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Timestamp: 2019-02-18 10:35:47+00:00

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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n. 4372 del 20 marzo 2012. La causa del contratto non può ulteriormente essere intesa, in senso del tutto astratto, come funzione economico-sociale del negozio, svincolata tourt court dalla singola fattispecie contrattuale - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione III, sentenza n. 4372 del 20 marzo 2012. La causa del contratto non può ulteriormente essere intesa, in senso del tutto astratto, come funzione economico-sociale del negozio, svincolata tourt court dalla singola fattispecie contrattuale
La causa del contratto non può ulteriormente essere intesa, in senso del tutto astratto, come funzione economico-sociale del negozio, svincolata tourt court dalla singola fattispecie contrattuale, bensì come funzione economico-individuale del singolo, specifico negozio, da valutarsi in tali termini sotto il profilo tanto genetico, quanto funzionale; onde la obbiettivazione (quale quella verificatasi nel caso di specie) di un motivo di cui la controparte sia resa espressamente partecipe è destinata ad integrare l’elemento causale della convenzione negoziale nella misura in cui esso risulta determinante della formazione del consenso.
sentenza n. 4372 del 20 marzo 2012
Nell’aprile del 2002 M.R. evocò in giudizio, dinanzi al giudice di pace di Genova…omissis….
La sentenza è stata impugnata da M.R. con ricorso per cassazione articolato in 12 motivi.
Resiste con controricorso la Columbus Organizzazione viaggi s.r.l..
Con il primo motivo, si denuncia violazione dell’art. 11 preleggi.
Il tribunale di Genova ha fatto erronea applicazione del D.Lgs. n. 206 del 2005, art. 87 e ss., mentre la vicenda oggetto del presente giudizio, che risale all’anno 2001, resta governata, ratione temporis, dai principi di cui al D.Lgs. n. 111 del 1995.
Con il secondo motivo, si denuncia violazione del D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 8, u.c., art. 9, u.c., art. 14, e dell’art. 1218 c.c., falsa applicazione del D.Lgs. n. 206 del 2005, art. 81.
Il fatto controverso e decisivo per il giudizio viene indicato, ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., applicabile ratione temporis, nella natura di obbligazione contrattuale dell’offerta della prestazione di diving, natura sostenuta dal M. in atto di citazione in primo grado e in appello.
Con il quarto motivo, si denuncia violazione dell’art. 1218 c.c., D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 8, u.c., art. 9, u.c., e art. 14, e falsa applicazione dell’art. 1337 c.c..
Con il quinto motivo, si denuncia violazione dell’art. 113 c.p.c., e dell’art. 112 c.p.c., (art. 360 c.p.c., n. 3), omessa pronuncia su domanda prospettata dalla parte in relazione all’art. 112. Con il sesto motivo, si denuncia omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio;
violazione dell’art. 2059 c.c., e D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 16.
Il fatto controverso e decisivo per il giudizio viene indicata la natura contrattuale dell’obbligazione assunta dal Tour Operator (prestazione di diving) nonchè la sussistenza e la risarcibilità del danno da vacanza rovinata nella fattispecie de qua.
Con il settimo motivo, si denuncia falsa applicazione dell’art. 1337 c.c., e violazione del D.Lgs. n. 111 del 1995,, art. 8, u.c., art. 9, u.c., e art. 14, art. 1218 c.c.; omessa, insufficiente, contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo del giudizio.
Con l’ottavo motivo, si denuncia violazione dell’art. 115 c.p.c., comma 1; omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
Il punto controverso viene così sintetizzato: se il M. avesse manifestato alla Columbus che il motivo esclusivo del viaggio fosse la pratica delle immersioni subacquee in mare e se la Columbus avesse concordato al M. la possibilità di fruire del centro diving sito entro un albergo diverso da quello nel quale soggiorna, che ne era invece, sprovvisto, nella specie, il centro era sito presso il vicino Hotel (OMISSIS).
Con il nono motivo, si denuncia violazione dell’art. 2697 c.c..
Con il decimo motivo, si denuncia violazione dell’art. 112 c.p.c..
Con l’undicesimo motivo, si denuncia violazione dell’art. 116 c.p.c., e art. 2702 c.c..
Con il dodicesimo motivo, si denuncia violazione dell’art. 91 c.p.c., e art. 92 c.p.c., comma 2; omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa la condanna alle spese legali.
1) La causa del contratto, così come affermato da questa corte di legittimità con le sentenze 10490 del 2006, 16315 e 26956 del 2007, non può ulteriormente essere intesa, in senso del tutto astratto, come funzione economico-sociale del negozio, svincolata tourt courtdalla singola fattispecie contrattuale, bensì come funzione economico-individuale del singolo, specifico negozio, da valutarsi in tali termini sotto il profilo tanto genetico, quanto funzionale; onde la obbiettivazione (quale quella verificatasi nel caso di specie) di un motivo di cui la controparte sia resa espressamente partecipe è destinata ad integrare l’elemento causale della convenzione negoziale nella misura in cui esso risulta determinante della formazione del consenso;
3) La valutazione del coacervo testimoniale deve avvenire secondo un procedimento di scrutinio logico delle singole deposizioni che dia conto del loro contenuto e della loro interpretazione soprattutto sul piano obbiettivo, non potendo una valutazione di inattendibilità fondarsi sulle sole qualità soggettive del deponente;
4) L’offerta di prestazioni contenute nel pacchetto di viaggio, ovvero accessorie ad esso ma comunque garantite dall’operatore turistico, rientrano tout courtnell’orbita del rapporto contrattuale;
6) Il catalogo informativo dell’operatore turistico costituisce prova documentale equiparabile alla scrittura privata ex art. 2702 c.c., sottratta alla libera valutazione e al libero apprezzamento del giudice di merito.

References: sentenza 
 sentenza 
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sentenza 
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 art. 87
 art. 8
 art. 9
 art. 14
 art. 81
 art. 8
 art. 9
 art. 14
 art. 16
 art. 8
 art. 9
 art. 14
 art. 1218
 art. 2702
 art. 92
 art. 2702