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Timestamp: 2017-03-24 14:05:09+00:00

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Accorpamento Enti di Ricerca-2: il fascino discreto del numero 11 - Astri e particelle - Blog - Le Scienze
di Roberto Battiston Accorpamento Enti di Ricerca-2: il fascino discreto del numero 11
Un giorno il Ciambellano disse ad un suo fido funzionario: "Se ne faccia uno solo : nell' editto di stabilità che sta preparando Principe Mario, all' articolo 11 si inserisca questa norma". Fu deciso anche di mantenere come nome del nuovo ente l'acronimo, CNR, del più grande dei 12 enti esistenti, ma dandogli un significato diverso (Centro Nazionale delle Ricerche), in modo da eliminare ogni riferimento col passato.
Il solerte funzionario che forse non capì, forse capì troppo bene, scrisse un lungo articolo 11 in cui al terzo comma si elencavano 11 enti di ricerca da accorpare in uno. Bello: articolo 11 e 11 enti che diventano 1, ci sta proprio bene. 'Nu babà!
Un giovane stagista, un po' pignolo disse: "E il dodicesimo (l'Area di Trieste) ? "
" Ma di che ti immischi'", disse il solerte funzionario, "il dodicesimo nun ce sta', rovinerebbe tutto l'effetto". E il discorso finì lì.
In realtà, ordini superiori, richiesero poco dopo di spostare l'ASI in un altro comma, quello dell' Agenzia di Finanziamento della Ricerca. Il giovane stagista, davvero uno scassone, trasecolò: "E la ricerca spaziale ? ".
Fu gelato da uno sguardo carico d'odio del funzionario e capì che le cose si mettevano male. E il discorso finì lì.
Però il funzionario adesso aveva un bel problema, i 12 enti , anzi, 11, ora erano 10. L'articolo 10 era già occupato. Che si fa ? Niente paura, non ci si ferma per così poco. Il funzionario battè su Google le parole "enti di ricerca", ne comparvero un certo numero non vigilati dal Ciambellano alla Ricerca, prese l' ISFOL, vigilato dal Ciambellano al Lavoro e lo mise all' 11 posto nell' articolo 11. Già che c'era prese anche l' ENEA, vigilato dal Ciambellano allo Sviluppo Economico, con in particolare il suo laboratorio di Ispra e lo infilò nell' Agenzia per il Trasferimento Tecnologico. Quel rompi del giovane stagista stava facendo fotocopie, così questa volta non riuscì nemmeno a fare la domanda.
Il parto di cotanta tecnocrazia fu annunciato urbi et orbi sul quotidiano "Il Sole Non Tramonta Mai Sul Nostro Impero". Successe il finimondo, 11 presidenti cascarono dalle nuvole incavolati neri, anche gli altri Ciambellani vigilanti non sembra la presero molto bene, ed iniziò un tam tam politico su su fino alle alte sfere. Re Giorgio fu informato, ci furono un po' di telefonate con toni alti, e alla fine si decise di intervenire su quel benedetto articolo 11.
Il povero funzionario, che già assaporava un periodo di riposo, in quanto non si prepara mica una riforma epocale un giorno si ed un giorno no, si trovò a dover buttare tutto il lavoro fatto e ricominciare da capo. L'articolo 11 da una ventina di pagine diventò un articolo snello di un paio di pagine.
Però l'estetica ha i suoi diritti. Articolo 11 con 11 enti di ricerca da accorpare in 1. Da qui non si scappa. Dato che l'ASI non è più nell' Agenzia per il Finanziamento, e si costituisce una Consulta di 11 Presidenti (il 12-mo come al solito non c'è), al posto dell' ISFOL viene messa l' ASI. Il solito, insopportabile stagista chiese: "Ed ISFOL ed ENEA ?"
"Abbiamo scherzato !" gli rispose il funzionario prima di metterlo alla porta.
C'era un altra domanda che avrebbe avuto voglia di chiedere, quello scassone di stagista, ed era relativa al funzionamento della Consulta dei Morituri (presidenti): in un paese in cui il parlamento non si riduce mai nulla, come farebbero in nostri 11 a decidere chi accorpare ? Con una scatola di cerini mezzi bruciati ?
Ma a questo scassone di stagista è facile rispondere: basta leggere il comma 6, tutti gli enti saranno riordinati , trasformati o soppressi, per decisione del Ciambellano della Ricerca in concerto con altri colleghi Ciambellani. Checchè ne dica la Consulta dei Morituri.
Tutti non vissero felici e contenti .
14 commenti RSS Accorpamento Enti di Ricerca-2: il fascino discreto del numero 11 – Astri e particelle - Blog - Le Scienze | astronotizie | Scoop.it 17 ottobre 2012 alle 13:05 [...] Volevo raccontarvi una fiaba. Ogni riferimento inventato è puro frutto della mia fantasia. Per i riferimenti reali rivolgersi ad altri. C’erano una volta, nello stato di Cacania, 12 enti ricerca vigilati dal Gran Ciambellano della Ricerca. Un giorno il gran Ciambellano disse ad un suo fido funzionario: “Se ne faccia uno solo : nell’ editto di stabilità che sta preparando principe Mario, all’ articolo 11 si inserisca questa norma”. Fu deciso anche di mantenere come nome del nuovo ente l’acronimo, CNR, del più grande dei 12 enti esistenti, ma dandogli un significato diverso (Centro Nazionale delle Ricerche), in modo da eliminare ogni riferimento col passato... Continua su ASTRI E PARTICELLE di Roberto Battiston [...]
Marco Casolino 17 ottobre 2012 alle 16:57 Ma è una storia troppo irrealistica anche per una fiaba... non succederebbe mai neanche nel paese dei balocchi...
paolot 17 ottobre 2012 alle 19:02 Il testo dell'art. 11 (almeno la versione che era ieri sul sito del governo) mi pare abbastanza variegato, con punti che dovrebbero essere chiariti meglio, ed altri che potenzialmente possono avere molta influenza sulla vita degli enti.
Si rimanda tutto ad una "proposta di revisione organizzativa" (comma 2), che dovrebbe uscire entro il 31/01/2013 (comma 5), ma che potrebbe benissimo non decidere nulla, visto che il comma 3 non pone vincoli di nessun tipo, ma suggerisce soltanto ("... anche attraverso ..."), ed il comma 6 deve seguire quanto sarà indicato dai risultati dei commi 2, 3 e 4: risultati che, appunto, potrebbero indicare che le cose stanno bene come stanno!!!
Un punto che potrebbe invece essere importante è il comma 4, riguardo al "documento di visione strategica della ricerca" ed all'utilizzo che sarà fatto delle valutazioni dell'ANVUR per l'allocazione delle risorse finanziarie.
Bellissimo il comma 10!!!!
Voglio vedere come sceglieranno i criteri con cui una persona può ottenere "l'abilitazione scientifica nazionale"!
O se si inventano che l'abilitazione dovrà essere retroattiva!!!!
Comunque, questa cosa, scritta così, riguarda anche ENEA, dato che è un ente pubblico di ricerca: il comma non specifica che lo si debba applicare solo agli enti controllati dal MIUR.
In ogni caso, se riescono a fare una cosa che possa funzionare, implica che non ci saranno più concorsi per l'accesso alla funzione di ricercatore ("chiamata dei ricercatori da parte degli enti"), ma concorsi soltanto per lo sviluppo verticale delle carriere (leggo così la frase "modalità di accesso ai singoli livelli per concorso pubblico per il personale a tempo indeterminato"). Dell'ENEA si parla da un'altra parte: dal sito del MISE si può scaricare il documento di consultazione per la Nuova Strategia Energetica Nazionale (*).
In questo documento, per l'ENEA si dice (pag. 111 (ma che caso!!!!! )):
"E’ inoltre previsto il riordino dell’ENEA, uno dei più importanti enti di ricerca italiani e internazionali in materia di energia, con l’obiettivo di focalizzare le attività e l’organizzazione dell’ente sulle aree di ricerca prioritarie per la Strategia Energetica del Paese, e razionalizzare le potenziali sovrapposizioni con altri enti pubblici. Infine ci si propone di pervenire per la prima volta in Italia ad un censimento delle competenze nazionali nel settore della ricerca energetica, premessa indispensabile per una definizione più accurata delle priorità e per una adeguata calibrazione degli incentivi sulle specifiche filiere tecnologiche."
(*) Il documento dovrebbe servire a chiarire la posizione del governo/MISE sulla politica energetica, e si inserisce nel contesto di una consultazione pubblica su questi temi.
Il link per partecipare alla consultazione è:
yopenzo 17 ottobre 2012 alle 19:12 Non oso nemmeno pensare a come si chiamino, gli abitanti della Cacania.
pericoti 20 ottobre 2012 alle 10:13 Sperare che il sistema di potere economico e politico-burocratico italiano sia capace o voglia organizzare e programmare qualcosa in modo logico, è un'illusione.
Sono secoli che l'Italia è famosa per la sua disorganizzazione, non c'è motivo che cambi qualcosa; del resto la classe dirigente, con questo sistema, se l'è sempre spassata alla grande.
Antonio 21 ottobre 2012 alle 13:39 Scusate,
ma in un paese dove emigrano circa 30000 persone qualificate (laureati, dottori di ricerca, e specialisti) all'anno (dati presi dai registri dall'AIRE), compreso il sottoscritto, senza contare le eccellenze (ricercatori), in un paese dove ogni confronto scientifico serio sui più svariati temi (dal nucleare agli OGM) viene tradotto in un mero confronto manicheo tra bene e male, in un paese dove la stragrande maggioranza di coloro che ha posizioni di potere non ha mai aperto alcun testo scientifico, in un paese dove i manager sia privati che pubblici considerano la ricerca scientifica come un peso o un onere, e non un investimento per il futuro, ebbene in un paese come questo vi aspettereste qualcosa di diverso?
Tullio 22 ottobre 2012 alle 15:04 @yopenzo
Leggi l'"Uomo senza qualita'"" di Robert Musil e spari tutto sulla Cacania.
yopenzo 22 ottobre 2012 alle 18:09 Tullio, ahimè, l’”Uomo senza qualita’” di Musil è uno dei rari libri che ho iniziato a leggere (più d'una volta e pure per dei bei tratti) che non son mai riuscito a terminare e che credo non leggerò mai più.
Come va a finire? Tullio 24 ottobre 2012 alle 20:24 Finisce con la Finis Austriae, cioe' col 1918. Una cosa che ho letto di Musil e' che era presente all'impiccagione di Cesare Battisti, che il boia ha effettuato nel modo piu' lento e doloroso possibile. Era un soldato in divisa e aveva nel tascapane una bomba a mano, di quelle definite "schiacciapatate" da Hemingway.Ebbe l'impulso di tirarla al boia, ma poi penso' che avrebbe ucciso altra gente e non lo fece. Era un uomo civile.
pericoti 31 ottobre 2012 alle 09:54 prof Battiston,
mi sembra che chi aveva qualcosa da dire sull'accorpamento degli Enti di Ricerca, abbia espresso il proprio pensiero. Del resto chi come me, pensionato metalmeccanico, che nella vita pubblica vale zero, che dica o non dica cambia niente; per quanto riguarda il valore degli scienziati nella vita pubblica, non so valutarlo, ma penso che non essendo, normalmente, dei super ricchi, anche loro contino relativamente poco.
Mi permetto pertanto un OT, ma nell'ambito della scienza fisica.
Da quando lavoravo come tecnico elettronico, mi sono sempre chiesto quali fossero i limiti della frequenza del campo elettromagnetico.
Ora ho trovato su di un libro, dei dati che mi danno la frequenza più alta e cioè quando la lunghezza d'onda arriva alla lunghezza di Planck, 10^19 volte più piccola di un protone, il quanto del fotone possiede un'energia così alta da collassare in un micro buco nero.
Questo tempo di Planck, 10^-43 secondi, è la minima lunghezza d'onda e, visto che le informazioni che noi ricaviamo dallo spazio, a prescidere dagli attuali limiti della tecnologia, ci vengono dalla radiazione elettromagnetica, dovrebbe essere anche la misura della "granulosità" dello spazio.
Non ho la minima idea invece, di quanto possa essere l'energia più piccola che il quanto di un fotone possa possedere, dal che si potrebbe ricavare la lunghezza d'onda più lunga della radiazione elettromagnetica.
Esiste questo valore?
pericoti 31 ottobre 2012 alle 10:49 "Questo tempo di Planck, 10^-43 secondi, è la minima lunghezza d’onda..." intendevo che la distanza che la luce percorre in questo lasso di tempo è la minima lunghezza d'onda.
Roberto Battiston 31 ottobre 2012 alle 15:04 pericoti....il limite nella grandezza della lunghezza d'onda di un fotone ( o nell'inverso della sua energia), è dato dal sistema fisico che consideriamo. Se da una parte la scala dell' energia di Planck è un limite dato dal fatto che l'universo non si è più trovato in quelle condizioni, dall'altra fotoni con lunghezza d'onda pari all'intero universo (dove intendiamo il raggio causalmente connesso dello stesso) sono probabilmente il limite nella direzione di energie estremamente piccole. Qualche tempo fa parlando non di fotoni ma di altre particelle, si è ipotizzato che vi possano essere effetti legati a particelle la cui lunghezza è più lunga del raggio dell' universo causalmente connesso. Si trattava di una ipotesi interessante, ma poi è rientrata. Sembra proprio che siamo limitati a questa gabbia di dimensioni tra 10^-30 e 10^26 metri, una bazzeccola di 56 ordini di grandezza: in tutta franchezza questo universo non mi sta stretto per nulla......!
Tullio 1 novembre 2012 alle 10:22 Ecco l'opinione di "Nature"
http://www.nature.com/news/murky-manoeuvres-1.11678?WT.ec_id=NATURE-20121101
AlQua 16 novembre 2012 alle 23:31 http://www.youtube.com/watch?v=r-OObD3z-zA&feature=colike
Lode alle parole del Presidente della Repubblica.

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