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Timestamp: 2020-08-14 23:04:03+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 10465 del 27/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10465 del 27/04/2017
Cassazione civile, sez. I, 27/04/2017, (ud. 16/02/2017, dep.27/04/2017), n. 10465
sul ricorso 2578/2012 proposto da:
Comune di San Bartolomeo in Galdo, in persona del Sindaco pro
tempore, elettivamente domiciliato in Roma, Via Valadier n. 43,
presso l’avvocato Romano Giovanni, rappresentato e difeso
dall’avvocato Miniero Sergio, giusta procura in calce al ricorso;
curatore Dott. L.N., elettivamente domiciliata in Roma,
Piazza Morosini n. 12, presso l’avvocato Striani Erminio, che la
Curatela del Fallimento (OMISSIS);
avverso la sentenza n. 3999/2010 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
16/02/2017 dal Cons. Dott. VALITUTTI ANTONIO;
Immacolata che ha concluso per l’inammissibilità del Fallimento
1. Il Comune di San Bartolomeo in Galdo ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Napoli n. 3999/2010, depositata il 29 novembre 2010, con la quale il giudice di seconde cure, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Benevento, ha condannato l’ente al pagamento, a favore del Fallimento della (OMISSIS) s.p.a., della somma di Euro 237.952,09, per lavori eseguiti dall’impresa a favore del Comune. Il ricorso è affidato a quattro motivi. Il resistente ha replicato con controricorso.
2. La sopravvenienza, nel corso del giudizio, di fatti tali da determinare la totale eliminazione delle ragioni di lite tra le parti e, con ciò, il venir meno dell’interesse ad agire ed a contraddire e della conseguente necessità di una pronuncia del giudice sull’oggetto della controversia, come nel caso di una transazione intercorsa tra i contendenti tale da eliminare ogni ragione di contrasto tra gli stessi, comporta la necessità della declaratoria di cessazione della materia del contendere (cfr., ex plurimis, Cass. 08/11/2007, n. 23289; Cass. 20/03/2009, n. 6909; Cass. 09/06/2016, n. 11813).
3. Nel caso concreto, le parti del giudizio hanno concordemente rappresentato, con istanza in data 7 febbraio 2017, che tra le stesse è intervenuto un bonario componimento della lite, sicchè è venuto meno l’interesse dei contendenti alla pronuncia sul ricorso, che va, pertanto, dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse (Cass. 11/06/2004, n. 11176; Cass. 24/06/2005, n. 15365; Cass. 06/07/2005, n. 14250).
4. Concorrono giusti motivi per una compensazione integrale delle spese del presente giudizio.
dichiara inammissibile il ricorso. Compensa integralmente le spese processuali.

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 Cass. 
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