Source: http://fvg.videoassemblea.it/dettaglio_seduta.php?id_seduta=4213
Timestamp: 2019-10-16 20:01:29+00:00

Document:
Consiglio regionale - Seduta n. 71 di Martedì 28-05-2019
n. 071 - 28.05.19 am
[10:25] Apertura Seduta Pubblica - 1559037648
[10:25] SUL PROCESSO VERBALE
[10:25] COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
[10:26] CONVALIDA DI UN CONSIGLIERE REGIONALE
[10:28] INTERROGAZIONI E SVOLGIMENTO DI INTERPELLANZE
[10:28] INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE N. 86, PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA SANTORO, ED AVENTE PER OGGETTO: "PIANO ANNUALE 2019 PROGRAMMA REGIONALE DELLE POLITICHE ABITATIVE: A QUANDO L'APPROVAZIONE?"
[10:28] PIZZIMENTI Graziano
[10:31] INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE N. 89, PRESENTATA DAI CONSIGLIERI DI BERT E MORANDINI, ED AVENTE PER OGGETTO: "TEMPISTICA IMMATRICOLAZIONE AUTO IMPORTATE ALLA MOTORIZZAZIONE DI UDINE"
[10:32] PIZZIMENTI Graziano
[10:35] DI BERT Mauro
[10:36] INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE N. 94, PRESENTATA DAL CONSIGLIERE SERGO, ED AVENTE PER OGGETTO: "LAVORI DI DRAGAGGIO DEL FIUME CORNO"
[10:36] PIZZIMENTI Graziano
[10:47] SERGO Cristian
[10:52] INTERPELLANZA N. 39, PRESENTATA DAL CONSIGLIERE GIACOMELLI, ED AVENTE AD OGGETTO: "DEGRADO DEGLI IMMOBILI ATER"
[10:52] GIACOMELLI Claudio
[10:55] GIACOMELLI Claudio
[10:56] INTERPELLANZA N. 40, PRESENTATA DAL CONSIGLIERE GIACOMELLI, ED AVENTE AD OGGETTO: "FONDI REGIONALI ALLE ATER"
[10:56] GIACOMELLI Claudio
[10:57] PIZZIMENTI Graziano
[10:59] GIACOMELLI Claudio
[11:00] INTERPELLANZA N. 47, PRESENTATA DAL CONSIGLIERE CONFICONI, ED AVENTE AD OGGETTO: "ELETTRIFICAZIONE CASARSA-PORTOGRUARO - A CHE PUNTO SIAMO?"
[11:02] PIZZIMENTI Graziano
[11:03] CONFICONI Nicola
[11:05] INTERPELLANZA N. 49, PRESENTATA DAL CONSIGLIERE GIACOMELLI, ED AVENTE AD OGGETTO: "CRITICITA' NEGLI IMMOBILI ATER DI TRIESTE"
[11:05] GIACOMELLI Claudio
[11:08] GIACOMELLI Claudio
[11:08] INTERPELLANZA N. 27, DEL CONSIGLIERE GIACOMELLI PRESENTATA ASSIEME AI CONSIGLIERI BASSO E CAMBER, AVENTE AD OGGETTO: "PROIEZIONE DEL FILM "RED LAND-ROSSO ISTRIA" NELLE SCUOLE DEL FVG."
[11:09] GIACOMELLI Claudio
[11:10] ROSOLEN Alessia
[11:12] GIACOMELLI Claudio
[11:13] INTERPELLANZA N. 33, PRESENTATA DAL CONSIGLIERE GIACOMELLI, ED AVENTE AD OGGETTO: "PROGRAMMA SI.CON.TE."
[11:13] CONFICONI Nicola
[11:18] CONFICONI Nicola
[11:21] INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE N. 9, PRESENTATA DAL CONSIGLIERE BOLZONELLO ED AVENTE PER OGGETTO: "CARENZA DIRIGENTI SCOLASTICI E PERSONALE AMMINISTRATIVO NELLE SCUOLE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA"; INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE N. 23, PRESENTATA DAL CONSIGLIERE RUSSO ED AVENTE PER OGGETTO: "SITUAZIONE DI IMPASSE ALL'UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA. LA REGIONE RIMANE IN SILENZIO?"
[11:21] ROSOLEN Alessia
[11:27] BOLZONELLO Sergio
[11:30] INTERPELLANZA N. 48, PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA DAL ZOVO, ED AVENTE AD OGGETTO: ""QUALE POSIZIONE INTENDE SOSTENERE IN SENO ALLA CONFERENZA STATO-REGIONI L'ASSESSORE IN MERITO AL "PIANO DI CONSERVAZIONE E GESTIONE DEL LUPO IN ITALIA" PRESENTATO DAL MINISTERO?"
[11:30] DAL ZOVO Ilaria
[11:36] RUSSO Francesco
[11:36] DAL ZOVO Ilaria
[11:37] DISCUSSIONE SULLA PROPOSTA DI LEGGE: "RIDETERMINAZIONE DELLA MISURA DEGLI ASSEGNI VITALIZI PREVISTI E DISCIPLINATI DALLE LEGGI REGIONALI 13 SETTEMBRE 1995, N. 38, E 12 AGOSTO 2003, N. 13" (49) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: BERNARDIS, BASSO, CAPOZZELLA, CENTIS, HONSELL, IACOP, MORANDINI, MORETUZZO, NICOLI, TURCHET)
[11:38] DI BERT Mauro
[11:49] BERNARDIS Diego
[11:50] MAZZOLINI Stefano
[11:50] IACOP Franco
[11:58] CAPOZZELLA Mauro
[12:00] MAZZOLINI Stefano
[12:00] HONSELL Furio
[12:04] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "RIPRISTINO DELLA CORRETTA OPERATIVITA' DELL'AGENZIA REGIONE CRONACHE (ARC) E DELL'AGENZIA CONSIGLIO NOTIZIE (ACON)? (49) (D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE BOLZONELLO)
[12:12] MAZZOLINI Stefano
[12:13] CALLARI Sebastiano
[12:16] HONSELL Furio
[12:19] CAPOZZELLA Mauro
[12:39] DISCUSSIONE SULLA MOZIONE: "UN NUOVO MODELLO AGRICOLO E' NECESSARIO: IL PSR 2021 - 2027 PROMUOVA L'AGRICOLTURA SOSTENIBILE E LA BIODIVERSITA' (85) (D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI: MORETUZZO, BIDOLI)
[12:39] MORETUZZO Massimo
[12:45] BARBERIO Leonardo
[12:47] MARSILIO Enzo
[12:53] SHAURLI Cristiano
[13:01] SERGO Cristian
[13:05] ZANNIER Stefano
[13:09] MORETUZZO Massimo
Dichiaro aperta la settantunesima seduta del Consiglio regionale. Informo che sono a disposizione dei Consiglieri alcune copie del processo verbale della seduta n. 69. Qualora non vi fossero eccezioni nel corso della seduta odierna, il verbale sarà considerato approvato. Comunico, ai sensi dell’articolo 56 del Regolamento interno, che sono giunte alla Presidenza due proposte di legge, due proposte di legge nazionale, due disegni di legge, due interpellanze, quattro interrogazioni, un’interrogazione a risposta scritta, diciassette interrogazioni a risposta immediata, cinque mozioni, l’iscrizione in Commissione di tre atti di sindacato ispettivo, la comunicazione di non impugnativa di due leggi regionali, la dichiarazione di illegittimità costituzionale di una norma regionale, la richiesta di parere su tre deliberazioni della Giunta regionale, la relazione sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale agli atti dell’Unione europea per l’anno 2018. Le su indicate comunicazioni sono riportate per esteso nel fascicolo distribuito a tutti i Consiglieri. Cominciamo col primo punto all’ordine del giorno: “Convalida di un Consigliere regionale”. Egregi colleghi, la Giunta delle elezioni è competente ai sensi degli articoli 18 e 19 del Regolamento interno a esaminare le condizioni degli eletti e a proporre all’Assemblea la convalida delle elezioni dei Consiglieri per i quali abbia accertato non sussistere cause di ineleggibilità. Dall’istruttoria svolta dalla Giunta per le elezioni, ai sensi degli articoli 20 e 20 bis del Regolamento interno consiliare, è risultata l’inesistenza di cause di ineleggibilità nei confronti del consigliere Emanuele Zanon. La Giunta delle elezioni ha inoltre preso atto che nessuna delle cause di incandidabilità prevista dall’articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, è emersa a carico del Consigliere regionale. La Giunta delle elezioni, riunitasi in data odierna, pertanto ha deliberato di proporre all’Assemblea, a nome dell’articolo 8 della legge regionale 21/2004, la convalida dell’elezione del consigliere Emanuele Zanon, come da proposta di deliberazione allegata, e di prendere atto dell’avvenuta rimozione delle cause di incompatibilità, previste dall’articolo 4 della legge regionale 21/2004. Apro la discussione. Qualcuno si iscrive a parlare sul punto 1 all’ordine del giorno “Convalida di un Consigliere regionale”? Se non ci sono iscritti a parlare, pongo in votazione la convalida di un Consigliere regionale. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula approva. Passiamo al punto 2 all’ordine del giorno: “Interrogazioni e svolgimento di interpellanze”. Cominciamo con l’Assessore Pizzimenti, che risponde all’interrogazione orale n. 86, presentata dalla consigliera regionale Mariagrazia Santoro: “Piano annuale 2019 programma regionale delle politiche abitative: a quando l'approvazione?". Prego, Assessore Pizzimenti.
Grazie Presidente. Buongiorno. Il piano annuale 2019, che dà attuazione al programma triennale delle politiche abitative 2017/2019, è stato approvato da parte della Giunta regionale per essere poi esaminato dalla IV Commissione consiliare. Sono state fatte delle valutazioni sulle proposte pervenute da parte dei tavoli territoriali sulla base dei quali saranno allocate le risorse finanziarie. A differenza di quanto avvenuto negli anni precedenti, per esigenze di bilancio e per l’armonizzazione del bilancio stesso, le risorse relative alle iniziative da avviare nel 2019 sono distribuite sul triennio 2019/2021, in quanto è emerso che solamente una minima parte delle risorse impegnate nel 2017 e nel 2018 sono state richieste dai beneficiari ed effettivamente liquidate, sia che si tratti di beneficiari pubblici che privati.
Grazie Assessore Pizzimenti. Consigliera Santoro.
Ricordo che l’interrogazione era stata presentata a marzo perché il tempo non è una variabile indipendente, riferito soprattutto alla disponibilità che queste cifre… con cui queste cifre saranno messe a bilancio da parte delle amministrazioni comunali e da parte degli Enti pubblici. Sappiamo come l’armonizzazione dei bilanci ha fortemente caratterizzato i tempi con i quali l’Amministrazione regionale deve provvedere al conferimento con i comuni. È evidente che se, e oggi siamo al 28 maggio, il piano verrà approvato e reso esecutivo a metà o fine giugno, capite bene che c’è una grande differenza per le amministrazioni comunali, che averlo disponibile a febbraio. Questo non può che mettere una seria ipoteca sulla possibilità che questi fondi siano messi a regime, quindi utilizzati entro l’anno in corso. Vedremo i contenuti, di cui oggi non parliamo, del piano, ma è evidente che una rassicurazione sulla tempistica con cui questi fondi potranno essere disponibili con i comuni era la cosa che mi interessava sapere perché è evidente che entro fine anno altrimenti questi fondi non saranno minimamente utilizzati. Da qui la grande preoccupazione che evidentemente con i tempi delineati dall’Assessore non può che permanere.
Grazie consigliera Santoro. Passiamo all’interrogazione orale n. 89, a firma dei consiglieri regionali Di Bert e Morandini dal titolo: “Tempistica immatricolazione auto importate alla Motorizzazione di Udine”. Prego, Assessore Pizzimenti.
Grazie Presidente. In riferimento ai quesiti posti dall’interrogante, va fatta una doverosa premessa. Infatti, com’è noto, dal primo gennaio scorso, a seguito della nuova normativa che ha introdotto il cosiddetto Decreto sicurezza, si è venuta a creare una vera e propria esplosione nelle richieste di regolarizzazione dei veicoli esteri da parte di persone straniere residenti in Italia. Tale emergenza ha finito per intasare tutti e quattro gli uffici regionali in quanto si è sovrapposto alla similare richiesta di immatricolazione degli autoveicoli acquistati all’estero dai cittadini italiani, anche tramite gli operatori commerciali. Entrambe queste tipologie di immatricolazioni hanno finito per impattare sul medesimo personale, che nei quattro uffici ha la competenza e le conoscenze necessarie per effettuare questa particolare e delicata attività, oggetto che recentemente in particolare attenzione… particolare attenzione alle autorità giudiziarie in ordine e a ipotesi di reato, quali l’evasione fiscale o il falso in atto pubblico. Nei periodici tavoli di coordinamento tecnico, che si svolgono con cadenza almeno mensile a livello di servizio regionale, sono stati posti in essere tutti i possibili e necessari correttivi per consentire, a fronte di una forza lavoro che in questo specifico settore da anni non riceve alcuna risorsa aggiuntiva, ma anzi un sensibile decremento a causa di progressivi pensionamenti, il miglior livello di soddisfazione alle richieste dell’utenza, in primis i benefici effetti di tali interventi si sono già riscontrati nel giro di un solo trimestre, atteso che il numero di immatricolazioni estere da gennaio a marzo 2019 è passato da 279 a 355, con un incremento complessivo sull’intero territorio regionale pari al 30 per cento. Poiché è nel frattempo proseguita la crescita delle istanze da parte dell’utenza, il tempo di evasione delle pratiche si è attestato, come rilevato anche dall’interrogazione, su due mesi, e si evidenzia come le medesime, nella totale assenza di qualunque indicazione ministeriale in ordine di individuazione di possibili priorità, vengano esaminate e definite in stretto ordine cronologico. Nell’assicurare, infine, che vi è la massima disponibilità da parte degli uffici a incontrare, anche su questo tema le associazioni di categoria, ritengo di dover sottolineare, anche in questa sede, come sia un mio preciso impegno confrontarmi a brevissimo con l’Assessore alla Funzione pubblica per chiedere e ottenere una tempistica certa al fine di avviare i non più procrastinabili concorsi per personale tecnico, specificamente destinato alla Motorizzazione, il cui organico attualmente ammonta a 125 unità, rispetto alle 156 presenti all’atto di passaggio di competenza dallo Stato, e che nei prossimi mesi si ridurrà, a causa Quota 100 e pensionamenti per anzianità, di un’ulteriore decina di unità.
Grazie Assessore Pizzimenti. Consigliere Di Bert.
Intanto desidero ringraziare l’Assessore per la dettagliata relazione. Comprendo perfettamente le problematiche, però mi riesce difficile andare a spiegarle agli operatori deli settore, perché sono meccanismi… assunzioni e non assunzioni, razionalizzazione del personale, corsie preferenziali, che questi ti dicono “già la vita è difficile, dateci risposte concrete”. Colgo però, e credo sia una cosa importante, e avrei piacere che l’Assessore mi garantisse un tantum, un incontro con le associazioni di categoria, perché incontrarci con loro e spiegare quello che stanno facendo credo che sia importante. Lo dico non a beneficio mio, ma lo dico evidentemente a favore dell’intera Giunta regionale. Ti ringrazio per l’impegno e mi auguro, magari, se è possibile, di essere informato ogni tanto. Forse chiedo troppo avere quegli appunti che ha letto prima, Assessore? Intanto io faccio un passaggio sui segnalanti e sarà mia cura illustrare l’impegno che il nostro Assessore ha svolto. Grazie dell’impegno.
Grazie consigliere Di Bert. Passiamo all’interrogazione orale n. 94, a firma Sergo: “Lavori di dragaggio del fiume Corno”. Prego, Assessore Pizzimenti.
Chiedo gentilmente, se è possibile, nella risposta che poi verrà data ovviamente anche per fotocopia, tralasciare, per non dico tediare, ma… la parte descrittiva che va sul resoconto di quanto è stato negli anni fatto. Poi dopo eventualmente possiamo anche leggerla. La diamo per letta, e poi la trova nella parte scritta. Vado direttamente ai punti richiesti dal consigliere Sergo. In merito ai punti, vado per ordine. Punto 1. Durante il periodo di svolgimento dei lavori, la stazione appaltante si è ripetutamente confrontata con l’Ufficio circondariale marittimo di Porto Nogaro e con la Capitaneria di Porto di Monfalcone. Dal confronto con l’Ufficio circondariale marittimo e con i rappresentanti delle società che fornisce il servizio di pilotaggio delle navi dal mare aperto alla banchina di Porto Margreth, sono emerse alcune situazioni critiche relative alle caratteristiche geometriche del canale navigabile, non note precedentemente al riavvio dei lavori di dragaggio del fiume Corno principali, avviati dal primo aprile e conclusi al 31 ottobre 2017, quindi non tenute in conto nella redazione della perizia di variante n. 3. È inoltre emersa una criticità, non precedentemente nota alla stazione appaltante, relativa alla scarsa profondità dei fondali, in particolare nella zona della parte nord della banchina di Porto Margreth. Tale situazione di fatto limita fortemente l’operatività dello scalo commerciale in quanto compromette la funzionalità di un tratto di lunghezza pari a 150 metri dalla banchina portuale, su un totale di circa 800 metri. Alla luce degli ulteriori elementi conoscitivi assunti nel tempo, si è inteso proporre per il canale marittimo di Porto Nogaro una modifica degli altri elementi, quali l’utilizzo dell’intera banchina portuale, il miglioramento della geometria del bacino di evoluzione, il miglioramento della geometria della cunetta navigabile. Tali lavori sono finalizzati a migliorare la sicurezza della navigazione e implementare la potenzialità della via navigabile. I contenuti del progetto esecutivo dei lavori complementari del dragaggio del fiume Corno sono i seguenti: allargamento del bacino di evoluzione del fronte della banchina di Porto Margeth, al fine di facilitare le manovre di ormeggio, disormeggio delle navi, estensione dello scavo alla parte più a nord della banchina, attualmente non utilizzabile a causa delle scarse profondità del fondale, infine allargamento da 25 a 35 metri della cunetta navigabile alla quota -7,5 di tutto il canale da Porto Margreth fino a Porto Buso. Con tale intervento era stata pertanto prevista e inclusa anche la manutenzione del tratto a mare del canale di accesso di Porto Buso. Punto 2, sempre della richiesta. A seguito dell’incidente occorso in data 23 febbraio 2019, quando si è verificato l’incagliamento di una nave commerciale diretta allo scalo di Porto Margreth, mentre percorreva il canale di accesso a Porto Buso, il Servizio Porto e navigazione interna, logistica della Direzione Infrastrutture e Territorio, si è immediatamente attivato per accertare le condizioni di tutto il canale mediante l’esecuzione di una campagna di rilievi batimetrici ad alta risoluzione, eseguita con ecoscandaglio di tipo multibeam. Tali rilievi, che sono stati eseguiti, elaborati e restituiti graficamente da una ditta specializzata, hanno evidenziato un fenomeno di interramento dei fondali, che ha ridotto il battente idrico indispensabile per garantire la sicurezza della navigazione alle navi commerciali dirette a Porto Margreth. La soluzione ottimale in grado di rispondere alle necessità di risolvere la problematica dell’interramento del canale di accesso a Porto Buso e ripristinare la navigabilità su tutta l’asta navigabile, è quella di effettuare lo spostamento dei sedimenti dall’interno della cunetta di fondo del canale navigabile alle piane di maree presenti sul lato occidentale del canale, in applicazione del comma 3 dell’articolo 185 del decreto-legge n. 152/2006. Tale modalità esecutiva, che l’Amministrazione regionale ha da tempo adottato per la realizzazione degli analoghi interventi, è modalità individuata prioritariamente dall’articolo 5 della legge regionale 21 luglio 2017, n. 29, recante “Misure per lo sviluppo del sistema territoriale regionale, nonché interventi di semplificazione dell’ordinamento regionale nelle materie dell’edilizia e infrastrutture, portualità regionale e trasporti, urbanistica e lavori pubblici, paesaggio e biodiversità”. Al fine dell’applicazione dell’articolo 185, comma 3, del decreto-legge n. 152/2006, sono due le condizioni che devono essere soddisfatte: primo, lo spostamento deve essere effettuato per determinati fini. Nel caso specifico, è la gestione delle acque che deve essere provata la non pericolosità dei sedimenti ai sensi della direttiva comunitaria, desumibile dalle analisi sviluppate. Nell’intervento in esame, il cui fine è la manutenzione del canale, si ravvisa quindi l’applicabilità dell’esecuzione prevista dall’articolo 185, comma 3, del 152 se si tratta di sedimenti non pericolosi. La Direzione ha quindi avviato una nuova campagna di caratterizzazione sull’intero tratto critico di Porto Buso al fine di gestione dei sedimenti, ai sensi sempre dell’articolo 185, comma 3, e contestualmente ha predisposto un nuovo progetto. Sono stati pertanto prelevati cinque campioni di sedimento sottoposti ad analisi chimica ed eco-tossicologica al fine di accertare la non pericolosità degli stessi, requisiti sempre dell’articolo 3… dell’articolo 185, comma 3, e una tossicità assente o trascurabile e richiedere ad ARPA FVG il parere di competenza. L’intervento in progetto autonomo e non connesso all’appalto in corso dei lavori complementare e di perfezionamento dei lavori urgenti per il dragaggio del fiume Corno, finalizzati a garantire la sicurezza della navigabilità, favorire la circolazione delle acque, eccetera, prevede il ripristino della cunetta navigabile del canale di accesso di Porto Buso alla larghezza di 25 metri e alla profondità di -7,5 metri sul livello del mare, ripristinando la geometria del canale, così come certificata dal rilievo batimetrico restituito dall’Istituto idrografico della Marina Militare al termine dei lavori di dragaggio del fiume Corno. È prevista la movimentazione di un volume complessivo di materiale stimato a circa 35 mila metri cubi. Punto 3. Allo stato attuale non è previsto scavare i sedimenti di classe D ed E lungo il fiume Corno, dal momento che la normativa di riferimento non consente soluzioni progettuali tecnicamente ed economicamente sostenibili per la gestione di tali sedimenti, che dovrebbero essere portati a impianto di trattamento. Punto 4. I sedimenti depositati all’interno della cunetta navigabile nell’ottobre 2018 sono stati nuovamente caratterizzati questa primavera e, sulla base degli esiti di tale caratterizzazione, è stato predisposto un progetto che ha ottenuto il parere favorevole dell’ARPA FVG, e che prevede la movimentazione degli stessi ai sensi dell’articolo 185, comma 3, eccetera, di aree immediatamente esterne al canale navigabile, come sopra descritto. Verrà ripristinata pertanto la cunetta navigabile alla larghezza di 25 metri e alla profondità di -7,50 metri, così come preesistente. Per quanto riguarda i sedimenti classi D ed E presenti all’interno del fiume Corno, si sottolinea come gli stessi non rappresentano allo stato attuale un pericolo alle navi di transito per Porto Nogaro, dal momento che essi verrebbero interessati esclusivamente dai lavori di allargamento della cunetta a 35 metri di larghezza. Attualmente è garantita, invece, la larghezza di 25 metri e profondità -7,50 della cunetta navigabile, analogamente a tutto lo sviluppo dei canali di accesso a Porto Margreth, dal mare allo scalo commerciale.
Grazie Assessore Pizzimenti. Consigliere Sergo.
Io ringrazio l’Assessore per la dettagliata risposta, lunga, e ovviamente prendo atto della nuova caratterizzazione dei sedimenti che c’è stata e che ha fatto sparire i sedimenti di classe D ed E, a differenza di quello che era stato accertato ancora nel 2017. Io adesso ovviamente, oltre alla risposta, Assessore, le chiederò un po’ di documenti inerenti a tutto questo nuovo progetto e alla nuova caratterizzazione, perché è evidente che qualcosa non torna, nel senso che prima erano stati individuati questi sedimenti in classe D ed E, abbiamo rifatto le analisi e non ci sono più, da come ci ha detto lei. A me quello che spaventa non è tanto il problema dei sedimenti D ed E, che poi, come ha detto, se accertato dalle analisi va benissimo, se riusciamo a intervenire ben venga, e possiamo farlo subito, ma a me quello che ha spaventato di tutta questa situazione era che in quella zona in cui si è verificato l’incidente, metro più metro meno, ARPA FVG già praticamente un anno prima aveva individuato che, a seguito di una precedente mareggiata, c’era stato già uno spostamento di circa 4 mila metri cubi di sedimenti all’interno del canale navigabile. Ripeto, marzo 2018. Febbraio 2019 c’è stato l’incidente. Io infatti le ho chiesto, nel primo quesito, quali opere di manutenzione siano state fatte sul canale dal momento in cui erano finiti i lavori che, come lei ha ricordato, è il 31 ottobre 2017, quindi alla fine anche dei lavori complementari, perché il precedente… l’appalto era finito anche prima. Da quel momento in poi cosa era stato fatto sul canale? Effettivamente, a meno che non mi sia perso un passaggio io, potremmo dire niente. Non è stato fatto nulla, neanche per spostare i sedimenti che ARPA aveva già individuato a seguito della mareggiata del 2017, dell’ottobre 2017. Il fatto che adesso si intervenga con un nuovo progetto per risolvere la situazione, ma che di fatto, da quel che ho capito – ovviamente vedremo le relazioni del progetto stesso come verrà eseguito – sposteranno solo i sedimenti alla destra o alla sinistra del canale – parlava prima anche delle barene occidentali – noi rischiamo che a una prossima qualsiasi mareggiata quei sedimenti ce li ritroviamo nel canale. Allora, senza fare un’opera che sia, se vogliamo, anche preventiva di lavori, ci ritroveremo con il solito rischio che alle prime piogge, ai primi venti, avremo le stesse difficoltà che abbiamo già avuto. Ecco perché io nel primo punto le chiedevo quali opere di manutenzione fossero state previste su quel canale, e infatti voi adesso - le dico la verità, io non potevo chiaramente saperlo quando ho depositato l’interrogazione – avete fatto questa opera, che lei dice è completamente indipendente all’appalto originale, che si chiama opera di manutenzione del canale, che non ha niente a che fare con l’intervento urgente che avete presentato a marzo subito dopo l’incidente. Non ha nulla a che fare con quello. Questa è manutenzione ordinaria e – ripeto – può andare bene, ma mi auguro che venga ripetuta eventualmente più spesso nel futuro, però quello che noi sosteniamo da ormai cinque anni è che, se continuiamo a prendere i fanghi, a spostarli a destra e a sinistra, senza un progetto definitivo, noi ci ritroveremo sempre a fare opere per fare opere, a scavare per riscavare, solo che il problema poi qual è? Che le navi all’interno del porto non entrano. Io quindi la ringrazio per la dettagliata esposizione e risposta, però mi auguro che ci sia sempre la dovuta attenzione sull’accesso a Porto Nogaro. Grazie.
Grazie consigliere Sergo. Interpellanza n. 39, a firma del consigliere regionale Giacomelli: “Degrado degli immobili ATER”. Prego, Consigliere. Prego, per l’illustrazione.
Questa interpellanza si inserisce in un filone con i quale andiamo a interrogare spesso questa Giunta, e l’Assessore Pizzimenti in particolare, naturalmente non dando la colpa a lui o alla Giunta stessa, ma prendendo atto di un degrado di manutenzione di alcuni immobili ATER nella provincia di Trieste, che rasenta anche delle condizioni piuttosto drammatiche. In questo caso ci occupiamo delle case ATER di via Frausin e di via Deluca a Muggia, nella provincia di Trieste, in particolare delle aree esterne. Chiediamo quindi se l’Assessore competente intenda intervenire, come intenda intervenire, per risolvere la condizione di degrado e con un intervento nei confronti dell’ATER per una riqualificazione generale. Avete letto anche da altre notizie di altri immobili, anche nella provincia di Trieste, con delle problematiche veramente imbarazzanti. Grazie.
Grazie. Prego, Assessore Pizzimenti.
Grazie. Faccio una piccola premessa. È chiaro che l’ATER di Trieste si ritrova con un patrimonio storico e degradato di altissima quantità e di altissimo degrado, quindi di difficile anche gestione quasi quotidiana. È altrettanto chiaro che gli investimenti su Trieste sono sempre più cospicui rispetto agli altri ATER della regione su questo argomento. Comunque, per entrare nel merito all’interpellanza 39, gli immobili in oggetto di interpellanza si trovano a Muggia, in via Frausin e via Deluca. L’ATER di Trieste riferisce, perché mi sono ovviamente confrontato con il direttore, ma con l’ATER in generale di Trieste, che non si tratta proprio di una situazione di degrado spinto – chiamiamolo così – e abbandono, quanto una richiesta di miglioramento dell’attuale condizione degli spazi esterni. Su questo però dobbiamo subito dire che una parte degli spazi esterni sono anche di competenza del Comune, quindi da tempo l’ATER di Trieste – mi dicono – ha attivato un percorso di collaborazione e di confronto con l’Amministrazione comunale, ed è tuttora in essere in quanto per trovare una soluzione su queste aree bisogna anche prima trovare una soluzione di attuazione da parte dei due enti, cioè l’ATER e il Comune di Trieste.
Grazie. Prego, consigliere Giacomelli.
Devo dire che ringrazio l’Assessore dell’interessamento e invito l’Assessore Pizzimenti a fare monitoraggi e pressioni continue, anche perché se l’accordo tra l’ATER e il Comune di Muggia fosse una novità io qui sarei ad applaudire l’ATER e il Comune di Muggia. Mi spaventa il fatto che questo accordo sia da lungo tempo. Da lungo tempo lo qualifica come un accordo inefficace. Quindi bene che l’Assessore faccia pressione, perché – ripeto – è vero che l’ATER di Trieste ha un patrimonio enorme, spesso ci si dimentica di alcune zone dei quartieri periferici, perché non sono zona turistica, ma è lì che vive la maggior parte della nostra gente.
Grazie consigliere Giacomelli. Sempre a lei, interpellanza n. 40: “Fondi regionali alle ATER”. Poi c’è anche la 49 (Criticità degli immobili ATER). Tutto ATER.
Come vede, ma lo dico con orgoglio… questa è una interpellanza tutto sommato datata. Risale al 4 gennaio, è figlia del dibattito ancora che ci fu in finanziaria, in cui si accusò questa Giunta e questo Assessore di trascurare i fondi per le ATER, pertanto in quel clima, ma l’interpellanza ha un interesse grande anche oggi, chiedo a quanto ammontino i fondi stanziati dalla Regione per ognuna delle cinque ATER nel 2017, quali siano state le capacità di impegno e di spesa effettiva dei fondi stanziati, nel caso in cui l’impegno e la spesa effettiva siano insufficienti rispetto alle cifre stanziate dalla Regione, se la Giunta e l’Assessore competente intendono procedere o meno con una riforma e un rafforzamento degli uffici preposti.
Grazie. Concordo che in quel periodo della legislatura avevamo messo in atto una strategia che era completamente diversa rispetto a quella precedente, e i numeri che adesso dirò confermano quanto avevamo già detto in quel momento, ma chiaramente lo possiamo ripetere per far ulteriormente conoscere quali sono le situazioni… i numeri delle ATER. Per quanto riguarda l’interpellanza, possiamo suddividere i fondi in tre gruppi, dove per ogni fonte di finanziamento vengono evidenziati gli importi impegnati e quelli erogati: spese di investimento, spesa corrente e spesa manutenzione. Solo le spese di investimento sono relative ai trasferimenti regionali destinati agli investimenti all’investimento, ovvero interventi di edilizia di notevole entità finalizzati alla realizzazione e completamento ristrutturazioni immobili di edilizia pubblica residenziale. Vado velocissimamente – poi lo trova nelle premesse – alla tabella, perché è molto sintetica e si capisce. In caso, se ci sono ancora dubbi, sono qua. 2017. Spese per investimento: stanziati 11 milioni 500 mila euro, erogati 11 mila euro. Spesa corrente: stanziati, sempre 2017, 13 milioni 200 mila euro, erogati 13 milioni 200 mila euro. Ultima spesa, di manutenzione 2017: stanziati 4674977, erogati 1 milione 086 mila euro. Questo mi pare che riassume benissimo qual è la situazione delle spese e le capacità di spesa. Grazie.
Assessore, io la ringrazio. Sono soddisfatto della risposta nei numeri. Devo dire che però abbiamo un problema, perché se questa è la capacità, prima ancora di parlare di denaro, è chiaro che questa Giunta deve intervenire all’interno dell’ATER per riuscire a costruire degli uffici tecnici preposti e dei vertici che siano in grado di spendere quello che gli si dà, perché evidentemente, se non siamo in grado di fare legna, c’è qualche problema all’interno dell’ascia, ed è un’ascia che andrà assolutamente affilata nei prossimi mesi.
Grazie. Adesso c’è Conficoni, con la 47: “Elettrificazione Casarsa-Portogruaro - a che punto siamo?”. Prego, consigliere Conficoni.
Grazie Presidente. Alla fine del 2016 e del 2017 il Consiglio regionale, approvando due ordini del giorno, ha impegnato la Giunta a definire tempi e modalità dell’elettrificazione della linea Casarsa – Portogruaro, valutando contestualmente l’opportunità di un concorso al finanziamento di questa innovazione. È un’innovazione che è prevista dal Piano regionale delle infrastrutture di trasporto, della mobilità delle merci e della logistica, è un’innovazione funzionale non solo al miglioramento della rete ferroviaria regionale, ma anche del suo collegamento con il corridoio europeo, che collega Lisbona a Kiev. L’elettrificazione di questa linea darebbe la possibilità alle realtà produttive pordenonesi di essere collegate più facilmente alla linea di alta capacità Venezia – Trieste, che è inclusa in questo corridoio, ma anche al Veneto Orientale di raggiungere il Nord Europa. Il 23 aprile 2018 la Regione ha sottoscritto un addendum al protocollo di intesa con RFI e in questo addendum RFI si è impegnata entro il mese…
2018 a definire uno studio di prefattibilità tecnico-economica sull’elettrificazione di questa linea. Con questa interpellanza si chiede di conoscere l’esito di questo studio anche in vista delle prossime variazioni di bilancio. Grazie.
Grazie consigliere Conficoni. Prego, Assessore Pizzimenti.
Grazie. Con l’interpellanza 47 il consigliere Conficoni chiede i risultati evidenziati dallo studio di prefattibilità tecnico-economica per l’elettrificazione della linea Casarsa – Portogruaro. A tal fine si precisa che tale studio è stato presentato per la prima volta da RFI nell’ottobre 2018 in sede di incontro tra le parti. È stato successivamente anticipato per le vie brevi con e-mail del 5, quindi un mese fa più o meno, limitatamente alla realizzazione generale… la relazione generale illustrativa, mentre si rimane ancora in attesa della trasmissione formale con la documentazione di dettaglio. Come si apprende dalla relazione illustrativa e dal calcolo sommario della spesa, il costo stimato dell’elettrificazione della linea ammonta a circa 13 milioni e mezzo di euro, quindi una cifra consistente che adesso ovviamente aspettiamo anche il dettaglio per poi vedere quali possono e potranno essere le azioni da intraprendere.
Grazie Assessore Pizzimenti. Consigliere Conficoni.
Ringrazio l’Assessore per la risposta. Più volte in questo consesso lo abbiamo interpellato in merito a problematiche di carattere infrastrutturale che riguardano il territorio del Friuli Occidentale, che dà un contributo importante all’economia della nostra regione. Lo abbiamo fatto perché convinti che la modernizzazione delle infrastrutture sia indispensabile per favorire la competitività delle nostre imprese. Restiamo in attesa di notizie, che speriamo positive, a maggior ragione dopo la vittoria di Salvini alle elezioni europee, sulla riqualificazione della Strada Statale 13 Pontebbana, sperando che dallo Stato arrivi il richiesto finanziamento per mettere in sicurezza l’arteria stradale, i cui problemi comunque possono essere risolti anche promuovendo forme di mobilità alternativa e sostenibile. Proprio giovedì di questa settimana mi sembra lei, Assessore, sarà a Pordenone per l’inaugurazione del terminal ferroviario dell’interporto. È un’opera molto attesa, alla cui realizzazione hanno concorso diverse amministrazioni, e che è un tassello fondamentale del sistema logistico della regione. Proprio per poter cogliere appieno le potenzialità di questo intervento, favorendo un collegamento di questo terminal alla linea dell’alta capacità Venezia – Trieste, è importante l’elettrificazione e il potenziamento della linea Casarsa – San Vito. Auspico che gli approfondimenti da lei richiesti a RFI arrivino tempestivamente e che poi si possa trovare una soluzione per poter cofinanziare quest’opera e dare un contributo ulteriore alla competitività del nostro sistema produttivo. Grazie.
Grazie. Passiamo alla 49, Giacomelli: “Criticità negli immobili ATER di Trieste”. Prego.
Per la gioia dell’Assessore Pizzimenti, siamo sempre in questo caso per le palazzine a Trieste infestate da scarafaggi, su cui il giornale ha dato ampio risalto, infiltrazioni d’acqua, ascensori a batteria, di cui io ho appreso l’esistenza di ascensori non collegati direttamente alla rete elettrica, ma a batteria (la cosa mi sorprende). Qui in questo caso… ripeto, la questione degli scarafaggi è veramente disgustosa, ma quello che mi sorprende è che queste siano case consegnate da poco, cioè sono case che sono state messe a posto più o meno un anno fa, e hanno problemi di infiltrazioni. Non in questa sede, ma in altre sedi, anche qui bisognerà ridiscutere delle questioni, della scelta dei contraenti, delle penali da applicare, delle azioni per farsi risarcire. Sono soldi della Regione ed è incredibile che a un anno dalla manutenzione ci siano questi problemi.
Grazie consigliere Giacomelli. La parola all’Assessore Pizzimenti.
Questa è un’ulteriore interrogazione che rientra sempre nel discorso della manutenzione del patrimonio ATER di Trieste, e mi pare abbastanza chiaro anche l’intendimento. Io ovviamente mi sono rapportato con l’ATER di Trieste, che ci riferisce ad aver provveduto tramite ditte specializzate alla disinfestazione della struttura e di averlo fatto anche recentemente. Oltre a questo problema, il comprensorio in oggetto presenta anche problematiche di altro genere, come citato dall’interpellanza, quindi è tutto vero quello che è stato detto, ovvero problemi di manutenzione e di sicurezza. Per tali motivi, ovviamente nell’ottica di interventi mirati a mantenere il patrimonio, l’ATER dal 2015 ha attivato diversi interventi di riqualificazione che ovviamente comprendono anche quest’area, ma con i tempi non dico necessari, ma con i tempi dovuti, arriveranno anche in questa zona. Grazie.
Grazie Assessore Pizzimenti. Consigliere Giacomelli.
Assessore Pizzimenti, bene, rompa le scatole. Conosco un leader nazionale di un partito che va in questi posti, si fa i selfie, dice peste e corna, è un leader che è andato forte alle europee, sta ottenendo i risultati e lo faccia anche lei. Rompa le scatole all’ATER. È una vergogna che ci siano cose del genere a un anno dalla riqualificazione: scarafaggi e ascensori a batteria.
Ha terminato l’Assessore Pizzimenti. Passiamo all’Assessore Rosolen. Cominciamo però, visto che il consigliere Bolzonello è a donare il sangue, all’interpellanza n. 27, Giacomelli, Basso, Camber: “Proiezione del film “Red Land-Rosso Istria" nelle scuole del FVG”. Prego, consigliere Giacomelli.
Assessore Rosolen, questa interpellanza è datata settembre 2018 ed è fatta in un momento di pieno dibattito e in un momento soprattutto in cui questa iniziativa cinematografica veniva contestata, in modo anche vergognoso, in giro per l’Italia e anche in alcuni luoghi della nostra regione, e quindi era necessario secondo noi sapere un intendimento da parte dell’ente pubblico più alto di questa regione rispetto a questa vicenda e sulla possibilità che, nel momento in cui è stata scritta l’interpellanza, vi era un boicottaggio delle sale cinematografiche, rispetto a quest’opera ci poteva essere una meritoria intenzione dell’Ente di far conoscere, tramite uno strumento un po’ più vicino ai giovani, rispetto ai libri. Naturalmente sono passati molti mesi, e naturalmente l’interpellanza arriva oggi. Conosco, ed è ben nota, la sua sensibilità sul tema, e quindi aspetto la sua risposta.
Prego, Assessore Rosolen.
Ringrazio il consigliere Giacomelli per l’interpellanza, alla quale rispondiamo in ritardo, ma rispondiamo dando la notizia che in questa regione sessantamila ragazzi delle scuole di Trieste, Gorizia e soprattutto Pordenone hanno potuto assistere alla proiezione del film “Red Land”. È un’occasione importante, per quanto mi riguarda, anche per ricordare quanto fatto da questa Amministrazione con l’eliminazione di tutte le poste puntuali inserite all’interno della legge sull’istruzione e l’istituzionalizzazione della Giornata della Memoria e della Giornata del Ricordo quali date fondamentali da essere ricordate nelle scuole. Non solo abbiamo modificato la norma, non solo abbiamo già prodotto il primo bando in anticipo alla modifica della norma, ma abbiamo inserito le due giornate anche nel Piano dell’Offerta Formativa degli anni a venire. Stiamo su questo facendo delle riflessioni, ad esempio anche rispetto all’anniversario della caduta del Muro di Berlino, che è un’altra delle date che sicuramente va ricordata. Stiamo lavorando alla sensibilizzazione delle istituzioni scolastiche rispetto a questo tema e contiamo di partire con il bando in anticipo sulla Giornata della Memoria e la Giornata del Ricordo anche nel 2019 per il 2020, augurandoci che quella riduzione, sulla quale sta lavorando la Regione Veneto, del film, proprio per renderlo possibile all’interno delle scuole, sia in qualche modo promuovibile anche da parte delle associazioni del mondo dell’esodo in questa regione per il 2020.
Grazie Assessore Rosolen. Consigliere Giacomelli.
È vero che l’interpellanza è datata, ma non è un problema, perché lei ci aveva già risposto nei fatti rispetto a un impegno politico che lei si è presa dall’inizio, e non ci aspettavamo niente di meno. Il gruppo di Fratelli d’Italia si congratula con lei per il suo lavoro.
Grazie consigliere Giacomelli. Consigliere Conficoni. Interpellanza n. 33: “Programma SI.CON.TE.”. Prego.
Grazie Presidente. Il programma SI.CON.TE., che è finanziato nell’ambito del Fondo Sociale Europeo, sostiene la partecipazione paritaria delle donne alla vita economica sia facilitando l’accesso a soluzioni di conciliazione sia promuovendo e incentivando la qualità e la legalità del lavoro di cura delle persone. Il servizio molto apprezzato dalle famiglie viene offerto attraverso alcuni sportelli dislocati sul territorio regionale, dove gli utenti vengono accolti, espongono il loro fabbisogno e si cerca di dare allo stesso una soluzione. Nel 2017 gli accessi in tutta la regione sono stati ottomila, quindi un dato che testimonia la valenza e la bontà dell’iniziativa, il suo apprezzamento da parte degli utenti, purtroppo però parte del personale ad esso dedicato è assunto con contratti di somministrazione e alcune criticità legate alla loro gestione hanno comportato un depauperamento del servizio stesso e anche, in particolare nel caso dello sportello di Pordenone, la sua interruzione, la sua intermittenza, per diversi periodi, quasi una quindicina nell’arco degli ultimi tre anni, se ricordo bene l’arco temporale. Con questa interpellanza si chiede se e quando sarà possibile risolvere questo problema, se c’è l’intenzione di potenziare il servizio e di renderlo migliore anche attraverso la stabilizzazione del personale precario, che finora ha gestito gli sportelli, la cui esperienza e professionalità maturata sul campo rappresenta un indubbio valore aggiunto. Grazie.
Grazie consigliere Conficoni. Assessore Rosolen.
Ricordo che il programma SI.CON.TE, al quale avevo dedicato molte… che avevo profondamente voluto nel 2009, nasce per dare tutte le risposte al territorio rispetto alle esigenze di cura e di conciliazione della vita delle donne, in particolare nei confronti del loro lavoro in famiglia. È un’attività che negli anni è nata molto forte, sostenuta da progettazione europea, sulla quale abbiamo ricevuto fondi lungo tutti questi anni. Ricordo che il depauperamento e comunque sia la chiusura di alcuni sportelli SI.CON.TE è stato determinato dal ricorso che c’è stato rispetto ai lavoratori somministrati da parte dell’Agenzia per il lavoro interinale. Abbiamo non solo… ho tutte le intenzioni di rafforzare e, non appena possibile, di riaprire tutti i centri, ho intenzione di renderlo, come abbiamo già fatto con la modifica alla legge 18, di renderlo strutturale come servizi all’interno dei centri per l’impiego, ma ho intenzione di renderlo ancora più strutturale e strutturato all’interno della prossima legge sulla famiglia. È un servizio che – ripeto – paga un’impasse amministrativa che abbiamo ereditato, e che ora è stato risolto, quindi con lavoratori interinali verrà ripreso non appena sarà possibile arrivare alla selezione, alla formazione e all’inserimento del personale. Rilevo che solo un inserimento strutturale all’interno delle norme della 18 e della futura norma sulla famiglia sarà possibile andare non dico a stabilizzare, perché quello non è possibile (si faranno eventualmente dei concorsi o degli spostamenti di personale), perché il personale dei SI.CON.TE è pagato con fondi dei progetti europei. Su questo abbiamo già messo in evidenza con l’Assessorato al Personale l’esigenza di garantire una sorta di priorità nella selezione del personale somministrato, rispetto a fondi che non sono propri dell’Amministrazione, ma che sono fondi erogati a livello europeo, e che hanno necessità di tutta una tipologia e di un iter di rendicontazione particolare. È un progetto al quale – ripeto – tengo moltissimo e che cercherò, come abbiamo fatto in questi mesi, seppur con le mani legate – ripeto – da un ricorso che si è recentemente sbloccato, e su cui abbiamo cercato di lavorare intanto con la modifica nella 18 e poi con l’inserimento nella legge sulla famiglia.
Grazie. Conficoni.
Grazie Presidente. Grazie all’Assessore per la risposta. Qui parliamo sostanzialmente di assistenti familiari, di colf, di babysitter, quindi l’aiuto che questo sportello dà alle famiglie è un aiuto importante, un aiuto concreto. Io apprendo con favore l’impegno dell’Assessore, che so essere sensibile al tema, a far ritornare questo servizio, compromesso da situazioni non per volontà della precedente o dell’attuale Amministrazione, ma tecniche, di farlo ritornare a livelli di eccellenza. Aspettiamo che gli atti e i provvedimenti legislativi da lei citati prima possibile vengano portati all’attenzione di quest’Aula per poter fare dei passi avanti. So che è stato individuato il nuovo soggetto che è responsabile dei contratti di somministrazione, per cui mi aspetto che l’intermittenza che oggi ha caratterizzato l’erogazione del servizio, in particolare a Pordenone, venga di qui in avanti scongiurata. Penso che sia importante per qualificare il servizio offrire quantomeno delle opportunità di stabilizzazione al personale che finora se ne è occupato. Rilevo purtroppo che la scarsa durata dei contratti che ancora oggi, anche dopo l’entrata in funzione del nuovo soggetto che si occupa dei contratti di somministrazione, i contratti che vengono proposti agli operatori, purtroppo sono dei contratti molto brevi, e quindi gli operatori, in attesa di Godot, di opportunità di stabilizzazione incardinate nel servizio, che al momento non si sono ancora affacciate, si guardano intorno chiaramente in cerca di occasioni di lavoro per loro più profittevoli. Questo ha comportato per lo sportello di Pordenone che nell’ottobre, quando ho presentato l’interrogazione, c’erano quattro operatrici e adesso sono ridotte a due e, se le informazioni che mi sono state riportate sono corrette, durante l’estate, che comunque è un periodo di lavoro, solo una sarà in servizio per poter evitare di non chiudere lo sportello. Quindi io in termini collaborativi, Assessore, proprio perché so che lei è sensibile, la invito a cercare, nel frattempo che la legge sulla famiglia venga portata all’attenzione di quest’Aula e venga approvata, di trovare una soluzione per allungare il più possibile il contratto a tempo determinato di questi operatori per favorire la continuità della loro presenza nel servizio. Grazie.
Grazie consigliere Conficoni. È tornato il consigliere Bolzonello, quindi do la parola a lui per… no, ci sono due interrogazioni orali, la n. 9:“Carenza dirigenti scolastici e personale amministrativo nelle scuole del Friuli Venezia Giulia”, a firma Bolzonello. e la n. 23: “Situazione di impasse all'Ufficio Scolastico Regionale del Friuli Venezia Giulia. La Regione rimane in silenzio?”, a firma Russo. C’è una risposta unica. Do la parola all’Assessore Rosolen. Prego, Assessore.
Leggerò, perché l’iter che è stato effettuato in questi mesi e le azioni che sono state svolte in questi mesi sono state serrate e lunghe. Io ho avuto queste due interrogazioni quasi sovrapponibili rispetto a un’emergenza che conoscevamo benissimo, e ho preferito rispondere solo ora dopo che tutte le azioni attivate da questa Amministrazione di sostegno all’Ufficio Scolastico Regionale, ma più in generale a tutto il settore dell’istruzione, sono state realizzate, sottoscritte, avviate e non dico portate a conclusione, perché il tema è ampio e particolarmente complicato, anche per la presenza di una carenza strutturale che c’è. So perfettamente quanto la strada verso la soluzione dei problemi è difficile, so perfettamente quanto è lunga, ma mi auguro che l’attenzione, che c’è stata in questi mesi nei confronti della scuola, permanga, perché, senza entrare nel merito delle situazioni così come si sono sviluppate e così come forse sono state lasciate andare, credo sia dovere di questa Amministrazione, ma di questa Amministrazione nel suo complesso (maggioranza e opposizione), riuscire a dare delle risposte. Riassumo quanto in parte abbiamo fatto. Non solo ci siamo attivati immediatamente con il Ministro al momento del suo insediamento per elencare - meramente elencare – tutti quelli che erano i problemi del settore dell’istruzione all’interno della nostra regione, ma ci siamo attivati subito per rispondere alle emergenze dell’Ufficio Scolastico Regionale. Assieme ai vertici della Direzione abbiamo iniziato una trattativa con il Capo di Gabinetto del Ministero, con tutta una serie di altri funzionari del Ministero, e abbiamo in quel giorno intrapreso quel percorso che ci ha portato alla sottoscrizione dell’accordo MIUR – Regione col quale non solo abbiamo individuato risorse da mettere a disposizione delle scuole per tutte le carenze che ci sono rispetto a dirigenti scolastici, DSGA, insegnanti di sostegno e personale ATA, ma abbiamo iniziato il percorso che va verso la sistemazione attraverso la selezione, sia all’interno dell’Amministrazione regionale sia grazie a bandi e concorsi già effettuati per altre situazioni, dei problemi dell’Ufficio Scolastico Regionale. Vi comunico, perché credo sia giusto farlo, che abbiamo già pronta una bozza sulla regionalizzazione dell’Ufficio Scolastico Regionale e sulla richiesta di una maggiore autonomia o comunque della competenza del sistema degli ITS da parte della Regione, bozza che ricalca in parte, ma non fedelmente, quanto predisposto nella precedente consiliatura. È rimasto lettera morta all’interno della Commissione paritetica. Rispetto a questo, l’intesa ovviamente che abbiamo raggiunto, come sapete, prevede un finanziamento di 800 mila euro su due anni, con la formula del distacco, e parlo solo di personale in questo caso, di dieci persone da parte dell’Amministrazione regionale. Terzo punto… questa è tutta la parte che voi conoscete già, contenuta all’interno dell’accordo con il MIUR, e con l’assunzione di personale che ha vinto altri concorsi ad esempio nelle regioni limitrofe. Sto cercando di riassumere una risposta lunghissima. Su questo ci siamo attivati con la parte di selezioni e di confronti con l’Ufficio Scolastico Regionale e a giorni questa parte di risorse umane troveranno collocazione. Credo che questo sia quanto, a fronte – ricordo – di una richiesta… delle dimissioni del precedente titolare dell’Ufficio Scolastico Regionale, a cui abbiamo subito fatto fronte con la nomina della dottoressa Pavatti.
Grazie Presidente. Una battuta iniziale, che non c’entra con la risposta. C’era in Aula sia il Presidente Fedriga che l’Assessore Riccardi e mi spiace siano usciti, perché volevo annunciare una interrogazione molto dura perché non è accettabile che se vai a donare il sangue a Pordenone ti danno una stecca di cioccolata e vieni a Trieste e te ne danno tre. Non funziona così. Come al solito, a Trieste tre stecche di cioccolata contro una di Pordenone. Al netto di questo… Era sulle stecche di cioccolata. Al netto di questo, e invece grazie per il servizio, Presidente, molto utile, vengo alle due interrogazioni, quella del collega Russo e la mia. Devo dire, anche qui con un po’ di sana ironia, che speravamo che arrivassero a settembre 2019, perché una è datata 29 agosto (la mia) e quella del collega è datata il 3 ottobre. Alla scadenza dell’anno speravamo avere qualche risposta di altro tipo. Lasci stare l’Assessore Panariti, perché è un anno ormai che non c’è più, quindi finiamola con la partita… dopo un anno la competenza… La competenza per la risposta, Assessore, non per altro. La competenza per la risposta. A distanza di un anno forse sulla scuola magari… al netto di questo e sempre con il sorriso e con una sana ironia, e autoironia, perché nella vita serve anche avere un bel po’ di autoironia, oltre che a un’ironia complessiva, le dico che ho ascoltato con attenzione la sua risposta, che ovviamente è un elenco delle cose fatte. Prendiamo atto, vedremo cosa succederà nel futuro. Mi pare che la vicenda dell’autonomia faccia grande fatica ad andare avanti, anche se non è tema di questa interrogazione. Anche lì c’è un po’ di fatica, un po’ di roba, e vedremo dopo queste elezioni se ci sarà un’accelerata, se ci sarà qualcosa di diverso, eccetera. Per quanto ci riguarda, speriamo di non avere, e qui, sì, lo dico da un lato con ironia e dall’altro con consapevolezza, che quanto successo negli ultimi anni, quindi sia con una gestione sia con un’altra gestione, ci sia la possibilità di non assistere a quel triste balletto a cui abbiamo assistito sulla pelle dei nostri ragazzi. Su questo so che lei sta adoperandosi, per cui l’apertura di credito c’è, e vedremo poi alla fine dei prossimi mesi come sarà la soluzione finale.
Grazie collega Bolzonello. Passiamo all'interpellanza n. 48 per l'Assessore Zannier. La parola alla collega Dal Zovo.
Grazie Presidente. Ho depositato questa interpellanza dal momento in cui è stato depositato il nuovo Piano lupo, che è stato inviato alla Conferenza Stato-Regioni, che prevede una serie… ventidue misure che mirano alla coesistenza tra l’uomo e il lupo, e sono il frutto di un lungo lavoro di consultazione tra il Ministero, le regioni, le province autonome, l’ISPRA e i portatori di interesse. Come dicevo, sono tutte mirate alla coesistenza e alla prevenzione, e non prevede interventi di uccisione degli esemplari di lupi. Tenuto conto che la nostra regione vede al momento una popolazione esigua di lupi presenti, e che vengono costantemente monitorati dal Corpo Forestale, volevamo capire qual è la posizione che intenderà tenere la Giunta regionale in Conferenza Stato-Regioni rispetto al Piano attualmente depositato. Grazie.
Grazie alla collega Dal Zovo. Approfittiamo per dare il nostro bentornata tra i banchi. La parola all’Assessore Zannier.
Grazie Presidente. Debita premessa. Concordo con il fatto oggi i numeri in regione Friuli Venezia Giulia non siano tali da richiedere particolari interessi legati alla gestione, però è altrettanto evidente, e su questo c’è grossa discussione, perché anche in Conferenza tecnica unificata tra Ministero Agricoltura e Ministero Ambiente si sono sollevate una serie di problematicità relative alle richieste che giungono da molte regioni, relative al fatto che ci sono alcuni aspetti del Piano che paiono perlomeno mancanti o comunque necessitano di una serie di miglioramenti. Il primo aspetto è quello che, come ricordava la consigliera Dal Zovo, non esiste alcun tipo di accenno alle misure gestionali. Per questo, anche per quello che riguarda l’Amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia, non hanno interesse ad avere misure gestionali legate a prelievi, però il non avere nemmeno presente la voce all’interno del Piano diventa qualcosa che in prospettiva può creare delle problematiche, specialmente in quelle regioni dove effettivamente le situazioni sono più difficoltose. Credo che, anche parlando con tutti i colleghi con i quali ci siamo incontrati più volte, avere misure attive legate alla gestione che prevedano prelievi nessuno in questo momento ha grandi interessi. Il fatto però di avere la possibilità, in prospettiva, di trovare all’interno del Piano la possibilità all’interno di un meccanismo legato a tutte le discussioni in sede tecnica e in sede scientifica possibili di potere eventualmente prevedere questo tipo di azioni, credo sarebbe corretto nella misura in questo piano poi diventa un piano effettivamente vincolante a tutti gli effetti, e quindi manca questa proposizione, che può essere declinata poi nelle forme più diversificate, però almeno una previsione sarebbe stato corretto che ci fosse. Poi ci sono alcuni passaggi, questi legati a delle mancate chiarezze, rispetto al fatto di chi fa cosa in quanto alle regioni apparentemente non vengono date possibilità di significatività nel loro ruolo rispetto alle gestioni, ma invece ci sono una serie di attività legate ai monitoraggi per i quali non è ben chiaro a chi saranno afferenti i relativi costi e chi gestirà questo tipo di attività. Per cui benissimo le attività di monitoraggio, molte le stiamo facendo, molte altre verranno richieste, però sarebbe bene che nel Piano fossero esplicitati anche meglio questi criteri per riuscire a inquadrare quali saranno questi tipo di gestione. Anche riguardo alla gestione della popolazione di ibridi cane lupo, ci sono delle problematiche che andrebbero meglio chiarificate all’interno di un documento di così ampio respiro. Lo stesso dicasi per la gestione dei lupi confidenti, che ad oggi sono forse la problematica, per quanto ci riguarda, che più fa emergere il problema, nel senso che è vero che c’è un problema legato alle predazioni, ma è altrettanto vero che esistono dei soggetti confidenti che quindi creano quelle situazioni di tensione anche a livello di popolazione, che probabilmente potrebbero essere gestiti con un approccio che a questo punto necessiterebbe perlomeno di avere – ripeto – una definizione all’interno di un piano, con un richiamo a quello che si potrebbe eventualmente fare in formula di gestione, perché anche la gestione della popolazione confidente con misure che non prevedono nemmeno abbattimenti o altro sarebbe qualcosa che ad oggi tecnicamente si può fare attraverso il passaggio con ISPRA. Se non richiamata nel piano, diventerebbe un problema, per cui la nostra posizione all’interno prima di tutto della Conferenza tecnica unificata, prima ancora di arrivare in Stato-Regioni, sarà di chiedere questo tipo di inserimenti in modo da rendere questo piano anche pro futuro maggiormente flessibile rispetto a un’impostazione che oggi non vede presente una parte, e specialmente su alcune parti non è così chiaro, e lascia nell’incertezza di quali saranno le evoluzioni future relative al chi fa cosa e quali saranno le competenze. Grazie.
Grazie Assessore. Concludiamo questa parte dell’ordine del giorno. Iniziamo ora la discussione… Voleva replicare? Chiedo scusa, collega.
Ringrazio l’Assessore Zannier per la risposta. Da quello che ho capito, quindi la Regione – mi immagino che non sarà l’unica – chiederà l’inserimento, a parte tutti gli altri problemi che, se ci sono, mi auguro che trovino una soluzione, di poter prelevare i soggetti pro futuro in caso di necessità. Io credo che il piano che è stato elaborato era stato elaborato proprio per evitare i prelievi dei soggetti, anche perché, essendo il lupo nella nostra regione, prevedendo tutta una serie di misure per poter coesistere con la popolazione di lupi, penso che la virtuosità di quel programma, di questo programma, è proprio quella, cioè l’assenza all’interno del programma stesso della previsione di un eventuale prelievo. Grazie per la risposta, ma, per quanto mi riguarda, non la condivido. Grazie.
Mi scuso con la collega Dal Zovo. Passiamo allora alla discussione sulla proposta di legge intitolata: “Rideterminazione della misura degli assegni vitalizi previsti e disciplinati dalle leggi regionali 13 settembre 1995, n. 38, e 12 agosto 2003, n. 13”, progetto di legge n. 49 di iniziativa dei consiglieri Bernardis, Basso, Capozzella, Centis, Honsell, Iacop, Morandini, Moretuzzo, Nicoli e Turchet. In discussione a ogni gruppo sono stati assegnati cinque minuti. Do la parola ora ai relatori, partendo dal collega Bernardis. Collega Di Bert. La parola al collega Di Bert.
Grazie Presidente. Leggo la relazione. Mi riesce difficile sintetizzare un argomento così complesso, pertanto non me ne vogliano se leggo queste pagine, che portano la firma sia mia che del Presidente della V Commissione, il consigliere Diego Bernardis. La presente proposta di legge è finalizzata a dare attuazione all’articolo 1, commi da 965 a 967, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, che impone alle regioni e alle province autonome, ai fini del coordinamento della finanza pubblica e del contenimento della spesa pubblica, di rideterminare, a decorrere dal 2019, con i criteri e i parametri stabiliti con un’intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, la disciplina dei trattamenti previdenziali e dei vitalizi già in essere in favore di coloro che abbiano ricoperto la carica di Presidente della Regione, di Consigliere regionale o di Assessore regionale. Tali disposizioni della legge di bilancio statale riprendono il meccanismo già utilizzato dal decreto-legge 174/2012, che allora condizionarono la non applicazione di riduzioni lineari dei trasferimenti erariali alle regioni, ad eccezione di quelli destinati al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, delle politiche sociali e per le non autosufficienze e al trasporto pubblico locale, all’adozione di determinate misure di contenimento della spesa pubblica, tra cui, si ricorda l’adozione per Consiglieri e Assessori regionali di un sistema previdenziale contributivo, laddove non fosse prevista l’abolizione dell’istituto del vitalizio, escludendo comunque i trattamenti già in erogazione. Il provvedimento legislativo statale dello scorso dicembre si pone sulla scia di analoghi provvedimenti adottati in piena autonomia dagli organi parlamentari nel corso del 2018, che hanno portato alla rideterminazione con il metodo contributivo dei vitalizi degli ex parlamentari in corso di erogazione, calcolati con sistemi anteriori a quello contributivo per loro introdotto nel 2012. Si ricorda che l’introduzione dell’assegno vitalizio nell’ordinamento regionale si deve a disposizioni del Regolamento interno del 1971, attraverso l’iscrizione obbligatoria ad una Cassa Mutua di Previdenza; successivamente, la Cassa è stata soppressa e la materia ridisciplinata con la legge regionale 38/1995. La successiva legge regionale 13/2003 ha esteso l’istituto in questione agli Assessori esterni. Infine Il legislatore regionale, per dare seguito ai principi di coordinamento della finanza pubblica di cui al citato decreto-legge del 2012, ha deciso di abolire l’istituto a decorrere dalla XI Legislatura, prevedendo che per i Consiglieri regionali e gli Assessori regionali in carica nella X Legislatura o cessati continuasse ad applicarsi l’istituto del vitalizio come disciplinato dalle leggi regionali 38/1995 e 13/2003. Inoltre, con legge regionale 2/2015, analogamente a quanto previsto dalle altre regioni, si è provveduto a disporre delle riduzioni temporanee dei vitalizi in erogazione sulla base di aliquote progressive. Tali riduzioni sono state da ultimo prorogate al 30 giugno 2019, e cesseranno definitivamente con l’applicazione della rideterminazione con metodo contributivo. La norma di legge statale imponeva inizialmente alle regioni di provvedere alla rideterminazione entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge: tale termine è stato prorogato al 30 maggio 2019 dall’articolo 45 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34. In caso di inosservanza ci sono una serie di conseguenze che ho letto poc’anzi. Passo successivamente. I criteri e i parametri per la rideterminazione, al fine di favorire l’armonizzazione delle diverse normative regionali, sono stati deliberati, in base al rinvio contenuto nel citato comma 966 dell’articolo 1 della legge 145, con intesa sancita in data 3 aprile 2019, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge n. 131, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. L’intesa del 3 aprile 2019 prevede, al punto 1 che la rideterminazione dei trattamenti sia applicata considerando il loro importo lordo, senza tener conto delle riduzioni temporanee disposte dalla normativa vigente, mentre alla lettera b) esclude i trattamenti il cui ammontare è stato già definito con metodo contributivo. C): dei limiti massimi di spesa per gli assegni vitalizi il cui rispetto dovrà essere verificato al momento dell’applicazione della nuova disciplina, mentre alla lettera d) prevede che l’ammontare di ciascun assegno non superi l’importo erogato ai sensi della normativa vigente. La lettera c) inoltre garantisce che nei limiti della spesa sia compreso l’ammontare necessario per integrare gli assegni che a seguito della rideterminazione scendono sotto il doppio del trattamento minimo INPS. Il punto 2 consente alle regioni di approvare un documento di indirizzo per evitare la disomogeneità nell’applicazione dell’intesa. In base a questa previsione, la Conferenza delle regioni, nella riunione del 3 aprile scorso, ha assunto una posizione comune che prevede delle clausole di salvaguardia in base alle quali la riduzione eventualmente derivante dalla rideterminazione con il metodo contributivo non deve superare un’aliquota progressiva per scaglioni e per classi di differenziale tra importo spettante e rideterminato. Va sottolineata l’importanza di queste clausole di salvaguardia, in quanto esse consentono il rispetto – questa è una cosa importante - dei principi costituzionali di ragionevolezza, non arbitrarietà e proporzionalità, affermati dalla Corte costituzionale e dal Consiglio di Stato con riferimento ad analoghi interventi, principi che esigono un corretto bilanciamento tra l’interesse pubblico di contenimento della spesa e la tutela dell’affidamento dei destinatari degli interventi. Il punto 3 dell’intesa prevede poi che, per consentire di completare gli adempimenti amministrativi necessari, l’applicazione delle disposizioni che prevedono la rideterminazione possa essere differita a non oltre il sesto mese successivo alla loro entrata in vigore. Sempre il punto 3 prevede che, a decorrere dalla data di applicazione della rideterminazione, debbano cessare di avere efficacia le eventuali disposizioni di legge regionale che prevedono riduzioni temporanee dei vitalizi in essere, riduzione che, come detto, questo Consiglio, con la recente legge regionale n. 5, ha deciso di prorogare fino al 30 giugno prossimo. La Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle regioni e delle province autonome, nell’Assemblea plenaria del 17 aprile, preso atto della posizione assunta dalla Conferenza delle regioni e province autonome, ha assunto, con apposito ordine del giorno, uno schema comune di testo di legge attuativo dell’intesa che le regioni possono utilizzare come riferimento nella stesura della loro legge regionale. La proposta di legge presentata all’esame del Consiglio, e sottoscritta dal Presidente della V Commissione, quale primo firmatario, e da altri Consiglieri in rappresentanza di tutti i gruppi consiliari, intende attuare le disposizioni legislative in esame, secondo i criteri e i parametri stabiliti dall’intesa Stato–Regioni e dal documento di indirizzo delle regioni approvati lo scorso 3 aprile, riprendendo nella sostanza, con alcuni adattamenti, lo schema comune adottato dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee. La V Commissione, prima di passare all’esame di merito della proposta, ha audito l’Associazione dei Consiglieri della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, i cui rappresentanti hanno esposto le loro osservazioni in tema di rideterminazione dei vitalizi. Nella seduta del 23 maggio la V Commissione ha preso in esame la proposta, accogliendo alcuni emendamenti presentati dal Presidente della Commissione e dal consigliere Capozzella. Gran parte delle modifiche hanno carattere tecnico e servono a migliorare la formulazione delle norme. Di carattere sostanziale è invece l’anticipazione dal primo novembre al primo luglio 2019 della decorrenza della l’applicazione delle rideterminazioni della misura dei vitalizi. Come detto, l’intesa consente di differire di non oltre sei mesi dall’entrata in vigore della legge regionale tale decorrenza, che permette il completamento dei necessari adempimenti amministrativi. In conseguenza di tale anticipazione è stata aggiunta una disciplina transitoria secondo cui, dal primo luglio 2019 e fino al completamento degli adempimenti necessari alla rideterminazione della misura degli assegni, si continua ad erogare gli assegni e le relative quote nelle misure spettanti dalla legislazione vigente, recuperando l’eventuale differenza erogata in eccedenza mediante trattenuta della stessa sull’assegno o la relativa quota, al momento in cui gli adempimenti amministrativi per la rideterminazione degli assegni saranno completati. Nello stesso articolo 5, al comma 3, è stata inoltre inserita un’ulteriore norma transitoria che intende assicurare il pieno rispetto delle condizioni poste dalla lettera c) del punto 1 dell’intesa Stato-Regione, che impone di verificare, al momento dell’applicazione della nuova disciplina (e quindi all’atto del completamento delle operazioni di rideterminazione), che la spesa complessiva derivante dagli assegni e dalle relative quote, come rideterminati, non superi i limiti previsti dalla norma. La norma in esame prevede a tal fine, riprendendo lo schema comune adottato dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblea, un adeguamento delle clausole di salvaguardia di cui alla lettera B, nel caso la spesa complessiva necessaria per gli assegni e le relative quote superi i limiti previsti dall’intesa, fino al raggiungimento dei limiti stessi. Inoltre la Commissione ha accolto un emendamento che inserisce nell’articolo 16 della legge regionale 38, che riconosce al coniuge e, a determinate condizioni ai figli, il diritto ad una quota dell’assegno in caso di decesso del Consigliere: accanto ai figli minorenni, sono stati inseriti i figli fino al ventiseiesimo anno di età, purché a carico del Consigliere al momento del decesso, se studenti di scuola media, professionale o studenti universitari, e qualora titolari di reddito inferiore a quello previsto per le persone fiscalmente a carico, in analogia a quanto previsto dalla disciplina generale sulle pensioni di reversibilità. La proposta di legge è stata quindi approvata all’unanimità; il voto favorevole di tutti i gruppi politici è stato raggiunto anche grazie al lavoro preparatorio svolto da un tavolo tecnico-politico che ha consentito la massima condivisione del testo sottoposto oggi alla vostra attenzione. Conclusivamente preme sottolineare come il presente provvedimento sia frutto di un ampio accordo tra le regioni e il Governo nazionale nel dare attuazione alla norma della legge di bilancio 2019, in un’ottica di risparmio della spesa a carico della finanza pubblica e di armonizzazione dei trattamenti economici dei componenti delle assemblee e degli esecutivi regionali. Si auspica pertanto l’approvazione da parte di questo Consiglio regionale. Ringrazio per l’attenzione dei colleghi.
Grazie consigliere Di Bert. Prima di dare la parola al Presidente Bernardis, così come ha ricordato anche il consigliere Di Bert, voglio ringraziare il lavoro svolto dal tavolo tecnico-politico in materia di vitalizi, quindi l’Assessore Roberti, il Presidente della V Commissione, Bernardis, i consiglieri Turchet, Nicoli, Morandini, Basso, Iacop, Capozzella, Centis, Moretuzzo e Honsell, oltre ai collaboratori, il Segretario Generale Zubin, il Vicesegretario generale Alessandra Cammaroto, la dottoressa Chiara Gregori, la dottoressa Paola Mocarini, la dottoressa Anna Leone e la dottoressa Francesca Loizzi. Poi anche un contributo va dato ai componenti dell’Associazione dei Consiglieri Friuli Venezia Giulia, perché è stato un lavoro intenso, un lavoro che ha consentito anche al Friuli Venezia Giulia di portare una indicazione di metodo al tavolo nazionale che si è tenuto a Roma tra i Presidenti dei Consigli regionali. Quindi sono particolarmente soddisfatto del lavoro svolto e anche del fatto che abbiamo ottenuto l’unanimità su questo che era un argomento che all’inizio poteva dare adito a qualche frizione. Prego, Presidente Bernardis.
Grazie Presidente. Anche da parte mia il ringraziamento va a tutti coloro che hanno partecipato non solo alla V Commissione, ma anche al tavolo tecnico, come ha ricordato lei, per arrivare a un risultato condiviso e ampiamente naturalmente partecipato. A questo punto io illustrerei l’emendamento aggiuntivo, emendamento aggiuntivo che è di carattere finanziario. Praticamente all’articolo 6 bis, in attuazione della presente legge, si provvede per gli assegni vitalizi previsti e disciplinati dalla legge regionale 38/1995 a carico del bilancio del Consiglio regionale e per gli assegni vitalizi previsti e disciplinati dalla legge regionale 13/2003 a valere sulle risorse stanziate sulla Missione 1, Programma 1, Titolo n. 1 dello stato di previsione della spesa del bilancio per gli anni 2019-2021. Va ricordato che questo emendamento non comporta oneri aggiuntivi. Grazie.
Grazie. Apriamo la discussione generale. Vedo Iacop. Prego.
Grazie Presidente. Diciamo che con questa proposta di legge si chiude un percorso che è iniziato con il decreto Monti nel 2012, e dal decreto Monti, adottato con lo scopo e la volontà di ridurre la spesa pubblica, e quindi intervenire anche in materia di costi della politica, si è aperto un percorso, devo dire credo un percorso di trasparenza e di anche equità, giustizia equa nei confronti di quello che era un tema che da sempre ha segnato, se vogliamo, dibattiti politici, cioè i costi delle istituzioni, i costi della politica e quello che è poi il tema delle indennità a coloro che sono chiamati a svolgere funzioni e incarichi della politica. Io credo che sia oltremodo corretto parlare di questo tema, è un tema che spesso è stato in qualche modo trattato quale polemica di natura politica o, se vogliamo, di propaganda politica, anche artatamente, con una logica che è stata spesso associata anche a quello che è stata, e forse ancora oggi è, una certa volontà di porre il politico, chi svolge la funzione del politico, in uno stato perenne di accusa, quasi a voler sminuire quello che è il ruolo istituzionale di eletto, di rappresentante, e anche quindi di persona chiamata a dedicare le proprie risorse, sia intellettive che anche di tempo, al servizio della comunità nei vari ruoli. Credo che questo debba essere un punto sul quale dobbiamo riprendere un ragionamento sul valore della politica e sul valore delle istituzioni, della rappresentanza della politica, perché abbiamo bisogno di politica in questo Paese, di politica vera, discussa, dibattuta nelle sedi e nei consessi, e anche con la comunità. Dicevo che questo conclude un percorso che si era aperto. Già la X Legislatura era intervenuta con un provvedimento normativo in chiusura di legislatura proprio per ottemperare all’obbligo previsto già dal decreto Monti, cioè che i vitalizi in godimento dovevano essere adeguati al regime contributivo, cioè non più una fissazione di compenso definita per legge indipendentemente, spesso anche con delle contraddizioni evidenti, tra limiti di età, valore degli importi, corrispettivi di quanto era stato accantonato con varie previsioni normative, a seconda del livello istituzionale, fosse esso il Parlamento o livelli quali Consigli regionali, con differenze tra regioni, ma in un quadro organico, prendendo lo spunto dalle emergenze drammatiche di quei giorni, legate – qualcuno si ricorda – alla necessità di un’elezione del Governo Monti inteso come governo di rigore, governo di risparmio sulla finanza pubblica. Da quel tempo si è agito in termini direi concreti per il risparmio di finanza e coerenti con il percorso previsto da quel decreto, convertito poi ovviamente in legge dal Parlamento. Nell’intervenire da subito, alla fine della X Legislatura, e nell’XI a ridefinire il sistema delle indennità in un quadro anche questo di omogeneità o comunque di coerenza nazionale per quanto riguarda il sistema dei Consigli regionali, e con un atto legislativo assunto nel corso dell’XI Legislatura anche a sospendere, a chiudere, la previsione del trattamento vitalizio in qualsiasi forma esso fosse previsto, cioè anche non istituendo un trattamento di vitalizio contributivo per i Consiglieri in carica. Dico questo perché è stato ovviamente un impegno che il Consiglio regionale ha assunto già in quella sede. Non solo, ma sul tema del risparmio di finanza pubblica è intervenuto agendo ovviamente con questo contributo di solidarietà o riduzione dei vitalizi con un provvedimento altrettanto discusso e dibattuto, giacché anche oggetto di una nutrita serie di ricorsi da parte degli allora titolari… attualmente titolari del diritto di vitalizio, una riduzione in termini percentuali, così come con accortezze previste dalle sentenze della Corte, per i vitalizi in essere. Quindi di fatto un’azione che oggi trova, credo, coerentemente, chiusura, in maniera anche trasparente prevista da una norma dello Stato, che viene applicata poi nel rispetto delle autonomie, ovviamente dei singoli Consigli regionali in materia, ma coerentemente con un’intesa sopravvenuta poi con il sistema delle conferenze con il Governo nell’individuare nel sistema contributivo anche il ricalcolo del sistema dei trattamenti… del vitalizio in essere per i Consiglieri delle passate legislature. In questo modo si intraprende quello che è un parallelismo con il sistema ordinario previdenziale, una parametrazione del trattamento all’effettivo versamento o trattenuta che si è svolta nel corso dell’attività di Consigliere, e quindi anche evitando quelli che sono state forse usi e soprusi, nel senso della giustizia e della coerenza dei trattamenti, negli anni passati. Io credo che questo sia un esempio di trasparenza e di anche responsabilità che questo Consiglio assume nell’adempiere a questo obbligo legislativo.
Grazie Presidente. Il 10 dicembre 2018 il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge, la n. 36, recante “Disposizioni in materia di assegni vitalizi degli ex Consiglieri e Assessori regionali, nonché in materia di trattamento previdenziale dei Consiglieri e degli Assessori regionali vigenti”. Questa ambiziosa, e direi anche lungimirante, proposta di legge prevedeva la rideterminazione degli assegni vitalizi e le quote di assegno vitalizio spettanti in base alle leggi regionali 38/1995 e 13/2003, secondo il metodo contributivo, ormai applicato a qualsiasi tipologia di emolumento, proprio al fine di perseguire il superiore interesse di contenimento della spesa pubblica regionale mediante la previsione di una nuova normativa razionale, non arbitraria e che non pregiudicasse in modo irragionevole le situazioni sostanziali poste dalla normativa precedente. Successivamente entrava in vigore la legge 30 dicembre 2018, n. 145 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019/2021”, che prevedeva in capo a Regione e province autonome la rideterminazione della disciplina dei trattamenti previdenziali e dei vitalizi già in essere, secondo i criteri ivi previsti da stabilirsi previa intesa tra gli enti coinvolti. L’intesa, com’è noto, è stata raggiunta il 3 aprile 2019 e contiene tutti i punti fondamentali della nostra proposta di legge per ciò che attiene la rideterminazione degli assegni vitalizi. Sulla base di queste premesse, il nostro gruppo consiliare ha deciso, secondo una procedura irrituale, di firmare la proposta di legge che recepisce l’intesa, la proposta di legge n. 49, senza chiedere l’abbinamento della nostra proposta originaria. Grazie Presidente.
Grazie consigliere Capozzella. Consigliere Honsell.
Grazie. Io non intervengo certamente nel merito, anche perché non è proprio un tema particolarmente emozionante, però ci tenevo a esprimere la riconoscenza agli uffici per il lavoro che hanno fatto anche nel metterci nelle condizioni con serenità di poter analizzare questa tematica che indubbiamente è molto critica, e alla loro competenza, devo dire anche per una certa economia di pensiero, mi sono completamente affidato, e quindi ci tenevo a ringraziarli proprio perché questa è una norma che copre quasi cinquant’anni di sovrastrutture normative, di intarsi normativi, ed era effettivamente particolarmente difficile credo uscirne senza andare a urtare o a imbarcarsi in conseguenze impreviste. Grazie.
Grazie. Vedo che non ci sono altri interventi, quindi chiudo la discussione. I relatori, se vogliono intervenire. Consigliere Di Bert? Ok. Bernardis? Ok. Passiamo quindi all’articolato, e quindi alla votazione degli articoli. Articolo 1. Non ci sono emendamenti sull’articolo 1. Non ci sono neanche gli interventi, quindi apriamo la votazione. È aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. Il Consiglio approva. Articolo 2. Non ci sono emendamenti, quindi procediamo alla votazione. È aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. Il Consiglio approva. Articolo 3. Non ci sono emendamenti, quindi apriamo la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. Il Consiglio approva. Articolo 4: Non ci sono emendamenti, quindi poniamo ai voti. È aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. Il Consiglio approva. Articolo 5: Non ci sono emendamenti, quindi apriamo la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. Il Consiglio approva. Articolo 6: Poniamo ai voti l’articolo 6. Dichiaro chiusa la votazione. Il Consiglio approva. L'emendamento proposto dal Consigliere Bernardis è già stato illustrato. Poniamo ai voti l’emendamento, articolo aggiuntivo 6 bis. È aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. Il Consiglio approva. Poniamo in votazione la proposta di legge n. 49 nel suo complesso. Dichiaro aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. Il Consiglio approva. Proseguiamo col punto n. 4, discussione della mozione 49. Cinque minuti a gruppo. Primo firmatario, quindi la parola a Bolzonello.
Grazie Presidente. Spero che ci ascolti anche il Presidente Zanin su questo, e ringrazio il Presidente Fedriga di essere in Aula, perché questa è una mozione delicata, molto delicata. Molto delicata per un motivo molto semplice: perché noi riteniamo che sia necessario che l’Agenzia Regione Cronache, cioè l’ARC, e l’Agenzia Consiglio Notizie, l’Acon, ritornino a un’operatività che non sia quella attuale.
Può proseguire. Non c’è…
No, non posso proseguire. È una cosa talmente delicata… altre cose si possono passare. Questa c’è una necessità. Se devono parlare, vadano fuori, non c’è nessun problema, però su questa cosa… è una mozione che ha un diretto interesse con quelli che sono i rapporti democratici all’interno di questa nostra struttura, che è quella del Consiglio, e non solo. Forse il Presidente non lo sa, ma da quando, nel gennaio 2019, è stato… si è insediato il nuovo direttore dell’ARC sono stati esclusi dall’indirizzario a cui arrivavano tutti i comunicati stampa di vario titolo, che siano quelli politici, che siano quelli per inviti, che siano quelli per organizzazione di eventi, eccetera, sono stati levati dall’indirizzario tutti i giornalisti che sono… tipo i freelance, che sono regolarmente iscritti all’Albo dei Giornalisti, regolarmente iscritti e in grado quindi di esercitare la propria professione, e con loro anche quei giornalisti che sono all’interno dei gruppi consiliari, degli uffici stampa dei gruppi consiliari, parlamentari, partiti, movimenti politici. Fra le altre cose, anche i partiti e i movimenti politici che non hanno al loro interno, nell’ufficio stampa, un giornalista iscritto non ricevono più i comunicati, quindi in quest’Aula i gruppi consiliari non hanno più i comunicati che arrivano o tutte le notizie del Consiglio e della Giunta che arrivano presso i loro indirizzari. Questa cosa all’inizio ci sembrava un po’ forte. Abbiamo chiesto al direttore… abbiamo fatto una domanda, come gruppo consiliare, e abbiamo chiesto sia ad ARC che ad Acon le motivazioni perché tutto questo stava succedendo e ci è stato risposto che gli unici giornalisti che rimanevano nell’indirizzario erano quelli legati alle testate giornalistiche. Voi capite che questa è una partita non delicata, ma di più, perché sapete perfettamente che oggi la tempestività dell’informazione è la cosa fondamentale, quindi sapere immediatamente quando ti arriva una notizia, quando ti arriva qualcosa, eccetera, è evidente che è la prima delle cose che deve esserci, e quindi la giustificazione di dire “abbiamo iscritto solo ed esclusivamente nell’indirizzario coloro che sono all’interno di una testata giornalistica” questo non ci soddisfa, e vorremmo tra l’altro capire se questa è una decisione del direttore di ARC, perché poi alla fine anche su questo, a seguito di tutte le indagini che abbiamo fatto e da stessa ammissione, tutto arriva tramite il direttore dell’ARC, cioè anche Acon si adegua a quella che è la direttiva data da ARC, quindi anche questo Consiglio, che è autonomo rispetto ad ARC, eccetera, si equipara a quel tipo di operatività. Tutto questo a noi sembra che sia davvero un qualcosa di stragrave. Devo dire che la cosa ci lascia veramente molto preoccupati perché questo è veramente un andare a chiudere canali di informazione per i gruppi che esercitano la loro missione democratica, perché regolarmente eletti, eccetera, in quest’Aula, ma anche per quei giornalisti freelance che possono avere poi una serie di collaborazioni e di ragionamenti, proporre alle varie testate una loro visione delle cose, eccetera, quindi ci sembra che ci sia una lesione molto forte di quella che è la trasparenza del servizio. Ringrazio il Presidente che mi ha dato questo minuto in più. Vorrei che questo non fosse… che questa mozione non fosse vista solo ed esclusivamente come un’operazione fatta dalle opposizioni, perché non è così. Lo dico molto sinceramente; questa cosa nasce da una mia – usiamo una parolaccia, ma quasi – arrabbiatura perché nel momento in cui mi è stato spiegato che l’esclusione dall’indirizzario arrivava a seguito della nomina del nuovo direttore, che arrivava senza una spiegazione comunque che fosse solida, che desse davvero una motivazione e che in qualche modo escludeva anche tutti i gruppi consiliari che siedono in quest’Aula e che non hanno un addetto stampa, che sia anche dipendente magari di qualche testata giornalistica, questo è veramente un fatto gravissimo, ed è ancora più grave che Acon, quindi la nostra testata giornalista, quella di questo Consiglio, prenda le direttive dal direttore di ARC, quindi da quella della Giunta. Questa è la cosa ancora più grave, perché capisco che magari la Giunta faccia, in autonomia, una propria scelta - questa contestabile - ma che Acon, quindi la nostra agenzia, prenda questa cosa e vada per conto proprio… seguendo il direttore di ARC questo è inaccettabile. Ringrazio ancora, Presidente, per la disponibilità.
Grazie consigliere Bolzonello. Apriamo quindi la discussione sulla mozione n. 49. Non vedo interventi. Honsell, e poi l’Assessore. Assessore, prego. Callari.
Consigliere Bolzonello, mi sembra che, così come lei abbia posto la mozione, apra un dibattito politico che secondo me è un po’ forviante, nel senso che sembra un attacco della Giunta all’opposizione, come lei lo ha messo giù. In realtà con l’insediamento del nuovo direttore di ARC si è voluta differenziare la posizione dei giornalisti accreditati delle testate giornalistiche da quelle degli altri operatori della comunicazione, dai freelance, come dice lei, o dai comunicatori o dagli addetti stampa dei gruppi politici. Riteniamo, e questa non è stata una direttiva libera da parte del nuovo direttore, perché lei… è inutile che ci diciamo storie, che il direttore di ARC da questo punto di vista non ha preso un’iniziativa generata la notte di Capodanno e messa in piedi il primo gennaio, ma che viene da una precisa scelta della Giunta di porre ordine a questo sistema, cioè dire che ARC dà delle informazioni attraverso una mailing list che è fatta da operatori accreditati della carta stampata, di altri sistemi televisivi, e che in qualche modo hanno un ruolo professionale di un certo tipo. Nulla vieta a tutti gli altri ovviamente di prendere le informazioni dal sito istituzionale, nei confronti dei quali le notizie avvengono in tempo pressoché reale, in tempi brevi. D’altro canto non si è fatta – per questo dico che mi sembra un po’ strumentale – una differenziazione tra i gruppi consiliari. Non è che al gruppo del PD non arrivano le notizie e al gruppo della Lega arrivano in tempo diverso. Per quanto poi riprende le iniziative che Acon vorrà fare da questo punto di vista, tengo a precisare che, allorché sarà insediato il nuovo direttore di Acon, per quanto riguarda Acon, la Giunta non ha nulla da dire. Sarà il Consiglio che da questo punto di vista dovrà decidere. Tengo inoltre a riferire a questo Consiglio che questa presa di posizione molto forte del consigliere Bolzonello risulta assai strana quando nel 2016 la Giunta precedente è stata richiamata dall’Autorità per la garanzia delle comunicazioni in occasione di un evento nei confronti dei quali qualche altro operatore era stato assolutamente escluso, tanto che in quel caso era intervenuta l’Autorità di garanzia, che in questo caso non è ancora intervenuta e non mi sembra che abbia le possibilità di farlo in quanto l’editore in questo caso sceglie, quindi la Giunta, esattamente come fare comunicazione, in maniera del tutto autonoma, senza per questo creare delle discriminazioni nei confronti di qualcuno, ma semplicemente avendo catalogato e differenziato chi fa cosa e in che termini e quali tempi queste cose vanno fatte.
Grazie Assessore. Consigliere Honsell.
Devo dire che anche io sottolineo la gravità. Mi associo a quanto ha espresso il consigliere Bolzonello. Io stesso avevo notato una certa difficoltà, e adesso ne ho capito l’origine. C’era stata una ben precisa interruzione del canale di comunicazione. Non solo tutta la tematica da un po’ di mesi, soprattutto dell’Agenzia del Consiglio, si è annebbiata, sia con la nomina del nuovo direttore che non si sa a che stadio sia ormai giunta, il Presidente si è nominato un portavoce di nuovo, creando una certa incertezza su cosa, chi e come deve comunicare. Certamente uno degli obiettivi di un’agenzia di comunicazione è massimizzare quella che si chiama l’ampiezza del canale. Se davvero la scelta è di chiudere il canale mi sembra assolutamente importante dirgli che non è la direzione che deve prendere. Semmai è quella di allargarlo. Non c’è motivo; è vero che uno, se vuole, può usare degli strumenti di ricerca particolari. Uno dice che può andare sul sito della Regione, ma può fare anche molto di più per andare a recuperare informazioni, però mi sembra una… diciamo che va in una direzione assolutamente antistorica dire “ridiciamo una mailing list” per un’agenzia di comunicazione. Sembra un paradosso o un in qualche modo… se davvero vogliono fare qualcosa, uno vuole fare qualche cosa, faccia qualcosa di utile, non una cosa che in qualche misura va proprio nella direzione opposta, a meno che l’obiettivo non sia quello di bloccare la comunicazione o di filtrare la comunicazione, il che sarebbe estremamente grave. Io avevo notato che c’era qualcosa di un po’ nebuloso. Non avevo approfondito e adesso mi si sono aperti gli occhi, e pregherei di ripristinare la vecchia formulazione proprio perché raccomandare che chi fa comunicazione comunichi, non escluda, perché sennò andiamo proprio a fare un’azione opposta a quella per la quale siamo impiegati e impegnati, e siamo tutti – ricordo – al servizio del pubblico. Siamo tutti al servizio della Regione, non stiamo facendo interessi privati. Grazie.
Grazie consigliere Honsell. Capozzella.
Grazie Presidente. Molto brevemente. Anche noi, come gruppo Movimento 5 Stelle, aderiamo all’istanza contenuta in questa mozione, cioè quella di mantenere o riabilitare l’operatività di una mailing list, sostanzialmente di giornalisti iscritti, in modo da divulgare in maniera passiva le informazioni dell’attività consiliare. Quindi non solo la possibilità di andare a cercare, quindi in maniera attiva, le informazioni, ma anche quella di riceverle in maniera passiva. Grazie Presidente.
Grazie consigliere Capozzella. Gabrovec.
Ringrazio il Presidente per avermi dato la parola e il collega del Partito Democratico Sergio Bolzonello. Con questa risoluzione ha sottolineato uno dei numerosi problemi che gravano sul funzionamento di entrambe le agenzie. Non si tratta di problemi nuovi; entrambe le agenzie non hanno personale sufficiente da anni, non ci sono più giornalisti dipendenti da un bel po’, ma vorrei soprattutto aggiungere quello che ha già detto il collega Bolzonello, dicendo che da molti anni entrambe le agenzie non hanno a propria disposizione dei giornalisti dipendenti che parlino anche le lingue delle minoranze riconosciute della nostra regione. Fino a dieci o quindici anni fa, durante tutti gli anni del funzionamento, della costituzione delle agenzie, c’era questa regola che c’era sempre un giornalista o una giornalista di lingua slovena per esempio. Sembra una banalità, forse anche superfluo e non necessario, perché la minoranza slovena in Italia parla benissimo anche l’italiano, ma sta di fatto che un giornalista seduto nella struttura informativa, come possono esserlo queste due agenzie, se non capisce… se non parla lo sloveno non può per esempio leggere e vedere tutto quello che viene pubblicato sui media al di là del confine. Spesso il che è anche giusto, si occupano della collaborazione transfrontaliera, dei rapporti tra la Slovenia e l’Italia, valutano anche il funzionamento delle istituzioni italiane, anche quelle regionali, talvolta propositive, ma forse anche in modo critico trattano le problematiche a noi vicine. Tutti questi report spesso… tutte queste pubblicazioni spesso non vengono viste e non vengono lette per via delle barriere linguistiche. Anni fa era dipendente dell’Agenzia della Giunta regionale un giornalista che contemporaneamente parlava sia lo sloveno che anche il tedesco, quindi non solo poteva garantire la comunicazione in entrambe le lingue e la pubblicazione delle notizie in lingua slovena e in lingua tedesca sui siti web della Giunta regionale, ma poteva anche, al contrario, garantire all’Amministrazione regionale di venire a sapere di quello che dicevano invece i media, non solo sloveni, ma anche tedeschi, quelli della Carinzia, austriaci. In sostanza entrambe le agenzie hanno dei grossi problemi per quanto riguarda il personale. Dopo un anno dalle elezioni del nuovo Consiglio regionale e della nuova Amministrazione, non stiamo affrontando queste tematiche importanti con la dovuta attenzione. Talvolta potrebbe sembrare che dedichiamo più attenzione a chi sarà nominato direttore piuttosto che come garantire un lavoro di qualità ed efficacia di queste agenzie. Concludo dicendo che, da giornalista, vorrei sottolineare la differenza tra la figura del proprietario del portavoce politico dell’Amministrazione regionale o del singolo gruppo, nettamente diversa, questa figura, da un giornalista indipendente che lavora presso un’agenzia istituzionale. Entrambe le agenzie, sia quella del Consiglio che quella della Giunta, devono sapere relazionare e raccontare in modo obiettivo i fatti ed evitare propaganda, quindi al servizio dell’informazione e della conoscenza delle nostre decisioni, del nostro lavoro, e non promuovere i meriti e i benefici di un politico o di un altro. Quindi bisogna garantire a entrambe le agenzie la completa indipendenza e devono essere separate dagli interessi pro tempore delle maggioranze che si trovano nei palazzi in Piazza Unità o qui in Piazza Oberdan di volta in volta, e permettere loro un lavoro di qualità e metterle nelle condizioni di informare la nostra cittadinanza, perché sono pagati per questo, come noi lo siamo, per svolgere onestamente il nostro lavoro di amministratori e legislatori dell’intera comunità regionale, a prescindere da come si definiscono i singoli nostri cittadini. Grazie.
Grazie consigliere Gabrovec. Russo.
Grazie Presidente. Mi ricollego a quanto diceva in conclusione il collega Gabrovec, facendo intanto un plauso alla professionalità di chi lavora nelle agenzie regionali da molti anni, che ha sempre garantito qualità e imparzialità. È una responsabilità, quella di permettere alle persone che hanno servito questa istituzione in maniera positiva, di continuare a farlo, cosa che – lo confesso – vedo più difficile anche a causa della scarsa attenzione che questo Consiglio e l’Amministrazione hanno dedicato al tema. Io vorrei mettere sul tavolo due questioni. La prima – veniva già ricordata dai colleghi – è legata al profilo di assoluta terzietà di chi opera nel campo della comunicazione istituzionale. I giornalisti che lavorano presso le agenzie… potremmo aprire un capitolo sui contratti di questi giornalisti e sulle scelte io credo regressive che sono state fatte in questa Regione in termini di garanzie, che erano date negli anni passate da questi giornalisti, che oggi sono state modificate, ma ci siamo già soffermati su questo argomento in Aula. Il tema è legato al fatto che queste persone sono deputate a essere strumento di comunicazione tra le istituzioni regionali e i cittadini. Non sono in alcun modo riconducibili alla momentanea maggioranza o minoranza che governano quest’Aula o governano la Giunta regionale. Questo è il grave errore. Io credo che è un segno anche di imbarbarimento – lo dico con molta franchezza – del nostro modo di fare politica, perché non siamo più capaci di guardare nel lungo periodo. Immaginare che oggi chi lavora sia… in questo campo così delicato sia necessariamente asservito – permettetemi di metterlo tra virgolette – a chi governa pro tempore significa non tener conto che ciascuno di noi… è successo a ogni singola legislatura negli ultimi vent’anni… a ciascuno di noi capita di governare per un quinquennio e poi – è successo matematicamente nelle ultime quattro legislature – capiti esattamente agli avversari d’Aula, quindi… Collega, succederà anche alla prossima. Sono pronto a scommettere, vista la volatilità del voto dei nostri concittadini. Questo però dovrebbe davvero spingerci con molta onestà e molta tranquillità a lavorare per la qualità di chi scegliamo e per mettere in condizioni queste persone di svolgere il loro mestiere, che – ripeto – non è quello di essere nostri portavoce, ma è quello di facilitare la trasparenza del lavoro di quest’Aula, di questo Palazzo e di quello della Giunta regionale rispetto ai cittadini. Il secondo dato, ma lo sa il Presidente Zanin, perché più volte ci sono tornato anche in Ufficio di Presidenza e spero ci saranno, fin dalle prossime riunioni, occasioni per ritornarci, noi dobbiamo vincere la scommessa di una modernizzazione del modo di fare comunicazione. Io su questo vorrei che ci confrontassimo, e non su come ci suddividiamo i posti di portavoce di Presidente dell’Agenzia regionale del Consiglio, che – lo dico per inciso – non può rimanere vacante ancora a lungo, bloccati da veti, contro-veti e decisioni sbagliate, o così via. Invito il Consiglio a fare presto pressing affinché l’Ufficio di Presidenza, e ci assumiamo la nostra quota di responsabilità, deliberi quanto prima, ma dentro una strategia di ridefinizione. Oggi i social media, le nuove tecnologie, la modalità con cui i giovani ad esempio conoscono non solo della politica, ma del mondo, soltanto attraverso strumenti che non sono né la televisione né i giornali… noi facciamo comunicazione e i nostri strumenti istituzionali fanno comunicazione ancora come fossimo nel mondo di trent’anni fa, perché ahimè noi per primi, come politici, non abbiamo messo in condizione i lavoratori della comunicazione anche dell’agenzia di questo Consiglio di fare il loro mestiere nella modalità che viene richiesta dai tempi che viviamo. L’invito a cui mi associo è davvero smettere di considerare questo come un servizio a una parte, ma magari di avere anche una sessione tematica di questo Consiglio o di qualche Commissione per decidere e dare mandato all’Ufficio di Presidenza perché il modo di comunicare diventi… basta copiare. Ci sono amministrazioni nel nostro Paese, e fuori dal nostro Paese, che sanno benissimo come si comunica oggi ai tempi dei social media e ai tempi in cui internet e il naturale canale di comunicazione tra le istituzioni e i cittadini… cerchiamo, come siamo stati molte nel passato, di essere anche da questo punto di vista una regione all’avanguardia e innovativa, come – ripeto – siamo stati anche in campo della comunicazione. Recuperiamo il tempo perso. Grazie.
Grazie consigliere Russo. Non ho altri iscritti a parlare. Bolzonello.
Posso intervenire adesso, dopo?
In sede di replica. Quando è finita la discussione ci sarà la replica. Se non ci sono altri interventi, andiamo in sede di replica, quindi diamo la parola al consigliere Bolzonello.
Grazie Presidente. Probabilmente non è un dibattito che interessa molto, e lo dico all’Assessore, che ha cercato di sminuire in maniera molto semplice il tutto, e anche di svilire – uso questa parola – il dibattito. Caro Assessore, il sottoscritto non l’ha fatto né come appartenente alla minoranza nei confronti della maggioranza né come Capogruppo del PD nei confronti della Lega o cose di questo tipo. Siccome mi picco di essere uno che è sempre andato a testa alta e a schiena dritta in tutte le parti del mondo, e che ha un’etica personale, e mi picco di dirlo perché nel tempo, dopo sessant’anni, posso anche permettermi di farlo, questa partita è una partita che va molto al di là delle persone, di chi amministra adesso, eccetera, perché per la prima volta nella storia di questa regione si è deciso di tagliare un elenco di professionisti iscritti a un albo che danno informazioni, piaccia o non piaccia. Quindi il tema non è, come ha detto lei… l’editore fa quello che vuole, ma, perché fa quello che vuole, l’editore della Giunta – quello del Consiglio ci torno tra un attimo – si prende anche le responsabilità giustamente, come lei le ha prese, perché finalmente con questa mozione usciamo da quel pantano in cui ci siamo… è una decisione della Giunta regionale di tagliare, e per un liberale di qualunque estrazione sia, un taglio di nomi, di giornalisti accreditati e iscritti all’Ordine, da un elenco è sempre un fatto sanguinoso, per un ragionamento democratico. Al netto di questo, e quindi oggi sappiamo il perché è successo, c’è un secondo passaggio. È quello in cui lei svilisce il direttore facente funzioni di Acon perché dice – sue parole registrate, quindi sono lì – che quando ci sarà il nuovo direttore di Acon deciderete cosa fare. Nel frattempo ha deciso il direttore di ARC. Scusi, ma la professionalità del direttore di Acon, per quanto facente funzioni, è una professionalità che non va toccata, e quest’Aula decide con le maggioranze, quindi se la maggioranza decide che diventa l’editore, il presidente che è seduto lì decide che si segue lo stesso ragionamento di ARC, benissimo, quindi si prenderanno le responsabilità che devono prendersi, ma non è che perché non c’è il direttore nominato le cose vanno in un certo modo, e quindi si va dietro al direttore di ARC. Questa è l’abc della democrazia. Secondo: io penso che non ci sia, in questo momento… anzi, passo un attimo indietro. Per arrivare a questa mozione, caro Assessore – forse lei non lo sa – il sottoscritto ha chiesto, tramite la Segreteria del gruppo, tramite il professionista che collabora col gruppo, di avere le notizie, ha parlato col direttore facente funzioni di Acon, abbiamo parlato col direttore di ARC, eccetera, perché speravamo che ci fosse un barlume in cui venisse ripristinato quell’elenco in cui a tutti i gruppi consiliari regionali, parlamentari, europei arrivassero le notizie, quindi ci fosse una pluralità. Siamo arrivati a questa mozione – sono arrivato a questa mozione, perché mi prendo tutta la responsabilità – con il gruppo che mi ha sostenuto, quando ho detto che presento questa mozione, perché i direttori – facente funzione uno e in carica completa l’altro – ci hanno risposto che loro hanno dato queste direttive e non le hanno motivate. A questo punto arriviamo se non con il ragionamento di una maggior velocità nei rapporti. La mozione arriva dopo tutta una serie di passaggi, a tutela di quest’Aula, a tutela dei gruppi, a tutela dei partiti, a tutela di tutti quanti, perché poi, una volta si è in maggioranza e una volta si è in opposizione, e quando lei cita il 2016 volevo usare una parola pesante, ma non la uso (fuori però gliela dico). In separata sede gliela dico, perché non voglio creare un’ulteriore polemica. La lettura di quel ragionamento sul 2016 è completamente diversa rispetto a questa. È tutto un altro episodio, e il paragonarlo significa ancora una volta fare una… mi fermo, perché altrimenti vado… sono davvero arrabbiato per questa cosa, perché non è possibile che non ci sia… non voglio fare né il maestro né il professore né niente, ma voglio fare il cittadino che ha diritto di avere le notizie come tutti gli altri. La censura è una censura che è pesante, perché, nel momento in cui si tagliano giornalisti iscritti all’Albo da una mailing list, significa chiudere la veicolazione delle notizie in tempo immediato. Lei mi parla del sito; certo, gliel’ho detto io in apertura. È evidente che c’è un sito, solo che il sito arriva un po’ dopo, quindi nell’attualità e nella capacità di interloquire e di andare veloci a fare i ragionamenti anche di tipo politico, la storia del sito non sta in piedi. Quindi chiedo a quest’Aula, a tutela di tutto questo, che venga semplicemente riportato il tutto a una giusta dimensione. Basta reintrodurre nell’elenco delle persone a cui arrivano i comunicati stampa i giornalisti iscritti all’Albo. Non è che chiedo che vengano mandati a tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia, a tutte le associazioni e a tutto il mondo, ma ai giornalisti iscritti all’Albo, che fanno richiesta. Non mi pare una cosa tanto… mi pare molto antidemocratico il tagliarli.
Grazie consigliere Bolzonello. Non ci sono altri. Passiamo alla votazione sulla mozione “Ripristino della corretta operatività dell’Agenzia Regione Cronache (Arc) e dell’Agenzia Consiglio Notizie (Acon)”. È aperta la votazione. È chiusa la votazione. L'Aula non approva. Passiamo al punto 5 all’ordine del giorno. Discussione sulla mozione “Un nuovo modello agricolo è necessario: il PSR 2021-2027 promuova l’agricoltura sostenibile e la biodiversità”, di iniziativa dei consiglieri Moretuzzo e Bidoli. Do la parola al consigliere Moretuzzo. Prego.
Grazie Presidente. Questa mozione era stata pensata, scritta e depositata nella giornata in cui c’è stato un forte dibattito sulla questione delle api e sulle inchieste che sono state avviate dalla magistratura, eccetera. Non c’è l’intenzione di entrare nella questione specifica, tantomeno in una logica di contrapposizione tra mondo delle imprese agricole e mondo degli apicoltori piuttosto che di chi ha a cuore i temi ambientali, però questa mozione vuole prendere l’occasione per affrontare il tema delle api come una spia, come un sintomo di una questione legata ai modelli agricoli del territorio e alla possibilità di immaginare dei cambiamenti radicali in una situazione che evidentemente ha bisogno di essere cambiata. Pongo come questione forte l’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 delle Nazioni Unite, dove all’obiettivo n. 2 si definisce come obiettivo prioritario la promozione dell’agricoltura sostenibile, e il n. 15, sulla possibilità di fermare la perdita di diversità biologica. Entrare nel merito di questa questione significa entrare nel merito della diminuzione evidente ed effettiva di insetti impollinatori, di api, che sono responsabili dell’80 per cento dell’impollinazione delle piante, con un problema complessivo e globale, che interessa chiaramente tutto il mondo. Non sottolineo l’importanza della questione, perché se ne è scritto molto su questo tema, ma credo che sia evidente che la questione è importante. Qualcuno la sta affrontando in modo forte. Penso in particolare alla Baviera, dove qualche mese è stata avviata una petizione, che ha trovato l’adesione di centottanta associazioni del terzo settore, che hanno raccolto 1 milione 750 mila firme, su una popolazione di 12 milioni di abitanti, cioè una parte importante di questa popolazione, che si è mobilitata su questo tema, e che, prima di diventare un referendum, è stata recepita dal Parlamento della Baviera in maniera del tutto trasversale. La mobilitazione era partita dai movimenti sociali e dai partiti ambientalisti, ma in realtà è stata recepita da tutto l’arco costituzionale della Baviera, che sappiamo che ha una maggioranza conservatrice. È stata quindi fatta una legge dove si dice che si è perso il 75 per cento della tipologia degli insetti impollinatori, che il 50 per cento dei tipi di api sono in estinzione e si pongono degli obiettivi. Si dice in questa legge della Baviera che bisogna arrivare a una percentuale di superficie agricola utilizzabile convertita in biologica del 25 per cento entro il 2025, e poi del 30 per cento nel 2030, riconoscendo al biologico un ruolo molto importante per la salvaguardia dell’ambiente, in particolare sul tema delle api. Si propone di riservare il 10 per cento delle aree naturali a prati e fioriti, con semenze autoctone, e dal 2022 vengono vietati i fitosanitari nei pascoli, e si individuano dei finanziamenti dedicati per questi obiettivi. Arrivando al nostro territorio, noi pensiamo che questo sia il momento in cui il ragionamento per cambiare, per immaginare nuovi modelli di sviluppo agricolo, sia questo il momento importante per farlo. Siamo alla vigilia di un nuovo Piano di Sviluppo Rurale nel 2021/2027, che noi auspichiamo sarà un piano che tenga in considerazione questi elementi. Immaginare di far finta che il mondo sia quello di sette anni fa credo sarebbe un grande errore, invece ci sarebbero tutti gli strumenti per mettere in piedi delle nuove politiche in questa direzione. In particolare, rispetto al biologico, che rimane un settore fondamentale, guardando i dati al 31 dicembre 2017, noi abbiamo una superficie di 15 mila ettari circa, cioè il 7,2 per cento della superficie agricola utilizzata, e il 3,6 per cento delle aziende. Anche considerando un aumento nel 2018, che c’è stato, perché negli ultimi anni c’è stato un aumento importantissimo della superficie biologica, e questo va riconosciuto, siamo però lontani dalla media italiana, che è del 15 per cento. Con questa mozione noi chiediamo una serie di impegni rispetto agli strumenti che già possono essere attivati, rispetto al Piano di Sviluppo Rurale, la misura 11, quindi all’attivazione dei bandi per la conversione all’agricoltura biologica e alla conversione di aziende tradizionali in biologiche: utilizzare delle risorse per il prossimo PSR, per l’agricoltura sostenibile e porsi l’obiettivo di avere una superficie di agricoltura biologica che si avvicini al 15 per cento, come in Italia; in ultimo individuare il tema della biodiversità come un tema che vada promosso assolutamente sia per il discorso degli insetti che per le politiche agricole. In conclusione, Presidente, ritengo che questa mozione sia un modo per fare un ragionamento che serva in questo momento storico molto importante rispetto ai tempi dell’agricoltura, vista come settore economico e anche come settore legato al tema ambientale e dei cambiamenti climatici, che non può essere preso sottogamba perché è una questione di vita o di morte, letteralmente, per il pianeta, quindi anche per noi. Grazie.
Grazie consigliere Moretuzzo. Ha chiesto la parola il consigliere Barberio. Prego.
Mi interessa intervenire su questo argomento perché da apicoltore e da aver condotto la mia azienda nel mondo biologico per sette anni, dopo sono uscito e quindi questo già dice la sua, è un argomento che mi interessa particolarmente. Logicamente noi ci dovremmo impegnare per tutelare l’ambiente e per tutelare soprattutto gli insetti impollinatori. Quest’anno l’annata andrà male, ma non andrà male sicuramente perché non c’è sufficiente biologico, perché si utilizzano troppi prodotti fitosanitari. Ci sono stati due mesi di pioggia, e di conseguenza le api stanno veramente male. Non è che noi possiamo andare a chiedere al Padre Eterno di cambiare il clima e il tempo. Tante cose sono giuste, per l’amor del cielo,

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