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Timestamp: 2017-10-24 05:33:04+00:00

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Calciopoli 2 il risarcimento. E se Moggi dovesse venire a mancare, chi risarcirà il Brescia e il Bologna? | ruggiero distaso opinioni di diritto sportivo
Calciopoli 2 il risarcimento. E se Moggi dovesse venire a mancare, chi risarcirà il Brescia e il Bologna?
Allora, come sempre, salve a tutti. Questo articolo nasce da una domanda ben precisa che mi ha fatto Salvatore Sorrentino amico di chiara fede interista che, su Facebook, mi ha domandato appunto cosa potesse succedere nel caso in cui Moggi o Gazzoni che sono comunque persone di una età avanzata dovessero, nelle more del processo, facendo tutti gli scongiuri del caso, venire meno. Dato che anche il processo civile si svolge su tre gradi di giudizio i quali, esattamente come quello penale due sono di merito e uno, la Cassazione appunto, è di legittimità, che succederebbe se Moggi nel frattempo, facciamo tutti gli scongiuri del caso, dovesse venir meno? Il Brescia Calcio, per fare un esempio pratico, non avrebbe più diritto al risarcimento? Questa eventualità è prevista dal Codice di procedura civile (C.p.c.) tramite l’istituto della interruzione che è appunto preordinato a garantire l’effettività del contraddittorio in situazioni in cui una delle parti sia colpita da determinati eventi che potrebbero menomare la sua concreta possibilità di partecipare attivamente al processo quali, appunto, la morte o la mera scomparsa della parte, l’estinzione di un soggetto diverso dalla persona fisica come può essere la società Fiorentina, la perdita della capacità di stare in giudizio derivante ad esempio da interdizione, inabilitazione o fallimento ed altre fattispecie simili che non credo che a noi per il momento possano interessare. In questi casi, affinché si produca l’interruzione, l’evento tale da produrla deve verificarsi prima della chiusura della discussione davanti al giudice. Nel momento in cui si produce l’interruzione non si possono più compiere atti nel procedimento e quelli compiuti sarebbero nulli anche se la parte che li ha compiuti sia all’oscuro dell’evento interruttivo. La pausa determinata dall’interruzione è sempre per propria natura temporanea e la ripresa del processo può avvenire a seconda dei casi tramite prosecuzione dello stesso da parte di coloro cui spetti subentrarvi in luogo della parte colpita dall’interruzione, oppure tramite riassunzione, ad opera di una delle altre parti. Ma a chi spetta subentrarvi? Ce lo dice l’art. 110 C.p.c. ai sensi del quale “ Quando la parte vien meno per morte o per altra causa, il processo è proseguito dal successore universale o in suo confronto”. Quindi, nel caso dovessero venir meno alcune parti, per esempio Moggi o Gazzoni, il processo proseguirà nei confronti del figlio di Moggi dal figlio di Gazzoni. A riguardo, nel caso di più eredi, la giurisprudenza ha affermato che nel caso della morte di una delle parti nel corso del giudizio di primo grado, la sua legittimazione attiva e passiva si trasmette ai suoi eredi i quali, succedendo al soggetto originario, vengono a trovarsi per tutta la durata del giudizio in una situazione di litisconsorzio necessario per ragioni processuali che, a prescindere dalla scindibilità o meno del rapporto sostanziale, impone la riassunzione del processo nei confronti di tutti i coeredi e ciò qualunque sia la natura del rapporto oggetto della lite e, quindi, anche quando manchi la successione nel diritto posto a fondamento del rapporto sostanziale controverso (v. Cass. 14 maggio 1984, n. 2931). Tradotto in soldoni significa che nel caso di dipartita di una parte succedono tutti gli eredi sia nel caso in cui debbano risarcire che nel caso in cui debbano riscuotere un risarcimento, ovviamente suddividendo in parti uguali sia l’eventuale introito che l’eventuale risarcimento. A riguardo c’è da aggiungere che la mancata integrazione del processo nei confronti di tutti gli eredi importa la nullità assoluta, rilevabile d’ufficio anche in cassazione, del procedimento e della sentenza che lo ha concluso (ex multis Cass. 29 gennaio 1991, n.874, Cass. 18 gennaio 1988, n. 331; Cass. 20 dicembre 1988, n. 6942 e Cass. 14 maggio 1984, n. 2931). Sul punto la giurisprudenza è tornata in altre circostanze sempre riaffermando il concetto che, nel caso di morte di una delle parti del giudizio, la sua legittimazione attiva e passiva si trasmette agli eredi i quali, succedendo al soggetto originario, vengono a trovarsi per tutta la durata del giudizio in una situazione di litisconsorzio necessario processuale avulsa dalla scindibilità o meno del rapporto sostanziale (Cass. 20 dicembre 1994, n. 10969) infatti, l’esito del precetto (che cos’è il precetto? Ve lo spiego un’altra volta, voi per il momento fate finta che io abbia scritto processo) di cui era parte il “de cuius”(il defunto) è destinato ad incidere solo indirettamente, e nella misura di cui all’art. 754 c.c.(ossia in proporzione alla loro quota ereditaria), col patrimonio dei singoli eredi, mentre incide direttamente sull’eredità nel suo complesso (Cass. 1 gennaio 2011, n. 25706). Due parole vanno quindi dette, prima di continuare, su cosa significa “litisconsorzio necessario”. Ce lo dice il primo comma dell’art. 102 C.p.c. : “se la decisione non può pronunciarsi che in confronto di più parti, queste debbono agire (ossia citare in giudizio) o essere convenute (ossia citate in giudizio) nello stesso processo”. Questo è il litisconsorzio necessario, quando più parti devono stare nel processo perché la domanda della parte che agisce (l’attore) è rivolta a più persone contemporaneamente o più persone contemporaneamente devono rivolgere la stessa domanda (in questo caso di risarcimento danni) ad una sola persona. Diverso è ovviamente il caso in cui ad estinguersi sia la Società Fiorentina o peggio la Società Juventus ma, essendo queste delle eventualità che ritengo altamente improbabili, non mi soffermerò a spiegare in questa sede come eventualmente si dovrà risolvere il problema. Se putacaso la cosa si dovesse verificare la affronteremo. Una volta dichiarato in udienza l’evento interruttivo che in linea teorica dovrebbe avvenire ad opera dell’avvocato della parte colpita dall’evento interruttivo ma può anche avvenire con la semplice costituzione in giudizio di uno degli eredi e in tal caso andrebbe comunque ordinata l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri coeredi ( in tal senso, Cass. 27 gennaio 1982, n. 536), il processo continua appunto con la riassunzione in capo agli eredi della causa. Senza che stia ora a spiegare tecnicamente come si procede alla riassunzione, mi preme specificare che essa non avviene solo in caso di morte di una delle parti ma anche nel caso in cui, come molto probabilmente accadrà per la domanda del Brescia, il processo sia spostato da un ufficio giudiziario ad un altro di un’altra città (nel caso specifico il processo sarà spostato, molto probabilmente, da Brescia a Napoli). In particolare, per quanto riguarda il Brescia, la domanda di risarcimento danni è sostanzialmente dovuta alla retrocessione del Brescia grazie anche alla partita Lecce Parma unica partita che è stata considerata sia in sede penale che in sede sportiva come partita “alterata”. Lo juventino medio a riguardo obietta, a ragione, che se il Brescia avesse vinto a Firenze in quell’ultima giornata del campionato 2004/05 mentre in contemporanea si giocava Lecce Parma, si sarebbe comunque salvato. Come si procede per il risarcimento danni quando anche la parte che ha subito il danno ha contribuito al verificarsi dell’evento (in questo caso la retrocessione) con la sua condotta? In questo caso entra in gioco un altro istituto, quello della “perdita di chance”, che cos’è? Va be ragazzi, ve lo spiego la prossima volta, per il momento credo di avervi tediato abbastanza con questo noiosissimo articolo di procedura civile che già so che avrà poche condivisioni ma che ho fatto perché sento il dovere di spiegarvela piano piano affinché possiate capirci qualcosa e non ve ne usciate un giorno con eresie del genere “a Facchetti dopo che è morto non si poteva più nominare mentre invece a Moggi ….”, la responsabilità penale come anche, in parte, quella da illecito sportivo è personale mentre quella civile no, è trasmissibile agli eredi. Buona giornata.
10 risposte a “Calciopoli 2 il risarcimento. E se Moggi dovesse venire a mancare, chi risarcirà il Brescia e il Bologna?”
1 luglio 2016 alle 12:57
Ovviamente a me il tema in sè interessa poco, la sottile soddisfazione di far pagare il figlio la lascio agli interisti…
Quanto ai fatti, che sono sempre stati l’unica cosa che mi interessa, quell’anno si arriva all’ultima giornata con questa situazione:
Atalanta 35 (già retrocessa)
Bologna e Brescia sarebbero salve con retrocessione di Fiorentina e Siena.
Siena – Atalanta 2-1
Fiorentina – Brescia 3-0
Parma – Lecce 3-3
Bologna – Sampdoria 0-0
Il Brescia rimane fermo a quota 41 ed è a causa della sua sconfitta con la Fiorentina e della concomitante vittoria del Siena che viene scavalcato da entrambe le squadre. Il Bologna fa un punto e va a 42. In che modo incide dunque il risultato di Lecce – Parma all’interno di questo quadro, e tenendo fermo il risultato delle partite “regolari”?
Faccio i tre scenari:
1) se vince il Parma
Parma 44 Siena 43 Bologna 42 Fiorentina 42 Brescia 41 Atalanta 35
Brescia retrocesso come in effetti è stato, spareggio tra Bologna e Fiorentina
2) se vince il Lecce
Siena 43 Bologna 42 Fiorentina 42 Parma 41 Brescia 41 Atalanta 35
Retrocedono Brescia e Parma, nessuno spareggio
3) pareggio tra Lecce e Parma (come in effetti è stato)
Siena 43 Parma 42 Fiorentina 42 Bologna 42 Brescia 41 Atalanta 35
Fiorentina salva per la classifica avulsa, spareggio Bologna – Parma, Brescia retrocesso.
Come si vede, il Brescia retrocede in tutti e tre gli scenari, segno che il risultato di Lecce – Parma non ha inciso in alcun modo nella sua retrocessione, causata dalla sconfitta con la Fiorentina e la concomitante vittoria del Siena.
Diverso il discorso del Bologna, che sarebbe stato salvo in caso di vittoria del Lecce sul Parma, a scapito del Parma stesso. Negli altri due casi, il Bologna avrebbe comunque dovuto affrontare uno spareggio salvezza (e affrontarlo, sia chiaro, soprattutto a causa della sua mancata vittoria contro la Samp, perchè ovviamente se il Bologna avesse vinto all’ultima giornata sarebbe andato a quota 44 al riparo da qualsiasi rischio). In caso di vittoria del Parma sul Lecce lo spareggio sarebbe stato con la Fiorentina, in caso di pareggio sarebbe stato come in effetti è stato con il Parma.
Il Bologna, dunque, sarebbe stato salvo in caso di vittoria del Lecce sul Parma, invece la partita finisce 3-3. Abbiamo le prove che de Santis abbia aiutato il Parma e danneggiato il Lecce? A me non pare, perchè il bello è che si è considerata alterata Lecce – Parma ma senza che si sia mai riusciti a capire in che senso alterata.
Aggiungo scusandomi per la lunghezza un’altra cosa: a causa dell’arbitraggio di De Santis in Lecce – Parma il Parma arriva a giocarsi lo spareggio di andata col Bologna con ben sei squalificati, più di mezza squadra titolare.
Effettivamente, come mi hai fatto notare per l’ennesima volta tu, il Brescia retrocede più che altro per cause proprie, per propria responsabilità, e allora? non ha diritto al risarcimento? ne parleremo, comunque messa così dato che Moggi per quella partita è stato assolto e da Gazzoni invece non è stato neanche citato in giudizio è probabile dato che non ho notizie certe di altre squadre che abbiano intentato cause contro la Juve o contro Moggi che Moggi non paghi nessuno, qui gli unici che rischiano di pagare qualcosa sono quelli della Fiorentina ma di quanto poi, con calma, ne parliamo
1 luglio 2016 alle 17:12
Non so se il Brescia retrocede più che altro per colpe proprie, ma certo non retrocede per colpa del risultato di Lecce – Parma, perché sarebbe retrocesso con qualsiasi risultato di questa partita. Poi è chiaro che fa comodo pensare di essere retrocessi per colpa della cupola e non per demeriti propri, chi rinuncerebbe a un alibi del genere?
1 luglio 2016 alle 18:58
Comunque la cosa importante è che il Lecce era già salvo, se vinceva il Parma la Fiorentina sarebbe dovuta andare allo spareggio invece De Santis ha proprio fermato e i cartellini lo dimostrano, più che altro il Parma che però non si è mai costituito parte civile in nessun processo contrariamente al Lecce che non so cosa abbia fatto di preciso fino ad ora
1 luglio 2016 alle 23:14
Il Parma infatti non si è mai atteggiato a vittima di Calciopoli, anche perchè poi la salvezza se l’è conquistata battendo il Bologna nello spareggio. Tieni presente però che De Santis non c’aveva la radiolina per sapere in tempo reale i risultati delle altre partite, quindi attribuirgli calcoli sofisticati per agevolare il salvataggio della Fiorentina secondo me è quantomeno avventuroso.
Tieni presente che Lecce – Parma si attestano sul 3-3 all’11 del secondo tempo, e da quel momento in poi pensano a non farsi male (vedi testimonianza di Zeman); mentre le due espulsioni di giocatori del Parma arrivano nei minuti finali. Tieni anche presente che Siena – Atalanta è sull’1-1 e il Siena segna il gol del 2-1 che vale la salvezza soltanto a dieci minuti dalla fine. Quindi fino a 10 minuti dalla fine erano
Parma 42 Fiorentina 42 Bologna 42 Siena 41 Brescia 41 Atalanta 35, il Parma si salvava De Santis o non De Santis, e così anche il Bologna, è la vittoria del Siena che cambia le carte in tavola più di ogni altra cosa. C’erano troppe variabili in azione contemporaneamente perché si potesse fare un piano per salvare una squadra che coinvolgeva un unico arbitro.
Questi saranno i calcoli che faranno nel processo civile si chiama “perdita di chance”
3 luglio 2016 alle 9:08
io trovo l’articolo interessante ma la vostra discussione molto di piu’
qui la domanda é in che modo Moggi “avrebbe salvato la Fiorentina a scapito del Bologna”
secondo il giudizio del processo di Napoli ci é riuscito
ma allora non si tratta di associazione a delinquere per frode sportiva
ma si tratta si vero miracolo e Moggi dispone di poteri divinatori
e i calcoli fatti da Frantosc ne sono una dimostrazione
sono fatti e non nostra opinione
cosa succede se al processo civile
rileggendo quanto scritto sopra da Farntosc
si rendono conto che era impossibile alterare partitie a favore di una determinata squadra e sconfessano il giudizio delprocesso di Napoli ???
3 luglio 2016 alle 18:14
11 luglio 2016 alle 2:40
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