Source: http://mobile.ilcaso.it/codice_fallimentare/28
Timestamp: 2018-09-25 21:36:55+00:00

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I. Possono essere chiamati a svolgere le funzioni di curatore:
b) studi professionali associati o so-cietà tra professionisti, sempre che i soci delle stesse abbiano i requisiti professionali di cui alla lettera a). In tale caso, all’atto dell’accettazione dell’incarico, deve essere designata la persona fisica responsabile della procedura;
c) coloro che abbiano svolto funzio-ni di amministrazione, direzione e controllo in società per azioni, dando prova di adeguate capacità imprendi-toriali e purché non sia intervenuta nei loro confronti dichiarazione di fallimento.
II. Non possono essere nominati curatore il coniuge, i parenti e gli affi-ni entro il quarto grado del fallito, i creditori di questo e chi ha concorso al dissesto dell’impresa [...] (1), non-ché chiunque si trovi in conflitto di interessi con il fallimento.
III. Il curatore e' nominato tenuto conto delle risultanze dei rapporti riepilogativi di cui all'articolo 33, quinto comma. (2)
IV. E' istituito presso il Ministero della giustizia un registro nazionale nel quale confluiscono i provvedimenti di nomina dei curatori, dei commissari giudiziali e dei liquidatori giudiziali. Nel registro vengono altresi' annotati i provvedimenti di chiusura del fallimento e di omologazione del con-cordato, nonche' l'ammontare dell'at-tivo e del passivo delle procedure chiuse. Il registro e' tenuto con modalita' informatiche ed e' accessibile al pubblico. (3)
V. Al curatore fallimentare ed al coadiutore nominato a norma dell'articolo 32, secondo comma, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 35, comma 4-bis, e 35.1 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159; si osservano altresì le disposizioni di cui all'articolo 35.2 del predetto decreto. (4) (5)
(1) L'art. 5, comma 1, del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132, ha soppresso, in sede di conversione, le parole "durante i due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento".
(2) Comma aggiunto dall'art. 5, comma 1, del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 in sede di conversione dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(3) Comma aggiunto dall'art. 5, comma 1, del D.L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132.
(*) Le modifiche di cui alle nota 1 si applicano ai fallimenti dichiarati successivamente alla data del 27 giugno 2015 di entrata in vigore del citato decreto legge; quelle di cui alla nota 2 si applicano ai fallimenti dichiarati successivamente alla data del 21 agosto 2015 di entrata in vigore della citata legge di conversione; quelle di cui alla nota 3 acquistano efficacia decorsi sessanta giorni dalla pubblicazione sul sito internet del Ministero della giustizia delle specifiche tecniche previste dall'articolo 16-bis, comma 9-septies, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, da adottarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del D.L. 27 giugno 2015, n. 83.
(4) Comma aggiunto dall’ art. 2, comma 1, D.Lgs. 18 maggio 2018, n. 54, a decorrere dal 25 giugno 2018, ai sensi di quanto disposto dall’ art. 6, comma 1, del medesimo D.Lgs. n. 54/2018.
(5) Si riportano le norme richiamate:
- art. 35, co. 4-bis, d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159: "Non possono assumere l'ufficio di amministratore giudiziario, né quello di suo coadiutore, coloro i quali sono legati da rapporto di coniugio, unione civile o convivenza di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, parentela entro il terzo grado o affinità entro il secondo grado con magistrati addetti all'ufficio giudiziario al quale appartiene il magistrato che conferisce l'incarico, nonché coloro i quali hanno con tali magistrati un rapporto di assidua frequentazione. Si intende per frequentazione assidua quella derivante da una relazione sentimentale o da un rapporto di amicizia stabilmente protrattosi nel tempo e connotato da reciproca confidenza, nonché il rapporto di frequentazione tra commensali abituali."
- art. 35.1 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159: "(Dichiarazione di incompatibilità)
1. L'amministratore giudiziario, al momento dell'accettazione dell'incarico e comunque entro due giorni dalla comunicazione della nomina, deposita presso la cancelleria dell'ufficio giudiziario conferente l'incarico una dichiarazione attestante l'insussistenza delle cause di incompatibilità di cui all'articolo 35, comma 4-bis. In caso di violazione della disposizione di cui al periodo precedente il tribunale provvede d'urgenza alla sostituzione del soggetto nominato. Il tribunale provvede allo stesso modo nel caso in cui, dalla dichiarazione depositata, emerga la sussistenza di una causa di incompatibilità. In caso di dichiarazione di circostanze non corrispondenti al vero effettuata da un soggetto iscritto ad un albo professionale, il tribunale lo segnala all'organo competente dell'ordine o del collegio professionale ai fini della valutazione di competenza in ordine all'esercizio dell'azione disciplinare e al presidente della Corte di appello affinché dia notizia della segnalazione a tutti i magistrati del distretto.
2. Nella dichiarazione il soggetto incaricato deve comunque indicare, ai fini di cui all'articolo 35.2, l'esistenza di rapporti di coniugio, unione civile o convivenza di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, parentela entro il terzo grado o affinità entro il secondo grado o frequentazione assidua con magistrati, giudicanti o requirenti, del distretto di Corte di appello nel quale ha sede l'ufficio giudiziario presso il quale è pendente il procedimento.
3. Il coadiutore nominato dall'amministratore giudiziario a norma dell'articolo 35, comma 4, redige la dichiarazione disciplinata ai commi 1 e 2 e la consegna all'amministratore giudiziario entro due giorni dal momento in cui ha avuto conoscenza della nomina e, in ogni caso, prima di dare inizio alla sua attività. L'amministratore giudiziario entro i due giorni successivi provvede a depositare in cancelleria la dichiarazione del coadiutore. Se il coadiutore non consegna la dichiarazione o se dalla dichiarazione emerge la sussistenza di una causa di incompatibilità, l'amministratore giudiziario non può avvalersi del coadiutore nominato.
4. A decorrere dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del provvedimento con cui il responsabile dei sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia attesta la piena funzionalità dei sistemi in relazione a quanto previsto dai commi 1, 2 e 3, il deposito della dichiarazione prevista dai predetti commi ha luogo esclusivamente con modalità telematiche, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici.
- art. 35.2 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159: "(Vigilanza)
1. I sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia assicurano al presidente della Corte di appello la possibilità di estrarre, anche in forma massiva, le dichiarazioni depositate a norma dell'articolo 35.1, dalle quali deve essere possibile rilevare almeno i seguenti dati:
2. Il presidente della Corte di appello tiene conto delle risultanze delle dichiarazioni ai fini dell'esercizio, su tutti gli incarichi conferiti, del potere di sorveglianza di cui al regio decreto 31 maggio 1946, n. 511.
Concordato preventivo – Nomina a liquidatore della stessa persona nominata commissario giudiziale – Conflitto di interessi – Omessa contestazione dell’attività svolta – Fattispecie.
Concordato preventivo - Ruoli di commissario giudiziale e di liquidatore - Distinzione - Compensi.
Concordato preventivo - Doppio incarico di commissario giudiziale e di liquidatore - Conflitto di interessi - Sussistenza.
Concordato preventivo - Nomina a liquidatore di persona già in carica come commissario giudiziale - Conflitto di interessi - Sussistenza - Diritto al doppio compenso.
Concordato preventivo – Commissario Liquidatore – Potere di nomina della società concordataria – Sussistenza – Condizioni .
Il commissario liquidatore può essere scelto tra i soggetti indicati dalla società concordataria, stante il relativo potere di nomina dell’imprenditore richiedente, purché il soggetto indicato sia in possesso dei requisiti di cui all’art. 28 l. fall.. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 01 Ottobre 2015. Segue...
Concordato preventivo – Concordato misto – Nomina del liquidatore giudiziale nella persona del commissario giudiziale o nella persona del liquidatore della società – Inammissibilità – Conflitto di interessi – Sussistenza – Incompatibilità ex art. 28 L.F..
Concordato preventivo – Concordato con cessione dei beni – Nomina del liquidatore giudiziale nella persona del commissario giudiziale – Inammissibilità – Conflitto di interessi – Sussistenza – Incompatibilità ex art. 28 L.F..
Concordato preventivo - Liquidatore giudiziale - Nomina - Conflitto di interessi - Fattispecie.
Concordato preventivo - Compiti del professionista attestatore - Certificazione della veridicità dei dati - Valutazione sulla fattibilità del piano - Indipendenza e professionalità dell'attestatore..
Nel concordato preventivo, il professionista attestatore ha il compito di certificare la veridicità dei dati rappresentati dall'imprenditore e di esprimere una valutazione in ordine alla fattibilità del piano dallo stesso proposto, fornendo dati, informazioni e valutazioni sulla base di riscontri effettuati dall'interno, elementi, questi, che il giudice potrebbe altrimenti acquisire soltanto nominando un consulente tecnico. Il professionista attestatore, pur non essendo un consulente del giudice, deve, pertanto, avere caratteristiche di indipendenza (significativamente rafforzate dalla sanzioni penali di cui all'articolo 236 bis, legge fallimentare) e professionalità tali da garantire una corretta attuazione del dettato normativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 23 Gennaio 2013. Segue...
Concordato preventivo - Nomina del commissario liquidatore - Requisiti di terzietà di cui all'articolo 28, comma 2, l.f. - Professionista facente parte dello studio professionale che ha elaborato la proposta di concordato - Incompatibilità - Sussistenza..
Non soddisfa il requisito della terzietà richiesto dall'articolo 28, comma 2, legge fallimentare e non può, pertanto, essere nominato commissario liquidatore della procedura di concordato preventivo il professionista che faccia parte dello stesso studio professionale del quale fanno parte i professionisti che hanno assistito la società debitrice nella redazione e predisposizione del piano concordatario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 10 Ottobre 2012. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ammissione - Condizioni - Ricorso depositato nella vigenza del decreto legge n. 35 del 2005 - Attestazione della veridicità dei dati e della fattibilità del piano - Requisiti del professionista nominato dal debitore - Rinvio all'art. 28 legge fall. - Situazioni di incompatibilità per pregressa attività professionale in favore del debitore - Sussistenza - Pendenza del procedimento alla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 169 del 2007 - Omesso rinvio del novellato art. 161, terzo comma, legge fall., alla medesima condizione di incompatibilità - Conseguenze - Effetto sanante della nomina - Fondamento - Fattispecie..
In tema di attestazione della veridicità dei dati aziendali e della fattibilità del piano proposto con la domanda di ammissione al concordato preventivo,la relativa relazione può essere redatta anche da un professionista che abbia già prestato la sua attività professionale in favore del debitore, non configurando più tale circostanza condizione di incompatibilità alla predetta nomina, in quanto l'art. 161, terzo comma, legge fall. - come modificato da ultimo dal d.lgs. n. 169 del 2007 - rinvia ai requisiti soggettivi di cui all'art. 67, terzo comma, lett.d), legge fall., il quale a sua volta menziona, tra quelli richiesti per la nomina a curatore fallimentare, solo quelli di cui all'art. 28, primo comma, lett. a) e b), senza riferirsi alla predetta situazione di incompatibilità (di cui al secondo comma del citato art. 28), com'era invece, dal 16 marzo 2005, secondo il testo "ratione temporis" vigente dell'art. 161 e per effetto del decreto legge n. 35 del 2005 (poi convertito nella legge n. 80 del 2005). Ne consegue che se pure, come nella specie, il professionista attestatore - già consulente della società proponente il concordato e rappresentante dei suoi soci di maggioranza e di quelli della società assuntrice del concordato in alcune assemblee societarie - versava in una situazione di incompatibilità all'epoca di deposito del ricorso (17 gennaio 2006), la predetta modifica normativa ha rimosso con effetti sananti tale incompatibilità essendo intervenuta con riguardo ad una procedura di concordato ancora non conclusa. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 04 Febbraio 2009, n. 2706. Segue...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ammissione - Condizioni - Ricorso depositato nella vigenza del decreto legge n. 35 del 2005 - Attestazione della veridicità dei dati e della fattibilità del piano - Requisiti del professionista nominato dal debitore - Rinvio all'art. 28 legge fall. - Situazioni di incompatibilità per pregressa attività professionale in favore del debitore - Sussistenza - Pendenza del procedimento alla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 169 del 2007 - Omesso rinvio del novellato art. 161, terzo comma, legge fall., alla medesima condizione di incompatibilità - Conseguenze - Effetto sanante della nomina - Fondamento - Fattispecie. .
In tema di attestazione della veridicità dei dati aziendali e della fattibilità del piano proposto con la domanda di ammissione al concordato preventivo,la relativa relazione può essere redatta anche da un professionista che abbia già prestato la sua attività professionale in favore del debitore, non configurando più tale circostanza condizione di incompatibilità alla predetta nomina, in quanto l'art. 161, terzo comma, legge fall. - come modificato da ultimo dal d.lgs. n. 169 del 2007 - rinvia ai requisiti soggettivi di cui all'art. 67, terzo comma, lett.d), legge fall., il quale a sua volta menziona, tra quelli richiesti per la nomina a curatore fallimentare, solo quelli di cui all'art. 28, primo comma, lett. a) e b), senza riferirsi alla predetta situazione di incompatibilità (di cui al secondo comma del citato art. 28), com'era invece, dal 16 marzo 2005, secondo il testo "ratione temporis" vigente dell'art. 161 e per effetto del decreto legge n. 35 del 2005 (poi convertito nella legge n. 80 del 2005). Ne consegue che se pure, come nella specie, il professionista attestatore - già consulente della società proponente il concordato e rappresentante dei suoi soci di maggioranza e di quelli della società assuntrice del concordato in alcune assemblee societarie - versava in una situazione di incompatibilità all'epoca di deposito del ricorso (17 gennaio 2006), la predetta modifica normativa ha rimosso con effetti sananti tale incompatibilità essendo intervenuta con riguardo ad una procedura di concordato ancora non conclusa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Febbraio 2009, n. 2706. Segue...

References: art. 2
 art. 6
 art. 35
 art. 35
 art. 35
 art. 28
 art. 28
 art. 161
 art. 28
 art. 161
 art. 28