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Timestamp: 2019-12-12 05:34:45+00:00

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L. R. Toscana 12/01/1994, n. 3 | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : NR37966
B.U.R. Toscana 13/01/1994, n. 4
L. R. Toscana 25/11/2019, n. 70
Articolo 7, comma 2, lettera b); articolo 7 bis, comma 2 bis; articolo 13 ter, comma 4 bis; articolo 51, comma 4; articolo 53, comma 2 bis.
Articolo 28 quinquies.
L. R. Toscana 16/02/2018, n. 8
Articolo 11 ter, comma 8, comma 8 bis, comma 8 ter.
Articolo 11 ter, comma 3.
Articolo 10, comma 5 bis; articolo 11 ter, comma 4; articolo 13 bis, comma 1; articolo 17 bis, comma 6 bis; articolo 20, comma 7 bis, comma 8; articolo 21, comma 8 bis, comma 11; articolo 24, comma 7 quinquies; articolo 28, comma 9 bis; articolo 28 quater, rubrica, comma 1; articolo 34 bis; articolo 52, comma 1, comma 4; articolo 58, comma 1, lettera r bis); articolo 59, comma 3 bis; Allegato A.
D. P.G.R. Toscana 05/09/2017, n. 48/R
- L.R. 25/11/2019, n. 70
- L.R. 16/02/2018, n. 8
- L.R. 16/12/2016, n. 84
- L.R. 09/02/2016, n. 10
- L.R. 30/12/2014, n. 88
- L.R. 12/11/2013, n. 65
- L.R. 31/05/2013, n. 27
- L.R. 03/02/2010, n. 2
- L.R. 09/04/2009, n. 17
- L.R. 04/04/2007, n. 19
- L.R. 25/07/2005, n. 47
- L.R. 23/02/2005, n. 34
- L.R. 11/10/2002, n. 36
- L.R. 10/06/2002, n. 20
- L.R. 12/02/1999, n. 7
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1. La Regione, nel rispetto dei principi dettati dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157 “(Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio)”N1 nonché della Conve
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1. La Regione provvede a disciplinare l’utilizzazione dei territori che presentano specifico interesse sotto l’aspetto faunistico, naturalistico e ambientale, con particolare riferimento a quelli appartenenti al patrimonio agricolo e forestale della Regione. Tale patrimonio, ai fini della presente le
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Titolo 3 - PIANIFICAZIONE
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Art. 6 - Disposizioni generali per la pianificazione faunistico venatoria
2. La pianificazione faunistico-venatoria è finalizzata, per quanto attiene alle specie carnivore, alla conservazione delle loro effettive capacità pro
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1. Il comprensorio rappresenta, per aree omogenee, la base territoriale e organizzativa per la programmazione faunistico-venatoria e per la formulazione dei programmi di gestione, ed è individuato nel piano faunistico venatorio regionale.
2. All'interno del comprensorio i
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Art. 6 ter - Piano faunistico venatorio regionale
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Art. 7 - Programmazione regionale
1. La Regione stabilisce gli indirizzi e gli obiettivi delle politiche regionali in materia di gestione del territorio agricolo-forestale destinato alla protezione della fauna e alla caccia programmata, nonché le tipologie di intervento necessarie per l’attuazione degli stessi nell’ambito del Programma regionale di sviluppo (PRS) di cui alla legge regionale 7 gennaio 2015, n. 1 (Disposizioni in materia di programmazione economica e finanziaria regionale e relative procedure contabili. Modif
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Art. 7 bis - Disposizioni transitorie
1. A seguito dell’approvazione del piano stralcio di cui all’articolo 2, comma 1, della legge regionale 9 febbraio 2016, n. 10 (Legge obiettivo per la gestione degli ungulati in Toscana. Modifiche alla l.r. 3/1994), i pian
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Art. 8 - Piani faunistico-venatori provinciali
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Art. 9 - Piano annuale di gestione
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Art. 10 - Osservatorio per la fauna e l’attività venatoria
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1. È istituita la Commissione consultiva regionale, organo di consultazione della Giunta regionale.
2. La Commissione formula proposte ed esprime pareri “obbligatori” N17 in ordine:
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Art. 11 - Ripartizione del territorio regionale destinato a caccia programmata in ambiti territoriali di caccia (ATC)
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1. Gli ATC sono strutture associative senza scopo di lucro, regolate con proprio statuto, a cui sono affidati compiti di rilevanza pubblicistica connessi all’organizzazione del prelievo venatorio e alla gestione faunist
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c) due designati, secondo le modalità definite con deliberazione della Giunta regionale, dalle associazioni di protezione ambientale presenti in forma organizzata sul territorio del comprensorio e riconosciute ai sensi dell’
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1. Gli ATC svolgono in forma accentrata le procedure per l’affidamento di servizi e forniture nel rispetto del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture) e le
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Art. 12 - Attività dell'ATC
b) predispone programmi di intervento, anche mediante progetti finalizzati, per promuovere e organizzare le attività di ricognizione delle risorse ambientali e della consistenza faunistica dell'ATC, attraverso adeguati censimenti, documentando anche
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Art. 13 - Controllo sostitutivo
1. In caso di mancato o inadeguato svolgimento delle attività di cui agli articoli 11 quinquies, 12 e 13 ter, comma 4 bis, il Presidente della Giunta regionale d
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Art. 13 bis - Indice di densità venatoria
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Art. 13 ter - Accesso agli ATC
2. Ogni cacciatore ha diritto ad un proprio ATC denominato, una volta accordata l’iscrizion
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Art. 13 quater - Coordinamento degli ATC
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1. Le zone di ripopolamento e cattura sono destinate alla riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale ed alla cattura della stessa per l’immissione e il suo irradiamento sul territorio, in tempi e condizioni
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Art. 17 bis - Zone di rispetto venatorio
2. Nelle zone di
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1. I titolari di aziende agricole, organizzate in forma singola, consortile o cooperativa, possono chiedere “alla struttura regionale competente” N31 la autorizzazione relativa alla creazione di centri privati di riproduzione di fauna selvatica allo stato naturale.
2. “La struttura regionale competente” N31 rilascia le autorizzazioni relative all’istituzione dei centri privati entro i limiti e nel rispetto dei criteri fissati nel regolamento regionale. I centri
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1. La autorizzazione di centro privato di riproduzione della fauna selvatica è revocata qualora il titolare dell’impresa agricola contravvenga alle norme di cui all’articolo 18 della presente legge, nonché alle dis
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2. Le aziende faunistico-venatorie sono istituite con riferimento alla fauna acquatica nelle zone umide e vallive, nonché alla tipica fauna regionale appartenente alle specie coturnice, lepre, pernice ro
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1. L’autorizzazione di azienda faunistico-venatoria o di azienda agrituristico-venatoria è revocata quando non siano rispettate le disposizioni di legge o quelle del provvedimento
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1. L’esercizio venatorio nelle aree contigue a parchi naturali e regionali, individuate dalla Regione ai sensi dell’art. 3, 2º comma, della
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1. La struttura regionale competente, sentiti i comuni interessati, autorizza le aree per l’addestramento, l’allenamento e le gare dei cani, individuate nel piano faunistico venatorio, e ne affida la gestione prioritariamente alle associazioni venatorie e cinofile, ovvero a imprenditori agricoli, singoli o associati, che ne facciano richiesta. Le aree di addestramento autorizzate a imprenditori agricoli titolari di autorizzazione di azienda agrituristico-venatoria devono ricadere all’interno dell’azienda stessa. N2
2. “La struttura regionale competente”N31 approva il regolamento di gestione delle aree [NI=34].
3. Le aree per l’addestramento, l’allenamento e le gare per cani devono insistere su terreni idonei, per specifiche condizioni ambientali, agli scopi della cinofilia venatoria. Qualora sia previsto l’abbattimento di selvaggina, tali aree devono essere costi
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2. La nuova istituzione di fondi chiusi e di quelli esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, deve essere notificata al Comune. Qualora la superficie dei fondi chiusi di nuova istituzione sia superiore a 3 ettari la notifica deve essere fatta anche “alla struttura regionale competente” N31 .
3. I proprietari o i conduttori dei fondi cui ai commi pr
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1. Le tabelle di segnalazione prescritte ai sensi della presente legge, devono avere le dimensioni di centimetri 20 per centimetri 30. Le tabelle recano scritta nera su fondo bianco e sono collocate su tutto il perimetro
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a) Mammiferi: Lupo, Sciacallo d
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1. La fauna selvatica in quanto ne sia consentita la caccia, come previsto dall’art. 12, 1º comma della L. n. 157/1992, appartiene, salvo i casi previsti dalla presente legge, a chi la uccide o la cattura ovvero a chi l’ha scovata finché non ne abbandoni l’inseguimento.
2. Costituisce esercizio di caccia ogni atto diretto all’uccisione o alla cattura di fauna selvatica mediante l’impiego dei mezzi di cui al successivo art. 31. È considerato altresì esercizio di caccia il vagare o il soffermarsi con i mezzi destinati a tale scopo, in attitudine di ricerca o di attesa della fauna selvatica.
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Art. 28 bis - Gestione faunistico venatoria degli ungulati
1. La gestione faunistico venatoria degli ungulati interessa l’intero territorio regionale, anche se soggetto a regime di protezione o di vincolo, persegue gli obiettivi indicati nel piano faunistico venatorio “regionale” N48 ed è finalizzata al mantenimento delle densità sostenibili, anche interspecifiche, definite a livello locale, tenuto conto degli effettivi danneggiamenti alle coltivazioni agricole e ai boschi.
2. La Giunta regionale determina le densità sostenibili di cui al comma 1, sentiti gli ATC e le organizzazioni professionali agricole. Fino alla determinazione delle densit&agr
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1. Ai responsabili del
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N50 N92
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Art. 28-quinquies - Circolazione fuori strada dei veicoli a motore per attività faunistico-venatorie e venatorie
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Art. 29 - Licenza di porto di fucile per uso caccia e altre abilitazioni
1. La licenza di porto di fucile per uso di caccia ha la durata di sei anni ed è rilasciata dalla competente autorità in conformità alle leggi di pubblic
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1. La Giunta regionale, sentito l’ISPRA, approva il calendario venatorio. N51
3. La stagione venatoria ha inizio la terza domenica di sett
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1. La caccia è consentita con l’uso del fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di due cartucce, di calibro non superiore al 12, nonché con fucile con canna ad anima rigata a caricamento singolo manuale o a ripetizione semiautomatica di calibro non inferiore a millimetri 5,6 con boss
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d) praticare qualsiasi forma di uccellagione, prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi ed uccelli appartenenti alla fauna selvatica, salvo che nei casi previsti all’art. 36 della presente legge o nelle zone di ripopolamento e cattura, nei centri di riproduzione di fauna selvatica, nelle oasi e nelle zone di protezione per sottrarli a sicura distruzione o morte purché, se ne dia pronto avviso nelle 24 ore successive “alla Regione” N31;
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2. È parimenti vietato sparare, in direzione di detti immobili e vie di comunicazione, da distanza minore di metri 150 con fucile da caccia ad anima liscia con munizione spezzata o da una distanza corrispondente a meno di una volta e mezzo la gittata massima in caso di uso di armi a canna rigata o a canna liscia caricate a palla, nonché in direzione di funivie, filovie ed altri sistemi di trasporto a so
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Art. 34 - Cattura e gestione dei richiami vivi e appostamenti
3. È vietato l'uso di richiami che non siano identificati mediante anello inamovibile numerato.
4. Entro il 31 agosto 2007 le province provvedono a distribuire ai cacciatori toscani anelli inamovibili e numerati, forniti dalla competente struttu
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1. L’esercizio venatorio è consentito da un’ora prima della levata del sole fino al tramonto; la caccia
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1. Il Presidente della Giunta Regionale può autorizzare, con proprio decreto, su parere “dell'ISPRA”N31, gli istituti scientifici delle Università o del Consiglio Nazionale delle
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1. Il Presidente della Giunta regionale può vietare o ridurre, per periodi prestabiliti, la caccia a determinate specie di fauna selvatica di cui all’articolo 18 della L. n. 157/1992 per importanti e motivate ragioni connesse alla consistenza faunistica o per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità.
2. “La Regione”N66, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela di particolari specie selvatiche, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, “provvede” N66 controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l’utilizzo di metodi ecologici su parere “dell’ISPRA” N66.
2 bis. Ai fini del controllo delle po
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Art. 37 bis - Disciplina del regime di deroga previsto dall'articolo 9 della dir. 2009/147/CE
1. Nel corso della stagione venatoria le deroghe di cui all’articolo 9 della dir. 2009/147/CE concernente la conservazione degli uccelli selvatic
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Art. 37 ter - Procedure per l’attuazione delle deroghe di cui all'articolo 9 della dir. 2009/147/CE
N4 N69
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Art. 37 quater - Procedure specifiche per l’attuazione delle deroghe di cui all’articolo 9, comma 1, lettera a), della dir. 2009/147/CE
3993527 5937460
Art. 37 quinquies - Condizioni e limitazioni per l’attuazione delle deroghe di cui all'articolo 9 della dir. 299/147/CE
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1. Chiunque rinvenga fauna selvatica in difficoltà &egra
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1. La Regione autorizza gli allevamenti di fauna selvatica in stato di cattività, a scopo di ripopolamento, la cui attività è disciplinata con apposito regolamento regionale tenuto c
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1. L’istituzione di allevamenti a fini amatoriali ed ornamentali di fauna autoctona e per l’utilizzazione come
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Art. 41 - Allevamenti di fauna selvatica a fini alimentari
2. Il titolare dell'allevamento a scopo alimentare è tenuto alla
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Art. 42 - Divieti di caccia per la tutela della produzione agricola
2. Sono da ritenersi in attualità di colti
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1. È vietato a chiunque vendere, detenere per vendere, trasportare per vendere, acquistare uccelli vivi o morti, nonché loro parti o prodotti derivati, appartenenti alla fauna selvatica, che non appartengano alle seguenti specie: Germano reale; Pernice rossa; Starna; Fagian
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1. I cani e i gatti trovati a vagare nelle campagne, tenuto conto delle disposizioni della legge 14 agosto 1991, possono
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Titolo 6 - DISPOSIZIONI FINANZIARIE
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Art. 52 - Guardie venatorie volontarie
1. La qualifica di guardia volontaria è concessa, “ai sensi dell’articolo 138 del testo unico di pubblica sicurezza e dell'articolo 163, comma 3, lettera a), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59)”
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1. I soggetti proposti alla vigilanza venatoria, ai sensi dell’art. 51, possono chiedere a qualsiasi persona trovata in possesso di armi o arnesi atti alla caccia, in esercizio o in attitudine di caccia, la esibizione della licenza di porto di fucile per uso di caccia, del tesserino di cui all’art. 28, del contrassegno della polizia di assicurazione nonché della fauna selvatica abbattuta o catturata.
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1. Gli organi di vigilanza che non esercitano funzioni di polizia giudiziaria, i quali accertino, anche a seguito di denuncia, violazioni delle disposizioni sull’attività venatoria, redigono verbali, conformi alla legisla
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Art. 58 - Violazioni amministrative - Sanzioni pecuniarie
1. Salvo quanto previsto dall’articolo 57, comma 1, per le violazioni delle disposizioni della presente legge si applicano le seguenti sanzioni amministrative:
d) sanzione amministrativa da euro 155,00 a euro 930,00 per chi esercita senza autorizzazione la caccia all'interno delle aziende faunistico venatorie, nei centri pubblici o privati di riproduzione e negli ambiti e comprensori destinati alla caccia programmata; se la violazione &
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1. Per le violazioni di cui all’art. 58, lett. a), oltre la sanzione pecuniaria, è altresì disposta la sospensione per un anno della licenza di porto di fucile per uso di caccia. Se la violazione è nuovamente commessa la sospensione è disposta per tre anni.
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1. Salvo che le infrazioni costituiscano illecito penale, è sempre disposta la confisca amministrativa della fauna selvatica appartenente a specie protette o comunque non cacciabili ovvero n
3993527 5937481
1. Ai fini dell’aumento dell’ammontare delle sanzioni pecuniarie nonché dell’applicazione delle altre sanzioni di cui all’art. 58, le infrazioni amministrative si intendono nuovamente commesse qualora siano compiute entro 5 anni dalla precedente infrazione
3993527 5937482
1. In caso di danneggiamento provocato a specie selvatiche da scarichi inquinanti industriali o urbani, dall’uso di insetticidi, pesticidi, diserbanti o di altre sost
3993527 5937483
3993527 5937484
1. Le concessioni relative alle aziende faunistico-venatorie disciplinate dall’art. 10 della legge regionale 15 marzo 1980 n. 17 e successive modifiche ed integrazioni sono confermate fino alla loro naturale scadenza. Le aziende faunistico-venatorie a preminente vocazione venatoria, di cui alla delibera del 20 marzo 1985, n. 213, del Consiglio regionale, sono equiparate alle aziende agrituristico-venatorie di cui al precedente art. 21.
2. Su richiesta del concessionario la struttura regionale competente può autorizzare la trasformazione delle aziende faunistico-venatorie in aziende agrituristico-venatorie e viceversa, fermi restando i limiti minimi di superficie previsti per ciascuna tipologia di istitut
3993527 5937485
Art. 63 bis - Norma finanziaria
1. Le risorse per l’attuazione degli interventi di cui alla presente legge sono definite “nel DEFR”N83 in coerenza con gli stanziamenti di bilancio e con le disposizioni di cui all’articolo 7.
3993527 5937486
1. Per tutto quanto non previsto dalla presente legge valgono le disposizioni di cui alla
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- ATC n. 1 denominato “AREZZO-VALDARNO-VALDICHIANA-CASENTINO” comprendente i comuni di Cortona, Foiano della Chiana, Laterina, Loro Ciuffenna, Lucignano, Marciano della Chiana, Montemignaio, Monte San Savino, Montevarchi, Ortignano Raggiolo, Pergine Valdarno, Poppi, Pratovecchio Stia, San Giovanni Valdarno, Subbiano, Talla, Terranuova Bracciolini, Arezzo, Bibbiena, Bucine, Capolona, Castel Focognano, Castelfranco Piandiscò, Castel San Niccolò, Castiglion Fibocchi, Castiglion Fiorentino, Cavriglia, Chitignano, Chiusi della Verna, Civitella in Val di Chiana;
- ATC n. 8 de

References: Articolo 7
 articolo 7
 articolo 13
 articolo 51
 articolo 53

Articolo 28

Articolo 11

Articolo 11

Articolo 10
 articolo 11
 articolo 13
 articolo 17
 articolo 20
 articolo 21
 articolo 24
 articolo 28
 articolo 28
 articolo 34
 articolo 52
 articolo 58
 articolo 59

Art. 6

Art. 6

Art. 7

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 13

Art. 13

Art. 13

Art. 17
 art. 31

Art. 28

Art. 28

Art. 29

Art. 34

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 41

Art. 42

Art. 52

Art. 58
 art. 21

Art. 63