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Timestamp: 2019-04-18 23:02:13+00:00

Document:
CTH 484 introductio
CTH 484
Citatio: (ed.), hethiter.net/: CTH 484 (INTR 2016-03-31)
Rituale di evocazione per le dee DINGIR.MAḪ, le dee Gulšeš, le dee DINGIR.MAḪ degli dei e le dee DINGIR.MAḪ delle parti del corpo degli uomini e per le dee Zukki e Anzili1
(CTH 484)
KUB 15.31
Bo 2061
+ Bo 5623
Bo 41703
+ KUB 15.32
Bo 2529
+ Bo 2922
+ Bo 3523
+ Bo 3953
+ Bo 4454
+ Bo 4464
+ Bo 7320
+ KBo 51.93
357/u4
(+) KBo 52.209
996/u5
(+) KBo 58.58
464/z6
(+) Unpub.
1321/u
+ KBo 54.70
71/v7
+ KBo 66.38
E 3678
+ KBo 52.83
1228/u
+ 1319/u
+ KBo 64.28
Bo 69/56
Bo 40709
Otten – Rüster 1973, 89-90; Haas – Wilhelm 1974, 143-179; Otten – Rüster 1975, 245; Haas 1998, 38-44; Schwemer 1995, 90-91; Groddek 2000, 360-361; Kimball 2000, 135 sgg.; Miller 2004, 523-526; Marizza 2007, 123-124; Groddek 2010, 43; Groddek 2012a, 38-39.
Questo rituale conservato quasi per intero, costituisce insieme a CTH 483, il migliore esempio per ricostruire la struttura e la tipologia di un rituale di evocazione. Celebrato da un LÚAZU, presenta numerosi parallelismi con lo stesso CTH 483 e naturalmente con CTH 716, anche se il pessimo stato di conservazione di quest'ultimo, ne impedisce un confronto adeguato. Le divinità vengono evocate dagli stessi luoghi di evocazione di CTH 483 anche se l'ordine è diverso10.
Rispetto a CTH 483 e CTH 716 vi sono comunque analogie e differenze che possono essere brevemente riassunte: si noti per esempio la maggior ampiezza riservata alla sezione relativa all'evocazione dalle fosse rituali (kola 70-119) proprio come avviene in CTH 483; manca invece il lungo elenco di paesi stranieri che è presente in CTH 483 e in CTH 716, al posto del quale compare semplicemente l'espressione nu KUR.KURMEŠ ḫumanda anda ḫalzāi “ed egli (sc. il celebrante) chiama per nome tutti i paesi” (kolon 45). Una sola volta è attestata la formula di augurio con i termini di origine luvia (cfr. kola 56-58), che è invece molto più frequente ed estesa in CTH 483 e in CTH 716.
Le divinità per le quali viene celebrato CTH 484 sono note anche da altri rituali: si veda in modo particolare CTH 434 “Ritualfragmente für die Schicksalsgöttinen (DINGIR.MAḪ, Gulšeš)”, CTH 333 “Verschwinden und Wiederkehr von Anzili und Zukki” e CTH 439 “Ritual für die Gottheiten Anzili und Zukki”, anche se in nessuno di questi casi si tratta di rituali di evocazione11.
§1 (k. 1)
Incipit del rituale
§2 (k. 2-5)
Elenco della materia magica da utilizzare per il rituale
§3 (k. 6-30)
Preparativi per l'evocazione: si collocano i tavoli presso il portale di Tawiniya, si sparge l'olio profumato, si accende il fuoco, si fa un pane duni, ecc.
§4 (k. 31-37)
Stesura dei sentieri per l'evocazione delle divinità
§4 (k. 38-41)
Prima evocazione con lana rossa, con un ciuffo di lana di pecora, una striscia di stoffa e una piuma d'aquila
§5-6 (k. 42-58)
Preghiera di evocazione
§7 (k. 59-64)
Parzialmente frammentario: utilizzo di pietre
§8' (k. 65-70)
Sacrificio di uccelli in connessione con hurritische Ritualtermini
§§ 8'-9' (k. 71-121ca.)12
Evocazione delle divinità dalle fosse rituali
§§ 10'-15' (k. 122ca.-154)
Evocazione delle divinità dal fuoco (parzialmente frammentario)
§§ 16'-19' (k. 154-184)
Evocazione delle divinità dalle sorgenti
§§ 20'-22' (k. 185-204)
Evocazione delle divinità dal mare
§§ 22'-24' (k. 205-224)
Evocazione delle divinità dai fiumi
§§ 25'-26' (k. 225-250)
Evocazione delle divinità dalle montagne
§ 27' (k. 251-263)
Evocazione delle divinità dal cielo
§§ 27'-28' (k. 264-270)
Riti conclusivi con sacrificio di uccelli in connessione con hurritische Ritualtermini (parzialmente frammentario)
§§ 29' (k. 271-274)
Le copie che ci sono giunte sono tutte di epoca imperiale (datazione IIIb/IIIc), tuttavia sono numerosi gli elementi che indicano in modo inequivocable che la composizione originaria del rituale sia molto più antica, risalente certamente al medio Regno.
Vi sono anzitutto numerose grafie in scriptio plena13, che non avrebbero ragione di esistere in un testo originale della seconda metà del XIV secolo. Inoltre al kolon 7, all'inizio della sezione in cui si prepara la materia magica che servirà allo svolgimento del rituale, si dice che “questa preparazione viene fatta sulla base di una vecchia tavoletta” (nu=kan kī ḫandauwar karuiliyaz tuppiaz ienzi)14.
È tuttavia grazie al colofone, pienamente conservato in KUB 15.31, che si può giungere ad una datazione più esatta per la stesura originaria di questo rituale. Sappiamo infatti che la tavoletta è stata redatta per la prima volta da uno scriba di nome Hattušili per ordine del sovrano ed è stata ricopiata molto tempo dopo da Pihhuniya alla presenza di Anuwanza, il noto capo della cancelleria ittita vissuto durante il regno di Tuthaliya IV:
Vo IV 38' ki-i-ma-kán tup-pí
Vo IV 39' A-NA DUTU-ŠI KA×U-az pa-ra-a
Vo IV 40' GIŠPA.DINGIR-LIM-iš a-ni-ya-at
Vo IV 41' ŠU mPí-iḫ-ḫu-ni-ya DUMU mTa-at-ta
Vo IV 42' DUMU.DUMU-ŠU ŠA mPí-ik-ku PA-NI mA-nu-wa-an-za
Vo IV 43' LÚSAG.UŠ IŠ-ṬUR
Hattusili è dunque colui che ha redatto la karuiliyan tuppi di cui si parla al kolon 7. D'altra parte un Hattusili scriba sembra essere vissuto durante il medio Regno, se, come sembra abbastanza probabile, è da identificare con l'omonimo funzionario di alto rango che compare in vari testi appartenenti al periodo medio-ittita provenienti sia da Hattuša sia da Maşat-Höyük/Tapigga15.
Per il titolo cfr. Haas 1998, 38: “Anlockungsritual der Schicksals und Muttergöttinnen”. Le divinità destinatarie del rituale sono le DINGIR.MAH e le DGulšeš, oltre ad Anzili e Zukki.
Nonostante la ripetuta menzione di DGulšeš (r. 1, 2, 4), l'appartenenza di Bo 8197 a CTH 484, per cui cfr. Konkordanz s.v., è incerta, dal momento che non duplica alcuno dei testimoni che ci sono pervenuti. Non si può, perciò, escludere che questo piccolo frammento sia da catalogare sotto CTH 434 “Frammenti di rituali per DINGIR.MAḪ e Dgulšeš”. Roszkowska-Mutschler 2007, 94 ipotizza che il frustulo KBo 44.110 (785/f) faccia parte di CTH 484. Tuttavia la sequenza di termini rituali hurriti di KBo 44.110 (1') ⌈1 MUŠEN-ma ši-⌉[ . . . .] § (2') 1 MUŠEN-ma ta-[ti-ya(?) . . . ] (3') 1 MUŠEN-ma še-e[r-di-ḫi-ya . . . ] (4') 1 MUŠEN-ma a-n[a-ni-eš-ḫi-ya . . . ] § (5') 1 SILA4 zu-z[u-ma-ki-ya . . . ] (6') ki-el-d[i-ya . . . ] (7') am-b[a-aš-ši . . . ], non si riscontra mai in CTH 484. I termini hurriti presenti nel frammento richiamano piuttosto KUB 45.75 III 3'-7' (CTH 628; traslitterazione del frammento in Haas 1998, 169-170 (Nr. 98), dove si ha la stessa sequenza terminologica. Sequenze analoghe si riscontrano inoltre in KBo 4.2 IV 7-9 (CTH 486.C) e in KUB 12.31++ Ro 35'-37' (CTH 486.B). Cfr. anche KUB 7.34 3'-6' (CTH 500).
Cfr. Otten – Rüster 1975, 245.
Cfr. Otten – Rüster 1973, 89-90.
Il frammento in KBo 52, XI, è catalogato come CTH 720? (Fragmente der (Fest)rituale für Istar).
In base all'esame della foto (Archivio AdW Mainz PhB 1295), appare probabile che 464/z appartenga alla stessa tavoletta di B. come join indiretto da collocare alla fine di KUB 15.32 Ro II.
Cfr. Groddek 2000, 360.
Il frammento verrà pubblicato in KBo 66 a cura di C. Corti.
Groddek (v. Konkordanz sub Bo 4070) ipotizza un possibile join indiretto con KUB 15.32++ Vo IV. Se da un lato il frammento Bo 4070 non duplica in nessun caso B., va anche detto che presentando alcune linee di paragrafo in più. Dunque il join non sembra possibile.
Cfr. Haas – Wilhelm 1974, 145-146 per uno schema che riassume i luoghi di evocazione di CTH 484 con le righe corrispondenti nel testo; cfr. ibid.,180 per CTH 483, anche se in questo caso i nuovi duplicati e join richiedono alcuni aggiustamenti.
A tal proposito il piccolo frammento Bo 8197 che menziona DGulšeš (r. 1, 3, 4), inserito sotto CTH 484 in Konkor­danz, è più probabilmente da inserire sotto CTH 434, dal momento che non duplica né richiama direttamente alcuna parte di CTH 484.
Non è chiaro dove finisca esattamente l'evocazione dalle fosse rituali poiché ai kola 117-135 il testo si presenta piut­tosto frammentario.
Basterà citarne alcune a titolo esemplificativo: ša-ni-i-iz-zi (A. Ro I 25), ša-a-an-te-eš (A. Ro I 43), mu-ga-a-an (A. Ro I 44), pád-da-a-i (A. Ro II 13), ḫu-u-ma-an-da-a-aš (A. Ro II 22, 27), ti-i-e-ez-zi (A. Vo III 28), la-a-ḫu-wa-a-an-zi (A. Vo III 53).
Cfr. anche Kimball 2000, 137 n. 12.
Su questo importante funzionario vissuto in epoca medio-ittita, cfr. da ultimo Marizza 2007, 119-127, in particolare cfr. 123-124 per le osservazioni sul colofone di CTH 484.

References: §1

§2

§3

§4

§4

§5

§7

§8

§ 27