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LAVORO PROLUNGATO E WMSDs - PDF
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1 LAVORO PROLUNGATO E WMSDs Dott.ssa Rossella Marchi Milano, 24 febbraio 2010
2 Crisi strutturale dei sistemi sanitari nei paesi industrializzati
3 Crescita esponenziale della spesa sanitaria Andamento demografico (invecchiamento progressivo della popolazione, con maggiore incidenza nella spesa sanitaria relativa al trattamento di patologie cronico degenerative e geriatrico) Aumento dei costi di produzione Crescente innovazione tecnologica nella diagnostica e terapeutica Necessità di riforma dei sistemi sanitari
4 Fattori di spesa del SSN: criticità Costo del personale 35 Mld (33% della spesa sanitaria totale) Alti tassi di ospedalizzazione Alta spesa farmaceutica Prestazioni acquisite da strutture private Acquisto di beni e servizi Inappropriatezza prescrittiva Disavanzo stimato nel ,2 Mld (Rapporto Italia 2010)
5 Regione Lazio 13,7 miliardi di indebitamento (2007) (27,8% dell indebitamento del SSN) Disavanzo della spesa sanitaria 1,67 miliardi ( 49,5% del disavanzo del SSN)
6 Obbiettivi dei Piani di Rientro della spesa sanitaria Riorganizzazione della rete ospedaliera, riduzione di posti letto Distribuzione diretta dei farmaci, farmaci generici Blocco delle assunzioni e del turnover del personale Determinazione dei budget per gli erogatori privati, adeguamento delle tariffe a quelle stabilite a livello nazionale; Acquisti centralizzati e monitoraggio degli stessi Miglioramento dell appropriatezza prescrittiva.
7 Riduzione globale dell organico Blocco delle assunzioni (totale o parziale in % rispetto alle cessazioni per fine rapporto) Es: cessazioni per fine rapporto in tre anni nella Regione Lazio (anni ) Piano di Rientro Regione Lazio (2007) Tabella n. 23 (valori in migliaia di euro) Totale cessazioni previste nel triennio Costo medio regionale Risparmio effettivo per cessazioni Ulteriore risparmio su cessazioni 2008 e Nuovo Patto per la salute (23/10/09) : ulteriore blocco delle assunzioni
8 RIDUZIONE DELL ORGANICO Blocco delle assunzioni (totale o parziale in % rispetto alle cessazioni per fine rapporto) Esternalizzazione dei servizi (ditte private, cooperative sociali) Contratti a tempo determinato, a progetto, part-time, libero- professionale
9 CARENZA DI PERSONALE DI TIPO STRUTTURALE Aumento progressivo dell età media del personale sanitario Improvvise carenze di personale (ferie, assenze per malattie/aspettative) Aumento dei carichi di lavoro (straordinari/ordini di servizio/ rinvio delle ferie anche oltre il primo semestre dell anno successivo) Riduzione della competenza: distaccamento dei neo-assunti in aree critiche per far fronte alla carenza di personale AUMENTO DEL CARICO DI LAVORO FISICO E PSICOLOGICO
10 Orario di lavoro Normativa europea DIRETTIVA DI RIFERIMENTO 2003/88/CE
11 DIRETTIVA EUROPEA 2003/88/CE Massimo orario settimanale consentito Minimo orario di riposo giornaliero Minima pausa giornaliera Minimo tempo di riposo settimanale Massimo orario di lavoro notturno consentito Deroghe Articolo Art. 6 a Art. 6 b Art. 16 b Art. 3 Art. 4 Art. 5 Art. 8 Art. 17 Standard Il tempo massimo settimanale viene limitato tramite leggi nazionali o accordi collettivi Non più di 48 ore settimanali (compreso lo straordinario) Il periodo di riferimento può essere esteso fino a 4 mesi. 11 ore continuative nelle 24 ore Una pausa dopo 6 ore lavorative, come da accordi collettivi o legislazione nazionale Un periodo di riposo di 24 ore dopo 7 giorni lavorativi, da cumulare col riposo giornaliero Il periodo di riferimento è pari a 14 giorni Per il lavoratore notturno,non più di 8 ore di lavoro notturno nelle 24 ore Sono possibili deroghe per alcune categorie tramite accordi collettivi, leggi, provvedimenti amministrativi Art. 17 comma 3, lettera c Deroghe agli artt. 3,4,5,8,16 (...) quando si tratta:...di servizi relativi all'accettazione, al trattamento e/o alle cure prestati da ospedali o stabilimenti analoghi, comprese le attività dei medici in formazione, da case di riposo (...)
12 Orario di lavoro Normativa europea DEROGHE La Direttiva prevede inoltre la possibilità di deroghe ( art. 17 c. 3, l. c ) per numerose categorie di lavoratori, tra i quali quelli impegnati nel settore sanitario, agli articoli 3 - riposo giornaliero 4 - possibilità di pause 5 - riposo settimanale 8 - durata del lavoro notturno 16 - calcolo dei periodi di riferimento
13 Orario di lavoro Norma nazionale di riferimento Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66
14 Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66 Massimo orario settimanale consentito Minimo orario di riposo giornaliero Minima pausa giornaliera Minimo tempo di riposo settimanale Articolo Art. 4 c 1 Art. 4 c 2 Art. 4 c 3 Art. 7 Art. 8 Art. 9 c. 1 Norma Il tempo massimo settimanale viene limitato tramite leggi nazionali o accordi collettivi Non più di 48 ore settimanali (compreso lo straordinario) I contratti collettivi di lavoro possono in ogni caso elevare il limite di cui al comma 3 fino a sei mesi ovvero fino a dodici mesi a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti all'organizzazione del lavoro 11 ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attivita' caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità. Almeno 10 minuti dopo 6 ore lavorative, o come altrimenti disposto da accordi collettivi Almeno 24 ore consecutive di riposo ogni 7 giorni, di regola in coincidenza con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliero di cui all'articolo 7. il suddetto periodo di riposo consecutivo è calcolato come media in un periodo non superiore a quattordici giorni. Possibili eccezioni Art. 9 c. 2 l. a Art. 9 c. 2 l. d Attività di lavoro a turni ogni volta che il lavoratore cambi turno o squadra e non possa usufruire, tra la fine del servizio di un turno o di una squadra e l inizio del successivo, di periodi di riposo giornaliero o settimanale. Possibilità di modifiche a seguito di accordi collettivi aziendali Massimo orario di lavoro notturno consentito Art. 13 Non più di 8 ore di lavoro notturno nelle 24 ore
15 Orario di lavoro Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66 DEROGHE Il D. Lgs. 66/03 prevede la possibilità di deroghe ( art. 17 c. 3, l. c ) per numerose categorie di lavoratori, tra i quali quelli impegnati nel settore sanitario, agli articoli 4 (riposo settimanale) 7 (riposo giornaliero) 8 (possibilità di pause) 13 (durata del lavoro notturno)
16 Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Personale del Comparto del Servizio Sanitario Nazionale Quadriennio normativo Il riposo consecutivo giornaliero (art. 7 D.Lgs. 66/2003) può essere oggetto di deroga a seguito di accordo definito con le modalità previste dall art. 4 c.5 del CCNL 7/04/1999 (contrattazione collettiva nazionale o integrativa a livello aziendale) In assenza di accordi tra le rappresentanze sindacali aziendali ed azienda, vale la normativa generale.
17 CARENZA DI ORGANICO ORARIO PROLUNGATO DEROGHE ALLE NORME in materia di orario di lavoro Aumento del tempo di esposizione
18 Significativa associazione con WMSDs Orario prolungato (più di 8 ore al giorno; più di 12 ore al giorno;più di 40 ore alla settimana) Turnazione notturna Turni di reperibilità Turnazione straordinaria/ordini di servizio Turno lavorativo durante una malattia Turnazione durante i giorni festivi Interperiodo di riposo tra i turni inferiore alle 10 ore Turni di lavoro maggiori di 12 ore al giorno combinati a più di 40 ore alla settimana
19 Significativa associazione con fatica cronica Turnazioni imprevedibili Deprivazione di sonno Ruoli parentali, per impossibile o insufficiente recupero della fatica fisica correlata soprattutto al turno notturno
20 Tempo di esposizione Fattori individuali WMSDs Stress lavoro correlato
21 PERSONALE INFERMIERISTICO PERSONALE (400) 75% 1 2 DIMESSI (130) 25% AUSILIARI PERSONALE (67) 83% DIMESSI (14) 17% Struttura ospedaliera afferente alla ASL RME Roma
22 QUESTIONARIO Scopo dello studio Valutare l organizzazione della turnistica e degli orari di lavoro all interno di un Ospedale Classificato Verificare la possibile associazione tra lavoro prolungato, stress lavorocorrelato ed insorgenza di disturbi muscoloscheletrici (WMSDs, LBP) nella popolazione lavorativa considerata (circa 400 infermieri)
23 Materiali e metodi Utilizzo di un questionario (70 items) diviso in 8 sezioni principali: data, indicazione del reparto e indice MAPO (laddove misurabile); dati generali e biografici; informazioni sulla tipologia delle turnazioni; percezione del carico lavorativo; informazioni sulle patologie intercorrenti, sul consumo di farmaci e voluttuario; informazioni sulla presenza di patologie osteoarticolari e muscolari (congenite o acquisite), presenza di familiarità per le patologie riferite; comparsa o aggravamento di sintomi a carico dei principali distretti articolari e della colonna vertebrale negli ultimi 12 mesi; informazioni sulla recente insorgenza di sintomi stress-correlati; dati relativi ad infortuni (recenti e pregressi), denuncie INAIL ed assenze per malattia negli ultimi 12 mesi.
24 Risultati preliminari Sono stati raccolti questionari rappresentativi del 11% circa della popolazione lavorativa considerata. Reparti e Servizi: Cardiologia/UTIC; Nido/UTIN; B. Operatorio; Medicina; Ginecologia; S.O. Ostetricia; Radiologia; Laboratorio Analisi Nel 77% dei casi i lavoratori eseguono la turnazione H 24 o turnazione in quinta, che prevede la progressione di turni al mattino, pomeriggio, notte, con due giorni di riposo consecutivi (MPNSR) Nel 64% dei casi la propria turnazione è stata definita irregolare (per la presenza di ore di straordinario richieste, per turni di reperibilità, per ordini di servizio che vengono somministrati senza adeguato preavviso, per la presenza di numerosi cambi turno operati tra colleghi) con importanti interferenze col sonno, e con la gestione della vita privata, sociale e familiare.
25 Risultati preliminari Oltre il 50% del campione lavora >8 ore giornaliere e >50 ore settimanali (orario comprensivo di straordinari, ordini di servizio, rientri compensativi). 42 (13%) 36 (8%) 40 (2%) Classi di orario settimanale Oltre il 70% del campione effettua almeno 1 turnazione >12 ore giornaliere per settimana (per accorpamento di due turni successivi a causa di straordinario, ordini di servizio, rientri compensativi) 48 (23%) >50 (52%) Nel 68% dei casi si dispone di un solo fine settimana libero al mese
26 Risultati preliminari Si riferisce inoltre che la turnazione può determinare la presenza di Interferenza col sonno (65% ) Interferenza con la vita sociale (70%) Interferenza con la vita familiare (65%) Patologie insorte a partire dal lavoro a turni Lombalgie croniche (LBP ) (50%) Disturbi muscoloscheletrici diffusi (MSDs) (46%)
27 RISK ASSESSMENT: RICONSIDERARE IL MAPO? COME VALUTARE CORRETTAMENTE L ESPOSIZIONE A MMP IN CONDIZIONI DI LAVORO PROLUNGATO? (NC/Op x FS + PC/Op x FA) x FC x Famb x FF Calcolo n. operatori Es: lo stesso operatore nel turno prolungato (MP) al mattino lavora con altri due colleghi, ma in quello del pomeriggio con uno solo Operazioni di movimentazione pazienti non autosufficienti Aumentano di numero per il singolo operatore nei turni >8 ore Percentuale di movimentazioni ausiliate La carenza di personale ed il relativo aumento dei ritmi di lavoro tendono a far ridurre la percentuale di movimentazioni ausiliate
28 RISK ASSESSMENT: RICONSIDERARE IL MAPO? COME VALUTARE CORRETTAMENTE L ESPOSIZIONE TEMPORALE A SOVRACCARICO BIOMECCANICO NELLA MMP? (NC/Op x FS + PC/Op x FA) x FC x Famb x FF... x FT? Ricostruire correttamente la storia espositiva del singolo operatore Riconsiderare gli strumenti di valutazione del rischio da MMP ( MAPO) IN MODO DA TENERE PRESENTE IL FATTORE TEMPO DI ESPOSIZIONE al fine di non sottostimare il rischio espositivo del singolo operatore

References: Art. 6
 Art. 6
 Art. 16
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 8
 Art. 17
 Art. 17
 art. 17
 Art. 4
 Art. 4
 Art. 4
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 9
 Art. 9
 Art. 13
 art. 17
 art. 4