Source: http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/base/leggi/l2001005.html
Timestamp: 2017-10-23 04:05:08+00:00

Document:
(B.U. 21 marzo 2001, 3° suppl. al n. 12)
(Sostituzione dell'articolo 1 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44)
1. L'articolo 1 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 e' sostituito dal seguente:
"Art. 1. (Finalita')
1. Nel quadro dei principi costituzionali relativi all'ordinamento regionale, ed in particolare a quelli di cui alla legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1 (Disposizioni concernenti l'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale e l'autonomia statutaria delle Regioni), nonche' in attuazione dell'articolo 4 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle Regioni ed Enti locali, per la riforma della pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa), la presente legge individua, ai sensi del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali), le funzioni di competenza della Regione, degli Enti locali e delle Autonomie funzionali, attinenti alle materie di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) e, in particolare, ai seguenti ambiti:
d) polizia amministrativa;
e) turismo e acque minerali e termali;
f) urbanistica, edilizia, aree protette, trasporti e viabilita';
g) servizi alla persona ed alla comunita'".
(Modificazioni all'articolo 17 della l.r. 44/2000)
1. Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 dopo la parola: "l'individuazione" sono inserite le seguenti: "dei sistemi locali del lavoro, dei sistemi economico-produttivi, dei sistemi produttivi locali".
(Modificazioni all'articolo 24 della l.r. 44/2000)
1. Il comma 4 dell'articolo 24 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 e' sostituito dal seguente:
"4. Per il reperimento, l'immissione in rete e l'aggiornamento dei dati e delle informazioni utili per lo svolgimento dell'attivita' di assistenza alle imprese, la Regione stipula appositi protocolli d'intesa con i soggetti e le strutture che li detengono, ovvero costituisce appositi gruppi di lavoro o commissioni a cui possono partecipare esperti esterni".
(Modificazioni all'articolo 30 della l.r. 44/2000)
1. Il comma 4 dell'articolo 30 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 e' sostituito dal seguente:
"4. Al comma 3 dell'articolo 19 della l.r. 69/1978 le parole: 'L'amministrazione regionale concorre' sono sostituite dalle seguenti : 'Salvo i casi previsti dall'articolo 31, comma 3 per i quali la Regione e le Amministrazioni comunali attuano la vigilanza, le Province concorrono '".
(Modificazioni all'articolo 32 della l.r. 44/2000)
1. Alla lettera a) del comma 3 dell'articolo 32 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 le parole: "decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 40" sono sostituite dalle seguenti: "decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali ed ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n. 352)".
(Modificazioni all'articolo 33 della l.r. 44/2000)
1. Alla lettera b) del comma 3 dell'articolo 33 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 le parole: "d.lgs. 40/1999" sono sostituite dalle seguenti: "d.lgs. 490/1999".
(Modificazioni all'articolo 74 della l.r. 44/2000)
1. Dopo il comma 1 dell'articolo 74 della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 e' aggiunto il seguente:
"1 bis. Sono di competenza delle Province le funzioni amministrative di cui all'articolo 70, comma 1, lettera b) del d.lgs. 112/1998".
(Integrazione alla l.r. 44/2000. Inserimento del Titolo VI artt. 81 86 relativo a Turismo, Acque minerali e termali)
1. Dopo il Titolo V della legge regionale 26 aprile 2000, n.44 e' inserito il seguente:
"Titolo VI. Turismo, Acque minerali e termali
2. La Regione, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge, procede al riordino delle funzioni in materia di turismo con la legge di riforma della normativa di settore.
b) indirizzo, programmazione e coordinamento delle attivita' e degli interventi per la promozione, in Italia e all'estero, dell'immagine turistica istituzionale e dell'offerta turistica regionale;
d) indirizzo e coordinamento dell'organizzazione turistica regionale e riconoscimento degli organismi di promozione e sviluppo dell'osservatorio del turismo regionale per l'elaborazione di statistiche turistiche regionali, per l'analisi dei mercati, della domanda e dell'offerta e per il monitoraggio dei risultati complessivi delle azioni di promozione e di gestione del sistema turistico regionale, anche attraverso il coordinamento dei sistemi informativi turistici provinciali;
f) concorso all'elaborazione e all'attuazione delle politiche comunitarie e nazionali riguardanti il turismo.
c) sviluppo e gestione del sistema informativo turistico provinciale, con la collaborazione dei Comuni, nell'ambito dell'osservatorio turistico regionale e la acquisizione, elaborazione e diffusione dei dati statistici e amministrativi sul movimento turistico, sulle strutture, le attivita' e i servizi turistici, compresa la tenuta di albi ed elenchi;
e) riconoscimento dei corsi di formazione per le professioni turistiche e l'accertamento dell'idoneita' professionale all'esercizio di attivita' turistiche, da individuare con specifica disciplina regionale;
f) concorso all'elaborazione e all'attuazione delle politiche comunitarie, nazionali e regionali riguardanti il turismo;
g) individuazione dei Comuni rurali non montani ai fini delle deroghe alle attivita' agro-turistiche.
a) valorizzazione dell'economia turistica del proprio territorio, anche attraverso le Comunita' montane;
c) autorizzazioni per l'esercizio dell'attivita' ricettiva;
d) gestione, anche associata, degli interventi di sviluppo e qualificazione turistica.
5. Sono conferite alle Camere di Commercio le funzioni relative all'accertamento di idoneita' all'esercizio di impresa turistica.
2. Le funzioni di cui al comma 1 sono esercitate assicurando la partecipazione degli Enti locali.
d) le funzioni di polizia mineraria in materia di acque minerali e termali cosi' come stabilito dall'articolo 29".
(Integrazioni alla l.r. 44/2000. Inserimento del Titolo VII artt. 87 104 relativo a Urbanistica, Edilizia, Aree protette, Trasporti e Viabilita')
1. Dopo il Titolo VI della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 e' aggiunto il seguente:
"Titolo VII. Urbanistica, Edilizia, Aree protette, Trasporti e Viabilita'
1. Il presente titolo disciplina il conferimento di funzioni e compiti amministrativi agli Enti locali in tema di "Urbanistica", "Edilizia", "Aree protette", "Trasporti" e "Viabilita'".
Art. 88. (Rinvio)
1. La Regione, entro sei mesi dall'approvazione della presente legge, procede al riordino delle funzioni in materia di pianificazione territoriale, di approvazione degli strumenti urbanistici e di vigilanza urbanistica con la legge di riforma della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 (Tutela ed uso del suolo) e successive modificazioni ed integrazioni.
3. La Regione, entro i termini di cui al comma 1, provvede al riordino delle funzioni in materia di pianificazione paesistica e di tutela del paesaggio attraverso la riforma della l.r. 56/1977 e della legge regionale 3 aprile 1989, n. 20 (Norme in materia di tutela di beni culturali, ambientali e paesistici).
c) la predisposizione dei piani e dei programmi di intervento, inerenti il programma regionale per l'edilizia residenziale, sentite le Province;
j) la definizione dei criteri in ordine ai massimali di costo e ai requisiti oggettivi da rispettare nella realizzazione degli interventi e la determinazione dei limiti di costo;
o) l'individuazione delle modalita' di utilizzo del sostegno finanziario al reddito per favorire l'accesso al mercato della locazione dei nuclei familiari meno abbienti, in conformita' ai criteri di cui all'articolo 59, comma 1, lettera e), del d.lgs. 112/1998;
p) la definizione, sentite le Province, dell'assetto istituzionale degli enti operanti nel settore dell'edilizia residenziale pubblica, nonche' dell'attivita' di controllo sugli stessi;
b) alla vigilanza sulla gestione amministrativo-contabile delle cooperative edilizie comunque fruenti di contributi pubblici, anche attraverso l'acquisizione dei verbali redatti a seguito delle ispezioni e revisioni ai sensi del decreto legislativo Capo Provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577 (Provvedimenti per la cooperazione) e della legge 31 gennaio 1992, n. 59 (Nuove norme in materia di societa' cooperative).
c) individuazione degli operatori privati incaricati della realizzazione degli interventi localizzati nel proprio territorio in linea con i criteri di cui all'articolo 89, comma 1, lettera g).
c) la determinazione dei limiti di costo e dei requisiti oggettivi in ordine alla realizzazione di ogni singolo intervento.
4. I Comuni esercitano le funzioni di cui ai commi 2 e 3 secondo i criteri e le modalita' stabiliti dalla Giunta regionale. E' fatta salva la facolta', per i Comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti, di avvalersi dell'Amministrazione regionale per lo svolgimento delle funzioni di cui ai commi 2, lettera a) e 3, lettere a) e b).
Art. 92. (Disposizioni generali)
1. La Regione, nell'ambito dei principi degli articoli 9 e 32 della Costituzione, delle norme dell'Unione europea in materia ambientale e di sviluppo durevole e sostenibile e della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle Aree protette), garantisce e promuove, in modo unitario ed in forma coordinata con lo Stato e gli Enti locali, nel rispetto degli accordi internazionali, la conservazione e la valorizzazione del suo patrimonio naturale che, assieme agli elementi antropici ad esso connessi, compongono, nella loro dinamica interazione, un bene primario costituzionalmente garantito.
2. La gestione sostenibile delle singole risorse ambientali, il rispetto delle relative condizioni di equilibrio naturale, la tutela della biodiversita', degli habitat naturali e seminaturali e delle specie della flora e della fauna selvatica, sono perseguiti dalla Regione attraverso gli strumenti di conoscenza, di programmazione e di gestione, nonche' attraverso la partecipazione, la promozione e l'istituzione di Aree protette.
Art. 93. (Funzioni della Regione)
d) attivita' di supporto tecnico-scientifico agli Enti locali ed ai soggetti gestori anche attraverso il Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 21 della legge regionale 22 marzo 1990, n. 12 (Nuove norme in materia di Aree protette. 'Parchi naturali, Riserve naturali, Aree attrezzate, Zone di preparco, Zone di salvaguardia'), come modificato dall'articolo 1 della legge regionale 29 aprile 1991, n. 19;
e) promozione, predisposizione e coordinamento, attraverso il Centro di documentazione e ricerca sulle Aree protette di cui all'articolo 38 della l.r. 12/1990, delle attivita' di ricerca scientifica, pubblicistiche, promozionali e di immagine;
f) gestione dei procedimenti amministrativi relativi all'espressione dei pareri per il rilascio di autorizzazioni o concessioni edilizie in sanatoria di cui all'articolo 32 della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell'attivita' urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie);
2. Sono, altresi', riservate alla Regione le seguenti funzioni che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale:
a) approvazione del Piano regionale delle Aree protette secondo le procedure di partecipazione previste dall'articolo 2 della l.r. 12/1990 e dall'articolo 1 della legge regionale 21 luglio 1992, n. 36 (Adeguamento delle norme regionali in materia di Aree protette alla legge 8 giugno 1990, n. 142 ed alla legge 6 dicembre 1991, n. 394);
l) approvazione, con la legge regionale di bilancio dell'ammontare delle risorse da assegnare, nell'anno di riferimento e per gli anni considerati nel bilancio pluriennale, ai soggetti gestori delle Aree protette di rilievo regionale, provinciale e locale.
3. L'individuazione delle Aree protette di rilievo regionale, provinciale e locale e' effettuata con l'approvazione del Piano regionale delle Aree protette di cui al comma 2, lettera a) oppure con i singoli provvedimenti istitutivi.
Art. 94. (Funzioni delle Province)
1. E' attribuita alle Province la gestione delle Aree protette di rilievo provinciale che viene esercitata direttamente oppure attraverso enti strumentali di diritto pubblico.
2. In tale ambito le Province provvedono all'organizzazione del personale e all'indirizzo, al coordinamento, al controllo e alla vigilanza delle attivita' dei soggetti gestori, all'approvazione ed alla trasmissione alla Regione del programma annuale e pluriennale di qualificazione e valorizzazione delle Aree protette di rilievo provinciale.
c) il rilascio delle autorizzazioni di cui all'articolo 151 del d.lgs. 490/1999;
d) l'adozione dei provvedimenti di ingiunzione di ripristino dello stato dei luoghi di cui all'articolo 16, comma 7 della l.r. 20/1989.
b) il parere e' rilasciato dal soggetto gestore entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta; trascorso tale termine la Provincia puo' provvedere al rilascio dell'autorizzazione;
c) il provvedimento assunto dalla Provincia e la documentazione relativa vengono trasmessi immediatamente alla Regione che puo' annullare o richiedere chiarimenti e modifiche, con provvedimento motivato, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione; trascorso tale termine il provvedimento si intende approvato;
d) l'autorizzazione e' rilasciata o negata dalla Provincia entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda; decorso inutilmente tale termine gli interessati possono richiedere l'autorizzazione alla Regione che si pronuncia entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta.
b) ad integrazione di quanto stabilito dai provvedimenti istitutivi, l'obbligo del ripristino per interventi che comportino alterazione o deterioramento delle caratteristiche ambientali dei luoghi e' stabilito per tutte le aree classificate come Aree protette;
c) il provvedimento di ingiunzione di ripristino assunto dalla Provincia e la documentazione relativa sono trasmessi immediatamente alla Regione che puo' annullare o richiedere chiarimenti e modifiche, con provvedimento motivato, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione; trascorso tale termine il provvedimento si intende approvato;
d) il provvedimento di ingiunzione di ripristino e' rilasciato dalla Provincia entro sessanta giorni dal ricevimento del verbale riportante l'oggetto della violazione.
Art. 95. (Funzioni dei Comuni e delle Comunita' montane)
1. E' attribuita ai Comuni e alle Comunita' montane la gestione delle Aree protette di rilievo locale che viene esercitata direttamente oppure attraverso enti strumentali di diritto pubblico.
2. I Comuni e le Comunita' montane provvedono all'organizzazione del personale e all'indirizzo, coordinamento, controllo e vigilanza delle attivita' dei soggetti gestori, all'approvazione ed alla trasmissione alla Regione del programma annuale e pluriennale di qualificazione e valorizzazione delle Aree protette di rilievo locale.
a) alla disciplina della navigazione interna lacuale e fluviale nonche' all'approvazione dei relativi progetti di intervento;
b) all'individuazione dei porti di interesse turistico regionale o comunale, sulla base di criteri determinati con apposito provvedimento della Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare;
c) al rilascio di concessioni per l'utilizzo dei beni e delle aree del demanio della navigazione interna (lacuale e fluviale), in acqua ed a terra, quando l'utilizzazione prevista abbia finalita' turistiche, ricreative e commerciali di interesse regionale;
d) alla definizione dei criteri ed alla predisposizione dello schema tipo di atto di concessione per la gestione di porti di interesse turistico regionale a imprese pubbliche, private o miste costituite in conformita' alle norme del codice civile ed alle disposizioni previste dalla legge 17 maggio 1983, n. 217 (Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell'offerta turistica), nonche' a consorzi pubblici, privati e misti e ad enti pubblici da affidare con gara ad evidenza pubblica;
e) alla regolamentazione del sistema idroviario Padano-Veneto e dei servizi pubblici di linea per il lago Maggiore, da effettuarsi anche tramite consorzi o societa' cui possono partecipare gli enti locali interessati;
f) alla regolamentazione dell'utilizzo del demanio lacuale e fluviale, sentiti i Comuni rivieraschi, stabilendo vincoli e limiti d'uso dei beni e delle aree ed indicando le vocazioni, le compatibilita' ed i criteri di valutazione degli interventi;
g) alla programmazione degli interporti e dell'intermodalita', con esclusione di quelli indicati all'articolo 104, comma 1, lettera g) del d.lgs. 112/1998;
i) alle deroghe alle distanze legali per costruire manufatti entro la fascia di rispetto delle linee e infrastrutture ferroviarie;
l) alla programmazione e finanziamento in materia di realizzazione di piste e percorsi ciclabili di interesse regionale, interregionale, interprovinciale, intercomunale;
m) alla programmazione e finanziamento in materia di parcheggi finalizzati all'interscambio con sistemi di trasporto collettivo e previsti dai piani urbani del traffico;
n) agli interventi per assicurare il corretto esercizio delle vie navigabili ivi compresa la segnaletica;
o) all'approvazione di progetti per la realizzazione di nuovi impianti a fune e per l'ammodernamento di impianti esistenti, nonche' all'approvazione del regolamento di esercizio e del piano di soccorso, all'assenso alla nomina del direttore e del responsabile di esercizio e al benestare per l'apertura al pubblico esercizio degli impianti funiviari stessi.
2. Le funzioni di cui al comma 1, lettera o) sono esercitate dalla Regione fino alla approvazione di successiva deliberazione della Giunta regionale di trasferimento alle Comunita' montane, da adottarsi entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge.
6) numero delle licenze e autorizzazioni precedentemente rilasciate a soggetti operanti sul territorio;
d) all'istituzione delle Commissioni consultive provinciali operanti in riferimento all'applicazione, da parte dei Comuni, dei regolamenti tipo sull'esercizio dei servizi di trasporto pubblico di navigazione non di linea.
Art. 98. (Funzioni dei Comuni e delle Comunita' montane)
a) al rilascio delle concessioni per l'utilizzo dei beni e delle aree del demanio della navigazione interna (lacuale e fluviale), in acqua ed a terra, quando l'utilizzazione prevista abbia finalita' turistiche, ricreative e commerciali di interesse comunale e di affidamento della gestione dei porti di interesse turistico regionale secondo le modalita' di cui all'articolo 96, comma 1, lettera d);
b) alla gestione dei porti turistici di interesse comunale; tale gestione e' esercitata direttamente dai Comuni oppure affidata in concessione a imprese per il turismo nautico pubbliche, private o miste costituite in conformita' alle norme del codice civile ed alle disposizioni previste dalla l. 217/1983, nonche' a consorzi pubblici, privati e misti e ad enti pubblici. A seguito dell'individuazione di cui all'articolo 96, comma 1, lettera b), non trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 2 della l.r. 26/1995;
h) alla progettazione ed esecuzione dei lavori per la realizzazione di parcheggi finalizzati all'interscambio con sistemi di trasporto collettivo e previsti dai Piani urbani del traffico (PUT);
a) all'adozione dei regolamenti comunali sull'esercizio del servizio di trasporto pubblico di navigazione non di linea, predisposti in conformita' al regolamento tipo redatto dalla Provincia competente territorialmente. Il regolamento comunale definisce la composizione della Commissione consultiva comunale, prevista dall'articolo 4, comma 4, della l. 21/1992, le modalita' di designazione dei suoi membri, il funzionamento dell'organo ed i suoi compiti istituzionali. I regolamenti per la disciplina dei servizi pubblici non di linea sono adottati dai Comuni entro novanta giorni dall'emanazione del regolamento tipo provinciale e previo parere della Commissione consultiva provinciale da formulare entro quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta. Trascorso tale termine il Comune approva il regolamento prescindendo dal parere medesimo;
c) alla determinazione del numero e del tipo dei natanti da adibire ai servizi di trasporto pubblico di navigazione non di linea, in relazione alla metodologia di calcolo di cui all'articolo 97, comma 2, lettera a);
3. Alle Comunita' montane, oltre alle funzioni di cui all'articolo 96, comma 2, sono attribuite le seguenti funzioni amministrative:
Art. 99. (Ruolo provinciale dei conducenti dei servizi pubblici non di linea)
1. In attuazione delle norme di cui all'articolo 6 della l. 21/1992, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, e' istituito presso ciascuna delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura del Piemonte (CCIAA), il ruolo provinciale dei conducenti dei servizi di trasporto pubblico di navigazione non di linea.
4. Il ruolo provinciale e' unico per i conducenti dei servizi di trasporto pubblico di navigazione non di linea, di taxi e di noleggio.
5 . Con regolamento regionale sono emanate le disposizioni concernenti:
Art. 100. (Vigilanza)
1. La Regione, le Province ed i Comuni, nell'ambito delle rispettive competenze, svolgono funzioni di vigilanza sulla regolarita' ed il buon andamento dei servizi di trasporto pubblico di navigazione non di linea e sull'attivita' delle scuole nautiche tramite la redazione di appositi regolamenti sulla base delle leggi di riferimento di settore.
2. La Regione esercita, in materia di viabilita', le seguenti funzioni che richiedono l'esercizio unitario a livello regionale:
1. Le strade, gia' appartenenti al demanio statale e non comprese nella rete autostradale e stradale nazionale e regionale, sono trasferite al demanio delle Province territorialmente competenti secondo i tempi e le modalita' di cui all'articolo 101, comma 1.
b) manutenzione ordinaria, straordinaria, programmata e vigilanza delle strade demaniali regionali trasferite dallo Stato, secondo le modalita' previste dall'articolo 104;
c) i poteri ed i compiti di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) anche sul demanio regionale; tali poteri e compiti possono essere delegati alle societa' a capitale misto;
1. In caso di inadempienza rispetto al capitolato di prestazioni e costi standard, la Regione interviene con i poteri sostitutivi ai sensi degli articoli 14 e 15 della legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli Enti locali) con costi a carico della Provincia inadempiente.
2. La Regione, in caso di accertata inadempienza, si riserva di presentare richiesta al Ministero dei lavori pubblici di sospensione e di trasferimento alla Regione delle risorse attribuite alle Province per la gestione del demanio stradale regionale.
Art. 104. (Agenzia regionale delle Strade - ARES-PIEMONTE)
1. La Regione, con apposito provvedimento legislativo da approvare entro il 31 marzo 2001, costituisce l'Agenzia regionale delle Strade del Piemonte (ARES-PIEMONTE), per esercitare le funzioni di attuazione della programmazione della rete stradale demaniale regionale.
2. In fase transitoria e comunque non oltre il 31 dicembre 2001, la Regione e le Province, per la gestione delle reti di interesse regionale e provinciale trasferite dallo Stato, possono avvalersi di quanto previsto dall'articolo 99, comma 2, del d.lgs. 112/1998.
3. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con propria deliberazione determina:
b) le procedure e le modalita' per la gestione amministrativa della rete stradale demaniale regionale".
(Integrazioni alla l.r. 44/2000. Inserimento del Titolo VIII artt. 105 135 relativo a Servizi alla persona e alla comunita')
1. Dopo il Titolo VII della legge regionale 26 aprile 2000, n.44, e' inserito il seguente:
"Titolo VIII. Servizi alla persona e alla comunita'
1. Il presente titolo disciplina il conferimento di funzioni e compiti amministrativi di competenza della Regione in tema di "sanita' veterinaria" e "salute umana", "servizi sociali", "istruzione ed edilizia scolastica", "beni, attivita' culturali e spettacolo", "politiche giovanili".
1. Il presente capo individua le competenze della Regione e degli enti locali per la programmazione, l'organizzazione e la gestione dei servizi in tema di salute umana e di sanita' veterinaria cosi' come definiti dall'articolo 113 del d.lgs. 112/1998.
1. Nell'ambito dei conferimenti di cui al Capo I "Tutela della salute" del Titolo IV del d.lgs. 112/1998 la Regione esercita funzioni di indirizzo, programmazione e controllo in tema di salute umana e sanita' veterinaria in conformita' con la normativa nazionale di settore.
b) organizza il sistema degli interventi e delle prestazioni sanitarie, assicurando in modo omogeneo sul territorio regionale il conseguimento di livelli essenziali di assistenza;
c) definisce l'ordinamento sanitario regionale, stabilendo i criteri e le modalita' operative per il coordinamento dell'offerta sanitaria di strutture pubbliche e accreditate;
d) fissa gli obiettivi di offerta e gli standard di prestazione delle Aziende sanitarie locali (ASL) e delle Aziende sanitarie ospedaliere (ASO), all'interno dei vincoli economico-finanziari stabiliti in sede di approvazione del bilancio di previsione;
e) emana norme per la gestione economico-finanziaria e patrimoniale delle ASL e delle ASO, cosi' come stabilito dall'articolo 5 del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 (Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale a norma dell'art. 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419);
f) adotta principi e criteri, in conformita' a quanto previsto dal d.lgs. n. 229/1999, relativi alle modalita' di gestione e di funzionamento delle ASL e delle ASO con particolare riferimento all'efficienza e all'efficacia dei servizi sanitari;
g) fissa i criteri per l'autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio delle strutture sanitarie, nonche' i criteri per il loro accreditamento secondo quanto stabilito dall'articolo 8 quater del d.lgs. 229/1999;
h) definisce i criteri mediante i quali i Comuni concorrono all'integrazione delle prestazioni socio-sanitarie;
i) verifica la conformita' rispetto alla normativa nazionale e comunitaria di attivita', strutture, impianti, laboratori, officine di produzione, apparecchi, modalita' di lavorazione, sostanze e prodotti ai fini del controllo preventivo, salvo quanto previsto dall'articolo 115, comma 3, del d.lgs. 112/1998, nonche' esercita la vigilanza successiva, ivi compresa la verifica dell'applicazione della buona pratica di laboratorio;
l) svolge, avvalendosi di personale appositamente individuato all'interno del Servizio sanitario regionale (SSR), le funzioni amministrative relative alla verifica di conformita' sull'applicazione dei provvedimenti di autorizzazione alla pubblicita' ed informazione scientifica di medicinali, presidi medico-chirurgici, dispositivi medici e caratteristiche terapeutiche delle acque minerali.
3. La Regione disciplina con legge di attuazione del d.lgs. 229/1999 l'esercizio delle funzioni di cui ai commi 1 e 2.
Art. 108. (Istituzione della Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale)
1. In attuazione dell'articolo 2, comma 2 bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) e' istituita la Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale per l'esercizio delle funzioni stabilite dalla legge.
2. La Conferenza e' costituita da:
b) il Presidente della Conferenza dei Sindaci ovvero i Presidenti di circoscrizione nei casi in cui l'ambito territoriale dell'ASL sia rispettivamente superiore o inferiore al territorio del Comune;
c) il Presidente della Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) - Piemonte;
d) il Presidente dell'Unione Province Piemontesi (UPP);
e) il Presidente dell'Unione Nazionale Comuni Comunita' Enti Montani (UNCEM) - Delegazione Regionale Piemontese;
3. La Conferenza e' presieduta dall'Assessore regionale alla Sanita', su delega del Presidente della Giunta regionale. Alle sedute della Conferenza partecipano il componente della Giunta regionale competente in materia socio-sanitaria e il Presidente dell'Amministrazione provinciale interessata.
4. Quando i procedimenti di valutazione e di revoca di cui all'articolo 3 bis, commi 6 e 7 del d.lgs. 502/1992 riguardano i direttori generali di ASO, la Conferenza e' integrata con il Sindaco del Comune capoluogo della Provincia in cui e' situata l'Azienda.
5. La designazione del componente del collegio sindacale di ASO spettante all'organismo di rappresentanza dei Comuni viene effettuata dalla Conferenza integrata con il Sindaco del Comune capoluogo della Provincia in cui e' situata l'Azienda.
6. La Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, con apposita deliberazione da adottare entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, disciplina le modalita' di costituzione e funzionamento della Conferenza e di raccordo della stessa con la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali di cui all'articolo 6 della l.r. 34/1998.
1. Le funzioni amministrative concernenti il rilascio del certificato di idoneita' e la patente di abilitazione all'impiego di gas tossici, di cui al regio decreto 9 gennaio 1927, n. 147 (Approvazione del regolamento speciale per l'impiego dei gas tossici), per gli operatori che eseguono operazioni relative al predetto impiego, nonche' la revisione, la revoca e la sospensione della patente di abilitazione all'uso di gas tossici, la tenuta del registro delle matricole delle persone abilitate, sono subdelegate all'ASL n. 1 di Torino per tutto il territorio regionale.
2. Sono altresi' subdelegate all'ASL n. 1 le funzioni amministrative relative alla composizione, modalita' di costituzione e di funzionamento della Commissione di cui all'articolo 32 del r.d. 147/1927.
3. Sono delegate alle ASL le funzioni amministrative sanzionatorie in materia di igiene e sanita' pubblica, prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro, igiene degli alimenti e nutrizione, veterinaria e le funzioni amministrative di cui agli articoli 228, limitatamente a quanto attiene alla costruzione dei cimiteri ed ai relativi obblighi, 338 e 345 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie).
4. Ferme restando le funzioni, gia' di competenza delle ASL, di accertamento sanitario inerente la concessione di nuovi trattamenti economici a favore degli invalidi civili di cui all'articolo 130, comma 2 del d.lgs. 112/1998, sono trasferite alla ASL le funzioni in materia di indennizzi a favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusione e somministrazione di emoderivati di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati) e successive modificazioni e integrazioni, nonche' di vaccinazione antipoliomielitica non obbligatoria di cui all'articolo 3 della legge 14 ottobre 1999, n. 362 (Disposizioni urgenti in materia sanitaria). Le modalita' degli accertamenti sanitari sono disciplinate con apposito provvedimento della Giunta regionale. Restano di competenza della Regione le funzioni relative all'esame delle domande di indennizzo di seconda istanza.
1. La lettera e) del comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 26 ottobre 1982, n. 30 (Riordino delle funzioni in materia di igiene e sanita' pubblica, di vigilanza sulle farmacie, polizia e servizi veterinari) e' abrogata.
Art. 112. (Funzioni in materia di pubblicita' sanitaria)
1. L'autorizzazione alla pubblicita' sanitaria di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 175 (Norme in materia di pubblicita' sanitaria e di repressione dell'esercizio abusivo delle professioni sanitarie), riguardo a case di cura private, ambulatori veterinari, gabinetti medici e ambulatori mono o polispecialistici, inclusi i laboratori delle analisi cliniche e gli stabilimenti di cure fisiche di recupero e di rieducazione funzionale e' delegata al Comune sul territorio del quale insiste la struttura che, avvalendosi della ASL competente per territorio, provvede alla vigilanza e all'adozione dei provvedimenti di competenza nei confronti dei contravventori. Dell'avvenuto accertamento di violazioni e dell'adozione dei provvedimenti sanzionatori, il Sindaco da' comunicazione all'Assessore alla Sanita' della Regione entro otto giorni.
1. Il presente capo individua le funzioni di competenza della Regione e degli Enti locali nel sistema integrato dei servizi e degli interventi sociali, cosi' come definito dalla legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali).
Art. 114. (Funzioni della Regione)
1. Nell'ambito delle proprie funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento, sono di competenza della Regione le seguenti funzioni amministrative:
a) l'adozione del piano regionale degli interventi e dei servizi sociali provvedendo, in particolare, all'integrazione socio-sanitaria e al coordinamento con le politiche dell'istruzione, della formazione professionale e del lavoro;
b) la raccolta e l'elaborazione dei dati sui bisogni, sulle risorse e sull'offerta dei servizi socio-assistenziali, realizzando il sistema informativo regionale dei servizi sociali, in raccordo con il livello nazionale, provinciale e locale;
c) la definizione degli ambiti territoriali ottimali per la gestione dei servizi, nonche' gli strumenti e le modalita' di intervento per la creazione dei sistemi locali dei servizi sociali;
d) la definizione, sulla base dei requisiti minimi definiti dallo Stato, dei criteri per l'autorizzazione, l'accreditamento e la vigilanza delle strutture e dei servizi sociali a gestione pubblica o privata;
e) l'istituzione del registro dei soggetti autorizzati all'erogazione di interventi e servizi sociali;
f) la definizione dei requisiti di qualita' per gli interventi e le prestazioni sociali;
g) la definizione, sulla base delle indicazioni fornite a livello nazionale, dei criteri per la concessione dei titoli per l'acquisto di servizi sociali e per la determinazione del concorso degli utenti al costo delle prestazioni;
h) la promozione di forme di assistenza tecnica per gli enti gestori dei servizi sociali, predisponendo strumenti di controllo di gestione atti a valutare l'efficacia e l'efficienza dei servizi;
i) la promozione della sperimentazione di modelli innovativi di servizi;
j) la gestione di finanziamenti previsti da specifiche leggi regionali di promozione in materia di servizi sociali, fatta salva quella oggetto di specifico trasferimento o delega;
k) la programmazione, l'indirizzo e il coordinamento delle attivita' formative per il personale dei servizi sociali, nonche' la vigilanza e il controllo sullo svolgimento di tali attivita';
l) la definizione degli standard formativi degli operatori dei servizi sociali, nell'ambito dei requisiti generali definiti dallo Stato;
n) la concessione, in regime di convenzione con l'Istituto nazionale previdenza sociale (INPS), ai sensi dell'articolo 80, comma 8, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2001) dei nuovi trattamenti economici a favore degli invalidi civili di cui all'articolo 130, comma 2 del d.lgs. 112/1998 e la relativa legittimazione passiva nei procedimenti giurisdizionali ed esecutivi, nonche' la determinazione e la concessione di eventuali benefici aggiuntivi, rispetto a quelli determinati con legge dello Stato, a favore degli invalidi civili;
o) l'esercizio dei poteri sostitutivi nei confronti degli Enti locali inadempienti rispetto a quanto stabilito dagli articoli 6, comma 2, lettere a), b) e c), e 19 della l. 328/2000;
p) in via transitoria, fino all'entrata in vigore della legge regionale di recepimento dei provvedimenti nazionali attuativa dell'articolo 9, comma 1, lettera c) della l. 328/2000, l'autorizzazione e la vigilanza relative alle residenze sanitarie assistenziali (RSA) gestite direttamente dalle ASL ;
q) la tenuta e la pubblicazione del registro regionale delle organizzazioni di volontariato, nonche' dell'albo regionale delle cooperative sociali, quali aggregazioni delle sezioni provinciali degli stessi;
r) in via transitoria, fino all'emanazione della legge regionale attuativa del decreto legislativo sulla disciplina delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB):
1) il riconoscimento della personalita' giuridica di diritto privato delle IPAB;
2) l'esercizio di tutte le funzioni concernenti le IPAB previste dalla legge 17 luglio 1890, n. 6972 (Norme sulle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza) fatte salve quelle oggetto di delega di cui all'articolo 115;
3) l'approvazione di modifiche statutarie e istituzionali, comprese le estinzioni, delle ex IPAB privatizzate.
Art. 115. (Funzioni delle Province)
1. Sono di competenza delle Province le seguenti funzioni amministrative:
a) il concorso alla programmazione regionale mediante la presentazione di proposte, concordate con gli enti gestori dei servizi sociali, contenenti l'indicazione delle attivita' da svolgersi sul territorio di competenza nel periodo di riferimento della programmazione stessa e individuate sulla base dei bisogni rilevati sul territorio medesimo;
b) la promozione del coordinamento dei servizi sociali locali, affinche' si realizzi un'equilibrata distribuzione di servizi sul proprio territorio, mediante l'istituzione di apposite conferenze con gli enti gestori dei servizi sociali e con gli altri soggetti del proprio territorio coinvolti nella realizzazione dei servizi;
c) la raccolta ed elaborazione dei dati sui bisogni, sulle risorse e sull'offerta dei servizi del territorio di competenza, anche con analisi mirate su fenomeni rilevanti in ambito provinciale, in raccordo con i sistemi informativi dei servizi sociali regionali e locali;
d) la diffusione, di concerto con gli enti gestori precitati, dell'informazione in materia di servizi sociali sul proprio territorio;
a) l'istituzione della sezione provinciale dell'albo delle cooperative sociali, l'iscrizione e la cancellazione dall'albo stesso, nonche' i relativi adempimenti amministrativi previsti dalla normativa vigente;
b) l'istituzione della sezione provinciale del registro delle organizzazioni di volontariato, l'iscrizione e la cancellazione dal registro stesso, nonche' i relativi adempimenti amministrativi previsti dalla normativa vigente;
c) il rilascio delle autorizzazioni all'attivazione dei corsi di formazione degli operatori dei servizi sociali, la nomina delle commissioni esaminatrici e il rilascio degli attestati su moduli predisposti dalla Regione;
a) in via transitoria, fino all'emanazione della legge regionale attuativa del decreto legislativo sulla disciplina delle IPAB:
1) la vigilanza sugli organi e sull'attivita' amministrativa delle IPAB;
2) la nomina dei membri dei consigli di amministrazione delle IPAB, quando questa sia di competenza regionale e la dichiarazione di decadenza dei membri dei Consigli di Amministrazione delle IPAB nei casi previsti dalla legge;
b) le funzioni di controllo pubblico, previste dagli articoli 23 e 25 del codice civile, sull'amministrazione delle persone giuridiche private di cui all'articolo 12 del codice civile, operanti in materia di servizi sociali;
c) la concessione di contributi previsti dalle specifiche leggi regionali di settore alle organizzazioni di volontariato e alle cooperative sociali, ad eccezione di quelli previsti dagli articoli 16 e 17 della legge regionale 9 giugno 1994, n. 18 (Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381 "Disciplina delle cooperative sociali"), sulla base di criteri e modalita' definiti dalla Regione, d'intesa con le Province;
d) la concessione dei finanziamenti per la realizzazione dei corsi di formazione degli operatori dei servizi sociali, sulla base dei criteri e delle modalita' definite dalla Regione, d'intesa con le Province;
e) la concessione di contributi per la gestione degli asili-nido comunali, sulla base dei criteri e delle modalita' definite dalla Regione, d'intesa con le Province;
f) la predisposizione dei piani territoriali provinciali di intervento ai sensi della legge 28 agosto 1997, n. 285 (Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunita' per l'infanzia e l'adolescenza) e il relativo controllo gestionale dei progetti e dei contributi.
Art. 116. (Funzioni dei Comuni)
1. I Comuni, in forma singola o associata, mediante gestione diretta o delegata, secondo quanto stabilito dalla legge regionale sull'ordinamento dei servizi sociali:
a) programmano e realizzano il sistema locale degli interventi sociali a rete , stabilendone le forme di organizzazione, i principi di coordinamento, i criteri gestionali e le modalita' operative ed erogano i relativi servizi;
b) esercitano le funzioni in materia di servizi sociali gia' di competenza delle Province, ai sensi dell'articolo 8, comma 5, della l. 328/2000 e secondo quanto sara' previsto da specifica legge regionale in materia;
c) sono titolari delle funzioni amministrative relative all'autorizzazione, alla vigilanza e all'accreditamento dei servizi sociali e delle strutture a ciclo residenziale o semiresidenziale, fatto salvo quanto previsto, in via transitoria, al comma 2;
d) elaborano ed adottano, mediante un accordo di programma i piani di zona relativi agli ambiti territoriali individuati in sede di programmazione regionale, al fine di garantire l'integrazione del sistema dei servizi sociali con la collaborazione di tutti i soggetti, pubblici e privati, che possano concorrere alla gestione e allo sviluppo;
e) promuovono forme innovative di collaborazione per lo sviluppo di interventi di auto-aiuto e per favorire la reciprocita' tra i cittadini nell'ambito della vita comunitaria;
f) coordinano programmi, attivita', progetti degli enti che operano nell'ambito di competenza tramite operativita' tra i servizi che realizzano attivita', volte all'integrazione sociale, ed intese con le ASL per le attivita' socio-sanitarie e per i piani di zona;
g) adottano la carta dei servizi di cui all'articolo 13 della l. 328/2000 e garantiscono ai cittadini il diritto di partecipare alla verifica della qualita' dei servizi.
2. In via transitoria, fino all'entrata in vigore della legge regionale di recepimento dei provvedimenti nazionali attuativi dell'articolo 9, comma 1, lettera c) della l. 328/2000 , sono delegate alle ASL le seguenti funzioni amministrative:
a) autorizzazioni e vigilanza relative alle RSA non gestite direttamente dalle ASL;
b) autorizzazioni e vigilanza relative ai presidi socio-assistenziali, ad esclusione dei presidi ubicati nel Comune di Torino, per i quali le attivita' suddette vengono svolte dal Comune stesso.
Art. 117. (Funzioni delle ASL)
1. E' trasferita alle ASL l'assegnazione delle indennita' spettanti ai cittadini affetti da tubercolosi (TBC) non assistiti dall'INPS, ai sensi della legge 4 marzo 1987, n. 88 (Provvedimenti a favore dei tubercolitici).
1. Dopo la lettera d) del comma 1 dell'articolo 22 della legge regionale 9 giugno 1994, n. 18 (Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381 'Disciplina delle cooperative sociali') e' aggiunta la seguente:
2. La lettera b) del comma 1 dell'articolo 33 della legge regionale 13 aprile 1995, n. 62 (Norme per l'esercizio delle funzioni socio-assistenziali) e' abrogata.
1. Il presente capo individua le funzioni di competenza della Regione, delle Province e dei Comuni in materia di istruzione, edilizia scolastica e diritto allo studio universitario.
Art. 120. (Funzioni della Regione)
2. La Regione esercita, altresi', le funzioni amministrative delegate ai sensi dell'articolo 138 del d.lgs. 112/1998.
Art. 121. (Funzioni delle Province)
2. Sono trasferite alle Province le funzioni amministrative relative all'attuazione dei programmi, in favore di Comuni, loro forme associative e Comunita' montane, per mirati limitati interventi di edilizia scolastica e per gli interventi su palestre e impianti ginnico-sportivi, nonche' per gli interventi urgenti per esigenze di sicurezza ed igiene.
Art. 122. (Funzioni dei Comuni)
1. Sono di competenza dei Comuni le funzioni relative al diritto allo studio di cui agli articoli 42 e 45 del decreto Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all'articolo 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382), nonche' quelle relative all'edilizia scolastica riguardanti le scuole materne, elementari e medie inferiori, aventi interesse locale; sono altresi' posti in capo ai Comuni i compiti e le funzioni riguardanti l'istruzione fino alla secondaria inferiore, indicati nell'articolo 139 del d.lgs. 112/1998.
a) programmare e sostenere finanziariamente, d'intesa con gli Atenei nell'ambito del Comitato regionale di coordinamento di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25 (Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi allo sviluppo ed alla programmazione del sistema universitario, nonche' ai comitati regionali di coordinamento a norma dell'articolo 20, comma 8, lettere a) e b), della legge 15 marzo 1997, n. 59), lo sviluppo e la qualificazione degli insediamenti universitari e l'attivazione di nuove facolta';
b) programmare e sostenere la realizzazione delle residenze universitarie per gli studenti fuori sede e per la mobilita' internazionale nonche' i servizi di supporto all'attivita' formativa degli studenti universitari;
2. Le Province ed i Comuni concorrono all'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, lettere a) e b) secondo il principio di sussidiarieta' e nell'ambito della programmazione.
3) definire, di concerto con lo Stato e con gli Enti locali, le modalita' e gli standard di funzionamento di musei, biblioteche, archivi, complessi monumentali, aree archeologiche e loro sistemi;
5) assumere l'iniziativa ai fini dell'esercizio da parte dello Stato della funzione di apposizione del vincolo, diretto e indiretto, di interesse storico o artistico ai sensi dell'articolo 149, comma 3, lettera a) del d. lgs. 112/1998 e del d. lgs. 490/1999;
6) incrementare il patrimonio pubblico di beni culturali sia mediante acquisto diretto, sia mediante l'esercizio del diritto di prelazione o di esproprio con le modalita' previste dagli articoli 60, 61 e 91 del d.lgs. 490/1999, sia con il sostegno agli Enti locali nell'esercizio delle medesime funzioni;
7) promuovere e coordinare il censimento, inventariazione, riordino e catalogazione dei beni culturali, in concorso con gli enti pubblici e privati interessati, secondo metodologie e standard definiti ai sensi dell'articolo 149, comma 4, lettera e) del d.lgs. 112/1998, utilizzando tecnologie informatiche ed istituendo il Centro regionale di documentazione dei beni culturali;
8) promuovere studi, ricerche e sperimentazioni ed istituire, d'intesa con il Ministero per i beni e le attivita' culturali, secondo i criteri generali definiti dallo Stato ai sensi dell'articolo 149, comma 4, lettera d) del d.lgs. 112/1998 con gli Atenei e con altri istituti di ricerca, laboratori e scuole in materia di conservazione, sicurezza e restauro dei beni culturali;
12) stipulare atti di concertazione con le autorita' religiose per la salvaguardia, la conservazione e la fruizione del loro patrimonio culturale;
2) tutelare, valorizzare e promuovere l'originale patrimonio linguistico del Piemonte come indicato all'articolo 1 della legge regionale 17 giugno 1997, n. 37 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 10 aprile 1997, n. 26 "Tutela, valorizzazione e promozione della conoscenza dell'originale patrimonio linguistico del Piemonte");
3) promuovere le attivita' musicali, teatrali, di danza, cinematografiche, circensi e dello spettacolo viaggiante, rassegne e festival, diffondere le attivita' di spettacolo sul territorio regionale, promuovere il recupero e l'ammodernamento delle sedi culturali e di spettacolo;
2. Sono da considerarsi inoltre di competenza regionale:
a) le iniziative organizzate da enti, associazioni e istituzioni, la cui costituzione sia stata promossa dalla Regione o a cui la Regione partecipi, o quelli i cui rapporti con la Regione siano regolati da convenzione o da atti di concertazione;
b) le iniziative il cui svolgimento coinvolga piu' Province o comunque un territorio molto ampio.
3. La Regione si riserva altresi' la promozione ovvero l'organizzazione di iniziative e manifestazioni di particolare rilievo culturale o turistico.
4. La Regione adotta il piano triennale degli interventi in materia di beni e attivita' culturali e spettacolo, sentita la Conferenza Permanente Regione Autonomie-locali di cui alla l.r. 34/1998.
5. Il Consiglio regionale, anche su iniziativa e proposta delle Province, sentita la competente commissione consiliare, approva gli obiettivi, i criteri e le modalita' per l'assegnazione delle risorse, privilegiando la stipulazione di accordi, convenzioni e intese.
6. La Regione opera al fine di favorire la gestione integrata dei servizi culturali a livello di sistemi territoriali o tematici rendendosi garante della autonomia scientifica e amministrativa.
7. Per l'esercizio delle funzioni di cui al presente articolo e dell'articolo 125, gli uffici regionali si avvalgono dei servizi culturali delle Province, delle Comunita' montane e dei Comuni, secondo il principio di sussidiarieta'.
b) notificare l'importante interesse storico, artistico o bibliografico ai sensi dell'articolo 6 del d.lgs. 490/1999 ai proprietari o possessori degli oggetti di cui all'articolo 2, comma 2, lettera c) del d.lgs. 490/1999;
c) emanare autorizzazioni, prescrizioni, divieti, approvazioni e adottare tutti i provvedimenti necessari a garantire la conservazione, l'integrita', la sicurezza, la corretta manutenzione, la prevenzione dei danni e il restauro dei beni di cui alle lettere a) e b), anche in occasione di esposizioni bibliografiche, nel rispetto comunque di quanto previsto dall'articolo 9, lettera e) del d.p.r. 3/1972 e dell'articolo 39 del d.lgs. 490/1999;
d) vigilare sull'osservanza delle disposizioni del d.lgs. 490/1999 per quel che concerne le alienazioni e le permute delle raccolte di importante interesse possedute da enti e da privati;
f) esercitare le funzioni di ufficio per l'esportazione ai sensi del Titolo I, Capo IV, del d.lgs. 490/1999;
1. Ferme restando le competenze e le funzioni assegnate allo Stato dal d.lgs. 490/1999 e dagli articoli 149, 150, 152 e 153 del d.lgs. 112/1998, le Province esercitano tutte le funzioni ed i compiti amministrativi relativi alla cura degli interessi ed alla promozione dello sviluppo culturale delle Comunita' di riferimento, nonche' tutte le funzioni ed i compiti amministrativi relativamente agli interventi che riguardino zone intercomunali o l'intero territorio provinciale.
5) l'incremento del patrimonio pubblico di beni culturali mediante acquisto diretto o esercizio del diritto di prelazione e di esproprio, con le modalita' previste dagli articoli 60, 61 e 91 del d.lgs. 490/1999, ai sensi dell'articolo 149 comma 5 del d.lgs. 112/1998;
2) la tutela, la valorizzazione e la promozione dell'originale patrimonio linguistico del Piemonte come indicato all'articolo 1 della l.r. 37/1997;
3. Sono trasferite alle Province le funzioni amministrative concernenti la programmazione degli interventi di interesse locale, in materia di attivita' culturali e spettacolo, secondo gli indirizzi generali definiti. Tale programmazione e' integrata nella programmazione generale della Provincia ed e' volta all'equilibrato sviluppo del territorio.
1. Ferme restando le competenze e le funzioni assegnate allo Stato dal d.lgs. 490/1999 e dagli articoli 149, 150, 152 e 153 del d.lgs. 112/1998, i Comuni esercitano tutte le funzioni ed i compiti amministrativi relativi alla cura degli interessi ed alla promozione dello sviluppo culturale delle Comunita' di riferimento.
1) l'istituzione e la gestione di musei, biblioteche, archivi, aree archeologiche e complessi monumentali e degli altri beni culturali di propria competenza, nonche' dei relativi sistemi;
4) l'incremento del patrimonio pubblico di beni culturali mediante acquisto diretto o esercizio del diritto di prelazione e di esproprio, con le modalita' previste dagli articoli 60, 61 e 91 del d.lgs. 490/1999, ai sensi dell'articolo 149, comma 5 del d.lgs. 112/1998;
2) la tutela, la valorizzazione e la promozione dell'originale patrimonio linguistico come indicato dall'articolo 1 della l.r. 37/1997;
3. I Comuni esercitano altresi' tutte le funzioni ed i compiti amministrativi che non richiedano l'unitario esercizio a livello regionale o provinciale.
Art. 128. (Funzioni delle Comunita' montane)
1. Ferme restando le competenze e le funzioni assegnate allo Stato dal d.lgs. 490/1999 e dagli articoli 149, 150, 152 e 153 del d.lgs. 112/1998, le Comunita' montane esercitano le funzioni conferite ai Comuni , nell'ambito dei territori di propria competenza.
1. La Regione Piemonte favorisce e sostiene la costituzione ed il funzionamento di istituti, nonche' la stipulazione di convenzioni per la gestione, valorizzazione e fruizione di musei, biblioteche, archivi e beni culturali o di loro sistemi.
2. Gli istituti possono assumere le forme previste agli articoli 112, 113 e 114 del d.lgs. 267/2000, oppure configurarsi come consorzi, associazioni, fondazioni, fondazioni di partecipazione e societa', prevedendo la partecipazione di Province, Comuni ed altri enti pubblici e privati.
3. Il Consiglio regionale stabilisce i requisiti per il riconoscimento degli organismi di cui al comma 2.
Art. 130. (Commissione regionale per i beni e le attivita' culturali)
1. La Giunta regionale, d'intesa con il Ministero per i Beni e le attivita' culturali in sede di Conferenza Unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle Regioni, delle Province e dei Comuni, con la Conferenza Stato-Citta' ed Autonomie locali), e' autorizzata ad assumere tutti gli atti di sua competenza necessari per l'istituzione ed il funzionamento della Commissione regionale per i beni e le attivita' culturali di cui agli articoli 154 e 155 del d.lgs. 112/1998.
1. Nei diversi campi di applicazione della normativa regionale relativa agli interventi di cui al presente articolo, la popolazione giovanile e' definita secondo i criteri stabiliti dalla Unione Europea e recepiti dalla legislazione regionale.
2. La Regione, le Province ed i Comuni concorrono, ciascuno per le rispettive competenze, alla realizzazione del Programma regionale degli interventi e servizi per i giovani:
a) nella programmazione delle politiche giovanili, la Regione definisce gli indirizzi e le tipologie d'intervento finalizzate ad incentivare la libera iniziativa dei giovani, singoli o associati in organizzazioni, istituzioni, cooperative e aziende a prevalente composizione giovanile;
b) nel coordinamento e nella promozione delle politiche giovanili, le Province ripartiscono ai Comuni le risorse ed i finanziamenti regionali, finalizzandone l'utilizzo al conseguimento degli obiettivi della programmazione regionale;
c) nella realizzazione delle politiche giovanili, gli Enti locali sono titolari della gestione, in forma diretta o delegata degli interventi dei servizi in favore della popolazione giovanile e dispongono di autonomia organizzativa, funzionale e operativa nel quadro della programmazione regionale e nel rispetto del principio di sussidiarieta'.
2. La Regione ripartisce i fondi regionali alle Province sulla base di un'analisi dei fabbisogni fondata su indicatori oggettivi di carattere demografico, socio-economico e territoriale e tenuto conto delle innovazioni espresse dalle stesse Province.
3. La Regione definisce forme ed attribuzioni della Consulta regionale dei giovani, al fine di garantire la piena rappresentanza della popolazione giovanile.
4. In attuazione degli indirizzi di cui al comma 5, la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale la proposta di Programma triennale degli interventi regionali per i giovani. Il programma e' approvato dal Consiglio regionale, assunto previamente il parere della Consulta regionale dei giovani.
5. Il Programma indica gli indirizzi e gli obiettivi dell'azione regionale, individua inoltre i progetti obiettivo ed i progetti pilota di competenza regionale e definisce i criteri per i relativi finanziamenti.
6. La Regione assicura funzioni di sostegno ed assistenza tecnica, sia di carattere gestionale, sia di carattere progettuale, per le iniziative realizzate dagli enti locali nel campo delle politiche giovanili.
7. La Giunta regionale, in collaborazione con la Consulta regionale dei giovani e valorizzandone l'apporto operativo e progettuale, istituisce l'Osservatorio permanente sulla condizione dei giovani.
a) la presentazione di proposte per l'elaborazione del Programma triennale di cui all'articolo 132, comma 1;
b) la predisposizione annuale dei rispettivi piani di interventi per i giovani, al fine di favorire una politica coordinata sul territorio in attuazione del programma regionale;
2. Le funzioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1, sono svolte d'intesa con gli Enti locali.
3. Le Province, nel rispetto del programma triennale e dei rispettivi piani annuali gestiscono sul proprio territorio, d'intesa con gli Enti locali, gli interventi di politica giovanile, secondo quanto previsto dalla normativa regionale.
1. Ai Comuni, anche in forma associata, e alle Comunita' montane, e' attribuita, in conformita' all'articolo 132 comma 1 del d.lgs. 112/1998 la realizzazione di interventi e progetti in favore dei giovani, favorendone la capacita' progettuale e gestionale.
2. A tal fine ogni anno i Comuni, anche in forma associata, e le Comunita' montane presentano alla rispettiva Provincia i progetti che intendono realizzare in ambito locale.
2. Le rappresentanze o i Forum di giovani costituiti a livello locale nominano, sulla base di un proprio regolamento e nell'ambito della disciplina emanata dalla Regione, i propri rappresentanti all'interno della Consulta regionale dei giovani".
1. Il titolo VI della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 "Disposizioni finanziarie e finali" assume la numerazione: "titolo IX" e gli articoli 81, 82, 83 e 84 assumono la numerazione: "136, 137, 138 e 139".
1. Agli oneri derivanti dallo svolgimento delle attivita' della Commissione d'esame di cui all'articolo 99, comma 5, lettera b), della l.r. 44/2000, introdotto dall'articolo 9 della presente legge, previsti in lire 3 milioni, si fa fronte con la disponibilita' del capitolo 10590 dell'esercizio finanziario 2001.
2. All'individuazione delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie a garantire l'effettivo esercizio delle funzioni conferite, si provvede con le modalita' di cui all'articolo 16, comma 4 della l.r. 34/1998.
1. Alla dotazione organica del ruolo della Giunta regionale e' aggiunto, per le rispettive categorie, un numero di posti pari al numero delle unita' di personale che transitano alla Regione direttamente o attraverso i finanziamenti sostitutivi.
2. L'esatta quantificazione e' definita con provvedimento della Giunta regionale a seguito della emanazione dei relativi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

References: Art. 88

Art. 92

Art. 93

Art. 94

Art. 95

Art. 98

Art. 99

Art. 100

Art. 104

Art. 108

Art. 112

Art. 114

Art. 115

Art. 116

Art. 117

Art. 120

Art. 121

Art. 122

Art. 128

Art. 130