Source: https://tarantocontro.blogspot.com/2019/01/
Timestamp: 2020-07-16 17:14:00+00:00

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tarantocontro: gennaio 2019
Resoconto del Corriere di Taranto sull'incontro di Roma - info
Oggi mettiamo le ruote dell’aereo sulla pista di atterraggio. Si apre la fase normale della vita di un’azienda“. Così Annalisa Pasquini direttore del personale di ArcelorMittal Italia al termine dell’incontro odierno a Roma con i sindacati metallurgici. Un incontro definito “positivo. Resta il nostro impegno morale ad assolvere gli impegni presi” ha aggiunto. “Abbiamo inviato 10.912 proposte di assunzione. E finora abbiamo assunto circa 10.600 persone su tutto il gruppo. Resta un delta di 93 persone sull’obiettivo 10.700 previsto dall’accordo“. In alcuni siti sono poi stati rinnovati i contratti a tempo determinato. Tenuto conto di questi il delta si riduce a 62 persone.
“È necessario attivare il tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico, garante dell’accordo siglato, che consenta di acquisire oltre che le valutazioni aziendali, i pareri degli altri soggetti preposti (Inail, Arpa, Ispra) a partire dalla sicurezza sul lavoro e dall’ambientalizzazione“. Così Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom-Cgil dopo l’incontro di oggi considerato “l’avvio di un monitoraggio” sull’applicazione dell’accordo firmato il 6 settembre scorso. “Nell’incontro di oggi – ha raccontato Rappa – l’azienda ha illustrato lo stato di avanzamento del piano industriale, del piano ambientale e
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Ex-Ilva: i dazi Usa rallentano gli ordini - Mittal dentro la crisi mondiale dell'acciaio - info
Per quel che riguarda piano ambientale e assunzioni, all'ex Ilva tutto sembra andare secondo i piani di ArcelorMittal Italia. Qualche difficoltà in più pare registrarsi sul fronte della congiuntura di mercato. Almeno stando al commento del segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli realtivo all'incontro di questa mattina nella sede romana di Confindustria (in apertura
Marcia ancora lento rispetto alla previsioni, nell’ex Ilva (oggi ArcelorMittal Italia) il processo di acquisizione degli ordini, ma gli obiettivi produttivi vengono tutti confermati, così come quelli ambientali e industriali (è stato avviato il cantiere per il rifacimento del forno di riscaldo delle bramme). Proseguono inoltre le demolizioni e le manutenzioni, mentre a oggi sono 10.287 gli assunti nella nuova pianta organica. A tracciare il bilancio dei primi mesi della gestione del gigante siderurgico italiano da parte del nuovo proprietario, ArcelorMittal, è il sindacato, a margine dell’incontro, terminato da qualche ora nella sede del Mise, a Roma, calendarizzato da settimane per fare il punto sull’accordo firmato lo scorso 6 settembre. L’azienda - si legge in una nota della Fim - ha presentato per grandi linee gli avanzamenti del
RAPPA FIOM UN ESEMPIO DI SINDACALISTA COLLUSO E DALLA PARTE DI ARCELORMITTAL
A Taranto succede il macello Mittal con operai cacciati e discriminati e in fabbrica trasferimenti e non rispetto dei diritti per non parlare della sicurezza...
Rappa «Il rispetto del numero delle assunzioni entro il 2019...
le assunzioni non devono essere completate ora ma entro il 2019.
Questo ignobile psedo sindacalista parla di 'lettura dinamica e progressiva del piano industriale', che è come dire "Mittal fai i cazzi tuoi come vuoi e quando vuoi",
e la butta su questa farsa del centro ricerche per deviare l'attenzione
«Per la Fiom - sottolinea Rappa - questo primo incontro tra le parti dopo la firma dell’accordo è l’avvio di un processo di monitoraggio continuo per verificare l’implementazione di quanto sottoscritto, a partire dai processi di ambientalizzazione, di salute e sicurezza dentro l’azienda, oltre che da una lettura dinamica e progressiva del piano industriale a partire dal recupero, via via, con il crescere dei volumi produttivi dei lavoratori oggi posti in cassa integrazione».
Per la Fiom va dettagliato, inoltre, quanto previsto dall’accordo in riferimento al centro di ricerca da attivare a Taranto, definendone compito e finalità sia in termini di processo di prodotto, ma anche di processo di ambientalizzazione
La dichiarazione integrale
“Nell’incontro di oggi l’azienda ha illustrato lo stato di avanzamento del piano industriale, del piano
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Cassazione: martedì 5 febbraio udienza sui morti operai Ilva Taranto per l'amianto
Gli imputati, ex dirigenti dello stabilimento Italsider Ilva di Taranto, sono accusati di omicidio colposo e omissione dolosa di cautela per la morte di 5 operai deceduti per mesotelioma pleurico
Gli ermellini dovranno decidere se confermare o meno il verdetto della Corte di Appello di Taranto, sezione distaccata di Lecce, che nel 2017 aveva condannato Sergio Noce a 2 anni e 4 mesi (9 anni e 6 mesi in primo grado), Giambattista Spallanzani a 2 anni e 8 mesi (9 anni in primo grado), Attilio Angelini a 2 anni (9 anni e 2 mesi). Invece Fabio Riva, l’ex vicepresidente di Riva Fire, e Luigi Capogrosso, sono stati assolti in secondo grado.
«E' una vicenda processuale complessa e dolorosa come troppe ormai in Italia, cominciata nel 2012 al
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Il processo Ambiente Svenduto
Da quanto riferito dall’ingegnere nel corso della sua esposizione, gli innumerevoli investimenti effettuati durante la gestione della famiglia Riva, dal 1995 al 2011, ammontano complessivamente
La Codacons la spara grossa: 5000 euro per tutti... Demagogia per farsi pubblicità e seminare illusioni
Il Codacons ha inviato una formale diffida al ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, chiedendo di essere convocato in rappresentanza dei cittadini di Taranto alla riunione tra azienda e sindacati al ministero. Ne dà notizia il Codacons il cui presidente, Carlo Rienzi, sottolinea che «ancora una volta le decisioni importanti sull’Ilva vengono prese escludendo i diretti interessati, ossia gli abitanti di Taranto». «Per tale motivo – precisa – abbiamo diffidato formalmente il ministro Di Maio a convocarci all’incontro odierno, perché anche i cittadini devono poter partecipare e apportare il proprio contributo alla causa Ilva». L’associazione annuncia che «presenterà a breve una mega azione collettiva alla Corte Europea dei diritti dell’uomo sulla base della recente sentenza della stessa Corte che ha riconosciuto violazioni alla Convenzione Europea dei Diritti Umani nella tortuosa vicenda Ilva». «Azione con la quale il Codacons – conclude l’associazione – si propone di far ottenere ad ogni abitante di Taranto cinquemila euro di indennizzo per i danni ambientali e morali subiti». (Fonte ANSA).
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Depositato l'esposto alla Procura contro l'Accordo Ilva/ArcelorMittal/Sindacati, sotto l'egida del governo/Di Maio
Questa mattina lo Slai cobas sc e operai Ilva in rappresentanza del Comitato lavoratori Cigs Ilva AS hanno depositato presso la Procura della Repubblica di Taranto una lunga denuncia-querela contro Ilva AS, ArcelorMittal, Sindacati firmatari per l’Accordo del 6 settembre 2018.
Chiediamo che si apra una inchiesta sulla illegittimità di quest'Accordo.
Di seguito, STRALCI DELL'ESPOSTO-DENUNCIA
I criteri di selezione stabiliti dall’Accordo, nonchè quelli applicati anche in peggio da AM InvestCo
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Appalti comunali, domani una rappresentanza di lavoratori al Consiglio comunale: Basta con contratti precari, con proroghe di pochi mesi, sempre a rischio peggioramenti; vogliamo lavoro stabile e sicuro
DOMANI MATTINA ALLE 10 RAPPRESENTANTI DEI COBAS DEGLI APPALTI COMUNALI SARANNO PRESENTI AL CONSIGLIO COMUNALE
per conoscere le determinazioni dell’Amministrazione comunale, date le forti preoccupazioni dei lavoratori circa la loro situazione lavorativa, sia nell’immediato - scadenza dei contratti di appalto - sia per il futuro.
I LAVORATORI SLAI COBAS CONSEGNERANNO AI CONSIGLIERI COMUNALI, ALLA GIUNTA UN COMUNICATO.
Un quadro, parziale della situazione:
LAVORATORI DIP BITELLA - EX PASQUINELLI - Hanno avuto un’ulteriore proroga del loro contratto di 2 mesi! Ma lo slai cobas ha già detto NO a proroghe, contratti "tampone" di pochi mesi. Vogliamo il rientro stabile dei lavoratori nel loro lavoro, nel ciclo raccolta differenziata e selezione rifiuti. Nonostante i mesi trascorsi e il prossimo completamento dei lavori di automazione dell'impianto "Pasquinelli", niente è stato ancora deciso per un futuro lavorativo reale dei lavoratori e l'estensione della raccolta differenziata quanto mai necessaria alla città.
LAVORATRICI DIP TEOMA DELLE PULIZIE UFFICI COMUNALI - Questo appalto è tuttora in proroga fino a fine marzo. Ma intanto, pare che il Comune nel nuovo appalto punti a tagliare le ore - portando le 4 ore giornaliere già poche, a 3 ore - e, quindi a peggiorare le condizioni di più di 50 lavoratori.
LAVORATRICI ASILI - Promesso da quest'estate, attuato in tempo di mai... l'aumento dell'orario di lavoro a 20 ore settimanali delle circa 90 lavoratrici, che ancora stanno alla vergognosa condizione di 1,50 ore al giorno e 11 settimanali! A questa inaccettabile e illegittima situazione poi si aggiungono i periodi di sospensione (estivi, natalizi e altre festività), dove le lavoratrici perdono mesi, settimane, giornate di lavoro e quindi di salario. Continua, inoltre, a non essere riconosciuta alle lavoratrici la loro doppia attività lavorativa: pulizie e ausiliariato in violazione anche delle norme contrattuali. Infine, anche queste lavoratrici sono in "proroga"...
LAVORATORI DEL SERVIZIO DI CUSTODIA - DIP SERVIZI INTEGRATI - Anche per questi lavoratori si avvicina il termine del contratto di appalto e non si sa che succederà. Ma in questi anni il lavoro di questi lavoratori è ancora peggiorato.Un esempio è il Parco del Mirto, uno dei rari "polmoni verdi" di questa città, sito tra l'altro in uno dei quartieri inquinati, è di nuovo piombato nel degrado. Il Comune invece di incrementare il servizio ha fatto ridurre da 4 a 1 lavoratore gli addetti alla custodia, pulizia del Parco, aumentando il suo stato di abbandono.
AL SINDACO MELUCCI - TARANTO
ALL’ASS. VIGGIANO
ALL’ASS. MOTOLESE
Oggetto: appalti comunali - richiesta incontro
GIOVEDI’ 31 GENNAIO una rappresentanza dei lavoratori degli appalti comunali: manutenzione verde ditta Bitella (ex Pasquinelli), pulizie uffici e strutture comunali ditta Teoma, pulizie e ausiliario asili comunali e custodia aree ditta Servizi Integrati, sarà presente al Consiglio comunale.
Si chiede di avere, ad latere dello stesso Consiglio, incontri con gli assessori competenti, per conoscere le determinazioni di codesta Amministrazione comunale, date le forti preoccupazioni dei lavoratori circa la loro situazione lavorativa sia nell’immediato - scadenza dei contratti di appalto - sia per il futuro.
Domani i sindacati a Roma e lo Slai cobas alla Procura a denunciare l'Accordo Ilva/Mittal
Far sbarcare i migranti! - Facciamo sentire la nostra voce anche dalla Taranto antirazzista
Prosegue la mobilitazione a Catania e dal 2 al 9 febbraio in tutta italia, per far sbarcare i migranti della Sea watch e contro il decreto sicurezza
Accordo AM/CIGS ILVA - presidio conferenza stampa Tribunale di via Marche 30 gennaio ore 9.30
Invito alla stampa tv, a tutti i mass media e alle associazioni interessate
comunicato ai lavoratori AM e AS Ilva in cigs
- I sindacati firmatari dell’accordo del 6 settembre a Roma per incontrare Arcelor Mittal e chiedere di rispettare l’accordo, lamentandosi per i numeri non raggiunti di assunzioni 8.200 e i trasferimenti di reparto;
- noi Slai cobas per sindacato di classe Taranto e comitato cassintegrati Ilva AS alla Procura di Taranto per denunciare e chiedere di aprire una inchiesta sull’accordo illegittimo e truffaldino che ha messo fuori 2600 operai con criteri discriminatori, che trasferisce operai come pacchi postali da un reparto all’altro, che fa entrare le ditte esterne al posto dei cassintegrati, che rende ancora più precarie le condizione di sicurezza dei reparti con organici tagliati o non adatti, che viola leggi accordi contratti e diritti sindacali esistent.
Presidio conferenza stampa tribunale di via marche 30 gennaio ore 9.30
comitato cassintegrati AS ILVA
Appello a dare continuità alla manifestazione antirazzista di sabato 19 - Slai cobas sc
Apriamo i porti - Accoglienza
No razzismo No Salvini
Dopo la buona manifestazione di sabato 19 gen
proponiamo di fare una nuova iniziativa, questa volta al porto
perché anche Taranto "apra il suo porto" per accogliere i migranti lasciati in mare.
Slai cobas per il sindacato di classe - info 347-5301704
Processo Ilva - Capogrosso: “Non possiamo ottenere che le polveri siano zero ai Tamburi”... E ll PM Buccoliero (quello che dovrebbe essere l'accusa") gli riconosce “una grande correttezza nel dire come stanno le cose”
L'Ing. Capogrosso ex Direttore dell'Ilva fino al 2012, imputato nel processo "Ambiente svenduto" ha continuato questa settimana nella sua "lezione" sull'Ilva: ha spiegato le tappe dello stabilimento, gli impianti, la catena di comando, gli interventi e le molte spese fatte per la sicurezza...; per affermare che l'azienda ha fatto tanto. E poi dice: “Non possiamo ottenere che le polveri siano zero ai Tamburi”.
Ma le dichiarazioni di Capogrosso, che di fatto costituiscono ammissione della logica di padron Riva ("Io produco acciaio... non posso occuparmi anche dei problemi degli abitanti di Taranto") avvengono in un clima di "cortesia", di "rispetto" - come se non si sta parlando di centinaia di operai morti, di cittadini morti o ammalati di tumore.
(da Taranto Buona sera)
L’ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso, uno dei principali imputati di reati ambientali nel processo “Ambiente svenduto”, ha ripercorso le tappe storiche della fabbrica più grande d’Europa, a partire dal passaggio dalla gestione pubblica a quella privata, della famiglia Riva, iniziata nel 1995. Stando alla deposizione di Capogrosso, i Riva non ereditarono un gioiello, sotto il profilo ambientale, in quanto “le cokerie erano messe abbastanza male per carenza di interventi e personale non specializzato”, anche perché gli investimenti erano stati concentrati sugli altiforni, era stato rifatto l’ Afo 5, nel 1994 dopo fine campagna.
Capogrosso ha ripercorso gli atti d’intesa sottoscritti nel corso degli anni e, secondo l’accusa, quasi sempre disattesi, sollecitato dalle domande del pm Mariano Buccoliero, ha fornito la sua spiegazione sugli interventi effettuati e su quelli non effettuati. Uno dei temi principali ha riguardato i parchi minerali e le emissioni di polveri provenienti dai grandi cumuli. Da quanto riferito da Capogrosso, l’impegno dell’azienda non è mancato. “Per i parchi abbiamo fatto il giro del mondo per vedere quali soluzioni venivano adottate in casi analoghi al nostro... L’unica soluzione adottata erano le barriere frangivento. per diminuire lo spolverio con un beneficio stimato fra il 30 e il 40%. Si era deciso di realizzare delle barriere ecologiche ma fu firmato l’accordo Regione, Provincia, Comune, con Fitto Commissario straordinario Ambiente il quale spiegò che quest’opera sarebbe stata realizzata dagli enti con l’Ilva perché finanziabile con dei fondi”. Un’opera rimasta sulla carta.
Sul perché, al di là degli atti d’intesa rimasti inattuati, l’azienda non abbia realizzato le coperture dei parchi, Capogrosso si è difeso sostenendo che nessuna Bat prevedeva la copertura se non per parchi di limitate dimensioni. E sulla soluzione attuale di copertura è apparso scettico: “Bisognerebbe attendere i risultati”
Capogrosso ha riferito che nell’ambito di un ridimensionamento delle emissioni sono stati realizzati “impianti per lo scarico della loppa direttamente sulle navi, eliminando il trasporto a bordo dei camion”.
Un’altra innovazione riguarda la realizzazione di “strade interne ai parchi”, l’acquisto e l’utilizzo di “spazzatrici automatiche”, “macchine dei parchi, automatizzate e con tecnologia che consentiva l’utilizzo senza personale”. A ciò si aggiungono “le pratiche operative e la centralina che rilevava la polverosità e faceva scattare l’intervenire il sistema di ‘spruzzaggio’ e il sistema filmante”. Quando il pubblico ministero gli ha fatto notare che gli interventi sono stati insufficienti e le polveri sono arrivate ugualmente al quartiere Tamburi, l’ex direttore dello stabilimento si è difeso spiegando che eliminare lo spolverio è impossibile: “Non possiamo ottenere che le polveri siano zero ai Tamburi”.
L’installazione delle centraline? “Non avevamo problemi a installarle, le avremmo installate ma intervenne l’incidente probatorio e i legali ci consigliarono di fermarci di fronte agli accertamenti in corso in quel periodo”. Per lunghe ore, in tre udienze, Capogrosso ha mostrato grande sicurezza su tutti gli argomenti al centro del contraddittorio. Il pm Buccoliero gli ha riconosciuto “una grande correttezza nel dire come stanno le cose”. Il processo dinanzi alla Corte d’Assise di Taranto proseguirà la prossima settimana con l’esame di altri dirigenti Ilva.
ALCUNI DATI SCIORINATI DA CAPOGROSSO
STABILIMENTO – dati 2011
Impianti: 15 milioni di metri quadri - 66 ettari di parchi minerali
Discarica Mater Gratiae Ilva: "Grave disastro ambientale" - Riceviamo da PeaceLink
L'accusa è di particolare rilevanza: "grave disastro ambientale" che avrebbe creato un "grave pericolo per la pubblica incolumità".
Gli imputati sono nove e il faro acceso dalla magistratura punta su quanto è avvenuto dal 1995 a oggi vicino alla discarica Mater Gratiae dell'ILVA, situata fra Taranto e Statte.
PeaceLink è stata individuata dalla magistratura come "parte offesa" e come tale è stata ufficialmente avvisata dal GUP (giudice udienza preliminare) Pompeo Carriere dell'udienza preliminare che si terrà alle ore 9 del 28 gennaio 2019 nell'aula d'udienza GUP, a Taranto in via Marche al piano terra.
Con l'udienza preliminare del 28 gennaio è prevedibile l'apertura di un nuovo fronte giudiziario su questioni di grande rilevanza in quanto la magistratura accusa gli imputati di aver contaminato acque e terreni destinati ad attività agricola mediante cumuli di rifiuti, con il relativo dilavamento di sostanze velenose che sarebbero finite anche nella falda.
E' stato il pubblico ministero Mariano Evangelista Buccoliero a richiedere l'emissione del decreto che dispone il giudizio nei confronti dei nove imputati che hanno lavorato nell'ILVA con incarichi di particolare responsabilità.
Gli imputati sono accusati di un "medesimo disegno criminoso" in concorso fra loro relativo allo sversamento di circa 5 milioni di tonnellate di cumuli di rifiuti pericolosi e non pericolosi di origine industriale situati sull’argine sinistro della Gravina Leucaspide (tra Taranto e Statte) e della mancata messa in sicurezza di diverse discariche abusive a cielo aperto relative agli stessi rifiuti. Si tratta di un enorme quantitativo di rifiuti, corrispondente al peso di circa 5 milioni di automobili.
Secondo l'accusa questo sarebbe avvenuto senza alcuna documentazione, senza coperture per evitare la dispersione di polveri pericolose per la salute e senza le dovute precauzioni per evitare la dispersione nella falda del percolato. Ciò avrebbe causato un grave disastro ambientale provocando l’inquinamento dell’ambiente circostante e delle acque pubbliche torrentizie, oltre a quelle meteoriche che dilavavano i cumuli dei rifiuti, trasportando le sostanze nocive, inquinando in tal modo sia i terreni che la falda e causando un "grave pericolo per la pubblica incolumità".
Va da sé che gli imputati godono della presunzione d'innocenza, ossia del principio giuridico secondo il quale un imputato è considerato non colpevole sino a che non sia provato il contrario.
Quello che tuttavia oggettivamente tutti possono vedere con i propri occhi percorrendo la Gravina Leucaspide è la distruzione di una zona di grande pregio paesaggistico e naturalistico che doveva essere sottoposta a vincoli e alla relativa tutela. Il Pubblico Ministero traccia un quadro impressionante descrivendo cumuli di rifuti di oltre trenta metri sul piano campagna che sono franati, precipitando nella gravina e deviando il corso d'acqua che l'attraversava, deturpando l'ambiente e inquinando sia i terreni che la falda.
Questa vicenda non è solo una questione giudiziaria ma descrive in modo spietato e crudo l'incuria per beni comuni millenari e preziosi. Tutto questo è stato fatto senza alcuna considerazione per le generazioni future. E' una storia terribile che ha visto tante persone voltarsi dall'altra parte. Noi no. PeaceLink ha tenuto gli occhi aperti e sarà la sentinella di quella parte della comunità che non accetta più simili atteggiamenti incivili.
La recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Straburgo - che ha dato ragione ai cittadini - ci incoraggia ad andare avanti perché a Taranto nessuno goda più dell'impunità.
Ieri dagli operai di Taranto che si oppongono alla Mittal al popolo in India che lotta contro le mutinazionali e il governo fascista Modi
Prossimamente pubblicheremo la relazione introduttiva
"APRIAMO I PORTI - RESPINGIAMO IL RAZZISMO" - DA CATANIA A OVUNQUE E' NECESSARIO E POSSIBILE
Dopo la buona manifestazione di sabato scorso, proponiamo di fare anche a Taranto una nuova iniziativa al porto
Il comunicato di Antirazziste ed antirazzisti Catanesi
Dopo l'approvazione del Decreto Salvini il clima di intolleranza e la continua negazione dei diritti fondamentali dei migranti hanno purtroppo preso ancor più vigore.
Dopo la conclusione del salvataggio dei 49 migranti da parte delle navi umanitarie delle Ong Sea Watch e Sea Eye (che insieme ad altre hanno salvato decine di migliaia di vite umane e che per questo vengono sempre più criminalizzate) il 2019 inizia con oltre 200 morti solo pochi giorni fa. I governi europei si accodano ai deliri razzisti di Salvini&amp;pentastellati nello scaricabarile dei porti disponibili ad accogliere ed addirittura i migranti “salvati” dalla nave cargo della Sierra Leone consegnano ai carnefici libici 140 persone bisognose di protezione umanitaria. Da giorni è ripreso il calvario per altri 47 migranti a bordo della Sea Watch3 , che adesso si trova nella rada di Marina di Melilli (Sr), in attesa di un porto sicuro dove poter sbarcare donne, uomini e bambini. Oramai il naufragio dei diritti umani della fortezza Europa è sempre più evidente e bisogna resistere alla crescente barbarie e disobbedire alle leggi ingiuste.
Centinaia di richiedenti asilo vengono espulsi (vedi il Cara di Castelnuovo di Porto) dalle strutture di accoglienza ,riversandosi senza alloggio nelle strade delle nostre città, perché di punto in bianco il
Mittal - conoscerlo per combatterlo - Iniziativa questa sera
E' padron Mittal - padrone oggi dell'ex Ilva - a rappresentare l'economia indiana al vertice mondiale di Davos.a fianco di Modi guida di un governo fascista indù' antioperaio e massacratore e insieme a lui Jindal - che voleva l'ilva e ora ha preso l'acciaieria di Piombino
Oggi - presso lo Slai cobas via Livio Andronico 47 Taranto dalle ore 18 - si parla di Mittal.
Come ha costruito il suo impero? Che è successo e succede nelle sue fabbriche e in particolare in India? - Quali rapporti con il governo indiano oggi fascista indù e grande repressore di operai contadini, donne, giovani, intellettuali, popolazioni di intere zone povere?
Si è tenuta la seconda riunione della Formazione operaia a Taranto, presenti compagni, operai Ilva, donne lavoratrici, militanti.
Essa si sta facendo usando le lezioni già apparse on-line su 'Lotte di classe in Francia'.
Questa Formazione però perchè serva realmente deve vedere una diversa partecipazione dei compagni.
Alcuni dei presenti non avevano letto il testo su cui vi dovevano essere interventi per atteggiamento liberalista, incomprensione dell'importanza attuale della teoria marxista militante per l'analisi politica e la battaglia di classe da condurre nel proletariato; altri militanti da lungo periodo si limitano a ripetere le cose dette da chi guida la formazione senza un lavoro proprio, semplice e con stile proletario che serva effettivamente alla crescita dei compagni operai presenti; altri compagni hanno appena cominciato e devono essere aiutati con la lettura collettiva del libro di Marx.
Sono problemi che vanno superati con un diverso atteggiamento ideologico e un metodo migliore sin dai prossimi appuntamenti.
ILVA TARANTO - La Corte di Strasburgo condanna l'Italia per emissioni tossiche
Padroni Ilva - governi, compreso l'ultimo fascio-populista e ingannapopolo Di Maio/Salvini colpiti dalla sentenza - anche se essa non ha una conseguenza diretta.
Ora bisogna fare entrare questo parere nel Processo AMBIENTE SVENDUTO e deve servire a operai e cittadini per aprire lo scontro con i nuovi padroni indiani MITTAL perchè vengano imposte misure ordinarie e straordinarie a difesa di salute, ambiente e lavoro e cancellata l'immunità penale.
Convegno nazionale a Taranto il 13 marzo
info slaicobasta@gmail.com - 3475301704
E' stata appena pubblicata la Sentenza emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel Procedimento n. 54414/13 (F. Cordella ed altri contro Italia).
L’iniziativa è stata promossa, nel 2013, da 182 tarantini, in due diversi momenti.
La Corte ha poi accorpato la trattazione delle due istanze.
I ricorrenti hanno accusato lo Stato italiano di non aver adottato tutti gli strumenti giuridici e normativi necessari per garantire la protezione dell’ambiente e della salute dei tarantini ma, al contrario, le leggi emanate e susseguitesi nel tempo, hanno avuto il preciso scopo di tutelare, esclusivamente, gli interessi dell’Ilva, così le disposizioni della Convenzione Europea dei Diritti Umani di cui agli articoli n. 2
(nella parte in cui dispone che “il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il reato sia punito dalla legge con tale pena”), n. 8 (nella parte in cui dispone che “ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio”), e n. 13 (nella parte in cui dispone che “ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto a un ricorso effettivo davanti a un’istanza nazionale”).
Una logica già ampiamente condannata dalla popolazione tarantina, soprattutto alla luce dei risultati degli studi scientifici (tra gli altri, lo studio “Sentieri” dell’Istituto Superiore di Sanità) e delle perizie chimico-ambientale ed epidemiologica realizzate dagli esperti incaricati dal Giudice per le Indagini Preliminari, dott.ssa Patrizia Todisco, agli inizi dell’inchiesta sull’Ilva, nel corso dell’incidente probatorio nel procedimento penale “Ambiente Svenduto”.
Ad una prima lettura, la CEDU condanna l’Italia a risarcire a ciascuno dei ricorrenti con 5mila euro. Tutta da leggere la sentenza (che vi proponiamo integralmente in questo link: SENTENZA CEDU), che pare non possa cambiare lo stato delle cose, ma certamente – ripetiamo, a un primissimo commento – c’è una condanna morale su come i nostri governanti hanno agito salvaguardando prima di tutto il profitto industriale, trascurando così il diritto alla salute dei tarantini e dell’intero territorio.
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Mattarella ieri a Genova all'ex Italsider, non certo per i tanti operai morti sul lavoro in questa città!
Ma per commemorare Guido Rossa, ucciso negli anni 70 dalle BR. Ma il vero terrorismo è quello dei padroni - Un altro operaio morto all'Ansaldo
Ansaldo Energia, morto un operaio in via Nicola Lorenzi
Gli operai dell’Ansaldo nel piazzale dopo il tragico incidente (foto Fornetti)
Genova - Eros Cinti, un operaio di 42 anni, è morto questa mattina poco dopo le 8 in via Nicola Lorenzi nel piazzale interno alla sede di Ansaldo Energia lungo il torrente Polcevera; Cinti era vedovo e padre di due figli di 6 e 11 anni.
Eros Cinti era nato a Genova ed era cresciuto a Begato. Dopo essersi sposato si era trasferito a Pontedecimo.
La dinamica dell’incidenteSecondo una prima ricostruzione, l’uomo, che lavorava per la ditta Geko, stava movimentando un
Il volantino diffuso questa mattina ad ArcelorMittal

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