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REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE Deliberazione n. 266/2014/SRCPIE/PAR - PDF
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Emilio Graziani
1 REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE Deliberazione n. 266/2014/SRCPIE/PAR La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, nell adunanza del 2014, composta dai Magistrati: 25 novembre Dott. Mario PISCHEDDA Presidente f.f. Dott. Giuseppe Maria MEZZAPESA Consigliere Dott.ssa Alessandra OLESSINA Primo Referendario Dott. Massimo VALERO Primo Referendario Dott. Adriano GRIBAUDO Primo Referendario- relatore Dott. Cristiano BALDI Referendario Visto l art. 100, comma 2, della Costituzione; Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con Regio Decreto 12 luglio 1934, n e successive modificazioni; Vista la Legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti; Visto il Regolamento per l organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti, deliberato dalle Sezioni Riunite in data 16 giugno 2000 e successive modificazioni; Vista la Legge 5 giugno 2003, n. 131 recante disposizioni per l adeguamento dell ordinamento della Repubblica alla Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ed in particolare l art. 7, comma 8; Visto l atto d indirizzo della Sezione delle Autonomie del 27 aprile 2004, avente ad oggetto gli indirizzi e criteri generali per l esercizio dell attività consultiva, come integrato e modificato dalla deliberazione della medesima Sezione del 4 giugno 2009, n. 9; Vista la deliberazione della Sezione delle Autonomie del 17 febbraio 2006, n. 5; Vista la deliberazione delle Sezioni Riunite di questa Corte n. 54/CONTR/10 del 17 novembre 2010; 1
2 Vista la richiesta proveniente dal Sindaco del Comune di Envie (CN) in data e pervenuta per il tramite del Consiglio delle Autonomie Locali (C.A.L.) del Piemonte il 14 ottobre 2014, recante un quesito in materia di contabilità pubblica ed assegnata al magistrato dott. Adriano Gribaudo in data ; Vista l ordinanza con la quale il Presidente ha convocato la Sezione per l odierna seduta; Udito il relatore, dott. Adriano Gribaudo; FATTO Con la nota pervenuta presso la Sezione in data il Sindaco del Comune di Envie (CN) ha rivolto una richiesta di parere in ordine a questione inerente a spesa allocata al titolo II rubricata Assistenza, beneficienza pubblica e servizi diversi alla persona - Acquisizione immobili - Trasferimenti di capitale per un importo di ,73 in conto residui dell anno L ente espone il fatto che la predetta somma, derivante da alienazione di immobili, risulta da deliberazioni di Giunta comunale n. 71/2013 e di Consiglio n. 32/2013 con le quali l Amministrazione si era assunta l impegno di compartecipare alle spese di ristrutturazione ed ampliamento della casa di riposo Residenza Cesare Buzzi di Envie, lavori effettivamente avviati nel corso dell anno Il Sindaco domanda quindi se riferendosi a somma incassata nel 2002 e spesa risultante dal conto residui 2002 sia possibile, al fine di far fronte al debito in questione, sottrarlo dal computo del patto di stabilità interno. PREMESSA La richiesta di parere di cui sopra è intesa ad avvalersi della facoltà prevista dalla norma contenuta nell art. 7, comma 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131, la quale dispone che le Regioni, i Comuni, le Province e le Città metropolitane possono chiedere alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti pareri in materia di contabilità pubblica. La funzione consultiva delle Sezioni regionali è inserita nel quadro delle competenze che la legge 131/2003, recante adeguamento dell ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ha attribuito alla Corte dei conti. I pareri e le altre forme di collaborazione si inseriscono nei procedimenti amministrativi degli enti territoriali consentendo, nelle tematiche in relazione alle quali la collaborazione viene esercitata, scelte adeguate e ponderate nello svolgimento dei poteri che appartengono agli amministratori pubblici, restando peraltro esclusa qualsiasi forma di cogestione o coamministrazione con l organo di controllo esterno. Infatti, occorre rammentare che il parere della Sezione attiene a profili di carattere generale anche se, ovviamente, la richiesta proveniente dall'ente pubblico è motivata, 2
3 generalmente, dalla necessità di assumere specifiche decisioni in relazione ad una particolare situazione. L'esame e l'analisi svolta nel parere è limitata ad individuare l'interpretazione di disposizioni di legge e di principi generali dell'ordinamento in relazione alla materia prospettata dal richiedente, spettando, ovviamente, a quest'ultimo la decisione in ordine alle modalità applicative in relazione alla situazione che ha originato la domanda. Occorre preliminarmente accertare se la richiesta di parere formulata a questa Sezione sia ammissibile sotto il profilo soggettivo ed oggettivo. AMMISSIBILITÀ SOGGETTIVA Con particolare riguardo all individuazione dell organo legittimato a inoltrare le richieste di parere dei comuni, si osserva che il sindaco è l organo istituzionalmente legittimato a richiedere il parere in quanto riveste il ruolo di rappresentante dell ente locale ai sensi dell art. 50 T.U.E.L. Pertanto, la richiesta di parere formulata dal Comune di Envie è ammissibile soggettivamente poiché proviene dall organo legittimato, la stessa risulta inoltre inviata tramite il C.A.L. in conformità a quanto dispone la legge. AMMISSIBILITÀ OGGETTIVA Con riferimento alla verifica del profilo oggettivo, occorre rilevare che la disposizione, contenuta nel comma 8, dell art. 7 della legge 131/03, deve essere raccordata con il precedente comma 7, norma che attribuisce alla Corte dei conti la funzione di verificare il rispetto degli equilibri di bilancio, il perseguimento degli obiettivi posti da leggi statali e regionali di principio e di programma, la sana gestione finanziaria degli enti locali. Lo svolgimento delle funzioni è qualificato dallo stesso legislatore come una forma di controllo collaborativo. Il raccordo tra le due disposizioni opera nel senso che il co. 8 prevede forme di collaborazione ulteriori rispetto a quelle del precedente comma rese esplicite, in particolare, con l attribuzione agli enti della facoltà di chiedere pareri in materia di contabilità pubblica. In quest ottica, appare chiaro che le Sezioni regionali della Corte dei conti non svolgono una funzione consultiva a carattere generale in favore degli enti locali, ma che anzi le attribuzioni consultive in materia di contabilità pubblica si innestano nell ambito delle funzioni sostanziali di controllo collaborativo ad esse conferite dalla legislazione. Le Sezioni riunite della Corte dei conti, intervenendo con una pronuncia in sede di coordinamento della finanza pubblica ai sensi dell art. 17, co. 31 del decreto-legge 1 3
4 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, hanno delineato una nozione unitaria di contabilità pubblica incentrata sul sistema di principi e di norme che regolano l attività finanziaria e patrimoniale dello Stato e degli enti pubblici, da intendersi in senso dinamico anche in relazione alle materie che incidono sulla gestione del bilancio e sui suoi equilibri (Delibera n. 54, in data 17 novembre 2010). Il limite della funzione consultiva, come sopra delineato, esclude qualsiasi possibilità di intervento della Corte dei conti nella concreta attività gestionale ed amministrativa che ricade nell esclusiva competenza dell autorità che la svolge; nonché esclude che la funzione consultiva possa interferire in concreto con competenze di altri organi giurisdizionali. Dalle sopraesposte considerazioni consegue che la nozione di contabilità pubblica va conformandosi all evolversi dell ordinamento, seguendo anche i nuovi principi di organizzazione dell amministrazione, con effetti differenziati, per quanto riguarda le funzioni della Corte dei conti, secondo l ambito di attività. Nel caso in esame, la richiesta di parere è ammissibile anche sotto il profilo oggettivo, giacché il quesito riguarda la materia della contabilità pubblica, come delineata dalle SS.RR. con la richiamata deliberazione n. 54/2010. Va inoltre precisato che la Sezione, senza entrare nel merito delle scelte che competono all Ente locale, ritiene di poter fornire indicazioni generali sull interpretazione della disciplina applicabile, spettando all Amministrazione comunale le decisioni concrete da adottare in ordine alla successiva attività gestionale. (cfr. sez. reg. contr. Piemonte n. 9). *********** MERITO In ordine alla risposta da fornire al quesito formulato dal Comune occorre rammentare la disciplina generale in materia dei vincoli inerenti al Patto di stabilità interno, costituente disposizione di coordinamento della finanza pubblica. Come noto, a decorrere dall esercizio 2013 sono assoggettati al patto di stabilità interno anche i Comuni con popolazione compresa tra e abitanti (fascia nella quale è ricompreso il Comune di Envie), come disposto dal comma 1 dell articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n Anche per l'anno 2014 (art. 31 co. 3 l. n. 183/2011) l'obiettivo programmatico da assegnare a ciascun ente e' rappresentato dal saldo finanziario tra le entrate finali e le spese finali (al netto delle riscossioni e concessioni di crediti), calcolato in termini di competenza mista, ovvero assumendo, 4
5 per la parte corrente, gli accertamenti e gli impegni e, per la parte in conto capitale, gli incassi e i pagamenti. Ai fini del concorso di ogni Ente alla manovra complessiva del comparto, il valore del saldo finanziario obiettivo per ciascuno degli anni dal 2013 al 2015 è stato ottenuto moltiplicando la media degli impegni di spesa corrente registrati nel periodo , desunti dai certificati di conto consuntivo, per una percentuale fissata per i predetti anni dai commi 2 e 6 del richiamato articolo 31 della Legge di stabilità 2012, come modificati, rispettivamente, dai commi 432 e 431 dell articolo unico della L. 24 dicembre 2012, n Quanto alla nuova disciplina per il 2014 (l. n. 147/2013-legge di stabilità per il 2014) è inoltre stato previsto l'aggiornamento della base di riferimento per il calcolo dell'obiettivo del patto di stabilita' interno, individuata nella media degli impegni di parte corrente registrati nel triennio , in luogo del triennio L articolo 31 dai commi 7 sino al 16 della l. n. 183 del 2011 ripropone l esclusione dal saldo, valido ai fini del patto di stabilità interno, di una serie di specifiche tipologie di entrate e di spese, essenzialmente già previste in previgenti testi normativi. A tali esclusioni se ne aggiungono ulteriori introdotte dall articolo 2, comma 6, del D.L. 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla L. 1 agosto 2012, n. 122, nonché dall articolo 1, comma 283, della Legge di stabilità Il comma 17 del menzionato art. 31 ha abrogato tutte le disposizioni che individuano esclusioni di entrate o di spese dai saldi rilevanti ai fini del patto di stabilità interno precedenti alla Legge di stabilità 2012 e non previste espressamente dall articolo in questione. Ne consegue, dunque, che non sono consentite esclusioni dal patto di stabilita' interno di entrate o di spese diverse da quelle previste dalle norme sopra richiamate, atteso che ogni esclusione richiede uno specifico intervento legislativo che si faccia carico di rinvenire le adeguate risorse compensative a salvaguardia degli equilibri di finanza pubblica. (Corte Conti, sez. reg. contr. Piemonte, n , n. 389; cfr. Circolare M.E.F n. 6). Del resto si evidenzia altresì che le Sezioni Riunite in sede di controllo (n. 6 del ) hanno affermato che la disciplina legislativa relativa al Patto di stabilità interno rientra fra le disposizioni di coordinamento della finanza pubblica ed è applicativa di principi diretti a favorire il rispetto degli obblighi derivanti dall appartenenza all Unione europea ed è pertanto norma di stretta interpretazione che definisce in modo univoco quali siano le voci che devono essere utilizzate per effettuare il calcolo dell obbiettivo che ciascun ente locale deve raggiungere. In materia di esclusioni dal patto di stabilità interno vige dunque il principio di tassatività. 5
6 Per completezza va tuttavia ricordato che per l'anno 2014 e' stato previsto un allentamento del patto di stabilita' interno per complessivi milioni di euro, conseguito mediante l'esclusione dal patto, per un importo massimo di milioni di euro, dei pagamenti in conto capitale da sostenere nel primo semestre dell'anno 2014 e l'esclusione, per un importo massimo di 500 milioni di euro, dei pagamenti che saranno sostenuti per estinguere debiti in conto capitale maturati al 31 dicembre In particolare quanto alla esclusione dei pagamenti in conto capitale per milioni di euro l'articolo 1, comma 535, della legge di stabilita' per il 2014 ha introdotto, dopo il comma 9 dell'articolo 31 della legge n.183 del 2011, il comma 9-bis che ha disposto l'esclusione, dal saldo finanziario valido ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilita' interno 2014, per un importo complessivo di milioni di euro - di cui 850 milioni di euro ai comuni e 150 milioni di euro alle province - dei pagamenti in conto capitale sostenuti dalle province e dai comuni. In particolare, il comma 9-bis stabilisce che gli enti locali utilizzano gli spazi finanziari di cui al comma 535, nonche' gli ulteriori spazi finanziari che si liberano a seguito della esclusione in questione, esclusivamente per pagamenti in conto capitale effettuati nel primo semestre del 2014 dandone evidenza mediante il monitoraggio di cui al comma 19 del richiamato articolo 31, entro il termine perentorio ivi previsto. Pertanto i pagamenti in conto capitale che sono avvenuti ovvero che avverranno nel secondo semestre non possono essere esclusi a valere sui predetti spazi finanziari (cfr. Circolare M.E.F n. 6). Quanto alla esclusione per un importo massimo di 500 milioni di euro per debiti di parte capitale già maturati al va osservato che, ai sensi dell art. 1 commi 546 e 547 della l. n. 147/2013, i comuni interessati avrebbero dovuto indicare in via telematica, entro il , gli spazi finanziari richiesti al M.E.F. per le conseguenti ripartizioni. In esito alle richieste il Ministero ha provveduto alla distribuzione degli spazi con decreto del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato n del (pubblicato in G.U. n. 81 del ) con cui ha assegnato, tra l altro, al Comune di Envie uno spazio finanziario per Euro ,00. Conseguentemente, sotto tale profilo, il Comune può procedere al pagamento dei debiti con le dette caratteristiche, escludendoli dal computo del patto, esclusivamente entro il limite dello spazio concesso. E rimessa dunque all amministrazione comunale l assunzione delle conseguenti decisioni in coerenza con la vigente disciplina legislativa. P.Q.M. Nelle considerazioni che precedono è espresso il parere della Sezione. 6
7 Copia del parere sarà trasmessa a cura del Direttore della Segreteria al Consiglio delle Autonomie Locali della Regione Piemonte ed all Amministrazione che ne ha fatto richiesta. Così deliberato in Torino nella camera di consiglio del 25 novembre Il Relatore F.to Dott. Adriano Gribaudo Il Presidente f.f. F.to Dott. Mario Pischedda Depositato in Segreteria il 26/11/2014 Il Funzionario Preposto F.to Dott. Federico Sola 7

References: art. 100
 art. 7
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 art. 50
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 art. 17
 articolo 31
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 articolo 31
 articolo 2
 articolo 1
 art. 31
 articolo 31
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