Source: https://www.exeo.it/free/patologia-opera-pubblica-occupazione-illegittima-abdicazione
Timestamp: 2019-03-19 20:05:45+00:00

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Rinuncia abdicativa alla proprietà del terreno e risarcimento danni in caso di occupazione illegittima per scopi di pubblica utilità
L'illecito spossessamento del privato da parte della P.A. e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica non danno luogo, anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità, all'acquisto dell'area da parte dell'Amministrazione ed il privato ha diritto a chiederne la restituzione, salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno. Il privato, inoltre, ha diritto al risarcimento dei danni per il periodo, non coperto dall'eventuale occupazione legittima, durante il quale ha subito la perdita delle utilità ricavabili dal terreno e ciò sino al momento della restituzione ovvero sino al momento in cui ha chiesto il risarcimento del danno per equivalente, abdicando alla proprietà del terreno.
La rinuncia è negozio unilaterale il cui solo effetto è quello dismissivo del diritto di proprietà, mentre l'effetto acquisitivo da parte dello Stato è solo effetto di secondo grado.
A fronte di un'occupazione illegittima, tanto "appropriativa" che "usurpativa'" effettuata dalla P.A., il proprietario (nel proporre l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iudiziale per la tutela del suo diritto) può optare fra la c.d."rinuncia abdicativa" al suo diritto di proprietà, e la richiesta di "restituzione", previa riduzione in pristino del bene sottratto alla sua disponibilità, fermo ed impregiudicato - in ogni caso - il risarcimento del danno, che va calcolato diversamente a seconda della scelta effettuata (in quanto nel caso di rinuncia abdicativa occorre sommare al valore costituente il corrispettivo per l'occupazione illegittima il valore del bene oggetto del trasferimento).
L'ordinaria disponibilità della proprietà anche immobiliare facoltizza il proprietario che abbia subito un'occupazione materiale illegittima da parte della P.A. (in sé priva di riflessi in ordine alla titolarità del bene) a chiedere non già la restituzione materiale del cespite – che, per il passaggio del tempo o per altre ragioni, può non essere più di suo interesse – bensì, previa implicita rinuncia al bene, il controvalore monetario dello stesso, da computarsi al momento della formulazione dell'implicita rinuncia, ossia della proposizione del ricorso di prime cure. In altre parole il proprietario, avanzando domanda di risarcimento pari a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nale del bene illegittimamente occupato, veicola per facta concludentia una rinuncia alla titolarità del bene stesso risolutivamente condizionata all'inadempimento, da parte dell'Amministrazione occupante, dell'obbligo di corrispondere il controvalore monetario per come determinato dal Giudice al momento della definizione della controversia.
La domanda di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo, contiene una rinunzia abdicativa al diritto di proprietà delle rispettive aree e fa cessare l'illecito permanente dell'amministrazione. Per la determinazione del quantum, il risarcimento va riferito al momento della rinuncia abdicativa.
L'occupazione contra ius viene a cessare solo in conseguenza della rinunzia abdicativa (e non traslativa, secondo una certa prospettazione delle SS.UU.) da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo.
La rinuncia al diritto di proprietà è irretrattabile.
Quale che sia la sua forma di manifestazione (vie di fatto, occupazione usurpativa, occupazione acquisitiva), la condotta illecita dell'amministra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ente sul diritto di proprietà non può comportare l'acquisizione del fondo e configura un illecito permanente ex art. 2043 c.c. - con la conseguente decorrenza del termine di prescrizione quinquennale dalla proposizione della domanda basata sull'occupazione contra ius, ovvero, dalle singole annualità per quella basata sul mancato godimento del bene - che viene a cessare in conseguenza della rinunzia abdicativa (e non traslativa) da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo.
Non può essere ricollegato al comportamento illecito dell'Amministrazione il danno da perdita della proprietà legato ad un atto meramente dismissivo, posto che difetta il necessario nesso di consequenzialità diretta imposto dall'art. 1223 c.c.. La rinuncia (la cui sola natura è abdicativa) è negozio unilaterale, con effetto dismissivo automatico, che non può far sorgere un illecito in capo al terzo acquirente a titolo originario (Stato ex art. 827 c.c.), né tanto meno a carico dell'ente espropriante, il cui acquisto avviene semmai in base ad un autonomo titolo provvedimentale ( art. 42 bis T.U. Espropri).
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ine all'orientamento, non pienamente consolidato, che ammette la "rinuncia abdicativa" alla proprietà, non risulta ancora chiaro quale sia la sorte del bene, e come l'amministrazione, condannata dal giudice al risarcimento del danno, possa essere obbligata ad acquisirne la proprietà e con quali modalità.
In caso di occupazione illegittima per scopi di pubblica utilità il privato ha diritto al risarcimento dei danni per il periodo, non coperto dall'eventuale occupazione legittima, durante il quale ha subito la perdita delle utilità ricavabili dal terreno e ciò sino al momento della restituzione ovvero sino al momento in cui ha chiesto il risarcimento del danno per equivalente, abdicando alla proprietà del terreno.
Stante la natura abdicativa e non traslativa dell'atto di rinuncia, il provvedimento con il quale l'Amministrazione procede alla effettiva liquidazione del danno - rappresentando il mancato inveramento della condizione risolutiva implicitamente apposta dal proprietario al proprio atto abdicativo che di esso rappresenta il presupposto - costituisce atto da tras... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sensi degli artt. 2643, primo comma, n. 5 e 2645 cod. civ., anche al fine di conseguire gli effetti della acquisizione del diritto di proprietà in capo all'amministrazione, a far data dal negozio unilaterale di rinuncia.
Una volta intervenuta la liquidazione del risarcimento del danno da occupazione illegittima di suoli provati per ragioni di pubblico interesse, la sentenza di condanna risarcitoria va trascritta per consolidare l'acquisizione in mano pubblica.
L'invocazione del risarcimento del danno patito anziché della restituzione del fondo assume valenza dismissoria del diritto dominicale, stante il fatto che la condotta illecita dell'Amministrazione incidente sul diritto di proprietà non può comportare l'acquisizione del fondo e configura un illecito permanente ex art. 2043 c.c.che viene a cessare, tra le varie ipotesi, anche per la rinunzia abdicativa (e non traslativa) da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo. Una volta intervenuta la liquidazione del risarcimento, questa va trascritta per consolidare l'acquisizione in mano pubblica.
La corresponsione del risarcimento per equivalente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ad "abdicazione" comporterebbe il soddisfacimento della pretesa di parte ricorrente, ma non consentirebbe la risoluzione della questione proprietaria e il raggiungimento del primario interesse pubblico ad ottenere quella corrispondenza tra situazione di fatto e di diritto che non è stata conseguita secondo l'iter ordinario e che deve essere perseguita parallelamente alla reintegrazione del patrimonio del cittadino, ponendo definitivamente fino al comportamento lesivo nei suoi confronti mediante il trasferimento del diritto di proprietà, non essendo possibile disporre di un titolo idoneo alla trascrizione, ex art. 2643 del codice civile, della proprietà a favore dell'ente pubblico utilizzatore del bene.
Non trova supporto normativo l'affermazione che il provvedimento con il quale l'amministrazione procede alla effettiva liquidazione del danno costituisca atto da trascriversi ai sensi degli artt. 2643, primo comma, n. 5 e 2645 cod. civ. al fine di conseguire gli effetti della acquisizione del diritto di proprietà in capo all'amministrazione. Nel nostro ordinamento vige il principio della tassatività dei titoli idonei al trasferimento della proprietà privata e, dunque, alla trascrizione; in questo sistema non pu&og... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re cittadinanza un atto amministrativo traslativo della proprietà, unilaterale e atipico.
Ha carattere eccezionale l'effetto traslativo della proprietà attribuito alle sentenze, anche con riferimento alle statuizioni del giudice ordinario, cui è generalmente riconosciuta la possibilità di adottare pronunce di accertamento. Esso è previsto solo in due casi: dall'art. 2643 cod. civ., n. 14, in relazione alle sentenze costitutive del trasferimento o modificative dei diritti reali sui beni immobili e dall'art. 2651, con riferimento alla sola sentenza di accertamento dell'intervenuta usucapione. Ciò induce a escludere che analogo effetto sia attribuibile alla sentenza del giudice amministrativo, tradizionalmente di annullamento ed eccezionalmente di accertamento (come nel caso del risarcimento del danno, in cui la possibilità di adottare una pronuncia di accertamento è espressamente riconosciuta dall'art. 34 del c.p.a.).
Non è configurabile la fattispecie della cd. rinuncia abdicativa al diritto di proprietà, che sarebbe implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario avanzata in sede civile, atteso che il suddetto giudizio davanti all'A.G.O. è stat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...con sentenza declinatoria del difetto di giurisdizione, senza alcun giudicato sulla vicenda traslativa della proprietà e senza alcun atto dell'amministrazione di effettiva liquidazione del danno, che costituisce atto da trascriversi ai sensi degli artt. 2643, comma 1, n. 5 e 2645 c.c., al fine di perfezionare la fattispecie e conseguire gli effetti della acquisizione del diritto di proprietà in capo all'amministrazione.
In presenza di un'occupazione divenuta sine titulo di un bene, il privato ha diritto a chiedere la restituzione del bene occupato, salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno; avendo tale rinuncia carattere abdicativo e non traslativo, da essa non consegue, quale effetto automatico, l'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'Amministrazione, ma è essenziale, ai fini dell'acquisizione, un titolo di acquisto, o di natura negoziale o, ricorrendone le condizioni e i presupposti, attraverso l'emanazione di un provvedimento costituente esercizio del potere di cui all'art. 42 bis d.P.R. n. 327/2001.
In caso di abdicazione l'atto da trascriversi, ai sensi degli artt. 2643, comma 1, n. 5) e 2645 c.c., anche al fine di conseguire gli effetti dell'acquisizione del diri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rietà in capo all'Amministrazione a far data dal negozio unilaterale di rinuncia, è il provvedimento con il quale l'amministrazione procede all'effettiva liquidazione del danno, rappresentando il mancato inveramento della condizione risolutiva implicitamente apposta dal proprietario all'atto abdicativo presupposto.
Stante la natura abdicativa e non traslativa dell'atto di rinuncia conseguente alla proposizione della domanda risarcitoria in caso di occupazione illegittima di suolo privato da parte di pubblica amministrazione, il provvedimento con il quale l'ente procede alla effettiva liquidazione del danno - rappresentando il mancato inveramento della condizione risolutiva implicitamente apposta dal proprietario al proprio atto abdicativo che di esso rappresenta il presupposto - costituisce atto da trascriversi ai sensi degli artt. 2643, primo comma, n. 5 e 2645 cod. civ., anche al fine di conseguire gli effetti della acquisizione del diritto di proprietà in capo alla mano pubblica ex art. 827 c.c. a far data dalla rinuncia.
Con riferimento alla ipotesi in cui il proprietario formuli non già domanda di r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ovvero di riduzione in pristino del proprio bene illegittimamente occupato dall'Amministrazione, bensì (solo) di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del bene, egli implicitamente abdica alla proprietà del bene, e il provvedimento con il quale l'Amministrazione procede alla effettiva liquidazione del danno - rappresentando il mancato inveramento della condizione risolutiva implicitamente apposta dal proprietario al proprio atto abdicativo che di esso rappresenta il presupposto - costituisce atto da trascriversi ai sensi degli artt. 2643, primo comma, n. 5 e 2645 cod. civ., anche al fine di conseguire gli effetti della acquisizione del diritto di proprietà in capo all'amministrazione, a far data dal negozio unilaterale di rinuncia.
La rinuncia abdicativa su suolo irreversibilmente trasformato ha carattere meramente abdicativo e non traslativo, donde da essa non può conseguire, quale effetto automatico, l'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'Amministrazione; in tale ipotesi il provvedimento con il quale l'amministrazione procede alla effettiva liquidazione del danno, rappresentando il mancato inveramento della condizione risolutiva implicitamente apposta dal prop... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... proprio atto abdicativo, che di esso rappresenta il presupposto, costituisce atto da trascriversi ai sensi degli artt.2643, primo comma, n.5 e 2645 cod. civ., anche al fine di conseguire gli effetti dell'acquisizione del diritto di proprietà in capo all'amministrazione, a far data dal negozio unilaterale di rinuncia.
Con riferimento alla specifica ipotesi in cui il proprietario formuli non già la domanda di restituzione ovvero di riduzione in pristino del proprio bene, illecitamente occupato dall'amministrazione, bensì di risarcimento del danno patito, con effetti abdicativi del diritto di proprietà, il provvedimento con il quale l'amministrazione procede alla effettiva liquidazione del danno costituisce atto da trascriversi ai sensi degli artt. 2643, primo comma, n. 5 e 2645 cod. civ., anche al fine di conseguire gli effetti della acquisizione del diritto di proprietà in capo all'amministrazione, a far data dal negozio unilaterale di rinuncia.
La sentenza che, statuendo sul risarcimento, accerta l'avvenuta volontà comune che il fondo appreso sia da ritenere in capo all'amministrazione resistente, costituisce titolo, a mente dell'art. 2643, numeri 5 e 14, del codice civile, per la trascrizione immobiliare &... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oneri a carico dell'amministrazione resistente – della rinuncia al diritto di proprietà da parte del privato a favore dell'amministrazione che l'acquista.
Nel caso in cui i proprietari del fondo illegittimamente occupato per scopi di pubblica utilità abbandonino ogni proposito restitutorio e limitino la pretesa al quantum risarcitorio, si configura la rinuncia abdicativa, consistente nella dismissione volontaria e unilaterale dei beni di loro appartenenza. In tal caso, l'acquisto della proprietà in capo al soggetto pubblico si realizza a prescindere dall'adozione di un formale atto di acquisizione sanante, potendo costituire oggetto di trascrizione l'atto di rinuncia (nella specie, il ricorso introduttivo notificato - cfr. art. 2643 n. 5 del c.c.) ovvero il provvedimento di liquidazione che assume la predetta dichiarazione unilaterale a presupposto.
In caso di rinuncia abdicativa alla proprietà del bene illegittimamente occupato per scopi di pubblica utilità, conseguente alla domanda risarcitoria con rinuncia alla tutela restitutoria, non essendo necessario effettuare alcuna "scelta" sull'acquisizione di un bene già dismesso dal patrimonio del legittimo proprietario (attraverso l'atto di ricorso) il so... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izzatore dell'opera pubblica non è chiamato ad assumere alcuna determinazione sulla sorte del bene, dovendo semplicemente occuparsi della formalità della trascrizione.
In caso di abdicazione, si perfeziona il trasferimento di proprietà con la trascrizione dell'atto di liquidazione dei danni provocati, senza che sia necessario emettere l'atto di acquisizione sanante.
Con riferimento alla specifica ipotesi in cui il proprietario formuli non già domanda di restituzione ovvero di riduzione in pristino del proprio bene illecitamente occupato dall'amministrazione, bensì di risarcimento del danno patito (con effetti abdicativi del diritto di proprietà), occorre affermare che stante la natura abdicativa e non traslativa dell'atto di rinuncia, il provvedimento con il quale l'amministrazione procede alla effettiva liquidazione del danno - rappresentando il mancato inveramento della condizione risolutiva implicitamente apposta dal proprietario al proprio atto abdicativo che di esso rappresenta il presupposto - costituisce atto da trascriversi ai sensi degli artt. 2643, primo comma, n. 5 e 2645 cod. civ., anche al fine di conseguire gli effetti della acquisizione del diritto di proprietà in capo all'amministrazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...data dal negozio unilaterale di rinuncia.
Deve ritenersi accoglibile la domanda di risarcimento per equivalente, con cui parte ricorrente ha chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali, per la perdita della proprietà del bene e per la sua illegittima occupazione. In caso di accettazione dei ricorrenti della somma proposta dall'Amministrazione le parti dovranno redigere un accordo che l'Amministrazione dovrà provvedere – a proprie spese – a trascrivere.
Non è ipotizzabile una pronuncia giudiziale che accerti l'avverarsi della cd. rinuncia abdicativa del bene in favore dell'Amministrazione contro il pagamento del relativo risarcimento per equivalente; la possibilità ipotetica di trasmissione della proprietà in capo alla PA dovrebbe esser ritenuta fenomeno traslativo intermediato dal titolo giudiziale, del quale però non vi è traccia nel sistema, se non con riferimento agli obblighi di contrarre.
La sentenza di condanna al risarcimento del danno costituisce titolo per la trascrizione immobiliare della rinuncia al diritto di proprietà da parte del privato a favore della P.A. e del conseguente acquisto a titolo derivativo di quest'ultima dei terreni per cui è ca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e dell'art. 2643, nn. 5 e 14 del codice civile.
Facendo applicazione degli ordinari principi civilistici, l'esigenza di una piena tutela del diritto di proprietà esige che l'effetto traslativo consegua a una volontà espressa ed inequivoca del proprietario interessato, da tradursi in strumenti negoziali formali e tipici, dovendosi comunque tener conto dello specifico regime giuridico degli atti inter vivos con cui si può disporre, anche mercé l' abdicazione, del diritto di proprietà (art. 1350 n. 5 c.c. e art. 2643 n. 5 c.c.).; ne consegue che il giudice adito non può procedere alla declaratoria dell'intervenuta abdicazione, da parte del privato al diritto di proprietà sulle aree sulle quali è stata realizzata l'opera.
La sentenza di condanna dell'Ente pubblico al risarcimento del danno a seguito di rinuncia abdicativa da parte dei proprietari, costituisce titolo per la trascrizione immobiliare della rinuncia al diritto di proprietà da parte del privato a favore della P.A. e del conseguente acquisto a titolo derivativo di quest'ultima del terreno per cui è causa, a mente dell'art. 2643, numeri 5 e 14, del codice civile.
PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...TTIMA --> ABDICAZIONE --> IMPLICITA
Dinanzi all'illecito spossessamento del privato da parte della pubblica amministrazione e all'irreversibile trasformazione del terreno per la costruzione di un'opera pubblica, il privato è nella facoltà (e non già nell'obbligo), anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità, di domandare la restituzione del bene, ben potendo decidere di abdicare al suo diritto e chiedere, invece, il risarcimento del danno per equivalente monetario.
La rinuncia abdicativa deve essere ritenuta sussistente in quanto implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo.
Non possono ritenersi integrati gli estremi della cd. "rinunzia abdicativa" quando ricorrente non si sia limitato a richiedere unicamente il risarcimento del danno per equivalente da apprensione illegittima del proprio fondo, ma abbia anche domandato la restituzione dell'area: la proposizione della sola domanda di risarcimento del danno per equivalente può integrare gli estremi della cd. "rinunzia abdicativa".
La rinuncia alla restituzione con richiesta di risarcimento del danno deve intendersi quale rinunci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a.
La rinuncia (la cui sola natura è abdicativa) è negozio unilaterale, con effetto dismissivo automatico, che non può far sorgere un illecito in capo al terzo acquirente a titolo originario (Stato ex art. 827 c.c.), né tanto meno a carico dell'ente espropriante, il cui acquisto avviene semmai in base ad un autonomo titolo provvedimentale (art. 42 bis T.U. Espropri). Consta pertanto l'impossibilità logico-giuridica di ritenere che la mera domanda di risarcimento per equivalente comporti la rinuncia abdicativa implicita al bene subordinata al pagamento del risarcimento da parte dell'amministrazione.
La "rinunzia abdicativa" da parte del proprietario, implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo, comporta effetti definitivi ed irreversibili in ordine alla perdita della proprietà in capo al privato, con la conseguente cessazione dell'illecito permanente determinata dalla condotta illecita dell'Amministrazione, che non ha concluso il procedimento espropriativo: pertanto, tale rinuncia deve, per converso, risultare assolutamente chiara, univoca ed inequivoca. Requisiti, questi ultimi, insussistenti nel caso in cui il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o abbia contestualmente richiesto la restituzione dell'area (anche se "in via" - meramente - "gradata").
Anche qualora si dovesse optare per una qualificazione dell'accordo di cessione quale inidoneo a trasferire il diritto di proprietà e solo determinativo dell'indennità di esproprio, dovrebbe ritenersi formata la fattispecie della rinuncia abdicativa al diritto di proprietà sulla base della percezione e della richiesta del pagamento dell'indennità di esproprio e sulla base dell'irreversibile trasformazione del fondo.
Quando l'attività compiuta dall'Amministrazione a seguito della illecita occupazione perfeziona condotte non riconducibili all'esplicazione del pubblico potere, non si produce l'effetto acquisitivo a favore della pubblica amministrazione ed il proprietario può chiedere la restituzione del fondo occupato e, se a tanto non ha interesse e quindi vi rinunzi, può avanzare domanda di risarcimento del danno. L'acquisizione del bene alla mano pubblica dunque non consegue automaticamente all'irreversibile trasformazione di esso, ma discende dall'eventuale scelta del proprietario usurpato che, implicitamente rinunciando al diritto dominicale, opti per la tutela risarcitoria.
L'atto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... è implicito nella proposizione dell'azione di risarcimento del danno parametrato al valore dell'area illecitamente occupata.
La domanda di risarcimento del danno provocato ai proprietari ricorrenti dalla perdita di disponibilità di porzione dei terreni di loro proprietà comporta la rinuncia abdicativa al diritto di proprietà su dette aree.
Appare dubbio che una volontà negoziale di tipo abdicativo possa essere implicitamente desunta da una domanda giudiziale di tipo risarcitorio e, in ogni caso, ciò presuppone che la domanda sia sottoscritta dalla parte e non dal solo difensore (che non dispone di poteri di rappresentanza nel campo sostanziale).
A seguito dell'implicita rinuncia dei privati alla restituzione del bene, irreversibilmente trasformato in assenza di dichiarazione di pubblica utilità e pertanto oggetto di occupazione usurpativa, implicita nella proposizione della domanda di risarcimento pari al valore di mercato delle aree, deve essere liquidato il pregiudizio per la perdita del diritto dominicale.
Secondo una parte della giurisprudenza, la richiesta di risarcimento formulata dal privato e diretta ad ottenere il mero controvalore del fondo, compromesso dall'op... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a, va interpretata quale manifestazione della volontà di rinunciare alla proprietà del terreno. Recentemente, tale orientamento è stato riaffermato da Cass. Civ. (sent. n. 735/2015), secondo la quale si deve escludere che il proprietario perda il diritto di ottenere il controvalore dell'immobile rimasto nella sua titolarità. Infatti, in alternativa alla restituzione, al proprietario è sempre concessa l'opzione per una tutela risarcitoria, con una implicita rinuncia al diritto dominicale sul fondo irreversibilmente trasformato; tale rinuncia ha carattere abdicativo e non traslativo.
La (inequivoca) formulazione della domanda rivolta unicamente all'ottenimento del risarcimento dei danni va interpretata quale manifestazione della volontà di rinunciare alla proprietà del terreno occupato illegittimamente da parte della P.A. .
In ipotesi di procedura espropriativa non conclusa con l'emissione del decreto ablativo, la ragione dell'obbligo di pagare il controvalore del bene va rinvenuta nella determinazione del proprietario, che, optando per la richiesta di risarcimento del danno per equivalente, in luogo di quella restitutoria (possibile, trattandosi di illecito di natura permanente inidoneo a modificare l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...minicale. Cfr. Cass. SU n. 735 del 2015), abbia inteso abdicare al suo diritto.
Qualora sia stata richiesta dal privato la sola tutela risarcitorio sul presupposto (rivelatosi errato sulla base della più recente giurisprudenza), di aver ormai perduto i propri diritti reali sul bene oggetto di occupazione, tale scelta processuale non può ricondursi alcuna volontà abdicativa dei diritti reali vantati sull'area.
L'espressa riserva di chiedere la restituzione del bene impedisce di attribuire alla proposizione della sola domanda risarcitoria la volontà di abdicare al diritto di proprietà in favore dell'amministrazione, ciò che potrebbe eventualmente giustificare la corresponsione di un risarcimento in misura pari al valore venale del bene.
L'effetto traslativo della proprietà, in conseguenza dell'occupazione acquisitiva, è conforme al principio secondo cui l'illecito spossessamento del privato da parte della P.A. e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica, possono dare luogo all'acquisto dell'area da parte del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione, nei casi in cui il privato abbia deciso di abdicare al suo diritto, chiedendo il risarcimento del danno per equivalente, così rinunciando a chiedere la restituzione del bene.
La domanda del proprietario volta alla dichiarazione dell'avvenuta accessione invertita in favore dell'occupante per effetto dell'irreversibile trasformazione del bene a seguito della costruzione dell'opera pubblica, e volta ad accertare il quantum del risarcimento del danno per la perdita definitiva delle aree, e non già (o non anche) l'an dell'acquisto in capo all'ente occupante, ha valenza di rinuncia abdicativa alla proprietà.
Il carattere abdicativo derivante dalla formulazione della domanda di contenuto esclusivamente risarcitorio da un lato non consente una reviviscenza del diritto dominicale a seguito di una domanda proposta in tal senso in un diverso giudizio, né di ritenere, quindi, sussistente l'interesse a denunciare l'illegittimità dell'istituto di creazione giurisprudenziale, ormai consegnato alla storia del diritto e non più operante nei giudizi in materia di occupazione da parte della P.A. in assenza di una valido provvedimento ablativo, in una vicenda processuale caratterizzata, appunto, da una domanda di conte... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ivamente risarcitorio.
La giurisprudenza ha precisato che dal principio, ormai consolidato, per cui la realizzazione di un'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato non è in grado di per sé di determinare il trasferimento della proprietà del bene a favore della P.A. (e l'irreversibile trasformazione del fondo integra un mero fatto, incapace di assurgere a titolo di acquisto della proprietà), deriva che anche la richiesta di risarcimento formulata dal privato e diretta ad ottenere il mero controvalore del fondo, compromesso dall'opera pubblica, pur interpretata quale manifestazione della volontà di rinunciare alla proprietà del terreno, non vale a determinare in capo al privato la perdita della proprietà di esso.
Con riguardo alle fattispecie già ricondotte alla figura dell'occupazione acquisitiva, superata alla luce della costante giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo, deve escludersi che il proprietario perda il diritto di ottenere il controvalore dell'immobile rimasto nella sua titolarità. Infatti, in alternativa alla restituzione, al proprietario è sempre concessa l'opzione per una tutela risarcitoria, con una implicita rinuncia al diritto dominicale... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...irreversibilmente trasformato; tale rinuncia ha carattere abdicativo e non traslativo: da essa, perciò, non consegue, quale effetto automatico, l'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'Amministrazione.
In caso di occupazione usurpativa, la natura permanente dell'illecito perdura fino al momento dell'atto abdicativo della proprietà da parte del privato ovvero dell'azione restitutoria da esso intrapresa, non essendo in sé l'occupazione suscettibile di determinare l'effetto acquisitivo in favore della p.a. Invero la perdita della proprietà da parte del privato, in questi casi, non è conseguenza dell'accessione invertita, essendo l'opzione del proprietario per una tutela risarcitoria, in luogo della pur possibile tutela restitutoria, a comportare un'implicita rinuncia al diritto dominicale sul fondo irreversibilmente trasformato.
Qualora la sentenza abbia accertato, in via definitiva – non essendo in questa parte oggetto di impugnazione – la "perdita" della proprietà in capo al privato, per effetto della domanda di "risarcimento" introdotta nel giudizio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no alla parte le successive evoluzioni della giurisprudenza che hanno portato la stessa a disconoscere l'istituto dell'occupazione usurpativa ed a non ammettere l'abdicazione tacita ai titoli dominicali per effetto della domanda risarcitoria.
In ipotesi di occupazione usurpativa al proprietario privato della disponibilità del fondo dev'essere riconosciuto il diritto alla restituzione dell'immobile, ferma restando la possibilità di optare per l'azione risarcitoria, il cui esercizio, in quanto volto a conseguire il controvalore del fondo, comporta l'implicita rinuncia al diritto di proprietà.
Pur impedendo l'occupazione usurpativa il trasferimento della proprietà alla P.A., data l'assenza di formali provvedimenti di esproprio e l'irrilevanza della trasformazione del fondo privato in opera pubblica, tuttavia occorre rilevare come la richiesta di risarcimento del danno commisurato al valore della proprietà, espressa attraverso l'atto di citazione, configuri contemporaneamente da un lato una rinuncia per il futuro ad esercitare le facoltà che costituiscono il contenuto del diritto di proprietà e dall'altra un consenso implicito alla P.A. affinché possa utilizzare il bene per il futuro conformemente... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nazione impressagli, facendo venir meno la natura illecita della condotta di occupazione, per consenso dell'avente diritto.
L'occupazione non assistita da dichiarazione di pubblica utilità costituisce fatto illecito permanente generatore di danno: la carenza del potere espropriativo determina l'illegittimità ab origine dell'occupazione e l'illiceità permanente dell'opera pubblica. Il proprietario non perde la proprietà del fondo a meno che, con la proposizione dell'azione risarcitoria, non rinunci alla restituzione.
Se è vero che, in quanto atto avente effetto abdicativo, e non già traslativo, la rinuncia implicita nella proposizione dell'azione risarcitoria non determina il trasferimento della proprietà in favore dell'Amministrazione, è anche vero però che, traducendosi nell'abbandono del bene in favore di questa ultima, essa comporta il venir meno dello spossessamento e quindi dell'illecito, alla cui cessazione occorre avere riguardo non solo ai fini della decorrenza del termine di prescrizione (comunque interrotto dalla contestuale instaurazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o), ma anche ai fini dell'individuazione e della quantificazione delle conseguenze risarcitorie. E' in riferimento a tale momento che dev'essere quindi accertata la destinazione urbanistica del fondo occupato, ai fini della determinazione del suo valore di mercato, tenendo peraltro conto del carattere non conformativo di vincoli eventualmente apposti esclusivamente in funzione della realizzazione dell'opera pubblica; ed allo stesso momento occorre fare altresì riferimento per la determinazione della durata dello spossessamento, ai fini della liquidazione del danno eventualmente cagionato dall'occupazione illegittima.
Il momento in cui si perfeziona la rinuncia abdicativa coincide con quello in cui è proposta la domanda risarcitoria per equivalente.
Il diritto al risarcimento del danno va commisurato al valore venale del bene al momento del perfezionarsi della rinuncia abdicativa del privato al proprio diritto reale (ossia, al momento della perdita del suo diritto di proprietà), identificabile nella data del deposito dei ricorsi di primo grado.
Alla data dell'introduzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dizio dinanzi al giudice ordinario deve essere ritenuta la perdita del diritto di proprietà con il conseguente risarcimento del danno nella somma corrispondente al valore venale del bene, oltre rivalutazione e interessi fino al momento della sentenza. Ne discende che per quanto concerne il valore del bene non è maturata la prescrizione (effetto interruttivo e sospensivo dell'introduzione del giudizio).
Deve riconoscersi al proprietario abdicante il risarcimento del danno per la mancata disponibilità del bene per tutto il periodo di occupazione sine titulo (decorrente dal termine di quella legittimata dal decreto di occupazione d'urgenza) nella misura del 5% del valore del terreno, per ogni anno di occupazione illegittima; oltre che il danno per equivalente per la perdita del bene, cui parte ricorrente ha implicitamente rinunciato con il deposito del ricorso, commisurato al valore del terreno prendendo come riferimento il valore medio indicato nelle banche dati delle quotazioni immobiliari dell'Agenzia delle Entrate al momento del deposito del ricorso introduttivo, con cui è stata manifestata implicitamente la volontà dismissiva del diritto di proprietà.
Ove il proprietario di un'area illegittimamente occupat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...domanda risarcitoria per equivalente, ciò comporta la rinunzia abdicativa al bene, con insorgenza in capo al proprietario del diritto al risarcimento del danno nella misura corrispondente al valore venale del bene al momento di proposizione della domanda risarcitoria azionata con il presente giudizio, e con diritto al risarcimento del danno per mancato godimento del bene a cagione dell'occupazione illegittima per il periodo antecedente al momento abdicativo del diritto di proprietà, facendo applicazione analogica, in via equitativa, dei criteri risarcitori dettati dall'art. 42-bis del D.P.R. n. 327/2001, e, dunque, in una somma pari al 5% annuo (per ciascun anno di illegittima occupazione) del valore del terreno.
In caso di rinuncia abdicativa, il danno per equivalente va commisurato al valore del terreno al momento del deposito del ricorso introduttivo, con cui è stata manifestata implicitamente la volontà dismissiva del diritto di proprietà.
La rinunzia abdicativa di parte ricorrente, implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo, insieme con la valutazione implicita di interesse all'acquisizione della società resistente,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dalla mancata restituzione del bene e dalla mancata impugnazione della sentenza di condanna alla restituzione ovvero all'adozione del provvedimento acquisitivo, consentono di individuare nella data di deposito del ricorso introduttivo – momento in cui si perfeziona il rapporto processuale nel giudizio amministrativo – la data della perdita di proprietà del terreno di cui si tratta da parte degli originari proprietari.
La perdita della proprietà si verifica nel momento in cui il proprietario, notificando l'atto giudiziario di richiesta del risarcimento, vi rinuncia. La rinuncia fa uscire il diritto dalla sfera giuridica dell'originario titolare, ma non ne produce ancora l'acquisto da parte dell'amministrazione usurpatrice, che si produce in forza del provvedimento con il quale l'amministrazione, a ciò obbligata dalla condanna al risarcimento, procede a liquidare il danno.
L'illecita occupazione cessa a seguito dell'intervenuta rinuncia abdicativa alla proprietà.
L'occupazione contra ius viene a cessare in conseguenza della irretrattabile rinunzia abdicativa da parte del propri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si verifica implicitamente con l'atto introduttivo della richiesta giudiziale di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo. Al proprietario, infatti, in alternativa alla restituzione, è sempre concessa l'opzione per una tutela risarcitoria, con implicita rinuncia al diritto dominicale sul fondo irreversibilmente trasformato; tale rinuncia ha carattere abdicativo e non traslativo: da essa, perciò, non consegue, quale effetto automatico, l'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'Amministrazione.
Una rinuncia abdicativa alla proprietà del bene occupato senza titolo è implicita nella richiesta di risarcimento del danno correlata al controvalore dell'area irreversibilmente trasformata. In presenza di tale domanda, anche in applicazione del principio della corrispondenza fra chiesto e pronunciato ex art. 112 c.p.c, non vi è spazio per una pronuncia a carattere reintegratorio, con condanna dell'Amministrazione alla restituzione degli immobili di cui è causa, previa riduzione in pristino, salva la possibilità della successiva pronuncia ad opera dell'Amministrazione di un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42 bis T.U. espropri.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pulazione di un accordo/contratto o l'applicazione dell'art. 42 bis del DPR 327/2001 risulterebbero precluse dal fatto che, in ipotesi di rinuncia alla proprietà non sarebbe più possibile individuare la controparte, ovvero verrebbe a mancare il presupposto essenziale per la stipula del contratto o l'adozione del provvedimento e cioè che il terreno occupato dall'opera pubblica sia ancora nella titolarità dell'originario proprietario.
Ove il proprietario di un bene illegittimamente occupato, pur avendo a disposizione diversi strumenti di tutela, circoscrive la domanda coltivata innanzi al giudice ordinario al risarcimento, per equivalente, dei danni subiti per la perdita della proprietà, ex art. 2043 c.c., "abdicando al …diritto di proprietà", rinuncia conseguentemente non solo alla restituzione dell'immobile de quo ma anche al ricorso ad altre forme di soddisfacimento possibili, ponendo contestualmente fine alla condotta illecita dell'Amministrazione.
La rinuncia al diritto di proprietà sul bene illegittimamente occupato, discendente dalla domanda risarcitoria per equivalente, ha carattere abdicativo e non traslativo: da essa, perciò, non consegue, quale effetto automatico, l'acquisto del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...à del fondo da parte dell'Amministrazione.
In alternativa alla restituzione, al proprietario è sempre concessa l'opzione per una tutela risarcitoria, con una implicita rinuncia al diritto dominicale sul fondo irreversibilmente trasformato; tale rinuncia ha carattere abdicativo e non traslativo: da essa, perciò, non consegue, quale effetto automatico, l'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'Amministrazione.
La rinuncia abdicativa su suolo irreversibilmente trasformato, ha carattere meramente abdicativo e non traslativo, donde da essa non può conseguire, quale effetto automatico, l'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'Amministrazione, che, sulla base dell'attuale assetto normativo e giurisprudenziale, può sicuramente avvenire sulla base del meccanismo di cui all'art.42-bis del T.U. sulle espropriazioni.
A fronte dell'occupazione illegittima, della mancanza di un legittimo atto di acquisizione e dell'irreversibile trasformazione di un fondo, il proprietario di esso, fermo restando il diritto alla restituzione, può ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...na domanda di mero risarcimento del danno per equivalente, con ciò rinunciando alla proprietà del suolo irreversibilmente trasformato, con effetto meramente abdicativo e non traslativo, donde da essa non può conseguire, quale effetto automatico, l'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'Amministrazione.
L'effetto traslativo della proprietà non può scaturire da una sentenza del giudice amministrativo che, accertata la rinuncia alla proprietà del ricorrente, riconosca allo stesso il diritto al risarcimento del danno.
Sussiste impossibilità logico-giuridica di ritenere che la mera domanda di risarcimento per equivalente comporti la rinuncia abdicativa implicita al bene subordinata al pagamento del risarcimento da parte dell'amministrazione. Circa poi l'ipotesi di una rinuncia "traslativa" è sufficiente rilevare, in primis, che non vi è incontro di volontà espresso tra le parti; ed inoltre che si darebbe luogo ad una forma di circolazione del bene non prevista, in palese contrasto con le formalità tipiche che connotano i negozi traslativi della pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; e con il principio di tipicità vigente in tema di pronunce costitutive dal parte del Giudice (v. art. 2908 c.c.).
Le varie disposizioni del codice civile in considerazione delle quali viene generalmente tratta l'esistenza dell'istituto della rinuncia abdicativa (art. 1350 c.c., art. 2643 c.c.) in realtà sono poco indicative, e ben potrebbero essere lette con riferimento alle specifiche ipotesi in cui la rinunzia a un diritto immobiliare è espressamente prevista e disciplinata, e non costituire indice dell'esistenza generalizzata dell'istituto; l'art. 827 c.c. poi sembra una norma di chiusura - di applicazione assolutamente eccezionale - di un ordinamento che non tollera la possibilità di beni immobili privi di proprietario.
Quand'anche si volesse aderire alla ricostruzione secondo la quale nel nostro ordinamento esiste la possibilità generalizzata di rinunziare, con atto unilaterale, al diritto di proprietà su immobili, l'utilizzo che ne viene fatto dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione e dal Consiglio di Stato, con riguardo all'ipotesi di un terreno occupato e irreversibilmente trasformato da un'amministrazione, è intrinsecamente contraddittoria e in sostanziale contrasto con le stesse c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iuridiche sulle quali dovrebbe trovare fondamento.
La rinunzia abdicativa di un diritto determina la sua incondizionata perdita (con un iato logico, se non temporale, rispetto al suo riacquisto da parte di altro soggetto), e non certo la sua conversione nell'equivalente monetario del suo valore; e poi non si vede veramente attraverso quale meccanismo tale equivalente monetario possa trasformarsi in obbligo risarcitorio in capo all'amministrazione che utilizza il terreno, seppur illecitamente.
Uno dei perni sui quali si fonda la possibilità di rinunziare a un diritto di proprietà su un immobile è costituito dalla previsione contenuta all'art. 827 c.c., in forza della quale si evita che il bene abbandonato sia privo di proprietario, rientrando ex lege nel patrimonio dello Stato. Ma se così è, di tale rinunzia non se ne avvantaggia, neppure indirettamente, l'ente che occupa il terreno, sul quale ha realizzato un'opera pubblica - tranne il caso in cui coincida con lo Stato; tale ente però si trova, in conseguenza dell'unilaterale atto di rinunzia del privato, irragionevolmente gravato di un obbligo risarcitorio, pur continuando a essere nella condizione di un indebito occupante di un terreno altrui.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che ammessa, la rinunzia a una proprietà immobiliare deve essere fatta ad substantiam con atto scritto. Su tale indiscutibile presupposto, non è possibile ricavare tale rilevante volontà - di porre in essere un negozio di rinunzia abdicativa a una proprietà immobiliare - attraverso una procura alla lite per un giudizio incoato per una richiesta risarcitoria, sul presupposto della già avvenuta perdita di una proprietà immobiliare. È evidente che, indipendentemente dagli ulteriori problemi, quanto meno nella presente vicenda, manca una valida esternazione della volontà di rinunziare a un diritto immobiliare, nelle necessarie forme di legge.
Attraverso il corretto esperimento dei rimedi giudiziali previsti dall'ordinamento, il proprietario di un'area occupata sine titulo dalla pubblica amministrazione potrà ottenere la restituzione del suo bene o, in alternativa, un'indennità superiore al suo valore, prevista dall'art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001,e il risarcimento per il periodo di occupazione indebita. A fronte di tale assetto della materia, che ha peraltro superato il vaglio di costituzionalità, non è chiaro il motivo per cui vengono ricercate fragili e contraddittorie ricostruzio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...he, alternative a quella chiaramente indicata in sede legislativa.
Non possono sottacersi le indiscutibili difficoltà ricostruttive che determina l'istituto, con riguardo ad aspetti a esso correlati, ma non secondari, quali la sorte dei diritti reali parziali o delle garanzie reali sui beni rinunziati, e le difficoltà di trascrizione non tanto della rinunzia (ove effettuata attraverso un atto unilaterale scritto), quanto della successiva acquisizione al patrimonio dello Stato, ritenuto un acquisto a titolo originario. L'accettazione generalizzata dell'istituto rischia, inoltre, di portare a conseguenze inique, tutte le volte in cui riguardi un terreno divenuto oneroso per il proprietario (necessità di disinquinamento o di prevenzione del rischio frane), con concrete possibilità di fare gravare sulla collettività oneri conseguenti a comportamenti indebiti di privati.
Non è condivisibile la soluzione secondo cui il proprietario di un bene illegittimamente occupato dalla pubblica amministrazione sarebbe facoltizzato a formulare una domanda di mero risarcimento del danno per equivalente (a fronte dell'irreversibile trasformazione del fondo) e così contestualmente ed implicitamente rinunciare alla propriet... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l bene (abdicando al diritto) e alla sua restituzione ovvero secondo cui potrebbe ipotizzarsi una rinuncia "traslativa" contro il pagamento del risarcimento, per mezzo di pronuncia costitutiva emessa dal TAR.
Nel vigore dell'attuale quadro normativo, dall'illegittima ablazione di un immobile per effetto di un procedimento espropriativo non conclusosi con un regolare e tempestivo decreto di esproprio sorge - al di là delle ipotesi alternative di un contratto traslativo ovvero di un accordo transattivo -, unicamente, l'obbligo per l'Amministrazione di sanare la situazione di illecito venutasi a creare, restituendo il terreno al proprietario previo ripristino dei luoghi e con la corresponsione del dovuto risarcimento per il periodo di illegittima occupazione temporanea ovvero, in via subordinata, adottando il decreto di acquisizione sanante ex art. 42 bis del DPR n. 327/01 e versando il relativo indennizzo/risarcimento secondo i parametri ivi disciplinati, non potendo rinvenirsi atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà in altri comportamenti, fatti o contegni sia del privato che dell'Amministrazione.
Nei casi contemplati dall'art. 42-bis, primo e secondo comma, d.p.r. n. 327/2001, l'Amministrazione ha ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato e viceversa, atteso che l'esecuzione di un'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà: trasferimento che può dipendere, infatti, solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
Il giudice amministrativo non può condannare l'amministrazione al risarcimento nei confronti del proprietario per il controvalore per la perdita del bene, quand'anche questa sia la richiesta formulata dal ricorrente con una propria dichiarazione di "rinuncia abdicativa". In base all'art. 42 bis, infatti, l'Amministrazione diventa proprietaria del bene illegittimamente occupato solo ove essa stessa, valutati gli interessi in conflitto, ritenga di esercitare motivatamente il suo potere di acquisizione,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onseguenza di una dichiarazione unilaterale del proprietario di "rinuncia abdicativa" o di una pronuncia giudiziale che liquidi il risarcimento del danno.
In caso di occupazione illegittima di suolo privato da parte della p.a. non è possibile concepire né accogliere una domanda di mero risarcimento del danno per equivalente (a fronte dell'irreversibile trasformazione del fondo) e così contestualmente ed implicitamente rinunciare alla proprietà del bene (abdicando al diritto) e alla sua restituzione ovvero secondo cui potrebbe ipotizzarsi una rinuncia "traslativa" contro il pagamento del risarcimento, per mezzo di pronuncia costitutiva emessa dal TAR.
Non è possibile annettere al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di risarcimento per equivalente l'effetto di una rinuncia abdicativa.
Non può il giudice amministrativo condannare l'amministrazione al risarcimento nei confronti del proprietario per il controvalore per la perdita del bene, quand'anche questa sia la richiesta formulata dal ricorrente con una propria dichiarazione pur formalmente da egli definita "rinuncia abdicativa", e questo perché la legge – nel prevedere una specifica disciplina della fattispecie – non attribuisce rilevanza ad una dichiarazione unilaterale del proprietario: in base all'art. 42 bis, l'Amministrazione diventa proprietaria solo ove ritenga di esercitare motivatamente il suo potere di acquisizione.
Di "rinuncia abdicativa" - discendente da una domanda giudiziale volta al risarcimento del danno pari al controvalore della res – non può tecnicamente parlarsi, perché una tale rinuncia implica senz'altro la perdita del proprio diritto, mentre invece comporterebbe semmai una rinuncia "condizionata" alla pronuncia del giudice che liquidi il risarcimento del danno, ed il cui evento è comunque giuridicamente precluso, poiché – per il principio della divisione dei poteri anch'esso posto a base dell'art. 42 bis – solo l'A... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one e non il giudice amministrativo può valutare "gli interessi in conflitto" e decidere se restituire il terreno ovvero acquisirlo.
La realizzazione sull'area occupata dell'opera pubblica è un fatto e tale resta, e non può essere in grado di assurgere a titolo dell'acquisto, in quanto inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà in capo alla pubblica amministrazione, per cui solo il formale atto di acquisizione di cui all'art. 42 bis d. P. R. n. 327 del 2001 (cd.acquisizione sanante) può essere in grado di limitare il diritto del privato alla restituzione del bene, non potendo rinvenirsi atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà in altri comportamenti, fatti o contegni sia del privato che dell'amministrazione.
L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce, in sé, un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà in capo alla P.A., per cui solo il formale atto di acquisizione di cui all'art. 42 bis d.P.R. n. 327 del 2001 può essere in grado di limitare il diritto del privato alla restituzione del bene, non poten... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...si atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà in altri comportamenti, fatti o contegni sia del privato che dell'Amministrazione.
Non è condivisibile la soluzione secondo cui il proprietario sarebbe facoltizzato a formulare una domanda di mero risarcimento del danno per equivalente (a fronte dell'irreversibile trasformazione del fondo) e così contestualmente ed implicitamente rinunciare alla proprietà del bene (abdicando al diritto) - riconnettendo il risarcimento del danno da perdita della proprietà all'esito di un comportamento volontario posto in essere discrezionalmente dal proprietario medesimo - e alla sua restituzione ovvero secondo cui potrebbe ipotizzarsi una rinuncia "traslativa" contro il pagamento del risarcimento, per mezzo di pronuncia costitutiva emessa dal TAR.
Una fattispecie complessa costituita dalla rinuncia abdicativa sottoposta alla condizione risolutiva del pagamento del danno da illecito (il cui provvedimento di liquidazione costituirebbe il mancato inveramento della condizione risolutiva, trascrivibile ex artt. 2643, primo comma, n. 5 e 2645 cod. civ.) non è accettabile, in quanto eleva ad evento condizionante un fatto privo del carattere dell'incert... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...verte cronologicamente e logicamente la vicenda, posto che la liquidazione del danno presuppone il compimento di un illecito da parte della p.a., che però non può verificarsi prima della rinuncia, connotandosi così la condizione del carattere dell'impossibilità. La rinuncia (la cui sola natura è abdicativa) è negozio unilaterale, con effetto dismissivo automatico, che non può far sorgere un illecito in capo al terzo acquirente a titolo originario (Stato ex art. 827 c.c.), né tanto meno a carico dell'ente espropriante, il cui acquisto avviene semmai in base ad un autonomo titolo provvedimentale (art. 42 bis T.U. Espropri).
Non è ammissibile che il proprietario di un terreno illegittimamente occupato sia facoltizzato a formulare una domanda di mero risarcimento del danno per equivalente (a fronte dell'irreversibile trasformazione del fondo) e così contestualmente ed implicitamente rinunciare alla proprietà del bene (abdicando al diritto) e alla sua restituzione ovvero che possa ipotizzarsi una rinuncia "traslativa" contro il pagamento del risarcimento, per mezzo di pronuncia costitutiva emessa dal TAR.
La tesi della "rinuncia abdicativa" urta contro un ostacolo giur... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nte, laddove si riconnette il risarcimento del danno da perdita della proprietà all'esito di un comportamento volontario posto in essere discrezionalmente dal proprietario medesimo. La rinuncia è infatti negozio unilaterale il cui solo effetto è quello dismissivo del diritto di proprietà, mentre l'effetto acquisitivo da parte dello Stato è solo effetto di secondo grado. È invece palese che non può essere ricollegato al comportamento illecito dell'Amministrazione il danno da perdita della proprietà legato ad un atto meramente dismissivo, posto che difetta il necessario nesso di consequenzialità diretta imposto dall'art. 1223 c.c..
Con l'istituto dell'abdicazione si inverte cronologicamente e logicamente la vicenda, posto che la liquidazione del danno presuppone il compimento di un illecito da parte della p.a., che però non può verificarsi prima della rinuncia, connotandosi così la condizione del carattere dell'impossibilità (tranne a voler ritenere che il danno sia quello conseguente alla distruzione del bene, che non è, o all'impossibilità della sua restituzione in natura, che pure non è). La rinuncia (la cui sola natura è abdicativa) è neg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erale, con effetto dismissivo automatico, che non può far sorgere un illecito in capo al terzo acquirente a titolo originario (Stato ex art. 827 c.c.), né tanto meno a carico dell'ente espropriante, il cui acquisto avviene semmai in base ad un autonomo titolo provvedimentale (art. 42 bis T.U. Espropri).
Circa l'ipotesi di una rinuncia "traslativa" è sufficiente rilevare, in primis, che non vi è incontro di volontà espresso tra le parti; ed inoltre che si darebbe luogo ad una forma di circolazione del bene non prevista, in palese contrasto con le formalità tipiche che connotano i negozi traslativi della proprietà e con il principio di tipicità vigente in tema di pronunce costitutive dal parte del Giudice (v. art. 2908 c.c.).
L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica sul fondo privato illegittimamente occupato, costituisce in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto del bene e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà in capo alla P.A., per cui solo il formale atto di acquisizione di cui all'art. 42 bis d.P.R. n. 327 del 2001 (cd. acquisizione sanante) può essere in grado di limitare il diritto del privato alla restituzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e, non potendo rinvenirsi atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà in altri comportamenti, fatti o contegni sia del privato che dell'Amministrazione.
Appare contraria all'ordinamento giuridico, sotto plurimi profili, la soluzione secondo cui il ricorrente proprietario di un bene illegittimamente occupato dalla p.a. sarebbe facoltizzato a formulare una domanda di mero risarcimento del danno per equivalente (a fronte dell'irreversibile trasformazione del fondo) e così contestualmente ed implicitamente rinunciare alla proprietà del bene (abdicando al diritto) e alla sua restituzione ovvero secondo cui potrebbe ipotizzarsi una rinuncia "traslativa" contro il pagamento del risarcimento, per mezzo di pronuncia costitutiva emessa dal TAR.
In applicazione degli ordinari principi civilistici, l'esigenza di una piena tutela del diritto di proprietà postula che l'effetto traslativo consegua a una volontà espressa ed inequivoca del proprietario interessato, da tradursi in strumenti negoziali formali e tipici dovendosi comunque tener conto dello specifico regime giuridico degli atti inter vivos con cui si può disporre, anche mercé l' abdicazione, del diritto di proprietà... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...0 n. 5 c.c. e art. 2643 n. 5 c.c.). Posto, quindi, che non può il giudice procedere alla declaratoria dell'intervenuta abdicazione, da parte dei ricorrenti, al diritto di proprietà delle aree sulle quali è stata realizzata l'opera pubblica, la disciplina applicabile alla fattispecie è rinvenibile nell'art. 42-bis del D.P.R. n. 327 del 2001.
Non può ipotizzarsi una fattispecie complessa costituita dalla rinuncia abdicativa sottoposta alla condizione risolutiva del pagamento del danno da illecito (il cui provvedimento di liquidazione costituirebbe il mancato inveramento della condizione risolutiva, trascrivibile ex artt. 2643, primo comma, n. 5 e 2645 cod. civ.), perché mediante tale ricostruzione si eleva ad evento condizionante un fatto privo del carattere dell'incertezza; si inverte cronologicamente e logicamente la vicenda, posto che la liquidazione del danno presuppone il compimento di un illecito da parte della p.a., che però non può verificarsi prima della rinuncia, connotandosi così la condizione del carattere dell'impossibilità.
Non è possibile includere, tra i possibili mezzi per definire i rapporti con l'Amministrazione che utilizza i terreni privati trasformati se... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...olare procedura espropriativa, la "rinunzia abdicativa" da parte del proprietario, sia essa implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario, sia essa esplicita. In tutti i casi in cui la corrispondenza tra situazione reale e situazione proprietaria non possa essere raggiunta mediante la restituzione del fondo ovvero il ricorso allo strumento pattizio, il precipuo strumento previsto nell'ordinamento per porre fine all'illecito permanente è rappresentato dal provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis del DPR 327/2001, che ha determinato l'abbandono dell'istituto di creazione pretoria conosciuto come "accessione invertita". L'illecito non può più, dunque, rappresentare uno strumento atto a regolarizzare la situazione proprietaria.
Considerato che la rinuncia è atto unilaterale che non determina l'effetto acquisito della proprietà da parte di altri soggetti e che il nostro ordinamento non attribuisce efficacia traslativa della proprietà a un qualsiasi atto (amministrativo o di natura giurisdizionale) che prenda atto del mancato inverarsi della condizione risolutiva conseguente all'intervenuto pagamento del risarcimento del danno, il riconoscere al proprietario del bene trasformato la possi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; di chiedere un risarcimento del danno come condizione per la rinuncia alla proprietà consentirebbe di ingenerare una situazione di impasse giuridica senza via d'uscita, ingenerando un danno erariale, a fronte della corresponsione del risarcimento per l'illegittima sottrazione della disponibilità di un bene senza poter acquisire la proprietà dello stesso.
La possibilità che un privato possa, in ipotesi di occupazione illegittima di un suo bene da parte della p.a., unilateralmente e legittimamente rinunciare alla proprietà del bene, acquisendo il diritto ad ottenere un risarcimento commisurato al valore venale del bene anche a prescindere dalla adozione di un decreto di acquisizione sanante, deve escludersi alla luce della disciplina positiva contenuta nell'art. 42 bis tues.
Il giudice è sottoposto (solo) alla legge, che è tenuto ad applicare, dovendosi già per questa via pervenire alla affermazione secondo la quale nelle fattispecie di occupazione appropriativa ed usurpativa l'eventuale rinuncia del privato alla proprietà del fondo è priva di qualsiasi effetto abdicativo o traslativo: a tale conclusione è d'obbligo pervenire a fronte della constatazione che il decreto ex ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...: a) può essere emesso a fronte di qualsiasi tipologia di "occupazione per scopi di pubblico interesse", non prevedendosi alcun trattamento specifico per l'ipotesi in cui il privato abbia manifestato di voler rinunciare alla proprietà del fondo; b) non è prevista la possibilità che esso abbia come destinatario un soggetto diverso dal proprietario del fondo occupato né che esso possa avere effetti diversi da quelli traslativi della proprietà; c) richiede una motivazione che giustifichi la preminenza del pubblico interesse rispetto alle esigenze del privato proprietario, esigenze - queste ultime – che non avrebbe senso tenere in considerazione ove il privato avesse perso/potesse perdere la proprietà del bene con una semplice manifestazione unilaterale; d) può essere emesso anche con riferimento a occupazioni poste in essere in epoca anteriore alla entrata in vigore del D.P.R. 327/2001 o dello stesso art. 42 bis.
Ove la rinuncia "abdicativa" fosse possibile, le amministrazioni pubbliche si troverebbero esposte al rischio di dover corrispondere un risarcimento commisurato al valore venale del bene occupato anche nei casi in cui il fondo stesso e l'opera che su di esso insiste non siano più rispondent... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di pubblico interesse", poiché l'obbligo di corrispondere un tale risarcimento verrebbe in tal caso a dipendere unicamente dalla illegittima occupazione del fondo da parte della amministrazione e dalla unilaterale reazione del privato, prescindendo totalmente da valutazioni afferenti l'utilità pubblica del bene.
La rinunzia abdicativa alla proprietà su un bene immobile, quantomeno se riferita ad un bene illegittimamente occupato per scopi di pubblica utilità, non può essere consentita. Ove così non fosse, e cioè ammettendo che il privato possa ancora oggi sempre, ed efficacemente, rinunziare al proprio diritto di proprietà sull'immobile oggetto di occupazione, si finisce per attribuirgli un abnorme potere di determinare in via unilaterale e, soprattutto, non necessariamente prevedibile l'andamento della procedura e le sorti del bene occupato, e si tratterebbe di un potere squilibrato: perché foriero di gravi danni per la amministrazione occupante, la quale ciò nonostante nulla di concreto potrebbe opporre per bloccarlo, stanti gli effetti automatici ex lege che la rinunzia abdicativa produrrebbe. La situazione che si verrebbe/viene a creare, ammettendo la rinunzia abdicativa del privato alla pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; del bene illegittimamente occupato, sarebbe quindi caratterizzata, questa volta a scapito della amministrazione, da quella stessa incertezza che ha indotto la Corte di Strasburgo a bocciare l'istituto della occupazione appropriativa.
Il fatto che la rinunzia ai diritti reali sia espressamente ammessa dal codice civile solo con riferimento a taluni diritti reali ed alla quota di comproprietà indivisa, non consente di presumere che la rinunzia abdicativa ai diritti reali costituisca un istituto generale, disciplinato in talune situazioni solo per esplicitarne gli effetti, essendo molto più logica la contraria opzione, secondo la quale il legislatore avrebbe ammesso la rinunzia a diritti reali solo nei casi in cui essa risulta funzionale alla corretta gestione ed alla valorizzazione del bene immobile.
Il mantenimento in buono stato di un bene immobile costituisce non solo esplicazione delle facoltà inerenti alla proprietà, ma anche un dovere, la cui violazione, quando non ingeneri situazioni di per sé foriere di responsabilità, viene scoraggiata dal legislatore in vari modi: ad esempio con la possibilità di espropriare le relative aree per assicurarne la riconversione a nuovi utilizzi; oppure, pi&ugra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...emente, consentendo che altri acquisiscano la proprietà del bene per usucapione. La ammissione generalizzata della possibilità di abdicare alla proprietà esclusiva, anche solo di tipo superficiario, di un bene immobile, va invece in segno diametralmente opposto, poiché non incoraggia i proprietari ad interessarsi e ad occuparsi in maniera diligente ed attiva dei beni, sul presupposto che di essi sarebbe sempre possibile disfarsi mediante una rinunzia abdicativa.
Ammettendo nelle fattispecie dell'occupazione illegittima che il privato abbia la possibilità di rinunziare alla proprietà vantata sul bene occupato divenendo contestualmente titolare del diritto ad essere risarcito del valore venale dell'immobile, si finisce per gravare l'amministrazione "occupante" di un obbligo risarcitorio al quale però non fa da contraltare l'acquisto della proprietà del bene, il quale, per effetto di questa rinunzia "atipica", passerebbe invece a far parte del patrimonio dello Stato ex lege, ai sensi dell'art. 827 c.c..
Non si comprende per quale motivo, a fronte della manifestazione di una volontà abdicativa del proprio diritto di proprietà, al proprietario dovrebbe sempre ed invariabilmente essere ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o il diritto ad ottenere un risarcimento commisurato, sostanzialmente, al valore venale di un bene che non ha mai perso, che ha diritto a vedersi restituire allo stato originario.
L'ordinamento sovranazionale recepito dalla Repubblica italiana, anche a fronte della sopravvenuta irreversibile trasformazione del suolo per effetto della realizzazione di un'opera pubblica astrattamente riconducibile al compendio demaniale necessario, esclude la possibilità di una condanna puramente risarcitoria a carico dell'amministrazione, poiché una tale pronuncia postula l'avvenuto trasferimento della proprietà del bene, per fatto illecito, dalla sfera giuridica del ricorrente, originario proprietario, a quella della P.A. che se ne è illecitamente impossessata; esito, questo (comunque sia ricostruito in diritto: rinuncia abdicativa implicita nella domanda solo risarcitoria, ovvero accessione invertita), vietato dal primo protocollo addizionale della convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.
Nei casi contemplati dall'art. 42-bis, primo e secondo comma, d.p.r. n. 327/2001 l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, atteso che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà: trasferimento che può dipendere, infatti, solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
L'intervenuta realizzazione dell'opera pubblica non fa venire meno l'obbligo della P.A. di restituire al privato il bene appreso in modo illegittimo. Si deve, pertanto, superare l'interpretazione che ricollegava alla costruzione dell'opera pubblica effetti preclusivi e/o limitativi della tutela in forma specifica del privato operata in relazione al diritto comune europeo: tanto è vero che il proprietario del terreno illegittimamente occupato dall'Amministrazione, una volta ottenuta la declaratoria dell'illegittimità dell'occupazione e l'annullamento dei relativi provvedimenti, pu&ogra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mamente domandare sia la restituzione del fondo, sia la sua riduzione in pristino, ma non anche il risarcimento del danno, dal momento che la proprietà del terreno è rimasta sin dall'origine in capo a lui, cosicché nessun danno si può profilare in riferimento alla sua perdita.
Ove l'Amministrazione abbia occupato aree private al fine di utilizzarle per finalità di interesse pubblico, trasformandole irreversibilmente mediante la realizzazione dell'opera, consegue il perdurante obbligo di restituzione al dominus dei beni illegittimamente appresi, adeguando la situazione di fatto a quella di diritto, non potendosi più concepire il vieto orientamento che predicava la perdita della proprietà mediante rinuncia abdicativa ovvero a seguito della irreversibile trasformazione del bene, a fronte del pagamento del risarcimento per equivalente.
Poiché non può più ritenersi che si determini l'estinizione del diritto di proprietà a seguito dell'illegittima occupazione del fondo e della trasformazione dello stesso per effetto della realizzazione dell'opera pubblica o di pubblica utilità, la proposizione della sola domanda di risarcimento per equivalente, anche a seguito di rinuncia ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a restitutoria, non può costituire un implicito atto di rinuncia del diritto di proprietà. Infatti, la configurazione dell'azione risarcitoria alla stregua di negozio unilaterale con effetto abdicativo nei confronti del precedente proprietario non rende ragione, per la stessa natura di atto unilaterale del negozio, dell'effetto ulteriore che dovrebbe conseguire all'atto di rinuncia della proprietà, vale a dire l'acquisto in capo all'Amministrazione della proprietà stessa. Peraltro, tale configurazione sarebbe in contrasto con lo stesso principio di tipicità dei modi di acquisto della proprietà di cui all'art. 922 c.c.
Nell'ipotesi in cui alla dichiarazione di pubblica utilità non abbia fatto seguito l'emanazione di un tempestivo decreto di esproprio, l'Amministrazione ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione "sine titulo" e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto ivi realizzato, atteso che la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, in qu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rasferimento può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
Dal fatto che un'Amministrazione abbia occupato un'area privata al fine di utilizzarla per finalità di interesse pubblico, trasformandola irreversibilmente mediante la realizzazione dell'opera, deriva il perdurante obbligo dell'Amministrazione intimata di restituire al dominus il terreno illegittimamente appreso, adeguando la situazione di fatto a quella di diritto, non potendosi più concepire il vieto orientamento che predicava la perdita della proprietà mediante rinuncia abdicativa ovvero a seguito della irreversibile trasformazione del bene, a fronte del pagamento del risarcimento per equivalente.
Il soggetto pubblico che occupa illegittimamente beni privati ha l'obbligo giuridico di far venir meno l'occupazione sine titulo e di adeguare la situazione di fatto a quella di diritto, restituendo l'immobile al legittimo titolare dopo aver demolito quanto realizzato. La realizzazione di un intervento pubblico su un fondo ill... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te occupato costituisce, infatti, un mero fatto, non idoneo a determinare il trasferimento della proprietà, che può conseguire solo a un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione e non anche ad atti o comportamenti, anche di tipo rinunziativo o abdicativo.
Di 'rinuncia abdicativa' non può tecnicamente parlarsi, perché una tale rinuncia implica senz'altro la perdita del proprio diritto, mentre invece una domanda giudiziale volta al risarcimento del danno – pari al controvalore della res – in realtà comporterebbe una rinuncia 'condizionata' alla pronuncia del giudice che liquidi il risarcimento del danno, ed il cui evento è comunque giuridicamente precluso, poiché – per il principio dei poteri posto a base dell'art. 42 bis TUEs – solo l'Amministrazione e non il giudice amministrativo può valutare 'gli interessi in conflitto' e decidere se restituire il terreno ovvero acquisirlo (con la corresponsione di un importo superiore al suo valore venale).
Il giudice amministrativo non può procedere alla declaratoria dell'intervenuta abdicazione, da parte dei ricorrenti, al diritto di proprietà delle aree sulle quali è stata realizzata l'opera pubblica, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla Amministrazione occupante. L'ordinamento sovranazionale recepito dalla Repubblica italiana, infatti, anche a fronte della sopravvenuta irreversibile trasformazione del suolo per effetto della realizzazione di un'opera pubblica e nonostante l'espressa domanda in tal senso di parte ricorrente, esclude la possibilità di una condanna puramente risarcitoria a carico dell'amministrazione, che postula l'avvenuto trasferimento della proprietà del bene, per fatto illecito.
Dalla domanda risarcitoria, non accompagnata da alcuna pretesa restitutoria, non può desumersi una implicita volontà dismissoria del diritto dominicale, se la domanda rivolta al Tribunale parte dall'assunto dell'avvenuto consolidamento del diritto dominicale in capo all'Amministrazione occupante mercè la irreversibile trasformazione dei luoghi, di guisa che la specifica richiesta di risarcimento per equivalente non costituisce frutto di una libera opzione.
Dal principio secondo cui la realizzazione di un'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato non è in grado di per sé di determinare il trasferimento della proprietà dell'immobile a favore della P.A., si desume che anche la richiesta di risarcimento formulata dal privato ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ottenere il mero controvalore del fondo, compromesso dall'opera pubblica, quand'anche voglia giungersi ad interpretarla quale manifestazione della volontà di rinunciare alla proprietà del terreno, non vale a determinare in capo al privato la perdita della proprietà di questo, non essendo l'istituto dell'abdicazione del diritto di proprietà considerato istituto rilevante dall'art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001, che disciplina la fattispecie.
La realizzazione di un'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato non è in grado di per sé di determinare il trasferimento della proprietà dell'immobile a favore della P.A.. Conseguentemente, anche la richiesta di risarcimento formulata dal privato e volta ad ottenere il mero controvalore del fondo, compromesso dall'opera pubblica, quand'anche voglia giungersi ad interpretarla quale manifestazione della volontà di rinunciare alla proprietà del terreno, non vale a determinare in capo al privato la perdita della proprietà di questo, non essendo l'istituto dell'abdicazione del diritto di proprietà considerato istituto rilevante dall'art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001, che disciplina la fattispecie.
La richiesta di risarcimento del d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eversibile trasformazione del fondo illegittimamente occupato dalla p.a., non può equivalere a manifestazione di volontà abdicativa della proprietà dello stesso, con perdita del titolo dominicale. Infatti, la realizzazione di un'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato non determina il trasferimento della proprietà dell'immobile a favore della P.A., e dunque anche la richiesta di risarcimento formulata dal privato e volta ad ottenere il mero controvalore del fondo compromesso dall'opera pubblica, quand'anche voglia giungersi ad interpretarla quale manifestazione della volontà di rinunciare alla proprietà del terreno, non vale a determinare in capo al privato la perdita della proprietà di questo, non essendo l'istituto dell'abdicazione del diritto di proprietà considerato rilevante dall'art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001, che disciplina la fattispecie.
La richiesta di risarcimento formulata dal privato e volta ad ottenere il mero controvalore del fondo, compromesso dall'opera pubblica, quand'anche voglia giungersi ad interpretarla quale manifestazione della volontà di rinunciare alla proprietà del terreno, non vale a determinare in capo al privato la perdita della proprietà di qu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssendo l'istituto dell'abdicazione del diritto di proprietà considerato istituto rilevante dall'art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001, che disciplina la fattispecie.
Dall'occupazione illegittima di beni privati per scopi di pubblica utilità, conseguente al mancato tempestivo trasferimento della proprietà, deriva il perdurante obbligo dell'Amministrazione di restituire ai proprietari i suddetti beni, vantando la parte esponente il pieno diritto derivante dalla propria titolarità dominicale, come prospettato nella domanda reipersecutoria e risarcitoria. L'Amministrazione ha dunque l'obbligo giuridico di adeguare la situazione di fatto a quello di diritto, non potendosi più concepire il vieto orientamento che predicava la perdita della proprietà mediante rinuncia abdicativa ovvero a seguito della irreversibile trasformazione del bene.
Il giudice amministrativo adito non può procedere alla declaratoria dell'intervenuta abdicazione, da parte dei proprietari ricorrenti, al diritto di proprietà delle aree sulle quali è stata realizzata l'opera pubblica, a favore della resistente Amministrazione.
Va escluso che la rinuncia alla domanda di restituzione del bene occupato senza titolo p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ex se, il valore di una rinuncia implicita al diritto di proprietà. In applicazione degli ordinari principi civilistici, l'esigenza di una piena tutela del diritto di proprietà postula infatti che l'effetto traslativo consegua a una volontà espressa ed inequivoca del proprietario interessato, da tradursi in strumenti negoziali formali e tipici dovendosi comunque tener conto dello specifico regime giuridico degli atti inter vivos con cui si può disporre, anche mercé l' abdicazione, del diritto di proprietà (art. 1350 n. 5 c.c. e art. 2643 n. 5 c.c.).
La giurisprudenza amministrativa, con orientamento ampiamente consolidato, ritiene che poiché risulta espunto dall'ordinamento l'istituto dell'accessione invertita o occupazione acquisitiva, la proposizione della sola domanda di risarcimento per equivalente, anche a seguito di rinuncia alla domanda restitutoria, non può costituire un implicito atto di rinuncia del diritto di proprietà. Infatti, la configurazione dell'azione risarcitoria alla stregua di negozio unilaterale con effetto abdicativo nei confronti del precedente proprietario non rende ragione, per la stessa natura di atto unilaterale del negozio, dell'effetto ulteriore che dovrebbe conseguire al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inuncia della proprietà, vale a dire l'acquisto in capo all'Amministrazione della proprietà stessa. Peraltro, tale configurazione sarebbe in contrasto con lo stesso principio di tipicità dei modi di acquisto della proprietà di cui all'art. 922 c.c.
Il giudice amministrativo adito non può procedere al trasferimento del bene all'Amministrazione che lo occupa, attribuendo al privato il diritto a ricevere il valore venale dello stesso, e ciò neanche in presenza dell'intervenuta abdicazione, da parte della parte ricorrente, al diritto di proprietà delle aree sulle quali è stata realizzata l'opera pubblica, a favore della resistente Amministrazione.
La realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto e come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, in quanto tale trasferimento può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ealizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato è in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto, come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, per cui solo il formale atto di acquisizione dell'amministrazione può essere in grado di limitare il diritto alla restituzione, non potendo rinvenirsi atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà in altri comportamenti, fatti o contegni.
La rinuncia alla azione restitutoria, in ogni caso non può in alcun modo determinare un effetto abdicativo della proprietà in favore dell'Amministrazione, essendo tale conclusione in contrasto con l'esigenza di tutela della proprietà, la quale esige che l'effetto traslativo consegua a una volontà inequivoca del proprietario interessato.
L'ormai consolidata recente giurisprudenza ha superato la vecchia impostazione la quale, dinanzi ad una domanda di risarcimento del danno avanzata dal proprietario all'esito di una irreversibile trasformazione della proprietà, ammetteva l'effetto "abdicativo", con contestuale passaggio del bene in mano dell'Amministrazione contro pagamento del relativo importo risarcitorio. No... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; quindi inferire dalla spiegata domanda di risarcimento un effetto né meramente dismissivo né traslativo del bene.
La realizzazione di un intervento pubblico su un fondo illegittimamente occupato costituisce un mero fatto, non idoneo a determinare il trasferimento della proprietà, che può conseguire solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione e non anche da atti o comportamenti anche di tipo rinunziativo o abdicativo.
Il diritto di proprietà non può essere fatto oggetto di atti abdicativi e quindi anche la richiesta di risarcimento formulata dal privato, finalizzata ad ottenere il mero controvalore del fondo compromesso dalla realizzazione dell'opera pubblica, ancorché interpretata quale manifestazione della volontà di rinunciare alla proprietà del fondo, non può valere a determinare in capo al privato la perdita di proprietà del fondo illegittimamente occupato dall'opera pubblica.
Nel quadro normativo attuale, la perdita della proprietà dell'area occupata, non costituisce più un effetto automatico della sua irreversibile trasformazione (costituendo sempre e comunque l'illegittima occupazione un illecito con effetti permanenti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; può conseguire ad una rinuncia abdicativa del diritto implicitamente desumibile dalla proposizione della domanda risarcitoria (come pure suole affermare il g.o.). La rinuncia unilaterale al diritto proprietà, infatti, pur essendo astrattamente ammissibile, integra un negozio dispositivo di un diritto reale che deve rivestire forma scritta ed è soggetto a trascrizione ai sensi dell'art. 2643, n. 5, c.c. ai fini della sua opponibilità a terzi.
La domanda con cui i privati, in alternativa alla restituzione, optano per il risarcimento del danno per equivalente - in via anche subordinata, quando quella principale sia stata rigettata o abbandonata - implica sì una implicita rinuncia al diritto dominicale sul ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ersibilmente trasformato, ma tale rinuncia ha carattere abdicativo e non traslativo e ad essa non consegue, quale effetto automatico, l'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'amministrazione.
Alla stregua dell'attuale quadro normativo e giurisprudenziale, la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato è in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto, come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, per cui solo il formale atto di acquisizione dell'Amministrazione può essere in grado di limitare il diritto alla restituzione, non potendo rinvenirsi atti estintivi (rinunziativi o abdicativi) della proprietà in altri comportamenti, fatti o contegni.
A fronte di occupazione illegittima, al privato dovrebbe, in principio, ritenersi preclusa la tutela risarcitoria difettando - ai fini del riconoscimento del diritto al rivendicato controvalore venale del bene - il presupposto della perdita della proprietà, nonostante le SS.UU. della Corte di Cassazione si siano attestate su un'impostazione diversa, ma non condivisa dalla giurisprudenza amministrativa, che ripugna la possibilità di abdicare al diritto di proprietà in via... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...raversi una mera azione di risarcimento del danno per equivalente.
Nessuna preclusione alla tutela giurisdizionale è attribuibile alla condotta del privato consistente nell'avere egli incassato l'indennità provvisoria di esproprio. Sul punto si rammenta, infatti, che neanche la richiesta di risarcimento formulata dal privato e volta ad ottenere il mero controvalore del fondo, sebbene interpretata quale manifestazione della volontà di rinunciare alla proprietà del terreno, vale a determinare in capo al privato stesso la perdita della proprietà di questo.
Nel caso dell'utilizzo senza titolo di un bene per scopi di pubblico interesse, il trasferimento della proprietà del bene non può collegarsi all'unilaterale volontà del privato di rinunciare al proprio diritto, pur ove si consideri siffatta volontà implicita nella richiesta di liquidazione del danno commisurato alla perdita definitiva della disponibilità del bene in questione.
Dal principio, ormai consolidato, per cui la realizzazione di un'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato non è in grado di per sé di determinare il trasferimento della proprietà dell'immobile a favore della P.A.,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che anche la richiesta di risarcimento formulata dal privato e volta ad ottenere il mero controvalore del fondo, compromesso dall'opera pubblica, pur interpretata quale manifestazione della volontà di rinunciare alla proprietà del terreno, non vale a determinare in capo al privato la perdita della proprietà di questo.
Nell'ipotesi dell'utilizzazione senza titolo di un dato bene per scopi di pubblico interesse, il trasferimento della proprietà del predetto bene non può collegarsi all'unilaterale volontà del privato di rinunciare al proprio diritto, anche laddove si consideri siffatta volontà implicita nella richiesta di liquidazione del danno commisurato alla perdita definitiva della disponibilità del bene in questione.
L'orientamento recente della Suprema Corte, ammette la domanda risarcitoria quale fonte di abdicazione al diritto di proprietà (v. SS.UU. n. 735/2015). Tuttavia, considerato che la giurisprudenza non è costante sul punto, deve ritenersi preferibile, per uniformità della giurisprudenza, l'orientamento che esclude l'ammissibilità della tutela risarcitoria, in ipotesi di possesso del suolo da parte della P.A. divenuto sine titulo.
Il trasf... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla proprietà del bene occupato può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
Non sono condivisibili le recenti indicazioni di Cass. SS.UU. n. 735/2015, la quale ribadisce come l'opzione per la sola tutela risarcitoria per equivalente comporterebbe rinuncia (abdicativa, e non traslativa) al diritto dominicale, e questo sul presupposto della persistente vigenza dell'art. 55 D.P.R. n. 327/2001. Alla configurabilità di una fattispecie risarcitoria sembra ostare il rilievo che, una volta espunto dall'ordinamento l'istituto dell'occupazione acquisitiva cui l'art. 55 DPR 327/2001 fa(ceva) riferimento, il venir meno del diritto di proprietà diverrebbe in ipotesi la conseguenza di una condotta – la rinuncia al diritto, appunto – non imputabile all'amministrazione, in quanto proveniente dallo stesso proprietario danneggiato.
In mancanza di un idoneo titolo giuridico che valga a trasferire la proprietà in capo alla p.a., al privato dovrebbe, in principio, ritenersi preclu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a risarcitoria difettando - ai fini del riconoscimento del diritto al rivendicato controvalore venale del bene - il presupposto della perdita della proprietà, nonostante le SS.UU. della Corte di Cassazione si siano attestate su un'impostazione diversa, ma non condivisa dalla giurisprudenza amministrativa, che ripugna la possibilità di abdicare al diritto di proprietà in via tacita attraversi una mera azione di risarcimento del danno per equivalente.
La realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato è in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto, come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, per cui solo il formale atto di acquisizione dell'amministrazione può essere in grado di limitare il diritto alla restituzione, non potendo rinvenirsi atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà in altri comportamenti, fatti o contegni. Ne discende che, tranne che l'amministrazione intenda comunque acquisire il bene, è suo obbligo primario procedere alla restituzione della proprietà illegittimamente detenuta.
La "rinuncia abdicativa" è oggetto di contrasto in giurisprudenza circa la sua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; a sancire il trasferimento della proprietà in capo alla PA. Nella giurisprudenza che ammette l'istituto, essa è ritenuta un valido presupposto di acquisto della proprietà solo in quanto, nel giudizio per l'annullamento di atti espropriativi, una esplicita domanda giudiziale della parte possa qualificarsi quale espressione di una volontà di rinuncia alla proprietà in vista dell'ottenimento del controvalore in termini di risarcimento, e tale effetto si giustifica in vista del principio conformativo del giudicato che, nell'accoglimento della domanda di parte così formulata, ne sancisce la cristallizzazione disponendo il trasferimento della proprietà del cespite.
Poiché risulta e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'ordinamento l'istituto dell'accessione invertita o occupazione acquisitiva e non può più ritenersi che si determini l'estinzione del diritto di proprietà a seguito dell'illegittima occupazione del fondo e della trasformazione dello stesso per effetto della realizzazione dell'opera pubblica o di pubblica utilità, con la conseguenza che il proprietario può agire per la restituzione del bene e il risarcimento dei danni per il mancato godimento nei periodi di occupazione illegittima – la proposizione della sola domanda di risarcimento per equivalente, anche a seguito di rinuncia alla domanda restitutoria, non può costituire un implicito atto di rinuncia del diritto di proprietà.
La configurazione dell'azione risarcitoria alla stregua di negozio unilaterale con effetto abdicativo nei confronti del precedente proprietario non rende ragione, per la stessa natura di atto unilaterale del negozio, dell'effetto ulteriore che dovrebbe conseguire all'atto di rinuncia della proprietà, vale a dire l'acquisto in capo all'Amministrazione della proprietà stessa. Peraltro, tale configurazione sarebbe in contrasto con lo stesso principio di tipicità dei modi di acquisto della proprietà di cui all'art.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r />
La realizzazione di un'opera pubblica sull'area illegittimamente utilizzata rileva come mero fatto, non in grado di determinare il trasferimento della proprietà, in quanto solo il formale atto di acquisizione può essere in grado di limitare il diritto alla restituzione, non potendo rinvenirsi atti estintivi della proprietà in altri comportamenti, fatti o contegni.
La realizzazione di un intervento pubblico su un fondo illegittimamente occupato costituisce, un mero fatto, non idoneo a determinare il trasferimento della proprietà, che può conseguire solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione e non anche da atti o comportamenti anche di tipo rinunziativo o abdicativo.
Deve escludersi che il diritto alla restituzione del bene illegittimamente occupato possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia), della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
Il diritto di proprietà non può più essere fatto oggetto di atti abdicativi, e quindi anche la richiesta di risarcimento formulata dal privato diretta ad ottenere il mero controvalore del fondo compromesso dall'opera pubblica, ancorché inte... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ale manifestazione della volontà di rinunciare alla proprietà del fondo, non può valere a determinare in capo al privato la perdita della proprietà del terreno illegittimamente occupato.
In ipotesi di occupazione illegittima, non può attribuirsi, neppure alla eventuale domanda risarcitoria per equivalente, efficacia abdicativa della proprietà.
Va escluso che alla richiesta risarcitoria possa essere ricongiunta attitudine abdicativa rispetto alla posizione dominicale incisa dall'esercizio del potere ablatorio.
Il comportamento della pubblica amministrazione, la quale abbia occupato e trasformato un bene immobile per scopi di interesse pubblico in mancanza di un valido procedimento di esproprio o in mancanza di un valido negozio di cessione volontaria, non può giammai determinare un effetto traslativo della proprietà, ma deve essere qualificato come un'occupazione senza titolo. Ne consegue che il privato rimane in ogni caso proprietario del bene, non potendosi attribuire, neppure all' eventuale domanda risarcitoria per equivalente, efficacia abdicativa della proprietà.
Il trasferimento della proprietà del bene illegittimamente occupato può dipend... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia), della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
L'opzione risarcitoria esperita dai proprietari del suolo illegittimamente occupato non è suscettibile di assumere valenza abdicativa dei loro diritti dominicali; ciò in quanto almeno a far data dalla sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo 30 maggio 2000, ric. 31524/96, Società Belvedere Alberghiera, "la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato è in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto, come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, per cui solo il formale atto di acquisizione dell'amministrazione può essere in grado di limitare il diritto alla restituzione, non potendo rinvenirsi atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà in altri comportamenti, fatti o contegni".
E' senz'altro da escludere che l'area irreversibilmente trasformata con la realizzazione dell'opera pubblica possa considerarsi acquisita al ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...comunale per "occupazione appropriativa" (o accessione invertita), ravvisandosi nella domanda risarcitoria per equivalente azionata dai proprietari un'implicita rinuncia abdicativa al diritto di proprietà.
Il trasferimento della proprietà può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
La realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato costituisce in sé un mero fatto, come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà, di modo che solo il formale atto di acquisizione dell'amministrazione può essere in grado di limitare il diritto alla restituzione, non potendo rinvenirsi at... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà in fatti o comportamenti materiali.
Il trasferimento del bene può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
Il proprietario non può dichiarare di voler abdicare al suo diritto di proprietà 'a condizione' di ottenere il risarcimento del danno per la perdita (da lui così voluta) del diritto di proprietà, poiché la legge attribuisce solo alla Amministrazione il potere discrezionale di acquisire l'area al proprio patrimonio, il cui esercizio impedisce l'accoglimento della domanda di restituzione dell'area altrimenti posseduta sine titulo.
Va escluso che la domanda risarcitoria per l'asservimento implichi la volontà di dismettere la proprietà dell'area occupata. Abbandono che, a tacer d'altro, necessiterebbe, per la sua validità, della forma scritta e dell'accettazione dell'altra parte.
La tesi per cui l'acquisto della proprietà possa conseguire ad un intento abd... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... proprietario, implicito nella proposizione della sola somma domanda di risarcimento per equivalente non appare sostenibile. La configurazione dell'azione risarcitoria alla stregua di negozio unilaterale con effetto abdicativo nei confronti del precedente proprietario non rende ragione, per la stessa natura di atto unilaterale del negozio, dell'effetto ulteriore che dovrebbe conseguire all'atto di rinuncia della proprietà, vale a dire l'acquisto in capo all'Amministrazione della proprietà stessa. D'altra parte, tale configurazione appare in contrasto con lo stesso principio di tipicità dei modi di acquisto della proprietà di cui all'art. 922 c.c.
La perdurante titolarità del diritto di proprietà in capo al privato, determina l'impossibilità di riconoscere al medesimo un ristoro correlato ad un effetto ablatorio atteso che, permanendo la proprietà del fondo in capo al privato, non può conferirsi alla eventuale domanda risarcitoria per equivalente, efficacia abdicativa della proprietà, sicché non può essere risarcito il danno da perdita della stessa.
In ipotesi di occupazione e trasformazione del bene non seguita dalla conclusione del procedimento, il privato rimane ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o proprietario del bene, non potendosi attribuire, neppure alla eventuale domanda risarcitoria per equivalente, efficacia abdicativa della proprietà.
In ipotesi di occupazione senza titolo non può ritenersi - secondo un ragionamento speciosamente formulato in passato, ma privo di basi ed oggi espressamente ripudiato non meno dal giudice ordinario che da quello amministrativo - che la formulazione della domanda risarcitoria implichi di per sé l'implicita volontà dismissiva della proprietà, alla stregua di una sorta di "abbandono" liberatorio.
Non può ravvisarsi una rinuncia alla piena tutela della propria proprietà da parte dei titolari della stessa, allorché i medesimi, non abbiano tempestivamente agito in sede giudiziale per impedire l'occupazione e, quindi, la trasformazione dei terreni; ciò in quanto la ricerca di una volontà abdicativa della proprietà, espressa in comportamenti concludenti e non in atti formali, è stata oggetto di censura da parte della giurisprudenza della Corte EDU. In secondo luogo, l'ipotesi del necessario ricorso alla via giudiziaria contrasta contro i pacifici orientamenti giudiziari in merito al comportamento esigibile in capo al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anneggiato, che non comprende certamente l'azione in giudizio, strumento facoltativo e non obbligatorio.
Non può attribuirsi all'eventuale domanda risarcitoria per equivalente, efficacia abdicativa della proprietà.
La richiesta risarcitoria svolta in sede giurisdizionale non può sostituire efficacemente il fatto (o l'atto) traslativo della proprietà, trattandosi, al più, di atto abdicativo unilaterale, come noto non idoneo agli effetti reali pretesi.
L'irreversibile trasformazione non determina alcuna influenza sulla proprietà dell'area che persiste in capo al privato; ne consegue che il privato rimane in ogni caso proprietario del bene, non potendosi attribuire, neppure alla eventuale domanda risarcitoria per equivalente, efficacia abdicativa della proprietà.
La tesi per cui l'acquisto della proprietà possa consegui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tento abdicativo del proprietario, implicito nella proposizione della sola domanda di risarcimento per equivalente per perdita del diritto dominicale in conseguenza dell'irreversibile trasformazione del bene, non appare sostenibile. La configurazione dell'azione risarcitoria alla stregua di negozio unilaterale con effetto abdicativo nei confronti del precedente proprietario non rende ragione, per la stessa natura di atto unilaterale del negozio, dell'effetto ulteriore che dovrebbe conseguire all'atto di rinuncia della proprietà, vale a dire l'acquisto in capo all'Amministrazione della proprietà stessa. D'altra parte, tale configurazione appare in contrasto con lo stesso principio di tipicità dei modi di acquisto della proprietà di cui all'art. 922 c.c.
Coerentemente a quanto affermato in epoca ormai risalente dalla Corte europea dei diritti dell'uomo con sentenza 30 maggio 2000, ric. 31524/96 - è obbligo primario dell'amministrazione procedere alla restituzione della proprietà illegittimamente detenuta previa riduzione in pristino (ex art. 2058 c.c.) e corresponsione del risarcimento del danno discente al mancato godimento del bene durante il periodo di occupazione illegittima, posto che – di per sé - neppure... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ale domanda risarcitoria per equivalente proposta in giudizio dall'espropriato contra ius può essere attribuita efficacia abdicativa della proprietà.
Il trasferimento della proprietà del bene illegittimamente occupato può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'Amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia), della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
In ipotesi in cui non sia stato emanato il decreto di esproprio nei termini, il trasferimento di proprietà non può dipendere da un comportamento del privato che domanda in giudizio il risarcimento per equivalente dimostrando di rinunciare al diritto di proprietà. La rinuncia al diritto di proprietà deve, infatti, seguire forme prestabilite e non può dipendere da un comportamento di per sé equivoco quale la domanda risarcitoria per equivalente.
Alla stregua dell'attuale quadro normativo la realizzazione dell'opera pubblica sul fondo illegittimamente occupato è in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo dell'acquisto, come tale inidoneo a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... il trasferimento della proprietà, per cui solo il formale atto di acquisizione dell'Amministrazione può essere in grado di limitare il diritto alla restituzione, non potendo rinvenirsi atti estintivi (rinunziativi o abdicativi) della proprietà in altri comportamenti, fatti o contegni.
Il trasferimento del bene irreversibilmente trasformato, può dipendere solo da un formale atto di acquisizione dell'amministrazione, mentre deve escludersi che il diritto alla restituzione possa essere limitato da altri atti estintivi (rinunziativi o abdicativi, che dir si voglia) della proprietà o da altri comportamenti, fatti o contegni.
La presenza di un'opera pubblica sull'area illegittimamente occupata costituisce in sé un mero fatto, non in grado di assurgere a titolo di acquisto, come tale inidoneo a determinare il trasferimento della proprietà per cui solo il formale atto di acquisizione può essere in grado di limitare il diritto alla restituzione, non potendo rinvenirsi atti estintivi della proprietà in altri comportamenti, fatti o contegni.
La tesi per cui la domanda di risarcimento in forma generica implicherebbe una forma di rinuncia abdicativa del diritto di proprietà, pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nco a diverse obiezioni; in primo luogo, ai sensi dell'art 1350 c.c. gli atti negoziali ad effetti reali su beni immobili debbono avere, a pena di nullità, forma scritta; il comma 1, 5) vi ricomprende gli atti unilaterali di rinunzia, il che esclude tout court la configurabilità di una rinuncia abdicativa per fatti concludenti in linea di principio possibile, per i negozi a forma libera, purché sussistano comportamenti univoci.
PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZIONE ILLEGITTIMA --> ABDICAZIONE --> PRESUPPOSTI --> TRASFORMAZIONE DEL BENE
Va ritenuto che per effetto della rinuncia abdicativa del proprietario, i terreni occupati transitino nella proprietà dell'Amministrazione alla data di notifica del ricorso per il risarcimento del danno. Tale condizione prescinde dall'effettiva trasformazione dei suoli, posto che l'effetto abdicativo è frutto di una volontà remissiva in tutto dipendente dal proprietario e da un'accettazione, anche implicita, dell'Amministrazione che non abbia offerto in alcun modo la restituzione dell'area non utilizzata, nonostante l'Ufficio competente abbia avuto contezza della sua mancata utilizzazione.
PATOLOGIA --> OPERA PUBBLICA --> OCCUPAZION... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...MA --> ABDICAZIONE --> QUANTIFICAZIONE DEL DANNO
Il quantum del risarcimento da abdicazione, deve essere commisurato al valore venale del bene al momento in cui si perfeziona la rinuncia abdicativa del proprietario al proprio diritto reale, e, trattandosi di debito di valore, con rivalutazione ed interessi al tasso legale, da calcolarsi fino al momento dell'effettivo soddisfo.
In ordine alla determinazione del quantum del risarcimento, questo deve essere commisurato al valore venale del bene al momento in cui si perfeziona la rinuncia abdicativa del proprietario al proprio diritto reale, e, trattandosi di debito di valore, con rivalutazione ed interessi al tasso legale, da calcolarsi fino al momento dell'effettivo soddisfo. Quanto alla determinazione del risarcimento del danno per mancato godimento del bene a cagione dell'occupazione illegittima (per il periodo antecedente al momento abdicativo del diritto di proprietà), questo può essere calcolato - ai sensi dell'art. 34, co. 4, c.p.a., in assenza di opposizione delle parti e in difetto della prova rigorosa di diversi ulteriori profili di danno - facendo applicazione, in via equitativa, dei criteri risarcitori dettati dall'art. 42-bis t.u. espr.. Non spetta, invece, in difetto d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cifica, alcuna liquidazione del danno non patrimoniale .
Il risarcimento del danno da abdicazione dovrà essere calcolato in misura corrispondente al valore venale dei beni utilizzati per scopi di pubblica utilità. Il danno da occupazione illegittima è calcolabile in applicazione dei parametri di cui all'art. 42-bis, comma 3, del d.P.R. n. 327 del 2001, ed in assenza di prova di una loro diversa entità risultante dagli atti del procedimento, in un importo pari all'interesse del 5% annuo (parametrato alla frazione di anno decorsa dall'occupazione alla rinuncia al diritto di proprietà del ricorrente), interesse da calcolarsi sulla somma corrispondente al valore venale dei beni, e stimato tenendo conto della destinazione dei beni e, in particolare, se l'occupazione riguarda un terreno edificabile, sulla base delle disposizioni dell'articolo 37, commi 3, 4, 5, 6 e 7 del d.p.r. 327/01 vigente.
L'illecito permanente può venire a cessare in virtù della rinuncia abdicativa da parte del proprietario, implicita nella proposizione della sola domanda di risarcimento per equivalente per perdita del diritto dominicale in conseguenza dell'irreversibile trasformazione del bene. Il risarcimento è commisurato al ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...le del bene al momento del perfezionamento della rinuncia abdicativa dei proprietari e, quindi, al momento della proposizione della domanda risarcitoria. Sono altresì dovuti gli interessi compensativi, da computare sull'importo originariamente dovuto e, quindi, sui progressivi adeguamenti correlati all'inflazione, calcolati in via equitativa in base agli indici medi di svalutazione, fino alla data di deposito della sentenza di condanna. Su tutte le somme dovute decorrono, altresì, gli interessi legali, dalla data di deposito della sentenza fino all'effettivo soddisfo.
In caso di abdicazione il bene va valutato al momento di proposizione della domanda risarcitoria azionata con il presente giudizio.
Il risarcimento per equivalente con effetto abdicativo va commisurato al valore venale del bene al momento in cui si perfeziona la rinuncia abdicativa del proprietario al proprio diritto reale, e, trattandosi di debito di valore, con rivalutazione ed interessi al tasso legale, da calcolarsi fino al momento dell'effettivo soddisfo. Il risarcimento da mancato godimento può essere calcolato in via analogica ai sensi del terzo comma dell'articolo 42-bis. Il danno non patrimoniale ex quinto comma dell'articolo 42-bis non è dovuto.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... In ordine alla determinazione del quantum del risarcimento da abdicazione, questo deve essere commisurato al valore venale del bene al momento in cui si perfeziona la rinuncia abdicativa del proprietario al proprio diritto reale, e, trattandosi di debito di valore, con rivalutazione ed interessi al tasso legale, da calcolarsi fino al momento dell'effettivo soddisfo, tenendo presente che in materia di occupazione acquisitiva di un terreno, il risarcimento del danno è calcolato esclusivamente sul suo valore al momento in cui si è verificata la perdita del diritto di proprietà e l'ammontare del danno deve poi essere rivalutato e devono essere corrisposti gli interessi legali semplici applicati al capitale progressivamente rivalutato, non potendo essere riconosciute ulteriori ragioni di danno, in particolare quello non patrimoniale.
Qualora il proprietario dell'area illegittimamente occupata abbia domandato la restituzione dell'area (previa riduzione in pristino), formulando, invece, istanza di risarcimento dei danni per equivalente monetario in misura pari al valore del fondo medesimo, deve ritenersi verificata l'ipotesi di rinunzia abdicativa (implicita nella suddetta richiesta) da parte del proprietario medesimo, al quale va, conseguentemente... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uto il risarcimento del danno nella misura corrispondente al valore venale del bene non già "al momento dell'accessione invertita" né a quello della scadenza del periodo di occupazione legittima, bensì al momento di proposizione della domanda risarcitoria azionata.
Permanendo illegittimamente l'occupazione anche in data successiva alla scadenza dell'efficacia dei provvedimenti legittimanti l'immissione in possesso, ed essendosi verificata l'irreversibile trasformazione del terreno per la realizzazione dell'opera pubblica, deve riconoscersi al proprietario il risarcimento del danno per la mancata disponibilità del bene per tutto il periodo di occupazione sine titulo oltre che il danno per equivalente per la perdita del bene, cui il proprietario abbia implicitamente rinunciato.
In caso di abdicazione, il danno per equivalente va commisurato al valore del terreno prendendo come riferimento il valore medio indicato nelle banche dati delle quotazioni immobiliari dell'Agenzia delle Entrate, al momento del deposito del ricorso introduttivo, con cui è stata manifestata implicitamente la volontà dismissiva del diritto di proprietà. Quanto al danno da mancata disponibilità, esso può essere determi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ando analogicamente quanto previsto dall'art. 42 bis co. 3 DPR 327/2001 nella misura del 5% del valore del terreno, per ogni anno di occupazione illegittima. Trattandosi di un debito di valore, spettano interessi legali e rivalutazione, anno per anno, sino alla data del soddisfo. Restano a carico del debitore le spese per la trascrizione sui registri immobiliari della sentenza di accertamento della rinunzia abdicativa della proprietà. In mancanza di una specifica domanda in tal senso e non potendosi applicare direttamente l'art. 42 bis cit. co. 1 e 5, non vi è luogo a provvedere in relazione al pregiudizio non patrimoniale.
La liquidazione del danno conseguente a occupazione illegittima e rinuncia abdicativa va commisurata al valore venale del bene al momento in cui si perfeziona la rinuncia abdicativa al relativo diritto; trattandosi poi di debito di valore, l'importo va rivalutato e maggiorato degli interessi legali semplici fino al soddisfo, senza che possano essere riconosciute ulteriori ragioni di danno.
Se è pacifico che la rinuncia del proprietario alla restituzione del bene immobile illegittimamente occupato della pubblica amministrazione non determina la perdita in capo alla stessa del diritto di proprietà, deve ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o riconoscersi che tale rinuncia non è idonea, di per sé, a determinare automaticamente l'insorgere del diritto al risarcimento del danno per la perdita della proprietà, per difetto del presupposto essenziale costituito proprio dal venir meno del diritto reale.
In caso di illecito aquiliano dell'Amministrazione occupante illegittimamente terreni privati, e di rinuncia dismissiva del diritto di proprietà da parte del proprietario, è ipotizzabile esclusivamente un diritto al risarcimento del danno da occupazione illegittima temporanea (e cioè dall'inizio dell'occupazione illegittima con trasformazione irreversibile del bene sino alla rinuncia) ovvero di altri ulteriori pregiudizi da provarsi a cura della parte istante, ma non il risarcimento per equivalente del valore del bene, in quanto non può essere ricollegato al comportamento illecito dell'Amministrazione il danno da perdita della proprietà legato ad un atto meramente dismissivo, posto che difetta il necessario nesso di consequenzialità diretta imposto dall'art. 1223 c.c.. La rinuncia infatti (la cui sola nat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; abdicativa) è negozio unilaterale, con effetto dismissivo automatico, che non può far sorgere un illecito in capo al terzo acquirente a titolo originario (Stato ex art. 827 c.c.), né tanto meno a carico dell'ente espropriante, il cui acquisto avviene semmai in base ad un autonomo titolo provvedimentale (art. 42-bis del T.U. delle espropriazioni).
Ove l'Amministrazione non si attivi nell'esercitare il potere previsto dall'art. 42-bis tues, il proprietario è facultato a richiedere, oltre al risarcimento dei danni per l'occupazione, anche la restituzione dei suoli illecitamente occupati, a meno che non intenda, richiedendo il solo risarcimento dei danni, rinunciare in via abdicativa alla proprietà, anche in questo caso, però, obbligando l'Amministrazione ad effettuare le sue valutazioni in punto di eventuale acquisizione coattiva sanante.
Se il ricorrente si limita a chiedere il risarcimento senza restituzione del fondo pone in essere un comportamento avente va... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...amente abdicativo. La richiesta risarcitoria, infatti, assume valenza dismissoria del diritto dominicale secondo i principi statuiti dall'Adunanza plenaria n. 2 del 2016, secondo cui la condotta illecita dell'Amministrazione incidente sul diritto di proprietà non può comportare l'acquisizione del fondo e configura un illecito permanente ex art. 2043 c.c. che viene a cessare, tra le varie ipotesi contemplate da tale pronuncia, anche per la rinunzia abdicativa (e non traslativa) da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo.
Si configura la rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo.
Dinanzi all'illecito spossessamento del privato da parte della p.a. e all'irreversibile trasformazione del terreno per la costruzione di un'opera pubblica, il privato è nella facoltà (e non già nell'obbligo), anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità, di domandare la restituzione del bene, ben potendo decidere di abdicare al suo diritto e chiedere - invece - il risarcime... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no per equivalente.
In materia di occupazione illegittima di suoli privati da parte della pubblica amministrazione, al proprietario del bene occupato è sempre concessa, in alternativa alla restituzione, l'opzione per una tutela risarcitoria, mediante una rinuncia di carattere abdicativo al diritto dominicale sul fondo irreversibilmente trasformato implicita nella richiesta di risarcimento dei danni per equivalente.
L'illecito permanente, costituito dall'occupazione di un suolo da parte della P.A., cessa con la rinunzia abdicativa da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo.
A fronte di un'occupazione illegittima e della mancanza di un legittimo atto di acquisizione, il proprietario, fermo restando il diritto alla restituzione del bene occupato e finanche trasformato (non costituendo la realizzazione dell'opera pubblica un impedimento alla possibilità di restituire l'area illegittimamente appresa), può formulare una domanda di mero risarcimento del danno per equivalente, rinunciando in tal modo alla proprietà del bene irreversibilmente trasformato.
La domanda giudiziale del ricorre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zata al solo conseguimento del risarcimento del danno per equivalente equivale a rinunzia abdicativa del diritto di proprietà sull'area ormai irreversibilmente trasformata.
La proposizione della domanda di risarcimento del danno da perdita del bene, vale come rinuncia abdicativa (e non traslativa) del diritto di proprietà sul bene occupato.
In relazione alla domanda di risarcimento per equivalente, va ribadita la natura di illecito permanente (e non istantaneo con effetti permanenti) dell'occupazione, che viene a cessare anche per effetto della rinunzia del proprietario al suo diritto, implicita in siffatta richiesta.
L'espropriazione deve sempre avvenire in "buona e debita forma": ciò comporta che l'illecito spossessamento del privato da parte della p.a. e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica non danno luogo, anche quando vi sia stata dichiarazione di pubblica utilità, all'acquisto dell'area da parte dell'amministrazione, sicché il privato ha diritto a chiederne la restituzione, salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno per equivalente.
Il proprietario del bene può esperire az... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...itoria in alternativa al rimedio restitutorio, così ponendo in essere un meccanismo abdicativo: l'opzione del proprietario per una tutela risarcitoria, parametrata al valore venale del bene, in luogo della pur possibile tutela restitutoria, comporta un'implicita rinuncia al diritto dominicale sul fondo irreversibilmente trasformato. Tale rinuncia, si è precisato, esplica sì effetti abdicativi, ma non anche traslativi, di modo che ad essa non consegue, quale effetto automatico, l'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'ente pubblico. L'acquisizione del bene alla mano pubblica resta estranea alla fattispecie e, dipendendo da una scelta del proprietario usurpato, è inquadrabile in una vicenda logicamente e temporalmente successiva alla trasformazione del fondo.
Il privato, che abbia subito un'occupazione illegittima per la realizzazione di un'opera pubblica, fermo restando il diritto alla restituzione del bene, non costituendo la realizzazione dell'opera pubblica un impedimento alla possibilità di restituire l'area illegittimamente appresa, ben può chiedere il solo risarcimento del danno subito, rinunciando in tal modo alla proprietà del bene ed alla sua restituzione.
A fronte di un'occu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egittima e della mancanza di un legittimo atto di acquisizione (come nel caso ove a seguito della dichiarazione di p.u. non ha fatto seguito il decreto di espropriazione nei termini), il proprietario, fermo restando il diritto alla restituzione del bene occupato, può formulare una domanda di mero risarcimento del danno per equivalente a fronte dell'irreversibile trasformazione del fondo. In tal modo egli rinuncia alla proprietà del bene ed alla sua restituzione.
Il proprietario ha facoltà di rinunciare in via abdicativa alla proprietà delle aree illegittimamente occupate, come può emergere dalla circostanza della proposizione della sola domanda risarcitoria per equivalente. In tal caso spetta al proprietario, oltre al danno da perdita del godimento del fondo, anche il danno da perdita della proprietà.
La domanda risarcitoria proposta da parte ricorrente postula rinuncia abdicativa al suo diritto dominicale.
Qualora il proprietario abbia manifestato l'intenzione di abbandonare il bene illegittimamente occupato per scopi di pubblica utilità manifestato l'interesse a conseguire la tutela risarcitoria, si configura la rinuncia abdicativa, seppur limitata ai suoli irreversibilmente trasforma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tazione della pretesa al quantum risarcitorio (con l'abbandono dei propositi di restituzione) realizza gli effetti della dismissione volontaria e unilaterale dei beni di proprietà. Pertanto l'acquisto della proprietà in capo al soggetto pubblico si realizza a prescindere dall'adozione di un formale atto di acquisizione sanante, potendo costituire oggetto di trascrizione l'atto di rinuncia (nella specie, il ricorso introduttivo notificato - cfr. art. 2643 n. 5 del c.c.), ovvero il provvedimento di liquidazione che assume la predetta dichiarazione unilaterale a presupposto.
Alla luce dei principi enunciati dalla sentenza delle SS.UU. della Corte di Cass. n. 735/2015, l'illecito spossessamento del privato da parte della p.a. e l'irreversibile trasformazione del suo terreno per la costruzione di un'opera pubblica non danno luogo, anche quando vi sia stata dichiarazione di p.u., all'acquisto dell'area da parte della P.A. ed il privato ha diritto a chiederne la restituzione salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno. Tale rinuncia ha carattere abdicativo e non traslativo; ne consegue che, ai fini dell'acquisizione è comunque essenziale un titolo di acquisto, o di natura negoziale o, ricorrendone, le condizio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...upposti, attraverso l'emanazione di un provvedimento costituente esercizio del potere di cui all'art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001, che non recherà alcuna determinazione d'indennità se e in quanto sostituita dal risarcimento del danno.
Qualora le parti siano concordi nel ritenere che non si possa pervenire alla restituzione del fondo occupato illegittimamente, considerare la domanda di risarcimento per equivalente come rinunzia abdicativa al bene occupato senza titolo da parte della P.A., appare coerente con il principio del giusto processo di cui all'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo ed all'art. 111 Cost.
Deve ritenersi accoglibile la domanda di risarcimento per equivalente, con cui parte ricorrente ha chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali, per la perdita della proprietà del bene e per la sua illegittima occupazione. La recente giurisprudenza dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha intatti precisato che la condotta illecita dell'amministrazione incidente sul diritto di proprietà non può comportare l'acquisizione del fondo e configura un illecito permanente che viene a cessare solo in conseguenza, tra le altre ipotesi «…c) della rinunzia abdicativa (e non trasl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndo una certa prospettazione delle SS.UU.) da parte del proprietario implicita nella richiesta di risarcimento del danno per equivalente monetario a fronte della irreversibile trasformazione del fondo…» (sentenza 9 febbraio 2016, n. 2).
L'irreversibile trasformazione del terreno per la costruzione di un'opera pubblica non dà luogo all'acquisto dell'area da parte dell'Amministrazione, pur quando vi sia stata dichiarazione di p.u.; il privato ha allora diritto a chiedere la restituzione del terreno, salvo che non decida di abdicare al suo diritto e chiedere il risarcimento del danno.
L'orientamento per cui, per effetto stesso della proposizione della domanda di risarcimento, viene a realizzarsi il presupposto della rinuncia c.d. "abdicativa", con la conseguenza che la proprietà del suolo occupato va ritenuta acquisita all'Ente pubblico a far data dalla notifica del ricorso, va sottoposta ad approfondita rimeditazione.
Per effetto della proposizione della domanda di risarcimento da parte di chi è ritenuto l'attuale proprietario del fondo illegittimamente occupato, si verifica il presupposto della rinuncia abdicativa, con l'effetto che la proprietà del suolo occupato va ritenuta acquisita all'Ente... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... far data dalla notifica del ricorso.
L'insegnamento giurisprudenziale più autorevole e preferibile ha chiarito che se il privato espropriato chiede unicamente il risarcimento del danno per equivalente monetario, preso atto dell'irreversibile trasformazione dell'immobile, con tale richiesta rinuncia alla "restituito in integrum", sicché – in "subiecta materia" va riconosciuto alla domanda di risarcimento del danno per equivalente monetario l'effetto di un negozio abdicativo del diritto dominicale sul bene immobile occupato dalla P.A., e la rinuncia ha effetto dal momento della proposizione della domanda di risarcimento per equivalente.
La domanda risarcitoria avanzata sul presupposto della rinuncia abdicativa alla proprietà del terreno acquisito dall'amministrazione per effetto del comportamento tacito dismissivo (consistente nell'agire esclusivamente per il ristoro dell'equivalente del perduto bene), posto in essere dall'istante, presuppone da parte di questi la qualità di proprietario dell'immobile; in ipotesi di comproprietà, presupponendo la domanda di r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... la dismissione solo della quota di spettanza del soggetto ricorrente, la richiesta potrà trovare accoglimento solo parzialmente e pro quota rispetto al valore stimato con riferimento alla proprietà piena.
Il ricorrente proprietario di un terreno illegittimamente occupato non può essere considerato facoltizzato a formulare una domanda di mero risarcimento del danno per equivalente (a fronte dell'irreversibile trasformazione del fondo) e così contestualmente ed implicitamente rinunciare alla proprietà del bene (abdicando al diritto) e alla sua restituzione ovvero secondo cui potrebbe ipotizzarsi una rinuncia "traslativa" contro il pagamento del risarcimento, per mezzo di pronuncia costitutiva emessa dal TAR. La rinuncia (la cui sola natura è abdicativa) è negozio unilaterale, con effetto dismissivo automatico, che non può far sorgere un illecito in capo al terzo acquirente a titolo originario (Stato ex art. 827 c.c.), né tanto meno a carico dell'ente espropriante, il cui acquisto avviene semmai in base ad un autonomo titolo provvedimentale (art. 42 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...propri).
Alla domanda risarcitoria proposta in giudizio consegue la c.d. rinuncia abdicativa del fondo, da cui non discende l'automatico acquisto in capo all'amministrazione della proprietà del suolo illecitamente occupato, ma, semplicemente, il potere di quest'ultima di conseguirne l'acquisto attraverso l'emanazione del provvedimento con il quale essa procede all'effettiva liquidazione del danno.
Deve escludersi che la mancata proposizione della domanda di restituzione possa avere, ex se, il valore di una rinuncia implicita al diritto di proprietà con contestuale acquisto della proprietà da parte dell'amministrazione, il quale può avvenire soltanto in virtù in un apposito accordo traslativo con gli interessati, previo pagamento del corrispettivo da concordarsi in via negoziale, ovvero nel caso di esercizio del potere di acquisizione di cui all'art. 42-bis del d.P.R. n. 327 del 2001, previo avvio del relativo procedimento e con il pagamento dell'indennità prevista.
Non è ammissibile la rinuncia "traslativa", in primis, perché non vi è incontro di volontà espresso tra le parti; inoltre, perché si darebbe luogo a una forma di circolazione del bene non prevista,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...contrasto con le formalità tipiche che connotano i negozi traslativi della proprietà e con il principio di tipicità vigente in tema di pronunce costitutive da parte del Giudice (v. art. 2908 c.c.).
Ammettendo l'abdicazione, l'effetto traslativo della proprietà - escluso che possa scaturire da una sentenza del giudice amministrativo - non potrebbe scaturire neppure attraverso la stipulazione di un accordo/contratto o attraverso il ricorso all'applicazione dell'art. 42 bis del DPR 327/2001: entrambe le soluzioni risulterebbero precluse, infatti, dal fatto che, in ipotesi di rinuncia alla proprietà non sarebbe più possibile individuare la controparte, nel caso del contratto (e cioè il soggetto cedente la proprietà dopo l'intervenuta abdicazione del proprietario) ovvero il destinatario del provvedimento, titolare del diritto, in quanto proprietario del bene trasformato, a percepire il relativo indennizzo. In altre parole, verrebbe a mancare il presupposto essenziale per la stipula del contratto o l'adozione del provvedimento e cioè che il terreno occupato dall'opera pubblica sia ancora nella titolarità dell'originario proprietario.
La rinuncia alla proprietà del suolo irreversi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...asformato, sottesa alla richiesta risarcitoria, ha carattere meramente abdicativo e non traslativo, per cui da essa non può conseguire, quale effetto automatico, l'acquisto della proprietà del fondo da parte dell'Amministrazione; in tale ipotesi, l'atto da trascriversi ai sensi degli artt.2643, primo comma, n.5 e 2645 cod. civ., anche al fine di conseguire gli effetti dell'acquisizione del diritto di proprietà in capo all'amministrazione, a far data dal negozio unilaterale di rinuncia, è il provvedimento con il quale l'amministrazione procede alla effettiva liquidazione del danno, rappresentando il mancato inveramento della condizione risolutiva implicitamente apposta dal proprietario al proprio atto abdicativo, che di esso rappresenta il presupposto.
Il provvedimento con il quale l'amministrazione procede alla effettiva liquidazione del danno - rappresentando il mancato inveramento della condizione risolutiva implicitamente apposta dal proprietario al proprio atto abdicativo che di esso rappresenta il presupposto - costituisce atto da trascriversi ai sensi degli artt. 2643, primo comma, n. 5 e 2645 cod. civ., anche al fine di conseguire gli effetti della acquisizione del diritto di proprietà in capo all'amministrazione, a far da... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zio unilaterale di rinuncia.
La rinuncia alla proprietà, di carattere abdicativo ed interinalmente efficace, consolida i propri effetti al momento dell'effettivo ed integrale versamento del risarcimento da parte dell'Amministrazione occupante: il relativo provvedimento di liquidazione esclude in via definitiva la verificazione dell'evento (appunto l'inadempimento) dedotto in condizione ed è soggetto a trascrizione ai sensi del combinato disposto degli artt. 2643, primo comma, n. 5 e 2645 c.c., anche al fine di conseguire gli effetti della acquisizione del diritto di proprietà in capo all'amministrazione, a far data dal negozio unilaterale di rinuncia.

References: art. 2043
 art. 827
 art. 42
 sentenza 
 art. 2043
 art. 2643
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 827
 sentenza 
 art. 2643
 sentenza 
 art. 2643
 sentenza 
 art. 827
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 112
 art. 42
 art. 2043
 sentenza 
 art. 2908
 art. 2643
 art. 42
 art. 827
 art. 827
 art. 2908
 art. 2643
 art. 42
 art. 42
 art. 2643
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2058
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 827
 art. 2043
 art. 2643
 sentenza 
 Cass. 
 art. 827
 art. 2908
 sentenza