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Timestamp: 2020-08-04 00:26:07+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8491 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8491 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. II, 31/03/2017, (ud. 07/12/2016, dep.31/03/2017), n. 8491
sul ricorso 25489/2012 proposto da:
CONDOMINIO (OMISSIS), (OMISSIS), IN PERSONA DELL’AMM.RE P.T.,
CASSAZIOZNE, rappresentato e difeso dagli Avv.ti LIBORIO MENNELLA,
avverso l’ordinanza n. 2149/2012 del GIUDICE DI PACE di NAPOLI,
L’avv. I.P. adiva il giudice di pace di Napoli, in base alla L. n. 794 del 1942, art. 28, per ottenere la liquidazione del proprio compenso professionale per prestazioni giudiziali (decreti ingiuntivi e, in alcuni casi, le relative cause di opposizione) rese in favore del condominio di (OMISSIS).
Con ordinanza n. 2149/12 il giudice di pace liquidava per l’opera svolta la somma di Euro 2.369,72, oltre interessi legali dal 21.3.2006 (data della richiesta stragiudiziale) al soddisfo. Osservava il giudice di pace che l’eccezione di incompletezza del ricorso non specificava il criterio in base al quale la copia notificata sarebbe stata incompleta ed inintelligibile; che sostanzialmente il condominio nulla aveva eccepito sulla somma richiesta; e che agli atti del fascicolo del ricorrente non vi era documentazione probatoria relativa ai giudizi d’opposizione e alle relative spese liquidate.
L’avv. lannitti non ha svolto attività difensiva.
1. – Il primo motivo denuncia la violazione o falsa applicazione dell’art. 125 c.p.c. e art. 156 c.p.c., comma 2 e art. 24 Cost., essendo priva la copia notificata del ricorso introduttivo dei requisiti minimi di legge.
2. – Il secondo motivo lamenta la violazione o falsa applicazione dell’art. 101 c.p.c. e art. 111 Cost., commi 1 e 2, perchè il giudice di pace non ha rilevato la discordanza denunciata tra la copia notificata del ricorso e l’originale depositato agli atti. Nè il condominio resistente ha preso posizione specifica su circostanze e deduzioni contenute nell’originale del ricorso, sicchè le lacune della copia notificata non hanno garantito l’instaurazione di un corretto contraddittorio.
Il difetto, in particolare, dell’oggetto, delle ragioni della domanda e delle conclusioni, determina la nullità dell’atto, che il giudice di merito è tenuto a rilevare concedendo all’opponente, ai sensi dell’art. 164 c.p.c., un apposito termine o per rinnovare l’atto o, se il convenuto si è costituito, per integrare la domanda (cfr. per una fattispecie analoga, anch’essa relativa ad un procedimento camerale, Cass. n. 3508/15).
4.1. – Dall’esame degli atti, cui questa Corte ha accesso trattandosi di verificare l’esistenza del denunciato error in procedendo, emerge che nella specie l’atto introduttivo del procedimento ex lege n. 794 del 1942, instaurato dall’avv. I. consta di due pagine. Mentre la prima ha contenuto narrativo, la seconda reca soltanto la richiesta di fissazione dell’adunanza camerale di comparizione delle parti. Tra lo scritto dell’una e dell’altra pagina non vi è, ad evidenza, alcuna continuità del discorso logico, sicchè neppure la narrazione dei fatti può ritenersi completa; manca, inoltre, qualsiasi indicazione delle conclusioni e, in particolare, della somma richiesta e della relativa specifica. Difetto, questo, che menoma gravemente le facoltà di difesa della parte evocata in giudizio, ostando, così, ad una regolare instaurazione del contraddittorio sui temi del decidere.
Di qui, la nullità dell’atto ai sensi dell’art. 156 c.p.c., che il giudice di merito avrebbe dovuto rilevare disponendone l’integrazione ai sensi del citato art. 164 c.p.c..

References: Sentenza 
 art. 28
 art. 156
 art. 24
 art. 111
 Cass. 
 art. 164