Source: http://docplayer.it/1809284-Parte-speciale-le-singole-fattispecie-di-reato-e-le-regole-di-comportamento.html
Timestamp: 2017-07-25 00:35:58+00:00

Document:
PARTE SPECIALE Le singole fattispecie di reato e le regole di comportamento - PDF
PARTE SPECIALE Le singole fattispecie di reato e le regole di comportamento
Download "PARTE SPECIALE Le singole fattispecie di reato e le regole di comportamento"
Giorgina Pellegrino
1 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO Ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 PARTE SPECIALE Le singole fattispecie di reato e le regole di comportamento2 Funzione della Parte Speciale Il presente documento, Parte Speciale della Struttura del Modello di organizzazione, gestione e controllo ( Modello ), si riferisce ai comportamenti che dovranno essere tenuti da parte dei Dipendenti e degli Organi Societari di Intesa Sanpaolo Private Banking, nonché dei suoi Collaboratori Esterni e Partner, per prevenire la commissioni dei reati contemplati nel Decreto, distinti per le diverse categorie: dei rapporti con la Pubblica Amministrazione; di falsità in monete; societari; di terrorismo, di eversione dell ordine democratico e contro la personalità individuale; di abusi di mercato; reati transnazionali. Fornisce inoltre indicazioni riferite a ciascuna delle suddette categorie di reati, al fine di facilitare la comprensione delle attività e delle funzioni nell ambito delle quali possono essere commessi i reati di cui al Decreto. Il Consiglio di Amministrazione nel definire tale documento, a ulteriore conferma della volontà della Banca e del Gruppo Intesa Sanpaolo di operare secondo principi etici così come già contemplati nella propria regolamentazione interna, intende sensibilizzare tutto il personale a mantenere comportamenti corretti e idonei a prevenire la commissioni di reati. A tale scopo vengono disciplinati nel presente documento i principi e le regole di comportamento da porre alla base dell operatività aziendale. Tali principi e regole richiamano, focalizzandoli ai fini della prevenzione dei reati connessi al Decreto ed eventualmente integrandoli, quelli previsti nel Codice Interno di Comportamento del Gruppo e nelle procedure aziendali interne attualmente in vigore, quali individuati nella Parte Generale del Modello. In via generale, a tutto il personale di Intesa Sanpaolo Private Banking: - è fatto obbligo di rispettare le regole, i principi e le procedure aziendali previste nel Modello e nei documenti interni della Banca richiamati nel Modello e nei quali il medesimo si articola; - è fatto divieto di: o porre in essere, dare causa o concorrere alla realizzazione di comportamenti che possano integrare, direttamente o indirettamente, qualsiasi fattispecie di reato disciplinata nella legislazione tempo per tempo vigente e, in particolare, i reati di cui al Decreto; o violare in tutto o in parte le regole, i principi e le procedure aziendali previste nel Modello e nei documenti interni di Intesa Sanpaolo Private Banking richiamati nel Modello e nei quali il medesimo si articola. La violazione delle norme aziendali e, in particolare, di quelle richiamate nel presente documento, comporta l applicazione del sistema disciplinare illustrato nel paragrafo 10 della Parte Generale. I medesimi obblighi e divieti si applicano, per le attività e i comportamenti loro rispettivamente attribuiti o comunque ai quali sono tenuti nell esercizio dell ufficio o Pag. 2 di 363 dell incarico, ai componenti degli Organi Societari di Intesa Sanpaolo Private Banking, ai Collaboratori Esterni e ai Partner (in prosieguo, insieme ai Dipendenti, i Soggetti Interessati). Pag. 3 di 364 1. I REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (Artt. 24 e 25) 1.a Fattispecie di reato Gli artt. 24 e 25 del Decreto contemplano una serie di reati previsti dal codice penale accomunati dall identità del bene giuridico da essi tutelato, individuabile nell imparzialità e nel buon andamento della Pubblica Amministrazione. In particolare, sono contemplate le fattispecie delittuose qui di seguito elencate: 316-bis c.p. Malversazione a danno dello Stato. Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui, dopo avere ricevuto finanziamenti o contributi da parte dello Stato italiano o dell Unione Europea, non si proceda all utilizzo delle somme ottenute per gli scopi cui erano destinate. Per gli operatori bancari reato in oggetto potrà configurarsi nell ipotesi in cui le sovvenzioni siano erogate a favore della Banca perchè ne fruisca direttamente ovvero perchè si faccia tramite della loro distribuzione ai privati destinatari dell erogazione. 316-ter c.p. Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Tale ipotesi di reato si configura nei casi in cui mediante l utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o mediante l omissione di informazioni dovute si ottengano, senza averne diritto, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalla Comunità europea. In questo caso, contrariamente a quanto visto in merito al punto precedente (art. 316-bis), a nulla rileva l uso che venga fatto delle erogazioni, poiché il reato viene a realizzarsi nel momento dell ottenimento dei finanziamenti. 317 c.p. Concussione. Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio, abusando della sua posizione, costringa taluno a procurare a sé o ad altri denaro o altre utilità non dovutegli. Tuttavia sembra più plausibile un ipotesi di concorso in concussione. Potrebbe, ad esempio, essere il caso di una società che partecipi a una gara pubblica. In questo caso è possibile che i funzionari pubblici pongano in essere dei comportamenti concussivi in danno di terzi, per avvantaggiare la società che in ipotesi potrebbe concorrere con i funzionari pubblici per trarne beneficio e aggiudicarsi la gara. 318 c.p. Corruzione per un atto d'ufficio. 319 c.p. Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui un pubblico ufficiale riceva, per sé o per altri, denaro o altri vantaggi per compiere, omettere o ritardare atti del suo ufficio (determinando un vantaggio in favore dell offerente). L attività del pubblico ufficiale potrà estrinsecarsi sia in un atto dovuto (ad esempio: velocizzare una pratica la cui evasione è di propria competenza), sia in un atto contrario ai suoi doveri (ad esempio: pubblico ufficiale che accetta denaro per garantire l aggiudicazione di una gara). Tale ipotesi di reato si differenzia dalla concussione, in quanto tra corrotto e corruttore esiste un accordo finalizzato a raggiungere un vantaggio reciproco, mentre nella concussione il privato subisce la condotta del pubblico ufficiale o dell incaricato del pubblico servizio. 319-ter, primo comma c.p. Corruzione in atti giudiziari. 321 c.p. Pene per il corruttore. Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui la società sia parte di un procedimento giudiziario e, al fine di ottenere un vantaggio nel procedimento stesso, corrompa un pubblico ufficiale (non solo un magistrato, ma anche un cancelliere o altro funzionario). 322 c.p. Istigazione alla corruzione. Pag. 4 di 365 Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui, in presenza di un comportamento finalizzato alla corruzione, il pubblico ufficiale rifiuti l offerta illecitamente avanzatagli. 640, comma secondo, numero uno c.p. Truffa. Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui, per realizzare un ingiusto profitto, siano posti in essere degli artifici o raggiri tali da indurre in errore e da arrecare un danno allo Stato (oppure ad altro Ente Pubblico o all Unione Europea). Tale reato può realizzarsi ad esempio nel caso in cui, nella predisposizione di documenti o dati per la partecipazione a procedure di gara, si forniscano alla Pubblica Amministrazione informazioni non veritiere (ad esempio supportate da documentazione artefatta), al fine di ottenere l aggiudicazione della gara stessa. 640-bis. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui la truffa sia posta in essere per conseguire indebitamente erogazioni pubbliche. Tale fattispecie può realizzarsi nel caso in cui si pongano in essere artifici o raggiri, ad esempio comunicando dati non veri o predisponendo una documentazione falsa, per ottenere finanziamenti pubblici. 640-ter. Frode informatica. Tale ipotesi di reato si configura nel caso in cui, alterando il funzionamento di un sistema informatico o telematico o manipolando i dati in esso contenuti, si ottenga un ingiusto profitto arrecando danno a terzi. In concreto, può integrarsi il reato in esame qualora, una volta ottenuto un finanziamento, venisse violato il sistema informatico al fine di inserire un importo relativo ai finanziamenti superiore a quello ottenuto legittimamente. * * * * * * * L elemento comune che caratterizza le fattispecie delittuose sopra elencate, ferma restando la diversità di condotte materiali, consiste nella necessaria presenza di un ente della Pubblica Amministrazione ai fini della configurazione, anche solo in astratto, del relativo reato. Agli effetti della legge penale si considera ente della Pubblica Amministrazione qualsiasi persona giuridica che persegua e/o realizzi e gestisca interessi pubblici e che svolga attività legislativa, giurisdizionale o amministrativa ovvero in forza di norme di diritto pubblico ed atti autoritativi. A titolo meramente esemplificativo ed avendo riguardo all operatività della Banca si possono individuare quali soggetti appartenenti alla Pubblica Amministrazione: i) lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni; ii) i Ministeri, i Dipartimenti, le Commissioni; iii) gli enti pubblici non economici (INPS, ENASARCO, INAIL, ISTAT); iv) l Agenzia delle Entrate; v) le Agenzie Fiscali. Ad eccezione dei reati previsti agli artt. 316 bis, 316 ter, 640, 640 bis e 640 ter del codice penale, per tutte le altre fattispecie penali qui considerate, risulta necessaria la presenza (attiva o passiva) di una persona fisica che agisca nella sfera ovvero in relazione ad un ente della Pubblica Amministrazione e che assuma, ai fini della legge penale, la qualifica di Pubblico Ufficiale e/o di Incaricato di Pubblico Servizio nell accezione rispettivamente attribuita dagli artt. 357 e 358 c.p.. Pag. 5 di 366 1.b Aree Sensibili nei rapporti con la Pubblica Amministrazione Sulla base della normativa attualmente in vigore le aree sensibili identificate dal Modello nelle quali è maggiore il rischio che siano posti in essere comportamenti illeciti nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, riguardano in via generale le attività: nelle quali si instauri un rapporto con la P.A. (ricomprendendo in questo ambito anche gli Organi di Vigilanza). A titolo d esempio si considerino le relazioni con le Autorità di Vigilanza e Autorità Garanti, i rapporti con uffici del Ministero del Lavoro o Enti previdenziali. che comportino la gestione di fondi pubblici, sia nella fase d acquisizione che dell erogazione di contributi, in qualsiasi modo denominati, destinati a pubbliche finalità, sia nello svolgimento di funzioni in regime di concessione, in quanto regolate da norme di diritto pubblico ed atti autoritativi. A titolo d esempio, si considerino i servizi di concessione, pagamento e custodia per conto della P.A. (pensioni, capital gain, ecc). Pag. 6 di 367 1.c Principi e regole di comportamento Si individuano qui di seguito i principi che informano le specifiche procedure interne della Banca previste in relazione a qualsiasi operazione/attività che coinvolga un ente della Pubblica Amministrazione, nonché le regole di condotta che sottendono alle specifiche previsioni di comportamento elaborate da Intesa Sanpaolo Private Banking in relazione a tale ambito di applicazione. Si stabilisce pertanto che tutte le regole, i processi e le prassi operative nei rapporti con la P.A. devono rispettare i principi e le regole di comportamento nel seguito delineate. Principi Tutte le operazioni/attività che coinvolgono in qualsiasi modo un ente della Pubblica Amministrazione devono essere poste in essere nel pieno rispetto delle leggi vigenti, delle policy e delle procedure aziendali, dei valori e delle politiche del Gruppo. La struttura organizzativa di Intesa Sanpaolo Private Banking è articolata in modo tale da soddisfare i requisiti fondamentali di formalizzazione, chiarezza, comunicazione e separazione dei ruoli richiesti in generale nel Decreto e di peculiare importanza nella gestione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione, in particolare per ciò che concerne l attribuzione di responsabilità, di rappresentanza, di definizione delle linee gerarchiche e delle attività operative. A tal fine, le procedure interne di Intesa Sanpaolo Private Banking sono strutturate in modo da garantire in generale per ciascun processo ed in particolare nei rapporti con la Pubblica Amministrazione: a) una distinzione, quanto più possibile netta, tra il soggetto che lo avvia a livello decisionale, il soggetto che lo esegue e lo porta a termine ed il soggetto che lo controlla; b) la tracciabilità scritta di ciascuna fase rilevante; c) un adeguato livello di formalizzazione; d) che i sistemi premianti e/o di incentivazione dei soggetti che hanno poteri di spesa e facoltà decisionali non siano commisurati al raggiungimento di risultati sostanzialmente irraggiungibili. In linea di principio, inoltre, il sistema di deleghe e procure, formalizzato in apposito documento approvato dal Consiglio di Amministrazione, stabilisce espressamente le facoltà di autonomia gestionale per natura di spesa e di impegno. Regole di comportamento In tutte le operazioni/attività di Intesa Sanpaolo Private Banking che coinvolgano un ente della Pubblica Amministrazione, è fatto espresso divieto ai Soggetti Interessati di: effettuare elargizioni in danaro a pubblici funzionari; distribuire omaggi e regali al di fuori di quanto previsto dalla prassi aziendale ed, in particolare, è vietata qualsiasi forma di regalo o di gratuita prestazione in favore di pubblici funzionari o di soggetti ad essi legati da un vincolo familiare che possa anche solo apparire come atta ad influenzare l indipendenza di giudizio di tali soggetti ovvero tesa ad assicurare un qualsiasi vantaggio improprio per la Banca. Gli omaggi consentiti si caratterizzano per il modico valore e sono volti a promuovere iniziative di carattere benefico/culturale. Le liberalità che non siano di Pag. 7 di 368 modico valore devono essere interpretate come sponsorizzazioni ed in quanto tali devono essere autorizzate e trattate secondo le procedure aziendali allo scopo previste; accordare vantaggi di qualsiasi natura in favore di rappresentanti di enti della Pubblica Amministrazione che possano determinare le stesse conseguenze di cui al punto precedente; ricevere danaro, doni o qualsiasi altra utilità ovvero accettarne la promessa, da chiunque sia o intenda entrare in rapporto con Intesa Sanpaolo Private Banking e voglia conseguire indebitamente un trattamento in violazione della normativa o delle disposizioni impartite dalla Banca o, comunque, un trattamento più favorevole di quello dovuto; eseguire prestazioni o riconoscere compensi in favore dei collaboratori esterni e dei partner che non siano adeguatamente giustificati in ragione del rapporto contrattuale in essere con la Banca; presentare dichiarazioni non veritiere a enti pubblici nazionali e/o comunitari al fine di conseguire o far conseguire erogazioni, contributi o finanziamenti agevolati; destinare eventuali somme ricevute da enti pubblici nazionali e/o comunitari per scopi diversi da quelli a cui originariamente erano destinati; accedere alla rete informatica aziendale in assenza dell utilizzo di doppia chiave asimmetrica; composta da user ID e da password personale, che consenta all operatore di accedere alla rete limitatamente alla fase della procedura di sua competenza; ciò sia che l accesso sia finalizzato per l inserimento/modifica o per la comunicazione a/da terzi di dati in essa contenuti, sia per qualunque intervento sui programmi destinati ad elaborarli, riferiti alla clientela in generale e agli Enti della Pubblica Amministrazione in particolare. Si rinvia inoltre alle regole e istruzioni contenute nei manuali e norme operative aziendali, in particolare a quelle vigenti in materia di: Pagamento pensioni; Incasso tributi; Amministrazione titoli; Sicurezza informatica. Pag. 8 di 369 2. I REATI DI FALSITA IN MONETE (Art. 25 bis) 2.a Fattispecie di reato L art. 25 bis del Decreto contempla una serie di reati previsti dal codice penale a tutela della fede pubblica, ossia dell affidamento sociale nella genuinità ed integrità di alcuni specifici simboli, essenziale ai fini di un rapido e certo svolgimento del traffico economico. In particolare le norme penali richiamate dall art. 25 del Decreto fanno riferimento a condotte che hanno ad oggetto monete, valori di bollo, carte filigranate ed oggetti destinati al falso nummario. In particolare, sono contemplate le fattispecie delittuose qui di seguito elencate: Art. 453 c.p. Falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate Art. 454 c.p. Alterazione di monete Per quanto riguarda i comportamenti tenuti dagli operatori bancari, eventuali profili di responsabilità per la persona giuridica possono prospettarsi in relazione alle condotte individuate nell introduzione, detenzione, spedizione, messa in circolazione (di concerto con chi l ha eseguita o con un intermediario), acquisto o ricezioni di monete falsificate da parte di un contraffattore o di un intermediario; remota invece la possibilità che soggetti interni ad un istituto creditizio pongano in essere, autonomamente o in concorso di terzi, nell interesse della Banca stessa, fatti di alterazione o contraffazione. Le ipotesi sopra descritte presentano maggiori rischi per quanto attiene alla messa in circolazione delle monete falsificate e alla ricezione delle stesse al fine della messa in circolazione: è astrattamente possibile, infatti, che operatori bancari, di concerto con i falsari, detengano e conseguentemente mettano in circolazione moneta falsa, procurando in tal modo un ingiusto vantaggio all ente creditizio. Art. 455 c.p. Spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate Art. 457 c.p. Spendita di monete falsificate ricevute in buona fede L ipotesi in esame può presentare profili problematici in relazione alla possibile sussistenza di una responsabilità amministrativa dell ente. Infatti, potrebbe essere chiamato a rispondere del reato in oggetto l operatore bancario che metta dolosamente in circolazione monete contraffatte, nell intento di evitare alla Banca i pregiudizi o, semplicemente, i fastidi derivanti dal rilevare e denunciare la falsità delle monete ricevute. Art. 459 c.p. Falsificazione di valori di bollo, introduzione nello Stato, acquisto, detenzione o messa in circolazione di valori di bollo falsificati Art. 460 c.p. Contraffazione di carta filigranata in uso per la fabbricazione di carte di pubblico credito o di valori di bollo Art. 461 c.p. Fabbricazione o detenzione di filigrane o di strumenti destinati alla falsificazione di monete, di valori di bollo o di carta filigranata Art. 464 c.p. Uso di valori di bollo contraffatti o alterati Dato il carattere peculiare dell oggetto materiale dei reati in esame, si ritiene invero assai remota la sussistenza di profili di rischio per gli operatori bancari in ordine a tale fattispecie. * * * * * * * La condotta materiale sanzionata dalle norme incriminatrici in esame consiste, in generale, nell alterazione, nella contraffazione e/o nella spendita e nella messa in circolazione di monete e/o valori falsificati e contraffatti. Pag. 9 di 3610 Dal momento che l attività tradizionale di Intesa Sanpaolo Private Banking non risulta incentrata sul traffico di detti valori, in particolare delle monete, appare remota o, comunque, patologica, la possibilità che operatori interni alla Banca pongano in essere, autonomamente ovvero in concorso con terzi, nell interesse della Banca stessa, fatti di alterazione o contraffazione. Maggiori rischi si possono, invece, rinvenire in relazione alla messa in circolazione di valori falsificati e/o contraffatti posto che potrebbe sussistere la responsabilità amministrativa della Banca nel caso in cui, anche in assenza di concerto con gli autori della falsificazione, un operatore bancario, dubitando della autenticità di taluni valori (monete) al momento della ricezione, pur senza avere conoscenza certa della loro falsità, li mettesse in circolazione nell intento di evitare alla Banca di appartenenza pregiudizi od anche solo gli inconvenienti derivanti dalla rilevazione e dalla denunzia della falsità delle monete alle autorità competenti Pag. 10 di 3611 2.b Aree Sensibili nella messa in circolazione di valori Sulla base della normativa attualmente in vigore le aree sensibili identificate dal Modello nelle quali è maggiore il rischio che siano posti in essere comportamenti illeciti nella messa in circolazione di valori riguardano in via generale le attività di sportello. In particolare le condotte idonee a mettere in pericolo la certezza e l affidabilità del traffico monetario, quali ad esempio la contraffazione o l alterazione di monete, l acquisizione o la messa in circolazione di valori falsificati da terzi. Pag. 11 di 3612 Principi 2.c Principi e regole di comportamento La prevenzione di comportamenti illeciti nell ambito dell attività di messa in circolazione di monete ed altri valori, rientra nell impegno generale che Intesa Sanpaolo Private Banking assume ed esplica in concreto a tutela di una sana e prudente gestione. Tutti coloro che operano nell interesse, a vantaggio o comunque per la Banca, in particolare i soggetti che svolgono attività di sportello, sono tenuti, nel trattamento di valori di qualsiasi natura ad operare nel rispetto della legge, dei regolamenti e delle discipline interne con onestà, integrità e buona fede. Regole di comportamento Chiunque tratti per conto di Intesa Sanpaolo Private Banking valori di qualsiasi natura (in particolare banconote, monete e valori di bollo) è tenuto: al puntuale rispetto delle procedure interne in materia di rilevazione e denuncia di accertata o sospetta falsità; in particolare, chiunque accerti ovvero sospetti una falsità e/o alterazione in relazione a valori di cui abbia a trattare è tenuto a provvedere all immediato ritiro; a prestare particolare attenzione in relazione alle negoziazioni con clientela non sufficientemente conosciuta ovvero avente ad oggetto importi di rilevante entità. Si rinvia inoltre alle regole e istruzioni contenute nei manuali e norme operative aziendali, in particolare a quelle vigenti in materia di: Gestione dei valori. Pag. 12 di 3613 3. I REATI SOCIETARI (Art. 25-ter) 3.a Fattispecie di reato L art. 25-ter del Decreto elenca i reati societari previsti dal codice civile la cui commissione può comportare la responsabilità amministrativa di Intesa Sanpaolo Private Banking: in particolare, sono contemplate le fattispecie delittuose qui di seguito elencate: Art c.c. False comunicazioni sociali. Art c.c. False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori. Questi reati si realizzano tramite l esposizione nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali previste dalla legge, dirette ai soci ai creditori o al pubblico, di fatti materiali non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, idonei ad indurre in errore i destinatari della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della Società o del gruppo al quale essa appartiene con l intenzione di ingannare i soci i creditori o il pubblico; ovvero l omissione, con la stessa intenzione, di informazioni sulla situazione medesima la cui comunicazione è imposta dalla legge. Si precisa che: la condotta deve essere rivolta a conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto; le informazioni false o omesse devono essere rilevanti e tali da alterare sensibilmente la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene: qualora le alterazioni non siano rilevanti, sono comunque applicate nei confronti delle persone fisiche sanzioni amministrative pecuniarie commisurate in quote e sanzioni interdittive; la responsabilità si ravvisa anche nell ipotesi in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi; il reato di cui all articolo 2622 c.c. è punibile a querela, salvo che si tratti di società quotate; la Legge n. 262/2005 (Legge sul Risparmio) ha esteso il novero dei soggetti che possono compiere i reati di cui agli artt e 2622 c.c. ai dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili ed ha, altresì, inasprito le pene detentive previste per il reato di cui all art c.c. nel caso in cui il fatto sanzionato abbia cagionato un grave nocumento ai risparmiatori c.c. Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione. Il reato consiste in false attestazioni od occultamento di informazioni, da parte dei responsabili della revisione, concernenti la situazione economica, patrimoniale o finanziaria della Società, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto. La sanzione è più grave se la condotta ha cagionato un danno patrimoniale ai destinatari delle comunicazioni. Soggetti attivi sono i responsabili della società di revisione (reato proprio), ma i componenti degli organi di amministrazione e di controllo della società revisionata e i suoi dipendenti possono essere coinvolti a titolo di concorso nel reato. E, infatti, ipotizzabile il concorso eventuale, ai sensi dell art. 110 c.p., degli amministratori, dei sindaci, o di altri soggetti della società revisionata, che abbiano determinato o istigato la condotta illecita del responsabile della società di revisione. Pag. 13 di 3614 2625 c.c. Impedito controllo. Il reato consiste nell impedire od ostacolare, mediante occultamento di documenti od altri idonei artifici, lo svolgimento delle attività di controllo o di revisione legalmente attribuite ai soci, ad altri Organi Societari, ovvero alle società di revisione. La pena è aggravata se il reato è commesso in relazione a società quotate ovvero in relazione ad emittenti con strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in misura rilevante c.c. Indebita restituzione dei conferimenti. La condotta tipica prevede, fuori dei casi di legittima riduzione del capitale sociale, la restituzione, anche simulata, dei conferimenti ai soci o la liberazione degli stessi dall obbligo di eseguirli c.c. Illegale ripartizione degli utili e delle riserve. Tale condotta criminosa consiste nel ripartire utili o acconti sugli utili non effettivamente conseguiti o destinati per legge a riserva, ovvero ripartire riserve, anche non costituite con utili, che non possono per legge essere distribuite. Si fa presente che la restituzione degli utili o la ricostituzione delle riserve prima del termine previsto per l approvazione del bilancio estingue il reato c.c. Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante. Questo reato si perfeziona con l acquisto o la sottoscrizione di azioni o quote sociali o della società controllante, che cagioni una lesione all integrità del capitale sociale o delle riserve non distribuibili per legge. Si fa presente che se il capitale sociale o le riserve sono ricostituiti prima del termine previsto per l approvazione del bilancio, relativo all esercizio in relazione al quale è stata posta in essere la condotta, il reato è estinto c.c. Operazioni in pregiudizio dei creditori. La fattispecie si realizza con l effettuazione, in violazione delle disposizioni di legge a tutela dei creditori, di riduzioni del capitale sociale o fusioni con altra società o scissioni, che cagionino danno ai creditori. Si fa presente che il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio estingue il reato bis c.c. Omessa comunicazione del confitto di interessi. Questo reato si perfeziona quando l amministratore o il componente del consiglio di gestione (nel caso in cui sia adottato il sistema dualistico) di una società con titoli quotati in un mercato regolamentato italiano o dell Unione Europea o diffusi in misura rilevante tra il pubblico, ovvero soggetta a vigilanza ai sensi del Testo Unico Bancario, del Testo Unico dell Intermediazione Finanziaria o delle norme disciplinanti le forme pensionistiche complementari, non comunica, nelle forme e nei termini previsti dall art c.c, all organo al quale partecipa ovvero alla società e comunque al Collegio Sindacale, l interesse che, per conto proprio o di terzi, abbia in una determinata operazione della società in questione, ovvero se si tratta di amministratore delegato non si astiene dall operazione cagionando in tal modo un danno alla società c.c. Formazione fittizia del capitale. Tale ipotesi si ha quando: viene formato o aumentato fittiziamente il capitale della società mediante attribuzione di azioni o quote sociali in misura complessivamente superiore all ammontare del capitale sociale, sottoscrizione reciproca di azioni o quote, sopravvalutazione rilevante dei conferimenti dei beni in natura o di crediti ovvero del patrimonio della società nel caso di trasformazione. Pag. 14 di 3615 2633. Indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori. Il reato si perfeziona con la ripartizione di beni sociali tra i soci prima del pagamento dei creditori sociali o dell accantonamento delle somme necessarie a soddisfarli, che cagioni un danno ai creditori. Si fa presente che il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio estingue il reato c.c. Illecita influenza sull assemblea. La condotta tipica prevede che si determini, con atti simulati o con frode, la maggioranza in assemblea allo scopo di conseguire, per sé o per altri, un ingiusto profitto c.c. Aggiotaggio. La realizzazione della fattispecie prevede che si diffondano notizie false ovvero si pongano in essere operazioni simulate o altri artifici, concretamente idonei a cagionare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari non quotati o per i quali non è stata presentata una richiesta di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato, ovvero ad incidere in modo significativo sull affidamento che il pubblico ripone nella stabilità patrimoniale di banche o gruppi bancari c.c. Ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. La condotta criminosa si realizza attraverso l esposizione nelle comunicazioni alle Autorità di Vigilanza previste dalla legge, al fine di ostacolarne le funzioni, di fatti materiali non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria dei soggetti sottoposti alla vigilanza, ovvero con l occultamento con altri mezzi fraudolenti, in tutto o in parte, di fatti che avrebbero dovuto essere comunicati, concernenti la situazione medesima. La pena è aggravata se il reato è commesso in relazione a società quotate ovvero in relazione ad emittenti con strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in misura rilevante. * * * * * * * L art. 25-ter del Decreto contempla la maggior parte dei reati societari che costituiscono, al momento, insieme agli abusi di mercato, i soli reati autenticamente economici di cui può essere chiamata a rispondere Intesa Sanpaolo Private Banking e che, in quanto non occasionati dall esercizio della specifica attività bancaria, sono qualificabili come reati generali. Nel novero dei reati societari sopra individuati, pur potendosi distinguere differenti ambiti di interesse presidiati dalle singole norme, tra le quali assumono particolare rilevanza la formazione del bilancio, le comunicazioni esterne, talune operazioni sul capitale, l impedito controllo e l ostacolo all esercizio delle funzioni di vigilanza, si può rinvenire un generale interesse del Legislatore volto ad assicurare trasparenza nei documenti contabili e nella gestione societaria e corretta informazione ai terzi ed al mercato in generale. Per quanto concerne le fattispecie criminose che si riferiscono ai documenti contabili ed ai controlli delle Autorità di Vigilanza, si rileva che Intesa Sanpaolo Private Banking, in qualità di banca aderente al Gruppo bancario Intesa Sanpaolo, si pone in una posizione privilegiata dal punto di vista della prevenzione e della corretta attuazione dei precetti normativi in quanto risulta destinataria di una disciplina speciale che impone la procedimentalizzazione dell intera fase di elaborazione di detta documentazione nonché una serie di obblighi ed adempimenti in relazione ai rapporti con le Autorità, con la conseguenza che le modalità di gestione del rischio dei reati qui considerati risultano Pag. 15 di 3616 replicare comportamenti già consolidati nella prassi bancaria o, comunque, derivanti dall applicazione delle norme primarie e regolamentari vigenti. Sul tema si evidenzia che la Legge sul Risparmio ha abrogato l art c.c. (Falso in prospetto) che fino alla data di entrata in vigore della citata Legge risultava ricompreso nel novero dei reati presupposto di cui all art. 25 ter del Decreto, sostituendolo con il medesimo reato di Falso in prospetto oggi previsto dall art. 173 bis del Testo Unico dell Intermediazione Finanziaria (D. Lgs. n. 58/1998). La Legge sul Risparmio non è intervenuta sul testo dell art. 25 ter del Decreto sostituendo espressamente il richiamo all art c.c. con quello all art. 173 bis del Testo Unico dell Intermediazione Finanziaria. Questo difetto di coordinazione pone problemi interpretativi poiché, se da un lato in difetto di un espresso riferimento ed in considerazione del principio di legalità, l ente non potrebbe essere considerato responsabile per la commissione di tale reato, dall altro la giurisprudenza penale in casi analoghi, ha superato il dato testuale optando per una interpretazione rigorista. Per quanto concerne invece il reato di omessa comunicazione di conflitto di interessi, Intesa Sanpaolo Private Banking appronterà delle linee guida sulla base di quelle che saranno emanate dalla Capogruppo, alle quali dovranno attenersi i Soggetti Interessati che svolgano la funzione di amministrazione o di componente del consiglio di gestione in società con titoli quotati in un mercato italiano o dell Unione Europea e i processi necessari alla gestione delle singole fattispecie. Si segnala, infine, che l importo delle sanzioni amministrative applicabili all ente in caso di commissione di uno dei reati contemplati nell art. 25 ter del Decreto originariamente previsto è stato raddoppiato dall art. 39, comma quinto della Legge sul Risparmio. Pag. 16 di 3617 3.b Aree Sensibili nell ambito dei reati societari Sulla base della normativa attualmente in vigore le aree sensibili identificate dal Modello relative alla commissione dei reati societari riguardano in via generale le attività: finalizzate alla formazione di documenti, in senso lato, contabili e dei documenti che rappresentino situazioni economiche, finanziarie e patrimoniali di Intesa Sanpaolo Private Banking; di rappresentazione e diffusione all esterno di notizie relative alla situazione economica patrimoniale e finanziaria di Intesa Sanpaolo Private Banking; di consulenza all emissione o al classamento di strumenti finanziari o in generale di distribuzione di strumenti finanziari ovvero nel cui espletamento siano ricompresi rapporti diretti con il mercato, incluse le attività di trading (in conto proprio o di terzi); di relazione con organi di vigilanza o oltre autorità garanti (incluse le società di revisione); di partecipazione in società con titoli quotati in un mercato regolamentato italiano o dell Unione Europea ovvero diffusi tra il pubblico in misura rilevante o sottoposte a vigilanza ai sensi del Testo Unico Bancario o del Testo Unico dell Intermediazione Finanziaria o delle norme che disciplinano le forme pensionistiche complementari, qualora Intesa Sanpaolo Private Banking nomini propri esponenti nel Consiglio di Amministrazione o nel Consiglio di Gestione di dette società. Pag. 17 di 3618 3.c Principi e regole di comportamento Principi Nell espletamento di tutte le operazioni attinenti alla gestione sociale, oltre alle regole individuate dal presente Modello, i Soggetti Interessati, per quanto di rispettiva competenza, sono tenuti a conoscere e a rispettare puntualmente, oltre alle norme di legge e di regolamento di volta in volta applicabili, tutta la normativa interna a Intesa Sanpaolo Private Banking relativa al sistema amministrativo, finanziario e contabile: essi sono, inoltre, tenuti ad operare sulla base della best practice cui la Banca si ispira nell esercizio delle proprie funzioni, sul fondamento che qualsiasi condotta attiva od omissiva posta in essere in violazione diretta od indiretta dei principi normativi e delle regole procedurali interne che attengono alla formazione della documentazione contabile ed alla rappresentazione esterna, così come all esercizio delle attività di controllo e di vigilanza è da considerare come commessa in danno della Banca stessa. In particolare, nei processi contabili e più in generale di produzione di documenti che rappresentano situazioni economiche, finanziarie e patrimoniali di Intesa Sanpaolo Private Banking, le funzioni aziendali coinvolte sono tenute al rispetto dei seguenti principi: verificabilità, documentabilità, coerenza e congruenza di ogni operazione: le regole operative interne della Banca definiscono modalità e tempistiche di svolgimento delle singole attività garantendo la tracciabilità delle transazioni attraverso adeguati supporti documentali, disponibili negli archivi aziendali; separazione dei compiti e delle funzioni: la corretta distribuzione delle responsabilità tra le strutture coinvolte nei processi e la formalizzata disciplina dei poteri autorizzativi di Intesa Sanpaolo Private Banking consentono di evitare sovrapposizioni funzionali o allocazioni operative che concentrano attività critiche su un unico soggetto; documentazione delle decisioni e dei controlli: i processi decisionali degli Organi Societari sono basati su criteri oggettivi, il più possibile documentati e rintracciabili negli archivi aziendali (cartacei o elettronici), così come documentata e rintracciabile risulta l attività di controllo e di supervisione; appositi meccanismi di sicurezza garantiscono adeguata protezione e accesso ai dati ed alle informazioni; accurata gestione delle notizie riservate: specifici obblighi di riservatezza relativi alle informazioni confidenziali acquisite dai clienti o comunque nell ambito dell attività lavorativa sono previsti in capo ai soggetti coinvolti in operazioni o attività che presuppongono l accesso a dette informazioni, così come idonee procedure tese a prevenire l utilizzo improprio di dette informazioni. Inoltre esistono e sono diffuse al personale coinvolto in attività di predisposizione del bilancio regole di gruppo che definiscono: i principi contabili da adottare per la definizione delle poste di bilancio civilistico e consolidato e le modalità operative per la loro contabilizzazione; le istruzioni rivolte alle strutture nelle quali si stabilisce quali dati e notizie debbano essere forniti alla funzione competente per la redazione del bilancio civilistico e consolidato, nonché per la redazione di relazioni e comunicazioni sociali, con vincoli altresì di tempi e modalità; ruoli e responsabilità relativamente alla tenuta, conservazione e aggiornamento del fascicolo di bilancio, dall approvazione da parte del Consiglio d Amministrazione sino al deposito e alla pubblicazione dello stesso nonché alla relativa archiviazione l identificazione dei responsabili delle Funzioni Aziendali che provvedono direttamente o indirettamente alla redazione di prospetti e/o documenti da pubblicare Pag. 18 di 3619 che le fonti e le informazioni prodotte verso l esterno siano formalizzate e il soggetto responsabile dell emissione (ovvero della predisposizione e comunicazione all esterno) dei comunicati stampa e di elementi informativi similari garantisca la tracciabilità delle relative fonti e delle informazioni. Regole di comportamento I Soggetti Interessati hanno l obbligo di: mantenere un comportamento corretto, trasparente e collaborativo nel rispetto delle norme di legge e delle procedure interne in tutte le attività finalizzate o collegate alla formazione del bilancio e delle altre comunicazioni sociali allo scopo di fornire ai soci, ai terzi ed al mercato un informazione veritiera, precisa e corretta sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Intesa Sanpaolo Private Banking; osservare rigorosamente la normativa di legge e regolamentare posta a presidio dell integrità e dell effettività del capitale sociale, al fine di non ledere le garanzie dei creditori e dei terzi in generale; assicurare il regolare funzionamento di Intesa Sanpaolo Private Banking e degli Organi Sociali, garantendo ed agevolando ogni forma di controllo interno sulla gestione sociale previsto dalla legge; effettuare con tempestività, correttezza e buona fede tutte le comunicazioni sociali previste dalla legge e dai regolamenti nei confronti delle Autorità di Vigilanza, agevolando e collaborando all esercizio delle funzioni da queste ultime istituzionalmente esercitate. Nell ambito di tali comportamenti, con specifico riferimento alle condotte materiali sanzionate dalle fattispecie delittuose richiamate all art. 25-ter del Decreto, è fatto divieto in particolare di: rappresentare o trasmettere per l elaborazione e la rappresentazione in bilanci, relazioni o altre comunicazioni sociali, dati falsi, imprecisi, lacunosi o, comunque, non rispondenti alla reale situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Intesa Sanpaolo Private Banking; omettere od alterare dati ed informazioni imposti dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Banca, ovvero destinati ad essere utilizzati in prospetti informativi; tenere comportamenti che impediscano materialmente mediante l occultamento di documenti o l uso di altri mezzi fraudolenti, lo svolgimento dell attività di controllo o di revisione della gestione sociale da parte della Società di Revisione o che comunque la ostacolino; porre in essere operazioni simulate od altrimenti artificiose ovvero diffondere notizie false nella prospettiva di provocare un alterazione dei prezzi di strumenti finanziari emessi da società non quotate ovvero al fine di incidere sul pubblico affidamento in merito alla stabilità patrimoniale di banche o gruppi bancari; omettere di effettuare, con la dovuta completezza, accuratezza e tempestività, tutte le segnalazioni periodiche previste dalle leggi e dai regolamenti nei confronti delle Autorità di Vigilanza cui è soggetta l attività di Intesa Sanpaolo Private Banking nonché omettere di dar corso con sollecitudine all invio dei dati e della documentazione eventualmente richiesta da dette Autorità; Pag. 19 di 3620 esporre nelle predette comunicazioni fatti non rispondenti al vero, ovvero occultare fatti relativi alle condizioni economiche, patrimoniali o finanziarie della Banca o delle Società del Gruppo; porre in essere condotte tali che siano di ostacolo all esercizio delle funzioni di vigilanza anche in sede di ispezione da parte delle Autorità competenti cui è sottoposta Intesa Sanpaolo Private Banking (ad es. espressa opposizione, rifiuti ingiustificati, ritardi nella trasmissione o nella consegna di documenti). Si rinvia inoltre alle regole e istruzioni contenute nei manuali e norme operative aziendali, in particolare a quelle vigenti in materia di: Contabilità e bilancio; Segnalazione alle autorità di vigilanza o autorità garanti; Gestione delle informazioni privilegiate e dei conflitti di interesse; Sicurezza informatica. Pag. 20 di 36 Vedere altro
ALLEGATO 3 REATI SOCIETARI 1. False comunicazioni sociali Art. 2621 c.c. Salvo quanto previsto dall articolo 2622, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti Dettagli S T U D I O L E G A L E A S S O C I A T O T O S E L L O & P A R T N E R S
S T U D I O L E G A L E A S S O C I A T O T O S E L L O & P A R T N E R S 35131 PADOVA - Piazzale Stazione n. 6 - tel. 049.8759866-049.654879 - fax 049.8753348 C.F./P.IVA 04351050283 avvocati@studiolegaletosello.it Dettagli Comunicazioni sociali
Protocollo 231/ 07/10/08 1 di 9 Protocollo per la prevenzione dei reati di cui agli artt. 2621 e 2622 c.c False comunicazioni sociali False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei Dettagli FALSITÀ IN MONETE, IN CARTE DI PUBBLICO CREDITO, IN VALORI DI BOLLO E IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO
FAMIGLIA DI REATI FALSITÀ IN MONETE, IN CARTE DI PUBBLICO CREDITO, IN VALORI DI BOLLO E IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO NORMATIVA CHE LI HA INTRODOTTI L art. 25 bis disciplina le ipotesi in cui Dettagli PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI
PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI INDICE D.1. DESTINATARI DELLA PARTE SPECIALE E PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO... 3 D.2. AREE POTENZIALMENTE A RISCHIO E PRINCIPI DI CONTROLLO PREVENTIVO... 5 D.3. COMPITI Dettagli REATI SOCIETARI PARTE SPECIALE
REATI SOCIETARI PARTE SPECIALE Energeko Gas Italia S.r.l. Versione 01 - Aggiornamento 01/2013 1 Sommario REATI SOCIETARI... 1 PARTE SPECIALE... 1 1. I REATI SOCIETARI RICHIAMATI DALL ARTICOLO 25-TER DEL Dettagli G. TONIOLO Impianti e Lavori Edili Soc. Coop. Via Siria n 57 58100 Grosseto
G T O N I O L O I m p i a n t i e L a v o r i E d i l i S o c. C o o p C o d i c e E t i c o P a g i n a 1 G. TONIOLO Impianti e Lavori Edili Soc. Coop. Via Siria n 57 58100 Grosseto 00 02/04/2010 Prima Dettagli Introduzione al D.lgs 231/2001
1. IL DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001 N. 231 1.1. LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI Il D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, che reca la Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone Dettagli SAEET S.p.A. CODICE ETICO. SAEET S.p.A. Codice Etico e Responsabilità Sociale Rev. 0 del 2 luglio 2006 Pag.1 di 9
SAEET S.p.A. CODICE ETICO SAEET S.p.A. Codice Etico e Responsabilità Sociale Rev. 0 del 2 luglio 2006 Pag.1 di 9 Introduzione SAEET S.p.A. è consapevole che comportamenti non etici nella condotta degli Dettagli TECNOLOGIE DIESEL E SISTEMI FRENANTI S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N.
TECNOLOGIE DIESEL E SISTEMI FRENANTI S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 PARTE SPECIALE B: REATI SOCIETARI Approvato dal Consiglio di Amministrazione Dettagli Modello di organizzazione e di gestione ex Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231
Modello di organizzazione e di gestione ex Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. PARTE SPECIALE (definizione degli illeciti e mappatura delle attività sensibili) (Adottato con deliberazione del Consiglio Dettagli Si elencano di seguito i reati attualmente ricompresi nell ambito di applicazione del D.Lgs. 231/2001:
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.LGS. 231/2001 ADECCO ITALIA S.P.A. - ELENCO DEI REATI 231 - Si elencano di seguito i reati attualmente ricompresi nell ambito di applicazione Dettagli CHECK LIST della società AMIU S.P.A. (allegato C del Modello Organizzativo)
CHECK LIST della società AMIU S.P.A. (allegato C del Modello Organizzativo) 1. REATI SOCIETARI 2. REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 3. REATI SOCIETARI E FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI 4. REATI AMBIENTALI Dettagli APPENDICE 1. Reati commessi nei rapporti con la pubblica amministrazione (artt. 24 e 25 del Decreto);
APPENDICE 1 REATI ED ILLECITI (Generale)* I II Reati commessi nei rapporti con la pubblica amministrazione (artt. 24 e 25 del Decreto); Reati informatici e trattamento illecito di dati (art. 24 bis del Dettagli Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI.
Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Adozione con delibera Consiglio di Amministrazione del 15 Aprile 2009 Adozione Revisione con delibera Consiglio Dettagli MAPPATURA DELLE AREE DI RISCHIO EX D. LGS. 231/01
LAURO CANTIERI VALSESIA S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO MAPPATURA DELLE AREE DI RISCHIO EX D. LGS. 231/01 Premessa Ai fini dell efficace predisposizione di un Modello Organizzativo, Dettagli ELENCO DEI REATI RILEVANTI AI SENSI DEL D.LGS. N. 231/2001
ELENCO DEI REATI RILEVANTI AI SENSI DEL D.LGS. N. 231/2001 Il presente documento costituisce parte integrante del Modello Organizzativo 231 adottato dalle Società del Gruppo Banco Desio ai sensi del D.Lgs Dettagli Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O
Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA Adozione con delibera Consiglio Dettagli Meda Pharma SpA Modello di Organizzazione Gestione e Controllo - Allegato A Documento di mappatura dei processi sensibili
Meda Pharma SpA - Allegato A al Modello Organizzativo Reato non rilevante Reato rilevante Articolo D.Lgs Fattispecie iilecito amministrativo Anno introduzione Reato Articolo 23 D. Lgs. Inosservanza delle Dettagli ALLEGATO C AREE DI ATTIVITA A RISCHIO REATO, REATI ASSOCIABILI E PRESIDI ORGANIZZATIVI
Realizzazione di programmi di formazione e di servizi a favore del personale finanziati con contributi pubblici Area di attività a rischio diretto con riferimento ai Corruzione pubblica 1 Truffa in danno Dettagli MICROSOFT S.R.L. Modello di Organizzazione Gestione e Controllo. D. Lgs. 231/2001. P a r t e S p e c i a l e 2 -
MICROSOFT S.R.L. Modello di Organizzazione Gestione e Controllo D. Lgs. 231/2001 P a r t e S p e c i a l e 2 - Edizione settembre 2008 Reati Societari Pagina 2 di 18 INDICE PARTE SPECIALE 2 1. Le fattispecie Dettagli PARTE SPECIALE E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA
PARTE SPECIALE E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA 1 PARTE SPECIALE E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ Dettagli ICT SECURITY N. 52 Gennaio/Febbraio 2007 Sicurezza informatica e responsabilità amministrativa degli enti. Autore: Daniela Rocca
Sommario - I fatti illeciti a vantaggio o nell interesse dell organizzazione - Le fattispecie di reato rilevanti - I modelli di organizzazione e controllo e la mappatura dei processi a rischio Il D. Lgs. Dettagli CODICE ETICO DI COMPORTAMENT0
CODICE ETICO DI COMPORTAMENT0 Articolo 1 - Disposizioni Generali ed individuazione dei destinatari 1. Il presente Codice Etico, approvato dal Consiglio di Amministrazione di BasicNet S.p.A., nella riunione Dettagli Codice Etico. BOLOGNA Via Dei Mille, 24 40121 Bologna Tel 051 4211655 Fax 051 4219900. polibo@politecnica.it
Luglio 2010 Codice Etico In attuazione del D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità Dettagli CARPANEDA & ASSOCIATI. Il ruolo del modello organizzativo e gestionale ex 231 nelle società di factoring. Michele Carpaneda 16 maggio 2006
Il ruolo del modello organizzativo e gestionale ex 231 nelle società di factoring Michele Carpaneda 16 maggio 2006 Corporate Governance La Corporate Governance è l insieme dei processi per indirizzare Dettagli TRAFILERIE CARLO GNUTTI S.p.A. Chiari (BS) Modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/01
Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/01 di TRAFILERIE CARLO GNUTTI S.p.A. Chiiarii (BS) PARTE SPECIALE Pagina 1 di 56 INDICE 1. PARTE SPECIALE A: REATI COMMESSI NEI RAPPORTI CON Dettagli IL PROGRAMMA 2016. MODULO I - I PRINCIPI GENERALI DEL DIRITTO PENALE DELL IMPRESA 1 22 gennaio 2016-15.00-19.00
IL PROGRAMMA 2016 MODULO I - I PRINCIPI GENERALI DEL DIRITTO PENALE DELL IMPRESA 1 22 gennaio 2016-15.00-19.00 Il diritto penale dell impresa nell evoluzione legislativa e giurisprudenziale: le norme e Dettagli Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231 del 2001 CODICE ETICO
CIRES BOLOGNA FERRARA Soc. Coop. Via Scipione Dal Ferro 19/a 40138 BOLOGNA Tel. 051/30.88.79 Fax 051/34.22.42 E-mail: ufficiotecnico@cires-bo.it Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi Dettagli Modelli Organizzativi di controllo e di gestione ex D.Lgs. 231/01
Studio Porcaro Commercialisti Modelli Organizzativi di controllo e di gestione ex D.Lgs. 231/01 La responsabilità amministrativa dipendente da reato delle persone giuridiche Studio Porcaro Commercialisti Dettagli PARTE SPECIALE Sezione IV. Reati contro industria e commercio
PARTE SPECIALE Sezione IV Reati contro industria e commercio PARTE SPECIALE Sezione IV Sommario 1.Le fattispecie di Reati Presupposto (Artic 25 bis 1 D lgs 231/01)... 3 2.Processi Sensibili... 5 3.Regole Dettagli Codice Etico SORMA S.p.A. CODICE ETICO. SORMA S.p.A.
CODICE ETICO SORMA S.p.A. APPROVATO CON DELIBERA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 01/09/2013 1 INTRODUZIONE... 3 2 I PRINCIPI DEL CODICE ETICO... 3 2.1 PRINCIPI GENERALI... 3 2.2 PRINCIPIO DI LEGALITÀ... Dettagli Parte Speciale G : I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita
Parte Speciale G : I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ADOTTATO DA COMAG s.r.l. Dettagli PARTE SPECIALE - 1 - Reati Societari. Reati Fiscali. Reati di Ricettazione e Riciclaggio
PARTE SPECIALE - 1 - Reati Societari Reati Fiscali Reati di Ricettazione e Riciclaggio 1. Funzione della Parte Speciale - 1 - La presente Parte Speciale si riferisce a comportamenti posti in essere dai Dettagli Allegato 1 - I REATI PREVISTI DAL D.LGS. 231/2001
Allegato 1 - I REATI PREVISTI DAL D.LGS. 231/2001 a) REATI IN TEMA DI EROGAZIONI PUBBLICHE (Art. 24, D. Lgs. n. - Malversazione a danno dello Stato (art. 316-bis c.p.): qualora, dopo aver ottenuto dallo Dettagli Modello di Organizzazione, di gestione e di controllo ai sensi del D.lgs. 231/2001 PARTE SPECIALE A REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Modello di Organizzazione, di gestione e di controllo ai sensi del D.lgs. 231/2001 PARTE SPECIALE A REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Sommario 1. Destinatari e finalità della Parte Speciale Reati Dettagli REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del D.lgs 8 giugno 2001 n. 231 Parte Speciale E REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO di Fujitsu Technology Solutions S.p.A. Vers. Dettagli CODICE ETICO AI SENSI DEL D.LGS. 231/2001
CODICE ETICO AI SENSI DEL D.LGS. 231/2001 Approvato dal CdA 15 dicembre 2010 INDICE 1. I PRINCIPI DI TORRICELLI S.R.L.... 5 1.1 Principi generali... 5 1.2 Selezione, gestione e formazione delle risorse Dettagli GESTIONE DEI FINANZIAMENTI
1 GESTIONE DEI FINANZIAMENTI Documento redatto da: Reparto Funzione Nome Firma Data Organismo di Vigilanza Organismo di Vigilanza Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 13 maggio 2010 2 INDICE Dettagli FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS. Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs.
FONDAZIONE PIEMONTESE PER LA RICERCA SUL CANCRO - ONLUS Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D. LGS. Dettagli DELITTI CONTRO L INDUSTRIA ED IL COMMERCIO MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. CONSIP S.P.A. a socio unico ***** PARTE SPECIALE K
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D. LGS. 231/2001 DI CONSIP S.P.A. a socio unico ***** PARTE SPECIALE K DELITTI CONTRO L INDUSTRIA ED IL COMMERCIO 1 IL RISCHIO SPECIFICO DEI Dettagli Codice etico. (Allegato al Modello Organizzativo ex D.Lgs 231/2001)
Codice etico (Allegato al Modello Organizzativo ex D.Lgs 231/2001) FIDIMPRESA LAZIO scpa Il contenuto del presente documento costituisce materiale INDICE CODICE ETICO... 3 Regole di comportamento... 3 Dettagli REATI NEI RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
ALLEGATO 2 REATI NEI RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 1) CORRUZIONE La corruzione consiste in un accordo tra un privato ed un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio mediante il Dettagli CODICE ETICO (ANCPL)
Aggiornamento al 02.07.2012 CODICE ETICO (ANCPL) APPROVATE LE MODIFICHE CON DELIBERA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 04/09/2012 Firma autografa sostituita a mezzo stampa, ai sensi e per gli effetti Dettagli A. PRINCIPI GENERALI B. ADESIONE ALLA CARTA DEI VALORI DELLA LEGA NAZIONALE COOPERATIVE E MUTUE CODICE ETICO
Pagina 1 di 6 CODICE ETICO 1. INTRODUZIONE La Cooperativa CFP Soc. Coop. è consapevole che comportamenti non etici nella condotta degli affari compromettono la reputazione della stessa Società ed ostacolano Dettagli PROTOCOLLO INTERNO PER LA PREVENZIONE DEI REATI INFORMATICI Approvato. Data. Rev C.d.A 02/01/2012
. PROT. 8 Pag 1/7 PROTOCOLLO INTERNO PER LA PREVENZIONE DEI REATI E DEL TRATTAMENTO ILLECITO DEI DATI, PER LA PREVENZIONE DEI DELITTI IN MATERIA DI VIOLAZIONE DEL DIRITTO D AUTORE E DEI DELITTI CONTRO Dettagli Modello di Organizzazione e Controllo ex D.Lgs. 8 Giugno 2001 N. 231. Cementir Holding S.p.A.
Modello di Organizzazione e Controllo ex D.Lgs. 8 Giugno 2001 N. 231 Cementir Holding S.p.A. Roma, 8 maggio 2008 INDICE PREMESSA...4 CORPORATE GOVERNANCE...4 STRUTTURA ORGANIZZATIVA...5 SEZIONE PRIMA...6 Dettagli Sezione Reati ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita
Modello di organizzazione gestione e controllo ai sensi del D.Lgs 231/2001 Parte Speciale Sezione Reati ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita ELENCO DELLE Dettagli Codice etico di comportamento
Codice etico di comportamento SOMMARIO 1. Premessa... 2 2. Destinatari del Codice Etico... 2 3. Principi etici generali... 3 4. Gestione degli affari in generale... 4 5. Informativa contabile e gestionale... Dettagli PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE E OPERAZIONI SUL CAPITALE DELLA LEONE FILM GROUP S.P.A.
PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE E OPERAZIONI SUL CAPITALE DELLA LEONE FILM GROUP S.P.A. In applicazione del combinato disposto degli articoli 11, 17 e 31 del Regolamento Dettagli PARTE SPECIALE SEZIONE XI DELITTI CONTRO L INDUSTRIA E IL COMMERCIO
PARTE SPECIALE SEZIONE XI DELITTI CONTRO L INDUSTRIA E IL COMMERCIO INDICE 1. FATTISPECIE EX ART.25-BIS.1 D.LGS. 231/01 2. PRINCIPI DI COMPORTAMENTO 3. PRINCIPI GENERALI DI CONTROLLO 4. AREE A RISCHIO Dettagli ORGANISMO DI VIGILANZA
ALLEGATO 3 ORGANISMO DI VIGILANZA 12 1. Il decreto 231/01 e l istituzione dell OdV Come noto il Decreto 231/01 ha introdotto una nuova forma di responsabilità delle persone giuridiche per alcuni tipi di Dettagli 1/2 (e non può comunque essere superiore ad Euro 103.291,38)
FAQ sul MOG 1. Che cos è il D. Lgs. 231/2001? Il D. Lgs. 231/2001 entrato in vigore il 4 luglio 2001, individua le disposizioni normative concernenti la disciplina della responsabilità amministrativa delle Dettagli Codice Etico. CONSORZIO COOPERATIVE COSTRUZIONI CCC Società cooperativa
Codice Etico CONSORZIO COOPERATIVE COSTRUZIONI CCC Società cooperativa Via Marco Emilio Lepido 182/2 40132 Bologna Tel 051.31.61.811 email ccc@ccc-acam.it SOMMARIO 1. Introduzione 2. I Principi del Codice Dettagli Quanto alle singole tipologie di reato cui si applica la disciplina in esame, si rinvia alla più ampia trattazione contenuta nell Allegato A.
Abstract Modello 231/01 Estratto del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001 di Selene S.p.A. (Aggiornato in data 02/08/2013) SEZIONE I... 2 INTRODUZIONE... 2 1. Il decreto Dettagli OSAutonoleggio. Modello Organizzativo OSAutonoleggio. INDICE 1. PREMESSA 2. DEFINIZIONI 3. IL D.LGS. 231/01
OSAutonoleggio. Il Modello di Organizzazione, gestione e controllo di OSAutonoleggio Italia. Ai sensi dell art. 6 del Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231 Disciplina della responsabilità amministrativa Dettagli DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE
DE LONGHI S.P.A. PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE AL MERCATO DELLE INFORMAZIONI PRIVILEGIATE Approvata dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 27 marzo 2006 e successivamente modificata nella Dettagli PORTO TURISTICO DI CAPRI. Principi di Comportamento Anticorruzione
PORTO TURISTICO DI CAPRI Principi di Comportamento Anticorruzione AI SENSI DELLA LEGGE 190/2012 Responsabile della trasparenza Dott. Fabrizio De Maddi 10/12/15 Approvati nella seduta del CDA del 15 dicembre Dettagli Modello di organizzazione, gestione e controllo ex Dlgs 231/2001 20 dicembre 2010
ALLEGATO A. A.1 contro la Pubblica Amministrazione (artt. 24 e 25 del Dlgs 231/2001)... 2 A.2 societari (art. 25 ter del Dlgs 231/2001)... 3 A.3 Legenda altri reati previsti dal Dlgs 231/2001... 9 1 A.1 Dettagli Parte Speciale G: I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Codice documento:
Parte Speciale G: I reati transnazionali e di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Codice documento: MOG 231 - PSG COPIA CONTROLLATA N 1 REV. BREVE DESCRIZIONE Dettagli PIANO DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
SETA SPA PIANO DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE Aggiornamento n. 1 del 5 febbraio 2016. 1 PREMESSA Il presente documento costituisce l aggiornamento n. 1 del Piano di Prevenzione della Corruzione (d ora Dettagli Edilstrade Building S.p.A.
Codice Etico Edilstrade Building S.p.A. Redatto ai sensi del DLgs 231/2001 1. Codice etico 1.1 Principi generali La Società ha come principio imprescindibile il rispetto delle leggi e regolamenti vigenti Dettagli Indice SEZIONE PRIMA...3 PREMESSA...3. I Soggetti...4. I Reati...5. Le Sanzioni...6 ADOZIONE DEI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE...
MODELLO ORGANIZZATIVO D. Lgs. 231/2001 Data emissione: Luglio 2006 Indice SEZIONE PRIMA...3 PREMESSA...3 I Soggetti...4 I Reati...5 Le Sanzioni...6 ADOZIONE DEI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE...8 Dettagli Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N.
Comunicazione informativa sul Modello 231 e Codice Etico MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO AI SENSI DEL D.Lgs. 8 GIUGNO 2001 N. 231 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE Con la disciplina dettata dal Dettagli MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D.LGS. 231/01 1
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX D.LGS. 231/01 1 ALITALIA SOCIETÀ AEREA ITALIANA S.p.A. ALLEGATO 1 ELENCO REATI 1 Adottato con delibera del 25/03/2016. INDICE I Reati previsti dal Decreto Dettagli Adeguamento del modello di organizzazione, gestione e controllo dell Acquirente Unico S.p.A. SEZIONE SPECIFICA 2 REATI SOCIETARI
Adeguamento del modello di organizzazione, gestione e controllo dell Acquirente Unico S.p.A. ai sensi del d. lgs. 231/2001 SEZIONE SPECIFICA 2 REATI SOCIETARI Approvazione CdA del 22 febbraio 2012 INDICE Dettagli Premessa. STIMA S.p.A. si impegna a diffondere il contenuto di questo Codice a quanti entreranno in relazione con l azienda.
Codice Etico Premessa Il Codice Etico STIMA S.p.A. individua i valori aziendali, evidenziando l insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità di tutti coloro che, a qualsiasi titolo, operano nella Dettagli WILLIS ITALIA S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE AI SENSI DEL D.LGS. 8 GIUGNO 2001 N. 231 Parte speciale. Parte Speciale 27/03/09 1
WILLIS ITALIA S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE AI SENSI DEL D.LGS. 8 GIUGNO 2001 N. 231 Parte speciale Parte Speciale 27/03/09 1 PARTE SPECIALE A REATI NEI CONFRONTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Dettagli Parte speciale Reati informatici
Parte speciale Reati informatici Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs 231/2001 L Amministratore delegato APPROVAZIONE Il Presidente del CdA STATO DEL DOCUMENTO Redazione Revisione Modifica Dettagli Articolo 1 - Modifiche alla disciplina sanzionatoria in materia di delitti contro la pubblica amministrazione
Legge 27/5/2015 n. 69 (G.U. 30/5/2015 n. 124) Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio Articolo 1 - Modifiche alla disciplina Dettagli PARTE SPECIALE Settima Sezione. Reati di abuso di mercato
PARTE SPECIALE Settima Sezione Reati di abuso di mercato INDICE PARTE SPECIALE - Settima Sezione Pag. 1. Le fattispecie dei reati di abuso di mercato...3 1.1 Art. 184 D.Lgs. 58/1998: Abuso di informazioni Dettagli L identificazione può essere effettuata in forma indiretta, anche senza la presenza fisica del cliente, nei casi seguenti:
Normativa Antiricilaggio: guida pratica UMCI Esaminiamo i vari adempimenti a seconda degli obblighi: a) Identificazione del cliente L identificazione consiste nella verifica dell identità del cliente e Dettagli TECNOLOGIE DIESEL E SISTEMI FRENANTI S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N.
TECNOLOGIE DIESEL E SISTEMI FRENANTI S.P.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 PARTE SPECIALE C: REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO ED IMPIEGO Dettagli Matteo Colombo Esperto in materia di Privacy e D.Lgs. 231/2001, Amministratore Delegato di Labor Project
Matteo Colombo Esperto in materia di Privacy e D.Lgs. 231/2001, Amministratore Delegato di Labor Project IL MANUALE È AD USO ESCLUSIVO DEI CORSISTI: NE È VIETATA LA RIPRODUZIONE 1 Il D.Lgs. 231/01 Il D.Lgs. Dettagli Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate
Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate Adottata con delibera del Consiglio di Amministrazione del 12 febbraio 2007 e successivamente Dettagli DE LONGHI CLIMA S.P.A.
DE LONGHI CLIMA S.P.A. (che a seguito della quotazione delle proprie azione sul MTA organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. assumerà la denominazione di DeLclima S.p.A.) PROCEDURA PER LA COMUNICAZIONE Dettagli INDICE CAPITOLO PRIMO RIFLESSIONI SUL CONCETTO DI FRODE NEL DIRITTO PENALE DELL ECONOMIA
INDICE Premessa... pag. 11 CAPITOLO PRIMO RIFLESSIONI SUL CONCETTO DI FRODE NEL DIRITTO PENALE DELL ECONOMIA 1.1 Le frodi fiscali. Evoluzione storica della fattispecie... pag. 13 1.2 Il concetto di frode. Dettagli SEZIONE SPECIFICA 2 REATI SOCIETARI
SEZIONE SPECIFICA 2 REATI SOCIETARI INDICE 1. Le fattispecie dei reati societari (art. 25-ter del D.Lgs. 231/2001)... 3 1.1 Premessa... 3 1.2 I reati di cui all art. 25ter del D.Lgs. 231/2001... 3 2. Funzione Dettagli CODICE ETICO (ai sensi del D. Lgs. 231/2001) NORME E STANDARD DI COMPORTAMENTO
INDICE 0 INTRODUZIONE... 2 1... 2 1.1 CRITERI GUIDA NELLE POLITICHE VERSO I COLLABORATORI... 2 1.1.1 Onestà intellettuale, autonomia di Pensiero, Fedele rappresentazione della Realtà, indipendenza da interessi Dettagli Codice Etico e di Condotta
ABIOGEN PHARMA S.P.A. CODICE ETICO E DI CONDOTTA Revisione n 2 Versione n 3 1 Premessa Il presente Codice Etico e di condotta ( Codice Etico ) è stato approvato nella sua prima versione - dal Consiglio Dettagli RESPONSABILITÀ DI IMPRESA (D.L. 231/01) E PRIVACY AREA LAZIO E AREA MARCHE
RESPONSABILITÀ DI IMPRESA (D.L. 231/01) E PRIVACY AREA LAZIO E AREA MARCHE D&D srl offre servizi di consulenza per la responsabilità d impresa (D. Lgs. n. 231/01) e la privacy agli Enti, alle PMI e alle Dettagli FAMIGLIA DI REATI REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NORMATIVA CHE LI HA INTRODOTTI
FAMIGLIA DI REATI REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NORMATIVA CHE LI HA INTRODOTTI Gli artt. 24 e 25 del Decreto introducono quali reati presupposto della responsabilità amministrativa dell Ente Dettagli RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI ex D.lgs. 231/01
RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI ex D.lgs. 231/01 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE GESTIONE E CONTROLLO Allegato II MANUALE DEI RISCHI E DEI CONTROLLI INDICE PREMESSA... 3 1. UNITÀ ORGANIZZATIVE AZIENDALI... Dettagli ACAM Ambiente S.p.A.
ACAM Ambiente S.p.A. Modello di organizzazione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Reati di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Approvato con determinazione Dettagli - ALLEGATO A E B (FATTISPECIE DEI REATI E ARTICOLI DEL CODICE PENALE RICHIAMATI DALL ART 4 DEL D.LGS. 231/2001)
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DI WIND RETAIL S.R.L. AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/2001 Responsabilità amministrativa della Società - ALLEGATO A E B (FATTISPECIE DEI REATI E Dettagli ALLEGATO A ELENCO REATI PRESUPPOSTO DELLA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETA E DEGLI ENTI EX D.
ALLEGATO A ELENCO REATI PRESUPPOSTO DELLA RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETA E DEGLI ENTI EX D. Lgs. 231/2001 1 INDICE Art. 24 Reati contro il patrimonio della Pubblica Amministrazione... 5 Truffa Dettagli CODICE ETICO DI OPEN SERVICE S.r.l.
Residenza Sanitario - assistenziale per Anziani (RSA) Residenza Sanitario - assistenziale per Disabili (RSD) Centro Diurno Integrato per Anziani (CDI) CODICE ETICO Approvato il 1 dicembre 2014 LA PICCOLA Dettagli Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate
Procedura per la gestione del Registro di Gruppo delle persone che hanno accesso ad Informazioni Privilegiate 1. Quadro normativo L art. 115-bis del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 come successivamente Dettagli NADIREX INTERNATIONAL SRL
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO NADIREX INTERNATIONAL SRL AI SENSI DEL D. LGS. N. 231 DEL 2001 INDICE CAPITOLO I -PARTE GENERALE: IL D. LGS. N. 231 DEL 2001 1.1. Il regime di responsabilità Dettagli MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi. Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n.
MARKETING E CREDITO Credito e Incentivi Prot. n. 00062 Roma, 4 gennaio 2008 Com. n. 3 OGGETTO: Normativa antiriciclaggio. Circolare esplicativa del Ministero dell Economia e Finanze n. 125367/07 Il Ministero Dettagli APPENDICE 1. Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo D. Lgs. 231/2001 APPENDICE 1
Pagina 1 di 7 APPENDICE 1 Il D.Lgs 231/2001, recante la disciplina in tema di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, superando il principio che individuava nella persona fisica l unico Dettagli TITOLO VI-BIS (1) AGENTI IN ATTIVITÁ FINANZIARIA E MEDIATORI CREDITIZI. Articolo 128-quater (2) (Agenti in attività finanziaria)
TESTO UNICO BANCARIO TITOLO VI-BIS (1) AGENTI IN ATTIVITÁ FINANZIARIA E MEDIATORI CREDITIZI Articolo 128-quater (2) (Agenti in attività finanziaria) 1. È agente in attività finanziaria il soggetto che Dettagli - PARTE SPECIALE D- I REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA
75 - PARTE SPECIALE D- I REATI DI RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA DI PROVENIENZA ILLECITA 75 76 D.1. I reati di cui all art. 25 octies del D. Lgs. n. 231/2001. Esemplificazione Dettagli Mappa delle attività a rischio reato nella Fondazione Torino Wireless 2015
Mappa delle attività a rischio reato nella Fondazione Torino Wireless 2015 PREMESSA: per compilare le tabelle che seguono sono stati inizialmente presi in considerazione tutti i reati previsti dal D.lgs. Dettagli MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO CODICE ETICO E DI COMPORTAMENTO Adottato dal Consiglio di Amministrazione il 27 marzo 2012 Aggiornato in data 14 marzo 2013 Ultimo aggiornamento approvato Dettagli L adozione del Modello di prevenzione di reati da parte delle società di gestione del risparmio. Di Maurizio Arena
L adozione del Modello di prevenzione di reati da parte delle società di gestione del risparmio Di Maurizio Arena La gestione di fondi comuni di investimento, oggetto dell attività delle società di gestione Dettagli ACAM Ambiente S.p.A.
ACAM Ambiente S.p.A. Modello di organizzazione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Delitti informatici e trattamento illecito dei dati Approvato con determinazione A.U. del 23.12.2014 1/11 Sommario 1. Ambito Dettagli Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001
Pagina 1 di 21 Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del PARTE SPECIALE Pagina 2 di 21 Struttura della Parte Speciale... Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: art. 25
 art. 25
 Art. 453
 Art. 454
 Art. 455
 Art. 457
 Art. 459
 Art. 460
 Art. 461
 Art. 464
 art. 25
 articolo 2622
 art. 110
 art. 25
 art. 25
 art. 173
 art. 25
 art. 173
 art. 25
 art. 39
 art. 25
 Art. 2621
 articolo 2622
 art. 25
 ARTICOLO 25
 Articolo 23
 Articolo 1
 ART.25
 art. 6
 Articolo 1
 Articolo 1
 Art. 184
 art. 25
 Art. 24
 art. 115
 Articolo 128
 Articolo 128
 art. 25