni sulla lotta interna per il potere e su eventuali scissioni.Al-Baghdadi, che ha guidato l�Isis dal 2014 ed era l�uomo pi� ricercato al mondo, � morto in un blitz condotto dalle forze speciali Usa domenica in Siria nella provincia nordoccidentale di Idlib. L�Isis ha anche confermato l�uccisione, in un altro raid avvenuto il giorno dopo, del portavoce del gruppo, Abu Hassan al-Muhajir. Secondo quanto annuncia lo Stato islamico, l�organo legislativo e consultivo del gruppo si � riunito 48 ore dopo la morte del leader jihadista iracheno: �Il Consiglio della Shura dello Stato islamico si � riunito immediatamente dopo confermando il martirio di Sheikh Abu Bakr al-Baghdadi e pi� anziani dei guerrieri si sono accordati� su un sostituto, spiega il messaggio audio di sette minuti.
Al Baghdadi morto, l�annuncio di Trump: �Il capo dell�Isis morto in un raid in Siria dopo essere fuggito in un vicolo cieco
Si � suicidato quando ha compreso che non c�era pi� scampo, dopo ore di assedio con elicotteri e forze di terra. I dubbi vengono sciolti dall�annuncio di Donald Trump dopo mezza giornata di ipotesi e parziali smentite: il �califfo� Abu Bakr al Baghdadi � morto durante un raid delle forze Usa in Siria dopo essere fuggito in un tunnel. �Era un uomo malato e depravato, violento ed � morto come un codardo, come un cane, correndo e piangendo�, � la sintesi enfatica del presidente degli Stati Uniti. La caccia, durata 5 anni, � finita grazie a informazioni della Cia sulla sua localizzazione: le forze speciali Usa hanno scovato il capo dell�Isis nella zona di Idlib, nascosto dentro un compound nel villaggio di Barisha. Nell�operazione sarebbero rimasti uccisi diverse persone della sua famiglia, oltre al capo della sua sicurezza Ghazwan al-Rawi.
Trump: �I terroristi non dormano tranquilli� � Fonti del Pentagono raccontano a Newsweek che il terrorista si � fatto saltare in aria dopo un conflitto a fuoco con i militari e la deflagrazione del suo giubbotto imbottito ha ucciso anche due sue mogli che, assieme ad alcuni altri familiari, si trovavano con lui. Quindi il tycoon ha confermato: �Si � fatto saltare in aria e ha ucciso tre dei suoi figli che erano con lui. I terroristi non devono mai dormire tranquilli perch� devono sapere che noi siamo qui per catturarli e ucciderli. Non possono sfuggire al loro destino n� al giudizio finale di Dio�. Pochi minuti prima che si diffondesse la notizia del raid, Trump, che ha dato l�ok all�operazione una settimana fa, con un tweet aveva annunciato una dichiarazione per le 9 del mattino ora di Washington, scrivendo �qualcosa di molto grande � appena accaduto�. Poi la conferma nel corso della conferenza stampa iniziata poco le 14 in Italia: �Ho visto in diretta il blitz. � stato come guardare un film�.
Le fasi del raid � Il raid avrebbe impegnato, secondo l�agenzia Anadolu, otto elicotteri Usa e due droni che hanno prima colpito la zona per oltre un�ora e mezza, affermano le fonti aggiungendo che da terra � partito un pesante scontro a fuoco di risposta. Dopo questo primo scambio, gli elicotteri sarebbero poi tornati sull�area e avrebbero aperto il fuoco sugli obiettivi a terra prima di atterrare e dispiegare unit� di terra: si tratta, scrive il New York Times, di un commandos della Delta Force, le forze speciali sotto il controllo del Joint Special Operations Command. La seconda fase � durata quindi altre due ore e mezza. Gli elicotteri americani hanno lasciato l�area dopo un totale di 4 ore. �Sono stati molto utili soprattutto i curdi, ma anche Russia, Siria, Turchia e Iraq�, ha detto l�inquilino della Casa Bianca aggiungendo che �avevamo informato la Turchia che avremmo sorvolato il loro territorio e sono stati eccezionali, no problem�.
I 5 anni in fuga del Califfo � La caccia ad al Baghdadi � durata da cinque anni. Ad aprile era ricomparso in un video per la prima volta dal luglio 2014, quando fu ripreso mentre parlava alla moschea di Mosul. Nel febbraio del 2018 diverse fonti Usa riportarono che il leader dell�Isis era rimasto ferito nel corso di un bombardamento aereo del maggio del 2017 e, a causa delle ferite, dovette lasciare la guida dell�Isis per almeno cinque mesi. Abu Bakr al-Baghdadi � il nome di battaglia del terrorista iracheno Ibrahim Awad Ibrahim Ali al-Badri al-Samarrai, nato a Samarra il 28 luglio 1971 e �califfo� dell�autoproclamato Stato Islamico, sorto nel giugno 2014 in alcuni territori tra l�Iraq nord-occidentale e la Siria orientale. Venne catturato a Falluja ed � stato prigioniero degli americani in Iraq nel carcere di Abu Ghraib per dieci mesi, fra febbraio e dicembre 2004.Il discorso nella moschea Al-Nouri � Al Baghdadi si rivel� al mondo all�inizio del luglio 2014, poche settimane dopo che l�Isis aveva preso il controllo della citt� di Mosul: apparve in un video che lo ritraeva nella moschea Al-Nouri mentre pronunciava un sermone in cui ordinava ai fedeli musulmani riuniti di obbedirgli e si autoproclamava �califfo� di un territorio che si estendeva dalla Siria all�Iraq, ovvero dalla provincia di Aleppo fino a quella di Diyala. Un �impero� che si � poi via via sgretolato, fino al suicidio di questa notte, quand�era ormai braccato dagli americani. Ha azionato il pulsante del suo giubbotto imbottito di esplosivo pur di non cadere nelle mani del nemico numero uno.
Sinodo sull�Amazzonia, arriva il s� ai preti sposati. Resta il no alle donne diacono. �Ma il celibato rimane dono di Dio�
Il Sinodo apre ai preti sposati. Chiusura, invece, per le donne diacono. � quanto deciso dai quasi duecento padri sinodali che hanno partecipato all�assemblea speciale sull�Amazzonia svoltasi in Vaticano. Il paragrafo sui preti sposati, bench� approvato con la maggioranza dei due terzi richiesta, � quello che ha ricevuto il maggior numero di voti contrari, 128 placet contro 41 non placet. Alla fine � stata scelta una strada diversa da quella che era stata prospettata all�inizio del Sinodo, ovvero la via dei cosiddetti viri probati, uomini sposati che vengono ordinati preti senza lasciare la loro famiglia. Il cammino scelto, infatti, � quello di concedere ai diaconi permanenti, ovvero uomini sposati che hanno ricevuto il primo grado dell�ordine sacro, la possibilit� di essere ordinati sacerdoti. �Molte delle comunit� ecclesiali del territorio amazzonico � si legge nel documento finale del Sinodo � hanno enormi difficolt� di accesso all�Eucaristia. A volte ci vogliono non solo mesi, ma anche diversi anni prima che un sacerdote possa tornare in una comunit� per celebrare l�Eucaristia, offrire il sacramento della riconciliazione o ungere i malati nella comunit�. Apprezziamo il celibato come dono di Dio nella misura in cui questo dono permette al discepolo missionario, ordinato al presbiterato, di dedicarsi pienamente al servizio del popolo santo di Dio. Esso stimola la carit� pastorale e preghiamo che ci siano molte vocazioni che vivono il sacerdozio celibe. Sappiamo che questa disciplina non � richiesta dalla natura stessa del sacerdozio, anche se possiede molteplici ragioni di convenienza con esso. Nella sua enciclica sul celibato sacerdotale, San Paolo VI ha mantenuto questa legge e ha esposto le motivazioni teologiche, spirituali e pastorali che la sostengono. Nel 1992 l�esortazione post-sinodale di San Giovanni Paolo II sulla formazione sacerdotale ha confermato questa tradizione della Chiesa latina�.
Per i padri sinodali, per�, �considerando che la legittima diversit� non nuoce alla comunione e all�unit� della Chiesa, ma la manifesta e la serve, come testimonia la pluralit� dei riti e delle discipline esistenti, proponiamo di stabilire criteri e disposizioni da parte dell�autorit� competente, nel quadro della Lumen gentium 26, per ordinare sacerdoti uomini idonei e riconosciuti della comunit�, che abbiano un diaconato permanente fecondo e ricevano una formazione adeguata per il presbiterato, potendo avere una famiglia legittimamente costituita e stabile, per sostenere la vita della comunit� cristiana attraverso la predicazione della parola e la celebrazione dei sacramenti nelle zone pi� remote della regione amazzonica. A questo proposito, alcuni si sono espressi a favore di un approccio universale all�argomento�. Una precisazione non da poco conto che accoglie la richiesta emersa durante il dibattito di convocare in futuro un Sinodo dei vescovi sul celibato sacerdotale.
Totalmente diversa, invece, la decisione sulle donne diacono, rinviata in Commissione � per mutuare dalla politica � con 137 voti contro 30. �Nelle numerose consultazioni che si sono svolte in Amazzonia, � si legge nel documento finale � � stato riconosciuto e sottolineato il ruolo fondamentale delle religiose e delle laiche nella Chiesa amazzonica e nelle sue comunit�, visti i molteplici servizi che offrono. In molte di queste consultazioni � stato sollecitato il diaconato permanente per le donne. Per questo motivo il tema � stato anche molto presente durante il Sinodo. Gi� nel 2016, Papa Francesco aveva creato una �Commissione di studio sul diaconato delle donne� che, come Commissione, � arrivata ad un risultato parziale su come era la realt� del diaconato delle donne nei primi secoli della Chiesa e sulle sue implicazioni attuali. Vorremmo pertanto � � la richiesta dei padri sinodali � condividere le nostre esperienze e riflessioni con la Commissione e attenderne i risultati�. Richiesta subito accolta da Bergoglio che ha annunciato che riconvocher� presto con nuovi membri la Commissione istituita nel 2016 e che due anni dopo aveva concluso i suoi lavori senza risultati. Su tutto il lavoro fatto dai padri sinodali in tre settimane di dibattito in Vaticano, la parola passa ora a Francesco che ha gi� comunicato la sua intenzione di pubblicare entro il 2019 un�esortazione apostolica con le sue conclusioni.
Domeniche Bestiali �
Un anno di sorveglianza speciale per leader della Curva Nord interista
Claudio Morra, uno dei leader dei Boys San, gruppo portante della curva Nord dell'Inter, � stato sottoposto a un anno di sorveglianza speciale per via della sua �pericolosit� sociale in termini di concretezza e anche di attualit��. Lo ha deciso la sezione misure di Prevenzione del Tribunale di Milano, presieduta da Fabio Roia. Si legge nel provvedimento che Morra �pu� ben inquadrarsi (...) tra coloro che appaiono �dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillit� pubblica', in relazione alle plurime denunzie e alla condotta riportate per comportamenti violenti o comunque preliminari all� uso della violenza (come il porto in pubblico di armi atti all�offesa)�.
Il Tribunale evidenzia che alla sua �incapacit� di contenere le proprie reazioni aggressive si aggiunge, peraltro, l�assenza di autocritica e di accettazione delle proprie responsabilit�, che rappresenta il primo passo per un cambiamento�.
Si tratta di un ultr� napoletano, Fabio Manduca, accusato di omicidio volontario. Ha 39 anni e diversi precedenti. Il suo avvocato: "Non trasferitelo in carcere a Milano, da tifoso napoletano rischia".
"Ma quello si � gettato sotto...". Una sola frase. Pronunciata in auto, parlando col proprio avvocato, e non davanti ai pubblici ministeri Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri che lo avevano convocato a Milano nel marzo del 2019 per un interrogatorio. Fabio Manduca, l'ultr� napoletano alla guida del Renault Kadjar che travolse e uccise Daniele Belardinelli il 26 dicembre 2018, prima di Inter-Napoli, davanti ai magistrati non parl�. Ma quella frase, per gli investigatori � stata un riscontro decisivo. Una sorta di ammissione, unita alle immagini delle telecamere, alle testimonianze, ai risultati delle perizie: solo l'auto del 39enne Manduca, tra quelle analizzate, avrebbe segni di investimento e schiacciamento. Manduca ha precedenti per furto, ricettazione, commercio di prodotti falsi e truffa. E la sera degli incidenti aveva a bordo della Renault il fratello del capo dei "Mastiffs", gruppo ultras tra i pi� vicini ad ambienti di camorra. Il suv era tra i mezzi arrivati da Napoli in modo autonomo rispetto al resto del tifo organizzato. La Curva nord interista tese un agguato in via Novara. Solo Luca Da Ros, ultr� nerazzurro che poi ha patteggiato per l'accusa di rissa aggravata, come aveva spiegato il gip Guido Salvini, ha svelato la "identit� di numerose persone coinvolte" nella 'guerriglia' con una scelta non certamente facile per la "pressione che i gruppi di tifosi ultras sono in grado di esercitare". E aveva manifestato "un concreto distacco da quelle regole di un'omert� che caratterizza la realt� di tali gruppi". � accusato di aver accelerato, quando il gruppo di ultr� interisti invase la strada con un assalto programmato, con tanto di mazze, coltelli e bastoni. L'ultr� del Napoli, in particolare, dopo aver superato un'altra auto della carovana, un'Audi A3, avrebbe puntato dritto al gruppo di ultras 'rivali', investito - secondo l'accusa- volontariamente Belardinelli (39 anni, ultr� dei Blood Honour del Varese, tifoseria gemellata con quella interista), passando sopra il corpo e proseguendo, poi, la marcia. Lo scorso marzo, intanto, erano arrivate 5 condanne fino a 3 anni e 8 mesi e un patteggiamento (per Luca Da Ros, l'unico ad aver collaborato alle indagini) per i 6 ultras interisti arrestati per rissa aggravata e altri reati pochi giorni dopo l'assalto in stile "militare", tra cui i capi della curva interista Marco Piovella e Nino Ciccarelli.
All�improvviso la follia: la bandierina dell�assistente arbitrale diventa �bastone per colpire e spada per trafiggere�
C�� un vincitore assoluto in questo appuntamento con Domeniche bestiali: qualcuno che col suo comportamento ha veramente interpretato alla lettera il nome di questa rubrica, fin troppo forse. Nessuna anticipazione: basteranno le parole del Giudice Sportivo per spiegare. Rimanderemo altre squalifiche, peripezie degli arbitri e racconti dei giudici sportivi alle prossime rubriche e il resto, dagli striscioni dei tifosi che si autodenunciano alle perle dei �Disoccupati di Lusso�, pur essendo molto divertente, passer� in secondo piano. Perch� al primo posto c�� lui.
Non si poteva non ripartire da Keric Mirsad anche in questa puntata di Domeniche Bestiali: dopo la lunga squalifica per l�uomo che tirava in aria gli avversari e usava la bandierina come spada per trafiggere arrivano infatti le conseguenze, dolorose, delle sue gesta. Dal Trentino al Veneto: con la curiosa �costante B� per le squalifiche del Giudice Sportivo fino all�atmosfera da Hotel Raphael in Irpinia, passando per i riti di spogliatoio del calciatore dilettante.
Riecheggia ancora il rumore delle mazzate tra Isera e Baone di Romarzollo, prima categoria del Trentino: in particolare di quelle di Keric Mirsad, squalificato per cinque anni: botte che hanno portato a conseguenze anche abbastanza serie. L�Adige infatti racconta anche di mandibole rotte e calciatori finiti sotto i ferri: �Soprattutto la lagarina Isera ne � uscita con le �ossa rotte�. In totale sono stati comminati 10 anni e 2 mesi di inibizione, divisi sul fronte dell�Isera in 5 per l�assistente arbitrale (non ci sono guardalinee ufficiali in questa categoria), 2 per l�allenatore Voltolini, altri 2 per il giocatore Bressan e un anno e 2 mesi per il giocatore romarzollese Pellegrini. Quest�ultimo � finito sotto i ferri del chirurgo al reparto maxillo-facciale del S. Chiara per la frattura della mandibola�. Un bollettino di guerra.
Scorrendo i vari comunicati del giudice sportivo dei campionati dilettantistici veneti emerge una costante: la blasfemia. Non ce n�� uno senza squalifiche rimediate da calciatori, allenatori o dirigenti per aver bestemmiato. Molto pi� lontano dal Veneto, invece, le manifestazioni di dissenso ricordano molto i tempi del crollo della Prima Repubblica. Siamo in Irpinia, terra che peraltro alla Prima Repubblica ha regalato parlamentari, ministri e un presidente del Consiglio: qui un tifoso ha espresso il suo dissenso all�arbitro lanciandogli monetine. �Al termine della gara un tifoso chiaramente riconducibile alla societ� Mercogliano che si trovava indebitamente nello spazio antistante lo spogliatoio arbitrale, ingiuriava e minacciava il DDg (che sta per �direttore di gara�, ndr) arrivandogli a lanciare con forza tre monete colpendolo al petto e provocandogli intenso dolore; lo stesso, dopo il vile gesto seguiva il ddg fino all�ingresso dello spogliatoio continuando con le ingiurie e le minacce�. E chiss� che non gli abbia mostrato anche le banconote intonando �Vuoi pure queste?�.
Tra i vari meme social che riguardano il calcio dilettantistico particolarmente apprezzato dagli addetti ai lavori � stato uno degli ultimi divulgato da �Cronache di Spogliatoio�, che descrive l�allenamento tipico del calciatore dilettante: dall�arrivo alla �guerra per il mitologico terzo appendino� alla �corsetta intorno al campo con aggiornamento di vita morte e miracoli dei compagni� fino alla �partitella con pettorine nella quale ci si gioca onore, pizza, birra, estath�, casa e parenti�.
KERIC MIRSAD (assistente arbitrale dell�Isera, Prima categoria Trentino Alto Adige, squalificato fino al 2024) � Questo quel che scrive il giudice sportivo: �In qualit� di assistente arbitrale, per tutta la durata della rissa verificatasi al termine della gara, picchiava con inaudita violenza tanti giocatori avversari, alzandoli di peso, buttandoli a terra e colpendoli con forti pugni e calci alle costole, dando l�impressione di voler massacrare chiunque gli si parasse davanti. In possesso della bandierina, la usava a mo� di bastone per colpire e a mo� di spada per trafiggere. Quanto sopra avveniva fino a che, altri dirigenti, lo portavano via di peso�. Superfluo ogni commento.
MAI SOBRI � Tra le cose belle del calcio dilettantistico ci sono le coreografie, i cori e in generale l�anticonformismo di chi sceglie di seguire tra polvere, freddo, caldo e zero comodit� piccole squadre di paese e non la Serie A comodamente seduto in poltrona. Tra questi c�� chi come gli ultras del Gladiator, squadra campana, sulla �pezza�, ovvero la sciarpa o lo striscione identificativo del gruppo, invece che nomi di battaglia bellicosi, dai drughi a guerrieri a commandi, denuncia le proprie condizioni, avvertendo di non essere �Mai sobri�.
IL SEGRETO DI PULCINELLA � Si dice che la popolare maschera partenopea, quando scriveva lettere, dopo aver buttato gi� tutte le parole mettesse la punteggiatura, tutta insieme, a fine foglio, dicendo sostanzialmente al lettore �metti tu i punti dove ritieni pi� opportuno�. � pi� o meno quanto avviene nella rubrica � gi� dal nome assai promettente � �Tecnici disoccupati di Lusso� per �tuttocampo Sardegna�. Promesse mantenute nei contenuti. Da una domande lunghissima riportiamo testualmente: �Nel calcio di oggi si paga per giocare, a volte attraverso sponsorizzazioni e altre invece con vere e proprio prebende, ed � un segreto di pulcinella che coinvolge tutti i ruoli e tutte le categorie dalla LegaPro in gi� (anche se pure qualche presenza in B desta sospetto, e anche a queste latitudini). Anche fra i grandi ma anche nelle giovanili, e anche nei dilettanti, insomma tutto il mondo e paese, l�importante ormai nelle societ� che sono delle vere e proprie aziende si pensa a fare quadrare i conti piu che alla crescita del ragazzo. 6 d accordo?�. E gi� con i contorsionismi verbali: �Parliamo della prima e seconda categ. in generale, nn credi che il livello e l importanza data a queste categorie sia un po sottovalutata? , mi spiego (pure n.d.r): nn credi che ci sia un malcostume in queste categorie, si conceda ancora troppo il fatto che non si debba giocare a pallone, considerato solo un dopolavoro x tanti giovani, invece si trovano tante squadre che provano a esprimere un bel gioco, insomma anche in queste categorie si trovano parecchi giocatori che sanno dare del tu al pallone��.? nn credi?�. Parole, parole, parole: se avesse intervistato il Keric Mirsad non sarebbe riuscito a utilizzare pi� di due frasi.
6 Roma 12 6 4 2 20:14 6 22
13 Sassuolo 11 4 1 6 21:21 0 13
Chi di rimonta perisce, di rimonta ferisce. Dopo il ko di Dortmund e tutte le polemiche per le dichiarazioni di Conte, l'Inter riprende la corsa in campionato battendo a fatica e in rimonta per 2-1 l'Hellas Verona. Ospiti avanti nel primo tempo con il rigore di Verre, nella ripresa Vecino e Barella ribaltano tutto. In attesa di Juventus-Milan, i ragazzi di Conte tornano al primo posto.
Conte lascia fuori Godin e Candreva, dentro Bastoni e Lazaro. Juric � senza Kumbulla e Veloso, al loro posto Empereur e Pessina. Come ci si poteva aspettare alla vigilia, sono i padroni di casa a partire con l'acceleratore ma la difesa scaligera tiene bene. A sorpresa a passare in vantaggio � proprio l'Hellas: � il 19′ quando Lazovic imbuca bene per Zaccagni in area, Handanovic frana in uscita sul numero 20 e l'arbitro Valeri indica giustamente il dischetto. Dagli 11 metri Verre sceglie la soluzione centrale portando in vantaggio i suoi. Da quel momento inizia un tiro al bersaglio verso l'area di Silvestri quasi senza precedenti. Ci provano nell'ordine Brozovic dalla distanza ma scheggia la traversa, Lukaku con una zampata sul primo palo, De Vrij sempre dal limite e Vecino con un tap-�n che l'estremo difensore dei veneti salva sulla linea come confermato dalla goal-line-technology. La porta sembra stregata per i nerazzurri.
Nella ripresa l'Inter attacca ancora pi� forte e il Verona � costretto a schiacciarsi nella propria met� campo, facendo pi� fatica rispetto al primo tempo a uscire. Paradossalmente i pi� pericolosi sono i difensori con un colpo di testa alto di Skriniar e una fucilata di Bastoni respinta da Silvestri. E' un vero e proprio assedio e l'Hellas alla fine cede: al 65′ cross dalla destra di Lazaro e stacco imperioso di Vecino che trova l'angolino. Marchio di fabbrica per il centrocampista uruguaiano che trova il pari. Il mood della partita non cambia e all'80' l'Hellas rischia la frittata: erroraccio di Amrabat che svirgola un pallone a centrocampo, lanciando di fatto Lukaku da solo verso la porta di Silvestri, l'attaccante belga per� non aspetta che scenda la palla optando per un innocuo colpo di testa, bloccato dal portiere ospite. Passano per� due minuti e Barella dalla distanza scaraventa un destro sotto all'incrocio che fa esplodere di gioia San Siro: una vera e propria perla dell'ex Cagliari. Nell'anniversario del crollo del muro di Berlino, calcisticamente cede anche quello del Verona. Juric si gioca subito la carta Stepinski ed � proprio l'attaccante polacco a sciupare un'ottima occasione ravvicinata su assist di Lazovic. Dopo 5 minuti di recupero Conte pu� comprensibilmente gioire e godersi il primato ritrovato in classifica in attesa di Juventus-Milan di domenica sera: i nerazzurri saranno costretti a tifare per i cugini rossoneri.
Cagliari show, 5-2 alla Fiorentina: ora � terzo in classifica
I sardi, guidati da un Nainggolan in gran spolvero (un gol e tre assist), travolgono in casa i viola: primo tempo spettacolare degli uomini di Maran, segna anche l'ex Simeone. Per la squadra di Montella l'unica nota positiva � la doppietta di Vlahovic
Dieci. Come il numero del voto pi� alto. Dieci � il numero di partite senza macchia che il Cagliari di Rolando Maran raggiunge annichilendo la Fiorentina. Stavolta i sardi meritano anche la lode, poich� per tre quarti giocano la partita perfetta. Se di capolavoro si era parlato nell'andare a vincere in casa dell'Atalanta, dieci con lode � il voto nel compito in classe collettivo presentato dai Quattro Mori contro la Fiorentina. Maran � un "maestro" felice (che accetta pure il calo di tensione degli ultimi minuti). La Viola, infatti, finisce annichilita nella prova d'insieme, nessuno tra i rossobl� stecca fino a quando c'� incertezza. Cos� il Cagliari va in fuga per la vittoria.
A fine primo tempo, su un eloquente parziale di 3-0, Pisacane spiega il frutto di sacrificio, di umilt�, di idee chiare. Non si cerchi nelle manchevolezze della Viola il motivo di questa goleada. Il Cagliari va in crescendo, comincia con intensit�, trova il gol con cinque giocatori diversi, frutto del coinvolgimento di tutti i giocatori, fanno ben sopra la sufficienza anche quelli che non finiscono nel referto del match.
Dal centrocampo, Maran ha tutto, la corsa di Rog - il migliore dopo Nainngolan - ha il contrasto e la qualit� di Nandez, la fine architettura calcistica di Cigarini e la leadership di Nainngolan. Il Ninja entra in tutte le azioni decisive e poi, non contento, firma il quinto sigillo, un tiro dai 35 metri, uno dei suoi, potente, preciso, imprendibile. A sorreggere la costruzione c'� l'appoggio delle punte e l'attenzione della difesa.
Dominata in tutto e per tutto, la Fiorentina ha il merito di non mollare, e di salvare l'orgoglio. Lo fa con Vlahovic - Chiesa vive un pomeriggio appannato - che firma i suoi primi due gol in Serie A a partita praticamente finita.
La cronaca quindi � un vero monologo rossobl�, l'Orchestra Spettacolo Rolando Maran manda in visibilio la Sardegna Arena: ogni gol � illuminato, spaziature perfette, attenzione collettiva, organizzazione.
Il gol di Rog viene da undici passaggi di fila, tutti precisi e incisivi; gli ultimi tre, a un tocco, di rapidit� da fibra ottica; il raddoppio, su angolo telecomandato di Cigarini sulla testa di Pisacane; il tris (minuto 34) in contropiede, volata di Rog, tiro di Nainngolan ribattuto e doppiato dal Ninja per il tacco vincente, sotto misura, di Simeone. La Fiorentina - attenti - non � spettatrice non pagante, Olsen al 38' si oppone a un tiro ravvicinato di Pezzella con una parata importante a terra. Prima del riposo, si registra il solo guizzo di Chiesa, un pallone che pu� giocare in area, sull'out mancino, tiro di destro a giro alto di poco.
Ovazione per Nainggolan
Cagliari perfetto? Tutto � migliorabile, persino un grande spettacolo. Lo si capisce sotto la pioggia e con il vento di bufera che accoglie in campo le squadre nella ripresa. Nove minuti di marca ospite, ma al 9' il contropiede perfetto, a tre, Nainngolan scippa palla a Badelj, aspetta che si allarghino alla sua sinistra Simeone e alla sua destra Joao Pedro e sceglie il brasiliano con un tocco magistrale. Il numero 10 aspetta Dragowski in uscita e in scivolata gli toglie il tempo con un destro angolatissimo, potente, imparabile. Pare la ciliegia sulla torta. Invece no. Al 60' altra ripartenza indiavolata del Cagliari, ribattuto il tiro di Simeone, in angolo Dragowski sul siluro di Pellegrini dal fondo. E al 65', tutto lo stadio si alza in piedi quando Nainngolan chiude il suo pomeriggio perfetto con un destro dai 35 metri appena sfiorato da Dragowski che "muore" sotto l'incrocio. Un'ora di calcio paradisiaco per gli isolani. Solo a 15' dal traguardo, il Cagliari alza il piede dall'acceleratore, quando Maran opta per la passerella finale dei protagonisti: fuori Simeone, Nainngolan e Nandez.
Finale colorato di viola, la doppietta di Vlahovic, il primo su cross di Dalbert, sinistro all'angolino, il secondo su ingenuit� di Pellegrini con tiro a giro sul palo lontano. La vittoria issa il Cagliari al terzo posto. C'� un'isola che sogna, nei giorni in cui ha festeggiato i 75 anni della sua icona calcistica pi� nota e giustamente pi� celebrata: Gigi Riva. Leggenda per un giorno oscurata dal Collettivo Autonomo di Rolando Maran.
Cagliari (4-3-1-2): Olsen, Cacciatore, Pisacane, Klavan, Pellegrini; Nandez (38' st Ragatzu) Cigarini, Rog; Nainggolan (33' st Castro) Joao Pedro, Simeone (29' st Cerri). All.: Maran.
Fiorentina (3-5-2): Dragowski, Milenkovic, Pezzella, Caceres; Lirola (1' st Sottil), Pulgar, Badelij, Castrovilli (22' st Benassi), Dalbert; Vlahovic, Chiesa (28' st Ghezzal). All.: Montella.
Reti: nel pt, 17' Rog, 26' Pisacane, 34' Simeone; nel st, 9' Joao Pedro, 20' Nainggolan, 30' e 42' Vlahovic.
Note: Recupero: 3 e 2. Angoli: 6 a 5 per la Fiorentina. Ammoniti: Castrovilli, Pulgar, Nandez.
Milan-Lazio 1-2: Immobile-Correa, i biancocelesti sfatano il tab� San Siro
Correa scaglia il tiro della vittoria della Lazio (ansa)
Con un gol per tempo la squadra di Inzaghi torna a vincere a San Siro contro i rossoneri 30 anni dopo l'ultima volta e aggancia il quarto posto. Un autogol di Bastos aveva permesso ai padroni di casa di pareggiare
Trenta anni dopo l'ultima volta, la Lazio batte il Milan a San Siro e aggancia il quarto posto in classifica. Al Meazza finisce 2-1 per i biancocelesti che passano grazie a un gol di Immobile nel primo tempo e a una rete di Correa nella ripresa. Un successo fondamentale per gli uomini di Inzaghi che approfittano del passo falso dell'Atalanta in casa col Cagliari per raggiungerla in piena zona Champions e restare in scia della Roma, terza. Per il Milan, invece, � notte fonda. Sesta sconfitta in 11 partite ed Europa sempre pi� lontana, ora a 8 lunghezze. E le prossime partite non saranno passeggiate: Juventus a Torino e Napoli a San Siro dopo il rientro dalla sosta.
Immenso Immobile da 100 con la Lazio, poi il Milan pareggia
Bel primo tempo a San Siro con entrambe le squadre che se la giocavano a viso aperto. La prima palla gol capita sul piedi di Immobile che, servito in area da Lulic, cerca di sorprendere Donnarumma sul secondo palo trovando l'ottima risposta del portiere di casa. 2′ pi� tardi � Piatek ad avere il pallone dell'1-0, ma Acerbi in scivolata devia in angolo il tiro del polacco. Poi in 10′ accade di tutto. Al 21′ Strakosha salva a tu per tu con Paquet�, sull'azione seguente Immobile, defilato sulla sinistra in area, supera Donnarumma, ma colpisce la traversa. Al 23′ Castillejo impegna da fuori Strakosha, 60" pi� tardi Immobile, servito da un cross di Lazzari, anticipa Duarte e di testa infila il portiere rossonero: per l'attaccante si tratta della centesima rete con la maglia della Lazio. Al 29′ il pareggio milanista: cross morbido dalla sinistra di Theo Hernandez, Piatek in acrobazia prolunga la sfera sul petto di Bastos che spiazza Strakosha. Al 40′ Calhanoglu prova a sorprendere il numero uno laziale dalla bandierina, ma Strakosha � bravissimo a salvare sulla linea di porta. Nel finale doppia occasione per Correa, prima � bravo Donnarumma, poi Romagnoli a chiuderlo in angolo.
Correa sfata il tab� San Siro
La ripresa � meno avvincente. Tanti gli errori in fase di impostazione da parte di entrambe le squadre, poi l'ingresso di Leao al posto di Paquet� provoca l'effetto opposto in casa Milan col francese impacciato, lento e a tratti svogliato. Con lui si spegne tutto il reparto offensivo con Piatek che scompare letteralmente dalla scena e Rebic che si perde sulla corsia di destra. L'unico sussulto rossonero nel secondo tempo � una punizione da fuori di Calhanoglu che Strakosha respinge con i pugni. Anche la Lazio cala fisicamente e si rende meno pericolosa dalle parti di Donnarumma che, per�, nel finale nega la gioia del gol prima a Parolo, poi ad Acerbi su calcio d'angolo, infine a Luis Alberto. All'83', per�, lo spagnolo raccoglie un palla respinta corta da Duarte e verticalizza per Correa che questa volta, a tu per tu con Donnarumma, non sbaglia. Il Milan non ha pi� la forza di reagire, la Lazio si chiude bene e sbanca San Siro dopo 30 anni esatti.
MILAN-LAZIO 1-2 (1-1)
L'esultanza dei giocatori del Cagliari dopo il gol di Oliva (lapresse)
La squadra di Maran allunga a nove la striscia positiva e aggancia la zona Champions. Nerazzurri in dieci dal 39' del primo tempo per l'espulsione di Ilicic.
Il Cagliari di Maran, solido e bravo nel non sprecare occasioni, battendo l'Atalanta a Bergamo si � portato al pari dei bergamaschi al quarto posto, a 21 punti. Con la vittoria per 0-2 dei sardi - al terzo successo di fila a Bergamo - si interrompe il record della banda Gasperini, che nelle prime 10 giornate di campionato aveva segnato almeno 2 gol in ogni partita. Si allunga invece a nove partite l'imbattibilit� del Cagliari (6 vittorie e 3 pareggi), che non perde dalla seconda giornata, alla Sardegna Arena contro l'Inter. Nella vittoria cagliaritana, sotto la pioggia battente, pesano anche l'espulsione di Ilicic - rosso diretto al 39' del primo tempo per una pedata a gioco fermo rifilata a Lykogiannis - e la poca lucidit� dell'Atalanta in attacco, che non � riuscita a chiudere nessuna delle tante occasioni create.
Il primo tempo era cominciato con una situazione di equilibrio fra le due squadre, in costante lotta sulle fasce, impegnate a costruire il gioco a turni alterni. Dopo 25 minuti Maran ha arretrato i suoi, per fare giocare l'Atalanta con campo libero alle spalle e tentare di partire in contropiede. E ha rinfoltito il centrocampo, creando superiorit� numerica. Ma pi� della strategia, nel vantaggio cagliaritano ha pesato la sfortuna atalantina: al 32' Lykogiannis ha calciato una punizione dalla fascia destra, Cacciatore ha deviato la palla, Pasalic la ha cacciata nella propria rete. L'Atalanta non si � data per vinta, ma non era giornata: 5 minuti dopo l'autogol, Gomez ha stampato sulla traversa un bel tiro da fuori, la palla � carambolata sulla schiena di Olsen ed � finita incredibilmente fuori. Anche in dieci, dopo l'espulsione di Ilicic sul finire del primo tempo, l'Atalanta ha provato invano a dare l'assalto alla porta di Olsen.Nella ripresa, senza pi� Ilicic, Gasperini ha tolto anche l'altro trequartista, Gomez. E ha cercato qualit� inserendo Malinovskyi. Dentro anche Hateboer per Gosens. Ma il Cagliari, oeganizzato e roccioso, non ha smesso di pressare su ogni pallone ed � stato velocissimo a ripartire appena l'Atalanta inevitabilmente ha dovuto concedere spazio. E cos� al 13' � arrivato lo 0-2 cagliaritano, con Simeone sceso in fascia destra che ha passato indietro per il gol di Oliva. L'assedio ininterrotto dell'Atalanta non ha prodotto occasioni davvero pericolose, complice Muriel a cui � sempre mancata l'ultima zampata. E il Cagliari � potuto partire in contropiede con Nandez e Joao Pedro, offeso all'inizio della ripresa dai soliti buu razzisti. A ululare sono stati in pochi, ma si sono sentiti.
Atalanta-Cagliari 0-2 (0-1)
Atalanta (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Djimsiti, Palomino; Castagne, Freuler, Pasalic, Gosens (1' st Hateboer); Gomez (1' st Malinovskyi); Ilicic, Muriel (33' st Barrow). (31 Rossi, 57 Sportiello, 4 Kjaer, 5 Masiello, 41 Iba�ez, 13 Arana, 79 Traore). All.: Gasperini.
Cagliari (4-3-1-2): Olsen; Cacciatore, Pisacane, Klavan, Lykogiannis; Castro (43' st Ionita), Oliva, Rog (26' st Nandez); Nainggolan; Jo�o Pedro, Simeone (39' st Cerri). (1 Rafael, 20 Aresti, 40 Walukiewicz, 2 Pinna, 3 Mattiello, 24 Farag�, 8 Cigarini, 27 Deiola, 26 Ragatzu). All.: Maran.
Angoli: 13-2 per l'Atalanta.
Espulso: Ilicic al 39' pt per fallo di reazione.
Ammoniti: Rog, Lykogiannis, Oliva, Malinovskyi per gioco falloso, Toloi per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 18.617 di cui 2.069 paganti (incasso 58.090 euro) e 16.548 abbonati (quota partita 343.987,95 euro).
La prima rete di Lukaku (ansa)
Il belga prima impatta la rete di Soriano, poi in pieno recupero mette a segno la rete della preziosissima vittoria nerazzurra.
La decideranno gli episodi, dice Andrea Poli (tra i migliori finch� � stato in campo) alla fine del primo tempo. Un profeta. E' cos� che va a finire. Vince l'Inter in rimonta e si siede sul divano ad aspettare il derby di Torino. Vince, ma non convince la squadra di Conte, che soffre (meno che a Brescia), ma al tecnico sar� piaciuta la forza d'animo del gruppo dopo essere andata sotto.
Il Bologna invece. Gioca con grande applicazione, va in vantaggio e poi... rivede un film horror gi� visto altre volte: decide un rigore di Lukaku a tempo scaduto, un rigore che arriva da una sciocchezza di Orsolini che tocca in area Lautaro. Ingenuit� incredibile, ma colpa pesante rivedere sempre lo stesso spezzone di scena: con la Roma, dimenticando Veretout, con la Lazio atterrando (Palacio) Correa, il Bologna si fa male da solo.
avvio Conte fa riposare Candreva, Godin mentre risparmia il recuperato Sensi. Mihajlovic non rischia in avvio Medel, preferendogli Svanberg. Lo svedesino fa bene. In avvio il Bologna prova a pressare, puntando sulla stanchezza di un Inter che nell'ultimo mese ha giocato molto e senza troppi ricambi. Ma col passare dei minuti l'Inter prende possesso del centrocampo, e costruisce almeno due grosse occasioni. Una con lautaro, girata immediata e corta su cui Skorupski si allunga a respingere. Il secondo con Lukaku che prova a replicare l'azione del gol di Brescia, ma stavolta tira seccamente sul primo palo, il portiere polacco che in quell'angolino si era fatto sorprendere da Ronaldo, a Torino, stavolta respinge a una mano e poi recupera prima dell'arrivo di Gagliardini (in off side). I gol annullati all'Inter vengono da un evidente off side di Lautaro, perch� l'ordine di Mihajlovic � quello di non dare spazio ai totem nerazzurri, quindi di difendere "alto", e per un traversone di Lazaro quando la sfera � gi� uscita ampiamente, che Lukaku nel prosieguo butta dentro. Per il resto, la prima parte vive su un alto livello di contrasto e con un rispetto reciproco che comporta molti errori nel giro palla, segno che si pensa anche troppo, perch� le linee ortodosse di passaggio sono ostruite.
La ripresa si ripete su temi tattici marcati. Qualcosa che dimostra come la guida del tecnico viene rispettata. Il Bologna non ha la fisicit� della difesa interista e infatti fatica molto ad avvicinarsi a Handanovic. Ma ha di bello che resta intenso, che cerca il fraseggio, che prova a logorare l'avversario, cercando cos�, come una goccia cinese, di aprire un varco. L'azione del gol di Soriano � magistrale. Il giro palla con enorme pazienza, finisce per liberare il tiro di Soriano che trova l'angolino basso. Uno a zero.
La pazienza � il leit motiv. Skorupski - impreciso nella costruzione del gioco - si oppone a ogni tentativo di reazione dell'ospite che perde in fiducia. Gliela restituisce Conte, cambiando i due esterni, per ritrovare energia. Candreva e Politano. Ma il Bologna subisce sempre gli stessi gol. Skriniar ha tempo in area, su azione d'angolo di stoppate palla e girarsi, come aveva fatto pochi giorni fa Joao Pedro. Skorupski ci mette una pezza, ma sul palo lontano spunta Lukaku, tenuto in gioco da Svanberg, che come un centravanti rapace firma l'1 a 1.
Il match � bello, pieno di idee da tutte e due le parti. Cade in area Palacio, contatto con Vecino, per La Penna non c'� nulla, pochi istanti dopo Mbaye non allontana un pallone, lo perde e Lautaro in area trova quasi per caso il contatto di Orsolini. Rigore per La Penna, solite discussioni del caso (espulso Bigon), Lukaku non si fa ipnotizzare e a tempo scaduto, come aveva profetizzato Poli, l'episodio fa volare l'Inter. Tre punti preziosi per Conte, molti complimenti al Bologna. Ma non fanno classifica.
Bologna (4-2-3-1): Skorupski, Mbaye, Danilo, Bani, Krejc�, Svanberg, Poli (27' st Medel), Orsolini, Soriano (31' st Dzemaili), Sansone (39' st Santander), Palacio. All.: Mihajlovic.
Inter (3-5-2): Handanovic, Skriniar, De Vrij, 95 Bastoni, Lazaro (39' st Politano), Gagliardini (27' st Vecino), Brozovic, Barella, Biraghi (29' st Candreva), Lukaku, Martinez. All.: Conte.
Note: Angoli: 6-1 per Inter. Recupero: 0' e 3'. Ammoniti: Brozovic, Danilo, Skriniar, Bani per gioco scorretto; Gagliardini, Medel per comportamento non regolamentare. Espulso: Bigon per proteste.
Brescia-Inter 1-2: cuore e sofferenza, Lautaro e Lukaku trascinano i nerazzurri
L�Inter di Antonio Conte esce vittoriosa per 2 a 1 dalla trasferta di Brescia
BRESCIA � Con i denti e con la rabbia l�Inter torna da Brescia con tre punti e il provvisorio sorpasso ai danni della Juventus. I nerazzurri partono bene trovando il vantaggio con Lautaro che apre le danze. Primi 45 minuti di gioco in totale appannaggio dei ragazzi di Antonio Conte che per� nella ripresa devono fare i conti con la voglia dei padroni di casa di acciuffare il pareggio. Proprio nel momento migliore delle rondinelli esce fuori Lukaku che con una progressione personale e conclusione a giro sul secondo palo infila Alfonso con un eurogol. I padroni di casa gettano il cuore oltre l�ostacolo e accorciano con con Bisoli che costringe Skriniar all�autogol e per poco non trovano il pareggio. Sofferenza finale con i nerazzurri che reggono l�urto del Brescia.
L�Inter tona provvisoriamente in vetta alla classifica in attesa della sfida di domani tra Juventus e Genoa.
Atalanta-Udinese 7-1: nerazzurri esagerati e sempre pi� terzi
Okaka illude gli ospiti, poi segnano Ilicic, Muriel su rigore e ancora lo sloveno nel primo tempo. Nella ripresa si ripete Muriel su azione, cinquina di Pasalic e tripletta del colombiano sempre dagli undici metri. Ciliegina finale di Amad Diallo Traor�, classe 2002
La sfida tra il miglior attacco della massima serie e la migliore difesa, la stravince la prima. L'Atalanta infatti rifila 7 reti all'Udinese che fino a oggi ne aveva incassate solo 6. I bergamaschi quindi riscattano subito il ko di Champions contro il City e consolidano il terzo posto rosicchiando 2 punti a Juventus, Inter e anche al Napoli che resta quarto. Nel primo tempo segnano Okaka, quindi Ilicic, Muriel su rigore e ancora Ilicic. Nella ripresa si ripete Muriel su azione, cinquina di Pasalic e ancora il colombiano (tripletta) sempre dagli undici metri. Ciliegina finale per i nerazzurri dell'esordiente in A, Amad Diallo Traor�, classe 2002. Nell'era dei tre punti nessuna squadra italiana aveva mai segnato 28 gol in 9 giornate. Un altro record per la banda di Gasperini.
Regalo di Kjaer, Okaka ringrazia
3-4-1-2 per Gasperini che in attacco si affida a Ilicic e Muriel con Gomez a supporto. De Roon e Pasalic a centrocampo con Hateboer e Castagne esterni. In difesa Djimsiti, Kjaer e Toloi che rimpiazza Palomino che ha accusato un problema nel pre-partita. 3-5-2 per Tudor con Lasagna e Okaka attaccanti. Opoku e Sema esterni, mentre Mandragora, Jajalo e De Paul formano il centrocampo.In difesa Becao, Ekong e Samir. Dopo 7′ Muriel non riesce a deviare sottoporta su un assist di Hateboer. La gara vive in equilibrio che per� viene spezzato dopo 11′ da un incredibile errore di Kjaer che tenta un dribbling senza senso: Okaka gli soffia palla e, tutto solo davanti a Gollini, non sbaglia col destro.
Atalanta, Gasperini: "Scudetto? Lo pu� perdere solo la Juventus"
Ilicic e Muriel la ribaltano
L'Atalanta reagisce e Gomez impegna Musso. Al minuto 21 perfetto assist di De Roon e gol di Ilicic, ma c'� offside secondo il guardalinee. Infinito check Var e alla fine Maresca convalida: siamo 1-1. Alla mezz'ora ci vuole il miglior Gollini per dire di no a Lasagna, mentre al 33′ i padroni di casa attaccano, Muriel di tacco serve in area Ilicic e Opoku, gi� ammonito, stende lo sloveno da dietro rimediando il secondo giallo e soprattutto facendo fallo da rigore. Sul dischetto ci va Muriel che � glaciale e spiazza Musso. Al 37′ Maresca concede un altro penalty ai bergamaschi quando Becao con una mano respinge un cross di Gomez. L'arbitro poi va al Var e annulla la sua decisione: Becao ha in effetti il braccio lungo il corpo. Ma il 3-1 � solo rimandato e arriva al 43′: Muriel in area per Castagne ma Musso si oppone, palla che rimbalza pericolosamente, la prende Gomez che sbaglia il tiro ma favorisce Ilicic che insacca facile facile col sinistro e firma la sua doppietta personale.
Muriel e Pasalic la chiudono
Tudor presenta in campo Pussetto al posto di Okaka, ma l'Atalanta decide di chiuderla in fretta. Al 47′ Ilicic serve in area Gomez, assist in mezzo e destro di prima intenzione di Muriel che firma il 4-1. Poco dopo Musso salva su Gomez, ma al 51′ in pratica la gara finisce: lancio a sinistra di Ilicic per Gomez, cross in mezzo e facile destro per Pasalic che realizza il 5-1. Gasperini fa entrare anche Malinovskyi al posto di Djimsiti e l'Atalanta spinge ancora con Ilicic che prende la traversa e poi si fa fermare da Musso.
Debutto e gol in A di Traor� a 17 anni
Ormai non c'� pi� partita, ma l'Atalanta non � una squadra che si ferma e al 72′ Castagne ruba palla e imbuca in area per Muriel: Musso salva ma il colombiano viene steso da Samir. Maresca va al Var e concede un altro calcio di rigore. Lo stesso Muriel non sbaglia dagli undici metri e si porta a casa il pallone. Gasperini, visto il 6-1, ne approfitta e fa esordire in A Amad Diallo Traor�, 17 anni, fratello di Junior, giocatore del Sassuolo: Ilicic gli cede il posto. E il ragazzino ci mette sei minuti per coronare l'esordio col gol: prende palla sulla destra, avanza e dal limite infila Musso con un sinistro sul primo palo. Atalanta da sogno in campionato.
Atalanta-Udinese 7-1 (3-1)
Atalanta (3-4-1-2): Gollini, Toloi, Kjaer, Djimsiti (7′ st Malinovskyi), Hateboer, Pasalic, De Roon, Castagne, Gomez (20′ st Barrow), Ilicic (32′ st A. Traore), Muriel. (31 Rossi, 57 Sportiello, 6 Palomino, 41 Iba�ez, 8 Gosens, 13 Arana, 11 Freuler, 79 A. Traore, 17 Piccoli). All.: Gasperini
Udinese (3-5-2): Musso, Bec�o, Troost-Ekong, Opoku, Sema, Mandragora, Jajalo (39′ st Walace), de Paul (18′ st Fofana), Samir, Lasagna, Okaka (1′ st Pussetto). (27 Perisan, 88 Nicolas, 2 Serrialta, 17 Nuytinck, 87 De Maio, 18 Ter Avest, 72 Barak, 30 Nestorovski, 91 Teodorczyk). All.: Tudor
Reti: nel pt 11′ Okaka, 21′ e 43′ Ilicic, 35′ rig. Muriel; nel st 2′ e 38′ (rig.) Muriel, 7′ Pasalic, 38′ A. Traore
Angoli: 6-2 per l'Atalanta
Recupero: 5′ e 0′
Ammoniti: Opoku, Djimsiti, Samir per gioco falloso
Espulso: Opoku al 32′ pt per somma di ammonizioni
Spettatori: 18.677 di cui 2.139 paganti (incasso 62.820 euro) e 16.538 abbonati (quota partita 343.188 euro)
Inter-Parma 2-2, i nerazzurri falliscono il sorpasso sulla Juventus,26-10-19
I ragazzi di Conte non approfittano del passo passo dei bianconeri. Apre Candreva, rimonta ospite con Karamoh e Gervinho, pari di Lukaku dopo 3 minuti di Var. Inutili gli assalti finali con Esposito che sfiora il 3-2 in pieno recupero.
La delusione dell'attaccante 17enne dell'Inter Sebastiano Esposito (agf)
MILANO - Dopo la Juve, anche Inter incimapa. I nerazzurri non approfittano del pareggio della Vecchia Signora in casa del Lecce, frenando 2-2 a San Siro contro il Parma. Vantaggio iniziale di Candreva, poi Karamoh e Gervinho ribaltano tutto, nella ripresa pari di Lukaku (col Var) e inutili assalti finali dei ragazzi di Conte, che restano cos� a -1 dai bianconeri.
Applausi per l'ex Karamoh
Conte lascia a riposo l'acciaccato De Vrij e in attacco conferma il tandem Lukaku-Lautaro. D'Aversa ha gli uomini contati, in difesa sceglie ancora Dermaku e adatta Kulusevski nel ruolo di centravanti. Dopo la fase di studio la gara si sblocca al 23′ quando un tiro di Candreva verso la porta viene deviato prima da Kulusevski e poi da Dermaku: Sepe si deve arrendere. Sembra una gara in discesa per i nerazzurri, virtualmente primi, che per� regalano letteralmente due gol al Parma per due ingenuit� di Brozovic. Il centrocampista croato, sempre presente da inizio stagione, perde infatti due palloni: il primo viene intercettato dall'ex interista Karamoh che realizza calciando forte sul primo palo e poi non esulta, applaudito da tutto San Siro. Il secondo errore innesca invece un contropiede condotto ancora da Karamoh e concluso in rete da Gervinho, spietato.
Non basta Lukaku
Nella ripresa l'Inter spinge sull'acceleratore e al 6′ trova subito il pari con Lukaku: Brozovic si fa parzialmente perdonare scovando in area Candreva, assist al bacio per l'attaccante belga che da due passi e in due tempi batte Sepe. Inizialmente l'arbitro Chiffi annulla per fuorigioco ma, dopo una lunga revisione del Var e oltre 3 minuti d'attesa, assegna il gol. Passa un minuto e Lautaro avrebbe l'occasione del nuovo ribaltone ma Dermaku salva tutto in extremis. I ragazzi di Conte ci credono e intasano l'area ducale, ma sono decisivi gli aiuti difensivi di Kucka e soprattutto di Scozzarella. Aumenta anche il nervosismo (giallo sia a Conte che a D'Aversa) per due presunti rigori non concessi ai nerazzurri e per le ripetute perdite di tempo di Sepe. Come contro il Dortmund, Conte si gioca la carta Sebastiano Esposito, questa volta per Lautaro: � proprio la baby promessa nerazzurra, in pieno recupero, a sfiorare il gol con un tiro a volo su angolo di Brozovic, sarebbe crollato San Siro. Nell'ultima occasione prota

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