Source: http://docplayer.it/155817-Schema-di-decreto-legislativo-recante-disposizioni-sulla-certezza-del-diritto-nei-rapporti-tra-fisco-e-contribuente-il-presidente-della-repubblica.html
Timestamp: 2017-12-13 21:00:46+00:00

Document:
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - PDF
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Download "SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA"
Umberto Mazza
1 SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA VISTA la legge 11 marzo 2014, n. 23, con la quale è stata conferita delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita e, in particolare, l articolo 5, in materia di abuso del diritto ed elusione fiscale, l articolo 6, in materia, tra l altro, di gestione del rischio fiscale, di governance aziendale e di tutoraggio, nonché l articolo 8, in materia di revisione del sistema sanzionatorio; RITENUTO che, relativamente all articolo 5 della legge n. 23 del 2014, le disposizioni legislative delegate vanno emanate in attuazione del diritto dell Unione europea in materia di abuso del diritto fiscale, dei principi costituzionali di eguaglianza, legalità, capacità contributiva e di certezza dei rapporti giuridici, nonché dei principi dello Statuto dei diritti del contribuente; VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 2014; ACQUISITI i pareri delle Commissioni parlamentari; VISTA la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 2014; SULLA PROPOSTA del Ministro dell economia e delle finanze; EMANA il seguente decreto legislativo:
2 TITOLO I ABUSO DEL DIRITTO O ELUSIONE FISCALE Articolo 1 (Modificazioni allo Statuto dei diritti del contribuente) 1. Nella legge 27 luglio 2000, n. 212, e successive modificazioni, dopo l articolo 10 è inserito il seguente: ART. 10-bis (Disciplina dell abuso del diritto o elusione fiscale) 1. Configurano abuso del diritto una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali e indipendentemente dalle intenzioni del contribuente, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti. Tali operazioni non sono opponibili all amministrazione finanziaria, che ne disconosce i vantaggi determinando i tributi sulla base delle norme e dei principi elusi e tenuto conto di quanto versato dal contribuente per effetto di dette operazioni. 2. Ai fini del comma 1 si considerano: a) operazioni prive di sostanza economica i fatti, gli atti e i contratti, anche tra loro collegati, inidonei a produrre effetti significativi diversi dai vantaggi fiscali. Sono indici di mancanza di sostanza economica, in particolare, la non coerenza della qualificazione delle singole operazioni con il fondamento giuridico del loro insieme e la non conformità dell utilizzo degli strumenti giuridici a normali logiche di mercato; b) vantaggi fiscali indebiti i benefici, anche non immediati, realizzati in contrasto con le finalità delle norme fiscali o con i principi dell ordinamento tributario. 3. Non si considerano abusive, in ogni caso, le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali, non marginali, anche di ordine organizzativo o gestionale, che rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell impresa ovvero dell attività professionale del contribuente. 4. Resta ferma la libertà di scelta del contribuente tra regimi opzionali diversi offerti dalla legge e tra operazioni comportanti un diverso carico fiscale, salvo che queste ultime non configurino un caso di abuso del diritto. 5. Il contribuente può proporre interpello preventivo per conoscere se le operazioni che intende realizzare costituiscano fattispecie di abuso del diritto. Con decreto del Ministero dell economia e delle finanze, sono disciplinate le modalità applicative del presente comma. Fino all emanazione del decreto, si applica il regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 giugno 1998, n Senza pregiudizio dell ulteriore azione accertatrice nei termini stabiliti per i singoli tributi, l abuso del diritto è accertato con apposito atto, preceduto, a pena di nullità, dalla notifica al contribuente di una richiesta di chiarimenti da fornire entro il termine di sessanta giorni, in cui sono indicati i motivi per i quali si ritiene configurabile un abuso del diritto. 7. La richiesta di chiarimenti è notificata dall amministrazione finanziaria ai sensi dell articolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, entro il termine di decadenza previsto per la notificazione dell atto impositivo. Tra la data di ricevimento dei chiarimenti ovvero di inutile decorso del termine assegnato al contribuente per rispondere alla richiesta e quella di decadenza dell amministrazione dal potere di notificazione dell atto impositivo intercorrono non meno di sessanta giorni. In difetto, il termine di decadenza per la notificazione dell atto impositivo è automaticamente prorogato, in deroga a quello ordinario, fino a concorrenza dei sessanta giorni.
3 8. Fermo quanto disposto per i singoli tributi, l atto impositivo è specificamente motivato, a pena di nullità, in relazione alla condotta abusiva, alle norme o ai principi elusi, agli indebiti vantaggi fiscali realizzati, nonché ai chiarimenti forniti dal contribuente nel termine di cui al comma L amministrazione finanziaria ha l onere di dimostrare la sussistenza della condotta abusiva, non rilevabile d ufficio, in relazione agli elementi di cui ai commi 1 e 2. Il contribuente ha l onere di dimostrare l esistenza delle ragioni extrafiscali di cui al comma In caso di ricorso, i tributi o i maggiori tributi accertati, unitamente ai relativi interessi, sono posti in riscossione, ai sensi dell articolo 68 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni e dell articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n I soggetti diversi da quelli cui sono applicate le disposizioni del presente articolo possono chiedere il rimborso delle imposte pagate a seguito delle operazioni abusive i cui vantaggi fiscali sono stati disconosciuti dall amministrazione finanziaria, inoltrando a tal fine, entro un anno dal giorno in cui l accertamento è divenuto definitivo ovvero è stato definito mediante adesione o conciliazione giudiziale, istanza all Agenzia delle entrate, che provvede nei limiti dell imposta e degli interessi effettivamente riscossi a seguito di tali procedure. 12. In sede di accertamento l abuso del diritto può essere configurato solo se i vantaggi fiscali non possono essere disconosciuti contestando la violazione di altre disposizioni e, in particolare, di quelle sanzionabili ai sensi del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, e successive modificazioni. 13. Le operazioni abusive non danno luogo a fatti punibili ai sensi delle leggi penali tributarie. Resta ferma l applicazione delle sanzioni amministrative tributarie.. 2. L articolo 37-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, è abrogato. Le disposizioni che richiamano tale articolo si intendono riferite all articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, in quanto compatibili. 3. Le norme tributarie che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi, limitano deduzioni, detrazioni, crediti d'imposta o altre posizioni soggettive altrimenti ammesse dall'ordinamento tributario, possono essere disapplicate qualora il contribuente dimostri che nella particolare fattispecie tali effetti elusivi non potevano verificarsi. A tal fine il contribuente presenta istanza di interpello ai sensi del regolamento del Ministro delle finanze 19 giugno 1998, n Resta fermo il potere del Ministro dell economia e delle finanze di apportare modificazioni a tale regolamento. 4. I commi da 5 a 11 dell articolo 10-bis della legge n. 212 del 2000 non si applicano agli accertamenti e ai controlli aventi ad oggetto i diritti doganali di cui all articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, che restano disciplinati dalle disposizioni degli articoli 8 e 11 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374, e successive modificazioni, nonché dalla normativa doganale dell Unione europea. 5. Le disposizioni dell articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, hanno efficacia a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto e si applicano anche alle operazioni poste in essere in data anteriore alla loro efficacia per le quali, alla stessa data, non sia stato notificato il relativo atto impositivo.
4 TITOLO II REVISIONE DEL SISTEMA SANZIONATORIO Articolo 2 (Modifica dell articolo 1 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n.74) 1. All articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 10 marzo 2000, n.74, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera b), dopo le parole: valore aggiunto, sono aggiunte le seguenti: e le componenti che incidono sulla determinazione dell imposta dovuta; b) alla lettera c), dopo le parole: persone fisiche, sono aggiunte le seguenti: nonché di sostituto d imposta. Articolo 3 (Modifica dell articolo 2 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, in materia di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) 1. L articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, è sostituito dal seguente: 1. E punito con la reclusione da un anno e sei mesi fino a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni, relative a dette imposte, elementi passivi fittizi quando l ammontare è superiore ad euro Articolo 4 (Modifica dell articolo 3 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, in materia di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) 1. L articolo 3 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, è sostituito dal seguente: ART. 3 (Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) 1. Fuori dai casi previsti dall articolo 2, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, compiendo operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero avvalendosi di documenti falsi o di altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l accertamento e ad indurre in errore l amministrazione finanziaria, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi o crediti e ritenute fittizi, quando, congiuntamente: a) l imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a euro trentamila; b) l ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, è superiore al cinque per cento dell ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o comunque, è superiore a euro un milionecinquecentomila, ovvero qualora l ammontare complessivo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell imposta, è superiore al cinque per cento dell ammontare dell imposta medesima o comunque a euro trentamila. 2. Il fatto si considera commesso avvalendosi di documenti falsi quando tali documenti sono registrati nelle scritture contabili obbligatorie o sono detenuti a fini di prova nei confronti dell amministrazione finanziaria.
5 3. Ai fini dell applicazione della disposizione del comma 1, non costituiscono mezzi fraudolenti la mera violazione degli obblighi di fatturazione e di annotazione degli elementi attivi nelle scritture contabili o la sola indicazione nelle fatture o nelle annotazioni di elementi attivi inferiori a quelli reali. 4. Ai fini dell applicazione della disposizione del comma 1, non costituiscono operazioni simulate quelle che hanno dato luogo ad effettivi flussi finanziari annotati nelle scritture contabili obbligatorie. Articolo 5 (Modifica dell articolo 4 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, in materia di dichiarazione infedele) 1. All articolo 4 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, lettera a), la parola: cinquantamila è sostituita dalla seguente: centocinquantamila ; b) al comma 1, lettera b), le parole: euro due milioni, sono sostituite dalle seguenti: euro tre milioni ; c) dopo il comma 1, sono aggiunti i seguenti: 1-bis. Ai fini dell applicazione della disposizione del comma 1, non si tiene conto della non corretta classificazione dell inerenza o della non deducibilità di elementi passivi reali. 1-ter. E punito con la reclusione da uno a tre anni chiunque indica nella dichiarazione annuale di sostituto d imposta un ammontare dei compensi, interessi ed altre somme inferiore a quello effettivo, qualora l ammontare delle ritenute non versate riferibili alla differenza è superiore a euro cinquantamila. 1-quater. Non danno luogo a fatti punibili le rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio eseguite in violazione dei criteri di determinazione dell esercizio di competenza ma sulla base di metodi costanti di impostazione contabile, nonché le rilevazioni e le valutazioni estimative rispetto alle quali i criteri concretamente applicati sono stati comunque indicati nel bilancio. 1-quinquies. In ogni caso, non danno luogo a fatti punibili le valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura inferiore al dieci per cento da quelle corrette. Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella verifica del superamento delle soglie di punibilità previste nel comma 1, lettere a) e b).. Articolo 6 (Modifica dell articolo 5 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, in materia di dichiarazione omessa) 1. All articolo 5 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, dopo il comma 1 è sostituito dal seguente: 1. E punito con la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni chiunque al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte ad euro cinquantamila.. Articolo 7
6 (Modifica dell articolo 8 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, in materia di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) 1. All articolo 8 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, al comma 1, dopo la parola: inesistenti, sono aggiunte le seguenti: quando l importo non rispondente al vero in essi indicato è superiore a euro mille per ciascun periodo di imposta.. Articolo 8 (Modifica dell articolo 10 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, in materia occultamento o distruzione di documenti contabili) 1. All articolo 10 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, al comma 1, le parole: da sei mesi a cinque anni sono sostituite dalle seguenti: da un anno e sei mesi a sei anni.. Articolo 9 (Modifica dell articolo 10-bis del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, in materia di omesso versamento di ritenute certificate) 1. All articolo 10-bis, comma 1, del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, dopo la parola: ritenute sono inserite le seguenti: dovute sulla base della stessa dichiarazione o. 2. All articolo 10-bis, comma 1, del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, la parola: cinquantamila è sostituita dalla seguente: centocinquantamila. Articolo 10 (Modifica dell articolo 10-ter del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, in materia di omesso versamento dell imposta sul valore aggiunto) 1. L articolo 10-ter del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, è sostituito dal seguente: ART. 10-ter (Omesso versamento di IVA) 1. E punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa, entro il termine per il versamento dell acconto relativo al periodo d imposta successivo, l imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale, per un ammontare superiore a euro centocinquantamila per ciascun periodo d imposta.. Articolo 11 (Modifica dell articolo 10-quater del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, in materia di indebita compensazione) 1. L articolo 10-quater del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, è sostituito dal seguente:
7 ART. 10-quater (Indebita compensazione). 1. E punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa le somme dovute, utilizzando in compensazione, ai sensi dell articolo 17, del dlgs 9 luglio 1997, n.241, crediti non spettanti o inesistenti, per un importo annuo superiore ai cinquantamila euro.. Articolo 12 (Confisca) 1. Dopo l articolo 12 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, è inserito il seguente: ART. 12-bis. (Confisca) 1. Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell articolo 444 del codice di procedura penale per uno dei delitti previsti dal presente decreto, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto.. Articolo 13 (Modifica dell articolo 13 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, in materia di cause di estinzione e circostanze del reato. Pagamento del debito tributario) 1. All articolo 13, del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, i commi 1 e 3 sono sostituiti dai seguenti: a) 1. Se i debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei delitti di cui al presente decreto sono stati estinti, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, mediante pagamento, anche a seguito delle speciali procedure conciliative e di adesione all accertamento previste dalle norme tributarie: a) i reati di cui agli articoli 4, 5, 10-bis. 10-ter sono estinti b) le pene previste per gli altri delitti di cui al presente decreto sono diminuite fino alla metà, non si applicano le pene accessorie indicate all articolo 12 e le circostanze aggravanti di cui ai commi 3 e 4., b) 3. Le pene stabilite per i delitti di cui al Titolo II sono aumentate della metà: a) se le imposte complessivamente evase nel periodo sono superiori ad un milione di euro; b) se il reato è commesso nell esercizio di attività bancaria e finanziaria.. Articolo 14 (Custodia giudiziale dei beni sequestrati nell ambito di procedimenti penali relativi a delitti tributari)
8 1. Dopo l articolo 18 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, è inserito il seguente: ART. 18-bis. (Custodia giudiziale dei beni sequestrati). 1. I beni sequestrati nell ambito dei procedimenti penali relativi ai delitti previsti dal presente decreto, diversi dal denaro e dalle disponibilità finanziarie, possono essere affidati dall autorità giudiziaria in custodia giudiziale agli organi dell amministrazione finanziaria che ne facciano richiesta per le proprie esigenze operative. 2. Restano ferme le disposizioni dell articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dell articolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n Art. 15 (Introduzione dell articolo 19-bis del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, in materia di esclusione della punibilità) 1. Dopo l articolo 19 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, è aggiunto il seguente: Art. 19-bis (Causa di esclusione della punibilità) 1. Per i reati previsti dal presente decreto, la punibilità è comunque esclusa quando l importo delle imposte sui redditi evase non è superiore al tre per cento del reddito imponibile dichiarato o l importo dell imposta sul valore aggiunto evasa non è superiore al tre per cento dell imposta sul valore aggiunto dichiarata. Per tali fatti sono raddoppiate le sanzioni previste dal decreto legislativo n. 471 del Articolo 16 (Abrogazioni) 1. Sono abrogati: a) gli articoli 7 e 16 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74; b) il comma 143 dell articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n Articolo 17 (Modifiche alla disciplina del raddoppio dei termini per l accertamento) 1. All articolo 43, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.600, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il raddoppio opera a condizione che la denuncia sia presentata o trasmessa entro la scadenza ordinaria dei termini.. 2. All articolo 57, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: Il raddoppio opera a condizione che la denuncia sia presentata o trasmessa entro la scadenza ordinaria dei termini.. 3. Sono comunque fatti salvi gli effetti degli atti di controllo divenuti definitivi alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. TITOLO III REGIME DELL ADEMPIMENTO COLLABORATIVO
9 Articolo 18 (Finalità e oggetto) 1. Al fine di promuovere l adozione di forme di comunicazione e di cooperazione rafforzate basate sul reciproco affidamento tra Amministrazione finanziaria e contribuenti, nonché di favorire nel comune interesse la prevenzione e la risoluzione delle controversie in materia fiscale, è istituito il regime di adempimento collaborativo fra l Agenzia delle entrate e i contribuenti dotati di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, inteso quale rischio di operare in violazione di norme di natura tributaria ovvero in contrasto con i principi o con le finalità dell ordinamento tributario. 2. L adesione al regime è subordinata al possesso dei requisiti di cui all articolo 14, comporta l assunzione dei doveri di cui all articolo 15 e produce gli effetti di cui all articolo 16. Articolo 19 (Requisiti) 1. Il contribuente che aderisce al regime deve essere dotato, nel rispetto della sua autonomia di scelta delle soluzioni organizzative più adeguate per il perseguimento dei relativi obiettivi, di un efficace sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, inserito nel contesto del sistema di governo aziendale e di controllo interno. Fermo il fedele e tempestivo adempimento degli obblighi tributari, il sistema deve assicurare: a) una chiara attribuzione di ruoli e responsabilità ai diversi settori dell organizzazione dei contribuenti in relazione ai rischi fiscali; b) efficaci, procedure di rilevazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi fiscali il cui rispetto sia garantito a tutti i livelli aziendali; c) efficaci procedure per rimediare ad eventuali carenze riscontrate nel suo funzionamento e attivare le necessarie azioni correttive. 2. Il sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale prevede, con cadenza almeno annuale, l invio di una relazione agli organi di gestione per l esame e le valutazioni conseguenti. La relazione illustra, per gli adempimenti tributari, le verifiche effettuate e i risultati emersi, le misure adottate per rimediare a eventuali carenze rilevate, nonché le attività pianificate. Articolo 20 (Doveri) 1. Il regime comporta per l Agenzia delle entrate i seguenti impegni: a) valutazione trasparente, oggettiva e rispettosa dei principi di ragionevolezza e di proporzionalità del sistema di controllo adottato, con eventuale proposta degli interventi ritenuti necessari ai fini dell ammissione e delle permanenza nel regime e per il conseguimento delle finalità di cui all articolo 13, comma 1; b) pubblicazione periodica sul proprio sito istituzionale dell elenco aggiornato delle operazioni, strutture e schemi ritenuti di pianificazione fiscale aggressiva; c) promozione di relazioni con i contribuenti improntate a principi di trasparenza, collaborazione e correttezza nell intento di favorire un contesto fiscale di certezza; d) realizzazione di specifiche semplificazioni degli adempimenti tributari, in conseguenza degli elementi informativi forniti dal contribuente nell ambito del regime;
10 e) esame preventivo delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali significativi e risposta alle richieste dei contribuenti nel più breve tempo possibile; f) debita considerazione degli esiti dell esame e della valutazione effettuate dagli organi di gestione, sulla base della relazione di cui all articolo 14, comma 2, delle risultanze delle attività dei soggetti incaricati, presso ciascun contribuente, della revisione contabile, nonché di quella dei loro collegi sindacali e dei pareri degli organismi di vigilanza. 2. Il regime comporta per i contribuenti i seguenti impegni: a) istituzione e mantenimento del sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, per garantire il conseguimento delle finalità di cui all articolo 13, comma 1, nonché attuazione delle modifiche del sistema adottato eventualmente ritenute necessarie dalla Agenzia delle entrate; b) comportamento collaborativo e trasparente, mediante comunicazione tempestiva ed esauriente all Agenzia delle entrate dei rischi di natura fiscale e, in particolare, delle operazioni che possono rientrare nella pianificazione fiscale aggressiva; c) risposta alle richieste della Agenzia delle entrate nel più breve tempo possibile; d) promozione di una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto della normativa tributaria, assicurandone la completezza e l affidabilità, nonché la conoscibilità a tutti i livelli aziendali. Articolo 21 (Effetti) 1. L adesione al regime comporta la possibilità per i contribuenti di pervenire con l Agenzia delle entrate a una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali, attraverso forme di interlocuzione costante e preventiva su elementi di fatto, inclusa la possibilità dell anticipazione del controllo. 2. L adesione al regime comporta altresì per i contribuenti una procedura abbreviata di interpello preventivo in merito all applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti, in relazione ai quali l interpellante ravvisa rischi fiscali. L Agenzia delle entrate, entro quindici giorni dal ricevimento, verifica e conferma l idoneità della domanda presentata, nonché la sufficienza e l adeguatezza della documentazione prodotta con la domanda. Il termine per la risposta all interpello è in ogni caso di quarantacinque giorni, decorrenti dal ricevimento della domanda ovvero della documentazione integrativa richiesta, anche se l Agenzia delle entrate effettua accessi alle sedi dei contribuenti, definendone con loro i tempi, per assumervi elementi informativi utili per la risposta. I contribuenti comunicano all Agenzia il comportamento effettivamente tenuto, se difforme da quello oggetto della risposta da essa fornita. Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dall entrata in vigore del presente decreto, sono disciplinati i termini e le modalità applicative del presente articolo in relazione alla procedura abbreviata di interpello preventivo. 3. Per i rischi di natura fiscale comunicati in modo tempestivo ed esauriente all Agenzia delle entrate ai sensi dell articolo 15, comma 2, lettera b), prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali, se l Agenzia non condivide la posizione dell impresa, le sanzioni amministrative applicabili sono ridotte della metà e comunque non possono essere applicate in misura superiore al minimo edittale. La loro riscossione è in ogni caso sospesa fino alla definitività dell accertamento. 4. In caso di denuncia per reati fiscali, l Agenzia delle entrate comunica alla Procura della Repubblica se il contribuente abbia aderito al regime di adempimento collaborativo, fornendo, se richiesta, ogni utile informazione in ordine al controllo del rischio fiscale e all attribuzione di ruoli e responsabilità previsti dal sistema adottato.
11 5. Il contribuente che aderisce al regime è inserito nel relativo elenco pubblicato sul sito istituzionale dell Agenzia delle entrate. 6. I contribuenti che aderiscono al regime non sono tenuti a prestare garanzia per il pagamento dei rimborsi delle imposte, sia dirette sia indirette. Articolo 22 (Competenze e procedure) 1. L Agenzia delle entrate è competente in via esclusiva per i controlli e le attività relativi al regime di adempimento collaborativo, nei riguardi dei contribuenti ammessi al regime. 2. I contribuenti, che nel rispetto del presente decreto adottano un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale e che intendono aderire al regime di adempimento collaborativo, inoltrano domanda in via telematica utilizzando il modello reso a tal fine disponibile sul sito istituzionale della Agenzia delle entrate. L Agenzia, verificata la sussistenza dei requisiti di cui all articolo 14 nonché del comma 4, comunica ai contribuenti la ammissione al regime entro i successivi centoventi giorni. Il regime si applica al periodo d imposta nel corso del quale la richiesta di adesione è trasmessa all Agenzia. Lo stesso si intende tacitamente rinnovato qualora non sia espressamente comunicata dal contribuente la volontà di non permanere nel regime di adempimento collaborativo. 3. L Agenzia delle entrate, con provvedimento motivato, può dichiarare l esclusione dei contribuenti dal regime, per la perdita dei requisiti di cui all articolo 14 o del comma 4 del presente articolo, ovvero per l inosservanza degli impegni di cui all articolo 15, comma In fase di prima applicazione, il regime è riservato ai contribuenti di maggiori dimensioni, che conseguono un volume di affari o di ricavi non inferiore a dieci miliardi di euro e la competenza per le attività di cui al comma 1 è attribuita alla Direzione Centrale Accertamento dell Agenzia delle entrate. Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze sono stabiliti i criteri in base ai quali possono essere, progressivamente, individuati gli ulteriori contribuenti ammissibili al regime, che conseguono un volume di affari o di ricavi non inferiore a quello di cento milioni di euro o appartenenti a gruppi di imprese. 5. Con uno o più provvedimenti del Direttore dell Agenzia delle entrate sono disciplinate le modalità di applicazione del regime di adempimento collaborativo. TITOLO IV DISPOSIZIONI FINANZIARIE Articolo 23 (Clausola di invarianza oneri) 1. All attuazione delle disposizioni del presente decreto le Amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovo o maggiori oneri per la finanza pubblica.
La revisione degli aspetti penali ai sensi dell articolo 8 Legge delega 23/2014
S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO La riforma delle sanzioni tributarie La revisione degli aspetti penali ai sensi dell articolo 8 Legge delega 23/2014 di Sanvito Corrado Milano, Corso Europa,
Studio Paolo Simoni. Dottori Commercialisti Associati CIRCOLARE N. 36/2015 RIFORMA DEL SISTEMA SANZIONATORIO: ASPETTI PENALI
Dott. Paolo Simoni Dott. Grazia Marchesini Dott. Alberto Ferrari Dott. Federica Simoni Rag. Lidia Gandolfi Dott. Francesco Ferrari Dott. Enrico Ferra Dott. Agostino Mazziotti Bologna, 16/11/2015 Ai Signori
Varese, 3 novembre 2015 CIRCOLARE N. 5/2015
R E G G I O R I E A S S O C I A T I Via Cavour n. 8 200 - Varese Varese, 3 novembre 205 CIRCOLARE N. 5/205 Con la presente circolare segnaliamo le principali novità introdotte in materia di riscossione
Sanzioni penal-tributarie: riforma operativa dal 22 ottobre della Dott.ssa Roberta De Pirro
Sanzioni penal-tributarie: riforma operativa dal 22 ottobre della Dott.ssa Roberta De Pirro Le modifiche al sistema delle sanzioni penali tributarie hanno decorrenza immediata: infatti, la riforma della
LA REVISIONE DELLE SANZIONI PENALI TRIBUTARIE
LA REVISIONE DELLE SANZIONI PENALI TRIBUTARIE LA REVISIONE DELLE SANZIONI PENALI TRIBUTARIE D.Lgs. n. 74/2000 Artt. da 1 a 14, D.Lgs. n. 158/2015 Con la pubblicazione sulla G.U. del Decreto attuativo della
I REATI TRIBUTARI PUNITI PENALMENTE
I REATI TRIBUTARI PUNITI PENALMENTE INTRODUZIONE I contribuenti che effettuano comportamenti "illeciti" da un punto di vista tributario devono conoscere le conseguenze non solo amministrative, ma spesso
I principali reati tributari (normativa in vigore dal 17/9/2011)
I principali reati tributari (normativa in vigore dal 17/9/2011) by Redazione - Tuesday, February 03, 2015 http://www.ascheri.net/2015/02/03/principali-reati-tributari-normativa-vigore-dal-1792011/ Attenzione
Informativa n. 38. La manovra di Ferragosto ( DL 13.8.2011 n. 138 convertito nella L. 14.9.2011 n. 148) - Novità in materia di reati tributari INDICE
Informativa n. 38 del 21 settembre 2011 La manovra di Ferragosto ( DL 13.8.2011 n. 138 convertito nella L. 14.9.2011 n. 148) - Novità in materia di reati tributari INDICE 1 Premessa... 2 2 Operatività
News per i Clienti dello studio N. 71 del 13 Maggio 2015 Ai gentili clienti Loro sedi I reati fiscali tenui potrebbero essere non punibili Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che con
STUDIO BELCASTRO. Dott. Claudio Belcastro. claudio.belcastro@studiobelcastro.it web www.studiobelcastro.it
Dott. Claudio Belcastro Dott. Emanuela Candido Rag. Maria Teresa Cimarosa Dott. Franco Chiudino Rag. Sandra Macrì Rag. Caterina Piccolo Dott. Sergio Policheni Rag. Santina Sansotta Dott. Francesco Strangio
Riforma del diritto penale tributario (DLgs. 24.9.2015 n. 158) - Novità relative ai singoli reati
Riforma del diritto penale tributario (DLgs. 24.9.2015 n. 158) - Novità relative ai singoli reati Novità Circolare numero 37 del 28 novembre 2015 Via Leoncino, 22 37121 Verona - IT Foro Buonaparte, 67
221 00 COM O - VI A R OVELLI, 40 - TEL. 03 1.27. 20.13 - F AX 03 1.27. 33.84 INFORMATIVA N. 36/2015
Como, 25.11.2015 INFORMATIVA N. 36/2015 Riforma del diritto penale tributario DLgs. 24.9.2015 n. 158 Novità relative ai singoli reati INDICE 1 Premessa... pag. 3 2 Definizioni... pag. 3 3 Dichiarazione
QUANDO LA VIOLAZIONE DELLA NORMATIVA FISCALE HA RIFLESSI DI NATURA PENALE
QUANDO LA VIOLAZIONE DELLA FISCALE HA RIFLESSI DI NATURA PENALE di Teodoro Lateana Nell attuale sistema normativo, tra le fattispecie di reato aventi natura delittuosa (azioni volontarie che producono
REVISIONE DEL SISTEMA SANZIONATORIO PENALE TRIBUTARIO. www.avvocatobruccoleri.it
REVISIONE DEL SISTEMA SANZIONATORIO PENALE TRIBUTARIO 1 Il D.lgs n. 158/2015 modifica il D.lgs n. 74/2000 In Gazzetta Ufficiale dal 07.10.2015 Entrata in vigore dal 2 ART. 1 Definizioni Nuovo testo 1.
E M A N A il seguente decreto legislativo: T ITOLO I REVISIONE DEL SISTEMA SANZIONATORIO PENALE TRIBUTARIO
b) al ne di razionalizzare le competenze, le direzioni generali che svolgono compiti analoghi sono accorpate; c) con riferimento alle strutture che operano a livello territoriale sia ministeriale sia delle
LE SANZIONI TRIBUTARIE E PENALI Gli aggiornamenti più recenti Sanzioni in materia di monitoraggio fiscale aggiornamento gennaio 2015 SANZIONE AMMINISTRATIVA MONITORAGGIO FISCALE REATI TRIBUTARI SANZIONI
D.Lgs. 10-3-2000 n. 74 Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della L. 25 giugno 1999, n. 205. Pubblicato nella Gazz. Uff. 31 marzo
LE SANZIONI TRIBUTARIE E PENALI Gli aggiornamenti più recenti Sanzioni in materia di monitoraggio fiscale aggiornamento agosto 2014 SANZIONE AMMINISTRATIVA MONITORAGGIO FISCALE REATI TRIBUTARI SANZIONI
Titolo del provvedimento: Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, a norma dell'articolo 9 della legge 25 giugno 1999, n. 205. (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale
D AZEGLIO SERVIZI SRL Consulenza alle imprese Bologna, lì 4 dicembre 2015 AI CLIENTI LORO INDIRIZZI CIRCOLARE NR. 21/2015 Oggetto: INNALZATE LE SOGLIE PENALI DEGLI OMESSI VERSAMENTI DI IVA E RITENUTE Il
Il nuovo sistema sanzionatorio dei reati tributari. Guida breve al D. Lgs. 158/2015
Il nuovo sistema sanzionatorio dei reati tributari. Guida breve al D. Lgs. 158/2015 di Lorenzo Roccatagliata 1. Premessa. Dopo due esami preliminari, con il Consiglio dei Ministri n. 82 di venerdì 22 settembre,
Indice XIII. Introduzione
Indice Introduzione XIII 1 L evasionefiscaleel usodellostrumentopenalepercontrastarla 1 1.1 Il fenomeno dell evasione 2 1.1.1 Le frodi fiscali 6 1.1.2 Alcuni dati sull evasione 11 1.2 Il ricorso allo strumento
vicies semel, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni,
1 Brevi note sulla novella in tema di reati tributari recata dall art. 2, comma 36- vicies semel, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011 n.
Torino, 18 gennaio 2012. Dott.ssa Elena De Carlo
Torino, 18 gennaio 2012 Dott.ssa Elena De Carlo - Abbassamento soglie di punibilità - Proroga dei termini per l accertamento IVA - Preclusione degli accertamenti presuntivi in relazione agli studi di settore
Revisione del sistema sanzionatorio, in attuazione dell'articolo 8, comma 1, della legge 11 marzo 2014, n. 23. (15G00169)
DECRETO LEGISLATIVO 24 settembre 2015, n. 158 Revisione del sistema sanzionatorio, in attuazione dell'articolo 8, comma 1, della legge 11 marzo 2014, n. 23. (15G00169) (GU n.233 del 7-10-2015 - Suppl.
Voluntary Disclosure Implicazioni penali Hotel Lugano Dante
Voluntary Disclosure Implicazioni penali Hotel Lugano Dante Lugano, 22 ottobre 2013 avv. Alessandro Pistochini 1 1) Scenario generale Summary 2) L impianto del diritto penale tributario ai sensi del d.lgs.
Página 1 de 10 Legge sui reati tributari Decreto legislativo, 10/03/2000 n 74 Pubblicato il 15/04/2000, aggiornato il 15/04/2014 DECRETO LEGISLATIVO 10 marzo 2000, n. 74 - Nuova disciplina dei reati in
SANZIONI TRIBUTARIE PENALI
SANZIONI TRIBUTARIE PENALI Le sanzioni tributarie trovano il loro primo fondamento nella legge "manette agli evasori" D.L. 10 luglio 1982, n. 429, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 1982, n.
Il Ministro dell Economia e delle Finanze Visto il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, recante misure per la crescita e la internazionalizzazione delle imprese, e in particolare l articolo 2,
INDICE - SOMMARIO PARTE PRIMA. di Caterina Coco CAPITOLO I LE SANZIONI TRIBUTARIE PENALI DALLA LEGGE N. 516 AL D.LGS. N. 74
INDICE - SOMMARIO PARTE PRIMA di Caterina Coco CAPITOLO I LE SANZIONI TRIBUTARIE PENALI DALLA LEGGE N. 516 AL D.LGS. N. 74 1. Le violazioni delle norme tributarie fra illeciti patrimoniali e inosservanza
Sull imminente riforma in materia di reati tributari: le novità contenute nello schema di decreto legislativo, di Stefano Finocchiaro
Sull imminente riforma in materia di reati tributari: le novità contenute nello schema di decreto legislativo, di Stefano Finocchiaro 1. Lo scorso 26 giugno, il Consiglio dei ministri, su proposta del
Studio Commerciale - Tributario Fabrizio Masciotti
Roma, 31/10/2015 Spett.le Cliente Studio Commerciale - Tributario Fabrizio Masciotti Dottore Commercialista e Revisore Contabile Piazza Gaspare Ambrosini 25, Cap 00156 Roma Tel 06/41614250 fax 06/41614219
REATI SOCIETARI ALLEGATO 3
ALLEGATO 3 REATI SOCIETARI 1. False comunicazioni sociali Art. 2621 c.c. Salvo quanto previsto dall articolo 2622, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti
17. Criminalità: i reati economici e finanziari
17. Criminalità: i reati economici e finanziari Nel triennio 2001-2003 si registra complessivamente, nel territorio provinciale, una riduzione dei reati fiscali non depenalizzati (quei delitti in maniera
SANZIONI (tabelle di sintesi)
(tabelle di sintesi) DELL OBBLIGO DI DICHIARAZIONE ANNUALE IVA ART. 5 - DLGS 471/1997 Dichiarazione omessa: con IVA dovuta senza IVA dovuta (IVA a credito o saldo a zero) Dichiarazione infedele con incidenza
ROVIDA CIDDA - GRONDONA
Dott. Mauro ROVIDA Dott. Luca Andrea CIDDA Dott. Luca GIACOMETTI Dott. Pietro GRONDONA Dott. Francesca RAPETTI Dott. Barbara MARINI Dott. Micaela MARINI Dott. Paolo PICCARDO Dott. Silvia DI BRACCIO -------------------
Fiscal News N. 76. Dichiarazione infedele: quando è reato? La circolare di aggiornamento professionale 14.03.2014
Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 76 14.03.2014 Dichiarazione infedele: quando è reato? Senza la prova del dolo specifico, la condanna è illegittima Categoria: Contenzioso Sottocategoria:
SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE
SCHEDA MONOGRAFICA TMG SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE Data aggiornamento scheda 15 novembre 2013 Redattore Ultimi interventi normativi Davide David D.L. 78/2010 (modifica dell art.
Le Circolari della Fondazione Studi ANNO 2015 CIRCOLARE NUMERO 23 RIFORMA DELLE SANZIONI TRIBUTARIE PENALI Decreto Legislativo n.158/2015 Autori: Giuseppe Buscema Luca Procopio Dario Fiori DIPARTIMENTO
PARTE VII > COMUNICAZIONI, ACCERTAMENTI ESECUTIVI, SANZIONI E CARTELLE
PARTE VII > COMUNICAZIONI, ACCERTAMENTI ESECUTIVI, SANZIONI E CARTELLE 1. LE COMUNICAZIONI DELL AGENZIA E GLI ACCERTAMENTI ESECUTIVI Il controllo delle dichiarazioni Le comunicazioni derivanti dai controlli
REATI TRIBUTARI PRIMA PARTE
REATI TRIBUTARI PRIMA PARTE di Massimiliano Manni Premessa Con il termine frode fiscale, la dottrina e la giurisprudenza 1 aveva accomunato il carattere fraudolento in tutti quei comportamenti che, pur
Reati tributari: il D.Lgs. che sostituisce dal 15 aprile 2000 la legge 516/82 manette agli evasori
Pag. 2052 n. 15/2000 15/04/2000 Reati tributari: il D.Lgs. che sostituisce dal 15 aprile 2000 la legge 516/82 manette agli evasori Decreto Legislativo (DLG) n. 74 del 10 marzo 2000, pubblicato in Gazzetta
Fondazione Luca Pacioli CONCORDATO FISCALE PREVENTIVO PER IL 2003 E 2004 (Art. 33 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269) Scheda di lettura Documento n. 17 del 24 ottobre 2003 Via G. Paisiello, 24 00198 Roma
La circostanza è oggetto di una specifica disposizione, l art.19, D.Lgs. n.74/00, a mente del quale:
Accertamento e Verifiche di Thomas Tassani Il principio di specialità nelle sanzioni tributarie, amministrative e penali il caso dell indebita compensazione dei crediti e dell infedele dichiarazione Rapporti
Studio Tributario e Societario Studio Tributario e Societario Convegno Novità Tributarie 2011/2012 Genova, 19 Gennaio 2012 Disposizioni in materia di accertamento esecutivo e modifiche alla disciplina
Fondazione Luca Pacioli CONCORDATO FISCALE PREVENTIVO PER IL 2003 E 2004 (Art. 33 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269,nel testo comprendente le modificazioni apportate dal Senato) Scheda di lettura n. 5/2003

References: articolo 5
 articolo 6
 articolo 8
 articolo 5
 Articolo 1
 articolo 10
 ART. 10
 articolo 60
 articolo 68
 articolo 19
 articolo 37
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 34
 articolo 10
 Articolo 2
 articolo 1
 articolo 1
 Articolo 3
 articolo 2
 articolo 2
 Articolo 4
 articolo 3
 articolo 3
 ART. 3
 articolo 2
 Articolo 5
 articolo 4
 articolo 4
 Articolo 6
 articolo 5
 articolo 5
 Articolo 7
 articolo 8
 articolo 8
 Articolo 8
 articolo 10
 articolo 10
 Articolo 9
 articolo 10
 articolo 10
 articolo 10
 Articolo 10
 articolo 10
 articolo 10
 ART. 10
 Articolo 11
 articolo 10
 articolo 10
 ART. 10
 articolo 17
 Articolo 12
 articolo 12
 ART. 12
 articolo 444
 Articolo 13
 articolo 13
 articolo 13
 articolo 12
 Articolo 14
 articolo 18
 ART. 18
 articolo 61
 articolo 2
 Art. 15
 articolo 19
 articolo 19
 Art. 19
 Articolo 16
 articolo 1
 Articolo 17
 articolo 43
in fine
 articolo 57
in fine
 Articolo 18
 articolo 14
 articolo 15
 articolo 16
 Articolo 19
 Articolo 20
 articolo 13
 articolo 14
 articolo 13
 Articolo 21
 articolo 15
 Articolo 22
 articolo 14
 articolo 14
 articolo 15
 Articolo 23
 articolo 8
 articolo 8
 ART. 1
 art. 2
 articolo 2
 Art. 2621
 articolo 2622
 ART. 5
 art.19